ìf..
Ndfk
NmrYoffc
Whitestom
NELL'ARTE
E
NELLA
VITA
(
r
VINCENZO
MORELLO
( Ra»ligHtie)
NELL'ARTE
NELLA
VITA
ItìOO,.
Remo
Sandron
Milano-Palermo
—
Editore
mifm»t-mim
THS
NEW
PUBLIC
YORK
LIBRAM
344809B
R
1340
Proprietà
Tip. F.
ANDÒ
—
Palermo,
via
L
letteraria
Celso,
49.
Succ.
via
S.
Biagio,
2.
GABRIELE
A
Questo
libro
eh'
D'ANNUNZIO.
io
ti
mando
contiene
non
dal
hanno
Trionfo
che
fetto
scaldava
Gonsuetudme
i
si
pensiero
che
pa/rla
discorsi
nostri
le
gloria^
e
buon
portò
i
tuoi
nelle
solitudini.
miei
scritti
quel
di
libri
Ma
di
da
ali,
nel
vibrazione
mólte
avevamo
,
E
te
li
mando.
dolci
tutte
mondo
mi
idee,
E^
sogni
Poi
le
vie
che,
cominciato
di
orizzonte^
tua
persona
bozze
questi
risentire
d^ accordo
la
te
per
delV
la
a
con
raggiavano
inco-
e
venne
nelle
par
poiché
bélle^ quanto
cose
e
rileggendo
critica
di
i
lunga
discussioni.
!
di
coglierai^
ac-
Vaf-
con
nostra
nostre
e
I
illusioni
rosee
la
lo
tu
ma
affetto^
tempo
arte
^
la
le
allietavano
aperte
con
Gloria;
alle
recente^
opera
tempo
e
in
tua
Vantico
con
discutevamo^
non
alla
nel
di
Quanto
te
Morte
sicuro^
sono
la
ispirato
della
cònsoni
sempre
,
die
e
,
wpprezzamenti
teoriche
idee
sostiene
,
in
o
discutere
in
essi
traddizione
con-
sieme.
in-
6
A
Tu
muterai
non
amici
fwrono
D'ANNUNZIO
GABRIELE
essi. Ma
per
,
In
muteranno.
,
degli spiritiè
solidarietà
scolastica
die
spesso
Italia
continua
la
sotto
settario
bisogno. Come
ad
i
novella
ad
o.
è
non
f
vero
via
aìiche
più
i
bene,a
le verità
anche
nobili
à bien
penser
dice Fautore
:
voilà
le
delle Provinciales.
di
stesso
bisogno
fondo
della loro
dice
•
•
e
scrive
—
^
e
odiosi
pensar
a
tarsi
assogget-
Travaillons
se
sempre
de
donc
la morale
dottrina,e perchè
fa,
V anarchico
—
io ho sempre
feso
di-
sentito in
lo
me
cVè
indipendenzaintellettuale,
e
a
maestro, secondo
principe
è perchè ho
gliana/rchid,
che
seguitare
nessun
consigliodi Pascal.
e
tano
dei settari diven-
indiscutibili
più
e a
nella propria
scuola
nessuna
a
propositi;
damma
nessun
grande
—
cioè,liberamente,senza
pensare,
a
Seguita/re
può,
si
nelle mani
partito,perchè
false
il
mescola/rsi
senza
,
nessun
alla rivelazione
salva^rsi f
seguitare,come
—
degli
più esterrefatti
come
fronte sul selciato^
fa/reper
il
sentono
pa/rtito^
un
tanto
imperversa nelVa/ria^
divinità. Che
v'è
che si ascrivono
errori
della
tura
cul-
non
e quanto più Vuragano
delVidolatria^
la
così
un
dovere
battono
la
figli lo spirito
nei
^gliitaliani
primitivi^
scuola
una
assume
perchè
esemplifico,
pad/ri.Non
dei
la disgregazione
profonda^
della
scorza
persista inva/riabile
non
dove
mi
,
e
partigiana
e
che
,
da far dubitare
e ca/rbonaroj
loiolesco
carattere
compatto
altri
dietro
non
tutto
nel
quel
trascina
A
mai
il
vita
italiana
potrà
valere
giudicata
essere
7
partito. Quando
suo
Vindvvid/uo
gli ufficie
per
del
funebre
carro
individu4ile
non
D'ANNUNZIO
GABRIELE
nelVinteresse
sèje
per
nella
dei
nella
sua
pera
l'o-
essenza,
contrasti
tari
set-
f
Questo
di
ha
libro
mio
coscienza
una
cioè
Vonore
di
Scritto
individuale.
nervosamente
Fora
e
V occasione
volevano
esso
y
e
può
non
che
convenienze,
quella
—
di
V intento
e
di
La
verità
! Io
sulla
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Pilato
nel
a
noi
delV
da
o
che
terra.
Io
credo
che
la
che
nelle
cose
e
Pirronismi
,
o
di
o
delle
e
Che
venuto
essere
verità
nelle
sincero, che
negazioni
individualismo
due
di
—
mila
elegante
è
cosa
allora^benevolmente^
sulla
affermazioni
nel-
verità.
sospetto
Impero.
diceva
onesto
prezza/re
ap-
;
la
il dubbio
che
sentire
potrai
dopo
,
Colui
di
dalle
amicizia
—
trionfa
fin
domandava,
stessi^forse,
modo
delle
f
penso
funzionario
anche
incerta^
paura
Gesù
di
presen-
più possibile^Verrore^
meno
sempre
quando
,
fede
scettico
dello
ho
e
solo
tu
superiore
una
raggiungere^ quanto
anni,
in
di
e
gomenti
ar-
preoccupazioni;
come
—
gli
intenderli
,
ha
non
esaurire
formule,
evitare^ quanto
questa parola
la
esclusa
non
di
dalle
e
di
estranee
senza
pregiudizi
dai
fuor
solo
tratta^ ma
liberamente,
ta/rli
superbia
la
avere
listicamente
giorna-
rapidamente
e
,
secondo
lo specchio
essere
f
—
a
sia
clamarla
pro-
più
idee; più
nel
testo
incondiziomite.
tu
domanderai.
8
Ed
A
•
io
lascerei
a
diclìia/razione
due
te
il
stesso
:
saggezza
cW
io
libertà
:
il
dello
sta;
rispomia
questa
dme
quelle
contengono
libertà
la
di
conto
molto
che
della
compito
tener
amo
umana,
massime
dolce
di
prima^
pregandoti^
della
D'ANNUNZIO
GABRIELE
forme
delle
germe
spirito
e
quella
delVazione.
,Tu
vuommi
opere
belle,
tutta
la
bene,
cioè
opere
intanto.
di
vita.
E
mandami
Perchè
presto
nella
bellezza.
Tuo
Roma,
20
novembre.
vita
è
LEOPARDI
E
LA
CRITICA
PSICO-ANTROPOLOGICA
?
6
V
li:
r
Leopardi
di
genio,
notoriamente
e
fu
che
al cellulare
iel
che
una
è
teoria
passaggio
anche
di
t di avventure
suo
ultimo
la
e
qua
che
o
han
militare.
o
si tratti
il
in
essere,
volume. Genio
sua
del
un
di
si
là
ne
e
capisce
subito
così
un
broso
Lom-
accreditare
la
delle prove,
è
quel rigido scienfantasioso
avrete
traduce
altera
prof.
su
novelliere
esempio,
degenerazione^la
ne
loro
co-
compiuto
Il
numero
prof. Patrizi
famiglia,
recensione
e
e
quale
lasciato
hanno
patologiche. Leggete, per
La
^ro,e
gloriosa ,
trasformarsi, da
} ch'egli
fa del libro
i.pardi
terra
sulla
aumentare
per
nel
degenerati tutti
come
fatto politico
lattia
ma-
di diritto
prof. Lombroso,
folli e
i ziato che dovrebbe
•
del
spietato, quando
teoria; e
capace
infelice,pec la continua
letteraria
gran
Uomo
pena.
vita, egli apparteneva
sua
come
lor
pagina
qualche
sua
della
rinchiusi
sono
la
alla
sfuggire
poteva
non
recensione
Giacomo
un'idea
Leo-
simativa.
approsil li-
così liberamente
ingenuamente
l' impulso
nel
tati,
i risul-
dell' idea
fissa
12
LEOPARDI
sulla
coscienza
stessa
dello
scienziato
;
e
ne
rii
di
degej
se
meravigliati.
di
L'intelligenza
razione,
è
nella
prodotto morale,
un
deriva
da
gestioni
Questi
correnti
mal
i termini
fra
intera
la
la x"ena
di
chiaro
offuscare,
grande
che
primo
Roma
un
,
illustre
forma
una
acquistato
occhio
mai
la
l'altra
libro
scienza
mi
croce,
cioè:
di
presunzione
tesi; ma,
del
Lombroso
«
memoria
la
cuore.
una
l'uomo, quale ogg^i è,
darwiniana,
una
quanto
il
genio
Non
razza.
da
a
forma
nerata,
dege-
valore
abbia
teoria;
meriti
discutere
che
,
potessel
parve
memoria
ch'essa
i"oichè leggo,
val|
presentò
so
che
protesi
tenatosii
simile
della
degenerazione
che
invece
una
tutfe
altro, x)erchè siai
la teorica
non
pare
quest'altra,
di
Io
vedrei
antropologia,
che
ma
Iva
credo
che
nel
vorrebbe
come
scimmia.
nella
e
di
di
perfezionata,
dalla
a
tutti
V
dopo;
bante
offuscano,
tesi:
dato
ha
esporre
e
non
tedesco
questa
rappresenta,
non
se
esagerazioni,
congresso
l)er dimostrare
di
suscitato
abbiamo
da
scienza
polemiche,
non
a
sopportate
che
la
per
ha
tante
le
mal
propongo
che
davvero
poeta
Nel
a
e
e
conosciuta,
essere
in
messe
mi
questione
fisico I cioè
polemiche
accese
l'arte
io
discussioni,
tante
ad
Leopai
ovvero
filosofici,
nevralgie
e
di
pessimismo
controversia,
prima,
Perchè
poco.
istinti
della
segno
un
prodotto
un
da
o
profitto i)er
quanto
o
da
e
fatte
discussioni
a
Il
famiglia?
sua
è
Leopardi
l' umanità
lo stesso
io vorrei
28
lore
va-
sione
un'espres-
sia
dilettante
pag.
così,
ma,
aver
l'una
dell'ultimo
civile
potrebbe
o
LA
E
CRITICA
13
PSICO-ANTROPOLOGICA
^
i
ertamentefare
di
domandare
rietto
i suoi
tutti
geni,
frequentemente
troppo
lono
dei
senza
passaggio,
Cesare
abbiano
che
più
rivolti al male
di
vizi, Giulio
Napoleone,
jtori,
tanto
fatto
davvero,
i suoi
tutti
dei
meno
io mi
»,
se
con
e,
essi
loro
pala-
r
^eri
il mondo
per
alla
^Tvero
^ana
romano
lingua,
Dante
^ali;
infine
o
la
danno
Io
bene
so
teoria:
^esta
alla
se
2°
jeacarlyliana
addirittura
fovimento
delle
e
non
scuole
arrecato
gl'inevitabili
o
à^W
Per
di
è
storico
degli
combattere
alla
la
la storia
teo-
creano
e
filosofo dell'evoluzione
sociali,
ma
degenera
Introduzione
fanno
genio
donde
meglio
o
il grande
crea,
mani
neUe
delle
lusingatori.
forze
dell'ambiente
itato
Marx
Spencer.
il
torti,che
abbia
operaia
degli eroi, che
faterò
Ètti produce
classe
se
o
coscienza
i
i maestri
capitolo
degli uomini,
lestini
alla
fatjtotutti
deriva,
di Herbert
biologia
abbia
pappagalli
dal
moderno;
letteratura,
di Carlo
donde
il
per
risparmiano
sapienza
dei
opositi
alla
Alighieri
udentemente loro
e
un
in
sul
qualsiasi potere
sostenendo
che
prodotto
e
esso
bile
crea-
una
apparisce (1). Ca-
cui
interpreti,
continuatori
dei
L
(1)
(
,
Se
«
è Tin
struttura
jlinon
oni
può
la
immediato,
».
—
Introd.
,
bisogna
tutti
trovansi
alla
sono
non
il progresso
società
principalidi
i eause
e
sua
insigne
soc.,
è
quei
nelle
che
questa
cambiamenti
generazioni
p. 46.
è pure
un
quelle
avvenute
nazionale.
di modificare
capaoe
propria nazione,
prima
se
sorgere
l'uomo
della
le azioni
costituiscono
ohe
^are
jnre
e
che
fatto
Prima
faccia
che
modifica-
ch'egli possa
lui ; dimodoché
di cui
dalle
fatto
egli è
l'inizia-
quali egli
è
eso
di-
14
o
dei
LEOPABDI
fecondatori,come
fino alle
arrivò
Lombroso,
il
più inverosimili
abbiamo
come
dau
del
specie, sostenendo
alla
genio,
ohe
cosa
:
solo
e
serenità
del
noi
genio
che
alPuomo
solo
si dichiari
discepolo del Lombroso,
ad
nevrosi.
Che
è
Perchè
sano.
nevrosi
dire
si dovrà
perchè
fatto
I II
molti
che
ragiona (2). E
conto
vuole
il
è la
essa
genio
l'atletismo
capitale,della
un
bene
per
l'umanità
che
i
—
^
al cuore,
egli
—
conto.
suo
che,
Salvo
male.
specie
cardiopatia ?
di
di
forma
di male
poeta
tratta
la teorica
della
ragionare, per
genio, il doloroso
l)roclamare
nei suoi libri
combattere
è la
un»
follia.Infatti,il
e
atleti muoiono
tanto
lità
genia-
suppone
sia pure
—
è
maggiore
con
genio sia un'acuta
lasciamolo
all'umanità
passarlo
organica
nostro, intanto,concludiamo
un
sottrarre
organico
ogni passo
del genio,non
psicofisiologia
maestro, che
]Nor-
può in questo che
non
così
il mondò
Genio
del
autore
Max
per
confutazione
una
e
proclamare
finì col
più,
possiamo apprendere
Nordau, malgrado
Per
di
prof.Lombroso, perchè
tesi dell'illustre
della
finì col
società;e
nell'evoluzione
contraddizione, anzi
del
alla
qualcosa
la facoltà
addirittura
un
fare
(1),per
esagerazioni;
veduto,
nocivo
genio addirittura
quella teorica
vi pare,
meglio
nemmeno
Eecanati
non
si
ha
voglia
l'ozio,l'ignoranza,
biologiedu genie et du talent. Paris, Alcan.
ri) Psi/clio-pìiy
(2) Cosi lo scolaro
del
base
filosofo
napoletano,
patologica,ma
Treves.
del Lombroso
l'on.
viene
Bovio,
fisiologica.//
—
che
alle atesse
il
conclusioni
genio, cioè, non
freuio di G.
Bovio.
—
è
a
Milano,
;
E
LA
CRITICA
rincoscienza
Ma
del
bruto,
torniamo
Leopardi,
à
nulla:
il fenomeno
si è
non
tutti
gli atti,tutte
stati
chiamati
si
e
,
suo
fu
svegliatii
sono
davvero
scienza
era
malgrado
non
e
ricca
dunque,
risalendo
Leopardi
accetti
ne
difficiletrovare
affetto da
e
.
allora
ha
dato
per
di
le radici
la
e
linea
e
molti
Benissimo
!—- esclamo
io.
arrivati
dimostrare
con
!E
Ma,
di
linea
traditore
e
ciò, se
poi?
non
tuto
po-
7 antenati
monaci,
e
casa
così ha
il Lombroso
nervosi
fonda
pro-
dità,
all'ere-
li rami
per
molti
suo
il Patrizi,
la scalata
paterna,
famiglia degli Antici, un
ladri,e
e
—
—
che,
com'è
letteraria,
fino al 1020
—
dire
professione
primo
per
che
a
intelligenza nobile
squisitacoltura
»
pazzi religiosi
a
nelle
conclusioni,il
le
negli scienziati
nientemeno
ben quattro
vero
par-
parte del
però, che
erudito,e qualche suicida;e nella
nobile
non
nepote. Troppmann
vero,
fino all'odore di santità
«
sono
rispondere
per
,
tutte
una
rintracciare,nella
subito
questi
qui mi affretto
e
—
dimostra
una
nel
bambina.
ancora
libro almeno
È
vita,
sua
morti
di tanto
accusatore!
Patrizi,dunque
Il
mili!
si-
parole,
generale anche
dell'infelice
onorato
pubblico
la
le
Tutte
della
è battuta
della degenerazione
non
suoi
degenerazione
honneur.
tout
le funzioni
si
sufficienti,
tombe
di
raccolta;e quando
a
dei
e
trascurato, bisogna confessare,
degènere,
tout
di sé
contento
Leopardi.
a
dimostrare
Per
15
PSICO-ANTBOPOLOGICA
ligiosi
re-
traduce
e
qualche
della
patria,
nevrastenici.
Che
la
materna,
cosa
il contrario
—
siete
di
\
va
a
dmostrai^^Infatti:
voluto
avreste
che
quello
quando
logica/a^aZedell'eredità,
fluire la
altri lontani
potete assegnare
non
ed
da
amore
al puro
traditori
dei
è
logica non
ritorcse
dagli antenati
Ma
dalla
davanti
di
e
Lombroso,
e
dubbi
la
se
o,
».
i quali,come
È
—
ciò,
Ma
anche
e
rampollo, le
noto?
i
per
salta
ravigliare
me-
avuto
noto
precocità di
A
chi, professore,o
si
limita
da
che
manifestare
a
tutta
il
su
gobba! È
la
mincia
co-
gobbo
era
sempre
«La
—
ture
tor-
si
può che
non
hanno
me,
aiS^nmwcon
non
ecco,
che
gibboso,
il Patrizi
su
al
I Ed
leggerezza
una
con
della
giusta vendetta.
Leopardi
dietro, pur troppo
Almeno
cosa?
è
ammirazione, sentenzia:
abusi
che
parenti
ai danni
completamente
Il povero
com'egli fosse divenuto
certi
gnare,
asse-
spietate. Naturabnente,
pubertà.
coloro
lui
lontani
passando
meno
sono
non
quando
potete
non
m'inganno, (A)
Ed
i)SÌco-antropologica.
critica
per
io
fede
un'opinione,l'argomento dell'eredità,nel
Leopardi,si
caso
materna, altri
del ladri? O
e
linea
di tanta
santi?
come
poeta della virtù
linea
nella
poeta
parenti, nella
di amore,
e
considerati
essere
solenne
e
di fede
uomini
paterna, che
al
universale
dolore, del dubbio, della negazione
del
dove
dei
rezza.
quella sicu-
dalla
dubbi, prdv^enienti
ziosa
tenden-
del fratello Carlo,
interpretazionedi uiia le/tera
non
di
poi,tutti
E
ragion d'essere.
hanno
che
Giacomo,
i mali
cosa
wdani,
dice:
fisici della
Giacomo
nella
Carlo
Parlando
sua
«
del precoce
luppo
svi-
Indi,com'egliconfermò
vita. Vero
confermò!
quale parlando
È
nota
della
sua
fenomeno!
».
la lettera al
salute,e
ri-
18
LEOPARDI
tire, comprendere
in
inette
etc.
rendere
e
la critica
natura,
debolezza
la
campa
la
della
vista.
Sanctis, parlando dell'Epistolario, dice
in
cercheremo
della
rado
affissarsi
il fa
senza
gli
in
paesaggio
col
del
Alla
del
oblio
il
noi
di
la
ma
resto, chi
Del
dato
che
natura:
uè
se
sopra
avrebbe
ri-.
e
egli
stesso...
se
E
».
l'assenza
non
lo
remo
guarde-
descrizione
tica
anali-
paesaggio
—
viglie
mera-
pensiero,
suo
spiegare,
a
noi
di allontanare
esteriore, già
bastare
paesaggio.
v'è,
ricordi
e
questi
versi
Luna:
nebuloso
Che
mi
Era
O
questi
Tien
ed
vita
quasi
rive
me
immoto;
Giaccian
le membra
le
Col
silenzio
è,
commuova
luci
travagliata
cangia stile,
né
stesso
non
e
mi
mie,
né
lor
loco
si
e
ci ha
Vita
Solitaria
:
quiete.
già
e
e
del
della
altissima
ricordi, dico, questi
I)erchè il Leopardi
mie
lu^a;
Sedendo
Pia
che
altri versi
quelle
OndUo
pianto
eigUo, alle
apparia,
diletta
mia
ricordi
sul
volto
mia
dal
tremulo
e
aorgea
Il tuo
chi
lui concesso
ombra
i)oeta anche
Ma
chi
ritorno
a
perchè
—
angoscioso
sospirato
quel
è
non
della
imagine
potrebbe
questo
stato
delle
spettacolo
ed
molesta
alcuna
conseguito
del
fosse
dalla
Leopardi
alcuno
subito
se
occhi
posarli
in
un
Che
stesso.
Al
natura....
Il De-
Invano
«
descrizioni
lettere
queste
:
psico
il mondo
par
che
spirto
quiete
oblio,
o
sciolte
senso
antica
confonda;
altri
dato
versi, comprenderà
abbondanti
squarci
r5".
E
di
LA
CRITICA
poesia descrittiva. Il poeta che
le lacr\me
con
della
natuta, sentiva
fili d'erba
del
cuore
fantasia
lo staio
poeta, per
del
Leopardi
sul
esteriore,ma
gli scopriva. La natura
Egli
subiva
la
che
dato
aveva
critica
la
era
vi si
e
del
debolezza
spinta
al
fenomeno;
del
buona,
corta
ma
cromatica
il Patrizi
da
in
Ma
poco
a
pag.
scritto
130
questo
dello
viva
eccitabilità
a
stesso
ottico,armonia
che
è
la
normale,
linee
forte
che
e
«
di
sibilità
sen-
mazione
l'affer-
parole di colore,
poeta
Ma
e
Già,
cisamente,
fatta de-
essere
».
97, il Patrizi
«
siologica
fi-
leggere più
a
d'accordo
libro:
di
vista
periferica,
potrebbe
essere
pag.
mia
delle
del
la
di
visiva I
può
non
tecnica
seguitare ad
La
era
Ma
—
profonda nella
conviene
scarsezza
maniera
una
come
avere
tenue
«
Leopardi
perchè la
anziché
si
arriva
non
del
fosse
che
:
potere
la base
trovare
quindi
senza
accontentarsi
può
poeta. Debolezza
e
E
discosto ».
tanto
pensiero.
vuol
e
ocoulto
noìi
suo
egli stesso, il poeta, dichiara
e
abbandonava,
del
ragioni. Essa
visiva
La
creava.
quindi sul paesaggio
,
psico-antropologicanon
queste misere
che
nel
grande suggestionatrice.
naturalmente
la
valeva
non
che quello
paesaggio interiore,
suggestione
accorgersi più,
d'animo
lavorava
non
tavolozza
suscitava
che
i
contare
la
natura
l'emozione
per
di
tempo
di esaminare
o
spettacolo
dinfarsie diventare
spettacolo della
ma
allo
fronte
vita
sua
la natura
guardava
davvero
terra,
Lo
.
stesso,
se
per
la
aveva
della
dell'orizzonte
di
agli occhia e,
silenzio;non
un
19
PSICO-ANTROPOLOGICA
la
sistere
con-
D'
accordo
se,
dopo
scrive
I
di
poi
tacolo
natura, spet-
colori,agì
poco
1
20
USOPABDI
di
sopra
oculare
ITè vale ricordare
».
la irritabilità della
per
la stanchezza
dall'altra
aUe
accennato
lamentarsi
:
«
Ma
da
cosa
degliocchi
che
si sia ciechi
non
della
natura
di
Si tratta
signori!E
da
né
da
Lamartine.
E
passiamo
Il Patrizi
«
«
a
Ma
"
«
salvo
nibile
soste-
sentimento
sensa^ione^egregi
il
Leopardi poteva
il
mento
tempera-
sìw
da
Goethe,
a
fornito
spiegando
;
ammettere
al
al
come
finezza dell' organo
celebre
lui tenuta
di
meno
illustre
Io
per
«
perdonino gli egregi
non
a
amici
»
fosse
maestro, Giuseppe
non
ho
Collegio Romano;
discussa,
lità
la faci-
ricettatore
ascoltata
proteste che
le
la
Leopartli
impressioni acustiche
il mio
ecco
ascoltata,l'avrei
lo
delle
dalla
conferenza, ormai
me
né
,
imbecillità
pare
Petrarca, né
opinare diversamente.
da
di
artistico
auditive
avvantaggiata
8ergi,
da
può fare
non
risorgimento
».
X"eriferico
il
col
all'udito.
sensazioni
di
mi
attraverso
del materiale
ricchezza
dalle
la natura
non
avere
sivo.
gradazioni dell'organo vi-
sentimento,non
Leopardi,
di
poi perchè,
e
paradosso, che
dalle
dedurre
penso
V ostinata
per
miope, com'era,
sentire
benissimo
:
anche
non
addirittura,non
un
parabile
irre-
scrivere,finisce
temiM)
gran
lui dalla
quale,dopo
—
derivi
»
nella
poeta,
io credo
pnò anche
della testa y"j
e
come
neppure
si
veruna,
dei nervi
in
vorrebbe
che
io
leggo
scrivo,ne
derivasse
al Giordani
opere
del
vista; prima, perchè
cerebrale, come
lettera
malattia
e
il Inngo lamento
della vista
fatica
conformazione
della
motivo
lai, a
via
che
di
se
ha
la
scitato,
su-
l'avessi
proteste
Itì hanno
—
fir-
I— ."*
E
mate
CRITICA
LA
col rispetto che meritano
ma
—
siano, d'uu
esae
le
idee,qualunque
agli stadi^e c)ie degli
votato
uomo
21
ANTROPOLOGICA
PSICO
dalla
studi, dalla linguisticaalla filosofia,
fatto
ha
della
Ma
letto l'aFticolo della
ho
del
psicologiche
trovato
occasione
Pigliando
di
il francese
mi
da
una
lettera,in
meravigliosamente,
; il
Gli
«
può
a
il dizionario
di
nella
memoria
tutta
conversazione
commercio
di
Leopardi. Né
basta.
ci
tenga, anche
a
V udito
però
vero,
normalmente
analisi
per
Perchè
l'infelice
del-
sorpreso.
cui il
Leopardi
sa
scrive
e
È chiaro
il francese
:
egli è
semplicemente
cludere
con-
«
—
la letteratura
tale
disturbo
i
e
non
:
ch'era
che
il
che
; tanto
percettivo
sensi, perchè
le
forme,
è
irritativo
non
ciò
di riabilitare la
Leopardi
tutti
pure
come
prenderne
com-
non
fosse
se
il
caso
prof. Sergi
primere
de-
vista,di
scrive
non
:
«
È
sembra
la vista
dava
risulta dalle
che
ammettere
difficile
non
tutto
e
parola, se
pare
del
i colori
del disturbo
dell'udito
comprendere
auditivo
costo
anteriori; ma
dente
ten-
pure
una
,
stato
essere
fatto
che
specioso,
poco
lingua straniera,e
una
ho
esso
perchè sappiamo tutti,che
—
ha, dirò, il
ne
:
in
e
l'abitudine,la pratica, della
francese»
avere
non
dovuto
avrebbe
mancava
conversazione
di
Sergi conclude
mentre
—
:
ha
che
difficoltà,
lui, che
aver
parlato
senso
e
recanatese,
confessa
addirittura
P ottusità del
dimostrare
a
si
religione
Antologia sulle Origini
pessimismo leopardiano;
ragionamento
un
I»
la
e
l'antropo
al-
vita.
sua
sordo
il nutrimento
storia
limitato
ad
parte degli organi sensori, e j)er l'udito,pare^
il
una
anzi
22
LEOPARDI
aceertato
questo
r è noto
valga
e
Ma
».
del
hanno
col
da
poco
metodo
che
vedere
in
ogni
ha
delle
dei
vie,
scritto
musica
nel
così,
prodotte
da
nell'animo
il Graf
E
Leopardi
la
e
poeta recanatese,
critica
la
zione,
defini-
ogni canto,
case.
su
sul
studio
si fa
è la
vi
pensi
si
quando
suono,
niente
che
men
Foscolo^ Leopardi^
troppo,
pur
ragionamento
Leopardi
più bei capitoli
volume
nel
di
più
ogni
poderoso
suo
contenuto
Ma
dei
da
che
parlato sopra;
scienza, e
emozioni
volta,
ho
dell'aria, delle
campi,
uno
forme
Tanto
del
poeta da ogni voce,
delle
là
con
mia
a
cui
di
le
canto
l'esaltazione
del
due
e
sperimentale.
quasi
pare
,
Lombroso,
tutte
certamente
accertato
Manzoni
(1).
scientifica!
II.
prefazione
Nella
osservazione, semplice
secondo
questo
Flaubert:
Si
la
pensée
risparmiati
un
ed
Dopo
i
di
critici
aver
errori
poeta
fatto
psico-antropologi
(1) Torino, Loescher,
1898.
di
e
adoprò
sentenza
Leopardi,
per
est aussi
avessero
si sarebbero
considerevole
abbastanza
di
anche
del
epigrafe
come
la
questa
ciò indifferente,
social,elle
questa
a
numero
dell'infelice
conto
per
altri
Velement
est
Se
i novelli
posto mente
volgarità
non
articolo, come
distructeur.
relement
ma
comune,
voglio qui trascrivere'quasi
ch'io
di
e
vi è
humaine
Gomédie
della
di
contraddizioni,
di
sul
Eecanati.
l'esame
muovono
dei
caratteri
all'assalto
gici,
fisiolocontro
LA
E
«
le
CRITICA
anomalie
frequenti
j
ci
vuole
volontà
per
perchè,
in
il
erronea,
proseguire
del
capriccio. La
diritto
se
forme
di
Dice
dell'aberrazione,
la
affretto
a
conosce
non
ne
filantropia.
il Lombroso
ai
cogli amici;
e
ecc.
tutto
per
né
il
aveva
lungo studio^
cannibalesca
I ì^on
il corpo,
le
sue
il
al
e
che
non
malattie
un
«
I»
Chif
—
né
freddo
di-
e
abbrancarsi
alla
è
al
tronco
la
pre
sem-
prosegue
la morte
di sapere
basta
fosse
nativo; ingrato
Leopardi
Giacomo
egli
momento
questa
basta
azioni.
romanticismo,
paese
per
traddizione
con-
proprio chi
—
invece
ogni
cure
vedete:
—
terra
passaggio
si intravvede
nelle
è la
sue
che
poesie
—
Voi
».
le
dall'epistolario
Ma
desiderando
di sapere
in
Leopardi,
genitori
esagerava
lutte
filantropo della
e
di
—
safiezionato
versi,
a
il movimento
e
dopo
in
sue
rispondere
«
—
ecc.,
dalle
più romantico
nd
—
dimostrazione,
anomalo,patologico,
completa
e
crederebbe
non
l'uomo
così
prove
Leopardi
almeno
carattere
altro
strana
Chi
Giacomo
discussa
così
il Lombroso:
Un
«
la
è
amore!
con
non
sione
discus-
scientifica, assume
come
di
le
qui,
molta
e
nella
torto,
ingiusto, che
vita
essere
calma
con
così
accreditare
le
tratto
serenità
denti,
evi-
E
Leopardi.
parte, l'osservazione
questa
così
t^osì
,
criminali»,
e
molta
ragionamento
si vuole
un
pazzi
davvero
inesatte,il giudizio
che
di
sapete bene, in Giacomo
confesso,
morali
degenerativi
discendenti
nei
come
buona
i caratteri
e
23
PSIOO-AliTROPOLOGlCA
una
vita,
rittura
addi-
prosa
filantropico
fosse
che
che
in
fessore
pro-
ammalato
fosse
tato
diven-
si lamenta
24
e
I^EOPABDI
pena
sospinto
lo hanno
che
no:
vuole
di
morire,
vita,
di
basta
; non
»
e
curi, anzi
qualche
!
scandalo
giorno
lettura
nella
le
Il
nell'
e
è
coi
denti!
Ma
di
po'
un
arriveremo
al
allusioni
mettere
a
dell'aiuto
Saffo, ragionò
del
Porfirio, fece
ripetute
Plotino
e
Storia
logico
era
del
nel
e
onore
naturale
poteva
non
logicamente
di
Dialogo
è davvero
^Hntravveds
si vede
invece,
tenace
resistenza
fra
di
settimana
la brama
le
così
nel
nella
martirio
,
rassegnazione,
ogni spirto gentile
cuore
non
perverso
vinto
di
dalla
Ma
che
non
del
poeta;
di
quella
anni,
39
così
una
eroica
sconsolata
resurrezione,
infine, che,
è compreso
è
durò
non
morte.
suicidio
così
è
derivare
lotta, una
una
nell'impossibilità della
filosofica
che
tasse,
can-
filosofia
dalla
narrazioni
dolorose
passione
resistenza
del
,
fisieo
un
che
l'elogio della
che
cidio
sui-
um^no
genere
discutesse; perchè
e
in
aveva
di
Prometeo,
ed
Bruto
in
dall'epistolario,proprio dall'epistolario,quel
così
del
il suicidio
nella
di
metafisico}
derivava
lunga
sagacia
cantò
canto
suicidio
Scomparsa
ch'egli
vero,
di
ragionasse
e
è
proprio
e
vero
bisogno
senza
Ultimo
Dialogo
nel
un
anche
Leopardi,
minore
e
tentare
Pasteur!
metodo
nella
con
forse
dell'epistolario,
posto,
a
cose
per
ancora
scandalo, illustre professore. Ma,
la
amare
non
cura
scandalo, si, un
Uno
—
:
ci fai sperar
di
esageri nella
la morte
volta
Comel
I dichiari
sofferenze
le
che
qualche
muoia!
poi ci deludi
strappare
uno
desiderare
a
addirittura
ti
poi
e
l'apprendere
cosi
una
spettacolo,
allo
ammirazione,
pietà.
tezza
cer-
«
Tal
e
ogni
cosa
è
26
X,
LEOPARDI
di
metà
in
che
pericolo
uccida
fanno
quello che
».
che
gli vien
tuta
volta
Adelaide
ad
di
in
malanni
aggiunge
,
che, insomma,
I
vita».
Ma
—
Sono
di
esclamare
—
il
mia
questa
il dolore
neppure
Questo
fa,
per
e
Pensoso
Ma
dolor
sapete,
come
morte
consolarmi
a
sento
spesse
man
voUe
Leopardi
ed
Gino
a
da
stoia:
Pi-
dal
doppio
lore,
do-
voe
in quella parte
—
la
dell'esilio:
Ch*io
Ma
più
in
temra
gioia sentire.
la
dice, la consolazione
tragedia.
viene
Tenendomi
per
la
fra
relazione, pensare
quel
dell'amore
Che
ho
della
neanche
divario
più
non
straziato,
era
:
».
Paroemiin
Gino
dove
vita,
morte
ìfon
perch'io
non
vedo
non
ma
riva
ar-
potrebbe qui legittimamente
prof. Lombroso)
;
rato
degeneEgli
circonda.
mi
desiderio,
nessun
il
questa
della
peggio
come
che
niente
dispettoso!
conto
nessun
dal
di
dell'altro.
v'ha
vita
sua
concepire
(Ah,
morte
e
la
temete,
non
pazienza,
perfino
aspettate ancora,
stordito
più lena
Ha
mi
detto
aver
fondo
al
sempre
di terminare
Ma
«
:
fino
pazienza
—
descrivere
a
«
avrò
di
voglia
quando
e
sproposito
o
Maestri^ dopo
quando
tanti
maledetta
accidente
ogni piccolo
E
—
uomini,
altri
gli
del
ecco
presso
dico:
lo core,
tal dolore
morroe.
ora
neppur
dolore
quello
la
1
gioia,
È l'ultimo
che
non
o,
come
grado
egli
della
comprendono,
r
I
LA
E
di
e
cui
CRITICA
bestemmiava
si che
e
il
dolore
suo
felice di
fosse
sentirsene
senza
escluso
speranza,
di
il
dolore.
zione
e
Ciò
Lombroso,
la
al
della vita
molto
dura
tanto
piamente
am-
uomini,
escluso
—
trario
con-
mente
grossolananel
resistenza
cui pareva
a
dal non
spiega, al
longamine
Leopardi,
ahimè
Sanctis
che
pretenderebbe
sua
:
altri
gli
il De
i)er sempre.
no:
poterla vivere
quello che
Certo
questo
tutti
direbbe
—
da
non
come
in
più grande dei beni;
appunto
largamente
e
dal
derivava
la vita
abbandonarla:
il
conquistare la vita, dal
poter
odiava
non
desiderava, anzi, la vita,come
e
il*
—
non
stessa,
se
*
vogliono persuadersi quei signori
non
Leopardi
27
ANTROPOLOGICA
PSICO-
continua-
una
la
morte
si
non
,
presentava
gli attributi
con
d'una
contorno
altro
e
magnifico poeta,
AccueiUe
oà
tout
enfanis dans
tea
Affrancfm-nous du temps^
rends-nous
perchè,
gemesse
di
morte
se
di
felicità! Povero
dolori
e
fìstofele,
non
sein
du
nombre
alla
godere
Faust
non
vide
un
et
sentimento,
de Vespctce^
trottole.
a
nelle
cose
negli
illusione
l'illusione di
attimo,
e
preoccupazione;
vera
attimo
un
che
vedere,
solo
di
dalla
miseria
irrompere la fiamma
di Me-
patologico,
sentì
presentava
étoiléj
tolta l'unica
anima:
sua
sereno
s'efface,
sparsa
lui la
per
mai, gli avrebbe
in fondo
sapere,
dei suoi
di
col
Lisle:
et
ton
la vedesse
era
ventre
qiie la vie
le repos
Ma, malgrado
de
al Lecomte
tot, divine Mort,
esseri,la
si
pessimista, di pensiero, non
un
Et
divinità,e
imagine virgiliana,come
a
Et
deUa
sbocciare
che
il fior dell'anima
di
28
LEOPARDI
'Margherita
illusione
al
I Cosi
continua
speranza
di medicina
che
i)oche
e
bel
un
puro,
ceiti
e
moto
la
natura,
E
tempo.
imagini
nel
cui
in
cuore,
spavento,
la
vita
od
imaginazioni
addietro
si
così
entusiasmi;
tutto
comi^oneva
beato
posi
mi
di
è
uno
quale
è
Ed
male
e
di
la
un
delle
poeta
debolezza
qualche
triste
il
come
il mio
di
quale
miei
:
altro
spirito, perchè
filosofia,i propositi
volta
nella
sua
di
anima.
di
nare
ritor-
vivi,
cose
si
non
suicidio
ad
e
voglia
anno
mi
e
I
cevano
fa»
—
debolezza
!
così
discuterlo
accusarlo
effettua,
che
senza
un
travagli
che
dallo
si possa
comprendendo
è, fino
non
alla
tempo,
i
Leopardi,
tanto
sguardo
come
quali
che,
alla
agghiacciai
affetti
e
più eroico
veramente
rappresentarlo
sua
del
di
gridare
a
certo
ero
mi
nonostante
stoicismo,
si
parve
dopo
udire
,
Questo
mi
misericordia
illusioni
senza
mi
onde
comprendere
a
te-
lontano,
e
seguito,
arrivando
non
tollerare
com'è
cielo
un
un'aria
antiche,
dando
alla
passata,
dopo,
da
pareva
"^uel momento,
coricarmi,
di
sentendo
e
l'animo
del-
sfinimento
vedendo
e
domandando
mi
pace
condizione
subito
stanza,
spirando
so-
l'unica
come
allo
abbaiavano
forsennato,
un
primavera
luna,
che
alcune
un
come
di
raggio
anch'io
addietro, prima
mia
una
la lettera
«Sto
—
rimanga
sere
della
cani
svegliarono
sentire
bella
la
la finestra
aperta
1820!
marzo
caldamente
mio;
mia
6
I Eicordate
amore
d'
il conforto
avuto
avesse
d'un
o
del
Giordani,
X)ida
egli
quasi
secondo
lampeggiano
Triste, triste davvero
!
LA
E
CRITICA
*
*
E
pesiamo
Vottu9Ìtà
Al
a
altro
un
ed
morale
ricostruire
di
o
due
poeta,
e
figlio,cattivo
Noi
il
di
afillo
è
due
di
Leopardi,
di
pieno
coi
qnali
Noi
di
è riboccante
infine che
peculio della
e
ma,
Ma,
Ma
padre
aiuto
certo
quando,
e
alla
stolario
l'epi-
sorella, ai
lontano
nella
un
tasia,
fan-
la
con
paterna.
casa
sappiamo
rispetto;
è
madre,
tradizioni
e
Quando
della
opere
di
amarezza.
del
del
figlio.
rivolgersi alla
scrive
Non
col ribellarsi
il
e
dre,
ma-
nanza,
lonta-
cile,
diffi-
oltremodo
danaro, egli
finisce
la
perchè
solo
delle
momento
senza
e
padre
religiose
non
gli suggerisce
f
che
di
alla
in
un
col
pensieri
punto,
perchè
da
scontenta,
di
rancore,
senza
un
dei
ottenere,
i)er
qualche
che, a
più,
il
appena
madre,
è
nelle
corrispondenza
e
delle
casa,
fratello
la
scrive
custode
rigida
sappiamo
comuni
tenerezza
non
se
noi
fin
che
cattivo
Giacomo
,
giochi
anche,
sappiamo,
Cattivo
Paolina,
il fratello
al
scherza
ai
pensando
meglio
affettuose, appassionate,
quasi religiose di amore,
nepoti ,
del
Perchè!
chiama
lettere
che
anche,
la sorella
bontà;
lettere
imposta.
vedremo
che
di
e
di
par
si è
che
s'inii)ossessa
brani
secondo
dunque.
invece
dolcezza
:
vagliare, senza
critica
tre
o
giudica
Brighenti,
alla
degenerazione
senza
solita
amico, e, poi,
sappiamo
lettere
fatti,la
dimostrazione
aUa
cittadino,
i
quelli
su
convenga
indagare,
versi,
tre
di
segno
affettiva.
solito, senza
neppur
29
PSICO-AWTBOPOLOaiCA
rigia,
alte-
senza
si
al
nega
padre.
padre, impensierito
30
LEOPARDI
poesie politiche del figlio,che
delle
e
a
d'accordo
turbarlo,
coi carbonari
ch'è
e,
peggio,
soltanto, ma,
persona
delle
che
si scalda
canzoni,
di
il
allora
Oh
che
pretende
,
scuote, si ribella
ai
contro
e
il
che
ed
domestiche
I
Se
«
in
e
a
il
padre,
Leopardi
la
il
dovete
quale
momentanea,
ma
nelle
sue
protesta
sua
al
lui
?
Ah,
se
volete
un
in
non
opere
una
a
lettera
proposito
non
lungamente
un
"5hi,
che
sua
vedere
figli
ganizzato
or-
verso
Giacomo
soldato
e
grande
più freddo, equilibrato,
stato:
in
,
di
E
»
la
a
vi sia mai
e
di
animi
dei
il
ed
natura,
dire
rivolgervi, ma
contemporaneo^
pressa,
com-
potrebbe
ammalato
che
catene
necessità
e
e
delle
figlicontenti
mite
buono
padre,
venerabili
non
il risentimento
scrittore
non
gentile
—
del
lui solo.
chi
f
torto
molla
è
a
? E
torto
e
sistema
sano
—
dargli
dei
che
quello
si
,
persone
a
nero.
offende
d'altra
tutti,fuorché
a
nobile
non
scrittore, di
si
stanco
padre voleva
Italia
tutta
sentimento
ribellione
è
al figlio;
stico
ecclesia-
marchigiani
generarli
ripeto, potrebbe dargli
un
e
imputare
evidentissime
cose
mio
dovrebbe
rinomate
potrebbe
intellettto
suo
stato, doveva
questo
non
chi
—
il
P abito
estranee; allora, sì, povera
scatta
ora
scrive
e
cazione
pubbli-
la testa
vesta
Infinito
principi prudenziali
dichiara
in
dell'
poeta
,
,
alla
benefizio
un
figlio
suoi
nei
in smaniecontro
guastato
aver
il
dà
e
cedere
infine, per
il veto
nella
non
più offende,
,
quando,
comincia
Marche,
opposto
more
d'a-
scritte
perseguitarlo,
a
avere
accusandolo
Giordani
delle
quel
di
amici; quando, dopo
crede
fatto
pensate
a
una
Sthendal,
sfuriata
determinato,
e
affilata,si
r
LA
E
vendica
CRITICA
del
padre. Riciordate
Giuliano
Sorel
in
f •Nos
d^
il conte
mepriser
pour
nomo
di anomalie
sont
le monde.
dans
a-t-elle
d'
assez
esprit
di
queste affermazioni
pére. Su
un
il coraggio,
avete
lasciate
patologiche. Ma
nos
Clelia,nella Chartreuse
di
possente, ragionate, se
e
sano
di
sentenza
maitres
no8
entrons
nous
I Peut-étre
san
la
,
et
parents
quello che pensa
Parma,
Noir
et
ostilità del
molte
delle
e
Rouge
premiere ennemis, guand
Ricordate
,
affetto
ik)co
31
ANTROPOLOGICA
PSICO-
in
il Leopardi
pace
I
E
d^W
mi
del
dimostrare
Ferrigni
Gennaro
di sodalizio
di alcune
:
opuscolo
un
del
nel
del
signor
venuto
,
conforto
a
manifesto
Non
il Colletta.
verso
mi
alla
mia
memoria,
per
siderio
il de-
ritorcevano
contro
Il Colletta
aveva,
mensile,
si
poesie. Ma,
era
il Colletta
per
un
occupato
perchè,
è
sott'
occhio,
affido,senza
affermare
più che
vero,
dato
tema
che
i documenti
al
,
un
certo
Leopardi,
pubblicazione
1f Perchè
si
il Leopardi.
contro
promesso
tempo
della
in realtà
ho
Gennaro-Ferrigni
pubblicati dal sig. De
oltre che
ingratitudine.
quale, quasi
scrivo, l'opuscolo; ma
assegno
citate
sempre
mettere, nel pubblico, in difficile posizione
Leopardi
di errare,
relazioni
Ranieri
opinioni dello zio, appare
di
mentre
nipote
simile,
roba
opuscolo
un
tiva,
affet-
dopo la pubblicazione dei Sette anni
tempo
poco
,
vengono
la suddetta
questo proposito ,
a
e
delle
parola
una
ottusità
d^W
gli amici,
Colletta,che
col
tipicheper
Ricordo
il
dire
opportuno
Leopardi
fuori
nell'argomento
ingratitudineverso
pare
come
De
siamo
poiché
sperava
delle
che
le
32
LEOPARBI
fossero
poesie
Leopardi
il
che
Reame
del
Poesie,
di
Napoli. Ma,
che
al
I
fare
X)ossa
cuore
IS"on
—
che
Griordani,
col
Leopardi
col
siamo
proprio noi, uomini,
d'ora,
siamo
il lusso
qualche
eccitabile
e
quello
del
di
che
debolezze,
queste
di
fenomeni
di
degenerazione
monti
estrarre
fossero
ed
altri
l'ombra
questi
monti
del
lere
vao
sistema
un
così
scosso,
errori
elevati
essere
possono
*
Ma
far
questi
sono
Ma
debolezza
irritabile
E
del
,
ci dobbiamo
,
Leopardi?
si
non
non
qualche
,
come
grato
ogni quarto
che
sana,
effetto
così
vedeva
e
col Banieri.
compatire
per
un
se
tempi
,
così
nervoso
di
inevitabile
errore
ultimi
falliamo
che
attenuante
nessuna
vedere,
Colletta,
proprio noi, gente
permettere
Espongo,
—
osservazione
degli
,
più
potesse restar
qualche
relazioni
sulle
agli
facesse
gli intelligenti
umano,
le
condizioni
non
doveva
che
che
sue
promessa.
giudichino
del
scorza
le
che
sua
visto
risentimento,
suo
,
il Leopardi,
come
Colletta
mutate
avvertirlo
Ma
vedete.
il
Storia
intimamente
,
sull'antica
assegnamento
la
che
Leopardi
al
finanziarie, doveva
oltre
nascondere
seppe
non
della
dedicate
tenne
ne
se
pure
lingua
erano
,
scrisse
uomo,
solo
anche
sperava
ch'ebbe
dopo
lui
a
e
;
la
gli correggesse
invece
ofteso, ma
come
dedicate
solo
fiorentini^non
amici
e
lai
a
o
nore
al diso-
f
*
i soli !
ancora,
topo che
Dopo
dai
questi, sono
quali
li convelle.
è
altri
necessario
Eestringo,
34
LEOPARDI
vagabondaggio
del
tudine
E
notare,
mi
perchè
al
dell'anormale,
perchè
si è
perchè
rimasto
diritto
di
dir
elevare
a
dogma
scienza
tutti
a
controllo
da
del
buon
oltre
di
del
dedicare
vorrei
altro
un
dolore
che,
ha
europea
può dire
avuto
la
critica
del
—
:
Gino
TtUto
Et
emmi
Or
a
E
Vun
piacemi
Altrui
noia
che
ctggrada
*n
e
a
diapictcereil
ti piace f P
Vaìtro
veder
nel viso, e
mondo.
rispondo :
isj^ssamente agghiada.
colpo
nave
E
picuxrebòemi
E
ch*ogni bella donna
un
ti
di
spada
andare
Neron
a
fondo,
secondo,
fosse lada.
antropolog
psico-
di passare
ho
disgrctda,
me
di
netto
so-
poeta
la letteratura
Pistoia.
ch^aUrui
dunque
Quando
da
di
dignità
primo
,
citato
piace,
questo
del
che
il
ha
infallibilità I
sua
errare,
trecentista
un
si
scienza
suddetta
dolore
senza
Milano,
,
dare
meglio, prima
alla
poeta
si
I La
senso
O
a
e
in
anno
più necessità
proclamare
oltre.
passiamo
e
pare
senza
,
di
punto
gli spropositi, di
qui può
Ma,
che
durante
Pisa,
a
dare
a
decanati,
passare,
questo
a
gli errori
parte
a
quello
tutti
viaggi,
Leopardi,
a
naturai
a
Bologna,
si arriva
tutto
vita
e
importanza
matto,
patema
a
arriva,
dei
secolo
del
andar
settimana
quando
Roma;
di
biblioteca
di
si
arriva, insomma,
rinchiuso
permesso
qualche
anno,
si
lasciar
Meglio
qualche
una
degenerato,
della
tomba
nella
a
è
non
del
nel
zione!...
degenera-
,
dare
quando
ragionamento,
?
quando
oggi
di
parrebbe
fare
Perchè
dire
neppur
che
punto,
protesta.
senza
voglio
non
questo
a
tipico di
segno
:
anche
pra
so-
r
LA
E
MoUo
E
sol maUnconia
E
tutto
E
E
In
seguireun
pazzo
quelU
ch'w
ammazzar
dove
fierpensier,là
del
e
tempo,
la ferocia
del
la voluttà
deU'
di
dolore, il dissidio
il desiderio
della
della
leopardiana
è condensata
Pistoia
d'azione,
a
cui
non
era
non
un
nessuno
era
uomo
un
Coraggio
di
dar
mai
osò
della scuola
iK)' dalla
forte
ch'io
e
del
era,
parte,
del
sonetto
di
Eppur
era
litario,
so-
un
uomo
giureconsulto,
un
matto,
ora
almeno
del
rato,
degene-
agli esi)eriper
distrarla
Leopardi.
poeta di parte Manca
! Il
di parola
pensiero
invece, un
proi)ongo
Lombroso,
del
tomba
:
non
suo
società,
italiana.
malato,
un
nodo
la materia
nel
letteratura
disgraziato
un
dell'anomalo,
menti
della
padre
questo santo
da
del
Tutta
morte.
e
la
con
la tirannide
esistenza
dominante,
Gino
pensiero
,
lirica
colpo di
del
scioglierà,a
Leopardi
raffinatezza
suprema
il fastidio
che
malinconie,
con
morte.
secondo, v'è, si i)uò dire, il
Neron
le
di tatte
•
ammazzo
io trovo
questo bonetto, salvo
^dda
;
jpiaceriadi pianto corte,
mi
far
sollazzo
e
m^ctggrada forte,
dì vorrei
tutti
Nel
:
spictceaUegrezza
mi
35
PSICO-ANTBOPOLOaiCA
CRITICA
aspetta.
III.
Ma
qaal'è dunque
leopardiano
ì
l'originee
la
causa
del
smo
pessimi-
30
LEOPARDI
critica
la
sul
innanzi
anatomico
fu
ma
organica
del
Leopardi;
monotonia
le
mi
—
fatto
che
di
degli
è
ha
è
di
è
anzi
egoista;
individuale,
dalle
col
il
del
Affermazioni
passato
tutte
quasi
,
scoprire
di
nei
E,
»
classici, cioè
di
vita
a
preconcetto
fondo
di
e
non
rafforzare
da
una
un
meritano
tesi
solo,
il genere
poca
un'e-
moderna;
disdegno
lato
suoi
come
del
di
sente.
pre-
essere
,
guardate
sé;
sprezzante;
:
che
le
eguale
esterno
il
Sergi
affermarsi,
espresso
,
—
le rappresentazioni
generale
della
suo
»
il
sentimento
fattore
condizioni
lamento
il
caratteristico
universale.
studi, esclusivamente
gran
troviamo
il dolore
come
la
lui,ed
vogliamo
è in
mai
non
meglio,
o
lontana
—
Se
broso
Lom-
la spesa
sviluppo
Leopardi,
cura,
ed
di
arresto
il
rinterza
e
chico.
psi-
tutto.
esterni, quando
in
:
invade
—
di
che
Quindi, può
Predominante
complemento,
onde,
mentale...
in
non
che
principale
sentimento
altri
di
trizi
Pa-
il
punto
fanno
prose
Leopardi
sul
erano
megalomane
canti
le
Fio
infantile...
limitazione.
concetti
tutte
stato
nello
forme
di
gli organi
tanto
mentali
come
che
,
leopardiana
nove
il difetto
Pamblioplìa
lui
in
e
o
soggettivismo.
risulta
è
suo
poesie
studio
Ballo
otto
il
e
soggiunge
—
dell' arte
cui
per
sconfinato
«
spiegansi
i caratteri
tutte
lineato
al-
avere
dice
—
più viscerale
dottrina
sua
Quindi
«
—
—
di
malinconia
la
della
»
sponde
ri-
—
esposte.
intellettuale
partenza
poeta
quelle tali premesse
,
—
del
morale
e
psico-antropologica, dopo
tavolo
ho
Non
«
fisica
degenerazione
La
e
non
col
scientifica
o
lette-
•
T
LA
E
di
intento
ha
ogni
conclude
hommes
qui
V exigtence
^
V
et que
materielles
entendement.
Avant
mes
tians et
ultimi
A
onestà
de
la
Iscteurs
de
mes
maladies.
de
—
considerer
mes
qu'
ce
on
et
flaiblesse
ha
merit
de
opinions
à
qu'
mon
protestercontre
la
vulgarité,
s' atta^cher à rétenir
chi
des
que
observa-
mes
d'
et
axìcuser
ragione, il poeta,
mes
i suoi
o
critici f
pagina
e
del
181
sincerità
derivarne,
insaputa dello
pessimistiche
al
doit
veua:
plutót
Ideheté
attribuer àmes
a
ne
le sue,
souffrances
mes
de
suo
libro, il Patrizi,nella
d'investigatore,senza
fa
questa osservazione
stesso
erano
pensatore
spuntati in
1810, contemporaneamente
nevrastenia.
»
—
Osservazione
i
,
:
—
germi
prime
che
,
bero
potreb-
che
un' epoca
alle
sua
menomamente
logiche
preoccuparsi delle conseguenze
V
de
mourir^je
raisonnements
Ora,
la
voulu
s' obstine
ricordato
rimaste
effetde
resultai
e
pensiero
aver
du
on
circonstances
cette invention
di
persuadés
le
vita
sua
suo
d^étre
a
miche
pole-
Sinner, nella
del
siano
été que par
Von
que
particuliéres
,
al De
Minore
hesoin
ont
alla
intorno
l 'autonomia
Bruto
n'a
per
delle
presentimento
la lettera
philosophiquescomme
prier
il
patologica. Dopo
del
Ce
:
a
grande poeta,
pensiero degli uomini.
fatte
È nota
influenza
le idee
come
commuovere
il
quale egli rivendica
da
seguiterà
Leopardi
art^e ?
sua
un
si sarebbero
che
superiore
psicologia di
e
ancora
il
Aveva
alla
la
commosso
lungo tempo
coU'unico
un'altra, ma
chiarire
37
ANTROPOLOGICA
PSICO-
piuttosto che
raria
che
CRITICA
per
«
Ma,
delle
al-
idee
anteriore
molestie della
voler
prò-
38
LEOPARDI
è
troppo,
vare
a
un
infatti
dimostrare
,
di
che
pessimismo
il
,
fisiche
sofferenze
delle
punto
P
egregio
,
malattia
alla
tempo
di
contrabbando
col
fatelo
maturare
della
filosofia.
fatelo
svolgere
che
I
malattia
la
la
inni
si
tesi
cervello
vostro
lo
se
ma
cristiani
volete
esplichi,
che
si
eh' è
ventesimo
svolgerà poi
nei
Ganti
il
quelli, come
nei
Ganti
f O
di
anni
il
pensiero
poeta
«
tatto
che
Tu
—
delle
ne
politico
hai
delV
essere
che
siamo
in
che
l'
primi
religioso
pensiero
sapevi
dice
—
,
daUe
miserie;
malattie
il
assaporato
nostro,,,
tutti
tutti
infelici.È
sono
brevi
e
»
—
malvagi^
vero
nulli; ma
ma
che
noi
Redentore
questa
umana
testimonio
ne
V
sentito
Maria
A
non
già
—
questa vita nostra,
hai
tu
pur
f
imaginazione
provato
l'inno
E
i)ermet-
non
più intimo
nulla,
namente
pie-
formazione
al
alla
come
tu hai
da
sua
l' inno
permetti
ma
o
mento
senti-
il
filosofico
e
in
trice
ispira-
dai
fin
modo
alla
estranee
ti consideriamo
nostre
poeta
,
il
completamente,
aò asterno,
noi
il
serio
che
indipendentemente
,
discussioni
tere
contiene
e
poi affiggerlo, si sia manifestato
dovevano
e
attraverso
degli
,
nevrastenia
la
del
pieghe
Progetto
sul
piuttosto
pare
vita^
del
tu
vi
sua
attraverso
che
ramente
chia-
,
non
il
ancora
vita, che
credete
sia
malattia
anno
sulla
e
e
;
la
nelle
sott' occhi
sull'uomo
progredire,
scoprite troppo
1 Avete
idee
le
germe
l'arresta
cogliere prima
voi
dà
non
,
,
in
subito
con
nasconde
del
frutto
un
fisiologo
Fatelo
Per
tutto.
è
affacciarsi,che
,
pessimismo
distruggere
:
«
infelicità
godiamo,
vita
siamo
e
È
—
e
questi
piccoli
e
vero
siamo
mali
ci rie-
CRITICA
LA
E
lunghissimi
scono
vi
che
il
fisiche
il
riuscissero.
Ma
Non
al
questa
prof.
Patrizi.
lieto
infatti, a
Leggo
universale
alla
società,
fanno
ci
famiglia
nella
incontrarsi
ad
e
—
prima
o
o
si
non
del
dopo
libreria
nella
Vergine
ond'è
a
fare
della
servirebbe
meno
invece
che
il
poeta,
del
della
del
Canto
farci
dove
se
nel
tt*o
lore
do-
del
quasi
e
quelle
«
infastiditi
la
pessimismo
a
questo
era
punto,
diritto
va
zione
Conce-
sia
nato
se
,
degli
convento
nel
passato
nati
anteo
l'avvenire
nel-
figlio,
costretti
psicologia no^saremmo
pastore
più
dell'eredità.
Leopardi
se
per
così
perchè
—
come
e
nepote,
intendere
un
vi
ch'egli
la
ciò che
davvero
Ginestra
e
^
d^
:
cere
dispia-
x"^r
Immacolata
teologia leopardiana;
a
non
dottrina
Ma,
»
della
figliadel
madre
che
i)erchè
il
che
antica.
più
fecondare
,
fuggirono
mistero
sa
verità
a
anzi
là
«
Leopardi»,
pessimismo
col
la
ragionamento
imaginare
il
che
vedete
al
che
malattia
lattie
ma-
la corrente
che
182,
monaci
asx"ettile
sia
ragione,
precorreva
quei
e
cludere
con-
difficile
sicuro,
risalire
del
E
possa
Diciamo
conclusione
Sono
pag.
basta?
I
darmi
esistenza
stessa
suore
voi
di
si
riuscirono,
no
mia
egli può
rapidamente
?
stato
crearlo,
che
sarà
primo
sarebbe
e
,
che
leopardiano
certamente
e
Vi
—
,
manifestarsi
per
pessimismo
brani
questi
pessimismo
poterono,
queste
insopportabili,,.»
e
letti
dopo
pare,
39
PSIOO-Al!^TBOPOLOaiCA
delVAsia!
non
tanto
40
LEOPARDI
*
Eestiamo
Ma
—
fuor
è
dunque
poi
dell'
è
i
il
pare
è
ma
non
e
cause
il
punto
vi
devono
prima
insistono
Essi
nella
dell'assoluto
pervade
farne
poesia
addebito
un
essiimagiuano,
invece
leopardiana
un
gran
;
e
torto
alla
mi
Il
più
e
meno
mi
pare
,
letteraria
sopra
in
cui
citato.
io
che
la
come
invade
mafia
e
una
,
si
non
alla vanità
si credeva
lo stato
sconfinato soggettivismo,
dello
decomposizione
storia
questione.
di
ho
che
egoismo^ dell'insistente
la
in
infatti
la
e
questione.
di storia
errore
il
e
Questo
—
questione
gli egregi antropologi
i)arlano
pianta
un
la
se
intenderlo
a
della
è
E
cosciente
più
argomento
non
ma
d' entrare
chiarire
opportuno
e
che
dolore
provincia,
essenziale
occasione
essere
di
produce!
lo
cludenti,
con-
e
sorpassino
d'una
che
ed
eleganti discussioni;
Ma
che
ragioni,
le
tutte
Leopardi?
il
e
esser
spiegazione!
una
essere,
le condizioni
vero
e
di Giacomo
pitr forte
da
lontane
lamento
primo
il
dell'individuo,
resto, può
per
il
vita,
,
ipotesi, a
meno
ragione
secoli,questo
famiglia,
stesso
così
della
e
poeta
le
tutte
pitio
una
poi,
grande
a
cause
darsene
più complesso,
d'una
le
tutte
primo,
spiegarlo,
dell' arte
d'un
si ricorra
in
attraversi
non
fuor
così
per
Giobbe
:
straordinario
cosi
,
che
induzioni, a
Da
domandiamoci
,
pessimismo
necessario
E
Leopardi.
a
fenomeno
un
umano
del
questo
*
di
Leopardi che,
il centro
loro
che,
accorgono
do
secon-
no
dell'universo,fan-
cultura
storica
e
let-
42
LEOPARDI
la celebre
fu
rimessa
primo
Puomo,
letteratura,
dalle
particolari
di
lui, esse
da
lui diversi
di vita
?
impera,
non
in
se
di
del
di
di
che
potere ascoso^
nulla
comune
che
solo
poeta,
lui
dopo
e
altri
poeti,
studi, di pensiero,
di
temperamento,
ha
non
nell'opera
natura,
e
indurre
prima
ovvero,
brutto
Quel
fare
dal
più traccia
patologiche
apparse
di
forma
tal
do-
e
espresse
sia veduta
da
condizioni
sono
le idee
e
ne
modo
biblioteclie.
pessimismo,
origine, di
derivate!
fossero
al
haissable,
est
delle
polvere
I sentimenti
tale
nella
esse
nella
—
di
sono
che, spento
:
le mai
:
ricordato, ritorno
per
Leopardi
Pascal
dormire
a
Questo
mando
di
sentenza
con
a
comun
la
vis
danno
abdita
di
Lucrezio,
Osque.adeo
Jmmanaa
res
quaedbtim
vis abdita
Optertt.,.
diede
che
De
Rerum
poeta f
della
di
questi
dell'uomo
Ch'ei
chiama
Dopo
gli
abbia
natura
Per
si
Che
sembra
ignaro
i
genti
,
di sorta
ch'è
Quella
e
e
dell'etadi
dal
seguir
che
fanno
nipoti
verde,
ognor
lungo
I
procede
anzi
cammino
star.
e
Cangiano
linguaggio
i
:
regni intanto,
ella
noi
vede.
—
libro
V
messi
contenuto
crudele
parentela
moderni
un
credenza
una
fredda,
ha
ancora
sono
:
antiche
avi
la
non
poeti
versi
Cosi
Mutan
si
non
nauseosa
E
—
del
cementatori
quali
forza
Ginestra
concezioni
La
ai
superstizioso, indichi
o
del
in
i
questa
se
razionale
natura
fare
Naturas,
d'accordo
paura
da
tanto
o
una
superba
con
tre
al-
ta
descrit-
è
non
CRITICA
LA
E
la
de
Alfred
roule
A
QÒté
Je
ne
dea
dit
mère
prends
Mon
printemps
lo
queste
altre
Ah
la
eutendre
sans
tombe.
hécatombe,
son
adorations.
lo
e
delV
Canto
nel
?
—
voi
in
qui
n'est
di
Lislef
de
oiel,
insensée,
éternel?
pas
Schiller,
in
Heine
svolti
naturalmente
non
pensée,
et
forèts, souffles du
Tespérance
volge
ri-
impulso
stesso
joie
amour,
Asia
Notturno^
tra^iqnes di Leconte
cela
motivi
nations.
il Pastore
luna
des
Musset,
cendre;
leor
un
vos
che
et
tout
de
oomme
pas
alla
plein
que
De
stessi
gli
morts
Poèmes
mer
à
Qu'est-ce
in
sois
eela, jeunesse,
Emportant
E
je
movimento
dei
de
Chants
noms
sent
e
stesso
! tont
di
herger
:
des
les
et
vos
ne
stesso
hanno
et
terrier
domande
le
se
a
portant
une
hiver
tutte
lenr
pas
les
en
Mon
E
voìr
sans
du
fiiormis, les popolations;
distingue
me
Maison
nella
superbamente
dédain,
avec
J'ignore
On
dice
Vigny
Je
che
natura
stessa
43
PSICO-ANTROPOLOOICA
non
sono
dole
l' in-
secondo
,
il carattere
e
stessi
motivi
forme
fantastiche
diverso
di
lamento
per
,
,
il cielo
giorno
un
degli uomini
?
tica
—
che
la
e
bene
So
collegandolo
conto
Ma
noi
con
della
non
la
delle
morte
la
terra, ed
delle
illusioni
nelle
questo,
chiama
degenerazione
che
dei
lo
poesie
«
spirito
del
naturalmente,
misoneismo
pardi
Leola
cri-
»
,
classici,lo
dell'infelice
contro
popolavano
esaltavano
colpa degli studi
incrudeliremo
poeti, gli
,
si trovano
che
dei
disparizione
,
psico-antropologica
in
la
per
favole, degli Dei,
delle
sentimenti
ciascuno
di
di essa,
mette
recanatese.
accusandola
e,
44
di
LEOPARDI
vorrebbe
che
lei
a
torto
a
di
impedisce
delicati
si
delP
anima
guardare
e
desiderio
umana
e
col
credenza,
ancora
nostro
si
E
degli
vita
De
nel
la
antichi
né
Musset
e
di
di
che
si
nella
e
progressi
timento,
sen-
Grecia; quando,
De
si
Musset
dar
loro
nella
possa
sostituire
parte
proclamate
suno
nes-
quelle forme
ideale
vita
può
perché
—
lei
a
della
promettere
com-
la scienza
via
di
Schiller, né
che
E
sua
alle
soffio
un
né
nulla
scienza.
pendole
sa-
,
conforto
primavera;
della
vuole
tanta
sono
e
che
,
morte,
perché
e,
morte,
!
commuovono
Lasciamo
dunque
le
psico-antropologica.
Leopardi,
non
origine
è
esagerate
Il
diciamo
fecondato,
solenne
di
,
contennero
e
morti
ler
svaniti, Schil-
chiede
fanno
Heine
quei poeti
sanno
ne
Cristo; quando
di
tenta
proseguire
serenamente
retore
plastica stessa
croce
polvere
,
i
spenti
,
cuore
suo
nella
agli Dei
volatilizzate. Leopardi
favole
più
come
pezzo,
sapendoli
dalla
i
poeta
un
ai mondi
di
cbe
religione, vivono
un
per
quando,
desiderio
baciare
a
quando
e
sociale;
e
cristianesimo,
organi,
decaduto
proclamandolo
inchina
ai nostri
col
poeta,
vana
il
e
lontano,
sangue.
volge
che
politica, come
come
in fondo
del
approfondire
opera
paganesimo
vivranno
e
di
pensiero,
fa
non
Il
retrogrado.
come
nostro
psicologia individuale
,
di
al
semplicemente,
rivolge, col
mentale^
qaélVambioplia
regalare
di
problemi
le osserveremo,
e
di
affetta
veramente
esser
di
pretese
le
fra
origine viscerale,
intellettuale
allevato,
pessimismo,
pure,
;
non
è
V
della
ma
malattie
di
effetto
tica
crisciuto,
cre-
del
e
pura
di
una
LA
E
CRITICA
psicopatìa
spirito
ereditaria,
massimo
sviluppo
infatti
Qual'è
11
la
la
e
di
di
ebl"e il
f
pessimismo
questo
è
la lotta
scientifica
natura
suo
esplicazione*
pessimismo
la
e
dello
stato
uno
definitiva
sua
questo
fantastica
di
poeta di Becanati
il contenuto
contenuto
natura
Peftetto
ma
nel
che
umano,
45
PSICO-ANTBOPOLOGICA
tra
la
tra
,
movimenti
di
e
lotta, questo
la
del
contrasto,
indifferente
invece
ai
,
la
del
raggio
nostra
nostri
ha
uomo
lo
pullula nei campi
quasi questo
e
V
di
unità
natura,
cui
a
che
nel
si vorrebbe
che
natura,
filo d'erba
'che brilla
pulviscolo
del
fronte
di
si crede
che
uomo
e
—
,
valore
stesso
1'
ripensa
dell'universo,
centro
ancora
forze
la
cioè, quale
natura,
sole.
Questa
contro
rancore
rivelandosi
e
serva,
e
si maledice
desideri
e
,
si
ritiene
suo
più di tutti
che
bisogno
dalle
le
sentimento
suo
della
ai suoi
poesia
dell'uomo
Ohe
nel
suo
antica
estremi
natura
e
lo
e
grandi,
sbigottimento,
deriva
U
più
fondo
da
questa
vero
allora
nel
pensiero,
ruma
placida
8Ì
i termini
le
berarlo
li-
a
diventa
la
sei f
del
coniiitto
:
delle
caducità
lità
l'impassibi-
cose
umane,
,
anche
di tutti
concorressero
cosa
occhi,
più
il
f
Tu
della
avere
avuto
natura
infelicità.
Roma
Ecco
nella
momento
forze
sue
doveva
mali
infelice, avrebbe
dinanzi
l'universo
nostri
,
tragico
supremo
che,
dei
complice
e
come
Roma.
E
la
sorda
insieme
constatazione
del
pessimismo
di
la
meraviglia,
ribellione
fatto,
che
costituisce
leopardiano.
