Settimanale
Fondato il 15 dicembre 1969
Nuova serie - Anno XXXIX - N. 33 - 17 settermbre 2015
Discorso di Federico Picerni, a nome del CC del PMLI, per il 39° Anniversario della scomparsa di Mao
Mao e l’istruzione
nel socialismo
Firenze, 6 settembre 2015. Commemorazione di Mao nel 39° Anniversario della scomparsa.
Vigorosi e militanti interventi dei delegati delle istanze di base sostengono Mao, il socialismo e il PMLI, contro il governo Renzi e la “Buona
scuola”. Importanti interventi di due operai simpatizzanti del PMLI. Tutti in piedi per il cordoglio e il dolore per l’ecatombe dei migranti
Brillante discorso di Picerni sulla linea
di Mao sull’istruzione. Cacciamo Renzi
per affossare la “Buona scuola”
Martenghi, applauditissima: Applichiamo le indicazioni di Scuderi sui giovani e gli studenti, ispirate dal pensiero di Mao
Scuderi: “Questa Commemorazione di Mao rimarrà negli annali del PMLI”
PAGG. 2-3
2 il bolscevico / Commemorazione di Mao
N. 33 - 17 settembre 2015
Vigorosi e militanti interventi dei delegati delle istanze di base sostengono Mao, il socialismo e il PMLI, contro il governo Renzi e la “Buona
scuola”. Importanti interventi di due operai simpatizzanti del PMLI. Tutti in piedi per il cordoglio e il dolore per l’ecatombe dei migranti
Brillante discorso di Picerni sulla linea
di Mao sull’istruzione. Cacciamo Renzi
per affossare la “Buona scuola”
Martenghi, applauditissima: Applichiamo le indicazioni di Scuderi sui giovani e gli studenti, ispirate dal pensiero di Mao
Scuderi: “Questa Commemorazione di Mao rimarrà negli annali del PMLI”
Come ogni anno anche
quest’anno, nel 39° Anniversario
della sua scomparsa, il PMLI ha
ricordato degnamente e solennemente Mao, con una Commemorazione pubblica tenutasi domenica 6
settembre a Firenze. E lo ha fatto
nel suo stile marxista-leninista militante, non soltanto per dimostrare
che Mao è e sarà sempre vivo per
il PMLI, ma anche per trarre dal
suo inesauribile pensiero i preziosi
insegnamenti per orientare tutto il
Partito: tanto nelle lotte politiche,
sindacali, studentesche e sociali
quotidiane, quanto nella lotta strategica a lungo termine per l’emancipazione del proletariato e la conquista del socialismo in Italia.
Per questo ogni Commemorazione di Mao è un evento speciale,
che non ha niente a che vedere
con le rituali e retoriche celebrazioni borghesi, bensì è un appuntamento militante, che impegna tutto
il Partito, dai dirigenti, alle istanze
di base fino ai simpatizzanti attivi,
a fare uno sforzo creativo, sui piani
personale e collettivo, per arricchire in base al tema scelto per l’occasione e alla luce del pensiero di
Mao, la linea politica, strategica e
tattica che armerà il PMLI per affrontare con successo le lotte e
le sfide che ad ogni nuovo anno
si presentano. E anche stavolta
il PMLI ha realizzato pienamente
l’obiettivo, facendo di questa Commemorazione di Mao, come ha rilevato il Segretario generale, compagno Giovanni Scuderi che l’ha
presieduta, un evento “che rimarrà
negli annali del Partito”.
Quest’anno il tema scelto era
“Mao e l’istruzione del socialismo”,
e ad illustrarlo brillantemente a
nome del Comitato centrale del
PMLI è stato Federico Picerni, Responsabile della Commissione giovani. Un tema quanto mai attuale e
caldo, con gli studenti, i docenti e il
personale ATA delle scuole e delle università italiane in lotta contro
la controriforma piduista della cosiddetta “Buona scuola” del nuovo
duce Renzi: un’occasione d’oro per
le studentesse e gli studenti marxisti-leninisti per legarsi e mettere
radici tra i giovani e nel movimento
studentesco. Ma anche un tema
strategico per capire più in generale la natura di classe dell’istruzione
e il suo carattere nel socialismo.
Temi, quelli dei giovani e dell’istruzione, che sono sempre stati considerati di primaria importanza da
Mao, e a cui il grande Maestro del
proletariato internazionale ha dedicato non solo i suoi anni giovanili,
partecipando in prima persona e
guidando le lotte studentesche in
Cina, ma tutta la sua vita.
Ad accogliere dirigenti, militanti, simpatizzanti e amici del
Partito provenienti da ogni parte
d’Italia per partecipare alla Commemorazione era la sala delle ex
Leopoldine, nella storica piazza
Tasso, addobbata magnificamente
di rosso a cura delle Commissioni
di organizzazione e di stampa e
propaganda del Comitato centrale
del PMLI e del Comitato provinciale di Firenze del PMLI. Davanti
a loro spiccavano il grande tavolo
rosso della Presidenza, con alle
spalle il grande pannello riportante il tema della Commemorazione
e lo splendido manifesto dei tempi
della Grande Rivoluzione Culturale
Proletaria, con Mao attorniato dalle giovani Guardie rosse festanti.
Ai due lati del tavolo le bandiere
La presidenza segue con attenzione il compagno Picerni mentre pronuncia il discorso ufficiale
rosse dei Maestri e del PMLI, che
si univano visivamente in un’unica
linea rossa ai manifesti del Partito
disposti lungo le due pareti laterali,
fino ad un tavolo rosso, disposto in
fondo alla sala e davanti all’ingresso, con alcune copie a colori de “Il
Bolscevico” stampate per l’occasione, i libri, gli opuscoli e le altre pubblicazioni, gli audiovisivi e le spille
del Partito. Un sottofondo musicale
con i tre Inni del Partito completava
la calorosa accoglienza dei partecipanti.
A stimolare e riscaldare il clima
di fraternizzazione che si è subito
creato tra i delegati non appena
messo piede nella sala, è stato
come sempre il compagno Giovanni Scuderi, che affiancato dal
compagno Picerni, al quale li ha
via via presentati, ha voluto accogliere e salutare personalmente
ognuno di loro, con particolare affetto per i giovanissimi, gli anziani e
i compagni in non buona salute. A
ciascun delegato il Segretario generale ha rivolto parole di incoraggiamento e indicazioni preziose
per il lavoro futuro, ed essi lo hanno
ricambiato con altrettanto affetto e
calore, spesso intrattenendo brevi
discussioni con lui. A conquistare
poi l’attenzione dei partecipanti ed
incantare tutti con la sua vivacità e
simpatia, salutando anche a pugno
chiuso, è stata Stella, la figlia di appena 2 anni dei compagni Enrico
e Moira.
Il saluto di Martenghi
ai partecipanti
Alle ore10, dopo che sulle note
de “L’Internazionale” i compagni dirigenti hanno preso posto al tavolo
della presidenza, con al centro il
Segretario generale e il compagno
Picerni al suo fianco, la Commemorazione è ufficialmente iniziata,
e Monica Martenghi, Direttrice
responsabile de “Il Bolscevico”,
Organo del PMLI, ha preso subito la parola a nome del Comitato
centrale del Partito per salutare gli
intervenuti e per tenere un appassionato e applauditissimo discorso,
pubblicato integralmente su questo
numero del giornale, che ha ben
introdotto i successivi interventi
dei delegati delle istanze di base e
dei simpatizzanti del Partito, e lanciato splendidamente il tema della
Commemorazione poi illustrato da
Picerni.
La compagna ha salutato e ringraziatole compagne e i compagni
provenienti da tutta Italia, dal Piemonte alla Sicilia e alla Sardegna,
e con particolare calore quelli che
partecipavano per la prima volta
alla Commemorazione di Mao. Un
saluto speciale ha rivolto al compagno sardo, Maurizio Littera, non
ancora arrivato in quel momento a
causa del lungo viaggio e sul quale, ha detto, “sono riposte le nostre
speranze per dare le ali al nostro
Partito in Sardegna”. Esprimendo poi tutto l’affetto del Comitato
centrale per i compagni in cattiva
salute, di cui alcuni hanno voluto
non mancare lo stesso a questo
solenne appuntamento, Martenghi
ha ricordato con gratitudine eterna, condivisa dalla sala con un
commosso applauso, i compagni
deceduti, a cominciare da Nerina
“Lucia” Paoletti.
Una dura denuncia ha rivolto ai
media borghesi, che come quasi
sempre in questa occasione hanno voluto ignorare deliberatamente
questo importante evento politico,
compresi quelli della “sinistra” borghese che si riempiono tanto la
bocca col “diritto di informazione”.
E con ancor più forza e sdegno
la compagna ha denunciato l’ecatombe dei migranti e la marchiatura nazista dei profughi, mentre
tutta la sala si alzava in piedi per
esprimere il cordoglio e il dolore del
Partito: “Chiediamo con forza che
tutti i Pesi della UE, a cominciare
dall’Italia, aprano le loro frontiere ai
profughi e ai migranti”, ha scandito
forte Martenghi tra lo scrosciare
degli applausi della sala.
Applausi che si sono infittiti via
via che la Direttrice responsabile
de “Il Bolscevico” scaldava la platea salendo di tono nella denuncia
del nuovo duce Renzi e dei suoi
provvedimenti neofascisti, antioperai, antistudenteschi e piduisti, a
cominciare dalla “Buona scuola” e
dal “Jobs Act”, fino alle controriforme elettorale, instituzionali e costituzionali piduiste che sta per completare: “Bisogna fermarlo subito, e
mandarlo a casa, con uno sciopero
generale di otto ore e con una manifestazione nazionale a Roma”, ha
scandito la compagna suscitando
un forte applauso militante della
sala. Lo stesso che ha sottolineato
gli altri passaggi salienti del suo discorso, come la denuncia della parata militare nazionalistica e guerrafondaia del 3 settembre scorso
esibita dalla cricca revisionista e
fascista di Pechino, e la messa in
guardia dei giovani dall’inganno
rappresentato dai movimenti che
nascono come nuove copertura
a sinistra del capitalismo e della
classe dominante borghese, vedi
la Coalizione sociale di Landini.
La compagna ha poi esortato
con forza ad applicare le indicazioni di Scuderi sui giovani e gli studenti, ispirate dal pensiero di Mao,
citando fra l’altro alcuni passaggi
delle conclusioni della 3ª Sessione
plenaria del Comitato centrale dedicata alla lotta del PMLI sul fronte
giovanile e studentesco, in cui il Segretario generale sottolineava che
“noi abbiamo il dovere proletario, rivoluzionario e marxista-leninista di
prestare la massima attenzione ai
giovani”. Ed esortava le studentesse e gli studenti marxisti-leninisti a
“diventare dei punti di riferimento e
dei leader degli studenti, conquistando questi riconoscimenti sul
campo di battaglia”.
Diversi applausi hanno sottolineato in modo particolare la presentazione della figura personale
e politica dell’oratore, Federico
Picerni, via via che la compagna
ne illustrava i molti meriti e contri-
buti al PMLI, accresciuti dalla sua
giovane età e modestia personale,
tra cui la traduzione di opere inedite di Mao pubblicate su “Il Bolscevico”. Egli ha reso “un servizio
inestimabile a tutto il Partito, alla
classe operaia e alle ragazze e ai
ragazzi che si battono contro il capitalismo e per il cambiamento”, ha
detto Martenghi citando le parole
dell’editoriale di Scuderi che accompagnava quella storica impresa pubblicistica. “Egli è un esempio
di intellettuale marxista-leninista”,
ha aggiunto proseguendo nella citazione del Segretario generale tra
gli applausi calorosi ed entusiasti
dei partecipanti, “un vero allievo di
Mao e del PMLI, come dobbiamo
esserlo tutti noi”.
Approssimandosi le conclusioni
del suo discorso introduttivo, un applauso praticamente ininterrotto ha
accompagnato le parole di Martenghi, terminate con l’esortazione a
tutto il Partito ad aiutare le studentesse e gli studenti a conquistare il
potere politico nelle scuole e nelle
università e a buttare giù il governo del neoduce Renzi, chiudendo
in mezzo all’entusiasmo generale
con il lancio delle parole d’ordine
“Mao, Mao, Mao” e “PMLI, PMLI,
PMLI” riecheggiate in un sol boato
da tutta la sala a pugno chiuso.
I saluti delle istanze
di base e dei
simpatizzanti
Prima di dare la parola ai delegati delle istanze di base e dei
simpatizzanti attivi indicati dalle
istanze di base per gli interventi di
saluto al Partito, in ordine dal Sud
al Nord che ad ogni Commemorazione viene alternato, ed eccezionalmente aperti in omaggio al
proletariato dal compagno operaio
Alessandro Frezza di Viggiù (Varese) e chiusi, in omaggio ai giovani
militanti de PMLI, dal compagno
Maurizio Littera dell’Organizzazio-
ne di Uras (Oristano), Martenghi
ha dato lettura dell’elenco delle
istanze di base che per motivi di
salute, professionali o economici
non hanno potuto partecipare alla
Commemorazione e che hanno inviato messaggi, e l’elenco dei simpatizzanti e amici non presenti che
hanno inviato dei messaggi, e di
cui per motivi di tempo non è stata
data lettura, informando che sarebbero stati tutti pubblicati su questo
numero de “Il Bolscevico”. Di alcuni
di essi, però, è stata data lettura in
estratti dalla compagna nel corso
degli interventi, come quello della
compagna Aurora, responsabile
dell’Organizzazione di Caltagirone
(Catania), in omaggio alle studentesse e studenti marxisti-leninisti
impegnati nelle lotte studentesche;
quello del compagno Francesco,
responsabile dell’Organizzazione
di Taurianuova (Reggio Calabria),
in omaggio ai più giovani militanti
del PMLI; quello del compagno
Giuseppe Scarfì, coautore dell’Inno
del Partito, in omaggio ai compagni
afflitti da gravi malattie; nonché il
messaggio di saluto della Segretaria del PRC di Biella, compagna
Lucetta Bellomo.
A proposito di quest’ultimo
messaggio, in cui oltre a rendere
omaggio a Mao si sottolineano gli
ottimi rapporti di fronte unito con
l’organizzazione di Biella del PMLI,
il compagno Scuderi ha così commentato: “Viva i compagni di base
del Partito della rifondazione comunista e degli altri partiti che si
richiamano al comunismo e congratulazioni vivissime all’organizzazione di Biella che è riuscita a
stabilire dei rapporti di fronte unito,
di alleanza e di unità d’azione per
quanto riguarda la lotta contro questo governo fascista e piduista e
contro la “Buona scuola” e per tutti
i problemi che riguardano le masse biellesi. Prendiamo esempio dai
compagni biellesi per allargare le
nostre alleanze verso la base di
questi partiti, ma anche con questi partiti, indipendentemente dalle profonde e insanabili divisioni
che abbiamo a livello ideologico e
a livello strategico. Ma dobbiamo
unirci per tutte le questioni che riguardano le masse popolari, che
riguardano il benessere delle masse popolari, che riguardano la democrazia, la libertà e il futuro del
nostro popolo”.
Purtroppo l’importante messaggio del compagno Alessandro
Fontanesi, Segretario del PCDI di
Reggio Emilia è arrivato dopo la
Commemorazione, ma viene pubblicato lo stesso su questo numero
de “Il Bolscevico”.
È naturalmente impossibile dare
un resoconto esauriente di tutti i
numerosi e importanti interventi,
alcuni dei quali sono d’altronde
pubblicati integralmente in questo
numero. Ma va senz’altro detto che
ciascuno dei delegati, nonostante
i soli due minuti a disposizione a
causa della limitatezza del tempo
rispetto al serrato programma della manifestazione, ha saputo farne
tesoro con successo, riuscendo ad
esprimere con la massima chiarezza e vigore il proprio pensiero, a sostegno di Mao, del socialismo e del
PMLI, contro il governo del neoduce Renzi e la “Buona scuola”. Tutti
insieme, compagne e compagni,
giovani e anziani, operai, studenti
SEGUE IN 3ª
➫
Commemorazione di Mao / il bolscevico 3
N. 33 - 17 settembre 2015
I due motivi che pongono questa commemorazione negli annali del Partito
Scuderi: “Le figlie e i figli migliori della
classe operaia devono
continuare a essere la testa
e la spina dorsale del PMLI”
di Giovanni Scuderi
Care compagne e cari
compagni, permettetemi che
dica due parole anch’io.
Penso che questa commemorazione di Mao rimarrà negli annali del Partito,
per due motivi.
Anzitutto perché col brillante discorso del compagno Federico Picerni abbiamo verificato che i giovani
dirigenti nazionali del PMLI
sono già in grado di essere i continuatori della nobile
causa del socialismo in Ita-
Il compagno Scuderi, dopo
l’importante intervento a
conclusione della Commemorazione, risponde a pugno
chiuso agli applausi della sala
➫ DALLA 2ª
e intellettuali, ciascuno portando
esempi vivi e concreti della propria
esperienza di lotta, di lavoro, di vita
e di studio dalle rispettive realtà di
provenienza, hanno suonato un
unico spartito marxista-leninista
dando anche stavolta un contributo
fondamentale alla degna riuscita di
questo appuntamento annuale del
PMLI, per ricaricarlo di energie fresche e proiettarlo con slancio nella
nuova stagione di lotte che si apre
con l’autunno.
Quello della denuncia della
“Buona scuola” di Renzi e Giannini è stato tra i temi dominanti degli
interventi, individuato giustamente
come un architrave del programma
piduista di Renzi e uno dei terreni
di lotta più caldi e attuali che sta
per riaprirsi con la riapertura delle
scuole e delle università. Lo hanno
sottolineato in particolare i compagni studenti, insegnanti e un simpatizzante lavoratore del personale
ATA, ma anche diversi compagni
operai, che hanno rimarcato giustamente il legame stretto che c’è
e ci deve essere tra le lotte studentesche contro la “Buona scuola” e
quelle operaie, contro il “Jobs Act”
e l’attacco ai diritti dei lavoratori e al
sindacato, per promuovere un unico fronte unito di lotta per arrivare
ad uno sciopero generale di otto
ore per buttare giù il governo Renzi.
A questo riguardo particolarmente
importanti sono stati gli interventi
di due simpatizzanti operai, Alberto
Signifredi di Parma e Andrea del
Mugello (Firenze), che praticamente all’unisono hanno messo in
rilievo l’importanza fondamentale
di non allentare mai il legame tra il
proprio impegno quotidiano di lotta
politica e sindacale in fabbrica al
marxismo-leninismo-pensiero
di
Mao e al PMLI.
Altri temi affrontati negli interventi sono stati le condizioni del
Mezzogiorno, le condizioni dei giovani in Italia, il precariato,le condizioni bestiali a cui sono sottoposti
i migranti e tanti altri. Moltissimi,
anche citando suoi famosi discorsi,
hanno ricordato Mao e la sua attenzione verso i giovani, ricordando la
Grande Rivoluzione Culturale Proletaria che li vide protagonisti sotto
l’impulso e la direzione di Mao per
sconfiggere l’educazione e la cultura borghesi e il revisionismo.
I commenti
e incoraggiamenti
di Scuderi
Grande è stato in generale
l’amore per Mao espresso dai
militanti e simpatizzanti nei loro
interventi. Il compagno anziano
Lorenzo Santoro della provincia di
Bergamo (“questo giovane-anziano compagno, anziano forse nel
fisico ma giovanissimo nello spirito”, lo ha presentato la compagna
Martenghi), ha ricordato in modo
toccante la commemorazione di
Mao da lui fatta nel 1976 a Sesto
San Giovanni, la “Stalingrado d’Italia”, insieme ad altri suoi compagni
marxisti-leninisti usciti dal PCI revisionista. Mentre parlava Scuderi è
andato ad abbracciarlo e insieme a
lui, tra gli applausi commossi della
sala, ha scandito la bella citazione
di Mao sui comunisti, che recita:
“Noi comunisti siamo come i semi
e il popolo è come la terra. Ovunque andiamo dobbiamo unirci al
popolo, mettere le radici e fiorire in
mezzo al popolo”.
Come sempre, infatti, il Segretario generale non ha mancato di far
sentire la sua voce nel corso degli
interventi, sottolineando i passaggi
più significativi con parole di apprezzamento e di incoraggiamento.
Come quando, dopo l’intervento
di un simpatizzante intellettuale,
che aveva svolto una serrata critica al progetto scolastico piduista
di Renzi, ha così voluto rivolgere
un pensiero a tutti i compagni che
come lui sono in cattive condizioni di salute: “Viva i compagni che
nonostante abbiano gravissimi problemi di salute sono venuti qua con
noi a commemorare Mao, addirittura hanno presentato il loro saluto.
Questi compagni sono particolarmente presenti – i compagni che
sono qui e quelli che non sono qui
e che hanno problemi di salute –
nel nostro cuore”.
Importanti e stimolanti, per le
prospettive di sviluppo del Partito
su tutto il territorio nazionale, sono
state anche le parole che Scuderi
ha pronunciato dopo aver ringraziato e abbracciato calorosamente
il compagno Maurizio di Uras, al
termine del suo bel discorso che
ha chiuso splendidamente gli interventi, tanto più apprezzabile dato
il “viaggio allucinante” (parole sue)
che il compagno ha dovuto affrontare per essere presente alla commemorazione: “Siamo tutti quanti
compartecipi di un evento storico,
che non riguarda solo il compagno
Maurizio ma tutto il Partito e tutto
il proletariato”, ha rimarcato infatti il
Segretario generale. “Finalmente
siamo riusciti a mettere un piede
nella cara Sardegna. Tutte le nostre
speranze, come ha detto la compagna Martenghi, sono riposte nel
compagno Maurizio. E poi possiamo credo aggiungere, anche sul
compagno Vincenzo di Nuoro, che
proprio in questi ultimissimi giorni
si è legato praticamente al Partito.
Auguri a questi due compagni e
viva le masse della Sardegna”!
Il brillante discorso
di Picerni
È in questo clima partecipato e
militante, riscaldato dal trascinante
discorso di Martenghi e dagli interventi di corale adesione a Mao
e al Partito da parte dei militanti
e simpatizzanti, e illuminato dai
puntuali e importanti commenti del
Segretario generale, che ha quindi
preso la parola il compagno Federico Picerni per tenere il discorso
commemorativo a nome del Comitato centrale del PMLI, che per ragioni di tempo è stato letto in forma
ridotta, ma che viene pubblicato in
forma integrale su questo numero
de “Il Bolscevico”.
Un discorso che il compagno
ha letto con grande autorevolezza,
con un’oratoria sobria e penetrante
che ha catturato immediatamente
l’attenzione dell’uditorio, che lo ha
seguito passo per passo fino alla
fine, sottolineandone con ripetuti
applausi i passi più significativi e
le frasi pronunciate con particolare
forza e fierezza che volta a volta
sintetizzavano in parole d’ordine
lia. Abbiamo quindi la certezza, considerando anche
un’altra misura strategica,
che il nostro amato Partito
avrà un avvenire marxistaleninista. Tutti i giovani militati del Partito qui presenti
e quelli assenti per motivi di
forza maggiore devono sentirsi coinvolti in questo compito fondamentale e strategico, e agire di conseguenza
sulla base delle dieci citazioni di Mao sui marxisti-leninisti.
Il secondo motivo dell’importanza storica di questa
commemorazione di Mao
sta nell’intervento dei compagni Alberto e Andrea,
due operai simpatizzanti del
PMLI, che hanno conferma-
le brillanti analisi politiche dipanate
nel discorso.
Dimostrando di meritare ampiamente gli elogi del Segretario generale e la carica di dirigente giovanile del PMLI, Picerni ha svolto
e portato brillantemente a termine
il compito che gli era stato affidato
dal Partito, cominciando col delineare davanti all’uditorio un quadro
vivido e concreto della biografia di
Mao in rapporto ai giovani e all’istruzione nel socialismo, al suo
ruolo di ispiratore e guida della Rivoluzione Culturale diretta dal proletariato, ma con l’apporto fondamentale delle giovani generazioni
rosse, alla sua lotta per rivoluzionare la scuola, per l’insegnamento
creativo e contro l’arroganza delle
autorità accademiche borghesi.
Sintetizzando
questa preziosa
esperienza e il suo insegnamento
con la magistrale citazione di Mao:
“È necessario che la classe operaia assuma la direzione dell’educazione”, accolta da scroscianti
applausi della sala e da parole di
apprezzamento di Scuderi.
