Settimanale Fondato il 15 dicembre 1969 Nuova serie - Anno XXXIX - N. 33 - 17 settermbre 2015 Discorso di Federico Picerni, a nome del CC del PMLI, per il 39° Anniversario della scomparsa di Mao Mao e l’istruzione nel socialismo Firenze, 6 settembre 2015. Commemorazione di Mao nel 39° Anniversario della scomparsa. Vigorosi e militanti interventi dei delegati delle istanze di base sostengono Mao, il socialismo e il PMLI, contro il governo Renzi e la “Buona scuola”. Importanti interventi di due operai simpatizzanti del PMLI. Tutti in piedi per il cordoglio e il dolore per l’ecatombe dei migranti Brillante discorso di Picerni sulla linea di Mao sull’istruzione. Cacciamo Renzi per affossare la “Buona scuola” Martenghi, applauditissima: Applichiamo le indicazioni di Scuderi sui giovani e gli studenti, ispirate dal pensiero di Mao Scuderi: “Questa Commemorazione di Mao rimarrà negli annali del PMLI” PAGG. 2-3 2 il bolscevico / Commemorazione di Mao N. 33 - 17 settembre 2015 Vigorosi e militanti interventi dei delegati delle istanze di base sostengono Mao, il socialismo e il PMLI, contro il governo Renzi e la “Buona scuola”. Importanti interventi di due operai simpatizzanti del PMLI. Tutti in piedi per il cordoglio e il dolore per l’ecatombe dei migranti Brillante discorso di Picerni sulla linea di Mao sull’istruzione. Cacciamo Renzi per affossare la “Buona scuola” Martenghi, applauditissima: Applichiamo le indicazioni di Scuderi sui giovani e gli studenti, ispirate dal pensiero di Mao Scuderi: “Questa Commemorazione di Mao rimarrà negli annali del PMLI” Come ogni anno anche quest’anno, nel 39° Anniversario della sua scomparsa, il PMLI ha ricordato degnamente e solennemente Mao, con una Commemorazione pubblica tenutasi domenica 6 settembre a Firenze. E lo ha fatto nel suo stile marxista-leninista militante, non soltanto per dimostrare che Mao è e sarà sempre vivo per il PMLI, ma anche per trarre dal suo inesauribile pensiero i preziosi insegnamenti per orientare tutto il Partito: tanto nelle lotte politiche, sindacali, studentesche e sociali quotidiane, quanto nella lotta strategica a lungo termine per l’emancipazione del proletariato e la conquista del socialismo in Italia. Per questo ogni Commemorazione di Mao è un evento speciale, che non ha niente a che vedere con le rituali e retoriche celebrazioni borghesi, bensì è un appuntamento militante, che impegna tutto il Partito, dai dirigenti, alle istanze di base fino ai simpatizzanti attivi, a fare uno sforzo creativo, sui piani personale e collettivo, per arricchire in base al tema scelto per l’occasione e alla luce del pensiero di Mao, la linea politica, strategica e tattica che armerà il PMLI per affrontare con successo le lotte e le sfide che ad ogni nuovo anno si presentano. E anche stavolta il PMLI ha realizzato pienamente l’obiettivo, facendo di questa Commemorazione di Mao, come ha rilevato il Segretario generale, compagno Giovanni Scuderi che l’ha presieduta, un evento “che rimarrà negli annali del Partito”. Quest’anno il tema scelto era “Mao e l’istruzione del socialismo”, e ad illustrarlo brillantemente a nome del Comitato centrale del PMLI è stato Federico Picerni, Responsabile della Commissione giovani. Un tema quanto mai attuale e caldo, con gli studenti, i docenti e il personale ATA delle scuole e delle università italiane in lotta contro la controriforma piduista della cosiddetta “Buona scuola” del nuovo duce Renzi: un’occasione d’oro per le studentesse e gli studenti marxisti-leninisti per legarsi e mettere radici tra i giovani e nel movimento studentesco. Ma anche un tema strategico per capire più in generale la natura di classe dell’istruzione e il suo carattere nel socialismo. Temi, quelli dei giovani e dell’istruzione, che sono sempre stati considerati di primaria importanza da Mao, e a cui il grande Maestro del proletariato internazionale ha dedicato non solo i suoi anni giovanili, partecipando in prima persona e guidando le lotte studentesche in Cina, ma tutta la sua vita. Ad accogliere dirigenti, militanti, simpatizzanti e amici del Partito provenienti da ogni parte d’Italia per partecipare alla Commemorazione era la sala delle ex Leopoldine, nella storica piazza Tasso, addobbata magnificamente di rosso a cura delle Commissioni di organizzazione e di stampa e propaganda del Comitato centrale del PMLI e del Comitato provinciale di Firenze del PMLI. Davanti a loro spiccavano il grande tavolo rosso della Presidenza, con alle spalle il grande pannello riportante il tema della Commemorazione e lo splendido manifesto dei tempi della Grande Rivoluzione Culturale Proletaria, con Mao attorniato dalle giovani Guardie rosse festanti. Ai due lati del tavolo le bandiere La presidenza segue con attenzione il compagno Picerni mentre pronuncia il discorso ufficiale rosse dei Maestri e del PMLI, che si univano visivamente in un’unica linea rossa ai manifesti del Partito disposti lungo le due pareti laterali, fino ad un tavolo rosso, disposto in fondo alla sala e davanti all’ingresso, con alcune copie a colori de “Il Bolscevico” stampate per l’occasione, i libri, gli opuscoli e le altre pubblicazioni, gli audiovisivi e le spille del Partito. Un sottofondo musicale con i tre Inni del Partito completava la calorosa accoglienza dei partecipanti. A stimolare e riscaldare il clima di fraternizzazione che si è subito creato tra i delegati non appena messo piede nella sala, è stato come sempre il compagno Giovanni Scuderi, che affiancato dal compagno Picerni, al quale li ha via via presentati, ha voluto accogliere e salutare personalmente ognuno di loro, con particolare affetto per i giovanissimi, gli anziani e i compagni in non buona salute. A ciascun delegato il Segretario generale ha rivolto parole di incoraggiamento e indicazioni preziose per il lavoro futuro, ed essi lo hanno ricambiato con altrettanto affetto e calore, spesso intrattenendo brevi discussioni con lui. A conquistare poi l’attenzione dei partecipanti ed incantare tutti con la sua vivacità e simpatia, salutando anche a pugno chiuso, è stata Stella, la figlia di appena 2 anni dei compagni Enrico e Moira. Il saluto di Martenghi ai partecipanti Alle ore10, dopo che sulle note de “L’Internazionale” i compagni dirigenti hanno preso posto al tavolo della presidenza, con al centro il Segretario generale e il compagno Picerni al suo fianco, la Commemorazione è ufficialmente iniziata, e Monica Martenghi, Direttrice responsabile de “Il Bolscevico”, Organo del PMLI, ha preso subito la parola a nome del Comitato centrale del Partito per salutare gli intervenuti e per tenere un appassionato e applauditissimo discorso, pubblicato integralmente su questo numero del giornale, che ha ben introdotto i successivi interventi dei delegati delle istanze di base e dei simpatizzanti del Partito, e lanciato splendidamente il tema della Commemorazione poi illustrato da Picerni. La compagna ha salutato e ringraziatole compagne e i compagni provenienti da tutta Italia, dal Piemonte alla Sicilia e alla Sardegna, e con particolare calore quelli che partecipavano per la prima volta alla Commemorazione di Mao. Un saluto speciale ha rivolto al compagno sardo, Maurizio Littera, non ancora arrivato in quel momento a causa del lungo viaggio e sul quale, ha detto, “sono riposte le nostre speranze per dare le ali al nostro Partito in Sardegna”. Esprimendo poi tutto l’affetto del Comitato centrale per i compagni in cattiva salute, di cui alcuni hanno voluto non mancare lo stesso a questo solenne appuntamento, Martenghi ha ricordato con gratitudine eterna, condivisa dalla sala con un commosso applauso, i compagni deceduti, a cominciare da Nerina “Lucia” Paoletti. Una dura denuncia ha rivolto ai media borghesi, che come quasi sempre in questa occasione hanno voluto ignorare deliberatamente questo importante evento politico, compresi quelli della “sinistra” borghese che si riempiono tanto la bocca col “diritto di informazione”. E con ancor più forza e sdegno la compagna ha denunciato l’ecatombe dei migranti e la marchiatura nazista dei profughi, mentre tutta la sala si alzava in piedi per esprimere il cordoglio e il dolore del Partito: “Chiediamo con forza che tutti i Pesi della UE, a cominciare dall’Italia, aprano le loro frontiere ai profughi e ai migranti”, ha scandito forte Martenghi tra lo scrosciare degli applausi della sala. Applausi che si sono infittiti via via che la Direttrice responsabile de “Il Bolscevico” scaldava la platea salendo di tono nella denuncia del nuovo duce Renzi e dei suoi provvedimenti neofascisti, antioperai, antistudenteschi e piduisti, a cominciare dalla “Buona scuola” e dal “Jobs Act”, fino alle controriforme elettorale, instituzionali e costituzionali piduiste che sta per completare: “Bisogna fermarlo subito, e mandarlo a casa, con uno sciopero generale di otto ore e con una manifestazione nazionale a Roma”, ha scandito la compagna suscitando un forte applauso militante della sala. Lo stesso che ha sottolineato gli altri passaggi salienti del suo discorso, come la denuncia della parata militare nazionalistica e guerrafondaia del 3 settembre scorso esibita dalla cricca revisionista e fascista di Pechino, e la messa in guardia dei giovani dall’inganno rappresentato dai movimenti che nascono come nuove copertura a sinistra del capitalismo e della classe dominante borghese, vedi la Coalizione sociale di Landini. La compagna ha poi esortato con forza ad applicare le indicazioni di Scuderi sui giovani e gli studenti, ispirate dal pensiero di Mao, citando fra l’altro alcuni passaggi delle conclusioni della 3ª Sessione plenaria del Comitato centrale dedicata alla lotta del PMLI sul fronte giovanile e studentesco, in cui il Segretario generale sottolineava che “noi abbiamo il dovere proletario, rivoluzionario e marxista-leninista di prestare la massima attenzione ai giovani”. Ed esortava le studentesse e gli studenti marxisti-leninisti a “diventare dei punti di riferimento e dei leader degli studenti, conquistando questi riconoscimenti sul campo di battaglia”. Diversi applausi hanno sottolineato in modo particolare la presentazione della figura personale e politica dell’oratore, Federico Picerni, via via che la compagna ne illustrava i molti meriti e contri- buti al PMLI, accresciuti dalla sua giovane età e modestia personale, tra cui la traduzione di opere inedite di Mao pubblicate su “Il Bolscevico”. Egli ha reso “un servizio inestimabile a tutto il Partito, alla classe operaia e alle ragazze e ai ragazzi che si battono contro il capitalismo e per il cambiamento”, ha detto Martenghi citando le parole dell’editoriale di Scuderi che accompagnava quella storica impresa pubblicistica. “Egli è un esempio di intellettuale marxista-leninista”, ha aggiunto proseguendo nella citazione del Segretario generale tra gli applausi calorosi ed entusiasti dei partecipanti, “un vero allievo di Mao e del PMLI, come dobbiamo esserlo tutti noi”. Approssimandosi le conclusioni del suo discorso introduttivo, un applauso praticamente ininterrotto ha accompagnato le parole di Martenghi, terminate con l’esortazione a tutto il Partito ad aiutare le studentesse e gli studenti a conquistare il potere politico nelle scuole e nelle università e a buttare giù il governo del neoduce Renzi, chiudendo in mezzo all’entusiasmo generale con il lancio delle parole d’ordine “Mao, Mao, Mao” e “PMLI, PMLI, PMLI” riecheggiate in un sol boato da tutta la sala a pugno chiuso. I saluti delle istanze di base e dei simpatizzanti Prima di dare la parola ai delegati delle istanze di base e dei simpatizzanti attivi indicati dalle istanze di base per gli interventi di saluto al Partito, in ordine dal Sud al Nord che ad ogni Commemorazione viene alternato, ed eccezionalmente aperti in omaggio al proletariato dal compagno operaio Alessandro Frezza di Viggiù (Varese) e chiusi, in omaggio ai giovani militanti de PMLI, dal compagno Maurizio Littera dell’Organizzazio- ne di Uras (Oristano), Martenghi ha dato lettura dell’elenco delle istanze di base che per motivi di salute, professionali o economici non hanno potuto partecipare alla Commemorazione e che hanno inviato messaggi, e l’elenco dei simpatizzanti e amici non presenti che hanno inviato dei messaggi, e di cui per motivi di tempo non è stata data lettura, informando che sarebbero stati tutti pubblicati su questo numero de “Il Bolscevico”. Di alcuni di essi, però, è stata data lettura in estratti dalla compagna nel corso degli interventi, come quello della compagna Aurora, responsabile dell’Organizzazione di Caltagirone (Catania), in omaggio alle studentesse e studenti marxisti-leninisti impegnati nelle lotte studentesche; quello del compagno Francesco, responsabile dell’Organizzazione di Taurianuova (Reggio Calabria), in omaggio ai più giovani militanti del PMLI; quello del compagno Giuseppe Scarfì, coautore dell’Inno del Partito, in omaggio ai compagni afflitti da gravi malattie; nonché il messaggio di saluto della Segretaria del PRC di Biella, compagna Lucetta Bellomo. A proposito di quest’ultimo messaggio, in cui oltre a rendere omaggio a Mao si sottolineano gli ottimi rapporti di fronte unito con l’organizzazione di Biella del PMLI, il compagno Scuderi ha così commentato: “Viva i compagni di base del Partito della rifondazione comunista e degli altri partiti che si richiamano al comunismo e congratulazioni vivissime all’organizzazione di Biella che è riuscita a stabilire dei rapporti di fronte unito, di alleanza e di unità d’azione per quanto riguarda la lotta contro questo governo fascista e piduista e contro la “Buona scuola” e per tutti i problemi che riguardano le masse biellesi. Prendiamo esempio dai compagni biellesi per allargare le nostre alleanze verso la base di questi partiti, ma anche con questi partiti, indipendentemente dalle profonde e insanabili divisioni che abbiamo a livello ideologico e a livello strategico. Ma dobbiamo unirci per tutte le questioni che riguardano le masse popolari, che riguardano il benessere delle masse popolari, che riguardano la democrazia, la libertà e il futuro del nostro popolo”. Purtroppo l’importante messaggio del compagno Alessandro Fontanesi, Segretario del PCDI di Reggio Emilia è arrivato dopo la Commemorazione, ma viene pubblicato lo stesso su questo numero de “Il Bolscevico”. È naturalmente impossibile dare un resoconto esauriente di tutti i numerosi e importanti interventi, alcuni dei quali sono d’altronde pubblicati integralmente in questo numero. Ma va senz’altro detto che ciascuno dei delegati, nonostante i soli due minuti a disposizione a causa della limitatezza del tempo rispetto al serrato programma della manifestazione, ha saputo farne tesoro con successo, riuscendo ad esprimere con la massima chiarezza e vigore il proprio pensiero, a sostegno di Mao, del socialismo e del PMLI, contro il governo del neoduce Renzi e la “Buona scuola”. Tutti insieme, compagne e compagni, giovani e anziani, operai, studenti SEGUE IN 3ª ➫ Commemorazione di Mao / il bolscevico 3 N. 33 - 17 settembre 2015 I due motivi che pongono questa commemorazione negli annali del Partito Scuderi: “Le figlie e i figli migliori della classe operaia devono continuare a essere la testa e la spina dorsale del PMLI” di Giovanni Scuderi Care compagne e cari compagni, permettetemi che dica due parole anch’io. Penso che questa commemorazione di Mao rimarrà negli annali del Partito, per due motivi. Anzitutto perché col brillante discorso del compagno Federico Picerni abbiamo verificato che i giovani dirigenti nazionali del PMLI sono già in grado di essere i continuatori della nobile causa del socialismo in Ita- Il compagno Scuderi, dopo l’importante intervento a conclusione della Commemorazione, risponde a pugno chiuso agli applausi della sala ➫ DALLA 2ª e intellettuali, ciascuno portando esempi vivi e concreti della propria esperienza di lotta, di lavoro, di vita e di studio dalle rispettive realtà di provenienza, hanno suonato un unico spartito marxista-leninista dando anche stavolta un contributo fondamentale alla degna riuscita di questo appuntamento annuale del PMLI, per ricaricarlo di energie fresche e proiettarlo con slancio nella nuova stagione di lotte che si apre con l’autunno. Quello della denuncia della “Buona scuola” di Renzi e Giannini è stato tra i temi dominanti degli interventi, individuato giustamente come un architrave del programma piduista di Renzi e uno dei terreni di lotta più caldi e attuali che sta per riaprirsi con la riapertura delle scuole e delle università. Lo hanno sottolineato in particolare i compagni studenti, insegnanti e un simpatizzante lavoratore del personale ATA, ma anche diversi compagni operai, che hanno rimarcato giustamente il legame stretto che c’è e ci deve essere tra le lotte studentesche contro la “Buona scuola” e quelle operaie, contro il “Jobs Act” e l’attacco ai diritti dei lavoratori e al sindacato, per promuovere un unico fronte unito di lotta per arrivare ad uno sciopero generale di otto ore per buttare giù il governo Renzi. A questo riguardo particolarmente importanti sono stati gli interventi di due simpatizzanti operai, Alberto Signifredi di Parma e Andrea del Mugello (Firenze), che praticamente all’unisono hanno messo in rilievo l’importanza fondamentale di non allentare mai il legame tra il proprio impegno quotidiano di lotta politica e sindacale in fabbrica al marxismo-leninismo-pensiero di Mao e al PMLI. Altri temi affrontati negli interventi sono stati le condizioni del Mezzogiorno, le condizioni dei giovani in Italia, il precariato,le condizioni bestiali a cui sono sottoposti i migranti e tanti altri. Moltissimi, anche citando suoi famosi discorsi, hanno ricordato Mao e la sua attenzione verso i giovani, ricordando la Grande Rivoluzione Culturale Proletaria che li vide protagonisti sotto l’impulso e la direzione di Mao per sconfiggere l’educazione e la cultura borghesi e il revisionismo. I commenti e incoraggiamenti di Scuderi Grande è stato in generale l’amore per Mao espresso dai militanti e simpatizzanti nei loro interventi. Il compagno anziano Lorenzo Santoro della provincia di Bergamo (“questo giovane-anziano compagno, anziano forse nel fisico ma giovanissimo nello spirito”, lo ha presentato la compagna Martenghi), ha ricordato in modo toccante la commemorazione di Mao da lui fatta nel 1976 a Sesto San Giovanni, la “Stalingrado d’Italia”, insieme ad altri suoi compagni marxisti-leninisti usciti dal PCI revisionista. Mentre parlava Scuderi è andato ad abbracciarlo e insieme a lui, tra gli applausi commossi della sala, ha scandito la bella citazione di Mao sui comunisti, che recita: “Noi comunisti siamo come i semi e il popolo è come la terra. Ovunque andiamo dobbiamo unirci al popolo, mettere le radici e fiorire in mezzo al popolo”. Come sempre, infatti, il Segretario generale non ha mancato di far sentire la sua voce nel corso degli interventi, sottolineando i passaggi più significativi con parole di apprezzamento e di incoraggiamento. Come quando, dopo l’intervento di un simpatizzante intellettuale, che aveva svolto una serrata critica al progetto scolastico piduista di Renzi, ha così voluto rivolgere un pensiero a tutti i compagni che come lui sono in cattive condizioni di salute: “Viva i compagni che nonostante abbiano gravissimi problemi di salute sono venuti qua con noi a commemorare Mao, addirittura hanno presentato il loro saluto. Questi compagni sono particolarmente presenti – i compagni che sono qui e quelli che non sono qui e che hanno problemi di salute – nel nostro cuore”. Importanti e stimolanti, per le prospettive di sviluppo del Partito su tutto il territorio nazionale, sono state anche le parole che Scuderi ha pronunciato dopo aver ringraziato e abbracciato calorosamente il compagno Maurizio di Uras, al termine del suo bel discorso che ha chiuso splendidamente gli interventi, tanto più apprezzabile dato il “viaggio allucinante” (parole sue) che il compagno ha dovuto affrontare per essere presente alla commemorazione: “Siamo tutti quanti compartecipi di un evento storico, che non riguarda solo il compagno Maurizio ma tutto il Partito e tutto il proletariato”, ha rimarcato infatti il Segretario generale. “Finalmente siamo riusciti a mettere un piede nella cara Sardegna. Tutte le nostre speranze, come ha detto la compagna Martenghi, sono riposte nel compagno Maurizio. E poi possiamo credo aggiungere, anche sul compagno Vincenzo di Nuoro, che proprio in questi ultimissimi giorni si è legato praticamente al Partito. Auguri a questi due compagni e viva le masse della Sardegna”! Il brillante discorso di Picerni È in questo clima partecipato e militante, riscaldato dal trascinante discorso di Martenghi e dagli interventi di corale adesione a Mao e al Partito da parte dei militanti e simpatizzanti, e illuminato dai puntuali e importanti commenti del Segretario generale, che ha quindi preso la parola il compagno Federico Picerni per tenere il discorso commemorativo a nome del Comitato centrale del PMLI, che per ragioni di tempo è stato letto in forma ridotta, ma che viene pubblicato in forma integrale su questo numero de “Il Bolscevico”. Un discorso che il compagno ha letto con grande autorevolezza, con un’oratoria sobria e penetrante che ha catturato immediatamente l’attenzione dell’uditorio, che lo ha seguito passo per passo fino alla fine, sottolineandone con ripetuti applausi i passi più significativi e le frasi pronunciate con particolare forza e fierezza che volta a volta sintetizzavano in parole d’ordine lia. Abbiamo quindi la certezza, considerando anche un’altra misura strategica, che il nostro amato Partito avrà un avvenire marxistaleninista. Tutti i giovani militati del Partito qui presenti e quelli assenti per motivi di forza maggiore devono sentirsi coinvolti in questo compito fondamentale e strategico, e agire di conseguenza sulla base delle dieci citazioni di Mao sui marxisti-leninisti. Il secondo motivo dell’importanza storica di questa commemorazione di Mao sta nell’intervento dei compagni Alberto e Andrea, due operai simpatizzanti del PMLI, che hanno conferma- le brillanti analisi politiche dipanate nel discorso. Dimostrando di meritare ampiamente gli elogi del Segretario generale e la carica di dirigente giovanile del PMLI, Picerni ha svolto e portato brillantemente a termine il compito che gli era stato affidato dal Partito, cominciando col delineare davanti all’uditorio un quadro vivido e concreto della biografia di Mao in rapporto ai giovani e all’istruzione nel socialismo, al suo ruolo di ispiratore e guida della Rivoluzione Culturale diretta dal proletariato, ma con l’apporto fondamentale delle giovani generazioni rosse, alla sua lotta per rivoluzionare la scuola, per l’insegnamento creativo e contro l’arroganza delle autorità accademiche borghesi. Sintetizzando questa preziosa esperienza e il suo insegnamento con la magistrale citazione di Mao: “È necessario che la classe operaia assuma la direzione dell’educazione”, accolta da scroscianti applausi della sala e da parole di apprezzamento di Scuderi. Da qui il compagno si è ricollegato con naturalezza alla situazione attuale dell’educazione in Italia, analizzandone a fondo e mettendone in luce il carattere capitalista borghese, denunciando la mercificazione