Se
la
46
LEOPARDI
luna
seguita
sole
seguita
brillare
a
d^tovge"tì umane,
che
la vita
serve
fra
Dico
che
A
miro
Che
Io
facelle
tante
fa
Paria
Infinito
seren
immensa
il pubblico
d'animo
così
Il
intelligente,
della
l'individuo
poeta
a
e
i suoi
anche
d'un
che
Peffetto
suoi
qual
il
antenati.
nuova
della
re
si
le
e
scienza
co-
di
sé
zione,
Rivolutale
mor-
imperatore,
prenderà
com-
disillusioni
sue
i
,
chiedere
ragione
ancora
dell'indiff'erenza
verso
nel
piantare
potesse
,
universo
della
acquistato
matrice
cenni,
ac-
stato
uno
tratto, da semplice
,
e
questi
a
esser
avesse
gran
dolori
dell' universo
centro
a
?
sono
ricordando
malgrado
,
sole,
stelle,
quella dei
incoronarsi
egli
il
e
questa
Ma,
di
o
che,
arrivato
dubbi
io che
dalla
uscente
come
suoi
? ed
superiorità
sua
l'individuo
era
dir
poteva
del
4okH:e
quel profondo
e
vuol
non
nevrastenia
pubblico
le
intelligente comprende
tragico
std
sperse
di-
?
naturalmente.
accenno,
città
:
infinita,
? ohe
il
se
?
arder
cielo
delle
la luna
servono
pensando
me
Solitudine
in
Eoma,
fiorire
a
dell'uomo
stessa
quando
£
che
a
di
ruderi
seguita
primavera
,
rovine
sui
risplendere
a
la
se
le
su
i suoi
mali
e
l'
al-
verso
destino.
suo
secondo
Ma—
perchè
viscerale,
punto
logico,
non
stabile
e
non
il
la
critica
pessimismo
intellettuale
su
ha
cui
psico-antropologica
? Perchè
iK)ggiare,
neppur
è
leopardiano
chiara
non
un
esso
ha
la visione
pete
sa-
fenomeno
non
un
—
ha
un
organismo
delle
cause
LA
E
far risalire
coi
a
altrui
:
brutto
"K
le
il
fato,
la
responsabilità
la
natura,
B
—
quel
che
senza
chi
dell'individuo
al
siamo
vement
eommun
le
del
in
cui
del
in
diciotto
presente,
duòita;
d'una
questa
serio,
la
f
concreta
che
signori ,
qual sia
^D'un
—
IV
volume
lìnea
del
fino
mou-
della
poi. Allora
di
in
che
secoli
ideale,
mirabiL
d'una
la
ra^ccogliere le
pagina
il contenuto
bellezza
del
del
tuttavia
e
e
queste gli
descritto
pare
critico
riore
supe-
aspirazione
credenze
vi
^on
mano...»
agitò
lo scontento
dolorosa
sue
fatto
af-
Faust,
momento
cioè
:
malattia
soffredi dvhitare,
Uuomo
nella
simile
addietro
di
e
cercarle
a
la
Werther
felicità
regione
una
a
appare
un
pensiero
andata
era
non
desiderio
di
cerca
fondono
destini,
ricordano
nel
il vago
l'infinito.
verso
sui
tempo
tutta
su
—
quella
a
uomini
e
i)oteva avere,
quei
I I^on
filosofìa
la
secoli
simile
si
dunque
mini.
predo-
e
un'idea
umano,
secolo, l'irrequietezza
gli
chi
cause
indietreggiano
cause
diciotto
da
si affermi
o
Taine
il
,
Inglese
astratta,
essi
del
degli
necessità,
,
secolo
dice
e
vicendevolmente
sulle
morale
mali
la
,
genere
e
—
Letteratura
umano
di
ricordano
ideale
suoi
destino,
domando,
principio del
il carattere
dei
si scambiano
tempo
del
e
precisa I l^on
e
io
di
periodo
il
alcuno
ha,
47
ANTROPOLOGICA
PSICO-
potere ascoso»,
parti,
in
CRITICA
naturalista
in
sul
,
pensiero
e
del
sentimento
pardiano
leo-
ì
Ma
la
di
l'atmosfera
che
il
critica
antropologica
ambiente,
di
tempo,
grande
una
luogo ìiatio
di
non
,
astrae
di
da
luogo,
intelligenza:
si preoccupa
che
essa
che
le
tutte
dizioni
con-
formano
non
della
vede
ca,sa
48
LEOPARDI
paterna^
che
si occupa
non
ed
dell' individuo
estratto
dei
movimenti
da
questi
,
il frutto
viscere
del
malato,
le
della
prove
fortuna, quello
nuovo
suo
è
storia
perigliosi
un
spirito , lo consegna
dove
naturale
none
—
menti
ele-
da
tumore
un
museo,
tumore
un
come
nello
messolo
e
del
agli scaiiali
pensiero,
patologici
che
crede
del
genio.
posino
riPer
il genio di Giacomo
Leopardi.
*
*
Ma,
Giacomo
dicevo,
la
per
nato
per
egli che
e
la
la
in
la
giovinezza,
ebbe
giovinezza
Quando
parla
anche
sé
i suoi
tra
della
di
dice
nel
dolente
Sogno
quando
e
;
Confrontate
il solo
si
l'uomo—
e
il
tra
vita
—
va
ama-
e
ebbe
non
-
pensiero
Egli
essere.
,
stituzione,
co-
non
vita.
mente,
tenera-
commuove
nome.
lo diletto
giovinezza
per
parla
detestata
i
suo
amore
giovinezza
diventa
contrapposto
della
di
La
il
e
ebbe
per
Nome
i conflitti
sua
vita, il poeta
sua
bellezza, l'amore, la
farne
a
tutti
la
per
la natura
tra
sogni
non
,
era
natura, per la
il conflitto
sentiva
realtà,
Leopardi
sua
rendere
*
vecchiezza
triste
:
vecchiézza
soglia.
seguenti
passi
,
e
avrete
un'
idea
e
50
LEOPARDI
Ed
egli
malato,
sostiene
amico
suo
tutto,
il
coraggio
e
che
il
,
,
non
è
il debole
mentre
è,
sorte
sua
gli
altri.
del
corpo
sentite
Non
ApoUodori,
meravigliosi,
circondati
? E
d'Atena
grande
Enrico
Almeno
dalle
del
di
la
in
piega
di
del
loro
i viali
dei
rose
ragone,
pa-
quegli
,
salti
loro
e
tutta
debole
di
il dolore
un
dei
l'universo
acerbo
vìssuto
indarno.
!
nasi
gin-
,
tragica
potenza
afierma-
questa
vivi,
e
insieme
col
sospiro di
il
suo
sua
mondo
un
più bello,
e
la
di
sua
gantesca
gi-
anche
era
poesia sopportò
V
sacrifizio
si levava
robusto
più
sono
«
quella
tutta
», col
pensiero
e
tutto
raccolse
secolo
fresco, più sano,
la
contenne
del
vivo
quando
constatazione
una
Leopardi
ma
malattia
in
quando
Io
«
Giacomo
»
morto;
»,
:
«
dissolti
di
Heine,
questa
i morti
tutti
Sarammi
disillusioni,con
sue
come
de
bellezza
:
L^esser
di
»
allietano
lauri
di
che
ingegno,
vivere
dialoghi
dei
dei
e
sentite
non
e
quegli Agatone
che
;
bambino,
il dolore
tormento,
,
vigore,
insomma
veder
«
lettore
discussioni
loro
il
»
un
di
ma
un
del corpo
questo elogio della
il
sorriso, delle
zione
vivere,
Adimante,
quegli
ma
uomo,
sapiente
sentite
nobile
vita
«
quei Ctesippo
con
d'un
dipende
in
il
umano,
? Non
Platone
del
corpo
di
e
la bellezza
un
di
non
Tristano
di
nell'uomo
la
potere
brutto, gobbo,
era
Dialogo
bellezza
dalla
è
la
nel
che
egli,
—
ed
amore,
aveva
non
della
tutto
mister
enorme
che
più
fu detta
sua
la
felicità,
piti giovane, più
quello in cui
vita
I
si
erano
LA
E
Una
grande
di
l'isaltato
poesia
folto
un
complesso
e
studio
del
massimo
Giosuè
basti
semplicista,
al minimo
critica
riducendo
tutti
finì col
di
darci
del
che
autore
suo
in
avesse
,
autentica,
o
Modestamente
ho
di
tentato
forme
le
Se
tipo inalterabile.
loro
leggere
potesse
ner,
scritto
di
lui
a
che
quello che
Tasso
Torquato
Chi
stolto
Affanno
Ha
Ma
nome
non
anche
di
fortunatamente
piti.
ad
Canzone
e
del
e
quella
lettera
al
Angelo
Mai
al
poeta
vide
pre-
De
Sinhanno
gli antropologi
stesso
se
a
traddizioni,
con-
re
ricondur-
infelice,come
ripeterebbe
mestamente
nella
poesia
nella
,
versi
di
gli errori, le
grande
accaduto
sarebbe
che
il
scere
ricono-
l'originale.
adulterazioni,
gli aspetti della
e
più,
a
elementi
dimostrare
le fondamentali
zione
un'edi-
nessuno
riuscire
con
gli stessi
con
,
critica, io
identificare
a
stioni
que-
psicopa-«
una
quella poesia
che
todo
me-
delle
di
potè
l' arte
onore
politiche,
i termini
figura,
una
zionale,
na-
l'antico
con
e
denominatore
,
e
letteratura
i"sico-antropologica
questo,
comun
ereditaria
tia
La
mo
l'ulti-
leggere
Canzoni
tre
di tutto
conto
tenne
non
un'idea.
di elementi
della
sulle
è il
Leopardi
numero
maestro
Carducci,
formarsene
del
quella
come
storici,politici,filosofici,morali:
per
51
-ANTROPOLOGICA
finito.
ho
E
PSICO
CRITICA
egli
i
rivolse
:
direbbe
oggidì,
il tuo
se
il
mortale
grande
e
il
raro
follia?
i morti
riposano
,
e
non
gono
leg-
52
LEOPARDI
(A)
il
punto
infatti
E,
«
nel
Patrizi
prof.
Sandron
(Bemo
tcienza
s'inganna
perchè
suo
mia
pensando
ohe
volta,
Leopardi,
a
Patrizi
che
com'egli è,
è sempre
di
questo
Se
e
citare
proposito
a
è
similare;
ha
non
oppio
è
non
men
messo
né
provato
degenerative
il
i
monde
de
sous
loppement
uns
meilleurs
sfMb
enfin peuvent
en
an
de
desequilibrée.(Bubinovich—
Bueff, 1890). Ora,
a
rebbesi
riuscire
forse
,
Ma
marchio
un
vi
è
poi
la
per
di
ils tombent
parte
moral
vue
dans
lo
calcoli
che
la
per
forme
non
morbide
genti
sor-
poterne
per
;
Uexistance
un
des
cotchet
viennent
autres
donne
troistems
point de
an
fra
au
leur déDé»
vue
completement
est
degenerescence—FATÌa,
considerevole
y
di
nifestazione
ma-
pensano
les
l^imbecillUé,
soltanto
al poeta
riprova. Che,
les
moment
et
la
ma
psgchique
vue
leur existance
sviluppo
nei
—
consideraible
Hysterie, mais
immoralità
grande
un
développement
un
point
et à
za
scien-
diverse
genio
ereditari.
idiots;
la
misticismo,
dalle
che
de
ormai
diretta
ammesso;
del
point
au
per
è un'altra.
è sempre
quelli
fiumana
naissent
apparences
arrety et
atteindre
mais
inteUectuel^
dare
la
principi supposti
fait special, Les
d
ed
da
non
l'attossicazione
o
prof. Lombroso,
provenga
il
e
provato
logi
fisio-
bisogno
questione
ereditaria
salvo
dégénérés porte générelment
etres
tout
e
più
non
prof.
V eredità
degenerazioni
le
trasmissione
ammesso,
Patrizi
stabilire
l'eredità
l'alcoolismo
è
il
del Morel, che
la
l'idiotismo
naturale, ed
è
lutiva,
disso-
eccellenti
sia
:
mano
chia-
chiamare
fisiologi,ed
vi
vero
morfologi
i
spondo
Ri-
—
E
—
anche
Ma
fra
»
ammetterà
trattato
citano.
che
Che
che
legge
etc.
reciproco.
degenerazioni
grande
con
ancora,
nella
quindi
e
cona,
prof. D'An-
eto.
potrebbe
credo
non
e
:
vero
producano
prof.
nelle
degenerazioni
G-enio.
il
essere
nella
e
della
similare
si
mi
che
il vecchio
del
affatto
come
sapere
nelle
degenerative,
è
per
similare
che
Ma
sproposito tutti
a
o
che
vero
quella,
il
oome
è
questo
a
estetica
conoscenza
mai,
se
rispose
NeU*
all'eredità
bisogno di
e
solida
l'inganno,
a
—mi
*
S'inganna
«
è sempre
v'è
dirètta
libro
non
degenerazione.
non
ultimo
io pensavo
conservcUivOf'non
della
logica
una
soccorre
dell'eredità;perchè l'eredità
a
fil di
Palermo).
—
lo
non
a
probabilità
essenziale
gli altri, da
vor-
ereditaria,
della
virtù. ?
zii mater^F
LA
E
ladri
alla
sia derivato
forma
non
da
se
letterati
e
similare
zìi materni
poeti,venisse
egualmente :
poetif
Lj^^V
grande poeta,
un
U
della
o
53
-ANTROPOLOGICA
PSIOO
CRITICA
si
dice, e
si conclude
Ma
degenerazione.
si direbbe
patemi, da parentiprossimi o
iìiori
rampollo
un
è
nipote
un
,
un
quindi
figlioladro
mente,
eguallontani
,
ladro, perchè li suoi
si direbbe
furon
POST
SCRIPTUM-
r^
i'
58
LBOPABDI
chessia,
di
al
gli
medico
o
far
della
critica
altri
Poccasione:
si
presenta
abbiamo
sana
Combattono
f
combattono
chi
di
chi
a
è
I
Chi
f
notizie
di
Ma
di
che
è
non
d'arte
ecc.
ecc.
combatte
»
lai critica
di contestarle
critica
battono
com-
noi
un'opera
mai
Max
che
che
degl'individui,
in
Ora
—
pervertita,
pretende
colto
tatti
a
esteti
se
esercitare
più elementari
letteratura.
Gli
«
o
errori
gli
si contesta
spropositi
domandarci
naturale
dicono
che
dite
pretendono
scientifica,e
coloro
di
morbosa,
o
come
scientifica,pretendono
il diritto
co,
medi-
al
Soltanto,
afferma:
e
re,
doganie-
o
consigliato, quando
sempre
Non
la critica
Si
1f Nessuno.
si è
mortali,
Nordau
—
farmacista
o
notaro, al farmacista, al doganiere,
capitata
è
notaro,
o
diritti!
esclusi
non
scientifica
e
;
flagrante ignoranza delle
storia
letteraria,di parlare
c'entra
in tutto
la critica
questo
scientifica?
critica
La
scientifica
,
cioè
quando,
per
arriva
sicure, quali
Ma
la
signori nella
Ma
se
che
e
di
nei
che
chi
chiedete
non
anno
giovane
libri
di
non
altro
e
dimostrazioni
a
e
rispettata.
all'arte,no
e
sarete
conosce,
I Ma
o
la
I Siate
ti.
ossequiadelvi
non
nosce,
rico-
!
è
aveva
Spencer
e
rosta, contentatevi
vi
addietro,
che
sapere,
dei
,
scientifica,no
simulazione
del
tale
veramente
è accettata
critica
questa
siete
non
Qualche
un
della
è
plessi,
concreti, precisi,com-
certe
siano,
esse
repubblica
Tammirazione
d'
conclusioni
a
di
di dati
mezzo
simulazione
applicazione
quando
di
uscito
in
molto
studiato
Darwin.
Francia
In
il libro
tura
lettera-
questo
li-
•
LA
E
del
bro,
di
e
PSICO
CRITICA
sig. Hennequin,
che
modellato
vi
quindi
la
morphologie
nello
stesso
fu
il libro
vi
ci vuol
sepolto
ho
non
nelle
o
coi
al
Max
i racconti
dei
e
studi
suoi
io domando
—
le
allo
lettere,che
Prendiamo
e
io
non
molto
a
della
stia
della
stesso
pure,
io
guerresco,
«
,
Max
aveva
Max
Nor-
di
ai suoi
prima
fatto
la
di
sua
nella
cose
narsi
abbando-
ripetere
Piuttosto,
sacra.
1' eccellenza
competenza,
erudizione
Ferri
e
la
tifica
scien-
»,
a
cui
pensi dei risultati.
egli consiglia, in
—
l'arte
del-
stesse
posso
caro
amici.
rispondo. Ma, vedetevela,
Naturalmente
noi,
lepre,
proclamare
sua
egli ne
cosa
l'ofiensiva
impeto
di
cazione
sull'edu-
delle
,
dirige
mortale
im-
ma
dell'arte
prima
,
Storia
della
tiene
metodo
suo
si disse
—
formula
medesima
erro,
figliI^oè
tre
Jordan
del
estensione
non
dell'ebbrezza;ed
sonno
lettori
miei
poiché
suoi
alla
funzione
della
meno
se
seguire
intorno
alla
sociale;perchè,
discuteva
di
intenzione
intorno
all'efficacia
e
opere
letteraria!
fare il «olito dvet
per
ma
medesime.
quella semplice,
per
era
art,
i titoli delle
la scienza
ch'egli dice
Varie,
per
ai
d'
è scientifico
gergo
manca
—
nessuna
cose
tive,
posi-
lepre I
la
prima
Io
vita,
Voeuvre
anche
erano
ma
—
ragione, che,
dau
de
dynamique
tempo,
Francia
in
subito
E
la
linguaggio,^anziil
il
nuovo,
quello delle scienze
su
sbagliati,Tesbagliate le^date delle
d'arte
Sì,
tutto
era
vi
Vanalyse esthopsyeologiquey
era
e
il titolo
appunto
aveva
il linguaggio
Critique seientifique,
quasi tutto
59
-ANTROPOLOGICA
anzi
scendere
E
un
neroso
ge-
prendetela
tutto, fra voil
in
aveva
toilette,
campo
avuto
per
la
60
LEOPARDI
cortesia
le
di
vesti
di
pulire le armi
!N"oi
«
nel
di
e
nostro
rechiamo
di
la
e
critici
creazione
delle
di
letteraria
ed
carnali
nella
stra.
gio-
specchio
—
lunga preparazione
abbiamo
sociologi;noi
del
cervello
emozioni
idee, tutte
artistica;noi
e
allo
abbiamo
,
essenziali
cose
studiato
economica
umano
degli impulsi
,
associazioni
occhi
,
una
e
delle
natura
dice
funzioni
le
nostri
ch'egli adopera
psichiatri
imparato
e
l'origine
delle
di
ai
egli
—
compito
psicologi,
studiato
innanzi
spolverare
alla
la storia
V etica
,
litica
po-
individuale
,
e
collettiva, per
pubblico, d'una
a
misero
un
del
due
«
H
I
critiche
realismo,
patologiche
dei
qualche
mentale,
cioè
e
loro
concezione
i
ma
volumi
il
sintomi
faceva
il
ri
Fer-
caro
«
le
le
sue
tra
le
d'ogni
1'
di
sto
que-
egotismo
e
concezioni
che
stigmati
beba
il
veramente
pali
princi-
Tolstoi, Zola, Ibsen)
secondaria,
le
zione,
Degenera-
artistiche
esagerazioni
(Wagner,
e
sulla
misticismo,
degenerative,
capiscuola
presentare
due
nei
distingueva
non
digliare.
sba-
lui,a pagina
egli indirizzò
le manifestazioni
e
di
o
la
:
!N"ordau
siede
venir
può
a
B
maraviglia.
scrive
quale
—
costringe
di sorridere
osar
che
al
e
,
studiando
de
vi
delinquenti neWarte^
chiese
gli
Max
fin
Ciò
d'un
epoca.»
dalla
di
mortale
libro
lettere
villa.
bocca
invece, quel
suo
che
y"
la
d'animo
stato
determinata
una
Ferra
e
lo
presentazione, difficilmente
questa
Leggete,
106
in
gli occhi
spalancare
voglia
folla
I direbbe
Poffarbacco
dopo
comprendere
e
può veramente
dello
fascio
squilibrio
tra
le
o-
•~
r^-
f
questi giganti dell'arte
di
pere
quelladi
e
figure in gran
parte grottesche..,»
E
in
a
109,
pag.
tra
i
lo
contrafitattori,
e
ze
mez-
non
,
artisti
grandi
,
imitatori
loro
Nordau
certe
difiterenze
parla delle
cui
Max
da
considerate
i
61
PSICO-ANTBOPOLOGHCA
CRITICA
LA
E
Ferri
stesso
e
giunge
ag-
:
perchè... 1' applicazione dei dati
Ecco
«
da
psico-patologicifatta
egli 1' adopera
quando
j
Wagner
che
e
di
di
Zola,
quelli
se
immuni,
E
«
ecc..
a
pag.
Ed
106
nelle
studio
eglifa d'ogni
e
metodo
Nordau...
CRITERIO
alla
teorie
critica
sociali
parlare l'amico!
tutta
erba
la
del cervello
fascio, che
il criterio
diagnosi
poi invitato
a
di
tistica,
ar-
nell'Ibche
si
—
Ibsen
colo
Ec-
quella scienza, con
sulle funzioni
esageratamente
vedersi
Max
umano,
quella psicologia, etc., etc, sentirsi
fare
non
»
di far
dottore,con
che
sa
sti
que-
quanto
di mattoidismo
alle varie
ragione
tutta
non
luminosa,
DEL
efficace
COSÌ
comedie...
sue
con
care
potenza
senza
il vedere
sintomi
come
avevo
quello
vede
non
e
per
ESAGERATA
pur
là, povero
tutto
GENIO
strano
rapidi accenni
Non
scintilla
DI
APPLICAZIONE
trovano
degenerati
di
proposito
:
indicare
i
a
ta
sbaglia-
»
PSICO-PATOLOGICO,
sen
quale
Tolstoi,
e
qualche
è veramente
un'
PER
tal
UOMINI
SONO
INVECE
È
Xordau...
Jbsen
uomini
sono
genio, malgrado
di
Max
criteri
e
dire
sbaglia nell'appli-
psico-patologico,che
quella dì Zola!
ne
proclamare
V
del
infallibilità
psico-patologico,la supremazia
della
critica
62
LEOPARDI
scientifica
sulla
simili
I
di
capaci
critica
Ah,
giocarvi simili
Constatati
i
ci
gli dei, non
per
altre
estetica, e
quali,
altre
e
che
sono
zie
face-
gli amici,
tirii
mi
che
pare
sia inutile
di procedere
oltre.
Soltanto
Nordan
voglio aggiungere
ad
e
discutere
sul
di
nome
altri
astratte
cose
uomini
vi
serio, non
critica
la
grandi
preghiera
una
presentate,
scientifica
critica
la
o
volete
pio,
esem-
per
estetica
o
la
presentatevi
in
,
,
critica
di
nome
un
storica
Perchè
d'arte,
voi
libro
un
siete né
non
semplicemente
di
della
quel che
qua
:
Max
dottori
Ma
questo
serio, Enrico
tenerlo
f
libro
erissimo
Come
i
positiva
d' arte
non
nessun
l'illustre
ultimo
di
di
e
significa,che
conto.
Degenerazione
vedete,
il doloroso
in
essere
«
Max
di
essere
non
ufficio
ai
possa
apparso
definirlo.
nel
e
un
sul
anche
dice
—
mostra
maggiorenti
di
mente.
Certissima-
Jordan
—
piii
visti
positi-
scienziato
uno
psicologia normale
io lascio
?
un
dei
uno
scienza
professore di Genova
dilettante
di
essere
Morselli, per esempio,
in
comprende.
non
crede
crede
imagina
psicologia, dèi piti sicuri
in
critica
nella
non
Xon
siete
si illude
ancora
davvero
non
i rappresentanti
ne
spesso
piti spesso
e
piace.
dell'altra;ma
o
gente che
Nordau
genio f Certamente.
profondi
delPuna
critica,
vi
così
se
critica,né Parte,
la
sa,
di
libro
sermoni,
quello che
comprendere
Ecco
di
brava
non
I Ma
visibili,un
e
autorizzati
di sapere
carità
per
,
concrete
cose
libro
no
:
in
carità,
per
rispettabili,come,
e
"
lui. Se
come
Max
a
punto
apsuo
medio-
patologica....
della
scuola
CATULLO
E
POETI
DE
D'AMORE
MUSSET
66
CATULLO
di
giorno
Venezia
realtà
una
dell' infermo
Ma
dalle
autori
dalle
e
documenti,
amici, quanti
ad
fino
Lìti
del
nel
lettore
la
Pagello,
e
furono
giudizio
dopo
Ma,
cui
in
tempo
del
è
storia
non
la
Sand
al
e
quel
negare
perdono.
Dopo
il torto
qualunque
noi
poeta;
la
a
se
pena
che
ne
stesso.
Il
faut
la
(1) Lui
—
Louise
(2) Lovenjoul
(8) Mariètou
—
—
il
se
poji
d'amore
e
è
la
vita
htatoire
d'amour.
anni
di
noi,
e
to
tut-
sia
che
velenò,
av-
dente
dell'ar-
che, quale
sempre
si
premio
il
faut
compier les chutes,
événemeìits
Colet.
d^Elle
veva
scri-
—
letto
faut sonffrir,
ne
(3),
quella pace
relerer^rassemhler
histoire
Sand,
giudichiamo
espoirs, les crucis
VeiHtahU
Une
noi
l'amore
,
il
dott.
saremo
non
tutto
sangue
aimer
toujours
de
ultimi
soltanto
derivi,
hlessureSy les vains
pensée^ mais
e
quella tragedia
pleurer^ crier, espérer, étre.,,
les
;
aver
ricorderemo
del
della
turbare
parte
l'alcool,il
più che
sia
in
l'errore
e
passioni
perdono
e
negli
storia
vorremo
da
vagliato,
Pace
che
Lui,
et
(2) e di Marièton
Saint-Beuve,
posteri, certamente,
velazioni
ri-
incerto
Giornale
Lovenjoul
quella
degli
degli amanti.
completa
dubbia.
più
vita, ricordando
sua
quasi
lettere
i libri riassuntivi
la
del
pubblicazione
delle
e
lasciano
sull'altro
o
e
Elle
delle
troppo
degli
quante
sorprese,
scritti,e
sull'una
niente
parenti
Confessione
(1), risentono
Lui
Elle^
et
quante
La
oggii
della
espansioni
dei
polemiche
fttrono
Alfredo,
visione
prime
,
stessi
di
dolorosa
una
I
malattia
la
e
non
,
DEMUSSET
E
et
Lui.
de
les lam-
hemix
de
min^
aller
Dieu
à
toujours
les
à toutes
accrochés
coeur
san
67
D'AMOEE
POETI
sanglant trophée.(1)
ce
avec
che-
du
ronces
#
•
cadde,
Alfredo
del
trofeo
visse
dalla
Catullo
Dopo
more
e
due
A
agli
dell'amante
la
forza
inteso
del
di
e
anni
via,
Clodia
di
Catullo
Tanto
di
loro
del
poesie
le
dell'
diritto
nello
e
;
avrete
quasi
le
sono
forme
dello
d'
a-
il
nella
e
Leggete
vicende
delle
di
dei
dell'uno
(1) Com'espondence
de
la vis
a-
di
uno
Musset
De
tanto
sono
e
dell'
solo
e
sia
della
simili; tanto
fatti, i caratteri
le
e
altro,
compenetrazione,
di
solo,
espressioni
fronte
abbiano
che
tutta
art«
role.
pa-
raneamente
altro, ripensate contempo-
uno
Lesbia,
e
egli
contemporaneamente
illusione
sia
poeta
calvario
le stesse
pare
loro
dell'amore
essenziali
spirito
Musset
de
martirio,
stesso
,
elementi
Gli
De
dell'
e
casi
di Catullo
more
le
il
tempo.
strana
una
che
vita
uno
ai
e
imporre.
Alfredo
distanza,
risale
e
che
loro
nella
matoria
dolore
accento
un
piglia gli stessi atteggiamenti, pronunzia
esaurita
mini,
uo-
significò e
verso
suscitare,
più
era
mila
la
ritrova
Musset
si
mase,
ri-
Dio,
dolore, più vivo, più semplice, più onesto,
di
vero.
di
a
dell'amore, egli
suo
tutta
te
sanguinan-
mezzo
Cristo
nel
e
fino
in
Piccolo
capace
non
salì
umana,
noi,
il
rilevò,e
non
espresse
è
donna
la
che
più
anima
sua
poesia
tutti
soffrì per
e
se
adorano.
lo
si
non
amore
suo
gloria della
che
ma
*
azioni
dei
e
l'
a-
Sand.
simili
sentimenti,
le
reazioni
,
agli stessi
George Sand
—
avvenimenti
Voi.
; che
V., 64-70, Levy.
n
68
CATULLO
deriva
l'illusione
esaminare
storia
io
Sand
credo
Musset
della
e
poesia di
vai
Sono
mori.
la
di
poeti, dei
due
Tutti
della
un
Mario
lotta
foro
nel
Cicerone
timori
nelle
e
una
che
coscienze
sola
più
capitano,
non
fra
Musset,
e
«
je
me
due
:
coeur^
suia voyctgeur,
storia.
della
Siila
prima
di
guerra
civile
di
stragi
riempiva
le antiche
campi
mon
idee
e
le
in
nuove
Catone,
guerra.
nella
ne
di
peo,
Pom-
vita».
occupò
parte, rivoluzione
Ma
mai.
non
Fra
se
le
poesia politica,e gliepigrammi
a
a-
dire,
possono
et les levres
grandi furori
e
se
che
i due
agitavano gli spiritie devastavano
speranze,
e
finire
sul
nei
où
altra
moriva
e
De
e
ètrang
vide
l'Italia,
e
sante,
interes-
e
specifica dei
vie est celle de
avuto
Catullo, nato
Boma
more.
dell'a-
descriverlo.
e
contatto
natura
Coupé
ma
paya
JS^on hanno
quando
la
Catullo
L*hÌ8toire de
(Test
osservarlo
De
amanti.
il Francie
come
:
bello
e
quelle
da
Pimpulso
sotto
è così
di
punti
tutti
due,
e
di
Musset
poesia del
della
di
luogo
cazioni,
pubbli-
il De
pigliando
,
Catullo
pena
infiniti i
Primo
utile
letterario
in
che
tra
che
parole,
delle ultime
base
i movimenti
Il fenomeno
che
Tanto
relazioni
più
,
dalle
e
cervello.
delle
occasione, ricercare
MUSSET
cose
discutere,alla
e
la
la
più daUe
del nostro
dal lavorìo
DE
E
dallo
par
sdegno
chiaro
contro
che
siano
sue
ne
non
contro
i vizi del
messe,
com-
v'è
sare,
Ce-
grande
originati dall'a-
d'amore
POETI
di
micizia
1'
epigranuna
bellezza!
(1)
Tanto
di
l'amante
contro
della
difesa
contendere
che
quale
Lesbia
a
,
della
palma
del
la amante
Mamurra,
per
nientemeno
osato,
aveva
la
Cesare
69
di
bellezza
che
vero
Mamnrra
solo
solo
e
Lesbia, egli insorge
nelin
il
contro
secolo:
Tecum
O
(1)
Non
Lesbia
saeclum
mi
insipiens et inficeium!
dubbio
par
di Mamnrra
protettore
Nisi
ohe
sia
cosi.
Cesare
vilipeso,perchè
potest videre, quis potest pati
impiidicuSf et
Mamurrum
vortxx,
et
aleoj
habere, guod Cornata
Hahébat
è
:
hoc
Qms
comparaturf
nostra
et ultima
uncH
QaUia
Britannia
f
(XXIX).
Cosi,
nell'altra
:
Pidchre
convenit
improbe..,
(LVH).
E
Mamnrra
è
Illa
viHpeso,
la
per
turpiculopueUa
Deeoctoris
sua
amante
:
naso
Formiani,
cmica
(XBI).
E
di
di Mamnrra
la amante
Lesbia
è
viHpesa, perchè
rivale
in bellezza
:
Ten^
provincia
Teeum
0
Lethia
saeclum
narrai
nostra
beUam
f
?
comparatur
insipienset inficetum!
*
(XLUI).
Si rìsale
sto
al
suo
così
amico
dall'amica
Cesare,
che
di
Mamnrra
paga
per
a
Mamnrra,
tutti.
e
da
qne*
70
CATULLO
Non
le
gli hanno
in
così
uno
dei
più
strappato
reciso,
così
MUSSET
DE
il De
feroci
le
civili,non
guerre
mai
E
E
accento
un
o
i suoi
contro
Musset.
della
anche
parte,
dal
al
1810
più torbidi,
e
Ma
francese.
storia
1857,
piazza, egli
egli
letterarie
polemiche
fais pas
.,.P"mr
Egli
étre
n*ai
grand
d*un
servi
des
Dieu,
mère
politiques,..
la paresse,,,
maitresse.
et ma
Catullo.
libi Tnolestum
prius^
est reges
trop
ma
est
exuUaSf nimineque gesOs
Otium
hommea
parti, faime
que
Oiium, CatuUe,
Otto
cas
la presse
sur
:
l'ozio, come
amava
Loi
della
lotte
nelle
non
parte. Nella
apertamente
ne
,„Je
mai
prese
si confessa
Je
e
,
e
non
,
nelle
tetico,
sin-
tempi.
periodi, cioè, più agitati
mutevoli
di
giudizio
un
visse
Egli
lotte
:
et beatas
Perdidit
urhes,
(1)
(LI)
Ma
che
importa?
J^
aime
rincalza
Alfredo
risposta
a
duce
la
prima
quartina
vous
ai
ime
«
Je
vous
ai
vu
autorevoli
questione,
siano
una
hambin^
se
et La paresse^
E
boudeur
versi
que
in
sonetto
di cui
prima
fy
rii)ro-
penae,,,
et paresseu.,,
appartengano
interpolazione,
la
nel
:
questi
per
jote
Ménessier,
enfant, maintenant
postuma
propendono
la
la paresse,
quello di Madame
Je
o
chanter
veux
Sur
:
«
(1) La
oarme,
je
et
ipotesi.
è sempre
»
a
un
viva.
altro
I
più
d'amore
POETI
i'ozio
nell'ozio
e
;
unica
cura
qualche
i)er
l'amore
li tiene
più. ardenti
mate,
al
e
dei
saette
mi
non
dite
Vuol
dire, dunque,
bello
ed
che
loro
'Ma
—
tutte
dici
non
di
si tratta
non
che
come!
delle
parte
a
non
immagina
contro
Tu, Flavio,
metti
lo
e
epigrammi.
suoi
nulla!
non
amici,
avventa
pazione
preoccu-
Catullo
Quando
i suoi
dominio,
nnica
gioia,
l'amore.
:
tempo
in
Oatullof
tao
unica
,
j
vede
73
le
A-
nulla
tue
gioie!
un
amore
elegante!
delicias
Flavi,
Ni
CeUuUo
tuaa
illepidaeatque
sint
inelegantes
Velles cUcere.,,
(VI)
E
perchè
dove
Camerio!
tu,
mi
non
racconti
Verbosa
gavdet
sei
i tuoi
Venus
nascosto!
amori!
e
chi!
con
sai
Non
che
loquelaf
(LV)
Quando
egli
desidera
Ohe
cosa
giovinezza
i suoi
che
è
la
vita
dire
da
amici
1'
senza
dei
suoi
gli parlino
! Che
amore
amori,
dei
loro.
è
cosa
la
l'amore!
senza
VivamuSj
Lesòia, atque
mea
Rumoreaque
Omnea
nulla
ha
non
uniua
amemus
aeveriorum
senum
aestimiemua
ossia,
(V)
L'amore,
le
ore,
in
tutti
i momenti
a
prestargli fede,
o
una
buona
dappertutto:
sempre,
cena,
dell'esistenza.
Satiro.
un
non
il
v'erano
piacere
Catullo
un
buon
catene
che
Dopo
a
tutte
era,
pranzo,
lo tenes-
72
CATULLO
i versi
Leggete
aero.
buon
E
pranzo
è
:
ad
Jvhe
ad
pronto
te
MUSSET
DE
Ipsitilla.Catullo
le
tutte
a
fatto
ha
battaglie
un
:
meridtatum,
veniam
(XXXH)
E
leggete questi
/
altri
:
Cctenabis hene^ mi
Fabullcy
Si tecum
bonam
aUttleris
Ooenamf
Et
vino
sine
non
cUque
candida
puella^
sale et omnibtis
et
magnani
cachinnia^
(xin)
La
donna
vorrebbe
rebbe
il vino
e
amare
bere
I
Quanto
beve
più
quanto
;
tanto
,
più
tanto
piti ama,
più
vor-
:
Mimater
Inger
Ut
vetuH,
caUces
mi
anvcvriores,
Poatkumiae
lex
JSbriosa
(teina
FaUmi,
puer^
jubet magiatrete
ehriosioris.
(XXVH)
Così
vita,
un
Alfredo
che
è
cosa
bacio, egli
J" aim£
Chi
De
il
Musset.
mondo
darebbe
et pour
On
en
Mais
A
La
? che
tutto
un
più invidiabile
Heureux
Che
se
cosa
è
cosa
è
per
lui
V
arte
? Per
stesso.
haiser je donne
dell'uomo
mon
che
genie.
ama?
am/oureux,,,»
un
rit,..
sa
foUe
Vépaule
finteet
une
les
au
front
pourpre,
lui mei
une
courownSf
et devant
flambeauxg
camme
son
au
chemin
jeune Romain,
la
74
il francese
e
mano
ebbero
cantare
della
vita, e
anni,
Catullo
finisce
di
in
finire
essa
che
loro
crine
loro
sentimento
ebbe
aperta,
sempre
loro
il
desiderio
nella
e
33
non
vita
del loro
anima
loro
il
:
il
bianco;
Essi
sfiorire.
di
piaga
della
Essi
loro
diventar
la
A.
Musset
De
corpo.
tempo
con
primavera
gli rimangono,
suo
di
il
la
anni,
che
7,
tempo
giovani,
col
36
a
del
sione
mis-
sacra
disperdersi.
poesia
ebbe
non
morirono
e
vivei-e ;
altri
la
solo
essa
con
l'agonia
nella
non
e
gli
; e
invecchiati
vissero
di
finisce
scrivere
Dei
dagli
rappresentare
e
continuano
sono
MUSSET
DE
,
di
non
E
CATULLO
cuore
sempre
ardente.
Il
Paolo
pittore
Jaubert
:
A
Il
lajeunesse
nell'ultima
levando
avait
inno
un
civilisation
une
chaude
jeunesse
dans
che
de
E
egli
ardeva
Termopili
Quum
calda
alla
subito
verdure
giovinezza
VEtna
come
e
come
V
della
giovinezza,
cielo
e
et
di
copre
de
zonte
l' oriz-
force
arderem,
Lymphaque
Oeteis
in
qucmtum
Malia
acqua
Trinacria
ThermopyUa
Mallia
rupes,
;
(LXVnX).
(1)
M."*«
Joubert
—
Souvenirs.
;
si
Catullo, quando
:
tantum
fredo
Al-
quando
,
pensa
:
qui ptiissent séduire
ealda
al
dice
cuore,
suo
jeunesse,
s'innalza
glese,
In-
Letteratura
del
dons
della
saison
cette
la
:
la per-
sera
(1) E Ippolito
amour,
sua
poeta
des
parla
V
Madame
a
Alfred
della
al
vieilUe
Musset
De
et de
pagina
plus prèdeu^
le
diceva
jamais. Madame,
tout
sonnijication de
Taine,
Chenavard
nelle
r
d'amore
POETI
Or
nelle fiamme
che
donna
Lesbia,
come
che
di
o
quella giovinezza soffi
donna
una
di
avverrà
75
due
quei
la
come
Sand,
cuori, di
una
e
drete
ve-
quei due
poeti 1
*
«
conobbe
Catullo
vent'anni,
Lelia
conobbe
ne
il
genio
sotto
il
ne
nel
Io
di
George
di
donna.
di
nome
coma
capelli neri discendenti
TielU
Menfi, la
quella di Diana
come
olivastre
volto
di
statile
Bandeau
dice
dove
si incontrano
non
amato.
del
^Anche
—
è
dice
come
qui
trattive
at-
sue
dipinge,
sterioso,
mi-
essere
un
side,
d'I-
lungo il collo
bande
cata
pienia e larga,sol-
fronte
come
di
essere
cultura
Pro
di
e
un
Jules
E
cimitero,
ha
che
coloro
grande
una
del
colore
lumières.
aux
le croci
senza
nell'orazione
la
Balzac
lei,eh' è
che
di
donna
una
le
cacciatrice, il
di
cuore
Lesbia,
a
hlanc
aujour,
Lelia
e
impenetrabili,bellezza
occhi
:
anni
ricordare
Maupin,
Musset
di ricordare
bisogno
Beatrice,
aveva
:
De
ventitre
basta
:
CamUle
incantatore
1
ho
Sand
687/67
ventinove.
aveva
:
non
In
il
verso
aveva
1833
trenta.
aveva
Lesbia
Lesbia
e
*
trice,
scrit-
cerone
intelligenza. Cieh' ella faceva
Coelio
,
la letterata
intrigava anche
Satira
celebre
che
oramai
greci :
e
ch'era
(XX)
,
nelle
della
cose
(VI) di Giovenale
le
si
romane
ballerina
una
quum
.
.
.
omnia
e
si
politica(XXIII). Nella
contro
modellavano
perfino la lingua latina
.
famosa
le
donne,
sui
dimenticavano
grctece,
8it turpe nuzgis nostris nesdre
latine.
è detto
costumi
:
70
CATULLO
E
Lesbia
Giunone
era
oculos
dei
fortune
come
alla
letteratura
delle
anche
e
amantis
fonte
bacio.
donna
avvelenata.
era
varie
ha
amore
le
nobbe
co-
Lelia.
alla
andarono
e
:
la
rapidamente
Dall'immortale
tutte
per
pari. Catullo
sue
genti
la
civiltà
le
tutte
e
e-
dantesco,
verso
nella
dell'essere
diverse
e
dolcezza
prima
:
bocca
mi
baciò
rovente
verso
Victor
Hugo
8a
e
eat
un
descrizione
e
Et
le
Oecula
feroce
loro
voluttà
anhelanti
et in
rouge
lasciva
e
collo
tremante
;
servitù
di
Marion
a
fer
il dente
dare
tutto
presta
lévre
lingua,
gioie
baci
dell'
commozione
La
la
di
La
fonte.
esprime
dalla
gaudet
Alfredo,
Così
assetati
sx)ressioni del
al
na
cortigia-
amanti
parcat
delle
Giovenale,
erano
d'amore
qucte
Ucet^ tormetUaHt
V amò.
e
divina
carne
apoluB,
osserva
La
(fta-
ritnanti.
invemea
vpaa
la
con
,
come
ardenti
tipo della
corpo
,
Nullam
Et
il
del
dell'anima
suoi
Ardeat
oeulortimj,
veramente
era
Bella,
gli occhi
con
flagrantia
divoratrice
che
più audaci.
delle
una
—
insaziabile,ella
come
MUSSET
(continua Cicerone)
grantes
Essi
DE
E
la
Delorme
et m*
di
e
toute
a
dicono
dolore
in cui
;
le
insieme
labbra,
le loro
:
jmgnantibue humida
figeredente
notas
che
:
marquée
Tibullo,
saliva
di
linguis
;
(i-vni).
r
d'amore
POETI
alla
di
succhiato
hanno
constatazione
letteratura
d'amore
le
espressioni
del
in
Catullo
e
in
del
del
in
Longs
Tant
Qu*
ha
non
groa
vita
che
mi
vous
Baiaera
siano
les
charits,
que
Vame^
fiamme^
haiaera mangéa^
Baiaera
buveura,bua, enragéa,
Baiaera
languideaet farouchea,
JSf eat
—
ce
paa
bien^c'eat aurtoutj
f lea heUea
LHmpenitant:
solo
poeti
tivi
agget-
tutte
e
mero
nu-
sca
finile potenze
centum;
d^enfant,lègera
mangeura,
Ce que j^ aim^
ha
cominci
pare
sucent
danaeura^tette une
Baiaera
tutte
centum
seconda
pitiaclairs
haiaera
e
l'infinito del
:
dirait qui
bacio),
piacere.
espressioni,
on
non
ha
bile
terri-
—
(1). Ma
si riassumano
esso
altera^deìn
hcdsers
che
la
se
ossa
m'
questi due
petitshaisers astinngenta
Bona
Verlaine
e
suoi
a^Gcecato,
del
bacio
in
I
—
le forme
tutte
solo
miUe, deinde
del Verlaine
delle
nel
come
basia
miUe
ed
:
del
e
mi
Dein
(1) Forme
:
bocca
stia
piacere, il bacio
—
solo
e
cuore
jDa
II
condanna
avuto
Musset,
di
tempo
esso,
questi Tersi
De
colore
ha
il midollo
sentimento
ardenti
non
e
in
e
ha
la
:
terribile
e
la
e
troppo abusato
Lazarus,
distrutto
selvaggiamente
giovani
in
(Eicordate
haxsi mi
8UOÌ
effetti del bd"cio
paralizzato, i suoi ba"ci mi hanno
hanno
mi
degli
Heine
Arrigo
ìmci
i
descrizione
77
houòouchea.
in Parallélem,
sintetizzate
in
78
CATULLO
MUSSET
DE
E
Dein
usque
altera
mUle^ deinde
Dein
quum
mdUia
muUa
CorUurbabimMs
centum;
fecerimus,
Ula,,„
(V).,
altrove
E
:
Quaeris quot
mihi
basiationes
'
Tuae, Lesbia,
Quum
sint satis auperque
lAbyseae
numems
magmis
f
arenae,,,.
(vn).
Centinaia, migliaia,
di
sabbia
della
Libia,
tanti, tanti, tanti,
E
De
così
innumerevoli
Au
vieux
de
compier
Lea
Sur
Tant
i dolci
capaci
cadranno
e
il
luogo
contare!
più
de
ermuia,
rebelle
baiaera
donnea...
pardorméa.
giorni volano.
sentimenti
e
forti
che
,
Lelia
E
i due
furono
durevoli.
e
vita
al
quanto
forte
tramortiti.
l'uomo
né
,
presto
terra
Lesbia
Xè
legato la loro
vedranno
per
belle,
ma
sorriso, quanto
quel
e
di
hanno
amanti,
filo di
:
nuita
longa
bouche
ta
Ou
loro
cielo
doge
ae»
Comptona phUSt,
poeti che
piani
la vielle horloge
palaia du
Lui
sono
i
Musset:
Laissons
Ma
si possano
non
del
stelle
le
quante
e
che
baci, quanti
sorriso
debole
invece
Noi
causa
delle
sia
il
l'inganno;
conosciamo
del
l'ora
tormento
D'AMOEE
POETI
di Alfredo.
del
E
poeta
poi
e
di Lesbia
conosciamo,
Celio
con
del
poeta. Ma
noi
ricerchiamo;
fu
la
di
sorte
due
mori
lo
quindi
che
poeti
ha
che
lo
accascia
ha
la
ricerca
Il corpo
si
nel
la
convelle,
e
si
forte
delP
il corpo
la
e
confortarla.
si
,
il
anche
di
d'
fame
dignità,
e
a-
sun
nes-
di
capace
marlo
do-
spasima,
urla
donna
bito
su-
supplizio.
suo
ha
se
bestia
han
na
la don-
con
,
Quanto
non
si abbatte
sarà
della
sideri
de-
,
e
superiore,
mano
i loro
umano
contatto
;
amore
insoddisfatti,
sensi
corrispondente,
solo
Catullo
si risolleva
anima
a-
dovevano
Il loro
vivo.
gioia
La
i due
:
Tanto
piega
ma
sua
persuaderlo.
di
o
o
forza
sventura,
risentimento
—
natura
i loro
reagì,
fantasia?
giovinezza;
che
sentimento
nessun
more,
loro
esso
il tradimento
cuore
tradimenti
Fin
subito
più
è
loro
stessa
ardenti,
intatte.
sotto
e
la
eccitato,
quei fatti. Qual
il loro
come
colpiti nel
propria
dei fatti che
conseguenze.
come
amico
Musset, dopo
i due
:
furono
la
esaurito
f
la
le stesse
illusioni
di
storia
vecchio
nn
cronaca
reagì la
come
ancora
erano
le loro
Lelia
carattere
verde,
ancora
è la
versi
la
Cicerone,
era
pur
Xon
avevano
Musset
di
di De
e
di
e
produrre
De
era
Catullo
stesso
che
i dolenti
per
le conseguenze
ma
colpo I
terribile
I
Rufo,
importa?
Lesbia
di
al
che
anche,
V orazione
per
79
carla
pla-
può
nota
lottato
Catullo
e
,
De
Musset,
loro
dalla
riusciti
ha
vani
i suoi
per
vincersi,
amanti
sono
: vane
per
essi
,
ribelli ? Ma
ineluttabili
destini
soggiacquero
i loro
le loro
riusciti
come
per
sforzi
lotte. La
tutti
rarsi
libesono
carne
i destini.
,
,
Ed
divincolarsi
alla
fame
della
loro
carne
I
80
CATULLO
In
prime
sulle
di
da
alla
di
f
ha
dato
Qtiare iUud
satis
di
e
cosa,
tarono
tenportarsi
com-
poi volerne
male
quel
per
tanto
Catullo.
pensa
est, si nobis
lepide illa diem
Quem
alla
ringraziarla
—
Musset
De
Perchè
anzi
Bisogna
che
piacere
che
importanza
di mondo.
uomini
donna
MUSSET
Catullo
tanto
dare
non
DE
E
ia dalbir
candidiore
unuSf
notai,
(LXVni).
Basta
diventi
non
cavalleresca,
meno
consiglia
Quand
N*
illusion
ton
outrage
d^une
è
faggiva,
la
del
e
lo
poi
donna
nella
allo
aveva
ch'era
sua,
del
che
volete
inseguiva
nella
fatto
non
eh H
il sentimento,
anche
Anche
messer
cesco
Fran-
alle
spalle:
desio
àdle.
i due
li conosceva,
veduto
parles d'elle.
tu
venir
modo
dappertutto;
sicurezza
lo
come
venga
stesso
se
sì ratto
non
non
Catullo
li minacciava
Musset
qu^un jour,
giudizio.
il desio
ma
Meco
e
carne,
JF'uggo,ma
Lesbia,
di De
Musa
infidéle
;
jour lorsque
forte
più
seguì
la
dure
n^aurait
ce
pas
ahimè,
Ma,
di
gioia, perchè
:
Awprés
E
di
giorno
un
sacra.
E
lo
conceda
che
li
poeti. Gli amanti
vedeva,
l'amante
di
li
seguiva
Lelia
fredo
Al,
febbre, lo
compiuto
poteva
aveva
riveduto
alla
accanto
,
dimenticar
e
non
1
82
più
CATULLO
dolce
I II
poeta
MUSSET
DE
E
crede
non
stesso
se
a
I Chi
più.
felice di lui?
0
Iticem candidiora
nota!
.
Quia
me
feUcioTjaut mctgis hoc quid
vivit
uno
vita dicere
Optandum
quis poteritf
(CVII).
E
egli
non
che
i
e
si
ella
promette
dubita
più
se
nel
Di
vento
liceai nobia tota
hoc
Aetemum
diceva
scritti nell'acqua
sono
crede,
crede
I
promittere poasit;
vere
Atque id sincere dicat
eterno,
volta, quando
ma
—
sarà
amore
suo
donna
magni, facite^ut
Ut
il
una
come
della
giuramenti
perdono
che
et
anim"o
ex
producere
:
vita
foedua amiciticte,
sanctcte
(CIX)
È l'abbandono, di
e
così,proprio così, il
Te
voilà
revenu
Bel
ange
aux
Amour
^
J' ai
dans
Et
toijles
Au
chevet
Eh
bien ! Deux
Mets
mon
la main
ans
de
mon
Jamais
aimé^
Tnouraut
amant
'a, dans
sur
un
des
ijeu
j*
avais
et
doux
ton
perdu
te
!
maudirCy
sourire^
revenu.
fait le roi du monde.
ont
la blessure est
coeur^
et
paupiéres voiléeSj
te vaincre
toi m'
ange^
Nulj
presente
Musset.
que
Ut te voilà
mots
sur
et
pleurs,avec
en
yeux
de
trois
aux
Elargis'la^bel
N
nel
,
nuite étoilées,
mes
bien supreme
pendant
De
d^ azur^
yeux
mon
cru
stesso
se
I
nell'avvenire
E
tutto
qu* il
profonde;
soit brisé !
en
pour
sa
maitresse
^
plus noirs, bu la celeste ivresse,
plus beau
front
ne
V
a
jamais
baisé !
d'amokb
POETI
Ma
più grande
quanto
Le
LXXV,
LXXXVI
poesie di Catullo
brano
della
sola
e
propria
miseria
Miser
Metti
I
0
lo
Di,
Me
est
ipsa
hanc
pestem
!
pestem
lo
Et
Tu
te
tu
guidi
o
,
fierezza,
sua
le
spezzate,
tutte
sue
strutte
di-
la coscienza
orrore
:
i)erchè renderti
I
—
E
si
può
non
,
del
si qu"ua
aut
felice
in-
quando,
rivolge
male,
della
tuUstia
in morte
si mtctm
pemidemqtie
L'amore
è
opem
unquam
;
puriter egi,
imhi.„
definito.
nella
disi)erazione si rivolge
Dio:
Tu
pesta,
tem-
una
come
liberarsi
a
mMereri,
lui,DeMusset,
Anche
che
il dolore
egli
adspicite,et
mdserum
Rane
in
di
e
affligge :
jam
Eripite
LXXII,
ineptire!
costanza
che
rovinosa
propria impotenza.
follia
tua
lo aiutino
ai vostrum
Extrema
a
desìnaa
si accorge
peste che
tanto
l'ascension
nel-
tristezza
volontà
sua
CcUuUe,
ccn
agli Dei, perché
cielo
e
LXX,
diriga. Ogni
della
alla
Sopporta
finalmente
come
e
termine
un
perduto,
fra
sornuota
:
di
cadut"e, tutte
tutte
sono
:
lo
il dolore
terribili
illusione, la
sua
speranze,
che
è
in
l'altezza
gioia, e
segnate
stella
una
di timone
ogni
come
si trova
piti
senza
un
sono
L'uomo
angoscia.
è la
piti grande
tanto
la caduta.
83
sens
dia
demanda
le
pria d'un
coeur
qu" il
d
se
Dieu
hrise
de
a
caprice de femme^
force
soulager
de
ton
soufjrir.
ame...
84
CATULLO
Ma
E
DE
l'amore
guarire, quando
come
f Kon
gliuomini,
MUSSET
gli Dei
non
dovearrivaladonna,quandola
sìdnto
Difficileest hngum
E
Comment
Dieu
juste! pleurer
unique
aeul par
! que
emiour
guiUer
sans
Que
ma
vie^ et
que
Non
detto
aveva
Dicebas
abitudine.
amorem,
solum
!
pc^reiUe!
•
avais-je fontf
qui juriez la vetUe
Dieu
la stessa
quondam,
diventa
nuit
wms
pu
étiez
arrivare
possono
habiiude
une
Votts m*auriez
vous
bitudine
un'a-
secoli, risponde:
paasion devient-elle
la
O 'man
donna
deponere
i
l'eco, attraverso
è diventato
le aavait,
Lesbia
cosa
te
a
Catullo
CatuUum,
nasse
Lesbia,..,
Nunc
Ma
cagnovil.,.
te
la
conoscere
è
donna
la
conoscere
propria
schiavitù.
Vous
Le
tout, et je vais
saurez
mHU
que
Car
e' est
Camme
le
une
Perda
Come
nunoiare
Una
Hoc
O
san
o
là
que
man
coeur
da
questo
:
sive id
non
maitre,
Jeunesse...
sa
Jiaec est, hoc
fadeSf
qui je fus soumis.
d
liberarsi
per
amore
salus
puoi,
serf l'est d
force et
se
fare
alV
femme
detesti ! e* est par
Joug
femme,.,
peut faire une
...
canter
vaus
non
puoi
est
tibi
pervincendum,
potè, sive potè.
I
giogo?
lèù
f
d'amóre
POETI
Ma
la.
fare
come
che
donna
si
si
veUe
anche
ama
piace,
fame,
è in-
ella
se
tibi^si optima
queam
desistere cmare,
Nec
si
che
odiandola.
bene
nee
donna
? La
amare
desidera,
anche
ama
Ut jcMi
non
a
85
omnia
si
fies,
fadas.
(LXXV).
Odi
Quare id fadam,,.,
et oTTìo,
Nesdo.»,
(LXXXVl).
si
Quando
perchè
amore:
m
je
Cette
Je
n'
Me
così, si porta nella
ama
inconstante
€nmais
queOe
eUe
Catullo
insensée
en
monde,
au
destin
un
ardeur
allumait
femme
qu*
semblait
Come
dU
et vivre
plus affreux
De
sein
man
obliare,
a
la
coraggio
in
cui
fa
propria
salvezza;
questi proponimenti,
spietatamente,
scrittore
nessuno
'
—
Je
6
t^aime,
d'amour,
nfoeurs
e
d'un
n'essaierai
pas
t'ainumt
en
hien
mourir.
de
ce
qu'
de
mes
Tu
et
I II
que
,
mieux
de vivre
disent
lettera,
che
è descritta
mon
mai
di fare.
osato
Je
sang,
sans
in-
n^ym,
adorée
idold,
guarirai
ne
j^aime
mieux
6
aimée,
es
Non, je
ils disent
ha
fin
questo
forse
come
os,
sans
amour
vivre,
vaut
et
che
miseria
sua
amante
nessuno
senso, desespéré, perdu.
trée,jusqu'à
la
in
stessa
terribilmente,
chair
ma
nella
ma
eHe
sans
stesso
se
ritrovare
coraggio,
avere
jour
la mort.
que
dice
Musset
:
un
,
Ì3Ìsogna
il proprio
è la vita.
esso
ai pas
V
ne
tomba
pas
,
non,
eela; et
! Je
tu
as
me
un
je
rir
mou-
soucie
autre
86
!
yaime
Men,
le sais
amantfje
Qu^
il
MUSSBT
E
DB
Ma
f
CATULLO
d^ aimer
empéchent
m^
j' aime,.\
mais
meurs,
en
(da Baden
!
—
1834).
sett.
È
anzi
fondo
Pultimo
vede,
Puomo,
di
piedi
stringe
eppure
che
scorsoio
del
sempre
per
moderno
poeta
libri
dei
uno
di
soltanto
che
ricordi
del
1889
riprodurre
A
del
che
nota
de
mas
saroir
charme,
opinioni,
rito
spi-
V attento
,
dalla
tempo
lunga
dine
consuetu-
trovo
—
chiedo
la
con
il permesso
,
lumi
vo-
di
:
on
Musset
possedè
de
ricca
ai
margine
che
genere
uomini
in
richiamano
e
del
biblioteca,
di note
ma
ogni
una
Marly
amours
biblioteca
preziosa
—
,
«
moderna
pagno
com-
*
notizie
di
maggiori
del
taU»
tribolato
proprietario ritiene
coi
data
volumi
completano
giudizi ,
injuria
(wmaniem
il lontano
della
Primoli
Giuseppe
non
ai
I
*
conte
soffocare
magia,,..
cmuvre
suggella
In
temente
for-
più
lei.
Cogit
e
il tradimento
ancora
deve
lo
...,Quod
dice
alto
poeta,
,
;
nodo
il
Il
umana.
dichiara
constata
donna
della
tristezza
della
la
can^ait
ed
de
V éternelle
madame
Dumas
étè
question
Sand^ doni
correspondanee.
quel eóté avaint
dit Alex.
de
On
les torts
Alex,
discutmt
:
—
interpello^attelez
Prenez
y
une
des
Dti-
pour
une
vacke
.*"
d'amore
POETI
et
chevreau.
un
tandis
ment, jusq'd
dans
Musset,
vorrei
il
per
me
a
che
vorrei
dare
che
alla
maledico.
Se
in
elegantissimo
curiosità
Sand
l'amore
volta
la
didcem
risvegliatonel
e
Perchè
della
fetnmes; gòalfine
lo eccitasse
sere
dev'es-
spirituali,artistiche
de
coup
pied,
la
Anche
che
lieta
bamenti,
tur-
torse
poesia
umana
volta
una
la
lo
fatica,
la
e
non
e
assieme, senza
più felice,ma
più. povera.
la prendere
des
fare
materiale,
che
letterario,
continuato
concordia
stato
di
giovane compagno;
al
lorsque abandonné
Quae
dell'arte
Criornale
suo
avessero
rivivere
una
dell' J^^ni
indiscrezione
di
dolce
stata
Pour
ha
il
dato
}"oeta sarebbe
Tel
et
—
coinentasse
si propone
fermo, intanto, al
ha
impaziente
fatto
loln
au
mandarne
stesso
tempo
serbo
la mia
luce
mi
Io
sarebbe
pied
Tels
—
Primoli
molto
in
miniera
morali.
anche
da
quale ha
una
ha
il conte
che
giudizio dell'autore
questo
de
coup
seule
tonte
trouhUe
impatientée et
—
studio
nello
vache
la
que
travail
san
Io
e
ce
consciencieusement
gambarderajnsupportaòle-
tdchCjle refetted^un
sa
continue
et
va^ihe tirerà
La
jeune chevreau
le
que
87
il dolore
:
d'une
infidèle
amante^
ai
conmi
donna,
ìwn
faisf
curia miscet
cuore
la douleur....
neseia
Dea,
amaritiem,
dell'uomo
le
profonde energie
poesia.
spargere
il
ancora
amare
parole contro Lesbia
88
o
OAT.ULLO
Lelia
contro
avrebbero
che
in
donna
è
l'obbligo di
altri
gli
delle
che
in
si chiama
assai
ed
De
amanti
in
polvere,
del
la
cristianesimo
AimBy
et tu
Aprés
avoir
Il
faiU
hanno
nel
sangue
nella
sana
;
cesse
la
gioia
del
aprés avoir
si chiamano
E
donna,
piegar
incanto
così
.
sarà.
convertita
le
o
nella
spine
lotta,
piacere.
éclore
;
cnmé,
specialmente
grado
somma
E
sarà
faU^toi fleurpour
maggior
e
fessano
con-
di
paganesimo
cercherà
maggior
una
perchè
alla
mondo
non
del
rose
degli uomini.
,
fantasia,
fronte
souffert,il faut sou/frirencore
un
dopo
sincerìtà
è.
quel
Catullo
all'infinito
umana
carne
le
renaUrcu
aimer
anche
orizzonti.
Cosi
soddisfazione
È il destino
che
la
non
nella
calma
al
dell'amore.
sotto
e
di
rietà
va-
che
sorrìso, an-
dolce
loro
la mente
assoggettar
La
sarebbe
,
fin che
sarà,
nella
innanzi
brama
all'infinita
Cosi
e
di
e
gli
in
e
che
sguardo,
debolezza
loro
il bene
un
dolce
e
cora
an-
mola
ammiria-
e
pensiamo
vita, se
sinceri,
la
insistere
grandi poeti d'amore,
si vergognano,
non
V animo
e
due
sono
tutta
e
fa. E
illuminassero
ne
Musset
due
sono
che
un
quello
suscita, nella
che
si chiama
e
esse
morale,indeclinabile,
sua
che
la
oscura
Pinganno,
l'errore, non
e
quel
di
diverse
dirige. Amiamola,
il male—
arida
dopo
che
poeti
più scortesi ricerche!
dei sentimenti
azioni
sempre,
eia
coi
Perchè
in
e
deve,
che
quello
intensità
nella
che
mostrarsi
amanti?
loro
polemiche scortesi
fa
MUSSBT
perchè pretendere
1
avuto
con
DE
E
di
di
jKyeti!
calore
di
quelli
animale
raggi tbsforìoi
^
|
|
Il
italiano
romanzo
nazionale,
aspirazione
teatro;
è
ma
in
s'impone,
ed
all'esame
vi
è
il
carattere
e
di €^enova:
di
Verga,
più,
pubblico;
Piacere
come
nel
il Paese
I?
esercitano
paese
vera
e
e
Matilde
come
giamo
leg-
non
diletto
grande
don
in
del
Gesualdo^
di
trovare
di
Balzac,
in
Sicilia
risuscitati
Cuccagna,
propri
propria
di
vertenti,
di-
poco
naturalista;
di
di
varietà
noi
sono
gusto
vi
dell'Abruzzo
che
Mastro
; romanzi
veri
danno
;
e
russo;
Capuana,
con
,
diventano
cui
Vedeva^
Innocente
francese
Veneto,
metodo
,
morte,
il
pubblico
scrittori
come
del
del
romanzo
Bomanzi
Francia
ammirazione
destano
è
ormai
che
romanzo
a
del
e
stimati,
e
il
—
il cattivo
cajwlavori
Malombra
come
e
i
il
D'Annunzio,
che,
avuto
sono
fra
in
è
è
e
Barrili.
romanzi
noi abbiamo
realtà
contenuto
UOlmo
come
tradotti
e
vi
ìfapoli
Serao, Fogazzaro,
onore
di
ampiezza
del Piemonte,
Vi
italiano
romanzo
e
secoli
all'attenzione
critica.
inglese;
e
parecchi
fiorente
e
Europa,
tutta
della
il
malinconica
,
romanzo
è anche
una
più
da
come
viva
una
è
non
e
cati
collo-
romanzi
commovono
fine
,
II
come
,
II
Trionfo
breviari
dittatura
dello
sulla
della
rito,
spi-
fantasia
92
e
sentimento
sul
è
sua
di
perfezione di
e
forza
real
le debite
si
di
può
da
fronte
il
ancora
una
trasformavano
talmente
che
i nostri
tori
scrit-
i
grezzi
panni
li
industria
il mondo
che
di
maestri
antichi
sottile
colla
e
cui
con
precursori
ricevevano
mondo
del
distanze
sui
quegli
a
«
da
formule
il paragone
dire
saa,
modello
un
le debite
con
suto
vis-
tutta
alle
e
studio
volta
è
dall'ombra,
forme
suo
che
Galimala,
parte
quello francese;
fisionomia
con
alle
somiglino
di
ogni
uscito
liano
ita-
romanzo
valore, rappresentando
e
chiude
romanzo
dell'arte
di
proporzioni s'intende,
il D'Ancona
Dante,
è
luce,
sua
Il
all'ombra
che, ripigliando,
sì
procede;
moderno.
lettore
adulto,
nella
di
ITALIANO
dire,
può
fatto
vive
e
del
si
nato,
subito
ma,
cui
ROMANZO
IL
da
li ripigliava
loro
,
più belli,più
Il
è
italiano
romanzo
I
Promessi
tradizione
una
Furioso
discende,
alta
dai
Francia
la
di
lacune,che
a
una
ha
ora
e
trae
le
lui si affrettano
si
dai
romanzi
origini, se
sue
i
quali
liano
itaaltri
lui, e profonde
acolmare;
sveglia
e
d'Inghilterra;
durante
per
più
gesta
dell'ingegno
natura
lavorano
alla
di
Manzoni
sonni,
matura,
dell'Ariosto
canzoni
di Francia
Alessandro
paesi,
altri per
certa
dalle
Strana
hanno
elevati
ed
altri
V Orlando
ha
iK)ema
tutti, fusi
lunghi
altri
la
non
Inghilterra
struttura.
sua
ingegni,
di
e
I Esso
,
di
romanzo
di
classico, non
meraviglioso
cavallereschi
tazione
fermen-
accumulati
come
poetica,
temperatura
il
non
il
li contiene
e
romanzi
così
di
nazionale,
dalla
nato
sempre
sposi, romanzo
come
e
;
più pregiati».
e
letterari
degli elementi
paesi.
decorosi
con
un
ma
do
quan-
capola-
ROMANZO
IL
ai
^oro
ricollega
,
a^lla
storia
ideale
di
bisogno
di
giù
de
tils
ì
giù
del
Berger
dal
xandre,
de
Princesse
bisogno
giorno
abbiamo
al
più
sole
€Hl
a
di
di
che
miracoli
i
come
ha
la
di
bisogno
romanzo
svolgersi
italiano,
preparazione.
Angiole
i Promessi
come
movimento
Marie^
le
sposi^
Perchè
meritano
che
di
un
produce
sempre
bel
Un
lombardi,
miracolo
gli
occhi,
è
la
gli
ma
vita
chè
Perria,
lettera-
e
lentamente
organico
dire,
progre-
camente.
organi-
e
è
mancato
la
mancata
zionale
na-
Visconti^
Marco
I
:
naturale.
e
le
Pusterle, corteggianti
di
appena
come
abbiamo
non
crescere
i
Margherite
imitazioni,
d^Artagnan,
campi
prima
com'era
Fole-
a
dalla
sui
Ed
per
svolgimento
Questo
al
de
ripetono,
animale,
vita
del
costumi,
preparazione.
richiusi.
si
non
La
,
aperti
subito
anche
abbiamo
di
^oi, invece,
Abbiamo
e
tutti
Faramond
a
vittoria,
una
chese
mar-
attraverso
Mémoires
questa
minciare
co-
Cour-
e
dslVAstrée
aperti gli occhi,
sposi.
Promessi
tutta
Scudèri
e
avventura,
Bios,
a
Scarron,
e
passione
alle
avuto
rivare
ar-
Vizien-le-Grand,
Sage,
extravagant
Oléves
Bctdutgune
avuto
di
e
hanno
d'Urfé,
M.lle
Le
é
di
romanzo
storico
romanzo
Sorci
di
Onorato
Gomberville
a
Prima
riprove,
di
fino
,
di
e
barone
per
e
i Francesi
prove
Furetière,
e
nazioni.
Onorato,
e
Saudras,
campi
da
altro
un
Calprenède
di
secoli
Valromey
scendere
altre
sforzi
senza
,
Balzac,
due
da
immediatamente
delle
Onorato
a
93
ITALIANO
effetti
dati,
ricor-
essere
immediati
attorno
a
sé
del
un'o-
94
e
pera
un
Del
ha
lo
i
Fromesai
sposi^
l'ingegno
degli
attorno
tentarla
a
troppo
secolo
rimaste
cui
fin
dagli
dalle
questa
novella
forma
tutto
che
le
delle
secoli
nei
a
noi
E
se
bastavano
i
financo
dere
il
Bresciani,
campo
polarizzare
nelle
che
o
di
valgano
illusione
se
le
che
,
loro
sentimentale
una
non
:
ci
non
la
stesse
a
patria,
campo
del
emozione
coscienza
padre
dessero
scen-
e
dei
a
,
aUora,
patria
rimprovero
a
dato
hanno
intenzioni
;
qualcosa
estetica
della
pò-
liberali,
poiché
della
darci
difen*
a
armati,
romanzo
facciamo
contribuito
fitte,hanno
meglio
poi il
altro
e
rivoluzione
E
tistiche
ar-
l'opera d'arte.
romanzi
la
noi,
a
della
i sentimenti
e
non
Ma
sogno
fare
d'Azeglio.
è
combattenti
valorosi
d'arte
il
che
intenzioni,
mezzo
forme
in
coi
difendere
e
—
di
nostre
che, altrimenti
aspirazioni
romanzo
vero
alla
le
reazione
a
il Guerrazzi
anche
era
la
morali,
letteraria,
l'unità
per
le
con
storia
altro
scendevano
naturale
era
in
il
gesuiti
e
papa
intenzioni
le
ad
d'arte,
,
intenzioni.
politico, che
e
allora
il lavoro
nostra
esplicazioni
letterario
vero
gli aspetti, e, anche,
di
non
men
da
della
arrise
non
però
,
ideale
tura
col-
tarsi
aspet-
,
albori
prime
è
non
lecito
era
politiche, patriottiche
:
religiose. Pur
son
che
cominciò
tutti
sotto
non
la
e
italiano
romanzo
Italiani
a
migliori intenzioni
fin
il
che
vero
organico
affaticarsi
e
è
se
svolgimento
dopo
spirito
lo
interessi
generazione.
sua
resto,
avuto
che
che
uomo,
della
ITALIANO
ROMANZO
IL
—
quei
opere
perchè
dì
o
patria.
più
nna
IL
Tuttavia,
V
avuto
dell'arte,
sia
facilmente
è
era
non
anni
del
e
fare
tutti
il
forse
:
amava
poiché
e
il
e
sia
per
ma
di
vedeva
sue
dare
men
duecento
se
della
storia
Ma
il
egli
,
tore
lavora-
sociale
ad
che
sul
passioni
tirla
sen-
che
vivo, nell'ambiente,
vita
materiale
vogliono
di
,
e
starsi
acco-
compreso
comprendeva
napoletano
per
studiarla,
aveva
nella
si
bisogna
essa,
egli
colto
che
compreso
aveva
;
e
lista,
sti-
è
non
l' infaticabile
tendenze,
persone
popolino
delle
sia,
vero,
,
fino
amarla
nelle
delle
morale
uno
Balzac.
classe
una
anche
spirito,
di
giorni, egli
bisogna
romanzo
;
cosa
è
era
sintesi
e,
napoletano
scendere
essa,
non
si
f L'arte
Egli
dietro
Onorato
I Ohe
italiano
personale
romanzo,
di
romanzo
e
nello
i
morale,
,
scrittore
ad
il
di
ordine
scrittore
lo
neppure
tempo
suo
di
che
aveva
zioni,
preoccupa-
Zola
prosa,
rendere
a
senza
tradizione.
della
un'impronta
storia
X)overo
la
partiene
ap-
mento,
movi-
certo
Mastriani
lo
diventare
adoperò,
un
—
di
o
tezze
al-
Bufali, sqidsito
arrivare
Povero
anche
non
di
politico
necessario
sua
che
vero
vita
artefice
com'è
all'opera
iaglese
non
suprema
die
lingi»
della
zione
produche
alle
il
realtà
ma
un
fino
per
per
eertamente;
la
per
nella
romanzi
contando
scoprire.
mancato
di
incomposto,
elidine
di
anche
salire
non
che,
la
o
di
e
—
pure
romanzo
^li
scrittori
letteratura
alla
può
degli
italiano
scrittore
nel
guardiamo
onore
06
ITALIANO
ben
se
arraffata
Ixanno
BOHANZO
dei
tare
rappresene
questo
suoi
e
sentiva
fece
il
e
manzo,
ro-
pregiudizi,
96
dei
suoi
sue
pagine
con
ragione
alle
più
odi
tradizione,
amori;
veramente
i miracoli
si
non
Alessandro
e
poteva
volta
ma
di
più quella
umana
La
del
fretta,
Mastriani
Ma,
penna.
