L’AGRICOLTURA NELLA SICILIA IN CIFRE 2013 Le attività delle Sedi Regionali dell’Istituto sono molteplici, dall’assistenza alle Regioni e agli altri enti locali, in particolare per l’attuazione, il monitoraggio e la valutazione delle politiche comunitarie (interventi strutturali, di mercato, sviluppo rurale, ecc.), per la produzione di fonti informative originali sul funzionamento delle imprese agricole (RICA) e sulle dinamiche di importanti fenomeni che investono il settore primario: irrigazione, foreste, immigrati, mercato fondiario, filiere agroalimentari, produzioni di qualità e biologiche, ecc. Ma una componente di rilievo è rappresentata anche dalle attività di ricerca che le sedi regionali assicurano per la realizzazione di indagini condotte dalla sede nazionale dell’Ente e dalle collaborazioni attivate in partnership con il mondo della ricerca nazionale e internazionale. La produzione tecnica e scientifica delle Sedi Regionali spazia dai rapporti finalizzati alle esigenze di supporto alle decisioni delle istituzioni locali ai quaderni divulgativi sul sistema della conoscenza in agricoltura e sulla evoluzione e gli scenari di sviluppo agricolo e rurale. Le competenze e le esperienze accumulate in molte sedi consentono anche di sviluppare autonome attività di studio e di ricerca mirate a fornire contributi metodologici e un avanzamento delle conoscenze l’agricoltura nella sicilia in cifre 2013 Collana: Pubblicazioni Regionali INEA 2014 ISBN 978-88-8145-424-2 INEA 2014 REGIONE SICILIANA Ass.to Reg.le dell’Agricoltura, dello Sviluppo Rurale e della Pesca Mediterranea l’agricoltura nella sicilia in cifre 2013 Il rapporto è stato finanziato dalla Regione Siciliana Assessorato dell’agricoltura, dello sviluppo rurale e della pesca mediterranea nell’ambito del PSR Sicilia 2007-2013 Il rapporto è a cura di Ida Agosta La stesura delle singole parti si deve a Economia e agricoltura: Raul Jorda Palomero (Occupazione); Dario Macaluso (Impiego degli immigrati in agricoltura); Alessandra Vaccaro (Superficie e Popolazione, Prodotto interno lordo, Valore aggiunto, Produttività); Andamento congiunturale del settore: Ida Agosta (Mercato fondiario, Credito all’agricoltura); Alessio Allegra (Investimenti, Consumi intermedi, Risultati produttivi); Dario Macaluso (Clima e disponibilità idriche, Risultati produttivi secondo la RICA); Francesco Spatafora (Meccanizzazione secondo la RICA); Filiera agroindustiale: Alessandra Vaccaro; Struttura delle aziende agricole: Raul Jorda Palomero; Risorse naturali e multifunzionalità: Alessio Allegra (Uso dei prodotti chimici); Giovanni Dara Guccione (Energie rinnovabili, Prodotti a denominazione e di qualità, Agricoltura biologica, Agriturismo e fattorie didattiche, Agricoltura e consumo critico); Gabriella Ricciardi (Agricoltura sociale, Orti urbani); Francesco Spatafora (Foreste e aree protette, Incendi); Legalità: Alberto Forte; Politica agricola regionale: Dario Macaluso (Legislazione regionale in materia agricola); Francesco Spatafora (Spesa agricola regionale); Alessandra Vaccaro (PAC in Sicilia: I Pilastro); Francesca Varia (PAC in Sicilia: II Pilastro); Sviluppo locale: Gabriella Ricciardi. Coordinamento editoriale: Benedetto Venuto Progetto grafico e realizzazione: Ufficio grafico INEA (Jacopo Barone, Piero Cesarini, Fabio Lapiana, Sofia Mannozzi) Edizione Internet: Massimo Perinotto Segreteria di Redazione: Roberta Capretti Il rapporto è stato concluso nel mese di maggio 2014 è possibile consultare la pubblicazione su Internet, al sito http://www.inea.it/pubbl/ è consentita la riproduzione citando la fonte. L’Amministrazione regionale, sostenendo la realizzazione dell’opuscolo “L’agricoltura nella Sicilia in cifre 2013”, quale strumento informativo sintetico e di facile consultazione, conferma la propria attenzione nei confronti del mondo agricolo e rurale. In questi ultimi anni l’agricoltura sta attraversando un momento di particolare difficoltà a causa della crisi economica e finanziaria che ha colpito principalmente i produttori, anello debole della filiera agroalimentare, che hanno subito una progressiva riduzione del loro margine reddituale a seguito della forte volatilità dei prezzi agricoli e dell’ampliamento della forbice tra prezzi alla produzione e prezzi al consumo. Il valore aggiunto dell’agricoltura siciliana è infatti sceso dal 2003 al 2012, così come continua a diminuire l’occupazione. In questo contesto, risulta prioritaria la possibilità di disporre di informazioni e dati aggiornati riguardanti l’andamento congiunturale del settore, la struttura delle aziende agricole, le filiere produttive e agroindustriali, le produzioni di qualità e la spesa pubblica regionale. Lo è per il mondo produttivo, ma anche per l’Amministrazione regionale, impegnata in questo momento nella definizione e nella messa a punto della programmazione 2014-2020. Dall’analisi dei dati degli ultimi due Censimenti dell’agricoltura dell’ISTAT (2000 e 2010) è possibile mettere in evidenza un quadro del settore agricolo regionale caratterizzato dalla diminuzione del numero di aziende agricole (-37,1%) e dall’aumento della loro dimensione media (da 3,7 ettari di a 6,3 ettari). Ciò va correlato agli effetti delle politiche comunitarie e dell’andamento dei mercati, che hanno determinato la fuoriuscita di un gran numero di aziende di piccole dimensioni e una progressiva ristrutturazione del settore a favore di realtà aziendali fisicamente più estese, a scapito di quelle più marginali e meno organizzate. Rimane confermata la “storica” scarsa propensione all’aggregazione delle PMI agricole, che probabilmente va ricondotta anche ad una struttura demografica degli imprenditori agricoli siciliani caratterizzata ancora da una elevata senilizzazione (oltre il 93% delle aziende agricole censite nel 2010 è guidato da over 35). La Regione nell’ambito del programma di Sviluppo Rurale 2007/2013 con il Pacchetto giovani (Mis. 112) ha attivato un intervento specifico a favore dei giovani. L’importanza di questa iniziativa, i cui effetti non sono limitati al ringiovanimento del tessuto imprenditoriale ma altresì estesi, da un lato al miglioramento delle capacità imprenditoriali e dall’altro alla ristrutturazione e allo sviluppo dell’azienda agricola, è confermata dal notevole riscontro ottenuto. Le richieste infatti sono risultate di gran lunga superiori alla dotazione finanziaria della misura, sia per quanto riguarda la misura 112 che per le misure ad essa collegate, realizzando una vera integrazione tra interventi a favore del capitale umano e di quello fisico. Tra gli elementi di maggiore criticità per la competitività del settore agricolo vi è sicuramente la questione del credito e, più in generale, della creazione di un adeguato sistema di supporto finanziario, assicurativo e di garanzia alle imprese. Il settore agricolo siciliano deve essere sostenuto con scelte politiche ardue e coraggiose, soprattutto in considerazione dell’importante ruolo che esso assume sia nell’economia regionale, sia come contributo al settore agricolo nazionale. Inoltre, l’agricoltura può fornire, nell’attuale contesto socio-economico, una valida soluzione all’assorbimento della disoccupazione generale e di quella giovanile in particolare, nonché allo sviluppo di attività complementari di tipo sociale e ambientale, oltre che economiche. “L’agricoltura nella Sicilia in cifre 2013” fornisce un quadro generale della situazione agricola e rurale della regione, attraverso la diffusione, in forma sintetica e facilmente accessibile, di una vasta gamma di notizie, dati ed elaborazioni, derivanti da fonti differenti, a volte anche difficilmente reperibili. Grazie a specifiche analisi sull’economia e l’agricoltura, sull’andamento congiunturale del settore, sulla filiera agroindustriale, sulla struttura delle aziende agricole, sulle risorse naturali, sulla multifunzionalità, sui beni confiscati alla criminalità organizzata, sulla politica agricola regionale e sullo sviluppo locale, l’opuscolo rappresenta uno strumento divulgativo importante al servizio di tutti gli operatori del mondo agricolo e rurale. ROSARIA BARRESI Dirigente Generale - Dipartimento dell’Agricoltura Assessorato regionale dell’agricoltura, dello sviluppo rurale e della pesca mediterranea della Regione Siciliana INDICE ECONOMIA E AGRICOLTURA Superficie e Popolazione Prodotto interno lordo Valore aggiunto Occupazione Produttività Impiego immigrati in agricoltura FILIERA AGROINDUSTRIALE pag. 10 pag. 12 pag. 15 pag. 16 pag.18 pag. 20 ANDAMENTO CONGIUNTURALE DEL SETTORE Mercato fondiario Investimenti Credito all’agricoltura Consumi intermedi Clima e disponibilità idriche Risultati produttivi Risultati produttivi secondo la RICA Meccanizzazione secondo la RICA 6 pag. 24 pag.28 pag. 30 pag. 32 pag. 33 pag. 38 pag. 43 pag. 47 Industria alimentare e delle bevande Organizzazioni di produttori Distribuzione Consumi alimentari Commercio estero pag. pag. pag. pag. pag. 50 60 64 68 70 STRUTTURA DELLE AZIENDE AGRICOLE Aziende agricole Coltivazioni Allevamenti Lavoro Imprese straniere pag. pag. pag. pag. pag. 74 77 79 81 83 Risorse naturali e Multifunzionalità Uso dei prodotti Chimici Energie rinnovabili Foreste e aree protette Incendi Prodotti a denominazione e di qualità Agricoltura biologica Agriturismo e fattorie didattiche Agricoltura sociale Agricoltura e consumo critico Orti urbani pag. 86 pag. 89 pag. 93 pag. 100 pag. 102 pag. 104 pag. 107 pag. 109 pag. 113 pag. 115 POLITICA AGRICOLA regionale Legislazione regionale in materia agricola Spesa agricola regionale La PAC in Sicilia I Pilastro La PAC in Sicilia II Pilastro pag. 128 pag. 132 pag. 136 pag. 140 Sviluppo Locale Leader in sicilia nel 2007/2013 Distretti produttivi, rurali e agroalimentari pag. 146 pag. 152 Glossario Legalità Beni confiscati Glossario pag. 164 pag. 120 7 Economia e agricoltura SUPERFICIE e popolazione La Sicilia, con una superficie di 25.832,39 km² e con 4.999.932 abitanti è la più estesa e la quarta più popolosa regione d’Italia. Il territorio è collinare per il 61%, mentre per quasi il 25% è montuoso e per poco meno del 14% pianeggiante. Le pianure sono di modesta estensione e localizzate lungo fascia costiera. La densità media è di 194 abitanti per Km2, superiore alla media del Mezzogiorno (167 abitanti per Km2) e di poco inferiore a quella nazionale (198 abitanti per Km2). La popolazione residente, rappresentata per il 51,6% da donne, risulta pressoché invariata rispetto all’anno precedente. La provincia in cui è presente il maggior numero di abitanti è Palermo (1.243.638), mentre la più densamente popolata è Catania (301 abitanti per Km2). Al contrario Enna, con 67 abitanti per Km2, risulta la provincia con la più bassa densità. La popolazione siciliana, con un’età media di 41,9 anni, è tra le più giovani d’Italia, preceduta solamente da quella campana (età media 40,4). L’età media nazionale è 10 di 41,9 anni. L’indice di vecchiaia regionale, pari a 166,12, è di parecchio inferiore a quello nazionale, che si attesta su 189,71. L’andamento dei residenti negli ultimi 12 anni evidenzia una sostanziale staticità per l’isola, con una variazione di appena +0,7%, mentre a livello nazionale si è as- sistito ad un incremento del 5%, passando da 57 milioni a 59,7 milioni di abitanti. In termini di superficie agricola, la Sicilia è la regione con la maggiore SAU, che incide sulla superficie totale per il 53,9%. A livello provinciale tale incidenza