dell’istruzione e lo stato disastroso della scuola e della ricerca. Una situazione destinata a peggiorare ulteriormente con la “Buona scuola” di Renzi, ispirata al disegno della P2: “Un disegno che va fermato immediatamente con le lotte nelle scuole, negli atenei e nelle piazze”, ha scandito il compagno tra gli applausi, chiedendo che il prossimo sciopero proclamato dalla FLC per ottobre sia trasformato in sciopero generale per buttare giù il nuovo duce Renzi. Dopo aver illustrato approfonditamente la linea e le rivendicazioni del PMLI riguardo ai giovani, agli studenti e alla scuola, Picerni ha allargato l’orizzonte alla situazione generale, su cui ha attualizzato la linea del Partito, tra cui una forte denuncia della UE imperialista, che “va distrutta, e l’Italia deve uscirne subito”, ha detto tra gli applausi, ribadendo con forza che essa “deve aprire le sue frontiere, a cominciare to quanta forza rivoluzionaria sui piani ideologico e politico possono sprigionare i figli migliori della classe operaia quando sono armati del marxismo-leninismo-pensiero di Mao. Dobbiamo quindi perseverare nel lavorare tra la classe operaia e i lavoratori e sul fronte sindacale affinché un numero sempre crescente di operaie e di operai di avanguardia seguano il loro esempio facendo propria la teoria rivoluzionaria marxista-leninista e unendosi al PMLI come militanti o simpatizzanti. Le figlie e i figli migliori della classe operaia devono continuare a essere la testa e la spina dorsale del PMLI. Solo così la lotta di classe si infiammerà e arriverà il tempo della rivoluzione proletaria, dell’abbattimento del capitalismo e della conquista del socialismo e del potere politico da parte del proletariato. Intanto le studentesse e gli studenti marxisti-leninisti e le operaie e gli operai marxisti-leninisti, sorreggendosi a vicenda e imparando gli uni dagli altri, lavorino all’unisono per affossare la “Buona scuola”, che è al servizio della classe dominante borghese e del capitalismo, e per cacciare il nuovo duce Renzi. Uniti e combattivi, con Mao, gli altri Maestri e il PMLI vinceremo! dall’Italia, per evitare altre orribili ecatombe di migranti e profughi”. Picerni ha poi tracciato un quadro della situazione italiana, in cui le condizioni delle masse continuano a peggiorare drammaticamente, a causa della crisi capitalista e del governo Renzi: “Confermo che egli è una reincarnazione moderna e tecnologica di Mussolini, Craxi e Berlusconi”, ha scandito il compagno tra gli applausi, e “va buttato giù prima che possa blindarsi per vent’anni con conseguenze disastrose per le masse lavoratrici e le libertà democratiche borghesi”. Dopo aver ribadito che l’avvenire del proletariato è solo nel socialismo, il compagno ha rivolto alle operaie e agli operai di valutare la proposta del PMLI di venire con noi per combattere insieme il sistema capitalista, e a chi è di sinistra e soprattutto a chi si ritiene sinceramente comunista di abbandonare le illusioni propalate dai riformisti e unirsi al PMLI come militanti o simpatizzanti per lottare insieme per l’Italia unita, rossa e socialista. E avviandosi alle conclusioni, accompagnato ormai dagli applausi ininterrotti e scroscianti della sala fino alla fine, Picerni ha rivolto un appassionato appello alle giovani e ai giovani, a cominciare dalle studentesse e gli studenti, a non permettere che il capitalismo e il governo Renzi strappino loro il futuro, ma a prendere invece in mano il loro futuro lottando per un mondo senza più sfruttamento, disoccupazione, guerre e disuguaglianze di classe, il socialismo. L’intervento finale di Scuderi Dopo la fine dello splendido discorso di Picerni, a cui tutta la sala in piedi ha tributato un lungo ed entusiastico applauso, completato dal lancio da parte della compagna Martenghi delle parole d’ordine “Mao, Mao, Mao”, “PMLI, PMLI, PMLI”, ha preso la parola il Segretario generale, per un breve ma illuminante commento che ha riassunto magistralmente il carattere speciale di questa 39ª Commemorazione di Mao. Un evento che rimarrà negli annali del Partito, ha spiegato Scuderi, anzitutto perché ha dimostrato che ora siamo certi che i giovani dirigenti nazionali del PMLI sono in grado di assicurare la continuità della causa del socialismo in Italia e l’avvenire marxistaleninista del nostro amato Partito. E in secondo luogo perché gli interventi dei compagni Alberto e Andrea, due simpatizzanti operai del PMLI, hanno confermato la forza ideologica e politica della classe operaia quando è armata del marxismo-leninismo-pensiero di Mao. Da qui l’esortazione a perseverare nel lavoro sindacale tra la classe operaia e i lavoratori affinché si uniscano al PMLI: “Le figlie e i figli migliori della classe operaia devono continuare a essere la testa e la spina dorsale del PMLI. Solo così la lotta di classe si infiammerà e arriverà il tempo della rivoluzione proletaria, dell’abbattimento del capitalismo e della conquista del socialismo e del potere politico da parte del proletariato”, ha scandito Scuderi con forza. E sintetizzando in una sola parola d’ordine fulminante la via tracciata dalla Commemorazione, il Segretario generale del PMLI ha concluso con questa importante direttiva, che lancia il Partito nel fuoco delle lotte che già incalzano: “Le studentesse e gli studenti marxisti-leninisti e le operaie e gli operai marxisti-leninisti, sorreggendosi a vicenda e imparando gli uni dagli altri, lavorino all’unisono per affossare la “Buona scuola”, che è al servizio della classe dominante borghese e del capitalismo, e per cacciare il nuovo duce Renzi. Uniti e combattivi, con Mao, gli altri Maestri e il PMLI vinceremo”! Il canto degli inni del Partito, “L’Internazionale”, “Bandiera Rossa” e “Il Sole Rosso”, eseguito coralmente da tutta la sala in piedi e a pugno chiuso, seguito dal lancio delle parole d’ordine del PMLI,e da un lungo e felice applauso finale, hanno infine chiuso degnamente questa Commemorazione che, come ha detto il Segretario generale, rimarrà senz’altro negli annali del Partito. 4 il bolscevico / Commemorazione di Mao N. 33 - 17 settembre 2015 Discorso di Federico Picerni, a nome del CC del PMLI, per il 39° Anniversario della scomparsa di Mao Mao e l’istruzione nel socialismo Pubblichiamo qui di seguito il discorso integrale pronunciato dal compagno Federico Picerni, a nome del CC del PMLI, comprese quelle parti che non ha letto per rimanere entro il tempo programmato. Il discorso del Responsabile della Commissione giovani del CC del PMLI è stato interrotto più volte da scroscianti applausi, che ne hanno sottolineato i passaggi più salienti ed è stato ascoltato con attenzione dai presenti, per le numerose riflessioni che esso propone e le indicazioni che esso dà ai giovani affinché prendano in mano il loro futuro e concorrano da protagonisti alla lotta contro il capitalismo e il governo Renzi, per il socialismo. Compagne e compagni, amiche e amici, è per me un grande onore pronunciare il discorso commemorativo, a nome del Comitato centrale del PMLI, per il 39° Anniversario della scomparsa di Mao. Grazie per i vostri interventi che hanno lustrato di rosso la Commemorazione, un appuntamento al quale ci ritroviamo ogni anno per ricordare Mao e fare una potente carica rivoluzionaria per l’anno politico che ci attende. Questa Commemorazione conferma che per noi Mao non è mai morto. Egli, come Marx, Engels, Lenin e Stalin, vive nel PMLI e nelle nostre lotte. Sono i loro insegnamenti, cioè il marxismo-leninismo-pensiero di Mao, che ci orientano nella lotta di classe contro la borghesia, che ci permettono di capire, criticare e cambiare la realtà che ci circonda, di combattere il capitalismo e la sua cultura, di conoscere e trasformare il mondo e noi stessi. La disoccupazione endemica, la dilagante miseria materiale e morale delle masse e dei giovani, la povertà in aumen- to, il precariato, lo sfascio e la fascistizzazione di quello che rimane della scuola e dell’università pubbliche, la repressione di chi osa ribellarsi e tutte le altre delizie del capitalismo che proviamo sulla nostra pelle sono la prova che il messaggio rivoluzionario di Marx, Engels, Lenin, Stalin e Mao è di assoluta attualità. Guardate che fine hanno fatto coloro che, dopo il crollo del muro di Berlino, hanno ammainato la bandiera rossa e dichiarato “superato” o addirittura “sconfitto” il comunismo! Sono finiti nella più travolgente bancarotta politica e ideologica, brancolano nel buio, non sanno nemmeno più cosa sia la lotta di classe e tutt’al più vivono di Internet, come i revisionisti e trotzkisti alla Rifondazione, PCdI, Rizzo e soci. Oppure si sono venduti al capitalismo e a Renzi e sostengono le “riforme” istituzionali che daranno forma compiuta al regime neofascista in Italia, stracciando completamente la Costituzione del ’48. Li attende la pattumiera della storia. I marxisti-leninisti italiani non lo dicono certo da ieri. Andiamo a rileggere ciò che scriveva il compagno Giovanni Scuderi già – pensate! - il 26 dicembre 1973: “I revisionisti togliattiani si sono fusi completamente con la borghesia monopolistica italiana dalla quale sono stati corrotti e comprati con le briciole dei suoi enormi sopraprofitti, e alle esigenze della quale si sono adattati servilmente. (...) Essi sono i cani da guardia del capitale, avvelenatori dello spirito rivoluzionario delle masse; man mano che procederà il processo di crisi e di disfacimento dell’imperialismo e si approfondirà la sua politica reazionaria, fascista e bellicista, la loro collaborazione con la classe dominante si intensificherà fino a trasformarsi in socialfascismo, socialsciovinismo e socialimperialismo, poiché questo è lo sbocco inevitabile di tutti i traditori del proletariato”(1). Il compagno Federico Picerni mentre pronuncia il suo discorso Non è forse proprio la fine che ha fatto il PCI revisionista, che di metamorfosi in metamorfosi si è omologato completamente al capitalismo fino a diventare il PD neoliberale, cioè il principale artefice dei diktat dell’Unione europea imperialista, che ha partorito il nuovo duce Renzi? Ecco perché, compagne e com- pagni, noi non ci stancheremo mai di difendere il marxismo-leninismo-pensiero di Mao e di tramandarlo alle nuove generazioni di combattenti per il socialismo. Il tema di questa Commemorazione, come sapete, è: “Mao e l’istruzione nel socialismo”. Impegnati nell’epica lotta per cambiare veramente l’Italia, non potremmo assolutamente mancare di approfondire la posizione del PMLI sull’istruzione, terreno dove, fra l’altro, si sprigionano le energie e l’entusiasmo di una delle forze più fresche e attive della lotta di classe in Italia: il movimento studentesco. Lo dobbiamo fare denunciando con forza anzitutto la “Buona scuola” del regime neofascista. I riformisti e i falsi comunisti hanno intossicato le masse e i giovani con l’assurda idea secondo cui l’istruzione sarebbe “neutrale”, al di sopra delle classi, dello Stato, dei partiti e persino delle concezioni del mondo. Ma in una società capitalistica divisa in classi come la nostra non esiste campo in cui non infuria, in varie forme, la lotta fra la borghesia dominante e il proletariato oppresso. “Per quel che concerne la concezione del mondo”, insegna Mao, “nel mondo attuale ci sono fondamentalmente solo due ‘scuole’: quella della borghesia e quella del proletariato. O si accetta la concezione proletaria del mondo o si accetta quella della borghesia”(2). Sono due concezioni inconciliabili e diametralmente opposte. Il succo della concezione proletaria del mondo è che è giusto ribellarsi contro i reazionari e battersi per un mondo senza sfruttamento dell’uomo sull’uomo, povertà, oppressione, disoccupazione, discriminazioni sociali, razziali, sessuali e guerra. La concezione borghese invece sostiene che tutte le classi sociali devono collaborare armoniosamente per mantenere in vita il sistema economico, istituzionale, politico, sociale e culturale vigente, ossia il capitalismo. Va da sé che sono due concezioni inconciliabili, perché esprimono due modi di pensare, di agire, due modelli di società e di istruzione radicalmente opposti, e la vittoria dell’una si può ottenere solo con la sconfitta dell’altra. Nessun tentativo di annacquare la lotta di classe, di mascherare le contraddizioni di classe nella nostra società, di fingere che il proletariato sia scomparso e di ridicolizzare chi ne parla, potrà mai nascondere questa verità, che è viva e pulsante nella realtà concreta. Dunque, visto il ruolo fondamentale della scuola e dell’università nel trasmettere la concezione del mondo e la cultura, l’istruzione non è affatto una zona grigia e neutrale, ma è investita in pieno dalla lotta di classe. Del resto, già Lenin aveva demolito l’idea della “neutralità” della scuola, con queste magistrali parole: “Quanto più evoluto è uno Stato borghese, tanto più sottilmente esso mente affermando che la scuola può restare estranea alla politica e servire la società nel suo complesso. In realtà la scuola è stata trasformata per intero in uno strumento di dominio della classe borghese, è stata permeata dello spirito borghese di casta, si è vista assegnare il compito di fornire ai capitalisti docili servi e operai capaci”(3). La battaglia sul fronte dell’istruzione vede da una parte la borghesia, che vuole la scuola sempre più chiusa, esclusiva, utile solo a formare i futuri manovali o quadri del sistema capitalista, imbevuti di ideologia borghese e reazionaria; basta andarsi a leggere quanto dicono Marchionne, Giannini, Squinzi e soci in merito. Dall’altra, il proletariato cosciente deve lottare affinché possa essere un servizio goduto da tutto il popolo e non al servizio di un pugno di privilegiati, padroni e baroni. Oggettivamente anche se non sempre soggettivamente, le lotte condotte dal movimento studentesco per la scuola e l’università pubbliche sono anticapitaliste e dovranno sempre vedere i marxisti-leninisti in campo. Ma come possiamo trasformare davvero l’istruzione e rompere le catene che la legano al mercato e al capitalismo? da ogni ingerenza della Chiesa e dello Stato. Così non solo l’istruzione fu resa accessibile a tutti, ma la scienza stessa fu liberata dalle catene che le avevano imposto i pregiudizi di classe e la forza del governo”(5). Lo stesso avvenne nell’URSS LA LINEA DI MAO SULL’ISTRUZIONE La lotta per l’educazione pubblica e gratuita al servizio del popolo è una rivendicazione antica del movimento operaio. Marx ed Engels nel Manifesto del Partito comunista del lontano 1848 scrivevano: “Educazione pubblica e gratuita per tutti i fanciulli” e “Unificazione dell’educazione e della produzione materiale”(4). Ciò è quanto fu realizzato per breve tempo nella Comune di Pa- rigi, quando, nelle parole di Marx: “Tutti gli istituti di istruzione furono aperti gratuitamente al popolo e liberati in pari tempo Commemorazione di Mao / il bolscevico 5 N. 33 - 17 settembre 2015 La presidenza della commemorazione con al centro il compagno Giovanni Scuderi, Segretario generale del PMLI, a conclusione dell’iniziativa canta a pugno chiuso i tre inni del Partito. Da sinistra a destra i compagni, Andrea Cammilli, Claudia Del Decennale, Dario Granito, Mino Pasca, Federico Picerni, Giovanni Scuderi, Monica Martenghi, Denis Branzanti, Simone Malesci, Emanuele Sala, Giovanna Vitrano di Lenin e Stalin, che fin dal 1917 dichiarò guerra all’analfabetismo. Secondo dati del 1926, a nove anni dalla Rivoluzione d’Ottobre, per la prima volta nella storia della Russia la percentuale della popolazione che sapeva leggere e scrivere superava quella della popolazione ancora analfabeta e continuò a crescere stabilmente negli anni successivi. Come sottolinea Lenin: “Sino a quando gli operai e i contadini rimangono oppressi dai proprietari fondiari e dai capitalisti; sino a quando le scuole rimangono nelle mani dei proprietari fondiari e dei capitalisti, la giovane generazione resta cieca e ignorante. La nostra scuola invece deve dare alla gioventù le basi del sapere, deve renderla capace di elaborare da sé le concezioni comuniste, deve fare dei giovani delle persone istruite. Durante gli anni di studio la scuola deve forgiare uomini che partecipino alla lotta per la liberazione dagli sfruttatori”(6). Ma l’esperienza più ricca e completa di rivoluzione socialista dell’istruzione, massimo sviluppo delle suddette importanti esperienze, avvenne proprio in Cina, parallelamente alle epiche lotte rivoluzionarie del popolo cinese, grazie all’attenzione del tutto particolare di Mao e del Partito comunista sotto la sua guida. “Noi”, affermava Mao, “lottiamo per la liberazione del popolo cinese su diversi fronti, due dei quali sono il fronte della penna e il fronte della spada, ossia il fronte culturale e il fronte militare”(7). Egli in effetti dedicò sempre grande attenzione alla trasformazione degli istituti di insegnamento e degli intellettuali, affinché l’istruzione, che in Cina era appannaggio degli strati abbienti, potesse diventare proprietà comune del popolo. Il giovane Mao fece le sue prime esperienze politiche proprio come studente, in un periodo in cui le masse studentesche cinesi avanzate, spronate dai soprusi degli imperialisti occidentali e giapponesi e dalla corruzione della classe dominante borghese e feudale, si mobilitarono a milioni per cambiare la Cina, rivendicando anche un nuovo modello di educazione aperto alle larghe masse. Nel 1915, a ventidue anni, Mao fondò l’Associazione per l’autogoverno degli studenti, alla testa della quale diresse le lotte studentesche nella natia provincia dello Hunan. Pur essendo ancora un democratico-borghese, Mao grazie alle sue prime esperienze stava capendo che istruzione e società erano indissolubilmente legate; non era possibile trasformare l’una lasciando intatta l’altra e quindi bisognava innanzitutto cacciare gli imperialisti e la classe dominante. Il suo impegno proseguì infatti nella Nuova associazione popolare di studio e soprattutto con la Rivista del fiume Xiang, da lui fondata nel 1919, strumenti attraverso i quali tentò di integrare la lotta studentesca nella battaglia più generale contro i proprietari terrieri, la grande borghesia e gli imperialisti stranieri. “Diffondere l’educazione e dare al popolo delle conoscenze rappresenta il primo passo verso il progresso”, rilevò Mao in uno dei suoi scritti premarxisti, aggiungendo: “Tuttavia la scuola rappresenta solo un aspetto dell’educazione, […] che comprende un lato la famiglia, dall’altro la società. […] Per far progredire la famiglia e la società,” concludeva, “non è sufficiente parlare solo di ‘rinnovare ciò che è vecchio’, bisogna piuttosto decidersi a ‘creare il nuovo’”(8). Il marxismo-leninismo, portato in Cina dalle cannonate della Rivoluzione d’Ottobre, conquistò Mao poiché gli indicò finalmente la via giusta per realizzare il sogno di salvare la Cina ed emancipare le masse lavoratrici cinesi. L’esperienza studentesca più matura di Mao, siccome la fece da marxista-leninista, fu l’Università autodidattica dello Hunan, fondata nel 1921. Per capire il carattere avanzato e rivoluzionario di questa scuola, nata appena un mese dopo il Partito comunista cinese, basta leggersi il manifesto fondativo, scritto da Mao, in cui si dice che gli studenti “oltre a studiare, intendono anche acquisire idee avanzate (...) e prepararsi al rinnovamento della società”(9). Oltre a essere studente, Mao fu anche insegnante, non solo professionalmente in quanto maestro di scuola elementare, ma soprattutto nei corsi serali per operai da lui organizzati, e naturalmente nelle suddette scuole. Anni dopo, parlando con lo scrittore progressista Edgar Snow, avrebbe ricordato: “Spesso gli studenti sono davvero pestiferi. Se pongono cento domande e il professore riesce a rispondere solamente a cinquanta, già così è impeccabile. Che fare delle altre cinquanta domande? Basterebbe dire: non lo so, proprio come voi; facciamo una ricerca, tutti insieme. E la lezione si svolgerebbe così. Vedi anche tu che grandi vantaggi avrebbe questo metodo! Durante le mie lezioni non permettevo di prendere appunti. A chi voleva dormire era permesso schiacciare un pisolino, a chi voleva andarsene era permesso assentarsi. A dire la verità, schiacciare un pisolino fa molto bene e preserva lo spirito molto più che starsene seduti composti senza ascoltare”(10). Successivamente, mentre infuriava la tempesta della Guerra di Resistenza contro il Giappone, su iniziativa di Mao nacque l’Università antigiapponese, dove “si studia e contemporaneamente si partecipa al lavoro produttivo”(11). L’Università antigiapponese, da una parte, fu determinante per educare i combattenti dell’Esercito rosso, nella stragran- de maggioranza giovani operai e contadini che non avevano potuto ricevere un’istruzione per via delle difficoltà economiche delle loro famiglie, ma soprattutto costituì l’esperienza pilota che avrebbe guidato la successiva rivoluzione dell’istruzione in Cina, fondata sull’unificazione di studio e lavoro produttivo. Vediamo quindi che il grande maestro del proletariato internazionale che condusse la rivoluzione cinese alla vittoria non è uscito dal nulla o piovuto dal cielo, ma è figlio della lotta di classe, si è formato e ha fatto esperienza nelle battaglie che riguardavano la sua condizione sociale di studente, maturando passo dopo passo, fase dopo fase, trasformando se stesso mentre trasformava il mondo. Dopo la fondazione della Repubblica popolare cinese, avvenuta il 1° Ottobre 1949, fu questa la base su cui Mao elaborò la linea marxista-leninista per condurre la rivoluzione socialista nel settore dell’istruzione, sintetizzandola con queste parole: “La nostra politica nel campo dell’educazione deve permettere a chi la riceve di formarsi moralmente, intellettualmente e fisicamente e divenire un lavoratore con una buona cultura e una coscienza socialista”(12). La costruzione del socialismo fu complessa e irta di ostacoli: in ogni sua fase dovette svilupparsi attraverso lo scontro fra la linea marxista-leninista rappresentata da Mao e la linea revisionista controrivoluzionaria di varie cricche di falsi comunisti fino a quelle capeggiate da Liu Shaoqi e Deng Xiaoping. Questi ultimi a parole erano con Mao e il socialismo, ma di fatto sfruttavano le loro posizioni di potere per favorire la restaurazione del capitalismo e trasformare la dittatura del proletariato in dittatura della borghesia; sul fronte dell’istruzione erano per mantenere i vecchi si- stemi di insegnamento in vigore sotto le dinastie imperiali e sotto la borghesia, salvaguardare il potere del mandarinato accademico e fare dell’università un’istituzione elitaria urbana. In effetti, benché in Cina la classe operaia fosse al potere, gli accademici borghesi formatisi sotto il regime nazionalista di Chiang Kai-shek, protetti dai revisionisti, continuavano a detenere il monopolio delle scuole, permettendo la sopravvivenza della vecchia cultura feudale e capitalista. Mao si rendeva conto che la popolarizzazione dell’istruzione non basta se quest’ultima continua a basarsi sui vecchi metodi e se continua ad impartire le vecchie idee della classe sfruttatrice rovesciata. “Ai tempi di Chiang Kaishek”, rimarcò infatti, “i giornali, le stazioni di trasmissione, le scuole, il cinema