Giornalino semestrale della Parrocchia M.V.Immacolata
NATALE 2014
Anno XXXV
Anno XXXV- Supplemento di “L’ARBORENSE” Settimanale Diocesano del
IN QUESTO NUMERO
Articolo
di
EDITORIALE
Don Salvatore
Pag.
3-5
6
AUGURI DI BUONE FESTE
ESTATE RAGAZZI 2014
A.C.R.
PELLEGRINAGGIO IN TERRASANTA
Gianni Defrassu
7
8-11
PELLEGRINAGGI PARROCCHIALI AI SANTUARI MARIANI
12
CARITAS PARROCCHIALE
13
Francesco Dessena
CRESIME
Le Catechiste
14-15
FRATERNITA’ FRANCESCANA
16-17
RUBRICA MISSIONARIA
17-20
CONVEGNO ECCLESIALE
21-22
BACHECA PARROCCHIALE
Il Parroco
18-19
22-23
COMMEMORAZIONE IN S. SERAFINO
24
4 NOVEMBRE
VIRGO FIDELIS
25-26
INTERVISTA AL CAPITANO MUSUMECI
27-28
CAMPAGNA ABBONAMENTI ALL’ARBORENSE
29
FESTA DI SANTA BARBARA
30
LO SPORT
ANAGRAFE PARROCCHIALE
2
Serafino Corrias
31-32
34-35
EDITORIALE
Don Salvatore
«Ognuno lo aspettava, senza sapere di preciso chi aspettasse. Nonostante la grande attesa, come Egli arriva, nessuno gli fa posto. La colpa però
di così scarsa accoglienza è un po' sua, avendo Egli voluto presentarsi a
quanti l'aspettavano come uno di loro, anzi il più male in arnese di tutti...
Giuseppe si trascina dietro con fedeltà affaticata, il Mistero che custodisce
senza capirci nulla. Forse egli pensa, mentre sorregge Maria: "Se è Colui che
deve venire, perché non c'è posto per Lui?" : "Se noi - pensano i poveri - siamo Figli di Dio, perché non c'è posto per noi?':
Così comincia la storia del Figlio dell'uomo, che continua fino alla fine dei
tempi... Nel mondo entra la gioia attraverso un Bambino che non ha niente...
L’Amore non è colui che da, ma Colui che viene». (Primo Mazzolari)
Come augurare "Buon Natale" in questo tramonto del 2014, carico di
ansie, di problemi, di timori, di situazioni rimaste in sospeso e irrisolte?
Tempo di guerre crudeli e di calamità naturali, di lavoratori senza occupazione e di famiglie senza casa, di drammi familiari sempre più frequenti che trasformano la famiglia da sede dell’amore in luogo di paura
e violenza .
Il cristiano, ma anche ogni uomo di buona volontà, non può trascurare
questa realtà e non può ridursi al fascino misterioso del Natale, con l'albero, i presepi, i regali e i panettoni.
La prima dimensione del Natale è personale. Occorre superare una visione puramente esteriore della più dolce Festa annuale, e penetrare in
profondità il senso del Natale: è Dio stesso che scommette sull'uomo e
sul mondo umano: «Dio che ha tanto amato il mondo da dare il suo unico Figlio, perché il mondo sia salvato, da Lui» (San Giovanni). Il Gloria
a Dio nell'alto dei cieli e pace in terra agli uomini che Egli ama ancora oggi
risuona nelle nostre assemblee: è un'eco che viene da lontano, da un intervento di Dio nelle vicende umane. E quando Dio viene per salvare, il
suo dono è la pace. Essa è per tutti gli uomini che Dio ama; nessuno è
escluso da questo amore.
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La dimensione della nostra risposta alla lieta notizia dell'Incarnazione
dev’essere personale. La fede cristiana è direttamente legata al rapporto
profondo, personale, con Dio che viene a visitarci. Certo, ci vorrebbe la
purezza di cuore di Maria per comprendere, adorare, celebrare degnamente
il mistero del Natale.
In ciascuno di noi c’è certamente uno spazio di puro silenzio, che è intatto
dal chiasso del mondo, intatto dai molti pensieri e dalle molte emozioni che
sempre ci sopraffanno. In questo luogo di silenzio, Dio nascerà in noi. E
quando Dio nasce in noi, noi entriamo in contatto con il nostro vero essere e
con l'immagine intatta e non falsificata di Dio in noi. Allora la nostra vita
diverrà veramente nuova, santa, bella. Allora in noi ci sarà la fonte della vita, dalla quale possiamo sempre attingere di nuovo.
La seconda dimensione della risposta al mistero dell'Incarnazione è sociale,
poiché la visita di Dio ci svela che, nonostante gli imbarbarimenti, il degrado delle relazioni private e pubbliche, la corruzione e le ingiustizie, Dio
continua ad amare il mondo, questo nostro mondo in cui viviamo. I termini
"partecipazione", "solidarietà", "comunione", "democrazia" unita alla grande "politica del bene comune", "pace", "giustizia", "equilibrio ecologico",
suggeriscono riflessioni che chiedono molteplici impegni da ripensare a
fondo con una mentalità fortemente rinnovata.
Una sfida senza precedenti è lanciata ai cristiani (e dunque anche a ciascuno
di noi) che operano per realizzare la "città dell'amore". Essa richiede una
più profonda riflessione su ciò che rende concreto il rapporto del comandamento supremo dell'amore con l'ordine sociale. Il tempo che viviamo è perciò il tempo adatto per dare un senso più profondo e vero al Natale, un senso di comprensione e di condivisione, di dono generoso e gratuito di noi stessi, poiché Dio non si stanca di farsi dono irreversibile per questa umanità
stanca, triste e delusa, e pur sempre amata.
Chi potrà scrivere una lettera d'amore ai bambini di Betlemme
mentre le tensioni continuano a tendere i fili della morte
e la notte, colma di paura,
si nasconde sotto i passi delle stelle?
Betlemme, terra del nostro Dio e nostra terra,
tanto desiderata… e dolorosamente a me negata,
quando finalmente arriveranno
le mani della pace
a darti sollievo con carezze di speranza?
4
Ma Tu, Dio Bambino, non ti stanchi mai
di visitare questa terra benedetta e perennemente martoriata.
Vieni ancora, e fai fiorire il deserto,
colmando i desideri dell'anima;
esci dal Silenzio del Padre
per donarci tutta la tenerezza di Dio,
e tracciare un’alba di giorni nuovi.
No, non è vana la speranza nelle tue piccole mani
che stringono le ferite della terra al crocevia del Cielo.
Sei Tu, o Gesù, la nostra più bella lettera d'amore
per la vita offesa,
continuamente e variamente offesa,
poiché Tu, Dio Bambino, vivi per l'Amore,
e sei Tu, in questo Natale della fede,
a portare ai bambini di Betlemme
e a tutti i bambini sfruttati e non amati
quella lettera che noi possiamo solo sognare.
E sarà fatta di tutto l'amore
che risplende nel tuo presepe,
memoria sempre viva del Dio
che per amore
27 dicembre 2013: La gioia del Vangelo sia
sempre nei vostri cuori, specialmente in questo
si fa carezza
tempo di Natale.
per questa stanca umanità.
Don Salvatore
30 dicembre 2013: Nel volto del Bambino
ALCUNI TWITTER
NATALIZI DI
PAPA FRANCESCO
Gesù contempliamo il volto di Dio. Venite,
adoriamo.
31 dicembre 2013: Attingiamo dal presepe la
gioia e la pace profonda che Gesù viene a portare nel mondo.
23 dicembre 2013: Il Natale spesso è
una festa rumorosa; ci farà bene stare
un po’ in silenzio per sentire la voce
dell’Amore.
2 gennaio 2014: Dio non si rivela nella forza o
nella potenza, ma nella debolezza e nella fragilità di un neonato.
24 dicembre 2013: Viene il Signore,
Aspettiamolo con cuore sincero
13 gennaio 2014: Il Signore bussa alla porta
del nostro cuore. Forse noi abbiamo messo un
piccolo cartello con scritto:”Non disturbare”?
25 dicembre 2013: A Natale Cristo
viene fra noi: è il momento propizio
per un incontro personale col Signore.
14 gennaio 2014: Diciamo sempre grazie a
Dio per la sua pazienza e misericordia.
5
A S.E. Monsignor Cassari, Don Italo,
don Sanna e don Giuseppe,
alla Amministrazione Comunale,
ai Dirigenti scolastici, e a tutte
le Autorità civili e militari,
don Salvatore,
la Redazione di questo Giornalino
e tutta la Comunità
Parrocchiale augurano di cuore
Buon Natale e buon Anno
Natale è riscoprire l’eterna compagnia di Dio con l’umanità.
E il cuore si rinnova per non ricadere nell'abisso del nulla…
e l'anima, di nuovo, respira.
Così scriveva don Salvatore nell’editoriale dell’anno scorso.
In questo anno egli ha trascorso dei periodi difficili, legati alle sue condizioni di salute,
ma non ha perso la grinta e la volontà di risollevarsi. Ringraziando Dio, che ha ascoltato le preghiere di intercessione che tutta la comunità parrocchiale ha innalzato per lui, Lo
preghiamo ancora di dargli forza, coraggio e salute.
Che quest’anno sia ricco di Grazia, gioia, benessere, amicizia e quant’altro di buono egli
desidera per se, e per la sua comunità!
6
Tutto mi piace,
assai, assai!
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Ma ’ inizi AZZI”
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Cristina ha detto che
dobbiamo finire il
lavoro.
Ogni mattina accogliendo i bambini e i ragazzi, le mamme ripetevano
queste esclamazioni dei loro bambini. Così la loro cordialità era di
incoraggiamento a noi Animatori. Purtroppo il tempo non è stato molto favorevole perché quasi ogni giorno il cielo ci regalava abbondanti
scrosci di pioggia, mandando in frantumi l’ ora della piscina. Allora
sorgeva il coro dei brontolamenti; per pochi momenti... perché si
continuava con altre attività e giochi. Il campo si è concluso con una
esibizione collettiva, la mostra delle attività, e…il rinfresco,…molto
gradito.
Tanti ringraziamenti da parte dei Genitori. Una Mamma ci salutò dicendo: “ è stata una ”Estate ragazzi” tranquilla, serena dove ogni
bambino si sentiva a suo agio. Penso che abbia contribuito la serenità tra voi Animatori”.
