L’AGRICOLTURA NELLA SICILIA IN CIFRE 2013
Le attività delle Sedi Regionali dell’Istituto sono molteplici, dall’assistenza alle Regioni e agli altri enti locali, in particolare per l’attuazione, il monitoraggio e la valutazione delle politiche comunitarie (interventi strutturali, di mercato,
sviluppo rurale, ecc.), per la produzione di fonti informative originali sul funzionamento delle imprese agricole (RICA)
e sulle dinamiche di importanti fenomeni che investono il settore primario: irrigazione, foreste, immigrati, mercato
fondiario, filiere agroalimentari, produzioni di qualità e biologiche, ecc. Ma una componente di rilievo è rappresentata
anche dalle attività di ricerca che le sedi regionali assicurano per la realizzazione di indagini condotte dalla sede nazionale dell’Ente e dalle collaborazioni attivate in partnership con il mondo della ricerca nazionale e internazionale.
La produzione tecnica e scientifica delle Sedi Regionali spazia dai rapporti finalizzati alle esigenze di supporto alle
decisioni delle istituzioni locali ai quaderni divulgativi sul sistema della conoscenza in agricoltura e sulla evoluzione
e gli scenari di sviluppo agricolo e rurale. Le competenze e le esperienze accumulate in molte sedi consentono anche
di sviluppare autonome attività di studio e di ricerca mirate a fornire contributi metodologici e un avanzamento delle
conoscenze
l’agricoltura nella sicilia in cifre 2013
Collana: Pubblicazioni Regionali
INEA 2014
ISBN 978-88-8145-424-2
INEA 2014
REGIONE SICILIANA
Ass.to Reg.le dell’Agricoltura, dello Sviluppo
Rurale e della Pesca Mediterranea
l’agricoltura nella sicilia in cifre 2013
Il rapporto è stato finanziato dalla Regione Siciliana Assessorato dell’agricoltura, dello sviluppo rurale e della pesca mediterranea nell’ambito del PSR
Sicilia 2007-2013
Il rapporto è a cura di Ida Agosta
La stesura delle singole parti si deve a
Economia e agricoltura: Raul Jorda Palomero (Occupazione); Dario Macaluso (Impiego degli immigrati in agricoltura); Alessandra Vaccaro (Superficie e
Popolazione, Prodotto interno lordo, Valore aggiunto, Produttività);
Andamento congiunturale del settore: Ida Agosta (Mercato fondiario, Credito all’agricoltura); Alessio Allegra (Investimenti, Consumi intermedi, Risultati
produttivi); Dario Macaluso (Clima e disponibilità idriche, Risultati produttivi secondo la RICA); Francesco Spatafora (Meccanizzazione secondo la RICA);
Filiera agroindustiale: Alessandra Vaccaro;
Struttura delle aziende agricole: Raul Jorda Palomero;
Risorse naturali e multifunzionalità: Alessio Allegra (Uso dei prodotti chimici); Giovanni Dara Guccione (Energie rinnovabili, Prodotti a denominazione e di
qualità, Agricoltura biologica, Agriturismo e fattorie didattiche, Agricoltura e consumo critico); Gabriella Ricciardi (Agricoltura sociale, Orti urbani); Francesco
Spatafora (Foreste e aree protette, Incendi);
Legalità: Alberto Forte;
Politica agricola regionale: Dario Macaluso (Legislazione regionale in materia agricola); Francesco Spatafora (Spesa agricola regionale); Alessandra Vaccaro
(PAC in Sicilia: I Pilastro); Francesca Varia (PAC in Sicilia: II Pilastro);
Sviluppo locale: Gabriella Ricciardi.
Coordinamento editoriale: Benedetto Venuto
Progetto grafico e realizzazione: Ufficio grafico INEA (Jacopo Barone, Piero Cesarini, Fabio Lapiana, Sofia Mannozzi)
Edizione Internet: Massimo Perinotto
Segreteria di Redazione: Roberta Capretti
Il rapporto è stato concluso nel mese di maggio 2014
è possibile consultare la pubblicazione su Internet, al sito http://www.inea.it/pubbl/
è consentita la riproduzione citando la fonte.
L’Amministrazione regionale, sostenendo
la realizzazione dell’opuscolo “L’agricoltura nella Sicilia in cifre 2013”, quale
strumento informativo sintetico e di facile consultazione, conferma la propria attenzione nei confronti del mondo agricolo
e rurale.
In questi ultimi anni l’agricoltura sta attraversando un momento di particolare
difficoltà a causa della crisi economica e
finanziaria che ha colpito principalmente
i produttori, anello debole della filiera
agroalimentare, che hanno subito una
progressiva riduzione del loro margine
reddituale a seguito della forte volatilità dei prezzi agricoli e dell’ampliamento
della forbice tra prezzi alla produzione
e prezzi al consumo. Il valore aggiunto
dell’agricoltura siciliana è infatti sceso
dal 2003 al 2012, così come continua a
diminuire l’occupazione.
In questo contesto, risulta prioritaria la
possibilità di disporre di informazioni e
dati aggiornati riguardanti l’andamento
congiunturale del settore, la struttura
delle aziende agricole, le filiere produttive e agroindustriali, le produzioni di
qualità e la spesa pubblica regionale. Lo
è per il mondo produttivo, ma anche per
l’Amministrazione regionale, impegnata
in questo momento nella definizione e
nella messa a punto della programmazione 2014-2020.
Dall’analisi dei dati degli ultimi due Censimenti dell’agricoltura dell’ISTAT (2000
e 2010) è possibile mettere in evidenza
un quadro del settore agricolo regionale caratterizzato dalla diminuzione del
numero di aziende agricole (-37,1%) e
dall’aumento della loro dimensione media (da 3,7 ettari di a 6,3 ettari). Ciò va
correlato agli effetti delle politiche comunitarie e dell’andamento dei mercati, che
hanno determinato la fuoriuscita di un
gran numero di aziende di piccole dimensioni e una progressiva ristrutturazione
del settore a favore di realtà aziendali fisicamente più estese, a scapito di quelle
più marginali e meno organizzate.
Rimane confermata la “storica” scarsa
propensione all’aggregazione delle PMI
agricole, che probabilmente va ricondotta
anche ad una struttura demografica degli
imprenditori agricoli siciliani caratterizzata ancora da una elevata senilizzazione
(oltre il 93% delle aziende agricole censite nel 2010 è guidato da over 35).
La Regione nell’ambito del programma di
Sviluppo Rurale 2007/2013 con il Pacchetto giovani (Mis. 112) ha attivato un
intervento specifico a favore dei giovani.
L’importanza di questa iniziativa, i cui effetti non sono limitati al ringiovanimento
del tessuto imprenditoriale ma altresì
estesi, da un lato al miglioramento delle
capacità imprenditoriali e dall’altro alla
ristrutturazione e allo sviluppo dell’azienda agricola, è confermata dal notevole riscontro ottenuto. Le richieste infatti
sono risultate di gran lunga superiori alla
dotazione finanziaria della misura, sia
per quanto riguarda la misura 112 che
per le misure ad essa collegate, realizzando una vera integrazione tra interventi
a favore del capitale umano e di quello
fisico.
Tra gli elementi di maggiore criticità per
la competitività del settore agricolo vi
è sicuramente la questione del credito
e, più in generale, della creazione di un
adeguato sistema di supporto finanziario,
assicurativo e di garanzia alle imprese.
Il settore agricolo siciliano deve essere
sostenuto con scelte politiche ardue e
coraggiose, soprattutto in considerazione
dell’importante ruolo che esso assume sia
nell’economia regionale, sia come contributo al settore agricolo nazionale. Inoltre, l’agricoltura può fornire, nell’attuale
contesto socio-economico, una valida
soluzione all’assorbimento della disoccupazione generale e di quella giovanile in
particolare, nonché allo sviluppo di attività complementari di tipo sociale e ambientale, oltre che economiche.
“L’agricoltura nella Sicilia in cifre 2013”
fornisce un quadro generale della situazione agricola e rurale della regione, attraverso la diffusione, in forma sintetica
e facilmente accessibile, di una vasta
gamma di notizie, dati ed elaborazioni,
derivanti da fonti differenti, a volte anche
difficilmente reperibili. Grazie a specifiche analisi sull’economia e l’agricoltura,
sull’andamento congiunturale del settore,
sulla filiera agroindustriale, sulla struttura delle aziende agricole, sulle risorse
naturali, sulla multifunzionalità, sui beni
confiscati alla criminalità organizzata,
sulla politica agricola regionale e sullo
sviluppo locale, l’opuscolo rappresenta
uno strumento divulgativo importante al
servizio di tutti gli operatori del mondo
agricolo e rurale.
ROSARIA BARRESI
Dirigente Generale - Dipartimento dell’Agricoltura
Assessorato regionale dell’agricoltura, dello sviluppo rurale e della pesca mediterranea della
Regione Siciliana
INDICE
ECONOMIA E AGRICOLTURA
Superficie e Popolazione
Prodotto interno lordo Valore aggiunto Occupazione Produttività
Impiego immigrati in agricoltura
FILIERA AGROINDUSTRIALE
pag. 10
pag. 12
pag. 15
pag. 16
pag.18
pag. 20
ANDAMENTO CONGIUNTURALE DEL SETTORE
Mercato fondiario
Investimenti
Credito all’agricoltura
Consumi intermedi
Clima e disponibilità idriche
Risultati produttivi Risultati produttivi secondo la RICA
Meccanizzazione secondo la RICA
6
pag. 24
pag.28
pag. 30
pag. 32
pag. 33
pag. 38
pag. 43
pag. 47
Industria alimentare e delle bevande
Organizzazioni di produttori
Distribuzione
Consumi alimentari
Commercio estero pag.
pag. pag. pag. pag. 50
60
64
68
70
STRUTTURA DELLE AZIENDE AGRICOLE
Aziende agricole
Coltivazioni
Allevamenti Lavoro
Imprese straniere pag. pag. pag. pag. pag. 74
77
79
81
83
Risorse naturali e Multifunzionalità
Uso dei prodotti Chimici
Energie rinnovabili
Foreste e aree protette
Incendi
Prodotti a denominazione e di qualità
Agricoltura biologica Agriturismo e fattorie didattiche Agricoltura sociale
Agricoltura e consumo critico
Orti urbani
pag. 86
pag. 89
pag. 93
pag. 100
pag. 102
pag. 104
pag. 107
pag. 109
pag. 113
pag. 115
POLITICA AGRICOLA regionale
Legislazione regionale in materia agricola
Spesa agricola regionale
La PAC in Sicilia I Pilastro
La PAC in Sicilia II Pilastro pag. 128
pag. 132
pag. 136
pag. 140
Sviluppo Locale
Leader in sicilia nel 2007/2013
Distretti produttivi, rurali e agroalimentari
pag. 146
pag. 152
Glossario
Legalità
Beni confiscati
Glossario
pag. 164
pag. 120
7
Economia e agricoltura
SUPERFICIE e popolazione
La Sicilia, con una superficie di 25.832,39
km² e con 4.999.932 abitanti è la più estesa
e la quarta più popolosa regione d’Italia. Il
territorio è collinare per il 61%, mentre per
quasi il 25% è montuoso e per poco meno del
14% pianeggiante. Le pianure sono di modesta
estensione e localizzate lungo fascia costiera.
La densità media è di 194 abitanti per Km2,
superiore alla media del Mezzogiorno (167
abitanti per Km2) e di poco inferiore a quella
nazionale (198 abitanti per Km2). La popolazione residente, rappresentata per il 51,6%
da donne, risulta pressoché invariata rispetto
all’anno precedente.
La provincia in cui è presente il maggior numero di abitanti è Palermo (1.243.638), mentre
la più densamente popolata è Catania (301
abitanti per Km2). Al contrario Enna, con 67
abitanti per Km2, risulta la provincia con la più
bassa densità.
La popolazione siciliana, con un’età media
di 41,9 anni, è tra le più giovani d’Italia,
preceduta solamente da quella campana
(età media 40,4). L’età media nazionale è
10
di 41,9 anni. L’indice di vecchiaia regionale, pari a 166,12, è di parecchio inferiore a
quello nazionale, che si attesta su 189,71.
L’andamento dei residenti negli ultimi 12
anni evidenzia una sostanziale staticità
per l’isola, con una variazione di appena
+0,7%, mentre a livello nazionale si è as-
sistito ad un incremento del 5%, passando
da 57 milioni a 59,7 milioni di abitanti.
In termini di superficie agricola, la Sicilia
è la regione con la maggiore SAU, che incide sulla superficie totale per il 53,9%. A
livello provinciale tale incidenza si mantiene sempre superiore al dato nazionale
Popolazione residente, densità e superficie per provincia, 2012
Provincia
Trapani
Palermo
Messina
Agrigento
Caltanissetta
Enna
Catania
Ragusa
Siracusa
SICILIA
MEZZOGIORNO
ITALIA
Fonte: elaborazioni su dati ISTAT
Popolazione
residente (n.)
430.478
1.243.638
648.062
446.081
273.099
172.413
1.077.113
310.220
399.469
4.999.932
20.621.144
59.685.227
Densità
(ab/Kmq)
174
248
198
146
127
67
301
191
188
194
167
198
Superficie
(Kmq)
2.469,62
5.009,28
3.266,12
3.052,59
2.138,37
2.574,70
3.573,68
1.623,89
2.124,13
25.832,39
123.731,97
302.072,84
(42,7%) e spesso superiore anche a quello
del Mezzogiorno (49,5%). In particolare,
si segnala un rapporto tra SAU e superficie totale pari al 71,2% nella provincia
di Enna, dove, di contro, risiede appena il
3,5% della popolazione siciliana.
Consistenza del territorio agricolo (000 Ha),
2010
Provincia
SAU
Superficie
totale
Trapani
137,45
246,17
Palermo
266,36
499,22
Messina
162,12
324,73
Agrigento
150,87
304,49
Caltanissetta
117,07
212,85
Enna
182,52
256,19
Catania
169,27
355,22
Ragusa
90,70
161,40
Siracusa
111,16
210,88
SICILIA
1.387,52 2.571,14
MEZZOGIORNO 6.095,56 12.302,50
ITALIA
12.856,05 30.136,66
SAU/
Superficie
totale
55,84
53,36
49,92
49,55
55,00
71,24
47,65
56,20
52,71
53,97
49,55
42,66
Fonte: elaborazioni su dati ISTAT – 6° Censimento generale dell’agricoltura
Andamento popolazione in Sicilia e in Italia
Anno
2001
2002
2003
2004
2005
2006
2007
2008
2009
2010
2011
2012
Sicilia
Variarione % su
Popolazione (n.)
anno precedente
4.965.669
4.972.124
0,13
5.003.262
0,63
5.013.081
0,20
5.017.212
0,08
5.016.861
-0,01
5.029.683
0,26
5.037.799
0,16
5.042.992
0,10
5.051.075
0,16
4.999.854
-1,01
4.999.932
0,00
Italia
Popolazione (n.)
57.021.908
57.349.823
57.917.486
58.492.048
58.781.710
59.161.655
59.650.082
60.076.337
60.371.931
60.659.123
59.427.232
59.685.227
Variarione % su
anno precedente
0,58
0,99
0,99
0,50
0,65
0,83
0,71
0,49
0,48
-2,03
0,43
Fonte: elaborazioni su dati ISTAT
Rapporto popolazione/superficie agricola (residenti/100 ha di SAU), 2012
Italia
Mezzogiorno
Sicilia
464,26
338,30
360,35
Fonte: elaborazioni su dati ISTAT
11
PRODOTTO INTERNO LORDO
Il PIL della Sicilia a prezzi correnti, nel
2012, si è attestato su circa 85 miliardi di
euro, pari al 5,4% del valore nazionale e
al 23,3% di quello del Mezzogiorno. Il PIL
pro-capite a prezzi correnti, pari a 16.826
euro, risulta leggermente inferiore (-3,4%)
al dato medio del Mezzogiorno (17.416
euro), ma distante dal livello nazionale
(25.728 euro) di 34,6 punti percentuali,
sintomo di un divario territoriale significativo che colloca il risultato finale dell’attività produttiva dell’isola ai livelli più bassi
tra le regioni italiane, e superiore solo a
quello della Calabria e della Campania.
Nel 2012 il PIL pro capite ai prezzi di mercato ha subito una contrazione del 3,7%,
leggermente superiore a quella del Mezzogiorno (-2,9%) e dell’Italia (-2,8%). La
fase di profonda recessione attraversata
dal paese negli ultimi anni ha segnato, a
partire dal 2009, un andamento al ribasso
dell’indicatore di crescita economica che
ha riportato il valore del PIL pro-capite
quasi al livello registrato nel 2000.
12
Andamento del PIL per abitante a prezzi correnti (euro)
Andamento del PIL per Unità di Lavoro a
prezzi correnti (euro)
PIL/abitante
PIL/unità lavorativa
Anni
Sicilia
Mezzogiorno
Italia
Anni
Sicilia
Mezzogiorno
Italia
2000
13.382,1
13.969,2
21.044,0
2000
45.650,2
44.124,6
51.183,5
52.700,1
2001
14.151,8
14.700,9
22.039,3
2001
46.767,4
45.105,8
2002
14.607,9
15.203,3
22.777,0
2002
47.841,7
45.912,3
53.947,3
2003
15.036,5
15.588,7
23.294,0
2003
49.792,6
47.366,6
55.259,1
2004
15.474,3
16.060,6
24.026,0
2004
51.579,8
49.295,2
57.347,4
2005
16.131,7
16.511,1
24.508,7
2005
53.134,2
50.814,8
58.840,0
2006
16.750,8
17.199,8
25.330,7
2006
54.306,2
52.346,1
60.230,3
2007
17.216,4
17.724,9
26.175,8
2007
56.495,4
54.124,7
62.102,4
2008
17.364,7
17.913,5
26.326,0
2008
57.760,4
55.602,6
63.161,1
2009
16.791,0
17.295,2
25.247,2
2009
56.595,7
55.621,7
62.726,3
2010
16.859,7
17.378,7
25.658,0
2010
58.019,2
56.969,1
64.751,2
2011
16.831,1
17.496,8
26.026,3
2011
58.539,6
57.569,1
65.843,6
2012
16.825,9
17.415,8
25.728,6
2012
60.405,9
58.085,4
65.990,8
Fonte: elaborazioni su dati ISTAT
Fonte: elaborazioni su dati ISTAT
Differenziale PIL pro capite regione - PIL Italia (mln di euro concatenati al 2005), 2012
10000
8000
Liguria
Calabria
Campania
Sicilia
Puglia
Molise
Basilicata
Marche
Toscana
Piemonte
Lazio
Friuli V. Giulia
Trento
Veneto
Lombardia
Emilia Romagna
-4000
Trentino - Alto Adige
-2000
Bolzano
0
Abbruzzo
2000
Sardegna
Umbria
4000
Mezzogiorno
6000
Valle d’Aosta
L’andamento del PIL mostra una fase di
crescita fino al 2008, una flessione nel
2009 e una leggera ripresa dal 2010. Se
tali importi vengono depurati dalla dinamica dei prezzi e si considera il PIL a valori concatenati al 2005 emerge un trend
ascendente fino al 2007, con 82.481 milioni di euro, seguito da uno discendente fino
ai 73.261 milioni del 2012.
-6000
-8000
-10000
Fonte: elaborazioni su dati ISTAT
13
Andamento del PIL in Sicilia (mln di euro)
90.000
88.000
86.000
84.000
PIL prezzi correnti
82.000
PIL valori concatenati al 2005
80.000
78.000
76.000
74.000
72.000
70.000
2004
Fonte: elaborazioni su dati ISTAT
14
2005
2006
2007
2008
2009
2010
2011
2012
Valore aggiunto
Il Valore Aggiunto ai prezzi di base in Sicilia nel 2012 si è attestato su poco meno di
74 miliardi di euro, per l’82,2% prodotto
dai servizi, a dimostrazione dell’importanza che il settore terziario riveste per
l’economia della regione.
Il Valore Aggiunto dell’agricoltura, silvicoltura e pesca ha ragguagliato 3 miliardi
di euro, con un incremento del 7,4% rispetto all’anno precedente.
Piuttosto alta è stata l’incidenza del set-
tore primario sull’economia regionale,
che, attestandosi sul 3,6%, è risultata di
poco superiore al dato del Mezzogiorno
(3,1%), parecchio superiore rispetto al
dato nazionale (1,8%), e in assoluto tra
le più alte d’Italia (dopo Basilicata, Molise
e Calabria).
Va, inoltre, sottolineato che, con una quota pari al 10,8%, la Sicilia svolge un ruolo
di spicco nella formazione del VA agricolo
del paese.
VA ai prezzi base per settore, valori ai prezzi correnti (mln euro), 2011
4,1%
13,7%
Agricoltura, silvicoltura, pesca
Industria
Servizi
82,2%
Fonte: elaborazioni su dati ISTAT
3.055
10.122
60.805
Incidenza % del valore aggiunto dell’agricoltura sul PIL regionale, 2012
Regioni
Piemonte
Valle d'Aosta
Lombardia
Trentino Alto Adige
Veneto
Friuli Venezia Giulia
Liguria
Emilia Romagna
Toscana
Umbria
Marche
Lazio
Abruzzo
Molise
Campania
Puglia
Basilicata
Calabria
SICILIA
Sardegna
MEZZOGIORNO
ITALIA
VA agricolo/PIL
1,4%
1,1%
0,9%
3,6%
1,7%
1,4%
1,1%
2,1%
1,7%
2,3%
1,6%
0,9%
2,2%
4,2%
2,5%
3,1%
5,0%
3,7%
3,6%
2,8%
3,1%
1,8%
Fonte: elaborazioni su dati ISTAT
15
occupazione
Nel 2012 le unità lavorative dell’Isola sono
risultate pari a circa 1.405 mila, il 9% delle
quali impiegate nel settore dell’agricoltura,
silvicoltura e pesca. Le unità lavorative
agricole, diminuite rispetto al 2011 (-3,3%),
mostrano un trend in generale leggera decrescita nel corso degli ultimi nove anni,
passando dalle 135 mila del 2004 alle 126
mila del 2012, con un picco di 147 mila in
corrispondenza del 2006.
In termini di occupati agricoli, la Sicilia
rappresenta l’11,6% dell’occupazione
nazionale e il 22,8% di quella del Mezzogiorno.
In Sicilia l’incidenza dell’occupazione agricola sul totale regionale è risultata pari al
7,5%, in linea con il dato del Mezzogiorno
(7,3%) e di parecchio superiore a quello del
Nord e del Centro Italia (rispettivamente
2,5% e 2,3%).
La componente femminile tra gli occupati
in agricoltura è pari al 20,2%, ben al di
sotto della quota del Mezzogiorno (30,8%)
e di quella nazionale (29%).
16
Andamento delle unità di lavoro del settore agricolo (000 unità)
150
145
140
135
130
125
120
115
2004
2005
Fonte: elaborazioni su dati ISTAT
2006
2007
2008
2009
2010
2011
2012
Incidenza degli occupati agricoli sugli occupati totali, 2012
Unità di lavoro per settori di attività economica, 2012
9,0%
15,8%
Agricoltura, silvicoltura, pesca
Industria
Servizi
75,3%
Fonte: elaborazioni su dati ISTAT
Occupati totali e agricoli per ripartizione geografica e genere, 2012
Regioni
Sicilia
Mezzogiorno
Italia
Fonte: elaborazioni su dati ISTAT
Occupati totali
000 unità
% femmine
1.434
35,2
6.446
36,3
24.661
41,3
Occupati agricoli
000 unità
% femmine
108
20,2
473
30,8
928
29,0
Regioni
Piemonte
Valle d’Aosta
Liguria
Lombardia
Trentino Alto Adige
Veneto
Friuli-Venezia Giulia
Emilia-Romagna
Toscana
Umbria
Marche
Lazio
Abruzzo
Molise
Campania
Puglia
Basilicata
Calabria
SICILIA
Sardegna
NORD
CENTRO
MEZZOGIORNO
ITALIA
Occ. agricoltura/occ.totali %
3,4
3,9
2,5
1,5
4,5
3,1
2,9
3,3
2,5
2,6
3,4
1,8
6,1
9,1
4,4
8,7
9,0
13,1
7,5
6,6
2,6
2,3
7,3
3,8
Fonte: elaborazioni su dati ISTAT
17
produttività
La produttività del lavoro (VA/UL) in Sicilia,
pari a 52.654 euro, mostra nell’ultimo anno
segnali di ripresa in tutti i settori, ma in
modo particolare nel settore agricolo con un
incremento dell’11%, contro il 2,9% nell’industria e lo 0,9% dei servizi. Detto incremento è stato favorito anche dalla riduzione del
numero delle unità di lavoro (-3,3%), peral-
tro non molto diversa da quella registratasi
in Italia (-3,5%) e nel Mezzogiorno (-3,1%).
Prendendo in considerazione l’andamento degli ultimi nove anni, risulta che tra il
Andamento della produttività del lavoro (VA/UL) per settore (euro)
60000
Agricoltura
50000
Industria
Servizi
40000
30000
20000
10000
2004
2005
Fonte: elaborazioni su dati ISTAT
18
2006
2007
2008
2009
2010
2011
2012
2004 e il 2012 la produttività del lavoro nel
settore agricolo è cresciuta in misura molto
più modesta (2,3%) rispetto sia all’industria
(10,2%) che ai servizi (14,9%).
La produttività del lavoro del settore agricolo, pari 24.261 euro, risulta superiore sia
al dato nazionale (23.753 euro) sia al dato
medio delle regioni del Mezzogiorno (20.499
euro). Dal 2004 al 2012 l’indicatore ha registrato una variazione del 2,3%, prossima a
quella nazionale (2,6%) e nettamente migliore rispetto a quella del Mezzogiorno (-0,4%).
Andamento della produttività del lavoro (VA/UL) nel settore agricolo (euro)
30000
25000
Sicilia
Mezzogiorno
20000
Italia
15000
10000
5000
0
2004
2005
2006
2007
2008
2009
2010
2011
2012
Fonte: elaborazioni su dati ISTAT
19
impiego immigrati in agricoltura
A partire dalla fine degli anni ‘70 e durante gli anni ’80 il fenomeno migratorio ha
subìto profondi cambiamenti. Molti dei paesi dell’Europa meridionale, infatti, da aree
di emigrazione hanno cominciato a trasformarsi in luoghi di immigrazione. Tra questi, l’Italia è probabilmente l’esempio più
emblematico e in modo particolare la Sicilia che rappresenta una terra di frontiera.
Per lo più si tratta di flussi generati da
pressioni espulsive connesse agli squilibri
del mercato del lavoro e, sempre più spesso, alla situazione geopolitica dei Paesi di
origine. In Italia, infatti, soprattutto tra la
fine degli anni ’90 e i primi anni del 2000,
si è avuta una rapida crescita del numero
di stranieri regolari residenti che nel 2013
ha sfiorato quota 4,5 milioni (circa il 7,4%
della popolazione italiana censita). La presenza irregolare, invece, è stata stimata
intorno alle 320.000 unità (Fondazione
ISMU, 2012).
Con riferimento alla Sicilia, i dati del Ministero degli Interni, aggiornati al 31
20
dicembre 2013, indicano un numero di
cittadini extracomunitari soggiornanti
pari a 99.582 (2,6% del totale nazionale),
concentrati in particolare nelle province
di Palermo (24.525), Catania (18.759),
Messina (17.660) e Ragusa (11.270). Rispetto all’anno precedente si registra un
incremento a livello regionale del 5,2%
mentre l’andamento nelle province risulta
piuttosto diversificato. Nella maggioranza
delle province, infatti, si registrano incrementi cospicui (Catania +14,8%, Agrigento
+11,5%, Siracusa +9,6%, Messina +9,2%,
Trapani +9,1%), in altre il tasso di incremento è più modesto ma il dato più evidente è quello relativo al considerevole calo del
numero di extracomunitari soggiornanti
nella provincia di Ragusa (-16,5% pari a
2.230 unità in meno rispetto al 2012).
La Sicilia è interessata dal fenomeno
dell’immigrazione in tutto il suo territorio, tuttavia, come testimoniano anche i
dati ISTAT relativi al numero di residenti
stranieri per comune, le presenze maggiori
si rilevano nelle zone costiere (soprattutto occidentale e meridionale) e nelle aree
metropolitane.
Sono presenti quasi tutte le etnie e nazionalità dei Paesi in via di sviluppo; gli
stranieri presenti nella regione, però, sono
prevalentemente tunisini e marocchini ai
quali si sono aggiunti, negli ultimi anni,
anche rumeni, polacchi e ucraini. I lavoratori immigrati sono per lo più impegnati a
svolgere mansioni umili in differenti settori, nei servizi (pulizia e ristorazione), nel
terziario non avanzato (manovalanza in
piccole officine di riparazione, stazioni di
servizio, ecc.), in agricoltura e nel piccolo
commercio.
In particolare, la comunità tunisina è prevalentemente occupata in agricoltura e
vanta una presenza storica nell’isola, in
provincia di Ragusa, dove viene impiegata
nel comparto serricolo, e in quella di Trapani, dove è indispensabile per la produzione
viticola e per le attività della marineria di
Mazara del Vallo.
Le prime cinque nazionalità presenti in
Sicilia – rumena, tunisina, marocchina,
srilankese e albanese – rappresentano più
del 50% di tutta la presenza straniera. Di
queste comunità, quella rumena è l’unica
ad essere caratterizzata dalla maggiore
presenza femminile. A differenza degli
anni passati, quando la maggioranza di
cittadini stranieri residenti nell’Isola proveniva dai Paesi del Maghreb, soprattutto
Tunisia e Marocco, negli ultimi anni, le forze lavoro provenienti dall’Europa dell’est,
ed in particolare dalla Romania e dalla Polonia, sono aumentate considerevolmente
al punto che, a partire dal 2007, i rumeni
hanno superato la componente nordafricana attestandosi su circa il 18% di tutta la
popolazione straniera residente.
Scendendo nel dettaglio dell’occupazione
in agricoltura, i dati dell’INPS relativi ai
contratti agricoli a tempo determinato,
stipulati nel 2013 a favore di extracomunitari, riportano per la Sicilia un numero di
lavoratori pari a 14.996 (circa il 10% del
Numero di residenti stranieri al 1° gennaio 2013
N.residenti stranieri
0 - 500
500 - 2.000
2.000 - 5.000
5.000 - 10.000
10.000 - 15.000
>15.000
Fonte: elaborazioni su dati ISTAT
21
totale nazionale). Si evidenzia una forte
concentrazione nella provincia di Ragusa
che, con 8.406 unità, ragguaglia più della
metà dei lavoratori extracomunitari assunti nell’isola e risulta, inoltre, la prima
provincia a livello nazionale. Circa l’85%
del totale dei contratti agricoli stipulati
nella regione riguarda lavoratori di quattro province (Ragusa, Trapani, Siracusa e
Catania), dove peraltro si trovano le aree
più produttive e intensive, con colture
specializzate (ortaggi, vigneti, agrumeti e
uliveti).
Con riferimento ai paesi di provenienza,
il Maghreb si conferma la maggiore fonte
di manodopera agricola straniera, mentre
aumenta la consistenza della forza lavoro
proveniente dall’Europa orientale. Si stima
che questa incida sul totale per circa un
quarto.
Gli extracomunitari vengono prevalente-
22
mente impiegati durante le fasi di raccolta
e pertanto il picco degli ingaggi si registra
nel periodo estivo-autunnale, fatta eccezione per le ortive di pieno campo per le quali
la campagna di raccolta ha inizio già a fine
inverno. Per comparti, quali l’ortofloricoltura protetta, lo zootecnico, l’agroindustria e l’agriturismo, l’impiego di manodopera si protrae per tutto l’anno.
La giornata lavorativa quasi sempre ha
una durata media superiore rispetto a
quella contrattuale e non di rado supera le
8-9 ore (soprattutto nel comparto orticolo)
se non addirittura le 10 ore, come succede
per alcuni tipi di allevamenti zootecnici.
Sovente, i compensi sono lontani dal salario sindacale (il salario effettivo medio è di
circa 30 euro al giorno, con punte minime
anche di 20 euro, contro quello sindacale
di 48 euro). La maggiore incidenza dei contratti regolari si riscontra per l’orticoltura
protetta, la trasformazione di ortofrutta e
l’agriturismo.
Purtroppo, si registrano ancora, soprattutto nell’ambito del comparto orticolo
da pieno campo (raccolta di pomodoro e
patate), casi di sfruttamento da parte dei
datori di lavoro e sopravvive il fenomeno
del capolarato. Inoltre, negli ultimi anni si
osserva una crescita del lavoro nero prestato da immigrati provenienti dall’Europa
orientale.
Gli impieghi fissi si riscontrano prevalentemente nel settore zootecnico e in quello
serricolo, dove gli immigrati vengono spesso utilizzati per svolgere le mansioni più
gravose, a volte anche malsane o potenzialmente dannose, quali la cura e il governo
delle stalle, la guardiania degli animali, i
trattamenti antiparassitari, le disinfestazioni e i lavori colturali all’interno delle
serre.
andamento congiunturale del settore
mercato fondiario
Il mercato fondiario in Sicilia è caratterizzato da una sostanziale staticità. Il
perdurare dello stato di crisi generale
dell’economia e delle difficoltà di accesso al
credito bancario ha determinato nel 2012
un ulteriore decremento del volume degli
scambi. Anche l’interesse per i terreni di
pregio, che aveva in qualche modo animato
gli scambi di fondi rustici nel recente passato, sembra essersi affievolito, rientrando
nel contesto di un settore primario particolarmente problematico. La combinazione fra la dinamica negativa dei prezzi di
molte produzioni e l’incremento del costo
dei mezzi tecnici, ha contratto il reddito
delle aziende, ridotto i capitali circolanti
e irrigidito il mercato fondiario regionale,
che peraltro non ha mai brillato per particolare vivacità.
In generale, i più richiesti sono i terreni
siti a ridosso delle fasce costiere, quali seminativi irrigui di piccole dimensioni per
colture orto-frutticole e vivai, oliveti specializzati, e gli appezzamenti pedemontani
24
dell’Etna. Negli ultimi anni si è assistito ad
una perdita di appeal da parte dei vigneti.
Tuttavia, nel corso del 2012 si è registrata
una lieve ripresa delle quotazioni dei ter-
reni viticoli, soprattutto nel trapanese e
nell’agrigentino, come conseguenza del leggero aumento del prezzo dell’uva da vino
registratosi nella scorsa annata.
Aziende e SAU* per titolo di possesso dei terreni, 2000 e 2010
2000
Solo in proprietà
Solo in affitto
Proprietà e affitto
Totale**
Solo in proprietà
Solo in affitto
In proprietà e affitto
Totale
SAU affitto/Totale
SAU in proprietà/Totale
327.777
6.384
14.425
349.036
1.014.993
68.425
196.289
1.279.707
5,4%
79,3%
* la superficie in affitto è comprensiva dell’uso gratuito
** Il dato complessivo comprende le aziende senza SAU.
Fonte: elaborazioni su dati ISTAT – 5° e 6° Censimento generale dell’agricoltura
2010
Aziende (n.)
175.661
18.682
24.987
219.677
SAU (Ha)
731.164
242.108
414.249
1.387.521
17,5%
52,7%
Variazione
2010/2000
-46,4%
192,6%
73,2%
-37,1%
-28,0%
253,8%
111,0%
8,4%
Valori fondiari (000 di euro per ettaro), 2012
Quotazioni
Minimo
Trapani
Seminativi asciutti di piccole dimensioni - aree interne
Vigneti irrigui di Marsala
Oliveti da mensa della Valle del Belice
Palermo
Boschi piccole dimensioni delle Madonie
Agrumeti irrigui della Piana di Lascari
Vigneti da vino asciutti di piccole dimensioni di Monreale-Partinico
Frassineti da manna di Castelbuono nelle Madonie
Messina
Vivai irrigui
Vigneti da vino DOC
Agrumeti irrigui della costa jonica
Pascoli naturali montani dei Nebrodi (ME)
Agrigento
Seminativi asciutti della collina interna
Pescheti di Bivona
Mandorleti delle zone interne
Agrumeti irrigui di Ribera-Sciacca
Sem. irrigui piccole dimensioni per colture orticole della zona costiera
Caltanissetta
Seminativi asciutti di piccole e medie dimensioni
Seminativi irrigui di piccole dimensioni per colture orticole
Quotazioni
Massimo
8
20
15
14
30
28
5
34
20
8
10
51
30
11
140
35
30
8
200
50
45
13
7
20
8
27
24
12
33
14
42
40
5
25
13
43
Minimo
Vigneti da tavola (a tendone)
Enna
Seminativi asciutti di piccole dimensioni
Pascoli naturali
Oliveti asciutti per la produzione di olio
Pescheti di Leonforte
Catania
Pistacchieti di piccole dimensioni delle pendici dell'Etna
Noccioleti di piccole dimensioni delle pendici dell'Etna
Vigneti da vino DOC e IGT delle pendici dell'Etna
Frutteti su terrazzamenti della costa jonica
Agrumeti irrigui della Piana di Catania
Ragusa
Pascoli naturali
Oliveti per la produzione di olio - DOP Monti Iblei
Appezzamenti irrigui piccole dim. per colture orticole di Vittoria
Siracusa
Seminativi asciutti di piccole dimensioni delle aree interne
Mandorleti di Avola
Agrumeti irrigui della zona costiera
Appezzamenti irrigui piccole dim. per colture orticole - Piana di Lentini
Massimo
20
44
5
2
10
20
10
5
15
30
12
10
25
25
25
23
18
55
40
50
5
20
27
7
28
48
8
12
28
22
15
25
45
40
Fonte: INEA
25
Buona è stata la tenuta delle quotazioni
dei vivai del messinese e dei vigneti DOC
ubicati sulle pendici dell’Etna. In leggera
ripresa sono apparsi gli appezzamenti frutticoli di varie aree, soprattutto dell’agrigentino e del catanese. Invece sempre in
crisi sono apparsi gli agrumeti in tutta la
regione, nonostante i segnali incoraggianti
giunti dalle produzioni di elevato standard
qualitativo della Piana di Catania e del
siracusano. Relativamente dinamico si è
mantenuto il mercato legato ai piccoli appezzamenti situati nelle vicinanze dei siti
turistici, in particolare nelle isole minori
(Lipari, Salina e Pantelleria), dove le quotazioni sono strettamente connesse alla
suscettività extragricola, pur in presenza
di un rinnovato interesse per produzioni
di qualità e di nicchia (passito, malvasia,
capperi, lenticchie).