si mantiene sempre superiore al dato nazionale Popolazione residente, densità e superficie per provincia, 2012 Provincia Trapani Palermo Messina Agrigento Caltanissetta Enna Catania Ragusa Siracusa SICILIA MEZZOGIORNO ITALIA Fonte: elaborazioni su dati ISTAT Popolazione residente (n.) 430.478 1.243.638 648.062 446.081 273.099 172.413 1.077.113 310.220 399.469 4.999.932 20.621.144 59.685.227 Densità (ab/Kmq) 174 248 198 146 127 67 301 191 188 194 167 198 Superficie (Kmq) 2.469,62 5.009,28 3.266,12 3.052,59 2.138,37 2.574,70 3.573,68 1.623,89 2.124,13 25.832,39 123.731,97 302.072,84 (42,7%) e spesso superiore anche a quello del Mezzogiorno (49,5%). In particolare, si segnala un rapporto tra SAU e superficie totale pari al 71,2% nella provincia di Enna, dove, di contro, risiede appena il 3,5% della popolazione siciliana. Consistenza del territorio agricolo (000 Ha), 2010 Provincia SAU Superficie totale Trapani 137,45 246,17 Palermo 266,36 499,22 Messina 162,12 324,73 Agrigento 150,87 304,49 Caltanissetta 117,07 212,85 Enna 182,52 256,19 Catania 169,27 355,22 Ragusa 90,70 161,40 Siracusa 111,16 210,88 SICILIA 1.387,52 2.571,14 MEZZOGIORNO 6.095,56 12.302,50 ITALIA 12.856,05 30.136,66 SAU/ Superficie totale 55,84 53,36 49,92 49,55 55,00 71,24 47,65 56,20 52,71 53,97 49,55 42,66 Fonte: elaborazioni su dati ISTAT – 6° Censimento generale dell’agricoltura Andamento popolazione in Sicilia e in Italia Anno 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 Sicilia Variarione % su Popolazione (n.) anno precedente 4.965.669 4.972.124 0,13 5.003.262 0,63 5.013.081 0,20 5.017.212 0,08 5.016.861 -0,01 5.029.683 0,26 5.037.799 0,16 5.042.992 0,10 5.051.075 0,16 4.999.854 -1,01 4.999.932 0,00 Italia Popolazione (n.) 57.021.908 57.349.823 57.917.486 58.492.048 58.781.710 59.161.655 59.650.082 60.076.337 60.371.931 60.659.123 59.427.232 59.685.227 Variarione % su anno precedente 0,58 0,99 0,99 0,50 0,65 0,83 0,71 0,49 0,48 -2,03 0,43 Fonte: elaborazioni su dati ISTAT Rapporto popolazione/superficie agricola (residenti/100 ha di SAU), 2012 Italia Mezzogiorno Sicilia 464,26 338,30 360,35 Fonte: elaborazioni su dati ISTAT 11 PRODOTTO INTERNO LORDO Il PIL della Sicilia a prezzi correnti, nel 2012, si è attestato su circa 85 miliardi di euro, pari al 5,4% del valore nazionale e al 23,3% di quello del Mezzogiorno. Il PIL pro-capite a prezzi correnti, pari a 16.826 euro, risulta leggermente inferiore (-3,4%) al dato medio del Mezzogiorno (17.416 euro), ma distante dal livello nazionale (25.728 euro) di 34,6 punti percentuali, sintomo di un divario territoriale significativo che colloca il risultato finale dell’attività produttiva dell’isola ai livelli più bassi tra le regioni italiane, e superiore solo a quello della Calabria e della Campania. Nel 2012 il PIL pro capite ai prezzi di mercato ha subito una contrazione del 3,7%, leggermente superiore a quella del Mezzogiorno (-2,9%) e dell’Italia (-2,8%). La fase di profonda recessione attraversata dal paese negli ultimi anni ha segnato, a partire dal 2009, un andamento al ribasso dell’indicatore di crescita economica che ha riportato il valore del PIL pro-capite quasi al livello registrato nel 2000. 12 Andamento del PIL per abitante a prezzi correnti (euro) Andamento del PIL per Unità di Lavoro a prezzi correnti (euro) PIL/abitante PIL/unità lavorativa Anni Sicilia Mezzogiorno Italia Anni Sicilia Mezzogiorno Italia 2000 13.382,1 13.969,2 21.044,0 2000 45.650,2 44.124,6 51.183,5 52.700,1 2001 14.151,8 14.700,9 22.039,3 2001 46.767,4 45.105,8 2002 14.607,9 15.203,3 22.777,0 2002 47.841,7 45.912,3 53.947,3 2003 15.036,5 15.588,7 23.294,0 2003 49.792,6 47.366,6 55.259,1 2004 15.474,3 16.060,6 24.026,0 2004 51.579,8 49.295,2 57.347,4 2005 16.131,7 16.511,1 24.508,7 2005 53.134,2 50.814,8 58.840,0 2006 16.750,8 17.199,8 25.330,7 2006 54.306,2 52.346,1 60.230,3 2007 17.216,4 17.724,9 26.175,8 2007 56.495,4 54.124,7 62.102,4 2008 17.364,7 17.913,5 26.326,0 2008 57.760,4 55.602,6 63.161,1 2009 16.791,0 17.295,2 25.247,2 2009 56.595,7 55.621,7 62.726,3 2010 16.859,7 17.378,7 25.658,0 2010 58.019,2 56.969,1 64.751,2 2011 16.831,1 17.496,8 26.026,3 2011 58.539,6 57.569,1 65.843,6 2012 16.825,9 17.415,8 25.728,6 2012 60.405,9 58.085,4 65.990,8 Fonte: elaborazioni su dati ISTAT Fonte: elaborazioni su dati ISTAT Differenziale PIL pro capite regione - PIL Italia (mln di euro concatenati al 2005), 2012 10000 8000 Liguria Calabria Campania Sicilia Puglia Molise Basilicata Marche Toscana Piemonte Lazio Friuli V. Giulia Trento Veneto Lombardia Emilia Romagna -4000 Trentino - Alto Adige -2000 Bolzano 0 Abbruzzo 2000 Sardegna Umbria 4000 Mezzogiorno 6000 Valle d’Aosta L’andamento del PIL mostra una fase di crescita fino al 2008, una flessione nel 2009 e una leggera ripresa dal 2010. Se tali importi vengono depurati dalla dinamica dei prezzi e si considera il PIL a valori concatenati al 2005 emerge un trend ascendente fino al 2007, con 82.481 milioni di euro, seguito da uno discendente fino ai 73.261 milioni del 2012. -6000 -8000 -10000 Fonte: elaborazioni su dati ISTAT 13 Andamento del PIL in Sicilia (mln di euro) 90.000 88.000 86.000 84.000 PIL prezzi correnti 82.000 PIL valori concatenati al 2005 80.000 78.000 76.000 74.000 72.000 70.000 2004 Fonte: elaborazioni su dati ISTAT 14 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 Valore aggiunto Il Valore Aggiunto ai prezzi di base in Sicilia nel 2012 si è attestato su poco meno di 74 miliardi di euro, per l’82,2% prodotto dai servizi, a dimostrazione dell’importanza che il settore terziario riveste per l’economia della regione. Il Valore Aggiunto dell’agricoltura, silvicoltura e pesca ha ragguagliato 3 miliardi di euro, con un incremento del 7,4% rispetto all’anno precedente. Piuttosto alta è stata l’incidenza del set- tore primario sull’economia regionale, che, attestandosi sul 3,6%, è risultata di poco superiore al dato del Mezzogiorno (3,1%), parecchio superiore rispetto al dato nazionale (1,8%), e in assoluto tra le più alte d’Italia (dopo Basilicata, Molise e Calabria). Va, inoltre, sottolineato che, con una quota pari al 10,8%, la Sicilia svolge un ruolo di spicco nella formazione del VA agricolo del paese. VA ai prezzi base per settore, valori ai prezzi correnti (mln euro), 2011 4,1% 13,7% Agricoltura, silvicoltura, pesca Industria Servizi 82,2% Fonte: elaborazioni su dati ISTAT 3.055 10.122 60.805 Incidenza % del valore aggiunto dell’agricoltura sul PIL regionale, 2012 Regioni Piemonte Valle d'Aosta Lombardia Trentino Alto Adige Veneto Friuli Venezia Giulia Liguria Emilia Romagna Toscana Umbria Marche Lazio Abruzzo Molise Campania Puglia Basilicata Calabria SICILIA Sardegna MEZZOGIORNO ITALIA VA agricolo/PIL 1,4% 1,1% 0,9% 3,6% 1,7% 1,4% 1,1% 2,1% 1,7% 2,3% 1,6% 0,9% 2,2% 4,2% 2,5% 3,1% 5,0% 3,7% 3,6% 2,8% 3,1% 1,8% Fonte: elaborazioni su dati ISTAT 15 occupazione Nel 2012 le unità lavorative dell’Isola sono risultate pari a circa 1.405 mila, il 9% delle quali impiegate nel settore dell’agricoltura, silvicoltura e pesca. Le unità lavorative agricole, diminuite rispetto al 2011 (-3,3%), mostrano un trend in generale leggera decrescita nel corso degli ultimi nove anni, passando dalle 135 mila del 2004 alle 126 mila del 2012, con un picco di 147 mila in corrispondenza del 2006. In termini di occupati agricoli, la Sicilia rappresenta l’11,6% dell’occupazione nazionale e il 22,8% di quella del Mezzogiorno. In Sicilia l’incidenza dell’occupazione agricola sul totale regionale è risultata pari al 7,5%, in linea con il dato del Mezzogiorno (7,3%) e di parecchio superiore a quello del Nord e del Centro Italia (rispettivamente 2,5% e 2,3%). La componente femminile tra gli occupati in agricoltura è pari al 20,2%, ben al di sotto della quota del Mezzogiorno (30,8%) e di quella nazionale (29%). 16 Andamento delle unità di lavoro del settore agricolo (000 unità) 150 145 140 135 130 125 120 115 2004 2005 Fonte: elaborazioni su dati ISTAT 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 Incidenza degli occupati agricoli sugli occupati totali, 2012 Unità di lavoro per settori di attività economica, 2012 9,0% 15,8% Agricoltura, silvicoltura, pesca Industria Servizi 75,3% Fonte: elaborazioni su dati ISTAT Occupati totali e agricoli per ripartizione geografica e genere, 2012 Regioni Sicilia Mezzogiorno Italia Fonte: elaborazioni su dati ISTAT Occupati totali 000 unità % femmine 1.434 35,2 6.446 36,3 24.661 41,3 Occupati agricoli 000 unità % femmine 108 20,2 473 30,8 928 29,0 Regioni Piemonte Valle d’Aosta Liguria Lombardia Trentino Alto Adige Veneto Friuli-Venezia Giulia Emilia-Romagna Toscana Umbria Marche Lazio Abruzzo Molise Campania Puglia Basilicata Calabria SICILIA Sardegna NORD CENTRO MEZZOGIORNO ITALIA Occ. agricoltura/occ.totali % 3,4 3,9 2,5 1,5 4,5 3,1 2,9 3,3 2,5 2,6 3,4 1,8 6,1 9,1 4,4 8,7 9,0 13,1 7,5 6,6 2,6 2,3 7,3 3,8 Fonte: elaborazioni su dati ISTAT 17 produttività La produttività del lavoro (VA/UL) in Sicilia, pari a 52.654 euro, mostra nell’ultimo anno segnali di ripresa in tutti i settori, ma in modo particolare nel settore agricolo con un incremento dell’11%, contro il 2,9% nell’industria e lo 0,9% dei servizi. Detto incremento è stato favorito anche dalla riduzione del numero delle unità di lavoro (-3,3%), peral- tro non molto diversa da quella registratasi in Italia (-3,5%) e nel Mezzogiorno (-3,1%). Prendendo in considerazione l’andamento degli ultimi nove anni, risulta che tra il Andamento della produttività del lavoro (VA/UL) per settore (euro) 60000 Agricoltura 50000 Industria Servizi 40000 30000 20000 10000 2004 2005 Fonte: elaborazioni su dati ISTAT 18 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2004 e il 2012 la produttività del lavoro nel settore agricolo è cresciuta in misura molto più modesta (2,3%) rispetto sia all’industria (10,2%) che ai servizi (14,9%). La produttività del lavoro del settore agricolo, pari 24.261 euro, risulta superiore sia al dato nazionale (23.753 euro) sia al dato medio delle regioni del Mezzogiorno (20.499 euro). Dal 2004 al 2012 l’indicatore ha registrato una variazione del 2,3%, prossima a quella nazionale (2,6%) e nettamente migliore rispetto a quella del Mezzogiorno (-0,4%). Andamento della produttività del lavoro (VA/UL) nel settore agricolo (euro) 30000 25000 Sicilia Mezzogiorno 20000 Italia 15000 10000 5000 0 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 Fonte: elaborazioni su dati ISTAT 19 impiego immigrati in agricoltura A partire dalla fine degli anni ‘70 e durante gli anni ’80 il fenomeno migratorio ha subìto profondi cambiamenti. Molti dei paesi dell’Europa meridionale, infatti, da aree di emigrazione hanno cominciato a trasformarsi in luoghi di immigrazione. Tra questi, l’Italia è probabilmente l’esempio più emblematico e in modo particolare la Sicilia che rappresenta una terra di frontiera. Per lo più si tratta di flussi generati da pressioni espulsive connesse agli squilibri del mercato del lavoro e, sempre più spesso, alla situazione geopolitica dei Paesi di origine. In Italia, infatti, soprattutto tra la fine degli anni ’90 e i primi anni del 2000, si è avuta una rapida crescita del numero di stranieri regolari residenti che nel 2013 ha sfiorato quota 4,5 milioni (circa il 7,4% della popolazione italiana censita). La presenza irregolare, invece, è stata stimata intorno alle 320.000 unità (Fondazione ISMU, 2012). Con riferimento alla Sicilia, i dati del Ministero degli Interni, aggiornati