erano nelle loro mani. Era così che ingannavano il popolo. Tutti noi veniamo da lì”(13). Addirittura la prima rivoluzione dell’istruzione, avviata nel 1958, subì un feroce contrattacco revisionista nel 1961 che quasi la annullò. In breve, la cricca revisionista voleva ripetere in Cina ciò che era avvenuto in URSS dopo il XX Congresso del PCUS, e quindi il controllo dell’educazione, ovviamente fondamentale per la formazione culturale delle giovani menti, era strategico. Mao non si limitò a criticare, irriducibile, il vecchio sistema di insegnamento, ma chiamò le masse stesse a scendere direttamente in campo per trasformarlo alla radice. E fu proprio agli studenti universitari, organizzatisi spontaneamente nelle Guardie Rosse, ai quali si appellò per lanciare la Grande Rivoluzione Culturale Proletaria, che per dieci anni dal 1966 al 1976 consentì al socialismo cinese di restare rosso, conseguire nuove vittorie e registrare un’esperienza unica nel suo genere. Tant’è che il primo dazibao (manifesto a grandi caratteri) marxista-leninista della Rivoluzione culturale fu redatto spontaneamente proprio da un gruppo di studenti e docenti di filosofia di Pechino per smascherare le autorità accademiche borghesi. Il 7 maggio 1966, all’alba della Rivoluzione culturale, una direttiva di Mao stabilisce la linea e l’orientamento della trasformazione dell’istruzione in Cina: “I periodi di studio vanno accorciati, l’istruzione va rivoluzionarizzata e non bisogna permettere che continui il dominio degli intellettuali borghesi sulle nostre scuole”. Nella medesima direttiva, Mao aggiungeva che “i lavoratori […] oltre al prioritario lavoro di fabbrica, devono studiare gli affari militari, la politica, l’arte. Anche loro devono […] prendere parte alla critica della borghesia”. “Per gli studenti”, concludeva, “il discorso è lo stesso: lo studio è il loro compito prioritario, ma devono imparare a fare anche altre cose, per esempio il lavoro industriale, agricolo e militare, e devono criticare la borghesia”(14). La grande fiducia di Mao nelle masse fu ampiamente ripagata: la classe operaia, i contadini, gli studenti e i docenti rivoluzionari presero la Direttiva del 7 maggio come guida per mettere in discussione e trasformare tutti quei numerosi aspetti della scuola e dell’università cinese che rimanevano borghesi, reazionari, non socialisti. E infatti tutto viene capovolto. Le università, a partire dai “centri di eccellenza” (così li chiamerebbero i politicanti borghesi nostrani), vengono aperte al popolo con l’abbattimento delle restrizioni d’accesso. Il vecchio sistema fossilizzato degli esami viene sostituito da un sistema vivace e stimolante fatto di inchieste, dibattiti e analisi critiche. L’annoso divario fra teoria e pratica, insuperabile sotto il capitalismo, viene colma- 6 il bolscevico / Commemorazione di Mao to dalla partecipazione periodica di studenti e docenti al lavoro manuale; le materie umanistiche, scientifiche e tecniche vengono impartite e studiate non in modo nozionistico ma creativo, originale e conforme alle esigenze economiche e culturali delle larghe masse. L’arroganza delle autorità accademiche borghesi viene sepolta dalla partecipazione studentesca alla didattica: gli studenti vengono sollecitati a concorrere attivamente a definire le materie di studio scuola per scuola, facoltà per facoltà. La didattica, per Mao, non deve essere mnemonica, smorta e inossidabile. “Il metodo d’insegnamento che vi viene impartito”, rilevò più volte, “assomiglia all’irrigazione. Andate a lezione tutti i giorni, e quante parole dovetesorbirvi? (...) Gli studenti universitari, specialmente quelli degli anni superiori, devono imparare principalmente ad analizzare e ad approfondire i problemi. A che servono tante chiacchiere?”(15). Finalmente l’educazione, emancipata, poteva essere realmente intesa come servizio per la formazione in- tellettuale delle masse, capace di sprigionare la creatività degli studenti e di mettere tutte le loro energie nell’impresa titanica della costruzione della società dei lavoratori. Mao sapeva che la chiave di volta per trasformare radicalmente l’istruzione e distruggere completamente il sistema educativo delle classi sfruttatrici spodestate era la classe che deteneva il potere. Se la borghesia continuava a monopolizzarlo con la propria concezione del mondo, non sarebbe mai stato possibile trasformare compiutamente questa sovrastruttura culturale affinché corrispondesse alla base economica socialista. “Per portare a compimento la rivoluzione proletaria nel campo dell’insegnamento”, sostenne infatti Mao, “è necessario che la classe operaia ne assuma la direzione”(16). Così, a partire dall’estate del 1968, gli operai, i contadini e i soldati, organizzati in squadre di propaganda del pensiero di Mao, fecero il loro ingresso nelle scuole e nelle università per dirigerle, non in via temporanea, ma strategica, di lungo termine, con lo sco- po di trasformarle insieme agli studenti. Come evidenziò Mao: “La direzione delle scuole apparterrà sempre a loro”(17). Se gli operai e i lavoratori venivano invitati ad entrare nelle scuole e nelle università, da sempre una terra proibita per loro, parallelamente dopo la laurea gli studenti intraprendevano dei periodi di lavoro nelle officine, nelle campagne e nel commercio per scoprire la realtà della società e legarsi alle larghe masse. “La lotta di classe è il vostro principale corso di studi”(18), ricordava loro Mao, il quale aveva particolarmente a cuore l’integrazione del lavoro intellettuale e manuale per scoraggiare la nascita di intellettuali piccolo-borghesi distaccati dal popolo e dalla realtà, permettendo invece la formazione di autentici intellettuali del popolo utili alla causa del socialismo. Pertanto invitò a “percorrere la strada della fabbrica di macchinari di Shanghai che forma il proprio personale tecnico fra gli operai. Gli studenti vanno scelti fra gli operai e i contadini con esperienza pratica, i quali, dopo qualche anno di università, do- vranno rientrare al lavoro produttivo”(19). Per popolarizzare il sapere, durante la Rivoluzione culturale si diffusero a macchia d’olio le scuole nelle fabbriche e nelle comuni agricole, dove spesso andavano a insegnare giovani laureati. Un luminoso esempio è l’esperienza dei medici scalzi, ovvero giovani laureati in medicina che andavano nelle campagne ad aprire cliniche e ambulatori per contadini, in zone dove prima era difficile persino accedere alle cure mediche di base. Questo ci è particolarmente vicino se si pensa che oggi in Italia viviamo sempre più la mancanza di ambulatori e strutture mediche di base in molti centri periferici, aumentando il degrado di questi ultimi. Queste conquiste epocali resteranno incastonate a lettere d’oro nella storia gloriosa del socialismo. Proprio per questo la rivoluzione dell’istruzione fu il primo bersaglio dei revisionisti capeggiati da Deng Xiaoping che presero il potere dopo la morte di Mao e restaurarono il capitalismo. Il loro primo atto fu proprio restaurare gli esami e ribaltare tut- N. 33 - 17 settembre 2015 ti i cambiamenti portati dalla rivoluzione dell’istruzione, che evidentemente consideravano una minaccia al loro dominio. Il socialimperialismo cinese, che sta attraversando una crisi economica e finanziaria tipica dei Paesi capitalisti, poggia la sua corsa alla conquista dei mercati mondiali sullo sfruttamento delle larghe masse operaie e lavoratrici, ma anche su un sistema educativo punitivo, selettivo, regredito a livelli prerivoluzionari, in cui vige la legge del più forte, dove le porte delle università migliori sono sbarrate ai giovani provenienti da famiglie povere o zone periferiche, che non riescono a permettersi gli studi necessari per ottenere alti risultati ai moderni “esami imperiali”. Quali insegnamenti utili possiamo trarre, noi marxisti-leninisti italiani, dall’esperienza di Mao e della rivoluzione dell’istruzione in Cina? Il nocciolo è che senza cambiare il sistema politico ed economico, senza rovesciare la classe dominante borghese e senza condurre una lotta serrata e sistematica contro la sua cultura e la sua pedagogia, non potremo mai conquistare un’istruzione che faccia esclusivamente gli interessi del proletariato, delle masse, delle studentesse e degli studenti. Questo è il punto principale su cui richiamiamo l’attenzione del movimento studentesco del nostro Paese, che lotta per spezzare le catene che legano il sapere al mercato. Un altro insegnamento prezioso, che Mao ribadì ripetutamente per tutta la sua vita, è che si possono fare grandi cose se si ha fiducia nelle masse lavoratrici e popolari e che il marxismo-leninismo-pensiero di Mao diventa davvero una grande forza materiale capace di cambiare il mondo se viene assimilata, impugnata e usata dalle masse. Il movimento studentesco, così come in generale tutti coloro che vogliono liberarsi del capitalismo e conquistare un mondo migliore, troverebbero una miniera d’oro se studiassero la storia del movimento operaio e comunista internazionale che la borghesia e i revisionisti cercano di occultare e infamare, con il PMLI solo o quasi ad impegnarsi per rompere questa cappa di falsità anticomuniste. L’ISTRUZIONE IN ITALIA In Italia l’istruzione è borghese, in mano alla borghesia e al servizio della borghesia. I suoi contenuti e metodi hanno l’obiettivo di formare i quadri, i burocrati, i funzionari e gli intellettuali del capitalismo e delle sue istituzoni da una parte, e gli schiavi salariati dall’altra. La “sinistra” borghese e i teorici riformisti hanno drogato il movimento studentesco con l’illusione secondo cui la mercificazione di scuola e università e il loro asservimento economico e culturale al mercato sarebbero tipiche solo del neoliberismo e non inerenti al sistema capitalista stesso. Così facendo, disorientano le lotte studentesche e fanno credere che sia possibile spezzare le catene che legano l’istruzione al mercato senza rompere la gabbia del capitalismo. “La borghesia […] si ingegna appunto di ingannare in questo modo le masse. E, quanto più un’istituzione ha importanza in tali paesi, tanto meno essa è indipendente nei confronti del capitale e della sua politica. In tutti gli Stati borghesi il legame tra l’apparato politico e l’istruzione è eccezionalmente stretto, benché la società borghese non possa riconoscere apertamente questo fatto. Eppure, questa società opera sulle masse mediante la Chiesa, mediante tutto il sistema della proprietà privata”(20); questa replica non l’abbiamo scritta noi ma Lenin, quasi un secolo fa, a riprova che i riformisti in fondo non fanno che ripe- tere le stesse illusioni di sempre, già smentite dalla storia. E infatti la natura profonda della scuola borghese sta nell’impartire alle masse idee, concezioni e abitudini per salvaguardare il capitalismo e frenare la lotta di classe. Pensiamo alla didattica della scuola italiana: i libri di testo sono imbevuti di calunnie contro il socialismo e la Resistenza; per contro, l’imperialismo, il capitalismo, l’UE, persino il fascismo mussoliniano e l’antico feudalesimo sono presentati sotto una luce positiva. Lo spirito di concorrenza capitalistico del libero mercato permea la vita degli studenti e lo studio non è una formazione e un arricchimento di sé, bensì una gara a determinare chi può avere successo a scapito degli altri, grazie alle disponibilità economiche della famiglia di origine che possono permettergli maggiori possibilità, come ripetizioni e corsi aggiuntivi, e l’accesso ai livelli più alti della formazione. Le studentesse e gli studenti sono infatti sottoposti ad una rigida selezione di classe già a partire dalla scuola media superiore, tra chi prosegue gli studi e chi cerca subito lavoro, fra chi sceglie un liceo e chi una scuola tecnica o professionale, quasi sempre in base alle condizioni economiche della famiglia di origine. Questa scrematura si aggrava con l’accesso all’università e, al suo interno, anche fra le lauree triennali e magistrali e i master, per non parlare poi della disoccupazione che attende i neolaureati privi di comode connes- Il compagno Scuderi abbraccia calorosamente il compagno Picerni a conclusione del discorso commemorativo sioni familiari, raccomandazioni o disponibilità economiche. È certamente possibile e assolutamente necessario raggiungere delle conquiste a favore delle masse, com’è avvenuto grazie alla Grande Rivolta del Sessantotto, ma a cambiare è la forma e non ancora il contenuto, perché nello Stato capitalista fondato sulla proprietà privata dei mezzi di produzione e dello sfruttamento dell’uomo sull’uomo la borghesia mantiene il suo potere politico ed economico e, di conseguenza, il suo monopolio culturale. Ba- sti pensare che, appena si è esaurita l’onda lunga del Sessantotto, la borghesia e i suoi governi hanno subito lanciato le controriforme Ruberti, Zecchino, Berlinguer, Moratti, Fioroni, Gelmini e Giannini per cancellare una per una le conquiste del movimento studen- tesco di allora e provocare lo sfascio della scuola e dell’università pubbliche, sempre più privatizzate, aziendalizzate, verticilizzate e irreggimentate. Oggi l’Italia è l’ultima in Europa per spesa dedicata all’educazione; le tasse universitarie sono cresciute del 63% dal 2005, a fronte dei continui tagli alle borse di studio, del crollo delle immatricolazioni e dell’abbandono degli studi; si toglie alle scuole pubbliche per dare alle scuole private; la ricerca universitaria pubblica è ridotta a brandelli con i ricercatori condannati al precariato perenne, insieme ai giovani che cercano di accedere alla professione di docente; gli edifici scolastici sono fatiscenti e crollano sulle teste di chi vi studia e lavora. Con la cosiddetta “autonomia”, le scuole e le università sono aziendalizzate e gettate in pasto al mercato, costrette a cercarsi da sé i finanziamenti per sopravvivere, in balia dei privati che possono entrare negli organi di governo e determinarne gli indirizzi didattici, rendendoli più confacenti alle proprie esigenze economiche, pena la bancarotta. Con la “Buona scuola” Renzi-Giannini la scuola è fascistizzata in quanto i presidi-manager potranno persino licenziare gli insegnanti scomodi, togliendo ogni spazio alle insegnanti e agli insegnanti progressisti e antifascisti. Questo, insieme ai tagli al diritto allo studio a fronte di piogge di denaro sulle private, all’aumento delle tasse, alla paventata Commemorazione di Mao / il bolscevico 7 N. 33 - 17 settembre 2015 abolizione delle borse di studio a favore dei prestiti d’onore, al caro-libri e al caro-scuola sempre più cari, allo scarico degli oneri sulla famiglia, mette fortemente in discussione la libertà d’insegnamento nel quadro costituzionale e il diritto universale all’istruzione. Periodicamente, gli studenti vengono addirittura messi a disposizione delle imprese come lavoratori gratuiti nei famigerati tirocini. Forse mai, nella storia del nostro Paese, l’istruzione pubblica è stata tanto sfacciatamente asservita al capitale, sacrifica- ta sull’altare del mercato e del profitto. La strada intrapresa dai governi Berlusconi, Prodi, Monti, Letta e Renzi è quella di trasformare le scuole e le università in fondazioni private, con scuole e atenei di serie A e di serie B, in preda ad una concorrenza spietata, in cui i ricchi potranno permettersi i servizi migliori e ai figli del popolo resteranno le briciole. La “Buona scuola”, approvata fregandosene della grande protesta di piazza, a colpi di maggioranza e a scuole chiuse, non è quindi un fatto a sé stante, ma parte integrante del disegno neofascista della P2 teso a cam- biare di sana pianta la sovrastruttura del capitalismo. Un disegno che va fermato immediatamente, ma non contando sul PD che lo sta attuando, bensì sulla lotta nelle scuole, negli atenei e nelle piazze, rilanciando la mobilitazione che a primavera ha riempito le strade di studenti, do- centi e lavoratori Ata. Noi chiediamo che lo sciopero generale annunciato dalla FLCCGIL per ottobre sia trasformato in uno sciopero generale di otto ore di tutti i sindacati con una grande manifestazione nazionale a Roma per cacciare il governo Renzi. LA LOTTA DEL PMLI Il PMLI lotta per la scuola e l’università pubbliche, gratuite e governate dalle studentesse e dagli studenti. Pubbliche, perché devono essere al servizio del popolo e non delle imprese private, della Chiesa cattolica o di qualsivoglia organizzazione capitalistica o religiosa con i propri fini didattici e pedagogici. Gratuite, perché a tutti deve essere consentito di poter accedere ad ogni grado dell’istruzione indipendentemente dalla propria condizione economica. E soprattutto, governate dalle studentesse e dagli studenti, perché altrimenti nessuna legge dello Stato capitalista le toglierà dal controllo dei potentati economici e politici borghesi. Ciò non significa entrare negli attuali “organi collegiali”, dove gli studenti sono una minoranza priva di potere reale, bensì sostituirli con nuovi organi con poteri vincolanti in cui gli studenti siano la maggioranza, con i docenti e il personale Ata come minoranze, e tutti i componenti siano eletti dalle assemblee generali fondate sulla democrazia diretta. In via preliminare serve abbandonare ogni illusione circa i cosiddetti “organi collegiali”, anche a livello nazionale come il CNSU, creati appositamente per imbrigliare il movimento studentesco e costringerlo ad accettare le regole del gioco del governo, privi in realtà di quel potere effettivo che gli studenti de- vono invece rivendicare come loro di diritto in quanto principali fruitori della scuola e dell’università. Si tratta di una lotta di lungo respiro, che dobbiamo fare maturare lavorando all’interno del movimento studentesco. Fin da subito però possiamo proporre di creare organi di governo alternativi, sempre con gli studenti come maggioranza e i docenti e il personale Ata come minoranze. Dobbiamo batterci quindi per l’abrogazione di tutta la legislazione sull’autonomia scolastica e universitaria e delle controriforme che hanno ridisegnato la scuola e l’università in senso aziendalista e meritocratico, “Buona scuola” in primis, per l’abolizione delle tasse scolastiche e universitarie, per il finanziamento delle scuole e università pubbliche tagliando la spesa militare e chiudendo il rubinetto alle private, per l’abolizione del numero chiuso e di ogni altra limitazione degli accessi e del proseguimento degli studi compreso l’esame di Stato, per il diritto di sciopero, manifestazione e assemblea degli studenti, per la partecipazione studentesca alla definizione dei piani didattici, per l’abolizione dei crediti formativi, per il mantenimento del valore legale del titolo di studio, per la gratuità del materiale didattico e delle ripetizioni anche durante l’anno, per agevolazioni nel vitto, nell’alloggio e nei trasporti, per l’edilizia I compagni Scuderi e Pasca insieme ad alcune compagne toscane Tre dei primi quattro pionieri del Partito. Con al centro Giovanni Scuderi, Mino Pasca e Patrizia Pierattini: L’altra pioniera è Nerina “Lucia” Paoletti deceduta il 6 aprile 2006 scolastica e il potenziamento delle strutture, per l’IMU alle scuole cattoliche e l’abolizione dell’ora di religione in quelle pubbliche, perché a tutti gli studenti sia riconosciuto un lavoro dopo il diploma o la laurea. Chiediamo la liber- tà di frequentazione per tutti gli studenti, affinché sia riconosciuto loro il diritto di partecipare a scioperi e manifestazioni, ma anche di studiare individualmente o visitare in autonomia musei, cinema, teatri e così via. Rivendichiamo la fine del precariato scolastico e accademico e il superamento dell’odiosa distinzione fra docenti di ruolo e di fatto attraverso un piano di stabilizzazione, da affiancare al rinnovo del contratto nazionale degli insegnanti. Occorre rivoluzionare il rapporto studenti-docenti. Per noi, lo studente deve avere un ruolo attivo e non passivo, paritario e non subordinato rispetto al docente. Ne consegue che la didattica, i metodi d’insegnamento, i voti devono essere sottoposti al dibattito fra studenti e insegnanti. Ciò richiede il contributo attivo dei docenti progressisti e antifascisti, ai quali facciamo appello affinché aiutino gli studenti ad opporsi alla fascistizzazione ed a conquistare il potere nelle scuole e nelle università, ma anche perché si aprano al marxismo-leninismo-pensiero di Mao ed alla cultura del proletariato e li usino nell’insegnamento per combattere il potere borghese. La borghesia tratta i giovani da ignoranti, incapaci di autogovernarsi, di responsabilizzarsi e di creare e dirigere alcunché e li spinge a non dedicarsi ad altro che allo svago, all’individualismo ed all’edonismo, perché teme che potrebbero prendere coscienza che possono fare a meno del governo e delle istituzioni del capitalismo. Il PMLI, formatosi alla scuola di Mao e nato dalle fiamme del Sessantotto, la pensa all’esatto opposto e si batte perché le studentesse e gli studenti siano al centro della scuola e dell’università e perché tutto venga fatto nel loro interesse. Tutte le istanze di base devono dare grande importanza alla propaganda della linea del Partito sull’istruzione di fronte alle scuole, alle università e nelle manifestazioni studentesche ed alla conquista di nuovi militanti e simpatizzanti studentesse e studenti. Mao ha insistito più volte che: “Ci si può affidare soltanto agli insegnanti e studenti rivoluzionari. (...) Solo chi si trova nelle unità di base in questione è in grado di lottare e di trasformarsi”(21). Gli studenti marxisti-leninisti devono essere in prima fila nelle battaglie della loro scuola o ateneo, partecipare attivamente alle loro lotte come elementi d’avanguardia riconosciuti e apprezzati, e allearsi con gli altri elementi avanzati per spostare a sinistra l’asse della lotta. Devono acquisire la capacità di spiegare e argomentare la nostra piattaforma scolastica e universitaria legandola ai problemi reali degli studenti con cui sono a contatto, di calarla e farla vivere nelle lotte concrete. L’esperienza dei grandi movimenti studenteschi ha dimostrato che, restando preda dello spontaneismo, del leaderismo e del frazionismo è impossibile battere il governo e i suoi provvedimenti sull’istruzione, anzi si rischia di bruciare le energie e generare sconforto. Il movimento studentesco può vincere solo mettendo in campo una lotta senza soluzione di continuità, unitaria, fondata sul protagonismo della base e su una piattaforma comune discussa dal basso. È quindi attuale il tema dell’organizzazione del movimento studentesco, che per noi dovrebbe dotarsi di assemblee generali fondate sulla democrazia diretta, alle quali dare il compito di definire collegialmente gli indirizzi politici, programmatici, rivendicativi e organizzativi. La lotta per cambiare la scuola e l’università deve inserirsi nella più ampia lotta per cambiare complessivamente la società, altrimenti ogni conquista resta momentanea e relativa, come dimostra la stessa esperienza di Mao di cui abbiamo parlato poco fa. 8 il bolscevico / Commemorazione di Mao Il nostro ruolo di avanguardia cosciente e organizzata del proletariato nella lotta contro il capitalismo che abbiamo assunto dalla storia, ma che dobbiamo meritarci nella pratica, in