X)ortinaio, dalla
dalla
marina;
bettola,
il
trasse
popolo.
ma
vero;
nella
vita.
Coscienti
a
produrla,
dopo
tonomi
il
:
è
non
furono
sulle
il
Verga,
i
orme
ii
fame
non
tuia
letteraria
visazione.
improvfatto
signore
il
che
della
terreno
dal
,
teatro,dalla
dall'
onestà,
dalla
politica,
e
del
casotto
dalla
campagna,
passioni
della
ricordare
dal
dalla
fica,
filoso-
hanno
un
carcere
dalla
bontà,
dalla
sione
illu-
i sentimenti
improvvisatore
un
che
sarebbe
essere
romanzo
le
vero
può
tutto
arte
fu
anche
un
è
,
tore
osserva-
ingratitudine dimenticarlo.
dell'opera
70,
il D'Annunzio.
in
solo
giustizia
cafiè,
tutte
men
E
dal
fede,
fu
Egli
il
romanzo
da
fantastica,
del
dal
dalla
è
lavoro;
capo-
dimostrare
che
quasi
trasse
e
piazza,
ferocia,
dalla
tutto,
dissodò
napoletana,
via,
schiavo
un
non
la
miseria,
uno
dopo
schiavo
quello
vita
più
la
non
senza
se,
Mastriani
a
verità
Parte, cioè,
che
:
e
dare
povero
che
grande
Assommoir,
educazione
senza
condannato
esser
dell'
che
dare
saputo
potè
letteraria, scientifica, il
delle
una
popolo
rinnovano;
Manzoni
tradizione,
di
aver
più possenti pagine
e
senza
odor
di
vanta
d'
più
e
quelP
Zola
Emilio
forti
ITALIANO
suoi
dei
e
ha
ripeto,
Ma^
ROMANZO
IL
loro
e
dei
romanzieri
dei
mezzi
italiani
romanzieri
Capuana,
il
meglio
venuti
francesi^ o
Fogazzaro,
la
atti
si
au
Serao,
98
sieme
fonti, di
della
ai
l'attimo
e
Che
vita.
suoi
in
come
nell'accoppiamento
che
fecondazione
alla
solo
bestia
una
come
odio, disprezzo od
descrive
che
I che
orrore
spietatamente
;
egli
sentimentale.
l"ei risultati;
si
mai
crea
non
di
gruppi
più
che
una
serie
e
fatalità; e
di
di
vizi
che
vera
Zola
di
mezzo
da^iai-e
modo
di
sensazione
la
i
resta
cose;
di
corrompono
e
grassi
pare
Bete
la
,
del
proprio,
necessario
morale
sociale.
si
de
dove
disfanno
è
raffigurazione
a
la
e
via
Cosi
Chol-
del
pére
l'ambito
quel
che
nient'altro
locomotiva,
sensibile
e
vicenda;
taverna
Paris, hanno
cose,
vi
la
perdono
diventar
huniaine,
e
la^casa di
hanno
Ventre
Halles,
per
umano
nella
entità
loro
hanno
delle
Immenso
l'ambiente
individui
di
questi gruppi
a
deìVAssommoir
ubriachi
Colombe;
me
ma
Già,
per
in
fatto
un
Pot-Bouille
si
dove
dà
alla
del
borghesi
seul,
a
vizi,
rica
reto-
,
classi
gli
di
sensazione
la
di
classi
sua,
più
veri,
rappresenta
ma
,
verità
e
della
organismi.
loro
abile
l'opera
mai
sono
non
del
individui,
proporzionato
i
tipi
tipi
realtà
pel metodo,
trionfa
senti
pre-
egli acquisti
illusioni
le
si
non
Egli compie
sfronda
funzione
la
paleea
ganismo
dell'or-
le tristi
per
Egli
I suoi
bisogno
che
importa
dimostra?
o
presenti
ripugnante,
e
sporca
il
qaasi
si
non
donna
la
f
nifestazioni
ma-
movimenti
i secreti
tirannico
un
alle
le
tutte
sorprendere
l'amore
che
importa
che
occhi
di
vibrano
cui
di
fisiche
origini
sentimento,
del
punto
le
scoprire
di arrivare
cercando
il senso;
l'anima
con
ITALIANO
ROMANZO
IL
loro
che
quasi,
dell' anima
.EOMA.NZO
IL
che
dmaiia
finché
neir
balia
solo
il carattere
spoglia, spoglia,
personaggi,
più
e
;
nello
«5
fino
stesso
simboliche
,
il Paradou
humaine,
,
come
da
Ma
.
della
squisito
naturale
misura,
dì
sue
con
la
derivare
e
la
2ola
vita
degli
sbandò
la
tentazione
solo
vita
nelle
e
dei
sue
Bete
carattere
italiani,
da
un
senso
lontani,
tentandosi
con-
il criterio
dì
più agevole
rende
della
individui
e
tenersi
che
dell'ambiente
e
agisce
scrittore.
dello
ritenere
l'individuo
del-
zioni
Esagera-
dal
senso
seppero
rappresentazione
forme,
l-Abé.
de
che
buon
sempliflcazìoue naturalista
sicui'a
contiene
nella
derivanti
oltre
volendo
esagerazioni, gli scrittori
queste
loro
Fante
loro
più ampie
alle
locomotiva
vede,
deiruomo,
dal
alatati
nella
ognuno
auìlaterale
la
come
i suoi
azioni
le
fino
astrazioni,
che
l'individuo
cui
timento
sen-
alla
che
eleva
tempo
in
pelle,
colui
il dente
solo
Tambiente
più ampie
alle
sintesi
mostri
serpe,
la
ridurli
; come
il
moìo
rappresentai*e;
tagliar loro
espressione
un
il veleno
a
cose!
le
e
che
vuol
semplificarli,per
per
elementare
mostrare
fino
che
di
! Strana
descritti
noi,
tiva,
diret-
fusione
di sogno
e
mina,
do-
nanze,
lonta-
forza
la
zione,
sta-
la
oscure
Strana
verità
in
e
governa
sparita
vediamo
non.
stazione
nelle
indivìdui
gli
ti*a
vede,,e
e
-e
di
,
non
la
deiristinto.
feuitasia
«proporaiione
Zolsk
direttiva
paurosamente
in
di
e
dì
ignoto, quando,
rimane
j-ealtà
forza
la
perde
si
e
faticosamente
cofre
99
ITALIANO
le varie
in tutte
varie
gruppi
romantica
e
relazioni
umani.
che
oppri-
344809B
100
spirito
njeva
lo
le
vecchie
sue
fermo
mi
o
antitesi
al
ricordo
la
mi
mato,
dal
pare
Passione
proteste
costumi
più
,
in
quanto
i
problemi
che
della
spiegò
nei
suoi
le
di
Monsieur
seguito
più
forte
al
mente
ne
fu
dei
dalla
Dame
de
egli
divenne
fra
quanti
l'evangelista,
e
sui
Victor
nei
manzi
ro-
cepire
con-
zoniano,
man-
di
e
fascinatore
1' arte
Anche
di
il
un
camelias,
Ma,
e
Zola
Verga
docile
e
anche
e
convertita
trasformatesi
severo,
il
abbiano
Già,
molti
di
Hugo
gran
Càmors,
più
suoi
romantico-aristoci*»-
aiix
italiani
naturalista.
romanzo
campi
il
i
quello
mostrato
formula,
nuova
da
un
dell'arte
analizzare
modo
vittoriose.
era
ruggiti
e
o
quando
a
si
imitatore
della
dell'autore
Vita
figlio fu
romanzi
dell'autore
di
ridere
per
valgono
diverso
opere
bandiere
sue
primi
appassionato
che
dalle
sx)iriti italiani, fino
non
tica
vita,
chia-
rumorose
ribellioni
nuovo
sare
Ce-
fu
Madri
Ma
un
di
e
rappresentare
umani.
figlio. Dumas
degli
il
di
dimostrano
derivato
Dumas
di
fiamme
ne
passaggio
come
torbide
di
e
non
romanzi
letterario
nelle
nessun
o
di
solo
e
iion
minori
arte,
dei
maledetta
sentimenti
e
che
Eod,
Io
portato
nostra
forma;
giacobino
un
di fìtr passare
lieto
di
della
la
sociali.
e
hanno
non
efflorescenza
strana
di
pagine
o
con
romanzo,
manifestazioni
alle
contenuto
Tronconi^
in
sentimentali
progredire
fatto
di
scrittori
nostri
dei
insignificanti, che,
hanno
ITALIANO
naturalmente
contributo
è
ROMANZO
IL
il
più rigido,,
piegato
Capuana
suoi
dicalmente,
ra-
stesso^
articoli
Malavoglia^ riconosce,
la
senza
sulla
gè-
ROMANZO
IL
losia,
superiorità
la
cinico
i
Malavoglia
del
intensi
per
mio
iti
tutto
e
é
sottratto
i
dei
Malavoglia.
interp.mente
dal
libro.
soli.
"50i
propri
loro
vello,
meglio,
che
mai
V occhio
Gualdo
e
supplisca
si
eleva
nel
con
la
coscienza
coscienza
del
Verga.
esempio
di
di
e
alle
deficienze.
mondo
del
dei
Gesualdo;
è
paesi
ove
quel
scrittori
tori
pesca-
la
parola
di
di
quel
di
imaginato
cuori
dal
anche
servisse
asi)iraiio
Sono
tanta
la storia
domini
solo,
non
freschezza
paesello siciliano,
dei
e
l'
al-
quelle del Mastro
narrano
intero
un
paesello,
la
Ge^
,
sentimento,
! Esse
fortune
l'invidia,
i
di
don
romanzo
è tanta
esse
densità
tanta
Mastro
che
fitte
di
grado
rapi)resentata.
pagine
in ognuna
Il
cei'-
di
personaggi
osservazione
delle
muovono
mondo
agli
scorta
agitazioni
rinnovarsi
che
che
rappresentazione
di
delle
intima
nel
e
osservazione,
vivacità
vorrei
ventisette
cinqueeen?to
di
Io
della
esattezza
don
vedono
proprio
lingua
si
azione
che
il cervello
,
l'arte
in
,
scrittore
manzo
ro-
un
autóre
L'
loro
loro
,
dello
sia
Restano
col
propria
la
con
lettura,
mirabili
le persone,
occhi, pensano
parlano
senza
O
dice,
appen-
alla
vi
credo
non
rità,
ve-
brano
sem-
sembrano
me
in
di
romanzi
impersonale
personaggi,
E
suo
Gesualdo
fastidiosi
a
Io
tutto.
per
più
che
confesso,
conto
di
troppo
dal
metodo.
don
lettori
e
ottenuti
nuovo
Mastro
e
agli appassionati
trox"po
effetti
degli
nelPapplicazione
se
101
ITALIANO
superbia,
e
ammorbano
Verga
si
la
:
ma
di
vanità,
aggirano
la
ria,
sto-
una
tutti
la
vita.
i
suria
lusNel
cinquanta
102
BOMAJJZO
IL
caratteri, ciuqtiaiita forze
tipi diversi, ciuqnauta
il
ha
la
forza
fatalità;ogni
sua
il
determinato
esattamente
;
Nel
carattere
di
di
mezzo
che
don
furia
a
immediati
mondo
questo
Mastro
furberia
di
e
di
a
tutte
le
della
fatiche,
paesani.
Attorno
di
e
maligni,
fioriscono
un'aria
e
ei
di
la
serva
zanti,
sprez-
sobillatori;tutti
i
feroci
è fedele
non
e
:
nelle
ha
fatto.
tristezza
di
e
di
stentata
da
braccia
sue
riconoscente,
le
e
nel
segreto
In
tutto
dolore
consolatrice
la
e
compagna
,
laboriosa
vita,
spinta
d'amore,
eh'
tutti
gli
,
prima
,
perturbatori,
crudeli
tutti
1' antica
moglie
i
petulanti,
nel
coni-
suoi
dei
sé
a
raccoglie
e
,
gli scrocconi, gli sfruttatori, i malcontenti,
i
sudori^
attim
Gesualdo
don
peraio
l'o-
conquista
e
su,
ricchezza
Mastro
a
leva
produzione
le fila della
tutte
piantato
mannaie,
posizione,
nuova
sua
correnti
pugno
si
ambizione,
la
mano,
mano
il
gini,
ori-
nabili.
indecli-
e
sta
Gesuald'O^
,
bene
sione
espan-
sue
,
stenti
di
alle
sorxìreso
effetti
suoi
nei
solidamente.
della
tipo
matematicamente
è
sentimento
ogni
descritto
che
re-
,
calcolato
suo
ogni
raggio
suo
,
di
E
esclusivo, particolare; ogni
segno
sno
nemici,
seutimeuti
pellenti, cinquanta
ka
ITALIANO
lui
la
e
—
sventura
una
dell'anima, del
il it)manzo
che
grava
atterrisce
:
e
,
la
tristezza
il dolore
e
ma
,
vi
sono
sobrietà
su
vengon
natni*almente
e
,
vsono
dalle
l'aroipa
come
digressioni,
severa
non
non
mai
e
cose
proprio
esuberanze,
qualche
volta
espressi
dagli
dei
aspira.
uomini,
fiori.
mai;
Il
l'autore,
dal-
ma
Non
una
vecchio
dei
palazzo
dalle
scantonato
logoro,
nito,
il vecchio
Diego
finiscono
sfogliando
che
anco
ricchezza
si
si
Ma
Trac,
l'Orbo,
lo
tatto
di
verso
festosi
giorni
dolorosi
di
dalle
loro
del
matrimonio,
nella
deve
il
,
la
sacrificherà
essere
dalla
quell'uomo
baronello, gli
moglie
la
Bianca
,
figlia,
roba,
a
Isabella,
morire,
coll'anima
pace
"]uelli
in
la
zione
rivoluanche
Nessuna
—
lo
insidiano,
Nini
famiglia. Don
il
p]
i)iccolo La
cosi
lontiìiio
dovrà
dalla
amareggiata,
e
nei
anticipatamente
e
;
neppur
!
morte
I Tutti
aveva
;
deli
cru-
lui, aizzano
A
negli averi, nella
condannato
sua
:
fratelli,
in
mai
quando
e
ottiene
e
sono
neppure
di
casa
primi
godere
persona,
Rubiera
e
gridano
e
e
gogna
ver-
nuovo
sao
i
querimonie,
colerica;
la
contro
al
,
lasciano
mai
e
Nanni
propria
Gesualdo
don
lo
:
dell'epidemia
poi"olo
gioia
Mastro
lazzo
pa-
moglie,
di
casa
anche
padre
non
infierisce
il
il
tica
an-
Gesualdo.
moglie,
della
V
la
don
impone
e
ranza
spe-
essa
salla
specala
Anche
lui
desistono
non
della
amante
sorella
la
porte
antico
Ingmasa.
e
anche
e
nella
il vecchio
-^
Mastro
minaccia
freddo,
,
ad
di
e
di
Bianca,
esce
Don
e
e
famiglia
ritornerà
che
famigliare,
fame
splendore
le
scroccone
benefattore
di
pare
invece
aprono
arragi-
Ferdinando
di
foi'tana
salla
ma
stem-
,
volta
donde
dallo
uncino
an
Don
carte
l' antico
e
apre
dove
a
capamente
ana
vetri,
senza
appeso
e
antiche
le
e
palazzo
,
dei
rotti,scalcinati, coitosì,
mari
sgangherate
finestre
non
dai
Trao,
103
ITALIANO
ROMANZO
IL
crificata
sa-
Gurna
infine
sua
dopo
casa
d'es-
104
sersi
di
ROMANZO
IL
proteggere
di
e
figlia da
imparentare,
e
formare
ma
d'amore,
degli obblighi.
aveva
«
anche
«
tempia
"r
gerle
«
tendere
marito
tuo
se
le
fra
duchessa
di
mani,
negli
occhi
se
che
gli
premeva
nel
l'avrebbe
«
quel
«
l'altro
«
agli
«
cose,
«
il capo,
«
dei
«
dosi
€
E
«
Trao, diffidente, ostile, d'un'altra
«
braccia
modo,
della
voleva
fra
le
e
che
,
e
l'altra
non
può
:
e
altre..
chinava
ostile
ruga
il
e
—
com'essa
in
era
pasta. Allentò
pastai
D'un'altra
lo
deve
segreto.
suo
restare
sé
inane
sforzo
confondersi
perire
delle
ella
Motta,
tornare
vorrebbe
quel-
indietro, chiudeu-
rappresenta
deve
dirle
guai
altro.is)
a
nascosto, in fondo
colla
di
che
sociale
lui
voleva
suoi
in-
aveva
anche
indovinato,
coi
ci
guardava
Ma
aggiunse
non
tragica
come
scorgere
ciglia, tirandosi
senti
allora
classe
—
avesse
fiirle
che
domande...
altre
sé; superba,
in
i)iù alta,
è
di
leg-
per
la
mentre
figliuola. E
farle
quasi
Trao
Storia
una
gli parve
viso
e
le
prese
,
secreto, quell'altro cruccio
occhi
lui
E
cuore.
Le
il
proprio
quel
secreto
verso
udito, per
«
ch'era
! lo farai?...
—
sollevò
le
e
comanda
rac-
Leyra,
volesse...
non
morte
farai, eh
Lo
fondersi
a
di
sao
voluto
era
di persone
favore
«
—
si
era
riuscire
letto
a
non
quali
Sul
sola.
legato
un
coi
senza
separato
che
potuto
era
figlia,alla
alla
cui
non
momento
sangue
i nobili
famiglia
una
in pena
di
linea
cercato
aver
conforti,
senza
alPultimo
Trao,
dei
il sangue
—
:
fino
una
di
tutti, dopo
beneficare:
affetti,sentendosi
dalla
da
spogliare
tatto
ITALIANO
e
con
le
—
di
tra
un'al-
quella che
finire
misera-
106
ITALIANO
ROMANZO
IL
di
particolari,quasi temendo
tutti i
dimeiiticarue
nel
amputare
troppo per via, di
e
qua
dubbio
dato
egli avrebbe
realista,il
italiana
là,di
soltanto
il
f ei-mapsi
non
cosmopolite,il
parti,senza
tipo del
vero
poiché
ma,
,
egli avesse
in molte
capolavoro della
vero
Se
più spedito di raccogliere
correre
sintetizzare più rapidamente
e
sacrilegio
un
sopprimerlo.
o
uno
la forza di
avuto
artista, scrupolosa
da
che
forse più da archivista
ricostruzione,
nella
agito,
abbia
studio, U Verga
romanzo
letteratura
P arte
ormai
capolavoro del
vero
non
ha
ghezze
lar-
romanzo
moderno.
L'opera
da
un
del
serie
una
Fin
Capuana.
liberamente
pseudo
da
anche
e
sua
le
ad
legandosi
varia
favore
a
anzi
natura
esso,
da
lo
un
un
contro
eclettico
r
tutta
con
e
con
rittura
di-
una
tutte
e
la tronfia
combattè
a
si
può
nità
va-
ghe
lun-
francese,pur
indipendenza
il vario
e
nel
le insidie
secondo
all'altro,
genere
senso
rivelò
nell'insistere
del naturalismo
portava
consigliava. In questo
sia
fermezza
ma
del
artistica,superiori,
cultura
idee, contro
sue
combatteva
maccaronica
nazionale,così egli
teatro
trasvolando
critiche,di Luigi
,
produzione
una
che
discussioni,OÌ4i-
Firenze
a
partigiane. Come
giornate,
non
e
per
le ostilità
del
la
superiore
una
combattere
quando,
seguita,oltre
nazionale, il Capuana
di mente
e
e
di illu stimazioni
tutta
teatro
preceduta
suscitò infinite
che
romanzo,,
eintajda
fu
Verga
dire
la
argomento
che
puana
il Ca-
sorprendente agilità
dalla
all'idillio,
dramma
passi
dal
dalla
novella
eome
nelle
sentimentale
Paesane
cosa
cui
in
allo
questo
era
personaggi
i
delle
azioni
loro
scandalo!
e
il
artistica.
Capuana
vivo
sul
fu
pubblica
della
polemiche
di
compiace
i
sceglie
a
?
ha
Il
tipi
svolge
due
che
pei-petua
in
,
agonia
,
:
più
là
in
parve
drizzare
rad-
per
contorto,
romanzo
mite
in
a
le
egli
non
ma
gli presenta
1' arte,
per
coscienza
della
ammalata,
vena
dimenticare
vita
di effetti
ste.
tri-
un'ostia,
come
che
mondo
il
remoto
la
trovato
far
e
qual
interessanti
mancanza
manzo
ro-
opinione
della
intimo
per
più
:
dicono, immorali,
come
l'una
del
quasi
mostrare
combinazioni
pena
erano
l'opera superò
e
è puro
e
subito
coscienziosamente
Capuana
studio
lo
nell'
tutto
ostentate
anime
il
pieno
il contenuto
cuore,
riuscito
soggetti,
,
senza
del
Giacinta^
giudizio
suo
un
romanzo
è
sfondo
Giacinta,
Frofumo,
l'autore
esso
se
l'autore,
Dopo
fantasia
tristezza
lo
dichjai*ata
della
ramo
nel
l'amante,
fotografato
I Ma
salvò
pubblicò
di tanta
si
; finaneo
pareva
forma
della
come
pose
egli s'im-
gridò
Si
marito,
il
qual segi'eta parte
con
tengono
con-
ci nemntógrafo,
? Un
loi*o caratteri.
suscitato.
il
si
dei
la forma
La
lo scandalo
angolo
cbe
paesane^
rs^ppresentati
i"08sibile andare
era
fotografico,
e
N^ttove
erano
paesaggio
,
In
uraoristioà,
novella
romanzo
Giacinta,
fotografie colte
non
al romanzo,
Gia^nta.
con
Che
favola
piccoli capolavori. Ma
dei
davvero
alla
nelle
e
107
ITALIANO
ROMANZO
IL
teatrali.
Sono
indebolit"a,in
d' aria
e
di
luce,
108
IL
putrefatta
quasi
chiusa
dei
ventesi
di
nel
suoi
solo
]"iù
lontani
straordinario;
delicata
avrebbe
di
affetti
è costretta,
è
involta,
E
queste
rose,
fiero
e
in
—
piena
naturalista
si
servire
Fogazzaro.
gli ultimi
Il
suoi
fondo
di
allo
imposte,
Nuove
di
novelle, degne
nelle
paesane,
di
Ijagine rappresentative
in
un
ambiente
di
fatto
con
quali, ripeto,
figurare
con
più argute
onore
di
cui
di baci.
tosto
piut-
o
—
mato
trasforla chiesa
di
pieno
Il
biente
am-
puro
che
di
iu
mormorii.
,
libri, specialmente
le
con
di
e
una
in
e
giardino
cosi
,
grau
da
convento,
ombra
ha
un
miserie
svolgimento
Capuana
che
solitudine
vivere
per
un
un
in
carezze
vecchio
purifica
sentimentalità:
per
della
chiuse,
delle
donna,
vivificata
di
in
e
tuffarsi
continua
d'agenzia
della
ribile,
ter-
,
piccole
un
valore
isterico
dalle
sono
selva
una
di
di
fuori
intorno
e
apposta
passione,
anime
uffici
canto,
essere
festa
morire
in
di
lontana
una
due
per
a
in
di
salvarsi,
umani,
coirentedi
larga
cui
per
più
organismo
un
di
e
acquistano,
quella
,
,
bisogno,
bagno
l'altra
in
agitata
e
che
tanto
tempo,
—
-di cai
,
insignificanti
nel
i ricordi
azioni
nelle
e
mo-
poi
sonò
è
si
e
famigliare,
parole
fatti
miseri
e
quanto
nelle
cui
dolori,
che
ricordi,
educazione
distratta
il tanfo
piccoli
di
forza
suoi
dei
e
in
ambiente
piccolo
pregiudizi
per
una
si sente
ITALIANO
ROMANZO
un
fatto
par
romanzo
meglio
le
con
,
Paesane
grui)pi
sono
accanto
Dickens
e
alle
e
di
Thtujkeray.
Altra
natura,
il
Fogazzaro.
Sentimentale,
mistico.
r^"
ROMANZO
IL
il
credeute,
Fogazzaro
occhi
nordico, cogli
I suoi
cerameute
si
p£(irche
fine; e
commuovono
fascino
un
seme
latina,
e
della
la
della
Selva
arte
del
visioni
quali
mondo
questo
da
e
del
parte
Forse,
a
e
nuove
forme,
nel
Il
di
brano
sem-
vive
lità
rea-
;
denso
di
accettarli
società
giacché
simpatia
poeta che
sono
di
e
da
della
molta
suoi
libri.
come
prosa-
accenti
nuovi
avere
una
raccogliere maggiori
giore
mag-
timenti
consen-
pubblico.
Fogazzaro
è
un
solitario. Ma
vivono
e
quelle
derivare
dei
;
vita
è di falso
vi
egli seppe
vi
morali
e
bisogna
della
meriterebbero
e
di
più
e
quel che
esempio,
per
che
irradiazione
come
niele
Da-
fondo, contengono
artisti
della
e
piace più
tor^e.In VaUolda,
più ricco
errori
nosti'o
punto
psicologiche
studioso
strano
fascino
me
in
concezione
quegli
certo
a
i
sotto
cielo. Malombra,
fondo
discuto
mano
raggi del
ai
poeta^
veri
non
nella
di
falsità
è
antico
; io
sono
compiuta
par
verità
di
da
sparso
rappresentazioni
in
Ma'i)oichè
erroneo
vita
che
fiammanti
visstita.
di
più
mentre
umane;
fu
non
nostro
del
con
possibile liberarsi.
Nera, più che
Cortis, Il sogno
Piccolo
è
sua
l'azzurro
sole, sotto
gemme
cui
educazione
sua
senza
simpaticamente,
non
sin-
terra,
e
attirano
strano, da
Oei'to il
rami
e
cielo
tra
d'incantesimi
trama
una
nima
l'a-
e
vita
tanta
si cullino
che
in
aggirino
paese
un
spettacolo del sole.
nuovo
si combatte
pur
par
umana,
da
venga
coperti di nebbia,
ancora
dove
romanzi,
che
par
stupefatta al
ancom
109
ITALIANO
nella
gran
110
ROMANZO
Ili
della
lotta
efficacemente
la rappreseataac,
italiani
romanzieri
altri
due
ed
vita,
ITALIANO
Berao
Matilde
D'Annunzio.
briele
Il
Annunzio
D'
oltre
della
acquista
romanzo
dignità
o
nunzio
nazionale
creduta
era
non
non
si
allargava
la
prefazione
resto, vi
della
con
era
formò
in
lui
di
Vergine
del
di
quei
di
un
baci,
Il
era
cuore
artista
chiuso
in
in
oltre
vita
e
la
a
vitalità
nidi
di
alle
di
dissoluzione
i"'era
e
dello
di
strana
animale
non
di
è
dell'arte.
di
sale
paradosMa
restar
attività
sua
poteva
voluttà
che
luttà.
vo-
bosco
e
La
e
rimaiie-
poteva
non
di
vegetale.
e
gli
e
canti
e
quei lussurioso
non
sorto
gli archi
scrittore
quella
di
germi
abbracci
moderno
quali
i
:
armo.nia
ricerca
leggete
gli uccelli
prigione.
uomo
che
ingombrante
sotto
e
D' Au-
Piacere, del
Nel
in flore
Annunzio
elegante
quella affannosa
,
della
mezzo
il D'
come
a
vita:
esteriore
fantasia
del
secondo
ma
quasi
fronde
(lei
curata^
ei*a
della
tutti
le
le
prosa
Episcopo,
mezzo
di
quella
sensuali
La
tratto,
un
fremito
in
in
e
molti
incessante
la
e
di osservatore
non
da
i loro
continuo
produzione
un
che
Tra
una
perduti
prosa,
mancava,
mondo
facevano
impigliati
vano
che
venuti
b'QSCO intricato.
ed
lui la vitalità
a
l'esuberanza
un
amanti;
fino
il sentimento
eran
i*ami
prosa
Giovanni
descrizione
T^rra
lui^ la
di
ancora
il benefizio
italiano
indispensabile^
si
fresca,
intelligenza
romanzo
Incerta,
prosa.
sua
un'
che
nel
portò
giovine, nuova,
la
Gran
e
,
rirai
esau-
verbali
e
1' esaurimento
Il
suo
spirito
ROMANZO
IL
poteva
non
in
profami,
largamente
T^ita
in
cui
prima
altre
cui
salire.
Paragonare
primitiva,
sua
«enza
meraviglia.
i}uoso
è
i^pada
governata
"50si
recondite
più
le
più
le
sentimento.
del
:fìui misteri
e
volut-
e
una
come
possente;
e
e,
verità
psicologiche,
del
cuore,
arriva
La
forma
aspre
fibre
carnoso
abile
sua
soi-presa
acuminato
e
pugno
un
senza
periodo
diritto
da
altre
aprì
quella
con
possibile
L'antico
com'è, ricerca
ix"cca
novella
prosa
diventato
tiaeere,
fatiche.
è davvero
non
la
e
ideali
altri
si
e
soave
coppa
cosi
era
del
il libro
di
e
I/^ai*te
arrivare,
cui
infatti
altre
la
si
sbizzarrita.
Chiuso
assegnò
si
e
colori
giovinezza
a
la
di
mare
altezze
buttò
D'Annunzio
vie,
saa
quel
allegramente
e
hanno
verso
il
naufragare
la
111
ITALIANO
ai
più
stile
lo
il
,
TTocabolario
nella
parola
di
o
di
•e
Le
opere
E
Se
é
di tutti
alla
avvezzo
non
i fenomeni
rocce
siasi
par
intellettuale
delle
Vergini
sono,
om
e
nergia
l'ee
qui
di
formato
contemplazione
vita,
all'è-
ma
h^ Innocente
quest'aspetto,
sotto
l'Italia
dei
un'osservazione.
passaggio,
—
dolce
questa
Italia
abbandona
alla
barbari
suoi
dovesse
,
non
che
troppe
volgarità
uomini
la
la vibrazione
soltanto,
della
è
preziose.
troppi
ori,
poeta
un
sapienza
anatomico,
teatro
un
speculazione
alla
Bperienza
e
in
la
che
vi
precisione
la
matematica,
temperamento
un
trasformato
nervosa
espressione
formola
una
di
saldezza
nella
e
mutati:
assolutamente
sono
,
altro
cose
dei
medio-
a
Giosuè
112
Carducci
nazionale,
prosa
anni;
Carducci
e
difesa
la
nostra
la
e
precetto
orò,
brillare
fece
in
1' arte
clie
italiana
in
e
si
tutto
dalla
lode
può
la
per
dire
all'eroe
e
ciarlatano
Gabriele
d' Annunziò
lingua
Quella
continua
ora
strando
mo,
vituperio
al
malfattore.
il
e
miche
pole-
in
,
il
l'offesa
per
politica
deve
si
e
Dio
a
,
contro
quelle
mezzo
per
gloria nelle
,
per
della
negli ultimi
piegò
la
e
e
ferro
era
prosa
fece
ne
1' educaziouc
:
del
mezzo
per
La
dell'esempio.
ITALIANO
gli dovrebbe
questo
,
e
ROMANZO
IL
prosa
naturalmente
,
modificandola
del
e
di
ad
e
le
vi
più
le
alte
sia
di
ancora
italiana
,
più
sicura
e
ai
tempi
come
che
hanno
in
nella
suona
è
lo
meretrice
del
Convito.
(|uesti abominevoli
una
volta
e
la
«li
sono
editti vi
questi
loro
è
se
se
adulteri
ritrosia
,
esemi)io, alle
prime
pagine
ricca^
delle
t^
oggi,
proprio
^uale, se
egli
quanto
adulteri
questi
"
malvagi
aiTivino
andar
mini
uo-
d'Italia, che
in
questi
Ma
lo
,
non
di
e
lo
volgare
ne
ve
malvagi
altrui
volgare
non
bocca
detto
vi
prezioso
cosa,
che
ogni altra; perchè
abbominevoli
«
questo
alcuna
di
:
dì
più bella, più
,
Dante,
gli
»,
vile
a
vile
come
nobile
bene
so
,
imaginare
più
più completa
Ah,
vivacchiando
quelli che
sanno
commendano
dispregiano
è
intellettuali.
non
di
ormai
riesce
sottigliezze psicologiche
,
una
srtrumento, che,
straniero
delicate
più
straniera
l)rosa
novella
,
speculazioni
saranno
della
bisogni
uno
altro
qualunque
esprimere
ai
formandone
e
romanzo,
meglio
adattandola
e
a
—
e
cere
vin-
oltre, per
Vergini^
si
accor-
114
di
lei?
di
quella
Dal
la
l'occasione,
pure
pubblico,
non
del
nutrizione
vive
e
col
gusto
simpaticamente
chiacchierano,
—
francesi,
delle
russi
novelle
e
dei
suoi
e
senza
è facile
anche
Ma
suoi
e
delle
quelle
In
di
della
la
atomi
di
grado
pubblico
,
della
trama
della
e
od
possano
superior
che
del
forza
e
si
o
della
esaurita.
vantare
essa
trebbe
po-
contro
napoletana.
non
il calore
rebbero
var-
delle
che
sicure
al
mento
sentiAno
romanzo
a
è interamente
non
stessa
se
teraria.
letvibi-a-
gran
una
abbandonano
su
non
retorica
afferrano
del
ai
Serao
della
più
e-
dà
scrittrice
nella
lo
non
di
nome,
severa
critica
lei è
di
che
e
e
successo
ripiegata
e
sforzi
la
formale
novella
favola
svanita
pecc^abili,che
un
opere
uncinati
tessuta
questa
della
le
tutte
altri
ella scrive
suo
scrittrice
severità
logica
gli
del
molti
più profonde
ben
pubblico,
romanzi.
della
ragioni
niero,
stra-
giornali inglesi,
onorano
commozioni
Le
del
che
la
raffreddare
radici
zione
e
dei
sdegnosa
libri
a
lettori.
hanno
sian
nei
sdegno
mozioni
si
mostrarsi
pagine
lo
;
del
Mentre
appendini
le
e
critica
molte
E
eflBcace
italiano, ma
solo
bizantineggiano,
e
grado
mal-
; e,
è semi)re
la fantasia
tedeschi
sue
La
discutono
giorni
i
naturalmeute,
,
generosamente.
e
è letta.
ed
là
e
essa
con
e
tutti
spirito
suo
qua
ticolo
dall'ar-
novella,
piega
il
e
senta
prosa
e
Serao
ingegno
suo
sua
fretta
la
il
fatica
alla
moscone
Matilde
al romanzo,
alla
ITALIANO
ROMANZO
IL
e
l' illusione
,
descrizione
Quanti
e
intima
di
è
ramente
inte-
gli im-
sono
questa
attrazione
non
forza,
conquista?
la
mondo
geniale
Il
nel
le
e
più.
esiste
non
napoletano
educazione
sua
ingegno
suo
svolte
tutte
buone
di
quegli artisti-giornalisti,in
e
suoi
primi
anni
lanciò
e
italiano
luce
di
e
fiori
gli ultimi
del
l'emozione,
in
e
ella
sentimento.
rimase
di
in
tutte
anima
sue
dopo
sentimento,
di
forme
sue
ritrasse
in
e
e
tutte
descrisse.
e
città
luce
di
passare
di
vista
che
cielo
o
nella
ella
Non
sua
dalle
e
agli affetti
case
il
e
suo
e
della
vita
la
paese
con
dell'arte
tutto,
di
le
zioni
manifesta-
sue
è
della
angolo
di
pov^eri,fino
e
coscienza
vi
abbia
non
più alto, l'opera
dei
tasia,
fan-
napoletana,
da
borghesia
senso
,
che
mare
resse,
cor-
este-
istinto
riprese,
dagli affetti
il
illustrato; non
Ella
prosa.
più geniale
e
di
sussurro
e
rezza
tene-
la
malgrado
e
vi
abbia
non
la
virtù
,
strana
la
mosse
,
arte,
sero
ar-
tali
sentimen-
Zola,
di
sempre
di
naturalezza
tutto
manticismo
ro-
dove
opere
la
i
il ricordo
con
Daudet,
Ma,
Il
francese
della
e
con
napoletana
le
nell'
letteratura
verità
raffinandole,
;
del
della
prosa.
anime
tramonto
nelle
La
visse
tramonto
quel
parti; acuendole,
certe
ricerca
riore
Da
sempre
tristezza.
la
e
della
eroico.
quali
napoletano,
ultime
le
e
derivandone
e
magnifico
giornalismo
portandone
,
prima
coglie
ac-
le debolezze
e
ai
mezzo
e
completate,
e
le forze
sua
un
ingegni
periodo
Serao
la
ebbe
nel
superstite,
,
le
fece
letterarie,
prove
una
qualità,
cattive
le
è
Serao
la
ove
,
prime
sue
ormai
Ella
115
ITALIANO
ROMANZO
IL
un
è
fatto
punto
Mastriani,
alle
case
scrisse
dell'aristocrazia, dee
con
passione.
116
IL
della
Ma
ROMANZO
special modo,
i lati
splendidamente
rese
educazione
dell'
iu
borghesia,
e
ITALIANO
delle
abitudini
ho
non
nella
letto,
niente
anni
di
più
più fotografico
della
Fanciulla^
la
di
casa
e
le
disteso
come
narsi
la
di
dalla
il
dei
e
è
Castigo:
esatta
tormento
«
della
della
delle
necessaria
per
il
di cui
e
fondo;
vuoto
fino
del
di
ossei*-
che
vivificano, e,
italiana
Serao
e
sia capace.
proposito
a
la
costituiscono
intendere
che
piene, sprizzanti
sono
l'anima
povere
della
stica
arti-
soggetto
soggetto
signora
l'
al-
i^etti-
a
coscienza
dalla
a
divano
di
possenti
addietro,
anno
classi
vesti
cora,
an-
pena
a
figlie affaticate
pagine
che
di cui
degli elementi
vedo
nel
coscritti,
satura
infinita
alla
propria
stile; sobrie^ sopratutto,
sentimenti
Manca
Io
parete
le
nella
all'osso,
; l' ispido
è prodotta
qualche
Scrivevo
le
e
veramente
humour
fine
piedi
Sono
che
tristezza
più
vive
scritta
de-
superbie
le
stanze
rattoppare
di
dolore,
quando
tratta
moglie
a
sobrietà
severa
ai
oleate.
teste
vazione,
chi
è
ove
fino
malinconiche
morto
toli
capi-
ballo,
tutte
ijoche fiammelle
momento
le
di
paglia allineate, come
stanze;
ultimo
da
un
di
sedie
delle
di
da
povera
vanità, gonfia
ripensarci,le
richiarate
pena
festa
una
timi
ul-
umano,
certi
che
propri sogni insoddisfatti.
dei
e
nel
di
mondane
pretensioni
fantasia
le
di
più
,
famiglia borghese,
pomposa
ma
intimo
degli
quello specialmente
preparazione
una
sentimenti.
di
e
prese
com-
caratteristici
dei
efficace
più
di
e
vide,
italiana
letteratura
,
di
più
e
,
Io
ella
manca
conoscenza
la
vita
la
zione
penetra-
,
i motivi
del
che
e
il
produ-
r
IL
il
eoiio
nella classe
di meno,
o
irradiazione del soggetto o
colorita
concentrazione:
linea
osservazioni
l'ultimo
si corregga
romanzo
suo
».
potrebbero più
non
bida
tor-
troppo
una
tocco, della quale la
nel
o
troppo
una
un'esagerazione,in ogni caso,
bisognerà che
della
alta;e però
qaesta o ftiqaella
di
lavori che trattano
classe, vi è qualcosa di più
nella
117
ITALIANO
il dolore
piacere e
suoi
nei
ROMANZO
signora Serao
Ebbene, queste
—
ripetutedopo
essere
Ballerina; nel quale l'arte
la
:
trice
scrit-
nostra
di
monda
appare
ogni
brillante
te
penetranvegetazione parassitaria,
semplice,diritta,
spiritodi bontà
lo
come
di
anch'essi
pietà che
in
la
la
che
il
scrutatrice
severa
timento
sen-
hanno
Gli umili
commuove.
quest'arteuna
e
muove
e
una
gentile rivelatrice degli oscuri travaglidell' anima
degli oscuri destini
e
La
Minino, della Ballerina, si
figura di Carmela
fln dalla
mostra
anzi, in
Carmela
€
di lor vita.
prima pagina,
la
tutta
piedi,
macchinalmente, contò
chiuso
che teneva
e
vi trovò
da
prima
e
In
la settimana
sua
una
e
il
una
cassettone,
il denaro
volta
lira che vi
E
lire,in
quale
glietti
bi-
il giorno
erano
la vediamo
nell' ultima
nello sdrucito
role
pa-
interezza.
sua
diciotto
».
prime
piccoloportafoglio,
sdrucito
prima
portare
la
una
tale la ritroveremo
,
per comprare
pagina.
portafoglioil denaro
corona
di fiori freschi,
a
Poggiorealeil giorno dei
benefattrice,
morti. Nell'ultima
L_
da
e
presso
ancora
le medesime
sempre
questa, cerca
per la
nello
cinque e
in questa
realtà
sua
in
Minino,
fin dalle
cerca
nello
stesso
portafoglioil
118
ROMANZO
IL
denaro
per
,
portiere
il cocchiere
pagare
il cameriere
e
ITALIANO
che
la
il
conduce,
l'accompagnano
Suisse
dell' Hotel
stanza
che
dove
nella
vera
po-
Ferdinando
,
Terzi, il
vita
La
fra
di
intima
solitaria
che
la
d'amore
chiuso
del
profondo
,
cuore
dei
più
giovinetti dell'aristocrazia,
il solo
ridicolo
lei
senza
felicità
Ogni
classe
le
della
0
di
divincolarsi
in
cui
la
dalla
condizione
tentare
Carmela
si
che
di
fanno
cui
fanno
ribalta
sfoggio
e
alla
vede
gli amori
sue
i loro
nel
ballerine
hanno
la
hanno
e
ha
diella
forza
nessuna
viltà di schiave
dalle
tiene
dalla
fin
seconda
naacita^,
camerino
vie,
i sorrisi
hainio
le
libertà
incuranti
delle
che
accendono
:
,
le
e
che
alla
che
compagne
amanti,
che
non
se
quello
tutto
\
speranza
mezzi
ardui
più
palcoscenico
sfoggio
nelle
delle
,
altre
sul
pagano
mestiei'e
piroetta piì slanciata
una
porti
le
i)iglìano
multe
le
Minino
permettono
paria, ogni
non
pregiudizi
fila le
terza
prima.
dai
e
vesti,
senza
gli altri
non
coi
neppure
rebbe
par-
per
classe
che
tavolozza,
loro
per
neppure
che
la
brutte
belle
diventar
si
i suoi
ha
e
gli
gli occhi,
levare
attrattive
senza
,
toilette
0
e
più
nati
fortu-
e
quale
audacie
senza
; cosi
donnine
sue
di
sociale
reietti
i suoi
ha
sé
per
timento
sen-
un
belli
sul
di
pensare
brutta, inelegante,
e
,
uno
per
,
A,
soiffòcato nel
celato
,
di
ballerina
fanciulla;
protesse
svolge
sentimento
un
:
grande
la
verso
si
creatura
inappagabili
gratitudine
Boschetti
mina
misera
questa
sentimenti
due
è ucciso.
si
ideale,
amore
suo
maglie
i
di
seta
gioiellidi
prodigano
dovunque;
cui
dalla
e
pa-
ROMANZO
IL
sé
ragonaiido
la
delle
sorte
più
E
vita.
i suoi
tutti
di tenersi
di
una
aljo studio
di
al
di
dimentica
ocdii
al
percepisca
non
all'individuo,
fronte
e
sperare
Io
la
le
prima
che
sia
chiudo
con
La
dargli
fìnanco
e
è
di
questa
un
formula,
e
prima
a
di
rapida
di
si trova
vede
tutto
cronaca
degli
è
bile
visi-
segno
dell'anima
e
invece
a
le
che
si trova
di
meno
netrarsene
compe-
talità
sentimen-
sue
poetiche.
questa
una
muovere
non
gusti,
energie
sue
eccezione
la
dal
,
può
i suoi
forza
speciale,
e
Quando
non
in
,
fisionomia
indovini.
o
cleo
nu-
la
e
carattere
pensiero,
della
invisibile
o
di
del
muovere
e
sentano
e
stessa
comprende
tutto
e
,
dato
un
costanza
un
se
,
degli altri
di
tipo. Quando
un
,
coro
la
fare
per
coordinare
nel
pensino
ha
in
splendidamente
generici
non
ma
la
conicamente.
malin-
e
qualità
alte
riesce
Ella
,
persona
fi*onte
più
le
vivano
che
stretta
è narrata
vita
questa
i caratteri
modo;
stesso
con
impicciolirsi
cuore
nell'interpretare,
,
di persone
uno
ha
costume.
lumeggiare
nel
suo
sua
particolari,logicamente
Semo
raccogliere
nel
di
tragedia
di
romanzo
il
la
ogni giorno x"ià restringersi
e
miseri
signora
La
il
la
confrontando
e
sente
altre,
og:iii giorno
sua
altre
alle
119
ITALIANO
La
rina
Balle-
regola. Ed
lunga
del
è
serie.
liano,
ita-
romanzo
augurio.
se
non
il romanzo
a
naturalista,
ha
dato
120
ROMANZO
IL
tutti
i suoi
frutti.
dai
sistemi
uni
moralisti
altri
gli
e
corretta
dalle
nella
virtù, la
sue
vita
esplicarsi. Nella
patria
ricordi
dello
una
l'altra
forma
nuova
unilaterale
di
e
l'uomo
dei
e
nella
che
la
stesso
suoi
le
vizi
e
quiste,
con-
sue
patria, cioè,
del
storia
dell' arte
che
una
sicuramente
e
Manzoni,
ralisti
natu-
quelli :
coi
lotte
sue
lastica:
sco-
e
nello
lontana
scrittore
gli
e
esperienze
più equilibrato
scrittore
manzo
di
Fra
forma
sicuramente
entrare
possano
dello
le
santi,
pe-
l'una
questi
quale
e
scrittori
meno
di
con
uggiosi
nuovi
per
delle
esagerazioni
forma, insomma,
le
ancora
ricca
Bourget
per
ancora
degli intellettuali^e
e
tempo
posto
forma
una
chiuso
inconcludenti.
e
più completa,
e
aspirazioni
di restar
casisti
equilibrati; tra
vi è
romanzo,
più
ed
vani
è posto
vi
più temperati
di
dei
diventati
ride,
tor-
più acute,
dalle
sì contenti
derno,
mo-
più
parte, gV intellettuali,con
sono
dei
febbri
nevrosi
più complicati,
filosofici
testa,
l'uomo
,
quella. D'altra
alla
che
dalle
dalle
strani
politiche più sconfinate,
in
possibile
sconvolto
e
più
vizi
è
Non
tormentato
dai
ITALIANO
io-
aveva
,
fatto
più
pura
umana,
la
la
che
sperare
feconda.
non
E
di
della
più
trovi
in
la
che
un
romanzi
vita,tutte
degli uomini.
del
forma
solo
che
e
che
romanzo,
trionfare,
a
questa
volta, la
ma
romanzo
gione
ra-
me
cile
è diffi-
non
più propria
matrice
più
ma
for-
nuova
in
e
un
pio
am-
,
comprenda
le varietà
della
espressione
alta
apparire
auguro
si riveli
ciclo
passioni
mi
nuova
ad
prossima
pare
la
e
del
tutte
carattere
le espressioni
e
delle
dilettantismo
11
la
dopo
del
morte
forse
ironica
intelligenza
soave
è
si
di
filosofo
han
e
di
d' Is
e
Certo,
Renan!
Ernesto
il volo
levato
di
tutte, quella
il movimento
Poeta,
è
si
Essais
polis,
si
della
di
vita
i
Renan
e
Aiutato
dalla
insieme,
divenne
i
e
di
anche
lui
alle
della
sua
è
esuberante
simpaticamente
le
più
e
le
nel
penhauer,
Schodi
uomo
e
a
e
ed
penetrare
contradittorie
maestri.
meditativa
nel
comprendere
sviluppo
umane,
elegante,
e
uno
viduo,
dell'indi-
interiore
loro
nella
e
analista,
passioni
varia
coltura
arrivato
Cosmo-
di
grandi
quei
raflBnato
e
,
Aveux,
di
pensiero
nel
vita
della
origini
i sentimenti
studi
terribile
un
straordinariamente
deviazioni
di
sentimentale
natura,
sua
sorprendere
degli
Sthèndhal,
uomo
era
])ure
,
consigli
scrutatori
profondi
di
cale
radi-
scuola.
l'autore
stesso, praticò
tempo
precetti
effetto
della
filosofia
,
al
che
psychologie contemporaine,
de
nutrì
Più
proteste.
Bourget,
critico, romanziere,
degli
viaggi
le
Paolo
evangelista
l'elegante
stato
e
grande
la
con
,
arrestato
dei
spento
a
nelle
e
e,
se
per
non
giustificare
teorie
scienti-
124
REAZIONE
fiche
più opposte
le
e
dobbiamo
Noi
'
stati
d'anima,
il Petrarca
—
formano
dal
profumo
delle
che
sian
—
fiorite
il
psychologie contemporaine
iniziatori
ai
dolci
letteratura.
Il
gestazione
loro
irradiazioni,da
Stendhal
ad
Amiel
e
formulati.
è
Ma
tutti
di
la
di
Prima
—
di
di
negazione
San
col
suo
anche
clusion
perchè
seme;
di
Perchè
e
Lisle
alla
della
une
irrigidirsi in
positive non
quello
che
si
a
d'accusa
Il
:
pente
ser-
della
cupola
di tenerli
chiusi
contentandosi
—
fiore che vuole
un
della
de
sistema
dichiarava
saputo
in
en
vita
tantót
dare
réponse
guadagna
dai
Eenan,
sentimentali
luce
vita
di
un
le
tutte
precisione
e
questioni
egli
avrebbe
in
1' atto
confessava
alle
il dilettantism
coda.
occhi
Umilmente
della
Tourguenieff,
a
ideali
contentarsi
tantót
de douUur,
sentimenti*
descritti
schopenhauereanamente,
il
ignorare
de
preziosi
intimo
matematica
la
realtà
dure
sensibili
propositi anteriori.
mjordersi
aprire gli
alle
essere,
rance.
i
Pietro, Bourget
chiusi
ponse
tutti
colse
di JBssais
Flaubert
questi procedimenti
di
tipico della
Cosmopolis, infine, è
finisce
di
da
con
,
più
momento
de
Leconte
e
studio
e
Baudelaire,
a
Goncourt
osservati
e
ch'egli
cosmopolitismo,
nel
sorpresi
loro
da
il
e
volumi
dello
misteri
degli
stati
infatti, due
sono,
i)essimismo,
sono
intense
I due
secolo.
storia
detto
avrebbe
più
che.
artisti-
squisita
sua
la
dilettantismo,
anime
nel
alla
sentimentale
e
ed
letterarie
principalmente
ohe
cuore
tendenze
intellettuale
acutezza
RAZZA
DI
foi
donner
ré-
une
et
d'espé-
di idee
che
fessava
con-
de
e
di
con-
aucune;
unità, si perde
di
r
interesse.
énigme résolue
une
868
toutes
légitimeset
proposito
a
la
arrivare
avec
raffinéj
tici8me
alors
vient
de
del
misticismo
de
da
vinto
il
ebbe
intellettuale
di
piegò
po' troppo
un
steppa
la
e
la
prese
all'esteta,e
il mistico.
Le
il
nel
del
la
,
Io
della
dell'autore
grazia
languida poesia
sconvolto
franco-
pietistidella
suo
di
delle
che
influenze
del
lettantis
già il di,
La
suo
dilettantismo, la
suo
ma
quella
del
magìa
pietosa empietà
profondamente;
hanno
fra le altre
Gesù,
di
sua
rìo
lavo-
Greslou,
,
sovrana
torioso
vit-
positivista Adriano
subito
Vita
della
Roberto
se.
spirito , condanna
avevo
passò
questo profondo
filosofo
1' analisi
sul
«
stile
rigido
fare
dominio
avuto
tico
roman-
Bisciple.Il dilettante,qui
nel
econtento
essere
discepolo
Sixte,
fu
si)iritodi Bourget
scettico
sullo
di
tracce
polemico si vedono
a
su
Eenau
quel cattolicismo
verso
il
Il moralista
poesia dei simbolisti parigini.
mano
comincia
dove
ramo
l'arte dei romanzieri
colorisce
che
russo
lo
del
sopravvento
sul vecchio
d'Aurevilly. E
Barbey
d-e-
l'andare
scientifica.
e
Tolstoi innestato
un
sceptiei-
oe
temperamento
suo
scep^
métamorphose
con
,
quella puramente
un
x)er
dilettantisme
la
Ma
—
annidato
stava
faut
transformer
delicate
parte morbida
la
basta
non
il y
ma
Le
jouissanee.
et sentimentale,
intelUctuelle
tempo
de
art
sdence
une
simpatia
problema,
un
instrument
en
87ne
il
risolvere
a
solo;ma,
Benan, eglirafforzava
di
la
com-
hypothè-
des
Non
insuffisantes.
del dilettantismo
che
divera par
sens
toutea
tesi,dicendo
sua
des
en
125
l'universo
considerare
Meglio dunque
me
BABBÈS
d'annunzio,
BOUEGBT,
io
non
ero
mi
no
aveva-
per nulla
126
il
ce
REAZIONE
figliodi
(f il
dans
y
incomparable
eet
in
già
è
dunque
cui
diritto
porta
an^quelles je
doctrines
dett illusions,
sentimento
religioso
Siamo
tutti
moderne.
polis, dove
la
sua
di
Leone
XIII
giardini
il
in
mano
sentimento
la
tutta
una
preghiera
nel
noster...
che
Un
presto
fra
germe
del
batte
ab-
de
coetir
Cosmo-
a
in tutta
ai
piedi
i roseti
Vi
rosa.
di
scientifiche
per
stanco
si
un'onda
estensione,
sua
odorando
cristiano
Sixte
religioso è discusso
trascihantesi
vaticani,
gence
intelli-
Pater
teorie
arriveremo
problema
essenza,
les
religioso ,
le
man
je sais,
l'antica
trionfa:
tutte
e
Ics
pltis niaise
discepolo,
e
lo
quand
Adriano
invade,
lo
questo
mon
la
comme
del
promise^
il
que
de
finalmente
passando
Terre
e
remords
Vessenceméme
all' incosciente
Ma
e
;
il materialismo
les vérités
le remord
i sistemi
di trovare
par
des
inconsciamente
ancora
indeterminate
e
Ma
crots,
cadavere
al
dell'infanzia
gii
J^ai
quando
E
—
innanzi
/emme
E
—
font considérer
me
vaghe*
geometra
preciso, di solido, di sicuro,
qui forment
vonrinctions
trova
delitto.
al
figliodel
Il
i".
materialismo.
nel
cosa
di
riposare.
e
posare
qualche
d'idee
cosa
satisfait de
ntiancéjusqu'à Và-peu-près,
artistfi
stanco
qualche
chiede
de
d'incertaiUf
a
été
e^'en'avaispas
geometra,
iiu
KAZZA
DI
era
dei
dunque
dilettantismo
1
*
*
Che
cosa
è
—
o
meglio
*
che
cosa
era
—
tismo
il dilettan-
?
Perseguitato
dai
creditori
infastidito
,
della
vita,
r
di
malumore
l'amico
con
Quelle misérahle
f aire
de
envies
des
la
de
jour
mort,
in
pel tempo
dei
à
mettre
cui
compter
molto
deux,
un,
romantica;
dei dilettanti.
il sentimento
ed
che
formano
il carattere
della
l'istinto
l'essenza
cultura,non
ha il desiderio
l'ozio,ma
ponte
ma,
—
un
libro
nell'anima
affretta
a
la vita
si aflretta
Che
dolcemente
mano,
e
su
perdersi nelle
cosa
verso
giudiziosugli
dilettante
capace
due, tre;
del
a"*,que del
nelle
fiume
mare.
un
sibbene
filosofando
carezza
amare
ehe
parapetto di
con
quelle proi"rie,
la sonora
ha
l'interesse
sarebbe
sul
uno,
ha
del
del
altro
seduto
contando,
a
gusto del viaggiare,
,
non
in
il
il dilettante
morte
esperienze altrui
e
ha
non
Anche
vuoto.
aspettare la
ha
Non
dilettante.
ha la serenità
sulle cose;
e
la tendenza
più opposti
non
deiresi)erienza,
non
dell'osservazione,
uomini
del
lentemente
vio-
stato
Egli rappresenta
,
quelli
Egli è
di mostrarsi
tentato
avesse
vista,
x)rodottinella
sarebbe
ma
di
bene.
si sian
che
più simi)aticitii)i
all'accademia
con
prend
me
punto
suo
visse, anche
fischiato,se
di
—
parapet, d^ regarder
un
dice, dal
E
—
mascherata
grande
non
l'altro:
quatre, dnq, six, septe,et ainsi de suite jusq'au
troix,
uno
sur
me
sfoghi
/... Apprendre pour
Tiens, Spark, il
m'asseoir
la rivière et de
couler
e
omelette!
une
Dio
con
étre palefrenier,
apprendre
étrepeintre,apprendre pour
pour
rotta
Sj)ark,dice, fra
que Vhomnie
chose
127
romantici
gliuomini, Fantasio, nei suoi
con
e
morte, in
la
disi)09to a darsi
poco
ma
BABBÈS
D^ANNUNZIO,
BOURGET,
sulle
chie
orec-
che
si
Così
la morte.
significa
dunque
,
che
,
cosa
contiene,
•
**
^
128
REAZIONE
ohe
a
risponde
cosa
alle
aggiungersi,
RAZZA
DI
la dolce
parola
altre in ismo
tante
••
che
ad
venne
romanticismo,
—
bolismo
idealismo,naturalismo,positivismo,simclassicismo,
che
—
secolo
definire
lo intesero
di
stato
di
dello
della
e
È
giustificare.
più
un
di
cui
si
se
vedano
amabile
che
non
mai
a
non
idea
di
una
a
mezzo
compatimento
in
popoli
i costumi
nudo
cerca
di
quali
,
felicità che
una
conquistare.È
unica
del
e
servazione
os-
non
chi,
vece
le
edificazioni
le
saldature;
entusiasmi,
per
di
gli sforzi
un
bene
,
trova, di
società che
di
senso
reno
se-
un
quello che
a
dei
noti
occhio
continuamente
dell' umanità
simile
senza
esaltazioni,
senza
sori)rese,
a
da
comprendere
cui si sovrappongano
su
ne
a
intimamente
conoscano
uno
persone
passione, ma
di
paesi
per
descrissero,
esperienze storiche,
scovrire, in
da
rovine
tendere,
in-
per
le forme
tutte
insegnano
non
lo
prodotto
contemplazione,
lato
novelle, e
un
le
che
stato
viaggiando
leggi,tra
con
vita
uno
di
e
si prova
è
spirito a
individuali
e
bene,
morale, delle
e
,
scientifiche
notare
sacerdoti, è
i suoi
d'intelligenza;ed
e
è
Ma
nel
,
secondo
letterario
sentimento,
pensiero
Fantasie.
praticarono
adattamento
senza
antecedenza
dunque,
»,
lo
e
coltura
sia
di questo
positivamente.
Dilettantismo
«
e
di
qualità negative
le
storia letteraria
?
quasi risposto in
ho
Io
figurano nella
sente
lo stato
non
arriverà
d'anima, insomma, d'una
più l'imperio,nèl'impulso d'una
direttiva,di
e
forse
unica
un
e
unico
illusione
sentimento
citivo,
coer-
incoraggiante; ma
è
J'I"
130
La
REAZIONE
mia
Puno
unzione
estrema
Paltro
che
la misura
DI
BAZZA.
sarà
il mio
chiara
avevano
battesimo;tanto
la coscienza
dell'efficacia delF opera
loro
avrebbero
intelligenza
di arrivare
del
alla
che i
non
germi
prima
bisogno,.
avuto
completa maturità
nella coscienza
pubblico.
si riscontrano
coincidenze,
quelleche
Strane
studiare i temperamenti di Stendhal
e
cisa
pre-
loro; e
s'ingannavanosul periododi fecondazione
della
e
nel considerare
certi
e
neUo
di Schoi)enhauer
della
particolariodi ed amori
loro mente!
Anzitutto,e
mi
non
che sentivano
di
rifugio,un
del loro
fra noi
superbia di
un
il bianco
conforto
trovavan
gli occhi
appena
del cielo di
raccolte
Certo
^
il
e
sé
e
fioriva il sorriso
paese,
dove
la vita
vibrava
che
la vita
armonie
ciò doveva
dell'arte,
del
non
V
e
zurro
az-
le colonne dis-le tele
e
città.
delle cento
tanta
eletti traevano
la loro sensibità
la
di Stendhal
cuore
le statue
nei musei
nostro
che
nel
pensiero salutavano
Roma,
e
quei due
sceso
di-
napoleonica , più che
Napoli,e gliarchi
nelle chiese
dragone^
e-
travagli del pessimismo , non'
nella secchia
seminate
del
Schopenhauer
i
cie
spe-
conquistato. E così sotto le
un
di
una
maggiore efficacia
conquistatoreardeva
rughe dell'anima
e
con
mantello
l'armata,
passione di
zione
l'attra-
,
sanetorum, dove la disciplina
saneta
con
trascurabile
diventata
l'Italia,
verso
spiritosi potesse
sercitare. Sotto
la
pare
salute
presente era misera
dal
e non
passato nelle meravigliose
anche
derivare
veniva, come
da
questo,
nei loro
paesi,
f^:"r
•
villanamente
dalle
urtata
tutti
come
gaal modo
odiavano
dtie
'odi, o
il
da
nuovi
Edmondo
che
lo
me,
a
il
«
la
amabilissimo
coi
cogli italiani
,
coi
e
rendersi
I»
a
Beyle
non
saa
», e
da
che
è fatta
che
il
mentre
era
e
lui
«
rente
insoffe-
dhal
tono, Sten-
politica,che
triste
arriva
e
non
questione d'Oriente
francese
prendeva
scolpito sulla
due, poi,
gli parve
non
francese,e
cominciare
sua
tomba;
di
si vantavano
Schopenhauer
una
scrive
che
la
giorno per giorno, per esperienza
ha
non
V individuale^
il fatto ».
scriveva
E
indignarsi
follia,
fugge
nella
cittadino
Tutti
—
per
deUa
la vita
sistematici.
«
cose
fosse
volle
milanese.
filosofia
cosa
ceva
int;antodi-
sullo stesso
quella ch'eglisperava,
a
come
essere
—
gente;
una
dispettoso e
«Qual
il Governo
di dimettersi
firmarsi
né
pare
passioni».
suo:
E,'quando
che
via contraria
le
per
mentre
,
vero
amico
odiosi
accolse
delle
ferocemente
un
ci interessano
si
molta
per
Schopenhauer
compatrioti.E,
a
la vecchiezza
lui
pur
cogli inglesi,coi francesi,
forestieri,
era
suoi
scriveva
scrive
chi
patriottismo è la passione degli sciocsciocca
più
mi
confesso, non
—
che
bella
due
timati
legit-
e
—
dilettante
cosa
alta,né grande».
bella,ne
darsi
e-
lettantismo
dal di-
trasfìisi
Può
«
moderno
una
in
politica:
ereditati
anche
sociali;
un
patriottismo sia
quanto
e
sistemi
Scherer,
il
la
patriottismo e
e
e
fatti,
politica.In-
l'Italia,così
amavano
contemporaneo,
contatti
rozzi
indifferenze,largamente
'
131
convivenza
della
due
e
dai
sconvolta
e
esigenze
Tozze
babbès
d'annunzio,
BouEaBT,
E
valore
che
Stendhal,
piacere,il più
il
particolarej
alla stessa
alto dei
guisa,
piaceri,era
per
J32
lui
REAZIONE
nello
le azioni
esaminare
La
formula
clair
dans
i motivi.
deve
di
vtnr
Schopenhauer
che
donde
solo
ciò
che
sola
còsa
:
concreto,
gli usi
per
umani,
modificazioni
più
del
del
tenui
degli
quello
Ancora
stile
lo
psicologia
che
l'altro
E
si
di
metodo
inazione.
a
e
la scienza
spirito.
il
meglio
in
tutti
«
L'uomo
per
in
sono
,
Paltro,
in
penhauer
Scho-
e
impercettibili
differenze
le
in
confronto
che
con
la
i fenomeni
secolo
alla
che
è
che
la
di
uno
con
un
sibile
pos-
l'altro, per
conclusioni
stesse
glorificazione dell'
è
:
aw-
l'osservazione
tutto; così
sono
comprendere
volontà
XVIII;
moitimum
un
Stendhal
V inazione
deri-
formarsi
rendesse
l'uno
alle
e
a
che
com,prendere
deve
del
sensisti
tanto
per
e
Schoi)enhauer
affaticarono
vennero
Come
stessa
se
una
documenti
segnare
espressione,
indifferenza assoluta,
soluta
fine
dai
infine:
,
alla
che
più
loro
suggestivo,
idee.
stesso
spirito, e
Stendhal
tanto
possibile
di
le
ma
conoscenza
accumulare
notare
che
Stendhal
ojjere,
che
e
loro
acutamente
minimum
loro
fatto
l'uno
tanto
èj
altri.
:
l'uno
tanto
E
—
la
per
mandarsi
do-
perchè
lui
per
chiarirli
temperamento
la loro
varono
^.
quali
quella
deve
fare
a
prirne
sco-
il filosofo
a
non
va,
ha
non
i fatti
sorprendere
e
dove
mondo,
delle
han
non
filosofo
morale
ragione
che
Stendhal,
vero
e
nello
e
qui est^ è uguale
ce
interpretarli
della
realtà,
in
e
prendere
«
e
astratta
il
uomini
degli
di
il
«
viene
è »;
BA^ZA
BI
negare
sollecltsino
penhauer
Scho-
per
i fini ultimi
—
egli dice
se
ad
stessa,
è
dell'*
che
—
e
che
a;;ire trovi
'
»J»i--
BABRÈS
d'annunzio,
BOUBGET,
133
"
dei
non
motivi
arrivare
del
vivere
voler
di
per
e
paura,
vedete
come
dì
scherzare
I
famiglia, con
di
quelle
mente,
intera-
disgusto
se
si
Dove
altrui.
la
rovina
Si
può
la
patria, con
si
fallimento
al
riva
ar-
nerale,
ge-
,
?
atterrito,il consapevole
è
vero
un
solo alla forma
e
''
lettantismo, ma
al contenuto
il dilettantismo
hanno
dal
Bourget
additarlo
e
le novelle
per
nella
spiegato
e
a
egli
come
come
ha
come
un
all'indice
pericolo
che
descritto
,
torto, quando
può
per
anche
una
lo ha
critico,egli lo rinnega
punto
che
della
vina
ro-
ticato
pra-
psicologo
come
lo discredita
e
di-
vuole
Bourget
metterlo
letterato
questo
stesso, alle dottrine
e
lo ha
del
sentimentale
e
generazioni. Dopo
vita, e
reazione:
di
libro
determinato.
dilettantismo
vita morale
proprio
esteriore
non
Ma
di
religione? Kon
la
!
.
gioì,
"per tal via?
con
:
con
più
sa
conto
per
sacre
materiale
tutti
Cosmopolis
fino
questione
una
Cosmopolis,
scrisse
E
e
suicidio,alla
e
si
si arriverà
cose
la razza,
al
E, più
dove
le
morale
lo ha
:
abbandonati
esservisi
proprio
conto
con
così
uscire
sostanza
di
questione
una
,
ebbero, non
ne
si tende!
dove
di
dopo
per
;
;
negazione
lungo tempo, in verità,nelle correnti
non
\
la
per
y".
i dilettanti
vai
cioè
questione di idee. Il dilettantismo
una
questioni. Ma
o
degli impedimenti
ma
perfetta:
questione
una
e
stile
libertà
dunque,
era
metodo,
azione,
alla
così
Vi
di
e
ralista,
mo-
lo maledice.
avere
combattere
come
e
ragione.
il
dilet-
-
134
REAZIONE
si
taàtismo,
vita moderna,
ma
alla
Chiesa.
moderno
la
armi,
altre
gli
avrebbe
protesta I Come
fluisce nel
che
si
è
armi
e
di
di
precipita, linea
tutti
dove
gli
aromi
delle
si leva
esercito
l'altro
che
forte
lascia
nella
e
umana;
storia
a
nelle
cercare
sepolture
e
le
di
dei
dilettante
ama
per
che
il tipo opposto
Alle
prime
:
ìli mezzo
costumi,
pagine
un
di
di
dove
la
officine
fuoco, un
è tutta
nuovo
i
una
vuoti
lotta,
idee, di interessi, di
della
il
le
civiltà
Bourget
nelle
catacombe,
a
di
gioia del
uomo
tramonto
ragioni,
va
umide
i conforti
vita?
eccellenza:
la
ogni
ultime
di
come
primitivi cristiani
di
vi
conquiste;
l'avvenire
chiese, nelle
Cosmopolis,
razza,
di
moderno
giustificazionidella
Iq
non
scrittore
che
si è arricchito
col
e
; vi
quale fermenta
uno
un'altra
soleni^e,a riempire
e
smaniosa, violenta, possente,
uomini,
a
dalle
,
col ferro
nella
e
sangue
piante
,
alle
sociale
tre
linea, negli abissi, men-
suo
fibra si è temprata
sua
classe
galere, e
Capua,
per
il
il mondo
voluti,per
avesse
e
rola
pa-
Madre
cl^e si disfà nelle
morbida
sua
campi
nelle
moribondi
della
dai
e
motivi
una
alle vendette
trincee
sole
è tutta
disonore
esercito
un
li
offerto,se
la
di Santa
navi
z
passato
vincere
per
parole, altri
? Vi
audace
appresta
agli
il
verso
non
la
tutta
con
chiede
mondo,
le
fede
Altre
contraddizione
ripiegando
e
il morto
verso
BAZZA
DI
in
mette
«.^
quel mondo
educazione,
letterato
tanto
Dorsenne
rio
va-
è il
viveur, il quale
comprendere.
Montfanon
è
fede, di principi,di azione.
Cosmopolis
comincia
il dueUo
»*
V»
morale,
ticauo.
fra
ebreo
i flelicati
voi
contie
dei
è naturale
e
il
che
serva
di
borsa,
che
cattolicesimo, questa
aspira
sorride
Montfanon,
lo
che
a
carità
la
mezzo
di
Io
guardarla
porta tutta
A
comprendere.
—
«
E
poi f
—
«
IJ^iente.
mi
questo modo
filosofia
di
Quella
Ed
ben
cosa,
di
pirata
un
I
»
di
tuale,
intellet-
dei
nei
—
suoi
massimi
metr
non
non
si tratta
di
giudicar
d'altro
la
vita;
comprenderla....
tutto
ciò,
del
pensiero
il tìnef
A
che
è
una
filosofia
è la mia».
ripeto : ho anticipato le
di
si trovi
questa osservazione!
«
un'altra.
dei
spiegato
l'opera
di
di
circo
aristocratico
lo ha
curo
e
dice
—
grandissima
egli conclude
mi
non
urta
appreso
acrobatismo
suo
—
—
Non
che
gna,
Spa-
degli entusiasmi
e
morale, quando
il risultato
«E
vi
cosa
al
Bourget
come
Per
«
—
basta
—
come
degli sdegni
di intelletto.
me
nel
matrimonio
un
critica, esaminando
di
in
a
quanto
e,
spiega
dilettanti.
tiamo
si ha
sport elegante alla figlia di
Dorsenne
volumi
Renan,
che
Ah
«
'quando
intellettuale
di
Va*
figlia di
ciò
Montfianon.