Anche noi tutti ringraziamo i Genitori della fiducia accordataci…
Gli Animatori
GRAZIE
Stefano fallo mangiare, perché, per arrivare
prima non ha fatto colazione.
7
La Terrasanta
è stata definita
da Paolo VI:
“Il quinto
Vangelo”
PELLEGRINAGGIO
IN
TERRASANTA
Dal 7 al 14 ottobre 2014 abbiamo partecipato al pellegrinaggio in
Terra Santa organizzato da Don Salvatore Marongiu, nostro Parroco.
Contrariamente a quanti paventavano difficoltà e pericoli di ogni genere a
causa dei conflitti che si stanno consumando in quella regione, il viaggio è
stato quasi perfetto.
Un solo problema: Don Salvatore, per i noti problemi di salute, non ci ha
potuti accompagnare; aveva organizzato questo viaggio con entusiasmo,
ma qualche giorno prima della partenza vi ha dovuto rinunciare . Aveva
suggerito all’agenzia di viaggio anche il nome della guida (Selma, che alcuni di noi conoscevano già); scelta azzeccata sia per la bravura che per la
competenza dimostrata …. sul campo!
Azzeccata anche la scelta del sacerdote che Don Salvatore ha chiamato a
sostituirlo: Don Francesco Murana – Parroco di Milis – al quale va un grazie di cuore per averci accompagnato; una persona squisita e a modo; un
prete di campagna (così come amava definirsi quando scriveva nel settimanale “Vita Nostra”) dai modi semplici, ma di effetto immediato. Durante tutto il pellegrinaggio non ha mai trascurato di pregare, e di farci pregare, per il nostro Parroco e non solo, naturalmente.
I PARTECIPANTI
Il gruppo era composto da 34 persone: 28 donne e 6 uomini (poveretti!)
provenienti dalle parrocchie di Ghilarza (i più numerosi), Abbasanta, Norbello e Paulilatino; età compresa tra i 35 ed i 75 anni con una media un po’
altina: 65 anni!
ISRAELE OGGI
Un primo dato positivo: nelle regioni che abbiamo visitato (la Galilea e la
Samaria) le vie di comunicazione sono molto cambiate rispetto a soli quindici anni fa; belle le strade più importanti e quelle secondarie, seppur datate, sono tenute in buono stato. Altra sorpresa positiva è stata la pulizia dei
paesi e delle città seppur con tanti distinguo. Le vie più importanti di Gerusalemme, per esempio, le sue lunghe e strette viuzze dedite alle più disparate
attività commerciali e artigianali, sono tenute con particolare cura.
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Il turismo la fa da padrone, anche se ridimensionato rispetto ad alcuni anni
fa. Ci è parso di notare un buon tenore di vita, anche se la parte veramente
povera noi non l’abbiamo vista!
Poi ci sono le guerre (noi ne siamo rimasti lontani!); guerre tra uno stato e
coloro che reclamano il diritto al riconoscimento di un altro stato; guerre
tra poveri e tra fanatici; guerre di religione, purtroppo.
LA SICUREZZA
Non c’è stato alcun problema; visti gli eventi bellici tutt’ora in atto ci aspettavamo controlli severi e asfissianti: invece niente di tutto questo: militari (giovanissimi) armati di tutto punto se ne vedevano ad ogni angolo,
ad ogni incrocio, palazzo, chiesa, ecc., ma si limitavano ad osservare tutto
e tutti e basta. Neanche attraversando i confini tra territori ebrei ed arabi, e
viceversa, ed in aeroporto i controlli non sono stati accurati e severi più di
tanto.
I LUOGHI SANTI (trattati e bistrattati!).
L’aspetto più bello e interessante del pellegrinaggio è stato, ovviamente, la
visita ai luoghi ove è nato, vissuto e morto Gesù. Abbiamo iniziato da Nazareth (con escursione serale a San Giovanni d’Acri - una bella cittadina
crociata), Monte Tabor, Cana di Galilea, Cafarnao, Monte delle Beatitudini, Gerico (pomeriggio al Mar Morto ove alcuni hanno provato, riuscendoci, a galleggiare senza nuotare), Betlemme e Gerusalemme dove siamo
rimasti dal sabato al martedì.
A Betlemme, con un fuori programma, abbiamo visitato un orfanotrofio
chiamato “La Crèche” (la culla) delle Figlie della Carità di San Vincenzo
de Paoli; ci ha accolti Suor Maria di Milis (guarda caso) che oltre a farci
visitare la struttura (molto bella, con ambienti ampi, accoglienti e gioiosi)
ci ha raccontato le ragioni per le quali essa è nata e, soprattutto, le enormi
difficoltà, anche di natura finanziaria, che devono affrontare per portarla
avanti. Vengono ospitati tantissimi bambini provenienti dalla città e dai
villaggi vicini; bambini arabi ed ebrei (coesistenza non facile), senza famiglia, nati fuori dal matrimonio (i genitori della mamma dispongono della
sua vita!), senza nome e senza futuro, sconosciuti allo stato. Ospitano anche bambini i cui genitori lavorano e la sera li vanno a riprendere; durante
la giornata riescono a tenere insieme questi ultimi con i bambini
dell’orfanotrofio il ché, ovviamente, è molto bello. Come riescono ad andare avanti? Suor Maria ci ha detto “…. la provvidenza, ma anche tanti
benefattori”! È stata una mattinata veramente speciale e indimenticabile.
Quindi ci siamo recati al Monte degli Ulivi, Chiesa del Pater Noster, Muro
del Pianto (per motivi di sicurezza non ci è stato consentito di accedere
alla spianata del Tempio);
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la sala del Cenacolo; anche qui, come in molti altri luoghi, ci sono forti limitazioni al comportamento dei pellegrini; per esempio non si può cantare!
Già, ma Don Francesco ha aggirato l’ostacolo: “… ma di pregare non ce lo
può vietare nessuno – ha detto - avvicinatevi a me e, sottovoce, preghiamo
per Don Salvatore”. E così, uno vicino all’altro, con un pizzico di commozione, abbiamo recitato un Padre Nostro che, credo, sia arrivato a chi di dovere! Via Dolorosa. Abbiamo partecipato e animato la Via Crucis lungo le
strade che, secondo la tradizione, sono quelle percorse da Gesù. Abbiamo
iniziato alle tre del pomeriggio anziché alle cinque del mattino quando le
strade sono deserte. È stata una esperienza unica: nella strada da noi percorsa, abbastanza stretta, si svolge lo straordinario mercato arabo dove
un’infinità di persone va e viene per mercanteggiare di tutto e di più. La difficoltà maggiore è stata quella di riuscire a stare in gruppo, di pregare e cantare tra l’indifferenza assoluta di quella fiumana di persone che, forse, non
sapevano e non capivano quello che noi stavamo facendo. Nonostante le
evidenti difficoltà, comunque, tutto è filato liscio (durante un precedente
pellegrinaggio, oltre al sarcasmo, c’è stata anche ostilità nei nostri confronti).
Santo Sepolcro. Dopo una fila interminabile e chiassosa all’interno della
Basilica (buia, fredda, non bella, dove nessuno da secoli si può permettere
di cambiare nulla) siamo riusciti ad entrare nel Santo Sepolcro e sostarvi
solo per pochi secondi: c’era qualcuno che ci sollecitava ad uscire in fretta;
non è stato un momento di raccoglimento vero, non poteva esserlo in quelle
condizioni; per fortuna la Santa Messa mattutina, celebrata da Don Francesco all’interno della Basilica, ci ha abbondantemente ripagato di tutte le difficoltà della giornata.
In questa Basilica più di ogni altro luogo santo, si avverte la divisione e la
contrapposizione fra i vari riti e le varie confessioni religiose che si contendono spazi e tempi di utilizzo di quei luoghi; fra lo stupore generale dei presenti si assiste a situazioni che rasentano il paradossale.
Visitando quei luoghi se non si ha la forza di pensare alla vita di Gesù evitando di volgere lo sguardo a quanto vi succede quotidianamente, la Terra
Santa si fa veramente fatica a chiamarla tale perché di santo le è rimasto
ben poco!
Per fortuna ci sono i Francescani, “custodi della Terra Santa”, la cui tenace
presenza è perlomeno garanzia di mantenimento dello status quo; altrimenti
per noi non ci sarebbero più spazi da visitare, né luoghi in cui poter recitare
una preghiera. È difficile spiegare in breve cosa si prova nel visitare e nel
pregare in quei luoghi; per capirlo bisogna proprio andarci!
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Comunque, nonostante i conflitti e le guerre tra gli uomini, ti senti in pace
con te stesso e non solo. Vivi una sensazione interiore straordinaria; hai
l’impressione che Qualcuno ti stia accompagnando in questo tuo personalissimo percorso.
Il viaggio di rientro, durato alcune ore, è stato perfetto (salvo qualche valigia abbondantemente rovistata dagli addetti alla sicurezza in aeroporto).
Con grande piacere abbiamo potuto constatare che le nostre preghiere (e
chissà di quanti altri) recitate in Terra Santa erano arrivate a destinazione
molto prima del nostro aereo: all’arrivo ci siamo resi conto, insomma, che
qualcuno stava decisamente meglio!
Grazie, Signore! Grazie anche per l’opportunità di questo viaggio che ci
ha permesso di trascorrere una settimana in compagnia di persone squisite!
Gianni Defrassu
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Celeste Imperadora
a tie arziamos
sas manos,
Ausiliu de sos cristianos,
siades nostra
intercessora.
Così cantano i fedeli che in occasione della novena e della giornata
degli ammalati si sono recati al piccolo santuario di Trempu, dedicato dall'inizio del secolo scorso a Maria Ausiliatrice.
In tempi quali questi che viviamo, caratterizzati da crescente secolarizzazione, dall' individualismo sfrenato, dal relativismo che considera lecito
qualunque desiderio umano e quindi obbligatorio esaudirlo per la realizzazione e la felicità individuale, é consolante che un grande numero di persone
si raduni nei santuari mariani ad invocare aiuto e rimedio dalla Vergine Maria, sotto tanti titoli invocata.
Come ogni anno a Trempu il 6 settembre è stata celebrata la Messa per gli
ammalati e gli anziani e, come ogni anno, il piazzale della chiesetta era gremito di fedeli che hanno partecipato alla Eucaristia e ricevuto le parole di
consolazione di don Italo, che ha celebrato insieme a Padre Giuseppe.