Dati interessanti, e al contempo preoccupanti, giungono dal mercato dei diritti di
reimpianto dei vigneti, che spesso vengono
ceduti a compratori del Nord-Italia, dietro
26
Canoni di affitto per tipi di azienda e per qualità di coltura per provincia (euro per ettaro), 2012
Trapani
Contratti in deroga per coltivazioni stagionali di ortaggi da pieno campo
Contratti in deroga per ortive a Campobello di Mazara
Palermo
Contratti in deroga per ortive a Termini Imerese
Contratti in deroga per erbai di leguminose (veccia, sulla)
Messina
Contratti in deroga per pascoli montani dei Nebrodi
Contratti in deroga per vivai a Milazzo e Barcellona Pozzo di Gotto
Agrigento
Contratti in deroga per ortive a Ribera e Sciacca
Contratti in deroga per colture protette a Licata
Caltanissetta
Contratti in deroga per oliveti
Contratti in deroga per ortive da pieno campo nella piana di Gela
Enna
Erbai di leguminose (veccia, sulla)
Contratti in deroga per pascoli naturali
Catania
Seminativi irrigui per la coltivazione di carciofi a Ramacca
Agrumeti nella Piana di Catania
Ragusa
Contratti in deroga ortive a Ragusa e Santa Croce Camerina
Contratti in deroga per pascoli naturali
Siracusa
Contratti in deroga per pascoli nelle Colline orientali degli Iblei
Contratti in deroga per ortive
Fonte: INEA
Minimo
Canoni
Massimo
250
500
450
1.200
900
250
1.250
450
100
2.100
200
3.500
600
8.000
1.000
10.000
200
700
250
1.300
250
80
400
120
1.000
700
1.500
1.000
1.000
110
1.300
180
100
1.000
130
1.500
corresponsione di cifre che si aggirano
intorno ai 4.000 euro/Ha. L’intensa attività di vendita dei diritti ha portato, come
conseguenza, alla perdita di quasi 10.000
ettari di vigneti in 4 anni (2009-2012),
con evidente impoverimento del territorio
siciliano.
Per quanto riguarda il mercato degli affitti, appare interessante osservare come
nell’ultimo decennio, secondo i dati del 6°
Censimento dell’agricoltura, si sia avuto un vero e proprio exploit del ricorso
all’affitto da parte delle aziende agricole.
In particolare, la SAU esclusivamente in
locazione, comprensiva degli usi gratuiti, è cresciuta di quasi 174 mila ettari
(+253,8%), rappresentando il 17,5%
dell’intera SAU regionale, mentre le aziende condotte con sole superfici in affitto e
uso gratuito sono aumentate del 192,6%.
Le tipologie di terreni concessi in locazione dipendono dal contesto di riferimento.
Nelle aree interne dell’isola, dove sono
presenti gli allevamenti zootecnici bradi
o semibradi vengono concessi, in affitto
stagionale, pascoli naturali o riposi pascolativi a un canone che si aggira tra gli 80
e i 120 euro/ha. Altre concessioni riguardano appezzamenti già seminati a leguminose (per lo più veccia e sulla) da destinare al pascolamento. Nelle aree costiere la
domanda è concentrata sui terreni irrigui,
spesso di piccole e piccolissime dimensioni, da utilizzare per colture ortive e/o vivai, per i quali vengono corrisposti canoni
consistenti.
27
Investimenti
Secondo i dati Istat, nel 2011 gli investimenti fissi lordi in agricoltura della Sicilia si attestano su 536 milioni di euro, in
leggero calo rispetto all’anno precedente
(-0,8%) e rappresentano il 3,9% degli investimenti totali regionali e il 4,7% degli
investimenti agricoli nazionali.
Negli ultimi sei anni, l’andamento degli investimenti in agricoltura nell’isola ha mostrato una certa stabilità, discostandosi di
poco dalla media quinquennale di 550 milioni di euro calcolata escludendo il 2008,
anno in cui l’importo ha superato 750 milioni di euro e ha ragguagliato il 4,3% del
totale degli investimenti dell’Isola e quasi
il 26% del VA agricolo regionale.
L’importo degli investimenti agricoli per
unità lavorativa (UL) è risultato pari a
4.116 euro, mostrando un lieve calo rispetto all’anno precedente (-3,3%). Contrazioni si sono rilevate anche per gli altri settori, più consistente per l’Industria (-9,8%) e
più moderata per i Servizi (-1%).
28
Andamento degli investimenti fissi lordi agricoli
Anni
2006
2007
2008
2009
2010
2011
Agricoltura*
(mln €)
562,4
586,9
754,6
526,4
534,2
536,0
Totale
investimenti
3,0
3,0
4,3
3,2
3,1
3,9
% su
Totale investimento
agricoltura Italia
4,7
4,9
6,4
5,1
5,0
4,7
VA agricolo
20,5
22,5
25,9
18,4
20,8
19,2
* Agricoltura, silvicoltura e pesca
Fonte: elaborazioni su dati ISTAT
Andamento degli investimenti fissi lordi per UL e per settore (€/UL)
Anni
Agricoltura*
Industria
Servizi
Totale
2006
2007
2008
2009
2010
2011
3.815,17
4.293,34
5.716,67
4.118,94
4.256,69
4.116,74
12.772,48
14.202,14
13.739,34
10.775,38
11.978,76
10.803,37
12.780,28
13.327,21
11.838,83
11.773,74
11.821,34
11.713,25
11.924,92
12.686,18
11.664,24
10.943,29
11.191,33
10.883,18
* Agricoltura, silvicoltura e pesca
Fonte: elaborazioni su dati ISTAT
Investimenti fissi lordi per UL e per settore (€/UL), 2011
SERVIZI
INDUSTRIA
AGRICOLTURA*
Italia
Sicilia
0
3000
6000
9000
12000
15000
* Agricoltura, silvicoltura e pesca
Fonte: elaborazioni su dati ISTAT
29
credito all’agricoltura
Il perdurare della crisi economica continua a
influenzare l’andamento del credito alle imprese mantenendo difficile l’incontro tra la
domanda e l’offerta di finanziamenti. Al dicembre del 2012 il totale dei finanziamenti in Sicilia è risultato pari a 38 miliardi di euro, facendo registrare un incremento del 29% rispetto
al 2011. I finanziamenti al settore primario,
comprese silvicoltura e pesca, hanno superato i 2,7 miliardi di euro, che rappresentano
il 7,2% del totale degli impieghi complessivi
di tutte le branche di attività economica. Dai
dati riferiti al quinquennio 2008-2012 emerge
un’incidenza del credito all’agricoltura sul totale dei finanziamenti che si mantiene sempre
al di sopra del dato nazionale e un’importante
impennata degli importi del 2012, sia in termini di valore assoluto che percentuale.
In Sicilia nel 2013 sono stati erogati 55 milioni di euro per finanziamenti oltre il breve
termine, principalmente finalizzati all’acquisto di macchine e attrezzature, pur con una
forte riduzione rispetto all’anno precedente
(-32,7%). Va osservato il consistente calo delle
erogazioni in generale, pari a -29,5%, in linea
con il dato nazionale (-20,3%).
Con riferimento alle consistenze, il credito
oltre il breve termine ha raggiunto 464 milioni di euro, pari al 3,3% del dato nazionale,
mostrando una contrazione del 7,4% rispetto
Incidenza percentuale dei finanziamenti
oltre il breve termine (consistenze) sulla
PLV e sul VA, 2012
60
50
Sicilia
40
Italia
30
20
10
0
Credito/PLV
Credito/VA
Fonte: elaborazioni su dati Istat e Banca d’Italia – Bollettini statistici
Finanziamenti bancari per l’agricoltura, selvicoltura e pesca - consistenze
2008
Sicilia
Italia
2009
2011
2012
mln euro
% su totale
mln euro
% su totale
mln euro
% su totale
mln euro
% su totale
mln euro
% su totale
1.912
37.421
7,4
3,9
1.939
38.663
7,4
4,1
1.595
40.893
5,5
4,3
1.697
43.787
5,8
4,4
2.748
44.210
7,2
4,6
Fonte: elaborazioni su dati Banca d’Italia – Bollettini statistici
30
2010
al 2012. È interessante osservare come nella
regione, pur con una netta supremazia dei finanziamenti non agevolati (88%), l’incidenza
del credito agevolato sul totale (12%) si mantenga molto al di sopra di quella del Sud-Italia
(5,5%) e di quella del resto del paese (3,4%).
Rapportando le consistenze dei finanziamenti
oltre il breve termine alla Produzione vendibile
e al Valore aggiunto dell’agricoltura emerge
che in Sicilia nel 2012 l’incidenza del credito
sulla PLV è risultata inferiore al 12%, contro
quasi il 30% dell’Italia, e quella sul VA si è atte-
stata sul 18%, contro il 57% nazionale.
Per quanto riguarda la consistenza dei finanziamenti agevolati, si evidenzia la tendenza
alla riduzione del peso dei prestiti a medio-lungo termine a vantaggio di quelli a breve termine, sintomo della riluttanza all’indebitamento
da parte delle imprese agricole e di carenza di
liquidità. Tendenza che si ridimensiona nell’ultimo anno con una ripresa degli importi per
entrambe le tipologie dei prestiti agevolati, più
consistente per quella a medio-lungo termine.
Finanziamenti agevolati ad agricoltura,
foreste e pesca in Sicilia - consistenze
Anni
2008
2009
2010
2011
2012
2013
Totale
Breve
mln euro Termine %
57
57
29
22
22
52
Medio-Lungo
Termine %
3,5
3,5
24,1
13,6
22,7
17,3
96,5
96,5
75,9
86,4
77,3
82,7
Fonte: elaborazioni su dati Banca d’Italia – Bollettini statistici
Finanziamenti oltre il breve termine all’agricoltura, 2013
EROGAZIONI
Sicilia
mln euro
Macchine e attrezzature
Acquisto immobili rurali
Costruzione fabbricati rurali
Totale
33
5
17
55
CONSISTENZE
Italia
Var %
2013/12
-32,7
-16,7
-26,1
-29,5
mln euro
954
278
572
1.804
Sicilia
Var %
2013/12
-22,6
3,3
-24,9
-20,3
mln euro
155
165
144
464
Italia
Var %
2013/12
-8,3
-6,8
-7,1
-7,4
mln euro
5.087
2.722
6.261
14.070
Var %
2013/12
-5,9
-2,1
-8,4
-6,3
Fonte: elaborazioni su dati Banca d’Italia – Bollettini statistici
31
consumi intermedi
Nell’ultimo triennio la spesa per i consumi
intermedi dell’agricoltura è aumentata del
9,6%, passando da 1.325 milioni di euro nel
2010 a 1.452 milioni di euro nel 2012. Sul
valore totale hanno inciso in maniera preponderante gli “Altri beni e servizi” (47%).
Un peso consistente hanno avuto l’“Energia
motrice” (15%), le “Sementi” (9%) e i “Mangimi” (9%). In particolare, rispetto al 2011, i
maggiori incrementi in valore si sono avuti
a carico dei “Fitosanitari” (+14,2%), dell’“Energia motrice” (+14,1%), delle “Sementi
e piantine” (+12,6%) mentre i “reimpieghi”
rappresentano l’unica voce in calo (-1,9%).
Distribuzione dei consumi intermedi dell’agricoltura in valore, 2012
5,8%
Altri beni e servizi
15,0%
Sementi e piantine
Mangimi e spese varie bestiame
7,2%
46,8%
Fitosanitari
6,7%
Energia motrice
9,2%
Reimpieghi
9,2%
Fonte: elaborazioni su dati ISTAT
Consumi intermedi dell’agricoltura (mln €), 2012
Sementi e piantine
Mangimi e spese varie per il bestiame
Concimi
Fitosanitari
Energia motrice
Reimpieghi
Altri beni e servizi
Totale
Fonte: elaborazioni su dati Istat
32
Concimi
2010
120.790
116.800
76.373
96.848
177.500
77.529
659.456
1.325.296
2011
119.197
133.662
91.429
91.217
191.381
85.574
648.818
1.361.278
2012
134.193
134.262
97.625
104.201
218.348
83.947
679.781
1.452.357
Var.% 2012/11
12,6
0,4
6,8
14,2
14,1
-1,9
4,8
6,7
clima e disponibilità idriche
Il 2013 ha fatto rilevare, in generale, parametri termo-pluviometrici al di sopra
dei valori medi del periodo 1971-2000
assunti come media climatica.
L’elaborazione dei dati CRA-CMA1, relativi alle precipitazioni medie mensili
cumulate, evidenziano valori elevati per
tutte le province. In particolare, nel primo trimestre dell’anno, durante il quale
si sono verificati diversi eventi calamitosi che hanno causato ingenti danni nella
parte sudorientale dell’isola, e nei mesi
di agosto e novembre. Al contrario i mesi
di maggio, giugno e ottobre hanno fatto
registrare livelli di precipitazioni decisamente al di sotto dei valori medi. L’analisi dei dati medi provinciali, comunque,
non consente di mettere in evidenza la
disomogeneità della distribuzione delle precipitazioni sul territorio. Il SIAS
(Servizio Informativo Agrometeorologico della Regione Siciliana), infatti, grazie
1
Precipitazioni cumulate medie mensili 2013 e medie climatiche 1971-2000 (mm)
180
160
140
120
100
80
60
40
20
0
Gennaio
Febbraio
Palermo
Ragusa
Clima CT
Marzo
Aprile
Agrigento
Siracusa
Clima EN
Maggio
Giugno
Caltanissetta
Trapani
Clima ME
Luglio
Catania
Clima PA
Clima RG
Agosto
Settembre
Enna
Clima AG
Clima SR
Ottobre
Novembre
Dicembre
Messina
Clima CL
Clima TP
Fonte: elaborazioni INEA su dati CRA-CMA
Consiglio per la Ricerca e la sperimentazione in Agricoltura – Unità di ricerca per la Climatologia e la Meteorologia applicata all’Agricoltura.
33
Temperature massime medie mensili 2013 - scarti dalla media climatica 1971-2000 (%)
25
20
15
10
5
0
-5
-10
Gen.
Palermo
Feb.
Agrigento
Fonte: elaborazioni INEA su dati CRA-CMA
34
Mar.
Apr.
Caltanissetta
Mag.
Giu.
Catania
Lug.
Enna
Ago.
Messina
Set.
Ott.
Ragusa
Nov.
Siracusa
Dic.
Trapani
Temperature minime medie mensili 2013 - scarti dalla media climatica 1971-2000 (%)
50
40
30
20
10
0
-10
-20
-30
-40
Gen.
Palermo
Feb.
Mar.
Agrigento
Apr.
Caltanissetta
Mag.
Giu.
Catania
Lug.
Enna
Ago.
Messina
Set.
Ott.
Ragusa
Nov.
Siracusa
Dic.
Trapani
Fonte: elaborazioni INEA su dati CRA-CMA
35
Volume totale invasato nei principali serbatoi ad uso irriguo siciliani e % di riempimento rispetto alla capacità totale dei singoli invasi, 2013
600,00
100,00
500,00
80,00
300,00
% riempimento
40,00
200,00
20,00
100,00
0,00
0,00
gennaio
SCANZANO
NICOLETTI
RUBINO
ANCIPA
PRIZZI
febbraio
marzo
aprile
maggio
PIANA DEGLI ALBANESI
S. ROSALIA
COMUNELLI
POZZILLO
OLIVO
giugno
luglio
agosto
POMA
TRINITA'
CIMIA
GARCIA
S. GIOVANNI
Fonte: elaborazioni su dati Regione Siciliana - Assessorato dell’Energia e dei Servizi di Pubblica Utilità – Osservatorio delle acque
36
settembre
ottobre
novembre
ARANCIO
OGLIASTRO
DISUERI
CASTELLO
GORGO LAGO
dicembre
Totale Mmc
400,00
60,00
all’analisi dei dati rilevati dalle numerose stazioni che gestisce, ha segnalato per
i primi quattro mesi dell’anno un periodo
di prolungata siccità su tutto il versante
ionico della regione che ha determinato
un aggravio dei costi per l’irrigazione e
un calo produttivo per seminativi e foraggere.
Le temperature massime medie mensili
si sono mantenute, per tutte le province,
quasi sempre ben al di sopra dei valori
medi climatici; in alcuni casi i valori sono
scesi appena al di sotto della media con
l’eccezione del mese di febbraio che ha
fatto registrare scarti negativi maggiori
in quasi tutto il territorio regionale, ma
soprattutto nelle province di Caltanissetta
(-7,7%) e Palermo (-6,9%). Con riferimento alle temperature minime medie mensili,
l’andamento osservato è molto simile a
quello appena descritto per le massime,
ma con scarti rispetto ai valori medi climatici ancora più marcati, in particolare
per il mese di febbraio nelle province di
Enna (-39,1%), Catania (-25,5%), Palermo
(-25,0%) e Caltanissetta (-18,9%).
Nel corso del 2013, la disponibilità di risorse idriche per usi irrigui si è mantenuta su
livelli più che accettabili nonostante quanto evidenziato a proposito dell’anomala
distribuzione delle precipitazioni sul territorio. La quota di riempimento è cresciuta
nel corso dei primi mesi dell’anno per mantenersi al di sopra del 70% della capacità
regionale di invaso (poco più di 800 Mmc)
durante tutto il secondo trimestre. Il livello di riempimento è sceso al di sotto del
50% della capacità regionale solo a partire
dal mese di settembre a causa dell’effetto
combinato della riduzione degli apporti
pluviometrici e dell’utilizzo della risorsa
durante la stagione irrigua. Particolarmente ridotto il volume d’invaso del serbatoio
Pozzillo, il più grande della Sicilia (150
Mmc), che nell’ultimo mese dell’anno ha
raggiunto la soglia minima di riempimento
degli ultimi cinque anni (circa il 5% della
sua capacità massima).
37
risultati produttivi
Il valore della produzione agricola ai prezzi
di base nel 2012 è risultato pari a 4.702
milioni di euro, registrando un incremento del 7% rispetto all’anno precedente.
Alla sua formazione hanno contribuito in
maniera preponderante le coltivazioni arboree (37,9%) ed erbacee (33,4%), mentre
più contenuto è stato il peso dei servizi con-
Produzione e servizi ai prezzi di base per principali comparti, 2012
Comparti
Arboree
Erbacee
Foraggere
Zootecnia
Servizi connessi*
(+) attività secondarie
(-) attività secondarie
Produzione della branca agricoltura
Produzione della branca silvicoltura
Produzione della branca pesca
Totale
000 €
%
1.613.301
1.421.734
43.907
535.977
716.735
31.625
110.808
4.252.471
5.980
443.864
4.702.315
37,9%
33,4%
1,0%
12,6%
16,9%
0,7%
2,6%
90,4
0,1
9,4
100,0
Variazione %
2011/2010
20,6
-2,5
6,7
8,5
5,8
-0,1
-4,0
8,3
-4,5
-3,9
7,0
Fonte: elaborazioni su dati ISTAT
* a seguito dell’adozione della classificazione Ateco 2007, i servizi connessi all’agricoltura hanno preso la denominazione di “Attività di supporto
all’agricoltura e attività successive alla raccolta”. Per attività secondaria va intesa sia quella, evidenziata con il segno (+) effettuata nell’ambito della
branca di attività agricola e quindi non separabile (ad es. agriturismo) e sia quella, evidenziata con il segno (-) esercitata da altre branche (ad es. da
imprese commerciali) nell’ambito delle coltivazioni e degli allevamenti.
38
nessi (16,9%) e della zootecnia (12,6%).
Dal confronto con i dati dell’anno precedente emerge il notevole incremento del
valore delle produzioni arboree (+20,6%)
e il buon aumento delle produzioni zootecniche (+8,5%) e foraggere (+6,7%). Al contrario, le produzioni erbacee hanno subito
un moderato decremento (-2,5%).
Analizzando i vari comparti, si rileva che
il più importante si conferma quello orticolo (patate e ortaggi) con un’incidenza sul
valore della produzione agricola regionale pari al 22,2%, seguito dall’agrumicolo
(16,4%). Importante è stato il peso dei servizi connessi (16,9%) e notevole il contributo della produzione vitivinicola (9,7%) e
delle carni (8%). Scendendo nel dettaglio
dei singoli prodotti emerge la supremazia
delle arance (8,7%), seguite dal frumento
duro (6,4%) e dai limoni (6,2%).
Dal confronto con l’anno precedente, si
rilevano valori in aumento, più deciso
per uva da vino venduta (+76,7%), che
ha recuperato le perdite del 2011, e man-
darini (+63,9%), e più contenuto per pesche (+36%), melanzane (+26,6%), limoni
(+25,9%) e pere (+24,7%). Al contrario,
riduzioni di rilievo si sono registrate per
cocomeri (-32,4%) e orzo (-26,5%). Dal
punto di vista quantitativo, sono aumen-
Produzione agricola ai prezzi di base per principali comparti, 2012
3,9%
1,0% 2,3% 1,9%
22,2%
4,9%
5,3%
9,7%
16,4%
7,6%
8,0%
Fonte: elaborazioni su dati ISTAT
Patate e Ortaggi
Agrumi
Servizi connessi
Carni
Cereali e legumi secchi
Prodotti vitivinicoli
Prodotti olivicoltura
Frutta
Fiori e piante da vaso
Coltivazioni foraggere
Uova
Altre colture legnose
16,9%
39
tate le produzioni di peperoni (+58,9%)
e orzo (+39,1%), mentre sono diminuite
quelle di cocomeri (-47,4%), mele (-32,8%)
e arance (-14,7%). Particolarmente vistoso
è stato il calo produttivo di cipolle e porri
(-90,7%), al quale è corrisposta una buona
Produzione agricola ai prezzi di base per principali prodotti, 2012
2,3%
,
3,0%
8,7%
1,7%
%
2,9%
6,4%
3,2%
4,3%
6,2%
4,2%
Fonte: elaborazioni su dati ISTAT
40
4,8%
Arance
Frumento duro
Limoni
Carni bovine
Olio
Uva da tavola
Carciofi
Patate
Zucchine
Uova
Vino
Principali prodotti vegetali, 2012
Quantità
Valore
Quantità
PRODOTTI
000 Qli
Var %
2012/2011
000 €
Var %
2012/2011
Frumento tenero
Frumento duro
Orzo
Granoturco ibrido
Patate
Fagioli freschi
Cipolle e porri
Carote
Carciofi
Cavoli
Cavolfiori
Indivia
Lattuga
Radicchio
Melanzane
Peperoni
Zucchine
18
8.295
192
30
212
66
26
1.210
1.553
177
386
124
460
14
837
1.014
895
-10,0
3,9
39,1
25,0
5,0
-8,3
-90,7
0,2
-0,3
-5,9
7,8
-5,3
10,3
-6,7
28,4
58,9
-17,5
465
272.654
4.652
675
124.563
13.260
15.789
61.334
137.671
10.277
19.465
5.847
25.901
720
44.679
61.473
73.187
-11,6
1,6
-26,5
-10,4
-1,8
-11,0
3,1
13,1
-5,4
-9,3
20,5
-9,3
18,4
-18,9
26,6
16,1
-13,8
PRODOTTI
000 Qli
Cocomeri
339
Fragole
94
Uva da tavola
18.274
Uva da vino venduta 4.266
Vino (000 hl)
2.115
Olio
499
Arance
10.548
Mandarini
677
Limoni
4.052
Clementine
513
Pesche
1.040
Mele
123
Pere
568
Mandorle
656
Nocciole
112
Noci
6
Actinidia
5
Var %
2012/2011
-47,4
-6,0
-45
22,0
43,5
-5,0
-14,7
-9,1
-4,3
-21,1
10,8
-32,8
-10,1
-7,9
-10,4
-14,3
0,0
Valore
000 €
4.685
10.844
182.747
101.690
125.845
177.003
371.051
40.208
261.674
15.633
33.303
5.030
42.972
45.685
18.747
2.262
244
Var %
2012/2011
-32,4
-15,5
15,2
76,7
65,4
7,0
19,1
63,9
25,9
9,4
36,0
-5,2
24,7
-2,1
-5,1
-8,4
-39,0
Fonte: elaborazioni su dati ISTAT
41
rivalutazione delle quotazioni con aumento
del valore della PLV pari al 3,1%.
Tra i prodotti di prima trasformazione, invece, si segnala una maggiore produzione
di vino (+43,5%), che in termini di valore
fa segnare un +65,4%, e una leggera riduzione dell’olio di oliva (-5%), alla quale
corrisponde un aumento in valore del 7%.
Per quanto riguarda il valore della produzione animale, si segnala un trend in generale crescita, con variazioni positive di
particolare rilievo per uova (+31,3%) e pollame (+10,1%). In aumento anche le quotazioni delle carni, mentre si ridimensiona
il comparto mielicolo. In termini quantitativi, invece, i prodotti zootecnici, ad
eccezione del pollame, hanno subito delle
contrazioni, per lo più contenute, che sono
risultate consistenti per il miele (-16,7%),
peraltro già in calo nel 2011 (-14,3%).
42
Principali prodotti zootecnici, 2012
PRODOTTI
Carni bovine
Carni suine
Carni ovicaprine
Pollame
Latte di vacca e bufala (000 hl)
Latte di pecora e capra (000 hl)
Uova (milioni di pezzi)
Miele
Fonte: elaborazioni su dati ISTAT
000 Qli
742
162
64
364
1.610
314
642
5
Quantità
Var %
2012/2011
-1,2
-4,1
-1,5
4,9
-1,5
-4,8
-2,6
-16,7
Valore
000 €
205.574
25.792
23.918
58.835
68.399
25.946
99.428
1.660
Var %
2012/2011
4,9
5,2
2,0
10,1
-0,3
1,5
31,3
-10,0
risultati produttivi secondo la rica
Le aziende agricole siciliane professionali2,
secondo quanto emerge dai dati del campione RICA regionale 2012, dispongono di
una base aziendale pari mediamente a 12,8
ettari contro una media nazionale di 15,2
ettari. L’analisi per orientamento tecnico
economico (OTE) evidenzia che le aziende
con la maggiore superficie coltivata sono
quelle specializzate nell’allevamento di erbivori (40,3 ettari), seguite dalle aziende
miste con coltivazioni e allevamento (27,3
ettari), dalle aziende con policoltura (19,7
ettari) e da quelle specializzate nei seminativi (19,1 ettari). Di gran lunga al di sotto
della media regionale risultano, invece,
le aziende specializzate nelle coltivazioni
permanenti (6,4 ettari) e in ortofloricoltura (3,9 ettari). Queste ultime, di contro,
sono quelle che assorbono in assoluto più
manodopera, pari a 2,8 Unità Lavorativa
Annua (ULA) per azienda contro la me2
dia regionale pari a 1 ULA. Le aziende
con allevamento di erbivori e quelle miste
(coltivazioni e allevamento) impiegano annualmente 1,3 unità di lavoro; il minore
impiego di manodopera, invece, si registra
per gli OTE seminativi (0,6 ULA) e coltiva-
zioni permanenti (0,8 ULA).
Da quanto detto consegue che l’intensità
del lavoro, ovvero il rapporto tra SAU e
unità di lavoro (cioè la quantità di superficie coltivata gestita da un’unità di lavoro),
è massima nelle aziende specializzate nei
Dimensioni strutturali medie delle aziende RICA per comparto, 2012
Seminativi
Ortofloricoltura
Coltivazioni permanenti
Erbivori
Policoltura
Misto coltivazioni allevamento
SICILIA
SAU
ULA
Ha
19,1
3,9
6,4
40,3
19,7
27,3
12,8
n.
0,6
2,8
0,8
1,3
1,1
1,3
1,0
ULA
familiari
n.
0,5
1,2
0,7
1,1
0,7
1,0
0,7
UBA
n.
0,0
0,0
0,1
35,5
0,0
14,2
3,6
Fonte: elaborazioni su dati AREA RICA, INEA
Il campo di osservazione della RICA è un sottoinsieme dell’universo UE in quanto esclude una fascia di aziende sulla base della dimensione economica. In considerazione della
diversa situazione strutturale dell’agricoltura comunitaria, i limiti di dimensione economica dei campi di osservazione CE sono differenti per ciascuno Stato Membro: per l’Italia
tale limite è stato fissato a 4.000 euro di valore standard della produzione (per maggiori dettagli sugli aspetti metodologici dell’indagine RICA si veda www.rica.inea.it).
43
seminativi (32,1 ettari per unità di lavoro)
e minima in quelle specializzate in ortofloricoltura (1,4 ettari per unità di lavoro).
E’ interessante notare, inoltre, come l’incidenza della manodopera familiare, rispetto al totale, sia sempre molto elevata
(dal 67,4% nelle aziende con policoltura
all’86,7% in quelle specializzate nei seminativi) fatta eccezione per le aziende ortofloricole, nelle quali l’impiego del lavoro
familiare è limitato al 41% della manodopera utilizzata.
Con riferimento ai risultati gestionali, si
evidenzia la migliore performance dell’ortofloricoltura, sia in termini produttivi
(PLV pari a circa 143.000 euro/azienda)
che reddituali (reddito netto pari a circa
51.800 euro/azienda); al contrario, le coltivazioni arboree e i seminativi conseguono
i risultati peggiori, rispettivamente circa
9.500 euro e 10.300 euro di reddito netto
medio aziendale.
Anche in termini relativi, prendendo cioè in
considerazione gli indici di produttività e di
44
redditività, viene confermata l’ottima performance dell’ortofloricoltura. Tutti gli altri
comparti, invece, presentano valori degli
indici decisamente più contenuti ed in modo
particolare quelli riferiti alla SAU. Con 1.190
euro per ettaro, i seminativi presentano il
valore più basso della produttività agricola
della terra (PLV/SAU), seguiti a brevissima distanza dall’ordinamento misto (circa
1.230 euro per ettaro) e dall’allevamento di
erbivori (circa 1.330 euro per ettaro). La
redditività netta della terra (RN/SAU) per
tutti i comparti, ad eccezione dell’ortofloricoltura (13.300 euro per ettaro), non supera i 1.500 euro per ettaro.
Va osservato inoltre che, con riferimento
alla redditività netta del lavoro aziendale
(RN/ULT), le distanze tra i vari comparti
Indici strutturali per comparto, 2012
Intensità del
lavoro
(SAU/ULT)
Seminativi
Ortofloricoltura
Coltivazioni permanenti
Erbivori
Policoltura
Misto coltivazioni allevamento
Fonte: elaborazioni su dati AREA RICA, INEA
Ha
32,1
1,4
7,7
31,6
18,3
21,7
Incidenza lavoro Grado intensità
familiare
zootecnica
(ULF/ULT)
(UBA/ULT)
%.
86,7
41,2
78,9
85,4
67,4
82,5
n.
0,0
0,0
0,1
27,8
0,0
11,3
Carico
bestiame
(UBA/SAU)
n.
0,0
0,0
0,0
0,9
0,0
0,5
Composizione dei ricavi per comparto, 2012
160..000
140000
Seminativi
120.000
Ortofloricoltura
Arboreo
100.000
Erbivori
80.000
Policoltura
60.000
Misto coltivaz.allevamento
40.000
20.000
0
Produzione lorda
vendibile
Premi e
contributi
Valore
Aggiunto
Costi
variabili
Costi
fissi
Prodotto
netto
Reddito
netto
Fonte: elaborazioni su dati AREA RICA, INEA
45
si attenuano notevolmente. Soltanto i seminativi e l’arboricoltura mostrano valori
più bassi (all’incirca 11.000 euro per unità
di lavoro) rispetto agli altri orientamen-
ti tecnici (dai circa 17.000 euro a circa
20.000 euro per unità di lavoro).
Indici economici per comparto, 2012
60.000
Seminativi
50.000
Ortofloricoltura
40.000
Arboreo
Erbivori
30.000
Policoltura
Misto coltivaz.allevamento
20.000
10.000
0
Redditività netta
lavoro aziendale
RN/ULT
Redditività
lavoro familiare
RN/ULF
Fonte: elaborazioni su dati AREA RICA, INEA
46
Produttività agricola
del lavoro
PLV/ULT
Redditività netta
della terra
RN/SAU
Produttività agricola
della terra
PLV/SAU
meccanizzazione secondo la rica
Un’apposita ricerca condotta dall’INEA,
svolta sulla base della banca dati RICA riferibile a circa 11.000 aziende con SAU
e in possesso di macchine agricole - e pubblicata nel 2013 sul volume “La meccanizzazione agricola in Italia”, è in grado di
fornire interessanti informazioni anche
sulla situazione regionale.
Per i principali OTE è stato determinato
il valore del parco macchine, espresso in
euro per ettaro di SAU. Dal confronto con i
dati riferiti all’Italia, si evidenzia come nelle aziende siciliane, ad eccezione di quelle
specializzate nell’ortofloricoltura, il cui dato
si discosta di poco dalla media nazionale
(-3,2%), si riscontri un minor grado di meccanizzazione, inteso come valore ad ettaro
del parco macchine. Ciò vale soprattutto per
le aziende non specializzate (policoltura,
poliallevamento, aziende miste). Lo studio,
tuttavia, rileva anche un certo sovradimensionamento del parco macchine a livello
nazionale e di conseguenza un uso poco
efficiente che caratterizza l’agricoltura del
paese soprattutto in certi comparti (es. seminativi, colture permanenti). Peraltro, va
ricordato che in Sicilia la dimensione media
aziendale spesso modesta e la notevole diffusione di coltivazioni estensive rendono
difficoltoso il mantenimento in proprio di un
parco macchine completo e favoriscono il ricorso al contoterzismo per varie operazioni.
Di contro, prendendo in considerazione l’e-
tà media delle macchine inventariate nelle
aziende RICA, la Sicilia mostra di essere
una delle regioni d’Italia dotate di un parco
macchine tra i più nuovi.
Anche con riferimento alla potenza si osserva un valore medio per ettaro di SAU
superiore al dato nazionale, soprattutto con
riguardo alle trattrici gommate e alle altre
macchine semoventi.
Valore del parco macchine delle aziende RICA (euro/ettaro di SAU), 2010
OTE
Sicilia
Italia
Seminativi
Ortofloricoltura
Colture permanenti
Erbivori
Granivori
Policoltura
Poliallevamento
Aziende miste (colture-allevamento)
3.151
21.822
5.349
2.400
4.029
3.180
1.637
1.623
6.694
22.543
11.364
6.203
11.007
8.697
9.190
7.670
Differenziale
Sicilia/Italia
-52,9%
-3,2%
-52,9%
-61,3%
-63,4%
-63,4%
-82,2%
-78,9%
Fonte: INEA - “La meccanizzazione agricola in Italia” (2013)
47
Età media e potenza media delle macchine delle aziende RICA, 2010
Età media (anni)
Trattrici
Trattrice a cingoli
Trattrice con ruote isodiametriche
Trattrice gommata a 2 ruote motrici
Trattrice gommata a 4 ruote motrici
Operatrici semoventi
Altre macchine operatrici semoventi
Atomizzatore semovente
Carrello elevatore
Mietitrebbiatrice autolivellante
Motocoltivatori
Motofalciatrice
Motoranghinatore
Motozappatrice
Piattaforma semovente
Raccoglitrice generica
Scuotitore semovente
Spandimangime semovente
Vendemmiatrice
Fonte: INEA - “La meccanizzazione agricola in Italia” (2013)
48
Potenza (Cv/Ha)
Sicilia
Italia
Sicilia
Italia
16
14
16
15
20
17
19
15
4,3
1,4
7,0
6,5
4,5
2,7
3,5
4,2
13
14
11
9
15
19
14
14
11
9
13
19
14
17
17
24
19
16
13
10
8
12
8
7,5
7,2
1,3
2,7
3,5
1,5
1,7
3,1
1,9
3,1
1,4
1,0
2,8
2,9
1,4
1,6
3,6
2,7
2,4
5,2
7,2
7,1
6,2
filiera agroindustriale
Industria alimentare e delle bevande
Secondo i dati del 9° Censimento dell’industria e dei servizi dell’ISTAT (2011),
l’industria alimentare, delle bevande e
del tabacco conta in Sicilia 6.828 imprese
attive, che rappresentano il 30,2% delle
imprese attive del settore manifatturiero
dell’isola. Tale percentuale risulta superiore a quella che si registra sia nel Mezzogiorno (24,5%) che in Italia (13,7%).