P acrobatismo
Saint-Beuve
la
Hafher,
al cristianesimo:
Dorsenne—
a
al
Spagna
lite,in piazza
Fanny
religiosi di
zuavo
di
piazza
135
simpaticamente
e
prima
di
losco,
sensi
il vecchio
fatto
della
la conversione
ricco
da
due,
loro
Argomento
è
un
caratteristicamente
sempre
condotto,
barrès
d'annunzio,
BouBaBT,
sentire,esaminando
Schopenhauer
e
della
osservazioni
alcuni
su
passi della
psicologia di
Sten-
136
dhal.
il
REAZIONE
Ma,
come
si
Bourget
personaggio,
affretta
come
Egli
delle
mania
idee,
Ma
della
e
egli
natura
a
era
si
metodo,
per
un
il
che
era
il
umana
che
dare,
possa
essa
Quindi
li
Aveva
donner..,.
molti
su
poco
nervi....
dieci,
non
soddisfare,
gustare,
modello
senza
o
da
posa
era
lui
decima
che
copiare....
L'eccesso
di
e
corrompere
dopo
il
vate.,..
pro-
maggior
in
una
Ma
jamais
sans
volta
l'esistenza
del-
impressiom
amica,
o
vive.
differenti.
aveva
da
a
diceva
provare
subito
loro
d'anima
po'
un
tendenze
di traversare
amante
per
e
di
prètant,
losofo.
fi-
fortuna
sensazioni
numero
ma
del
e
capriccio
sue
di
profumo
un
le
sognava
cuore,
stata
quella
e
s' y
la
viaggiatore..,.
istinto
ripensarle
donna
Ogni
dal
un
per
possibili,tra
en
piuttosto
,
cosi, quando
cercato
aveva
traversati,
aveva
a
fra
gran
di
e
ambienti
di
numero
e
po'
un
più
suo
fa questo
ne
sapiente
intellettìializzare
:
del
capriccio della
dal
più chiari, egli
termini
In
cucito
formulava
che
fine
suo
filosofo
compromesso
contraddittorie,
gusto
mondano
un
inventato,
era
il
,
del
un
a
l'esame
propria
artista; e
un
dell'educazione
Egli
è
stesso,
se
:
appetito
che
lui
letterario; e
caso
morale
P
spiegare
a
ripigliar
bel
un
aveva
Dorsenae
a
ritratto
profondo
«
basti
non
RAZZA
DI
a^ y
compenso
volte
nove
curiosità
da
voluttà
da
una
respirare, poi
riflessione
dissolvere
la
fisionomia
morale
sua
un
veniva
bilità
sensi-
naturale».
Questi
teraria
di
vari
tratti
Dorsenne,
della
che
io
raccolgo
da
tutte
e
le
letpa-
138
REAZIONE
Di
contro
tutti
a
si
braccio
un
a
rischio
amici:
di
uomo
alta
vita
fede
Ai
ai
principi del
coscienza
colo
che
inveisce,
Ardea,
che, rovinato,
dell' ebrea.
Ma
«
—
del
è
il nostro
della
razza
e
il vecchio
della
nelle
trovare
nel
tutti
vi
duello
sentite
avete
che
queste
o
l'impressione
volte
fa,
j
il
dice
dormono
radicale
anni
contro
non
d'uù
che
—
in
questo
dolore
di
la
noi
stèssi,
della
venuti
a
Boslas
lo
far
vostra
e
va
da
che
:
—
di
d^un
frammassone.
Non
e
tocento
ot-
sotto
pregare
anima
a
drino
pa-
Gorka
mura,
a
tri
al-
famiglia
Dorsenne
queste
:
dignità
questi martiri, mille
fossero
-meglio
principe
piti contemporaneo
deputato
se
ec-
il sentimento
invitarlo
per
egli
—
è
ha
Quando
Chapron
sia
della
Come
Montfanon
storia.
Ed
pensiero degli
nel
e
—
catacombe
i morti
elettore
bocca
sto,
vi-
matrimonio
e
Ma
tria.
pa-
abbiamo
annunzia
cosa
titudine,
ret-
della
e
col
nome!
nostro
egli lo vendei...»
patria,
che
alta
del
rabbia
di
sa
non
nella
onore
della
Non
II
notnef
nostro
viltà
gli
livido
costui
dunque
I Ed
«
diventa
i suoi
Hafner.
Fanny
salvarsi
tenta
mise
crociato, che
un
la
del
e
di
famiglia
Dorsenne
Quando
atto, il vecchio
come
contro
ora,
amanti
morale,
di
duto
per-
giovinezza
egli inveisce,
romanzo
conversione
la
contro
ha
bandiera
le àue
per
principi della
sacri
in
che
nobile, fiero,religioso
tien
marchese
il
,
la
per
deggiante
on-
zarsi,
spez-
pontificio, che
zuavo
la
mai
senza
spada
una
generoso,
volte
cento
vita
combattendo
Cuore, vecchio
Sacro
della
come
vecchio
:
stelo
questo povero
a
i venti
diritto
leva,
Montfanon
di
Dorsenne,
a
BAZZA
DI
non
esi-
'•«..
-r
f
sterebbe
»
E
—
nel
la morte
dopo
di Alba
139
che
conta
gli rac-
Dorsenne
vita
della
sfiduciata
Steno
time
ul-
Vaticano, nelle
del
giardino
del romanzo,
pagine
babbès
d'annunzio,
BOUBaBT,
,
scoperto alfine,e nello
avere
per
della
madre
da
suo
sposo,
mondo
in
e
delle
tira
essere
che
potesse
fanciulla
a
mattina,
in
di
piazza
delle
cose,
:
da
tutti
i
che
vete
voluto
Xon
è permesso
a
io odio
che
è
in
un
nello
stesso
È
,
senza
lavorato, del
storia....
devoir
à
vero
luogo
sono
i
una
ciò che
io
poi
di forze
I loro antenati
dei
figlisu
rojzzd. Questi
essi,
state
acquidi
hanno
accumula
quello dei
e
za:
raz-
bene
un
lavoro, di quello che
la
che
delle fini di
eredità
aumentarlo.
e
vecchio
il fatto
questo lavoro che fa le famiglie,
fanno il pa^se,
!
odiavo, ciò
dilapidatori di
lo sforzo
a-
Ebbene
complir.,..Un
rappresentano
di
Voi
e' est qii'il g
vérité^
questi cosmopoliti,è
i consumatori
abusano
I La
filosofo. Ma
un
dagli altri
cui
mi
questi dram-
Bisogna ch'egliagisca
è la verità
mi
poveri disradicati,
sono
della
e
ciò all'uomo.
cosa
non
divertiva,da
di
uno
fatto
avete
lo spettatore del dramma.
toujoursetportout
soldato
terra
a
lui il
gioco personaggi venuti
in
mettono
essere
Che
sempre.
mi
Vi
cosmopolitismo ì
punti della
Mont-
Eicordate, quella
Spagna, quando
perfetto dilettante,di assistere
di razza,
«
—
il
nocenza
all'in-
diventa
e
il
tutto
attorno
mosso
era
riamente
se-
essere
sintesi ridescrive
Dorsenne
del vostro
amata
sacrificata,il vecchio
lui la morale
di contro
teoria
illusa
era
si
che
maestro,
la
si
rapida
una
persone
della
fanon
di
l'impossibilità
e
colui
tempo, i peccati
stesso
le
dri.
pa-
famiglie
cosmopoliti non
140
ItEAZIONE
fondano
ntOla,
Quando
come
egoismi
il
male
si attacca
male.
in
voi
!
vostro
,
soflPerto
pianto
,
Peggio
piccola
I»
il critico
fanon,
chi
osservazioni
di
piega
è
vi
non
È
«
—
incalza
il
Bourget
a
nessuna
».
in
nessuna
Oosmopolis
e
stra
vo-
di Mont-
Bourget,
negli
studi
sul
e
testa
V
sotto
di
I
»
sente
sul
echi
tantismo
dilet-
smo
cosmopoliti-
secolo
un
di
eloquenza
religione I
troppo
fanon
Mont-
E
risponde.
—
La
«
—
che
Bourget
difesa
la
famiglia,
quelle
per
romanzo
la
vincere
tre
fiducia,
il
squisito,
psicologia gli
legittimista, è
È
la
ha
è
padre
Bebitricem
—
oppone,
di
di
malattia
:
dilettantismo.
:
cato
sacrifi-
bocca
di
Stendhal
la
conservatore
società
libri
guarigione
È il programma
della
avete
Tourgueniett*.
la
ancora
martyrii fidem...
di
e
e
Dorsenne
colto, e
ro.
pensie-
voi
parla per
squarcio
Bénan
Montfanon.
vostro
vostro
disseminate
Stendhal
di
la
per
È il pensatore
detto.
pratica dei
ha
di
degli
—
eloquente
questo
del
al
hanno
sterminate
vibrazione
degli JEssais^ che
e
peggiore
generazioni
sacrificato
avreste
e
si attacca
il
sono
questa
Meravigliosamente
del
si
al
e
,
a
madre
delle
di
Migliaia
piccola vibrazione
,
in
È
questa
Alba
nulla.
sensazione
quando
dilettante.
lottato
,
alla
di
E
fecondano
non
,
poco
pensiero,
gioia
seminano
non
questo
sentimento,
BAZZA
DI
cose
e
il
più feroce
dei
cardini
vecchi
religione, la patria,
il
dilettantismo,
crede,
o
amabilmente
più
quello
a
oppone
gramma
pro-
reazionario
per
lo
che
che
meno
sorride.
ne
che
si sia*
scritto
da
vie
Boma
baciare
nulla
moderna,
La
virtù
resta
uomo
vigila che
le menti
e
di viva
splende
gli occhi
solo
che
Quel
luce
dei
nel
:
quelli che
parliamo
dei
è assieme
con
dei
l'ebreo
a
e
Emanuele,
tutto
nel
è chiamato
che
brigante.
finiva
bottega,
del
romanzo
la
tra
sua
di
«
i
solo
i libri
E
• —
I
Eibalta
Vecchio
di
di
non
Egli
lipeso,
vi-
Garibaldi
III
Napoleone
poeta
ribelle
a
sempre,
a
fare
il
tempo perso,
come
uomo
e
zione
ricostitu-
la
un
ladro,
di rivoluzione
vecchi, in quella
impotente
o
cano,
repubbli-
ridottosi
quest'
di
poi
pontificio,
milite
Bourget
In
fisarlo.
personaggio più
il
il
e
preti
tutti,egli
è descritto
ed
Vaticano;
diventato, dopo
e
sole,
buoni
odiatore
di libri vecchi
Il
dire
Mazzini,
rivenditore
ri-
Sposi, si può
anarchico,
socialista,
contro
e
il
dal Governo
Mentana,
a
del regno,
contro
di
tutte
mente
XIII.
degni
Cosmopolis,
morte
esilio,segretario
di Vittorio
4
di
solo
mentre
sola
I Povero
Hafner,
La
un
domestichezza.
rivoluzionari
condannato
in Sicilia
sono
preti hanno
più tristo
in
Promessi
romanzo
coi
E
una
sono
gno.
de-
Padri.
ammala,
oriente:
Montfanon
vita
è
Santi
quella di Leone
un
a
catacombe.
dei
si
e
Della
nulla
il Pontelice.
che
dalle
,
nelle
latino
vire
ser-
arrivano
.buono
che
nel
:
:
ha
si disse
Cosmopolis
è
si corrompe
puro
l'Ideale,non
come
Americhe
coperte di tenebre,
sono
apposta per
pellegrinaggi che
nulla
fiorisce
sano
141
pantofola del Papa.
vale,
la società
mentre
i
delle
e
la
non
non
saggezza
tutti
a
d'Europa
per
scritto
sembra
e
:
vade-mecum
diverse
E
secolo
nel
BABBÉS
d'annunzio,
BOUBGET,
esistenza, vi
bile
miseraera
un
142
BAZ^A
DI
REAZIONE
"
fondo
terribile
dei
nell'anima
cosa
cazioni
Il
Bourget
altra
del
del
repubblica
e
Per
:
le scienze
la
d^V
ameba
Stati
esaminato,
coscienza,
senza
tutti
Marx,
loro
attuazione.
tanto
sforzo
di
mente,
tanto
ardore
di
conquista,
cultura
il
chiedere
? E
il
come
battersi
non
E
petto,
perdono
è
dopo
tanto
lavoro
non
di
sanno
inginocchiarsi
a
Dio
preferibile
di
a
averlo
questa
ai
da
utopie,
per
la
critica,dopo
collettiva,dopo
e
uomini
,
di
:
rati,
conside-
movimento
individuale
Bourget
e
in
le
tutte
con
stiche
scola-
sociali
stati
sono
messi
discussi, ragionati,
più
ricercato,
senza
e
sogni,
i sistemi
tutti
teoriche,
i
dei
dell'uomo
è
riforme
di
ria
sto-
serenità,
con
invettive
fatto
In
preoccupazioni.
il
dalla
Dio,
si
tutto
la
la guerra.
e
,
volterriane
vista
quello
a
vagliato,
forme
fa comune;
e
all'idea di
più
esaurite
si è
sociali, dalle origini
studiato,
le
rona
Ve-
e
tante
la rivoluzione
animale
degli
Carlo
ha
politica :
l'impero
conquista;
movimenti
a
la
monarchia;
formazione
Platone
alla
di
tante
sistemi,
tanti
Per
visto
secolo
nessun
;
movimento
primo
complicati
nell'aèreo
dire, ha
può
nostro
la
e
colpo di Stato
del
si
sciupate.
o
fino
vedete,
come
contenuta
sperimentati
prove,
distrutte
arrivato,
secolo,
cose
tante
ro
rivendi
sanguinose
Bresciani.
Padre
Nessun
varie
è
rivoluzioni
delle
teorica
e
altra
cosa?
è
tutte
delle
fautori
mai
è
Vi
sociali!...»
Vi
alla
invidiosa.
crudeltà
di
intelletto
fare
altro
piedi del
offeso
certezza
e
col
di
che
Papa,
penale-
artificiale
morale
questa
a
la
e.
Les
blent
brillante
plus
vérités
èomposita
vérités,
Je
retati/.'Non
è
le
QìieV
assoluto
della
suis
simple
più pericolosi per
trpyiamo
mondo
in
altre
letterario.
Oltre
^eìla Forza,
soluto
della
ideali
eie
artisti
o
per
vita
dalla
vecchie
specialmente
romanzo
è
questo
filosofico
che
Gabriele
di
o
vecchie
si
denze
ten-
zio
pregiudifuori
tengon
disprezzarla
o
non
degli ^lisi
di
sentimento.
nostro
d'Annunzio
e
simbolico:
Le
Vergini delle
che
la
serie
inizia
l'ew-
sugli altari
per
libri
nessun
del
categorie
elevar
di
loro
le
e
visto
a
predica,
misoneiste^
vecchie
estetiche
nei
li
Solitudine, l'a«-
le
mostrano
e
gli
per
^éìÌB"Religione,
ordine,
creano
Parlo
relativo
pref(?riscee
secondo
rispondono
non
je vis
et
della
abbiamo
moderna,
che
cosa
li
difficoltà d'adattamento,
e
que
amateur
coscienze
leggi
prosa
ultimo
chi
primissimo
co^lprender^a,
erreurs
pia inutili
se
Vassoluto
Bellezza,
di
so
Vassoluto
accademiche,
da
les
*
moderne
soluto
seni-
n^e me
—
•
altri assoluti^ nou
p
smo?
dilettanti-
Chiesa. romana?
*
altri
del
Scherer
meglio questo
?
Ma
tezza
indetermina-
fantastica
relatives^et
^rreurs
143
elegante
Edmond
dice
depassées.,.
dans
V
,
euer^ia
—
des
que
BABBÈS
d'annunzio,
BOUBGET,
dei
del
suo
Che
rocce.
romanzi
,
del
gigliof
Il
Trionfo
dei
due
dell'amore,
tivasi
alfine
di
della
amanti,
che
cui
di
nauseato
si chiude
Morte
uno
:
—
avevano
essi
«
Un
con
troppo
almeno,
la
zione
distru-
amato,
Giorgio,
disgusto
e
sen-
gagliardo,
144
nausea
una
come
e
dalle
levavano
anche
odio
un
radici
medesimo
della
dormiente
al desiderio
e
tristezza
di
della
al
della
dal
di
poeta, cadeva.
le
allora
La
di
onore
d'Annunzio.
nella notte
E
della
nella
prosa
nell'altra
così lo
serie dei romanzi
ambizione
sé nella decadenza
italiana
la ovidiana
non
quelli dell'alcova,e
che
per
che
la
sentenza
altri combattimenti
lauri
d'arte.
opera
squisito artista,che
altra
avesse
pareva
non
nello
di Gabriele
per
quella di
di
poeta il sim-
del
formale
interpretarsil'evoluzione,
nuova
e
rata
ono-
geva
sortroppo affaticata,
rosa
debba
una
e
di
portava via
il vento
mentre
e
forma
una
trionfava
morte
gigliodi
non
carne
carezzata
holico
E
sua
Giorgio Aurispa
foglie della
alto nell'anima
dell'una
ture
tor-
Così, Giorgio
—
anche
Ippolita,ma
sentire,fino
punto, in
stesso
»
al
nuovo
scinandosi
yita voluttuosa, precipitava tra-
avvinta
e
della
fra le
ozio
consueto
l'Aurispa, stanco
solo
monotona
immaginare
di
tatto
con-
te dal tìero promontorio
Ippolita alla morte,
non
il
nnovo
sotto il peso
nuovo
perpetua alternativa...
abruzzese
di
poi s' affaccerebbe
e
sul
il
e
soccomberebbe
e
rimarrebbe
giorno, si aftermerebbe
e
la donna
l'odore
sentirebbe
e
accaldata
carne
clie
nell' insonnia
ascolterebbe
e
si
selvaggio gli
s'egli pensava
dell'essere,
guanciale
respirodella
trasse
quasi
quella riotte giacerebbe "ìon
per
bestiale
BAZZA
DI
BEAZIONB
Così, mi
e
pare,
sostanziale,
del D'Annunzio.
fino
a
ieri pareva
rinnovellare
per
sumendo
gloria d'Ovidio, e, as-
militet
omnia
credesse
altre
amann,
utili fdori
conquiste
desse
chie-
Corinna, protestando
,^
1
146
REAZIONE
ricercarne
i motivi
scritto
jiortanza. Pare
Passato
«
rice
il
dell'analisi
tempo
Sintesi
Sintesi
:
potrà localizzarsi
non
né
nel
dramma
puro
del
osservazione
pura
lo vediamo.
finzione
Onde,
simbolica.
la divisione
L'analisi
é stata
renderà
allo
eredità,
sparsa
Bellezza.
la
e
E
oscuro
il
ed
pour
des
soleils,mais
il
Anche
de
verve
U
que
voir
in
tende, la
Barrés, prima
Verità
mezzo
alla
les
la
:
alla
e
Il sogno
tuale;
intelletcerebrale.
tutta
sarà
di
accusato
rispondere
che
sia
essere
che
più
velato,
flammes desflàmbeatur
voile
che
tentato
gli rendessero
sua
riunirà
conseguir ciò,
per
essere
davant^ge
aveva
socratiche^
che
mondo,
Ma,
tesi
sin-
,
questa
più bisogna
e
enveloppe de
permeare
armonie
dovrà
finzione,
sua
pensiero é grande
on
alla
sarà
complicato, egli potrà
e
comme
l'Arte
La
umane.
patria
sua
bella.,..
gioia
sua
la
se, per
triste, i)erchè
obbligato alla piti alta nobiltà
poeta sarà
della
necessità
verità
dell'Arte
Sintesi
La
delle
richiamerà
nella
spirito, rappresentava
spirito la
giocondo nella verità
il
dello
né
mente
immediata-
noi
quale
evidente
dell'eredità
psicologiapassionale,
pura
la
:
tesi
la Sin-
Ma
sentimentale,
mondo
significaval'esilio
essa
nella
siero,
Pen-
nel
metafìsica
Arte
religione suprema.
—
il Mo-
così dice
—
nell'Idea, nell'Esposizione:
religione estetica
rim-
dopo.
quello della
verrà
—
origini,il significatoe
le
e
BAZZA
DI
meno
folla dei
terminologia),cioè
ca^he
ne
et
plus
un
surement,
il D'Annunzio
delle
barbari
di
—
le
coneordnnze
penosa
que
peu
sue
teriori,
in-
la vita
nel
(seguo,
s'in-
quegli esseri che.
r
appartenendo
ed
un'altra
a
di
di
opposti
servirsi
del
al
costume,
la
spirito di osservazione,
sforzi
il
à
universelle
che
plus large
Ma
non
l'avvenire.
verso
qui hier
moi
femme
dice
—
arrivò
Sous
perchè,
anche
,
palpUais
nel
tenne
licité dans
les
resultats
les
alle
pago
hai
di
che
avevo
in
mostrato
realizzarsi
io mi
zione,
dimostra-
des
del
sourire
au
BarbaresJ;
suo
fede
«
nei
stesso
me
che
io
:
non
e
dissolva
idee
appartengo
come
di
saprò
che
la mia
della
arrivare
una
fino
:
razza
intravvedere.
razza.
Gli
fe-
nelnon
plina
discia
tu
ma
e
dans
non
perchè
confuse
a
la
dice
parola
prima
delle
,
curante
in-
e
mettre
infine
severa
non
—
risultati
—
,
Ah,
suo
d'une
pensiero,
promettre
arrivò
la
del
refuse à le ereer,
me
ebbe
non
—
co-
dice, camminare
moi
en
incerto
neppure
redentrice
io
je
qu'elles semblait
trovare
seppe
une
tale
esperienze fll faut
—
projM)-
harmonie
une
experienees qu^on institue,et
libre);
1' Homme
col
preoccupato
Voeil
dell'avvenire, non
si
far
almeno
seppe,
(Uavenir
eneore
pose
com-
propri
e
monde
du
a
troppo
ancora
prezioso egoismo,
deeouvre
arrivò
non
e
veri
sono
prend
suo
sincère.
plus
et
il Barrès
perchè,
il
qu^
mesure
il
e
simbolica
metafisica,
le moi
manzo
ro-
esplicare queste
i)er
finzione
della
romanzo
dimostrare
science
della
del
sarebbe
fantasia
ideologiepassionate,che
verso
di
sito
sua
anche
o
resto, non
mediocre
povero
delle
ideali
E
storico
del
quale,
arrivare
si 8er\^
diversi.
e
lomanzo
potuta
co^icordanze
147
patria psichica,hanno
affetti assolatamente
egli, invece
BABBÈS
d'annunzio,
BOURGET,
te,
mi
incapace
È fatale
atomi
mi-
148
REAZIONE
gliori del
organismo
mio
uomini
eroe
al
invàno
rivolto
era
d'un
senza
cuore,
anche
che,
—
Chi
O
farà
mi
grazia ?
la
il
maestro, dissipa
liberarmi
tu,
—
alla
darà
sola
assioma, religione, principe degli
L'invocazione
dea
Voeil
Barbar
es
è
non
Barrès
andata
dovevano
di
Claudio
delle Rocce.
religione,
Solo,
legame
verso
un
spirito non
Quali
«
da
mini.
uo-
me
in
ideal
del
e
mio
latino
e
redento
i
a-
timento
sen-
duazione
indivi-
».
egli si accinge
moderna
vita
il
che
risentimenti,
alla
io
il
volontaria
e
di individuazione
pregiudizi
liare,
fami-
bene,
quella solitudine
tipo
alcun
ogni potestà
progressiva
lavoro
ancora
la
suo
gli suggerisce
gli consiglia.
e
—
di
assoluto
senz'
prossimi,
indipendente
mia
i
e
stesso, il principe degli
se
profondissimo
questo
Vergini
l'assioma
trovato
consanguinei
della
tutti
con
ha
il
avesse
delle
eroe
eroi
:
comune,
allora
A
in
senza
padrone
vevo
1'
,
Cantelmo
anche
e,
Leggetelo
«
sarebbe
proclamarsi
di Sou^
degli
,
diritto
»
I
alcuno
se
sial
tu
pagina
migliori
arricchire
soluto
as-
parte,
che
perduta
gli atomi
:
f
mio
qualche
nell'ultima
Filippo
felice, che
L'uomo
del
di
del
uomini
si
io possa
perchè
in
d'un
volontà
una
ricerca
esisti
tu
maestro,
o
mi
torpore doloroso
confidenza
con
chi
fìsico
meta-
salute
per
,
«
chire
arric-
prima,
maestro
»*k)
ad
lamento
poeta
intelletto
senza
vano
che
varranno
Triste
—
d'un
volontà,
senza
non
felici».
più
BAZZA
DI
Mi
sono
questi pregiudizi
assicurai
—
egli dice
—
e
risentimenti!
dopo
qualche
esa-
che
me,
in
la
cui
mia
sensibilità
del
e
del
corso
è
appare,
tempo
ralmente,
il
dei
corso
del
ti vanti
un
di
che
filosofo
inglese
ciò
nelle
oÀ
(1).Ed
che
argute
nelle
nella
non
il terreno
rebbe
ferme-
di
l'impresa
del-
con
role
pa-
esempio
:
coscienza
tradizioni
che
per
Introduzione
—
che
rappresenti
la
è
il
grande
il
tutte
tente,
la-
ancora
asserito, e
infinitàdi
citare
dice
—
tacitamente
a
umana
nita
espressionedefi-
selvaggio
con
delle
storica
grandezza
che
combattere
alla
che
preparato,
del
mente
osservazioni
—
l^atu-
—
l'ardor
teorica
della
e
seguito
pagine seguenti
(1) Spencer
»
per
,
pensi
Questa
è in realtà
primitive
io
pensano
Spencer
grado
se
ogni fanciullo insegnato
ni»
ed
«
—
umane
non
—
di
I
dappertutto
trova
il
ti illudi
assai
e
personalità
grandi
che
Volturara
queste
come
ai
pochi
lavorare.
dei
oggi
raggiunto, rappresenta, figliuol mio,
progresso
un
dai
spegnerebbe
e
ornato
e
quale
coloro
Herbert
coscienza,
avere
regresso,
invece
dolci,
di
grado
tuo
periodi
della
dolo
più amplian-
mondo,
da
:
punto,
plice
sem-
superiori,
ampliato
debbono
che
uomini
largito
gentil rampollo
molto^
non
Il
agli schiavi
troppo
sempre
magnifico
questo
a
quindi
e
grado
rappresentazione
pochi
futuro.
dono
coloro
a
questo
andranno
e
nel
liberi
sentono
Il
creato
un
dai
molti,
di
pensiero
ornandolo
e
è la
149
all'arduo
giunta
era
«Il mondo
—
quali lo hanno
nel
e
coacienza
possibile comprendere
era
assioma:
i
babrès
d'annunzio,
BouRaET,
illustra"ziole
profonde
inglese aggiunge
la teorica
Scfciologia
—
Milano
dell'eroe
—
p.
43
^
150
di
EEAZIONE
Carlyle ; perchè
selvaggio
Ed
che
fare, ragionando
antica
e
l'eroe delle
cogli stessi
umana
che
bastano
non
leggi
della
della
più
necessità
nella
gli uomini
trasferita
per
credevi
mente
di
alto
genealogia
sangue
«
di
alla
virtù
sua
mondo:
e
«
—
Su
delle
nel
in
«
—
O
fede
differenze
tra
virtù,
ferma»
sangue;
morale
più
Esponendo
».
nel
vedesti
al
l'uomo
del
concorso
,
predestinazione divina
avanzi
pochi,
o
nuovo
prima
acume
o
i)oi,a
—
E,
sigliando
con-
e
formando
della
a
del
il dominio
l'uguaglianza economica
un
».
dell'aristocrazia
poveretti !
aspira la democrazia, voi andrete
nuova,
tuti
gli isti-
avevi
tu
le
stirpe la qual jwtesse,
salvezza
tu
né
patria.
elezione,elevar
ripigliare,
a
e
né
cui
uomini,
superiorità della
di
quindi gli ultimi
riunirsi
e
società,
contenere
e
della
ereditaria
Enea
certa
una
gerarchie
in
flutti di
e
eloquio,
nostro
una
splendore di
l'antica
universale, da
matrice
i confini
ragione
a
fantasia
sua
leggi del sangue,
credevi
gradi, d'elezione
per
le
delle
; tu
costruendo
ri-
elementi, semplici
regolare
a
famiglia, né
padre
nella
flutti di idee
ora
forza, né
venerando
la
ogni
cultura
dell'allargamento del cervello,
dell'allargamento della
ad
della
propone
sentimenti;
costruita
era
né
conto
tener
sgorgano
al
mento
movi-
un
Vergini si
riordinando
e
primordiali,coi quali
ne
tutto
gli argomenti
con
il mondo
senza
basti, arrestarsi
l'impulso degli antichi
con
la società
che
pare
quello del Bourget,
come
all'indietro
di
mi
al fanciullo.
e
è,
RAZZA
DI
cui
jjolitica
garchia
oli-
una
forza;
riprendere
e
le
scirete
riure-
dini
vi
le moltitudini
domare
per
sarà
Le
plebi restano
mentre
le
cime
obbediscono
le
sommerga
Alessandro
Cantelmo
poiché
essere,
nell'obbedir
alla
stesso
se
a
da
preso
che
ti
:
sembri
guardava,
medesimo.
te
frequentano
della
sguardo
alito
suo
folla
è
è
».
il
di
«
i
solo
uomo
un
precetti del
dai
belva
Gran
spetta
praeesse
convenite
intera
deve
y
11
Lo
;
la
lato
più iso-
I forti
cano
cer-
collegarsi».
temuto
quanto
insomma
secondo
Zarathustra
deve
della
dominio
:
magnifica
«
di
tanto
uomo
Maestro
L'uomo
governo
misoneista
f
accettati
,
discepoli.
simili, al
la
che
mentre
«
».
i deboli
un
.
vedete.
gli uomini
come
mondo
La
»
nanzi
din-
muli
i
lontano,
come
fra
disperdersi,
nel
la folla
—
più grande
fu mai
Non
e
getto di fango
un
Vattene
Propositi Metzchiani,
sarà
folla
diminuito
come
che
peggio
pestifero.
si scarica
cloaca
infecondi
poi
E
—
gli uomini
tu
gue
san-
orgoglio
dalla
ti senti
vedi
Non
divenire
il mio
attraversato
già
nato
ante-
mio
di
dominatore».
avere
tu
ecco,
fiore
contaminato
Per
non
qual debbo
te sarò
tutto
o
cui
a
illustre
suo
bellissimo
o
riporre
femina.
al
Per
«
—
legge,
tua
Tu
«
una
a
il
io ti amo,
i)0ichè io voglio
;
:
(Tutto
».
la rivoluzione
che
rivolto
alPob-
legge,
la
esse
paura
infine
I). E
schiave...
dettano
per
profitto. Non
il gregge
sempre
plebi
le
questo,
151
nostro
a
ricondurre
difficile,invero,
bedienza.
BARRÈS
d'annunzio,
BOURGET,
agli
società,
ottimi.
ricorda
il Barrés
educarsi
nella
Maxime
:
—
nobili
agli uomini
«
dei
solitudine.
il D'annunzio.
continua
appartenere
dominio
al
E
La
di
Il
maxime
un
società
altro
tutta
distinzione,
152
che
REAZIONE
al
loro
spirito naturale
fortuna, aggiungono
alla
fondere
Idee
in
sol
un
tutte, del
della
filosofìa
del
mondo
mondo
grande
le
uomo
Rebursa
di
sorti
al
e
di
di
principe
borbonica
giorno
Claudio
al
terre
sue
a
il
gno
so-
di
contatto
la
come
giorno
per
Can-
nutrire
e
:
—
di
si
dei
Capece
razza
energia
sua
caduta
de-
—
nell' isterismo
Montaga;
i
dare
alle
politiche ; vedremo
Vergini delle
vasta
Le
Rocce
non
sue
servi
teoriche
nel
sono
e
il nostro
,
cioè
i
che
la
aUe
sue
seguito
della
che
prima
la
suoi
ai
Restaurazione
!Napoli,
vili, piti inetti, più triviali, più
ricordi, potrà
la
in
conforto
dare
potranno
di
Re
che
famiglia
quanto
sognando
Castrominano,
sognando
la
incoraggiamento
quanto
a
spettacolo
mescolerà,
famiglia
derivare
possa
dallo
Cantelmo
egli
quella
borbonica,
«
{Il
rifugio favorevole
:
ambizione
quale
,
una
ignora
Bellezza.
delle
una
accogliere
sua
Claudio
come
offre,
ideali
in
forza, quanta
degenerazione
le
sprezza
di-
genio
follia.
nella
Quanta
un
solitudine,
disfacentesi
e
e
in
famiglia
—
Ili, 37).
intanto,
della
il
alla
Annunzio,
di
per
comune
ingenuità
sua
D'
terra
imperioso
nella
fondo
cui
per
estraneo
L.
valida, degna
un'anima
,
colto
difterenti».
dal
partono
ch'è
B.
e
ritira
predilette, la
una
ciò
del
si
telmo,
che
e
acquisita,
assai
forze
queste
pratica
V,
L'eroe
getto
scienza
fanatismo
schopenhaueriana
tutto
come
alla
,
un
resto,
vita
la
RAZZA
DI
più
re
storia
tasie
fan-
serie.
parte
Le
di
trilogia.
Vergini
delle
Rocce
—
]ni
scriveva
tenijK) fa
154
REAZIONE
trizia
è
che
»ul
nella
morte
vario
sorriso
la
terribile
e
vita
sua
di
romanzo
pensiero, che,
si
iniziato
svolge
il mistico
ritmo
cuore
di tre
quale
formidabile
donne
D'Annunzio,
così
una
di
è
libro
un
è
della
già
descrizione
le
e
le
e
nello
tempo,
pensiero,
propria
e
che
astrusa
parvenza
e
i
I
tempo
deUa
ha
forza
come
lor
zione,
narra-
nel
sogno
dinario
straor-
della
zione
descridi
carattere
il
per
ideali
nello
ai
quale
stesso
sensi
e
al
vitalità, quella
più
raffinata
e
più
dare, presentandosi
materia
e
durre
pro-
E
nel
doppia
voluto
e
letterariamente,
ma
quell'altra
momentanea
universale.
naturali,
parlano
una
arte,
colosa
mira-
bisogni
e
di
così
una
Perchè,
tempo
dal
nel
di realtà
reali
sette
dev'essere
rappresentazione,
e
di
magia
e
magistrale
sono
tazione
esal-
soave
straordinario.
valore
quasi
l'autore
come
parola
illusione
stesso
hanno
stesso
di
fantastici
nella
persone
nello
eterna
di
e
naturale
e
Quanta
rappresentazione,
questa
cose
1
ottenere
a
fatto
una
fiori di
pr^role uscenti
delle
secondo
nel
non
e
mormorio
riuscire
completa
evanescenza
questo
il
sapienza
volta,
a
di
in
bile
terri-
e
idillio del
pioggia
pacato
Dolce
dolce
—
prolunga
di elementi
volta
stesso
una
purissime
per
fusione
dolore, tragico
si
e
tra
e
di
sotto
che
,
nell'avvenire.
se
e
sentimentale,
fontane
e
amore
alle
,
passione
in
e
dal
principesse
V ideale
perpetui
considerato
—
mandorlo,
la
e
follia
illuminati
tre
chiedere
a
va
neUa
quando
a
delle
enigmatico
quali Claudio
rafforzi
quando
sono
,
disfarsi
di
punto
,
BAZZA
DI
come
e
come
simbolo,
forza
spirituale
r
4
Questa
mai
l'ha
e
dei
arrivato
due
ad
è tanto
il
nell'espressione.E
altro
non
di
fosse,sarebbe
da
prosa,
del
nostro
quel ch'è
quanto
lo
ora
francesi ;
psicologo, e
poeta, cosi nella
il
concezione
questo libro,infatti,quando
e
onorare
resterebbe
una
i)er molti
anni
Ma
paese.
ad
perchè in lui
D'Annunzio,
sempre
come
pera
fra i simbolisti
ottenere
raffinato
prosatore rimane
fino
termini, nessuno
ottenere
potuto
l'artista
155
fusione, questa compenetrazione, questa
identificazione
era
BABBÈS
D'ANNUNZIO,
BOUROET,
grande
la letteratura
è
il contenuto
o-
vecchio, e,
reazionario.
peggio,
«
*
*
il D'Annunzio
Mentre
del
pertioTnOj
il
*
di
Uhermensch
tipo della
latina;
razza
Nietzche,
Barrès
che
se
gallica.Come
così
libro
la
raccolse
non
piccolo sacerdote
dopo
poche
non
lui sostenuta
fomite
fottuna
della
fatiche
cìilture du
stilistiche
il
nelle
proprie
senso
al To*
des lois.
Uennemi
:
moi
comprese
che
la
nuove
forze
un
,
tesi da
e
intellettuali
il sentimento
vero
e
prio
pro-
sperdendo
generazioni,che, di-
esperienze dell'individualismo,avrebbero
perduto
litico,
po-
,
di male
le
dilettantismo
incoraggiata,costituiva
e
letterario,
espressione nell'ultimo
ultima
sua
della virtù
e
dilettantismo
del
anche
raccogliere
tradizione
spaventato
su-
il minor
quasi contemporaneamente
comparso
che
del
Bouget
si è
ebbe
smopolis,e
Il
il
il Barrès
che
suo
deUa
la ricchezza
tutta
sia
prepara
tijM)del provinciale lorenese, che dovrebbe
in
del
l'avvento
prepara
delle
neUe
col
sterili
tempo
relazioni
so-
156
ciali
il
REAZIONE
è
cammino,
suo
ridisceso,
agevole
immaginare,
estetico
al
coltivare
radici
e
del
dai
esausto
sistemi
chimica
delle
dalla
e
antichi
dei
tradizioni,
ed.
ingrato
taria.
universi-
boria
elementi
pregiudizi
le
ma
possono
suolo, rintegriamone
gli
con
non
così
reso
a
si dissecca
patria
nazionale
suolo
un
il
più
è rimesso
personalità,
sua
della
filosofici
Eitempriamo
tuizione
della
albero
da
vi è
come
patriottico;si
grande
alimento
più
risalito
intero
alPaltrui, dall'egoismo
suolo
Il
razza.
; e, rifacendo
o
me
i fiori
più
non
della
trarre
dal
tradizionalismo
radici
le
nazionale
solidarietà
della
e
RAZZA
DI
la
costi-
del
tere,
carat-
la
provinciali:
patria è in pericolo !
I
Deracinés,
del
fatto
aveva
nei
dedicati
il processo
filosofica
fino
a
senza
la
coscienza
meraviglia,
alle
Barrès
,
insegnamento
lega, per
fine
non
ama
«
un
metterli
a
e
di
fuori
sottiglia
straniere, as-
il
secolo,
IN^on si
un
cervello
riesce
i suoi
gruppo
dei
loro
sociale
legge
il professore
niero
stra-
ragione,
e
di famiglia,
di
imbevuto
ad
nullarla,
an-
di tal
libro
prof. Bouteiller,
figlio della
non
ad
fino
restringe
del
sradicare
dal
idee
tradizionali, locali
,• un
quale
che
terra
;
cazione
l'edu-
tutta
a
tipo francese.
abitudini
il
tedesca
l)arlidalla
alla
kantiano
un
intellettuale
il processo
razza,
del
Deraeinés,
nostre
tendenza
idropwo
spirito della
dei
plemento
com-
fì^ncese, che, allargando il cervello
lo
Il
il
sono
Gosmopolis^ ilBourget
una
fa
diventare
farlo
genere.
a
il Barrès
Bouget,
Nel
Cosmopolis.
DeracinéSj
Paul
a
altro
sofia
filo-
col
suo
scolari,a strapin
cui
pregiudizi,
li
tutto
colla
«
ra-
r
^ione
astratta
lorenesi
dei
è
che
cosi
fa dei
suoi
scolari
di verità esotiche
mentre
vi
non
sono
materna,
l'educazione
la
sanno
e
nostro
provincia,
dei
Tino
che
deposito
e
si altera
non
tadiao
de
ont
V
mantiene
tante
di
de
coin de
ee
été étìidié de
Saint-Phlin)que
à
mteUrs
V Etat
,
famille
In
»
méprise
fondo,
per
veleno
le radici.
il
sarà
Les
fido all'educazio
tipo lorenese,
si
non
piega
intéréts rèéU
de Varennes
dre
(la ma-
(Boudes
trouver
petit étre
un
manica.
ger-
cit-
buon
un
canton
qu^à
di
Sturel,
philosophe nomade
un
deUa
il Barrès
Francia
grande criminale, che
dalle
vita
cette vielle dame
V attaché
ne
quali vive
sovrapposizione
terra.
sua
provincia,
attaeché
ser-
à
la
(1).
dissoluzione
la
della
di
si mantiene
France^ le
par
quelle
vecchia
saldo
plus près par
teiller).Gelui-ci^
qui
la
Saint-Phlin,
nella
che
nelle
e
generazioni, e
al contatto
perchè rimane
enfant et
di
di
Gpllant
—
che
romanzo,
materna,
questo
cose,
profonde
così
aveva
dame
Francia,
della
preferitidel
utili
Meglio l'educazione
—
tante
portazione
l'im-
con
guastano la natura,
delle vecchie
ricordano
parte essenziale
che
paese:
verità
fondo».
dal
che
«
provinciali ». Ed
nel
noi
per
derivate
dei cittadini dell'umanità
d«i buoni
«
il disordine
mette
157
professore deforma le anime
di fame
invece
»
Questo
».
«
BARRÈS
D'ANNUNZIO,
BOURGET,
giovani vite
estratto
(1) V. pagine
da
grande colpevole
è
l'Università.
aspira tuttodì
francesi, e
tutte
19-21-23-29
la
-
le
teorie
Déradnés
—
È
della
dessa
gli umori
li sostituisce
tali
vicol
fisiologiche fab-
Charpentier
—
77.
158
BEAZIONE
fuori
bricate
queste
il
quali
a
all'educazione
comunione
la
del
facile
si vuole
idndaco,
confessione
la
e
vare:
arri-
casalinga,
del
e
parroco
date
capire,
all'educazione
domenica
la
è
conseguenze
paesana,
sorveglianza
la
sotto
Ed
confine.
premesse,
BAZZA
DI
con
tutti
i
giorni I
il Barrès
Intanto,
di
l'amante
varian,
si vendica
vittima
la
Sturel,
Astine
contro
A-
Eocadat
di
e
Monchefrin.
Chi
è
Astine
critici francesi
I
Ma
se
che
cose
tiene
ne
viene
dall'Asia,
tutta
l'Europa,
Sturel,
ideologici
stiné
fa
del
al
aggiunge
i loro
in
famiglia
per
arrivare
«
—
Quale
l'invadono
la
si
e
che
vede
a
lungo
stranieri
Questi
sviluppano
in
da
tutte
che
traversa
e
del
tutti
lore-
gli
odi
che
A-
viaggio,
diftbndevano
l'invasione
nente
immi-
le
più
movimenti
non
valgono
realità
e
e-
non
sentimenti
vaghi
lui^
tore
l'au-
quell'organismo
grandi
I
stornarlo
donna
chiaroveggenza
sua
anima.
sua
in
timento
sen-
piti ne
ne
racconto
suo
subisce
che
di
braccia
parole di Astine
la
I
errore
arricchiscono
troppo
Le
Sturel,
dell'Asia,
è,
di
ci
disprezza
russa,
il
Dopo
del
amante
e
sintesi
la
pericolosi elementi
disordine.
stesa.
che
turca
nelle
romanziere.
:
anche
cosmopolita. Questa
è
suo
Avarian
sassinata.
as-
romantica
profondamente
di
non
pochino
Astine
il sentimento
la povera
figura
un
il Barrès
lontano.
che
e
bolo,
sim-
questo
romantica
una
fantasia
meno,
nese
tradurre
sanno
creare
per
della
bene
:
e
non
qualificano di vecchia
e
vuol
t
Avarian
da
che
pur
tutti
n
"
della
gli interessi
fa
avrebbe
uccidere, quindi, da due
lorenesi
usciti
dalla
vivere!
l'energia
di fare della
stranieri.
Io
l'ho
necessaria
eìx)che,la
stranieri.
di
via
più
i
è
zione
condi-
una
a
tutto
a
pali
princi-
tutte
il Nord
raftbrzava^diquesti
ci
questi vagabondi
Graecia
ha
non
paese:
aperta
si
perchè
cogli elementi
Tuttavia,
essa
:
E
sono
questo
I La
miserabili
e
debilitata
francese
una
Astine
Bouteiller.
di
vita
fii
somiglianza».
loro
ipiù
nell'Est, dove
il Sud
Oggi,
torbidi
francesi.
Francia
verso
fra
materia
aUa
Figurarsi diin-
—
vivere
Francia
vista
dei
laboratori
emigrante
«La
—
».
159
lasciato
scuola
lasciarla
le
francese
vita
il Barrès
se
Que
BABBÈS
D'ANNUNZIO,
BOUEGET,
capta...
trasformano
vedete.
come
—
a
*
*
Io
di
cercato
ho
raccogliere,il più possibile precisamente,
essenziali
i caratteri
ultimi
degli
Vergini
tre
delle
romanzi
Bocce,
*
di
Les
razza
tipi,e
Cosmopoli^ ,
:
di pensare
di
e
di
cioè
di
scrittori
più suggettivi e significativideUa
denotano
e
utili ai fini
civiltà. La
dei nuovi
della
lementi
Barrés,
fondo
un
sorgente di idee
comune
una
e
alle condizioni
della
paura
sistemi
razza,
etnici
e
della
io
vita
sentire,di
di cultura
credo
non
nella
il
di
sociale,al
sacro
nuovi
orrore
ed
più
moderna
to
contat-
la preoccupazione della
politici;
al contatto
gli
letteratura
comune
che
dissoluzione
morali;
Le
di tre fra
Bourget,
contemporanea,
delle idee
Deracinés.
Questi tipie questi modi
D'Annunzio,
dei
vina
ro-
estranei
delle
preva-
e-
160
lenti
REAZIONE
forze
delle
vecchie
dal
lungo
così
altrui
giovani
forze
uso
da
indurli
alle
contro
Essi
moderno
spirito
tutte
hanno
conquiste
il
senso
hanno
i
P
tempi
avvenire
;
e
il
limiti
dominio
Ohe
del
è
cosa
non
conoscono
fede
che
sata
ebbe
la
nel
in
vita
loro
che
essi
tradizione
non
loro
in
che
se
il
organizzato
la
Quindi':
quindi
la
:
del
di
della
della
disegno
in
una
razza;
quella personalità
la
,
la
tutti
e
e
od
la
,
superiorità
azioni,
libri
avi
.
dell' interesse
nazione
tutto,
o
od
timità
legit-
l'esclusività
della
contro
i)ortare offesa
appare
patria, Peroe;
sangue
politica
occhi
degli
corollario,
come
possa
idee, parole
del
legge
quale
il mondo
religione,
giuridica
contro
nella
unità
forte
quindi,
personalità
o
la
della
iDotere del
l'intransigenza
uomini
vivente
famiglia,
santità
piramide,
il lievito
agli
,
che
hanno
non
dinanzi
hanno
Essi
la vita pas-
che
sentono
i
cuore.
sanno.
; essi
quali pare
non
gior
mag-
esaltazioni
del
e
passata
non
,
non
quello segnano
t Essi
vita
la
una
di
e
fantasia
moderna
e
immaginano
trovano
in
fico.
scienti-
senso
meno
artistiche
molto
vedono
non
e
scienza.
poetico
il
tanto
tro
con-
reazione
della
e
senso
ma
questi
pretese
ragione
il
turbano
di
giudizio
più strana
passato
negli istituti nei
della
il
vita;
alla
quello,
della
gloria
deteriorate
strane
e
e
illusioni
si fissano
tanto
più
passato,
poiché
poetiche,
entusiasmo
rudimentario
moderni,
di
somma
satiro
della
e
della
storico
Comprendono
amano
e
le
sviluppati; ma
pur
il criterio
,
lo
piti
abuso
lungo
profondamente
scrittori
il
e
nazionali
dal
e
:RAZZA
DI
che
;
a
detrimento,
armi.
Bar-
162
REAZIONE
tina,
di
impoverita
nevrastenia
casa
in
Io
mondo
che
dei
e
ha
del
il
si
vorrei,
infine,
cielo
dopo
Perchè
che
la
anch'ella
australe;
tentare
e
visto
la
più
di
è
delle
le
sua
più,
giorno
si
dei
Bellezza
ormai
con
circolando
ogni
palme
si
linee
innesti
perchè
forme
e
deturpano.
che
comprendessero
non
nelle
aver
le
con
di
e
le
propria
Pespansione
immiserisce
scrittori
umano
padri;
consigli
forti;
e
questi
finisce
circoscritta
visto
si
nella
scambi
più
e
sangue
pensiero
nostri
di
restringono,
non
il
via
rente,
incoe-
incerta,
raccoglimento
si
di
ammalata
spirito,
debole,
tempio,
giovani
piti
razze
idee
il
per
famiglia,
le
che
proprio
di
e
morale,
e
più
rinnovamento
altre
e
nel
o
il
sangue
politica
battuta,
RAZZA
DI
nostri
esaurito
è
del
fronte
grande
restringerlo
si
il
f
polo
è
mondo
leggi
chiusa
tutta
Minerva
arti.
nostre
nevi
confini;
nelle
non
il
i
e
fatta
misteri
più
I
ga,
lar-
FT""
IBSEN
Questo
è
di
mediocre
cabalistico
del
mondo
senismo
di
»
fascino
Vi
esercitarlo, serve
doti
dire, tengono
Il
poeta,
nelle
della
alte
vi è anche
e
coloro
i
di
l'uno
e
e
quali
cita
eser-
sfere
1'
ib-
«
tentano
alla
scusa
vertà
po-
l'altro,si può
discussione
critica
l'ora
nel-
stre
dell'illu-
anniversario
settantesimo
di
(1) Aprile
Europa,
quasi
suo
paese
ha
della
aveva
Norvegia,
quarant'anni
miseria,
tormentato
in
che
dal
e
mentale,
dominio
a
—
il campo
intellettuali
affetto
mistero
Ibsen;
il segno
come
ordinariamente
(1),festeggiato
alla
ancora
fra i let-
e
degli Spettri è stato, ai primi di questo
autore
fuggire
è
artistiche;
presente.
mese
rimane
grande
e
teatro, che
a
pubblico,
grosso
che, in verità,
—
applaudito
impenetrabile
un
letterario.
delle
Il
dal
coltura
di
grande
è
non
conosciuto
appena
tori
che
nome,
potuto
gloria,
eider
visto
dei
per
tri
principali cen-
chio
religione. E il vec-
con
addietro
sottrarsi
alfine
anche
fra
il
fu costretto
alla
provare
fiordi,che
distrutto
nei
e
suo
la
i suoi
tante
calunnia
gioia
e
dello
connazionali.
volte
nido
,
1898.
a
pur
nel
sato
pas-
formato
1
166
IBSEN
strappatesi dalle ali
le penne
con,
stato
era
in altre
e
costretto
po' di salute, non
un
cacciatori
vita
del
e
della
e
Ma
dei
remo
fenomeno
arte
del
tipo
un
il nido
della
ormai
dei
sua
in
anche
fama
della
di
è
proclamato
in
holm,
vivente
,
tria.
pa-
Enrico
di
di
morale,
solo. Ma
la via
di
rivede
o
risvegliaentro
fedeli poco
e
leggere
me
ed
pare,
che
meno
un
invece
la
sono
stentato
,
e
non
del jjeatimeiitQ della Bibbia
un
sue
tesi
che
poesia
cune
al-
umana
;
da' suoi
dichiarare.
i suoi
e
meno
a
di
trova
spiritomoderno.
dello
si possa
di
di
coscienza
poemi
di
uomo
non
considerato
vien
produzione
malato
un
non
delle
lampi
dif6cile
i suoi
in Boamerg-
meditativo
un
della
Mosè
? Sarebbe
esaminare
ma
in
se
contraddizioni
perchè
ch'essi
frutto
di
malgrado ciò, egli
eppure,
parola
una
sforza,e
costruzione
pensatore,
un
vecchie
Come,
nella
rinnovarsi;e
rivela
si
tenta, che
che
uno
si afferma
alle fantasie
altri drammi
in
Galileo/^
e
egli si
situazione,dirò, filosofica,
ma
di
illusione
caposcuola. Non
un
Imperatore
nuovo,
dato
ha
non
l'
al-
coscienze
alle
dato
ha
non
dato
ha
non
»
rigeneratrice;e, malgrado ciò, egli
formula
o
una
d'idee
la momentanea
neppur
a
fucile
molto, nell'avvenire.
questo
teatro
«
regola
sovrana
non
del
paura
marinari:
cercare
1
L'iniziatore
una
più
guinante
san-
po' di rix)08o
un
,
duri
che
,
Ibsen
cielo
gloria è sicuro
sua
io dubito
Strano
ha
petto, e
espatriareper
a
altro
sotto
spiagge,
dal
e
un
innesto
A
ben
drammi,
dere
di conclu-
il
ritardatario,
mal
riuscito
siil Positivismo, la
ne-
167
TBSEN
di
gazìone
sicure
più
le
tutte
spiritomoderno
dello
politica
della
e
l'opera
nel
abbia
che
gli
errori
del
ammalata
dice
»,
io
più ammalata,
di
del
Ellida
nella
credo,
la
Dama
del
fantasia
versali,
uni-
conie
le malin1' acqua
flords
nei
Qui
«
rio
solita-
errori
crede
cuore
suo
è
è
Ma
cuore.
del
è
tura
lettera-
un
crede
della
Ibsen
la
di
l'opera
giudizio
suo
umano.
genere
L' opera
avuto:
malinconie
le
e
morale,
antisociale, che
mai
del
ste
conqui-
concrete
della
campo
scienza.
stessa
più ingenuamente
europea
più
e
poeta.
*
*
bordo
A
la
in
notizia
I
È,
—
che
farne
nuovo
secondo
o
?
—
—
Bene.
biologico?
E
Un
grande
di
Gli
I
è
chi
mare,
se
mai,
quali
è
si
su
tutti:
creare
con
è
vere
cada-
pensieri, dei
società
e
dorme
che
questo
dei
vecchia
zia
disgra-
chi
incubo
un
cadavere
a
con
cammino,
mezzo
una
come
della
Ma,
nano
funzio-
lavora, quanto
E
Buttarlo
fa sperare
lentamente.
tutti:
grava
ideali
a
Perchè
lui, il
Tutto
,
cadavere».
un
I
chi
fatica
gli af-
colpi regolari ; la
a
stento
a
affannoso.
c^è
Zìiali
vada
che
macchine
Le
tera
Let-
nella
pensiero
tratto,
un
il
bordo
chimico
A
Ibsen
viaggia.
onde
le
Tanto
sospiro
Si
«
ci invade
tristezza
la
Che
batte
essa
sentimenti, degli
—
cuore.
il
è
questo
avvenuta.
sparsa
A
il
scrive
—
traversata.
l'elica
che
di
sente
E
tranquilla.
ci sembra
è
e
buona
una
fila
senso
—
mente
bene;
nave
cadavere
un
amico.
un
a
e^è
*
qual
elementi
umana.
un
nismo
orga-
processo
sostan-
168
IBSEN
Vediamo
quali risposte vengono
vita
dalla
vita
del
strettamente
prima
V
Brand
i suoi
obbedisce
che
li
somministra,
e
abbastanza
in
abbandonare
crudeli
servirà
che
altro
sulle
Dio,
cielo.
Dio
ma
nel
non
alte
cuore
si
del
umido
morire,
a
si accorge
I
le
mare
rivela,
popolo,
che
speranza
interno...,
Ma
in
aria, di
In
di
si
un
nella
morte.
impeto
a
crearle
questa
zogna
men-
invece
e
seco,
contatte
è sempre
apparisce
che
di
mezzo
trae
a
il cielo
non
do;
fred-
nuova
lo
quasi
ma
Suo
Dio.
a
chiavi,
chiesa,
montagne,
non
degna
che
una
a
col
tano;
lonscende
di-
non
,
trascina, intanto,
stanco, abbattute, irrigidite,di balza
più altra
egli
pietà, nella
fedeli.
sostituire
nella
La
gli permette
i suoi
a
Egli
meno
e
senza
non
poiché
getta
cammina
Cammina,
ed
di mutare
meno
cidere
uc-
religiosa.
familiari,egli pensa
Ma,
di
abbastanza
bisogno
giorno
raccogliere il popolo
cercar
Oynt,
Dio.
gloria di
sacramenti;
il dovere
all'antica, ne
di
mo
guardia-
capace
di salire fino
paese
catastrofi
ad
la
crede
lo lascia
chiesa.
non
un
sol
un
i
madre
perchè
terra
nuova
mente,
material-
».E
coscienza
sua
avrebbe
salute
una
è
scritto
non
vissuto
per
non
la
pura
,
tante
parenti
alla
egli invece
nefasta
se
intransigente,
perchè
tìglio,ammalato,
ed
ho
stessa
poemi: Brandy Peer
gli chiede
morente,
la
che,
ho
suoi
il sacerdote
anche
rifarsi
de'
che
la
Apostata.
è
madre,
ciò
pensiero
agli eroi
ciò
Tutto
con
col
ch'è
personaggi,
«
connesso
almeno
non
suoi
pensiero.
suo
Giuliano
de'
gativi
questi interro-
a
in
balza,
Brand
di ribellione
non
il
senza
da
guar-
popolo
170
IBSEN
Veer
è
Gynt
rispoude
mìstico
un
Brand
come
,
di
uomo
V
voluttà.
sant'anni, egli
le
vita
è
è
più volte
ecco^
passa
la
corpo
le fatiche
è
lì
sempre
,
braccia
al
della
da
e
solo
Gli
allora
amici
Natura,
lo
Egli
le fibre
hai
E
che
! E
le
tregua
in
arresti
La
I Così
sua
del
ed
agli altri, allora,
la
piii. Ma
e
siamo
dovuto
gli
costrette
/
E
tu
a
i venti
cantare
e
,
Che
e
siamo
avresti
Koi
invece
i^ot
:
tu
intanto
le parole
dovuto
disfarci,senza
:
fino ad
vissuto
susurrano
Koi
secche:
freme
e
infinita
con
pensare;
riposo,
senza
corona
hai
la
,
abbandono.
come
vita.
sua
riconosce
lo
lungo
quando,
conosciuto
riconoscono
rivederlo, e
dovuto
foglie
le
loco, ritorna
mancato
aver
lo
i muschi
avresti
fra
E
atteso, non
dolorosa
nel
carne
vive
natio
del
stesso
non
pensato,
passa.
intanto
lo abbattono;
non
,
pensieri
e
desio
di
parenti
rimprovera
che
i dolori
del
I L'esperienza
perduto
alla vecchiezza.
se
a
Mdter
vera
tutte
per
i
è
tutto
e
,
si accorge
e
fa
rifattala,
ap]ìena
lo stancano.
fino
straniero
alcuno,
lon^a
piacere. Egli
ma,
sollevarsi
a
La
sventure.
il
villaggio, non
suo
tutte
attraverso
sue
per
non
spinto dal
al
ses-
a
trionfatrice,la vincitrice
la
carnali
donna,
tramonto,
finalmente
le
spirito, e
pronta
un
quarant'anni,
stesso
gl'insegna nulla;
non
intellettuale
un
semplicemente
a
fortuna;
suo
non
,
sua
donna,
del
e
lo
lotta
una
la
è
ma
,
tutte
e
Gynt
,
vent'anni,
sempre
tutta
disfà
suo
A
disillusioni
sue
sua
Apostata
è
non
,
Giuliano
come
lui, Peer
anche
no,
siamx"
tu- ci
za
tristezhai
to,
fat-
ora!
—
siamo
ì
ci calpesti
za
che^ sen-
propagare;
essere
ciate
intrec-
le canzoni
condanni
che
al
si-
.»'
171
IBSBN
lenzio
! E
le
rugiade: Noi
dovuto
piangere /
dovuto
eseguircyle forze
In
mezzo
né
né
ne^
ckio
cornMJciata
tu
nel ma^:
l'antica
pietosa
sola
cullerò
Ti
!
i
Questi,
Poemi
io
abbandonata
fra
le mie
e
angoscia
ma
pur
di
e
loro
Ma
la visione
che
accenni
varie
I
il trionfo
tutti
E
coloro
sia I Cada
forza
pure
E
e
cada
Vita
nel beil vec-
dalla
e
te,
Mor-
Solveig,
vent'anni, e
a
Dormi
che
lo
fanciul-
del
della
che
come
da
veri torrenti
forze
fantastiche
la luce
Peer
che
E
sola persona:
una
vuole
Gynt, questo
il
poeta?
schiavo
dei
cui la donna
dissoluto
è della carne,
dere
ca-
al talento,
distrugge ogni energia
Gynt
nelle
perciò egli fa
Giuliano, questo
Peer
le,
dell'idea-
Gynt,
sommettono
dissoluto,a
poesia
questa
in fondo
volontà.
la volontà
non
sconnessi,ed
tutta
vita,qual'è
poeta. Ma
;
là
Brand, Griuliano,Peer
il vizio
pure
e
qua
possenti
a
tre
e
librati;
logicamente equi-
neppur
fondo
della
tutti
attraversati
da
in
questo sensuale
ogni
E
—
dolore
incarnazioni,restano
la persona
Dicono:
fosti
fostigrande
,
sempre
vivificati
sentimentali.
quaPè
gli si
rum
egoista.
—
bra4)cia !
diseguali,disarmonici,
poesia, e
Tu
:
ogUe, cantando:
acc
perfetti,artisticamente,e
di
la Morte
della vecchia
ha
!
poemi.
di
ambigui;
anche
dalla
braccia
lo
ora
sapestiamare
un
neUe
che
sposa
che avresti
non
,
pe6ea4)ore,così respinto
si addormenta
le opere
lo vuole
Bon
fosti che
non
che avresti
non
santo
un
le Uwritue
Noi
:
che
e
;
malfattore ìiè
«én
erbe
le
questi rimproveri,
a
presenta,
E
siamo
cere,
pia-
recide
del
lere,
vo-
telligenza,
dell'in-
questo di-
172
IBSEN
Iettante
fede,
senza
iluttuante
tra i
religiose,delle
convinzioni
estetiche.
Brand
Ma
verbo
insogna volere^
volere
e
fino
Perchè,
In
per
obbedire
agli
estremi
altri
lo
Intanto
è
nel
questi poemi
di
Gomedia
cui
deW
Egli
autore
ramente
ve-
che
—
pone:
im-
volere
fino
questo verbo, arriva
dell'energia
ramente
ve-
umana..
lui?
ciclo
dei
di
Brand,
che
notare
di
si
drammi,
Giuliano,
maggior
il fallimento
Ibsen
scrisse
della
contrasto
di Cristiania,
l'insuccesso
della
abbandonare
ad
costretto
drà
ve-
di Peer
del teatro
direttore, e
fu
amore
concezioni
impossibile,
inutile
era
tinuamente
con-
credenze
volere.
suo
conati
di
dopo
egli
V
a
periodo
vita, quando,
sua
del
nel
spirito
non
è tutto
anche
personaggi,
rivivere
Gynt.
cade
dunque,
delle
delle
filosofiche,
al
morte;
determinata,
poli opposti
1 Brand
obbedisce
alla
coscienza
senza
il
,
suo
e
paese,
fuggir, ramingo
dei
calunnia
la
Le
a
tendenze
la
ha
nemici
pessimiste
Spinte all'ultimo
non
suoi
grado
fiera
mente
e
niatore
delle
suo
da'
suoi
lie
dei
Wolfango
Goethe.
mondo
raddoppia
esteriore
,
di
lo
estendere
la
e
dolori
la
sguardo
e
Egli
le
una
in
politica.
furono
allora
personali. Egli
visione
limpida
scrutatore
ha
una
e
le
la
scienza
qualità
e
su-
e
psicologiche
ampia
ragione
ed
arte
sapiente degli uomini
e
poeti di passione: cioè
che
del
la
ne
lo scherno
mondo,
spirito
sicura,
storiche
energie
Hhakspeare;
di
né
Dante;
in
del
netta, la logica possente
l)eriori,come
il
per
ani
come
,
da
fecon-
seconda
mentosa,
ipersensibilitàtor-
emozioni
e
facilità
propria i)ersonalità
le
impressioni
quasi
su
tutte
smaniosa
le forme
r
173
IBSEN
dell'universo
ridurre
o
della
di
Hilde
si
così
pure,
e
ristretta,non
società
della
che
peso
può
moderna.
O,
contenere
scienza
co-
dere,
compren-
,
mai,
se
pace
inca-
ciamo
gelosa, così, di-
dell'uomo
può scoprire
non
piccola parte, la parte turbata
una
È
questa
complicata vita
e
avete
sione
comples-
una
Ora
».
delicata,così fina, così
la varia
Voi
sopporta nulla.
non
il minimo
giudicare
«
—
delicata,d'
estremamente
sollevare
di Ibsen:
dire
può
troppo fina. Essa
di
nominatore
de-
comun
propria personalità. Quello che dice
Solness,
coscienza
la
queste al minimo
e
malata.
#
*
i tre
Dopo
tacque
del
sono
piegò
libri
la
se
di
Darwin.
teatro
,
Lazzaro
non
a
del
secolo
f
che
dalla
se
a
con
ci
la
E
poeta
morte,
sua
1' autore
stesso:
«
di
Taine,
sui
cer,
Spen-
trasformò
non
le
tatta.
in-
idee
nuove
1' antico
alla
di
Quando
del
voce
del
uomo.
,
Brand
vo
nuo-
segue
verrà
parola di liberazione
risveglieràe
si
,
spirito rimase
suo
V antico
scienza.
chiedere
colui
verrà
balza
del
simboli, sotto
permane
della
Cristo
ancora
i nuovi
di
cultura
nuova
L'unità
coscienza.
Sotto
la
Qynt
cnltura
nuova
una
Mill, di Strauss, di Benan,
Ma
il Pesr
e
egli si raccolse
di
sua
suo
al 1877
,
accennato, Ibsen
Brani
Il
si rifece
stesso
ho
sopra
anni.
1864
Dal
1864.
su
dodici
ben
per
cui
poemi,
*
?
ci mostrerà
lo
rito
spi-
quando
il
mino
cam-
»
Aspettando, egli
si crea,
a
teatro, Geremia
della
174
fine
IBSEN
del secolo.
Ogni
personaggio rappresenta
suo
grande
della
borghese.
uomini
gli
per
di
case
le
per
ansiosi
suoi
sforzi
Allora,
constatando
a
sé
e
egli
sull'alta
al
gli uomini,
Ano
Solness
del
pace,
né
aiutati
e
miati.
pre-
amato,
non
inutile
incompiuta,
al
che
cinare
cielo,per avvi-
ha
non
dendosi
ve-
questi nuovi
se
di là
e
uomini
costruire
a
asili della
torre
elevare
bei
Non
fatiche, giudicandosi
di
Innalzandosi,
gli
ma
compreso
pensato
cielo
Giuliano
un
lavoro.
Ma
tario;
soli-
costruiva
furono
non
sue
agli altri, sale
Ano
abissi.
vedendosi
le
è
suo
dolci
sempre.
Brand
cominciò
e
lodati, non
vane
aveva
del
pensiero,
per
un
fede;
uomini.
degli
furono
della
Solness
di
accorgersi
famiglie,
riposo, dell'affetto
è
Rosmersholm
incoraggiato, smise;
umili
spezzata
lui muta
per
giovane,
era
Ogni
del
omonimo,
nel
Quando
mostravano
non
dramma
Bosmer
come
templi
nel
lamento.
L'armonìa
coscienza, della vita, è
Solness,
un
corda
una
dell'umanità.
arpa
è
dramma
suo
precipita negli
trovato
che
la
morte.
E
Se
Eosmer.
così
Solness
lavora
Eosmer
quegli
trova
sufficiente
la
può
resistenza
sua
per
riuscire.
è
in
sua
se
tradizioni
la necessità
volontà
andarle
alle
alla
inerte.
di
sognatore.
un
la struttura
trasformare
resistenza
sentimenti,
comprenda
a
è
Eosmer
trasformare
a
lavora
questi trova
ai
Anche
se
stesso.
suo
Egli
incontro, nemmeno
Ma
cietà,
so-
come
impresa negli uomini^
stesso.
Legato
alle
antiche, egli,
traformarsi,non
Il
della
sogno
vede
é
sebbene
ha
la forza
luminoso,
l'aurora,
quando
idee,
a
ma
lui
ma
non
arriva
r
175
IBRKN
in
dalle
aiuto,
dello
spirito,Bebecca
fiera ed
Ma
anche
due
di
queste
di
sfuggire
anime
alle
nella
morte:
di
l"ersonaggi
n"e
di
:
sparire
lavorare
di
della
nel
passato,
l'ambiente
con
nelle
in cui
idee,
Colonne
de'
suoi
col
conseguente
essere
per
missio-
delle loro
la confessione
con
i
dovrebbero
cui
sopprimere gli altri. Cosi,
società^si sopprime
Perchè
questa
il trionfo
o
del
nisce
società,fi-
suicidio.
in
momento
peccati, Bernich, quando
suo
la
abbiano
pare
il loro trionfo
per
invece
Ibsen
tentato
morale,
con
doppio
un
di
e
Ro-
la storia
aver
per
in lotta
con
libertà,
passione.
Bosmer,
di fede
si mettono
Criatianesimo,
di
superiori,che
tradizioni
di
ghine
ver-
di convertire
scopo,
suo
storia,e quella
sua
della
e
pagna
com-
è la
Bebecca
ragione, di esx)erienzae
lei fallisce al
la
e
smer;
West.
ardente, figliadell'amore
fatta di
creatura
regioni del mistero^ la
nebulose
vive, dovrebbe
vece
in-
combattere.