questo ambito consiste proprio nell’elevare la coscienza politica degli stu- denti affinché leghino la loro lotta particolare alla lotta generale, sviluppino una coscienza pienamente anticapitalista e orientino le loro giuste lotte sulla base della strategia per il socialismo. In altre parole, dobbiamo convincerli a mettere in discussione il sapere borghese che viene loro impartito e acquisire la concezione proletaria del mondo. “La cultura rivoluzionaria”, spiega Mao, “è per le masse popolari una poderosa arma rivoluzionaria. Prima della rivoluzione, essa prepara ideologicamente il terreno, e, durante la rivoluzione, è un settore necessario e importante del fronte generale rivoluzionario”(22). Ovviamente ciò va fatto per gradi e senza sopravanzare troppo la coscienza politica delle masse studentesche. Le studentesse e gli studen- N. 33 - 17 settembre 2015 ti più coscienti dovrebbero studiare l’importante esperienza del Sessantotto, quando settori importanti del movimento studentesco denunciavano apertamente la cultura e il sapere borghese, rivendicavano il governo dell’università e praticavano la democra- zia diretta ispirandosi al pensiero di Mao sull’istruzione. A riprova che quest’ultimo non è affatto estraneo alla storia del movimento studentesco italiano, ma anzi ha ispirato la fase più importante della lotta di classe in Italia dopo la Resistenza. SPAZZIAMO VIA IL NUOVO DUCE RENZI Compagne e compagni, il capitalismo non smette di opprimere e sfruttare i popoli del nostro Paese e dell’intera Unione europea, dove i mercati, le banche, la BCE e il Fondo monetario internazionale continuano a dettare il bello e il cattivo tempo scavalcando persino i governi nazionali. L’esperienza della Grecia ne è una chiara dimostrazione. Ma tutto il male non vien per nuocere, perché con il tradimento di Tsipras sono andati in fumo il suo modello governativo e la cosiddetta “Altra Europa”, sostenuti anche dai riformisti italiani. C’è arrivato perfino Ingroia, già sostenitore della lista “Con Tsipras”, a capire che: “Questa Europa è irriformabile. Va azzerata”. Invece altri esponenti della “sinistra” borghese, come Rodotà e Landini, si ostinano a spargere ancora l’illusione di un’“Europa sociale” da far nascere, chissà come, nelle istituzioni dell’attuale UE. Per noi l’UE imperialista va distrutta e l’Italia ne deve uscire subito. Intanto chiediamo con forza che tutti i paesi dell’UE, a cominciare dall’Italia, aprano le loro frontiere per evitare altre orribili ecatombe di migranti e profughi che ci indignano e addolorano. In Italia, le condizioni di vita e di lavoro delle masse continuano a peggiorare. Ci sono 8 milioni di poveri, con un aumento del 130% rispetto all’inizio della crisi, la disoccupazione è al 12% e quella giovanile stabilmente oltre il 40%, quasi la metà dei pensionati prende meno di 700 euro al mese. Il “Jobs Act”, imposto dal nuovo duce Renzi a colpi di voti di fiducia, ha esteso le relazioni industriali mussoliniane introdotte da Marchionne in Fiat, ha dato carta bianca ai padroni, ha distrutto il diritto democratico-borghese del lavoro e il potere contrattuale dei lavoratori e dei sindacati, ed ha reso permanente il precariato. Renzi non ha mosso finora nemmeno un dito per liberare il Mezzogiorno dal sottosviluppo e dal caporalato. La ripresa tanto strillata dai megafoni di regime non si vede, anzi i giovani disoccupati hanno toccato il record del 44,2%. E comunque, quand’anche ci fosse una ripresa, essa nascerebbe dalle macerie dei diritti dei lavoratori, compresi i precari, dei pensionati e degli studenti. Giunto al governo grazie ad un intrigo dai toni massonici e pidui- Il compagno Emanuele Sala insieme alla sua compagna Tiziana appena arrivato alla Commemorazione stici per far cadere Letta e ricattare Napolitano, come hanno rivelato le intercettazioni del generale Adinolfi pubblicate dal Fatto Quotidiano del 10 luglio, Renzi in appena due anni ha realizzato ciò che nemmeno Berlusconi aveva potuto, grazie anche all’impotenza cronica della cosiddetta “opposizione interna” e soprattutto alla pressoché totale passività del vertice della CGIL, incluso Landini. Oltre alla controriforma del lavoro, ha esautorato definitivamente il parlamento con l’Italicum fascistissimum; si è lanciato all’attacco dei lavoratori pubblici; ha messo la mordacchia ai magistrati con la responsabilità civile dei giudici; minaccia la sanità pubblica; in politica estera, assistito dal ministro della guerra Gentiloni, punta alla crociata contro lo Stato Islamico ed ad una nuova impresa coloniale in Libia, avventure che fanno solo gli interessi dell’imperialismo italiano ma che mettono in pericolo il nostro popolo. Tutto ciò conferma che Renzi è la reincarnazione moderna e tecnologica di Mussolini, Craxi e Berlusconi. Il suo è un regime in tutto e per tutto neofascista che non tollera il dissenso, sia esso interno o protesta di piazza, e che accentra tutto il potere nell’esecutivo. Va buttato giù prima che possa blindarsi per vent’anni con conseguenze disastrose per le masse lavoratrici e le libertà democratico-borghesi. Bisogna mettere in campo una forte e tenace opposizione sociale nelle fabbriche, nelle scuole, nelle università, in tutti gli altri luoghi di lavoro, nei movimenti di lotta, nelle piazze per abbattere il governo del nuovo duce. Senza appiattirsi sui referendum abrogativi che, nei sogni di imbroglioni politici e astri nascenti del riformismo come Civati e Landini, dovrebbero sostituire la lotta di classe, di piazza e di massa e finirebbero invece per lasciare ampi spazi e tempi al governo. A tale proposito, il compagno Giovanni Scuderi ha recentemente indicato: “Il proletariato italiano, deideologizzato e decomunistizzato dall’opera ultracentenaria dei revisionisti e dei riformisti, ha perso nel tempo la sua coscienza di classe rivoluzionaria, di classe per sé, il cui compito è quello di emanciparsi dal capitalismo e di conquistare il potere politico, che peraltro gli spetta di diritto in quanto produce l’intera ricchezza del Paese. Un diritto che esso deve rivendicare con forza e im- porlo con la rivoluzione socialista armata, quando avrà accumulato le forze necessarie, a milioni, per estromettere dal potere la borghesia e instaurare il socialismo. “Ciò corrisponde all’ABC del marxismo-leninismo-pensiero di Mao, che è la cultura del proletariato nata in lotta e in contrapposizione col liberalismo che è la cultura della borghesia, ancora adesso dominante nel nostro Paese. Il proletariato deve quindi necessariamente e doverosamente riappropriarsi della sua storica cultura per sottrarsi all’influenza della cultura borghese, che gli viene propinata dai falsi capi operai con artifici, inganni e nuove forme, per comprendere appieno quali sono i suoi compiti immediati e a lungo termine, per lottare come classe generale e per dare un carattere rivoluzionario alla lotta di classe. Ne ha bisogno anche per evitare di cadere nelle trappole degli agenti della borghesia, i riformisti di sinistra, i falsi comunisti e i trotzkisti, che gli impediscono di uscire dal pantano del capitalismo. “Vedi le varie proposte organizzative oggi in campo, di cui la più insidiosa è la coalizione sociale riformista di Maurizio Landini, che il proletariato deve studiare attentamente sulla base dei suoi interessi, della sua cultura e dei suoi compiti e obiettivi di classe. Analizzandole da questo suo punto di vista di classe, non tarderà a NOTE 1) Scuderi, Prefazione a Mao, Sulla lotta contro il revisionismo moderno, 26 dicembre 1973, pp. XIII-XIV. 2) Mao, Discorso alla Conferenza nazionale del Partito Comunista Cinese sul lavoro di propaganda, 12 marzo 1957, in Opere scelte, Einaudi, vol. 5, p. 590. 3) Lenin, Punto del programma relativo all’istruzione pubblica, febbraio 1919, in Opere complete, Editori Riuniti, vol. 30, p. 116. 4) Marx-Engels, Manifesto del Partito comunista, dicembre 1847-gennaio 1848, Piccola biblioteca marxistaleninista, Firenze 1998, p. 46. 5) Marx, La guerra civile in Francia, 1871, in Opere scelte, Editori Riuniti, p. 905. 6) Lenin, I compiti delle unioni della gioventù, 2 ottobre 1920, in Opere scelte, Ed. Lingue estere, Mosca 1948, vol. 2, p. 648. 7) Mao, Discorsi alla Conferenza di Yan’an sulla letteratura e l’arte, in Opere scelte, Ed. Lingue estere, Pe- capire che tutte queste nuove proposte non mettono in discussione il capitalismo e il potere della borghesia e delle sue istituzioni, e che considerano invalicabili i confini della Costituzione democratica borghese, capitalista e anticomunista del ’48, anche se ormai è stata fatta a brandelli. Soprattutto si renderà conto che nessuna di esse mette al centro il proletariato e la sua egemonia, ossia la sua direzione in tutti i campi. “Che senso avrebbe allora per il proletariato aderire a una qualsiasi di tali proposte? Non gli rimane che valutare la proposta del PMLI”.(23) Alle lavoratrici e ai lavoratori, in primo luogo alle operaie e agli operai, proponiamo: venite con noi per combattere il sistema capitalista che vi licenzia, delocalizza le fabbriche, vi taglia gli stipendi e vi toglie i diritti conquistati al prezzo di dure e sanguinose lotte mentre il 10% delle famiglie più ricche detiene il 46% della ricchezza. A chi è di sinistra, soprattutto a chi si ritiene sinceramente comunista, proponiamo: abbandonate le illusioni di chi da oltre vent’anni vi racconta che il capitalismo è riformabile tramite governi di “sinistra” finendo per consegnarvi il nuovo duce Renzi e dedicate invece il vostro impegno alla conquista dell’Italia unita, rossa e socialista unendovi al PMLI come militanti o simpatizzanti. Ma il nostro appello più appassionato lo rivolgiamo alle giovani e ai giovani, a partire dalle studentesse e dagli studenti: il mondo vi appartiene, ma il capitalismo e il governo Renzi vi stanno strappando il futuro a colpi di disoccupazione, precariato e attacchi all’istruzione pubblica, in nome del profitto di pochi borghesi, finanzieri e politicanti corrotti. Non dovete permetterglielo! Fate vostra l’esortazione di Mao ad “osare pensare, osare parlare, osare agire, osare attaccare e osare fare la rivoluzione”(24)! Prendete saldamente in mano il vostro futuro e dedicate la vostra energia, il vostro coraggio, il vostro infinito entusiasmo alla conquista di un mondo senza più sfruttamento, povertà, disoccupazione, guerre e disuguaglianze di classe. Questo mondo è possibile e si chiama socialismo. Con Mao per sempre contro il capitalismo per il socialismo! Aiutiamo le studentesse e gli studenti a conquistare il potere nelle scuole e nelle università! Lavoriamo affinché le ragazze e i ragazzi di sinistra apprezzino e applichino la linea del PMLI sull’istruzione e sul movimento studentesco! Spazziamo via il governo del nuovo duce Renzi! Avanti con forza e fiducia verso l’Italia unita, rossa e socialista! Con i Maestri e il PMLI vinceremo! chino 1973, vol. 3, pp. 67-68. 8) Mao, Il lavoro degli studenti, 1 dicembre 1919, in Inventare una scuola. Scritti giovanili sull’educazione”, Manifestolibri, Roma 1996, pp. 85-87. 9) Mao, Manifesto di fondazione dell’Università autodidattica dello Hunan, agosto 1921, op. cit., p. 128. 10) Mao, Conversazione con Edgar Snow, 18 dicembre 1970. 11) Mao, Dedica all’Università antigiapponese, 1939, in Il presidente Mao sulla rivoluzione dell’istruzione, dicembre 1967. 12) Mao, Sulla giusta soluzione delle contraddizioni in seno al popolo, 27 febbraio 1957, Piccola biblioteca marxista-leninista, Firenze 1998, p. 29. 13) Mao, Rettificare la nostra politica sulla letteratura e l’arte, 14 luglio 1975. 14) Mao, direttiva del 7 maggio 1966. 15) Mao, Verbale della conversazione con Mao Yuanxin, 5 luglio 1964, in op. cit. 16) Mao, citato nell’articolo Una scuola di tipo nuovo che unisce la teo- ria alla pratica, in “Bandiera rossa” n. 4/1968. 17) Mao, Nota e modifiche all’articolo: “La classe operaia deve dirigere tutto”, agosto 1968. 18) Mao, Verbale della conversazione con Mao Yuanxin, cit. 19) Mao, direttiva del 22 luglio 1968. 20) Lenin, Discorso alla conferenza dei comitati per l’istruzione politica presso le sezioni provinciali e distrettuali della pubblica istruzione, 1920, Opere complete, cit., vol. 31, p. 348. 21) Mao, Fare affidamento sulla base, 21 luglio 1966, su “Il Bolscevico” n. 20/2013. 22) Mao, Sulla nuova democrazia, gennaio 1940, in Opere scelte, cit., vol. 2, p. 399. 23) Scuderi, Che il proletariato prenda in mano la situazione, Editoriale per il 38° Anniversario della fondazione del PMLI, su “Il Bolscevico” n. 14/2015. 24) Mao, Direttiva alla III Sessione plenaria del IX CC della Lega della Gioventù comunista, aprile 1966. Commemorazione di Mao / il bolscevico 9 N. 33 - 17 settembre 2015 Saluto di Monica Martenghi ai partecipanti alla Commemorazione di Mao nel 39° Anniversario della scomparsa Applichiamo le indicazioni di Scuderi sui giovani e gli studenti, ispirate dal pensiero di Mao Pubblichiamo qui di seguito l’applauditissimo saluto pronunciato dalla compagna Monica Martenghi a nome del Comitato centrale del PMLI. Care compagne e compagni, care amiche e amici, a nome del Comitato centrale del nostro Partito e dei compagni dirigenti seduti alla presidenza con alla testa il compagno Giovanni Scuderi, Segretario generale del PMLI, porgo a tutti voi un caloroso saluto e un sincero grazie per essere presenti a questa pubblica iniziativa in occasione del 39° Anniversario della scomparsa di Mao. Salutiamo con gioia rivoluzionaria tutte le compagne e i compagni provenienti dal Piemonte alla Sicilia e Sardegna, rappresentata per la prima volta alla Commemorazione di Mao. Salutiamo con particolare calore chi di voi partecipa per la prima volta alla Commemorazione di Mao. Un saluto speciale al compagno sardo qui presente, Maurizio Littera, sul quale sono riposte le nostre speranze per dare le ali al Partito in Sardegna. Tutti i presenti, non membri del PMLI, sono invitati a inviare a “Il Bolscevico” le loro impressioni, anche solo poche parole, sulla Commemorazione di Mao. Salutiamo con tanto affetto i compagni afflitti da gravi patologie, qualcuno dei quali è qui presente. Salutiamo le compagne e i compagni che hanno comunicato la loro impossibilità a partecipare alla Commemorazione di Mao per motivi di salute o economici e di lavoro. Ricordiamo con eterna riconoscenza i nostri compagni deceduti, a cominciare da Nerina “Lucia” Paoletti. Ringraziamo caldamente: Le Commissioni di organizzazione e di stampa e propaganda, il Comitato provinciale di Firenze e tutte le compagne e i compagni e anche le amiche e gli amici che hanno contribuito alla realizzazione di questa importante manifestazione pubblica; le simpatizzanti e i simpatizzanti che spontaneamente, da tempo o di recente, danno dei contributi economici mensili al Centro del Partito o all’istanza della propria città; chi, impossibilitato a partecipare, ha voluto comunque esserci vicino inviando un messaggi di saluto. È inutile denunciare i media che anche quest’anno hanno ignorato la nostra Commemorazione di Mao. Nemmeno quelli della “sinistra” borghese sanno cos’è il diritto di informazione. Questo ferreo black-out stampa costituisce uno dei cinque grossi ostacoli che rallentano e rendono difficoltoso lo sviluppo del PMLI. Anche se l’ostacolo principale è attualmente quello economico. A questo proposito, vi informiamo che la situazione della cassa del Partito non è affatto migliorata e pertanto, pur comprendendo benissimo le generalizzate difficoltà economiche che direttamente e indirettamente pesano su ognuno come su tutto il nostro popolo, siamo costretti a continuare a fare appello a sottoscrivere, magari periodicamente, per il PMLI per il trionfo della cau- sa del socialismo in Italia. Gli ostacoli che dobbiamo superare comunque non ci impressionano. La nostra è stata e continuerà ad essere una Lunga Marcia politica e organizzativa iniziata nel lontano 1967 senza un foglio, una penna e una sedia. Al traguardo ci aspetta una società senza più sfruttamento dell’uomo sull’uomo, disparità di classe, di sesso, di razza, e territoriali, fra Nord e Sud, senza più femminicidi, stragi di migranti e guerre imperialiste, di occupazione e di dominio. Sappiamo che questo è uno sbocco inevitabile perché alla lunga è impossibile arrestare la ruota della storia e impedire al proletariato di rivendicare e conquistare il potere politico. Salutiamo tutti i sinceri comunisti ovunque siano collocati, invitandoli ad aprire un dialogo e un confronto col PMLI per verificare se ci sono le condizioni per unirsi nel nostro Partito o almeno nel sindacato e nei movimenti di lotta in cui siamo presenti per difendere assieme i diritti e le rivendicazioni delle masse lavoratrici, popolari, femminili e giovanili. Salutiamo la classe operaia, la nostra classe, che soffre pene dell’inferno sotto il capitalismo. Salutiamo le masse studentesche, le insegnanti e gli insegnanti e i lavoratori Ata in lotta contro la “Buona scuola”, che giova solo ai padroni. Questa nostra Commemorazione che ha per tema: “Mao e l’istruzione nel socialismo” è dedicata soprattutto a loro. Salutiamo i disoccupati, i lavoratori precari e a part-time involontari, gli esodati, i cassintegrati, i pensionati con meno di mille euro al mese, in particolare quelli sotto i 500 euro, i quasi 10 milioni di poveri, i senza casa, gli sfrattati, chi non può pagare l’affitto, i movimenti di lotta, in particolare i No Tav, No Muos, No Dal Molin, No Ponte, No Tav terzo valico, No Tap. Esprimiamo il nostro cordoglio e dolore per l’ecatombe dei migranti e il nostro sdegno per la marchiatura nazista dei profughi, e chiediamo con forza che tutti i paesi dell’Ue, a cominciare dall’Italia, aprano le loro frontiere ai profughi e ai migranti. Renzi è uno dei peggiori governanti prodotti dalla classe dominante borghese. Simile a Mussolini, Craxi e Berlusconi, dei quali segue le orme in politica estera e interna. Con la “Buona scuola” ha dato un colpo mortale alla scuola pubblica, col Jobs Act ha dato via libera ai licenziamenti e condannato i giovani al precariato e al supersfruttamento, con la cancellazione del diritto borghese del lavoro, l’attacco al diritto di sciopero e l’emarginazione dei sindacati ha fatto carta straccia della Costituzione democratica borghese del ’48. Ed è a un passo dal completare, con le controriforme costituzionale ed elettorale, il regime neofascista secondo i piani della P2. Bisogna fermarlo subito e mandarlo a casa con uno sciopero generale di 8 ore e con una manifestazione nazionale a Roma. Speriamo che i sindacati lo capiscano, si uniscano e agiscano di conseguenza. Comunque sia i marxisti-leninisti italiani non daranno pace a Renzi finché il suo governo non sarà spazzato via dalla piazza e La compagna Monica Martenghi conclude a pugno chiuso la lettura del discorso di saluto appoggeranno tutte le iniziative di lotta che saranno messe in campo a partire da oggi contro il governo e le sue misure antipopolari e neofasciste. Salutiamo il popolo cinese oppresso, sfruttato e manipolato dalla cricca revisionista e fascista di Xi Jinping. La parata militare imperialista del 3 settembre non ha nulla a che fare con la storica vittoria di 70 anni fa dell’eroico popolo cinese guidato da Mao e dal PCC contro l’aggressore giapponese. È solo uno sfoggio di muscoli nazionalisti, militaristi e guerrafondai del socialimperialismo cinese in crisi economica e finanziaria e in lotta con l’imperialismo americano per l’egemonia mondiale. Salutiamo tutti i popoli del mondo che lottano contro i regimi borghesi e capitalisti, e quelli che lottano contro l’oppressione dell’imperialismo, per la libertà, l’indipendenza e la sovranità del loro Paese. Siamo certi che presto anche il popolo cinese tornerà a ribellarsi contro la dittatura borghese, capitalista e fascista che lo opprime e lo schiaccia dando il proprio decisivo contributo all’emancipazione dell’intera umanità. “La causa rivoluzionaria diceva Mao - non può vincere se non ci sono i giovani’’. Mao l’aveva sperimentato direttamente. Quando già giovanissimo studente, ancor prima di incontrare il marxismo-leninismo, partecipava alle agitazioni studentesche divenendo un leader degli studenti. Egli aveva capito che per cambiare il volto della Cina occorreva distruggere le vecchie concezioni e pratiche del confucianesimo che dominavano da oltre duemila anni l’educazione, l’istruzione e tutta la cultura cinesi. Distruggere il confucianesimo e gli imbroglioni dirigenti revisionisti che come Liu Shaoqi e Deng Xiaoping continuavano a sostenerlo all’interno del Partito comunista cinese e nella società cinese anche dopo l’instaurazione del socialismo fu uno dei compiti principali che Mao assegnò ai giovani che parteciparono in massa e in prima linea alla Grande Rivoluzione Culturale Proletaria. Questa rivoluzione, nella concezione di Mao, era infatti “una grande rivoluzione che tocca l’uomo in quanto ce lo hanno confermato. I giovani hanno svolto un ruolo importante nella gloriosa Resistenza antifascista, nella grande rivolta antifascista e anticapitalista del Luglio ’60 contro il governo Tambroni, nelle Grandi Rivolte del Sessantotto e del Settantasette che rappresentano delle pietre miliari della lotta di classe nel nostro Paese. E il loro apporto è stato fondamentale nella nascita stessa del nostro Partito. I primi pionieri del Partito sono giovani compagni forgiati nel grande movimento di massa del Sessantotto ed il PMLI è stato fondato proprio nel fuoco di un altro grande movimento giovanile qual è stato il Settantasette. I giovani, e non solo i giovani, devono comunque stare attenti a non scambiare il vecchio col nuovo. Aprite bene gli occhi sul lavorio in atto per creare partiti e raggruppamenti alla sinistra del PD che non sono altro che una copertura a sinistra del capitalismo e della classe dominante borghese. Il PMLI ha sempre avuto un’attenzione del tutto particolare verso i giovani, le studentesse e gli studenti. Più volte ha dedicato Sessioni plenarie del Comitato centrale, dibattiti pubblici e commemorazioni di Mao ai temi della scuola, degli studenti e dei giovani. Nelle conclusioni della 3ª Sessione plenaria del Comitato centrale del PMLI dedicata al tema “I giovani e il lavoro del PMLI sul fronte giovanile e studentesco”, il compagno Segretario generale del Partito, ha ribadito che “noi abbiamo il dovere proletario rivoluzionario e marxista-leninista di prestare la massima attenzione ai Il compagno Scuderi si congratula con un caldo abbraccio con la compagna Martenghi ha di più profondo, e tende a risolvere il problema della sua concezione del mondo”. Un obiettivo che se realizzato scardina la concezione del mondo borghese idealista, metafisica, individualista e reazionaria, libera le masse da ogni influenza della cultura, della morale e della politica della borghesia e fornisce loro gli strumenti ideologici e culturali per costruire un nuovo mondo a misura dei lavoratori. Questa grande rivoluzione, secondo Mao, non poteva che avere come protagonisti i giovani e gli studenti che sono i più sensibili e i più assettati di nuovo. Noi la pensiamo come Mao e la storia della lotta di classe in Italia e del nostro stesso Partito giovani. Non solo perché sono il futuro del nostro popolo, del nostro Partito e della nostra causa. Ma anche perché essi hanno il diritto di vivere la loro gioventù, il diritto allo studio, il diritto al lavoro, il diritto al futuro senza sfruttamento, oppressione, disoccupazione e povertà”. “Le studentesse e gli studenti marxisti-leninisti – ha proseguito – devono diventare dei punti di riferimento e dei leader degli studenti, conquistando questi riconoscimenti sul campo di battaglia”. Noi dobbiamo applicare con determinazione queste indicazioni del compagno Scuderi sui giovani e gli studenti, chiaramente ispirate dal pensiero di Mao. Inoltre il Segretario generale del Partito ha esortato l’intero Parti- to: “Lavoriamo perché le studentesse e gli studenti riconoscano che al PMLI sta a cuore il loro presente e il loro futuro! Lavoriamo perché le ragazze e i ragazzi di sinistra appoggino e applichino la linea del PMLI sull’istruzione e sul movimento studentesco!”