al 31 20 dicembre 2013, indicano un numero di cittadini extracomunitari soggiornanti pari a 99.582 (2,6% del totale nazionale), concentrati in particolare nelle province di Palermo (24.525), Catania (18.759), Messina (17.660) e Ragusa (11.270). Rispetto all’anno precedente si registra un incremento a livello regionale del 5,2% mentre l’andamento nelle province risulta piuttosto diversificato. Nella maggioranza delle province, infatti, si registrano incrementi cospicui (Catania +14,8%, Agrigento +11,5%, Siracusa +9,6%, Messina +9,2%, Trapani +9,1%), in altre il tasso di incremento è più modesto ma il dato più evidente è quello relativo al considerevole calo del numero di extracomunitari soggiornanti nella provincia di Ragusa (-16,5% pari a 2.230 unità in meno rispetto al 2012). La Sicilia è interessata dal fenomeno dell’immigrazione in tutto il suo territorio, tuttavia, come testimoniano anche i dati ISTAT relativi al numero di residenti stranieri per comune, le presenze maggiori si rilevano nelle zone costiere (soprattutto occidentale e meridionale) e nelle aree metropolitane. Sono presenti quasi tutte le etnie e nazionalità dei Paesi in via di sviluppo; gli stranieri presenti nella regione, però, sono prevalentemente tunisini e marocchini ai quali si sono aggiunti, negli ultimi anni, anche rumeni, polacchi e ucraini. I lavoratori immigrati sono per lo più impegnati a svolgere mansioni umili in differenti settori, nei servizi (pulizia e ristorazione), nel terziario non avanzato (manovalanza in piccole officine di riparazione, stazioni di servizio, ecc.), in agricoltura e nel piccolo commercio. In particolare, la comunità tunisina è prevalentemente occupata in agricoltura e vanta una presenza storica nell’isola, in provincia di Ragusa, dove viene impiegata nel comparto serricolo, e in quella di Trapani, dove è indispensabile per la produzione viticola e per le attività della marineria di Mazara del Vallo. Le prime cinque nazionalità presenti in Sicilia – rumena, tunisina, marocchina, srilankese e albanese – rappresentano più del 50% di tutta la presenza straniera. Di queste comunità, quella rumena è l’unica ad essere caratterizzata dalla maggiore presenza femminile. A differenza degli anni passati, quando la maggioranza di cittadini stranieri residenti nell’Isola proveniva dai Paesi del Maghreb, soprattutto Tunisia e Marocco, negli ultimi anni, le forze lavoro provenienti dall’Europa dell’est, ed in particolare dalla Romania e dalla Polonia, sono aumentate considerevolmente al punto che, a partire dal 2007, i rumeni hanno superato la componente nordafricana attestandosi su circa il 18% di tutta la popolazione straniera residente. Scendendo nel dettaglio dell’occupazione in agricoltura, i dati dell’INPS relativi ai contratti agricoli a tempo determinato, stipulati nel 2013 a favore di extracomunitari, riportano per la Sicilia un numero di lavoratori pari a 14.996 (circa il 10% del Numero di residenti stranieri al 1° gennaio 2013 N.residenti stranieri 0 - 500 500 - 2.000 2.000 - 5.000 5.000 - 10.000 10.000 - 15.000 >15.000 Fonte: elaborazioni su dati ISTAT 21 totale nazionale). Si evidenzia una forte concentrazione nella provincia di Ragusa che, con 8.406 unità, ragguaglia più della metà dei lavoratori extracomunitari assunti nell’isola e risulta, inoltre, la prima provincia a livello nazionale. Circa l’85% del totale dei contratti agricoli stipulati nella regione riguarda lavoratori di quattro province (Ragusa, Trapani, Siracusa e Catania), dove peraltro si trovano le aree più produttive e intensive, con colture specializzate (ortaggi, vigneti, agrumeti e uliveti). Con riferimento ai paesi di provenienza, il Maghreb si conferma la maggiore fonte di manodopera agricola straniera, mentre aumenta la consistenza della forza lavoro proveniente dall’Europa orientale. Si stima che questa incida sul totale per circa un quarto. Gli extracomunitari vengono prevalente- 22 mente impiegati durante le fasi di raccolta e pertanto il picco degli ingaggi si registra nel periodo estivo-autunnale, fatta eccezione per le ortive di pieno campo per le quali la campagna di raccolta ha inizio già a fine inverno. Per comparti, quali l’ortofloricoltura protetta, lo zootecnico, l’agroindustria e l’agriturismo, l’impiego di manodopera si protrae per tutto l’anno. La giornata lavorativa quasi sempre ha una durata media superiore rispetto a quella contrattuale e non di rado supera le 8-9 ore (soprattutto nel comparto orticolo) se non addirittura le 10 ore, come succede per alcuni tipi di allevamenti zootecnici. Sovente, i compensi sono lontani dal salario sindacale (il salario effettivo medio è di circa 30 euro al giorno, con punte minime anche di 20 euro, contro quello sindacale di 48 euro). La maggiore incidenza dei contratti regolari si riscontra per l’orticoltura protetta, la trasformazione di ortofrutta e l’agriturismo. Purtroppo, si registrano ancora, soprattutto nell’ambito del comparto orticolo da pieno campo (raccolta di pomodoro e patate), casi di sfruttamento da parte dei datori di lavoro e sopravvive il fenomeno del capolarato. Inoltre, negli ultimi anni si osserva una crescita del lavoro nero prestato da immigrati provenienti dall’Europa orientale. Gli impieghi fissi si riscontrano prevalentemente nel settore zootecnico e in quello serricolo, dove gli immigrati vengono spesso utilizzati per svolgere le mansioni più gravose, a volte anche malsane o potenzialmente dannose, quali la cura e il governo delle stalle, la guardiania degli animali, i trattamenti antiparassitari, le disinfestazioni e i lavori colturali all’interno delle serre. andamento congiunturale del settore mercato fondiario Il mercato fondiario in Sicilia è caratterizzato da una sostanziale staticità. Il perdurare dello stato di crisi generale dell’economia e delle difficoltà di accesso al credito bancario ha determinato nel 2012 un ulteriore decremento del volume degli scambi. Anche l’interesse per i terreni di pregio, che aveva in qualche modo animato gli scambi di fondi rustici nel recente passato, sembra essersi affievolito, rientrando nel contesto di un settore primario particolarmente problematico. La combinazione fra la dinamica negativa dei prezzi di molte produzioni e l’incremento del costo dei mezzi tecnici, ha contratto il reddito delle aziende, ridotto i capitali circolanti e irrigidito il mercato fondiario regionale, che peraltro non ha mai brillato per particolare vivacità. In generale, i più richiesti sono i terreni siti a ridosso delle fasce costiere, quali seminativi irrigui di piccole dimensioni per colture orto-frutticole e vivai, oliveti specializzati, e gli appezzamenti pedemontani 24 dell’Etna. Negli ultimi anni si è assistito ad una perdita di appeal da parte dei vigneti. Tuttavia, nel corso del 2012 si è registrata una lieve ripresa delle quotazioni dei ter- reni viticoli, soprattutto nel trapanese e nell’agrigentino, come conseguenza del leggero aumento del prezzo dell’uva da vino registratosi nella scorsa annata. Aziende e SAU* per titolo di possesso dei terreni, 2000 e 2010 2000 Solo in proprietà Solo in affitto Proprietà e affitto Totale** Solo in proprietà Solo in affitto In proprietà e affitto Totale SAU affitto/Totale SAU in proprietà/Totale 327.777 6.384 14.425 349.036 1.014.993 68.425 196.289 1.279.707 5,4% 79,3% * la superficie in affitto è comprensiva dell’uso gratuito ** Il dato complessivo comprende le aziende senza SAU. Fonte: elaborazioni su dati ISTAT – 5° e 6° Censimento generale dell’agricoltura 2010 Aziende (n.) 175.661 18.682 24.987 219.677 SAU (Ha) 731.164 242.108 414.249 1.387.521 17,5% 52,7% Variazione 2010/2000 -46,4% 192,6% 73,2% -37,1% -28,0% 253,8% 111,0% 8,4% Valori fondiari (000 di euro per ettaro), 2012 Quotazioni Minimo Trapani Seminativi asciutti di piccole dimensioni - aree interne Vigneti irrigui di Marsala Oliveti da mensa della Valle del Belice Palermo Boschi piccole dimensioni delle Madonie Agrumeti irrigui della Piana di Lascari Vigneti da vino asciutti di piccole dimensioni di Monreale-Partinico Frassineti da manna di Castelbuono nelle Madonie Messina Vivai irrigui Vigneti da vino DOC Agrumeti irrigui della costa jonica Pascoli naturali montani dei Nebrodi (ME) Agrigento Seminativi asciutti della collina interna Pescheti di Bivona Mandorleti delle zone interne Agrumeti irrigui di Ribera-Sciacca Sem. irrigui piccole dimensioni per colture orticole della zona costiera Caltanissetta Seminativi asciutti di piccole e medie dimensioni Seminativi irrigui di piccole dimensioni per colture orticole Quotazioni Massimo 8 20 15 14 30 28 5 34 20 8 10 51 30 11 140 35 30 8 200 50 45 13 7 20 8 27 24 12 33 14 42 40 5 25 13 43 Minimo Vigneti da tavola (a tendone) Enna Seminativi asciutti di piccole dimensioni Pascoli naturali Oliveti asciutti per la produzione di olio Pescheti di Leonforte Catania Pistacchieti di piccole dimensioni delle pendici dell'Etna Noccioleti di piccole dimensioni delle pendici dell'Etna Vigneti da vino DOC e IGT delle pendici dell'Etna Frutteti su terrazzamenti della costa jonica Agrumeti irrigui della Piana di Catania Ragusa Pascoli naturali Oliveti per la produzione di olio - DOP Monti Iblei Appezzamenti irrigui piccole dim. per colture orticole di Vittoria Siracusa Seminativi asciutti di piccole dimensioni delle aree interne Mandorleti di Avola Agrumeti irrigui della zona costiera Appezzamenti irrigui piccole dim. per colture orticole - Piana di Lentini Massimo 20 44 5 2 10 20 10 5 15 30 12 10 25 25 25 23 18 55 40 50 5 20 27 7 28 48 8 12 28 22 15 25 45 40 Fonte: INEA 25 Buona è stata la tenuta delle quotazioni dei vivai del messinese e dei vigneti DOC ubicati sulle pendici dell’Etna. In leggera ripresa sono apparsi gli appezzamenti frutticoli di varie aree, soprattutto dell’agrigentino e del catanese. Invece sempre in crisi sono apparsi gli agrumeti in tutta la regione, nonostante i segnali incoraggianti giunti dalle produzioni di elevato standard qualitativo della Piana di Catania e del siracusano. Relativamente dinamico si è mantenuto il mercato legato ai piccoli appezzamenti situati nelle vicinanze dei siti turistici, in particolare nelle isole minori (Lipari, Salina e Pantelleria), dove le quotazioni sono strettamente connesse alla suscettività extragricola, pur in presenza di un rinnovato interesse per produzioni di qualità e di nicchia (passito, malvasia, capperi, lenticchie). Dati interessanti, e al contempo preoccupanti, giungono dal mercato dei diritti di reimpianto dei vigneti, che spesso vengono ceduti a compratori del Nord-Italia, dietro 26 Canoni di affitto per tipi di azienda e per qualità di coltura per provincia (euro per ettaro), 2012 Trapani Contratti in deroga per coltivazioni stagionali di ortaggi da pieno campo Contratti in deroga per ortive a Campobello di Mazara Palermo Contratti in deroga per ortive a Termini Imerese Contratti in deroga per erbai di leguminose (veccia, sulla) Messina Contratti in deroga per pascoli montani dei Nebrodi Contratti in deroga per vivai a Milazzo e Barcellona Pozzo di Gotto Agrigento Contratti in deroga per ortive a Ribera e Sciacca Contratti in deroga per colture protette a Licata Caltanissetta Contratti in deroga per oliveti Contratti in deroga per ortive da pieno campo nella piana di Gela Enna Erbai di leguminose (veccia, sulla) Contratti in deroga per pascoli naturali Catania Seminativi irrigui per la coltivazione di carciofi a Ramacca Agrumeti nella Piana di