Come
in
Casa
di bambola
Ca^a
In
deriva
da
di
leggC;
bambola^
danno
non
proposito
che
ma
del
della morale
spunta
Nora
e
una
volta
così
il
marito,
buona
azione
le
si debba
e
col
da
fatto.
un
marito
lei
piuta
com-
dare; quando,
quella azione, ella si
sostanziale
—
famigliare, non
apprezzamento di
ella crede
del marito
,
pubblico;
a
Nora-
Oaòler.
che
giudizio su
diversità
della
dall'
ma
guardate
il conflitto
si accorge
il valore
a
Hedda
e
fatto^
uà
Nora
Quando
la
gli uomini, così le donne:
non
solo del carattere
fugge. Appena
spalle alla
corge
ac-
casa
consigliandola, l'autore
il dramma
ai
,
figli
,
si propone
al
170
di
IBSEN
dimostrare
tanto
della
si vede
meno
i
del
firma
padre,
Nora
dalla
di
è
Gabler
violenta,
che
e
affrettare
mediocre
di
luogo
dell'uomo
quale
avrebbe
n
cuorQ.
divisi
,
le
moglie
cade
ch'ella
ai
la
che
sempre
ha
Che
divisi
l'una
dal
ofitend*,.
non
tr
si immola
a
di
nobiltà
di
marita
un
protesta, ii
invano
resta
a
loro
co
due
l'altro
marito
,
,
volgare, che
sue
volta,
una
a
e
il
ed
bellezza
perduta.
fil^
il
sue
tutto
senza
s'incontra, ancora
ella è
sdegnerà,
le
amato
sua
e
osciffa
e
:
piedi
accetta
che
genio
consacrato
genio,
per
giovinezza,
sua
forza
di
l'anima
disillusioni
genti,
ful-
e
Ibsen.'^edda
di
racconta
non
sue
uscite
disegnate
giudica;
:
è
Ed
allontanarne
,
giorno
di
l'uomo
discute
,
«u-
e
sono
silenziosa
per
sprezza;
volgare,
e
vita
che
non
della
sogno
splendore
dalla
Ella
ben
fatale,
e
nella
confessa
non
Il
esse.
di
bella
passa
ridicolo
creature
donna
si difende:
stezze,
poche
del sogno
che
sia piue
si uccide.
vittima
la
mondo,
questo
falsa, e
Gabler
questa
l'aspetta.
non
Hedda
così
più. per
quasi
firma
colui
falso
un
di
ad
andare
immorale.
perchè
un
nare
abbando-
per
commette
artista
mente
come
famiglia,
una
condotta
casa,
semplicemente
e
fugge,
peccato;
vero
un
è
—
inumano
premamente
Se
con
si vede.
della
la
migliori intenzioni
le
con
un'obbligazione
segna
la
la
solitudine, che
in
anche
senza
non
morale
abbandonare
figli, distruggere
apprendere
che,
lo scopo
perchè
donna;
dimostrazione
perchè
enunciare;
Forse
matrimonio
può esservi
non
degli spiritidei coniugi. Dimostrare^
accordo
perfetto
E
che
:
resta
se
non
l'unione
ideale
j
178
IBSEN
Puomo
modificare
fatti,per
i
contro
o
altri, la propria situazione
o
la
direzione
di
del
necessità
fino
volontà,
senza
Ibsen
ha
sciocco
marito
volere
per
f
porta uè la ricchezza,
considerazione
la
Riosmer
i
a
uccidersi
a
legami
se
suoi
i
con
1' ultima
stesso
di
credo, anzi,
stia
principio
che
in
appunto
punizione.
questo
dramatica
Sproporzione
ridicoli;tanto
i
che
dello
più' sacri
Io
deriva
più,
il dramma
stessa.
le
tutti
a
nella
:
con
che
comune
l'errore
tutto
credo
che
appunto
da
personaggi,
essi
Nora
che
anzi
io
tutto
,
devo
almeno
o
sforzarmi
di
,
so
Torwald
che
,
la
,
ragione
nei
,
e
che
le
libri;ma
più parte
idee
io
non
che
tu
ho
ibseniano
della
degli
vizio
che
di
tutti
a
—
lontà
vo-
rende
tare
rappresen«
I miei
verso
sono
un
veri
dome
essere
diventarlo.
uomini
manifesti
più
tastrofe
ca-
producono.
i doveri
sono
,
umano
la
creati
sono
—
osservazione.
un
e
gare
vol-
una
sproporzione
cause
serio
risparmiar
teatro
spirito moderno.
dice
—
mia
pure
nep-
costretto
sembri
del
le
non
sul
per
Né
questa
,
ha
rompere
amici
sare
spo-
gloria, e
Chi
volere
antichi
che
la
—
a
mente
semplice-
uomo
,
petizione
Io
? Bastava
pulsi
im-
Gabler
né
1
pubblica
persone
senza
Bastava
un
l'amore,
ne
che
Hedda
sposare
non
e
volere^ volere
coscienze
volgare?
e
di
imagina
costretto
la
fPeer GyntJ
pura
che
cose,
sostiene
I Mentre
non
gii
o
zione
contraddi-
Strana
vincere,
per
costruisce
non
volitivi I Ohi
un
delle
volontà
della
trionfo
impossibile;
alV
la situazione
intelletto
strano
consigliare,
nel
insiste
stesso
avvenimenti.
degli
questo
o
se
il modo
Io
ti darà
sono
pate
stam-
di pensare
179
IBBEN
libri.
nei
pato
idee,
la
hai
Il
Quando
il
o
vero,
mia
Bo
una
in
I
testa
cui
la
io
innocente
della
il sostrato
vita
le
ibseniano:
o
viva
è
non
ignoranza
delle
di
prima
se
casa,
non
di
presso
del
onesta
va
alcuni
in
da
melenso
veder
a
puniti
dormire
amici
che
del
nell'amico
gli eroi
volontà
neW
che
apprende
samente,
fa 1 Silenzio-
cosa
piano
se
inferiore
di lui.
fosse
non
giovine Werlé
i
moglie
meno
tale, nem-
si burlano
E
per
Anitra
sua
mai
del
della
o
meglio
è stata
al
modo.
nessun
sogno
vi sia bi-
reali
Quando
che
role
pa-
—
,
non
entri
,
o
con
contengono
tutti
di
non
,
m'
pare
Esse
Werlé
matrimonio
reagisce
quel
e
leggi
esse
condizioni
,
ne
mi
non
scopre,
non
ramente
inte-
Helmer
quasi
giovane
le
che
ma
spirito, e
Ekdal
Ovvero,
che
Nora
la ribellione.
per
alla
diftbriscono
rivelatrici.
di
donna
una
di
parole
pastore diceva
x"o£(sibileche
coscienza
del
voce
è
non
questa,
in relazione
ora
;
religione?
quest'altro.
e
il
idee
imagin^^vo
sono
—
selvatica^ Hialmar
dalla
mie
la
E
—
Ahimè,
—
niente.
so
stupidità
sociale; assenza
l'adattamento
non
le mie
me
anche
diceva
apprendo
Queste
—
lo
le
giuste,
di illustrare
teatro
lo
tue.
cos'è
se
stam-'
di tutto.
questo
vedrò
io
che
:
da
esaminerò
se
ora,
che
ch'è
libera
e
mi
forse
dice
meno
siano
».
io
mi
Per
come
ciò,
—
so
—
cosa
così
tutto
Torwald.
lo
per
dalle
sono
domanda
a
questioni; e
coscienza.
che
conto
sola
le altre
come
faccia
rendermi
Hausen
sarò
quello eh'è
a
sforzi
Nora
pastore
o
ch'io
religione f
riprende
—
g^liuomini,
Bisogna
mi
che
e
non
dicono
che
quello
a
che
della
Egli
tato
eccitenta
,
peccati del padre, Hial-
léO
IBSEN
mostrerebbe
non
mar
? E
infine
bestia,
al
marito
dal
di
intenzione
ha
e
moglie
dinanzi
e
portare
al
macello
il
che
trovi
meglio
non
L'
i fenomeni
di
alla
libertà
».
dei
azione,
«
deve
è
che
di
la
suoi
La
eroi,
ultimi
comprendere
stessa,
se
sollecitano
tutti
come
nisce
fi-
scienza
gli
negare
cioè
ch'è
Kant,
ad
impedimenti,
ma
perfetta :
Proprio
—
di
sono
—
uomo
volontà
motivi
vivere
legione
Schopenhauer
la
l'autore
ma
Schopenhauer.
umano.
per
tutti
così
voler
dice
—
spirito
in
di
la
fronte
agli amici
déllHmperativo
nome
reagire,
situazione, di
vero;
par
in
l' inazione
fini dello
e
Non
—
àeUHnazione
nome
che
ì
Ekdal
di
stesso, dinanzi
se
a
dialmar
volontà
né
alla
vivente
persona
se
strana
lottare
a
col
in
Dio
a
disceso
di fì^onte
e
Ma
agire,
in tale
perchè presentarlo
alla
dalla
astratta.
chè,
per-
dall'uomo
passa
all'anitra,
all' idea
simbolo,
non
il dramma
così
O
di accorgersene.
neppure
agire
per
la
negazione
ì
personaggi
rivare
ar-
del
di
Ibsen.
Il
più
volontà
siano
Ribelli
questi personaggi
dalla
in
che
critica
de'
minacce
ad
nelle
forse
essi
Colonne
popolo
della
,
sua
vita
? O
I
È forse
ai
è
da
racconta
da
forse
per
io mi
—
sé
ribelle
di sottrarsi
Bernick,
primi ostacoli
sé
al
gli errori
ribelle
mando.
dodelle
paura
politici,decide
società, che,
rivela
?
in
Un
che
pubblico
e
le
Stockmann
il
,
quale
,
la
colpe
nemico
del
incapace
di
,
il dottor
,
e
amici
morte
innanzi,
storia
propria
la
con
che
Rosmer,
antichi
suoi
si levano
della
ribelle
senza
degli ibseniani
perchè
o
,
È
gli
tutti
che
battezzati
ribelli.
come
è
strano
ISl
IBSBN
combattere
le
enunciando
che
sentenza
è solo f
che
la
povera
effetti
comoda
la
P
:
eroica
non
ribelle
e
è
vittima
dell'eredità, costretto
dissolutezza
è eohii
Osvaldo, negli Spettri,
Ovvero,
della
morale
non
mondo
del
più possente
un
solitudine,
,
ma
uomo
in
si ritira
maggioranze
paterna
e
subire
a
morirne
a
gli
tabilmente
inevi-
?
*
*
Il mondo
Ibsen
che
lirico
ma
,
da
e
e
forme
si mette
nomi,
cosi
egli
mano
mano,
simboliche
cerca
è
poi
nuove
profonda
una
e
sorgenti
Stockmann
mento
senti-
è
sempre
trova
per
un
idea
di contro
alla
le
generica
dello
ma
nel
corrotte
corrotte
e
giudizi
e
e
dei
questa
una
di ordine
N^emico
termale
del
che
avvelenate
e
delle
tradizioni
gl'impediscono
vita
di
che
e
dalla
avvelenate
non
non
è
che
della
perficiale
su-
fettamente
per-
il dottor
non
sono
società
menzogna.'
l'insieme
tengono
che
popolo,
^
della
Eosmer
nuove,
appena
osservazione,
morali
sorgenti
fattoria
della
similitudini
verità,
stabilimento
rivela
,
la
società,
le colonne
che
da
comprenderla
,
che
ma
V autore
esprimere
per
superiore. Così
le
da
un'
sempre
,
non
matico
dram-
da
qualificarla,non
per
mondo
crisia;
l'ambizione, l'interesse,la vanità, l'ipo-
sono
e,
non
nn
non
,
rappresentarla;
società
svolge
Ordinariamente
vari
sotto
definirla
per
si
metafora,
una
preconcetto.
che,
che
è
non
crea,
,
ma
un
*
schiavo
di conquistare
ribellarsi,
derna
mo-
Così,
dei
pre-
l'uomo,
la prò-
182
ibseK
pria libertà, di raggiungere
case
i vecchi
e
che
sono
le
Plbsen,
niodema.
di
Solness.
della
voglio
ahimè
è
ì
f Tutta
a
così
Il
protestantesimo
la
«
che
f Orrore
simpatia degli
fede
Ogni
mai
libertà
I «I
ragione
È
la
:
Il
—
nemici
le
sono
la
esseri.
negazione
è
I^on
carcere.
I
così
essere
Com'è
«
chiuso,
più possibile
è
mondo».
del
—
N'eglige l'arte, non
—
E
Esse
tutto
:
è
libertà
tata
limi-
Peggio
verità
la
cetta
ac-
Oibò!
l'autorità!
hanno
quindi di nobiltà
di
cata
giudi-
può
,
più pericolosi della
assoluta
in
sufiragio universale?
maggioranze.
manca
muove
di
o
Dio
lo scettro
I
tabili
adat-
tutta
non
riposa sull'autorità;ogni
dall'autorità».
che
egli ha
e
? Terrore
inflessibile.
così
da
umani,
Ibsen;
uomo
e
piti utili
bellezza
quell'
,
alla
ancora
manicomio,
I La
Cristo
quel
di
quelli che
spirito umano
di
sguardo
di
sian
Il cristianesimo
—
enigmatico,
essere
di
materiali
con
servono
e
dello
ì Vanità
bella.
terribile
dice
di ricostruzione
nessuno
crede
ospedale,
paganesimo
lungo
sia
che
umana»,
ricostruire
all'antica
l'Ibsen
lo
di
degna
condo
se-
l'anima
progetto
un
nessuno,
storia
la
sotto
rassegna
Il
base
di
società,
presente
quali,
il desiderio
manifestare
mai
che
dopo
serviti
sono
le
edifizio
un
la felicità
facile;formare
difficile. Come
inesistenti
distrutto, non
,
è
distruggere
le vecchie
contenere
a
costruire
se
,
ha
società,
più
davvero
sostenere
Ma
vecchia
ora
Così,
Solness
servono
non
«Io
capace
che
templi
linee
Pideale.
e
della
forza, non
intellettuale
leggi
,
».
—
tradiziqni,
ai"te,religione,principi, sentimenti, ogni forma, ogni
elemento,
ogni
germe
di
attività
individuale
e
so-
183
IBSEN
sulla
eia le. E
I"oi è
la
radice
vera
norma
di
idee
accettate
di
il
lotta
in
che
Ibsen
salvare.
ancora
possa
rivoluzione
vera
anche
in
«Io
dice
—
il diavolo
quello
dittatura.
Eicominciamo
l'arca.
suoi
fianchi
Parole
Io
!
I
Ma,
chiedono
e
al
!
ogni
Quel
costo
dello
si
arca
sola
una
intitolata
poesia
E
il diluvio.
e
Noè
l'impresa,
ma
A
tuttavia
la
prese
più
fare
dicalmente.
ra-
afitbnai
torpedine
la
la
Brandes,
le
rivoluzioni
Le
necessario
umano
oggi
I
»
Le
«
La
idee
velle
no-
Libertà,
più quel
rivoluzioni
che
calizzate
lo-
nismo
politiche, ciarlata-
fare,
ora
:
sono
non
ghigliottina.
bisogna
spirito
dice
novella.
Fraternità
speciali,
è
egli
espressione
della
che
?
dopo
una
tempo
e
a
a
Eguaglianza,
erano
a
»
^N^ella lettera
1'
che
letizia
con
basti
V
voi, lottatori, di
attaccherò
?
è naturale
che
giocato;
oggi
Occupatevi
dare
fu
ógni
distrutta
conosco
cioè
un
porti
cui
non
paura
egli nella
—
è
presente
non
da
mai
negazione,
per
—
rivoluzionario
oratore
un
società
il diluvio
neppure
di
:
in
d'arte
politica
punto
di
filosofico,da
volete
mondo
un
la
annullare
per
,
questo
a
accettate
qual dovere
una
complesso
imperativo
un
è
dovere
un
siano
Può
in Ibudo
che
II
da
religione, ogni filosofia,ogni
Arrivato
dovere
I
si vuole
politico. Ma
della
germe
che
o
religione, da
pensiero
del
deriva
che
il dramma?
sorgere
dramma
del
condotta
comando
può
concezione
qualsiasi
«ergere
un
negazione
la
rivoluzione
compiere
è
,
la
che
luzione
rivo-
184
E
IBSBN
compiere
per
consiglia
Nient'
i
liberi
«
solidarietà
della
Così
vissuta
Troppo
come
di
pessimismo,
di
ma
non
rinnovamenti,
Non
ricostruiscono
di
e
e
non
dei
sentimenti
antisociali
la
mossero
di
a
tore
delle
loro
in
vita
breccia
nuovi
la
non
dava
nel
è
:
prossimo,
;
della
e
nel
e
di
diamante
di
mondi.
L'Enciclopedia
valore
a
ragione, {Spostava
zione,
nega-
lacera-
bagliori
e
voluzione
Ri-
si estendevano
non
;
Le
della
splendevano
autorità
la
forza,
sangue
dottrine
vero,
;
zone
la
macchina
tradizione,toglieva
forza,
costitutivo
strittiva,
re-
sofia
filo-
nelle
e
;
fecondare
a
ogni forza, ogni autorità, ogni valore
tempo
filosofia
promuovono,
nulla
enorme
umana
punte
di
aurore
aurore,
voluzionario
«ri-
l'ei^idermide dell'uomo.
passato
la
di
rivoluzioni
di
latente
erano,
un
tutta
pensiero
ideale
meno
che
sotto
francese
ma
è tutto.
come
questa
e
tanto
servono
addormentata
che
sere
es-
egoismo, questi propositi
salvano
non
percorrono
dottrine
di
pena
questo
:
sé,
incoraggiano,
che
bestia
fiorir
correnti, propositi, tendenze,
sono
di decadenza.
da
tendenze
queste
non
rompe
«cor-
spirito » I
correnti
queste
:
No
—
la
d'artista, come
sogno
dello
vai
1!
vede
ognuno
perfetto quando
dovrebbero
non
altro
non
cosa,
riformatore,
vita
la
coscienza
iniqua, perchè
è
personalità che
E
—
sarà
sociale
com'è,
I»
poca
No
1 L'uomo
solitudine
germi
».
egli
cosa
della
rieducazione
la
che
altro
solo. La
sarà
che
?
nella
umana
rivoluzione
qaesta
alla
un
teva
bat-
tradizione
nello
ma
nuove
altro
stesso
cipio
prin-
l'asse, non
lo
186
IBSEN
della
Eussia
scienza
al
gli dava
non
problema
uccidersi.
:
che
e
fine
pel
è
—
è
ai
della
,
della
moltitudine,
anche
l'annullamento
simili.
della
in
In
società
in
con
rovina
politica
frantumi
Tolstoi
è
Ibsen
:
del
secimdo
sul
profondo
gli
sgomento
delle
Anche
elementi
e
felicità
buon
un
lettante
di-
un
come
primo
diversa
gione
reli-
consiglia
Ibsen
del
mondo.
tanto
è
del
!
millesimo,
finire
ligione
re-
di Cristo
appena
pallida I^orvegia,
in
tutti
mia
la
per
è
del
soff'erenze
dalle
ma
la
il bene
educatore,
un
umana.
del
—
La
legge
per
sboccia
individuale,
che
predicevano,
la
La
:
consiglia il sacrifizio,e
e
della
Lattanzi
libro
teva
po-
legge
oj)erativa, questa
che
trare
rien-
che
La
«
esistenza
fede
aUora
non
viziosi
».
...
profezie apocalittiche
dall'orizzonte
quei
è
vita
finire
sul
anima
mia
nell'altro
propria
tranquilli
moltitudine,
l'esistenza.
questa
umana
sacerdote
la
semplici
per
Questa
propri
Ma
pensiero,
del
compresi
Io
ciamo
di-
ci
che
sono
agi' insegnamenti
il sacrifizio
dei
fede.
la lotta
prossimo».
tuttavia
questa
ripiglia quindi
—
noi
come
vita.
come
semplice
impartisce
mondo
della
vivere
accomodarsi
e
dare
guar-
degli uomini,
maggioranza
soffrono
e
di
l'idea
ebbi
—
voleva
perciò
e
»
La
persuadesse,
lo
superiori, alle speculazioni
bisognava
Chiesa
f
abbandonano,
lavorano
nella
dice
egli
—
si
non
rassegnati
che
io vivo
l'immensa
classi
ma
risposta, che
fede.
alla
tornato
,
«Infine
quelli che
la
Perchè
«
vivere
a
com'egli è
racconta
allora
dalla
nostra
delle
si leva
di
uno
millesimo
folle
tutta
—
pidite,
stuuna
cadeva
dominazioni
I
*.
187
IBSEN
ìyarbariche
nella
di
il
Dio,
Perchè
più
forte
più
fiero
di
in
ed
ha
e
nel
suo
coscienza
Amiamo
e
e
i
dei
lavoriamo,
sotto
incubo
attivo
le
le
predecessori,
ste
conqui-
grandi
trionfi
libertà.
della
I
piuttosto
ficiali
super-
maniera,
di
suoi
più
grandi
ceneri
dalle
pessimisti
e
ancor
come
;
seggero.
pasfiero
più
malgrado
de'
più
paura,,
Duemila
delitti
i
dalia
sorse
che,
e
colpito
fu
vecchio
il
requisitorie
invece
della
del
sorgerà
coscienza
sulla
Ma
giovane
viviamo
cui
inette
vanta
secolo
forte
nella
Satana.
putrefazione
più
e
quasi
e,
;
esausti
spegnevano
finiva
di
il
dalla
questo
non
secolo
dell'unghia
terrore
si
disonore
nel
e
vergogna
vendetta
il
ecclesiastiche
ed
Il
versale
uni-
Diluvio
...
ben
potrà
;
V
Ibsen
potranno
tenebre
dei
perchè
loro
nel
dei
si
fiords!
i
e
seconda
sua
ben
potrà
porto;
e
il
con
a
loro
della
sentazione
rappre-
seguitare
personaggi
continuare
occhi
spegnerà
la
I^oè
ancora
probabilmente
non
poeta
di
arca
sull'ancora
di
ritardare
del
invocare
anima
a
maner
ri-
teatro
dalle
il
sole
—
sole
la
non
fantasia
tramonterà
del
col
malinconico
colo,
se-
.V
"v
(1)
GERMINAL
(1) Questo scritto fu tradotto,
appena
spagnuolo,
giornale di
russo
Jean
e
splendidamente in
Grrave.
vide la luce, in inglese,
francese
(N. dell'E.).
dal
Molinari
nel
r
Angiolillo,dunque, è
Ma
perchè
Ciò
diffìcilmente
per
vas
potrebbe
non
il
vorrà
sotto
il
essere
quale è
rimasto
fango, quanto volete,sul
omicida
Parma
di
gittare,dopo,
si è inclinata
che
sociale che ha la
il
fosse
j
m'
ora,
il cui
ideale,non
e
i
parola di augurio
\
,
ha
di raccomandarsi
I
Germinai
nella
giacintisulla
testa
nella
morte.
delP ordine
ultimo
!
—
forte
respiro si è
e
questo
di
nella
sentito
né
di
lettera
chico,
anar-
agli uomini
anarchico
per
,
madre;
sua
il bisogno
speranza
che
coscienza
sua
confuso
retto
di-
e
meno
a
famiglia,questo
lui l'ultima
seppellitacon
suo
Gittate
potete fare
di
danna
con-
quale ha chiesto in grazia al carceriere
questo assassino,che
nel
della
qut sto distruttore
base
sua
Cano-
stretto
dignitosamente
cosi
anarchico, cioè
Questo
ha
1f
sassino,
as-
un
contro
il peso
che
non
corona
una
è
soffocato.
pugno
I Ma
Se
tirato
per
martire
un
ammesso.
martire
un
è convenuto.
anche
essere
di revolver
colpo
Oastillo,è
del
assassino:
un
nelPulti,
né
con
a
una
il mondo
questo
e
Dio
,
dolce
:
assassino
—
,
i'
192
TERMINAL
questo condannato, questo soffocato,è
i,
della
buona
II
dei
stoffa
martiri
degli eroi,che
e
disonorano
non
l'umanità.
Germinai
della
di
sogno
di
di stare
che
nella
aurora
del
di
aureola.
nella
terra
d'
sprofonda
nelle
Questo annunzio
ha
non
tenebre
nella
dell'uomo
Germinai
disopra
sorriso
del
è il
una
che
delitto
sta
per
tanto
della
ha
tragedia individuale
e
del
sulla
è anche
h»
?
^
.
del
e
della
un
un
vilipende
che
ha
uccide
soltanto
sentimento
martire.
come
E
:
ha
d'amore
I
poiché v'é
assansiiio
,
ha
non
di
Questo
tanta
l'anima
del-
altrui
lin sogno
missione
una
dei
tempesta
delitto
anche
il
ne;
car-
; è l'iride
italiano
compiersi. Ah, questo
è
:
coorte
nera
carnefice
proprio compiuto
un'arma
anche
la
dell'idea.
fantasia
carcerieri
non
vivifica;
si
il tempo
rappresenta
e
gloriosamente risplendente sulla
del
lui
zione
glorifica-
pensiero sulle prossime torture
giudici,dei
nuova
È l'idillio,
al
magicamente risvegliato,
!
volo
condate
cir-
per
in cui
stesso
la natura
al di là della
e
parole
e
questa feconda
;
nell'attimo
e
di
vita
piti tregua per lui, prova
natura
frasi
è
zione
società ; questa dichiara-
nella
di fede
delPavvenìre
una
martirologio politico sono
e
e
amore
dal
e
ideali, ed
Qi
e
quelle altre
a
poeta
un
mento
mo-
in sé tutta
sentimenti
accanto
storia
d'
cuore
racchiude
Essa
eroe.
gentile primavera
degna
dal
morte, che
un
nel
può fiorire,
Questa parola non
!
che
solche
vendetta:
assassino
gente
])ermettete che
che
(jual-
194
OERMINAL
uoi
recriminazioni
e
siamo
come
manca,
ci
gli anarchici,eccitati
come
e
deve
non
cade
di
veleni,da
insiste
la stessa
se
usano
gli avversari, che
,
;
—
dei
di
una
che
,
cieco, come
ec«)0
ed
ecco
il metodo
,
governi
contro
bomba
che
cosa
gli
e
uccide
?
un
che
gue
san-
alla
non
nizzata,
orgachici
anar-
le
sua
,
mezzi
che
midazione
inti-
come
dell' esecuzione
il metodo
e
maledice!
e
gli anarchici.
fa il governo
degli
stessi
latività
re-
iniettati,
parte
,
ammonimento
anche
noi
errore
bestemmia
,
lotta,col
società
da
usando
,
:
di fronte
una
nell'
tattica
armi
:
Ci
parola
perseguitati;ma
come
,
stesse
Il delitto
teresse,
in-
differenza
dalla
scusabile
essere
vi
e
stra
no-
paure.
della
speciale condizione
la nostra
come
alla
nostro
nostre
questa
sono
società,scusabili almeno,
può
che
del
la forza
manca
ribollente
la loro
per
sono,
delle
Con
equilibrata;.
inasprito e
che
a
Ispagna!
agli anarchici,il criterio di
quindi
azione
deir
esempi
chici
degli anar-
guardiamo
che
loro
qualche tempo
offerti in
preoccupiamo
manca
e
,
ci
ci esaltiamo
non
da
cuore
a
si offi*ono
preciso metodo
unilaterali;non
non
,
innanzi
,
ed
dati
lo stesso
abbiamo
idea
stati
in
rappresaglie il
quelli che
sono
che, come
prorompa
non
,
spettacolidi bestialità
questa parte
:
credete
degli anarchici,quando
carneficina,come
Noi
disdegno
invochi
non
e
la fantasia
si danno
di
in
si sollevi
non
,
di fede. Ma
compagni
i suoi
contro
della
Dopo
mucchio
Perquisisca le
chica
anar-
zione
perseculo scoppio
di
case
centi,
innode-
\
«*
j
i-
f
,-
195
GEBMINAL
gli auarehici; raccoglie dalle
ì
porta^
può;
che
eom^agni
li manda
sotto
coatto; e,
avutili
o
chiave,li
sotto
eser"»taudo
,
carni, sebbene
recchìe
sebbene
prigione
le
tutte
stati
sono
Gastillo
a
differenza
la
quelli f
—
per
L'
società
e
Nessuna.
una
delitto.
c'è
lodare
o
di
è
in tutte
mani
nelle
e
del
ì suoi
e
del
o-
ventre,
dì sangue
stessi
L'una
altri
s'irritano
L'
condotta
tro
con-
compagni
Cauovas
del
una
dal
e
vicenda
a
gli altri
pensiero
:
al
,
governo,
le
stesse
la
per
gli
stessi
grande
l'istinto,
dal-
belve.
per
nella
Ma
cui sì debba
sione
espres-
sua
per
perseguitano gli anarchici
e
detta.
ven-
rappresaglia
contro
cose
dì
dominati
sono
mondo,
società
errori
vìa
per
nella
belva
la
per
contro
questa
combattono
non
ragione
sì
dì
gli altri,in luogo dì
e
incoraggiare
e
degli anarchici
giustizia,agiscono
nessuna
vilipendono
gli
e
,
lacerato
fuori
la condotta
—
gli
e
non
non
di
via
battaglia,ma
del
nelle
carcerieri
la
tra
,
agire
forte
ed
I
Qual
contro
la pratica
,
egli
sottoposti dai
modi,
la vittima
altra
budella
cui
che
colpo è troppo
fare testimonianza
torture
tutti i
le sevìzie
micilio
do-
a
tenendoli
e
in
sebbene
le
li de-
o
forma
mano,
qualche
;
con
altra
tutti
polizia consigliano
tagliuzzato
,
di
esce
il
volta
ucciso
prigione,
li offende
e
resistente,e Gano,
troppo
le
cosi in
gt«»ifipiaidenza di
rimane
Prezzi
in
gitta
di essi tutte
ispirano. Qualche
dalle osterìe
e
qualunque
bastona
contro
la
e
lì
e
case
crimini.
le
quali sì
:
cioè per
Il
codice
196
TERMINAL
l)eiiale
può
non
politici
principii
dei
riguardo
nomenclatura
una
avere
diversa,
interessi
degli
e
a
di
casta.
*
Il
?
la
diritto
l'uno
in
più
perchè
,
Lo
perchè
nelle
siamo
difficile
quindi
in
di resistenza
di
forme
suburbi
?
palestra
i creatori
E
—
Noi
il
avere
i
vie
della
ha
:
al
finora
lo
nuove
città
precede
si
e
,
prevalenza
e
,
nanzi
in-
va
ghe
le-
nuove
raneamente
contempo-
ridicolo, perchè
;
e
questi criteri^
imaginaudo
—
pene
questa
pravvento.
so-
briganti;
internazionale, fantasticando
e
sarà
ci
metodo,
questo
siamo
non
;
contro
con
dei-
nome
di
nelle
indietro
esponendosi
sociale
simile
boschi,
con
persecuzione
anarchico
cide
uc-
ditiamo
discre-
una
nel
maggioranza
averlo
cioè, vecamente,
—
è gente
Vi
—
scuola.
quella
nei
avemmo
dei
osterie
I
siamo
legge,
lotta
una
(lueste tendenze,
con
la
potremmo
non
che
è
che
della
guardie
dell'altra, imitiamo
e
gente
,
le
e
noi
come
e
Dunque,
ch'essa
intanto
e
;
noi
scuola?
diciamo
e
è
Vi
-
di
questo:
brigantaggio;
anche
di
ragioni
scuola,
assassinio
il
come
uccidiamo
per
è
d'Europa
estirparlo.
Dunque,
—
uccide,
del
di
tentare
questo
di
governi
l'anarchismo,
trattare
che
dei
torto
grave
*
tato
l'attensuU'
precedendolo
tentato
atio
,
annulla.
Ma,
sarà
lecito
dire
un
po'
a
noi
stessi
la verità?
197
GERMINAL
Se
si
io
mi
forma
eroica
della
l'anarchismo;
più
geniali
l^anarchismo
dair
gli
più
è in gestazione
della
intenzione
1
briganti
vita
dicendo
di
sanno
nel
perire
E
non
ho
fare
un
!
Si
di
del
incontro
supplizio
rapido
"?ide, perchè
di
frutto
egoista
:
suoi
di
che,
il
che
questi
che
levano
di
di
coprono
incensi
che
Agesilao
alla
v^ogliono
cuore
che
di
spezzò
coprire
Oarnot,
di
che
il cervello
non
di
il
non
Canovas
ficano
sacriumano.
di
Bruto;
venzione
Con-
della
alla
ionetta
ba-
quanto
accorgono
ingiusti, quando
pugnale
era
tutti
uomo,
bandiera
dire
è
il
per
sono
pugnale
si
non
questi
al genere
una
fango
pur
altro
uc-
portar
arrivare
ghigliottina
legano
illogici e unilaterali,per
sono
il
fiori
questi
al governo:
un
al
morte
di
di
tenta
ganti,
bri-
darla,
possa
Nessuno
credono,
Milano;
di
ma
:
delitto;
nel
alla
reato
suo
simili.
essi
che
Ognuno
sacrificando
pur
; coloro
il
folle.
che
stessi, com'
coloro
coloro
delle
più
e
ricchezza, agli onori,
se
E
ai
nessuno
altruisti,
morte;
s' illude
bene
alla
reato
alla
radosso.
pa-
Questi
questi assassini, questi malfattori,
vanno
suna
nes-
assassini
loro
idealisti.
degli
—
questi
stesso
sono
ìiova
,
ma
;
momento
malfattori
questi
la
! i malfattori
rubano
non
nel-
; che
maturerà
sociale.
questo
gli assassini
briganti
questi
ma
I
forse
è
i libri
derivano
coraggiosi
e
,
moderna
vita
anarchismo
uomini
dominatrice
gente,
della
e
1' unica
che
affermare
scienza
che
e
di
permetto
,
Cesare,
del
tagliò
che
e
Tarma
Castillo, che,
IdS
GERMINAI.
il fisiscino
aveva
non
XYI
Luigi
2°*
(della
teorica
è
cui
in
bene)
citare
logica
della
3^
delineata
suoi
i suoi
e
di
eroi;
é
fantasmi
di
editamente
e
dei
(5he
ispirazione,
é
che
molto
veramente
ignoranza
nella
l'anarchia
politica
i suoi
e
che
fatte
le
contro
tutte
abnegazioni
strano
ancora
le
le
,
tica
socra-
originalità
viva
più
e
quello
forza
tal
non
volgarità
audacie
per
valgono
spesso
dinota
la
grande
che
si
e
tro
con-
ripetano
le
incondizionate:
far
mostra
di
tinuamente
con-
frasi
solite
disinteressate
e
ed
di
muove*.
com-
,
individuali
che
di idee
in tutto
internazionale
uomini
solite
har
socialismo
del
e
e
gettivi,
ag-
filosofi,i
che
una
strano,
dannare
con-
degli
sonante
e
memviglia
spesso
né
se
critici,come
cinesi
tal
una
fo,
Io
colpa
,
hanno
ed
ragionamento
mia
costoro
dei
la
eterno
i suoi
conservatorismo,
scrivono
e
in
!
i suoi
di
opera
meglio
e
del
pensano
Ed
nell'
ricordo
non
vilipendere,
fresca
vigliosa
mera-
,
è
non
resto, ha
un'onda
più
bizantini
di
del
giornalisti,
tutta
e
e
aver
politico.
militi
suoi
i
e
i suoi
;
uou
non
più irresponsabile
col
anai*chismo,
poeti,
delitto
odiare, né
l'anarchismo
Questo
del
fa
neppure
di
precisata
e
di
Io
pagina
filippica
logica
mi
duole
quella
della
,
non
,
o
legittimità
della
semplicemente
la
per
Cicerone,
pure
tradizioni
Borbone.
mi
solo
altare,
delle
di
II
:
dell'
e
l'orgoglio
e
delitto
nessun
il mio
trono
Ferdinando
di
e
giustifico
qui
del
difeusoi-e
quantunque
tutte
é
più
comprendere
199
gbb:minal
i
tempi
di
e
l'anarchia
contro
candolo
un
o
è
socialismo
col
può
! Ah
le
alla
sociale
e
che
l'anarchismo
è
!
I
cosa
cosi
E
—
Ah,
si
mando
escla-
tinta
è
salva
distrutto
di
dell'eloquenza,
ciò,è
E, dopo
allo
—
scienza
parlamentare,
fasi
opposizione.
di salvare
dell'avvenire;
vernice
varie
alle
parlamenti
i cavoli
certa
l'umanità
che
nei
e
certa
una
di
o
li
quello
l'evoluzione
con
chose
e
una
opportuna
ministeriale,
dire
presente
questa
a
la renda
che
giornali
politica
,
Ah,
—
luzionista,
evo-
,
nei
del
capre
dare
o
autìre
ah
,
crede
il socialismo
orecchie,
discutere;
duzioni,
de-
aiuto,»titilli-'
quella li è un'altra
Ah,
può
si
trattare
si
di
I
in'
socialista.
l'evoluzione
affare
altro
un
le
scientifiche
chiami
si
dietro
poco
alle
ostili
essere
non
tile
inu-
modo
stesso
!
*
*
Ma,
dunque,
lasciar
bisogna
libero
*
lasciar
libero
il lavoro
ai
il passo
litto
de-
al
sovvertitori
della
,
società
?
amici
Xo,
i mezzi
di
e
E
il
non
è
,
malgrado
bisogna
ma
;
quel passo,
oggi
Perchè
si
non
e
vare
tro-
il trionfo
trovati
sono
—
?
:
non
è
ad
fino
perchè
anarchismo
carissimi
impedire
a
si troveranno.
non
Ecco
non
atti
lavoro.
quel
L'
avversari
o
è
una
ma
causa
proposizione,
una
i
suoi
metodi
una
guenza;
conse-
,
ma
e
una
i suoi
illazione;
delitti
la
,
200
TERMINAL
di
espressione
di
follia
una
di
condizione
una
/
politica,
destinata
è
che
cose
Taffermazione
ma
a
tare
mu-
(1).
l'atroce
(l) Dopo
le solite
repressioni
giolillo.
invero
so
non
,
argine
un
mai
altri
delitti
averlo
chica.
anar-
anche
e
lenti
eccel-
,
di esecuzione.
averlo,
potranno
ingiustizie
altre
provocare
col
un'idea
é
non
ch'é
chiarezza
glio cominciò
o
O, per
senza
tere
met-
follia
della
vede
ognuno
lo meno,
tare
diven-
giornale
un
Ma
tranno
po-
incorrere
senza
altri
creare
senza
,
%
la
c:on
alla
?
finirà col
più d'
fiume
principio
un
sco
tede-
lega degli Stati, per
del
come
avere
serietà—
di An-
giornale
un
infatti
E
della
corso
tutti,
potessero
se
errori,
il
Ananco
con
"
proposta
deviare
eccellenti,
proposte,
o
ai g^overni, per
l'attentato
dopo
disse
l'anarchia.
l'antica
per
o
,
intimazioni
come
pace—
umorismo
con
contro
Propositi
iu
se
fuori
rimise
italiano
la
d'Austria,
l'imperatrice
coatro
le solite
per
conferenza
una
Ginevra,
l'anarchismo,
contro
conferenza
La
«
di
naturalmente
mancate
sono
non
delitto
criminosa,
si accorda
furono
come
alla
la
quale
distrutte
:
si può
non
«1/
—
col
anarchia
bisógna
ferro
col
e
è
il diritto
accordare
allora
? E
eresie
tante
,
questione
al socialismo
Scarfo-
Eduardo
ingegno
suo
benissimo
mettei^e
che
esistenza
del
propria
gerla
distrug-
fuoco.
Non
,
bisogna
aspettare
pietà
senza
forsennato
ma
?
eccezioni,
col
«
allora
E
ma
ha
pure
la
con
fermo
qui
del
morte
civile.
l'amico
"
la
con
"
ad
par
aggiunge
alcunché
essere
come
un
di
litto
de-
fuori
perpetua
po' troppo
del
%
io
ragionare
a
come
finisca
che
'
un
po'
di
degno
quando
relegazione
un
mi
considerato
sarebbe
Non
—
sia
qualche
delitto
considerandoli
poi
dunque
comincio
; e
—
invece
d'idee
dilemma,
suo
anarchico
o
al
Ma
bisogna
ma
ritenere
contenuto
criminosi,
comincerà
di
nome
dell'umanità
contatto
Ma
il solo
punito
e
i casi
parte
l'anarchia
contro
serio, quando
prima
condurre
qual
crociate.
sanguinosi,
si vuol
La
può
di
si parli
nella
lotta
La
radici.
tal
un
si puniscano
non
ricadere
alle
politica, la quale
che
,
rispetto
i frutti
maturare
1' albero
recidere
teoria
una
come
di vederne
e
a
mandare
do-
,
:
é
Ma
sistema
un
é
teoria
una
é
,
l'anarchismo
un
e
? E
insieme
di
severità
di
se
non
idee,
scuola
una
sistema,
un
complesso
un
disciplina,
e
fosse
di
teoria,
una
principi,
invece
é
o
—
,
fosse
una
scuola,
unVtà
con
di
oioé
tendenza
una
tendenza
una
cioè
metodo
un
mento
movi-
,
dello
da
idee
bandire
contro
Nel
spirito
precise
e
che
caso
d'anarchico,
cosa
della
—
verso
e
da
1
fino
attuare
precise
atti
a
crociata,
che
di
punto
sia
Scarfoglio.
di
partito,
distruzione
? Come
si potrebbe
come
?
chi
^contro
?
?
considerato
—
determinati
perfettamente
non
istruzioni
crociata
una
dice
certi
Benissimo
come
!
un
—
delitto
rispondo
il
io.
—
novne
Ma
se
202
OERMINAL
cioè
amo,
lo
spirito
ineluttabile.
nega,
L'anarchismo
è
ch'era
quello
chiede
uomini
uomini
d'azione.
sarebbe
E
é per
la
legge
La
giusto.
tutti
Ma
gli anarchici
dovrebbe
collettivo,
come
come
quello
la
di
e
Pini
in
colpire, per
potreste
che,
della
opinioni
di
pensare
d'altra
E,
ricerca
al
libertà
principio
et
che
compie
solo
parliahio
Non
lo
fra
ogni
le
che
dita.
a
questo
ogni
A
Dio
o
del
di
sia
se,
diavolo,
ciò
Fa
personne
il
dice
—
né
padroni
lustre
più il-
servi,
dell'azione
é autore
non
volta,
di
del
delitto
in
tutti
nel
nome
e
l'acqua
del-
e
specifica,
più ! Uscendone,
inutile,
per
metteremmo
com-
un'inutile
barie.
bar-
se
il
i tempi,
per
partito
regicidio
deliquenza
di
diverse
o
le stesse
polemiche
le stesse
come
nuova
del
nell'aria
fumo
:
sorgono
forma
! Sarebbe
V anarchismo
repressione
usciamo
ne
un
allarme
stesso
contro
persecuzione
un'osservazione
una
•
sono
anarchico
,
se
come
non
se
soltanto
E
reo.
nostra
anarchico
lo
vi
persecuzione
,
come
autorità;
di
parliamo
E
punto,
delitto
recriminazioni,
nuovo;
a
Ogni
personne
:
quella.
ogni
noi,
E
de
cioè, della
,
n'ont
qui
Uà
cowtrot?-
formula
nella
gli
ne
smo
l'anarchi-
quale
il
principio
espresso
E
parlare
contro
reato,
di
dunque
stesso
cosa;
maìtres
dovreste
senza
al
anarchistes
complici.
sono
e
—
assoluto,
dell'anarchismo.
vi
meno
les
sont
o
contro
attuarla,
mai
attuarla
per
des
sommes
persecuzione
potreste
un'altra
ma
le
rei
col
metterle
tuttavia
,
la
come
quando
,
chici
anar-
categorie
varie
dividono
che
davvero
principi,
dell'indivìduo
ne
scrittore
fatto
gli
ammettono
non
le
senza
? Come
chico
l'anar-
%
fondamentale,
Nous
*
—
maitre
tanto
loro
incondizionata
vuoiì
atto
voleste
se
ai
base
é anarchismo,
non
pour
natura
responsabilità
delle
venire
che
parte,
in
del
in
Reclus,
voi
zione
rivendica-
di Henry
che
colpiti secondo
gli anarchici
,
dell'altro
esempio,
Pini, per
la bomba
per
quelli
come
il furto, quale
come
vorreste
metterle
di
e
o
di Barcellona;
potreste
Come
:
dell'uno
ammette
colpire
fatto
sulla
mai
anarchici,
? O
del
propaganda
stesse
Deval
non
chico
anar-
attenta"to
il Liceo
e
,
Malato,
come
,
collettivo
altri
proprietà,
domando
il delitto
non
potreste
Saurin
come
l'attentato
di
Grave,
? Come
io
fatto
il fatto
per
;
Parigi
la
contro
per
i furti
Jean
come
sociale
genere
di
Camera
questo
parte
; a
l'anarchico
colpire
Contro
altri, infine, attentato
per
Deval
di
individuarle^
il regicidio
questi
ipér altri dovrebbe
insurrezionale
,
attentato
essere
la
pei*
del
alcuni
per
cietà,
so-
i conservatori.
la propaganda
perché
,
soltanto
nostra
colpisca
che
dire
punto
che
la stessa
essere
bisogna
dunque
parte
a
,
la
logica
Bonsseàn
di
questo
a
necessità
oggi, per
filosoda
'azione—potrebbero
d
è utia
che
della
,
sia
un
l'attentato
ragioni,
patria,
nel
per
reato
alla
nome
vendetta
di
r
203
aEBMINAL
società
francese
chiaso.
del
privilegi, di pregiudizi, di crudeltà,
di
precix)itò,come
si
stia
e
apri
tutte
e
quei regolamenti
vanità
per
di
e
dell'avvenire
monarchia,
Contratto
di
quel contratto,
rinnovato
famiglia, per
della
tragedia,
di
come
iPTliesia,
stata
od
sempre
minacciata
armarsi
il reato
e
in
che
speciale, questo
il reato
perché
offende
minori
du
soit,
qui,
reste,
le crime
que
le
il
che
quello
vnoins
au
et le criminel
de
V
de
attentat
che
cela
Da-miens
que
Vindulgenoe
Vhumanité
maire,
Stonk
quoiqu'on
et
Masson),
en
en
la
ou
faveur
s*eclairant
ne
qui,
E
doublé
:
dise.
(Etude
—
Penales
pas
le
de
et
indi-
d'une
Vobjet
siècle,
privilége de
JI
XVI
au
universelle.
qu*il
Ouoi
—
contraste
d'étre
vu
e
suggello, mi
a
Tard
loin
dulgenza,
in-
preoccupazioni
minori
s* est
divient
fare
di
atto
un
,
provoquer
Colpire
ì
si dovesse
che
actuellement
ont
opportune
dunque
se
essere
du
idea,
,
comune.
polttiques,
,
lors
più
ogni
e
:
sia
non
chici;
gli anar-
sono
ragioni
fare
seguenti parole di Gabriele
résulte
excepiionellecomme
horreur
le
Che
Tanto
piramide
Oggi
bor-
tina,
ghigliot-
la
gesuiti
sempre
potrebbe
non
i
Tarma
con
,
come
recisa.
umana.
quella della
della
ieri
politico suscita
sentimenti
piace di riportare
en
trovato
altro.
non
,
di
qualcosa
volta
danti,
concor-
opere
con
o
il
spirito
lo
di follia
impeto
T altro
,
ad
che
la società
il vertice
e
ha
? Ma
veleno,
giustiflcare il delitto.
per
stesso
se
il
più d'una
di persone
libro
quella del popolo
con
patrioti
importa
e
della
ospedale
le altre
sétta^ per
od
Francia,
Che
secolo
abitano
e
i
erano
nel
un
pugnale
rlToltélla, o
di coloro
ogni gruppo
per
il
come
la
ieri
di
speranze
la
vecchio
tutte
per
congiura
la vita
ma
di
e
le
e
trasse
vivere.
a
niti
cieli infi-
i
e
respirare, a pensare,
a
sia rimasto
sociale
ha
dal
natura,
combattere,
a
cosi
e
l'Europa,
nella
campi
di
miseria
quella
universale
vita
immortale;
la Francia
amare,
i liberi
amat^;
quelle leggi
oltre
coite, oltre
etichetta,
glorie della
le
,
con
di
seau
Rous-
camera
una
persona
uua
finestre, e mostrò
le
in
salvatore
un
morii^e asfissiata
cui
in
quel mondo
passato. In
secolo
Ce
plus
Sociales
qui
preuve
plus
en
—
p.
utiIII^
204
E
GERMINAL
è
COSÌ
deiranarchismo.
delle
nessuna
fuoco
fatuo
che
ma
;
società.
nostra
i)arti del
E
l'affermazione
l'inerzia
l'incoerenza
del
"colante,
liberto
interieure
de
V
integrale volonté,
le
tro
con-
—
1' affermazione
de
de
grace
elle
car
les
toutes
sultante
la re-
est
fonetions,
telle
future
la
potivons
nous
Vhomme
qui
cette
volonté, la
la
:
revolution
à
de
secret
d'aujourd' hui,
^
tro
con-
—
azione,
acquérir
et
domaine
volonté
la
pr essentir
dominio
pre-
trici,
domina-
dette
dell'
humaines,
hesoins
libertaires
nous,
que
enfin
sera
dieu.,,
un
E
in
les
tous
cosi
réaide
doit
fonetions
della
tari,
parlamen-
e
rinnovatrici;
e
que
il
mi
dell'altra.
e
la'
qu'
des
haute
j^lus
pensiero
c'est
sarà
indiduale;
volontà
dell'uno
logica
La
elettorali
classi
delle
l'affermazione
tuata;
at-
il vile
contro
coscienza
delle
morale
sarà
putrefazione
contiene:
della
ste,
propo-
L'anarchismo
"^maggioranze
delle
sue
progTamma
dalla
sorge
intanto
delle
suo
si)irito trionferà.
lo
ma
Nessuna
anarchico
poeta
un
sintetica
questa
del
Ora,
partito
che
che
sicurezza,
di
Altro
le
il temperamento
tutto
voi
credere
deriva
di
distruggere
condizioni
dalle
un
stesse
,
società
della
v' è
! E
Ratte
Adolfo
partito.
suo
simile
parla,
dichiarazione
potete
come
che
ci
difendete,
con
con
lega
una
di
di
leggina
una
resistenza
blica
pub-
zionale
interna-
polizia?
vuole
leggi
di
! In
polizia
tutti
non
i
tempi
hanno
e
in
risoluta
tutti
i luoghi
nessuna
205
GERMINAL
questione,
hanno
mai
che
Aspettare
i
—Che
attuali.
tutte
acuite;
scoraggiato
santificato
invece
reggimenti
—
le
hanno
non
hanno
invece
e
1'
venga
di
ai
Che
?
fare
f
—
che
uomo
ma
opposizione
dunque
fare,
deltà
cru-
discreditato,
o
partiti
le
e
1'
venga
eroe,
,
che
rimescoli
le
secondo
anime
forze
le
tutte
1'
sociali;
energica
che
rivoluzioni
di
espressione
Ibsen
,
famosa
nella
lettera
che
;
le
si
un
in
dia
e
le
dell'anarchismo
;
alla
do
quan-
chico
dell'anar-
ridere
faranno
e
menti,
parla-
ridere,
caccia
rarchie
gealle
i
d'ora,
fanno
andare
massa
indirizzo
quarto
questure,
le
sconvolga
nuovo
del
governi
prefetture,
vedono
e
I
che
Brandes;
comprima
sociali.
energie
a
ancora
per
sonante
dal
pezzo.
Così
il
Rodano
uscendo
azzurro
e
,
ride
Lemano,
il
suo
letto
veder
nel
e
il
bianco
liberamente
Ginevra,
e
agosto
l'Arve,
sporco
disdegnosamente
'96.
che
delle
vorrebbe
sue
dargli
e
acque;
il
suo
corso.
gue
se-
CLINICA
E
CRITICA
210
CLINICA
iiiali,che
della
di
hanno
psiche
; le
di
a
cui
letterario,
torto
metodo
quest'ultimo
di
del
e
dimostrare
fino
dire
che
tipi
di
che
pazzi
si
il
e
e
di
e
e
primo
ascoltarle,
al
prof.
ella
si
Lombroso:
sveglia,
si
non
fan
di
Ma
o
da
ora
la
ad
trica
psichiasi
può
avuti
veri
ragione
malattia,
nelle
,
il
non
i caratteri
avere
di
opere
affermazioni
e
pone
pro-
fino
solita
potevano
grazia,
queir
la
hanno
venire
si
che
la
e
Enunciazioni
Zola.
Ibsen
lui !
ha
abbiano
per
sciplina
di-
la
avesse
scienza
romanzo
si
veri, che
bero
fareb-
vitalità,non
sua
il reato
quindi
campo
,
nuova
criminali:
studiava
malato,
vivi
il
e
di
0
di
prove
il dramma
prima
reo
dato
ha
non
nel
prof. Lombroso
cioè, la
quando,
a
il
scientifiche,
che
semplicemente
,
oggi,
non
tivo
cat-
do
quan-
affrettati, ohe
e
pensiero
scritto,
in
quando
riprova
scrittore
qualunque
a
si stadia
qual
o
teorie
una
saggi confusi
con
del
In
dare
invece
vorrebbe
di
stesse
sue
paesi, dove
dunque,
diminuire
delle
IMmportanza
argomento
sono
i
tutti
bisogno
a
parti la scienza
opere
in
Qual
induce
lo
genio
molte
sne
polemica
discute.
si
e
iu
riuuovato
umana
e
esame
CRITICA
E
che,
al
voglia di domandare
da
qual lungo
deserta
isola
ella
sonno
ci
torna
ri-
?
Enunciazioni
del
ordine
cioè,
di
simil
genere
resto, Tattenzione,
dalla
di
di
pretesa
positivo
delle
di
che
da
annullare
,
se
spesso
relative
ordine
una
ro,
richiamerebbe-
non
non
fossero
dimostrazioni,
negativo:
parte
tutta
,
guite
se-
tanto
la pretesa
la
lettera-
t:
OLUaOA
tura
da
umana^
re, dove
è
meno
del
deiraatere
nk
discutere
ì"roso
Genio
co^
di
Mi
eillnderlo.
mi
Ibseu
Dunque,
^ivi
e
del
rm
degli studi
il
asserisce
quindi
del
libro
avrò
ne
sarò
di dia
,
dato
se-
anche
i
di
di
costretto
delinquente,
prof. Lombroso
sul!' Uomo
peccato
gran
E
teratura
letmatica
dram-
semplicemente
,
rivare.
ar-
camtteri
i"er efiFetto
antropologica
scuola
nuova
Lom-
letteratura
ci hanno
del
o
professor
suo
un
cui
a
Zola
pazzo
della
la
positive.
e
possibile fermarsi
? Il
tutta
le conclusioni
per
È
parrebbe
prove
tre
o
sicni*e2za nel chiamare
grande
limito
nelle
glorifica-
puntello alla teorica
negative
precede alla data
delinquente^ che
troppo,
da
I^lia.
e
deolam€Ufione
che
gnirìo
fare
le prove
mostra
dall'altra
giù, e
possibile,la prodazione dei due
dovrebbero
che
autori,
iu
Eschilo
211
CRITICA
E
come
—
?
Vediamo,
Dice
il
prof. Lombroso:
il quadro più
JSpettri^
«
—
della
esatto
progressii^a,frequente appunto,
in
uòmini
dei
hanno
tutti
di
ha
altri
scolpiti da
».
Come
ereditario».
del
personaggi
cosi
un
che
intellettuale
quei personaggi
caratteri
nel
come
,
fondo
un
gli
del lavoro
o
particolari
alienista
,
o
teatro
che
da
suo
eroe,
abusarono
sopratutto
Ibseu.
se
cosi
«
il Lombroso
sembrano
un
negli
Oswaldo,
secondo
—
fatto
paralisi generale
grande attività mentale,
di
piaceri
ha
Ibseu
scuno
Cia—
proprio
antropologo
minale
cri-
212
CLINICA
cosi f
Proprio
scieuza
La
devono
medici
facciano
medici
sbaglia,
dire
le
e
di
Ibsen
in
particolare, il prof.
Max
Or
generale,
Nordau,
bene,
di
le
nel
Ibsen
parole:
Puerilmente
more....
Bank
Casa
nella
dirne
Max
medico
campo
si
altri
Da
dovesse
al
«
—
trattare
ralitiea..,.
pianta,
moda
e
piacer
a
di
le
suo
magnificano
cosa
e
malattie
poi
gno
se-
si
di
molto
u-
di
di
minor
di
Oswaldo
conto,
rebbe
par-
paralitica^
fuori,
di
buon
malattia
la
demenza
diagnosi
in
divagazioni
quella
vengon
risultati
quindi
Le
come
è
inventati
ha
Ibsen
dà
ne
la
una
dedica
di
tratti
alcuni
assolutamente
teatro
prof. Lombroso,
mettono
Bambola
più importanti
e
è denunziata.
un'altra?
,
negli Spettri.
al
Nordau
ingenua,
di
dei
degli Spettri
dire
scolastica
seguenti
due
,
libro, che
sommissione
leggono
Lombroso
Non
che
dinnanzi
protagonista
esempio,
per
nel
al
e
medici^
Tuuo
o
no,
è quella
non
vedere
nel
i
fenomeni
stessi
diversa; se
malattia
la
o
tutti
a
pazzo
manifestazioni.
agli
diagnosi
dunque,
in
parole. Il
per
stesse
dinnanzi
che
possibile
due
avere
presentare,
caratteri
gli stessi
Che
può
non
il criminale
è
CRITICA
E
i suoi
di
malati
ridicoli....
Egli
e
porsana
acca-
i suoi
e
nuove,
il verismo
dono
esclu-
ohe
demenza
una
l'esatta
ma
miratori
am-
osser-
vazione,T"
Chi
dei
due
ha
Colui
che
afferma
l'agione ?
che
i
Lombroso
personaggi
o
di
Nordau
Ibsen
sono
t
F
CLINICA
213
CRITICA.
E
i risultati
della
scienza;o
perfetti,
secondo
iiTide
personaggi dell'Ibsen,come
ai
né
base, né fisiologica,
nessuna
v^eri ?
i dati
sono
dottor
d-èl
che
Nordau,
scienza!
stessa
Quelli del
da
aspettare
E
loro
fentocci
si dicono
fossimo
il verbo
senza
E
quali
o
quelli
patologica !
prof. Lombroso
pur
noi
se
colui che
laureati
così
nella
da
ingenui
remmo
figura fa-
che
scientifico,
?
Il
é che
peggio
di
Oswaldo
lavoro
sivo
autore,
suo
redità.
«
—
Nel
alla
Ma
Io
mia
di eccessi:
infatti,ha
una
—
ti ho
il
che
sicurezza
di
letto, o ha
infatti.
Nel
finito
—
prof.
un
letto
secondo
la
ragione
la
dice
:
rendere
so
forma,
nessuna
in
lui
».
atto
Ibsen
effetto
,
un
Alving
signom
é molto
capovolga
e
in
strano
,
cosi
giudichi
sbadatamente.
non
padre.
dice
la
una
,
che, ripeto, o
e
E
—
del
problema
dramma
male
e-
egli fa
vita disordinata
Ed
—
Lombroso
del
il
dell'
cui
ne
sincero
sono
descrivere
generato.
i termini
in
avuto,
credimi,
era
secondo
,
me
non
tario;
eredi-
,
Veffettodella
padre
quando
mai
voluto
causa:
Tuo
io
fondo
malessere
suo
lattia
ma-
daWecces-
e
gli domanda
del
e
la
vittima
una
infetti, in
che
madre,
ho
non
piaceri
ha
letto,o
Oswaldo,
soltanto
precisamente
,
dei
il povero
atto
malinconie
ha
non
', aggravati dal
è che
secondo
sue
conto.
invece,
non
confessione
delle
ilBÌVabuso
intellettuale
quando
o
infatti fa derivare
gli Spettri.Egli
male
letto
il Lombroso
non
—
rità
ve-
mente
sbadatatanta
con
ha
mai
Guardate
,
stesso, in cui è la dichia-
ÌÌ14
CLINICA
razione
di
è vero,
poco
dopo,
bisogna
ma
spiegarsela
madre
alla
ho
sopra
è aiiche^
riportata,
comprenderla
e
il dramma.
tutti
coiitradittoria;
lo ebbe
prima
i dolori
sofferti
cura.
di
mi
che, egli
mi
che
mio
stato
arrivare....
non
l'espressione francese
dire
chiede
?
Oswaldo
di
benissimo
E
—
la
dalla
madre
nella
maggiore età
si ricordi
Alving
tutta
lontano
combattuta
nel
il
la
alta
il
malattia
allora
si
del
la
di
feggiato
schiaf-
spiega
fatti
del
atto, fra
nobile
si è
e
padre ;
donna
ignominia
quale
pubblico
i peccati
fanciullezza
dialogo del primo
nella
:
gli sforzi
opinione
e
segue
pro-
—
avrei
Oswaldo
tutti
di^vizio
leva
vo-
chiaramente
Lo
Pastore, nel quale
dagli occhi
per
più
figlio, nella
un'
tutto
il
che
pregai
disse
a
fere
voi, dalla
E
—
lo
di
,
la vita
tutta
marito,
poi
e
al
è in
Io
—
pensi
che
a
questa è propria
figli!
collera
dare
per
sui
si
quando
,
racconta
—
spiegarsi
ricadono
padre
!....»
quando
madre.
la
—
Vi
di questioni,
egli volesse
si servi».
cui
quel vecchio cinico
possibile.E
del
di
sofferenze,
serie
dove
di vermoulu:
cosa
gi^andi medici
,
concluse:
Finalmente,
principio
nulla
anzi
rare
nar-
dei
lunga
avessero
a
medico, che
le mie
tutte
capivo,
non
;
al
garsi
spie-
del
uno
una
pose
pareva
nascita, qualche
M.me
Era
«
—
laggiù. Io gli descrissi
di
dopo
in
i)er
,
Seguitando
malattia,egli riferisce Topinione
della
e
CRITICA
dichiarazione
una
comprendere
e
col
che
Oswaldo,
E
del
to,
consuma-
la
tutta
lotta
,
impedire che trapelasse nel pubblico
figliola
vera
storia
del
padre.
—
«
La
ve-
jj
CLINICA
è
l'ita
cui
mio
che
vissuto.»
era
istanti:».
figlio
E
—
il medico
la
padre
colpa
la
notizie,
crea
da
creato
Ibsen,
diagnosi,
una
morbo,
Oswaldo
un
assolutamente
del
la
al
il
za;
sostan-
realtà
la
tologica;
pa-
false
queste
e
diverso
da
nuove,
quello
quindi
fa
e
del
discussione
una
e
basi
queste
su
metodo
suo
risalire
,
apparenze
cause
tro
con-
Ebbene
—
con
fantastiche;
il trionfo
proclama
I
con
descrizione,
una
ribellione
in
nuovo,
imagina
venerazione;
apparenze
false
il
rigi,
figlio a Pa-
distrutto, fa
le
^li
mandato
grande
con
materna
queste
su
di tutti
al
responsabilità
menzogna
perto,
sco-
aveva
si leva
scambia
pietosa
e
la
e
Lombroso
prof.
padre
vedendolo
che,
fosse
scrivendo
infine, Oswaldo
questo,
per
in
lotta
anche
questo,
del
dissoluzione
non
una
questo,
per
gli parlava
il secreto
sostenere
per
Parigi;
a
nella
moi-to
Perchè
«
—
dovuto
ho
io
è
marito
215
CRITICA
E
delle
sue
riche,
teo-
non
marlo
fer-
,
della
scuola.
sua
E
! Possibile
corre
?
Nella
il
teoriche,
di
di trovar
smania
Odbler,
Hedda
ti'ascinarla
per
Hedda
antropologico.
acuita
nevrosi
Oablerf
dalla
scriminali,
da
Hedda
giovine
il
maneggiata
questo
anch^essa
non
».
cosi
prof.
Lombroso
da
giovane
è
serio;
nella
tutto
Vìa,
Virile
vesti
alle
gabinetto
da
tutte
come
la
tella
rivol-
superba
figura di
che
rivoltella,
vede
diciamo
questo
sue
affetta
maneggiato
non
!
suo
donna
«Una
aveva
E
anche
nel
gravidanza.
,
le
si afferra
prof. Lombroso
alle
dappertutto
prove
non
la
la
verità,
appartiene
tutto
né
216
CLINICA
scienza, uè
alla
al
all'arte, uè
anatomico.
teatro
l'eterna
nello
stesso
Fate
volontà
la
è
di
rivoltella.
ucciso
lotta
contro
bellezza
infine
la
assale
:
!
contatto
lei,
con
basso
Maledizione
—
e
—
volgare
chiacchiera
stesso
viltà
la
è
una
criminale.
Del
resto
nella
disgusto
mio
al
tutto
uccide
si
vicina
vita
loro
passata
gente
di
non
—
concetto
donne
nire
avve-
mancato
ribelle
una
le
1'
e
l'ideale
ribelli, nel
autore
la
uno
colpo di revolver
:
è
in
,
nel
e
Ibseu
:
,
Gabler
Hedda
Nora
Helmer
,
tutte
secolari
;
e
prof.
odiose
nell'
intenzioile
Lombroso
West
Rebecca
;
,
contro
criminali
il
alla
non
gravida
,
Hedda
tutte
del
lei
la speranza
e
sono
sociale
quando
ricatto
stanza
la
tempo
,
piano
atto
un
il
caso,
un
tempia,
immancabile.
e
Ah,
colpo,
guasta
si
Eybert
Ma
—
il
l'aspetta. Quel
e
disillusione
la
!
per
si
:
stra
vo-
,
riso, mentre
nello
o
subire
coli)o alla
un
di
:
!
non
per
scoppio
uccide
ventre,
la
dandogli
che
poi apprende
finalmente
e
crità
medio-
la
Loevberg,
ch'egli si è tirato
al
ma
ideale,
secondo
bello,
Eybert
a
volontà
di
e
apprende
tempia,
di
qualcosa
boleggia
sim-
1' ascensione
impediscono
che
quella rivoltella, esclama
con
pia
e
1' eterna
Quando
—
delle
,
bellezza
dice
uè
uua
alla
ella
—
Ibsen,
coutemporauea
,
—
è
aspirazione
volgarità
all'ideale.
di
teati*o
Gabler
sceua
tempo
la
e
al
Hedda
figure della
poetiche
CRITICA
E
c^6|"er
mette
dominazioni,
del
il
loro
volgo.
anch'esse
—
e
pregiudizi
autore
Come
nel
tano
lot-
mai
non
ventano
di-
dunque
catalogo
del
218
al
inteipretava il verso
il Lombroso
delittOj
armi
è in
arte
stragge
è
grave
di trovar
dai
Lantier, della Bète
dovrebbe
nei
del
la formazione
suoi
che
suoi
delle
è
sua
più
nia
sma-
dappertutto,
ha
libri
uon
scere
ricono-
col
libri anche
Humaine,
che
contrari
questa
a
teorica
sua
L^umana
quel che
egli finisca
dell'arte,
campo
estratto
come
Ma
alimento
alla
prove
nel
delitto.
di dare
che, pur
escluso
del
:
cioè la scienza
fatta e vanto,
me
scienza
come
,
CRITICA
E
CLINICA
quel Jacopo
menti
proprio gli elerichiesti per
sono
delinquente-nato. Jacopo
nella Bestia
essere, infatti,
Lantier
il delinquente
umana,
tipo, il delinquente selvaggio,il delinquente
bestia.
Ma
è
non
Questo
che
invece,
,
nel
cui
è trattato
da
uomo
la bestia
,
delinquente
un
seno
rugge
Emilio
più
raffinatezze
squisite
eleganti
melanconico
sognatore,
negli azzurri profondi
quando
nei
momenti
in
di
Zola
Leopardi,
terra
lo
cielo,e
sgozzato
di
si
C'è
:
Se
?—
si direbbe
Musset,
Quando
Emilio
domandare
non
ad
Zola
egli dopo
,
amare
perifrasi. Filomena
quando
in
benigni
di
qualcuno
fosse
un
che
canico
mec-
leggere molto
fors'anco
sa?
avere
Filomena,
lo rivela
un
condo
poeta. Ceiiio,se-
un
e, chi
più
perennemente
solo
presenta,,egli ha dovuto
molto
rina, comincia
senza
del
viva
par
le
Quello è
bestia?
di stanchezza
e
essere
Baudelaire.
e
che
colle
con
,
macchinista,
queux,
Una
e
,
discendere
desideri
sentimentali
fantastiche.
forme
samente
pauro-
Zola
,
mantico.
ro-
ucciso
ramante
intero,senza
n'avait
connu,
molto
Sevedi Pec-
reticenze
jìisque-lày
CLINICA
dea
qiie
brutaux.
amants
de
polies
doux
ce
lui
n^ avait
,
des
semblaient
È
del
pas
mordu
Eolla
in
grande,
e
poiché
dev'essere
determinanti
la
mascelle
acuti
cranio
al
si
Bestia
di
nati
o
eroe
avere
naturalista, dopo
che
Zola
mistico
un
che
fa
e
combatte
ne
a
è
interno,
vinto,
esclamare
tanto
pubblico
il
:
e
e
«
forte
un
più
combatte
è
Poveretto,
può
delinquenti
ha
campi
:
al
suo
proprio
e
delinquenza
contro
il
e
suo
alfine
compatirlo
sofferto
^
nobile
che, quando
a
i trattati
nei
vero
suo
eroe
suo
cavaliere
costretto
quanto
al
proposito
a
della
;
le
tutti
ai
un
martire
quanto
,
nemico
Lantier
dietro
autore
al
beatamente
detto
ho
di
un
delicato
lottatore
dolce
E
lori
do-
adempiuto
dato
logicament
patodei
e
fin
sicament
fi-
:
L'illustre
danno
quindi
Perchè
forano
ha
che
e
bruschi
!
E,
romanzo
distintivi, che
criminale
s'incammina
fantasia.
:
uu
caratteri
tre
nel
più
di
della
fioriti
eroe.
crede
antropologia
I E
di
faville
caratteri
pronunziate,
glielo
pretende
rasata
di
tre
o
è
capelli
si vede
ma
—
febbre
di
che
umana
di
due
quei
I
:
triste.
due
po'
,
Ohe
ha
natura
accessi
i
ben
e
neri, accesi
e
—
un
anni
26
insanabilmente
fatale
sua
ha
pelle fine
la
malincuore
degli
compito
dire
che
regolare,
e
delinquente,
a
le
della
c'è
Egli
—
larghi
profondamente,
orecchie.
elle
auxquelles
non
tondo
neri,
e
gli occhi
li dichiara
Zola
ossa.
il viso
ha
folti
guance,
E
ed
carne
bruno,
d'oro.
Oh
—
très
V air
avait
friandises
eneore.
fagong
,
i mustacchi
alle
qtC il
triste
,
les
petites mains,
Lea
si
gargon
219
CRITICA
E
!»
e
,
—
E
220
CLINICA
più
tauto
lavorojdi
delirium
un
neppure
la
il
sente
di
di
intimo
suo
àeìVAssommoir
acquavite
male
organismo,
della
lo
quali
finisce
onde
ragione,
sua
spinge
riesce
le
per
umanità,
di
dominare
a
sempre
la
terribili
dalle
sfere
sociali
dalla
dalla
anzi
a
da
esce
vincersi
lo
glioso,
meravi-
eroe
vivendo
non
pur
il
nelle
finato
raf-
temperamento
dal
contatto
nel
trovare
sa
nella
che
toriosa
vit-
,
atavica
trascina
suo
intelligenza,
sua
la corrente
—
l'impeto
al-
sempre
Eroe
più eletta,
vincere
cede
non
e
,
forza
difficile
trascinare,
educazione^
,
tanta
si fa
avendo
volontà
sua
che
—
che,
non
gente
nella
cuore
e
cultura,
della
elegante
prove.
più
non
muscolare,
volontà
sua
individuo
questo
in balìa
stesso
sé
suo
forza
sua
non
nel
gentil parte
sua
trovarsi
con
delitto, egli
al
la
que
quando
,
si aprono
che
evapora
della
ma
selvaggio;
alte
frane
enormi
delle
quando,
mai,
egli che
—
di
si accorge
e
di
sce
flui-
beve
fou;
piente
sa-
nato
remarqué
ayant
—
e
che
non
le rendati
,
in
Egli,
stesso.
se
all'ospedale,
tremens
più
quanto
continuo, persistente
suo
goutte d'alcool
moindre
lui
,
demolizione
sorso,
di
verso
quel Ooupau
ubriaco,
di
il
cosciente
si chiarisce
padre
pietà
la
cresce
CRITICA
E
al
così
pur
—
delitto
e
,
tanta
coscienza
vive
tentazioni
con
di
le attrattive
Eroe,
eroe,
tanto
tempo
del
delitto
più
vivaci
questo
di
gli ardori
onestà,
da
individuo
che
e
lui
a
le
tutte
più piccanti
del
piacere
inebriandosi
che
sue
sogni
di
ebbrezze,
sangue,
sa
più
si presentano
I
per
,
voluttuosi
delle
respingere
sa
gnere
spe-
flagellare con
^?K
CLINICA
i cilizì dei
tatti
e
si decìde
iiou
terribile
Eroe,
perchè
nutrire
omicida,
sa
il
in
non
si decide
alla
fine
d'arte
impasta, lo
è tutt'altro
Umanay
dell' omicida
il
e
vita
essi
umana
,
alle
disfazione
semplice sod-
per
come
noimali
meno
di
essa
il valore
che
le sofferenze
che
han
le
tutte
se
:
la cortesia
stessi,ribelli
non
che
hanno
al dolore
pietà, né
ha Jacopo
Jacopo
di
una
nella
occupa
,
credere,
peramento,
tem-
camente
anatomi-
Sono
ignorano
posto eh'
vittime
darci
individui
Gli
insomma.
ignorano
loro
Bestia
,
solo
non
del
e
civile,ma
dare
nella
psicologicamente agli antipodi
Già
Lantier!
Zola
carattere, altro
altro
natura
non
fitte pagine,
vorrebbe
malvagità.
bestiale,hanno
altra
l'autore
agire
tipo, che
omicidio, cosi
un
sogna
bi-
pur
cinquecento
lo fa
e
a
vagge
sel-
Jacopo Lantier, quale
brutale
per
commettono
che
tiene
con-
sue
quando
romanzo,
muòvere,
fa
si
le
contenere
alle
I
siaci
di afrodipure
decida, perchè
si
pia
e
domina, fugge quasi
a
del
oltre
lungo,
lavoro
suo
si
e
—
si "
minati
come
d'amore
suoi
donna
più
servono
notti
qualcosa
a
protragga
che
lungo tempo,
brame
che
racconti
coi
e
donna
una
questa
,
,
e
—
da
e
lunga
nua
ama
le
delitto,
riportate sai
questa bestia, che
eroe
prolungate
stesso
dopo
vittorie
omicidio
per' si
ohe
di
che
morali
del
concnpisceuza
uccidere
la fantasia
alle
lo
ad
la
spietati deir
se
nella
qaarasima
istinti I
solo
più argnti ragionameuti
frementi
carni
sue
221
CRITICA
E
ed
cietà
so-
per
son
ragioni
alle
di
zioni
emo-
carità né tanto
Lantier.