Il 9 settembre il C.V.S.(Centro Volontari della sofferenza), l'OFTAL,
l'UNITALSI, la Croce Rossa hanno organizzato un grande Pellegrinaggio al
santuario del Rimedio a cui hanno partecipato tanti ammalati e fedeli della
Parrocchia di Ghilarza.
La Basilica si presentava stracolma di ammalati, accompagnati dai loro assistenti, chi a piedi, con l’ausilio di deambulatori o bastoni, chi in sedia a rotelle, e qualcuno persino in barella.
Sul volto di tutti, pazienti ed assistenti si rifletteva la sofferenza, il disagio,
la fatica, ma soprattutto la gioia di avercela fatta ad andare ai piedi della
Madonna ad implorare da lei aiuto, conforto e benedizione.
La santa Messa è stata concelebrata da Padre Manolo, responsabile diocesano della Pastorale sanitaria della Diocesi di Oristano, dal Rettore del Santuario e da altri sacerdoti, e durante l’omelia Padre Manolo ha ribadito che la
sofferenza è si una croce pesante da portare, ma se viene abbracciata con
La valorizzazione della sofferenza, che dalla disperazione conduce alla
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consapevolezza di diventare, uniti a Cristo,
strumenti di salvezza, è la grande proposta
del Cristianesimo ed aiuta le persone sofferenti nella loro vita, tanto da condurle alla
santità.
La Madonna, che tanto dolore ha patito nella
sua vita, da buona madre, a cui il Figlio, morente sulla croce, ha affidato l’umanità, accompagni tutti e dia forza e consolazione in
questo cammino fino alla gloria finale, quando la sofferenza sarà superata e, grazie ad essa, saremmo nella gloria a godere di
Dio per l’eternità beata.
Al termine della celebrazione gli occhi di molti presenti brillavano per la commozione e la serata si è conclusa con un momento di fraternità condivisa in un
salone della struttura di riabilitazione “Maria Bambina” messo a disposizione dei
partecipanti al pellegrinaggio.
Infine, il 17 settembre il nostro Parroco, don Salvatore, ha guidato il pellegrinaggio al santuario di Bonarcado.
Anche qui c'é stato un grande concorso di fedeli e tante suppliche per affidare a
Nostra Signora le tante persone sofferenti della nostra parrocchia, a cominciare
dal suo pastore, per il quale in particolare invochiamo aiuto, rimedio, forza e
consolazione e per tutti i sacerdoti della nostra forania, tra cui molti non godono
di buona salute e con molta fatica assolvono al loro ministero.
CARITAS PARROCCHIALE
GHILARZA
Oltre all'obbligo che ha ogni cristiano e ogni uomo di offrire aiuto a chi ne ha bisogno
più di lui, seguendo la voce della coscienza che Dio ha messo nel cuore di ogni creatura
umana al momento della nascita, ogni Associazione Cattolica ha sentito il bisogno di
andare incontro a singoli o gruppi, a seconda della propria sensibilità ispirata dal Papa e
trasmessa dalla gerarchia ecclesiastica e segnalata dal proprio statuto.
Quest'anno la nostra Parrocchia, in particolare, seguendo la tradizione, durante l'Avvento e la Quaresima ha organizzato la raccolta di alimenti presso l'altare del Crocefisso. La
raccolta è stata abbondante e si sono potuti assistere parecchi cittadini bisognosi.
Purtroppo il Banco Alimentare Regionale ha reso molto ridotto l'invio di alimenti, ma si
è provveduto, da parte di alcuni nostri volontari, a depositare, presso i supermercati di
Ghilarza, dei contenitori con la scritta “ per le famiglie bisognose “ .
In tal modo possiamo continuare ad assistere le nostre 45 famiglie di Ghilarza e tra queste 11 famiglie extracomunitarie estremamente bisognose, in attesa che le Associazioni
Cattoliche si organizzino per trovare soluzioni più adeguate.
Francesco Dessena, responsabile parrocchiale
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FINALMENTE……LA CELEBRAZIONE
DELLE CRESIME!
E’ finalmente arrivato il grande momento,dopo un travagliato
cammino di preparazione e il rinvio di questa primavera, momento
tanto atteso dai cresimandi e dalle catechiste. La chiesa è gremita dei
cresimandi, dei loro padrini e dei parenti, si è creato un clima di
silenzio e di preparazione, ma…… il tempo passa e la cerimonia
non ha inizio. La paura serpeggia. “Non è che non si celebrano neanche oggi le cresime e dobbiamo continuare la preparazione”?
Finalmente il parroco spiega che c’è stato un disguido circa l’orario di inizio e presto il
Vescovo arriverà. Infatti, dopo poco tempo (ma l’hanno portato gli angeli in volo?), ecco
che la celebrazione ha inizio.
Il coro attacca col canto di ingresso , il corteo dei concelebranti si fa strada verso l’altare
e la Santa Messa ha inizio. All’omelia sua Eccellenza l’Arcivescovo saluta i presenti, si
scusa per il contrattempo, affermando che anche i Vescovi sbagliano, e mette in evidenza
la fortunata coincidenza che ha voluto le Cresime il giorno in cui si festeggia
l’Immacolata, patrona della nostra chiesa parrocchiale. Quale messaggio si ricava da questa festa? La Vergine è vissuta secondo il disegno che Dio aveva tracciato per lei fin dal
concepimento libero dal peccato originale. In che cosa possiamo noi imitarla? Nella disponibilità a mettersi al servizio di Dio perché si possa realizzare anche nella nostra vita
il progetto che Egli ha tracciato per ciascuno di noi. Maria dice all’angelo annunciante:”
avvenga in me ciò che tu dici”. Cioè si pone di fronte al disegno di Dio in uno stato di
totale disponibilità e gratuità così da tradurre in fatti concreti , in stile di vita, ciò che si
accoglie. E questo è possibile anche a noi se prendiamo sul serio il Vangelo, traducendo
la sua conoscenza in fatti concreti. Facile? Assolutamente no ed è per questo che oggi
invochiamo i doni dello Spirito perché con le nostre sole forze non riusciamo ad avere
questo stile di coraggio e di coerenza nella nostra vita e quindi a vivere felici e gioiosi,
della gioia del Vangelo. Perché se uno vive in pienezza non può non essere felice e non
può non contagiare la sua felicità. Dio vuole che le persone abbiamo una vita pienamente
riuscita, ma noi da soli non ne siamo capaci e quindi invochiamo questa forza, questo
dono dall’alto. Lo Spirito Santo è pronto a darci quella grazia, quella forza, quell’aiuto di
cui abbiamo bisogno in tutte le circostanze della vita. Preghiamo Dio che questi doni ci
siano effusi con generosità e magnanimità e che noi possiamo rispondere ad essi con altrettanta disponibilità per trasformarli in testimonianza credibile di vita, piena di fede,
speranza e amore
Al termine dell’Omelia il rito della Cresima prosegue col chiamare i ragazzi, ciascuno
per nome per ricollegare ciascun cresimando al suo Battesimo, durante il quale il nome è
stato dato, in quanto la Cresima conferma i doni dello Spirito già ricevuti nel Battesimo,
ma ora accettati consapevolmente dai ragazzi, che concludono con questo Sacramento la
loro iniziazione cristiana. Cristiani dunque consapevoli e impegnati a mettere in pratica
ciò che il Sacramento comporta. Tutti i ragazzi presenti rispondono alla chiamata con un
“Eccomi”. Segue da parte del Vescovo l’imposizione delle mani, la solenne invocazione
allo Spirito, la recita del Credo e, infine il rito della Cresimazione. Tutti i ragazzi con i
loro padrini si presentano al Vescovo che li unge col Sacro Crisma e fa loro una carezza
sulla guancia sin. Sono 32 i ragazzi e le ragazze che ricevono la Cresima.
La santa Messa prosegue poi colla processione offertoriale, in cui vengono presentati i
doni, pane e vino, che si trasformeranno nel Corpo e Sangue di Cristo, un cesto di
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alimenti che apre la Quaresima di Carità per sostenere durante le festività natalizie i più
poveri della nostra comunità, 2 lumini che ricordano la discesa dello Spirito sotto forma di fuoco,
dolci e fiori, segno della festa, e con i riti di Consacrazione, Comunione e conclusione, allietata
dai bei canti del coro e tra la gioia di tutti.
Che il Signore accompagni questi ragazzi, perché possano mettere in pratica nella loro vita tutto
quanto di bello e buono hanno vissuto quest’oggi.
Carissimi neo-cresimati,
ci è stato chiesto di scrivere per il giornalino parrocchiale un pezzo sul
rito di Confermazione che, finalmente, si è celebrato nel pomeriggio
dell’Immacolata Concezione 2014.
La richiesta è stata quella di esplicitare la visione delle catechiste sul
percorso accidentato che ha portato a rimandare le cresime dalla scorsa
primavera sino all’otto dicembre.
Non lo faremo… fin troppe parole più o meno palesi sono state spese
al riguardo…
Lo sguardo invece corre all’indietro… a un gruppo di bimbi di sette
anni che per la prima volta varcano, ancora intimiditi, la soglia delle
classi dove per ben oltre sei anni frequenteranno la scuola di catechismo.
Vi abbiamo visto crescere, trasformarvi sotto i nostri occhi da bambini
ad adolescenti… da scricciolini piccini a ragazzi e ragazze ben più alti
di noi [per vostra fortuna!) , da piccoli con qualche problema a distinguere ancora la destra dalla sinistra a ragazzi esplosivi con difficoltà a
contenere il proprio entusiasmo e a tollerare regole e… noia!
Già… non pensiate che non ci siamo poste la domanda se ci fosse un
altro modo per comunicare con voi… per rendervi più appassionante il percorso che comunque era
nostro dovere farvi fare.
Forse sì o forse l’incontinenza verbale così strettamente legata alla vostra età e ai vostri caratteri
non avrebbe dato risultati differenti.
Va bene così… abbiamo percorso un pezzo di strada insieme, vi abbiamo visto accostarvi alla Prima Confessione, alla Prima Comunione e ora siete arrivati al “traguardo” della Confermazione.
Ragazzi… fate in modo che non sia un arrivo ma lo Start per una vita da cristiani adulti!
Fate che lo Spirito vi guidi e lasciatevi da Lui aiutare nelle scelte tra il bene e il male.
Ricordate che l’Amicizia si coltiva e si cura come una piantina dalla crescita inizialmente stentata
ma che con attenzione e dedizione arriva a essere forte e rigogliosa! Allora curate l’Amicizia con
Gesù! Siate lieti sempre e grazie!