Catania Ragusa Contratti in deroga ortive a Ragusa e Santa Croce Camerina Contratti in deroga per pascoli naturali Siracusa Contratti in deroga per pascoli nelle Colline orientali degli Iblei Contratti in deroga per ortive Fonte: INEA Minimo Canoni Massimo 250 500 450 1.200 900 250 1.250 450 100 2.100 200 3.500 600 8.000 1.000 10.000 200 700 250 1.300 250 80 400 120 1.000 700 1.500 1.000 1.000 110 1.300 180 100 1.000 130 1.500 corresponsione di cifre che si aggirano intorno ai 4.000 euro/Ha. L’intensa attività di vendita dei diritti ha portato, come conseguenza, alla perdita di quasi 10.000 ettari di vigneti in 4 anni (2009-2012), con evidente impoverimento del territorio siciliano. Per quanto riguarda il mercato degli affitti, appare interessante osservare come nell’ultimo decennio, secondo i dati del 6° Censimento dell’agricoltura, si sia avuto un vero e proprio exploit del ricorso all’affitto da parte delle aziende agricole. In particolare, la SAU esclusivamente in locazione, comprensiva degli usi gratuiti, è cresciuta di quasi 174 mila ettari (+253,8%), rappresentando il 17,5% dell’intera SAU regionale, mentre le aziende condotte con sole superfici in affitto e uso gratuito sono aumentate del 192,6%. Le tipologie di terreni concessi in locazione dipendono dal contesto di riferimento. Nelle aree interne dell’isola, dove sono presenti gli allevamenti zootecnici bradi o semibradi vengono concessi, in affitto stagionale, pascoli naturali o riposi pascolativi a un canone che si aggira tra gli 80 e i 120 euro/ha. Altre concessioni riguardano appezzamenti già seminati a leguminose (per lo più veccia e sulla) da destinare al pascolamento. Nelle aree costiere la domanda è concentrata sui terreni irrigui, spesso di piccole e piccolissime dimensioni, da utilizzare per colture ortive e/o vivai, per i quali vengono corrisposti canoni consistenti. 27 Investimenti Secondo i dati Istat, nel 2011 gli investimenti fissi lordi in agricoltura della Sicilia si attestano su 536 milioni di euro, in leggero calo rispetto all’anno precedente (-0,8%) e rappresentano il 3,9% degli investimenti totali regionali e il 4,7% degli investimenti agricoli nazionali. Negli ultimi sei anni, l’andamento degli investimenti in agricoltura nell’isola ha mostrato una certa stabilità, discostandosi di poco dalla media quinquennale di 550 milioni di euro calcolata escludendo il 2008, anno in cui l’importo ha superato 750 milioni di euro e ha ragguagliato il 4,3% del totale degli investimenti dell’Isola e quasi il 26% del VA agricolo regionale. L’importo degli investimenti agricoli per unità lavorativa (UL) è risultato pari a 4.116 euro, mostrando un lieve calo rispetto all’anno precedente (-3,3%). Contrazioni si sono rilevate anche per gli altri settori, più consistente per l’Industria (-9,8%) e più moderata per i Servizi (-1%). 28 Andamento degli investimenti fissi lordi agricoli Anni 2006 2007 2008 2009 2010 2011 Agricoltura* (mln €) 562,4 586,9 754,6 526,4 534,2 536,0 Totale investimenti 3,0 3,0 4,3 3,2 3,1 3,9 % su Totale investimento agricoltura Italia 4,7 4,9 6,4 5,1 5,0 4,7 VA agricolo 20,5 22,5 25,9 18,4 20,8 19,2 * Agricoltura, silvicoltura e pesca Fonte: elaborazioni su dati ISTAT Andamento degli investimenti fissi lordi per UL e per settore (€/UL) Anni Agricoltura* Industria Servizi Totale 2006 2007 2008 2009 2010 2011 3.815,17 4.293,34 5.716,67 4.118,94 4.256,69 4.116,74 12.772,48 14.202,14 13.739,34 10.775,38 11.978,76 10.803,37 12.780,28 13.327,21 11.838,83 11.773,74 11.821,34 11.713,25 11.924,92 12.686,18 11.664,24 10.943,29 11.191,33 10.883,18 * Agricoltura, silvicoltura e pesca Fonte: elaborazioni su dati ISTAT Investimenti fissi lordi per UL e per settore (€/UL), 2011 SERVIZI INDUSTRIA AGRICOLTURA* Italia Sicilia 0 3000 6000 9000 12000 15000 * Agricoltura, silvicoltura e pesca Fonte: elaborazioni su dati ISTAT 29 credito all’agricoltura Il perdurare della crisi economica continua a influenzare l’andamento del credito alle imprese mantenendo difficile l’incontro tra la domanda e l’offerta di finanziamenti. Al dicembre del 2012 il totale dei finanziamenti in Sicilia è risultato pari a 38 miliardi di euro, facendo registrare un incremento del 29% rispetto al 2011. I finanziamenti al settore primario, comprese silvicoltura e pesca, hanno superato i 2,7 miliardi di euro, che rappresentano il 7,2% del totale degli impieghi complessivi di tutte le branche di attività economica. Dai dati riferiti al quinquennio 2008-2012 emerge un’incidenza del credito all’agricoltura sul totale dei finanziamenti che si mantiene sempre al di sopra del dato nazionale e un’importante impennata degli importi del 2012, sia in termini di valore assoluto che percentuale. In Sicilia nel 2013 sono stati erogati 55 milioni di euro per finanziamenti oltre il breve termine, principalmente finalizzati all’acquisto di macchine e attrezzature, pur con una forte riduzione rispetto all’anno precedente (-32,7%). Va osservato il consistente calo delle erogazioni in generale, pari a -29,5%, in linea con il dato nazionale (-20,3%). Con riferimento alle consistenze, il credito oltre il breve termine ha raggiunto 464 milioni di euro, pari al 3,3% del dato nazionale, mostrando una contrazione del 7,4% rispetto Incidenza percentuale dei finanziamenti oltre il breve termine (consistenze) sulla PLV e sul VA, 2012 60 50 Sicilia 40 Italia 30 20 10 0 Credito/PLV Credito/VA Fonte: elaborazioni su dati Istat e Banca d’Italia – Bollettini statistici Finanziamenti bancari per l’agricoltura, selvicoltura e pesca - consistenze 2008 Sicilia Italia 2009 2011 2012 mln euro % su totale mln euro % su totale mln euro % su totale mln euro % su totale mln euro % su totale 1.912 37.421 7,4 3,9 1.939 38.663 7,4 4,1 1.595 40.893 5,5 4,3 1.697 43.787 5,8 4,4 2.748 44.210 7,2 4,6 Fonte: elaborazioni su dati Banca d’Italia – Bollettini statistici 30 2010 al 2012. È interessante osservare come nella regione, pur con una netta supremazia dei finanziamenti non agevolati (88%), l’incidenza del credito agevolato sul totale (12%) si mantenga molto al di sopra di quella del Sud-Italia (5,5%) e di quella del resto del paese (3,4%). Rapportando le consistenze dei finanziamenti oltre il breve termine alla Produzione vendibile e al Valore aggiunto dell’agricoltura emerge che in Sicilia nel 2012 l’incidenza del credito sulla PLV è risultata inferiore al 12%, contro quasi il 30% dell’Italia, e quella sul VA si è atte- stata sul 18%, contro il 57% nazionale. Per quanto riguarda la consistenza dei finanziamenti agevolati, si evidenzia la tendenza alla riduzione del peso dei prestiti a medio-lungo termine a vantaggio di quelli a breve termine, sintomo della riluttanza all’indebitamento da parte delle imprese agricole e di carenza di liquidità. Tendenza che si ridimensiona nell’ultimo anno con una ripresa degli importi per entrambe le tipologie dei prestiti agevolati, più consistente per quella a medio-lungo termine. Finanziamenti agevolati ad agricoltura, foreste e pesca in Sicilia - consistenze Anni 2008 2009 2010 2011 2012 2013 Totale Breve mln euro Termine % 57 57 29 22 22 52 Medio-Lungo Termine % 3,5 3,5 24,1 13,6 22,7 17,3 96,5 96,5 75,9 86,4 77,3 82,7 Fonte: elaborazioni su dati Banca d’Italia – Bollettini statistici Finanziamenti oltre il breve termine all’agricoltura, 2013 EROGAZIONI Sicilia mln euro Macchine e attrezzature Acquisto immobili rurali Costruzione fabbricati rurali Totale 33 5 17 55 CONSISTENZE Italia Var % 2013/12 -32,7 -16,7 -26,1 -29,5 mln euro 954 278 572 1.804 Sicilia Var % 2013/12 -22,6 3,3 -24,9 -20,3 mln euro 155 165 144 464 Italia Var % 2013/12 -8,3 -6,8 -7,1 -7,4 mln euro 5.087 2.722 6.261 14.070 Var % 2013/12 -5,9 -2,1 -8,4 -6,3 Fonte: elaborazioni su dati Banca d’Italia – Bollettini statistici 31 consumi intermedi Nell’ultimo triennio la spesa per i consumi intermedi dell’agricoltura è aumentata del 9,6%, passando da 1.325 milioni di euro nel 2010 a 1.452 milioni di euro nel 2012. Sul valore totale hanno inciso in maniera preponderante gli “Altri beni e servizi” (47%). Un peso consistente hanno avuto l’“Energia motrice” (15%), le “Sementi” (9%) e i “Mangimi” (9%). In particolare, rispetto al 2011, i maggiori incrementi in valore si sono avuti a carico dei “Fitosanitari” (+14,2%), dell’“Energia motrice” (+14,1%), delle “Sementi e piantine” (+12,6%) mentre i “reimpieghi” rappresentano l’unica voce in calo (-1,9%). Distribuzione dei consumi intermedi dell’agricoltura in valore, 2012 5,8% Altri beni e servizi 15,0% Sementi e piantine Mangimi e spese varie bestiame 7,2% 46,8% Fitosanitari 6,7% Energia motrice 9,2% Reimpieghi 9,2% Fonte: elaborazioni su dati ISTAT Consumi intermedi dell’agricoltura (mln €), 2012 Sementi e piantine Mangimi e spese varie per il bestiame Concimi Fitosanitari Energia motrice Reimpieghi Altri beni e servizi Totale Fonte: elaborazioni su dati Istat 32 Concimi 2010 120.790 116.800 76.373 96.848 177.500 77.529 659.456 1.325.296 2011 119.197 133.662 91.429 91.217 191.381 85.574 648.818 1.361.278 2012 134.193 134.262 97.625 104.201 218.348 83.947 679.781 1.452.357 Var.% 2012/11 12,6 0,4 6,8 14,2 14,1 -1,9 4,8 6,7 clima e disponibilità idriche Il 2013 ha fatto rilevare, in generale, parametri termo-pluviometrici al di sopra dei valori medi del periodo 1971-2000 assunti come media climatica. L’elaborazione dei dati CRA-CMA1, relativi alle precipitazioni medie mensili cumulate, evidenziano valori elevati per tutte le province. In particolare, nel primo trimestre dell’anno, durante il quale si sono verificati diversi eventi calamitosi che hanno causato ingenti danni nella parte sudorientale dell’isola, e nei mesi di agosto e novembre. Al contrario i mesi di maggio, giugno e ottobre hanno fatto registrare livelli di precipitazioni decisamente al di sotto dei valori medi. L’analisi dei dati medi provinciali, comunque, non consente di mettere in evidenza la disomogeneità della distribuzione delle precipitazioni sul territorio. Il SIAS (Servizio Informativo Agrometeorologico della Regione Siciliana), infatti, grazie 1 Precipitazioni cumulate medie mensili 2013 e medie climatiche 1971-2000 (mm) 180 160 140 120 100 80 60 40 20 0 Gennaio Febbraio Palermo Ragusa Clima CT Marzo Aprile Agrigento Siracusa Clima EN Maggio Giugno Caltanissetta Trapani Clima ME Luglio Catania Clima PA Clima RG Agosto Settembre Enna Clima AG Clima SR Ottobre Novembre Dicembre Messina Clima CL Clima TP Fonte: elaborazioni INEA su dati CRA-CMA Consiglio per la Ricerca e la sperimentazione in Agricoltura – Unità di ricerca per la Climatologia e la Meteorologia applicata all’Agricoltura. 