Più del 95% delle imprese si concentra
nel settore dell’industria alimentare in
senso stretto, in linea con quanto avviene
nel Mezzogiorno e in Italia, e la rimanente
percentuale è da ricondurre all’industria
delle bevande. In Sicilia non sono presenti
imprese attive nell’industria del tabacco.
Gli addetti ammontano a 25.501 e rappresentano il 28,3% degli addetti dell’industria manifatturiera siciliana; di questi
una percentuale pari al 92% è da ricondurre all’industria alimentare in senso
stretto.
Le imprese che operano in Sicilia nel settore dell’industria alimentare e delle be-
50
stria alimentare sono rappresentate dalle imprese individuali (66,2%), mentre
nell’industria delle bevande prevalgono le
società a responsabilità limitata (44,6%)
seguite dalle imprese individuali (19,3%)
e dalle società cooperative (12,5%).
Prendendo in esame la distribuzione del-
vande sono di piccole dimensioni. Dai dati
per classe di ampiezza risulta, infatti, che
l’85% ha meno di 5 addetti. In particolare, il 32,2% ricade nella classe fino ad un
addetto, il 29% nella classe da 3 a 5 addetti e il 21,3% in quella fino a 2 addetti.
Le forme giuridiche prevalenti nell’indu-
Imprese attive nell’industria alimentare e delle bevande, 2011
60000
54.931
50000
40000
30000
24.554
Industria alimentare
20000
Industria delle bevande
10000
6.523
2.874
0
Italia
1.269
Mezzogiorno
Fonte: elaborazioni su dati ISTAT, 9° Censimento dell’industria e dei servizi
305
Sicilia
le imprese per i principali settori di attività, è
bene specificare che non sempre la statistica
ufficiale è in grado di rispecchiare a pieno il
complesso reale degli ambiti di attività delle
industrie alimentari. Infatti, le categorie, che
fanno riferimento ai codici ATECO, considerano spesso la sola attività prevalente tralasciando gli ambiti produttivi secondari.
In ogni caso, è interessante osservare che il
68,2% delle imprese e il 57,6% degli addetti
afferiscono alla “produzione di prodotti da
forno e farinacei”.
Imprese attive per forma giuridica e macro-settore di attività, (val. %) 2011
Altra forma d’impresa
Soc. coop.
1,3
0,1
Industria bevande
12,5
1,3
44,6
S.r.l.
S.p.a.
Altra Soc. pers.
11,1
7,9
0,8
1,0
0,2
8,5
7,0
S.a.s
S.n.c
Impresa individuale
Industria alimentare
4,9
13,4
19,3
66,2
Fonte: elaborazioni su dati ISTAT, 9° Censimento dell’industria e dei servizi
51
Delle 4.658 imprese presenti in Sicilia nel
2011, 3.667 (79%) si occupano della “produzione di prodotti di panetteria freschi”, a
testimonianza dell’importanza che riveste
la panificazione artigianale per le famiglie
siciliane, con acquisto quotidiano (anche 2
volte al giorno) del prodotto fresco presso i
produttori che effettuano anche la vendita
al dettaglio. La maggiore presenza di panifici e panetterie si registra nelle province
di Palermo (25%) e Catania (22%).
La produzione di pasticceria fresca (senza
Imprese attive dell’industria alimentare per settore di attività, 2011
Bevande
2.569
305
Prodotti per l'alimentazione degli animali
470
59
4.879
537
Altri prodotti alimentari
Prodotti da forno e farinacei
4.658
917
142
Lattiero-casearia
2.875
469
Frutta e ortaggi
1.537
248
92
3.493
0%
Fonte: elaborazioni su dati ISTAT, 9° Censimento dell’industria e dei servizi
104
287
Carne e produzione di prodotti a base di carne
52
214
3.160
Oli e grassi vegetali e animali
Pesce, crostacei e molluschi
20%
Sicilia
30.790
Granaglie, amidi e prodotti amidacei
40%
Resto d’Italia
60%
80%
100%
vendita diretta al pubblico) rappresenta il
13% delle imprese dell’industria di prodotti da forno e farinacei ed è ben rappresentata in provincia di Messina e Catania con
il 22% delle imprese ciascuna.
Il secondo settore per numerosità di imprese attive è quello della “produzione di altri
prodotti alimentari”, che conta 537 aziende (7,9% del totale delle aziende dell’industria alimentare e delle bevande) e 2.396
addetti (9,4% del totale degli addetti). È
interessante osservare la buona presenza
di imprese per la produzione di pasti e piatti pronti nella province di Catania (57%) e
Trapani (31,5%), di imprese per la lavorazione di tè e caffè (prevalentemente torrefazione e confezionamento del caffè) nelle
province di Trapani (46%), Palermo (31%)
e Catania (29%).
Le imprese che si occupano di “produzione di oli e grassi vegetali e animali” sono
469 (6,9% delle imprese dell’industria alimentare e delle bevande) e contano 1.054
addetti (4,1% del totale degli addetti).
imprese), seguite da Messina (74 imprese)
e Trapani (52 imprese).
Le industrie di trasformazione attive nella “lavorazione e conservazione di frutta
e ortaggi” sono 248 con un numero di
addetti pari a 1.338. Il maggior numero
Tali imprese sono presenti su tutto il territorio della regione principalmente come
produttori di olio di oliva da olive prevalentemente non di produzione propria. La
maggiore presenza si registra nelle province di Palermo (84 imprese) e Agrigento (81
Imprese attive e addetti dell’industria alimentare per settore di attività, 2011
IMPRESE
Carne e produzione di prodotti a base di carne
Pesce, crostacei e molluschi
Frutta e ortaggi
Oli e grassi vegetali e animali
Lattiero-casearia
Granaglie, produzione di amidi e di prodotti amidacei
Prodotti da forno e farinacei
Altri prodotti alimentari
Prodotti per l'alimentazione degli animali
Bevande
Totale industria alimentare e delle bevande
ADDETTI
numero
%
numero
%
92
104
248
469
214
142
4.658
537
59
305
6.828
1,3
1,5
3,6
6,9
3,1
2,1
68,2
7,9
0,9
4,5
100,0
663
1.040
1.338
1.054
1.302
560
14.698
2.396
428
2.022
25.501
2,6
4,1
5,2
4,1
5,1
2,2
57,6
9,4
1,7
7,9
100,0
Fonte: elaborazioni su dati ISTAT, 9° Censimento dell’industria e dei servizi
53
Imprese attive nella produzione di prodotti da forno e farinacei per provincia (numero), 2011
Sicilia
AG
CL
CT
EN
ME
PA
RG
Produzione di prodotti da forno e farinacei
4.658
422
281
1.032
Produzione di prodotti di panetteria freschi
3.667
349
240
805
Produzione di pasticceria fresca
590
51
24
Produzione di fette biscottate, biscotti, prodotti di pasticceria conservati
194
13
10
Produzione di paste alimentari, di cuscus e di prodotti farinacei simili
207
9
7
SR
TP
154
627
1.056
114
440
907
310
312
464
210
243
359
130
26
131
50
10
26
91
32
42
63
27
33
13
12
47
4
30
31
35
14
30
PA
RG
SR
TP
55
30
211
..
Fonte: elaborazioni su dati ISTAT, 9° Censimento dell’industria e dei servizi
Imprese attive nella produzione di altri prodotti alimentari per provincia (numero), 2011
Produzione di altri prodotti alimentari
Produzione di zucchero
Produzione di cacao in polvere, cioccolato, caramelle e confetterie
Lavorazione del tè e del caffè
Produzione di condimenti e spezie
Produzione di pasti e piatti pronti (preparati, conditi, cucinati e confezionati)
Produzione di preparati omogeneizzati e di alimenti dietetici
Produzione di altri prodotti alimentari nca
Fonte: elaborazioni su dati ISTAT, 9° Censimento dell’industria e dei servizi
54
Sicilia
AG
CL
CT
EN
ME
537
31
18
203
24
49
76
..
..
..
..
..
..
..
..
..
57
4
2
18
2
11
4
11
4
1
106
2
6
31
3
12
33
7
2
49
13
1
1
6
..
1
1
..
2
9
146
5
2
83
4
9
11
15
8
46
4
..
..
..
..
..
2
..
1
..
211
19
7
65
15
16
25
22
13
106
di imprese è localizzato in provincia di Catania, dove la principale attività riguarda
la lavorazione e conservazione di frutta e
ortaggi. Invece, le imprese che producono
succhi di frutta (prevalentemente agrumi)
e ortaggi, 35 in tutto, sono distribuite tra
Messina, Catania, Palermo e Ragusa, con
una sola impresa in provincia di Trapani.
Si osserva l’assenza di imprese nella categoria “lavorazione e conservazione delle
patate”, che comprende la produzione di
patatine fritte, purè di patate, patate surgelate preparate surgelate, ecc..
Per quanto concerne l’industria lattiero
casearia propriamente detta, la cui produzione principale è rappresentata dai
formaggi, sono attive 185 imprese ben
distribuite in tutte la province, con una
maggiore presenza nella provincia di Palermo, che annovera 35 imprese dedite
alla produzione di derivati del latte.
La produzione di gelati (senza vendita al
dettaglio) è concentrata maggiormente nella Sicilia Occidentale (province di Palermo,
Trapani e Agrigento).
Le imprese attive nella lavorazione delle
granaglie, produzione di amidi e di prodotti
amidacei sono 142, prevalentemente dedite alla molitura del frumento duro (produzione di farina, semole e semolini).
Anche l’industria della lavorazione e conservazione del pesce (mediante congelamento, surgelamento, salatura, affumicatura, essiccatura, inscatolamento, ecc.) si
concentra per lo più nella Sicilia Occidentale, principalmente in provincia Agrigento
(a Sciacca), Trapani (a Mazara del Vallo)
e Palermo.
L’industria della carne in Sicilia è rappresenta-
Imprese attive nella produzione di oli e grassi vegetali e animali per provincia (numero), 2011
Sicilia
AG
CL
EN
ME
RG
SR
TP
Totale produzione di oli e grassi vegetali e animali
469
83
30
52
27
78
88
30
28
53
Produzione di olio di oliva da olive prevalentemente non di produzione propria
Produzione di olio raffinato o grezzo da semi oleosi o frutti oleosi
prevalentemente non di produzione propria
Produzione di oli e grassi animali grezzi o raffinati
450
81
26
51
27
74
84
27
28
52
17
2
4
..
..
4
3
3
..
1
2
..
..
1
..
..
1
..
..
..
..
..
..
..
..
..
..
..
..
..
Produzione di margarina e di grassi commestibili simili
CT
PA
Fonte: elaborazioni su dati ISTAT, 9° Censimento dell’industria e dei servizi
55
ta per il 54% da imprese per la produzione di
carne non di volatili e di prodotti della macellazione (attività dei mattatoi), per il 42% da im-
prese che realizzano prodotti a base di carne
(carne essiccata, salsicce, salami, prosciutti,
mortadelle, carne in scatola, ecc.) e soltanto
da 3 imprese che lavorano la carne dei volatili.
La provincia di Messina, con 26 industrie, si
segnala come la più rappresentativa.
Imprese attive nella lavorazione e conservazione di frutta e ortaggi per provincia (numero), 2011
Sicilia
AG
CL
CT
EN
ME
PA
RG
SR
TP
248
..
..
70
..
43
32
27
17
26
lavorazione e conservazione delle patate
..
..
..
..
..
..
..
..
..
..
produzione di succhi di frutta e di ortaggi
35
..
..
9
..
12
7
4
..
1
213
..
..
61
..
31
25
23
17
25
Totale lavorazione e conservazione di frutta e ortaggi
lavorazione e conservazione di frutta e di ortaggi (esclusi i succhi di frutta e di ortaggi)
Fonte: elaborazioni su dati ISTAT, 9° Censimento dell’industria e dei servizi
Imprese attive nell’industria lattiero-casearia per provincia (numero), 2011
Sicilia
AG
CL
EN
ME
RG
SR
TP
Totale industria lattiero casearia
214
27
12
24
15
23
42
19
17
35
industria lattiero-casearia, trattamento igienico, conservazione del latte di cui:
185
22
10
22
13
22
35
17
16
28
3
2
1
1
178
22
7
20
12
21
35
17
16
28
29
5
2
2
2
1
7
2
1
7
trattamento igienico del latte
produzione dei derivati del latte
produzione di gelati (senza vendita diretta al pubblico)
Fonte: elaborazioni su dati ISTAT, 9° Censimento dell’industria e dei servizi
56
7
CT
PA
L’industria mangimistica, quasi esclusivamente per l’alimentazione di animali da allevamento, si concentra principalmente in provincia di
Ragusa che annovera il 47% delle imprese del
settore.
L’“industria delle bevande” conta 305 im-
prese, ben distribuite in tutte le province,
ed è rappresentata per l’80% da imprese
dedite alla produzione di vino (245 impre-
Imprese attive nella lavorazione delle granaglie, produzione di amidi e di prodotti amidacei per provincia (numero), 2011
Sicilia
AG
CL
CT
EN
ME
PA
RG
SR
TP
11
Totale lavorazione delle granaglie, produzione di amidi e di prodotti amidacei
142
11
12
25
19
11
26
17
10
lavorazione delle granaglie di cui
141
10
12
25
19
11
26
17
10
11
molitura del frumento
120
8
11
20
16
10
23
15
7
10
molitura di altri cereali
5
2
1
1
1
2
1
lavorazione del riso
altre lavorazioni di semi e granaglie
16
produzione di amidi e di prodotti amidacei (compresa produzione di olio di mais)
1
1
5
2
1
3
1
1
Fonte: elaborazioni su dati ISTAT, 9° Censimento dell’industria e dei servizi
Imprese attive nella lavorazione e conservazione di pesce, crostacei e molluschi per provincia (numero), 2011
Totale lavorazione e conservazione di pesce, crostacei e molluschi
(mediante surgelamento, salatura, ecc.)
Sicilia
AG
CL
104
33
0
CT
3
EN
ME
0
6
PA
31
RG
SR
TP
2
4
25
Fonte: elaborazioni su dati ISTAT, 9° Censimento dell’industria e dei servizi
57
se di cui 110 localizzate in provincia di Trapani). L’industria per la distillazione, rettifica e miscelatura degli alcolici (distillerie,
produzione di amari, limoncello, nocino,
altri liquori, alcool puro, ecc.) è rappresentata da 29 imprese. Altre 22 industrie pro-
ducono bibite analcoliche e acque minerali.
Nell’isola sono presenti anche 6 imprese
che producono birra.
Imprese attive nella produzione di prodotti per l’alimentazione animale per provincia (numero), 2011
Sicilia
AG
CL
CT
EN
ME
PA
RG
SR
TP
Totale produzione di prodotti per l'alimentazione degli animali
59
3
..
6
5
6
2
27
6
4
produzione di mangimi per l'alimentazione degli animali da allevamento
57
3
..
6
5
6
2
27
5
3
2
..
..
..
..
..
..
..
1
1
RG
SR
TP
produzione di prodotti per l'alimentazione degli animali da compagnia
Fonte: elaborazioni su dati ISTAT, 9° Censimento dell’industria e dei servizi
Imprese attive nella lavorazione e conservazione di carne e produzione di prodotti a base di carne per provincia (numero), 2011
Sicilia
AG
CL
CT
EN
ME
PA
Totale lavorazione e conservazione di carne e produzione di prodotti a base di carne
92
2
9
9
3
26
14
5
13
11
lavorazione e conservazione di carne, escluso volatili
50
1
6
5
2
9
8
5
4
10
1
2
1
3
4
1
17
5
6
1
1
lavorazione e conservazione di carne di volatili
produzione di prodotti a base di carne (compresa la carne di volatili)
Fonte: elaborazioni su dati ISTAT, 9° Censimento dell’industria e dei servizi
58
3
39
Imprese attive nell’industria delle bevande per provincia (numero), 2011
Sicilia
AG
CL
CT
EN
ME
PA
RG
SR
TP
305
21
9
41
5
39
48
19
6
117
29
1
2
9
..
3
7
1
..
6
245
19
7
27
3
27
35
11
6
110
produzione di sidro e di altri vini a base di frutta
..
..
..
..
..
..
..
..
..
..
produzione di altre bevande fermentate non distillate
3
..
..
..
1
1
1
..
..
..
produzione di birra
6
..
..
..
..
1
1
3
..
1
..
..
..
..
..
..
..
..
..
..
22
1
..
5
1
7
4
4
..
..
Totale industria delle bevande
distillazione, rettifica e miscelatura degli alcolici
produzione di vini da uve
produzione di malto
industria delle bibite analcoliche, delle acque minerali e di altre acque in bottiglia
Fonte: elaborazioni su dati ISTAT, 9° Censimento dell’industria e dei servizi
59
organizzazioni di produttori
Per il comparto ortofrutticolo, al 2012 risultano riconosciute 46 Organizzazioni di Produttori e una Associazione di OP (Reg. CE
1234/2007). La maggiore presenza di organizzazioni si registra nella Sicilia Orientale,
in particolare nelle province di Siracusa (12
OP), Ragusa (11 OP) e Catania (10 OP). La
superficie ortofrutticola delle aziende aderenti alle OP risulta pari a 28.087 ettari,
dei quali l’86% (pari a 24.066 ettari) desti-
Organizzazioni di Produttori per provincia
(numero), 2012
OP in Sicilia Comparto Ortofrutticolo - superficie in produzione (ettari)
2009
OP (n.)
2010
43
44
Superficie ortofrutticoli (escluso funghi)
29.641,02
Frutta
25.603,20
di cui: colture permanenti
25.603,20
colture non permanenti in pien’aria
-
colture non permanenti in ambiente protetto
2011
2012
44
46
29.824,92
28.086,54
24.382,65
25.953,12
24.066,34
23.022,66
21.854,98
19.867,35
1.252,62
3.994,88
3.941,17
-
107,37
103,27
257,82
Ortaggi e legumi
2.960,53
3.630,35
3.871,80
4.020,20
di cui: in pien’aria
1.436,44
1.900,99
1.979,74
1.977,93
1.524,09
1.729,36
1.892,06
2.042,27
-
1,00
2,00
1,20
in ambiente protetto
Superficie funghi
28.013,00
Fonte: elaborazioni su dati Regione Siciliana - Relazione annuale parte A - Reg. CE 1234/07, anno 2012
60
nato alla coltivazione di frutta, il 14% (pari
a 4.020 ettari) alla coltivazione di ortaggi
e legumi e una minima parte (1,2 ettari) a
quella di funghi. Il valore della produzione
commercializzata, fresca e trasformata si
Provincia
OP
Agrigento
2
Caltanissetta
Catania
2
10
Enna
0
Messina
4
Palermo
4
Ragusa
11
Siracusa
12
Trapani
0
SICILIA
45
Fonte: elaborazioni su dati Regione Siciliana -Assessorato dell’agricoltura, dello sviluppo rurale e della pesca mediterranea
è attestato su 309 milioni di euro. Alla sua
formazione hanno contribuito soprattutto
gli agrumi con oltre il 50% e gli ortaggi con
il 43%, rappresentati principalmente da
pomodori (quasi per il 70%). Meno consistente è l’incidenza della frutta, che ha contribuito per meno del 6%, soprattutto con
uva da tavola e pesche. La maggior parte
della produzione commercializzata è stata
destinata al mercato del fresco (94,1% pari
a circa 291 milioni di euro): in particolare,
il 40,7% a catene di distribuzione e supermercati senza intermediari, il 46,1% al mercato all’ingrosso e il 7,3% ad altre forme di
dettaglio.
Il valore dei prodotti destinati alla trasformazione è stato pari a circa 18 milioni di
euro (5,9% del totale).
OP in Sicilia Comparto Ortofrutticolo destinazione produzione in valore, 2012
5,9%
7,3%
40,7%
OP in Sicilia Comparto Ortofrutticolo - produzione commercializzata (valori in 000 di euro)
2010
2011
2012
Valore produzione commercializzata (fresca e trasformata) 213.440,2
2009
322.699,1
328.034,6
308.951,6
di cui : prodotta da soci dell’OP/AOP
278.995,5
288.828,2
266.703,1
213.440,2
prodotta da soci di altre OP/AOP/GP
-
271,4
235,4
112,9
prodotta da altri non soci OP/AOP/GP
-
43.432,2
38.970,9
42.135,6
Fonte: elaborazioni su dati Regione Siciliana - Relazione annuale parte A - Reg. CE 1234/07, anno 2012
46,1%
GD
Ingrosso
Dettaglio
Trasformazione
Fonte: elaborazioni su dati Regione Siciliana - Relazione
annuale parte A - Reg. CE 1234/07, anno 2012
61
Valore della produzione commercializzata dalle OP (euro)
2009
2010
2011
2012
146.814.363,23
Agrumi
116.253.923,42
152.493.014,26
147.181.089,24
Limoni
41.801.209,03
52.656.280,91
49.083.182,35
39.711.397,00
Arance
67.581.969,45
94.602.124,74
90.410.944,51
84.854.492,64
Mandarini, clementine, satsuma
6.743.667,56
5.176.098,02
6.745.419,35
22.088.423,73
126.671,41
58.510,59
118.925,86
160.049,86
Pompelmi e pomeli
Altri agrumi
Frutta
Cocomeri
Altri meloni
406,00
822.617,17
-
7.379.213,05
15.501.907,86
16.428.636,07
16.119.159,99
737.629,89
1.805.288,73
1.176.658,82
807.660,77
79.280,21
2.113.096,66
638.770,52
2.312.275,91
Pesche
5.243.997,49
5.079.647,42
5.907.621,34
5.562.142,31
Altra frutta fresca
1.318.305,46
Uva da tavola
4.927.867,97
2.011.292,48
1.900.184,56
1.576.007,08
6.603.942,17
4.777.461,61
152.297,41
Prugne e prugnole
-
-
54.013,70
Albicocche
-
-
36.337,04
607.137,42
Ortaggi
80.453.568,03
128.197.255,42
121.669.368,95
126.090.152,00
Pomodori freschi o refrigerati
51.742.743,33
84.486.034,88
85.317.737,70
87.558.548,01
Asparagi
Cetrioli
-
61.779,35
-
271.447,90
313.098,84
57.882,00
440.639,48
476.507,38
segue
62
>> segue
2009
Zucchine
2010
2011
2012
14.538.444,57
25.251.957,23
16.126.508,92
Funghi e tartufi
225.630,00
214.824,00
-
19.394.462,40
-
Carciofi
842.068,19
2.306.897,65
2.777.271,72
1.924.931,31
Fagioli
-
28.451,43
26.407,96
33.140,11
Lattughe e insalate
-
328.055,89
642.207,21
752.714,00
Carote e navoni
4.384.430,58
2.903.102,69
6.380.687,95
5.524.408,34
Melanzane
6.272.968,02
4.267.702,90
7.720.977,97
7.920.908,67
Peperoni
2.134.184,50
817.461,38
1.375.578,46
1.477.836,54
Cavolfiori e cavoli broccoli
320.032,43
755.248,34
Finocchi
130.384,46
-
Altri ortaggi e legumi
-
7.473.106,02
410.934,69
-
9.353.514,44
26.506.957,03
42.755.515,11
19.927.896,23
213.440.218,94
322.699.134,57
328.034.609,37
308.951.571,45
Prodotti ortofrutticoli vari*
TOTALE ORTOFRUTTA
* Rientrano in questa categoria gli ortofrutticoli che rappresentano produzioni secondarie per le OP (le informazioni disponibili per singola OP riportano il valore nominale dei primi 4 prodotti; gli altri prodotti, quando presenti,
vengono inclusi in una categoria unica indistinta)
Fonte: elaborazioni su dati Regione Siciliana - Relazione annuale parte A - Reg. CE 1234/07, anno 2012
63
distribuzione
In Sicilia nel 2013 sono presenti 17.195
esercizi commerciali alimentari al dettaglio,
specializzati e non, in sede fissa, che rappresentano il 24,4% del totale degli esercizi al dettaglio regionali. La categoria più
rappresentata è quella degli esercizi “non
specializzati prevalenza alimentare”, con
8.633 esercizi, seguita dalla categoria “carne e prodotti a base di carne”, con 3.542. I
dati relativi al commercio al dettaglio ambulante, a livello regionale, nel 2013 risultano
quasi invariati (1%) rispetto al 2012, men-
tre la lettura dei dati a livello provinciale
evidenzia una riduzione degli esercizi ad
Agrigento (-5,4%) e ad Enna (-3,8%) e un
incremento a Messina (4,3%) e a Palermo
(3,6%); quest’ultima si conferma la provincia dove si registra la maggiore presenza di
Esercizi commerciali alimentari al dettaglio in sede fissa per provincia, 2013
AG
Prodotti alimentari, bevande e tabacco in esercizi specializzati
CL
CT
EN
ME
PA
RG
SR
TP
Totale
39
11
52
4
33
29
12
12
16
208
Frutta e verdura
119
102
343
45
196
384
106
100
156
1.551
Carni e di prodotti a base di carne
299
204
656
116
574
885
253
287
268
3.542
81
46
255
24
200
232
68
91
120
1.117
Pane, torte, dolciumi e confetteria
78
40
133
51
142
317
36
47
95
939
Bevande
23
31
72
7
55
70
38
45
33
374
Altri prodotti alimentari in esercizi specializzati
55
40
184
10
118
223
61
68
72
831
Pesci, crostacei e molluschi
Non specializzati prevalenza alimentare
844
498
1.568
354
1.286
2.023
567
621
872
8.633
1.538
972
3.263
611
2.604
4.163
1.141
1.271
1.632
17.195
% su totale esercizi commerciali al dettaglio
24,1
25,3
22,6
25,5
26,4
24,5
24,1
23,4
25,4
24,4
Densità (Abitanti/esercizi alimentari)
290
280
330
282
249
299
272
314
264
291
Totale
Fonte: elaborazioni su dati Osservatorio nazionale del commercio – Ministero dello Sviluppo Economico
64
ambulanti (6.436) pari al 30,6% del totale
regionale.
Gli esercizi ambulanti alimentari sono pari
a 3.855 e rispetto al 2012 risultano meno
rappresentativi, sia numericamente (-2,3%)
che come peso relativo rispetto agli ambulanti totali (dal 19% del 2012 al 18% del
2013). Rimane confermata la maggiore presenza di ambulanti alimentari in provincia
di Catania con il 22% del totale regionale.
Il numero degli esercizi commerciali all’ingrosso si attesta su 17.708 unità, 176 esercizi in
meno rispetto al 2012. Il dettaglio provinciale
mostra la perdita di 129 esercizi a Palermo e
l’incremento di 39 esercizi a Siracusa, mentre
nelle altre province il numero si è mantenuto
pressoché costante.
La grande distribuzione alimentare al 31 di-
cembre 2012 è presente in Sicilia con 719 supermercati (il 7,2% del totale nazionale), 468
minimercati (l’8,4% del totale nazionale) e 31
ipermercati (il 5,2% del totale nazionale). Rispetto all’anno precedente si riduce il numero
di supermercati e il numero medio di addetti
(13,1%) mentre aumenta la superficie media
di vendita (798 mq). La riduzione del numero
di supermercati è da imputare prevalentemen-
Esercizi commerciali ambulanti per provincia, 2013
AG
CL
CT
EN
ME
PA
RG
SR
TP
Totale
Non specificato
122
226
552
58
63
212
58
34
114
1.439
Alimentare
465
339
844
140
552
548
322
374
271
3.855
94
138
418
18
307
291
172
105
139
1.682
Abbigliamento e Tessuti
Abbigliamento, Tessuti e Calzature
473
255
1.199
59
960
971
269
238
327
4.751
Calzature e Pelletterie
52
16
135
6
58
145
21
28
33
494
873
156
1.327
41
542
4.058
387
275
367
8.026
Altri Articoli
Mobili e Articoli di uso domestico
Totale
73
17
147
9
178
211
24
31
56
746
2.152
1.147
4.622
331
2.660
6.436
1.253
1.085
1.307
20.993
Fonte: elaborazioni su dati Osservatorio nazionale del commercio – Ministero dello Sviluppo Economico
65
te alla provincia di Palermo (-23% esercizi e
-29% addetti) e in misura minore a Siracusa
(-6%) e a Trapani (-2%). In tutte le altre province, al contrario, si è avuto un incremento.
Per quando riguarda gli ipermercati, si regi-
stra una superficie media superiore a quella
nazionale (6.308 mq, contro 6.055 mq degli
ipermercati italiani), ma un numero medio di
addetti inferiore (102 contro 137). I minimercati, la cui presenza resta significativa, dispon-
gono di una superficie media di 303 mq e di un
numero medio di addetti pari a 6, in linea con
la media nazionale. Ciò conferma come nell’Isola, soprattutto nei piccoli centri, sopravviva la
tendenza a considerare l’approvvigionamento
Distribuzione degli esercizi commerciali all’ingrosso per specializzazione merceologica, 2013
Provincia
Agrigento
Caltanissetta
Catania
Enna
Macchinari e
attrezzature
Materie prime agricole Prodotti alimentari, Prodotti intermedi non
e animali vivi
bevande e tabacco agricoli, rottami e cascami
Altri prodotti
Altri prodotti di
consumo finale
Totale
150
58
579
282
62
376
92
64
232
193
23
215
1.507
819
563
146
1.638
820
102
1.825
5.094
36
25
94
67
9
71
302
Messina
260
106
516
466
78
600
2.026
Palermo
470
124
879
619
95
1.349
3.536
Ragusa
167
138
658
375
28
267
1.633
Siracusa
117
25
421
207
46
242
1.058
Trapani
215
59
628
373
54
404
1.733
SICILIA
2.070
745
5.645
3.402
497
5.349
17.708
Fonte: elaborazioni su dati Osservatorio nazionale del commercio – Ministero dello Sviluppo Economico
66
di beni alimentari concettualmente separato
da quello degli altri beni di consumo e come
lo stesso avvenga preferibilmente nel contesto
rionale. Infatti, gli ipermercati, sovente localizzati in zone periferiche, e che, oltre a generi
alimentari, offrono spesso una vasta gamma
di altri prodotti, anche a prezzi vantaggiosi,
vengono considerati meta di acquisti specifici
e per lo più occasionali, mentre vengono privilegiati i minimercati e i supermercati per la
spesa alimentare abituale.
I centri commerciali di maggiori dimensioni si
trovano in provincia di Catania, con ipermercati in media di 8.183 mq, in lieve diminuzione rispetto all’anno precedente.
Grande distribuzione alimentare per ripartizione provinciale, 2013
Provincia
Agrigento
87
Supermercati
Sup. di vendita
mq
65.221
473
3
Ipermercati
Sup. di vendita
mq
14.858
104
76
Caltanissetta
38
29.756
489
1
2.946
40
25
7.838
132
215
N.
Catania
Addetti
N.
Addetti
N.
Minimercati
Sup. di vendita
mq
22.573
Addetti
383
131
114.119
2.178
8
65.461
1.237
30
10.095
Enna
40
24.707
335
1
2.770
37
19
5.953
117
Messina
95
73.994
1.294
4
23.789
186
94
27.794
594
Palermo
87
69.102
1.493
6
27.133
539
59
18.973
387
Ragusa
42
33.931
657
2
21.534
374
28
8.912
169
Siracusa
91
82.171
1.367
6
37.047
656
65
18.638
410
Trapani
108
80.736
1.168
0
0
0
72
21.379
407
SICILIA
719
573.737
9.454
31
195.538
3.173
468
142.155
2.814
Fonte: elaborazioni su dati Osservatorio nazionale del commercio – Ministero dello Sviluppo Economico
67
consumi alimentari
Il livello della spesa media mensile delle
famiglie siciliane nel 2012 si è attestato su
1.628,18 euro, il 32,7% in meno rispetto
al livello di spesa delle famiglie italiane
(2.419,27 euro) e il 15% in meno di quelle
del Sud Italia (1.919,74 euro). Osservando
il trend degli ultimi cinque anni, si osserva che, mentre a livello nazionale la spesa
media delle famiglie risulta in crescita dal
2009 al 2011, nell’isola l’andamento rimane sempre negativo, sebbene con variazioni annue decrescenti. Nella spesa mensile
delle famiglie siciliane l’incidenza più significativa spetta all’abitazione (27,7%), seguita dagli acquisti per consumi alimentari, che rappresentano il 27,1% della spesa
complessiva, contro il 19,2% registrato a
livello nazionale. Notevolmente al di sotto
del dato nazionale è l’incidenza della spesa
per il tempo libero (2,4% contro il 4,1% nazionale), così come quella per l’istruzione
(0,8% contro 1,2%), mentre rimane più
alta la quota relativa all’acquisto dei tabacchi (1,5% contro 0,8%).
68
Spesa media mensile delle famiglie per gruppo di spesa (incidenza % sul totale), 2012
Gruppo di spesa
Italia %
Sud %
Isole %
Sicilia %
Alimentari e bevande
19,4
25,0
26,1
27,0
Tabacchi
0,8
1,1
1,3
1,5
Abbigliamento e calzature
5,0
5,7
5,6
5,4
28,9
25,9
28,7
27,7
5,6
6,0
6,0
5,8
Arredamenti, ecc.
4,8
5,0
4,2
4,1
Sanità
3,6
3,4
3,5
3,5
Abitazione
Combustibili ed energia
14,5
12,8
12,8
12,7
Comunicazioni
Trasporti
1,9
2,2
2,2
2,2
Istruzione
1,2
1,2
0,8
0,8
2,4
Tempo libero, cultura e giochi
Altri beni e servizi
Totale in valore assoluto (euro)
Fonte: elaborazioni su dati ISTAT
4,1
3,3
2,5
10,2
8,4
6,3
6,9
2.419,28
1.919,74
1.692,67
1.628,17
Andamento della spesa media mensile familiare (euro)
2.500
Italia
Sud
Isole
2.250
Sicilia
2.000
1.750
1.500
2008
2009
2010
2011
2012
Fonte: elaborazioni su dati ISTAT
69
commercio estero
Nel 2012 il valore dell’export agroalimentare siciliano si è attestato su 977,8 milioni di euro, in calo rispetto al 2011 (-7,3%),
mentre quello dell’import è stato pari a
821,9 milioni di euro, mostrando una contrazione del 5,2%. La bilancia commerciale
agroalimentare presenta un saldo positivo
di 156 milioni di euro, inferiore rispetto a
quello dell’anno precedente (+181,6 milioni di euro). In particolare, si è avuta una
contrazione delle esportazioni nel settore
primario (-14,4%), e nell’Industria alimentare (-5,1%), mentre sono aumentate le
esportazioni di bevande (15,2%). Le importazioni del settore primario si sono contratte del 15,7%, quelle delle bevande sono
diminuite dell’8%, mentre le importazioni
dell’industria alimentare sono rimaste sostanzialmente invariate.
Nel 2012 i succhi di frutta (principalmente
agrumi) hanno alimentato un importante
flusso commerciale verso i mercati esteri,
70
rappresentando il 13,1% del valore delle
esportazioni agroalimentari siciliane, seguti dall’uva da tavola (11%) e dal pomodoro (10,2%). Sul fronte delle importazioni, il
principale approvvigionamento agroalimentare della Sicilia dall’estero riguarda i prodotti degli allevamenti e, in particolare, le
carni suine (10,9%) e bovine (10,5%), mentre i pesci lavorati e i formaggi rappresentano, ciascuno, circa il 7% delle importazioni
agroalimentari dell’Isola.
I principali mercati di sbocco dei prodotti siciliani sono Francia, Germania, Regno Unito e USA mentre i principali fornitori sono
Francia, Spagna e Germania.
Il valore del saldo normalizzato (SN), che
esprime il grado di dipendenza dall’estero,
del settore agroalimentare siciliano nel
2012 è risultato pari a 8,7 (contro il -9,3 di
quello nazionale), dimostrando la buona performance commerciale della Sicilia.