Da qui il compagno si è ricollegato con naturalezza alla situazione attuale dell’educazione in Italia,
analizzandone a fondo e mettendone in luce il carattere capitalista
borghese, denunciando la mercificazione dell’istruzione e lo stato
disastroso della scuola e della
ricerca. Una situazione destinata
a peggiorare ulteriormente con la
“Buona scuola” di Renzi, ispirata al
disegno della P2: “Un disegno che
va fermato immediatamente con
le lotte nelle scuole, negli atenei e
nelle piazze”, ha scandito il compagno tra gli applausi, chiedendo che
il prossimo sciopero proclamato
dalla FLC per ottobre sia trasformato in sciopero generale per buttare giù il nuovo duce Renzi.
Dopo aver illustrato approfonditamente la linea e le rivendicazioni
del PMLI riguardo ai giovani, agli
studenti e alla scuola, Picerni ha
allargato l’orizzonte alla situazione
generale, su cui ha attualizzato la
linea del Partito, tra cui una forte
denuncia della UE imperialista, che
“va distrutta, e l’Italia deve uscirne
subito”, ha detto tra gli applausi, ribadendo con forza che essa “deve
aprire le sue frontiere, a cominciare
to quanta forza rivoluzionaria sui piani ideologico e politico possono sprigionare i
figli migliori della classe operaia quando sono armati del
marxismo-leninismo-pensiero di Mao. Dobbiamo quindi perseverare nel lavorare
tra la classe operaia e i lavoratori e sul fronte sindacale affinché un numero sempre crescente di operaie e
di operai di avanguardia seguano il loro esempio facendo propria la teoria rivoluzionaria marxista-leninista e
unendosi al PMLI come militanti o simpatizzanti. Le figlie
e i figli migliori della classe
operaia devono continuare
a essere la testa e la spina
dorsale del PMLI. Solo così
la lotta di classe si infiammerà e arriverà il tempo della rivoluzione proletaria, dell’abbattimento del capitalismo e
della conquista del socialismo e del potere politico da
parte del proletariato.
Intanto le studentesse e
gli studenti marxisti-leninisti e le operaie e gli operai
marxisti-leninisti, sorreggendosi a vicenda e imparando gli uni dagli altri, lavorino
all’unisono per affossare la
“Buona scuola”, che è al servizio della classe dominante
borghese e del capitalismo,
e per cacciare il nuovo duce
Renzi.
Uniti e combattivi, con
Mao, gli altri Maestri e il
PMLI vinceremo!
dall’Italia, per evitare altre orribili
ecatombe di migranti e profughi”.
Picerni ha poi tracciato un quadro della situazione italiana, in cui
le condizioni delle masse continuano a peggiorare drammaticamente,
a causa della crisi capitalista e del
governo Renzi: “Confermo che egli
è una reincarnazione moderna e
tecnologica di Mussolini, Craxi e
Berlusconi”, ha scandito il compagno tra gli applausi, e “va buttato
giù prima che possa blindarsi per
vent’anni con conseguenze disastrose per le masse lavoratrici e le
libertà democratiche borghesi”.
Dopo aver ribadito che l’avvenire del proletariato è solo nel socialismo, il compagno ha rivolto alle
operaie e agli operai di valutare la
proposta del PMLI di venire con noi
per combattere insieme il sistema
capitalista, e a chi è di sinistra e
soprattutto a chi si ritiene sinceramente comunista di abbandonare
le illusioni propalate dai riformisti
e unirsi al PMLI come militanti o
simpatizzanti per lottare insieme
per l’Italia unita, rossa e socialista.
E avviandosi alle conclusioni, accompagnato ormai dagli applausi
ininterrotti e scroscianti della sala
fino alla fine, Picerni ha rivolto un
appassionato appello alle giovani e ai giovani, a cominciare dalle
studentesse e gli studenti, a non
permettere che il capitalismo e il
governo Renzi strappino loro il futuro, ma a prendere invece in mano
il loro futuro lottando per un mondo
senza più sfruttamento, disoccupazione, guerre e disuguaglianze di
classe, il socialismo.
L’intervento finale di
Scuderi
Dopo la fine dello splendido
discorso di Picerni, a cui tutta la
sala in piedi ha tributato un lungo
ed entusiastico applauso, completato dal lancio da parte della
compagna Martenghi delle parole
d’ordine “Mao, Mao, Mao”, “PMLI,
PMLI, PMLI”, ha preso la parola il
Segretario generale, per un breve
ma illuminante commento che ha
riassunto magistralmente il carattere speciale di questa 39ª Commemorazione di Mao. Un evento che
rimarrà negli annali del Partito, ha
spiegato Scuderi, anzitutto perché
ha dimostrato che ora siamo certi
che i giovani dirigenti nazionali del
PMLI sono in grado di assicurare
la continuità della causa del socialismo in Italia e l’avvenire marxistaleninista del nostro amato Partito.
E in secondo luogo perché gli interventi dei compagni Alberto e Andrea, due simpatizzanti operai del
PMLI, hanno confermato la forza
ideologica e politica della classe
operaia quando è armata del marxismo-leninismo-pensiero di Mao.
Da qui l’esortazione a perseverare nel lavoro sindacale tra la classe operaia e i lavoratori affinché si
uniscano al PMLI: “Le figlie e i figli
migliori della classe operaia devono continuare a essere la testa
e la spina dorsale del PMLI. Solo
così la lotta di classe si infiammerà
e arriverà il tempo della rivoluzione proletaria, dell’abbattimento del
capitalismo e della conquista del
socialismo e del potere politico da
parte del proletariato”, ha scandito
Scuderi con forza. E sintetizzando
in una sola parola d’ordine fulminante la via tracciata dalla Commemorazione, il Segretario generale
del PMLI ha concluso con questa
importante direttiva, che lancia il
Partito nel fuoco delle lotte che già
incalzano: “Le studentesse e gli
studenti marxisti-leninisti e le operaie e gli operai marxisti-leninisti,
sorreggendosi a vicenda e imparando gli uni dagli altri, lavorino
all’unisono per affossare la “Buona scuola”, che è al servizio della
classe dominante borghese e del
capitalismo, e per cacciare il nuovo duce Renzi. Uniti e combattivi,
con Mao, gli altri Maestri e il PMLI
vinceremo”!
Il canto degli inni del Partito,
“L’Internazionale”, “Bandiera Rossa”
e “Il Sole Rosso”,
eseguito coralmente da tutta
la sala in piedi e a pugno chiuso, seguito dal lancio delle parole
d’ordine del PMLI,e da un lungo e
felice applauso finale, hanno infine
chiuso degnamente questa Commemorazione che, come ha detto il Segretario generale, rimarrà
senz’altro negli annali del Partito.
4 il bolscevico / Commemorazione di Mao
N. 33 - 17 settembre 2015
Discorso di Federico Picerni, a nome del CC del PMLI, per il 39° Anniversario della scomparsa di Mao
Mao e l’istruzione
nel socialismo
Pubblichiamo qui di seguito
il discorso integrale pronunciato dal compagno Federico Picerni, a nome del CC del PMLI,
comprese quelle parti che non
ha letto per rimanere entro il
tempo programmato.
Il discorso del Responsabile
della Commissione giovani del
CC del PMLI è stato interrotto
più volte da scroscianti applausi, che ne hanno sottolineato i
passaggi più salienti ed è stato ascoltato con attenzione dai
presenti, per le numerose riflessioni che esso propone e le indicazioni che esso dà ai giovani affinché prendano in mano
il loro futuro e concorrano da
protagonisti alla lotta contro il
capitalismo e il governo Renzi,
per il socialismo.
Compagne e compagni, amiche e amici,
è per me un grande onore pronunciare il discorso commemorativo, a nome del Comitato centrale
del PMLI, per il 39° Anniversario
della scomparsa di Mao. Grazie
per i vostri interventi che hanno
lustrato di rosso la Commemorazione, un appuntamento al quale ci
ritroviamo ogni anno per ricordare Mao e fare una potente carica
rivoluzionaria per l’anno politico
che ci attende.
Questa Commemorazione conferma che per noi Mao non è mai
morto. Egli, come Marx, Engels,
Lenin e Stalin, vive nel PMLI e
nelle nostre lotte. Sono i loro insegnamenti, cioè il marxismo-leninismo-pensiero di Mao, che ci
orientano nella lotta di classe contro la borghesia, che ci permettono di capire, criticare e cambiare
la realtà che ci circonda, di combattere il capitalismo e la sua cultura, di conoscere e trasformare il
mondo e noi stessi. La disoccupazione endemica, la dilagante miseria materiale e morale delle masse
e dei giovani, la povertà in aumen-
to, il precariato, lo sfascio e la fascistizzazione di quello che rimane della scuola e dell’università
pubbliche, la repressione di chi
osa ribellarsi e tutte le altre delizie
del capitalismo che proviamo sulla nostra pelle sono la prova che il
messaggio rivoluzionario di Marx,
Engels, Lenin, Stalin e Mao è di
assoluta attualità.
Guardate che fine hanno fatto
coloro che, dopo il crollo del muro
di Berlino, hanno ammainato la
bandiera rossa e dichiarato “superato” o addirittura “sconfitto” il
comunismo! Sono finiti nella più
travolgente bancarotta politica e
ideologica, brancolano nel buio,
non sanno nemmeno più cosa sia
la lotta di classe e tutt’al più vivono di Internet, come i revisionisti e
trotzkisti alla Rifondazione, PCdI,
Rizzo e soci. Oppure si sono venduti al capitalismo e a Renzi e sostengono le “riforme” istituzionali che daranno forma compiuta al
regime neofascista in Italia, stracciando completamente la Costituzione del ’48. Li attende la pattumiera della storia.
I marxisti-leninisti italiani non
lo dicono certo da ieri. Andiamo a rileggere ciò che scriveva il
compagno Giovanni Scuderi già –
pensate! - il 26 dicembre 1973: “I
revisionisti togliattiani si sono fusi
completamente con la borghesia
monopolistica italiana dalla quale
sono stati corrotti e comprati con
le briciole dei suoi enormi sopraprofitti, e alle esigenze della quale si sono adattati servilmente. (...)
Essi sono i cani da guardia del capitale, avvelenatori dello spirito
rivoluzionario delle masse; man
mano che procederà il processo
di crisi e di disfacimento dell’imperialismo e si approfondirà la
sua politica reazionaria, fascista
e bellicista, la loro collaborazione con la classe dominante si intensificherà fino a trasformarsi in
socialfascismo, socialsciovinismo
e socialimperialismo, poiché questo è lo sbocco inevitabile di tutti i traditori del proletariato”(1).
Il compagno Federico Picerni mentre pronuncia il suo discorso
Non è forse proprio la fine che
ha fatto il PCI revisionista, che di
metamorfosi in metamorfosi si è
omologato completamente al capitalismo fino a diventare il PD
neoliberale, cioè il principale artefice dei diktat dell’Unione europea imperialista, che ha partorito il
nuovo duce Renzi?
Ecco perché, compagne e com-
pagni, noi non ci stancheremo mai
di difendere il marxismo-leninismo-pensiero di Mao e di tramandarlo alle nuove generazioni di
combattenti per il socialismo.
Il tema di questa Commemorazione, come sapete, è: “Mao e l’istruzione nel socialismo”.
Impegnati nell’epica lotta per
cambiare veramente l’Italia, non
potremmo assolutamente mancare di approfondire la posizione
del PMLI sull’istruzione, terreno
dove, fra l’altro, si sprigionano le
energie e l’entusiasmo di una delle
forze più fresche e attive della lotta di classe in Italia: il movimento studentesco. Lo dobbiamo fare
denunciando con forza anzitutto la
“Buona scuola” del regime neofascista.
I riformisti e i falsi comunisti hanno intossicato le masse e i
giovani con l’assurda idea secondo cui l’istruzione sarebbe “neutrale”, al di sopra delle classi, dello Stato, dei partiti e persino delle
concezioni del mondo. Ma in una
società capitalistica divisa in classi come la nostra non esiste campo
in cui non infuria, in varie forme,
la lotta fra la borghesia dominante
e il proletariato oppresso.
“Per quel che concerne la
concezione del mondo”, insegna
Mao, “nel mondo attuale ci sono
fondamentalmente solo due
‘scuole’: quella della borghesia e quella del proletariato. O
si accetta la concezione proletaria del mondo o si accetta quella della borghesia”(2). Sono due
concezioni inconciliabili e diametralmente opposte. Il succo della
concezione proletaria del mondo
è che è giusto ribellarsi contro i
reazionari e battersi per un mondo senza sfruttamento dell’uomo
sull’uomo, povertà, oppressione, disoccupazione, discriminazioni sociali, razziali, sessuali e
guerra. La concezione borghese
invece sostiene che tutte le classi sociali devono collaborare armoniosamente per mantenere in
vita il sistema economico, istituzionale, politico, sociale e culturale vigente, ossia il capitalismo.
Va da sé che sono due concezioni
inconciliabili, perché esprimono
due modi di pensare, di agire, due
modelli di società e di istruzione
radicalmente opposti, e la vittoria
dell’una si può ottenere solo con la
sconfitta dell’altra. Nessun tentativo di annacquare la lotta di classe,
di mascherare le contraddizioni di
classe nella nostra società, di fingere che il proletariato sia scomparso e di ridicolizzare chi ne parla, potrà mai nascondere questa
verità, che è viva e pulsante nella
realtà concreta.
Dunque, visto il ruolo fondamentale della scuola e dell’università nel trasmettere la concezione
del mondo e la cultura, l’istruzione non è affatto una zona grigia e
neutrale, ma è investita in pieno
dalla lotta di classe. Del resto, già
Lenin aveva demolito l’idea della “neutralità” della scuola, con
queste magistrali parole: “Quanto più evoluto è uno Stato borghese, tanto più sottilmente esso
mente affermando che la scuola può restare estranea alla politica e servire la società nel suo
complesso. In realtà la scuola è
stata trasformata per intero in
uno strumento di dominio della
classe borghese, è stata permeata dello spirito borghese di casta, si è vista assegnare il compito di fornire ai capitalisti docili
servi e operai capaci”(3).
La battaglia sul fronte dell’istruzione vede da una parte la borghesia, che vuole la scuola sempre
più chiusa, esclusiva, utile solo a
formare i futuri manovali o quadri
del sistema capitalista, imbevuti
di ideologia borghese e reazionaria; basta andarsi a leggere quanto dicono Marchionne, Giannini,
Squinzi e soci in merito. Dall’altra, il proletariato cosciente deve
lottare affinché possa essere un
servizio goduto da tutto il popolo e non al servizio di un pugno di
privilegiati, padroni e baroni.
Oggettivamente anche se non
sempre soggettivamente, le lotte
condotte dal movimento studentesco per la scuola e l’università pubbliche sono anticapitaliste
e dovranno sempre vedere i marxisti-leninisti in campo. Ma come
possiamo trasformare davvero l’istruzione e rompere le catene che
la legano al mercato e al capitalismo?
da ogni ingerenza della Chiesa e
dello Stato. Così non solo l’istruzione fu resa accessibile a tutti,
ma la scienza stessa fu liberata
dalle catene che le avevano imposto i pregiudizi di classe e la
forza del governo”(5).
Lo stesso avvenne nell’URSS
LA LINEA DI MAO SULL’ISTRUZIONE
La lotta per l’educazione pubblica e gratuita al servizio del popolo è una rivendicazione antica
del movimento operaio. Marx ed
Engels nel Manifesto del Partito
comunista del lontano 1848 scrivevano: “Educazione pubblica
e gratuita per tutti i fanciulli” e
“Unificazione dell’educazione e
della produzione materiale”(4).
Ciò è quanto fu realizzato per
breve tempo nella Comune di Pa-
rigi, quando, nelle parole di Marx:
“Tutti gli istituti di istruzione
furono aperti gratuitamente al
popolo e liberati in pari tempo
Commemorazione di Mao / il bolscevico 5
N. 33 - 17 settembre 2015
La presidenza della commemorazione con al centro il compagno Giovanni Scuderi, Segretario generale del PMLI, a conclusione dell’iniziativa canta a pugno chiuso i tre inni del Partito. Da sinistra a destra i compagni, Andrea Cammilli,
Claudia Del Decennale, Dario Granito, Mino Pasca, Federico Picerni, Giovanni Scuderi, Monica Martenghi, Denis Branzanti, Simone Malesci, Emanuele Sala, Giovanna Vitrano
di Lenin e Stalin, che fin dal 1917
dichiarò guerra all’analfabetismo.
Secondo dati del 1926, a nove
anni dalla Rivoluzione d’Ottobre,
per la prima volta nella storia della
Russia la percentuale della popolazione che sapeva leggere e scrivere superava quella della popolazione ancora analfabeta e continuò
a crescere stabilmente negli anni
successivi. Come sottolinea Lenin: “Sino a quando gli operai e
i contadini rimangono oppressi
dai proprietari fondiari e dai capitalisti; sino a quando le scuole
rimangono nelle mani dei proprietari fondiari e dei capitalisti,
la giovane generazione resta cieca e ignorante. La nostra scuola invece deve dare alla gioventù
le basi del sapere, deve renderla capace di elaborare da sé le
concezioni comuniste, deve fare
dei giovani delle persone istruite. Durante gli anni di studio la
scuola deve forgiare uomini che
partecipino alla lotta per la liberazione dagli sfruttatori”(6).
Ma l’esperienza più ricca e
completa di rivoluzione socialista
dell’istruzione, massimo sviluppo delle suddette importanti esperienze, avvenne proprio in Cina,
parallelamente alle epiche lotte
rivoluzionarie del popolo cinese,
grazie all’attenzione del tutto particolare di Mao e del Partito comunista sotto la sua guida.
“Noi”, affermava Mao, “lottiamo per la liberazione del popolo cinese su diversi fronti, due
dei quali sono il fronte della penna e il fronte della spada, ossia
il fronte culturale e il fronte militare”(7). Egli in effetti dedicò
sempre grande attenzione alla trasformazione degli istituti di insegnamento e degli intellettuali, affinché l’istruzione, che in Cina era
appannaggio degli strati abbienti,
potesse diventare proprietà comune del popolo.
Il giovane Mao fece le sue prime esperienze politiche proprio
come studente, in un periodo in
cui le masse studentesche cinesi
avanzate, spronate dai soprusi degli imperialisti occidentali e giapponesi e dalla corruzione della
classe dominante borghese e feudale, si mobilitarono a milioni per
cambiare la Cina, rivendicando
anche un nuovo modello di educazione aperto alle larghe masse.
Nel 1915, a ventidue anni, Mao
fondò l’Associazione per l’autogoverno degli studenti, alla testa
della quale diresse le lotte studentesche nella natia provincia dello
Hunan. Pur essendo ancora un democratico-borghese, Mao grazie
alle sue prime esperienze stava capendo che istruzione e società erano indissolubilmente legate; non
era possibile trasformare l’una lasciando intatta l’altra e quindi bisognava innanzitutto cacciare gli
imperialisti e la classe dominante. Il suo impegno proseguì infatti
nella Nuova associazione popolare di studio e soprattutto con la Rivista del fiume Xiang, da lui fondata nel 1919, strumenti attraverso
i quali tentò di integrare la lotta
studentesca nella battaglia più generale contro i proprietari terrieri,
la grande borghesia e gli imperialisti stranieri. “Diffondere l’educazione e dare al popolo delle
conoscenze rappresenta il primo
passo verso il progresso”, rilevò Mao in uno dei suoi scritti premarxisti, aggiungendo: “Tuttavia
la scuola rappresenta solo un
aspetto dell’educazione, […] che
comprende un lato la famiglia,
dall’altro la società. […] Per far
progredire la famiglia e la società,” concludeva, “non è sufficiente parlare solo di ‘rinnovare ciò
che è vecchio’, bisogna piuttosto
decidersi a ‘creare il nuovo’”(8).
Il marxismo-leninismo, portato in
Cina dalle cannonate della Rivoluzione d’Ottobre, conquistò Mao
poiché gli indicò finalmente la via
giusta per realizzare il sogno di
salvare la Cina ed emancipare le
masse lavoratrici cinesi.
L’esperienza studentesca più
matura di Mao, siccome la fece da
marxista-leninista, fu l’Università
autodidattica dello Hunan, fondata nel 1921. Per capire il carattere
avanzato e rivoluzionario di questa scuola, nata appena un mese
dopo il Partito comunista cinese,
basta leggersi il manifesto fondativo, scritto da Mao, in cui si dice
che gli studenti “oltre a studiare,
intendono anche acquisire idee
avanzate (...) e prepararsi al rinnovamento della società”(9).
Oltre a essere studente, Mao fu
anche insegnante, non solo professionalmente in quanto maestro di scuola elementare, ma soprattutto nei corsi serali per operai
da lui organizzati, e naturalmente
nelle suddette scuole. Anni dopo,
parlando con lo scrittore progressista Edgar Snow, avrebbe ricordato: “Spesso gli studenti sono
davvero pestiferi. Se pongono
cento domande e il professore
riesce a rispondere solamente a
cinquanta, già così è impeccabile. Che fare delle altre cinquanta domande? Basterebbe dire:
non lo so, proprio come voi; facciamo una ricerca, tutti insieme.
E la lezione si svolgerebbe così.
Vedi anche tu che grandi vantaggi avrebbe questo metodo!
Durante le mie lezioni non permettevo di prendere appunti. A
chi voleva dormire era permesso
schiacciare un pisolino, a chi voleva andarsene era permesso assentarsi. A dire la verità, schiacciare un pisolino fa molto bene e
preserva lo spirito molto più che
starsene seduti composti senza
ascoltare”(10).
Successivamente, mentre infuriava la tempesta della Guerra
di Resistenza contro il Giappone,
su iniziativa di Mao nacque l’Università antigiapponese, dove “si
studia e contemporaneamente
si partecipa al lavoro produttivo”(11). L’Università antigiapponese, da una parte, fu determinante per educare i combattenti
dell’Esercito rosso, nella stragran-
de maggioranza giovani operai e
contadini che non avevano potuto
ricevere un’istruzione per via delle difficoltà economiche delle loro
famiglie, ma soprattutto costituì
l’esperienza pilota che avrebbe
guidato la successiva rivoluzione dell’istruzione in Cina, fondata
sull’unificazione di studio e lavoro produttivo.
Vediamo quindi che il grande maestro del proletariato internazionale che condusse la rivoluzione cinese alla vittoria non è
uscito dal nulla o piovuto dal cielo, ma è figlio della lotta di classe,
si è formato e ha fatto esperienza
nelle battaglie che riguardavano la
sua condizione sociale di studente,
maturando passo dopo passo, fase
dopo fase, trasformando se stesso
mentre trasformava il mondo.
Dopo la fondazione della Repubblica popolare cinese, avvenuta il 1° Ottobre 1949, fu questa la
base su cui Mao elaborò la linea
marxista-leninista per condurre
la rivoluzione socialista nel settore dell’istruzione, sintetizzandola con queste parole: “La nostra
politica nel campo dell’educazione deve permettere a chi la
riceve di formarsi moralmente,
intellettualmente e fisicamente e
divenire un lavoratore con una
buona cultura e una coscienza
socialista”(12).
La costruzione del socialismo fu complessa e irta di ostacoli: in ogni sua fase dovette svilupparsi attraverso lo scontro fra
la linea marxista-leninista rappresentata da Mao e la linea revisionista controrivoluzionaria di varie cricche di falsi comunisti fino
a quelle capeggiate da Liu Shaoqi
e Deng Xiaoping. Questi ultimi a
parole erano con Mao e il socialismo, ma di fatto sfruttavano le
loro posizioni di potere per favorire la restaurazione del capitalismo e trasformare la dittatura del
proletariato in dittatura della borghesia; sul fronte dell’istruzione
erano per mantenere i vecchi si-
stemi di insegnamento in vigore
sotto le dinastie imperiali e sotto
la borghesia, salvaguardare il potere del mandarinato accademico
e fare dell’università un’istituzione elitaria urbana. In effetti, benché in Cina la classe operaia fosse
al potere, gli accademici borghesi formatisi sotto il regime nazionalista di Chiang Kai-shek, protetti dai revisionisti, continuavano a
detenere il monopolio delle scuole, permettendo la sopravvivenza
della vecchia cultura feudale e capitalista. Mao si rendeva conto che
la popolarizzazione dell’istruzione non basta se quest’ultima continua a basarsi sui vecchi metodi e
se continua ad impartire le vecchie
idee della classe sfruttatrice rovesciata. “Ai tempi di Chiang Kaishek”, rimarcò infatti, “i giornali, le stazioni di trasmissione, le
scuole, il cinema erano nelle loro
mani. Era così che ingannavano
il popolo. Tutti noi veniamo da
lì”(13). Addirittura la prima rivoluzione dell’istruzione, avviata nel
1958, subì un feroce contrattacco
revisionista nel 1961 che quasi la
annullò. In breve, la cricca revisionista voleva ripetere in Cina ciò
che era avvenuto in URSS dopo il
XX Congresso del PCUS, e quindi il controllo dell’educazione, ovviamente fondamentale per la formazione culturale delle giovani
menti, era strategico.