. Coerentemente con queste direttive, il discorso commemorativo che pronuncerà a breve il compagno Federico Picerni, a nome del CC del PMLI, tratterà il fondamentale e attualissimo tema “Mao e l’istruzione nel socialismo”. Picerni è oggi Responsabile della Commissione giovani del Comitato centrale del PMLI. Ha preso contatto col PMLI a soli 15 anni, il 1° novembre 2005, dichiarandosi “fiero sostenitore di Marx, Engels e Lenin”. “Il Bolscevico” n. 2 del 19 gennaio 2006 pubblica le sue considerazioni sui 4 scritti di Mao pubblicati sul n. 33/2005. Nel gennaio 2006 partecipa alla Commemorazione di Lenin organizzata dal Responsabile del PMLI per l’Emilia Romagna compagno Denis Branzanti, a Cavriago. Il 14 luglio 2007 viene ammesso al PMLI. Lui considera quella data “un secondo compleanno”. Si intensificano i suoi contributi politici e giornalistici. Il n. 35 de “Il Bolscevico” del 2007 pubblica le sue riflessioni sull’opera di Engels “L’evoluzione del socialismo dall’utopia alla scienza”. Sul n. 47 dello stesso anno “Il Bolscevico” pubblica le sue riflessioni sui sei inviti ai giovani militanti del PMLI enunciati dal compagno Scuderi durante un incontro con la Cellula “Stalin” di Forlì diretta dal compagno Denis Branzanti. All’incontro era presente anche Lucia. Nell’aprile 2008 interviene su “Il Bolscevico” sull’importante editoriale del compagno Giovanni Scuderi per il 31° Anniversario della fondazione del Partito. La 1ª Sessione plenaria del 5° Comitato centrale del PMLI, tenutasi un’ora dopo la conclusione del 5° Congresso nazionale del Partito, l’8 dicembre 2008, lo nomina Responsabile nazionale del lavoro giovanile del Partito. In questa veste, il 28 dicembre 2008 si incontra per la prima volta col compagno Scuderi nella Sede centrale del Partito a Firenze, per impostare il lavoro nazionale giovanile del PMLI. Ha inizio la sua ricca produzione di articoli e documenti sul tema fra cui l’articolo “Rilanciamo alla grande il lavoro giovanile del PMLI sulla base della linea del 5° Congresso nazionale del PMLI” pubblicato su “Il Bolscevico” n. del 2009. Il 22 febbraio 2009 rispondendo agli auguri di compleanno del compagno Scuderi scrive: “Citando Marx: la mia vita e i miei sforzi saranno dedicati al trionfo del socialismo”. Il 3 aprile 2011 presenta un rapporto sulla situazione giovanile in Italia alla 3ª Sessione plenaria del 5° CC del PMLI che è stato adottato dal CC col titolo “I giovani e il lavoro del PMLI sul fronte giovanile e studentesco”. In quell’occasione il compagno Scuderi ha elogiato il compagno Picerni per la “serietà, passione, spirito di sacrificio, puntualità, modestia rivoluzionaria” con cui SEGUE IN 10ª ➫ 10 il bolscevico / Commemorazione di Mao N. 33 - 17 settembre 2015 Alcuni interventi emblematici di istanze di base del PMLI Alla Commemorazione di Mao del 6 settembre 2015 sono intervenuti, ciascuno per due minuti, secondo il programma, i delegati delle istanze di base del PMLI che hanno letto i saluti rispettivi. Altre istanze impossibilitate a partecipare per motivi economici, di salute o professionali hanno inviato comunque messaggi di saluto. Fra tutti questi saluti ne abbiamo selezionati alcuni che ci sembrano più emblematici e rappresentativi del legame profondo fra il PMLI, le masse e il pensiero di Mao, che va studiato sempre più per acquisire fino in fondo la concezione proletaria del mondo, per dare alla classe operaia la coscienza di essere una classe per sé il cui compito è quello di abbattere la dittatura borghese e realizzare la dittatu- ra del proletariato, per dare un maggior vigore alla lotta contro il governo Renzi e i governi locali, per radicarci nella realtà concreta in cui operiamo e rendere il PMLI un Gigante Rosso anche nel corpo. Leggendo questi interventi, Organizzazione di Castelvetro (Modena) Organizzazione di Rufina (Firenze) Compagne e compagni, un caloroso saluto a tutti voi dall’Organizzazione di Castelvetro di Modena del PMLI. Siamo convinti che questa Commemorazione sarà importantissima per approfondire la linea di Mao sull’istruzione e per orientare il movimento studentesco, al quale auguriamo ogni successo nelle lotte a venire. Il governo Renzi sta facendo danni su danni al lavoro, alla scuola e alle masse. Noi abbiamo sentito sulla nostra pelle gli effetti nefasti del “Jobs Act”. A maggio 950 operai dipendenti di una falsa cooperativa, che lavoravano presso la ditta Inalca del grosso magnate capitalista Cremonini, sono stati licenziati e riassunti dietro ricatto fino a novembre, con meno tutele, un potere contrattuale ormai ridotto a zero e nessuna garanzia per il futuro, senza parlare degli stipendi persi nell’operazione, mentre i padroni si sono arricchiti. Le giunte locali sono rimaste a guardare. Mao ci insegna: “In ogni cosa, noi comunisti dobbiamo saperci integrare con le masse. Se i membri del nostro Partito passano tutta la loro vita seduti fra quattro mura e non escono mai ad affrontare il mondo e sfidare la tempesta, di quale utilità saranno per il popolo cinese? Di nessuna utilità, e noi non abbiamo bisogno di gente simile come membri del Partito. Noi comunisti dobbiamo affrontare il mondo e sfidare la tempesta, il grande mondo e la violenta tempesta delle lotte di massa”. Il PMLI è l’unica speranza del nostro popolo per un avvenire libero dallo sfruttamento e dall’oppressione. Seguiamo gli insegnamenti di Mao per dargli un corpo da Gigante Rosso sempre più robusto e più forte e renderlo finalmente in grado di distruggere finalmente il capitalismo e il suo governo. Con Mao per sempre contro il capitalismo per il socialismo! Spazziamo via il governo del nuovo duce Renzi! Con i Maestri e il PMLI vinceremo! Care compagne e cari compagni, è con grande piacere che porto a tutto il Partito rossi saluti rivoluzionari a nome dell’Organizzazione di Rufina del PMLI. Ringrazio in anticipo il compagno Federico Picerni che tratterà oggi per il Partito un tema di estrema importanza strategica e pertanto immediatamente finito nel mirino del governo del nuovo duce Renzi attraverso la “riforma” della “Buona scuola” anticostituzionale e di stampo fascista senza precedenti. Sono certo che al termine avremo più chiaro il perché gli intellettuali della borghesia non fanno altro che dipingere l’istruzione come una istituzione interclassista, indipendente dalla politica, slegata dalla società e dalle classi. Sappiamo bene che ciò non è vero e che niente è al di fuori del- ➫ DALLA 9ª ha svolto il compito che gli era stato assegnato, e lo ha esortato a proseguire nella strada intrapresa, poiché egli “costituisce l’elemento fondamentale, dopo la linea, per il successo del lavoro giovanile e studentesco del PMLI”. Il 23 novembre 2012 porta il saluto del CC del PMLI al 14° congresso nazionale dell’Arcigay a Ferrara. L’8 settembre 2013 è nominato Responsabile della Commissione giovanile del CC del PMLI. Nel 2013 inaugura le interviste de “Il Bolscevico” ai partecipanti alle manifestazioni nazionali politiche e sindacali. In una di esse inter- Il compagno Scuderi si congratula con Maurizio Littera dell’Organizzazione di Uras del PMLI al termine del suo saluto Cellula “Stalin” di Forlì A nome della Cellula “Stalin” di Forlì rivolgo un caloroso saluto marxista-leninista a tutte le compagne e i compagni, presenti e non, a partire da coloro che si sono uniti recentemente al nostro amato Partito. Ringrazio fin d’ora il compagno Federico Picerni per la relazione che terrà su “Mao e l’istruzione nel socialismo”, che certamente ci fornirà preziose analisi e utili indicazioni di lavoro per opporci all’antipopolare e antistudentesca controriforma scolastica, varata dal governo del nuovo duce Renzi per completare la scuola della seconda repubblica neofascista, scuola che secondo il nuovo duce in camicia bianca deve ruotare attorno alla scuola privata e meritocratica, così come per la giunta comunale di Forlì, con il sindaco Pd Drei, che in linea con i sui predecessori continua a finanziare le scuole private. Fino a quando le scuole rimarranno nelle mani dei capitalisti e della borghesia avranno inevita- vista il responsabile di allora de “Il sindacato è un’altra cosa”. Il 4 novembre 2013 si laurea con 105 su 110. “Il Bolscevico”, numeri 42 e 43 del 2013, pubblicano la sua tesi su Lin Biao e Confucio. Sotto la sua direzione la Commissione giovanile del CC del PMLI ha scritto la bozza dell’importante documento del 14 marzo 2014 dell’Ufficio politico dal titolo “Lottiamo e formiamo un grande fronte unito per abolire il precariato”. Sempre sotto la sua direzione la Commissione giovani ha scritto diversi documenti, appelli e circolari fra cui: “Giovani date le ali al vostro futuro”, “Applichiamo le indicazioni di Pasca sulla propaganda e sul lavoro giornalistico al settore giovanile”, “Studiare e intervenire sui problemi dei gio- bilmente la funzione di formare docili servi e operai capaci, per questo contestiamo come un’ipocrisia borghese il cosiddetto “carattere apolitico” dell’istruzione. Solo con l’abbattimento del sistema capitalistico e la conquista del potere politico da parte del proletariato con l’instaurazione del socialismo, le scuole e le università saranno finalmente libere dagli interessi e dall’influenza culturale della borghesia e diventeranno un servizio goduto dal popolo e dal popolo controllato. Nel socialismo l’istruzione deve fare dei giovani i combattenti per l’emancipazione dagli sfruttatori. La strada è ancora lunga ma Mao ci insegna che “Nei momenti difficili non dobbiamo perdere di vista i nostri successi, ma guardare al luminoso avvenire e raddoppiare il coraggio”. Spazziamo via il governo del nuovo duce Renzi e la sua nera controriforma scolastica! Con Mao per sempre contro il capitalismo, per il socialismo! Coi Maestri e il PMLI vinceremo! vani” ,”Viva la grande mobilitazione studentesca del 12 marzo! Lottiamo affinché le scuole siano governate dalle studentesse e dagli studenti. Bocciamo la ‘Buona scuola’ di Renzi e Giannini”. In occasione della traduzione e della pubblicazione su “Il Bolscevico” n. 20/2013 delle opere inedite in Italia di Mao, quasi tutte non ufficiali, riguardanti la Grande Rivoluzione Culturale Proletaria in Cina e dell’editoriale non firmato ma scritto dal compagno Picerni, il compagno Scuderi così sintetizza il contributo e le caratteristiche di questo compagno in una lettera indirizzata al Direttore dell’organo del Partito che l’ha poi pubblicata: “Il compagno Picerni, traducendo dal cinese queste opere di Mao, curandone la presentazione e la pubblicazione alcuni dei quali sono qui riprodotti integralmente, quindi comprensivi delle frasi tagliate alla Commemorazione per rispettare i tempi programmati, le lettrici e i lettori de “Il Bolscevico” non membri del PMLI possono farsi un’idea più concreta dei militanle due culture, quella borghese o quella proletaria, e proprio il dominio dell’una sull’altra influenza i rapporti sociali. In Valdisieve ad esempio, le associazioni antifasciste hanno enormi difficoltà a realizzare appuntamenti fra partigiani e studenti; a quelle ambientaliste che sostengono soluzioni alternative all’incenerimento ogni intervento è precluso anche quando invitate dagli studenti. Di contro sempre più spesso la scuola ospita industriali e banche. Gli stessi dirigenti scolastici che respingono proposte o temi non allineati ai programmi ministeriali, non muovono un dito per impedire il ripetersi di volantinaggi di fronte ai cancelli dei neofascisti di Casaggì. Anche il fine ultimo dei risultati esclusivamente “meritocratici” e libreschi della nostra scuola, raggiunge obiettivi opposti da chi come noi marxisti-leninisti lavora con lo scopo di far maturare nelle masse capacità dialettica e co- ti del Partito e, magari, prendere esempio da loro per diventare anch’essi dei marxisti-leninisti. Se ne gioverebbero la lotta di classe e la nobile causa del proletariato e del socialismo. Tutto per il PMLI, il proletariato e il socialismo! scienza di classe. Mao sottolineava giustamente che: “Non bisogna prestare troppa importanza ai voti, piuttosto è necessario concentrare le proprie energie per sviluppare una capacità di analisi e soluzione dei problemi”. Colgo l’occasione per ringraziare le compagne e i compagni simpatizzanti dell’Organizzazione di Rufina del PMLI, compresi quelli di Figline Valdarno e i compagni dell’Organizzazione di Vicchio del PMLI per le proficue collaborazioni. Un ringraziamento particolare va al compagno Massimo per il suo grande impegno e perché finalmente in Valdisieve grazie a lui abbiamo potuto portare nuovamente la voce del PMLI all’interno del mondo della scuola. Viva Mao! Viva il PMLI! Viva il socialismo! SEGUE IN 11-12ª ➫ Dichiarazione di uno studente romano membro del PMLI, rilasciata in occasione della Commemorazione di Mao Noi giovani marxisti-leninisti dobbiamo radicarci tra le masse giovanili La difficile e disagiata situazione delle masse giovanili e studentesche non conosce grandi miglioramenti sul piano delle politiche generali del governo del nuovo duce Renzi. Tuttavia non si può dir lo stesso sul piano della lotta politica di piazza, dove con vigore le studentesse e gli studenti hanno dimostrato grande coraggio riversandosi in tutte le città d’Italia e continueranno a lottare con ancora più forza nel prossimo autunno con la ripresa della scuola. Torneranno a far sentire la propria voce nelle piazze contro la riforma della “Buona scuola” di Renzi e Giannini che continua il processo di privatizzazione e sbriciolamento della scuola pubblica, sulla stessa linea dei suoi su Il Bolscevico, ha reso un servizio inestimabile a tutto il Partito, alla classe operaia e alle ragazze e ai ragazzi che si battono contro il capitalismo e per il cambiamento. E l’ha fatto con una esemplare modestia, dedicandoci ore e ore di lavoro strappandolo al riposo, allo svago e al sonno, per non nuocere ai suoi impegni politici ordinari e di studente universitario. Dimostrando che si possono fare tante cose quando si dona veramente la propria vita alla causa del PMLI, del proletariato e del socialismo, volontariamente e senza alcun compenso economico. All’opposto di quanti lavorano per il capitalismo e la classe dominante borghese, il loro governo e le loro istituzioni, e si pavoneggiano e si fanno pagare anche predecessori Berlusconi, Monti e Letta, con sgravi fiscali per chi manda i propri figli alle scuole private, con l’autoritaria figura del preside-manager e l’entrata di finanziamenti da parte di privati nelle scuole. Ormai la progressiva distruzione dello “Stato sociale” è sotto gli occhi di tutti. Di fronte a tutto ciò, noi giovani marxistileninisti dobbiamo tenere bene a mente le parole d’ordine e il piano per la scuola contenuto nel Programma d’azione del Partito e continuare a lottare con sempre più determinazione per la scuola pubblica governata dalle studentesse e dagli studenti. Riprendendo una citazione di Mao, noi giovani siamo “la forza più attiva e vitale della so- l’aria che respirano. Egli è un esempio di giovane intellettuale marxista-leninista per nulla inquinato dall’individualismo e dal protagonismo personale, centralizzato, disciplinato, coscienzioso, modesto, responsabile, assolutamente disponibile alle necessità del Partito e consapevole della validità del gioco di squadra, per cui non è importante tanto chi marca il gol quanto la vittoria della squadra. Insomma un vero allievo di Mao e del PMLI, come dobbiamo esserlo tutti noi”. Per essere dei veri allievi e eredi di Mao e del PMLI come il compagno Picerni, ci possono aiutare molto le 10 citazioni di Mao sui marxisti-leninisti, recentemente raccolte e pubblicate da “Il Bolscevico”. Esse rappresen- cietà” e siamo “i più ansiosi d’imparare e i meno conservatori nel modo di pensare”. Un’analisi impeccabile che a distanza di 60 anni da quando egli la pronunciò risulta ancora d’attualità. Seguendo questi insegnamenti che il nostro ultimo grande Maestro ci ha lasciato, noi marxisti-leninisti dobbiamo radicarci il più possibile tra le masse giovanili, muoverci con esse e spiegare loro che l’unico modo per cambiare realmente il nostro Paese è mettere fine al capitalismo, riponendo fiducia incondizionata nella lotta di classe per la vittoria finale del socialismo. Viva Mao! Uniti, coi Maestri e il PMLI vinceremo! Andrea - Roma tano dei punti di rifermento fondamentali non solo per i militanti del Partito ma anche per tutte le ragazze e i ragazzi, le studentesse e gli studenti e per tutti coloro che vogliono essere dei rivoluzionari coerenti e vogliono veramente cambiare l’Italia e il mondo. Aiutiamo le studentesse e gli studenti a conquistare il potere politico nelle scuole e nelle università! Tutto per il PMLI, il proletariato e il socialismo! Spazziamo via il governo del nuovo duce Renzi! Con Mao per sempre contro il capitalismo, per il socialismo! Avanti con forza e fiducia verso l’Italia unita, rossa e socialista! Coi Maestri e il PMLI vinceremo! Commemorazione di Mao / il bolscevico 11 N. 33 - 17 settembre 2015 ➫ DALLA 10ª Organizzazione di Caltagirone (Catania) L’Organizzazione di Caltagirone del PMLI saluta con gioia rivoluzionaria la 39ª Commemorazione del Maestro del proletariato internazionale Mao e i compagni che hanno sfidato difficoltà economiche e organizzative per potervi partecipare dando il proprio contributo. Purtroppo per motivi familiari non possiamo essere presenti. La Commemorazione di Mao apre le porte ad un autunno di lotte contro le “riforme” antipopolari del nuovo duce Renzi, degno erede di Berlusconi, Craxi e Mussolini. Le “riforme” del suo governo colpiscono duramente le masse popolari, continuando come sempre a favorire i padroni e l’alta finanza, ma ad essere colpita maggiormente dalle “riforme” è la scuola. È per tale motivo che alla testa della lotta devono esserci le studentesse e gli studenti, vittime della “Buona scuola” di Renzi e Giannini, come i docenti precari. Nelle piazze gli studenti dovranno continuare a dimostrare e a gridare che non vorranno mai adeguarsi alla scuola governata dai presidi-manager, fortemente classista e fondata sulla “meritocrazia”. L’Organizzazione di Caltagirone sarà sempre al fianco degli studenti e sin da questo autunno tornerà in piazza per mantenere sempre vivi i rapporti con le masse popolari. La presenza in piazza sarà costante, specie in vista delle prossime elezioni di maggio, attese con ansia dai partiti borghesi dopo la sfiducia votata al sindaco Bonanno. Torneremo ancora a presentare la linea politica del PMLI alle masse popolari che lottano ogni giorno a Caltagirone per una scuola e un sistema sanitario migliori e per il lavoro. Affinchè la lotta si allarghi e diventi lotta al capitalismo, per il socialismo e per una scuola governata dalle studentesse e dagli studenti ci si deve unire al PMLI, l’unico Partito in Italia a seguire la via capace di condurre al socialismo, quella già percorsa dai nostri cinque Maestri. Ogni anno il nostro Partito ricorda Mao e l’esperienza della rivoluzione cinese, fondamenta- 4 il bolscevico / studenti le nella storia del proletariato internazionale. Il pensiero di Mao, fondamento del nostro Partito, costituisce lo sviluppo del marxismo-leninismo. Ricordiamo con gioia la Grande Rivoluzione Culturale Proletaria che fu “assolutamente necessaria e quanto mai opportuna per consolidare la dittatura del proletariato, prevenire la restaurazione del capitalismo ed edificare il socialismo”. Seguiamo la via rivoluzionaria perché nell’Italia di oggi, come nella Cina di Mao, il proletariato acquisisca la coscienza di classe necessaria a conquistare il potere politico. Viva Mao! Tutto per il PMLI, il proletariato e il socialismo! Coi Maestri e il PMLI vinceremo! Organizzazione di Tenna (Trento) Care compagne e cari compagni, a tutti voi, ai compagni della Redazione de “Il Bolscevico”, del Comitato centrale del PMLI e al nostro Segretario generale compagno Giovanni Scuderi vogliamo far giungere il nostro saluto marxista-leninista, un fraterno abbraccio e l’augurio di un proficuo lavoro. Pur non potendo essere presenti fisicamente per gravi motivi di salute alla Commemorazione di Mao in occasione del 39° anniversario della sua scomparsa, ci sentiamo comunque uniti a voi nell’omaggio che rendiamo a questo grande Maestro del proletariato internazionale, nel ricordarne la vita e l’opera e nel riconfermare la nostra ferma ed incondizionata adesione al pensiero di Mao e al marxismo-leninismo, di cui questo pensiero è parte viva ed integrante. Noi siamo coscientemente convinti che il socialismo è l’unica alternativa concreta e possibile alla realtà economica, sociale e politica odierna nel nostro Paese così come a livello internazionale. E lo siamo a maggior ragione nella difficile situazione odierna, dove sembrano spadroneggiare le sirene di quanti: capitalisti, imperialisti, revisionisti, riformisti e reazionari di ogni sorta, cantano all’unisono il de profundis dell’ideale comunista e il fallimento della rivoluzione socialista. Quest’anno la Commemorazione verterà in particolare sul- N. 45 - 19 dicembre 2014 Conto corrente postale 85842383 intestato a: PMLI - Via Antonio del Pollaiolo, 172a - 50142 Firenze Il compagno Scuderi saluta affettuosamente il compagno Lorenzo Santoro della provincia di Bergamo le indicazioni e gli insegnamenti di Mao riguardo all’istruzione nel socialismo. Un tema importante al quale tutti i Maestri del proletariato internazionale hanno dato attenzione soffermandosi sui diversi aspetti della questione. Marx ed Engels, ad esempio, già nel “Manifesto del Partito Comunista” affrontavano questa tematica ponendo a fondamento della scuola nella futura società comunista, l’“unificazione dell’educazione e della produzione materiale”; o Lenin che all’VIII Congresso del Partito bolscevico propose una delibera, approvata dal Congresso stesso, che poneva come obiettivo dell’ istruzione pubblica sovietica la trasformazione completa della scuola da strumento del potere classista della borghesia in istituzione capace di annientare del tutto la suddivisione della società in classi sociali. Ma quanto teorizzato e realizzato nel campo dell’istruzione nel processo storico di costruzione del socialismo, non deve interessarci solamente in prospettiva futura, ma deve spingerci a capire ed assimilare quanto può essere utile alla nostra proposta politica ed anche ad ognuno di