Grazie per non esservi scoraggiati davanti agli ostacoli che si sono presentati; grazie per ogni volta
che avete accettato di fare qualcosa che non amavate o avete prestato attenzione a qualche lezione
che trovavate particolarmente noiosa.
Grazie per ciò che voi avete insegnato a noi… perché ci avete obbligato a metterci in discussione
sempre e questo ci ha aiutato a maturare come catechiste e come adulti.
Allora carissimi ragazzi e ragazze… i talenti li avete, l’entusiasmo e la forza della giovinezza anche… pronti a partire? Il cammino di vita e testimonianza è appena iniziato!
AUGURI! Con tanto affetto e un filo di commozione
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Le catechiste
Domenica 19 ottobre l'O.F.S. (ordine francescano secolare), la Gi.Fra.
(gioventù francescana) e gli araldini di Ghilarza hanno preso parte al "Capitolo
delle Stuoie" svoltosi a Mogoro nell'anfiteatro comunale. Questo appuntamento,
che ha cadenza triennale, ha riunito tutta la famiglia francescana sarda del terz'ordine (la parte laica), prende il nome dal primo "raduno" di tutti i frati del mondo
convocato da San Francesco nel 1221 ad Assisi. I partecipanti sono stati 1209, di
cui una cinquantina erano giovani e un centinaio bambini, provenienti da tutta la
Sardegna. Dopo un'accoglienza iniziale, si è vissuto un momento di preghiera
all'interno del quale è stato esposto il Santissimo, in seguito collocato in una tenda
di adorazione accessibile per tutto il giorno a chiunque volesse avvicinarsi. A
seguire si sono svolte diverse attività formative mirate al coinvolgimento di tutta
l'assemblea. Dopo il pranzo organizzato dalla Pro Loco di Mogoro è stata celebrata la Santa Messa. L'intera giornata è stata accompagnata dalla presenza di alcuni
padri francescani appartenenti a tutte e tre le obbedienze ( minori, conventuale e
cappuccini).
La giornata, che aveva come slogan " UNITI NELLA GIOIA", è stata davvero un
momento di gioia e di festa per tutta la Famiglia Francescana! Si è potuta assaporare la bellezza dello stare insieme, seppur nella diversità che deriva dalle età differenti, ma con la consapevolezza di essere accomunati dalla voglia di fare esperienza di Lui e del suo immenso amore!
IL “CAPITOLO” DELLA FRATERNITA’
FRANCESCANA DI GHILARZA
La nostra Fraternità francescana il giorno 7
novembre scorso, dopo vari incontri di formazione, di preghiera e preparazione, accompagnati e
istruiti da Padre Gianluca D’Achille, nostro assistente spirituale, dalla Vice Ministra regionale
OSF Lina Marceddu e dalla Consigliera regionale OSF Francesca Chiu, ha rinnovato il “Capitolo”, che consiste nella elezione del
nuovo Consiglio che dovrà guidare la Fraternità nel prossimo triennio.
La Ministra uscente, come prescritto dalle Costituzioni, ha letto la sua bella e puntuale relazione, dove ha riassunto il lavoro svolto dalla Fraternità nel triennio del
suo mandato. Abbiamo così verificato la situazione esistente, che troviamo buona.
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Rimane in noi l’aspirazione di avere nuovi fratelli, specialmente giovani.
Abbiamo comunque la gioia della presenza di “Araldini” e Ragazzi GIFRA.
Il rinnovo del Capitolo è evento fondamentale per la vita della Fraternità. E’ stato momento di Grazia e di propositi per continuare a fare sempre meglio. Dobbiamo appunto
continuare, con rinnovato impegno ed entusiasmo, senza sentirci troppo inadeguati o
adagiarci nella pigrizia perché anziani e stanchi. Dobbiamo, bensì, programmare qualcosa di nuovo e al passo con i tempi. Riattualizzando e sentendo profondamente in
noi il senso vero di appartenenza alla Chiesa prima di tutto e alla nostra famiglia OSF.
La nostra è una vocazione specifica, che consiste essenzialmente nel vivere il Vangelo
alla maniera del nostro serafico Padre san Francesco (Lui ci ha dato una forma di vita),
sforzandoci ogni giorno, nella nostra semplice condizione secolare con semplicità e
umiltà, di passare dal Vangelo alla vita e dalla vita al Vangelo, testimoniandolo con
umiltà nella Chiesa, nella famiglia, nel lavoro e nella società. Realizziamo un atteggiamento di accoglienza, di dialogo, di servizio, specialmente verso i più poveri, insomma
verso tutti i nostri fratelli. Amiamo Dio, nostro Padre, amiamo l’uomo, nostro fratello.
Tutti gli anni OSF nazionale ci propone un sussidio di formazione. Quello di
quest’anno, dal titolo: “Con Gesù a passo d’uomo” ci darà nuovi spunti per capire meglio il mondo di oggi e come ci stiamo camminando. Questo testo parla molto della
famiglia, che rappresenta speranza di futuro e solidarietà concreta. Ci proponiamo di
seguirlo con molto interesse perché fruttifichi nel nostro percorso umano e spirituale.
Dio ci benedica e ci dia pace.
La OSF di Ghilarza
NON LASCIAMOCI RUBARE
LA RUBRICA MISSIONARIA
LA GIOIA DELLA
“Il segreto della Missione è la gioia”.
EVANGELIZZAZIONE
Così la Saveriana Ghilarzese Francesca Mura, responsabile dell’Ufficio Diocesano missionario, intitolava qualche giorno fa, l’articolo comparso sull’Arborense, scritto per partecipare ai lettori
la sua esperienza e quella di un gruppetto di laici, al IV Convegno Nazionale Missionario, tenutosi a Sacrofano dal 20 al 30 novembre 2014. Il tema del Convegno:
“Alzati, va a Ninive, la grande città… dove il Vangelo si fa incontro”.
L’obiettivo del Convegno era quello di fare il punto della situazione circa la Missione ad gentes, per un rinnovato impegno missionario “lontano” e “ai lontani” delle nostre comunità cristiane.
Il Convegno è stato arricchito dalla udienza particolare di Papa Francesco che
ha invitato tutti i partecipanti a non scoraggiarsi nelle difficoltà e ha ribadito che la
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Vorrei ricordare ancora ai genitori e ai ragazzi che per l’ammissione ai sacramenti
è richiesta la costante e puntuale frequenza alle lezioni del catechismo e un
comportamento adeguato.
E’ un richiamo che rivolgo specialmente ai cresimandi e ai bambini di Prima
Comunione e Prima Confessione: è mio dovere, pertanto, ricordare che la messa domenicale è essenziale per tutti i cristiani, ed è condizione indispensabile
per essere ammessi ai sacramenti. I genitori si facciano carico
dell’adempimento di questo dovere dei loro figli e se ne rendano garanti! Confidiamo nella loro coerenza e collaborazione.
MESSE IN PARROCCHIA:
Normalmente le messe nel periodo invernale avranno i seguenti orari:
GIORNI FERIALI: 08.00 e 17.15
GIORNI FESTIVI: 08.00 – 10.30 – 17.00
La messa festiva del sabato verrà celebrata alle ore 17.00 e in Sant’Antioco
alle ore 16.00
Ricordo ancora che quando il sabato pomeriggio ci fossero dei matrimoni, questi verranno celebrati in parrocchia un’ora prima della messa d’orario e la messa in S. Antioco un’ora dopo. Praticamente ci sarà un’inversione d’orario tra
Parrocchia e S. Antioco.
MESSE IN OSPEDALE: DOMENICA E FESTIVI ALLE ORE 9.00
FERIALI ALLE ORE 7.00
MESSA ALLA CASA DI RIPOSO: DOMENICA ORE 09.30
REPERIBILITA’ PARROCO: Il Parroco è a disposizione e assicura la sua presenza
normalmente e salvo impedimenti di salute o impegni superiori, il martedì mattino
nell’ufficio parrocchiale dalle 9.30 alle 11 e il venerdì pomeriggio, nell’ufficio parrocchiale o in sacrestia o a casa, un’ora prima della messa, per le confessioni o colloqui,
per documenti, per prenotare messe e per qualsiasi altra necessità. Se il parroco fosse a
casa non ci si faccia scrupolo di chiamarlo! Previo accordo, è disponibile nei giorni
feriali, in qualsiasi altro orario.
Preciso, inoltre, che le messe possono essere prenotate anche tutti i giorni feriali subito
dopo la messa in sagrestia.
CELEBRAZIONE BATTESIMI:
Ricordo che i battesimi vengono celebrati, normalmente, una volta al mese,
l’ultimo sabato o domenica del mese.
in Gennaio sabato 24 alla messa vespertina delle 17.00
in febbraio sabato 21 alla messa vespertina delle 17.00
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in marzo sabato 21 alla messa delle 17.00
in aprile sabato 04 durante la veglia pasquale che avrà inizio alle ore 21
o sabato 25 alla messa vespertina delle 18.00
in maggio sabato 30 alla messa vespertina delle 18.00.
in giugno sabato 27 alla messa vespertina delle 18.30
in luglio, agosto e settembre ai primi del mese o a fine mese, secondo
l’opportunità.
Almeno un mese prima del battesimo si contatti il parroco e si avvisi Suor
Rosanna.
CORSO DI PREPARAZIONE AL MATRIMONIO: i fidanzati che pensano di
sposarsi entro l’anno sono caldamente invitati a partecipare al corso di preparazione al matrimonio che si terrà sempre di venerdì alle ore 19.00. Appena pronto
verrà fatto conoscere il programma dettagliato. Si presume che possa iniziare,
come tutti gli anni, nella seconda quindicina di gennaio.
Il 18 febbraio, mercoledì delle ceneri, inizierà la Santa Quaresima. Pasqua sarà il
5 aprile
Il sacramento della confermazione verrà conferito presumibilmente tra metà aprile
e metà maggio, secondo la disponibilità del Vescovo e a condizione di una adeguata partecipazione e preparazione dei cresimandi. Ancora non è stata stabilita
nessuna data!
Le PRIME CONFESSIONI si svolgeranno la seconda quindicina di maggio e le PRIME COMUNIONI domenica 31 maggio alla messa delle 10.30.
Nel mese di gennaio, dal 18 al 25, celebreremo l’Ottavario di Preghiera per
l’Unità dei Cristiani, animato, come tutti gli anni, dai gruppi presenti in parrocchia.