E
quando
si
222
CLINICA
vede
la
di
tentazione
pietà dopo
flciuta
in
tante
può
—
ciò
questo
fa
non
del
fantasma
di
tentato
clinica
sua
alla
aiuto
di
dice
dal
che
ohe
egli
non
in
guardare
a
del
più da
e
di
un
professore
di
tria
psichia-
clinica
sua
nello
un
e
portare
sua
pare
scienziato,
secreto^ della
invece
fallibilità.
imptikivo,
me
e
principii,
suoi
la
tica
cri-
tempo
di
offesa;
dei
tipo
nella
stesso
Invece
dalla
A
broso,
Lom-
luogo
m
se,
]"ericoli, nel
dominante.
proceda
cerca
Assise,
leggerezza
è
solo
difficilmente
che
rigore
il Lombroso
pensiero
:
la
il
come
portato
discussioni, trascinato
le
QVLo
ha
l'assoluto
senza
,
vi
ùb
,
critica.
sua
tutt'al-
e
—
quest'individuo,
discreditato
ha
scuola,
dimostrato
ha
Tarde
tutte
l^ua
11
si
non
giudicare
spostai*e la
la
e
dimostrare
ne
di
giudizio.
a
letteraria;e
la
di
zollano, dovesse
vivo, sottoposto
ha
mestiere,
Corte
dopo
meraviglia
giudiziaria
in
sostenere
si tratta
brav'uooio
un
legge
e
caratteri
perizia
una
saprebbe
i
tezze,
incer-
amante;
egli è
che
del
fino
uccide, neppur
non
Dispiacere
uomo
un
di
sospetti quaiodo
dispiaoei^e a chi
disconosca
perpetri
di
scono-
apposta
pieno
tutto
e
;
lieta
la
istigazioni della
bestia.
che
:
perseguito
concludere
di
una
ha
che
Eoubaud,
che
che
tro
di paure,
dubbi,
meno
a
uccidere
di
pieno
tutto
e
;
di
ferroviaria
interessate
e
che
novella,
uccidere
Flora
rimorsi, dopo
di
oppi'esso
uccidere
vettura
una
tutto
tentazione
la
sposa
di
di
Lantier
Jacopo
CRITICA
E
e
Il
si precipita
di
baratro
idea
fissa,
piuttosto,
ma
da
chioìve^della
balista.
ca-
j"a-
CLINICA
che
Tola
1'
spieghi
223
CRITICA
E
universo
dell'
mistero
ethorme
e
,
della
vita.
Da
qualche
scritti
suoi
i
tempo
non
,
liauno
più
abbondano,
e
:
di
dire
di
spropositi,
di
eiTori,
vorrei
eulturUj
sperimentato^
dello
invece,
di
dissonanze
circospezione
della
rigidezza,
dell'avvedutezza
scrupolo,
«dello
re
della
nulla
scusabili
appena
,
in
orecchiante.
un
storia
la
tutta
teorica
eua
Anche
di
colla
Venezia
dei
principii
primi
spiegare
della
chiave
fece
Mantegazza
punta
di
provò
semplice
colla
Paolo
e
;
si
ieri
marlo
fer-
bene
a
della
storia
,
e
era
della
Anch'io,
messo.
china
sulla
della
nella
etnologia,
dei
scuola
affettuosa
con
letteraria
e
lo
di
nella
parola,
:
squittire
egli
dei
fu
maestro.
pappagalli
marlo
fer-
vorrei
stesso
scienza
che
noi
forse,
egli
ferisce
pre-
lusingatori
!
,
,
cui
si
quale
interesse
neU'
della
principii
,
amiamo,
via
perigliosa
Ma,
i
f» ?;•
*
I.
D'Annunzio
Gabriele
sforzato
il
teatro, nello
ai
romanzi
—
addio
un
Partito
ideale,
di
in
dèi
-e
quali
la
sua
curiosità
del
letterario
ir ben
Vuoisi
ma
credo
non
che
per
cauti
sia
nell' attuazione
del
proceduto,
quali
ha
fantasmi
creato
?
^
resto?
il
chiaro
un
gusto
suo
bolici.
sim-
preciso
e
rimaneva
pigliato
im-
andato
un'
molto
cauto
Quali
sua.
risultati
di
rito
spi-
Alfieri
che 8* ha
dell' idea
l'esotico
dello
Vittorio
Dice
verso
per
fatica
nuova
allor
propongo
serie
romanzi
:
idea;
il D'Annunzio
Come
ha
ha
ottenuto!
poetici ha svegliatof quali
Mi
la
,
reti maeterlinckiane
ogni
secolo.
cui, dando
iniziava
rosa
classico,egli
spinto
aveva
in
tempo
con
guerra
rinnovamento
lo
stesso
ha
meglio,
o
—
giglio,cioè, dei
lungo la via nelle
le
tentato
della
romanzi
dei
nuova
ha
risiwndere
opere
il
egli
d'arte
più
net-
228
TRAGEDIA
LA
tameute
possibile
rigorosamente
e
il
analizzando
Gioconda^
d'
Sogno
Gloria.
e
in
recitata
SIMBOLICA
La
mattino
un
Città
di
morta
domande^
queste
a
la
primavera,
è stata
non
ancora
Italia.
«
*
*
Il
Sogno
me
a
escluso
un
artista
dell'
si
di
mediocre
un
il
gradita pietà
di
discuterò
ambage
nessuna
,
di
discutere,
cui
verso
io
suno
nes,
si tratta
il dovere
ha
silenzio,
senza
poiché
E
illustre, che
errore
gli aspetti
,
errore.
,
tutti
sotto
pare
sarebbe
il
non
ben
Sogno
senza
e
un
ramente
libe-
nessuna
,
restrizione.
È
Si
un
può
come
comprendere,
crede
non
me
solo
,
dramma
misura
la
e
verità
e
capaci
rimane
quando
e
una
esso
della
di
di
non
non
e
costumi
in
il
questo
verità
dico,
poeta
glia
vo-
politica, sociale,
ampiezza
generale,
di
contiene
una
di
e
intende
e
a
vono
de-
può comprendere^
si
accogliere
semplice
i simboli
per
il
la
piccola
non
pedona
affermare;
dramma
una
ma
scienza
co-
pare
si
non
simbolico^
supei*fluitàlettei'aria
vana
e
cui
i
sorpassa
potenzialità individuale,
ordine
si
modestamente^
caratteri
piccola attività
la
comprende
e
posto
stessa
sua
chi
,
grande
la
per
,
siano
sia
passioni
una
che
morale
grande
vi
da
simbolico, quando
enucleare
limiti
anche
rappresentati,
essere
il
simbolica.
,
dove
teatro
concezione
come
errore,
non
adombra
che
un
TEAGEPIA
LA
pensiero
Si
e
del
pubblico.
la
cominciare
per
dare
a
forma
alla
e
dalla
l'aveva
ajQfaticato.
la
di
lotta
due
invano
tentato
di
-di morale
di
impossibile
verità,
la
non
quali, dopo
tradizione
sé
in
fondo
la
che
upiana
e
alfine
il
Si
morte.
il testimonio
bisogna
,
il malcontento
evitare
il
Ibsen
anche
ifino
dramma
al
landa
dei
e
dei
cadavere
rimorso
Ciechi^
malinconica
i-afligurare
e
per
dopo
non
la
si
disparizione
comprende
necessità
in
società
la
fondo,
della
il
;
l'
del-
i)otere
dolore
delle
che
di
comprende
tale
il
colo
pic-
disperazione,
li
conduce
quali
e
si
del
torno
at-
nella
si
vuol
atterrita
religioso.
sentimento
non
da
,
dei
simbolica
concezione
scendendo
e
sbandata
ragione,
significato
di
mezzo
umana
del
la
si
urlanti
prete
,
rii)oso,
comprende
per
il
errori
Maeterlinck,
del
di formarsi
,
propri
a
fede,
perenne
si)egnere
,
X"roprie colpe
di
vecchia
,
anima
aver
riuscendo
cercano
della
cioè
selvatica
Anitra
cioè
,
abolire
nel
che
incognito
le
dalla
coscienza,
nuova
una
una
vato
arri-
è
non
Cristianesimo
del
politica
,
loro
sta"5carsi
di
figli
Eosmersholm,
superiori,
peraone
che,
dell'eterno
comprende
Si
1 suoi
pita
società,preci-
alla
dell'edifizio
nell'abisso
dopo
famiglia,
sua
anima
dall'alto
fine
non
,
presente,
perduti
e
fin
nuova
una
compiere,
a
r
sociale
casa
sua
l'autore
del-
che
,
,
nuova
se
il costruttore
organizzazione
incendiata
avere
di sentire
,
della
contento
un
Sollness
comprende
modo
comune
comune,
e
229
SIMBOLICA
comprende
Ma
la
Sogno. Qual'è
concezione'?
Questo,
230
mi
LA
x"are
:
gioia gli animi
distruzione
contiene
di
seguitare
di
idea,
questa
umana.
di ordine
così
ormai
non
logora
più
di
creazione
verità
In
e
alla
è
non
mi
del
poeta,
del
dramma
,
è
il
metà
sopprimere
stesso
e
boschi
le
e
ha
in
tutto
che
cose
dire
soltanto
Dinnanzi
nel
germi
Ebbene
,
la
,
compiere
sapremo
soffio
questo
che
il
suo
un
le
neppur
annunziato
noi
si
è
potata
che
tutto
nuovo,
Egli
».
dice
di
una
di mille
presenza
campagne.
dovrebbe
le
sanno
acque
presenza
aperte
1
*
—
prile
l'a-
essere
,
che
qual
la
sente
Virginio
questo
»
la
sente
sulle
Virginio
prodigio
inutile
silenzio
«
,
«
si
passa
primavera),
e
«attraverso
sole
i venti
si
come
simbolico
ardentissime
e
erbe
lui
a
animatrice,
forza
è così
di
,
».
1' unico
ma
oflfesa al dram-
senza
arriva,
nuove
le
f
all'autore.
perfino
e
che
recitazione,
Virginio
bellezze
vazione
osser-
simbolo
il concetto
riviere, impregnato
sé ;
del
vero
parte,
sua
offesa
infatti.
di
materiato
della
e
sufficiente
più superficiale
alla
che,
senza
Guardate,
Tanto
pare.
personaggio
; così
idea
questa
rappresenti
che
personaggio
suparficiale
rappresentazione
,
idea^
questa
interessare
non
la
,
alla
il germe
,
neppure
educanda
una
da
domando^
io
*? è
la
alla
accanto
comune,
simbolico
sciupata
e
commuovere
cosi
che
dolore;
Ora
—
di
colmare
a
fiorire,anche
qualsiasi svolgimento
un
al
accanto
a
vita
una
seguitare
anche
umani,
può
primavera
può
l'amore
che
—
SIMBOLICA
TRAGEDIA
egli
stesso
sia; questo
dall'ingenuo
dottore,
venuto
non
«
sa,
e
per
non
Virginio, che
e
che
quando
„
sì mostm
fiualmeute
di
sapere
di
avere
le
tutte
che
cose
sapeva
non
mondo
»
nulla;
dire
far di
sa
non
T annunziato
la domanda
perchè
stancare
venire
sulla
e
Ma
,
fa
doveva
non
è
altro
essere
peggio,
una
forse, la funzione,
che
senza
tima
legit-
turbine,
tanto
annunziare
doveva
altro
per
di presenza,
atto
una
ciomparsa,
È questa,
inutile?
comparsa
il
pure
nep-
più strano,
semplice
un
per
di
il racconto
sparire, senza
non
del
nulla,
prodigio. Onde,
egli
che
meta
ai confini
cavallo, perchè
quando
citato
in-
«
una
o
perchè sciupare
tanto
scena
quel che
e,
:
prodigio
tanto
che
meglio
parola e, quel ch'è
una
tentare
neppur
verso
ascoltato
dopo
e
stesso
avere
questo Virginio, proprio lui,non
—
Isabella
di
e
»
di lui
entro
egli
gli spiritiebri
vento
cavallo
suo
fosse
se
trasforma
non
nel
fa
ci
sceua
si rinnovellano
tregua il
senza
che
sulla
bevuto
^
231
SIMBOLICA
TRAGEDIA
LA
bolo
carattere, la forza del sim-
nell'arte?
E
passiamo
È
Io
demente
una
più simbolico, ma
non
a
Isabella
alla
Demente.
Sogno
denomina,
la
:
Isabella
meglio
o
,
come
?
credo.
non
Quando,
sulla
personaggio,
del
drammatico
l'autore
al
dopo
coi
scena
la
del
morte
dal
Ee
vinte
a
dalla
buona
fanciulla
,
Laerte,
fiori
persone
che
pietà.
sono
«
dolce
sorella
,
e
oppresse
Oh,
rosa
appare
,
di
capelli adorni
intrecciati,le
zaiTamente
Ofelia
padre
di
Ofelia
di
foglie biz-
le
stanno
dalla
zione,
commo-
Maggio
I
—
torno,
at-
!
cara
esclama
232
Laerte,
di
tutti
per
vecchio
f
dolce
della
"
di
cosi
dalle
cade
per
,
uccide
Amleto
L'
Polonio.
disillusioni
dalle
perdita del padre, determina
che, riducendola
nel
e
più
sente
non
paradiso
del
il fiore
qualche
che
che
Ma,
più
«
Ella
parla
bas
t'altro
una
che
un
polemista.
la
di
residui
senza
dei
e,
come
di
;
e
le
antico
un
una
mai
pensieri altrui; e
se
brillante
di
il
ragione
meiu-
dei
corso
volta
qualche
Dianora
,
divagazione
non
tut^-
sono
discorre
Ella
racconto
fo,
filoso-
parole
di
mondo
visto.
an
idee
sue
delle
e
mai
sue
interrompere
pel
tano
spun-
straziano
come
Le
frammentaria.
e
pensieri
parentesi
parole
non
a-
,
abbia
scena
come
vane
non
più squisite
artista, ragiona
coscienza
interrompe,
la
tano
lon-
».
delle
bleu^ che
e
che
resta
murmurc
quali, tuttavia
una
nosce:
rico-
abolita;
labbra
sue
un
vigliosamente,
suoi
è
pensa
intende,
come
davvero
sono
sulle
la'
lia,
fol-
più
non
il
non
sensato
I Ella
Isabella
discute
in
discorso
un
geniali
le
rivante
de-
per
non
non
e
ricordo,
! Ella
parole,
vane
I Ella
ragione
sua
e
dolore
perfettamente
qualche
canzone
dolore
Ofelia, cantando,
conosce
lei
percepisce più;
scolta,uon
lUù
di
in
della
perduto
appassito
di
è
coscienza
la
più
non
:
che
follia,Tinsanabile
Ofelia
Povera
ragione
dopo
del
di
brusche
,
sul
ombi*a, spinge
ombre.
delle
regno
la
! La
ultime
incidenza
vita
la
sempre
d'amore,
ragione
la
troppo
scouvolta
Amleto
che
educa^ta, come
possibile, pur
fauciulla,
outessioui
egli possibile
sia
È
—
SIMBOLICA
È
—
gioviuetta
Qua
uu
TRAGEDIA
LA
apre
aneddotica^
234
follia
la
per
alla
abbastanza
fiori, da
scena
via
la
che
,
sarebbe
mano
stata-
fon-
quella purissima
onorare
per
pura
la
stessa
se
Nessun'altra
morte.
perde
Appena
traversa
non
il
,
di
spargere
conduce
Ofelia
l'amante,
e
nell'altro,
e
fluisce,e sparisce l'individuo.
padre
che
nell'uno
devastatrice
entm
dramma
il
SIMBOLICA
TRAGEDIA
LA
cìulla.
Nel
il D'Annunzio
Sogno
della
vorrà
nessuno
è
quale
ha
non
è
nulla
nel
in
tutta
la
è
rimane
poi
alla
di
demente
le
e
i)er
dice, è
la
il D'Annunzio
tenti
di
maschera
di
verde,
una
la
savia
come
è
verdi
,
le
Ma
i)ià
e
sue
la
Quanto
di
donna^
foglie verdi.
Ma
verdi
ella
malgmdo
sua
che
strare
dimo-
il modo
per
la
più
altro
,
fantasie
che
scena;
accorta
e
£ar
ma
dram-
un
per
dice,
e
di
voluto
tentato
saviezza
sua
dramma,
presentare
immaginato;
maschera
foglie
e
più
ho
dicata
ven-
di costruire
declamazione.
che
cose
abbia
nascondere
dietro
le
di
la
questo
si è
Il
perduto
e
tutta
e
ha
potuto
come
,
né
racconto.
un
dramma
essa
in
offesa
quando
e
si è
non
,
come
veste
quinte:
nella
famiglia
demente.
una
materia
semplice
sopra,
che
un
estetica
auguro
Lear,
caso)
permesso
creare
spoglie
raccontato
e
le
Ee
estensione;
sua
ragione
ribalta,
alla
modeste
nelle
di
mi
punto
grande
una
nostro
gli ha
non
dietro
rimasto
capolino
e
né
dramma,
un
è
fare
La
lui
di
la rappresentazio
tentare
di
follia
la
che
il controsenso.
voluto
(a questo
il dramma
tutto
di
follia
ricordare
ampiezza,
sua
ha
tezza
accor-
quella
come
la
campestri.
TRAGEDIA
LA
la
civetteria
primaverile
col
dolore
suo
della
follia, e
tutto
quel
ceuto
e
dal
sano
debole
svolge,
E
vedendo
fiori
sottili
dell'Almiranda,
ragionamenti
all'altra
folle
che
fiori
e
hanno
fortifica
che
voi,
per
ecco
facesse
va
a
Errore
me,
Il
dei
libri
e
la
ma
l'autore
Panfilo
Vergini
ha
sua
e
resistito
prosa
drammatico
a
Rocce.
alla
bella
doveva
che
an-
tutti
ben
!
bionde
secondo
lo stile
Simonetta
e
Isabella, parlano
Trionfo
L'eccellente
attori
le
ma
specialmente.
e
tentazione
dagli
erbe
fanciulla,
personaggi
del
smarino
ro-
cono
padre. Di-
tipo; errore,
pagina
delle
mio
forma,
innanzi
il
viola,
Marmaide
Teodata
e
erbe
poco
Povera
ai suoi
dato
magnifica
delle
non
e
Beatrice,
una
come
o
;
nella
ed
un
una
—
nel
errore
ha
»
marca
Dani-
Eccovi
morì
delle
grembo
forma:
D'Annunzio
Virginio
morte
nel
nella
suoi
anche
pensa
Ecco
«
tengo
ne
fine....
simbolo;
nel
anche
darvi
buon
un
riposare
e
tutte, quando
avvizzirono
viole
ruta,
Vorrei
me....
per
voi
per
quei
di
reggia
rimembranze....
le
tili
inu-
tutti
foglie, si
anima....
di
odore
za.
demen-
straziano
che
si
agli
fare
a
arida
parole
vane
della
mezzo
sulle
e
nell'
passa
in
dalla
nulla
sorge,
udendola
e
che
più
Nulla
viene
narra,
dolore
sull'erbe
che
spargendo
lei.
Isabella
passare
re;
interio-
e
dell'autore,
di
l'ao-
Isabella
a
il movimento
dall'intimo
troppo,
pur
Manca
dice, definisce,
psiche
scherzi
solitaria,che
manca
cervello
malata
e
le
che
forte
e
d'una
attutirlo.
per
235
SIMBOLICA
di
alla
della
satore
pro-
sentir
petere
ri-
ribalta
costringerlo
;
a
236
resistere
a
detto
farsi
può
che
nulla
evidenza,
possibile
che
così
qual^asi
il
linguaggio
dei
dovuto
imagini
del
in
ha
naggio
perso-
da
allo
di
della
lingua,
Il
cose.
i
segni
avrebbe
qualsiasi ricordo
di
speciale
stato
condotta
delle
vo,
aggetti-
invece
e
una
dell'
tutti
di
immagini
l'autore,
del-
animo,
ciascun
questi casi, è povertà,
ricchezza
la
Sogno
in
vero
delle
e
ha
non
del
del
senso
d'annunziano;
carattere,
L'uniformità
sia
il
indipendente
di
mente,
Dianora
stessa
dell'armonia
rispondente
e
riso
sor-
mettere
a
più felsa
è
personaggi
essere
serve
falsità
la
delle
stile
di
,
senso
senso
dello
esteriori
di
il
profondo
si,
quacol
Antologia,
anzi
affinato
così
ha
vivace
così
I"ia-
,
principale. Perchè
demente
di
racconto
il racconto
dramma,
col
se
ha,
illuminandola
e
ma
;
in
onore
vedere
a
pollice,
del
sguardo
lo
con
e
Duse
quasi ogni parola, cesellandola
l'ugna
con
il
maraviglia
a
vivificando
nora,
Eleonora
tentazione.
simile
una
certamente
SIMBOLICA
TRAGEDIA
LA
anche
dei
e
atto.
se
diga
pro-
suoni.
II.
Ma,
più
imagini
e
chiara
bella
di
è
deriva
la
,
che
ma
natura
la
Sogno^
dei
stessa
non
Il
più
D'
Annunzio
vivo
ed
anche
sentimenti
tibile;
discu-
più facilmente
più
qui
vero
si
il
impone
cui
il problema
e
,
e
di
più
da
simbolica
s'impone
è
ricchezza
per
Gioconda',
rappresentazione
il poeta
poetico.
è
suoni,
la
per
,
del
ancora
gio
personagun
prò-
TRAGEDIA
LA
estetica
di
blema
dove
Fin
può
si
/Silvia
la
il
tutto
esseri
eonda
diritti
lo
mette
che
la
la
cui
Silvia
nella
questi
condotta
di
morale
onesta
sociale,
Il
si
non
della
e
sente
combatte
Lucio
è
sua,
e,
,
l'opera
primeme
con
la
diritti
di
fuoco
la
potendolo
uon
causa,
—
dell'arte.
che
Ma
se
la
evitare,
tenta
morte
—
distruggere
1' artista
,
qual
di
produce
l'uomo,
è
la
e
soj)-
cessare
sociali
vuole,
colpa
di
far
i doveri
noi
Lucio
,
che
tra
samente.
doloro-
vede
male
persona,
sua
il conflitto
dovrebbe
neppure
la
ma.
proble-
sentimenti
; Lucio
del
consapevole
morte
sua
sociale
morale
il
nella
risolve
dei
favore
a
i^
differenza
dell'in-
posto
lo
sere
es-
Goethe,
?
artistica
neppur
ponendoselo,
e
deve
il maestro
sovranità
sarebbe
D'Annunzio,
Lucio
umani
della
forma,
compostezza
dell' artista
moderni,
Oia-
diritti
elementi, quale
Lucio
e
la
di
complesso
sua
due
degli intellettuali
vita
gli
occorrendo,
e
,
capo
società,
,
ubbidire.
Tai'tista
quel
tutto
contro
Tra
arte
sociali?
doveri
devono
muove
,
racchiude.
L'
l'ispirazione,la bellezza,
forza, insomma,
che
siderati
con-
doveri
dei
se
essere
essere
famiglia
e
società
nella
l'appresenta
doveri
sao
comune?
stessi
la
casa
azione,
possono
morale
duce?
pro-
,
la
di
vita
agli
dei
vivono
che
del
sua
vita
saa
Tesplicazione
,
complesso
la
neir
superiori
i*appresenta
ohe
è
dove
Fin
colpa
sua
della
stregua
diritti
ha
dolori
la
atti della
alla
uon
arriva
chiamare
Gli
interiore?
insieme.
morale
l'artista,nei
responsabile
colpa
di
e
237
SIMBOLICA
il
e
i
colpo
non
strugge
di-
sua
se.
238
risorto
qual'
risorge
dal
letto
apparentemente
perchè
l'antica
e
non
Silvia
di
la
dunque
affettuose
morte,
arde
della
gli da
tregua
suo
che
l'ombra
lo
non
del
mone
de-
sia,
fanta-
sua
riconquisti.
i movimenti
il ritmo
della
l'antico
nella
e
che
a
via,
Sil-
Apparentemente;
sangue
Ano
di
moglie,
passione,
osserva
misura
l'antica
al-
suicidio.
al
passata
era
l'antica
nel
e
oflfre
rinnovato.
donna,
buona,
si
ritorna
egli
,
,
cure
donde
ancora
Lucio
agonìa
sua
Lucio,
?
dalle
Salvato
dalla
era
vita
SIMBOLICA
TRAGEDIA
LA
dell'anima
suo
cuore
delle
e
,
Ella
di
deserto,
e
Lucio,
entra
vegliare
sulle
ed
incompiuta,
resto,
Gioconda,
giorni
l'artista
il
sotto
i
che
e
ritorni,
scacciare
si
di
mette
quella
donna,
alla
traverso
fantasma
quel
felicità
sua
la
e
trovi
ri-
Bisogna
,
dunque
quella
su
dopiinio.
suo
l'assenza
nel-
studio
nello
compiute
opere
che
alla
,
tutti
aspetta
rimetta
si
e
del
sa,
crede
non
ma
poco
per
,
illusione.
sua
illude
si
parole
sue
che
l'arte
al-
traverso
,
Lucio
di
di
affrontarla.
sorella
infatti
va
vita
alla
e
della
Un
giorno
nello
studio
famiglia.
sua
deserto
nell'
a
,
Gioconda.
aspettazione.
far
pervenire
che
a
quando
e
della
Lucio
Un
sua
non
lo
a
Ella
lettera
una
che
lo
egli ritornerà,
nel
aspetta,
ispirazione
sarà
;
abbastanza
e
è
nella
aspetterà
sacrario
teme,
forte
anzi
da
che
prima
la
paura
Gioconda
che
sa
Lucio
di
senso
grave
cide
dedalla
accompagnata
,
arrivi
E
occupa
riuscita
quale
verte
l'avfino
sempre,
del
è
suo
lavoro
sicui^a,
resistere
che
alla
TRAGEDIA
LA
da
tentazione,
ancora
Qnal
difesa
G-ioconda
ha
ha
ella
invece
ha
il
tatto
di
l'anima
ticano
all'invito
resistere
alla
strapparlo
vuole
lui.
della
l'opera
d'ai*te
Mentre
alla
il
tatto
questi
La
non
figlia.
ancora
pinta,
com-
sentimento,
ragionamenti
Dianti
tutta
aflfa-
la
stadio.
nello
che
fami|2:lìa.
maliarda?
la
pensiero,
maliarda,
ed
salute
contro
Gioconda
entra
239
SIMBOLICA
Voi
—
,
siete
un'intrusa
l'intrusa
Qui
non
hanno
non
hanno
fuori
siete
Questa
^
della
trumenti
sacrario.
dei
arte.
Ora
io
è
arte
».
luogo
un
Qui
uno
cogli
solo
non
conda.
Gio-
domestiche
comuni.
egli
—
familiari
affetti
Questo
sta
I
volta
virtù
diritti
Vi
statue.
sua
Gli
le
;
uscite
—
sua
a
casa.
sede
fuori
sue
Settala
risponde
—
loro
e
Silvia
una
il loro
leggi
le
è
la
qui
fa
scultore
voi;
non
qui
delle
dice
le
—
stru-
se
sono
non
.
della
strumento
uno
Silvia
riabilitare
volta
sua
a
la
sua
azione
vostra
che
ma
—
Abili
«
—
a
sponde
ri-
parole
servono
non
nobilitare
il
Gioconda,
fra
a
vostro
,
spirito
vita,
io
più:
la
uscire
a
qui
il
statua
curare
a
:
così, inevitabile,
io
ma
ho
egli
non
di
il
»
suo
non
ama
—
ho
sul
la
«
creta
Sforzo
ormai
donde
più
si ricorda
che
sua
la
di
cosa
Mentre
sua.
letto
inutile
glie
mo-
arriva
e
qualche
l'arte
corpo
la
salvata
avergli
salvato
salvata
rinfrescare
egli
e
vantate
capolavoro.
Silvia, perchè
sua
Vi
statua;
sua
stavate
stavo
«
—
Gioconda,
dice
Silvia
tra
procede,
cata^strofe.
alla
voi
lotta
1' amante
e
di
La
».—
di
morte,
stava
I
per
soggiunge
voi, né
figlia e
della
me
);".
240
Gioconda
—
TRAGEDIA
LA
Lucio
si ricorda
dire
vuol
invecchiato
un
sulla
vigilare ancora
pensiero immediato
un
la statua
le mani
con
Ma
salva.
la
spezza
Il
esce
ne
della
la
tragico,che
che
è raccolto
può
Silvia è rimasta
non
Gioconda,
mani
è
di
pra
so-
in
letto
essere
dei
paese
di Silvia
marmi
sono
non
—
che si
Povera
Silvia I II
ferto
sof-
gli altri;non
nulla; il destino
finalmente
durante
il
è valso
è stato
più
arriva
tempo
a
la
il
artista,tutto
e
sopravvi-
spno
commozione»
senza
deserta
casa
dove
,
che
e
rore
ter-
senza
vive
delle
ormai
più ; le belle
muovevano
come
del
mani,
il sole
pille.
pu-
inutile,
sacrifizio. E
eh 'em
figlia,
della cura,
Le
ha evitato
nulla, non
forte
con
forme.
sacrifizio è stato
suo
di
e
hanno
rappresentato
essere
più rientrato,Lucio
nel
tristezza
quest'attovei*amente
mutilata,nella
ricorda Serenetta
quando
è
statua
nell'acquae favellano mèglio della lingua e delle
come
si
Silvia
che
un
pianto
hanno
può
non
non
come
—
lancia
La
di
di coloro
dell'errore
e
suti alle loro pene,
belle
oou
spezzate. L'arte
atto
un
tristezza
colpa
di coloro
Lucio
E5
famiglia.
Tutta
dolore
cadente.
le mani
con
chèper-
di trattenere
tenta
e
la statua
quarto atto quindi è
dolore.
distruzione,si
distruzione
delicate
Silvia
inanimata?
creta
di
allora
spezzarla ed abbatterla.
per
all'operadi
oppone
inutile. E
uomo
stataa,
saa
tato
egli è diven-
che
,
vile,o
uomo
un
della
e
Se
confessioue.
tale
a
di lei
più
egli è
che
più
insiste
non
non
SIMBOLICA
quando
stata
tana,
lon-
alfine
la
""*i
242
LA
cetta
In
dar
due
alle
posto
discute,
come
ma
dell'arte,
non
del
marito
tala
alla
che
che
ha
legge.
Il
guasta
tutti
umana
che
il
il
del
sfiorisce
di
più
alte
tesi.
,
Il simbolo
dello
Gioconda
malgrado
le
fanno
di
stesso,
non
a
e
tratto
un
diventa,
e
forma
una
e
della
E
questo,
ci rivela
e
solo
nel
poeta;
l'anima
della
fe il
che
rappresentare
se
apparisce
bellezze
una
ralista
mo-
sociali, resta
spirito umano;
quest' opera
colpa
per
quando
convenienze
può
tare
rappresen-
speculazione
di fantasia
appunto
sovrane
tenere
con-
morali
contorno,
risultati
e
di
elementi
riassumere
il poeta
se
punto
,
deficienza
diritti
potenze
stile^ che
a
simo
mas-
della
capace
numerico
sociale.
quando
a
il
segno
certi
per
nella
E
tesi
non
che
sotto.
e
sentimento
discute
e
un
,
e
di
al
simbolica
tratto, perde
un
a
forza
sul
em
tutto
sopra
come
la gran
ella
figura
somma
destinata
egli è pari
donna,
al
del
vero
la
lei
guasta
miglia,
fa-
fronte
di
di risentire
dolore,
essenziale
principi
sistema,
tanto
il
non
della
e
per
dato,
aveva
ed
logico
e
simbolico
figura, cioè,
convenzionale,
estetica
le
poeta
scultore,
Dio
a
cosi, mentre
maggiore
ella
certi
E
fronte
di
Set-
dell'amore
non
dello
per
Silvia
rappresentante
natur^-lmente
termine
un
doveri
spariscono
Dianti,
ma
la rivale.
con
raflSgurano,
del
ma
ama,
carattere
suo
che
preconcetto
una
ideali;
le*persone
cui
dell'uomo
l'amore
la
limiti,
Gioconda
dei
diventare
passione,
ultimi
tesi
gli altri.
grado
di
in
polemica
questa
SIMBOLICA
agli
Ano
spinge
e
TRAGEDIA
di
no,
è
una
soltanto
imagìni
delle
le
più
la
e
di
eie-
TRAGEDIA
LA
delle
patiti,
siano
più sedacentì,
dalla
oociti
243
SIMBOBIOA
più commoventi,
delle
fantasia
del
che
D'Annunzio.
III.
Ma
tutti
gli errori
tragedia, che,
Questa
dovuto
la
catastrofe.
dolente
antichi,
fosse
non
La
in
vento,
all'antica
«
altare
dei
uno
nella
d'
ogni
ormai
•cui
le
forma
destituiti
alla
comunicarle
folla
i
dell'
e-
all'ultimo
segreti
di
eccitare
resta
eroici
che
la
e
con
suria
lus-
tuttavia
della
ed
nelle
artifizi
la rivelazione
virili
grado
intelligenza
i)ossano
i
nuazione.
conti-
ignobile
d'ogni
tentano
inno
un
la
poeti
cui
darle
sogni
—
drammatica
con
e
tro
tea-
lieto
prossima
ai
sapienti
vitale
rimodernato
un'industria
1' opera
,
sacerdoti
fantastica, levò
accomunata
senile
sola
del
,
cortigiane
altari
propaganda.
nuova
scriveva
egli
—
coltura
leva
vo-
,
esaltazione
fabbricatori
di
fidi
più
il D'Annunzio
•dell'abiezione, divenuta
mani
suoi
segna
quella
sugli
ristette
tragedia, augurandone
Discesa
il
fallita.
era
piena
di
,
d'Orange,
romano
teatrale,
che
dell'inaugurazione
tempo
be
i)oeta, avreb-
.nellQ..ste^3o jteinpo
e
Bellezza
fortunato
stato
del
pensiero
nell'opera
La
che
propaganda
Al
nel
nuovo
un
festano
si mani-
e
tragedia, politica: Gloria.
formula
sua
formarsi
si scoprono
il trionfo
sognare
della
invece
sistema
nelPultima
insieme,
sngellò
del
la
starsi
manife-
Bellezza,
trasfigurano
244
sabitameute
l'antico
vita.
la
su
danno
di
non
in
ciò
Per
avvenimento
di
antico
alfine
attesa
Invano
chi
di
di
porgerlo
al
di
cosi
alla
di
sua
frenare
fuori
a
vedere
lo
Il
spettacolo
realtà
della
qael miscuglio
intelligenze,
cioè
di
di
classi
gusti,
cui, dopo tutto, bisogna
(l) Nella
della
,
a
stra
na-
ghiamo
pre-
eroica
lunga
e
Tribuna
—
Agosto
di
triste
smi,
entusia-
del
tanza
l'impor-
poeta, inebriato,
nella
sua
pubblico
fantasia,
cioè
di:
,
sociali, di tendenze,
esperienze, di coscienze,
bene
1896.
i suoi
espressione
vera
,
a
coloro
a
Bellezza
della
una
lare
singo-
sempre
per
quella rappresentazione.
seguitato
di
ca^
stero
mi-
un
dal
ideali
essenze
distrutte
tentò
scrive
ridaiTC
ha
tucto
il
(1).
»
e
le
dopo
,
non
delia
di
trarre,
e
l'apparizione
consolarci
a
venga
sieno
non
senza
pre-
,
voluto
che
ancora
stirpe
ho
la
Grange
cerimonia
una
augurio
un
quali credono
che
io
oggi
s' incarna
t^jmpli
,
!
cui
Rivelatore,
nei
rito
un
rappresentazione
teatro
culto
un
se
come
alla
oggi
nel
sofoclea
di
rattere
anche
muta
sia
101*0 anima
nella
d'un
sacra
tragedo,
vivente
il verbo
festa
del
essere
persona
moltitudine
forse
tragedia
La
scena
della
può
fosi
metamor-
della
simbolo
come
dole
infonden-
grande
entusiasmo
non
messaggio.
un
La
vare
risolle-
poeti
primitiva,
frenesia
la
creatore
di*amma
Il
dei
gloria
diguità
alla
rafiSgurata
votiva.
Sarà
dionisiaco,
nei
semx)re
o
la
SIMBOLICA
spirito religioso.
rito
convertita
TRAGEDIA
forma
quella
del
LA
che
l'arte
si
rivolga
TRAGEDIA
LA
il
per
giudizio
e
bellissima
niia
teatri
ed
; la
,
anfiteatri
disseminati
antichi
Erinni
«
storia
nella
pubblico
del
dati
spettacoli
con
così
una
il
8i
aggiunge
e
bagliori
commenta
,
che
nella
rapidità
potrebbe
ed
svolge
a
incèrta.
lirica
si
,
nestra,
pubblico
La
recitazione
di
sangue
corre
soglia
fiamma
viva
un
i
brivido
non
assicurarne
tutto
e
la
momenti,
sano
pas-
spiega,
Massenet,
avvenimenti
antica,
rimanere
oscura
di
una
pienza
sa-
,
giosamente
reli-
compiere
di
na,
sce-
musica,
La
dell'azione
e
si
di motivi
avvolge
degli
sforza
sulla
prendente.
sor-
più possibile
degli attori
si
sono
omette,
il
moderno
prodigio. (Juando
una
,
dal
parola
eccezionale,
nuova
eschilea,
anime.
di
quella parte
della
presenta
come
sia
secondo
profondità,
,
si
mistero
come
un
il
rosso
^
riosità
cu-
Francia
ad
solo
l' illusione
luci
*di
grande
con
èra
tragedia
trascura, nulla
penombra,
questi
assolutamente
questo
di
vori
capola-
come
in
che
della
penombra
questa
su
scritta
si
perchè
Una
completa.
i
un'
segnano
abilità
basterebbe
,
tutti
riosità
cu-
intellettuale
una
badate
schema
Nulla
successo.
E
lettazion
di-
gran
squisita riproduzione, dirò,
che
fantastici,
non
una
Sullo
tenta
5
teatro.
di
do
mon-
grande
una
spettacoli
se
essere
possono
2"
il
per
Ma
una
»
altri
nel
,
quella
come
moderni.
e
Erinni
«
tanti
romani
gli iniziati
per
gli altri
dai
delle
d'Orange,
come
,
rappresentazione
per
Il teatro
certamente
cosa
estetica
della
foi*tuua.
la
per
245
SIMBOLICA
nel
avvolta
manto
,
della
o
reggia
viva
una
si
sa
bene
Clitenmacchia
se
nel
246
fautasia.
nella
o
cuore
SIMBOLICA
TRAGEDIA
LA
guidate
le fanciulle
da
precisione fin nei
dalle
forme
delle
d^^l
,
è
peiioìe. Ma
lo
si vede
come
istoriate
anfore
realmente
un'
dentro
liberamente
dell'azzurro
il soffio mortale
Ahimè
le
,
profanazioni!
O
del
Di
fronte
non
loro
neirinfinito
anche
passa
di Dionisio
che
teatro
io
alle
ai
suoi
roseti
fragrante dinnanzi,
la ciarliera
addormentarsi
sorriso
di
nel
vane
d'ombra
assistito alla
al
e
il mormorio
fontana
mare;
meraviglia
tempi
Grecia
di
e
,
teatro
il ronzio
dell' Imetto
(rosetie Ilissa diseccati,povera
salutanda
diata
stu-
lampeggia
èui
pensavo
—
manticismo'?
ro-
menso
spalle dell' Akropoli, all'im,
nei
in
avevo
Erinni
udiva
api susurranti
le
quei misteri
che
—
del
e
meglio,
parola,
,
delle
situato
tatti
a
presa
sor-
religiosamente
direi
di
e
degli Atridi
rappresentazione
ad
sn-
È quello
cristianesimo
resurrezioni
vane
luce, di musica
la lama
sorge
estetica
trionfante
oomposte ! Ahimè,
^
delle
di A-
museo
dal
assistevano,
cielo?
del
ture
pit-
quello spettacolo, involontariamente, di
,
di
nelle
poi quella la tragedia antica?
di marmo,
scenario
nel
emozione
spettacolo cui i greci antichi
teatro
e
iresto,così
antiche
si prova
tene
particolari,
alle pieghe delle vesti,alanfoi*e,
delle
Testen^ioue
minuti
più
dinaria
straor-
una
con
ciso,
uc-
il rito
Elettra, celebi^no
dolcemente,
funebre, mestamente,
del Re
sull'ara
quando
E
gli
dell' Ilisso
nostra
I)che
KallLrroè, andava
pensavo
che
che
^auche
suolerebbe
guto
all'ar-
ogyfi il
*
assidui
degli
labbro
fati
dei
di
quel
teatro
in
foro
uu
l'antica
delle
loro
Egli è
stesso^
la
poesia
e
l'opera
il
così
1 La
cogliere
nel
Se
si
allora
che
di
più
o
che
sue
opere,
l'arte
possa
trame
del
vette
della
E
la
e
caratteri
passioni
persone
nella
della
dire
e
in
dice
e,
meno
potrebbe
e
nelle
dire
saper
,
intensa
più
che
implicati
impotenti
a
nelle
le
salire
antico.
dramma
solo
tragedia è
che
nello
perchè
Ma
esistano
che
temrpo determinato,
tragedia
ticchi
che
quello
di
indoterminatezza
della
an
moderni,
che
moderni
bisogna
gli
stesso
di
passioni.
,
pubblico.
D'Annunzio
evidente,
L'essenza
sostanziali
e
sono-
del
o
esistano
devono
,
noi
a
esempio,
per
autori
appare
La
nulla,
più propria
Gli
delle
che
falliscono
verso^
un
mostrato
forma
determinate,
ileterminate.
per
a
simbolismo,
e
giusto
del
sotto
dovrebbe,
tragedia
tre
men-
è che
non
tragedia
cioè
tenuto,
con-
vita;
è
Ed
e
se
,
dirci
ha
offrire.
di
al
o
di
vita
la
bersaglio,
Ibsen,
volte
valore
la
valore,
dramma,
nemmeno
ragione
alla. Gloria,
dei
più
che
stessa
un'opera
rapporti,
verso,
tanto
il
terra,
I
scenografici.
sopra
nei
arriva
che
e
di
quello
non
il
,
o
significato per
se
era
del
centro
possono
l'altro
d'arte
vedere,
della
foro
un
aveva
per
comedia,
ha,
non
per
aveva
accessori
al
passano
verso
significato
negli
appena
il
aliom
da
o
cosi^ riformata
tragedia
ohe
oggi
sia
nuvole
di
sgrazia
di-
una
per
grado
,
da
se
,
fossero
essi
247
SIMBOLICA
TRAGEDIA
LA
:
ecco
tutti
la
si
guardi
sviluppo»
caratteri
persone
in
t
lotte
gli
menti
ele-
caratteri-
248
stica
SIMBOLICA
TRAGEDIA
LA
Bimbolismo
del
ed
TeiTore
ecco
invincibile
che
di
poetica
Gloria
di
e
suoi
Sègur,
suo
Ora
forza
le
in
napoleoniche
tutto
? Non
lavoro
troppo,
pur
pia opportuno
:
non
del
grande
e
vero
,
(1) e
di
StijTur:
Un
più
più
gmnde
cadde
Aide
de
nel
con
la
Camp
sua
de
briele
Ga-
nuova
:
il
usare
a
tempo,
stato
tempo
nello
Chi
—
?
Napoléon,
vide,
segno.
sarebbe
nel
ai
mezzo
personaggio
idea
qui
mettersi
véro
esso.
le
volontà,
ricordò
dirigerla
un
no-
elle
di
nel
efficace
creò
Qual'è
Fiamma?
Euggero
e
invece
E
nell'azione.
creste
volle
per
gana,
pa-
étre
doti
Si
personaggio
del
creazione
la
spazio. Egli
nello
efficace
Ohria:
glio
politique (me-
la forza
non
o
seppe,
che
e
nella
qui
parole
egli vide
più
e
quelle
di
i Parole
tutto.
per
più opportuno
mezzo
uno
Certo
so.
la
autentiche)
e
di
D'Annunzio
Il
Cesi
remplacer lafatalité antique,
doit
(1)
di
religione
tragedie moderne;
la
espose
sostituita
sia
politica.
parole
de
ressort
della
prestigio
derna,
mo-
il conte
proposito
a
bisogna
della
e
ci conservò
mente
la
antica
tenda
Napoleone
,
campo,
il
spento
riportare
tempo,
la
sotto
critici, che,
alla
tragica,
scena
Templari
di
qui
è
che
grand
dei
aiutante
un'altra
ma
tragedia
convincimenti
ritornano
qual
?
proposito
questi
strn
di
tragedia politica. Ma
una
presa
im-
nobile
la
germe
D'Annunzio.
marescialli, della
a
a
in
vigilia d'Austerlitz, parlando
suoi
mi
Gabriele
qual gente
Alla
coi
è
distrutto
ha
ed
primitivo
,
e
più
zio
spa-
è infatti
Qual 'è l'ora
250
sioni
in
iu
umane
fantastica
D'Annunzio
Il
si contenta
e
delle
dare
di
luogo
colore,
gini
l'aurea
dai
la
né
schilo,
Pe-
l'altro
ecco
il
antica
impegnati,
lotta
la
per
in
credo
che
si
dilegua
ma
è
necessario
questa
vestibolo
sul
discutere
connettere
scrittore
per
ai
forza
:
a
ridar
vita
e
a
degli
sono
La
lotta
formità
L'uni-
vizi
basti
una
eventi
e
la
luzione.
disso-
Gloria^
discussione:
essenziali.
che
problemi
cioè,
se,
propria
i
tondo
della
suoi
a-
forze, diversi
uguale.
a
stesso
accennare
quale
confusione
discutere
si possa
invece
scisma, la
anima
caso
naggi
perso-
combattono.
diverse
e
dramma,
suoi
nella
lo
per
un
questo
il
I
mune
co-
Ibsen,
a
più
non
quale
lotta
non
intendo
si possano
grande
la
anime;
genem
meno
la
per
fino
lotta
agraria,' voglioiw)
legge
non
alla
di
latino.
dovrebbero
e
ima-
nulla
simbolica.
anime,
Comune,
spiriti,diverse
Io
e
diseguo,
intelletto
suo
in
e
confuse
stile
arriva
tragedia
all'idea
e
il
per
Greci
di
hanno
non
del
rìspondente
moderne,
pure
alto
comedia,
troppe
sola
una
la
e
in
che
matrice
più
non
addirittura
verne
0
sura.
mi-
senza
dell' arte
lucide
azioni,
hanno
un
e
innestare,
letterarie
spirito, dà,
confuse
e
produce
tanto
Shakspeare,
esperienze
cosi, partendo
ma
segue
formale
creature
di
e
con
E
limite
di
in
disperderle,
a
,
simbolismo
di
fino
senza
invece
sentimento
nel
errore
non
simboleggiava
le
non
allargava,
le
concezione
una
carattere,
uu
non
nome,
un
SIMBOLICA
TRAGEDIA
LA
la
ad
volontà
forma
si
£
essa
di
d'arte,
imponga
TRAGEDIA
LA
dati
in
la
storici
momenti
volontà
di
stile
di
stile
lo
sia,
della
all'opera teatrale,
che
altro
me
dare
nella
produzione
come
un
di
di
al
profanatore
sacrificare
del
tempio
solo
della
e
di
invincibile
nel
da
teatro
sioni
che
la
sua
che
elementi,
l'opera
cosi
e
Ma
nemmeno
che
il D'Annunzio
nella
del
con
io
ho
D'
pubblico
degli
simbolismo
e
cosi
dei
moderno.
mia,
ma
ricordassero,
matici
dramd'
sempre
la
per
che
o
duto
per-
pregiudizi
anche
vorrei
via.
volta,
sua
a
Non
esprimo
torbidi
torbidamente
d'accordo
ed
sempre
si
e
io
,
per
guerra
immaginava,
errori
neppure
l'opinione
altri
fargli
possano
tanti
trovato
si sarebbe
selva
lui,
a
le auimadver-
imaginava
non
avrebbe
estranei,
il
esposto
stesso, gli
sua
l'intelli
del-
perseguito
successi
i suoi
come
medie
che
men
e
diritto
abbian
quale
Annunzio
che
posto
teatro, quasi
invidie,
le
e
persona
Gabriele
destare,
credo,
gli odii,
tutti
luto,
vo-
ebdomada-
nazionale
coltura
ho
Discusso
,
a
Io
il
prosa
al
classi
certe
ch^esso
modo
D'Annunzio.
ingresso
tore
scrit-
intellettuale
evoluzione
Gabriele
suo
allo
Gloria
alla
teggiame
at-
dagli
pubblico.
produttore
qualsiasi
ria, aggredito
un
uell'
spetti
le
pare
derivi
in
certi
ovvero
l'espressione
coscienza^del
momentanea
semplicemente,
a
imporre
a
dell^opera drammatiea,
riesca, più
0
scrittore
speciali del pubblico
atteggiamenti
basti
letterari; se, anche,
e
grande
un
251
SIMBOLICA
cordo
ac-
Gloria
,
ora
pur
scrivendo
mente
sincerafacendo
o
lo
ascol-^
252
tando
di
e
in
venti
sorpassa
L
platea,
che
libri che
gli danno
cole
TRAGEDIA
LA
scortesie
Gabriele
tutto
nazionalità
i limiti
delle
paesane.
SIMBOLICA
il mondo
di
è Tantore
D'Aunanzio
legge
ed
ammii'a,
rispetto cosmopolita,
piccole consorterie
e
delle
che
pio-
ATTRICI
Sarah
pubblico
Il
scena,
nei
^afle;
nelle
piegata
o
libri, nei
e
la
di
Teodora
averla
fuori
cosa
la
solo
capaci
di
volete
che
della
interpretazioni
Tosca,
Frou,
di
Federa,
alle
quali
o
che
ha
ridato
ammirare
di
la
di
la
Signora
superiore
una-nuova
il
più
magistero
di
e
di
grazia
coltura;
sta
l'arti-
ha
scussion
di-
dere.
compren-
la critica
dralle
la
e
di far
attrice
di
donde
Leoouvreur,
vita?
plare,
contem-
di
conversazione
dica
Adriana
di
donna
e
ratica,
ie-
fronte
statuetta
viva
rivelare
testa
capelli d'oro,
spirito
fiamma
la
con
o
una
la
conosce
donna
che
e
sono
alle
foto-
nell'atto
levate
non
ma
insomma
Ohe
nelle
suiraugusta
,
conosce
vien
salla
suoi
modellata
intelligenza, la
non
dei
corona
braccia
le
eleganza;
di
tragedienne
illustrati,
giornali
gran
di
con
dopo
grande
fotografie specialmente,
bende
0
greca
la
conosce
sotto
le
con
Bernhardt
intorno
Camelie^
di
Frounima,
un'a-
dato
Oramai
quell'arte,
di
non
e
sta
re-
cbiu-
256
A.1'TRICI
dersi
Se
pi'oduce.
fare
degli incanti
cerchio
nel
il
per
oggi
che
teatro, è chiedere
a
stessa,
far
di
altri
non
e
io
che
—
può
critica
la
che
quello
per
esaa
che
parli, lei,
lei. Ciò
che
mi
resto
non
sono
senza
sé
di
tanto
meno
quindi
posso
e
va
proposto
son
e
drammatica
annullarmi
egoisticamente
e
volta
a
all'attrice
critica
la
rappresento
utile
legge
che
^el
volta
a
di
qualcosa
pubblico
che
e
rancore
senza
dolore.
Per
di
d'arte,
parlare
il
anche
dei
suo
suoi
quelle
e
di
Giuseppe
conte
belle
signóre;
nobile
forza,
sul
del
con
Sistina,
a
che
in
che
ricevevano
in
suo
a
onore
circolo
un
in
una
mezzo
a
la
cita
re-
fatica
di
filata
in-
di
all'albero
ai cantori
commossi
tuta.
bat-
sola
istantaneamente
dell'ultim'atto,
mezzo
diversi,
notte, dopo
significa dopo
in
nello
sicurezza
una
mezzo
la
mento.
tempera-
fili
Medici,
pelliccia
Hotel,
di
dato
Villa
artisti;e
una
costume
Grand
ieri,
trico;
elet-
del
eguale
fallire
di
riposo
persone,
con
ricevimento
Primoli,
di
corte
dell''Adriana,
prima
al
sera,
senza
è
Ella
cinquanta
per
quello
temperamento
cinquanta
questioni,
rapidità,
eguale
una
più elettrica
diverse
il
tutto,
spiegare
trovano
non
anche
con
di
personaggi.
Ha
rispondendo
L'altra
dal
suoi
a
studiato
avere
fatica.
parlare
tempo,
con
dei
e
parola
cinquanta
a
di
tempo
farla, e
privilegiate, che
Può
stesso
pensiero, dopo
oltre
cambiar
la
trova
di
nature
e
Bernhardt
che
autori
nel
che
Sarah
fortuna,
della
ed
tale
Na-
pella
Cap-
esaltati,
/'
258
fuggente
e
1
ATTRICI
il nostro
; mentre
alessandrino
è
1
COSI
lungo!... »
richiamata
Ma
trovò
che
realtà
alla
della
tavolo
sul
Ebbene
—
di
!
Ohe
cosa
le
fusista;e
tutti
a
il
È
Perché
Le
la
più
mi
di
di
dra*?.
Lon-
a
della
alla
di
le persone
cuore
ardente
una
drey-
alla
accanto
il
firma
le fini
tutte
di
io
mi
di
ero
lei,in questo
argute
e
intorno
di venire
artistica
troppo,
notizie
interessanti
ormai
zione
sottoscri-
nella
pur
piacere di darmi
formazione
voce
Francia,
Picquart. Ma,
le curiose
fece
vazioni,
osser-
di fatto
faire.
af-
all'
all'argomento.
Bernhardt.
Sarah
proposto
suo
è
non
di sapere
rapido passaggio
Eoma.
dicevo:
è
il mondo
tutto
?
il fenomeno
:
di
precisamente,
vivente
interpretare i desiderii
,
di
come,
arte
basta
del
nomeno.
fe-
di questo
quando,
si è fissata
sicuramente
realmente
tipo
Non
scoperta la radice
si vuole
io credo
psicologo.
psicologo collettivo,chiedendole
un
si ritiri
,
ripetere qui
Ed
in
notizie
nuove
telegrammi
si trova
firma
sua
favore
^ggì
—
ultimi
coscienza, è
di
persone
viva
da
sono
Mercier
tutte
come
questo appunto
dalla
vi
—
gli
Qui... è tempo
Cioè,
:
che
accertato
dicono
tutte
ch'essa
chiese
gli intellettuali
di
caso
mi
—
Bernhardt,
tutte
di
all'altra
f
Sarah
e
?
Dreyfus
Tribuna
idea
una
grammi
tele-
mente
violente-
passando
e
,
da
dai
cronaca
,
la
sua
personalità
;
co-
SARAH
,
spirituale
";osa
é
nella
in
E
stato
tutto.
sìone
di
sentii
mi
mo-
ardente
pulso,
imdi
all'apparire
Era
Teatro
il salto
confusa
le
cogli
1 E
da
dissi,
poco
guardare,
folle
a
in
intorno
a
tener
a
noi.
nel
mi
ruppi
Non
ha
pensiero
senso
osservare,
di
più padrona
questo
spiegare
di
mie
Come
che
conto
crede
che
gregge,
le
be
gam-
Le
me....
meglio.
più
siamo
del
rompersi
trasformato
essere
:
loro
Il
il movimento
costo
a
dobbiamo
e
stri,
illu-
accasciarsi, di fare
non
dovermi
ora
in
e
il
me
erano
sulle
camminare
sentii
di
siamo
prima,
Saltai;
mi
credo
artisti
di
altri.
fa, che
di
o
di
o
tatto
con-
richiedesse.
che
me
altezza,
gambe,
allora
Ma
quello che
massima
due
e
non
era
primo
fremeva
che
attori.
altri
me
a
è
imjjres-
fra stranieri.
di osare,
tempo
dalla
fronte
tinuava
con-
pensiero
al
Francese,
quello
a
il
gli
con
straniera
gesto
fronte
sulla
ecco^
dendo
chiu-
Ma,
un'immediata
di
che
pareva
il
dito
col
al
era
emozioni
delle
uova
rin-
un
commeiò.
ella
contatto
come
non
il loro
labbra;
altri
si
terra
un
rinuova,
—
a
gli attori,
linguaggio
l'arte.
! Vi
auche
d'
veramente,
dallO"i^n
tutte
si
la
essere
mezzo
bella
e
Beruhardt
cui
pensiero,
11
—
Prima,
con
a
:
differenza
Passata
?
dev'
battendo
e
intanto
fare
Sarah
ia
per
diarie
occhi
gli
delle
vi
difficile dire
molto
io
chiama
cui,
graude
questa
artista
nuova
—
si
forma
una
una
che
primavera;
simile,
me^kto
maturata
caratteristico
momento
un
è
sì
qaaudo
me
259
BERNHARD!'
Noi
fondi
pro-
costretti
movimento
l'agitazione
260
ATTRICI
gi*aude agitazione
questa
miseria
sulla
garci
dei
tracce
ch^essa
lascia
tutta
Tespressione
e
intendo
più
la
cultura
zione
di
arguti
dalla
vita
fatica
?
questa
:
così
che
dunque
I... Ma
devo
e
,
io
mi
non
mi
Sarah
studio
e
è
fortuna
del
letto
appena
quindi
con
agisco
in
io
nella
e
per
che^
cambio
la
,
mi
e
più.
la
batto,
tal
a
A
credettero,
perduto
ebbi
ne
linea
nella
uomo,
stito^
ve-
se
fra-
una
lo fisso
tale
e
Lorenzaccio
In
più
molta
immediata
e
vedo,
lo
si riconosce
aveva
e
personaggio
un
gmnde
disse
Cambio
tutti
veri
dalV\%nfinito, beli'
maschio.
e
osserva-
,
visione,
e
più
essere
molto
rendo.
lo
trasfiguro
prima
un
Lorenzaccio,
che
poi
muovo
come
che
mi
quale
e
—
—
della
umano.
rapida
venire
personaggio
pensiero,
intellettuale^
rappresentare,
lo vedo
memoria
e
la visione
sentazione?...
rappre-
diretta
mia
la
il
su
tentemente
po-
Pesperìenza
poi
costa
Ma
ho
meravigliosa
dico
sentimento
le
scena,
serva
della
senso
dalla
tradurre
sempre.
Io
la
del
le
fisionomia,
cultura-
la stessa
pie-
a
studiare
a
umane,
il
derivante
e
che
il mio
voce
che
più
e
sulla
ragionamento,
il
io
il digamma.
secondo
fattezze
io
sulla
esempio,
delle
difficile,in verità,
personaggio^
mia
fronte,
Quando
forma
Studio,
—
sulla
noi
e
Sarebbe
—
simili
in
morale,
della
nostri
tatti
costringe
raffinare
che
osservazione,
ci
che
sua
segno
Londra,
e
i
come
un
la
debuttai
mo,
uo-
voce,,
con
giornali scrissero
voce
d'oro
Ma
P":
la
capirouo
della
Ma
—
analitica
lavori
si
è
nessuno
è chi
I Vi
poesia
pUice,
sur
nella
getta
carattere
anche
di
cei*ti autori
e
piétine
I Io
scuola
nuova
completo,
è
la
amo
nessuno
scuola
sia
che
poesia. Ed
è
vi
à
fondo
,
coté, chi
nessuno
di
mondo
un
mondo
! E
io
un
nuovo
pra
so-
amo
*
parola vi è
è nel
lei, non
per
o
poi.... non
poesia.
questa ultima
questa
è
vede
crea
un
nessuno
il secreto
cercare
certi
molto
Ma
e
a
va
a
*
L'arte,
scuola.
grigio,chi
vede
vita,nessuno
una
ammiro
e
quella
voragine
di
o
tutto
di
cosi detta
della
intero; e poi,
Ma
piccolo, ma
In
I...
?
La
—
^
metallica
valuta
scuola,
nuova
cambiato
soltanto
aveva
pei*duto la mìa
avevo
aou
ch'io
dopo,
sera
261
BEBNHABDT
SA.BAH
di
metodo
quella scuola
poesia
gli atti,le parole
o
l'arte
:
la forza
tutta
Sarah
tutto
nel
per
che
Bernhardt,
contenuto
lei,è
nella
ed
accresce
della
i sentimenti
lumina
ilvita
,
umana.
Le
a
Eoma
coloro
novissime
rappresentazioni
rimarranno
che
memorabili
hanno
religiosa attenzione
la
quarta
nei
paura
di
volta
teatri
:
che
esse
la
ripetere un
opera
attrice
gxande
luogo
di tutti
gusto di seguirle con
sono
d'Italia;ma
Bernhardt
fantasia
nella
il buon
avuto
di Samh
si
comune
può
di
di
poesia. E
ritorna
ben
citare
re-
a
dire, senza
occasione,
m
a
262
ATTRICI
come
questa
volta
nella
forma,
più
effetti.
cosi
:
sera
il calore
suo
nel
del
al
di
personaggio
tale
fra
zione
e
dare
a
gli
di
e
Noi
la
lieve
ammiriamo
fiore,
gioiello. Chi
lo
espressione
forze
quella
sguardo
del
seme
polvere
il
che
,
che
Sarah
le
trazione,
penee
si
e
del
timento,
sen-
si
la
tendere
pre-
pietre preziose
nella
che
è
tale
rappreseu-
può seguire
profumo
sorriso,
insomma
,
dell'anima
subisce
il
tale
di
nel
vita
separatamente,
o
che
colore,
devono
continuità
considerarli
un
il
da
che
che
difficile,assurdo
che
tavolozzza,
polvere
del
fuggente
pensiero
una
di trasformazione
c'aria
del
tutto
energia
della
esteriori
più
nico,
palcosce-
oimai
tale
interiori
esaminarli
è
Vi
elementi
sarebbe,
compongono
mai,
or-
significazione
P illusione
s'investe.
gli elementi
i colori
come
e
cui
tutti
di
di
e
concentrazione,
che
mccolga
neirattimo
espressione
la
di
gesto, all'atteggiamento,
creare
a
unità,
di
grado
dare
per
V
tutta
e
delle
intellettuali
e
ore
con
del
campo
fisiche
nelle
possibile
Bernhardt
sentimento
nervoso,
parola,
il ma^mo
ficace
ef-
più
ottenere
per
piccolo
forze
sue
suo
sistema
concoiTcre
nobile
il nerbo
tutto
pugno
Sarah
nel
che
generale
campo
che
sera,
le
il massimo
che
nel
pare
per
tutte
pia
apparsa
procedimenti
un
rapidità possibile
azione
alla
nei
Come
lancia
forze, i)oi le
suo
intensa
raccoglie
massima
è
arte
sua
,
negli
decisive
la
terra
la
nel-
fiore T
forma
del
,
;
parola,
Bernhardt
e
diventa
svolta
svolge
il processo
miriamo
am-
come
il colore
dalle
deve
di
intime
rendere
r
•
-
SARAH
dopo
visibile; ma,
follia
sarebbe
di
di
cercar
Sarah
Bernhardt
è
dell' atmosfera
,
estetica
tempi,
non
curiosità
più che un'attrice
di
cerebrale
:
è
momento
un
che
da
nell'essenza
del
nostro
JSfon si
capisce Parigi
di
il bel
di
è forse
grande tragèdienne
modo
un
Le
e,
o
della
ma
nostri
dei
solo
non
già
in
cercava
lontananza
furono
era
sottile
stranezza
come
,
più
è
che
brazione
la vi-
e
cui
tutti,in
parte.
straordinarie,
quasi fantastiche,
sembrano
la
loro
varietà.
tista
L'ar-
sopraffare l'attrice;la donna
di
sopraffare l'artista
Ella
facciamo
manifestazioni
allora
frase
trice
tormenta-
e
intellettuale,di
e
nell'altro,oggi
stessa
destinata
piccoli organismi
tormentata
,
la loro
per
morale
prime
sue
:
,
,
famiglia
della
,
cronaca
esteriore
retorico
gesto , movimento
individuali
tiene,
con-
più largo applicata, una
nella
nervosa
frase
La
Sarah,
senza
senso
Perchè
storia.
da
formula
intelligenza
nostra
sentimentale.
cultura
in
una
formula
una
Questa
,
nostra
diventare,
fare,
più raffinata, tutti gli elementi
della
gusto
da
un'indagine
Bernhardt.
Samh
nostri
psicologico dei
approfondire, o meglio
:
ricostruire
vorranno
il carattere
e
avranno
comprendere
^
è decomponibile.
T artifizio
dell'avvenire
i Bourget
linea
la
di
tico
este-
civiltà.
Quando
a
avvenuto
il segreto
sorprendere
Solo
me,
è
svolgimento
lo
naturale.
indice
un
che
il mistero
e
Per
263
BEBNHARDT
e
un
l'attrice
nello
stesso
raggio, invadente
tempo.
come
un
264
ATTRICI
fluido, inquietante
un
come
capriccio, evanescente
dal
fluido,
dal
un'
sprigionava
di
piava
dentro
la follia.
l'accoglievano
tutto
in
questo
bellezza,
dagli
occhi
bocca
multiforme
e
conti,
la
pingeva,
di,
in
una
tutta
da
quelle
il
tutto
vedeva
pubblico
l'infinito
un
pro-
forma
del
quelle
del
sentire
tono
nuovo
vivere
Ai'sóne
«
Ce
fnt
a
quelle
a
quelle
Houssaye
dans
ce
del
cosi
beau
cielo
a
classica
di
a
dava
presenta
salon
una
tutte
le
ganze,
ele-
spirito;
esprimere
recitare.
e
esplicazione,
quelle dello
dell'
:
dittatrice
che
maniera
toilette
del
dell'anima,
Betnhardt
nuova
merica,
chi-
e
dall'agitata passione
Bernhardt
della
,
questa
da
l'infinito
come
Sarah
un
si
pallone
a
armoniosa
Sarah
carattere
:
-
scriveva
figura ardente
una
donna,
la
—
—
nuovo
quelle
cronaca
,
,
da
la
o
afiBa^scinante
come
pura
impronta,
nuova
scoih
,
e
azzurri
dalla
Bernhardt
rinnovatrice
un
di
e
romantica
Sarah
ana
,
specie di Eufurione
una
cava
; sol-
vi
e
eccentricità
di
o
cava
Toc-
,
—
mezzo
questa
misterioso
intanto
dalla
sgorgava
saliva
in
e
—
notizie
,
d'arte
fllo
tutta
a
e
,
bara;
di
caos
sorgere
e
e
statua
scolpiva
si batteva
una
agitazione
Sarah
volontà
una
cuore
leggenda
La
:
cantava,
riposava
un
si
ombra
una
umana,
; indicava
poesia
raggio,
quasi di magia.
fuori
fronte
una
uu
,
operosità,
veniva
ne
,
pollice
sorgente
un'
come
dal
e
dall'
sogno
incanto
un
e
marmo
col
dal
,
attività,
quasi onnipossenti,
il
un'ombra;
come
capriccio
leggera
sogno,
;
da
Nelle
fessione^
Con-
Sarah
nhardt
Ber-
(di Morny)
que^
266
ATTRICI
del
lismo
uel
Vunità
intangibile
fatale
il mutamento
i casi
della
Pei'chè
hier,
attrice
che
ragione
di
che
pare
ap-
di
dere
ren-
Gaut-
Margherita
che
:
dare
è
poetico
dà
le
del
lore
co-
atti
naggio
persogione,
ra-
il temperamento
che
:
la
il
quest' altra
per
stesso
esso
magnifico
un
l'impulso,
di
tempeflato,
l'af-
la corrente,
quella incognita vis agitatrice
soltanto
che
fantasie,
fantasmi
(colorire
anche
E
è in lei
:
il carattere
risulta
semplice
meno
che
e
donde
Bernhardt
tutte
d' altro
riproduce.
non
mmento
di
e
,
modi
questi
semplice
questa
rimane
questo,
significazione poetica, essenziale, degli
parole
Sarah
tutti
la morte
e
si preoccupa
la
delle
tutto
petto
interpretazione
sua
di
vita
Per
!
non
e
di
della
sul
d'amore,
malgrado
eppure,
simbolicameute
morire
col
piedi, sognando
in
quinto,
deiramante^
e
fluisce
quarto,
la
destina
natura
comunicare
a
creare
a
mondo
col
e
ad
,
via
agire
per
della
recitazione
poetico; ogni
d'imagini
di
vorrei
dire
flgura
palcoscenico,
deve
umana
pubblico,
il
deve
vita
piedi sulla
e
tutta
sul
utile
quasi
e
Ella
dentemente
parte, evi-
e
tutta
comparire
plinto;
chela
nella
morte,
quindi
difficilmente, e
o
ella
solo
che
sul
flgura
signiflcare agli occhi
personaggio;
scena,
di bellezza,
principio fondamentale,
sparisce
non
momento
un
,
sempre
e
del
rende
lo
la statua
sempre
finché
sipario,la
in
che
momento
linea
una
inevitabile.
questo
come
è
Bernhardt
esteticamente
umana
passioni. Ogni
contiene
d'arte,
da
la
Sarah
movimento
un'anima
di
e
del
dietro
è
pre
sem-
quando
SARAH
necessità
1' assoluta
ma
se,
al
le
che
coperte
di
il corpo
per
è
lei, nou
debolezza
Se
Margherita
dare
fisica
V
ma
facoltà
le
tutte
1'
ritornando
che
dell'
anima
la
amore
facoltà
quelle
si
diritta
spegne
non
su
numero
di
d'amore,
o
un
E
Ti
tu
scaldi
Nostre
Son
E
La
fremì.
e
misere
mai
fé
più
che
non
mi
in
studio
Sarah
producono
che
a
sé
e
rappresenta
di
Federa,
di
Frou-Frou,
La
morte
la
:
Or
moi*te
sono,
di Adriana
denti,
ar-
Margherita
fiamma,
una
indarno
finalmente
vivrai
addio.
salme
nostre
e
A
eterno.
già
:
vivi
non
me
il fato
rappe
giurasti
le
la
più
,
come
sfortunato,
*
crea,
secondo
sogno
bi-
avrebbe
Cosi
soltanto
richiederebbe
Bernhardt
cui,
ospedale.
•
che
in
vive
più
durature.
menti
disgiunte
della
sbandarsi
,
come
Uno
martire
stèssa
se
L'importante,
momento
fossero
più resistenti, più
mente
ordinaria-
dello
nel
povem
,
licce
letto, le pel-
impi*essione
la
impressione
,
di
I
morente
pubblico
al
il
coprire
a
servono
duta,
se-
,
mobilio, figurarsi,
il
abolisce
nou
sta
impoue
lo
parte
abolisce
dav.uto,
momento
,
della
poco.
per
267
BSBNHABDT
secondo
passioni
morte
di
Lecouvreur
vari
capolavoro
è
una
le
personaggi
Lecouvreur,
un
morti
che
cause
Margherita,
di Adriana
ognuna,
dei
le
le
la
morte
la morte
di
stile.
composizione
268
ATTRICI
tecnica, di
profondamente
sentire
la
il sogno
Irouj
gli stessi
e
con
fa sentire
femminile
;
dialogo
a
il
pari
di
fuori
intendo
su
venti
può
due,
anche
non
e
morale,
Io
osservato
laFaustin
guarda
di
ma
è
la
e
so
non
studiato
in
allo
il
,
specchio
dico
,
teriale,
ma,
dieci,
su
viceversa
in
un
de
suo
le
verità
Bernhardt
caso
abbia
paziente
essere
Goncourt,
è
amante
la
quale
in
fine
del
ticolare.
parmai
come
—
mentre
di
vita,
muscolo
ri-
,
contrazioni
vita
abbia
non
quel
o
umana,
delia
ideale
quando
pur
poi
sofferenti
venti
quella
più
veray
brutale
due,
altri
questo
Sarah
se
di Edmondo
Eayue
quando
sintesi
tale
riscontro
eventualmente
William
su
sola
di Adriana
ricca
che
e
è
senza
,
rimane
e
da
più
su
al
ama,
artista
verità,
darvi
dieci,
che
che
la morte
diretta
il
rinuncia
casa
E
quella
darvi
eterna,
durante
creazione
,
generale,
fisica
altri
su
coscienza
una
un'
vera,
la
Frou-
basterebbe
che
ripeto,
può
sofferenti
alti'i
quella
l'osservazione
che
su
in
far
e
discopre
che
sorella
più
di
parlare
di
la
una
ancora
solenne, più armonica,
non
Bernhardt
Bernhadt
Ma,
di
controscena
creazione,
misura.