Principali dati sugli scambi con l’estero,
2012
PRIMI 4 PRODOTTI O AGGREGATI
Esportazioni
%
Succhi di frutta
13,1
Importazioni
%
Carni suine
10,9
Uva da tavola
11,0
Carni bovine
10,5
Pomodori
10,2
Pesci lavorati
7,3
8,7
Formaggi
7,1
Vini confezionati
PRIMI 6 PAESI O AREE PARTNER
Esportazioni
%
Francia
19,0
Germania
19,0
Regno Unito
Importazioni
Francia
%
24,5
Spagna
13,6
9,8
Germania
10,6
5,7
Stati Uniti d'America
7,1
Paesi Bassi
Svizzera
4,5
Vietnam
4,1
Spagna
4,4
Tunisia
3,2
Fonte: INEA, “Il Commercio con l’Estero dei prodotti Agroalimentari
2012”
Commercio estero per principali comparti agroalimentari (mil. euro), 2012
IMPORTAZIONI
mln euro
Cereali
Legumi ed ortaggi freschi
Legumi ed ortaggi secchi
Agrumi
Altra frutta fresca
Frutta secca
Vegetali filamentosi greggi
Semi e frutti oleosi
Cacao, caffè, tè e spezie
Prodotti del florovivaismo
Altri prodotti agricoli
Animali vivi
Altri prodotti degli allevamenti
Prodotti della silvicoltura
Prodotti della pesca
Settore primario
Derivati dei cereali
Zucchero e prodotti dolciari
34,47
13,80
1,70
3,61
20,18
35,81
0,09
4,51
36,90
14,92
0,77
24,10
1,55
3,17
16,73
212,32
13,06
4,75
% su Agro
Alimentare
4,2
1,7
0,2
0,4
2,5
4,4
0,0
0,6
4,5
1,8
0,1
2,9
0,2
0,4
2,0
25,8
1,6
0,6
ESPORTAZIONI
% su
Italia
1,4
1,7
0,7
1,3
2,0
4,9
0,1
0,6
2,2
3,1
1,0
1,7
0,3
0,4
2,4
1,8
1,1
0,2
mln euro
22,60
128,39
2,26
64,78
115,46
29,04
0,01
0,38
0,30
46,69
0,05
0,26
0,86
1,54
13,91
426,52
28,90
3,15
% su Agro
Alimentare
2,3
13,1
0,2
6,6
11,8
3,0
0,0
0,0
0,0
4,8
0,0
0,0
0,1
0,2
1,4
43,6
3,0
0,3
Variazioni % 2012/2011
% su
Italia
14,7
11,5
5,6
40,2
4,7
10,7
0,1
0,6
0,3
6,9
0,1
0,5
1,2
1,2
10,2
7,4
0,7
0,2
SN
-20,8
80,6
14,1
89,4
70,2
-10,4
-80,0
-84,5
-98,4
51,6
-87,8
-97,9
-28,6
-34,6
-9,2
33,5
37,8
-20,3
Import
-41,5
-9,0
-14,3
39,1
-0,7
-16,4
57,0
-1,8
11,3
-9,9
-52,5
-7,5
-18,0
-3,5
-26,4
-15,7
73,1
-26,4
Export
-68,9
-6,8
-2,6
-20,1
6,4
4,1
4,9
-19,1
55,6
-4,0
-14,5
-1,7
8,9
-16,4
-12,7
-14,4
4,8
-14,7
segue
71
>> segue
IMPORTAZIONI
mln euro
Carni fresche e congelate
Carni preparate
Pesce lavorato e conservato
Ortaggi trasformati
Frutta trasformata
Prodotti lattiero-caseari
Olii e grassi
Mangimi
Altri prodotti alimentari trasformati
Altri prodotti non alimentari
Industria alimentare
Vino
Altri alcolici
Bevande non alcoliche
Industria delle bevande
Industria alimentare e bevande
Totale bilancia agroalimentare
Totale bilancia commerciale
192,06
4,11
148,67
26,12
16,75
79,99
22,34
28,75
29,13
6,94
572,7
1,59
34,44
0,93
37,0
609,64
821,96
20.998,08
Fonte: INEA, “Il Commercio con l’Estero dei prodotti Agroalimentari 2012”
72
% su Agro
Alimentare
23,4
0,5
18,1
3,2
2,0
9,7
2,7
3,5
3,5
0,8
69,7
0,2
4,2
0,1
4,5
74,2
100,0
ESPORTAZIONI
% su
Italia
4,2
1,2
4,2
3,0
3,0
2,2
0,8
1,6
1,7
0,5
2,3
0,5
3,5
0,5
2,5
2,3
2,1
5,5
mln euro
10,84
0,93
35,01
10,38
136,21
11,97
35,75
2,68
45,11
101,25
422,2
100,40
24,02
4,84
129,3
551,45
977,97
13.051,65
% su Agro
Alimentare
1,1
0,1
3,6
1,1
13,9
1,2
3,7
0,3
4,6
10,4
43,2
10,3
2,5
0,5
13,2
56,4
100,0
Variazioni % 2012/2011
% su
Italia
1,0
O,1
9,4
0,5
12,8
0,5
2,0
0,4
1,7
20,9
2,1
2,1
2,9
0,9
2,1
2,1
3,0
3,4
SN
-89,3
-63,1
-61,9
-43,1
78,1
-74,0
23,1
-82,9
21,5
87,2
-15,1
96,9
-17,8
67,8
55,5
-5,0
8,7
-23,3
Import
9,9
12,2
-8,6
-6,8
-30,5
-4,4
-25,6
13,0
12,2
55,1
-0,7
17,4
-8,7
-15,1
-8,0
-1,2
-5,4
11,3
Export
-9,1
6,0
-19,0
-4,9
-2,6
-7,6
23,2
27,1
-21,2
-4,1
-5,1
2,6
172,6
-11,4
15,2
-1,0
-7,4
21,8
strutturA delle aziende agricole
AZIENDE AGRICOLE e imprese attive
Secondo i dati del 6° Censimento dell’agricoltura dell’ISTAT, la Sicilia è la seconda regione d’Italia, dopo la Puglia, per numero di
aziende agricole, che nel 2010 ammontano a
219.677, pari al 13,6% del totale nazionale.
Risulta, inoltre, una Superficie Agricola Totale (SAT) pari a 1.549.417 ettari (il 9,1%
del totale nazionale) e una Superficie Agricola Utilizzata (SAU) di 1.387.521 ettari (il
10,8% del totale nazionale). Dal confronto con il Censimento precedente emerge
una forte riduzione del numero di aziende
(-37,1%), superiore a quella riscontrata nel
resto del paese e un incremento della superficie, sia SAT che SAU, in controtendenza
rispetto al dato medio nazionale.
Altro dato interessante è quello relativo
all’incremento, nel decennio intercensuario, della superficie media aziendale che
passa da 3,7 a 6,3 ettari. La spiegazione di
ciò va ricercata negli effetti delle politiche
comunitarie e dell’andamento dei mercati,
che hanno determinato la fuoriuscita di un
gran numero di piccole aziende, favorito le
compravendite, le acquisizioni e gli accorpamenti, e di conseguenza concentrato le
attività agricole e zootecniche in strutture
fisicamente ed economicamente più forti. Si
nota, quindi, come sia in atto un processo di
cambiamento che ha avvicinato le dimensioni dell’unità produttiva della Sicilia a quelle
delle altre regioni d’Italia e d’Europa.
Prendendo in considerazione i dati di Infocamere risulta che nel corso dell’ultimo
quadriennio (2009-2013), il numero delle
imprese attive nel settore agricoltura,
silvicoltura e pesca, si è ridotto di 13.828
unità, pari a circa il 14%.
Scendendo nel dettaglio delle tipologie giu-
Aziende agricole e superficie agricola, 2010
Aziende (n.)
2010
Sicilia
Sud e Isole
Italia
219.677
SAU (Ha)
Var % 2010/00
2010
Var % 2010/00
2010
Var % 2010/00
-37,1
1.387.521
8,4
1.549.417
6,5
971.770
-29,9
6.095.560
3,8
7.446.750
-3,8
1.620.884
-32,4
12.856.048
-2,5
17.081.099
-9,0
Fonte: elaborazioni su dati Istat, 6° e 5° Censimento generale dell’agricoltura.
74
SAT (Ha)
ridiche risulta che la diminuzione ha interessato le imprese individuali, con una perdita netta di 14.805 unità (-16%), mentre
sono aumentate le forme di gestione societaria, seppur con incrementi in termini assoluti piuttosto modesti. In particolare, le
società di capitali sono cresciute del 54%,
quelle di persone del 20%, mentre le “Altre
forme” del 3,2%.
La riduzione delle imprese attive ha interessato in generale tutte le province sici-
liane. Nelle province con la maggiore concentrazione di imprese, Catania (17,6%),
Trapani (16,6%) e Agrigento (13,9%), si
sono registrate contrazioni, rispettivamente, del 15%, del 16% e del 19%. Consistente è stata anche la perdita di imprese nelle
province di Palermo (-16%), Caltanissetta
(-15%) ed Enna (-14%), mentre a Siracusa
si è avuta una riduzione dell’8,5% e a Ragusa e Messina dell’8%.
Imprese attive in agricoltura, silvicoltura e pesca per tipologia giuridica (numero)
2009
2010
2011
2012
Società di capitali
715
820
936
1.022
2013
1.102
Società di persone
2.530
2.591
2.790
2.944
3.036
Imprese individuali
91.301
87.026
83.536
80.246
76.496
Altre forme
2.622
2.642
2.724
2.708
2.706
Totale
97.168
93.079
89.986
86.920
83.340
Imprese attive in agricoltura, silvicoltura e pesca per tipologia giuridica (media 2009-2013)
3,0%
1,0%
3,1%
92,9%
Società di capitali 919
Società di persone 2.778
Imprese individuali 83.721
Altre forme 2.680
Fonte: elaborazioni su dati infocamere
Fonte: elaborazioni su dati Infocamere.
75
Imprese attive in agricoltura, silvicoltura e pesca per provincia (numero), 2009 e 2013
2009
2013
Variazione 2013/09
n.
%
n.
%
n.
%
14.297
14,7
11.546
13,9
-2.751
-19,2
Caltanissetta
6.060
6,2
5.138
6,2
-922
-15,2
Catania
17.240
17,7
14.649
17,6
-2.591
-15
Enna
5.788
6,0
4.985
6,0
-803
-13,9
Agrigento
Messina
6.655
6,8
6.129
7,4
-526
-7,9
Palermo
12.902
13,3
10.803
13
-2.099
-16,3
Ragusa
9.975
10,3
9.191
11
-784
-7,9
Siracusa
7.914
8,1
7.238
8,7
-676
-8,5
Trapani
16.426
16,9
13.813
16,6
-2.613
-15,9
Totale
97.257
100,0
83.340
100,0
-13.917
-14,3
Fonte: elaborazioni su dati Infocamere.
76
coltivazioni
La superficie delle coltivazioni presenti in
Sicilia nel 2012 è costituita per circa il
40%, pari a 589.065 ettari, da seminativi, tra i quali risalta il grano duro (21,7%
delle SAU regionale e 22,6% della superfici nazionale della coltura), per il 31%
(465.470 ettari) da prati permanenti e
pascoli e per il restante 29% (435.025 et-
tari) dalle coltivazioni legnose agrarie, tra
le quali spiccano l’olivo (11,3% della SAU
regionale e 16,4% della superficie olivetata nazionale) e la vite (9,4% della SAU
Distribuzione della superficie investita per colture principali (ettari), 2012
5,9%
4,3%
22,4%
9,1%
10,9%
9,3%
Cereali e coltivazioni industriali
Foraggere
Prati permanenti e pascoli
Ortaggi
Olivo
Vite
Fruttiferi e altre arboree
Agrumi
5,7%
32,4%
Fonte: elaborazioni su dati ISTAT
77
regionale e 19,1% della superficie vitata
nazionale). Esaminando i dati dell’ultimo
quinquennio, emerge una contrazione della superficie destinata ai seminativi del
6,4%, pari a 104.301 ettari. Particolarmente significative sono state le riduzioni
di superficie per leguminose da granella e
ortaggi in pien’aria, mentre aumentano le
coltivazioni di foraggere avvicendate e di
ortaggi in ambiente protetto.
Le arboree registrano nel complesso una
lieve riduzione (-1,3%), essenzialmente
determinata dal calo subito dagli agrumi
che, nel quinquennio, perdono 6.236 ettari (-9%). Sostanzialmente stabili appaiono
le superfici dedicate a olivo (-0,5%), vite
(+0,8%) e fruttiferi (+0,4%).
Le variazioni più rilevanti riguardano i
prati permanenti e pascoli, che da 361.169
ettari nel 2008 passano a 465.470 nel
2012 (+28,9%).
78
Superficie agricola utilizzata per principali coltivazioni e variazioni %, 2012
SAU (Ha)
2012
Cereali e coltivazioni industriali
Var.%
2012/10
Var.%
2012/08
322.169
-2,4
-11,6
Leguminose da granella
11.213
-27,4
-35,8
Ortaggi in piena aria
64.352
-14,4
-14,1
Ortaggi in serra
5.920
59,2
11,5
Piante da tubero
11.239
-2,1
-2,8
Foraggere avvicendate
120.892
8,7
11,9
Prati permanenti e pascoli
465.470
2,6
28,9
Olivo
156.882
-1,6
-0,5
Vite
130.960
5,7
0,8
Fruttiferi e altre arboree
84.910
2,8
0,4
Agrumi
62.273
-8,0
-9,1
Fonte: elaborazioni su dati ISTAT
allevamenti
Secondo i dati dell’ultimo Censimento generale dell’agricoltura dell’ISTAT risulta che nel 2010 le aziende zootecniche
siciliane erano 15.308 (il 16% in meno
rispetto al 2000). Prendendo in considerazione i dati dell’Anagrafe Nazionale Zootecnica risulta che le aziende con capi
iscritti nel 2012 ammontano a 28.428
unità, pari al 5% del totale nazionale.
Riguardo alla consistenza, l’Anagrafe
conta 1.399.346 capi (il 5,9% del totale nazionale), rappresentati per Il
60,7% dagli ovini, cui seguono i bovini
(24,0%), i caprini (9,9%), gli equini
(2,7%) e i suini (2,6%). Dal confronto
con i dati dell’anno precedente, si nota
un netto aumento del numero di capi
equini (+23,3%), un discreto incremento di quelli bufalini (+7,3%), mentre si è
ridotto il numero di capi bovini, caprini
e ovini.
È bene sottolineare che i dati del Censimento dell’ISTAT e quelli dell’Anagrafe
vanno esaminati distintamente. Infatti,
il confronto diretto è reso incongruente
dal differente sistema di rilevazione e
registrazione delle due fonti. In particolare, si segnala la situazione degli allevamenti equini, per i quali il campo di
osservazione dell’ISTAT (6° Censimento
dell’agricoltura) esclude la gestione di
scuderie di cavalli da corsa e di scuole
di equitazione.
Aziende con allevamenti per specie (numero), 2000 e 2010
Aziende
Bovini
Bufalini
2010
2000
9.153
9.045
Var %
2010/00
1,2
21
9
133,3
741
1.924
-61,5
Equini
3.156
2.575
22,6
Ovini
5.633
5.979
-5,8
Caprini
2.073
2.276
--8,9
Avicoli
589
2.525
-76,6
Suini
Fonte: elaborazioni su dati ISTAT – 5° e 6° Censimento generale dell’agricoltura
79
Variazioni % delle aziende con allevamenti e
del numero di capi per specie
Aziende con allevamenti e numero di capi per specie di bestiame, 2012
Specie
Sicilia
Italia
Specie
Aziende
Capi
Aziende
Capi
10.786
335.197
170.036
5.554.545
7
1.268
3.200
377.156
Equini
13.523
38.108
123.439
399.154
Ovini
6.301
849.685
91.212
7.310.739
Caprini
1.232
138.679
51.919
1.078.614
Suini
1.601
36.409
132.435
8.858.651
Avicoli
528
-
19.194
-
Avicoli
9
-
1.920
-
Bovini
Bufalini
Acquacoltura
Fonte: elaborazioni su dati Anagrafe Nazionale Zootecnica
80
Var.% 2012/2011
Aziende
Capi
Bovini
-1,7
Bufalini
16,7
7,3
Equini
5,0
23,3
Ovini
0,5
-1,5
Caprini
0,7
-2,0
Suini
2,4
1,6
21,7
-
-
-
Acquacoltura
Fonte: elaborazioni su dati Anagrafe Nazionale Zootecnica
-3,9
lavoro
Il 6° Censimento generale dell’agricoltura dell’ISTAT quantifica il lavoro prestato
presso le aziende agricole siciliane nel
2010 in quasi 22 milioni di giornate, mostrando una netta diminuzione rispetto al
2000 (-23%). Tale trend è perfettamente
in linea con l’andamento nazionale, che
nello stesso periodo ha fatto registrare
una riduzione del numero di giornate
lavorative pari al 23,4%. La riduzione
del numero di giornate è dovuta quasi
esclusivamente alla manodopera familiare (-29,3%), mentre la manodopera extra
familiare rimane essenzialmente invariata (-0,8%), pur con un forte incremento
della componente a tempo indeterminato
(+53,8%).
La manodopera familiare rimane tuttavia lo “zoccolo duro” del lavoro agricolo
in Sicilia fornendo oltre il 71% del lavoro
aziendale (51,3% il conduttore, 10,4% il
coniuge e 9,7% gli altri familiari). Il restante 28,6% viene fornito da lavoratori
esterni, in massima parte a tempo deter-
minato (26,3%) e per una quota modesta
a tempo indeterminato (2,4%).
In complesso si ha una prevalenza della
manodopera agricola maschile (67,3%)
che risulta leggermente superiore alla
media nazionale (62,9%). Un dato da evidenziare è quello della incidenza della manodopera extrafamiliare femminile (solo il
15,1%) che risulta essere quasi la metà di
quella nazionale.
Giornate di lavoro per categoria di manodopera aziendale (numero), 2000 e 2010
2010
Manodopera familiare
2000
Var % 2010/00
15.565.445
22.025.242
11.183.893
14.707.716
-24,0
2.267.127
3.905.630
-42,0
di cui: conduttore
coniuge
altri familiari
Altra manodopera aziendale
di cui: a tempo indeterminato
a tempo determinato
Totale manodopera aziendale
-29,3
2.114.425
3.411.896
-38,0
6.247.102
6.296.584
-0,8
519.492
337.840
53,8
5.727.610
5.958.744
-3,9
21.812.547
28.321.826
-23,0
Fonte: elaborazioni su dati ISTAT – 5° e 6° Censimento generale dell’agricoltura
81
Manodopera aziendale per categoria (numero persone), 2010
Manodopera familiare
di cui: conduttore
Sicilia
Mezzogiorno
Italia
363.693
1.737.839
2.932.651
1.603.709
217.779
965.207
coniuge
81.527
442.835
696.084
altri familiari e parenti
64.387
329.797
632.858
126.419
580.433
939.103
24.746
73.371
163.145
in forma saltuaria
80.502
450.547
695.557
non assunti direttamente dall’azienda
21.171
56.515
79.401
Manodopera non familiare
di cui: in forma continuativa
Fonte: elaborazioni su dati ISTAT – 6° Censimento generale dell’agricoltura
Incidenza categorie di manodopera aziendale per genere, 2010
Manodopera familiare
maschi
femmine
Manodopera extrafamiliare
maschi
femmine
Totale manodopera
maschi
femmine
Sicilia
62,2%
37,8%
84,9%
15,1%
67,3%
32,7%
Italia
60,8%
39,2%
70,0%
30,0%
62,9%
37,1%
Fonte: elaborazioni su dati ISTAT – 6° Censimento generale dell’agricoltura
82
imprese straniere
Secondo i dati di Infocamere, gli imprenditori agricoli stranieri presenti in Italia, nell’ultimo trimestre del 2012, sono
17.286. Toscana e Sicilia sono le regioni
con le maggiori presenze, rispettivamente
pari a 2.392 e 2.206, e assieme ragguagliano il 27% del totale nazionale. Si evidenzia
che il 31,2% degli imprenditori agricoli
stranieri presenti sul territorio nazionale
è rappresentato da svizzeri e tedeschi. In
Sicilia dette nazionalità costituiscono addirittura il 48% del totale. In particolare i
soli tedeschi ragguagliano il 30%.
A tal proposito, va sottolineato l’interesse di investitori stranieri nei confronti
dell’agroalimentare made in Sicily, grazie
al forte appeal di alcuni comparti, in particolare il vitivinicolo di qualità, e di alcuni
territori, quali le pendici dell’Etna e le isole
minori (Pantelleria ed Eolie).
Buona è anche la presenza di imprese agricole tunisine, che rappresentano il 12% del
totale. Va inoltre sottolineato che le imprese condotte da tunisini in Italia, nella metà
Distribuzione degli imprenditori agricoli
stranieri per paese di provenienza (numero),
3° trimestre 2012.
Paesi (primi 10)
Imprenditori
stranieri
Distribuzione degli imprenditori agricoli
stranieri per regione (numero), 3° trimestre
2012
Regioni
Imprenditori
stranieri
Svizzera
2.768
Toscana
2.392
Germania
2.629
Sicilia
2.206
Francia
1.332
Veneto
1.235
Romania
916
Lazio
1.215
Stati Uniti
755
Campania
1.199
Gran Bretagna
741
Piemonte
1.049
Belgio
570
Emilia Romagna
1.000
Albania
541
Puglia
940
Tunisia
486
Lombardia
824
805
481
Abruzzo
Totale primi 10 paesi
11.219
Umbria
Totale
17.286
Altre regioni
Venezuela
Fonte: elaborazioni su dati Infocamere (INEA “Le imprese straniere nel
settore agricolo in Italia”, 2013)
ITALIA
720
3.701
17.286
Fonte: elaborazioni su dati Infocamere (INEA “Le imprese straniere nel
settore agricolo in Italia”, 2013)
83
dei casi (49,6%), sono localizzate nell’isola. La ragione di ciò va ricercata, oltre che
nella prossimità geografica, nell’esistenza
84
di reti etniche sul territorio regionale.
Infatti, la presenza di connazionali con
esperienze simili rappresenta spesso un
incentivo, in quanto in grado di assicurare
aiuto e assistenza nell’avvio delle attività
imprenditoriali.
risorse naturali e multifunzionalità
85
uso dei prodotti chimici
In Sicilia l’acquisto dei prodotti fitosanitari
è legato soprattutto alla lotta contro le patologie fungine (peronospora, oidio, muffa
grigia). Tuttavia, negli ultimi sei anni si
è assistito a una riduzione dell’impiego di
fungicidi, che da circa 13 mila tonnellate
utilizzate nel 2007 è passato a poco più di
8 mila tonnellate nel 2012. Analogamente è
diminuito, seppur in misura minore, anche
l’impiego di erbicidi, insetticidi e acaricidi.
Su ciò ha sicuramente influito la crescente
attenzione della comunità internazionale
nei confronti della salubrità dei prodotti
agroalimentari e della tutela dell’ambiente, anche attraverso l’uso equilibrato dei
mezzi fitosanitari e l’adozione di sistemi di
difesa integrata e biologica. A tal proposito va segnalato che a partire dal 2014 in
Andamento dell’uso dei prodotti fitosanitari per categoria (tonnellate)
14000
12000
10000
8000
Fungicidi
6000
Insetticidi e acaricidi
4000
Erbicidi
2000
Vari
0
Trappole (n X 100)
2007
2008
Fonte: elaborazioni su dati ISTAT
86
2009
2010
2011
2012
Italia, come già avvenuto nel resto d’Europa, la difesa integrata è diventata obbligatoria. Infatti, attraverso il PAN, “Piano di
azione nazionale” per l’applicazione della
“direttiva quadro sull’uso sostenibile dei
pesticidi” (Dir. 2009/128/CE recepita
nell’ordinamento nazionale con il D. Lgs
150/2012), verranno attuate specifiche
misure con l’obiettivo di ridurre l’impatto
dei mezzi chimici di sintesi sull’ambiente e
sulla salute umana. In particolare, le principali azioni riguarderanno: formazione
degli operatori (utilizzatori professionali,
distributori, consulenti); informazione e
sensibilizzazione dei consumatori; certificazione e controllo delle attrezzature
per la distribuzione dei fitofarmaci; tutela
dell’ambiente acquatico e delle aree naturali protette; manipolazione, stoccaggio dei
prodotti fitosanitari e trattamento degli
imballaggi; monitoraggio dell’applicazione
della Direttiva.
Dai dati ISTAT risulta, inoltre, un certo ridimensionamento del ricorso alle trappole,
che da 77 mila pezzi nel 2007 è passato a
circa 34 mila nel 2012. Il dettaglio dell’impiego delle diverse categorie per provincia
vede incidenze differenti a seconda della
diffusione delle tipologie colturali nei vari
territori. Così a Trapani e Agrigento, dove
sono presenti le maggiori superfici a vigneto, i fungicidi incidono, rispettivamente,
per l’87,4% e per il 76,8%. A Catania, dove
sono concentrati i più significativi impianti
di agrumeto, si fa un consistente ricorso
a insetticidi e acaricidi (40,4%), mentre a
Variazione % 2012-11 dei prodotti fitosanitari distribuiti per uso agricolo, per categoria e per
provincia
Fungicidi
Insetticidi e
acaricidi
Erbicidi
Vari
Totale
Trapani
-1,2
-33,5
6,2
0,4
-2,0
Palermo
-9,9
-83,0
-197,4
-174,4
-49,0
Messina
-87,4
-15,8
-40,5
-169,3
-55,9
Agrigento
-9,9
-14,1
36,6
-22,0
-6,6
-50,9
-30,6
5,3
-80,3
-44,1
-8,3
-42,1
35,9
10,6
10,5
-55,9
-17,6
8,6
-2,7
-19,5
Caltanissetta
Enna
Catania
Ragusa
-10,7
-23,8
20,8
-28,1
-18,2
Siracusa
-91,3
-36,4
1,2
-46,3
-42,3
Fonte: elaborazioni su dati ISTAT
87
se paragonato al resto del paese. Nel corso
del 2012 sono stati distribuiti complessivamente 141.354 tonnellate di fertilizzanti. Di questi, quasi il 46% è rappresentato
da concimi minerali, il 33,5% da ammendanti e il 20,7% da concimi organici e
organo-minerali. Scendendo nel dettaglio
Erbicidi
Insetticidi e acaricidi
1.000
Fungicidi
Fonte: elaborazioni su dati ISTAT
88
Siracusa
Ragusa
Catania
Enna
Caltanissetta
Agrigento
Messina
Palermo
Trapani
0
Concimi organici
15.000
10.000
5.000
Concimi minerali
Fonte: elaborazioni su dati ISTAT
Siracusa
2.000
Concimi organo-minerali
Ragusa
Vari
Catania
3.000
Ammendanti
Enna
Biologici
Caltanissetta
4.000
50.000
45.000
40.000
35.000
30.000
25.000
20.000
Agrigento
5.000
Messina
6.000
delle singole province, si evidenzia il peso
di Ragusa e Catania che assieme concentrano il 57,8% dei fertilizzanti utilizzati
nell’isola. In particolare, Catania ragguaglia il 43,9% degli ammendanti e Ragusa
oltre il 35% dei concimi minerali distribuiti complessivamente.
Uso dei fertilizzanti per categoria e per provincia (tonnellate), 2012
Palermo
Uso dei prodotti fitosanitari per categoria e per provincia (tonnellate),
2012
Trapani
Ragusa, dove sono maggiormente diffusi gli
ortaggi, si utilizzano principalmente fungicidi (44,6%) e prodotti vari (45,1%).
Per quanto riguarda i fertilizzanti, va segnalato che in Sicilia l’apporto di elementi
nutritivi alle colture è in generale piuttosto equilibrato, almeno in termini relativi,
energie rinnovabili
la provincia con il consumo più elevato
è Ragusa (105,7 GWh), seguita da Catania (93,6 GWh) e Siracusa (79,1 GWh).
Nel 2012 la produzione lorda di energia
elettrica in Italia è stata di circa 300
mila GWh dei quali oltre 92 mila GWh
Andamento dei consumi di energia elettrica in Sicilia e in Italia (GWh)
350.000
300.000
250.000
Italia
200.000
Sicilia
150.000
100.000
50.000
0
1972
1974
1976
1978
1980
1982
1984
1986
1988
1990
1992
1994
1996
1998
2000
2002
2004
2006
2008
2010
2012
In Sicilia, i consumi annuali di energia elettrica negli ultimi quarant’anni
sono passati da 7.601 GWh nel 1972 a
19.087,8 GWh nel 2012. Il fabbisogno
siciliano rappresenta il 6,2% del totale
nazionale e nel corso del periodo di riferimento tale incidenza si è mantenuta
costante. Rispetto al 2011 si è registrata una diminuzione dell’1,5% dei consumi, dato leggermente inferiore rispetto
a quello nazionale (-1,9%). Il consumo
per abitante, nel 2012, è stato pari a
3.824 kWh, attestandosi ben al di sotto del dato italiano, pari a 5.168 kWh.
Scendendo nel dettaglio per settore, si
nota come in Sicilia i consumi di energia riguardino per il 2,2% l’agricoltura,
per il 35,4% l’industria, per il 30,5% il
terziario e per circa il 32% gli usi domestici. La provincia con il maggiore consumo è Siracusa, dove peraltro si trovano i principali poli industriali dell’Isola,
seguita da Catania e Palermo. Invece,
per quanto concerne il settore agricolo,
Fonte: elaborazioni su dati TERNA
89
90
Andamento dei consumi di energia elettrica per abitante in Sicilia e in Italia (kWh)
6000
Sicilia
5000
Italia
4000
3000
2012
2010
2008
2006
2004
2002
2000
1998
1996
1994
1992
1990
1988
1986
1984
1982
1980
1978
1976
1000
1974
2000
1972
provengono da fonti rinnovabili (30%),
mentre in Sicilia ha raggiunto circa
24.000 GWh, di cui 4.749 GWh (circa
il 20%) da fonti rinnovabili. Di questi
ultimi, circa il 63% deriva da impianti
eolici, il 32% da impianti fotovoltaici e
il restante 5% da impianti idroelettrici
e bioenergie. La produzione siciliana da
fonti rinnovabili rappresenta il 5,1%
del totale nazionale e copre il 25% circa
del fabbisogno regionale. La produzione di energia eolica di 2.996 GWh, pari
al 22,3% del totale nazionale, pone la
Sicilia al secondo posto, dietro la Puglia, tra le regioni italiane. Invece, nel
fotovoltaico, con 1.511,5 GWh prodotti,
la Sicilia si colloca al 4° posto evidenziando un notevole incremento rispetto
all’anno precedente (+55,6%).
Nel complesso la produzione di energia
rinnovabile in Sicilia è cresciuta del
31,6% rispetto all’anno precedente, facendo registrare un aumento superiore
rispetto al dato nazionale (+10%).
Fonte: elaborazioni su dati TERNA
Produzione di energia rinnovabile in Sicilia e in Italia per fonte (GWh), 2012
Idrica
Eolica
Fotovoltaica Geotermica Bioenergie
Totale
Var. %
2012/2011
Sicilia
171,7
2.995,9
1.511,5
-
69,6
4.748,7
31,6
Italia
41.874,9
13.407,1
18.861,7
5.591,7
12.486,9
92.222,3
10,0
Fonte: elaborazioni su dati TERNA
Secondo i dati TERNA, nel 2012 in Sicilia operavano 32.005 impianti fotovoltaici e 92 impianti eolici.
Secondo i dati del GSE (Gestore Servizi Energetici), aggiornati al 19 marzo
2014, il numero di impianti fotovoltaici incentivati in produzione è pari a
37.792, per una potenza installata di
1.209,86 MW. La provincia con il maggior numero di impianti è Catania con
7.026, seguita da Palermo (4.881), Siracusa (4.726) e Agrigento (4.659 impianti). La maggiore potenza installata
si registra, invece, in provincia di Agrigento per un totale di 193 MW, seguita
Impianti fotovoltaici per provincia, potenza installata e potenza media (dati aggiornati al 19 marzo 2014)
Provincia
Impianti (n.) Potenza installata (MW)
Potenza media (kW/impianto)
Incremento % potenza installata 2014/2013
Agrigento
4.659
193,18
41,46
2,21
Caltanissetta
2.869
77,96
27,17
11,84
Catania
7.026
179,91
25,61
8,14
Enna
1.548
68,03
43,95
5,24
Messina
3.820
44,88
11,75
8,47
Palermo
4.881
145,05
29,72
8,35
Ragusa
4.022
189,22
47,05
12,52
Siracusa
4.726
186,04
39,37
3,19
Trapani
4.241
125,59
29,61
3,95
Totale
37.792
1.209,86
32,01
6,67
Fonte: elaborazioni su dati GSE - Atlasole
91
da Ragusa con 189 MW e da Siracusa
con 186 MW. La potenza media regionale per impianto è pari a 32 kW, variando
dal minimo di 11,75 kW della provincia
di Messina al massimo di 47 kW della
provincia di Ragusa.
A livello regionale, l’impianto che eroga
la potenza maggiore è situato nel territorio comunale di Trapani, con una potenza di 19,3 MW, mentre il più piccolo
si trova a Chiaramonte Gulfi (RG), con
appena 1 kW di potenza.
Consumi di energia elettrica per provincia e per categoria (GWh), 2012
Agricoltura
Terziario
Domestico
Totale
Agrigento
27,7
161,2
427,5
522,8
1.139,2
Caltanissetta
16,9
642,6
265,4
296,4
1.221,3
Catania
93,6
1.028,6
1.384,7
1.266,4
3.773,3
Enna
12,1
48,8
171,3
174,7
406,9
Messina
22,5
948,0
813,4
782,9
2.566,8
Palermo
32,6
403,4
1.399,3
1.530,9
3.366,2
Ragusa
105,7
451,8
373,6
392,7
1.323,8
Siracusa
79,1
2.796,2
462,8
512,6
3.850,7
Trapani
28,8
213,9
487,8
557,8
Totale
419,0
6.694,5
5.785,8
6.037,2
2,2
35,4
30,5
31,9
Incidenza %
*Al netto dei consumi F.S. per trazione pari a GWh 151,5
Fonte: elaborazioni su dati Terna
92
Industria
1.288,3
18.936,5*
100,0
foreste e aree protette
Secondo l’inventario forestale, realizzato
dal Comando del Corpo Forestale della Regione Siciliana nel 2009, le foreste dell’isola occupano una superficie di 512.121 ettari, pari a circa il 5% del totale nazionale.
Le province più interessate sono Messina e
Palermo, che assieme ragguagliano oltre il
53% dell’intera superficie boscata regionale; seguono Catania, Enna e Siracusa, che
insieme rappresentano un ulteriore 30%.
Le formazioni forestali coprono quasi il
20% della superficie regionale e sono distribuite piuttosto equamente tra “boschi”
(53,6%), per lo più “boschi alti”, e “altre
terre boscate” (46,4%), spesso rappresentate da arbusteti. I boschi puri sono
costituiti per la maggior parte da latifoglie,
soprattutto cerreti, concentrati nelle province di Messina (Nebrodi e Peloritani) e
di Catania (Etna), seguiti dagli eucalipteti,
distribuiti prevalentemente nelle province
di Caltanissetta, Enna, Catania, Agrigento
e Palermo. Tra le categorie forestali maggiormente presenti nei “boschi alti” spic-
cano i querceti di rovere e roverella, particolarmente diffusi nelle montagne delle
province Palermo e Messina.
Per comprendere l’importanza del ruolo
svolto dalle formazioni forestali vanno
considerati, da un lato, la particolare orografia dell’isola, rappresentata per l’86%
da collina e montagna, con poche superfici
pianeggianti e pendici scoscese con pendenze alte e/o medio-alte e, dall’altro, il
Distribuzione delle superficie forestale per provincia (Ha), 2009
7,9%
3,9%
6,2%
4,0%
2,8%
13,7%
20,7%
8,3%
Agrigento
Caltanissetta
Catania
Enna
Messina
Palermo
Ragusa
Siracusa
Trapani
31.828
20.473
69.907
42.707
165.687
106.224
14.546
40.588
20.161
32,4%
Fonte: elaborazioni su dati del Corpo Forestale Regione Siciliana
93
clima con precipitazioni spesso intense e
concentrate. L’attitudine della copertura
forestale siciliana è in primo luogo di difesa
idrogeologica del territorio e pertanto va
salvaguardata con particolare attenzione.
Il valore ambientale del territorio siciliano
si esprime anche attraverso le aree naturali protette che comprendono quattro
Parchi regionali, che hanno un’estensione
di 185.551 ettari (7,2% della superficie
dell’isola) e 76 riserve naturali regionali, istituite in base alla L.R. 98/1981 per
Superficie forestale regionale per categorie inventariali, 2009
Macro-categorie
Categorie
Boschi alti
Boschi
Impianti di arboricoltura da legno
Aree temporaneamente prive di soprasuolo
4.003
1,5
11.949
4,3
100,0
Boschi bassi
7.561
3,2
Boschi radi
12.677
5,3
Boscaglie
851
0,4
Arbusteti
101.161
42,6
Aree boscate inaccessibili o non classificate
115.417
48,5
Totale
237.667
100,0
Totale superficie forestale
Fonte: elaborazioni su dati del Corpo Forestale Regione Siciliana
94
258.502
% su
macrocategorie
94,2
274.454
Totale
Altre terre boscate
Superficie
(ha)
512.121
% su
superficie
forestale
% su
superficie
regionale
53,6
10,7
46,4
9,2
100,0
19,9
una superficie complessiva di 85.164
ettari (3,3% della superficie dell’isola).
La competenza circa la tutela delle aree
a valenza ambientale fa capo alla Regione tramite l’Assessorato del Territorio
e dell’Ambiente, mentre a tutt’oggi non
esistono parchi e riserve statali, pur essendo stata prevista l’istituzione del Parco Nazionale dei Monti Iblei. Per quanto
riguarda la Rete Natura 2000, nell’isola
sono stati individuati 219 Siti di Importanza Comunitaria (SIC) e 29 Zone di
Protezione Speciale (ZPS), ai sensi della
Direttiva “Uccelli”. Altre zone di grande
importanza ambientale sono le 6 aree
umide d’interesse internazionale (DPR n.