Mao non si limitò a criticare,
irriducibile, il vecchio sistema di
insegnamento, ma chiamò le masse stesse a scendere direttamente in campo per trasformarlo alla
radice. E fu proprio agli studenti
universitari, organizzatisi spontaneamente nelle Guardie Rosse, ai quali si appellò per lanciare
la Grande Rivoluzione Culturale
Proletaria, che per dieci anni dal
1966 al 1976 consentì al socialismo cinese di restare rosso, conseguire nuove vittorie e registrare un’esperienza unica nel suo
genere. Tant’è che il primo dazibao (manifesto a grandi caratteri)
marxista-leninista della Rivoluzione culturale fu redatto spontaneamente proprio da un gruppo di
studenti e docenti di filosofia di
Pechino per smascherare le autorità accademiche borghesi.
Il 7 maggio 1966, all’alba della Rivoluzione culturale, una direttiva di Mao stabilisce la linea e
l’orientamento della trasformazione dell’istruzione in Cina: “I periodi di studio vanno accorciati,
l’istruzione va rivoluzionarizzata e non bisogna permettere
che continui il dominio degli intellettuali borghesi sulle nostre
scuole”. Nella medesima direttiva, Mao aggiungeva che “i lavoratori […] oltre al prioritario
lavoro di fabbrica, devono studiare gli affari militari, la politica, l’arte. Anche loro devono
[…] prendere parte alla critica
della borghesia”. “Per gli studenti”, concludeva, “il discorso è
lo stesso: lo studio è il loro compito prioritario, ma devono imparare a fare anche altre cose,
per esempio il lavoro industriale, agricolo e militare, e devono
criticare la borghesia”(14).
La grande fiducia di Mao nelle masse fu ampiamente ripagata:
la classe operaia, i contadini, gli
studenti e i docenti rivoluzionari presero la Direttiva del 7 maggio come guida per mettere in discussione e trasformare tutti quei
numerosi aspetti della scuola e
dell’università cinese che rimanevano borghesi, reazionari, non
socialisti. E infatti tutto viene capovolto. Le università, a partire
dai “centri di eccellenza” (così li
chiamerebbero i politicanti borghesi nostrani), vengono aperte al popolo con l’abbattimento delle restrizioni d’accesso. Il
vecchio sistema fossilizzato degli esami viene sostituito da un
sistema vivace e stimolante fatto di inchieste, dibattiti e analisi critiche. L’annoso divario fra
teoria e pratica, insuperabile sotto il capitalismo, viene colma-
6 il bolscevico / Commemorazione di Mao
to dalla partecipazione periodica di studenti e docenti al lavoro
manuale; le materie umanistiche, scientifiche e tecniche vengono impartite e studiate non in
modo nozionistico ma creativo,
originale e conforme alle esigenze economiche e culturali delle
larghe masse. L’arroganza delle autorità accademiche borghesi viene sepolta dalla partecipazione studentesca alla didattica:
gli studenti vengono sollecitati a
concorrere attivamente a definire le materie di studio scuola per
scuola, facoltà per facoltà. La didattica, per Mao, non deve essere
mnemonica, smorta e inossidabile. “Il metodo d’insegnamento
che vi viene impartito”, rilevò
più volte, “assomiglia all’irrigazione. Andate a lezione tutti i
giorni, e quante parole dovetesorbirvi? (...) Gli studenti universitari, specialmente quelli degli anni superiori, devono
imparare principalmente ad
analizzare e ad approfondire i
problemi. A che servono tante
chiacchiere?”(15). Finalmente
l’educazione, emancipata, poteva essere realmente intesa come
servizio per la formazione in-
tellettuale delle masse, capace
di sprigionare la creatività degli
studenti e di mettere tutte le loro
energie nell’impresa titanica della costruzione della società dei
lavoratori.
Mao sapeva che la chiave di
volta per trasformare radicalmente l’istruzione e distruggere completamente il sistema educativo
delle classi sfruttatrici spodestate
era la classe che deteneva il potere. Se la borghesia continuava a monopolizzarlo con la propria concezione del mondo, non
sarebbe mai stato possibile trasformare compiutamente questa
sovrastruttura culturale affinché
corrispondesse alla base economica socialista. “Per portare a
compimento la rivoluzione proletaria nel campo dell’insegnamento”, sostenne infatti Mao, “è
necessario che la classe operaia ne assuma la direzione”(16).
Così, a partire dall’estate del
1968, gli operai, i contadini e i
soldati, organizzati in squadre di
propaganda del pensiero di Mao,
fecero il loro ingresso nelle scuole e nelle università per dirigerle,
non in via temporanea, ma strategica, di lungo termine, con lo sco-
po di trasformarle insieme agli
studenti. Come evidenziò Mao:
“La direzione delle scuole apparterrà sempre a loro”(17).
Se gli operai e i lavoratori venivano invitati ad entrare nelle
scuole e nelle università, da sempre una terra proibita per loro, parallelamente dopo la laurea gli
studenti intraprendevano dei periodi di lavoro nelle officine, nelle campagne e nel commercio per
scoprire la realtà della società e
legarsi alle larghe masse. “La lotta di classe è il vostro principale corso di studi”(18), ricordava
loro Mao, il quale aveva particolarmente a cuore l’integrazione
del lavoro intellettuale e manuale
per scoraggiare la nascita di intellettuali piccolo-borghesi distaccati
dal popolo e dalla realtà, permettendo invece la formazione di autentici intellettuali del popolo utili
alla causa del socialismo. Pertanto invitò a “percorrere la strada della fabbrica di macchinari
di Shanghai che forma il proprio personale tecnico fra gli
operai. Gli studenti vanno scelti fra gli operai e i contadini con
esperienza pratica, i quali, dopo
qualche anno di università, do-
vranno rientrare al lavoro produttivo”(19).
Per popolarizzare il sapere, durante la Rivoluzione culturale si
diffusero a macchia d’olio le scuole nelle fabbriche e nelle comuni
agricole, dove spesso andavano
a insegnare giovani laureati. Un
luminoso esempio è l’esperienza
dei medici scalzi, ovvero giovani
laureati in medicina che andavano nelle campagne ad aprire cliniche e ambulatori per contadini, in
zone dove prima era difficile persino accedere alle cure mediche di
base. Questo ci è particolarmente
vicino se si pensa che oggi in Italia
viviamo sempre più la mancanza
di ambulatori e strutture mediche
di base in molti centri periferici,
aumentando il degrado di questi
ultimi.
Queste conquiste epocali resteranno incastonate a lettere d’oro nella storia gloriosa del socialismo. Proprio per questo la
rivoluzione dell’istruzione fu il
primo bersaglio dei revisionisti
capeggiati da Deng Xiaoping che
presero il potere dopo la morte
di Mao e restaurarono il capitalismo. Il loro primo atto fu proprio
restaurare gli esami e ribaltare tut-
N. 33 - 17 settembre 2015
ti i cambiamenti portati dalla rivoluzione dell’istruzione, che evidentemente consideravano una
minaccia al loro dominio. Il socialimperialismo cinese, che sta attraversando una crisi economica e
finanziaria tipica dei Paesi capitalisti, poggia la sua corsa alla conquista dei mercati mondiali sullo
sfruttamento delle larghe masse
operaie e lavoratrici, ma anche su
un sistema educativo punitivo, selettivo, regredito a livelli prerivoluzionari, in cui vige la legge del
più forte, dove le porte delle università migliori sono sbarrate ai
giovani provenienti da famiglie
povere o zone periferiche, che non
riescono a permettersi gli studi necessari per ottenere alti risultati ai
moderni “esami imperiali”.
Quali insegnamenti utili possiamo trarre, noi marxisti-leninisti
italiani, dall’esperienza di Mao e
della rivoluzione dell’istruzione in
Cina? Il nocciolo è che senza cambiare il sistema politico ed economico, senza rovesciare la classe
dominante borghese e senza condurre una lotta serrata e sistematica contro la sua cultura e la sua
pedagogia, non potremo mai conquistare un’istruzione che faccia
esclusivamente gli interessi del
proletariato, delle masse, delle
studentesse e degli studenti. Questo è il punto principale su cui richiamiamo l’attenzione del movimento studentesco del nostro
Paese, che lotta per spezzare le catene che legano il sapere al mercato.
Un altro insegnamento prezioso, che Mao ribadì ripetutamente
per tutta la sua vita, è che si possono fare grandi cose se si ha fiducia
nelle masse lavoratrici e popolari
e che il marxismo-leninismo-pensiero di Mao diventa davvero una
grande forza materiale capace di
cambiare il mondo se viene assimilata, impugnata e usata dalle
masse.
Il movimento studentesco,
così come in generale tutti coloro che vogliono liberarsi del capitalismo e conquistare un mondo migliore, troverebbero una
miniera d’oro se studiassero la
storia del movimento operaio e
comunista internazionale che la
borghesia e i revisionisti cercano di occultare e infamare, con il
PMLI solo o quasi ad impegnarsi
per rompere questa cappa di falsità anticomuniste.
L’ISTRUZIONE IN ITALIA
In Italia l’istruzione è borghese, in mano alla borghesia e al servizio della borghesia. I suoi contenuti e metodi hanno l’obiettivo
di formare i quadri, i burocrati, i
funzionari e gli intellettuali del
capitalismo e delle sue istituzoni
da una parte, e gli schiavi salariati dall’altra.
La “sinistra” borghese e i teorici riformisti hanno drogato il
movimento studentesco con l’illusione secondo cui la mercificazione di scuola e università e
il loro asservimento economico e
culturale al mercato sarebbero tipiche solo del neoliberismo e non
inerenti al sistema capitalista stesso. Così facendo, disorientano le
lotte studentesche e fanno credere
che sia possibile spezzare le catene che legano l’istruzione al mercato senza rompere la gabbia del
capitalismo.
“La borghesia […] si ingegna
appunto di ingannare in questo
modo le masse. E, quanto più
un’istituzione ha importanza
in tali paesi, tanto meno essa è
indipendente nei confronti del
capitale e della sua politica. In
tutti gli Stati borghesi il legame
tra l’apparato politico e l’istruzione è eccezionalmente stretto,
benché la società borghese non
possa riconoscere apertamente questo fatto. Eppure, questa
società opera sulle masse mediante la Chiesa, mediante tutto
il sistema della proprietà privata”(20); questa replica non l’abbiamo scritta noi ma Lenin, quasi
un secolo fa, a riprova che i riformisti in fondo non fanno che ripe-
tere le stesse illusioni di sempre,
già smentite dalla storia.
E infatti la natura profonda
della scuola borghese sta nell’impartire alle masse idee, concezioni e abitudini per salvaguardare il capitalismo e frenare la lotta
di classe. Pensiamo alla didattica
della scuola italiana: i libri di testo
sono imbevuti di calunnie contro
il socialismo e la Resistenza; per
contro, l’imperialismo, il capitalismo, l’UE, persino il fascismo
mussoliniano e l’antico feudalesimo sono presentati sotto una luce
positiva. Lo spirito di concorrenza capitalistico del libero mercato permea la vita degli studenti e
lo studio non è una formazione e
un arricchimento di sé, bensì una
gara a determinare chi può avere
successo a scapito degli altri, grazie alle disponibilità economiche
della famiglia di origine che possono permettergli maggiori possibilità, come ripetizioni e corsi
aggiuntivi, e l’accesso ai livelli
più alti della formazione. Le studentesse e gli studenti sono infatti
sottoposti ad una rigida selezione
di classe già a partire dalla scuola
media superiore, tra chi prosegue
gli studi e chi cerca subito lavoro, fra chi sceglie un liceo e chi
una scuola tecnica o professionale, quasi sempre in base alle condizioni economiche della famiglia
di origine. Questa scrematura si
aggrava con l’accesso all’università e, al suo interno, anche fra
le lauree triennali e magistrali e i
master, per non parlare poi della
disoccupazione che attende i neolaureati privi di comode connes-
Il compagno Scuderi abbraccia calorosamente il compagno Picerni a conclusione del discorso commemorativo
sioni familiari, raccomandazioni
o disponibilità economiche.
È certamente possibile e assolutamente necessario raggiungere delle conquiste a favore delle masse, com’è avvenuto grazie
alla Grande Rivolta del Sessantotto, ma a cambiare è la forma
e non ancora il contenuto, perché
nello Stato capitalista fondato sulla proprietà privata dei mezzi di
produzione e dello sfruttamento
dell’uomo sull’uomo la borghesia mantiene il suo potere politico
ed economico e, di conseguenza,
il suo monopolio culturale. Ba-
sti pensare che, appena si è esaurita l’onda lunga del Sessantotto,
la borghesia e i suoi governi hanno subito lanciato le controriforme Ruberti, Zecchino, Berlinguer,
Moratti, Fioroni, Gelmini e Giannini per cancellare una per una le
conquiste del movimento studen-
tesco di allora e provocare lo sfascio della scuola e dell’università
pubbliche, sempre più privatizzate, aziendalizzate, verticilizzate e
irreggimentate.
Oggi l’Italia è l’ultima in Europa per spesa dedicata all’educazione; le tasse universitarie sono
cresciute del 63% dal 2005, a
fronte dei continui tagli alle borse
di studio, del crollo delle immatricolazioni e dell’abbandono degli studi; si toglie alle scuole pubbliche per dare alle scuole private;
la ricerca universitaria pubblica è
ridotta a brandelli con i ricercatori condannati al precariato perenne, insieme ai giovani che cercano di accedere alla professione di
docente; gli edifici scolastici sono
fatiscenti e crollano sulle teste di
chi vi studia e lavora.
Con la cosiddetta “autonomia”, le scuole e le università
sono aziendalizzate e gettate in
pasto al mercato, costrette a cercarsi da sé i finanziamenti per sopravvivere, in balia dei privati che
possono entrare negli organi di
governo e determinarne gli indirizzi didattici, rendendoli più confacenti alle proprie esigenze economiche, pena la bancarotta. Con
la “Buona scuola” Renzi-Giannini
la scuola è fascistizzata in quanto
i presidi-manager potranno persino licenziare gli insegnanti scomodi, togliendo ogni spazio alle
insegnanti e agli insegnanti progressisti e antifascisti.
Questo, insieme ai tagli al diritto allo studio a fronte di piogge di denaro sulle private, all’aumento delle tasse, alla paventata
Commemorazione di Mao / il bolscevico 7
N. 33 - 17 settembre 2015
abolizione delle borse di studio
a favore dei prestiti d’onore, al
caro-libri e al caro-scuola sempre più cari, allo scarico degli
oneri sulla famiglia, mette fortemente in discussione la libertà
d’insegnamento nel quadro costituzionale e il diritto universale
all’istruzione.
Periodicamente, gli studenti vengono addirittura messi a disposizione delle imprese come
lavoratori gratuiti nei famigerati
tirocini.
Forse mai, nella storia del nostro Paese, l’istruzione pubblica è stata tanto sfacciatamente
asservita al capitale, sacrifica-
ta sull’altare del mercato e del
profitto. La strada intrapresa dai
governi Berlusconi, Prodi, Monti, Letta e Renzi è quella di trasformare le scuole e le università
in fondazioni private, con scuole e atenei di serie A e di serie
B, in preda ad una concorrenza
spietata, in cui i ricchi potranno
permettersi i servizi migliori e
ai figli del popolo resteranno le
briciole. La “Buona scuola”, approvata fregandosene della grande protesta di piazza, a colpi di
maggioranza e a scuole chiuse,
non è quindi un fatto a sé stante,
ma parte integrante del disegno
neofascista della P2 teso a cam-
biare di sana pianta la sovrastruttura del capitalismo.
Un disegno che va fermato immediatamente, ma non contando
sul PD che lo sta attuando, bensì
sulla lotta nelle scuole, negli atenei e nelle piazze, rilanciando la
mobilitazione che a primavera ha
riempito le strade di studenti, do-
centi e lavoratori Ata.
Noi chiediamo che lo sciopero generale annunciato dalla FLCCGIL per ottobre sia trasformato
in uno sciopero generale di otto
ore di tutti i sindacati con una
grande manifestazione nazionale a Roma per cacciare il governo Renzi.
LA LOTTA DEL PMLI
Il PMLI lotta per la scuola e
l’università pubbliche, gratuite e
governate dalle studentesse e dagli studenti.
Pubbliche, perché devono essere al servizio del popolo e non
delle imprese private, della Chiesa cattolica o di qualsivoglia organizzazione capitalistica o religiosa
con i propri fini didattici e pedagogici. Gratuite, perché a tutti deve
essere consentito di poter accedere
ad ogni grado dell’istruzione indipendentemente dalla propria condizione economica. E soprattutto,
governate dalle studentesse e dagli studenti, perché altrimenti nessuna legge dello Stato capitalista
le toglierà dal controllo dei potentati economici e politici borghesi.
Ciò non significa entrare negli attuali “organi collegiali”, dove gli
studenti sono una minoranza priva di potere reale, bensì sostituirli con nuovi organi con poteri vincolanti in cui gli studenti siano la
maggioranza, con i docenti e il
personale Ata come minoranze, e
tutti i componenti siano eletti dalle assemblee generali fondate sulla democrazia diretta. In via preliminare serve abbandonare ogni
illusione circa i cosiddetti “organi
collegiali”, anche a livello nazionale come il CNSU, creati appositamente per imbrigliare il movimento studentesco e costringerlo
ad accettare le regole del gioco del
governo, privi in realtà di quel potere effettivo che gli studenti de-
vono invece rivendicare come loro
di diritto in quanto principali fruitori della scuola e dell’università.
Si tratta di una lotta di lungo respiro, che dobbiamo fare maturare lavorando all’interno del movimento studentesco. Fin da subito
però possiamo proporre di creare
organi di governo alternativi, sempre con gli studenti come maggioranza e i docenti e il personale Ata
come minoranze.
Dobbiamo batterci quindi per
l’abrogazione di tutta la legislazione sull’autonomia scolastica e
universitaria e delle controriforme
che hanno ridisegnato la scuola e
l’università in senso aziendalista
e meritocratico, “Buona scuola”
in primis, per l’abolizione delle
tasse scolastiche e universitarie,
per il finanziamento delle scuole e università pubbliche tagliando la spesa militare e chiudendo
il rubinetto alle private, per l’abolizione del numero chiuso e di
ogni altra limitazione degli accessi e del proseguimento degli studi
compreso l’esame di Stato, per il
diritto di sciopero, manifestazione e assemblea degli studenti, per
la partecipazione studentesca alla
definizione dei piani didattici, per
l’abolizione dei crediti formativi,
per il mantenimento del valore legale del titolo di studio, per la gratuità del materiale didattico e delle
ripetizioni anche durante l’anno,
per agevolazioni nel vitto, nell’alloggio e nei trasporti, per l’edilizia
I compagni Scuderi e Pasca insieme ad alcune compagne toscane
Tre dei primi quattro pionieri del Partito. Con al centro Giovanni Scuderi, Mino Pasca e Patrizia Pierattini: L’altra
pioniera è Nerina “Lucia” Paoletti deceduta il 6 aprile 2006
scolastica e il potenziamento delle strutture, per l’IMU alle scuole cattoliche e l’abolizione dell’ora di religione in quelle pubbliche,
perché a tutti gli studenti sia riconosciuto un lavoro dopo il diploma o la laurea. Chiediamo la liber-
tà di frequentazione per tutti gli
studenti, affinché sia riconosciuto
loro il diritto di partecipare a scioperi e manifestazioni, ma anche di
studiare individualmente o visitare in autonomia musei, cinema, teatri e così via.
Rivendichiamo la fine del precariato scolastico e accademico e
il superamento dell’odiosa distinzione fra docenti di ruolo e di fatto attraverso un piano di stabilizzazione, da affiancare al rinnovo
del contratto nazionale degli insegnanti.
Occorre rivoluzionare il rapporto studenti-docenti. Per noi, lo
studente deve avere un ruolo attivo e non passivo, paritario e non
subordinato rispetto al docente.
Ne consegue che la didattica, i
metodi d’insegnamento, i voti devono essere sottoposti al dibattito
fra studenti e insegnanti. Ciò richiede il contributo attivo dei docenti progressisti e antifascisti, ai
quali facciamo appello affinché
aiutino gli studenti ad opporsi alla
fascistizzazione ed a conquistare il
potere nelle scuole e nelle università, ma anche perché si aprano al
marxismo-leninismo-pensiero di
Mao ed alla cultura del proletariato e li usino nell’insegnamento per
combattere il potere borghese.
La borghesia tratta i giovani
da ignoranti, incapaci di autogovernarsi, di responsabilizzarsi e
di creare e dirigere alcunché e li
spinge a non dedicarsi ad altro che
allo svago, all’individualismo ed
all’edonismo, perché teme che potrebbero prendere coscienza che
possono fare a meno del governo
e delle istituzioni del capitalismo.
Il PMLI, formatosi alla scuola di
Mao e nato dalle fiamme del Sessantotto, la pensa all’esatto opposto e si batte perché le studentesse
e gli studenti siano al centro della scuola e dell’università e perché
tutto venga fatto nel loro interesse.
Tutte le istanze di base devono dare grande importanza alla
propaganda della linea del Partito sull’istruzione di fronte alle
scuole, alle università e nelle manifestazioni studentesche ed alla
conquista di nuovi militanti e simpatizzanti studentesse e studenti.
Mao ha insistito più volte che: “Ci
si può affidare soltanto agli insegnanti e studenti rivoluzionari.
(...) Solo chi si trova nelle unità
di base in questione è in grado
di lottare e di trasformarsi”(21).
Gli studenti marxisti-leninisti
devono essere in prima fila nelle
battaglie della loro scuola o ateneo, partecipare attivamente alle
loro lotte come elementi d’avanguardia riconosciuti e apprezzati, e allearsi con gli altri elementi avanzati per spostare a sinistra
l’asse della lotta. Devono acquisire la capacità di spiegare e argomentare la nostra piattaforma
scolastica e universitaria legandola ai problemi reali degli studenti
con cui sono a contatto, di calarla
e farla vivere nelle lotte concrete.
L’esperienza dei grandi movimenti studenteschi ha dimostrato
che, restando preda dello spontaneismo, del leaderismo e del frazionismo è impossibile battere il
governo e i suoi provvedimenti sull’istruzione, anzi si rischia
di bruciare le energie e generare
sconforto. Il movimento studentesco può vincere solo mettendo
in campo una lotta senza soluzione di continuità, unitaria, fondata
sul protagonismo della base e su
una piattaforma comune discussa dal basso. È quindi attuale il
tema dell’organizzazione del movimento studentesco, che per noi
dovrebbe dotarsi di assemblee generali fondate sulla democrazia diretta, alle quali dare il compito di
definire collegialmente gli indirizzi politici, programmatici, rivendicativi e organizzativi.
La lotta per cambiare la scuola e l’università deve inserirsi nella più ampia lotta per cambiare
complessivamente la società, altrimenti ogni conquista resta momentanea e relativa, come dimostra la stessa esperienza di Mao
di cui abbiamo parlato poco fa.
8 il bolscevico / Commemorazione di Mao
Il nostro ruolo di avanguardia cosciente e organizzata del proletariato nella lotta contro il capitalismo che abbiamo assunto dalla
storia, ma che dobbiamo meritarci nella pratica, in questo ambito consiste proprio nell’elevare
la coscienza politica degli stu-
denti affinché leghino la loro lotta particolare alla lotta generale,
sviluppino una coscienza pienamente anticapitalista e orientino
le loro giuste lotte sulla base della
strategia per il socialismo. In altre parole, dobbiamo convincerli
a mettere in discussione il sapere
borghese che viene loro impartito e acquisire la concezione proletaria del mondo. “La cultura
rivoluzionaria”, spiega Mao, “è
per le masse popolari una poderosa arma rivoluzionaria. Prima della rivoluzione, essa prepara ideologicamente il terreno,
e, durante la rivoluzione, è un
settore necessario e importante
del fronte generale rivoluzionario”(22). Ovviamente ciò va fatto per gradi e senza sopravanzare
troppo la coscienza politica delle
masse studentesche.
Le studentesse e gli studen-
N. 33 - 17 settembre 2015
ti più coscienti dovrebbero studiare l’importante esperienza del
Sessantotto, quando settori importanti del movimento studentesco denunciavano apertamente
la cultura e il sapere borghese, rivendicavano il governo dell’università e praticavano la democra-
zia diretta ispirandosi al pensiero
di Mao sull’istruzione. A riprova che quest’ultimo non è affatto
estraneo alla storia del movimento studentesco italiano, ma anzi ha
ispirato la fase più importante della lotta di classe in Italia dopo la
Resistenza.