è
Lecouvreur
e
Sarah
proclamare
e
detta
stare
propria
e
Sarah
marito
pur
vera
far
così
fa-
attraverso
terz'atto
dissoluzione
la
la
e
tra
matrimonio
una
mezzi
anche
anima
follia. Nel
la
e
così
discoprire
per
un'
di
viglioso
mera-
queir intelligenza
vuole
,
dissoluzione
quel
volto
quel
psicologica,
passione,
vuole
vuole
ci
tmsfigui'abile
ciimeute
cosi
ci
vocale,
organo
Ci
grandezza.
assolata
SARAH
Borio
del
e
faccia
dei
onde
rifarle
di
tenta
e
zigomatico
gran
sensi
irritato,
suona
V
con
via
Bernhardt
Ma
,
cui
si
cui
è
è
arrivata
quei
diparte, che
più
nuovo
forza
vern
di
volta
nel
Del
resto,
Ella
forma
dell'essere
finezza
grande
una
ha
; ha
che
tutta
è
sempre
rivela.
fatto
ri-
ha
dotto
ripro-
ha
realtà
una
alto,
di
più
è
Ora
interiore
cui
in
appunto
che
la
per
che
processo
la
sta
larghezza,
volta
compie
essa
questo
Sarah
a
nhardt
Ber-
artista.
in
guardatela
sempre
più
di
per
mezzi;
sua,
appunto
con
di
più significativo, che
rifacimento
ed
duce.
pro-
ricostruito
quindi
e
un
i mezzi
ha
quei
di
in
il processo
essa
qualcosa
spirito questo
suo
è
la
stati
stato
sé,
sua,
parziale.
dell'arte;
ricchezza,
di
commovente,
processo
siano
sia
entro
ripeto,
,
studiato
trasformato
ideale
qualsiasi realtà
non
che
rappresenta
di
nobile,
si
ha
processi,
realtà
una
che
ciate
Cac-
artisticamente
essa
stamente
giu-
,
presenta:
appunto
che
scena^
il campanello
resta
dunque
so
moria
me-
dargli torto,
si
perfezione,
tale
operazioni,
quelle
la
a
non
—
quali
servita, quale
gli
che
abbia
che
so
I
gli effetti
'paziente
essere
sulla
caso
agonizzante
che
la
nella
potrebbe
cameriere
donna
quella
Sarah
se
il povero
energia
al
al
poi
nessuno
ultima
ordina
e
conservarle
per
,
e
gli sconvolgono
che
riprodurle
e
accorgendosene
,
26^
BEBNHABDT
la
tutte
le
intuizione
il fascino
Quando
sue
della
della
zioni.
manifestavita
poesia
parla d'amore,
che
stessa
è tutta
270
ATTRICI
labbra
delle
lo
di flore al
avviluppare,
in
come
della
quella
che nell'amore
del
par
di
e
da
venga
è ordinariamente
il
perde
voce
di strano
soffio
e
in
si
divorano,
tristezza
di
soffio,una
con
una
pianto; e
quelle parole, aiutato
e
le
la
e
fet-
un
nei momenti
voce
meravigliosa
e
la
tanto
quella
sonora,
forza
sua
più, non
di
tallica,
me-
de
s'espannato,
indetermi-
violenza; e
in
quel
si precipitano
fonica,le parole
fierezza
di
che
par
bestemmia
tutto
dell'artista. È
una
il destino
dalla scossa, dallo
—
e
drammatico,
momento
agita rapidamente
braccia
da
,
si sferzano,si rincorrono,
sull'altra,
nel
personaggio precipiti,
che
vibra
quella violenza
l'una
voce
canta
fresca
e
timbro, perde
un
il turbine
sua
fogliemosse
qualcosa di oscuro,
:
lo sdegno
primitiva gola umana,
più,non
diventa
ella
uomo,
quasi la dolcezza
palpita e
giovane
suo
la
allora
gioia,quella
una
suona
non
più;
che
voce
di esaltazione
ha
delle
susurro
vonio, quella
un
quando
soffoca,
passione l'avvolge,
voce
tenerezza
che
l'ira la
sethi-
tutti i riflessi e
alla fantasia
vince, quando
una
nella
scagliedel serpente. Quando
delle
il ti^itinnio
riso
sor-
ed elastico per
flessuoso
Fedora, la vita di
acquista immediatamente
la
dà sempre
Quando,
volto.
suo
del
se
sguardo, perchè
miosotide
tutto il corpo
zione,distende
più
sa
del sorriso dello
o
sguardodi quell'occhiodi
freschezza
si
s'illumina,non
è
carezza,
ima
un
baleno
scatto
—
il
quella, allora, la
del
con
voso
ner-
petto
Sarah
lAaJ
SARAH
Bembardt
della
BEBNHARDT
passione
de
...
E
la vita
allora
sola
cosa
horreur,
vague
del
passione
piena
menant
on
sait où.
ne
pubblico si confonde
la vita
con
della
moderna,
complicata, nevrotica, tutta
271
•
in
una
dell'artista.
*
*
Di
fronte
l'arte
alle forme
plastiche
rappresentativa di
palcoscenico, si
sul
emozione
nei
autori,
del
dio
di
vita.
fata che
di
l'arte
seconda
nello
agli schizzi dei grandi
nell'opera compiuta è il
È nello
Shakespeare
si scrive
Sarah
volta
stesso
per
Bernhardt
da
una
tempo
dice
:
è la
una
e
più ardente, di più x)enetrante e
canto
Ebbene,
d.
riprodotta
donna,
del reale
di
un
più
e
una
dà
che
e
della
:
quanto
rità,
ve-
di
ossessionante
saputo produrre il magico crogiuolodall'atmosfera
moderna
fusione
nostra
\i
vita è
del sogno
l'illusione
provvisazion
im-
tempo arte,
volta
vita
fata,ch'è
l'impressione dell'ideale
ha
La
la seconda
della
calore
stesso
«
bile
infalli-
il segno
pensiero ispiratore,il vivo
natura,
misteriosa
infinita
agitatore,cioè
fantastica.
produce
Beruhardt
la stessa
quali , più che
soffio del
primo
ha
che
sentimentali
e
Sarah
di fronte
si ha
che
*
dove
,
vaporano
il metallo
mente.
del
mescolati
nostro
cuore
in
e
una
stessa
quello della
272
La
ATTRICI
personalità
del
anni
più
di
gloria,
intensa,
Dicembre
Sarah
palcoscenico,
stessa
nosti*a
di
vita
essa
più
^898.
Bernhardt
ma
spirituale;
è
sempre,
completa,
uou
è
auai
manifestazione
ana
perchè,
ecco
e
più
ogni
gioi*no,
possente.
dazione
pro-
delia
dopo
pia
tanti
viva^
274
ATTRICI
realtà
più
e
fino ad
fatto
ora
metodo,
ricrearsi
nostro
tempo
Ella
cresciuta
tristezze
dalla
forza
questa
da
io volli
E
Ella
mi
Io
—
tata
tormen-
e
nelle
e
le
cate
compli-
gravi istorie
fati,indipendentemente
individuale.
dalla
apprendere
disse
ho
,
ragioni
più
che
tuire
in-
Eleonora
voce.
tutto
su
i suoi
volli
viva
sua
Le
quello che fa.
ragionamenti intorno
anche
ora
ho
a
sento
tutta
fare, non
mi
la
che
tempo,
,
sia pure
qualcosa di
tentare
fino
ad
nelle
il
e
qualcosa che
quali
desiderio,sia
indefinita
risponda più
sèguito
più. Sento
contenta
muore
nuovo.
ora, quello che
,
direttamente
recito
pur
verso
rinasce;
sento
e
vago,
una
e
:
dentro
già caduta^
parte falsa,caduca, anzi
produzioni
stesso
di
fatto
qualcosa
me
delle
:
bisogno
Quello che
che
lotte
più
tura.
lettera-
nostra
tempo, sogna
volontà
ascoltare
sìa
non
tragedia;ella,delicata
dai
nuovo
un
tragedia.
alla
di
della
nelle intime
da
somma,
distruggersiinche
forma,
ragiona profondamente
Duse
di
:
trasformazione,io
sua
me,
d'arte
neppure
create
dalla
e
uscire
,
una
del nostro
gravi fortune
le
e
la
sogna
anima
di
,
quello che ha
e
forma
nello
zione
l'aspirad' arte
più profondamente
•
-
.
del
in
di
carattere
nuovo
un
nel
ella si tortui-a
:
mediata
im-
qualche
,
sforza,quasi,di
sistema
nuovo
un
per
e
ella si
:
stessa, di rifarsi
se
antico
più
da
ha
,
qualcosa di diverso
far
di
ella
Eppure
vera.
tempo, la nostalgia dell'
pensiero
artistica
l' espressione
darle
di
e
ELEONORA
allo
stato
ideale, la
4)am6lie
«è
-delle
dramma:
cosi
nervosa
Signora
dalle
io
mia
della
il
debba
di
far
a
Vi
false
passione.
che
panni
cosi
e
le
un
anche
la
E
fiera
da
pare
e
;
muovere
il
raffigurare.
mi
attrice
Ma
nei
mancare
a
dalle
perle
disgusto
venire
mezzi
le
di
costretta
glie
Mo-
camelie!
umiliata
stessa
la
Signora
legate
coscienza,
arriva
non
la
grande
miei
dei
fisica
Claudio,
tien
son
all'altro
ibrza
spirito. Magda,
il fll d'oro
della
protesta
che
che
diventa
momento
ÌSb
!... Sono
persone
spesso
la
male
! il resto
resto
di
fll d'oro
un
questo
mio
Moglie
Meno
ancora
-di
del
presente
275
DUSE
la
corrente
braccia
non
,
iWTiva
far
a
labbra
le
muovere
la mia
oh
Allora,
fare
•di
Del
"50si
•dair
dei
—
volta
nel
quelli
mi
tavola
di
di
ella
che
un
"5he
si
infine,
buttare
la
tutta
pa-
—
;
sicurezza
d' arte
drammi
quando
per
alla
schietta,
affacciai
sempre
in
al
più
,
quando
italiani
da
passai
a
quella
questi
,
afferrarmi
come
a
e
da
una
,
di
speranza
immediata,
Cavalleria
mondo
poi
a
venga
,
allontanai
annunziava
accade
mi
—
progresso
dei
,
mi
parti;
spirito. Bicordo,
mio
francesi
più
quella
:
di
e
attrice!
riprese
,
forte,
ribalta
delle
bagaglio
interpretazione
drammi
voglia
attentamente.
resto
maturazione
della
gliare
sve-
inebetita.
come
sola
una
a
,
mio
del
ogni
,
che
i lumi
ascoltavo
—
ho
non
rimango
: e
i manoscritti
tutti
«ottiglia
Io
allora
spegnere
fuoco
al
intelligenza
arriva
non
,
un'
come
rusticana;
delle
ombre,
arte
più
quella
quando,
di Ibsen.
276
ATTRICI
Hicordo
le lotte col buon
ancora
abbandonassi
voleva
non
Cavalleria
tuoi per
di licenziarmi
Sentivo
Perchè
E
—
Con
—
che ?
con
mi
Io
So
l'ho
ve
l'arte antica I
più
mi
paes€
financo
e vìnsi»
insistei,
gli stessi
,
che
sento
ora»
,
?
ora
io le chiesi interrompendola.
detto
la
con
raccolsi
finora ? Non
lo
pete
sa-
tragedia I
nella
poltrona, per
attentamente.
voi
che
anche
Analmente
—
sprofondai e
ascoltare
—
vincere
che ? Non
? Con
io
preoccupazioni
dovrei
dei
minacciò
Mi
compagnia. Ma
le stesse
non
buoi
e
che
Eossì,
gli stessi rincrescimenti
allora
disgusti,
Moglie
rusticana!
dalla
Cesare
siete
contrario
:
ricordo
Gomédie»
articolo
sulle
Ma
dispero di convertirvi;perchè la ragione è
non
Erinni,
parte mia.
dalla
fede
profonda,
scena
bellezza
I
greca.
un' arte
eterne,
solo
non
partendo
la speranza
e
pura
da
sana
da
il
movimenti,
i
che
Anche
Le
nelle
quelle
il colore
opere
sacre
dell'arte
della,
linea
,
l'arte
del-
la linea
linguaggio
che
dare
dell'antichità.
regioni, si può
a
educazione
della forma.
due
il
novamento,
rin-
parole eterne, le verità
di arrivare
Berlino
perchè ho
antica
colore,la
movimenti,
corrotto.
sono
la formula
e
di corruzione.
parliamo è
noi
la fede ;
e
sincera,in questo inevitabile
la forma
verso
nostra, sono
di
ragione
della
questa inevitabile ascensione
in
della
e
La
sugli
e
attori
il vostra
Ecco
lettere entusiastiche
avere
pubblico
al nostro
qua:
di mia
E
la
vo
rice-
figlia
ELEONORA
che
Antigone,
per
hanno
•della
io
pelilo
•del
essa
Mia
di
j
farò
appello
miei
dei
cospirino
«
di
parlato
ho
italiane
di
giovine
•demann
ai
la
di
Il
:
—
di
teatro
E
se
Tina
di
Sardou
di
—
restaurazione
intanto^
Io
mi
aiutino
Yi
impresa.
le
scene
creatura
carnare
in-
per
gentilezza,
di
di
!
Lorenzo
cezza,
dol-
Qual
—
ella
non
di Tina
B
Antigone?
attrice
alle
e
e
di
in
me
di
renzo,
Lo-
perchè
dovrebbe
non
comedie
Eschilo?
di
Su-
perchè
quest'opera
lenne
so-
?
d'Albano?
—
4)Mì
interruppi,
riprese,
Ammirerei.
Ma
vimento
mo-
genze
intelli-
le
tutte
quelli
Sofocle
unirsi
ella
di
di
sorriso.
—
di
tipo
già gloriosa
e
?
questo
Ebbene
la
pronta
più perfetti
tragedia
fosse
d' arte
,
:
scienza
co-
to,
quale intelligenza, qual sentimen-
drammi
dovrebbe
non
a
?
vero
l'incarnazione
per
preferire
è
femminile
e
e
magnifica
questa
bell'e
voce,
più propri
forma
d'arte, perchè
meraviglioso
pietà
sfigura, qual
a
già
hanno
nella
dall'Italia?...
volontà
Antigone,
quel
questa
me
quello che
presto
perchè
le
festa
compagne
E
cominciare
legio
col-
sue
pura...
e
compagni
con
le
una
tutte
a
nulla
di
a
dovrebbe
non
nulla
sa
del
della
aspirazione
nobile
assolutamente
occasione
alauue
nell'aria, e sarà
V
tutti
in
sannp
è
Ma
collegio.
altre
figlia non
non
come
,
le
con
rappresentato
direttrice.
277
DUSE
credete.
con
sorridendo.
una
irradiazione
278
—
—
ATTRICI
Non
iie":^o.
Non
avete
fede
io
Naturalmente,
Ma
cbe
idee
Le
ella espresse
il
si forma
è formata
dalla
capaccio,
si
non
l'anima
della
movimento,
non
hanno
dei
fantasmi
ha
d'arte.
quella data forma
Friederick-Lemaitre, i
artisti di ricchezza
Quando
la
mano
ma
sia
l'espressione
alè
non
è il gesto di
e
senza
rinunziare
dannarsi
cona
mere
espri-
dice
e
contemporanei»
attori ;
Heine
sugli occhi, pareva
le
ebbe
sue
passione
—
che
e
questi
di
intei*pretazione
Bocage,
di
legato il
ha potuto
teatrali,
suoi
nella
abbia
Il romanticieimo
suoi
ideale
—
vita
dell'anima
attrice
i suoi
avuto
gloria che
avuto
storia
attrice,che
volgere le spalle all'arte dei
d'arte
che
o
folla.
al mondo
Ogni forma
di
della
contemporanei;
può impunemente,
attore, nessuna
nome
ricolose
pe-
vorrebbe,
essa
è necessario
grande
una
dal
della
prodotto
sé,quale
indice
un
uscire
a
il
sentimenti
ma
più
le
qualcosa di separato,
è
ma
da
presente. Il gesto di
folla;e
è
I
governano
la fortuna
contro
vita, quale
dei
suo
fosse
Duse
pensiero,sono
non
estraneo, alla vita,
Nessun
cosa.
che
e
me,
assumere
Un'attrice
stessa;non
una
nella
Eleonora
a
suo
si possano
un'attrice.
un
che
?
cosa
fede
avevo
neppur
momento
questo
che
di
non
nella
o
me,
via.
buona
nella
in
credevo
non
in
umana
Bocage
la
morte
i suoi
Dorval:
rivabili.
inar-
si metteva
dicesse
:
•f
^
sorrideva
qnando
Fuit;
sulle
labbra.
sue
femminili
dice
Alessandro
onestà,
resistere
che
critica
il coturno
gaise,
adatte
oi)ere
Bossi,
nostri
nella
la
ciano
alla
il passo
di
voce,
Ma
Dumas,
Sarah
delle
quercia
il
dei
la novella
Sardou,
passioni,
dei
del
sorgono
Eleonora
problemi
nostro
loro
e
voce,
da
che
paese
si abbraoil
gesto,
tragedia
sono
'48.
del
il passo
sorge
Bernhardt,
nervose
attori
questi grandi
gesto,
quando
del
La
antica.
mento
senti-
questi esuli,
di
d'arte
storia
del
Ristori, dei
nostm
Salvini,
'48
del
stesso
quercia cui abbracciarsi,
sacra
,
nella
e
della
l'arte
nostri
dei
patria
loro
trovano
non
per
fran-
quelle
a
È lo
Italia.
e
trovando
non
estende
si
Fi*ancia, in
trionfa
ch^
Corinna
tragico
e,
e
calza
48,
Conièdie
piena
liichel,
presente,
in
Come
passato.
la
nel
nel
rappresentato
grande
mere;
espri-
all'attore
che
LaRichel,
in
amor
d'arte
può
tempo
suna
nes-
di
L'opera
—
È il sentimento
la
con
del
declamare
col
che
forza
linguaggio
avere
Marsellaise,
la
trionfa
che
dopo
finisce
Medea,
il
corrisponda.
e,
,
ha
MenioriCy
sae
pareva
scena,
l'attore
i cuori
Friederick-Le-
all'amplesso.
solo
all'opera d'arte
E, nelle
la
—
tutti
che
quando
sulla
si levasse
Gautier
castità,nessuna
nessuna
l'accento
la
che
d'amore
legale potesse
e
lei.
con
Dumas
parlava
dieeva
—
dieu, pareva
sospirassero
maitre
ha
Mon
sospirava:
Dorval
il sole
che
pareva
Quando
—
279
DUSE
ELEONORA
-
arte
degli Augier,
anche
le
Duse,
cioè
spirituali
tempo.
Perchè
sorelle
dei
Chèri,
le
interpreti
e
delle
niente
lattie
ma-
è in-^
280
ATTRICI
differente,
niente
vive
vita
dell'arte.
nella
quello
che
è
la
cosa
io
della
se
la
squilibrio
nervoso
se
significa
Duse
del
veria
sistema
sulla
sulla
in
armoniosa
di
dal
gesto
trepida anima
salire
dal
non
essi
a
fino
a
quei
turbine?
rimase
fra
sole
della
tragedia
della
cieli
Ella
i suoi
echi
antichi
e
!
contemporanei,
dere
ascen-
tati
tormen-
e
fuoco,
cosi
imprendere
quale
ali
di
astrusi
nervi.
e
per
scienza.
co-
rita,
atter-
o
Per
folgore
i suoi
sioni
vi-
austera
quali
carri
aveva
meva
fre-
e
sapevano
tanta
con
teatri,
grandi
alle
arrivata.
dalla
per
Oazzola;
sbigottita,
nuova
non
nella
eroi
artisti
ardire
chiezza
vec-
di*am-
dei
l'aria
nostri
solcati
del
della
e
degli
quelle glorie
parve
ap-
vibrazioni
ancora
semplicemente...
aveva
Ella
Pezzana
i
:
dividuo
dell'in-
glorioso della
sentirsene
legion d'aquile
aveva
viaggi;
dovette
muscolare
tipo.
degli spettatori
che
prevalenza,
del
ultime
iQro
nobile
tanto
con
fino
e
sull'emozione
gli ultimi
e
passo
vita
Certo
scala
dal
e
dell'antica
la
società
specifica coscienza
fremeva
l'animo
ancora
svegliare
Che
tante
rappresen-
sistema
interiore
Giacinta
cui
in
tempo
le
la
scena:
il gran
Eistori
davan
romantico
rotta
di
prova
nostra
suirorizzonte
si spegneva
un
troso
ri-
a
stessa?
grande
e
generica
quando
scena
di Adelaide
gola
della
coscienza
sulla
ma
Duse
sul
nervoso
la vittoria
:
classica
svolge
grata
della
glorificazione dell'emozione
esteriore
più
la
non
si
vita!
nostra
il trionfo
Quale
non
Eleonora
la
sostengo,
Duse,
dello
isolato, niente
essi
E
con
senti
e
282
ATTRICI
dramma
della
il
lacrime,
si
sorriso
cade
braccio
vita
in
si
di
ghigno,
un
di
la
spasimo,
rezza
ca-
l^ab-
e
soflTocare.
col
Eleonora
in
ti'amnta
contrazione
una
finisce
dolorosamente
appanua
Duse,
grande
questa
squilibrata
ìu
cui
,
il
sistema
tiranneggia
nervoso
dell'organismo,
cui
sorriso
quando
a
di
il
la
cui
quando
sguardo
ha
del
passionale
vitale
forza
ritornare
e
delle
nostri
dei
alla
primitive
e
nella
esaurito,
nervi.
semplicità
vendette
ondeggino
forma,
sua
organismo,
nostro
E
dei
zioni
fun-
nel
accennino
che
paura
altre
ammalata
par
di
lampi
tristezza,
contenuto
profonda
questa
nel
e
le
tutte
difficilmente
primitivi
umane!
a
bre
om-
tutto
tutta
trebbe
po-
menti
senti-
(EST«^*--'
di
Tina
dieci
Da
questa attrice
piene^
gli
e
è
teatro
è sul
sorprende,
,
un'attività
e
può avvivare.
è sempre
come
Ella
la
ama
:
qual'è
limpida
la forza
vera
a
Maddaloni
al Eossini.
arte,
sua
le rimane
Trovandomi
di
Il
suo
spiritoè
e
mi
—
di
questa
Napoli,
invitò
Vedrai
Ma
alcuni
alla
un'ora
uguale,
sempre
la
fantasia.
gentile
con
le è
è
il
gnità
di-
la predilige,
grato, e
qual
carattere,
attrice!
anni
prima
cke
vigorosa giovinezza
sua
la esercita
fedele.
un
che
energia
agile
e
in
rammarico.
un'
solo
voce
quar
dell'anno, tutte
che
la
O-
sempre
arrivo
un
mesi
la
pubblico.
sono
suo
spiegando
questo, il pubblico
per
e
undici
palcoscenico
Il
tare,
reci-
a
presenti,
partenza
sua
costantemente
sere^
si
veste
ardenti.
entusiasmi
festa; la
una
il
in dominio
le platee
intei-preti,
carattere
lunque
le
tiene
vada, in qualunque
vunque
Ella
quaudo, cioè, cominciò
da
anni,
fiOrenzo.
addietro, il
del
Buit
suo
precipita
—
mi
duca
hora,
disse
284
ATTRICI
acceiiuaiido
madre
sé, e quasi piegandosi
a
vedrai
ma
—
rilevando
come
che
primo
che
nei
suoi
dai
e
rimasi
ì Non
io
ho
non
di
nome
d'angoscia
di
mia
il mio
allora
se
Bossini
hora^
e
Tina
Di
Lorenzo
mi
con
grande
successo
d'arte.
cominciai
tutto.
»
Ne
della
Ella
resta
parola
a
come
un
fondo
come
né
perchè
recitato
Si,
«
primo
sorpreso,
successo
nella coscienza
del
al
nel Ruit
il
successo
rendermi
del
Chiesi
hora.
mai
rimasi
a
grido
alto
del Euit
il
Lorenzo,
nel
so
,
ragione
Di
un
né
,
Soltanto,
hora.
risposto:
da allora
e
ffisciuo secreto
Lorenzo.
solo
fu
so
visione
avesse
Napoli. E
che
sentire
di
non
quella
nel
Tina
,
e
perdoni
una
Buit
prima
di
primo battesimo
ecco
alla
e
loni
sa-
dopo,
quello
—
una
memoria;
pensiero còrse
mi
né
del
come
passare
della
oscuro
duca
parve
giorno
e
—
dai
,
al Costanzi
me
Napoli la
distratto
della testa
lei,a
di veder
eco,
so
personaggio
un
al
ricordato
mai
in
vie;per cortesia,
ero
,
il buon
fiero movimento
un
Di
che
scorso, recitando
l'anno
nelle
e
più
aristocratico,
avuto
partenza
Quello
so.
delle ombre
è, che
a
la mia
il vecchio
l'accademia
quella prima. Ma
per
mondo
caffè
per
,
aveva
trascinare
salotti nel
dico,rimandai
il
tempi
E
ammiravamo
boemo
un
terra
se,
aggiun-
scintillanti.
e
giovani
come
letterato,
un
che «or^e—
verso
curiosità,
noialtri
ispirazionedi
felice
sera
eccitata
per
gentiluomo,
ohe
ridenti
gli occhi
cortesia, non
un'ora
anche
fliio alla
,
e,
conto
fesso,
con-
del
di Tina
pubblico:
Un'attrice,che, udita distrattamente,e
«hAai
TINA
forse
osservata
poco
dato
un
a
fantasia, risorgere
cosi
vincere
di
ripeterlo
vi
che
fatto
ha
di
attenzione
vita
spont«;neamente,
nell'intimo
sensazioni;
affetti
di
bisogno
sono
vi
Ella
che
vi
e
efficace.
Tale
vide
sali
il
la
è
sua
via
somigliare,
nella
voi
sentite
ri-
lo
risvegliarlo
vostre
espressione
visto
provate
,
stessi
nei
volta
una
scenica
gli
de-
movimenti
quell' espressione
colui
colei
o
un'artista
che
esse
per
utile, perchè
Lorenzo.
Le
nuove
modello
un
petete
lo ridella
delle
avete
chiaramente,
palcoscenico.
o
suono
di
di
voce,
è
Di
Tina
voi
scena,
particolare; significa che
quella
commuove,
negli inizi, un
di
voi
artistiche; e
altamente
muove
in
più
Se
eccitata
laboratorio
vita
quell'atteggiamento,
il
se
ricercate
che
vostra
le
conto,
rappresentazione
della
consimili
anche
talità,
vi-
,
sentimenti
riprodurle
sé cosi
di
drammatica
le forme
nella
in
germi
sulla
;
insomma,
dei
e
delinearsi
il
se,
alla
individuale.
T anima
e
ha
tempo
rendervene
tremar
Euit
parlare
e
che
ammirato
peripezia
una
artificialmente
dire
coscienza
nella
menticata
di-
ripresentarsi
il
senza
pensatamente
del
protagonista
indistruttibili
avete
chiere
chiac-
quindi
e
spirito, muoversi
delia
che
l'atteggiamento
voce
allegre
udita
me
attraverso
stratificazioni
tentate
da
voi, vuol
a
elementi,
da
dure
le
momento
nello
dinnanzi
veramente
fu
quattordicenne
può
vigorosi
fra
come
—
palchetto,
uu
la
"—
285
LORENZO
,
di
hora
DI
nella
esempio
dal
attrici
primo
hanno
fantasia,
che
a
credono
giorno
pre,
sem-
cui
gnano
so-
sia^
286
Lorenzo
di
gior
gli
prime
anni
di
studi
e
Il
in
pensiero
suo
dire
le
di
educata
lo
personalità
Ella
da
nella
resa
signorile
Così
lità
qua-
artistica
sulla
si
sia
intima
sua
incertezze
ebbe
si
che
diventate
siano
stilizzata
della
gusto
sentimenti.
non
nessuno:
correttezza
morali
era
dieci
1' ha
suo
personalità
quasi
umana.
tezza
raffina-
dopo
,
apprese
natui'ale
suoi
sua
e
mag^-
dato,
recitazione
non
dei
la
e
con
,
qualità
sue
estetiche,
formata,
che
gò
pie-
giore
mag-
maggior
oggi
e
si
con
e
metodo
ella
e
oggi,
le hanno
dell'eleganza,
e
la
Tina
non
intende,
,
con
stessa, nel
se
s'
e
l'esperienza
e
prjve.
semplicità
può
colori
è
che
diseguo
eccellente,
trovò
del
Quella
interpretazioni
attrice
lo
modello,
,
che
alle
di
ricchezza
,
nessun
esempio.
precisione
fortaiiatamente^
ma
;
scelse
non
nessun
a
seguire
di
dovere
loro
Di
ATTRICI
non
,
ebbe
tentennamenti,
della
volgarità,
mondo
letterario
ricordo
col
della
giusta.
«
trasformarsi,
per
e
suo
di
deve
fatta
avendo
»,
dovette
stessa
metodo
studio
della
cosi
ricrearsi;e
sicuri, sulla
n
gesto,
non
di
per
rappresentare.
nei
della
lascia
quasi impone
ne,
dell'intonaziola nota
bisogno
di
riformarsi
perdere
tempo
progressi
delle
comprendere
nella
nel
o
di
gere
distrug-
furono
rapidi
originali facoltà,
sue
è
nel
come
prima
a
positi;
pro-
tentazioni
tutta
recitazione
Come
suoi
scena
e
cadenza,
trovò
i suoi
base
le
mondo
la tradizione
frase
Non
nel
che
del
dubbi
immediatamente
superando
e
ebbe
non
eguale
il
al
suo
todo
me-
personaggio
che
recitazione
cerca
di
TINA
alla
arrivare
cosi
del
essenziale
tipo^
il valore
solo
non
nel
Quando
zenit
della
tutta
eccitata
più
duello
Nuova
camelie
invece
costumi.
ci
un'attrice
Ma
!
trovano
dato
aveva
le
diversamente
Neil'
delicate
particolari
;
ma
disse
alla
dice
—
sulle
da
della
lo
la
l'altra,
dal-
una
di
gone.
para-
Beruhardt
allora
avrebbe
non
volte
plaudito
ap-
altre
,
la Marini
che
dal
scene
simo.
Veris-
tragedia.
potuto
fare
Mai-ini
non
studio
il momento
la
tiste
ar-
e
personaggi
un'eroina
ardente, indomabile,
vita
tante
altri
venga
le due
termine
avevamo
sfumature,
era
il critico
1'
dalla
interpretazione
allo
era
interpretavano
qualunque
italiana
volta
s'è visto
cosi
si
prima
fra
alla
attrici
E
cora
an-
teati-ale
che
Ma
«
rivela
aveva
lo chiamava
—
la
metodo.
Marini
cortigiana posta
,
Dumas,
la
due
Erano
della
non
attorno
quale
nel
Marini.
altri
passioni,
cosi
rappresentato
quello
del
venne
bordinare
su-
lie,
came-
perchè
opinione
Gauthier.
le
dalle
anche
Antologia
che
—
dramma
la
1'
e
—
scompariva
che
Il
;
combattuto
dalle
Signora
€ra
dal
Margherita
critico
quel
fortuna
sarebbe
di
morte
trionfo)
quella
esempio,
Signora
Duse
veramente
a
per
Italia, Virginia
in
della
allora
si
del
e
importanza,
(Eleonora
1882
sua
della
dell'attrice, ma
Berndardt
Sarah
dà
carattere,
parte
Osservate,
molta
gli onori
avuto
di
di
pare
la
del
rendere,
quella
e
ch^ella
interpretazione
mi
scoprire
il resto.
tutto
che
più semplice
di
cerca
287
LORENZO
espressione
studio
nello
DI
cortigiana
dei
più
della
ceda
trimenti
alsi
nuti
misione
pas-
il passo
i;
"Ii "ii'
r^-.»
Finse
K
tair
«lelln
.
iiai'(*
i
iipi)r(Mi
"'lu\
ai-
-.?"i:3^*
H"*U"iia
i
la finn
)M'(Mnaii
Se
-•-f--^i
1111
V"M"
dalla
III
"•'
fj^enti,
ri-
(lal)l(M'
«
violcMita.
pi
(jiuisi
"'Ji(».
l'a.s
(»
si
non
-
Hto.ZZC,Il
ON.se.
Il
.ili
.-
"li splene
inedioere
del
liiofj^o
(piale avi
eiion^
Il
ruoino
di
divisi
,
ì
])t
dalla inoi:"
-1
288
ATTRICI
d^infamia
cancelli
1' obbrobrioso
e
l'attrice
italiana
si
Tutto
grandezza.
sua
di
ragione
che
gei'e
la
Cosi
commenta
Ma
è
proprio
tutti
i
d'amore
?
nella
realità
sua
farne
convenga
cortigiana
all'ultimo
soddisfazione
luce
che
fra
come
si
intellettuale
posto
Dumas.
la
,
ora
io
lo crede
da
tragedia
può
credo
,
,
Eicordate
attrice
per
come
di
il
Sarah
la
una
parola^
E
osservo-
Tina
Marini,
Di
la
e
s'intende,
qualsiasi
su
Bernhardt
nobile
la
e,
nervosa
e-
,
Eleonora
tipo
e
che
neppure
diffonde
di
aggiungere
signora
credo.
(con tutta^
cortigiana
Gauthier
all' ultima
della
chia
mac-
tare
rappresen-
altro
non
non
non
grande
per
che
la
Margherita
Io
?
che
vero
lavare
a
e
tore,
scrit-
vero
proprio
prima
Bernhardt
si
una
soggetto)
che
della
cortigiana
atto
V eroina
Tra
Lorenzo.
dalla
—
Margherita
che,
artistica
,
proprio
È
vero
cortigiana
una
è
?
e
dell'autore».
bastato
proprio
sempre
,
primo
con
È
indelebile
riproduce
e
commedia
sia
fronte..
in
l'autorevole
Ed
della
media,
com-
basterebbe
porta
pensiero
cortigiana
essere
oceano
che
Dumas*?
atti
cinque
ad
nessun
di
ad
della
d'amore
enuncia
che
quello
pensiero
continua
dal
il
atti
Bemhardt
la
esattamente
il
in
anche
soggiuu-
continua
cinque
indelebile
macchia
riproduce
la
i
avrebbe
io,
Gauthier
la
tutta
potrebbe
e
oceano
un
in
mis^
ci
Dumas,
tutti
in
neanche
la
lavare
il
marchio
rivelerà
non
Margherita.
sua
che
e
questo
esclamare
coi*tigiana
essere
a
amore
l'
donna,
alla
che
quando
Duse,
ha
vi è
ancora
voluto
fosse
creare
sorto
nel
TINA
Drmaas
il
scrittore,
anche
e
povero
dramma?
quel
di
pieno
e
289
XORENZO
^i.rsbgnatele,plenm
tulio, pi^^^^B
sicché
gli fa dìficile di
non
lo
scrittore
sa^culus
essere
era
Gar
di
quelle
come
,
giovane
.Dnplessis: Ma
avvenire,
tasche
le
con
Un
--
.cortigiana,Mari^
npa
giovane
era
se
di
peQsiero
amava
DI
aranearùm;
alla
messo
porta
.
eo^igiana,
dalla
lire.
di
amico,
un
di
le
rivederlo.
Se
—
subito
date
mossa.
né
pagata,
essere
bontà,
di
atto
fu
agli
assunta
a
ben
e^ in
é
commedia
che
V
mis'
leggerla
ideale
della
l Morello
Marini.
—
NelVarte
donna
gliate
Ripi-
—
bisogno
Da
sto
que-
la
Duplessis
fatti^
In-
Ganthier.
tutta
della
bontà
buona.
nella
Dumas^
sicuro
vita
la
Tutto
dell'Autopsia
sono
e
Maria
IMspiratrice; e
esclamare
Ma
com^,
Dumas
considerarla
della
il critico
potuto
An-r
—
la
,
stata
della
io, dice
vrebbe
é
—
di
pensiero
die^
lei
ho
altri I
Margherita
ben
materiata
ne
da
di
circondata
non
compenso^
di
e
fosse
amarlo
nel
onori
rispose
creditori:
lui, né
da
sorse
gloriosa commedia;
insaputa.
—
per
,
pregarla
e
sua
dai
! Per
danaro
Duplessis
malgrado
,
commosso
,
quattrini,ecco
ritorni
perseguitata
e
il vostro
di
io, a
presto
soggiunse
uscieri
dagli
le
di
bisogno
avete
quale
dalla
braccia
nelle
innamorato
dirgli che
a
E
—
deir
pene
lire I Ve
cimila
é
si recò
tantia disperazione,
raccontarle
il
—
pa^
diecimila,
a
piangere
a
ricco
amico
pn
del
ammontavano
,
,.:egliandò
Disparato
il momento
venne
che
cojiti
dei
gamento
quando
persona
vente
vi-
protagonista
questo
del
1882
ci
non
che
a-
all'interpretazione
che
non
direbbe
lo
10
290
ATTRICI
stesso
toglie
Margherita
a
tutto
Passando
alcuni
la
eccezionali^
V
naturale
ai
autorevoli
delle
tazioni^ almeno
dire^
per
le
tipo
nelle
pagine
studiato
nelle
rappresentazioni
avevano
fatto
il loro
cavallo
—
di
credo
sebbene
al
battaglia.
libro
il
Signora
delle
dalle
spettacolo
di
rispettosamente
che
lei pareva
di
al
di
l'autore
quella
Ricordate,
per
libro
dare
nel
terzo
l'
martire
il
atto, le
zione
ispira-
al
pubblico
generale
mente,
onesta-
quale
il dramma
dell'amore
Di
questa
con
si i)ropose,
voluto,
,
studiando
l'arte, di rendere
l'avesse
dolce
dire
Tina
rivista
una
ma
ne
,
,
qualità artistiche;
sue
essere
attrici, che
rivaleggiare
sbalorditolo
che
più modestamente
si propose
non
V
si propose,
non
più
con
si
che
tanto
voglio
non
è
le imi-
per
:
fini
chiese
Ella
camelie^
attrice,
queir
uno
consiglio.
iu
.s'intende
sapientemente
e
che
Cam'
Margherita
—
e
attrici
non
delle
Ma
più
,
e
se
Dumas,
soggetto
anche
tornò
Lorenzo
del
di
carattere
parlò
difiBèrenziazioui
il
mano^
mano
cni
Dtimas
Europa.
—
all'altra,
studiato
o
ha
presentata
d'
pubblici
servi
—
del
delle
l'hanno
interpretazione
una
fra
primitivo
suo
cinquaut'anm
,
la
le
,
Margherita
il carattere
guise dinnanzi
varie
il
invece
di
volgere
loro
se
messo
quello che
temperamenti
povera
perdere
col
Facquistare
può
quale
le haniio
tutto
tanti
traverso
a
quasi
nel
quello che
la
—
Dumas.
messo
con
Loi*eiizo
aggiunge
le altre^ certamente
Ani
Di
Tina
quella di
per
e
a
cologico
psidel
vere.—
do-
parole di Marghe-
TINA
tronipé,ouplutót
étes
folle; oni, fai
puis
de
noiitre
ma
volta,
di
figura
pensata
du
i
farsi
suol
,
Maria
è
Duplessis
che
Margherita
che
un
amore
un
diede
puro
•affetto
riabilitazione
di
mille
,
ì
—
Tha
la
realmente
il momento
si
storico
volere.
e
pensare
sulla
scena
di
vita,
isterica
a
e,
sotto
,
sbagliano.
nella
Armando.
elementi
si
,
ad
Come
sogna
Bi-
di questo
didascalia
smaniosa
innocente,
una
honne
suis
di vedere
sfiorita
morale.
je
,
solenne,
di
tale.
dirsi, penetrata
nerv^osa
anche
volte
,
!
sformata.
tra-
fondamentalmente
quali pretendono
suol
ha
conosciuta,
e
,
fargliela
come
V
Vamore
Dum^s
quale
dovevano
Margherita,
a
ricreò
Lorenzo
passalo,
credendola
alla
della
quella
allez
cceur,
bene
Eb-
Margherita
urv^riste
apprezzarla
con-
nie
vous
—
ancoia
inganna
e
cceur,
irasformée.
:
voluta; quale, anche,
coloro
volte
crede
la
goutte
du
dit,fai
avirto
più traccia
Margherita^
e
come
ha
Ella
J'ai
Di
psicologico
Tutti
è
evidentemente
Tina
brano,
di
la
per
i^ieona.
Attenendosi
di
tutta
sHnganna
ma
rivelerà
o,
m'a
mondo
conoscerla
una
que
resta
ne
non
Il
e
Armand
dumasiana.
la dernière
quand
verrez
été
Veffaeèr,ds-
pàur
ait
vous
vous
parole
queste
comedia
quoi qu'on
Cesi
mieux.
in
!
b'onne;
suis
je
allez!
sì ;
Oh
sang.
mon
mais,
jusqu'à
donnerais
faime,je
que
vous
vous
tronipé.Oui, fai
été
avez
vous
triste passe;
un
monsieur,
^.^Oui,
di AiTnaiido
padre
ritaal
291
LORENZO
DI
prima
Dopo,
la
un
un
La
camelia
disciplina
giglio
eterogenei
la
,
esiste
non
desiderio
vita
di
l'amore,
quel-
ingenuo
sulla
ruzione
cor-
figura
di
292
ATTRICI
si
Margherita
Tina
E
Di
d'
della
tenerezze
naturalmente,
è
le
altre^
ancora
facil cosa^
mare^
fanciulla, l'onestà
della
non
e
è
merito
alla
imposto,
del
il terzo
a
e
vorrei
calda
,
ogni
in
atto^
me
sia
pare
profonda
in
ogni
in
:
,
la
fa
che
déìì^
l'artista
la
bellezza.
dei suoi
gherita
Marficio
sacri-
glia,
famisulla
vista,
cato
luce^ giudi-
determina
tutta
una
mezzi,
si
è
crisi
trice
L'at-
sita
squi-
ogni particolare scenico^
parola
intensa
,
di
assoluta
movimento,
dire
di
averla
questa
si
sibile
invi-
all'uomo
non
Lorenzo
cui
tire
sen-
per
rai)presentata
criterio
a-
depravazioni
vita
e
Di
per
lontana,
famiglia
sotto
questo
padrona
si mostra
in
di
guida
dramma^
Tina
Guardato
rappresentata.
esaere
ma
una
vista
ancora
di
piace^
all'idealità
ma
fere
ma
solo
non
nelle
sua
fatto
Margherita
l'onestà
della
e
predilige,
stata
lei ;
rigoglio dell'amore,
pieno
era
il coraggio
essere
di
la pace
coi^aggio,
hanno
La
quella
a
doveva
felicità
e
ed
scena;
nel
sua
conosce
e
le
lei, vissuta
per
mestiere^
che^
che
uomo
soavi
dovpva
fatto
cuore,
sacrificarsi
deità" che
dell'antico
ha
questa
ma
di
degno
di
più
del
adempiuto.
ehe
un
di
il dovere
che
ha
Margherita
la
buona,
r
e
;
le
con
prova;
stato
era
colorire
quello che
Fare
stato
non
compito
suo
forti.
zione.
corru-
benissimo
voluto
questa
sarebbe
non
che
quello
il
dei
proprio
è
Ci
tentare
a
di
morale^
arte.
sua
fatto
ha
vita
antica
sua
rinascenza,
nuova
una
sulla
Lorenzo
questa
rappresentare
aurora
candida
leva
:
senza
un'
inteipretazioue
volgari
lenocini,
TINA
esteriori
senza
perturbazioui
contraffazioni
platea
di
destinati
fine
una
La
caratteristica
perfezione
effetti
della
scenici
Il
forse
di
meglio
di
una
la
tutta
dopei-a
con
nei
dispetto.
di
ho
«
La'
è
Ma
mùsica
una
di
cosi
naturali
eguali
sono
accordo
Io
una
1
a
1"
E
non
Goldoni,
di Tina
quelli
che
di
della
piange
e
dolore
Pamela
o
bile
nu-
spettatore:
uno
Perchè, specie
sieme,
l'in-
gli elementi
tutti
gli effetti
che
Lorenzo,
può
di
e
bra
lab-
sue
così armonico
appare
Di
5
o
torto.
a
la fusione
perfetta
dell'arte
rammarico
di
o
guire
se-
gioia
nella
malizia
esclamazione
questa
dire,
raraabilità,^
sulle
agli applausi
mezzo
e
ella Ta-
umane,
veramente
di
parola,
tata
parola. Do-
una
di
ma
facilmente
estremi,
o
;
di
la
può
con
gli
per
nella
passioni
e
è la
genere
modo
nel
che
letizia
momenti
còmedie
nelle
di
In
udito
ride
lei
colorire
termini
parola
nei
di
e
sapienza
due
momenti
veràiménte
è
delle
gamma
rai'a
in
per
armoniosa,
nei
dolore.'
nel
è
tistica.
ar-
attrice
affida
si
mimica
alla
coscienza
questa
non
tutto
per
e
,
scolpire
una
specialmente
di
sentimento
voce
tutto
retta
una
Ella
sentimento
del
espressione
di
e
principale
gesto
in
le
e
della
bourgeois
les
degna
dizione.
al
dizione.
alla
r
intelligenza
gli sforzi
senza
,
épater
a
un'interpretazione
:
293
LORENZO
DI
produrre
sapiente
un
musicale.
tìo
non
coltura
di
se
da
tutto
Tina
bas
Di
Lorenzo
bleu^ legge
quello
che
si
che,
molto
se
ed
riferisce
non
ostenta
è molto
alla
formata
in-
storia
294
ATTRICI
della
scelto
forma
di
diversamente
rasenta,,
dialogo
il
dalla
Gli
dell'arte.
maschera,
di
da
e
riflessioni?
attori
di
allora
dine
abitu-
avevano
di
regole
scuola
antica
allora
non
aveano
non
essere
dell'
uscivano
stessji:
se
tradizione
aveano
ba.qaesto
potrebbe
non
e
doniane,
gol-
attrattive
Goldoni
,
non
comedie
improvvisato
,
commedia
nelle
di
dialogo
Il
che
caratteristico,
riflessione
per
delle, più deliziose
una
repertorio.
suo
o
recitazioue
di
metodo
quel
che
del
iscintivamente
arte, abbia
sua
retorica,
improvvisa-
: emno
.
tori,
che
tutto
quello
del
ripeteva
non
che
nella
comedia
eleggere
forma
una
adatta
degli attori; ond'è
,
ha
il movimento
tutto
visazione
non
Mentre
cpn
di
comedie
tutti
la
glande
con
si
Lorrenzo,
riflessione,
per
gauialità.«*
l'.autone,
sente,
j'attore
sente
situazione
sua
e
compagno,
che
dei
secondo
concerto
e
seeoudo
si assiste
dell'arguzia^
sentimento
nell' ,azione
precedente
si
Di
risolve
,
zioije spontanea
del
e
sforzo,-
dell'improv^
Tina
o
posteriori
Goldoni
immediateimente
del
che
colore,
evidenza
tudini
abi-
alle
e
senza
il colore
tutto
istintivamente
se
vette
do-
quel dialogo semplice,
,
grande
n^Ue
quelle
e
bisogno
di oose,
ai mezzi
concettoso
e
e
movimento
ripeto
so,
rende
in
:
che
arguto
ma
necessità
per
il
fissò il dialogo
Goldoni
scritta, ma,
rudimentale
dicevano
ma.
^
l'impressione, Tiuteresse,
suggerivano.
momento,
parte
una
o
della
personaggi,
la
uno
quasi
loro
scopo
la
alla
"genei*a-
trovata,
che
natura
del
senza
un
,
E
.
piego,
ri-
procedono
preordinato*
.
dotta
con-
la
296
ATTRICI
V ninauità
conosce
rappresentativa..
in
certe
nella
convinta
Te?
in
cattiva
non
altre,
e
non
è in
Osservazioni
che
e
pare,
di
di enunciare.
neppure
è
non
dell'istinto
e
Di
coordina
fare
unanime
ammiro
ed
alla
cerca
dei
solo
dalia
pubblici più
le loro varietà.
questa
nobile
o
nell'esercizio
estremi,
Simo
e
hanno,
nel
cioè
il minimo
secondo
è stata
le
si
dat^
gusto, di
timento
sen-
donne,
jiiùcomprendo
che
attrice
non
la
trae
trae
della
il
norma
i due
di
i
fantasia,
sua
vita
dèlia
e
e
dal
consiglio-è l'ispìra^^ióné
^i
prisma
ntìtHmeiito
il
Champagne
dell'arte.
Bifrangendosi
telligenza
in-
e
che
tutte
Ma
fortjc
l'eccitazione
integro. pensiero
suo
^ììo
fierezza
sua
istinto
di
regge
cor-
,
morfina
o
vari
dotto
pro-
in Tina
Ora,
sono
comprendo
e
un
modera,
cke
quale da tempo
Io
festazione,
mani-
è
ma
me
forse
e
sola'dòmanda
la
ih tutte
nervi
suoi
è
per
a
sua
dell'istinto.
alla
domanda,
di educazione.
le ammiro
sensi;
intelligenza
Questa
dai
qualunque
dei
u-
sene.
interessar-
e
discutere,
l'intelligenza
e
!
risposta
e
e
:
in
i movimenti
d' arte
possa
dell'
l'istinto
Lorenzo
passati,
essere
di
pena
prodotto
e
passioni
risentirle
L'arte
un
mentata
tor-
volgarità- incontestabile,
la
vai
non
stanza
abba-
abbastanza
gènere
quali bisogna
all'occasione
e
è
non
complicate
certe
arte
è abbastanza
parti,
le
compren.derle
dicono,
,
certe
di
d^lP
simalà"zione
qtìesto
lòtta
attraverso
mane,
hi^ét
che
la
colori
•.
Itice
'Solare^ idue
"5he
abbiaiib
vibrazioiir,il ros^o
fisici,più grandi
e
il
a'ffinità
il
lori
comas-
violetto,
tra
loro
TINA
che
coi
uoii
di
artista
colori
tendenze
difficile
osservare
fondano,
si
anche
attrattive;
e
in
vedere
situazioni
che
Bacine,
bella
e
Oui
vos
Une
notile
giovine
Donne
Del
prix
un
resto,
club
altri sulla
quegli
libri,ai quali
i
ed
;
da
Catullo
Arrigo Heine
hanno
poeti
ne
de
che
può
il y
nel
dire
a
Cosmopolis
delle
destinati
anime
a
mutar
inai
speranza
di
riposo. E
nel
Lorenzo,
di
tra
un'al-
per
ni
pourpre
in
ror.
uno
dei
e
delle
spicciola
altro
un
scrittore
e
da
De
des
oiseaux
di
Bourget.
poiché
scussioni
di-
dei
suoi
Musset
risposto tutti
offesi.
sempre
liti
so-
senso,
,
Ily
a
des
voyageurs
E
—
degli attori, veri
,
loro
secretés;
Marziale,
sentiti
le
:
disdegnosamente
sono
eomme
passage,
Dorsènne
si
se
Ma
dell'^^t^^r
vissuta, è
dello
a
della
faites
Us
equivale
morale
Di
graoes
vous
critica
della
è
dissonanze,
Mars
pofwtni
dell'arte
non
e
e
ripetuti
des
qui
ce
le
tendenze
fascini
Tina
^^^
M
tra
pensieri della
i versi
ont
tout
ogni
personaggio.
furoiio
n*ont
que
questo,
da
a
à
comuni
luoghi
labbra
dlscours
pudeur
i
quelle
per
attrice,
moindres
del
i loro
l'Impero
sotto
in
nudo
le due
scabrose
alle
spontanei
vengono
a
volte,
cesso
pro-
l'eccellenza
sentimenti,
hanno
spesse
certe
che
quelli
dissonanze
le
nel
Certo
occhio
a
quando
i
con
stesso
quelle estetiche;
e
ottiene
combacino
persona
visibili
realmente
lo
nell'arte.
concludere
e
e
E
vita
morali
rappresentazione
si
della
simpatìe
proprie
297
LORENZO
intermedi.
rifrazione
v'han
DI
—
lo
dmes
dice
stesso
uccelli
orizzonti
giatori
viagsenza
,
ho
fatto
il
nome
298
del
ATTRICI
del
protagonista
inopportuno,
a
lai.
Dorsenne
tipo
dell'attore.
per
agire
proposito
di
è
del
il
nello
tipo
psicologia
di
dell'esistenza
d'impressioni,
Quindi
di
e
ner
ì".
Questi,
—
geniale
pagine
dei
chiama
il
so
che
intenti
mobili
sereni
e
nell'
irrequieti
esteriore
ii"tei
di
li
quel,
nelle
maturato
i tratti
che
del
tore
l'at-
dell'
iormentof^
di
si
vero
quanto
secreti
smaniosi
;
mero
nu-
Ma
dell'azione,
nei
guardare
a
maggior
il dilettante
Tanto
provata.
i tratti
anche
sono
ma
numero
jamais s^y don-
sans
sono
mondo
nel
dilettante;
:o
vero?
sua
sognava
differenti.
loro
scienza
co-
della
gran
il
squisito, piuttosto
drammatico.
attore
tra
,
e
libri
è
non
la stessa
dopo
traversare
il
si forma
Egli
più
subito
s'y prétant.
traversati, en
mostro
e
di
«
:
il
ripensarla
possibili
d' ambienti
aveva
Bourget
umana
cercato
aveva
è anche
questi tratti
il
di
po^
an
ma
vita, è
della
sia
uoa
il dilettante
che
Eicordate
disegna
che
,
provare
dilettante,
spettacolo
dell'attore.
che
attori,riparlare
coscienza
La
credo
Cosìnopolis,
viduo,
indi-
cori^tti
ma
viaggiare
nel
.
mondo
dei
vivi
nel
e
mondo
dei
fantasmi
,
curiosità,
pura
rienze,
più forte
E
colui
punto
.
.
.
in
nulla
nell'arte
che
più
frutto
le
la
senso
,
espe-
respon-
più
apprò-
•
raggiunge
più squisito
per
riesce
scena
intimamente
più sicuramente
nel
proprie
propria
della
.'
dilettante
coltura
E
colei
0
a
"
fondamente,
del
porre
impegnare
senza
saoilità.
senza
ma
e
la coscienza
letterario
della
moderna.
poiché
swio
all'argomento
che
non
è
possibile
rTINA
sfuggire, quando
bellezza,
Il
osservo
l'arte
per
direi
della
il.loro
mereì
che
bellezza
alle
fisionomia
ultime,
acanto
di
Tina
Di
ebbero
la
nella
della
nell'orrore
sua
nobiltà
per
gli effetti
perturbi
di
da
labbra, da'
'
ne
sono
sacrilegio ,
porre
scom-
;
il
È
e
suo
per
mt?erpolazioui a
mmf
di
appartiene
gloria
Platone
e
la
la
sua
d'
arte, che
la loro
e
di
figura
compostezza
carattere,
gli incoraggiamenti
sarebbe
tìon
aggiungere
loro
questo,
ve
e
—
come
delle
Lai*enzo
morte
Spasimo'
uno
spini
si
e
zione
consacra-
dove
; ed
è
nemmeno
e
,
la
sua
non
rettezza.
cor-
gli applausi
ella
,
la
necessario,
tale
alteri
pubblico
e
perdeva
umana
che, malgrado
del
queste
a
,
mantenga
non
'
La
Callimaco
ogni espressione disarmonica,
smorfia
era
patria
colore, nelle
capitello di Oallima"50.
nel
'
più
quanto
delle
senza
fare
o
più
sparpagliano,
senza
euritmia,
Platone,
di
che
e
pupille
poi^ibile ,
^aerilc^o
di
della'
fisionomie, dli'io chia-'
risulta
delle
lort) naturale
-senza
foglie
si
contorcimento
utr
è
non
periodo
le
bili
no-
tanto
cbe
sì dissolve
forma
senza
rapida vibrazione
un
le loro linee
sposta. Sono
;• da
più
usarlo, e quasi
^siononiie
asdienie
momentanea
possibile
dèVe
elte
sono
più
nevropatiche,
dalla
la
desiderare
possano
,
si
altre, che
si
.
dei" muscoli
una
è dei
Lorenzo
disciplina,alle esigenze
Yi
ìì loro
asse
qutalila
attrice, cioè
questa
Di
Ma
alla
quanto
più
quanto
Tina
scena.
fisica.
guadagnano
e
di
sottoporlo,
bellezza
sua
di
:
più doviziosi
dei
299
LORENZO
si tratti
temperameiito
e
DI
ha
il do-
300
ATTRICI
di
vere
evitare
le
parti
mostruose
le
quali
per
,
di
tenti
quanto
metodo
forti
tanto
facoltà,
e
che
solo
d'un
gesto,
un
atteggiamento
i
d'arte
ch'è
sorriso,
mezzi,
con
parte
nelle
confuse
di
tutte
di
lezza,
bel-
razioni
aspipubblico
linea
la
parola,
di
sono
rendere
quella
del
suo
pur
per
una
capaci
sono
del
eccesso
fantasie
un
scono
fini-
^gni
necessarie
doti
le
indeterminate
nelle
e
tutti
incorruttibile
ed
eterna
limiti
che
contro
con
rivelazione
nella
concreta
nata
tutte
con
i
oltre
agguerriti
è
Ella
edizione,
corretta
temperamento,
suo
tanto
e
artificiosità.
le
del
e
più
a
trascinarla
col
sempre
stesso
ridurre
,
di
chiarire
terminare
de-
,
e
è
verità
Keats.
risolvere.
gli
questo
:
E
a
all'
Luglio,
far
Il
«
uomini
sapere.
ambizione
^898.
sua,
una
sapere
Tina
donna
il
bellezza,
Di
I
»
bello
dice
—
Lorenzo
che
missione,
Gentil
di
è
vero
devono
nell'arte
questo,
destinata
bastare
di
dovrebbe
è
r
DUE
k,
"
STAZIONI
304
STAZtONI
DUE
che
dei
Romauì,
d'Augusto
fronte
di
posa
soldati.
grossolani
me
alla
mi
Slavi,
ahimè
si, ma
medio
fieri
'
-
aristocratici,composto
democrazia
una
cosi
vi
fu
la
costituisce
della
E
gesuitica,
Così
parve
specie
di
perchè
visitano
che
,
-«eltePericle
si
cieli
,
—
prova
brutta
si
la
Fidia
pura
parola,
ma
conoscitori,
d'ai"te
superiorità,
la
sino
fino
goffo d'un'
di
composto
caricatura...
arte
sciocca
»
d'enfance
tutti
quella
a
offersero
un
come
della
emozione
—
nan,
Re-
scrivere
sapessero
Innanzi
di
de
et
di
pagina
esprimerebbero
concreta
fondo
al
conosciuto
sforzo
se
della
rivelazione
questa
l'Akropoli.
e
un
finezze
avevo
sicuro,
sono
di
Souvenirs
con
Renan,
come
pensare
saci-a
così,
di
nei
comincio
io
Ed
io
e
mondo
nel
toccò
rococò
Eenan,
fu
e
aiò.ehe,
corry^r^ndere
mi
lo
ciarlatanismo
senza
Temistocle
Propilef.e
che
mi
Ernesto
jeunesse.
ai
ciò
una
di
pompa,
e
tutto
e
stro
no-
-
Questa
semplice
I II
raffinatj.
.pf^rcepispo^o.
Partenone.
momento
quel
cui
tutto
per
dei
e
vera
dell'essere.
i nostri
bellezza
di
comprendere
pubblico
un
del
scoltura
grandezza
a
quali
delicate,
appena:
di
capace
biltà
no-
palafreniere tedesco;
r
di
uua
coscienziosi,
eleganza
Vi
sorriso,
avrebbero
parve
civilizzati
goffa ,
gente
bello
semplice
Sciti
gi'OSSO
un
più
mani,.
tranquilli. Celti, Ger-
e
senza
•
popolo
alla
e
penosamente
Magno,
,
Alcibiade
mi
si mostrò
mi
cavalieri
i nostri
Trajano,
come
apparvero
evo,
del
compostezza
quanto
Carlo
garbo;
dì
o
greci cittadini
dei
maestà
La
loro
co-
rocca
dono
zione
realizzaun
ideale;
SULL'AKROPOLI
dotti
e
ignoi*anti , artisti
o
donne,
tutti
sentono
miracolo.
che
Il
miracolo
arrivano
al
loro
in
una
fondo
Tutta
è
secondo
del
le
Barathron
timo
l'at-
di
Da
Teseo,
se
costruito
intorno
fronte,
via
la
che
dopo
la
innanzi
Oreste
fosse
madre
Clitennestra
andato
pochi
l'arco
della
Porta
portava
ad
a
che
quale
MORELLO
condannato
—
Neil* arte
e
dal
Demostene
e
il
nella
e
Bleusi.
la
la
sede
tempio
come
copri
anni
Sacra
A
per
vita
la
per
donde
destra,
del
leggenda
quale
,
risorge
storia
a
terribile
volle
discolparsi dell'uccisione
^
fosse
Ninfe,
anni,
Siila
che
da
al
tribuna
pigliò
delle
duemila
dell'Akropoli, l'Areopago^
Tribunale,
bile,
visi-
,
oltrepassato
,
,
mostrando
luce,
scutere
di-
per
precipitati i cadaveri
giù
e
i
Pulce,
ancora
e,
collina
il Ceramico
accampamento
lo
di Demostene
e
tasia
fan-
intorno,
congetture
venivano
in
alla
,
la
intatto
i^ri
rivive
,
pie
quella
si riunivano
Eschine
Più
rimasto
di
s'apriva
pongono
com-
tezza
quell'al-
andare.
Bepubblica^
Quindi,
dove
delinquenti.
alla
si
e
Oltre
—
Di
,
fame
popolo
un
,
mare.
recenti
di
secoli.
nei
il
popolo
della
più
l'eloquenza
il
rappresenta
antica
Aki-opoli
isole,
le
politica
la
volo
l'arte
:
sviluppo
euritmia.
Grecia
dall'
assemblee
il
di
un
che
facoltà
le
di
presenza
questo
possibile
della
guardando
le
è
non
storia
la
colli, i monti,
dei
in
gmdo
gloriosa
o
discende.
si
donde
in
massimo
psicologica
dove
trovarsi
tutte
uomini
,
di
cui
in
fuggente
,
trafficanti
o
risplende suU'Akropoli
ancora
altezza
305
che
della
ricorda
corruzione; a
sini20
306
stra, la collina
il
apre
sia
Muse^
rinchiuso
Prigione
«
Tazzuria
di
delle
sotterraneo, dove
stato
di
di
linea
una
i
tutta
mondo,
delle
dei
le
si
non
Euforione
mai
Salendo
il
la
:
E
appare.
stessa
tempio
ancora
con
volle
che,
di
il
lo
come
Morea,
del
sperone
zonte
e, all'oriz-
Tutto
in
rifarla
ampia,
cosi
i secoli
vedere
sì eleva
Vittoria
quel lungo
la storia
per
la
nel
da
sua
il
di
vare
pro-
si sia spento
umani,
cosi
che
senza
vani"?
io
solo,
ho
sempre
ma
in
di
ancora
cessione
proessa
fianco,
che
bastione,
porta,
rattrista
Senz'ale^ come
e
tasie
fan-
solenne, così gloriosa
rattrista
dove
ni
ragio-
Quante
quasi,
pare
salire
cezza
dol-
dezza
limpi-
tutti
ripensare
Propilei,
di
non
scoprire,
delle
grecai
sforzi
dei
della
alto,
un
cielo, nella
tipica, per
degli organi
scalinata
di
meravigliosa
il germe
da
linea
piantare
nome
fondo, Inngo
inefferabile
a
balzasse
come
nella
bellezza
cui
fondo
goffaggine
una
si
ancora
,
sulla
il
così
in
tentato
colori
punto
della
l'impressione,
avuta
nei
riviverla, a
a
nel
ritiene
Arcipelago.
han
esercitate
sono
gioia,
sempre
per
della
quale
appunto
lanciat^a
la forma
genti,
quella bellezza,
quella
fondo
monti,
prodotto
tutte
per
In
non
Akropoli,
curve
han
porta
dell'
umani
dell'atmosfera,
che
della
storia.
una
dell'
dall'alto
e
punta
culmini
occhi
Quanti
»
Falero,
Tultima
base
la tradizione
Socrate.
grigi
alla
Socrate,
del
nave,
,
e
STAZIONI
DUK
dere
ve-
grigio piedistallo, sul quale
provinciale
statua
! I
vestibolo, sorgono
insolente. Agrippa
fusti
come
delle
colonne
tronchi
di
F"
307
sull'akropoli
giganti fulminati
loro
frontone
di
cime,
coronate
fermazione
di
Alfredo
siiis un
si forma
anima
che,
di
il
a
fronte
di
chi dice
di
noi.
Civile. In
stato
spettacoli,una
Vi
o
sia
sentito
se
Io confesso
posò l'ancora
le vele
spiegò
in
sia
non
:
O
al Partenone.
dagli Dei,
al
guardate
gloria
donde
e
del
molle
una
dei monti
e
Pireo, l'antico porto
conquista
sotto
le cime
l'aurom
tanta
alla
lontananza
uomo
cieco.
arrivando
di
pure
Non
altro
un
,
prima
in
individuale.
natura
essersi
tiche,
este-
il carbone
fondamentalmente,
non
nuova
correnti
sono
trasforma
calore
all' Eretteo
antique»,
nostro
certi
l'intima
momento,
un
di
dentro
cóme
siècles
tes
del
trasforJnano
diamante,
credete
de
citoyen
ore, in presenza
certe
Taf-
eterno; e
Musset:
De
constatazione
una
per
si sente
Grece,
....
Je
un
più vasto, guardato
par
quelle colonne; l'uomo
cielo posa
del
capitelli,come
di
il
più
sostenendo
non
no
o
Il mondo
eterno.
tra
pare
,
il cielo. L'azzurro
poi-tico, sostengano
sulle
che
par
,
che
indovinando
e
pioggia
di
furono
fra
i
civiltà
tanta
mondo,
per
dove
scernendo
nel-
rose
secoli
tati
abi-
bagliori del sole
risorgente l'augusta gloria dell'Akropoli, io provai
un
senso
di
ormai
altre
religiosa, che
ebbrezza
più
in
un
cervello
esperienze affaticato
credevo
moderno
di
,
e
di tante
altre
sibile
impostante
tristezze.
308
Ma
DUE
è
così
cosi
e
—
Perchè
V anima
deir
avrà
ritroveranno
della
almeno
una
Madre.
Yorranno
navi
candida
l'orizzonte
di
lor
e
la Grecia.
bene
se
atmosfera
di
luce; cosi
alla
che
pur
all' aperto
più,
nei
fra le
chiamato
e
,
nel
sembra
in
misteri
Cicladi
le mie
i nuovi
una
e,
come
purissima
dopo lasciata
facoltà visive
si
da
di
atti
comprende
Orfeo, cioè che guarisce con
la
un
Napoli,
affinassero
luce
coppa
che
fantasti-
e
golfo
i)iàsi rendessero
dovinano
in-
giorni, non
offerta,agli Dei
si
centezza
lusia
par
meravigliosa
del
alla
e
profonda
una
degli spazi. Quanta
1 E
cielo
due
f
ritorno
al
naviganti
in
mare,
pareva
le
impresa
quale
,
le feste
mi
ora
nella
di diamante:
sanno
contatto
ogni
luce,
navigai per
perle sollevata, come
,
e
o
e
Oorfù,che
popolo di Tritoni
ora
Io
nell'aria
d'azzurro
l'isola di
del
di Platone
elevare
potenze d' Europa
colore
della
e
alla culla della
indovinano
patria al
della
la mente
fantasia,
gì'impeti
questa
vecchie
le rondini
del cielo
so
innanzi
1' ultima
,
dall'abuso,
tutti
tentare
delle
trasparenza
diffusa
la
e
ridotte
ora
ali
barbarie
scheggia
Tanima
un'
orazione
forse
d'autunno
varia
lasciarne
e
dalle
nuova
una
cora.
an-
nel-
cadranno
finché
per
tempo
primitiva giovinezza per
ammiraglie
Come
spegneranno
tarpate
e
sempre
i voli
si
Partenone,
sciupate
comunque
altro
penne
senza
distrutto,
del
molto
fiamme
molte
e
colonna
tutti
per
fantasia;ma
umana
non
sarà
molte
umana
STAZIONI
a
nel
che
ogni
trare
peneJonio
fosse
luce, colui
•-jt.A
sull'akropoli
rìvelò
primo
"5he
guardavo
Io
sul
dietro
i90le
di
^fronte
buon
"lella
io
^io
uomo
nave
guardando
lE
antichi
di
sari
cor-
ganci
scalettai
»
l'egre-
i moderni.
e
cosi
cielo
al
nascente
il gran
di
il
cielo, per
io
notte
Platone
1' unico
che
,
d'un
più
vale
tutt^occhi
essere
vidi
io
puro,
esso,
d'amore
che
e
di
sotto
verso
lui,
cosi
trasparente,
vivendo
come,
essere
Anche
sole
cosi
limpido,
sentire
Vorrei
il
i
tra
quello che
a
greci
Guardi
«
,
rimasto
sia
1
contro
gramma-
—
primi alla
badavo
non
sotto
comprendevo
potesse
arrivare
Il
figli di
noc^o
,
•chiaro, cosi
ci
o
dicesse
veri
il
gittare
a
per
udivo
non
da
,
preparati
nostra
IMa
battellieri
:
la
o
monti"?
quei
l'africano
o
del
il sole
perfetto
non
ma
il siculo
tra
Era
dietro
si levava
Grecia!
il sorgere
Simeta^
deirAttica.
marino,
quei
come
sono
,
che
invitava
po'
un
del
ponte
Apollo,
relijriosadella
coscienza
penisola
la
"3omandante,
t;ico, mi
la
309
il Pireo
e
poema
guardarti...
di
bordo
a
:
una
,
che
nave
i soldi^ti
portava
greci
Volo
a
,
per
La-
rissa,
Appena
usciti
le
coperte,
sotto
re
tutto
alle
intorno
quei
torbidi
per
dormire.
speranza
cristallo
dentro
ma
di
senza
di
va
si
i soldati
Porto
distesero,
,
non
ma
dal
di
miglior
appannato,
nuvole
nell'
aria
era
e
pallori umani
La
era
diffusa
nel
mare
che
notte
era
sorte.
Il
luce
^ìY^a
cielo
di
coperto
la
fredda,
la
pii^
nuvole,
lunare,
tristezza
preannunziano
una
e
310
DUE
catastrofe
STAZIONI
sentimentale
1 Io
Sunio
capo
discoprirlo,
ondulata
Falero,
correvo
la
distanza
di
Grecia,
dolce
che
viluppo
di
fanciulla.
Peloponneso,
in
I
nel
la
alto
io
Il
con
si
ancora
barbaro
ginavo
non
di
popolo
via
da
verso
come
la
caso
e
per
e
la
più gentile
e
che
vele
più geniale
mare
su
ima,
suo
cere
car-
navi,
nuove
di
l'aria,
nel-
mondo
greca
dal
chiara
aveva
questo
B
che
nel
uscita
la natura
sul
quel
patriottica,
speranza
fortuna,
civiltà
alle
papaveri
narcisi
e
portare
fosse
luna
rosso^
ufficiali.
le
tutte
a
,
mostrare
per
di
gloria che
la
del
e
fumava
gruppo
tutta
libertà
la
di
giacinti
aperte
erano
della
rore
chia-
berrettino
mucchi
un
,
tanta
Atheua
Attica
comandante
onde
sulle
nuvole
contenevano
la
a
a
dell'
dal
versava
ripensando
mare
di
cielo
candida
luna
come
biade.
plenilunio
portato
nel
precipitato
montanari
,
il
vedevano
più nitido
nel
era
coperto
tacitamente
aveva
si
sonno
,
mentre
naviganti
,
capo
di
campo
ponte
quel
in
bravi
col
allungati
un
che
apparve
della
inisarare
su
l'elmo
del
desiderai'e, uscendo
potesse
nuvole
l'
al-
estrema
Dea,
né
l'asta
non
fantasia
la
l'occidente,
al
Ma
della
quella nottej sibbene,
apparvero
erano
l'elmo
e
punta
calcio
Sunio,
il
per
quella
quale gli antichi
superato
1' asta
fosse
dell'Imetto, per
la
il
era
dinanzi
passava
dalla
catena
appena
Akropoli.
una
l'occhio
Dov'
sèmi-oscurità
nella
indovinavo
attraverso
risplendere
un
che
con
alla
rivelano.
il battello
marina,
penisola
dell'
guardavo
mentre
e
la
o
,
che
e
cura
si-
aperta
Orienter
312
tutt' altre
in
più
STAZIONI
DUE
le
colonne,
sue
ritorniamo
Ma
La
affacceudata"
faccende
e
rivelazione
vei*a
neiralba
o
il fondo
sia
tatto
l'occhio arrivi
e
i
di porpora,
in orazione
an'
pare
e
salle
vie
primavera
la Via
e
«
Sacra
sti
O
fanerari,
d'arte
:
ad
mai
più
in
rivedrà
più
Olimpo,
dove
eroiche
e
mestamente
e
an
ne
viole,Ate-
Propileiper
gioie,tatte
suo
unità
gni
se-
le
opere
plinti
glorie
ricomporrà
questi frammenti
ì Chi
fulgore questo pentelico
puro
illuminate
religiose,
filosofia ì Tra
il cavalletto
Ohi
qae-
come
statue, farono
le
di
seminato
campo
giorno magnifiche
la civiltà celebrò
della
Dai
fresca
nna
di
della vita ellenica.
vivente
nel
in
come
mare
qaesti marmi, tatti
colonne, farono
una
gare
pie-
piovente sai
presentano allo sgaardo
farono
le fortune
tutte
si debba
qnale
coronata
an
saperbi, e significaronotatte
e
infinito
an
pare
Pindaro.