Giovedì 16 gennaio, vigilia della festa di S. Antonio Abate, in S. Palmerio verrà
celebrata la messa per i giovani della leva e loro familiari alle ore 11.30. Tutta la
comunità è invitata a partecipare. Seguirà la benedizione del ceppo.
Non è stato ancora preparato il calendario delle Quarantore. Appena pronto ne
sarà data ampia informazione
Per favore
mettete le offerte nella busta assieme ai
defunti che
volete far
ricordare.
19
Tema della
catechesi di
oggi: Gesù cammina sulle
acque.
Catechesi
di domani:
”In cerca di
Gesù”.
Segue da pag . 17
Missione è compito di tutti i cristiani, indicando la direzione del dinamismo missionario: la Chiesa è fatta per uscire da se stessa, per ascoltare il grido dei poveri
e dei lontani, incontrare tutti e annunciare la gioia del Vangelo.
I verbi che si sono coniugati più di frequente durante il Convegno sono
stati: uscire, incontrare, donarsi e ripartire.
E’ quanto dobbiamo augurarci di mettere in pratica anche nella nostra Parrocchia durante l’anno liturgico appena iniziato. Tutti i gruppi e i movimenti presenti nella nostra comunità parrocchiale hanno da fare proprio questo programma, per realizzare la gioia di essere seguaci di Cristo.
Questi temi erano l’obiettivo anche del mese missionario, durante il quale abbiamo svolto le solite attività e la colletta per le Pontificie Opere ha fruttato
quest’anno la somma di 2.400 euro, che andranno a beneficio delle chiese missionarie più bisognose.
Mi piace chiudere questo articoletto con le parole che Papa Francesco
scrisse in occasione appunto, della Giornata Missionaria Mondiale:” «Dio ama
chi dona con gioia» (2 Cor 9,7). La Giornata Missionaria Mondiale è anche un
momento per ravvivare il desiderio e il dovere morale della partecipazione
gioiosa alla missione ad gentes. Il personale contributo economico è il segno di
un'oblazione di se stessi, prima al Signore e poi ai fratelli, perché la propria offerta materiale diventi strumento di evangelizzazione di un’umanità che si costruisce sull’amore.
Cari fratelli e sorelle, in questa Giornata Missionaria Mondiale il mio pensiero
va a tutte le Chiese locali. Non lasciamoci rubare la gioia dell’evangelizzazione!
Vi invito ad immergervi nella gioia del Vangelo, ed alimentare un amore in grado di illuminare la vostra vocazione e missione. Vi esorto a fare memoria, come
in un pellegrinaggio interiore, del "primo amore" con cui il Signore Gesù Cristo
ha riscaldato il cuore di ciascuno, non per un sentimento di nostalgia, ma per
perseverare nella gioia. Il discepolo del Signore persevera nella gioia quando
sta con Lui, quando fa la sua volontà, quando condivide la fede, la speranza e la
carità evangelica.
A Maria, modello di evangelizzazione umile e gioiosa, rivolgiamo la nostra preghiera, perché la Chiesa diventi una casa per molti, una madre per tutti i popoli
e renda possibile la nascita di un nuovo mondo”.
Come sarebbe bello se riuscissimo a realizzare quanto ci dice il Papa!
CONVEGNO ECCLESIALE
DIOCESANO 2014
Consegna della Lettera Pastorale
dell’Arcivescovo al Responsabile
Caritas di Ghilarza Francesco
Dessena.
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Convegno Ecclesiale
“CAMBIAMO IL PASSO”
Cattedrale di Oristano, 11 ottobre
2014
“Cari fratelli e sorelle,
a conclusione di questa giornata di dialogo e di programmazione
pastorale, vogliamo celebrare l’Eucaristia, per ringraziare il Signore per il dono della fede e della comunione, e metterci in ascolto della Parola di Dio, per ricevere luce e conforto nel cammino di rinnovamento delle nostre comunità parrocchiali”.
Così l’Arcivescovo iniziava l’Omelia della concelebrazione eucaristica delle ore 17 a
conclusione del Convegno Ecclesiale Diocesano dell’11 ottobre 2014.
Il Convegno è iniziato al mattino, nella Cattedrale di Oristano, con la preghiera introduttiva di invocazione allo Spirito. Quindi l’Arcivescovo ha presentato il moderatore, Padre
Giuseppe dei Francescani e ha fatto una presentazione del Convegno. Quest’anno il
Convegno non ha relatori venuti da fuori, che terminata la brillante esposizione tornano
alle loro sedi, ma gli argomenti pertinenti la programmazione in Diocesi, vengono presentate da don Maurizio Spano, attualmente parroco a san Paolo in Oristano e responsabile dell’Ufficio catechistico diocesano, dal Diacono don Enrico Perlato che è il delegato per la Pastorale giovanile e dalla coppia di coniugi Furcas che presentano una
relazione sulla famiglia.
Il succo di tutte le relazioni è stato che l’ evangelizzazione si attua soprattutto con
l’esempio della vita, vissuta nella gioia del Vangelo e che tutte le problematiche inerenti i tre argomenti studiati sono da superare lavorando in sinergia con tutti i Movimenti e
i gruppi che esistono in Diocesi, in buona armonia e studiando e mettendo in pratica le
direttive che sono state date dai Vescovi in passato e che, magari, sono state disattese. Al termine delle relazioni ci sono stati gli interventi di alcuni partecipanti.
In chiusura di mattinata l’Arcivescovo ha fatto la sintesi di tutto ciò che è stato detto: è
necessaria la formazione iniziale e permanente dei catechisti con le indicazioni espresse con quattro verbi:essere, sapere, saper fare, saper stare al mondo. E’ molto importante che il catechista prenda coscienza di essere al servizio di un ministero che ha
come finalità l’educazione alla fede e che educando gli altri educa anche se stesso,
camminando insieme ai discepoli e testimoniando la fede con la vita.
Per la pastorale giovanile bisogna seguire le indicazioni del Servizio Giovanile Nazionale e Diocesano, che si pongono come organi di coordinamento tra le varie realtà che
lavorano con i giovani. Tante associazioni e movimenti hanno dei percorsi propri che
bisogna rispettare per comporre una “sinfonia”. Quindi cercare di imparare da chi fa
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bene e mettere in atto una sana emulazione, imparare a camminare insieme, perché
da soli non si arriva da nessuna parte.
Per ultimo il vescovo ha parlato del percorso di preparazione al matrimonio che deve
essere lungo quanto basta, serio e personalizzato alle singole coppie e realtà, perché ogni persona è un cantiere dove bisogna entrare con amore e discrezione. Le
giovani coppie hanno bisogno della testimonianza di coppie che hanno realizzato
matrimoni riusciti. Insomma la testimonianza di una vita buona e gioiosa se vissuta
alla luce del Vangelo è fondamentale in ogni ambito.
Al pomeriggio l’Arcivescovo ha presentato la Lettera Pastorale , dal titolo:”Cambiamo
il passo”, spiegando cosa egli abbia inteso con questa espressione. Cambiare il passo vuol dire: “ abbandonare il comodo criterio pastorale del << si è sempre fatto così>>, per diventare audaci e creativi in questo compito di ripensare gli obiettivi, le
strutture, lo stile e i metodi evangelizzatori delle proprie comunità.
La lettera pastorale è stata consegnata a tutti i partecipanti con l’invito a leggerla ,
meditarla e metterla in pratica, seguendo l’esempio dei discepoli di Emmaus, che
dopo aver incontrato Gesù risorto lungo la strada hanno cambiato il passo, nel senso
che da scoraggiati, delusi e vinti sono tornati indietro a Gerusalemme di buona lena,
pieni di gioia, per testimoniare che Gesù era risorto!
COMMEMORAZIONE IN SAN SERAFINO PER I CENTO ANNI
DALLO SCOPPIO DELLA PRIMA GUERRA MONDIALE
Signore, Dio
dell’universo
Concedi ai nostri
fratelli caduti in
guerra la Luce
eterna.
Nel centenario dell’inizio della Prima Guerra Mondiale, sabato 13 settembre 2014, Papa Francesco ha celebrato al Sacrario di Redipuglia, con Cardinali e
Vescovi italiani, austriaci, croati, sloveni e ungheresi.
Egli ha detto nell’omelia “La guerra è una follia il cui “piano di sviluppo è la distruzione”; “non guarda in faccia a nessuno”, si nutre della “risposta di Caino:
«Sono forse io il custode di mio fratello?», che è “l’esatto opposto di quello che ci
chiede Gesù nel Vangelo………..
……….. Chiedo la conversione del cuore, per passare dall’ «A me che importa» al
pianto. Per tutte le vittime della follia della guerra, in ogni tempo, l’umanità ha bisogno di piangere, e questa è l’ora del pianto”.
Nella stessa ora , intorno alle 10,30, in San Serafino un piccolo gruppo di cittadini
di Ghilarza con le autorità civili, militari e il parroco don Salvatore ha commemorato i caduti di tutte le guerre, prendendo spunto da un fatto, ignoto ai più, e cioè che
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a San Serafino, sotto il portico della chiesa, nel 1919 furono sepolti otto prigionieri dell’esercito austro-ungarico, che lavoravano alla costruzione della Diga sul
Tirso, i cui lavori erano iniziati nel 1917.
In quell’epoca in Sardegna si trovavano migliaia di prigionieri, in gran parte austriaci
ed ungheresi, e furono impiegati nel lavoro: nelle miniere, in agricoltura e forestazione e nell’esecuzione di opere civili, tra cui la costruzione della grande diga sul Tirso.
Alla realizzazione di quell’opera lavorarono anche un centinaio di prigionieri, di cui
parte erano alloggiati in Busachi, parte in Ula e parte, appunto in san Serafino, che è
un villaggio “novenario” in agro di Ghilarza (OR).
Grazie ad una rete di persone residenti in vari paesi d’Europa, che si interessa a ricostruire le vicende di quei terribili anni, per mostrare alle giovani generazioni quali
guasti terribili apportino le guerre, una equipe di una televisione ungherese sta girando un documentario sui prigionieri di guerra dell’esercito austro-ungarico, all’Asinara
e in altri luoghi della Sardegna, dato che tantissimi di essi vi trascorsero la prigionia e
che alcuni morirono nel nostro territorio. Si è preso spunto dalla visita di questa equipe televisiva per commemorare quei prigionieri sepolti in san Serafino.