SPAZZIAMO VIA IL NUOVO DUCE RENZI
Compagne e compagni,
il capitalismo non smette di opprimere e sfruttare i popoli del nostro Paese e dell’intera Unione europea, dove i mercati, le banche,
la BCE e il Fondo monetario internazionale continuano a dettare
il bello e il cattivo tempo scavalcando persino i governi nazionali. L’esperienza della Grecia ne è
una chiara dimostrazione. Ma tutto il male non vien per nuocere,
perché con il tradimento di Tsipras
sono andati in fumo il suo modello
governativo e la cosiddetta “Altra
Europa”, sostenuti anche dai riformisti italiani. C’è arrivato perfino Ingroia, già sostenitore della
lista “Con Tsipras”, a capire che:
“Questa Europa è irriformabile.
Va azzerata”. Invece altri esponenti della “sinistra” borghese,
come Rodotà e Landini, si ostinano a spargere ancora l’illusione di
un’“Europa sociale” da far nascere, chissà come, nelle istituzioni
dell’attuale UE. Per noi l’UE imperialista va distrutta e l’Italia ne
deve uscire subito. Intanto chiediamo con forza che tutti i paesi
dell’UE, a cominciare dall’Italia,
aprano le loro frontiere per evitare
altre orribili ecatombe di migranti
e profughi che ci indignano e addolorano.
In Italia, le condizioni di vita
e di lavoro delle masse continuano a peggiorare. Ci sono 8 milioni di poveri, con un aumento del
130% rispetto all’inizio della crisi, la disoccupazione è al 12% e
quella giovanile stabilmente oltre
il 40%, quasi la metà dei pensionati prende meno di 700 euro al
mese. Il “Jobs Act”, imposto dal
nuovo duce Renzi a colpi di voti
di fiducia, ha esteso le relazioni
industriali mussoliniane introdotte da Marchionne in Fiat, ha dato
carta bianca ai padroni, ha distrutto il diritto democratico-borghese
del lavoro e il potere contrattuale
dei lavoratori e dei sindacati, ed
ha reso permanente il precariato.
Renzi non ha mosso finora nemmeno un dito per liberare il Mezzogiorno dal sottosviluppo e dal
caporalato.
La ripresa tanto strillata dai
megafoni di regime non si vede,
anzi i giovani disoccupati hanno toccato il record del 44,2%. E
comunque, quand’anche ci fosse
una ripresa, essa nascerebbe dalle
macerie dei diritti dei lavoratori,
compresi i precari, dei pensionati
e degli studenti.
Giunto al governo grazie ad un
intrigo dai toni massonici e pidui-
Il compagno Emanuele Sala insieme alla sua compagna Tiziana appena
arrivato alla Commemorazione
stici per far cadere Letta e ricattare
Napolitano, come hanno rivelato
le intercettazioni del generale Adinolfi pubblicate dal Fatto Quotidiano del 10 luglio, Renzi in appena due anni ha realizzato ciò
che nemmeno Berlusconi aveva
potuto, grazie anche all’impotenza cronica della cosiddetta “opposizione interna” e soprattutto alla
pressoché totale passività del vertice della CGIL, incluso Landini.
Oltre alla controriforma del lavoro, ha esautorato definitivamente
il parlamento con l’Italicum fascistissimum; si è lanciato all’attacco dei lavoratori pubblici; ha messo la mordacchia ai magistrati con
la responsabilità civile dei giudici;
minaccia la sanità pubblica; in politica estera, assistito dal ministro
della guerra Gentiloni, punta alla
crociata contro lo Stato Islamico
ed ad una nuova impresa coloniale
in Libia, avventure che fanno solo
gli interessi dell’imperialismo italiano ma che mettono in pericolo il
nostro popolo.
Tutto ciò conferma che Renzi è la reincarnazione moderna
e tecnologica di Mussolini, Craxi e Berlusconi. Il suo è un regime in tutto e per tutto neofascista
che non tollera il dissenso, sia esso
interno o protesta di piazza, e che
accentra tutto il potere nell’esecutivo. Va buttato giù prima che possa blindarsi per vent’anni con conseguenze disastrose per le masse
lavoratrici e le libertà democratico-borghesi. Bisogna mettere in
campo una forte e tenace opposizione sociale nelle fabbriche, nelle scuole, nelle università, in tutti
gli altri luoghi di lavoro, nei movimenti di lotta, nelle piazze per abbattere il governo del nuovo duce.
Senza appiattirsi sui referendum
abrogativi che, nei sogni di imbroglioni politici e astri nascenti del
riformismo come Civati e Landini, dovrebbero sostituire la lotta di
classe, di piazza e di massa e finirebbero invece per lasciare ampi
spazi e tempi al governo.
A tale proposito, il compagno
Giovanni Scuderi ha recentemente
indicato: “Il proletariato italiano,
deideologizzato e decomunistizzato dall’opera ultracentenaria
dei revisionisti e dei riformisti, ha
perso nel tempo la sua coscienza
di classe rivoluzionaria, di classe per sé, il cui compito è quello
di emanciparsi dal capitalismo e
di conquistare il potere politico,
che peraltro gli spetta di diritto in
quanto produce l’intera ricchezza del Paese. Un diritto che esso
deve rivendicare con forza e im-
porlo con la rivoluzione socialista
armata, quando avrà accumulato
le forze necessarie, a milioni, per
estromettere dal potere la borghesia e instaurare il socialismo.
“Ciò corrisponde all’ABC del
marxismo-leninismo-pensiero di
Mao, che è la cultura del proletariato nata in lotta e in contrapposizione col liberalismo che è la
cultura della borghesia, ancora
adesso dominante nel nostro Paese. Il proletariato deve quindi
necessariamente e doverosamente riappropriarsi della sua storica cultura per sottrarsi all’influenza della cultura borghese,
che gli viene propinata dai falsi
capi operai con artifici, inganni
e nuove forme, per comprendere
appieno quali sono i suoi compiti immediati e a lungo termine,
per lottare come classe generale e
per dare un carattere rivoluzionario alla lotta di classe. Ne ha bisogno anche per evitare di cadere nelle trappole degli agenti della
borghesia, i riformisti di sinistra, i
falsi comunisti e i trotzkisti, che gli
impediscono di uscire dal pantano
del capitalismo.
“Vedi le varie proposte organizzative oggi in campo, di cui la
più insidiosa è la coalizione sociale riformista di Maurizio Landini,
che il proletariato deve studiare
attentamente sulla base dei suoi
interessi, della sua cultura e dei
suoi compiti e obiettivi di classe.
Analizzandole da questo suo punto di vista di classe, non tarderà a
NOTE
1) Scuderi, Prefazione a Mao, Sulla lotta
contro il revisionismo moderno, 26
dicembre 1973, pp. XIII-XIV.
2) Mao, Discorso alla Conferenza nazionale del Partito Comunista Cinese sul lavoro di propaganda, 12
marzo 1957, in Opere scelte, Einaudi, vol. 5, p. 590.
3) Lenin, Punto del programma relativo all’istruzione pubblica, febbraio
1919, in Opere complete, Editori Riuniti, vol. 30, p. 116.
4) Marx-Engels, Manifesto del Partito
comunista, dicembre 1847-gennaio
1848, Piccola biblioteca marxistaleninista, Firenze 1998, p. 46.
5) Marx, La guerra civile in Francia,
1871, in Opere scelte, Editori Riuniti, p. 905.
6) Lenin, I compiti delle unioni della
gioventù, 2 ottobre 1920, in Opere scelte, Ed. Lingue estere, Mosca
1948, vol. 2, p. 648.
7) Mao, Discorsi alla Conferenza di
Yan’an sulla letteratura e l’arte, in
Opere scelte, Ed. Lingue estere, Pe-
capire che tutte queste nuove proposte non mettono in discussione
il capitalismo e il potere della borghesia e delle sue istituzioni, e che
considerano invalicabili i confini della Costituzione democratica borghese, capitalista e anticomunista del ’48, anche se ormai è
stata fatta a brandelli. Soprattutto si renderà conto che nessuna di
esse mette al centro il proletariato
e la sua egemonia, ossia la sua direzione in tutti i campi.
“Che senso avrebbe allora per
il proletariato aderire a una qualsiasi di tali proposte? Non gli rimane che valutare la proposta del
PMLI”.(23)
Alle lavoratrici e ai lavoratori, in primo luogo alle operaie e
agli operai, proponiamo: venite
con noi per combattere il sistema
capitalista che vi licenzia, delocalizza le fabbriche, vi taglia gli
stipendi e vi toglie i diritti conquistati al prezzo di dure e sanguinose lotte mentre il 10% delle
famiglie più ricche detiene il 46%
della ricchezza.
A chi è di sinistra, soprattutto a
chi si ritiene sinceramente comunista, proponiamo: abbandonate le
illusioni di chi da oltre vent’anni
vi racconta che il capitalismo è riformabile tramite governi di “sinistra” finendo per consegnarvi il
nuovo duce Renzi e dedicate invece il vostro impegno alla conquista dell’Italia unita, rossa e socialista unendovi al PMLI come
militanti o simpatizzanti.
Ma il nostro appello più appassionato lo rivolgiamo alle giovani e ai giovani, a partire dalle studentesse e dagli studenti: il mondo
vi appartiene, ma il capitalismo e
il governo Renzi vi stanno strappando il futuro a colpi di disoccupazione, precariato e attacchi
all’istruzione pubblica, in nome
del profitto di pochi borghesi, finanzieri e politicanti corrotti. Non
dovete permetterglielo! Fate vostra l’esortazione di Mao ad “osare pensare, osare parlare, osare agire, osare attaccare e osare
fare la rivoluzione”(24)! Prendete saldamente in mano il vostro futuro e dedicate la vostra energia,
il vostro coraggio, il vostro infinito entusiasmo alla conquista di
un mondo senza più sfruttamento,
povertà, disoccupazione, guerre e
disuguaglianze di classe. Questo
mondo è possibile e si chiama socialismo.
Con Mao per sempre contro il
capitalismo per il socialismo!
Aiutiamo le studentesse e gli
studenti a conquistare il potere
nelle scuole e nelle università!
Lavoriamo affinché le ragazze e i ragazzi di sinistra apprezzino e applichino la linea del PMLI
sull’istruzione e sul movimento
studentesco!
Spazziamo via il governo del
nuovo duce Renzi!
Avanti con forza e fiducia verso l’Italia unita, rossa e socialista!
Con i Maestri e il PMLI vinceremo!
chino 1973, vol. 3, pp. 67-68.
8) Mao, Il lavoro degli studenti, 1 dicembre 1919, in Inventare una scuola. Scritti giovanili sull’educazione”, Manifestolibri, Roma 1996, pp.
85-87.
9)
Mao, Manifesto di fondazione
dell’Università autodidattica dello
Hunan, agosto 1921, op. cit., p. 128.
10) Mao, Conversazione con Edgar
Snow, 18 dicembre 1970.
11) Mao, Dedica all’Università antigiapponese, 1939, in Il presidente
Mao sulla rivoluzione dell’istruzione, dicembre 1967.
12) Mao, Sulla giusta soluzione delle contraddizioni in seno al popolo,
27 febbraio 1957, Piccola biblioteca marxista-leninista, Firenze 1998,
p. 29.
13) Mao, Rettificare la nostra politica
sulla letteratura e l’arte, 14 luglio
1975.
14) Mao, direttiva del 7 maggio 1966.
15) Mao, Verbale della conversazione
con Mao Yuanxin, 5 luglio 1964, in
op. cit.
16) Mao, citato nell’articolo Una scuola di tipo nuovo che unisce la teo-
ria alla pratica, in “Bandiera rossa”
n. 4/1968.
17) Mao, Nota e modifiche all’articolo:
“La classe operaia deve dirigere tutto”, agosto 1968.
18) Mao, Verbale della conversazione
con Mao Yuanxin, cit.
19) Mao, direttiva del 22 luglio 1968.
20) Lenin, Discorso alla conferenza
dei comitati per l’istruzione politica presso le sezioni provinciali e distrettuali della pubblica istruzione,
1920, Opere complete, cit., vol. 31,
p. 348.
21) Mao, Fare affidamento sulla base,
21 luglio 1966, su “Il Bolscevico” n.
20/2013.
22) Mao, Sulla nuova democrazia, gennaio 1940, in Opere scelte, cit., vol.
2, p. 399.
23) Scuderi, Che il proletariato prenda
in mano la situazione, Editoriale per
il 38° Anniversario della fondazione del PMLI, su “Il Bolscevico” n.
14/2015.
24) Mao, Direttiva alla III Sessione
plenaria del IX CC della Lega
della Gioventù comunista, aprile
1966.
Commemorazione di Mao / il bolscevico 9
N. 33 - 17 settembre 2015
Saluto di Monica Martenghi ai partecipanti alla Commemorazione di Mao nel 39° Anniversario della scomparsa
Applichiamo le indicazioni
di Scuderi sui giovani e gli studenti,
ispirate dal pensiero di Mao
Pubblichiamo qui di seguito l’applauditissimo saluto pronunciato
dalla compagna Monica Martenghi a nome del Comitato centrale
del PMLI.
Care compagne e compagni,
care amiche e amici,
a nome del Comitato centrale
del nostro Partito e dei compagni
dirigenti seduti alla presidenza
con alla testa il compagno Giovanni Scuderi, Segretario generale del PMLI, porgo a tutti voi un
caloroso saluto e un sincero grazie per essere presenti a questa
pubblica iniziativa in occasione
del 39° Anniversario della scomparsa di Mao.
Salutiamo con gioia rivoluzionaria tutte le compagne e i compagni provenienti dal Piemonte
alla Sicilia e Sardegna, rappresentata per la prima volta alla
Commemorazione di Mao.
Salutiamo con particolare calore chi di voi partecipa per la
prima volta alla Commemorazione di Mao. Un saluto speciale al
compagno sardo qui presente,
Maurizio Littera, sul quale sono
riposte le nostre speranze per
dare le ali al Partito in Sardegna.
Tutti i presenti, non membri
del PMLI, sono invitati a inviare a
“Il Bolscevico” le loro impressioni, anche solo poche parole, sulla
Commemorazione di Mao.
Salutiamo con tanto affetto i
compagni afflitti da gravi patologie, qualcuno dei quali è qui presente.
Salutiamo le compagne e i
compagni che hanno comunicato
la loro impossibilità a partecipare alla Commemorazione di Mao
per motivi di salute o economici
e di lavoro.
Ricordiamo con eterna riconoscenza i nostri compagni deceduti, a cominciare da Nerina
“Lucia” Paoletti.
Ringraziamo caldamente:
Le Commissioni di organizzazione e di stampa e propaganda,
il Comitato provinciale di Firenze
e tutte le compagne e i compagni
e anche le amiche e gli amici che
hanno contribuito alla realizzazione di questa importante manifestazione pubblica;
le simpatizzanti e i simpatizzanti che spontaneamente, da
tempo o di recente, danno dei
contributi economici mensili al
Centro del Partito o all’istanza
della propria città;
chi, impossibilitato a partecipare, ha voluto comunque esserci vicino inviando un messaggi di
saluto.
È inutile denunciare i media
che anche quest’anno hanno
ignorato la nostra Commemorazione di Mao. Nemmeno quelli
della “sinistra” borghese sanno
cos’è il diritto di informazione.
Questo ferreo black-out stampa costituisce uno dei cinque
grossi ostacoli che rallentano e
rendono difficoltoso lo sviluppo
del PMLI. Anche se l’ostacolo
principale è attualmente quello
economico.
A questo proposito, vi informiamo che la situazione della
cassa del Partito non è affatto
migliorata e pertanto, pur comprendendo benissimo le generalizzate difficoltà economiche che
direttamente e indirettamente pesano su ognuno come su tutto il
nostro popolo, siamo costretti a
continuare a fare appello a sottoscrivere, magari periodicamente,
per il PMLI per il trionfo della cau-
sa del socialismo in Italia.
Gli ostacoli che dobbiamo
superare comunque non ci impressionano. La nostra è stata e
continuerà ad essere una Lunga
Marcia politica e organizzativa
iniziata nel lontano 1967 senza un
foglio, una penna e una sedia. Al
traguardo ci aspetta una società
senza più sfruttamento dell’uomo
sull’uomo, disparità di classe, di
sesso, di razza, e territoriali, fra
Nord e Sud, senza più femminicidi, stragi di migranti e guerre
imperialiste, di occupazione e di
dominio. Sappiamo che questo
è uno sbocco inevitabile perché
alla lunga è impossibile arrestare
la ruota della storia e impedire al
proletariato di rivendicare e conquistare il potere politico.
Salutiamo tutti i sinceri comunisti ovunque siano collocati,
invitandoli ad aprire un dialogo e
un confronto col PMLI per verificare se ci sono le condizioni per
unirsi nel nostro Partito o almeno
nel sindacato e nei movimenti di
lotta in cui siamo presenti per difendere assieme i diritti e le rivendicazioni delle masse lavoratrici,
popolari, femminili e giovanili.
Salutiamo la classe operaia,
la nostra classe, che soffre pene
dell’inferno sotto il capitalismo.
Salutiamo le masse studentesche, le insegnanti e gli insegnanti e i lavoratori Ata in lotta
contro la “Buona scuola”, che
giova solo ai padroni. Questa
nostra Commemorazione che ha
per tema: “Mao e l’istruzione nel
socialismo” è dedicata soprattutto a loro.
Salutiamo i disoccupati, i lavoratori precari e a part-time involontari, gli esodati, i cassintegrati,
i pensionati con meno di mille
euro al mese, in particolare quelli
sotto i 500 euro, i quasi 10 milioni
di poveri, i senza casa, gli sfrattati, chi non può pagare l’affitto,
i movimenti di lotta, in particolare
i No Tav, No Muos, No Dal Molin,
No Ponte, No Tav terzo valico, No
Tap.
Esprimiamo il nostro cordoglio e dolore per l’ecatombe dei
migranti e il nostro sdegno per la
marchiatura nazista dei profughi,
e chiediamo con forza che tutti i
paesi dell’Ue, a cominciare dall’Italia, aprano le loro frontiere ai
profughi e ai migranti.
Renzi è uno dei peggiori governanti prodotti dalla classe
dominante borghese. Simile a
Mussolini, Craxi e Berlusconi,
dei quali segue le orme in politica
estera e interna.
Con la “Buona scuola” ha
dato un colpo mortale alla scuola pubblica, col Jobs Act ha dato
via libera ai licenziamenti e condannato i giovani al precariato e
al supersfruttamento, con la cancellazione del diritto borghese del
lavoro, l’attacco al diritto di sciopero e l’emarginazione dei sindacati ha fatto carta straccia della
Costituzione democratica borghese del ’48. Ed è a un passo
dal completare, con le controriforme costituzionale ed elettorale, il regime neofascista secondo
i piani della P2.
Bisogna fermarlo subito e
mandarlo a casa con uno sciopero generale di 8 ore e con
una manifestazione nazionale a
Roma. Speriamo che i sindacati
lo capiscano, si uniscano e agiscano di conseguenza.
Comunque sia i marxisti-leninisti italiani non daranno pace a
Renzi finché il suo governo non
sarà spazzato via dalla piazza e
La compagna Monica Martenghi conclude a pugno chiuso la lettura del
discorso di saluto
appoggeranno tutte le iniziative
di lotta che saranno messe in
campo a partire da oggi contro il
governo e le sue misure antipopolari e neofasciste.
Salutiamo il popolo cinese
oppresso, sfruttato e manipolato
dalla cricca revisionista e fascista
di Xi Jinping. La parata militare
imperialista del 3 settembre non
ha nulla a che fare con la storica
vittoria di 70 anni fa dell’eroico
popolo cinese guidato da Mao
e dal PCC contro l’aggressore
giapponese.
È solo uno sfoggio di muscoli
nazionalisti, militaristi e guerrafondai del socialimperialismo cinese in crisi economica e finanziaria e in lotta con l’imperialismo
americano per l’egemonia mondiale.
Salutiamo tutti i popoli del
mondo che lottano contro i regimi borghesi e capitalisti, e quelli
che lottano contro l’oppressione
dell’imperialismo, per la libertà,
l’indipendenza e la sovranità del
loro Paese. Siamo certi che presto anche il popolo cinese tornerà a ribellarsi contro la dittatura
borghese, capitalista e fascista
che lo opprime e lo schiaccia
dando il proprio decisivo contributo all’emancipazione dell’intera
umanità.
“La causa rivoluzionaria diceva Mao - non può vincere
se non ci sono i giovani’’. Mao
l’aveva sperimentato direttamente. Quando già giovanissimo studente, ancor prima di incontrare il
marxismo-leninismo, partecipava
alle agitazioni studentesche divenendo un leader degli studenti.
Egli aveva capito che per cambiare il volto della Cina occorreva
distruggere le vecchie concezioni
e pratiche del confucianesimo
che dominavano da oltre duemila
anni l’educazione, l’istruzione e
tutta la cultura cinesi. Distruggere
il confucianesimo e gli imbroglioni dirigenti revisionisti che come
Liu Shaoqi e Deng Xiaoping continuavano a sostenerlo all’interno
del Partito comunista cinese e
nella società cinese anche dopo
l’instaurazione del socialismo fu
uno dei compiti principali che
Mao assegnò ai giovani che parteciparono in massa e in prima
linea alla Grande Rivoluzione
Culturale Proletaria. Questa rivoluzione, nella concezione di Mao,
era infatti “una grande rivoluzione che tocca l’uomo in quanto
ce lo hanno confermato. I giovani hanno svolto un ruolo importante nella gloriosa Resistenza
antifascista, nella grande rivolta
antifascista e anticapitalista del
Luglio ’60 contro il governo Tambroni, nelle Grandi Rivolte del
Sessantotto e del Settantasette
che rappresentano delle pietre
miliari della lotta di classe nel
nostro Paese. E il loro apporto è
stato fondamentale nella nascita
stessa del nostro Partito. I primi
pionieri del Partito sono giovani
compagni forgiati nel grande movimento di massa del Sessantotto ed il PMLI è stato fondato proprio nel fuoco di un altro grande
movimento giovanile qual è stato
il Settantasette.
I giovani, e non solo i giovani,
devono comunque stare attenti
a non scambiare il vecchio col
nuovo. Aprite bene gli occhi sul
lavorio in atto per creare partiti e
raggruppamenti alla sinistra del
PD che non sono altro che una
copertura a sinistra del capitalismo e della classe dominante
borghese.
Il PMLI ha sempre avuto un’attenzione del tutto particolare verso i giovani, le studentesse e gli
studenti. Più volte ha dedicato
Sessioni plenarie del Comitato
centrale, dibattiti pubblici e commemorazioni di Mao ai temi della
scuola, degli studenti e dei giovani. Nelle conclusioni della 3ª Sessione plenaria del Comitato centrale del PMLI dedicata al tema
“I giovani e il lavoro del PMLI sul
fronte giovanile e studentesco”,
il compagno Segretario generale
del Partito, ha ribadito che “noi
abbiamo il dovere proletario rivoluzionario e marxista-leninista di
prestare la massima attenzione ai
Il compagno Scuderi si congratula con un caldo abbraccio con la compagna Martenghi
ha di più profondo, e tende a
risolvere il problema della sua
concezione del mondo”. Un
obiettivo che se realizzato scardina la concezione del mondo
borghese idealista, metafisica,
individualista e reazionaria, libera
le masse da ogni influenza della
cultura, della morale e della politica della borghesia e fornisce loro
gli strumenti ideologici e culturali
per costruire un nuovo mondo
a misura dei lavoratori. Questa
grande rivoluzione, secondo
Mao, non poteva che avere come
protagonisti i giovani e gli studenti che sono i più sensibili e i più
assettati di nuovo.
Noi la pensiamo come Mao
e la storia della lotta di classe in
Italia e del nostro stesso Partito
giovani. Non solo perché sono il
futuro del nostro popolo, del nostro Partito e della nostra causa.
Ma anche perché essi hanno il
diritto di vivere la loro gioventù, il
diritto allo studio, il diritto al lavoro, il diritto al futuro senza sfruttamento, oppressione, disoccupazione e povertà”.
“Le studentesse e gli studenti
marxisti-leninisti – ha proseguito – devono diventare dei punti
di riferimento e dei leader degli
studenti, conquistando questi
riconoscimenti sul campo di battaglia”. Noi dobbiamo applicare
con determinazione queste indicazioni del compagno Scuderi sui
giovani e gli studenti, chiaramente ispirate dal pensiero di Mao.