448 del 13/03/1976), che si estendono
per circa 3.404 ettari complessivi.
Inoltre, a tutela dell’ambiente marino
sono state istituite 5 Aree Naturali Marine e 1 Riserva Naturale Marina, con una
superficie complessiva pari a 79.304 ettari a mare.
Parchi regionali, 2010
Estensione Ha
Anno istituzione
Ente gestore
39.941,18
1989
Ente Parco
Parco dei Nebrodi
85.587,37
1993
Ente Parco
Parco dell’Etna
58.095,00
1987
Ente Parco
1.927,48
2001
Ente Parco
Parco delle Madonie
Parco Fluviale dell’Alcantara
Fonte: D.M. del 27/04/2010 del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare
Aree Marine Protette, 2010
Anno
istituzione
1991
Comune di Favignana
2.173,00
1997
Capitaneria di Porto di Palermo
15.951,00
1986
623,00
1989
Area Naturale Marina Plemmirio
2.429,00
2004
Area Naturale Marina Isola Pelagie
4.136,00
2002
Capitaneria di Porto di Palermo
Consorzio tra Comune di Aci Castello e
Università di Catania
Consorzio tra Provincia di Siracusa e
Comune di Siracusa
Comune di Lampedusa e Linosa
Riserva
Riserva Naturale Marina Isole Egadi
Area Naturale Marina Capo Gallo – Isola delle
Femmine
Area Naturale Marina Ustica
Area Naturale Marina Isola di Ciclopi
Estensione
Ha a mare
53.992,00
Ente gestore
Fonte: D.M. del 27/04/2010 del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare
95
Riserve Naturali, 2010
Riserva
RNO Foce del Fiume Platani
RNO-RNI Isola di Linosa e Lampione
RNO Monte Cammarata
RNO Monte San Calogero (Kronio)
RNO Isola di Lampedusa
RNO Torre Salsa
RNI Maccalube di Aragona
RNI Grotta di S. Angelo Muxaro
RNO Sughereta di Niscemi
RNI Geologica di Contrada Scaleri
RNO Lago Soprano
RNO Biviere di Gela
RNI Lago Sfondato
RNO Monte Capodarso e Valle dell’Imera meridionale
RNI Monte Conca
RNO Bosco Santo Pietro
RNO La Timpa di Acireale
RNI Complesso Immacolatella e Micio Conti
RNO Oasi del Simeto
RNO Fiume Fiumefreddo
RNI Isola Lachea e Faraglioni dei Ciclopi
Estensione Ha
206,88
266,87
2.049,37
52,25
369,68
761,62
256,45
20,41
2.939,37
3,13
59,79
331,88
13,13
1.485,12
245,00
6.559,38
225,34
69,9
1.859,16
10,38
3,41
Anno istituzione
1984
1997
2000
2000
1995
2000
1995
2000
1997
1997
2000
1997
1997
1999
1995
1999
1999
1998
1984
1984
1998
Ente gestore
Azienda Foreste Demaniali
Azienda Foreste
Azienda Foreste
Azienda Foreste
LEGAMBIENTE
WWF
LEGAMBIENTE
LEGAMBIENTE
Azienda Foreste
Provincia di Caltanissetta
Provincia di Caltanissetta
LIPU
LEGAMBIENTE
ITALIA NOSTRA
CAI
Aziende Foreste
Aziende Foreste
Università di Catania
Provincia di Catania
Provincia di Catania
Università Catania
Provincia
Agrigento (3.983,53 Ha)
Caltanissetta (5.077,42 Ha)
Catania (8.727,57 Ha)
segue
96
>> segue
Riserva
RNO Rossomanno-Grottascura-Bellia
RNO Sambuchetti Campanito
RNO Monte Altesina
RNS Lago di Pergusa
RNO Vallone di Piano della Corte
RNO Bosco di Malabotta
RNO Fiumedinisi e Monte Scuderi
RNO-RNI Isola di Filicudi e scogli Canna e Montenassari
RNO Isola di Alicudi
RNO-RNI Isola di Panarea e scogli vicinori
RNO-RNI Isola di Stromboli e Strombolicchio
RNO-RNI Isola di Vulcano
RNI Vallone Calcagna sopra Tortorici
RNO Isola Bella
RNO Laghetti di Marinello
RNO Laguna di Capo Peloro
RNO Le Montagne delle Felci e dei Porri
RNO Bosco di Favara e Bosco Granza
RNO Bosco della Ficuzza, Rocca Busambra, Bosco del
Cappelliere e Gorgo del Drago
RNO Capo Gallo
RNO Monte Carcaci
Estensione Ha
2.011,45
2.358,33
744,00
402,50
194,38
3.221,95
3.543,45
635,93
371,25
283,05
1.052,50
1.361,85
37,24
10,49
401,25
68,12
1.079,00
2.977,50
Anno istituzione
2000
2000
1997
1995
2000
1997
1998
1997
1997
1997
1997
1997
2000
1998
1998
2001
1984
1997
Ente gestore
Azienda Foreste
Azienda Foreste
Azienda Foreste
Provincia di Enna
Università di Catania
Azienda Foreste
Azienda Foreste
Azienda Foreste
Azienda Foreste
Aziende Foreste
Aziende Foreste
Aziende Foreste
Aziende Foreste
WWF
Provincia di Messina
Provincia di Messina
Provincia di Messina
Azienda Foreste
7.398,30
2000
Azienda Foreste
585,83
1.437,87
2001
1997
Azienda Foreste
Azienda Foreste
Provincia
Enna (5.710,66 Ha)
Messina (12.066,08 Ha)
Palermo (30.432,62 Ha)
segue
97
>> segue
Riserva
RNO Monte Genuardo e Santa Maria del Bosco
RNO Monte S. Calogero
RNO Pizzo Cane, Pizzo Trigna e grotta Mazzamuto
RNO Monti di Palazzo Adriano e Valle del Sosio
RNO Serre della Pizzuta
RNO Isola di Ustica
RNO Bagni di Cefalà Diana e Chiarastella
RNO Capo Rama
RNI Grotta Conza
RNI Grotta di Carburangeli
RNI Grotta Entella
RNO Isola delle Femmine
RNO Monte Pellegrino
RNO Serre di Ciminna
RNI Grotta dei Puntali
RNO Cavagrande del Cassibile
RNO Pantalica, Valle dell'Anapo e T. Cava Grande
RNO Oasi faunistica di Vendicari
RNI Complesso speleologico Villasmundo S. Alfio
RNO Fiume Ciane e Saline
RNI Grotta Monello
Estensione Ha
2.552,91
2.818,95
4.643,74
5.862,07
414,37
204,37
137,88
21,12
4,37
4,91
10,63
15,00
1.016,87
310,63
15,3
1.059,62
3.712,07
1.512,18
71,66
316,68
59,16
Anno istituzione
1997
1998
2000
1997
1998
1995
1997
2000
1995
1995
1995
1997
1995
1997
2002
1984
1997
2004
1998
1984
1998
Ente gestore
Azienda Foreste
Azienda Foreste
Azienda Foreste
Azienda Foreste
Azienda Foreste
Provincia di Palermo
Provincia di Palermo
WWF
CAI
LEGAMBIENTE
CAI
LIPU
Rangers d’Italia
Provincia di Palermo
Gruppi di Ricerca Ecologica
Azienda Foreste
Azienda Foreste
Azienda Foreste
Università di Catania
Provincia di Siracusa
Università di Catania
Provincia
Palermo (30.432,62 Ha)
Siracusa (6.797,12 Ha)
segue
98
>> segue
Riserva
RNI Grotta Palombara
RNO Saline di Priolo
RNS Macchia Foresta del Fiume Irminio
RNO Pino d’Aleppo
RNO Monte Cofano
RNO Isola di Pantelleria
RNO Zingaro
RNO Isole dello Stagnone di Marsala
RNO Saline di Trapani e Paceco
RNO Bosco di Alcamo
RNO Foce del Fiume Belice e dune limitrofe
RNI Grotta di Santa Ninfa
RNI Lago Preola e Gorghi Tondi
Estensione Ha
11,25
54,50
134,70
3.632,00
537,50
2.626,69
1.600,00
2.012,15
910,60
199,00
241,25
139,37
335,62
Anno istituzione
1998
2000
1985
1990
1997
1998
1981
1984
1995
1984
1984
1995
1998
Ente gestore
Università di Catania
LIPU
Provincia di Ragusa
Provincia di Ragusa
Azienda Foreste
Azienda Foreste
Azienda Foreste
Provincia di Trapani
WWF
Provincia di Trapani
Provincia di Trapani
LEGAMBIENTE
WWF
Provincia
Siracusa (6.797,12 Ha
Ragusa (3.766,70 Ha)
Trapani (8.602,18 Ha)
Fonte: D.M. del 27/04/2010 del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare
99
incendi
Dai dati del Corpo Forestale dello Stato e
del Corpo Forestale della Regione Siciliana
risulta che il 2012 è stato per la Sicilia un
anno particolarmente critico. Infatti, dal
confronto con le altre regioni d’Italia, risulta che nell’isola si è registrato il più alto
numero di incendi, con 1.270 roghi (15%
del totale nazionale) e si è avuta la maggiore superficie totale percorsa dal fuoco, con
55.740 ettari (42% del totale nazionale),
dei quali circa il 49% rappresentato da boschi (27.326 ettari). Va sottolineato che i
roghi sono stati di grosso impatto, con una
superficie media incendiata pari a circa 44
ettari, contro il dato nazionale di 16 ettari.
I maggiori danni al patrimonio forestale
si sono avuti nella provincia di Palermo
con più di 11.500 ettari di bosco andati in
fumo, seguita da Messina con poco meno
di 5.000 ettari, Trapani con 3.500 ettari e
Catania con circa 2.300 ettari.
Il fenomeno degli incendi in Sicilia assume
connotazioni di gravità allarmante. Infatti
il trend in continua crescita, per numero e
100
Superficie boscata percorsa dal fuoco per
regione (Ha), 2012
14,5%
Cause incendi in Sicilia
7,9%
7,5%
4,8%
8,8%
4,1%
6,0%
22,5%
36,7%
Lazio 5.597
87,3%
Campania 6.531
Puglia 4.472
Calabria 16.750
Sicilia 27.326
Sardegna 3.057
Altre 10.799
Fonte: elaborazioni su dati del Servizio Antincendi Boschivi del Corpo
Forestale Regione Siciliana
non classificabili
dolose
colpose
Fonte: elaborazioni su dati del Servizio Antincendi Boschivi del Corpo
Forestale Regione Siciliana
dimensione, come mostrano le linee di tendenza del grafico, ha determinato un forte
impoverimento del substrato vegetale con
pesanti ripercussioni ambientali. È importante sottolineare che la stragrande maggioranza degli incendi è di origine dolosa
(87%) e che, pertanto, la salvaguardia del
territorio non può prescindere dall’attivazione di efficaci misure di controllo.
60.000
1.400
50.000
1.200
1.000
40.000
800
30.000
600
20.000
400
10.000
numero incendi
superficie percorsa dal fuoco (ettari)
Numero di incendi e superficie (boscata e totale) percorsa dal fuoco
200
2011
2012
2010
2009
2008
2007
2006
2005
2003
2004
2002
2001
2000
1999
1998
1997
1996
1995
1993
1994
1992
1991
1990
1989
1988
1987
1986
1985
1983
1984
1982
0
1981
0
anni
superficie boscata
superficie totale
numero incendi
linea di tendeza sup. boscata
linea di tendenza sup. totale
linea di tendenza n° incendi
Fonte: elaborazioni su dati del Servizio Antincendi Boschivi del Corpo Forestale Regione Siciliana
101
prodotti a denominazione e di qualità
Al 1° marzo 2014 la Sicilia conta 28
produzioni a denominazione d’origine registrate, delle quali 17 a Denominazione
d’Origine Protetta (DOP) e 11 ad Indicazione Geografica Protetta (IGP). I prodotti DOP sono rappresentati da 1 prodotto
di panetteria, 6 prodotti ortofrutticoli, 6
oli d’oliva e 4 formaggi. I prodotti IGP
sono costituiti da 9 prodotti ortofrutticoli, 1 prodotto a base di carne e dal Sale
Marino di Trapani. I prodotti ortofrutticoli, con complessive 15 denominazioni,
costituiscono la categoria più numerosa
seguita dagli oli d’oliva e dai formaggi.
In Italia, alla stessa data, i prodotti a
denominazione registrati sono 243, di
cui 143 DOP, 98 IGP e 2 STG. I prodotti
siciliani rappresentano, quindi, l’11,5%
del totale dei prodotti a denominazione
Italiani. I primi prodotti ad essere registrati, nel giugno del 1996, sono stati
l’Arancia Rossa di Sicilia, il Cappero di
Pantelleria e il Pecorino Siciliano, l’ultimo, in ordine di tempo, ad essere stato
102
Prodotti DOP e IGP in Sicilia al 1° marzo 2014
Categoria di prodotto
Denominazione
Piacentinu Ennese
Vastedda della valle del Belìce
Formaggi
Ragusano
Pecorino Siciliano
Valdemone
Valle del Belice
Monte Etna
Oli di oliva
Monti Iblei
Val di Mazara
Valli Trapanesi
Ficodindia di San Cono
Ciliegia dell'Etna
Arancia di Ribera
Pistacchio verde di Bronte
Ficodindia dell'Etna
Nocellara del Belice
Limone di Siracusa
Ortofrutticoli freschi o trasformati Carota Novella di Ispica
Pesca di Leonforte
Limone Interdonato Messina
Pomodoro di Pachino
Uva da tavola di Mazzarrone
Uva da tavola di Canicattì
Cappero di Pantelleria
Arancia Rossa di Sicilia
Prodotti a base di carne
Salame S. Angelo
Prodotti di panetteria
Pagnotta del Dittaino
Altri prodotti
Sale Marino di Trapani
Tipo
DOP
DOP
DOP
DOP
DOP
DOP
DOP
DOP
DOP
DOP
DOP
DOP
DOP
DOP
DOP
DOP
IGP
IGP
IGP
IGP
IGP
IGP
IGP
IGP
IGP
IGP
DOP
IGP
Fonte: Regione Siciliana – Assessorato dell’agricoltura, dello sviluppo rurale e della pesca mediterranea
Data di registrazione
15/02/2011
29/10/2010
02/07/1996
21/06/1996
05/02/2005
21/08/2004
26/08/2003
02/07/2003
25/01/2001
25/11/1997
15/03/2013
22/12/2011
04/02/2011
13/01/2010
26/08/2003
21/01/1998
04/02/2011
18/12/2010
16/07/2010
12/11/2009
05/04/2003
05/04/2003
25/11/1997
21/06/1996
21/06/1996
26/09/2008
18/06/2009
11/12/2012
registrato è il Ficodindia di San Cono.
Nel 2013 è stata presentata la domanda
per l’ottenimento del riconoscimento del
marchio di qualità IGP Pescabivona3.
Per quanto concerne i vini, i riconoscimenti riguardano 23 DOC, 1 DOCG (Cerasuolo di Vittoria) e 7 IGT.
Vini DOCG, DOC e IGT in Sicilia a marzo 2014
Denominazione
Cerasuolo di Vittoria
Alcamo
Contea di Sclafani
Contessa Entellina
Delia Nivolelli
Eloro
Erice
Etna
Faro
Malvasia delle Lipari
Mamertino o Mamertino di Milazzo
Marsala
Menfi
Monreale
Pantelleria
Noto
Tipo
DOCG
DOC
DOC
DOC
DOC
DOC
DOC
DOC
DOC
DOC
DOC
DOC
DOC
DOC
DOC
DOC
Denominazione
Riesi
Salaparuta
Sambuca di Sicilia
Santa Margherita di Belice
Sciacca
Sicilia
Siracusa
Vittoria
Avola
Camarro
Fontana Rossa di Cerda
Salemi
Salina
Valle del Belice
Terre Siciliane
Tipo
DOC
DOC
DOC
DOC
DOC
DOC
DOC
DOC
IGT
IGT
IGT
IGT
IGT
IGT
IGT
Fonte: Regione Siciliana – Assessorato dell’agricoltura, dello sviluppo rurale e della pesca mediterranea
La campagna della Pescabivona con marchio IGP dovrebbe partire già a giugno 2014, in quanto il disciplinare e il dispositivo sono in fase di revisione e quindi sono prossimi
all’applicazione.
3
103
agricoltura biologica
Secondo i dati SINAB al 31 dicembre
2012, la Sicilia è al primo posto in Italia
per numero di operatori, con 7.918 unità (+6% rispetto all’anno precedente),
seguita da Calabria e Puglia. Se disaggregato, tale dato rivela una massiccia
presenza di produttori esclusivi (7.056)
e una molto più modesta di produttori/
preparatori (339), che pur in aumento
rispetto agli anni precedenti (nell’ultimo
quinquennio sono più che raddoppiati)
rappresentano meno del 5% del totale dei
produttori biologici dell’isola (la media
nazionale è del 9,1%). Si rileva, inoltre,
che la Sicilia si colloca al quarto posto tra
le regioni italiane, dopo Emilia Romagna,
Lombardia e Veneto, per numero di preparatori esclusivi (510, pari al 9,1% del
totale nazionale), mentre appena 13 sono
gli importatori che svolgono anche attività di produzione e preparazione.
In termini di superficie, si registra un
aumento del 2,8% rispetto all’anno precedente. La Sicilia è leader a livello nazio-
104
nale nei comparti agrumicolo con 12.241
ettari (il 42,5% del totale nazionale), viticolo con 16.144 ettari (il 27,2% a livello
italiano), della frutta secca con 7.769 ettari (il 20,6% del totale nazionale) e delle
piante da radice con 157 ettari (36%).
Con riferimento alla distribuzione colturale, il 21,8% è rappresentato da prati e
pascoli permanenti, seguono le foraggere
(19,3%), i cereali (18,2%), le coltivazioni olivicole (9,6%) e le viticole (8,3%).
Secondo i dati del SINAB, per quanto concerne la zootecnia biologica, la Sicilia nel
2012 si colloca al primo posto in Italia per
numero di aziende, pari a 1.735, con un
incremento di circa il 12% rispetto all’anno precedente, e ragguaglia il 22,5% del
totale nazionale (7.714 allevamenti).
Complessivamente, la filiera dei prodotti
biologici in Sicilia si caratterizza per alcuni aspetti apparentemente contraddittori. All’elevata potenzialità produttiva
regionale non corrisponde un’adeguata
presenza di prodotti sui mercati, soprat-
Superficie biologica in Sicilia per coltura,
%, 2012
7,3%
18,2%
21,8%
1,9%
1,8%
5,3%
19,3%
6,3%
9,6%
8,3%
cereali 35.233
colture proteiche, leguminose da granella 3.711
ortaggi 3.500
foraggere avvicendate 37.339
vite 16.144
olivo 18.554
agrumi 12.241
fruttiferi 10.281
prati permanenti e pascoli 42.213
altre coltivazioni 14.136
Fonte: elaborazioni su dati Sinab
tutto a livello nazionale, e la quota di
prodotto trasformato è modesta anche
a causa dell’obsolescenza di parte delle
strutture siciliane.
Molte imprese non sono in grado di concentrare l’offerta e raggiungere una massa critica adeguata alle esigenze della
GDO, ma non mancano casi di imprese di
successo, soprattutto tra quelle integrate
verticalmente e operanti nell’ambito del
sistema cooperativistico.
Tuttavia, come evidenziato dai dati SINAB, il numero di produttori/preparatori
è quasi raddoppiato negli ultimi quattro
anni così come è cresciuto dell’11% circa
quello dei preparatori esclusivi, evidenziando un’evoluzione positiva del settore
verso una maggiore integrazione verticale. Con riguardo ai canali di commercializzazione alternativi alla GDO, la Sicilia,
pur in grande ritardo rispetto alle regioni
del Centro-Nord, ha registrato nel corso
degli ultimi anni un’importante crescita.
Per esempio, i siti e-commerce specializ-
Superfici Oggetto d’Impegno - misura 214
az. 1B agricoltura biologica - per coltura
(ettari), 2013
Superfici Oggetto d’Impegno - misura 214
az. 1B agricoltura biologica - per provincia
(ettari), 2013
Colture
SOI
Provincia
SOI
Cereali
22.460,26
Agrigento
10.660,40
Colture proteiche, leguminose da granella
7.585,99
Colture industriali
31,18
Colture foraggere
Caltanissetta
9.239,51
Catania
20.229,88
47.097,73
Enna
40.500,81
Ortaggi
3.896,88
Messina
31.979,52
Frutta
1.701,25
Palermo
47.991,77
Frutta in guscio
8.440,05
Ragusa
7.926,81
Agrumi
13.122,95
Siracusa
21.062,63
Vite
21.554,71
Trapani
19.940,91
Olivo
21.100,97
SICILIA
209.532,26
Altre colture permanenti
13,07
Prati e pascoli (escluso il pascolo magro)
25.965,67
Pascolo magro
36.492,48
Piante aromatiche
Totale
Fonte: elaborazioni su dati Regione Siciliana, Assessorato dell’agricoltura, dello sviluppo rurale e della pesca mediterranea
69,07
209.532,26
Fonte: elaborazioni su dati Regione Siciliana, Assessorato dell’agricoltura, dello sviluppo rurale e della pesca mediterranea
105
zati per la vendita di prodotti bio hanno
raggiunto l’11,5% del totale nazionale.
Basse, invece, sono le percentuali che
riguardano la presenza di negozi bio (appena 35, il 2,7% del totale nazionale),
mercatini (3,4%) e ristoranti bio (1,7%).
Le 12 mense scolastiche bio presenti in Sicilia (appena l’1% del totale nazionale) testimoniano ancora il ritardo della regione
per quanto concerne l’educazione alimentare e ambientale dei più giovani.
106
In Sicilia sono presenti due OP Biologiche
localizzate una ad Acireale (CT) e l’altra a Bagheria (PA). Entrambe sono
specializzate nella produzione e nella
commercializzazione di agrumi e ortofrutta in genere.
Un forte impulso all’introduzione e al
mantenimento dell’agricoltura biologica
è stato dato dal PSR con la Misura 214
“Pagamenti agroambientali” azione 1B Agricoltura Biologica, grazie alla quale,
nel corso del 2013, sono stati sostenuti
209.532 ettari. Dall’analisi della Superficie Oggetto d’Impegno (SOI) risulta
che le colture più rappresentate sono i
prati permanenti e i pascoli (29,8%) e
le foraggere (22,5%), seguite da cereali
(10,7%), vite (10,3%) e olivo (10,1%).
Le province maggiormente rappresentate sono Palermo (22,9% della SOI
regionale), Enna (19,3%), e Messina
(15,3%).
agriturismo e fattorie didattiche
Secondo l’ISTAT (Report sull’agriturismo,
2012) risulta che le aziende agrituristiche siciliane rappresentano il 2,9% degli
agriturismi italiani e il 15,7% di quelli
relativi al Mezzogiorno. Nel quinquennio
2008-2012 gli agriturismi sono aumentati del 31,7% a livello regionale, mentre,
nel Mezzogiorno e in Italia l’incremento
è più contenuto, pari rispettivamente al
4,1% e al 10,8%.
Gli agriturismi dell’isola gestiti da donne nel 2012 sono risultati in crescita
(+4,9%), a fronte di una leggerissima
riduzione a livello nazionale (-0,1%). Tuttavia, negli ultimi 5 anni, il divario tra i
Aziende agrituristiche e fattorie/aziende didattiche accreditate per provincia, posti letto e ristorazione (numero), 2012
Aziende
agrituristiche
Aziende agrituristiche
con posti letto
Agrigento
29
29
564
Caltanissetta
23
19
264
20
Catania
92
85
1.559
Enna
33
31
492
107
106
1.702
Messina
Posti
letto
Aziende
agrituristiche
con ristorazione
21
Provincia
Posti
ristorazione
Fattoria-Azienda
didattica accreditata
779
3
1.253
3
64
2.914
7
31
1.405
2
90
3.221
4
Palermo
94
86
1.805
83
6.092
6
Ragusa
60
49
918
44
2.442
1
Siracusa
112
100
1.878
81
3.432
4
Trapani
46
43
841
32
1.276
4
SICILIA
596
548
10.023
466
22.814
34
Fonte: elaborazioni su dati Regione Siciliana - Assessorato dell’agricoltura, dello sviluppo rurale e della pesca mediterranea
107
generi si è allargato e nel 2012 le aziende
agrituristiche a conduzione femminile si
sono attestate sul 35%.
La distribuzione altimetrica mostra la
netta prevalenza degli agriturismi collinari (63% sul totale) seguiti da quelli
montani (23%), mentre le strutture delle
aree pianeggianti rappresentano appena
il 14%. Tali dati confermano il prezioso
contributo fornito dall’agriturismo al
mantenimento e al consolidamento delle
attività agricole e al presidio del territorio nelle aree interne e spesso svantaggiate.
108
Dai dati dell’Assessorato regionale dell’agricoltura, dello sviluppo rurale e della
pesca mediterranea, nel 2012 risultano
accreditate 596 strutture agrituristiche
per un totale di 10.023 posti letto autorizzati e 22.814 posti ristorazione. La
provincia con il maggior numero di strutture e posti letto è Siracusa (112 strutture e 1.878 posti letto), seguita da Messina, Palermo e Catania. La provincia che
offre il maggior numero di posti per la
ristorazione è Palermo (6.092), seguita
da Siracusa (3.432) e Messina (3.221).
In Sicilia si registra, in media, un numero
di 18 posti letto per struttura, variando
da un minimo di 14, in provincia di Caltanissetta, ad un massimo di 21 nella provincia di Palermo e di 49 posti ristorazione per azienda, con una forbice molto
ampia che da un minimo di 36, in provincia di Messina, arriva ad un massimo di
73, in provincia di Palermo.
Le aziende e le fattorie didattiche accreditate nel 2012 sono in totale 34, delle
quali 7 in provincia di Catania e 6 in
provincia di Palermo, confermando che
i maggiori bacini d’utenza ricadono nelle
più grandi aree metropolitane dell’isola.
agricoltura sociale
Con l’espressione “agricoltura sociale” si
fa riferimento a quell’insieme di attività
che utilizzano le risorse dell’agricoltura
per la realizzazione di percorsi di inserimento socio-lavorativo o di co-terapia per
persone che vivono situazioni di disagio
(problemi psichiatrici, disabilità psico-motorie, dipendenze, devianze, ecc.) o per l’erogazione di servizi per alcune fasce della
popolazione (bambini, anziani).
L’agricoltura sociale si basa su valori di
reciprocità, gratuità e mutuo aiuto. Gli
ambiti coinvolti sono diversi (produttivo,
socio-sanitario, educativo, ecc.) e variano
in base al tipo di attività svolta.
Le esperienze di agricoltura sociale si caratterizzano per il particolare modo in cui
nascono e si affermano e per il modo in
cui riescono ad incidere sulla qualità della vita delle persone e sullo sviluppo del
territorio.
In Sicilia le prime esperienze di agricoltura sociale si sono registrate a partire dagli anni ’80. Tuttavia, la conoscenza delle
opportunità offerte da questo particolare
approccio innovativo, basato sul binomio
composto dall’agricoltura e dall’inserimento socio-lavorativo di persone svantaggiate, si è affermata con decisione nei primi
anni del 2000 fino a sfociare nella costituzione, nel 2011, dell’associazione «Rete
delle Fattorie Sociali della Sicilia», con
sede ad Acireale (CT). Tale Rete, che nel
2012 contava 36 aziende, nel 2014 ne aggrega 70, composte da 46 fattorie sociali e
24 associazioni (di promozione sociale, familiari) e cooperative sociali, concentrate
prevalentemente nelle province di Catania
(16 fattorie sociali e 18 tra associazioni
e cooperative) e Palermo (12 fattorie sociali).
Le attività portate avanti dalla Rete siciliana tendono a offrire servizi educativi,
culturali e formativi per soggetti deboli,
o in contesti svantaggiati, e sono volte a
favorire percorsi di inclusione sociale e
terapeutici-riabilitativi. A tal proposito si
citano le convenzioni stipulate con l’Azien-
Rete delle fattorie sociali della Sicilia:
numero di aziende e di associazioni/
cooperative aderenti per provincia, 2014
Provincia
N. fattorie
sociali
Agrigento
3
Caltanissetta
N. associazioni
e cooperative
sociali
0
0
2
16
18
1
0
Messina
5
0
Palermo
12
4
Catania
Enna
Ragusa
3
0
Siracusa
5
0
Trapani
1
0
Totale
46
24
Fonte: elaborazioni su dati della Rete Fattorie Sociali della Sicilia
109
da Sanitaria Provinciale (ASP) di Catania
in favore dei pazienti psichiatrici (2010)
e con la stessa ASP di Catania insieme
all’associazione “Un futuro per l’Autismo”
per la realizzazione del progetto “Nella fattoria ci sono anch’io” (2011).
Anche le istituzioni pubbliche hanno intensificato, negli ultimi anni, il sostegno
all’avvio delle esperienze di agricoltura sociale. Con il Programma di Sviluppo Rurale
2007-2013, e in particolare con la Misura
311 “Diversificazione verso attività non
agricole” (azione C), la Sicilia ha previsto
i primi finanziamenti in favore dei membri
della famiglia agricola, singoli o associati,
che diversificano le attività aziendali con
l’inserimento di interventi di agricoltura
sociale. A tal riguardo sono stati concessi contributi, per un totale di 1,2 milioni
di euro, a favore di 6 progetti classificati
sotto la voce «agricoltura sociale», mentre
attività di inclusione sociale sono state
4
previste anche in altri progetti finanziati
con la stessa misura, che però perseguono
altre finalità principali.
Quali interventi significativi, vanno segnalate la sottoscrizione di un protocollo di
intesa (con il Ministero della Salute, l’Assessorato regionale della salute, l’Istituto
Zooprofilattico sperimentale della Sicilia,
l’Istituto Sperimentale Zootecnico per la
Sicilia e l’Azienda ospedaliera universitaria di Palermo) per la promozione e lo sviluppo di Centri di agricoltura sociale in cui
svolgere percorsi riabilitativi, terapeutici e
di cura per persone in situazioni di disagio
psichico, disabilità psico-fisica e tossicodipendenti, con l’impiego di attività terapeutiche o di co-terapia, come la pet-therapy, e
l’istituzione, presso l’Assessorato regionale della Famiglia, delle politiche sociali e del
Lavoro, del “Tavolo tecnico permanente di
confronto” per la pianificazione e la razionalizzazione delle azioni rivolte al sistema
“Fattorie sociali” e per lo studio e la predisposizione di proposte normative relative
al settore (D.A. n. 4 del 31/07/2012).
Di rilievo è la proposta di legge regionale
(ddl n. 350/2013), che, oltre a definire
l’agricoltura sociale e le fattorie sociali,
ne individua gli attori e le attività, isti-
Cooperative sociali di Libera Terra4, 2014
Denominazione
Anno di
avvio
Comuni
Lavoro e non solo
2000
Monreale (PA), Corleone
(PA), Canicattì (AG),
Alcamo (TP) (sede)
Placido Rizzotto
2001
San Giuseppe Jato (PA)
Pio La Torre
Cooperativa
Beppe Montana
Cooperativa
Rosario Livatino
2007
San Giuseppe Jato (PA)
2010
Siracusa, Catania
2012
Naro (AG)
Fonte: elaborazioni su dati INEA
Alcune cooperative sociali di Libera Terra (Placido Rizzotto, Pio La Torre, Cooperativa Beppe Montana) aderiscono anche alla Rete delle Fattorie sociali della Sicilia..
110
tuendo un elenco delle fattorie sociali riconosciute presso l’Assessorato regionale
dell’agricoltura, dello sviluppo rurale e
della pesca mediterranea e prevedendo,
tra l’altro, specifiche misure di sostegno.
Tra queste, le più significative riguardano:
l’inserimento, nelle gare di selezione indette da enti pubblici regionali e locali per i
servizi di fornitura delle mense, di criteri
di priorità a favore di prodotti agroalimentari provenienti dall’agricoltura sociale; la
concessione, in via prioritaria, dei beni a
destinazione agricola o forestale confiscati
alla criminalità organizzata (e trasferiti al
patrimonio della Regione, delle Province o
dei Comuni) a soggetti che svolgono attività di agricoltura sociale.
Un’importante opportunità per lo sfruttamento a fini sociali di terreni incolti e/o
immobili abbandonati, di proprietà pubblica o privata, è fornita dalla c.d. Banca
della Terra di Sicilia, prevista dall’art. 21
della l.r. n. 5 del 28/01/2014. Si tratta di
un albo contenente una serie di informa-
Cooperative sociali non aderenti alla Rete delle Fattorie sociali della Sicilia, 2014
Denominazione
Anno di avvio
Comuni
Comunità terapeutica "Casa dei Giovani"
1983
Bagheria (PA)
NoE (NoEmarginazione)
1993
Partinico (PA)
Cooperativa San Giovanni Battista
1994
Ragusa
Cooperativa A.B.S. Agricoltura biologica Sud Società Coop. Sociale
1999
Mineo (CT)
Cooperativa sociale La Casa di Alberto
2001
Catania
Cooperativa sociale “Le Terre del Tau”
Cooperativa sociale agricola Terra Nostra
-
Ragusa
2004
Caltagirone (CT)
Associazione Nuova Vita
2007
Ragusa
Cooperativa sociale Galatea
2008
Mangano (CT)
-
Modica (RG)
Cooperativa sociale Lavoro e solidarietà
2009
Alcamo (TP)
Cooperativa sociale Rosalia
2009
Palermo
Il casale di Emma
2012
Resuttano (CL)
Fattoria solidale - ex Feudo Tagliavia
2013
Monreale (PA)
Cooperativa sociale Alberto Portogallo (Via Sacro Cuore I)
Fonte: elaborazioni su dati INEA
111
zioni su tali terreni e immobili e gli estremi della loro eventuale concessione a terzi
(dati identificativi, oggetto, durata dell’atto
di concessione, ecc.). I beni potranno essere concessi a imprenditori agricoli e a
giovani, in forma singola o associata, che
intendano avviare progetti di sviluppo innovativi, anche di carattere sociale.
Nell’ambito del “paradigma della giustizia
riparativa”, caratterizzato da un percorso
di responsabilizzazione del reo, comprensione del danno causato e restituzione di
una identità sociale positiva, si segnalano
due interventi particolarmente innovativi.
112
Il primo riguarda un accordo operativo, sottoscritto nel 2013 tra il Dipartimento di Giustizia minorile (Palermo) e il Dipartimento
regionale Foreste demaniali (Palermo), che
prevede attività riparative in favore dei rei
minorenni. Il secondo, più recente, ha previsto la sottoscrizione di un protocollo d’intesa in data 21/02/2014 (tra il Ministero
della Giustizia, il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, l’Assessorato regionale dell’agricoltura, dello sviluppo rurale
e della pesca mediterranea e l’Ente di Sviluppo Agricolo), per l’attuazione di un «Programma sperimentale di agricoltura socia-
le» finalizzato al reinserimento lavorativo di
soggetti reclusi negli istituti penitenziari di
Castelvetrano, Sciacca e Trapani, attraverso percorsi di accompagnamento personalizzati da svolgere presso l’Azienda agricola
sperimentale regionale “Campo Carboj”.
Inoltre, nell’ambito delle attività sui terreni
confiscati alla mafia, si evidenzia l’esistenza, nel territorio regionale, di cooperative
sociali aderenti al circuito Libera Terra,
supportate per lo sviluppo economico-imprenditoriale dall’Agenzia per lo sviluppo
cooperativo e la legalità (2006) e dal consorzio Libera Terra Mediterraneo (2008).
agricoltura e consumo critico
L’agricoltura sostenibile e il rispetto
dell’ambiente sono diventati temi centrali
dell’agenda politica europea. Allo stesso
tempo si sono definite nuove strategie nelle
politiche per il consumo. Negli ultimi anni
si stanno diffondendo rapidamente le Reti
Alimentari Alternative o reti alimentari
comunitarie tra produttori e consumatori.
Tra queste forme alternative di consumo si
possono annoverare i Gruppi di Acquisto
Solidale (GAS), nati spontaneamente dall’animazione di gruppi di consumatori che
fungono da catalizzatori per la vendita dei
prodotti di aziende agricole del territorio.
Il fenomeno dei GAS in Italia è in continua crescita: nel 2013 risultano attivi 974
gruppi, con un aumento del 22% rispetto al
2012 e del 64% rispetto al 2007. La diffusione dei GAS è dovuta principalmente alla
sperimentazione di nuovi paradigmi sociali
volti a promuovere lo sviluppo sostenibile
5
6
nelle aree rurali attraverso la riorganizzazione attiva del settore agricolo e dell’industria alimentare.