Intorno alle 10,30, preparato l’equipaggiamento per le riprese televisive, una corona
di alloro è stata portata in corteo da due ragazzi seguiti dal sindaco, da alcuni componenti della giunta comunale, da rappresentanti delle forze dell’ordine , dal parroco e
da un gruppo di cittadini. Il piccolo corteo ha percorso la piazzetta del “Novenario”e
sotto il portico della chiesa, don Salvatore ha impartito la benedizione e recitato una
bella preghiera da lui composta per affidare al Signore i caduti di tutte le guerre, perché essi intercedano per la fratellanza tra i popoli e la costruzione della “pace per la
quale vale la pena di impiegare tutti i giorni ogni nostra energia”.
Quindi il sindaco di Ghilarza, Stefano Licheri ha rivolto un breve discorso per onorare, ad un secolo di distanza, quei soldati, che a suo tempo vennero frettolosamente
sepolti.
L’equipe degli ungheresi è rimasta favorevolmente impressionata dall’ accoglienza e
dall’impegno profuso nella ricerca che ha portato alla ricostruzione delle vicende seguite alla morte dei 12 prigionieri in san Serafino nel gennaio del 1919.
E’ stato offerto da parte del Comune ad ogni membro dell’equipe, un opuscolo, in
italiano ed in inglese, dove è stata riassunta la storia dei prigionieri austro-ungarici in
Sardegna, il testo della preghiera e un volumetto del cimitero di Ghilarza, nel cui ossario si trovano le ossa dei 12 prigionieri suddetti. Chi volesse conoscere questa storia
può farlo navigando sul sito web: parrocchiadighilarza.it, dove esiste l’articolo che
ha fatto da volano per la realizzazione di tutto ciò che è stato descritto.
Ci si è anche proposti di costituire un’Associazione internazionale per attuare scambi
culturali tra le varie nazioni che furono protagoniste della prima guerra mondiale, ricerche sulla sorte di tanti prigionieri , commemorazioni, indipendentemente dalla parte per cui essi combattevano, onde realizzare quella fratellanza che tutti auspicano,
ma che è così difficile da attuare nella vita quotidiana.
Maria Palmas
Ti preghiamo, o Signore, affinché infonda in noi sentimenti di amore, di riconoscenza e di
grande rispetto per i caduti, mentre facciamo propositi per diventare operatori di pace,
23 per impedire che il mondo sia ancora umiliato e devastato dalla guerra.
4 NOVEMBRE
2014
In queste poche righe della
preghiera che è stata recitata
alla fine della Messa delle
10,30 in commemorazione dei
caduti di tutte le guerre, per
festeggiare le Forze Armate e
per implorare la Pace, è il significato della cerimonia che
ogni anno si celebra nella nostra Parrocchia e davanti al
monumento dei caduti, a cui
partecipano gli alunni delle
scuole, i diciottenni, che aprono ufficialmente i loro festeggiamenti e i superstiti dell’ultima guerra mondiale. Man mano che
passavano gli anni i superstiti erano sempre di meno, finché ora ne è rimasto solo uno, il signor
Fadda, al quale auguriamo ancora lunga vita. Il testimone, ormai da 5 anni, è passato ai ragazzi
che diventano maggiorenni nel corso dell’anno. Quest’anno la leva del 1996. Essi con molta
consapevolezza portano la bandiera degli ex combattenti, la corona d’alloro e partecipano attivamente alla Liturgia col proclamare la Parola di Dio e la preghiera finale.
Quest’anno la chiesa era veramente colma di giovani, che hanno seguito il rito con molta compostezza e convinzione, e questo ha rallegrato il celebrante, le autorità presenti e i fedeli tutti.
La Messa è stata celebrata da don Italo, ma don Salvatore ha voluto comunque salutare le autorità.
All’omelia don Italo compiacendosi per la partecipazione seria dei ragazzi li ha esortati ad essere consapevoli che la Pace di cui godiamo in Italia grazie al sacrificio di tanti soldati, è un
bene che va conservato e coltivato giorno per giorno, nelle azioni quotidiane, volte tutte a costruire dignità, signorilità, armonia, laddove viviamo.
Anche il sindaco, una volta raggiunto in corteo il monumento ai caduti, ha espresso la sua soddisfazione per essere riuscito, durante i dieci anni del suo mandato, ad avvicinare i ragazzi della “Leva”alla popolazione, coll’aver ottenuto la loro partecipazione attiva alla cerimonia odierna, di cui vanno fieri. Ha esortato i ragazzi tutti a costruire la pace con la loro vita di ogni giorno, perdonando e chiudendo la giornata essendo in pace con tutti. Purtroppo le guerre non sono
finite neanche da noi, non soltanto nel mondo. E le guerre odierne sono le rapine, i furti, le
prevaricazioni da parte di pochi, ma che danneggiano tutti. Un esempio di prevaricazione a
danno di tutti è rappresentata dal non pagare le tasse, che sono la partecipazione dei cittadini
alle spese che la comunità sostiene per realizzare i servizi di cui tutti godono. Se tutti pagassero
la loro quota la cifra sarebbe equamente divisa e non peserebbe tanto, come invece capita ora,
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dove i “furbetti” sono sempre più numerosi e costringono gli onesti ad essere oberati. Ha ribadito anche che gli appartenenti alle Forze Armate vanno ringraziati e rispettati, in quanto senza di loro, che fanno rispettare le leggi democraticamente espresse, non sarebbe possibile
l’armonica convivenza.
La cerimonia si è chiusa, come ogni anno, con la lettura, da parte di un gruppetto di ragazzi
della leva, dei nomi di tutti i caduti di Ghilarza.
Con questo inno, cantato dal
coro di Ghilarza si è conclusa
la Messa celebrata da don Salvatore in occasione della festa
della Virgo Fidelis, patrona
dell’Arma dei carabinieri.
La chiesa era gremita di persone in divisa: carabinieri, carabinieri congedati e loro familiari,
rappresentanti del corpo forestale, sindaci di tutti i paesi
della compagnia di Ghilarza, e
da moltissimi fedeli, venuti a
festeggiare e a pregare insieme
con i tutori dell’ordine.
Don Salvatore ha iniziato
l’omelia col ripetere il versetto
del salmo responsoriale:
“beata sei tu, Vergine Maria,
perché hai creduto”, prendendolo come spunto per la riflessione proposta ai carabinieri in particolare, ma anche a ciascun presente.
La Vergine ha creduto ed è rimasta fedele, in mezzo a tutte le difficoltà della sua vita, alla
missione affidatale, di essere la Madre del Salvatore; Vergine fedele, ed ecco perché è stata
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scelta con questo titolo quale patrona dei carabinieri, i quali hanno nel loro programma la fedeltà nei secoli. Oggi purtroppo è ben difficile essere fedeli, in ogni campo. Ma senza fedeltà
ai compiti del proprio stato, la vita sociale è un continuo tradimento, e la società civile stessa
pian piano va distruggendosi. Quindi l’invito per tutti è: con l’aiuto della Vergine fedele compiamo tutti i nostri doveri con coscienza, lealtà, verità, fedeltà.
Ai carabinieri, in particolare è affidato il compito di presidiare il territorio per mantenere
l’ordine e garantire così la sicurezza di tutti. Che svolgano questo importantissimo compito
anche con una grande umanità, tenendo conto delle difficoltà in cui versa una grande parte della popolazione, specie qui da noi. Per questo li affidiamo alla Vergine Fedele!
Terminata la celebrazione liturgica un carabiniere ha commemorato il settantatreesimo anniversario di una battaglia che avvenne in Africa Orientale nel 1941, durante la quale un battaglione di carabinieri difese la postazione senza risparmio e tantissimi uomini perirono.
Il capitano della Compagnia di Ghilarza Musumeci ha salutato in particolare i congiunti del
carabiniere Salvatore Vinci di Bidonì, medaglia d’oro al valore civile, caduto in provincia di
Vercelli durante un conflitto a fuoco con dei rapinatori. Nel suo discorso ha fatto la considerazione che il nostro Paese sta vivendo un periodo di profonda instabilità, per la situazione economica che va sempre peggiorando. Molto spesso il lavoro nelle campagne riesce appena a
sopperire alle necessità della vita, ma qualche volta porta alla sua perdita, come accadde l’anno
scorso al compianto Ubaldo Lai, che morì in seguito alle ustioni riportate in un disastroso incendio che devastò il nostro territorio. Ma la crisi non è soltanto economica, ma soprattutto
sociale, per la perdita dei valori morali e umani che caratterizzano la civiltà di una società.
Quindi, nonostante le difficoltà economiche occorre investire sul capitale umano, sia nelle famiglie, nelle scuole, nelle società sportive, e sia nelle Forze Armate, in particolare nell’Arma
dei Carabinieri. “Investire su quei valori che – ha detto il capitano- ci hanno spinto, tanti anni
fa a lasciare la nostra famiglia, la nostra città, i nostri amici per indossare questa uniforme e
portare avanti quegli ideali di verità e giustizia che ci hanno consentito di svolgere, fino ad
oggi la nostra missione”.
La preghiera del carabiniere e poi il canto dell’inno hanno chiuso la cerimonia religiosa.
La festa si è conclusa nel salone parrocchiale con un rinfresco a cui hanno partecipato tante
persone.
I CONTI IN CASSA
PROFONDO ROSSO!!!!
I CONTI SONO PRESTO FATTI:
LE TASCHE SONO VUOTE.
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INTERVISTA AL CAPITANO MUSUMECI COMANDANTE DELLA
COMPAGNIA DEI CARABINIERI DI GHILARZA
In occasione della celebrazione della Virgo Fidelis, patrona
dell’Arma dei Carabinieri, il Capitano Musumeci, comandante della Compagnia di Ghilarza ha voluto rispondere gentilmente e con
molta disponibilità ad alcune domande.
Alla prima domanda:
” Vuole illustrare ai nostri lettori come è organizzata l’Arma dei
Carabinieri nel nostro territorio, di quanti uomini dispone e quali
sono i suoi compiti?”
ha così risposto:”Il nostro territorio è abbastanza vasto, va dai
monti fino al mare occidentale. La Compagnia di Ghilarza ha 14
stazioni dei Carabinieri e 22 Comuni, da Neoneli, Ardauli, Busachi, fino ad arrivare a Scano Montiferro, Cuglieri, Tresnuraghes,
passando per Abbasanta, Sedilo, ecc. Un territorio di quasi mille
KM 2 per trenta mila abitanti. Oltre l’Arma territoriale, che conta
circa cento uomini è presente ad Abbasanta lo “Squadrone Elitrasportato” e l’Unità cinofila” per un totale di circa 150 uomini. In
tutto circa 250 carabinieri operano in questo territorio. I compiti
che gli uomini della territoriale svolgono sono sia nel campo della
Pubblica Sicurezza (prevenzione dei reati), sia nel campo della Polizia Giudiziaria
(repressione dei reati). Quindi vegliare sull’ordine e la sicurezza pubblici, garantire il
quieto vivere della popolazione. Obiettivo abbastanza utopistico, in quanto anche il
nostro territorio non è indenne dai reati più gravi, quali omicidi e rapine, come i recenti
fatti di cronaca nera hanno evidenziato.