Inoltre il Segretario generale del
Partito ha esortato l’intero Parti-
to: “Lavoriamo perché le studentesse e gli studenti riconoscano
che al PMLI sta a cuore il loro
presente e il loro futuro! Lavoriamo perché le ragazze e i ragazzi
di sinistra appoggino e applichino la linea del PMLI sull’istruzione
e sul movimento studentesco!”.
Coerentemente con queste
direttive, il discorso commemorativo che pronuncerà a breve il
compagno Federico Picerni, a
nome del CC del PMLI, tratterà
il fondamentale e attualissimo
tema “Mao e l’istruzione nel socialismo”.
Picerni è oggi Responsabile
della Commissione giovani del
Comitato centrale del PMLI. Ha
preso contatto col PMLI a soli 15
anni, il 1° novembre 2005, dichiarandosi “fiero sostenitore di Marx,
Engels e Lenin”. “Il Bolscevico” n.
2 del 19 gennaio 2006 pubblica
le sue considerazioni sui 4 scritti
di Mao pubblicati sul n. 33/2005.
Nel gennaio 2006 partecipa
alla Commemorazione di Lenin
organizzata dal Responsabile del
PMLI per l’Emilia Romagna compagno Denis Branzanti, a Cavriago.
Il 14 luglio 2007 viene ammesso al PMLI. Lui considera quella
data “un secondo compleanno”.
Si intensificano i suoi contributi politici e giornalistici.
Il n. 35 de “Il Bolscevico” del
2007 pubblica le sue riflessioni
sull’opera di Engels “L’evoluzione del socialismo dall’utopia alla
scienza”. Sul n. 47 dello stesso
anno “Il Bolscevico” pubblica le
sue riflessioni sui sei inviti ai giovani militanti del PMLI enunciati
dal compagno Scuderi durante
un incontro con la Cellula “Stalin” di Forlì diretta dal compagno
Denis Branzanti. All’incontro era
presente anche Lucia.
Nell’aprile 2008 interviene su
“Il Bolscevico” sull’importante
editoriale del compagno Giovanni Scuderi per il 31° Anniversario
della fondazione del Partito.
La 1ª Sessione plenaria del
5° Comitato centrale del PMLI,
tenutasi un’ora dopo la conclusione del 5° Congresso nazionale
del Partito, l’8 dicembre 2008, lo
nomina Responsabile nazionale
del lavoro giovanile del Partito. In
questa veste, il 28 dicembre 2008
si incontra per la prima volta col
compagno Scuderi nella Sede
centrale del Partito a Firenze, per
impostare il lavoro nazionale giovanile del PMLI.
Ha inizio la sua ricca produzione di articoli e documenti sul
tema fra cui l’articolo “Rilanciamo
alla grande il lavoro giovanile del
PMLI sulla base della linea del 5°
Congresso nazionale del PMLI”
pubblicato su “Il Bolscevico” n.
del 2009.
Il 22 febbraio 2009 rispondendo agli auguri di compleanno del
compagno Scuderi scrive: “Citando Marx: la mia vita e i miei
sforzi saranno dedicati al trionfo
del socialismo”.
Il 3 aprile 2011 presenta un
rapporto sulla situazione giovanile in Italia alla 3ª Sessione plenaria del 5° CC del PMLI che è
stato adottato dal CC col titolo
“I giovani e il lavoro del PMLI sul
fronte giovanile e studentesco”.
In quell’occasione il compagno
Scuderi ha elogiato il compagno
Picerni per la “serietà, passione,
spirito di sacrificio, puntualità,
modestia rivoluzionaria” con cui
SEGUE IN 10ª
➫
10 il bolscevico / Commemorazione di Mao
N. 33 - 17 settembre 2015
Alcuni interventi emblematici di istanze di base del PMLI
Alla Commemorazione di
Mao del 6 settembre 2015 sono
intervenuti, ciascuno per due minuti, secondo il programma, i
delegati delle istanze di base del
PMLI che hanno letto i saluti rispettivi. Altre istanze impossibilitate a partecipare per motivi
economici, di salute o professionali hanno inviato comunque
messaggi di saluto.
Fra tutti questi saluti ne abbiamo selezionati alcuni che
ci sembrano più emblematici e
rappresentativi del legame profondo fra il PMLI, le masse e il
pensiero di Mao, che va studiato sempre più per acquisire fino
in fondo la concezione proletaria
del mondo, per dare alla classe
operaia la coscienza di essere
una classe per sé il cui compito
è quello di abbattere la dittatura
borghese e realizzare la dittatu-
ra del proletariato, per dare un
maggior vigore alla lotta contro
il governo Renzi e i governi locali, per radicarci nella realtà concreta in cui operiamo e rendere
il PMLI un Gigante Rosso anche
nel corpo.
Leggendo questi interventi,
Organizzazione
di Castelvetro
(Modena)
Organizzazione
di Rufina
(Firenze)
Compagne e compagni,
un caloroso saluto a tutti voi
dall’Organizzazione di Castelvetro di Modena del PMLI. Siamo convinti che questa Commemorazione sarà importantissima
per approfondire la linea di Mao
sull’istruzione e per orientare il
movimento studentesco, al quale auguriamo ogni successo nelle
lotte a venire.
Il governo Renzi sta facendo
danni su danni al lavoro, alla scuola e alle masse. Noi abbiamo sentito sulla nostra pelle gli effetti nefasti del “Jobs Act”. A maggio 950
operai dipendenti di una falsa cooperativa, che lavoravano presso
la ditta Inalca del grosso magnate capitalista Cremonini, sono stati
licenziati e riassunti dietro ricatto
fino a novembre, con meno tutele,
un potere contrattuale ormai ridotto a zero e nessuna garanzia per il
futuro, senza parlare degli stipendi
persi nell’operazione, mentre i padroni si sono arricchiti. Le giunte
locali sono rimaste a guardare.
Mao ci insegna: “In ogni cosa,
noi comunisti dobbiamo saperci integrare con le masse. Se i
membri del nostro Partito passano tutta la loro vita seduti fra
quattro mura e non escono mai
ad affrontare il mondo e sfidare la tempesta, di quale utilità saranno per il popolo cinese? Di nessuna utilità, e noi non
abbiamo bisogno di gente simile come membri del Partito. Noi
comunisti dobbiamo affrontare
il mondo e sfidare la tempesta,
il grande mondo e la violenta
tempesta delle lotte di massa”.
Il PMLI è l’unica speranza del nostro popolo per un avvenire libero
dallo sfruttamento e dall’oppressione. Seguiamo gli insegnamenti
di Mao per dargli un corpo da Gigante Rosso sempre più robusto e
più forte e renderlo finalmente in
grado di distruggere finalmente il
capitalismo e il suo governo.
Con Mao per sempre contro il
capitalismo per il socialismo!
Spazziamo via il governo del
nuovo duce Renzi!
Con i Maestri e il PMLI vinceremo!
Care compagne e cari compagni,
è con grande piacere che porto
a tutto il Partito rossi saluti rivoluzionari a nome dell’Organizzazione di Rufina del PMLI.
Ringrazio in anticipo il compagno Federico Picerni che tratterà
oggi per il Partito un tema di estrema importanza strategica e pertanto
immediatamente finito nel mirino
del governo del nuovo duce Renzi
attraverso la “riforma” della “Buona scuola” anticostituzionale e di
stampo fascista senza precedenti.
Sono certo che al termine avremo più chiaro il perché gli intellettuali della borghesia non fanno altro che dipingere l’istruzione
come una istituzione interclassista, indipendente dalla politica,
slegata dalla società e dalle classi.
Sappiamo bene che ciò non è
vero e che niente è al di fuori del-
➫ DALLA 9ª
ha svolto il compito che gli era
stato assegnato, e lo ha esortato
a proseguire nella strada intrapresa, poiché egli “costituisce
l’elemento fondamentale, dopo
la linea, per il successo del lavoro giovanile e studentesco del
PMLI”.
Il 23 novembre 2012 porta
il saluto del CC del PMLI al 14°
congresso nazionale dell’Arcigay
a Ferrara.
L’8 settembre 2013 è nominato Responsabile della Commissione giovanile del CC del PMLI.
Nel 2013 inaugura le interviste de
“Il Bolscevico” ai partecipanti alle
manifestazioni nazionali politiche
e sindacali. In una di esse inter-
Il compagno Scuderi si congratula con Maurizio Littera dell’Organizzazione
di Uras del PMLI al termine del suo saluto
Cellula “Stalin”
di Forlì
A nome della Cellula “Stalin”
di Forlì rivolgo un caloroso saluto marxista-leninista a tutte le
compagne e i compagni, presenti e non, a partire da coloro che si
sono uniti recentemente al nostro
amato Partito.
Ringrazio fin d’ora il compagno Federico Picerni per la relazione che terrà su “Mao e l’istruzione
nel socialismo”, che certamente ci
fornirà preziose analisi e utili indicazioni di lavoro per opporci
all’antipopolare e antistudentesca
controriforma scolastica, varata
dal governo del nuovo duce Renzi per completare la scuola della
seconda repubblica neofascista,
scuola che secondo il nuovo duce
in camicia bianca deve ruotare attorno alla scuola privata e meritocratica, così come per la giunta
comunale di Forlì, con il sindaco
Pd Drei, che in linea con i sui predecessori continua a finanziare le
scuole private.
Fino a quando le scuole rimarranno nelle mani dei capitalisti e
della borghesia avranno inevita-
vista il responsabile di allora de
“Il sindacato è un’altra cosa”. Il 4
novembre 2013 si laurea con 105
su 110. “Il Bolscevico”, numeri 42
e 43 del 2013, pubblicano la sua
tesi su Lin Biao e Confucio.
Sotto la sua direzione la Commissione giovanile del CC del
PMLI ha scritto la bozza dell’importante documento del 14 marzo 2014 dell’Ufficio politico dal
titolo “Lottiamo e formiamo un
grande fronte unito per abolire il
precariato”.
Sempre sotto la sua direzione
la Commissione giovani ha scritto diversi documenti, appelli e
circolari fra cui: “Giovani date le
ali al vostro futuro”, “Applichiamo
le indicazioni di Pasca sulla propaganda e sul lavoro giornalistico
al settore giovanile”, “Studiare e
intervenire sui problemi dei gio-
bilmente la funzione di formare
docili servi e operai capaci, per
questo contestiamo come un’ipocrisia borghese il cosiddetto “carattere apolitico” dell’istruzione.
Solo con l’abbattimento del
sistema capitalistico e la conquista del potere politico da parte del
proletariato con l’instaurazione
del socialismo, le scuole e le università saranno finalmente libere dagli interessi e dall’influenza
culturale della borghesia e diventeranno un servizio goduto dal popolo e dal popolo controllato.
Nel socialismo l’istruzione
deve fare dei giovani i combattenti per l’emancipazione dagli sfruttatori.
La strada è ancora lunga ma
Mao ci insegna che “Nei momenti difficili non dobbiamo perdere di vista i nostri successi, ma
guardare al luminoso avvenire e
raddoppiare il coraggio”.
Spazziamo via il governo del
nuovo duce Renzi e la sua nera
controriforma scolastica!
Con Mao per sempre contro il
capitalismo, per il socialismo!
Coi Maestri e il PMLI vinceremo!
vani” ,”Viva la grande mobilitazione studentesca del 12 marzo!
Lottiamo affinché le scuole siano
governate dalle studentesse e
dagli studenti. Bocciamo la ‘Buona scuola’ di Renzi e Giannini”.
In occasione della traduzione
e della pubblicazione su “Il Bolscevico” n. 20/2013 delle opere
inedite in Italia di Mao, quasi tutte
non ufficiali, riguardanti la Grande
Rivoluzione Culturale Proletaria
in Cina e dell’editoriale non firmato ma scritto dal compagno
Picerni, il compagno Scuderi così
sintetizza il contributo e le caratteristiche di questo compagno in
una lettera indirizzata al Direttore
dell’organo del Partito che l’ha
poi pubblicata: “Il compagno Picerni, traducendo dal cinese queste opere di Mao, curandone la
presentazione e la pubblicazione
alcuni dei quali sono qui riprodotti integralmente, quindi comprensivi delle frasi tagliate alla
Commemorazione per rispettare
i tempi programmati, le lettrici e
i lettori de “Il Bolscevico” non
membri del PMLI possono farsi
un’idea più concreta dei militanle due culture, quella borghese o
quella proletaria, e proprio il dominio dell’una sull’altra influenza
i rapporti sociali.
In Valdisieve ad esempio, le
associazioni antifasciste hanno
enormi difficoltà a realizzare appuntamenti fra partigiani e studenti; a quelle ambientaliste che
sostengono soluzioni alternative
all’incenerimento ogni intervento
è precluso anche quando invitate
dagli studenti.
Di contro sempre più spesso la
scuola ospita industriali e banche.
Gli stessi dirigenti scolastici
che respingono proposte o temi
non allineati ai programmi ministeriali, non muovono un dito per
impedire il ripetersi di volantinaggi di fronte ai cancelli dei neofascisti di Casaggì.
Anche il fine ultimo dei risultati esclusivamente “meritocratici” e libreschi della nostra scuola,
raggiunge obiettivi opposti da chi
come noi marxisti-leninisti lavora
con lo scopo di far maturare nelle masse capacità dialettica e co-
ti del Partito e, magari, prendere esempio da loro per diventare
anch’essi dei marxisti-leninisti.
Se ne gioverebbero la lotta di
classe e la nobile causa del proletariato e del socialismo.
Tutto per il PMLI, il proletariato e il socialismo!
scienza di classe.
Mao sottolineava giustamente che: “Non bisogna prestare
troppa importanza ai voti, piuttosto è necessario concentrare le
proprie energie per sviluppare
una capacità di analisi e soluzione dei problemi”.
Colgo l’occasione per ringraziare le compagne e i compagni
simpatizzanti dell’Organizzazione di Rufina del PMLI, compresi
quelli di Figline Valdarno e i compagni dell’Organizzazione di Vicchio del PMLI per le proficue collaborazioni.
Un ringraziamento particolare va al compagno Massimo per
il suo grande impegno e perché
finalmente in Valdisieve grazie a
lui abbiamo potuto portare nuovamente la voce del PMLI all’interno del mondo della scuola.
Viva Mao!
Viva il PMLI!
Viva il socialismo!
SEGUE IN 11-12ª
➫
Dichiarazione di uno studente romano membro del PMLI,
rilasciata in occasione della Commemorazione di Mao
Noi giovani marxisti-leninisti
dobbiamo radicarci tra le masse giovanili
La difficile e disagiata situazione delle masse giovanili e
studentesche non conosce grandi miglioramenti sul piano delle politiche generali del governo
del nuovo duce Renzi. Tuttavia
non si può dir lo stesso sul piano della lotta politica di piazza,
dove con vigore le studentesse
e gli studenti hanno dimostrato grande coraggio riversandosi in tutte le città d’Italia e continueranno a lottare con ancora
più forza nel prossimo autunno
con la ripresa della scuola. Torneranno a far sentire la propria
voce nelle piazze contro la riforma della “Buona scuola” di
Renzi e Giannini che continua
il processo di privatizzazione e
sbriciolamento della scuola pubblica, sulla stessa linea dei suoi
su Il Bolscevico, ha reso un servizio inestimabile a tutto il Partito,
alla classe operaia e alle ragazze
e ai ragazzi che si battono contro
il capitalismo e per il cambiamento.
E l’ha fatto con una esemplare
modestia, dedicandoci ore e ore
di lavoro strappandolo al riposo,
allo svago e al sonno, per non
nuocere ai suoi impegni politici
ordinari e di studente universitario. Dimostrando che si possono
fare tante cose quando si dona
veramente la propria vita alla causa del PMLI, del proletariato e del
socialismo, volontariamente e
senza alcun compenso economico. All’opposto di quanti lavorano
per il capitalismo e la classe dominante borghese, il loro governo
e le loro istituzioni, e si pavoneggiano e si fanno pagare anche
predecessori Berlusconi, Monti
e Letta, con sgravi fiscali per chi
manda i propri figli alle scuole
private, con l’autoritaria figura
del preside-manager e l’entrata
di finanziamenti da parte di privati nelle scuole.
Ormai la progressiva distruzione dello “Stato sociale” è sotto gli occhi di tutti. Di fronte a
tutto ciò, noi giovani marxistileninisti dobbiamo tenere bene
a mente le parole d’ordine e il
piano per la scuola contenuto nel
Programma d’azione del Partito
e continuare a lottare con sempre
più determinazione per la scuola
pubblica governata dalle studentesse e dagli studenti.
Riprendendo una citazione di
Mao, noi giovani siamo “la forza più attiva e vitale della so-
l’aria che respirano.
Egli è un esempio di giovane
intellettuale
marxista-leninista
per nulla inquinato dall’individualismo e dal protagonismo personale, centralizzato, disciplinato,
coscienzioso, modesto, responsabile, assolutamente disponibile alle necessità del Partito e
consapevole della validità del
gioco di squadra, per cui non è
importante tanto chi marca il gol
quanto la vittoria della squadra.
Insomma un vero allievo di Mao
e del PMLI, come dobbiamo esserlo tutti noi”.
Per essere dei veri allievi e
eredi di Mao e del PMLI come il
compagno Picerni, ci possono
aiutare molto le 10 citazioni di
Mao sui marxisti-leninisti, recentemente raccolte e pubblicate da
“Il Bolscevico”. Esse rappresen-
cietà” e siamo “i più ansiosi
d’imparare e i meno conservatori nel modo di pensare”.
Un’analisi impeccabile che a distanza di 60 anni da quando egli
la pronunciò risulta ancora d’attualità. Seguendo questi insegnamenti che il nostro ultimo grande
Maestro ci ha lasciato, noi marxisti-leninisti dobbiamo radicarci il più possibile tra le masse giovanili, muoverci con esse
e spiegare loro che l’unico modo
per cambiare realmente il nostro
Paese è mettere fine al capitalismo, riponendo fiducia incondizionata nella lotta di classe per
la vittoria finale del socialismo.
Viva Mao!
Uniti, coi Maestri e il PMLI
vinceremo!
Andrea - Roma
tano dei punti di rifermento fondamentali non solo per i militanti
del Partito ma anche per tutte le
ragazze e i ragazzi, le studentesse e gli studenti e per tutti coloro
che vogliono essere dei rivoluzionari coerenti e vogliono veramente cambiare l’Italia e il mondo.
Aiutiamo le studentesse e gli
studenti a conquistare il potere
politico nelle scuole e nelle università!
Tutto per il PMLI, il proletariato
e il socialismo!
Spazziamo via il governo del
nuovo duce Renzi!
Con Mao per sempre contro il
capitalismo, per il socialismo!
Avanti con forza e fiducia verso l’Italia unita, rossa e socialista!
Coi Maestri e il PMLI vinceremo!
Commemorazione di Mao / il bolscevico 11
N. 33 - 17 settembre 2015
➫ DALLA 10ª
Organizzazione
di Caltagirone
(Catania)
L’Organizzazione di Caltagirone del PMLI saluta con gioia rivoluzionaria la 39ª Commemorazione del Maestro del proletariato
internazionale Mao e i compagni
che hanno sfidato difficoltà economiche e organizzative per potervi partecipare dando il proprio
contributo. Purtroppo per motivi
familiari non possiamo essere presenti.
La Commemorazione di Mao
apre le porte ad un autunno di lotte contro le “riforme” antipopolari
del nuovo duce Renzi, degno erede di Berlusconi, Craxi e Mussolini. Le “riforme” del suo governo colpiscono duramente le masse
popolari, continuando come sempre a favorire i padroni e l’alta finanza, ma ad essere colpita maggiormente dalle “riforme” è la
scuola. È per tale motivo che alla
testa della lotta devono esserci le
studentesse e gli studenti, vittime
della “Buona scuola” di Renzi e
Giannini, come i docenti precari.
Nelle piazze gli studenti dovranno continuare a dimostrare e
a gridare che non vorranno mai
adeguarsi alla scuola governata
dai presidi-manager, fortemente
classista e fondata sulla “meritocrazia”.
L’Organizzazione di Caltagirone sarà sempre al fianco degli
studenti e sin da questo autunno
tornerà in piazza per mantenere
sempre vivi i rapporti con le masse popolari. La presenza in piazza
sarà costante, specie in vista delle prossime elezioni di maggio, attese con ansia dai partiti borghesi
dopo la sfiducia votata al sindaco Bonanno. Torneremo ancora
a presentare la linea politica del
PMLI alle masse popolari che lottano ogni giorno a Caltagirone per
una scuola e un sistema sanitario
migliori e per il lavoro.
Affinchè la lotta si allarghi e
diventi lotta al capitalismo, per il
socialismo e per una scuola governata dalle studentesse e dagli studenti ci si deve unire al PMLI, l’unico Partito in Italia a seguire la
via capace di condurre al socialismo, quella già percorsa dai nostri
cinque Maestri.
Ogni anno il nostro Partito ricorda Mao e l’esperienza della
rivoluzione cinese, fondamenta-
4 il bolscevico / studenti
le nella storia del proletariato internazionale. Il pensiero di Mao,
fondamento del nostro Partito,
costituisce lo sviluppo del marxismo-leninismo. Ricordiamo con
gioia la Grande Rivoluzione Culturale Proletaria che fu “assolutamente necessaria e quanto mai
opportuna per consolidare la dittatura del proletariato, prevenire la
restaurazione del capitalismo ed
edificare il socialismo”.
Seguiamo la via rivoluzionaria perché nell’Italia di oggi, come
nella Cina di Mao, il proletariato
acquisisca la coscienza di classe
necessaria a conquistare il potere
politico.
Viva Mao!
Tutto per il PMLI, il proletariato e il socialismo!
Coi Maestri e il PMLI vinceremo!
Organizzazione
di Tenna (Trento)
Care compagne e cari compagni,
a tutti voi, ai compagni della Redazione de “Il Bolscevico”,
del Comitato centrale del PMLI e
al nostro Segretario generale compagno Giovanni Scuderi vogliamo
far giungere il nostro saluto marxista-leninista, un fraterno abbraccio e l’augurio di un proficuo lavoro.
Pur non potendo essere presenti fisicamente per gravi motivi di salute alla Commemorazione di Mao in occasione del 39°
anniversario della sua scomparsa,
ci sentiamo comunque uniti a voi
nell’omaggio che rendiamo a questo grande Maestro del proletariato internazionale, nel ricordarne la
vita e l’opera e nel riconfermare
la nostra ferma ed incondizionata
adesione al pensiero di Mao e al
marxismo-leninismo, di cui questo pensiero è parte viva ed integrante. Noi siamo coscientemente
convinti che il socialismo è l’unica alternativa concreta e possibile alla realtà economica, sociale e
politica odierna nel nostro Paese
così come a livello internazionale. E lo siamo a maggior ragione
nella difficile situazione odierna,
dove sembrano spadroneggiare le
sirene di quanti: capitalisti, imperialisti, revisionisti, riformisti e
reazionari di ogni sorta, cantano
all’unisono il de profundis dell’ideale comunista e il fallimento
della rivoluzione socialista.
Quest’anno la Commemorazione verterà in particolare sul-
N. 45 - 19 dicembre 2014
Conto corrente postale 85842383 intestato a:
PMLI - Via Antonio del Pollaiolo, 172a - 50142 Firenze
Il compagno Scuderi saluta affettuosamente il compagno Lorenzo Santoro della provincia di Bergamo
le indicazioni e gli insegnamenti
di Mao riguardo all’istruzione nel
socialismo. Un tema importante
al quale tutti i Maestri del proletariato internazionale hanno dato
attenzione soffermandosi sui diversi aspetti della questione. Marx
ed Engels, ad esempio, già nel
“Manifesto del Partito Comunista” affrontavano questa tematica
ponendo a fondamento della scuola nella futura società comunista,
l’“unificazione dell’educazione
e della produzione materiale”; o
Lenin che all’VIII Congresso del
Partito bolscevico propose una delibera, approvata dal Congresso
stesso, che poneva come obiettivo dell’ istruzione pubblica sovietica la trasformazione completa
della scuola da strumento del potere classista della borghesia in
istituzione capace di annientare
del tutto la suddivisione della società in classi sociali. Ma quanto
teorizzato e realizzato nel campo
dell’istruzione nel processo storico di costruzione del socialismo,
non deve interessarci solamente in
prospettiva futura, ma deve spingerci a capire ed assimilare quanto può essere utile alla nostra proposta politica ed anche ad ognuno
di noi, individualmente. Penso
ad esempio a quanto è importante, per formarci culturalmente, ma
anche per migliorarci come marxisti-leninisti, assimilare e mettere
in pratica gli insegnamenti di Mao
sull’onestà e la modestia necessari per approcciarsi al sapere o sul
non essere mai soddisfatti di quanto studiato ed imparato perché c’è
sempre tanto da studiare e da imparare per poter, a nostra volta,
trasmettere ed insegnare agli altri.