Tatti
si
farono
di cai
,
nei sacri recinti del Partenone
mezzo
frammentari.
rottami, che
,
Atene,
si entra
dell'Eretteo,in
marmi
di viole
cantava
come
—
che
par
popolo di pontefici;altre volte
an
cele3te.
1»
nostra
il
dolcissimamente
,
volte
in
nao-
sempre
diamante
volte
sotto
fioritara
aerea
si ha
più sottili sfeccettature,
le
altre
più profondi riflessi;
baldacchino
Grecia
Certe
immenso
un
speranze).
meraviglia
una
scernere
a
di
cielo
tramontò.
nel
o
pianta
di Grecia.
del
Atene, suirAkropoli. È
va,
le sqe
nemmeno
al cielo
vi
non
,
di
le
più
sue
dal
le rovine
belle
gentil sole
,
ste
fel'arte
del-
ora, si leva
qualche viaggiatricein-
j^U
sull'akbopoli
che
^lese,
scialbo
con
del
ricchezza
•della
rstessa
Sebbene
il
Athena,
religione
nella
del
soluzione
ed
di
ideale
triplice
geometriche,
linee
quelle
nel
spirito
di
lui
in
una
cominciò
pitagorica
le
dorico
e
triangolare
frontone
Fidia
buie
della
e
perpetua
da
menti
allora
umane.
Grecia,
Callicrate
nel
s'
e
il
:
la
colonna,
nel
Partenone,
ed
lazione
rive-
il divino
nello
la scienza
risplendere,
concepirono
la
naturale,
integrarono
Ma
la
traverso
;
unità, sicché
a
tagora
Pi-
lare
triango-
lui
essere
nella
,
È
cercava:
di
mondi
i tre
una
morale
che
dell'
base, l'umano
nella
raffigurato
mondo
fantasia
natura
dorico,
dorico
,
scientifica
lenica.
el-
come
il frontone
l' architrave
alla
della
stilo
edificio
un
,
posso
incontestata.
e
maftematico
problema
cosi
accettata,
del
pura
coscienza
dello
armonia
gine
Ver-
bile
sicuro, invinci-
sereno,
raggiunta,
colonna
diedero
della
e
dello
ragion
se
ad
due
Athena
la
come
riconosciuta
la visione
di
categorico,
contemplazione
nella
la
della
incarnazioni
intelligenza
sovranamente
ebbe
volle
Tassoluto
verità
una
base,
:
meravigliosa
,
:
più
divinità,
(tempio
infiEitti,
sorge
Esso,
noto
tanto
rappresentano
diverse
rappresenta
della
esprimermi,
due
Partenone
parthenosj
idealità
sulla
avvenire
medesima
l'Bretteo
e
e
Il
culto.
come
vai
dell'
e
alla
Partenone
diversi
principii
della
presente
consacrati
stesso
ohe
passato,
un
fermare
teuta
patria !
sua
,
penuello
di
visione
la
tavoletta
313
e
maggior
che
a
schiarar
rificio
edi-
Pericle
eseguirono.
314
perfezione
di
arrivata
al
una
solenne
diventando
massimo
massimo
al
forza
storia
diventando
sviluppo,
di
grado
vivente^
limpidezza
legge
e
di
grado
,
coscienza
la
come
già
è
scienza
questa
e
STAZIONI
DUE
tutta
per
Tumanità.
Che
squarciati
i
che
importa
abbiano
abbiano
i
strappati
che
Partenone?
al
che
fregi
del
mirabili
par
doveva
le
intatte
cella
si
sculture
levava
il
dea
il nòstro
rovina;
la bianca
divino,
e
il
Sacra, è
guratrice
l'Eretteo
dedicato
raviglia
me-
nella
e
,
Panatanee
la
statua
dai
delle
che
più
alla
barbari
sorge
alte
occhi
verità
ma
casa;
e
quindi
e
dano
ve-
peple
la
dea,
città
vecchia
vamente
nuo-
d'Europa»
della
lato
via
all'Athena
non
fi-
intellettuali, sibbene
cittadina, alla protettrice
della
il
presente
d'Asia
iu
più
non
in trionfo
nell'altro
Athena;
anche
acqueta
ognora
ulivo
sacro
ad
si
portante
sente
cuore
benefico
Anche
famiglia,
gloria
nell'avorio
i nostri
processione
tormentata
all'Athena
e
qual
addietro, quando
di
sentimento
sebbene
e
il nostro
prega
oro
della
protettrice!
Eppure,
questa
nell'
Così
?
tempio
le fidiache
giravano
radiante
gli Inglesi
Ma,
anni
cingevano
lo
frontone
cui
sul
della
duemila
essere
ima-
brutte
frontone
immolatale.
cosa
sempre
che
importa
che
importa
com'è, rotto, affumicato, dispogliato,
Vergine
abbiaua
di lor
sporcate
divina!
cella
la
gini
i fianchi
cristiani
primi
veneziane
bombe
le
,
la
culto, è più dolce, più eloquente,
del
scultura
,
più
della
popolo,
umana,
come
il
direi.
315
sull'akbopoli
possibile.L'Eretteo
se
le
ha
iiou
possenti colonne
1
-la
e
feminile.
dimora
fette
servire
per
ricercatezza
e
da
alla
in
è
ed
scalpello,che
vergini elleniche
voratori.
essere
abbiano
festa
Qual
i"er
e
gli smalti, i
i cavi
riempivano
fregio in
nero
marmo
I Come
nella
preghiera
dallo
le
tutte
e
i laveva
do-
cuore
colonne, sulle
i loro
amori
le
degli ornati
e
a
una
pietre preziose
,
vita greca
in pui'O
le speranze
caduta
palma
in
alto
marmo
sentirsiliete
confidare
della
e
spiccavano le dolci
Atene, che
statua
alla materna
sospesa
e
di
le fanciulle
d'ulivo, che credevasi
{
sulle
questo tempio dovevano
in
pario
quale
il
per
bronzi
d'Eleusi
della
figure commemorative
cuore
gusto di
reti,
pa-
dalla
trasparente
e
di
lavano
suirarchitrave,sul frontone, dappertutto, bril-
che
dire
basso, nelle
sorvegliato il lavoro
gli occhi
pitelli
ca-
cesti
cosi carezzato
il
questo tempio, quando
gli ori
a
ed
l'ingegno
par
in
e
cosi
reso
di
coronate
sembrano
cassettoni,nei gradini, è
,
sul
alto
alto
lonne
co-
fregi cosi fini,
di
eleganti, che
dell' artista
mura,
in
*
una
le
venivano
del
loro
dea, scolpita in legno
dal
cielo,e
di bronzo
innanzi
brillava
i
^
giovani corpi
come
base
sono
il marmo,
tutto
nei
ed
vari
nna
bella
nna
sorprendenti;
nell'aria
ricami, e
cosi
fiori. E
raffinatezza
circondate
sono
alcova a
dà
o
lavorate,trapuntate, con
sono
slanciate
sembran
mano
là gra-
ha
ma
celle dell'edifizio sembrano
boudoir
una
agili e
umani,
brevi
Le
signora. Le porte
che
Partenone;
sveltezza,la lei^gerezza,la gentilézzad^
la
zia,
del
compostezza
severa
alla
peren-
316
dell'intelligenza,
Dea
a
che
fumava
Tutti
i
le
segreti
il nostro
vie
di
e
giorno
della
di
se
non
qnale
confidente
riso.
sor-
altri
riti;
chia-
titoli
quest'unico,
nelle
nelle
far
sepolte
testimonianze
tiche
an-
alla
risplendere
saputo
di
nella
penetrare
camminare
saputo
ormai
ormai
avesse
di
sono
sono
saputo
aver
aver
le
religione
superbo
di
aver
tutte
nella
ellenica
vita
vano
veni-
giovinette,
tribuna
dell'intima
andar
regioni,
antiche
della
più
era
esse
nobili
col
dell'umanità,
storia
che
l'amica,
Cariatidi, le
secolo,
gloria, potrebbe
1 Non
incoraggiavano
i misteri
tutti
e
le
Callimaeo
ma
l'architrave
l'ara,
noti;
E
implorare.
sostengono
del
di
d'oro
lampada
la
nemeiite
la
STAZIONI
DUE
luce
delle
tiche
an-
civiltà.
bassorilievo
Dal
dà
che
Demeter
del
spiga
madre,
grano
funerarie
in
l'eroe
padre
sereno
fecoudai*e
in
di
d'oro
la caccia
arcàico
della
Iddio;
al toro
»
gloria
di
le
piccole
stelo
del
e
povere
di
istoriata
Minerva;
nità
l'eter-
grande
vasi
degli Apollo
Micene
occhi
selvaggio;
la
per
e
al
dalle
quali è
sui
massiccio,
folgore
marmi
agli
agli stupendi
terracotta
«
lenzuolo
appare
in
di
ori
agli
;
prima
mentre,
terra,
semplici mortali,
trasformato
sorriso
la
piccoli
la morte
là
Triptolemo
prezioso
un
quale è raflSgui'ata
nel
incorona
re; dai
dei
dopo
verità
incerto
per
dei
anfore
tutti
giovinetto
lo
come
i cadaveri
lucerne
al
Pepsefone,
avvolgenti
cui
eleusino,
chio
vec-
nude
Vaphio,
con
dallo
pitante
palstrano
primitivi,
al
tutto, che
si
sull'akeopoli
riferisce
vita
alla
agli affetti
alla
e
del
popolo
dall'arte
moderna
dove
l'Akropoli,
l'ultima
Ahimè
si
appresta
gli hareip
del
Sultano.
rimetto
non
se
della
tu
queste
dell'
stessa
che
la
pascià
di
era
la via
bene
la
Grecia
piccola
navigò
e
patria,
tante
si affatica
di
casa
la
dieci
da
la
seria
sen-
segnata
con-
dei
principe
:
in
unità
a
rifare
della
vita,
sua
,
reintegrare
a
col
passato
ridiventare,
se
non
il
suo
presente
altro, il
centro
tro-
lità,
le osti-
tutte
la
fati,
peste
tem-
le rive
a
baudo,
sa-
cui
con
tante
toccare
mezzo
i
I
questa
per
i)azienza
attraverso
di
E
principe,
quel
stessa
pria
Grecia
fata.
Grecia
la
anni
tempo,
sua
la
ferocie
qual
invenient
per
avventure
ricercare
a
la
con
per
in
e
volta
della
finale
,
Ulisse
ripagarti
una
più
Viam
:
per
che
da
Micene,
voluttuose
vittoria
anche
via
marmo
!
ricordo
leggenda
trovarono
veran
a
la
di
ancora
alle
della
non
ancora
il disonore
forse, scavando,
tombe
avere
Costantinopoli
di
ha
I E
I...
Europa
cingere
per
d'oro,
tanto
Grecia
dubiti
lauri
nelle
per
piccola
scudo
Sullo
che
spetta,
ch'io
Non
la
l'onesta
con
vecchia
Ah,
infame
trovare
Akropoli,
ti
forse
E
lutto.
il Pentelico
colonna
una
potrai
fulge
ri-
e
civiltà.
guidarvi
a
più
ha
fronte;
tua
offrirti
per
è
al-
scala
parola
della
colle
sacro
di
tica
cri-
,
Eurox"a
mano
Ma,
sul
è stato
dalla
serve
e
mi,
costa-
greco,
l'ultima
risuona
dell'ai-te
gloria
oggi
,
vecchia
alfine
tutto
e
;
ai
e
rianimato
rintracciato, scoperto, esaminato,
e
usi
agli
morte,
ideali
agli
e
317
e
1'
nire,
avve-
della
fa-
'
318
religione, la
da
tutti
Quello
di
Pitagora
:
di
Tu
un
avrai
in tutti
movimento
ellenico
della
o
trionfi
non
le
con
donde
Presto
isole
che
dei
e
si
non
Quanto
'21, e riacquistasse
prima
il
sente.
di
sua
strappare
Congresso
dell'Epiro
di
di
Berlino
e
della
? E
greco
le
le
,
conquiste, per
della
eroica
non
tratto
aveva
dei
guerra
la
sua
c'è voluto
confini
che
gran
parte
e^ invece, dopo
malafede
che
assegnato f II
assegnato
in
più
e
,
voluto, prima
quanto
aveva
fatte
,
dell'Asia
indipendenza,
Tessaglia,
discussioni
sue
le terre
c'è
pur
le
le sette
non
sua
Che
sono
dure
piccolo
un
di Berlino
Congresso
anni
autonomia;
i suoi
Creta?
Son
la
seiio^
soggezione.
parla
il frutto
suo
contendano
come
si
al
cora
an-
ieri,
nata
eroi, tutti
tutte
dove
raccogliesse
libertà, la
le
sua,
muoia
sparita qna"si
,
come
in
tenuti
sue
Balcani,
parli, si
stessa
del
sarà
,
uomini, riappare
tanti
e
o
saranno
infallibili.
lei; ma
essa
il mondo,
come
quale
al
dire
generazioni
chiamare
a
oggi le potenze
Jonie;
Minore
la
tutti
a
è possibile che
Non
distese
tardi, Creta
o
ultime
iddii
utile
può, guardando
si
—
sarà
orizzonte,fresca
tanti
per
che
fesa
of-
madre
alla
predisse
storia degli
all'
nacquero
importa
tempi
nazione,
braccia
figli sparsi
bene
seb-
—
combattuta,
figlioche
stessa.
dalla
rosee
gloria
sua
non
Delfo
nelle
una
volta
una
i
Grecia
mill'anni
per
se
e,
arte, la
sua
I
gli uomini
anche
la
,
la Pitia
che
la
greci, con
attività
sua
combattuta
insidiata
e
i
tutti
di
la Grecia
miglia,
sua
STAZIONI
DUE
dalla
tre
Tur-
320
DUE
mai
dendo
;
case
il
il libro
i
o
in
storia
greci
nel
e
Ohio
a
Jalos
a
e
ovunque
patria
E
pariva
sognato
di
governo
e
la
alfine
cui
loro
di
ombra
interveniva
più
mitiva.
gloria prinon
bel
la
con
aj)pur
aveva
di
sogno
società
una
le
come
governo
il
gloriarsi
potesse
tando
por-
patria^
anima
Platone
rei)ubblica
l' individuo
civile
ne,
Smir-
a
della
della
desolate, dove
sua
Minore
,
i monumenti
e
terre
con
la
tica
At-
Naucratis
il ricordo
sempre
e
nelP
più
nell'Asia
a
rola
pa-
ellenica.
,
lasciando
quando
nelle
fossero
Bunasli
e
ortodossa
nell'Anatolia,
o
nel
la
e
poesia
erano
comunque
antenati
degli
ossa
Dio
messa
,
,
nella
essi
Eumelia,
nella
a
ci
non
pareva
di
dell'antica
e
Poloponneso,
Egitto,
della
pia
silenzio
nel
parola
,
dell'antica
Quando
che
la
le
tutte
appiattato,
era,
monaco
ni
invasio-
esistesse
non
città, esso
custodiva
degli uomini
attraverso
pareva
l'umile
dietro
solitudine
i libri
in
le
tutte
fede
la
popolo
vie,
nelle
o
o*"nvento,
nella
mai
Quando
miserie.
attraverso
speranza
perdendo
non
nelle
la
STAZIONI
illustre
tiva,
inizia-
sua
,
la
con
a
previdenza,
sua
soccorrere
a
incitare
i
e
a
bisogni^
ricordare
o
finale,
sarebbero
che
lontano,
le
sparse
ad
generosità,
sua
accendere
a
,
,
secondo
la
con
latenti,
le
giorno
un
energie
l'altro, un
o
quello
come
dei
l'accolte, si
sarebbero
riconnesse
ancora
moi'ti
vecchia
della
membra
della
nazione,
giorno
nel
di
volta
in
cino
vi-
giudizio
Grecia
rivestite
una
svegliare,
si
carne,
un
rebbero
sa-
si
orga-
sull'akropoli
vivo, vitale, perfetto.
iiìsniQ
l'osservai'e
di
tutti
ziaui, tupchi,
i
poveri
Sidonia,
Anche
in
effettiva
fautasia
mondi
religiosi e
egiziani,
creando
vanno
di
commerciante
un
L'università
alla
più,
è
questo
secolo
della
Grecia
o
greci
i
Scienze
di
è
non
la
l'altra
Sina,
d'Epiro
le
dovuta,
ai
il Museo
ion
un
Morello
le
tutte
signori
ad
grande
—
edifìzio
Nell'arte
e
nella
di
e
vita
delle
del
una
rone
ba-
donna,
per
Grecia
Tositza
delle
Iladixosta
per
bera
li-
greco
nica
Politec-
scuola
di Metzo-
greco
aVarsakis;
marmo
l'Universit
del-
lato
di Cefalonia.
Bernardakis,
signora
terzo
un
Arsakis,
la
—
Staurnara
a
draclime
a
della
Apostolo
Ritzaeis; l'Ospizio
alla
1'
spese
scuole
;
vata,
pri-
l'Accademia
e
Yarsakeion,
Pireo
del
,
a
edifìzi
magistrale
Bukarest
a
mila
300
due
a
scuola
Nazionale,
Eitzaricon,
via
alla
sottoscrizione
signor Yaglianos
si deve
il Liceo
la
costruiti
a
stabilito
I
,
si deve
vo;
per
e
mila, cioè
450
con
Biblioteca
una
maestre
schiara,
e
del
Cosi, l'Arsekion,
e
sciente
co-
individuale
con
Turchia.
stati
sono
,
dà
polita.
metro-
un
resurrezione
la
concorso
territono,
cioè
che
matico
gram-
,
fatta,*i)er
stata
hanno
quale
greci del
di
un
munificenza?
individuale
i
Vath-
,
scuola, all'iniziativa
della
tellettual
in-
veue-
a
individuo,
un
,
mezzo
la formazione
Oostantinoi)olì, a Bucharest,
a
intei-prete
o
zione
commo-
senza
la
persiani,
greci
impulso
i)er
è
non
con
quei piccoli
Gerusalemme,
a
mos,
E
seguire
il
e
che, fuggendo
a
321
Orfane
; lo
di Pietroburgo;
il Liceo
lungo
Zappe-
esposizioni,
21
322
DyE
fratelli
ai
Zappias
per
la
Hcuola
dei
anzitutto
il
,
arti
potuto
arrivare
dell'
E
Akropoli.
formando
popolo
volete
che
le
ore
vita,
non
tutte
pazienza, dopo
tanta
del
atti
della
per
altro, che
cosi
mai
e
sulla
in
altro,
dà
essi
piedi
si
è
gura
scia-
vinto
là
per
cammina
quale
dimenticato
nella
possa
via
cra
sa-
dovrà
fatalmente
che
e
sua
i fratelli
arrestato
o
gli
lavora
,
essere
dato
an-
tutti
dimenticando
mai
ai
non
unità,
completa
sua
essendo
facilmente
tutta
la
per
ad
pensa
indipendenza,
completa
lontani
sua
sia
tanta
tempo,
suo
,
si
disfatto
che
popolo
cuzione
l'ese-
soltanto
nuovamente
un
tutto
per
e
sparso
dà
si
così
E
patria,
la
come
religioso.
raccogliersi
con
in
e
ziativa
ini-
assolati
essere
bisogno,
serenamente,
il povero
a
di
Padrona,
ha
essa
precetto
come
all'
arriccliirsi,
per
sé, o
per
lei, semplicemente,
spiega
greca
è dovuto
tutto
ricchezze.
quando
d'un
coscienza
della
lavorando
che,
lavorare
loro
e
;
risveglio
,
privati
di
ma,
tutto, insom-
Egitto. Tutto,
le
per
delle
padroni
a
e
credono
non
di
,
riguardi
che
STAZIONI
,
percorrere?
Monda
di
dominazioni
le
tutte
Grecia
la
nerà
ritor-
,
giorno
un
Si
Akropoli.
delle
della
chiesa
ti'accia
e
delle
polveriera,
,
e
vede
si
che
cosi
luce
vedono
invasioni
coperta;
alla
delle
ancora
barbarie
dentro
dell'harem,
pitture
suU'
ancora
e
bizantine
gli avventurieri
ritornò
come
di
Akropoli
cui
la
e
i
fu
la linea
la
al Partenone
la
turchi
macchia
e
sua
segni
Grecia
all' Eretteo
dentro
la
della
cristiani
vi
323
sull'akbopolt
lasciato.
liauuo
ì
divini
templi
e
e
pura
liberi
frantoni
la
ma
;
fami,
in-
croste
le
con
risplendono
gentile
redenta
delle
alfine
squarciati,
rotti,
più
è
alfine
rocca
fianchi
coi
coi
più
la
sono
sebbene
spezzate,
la
Ma
al
meraviglia
colonne
sole
come
del
genio
umano.
Perchè
disperare,
di
X"olo
vittorioso
Atene,
Minerva
che,
un
giorno
?
Marzo
4897,
il
come
o
l'altro
tempio,
risplenda
cosi
il
al
po-
sole
Ti*ìnìta
8i
a
ricche
che
montagne
alfine
appiani
manca
a
ad
gira
il
e
corre,
Prima
antiche
in
che,
mare
un
girano
si
mura
della
Cava
lontananza,
pieno
e
di
a
vele,
al
levano
alcune
case
solenni
Indietro
bianche
e
lotte
e
quante
addietro,
l'elemosina'?
Ma
battaglie
furono
nel
dove
posto
fi-ate
sulle
un
gruppo
il
rumore
delle
Quante
l'elemosina.
il
—
,
combattute,
ora
in
con
di
cigli.
chiede
v^erso
vecchie
,
d'ilici;e qualche poverello
che
convento,
le
cordone
dei
uno
par
,
un
a
al paese;
attorno
appaiono
nere
pare
—
attorno
vallate
mano
,
cordone
ciando
affac-
triplice linea
di arrivare
fortune
di
cammino.
meragliose
su
anfiteatro
montagne,
Corpo
di
giardini; conquistando
salernitano.
del
mezzo
oretta
boschetti, soavemente,
e
di
e
un'
,
mura
che
alle
delle
seguo
dopo
Cava.
parte, la più avanzata,
una
il litorale
e
vigne
scoprendo
si
ville
tra
destra
di
mano
Cava
,
sale
LtSb via
di
da
arriva,
della
sette
poverello
battaglie,
e
coli
se-
chiede
l'imi)eto
326
ingordige
delle
si
spingere
principi
e
soldati
e
di
luce
grotta
di
Alferio.
fumando
feste
larsi
a
vide
folle
dei
pietà
le
cielo
profumo
di
santità
cristiani
si
son
le
e
che
acque
che
ripetano
Da
e
fugare
a
quanti
?
Da
compagnati
ac-
aflfol-
primi abati
r
chiedere
a
missionari
di
1'
Dio;
con
è
si
si
non
terra
è
a
preghiere,
Innanzi
agli
occhi
l'aria
il
par
che
par
steriose
mi-
ondeggiano
scientifico
ragionamento
nessun
dal
i boschi
Trinità
alla
e
al
ora,
purissimi
Ancora,
pregare.
attorno
sommesse
e
dileguato
quei
ove
giatisi
rifu-
dileguato
,
dalla
aurora
benedettini
Iddio
se
mormorano
completamente.
anni
aumentati
sou
fedeli
dei
primi
umane
visioni, che
vale
di
ravigliose
me-
papi
e
Benedisse
vivere
a
piegati
d'incenso.
odori
dei
monti
an|me
mo,
faccia-
parola del Vangelo
la
terra.
millennio,
dalle
e
della
preghiere
del
tramonto
dalla
,
portare
per
questi
su
principi
eserciti
plice
tri-
dal
tempo
un
piangendo
ed
peccati
i soflTerenti
Mille
salire
penitenti
severi
tutti
vide
santità
alla
pio looo^
noi
oggi
processioni
omaggio
il
perenne
che
vide
:
immense
propri
discendere
del
religiose
rendere
di
via
vento.
con-
attentato
abbagliati
splendeva
La
del
mai
contro
chiacchierando,
e
da
minaccioso
piedi
è
si
evo,
che
conquistatori
ai
si sentivano
raggio
sacra
a
medio
sguardo
lo
dei
quelle mura,
nel
Nessuno,
vendette
delle
e
sotto
spegnevano
di
STAZIONI
DUE
quanti
è
la fede
dal
religiosi
dalla
sparita
i simboli
anni
i nostri
nostro
ginocchi
cuore
tasia
fan-
nostra
non
si
pie-
328
siti
DUE
nello
laoglii 8acri,e
commozione
poetica
mi
la
narrava
STAZIONI
stesso
delio
storia
tempo
spirito.
di
Sant'
con
E
grande
una
il
che
monaco
Alferio
il
fondatore
,
dell'Abazia,
narrazione
Alferio
lombardi
che
di
uomo
in
sioni
tale
di
sorte,
983
da
e
il
in
quel viaggio,
istituì
che
alle
difficili
che
dei
più delicate.
e
ti*asformò
si
Guaìmaro
Ottone
vocazione
sua
e
,
missione
dì
la
confessione
sua
stesso,
a
sé
,
e,
poiché
lui, lo richiese
be, infatti;
Mentre
in
cui
il
Alferio
che
era
come
ma
fu
per
Cluny,
stere
resi-
più
la
di
il
poco
sua
vestire
Ma
principe
più
poteva
la
considerazione
padre
suo
era
Oluuy
a
ventato
di-
appena
Guaìmaro
lo
dopo
tempo
elevato,
sacerdotale.
non
tanta
di
esaurita
E
religiosa
sacerdote,
Incontratosi,
ottenne
Benedetto.
dignità
alla
nel
,
San
nero
ed
:
sciatore
amba-
seppe
dopo
chiese
diplomatica
l'abito
,
in
sua
abate
abate
non
misrFu
mandò
III.
il famoso
morti
in
lo
suno,
nes-
della
egli decìse
,
alla
Ed
adatto
Odilon,
festa
la
Salerno.
su
di lui x)areva
presso
con
prìncipi
che
principe
Fmncìa
dei
valore
più
su»
famiglia,
di tanto
e
diplomatico
quando
,
signoria
missioni
queste
ìUastre
quelle
con
ingegno
meglio
corte,
an'
a
avevano
dix)lomatiche
una
in
apparteneva
allora
della
commozione.
mia
origini si confondono
cui
era
della
semplicità
la
con
forza
la
Sant'
le
accresceva
lo volle
avere
come
che
spirituale.
basciatore,
am-
di
aveva
E
lo
H^^h-
breve.
monaco
vìsse,
parlava,
in
cui
ì
io
più
pensavo
nobili
al
t^
spiriti
;
r
TRINITI
alla
lavauo
X"a
San
•di
ordini
monastici,
allora
! 0
si
e
sola
Brano,
ripercuoteva
heatitudo
"li
V
ogni gioia ,
di
sensibili
più
twttm
preparati
e
;
dei
le cime
-tutte
alla
monti
ogni
Claude
ostium
le selve
tutte
da
anime
te
super
I E
d* Italia
contatto
delle
gl^deali
morte
dalle
assoluto
da
delicate.
0 beata
:
il disprezzo
affetto^
ogni
allontanamento
più
e
si diffondeva
anime
nelle
e
fondatori
i
esclamazione
! Il distacco
il sentimento
erano
amano,
tutti
a
grande
una
terrene, ^abbandono
oose
porto di salvezza.
au
a
San
a
329
CAVA
solitadiue,come
Benedetto
solitudo
DELLA
Ravenna
e
alla
,
da
calabrese
Sila
Vallombrosa
alla
temporale
Era
vita
della
vie
usci
per
piene
le
liana,
di
per
è formata
minacciosa
e
dentro
in
tirannia
disfare
della
e
nell'atmosfera
corte
e,
si che
:
forza della
per
fino
un
anima,
sua
faticosamente,
per
grotta metel,
questa
come
alla
dimenticarsi
immensa
una
nell' aria
tempesta
alla
Cava,
a
,
mare
sottostare
pericolose di dirupi, si trascinò^
e
della
da
tornato
Salerno,
nascondersi,
dimenticare;
«ssa
da
spine
montagne
Cluny
dall' intima
giorno, spinto
«ecretamente
più
laica
società
roni
ba-
da
Alferio,
e
dei
armi
arrivare.
si sentiva
mondana,
della
impura
1010;
alla
minio
aspirante al do-
Chiesa
osavano
8ai)eva
non
,
bel
il
dunque
Salerno
non
,
rifugi sacri
delle
rumor
della
parole d'odio
le
e
il
,
da
Gargano
al monte
diventarono
Cava,
dove
•contemplazione
^
Agubbio
,
per
farsi
grotta (io guardavo:
roccia
1' immensa
i)endente,
onda
di
un
petriflcatanei secoli) egli cominciò
330
la
DUE
dì
vita
mesta
sua
straziandosi
estasi.
fu
ne
non
di
giorno
ciò
per
e,
e
una
in
Sant'
la notte
alle
che
dèli'
impresa,
vi
attorno
costruì
Alferius
Vidi
Cosi
che,
nella
et
nacque
con
la
le
Trino
haec
si
la
lanterna
sotterranea.
grotta,,
notte
ogni
raggi
:
bolo
simlora
al-
approvava
le
somme
dalla
più
sub
condidit
coltà
diffi-
grotta
della
Dee.
Cava,
mi
accesa
Numen
lumine
antra
,
chiesa
giorno,,
celle.
nuove
Trinità
non
mosse
liic Trinimi
Trino
il
Comprese
malgrado
,
non
tre
divina
e
,
in
Trinità.
volontà
la
appariva
divisa
Santa
della
costruzione
nuova
Alferio
splendente,
dubbio
il santo
ad
del
alto
della
fondo
nel
scelse
di "Salerno.
elevate
mura
intanto,
e
:
tenebre,
luce
non
le
Elia,
una
matelliana
la valle
il territorio
tutto
libero
e
dall'
Elia,
tutta
gioma
di fare
più vasto,
Sant'
su
di
più
Alferio
luogo
di
su
rimasto
allora
un
monte
lontano,
gran
sparsa,
direzione^
la
sotto
era
Pensò
si estende
monte
mezzo
rifugio^
accorrere
grotta si popolava
palmo
un
arrivati.
cadevano
la
non
il vicino
sul
ore^
appena
subito
un
mettersi
La
,
ancora,
Ma
in
di
santo.
la vista
quale
il
,
desiosi
costruzione,
nuova
fu
supreme
fosse
scopei'ta. E
ueil^
,
i tardi
per
la
che
vicini
paesi
del
spirituale
solitario
nelle
giuno,
di-
liei
penitenze, esaltandosi
soltanto
facile
nei
religiosi
in
nelle
per
meno
notizia
la
Ma
torturaudosi
anacoreta,
rasserenandosi
orazioni,
delle
STAZIONI
finì il monaco,
faceva
da
cicerone
6
r
TRINITÀ
DELLA
331
CAVA
*
chiesa
Questa
dal
compiuti
l)ià
feroce
reazione
materiali
in
smanioso,
di
la
muti
pianto.
fronte
e
fuggivano
unico
come
di
balsamo
mezzo
perdoni
in
cèlle
strappare
peccati
alle
?
come
chiese
delle
lo
veder
ancora
li inebriava,
Signore
luce,
E
e
un
come
devano
si chiu-
sotterranee,
fiorir
e
l'arte,
spirito religioso poteva
conquiste geniali
non
al
poteva
pittura, dell'architettum, quando
per
la
la
Ancora
dell'umanità.
asserragliate. Come
quel periodo
lanciarsi
sui
tenebre
nelle
delle
per
tere
scuo-
italiana,lo
corporali
vita, cosi fuggivano
la
fuggivano
sofferenze
delle
ossessione
potendo
li affaticava:
Mille
la
toccava
maledivano.
lo
previsioni del
cercavano
chie
società
sulla
gravava
disgustati
e
,
delle
paura
la
che
imperiale,
nessun
feudale, papale
triplice potenza
della
Nessuna
e
Essi
penitenza. Non
giogo
i
col
terra, inabissarsi
il
vano
tenta-
l'astinenza,con
con
la
perìodo
con
occhi.
agli
tensioni
pre-
provato
aveva
e
volevano,
l'oscurità,
nella
il
il
:
prime
nell'anima,
avevano
periodo
anacoreti
che
preghiera,
la
con
le
Roma,
ribelli,gli
spettacolo volevano
dolce
di
proibiti del potere,
que
dun-
Cristianesimo
,
quei cristiani
letizia
del
Chiesa
n^ì
proprio
1019:
vescovo
rigenei'ar la
penitenza,
furou
spiritualecontro
del
cui,
frutti
primi
al
1012
il conveat»
e
più minaccioso
e
della
periodo
primitiva
neppure
della
scultura, della
gli occhi
la luce
del
si chiudevano
sole, e
332
peiisiei-ofaceva
il
e
STAZIONI
DUE
nel
di tutto
della
sangue
Verranno
i
cei*to
in
predicando
il
sole,
intonazione
di
inno
Assisi
e
porterà
le
lui
le
lodi
fiori,
dei
gloria in
del
le
dell'amore
Ma
appena
stringe
le
coscienze,
che
della
non
vi
è
luogo
della
che
quella
del
suo
tempio
ogni
tempo.
e
brilla
Mille,
feroce
E
vi
della
desiderio
alla
è
del
domina
che
glimento
racco-
mania
che
nelle
più propizia
fiamma
Alferio
allucinazioni.
propri agli
tutti
gli spiriti,
preghiera
quelli ch'egli ideò
il chiostro
renze,
Fi-
a
fantasia.
terribile
colla
iu
gioie
l'angoscia
con
che
cosa
alle
di Dio
casa
audacie
archi
Siena,
a
con
profumi
ai
e
natura
alla
le
nelle
sole
Orvieto,
piante
ranno
sorride-
chiese
e
darà
non
le
e
cantare
a
le
del
più propizio
terra,
che
e
di
rondini
anime,
le
di
della
amoroso
della
dal
col
invade
negazione
viscere
il
usciti
stiani;
cri-
il fraticello
gli
tutte
e
la
au
dei
solleveranno
a
di artisti
i fuochi
ora,
feste
Pisa,
a
popolo
un
luce
ne
alle
allora
cuore;
le
e
mutò
Dio
le stelle
Allora
colonne
mezzo
cui
tato
spun-
,
chiamerà
e
alla
aperte
e
in
che
insieme
al
e
del
volta
elevò
pagani
giorni
Creatore.
del
tutte
dei
i fiori
e
luce
violenta,
preghiei*a l'impeto
poeta,
montagne
quella
ed
predica
i
di
miracolo, egli subito
Sole
nella
di
pianto
Gioacchjuo
1' onda
pioggia
una
sua
verranno
Tabate
come
—
per
al
cui
religiosa
a
come
gloria
natura
sua
mezzo
della
—
in
giorni
meridionale
ingegno
nel
penitenza?
porterà nell'eloquenza
suo
dissolversi
per
e
volle
istinti
dei
era
erano
suoi
TRINITI
dove
contemporanei,
di
invocare
e
DELLA
questi potessero,
tutti
la
333
CAVA
i loro
sentimeutl,
di
grazia
Dio
le
tentazioni
diavolo.
del
architetto
Nessun
ferri
anzi
pare
rimasti
ondulate
tutti
di
pittura
una
fondo
di
Ma
un'ombra
della
della
e
che
di
di
e
tozze
colonne
in
sebbene
in
vi
sia
il
più
agli archetti
tondi,
alle
innanzi
una
par
acuti,
oi*a
croce,
di
sentire
rozzo,
cuore
qui
coi-pi
certo
armoniosi
ma
slanciati
ora
,
ondeggiano
graffite
ora
scavate
la
di
un
di
un
avrebbe
forza
e
ora
grosse
nanzi
in-
,
una
alla
coi*po
ora
roccia,
lettera
e
da
mortuaria,
cuoi'e,
potuto
di
ora
soffocati
celletta
gran
in
generoso
da
nanzi
in-
pure
Cinquecento,
sotto
una
per
forza
Fidia
del
cupa
gio
dispre-
gran
ceri,
come
drea
An-
questa
estetica
monacali
che
mura
ora
sottili
di
neo
sotterra-
questo
,
bellezza
ora
tronchi
come
artista
un
,
alle
tura,
pit-
un'ombra,
costruzione,
sebbene
risplenda
forma
una
,
irregolarità ai'chitettonica
della
cuna
qual-
ancora
sbiadita
all'epoca
non
colonne
Su
resiste
,
1' arte
da
là,
e
,
Salerno.
basse, irregolari,
altare, più
un
sebbene
vera
posteriore
assai
a
coi
siano
ne
e
dimensioni.
chiesa
che
,
volte
sull'intonaco
e
ne,
costruzio-
unghie
qua
le
tutte
della
dHntonaco^
in
le
con
di
e
strana
consigliata. Più
sostenute,
pareti
anzi
la
pareti. Le
sono
i colori
delle
traccia
Tha
scavata
segni nelle
i
diretto
ha
igienista
nessun
e
non
disfazione
sod-
inginocchiarsi
fttgare
e
piena
con
di
un
deforme.
trovare
giovinezzia
che
,
gran
Ah,
i bei
tro-
33é
DUE
nelle
vava
odorosi
l'atorio
d' olio
lucenti
d' oliva
tra
luce
senza
umidi
queste
e
alla
in
pareti,
i
orizzonte
senza
lotta,
perdevano
forma
ogni
laidi
scuri
,
della
che
morte
essi
servire!
loro
deiranìma
Essi
della
nell'ora
questi
a
contemporanea,
individuale.
psicologia
nelle
dell'anima,
donde
uscite
sono
scienza
nello
la
fmse:
non
gran
poteva
esteriore,
di
occuparsi
j:uerre
prime
conosci
piazze
e
i)olitica,
patriottiche,
e
vie,
a
potè
essere
scuoia,
e
viventi
giorno
e
vita
nelle
giudicare,
a
civili
guerre
accolta
della
ebbe
non
il
di
è di Socrate
essa
votare,
preparar
nefizio
be-
esame
metodo
tutto
a
essi
mondo
del
una
come
pagani,
nei
affaccendati
nelle
ma
timento,
sen-
totale
dell'
È vero,
stesso;
efficacia
azione,
di
te
dove
a
del
verità
del
,
prove
dell'uomo.
studio
avere
pubbliche
n
le
noscenza
rico-
il loi*o cori)o,
visioni
occhi
Dio,
gloriosi della
sangue
dure
ai miei
si jùschiara
analisti
avvilito
profonde
a
letteratura
tempio
,
coscienza^
l'anima
infinita
ma
seuro
carni,
continue
nelle
interiore
lo
il loro
digiuni
nei
impoverito
E
loro
le
torturato
ignoti
veva
do-
cosa
degna
della
precursori
martiri
laudi.
dell'anima;
con
penso
questi foimidabili
a
questi
a
hanno
nobili
che
cura
ventavano
di-
immagine
che
presentarla
io
degli
sue
a
o-
e
preoccuparsi;
per
Ed
?
corpo
dovevano
morte.
l'
come
nelle
avean
non
lucente,
e
del
questo
sostanza
evocava
ferne
soltanto
monda
t^ner
sfigurati
,
Jacopone
dovevano
Che
ogni
e
nel
corpi
,
asceti
tutti
eternarli
per
,
Qui,
marmo!
ateniesi, pronti
palestre
e
STAZIONI
e
e
praticati!
336
STAZIONI
DUE
evidentemente
occhi
crani
feriti
in
sepoltnrd»
Io
combattimento
e
alla
accanto
guardavo,
lanterna,
pensavo
di
Cava,
guerriero
ottobre
e
morti
il
di
medio
—
mossa
4897,
dal
guerrieri,
di
soffio
aver
Alferio.
teneva
monaco
il
Ecco
di
pregando
sepoltura
mentre
:
stinchi
e
—
evo:
in
una
dell'Invisibile
alto
la
cassa
car-
!
r
l
L'EDUCAZIONE
NAZIONALE
1
HoBBLLO
—
NelVarte
e
nella
vita
22
nazionale.
L'edacazione
incidente
L'ultimo
in
—
fra
la
del
pensiero
una
fta
io
salda
so
non
glorie;
le
misere
lotte
intensiva
a
di
nutrire
libertà
elettorali
per
oscuri
continuo
coscienza
e
sperpero
alle
sue
le
;
essa
e
è
dirittamente
capace
di
molti
fors'anco
e
vantarsi
e
di
avere
delle
vittorie
vince,
pro-
ai
neggi
ma-
i)iù vili, e,
per
sue
energie
degl'interessi personali,
fieramente
avTà
—
comuni
transazioni
delle
ed
politica. Cresciuta
dei
conseguire
La
eroica
patria,
potrà
calde
alle
veramente
una
lia
mentare
parla-
nazionale.
quali precisamente
resistente
e
più
dato
ha
difficilmente
ma
abituata
il
ci
che
mondo
tradizione
quella
a
raggiro
italiano,
ribattezzato
essere
della
e
succeduta
intellettuale
—
di
Stato
lo
il nostro
cbe
il
escluso
e
plomatico
di-
incidente
un
-r-
non
Gesù
di
bisogno
generazione
molte
forme,
chiaramente
ha
ineriti
le
tutte
Compagnia
•dimostrato
fonti
diplomatico
nella
cultura
impotente
un
commettere
ormai
alto
ideale
tutti
gli
l'educazione
340
errori
coscienti
degl'italiani
dotti
ed
altri
abbian
Camera
cento
sottoscrivere,
a
lista-
una
di
diventata
sarebbe
è
proscrizione
cosi
pericoloso
che
di
lettere
la
relative,
hanno
di
hanno
non
Quella
errori
scusa
e
in
abbia
quella
teorica
tentata
tali
azione
Inferioiità
Gesuiti
tutti
che
,
,
la
verso
di
delle
?
di
uomo
Oh,
parte
scuole
come
avrei
e
la
corregge
nemici*
suoi
due
di
gravanti
ag-
usarne*
malintesa
un
per
firma
propria
1'
Orispi
on.
difesa
una
(chi
che
,
principii
nostre
che
anche
aggravanti
i suoi
laiche,
crede
di chi
duto
cre-
solita
la
costituiscono
,
con
han
con
dei
errori
firme
meno^
che
libertà
strappatagli)
su
tanto
scuole
nostre
gli
modo
le
coloro
mostrare
di-
a
concesso
operato,
della
solidarietà
di
qùal
contrasta
dei
delle
sopratutto
,
sentimento
proprio
responsabilità
duole
mi
E
di
la
dopo
servano
se
ha
poche^
troppo
valore; né,
anche
e
della
sua
il
teorica
solita-
propri
ehi
dichiamzioni
le
giustificare
meno
'di
passare^
venute
protesta
nessun
dell'inferiorità
scusa
sa
fede
buona
valore
di
o
poche,
quella lista,anche
di
non
Le
lista^
fenomeno
un
lasciarlo
può
si
esame.
spiegazione
pubblicazione
i
in
rivela
e
grave
non
altri
in
propria
e
vera
,
prenderlo
senza
cosi
favore
,
una
,
i
tuto
po-
a
che
,
tempi
fra
,
,
Gesuiti
di
scuola
una
in
la riduca
e
deputati
sette
o
della
eloquenti
trascinare
di
sei
che
l'opinione
se
,
sorvegli
la
non
fatto
Il
soggezione.
meno
goffaggini politiche
le
tutte
e
nazionale
e
di
?
Libertà
uomo
desiderato
e
la
tutta
con
di Governo.
per
le scuole
che,
in
que-
l'educazione
occasione,
sta
"5he
in
nella
Villemain
quelli
-animati
cioè
sia
delle
invece
'43
nel
del
il
f
ri
può
altro
essere
della
vita
spiegazioni,
Vi
superiori.
si resta
il
E
di
ai
di
liberali, più
princiiu
proprio
difficili seppe
^empi
Saffi
rivincite
e
di
che
dare
celli
Bac-
nelle
Ardigò.
nel
e
la
confessione,
di
decreto
stesso
facendo
non
ha
strato
dimo-
,
un
atto
di
mone
Mondia-
senza
cattedre
e
dei
nisterial
mi-
paura
ministro
scienza
due
gerlo.
correg-
all' autorità
fatto,
alla
le
scuse,
dell'onorvele
/ormale
dallo
potete pretendere
le
Baccelli,
essere
vità
atti-
meglio,
all'autorità
rest,o,
non
proteste,
errore,
del
gloriose,
Roberto
qualsiasi
ossequente
personale,
^diminuzione
due
del
da
che
reggiamen
pa-
voi
f Per
quali, dopo
L'annullamento
poteva,
le
coerenza
essere
sapere
o
Che
:
voi
Meglio
l'onorevole
questione
vana
!
tizione
pe-
richiesta
Gesuiti
che
siderato
de-
insorto,
la
quello
coraggioso
e
errori,
sono
alla
dei
giustificazioni
leale
attenuanti
contro
tutto
legge
riconoscere
nel
Tina
della
le
l'atto
meglio,
È
sentimenti^
avrei
Vesptilsione
che
laici;
Come
reclamate
francese.
virtù
in
Génin
libertà
Che
vuole
Crispi fosse
scuole
le"»:g:e
dai
nostri
leggi!
Francesco
delle
pareggiamento
dai
cercare
deputato
sulla
pari,
svm
nostre
di
parlamentare,
"5ome
dai
Tliiers
rivoluzione
nostra
animati
sono
dall'amore
che,
della
Adolfo
Camera
alla
*'ducata
che
scritto, quel
avesse
scrisse
Kelazione
spirito
gioventù
la
du
Lo
:
Crispi
occasione
celebre
sua
che
Francesco
simile
una
341
nazionale
alla
di
che
di
in
libertà
Aurelio
l'educazione
342
Ogui
militante
partito
X)ropaganda, che
e
rivelano
nello
il
e
la
non
ma
nel
la
penetrazione
continua,
alle
del
le
quali
forza
sospetto
forme
Loiola
le
tutte
lotta
la vita.
])re
dalla
società
via
della
scuola.
metà
del
vi
di
nome
poleone
glie
beni,
e
,
decreto
dovessero
essi
umana,
Guardate
tutte
può
in
imporre
del
le
Falso^
sistenti
re-
zioni.
persecu-
dire,
de
la
loro
fois
anche
dal
sotto
3
a
storia,
li caccia
insegnando
la
sparire
ritornavano
Napoleone
ritornano,
Péres
si
d^
loro
la
disciolti,dispersi, spogliati
che
pareva
secolo.
è,
del
psicologia
una
a
stro
mae-
sociale, che
di
e
e
e
scuola
Quando
li scopre
col
tempeste
la
per
codice
del
quella
questi legionari
un
visoria,
prov-
irresistibile^
controllo
esercitare
vita
diede
loro
col
di
della
dei
essi
di
,
dal
e
cercato
La
per
umano
sione,
persua-
coscienza
della
invisibile
occulta
la
l'assorbimento
somiglianza
e
rativa
coope-
forse
e
mizio
co-
bomba;
pensiero
formazione
la
non
,
a
lotta
:
radici,
imagine
sempre
tutte
ai
immediata
la
dal
han
scuola, cioè,
la
il
la
,
suggestione
a
:
anarchico
partito
dicarlo
giu-
a
socialista, la
partito
lo
e
ha
partito liberale
la
suolo,
discepolo
maestro
scuola:
discepolo
nel
fuori
il
anche
servono
e
Il
; il
qualificaao
lo
,
tempo,
giornale
Gesuiti,
sicuro,
stesso
suoi
dei
stessa
uatura
che
scopi
l'opuscolo;
e
i
suoi
combatterlo.
a
0
dalla
specifici di
mezzi
suoi
i
ha
sorgono
dei
principii
nazionale
o
di
sotto
galla
dalla
altro
cia;
Frannome
mentite
li
per
ma
pri-
nella
Paccanaristes,
queste
messidoro
sem-
per
ricaccia
Na
spc
an
l'educìzioxb
a44
e
che, fra
Francia,
di
J(^«m^e«,
Los
diedero
quelli
a
rivincita
la
le
di
di
bro,
li-
un
Pascal,
Perduta
il
per
,
ripresero
in
Gallia
rono
diventa-
,
terre
iu
Prouinciaiì
si
gio
Colle-
al
raccolte
perduta.
purtroppo
produsse
,
Michelet
furono
le
partita
tutte
su
di
e
dopo
che
perchè,
momento;
Qaiaet
quali p:)i
le
politica
eloquenza
di
lezioni
^raadi
le
varia
tanta
nazionale
e
breve
,
arbitri
gli
Ma
di
gli
di
modo
Una
scuola
fare
può
E
mil
nulla.
ingenuità
dell'
ignoranza
di
lettere
pudore.
Ho
civile
di
e
chiasso
della
e
bene
o
la mala
inteso
una
morale,
!
—
Dunque,
se
ben
chi
per
tutti
un
i tristi
io,
si-
li mette
qualche
di
per
decreto
più
di
sapienza
queste
paura
!
ed
letto
avessero
come
! Tanta
esagerazione
Tanta
fede
loro
queste
so
arrossire
che
di
non
; ho
riti!
spi-
essere
io
io, esclamazioni
scuola
di
priv^ati argomenti
fare
superiorità
per
di
gente,
contro
udito
fede
fondo,
in
brava
può
rutto
|[f
,
nostra.
larghezza
Non
bene
mala
dovrebbero
l'ignoranza
se
Ho
deputati
che
che
nep-
casa
male,
Tostilità
volgarità
e
o
che
genere
fuori,
E
pregiudizio
un
di
poi vedeste
Moudragone!
invento
altre
! Se
tempo
hanno
non
Che
—
sconfitte,
hanno
non
tradizioni
dicono.
le
più
non
Diavolo!
forse
spregiudicatezza!
di
Non
in
di
E
le
essi
—
scuola
che
Teffetto
—
?
una
padri
quei
ricordare
del
italiani
cose.
la
tutte
a
all'Isola
politici
queste
a
portando
—
francese
poi
—
uomini
pensare
pur
—
Sédan
a
scuola
gioventù
napoleonica
prima
della
:
un
di
ricordi,
Tanto
gio!
collegiamento
pareg-
tutte
le
L'
inique
EDUCAZIONE
azioni, tutte
e
fiducia
ad
confidenza?
o
le
scuola
servono
non
lotte
bieche
le
alla
attorno
assodati
luogo
di
il
italiane
che,
politici,
si
giustificano
ormai
noi
ci
di
siamo
sforziamo
di
del
una
ha
che
in
morire
vi
iniettarci
nostro
forza
vecchia
zione,
istitudovrebbe
Ma
—
fresco,
del
e,
conserviamo
tutta
sangue
purtroppo,
quanto
per
tifico
scien-
Broicn-Seqiiard
ecclesiastica
dell'educazione
nelle
sempre
la
morbida
ci
reiide
che
linfa
torpidi
,
nell'azione,
Svanita
tardi
è
pensiero,
nel
di
sostanza
come
noi
in
rimasta
miseri
principio,
nella
sentimentalità
una
che
e
della
radicale
idee
avvolge
volontà,
nostra
convenzionali,
dei
tramandati
3osi
fatto
rliamo
noi
sentiamo
non
della
compiuto
tutta
la
nostra
sfera
sistemi
legge
per
ligiosa
re-
mentalità
senti-
vaga
vaporosa,
,
della
nostra
restii
scienza
co-
siasi
qual-
a
delle
nell'inerzia
accettati, dei
di
organica
ripugnanza
scuola
di
ci rende
contenti
innovazione,
tendenza
la
leggera
la
giudizio.
nel
forma
,
narcotizzante,
sono
nuova
fatto
pace?
popolo
un
germanica,
razza
correnti
di
più
di
i mali
in
E
rappresentanti
ridare
a
oratoria;
,
contentarsi
non
giovinezza
tutti
per
di
anche
dizio;
pregiu-
un
rimorso,
coi loro
colgono
rac-
essa
sogno!
un
sentir
insieme
in
scherma
vana
di
e
è
la storia
si
ticati,
dimen-
sono
ispirare
a
pallido scenarioCdi
famiglie
alimento
che
una
il petto
che,
altro
clie
Gesuiti
Dunque
battersi
nuovo
tradizioni
dei
combattute
i fatti
345
NAZIONALE
di
gesuitica;
degradazione
namenti
ragioeredità.
accogliere
non
compren-
politica
e
mo-
il
346
l'educazione
rale
nel
nintie
quasi
farne
e
,
ci par
che
quali
a
secondo
le
professori
ai
fra
voti
sembi*a
il
dei
prestar
li ha
un
vero
mano
circolo
della
cacciati
vita
donde
e
della
scienza
tutto
questo,
in
influente
nazionale,
donde
dovrebbero
sorti
della
via
la
per
tria
lesa-pa-
avariate
le
ci
non
di
reato
su
mostranze
ri-
alle
Camera;
nella
rientrare,
la
tolga
insegnano
più
proprio
e
versità,
Uni-
maggioi*anze,
gruppo
o
si
obbedienza
in
rimetter
a
e
delle
del
provincia
facendoli
Gesuiti,
nel
facoltà,
desiderii
reato,
un
storia
si accetta
gli applausi
città, nella
la
critica
e
di
borghesia
della
che
tre
men-
politiclie
o
onesto
storia, che
della
delle
ai
0
pare
incoraggia
si
e
allegramente,
nella
di
risultanze
moderna,
seguito
ci
mentre
parlamentare;
ti
professori
all'interesse
soddisfano
dallo
nazionale,
economiche
teorie
ga-
.
sospendano
insegnano
non
cattedra
si
che
giusto
di
autorizzato
organo,
un
scuola
quella
dell'educazione
alla funzione
Stato
le
circondare
di
tentar
nazionale
la,
scuo-
la
tenerli
legge
lontani
,
per
gli interessi
semjjre
che
coloro
dovrebbero
che
Eppure,
tori
scuola
dei
disabilitare
le
comprendono
non
fu
questo
I II
Gesuiti
letteratura
:
educatori.
Nel
o
ne
pensiero
se
e
Basta
Commentario
tutti
lodano.
dei
edu-
grandi
bei'sa-
politica è appunto
solo, per
non
all'istruzione,ma,
all'educazione.
pubblica
continuo, immancabile
vero,
nosti*a
il
vergogne
vita
alla
non
italiani
glio della
civiltà I Sono
della
più,
per
quel
aprirli, i
degli
scritti
che
libri
e
risce
rife-
si
che
quel
di
della
la
si
ferisce
ri-
questi
fame
l'
Machiavelli,
di
rilevando
RenawH
dei
mos.so
che
siano
di
capaci
ridere
si
insegnamenti.
loro
si
chiesa
In
disumane
zioni
8Ì
dal
si
e
col
coonestano
ai
pulpito
il
superfluo
i
per
a
iscopo
potrebbe
che
i
di
si
e
odio
Ma
chiavelli
Ma-
son
ca-
i Gesuiti,
contro
effetti
opere
ne
l'istruzio-
che
e
nella
dei
moi*alitÀ
Gioberti
il
ci emanza
levano
a
cielo
:
e
di
le
a-
ipocrita, palliativo
con
giustizia.
della
il debito
quelle
di
essere
ministri
eterno
della
della
la
maggiore
della
chi
Si
predica
limosina
e
si
mette
benefiche
le
poveraglia.
? Ma
religione
essa
e
La
è
trascorrono
poi
pedisce
s'im-
leggi
buone
con
e
nei
diffonde
non
ricchezza,
sua
fortuna,
istituzioni
scemare
a
diminuiscano
governi
disuguaglianza
ostacolo
loro
quali
doppia
della
doviziosi
i
dunque
essa
nome
il fuoco
che
la
la
spietate,
il
,
minaccia
poveri
di
; fuori
misericordia
le
esaltano
tiinto, si
italiana.
polemica
Diceva
—
far
nell'educazione
data
cittadini,
raviglia
me-
quell'ex-presidente
a
gli
si
i nuovi
—
la
può jirodurre
dei
condotta
gioventù
faccia
di descrivere
permise
medesimi
dei
in
facendo
che,
Consiglio,
del
istillando
nazionale
anche
il Foscolo
naturalmente
pensiero
del
hanno
,
potuto
la
e
Rìbade-
che
Oesuiti,
hanno
meravigliano
ne
se
altri
tutta
dei
Possevino,
scuole^
a
interpolazioni
Principe
quali
delle
pregiudizi
loro
non
«
i
coloro
insignoriti
i
del
all'autore
guerra
dei
degli
e
le
tutt6
falsità
le
347
nyzionale
riportando
tutte
ueyra,
e
educazione
persino
quali
hanno
ripugnanza
inevitabile,
senza
da
av-
l' educazione
348
in
vedersene
professano.
di
effetti
di
0
è
che
di codesta
faceva
un
riverbero
ai
le sètte
si
non
di
corruzione,
intime
parti più
membra
le
vitali; il
e
leggi
universali
di
tanto
incurabile, quanto
—
che
gli
nei
stesa
di-
ma
sino
nelle
le
giusta
,
morale
disordine
contro
di
partiti,
e
particolare
patriottismo
in
tutti
spaventa,
non
zione
dell'evolu-
soltanto
quando
di
evoluzione
loro
si
,
la
i
del
Italia.
fra
le
:
regimi,
è
che
e
Compagnia
in
tratta
e-
per
sociali!
tanto
in-
ha
generale
è
non
giacobinismo
La
classi
Gesuiti
dei
scuola
luzione
disso-
la
e
mallevadori
caratteristico
di
questo
economici
rapporti
questo
Ma
illustri
parlar
a
L' avversione
i
»
riconoscono
pj*eti. Guai,
sempio,
del
di
stato
a
estrinseca,
putrefazione
la
cadavere.
un
evidentemente,
tutti
passò
importai
un
sètta,e
una
è un'adunanza
salute
che
va
decisi-
e
,
di
di
natura
è
esso
ed
prio
pro-
le obbiezioni
penetrante
e
del
moralmente
sètta
parziale
mica
non
tutte
per
cosa
di
sione
illu-
Il ri tiramento
è
principii
tino
mu-
quella Quiiiet,
«
essere
una
alta
rispondeva:
tutto, perchè
buon
che
preveniva
convertono.Ogni
da
d'uomini,che
e
essi
sua
di
Gioberti
suoi
imi)ossibile,prima
e
gran
la
ecco
:
traditori
di
quando
gente,
Gesuitismo
del
che
morale
che
E
essere
speranza
lo stesso
Michelet,
può
non
una
da
Fin
Gesuiti.
dei
scuola
stolti
polemica,
del
alla
di coscienza
stortura
—
trasformino
paese.
e
pensiero
della
si
o
contraria
politica
una
»
Stortura
gli
nazionale
di
,
vazione
deri-
una
Francia
,
fece
il male
o
V
clie;
quando
e
elei
obl^edito
outre
e^n
très
all' avvenire.
di
diceva
neir
eseoliers
dt»
Xfoy^r
ds
hors
soni
méne
la,
del
—La
Gesuiti.
la
j^orte
coté
à
dant
il
de
!)
élève
par
relles
les
nations
sont
haut
pas,
camme
dose,..
seront
la
Pour
par
1
le
noi,
almeno
un
PRUS-
catholiques
les
avec
former
de
si
hannes
an
ne
ne
ar-
se
hattues
surnatu-
croyances
tue
liani
ita-
OFFICIEB
catholiques qui
qui
à
transeen-
toujours infalliblement
paison
en
maral
et
savante
Les
elle
trop hiéror-
OFFICIER
UN
guerre
dopo
développement
elementaires
protestantes.
un
dei
rale;
mod'efficacité
pas
JAMAIS
nations
giogo
mysticism^
il n*a
sera
écoles
perfectionnées. Les
refornieront
trop
des
est
intellectìiel
le
pa-
Renan,
cathoUcisme
OPPOSE
jamais /aire
pourra
mes
ne
il
alla
catholique;
rester
(ricordiamo
JÈSUITES
qui
instruits, par
obbedito
effetsfunestes
D'ÉTRE
un
y étre
d'en-
Société
dite
Ernesto
fait fleurir
élève
Un
des
Le
la
—
sugjetsdu
tous
preferito
aliment
un
des
SUSCEPTIBLE
SIEN;
voulu
a
Vignorance;
exerce
cerveau.
ha
scrisse
—
quell'editto
à
avesse
essa
—
il
population;
une
ne
'70
donner
tique pour
du
I Ma
Faison^
—
Uze-Majesté.
Francia
la
avesse
qu'ils soyent,
pour
de
conséquences»
les
condition
collèges de
France
del
guerra
défense
et
crime
Re
suo
repubbli-:
I
1595
periodo
Royanme,
du
peine
le
Francia
la
del
IV
ultimo
aux
notre
Così, ripeto,
rolia
Enrico
estat, qualité et
q^Aelque
Cosi
inhibitions
expresses
sotto
Re,
potè agire diversamente, preparò
iair editto
—
i
sotto
non
Polignac
349
NAZIONALE
dovunque:
e
sempre
EDUCAZIONE
le
prend
à
tétes scien-
l'
350
officiersserieux
tifiques, des
éducation
à
auverte
militaire
et
gli stolti
non
comprendano
o
cei'te
pensiero,
è
apprendere
in
considerata
costoro
avrà
sotto
in
Le
di
quelle
còme
scuola
non
l'
come
di
stessa,
se
:
sulla
e
un'
con
cioè
quella
filosofici
e
sociali
insieme
parte
la
la
e
argomento
Kknax
4
La
la
risultati
base
della
ancora
influenza
nell'
semplici
io
esperienza
solare
zione
educachiaro
e
citato
ho
non
e
ma
pratici
tanto
sol-
servazione
dell'osla
come
cui
problema
non
e
non
,
intelUctueMe
et
sistemi
risposta
accenno.
e
A
,
che
discussione
di due
.«è la
,
Bé fontine
resto,
altra,
e
in
credenza
di
fendere,
di-
,
del
soluzione
fede
che
contengono
,
di
,
mente
gran
dai
Oh,
del
dell'
,
dell'
espressione
derivante
formula
cui
per
,
vangelo,
una
ficio
uf-
ogni
diritto.
va
parole di Kénan,
un
e
qualsiasi forma,
principio religioso nell'istruzione
moderna.
stolti
coraggio
,
generale
e
da
un
una
insieme
ma
Moudra-
quelli
il
che
I
quella
soltanto
più ampia
del
di
gesuitica
morale
pensare
Mondragone
questione
La
società
e
Parlamento,
di
scuola
la
di
di
degli
dietro
e
questo
collegio
dalla
traggano
dovere
un
chi
vedremo
ma
si
veggano
per
che
qui
insìstere,
non
è
Ed
il
nation
la
è bene
qnali
possibile
degli ignoranti, disx)ensati
del
i
per
dimostra
x)erchè
à
sono,
cose.
sottoscrizione
la
gone;
vi
grignorantì,
che
offende
désormais
(I). Non
une
superioritéintellectuelle
La
toni.
applique^, il faut
et
appartiendra
Ubrement
penserà
nazionale
educjazions
morale»
possono
devono
mare
forei)
en-
l' educazione
;352
la
vita
della
cultura
di
tutta
la
del
plità
virtù
della
adottare
importanza
frase
vecchia
Dio,
su
interesse
scosso
si
direbbe,
si
e
e
politico.
è
quanto
e
germaniche
mnza
basi
ha
della
mibbietto
non
da
rifatto
stessa
più
dar
.che rivela
si, guardatelo-
soiio
1 Non
i
la
come
poi
,
leggi
della
le
leggi agli
nelle
tolto
coscienze,
e
ha
mzze
le
ma
è
stoie
pa-
vato
rinno-
le formule
vita;
uomini
se
,
,
rawe^
precetti inanimati,
le
ha
derivi
fonti
ha
sono
cia
Fran-
religioso
guardatelo
le
storico
errore
guardatelo
quali
chè
per-
nuità,
inge-
grossa
1 Oh
Riforma
la
,
possano
una
paesi,
! E
morale
og^i
moderna;
il dommatismo
quali
nelle
fossero^
tanto
grosso
nei
,
,
agli spiriti ,
le
più
un
abbia
esso
Chiesa
ci
non
vita
volta,
una
sapere
eflScacia
quale
della
cidiosa
ac-
luzioni,
rivo-
,
resistente
veramente
e
le
avuto
d' autorità
devastazione
tanta
volete
se
nella
l'Italia, liei quali
portato
mai
principio d'autorità
e
la
più angusta
,
ancora
forte
rinnovando
dica,
crearli
ripeterebbe
Il
gravare
,
i dettami
che
suna
nes-
,
combattuto
tanto
e
mai
se
di
scieuza^
avere
,
si
principio
del
della
può
non
abbiano
bisognerebbe
,
neir
Né
dell'uomo
Robespierre
cristiana
e
potrebbe
che
intelligenza
il
ha
non
anzi
;
verità
supreme
invincibile.
peso
un
le
l'a-
tutta
conquistare, ritenere^
per
religioso
preconcetto
come
,
coscienza
gno
biso-
spregiudicata
la
tutta
vivoua;
quindi
spirito, di
loro
di
pensiero
loro
e
del
hanno
e
che
quelle
per
moderna,
libertà
loro
adattare
il
medie, poi,
classi
le
ciali. Per
nazionale
la
ohe
vita
e'imx)one lerà
l' educazione
fili osservarle.
sociali
si intende
da
ormai
celebre
della
Herbert
dal
dello
morale
vendo
scri-
minata
è deter-
Bain
da
idee,
altre
derla
offen-
altri
Nella
Evo.
Stuart
a
Mill,
Scienza
nella
tale
men-
parti riprodottiinelle
filosofo
grande
stesso
eh' è
lettera
né,
morale
Spencer
in alcune
e
La
da
porti
rap-
di
o
quelli del Medio
non
integralmente
morale,
e
forze,
altre
di
lettera
riportata
diminuirla
fatto.
un
ideali, che
interessi
:
,
si constata
ma
di
di
ragione
come
rapporti politici,è cadata
e
questo
;
religione,
La
363
nazionale
il manifesto
come
Basi
zione
dell'evolu-
della
morale
,
è detto
moderna,
è che
come
utili
ha
perchè
e
altri
dannosi.
non
esse;*e
cose;
ed
io
dalle
necessarie
cui
tendano
si edifica
ora
cui si edificherà
E
nei
da
i metodi
Morello
—
più
più
produrre
della
oggetto
leggi
o
vogliono
delle
della
vita
Nell'arte
e
nella
è
la
pietra
e
,
e
leggi
aspirare
vita
quali
felicità,
scientemente
meno
dovrebbero
dell'educazione
la
Questa
»
serenamente
base
questa
paesi che
cioè, dalle
a
1' edifizio
nell' avvenire
1'
esser
l' infelicità.
,
su
delle
dell'esistenza, quali specie di azioni
condizioni
speciea produrre
su
o
devono
ma
costituzione
della
questo
dedurre,
;
necessariamente
accidentali
buoni
,
concepisco
morale
condotta
della
risultati
Questi
essere
conseguenze
scienza
e
possono
il determinare
obbietto
modi
alcuni
de,
conten-
la scienza
detta,
suo
per
,
cattivi
quale si
la
per
propriamente
giusta,
.
siano
L'idea,
«
moralità
la
condottai
della
:
lietamente
della
muovere
ai
e
e
più
benefizi
pace
ciale.
so-
ormai
della
viltà,
ci-
dell'insegnamento;
23
L'
364
che
hanno
della
che
donde
Ma,
e
in
tutto
tutti
la
il
dottrina,
del
si è
E
Son
derelitti, e
diede
compenso
volte,
fu
all'inferno
lunga
op{K"si-
alienò
fu
letteratura
Dante
!
i
anche
italiano
;
credette
Italia
ancora
di
Dante
sebbene
ma
I
II
1 La
e
per
lotta
più
non
che
fatto
di
quante
e
,
finita
e
paradiso. Ma
nel
,
,
tutta
e
degao
mandarono
non
dottor
di ribellione
non
posto
Papi
magni
vivagni
pensiero
la povera
è
non
lor
del
sanguinosa
e
stato
Decreta,li
si
Papa
quanti
,
è
accanito
i Dottor
e
ai
pare
Chiesa.
nessun
a
litica.
po-
che
Papato,
più
il
ai
Chiesa
letteratura
nostra
l)rotesta della
non
la
i)adri
i santi
magni,
solo
sì che
questo
è sempre,
gli interessi, contro
del
l'Evangelio
questo
i)er
Italia
nazionale.
Per
studia
I
essenzialmente
contro
l'azione
contro
la-
ticare
poi dimen-
bisogna
non
atti,
mentre
tempo
religiosa,in
fatta
sentimento
Hi
la
questo,
più fiero, il più ostinato,
tore
da
di
e
apparente
gli spazi
gradi, questione
i suoi
L'Italia
valore
stesso
già spenta
questione
la
precetti
di
e
ancora
è
emana
che
lo
traversa
parte
a
parole
vita
la
per
luce
stella
di
ripetizione
dalla
non
JXAmOKAlM
BinrCAZIONE
guinosa
san-
l' Italia
,
ha
nel
suo
gli altri
e
la
seno
del
paesi
dello
coadiutrice
con
potere,
è
in
esso
un
dimenticano,
fatto
o
al
Religione
mondo
la
Stato,
una
che
quale
nemica,
sola
gli
è aiutatrice
Religione
dove
funzione
italiani
troppo
fonde
si
non
in tutti
mentre
e
troppo
facilmente
in
e
un
fonde
con-
solo
facilmente
ostentano
li' EDUCAZIONE
di.
dare
uon
giorno,
suoi
le
lotte
più,
ma
lo
Stato
diritti,
fede
nella
il
procuratore
bene
saprebbe
nella
e
dell'idea
contrattazioni
elettorale
politica
sules
si
—
la
difendere
a
libertà
che
il resto
io
vorrei
da
guardare
facciano
sentire
si riferisca
loro
voce
non
!
^899.
FINE.
nelle
che
sero
dovesdei
all' Italia
permetta
in
qualsiasi
la
con-
riconoscono
non
,
la
il patrimonio
Caveant
all'educazione, all'insegnamento,
italiana
Febbraio
o
e
sociali,
stati
interesse
solo
augurare
loro
ricale
clegli
de-
i consoli
se
offendono
,
sappia
impone.
Ma
nel
nere
te-
commerciali
od
volta.
metodo
nazionale
transazioni
una
garante,
sciupare
sentimento
consiglia
diceva
seguitare
tutto
nelle
e
degli
impunemente
del
e
non
formazione
nella
formazione
così
lascerebbe
non
dei
quali
il
qual
e
nerazioni
ge-
dell'educa;zione
vita,
nella
nella
e
pigliare
del
tuazione
nell'at-
dei
essere
l'infiltrazione
scuola
individui
e
via
qual
de,
gran-
nascenti
forza
libertà,
dovrebbe
e
impedire
per
di
e
coscienza
avesse
missione,
principii
i
delle
italiano
sua
ha,
diplomatiche
e
l'educazione
Se
che
importanza
politiche
per
di* tutti
è
Ma
importanza.
per
non
355
NAZIONALE
suiti
Gein
si
Che
mai
che
questione
alla
tura
cul-
INDICE
A
Gabriele
D'Annunzio
5
Pag.
.....
Leopardi
oritioa
la
e
p8Ìco-antropologica
9
»
...
Catullo
e
De
Masset
poeti
d'amore
»
63
"
89
....
Il
italiano
romaiizo
di
»
121
Ibsen
"
163
Germinai
»
Reazione
(Bour^et
razza
D'Annunzio
—
—
Ban*èB)
.
Clinica
e
critica
189
207
»
........
simbolica
tragedia
La
Sarah
Attrici
»
Bemhardt
»
225
255
—
Duse
Eleonora
»
»
273
,
Due
di
Tina
»
Lorenzo
»
Sull'Akropoli
stazioni
283
»
303
»
325
"
337
—
»
L
'educazione
Trinità
della
Cava
....
nazionale
Scarica

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