noi, individualmente. Penso ad esempio a quanto è importante, per formarci culturalmente, ma anche per migliorarci come marxisti-leninisti, assimilare e mettere in pratica gli insegnamenti di Mao sull’onestà e la modestia necessari per approcciarsi al sapere o sul non essere mai soddisfatti di quanto studiato ed imparato perché c’è sempre tanto da studiare e da imparare per poter, a nostra volta, trasmettere ed insegnare agli altri. La Commemorazione odierna non mancherà altresì di ribadire l’impegno del PMLI nella lotta per spazzare via il più presto possibile e da sinistra il governo del nuovo duce Renzi, la sua politica ferocemente antioperaia e antipopolare e il suo progetto di completamento sul piano istituzionale di un “moderno” Stato neofascista, progetto a suo tempo tracciato e delineato dal piano piduista. La strada sarà sicuramente lunga e tortuosa, il lavoro da fare duro e difficile, ma il futuro sarà luminoso. Viva il PMLI Viva Mao e gli altri Maestri del proletariato internazionale: Marx, Engels, Lenin, Stalin! Coi Maestri e il PMLI vinceremo! Organizzazione di Viggiù (Varese) Care compagne e compagni la forza ideologica e politica del nostro grande e amato Partito risiede nel nostro totale e incondizionato appoggio alla figura e all’opera del Maestro Mao, una figura quella del “Grande Timoniere” che rappresenta oggi lo spartiacque politico e ideologico tra chi realmente può definirsi comunista e chi ciancia di essere comunista. Mao deve esserci d’ispirazione per affrontare le dure battaglie che ci attendono, in particolare quella contro il governo del nuovo duce Renzi e le due “riforme” pilastro del regime neofascista che puntano al completo asservimento e alla schiavitù delle masse popolari e dei giovani, la “Buona scuola” e il Jobs Act. Seguendo gli insegnamenti di Mao dobbiamo essere in grado di unire le forze di tutti i nostri veri alleati per scagliarci anima e corpo contro questo nero governo della borghesia che sta distruggendo i diritti sociali e non solo questi nel nostro Paese. Ai giovani che sono le forze più fresche e attive del nostro popolo, dobbiamo rivolgere la nostra voce e la nostra fiducia, allo stesso modo con cui Mao nutriva la massima fiducia nell’indomita volontà di lotta dei giovani e delle masse popolari cinesi. Viviamo tra i giovani, facciamo nostre le loro esigenze, sentiamo nostre le loro problematiche e guidiamoli alla lotta contro questo governo e questo regime, per conquistarci l’unico sistema sociale capace di garantire un futuro di libertà, pace, benessere e giustizia per la classe operaia, i lavoratori, e i nostri giovani, il socialismo! Viva Mao! Viva il socialismo! Viva il PMLI! Organizzazione di Modena Care compagne e cari compagni, è con spirito proletario-rivoluzionario che l’Organizzazione di Modena del PMLI partecipa a questa Commemorazione del grande Maestro del proletariato Mao. L’Organizzazione di Modena ha fatto grandi progressi, si è inserita nei comitati popolari per le lotte per il bene comune, come il TTIP e il movimento contro la privatizzazione dell’acqua, ha smascherato gli inciuci della borghesia locale capitanata dal piddino Muzzarelli e le continue provocazioni del consiglio comunale dopo l’infame ordine del giorno in cui, approvato all’unanimità, ha condannato le tesi rivoluzionarie sostenute dal PMLI, ma nonostante tutto i marxisti-leninisti modenesi non hanno avuto paura, anzi, hanno continuato con coraggio proletario-rivoluzionario ad essere presenti con costanza tra le masse con banchini di proselitismo, alle manifestazioni e gli scioperi diventando sempre più punto di riferimento tra le masse a discapito della borghesia e della “sinistra” borghese revisionista. Mao disse: “Senza distruzione, non c’è costruzione; senza sbarramento, non c’è corrente; senza respiro, non c’è movimento. La lotta fra nuova cultura e le culture reazionarie è una lotta a morte”. Da questo dobbiamo trarre la forza per opporci al governo del neoduce Renzi, servo del capitalismo e dell’imperialismo, che con le sue “riforme”, compresa la famigerata “Buona scuola” sta totalmente distruggendo le masse popolari. Quindi cari compagni, studiamo e armiamoci di coscienza di classe, sotto la guida del PMLI, come maestri ed allievi delle masse affinché esploda la rivoluzione proletaria che abbatta totalmente il capitalismo e la dittatura borghese padronale ed affinché si instauri il socialismo. Gloria eterna a Mao! Gloria al PMLI! Cellula “Rivoluzione d’Ottobre” di Roma Compagni, noi siamo caricati di un peso importantissimo: fare la rivoluzione socialista. Nel perseguire questa nostra missione possediamo un’arma incommensurabile: il marxismo-leninismo-pensiero di Mao. Nel prepararla e compierla abbiamo a disposizione un metodo scientifico smisurato: il materialismo storico e dialettico. Questa è la concezione del mondo del proletariato, l’unica classe sociale che potrà spezzare le proprie catene dallo sfruttamento borghese. Questa è la concezione del socialismo che si contrappone alla concezione capitalista del mondo. È già un buon punto se abbiamo fatto propria la concezione socialista del mondo, tramite lo studio dei Maestri, ma non è sufficiente da sola. Mao diceva: “La teoria di Marx, Engels, Lenin e Stalin è una teoria applicabile universalmente. Non dobbiamo considerarla come un dogma, ma come una guida per l’azione. Non bisogna limitarsi a imparare i termini e le espressioni del marxismo-leninismo, bisogna invece studiarlo come scienza della rivoluzione. Non si tratta soltanto di capire le leggi generali che Marx, Engels, Lenin e Stalin hanno tratto dal loro ampio studio della vita reale e dell’esperienza rivoluzionaria, ma anche di studiare la posizione e il metodo da essi assunti nell’esaminare e risolvere i problemi”. Compagni, saremo noi i fautori del socialismo e la guida del proletariato, ma la strada è lunga e la borghesia, il capitalismo e l’imperialismo hanno disseminato il percorso di trappole e insidie di ogni genere. Ricordiamo il grande Maestro del proletariato Mao perché ci ha insegnato a valutare ogni aspetto della lotta di classe, a non sottovalutare mai, ma nemmeno sopravvalutare il nemico, ci ha insegnato a saper riconoscere le contraddizioni principali per affrontarle con efficienza e risolutezza, ci ha insegnato che un giusto radicamento tra le masse popolari è fondamentale, e avere chiari gli obiettivi è decisivo per ottenere grandi risultati. C’è un’importantissima parola d’ordine che teniamo sempre bene in mente del compagno Scuderi: “Studiare, concentrarsi sulle priorità, radicarsi; radicarsi, concentrarsi sulle priorità, studiare”. È la sintesi migliore di quello che deve essere il nostro lavoro politico quotidiano. L’istruzione in senso socialista e la cultura del proletariato devono già essere ben formate nelle nostre Cellule. La storia del pensiero socialista è stupenda e piena di vita, dal socialismo utopistico siamo arrivati alla grande scoperta del socialismo scientifico di Marx ed Engels, per poi vederlo evolvere nel leninismo e nel primo Stato socialista della storia guidato da Lenin e Stalin, per poi ancora accrescere la nostra coscienza proletaria del mondo e la lotta di classe nel socialismo che vede la sua massima espressione nel pensiero di Mao. Da questa grandiosa tradizione dobbiamo imparare tutto e adeguarla e rinnovarla nelle lotte presenti e future, tenendo sempre alta la guardia rivoluzionaria e combattendo i revisionisti e le concezioni borghesi. Dobbiamo essere sempre molto critici e molto umili e pensare che è sempre più importante studiare per un risultato utile al proletariato che per il solo piacere personale, il marxismo-leninismo-pensiero di Mao una volta studiato e assimilato è una forza inesauribile e si moltiplica nella condivisione e approfondimento tra i compagni. Da oggi si riprendono a piene forze e piene energie le nostre battaglie politiche in tutta Italia e 12 il bolscevico / Commemorazione di Mao ➫ DALLA 11ª chissà che molto presto non ci ritroveremo di nuovo a Roma per cacciare via il nuovo duce Renzi. Con Mao per sempre contro il capitalismo per il socialismo! Viva il PMLI! Coi Maestri vinceremo! Organizzazione di Melzo (Milano) Care compagne, cari compagni, anche quest’anno ci riuniamo per commemorare la scomparsa del grande Maestro del proletariato Mao. Per noi marxisti-leninisti si tratta del momento di apertura della nuova stagione politica ma non la viviamo come un “rito”, bensì per ciò che è realmente: un importante momento di lotta! È quindi anzitutto doveroso ringraziare il Comitato centrale e tutti i compagni che con encomiabile sforzo organizzativo, economico e, quindi, politico, hanno reso possibile quest’iniziativa. Noi tutti stiamo subendo le conseguenze della più grave crisi del capitalismo di tutti i tempi, una crisi ciclica di cui Marx e Engels avevano previsto l’inevitabilità già un secolo e mezzo fa, facendo, oggi, cadere nel ridicolo gli “esperti”, tra l’altro strapagati, che ogni giorno sui mezzi di infor- lavoro stabile e a salario pieno, è unicamente speculare sulla Tem o la Brebemi. Il nostro dovere rivoluzionario è, quindi, sconfiggere la borghesia facendo cadere tutte le giunte locali, il governo neofascista Renzi e uscire dall’Unione europea impedendo inoltre, con tutte le nostre forze, che il nostro Paese partecipi a invasioni militari di altri Stati che, oggi, cercano di mascherare con “missioni di pace” in modo da poter “giustificare” una probabile nuova guerra mondiale imperialista. Noi possiamo fare e faremo tutto questo, perché ci guida il marxismo-leninismo-pensiero di Mao che, essendo scienza, è infallibile! Con Mao per sempre! Al servizio del Partito! Tutto per il PMLI, il proletariato e il socialismo! Coi Maestri e il PMLI vinceremo! Cellula “1° MaggioPortella 1947” di Palermo La Cellula “1° Maggio-Portella 1947” di Palermo porge un caloroso saluto al Segretario generale, Giovanni Scuderi, all’oratore, compagno Federico Picerni, al Comitato centrale, a tutti i militanti, i simpatizzanti e gli amici oggi intervenuti alla Commemorazio- un passo nella lotta contro Renzi e proceda verso la sfida finale che lo aspetta. Viva il PMLI, Viva i cinque Grandi Maestri! Viva il compagno Segretario generale Giovanni Scuderi! Viva il Comitato centrale del PMLI! Per l’Italia unita, rossa e socialista! Organizzazione di Uras (Oristano) Compagne e compagni del PMLI, simpatizzanti e amici del Partito, per la prima volta l’Organizzazione di Uras del PMLI incontra tutti voi per ricordare l’opera del compagno Mao, che ispira il nostro Partito, che è presente nella sua bandiera rossa, e sono felice di condividere questa giornata con tutti coloro che in Italia agiscono per ricordare Mao coi fatti, e non solo con le parole. Il maggiore tributo che possiamo rivolgergli è proprio quello di dedicare anima e corpo alla causa del proletariato. In questo momento storico vorremmo spendere due parole sui giovani, che sono il potenziale maggiore per la causa della rivoluzione, ma che rischiano di rimanere tali se commettessimo due errori: il primo sarebbe arrendersi alla potenza della borghesia che vorrebbe sgonfiarli dello spi- I compagni Scuderi e Pasca insieme a un giovane partecipante mazione borghesi fanno a gara per “dire la loro”. È quindi nostro dovere rivoluzionario anzitutto imparare e poi insegnare quelle che sono state le scoperte scientifiche del marxismo-leninismo-pensiero di Mao per far capire qual è la giusta rotta da seguire. Oggi, a livello nazionale, dobbiamo smascherare il nuovo Berlusconi democristiano Renzi che ha nei fatti completato il disegno piduista ma anche, a livello locale, fare tutto ciò che è nelle nostre possibilità per denunciare le malefatte delle giunte del regime neofascista affinché vengano abbattute. A Melzo il neopodestà Antonio Bruschi (PD), sta seguendo le orme del suo predecessore Vittorio Perego (che fu a capo di una giunta di “centro-destra”) dimostrando, se ce ne fosse ancora bisogno, che tra destra e “sinistra” del regime neofascista non vi è alcuna differenza perché entrambe si preoccupano unicamente di fare gli interessi della borghesia decidendo tagli ai servizi e la costruzione di opere inutili e dannose per l’ambiente che non porteranno alcun beneficio alle masse lavoratrici e popolari. In una città dove anni fa lavoravano migliaia di operai soprattutto del settore caseario, oggi l’esigenza delle giunte, anziché creare nuovi posti di ne del Maestro Mao e a tutti coloro che non hanno potuto essere presenti per motivi di vario genere. Le dure battaglie politiche che ci aspettano nell’immediato futuro richiedono una salda fede nel marxismo-leninismo-pensiero di Mao e la certezza assoluta di riuscire nell’impresa finale di avere un’Italia unita, rossa e socialista. E affinché questa fede, questa certezza, non venga mai a mancare o vacillare è necessario studiare attentamente e seriamente le opere dei 5 Maestri del proletariato internazionale che molto hanno ancora da insegnarci, seguire i loro esempi dinanzi alle varie battaglie che ci attendono, calando nella realtà la linea politica del PMLI. Il lavoro sin qui svolto è un buon inizio e la strada è ancora lunga e tortuosa. Ma ogni giorno diveniamo più forti e cresceremo sino a diventare quel Gigante Rosso di cui il nostro Paese ha bisogno per combattere le istituzioni locali e regionali e abbattere il governo del nuovo duce Renzi che sta colpendo con una violenza pari solo a quella del ventennio fascista i diritti delle masse popolari italiane, delle masse lavoratrici e studentesche, dei migranti. Il PMLI è un Partito forte e solido e chiunque ne fa parte deve impegnarsi giorno dopo giorno nello studio e nel lavoro politico per far sì che esso non ceda mai di rito rivoluzionario proprio dei giovani, perdere la forza davanti alle sconfitte che ci possono essere e lasciare i giovani nello stallo che i nemici delle masse popolari adorano. Noi dobbiamo lottare per accendere la fiamma che la borghesia vuole spegnere: invitarli allo studio e studiare con loro, invitarli all’agitazione e agitarsi con loro, invitarli a cambiare il proprio stile di vita borghese e migliorare ancora il nostro. Il secondo errore sarebbe perdere la loro fiducia in partenza per la troppa fretta e per la troppa rigidezza delle nostre opinioni. Guidiamoli studiando costantemente la grande opera messa a punto da Mao per i giovani cinesi. Da buoni navigatori non dobbiamo perdere mai la stella polare per noi rappresentata dai cinque Maestri e agire in tal senso nelle nostre realtà più prossime: i luoghi di lavoro, le scuole, i campi sportivi, le piazze, i circoli e ciò che vi viene in mente. La giunta del mio comune non vuole il benessere dei giovani, e invito tutti i militanti a smascherare sindaci e consiglieri falsi amici dei giovani solo per raccogliere consenso elettorale. Il governo del nuovo duce Renzi dichiara di creare posti di lavoro per i giovani, ma poi approva leggi immobilizzanti per i ragazzi, costretti ad accettare condizioni di lavoro favorevoli ai padroni di azienda e non ai lavoratori, costringe i giovani ad accettare soprusi degni di Mussolini per non rischiare di perdere il proprio contratto di lavoro. Cacciamo via Renzi e i sindaci impegnati contro le masse proletarie e in particolare contro donne e giovani. Studiamo, applichiamo e studiamo ancora per applicare ancora una volta il marxismo-leninismo-pensiero di Mao e la linea del PMLI: sarà questo il modo migliore per commemorare tutto l’anno, per tutta la nostra vita di Partito, il compagno Mao. Coi Maestri e il PMLI vinceremo! Organizzazione di Buonalbergo (Benevento) L’Organizzazione di Buonalbergo del PMLI saluta con gioia rivoluzionaria le compagne, i compagni, il Segretario generale compagno Giovanni Scuderi e tutto il Comitato centrale presenti alla 39ª Commemorazione di Mao. Purtroppo anche quest’anno le compagne e i compagni di Buonalbergo non potranno essere presenti per motivi personali, ma il cuore è sempre lì per rendere onore al Maestro del proletariato internazionale Mao. Il bravo compagno Federico Picerni quest’anno parlerà di “Mao e l’istruzione nel socialismo”. Argomento al giorno d’oggi molto attuale per i marxisti-leninisti vista l’influenza del regime capitalista e del governo del nuovo duce Renzi nell’affossare la scuola pubblica, favorendo quella privata, dando poteri ai dirigenti e degradando migliaia di docenti costretti con la nuova legge ad emigrare da Sud a Nord per un posto di lavoro lasciando affetti e famiglia. Infatti, la formazione delle nuove generazioni è stata sempre particolarmente a cuore a chi detiene il potere capitalista, cercando di manipolare le menti degli studenti a favore di un sistema che opprime le masse in una società divisa in classi. Senza dubbio l’accesso del popolo all’istruzione è un bene prezioso che ogni marxista-leninista deve difendere strenuamente con tutte le sue forze. Come dice Mao: “Tenere il popolo ignorante va a vantaggio dei despoti; renderlo intelligente va a nostro vantaggio. Dobbiamo condurre gradualmente il popolo fuori dall’ignoranza”. Chi riceve un’istruzione è sicuramente più colto e dispone di maggiori strumenti intellettuali per capire la realtà e per confrontarsi alla pari con chi ha il suo stesso livello culturale, ma non per questo è oggettivamente libero e autonomo rispetto al capitalismo da cui dipende la sua esistenza. Infatti, grazie all’istruzione, le masse possono aumentare anche la propria coscienza politica e mettersi contro il potere della borghesia. Mao ha osservato che “nella società divisa in classi, ogni individuo vive come membro di una determinata classe e ogni pensiero, senza eccezioni, porta un’impronta di classe”. Il che significa che ogni classe ha la propria cultura ed in base alla propria cultura agisce nella società. Qualsiasi pensiero, come dice Mao, o si riferisce alla cultura della borghesia o a quella del proletariato, quindi, bisogna essere in grado di capire a quale cultura appartiene un pensiero per farlo proprio e difenderlo o per respingerlo e combatterlo. La cultura è il riflesso nella mente dei membri delle classi del rapporto che queste classi hanno col sistema eco- N. 33 - 17 settembre 2015 nomico. Storicamente, il movimento operaio e comunista internazionale ha sempre rivendicato l’istruzione per tutti. Già il “Manifesto del Partito comunista” di Marx ed Engels rivendica: “Educazione pubblica e gratuita di tutti i fanciulli. Abolizione del lavoro dei fanciulli nelle fabbriche nella sua forma attuale. Unificazione dell’educazione e della produzione materiale”. Ma fu l’epocale riforma del sistema d’istruzione avvenuto in Cina durante la Grande Rivoluzione Culturale Proletaria (1966-1976) ideata e diretta da Mao a cambiare radicalmente l’istruzione nel socialismo. Mao infatti affermava: “La nostra politica nel campo dell’educazione deve permettere a chi la riceve di formarsi moralmente, intellettualmente e fisicamente e divenire un lavoratore con una buona cultura e una coscienza socialista”. Quindi tocca a tutti noi marxisti-leninisti, ai giovani studenti continuare a lottare contro questo sistema capitalistico oppressivo, stare al fianco del movimento studentesco cercando di portare la nostra linea marxista-leninista per l’instaurazione del sistema socialista. Il marxismo-leninismo-pensiero di Mao è la dottrina, la teoria, la filosofia, la scienza, la concezione del mondo, il metodo di analisi, la guida per l’azione del proletariato. Solo il marxismo-leninismopensiero di Mao fornisce al proletariato gli elementi per combattere la borghesia su tutti i piani, per liberarsi dal giogo del capitalismo e dell’imperialismo e per trasformare il mondo. Solo esso è capace di mettere il proletariato in grado di individuare, combattere e vincere gli imbroglioni falsi comunisti che agiscono ogni giorno contro gli interessi delle masse proletarie, consentendo così alla borghesia di mantenere il potere e di non lottare davvero per abbatterla. Noi marxisti-leninisti italiani non finiremo mai di ringraziare Mao per tutte le idee rivoluzionarie che ci ha regalato e per lo spirito di lotta rivoluzionario che ci ha infuso. Viva Mao! Viva il PMLI! Coi Maestri vinceremo! Organizzazione di Gabicce Mare (Pesaro Urbino) Compagne e compagni, Mao dava una grande importanza ai giovani e all’educazione dei giovani, cosciente del fatto che un giovane istruito è armato a metà per combattere il capitalismo, un giovane istruito col marxismo-leninismo è completamente armato. Non a caso una delle principali priorità della Cina di Mao è stata combattere l’analfabetismo e garantire un’istruzione a tutti. I governi capitalisti invece hanno l’interesse opposto, quello di tenere il popolo ignorante e sottomesso, vittima dello sfruttamento. Centinaia di anni di aspre lotte hanno costretto molti governi a dotarsi di scuole, ad aprire l’istruzione a classi sociali che prima erano totalmente analfabete, ma tentando di annullare l’effetto potenzialmente rivoluzionario tramite Il contenuto borghese dei libri scolastici e un sistema in cui l’accesso alla qualità e ai gradi più alti dell’istruzione è proporzionato alla ricchezza. Riguardo al contenuto dei libri, i governi borghesi si sono spinti all’estremo, quasi al fascismo aperto. Riguardo all’istruzione proporzionata alla ricchezza continuano di anno in anno a tagliare fondi, a discriminare i docenti e gli studenti, specie di origine operaia, che non si piegano ai diktat di una scuola gerarchizzata. L’ultimo provvedimento in questo senso è la “Buona scuola” del nuovo duce Renzi. Occorre dunque combattere la riforma, combattere il governo, combattere il capitalismo. Per poi rovesciare le carte in tavola, e conquistare per via rivoluzionaria l’Italia unita, rossa, e socialista, per un’istruzione pubblica governata dal popolo, per difendersi dai residui dello sfruttamento e per il suo benessere mentale e materiale. Viva Mao! Coi Maestri e il PMLI vinceremo! Organizzazione di Taurianova (Reggio Calabria) Care compagne e cari compagni, avremmo voluto tanto essere presenti alla Commemorazione di Mao, scomparso il 9 settembre di 39 anni fa, ma causa impegni scolastici ed economici, non ci è stato possibile. Rivolgiamo un caloroso saluto al Segretario generale compagno Giovanni Scuderi, che non abbiamo avuto il piacere di conoscere durante la visita a Firenze di qualche mese fa, e salutiamo calorosamente il compagno Dario Granito, Responsabile della Commissione per il lavoro di organizzazione del CC del PMLI, che è stato sempre disponibile a domande, dubbi o aiuti. Salutiamo molto cordialmente i membri dirigenti del Partito. Ovviamente salutiamo anche tutti coloro che sono presenti alla Commemorazione e gli auguriamo di non abbandonare mai la saggia guida del PMLI, altrimenti non riusciremo, parafrasando Mao, a spianare la montagna del capitalismo che ci opprime. Studiamo, studiamo e studiamo il marxismo-leninismo-pensiero di Mao e applichiamolo, solo così il PMLI sarà immune al revisionismo; ciò che ci impedisce di fare come nel 1917 e come nel 1949, è solo il numero di membri, superato quello, allora sarà rivoluzione. Proletari, unitevi sotto la bandiera rossa del Partito di Marx, Engels, Lenin, Stalin e Mao! Saluti marxisti-leninisti. Tutto per il