La Commemorazione odierna non mancherà altresì di ribadire l’impegno del PMLI nella lotta
per spazzare via il più presto possibile e da sinistra il governo del
nuovo duce Renzi, la sua politica
ferocemente antioperaia e antipopolare e il suo progetto di completamento sul piano istituzionale di
un “moderno” Stato neofascista,
progetto a suo tempo tracciato e
delineato dal piano piduista.
La strada sarà sicuramente lunga e tortuosa, il lavoro da fare duro
e difficile, ma il futuro sarà luminoso.
Viva il PMLI
Viva Mao e gli altri Maestri del
proletariato internazionale: Marx,
Engels, Lenin, Stalin!
Coi Maestri e il PMLI vinceremo!
Organizzazione di
Viggiù (Varese)
Care compagne e compagni
la forza ideologica e politica
del nostro grande e amato Partito
risiede nel nostro totale e incondizionato appoggio alla figura e
all’opera del Maestro Mao, una figura quella del “Grande Timoniere” che rappresenta oggi lo spartiacque politico e ideologico tra
chi realmente può definirsi comunista e chi ciancia di essere comunista.
Mao deve esserci d’ispirazione
per affrontare le dure battaglie che
ci attendono, in particolare quella
contro il governo del nuovo duce
Renzi e le due “riforme” pilastro
del regime neofascista che puntano al completo asservimento e alla
schiavitù delle masse popolari e
dei giovani, la “Buona scuola” e
il Jobs Act.
Seguendo gli insegnamenti di
Mao dobbiamo essere in grado di
unire le forze di tutti i nostri veri
alleati per scagliarci anima e corpo contro questo nero governo
della borghesia che sta distruggendo i diritti sociali e non solo questi
nel nostro Paese.
Ai giovani che sono le forze
più fresche e attive del nostro popolo, dobbiamo rivolgere la nostra
voce e la nostra fiducia, allo stesso
modo con cui Mao nutriva la massima fiducia nell’indomita volontà
di lotta dei giovani e delle masse
popolari cinesi.
Viviamo tra i giovani, facciamo nostre le loro esigenze, sentiamo nostre le loro problematiche e
guidiamoli alla lotta contro questo
governo e questo regime, per conquistarci l’unico sistema sociale
capace di garantire un futuro di libertà, pace, benessere e giustizia
per la classe operaia, i lavoratori, e
i nostri giovani, il socialismo!
Viva Mao!
Viva il socialismo!
Viva il PMLI!
Organizzazione di
Modena
Care compagne e cari compagni,
è con spirito proletario-rivoluzionario che l’Organizzazione di Modena del PMLI partecipa a questa Commemorazione del
grande Maestro del proletariato
Mao.
L’Organizzazione di Modena
ha fatto grandi progressi, si è inserita nei comitati popolari per le
lotte per il bene comune, come il
TTIP e il movimento contro la privatizzazione dell’acqua, ha smascherato gli inciuci della borghesia locale capitanata dal piddino
Muzzarelli e le continue provocazioni del consiglio comunale dopo
l’infame ordine del giorno in cui,
approvato all’unanimità, ha condannato le tesi rivoluzionarie sostenute dal PMLI, ma nonostante
tutto i marxisti-leninisti modenesi
non hanno avuto paura, anzi, hanno continuato con coraggio proletario-rivoluzionario ad essere presenti con costanza tra le masse
con banchini di proselitismo, alle
manifestazioni e gli scioperi diventando sempre più punto di riferimento tra le masse a discapito
della borghesia e della “sinistra”
borghese revisionista.
Mao disse: “Senza distruzione, non c’è costruzione; senza
sbarramento, non c’è corrente;
senza respiro, non c’è movimento. La lotta fra nuova cultura e
le culture reazionarie è una lotta a morte”. Da questo dobbiamo trarre la forza per opporci al
governo del neoduce Renzi, servo del capitalismo e dell’imperialismo, che con le sue “riforme”,
compresa la famigerata “Buona
scuola” sta totalmente distruggendo le masse popolari.
Quindi cari compagni, studiamo e armiamoci di coscienza di
classe, sotto la guida del PMLI,
come maestri ed allievi delle masse affinché esploda la rivoluzione
proletaria che abbatta totalmente il
capitalismo e la dittatura borghese
padronale ed affinché si instauri il
socialismo.
Gloria eterna a Mao!
Gloria al PMLI!
Cellula “Rivoluzione
d’Ottobre” di Roma
Compagni,
noi siamo caricati di un peso
importantissimo: fare la rivoluzione socialista. Nel perseguire
questa nostra missione possediamo un’arma incommensurabile: il
marxismo-leninismo-pensiero di
Mao. Nel prepararla e compierla
abbiamo a disposizione un metodo scientifico smisurato: il materialismo storico e dialettico. Questa è la concezione del mondo del
proletariato, l’unica classe sociale
che potrà spezzare le proprie catene dallo sfruttamento borghese.
Questa è la concezione del socialismo che si contrappone alla
concezione capitalista del mondo.
È già un buon punto se abbiamo fatto propria la concezione socialista del mondo, tramite lo studio dei Maestri, ma non
è sufficiente da sola. Mao diceva: “La teoria di Marx, Engels,
Lenin e Stalin è una teoria applicabile universalmente. Non
dobbiamo considerarla come
un dogma, ma come una guida
per l’azione. Non bisogna limitarsi a imparare i termini e le
espressioni del marxismo-leninismo, bisogna invece studiarlo
come scienza della rivoluzione.
Non si tratta soltanto di capire
le leggi generali che Marx, Engels, Lenin e Stalin hanno tratto
dal loro ampio studio della vita
reale e dell’esperienza rivoluzionaria, ma anche di studiare la
posizione e il metodo da essi assunti nell’esaminare e risolvere i
problemi”.
Compagni,
saremo noi i fautori del socialismo e la guida del proletariato, ma
la strada è lunga e la borghesia, il
capitalismo e l’imperialismo hanno disseminato il percorso di trappole e insidie di ogni genere.
Ricordiamo il grande Maestro
del proletariato Mao perché ci ha
insegnato a valutare ogni aspetto
della lotta di classe, a non sottovalutare mai, ma nemmeno sopravvalutare il nemico, ci ha insegnato
a saper riconoscere le contraddizioni principali per affrontarle con
efficienza e risolutezza, ci ha insegnato che un giusto radicamento tra le masse popolari è fondamentale, e avere chiari gli obiettivi
è decisivo per ottenere grandi risultati.
C’è un’importantissima parola d’ordine che teniamo sempre
bene in mente del compagno Scuderi: “Studiare, concentrarsi sulle
priorità, radicarsi; radicarsi, concentrarsi sulle priorità, studiare”.
È la sintesi migliore di quello che
deve essere il nostro lavoro politico quotidiano.
L’istruzione in senso socialista
e la cultura del proletariato devono già essere ben formate nelle nostre Cellule.
La storia del pensiero socialista
è stupenda e piena di vita, dal socialismo utopistico siamo arrivati
alla grande scoperta del socialismo scientifico di Marx ed Engels,
per poi vederlo evolvere nel leninismo e nel primo Stato socialista della storia guidato da Lenin
e Stalin, per poi ancora accrescere
la nostra coscienza proletaria del
mondo e la lotta di classe nel socialismo che vede la sua massima
espressione nel pensiero di Mao.
Da questa grandiosa tradizione dobbiamo imparare tutto e adeguarla e rinnovarla nelle lotte presenti e future, tenendo sempre alta
la guardia rivoluzionaria e combattendo i revisionisti e le concezioni borghesi.
Dobbiamo essere sempre molto
critici e molto umili e pensare che
è sempre più importante studiare
per un risultato utile al proletariato
che per il solo piacere personale,
il marxismo-leninismo-pensiero
di Mao una volta studiato e assimilato è una forza inesauribile e si
moltiplica nella condivisione e approfondimento tra i compagni.
Da oggi si riprendono a piene forze e piene energie le nostre
battaglie politiche in tutta Italia e
12 il bolscevico / Commemorazione di Mao
➫ DALLA 11ª
chissà che molto presto non ci ritroveremo di nuovo a Roma per
cacciare via il nuovo duce Renzi.
Con Mao per sempre contro il
capitalismo per il socialismo!
Viva il PMLI!
Coi Maestri vinceremo!
Organizzazione di
Melzo (Milano)
Care compagne, cari compagni,
anche quest’anno ci riuniamo
per commemorare la scomparsa
del grande Maestro del proletariato Mao. Per noi marxisti-leninisti
si tratta del momento di apertura
della nuova stagione politica ma
non la viviamo come un “rito”,
bensì per ciò che è realmente: un
importante momento di lotta! È
quindi anzitutto doveroso ringraziare il Comitato centrale e tutti
i compagni che con encomiabile
sforzo organizzativo, economico
e, quindi, politico, hanno reso possibile quest’iniziativa.
Noi tutti stiamo subendo le
conseguenze della più grave crisi del capitalismo di tutti i tempi,
una crisi ciclica di cui Marx e Engels avevano previsto l’inevitabilità già un secolo e mezzo fa, facendo, oggi, cadere nel ridicolo
gli “esperti”, tra l’altro strapagati,
che ogni giorno sui mezzi di infor-
lavoro stabile e a salario pieno, è
unicamente speculare sulla Tem o
la Brebemi.
Il nostro dovere rivoluzionario
è, quindi, sconfiggere la borghesia
facendo cadere tutte le giunte locali, il governo neofascista Renzi
e uscire dall’Unione europea impedendo inoltre, con tutte le nostre
forze, che il nostro Paese partecipi a invasioni militari di altri Stati che, oggi, cercano di mascherare con “missioni di pace” in modo
da poter “giustificare” una probabile nuova guerra mondiale imperialista.
Noi possiamo fare e faremo
tutto questo, perché ci guida il
marxismo-leninismo-pensiero di
Mao che, essendo scienza, è infallibile!
Con Mao per sempre!
Al servizio del Partito!
Tutto per il PMLI, il proletariato e il socialismo!
Coi Maestri e il PMLI vinceremo!
Cellula “1° MaggioPortella 1947” di
Palermo
La Cellula “1° Maggio-Portella 1947” di Palermo porge un caloroso saluto al Segretario generale, Giovanni Scuderi, all’oratore,
compagno Federico Picerni, al
Comitato centrale, a tutti i militanti, i simpatizzanti e gli amici oggi
intervenuti alla Commemorazio-
un passo nella lotta contro Renzi
e proceda verso la sfida finale che
lo aspetta.
Viva il PMLI, Viva i cinque
Grandi Maestri!
Viva il compagno Segretario
generale Giovanni Scuderi!
Viva il Comitato centrale del
PMLI!
Per l’Italia unita, rossa e socialista!
Organizzazione di
Uras (Oristano)
Compagne e compagni del
PMLI, simpatizzanti e amici del
Partito,
per la prima volta l’Organizzazione di Uras del PMLI incontra
tutti voi per ricordare l’opera del
compagno Mao, che ispira il nostro Partito, che è presente nella
sua bandiera rossa, e sono felice
di condividere questa giornata con
tutti coloro che in Italia agiscono
per ricordare Mao coi fatti, e non
solo con le parole. Il maggiore tributo che possiamo rivolgergli è
proprio quello di dedicare anima
e corpo alla causa del proletariato.
In questo momento storico
vorremmo spendere due parole sui giovani, che sono il potenziale maggiore per la causa della
rivoluzione, ma che rischiano di
rimanere tali se commettessimo
due errori: il primo sarebbe arrendersi alla potenza della borghesia
che vorrebbe sgonfiarli dello spi-
I compagni Scuderi e Pasca insieme a un giovane partecipante
mazione borghesi fanno a gara per
“dire la loro”.
È quindi nostro dovere rivoluzionario anzitutto imparare e poi
insegnare quelle che sono state le
scoperte scientifiche del marxismo-leninismo-pensiero di Mao
per far capire qual è la giusta rotta
da seguire.
Oggi, a livello nazionale, dobbiamo smascherare il nuovo Berlusconi democristiano Renzi che
ha nei fatti completato il disegno
piduista ma anche, a livello locale, fare tutto ciò che è nelle nostre
possibilità per denunciare le malefatte delle giunte del regime neofascista affinché vengano abbattute.
A Melzo il neopodestà Antonio Bruschi (PD), sta seguendo le
orme del suo predecessore Vittorio Perego (che fu a capo di una
giunta di “centro-destra”) dimostrando, se ce ne fosse ancora bisogno, che tra destra e “sinistra”
del regime neofascista non vi è alcuna differenza perché entrambe
si preoccupano unicamente di fare
gli interessi della borghesia decidendo tagli ai servizi e la costruzione di opere inutili e dannose
per l’ambiente che non porteranno alcun beneficio alle masse lavoratrici e popolari. In una città
dove anni fa lavoravano migliaia
di operai soprattutto del settore caseario, oggi l’esigenza delle giunte, anziché creare nuovi posti di
ne del Maestro Mao e a tutti coloro che non hanno potuto essere
presenti per motivi di vario genere. Le dure battaglie politiche che
ci aspettano nell’immediato futuro richiedono una salda fede nel
marxismo-leninismo-pensiero di
Mao e la certezza assoluta di riuscire nell’impresa finale di avere
un’Italia unita, rossa e socialista.
E affinché questa fede, questa certezza, non venga mai a mancare o
vacillare è necessario studiare attentamente e seriamente le opere
dei 5 Maestri del proletariato internazionale che molto hanno ancora da insegnarci, seguire i loro
esempi dinanzi alle varie battaglie
che ci attendono, calando nella realtà la linea politica del PMLI.
Il lavoro sin qui svolto è un
buon inizio e la strada è ancora
lunga e tortuosa. Ma ogni giorno
diveniamo più forti e cresceremo
sino a diventare quel Gigante Rosso di cui il nostro Paese ha bisogno per combattere le istituzioni
locali e regionali e abbattere il governo del nuovo duce Renzi che
sta colpendo con una violenza pari
solo a quella del ventennio fascista i diritti delle masse popolari
italiane, delle masse lavoratrici e
studentesche, dei migranti.
Il PMLI è un Partito forte e solido e chiunque ne fa parte deve
impegnarsi giorno dopo giorno
nello studio e nel lavoro politico
per far sì che esso non ceda mai di
rito rivoluzionario proprio dei giovani, perdere la forza davanti alle
sconfitte che ci possono essere e
lasciare i giovani nello stallo che
i nemici delle masse popolari adorano. Noi dobbiamo lottare per accendere la fiamma che la borghesia vuole spegnere: invitarli allo
studio e studiare con loro, invitarli
all’agitazione e agitarsi con loro,
invitarli a cambiare il proprio stile di vita borghese e migliorare
ancora il nostro. Il secondo errore sarebbe perdere la loro fiducia
in partenza per la troppa fretta e
per la troppa rigidezza delle nostre opinioni. Guidiamoli studiando costantemente la grande opera
messa a punto da Mao per i giovani cinesi. Da buoni navigatori
non dobbiamo perdere mai la stella polare per noi rappresentata dai
cinque Maestri e agire in tal senso
nelle nostre realtà più prossime: i
luoghi di lavoro, le scuole, i campi sportivi, le piazze, i circoli e ciò
che vi viene in mente.
La giunta del mio comune non
vuole il benessere dei giovani, e
invito tutti i militanti a smascherare sindaci e consiglieri falsi amici dei giovani solo per raccogliere
consenso elettorale.
Il governo del nuovo duce Renzi dichiara di creare posti di lavoro per i giovani, ma poi approva
leggi immobilizzanti per i ragazzi, costretti ad accettare condizioni di lavoro favorevoli ai padroni
di azienda e non ai lavoratori, costringe i giovani ad accettare soprusi degni di Mussolini per non
rischiare di perdere il proprio contratto di lavoro.
Cacciamo via Renzi e i sindaci
impegnati contro le masse proletarie e in particolare contro donne e
giovani. Studiamo, applichiamo e
studiamo ancora per applicare ancora una volta il marxismo-leninismo-pensiero di Mao e la linea del
PMLI: sarà questo il modo migliore per commemorare tutto l’anno,
per tutta la nostra vita di Partito, il
compagno Mao.
Coi Maestri e il PMLI vinceremo!
Organizzazione
di Buonalbergo
(Benevento)
L’Organizzazione di Buonalbergo del PMLI saluta con gioia rivoluzionaria le compagne, i
compagni, il Segretario generale compagno Giovanni Scuderi e
tutto il Comitato centrale presenti alla 39ª Commemorazione di
Mao. Purtroppo anche quest’anno
le compagne e i compagni di Buonalbergo non potranno essere presenti per motivi personali, ma il
cuore è sempre lì per rendere onore al Maestro del proletariato internazionale Mao.
Il bravo compagno Federico Picerni quest’anno parlerà di “Mao e
l’istruzione nel socialismo”. Argomento al giorno d’oggi molto attuale per i marxisti-leninisti vista
l’influenza del regime capitalista e
del governo del nuovo duce Renzi nell’affossare la scuola pubblica, favorendo quella privata, dando poteri ai dirigenti e degradando
migliaia di docenti costretti con la
nuova legge ad emigrare da Sud
a Nord per un posto di lavoro lasciando affetti e famiglia.
Infatti, la formazione delle
nuove generazioni è stata sempre
particolarmente a cuore a chi detiene il potere capitalista, cercando di manipolare le menti degli
studenti a favore di un sistema che
opprime le masse in una società
divisa in classi.
Senza dubbio l’accesso del popolo all’istruzione è un bene prezioso che ogni marxista-leninista
deve difendere strenuamente con
tutte le sue forze. Come dice Mao:
“Tenere il popolo ignorante va a
vantaggio dei despoti; renderlo
intelligente va a nostro vantaggio. Dobbiamo condurre gradualmente il popolo fuori dall’ignoranza”.
Chi riceve un’istruzione è sicuramente più colto e dispone di
maggiori strumenti intellettuali per capire la realtà e per confrontarsi alla pari con chi ha il suo
stesso livello culturale, ma non
per questo è oggettivamente libero e autonomo rispetto al capitalismo da cui dipende la sua esistenza. Infatti, grazie all’istruzione,
le masse possono aumentare anche la propria coscienza politica e
mettersi contro il potere della borghesia.
Mao ha osservato che “nella
società divisa in classi, ogni individuo vive come membro di
una determinata classe e ogni
pensiero, senza eccezioni, porta
un’impronta di classe”.
Il che significa che ogni classe ha la propria cultura ed in base
alla propria cultura agisce nella
società. Qualsiasi pensiero, come
dice Mao, o si riferisce alla cultura della borghesia o a quella del
proletariato, quindi, bisogna essere in grado di capire a quale cultura appartiene un pensiero per farlo
proprio e difenderlo o per respingerlo e combatterlo. La cultura è
il riflesso nella mente dei membri
delle classi del rapporto che queste classi hanno col sistema eco-
N. 33 - 17 settembre 2015
nomico.
Storicamente, il movimento
operaio e comunista internazionale ha sempre rivendicato l’istruzione per tutti. Già il “Manifesto
del Partito comunista” di Marx ed
Engels rivendica: “Educazione
pubblica e gratuita di tutti i fanciulli. Abolizione del lavoro dei
fanciulli nelle fabbriche nella
sua forma attuale. Unificazione
dell’educazione e della produzione materiale”. Ma fu l’epocale riforma del sistema d’istruzione
avvenuto in Cina durante la Grande Rivoluzione Culturale Proletaria (1966-1976) ideata e diretta da
Mao a cambiare radicalmente l’istruzione nel socialismo. Mao infatti affermava: “La nostra politica nel campo dell’educazione
deve permettere a chi la riceve
di formarsi moralmente, intellettualmente e fisicamente e divenire un lavoratore con una
buona cultura e una coscienza
socialista”.
Quindi tocca a tutti noi marxisti-leninisti, ai giovani studenti
continuare a lottare contro questo
sistema capitalistico oppressivo,
stare al fianco del movimento studentesco cercando di portare la
nostra linea marxista-leninista per
l’instaurazione del sistema socialista.
Il marxismo-leninismo-pensiero di Mao è la dottrina, la teoria, la
filosofia, la scienza, la concezione
del mondo, il metodo di analisi, la
guida per l’azione del proletariato.
Solo il marxismo-leninismopensiero di Mao fornisce al proletariato gli elementi per combattere
la borghesia su tutti i piani, per liberarsi dal giogo del capitalismo e
dell’imperialismo e per trasformare il mondo. Solo esso è capace di
mettere il proletariato in grado di
individuare, combattere e vincere gli imbroglioni falsi comunisti
che agiscono ogni giorno contro
gli interessi delle masse proletarie,
consentendo così alla borghesia di
mantenere il potere e di non lottare
davvero per abbatterla.
Noi marxisti-leninisti italiani
non finiremo mai di ringraziare
Mao per tutte le idee rivoluzionarie che ci ha regalato e per lo spirito di lotta rivoluzionario che ci ha
infuso.
Viva Mao!
Viva il PMLI!
Coi Maestri vinceremo!
Organizzazione di
Gabicce Mare (Pesaro
Urbino)
Compagne e compagni,
Mao dava una grande importanza ai giovani e all’educazione dei giovani, cosciente del fatto che un giovane istruito è armato
a metà per combattere il capitalismo, un giovane istruito col marxismo-leninismo è completamente armato. Non a caso una delle
principali priorità della Cina di
Mao è stata combattere l’analfabetismo e garantire un’istruzione a tutti. I governi capitalisti invece hanno l’interesse opposto,
quello di tenere il popolo ignorante e sottomesso, vittima dello sfruttamento. Centinaia di anni
di aspre lotte hanno costretto molti governi a dotarsi di scuole, ad
aprire l’istruzione a classi sociali
che prima erano totalmente analfabete, ma tentando di annullare
l’effetto potenzialmente rivoluzionario tramite Il contenuto borghese dei libri scolastici e un sistema in cui l’accesso alla qualità
e ai gradi più alti dell’istruzione è
proporzionato alla ricchezza. Riguardo al contenuto dei libri, i governi borghesi si sono spinti all’estremo, quasi al fascismo aperto.
Riguardo all’istruzione proporzionata alla ricchezza continuano di
anno in anno a tagliare fondi, a discriminare i docenti e gli studenti,
specie di origine operaia, che non
si piegano ai diktat di una scuola
gerarchizzata. L’ultimo provvedimento in questo senso è la “Buona scuola” del nuovo duce Renzi. Occorre dunque combattere la
riforma, combattere il governo,
combattere il capitalismo. Per poi
rovesciare le carte in tavola, e conquistare per via rivoluzionaria l’Italia unita, rossa, e socialista, per
un’istruzione pubblica governata
dal popolo, per difendersi dai residui dello sfruttamento e per il suo
benessere mentale e materiale.
Viva Mao!
Coi Maestri e il PMLI vinceremo!
Organizzazione di
Taurianova (Reggio
Calabria)
Care compagne e cari compagni,
avremmo voluto tanto essere
presenti alla Commemorazione di
Mao, scomparso il 9 settembre di
39 anni fa, ma causa impegni scolastici ed economici, non ci è stato
possibile.
Rivolgiamo un caloroso saluto
al Segretario generale compagno
Giovanni Scuderi, che non abbiamo avuto il piacere di conoscere
durante la visita a Firenze di qualche mese fa, e salutiamo calorosamente il compagno Dario Granito,
Responsabile della Commissione per il lavoro di organizzazione
del CC del PMLI, che è stato sempre disponibile a domande, dubbi
o aiuti. Salutiamo molto cordialmente i membri dirigenti del Partito. Ovviamente salutiamo anche tutti coloro che sono presenti
alla Commemorazione e gli auguriamo di non abbandonare mai la
saggia guida del PMLI, altrimenti non riusciremo, parafrasando
Mao, a spianare la montagna del
capitalismo che ci opprime.
Studiamo, studiamo e studiamo il marxismo-leninismo-pensiero di Mao e applichiamolo,
solo così il PMLI sarà immune al
revisionismo; ciò che ci impedisce
di fare come nel 1917 e come nel
1949, è solo il numero di membri,
superato quello, allora sarà rivoluzione. Proletari, unitevi sotto la
bandiera rossa del Partito di Marx,
Engels, Lenin, Stalin e Mao!
Saluti marxisti-leninisti.
Tutto per il PMLI, il proletariato e il socialismo!
Coi Maestri e il PMLI vinceremo!