In Sicilia, il fenomeno ha assunto negli
ultimi anni un interesse crescente. I dati
del 2013 contano 48 GAS, localizzati prevalentemente nei grandi centri urbani di
Palermo (14) e Catania (8), e vedono coinvolte 974 famiglie, il 41% delle quali palermitane. La maggior parte delle aziende
fornitrici sono biologiche, a conferma della
particolare attenzione espressa dal consumatore tipo aderente ai Gruppi di Acquisto
Solidale nei confronti della sicurezza alimentare e del rispetto per l’ambiente
Tra le diverse esperienze di consumo alternativo, che promuovono relazioni dirette
consumatore-produttore, riscuotono un
crescente interesse i mercati dei produttori (Farmer’s Markets) che possono diventare anche occasione per la diffusione
Gruppi d’Acquisto Solidale in Sicilia e
famiglie aderenti ai GAS, per provincia
(numero), 2013
Provincia
GAS
Famiglie aderenti
ai GAS
Agrigento
3
23
Caltanissetta
3
45
Catania
8
230
Enna
2
20
Messina
4
90
Palermo
14
398
Ragusa
6
70
Siracusa
7
92
Trapani
1
6
SICILIA
48
974
Fonte: elaborazioni su dati Osservatorio CORES5, Università degli Studi
di Palermo6
Università degli Studi di Bergamo - Prof. Francesca Forno
Prof. Giorgio Schifani, Dr.ssa Giuseppina Migliore
113
e lo sviluppo di una corretta e sana cultura
alimentare. Negli ultimi anni sul territorio
nazionale sono proliferate numerose iniziative volte alla promozione dei Farmer’s
Markets, in alcuni casi incentivate da associazioni di categoria (CIA e Coldiretti),
dall’Associazione Italiana Agricoltura Biologica (AIAB), da Legambiente e per iniziativa di diversi Governi regionali che ne
hanno promosso la diffusione attraverso
specifiche misure legislative.
In Sicilia gli interventi a favore dei Farmer’s Markets, finanziati dalla Misura
114
321/A del PSR 2007-2013, riguardano la
creazione e l’allestimento di aree mercatali destinate alla vendita diretta.
L’iniziativa regionale ha dato luogo alla
costituzione di 49 Mercati del contadino
distribuiti su tutto il territorio regionale.
A questi si sommano 45 mercati di Campagna Amica promossi dalla Coldiretti
Sicilia e 4 manifestazioni di ‘A fera bio,
sostenute, invece, da consumatori e produttori in forma associata, a cui partecipa
anche l’AIAB.
Si tratta in tutti i casi di appuntamenti
a cadenza periodica, mensile o settimanale, che evidenziano l’esistenza di un
fenomeno in costante crescita, con un numero sempre maggiore di aziende agricole coinvolte e una partecipazione sempre
più consistente di consumatori. A titolo
esemplificativo si citano i dati, riferiti
all’inizio del 2014, della “Fondazione Campagna Amica in Sicilia”, che segnalano il
coinvolgimento di oltre 400 aziende di
produzione, 10 Botteghe, 1 Bottega italiana, 53 strutture agrituristiche e oltre 40
ristoranti.
orti urbani
Nel corso degli ultimi anni, nelle aree urbane della Sicilia si sta registrando un
costante interesse da parte della società
(famiglie, cooperative, associazioni, comitati di quartiere) per il recupero di terreni
incolti o abbandonati. L’obiettivo è quello
di migliorare l’ambiente, il paesaggio e la
vivibilità delle zone abitate, coniugando
il recupero delle zone verdi con attività
educative e formative, spesso volte all’inclusione sociale delle fasce più deboli della
popolazione (disoccupati, immigrati, anziani, detenuti, diversamente abili, ecc.).
In linea con quanto accade nel resto d’Italia e d’Europa, anche nell’isola sta crescendo l’attenzione dei privati e delle amministrazioni pubbliche verso la possibilità di
coltivare appezzamenti di terreno che,
concessi in affitto o affidati gratuitamente ai cittadini, vengono sempre più spesso
considerati strumenti di pianificazione del
verde nell’ambito delle politiche comunali
di riqualificazione urbana.Un altro fenomeno interessante che si sta diffondendo nel-
le aziende agricole ubicate a ridosso delle
aree metropolitane è il “pick your own”,
che offre ai cittadini la possibilità di partecipare ad alcune fasi della coltivazione
e soprattutto alla raccolta dei prodotti che
intendono acquistare.
Secondo i dati forniti dall’ISTAT nel Focus
sul Verde urbano del 2011, tra le 44 amministrazioni comunali italiane, che hanno
previsto gli orti urbani come modalità di
gestione delle aree verdi, è presente Palermo. Infatti, il Comune di Palermo nel 2008
ha previsto uno specifico regolamento per
“l’assegnazione, la gestione, la vigilanza e
la revoca degli orti ad uso famigliare realizzati all’interno del territorio comunale”.
Nel 2012, inoltre, è stato sottoscritto un
protocollo di intesa “per la progettazione
partecipata di un Piano Strategico Comunale finalizzato allo sviluppo dell’agricoltura periurbana della Conca d’Oro”,
un’iniziativa pilota finalizzata alla tutela e
valorizzazione delle attività agricole svolte in prossimità dell’area metropolitana
Distribuzione degli orti urbani avviati in
Sicilia dal 2003 al 2014 per provincia
5,6%
11,1%
5,6%
5,6%
16,7%
5,6%
50,0%
Caltanissetta
Catania
Messina
Palermo
Ragusa
Siracusa
Agrigento
Fonte: elaborazioni su dati INEA
115
di Palermo. Da un primo censimento degli
orti urbani realizzati in Sicilia, risulta che
ad oggi sono state avviate 18 esperienze,
di cui 2 al momento non attive (Orto del
Consorzio Codifas - Palermo Rione Bandita,
Orto del Consorzio Codifas – Palermo Via
Ponticello Oneto). Gli orti sono concentrati
prevalentemente nelle zone periferiche dei
maggiori centri urbani: 8 orti a Palermo, 1
a Catania, 2 a Caltanissetta, 2 a Ragusa,
1 a Siracusa e 1 a Messina. Altri 3 sono
localizzati in comuni non capoluogo, quali
Gangi (PA), Favara (AG) e Modica (RG).
Gli orti urbani censiti hanno un’estensione
molto variabile, compresa tra 13 are e 4
ettari, eccezion fatta per i piccoli orti realizzati presso i due istituti scolastici di Cal-
116
tanissetta (150 e 500 mq) e nel comune di
Modica (500 mq). La superficie complessiva è superiore a 87 ettari, il 72% dei quali
ubicati nel comune di Palermo.
Gli orti urbani siciliani, in genere, sono
dotati di uno specifico regolamento che
raccoglie le norme per il funzionamento. È previsto il pagamento di un canone
mensile variabile da 30 a 50 euro, che
viene utilizzato per delimitare i lotti,
per dotarli di acqua irrigua, di attrezzi e, in alcuni casi, di mezzi meccanici
(trattore, motozappa, ecc.) necessari
per la lavorazione del terreno. In alcuni casi sono state previste aree comuni
di ristoro, centri di aggregazione (club
house, zone relax, zone barbecue, libre-
rie) e a volte anche zone attrezzate per
l’allevamento di animali da cortile (galline, conigli, ecc.), con l’obiettivo di creare delle “fattorie urbane”.
Particolarmente interessante è il caso
dei due orti di Caltanissetta, realizzati
nell’ambito di istituti scolastici, i cui
utilizzatori sono gli alunni della scuola
dell’infanzia, primaria e secondaria, insieme a insegnanti, genitori e comunità
locale. In essi un ruolo di particolare
importanza è stato assegnato al “nonno ortolano” che, in qualità di custode
di conoscenze nel campo agricolo, segue
gli studenti durante l’intero anno scolastico, insegnando le tecniche di coltivazione.
Orti urbani avviati in Sicilia dal 2003 al 2014
Orto urbano del Consorzio Codifas
Orto urbano del Consorzio Codifas
Orto condiviso del Consorzio Codifas
Orto urbano del Consorzio Codifas
Gli Orti delle Fate al Giardino Daniele
Palermo
Palermo
Palermo
Palermo
Palermo
Rione Bandita
Via Ponticello Oneto
Via Galletti
Velodromo
Via Portello
Anno
avvio
2010
2011
2013
2014
2011
Gli Orti delle Fate a Villa Spina
Palermo
Via dei Quartieri
2014
Orto Largo Pozzillo Borgo Nuovo
Orto Villa Turrisi
Palermo
Palermo
Largo Pozzillo
Via S. Riccobono
2003
2003
Denominazione
Orto sociale “Giardino dello spirito”
Orto alla Norma
Localizzazione
Gangi (PA) Area adiacente al Santuario dello Spirito Santo
Via Ballo
c/o plesso Gianni Rodari della Scuola Elementare 6° Circolo Don Milani
c/o plesso Michele Abbate del 5° Circolo M.
Gli orti in condotta di Slow food
Caltanissetta
L. King
L’Ortu
Favara (AG)
Contrada Vallone degli Orti
Orto sociale
Messina
Centro di Messina
Orti sociali nella Vallata Santa Domenica Ragusa
Vallata Santa Domenica
Orto Coltiviamo la rete
Ragusa
Contrada Fiumicello
Orto sociale Crisci ranni
Modica (RG)
Via Fontana
Orti sociali a Siracusa
Siracusa
Viale Scala Greca
Gli orti in condotta di Slow food
2013
N. ed estensione
particelle
00.40.00
00.30.00
01.20.00
80 lotti da 100 mq
01.00.00
lotti da 60 mq
00.70.00
50 lotti da 100 mq
00.70.00 di cui 3.500 mq ad
40 lotti di varie
orto e 3.500 mq ad agrumeto
quadrature
00.80.00
16 lotti
00.13.00
11 lotti
16 lotti da 200 a
00.64.00
700 mq
00.50.00
11 lotti da 25 mq
Estensione (Ha)
Proprietà
dei terreni
privata
privata
privata
privata
privata
privata
pubblica
pubblica
privata
Catania
2013
Caltanissetta
2005
00.05.00
2 lotti
pubblica
privata
2008
00.01.50
1 lotto
pubblica
2013
2013
2008
n.c.
2013
2014
04.00.00
n.c.
n.c.
n.c.
00.05.00
00.60.00
1 lotto
n.c.
n.c.
n.c.
20 lotti da 25 mq
100 lotti da 60 mq
privata
n.c.
n.c.
n.c.
pubblica
pubblica
Fonte: elaborazioni su rilevazioni INEA
117
legalità
beni confiscati
I dati del Comando Generale della Guardia
di Finanza evidenziano la grande rilevanza
economica delle misure di prevenzione patrimoniali in Italia: il valore dei beni seque-
strati nel 2012 ammonta a 1.707.668.202
euro facendo registrare un progressivo incremento rispetto al 2010 (1.281.403.779
euro) e al 2011 (1.495.426.367 euro).
In netta crescita appare anche il valore
delle confische di prevenzione (ancorché
di primo grado): nel 2012 sono stati sottratti alla criminalità beni per un valore
Beni immobili confiscati per destinazione* e per provincia (numero), 2012
Provincia
Destinati
non consegnati
In gestione
Destinati consegnati
Palermo
1.581
1.348
184
130
Catania
108
161
254
Trapani
55
267
7
Messina
152
70
Agrigento
93
Caltanissetta
Usciti dalla gestione
Totale
Non confiscati in
via autonoma
3.243
905
14
537
1
17
346
5
6
11
239
15
98
9
7
207
0
110
41
1
1
153
0
Siracusa
26
51
0
2
79
0
Enna
17
20
8
0
45
1
2
40
1
0
43
45
SICILIA
2.144
2.096
470
182
4.892
972
ITALIA
3.995
5.859
907
477
11.238
1.073
Ragusa
*con riferimento alle destinazioni degli immobili confiscati vd. glossario
Fonte: elaborazioni su dati ANBSC
120
di 1.152.668.541 euro, evidenziando un
notevole incremento rispetto al 2010,
anno in cui il valore dei beni confiscati ammontava a 134.120.593 euro, poi salito a
932.068.165 euro nel 2011.
Da inchieste e reportage giornalistici, sempre più numerosi negli ultimi anni, emerge
un valore complessivo dei beni confiscati
compreso tra 16 e 40 miliardi di euro.
Al 31 dicembre 2012, secondo i dati forniti dall’ANBSC (Agenzia Nazionale dei Beni
Sequestrati e Confiscati alla criminalità
organizzata) i beni immobili confiscati definitivamente in Italia, risultano 11.238,
concentrati per poco meno del 75% in 3
regioni: Sicilia, Calabria e Campania. In
Sicilia risultano confiscati 4.892 beni, corrispondenti al 43,5% del totale.
In Italia le aziende confiscate alla criminalità organizzata, in forma definitiva, risultano essere complessivamente 1.708, di
cui il 40% (pari a 623) ubicate in Sicilia;
segue la Campania, con 347 aziende confi-
scate, mentre emerge il ruolo non trascurabile della Lombardia, terza regione per
numero di aziende confiscate. Andando a
considerare gli immobili e le aziende confiscate in Sicilia, si osserva che tutte le
province sono interessate dal fenomeno,
ma la provincia di Palermo è quella che da
sola presenta il 66,3% dei beni immobili e
il 63,2% delle aziende confiscate nell’isola (28,9% degli immobili e il 23,1% delle
Aziende confiscate per destinazione e per provincia (numero), 2012
Provincia
In gestione
Uscite dalla gestione
Totale
Palermo
340
54
394
Catania
77
15
92
Trapani
35
5
40
Messina
28
0
28
Agrigento
31
0
31
Caltanissetta
12
5
17
Siracusa
8
3
11
Enna
7
2
9
Ragusa
0
1
1
SICILIA
538
85
623
ITALIA
1.211
497
1.708
Fonte: elaborazioni su dati ANBSC
121
aziende a livello nazionale). Seguono la
provincia di Catania (11% dei beni immobili e 14,8% delle aziende confiscate
in Sicilia), Trapani (7,1% dei beni e 6,4%
delle aziende), Messina (4,9% dei beni e
4,5% delle aziende), Agrigento e Caltanissetta. Nelle restanti province (Siracusa, Enna e Ragusa) il numero dei beni e
delle aziende confiscate è di gran lunga
inferiore. Al 7 gennaio 2013, il totale
degli immobili destinati e consegnati in
Sicilia è di 2.096, il 42,8% di quelli confiscati, mentre quelli ancora da destinare
e/o consegnare sono ben 2.144 (pari al
43,8%); 182 sono invece gli immobili che
risultano “usciti dalla gestione”. La grande mole degli immobili da destinare insieme ai lunghi tempi di gestione, rappresentano dunque i problemi cruciali della
gestione dei beni confiscati nell’isola.
In particolare, il divario tra i beni immobili da consegnare (“in gestione” e
dunque in amministrazione giudiziaria
o “destinati non consegnati” ed esclu-
122
Aziende confiscate in Italia per settore di attività, 2012
Numero
%
Costruzioni
477
27,9
Commercio ingrosso-dettaglio, riparazione veicoli, beni personali, casa
471
27,6
Alberghi e ristoranti
173
10,1
Attività immobiliari, noleggio, informatica, ricerca servizi alle imprese
140
8,2
5,4
Agricoltura, caccia e silvicoltura
92
Altri servizi pubblici, sociali e personali
87
5,1
In corso di aggiornamento
76
4,4
Trasporti, magazzinaggio e comunicazioni
69
4,0
Attività manifatturiere
36
2,1
Attività finanziarie
24
1,4
Estrazione di minerali
23
1,3
Sanità e assistenza sociale
19
1,1
Pesca, piscicoltura e servizi connessi
15
0,9
Produzione e distribuzione di energia elettrica, gas e acqua
Totale
6
0,4
1.708
100,0
Fonte: elaborazioni su dati del Rapporto dell’Agenzia Nazionale dei Bendi Sequestrati e Confiscati alla criminalità organizzata, anno 2013
dendo quelli “usciti dalla gestione”) e i
beni immobili consegnati, assume valori
notevoli nelle province di Caltanissetta
(72,5% di beni da consegnare contro il
26,8% di beni consegnati), Catania (rispettivamente il 67,4% contro il 30%), Messina (66,1% contro il 29,3%) Enna (55,6%
contro il 44,4%) e Palermo (54,4% contro
il 41,6%), mentre nelle altre province il
rapporto si rovescia a vantaggio dei beni
immobili destinati e consegnati (93% contro il 7% nella provincia di Ragusa, 77,2%
contro il 17,9% nella provincia di Trapani
e 64,6% contro il 32,9% della provincia di
Siracusa); nella provincia di Agrigento i
due valori sono quasi equivalenti (49,3%
di beni da consegnare contro il 47,3% di
beni destinati e consegnati).
La distribuzione delle aziende confiscate
vede una maggiore concentrazione in provincia di Palermo (63,2%), seguita dalla
provincia di Catania (15,8%) e da quelle
di Trapani (6,4%), Agrigento e Messina
(rispettivamente 5% e 4,5% del totale re-
gionale). La maggior parte delle aziende risulta gestita dall’Agenzia (86,4%), mentre
85 risultano uscite dalla gestione.
Si tratta di dati che illustrano quanto sia
difficile il percorso “virtuoso” dalla gestione da parte della criminalità organizzata a
quella statale dell’ANBSC fino alla definitiva destinazione del bene.
Per meglio definire gli aspetti relativi alla
distribuzione delle aziende mafiose in
Italia nei diversi settori di attività, sono
stati presi in considerazione i risultati
del rapporto “Gli investimenti delle mafie” (Progetto afferente al PON Sicurezza
2007-2013) avente come obiettivo principale quello di analizzare le strategie d’investimento delle organizzazioni criminali per
individuare le “best practices” di riutilizzo
dei beni confiscati. Il dettaglio provinciale
delle aziende confiscate restituisce un quadro in cui il peso delle regioni del Sud è
preponderante; tra le prime 20 province
ad intensità mafiosa, vi sono 6 province
siciliane che ragguagliano il 39,4% delle
Indice Sintetico di Concentrazione Settoriale
(per 10.000 aziende registrate) a livello
nazionale, 2012
Settori
Estrazione di minerali
45,2
Sanità ed assistenza sociale
5,3
Costruzioni
4,9
Alberghi e ristoranti
4,1
Fornitura energia elettrica, gas e acqua
3,8
Trasporti, magazzinaggio e comunicazioni
3,3
Commercio all’ingrosso e al dettaglio; Riparazione di autoveicoli e motocicli
2,9
Altri servizi pubblici, sociali e personali
2,7
Attività finanziarie
2,1
Attività immobiliari, noleggio, informatica
1,8
Agricoltura, caccia e pesca
1,2
Attività Manifatturiere
0,5
Altro
0,1
Fonte: elaborazioni su dati Transcrime
123
aziende confiscate tra il 1983 ed il 2012.
Per quanto concerne il tipo di attività delle
aziende confiscate, un elemento interessante è rappresentato dall’indice sintetico
di concentrazione settoriale (ISCS) delle
aziende mafiose per settore, costruito rapportando il numero di aziende confiscate al
totale delle aziende registrate e che costi-
tuisce un valido indicatore dell’attrattività
dei settori nei confronti delle organizzazioni criminali nonché una misura del “peso”
delle aziende mafiose sull’economia legale
ISCS (per 10.000 aziende registrate) per le province siciliane tra le prime venti a livello nazionale, 2012
Settori
AG
CL
CT
ME
PA
TP
Estrazione di minerali
56,6
0,0
0,0
0,0
14,9
38,3
Sanità ed assistenza sociale
0,0
0,0
1,2
0,0
0,6
0,0
Costruzioni
5,4
2,5
3,4
2,0
4,8
3,6
Alberghi e ristoranti
0,0
0,0
2,2
0,8
0,9
0,6
Fornitura energia elettrica, gas e acqua
0,0
0,0
0,0
0,0
4,6
0,0
Trasporti, magazzinaggio e comunicazioni
2,6
10,0
2,2
0,0
1,9
4,4
Commercio all’ingrosso e al dettaglio; Riparazione di autoveicoli e motocicli
0,3
0,7
0,7
1,5
0,7
0,9
Altri servizi pubblici, sociali e personali
0,0
0,0
1,1
3,0
0,5
0,8
Attività finanziarie
0,0
0,0
1,4
0,0
0,5
0,0
Attività immobiliari, noleggio, informatica
0,0
0,0
0,6
0,0
0,6
1,6
Agricoltura, caccia e pesca
0,8
1,0
0,7
0,4
0,5
0,2
Attività Manifatturiere
0,0
0,0
0,3
0,0
0,2
0,0
Fonte: elaborazioni su dati Transcrime
124
locale. Quando l’ISCS è uguale a 1 significa che la percentuale di imprese mafiose
confiscate in quel settore è in linea con
la presenza del settore in quel territorio;
valori dell’ISCS superiori ad 1 indicano
che le aziende confiscate rappresentano
una quota percentualmente più grande di
quanto non sia presente quel settore in
quel dato territorio. Considerando l’indice
ISCS, il comparto che mostra i valori più
alti è quello delle “Estrazioni”, sebbene in
termini assoluti rappresenti appena l’1,3%
delle imprese confiscate in Italia. Seguono
il settore delle “Costruzioni”, quello della
“Sanità e assistenza sociale” e quello degli “Alberghi e ristoranti”, che registrano
tassi molto elevati, mentre il peso delle “Attività commerciali”, di quelle “Immobiliari
e di noleggio” risulta fortemente ridimensionato, sebbene comunque significativo.
L’interesse delle organizzazioni mafiose
per il settore delle estrazioni è interpretabile sulla base del ruolo strategico giocato
dal settore sia nell’ambito delle costruzio-
ni, dato che costituisce il primo anello della
catena nella produzione di calcestruzzo e
di materiale per l’edilizia, sia nell’ambito
dello smaltimento illegale di rifiuti, considerato il fatto che le cave possono essere
riutilizzate anche per lo stoccaggio dei
residui (soprattutto tossici) della produzione industriale. La lettura attraverso
l’ISCS evidenzia un’alta correlazione delle
aziende confiscate con i settori ad alta intensità di manodopera, con un basso livello
tecnologico, ad alta specificità territoriale
e con distribuzione capillare sul territorio (es. attività immobiliari, commercio al
dettaglio o settore alberghiero). Traspare
invece una certa riluttanza a investire in
settori molto regolamentati o controllati
(come il settore finanziario) o caratterizzati da alti costi di ingresso (come le
attività manifatturiere). In tale contesto,
il settore agricolo risulta tra quelli meno
compromessi dall’incidenza del fenomeno mafioso, con valori dell’indice in linea
con la partecipazione dello stesso settore
al complesso delle attività economiche del
territorio italiano.
Tra le prime venti province italiane a incidenza di aziende confiscate alla mafia,
quelle a mostrare un valore maggiore
dell’ISCS nel comparto agricolo sono quelle
di Cosenza (2,1) e Reggio Calabria (1,2),
mentre tra le province siciliane, quella che
manifesta valori più elevati è Caltanissetta
(1), seguita da Agrigento (0,8) e Catania
(0,7).
Dall’analisi delle ricerche e degli studi
disponibili sul tema dei beni confiscati,
emergono le problematiche legate al sequestro, alla confisca, all’assegnazione e
alla destinazione dei beni; sebbene risulti
in maniera evidente dai numeri in gioco,
in continuo aumento, che sono stati compiuti molti ed importanti passi in avanti,
vi sono una serie di rilevanti criticità da
risolvere in maniera tempestiva, vista
l’importanza culturale e sociale, oltre che
economica che riveste la tematica. In primo luogo, emerge la presenza di situazioni
125
legali, giudiziarie e culturali di contorno
che, unite talvolta alla scarsa efficienza e
lentezza delle pubbliche amministrazioni,
rallentano il procedimento di riutilizzo del
bene e spesso ne compromettono il valore.
Infatti, sovente si determinano condizioni
di stallo che dilatano enormemente la durata dell’iter di assegnazione e il bene che,
al momento della confisca, era in buone
condizioni arriva all’assegnazione in stato di abbandono o di degrado. Per quanto
riguarda le aziende agricole, le maggiori
126
criticità si riscontrano sul fronte bancario, con il blocco e la revoca dei prestiti,
che già nella fase del sequestro ostacolano
l’attività aziendale. Un altro nodo critico
è rappresentato dai rapporti con i clienti
e i fornitori poiché, dopo il sequestro, i
primi tendono a revocare le commesse e
i secondi a chiedere di rientrare immediatamente dei loro crediti. Quando le aziende
vengono riallocate nel circuito legale scontano il conseguente aumento dei costi di
gestione dovuti, in parte, alla regolare fat-
turazione, ma anche alla regolarizzazione
dei rapporti di lavoro e, più in generale,
al cambiamento dei rapporti di forza con
gli attori interni ed esterni alle aziende
stesse. Inoltre, la carenza di risorse e
spesso di competenze specifiche da parte
degli amministratori e dell’autorità giudiziaria costituisce un ulteriore problema
che concorre a rendere antieconomica la
gestione dell’azienda, con non rari casi di
cessazione delle attività e licenziamento
dei lavoratori.
politica agricola regionale
legislazione regionale in materia agricola
Nel biennio 2012-2013 la Regione Siciliana
ha emanato una serie di atti normativi in
gran parte rivolti al contenimento e alla razionalizzazione della spesa pubblica.
In attesa dell’approvazione del bilancio della Regione per l’esercizio finanziario 2012
(approvato in data 9 maggio 2012 con la
legge regionale n. 27), la legge regionale
n. 5 del 03 gennaio 2012 ha autorizzato
l’esercizio provvisorio e, nelle more della
definizione dei processi di stabilizzazione
previsti dalla legge regionale n. 24/2010
e dalla legge dello Stato n. 102/2009, ha
autorizzato, altresì, la proroga di contratti
a tempo determinato tra i quali quelli a favore del personale dei Consorzi di Bonifica.
Con la legge regionale n. 7 del 10 gennaio
2012 la Regione ha disposto la partecipazione alla sperimentazione dell’armonizzazione dei bilanci prevista dall’articolo 36
del decreto legislativo n. 118 del 23 giugno
2011. Inoltre, al fine di razionalizzare la
spesa pubblica regionale, ne ha avviato il
monitoraggio con l’obiettivo di definire i
128
fabbisogni standard dei dipartimenti regionali e di evidenziare eventuali duplicazioni
di strutture.
Anche la legge regionale n. 9 del 16 gennaio 2012 include misure volte al contenimento della spesa e, nello specifico, in
materia di personale. Per il triennio 20152017, infatti, è prevista una riduzione annuale della dotazione organica pari al 50
per cento del personale di ruolo cessato
dal rapporto di lavoro nel corso dell’anno
precedente. Tale legge, inoltre, autorizza i
Consorzi di Bonifica a porre in essere, nel
rispetto dei limiti degli stanziamenti di bilancio, le garanzie occupazionali previste
da precedenti leggi regionali.
Ulteriori misure tese alla salvaguardia
degli equilibri di bilancio e alla razionalizzazione della spesa sono contenute nella
legge regionale n. 26 del 9 maggio 2012
che prevede, in particolare, una riduzione
annuale del 20% per gli anni 2012-2014
delle spese correnti relative a consumi
intermedi e a trasferimenti correnti, con
l’esclusione di quelle che riguardano il settore sanitario e gli enti locali. La percentuale di riduzione viene diminuita al 5% o
al 10% per alcune tipologie di spesa riconducibili per lo più alla gestione del patrimonio naturalistico e artistico-culturale. La
L.R. 26/2012 contiene, altresì, interventi
volti alla salvaguardia e alla crescita della
produzione agricola. Tale norma prevede,
infatti, il rafforzamento dell’azione di contrasto alle frodi in campo agroalimentare
e delle misure volte a garantire la difesa
dei prodotti agricoli locali attraverso la
verifica della provenienza, della tracciabilità e del rispetto della normativa vigente
in tema di etichettatura. A questo scopo
viene istituito nel bilancio della Regione
un apposito fondo la cui dotazione per ciascuno degli esercizi finanziari 2012, 2013
e 2014 è pari a 300.000 euro. A fianco di
queste misure, inoltre, viene introdotto il
sostegno alla creazione di aree dedicate
alla vendita di prodotti agricoli e, nell’ambito degli appalti per i servizi di ristorazio-
ne collettiva rivolti a strutture pubbliche o
convenzionate con la Regione, viene favorito l’impiego dei prodotti agricoli di qualità e
“a chilometro zero”.
A proposito di quest’ultima categoria di
prodotti, il decreto dell’Assessorato delle
risorse agricole e alimentari n. 53 del 18
maggio 2012 disciplina i criteri e le modalità per l’istituzione del logo “SICILIA KM
ZERO” così come previsto dall’articolo 8
della L.R. 25/2011 e dall’articolo 81 del decreto legislativo n. 59 del 26 marzo 2010.
In tema di pianificazione delle risorse forestali va segnalata l’approvazione, con
decreto presidenziale n. 158 del 10 aprile
2012, del piano forestale 2009-2013, uno
strumento di indirizzo, finalizzato alla
pianificazione, alla programmazione e alla
gestione del territorio forestale e agroforestale regionale, che colma la mancanza di
orientamenti organici per la politica regionale di settore.
Con il decreto dell’Assessorato delle risorse agricole e alimentari n. 2729 del
10 agosto 2012 sono state approvate le
modalità e le procedure per la concessione dei contributi in conto capitale alle
imprese agricole socie di cooperative o di
società di capitali previsti dall’articolo 18
della legge regionale n. 6 del 14 maggio
2009. Lo scopo dell’intervento è quello di
sostenere il rafforzamento patrimoniale
delle cooperative e delle società di capitali
attraverso contributi in conto capitale, da
concedere in regime de minimis, destinati
ai soci per consentire un miglioramento
della struttura finanziaria e patrimoniale
delle aziende.
Con riferimento al 2013, la legge regionale n. 1 del 9 gennaio 2013 ha autorizzato
l’esercizio provvisorio del bilancio, mentre la legge di stabilità regionale, ovvero la
legge regionale n. 9 del 15 maggio 2013,
ha stabilito ulteriori disposizioni volte al
contenimento della spesa relativa al personale e alla valorizzazione delle risorse
umane nel settore forestale (alle mansioni abituali ne vengono aggiunte altre quali
la tutela ambientale e la prevenzione del
dissesto idrogeologico; la manutenzione
di aree verdi pubbliche, di SIC e ZPS, di
siti archeologici, ecc.). Un punto particolarmente qualificante della norma attiene
alla razionalizzazione delle strutture amministrative. In particolare, l’articolo 34
dispone, con effetto dal 1 gennaio 2014,
la riorganizzazione dell’Assessorato regionale delle risorse agricole e alimentari
che viene trasformato in Assessorato regionale dell’agricoltura, dello sviluppo rurale e della pesca mediterranea. I quattro
dipartimenti - Interventi strutturali per
l’agricoltura, Interventi infrastrutturali
per l’agricoltura, Interventi per la pesca
e Azienda regionale foreste demaniali –
vengono sostituiti dal Dipartimento regionale dell’agricoltura, dal Dipartimento regionale dello sviluppo rurale e territoriale
e dal Dipartimento regionale della pesca
mediterranea mentre tutte le funzioni ed
i compiti attribuiti all’Azienda regionale
delle foreste demaniali e al Dipartimento
129
regionale Azienda regionale foreste demaniali sono trasferiti al Dipartimento regionale dello sviluppo rurale e territoriale.
La stessa norma prevede, altresì, alcuni
interventi per il miglioramento della zootecnia. A questo scopo è prevista l’erogazione, nel triennio 2013-2015, di un contributo annuo di 2 milioni di euro a favore
dell’Associazione regionale allevatori siciliani (ARAS) per la realizzazione di programmi destinati al miglioramento ed allo
sviluppo della zootecnia siciliana nonché
alla prevenzione, alla cura ed al controllo
delle malattie diffusive del bestiame. Con
la legge regionale n. 21 del 5 dicembre
2013, che contiene disposizioni finanziarie
urgenti per l’anno 2013, all’ARAS viene altresì concesso, per l’esercizio finanziario
2013, un contributo di 1,5 milioni di euro
per il miglioramento della zootecnia e per
la tenuta dei libri genealogici ed i controlli
funzionali del bestiame; viene autorizzata,
inoltre, la concessione di un contributo di
200.000 euro agli allevamenti colpiti dalla
130
“blue tongue” al fine di consentire il ripristino dei livelli di produzione.
Con la legge regionale n. 10 del 15 maggio
2013 è stato approvato il Bilancio di previsione per l’anno finanziario 2013 e il bilancio pluriennale per il triennio 2013-2015.
Un provvedimento che desta un certo interesse tra gli operatori del settore è la
legge regionale n. 19 del 18 novembre
2013 sulla tutela e la valorizzazione delle risorse genetiche “Born in Sicily” per
l’agricoltura e l’alimentazione, ossia le risorse genetiche autoctone, in particolare
quelle a rischio di erosione genetica, che
abbiano un interesse agrario, forestale e
zootecnico oltre che rilevanza economica,
scientifica, ambientale e culturale. A questo scopo, viene istituito il Repertorio volontario regionale delle risorse genetiche
nel quale, a seguito delle proposte da parte
di Enti e istituzioni scientifiche, enti pubblici, associazioni, organizzazioni private
e singoli cittadini e del successivo parere
espresso da una Commissione tecnico-
scientifica, vengono iscritte specie, razze,
varietà, popolazioni, cultivar, ecotipi e cloni. Con un apposito regolamento vengono
stabiliti:
• i criteri in base ai quali le risorse genetiche sono considerate a rischio di erosione genetica;
• le modalità e le procedure per l’iscrizione al Repertorio volontario regionale delle risorse genetiche;
• le modalità di funzionamento della Commissione tecnico-scientifica ed i criteri
in base ai quali viene espresso parere
sull’iscrizione e la cancellazione dal Repertorio volontario regionale;
• le modalità di funzionamento delle strutture per la conservazione ex situ e le
modalità di affidamento delle attività di
conservazione alle stesse;
• i criteri per il conferimento dell’incarico
di conservazione in situ o on farm agli
Agricoltori custodi, i compiti a essi demandati e le modalità di eventuali agevolazioni.
È inoltre prevista l’adozione di un programma operativo annuale mediante il quale la
Regione pianifica le attività relative:
• allo studio e al censimento dell’agrobiodiversità animale e vegetale presente sul
territorio regionale;
• alle iniziative pubbliche e private mirate
alla conservazione della biodiversità di
interesse agrario e alla diffusione delle
conoscenze e delle innovazioni per la valorizzazione e l’uso di prodotti autoctoni;
• alle azioni, che la Regione svolge di-
rettamente, mirate alla tutela, al miglioramento, alla moltiplicazione e alla
valorizzazione delle risorse genetiche
autoctone;
• a specifiche iniziative per incentivare gli
agricoltori custodi.
131
spesa agricola regionale
Dall’analisi dei dati INEA sulla spesa
pubblica in agricoltura risulta che, nel
quadriennio 2008-2011, il sostegno al
settore agricolo in Sicilia ha raggiunto
un ammontare complessivo pari in media
a 1.760 milioni di euro, dei quali il 75,8%
(1.346 milioni di euro) è rappresentato da
trasferimenti monetari di politica agraria
e il 24,2% (414 milioni di euro) dalle agevolazioni contributive e fiscali concesse. Si
Distribuzione degli stanziamenti per origine dei fondi, media 2008-2011
nota, nel periodo considerato, un trend in
aumento dell’incidenza dei trasferimenti,
con un incremento di oltre 16 punti percentuali, a scapito delle agevolazioni.