I carabinieri sono preposti a garantire l’ordine e la sicurezza nel corso delle 24 ore.
Se si chiama il numero 0785 5611 oppure il 112 c’è sempre un operatore che risponde e fuori, sul terreno, c’è sempre almeno una pattuglia per il pronto intervento.
“In questi tempi difficili si è verificato un aumento significativo dei reati, e quali sono quelli più frequenti in questo territorio?”
Alla seconda domanda il Capitano ha risposto precisando che per quel che riguarda i
reati ogni realtà è diversa da un’altra. Se a livello nazionale vi possono essere aumenti
per quel che riguarda la violenza di genere (violenza contro le donne e i bambini), non
necessariamente la nostra realtà deve rispecchiare il dato nazionale. I dati pertinenti il
nostro territorio, aggiornati al 30 novembre scorso, rivelano un sensibilissimo aumento
rispetto alla stessa data dell’anno precedente, di furti di bestiame, un aumento significativo dei danneggiamenti seguiti da incendio, specie degli autoveicoli, e infine, un
aumento dei reati informatici, ossia delle truffe e dei furti operati con carte di credito
clonate ai danni di ignari cittadini. Controllando i propri conti bancari o postali molti
cittadini hanno riscontrato degli ammanchi di 300, 500 euro. Dietro questi reati
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informatici ci sono delle vere e proprie associazioni a delinquere transnazionali, che
effettuano compravendite di codici di Bancomat o Postamat clonati, che cambiano al
momento in cui vengono scoperti.
Questi sostanzialmente i tre reati in aumento qui da noi, mentre la violenza domestica è
pressoché invariata rispetto all’anno scorso. Non si riscontra nemmeno un aumento significativo dei reati legati al gioco d’azzardo, nelle sue varie modalità, anche perché c’è
una certa reticenza a denunciare i reati legati al gioco smodato, che in associazione
all’uso smodato di alcool e ai debiti getta molte famiglie sul lastrico.
“Un cittadino che abbia bisogno di essere difeso o tutelato come si deve
comportare?”
La risposta è che deve denunciare presso la locale caserma il torto, la prepotenza o il
problema che lo affligge. Certo non sempre è facile perché la “Giustizia” è lenta e la
persona non si sente tutelata a sufficienza e quindi ha qualche remora a fare le denunce.
Però è necessario perché così le Forze dell’Ordine possono seguire il problema della
persona denunciante, ma anche per studiare e comprendere l’andamento dei reati in un
dato territorio e migliorarne la prevenzione, tenuto conto che i profili criminali sono
profondamente diversi nei vari paesi, risentendo di molti fattori, che appunto si possono
studiare solo se i reati vengono denunciati.
“Pensa che in tempi di ateismo e di irriverenza verso la Religione, se non di vero e
propria ostilità, ha ancora un senso celebrare una festa come la Virgo Fidelis? E i
militari come considerano questa festa? (ovviamente intendo la loro maggioranza)”.
Non è facile rispondere a questa domanda. Certamente la partecipazione alla celebrazione religiosa in onore della Patrona dell’Arma è sensibilmente diminuita nel corso degli anni, ma chi è credente ha piacere di celebrarla insieme ai compagni e ai familiari, per cui ben venga!
In tempi in cui gli Stati introducono leggi che fanno a pugni con la morale cristiana
e, a volte, anche contro la stessa evidenza della natura (vedasi: ideologia gender, propagandata nelle scuole a partire dalle materne, matrimoni di coppie gay, adozioni da
parte di coppie omosessuali, maternità surrogate, e via discorrendo) esiste per gli appartenenti alle forze dell’ordine la possibilità di opporsi ad ordini relativi
all’applicazione di leggi contrarie al proprio credo morale o religioso ricorrendo
all’obiezione di coscienza?”
Il Capitano ha così risposto a questa domanda: “All’atto dell’arruolamento un militare
presta solenne giuramento, previsto dall’art. 55 del Codice di ordinamento militare
(DPR del 2010): -“Giuro di essere fedele alla Repubblica Italiana, di osservarne la Costituzione e le Leggi e di adempiere con disciplina e onore a tutti i doveri del mio stato
per28
la difesa della Patria e la salvaguardia delle libere istituzioni”-
Quindi, dal punto di vista sia giuridico che pratico per chi ha giurato non c’è una legge più o meno giusta di un’altra, ma la legge, in quanto tale, deve essere applicata.
Nel suo privato ognuno ha le sue opinioni, ma in servizio non c’è la possibilità di non
adempiere a un ordine che sia legittimo per l’esecuzione di una norma giuridica. Un
militare non ha la possibilità di non adempiere gli ordini, salvo pagarne le conseguenze di carattere penale per aver commesso un reato di disobbedienza alla disciplina militare, essendo i militari soggetti al Codice Penale ordinario e al Codice penale
militare in tempo di pace.
Ringraziamo il Capitano che con estrema cortesia si è prestato ad illustrarci
alcuni aspetti del suo lavoro, che egli svolge con passione e dedizione.
Grazie Capitano Musumeci
Maria Palmas
DOMENICA 23 NOVEMBRE
GIORNATA DEDICATA AL SETTIMANALE DIOCESANO
L'ARBORENSE
Dopo una settimana dedicata alla propaganda,si è svolta in Parrocchia
la "GIORNATA DELL'ARBORENSE"
Tutti i parrocchiani sono stati invitati a rinnovare il loro abbonamento annuale al giornale oppure ad abbonarsi per la prima volta, poiché ne vale veramente la pena. Con la
modica cifra di 25 euro si ha la possibilità di ricevere tutto l'anno un settimanale di formazione religiosa e culturale e di informazione. Attraverso di esso arriva nelle nostre
case la voce del vescovo, nostro pastore e guida e la notizia di tutte le iniziative che vengono prese in Diocesi, degli avvenimenti religiosi e culturali, il commento alle Letture
liturgiche della Domenica, le notizie dalle parrocchie, e tanti articoli di aggiornamento
culturale, sportivo, cinematografico, gastronomico e via dicendo, il tutto corredato da
foto a colori e scritto in un linguaggio accessibile a tutti.
Noi cristiani abbiamo il dovere di sostenere la stampa cattolica e di premiare tutti coloro che realizzano il giornale del tutto gratuitamente, profondendovi grande impegno e
passione.
All'uscita di tutte le Messe le incaricate parrocchiali hanno raccolto gli abbonamenti,
vecchi
29 e nuovi.
PATRONA DEI
VIGILI DEL FUOCO
Anche quest'anno gli uomini del Distaccamento dei Vigili del Fuoco di
Ghilarza hanno voluto festeggiare la
loro patrona Santa Barbara con la
celebrazione della Santa Messa nella Chiesa parrocchiale di Ghilarza. Hanno
concelebrato don Salvatore, don Italo e don Giuseppe. Erano presenti i vigili
del fuoco in divisa, con gli strumenti del loro lavoro esposti accanto alla statua
di santa Barbara, rappresentanti dei vari corpi delle Forze dell'Ordine: carabinieri, finanzieri, poliziotti. All'omelia don Salvatore si è rammaricato per l'esiguità dei fedeli presenti, visto che tutta la comunità dovrebbe stringersi a questi
uomini, che quotidianamente vegliano su di essa, intervenendo nei casi di incendio, alluvioni, incidenti stradali e in tutte quelle situazioni, semplici o meno,
in cui è necessario un aiuto qualificato per risolvere i problemi. Grazie dunque
ai vigili del fuoco, che spesso sono costretti da drammatiche circostanze a mettere a repentaglio la propria vita per salvaguardare quella della gente. Che svolgano il loro lavoro con coraggio, spirito di servizio e disponibilità, sempre stando attenti alla propria sicurezza e che santa Barbara li copra col suo manto protettivo, salvandoli dai pericoli a cui la loro particolare missione li espone.
A.A.ATTENZIONE PREGO
La Parrocchia ricorda a tutti gli affezionati lettori di questo Giornalino che il suo SITO WEB viene aggiornato tutte le settimane e
che contiene le informazioni sugli orari, sulla liturgia, la
catechesi, le notizie, le novità e quant’altro.
Però sappiamo che poche persone accedono a questo sito e ancor
meno si preoccupano di inviare le notizie che riguardano i gruppi
parrocchiali o altro di interesse comune.