Direttrice responsabile: MONICA MARTENGHI
e-mail [email protected]
sito Internet http://www.pmli.it
Redazione centrale: via A. del Pollaiolo, 172/a - 50142 Firenze - Tel. e fax 055.5123164
Iscritto al n. 2142 del Registro della stampa del Tribunale di Firenze. Iscritto come giornale
murale al n. 2820 del Registro della stampa del Tribunale di Firenze
Editore: PMLI
chiuso il 9/9/2015
ISSN: 0392-3886
ore 16,00
Commemorazione di Mao / il bolscevico 13
N. 33 - 17 settembre 2015
Messaggi di saluto di simpatizzanti e amici del PMLI
Pubblichiamo i messaggi di
saluto alla Commemorazione
giunti da simpatizzanti e amici del Partito. I messaggi con
il titolo seguito da un asterisco
sono stati letti dagli autori durante l’iniziativa. Il messaggio
col titolo seguito da due asterischi è stato letto dalla presidenza della Commemorazione
come emblematico e rappresentativo del legame profondo tra
il PMLI e i suoi simpatizzanti.
In entrambi i casi tali messaggi
sono stati applauditi calorosamente dai partecipanti.
La relazione
di Picerni
rappresenta la
vitalità del PMLI
e la sua proiezione
nel futuro(*)
Care compagne e cari compagni
partecipo con molto piacere
anche quest’anno alla Commemorazione di Mao, convinto della necessità di conoscere sempre
meglio il suo pensiero che, nonostante i cambiamenti politici
epocali dei nostri giorni, resta di
fondamentale importanza per chi
come noi legge la realtà con la
lente del marxismo-leninismo e
lotta per un’Italia e un mondo senza la borghesia e contro la borghesia, per il socialismo e per il comunismo.
Saluto con affetto il compagno Scuderi e tutti i dirigenti del
PMLI, in particolar modo il compagno Federico che, con la relazione di oggi, rappresenta la vitalità del Partito e la sua proiezione
nel futuro, un esempio per i giovani che vogliono cambiare il mon-
do e far tornare di moda il socialismo.
A Parma la lotta politica e sindacale richiede tempi lunghi. Occorre la pazienza e la tenacia del
PMLI, l’applicazione corretta del
suo programma e della sua concezione del mondo, la fiducia nel
marxismo-leninismo e la sua applicazione dialettica. Io cerco di
agire cosi.
Auguro buon lavoro a tutti i
compagni. Coi Maestri e il PMLI
vinceremo!
Alberto Signifredi – Parma
Fondamentale
rapportarmi
col PMLI per
l’impegno sindacale
in fabbrica (*)
Care compagne e cari compagni,
prima di tutto desidero ringraziare il PMLI per avermi dato la
possibilità di intervenire oggi a
questa importante e significativa
iniziativa, dove riuniti tutti insieme ricordiamo l’opera di uno dei
nostri Maestri: il grande compagno Mao.
Egli, con impegno e coraggio,
ha speso la propria vita per il popolo mettendogli a disposizione le
proprie conoscenze e le proprie capacità, senza cercare o rivendicare
niente per sé. Un mirabile esempio
per tutti noi: che dalla sua vita e
dalla sua esperienza si abbia a trarre la forza e l’abnegazione per fare
sì che i proletari abbiano a liberarsi dalle loro catene.
La lotta per l’instaurazione del
socialismo deve continuare e continuerà soprattutto alla luce della situazione attuale in Italia e nel
mondo intero. Il capitalismo ha
raggiunto ormai da tempo il proprio culmine ed oggi, ormai in parabola discendente, mostra per intero il proprio volto sanguinario e
sfruttatore.
Anche io, nel mio piccolo, cerco di impegnarmi ogni giorno per
aggiungere alla nostra lotta un tassello. Principalmente con l’impegno sindacale nella fabbrica dove
lavoro, ben sapendo che è solo con
l’esperienza e lo studio che si affina
la conoscenza, che è dovere sempre
rapportarsi con il nostro amato Partito per non incorrere in errori che
possono, nel caso, essere deleteri
alla causa marxista-leninista.
In ultimo, voglio tornare di
nuovo a ringraziare il PMLI per la
lungimiranza e la concretezza dimostrata ancora una volta nell’organizzare la giornata di oggi che
ha, secondo me, quest’anno un titolo particolarmente affascinante:
presterò massima attenzione alla
relazione del compagno Picerni e
sono già sicuro che essa sarà più
che valida per arricchire il mio bagaglio culturale.
Viva il socialismo, che rappresenta “il salto dell’umanità dal
regno della necessità al regno
della libertà” (citazione del Maestro Engels)!
Coi Maestri e il PMLI vinceremo!
Andrea - Borgo San Lorenzo
(Firenze)
Prendere spunto da
Mao per impegnarmi
col PMLI che sento
mio al 100% (**)
Care compagne e compagni,
care amiche e amici,
anzitutto, un ringraziamento
particolare per l’opportunità che
Saluto del Segretario provinciale
del PCdI Reggio Emilia
Care compagni e cari compagni del PMLI,
vi ringrazio dell’invito alla
Commemorazione per il 39º Anniversario della morte del compagno Mao Zedong, che non ho
potuto onorare di persona, ma di
cui vogliate gradire queste righe
a nome mio personale e del Partito Comunista d’Italia di Reggio
Emilia.
Parlare oggi di Mao, può sembrare ai più uno sterile esercizio di retorica e di memoria, ma
lo sforzo costante nel ricordare
non il solo Mao, ma tutti i padri
del comunismo internazionale, di
cui il PMLI è indubbiamente tra i
principali fautori, se non il solo,
rappresenta invece una sfida importante per il presente e per il
futuro. Non venire meno agli insegnamenti tanto di Mao, quanto
di Lenin, non retrocedere di un
solo passo nel difficile cammino odierno della preservazione e
dell’attualizzazione della memoria, solo il più autentico strumento di lotta di ciascun vero comunista del nostro Paese e a cui non
dobbiamo e non dovremo mai rinunciare. E dovrebbe esserlo anche per i presunti democratici a
cui tanto piace riempirsi la bocca
di valori e principi, specie se tanti di loro vengono dalla luminosa
storia del Partito Comunista Ita-
liano. Tuttavia fare memoria non
importa ormai più a nessuno ed i
risultati parlano chiaro, in quanto
dopo vent’anni di finte contrapposizioni di cui anche certi nostri
dirigenti sono stati portatori, hanno creato questa situazione dove
al governo del Paese stanno insieme i finti ex comunisti, i redenti ex fascisti e una classe di presunti novelli democristiani, che
stanno mettendo in pratica il piano eversivo, reazionario e fascista
della P2.
Certo il dogma maoista non è
probabilmente quanto di più attinente alla realtà, parlare di Mao
ad una madre o ad un padre che
non hanno un lavoro per far vivere dignitosamente i figli, diventa impresa ardimentosa, tuttavia è innegabile come la lotta ed
il difficile cammino per il consolidamento di un grande soggetto
comunista rappresentativo dei lavoratori, degli studenti, dei disoccupati, dei precari, è la sfida presente e futura che ciascuno di noi
è chiamato a perseguire. E allora sta qui il passaggio di più immutata attualità del pensiero di
Mao, ossia a quel “contare sulle
masse”, perché “il lavoro principale è fatto dalle masse” e purtroppo dobbiamo essere tutti onesti con noi stessi, specie per chi
ha il pregio o il difetto di definirsi ancora comunista, le mas-
se oggi non stanno di certo dalla
parte dei tanti, troppo piccoli e divisi partiti dell’universo comunista italiano. E allora come diceva
Mao “basarsi sui fatti, argomentare, convincere mediante la persuasione” è il solo compito che
ci spetta oggi, una sfida difficile,
lo sappiamo bene, una sfida che
dobbiamo essere tutti quanti consapevoli che forse non sapremo
vincere, ma che di sicuro sapremo onorare fino in fondo.
Perché il mondo governato del
capitalismo non è un mondo per i
popoli liberi, così come il mondo
senza lo “spettro del comunismo”
si è rivelato non di certo un mondo migliore, di civiltà, di pace,
di democrazia. Ed i drammatici
eventi di questi giorni, in cui milioni di cosiddetti migranti, fuggono dalla guerra fomentata dal
capitalismo, non per invaderci,
ma perché non hanno altra alternativa, quell’immagine drammaticamente “penosa” del bambino
morto sulla spiaggia del Mediterraneo, è la conferma del fallimento del capitalismo. Ma nessuno si spinge nella lettura veritiera
di questa realtà. Prima il capitalismo ha depredato le nazioni
con la speculazione finanziaria,
scoperta la truffa, rimane solo la
guerra, unico strumento con cui il
capitalismo tiene in pugno le sorti
del pianeta.
Dalla morte di Mao
seguo fedelmente i
suoi insegnamenti e
gli altri Maestri (*)
All’ingresso un rosso banchino metteva a disposizione dei partecipanti il
materiale di propaganda del Partito
mi viene data, in occasione della “Commemorazione di Mao nel
39° Anniversario della sua scomparsa”, di portare a voi tutti, visto
che non posso essere lì presente,
un saluto all’intero Partito marxista-leninista italiano, e a tutti coloro che ne fanno parte.
“Imparare dalle masse insieme con tutti i compagni del Partito – scriveva tra l’altro Mao in
una inchiesta del 1941 (riportata
in un suo scritto anche dal compagno Scuderi) – continuare ad essere il loro allievo”.
Ecco, questo è il mio desiderio,
prendere spunto dalla modestia e
dallo spirito di servizio di Mao, e
dare “un senso alle cose”, impegnarmi, sì – ma stavolta – con un
partito, una formazione politica,
dei compagni, un programma, che
sento mio al 100%, per cambiare
davvero, e farlo sul serio, una volta nella vita, dando a disposizione
del PMLI tutto quello che è nelle
mie possibilità, per la via del socialismo leninista e marxista. Vie
che non siano (come cercano di
fare altri presunti partiti comunisti) fallimentari tentativi di posizionamento e/o riposizionamento
sul capitalistico asse del neo riformismo d’epoca pre e post renziano. Perché, come diceva Mao,
“se si vuol far la rivoluzione – è
il presupposto – ci vuole un partito rivoluzionario”, e questa,
come scrive Scuderi, è la missione
storica del PMLI.
Spero di non aver rubato troppo tempo a voi tutti.
Saluti socialisti.
Coi Maestri e il PMLI vinceremo!
Vincenzo - Nuoro
La pace e il disarmo internazionale sono i temi di scottante attualità di cui dovremo farci
carico nell’immediato presente,
per quella costante opera di persuasione a cui faceva riferimento Mao. Ed allo stesso modo, venendo al nostro Paese, dove tutti i
principi su cui si fonda la Costituzione sono ormai completamente
smantellati, diritti del lavoro, sanità e scuola pubblica, va compiuto un enorme sforzo unitario
da parte di tutti i nostri rispetti-
vi partiti comunisti, per difendere
la Costituzione, allo stato attuale
la sola premessa di rivoluzione,
come la definì Calamandrei, nel
nostro Paese. E con essa aprire
una grande battaglia di civiltà per
riportare quella Costituzione nuovamente all’interno dei luoghi di
lavoro, ripristinando l’articolo 18
e uno Statuto dei lavoratori che
non sia lo specchio o la prerogativa della classe politica o del governo di turno.
A ben vedere una vera e pro-
Caro compagno Giovanni Scuderi, compagne e compagni,
sono molto contento di essere
qui con voi oggi per commemorare il più forte condottiero di tutti i
tempi: il grande Mao.
I suoi pensieri illuminati hanno
spronato e accompagnato il popolo cinese nella lotta per la conquista del potere politico e sono stati
di esempio anche per tutte le generazioni future.
Ricordo ancora quando, alla
morte di Mao, noi giovani e anziani comunisti, ci siamo riuniti in
un locale a Sesto San Giovanni, la
Stalingrado d’Italia. Eravamo tutti veri compagni maoisti, marxisti,
leninisti, stalinisti. Seguivamo fedelmente gli insegnamenti di Mao
e degli altri Maestri.
Infatti da molto tempo avevamo lasciato la sede del PCI, sempre a Sesto San Giovanni, perché
si era rivelata un covo di “comunisti” venduti.
Il mio motto è sempre stato
“credere fermamente nell’ideale
comunista”. Di Mao apprezzo tutte le citazioni e le sue opere. Voglio ricordare infine questo pensiero: “Noi comunisti siamo come i
semi e il popolo è come la terra.
Ovunque andiamo, dobbiamo
unirci al popolo, mettere radici
e fiorire in mezzo al popolo”.
Viva il PMLI!
Coi cinque Maestri vinceremo!
Onore a Mao Zedong!
Lorenzo Santoro Terno d’Isola (Bergamo)
SEGUE IN 14-15ª
➫
pria rivoluzione culturale, per
cambiare il Paese probabilmente non sulla base della sola concezione marxista leninista, ma se
non altro sulla base di quei principi di democrazia, solidarietà,
pace, giustizia sociale a cui avevano aspirato i partigiani durante
la Resistenza.
Il mio più caloroso saluto ed il
mio più fervido abbraccio.
Alessandro Fontanesi
Segretario provinciale Partito
Comunista d’Italia Reggio Emilia
Saluto della Segretaria provinciale
del PRC di Biella
Care compagne e cari compagni
vi ringrazio anche a nome
della Segreteria di Rifondazione
Comunista Biellese dell’invito
a partecipare alla Commemorazione della figura, del pensiero e
dell’opera di Mao e di tutto il popolo cinese, in prima fila i contadini poveri, che si sono resi protagonisti della Rivoluzione.
Con una lotta di lunga durata, costi e sacrifici altissimi la
Repubblica Comunista Cinese è
stata la realizzazione storica che
conosciamo, con tutte le contraddizioni su cui tutte e tutti ci interroghiamo con spirito critico,
lo stesso dei cento fiori di cui lo
stesso Mao parlava, esortando soprattutto i giovani. La riflessione
sul nostro presente dove imperialismo e capitalismo finanziario
imperversano seminando barbarie
e crisi umanitarie diventa sempre
più necessaria insieme all’idea
che un’altra società è possibile e
richiede l’impegno delle comuniste e dei comunisti insieme a chi
si oppone alla politica imperiale
del caos costituente nella miriade
di fronti aperti contro sfruttamento di persone ed ambiente, contro
la guerra, contro la repressione ed
il risorgente fascismo.
Lo tentiamo di praticare qui
a Biella con i compagni antagonisti e con il piccolo, ma attivissimo gruppo di compagni del
PMLI con i quali ci lega un rapporto dialettico di stima e impegno comune.
Vi auguro un buon lavoro e mi
scuso per non poter essere presente, vorrei, se me lo permettete lasciare alla riflessione questo
breve pensiero di Walter Benjamin dalle sue Tesi sulla Storia:
“Articolare storicamente il passato non significa conoscerlo proprio come è stato davvero, vuol
dire impossessarsi di un ricordo
così come balena nel momento del pericolo, il pericolo è uno
solo, prestarsi ad esser strumento della classe dominante. In ogni
epoca bisogna tentare di strappare nuovamente la trasmissione
del passato al conformismo che
è sul punto di soggiogarla (...). Il
dono di riattizzare la scintilla della speranza che è compenetrata
dall’idea che neppure i morti saranno al sicuro dal nemico se vince. E questo nemico non ha mai
smesso di vincere”.
Buon lavoro a tutte e tutti voi!
Lucetta Bellomo, Segretaria
PRC di Biella
14 il bolscevico / Commemorazione di Mao
➫ DALLA 13ª
Sempre un onore
e una forte
emozione ritrovarsi
per commemorare
Mao (*)
Buongiorno compagne, buongiorno compagni (che bello tutto
questo rosso!)
È sempre un onore ed una forte emozione ritrovarsi qui a commemorare il grande maestro Mao.
Quest’anno l’argomento dell’istruzione nel socialismo che verrà
approfondito mi tocca in maniera
particolare, essendo io un lavoratore A.T.A della scuola pubblica
superiore italiana, o quel che ne rimane.
Quel che ne rimane perché,
come tutti sappiamo, oramai da
decenni e da svariate riforme,
ed in particolare con la cosiddetta “Buona Scuola” del Berlusconi democristiano Renzi, i governi
che si sono alternati stanno portando a termine il piano di Gelli
della P2 anche sul tema dell’istruzione nel nostro paese, rendendola
sempre più subalterna agli interessi dei pescecani capitalisti di Confindustria.
Per i lavoratori della scuola docenti e ATA, in pratica si è sdoganato il lavoro precario sotto il
ricatto valutativo di nuove “governance” presiedute da presidi padroni.
Ecco dunque per gli studenti,
oltre all’esclusione totale dai futuri organi di governo della scuola, un’istruzione generica standardizzata aziendalista che li formerà
ad una bassa capacità di analisi, e
l’aumento delle ore di scuola-lavoro li preparerà ad un futuro di
estremo sfruttamento una volta
terminati gli studi, funzionale solo
ancora una volta agli interessi dei
padroni.
Questo è il modo nel quale
questo regime intende trasformare
l’istruzione e la formazione delle
nuove generazioni; anziché prendersene cura, si educano ad un futuro da schiavi moderni.
Tuttavia qualche passettino
avanti per contrastare queste logiche nell’istituto dove lavoro è
stato fatto, e nel mio piccolo, con
la fiducia riposta in me dai colleghi che mi hanno eletto in qualità di rappresentante sindacale per
il personale A.T.A, cerco quotidianamente di proporre la nostra
alternativa sia ai lavoratori della
scuola, sia agli studenti.
In conclusione vorrei citare
un passo dalle opere del Maestro
Mao su come ci si deve rapportare con i giovani: “Il mondo è vostro , come è nostro, ma in ultima analisi è vostro. Voi giovani,
pieni di vigore e vitalità siete nel
fiore della vita, come il sole alle
otto o alle nove del mattino. Le
nostre speranze sono riposte in
voi... Il mondo vi appartiene”.
Con l’insegnamento dei nostri
Maestri vinceremo!!
Massimo - Pontassieve
(Firenze)
Studiamo e
trasmettiamo alle
future generazioni gli
insegnamenti di Mao
Carissimi compagni,
anche quest’anno per motivi
economici non ho la possibilità di
assistere e intervenire alla Commemorazione di Mao organizzata dal CC del PMLI. Nonostante
ciò, è mio dovere come marxista-leninista inviarvi i più sinceri e fraterni saluti, ma soprattutto
l’augurio della buona riuscita di
questa assise nazionale che onora il nostro amatissimo Maestro
del proletariato internazionale e
dei popoli oppressi. Per quel che
mi riguarda potete essere certi che
col cuore e con lo spirito sarò presente anch’io a rendergli omaggio. Come state facendo voi tutti. La giornata di oggi non è solo
un momento di tristezza, ma è un
rinvigorimento delle nostre forze,
in quanto nel ricordare i preziosi
insegnamenti di Mao usciremo da
questa Commemorazione più forti, più temprati, più determinati di
prima per lottare contro il governo filo imperialista, filo padronale, guerrafondaio e affamatore del
popolo, il nuovo Mussolini Renzi,
contro il capitalismo, per il socialismo.
Studiamo e trasmettiamo alle
future generazioni gli insegnamenti di Mao, sulla lotta al revisionismo moderno, al parlamentarismo, pacifismo, razzismo, ecc.,
sul partito e sulla continuazione
della lotta di classe durante il socialismo, sulla lotta tra le due linee
dentro il Partito al fine di preservarlo da infiltrazioni borghesi.
Facciamo capire ai giovani che
senza un vero Partito rivoluzionario marxista-leninista non si può
instaurare il socialismo e dare un
avvenire ai giovani. Ricordiamo
alle giovani generazioni che, in
una società divisa in classi, la sola
libertà che esiste è quella di sfruttare e rendere schiavi i lavoratori
da parte degli sfruttatori, pregiudicandone la conquista del potere
politico da parte dei lavoratori.
Ricordiamo ai giovani i danni
immensi che hanno fatto i revisionisti nell’URSS di Lenin e Stalin,
nella Cina di Mao, nei partiti comunisti europei, per non parlare
dell’Italia dove il più potente partito comunista dell’Occidente capitalistico è divenuto il partito della borghesia e del capitalismo, ha
tradito milioni e milioni di lavoratori italiani. Oggi divenuto PD, ha
tolto con un solo colpo di spugna,
tutti i diritti sindacali che i lavoratori avevano conquistato in passato a prezzo di dure lotte. I giovani
devono capire due cose: o il potere
politico è in mano ai lavoratori attraverso la dittatura del proletariato (per opprimere la borghesia), o
si continua eternamente ad essere
amministrati e sfruttati dalla borghesia. Se non si vuole continuare
su questa strada, se non si vogliono più guerre imperialiste che portano disoccupazione, morte, miseria, sfruttamento ed emigrazione
di massa verso i paesi europei più
ricchi e creare la guerra tra i poveri, bisogna dare forza al PMLI,
l’unico partito veramente comunista che tiene alto il marxismo-leninismo-pensiero di Mao, la lotta
per il socialismo.
Saluti marxisti-leninisti.
Coi Maestri vinceremo!
Francesco Campisi Belpasso (Catania)
PMLI è la reale
alternativa
anticapitalista e
antimperialista
Cari compagni,
con profondo dispiacere, non
mi è possibile per improvvisi e
gravi motivi familiari, partecipare
in prima persona all’evento della
ricorrenza dell’anniversario della morte del grande Maestro Mao
Zedong, guida vittoriosa del socialismo in Cina. Certamente mi
considererete presente tra voi, partecipanti, a questo evento che ogni
anno scandisce il percorso del nostro PMLI, Partito marxista-leninista, guida lungimirante delle
masse popolari in Italia.
Il compagno Engels, nei suoi
scritti, attacca correttamente, non
ricevendo, di converso, smentita
alcuna da parte di Ludovico Feuerbach, rispetto al concetto delle due
culture, del materialismo del proletariato e dell’idealismo della
borghesia. Questo essenziale concetto, del marxismo-leninismo,
fu ripreso e realizzato scientificamente e creativamente, dal compagno Mao Zedong, che partendo
dalle condizioni, semimedioevali, e semicoloniali della Cina degli anni ’20-’30, realizzò nel percorso della Lunga Marcia, ove egli
condusse alla vittoria le masse popolari cinesi, creando le condizioni per la realizzazione del socialismo in Cina. È incommensurabile,
il patrimonio politico che il compagno Mao Zedong, ci ha lasciato,
compresi i concetti della Rivoluzione Culturale, e del come realizzare creativamente, la rivoluzione socialista. Partire dalle masse
e ritornare alle masse, nel rispetto
della realtà della propria nazione.
Il compagno Mao ha sempre tenuto presente, e messo in guardia
la lotta perenne della contrapposizione tra capitalismo e marxismo,
che ha avuto la sua punta massima nello scontro tra la cultura della borghesia che centralizza il pensiero, rispetto all’essere materiale,
che è la specificità della cultura
socialista, che pone le masse popolari come reali protagoniste della produzione e del diritto alla gestione diretta dell’economia e dei
suoi processi, per il bene egualitario del popolo.
Il ruolo guida del PMLI, in
questi anni non è venuto meno,
anzi, nonostante l’ostracismo del
revisionismo moderno, messo in
campo da Gramsci e da Togliatti e oggi dai trotzkisti e da formazioni politiche pseudo marxisteleniniste, che federate tra di esse,
boicottano il Fronte Unito, unendosi spesso con l’Altra Europa di
“Tsipras”, senza lottare contro le
scelte anti-operaie del capitalismo
italiano, portate avanti dal governo Renzi, che è riuscito a mettere
in angolo la componente sindacale. Oggi il movimento operaio, è
disarmato, privo com’è di un progetto politico anticapitalista alternativo a quello padronale, quasi rinnegando le lotte delle masse
popolari, di occupati, di non occupati e dei precari. La lotta si porta avanti non con slogan e parole
d’ordine, che non hanno significato alcuno, se esse non sottostanno
alla guida del Partito marxista-leninista, pensiero di Mao, reale alternativa al capitalismo e all’imperialismo. Portiamo avanti le
iniziative del Fronte Unito coniugate con la politica dei Comitati
popolari e delle Assemblee popolari, reali componenti delle istanze
delle masse popolari che controllano il mandato politico affidato
ai propri rappresentanti, per poi
verificarlo nelle assemblee popolari che hanno eletto i propri rappresentanti. Questo discorso tuttavia, può essere realizzato solo se
riusciamo a radicarci fra le masse,
portando avanti il programma del
Partito, altrimenti rimane un cumulo di slogan, fine a se stesso.