33 Temperature massime medie mensili 2013 - scarti dalla media climatica 1971-2000 (%) 25 20 15 10 5 0 -5 -10 Gen. Palermo Feb. Agrigento Fonte: elaborazioni INEA su dati CRA-CMA 34 Mar. Apr. Caltanissetta Mag. Giu. Catania Lug. Enna Ago. Messina Set. Ott. Ragusa Nov. Siracusa Dic. Trapani Temperature minime medie mensili 2013 - scarti dalla media climatica 1971-2000 (%) 50 40 30 20 10 0 -10 -20 -30 -40 Gen. Palermo Feb. Mar. Agrigento Apr. Caltanissetta Mag. Giu. Catania Lug. Enna Ago. Messina Set. Ott. Ragusa Nov. Siracusa Dic. Trapani Fonte: elaborazioni INEA su dati CRA-CMA 35 Volume totale invasato nei principali serbatoi ad uso irriguo siciliani e % di riempimento rispetto alla capacità totale dei singoli invasi, 2013 600,00 100,00 500,00 80,00 300,00 % riempimento 40,00 200,00 20,00 100,00 0,00 0,00 gennaio SCANZANO NICOLETTI RUBINO ANCIPA PRIZZI febbraio marzo aprile maggio PIANA DEGLI ALBANESI S. ROSALIA COMUNELLI POZZILLO OLIVO giugno luglio agosto POMA TRINITA' CIMIA GARCIA S. GIOVANNI Fonte: elaborazioni su dati Regione Siciliana - Assessorato dell’Energia e dei Servizi di Pubblica Utilità – Osservatorio delle acque 36 settembre ottobre novembre ARANCIO OGLIASTRO DISUERI CASTELLO GORGO LAGO dicembre Totale Mmc 400,00 60,00 all’analisi dei dati rilevati dalle numerose stazioni che gestisce, ha segnalato per i primi quattro mesi dell’anno un periodo di prolungata siccità su tutto il versante ionico della regione che ha determinato un aggravio dei costi per l’irrigazione e un calo produttivo per seminativi e foraggere. Le temperature massime medie mensili si sono mantenute, per tutte le province, quasi sempre ben al di sopra dei valori medi climatici; in alcuni casi i valori sono scesi appena al di sotto della media con l’eccezione del mese di febbraio che ha fatto registrare scarti negativi maggiori in quasi tutto il territorio regionale, ma soprattutto nelle province di Caltanissetta (-7,7%) e Palermo (-6,9%). Con riferimento alle temperature minime medie mensili, l’andamento osservato è molto simile a quello appena descritto per le massime, ma con scarti rispetto ai valori medi climatici ancora più marcati, in particolare per il mese di febbraio nelle province di Enna (-39,1%), Catania (-25,5%), Palermo (-25,0%) e Caltanissetta (-18,9%). Nel corso del 2013, la disponibilità di risorse idriche per usi irrigui si è mantenuta su livelli più che accettabili nonostante quanto evidenziato a proposito dell’anomala distribuzione delle precipitazioni sul territorio. La quota di riempimento è cresciuta nel corso dei primi mesi dell’anno per mantenersi al di sopra del 70% della capacità regionale di invaso (poco più di 800 Mmc) durante tutto il secondo trimestre. Il livello di riempimento è sceso al di sotto del 50% della capacità regionale solo a partire dal mese di settembre a causa dell’effetto combinato della riduzione degli apporti pluviometrici e dell’utilizzo della risorsa durante la stagione irrigua. Particolarmente ridotto il volume d’invaso del serbatoio Pozzillo, il più grande della Sicilia (150 Mmc), che nell’ultimo mese dell’anno ha raggiunto la soglia minima di riempimento degli ultimi cinque anni (circa il 5% della sua capacità massima). 37 risultati produttivi Il valore della produzione agricola ai prezzi di base nel 2012 è risultato pari a 4.702 milioni di euro, registrando un incremento del 7% rispetto all’anno precedente. Alla sua formazione hanno contribuito in maniera preponderante le coltivazioni arboree (37,9%) ed erbacee (33,4%), mentre più contenuto è stato il peso dei servizi con- Produzione e servizi ai prezzi di base per principali comparti, 2012 Comparti Arboree Erbacee Foraggere Zootecnia Servizi connessi* (+) attività secondarie (-) attività secondarie Produzione della branca agricoltura Produzione della branca silvicoltura Produzione della branca pesca Totale 000 € % 1.613.301 1.421.734 43.907 535.977 716.735 31.625 110.808 4.252.471 5.980 443.864 4.702.315 37,9% 33,4% 1,0% 12,6% 16,9% 0,7% 2,6% 90,4 0,1 9,4 100,0 Variazione % 2011/2010 20,6 -2,5 6,7 8,5 5,8 -0,1 -4,0 8,3 -4,5 -3,9 7,0 Fonte: elaborazioni su dati ISTAT * a seguito dell’adozione della classificazione Ateco 2007, i servizi connessi all’agricoltura hanno preso la denominazione di “Attività di supporto all’agricoltura e attività successive alla raccolta”. Per attività secondaria va intesa sia quella, evidenziata con il segno (+) effettuata nell’ambito della branca di attività agricola e quindi non separabile (ad es. agriturismo) e sia quella, evidenziata con il segno (-) esercitata da altre branche (ad es. da imprese commerciali) nell’ambito delle coltivazioni e degli allevamenti. 38 nessi (16,9%) e della zootecnia (12,6%). Dal confronto con i dati dell’anno precedente emerge il notevole incremento del valore delle produzioni arboree (+20,6%) e il buon aumento delle produzioni zootecniche (+8,5%) e foraggere (+6,7%). Al contrario, le produzioni erbacee hanno subito un moderato decremento (-2,5%). Analizzando i vari comparti, si rileva che il più importante si conferma quello orticolo (patate e ortaggi) con un’incidenza sul valore della produzione agricola regionale pari al 22,2%, seguito dall’agrumicolo (16,4%). Importante è stato il peso dei servizi connessi (16,9%) e notevole il contributo della produzione vitivinicola (9,7%) e delle carni (8%). Scendendo nel dettaglio dei singoli prodotti emerge la supremazia delle arance (8,7%), seguite dal frumento duro (6,4%) e dai limoni (6,2%). Dal confronto con l’anno precedente, si rilevano valori in aumento, più deciso per uva da vino venduta (+76,7%), che ha recuperato le perdite del 2011, e man- darini (+63,9%), e più contenuto per pesche (+36%), melanzane (+26,6%), limoni (+25,9%) e pere (+24,7%). Al contrario, riduzioni di rilievo si sono registrate per cocomeri (-32,4%) e orzo (-26,5%). Dal punto di vista quantitativo, sono aumen- Produzione agricola ai prezzi di base per principali comparti, 2012 3,9% 1,0% 2,3% 1,9% 22,2% 4,9% 5,3% 9,7% 16,4% 7,6% 8,0% Fonte: elaborazioni su dati ISTAT Patate e Ortaggi Agrumi Servizi connessi Carni Cereali e legumi secchi Prodotti vitivinicoli Prodotti olivicoltura Frutta Fiori e piante da vaso Coltivazioni foraggere Uova Altre colture legnose 16,9% 39 tate le produzioni di peperoni (+58,9%) e orzo (+39,1%), mentre sono diminuite quelle di cocomeri (-47,4%), mele (-32,8%) e arance (-14,7%). Particolarmente vistoso è stato il calo produttivo di cipolle e porri (-90,7%), al quale è corrisposta una buona Produzione agricola ai prezzi di base per principali prodotti, 2012 2,3% , 3,0% 8,7% 1,7% % 2,9% 6,4% 3,2% 4,3% 6,2% 4,2% Fonte: elaborazioni su dati ISTAT 40 4,8% Arance Frumento duro Limoni Carni bovine Olio Uva da tavola Carciofi Patate Zucchine Uova Vino Principali prodotti vegetali, 2012 Quantità Valore Quantità PRODOTTI 000 Qli Var % 2012/2011 000 € Var % 2012/2011 Frumento tenero Frumento duro Orzo Granoturco ibrido Patate Fagioli freschi Cipolle e porri Carote Carciofi Cavoli Cavolfiori Indivia Lattuga Radicchio Melanzane Peperoni Zucchine 18 8.295 192 30 212 66 26 1.210 1.553 177 386 124 460 14 837 1.014 895 -10,0 3,9 39,1 25,0 5,0 -8,3 -90,7 0,2 -0,3 -5,9 7,8 -5,3 10,3 -6,7 28,4 58,9 -17,5 465 272.654 4.652 675 124.563 13.260 15.789 61.334 137.671 10.277 19.465 5.847 25.901 720 44.679 61.473 73.187 -11,6 1,6 -26,5 -10,4 -1,8 -11,0 3,1 13,1 -5,4 -9,3 20,5 -9,3 18,4 -18,9 26,6 16,1 -13,8 PRODOTTI 000 Qli Cocomeri 339 Fragole 94 Uva da tavola 18.274 Uva da vino venduta 4.266 Vino (000 hl) 2.115 Olio 499 Arance 10.548 Mandarini 677 Limoni 4.052 Clementine 513 Pesche 1.040 Mele 123 Pere 568 Mandorle 656 Nocciole 112 Noci 6 Actinidia 5 Var % 2012/2011 -47,4 -6,0 -45 22,0 43,5 -5,0 -14,7 -9,1 -4,3 -21,1 10,8 -32,8 -10,1 -7,9 -10,4 -14,3 0,0 Valore 000 € 4.685 10.844 182.747 101.690 125.845 177.003 371.051 40.208 261.674 15.633 33.303 5.030 42.972 45.685 18.747 2.262 244 Var % 2012/2011 -32,4 -15,5 15,2 76,7 65,4 7,0 19,1 63,9 25,9 9,4 36,0 -5,2 24,7 -2,1 -5,1 -8,4 -39,0 Fonte: elaborazioni su dati ISTAT 41 rivalutazione delle quotazioni con aumento del valore della PLV pari al 3,1%. Tra i prodotti di prima trasformazione, invece, si segnala una maggiore produzione di vino (+43,5%), che in termini di valore fa segnare un +65,4%, e una leggera riduzione dell’olio di oliva (-5%), alla quale corrisponde un aumento in valore del 7%. Per quanto riguarda il valore della produzione animale, si segnala un trend in generale crescita, con variazioni positive di particolare rilievo per uova (+31,3%) e pollame (+10,1%). In aumento anche le quotazioni delle carni, mentre si ridimensiona il comparto mielicolo. In termini quantitativi, invece, i prodotti zootecnici, ad eccezione del pollame, hanno subito delle contrazioni, per lo più contenute, che sono risultate consistenti per il miele (-16,7%), peraltro già in calo nel 2011 (-14,3%). 42 Principali prodotti zootecnici, 2012 PRODOTTI Carni bovine Carni suine Carni ovicaprine Pollame Latte di vacca e bufala (000 hl) Latte di pecora e capra (000 hl) Uova (milioni di pezzi) Miele Fonte: elaborazioni su dati ISTAT 000 Qli 742 162 64 364 1.610 314 642 5 Quantità Var % 2012/2011 -1,2 -4,1 -1,5 4,9 -1,5 -4,8 -2,6 -16,7 Valore 000 € 205.574 25.792 23.918 58.835 68.399 25.946 99.428 1.660 Var % 2012/2011 4,9 5,2 2,0 10,1 -0,3 1,5 31,3 -10,0 risultati produttivi secondo la rica Le aziende agricole siciliane professionali2, secondo quanto emerge dai dati del campione RICA regionale 2012, dispongono di una base aziendale pari mediamente a 12,8 ettari contro una media nazionale di 15,2 ettari. L’analisi per orientamento tecnico economico (OTE) evidenzia che le aziende con la maggiore superficie coltivata sono quelle specializzate nell’allevamento di erbivori (40,3 ettari), seguite dalle aziende miste con coltivazioni e allevamento (27,3 ettari), dalle aziende con policoltura (19,7 ettari) e da quelle specializzate nei seminativi (19,1 ettari). Di gran lunga al di sotto della media regionale risultano, invece, le aziende specializzate nelle coltivazioni permanenti (6,4 ettari) e in ortofloricoltura (3,9 ettari). Queste ultime, di contro, sono quelle che assorbono in assoluto più manodopera, pari a 2,8 Unità Lavorativa Annua (ULA) per azienda contro la me2 dia regionale pari a 1 ULA. Le aziende con allevamento di erbivori e quelle miste (coltivazioni e allevamento) impiegano annualmente 1,3 unità di lavoro; il minore impiego di manodopera, invece, si registra per gli OTE seminativi (0,6 ULA) e coltiva- zioni permanenti (0,8 ULA). Da quanto detto consegue che l’intensità del lavoro, ovvero il rapporto tra SAU e unità di lavoro (cioè la quantità di superficie coltivata gestita da un’unità di lavoro), è massima nelle aziende specializzate nei Dimensioni strutturali medie delle aziende RICA per comparto, 2012 Seminativi Ortofloricoltura Coltivazioni permanenti Erbivori Policoltura Misto coltivazioni allevamento SICILIA SAU ULA Ha 19,1 3,9 6,4 40,3 19,7 27,3 12,8 n. 0,6 2,8 0,8 1,3 1,1 1,3 1,0 ULA familiari n. 0,5 1,2 0,7 1,1 0,7 1,0 0,7 UBA n. 0,0 0,0 0,1 35,5 0,0 14,2 3,6 Fonte: elaborazioni su dati AREA RICA, INEA Il campo di osservazione della RICA è un sottoinsieme dell’universo UE in quanto esclude una fascia di aziende sulla base della dimensione economica. In considerazione della diversa situazione strutturale dell’agricoltura comunitaria, i limiti di dimensione economica dei campi di osservazione CE sono differenti per ciascuno Stato Membro: per l’Italia tale limite è stato fissato a 4.000 euro di valore standard della produzione (per maggiori dettagli sugli aspetti metodologici dell’indagine RICA si veda www.rica.inea.it). 