PMLI, il proletariato e il socialismo! Coi Maestri e il PMLI vinceremo! Direttrice responsabile: MONICA MARTENGHI e-mail [email protected] sito Internet http://www.pmli.it Redazione centrale: via A. del Pollaiolo, 172/a - 50142 Firenze - Tel. e fax 055.5123164 Iscritto al n. 2142 del Registro della stampa del Tribunale di Firenze. Iscritto come giornale murale al n. 2820 del Registro della stampa del Tribunale di Firenze Editore: PMLI chiuso il 9/9/2015 ISSN: 0392-3886 ore 16,00 Commemorazione di Mao / il bolscevico 13 N. 33 - 17 settembre 2015 Messaggi di saluto di simpatizzanti e amici del PMLI Pubblichiamo i messaggi di saluto alla Commemorazione giunti da simpatizzanti e amici del Partito. I messaggi con il titolo seguito da un asterisco sono stati letti dagli autori durante l’iniziativa. Il messaggio col titolo seguito da due asterischi è stato letto dalla presidenza della Commemorazione come emblematico e rappresentativo del legame profondo tra il PMLI e i suoi simpatizzanti. In entrambi i casi tali messaggi sono stati applauditi calorosamente dai partecipanti. La relazione di Picerni rappresenta la vitalità del PMLI e la sua proiezione nel futuro(*) Care compagne e cari compagni partecipo con molto piacere anche quest’anno alla Commemorazione di Mao, convinto della necessità di conoscere sempre meglio il suo pensiero che, nonostante i cambiamenti politici epocali dei nostri giorni, resta di fondamentale importanza per chi come noi legge la realtà con la lente del marxismo-leninismo e lotta per un’Italia e un mondo senza la borghesia e contro la borghesia, per il socialismo e per il comunismo. Saluto con affetto il compagno Scuderi e tutti i dirigenti del PMLI, in particolar modo il compagno Federico che, con la relazione di oggi, rappresenta la vitalità del Partito e la sua proiezione nel futuro, un esempio per i giovani che vogliono cambiare il mon- do e far tornare di moda il socialismo. A Parma la lotta politica e sindacale richiede tempi lunghi. Occorre la pazienza e la tenacia del PMLI, l’applicazione corretta del suo programma e della sua concezione del mondo, la fiducia nel marxismo-leninismo e la sua applicazione dialettica. Io cerco di agire cosi. Auguro buon lavoro a tutti i compagni. Coi Maestri e il PMLI vinceremo! Alberto Signifredi – Parma Fondamentale rapportarmi col PMLI per l’impegno sindacale in fabbrica (*) Care compagne e cari compagni, prima di tutto desidero ringraziare il PMLI per avermi dato la possibilità di intervenire oggi a questa importante e significativa iniziativa, dove riuniti tutti insieme ricordiamo l’opera di uno dei nostri Maestri: il grande compagno Mao. Egli, con impegno e coraggio, ha speso la propria vita per il popolo mettendogli a disposizione le proprie conoscenze e le proprie capacità, senza cercare o rivendicare niente per sé. Un mirabile esempio per tutti noi: che dalla sua vita e dalla sua esperienza si abbia a trarre la forza e l’abnegazione per fare sì che i proletari abbiano a liberarsi dalle loro catene. La lotta per l’instaurazione del socialismo deve continuare e continuerà soprattutto alla luce della situazione attuale in Italia e nel mondo intero. Il capitalismo ha raggiunto ormai da tempo il proprio culmine ed oggi, ormai in parabola discendente, mostra per intero il proprio volto sanguinario e sfruttatore. Anche io, nel mio piccolo, cerco di impegnarmi ogni giorno per aggiungere alla nostra lotta un tassello. Principalmente con l’impegno sindacale nella fabbrica dove lavoro, ben sapendo che è solo con l’esperienza e lo studio che si affina la conoscenza, che è dovere sempre rapportarsi con il nostro amato Partito per non incorrere in errori che possono, nel caso, essere deleteri alla causa marxista-leninista. In ultimo, voglio tornare di nuovo a ringraziare il PMLI per la lungimiranza e la concretezza dimostrata ancora una volta nell’organizzare la giornata di oggi che ha, secondo me, quest’anno un titolo particolarmente affascinante: presterò massima attenzione alla relazione del compagno Picerni e sono già sicuro che essa sarà più che valida per arricchire il mio bagaglio culturale. Viva il socialismo, che rappresenta “il salto dell’umanità dal regno della necessità al regno della libertà” (citazione del Maestro Engels)! Coi Maestri e il PMLI vinceremo! Andrea - Borgo San Lorenzo (Firenze) Prendere spunto da Mao per impegnarmi col PMLI che sento mio al 100% (**) Care compagne e compagni, care amiche e amici, anzitutto, un ringraziamento particolare per l’opportunità che Saluto del Segretario provinciale del PCdI Reggio Emilia Care compagni e cari compagni del PMLI, vi ringrazio dell’invito alla Commemorazione per il 39º Anniversario della morte del compagno Mao Zedong, che non ho potuto onorare di persona, ma di cui vogliate gradire queste righe a nome mio personale e del Partito Comunista d’Italia di Reggio Emilia. Parlare oggi di Mao, può sembrare ai più uno sterile esercizio di retorica e di memoria, ma lo sforzo costante nel ricordare non il solo Mao, ma tutti i padri del comunismo internazionale, di cui il PMLI è indubbiamente tra i principali fautori, se non il solo, rappresenta invece una sfida importante per il presente e per il futuro. Non venire meno agli insegnamenti tanto di Mao, quanto di Lenin, non retrocedere di un solo passo nel difficile cammino odierno della preservazione e dell’attualizzazione della memoria, solo il più autentico strumento di lotta di ciascun vero comunista del nostro Paese e a cui non dobbiamo e non dovremo mai rinunciare. E dovrebbe esserlo anche per i presunti democratici a cui tanto piace riempirsi la bocca di valori e principi, specie se tanti di loro vengono dalla luminosa storia del Partito Comunista Ita- liano. Tuttavia fare memoria non importa ormai più a nessuno ed i risultati parlano chiaro, in quanto dopo vent’anni di finte contrapposizioni di cui anche certi nostri dirigenti sono stati portatori, hanno creato questa situazione dove al governo del Paese stanno insieme i finti ex comunisti, i redenti ex fascisti e una classe di presunti novelli democristiani, che stanno mettendo in pratica il piano eversivo, reazionario e fascista della P2. Certo il dogma maoista non è probabilmente quanto di più attinente alla realtà, parlare di Mao ad una madre o ad un padre che non hanno un lavoro per far vivere dignitosamente i figli, diventa impresa ardimentosa, tuttavia è innegabile come la lotta ed il difficile cammino per il consolidamento di un grande soggetto comunista rappresentativo dei lavoratori, degli studenti, dei disoccupati, dei precari, è la sfida presente e futura che ciascuno di noi è chiamato a perseguire. E allora sta qui il passaggio di più immutata attualità del pensiero di Mao, ossia a quel “contare sulle masse”, perché “il lavoro principale è fatto dalle masse” e purtroppo dobbiamo essere tutti onesti con noi stessi, specie per chi ha il pregio o il difetto di definirsi ancora comunista, le mas- se oggi non stanno di certo dalla parte dei tanti, troppo piccoli e divisi partiti dell’universo comunista italiano. E allora come diceva Mao “basarsi sui fatti, argomentare, convincere mediante la persuasione” è il solo compito che ci spetta oggi, una sfida difficile, lo sappiamo bene, una sfida che dobbiamo essere tutti quanti consapevoli che forse non sapremo vincere, ma che di sicuro sapremo onorare fino in fondo. Perché il mondo governato del capitalismo non è un mondo per i popoli liberi, così come il mondo senza lo “spettro del comunismo” si è rivelato non di certo un mondo migliore, di civiltà, di pace, di democrazia. Ed i drammatici eventi di questi giorni, in cui milioni di cosiddetti migranti, fuggono dalla guerra fomentata dal capitalismo, non per invaderci, ma perché non hanno altra alternativa, quell’immagine drammaticamente “penosa” del bambino morto sulla spiaggia del Mediterraneo, è la conferma del fallimento del capitalismo. Ma nessuno si spinge nella lettura veritiera di questa realtà. Prima il capitalismo ha depredato le nazioni con la speculazione finanziaria, scoperta la truffa, rimane solo la guerra, unico strumento con cui il capitalismo tiene in pugno le sorti del pianeta. Dalla morte di Mao seguo fedelmente i suoi insegnamenti e gli altri Maestri (*) All’ingresso un rosso banchino metteva a disposizione dei partecipanti il materiale di propaganda del Partito mi viene data, in occasione della “Commemorazione di Mao nel 39° Anniversario della sua scomparsa”, di portare a voi tutti, visto che non posso essere lì presente, un saluto all’intero Partito marxista-leninista italiano, e a tutti coloro che ne fanno parte. “Imparare dalle masse insieme con tutti i compagni del Partito – scriveva tra l’altro Mao in una inchiesta del 1941 (riportata in un suo scritto anche dal compagno Scuderi) – continuare ad essere il loro allievo”. Ecco, questo è il mio desiderio, prendere spunto dalla modestia e dallo spirito di servizio di Mao, e dare “un senso alle cose”, impegnarmi, sì – ma stavolta – con un partito, una formazione politica, dei compagni, un programma, che sento mio al 100%, per cambiare davvero, e farlo sul serio, una volta nella vita, dando a disposizione del PMLI tutto quello che è nelle mie possibilità, per la via del socialismo leninista e marxista. Vie che non siano (come cercano di fare altri presunti partiti comunisti) fallimentari tentativi di posizionamento e/o riposizionamento sul capitalistico asse del neo riformismo d’epoca pre e post renziano. Perché, come diceva Mao, “se si vuol far la rivoluzione – è il presupposto – ci vuole un partito rivoluzionario”, e questa, come scrive Scuderi, è la missione storica del PMLI. Spero di non aver rubato troppo tempo a voi tutti. Saluti socialisti. Coi Maestri e il PMLI vinceremo! Vincenzo - Nuoro La pace e il disarmo internazionale sono i temi di scottante attualità di cui dovremo farci carico nell’immediato presente, per quella costante opera di persuasione a cui faceva riferimento Mao. Ed allo stesso modo, venendo al nostro Paese, dove tutti i principi su cui si fonda la Costituzione sono ormai completamente smantellati, diritti del lavoro, sanità e scuola pubblica, va compiuto un enorme sforzo unitario da parte di tutti i nostri rispetti- vi partiti comunisti, per difendere la Costituzione, allo stato attuale la sola premessa di rivoluzione, come la definì Calamandrei, nel nostro Paese. E con essa aprire una grande battaglia di civiltà per riportare quella Costituzione nuovamente all’interno dei luoghi di lavoro, ripristinando l’articolo 18 e uno Statuto dei lavoratori che non sia lo specchio o la prerogativa della classe politica o del governo di turno. A ben vedere una vera e pro- Caro compagno Giovanni Scuderi, compagne e compagni, sono molto contento di essere qui con voi oggi per commemorare il più forte condottiero di tutti i tempi: il grande Mao. I suoi pensieri illuminati hanno spronato e accompagnato il popolo cinese nella lotta per la conquista del potere politico e sono stati di esempio anche per tutte le generazioni future. Ricordo ancora quando, alla morte di Mao, noi giovani e anziani comunisti, ci siamo riuniti in un locale a Sesto San Giovanni, la Stalingrado d’Italia. Eravamo tutti veri compagni maoisti, marxisti, leninisti, stalinisti. Seguivamo fedelmente gli insegnamenti di Mao e degli altri Maestri. Infatti da molto tempo avevamo lasciato la sede del PCI, sempre a Sesto San Giovanni, perché si era rivelata un covo di “comunisti” venduti. Il mio motto è sempre stato “credere fermamente nell’ideale comunista”. Di Mao apprezzo tutte le citazioni e le sue opere. Voglio ricordare infine questo pensiero: “Noi comunisti siamo come i semi e il popolo è come la terra. Ovunque andiamo, dobbiamo unirci al popolo, mettere radici e fiorire in mezzo al popolo”. Viva il PMLI! Coi cinque Maestri vinceremo! Onore a Mao Zedong! Lorenzo Santoro Terno d’Isola (Bergamo) SEGUE IN 14-15ª ➫ pria rivoluzione culturale, per cambiare il Paese probabilmente non sulla base della sola concezione marxista leninista, ma se non altro sulla base di quei principi di democrazia, solidarietà, pace, giustizia sociale a cui avevano aspirato i partigiani durante la Resistenza. Il mio più caloroso saluto ed il mio più fervido abbraccio. Alessandro Fontanesi Segretario provinciale Partito Comunista d’Italia Reggio Emilia Saluto della Segretaria provinciale del PRC di Biella Care compagne e cari compagni vi ringrazio anche a nome della Segreteria di Rifondazione Comunista Biellese dell’invito a partecipare alla Commemorazione della figura, del pensiero e dell’opera di Mao e di tutto il popolo cinese, in prima fila i contadini poveri, che si sono resi protagonisti della Rivoluzione. Con una lotta di lunga durata, costi e sacrifici altissimi la Repubblica Comunista Cinese è stata la realizzazione storica che conosciamo, con tutte le contraddizioni su cui tutte e tutti ci interroghiamo con spirito critico, lo stesso dei cento fiori di cui lo stesso Mao parlava, esortando soprattutto i giovani. La riflessione sul nostro presente dove imperialismo e capitalismo finanziario imperversano seminando barbarie e crisi umanitarie diventa sempre più necessaria insieme all’idea che un’altra società è possibile e richiede l’impegno delle comuniste e dei comunisti insieme a chi si oppone alla politica imperiale del caos costituente nella miriade di fronti aperti contro sfruttamento di persone ed ambiente, contro la guerra, contro la repressione ed il risorgente fascismo. Lo tentiamo di praticare qui a Biella con i compagni antagonisti e con il piccolo, ma attivissimo gruppo di compagni del PMLI con i quali ci lega un rapporto dialettico di stima e impegno comune. Vi auguro un buon lavoro e mi scuso per non poter essere presente, vorrei, se me lo permettete lasciare alla riflessione questo breve pensiero di Walter Benjamin dalle sue Tesi sulla Storia: “Articolare storicamente il passato non significa conoscerlo proprio come è stato davvero, vuol dire impossessarsi di un ricordo così come balena nel momento del pericolo, il pericolo è uno solo, prestarsi ad esser strumento della classe dominante. In ogni epoca bisogna tentare di strappare nuovamente la trasmissione del passato al conformismo che è sul punto di soggiogarla (...). Il dono di riattizzare la scintilla della speranza che è compenetrata dall’idea che neppure i morti saranno al sicuro dal nemico se vince. E questo nemico non ha mai smesso di vincere”. Buon lavoro a tutte e tutti voi! Lucetta Bellomo, Segretaria PRC di Biella 14 il bolscevico / Commemorazione di Mao ➫ DALLA 13ª Sempre un onore e una forte emozione ritrovarsi per commemorare Mao (*) Buongiorno compagne, buongiorno compagni (che bello tutto questo rosso!) È sempre un onore ed una forte emozione ritrovarsi qui a commemorare il grande maestro Mao. Quest’anno l’argomento dell’istruzione nel socialismo che verrà approfondito mi tocca in maniera particolare, essendo io un lavoratore A.T.A della scuola pubblica superiore italiana, o quel che ne rimane. Quel che ne rimane perché, come tutti sappiamo, oramai da decenni e da svariate riforme, ed in particolare con la cosiddetta “Buona Scuola” del Berlusconi democristiano Renzi, i governi che si sono alternati stanno portando a termine il piano di Gelli della P2 anche sul tema dell’istruzione nel nostro paese, rendendola sempre più subalterna agli interessi dei pescecani capitalisti di Confindustria. Per i lavoratori della scuola docenti e ATA, in pratica si è sdoganato il lavoro precario sotto il ricatto valutativo di nuove “governance” presiedute da presidi padroni. Ecco dunque per gli studenti, oltre all’esclusione totale dai futuri organi di governo della scuola, un’istruzione generica standardizzata aziendalista che li formerà ad una bassa capacità di analisi, e l’aumento delle ore di scuola-lavoro li preparerà ad un futuro di estremo sfruttamento una volta terminati gli studi, funzionale solo ancora una volta agli interessi dei padroni. Questo è il modo nel quale questo regime intende trasformare l’istruzione e la formazione delle nuove generazioni; anziché prendersene cura, si educano ad un futuro da schiavi moderni. Tuttavia qualche passettino avanti per contrastare queste logiche nell’istituto dove lavoro è stato fatto, e nel mio piccolo, con la fiducia riposta in me dai colleghi che mi hanno eletto in qualità di rappresentante sindacale per il personale A.T.A, cerco quotidianamente di proporre la nostra alternativa sia ai lavoratori della scuola, sia agli studenti. In conclusione vorrei citare un passo dalle opere del Maestro Mao su come ci si deve rapportare con i giovani: “Il mondo è vostro , come è nostro, ma in ultima analisi è vostro. Voi giovani, pieni di vigore e vitalità siete nel fiore della vita, come il sole alle otto o alle nove del mattino. Le nostre speranze sono riposte in voi... Il mondo vi appartiene”. Con l’insegnamento dei nostri Maestri vinceremo!! Massimo - Pontassieve (Firenze) Studiamo e trasmettiamo alle future generazioni gli insegnamenti di Mao Carissimi compagni, anche quest’anno per motivi economici non ho la possibilità di assistere e intervenire alla Commemorazione di Mao organizzata dal CC del PMLI. Nonostante ciò, è mio dovere come marxista-leninista inviarvi i più sinceri e fraterni saluti, ma soprattutto l’augurio della buona riuscita di questa assise nazionale che onora il nostro amatissimo Maestro del proletariato internazionale e dei popoli oppressi. Per quel che mi riguarda potete essere certi che col cuore e con lo spirito sarò presente anch’io a rendergli omaggio. Come state facendo voi tutti. La giornata di oggi non è solo un momento di tristezza, ma è un rinvigorimento delle nostre forze, in quanto nel ricordare i preziosi insegnamenti di Mao usciremo da questa Commemorazione più forti, più temprati, più determinati di prima per lottare contro il governo filo imperialista, filo padronale, guerrafondaio e affamatore del popolo, il nuovo Mussolini Renzi, contro il capitalismo, per il socialismo. Studiamo e trasmettiamo alle future generazioni gli insegnamenti di Mao, sulla lotta al revisionismo moderno, al parlamentarismo, pacifismo, razzismo, ecc., sul partito e sulla continuazione della lotta di classe durante il socialismo, sulla lotta tra le due linee dentro il Partito al fine di preservarlo da infiltrazioni borghesi. Facciamo capire ai giovani che senza un vero Partito rivoluzionario marxista-leninista non si può instaurare il socialismo e dare un avvenire ai giovani. Ricordiamo alle giovani generazioni che, in una società divisa in classi, la sola libertà che esiste è quella di sfruttare e rendere schiavi i lavoratori da parte degli sfruttatori, pregiudicandone la conquista del potere politico da parte dei lavoratori. Ricordiamo ai giovani i danni immensi che hanno fatto i revisionisti nell’URSS di Lenin e Stalin, nella Cina di Mao, nei partiti comunisti europei, per non parlare dell’Italia dove il più potente partito comunista dell’Occidente capitalistico è divenuto il partito della borghesia e del capitalismo, ha tradito milioni e milioni di lavoratori italiani. Oggi divenuto PD, ha tolto con un solo colpo di spugna, tutti i diritti sindacali che i lavoratori avevano conquistato in passato a prezzo di dure lotte. I giovani devono capire due cose: o il potere politico è in mano ai lavoratori attraverso la dittatura del proletariato (per opprimere la borghesia), o si continua eternamente ad essere amministrati e sfruttati dalla borghesia. Se non si vuole continuare su questa strada, se non si vogliono più guerre imperialiste che portano disoccupazione, morte, miseria, sfruttamento ed emigrazione di massa verso i paesi europei più ricchi e creare la guerra tra i poveri, bisogna dare forza al PMLI, l’unico partito veramente comunista che tiene alto il marxismo-leninismo-pensiero di Mao, la lotta per il socialismo. Saluti marxisti-leninisti. Coi Maestri vinceremo! Francesco Campisi Belpasso (Catania) PMLI è la reale alternativa anticapitalista e antimperialista Cari compagni, con profondo dispiacere, non mi è possibile per improvvisi e gravi motivi familiari, partecipare in prima persona all’evento della ricorrenza dell’anniversario della morte del grande Maestro Mao Zedong, guida vittoriosa del socialismo in Cina. Certamente mi considererete presente tra voi, partecipanti, a questo evento che ogni anno scandisce il percorso del nostro PMLI, Partito marxista-leninista, guida lungimirante delle masse popolari in Italia. Il compagno Engels, nei suoi scritti, attacca correttamente, non ricevendo, di converso, smentita alcuna da parte di Ludovico Feuerbach, rispetto al concetto delle due culture, del materialismo del proletariato e dell’idealismo della borghesia. Questo essenziale concetto, del marxismo-leninismo, fu ripreso e realizzato scientificamente e creativamente, dal compagno Mao Zedong, che partendo dalle condizioni, semimedioevali, e semicoloniali della Cina degli anni ’20-’30, realizzò nel percorso della Lunga Marcia, ove egli condusse alla vittoria le masse popolari cinesi, creando le condizioni per la realizzazione del socialismo in Cina. È incommensurabile, il patrimonio politico che il compagno Mao Zedong, ci ha lasciato, compresi i concetti della Rivoluzione Culturale, e del come realizzare creativamente, la rivoluzione socialista. Partire dalle masse e ritornare alle masse, nel rispetto della realtà della propria nazione. Il compagno Mao ha sempre tenuto presente, e messo in guardia la lotta perenne della contrapposizione tra capitalismo e marxismo, che ha avuto la sua punta massima nello scontro tra la cultura della borghesia che centralizza il pensiero, rispetto all’essere materiale, che è la specificità della cultura socialista, che pone le masse popolari come reali protagoniste della produzione e del diritto alla gestione diretta dell’economia e dei suoi processi, per il bene egualitario del popolo. Il ruolo guida del PMLI, in questi anni non è venuto meno, anzi, nonostante l’ostracismo del revisionismo moderno, messo in campo da Gramsci e da Togliatti e oggi dai trotzkisti e da formazioni politiche pseudo marxisteleniniste, che federate tra di esse, boicottano il Fronte Unito, unendosi spesso con l’Altra Europa di “Tsipras”, senza lottare contro le scelte anti-operaie del capitalismo italiano, portate avanti dal governo Renzi, che è riuscito a mettere in angolo la componente sindacale. Oggi il movimento operaio, è disarmato, privo com’è di un progetto politico anticapitalista alternativo a quello padronale, quasi rinnegando le lotte delle masse popolari, di occupati, di non occupati e dei precari. La lotta si porta avanti non con slogan e parole d’ordine, che non hanno significato alcuno, se esse non sottostanno alla guida del Partito marxista-leninista, pensiero di Mao, reale alternativa al capitalismo e all’imperialismo. Portiamo avanti le iniziative del Fronte Unito coniugate con la politica dei Comitati popolari e delle Assemblee popolari, reali componenti delle istanze delle masse popolari che controllano il mandato politico affidato ai propri rappresentanti, per poi verificarlo nelle assemblee popolari che hanno eletto i propri rappresentanti. Questo discorso tuttavia, può essere realizzato solo se riusciamo a radicarci fra le