L’attuale momento politico
vede il capitalismo nazionale, ben
rappresentato al governo, da forze
politiche che si dicono progressiste, ma che da esso ne sono lontane anni luce, e non intendono rivedere le politiche portate avanti
contro l’occupazione e i diritti vitali del popolo
Di questa politica nazionale anche i governi locali ne sono
espressione e rappresentazione,
nonché fedeli servitori, e la realtà
socio-politica del Meridione ne è
un esempio lampante. A Catania,
c’è il rischio che la costante assenza del lavoro, la grave disoccupazione in vari settori, compreso il
commercio, degeneri, rischiando
la non recuperabilità in ogni senso.
N. 33 - 17 settembre 2015
La piccola Stella, la più giovane partecipante alla commemorazione, salutata con calore dal compagno Scuderi
Il capitalismo locale, investe in lavoro nero incrementando lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo. Le
istituzioni locali che dovrebbero garantire anche e soprattutto i
deboli, s’interessano alla speculazione e alla cementificazione della città, con operazioni finanziarie
fortemente speculative, in concorso con i privati. Mancano abitazioni, il centro storico e le periferie
sono disastrate, nonostante i proclami della giunta del neopodestà Bianco, che al suo interno ha
anche un assessore del PCDI. Da
settembre opereremo a tappeto,
inseguendo e attaccando le scelte
politiche che non portano lavoro,
occupazione e supporto ai deboli
della società. Ci faremo portatori
di nostre proposte sul piano regolatore, che non prevede interventi
sul lavoro, sull’edilizia popolare,
sulla sanità e quant’altro.
Un fraterno abbraccio, marxista-leninista.
Con i Maestri vinceremo!
Realizziamo l’Italia unita, rossa e socialista!
Giuseppe Sparatore Catania
Il discorso di Picerni
proietterà il PMLI
nell’“autunno caldo”
contro il nuovo duce
Renzi
Cari compagni!
Un saluto a tutti dalla martoriata Calabria e un grande in bocca al
lupo per la riuscita della Commemorazione del grande Maestro del
proletariato internazionale Mao!
Il discorso del giovane ed esemplare compagno Picerni, Responsabile della Commissione giovani
del CC del PMLI, sono certo che
sarà rosso ed istruttivo e proietterà
il PMLI in quello che si preannuncia un “autunno caldo” nella lotta
contro il governo del nuovo duce
Renzi che va spazzato via dalla
piazza prima che faccia altri danni
al popolo italiano.
Avanti con forza e fiducia verso l’Italia unita, rossa e socialista!
Uniti, coi Maestri e il PMLI
vinceremo!
Viva Mao,Viva i Maestri,Viva
il PMLI!
Giordano – Paola (Cosenza)
La “Buona scuola”
è al servizio del
capitale ed esclude i
più poveri(*)
La riforma della scuola (“Buona scuola”, già il nome è tutto un
programma...) e presto dell’Università (di cui le linee non sono
ancora chiare, ma da fonti accreditate la loro essenza sembra ormai chiara) renziana ha in sé due
elementi “forti”, che contengono
una vera e propria controriforma. I
due punti-elementi sono i seguenti: A) sostanziale privatizzazione,
con l’intervento massiccio delle aziende private; B) superpoteri
conferiti ai presidi-sceriffi, decisivi ormai nella scelta degli/delle
insegnanti, scavalcando punteggi
e concorsi. Sempre più una scuola
al servizio della borghesia, del capitale, una scuola che esclude i più
poveri, che punta al carrierismo,
al nepotismo, alla politica parassitaria delle raccomandazioni, dove
il concetto di istruzione popolare
è ormai completamente desueto,
dove l’ideologia individualistica,
peraltro già ampiamente presente a livello di istruzione, diventerà
sempre più opprimente, portando
a una condizione che Mao giustamente definiva “metafisica”, al
contrario di quella “dialettica”, per
cui si evidenziano in modo dogmaticamente assertorio i valori
funzionali a individualismo, liberalismo, capitalismo, schiacciando
anche i residui di una concezione
critico-dialettica della società, in
cui la lotta di classe è chiaramente fondamentale. Quasi certamente, negli insegnamenti di storia, filosofia, diritto, economia politica,
le concezioni dei Maestri non verranno neppure più citate o al massimo liquidate in quanto sarebbero “inattuali”, “non più adeguate
ai tempi”, ecc. Ancora una volta
tornerà in auge quella che Marx
definiva senza mezzi termini “the
old shit” (la vecchia merda), ossia l’ideologia da sempre al servizio del capitale contro il lavoro
e i lavoratori. Non credo si possa
parlare della controriforma renziana dell’istruzione senza accennare
alle reazioni critiche da parte della
cosiddetta “borghesia di sinistra”,
reazioni assolutamente inefficaci
e rivolte solo ad aspetti specifici
e molto spesso anche meramente
corporativi.
Viva Marx, viva Engels, viva
Lenin, viva Stalin, viva Mao!
“Lavoratori di tutti i Paesi, unitevi!”
Eugen Galasso - Firenze
Commemorare Mao
con il tema dei
giovani e l’istruzione
è stata una scelta più
che giusta(*)
Care compagne, cari compagni,
il tema del discorso di quest’anno, ovvero “Mao e l’istruzione nel
socialismo” (tema già di per sé ricco e complesso) vede come oratore il Responsabile della Commissione giovani del nostro Partito,
compagno Federico Picerni, e mai
il PMLI avrebbe potuto fare la
scelta più giusta, ovvero quella di
associare il concetto di istruzione
ai giovani, ai quali la scienza socialista sin dalla sua fondazione,
e Mao in particolare, hanno sempre guardato con particolare attenzione.
Nel freddo inverno di tanti anni
fa all’aeroporto di Pechino c’erano
centinaia di ragazzi ad ascoltare il
compagno Mao che, già sessantaquattrenne, così salutò commosso
un gruppo di ragazzi che si accingevano a volare per fare un viaggio di istruzione in una terra molto lontana: “Il mondo è vostro,
come è nostro, ma in ultima analisi è vostro. Voi giovani, pieni di
vigore e vitalità, siete nel fiore
della vita, come il sole alle otto o
alle nove del mattino. Le nostre
speranze sono riposte in voi... Il
mondo vi appartiene”.
Anche oggi tanti giovani prendono il volo e vanno lontano, ma
non con l’ottimismo di quei ragazzi cinesi, bensì per la disperazione
di non trovare lavoro nonostante il
tanto studio, mentre in un sistema
socialista la tecnologia e l’istruzione vengono incoraggiate per ridurre a tutti l’orario di lavoro, nel
capitalismo la tecnologia e l’istruzione bruciano rispettivamente
posti di lavoro, creando così disoccupazione, e creano contraddizioni insanabili soprattutto nel
mondo giovanile, destinando pochi privilegiati a posti di lavoro di
alto livello e lasciando il resto della gioventù a sprecare i migliori
anni della loro vita.
Forza dunque, Federico, siamo
tutti ansiosi di ascoltarti e di conoscere tante cose interessanti!
Viva il PMLI! Viva Mao! Viva
la rivoluzione e il socialismo!
Giorgio - Roma
Un grande saluto
rosso a pugno chiuso
Un grande saluto rosso e a pugno chiuso a tutti i compagni che
ogni anno ricordano un grande
Maestro del comunismo.
Sabrina - Firenze
Mi addolora
non essere presente
con voi
Cari compagni,
nonostante la mia volontà da
compagno sia tanta, per una serie di problemi non posso essere
presente a Firenze, questo mi addolora non poco, credo che la mia
assenza non incida nella riuscita
della Commemorazione.
Un in bocca al lupo al compagno Federico Picerni.
Vanes Ortolani - Ferrara
Sempre al fianco
del PMLI con la mente
e il cuore!
Cari compagni,
sono molto dispiaciuta di non
poter essere presente per la Commemorazione di Mao, purtroppo
le cause risiedono nella mia salute
precaria, dovuta soprattutto all’età, che non mi consentono più la
vita che avevo prima.
Saremo con voi con il nostro
cuore e la nostra mente! Sempre al
vostro fianco!
Un rosso fraterno abbraccio
anche da Anna e Maria.
Liliana Sansebastiano Cuneo
Condivido in pieno
la proposta del PMLI
del sindacato delle
lavoratrici e dei
lavoratori
Care compagne e cari compagni,
oltre a congratularmi per il fulgido successo della vostra iniziativa di oggi e per il tema oggetto di
discussione/analisi, desidero ringraziare tutto il Partito per il costante e difficile lavoro che svolge
Commemorazione di Mao / il bolscevico 15
N. 33 - 17 settembre 2015
Impressioni
sulla commemorazione
Le impressioni della mamma di Federico Picerni
I giovani del PMLI sono come
i germogli della rivoluzione!
Carissimi,
ho partecipato per la prima
volta ad una delle vostre manifestazioni e sono rimasta piacevolmente colpita dall’ambiente,
dall’entusiasmo e ovviamente
dalle argomentazioni. Gli interventi sono stati tutti molto interessanti. Un particolare che mi ha
colpito è stato lo sguardo di Scuderi che sprizzava gioia nell’ascoltare soprattutto i più giovani.
Credo infatti che per lui, come
per tutti i fondatori del PMLI,
che hanno dedicato la loro vita
alla causa, sia una grande sod-
disfazione vedere questi giovani
germogli fare loro questa linea e
portarla avanti con entusiasmo.
Sono come i germogli della rivoluzione!
Io trovo che sia molto importante che, soprattutto fra i giovani,
si diffondano idee di progresso,
antifascismo, solidarietà, rivolta
contro un sistema che vuole solo
affossarli e rincretinirli.
Per me, avendo partecipato
alle lotte studentesche degli anni
’70, è stata un’emozione del tutto particolare trovarmi di nuovo
circondata da tante persone che
cantavano all’unisono l’Internazionale, con il pugno alzato e fra
tante bandiere rosse.
Pur rimanendo critica verso
certi aspetti del vostro partito, ritengo comunque che sia l’unico
rimasto in grado di dare voce ad
un’opposizione alla destra dilagante. Purtroppo mi riferisco non
solo alla destra “storica”, ma anche a quelli che si professano “di
sinistra”.
Buon lavoro. Continuate così!
Un abbraccio.
➫ DALLA 13ª
dente al salario di oggi) al padrone e il padrone dispone della vita
dello schiavo, decidendo solo lui
e basta.
Il Jobs Act è una legge totalmente da rifiutare e contrastare
con tutti i mezzi quali ad esempio: raccolta firme per referendum
abrogativo, manifestazioni e/o
cortei di protesta ed infine scioperi generali ad oltranza, anche tutti i
giorni, anche se si blocca il Paese.
Il PMLI deve continuare a
svolgere un’azione costante e quotidiana verso i lavoratori/precari/
proletari al fine di informarli sulle
tante bruttezze contenute nel Jobs
Act proprio con l’obiettivo di far
comprendere che non c’è nulla di
buono in questa legge.
Per voi deve essere motivo di
orgoglio e vanto quello di informare/sensibilizzare i lavoratori sul Jobs Act, anche perché non
lo fanno i sindacati che tra silenzi imbarazzanti (CGIL) e sindacati ai quali va bene (Cisl e Uil)
sono d’accordo con questa legge.
E qui mi riallaccio alla proposta
del PMLI sul fatto che occorre rifondare/ricostruire il sindacato dal
basso iniziando dai lavoratori/la-
voratrici, proposta che condivido
in tutto e per tutto.
Cari e rossi saluti.
Alessandro –
Sesto Fiorentino (Firenze)
per il proletariato e per il socialismo e per riuscire a realizzare settimanalmente Il Bolscevico, essenziale affinché anche la classe
operaia, gli studenti, i pensionati
ed i disoccupati possano analizzare le questioni attuali/storiche, dal
punto di vista di classe.
I primi nove mesi del 2015 per
il proletariato/lavoratori sono stati duri e difficili, oserei dire anche drammatici, in particolare sul
fronte del lavoro. Infatti abbiamo assistito all’approvazione della nuova legge fascista sul lavoro
il cosiddetto Jobs Act promulgato
da un governo di estrema destra
(PD).
Il Jobs Act distrugge tutti i diritti sul lavoro conquistati con lacrime, sudore, fatica e sangue
dai nostri padri/nonni (come per
esempio l’articolo 18), tutti i diritti sono cancellati e si reintroduce di fatto in Italia un rapporto di
schiavitù legalizzata. È come se lo
schiavo (lavoratore di oggi) chiede un tozzo di pane (corrispon-
Al concerto di Caparezza a Prato
Diffusione del volantino
sulla Commemorazione
di Mao
Maurizia
Resterò comunista
sincero a fianco
del PMLI
Care compagne e cari compagni,
l’età avanzata mi costringe a
non essere lì con voi per onorare il
grande Mao ma la mia pellaccia è
dura, lo spirito è combattivo e non
intendo certo abbattermi per i problemi fisici che mi affliggono.
Sono stato, sono e resterò comunista sincero, a fianco del Partito marxista-leninista italiano e de
“Il Bolscevico”. D’altronde anche
durante il ricovero in ospedale tutti mi chiamavano “il comunista”.
Sono con Mao, sono con i Maestri, sono con il Partito, contro il
capitalismo e il governo Renzi.
Un caro saluto a tutte le compagne e i compagni e in particolare al Segretario generale Giovanni
Scuderi.
Viva Mao!
Mario Corsetti - Cassino
(Frosinone)
I compagni Scuderi (al centro), Pasca e Picerni, insieme a Roberto e Maurizia, genitori di Federico oratore ufficiale
commemorazione
di essere lì con voi, per commemorare degnamente il nostro amato compagno Mao Zedong.
A darmi forza, attualmente, siete solo voi: la nostra nobile causa,
i nostri amati Maestri, la fiducia
incrollabile nel socialismo e nel
marxismo-leninismo! Al PMLI io
devo tutto. Devo la mia vita! Devo
ciò che sono. Vi mando un abbraccio fortissimo.
Saluti a pugno chiuso.
Michele – Bolzano
Il più caloroso saluto
marxista-leninista a
tutti i presenti
Cari compagni,
con grande gioia avrei voluto
essere presente alla Commemorazione del grande Mao, purtroppo
potrò esserlo solo virtualmente.
A tutti voi il mio più caloroso
saluto marxista-leninista-pensiero di Mao ed una frase “Supponiamo che il nostro compito sia
di attraversare un fiume; non lo
realizzeremo senza ponti né barche; fino a quando la questione
del ponte o delle barche non sia
risolta, a cosa serve parlare di
attraversare il fiume?”.
Saluti marxisti-leninisti.
Marcello – Mont-Saint-Martin (Francia)
A darmi forza è il
PMLI, la nostra nobile Pronto a essere parte
causa, i nostri amati
attiva del PMLI
Maestri, la fiducia
Compagni, purtroppo non posso partecipare alla manifestazione
incrollabile
in memoria del compagno Mao.
Compagne e compagni,
purtroppo le mie attuali condizioni economiche mi impediscono
Sono però con voi col cuore e
pronto ad essere una parte attiva
del Partito.
Solo per adesso un saluto virtuale ma presto personale.
Vi saluto a pugno chiuso
Luigi - Savona
Ammirevole il vostro
impegno di portare il
proletariato sulla via
della libertà (*)
Carissimi compagni,
con immensa gioia, partecipo alla celebrazione del Maestro
Mao Zedong. In un mondo sempre più lontano dagli ideali della
Via dell’Ottobre, dove il capitalismo trasferisce il potere politico
ed economico nelle mani delle società multinazionali, è ammirevole il vostro impegno di portare la
classe proletaria sulla via della libertà.
Un immenso abbraccio.
Saluti marxisti-leninisti-stalinisti.
Tino – Firenze
Gli insegnanti
antagonisti alla
“Buona scuola”
devono andare contro
corrente insieme ai
loro allievi
Cari compagni,
l’anniversario di Mao rappresenta sempre un’occasione di confrontare la miseria del presente
con l’entusiasmo del passato senza però rimpiangere il passato né
farsi schiacciare dal presente.
In merito all’istruzione (concetto bello e onesto), eccoci da-
Lutto
Prato, 3 settembre 2015. Diffusione del volantino del PMLI per la
commemorazione di Mao in Piazza Duomo, angolo Via Garibaldi, durante il concerto di Caparezza (foto Il Bolscevico)
Il 7 settembre 2015 è morta a Firenze, all’ospedale di
Careggi, la mamma del compagno Giancarlo. Melatilde
Martini è nata a Napoli il 21
febbraio 1932 e aveva 83 anni.
Il suo cuore non ce l’ha fatta
a superare un difficile e lungo
intervento chirurgico.
La ricordiamo quando negli anni ’70, ancora giovane insegnante, partecipò ad
alcune conferenze-dibattito
dell’allora OCBm-l, l’orga-
nizzazione che darà poi vita
al Partito, nella sede dei gruppi di studio e propaganda del
pensiero di Mao a Firenze, in
via Ghibellina 54.
Era presente alla Commemorazione di Mao nel trigesimo della scomparsa alla sala
Est-ovest di Firenze e a un’altra iniziativa promossa dal CC
del PMLI al Palazzo dei Congressi. In tutti questi anni ha
continuato a star vicina all’attività politica del compagno
Giancarlo e si è sempre particolarmente interessata alle
commemorazioni di Mao verso il quale nutriva sincera simpatia e interesse.
Il Comitato centrale del
PMLI ha inviato un telegramma di condoglianze e un cuscino di fiori.
Al compagno Giancarlo
e alla sua famiglia giungano
anche le fraterne condoglianze della Redazione centrale de
“Il Bolscevico”.
vanti alla cosiddetta buona scuola
del duo Renzi-Giannini, che come
minimo, specie nelle realtà di provincia, darà agio ai presidi manager di “chiamare” ad insegnare
persone di loro gradimento. E di
contrastare gli insegnanti “sgraditi” magari perché interessati ad
aprire gli occhi degli allievi.
Confesso comunque di non invidiare gli insegnanti, che devono confrontarsi con un modello
di scuola che al suo primo posto
ha il compito di contenere i giovani e di “formarli” secondo i valori
oggi preminenti. Neppure invidio
i giovani, né i bambini né quelle
famiglie che ancora credono che
la scuola sia un luogo dove si impara.
Compito politico degli insegnanti antagonisti del sistema sociale presente riprodotto nella
scuola è quello di andare contro
corrente. Insieme ai loro allievi.
Nicola Spinosi - Firenze
Cordiali saluti per
l’anniversario della
morte di Mao
Cari compagni,
sono un simpatizzante del
PMLI e con la presente invio sentiti saluti ai compagni del Partito
marxista-leninista italiano.
Conosco in parte il pensiero di
Mao e ne condivido in pieno il linguaggio umile, molto umano e battagliero che non lascia spazio a una borghesia capitalistica falsa e offensiva.
In Italia e oltre stiamo vivendo
un periodo drammatico caratterizzato da leggi repressive e fasciste
fatte da governi antidemocratici
che creano disuguaglianze e ingiustizie sociali diminuendo se non
togliendo diritti e bisogni.
In ricorrenza dell’anniversario
della morte di Mao, colgo l’occasione per inviare cordiali saluti al
PMLI.
Domenico Puma – Niscemi
(Caltanissetta)
Auguri di buona
riuscita della
Commemorazione
militante di Mao
Auguri di buona riuscita per
l’imminente vostra annuale Commemorazione militante del Grande Timoniere, il più grande leader
politico del Novecento.
Un lettore di Palagonia
(Catania) de “Il Bolscevico”
Mao sull’istruzione
Dimezzare i programmi di studio.
Gli esami non devono essere delle
trappole. Non bisogna leggere
una montagna di libri
Il periodo di studio può essere accorciato. Così
facendo i diplomati dalla scuola media avrebbero quindici o sedici anni, cioè troppo giovani per
il servizio militare, ma potrebbero comunque fare
qualche esperienza di vita militare. Questo devono farlo non solo i ragazzi, ma anche le ragazze,
che potrebbero andare a costituire un “rosso distaccamento delle donne”. Consentiamo alle ragazze dai sedici ai diciassette anni di farsi sei mesi
o un anno di vita militare.
I programmi accademici che esistono attualmente sono troppo densi. È una cosa tremendamente pericolosa, in quanto tiene gli studenti delle
scuole medie e primarie e delle università in uno
stato di tensione costante.
I programmi possono essere tagliati per metà.
Gli studenti passano le giornate sui libri, il ché non
va per niente bene, in quanto dovrebbero avere il
tempo per partecipare a qualche tipo di lavoro produttivo ed avere la debita vita sociale.
Gli esami, come vengono fatti attualmente,
adottano metodi tipici delle contraddizioni fra il nemico e noi: compiono attacchi a sorpresa, presentano domande scombinate e oscure e mettono gli
studenti in difficoltà. È lo stesso metodo del saggio in otto parti. Io non sono per niente d’accordo.
Va cambiato del tutto. Per me bisognerebbe pubblicare l’argomento e tenere l’esame solo dopo
aver dato il tempo agli studenti di documentarsi
e studiare. Poniamo che ci siano venti domande:
se uno studente risponde bene a dieci domande,
e magari ad alcune risponde in modo eccellente,
esponendo idee originali, costui si meriterebbe un
100. Se invece risponde a tutte e venti le domande e le risposte sono esatte, ma mediocri, fredde,
prive di originalità, ebbene a questo studente si
dovrebbe riconoscere un 50, o un 60. Durante gli
esami dovrebbe essere consentito bisbigliare: significherebbe soltanto che, se non riesco a capire
una cosa, la chiedo a qualcun altro per chiarirmi
le idee. Capire veramente le cose è profittevole;
per quale motivo invece si insiste nel fare imparare le cose a memoria, meccanicamente? Se io copio una cosa giusta, anche la mia è da considerarsi giusta. Si potrebbe fare un tentativo.
Io sono del tutto contrario al vecchio sistema di
insegnamento, che rovinava i talenti e i giovani.
Confucio proveniva dall’aristocrazia schiavistica
in declino e non aveva nemmeno fatto la scuola
superiore o l’università. Cominciò come sostituto
celebratore dei funerali e sostanzialmente non faceva altro che suonare il tamburino. Quando moriva qualcuno, andava a suonare. Sapeva suonare il
liuto, tirare con l’arco e guidare i carri, e aveva una
certa comprensione delle condizioni delle masse.
Poi ricevette un primo incarico governativo di basso rango, in quanto si occupava degli approvvigionamenti e del bestiame. Successivamente divenne un alto funzionario governativo dello stato di Lu
e si fece sordo ai problemi delle masse. In seguito
aprì una scuola privata e respinse la partecipazione degli studenti al lavoro manuale.
Li Shizhen, esistito durante la dinastia Ming, inizialmente andava di persona in montagna a raccogliere le erbe mediche e così poté scrivere il
Compendio di erboristeria. Nemmeno il saggio Zu
Chongxi, vissuto ancora prima, aveva frequentato
alcuna scuola media o università.
L’americano Benjamin Franklin era un apprendista tipografo e un venditore di giornali, eppure è
ricordato come il grande scopritore dell’elettricità.
L’inglese Watt era un operaio, prima di diventare il
grande inventore del motore a vapore.
Gorkij apprese tutto il suo sapere da autodidatta. Si dice che abbia frequentato appena due anni
di scuola primaria.
Allo stato attuale, i corsi e i libri da leggere sono
tanti e perciò c’è molta pressione. Non tutti i corsi
devono concludersi necessariamente con un esame, come i brevi studi di logica e grammatica alla
scuola media: tuttora che si è imparato cosa sono
la grammatica e la logica, basta così. Solo l’esperienza del lavoro pratico permetterà, gradualmente, di capirle per davvero.
A lezione si parla troppo. È scolasticismo. Lo
scolasticismo deve estinguersi in ogni ambito. Per
esempio, nello studio dei classici veniva impiegato un numero spropositato di annotazioni, ma
ora non se ne fa più alcun uso. Sono convinto che
questo metodo, che sia impiegato in Cina o in un
altro paese, finirà per muoversi al suo opposto e
per estinguersi. Non sta scritto da nessuna parte
che bisogna leggere una montagna di libri. I libri
marxisti vanno letti, ma anche assorbiti. Se si legge troppo, diventa poi impossibile assorbire quanto si è letto, e si potrebbe finire per passare dalla
parte opposta e trasformarsi in topi di biblioteca,
dogmatici e revisionisti.
Mao, conversazione al convito per il capodanno cinese, 23 febbraio 1964
1 ottobre 1967. Mao stringe la mano a rappresentanti delle Guardie rosse di Pechino durante il raduno di massa in piazza Tian An Men in occasone del 18° anniversario della fondazione della Repubblica popolare cinese
Scarica

N.33 data editoriale 17 settembre 2015