43 seminativi (32,1 ettari per unità di lavoro) e minima in quelle specializzate in ortofloricoltura (1,4 ettari per unità di lavoro). E’ interessante notare, inoltre, come l’incidenza della manodopera familiare, rispetto al totale, sia sempre molto elevata (dal 67,4% nelle aziende con policoltura all’86,7% in quelle specializzate nei seminativi) fatta eccezione per le aziende ortofloricole, nelle quali l’impiego del lavoro familiare è limitato al 41% della manodopera utilizzata. Con riferimento ai risultati gestionali, si evidenzia la migliore performance dell’ortofloricoltura, sia in termini produttivi (PLV pari a circa 143.000 euro/azienda) che reddituali (reddito netto pari a circa 51.800 euro/azienda); al contrario, le coltivazioni arboree e i seminativi conseguono i risultati peggiori, rispettivamente circa 9.500 euro e 10.300 euro di reddito netto medio aziendale. Anche in termini relativi, prendendo cioè in considerazione gli indici di produttività e di 44 redditività, viene confermata l’ottima performance dell’ortofloricoltura. Tutti gli altri comparti, invece, presentano valori degli indici decisamente più contenuti ed in modo particolare quelli riferiti alla SAU. Con 1.190 euro per ettaro, i seminativi presentano il valore più basso della produttività agricola della terra (PLV/SAU), seguiti a brevissima distanza dall’ordinamento misto (circa 1.230 euro per ettaro) e dall’allevamento di erbivori (circa 1.330 euro per ettaro). La redditività netta della terra (RN/SAU) per tutti i comparti, ad eccezione dell’ortofloricoltura (13.300 euro per ettaro), non supera i 1.500 euro per ettaro. Va osservato inoltre che, con riferimento alla redditività netta del lavoro aziendale (RN/ULT), le distanze tra i vari comparti Indici strutturali per comparto, 2012 Intensità del lavoro (SAU/ULT) Seminativi Ortofloricoltura Coltivazioni permanenti Erbivori Policoltura Misto coltivazioni allevamento Fonte: elaborazioni su dati AREA RICA, INEA Ha 32,1 1,4 7,7 31,6 18,3 21,7 Incidenza lavoro Grado intensità familiare zootecnica (ULF/ULT) (UBA/ULT) %. 86,7 41,2 78,9 85,4 67,4 82,5 n. 0,0 0,0 0,1 27,8 0,0 11,3 Carico bestiame (UBA/SAU) n. 0,0 0,0 0,0 0,9 0,0 0,5 Composizione dei ricavi per comparto, 2012 160..000 140000 Seminativi 120.000 Ortofloricoltura Arboreo 100.000 Erbivori 80.000 Policoltura 60.000 Misto coltivaz.allevamento 40.000 20.000 0 Produzione lorda vendibile Premi e contributi Valore Aggiunto Costi variabili Costi fissi Prodotto netto Reddito netto Fonte: elaborazioni su dati AREA RICA, INEA 45 si attenuano notevolmente. Soltanto i seminativi e l’arboricoltura mostrano valori più bassi (all’incirca 11.000 euro per unità di lavoro) rispetto agli altri orientamen- ti tecnici (dai circa 17.000 euro a circa 20.000 euro per unità di lavoro). Indici economici per comparto, 2012 60.000 Seminativi 50.000 Ortofloricoltura 40.000 Arboreo Erbivori 30.000 Policoltura Misto coltivaz.allevamento 20.000 10.000 0 Redditività netta lavoro aziendale RN/ULT Redditività lavoro familiare RN/ULF Fonte: elaborazioni su dati AREA RICA, INEA 46 Produttività agricola del lavoro PLV/ULT Redditività netta della terra RN/SAU Produttività agricola della terra PLV/SAU meccanizzazione secondo la rica Un’apposita ricerca condotta dall’INEA, svolta sulla base della banca dati RICA riferibile a circa 11.000 aziende con SAU e in possesso di macchine agricole - e pubblicata nel 2013 sul volume “La meccanizzazione agricola in Italia”, è in grado di fornire interessanti informazioni anche sulla situazione regionale. Per i principali OTE è stato determinato il valore del parco macchine, espresso in euro per ettaro di SAU. Dal confronto con i dati riferiti all’Italia, si evidenzia come nelle aziende siciliane, ad eccezione di quelle specializzate nell’ortofloricoltura, il cui dato si discosta di poco dalla media nazionale (-3,2%), si riscontri un minor grado di meccanizzazione, inteso come valore ad ettaro del parco macchine. Ciò vale soprattutto per le aziende non specializzate (policoltura, poliallevamento, aziende miste). Lo studio, tuttavia, rileva anche un certo sovradimensionamento del parco macchine a livello nazionale e di conseguenza un uso poco efficiente che caratterizza l’agricoltura del paese soprattutto in certi comparti (es. seminativi, colture permanenti). Peraltro, va ricordato che in Sicilia la dimensione media aziendale spesso modesta e la notevole diffusione di coltivazioni estensive rendono difficoltoso il mantenimento in proprio di un parco macchine completo e favoriscono il ricorso al contoterzismo per varie operazioni. Di contro, prendendo in considerazione l’e- tà media delle macchine inventariate nelle aziende RICA, la Sicilia mostra di essere una delle regioni d’Italia dotate di un parco macchine tra i più nuovi. Anche con riferimento alla potenza si osserva un valore medio per ettaro di SAU superiore al dato nazionale, soprattutto con riguardo alle trattrici gommate e alle altre macchine semoventi. Valore del parco macchine delle aziende RICA (euro/ettaro di SAU), 2010 OTE Sicilia Italia Seminativi Ortofloricoltura Colture permanenti Erbivori Granivori Policoltura Poliallevamento Aziende miste (colture-allevamento) 3.151 21.822 5.349 2.400 4.029 3.180 1.637 1.623 6.694 22.543 11.364 6.203 11.007 8.697 9.190 7.670 Differenziale Sicilia/Italia -52,9% -3,2% -52,9% -61,3% -63,4% -63,4% -82,2% -78,9% Fonte: INEA - “La meccanizzazione agricola in Italia” (2013) 47 Età media e potenza media delle macchine delle aziende RICA, 2010 Età media (anni) Trattrici Trattrice a cingoli Trattrice con ruote isodiametriche Trattrice gommata a 2 ruote motrici Trattrice gommata a 4 ruote motrici Operatrici semoventi Altre macchine operatrici semoventi Atomizzatore semovente Carrello elevatore Mietitrebbiatrice autolivellante Motocoltivatori Motofalciatrice Motoranghinatore Motozappatrice Piattaforma semovente Raccoglitrice generica Scuotitore semovente Spandimangime semovente Vendemmiatrice Fonte: INEA - “La meccanizzazione agricola in Italia” (2013) 48 Potenza (Cv/Ha) Sicilia Italia Sicilia Italia 16 14 16 15 20 17 19 15 4,3 1,4 7,0 6,5 4,5 2,7 3,5 4,2 13 14 11 9 15 19 14 14 11 9 13 19 14 17 17 24 19 16 13 10 8 12 8 7,5 7,2 1,3 2,7 3,5 1,5 1,7 3,1 1,9 3,1 1,4 1,0 2,8 2,9 1,4 1,6 3,6 2,7 2,4 5,2 7,2 7,1 6,2 filiera agroindustriale Industria alimentare e delle bevande Secondo i dati del 9° Censimento dell’industria e dei servizi dell’ISTAT (2011), l’industria alimentare, delle bevande e del tabacco conta in Sicilia 6.828 imprese attive, che rappresentano il 30,2% delle imprese attive del settore manifatturiero dell’isola. Tale percentuale risulta superiore a quella che si registra sia nel Mezzogiorno (24,5%) che in Italia (13,7%). Più del 95% delle imprese si concentra nel settore dell’industria alimentare in senso stretto, in linea con quanto avviene nel Mezzogiorno e in Italia, e la rimanente percentuale è da ricondurre all’industria delle bevande. In Sicilia non sono presenti imprese attive nell’industria del tabacco. Gli addetti ammontano a 25.501 e rappresentano il 28,3% degli addetti dell’industria manifatturiera siciliana; di questi una percentuale pari al 92% è da ricondurre all’industria alimentare in senso stretto. Le imprese che operano in Sicilia nel settore dell’industria alimentare e delle be- 50 stria alimentare sono rappresentate dalle imprese individuali (66,2%), mentre nell’industria delle bevande prevalgono le società a responsabilità limitata (44,6%) seguite dalle imprese individuali (19,3%) e dalle società cooperative (12,5%). Prendendo in esame la distribuzione del- vande sono di piccole dimensioni. Dai dati per classe di ampiezza risulta, infatti, che l’85% ha meno di 5 addetti. In particolare, il 32,2% ricade nella classe fino ad un addetto, il 29% nella classe da 3 a 5 addetti e il 21,3% in quella fino a 2 addetti. Le forme giuridiche prevalenti nell’indu- Imprese attive nell’industria alimentare e delle bevande, 2011 60000 54.931 50000 40000 30000 24.554 Industria alimentare 20000 Industria delle bevande 10000 6.523 2.874 0 Italia 1.269 Mezzogiorno Fonte: elaborazioni su dati ISTAT, 9° Censimento dell’industria e dei servizi 305 Sicilia le imprese per i principali settori di attività, è bene specificare che non sempre la statistica ufficiale è in grado di rispecchiare a pieno il complesso reale degli ambiti di attività delle industrie alimentari. Infatti, le categorie, che fanno riferimento ai codici ATECO, considerano spesso la sola attività prevalente tralasciando gli ambiti produttivi secondari. In ogni caso, è interessante osservare che il 68,2% delle imprese e il 57,6% degli addetti afferiscono alla “produzione di prodotti da forno e farinacei”. Imprese attive per forma giuridica e macro-settore di attività, (val. %) 2011 Altra forma d’impresa Soc. coop. 1,3 0,1 Industria bevande 12,5 1,3 44,6 S.r.l. S.p.a. Altra Soc. pers. 11,1 7,9 0,8 1,0 0,2 8,5 7,0 S.a.s S.n.c Impresa individuale Industria alimentare 4,9 13,4 19,3 66,2 Fonte: elaborazioni su dati ISTAT, 9° Censimento dell’industria e dei servizi 51 Delle 4.658 imprese presenti in Sicilia nel 2011, 3.667 (79%) si occupano della “produzione di prodotti di panetteria freschi”, a testimonianza dell’importanza che riveste la panificazione artigianale per le famiglie siciliane, con acquisto quotidiano (anche 2 volte al giorno) del prodotto fresco presso i produttori che effettuano anche la vendita al dettaglio. La maggiore presenza di panifici e panetterie si registra nelle province di Palermo (25%) e Catania (22%). La produzione di pasticceria fresca (senza Imprese attive dell’industria alimentare per settore di attività, 2011 Bevande 2.569 305 Prodotti per l'alimentazione degli animali 470 59 4.879 537 Altri prodotti alimentari Prodotti da forno e farinacei 4.658 917 142 Lattiero-casearia 2.875 469 Frutta e ortaggi 1.537 248 92 3.493 0% Fonte: elaborazioni su dati ISTAT, 9° Censimento dell’industria e dei servizi 104 287 Carne e produzione di prodotti a base di carne 52 214 3.160 Oli e grassi vegetali e animali Pesce, crostacei e molluschi 20% Sicilia 30.790 Granaglie, amidi e prodotti amidacei 40% Resto d’Italia 60% 80% 100% vendita diretta al pubblico) rappresenta il 13% delle imprese dell’industria di prodotti da forno e farinacei ed è ben rappresentata in provincia di Messina e Catania con il 22% delle imprese ciascuna. Il secondo settore per numerosità di imprese attive è quello della “produzione di altri prodotti alimentari”, che conta 537 aziende (7,9% del totale delle aziende dell’industria alimentare e delle bevande) e 2.396 addetti (9,4% del totale degli addetti). È interessante osservare la buona presenza di imprese per la produzione di pasti e piatti pronti nella province di Catania (57%) e Trapani (31,5%), di imprese per la lavorazione di tè e caffè (prevalentemente torrefazione e confezionamento del caffè) nelle province di Trapani (46%), Palermo (31%) e Catania (29%). Le imprese che si occupano di “produzione di oli e grassi vegetali e animali” sono 469 (6,9% delle imprese dell’industria alimentare e delle bevande) e contano 1.054 addetti (4,1% del totale degli addetti). imprese), seguite da Messina (74 imprese) e Trapani (52 imprese). Le industrie di trasformazione attive nella “lavorazione e conservazione di frutta e ortaggi” sono 248 con un numero di addetti pari a 1.338. Il maggior numero Tali imprese sono presenti su tutto il territorio della regione principalmente come produttori di olio di oliva da olive prevalentemente non di produzione propria. La maggiore presenza si registra nelle province di Palermo (84 imprese) e Agrigento (81 Imprese attive e addetti dell’industria alimentare per settore di attività, 2011 IMPRESE Carne e produzione di prodotti a base di carne Pesce, crostacei e molluschi Frutta e ortaggi Oli e grassi vegetali e animali Lattiero-casearia Granaglie, produzione di amidi e di prodotti amidacei Prodotti da forno e farinacei Altri prodotti alimentari Prodotti per l'alimentazione degli animali Bevande Totale industria alimentare e delle bevande ADDETTI numero % numero % 92 104 248 469 214 142 4.658 537 59 305 6.828 1,3 1,5 3,6 6,9 3,1 2,1 68,2 7,9 0,9 4,5 100,0 663 1.040 1.338 1.054 1.302 560 14.698 2.396 428 2.022 25.501 2,6 4,1 5,2 4,1 5,1 2,2 57,6 9,4 1,7 7,9 100,0 Fonte: elaborazioni su dati ISTAT, 9° Censimento dell’industria e dei servizi 53 Imprese attive nella produzione di prodotti da forno e farinacei per provincia (numero), 2011 Sicilia AG CL CT EN ME PA RG Produzione di prodotti da forno e farinacei 4.658 422 281 1.032 Produzione di prodotti di panetteria freschi 3.667 349 240 805 Produzione di pasticceria fresca 590 51 24 Produzione di fette biscottate, biscotti, prodotti di pasticceria conservati 194 13 10 Produzione di paste alimentari, di cuscus e di prodotti farinacei simili 207 9 7 SR TP 154 627 1.056 114 440 907 310 312 464 210 243 359 130 26 131 50 10 26 91 32 42 63 27 33 13 12 47 4 30 31 35 14 30 PA RG SR TP 55 30 211 .. Fonte: elaborazioni su dati ISTAT, 9° Censimento dell’industria e dei servizi Imprese attive nella produzione di altri prodotti alimentari per provincia (numero), 2011 Produzione di altri prodotti alimentari Produzione di zucchero Produzione di cacao in polvere, cioccolato, caramelle e confetterie Lavorazione del tè e del caffè Produzione di condimenti e spezie Produzione di pasti e piatti pronti (preparati, conditi, cucinati e confezionati) Produzione di preparati omogeneizzati e di alimenti dietetici Produzione di altri prodotti alimentari nca Fonte: elaborazioni su dati ISTAT, 9° Censimento dell’industria e dei servizi 54 Sicilia AG CL CT EN ME 537 31 18 203 24 49 76 .. .. .. .. .. .. .. .. .. 