Indirizzo del sito:
www.parrocchiadighilarza.it
Mail a cui inviare le notizie:
[email protected]
30
UN ANNO DI GRANDI SODDISFAZIONI
CALCIO
Per il calcio ghilarzese i dodici mesi che si stanno per concludere sono stati davvero
molto soddisfacenti e ricchi di importanti risultati. La società giallorossa dopo qualche
stagione di esilio in Promozione è rientrata infatti quest'anno nel calcio regionale che conta
e ora disputa con pieno merito il torneo d’Eccellenza. La compagine ghilarzese, affidata al
tecnico norbellese Andrea Pia ( per ben 14 anni alla guida delle formazioni giovanili), sta
disputando una stagione più che dignitosa se si pensa che deve confrontarsi con squadre
che hanno speso tantissimo rispetto al sodalizio presieduto da Salvatore Fadda. Quando
questo giornalino va in stampa, manca ancora un turno al termine del girone di andata
( gara con il Muravera fuori casa) e l'undici ghilarzese è reduce dalla bella vittoria casalinga per tre a zero contro il Taloro Gavoi, gara che non ha certo tradito le attese
della vigilia. E' stato un incontro gagliardo e ricco di emozioni per tutti i 90 minuti. Alla
fine hanno vinto meritatamente i giallorossi ma gli ospiti si sono dimostrati squadra tosta e
battagliera. I locali guidati a centrocampo da Riccardo Milia e Sergio Madau in gran spolvero, hanno avuto ragione dei gavoesi nel secondo tempo grazie alla doppietta del bomber Simone Stocchino ( quindicesima rete stagionale) e al gol di Mattia Saba alla sua prima marcatura in Eccellenza. Ottima anche la prova della difesa pur menomata per assenze
importanti ma che ha trovato in Fabio Chergia, Luca Mascia, Simone Schirra, Stefano
Frau, dei baluardi insormontabili insieme al portiere Antonio Sechi. Buona comunque la
prova di tutta la squadra che cresce di domenica in domenica. Con questo prezioso successo il Ghilarza si porta a 20 punti in classifica in una posizione che oggi vorrebbe dire
salvezza diretta senza la coda dei Play Out. A fine gara grande gioia negli spogliatoi anche
per una importante particolarità. Sui 18 giocatori iscritti nella distinta consegnata
all’arbitro, ben 11 erano fuori quota. I quattro atleti schierati a inizio gara ,Simone Schirra, Stefano Frau, Stefano Piras, Mauro Zago e gli altri che sono subentrati nella ripresa
Giovanni Patta, Domenico Nuscis, Andrea Onida. A questi si devono aggiungere gli altri
componenti della panchina Andrea Carta, Matteo Uras, Enrico Caddeo, Luca Mura. senza
dimenticare altri giocatori sempre fuori quota come Mattia Oggiano, Alessandro Medde,
Andrea Pinna, Giovanni Scintu, Simone Pes, Alessio Vidili, che fanno parte del gruppo
della formazione Juniores che gravita nell'ambito della prima squadra. Intanto, proprio
prima della pausa natalizia il Ghilarza ha concluso le ultime trattative del mercato dilettanti autunnale tesserando il difensore Gabriele Pancotto, proveniente dal Porto Corallo di
Villaputzu dove ha giocato questa prima fase del torneo. Per l'atleta cagliaritano, classe
1985, 1.82 di altezza, si tratta di un ritorno in Giallorosso, tenuto conto che aveva già vestito
31 la maglia
ghilarzese due stagioni fa in Promozione. Pancotto è il secondo difensore che la società ha
deciso di acquistare dopo aver perso contemporaneamente due difensori titolari, Paolo
Uccheddu infortunatosi gravemente al ginocchio ( per lui stagione finita) e del fuori quota
Ayoub Idrissi liberato dalla società su sua richiesta e accasatosi al Tortolì sempre in Eccellenza. Oltre a Pancotto è stato infatti raggiunto l'accordo con il jolly di difesa Andrea Lai
fuori quota classe 1994 proveniente dal Sanluri dove ha disputato questo primo scorcio di
stagione. I nuovi arrivati si sono messi subito a disposizione. E' stato lo stesso presidente
del Ghilarza Salvatore Fadda a presentare i nuovi arrivati ai compagni, affermando che il
progetto va avanti nello stesso modo e in termini numerici invariati tenuto conto che la
rosa è stata soltanto reintegrata per l'infortunio di Uccheddu e la partenza di Idrissi. Anzi,
rispetto a inizio campionato è andato via per problemi di lavoro l'attaccante Pietro Manca
( accasatosi poi ad Arborea) e non sostituito. Il presidente ha chiesto ai giocatori di dare
ancora il massimo nella seconda parte del campionato come hanno fatto sino ad ora per
raggiungere l'obiettivo primario del Ghilarza che resta la permanenza in Eccellenza.
PALLAVOLO
Anche per la pallavolo ghilarzese è stato un anno molto positivo. Dopo la prima parte del
2014,che ha visto tutte le squadre ben comportarsi, dal mese di settembre è ripresa a pieno ritmo l'attività della società sportiva Volley Ghilarza,che nella stagione 2014-2015 è
impegnata nei campionati di Serie D, Prima Divisione, Under 16, Under 14, senza dimenticare l'importante lavoro del Mini Volley dove inizia il percorso sportivo delle piccole
atlete. La società presieduta da Gian Matteo Licheri ha confermato alla guida tecnica delle
varie categorie gli allenatori esperti Massimo Depau, Lorella Lavalle e Andrea Ariu.
La novità di questa stagione sportiva riguarda il Campionato della prima squadra inserita
nel Girone C della Serie D regionale, le cui trasferte portano dalla provincia di Oristano a
quelle di Nuoro, Sassari e Olbia-Tempio. Per citare solo le più lontane, parliamo di Porto
Torres (doppia trasferta per la presenza di due squadre), Sassari, Berchidda, Olbia e La
Maddalena sono trasferte sicuramente impegnative e molto dispendiose ma che il sodalizio
ghilarzese cerca di affrontare sempre con il giusto spirito di chi vuole fare bene in uno
sport bellissimo che dà tante soddisfazioni alle ragazze. Le gare interne di questo inizio di
campionato si giocano ancora alla palestra di Abbasanta, gentilmente messa a disposizione, in uno spirito di massima collaborazione, in attesa del completamento dei lavori di ristrutturazione della palestra comunale "Celestino Conti" di Ghilarza.
L'auspicio è di poter far rientro quanto prima nella storica palestra dove si è avviato il progetto Volley Ghilarza 2008 che racchiude la volontà di interpretare lo sport come occasione di unione e di amicizia.
In conclusione, a tutte le società sportive ghilarzesi, dirigenti, tecnici, giocatori e sostenitori vadano i nostri auguri più belli per il Santo Natale e un 2015 ricco di soddisfazioni sportive.
Serafino Corrias
32
Son rinati col Battesimo
1
20-07 -2014
1
26-07 -2014
3
31-08-2014
4
31-08-2014
Emma Puggioni
Miguel Alexandre
Campus
Carlo Agus
Elia Medde
Di
Antonio e Maria Anna Cogotti
Padrini
Padrini
Gianluca Corrias e Loredana
Cogotti
Ciriaco Serafino e Annarita Cosima
Bianco
Enrica Laconi e Sonia Sanna
Di
Damiano e Carmen Mura
Padrini
Di
Michel Miscali e Serafina Mura
Alessandro e Luisa Cogotzi
Padrini
Di
Gianluca Fadda e Anna Cogotzi
Luca e Claudia Pusceddu
Di
5
04-09-2014
Lucia Fatima
Schiavo
6
25-10-2014
Alessandra
Campus
Padrini
Di
Padrini
Elena Pusceddu
Massimo e Tiziana Spiga
Francesco Spiga e Mirko Ibba
7
26-10-2014
Francesco Oppo
Di
Salvatorangelo e Cristina
Cabizzosu
Lucia Oppo e Marcella Cabizzosu
Padrini
8
26-10-2014
Letizia Murgia
Di
Padrini
Piero e Sanna Emanuela
Angelo Fadda e Anna Claudia
Murgia
9
29-11-2014
Greta Oppo
Di
Padrini
Antonello e Giorgia Beccu
Salvatore Oppo e Rita Piras
10
27-12-2014
Davide Meloni
Di
Padrini
Daniele e Paola Flore
Fabiana Porcu e Daniela Boeddu
“Non agitarti, sta’ calmo. L’attesa aiuta moltissimo a realizzare i propri
11
sogni.
Ciò che è ottenuto subito e con troppa facilità, è solo frutto di
improvvisazione e superficialità. Per costruire cose importanti occorre
tempo,
riflessione e fatica! Occorre attendere e prepararsi con pazien12
za! …… Sappi trovare il giusto equilibrio dei tuoi tempi e rivolgi maggiore attenzione a ciò che ne merita di più ……. “
33
SPOSI
23 -08- 2014
14 -10 - 2014
Fadda Palmerio e Serrau M.. Francesca
Zucca Efisio e Mara Pamela
DALL’ANAGRAFE COMUNALE
Dai dati dell’anagrafe comunale, gentilmente concessi dalla sig. Agnese
Campus, risulta che
Nel 2014 sono nati 24 bambini, di cui
9 maschi e 15 femmine contro le 27 nascite dell’anno precedente
( 11 M. e 16 F).
Nel 2014 sono decedute 51 persone, di cui 25 donne e 26 uomini.
Nel 2013 ci furono 83 defunti.
I Matrimoni Concordatari sono stati 8 e 3 i Civili, per un totale di 11
nozze, contro le 22 dell’anno scorso.
A oggi i residenti nel Comune di Ghilarza risultano essere 4.501,
mentre l’anno precedente erano 4.535.
I nuclei familiari risultano essere 1.851.
SE PIANTIAMO TANTI
CIPRESSI
E NON
RIEMPIAMO
CULLE……….
34
Ci
estingueremo!
Son tornati alla casa del Padre
1
Cogotzi Rita
Anni
2
Putzulu Palmerio
“
81
09-08-2014
3
Fadda Antonello
“
55
25-08-2014
4
Pinna Maria (Maruja)
“
73
12-09-2014
5
Manca Fausto
“
91
13-09-2014
6
Matzuzzi Vittoria
“
80
21-09-2014
7
Accardi Mariangela
“
87
02-10-2014
8
Masala Giov Antonio
“
90
02-10-2014
9
Medde Antonia
“
86
10-10-2014
10
Campus Pasqualino
“
86
13-10-2014
11
Pinna Antioco
“
79
07-11-2014
12
Manca Giovanni
“
84
17-11-2014
13
Miscali M. .Raffaela
“
94
21-11-2014
14
Putzolu Cosimina
“
84
04-12-2014
15
Faedda Genesio
“
93
09-12-2014
Zio Pasqualino l’anno scorso aveva
scritto per noi questa breve poesia.
La ripubblichiamo in suo ricordo:
Serran sa fabbrica e s’acciaieria,
onzi situ ue bat produzione.
Tassas, balzellos de ognia zenia
e una dilagante corruzione.
Coment’ad esser, o Italia mia!
Bisonzu chi cambie sa situazione
isperende chi sin d’appene Deus
ca unu crasa non sie peus!
Pasqualino Campus
35
62
02-08-2014
Il ricordo dei nostri defunti sia sempre
per noi
un momento di gioia e di speranza.
L'uomo, come il bruco,
vive per terra ma desidera il cielo;
patisce la pesantezza del corpo
ma sente in cuore che il volo gli appartiene.
La morte stessa é il prezzo per mutare,
ma la sua vera natura
inesorabilmente lo spinge a trasformarsi
in una magnifica creatura alata.
L'uomo, come il bruco, non è
che una farfalla senza ali
PARROCCHIA MARIA VERGINE IMMACOLATA
GHILARZA
Supplemento di “L’ARBORENSE”
Settimanale Diocesano di informazione - Oristano
36
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Giornalino Ghilarza NATALE 2014 a colori def