I principali soggetti attuatori sono la Re-
Pagamenti al settore agricolo (bilancio
regionale) e incidenza % sul valore aggiunto
agricolo, 2011
mln €
% sul VA
1.026,4
36,2
Nord-ovest
501,7
9,4
Nord-est
560,6
7,9
Centro
188,6
4,2
Sud
762,1
10,4
Isole
1.286,1
34,1
ITALIA
3.299,1
11,7
26,1%
SICILIA
36,2%
Fondi comunitari
Fondi statali
Fondi regionali
Fonte: INEA - banca dati Spesa pubblica in agricoltura
37,7%
Fonte: INEA - banca dati Spesa pubblica in agricoltura
132
Consolidamento del sostegno al settore agricolo in Sicilia
2008
2009
2010
2011
Media 2008-11
mln €
%
mln €
%
mln €
%
mln €
%
mln €
%
433
28,1
686
41,9
523
30,6
809
37,6
613
34,6
Mipaaf/OOPPRR
44
2,9
45
2,8
40
2,4
37
1,7
42
2,4
Ministero attività produttive
14
0,9
8
0,5
11
0,6
7
0,3
10
0,6
6
0,4
2
0,1
0
0,0
0
0,0
2
0,1
Agea
ISMEA - Sviluppo Italia
Regione Siciliana
547
35,4
497
30,3
721
42,2
953
44,3
680
38,1
1.045
67,7
1.239
75,6
1.295
75,8
1.806
84,0
1.346
75,8
Credito d'imposta
0
0,0
0
0,0
0
0,0
0
0,0
0
0,0
IVA
6
0,4
6
0,3
6
0,4
6
0,3
6
0,3
51
3,3
54
3,3
51
3,0
56
2,6
53
3,0
176
11,4
110
6,7
103
6,0
65
3,0
113
6,8
13
0,8
11
0,7
15
0,9
14
0,7
13
0,8
Totale trasferimenti
Agevolazioni carburanti
Agevolazioni su Irpef
Agevolazioni su Ici
Agevolazioni Irap
14
0,9
14
0,9
14
0,8
14
0,7
14
0,8
Agevolazioni previdenziali e contributive
238
15,4
205
12,5
224
13,1
183
8,8
214
12,5
Totale agevolazioni
499
32,3
400
24,4
414
24,2
344
16,0
414
24,2
Totale complessivo
1.543
100,0
1.639
100,0
1.709
100,0
2.150
100,0
1.760
100,0
Fonte: INEA - banca dati Spesa pubblica in agricoltura
133
gione con una media di pagamento di 680
milioni di euro (38,1% dei trasferimenti) e
l’Agea con 613 milioni di euro (34,6%). Nel
2011 il valore complessivo dei pagamenti
per il settore agricolo, relativi al solo bilancio regionale, si è attestato su 1.026,4
milioni di euro, in aumento rispetto agli
anni precedenti. In aumento è risultata
anche l’incidenza dei pagamenti al settore
sul valore aggiunto della branca agricoltura,
silvicoltura e pesca, attestatasi sul 36,2%
contro l’11,7% a livello nazionale. Considerando l’origine degli stanziamenti a favore
dell’agricoltura (media 2008/2011) si evi-
denzia un contributo piuttosto sostenuto da
parte dei fondi statali (37,7%) e comunitari (36,2%), e più contenuto da parte della
Regione (26,1%). Analizzando le diverse
categorie della classificazione della banca
dati INEA sulla spesa pubblica in agricoltura, risulta che in Sicilia la componente più
Finanziamenti agricoli per destinazione economico-funzionale (mln di euro), 2011
500
400
300
Stanziamenti di competenza
200
Impegni totali
100
0
Pagamenti totali
Gestione Investimenti Promozione Attività Infrastrutture Difesa Assistenza
d'impresa aziendali e marketing forestali
idrogeologica tecnica
e ricerca
Fonte: INEA - banca dati Spesa pubblica in agricoltura
134
Altro
importante dei pagamenti totali nel 2011 è
stata quella destinata alla “gestione d’impresa” (45,5%), seguita dalle “attività forestali” (25,5%), dall’“assistenza tecnica e
ricerca” (11,2%) e dalla “promozione e marketing” (8,9%). L’incidenza dei pagamenti
per “investimenti aziendali” si è attestata
sul 6,6%.
La performance della spesa può essere osservata attraverso alcuni indici, quali la
capacità di impegno (incidenza % degli impegni sugli stanziamenti di competenza), la
capacità di spesa (incidenza % dei pagamenti sugli stanziamenti di competenza) e la
capacità di pagamento (incidenza % dei pagamenti effettuati nell’anno sugli impegni).
Indicatori di efficienza della spesa (valori %)
150
124
120
99
90
80
75
86
85
89
98
67
2009
60
2010
30
0
2011
Capacità d'impegno
Capacità di spesa
Capacità di pagamento
Fonte: INEA - banca dati Spesa pubblica in agricoltura
135
PAC IN SICILIA: I PILASTRO
I contributi del primo pilastro della PAC
(aiuti diretti e interventi sul mercato)
sostenuti nell’ambito del FEAGA nel 2012
ammontano, in Sicilia, complessivamente
a 294 milioni di euro, pari al 6,5% della
quota nazionale. Il Regime di pagamento
unico (RPU) costituisce la voce di spesa
più rilevante del I Pilastro con un valore
di 207 milioni di euro (il 70% delle risorse regionali del I Pilastro), su un totale di
aiuti diretti pari a 229 milioni di euro. Il
sostegno per l’articolo 68 del Reg. (CE)
73/2009 nel 2012 si è attestato su 19 milioni di euro. La spesa per gli interventi sui
mercati agricoli ammonta a 66 milioni di
euro, che rappresentano l’8,5% del totale
nazionale e il 22% della spesa del I Pilastro
in Sicilia.
Pagamenti I Pilastro (mln euro)
2012
2011
Variazione % 2012/11
Sicilia
Italia
Sicilia
Italia
Sicilia
Interventi sui mercati agricoli
66
771
88
819
-9,1
-5,8
Vitivinicolo
52
351
67
409
-22,5
-14,1
Ortofrutticolo
12
239
20
250
-41,2
-4,4
1
85
0
69
-
22.5
Programmi alimentari
Altro
Italia
1
96
1
91
0
5,4
Aiuti diretti
229
3.507
305
4.019
-24,7
-12,7
Aiuti diretti disaccoppiati (RPU)
207
3.130
260
3.422
-20,3
-8,5
19
342
33
347
-42,1
-1,6
3
35
12
250
-74,6
-86,0
294
4.279
393
4.838
-24,9
-11,6
Sostegno specifico (art. 68)
Altri aiuti diretti
Totale complessivo I pilastro
Fonte: INEA - banca dati Spesa pubblica in agricoltura
136
Va evidenziato che, rispetto al 2011, vi
è stata una riduzione media dei trasferimenti pari al 24,9% contro l’11,6 del dato
nazionale.
Per quanto riguarda gli interventi sui mercati agricoli, anche nel 2012 il comparto
maggiormente coinvolto è stato quello vitivinicolo (79% del totale degli interventi
sui mercati, in calo del 22,5% rispetto al
2011).
La voce di spesa più importante degli interventi è rappresentata dalla ristrutturazione e riconversione dei vigneti che, dal
2000 ad oggi ha consentito di ammodernare una buona parte della superficie viticola
regionale (quasi il 40%).
La misura vendemmia verde per la campagna 2012-2013 non è stata attivata. I dati
sugli aiuti erogati nelle tre campagne precedenti, comprese tra il 2009 e il 2012, mo-
strano un importo complessivo di oltre 41
milioni di euro, dei quali quasi 22 milioni
relativi alla sola campagna 2010-2011, per
una superficie interessata di 13.295 ettari,
ed esprimono il disagio di un comparto tra
i più importanti per l’economia agricola
dell’isola.
Nel 2012 anche la misura arricchimento mosti non è stata attivata. Nel triennio 20092011 la stessa ha ragguagliato un importo
OCM Vino - Misura ristrutturazione e riconversione vigneti
anno
Domande (n.)
Superficie (Ha)
Importo (€)
Richieste
Pagate
Richiesta
Pagata
Richiesto
Pagato
2009
1.141
1.069
3.057,65
2.766,89
27.224.243,74
24.877.865,53
2010
373
353
1.251,41
1.198,38
11.542.741,20
10.751.190,33
28.401.888,90
2011
1.326
1.244
3.235,73
3.054,16
30.170.910,30
2012
948
869
2.620,56
2.382,01
24.189.771,05
21.836.184,89
2013
966
945
2.391,43
2.366,07
22.021.681,01
21.858.894,06
Fonte: elaborazioni su dati Regione Siciliana - Assessorato dell’agricoltura, dello sviluppo rurale e della pesca mediterranea
137
complessivo di 7,3 milioni di euro.
La misura investimenti, rivolta ad interventi
a favore della trasformazione e commercia-
lizzazione, nelle ultime due campagne (20112013) ha comportato pagamenti per un importo complessivo di 26 milioni di euro.
Per la promozione nei paesi extra CE l’importo erogato dall’OCM vino, per la campagna
2011-2012, è stato pari a 4.975.741 euro.
OCM Vino - Misura vendemmia verde
Campagna
Domande (n.)
Superficie richiesta
(Ha)
2009-2010
3.117
2010-2011
2011-2012
Superficie viticola pagata (Ha)
Importo pagato
(€)
Tavola
DOC
IGT
TOTALE
9.176,52
3.431,40
199,28
5.191,42
8.822,10
14.371.087,50
4.516
13.904,19
4.696,77
301,93
8.295,85
13.294,56
21.751.980,73
1.205
3.158,78
337,01
183,95
2.428,12
2.949,09
5.001.230,74
Importo pagato
anticipi biennali
(€)
Richieste saldi
biennali (€)
Fonte: Assessorato dell’agricoltura, dello sviluppo rurale e della pesca mediterranea
OCM Vino - Investimenti
Campagna
2011-2012
Richieste
Progetti annuali
Importo pagato (€) anticipi biennali
(n.)
(n.)
19
2.193.003,00
2012-2013
31
5.662.249,00
Totale
50
7.855.252,00
Fonte: Assessorato dell’agricoltura, dello sviluppo rurale e della pesca mediterraneaa
138
28
Importo pagato
Totale anno (€)
saldi biennali (€)
2.782.737,00
2.782.737,00
4.975.740,00
53
15.507.044,00
21.169.293,00
53
15.507.044,00
26.145.033,00
I pagamenti per l’OCM Ortofrutta nel 2012
hanno raggiunto complessivamente 18,3
milioni di euro e hanno riguardato 45 OP,
mentre per il comparto olivicolo hanno ragguagliato 2,6 milioni di euro a favore di 17 OP
per interventi di “Miglioramento dell’impatto
ambientale in olivicoltura” e di “Miglioramento della qualità della produzione di olio d’oliva
e delle olive da tavola”.
I pagamenti per l’OCM Apicoltura, che prevede azioni dirette a migliorare la produzione e
commercializzazione del miele, nella campagna 2013/2014, sono stati di 397.426 euro.
OCM Vino - Arricchimento mosti
Anno
Domande (N.)
Mosto concentrato
(hl)
Mosto concentrato
rettificato (hl)
Importo pagato (€)
2009
28
3.232,81
36.876,63
4.499.058,83
2010
16
2.129,00
16.778,28
2.016.186,44
2011
10
1.552,00
6.841,03
838.245,73
Totale
7.353.491,00
Fonte: Assessorato dell’agricoltura, dello sviluppo rurale e della pesca mediterranea
139
PAC IN SICILIA: Ii PILASTRO
Il Programma di Sviluppo Rurale (PSR) della Sicilia, approvato con Decisione Comunitaria ai sensi del Reg. (CE) 1698/2005, ha
l’obiettivo di “migliorare la competitività e
l’attrattività delle zone rurali della regione
come luogo in cui investire, lavorare, creare nuovi e migliori posti di lavoro nonché
vivere con uguali opportunità rispetto ad
altre zone”. Come di seguito evidenziato,
il Programma si articola in tre Assi strategici e in un quarto di natura metodologica,
che viene attuato, sulle misure dell’Asse 3,
secondo l’approccio LEADER attraverso i
Gruppi di Azione Locale (GAL).
• Asse 1 “Miglioramento della competitività del settore agricolo e forestale”;
• Asse 2 “Miglioramento dell’ambiente e
dello spazio rurale”;
• Asse 3 “Qualità della vita nelle zone
rurali e diversificazione dell’economia
rurale”;
• Asse 4 “Attuazione dell’approccio LEADER”.
Secondo le indagini del valutatore indipen-
140
dente del PSR, realizzate nell’ambito di un
approfondimento tematico sulle misure
rivolte ai giovani, sono 5.435 gli imprenditori agricoli con età inferiore a 40 anni
che hanno beneficiato del sostegno del Programma. Essi rappresentano il 20,5% dei
giovani conduttori agricoli (26.395 soggetti) rilevati in Sicilia con il 6° Censimento
Generale dell’Agricoltura dell’ISTAT. Si evidenzia, inoltre, che su un totale di 21.965
domande di aiuto da parte di imprese agricole, ben il 39,2% è riconducibile a giovani
Attuazione PSR Sicilia 2007-2013 al 31 dicembre 2013 (mln di euro)
1000
900
800
700
600
500
400
Programmato
300
Speso
200
100
0
Asse 1
Asse 2
Asse 3
Asse 4
Assistenza
tecnica
Fonte: elaborazioni su dati Regione Siciliana - Assessorato dell’agricoltura, dello sviluppo rurale e della pesca mediterranea
Domande di aiuto del PRS da parte di imprese agricole per misura e incidenza giovani, 2012
Imprese agricole beneficiarie del PSR
Misure
Imprese individuali
Imprese associate
Imprese agricole giovani beneficiarie del PSR
Totale
Imprese giovani
% su imprese bene- % sul totale imprese
ficiarie
giovani
112
1.284
369
1.653
1.653
100,0
19,2
114
1.862
188
2.050
890
43,4
10,3
121
2.220
329
2.549
1.481
58,1
17,2
132
2.388
145
2.533
932
36,8
10,8
211
2.628
179
2.807
963
34,3
11,2
212
745
65
810
274
33,8
3,2
213
641
59
700
224
32,0
2,6
214
5.967
603
6.570
1.686
25,7
19,6
216
1.365
73
1.438
227
15,8
2,6
0,7
221
181
10
191
63
33,0
311
281
75
356
132
37,1
1,5
312
87
65
152
74
48,7
0,9
Altre
Totale
58
98
156
19
12,2
0,2
19.707
2.258
21.965
8.618
39,2
100,0
Fonte: elaborazioni su dati Agriconsulting – Regione Siciliana
141
imprenditori con età inferiore a 40 anni.
Oltre il 50% di questi giovani aderisce a
due o più misure, anche grazie alle combinazioni di interventi previste dal “Pacchetto giovani”.
Al 31 dicembre 2013, il PSR della Sicilia ha
attivato tutte le 32 misure previste. Come
nelle annualità precedenti, nell’ultimo quadrimestre del 2013 il PSR ha conseguito
una forte accelerazione della spesa, superando con ampio margine (+15,3 milioni
di euro) il livello minimo (167,3 milioni di
euro) di quota del Fondo Europeo di Sviluppo Rurale (FEASR) previsto per l’anno
al fine di evitare il disimpegno automatico
delle risorse finanziarie europee.
Considerato il periodo 2007-2013, l’avanzamento finanziario ha raggiunto, grazie
all’ottima performance dell’Asse 2, il 64,0%
della spesa totale programmata (pari a circa 2.172,4 milioni di euro, come da piano
finanziario del PSR Sicilia 2007-2013 v6).
Nel complesso, considerato l’insieme delle
spese ordinarie e quelle sostenute con le
risorse supplementari dell’Health Check
(HC) e del Recovery Plan (RP), sono stati erogati oltre 1.389,7 milioni di euro di
spesa pubblica certificata (quota statale +
regionale + FEASR); mentre i pagamenti
dell’anno ammontano a 316,4 milioni di
euro.
In merito alla sola quota FEASR, a partire
dall’inizio della programmazione sino a di-
Lo stato di attuazione del PSR Sicilia 2007-2013 al 31 dicembre 2013 (euro)
Stato + Regione
FEASR
Totale speso
Asse 1
284.448.874,46
226.483.220,61
510.932.095,07
Asse 2
210.809.900,09
541.529.482,37
752.339.382,46
927.453.393
81,1
Asse 3
41.878.710,93
56.719.351,16
98.598.062,09
238.183.099
41,4
Asse 4
7.801.617,92
10.773.662,88
18.575.280,80
120.121.206
15,5
Assistenza Tecnica
2.996.405,77
6.287.963,38
9.284.369,15
24.770.155
37,5
547.935.509,17
841.793.680,40
1.389.729.189,57
2.172.386.232
64,0
Totale
Fonte: elaborazioni su dati Regione Siciliana - Assessorato dell’agricoltura, dello sviluppo rurale e della pesca mediterranea
142
Totale programmato
Avanzamento sul totale
programmato (%)
59,3
Assi
861.858.379
cembre 2013 sono stati erogati oltre 841,7
milioni di euro, di cui il 21,7% nell’anno
2013. La quota FEASR rappresenta il
60,5% del totale speso.
I dati di spesa pubblica cumulata al 2013
indicano l’elevato impatto che ha avuto
l’Asse 2 sull’attuazione finanziaria del
PSR. L’azione di traino esercitata dall’Asse appare evidente, in particolare, nel
confronto tra quanto speso a consuntivo
e quanto programmato.
L’analisi dell’avanzamento della spesa
pubblica cumulata al 2013 delle risorse HC
e RP evidenzia un palese recupero dell’Asse 2, dovuto principalmente all’attivazione della misura 213 “Indennità Natura
2000”, con 6,3 milioni di euro di pagamenti nel corso dell’anno. Rispetto all’anno
precedente, invece, è rimasta invariata
la performance di spesa dell’Asse 3 e, in
particolare, della sottomisura 321/B “Reti
tecnologiche di informazione e comunicazione (ICT)”. Infatti, la capacità di spesa
degli interventi RP per la realizzazione di
infrastrutture di banda larga nelle aree
rurali in digital divide è rimasta ferma al
45,4%.
Attuazione PSR Sicilia 2007-2013 al 31 dicembre 2013. Risorse HC e RP (mln di euro)
Assi
Asse 2
Stato + Regione
FEASR
Totale speso
Totale programmato
5.789.029,64
8.683.544,46
14.472.574,10
25.571.667,00
Avanzamento sul totale
programmato (%)
56,6
Asse 3
4.612.298,80
6.918.448,20
11.530.747,00
25.408.334,00
45,4
Totale
10.401.328,44
15.601.992,66
26.003.321,10
50.980.001,00
51,0
Fonte: elaborazioni su dati Regione Siciliana - Assessorato dell’agricoltura, dello sviluppo rurale e della pesca mediterranea
143
sviluppo locale
LEADER IN SICILIA NEL 2007/2013
L’Asse 4 “Attuazione dell’approccio Leader”
del Programma di Sviluppo Rurale Sicilia
2007-2013 si pone l’obiettivo di rafforzare la capacità progettuale e di governance
locale attraverso la realizzazione di alcuni
interventi finalizzati al miglioramento della qualità della vita nelle zone rurali e alla
diversificazione delle attività economiche.
Scopo ultimo è la creazione e il consolidamento delle opportunità occupazionali e la
riduzione del fenomeno di abbandono delle
aree rurali.
Nell’ambito di tale Asse, la progettazione e
la realizzazione di interventi per lo sviluppo locale sono affidati a Gruppi di Azione
Locale (GAL), ossia a partenariati pubblico/privati aggregati, rappresentativi delle
diverse realtà socio-economiche del territorio e, in particolare, dei settori interessati
dalla strategia di sviluppo locale prevista
e illustrata in appositi Piani di Sviluppo
Locale (PSL).
Nell’ambito dell’Asse 4 sono state attivate la Misura 431 “Gestione dei Gruppi di
146
Carta dei GAL finanziati nell’ambito del PSR Sicilia 2007/2013
Fonte: Regione Siciliana, Assessorato dell’agricoltura, dello sviluppo rurale e della pesca mediterranea
GAL finanziati nell’ambito del PSR Sicilia 2007/2013 – numero dei Comuni e distribuzione per provincia
ME
AG
Provincia
CL
EN
CT
RG
SR
29
-
-
2
2
-
-
-
33
-
46
-
-
-
-
-
-
46
-
-
4
-
-
-
16
-
-
20
-
-
-
-
1
-
11
-
-
12
Terre del Nisseno
-
-
-
-
16
-
-
-
-
16
Sicani
-
7
-
25
-
-
-
-
-
32
15
Denominazione GAL
TP
PA
I.S.C. Madonie
-
Peloritani: terre dei miti e della bellezza
-
Terre dell’Etna e dell’Alcantara
Kalat
Totale
Natiblei
-
-
-
-
-
-
4
3
8
Golfo di Castellammare
1
6
-
-
-
-
-
-
-
7
Metropoliest
-
14
-
-
-
-
-
-
-
14
Rocca di Cerere
-
-
-
-
1
15
-
-
-
16
Terre Normanne
-
18
-
-
-
-
-
-
-
18
Leader Sicilia Centro Meridionale
-
-
-
10
-
-
-
-
-
10
Elimos
14
-
-
-
-
-
-
-
-
14
Etna
-
-
-
-
-
2
8
-
-
10
5
Eloro
-
-
-
-
-
-
-
-
5
Isole di Sicilia
2
1
4
1
-
-
-
-
-
8
Nebrodi Plus
-
-
44
-
-
-
-
-
-
44
Fonte: elaborazioni su dati Regione Siciliana - Assessorato dell’agricoltura, dello sviluppo rurale e della pesca mediterranea
147
Azione Locale, acquisizione di competenze
e animazione”, la Misura 413 “Attuazione
di strategie di sviluppo locale - Qualità della
vita/diversificazione” e, successivamente,
la Misura 421 “Cooperazione interterritoriale, interregionale, transnazionale”.
I GAL finanziati nell’ambito del PSR Sicilia 2007/2013 sono 17 (D.D.G. n. 589 del
16/06/2010 e D.D.G. del 20/10/2011).
Ogni GAL è dotato di un Ufficio di Piano
composto almeno da:
• un responsabile di piano (RdP), con funzioni di coordinamento e direzione delle
attività del GAL, che sia responsabile
delle attività di monitoraggio e funga da
supporto tecnico per l’attività dell’Organo decisionale;
• un responsabile amministrativo e finanziario (RAF), con funzioni di segretario
dell’Organo decisionale del GAL e di
responsabile della corretta e regolare
applicazione delle procedure e del controllo della spesa;
• una struttura tecnico-amministrativa-
148
Dati finanziari dei Piani di Sviluppo Locale approvati, 2014
Denominazione GAL
Importo quota pubblica (€)
PSL
Misura 431
Misura 413
Elimos
5.434.176,00
905.696,00
4.528.480,00
Eloro
4.920.000,00
820.000,00
4.100.000,00
Etna
6.245.479,80
1.040.913,30
5.204.566,50
Golfo di Castellammare
5.583.960,00
930.660,00
4.653.300,00
I.S.C. Madonie
6.620.950,00
940.250,00
5.680.700,00
Isole di Sicilia
4.000.000,00
666.667,00
3.333.333,00
Kalat
6.532.896,00
1.088.816,00
5.444.080,00
Leader Sicilia Centro Meridionale
7.196.880,00
1.199.480,00
5.997.400,00
Metropoliest
6.798.336,00
1.133.056,00
5.665.280,00
Natiblei
5.043.600,01
840.600,00
4.203.000,01
Nebrodi Plus
7.607.860,30
1.287.258,33
6.320.601,97
Peloritani: terre dei miti e della bellezza
6.254.580,00
1.042.430,00
5.212.150,00
Rocca di Cerere
6.947.328,00
1.157.888,00
5.789.440,00
Sicani
6.646.608,00
1.107.768,00
5.538.840,00
Terre del Nisseno
6.503.400,00
1.082.516,00
5.420.884,00
Terre dell’Etna e dell’Alcantara
Terre Normanne
7.111.680,00
7.047.120,00
1.185.280,00
1.174.520,00
5.926.400,00
5.872.600,00
Fonte: elaborazioni su dati Regione Siciliana - Assessorato dell’agricoltura, dello sviluppo rurale e della pesca mediterranea
Dati finanziari afferenti alla Misura 413 distinti per tipologia di interventi e modalità di attuazione, 2014
Denominazione GAL
Importo quo- Interventi di attuazione, tramite approccio Leader, delle Misure
ta pubblica 312, 313, 321, 322 e 323 dell’Asse 3 del PSR Sicilia 2007/2013
Misura 413 a regia GAL importo quota a bando
importo quota
(€)
(n.)
pubblica (€)
(n.)
pubblica (€)
Elimos
Eloro
Etna
Golfo di Castellammare
I.S.C. Madonie
Isole di Sicilia
Kalat
Leader Sicilia Centro Meridionale
Metropoliest
Natiblei
Nebrodi Plus
Peloritani: terre dei miti e della bellezza
Rocca di Cerere
Sicani
Terre del Nisseno
Terre dell’Etna e dell’Alcantara
Terre Normanne
4.528.480,00
4.100.000,00
5.204.566,50
4.653.300,00
5.680.700,00
3.333.333,00
5.444.080,00
5.997.400,00
5.665.280,00
4.203.000,01
6.320.601,97
5.212.150,00
5.789.440,00
5.538.840,00
5.420.884,00
5.926.400,00
5.872.600,00
5
3
8
3
2
2
3
1
2
2
1
1
2
2
678.480,00
336.483,28
150.000,00
297.000,00
342.500,00
650.000,00
439.376,00
260.704,00
406.242,25
272.218,97
200.000,00
40.000,00
345.968,13
245.000,00
5
7
4
6
3
5
6
3
8
2
4
4
9
5
7
4
4
3.450.000,00
4.100.000,00
4.868.083,22
4.503.300,00
4.906.305,85
2.990.833,25
4.394.080,00
5.558.024,00
5.000.000,00
3.796.757,76
6.048.383,00
4.300.000,00
5.589.440,00
4.724.877,95
5.380.884,00
5.580.431,87
5.627.600,00
Azioni aggiuntive
a regia
GAL (n.)
a bando
(n.)
importo quota
pubblica (€)
1
1
-
1
1
1
-
400.000,00
477.394,15
400.000,00
325.000,00
813.392,05
-
Fonte: elaborazioni su dati Regione Siciliana - Assessorato dell’agricoltura, dello sviluppo rurale e della pesca mediterranea
149
finanziaria, composta da almeno 3 risorse e avente, tra le altre, funzioni di
segreteria operativa del GAL, di animazione territoriale e di supporto tecnico
alle attività svolte sia dal GAL che dai
beneficiari finali.
Attraverso l’approccio Leader ai GAL è
stata data l’opportunità di attivare, anche
parzialmente (singole azioni) le misure
dell’Asse 3 “Qualità della vita nelle zone
rurali e diversificazione dell’economia rurale”, di seguito elencate:
• 312 “Sostegno alla creazione e allo sviluppo di microimprese”;
• 313 “Incentivazione di attività turistiche”;
• 321 “Servizi essenziali per l’economia e la
popolazione rurale”;
• 322 “Sviluppo e rinnovamento dei villaggi”;
• 323 “Tutela e riqualificazione del patrimonio rurale”;
nonché altre azioni concorrenti al raggiungimento degli obiettivi dell’Asse (c.d. “azioni
aggiuntive”).
Elenco provvisorio dei progetti di cooperazione interterritoriale e transnazionale ammissibili a finanziamento, 2014
GAL Capofila
Nebrodi Plus
Titolo del progetto
Importo del progetto (€)
Cooperazione
interterritoriale
Su. Art.
500.000,00
Social Market
499.990,00
Rocca di Cerere
La campagna curri
500.000,00
X
Terre Normanne
Il buon gusto Mediterraneo
500.000,00
X
Terre del Nisseno
Patos
489.300,00
X
Le vie dell’acqua e dell’aria
500.000,00
Elimos
Isole di Sicilia
Fonte: elaborazioni su dati Regione Siciliana - Assessorato dell’agricoltura, dello sviluppo rurale e della pesca mediterranea
150
transnazionale
X
X
X
I PSL si fondano su aspetti peculiari del
territorio e puntano sulla messa in rete e
sulla valorizzazione delle eccellenze e delle risorse locali, nonché sulla soluzione di
problemi specifici, anche attraverso l’introduzione di attività innovative.
Gli interventi previsti nei Piani possono
essere attuati:
• “a regia GAL”, ossia direttamente dal
GAL tramite risorse e personale proprio,
e/o “a regia in convenzione”, ossia affidando apposito incarico a soggetti terzi,
nel caso in cui gli interventi presentino
caratteristiche di spiccata specificità;
• “a bando”, ossia affidando la progetta-
zione e la realizzazione dell’intervento
a soggetti diversi dal GAL.
Dall’analisi dell’attuazione dei PSL si evince che a fronte di oltre 120 interventi previsti 86 sono stati attivati tramite bandi
pubblici, e di questi 19 con manifestazione
di interesse.
Con riguardo alla Misura 421 “Cooperazione interterritoriale, interregionale, transnazionale”, nel settembre del
2013 è stato approvato il bando per la
selezione dei progetti (D.D.G. n. 955 del
20/09/2013).
Per i progetti di cooperazione interterritoriale è stato richiesto un partenariato
di almeno 3 GAL appartenenti alla Regione Siciliana e di almeno 1 GAL non appartenente alla Sicilia in qualità di partner
senza cofinanziamento. Per progetti di cooperazione transnazionale è stata richiesta la presenza contemporanea di almeno
3 GAL siciliani, dei quali uno assume la
qualifica di unico soggetto beneficiario e
responsabile nei confronti dell’Autorità di
Gestione del PSR.
Entro il 31/12/2013, termine ultimo
previsto dal bando, sono stati presentati
12 progetti di cooperazione e di questi 6
sono risultati ammissibili a finanziamento (D.D.G. n. 1387 del 13/05/2014).
151
DISTRETTI PRODUTTIVI, RURALI E AGROALIMENTARI
In Sicilia i distretti produttivi, rurali e
agroalimentari sono oggetto di diversa
disciplina e si attestano su diversi livelli
di attuazione. Infatti, nel corso degli ultimi anni hanno trovato concreta attuazione soltanto i distretti produttivi, mentre
i distretti rurali sono stati esclusivamente definiti a livello normativo e per
quelli agroalimentari sono stati determinati disciplina e modalità di attuazione
dei relativi interventi.
Con riguardo ai distretti produttivi, l’art.
56 della L.R. n. 17 del 28/12/2004, integrato dall’art. 15 della L.R. n. 20 del
22/12/2005, dispone che l’Assessore regionale alla Cooperazione, al Commercio,
all’Artigianato e alla Pesca, (oggi Attività
produttive), al fine di promuovere lo sviluppo del sistema produttivo, adotta con
proprio decreto le modalità e i criteri
per il loro riconoscimento (D.A. n. 152
del 01/12/2005, modificato con D.A. n.
179/12S del 06/02/2008).
Il distretto produttivo, quale forma pri-
152
vilegiata di sviluppo localizzato, rappresenta un importante strumento di governance territoriale e settoriale in grado di
conferire alle imprese maggiore competitività. Alla formazione di un distretto
possono concorrere:
•enti locali territoriali, autonomie funzionali, istituzioni pubbliche e private
riconosciute e attive nel campo dell’istruzione e della formazione professionale, Università e la Regione Siciliana;
•imprese con sede, anche operativa, nel
territorio regionale;
•associazioni di categoria;
•enti ed associazioni pubblici e privati,
consorzi, fondazioni, aziende speciali,
società a partecipazione pubblica, che
svolgono attività nell’ambito della promozione, della ricerca dell’innovazione, finalizzate allo sviluppo del sistema produttivo;
•associazioni non formalizzate, come
le associazioni temporanee di imprese
(A.T.I.), le associazioni temporanee di
imprese ed enti (A.T.I.E.), le associazioni permanenti di imprese (A.P.I.) e
le associazioni permanenti di imprese
ed enti (A.P.I.E.).
La capacità del sistema di imprese e istituzioni locali di sviluppare una progettualità strategica “si esprime in un Patto
per lo sviluppo del distretto, conforme
agli strumenti legislativi e programmatori regionali vigenti”.
I requisiti minimi per l’individuazione
dei distretti produttivi sono indicati
dall’art. 56 della L.R. n. 17/2004 e sono
stati ulteriormente precisati e integrati
dall’art. 3 del D.A. n. 152/2005, modificato dal D.A. n. 179/2008, come si evince dalla tabella.
Il Patto di sviluppo distrettuale “è un
documento programmatico, di durata
triennale, che evidenzia i contenuti delle
azioni che il distretto propone di attuare
per lo sviluppo della propria realtà produttiva”.
La valutazione dei Patti di Sviluppo Distrettuale avviene sulla base di criteri
espressamente definiti (art. 8 del D.A. n.
152, integrato dal D.A. n. 17), quali:
•grado di completezza della filiera verticale;
•grado di innovatività delle azioni proposte dal Patto, comprovato da ori-
ginalità dei prodotti e/o dei processi
produttivi;
•numerosità (oltre la soglia di ammissibilità) e concentrazione territoriale
delle imprese aderenti al distretto;
•conformità agli strumenti legislativi
e programmatori regionali vigenti e
livello di integrazione con tutte le
iniziative per lo sviluppo del territorio previste dai programmi di sviluppo locale (ASI, PIT, Patti territoriali,
Contratti d’area, Leader e altri strumenti di programmazione negoziata)
e di internazionalizzazione dell’economia siciliana, nonché con le strategie
territoriali dei programmi regionali
Requisiti per il riconoscimento di distretti produttivi
requisiti previsti dall’art. 56, comma secondo,
L.R. n. 17 del 28/12/2004
requisiti previsti dall’art. 3 del D.A. n. 152 del 01/12/2005, modificato dal D.A. n. 179/12S del
06/02/2008
connotarsi come filiera produttiva verticale o orizzontale, possibilmente anche con eventuali dislocazioni in aree transnazionali
caratterizzate da vantaggi localizzativi e competitivi
numero di imprese artigiane e piccole e medie imprese non
inferiore a 150
numero di imprese, non inferiore a 50, operanti in aree che già presentino elevata densità imprenditoriale, anche in sistemi di
specializzazione integrata come i consorzi di imprese
numero di addetti complessivo non inferiore a 150
elevato grado di integrazione produttiva e di servizio (ex art. 56 L.R.) documentabile dall'analisi organizzativa delle catene di fornitura riscontrabile per almeno un terzo delle imprese
aderenti al patto e desumibile sulla base della dichiarazione effettuate dai soggetti proponenti (ex art. 3 D.A.)
saper esprimere capacità di innovazione, comprovata dalla
presenza di imprese leader nei singoli settori
saper esprimere capacità di innovazione tecnologica, comprovata dai relativi processi di produzione o dalla presenza di
imprese leader nei singoli settori, nonché dalla presenza di istituzioni formative specifiche o centri di documentazione sulla
cultura locale del prodotto e del lavoro
153
Patti di sviluppo distrettuale ammessi dal 2007 ad 2014
ammessi con D.A. n. 546 del 16/03/2007
1. Distretto regionale dei lapidei di pregio (TP)
2. CO.S.VA.P. Distretto produttivo della pesca industriale (TP)
3. Ortofrutticolo di qualità del Val di Noto (SR)
4. Distretto produttivo Etna Valley Catania (CT)
5. Distretto Produttivo dell’Arancia Rossa (CT)
6. Olivicolo Sicilia Terre d’Occidente (TP)
7. Distretto della Ceramica di Caltagirone (CT)
8. Vitivinicolo della Sicilia Occidentale (TP)
9. Orticolo del Sud Est Sicilia (RG)
10. Distretto produttivo della Meccanica (SR)
11. Distretto Unico Regionale Cerali- SWB (EN)
12. Distretto Produttivo della Nautica da Diporto (PA)
13.Distretto Nautico dei due Mari (ME)
14. Distretto Produttivo Vitivinicolo Siciliano (PA)
15. Distretto produttivo della Pietra Lavica (CT)
16. Distretto Produttivo delle Ceramiche Siciliane (ME)
17. Distretto dell’Uva da tavola Siciliana – IGP Mazzarrone (CT)
18. Meccatronica (PA)
19. Distretto Produttivo Sicilia Orientale- Filiera del Tessile (CT)
20. Distretto regionale della Plastica (SR)
21. Distretto della filiera della Pesca e del Pescaturismo – Sicilia (TP)
22. Distretto Produttivo della Logistica (PA)
23. Distretto del florovivaismo siciliano (ME)
Patti di Sviluppo Distrettuale
ammessi con D.A. n. 611 del 27/12/2011
1. Distretto Produttivo Avicolo (RG)
2. Distretto Produttivo Arancia di Ribera (AG)
3. Distretto Produttivo Eda – Eco Domus (AG)
4. Distretto Produttivo del Ficodindia del Calatino del Sud Simeto (CT)
5. Distretto Produttivo Lattierio Caseario (RG)
6. Dolce Siciliano (ME)
7. Distretto Produttivo del Legno e dei Complementi d’Arredo (CT)
8. Patto della Filiera della Carne Bovina (PA)
Fonte: elaborazioni su dati Regione Siciliana - Assessorato dell’agricoltura, dello sviluppo rurale e della pesca mediterranea
154
ammessi con D.A. 184 del 24/07/2013
1. Distretto Produttivo dell’Alluminio e Settori Collegati (RG)
2. Distretto Nautico del Mediterraneo (PA)
3. Distretto Produttivo del Benessere Termale (ME)
finanziate dall’UE e dal Fondo Aree
Sottoutilizzate (FAS);
•la presenza, all’interno del Patto, di
aziende in una posizione di leadership
nazionale o regionale nel settore di riferimento;
•numero di brevetti registrati dalle imprese sottoscrittrici del Patto;
•l’esistenza di marchi di qualità dei
prodotti già registrati o in via di registrazione all’interno del Distretto;
•la presenza, all’interno del Patto, di
istituzioni formative specifiche o di
centri di documentazione sulla cultura locale del prodotto e del lavoro.
Nel 2007 sono stati ammessi i primi 23
Patti di Sviluppo Distrettuale (D.A. n.
546 del 16/03/2007); ulteriori 8 Patti
sono stati ammessi nel 2011 (D.A. n. 611
del 27/12/2011) e gli ultimi 3 nel 2013
(D.A. n. 184 del 24/07/2013).
In Sicilia attualmente risultano riconosciuti 19 distretti produttivi, 9 dei quali
sono stati rinnovati tra il 2011 e il 2013.
Dei 19 distretti riconosciuti, 9 distretti
afferiscono al settore agroalimentare e
della pesca, e in particolare 2 riguardano il comparto ortofrutticolo (Agrumi di
Sicilia, Ficodindia del Calatino Sud Simeto), 2 quello zootecnico (Avicolo, Carne
bovina), 1 il settore cerealicolo (Distretto Unico Regionale dei Cereali - SWB),
1 il florovivaistico (Florovivaismo Siciliano), 1 il lattiero-caseario, 1 il settore
ittico (Pesca Industriale - COSVAP) e 1
quello dolciario (Dolce Sicilia).