57 4 2 18 2 11 4 11 4 1 106 2 6 31 3 12 33 7 2 49 13 1 1 6 .. 1 1 .. 2 9 146 5 2 83 4 9 11 15 8 46 4 .. .. .. .. .. 2 .. 1 .. 211 19 7 65 15 16 25 22 13 106 di imprese è localizzato in provincia di Catania, dove la principale attività riguarda la lavorazione e conservazione di frutta e ortaggi. Invece, le imprese che producono succhi di frutta (prevalentemente agrumi) e ortaggi, 35 in tutto, sono distribuite tra Messina, Catania, Palermo e Ragusa, con una sola impresa in provincia di Trapani. Si osserva l’assenza di imprese nella categoria “lavorazione e conservazione delle patate”, che comprende la produzione di patatine fritte, purè di patate, patate surgelate preparate surgelate, ecc.. Per quanto concerne l’industria lattiero casearia propriamente detta, la cui produzione principale è rappresentata dai formaggi, sono attive 185 imprese ben distribuite in tutte la province, con una maggiore presenza nella provincia di Palermo, che annovera 35 imprese dedite alla produzione di derivati del latte. La produzione di gelati (senza vendita al dettaglio) è concentrata maggiormente nella Sicilia Occidentale (province di Palermo, Trapani e Agrigento). Le imprese attive nella lavorazione delle granaglie, produzione di amidi e di prodotti amidacei sono 142, prevalentemente dedite alla molitura del frumento duro (produzione di farina, semole e semolini). Anche l’industria della lavorazione e conservazione del pesce (mediante congelamento, surgelamento, salatura, affumicatura, essiccatura, inscatolamento, ecc.) si concentra per lo più nella Sicilia Occidentale, principalmente in provincia Agrigento (a Sciacca), Trapani (a Mazara del Vallo) e Palermo. L’industria della carne in Sicilia è rappresenta- Imprese attive nella produzione di oli e grassi vegetali e animali per provincia (numero), 2011 Sicilia AG CL EN ME RG SR TP Totale produzione di oli e grassi vegetali e animali 469 83 30 52 27 78 88 30 28 53 Produzione di olio di oliva da olive prevalentemente non di produzione propria Produzione di olio raffinato o grezzo da semi oleosi o frutti oleosi prevalentemente non di produzione propria Produzione di oli e grassi animali grezzi o raffinati 450 81 26 51 27 74 84 27 28 52 17 2 4 .. .. 4 3 3 .. 1 2 .. .. 1 .. .. 1 .. .. .. .. .. .. .. .. .. .. .. .. .. Produzione di margarina e di grassi commestibili simili CT PA Fonte: elaborazioni su dati ISTAT, 9° Censimento dell’industria e dei servizi 55 ta per il 54% da imprese per la produzione di carne non di volatili e di prodotti della macellazione (attività dei mattatoi), per il 42% da im- prese che realizzano prodotti a base di carne (carne essiccata, salsicce, salami, prosciutti, mortadelle, carne in scatola, ecc.) e soltanto da 3 imprese che lavorano la carne dei volatili. La provincia di Messina, con 26 industrie, si segnala come la più rappresentativa. Imprese attive nella lavorazione e conservazione di frutta e ortaggi per provincia (numero), 2011 Sicilia AG CL CT EN ME PA RG SR TP 248 .. .. 70 .. 43 32 27 17 26 lavorazione e conservazione delle patate .. .. .. .. .. .. .. .. .. .. produzione di succhi di frutta e di ortaggi 35 .. .. 9 .. 12 7 4 .. 1 213 .. .. 61 .. 31 25 23 17 25 Totale lavorazione e conservazione di frutta e ortaggi lavorazione e conservazione di frutta e di ortaggi (esclusi i succhi di frutta e di ortaggi) Fonte: elaborazioni su dati ISTAT, 9° Censimento dell’industria e dei servizi Imprese attive nell’industria lattiero-casearia per provincia (numero), 2011 Sicilia AG CL EN ME RG SR TP Totale industria lattiero casearia 214 27 12 24 15 23 42 19 17 35 industria lattiero-casearia, trattamento igienico, conservazione del latte di cui: 185 22 10 22 13 22 35 17 16 28 3 2 1 1 178 22 7 20 12 21 35 17 16 28 29 5 2 2 2 1 7 2 1 7 trattamento igienico del latte produzione dei derivati del latte produzione di gelati (senza vendita diretta al pubblico) Fonte: elaborazioni su dati ISTAT, 9° Censimento dell’industria e dei servizi 56 7 CT PA L’industria mangimistica, quasi esclusivamente per l’alimentazione di animali da allevamento, si concentra principalmente in provincia di Ragusa che annovera il 47% delle imprese del settore. L’“industria delle bevande” conta 305 im- prese, ben distribuite in tutte le province, ed è rappresentata per l’80% da imprese dedite alla produzione di vino (245 impre- Imprese attive nella lavorazione delle granaglie, produzione di amidi e di prodotti amidacei per provincia (numero), 2011 Sicilia AG CL CT EN ME PA RG SR TP 11 Totale lavorazione delle granaglie, produzione di amidi e di prodotti amidacei 142 11 12 25 19 11 26 17 10 lavorazione delle granaglie di cui 141 10 12 25 19 11 26 17 10 11 molitura del frumento 120 8 11 20 16 10 23 15 7 10 molitura di altri cereali 5 2 1 1 1 2 1 lavorazione del riso altre lavorazioni di semi e granaglie 16 produzione di amidi e di prodotti amidacei (compresa produzione di olio di mais) 1 1 5 2 1 3 1 1 Fonte: elaborazioni su dati ISTAT, 9° Censimento dell’industria e dei servizi Imprese attive nella lavorazione e conservazione di pesce, crostacei e molluschi per provincia (numero), 2011 Totale lavorazione e conservazione di pesce, crostacei e molluschi (mediante surgelamento, salatura, ecc.) Sicilia AG CL 104 33 0 CT 3 EN ME 0 6 PA 31 RG SR TP 2 4 25 Fonte: elaborazioni su dati ISTAT, 9° Censimento dell’industria e dei servizi 57 se di cui 110 localizzate in provincia di Trapani). L’industria per la distillazione, rettifica e miscelatura degli alcolici (distillerie, produzione di amari, limoncello, nocino, altri liquori, alcool puro, ecc.) è rappresentata da 29 imprese. Altre 22 industrie pro- ducono bibite analcoliche e acque minerali. Nell’isola sono presenti anche 6 imprese che producono birra. Imprese attive nella produzione di prodotti per l’alimentazione animale per provincia (numero), 2011 Sicilia AG CL CT EN ME PA RG SR TP Totale produzione di prodotti per l'alimentazione degli animali 59 3 .. 6 5 6 2 27 6 4 produzione di mangimi per l'alimentazione degli animali da allevamento 57 3 .. 6 5 6 2 27 5 3 2 .. .. .. .. .. .. .. 1 1 RG SR TP produzione di prodotti per l'alimentazione degli animali da compagnia Fonte: elaborazioni su dati ISTAT, 9° Censimento dell’industria e dei servizi Imprese attive nella lavorazione e conservazione di carne e produzione di prodotti a base di carne per provincia (numero), 2011 Sicilia AG CL CT EN ME PA Totale lavorazione e conservazione di carne e produzione di prodotti a base di carne 92 2 9 9 3 26 14 5 13 11 lavorazione e conservazione di carne, escluso volatili 50 1 6 5 2 9 8 5 4 10 1 2 1 3 4 1 17 5 6 1 1 lavorazione e conservazione di carne di volatili produzione di prodotti a base di carne (compresa la carne di volatili) Fonte: elaborazioni su dati ISTAT, 9° Censimento dell’industria e dei servizi 58 3 39 Imprese attive nell’industria delle bevande per provincia (numero), 2011 Sicilia AG CL CT EN ME PA RG SR TP 305 21 9 41 5 39 48 19 6 117 29 1 2 9 .. 3 7 1 .. 6 245 19 7 27 3 27 35 11 6 110 produzione di sidro e di altri vini a base di frutta .. .. .. .. .. .. .. .. .. .. produzione di altre bevande fermentate non distillate 3 .. .. .. 1 1 1 .. .. .. produzione di birra 6 .. .. .. .. 1 1 3 .. 1 .. .. .. .. .. .. .. .. .. .. 22 1 .. 5 1 7 4 4 .. .. Totale industria delle bevande distillazione, rettifica e miscelatura degli alcolici produzione di vini da uve produzione di malto industria delle bibite analcoliche, delle acque minerali e di altre acque in bottiglia Fonte: elaborazioni su dati ISTAT, 9° Censimento dell’industria e dei servizi 59 organizzazioni di produttori Per il comparto ortofrutticolo, al 2012 risultano riconosciute 46 Organizzazioni di Produttori e una Associazione di OP (Reg. CE 1234/2007). La maggiore presenza di organizzazioni si registra nella Sicilia Orientale, in particolare nelle province di Siracusa (12 OP), Ragusa (11 OP) e Catania (10 OP). La superficie ortofrutticola delle aziende aderenti alle OP risulta pari a 28.087 ettari, dei quali l’86% (pari a 24.066 ettari) desti- Organizzazioni di Produttori per provincia (numero), 2012 OP in Sicilia Comparto Ortofrutticolo - superficie in produzione (ettari) 2009 OP (n.) 2010 43 44 Superficie ortofrutticoli (escluso funghi) 29.641,02 Frutta 25.603,20 di cui: colture permanenti 25.603,20 colture non permanenti in pien’aria - colture non permanenti in ambiente protetto 2011 2012 44 46 29.824,92 28.086,54 24.382,65 25.953,12 24.066,34 23.022,66 21.854,98 19.867,35 1.252,62 3.994,88 3.941,17 - 107,37 103,27 257,82 Ortaggi e legumi 2.960,53 3.630,35 3.871,80 4.020,20 di cui: in pien’aria 1.436,44 1.900,99 1.979,74 1.977,93 1.524,09 1.729,36 1.892,06 2.042,27 - 1,00 2,00 1,20 in ambiente protetto Superficie funghi 28.013,00 Fonte: elaborazioni su dati Regione Siciliana - Relazione annuale parte A - Reg. CE 1234/07, anno 2012 60 nato alla coltivazione di frutta, il 14% (pari a 4.020 ettari) alla coltivazione di ortaggi e legumi e una minima parte (1,2 ettari) a quella di funghi. Il valore della produzione commercializzata, fresca e trasformata si Provincia OP Agrigento 2 Caltanissetta Catania 2 10 Enna 0 Messina 4 Palermo 4 Ragusa 11 Siracusa 12 Trapani 0 SICILIA 45 Fonte: elaborazioni su dati Regione Siciliana -Assessorato dell’agricoltura, dello sviluppo rurale e della pesca mediterranea è attestato su 309 milioni di euro. Alla sua formazione hanno contribuito soprattutto gli agrumi con oltre il 50% e gli ortaggi con il 43%, rappresentati principalmente da pomodori (quasi per il 70%). Meno consistente è l’incidenza della frutta, che ha contribuito per meno del 6%, soprattutto con uva da tavola e pesche. La maggior parte della produzione commercializzata è stata destinata al mercato del fresco (94,1% pari a circa 291 milioni di euro): in particolare, il 40,7% a catene di distribuzione e supermercati senza intermediari, il 46,1% al mercato all’ingrosso e il 7,3% ad altre forme di