masse, portando avanti il programma del Partito, altrimenti rimane un cumulo di slogan, fine a se stesso. L’attuale momento politico vede il capitalismo nazionale, ben rappresentato al governo, da forze politiche che si dicono progressiste, ma che da esso ne sono lontane anni luce, e non intendono rivedere le politiche portate avanti contro l’occupazione e i diritti vitali del popolo Di questa politica nazionale anche i governi locali ne sono espressione e rappresentazione, nonché fedeli servitori, e la realtà socio-politica del Meridione ne è un esempio lampante. A Catania, c’è il rischio che la costante assenza del lavoro, la grave disoccupazione in vari settori, compreso il commercio, degeneri, rischiando la non recuperabilità in ogni senso. N. 33 - 17 settembre 2015 La piccola Stella, la più giovane partecipante alla commemorazione, salutata con calore dal compagno Scuderi Il capitalismo locale, investe in lavoro nero incrementando lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo. Le istituzioni locali che dovrebbero garantire anche e soprattutto i deboli, s’interessano alla speculazione e alla cementificazione della città, con operazioni finanziarie fortemente speculative, in concorso con i privati. Mancano abitazioni, il centro storico e le periferie sono disastrate, nonostante i proclami della giunta del neopodestà Bianco, che al suo interno ha anche un assessore del PCDI. Da settembre opereremo a tappeto, inseguendo e attaccando le scelte politiche che non portano lavoro, occupazione e supporto ai deboli della società. Ci faremo portatori di nostre proposte sul piano regolatore, che non prevede interventi sul lavoro, sull’edilizia popolare, sulla sanità e quant’altro. Un fraterno abbraccio, marxista-leninista. Con i Maestri vinceremo! Realizziamo l’Italia unita, rossa e socialista! Giuseppe Sparatore Catania Il discorso di Picerni proietterà il PMLI nell’“autunno caldo” contro il nuovo duce Renzi Cari compagni! Un saluto a tutti dalla martoriata Calabria e un grande in bocca al lupo per la riuscita della Commemorazione del grande Maestro del proletariato internazionale Mao! Il discorso del giovane ed esemplare compagno Picerni, Responsabile della Commissione giovani del CC del PMLI, sono certo che sarà rosso ed istruttivo e proietterà il PMLI in quello che si preannuncia un “autunno caldo” nella lotta contro il governo del nuovo duce Renzi che va spazzato via dalla piazza prima che faccia altri danni al popolo italiano. Avanti con forza e fiducia verso l’Italia unita, rossa e socialista! Uniti, coi Maestri e il PMLI vinceremo! Viva Mao,Viva i Maestri,Viva il PMLI! Giordano – Paola (Cosenza) La “Buona scuola” è al servizio del capitale ed esclude i più poveri(*) La riforma della scuola (“Buona scuola”, già il nome è tutto un programma...) e presto dell’Università (di cui le linee non sono ancora chiare, ma da fonti accreditate la loro essenza sembra ormai chiara) renziana ha in sé due elementi “forti”, che contengono una vera e propria controriforma. I due punti-elementi sono i seguenti: A) sostanziale privatizzazione, con l’intervento massiccio delle aziende private; B) superpoteri conferiti ai presidi-sceriffi, decisivi ormai nella scelta degli/delle insegnanti, scavalcando punteggi e concorsi. Sempre più una scuola al servizio della borghesia, del capitale, una scuola che esclude i più poveri, che punta al carrierismo, al nepotismo, alla politica parassitaria delle raccomandazioni, dove il concetto di istruzione popolare è ormai completamente desueto, dove l’ideologia individualistica, peraltro già ampiamente presente a livello di istruzione, diventerà sempre più opprimente, portando a una condizione che Mao giustamente definiva “metafisica”, al contrario di quella “dialettica”, per cui si evidenziano in modo dogmaticamente assertorio i valori funzionali a individualismo, liberalismo, capitalismo, schiacciando anche i residui di una concezione critico-dialettica della società, in cui la lotta di classe è chiaramente fondamentale. Quasi certamente, negli insegnamenti di storia, filosofia, diritto, economia politica, le concezioni dei Maestri non verranno neppure più citate o al massimo liquidate in quanto sarebbero “inattuali”, “non più adeguate ai tempi”, ecc. Ancora una volta tornerà in auge quella che Marx definiva senza mezzi termini “the old shit” (la vecchia merda), ossia l’ideologia da sempre al servizio del capitale contro il lavoro e i lavoratori. Non credo si possa parlare della controriforma renziana dell’istruzione senza accennare alle reazioni critiche da parte della cosiddetta “borghesia di sinistra”, reazioni assolutamente inefficaci e rivolte solo ad aspetti specifici e molto spesso anche meramente corporativi. Viva Marx, viva Engels, viva Lenin, viva Stalin, viva Mao! “Lavoratori di tutti i Paesi, unitevi!” Eugen Galasso - Firenze Commemorare Mao con il tema dei giovani e l’istruzione è stata una scelta più che giusta(*) Care compagne, cari compagni, il tema del discorso di quest’anno, ovvero “Mao e l’istruzione nel socialismo” (tema già di per sé ricco e complesso) vede come oratore il Responsabile della Commissione giovani del nostro Partito, compagno Federico Picerni, e mai il PMLI avrebbe potuto fare la scelta più giusta, ovvero quella di associare il concetto di istruzione ai giovani, ai quali la scienza socialista sin dalla sua fondazione, e Mao in particolare, hanno sempre guardato con particolare attenzione. Nel freddo inverno di tanti anni fa all’aeroporto di Pechino c’erano centinaia di ragazzi ad ascoltare il compagno Mao che, già sessantaquattrenne, così salutò commosso un gruppo di ragazzi che si accingevano a volare per fare un viaggio di istruzione in una terra molto lontana: “Il mondo è vostro, come è nostro, ma in ultima analisi è vostro. Voi giovani, pieni di vigore e vitalità, siete nel fiore della vita, come il sole alle otto o alle nove del mattino. Le nostre speranze sono riposte in voi... Il mondo vi appartiene”. Anche oggi tanti giovani prendono il volo e vanno lontano, ma non con l’ottimismo di quei ragazzi cinesi, bensì per la disperazione di non trovare lavoro nonostante il tanto studio, mentre in un sistema socialista la tecnologia e l’istruzione vengono incoraggiate per ridurre a tutti l’orario di lavoro, nel capitalismo la tecnologia e l’istruzione bruciano rispettivamente posti di lavoro, creando così disoccupazione, e creano contraddizioni insanabili soprattutto nel mondo giovanile, destinando pochi privilegiati a posti di lavoro di alto livello e lasciando il resto della gioventù a sprecare i migliori anni della loro vita. Forza dunque, Federico, siamo tutti ansiosi di ascoltarti e di conoscere tante cose interessanti! Viva il PMLI! Viva Mao! Viva la rivoluzione e il socialismo! Giorgio - Roma Un grande saluto rosso a pugno chiuso Un grande saluto rosso e a pugno chiuso a tutti i compagni che ogni anno ricordano un grande Maestro del comunismo. Sabrina - Firenze Mi addolora non essere presente con voi Cari compagni, nonostante la mia volontà da compagno sia tanta, per una serie di problemi non posso essere presente a Firenze, questo mi addolora non poco, credo che la mia assenza non incida nella riuscita della Commemorazione. Un in bocca al lupo al compagno Federico Picerni. Vanes Ortolani - Ferrara Sempre al fianco del PMLI con la mente e il cuore! Cari compagni, sono molto dispiaciuta di non poter essere presente per la Commemorazione di Mao, purtroppo le cause risiedono nella mia salute precaria, dovuta soprattutto all’età, che non mi consentono più la vita che avevo prima. Saremo con voi con il nostro cuore e la nostra mente! Sempre al vostro fianco! Un rosso fraterno abbraccio anche da Anna e Maria. Liliana Sansebastiano Cuneo Condivido in pieno la proposta del PMLI del sindacato delle lavoratrici e dei lavoratori Care compagne e cari compagni, oltre a congratularmi per il fulgido successo della vostra iniziativa di oggi e per il tema oggetto di discussione/analisi, desidero ringraziare tutto il Partito per il costante e difficile lavoro che svolge Commemorazione di Mao / il bolscevico 15 N. 33 - 17 settembre 2015 Impressioni sulla commemorazione Le impressioni della mamma di Federico Picerni I giovani del PMLI sono come i germogli della rivoluzione! Carissimi, ho partecipato per la prima volta ad una delle vostre manifestazioni e sono rimasta piacevolmente colpita dall’ambiente, dall’entusiasmo e ovviamente dalle argomentazioni. Gli interventi sono stati tutti molto interessanti. Un particolare che mi ha colpito è stato lo sguardo di Scuderi che sprizzava gioia nell’ascoltare soprattutto i più giovani. Credo infatti che per lui, come per tutti i fondatori del PMLI, che hanno dedicato la loro vita alla causa, sia una grande sod- disfazione vedere questi giovani germogli fare loro questa linea e portarla avanti con entusiasmo. Sono come i germogli della rivoluzione! Io trovo che sia molto importante che, soprattutto fra i giovani, si diffondano idee di progresso, antifascismo, solidarietà, rivolta contro un sistema che vuole solo affossarli e rincretinirli. Per me, avendo partecipato alle lotte studentesche degli anni ’70, è stata un’emozione del tutto particolare trovarmi di nuovo circondata da tante persone che cantavano all’unisono l’Internazionale, con il pugno alzato e fra tante bandiere rosse. Pur rimanendo critica verso certi aspetti del vostro partito, ritengo comunque che sia l’unico rimasto in grado di dare voce ad un’opposizione alla destra dilagante. Purtroppo mi riferisco non solo alla destra “storica”, ma anche a quelli che si professano “di sinistra”. Buon lavoro. Continuate così! Un abbraccio. ➫ DALLA 13ª dente al salario di oggi) al padrone e il padrone dispone della vita dello schiavo, decidendo solo lui e basta. Il Jobs Act è una legge totalmente da rifiutare e contrastare con tutti i mezzi quali ad esempio: raccolta firme per referendum abrogativo, manifestazioni e/o cortei di protesta ed infine scioperi generali ad oltranza, anche tutti i giorni, anche se si blocca il Paese. Il PMLI deve continuare a svolgere un’azione costante e quotidiana verso i lavoratori/precari/ proletari al fine di informarli sulle tante bruttezze contenute nel Jobs Act proprio con l’obiettivo di far comprendere che non c’è nulla di buono in questa legge. Per voi deve essere motivo di orgoglio e vanto quello di informare/sensibilizzare i lavoratori sul Jobs Act, anche perché non lo fanno i sindacati che tra silenzi imbarazzanti (CGIL) e sindacati ai quali va bene (Cisl e Uil) sono d’accordo con questa legge. E qui mi riallaccio alla proposta del PMLI sul fatto che occorre rifondare/ricostruire il sindacato dal basso iniziando dai lavoratori/la- voratrici, proposta che condivido in tutto e per tutto. Cari e rossi saluti. Alessandro – Sesto Fiorentino (Firenze) per il proletariato e per il socialismo e per riuscire a realizzare settimanalmente Il Bolscevico, essenziale affinché anche la classe operaia, gli studenti, i pensionati ed i disoccupati possano analizzare le questioni attuali/storiche, dal punto di vista di classe. I primi nove mesi del 2015 per il proletariato/lavoratori sono stati duri e difficili, oserei dire anche drammatici, in particolare sul fronte del lavoro. Infatti abbiamo assistito all’approvazione della nuova legge fascista sul lavoro il cosiddetto Jobs Act promulgato da un governo di estrema destra (PD). Il Jobs Act distrugge tutti i diritti sul lavoro conquistati con lacrime, sudore, fatica e sangue dai nostri padri/nonni (come per esempio l’articolo 18), tutti i diritti sono cancellati e si reintroduce di fatto in Italia un rapporto di schiavitù legalizzata. È come se lo schiavo (lavoratore di oggi) chiede un tozzo di pane (corrispon- Al concerto di Caparezza a Prato Diffusione del volantino sulla Commemorazione di Mao Maurizia Resterò comunista sincero a fianco del PMLI Care compagne e cari compagni, l’età avanzata mi costringe a non essere lì con voi per onorare il grande Mao ma la mia pellaccia è dura, lo spirito è combattivo e non intendo certo abbattermi per i problemi fisici che mi affliggono. Sono stato, sono e resterò comunista sincero, a fianco del Partito marxista-leninista italiano e de “Il Bolscevico”. D’altronde anche durante il ricovero in ospedale tutti mi chiamavano “il comunista”. Sono con Mao, sono con i Maestri, sono con il Partito, contro il capitalismo e il governo Renzi. Un caro saluto a tutte le compagne e i compagni e in particolare al Segretario generale Giovanni Scuderi. Viva Mao! Mario Corsetti - Cassino (Frosinone) I compagni Scuderi (al centro), Pasca e Picerni, insieme a Roberto e Maurizia, genitori di Federico oratore ufficiale commemorazione di essere lì con voi, per commemorare degnamente il nostro amato compagno Mao Zedong. A darmi forza, attualmente, siete solo voi: la nostra nobile causa, i nostri amati Maestri, la fiducia incrollabile nel socialismo e nel marxismo-leninismo! Al PMLI io devo tutto. Devo la mia vita! Devo ciò che sono. Vi mando un abbraccio fortissimo. Saluti a pugno chiuso. Michele – Bolzano Il più caloroso saluto marxista-leninista a tutti i presenti Cari compagni, con grande gioia avrei voluto essere presente alla Commemorazione del grande Mao, purtroppo potrò esserlo solo virtualmente. A tutti voi il mio più caloroso saluto marxista-leninista-pensiero di Mao ed una frase “Supponiamo che il nostro compito sia di attraversare un fiume; non lo realizzeremo senza ponti né barche; fino a quando la questione del ponte o delle barche non sia risolta, a cosa serve parlare di attraversare il fiume?”. Saluti marxisti-leninisti. Marcello – Mont-Saint-Martin (Francia) A darmi forza è il PMLI, la nostra nobile Pronto a essere parte causa, i nostri amati attiva del PMLI Maestri, la fiducia Compagni, purtroppo non posso partecipare alla manifestazione incrollabile in memoria del compagno Mao. Compagne e compagni, purtroppo le mie attuali condizioni economiche mi impediscono Sono però con voi col cuore e pronto ad essere una parte attiva del Partito. Solo per adesso un saluto virtuale ma presto personale. Vi saluto a pugno chiuso Luigi - Savona Ammirevole il vostro impegno di portare il proletariato sulla via della libertà (*) Carissimi compagni, con immensa gioia, partecipo alla celebrazione del Maestro Mao Zedong. In un mondo sempre più lontano dagli ideali della Via dell’Ottobre, dove il capitalismo trasferisce il potere politico ed economico nelle mani delle società multinazionali, è ammirevole il vostro impegno di portare la classe proletaria sulla via della libertà. Un immenso abbraccio. Saluti marxisti-leninisti-stalinisti. Tino – Firenze Gli insegnanti antagonisti alla “Buona scuola” devono andare contro corrente insieme ai loro allievi Cari compagni, l’anniversario di Mao rappresenta sempre un’occasione di confrontare la miseria del presente con l’entusiasmo del passato senza però rimpiangere il passato né farsi schiacciare dal presente. In merito all’istruzione (concetto bello e onesto), eccoci da- Lutto Prato, 3 settembre 2015. Diffusione del volantino del PMLI per la commemorazione di Mao in Piazza Duomo, angolo Via Garibaldi, durante il concerto di Caparezza (foto Il Bolscevico) Il 7 settembre 2015 è morta a Firenze, all’ospedale di Careggi, la mamma del compagno Giancarlo. Melatilde Martini è nata a Napoli il 21 febbraio 1932 e aveva 83 anni. Il suo cuore non ce l’ha fatta a superare un difficile e lungo intervento chirurgico. La ricordiamo quando negli anni ’70, ancora giovane insegnante, partecipò ad alcune conferenze-dibattito dell’allora OCBm-l, l’orga- nizzazione che darà poi vita al Partito, nella sede dei gruppi di studio e propaganda del pensiero di Mao a Firenze, in via Ghibellina 54. Era presente alla Commemorazione di Mao nel trigesimo della scomparsa alla sala Est-ovest di Firenze e a un’altra iniziativa promossa dal CC del PMLI al Palazzo dei Congressi. In tutti questi anni ha continuato a star vicina all’attività politica del compagno Giancarlo e si è sempre particolarmente interessata alle commemorazioni di Mao verso il quale nutriva sincera simpatia e interesse. Il Comitato centrale del PMLI ha inviato un telegramma di condoglianze e un cuscino di fiori. Al compagno Giancarlo e alla sua famiglia giungano anche le fraterne condoglianze della Redazione centrale de “Il Bolscevico”. vanti alla cosiddetta buona scuola del duo Renzi-Giannini, che come minimo, specie nelle realtà di provincia, darà agio ai presidi manager di “chiamare” ad insegnare persone di loro gradimento. E di contrastare gli insegnanti “sgraditi” magari perché interessati ad aprire gli occhi degli allievi. Confesso comunque di non invidiare gli insegnanti, che devono confrontarsi con un modello di scuola che al suo primo posto ha il compito di contenere i giovani e di “formarli” secondo i valori oggi preminenti. Neppure invidio i giovani, né i bambini né quelle famiglie che ancora credono che la scuola sia un luogo dove si impara. Compito politico degli insegnanti antagonisti del sistema sociale presente riprodotto nella scuola è quello di andare contro corrente. Insieme ai loro allievi. Nicola Spinosi - Firenze Cordiali saluti per l’anniversario della morte di Mao Cari compagni, sono un simpatizzante del PMLI e con la presente invio sentiti saluti ai compagni del Partito marxista-leninista italiano. Conosco in parte il pensiero di Mao e ne condivido in pieno il linguaggio umile, molto umano e battagliero che non lascia spazio a una borghesia capitalistica falsa e offensiva. In Italia e oltre stiamo vivendo un periodo drammatico caratterizzato da leggi repressive e fasciste fatte da governi antidemocratici che creano disuguaglianze e ingiustizie sociali diminuendo se non togliendo diritti e bisogni. In ricorrenza dell’anniversario della morte di Mao, colgo l’occasione per inviare cordiali saluti al PMLI. Domenico Puma – Niscemi (Caltanissetta) Auguri di buona riuscita della Commemorazione militante di Mao Auguri di buona riuscita per l’imminente vostra annuale Commemorazione militante del Grande Timoniere, il più grande leader politico del Novecento. Un lettore di Palagonia (Catania) de “Il Bolscevico” Mao sull’istruzione Dimezzare i programmi di studio. Gli esami non devono essere delle trappole. Non bisogna leggere una montagna di libri Il periodo di studio può essere accorciato. Così facendo i diplomati dalla scuola media avrebbero quindici o sedici anni, cioè troppo giovani per il servizio militare, ma potrebbero comunque fare qualche esperienza di vita militare. Questo devono farlo non solo i ragazzi, ma anche le ragazze, che potrebbero andare a costituire un “rosso distaccamento delle donne”. Consentiamo alle ragazze dai sedici ai diciassette anni di farsi sei mesi o un anno di vita militare. I programmi accademici che esistono attualmente sono troppo densi. È una cosa tremendamente pericolosa, in quanto tiene gli studenti delle scuole medie e primarie e delle università in uno stato di tensione costante. I programmi possono essere tagliati per metà. Gli studenti passano le giornate sui libri, il ché non va per niente bene, in quanto dovrebbero avere il tempo per partecipare a qualche tipo di lavoro produttivo ed avere la debita vita sociale. Gli esami, come vengono fatti attualmente, adottano metodi tipici delle contraddizioni fra il nemico e noi: compiono attacchi a sorpresa, presentano domande scombinate e oscure e mettono gli studenti in difficoltà. È lo stesso metodo del saggio in otto parti. Io non sono per niente d’accordo. Va cambiato del tutto. Per me bisognerebbe pubblicare l’argomento e tenere l’esame solo dopo aver dato il tempo agli studenti di documentarsi e studiare. Poniamo che ci siano venti domande: se uno studente risponde bene a dieci domande, e magari ad alcune risponde in modo eccellente, esponendo idee originali, costui si meriterebbe un 100. Se invece risponde a tutte e venti le domande e le risposte sono esatte, ma mediocri, fredde, prive di originalità, ebbene a questo studente si dovrebbe riconoscere un 50, o un 60. Durante gli esami dovrebbe essere consentito bisbigliare: significherebbe soltanto che, se non riesco a capire una cosa, la chiedo a qualcun altro per chiarirmi le idee. Capire veramente le cose è profittevole; per quale motivo invece si insiste nel fare imparare le cose a memoria, meccanicamente? Se io copio una cosa giusta, anche la mia è da considerarsi giusta. Si potrebbe fare un tentativo. Io sono del tutto contrario al vecchio sistema di insegnamento, che rovinava i talenti e i giovani. Confucio proveniva dall’aristocrazia schiavistica in declino e non aveva nemmeno fatto la scuola superiore o l’università. Cominciò come sostituto celebratore dei funerali e sostanzialmente non faceva altro che suonare il tamburino. Quando moriva qualcuno, andava a suonare. Sapeva suonare il liuto, tirare con l’arco e guidare i carri, e aveva una certa comprensione delle condizioni delle masse. Poi ricevette un primo incarico governativo di basso rango, in quanto si occupava degli approvvigionamenti e del bestiame. Successivamente divenne un alto funzionario governativo dello stato di Lu e si fece sordo ai problemi delle masse. In seguito aprì una scuola privata e respinse la partecipazione degli studenti al lavoro manuale. Li Shizhen, esistito durante la dinastia Ming, inizialmente andava di persona in montagna a raccogliere le erbe mediche e così poté scrivere il Compendio di erboristeria. Nemmeno il saggio Zu Chongxi, vissuto ancora prima, aveva frequentato alcuna scuola media o università. L’americano Benjamin Franklin era un apprendista tipografo e un venditore di giornali, eppure è ricordato come il grande scopritore dell’elettricità. L’inglese Watt era un operaio, prima di diventare il grande inventore del motore a vapore. Gorkij apprese tutto il suo sapere da autodidatta. Si dice che abbia frequentato appena due anni di scuola primaria. Allo stato attuale, i corsi e i libri da leggere sono tanti e perciò c’è molta pressione. Non tutti i corsi devono concludersi necessariamente con un esame, come i brevi studi di logica e grammatica alla scuola media: tuttora che si è imparato cosa sono la grammatica e la logica, basta così. Solo l’esperienza del lavoro pratico permetterà, gradualmente, di capirle per davvero. A lezione si parla troppo. È scolasticismo. Lo scolasticismo deve estinguersi in ogni ambito. Per esempio, nello studio dei classici veniva impiegato un numero spropositato di annotazioni, ma ora non se ne fa più alcun uso. Sono convinto che questo metodo, che sia impiegato in Cina o in un altro paese, finirà per muoversi al suo opposto e per estinguersi. Non sta scritto da nessuna parte che bisogna leggere una montagna di libri. I libri marxisti vanno letti, ma anche assorbiti. Se si legge troppo, diventa poi impossibile assorbire quanto si è letto, e si potrebbe finire per passare dalla parte opposta e trasformarsi in topi di biblioteca, dogmatici e revisionisti. Mao, conversazione al convito per il capodanno cinese, 23 febbraio 1964 1 ottobre 1967. Mao stringe la mano a rappresentanti delle Guardie rosse di Pechino durante il raduno di massa in piazza Tian An Men in occasone del 18° anniversario della fondazione della Repubblica popolare cinese