Alcuni dei suddetti distretti, nel rispetto
di quanto stabilito all’art. 6, commi 5 e
6, del D.A. n. 152/2005 e s.m.i., nascono dalla unificazione di diversi Patti di
Sviluppo afferenti al medesimo settore,
come nel caso del Distretto Dolce Sicilia
che accorpa in sé il Distretto Produttivo
Taormina Etna Filiera dell’Arte Pasticcera, il Distretto del Dolce Tipico Siciliano e il Distretto del Cannolo Siciliano.
La distribuzione territoriale dei distretti denota come la partecipazione ad
essi sia più affermata nei Comuni della
provincia di Catania (coinvolti in 12 distretti), seguita dalle province di Messina, Palermo, Ragusa e Siracusa (i cui
Comuni partecipano a 9 distretti).
I distretti produttivi che registrano la
più alta partecipazione di aziende private sono il distretto produttivo Dolce Sicilia, con 294 aziende concentrate tra le
province di Catania (82), Agrigento (48)
e Palermo (42), e il distretto produttivo
lattiero-caseario, con 254 aziende ubicate prevalentemente nelle province di
Ragusa (95), Agrigento (77) e Palermo
(65). Seguono i distretti produttivi Carne bovina, con 118 aziende distribuite
tra le province di Palermo (63) ed Enna
(51), Pesca industriale – COSVAP, con
104 aziende quasi tutte con sede operativa in provincia di Palermo (84), e
Agrumi di Sicilia, con 103 aziende ubicate prevalentemente in provincia di
Catania (51).
Per quanto riguarda i distretti rurali e
155
Distretti produttivi riconosciuti in Sicilia ad aprile 2014
Denominazione
Tipologia/
comparto
Area
interessata
Province
interessate
Soggetto
capofila
Partenariato
N. Comuni
coinvolti
Atto di
riconoscimento
Agrumi
di Sicilia
Ortofrutticolo
area centrale e sud
orientale della Sicilia
Catania, Siracusa, Enna
Consorzio Distretto
Produttivo Arancia
Rossa – S.C.a r.l.
Enti locali, Provincia, Associazioni di categoria, Associazioni, Università di CT, Centri di ricerca regionali,
Eurispes, Consorzi di tutela, GAL, Imprese private
11
D.A. n. 614 del 27 DIC 2011, modificato con D.A. n. 894 del 18/09/2012 e
D.A. n. 174 del 17/07/2013
Avicolo
Zootecnico
area sud orientale
della Sicilia
Ragusa e Siracusa
-
Ente locale, Provincia, Associazioni di categoria, Consorzi di ricerca regionali, Consorzio Universitario di RG,
IRIPA Sicilia, Associazioni, Consorzi, Imprese private
1
D.A. n. 743 del 22/03/2012
Alluminio
Industria
dell’alluminio
area centrale e sud
orientale della Sicilia
Ragusa, Siracusa
Catania e Enna
Consorzio per l’Area di
Sviluppo Industriale di
Ragusa
Imprese private
-
D.A. n. 360 del 30/01/2014
Benessere
Termale
Termale
Comune di
Alì Terme (ME)
Enti locali, Consorzio di promozione turistica Val
d’Agrò, Imprese private
10
D.A. n. 361 del 30/01/2014
Associazione Distretto
Produttivo sulla “Filiera
delle carni bovine delle
aree interne di Sicilia”
Enti locali, Ente Parco delle Madonie, Consorzi di
ricerca regionali, Parco Scientifico e Tecnologico,
Associazioni, Imprese private
25
D.A. n. 744 del 22/03/2012
-
D.A. 195/12S del 06 Febbraio 2008
-
D.A. n. 746 del 22/03/2012
area occidentale e
Agrigento, Catania,
orientale della Sicilia Messina, Palermo, Trapani
Carne bovina
Zootecnico
aree interne
Palermo
Cereali - SWB
Cerealicolo
intero
territorio regionale
Enna
Dolce Sicilia
Dolciario
intero
territorio regionale
Messina, Palermo,
Siracusa e Catania
Società Consortile a r.l.
Associazioni di categoria, Centri di ricerca, Enti di
Distretto Unico regionale
formazione, Imprese private
Cereali - SWB
-
Associazioni di categoria,
CNA di ME e PA, FEAPI, Imprese private
segue
156
>> segue
Denominazione
Tipologia/
comparto
Area
interessata
Province
interessate
Soggetto
capofila
Partenariato
N. Comuni
coinvolti
Atto di
riconoscimento
Eda - EcoDomus
Edilizia e
Agrigento, Siracusa, Caltaarea occidentale e sud
fonti energetiche
nissetta, Catania, Ragusa,
orientale della Sicilia
rinnovabili
Trapani e Palermo
Ordine degli Architetti
della Provincia di
Agrigento
Istituto di credito, Imprese private
-
D.A. n. 745 del 22/03/2012
Etna Valley
Agrigento, Siracusa, CaltaIndustria - ITC area occidentale e sud
nissetta, Catania, Ragusa,
Hi Tech
orientale della Sicilia
Trapani e Palermo
Ordine degli Architetti
della Provincia di
Agrigento
Istituto di credito, Imprese private
-
D.A. n. 745 del 22/03/2012
Ficodindia del Calatino
Sud Simeto
Ortofrutticolo
Florovivaismo Siciliano Florovivaistico
Lapidei di Pregio
Lattiero-Caseario
Artigianato
industriale
area centrale
della Sicilia
Enna e
Caltanissetta
Agenzia di Sviluppo
Integrato s.p.a
Enti locali, Assessorato regionale dell’agricoltura - U.O.
Caltagirone, Associazioni di categoria, Consorzi
di tutela, Istituto di credito, Slow food, Istituti di
formazione, Imprese private
10
D.A. n. 786 del 20/04/2012
intero
territorio regionale
Messina e Catania
-
Enti locali, Provincia, CCIAA di ME, Associazioni di
categoria, Ordine degli Agronomi di ME, Associazioni,
Imprese private
3
D.A. n. 183 del 06/02/2008,
riproposto con D.A. n. 836 del
17/07/2012 e integrato con D.A. n.
111 del 22/05/2013
Trapani e Ragusa
-
Associazioni di categoria, Parco Scientifico e
Tecnologico della Sicilia, Imprese private
-
D.A. 195/12S del 06/02/2008,
rinnovato con D.A. n. 835 del
17/07/2012 e integrato con D.A. n.
05 del 14/01/2013
Palermo, Agrigento,
Caltanissetta, Ragusa
Provincia
Regionale di Ragusa
Assessorato regionale dell’agricoltura – U.O. Modica,
Enti locali, Provincia, Università di PA, Consorzio
Universitario di RG, Consorzi di ricerca regionali, Enti
di formazione, GAL, ARISE, Associazioni di categoria,
Consorzi, Associazioni, CCIAA di RG, Imprese private
3
D.A. n. 787 del 20/04/2012, integrato con D.A. n. 173 del 17/07/2013
Trapani
e Ragusa
intero
Lattiero- Caseario
territorio regionale
segue
157
>> segue
Denominazione
Tipologia/
comparto
Area
interessata
Province
interessate
Soggetto
capofila
Partenariato
N. Comuni
coinvolti
Atto di
riconoscimento
Legno e
Componenti di arredo
Artigianato
industriale
area centro-orientale
della provincia di
Catania
Catania
-
Imprese private
-
D.A. n. 742 del 22/03/2012
Meccanica
Industriaw
Meccanica
area sud orientale
della Sicilia
Siracusa, Catania, Ragusa,
Messina e Caltanissetta
-
Consorzi, Imprese private
-
D.A. n. 186 del 06/02/2008
Meccatronica
Industria
Meccatronica
intero
territorio regionale
Palermo, Agrigento, Caltanissetta, Catania, Messina,
Ragusa, Siracusa
-
Associazioni di categoria, Ordine degli Ingegneri di PA,
Associazioni, Consorzi, Imprese private
-
D.A. n. 198 del 06/02/2008,
rinnovato con D.A. n. 615 del
27/12/2012
Nautico del
Mediterraneo
Industria - Nautica
intero territorio
regionale
Palermo, Messina, Catania,
Siracusa, Ragusa, Agrigento
e Trapani
-
Provincia, Autorità Portuale di PA, Associazioni di
categoria, Università degli Studi di PA, CCIAA di PA,
Associazioni, Consorzi, Imprese private
-
D.A. n. 359 del 30/01/2014
Pesca Industriale COSVAP
Ittico
Sicilia Occidentale e
costa nord-africana
(Libia e Tunisia)
Trapani e Palermo
-
Lega Navale Italiana, Centri di ricerca regionali,
Istituto Zooprofilattico Sperimentale Sicilia, CNR, Confederazioni sindacali, Enti di formazione, Associazioni,
Imprese private
-
D.A. n. 182/12S del 06/02/2008
Pietra Lavica dell’Etna
Artigianato
industriale
area dominata dal
vulcano Etna
Catania
-
Enti locali, Provincia di CT, Imprese private
2
D.A. n. 200 del 06/02/2008,
rinnovato con D.A. n. 895 del
18/09/2012
Fonte: elaborazioni su dati Regione Siciliana - Assessorato dell’agricoltura, dello sviluppo rurale e della pesca mediterranea
158
agroalimentari di qualità, la loro individuazione è affidata alle regioni in base
all’art. 13 del decreto legislativo n. 228
del 18 maggio 2001, che detta norme
sull’orientamento e la modernizzazione
del settore agricolo.
In particolare, i distretti rurali sono definiti come “sistemi produttivi locali […]
caratterizzati da un’identità storica e
territoriale omogenea derivante dall’integrazione fra attività agricole e altre
attività locali, nonché dalla produzione
di beni o servizi di particolare specificità, coerenti con le tradizioni e le vocazioni naturali e territoriali”. I distretti
agroalimentari di qualità, invece, sono
definiti come “sistemi produttivi locali,
anche a carattere interregionale, caratterizzati da significativa presenza economica e da interrelazione e interdipendenza produttiva delle imprese agricole
e agroalimentari, nonché da una o più
produzioni certificate e tutelate ai sensi
della vigente normativa comunitaria o
Distretti produttivi per provincia e area geografica
Sicilia Centrale
Sicilia Occidentale
Sicilia Orientale
Trapani
Palermo
Agrigento
Caltanissetta
Enna
Catania
Messina
Ragusa
Siracusa
0
2
4
6
8
10
12
Fonte: elaborazioni su dati Regione Siciliana - Assessorato dell’agricoltura, dello sviluppo rurale e della pesca mediterranea
159
con L.R. n. 20 del 22/12/2005 recante
“misure per la competitività del sistema
produttivo”, ha dato mandato all’Assessorato regionale per l’agricoltura e per
le foreste (oggi dell’agricoltura, dello
sviluppo rurale e della pesca mediter-
nazionale, oppure da produzioni tradizionali o tipiche”.
A tal proposito, va precisato che per i distretti rurali non è stata prevista alcuna
disciplina specifica, mentre per i distretti agroalimentari la Regione Siciliana,
ranea), di individuare modalità e criteri
esclusivamente per il riconoscimento
dei “distretti produttivi agroalimentari
di comparto imperniati su un processo
produttivo o su prodotti affini”.
Ogni Distretto Agroalimentare di Quali-
Distretti produttivi agricoli e della pesca: numero di aziende per distretto e distribuzione per provincia
Denominazione
TP
PA
ME
AG
CL
EN
CT
Agrumi di Sicilia
-
2
2
27
1
-
Avicolo
1
-
-
-
-
-
Carne bovina
-
63
4
-
-
Cereali - SWB
1
1
1
-
1
Dolce Sicilia
-
42
47
48
-
Ficodindia del Calatino Sud Simeto
-
-
-
-
Florovivaismo Siciliano
1
-
75
-
Lattiero-Caseario
4
65
-
77
11
Pesca Industriale - COSVAP
84
6
-
10
1
Fonte: elaborazioni su dati Regione Siciliana - Assessorato dell’agricoltura, dello sviluppo rurale e della pesca mediterranea
160
RG
SR
Totale
51
-
20
103
2
51
7
61
51
-
-
-
118
20
26
-
3
53
17
82
24
34
294
22
18
12
2
1
55
1
-
13
1
-
91
-
-
95
2
254
-
2
-
1
104
tà può operare nell’ambito di uno o più
prodotti e/o processi produttivi relativi
ad una sola delle filiere di seguito elencate, eccezion fatta per gli investimenti
infrastrutturali per i quali possono essere proposte azioni comuni a più filiere.
Filiere nelle quali devono operare i Distretti Agroalimentari di Qualità
Filiere
Prodotti
filiera agrumicola
arancia rossa, arancia bionda, limone, mandarini e agrumi minori
filiera vitivinicola
vino rosso, vino bianco, vino rosé, vini liquorosi, vini spumanti, frizzanti, grappe
filiera carni
carni bovine, suine, ovi-caprine, equine, cunicole, da allevamenti minori
filiera cerealicola
pasta, pane, altri prodotti da forno
filiera apicola
miele e derivati
filiera frutticola
uva, ficodindia, frutta fresca, frutta secca, piccoli frutti
filiera lattiero casearia
latte bovino, latte asinino, latte caprino, formaggi vaccini e bufalini, formaggi ovi-caprini
filiera olivicolo-oleicola
olio, oliva da mensa
filiera orticola
pomodoro, patata novella, carota, peperone, carciofo, altri ortaggi
filiera delle proteaginose
legumi per alimentazione umana
filiera piante officinali
frassino da manna, piante medicinali, aromatiche e cosmetiche
filiera di produzioni soggette a disciplina tecnica
biologico, integrato, ecc.
Fonte: Regione Sicilia - D.A. n. 99092 del 18/005/2006
161
glossario
glossario
Agricoltura biologica:
Sistema di gestione sostenibile dell’agricoltura per ottenere prodotti e alimenti
di qualità nel rispetto dell’ambiente e
della salute umana, ai sensi del Reg.
(CE) n. 834/2007. Non prevede l’uso
di fitofarmaci e fertilizzanti di sintesi, diserbanti, fitoregolatori, organismi
geneticamente modificati, antibiotici e
ormoni negli allevamenti zootecnici.
Agriturismo:
Rappresenta la più diffusa attività a
valenza multifunzionale per le imprese
agricole. Oltre a ricezione e ospitalità,
rientrano fra le attività agrituristiche
anche quelle ricreative, culturali e didattiche, di pratica sportiva, nonché
escursionistiche e di ippoturismo, la degustazione e vendita di prodotti aziendali. I pasti e le bevande somministrati
devono essere costituiti prevalentemente da prodotti dell’azienda o da aziende
della zona, con preferenza per i prodotti
164
tipici, di qualità (DOP e IGP) e tradizionali.
Attività secondarie:
Per attività secondaria va intesa sia quella
effettuata nell’ambito della branca di attività agricola e quindi non separabile, vale a
dire agriturismo, trasformazione del latte,
frutta e carne, sia quella esercitata da altre branche d’attività economiche nell’ambito delle coltivazioni e degli allevamenti
(per esempio da imprese commerciali).
Capacità d’impegno:
Valore risultante dal rapporto tra gli impegni e gli stanziamenti di competenza. Verifica l’effettiva capacità di impegno dell’amministrazione a valutare l’attendibilità
delle previsioni di competenza.
Capacità di spesa:
Rapporto tra i pagamenti e gli stanziamenti di competenza. Esprime la capacità di
effettivo utilizzo delle risorse disponibili.
Capacità di pagamento:
Rapporto tra i pagamenti realizzati in
un anno e gli impegni assunti.
Conduttore:
Responsabile giuridico ed economico dell’azienda. Può essere una persona fisica, una
società o un Ente pubblico. Nel caso di colonia
parziaria appoderata (mezzadria) come conduttore di azienda è considerato il mezzadro.
Nel caso di soccida quale conduttore di azienda è considerato il soccidante.
Consumi intermedi:
Valore dei beni e dei servizi consumati quali
input in un processo di produzione, escluso
il capitale fisso il cui consumo è registrato
come ammortamento. Derivano dalla somma dei costi specifici (inclusi i reimpieghi)
e dei costi generali di produzione (costi non
attribuibili specificatamente ad una singola
produzione, quali manutenzioni ordinarie,
energia, acqua, assicurazioni, utenze, ecc.)
sostenuti nell’anno contabile di riferimento.
Contributi alla produzione:
Trasferimenti correnti che le amministrazioni pubbliche effettuano a favore
dei produttori. Vengono classificati in:
“Contributi ai prodotti”, “Altri contributi
alla produzione” e “Contributi per altre
attività economiche”. Con l’entrata in
vigore nel 2005 della riforma della PAC
e l’introduzione del pagamento unico per
azienda è stata rivista la classificazione
degli aiuti che prima confluivano nel prezzo base. Ora, solo la categoria “Contributi
ai prodotti” rientra nella valutazione del
prezzo base.
DOC - Denominazione di Origine Controllata:
È assegnata ai vini prodotti in zone delimitate (piccole e medie dimensioni) di cui
portano il loro nome geografico.
DOCG - Denominazione di Origine Controllata e Garantita:
È assegnata ai vini di particolare pregio
qualitativo, di notorietà nazionale e in-
ternazionale pro Agricoltura biologica:
Sistema di gestione sostenibile dell’agricoltura per ottenere prodotti e alimenti
di qualità nel rispetto dell’ambiente e della salute umana, ai sensi del Reg. (CE) n.
834/2007. Non prevede l’uso di fitofarmaci
e fertilizzanti di sintesi, diserbanti, fitoregolatori, organismi geneticamente modificati, antibiotici e ormoni negli allevamenti
zootecnici.
DOP - Denominazione di Origine Protetta:
È assegnata ad un prodotto agricolo o
alimentare originario di una regione,
di un luogo determinato o, in casi eccezionali, di un paese, ai sensi del regolamento (CE) n. 510/2006, quando “le
caratteristiche sono dovute essenzialmente o esclusivamente ad un particolare ambiente geografico, inclusi i fattori
naturali e umani, e la cui produzione,
trasformazione ed elaborazione avvengono nella zona geografica delimitata”.
Extracomunitari soggiornanti:
Cittadini stranieri extracomunitari in possesso di carta di soggiorno, ovvero di permesso di soggiorno per motivi di lavoro
(subordinato o autonomo) o per motivi familiari (familiari in regola con il soggiorno).
Famiglia del conduttore:
L’insieme delle persone legate da vincoli di
matrimonio, parentela, affinità, adozione,
tutela o da vincoli affettivi, coabitanti con
il conduttore dell’azienda agricola ed aventi
dimora abituale nello stesso comune.
FEAGA - Fondo europeo agricolo di garanzia:
Creato nel settembre 2005 e operativo
dall’inizio del 2007 (subentrando alla sezione “garanzia” del FEOGA) è destinato
a cofinanziare varie operazioni, tra cui
le esportazioni di prodotti agricoli verso
i paesi terzi, le misure di intervento destinate a regolarizzare i mercati agricoli, i
pagamenti diretti agli agricoltori.
165
FEASR - Fondo europeo agricolo per lo
sviluppo rurale:
Nasce dall’incrocio tra le sezioni “orientamento” e “garanzia” del FEOGA ed è
finalizzato alla promozione dello sviluppo rurale attraverso il miglioramento
della competitività dei settori agricolo e
forestale, dell’ambiente e del paesaggio
rurale, della qualità della vita e attraverso la diversificazione dell’economia
rurale.
Forze di lavoro:
Comprendono le persone occupate e quelle in cerca di occupazione (disoccupati, in
cerca di prima occupazione e altre persone in cerca di occupazione).
Grande distribuzione:
L’impresa che possiede punti vendita
operanti nella forma di supermercato,
ipermercato, discount, grande magazzino,
altra impresa specializzata di grande superficie.
166
Health Check (HC):
È il cosiddetto processo di “valutazione dello
stato di salute” della PAC attivato con lo scopo di verificarne l’applicazione e di apportare
eventuali nuove modifiche. Esso è stato adottato dalla UE con decisione del Consiglio del
20 novembre 2008 e ha prodotto importanti
novità e un flusso di nuove risorse sia per il
primo che per il secondo pilastro.
IGP - Indicazione Geografica Protetta:
È assegnata a un prodotto agricolo o alimentare originario di una regione, di un
luogo determinato o, in casi eccezionali,
di un paese, ai sensi del regolamento (CE)
n. 510/2006, quando “una determinata
qualità, la reputazione o altre caratteristiche possono essere attribuiti all’origine geografica e la cui produzione e/o trasformazione e/o elaborazione avvengono
nell’area geografica delimitata”.
IGT - Indicazione Geografica Tipica:
È assegnata ai vini le cui zone di pro-
duzione sono generalmente ampie e con
disciplinare produttivo poco restrittivo.
L’indicazione può essere accompagnata
da altre menzioni (vitigno, tipologia enologica, ecc.).
Immobili confiscati, destinati e consegnati:
Immobili che, con delibera del Consiglio
direttivo dell’Agenzia Nazionale dei Beni
Sequestrati e Confiscati alla criminalità organizzata (ANBSC), sono stati destinati ad
essere mantenuti a patrimonio dello Stato
per finalità di giustizia, ordine pubblico e di
protezione civile, ovvero destinati ad essere
trasferiti a patrimonio indisponibile del Comune ove il bene è sito oppure al patrimonio
della Provincia o della Regione. In tal caso,
l’iter, dalla confisca alla riassegnazione, è
stato completato, anche se non è certo che
il progetto di riutilizzo sia già attivo.
Immobili confiscati, in gestione:
Immobili le cui amministrazione e gestione sono di competenza dell’Agenzia Nazio-
nale dei Beni Sequestrati e Confiscati alla
criminalità organizzata (ANBSC) in forza
del decreto definitivo di confisca. In questa fase l’Agenzia Nazionale non ha ancora destinato l’immobile.
Immobili confiscati, destinati e non consegnati:
Immobili ai quali sono stati assegnati finalità, uso e utilizzatore (associazioni,
forze dell’ordine o gli stessi Comuni su
cui quei beni ricadono) senza essere stati
effettivamente consegnati al beneficiario.
Si tratta, ad esempio di immobili occupati
abusivamente, o gravati da ipoteche da
parte di istituti bancari, ovvero in precarie condizioni e/o inagibili.
Immobili confiscati, usciti dalla gestione:
Immobili non più oggetto di gestione ed amministrazione da parte dell’Agenzia Nazionale dei Beni Sequestrati e Confiscati alla
criminalità organizzata (ANBSC). Le cause
dell’uscita possono essere: la revoca della
confisca definitiva; le esecuzioni immobiliari; una vendita precedente al provvedimento di confisca definitivo; provvedimenti di
espropriazione per pubblica utilità e/o demolizioni; cessione al proprietario di quote
dell’immobile non confiscate; acquisizione
da parte del Demanio.
ti degli stanziamenti di competenza iscritti
nei pertinenti capitoli ad esso assegnati
del bilancio gestionale in corso. L’atto di
impegno costituisce accantonamento delle
relative somme per le spese individuate e
determina l’indisponibilità delle medesime
per altri scopi.
Immobili non confiscati in via autonoma:
Immobili non più oggetto della gestione
e amministrazione da parte dell’Agenzia
Nazionale dei Beni Sequestrati e Confiscati alla criminalità organizzata (ANBSC).
Si tratta di aziende cancellate dal Rea
(Registro delle imprese e repertorio economico e amministrativo), aziende liquidate, aziende la cui confisca definitiva è
stata revocata, aziende vendute.
Indice di vecchiaia:
È il rapporto tra la popolazione di 65 anni
e più e la popolazione di 0-14 anni, moltiplicato per 100.
Impegno:
Onere scaturente dalle obbligazioni pecuniarie giuridicamente perfezionate. Gli impegni di spesa sono assunti con decreto del
Dirigente competente per materia, nei limi-
Investimenti fissi lordi:
Sono costituti dalle acquisizioni (al netto
delle cessioni) di capitale fisso effettuate dai produttori a cui si aggiungono gli
incrementi di valore dei beni materiali
non prodotti. Il capitale fisso consiste
di beni materiali e immateriali prodotti
destinati ad essere utilizzati nei processi produttivi per un periodo superiore
ad un anno. (Sistema europeo dei conti,
SEC 95).
167
Ipermercato:
Esercizio al dettaglio con superficie di vendita superiore a 2.500 mq, suddiviso in reparti
(alimentare e non alimentare), ciascuno dei
quali aventi, rispettivamente, le caratteristiche di supermercato e di grande magazzino.
Liquidazione:
Verifica dell’esigibilità del credito, individuazione del creditore e determinazione
dell’esatto importo della somma da pagare.
Manodopera extrafamiliare:
Operai a tempo indeterminato, categorie
speciali, impiegati, dirigenti, operai a
tempo determinato e coloni impropri.
Manodopera familiare:
Persone di 15 anni e più appartenenti
alla famiglia del conduttore che svolgono
lavoro agricolo nell’azienda.
Minimercato:
Esercizio al dettaglio in sede fissa operan-
168
te nel campo alimentare con superficie di
vendita che varia tra 200 e 399 mq e che
presenta le medesime caratteristiche del
supermercato.
tire, agli agricoltori, uno sbocco per la loro
produzione e la stabilità dei redditi e, ai
consumatori, la sicurezza dell’approvvigionamento a prezzi ragionevoli.
Multifunzionalità:
È un concetto che indica che un’attività economica può dare luogo a più prodotti congiunti
e, in virtù di questo, può contribuire a raggiungere contemporaneamente vari obiettivi
sociali. Per l’agricoltura, si intende la nuova
funzione non più legata soltanto alla produzione di cibo necessario all’alimentazione, ma
anche alla fornitura di servizi, quali le attività
legate all’agriturismo, la tutela e la protezione
dell’ambiente e della biodiversità, la difesa del
territorio e del paesaggio.
PAC - Politica agricola comune:
Costituisce una delle più importanti politiche dell’Unione Europea e si prefigge di
incrementare la produttività dell’agricoltura, assicurare un tenore di vita equo alla
popolazione agricola, stabilizzare i mercati, garantire la sicurezza degli approvvigionamenti e assicurare prezzi ragionevoli ai
consumatori. Prevede misure di sostegno al mercato, aiuti diretti ai produttori e
misure di sostegno per lo sviluppo dell’agricoltura e delle aree rurali.
OCM - Organizzazione Comune di Mercato:
È un insieme di misure che costituiscono
un dispositivo che permette all’Unione europea di gestire il mercato di un determinato prodotto agricolo (produzione e scambi).
Lo scopo di tale gestione è quello di garan-
Pagamento:
Erogazione di denaro da parte della Tesoreria che determina l’estinzione dell’obbligazione pecuniaria. Al pagamento delle spese
provvede il tesoriere in base a mandati di
pagamento legittimamente emessi.
PIL - Prodotto interno lordo:
È costituito dal valore complessivo dei beni
e servizi prodotti all’interno di un paese,
durante un determinato periodo di tempo
(di solito un anno solare). Non comprende
il valore dei beni e servizi intermedi.
PL - Produzione lorda:
Valore delle produzioni delle colture e degli
allevamenti e di altri prodotti aziendali;
comprende: vendite, reimpieghi, autoconsumi, variazioni delle scorte vive e del magazzino, prodotti aziendali. A tale valore va
sommato l’ammontare dei contributi pubblici ricevuti da ciascuna azienda; la variabile
così ottenuta misura quindi l’ammontare
effettivo ricevuto dall’agricoltore per i propri prodotti in accordo con il criterio del
“prezzo di base” indicato nella metodologia
del SEC95 (Sistema Europeo dei Conti).
PLV - Produzione lorda vendibile:
Valore dei prodotti aziendali venduti, di
quelli destinati all’autoconsumo, alla re-
munerazione dei salariati, alle immobilizzazioni; tiene conto delle variazioni delle
giacenze di prodotti in magazzino. Per gli
allevamenti, l’utile lordo, oltre che delle
vendite e degli acquisti, tiene conto degli
incrementi di valore registrati nell’esercizio per i capi destinati all’ingrasso e
per quelli di allevamento che passano di
categoria. La produzione vendibile comprende anche le sopravvenienze attive
(derivanti da crediti, portafoglio, debiti) e altre entrate aziendali tra le quali
quelle derivanti da attività agrituristiche
collegate all’azienda, dagli affitti attivi
e dal noleggio di macchine aziendali (se
occasionale), nonché i contributi pubblici
percepiti dall’azienda per calamità, per
sostegno agli oneri, per terreni presi in
affitto, per contributi IVA attivi.
Primo pilastro della PAC:
È la parte della Politica Agricola Comune
che finanzia, attraverso il FEAGA, i pagamenti diretti agli agricoltori e le misure
di gestione dei mercati agricoli attuate
nell’ambito delle OCM.
Produzione ai prezzi di base:
Con il SEC 95 (Sistema Europeo dei
Conti) vengono inclusi nella produzione
i reimpieghi e gli scambi fra le aziende
agricole, nonché i servizi annessi all’agricoltura. La valorizzazione della produzione viene effettuata al prezzo di base,
cioè al prezzo ricevuto dal produttore
per unità di prodotto, dedotte le imposte
sul prodotto e inclusi tutti i contributi
legati al prodotto stesso. Si escludono i
contributi non commisurati ai prodotti.
Produzione di altri prodotti alimentari nca:
Produzione di preparati per minestre e
brodi, miele artificiale e caramello, concentrati artificiali, alimenti preparati deperibili come sandwich, lievito, estratti
e succhi di pesci, crostacei o molluschi,
succedanei del latte e del formaggio,
derivati dalle uova, albume, uova in pol-
169
vere o ricostituite, sgusciate eccetera,
raffinazione e confezionamento del miele, estratti per liquori. Dalla classe sono
escluse: produzione di alimenti preparati
deperibili a base di frutta e verdure, produzione di miele naturale, produzione di
esaltatori di sapidità a base di glutammato, produzione di pizza confezionata,
produzione di bevande alcoliche distillate, birra, vino e analcolici.
Protocollo di Kyoto:
È un accordo internazionale per contrastare il riscaldamento globale: il trattato, di
natura volontaria, è stato sottoscritto l’11
dicembre 1997 da più di 180 Paesi in occasione della Conferenza COP3 della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC). È entrato in
vigore il 16 febbraio 2005 dopo la ratifica
del Protocollo da parte della Russia.
PSR – Programma di Sviluppo Rurale:
Programma da attuarsi a livello regionale,
170
per ciascun Stato membro, quale principale
strumento di pianificazione del mondo rurale. Definisce le strategie, gli obiettivi e
gli interventi per il settore agricolo, agroindustriale e forestale e per lo sviluppo
rurale.
Recovery Plan (RP) – Piano europeo di ripresa economica:
Piano approvato dal Consiglio Europeo il
12 dicembre 2008 con lo scopo di contrastare la crisi economica. Ha prodotto un
flusso di risorse aggiuntivo e la necessità
di una revisione dei documenti programmatori nell’ambito dello sviluppo rurale.
SAT – Superficie agricola totale:
È l’area complessiva dei terreni dell’azienda destinata a colture erbacee e/o legnose
agrarie inclusi boschi e superficie agraria
non utilizzata, nonché l’area occupata da
parchi e giardini ornamentali, fabbricati,
stagni e canali, situati entro il perimetro
dei terreni che costituiscono l’azienda.
SAU - Superficie agricola utilizzata:
È la superficie costituita dall’insieme dei
seminativi, prati permanenti e pascoli, coltivazioni legnose agrarie, orti familiari e
castagneti da frutto.
Secondo pilastro della PAC:
È la parte della Politica Agricola Comune
che finanzia, attraverso il FEASR, le misure di sviluppo rurale.
Servizi connessi:
Esercizio per conto terzi e noleggio di mezzi e di macchine agricole con personale;
raccolta, prima lavorazione (esclusa trasformazione), conservazione di prodotti
agricoli e altre attività dei servizi connessi
all’agricoltura svolti per conto terzi; sistemazione di parchi, giardini e aiuole; attività dei servizi connessi all’allevamento del
bestiame, esclusi i servizi veterinari.
SN - Saldo normalizzato:
È dato dal rapporto percentuale tra il sal-
do semplice (esportazioni - importazioni)
e il volume di commercio (esportazioni +
importazioni); varia tra -100 (assenza di
esportazioni) e +100 (assenza di importazioni) e consente di confrontare la performance commerciale di aggregati di prodotti diversi e di diverso valore assoluto.
Supermercato:
Esercizio al dettaglio operante nel campo
alimentare, organizzato prevalentemente
a libero servizio e con pagamento all’uscita, che dispone di una superficie di vendita
superiore a 400 mq e di un vasto assortimento di prodotti di largo consumo e in
massima parte preconfezionati nonché,
eventualmente, di alcuni articoli alimentari di uso domestico corrente.
UBA – Unità bovine adulte:
Unità di misura della consistenza di un
allevamento che, rapportata alla SAU, consente di determinare la densità dell’allevamento stesso. La consistenza in UBA di un
allevamento si ottiene applicando al numero dei capi presenti in azienda degli appositi coefficienti legati all’età ed alla specie
degli animali (ad es. bovini di età superiore
ai 2 anni: 1,00; bovini di età tra 6 mesi e
2 anni: 0,60; equini oltre 6 mesi: 1,00; suini da ingrasso: 0,40; scrofe e verri: 0,50;
ovi-caprini: 0,15; galline ovaiole-100 capi:
1,30; polli da carne-100 capi: 0,80; galline
da riproduzione-100 capi: 1,50; conigli-100
capi: 1,20).
UL - Unità di lavoro:
Unità di analisi che quantifica in modo
omogeneo il volume di lavoro svolto da
coloro che partecipano, con diverse modalità ed intensità di tempi, al processo
di produzione di un paese, a prescindere
dalla loro residenza. L’insieme delle unità di lavoro è ottenuto dalla somma delle
posizioni lavorative a tempo pieno e dalle posizioni lavorative a tempo parziale
(principali e secondarie), trasformate in
unità a tempo pieno.
ULA - Unità di lavoro annuo:
Rappresenta la quantità di lavoro prestato
nell’anno da un occupato a tempo pieno Secondo la definizione comunitaria, per le indagini
strutturali l’ULA equivale al contributo di almeno 2.200 ore/annuo per un lavoratore familiare e di 1.800 ore/annuo per un salariato.
ULF - Unità di lavoro familiare:
Unità di analisi che quantifica in modo omogeneo il volume di lavoro svolto dalle persone che lavorano in azienda e che non ricevono salario o stipendio ma sono remunerate
attraverso il reddito che rimane alla famiglia dallo svolgimento dell’attività agricola.
VA - Valore aggiunto:
È il saldo tra la produzione e i consumi
intermedi, in cui la produzione è valutata
ai prezzi di base, cioè al netto delle imposte sui prodotti e al lordo dei contributi ai
prodotti. La produzione valutata ai prezzi
di base si differenzia da quella valutata al
costo dei fattori: quest’ultima è al netto di
171
tutte le imposte (sia quelle sui prodotti, sia
le altre imposte sulla produzione) e al lordo
di tutti i contributi (sia i contributi commisurati al valore dei beni prodotti, sia gli
altri contributi alla produzione).
172
Valori concatenati:
Il concatenamento è il sistema di valutazione della produzione e dei prezzi in termini reali. L’indice a catena considera le
variazioni di prezzo o di volume non solo
nei valori assunti dalle variabili nell’anno corrente e nell’anno base, ma anche
rispetto all’andamento complessivo del
fenomeno nell’intero intervallo temporale esaminato.
Finito di stampare nel mese di settembre 2014
L’AGRICOLTURA NELLA SICILIA IN CIFRE 2013
Le attività delle Sedi Regionali dell’Istituto sono molteplici, dall’assistenza alle Regioni e agli altri enti locali, in particolare per l’attuazione, il monitoraggio e la valutazione delle politiche comunitarie (interventi strutturali, di mercato,
sviluppo rurale, ecc.), per la produzione di fonti informative originali sul funzionamento delle imprese agricole (RICA)
e sulle dinamiche di importanti fenomeni che investono il settore primario: irrigazione, foreste, immigrati, mercato
fondiario, filiere agroalimentari, produzioni di qualità e biologiche, ecc. Ma una componente di rilievo è rappresentata
anche dalle attività di ricerca che le sedi regionali assicurano per la realizzazione di indagini condotte dalla sede nazionale dell’Ente e dalle collaborazioni attivate in partnership con il mondo della ricerca nazionale e internazionale.
La produzione tecnica e scientifica delle Sedi Regionali spazia dai rapporti finalizzati alle esigenze di supporto alle
decisioni delle istituzioni locali ai quaderni divulgativi sul sistema della conoscenza in agricoltura e sulla evoluzione
e gli scenari di sviluppo agricolo e rurale. Le competenze e le esperienze accumulate in molte sedi consentono anche
di sviluppare autonome attività di studio e di ricerca mirate a fornire contributi metodologici e un avanzamento delle
conoscenze
l’agricoltura nella sicilia in cifre 2013
Collana: Pubblicazioni Regionali
INEA 2014
ISBN 978-88-8145-424-2
INEA 2014
REGIONE SICILIANA
Ass.to Reg.le dell’Agricoltura, dello Sviluppo
Rurale e della Pesca Mediterranea
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