dettaglio. Il valore dei prodotti destinati alla trasformazione è stato pari a circa 18 milioni di euro (5,9% del totale). OP in Sicilia Comparto Ortofrutticolo destinazione produzione in valore, 2012 5,9% 7,3% 40,7% OP in Sicilia Comparto Ortofrutticolo - produzione commercializzata (valori in 000 di euro) 2010 2011 2012 Valore produzione commercializzata (fresca e trasformata) 213.440,2 2009 322.699,1 328.034,6 308.951,6 di cui : prodotta da soci dell’OP/AOP 278.995,5 288.828,2 266.703,1 213.440,2 prodotta da soci di altre OP/AOP/GP - 271,4 235,4 112,9 prodotta da altri non soci OP/AOP/GP - 43.432,2 38.970,9 42.135,6 Fonte: elaborazioni su dati Regione Siciliana - Relazione annuale parte A - Reg. CE 1234/07, anno 2012 46,1% GD Ingrosso Dettaglio Trasformazione Fonte: elaborazioni su dati Regione Siciliana - Relazione annuale parte A - Reg. CE 1234/07, anno 2012 61 Valore della produzione commercializzata dalle OP (euro) 2009 2010 2011 2012 146.814.363,23 Agrumi 116.253.923,42 152.493.014,26 147.181.089,24 Limoni 41.801.209,03 52.656.280,91 49.083.182,35 39.711.397,00 Arance 67.581.969,45 94.602.124,74 90.410.944,51 84.854.492,64 Mandarini, clementine, satsuma 6.743.667,56 5.176.098,02 6.745.419,35 22.088.423,73 126.671,41 58.510,59 118.925,86 160.049,86 Pompelmi e pomeli Altri agrumi Frutta Cocomeri Altri meloni 406,00 822.617,17 - 7.379.213,05 15.501.907,86 16.428.636,07 16.119.159,99 737.629,89 1.805.288,73 1.176.658,82 807.660,77 79.280,21 2.113.096,66 638.770,52 2.312.275,91 Pesche 5.243.997,49 5.079.647,42 5.907.621,34 5.562.142,31 Altra frutta fresca 1.318.305,46 Uva da tavola 4.927.867,97 2.011.292,48 1.900.184,56 1.576.007,08 6.603.942,17 4.777.461,61 152.297,41 Prugne e prugnole - - 54.013,70 Albicocche - - 36.337,04 607.137,42 Ortaggi 80.453.568,03 128.197.255,42 121.669.368,95 126.090.152,00 Pomodori freschi o refrigerati 51.742.743,33 84.486.034,88 85.317.737,70 87.558.548,01 Asparagi Cetrioli - 61.779,35 - 271.447,90 313.098,84 57.882,00 440.639,48 476.507,38 segue 62 >> segue 2009 Zucchine 2010 2011 2012 14.538.444,57 25.251.957,23 16.126.508,92 Funghi e tartufi 225.630,00 214.824,00 - 19.394.462,40 - Carciofi 842.068,19 2.306.897,65 2.777.271,72 1.924.931,31 Fagioli - 28.451,43 26.407,96 33.140,11 Lattughe e insalate - 328.055,89 642.207,21 752.714,00 Carote e navoni 4.384.430,58 2.903.102,69 6.380.687,95 5.524.408,34 Melanzane 6.272.968,02 4.267.702,90 7.720.977,97 7.920.908,67 Peperoni 2.134.184,50 817.461,38 1.375.578,46 1.477.836,54 Cavolfiori e cavoli broccoli 320.032,43 755.248,34 Finocchi 130.384,46 - Altri ortaggi e legumi - 7.473.106,02 410.934,69 - 9.353.514,44 26.506.957,03 42.755.515,11 19.927.896,23 213.440.218,94 322.699.134,57 328.034.609,37 308.951.571,45 Prodotti ortofrutticoli vari* TOTALE ORTOFRUTTA * Rientrano in questa categoria gli ortofrutticoli che rappresentano produzioni secondarie per le OP (le informazioni disponibili per singola OP riportano il valore nominale dei primi 4 prodotti; gli altri prodotti, quando presenti, vengono inclusi in una categoria unica indistinta) Fonte: elaborazioni su dati Regione Siciliana - Relazione annuale parte A - Reg. CE 1234/07, anno 2012 63 distribuzione In Sicilia nel 2013 sono presenti 17.195 esercizi commerciali alimentari al dettaglio, specializzati e non, in sede fissa, che rappresentano il 24,4% del totale degli esercizi al dettaglio regionali. La categoria più rappresentata è quella degli esercizi “non specializzati prevalenza alimentare”, con 8.633 esercizi, seguita dalla categoria “carne e prodotti a base di carne”, con 3.542. I dati relativi al commercio al dettaglio ambulante, a livello regionale, nel 2013 risultano quasi invariati (1%) rispetto al 2012, men- tre la lettura dei dati a livello provinciale evidenzia una riduzione degli esercizi ad Agrigento (-5,4%) e ad Enna (-3,8%) e un incremento a Messina (4,3%) e a Palermo (3,6%); quest’ultima si conferma la provincia dove si registra la maggiore presenza di Esercizi commerciali alimentari al dettaglio in sede fissa per provincia, 2013 AG Prodotti alimentari, bevande e tabacco in esercizi specializzati CL CT EN ME PA RG SR TP Totale 39 11 52 4 33 29 12 12 16 208 Frutta e verdura 119 102 343 45 196 384 106 100 156 1.551 Carni e di prodotti a base di carne 299 204 656 116 574 885 253 287 268 3.542 81 46 255 24 200 232 68 91 120 1.117 Pane, torte, dolciumi e confetteria 78 40 133 51 142 317 36 47 95 939 Bevande 23 31 72 7 55 70 38 45 33 374 Altri prodotti alimentari in esercizi specializzati 55 40 184 10 118 223 61 68 72 831 Pesci, crostacei e molluschi Non specializzati prevalenza alimentare 844 498 1.568 354 1.286 2.023 567 621 872 8.633 1.538 972 3.263 611 2.604 4.163 1.141 1.271 1.632 17.195 % su totale esercizi commerciali al dettaglio 24,1 25,3 22,6 25,5 26,4 24,5 24,1 23,4 25,4 24,4 Densità (Abitanti/esercizi alimentari) 290 280 330 282 249 299 272 314 264 291 Totale Fonte: elaborazioni su dati Osservatorio nazionale del commercio – Ministero dello Sviluppo Economico 64 ambulanti (6.436) pari al 30,6% del totale regionale. Gli esercizi ambulanti alimentari sono pari a 3.855 e rispetto al 2012 risultano meno rappresentativi, sia numericamente (-2,3%) che come peso relativo rispetto agli ambulanti totali (dal 19% del 2012 al 18% del 2013). Rimane confermata la maggiore presenza di ambulanti alimentari in provincia di Catania con il 22% del totale regionale. Il numero degli esercizi commerciali all’ingrosso si attesta su 17.708 unità, 176 esercizi in meno rispetto al 2012. Il dettaglio provinciale mostra la perdita di 129 esercizi a Palermo e l’incremento di 39 esercizi a Siracusa, mentre nelle altre province il numero si è mantenuto pressoché costante. La grande distribuzione alimentare al 31 di- cembre 2012 è presente in Sicilia con 719 supermercati (il 7,2% del totale nazionale), 468 minimercati (l’8,4% del totale nazionale) e 31 ipermercati (il 5,2% del totale nazionale). Rispetto all’anno precedente si riduce il numero di supermercati e il numero medio di addetti (13,1%) mentre aumenta la superficie media di vendita (798 mq). La riduzione del numero di supermercati è da imputare prevalentemen- Esercizi commerciali ambulanti per provincia, 2013 AG CL CT EN ME PA RG SR TP Totale Non specificato 122 226 552 58 63 212 58 34 114 1.439 Alimentare 465 339 844 140 552 548 322 374 271 3.855 94 138 418 18 307 291 172 105 139 1.682 Abbigliamento e Tessuti Abbigliamento, Tessuti e Calzature 473 255 1.199 59 960 971 269 238 327 4.751 Calzature e Pelletterie 52 16 135 6 58 145 21 28 33 494 873 156 1.327 41 542 4.058 387 275 367 8.026 Altri Articoli Mobili e Articoli di uso domestico Totale 73 17 147 9 178 211 24 31 56 746 2.152 1.147 4.622 331 2.660 6.436 1.253 1.085 1.307 20.993 Fonte: elaborazioni su dati Osservatorio nazionale del commercio – Ministero dello Sviluppo Economico 65 te alla provincia di Palermo (-23% esercizi e -29% addetti) e in misura minore a Siracusa (-6%) e a Trapani (-2%). In tutte le altre province, al contrario, si è avuto un incremento. Per quando riguarda gli ipermercati, si regi- stra una superficie media superiore a quella nazionale (6.308 mq, contro 6.055 mq degli ipermercati italiani), ma un numero medio di addetti inferiore (102 contro 137). I minimercati, la cui presenza resta significativa, dispon- gono di una superficie media di 303 mq e di un numero medio di addetti pari a 6, in linea con la media nazionale. Ciò conferma come nell’Isola, soprattutto nei piccoli centri, sopravviva la tendenza a considerare l’approvvigionamento Distribuzione degli esercizi commerciali all’ingrosso per specializzazione merceologica, 2013 Provincia Agrigento Caltanissetta Catania Enna Macchinari e attrezzature Materie prime agricole Prodotti alimentari, Prodotti intermedi non e animali vivi bevande e tabacco agricoli, rottami e cascami Altri prodotti Altri prodotti di consumo finale Totale 150 58 579 282 62 376 92 64 232 193 23 215 1.507 819 563 146 1.638 820 102 1.825 5.094 36 25 94 67 9 71 302 Messina 260 106 516 466 78 600 2.026 Palermo 470 124 879 619 95 1.349 3.536 Ragusa 167 138 658 375 28 267 1.633 Siracusa 117 25 421 207 46 242 1.058 Trapani 215 59 628 373 54 404 1.733 SICILIA 2.070 745 5.645 3.402 497 5.349 17.708 Fonte: elaborazioni su dati Osservatorio nazionale del commercio – Ministero dello Sviluppo Economico 66 di beni alimentari concettualmente separato da quello degli altri beni di consumo e come lo stesso avvenga preferibilmente nel contesto rionale. Infatti, gli ipermercati, sovente localizzati in zone periferiche, e che, oltre a generi alimentari, offrono spesso una vasta gamma di altri prodotti, anche a prezzi vantaggiosi, vengono considerati meta di acquisti specifici e per lo più occasionali, mentre vengono privilegiati i minimercati e i supermercati per la spesa alimentare abituale. I centri commerciali di maggiori dimensioni si trovano in provincia di Catania, con ipermercati in media di 8.183 mq, in lieve diminuzione rispetto all’anno precedente. Grande distribuzione alimentare per ripartizione provinciale, 2013 Provincia Agrigento 87 Supermercati Sup. di vendita mq 65.221 473 3 Ipermercati Sup. di vendita mq 14.858 104 76 Caltanissetta 38 29.756 489 1 2.946 40 25 7.838 132 215 N. Catania Addetti N. Addetti N. Minimercati Sup. di vendita mq 22.573 Addetti 383 131 114.119 2.178 8 65.461 1.237 30 10.095 Enna 40 24.707 335 1 2.770 37 19 5.953 117 Messina 95 73.994 1.294 4 23.789 186 94 27.794 594 Palermo 87 69.102 1.493 6 27.133 539 59 18.973 387 Ragusa 42 33.931 657 2 21.534 374 28 8.912 169 Siracusa 91 82.171 1.367 6 37.047 656 65 18.638 410 Trapani 108 80.736 1.168 0 0 0 72 21.379 407 SICILIA 719 573.737 9.454 31 195.538 3.173 468 142.155 2.814 Fonte: elaborazioni su dati Osservatorio nazionale del commercio – Ministero dello Sviluppo Economico 67 consumi alimentari Il livello della spesa media mensile delle famiglie siciliane nel 2012 si è attestato su 1.628,18 euro, il 32,7% in meno rispetto al livello di spesa delle famiglie italiane (2.419,27 euro) e il 15% in meno di quelle del Sud Italia (1.919,74 euro). Osservando il trend degli ultimi cinque anni, si osserva che, mentre a livello nazionale la spesa media delle famiglie risulta in crescita dal 2009 al 2011, nell’isola l’andamento rimane sempre negativo, sebbene con variazioni annue decrescenti. Nella spesa mensile delle famiglie siciliane l’incidenza più significativa spetta all’abitazione (27,7%), seguita dagli acquisti per consumi alimentari, che rappresentano il 27,1% della spesa complessiva, contro il 19,2% registrato a livello nazionale. Notevolmente al di sotto del dato nazionale è l’incidenza della spesa per il tempo libero (2,4% contro il 4,1% nazionale), così come quella per l’istruzione (0,8% contro 1,2%), mentre rimane più alta la quota relativa all’acquisto dei tabacchi (1,5% contro 0,8%). 68 Spesa media mensile delle famiglie per gruppo di spesa (incidenza % sul totale), 2012 Gruppo di spesa Italia % Sud % Isole % Sicilia % Alimentari e bevande 19,4 25,0 26,1 27,0 Tabacchi 0,8 1,1 1,3 1,5 Abbigliamento e calzature 5,0 5,7 5,6 5,4 28,9 25,9 28,7 27,7 5,6 6,0 6,0 5,8 Arredamenti, ecc. 4,8 5,0 4,2 4,1 Sanità 3,6 3,4 3,5 3,5 Abitazione Combustibili ed energia 14,5 12,8 12,8 12,7 Comunicazioni Trasporti 1,9 2,2 2,2 2,2 Istruzione 1,2 1,2 0,8 0,8 2,4 Tempo libero, cultura e giochi Altri beni e servizi Totale in valore assoluto (euro) Fonte: elaborazioni su dati ISTAT 4,1 3,3 2,5 10,2 8,4 6,3 6,9 2.419,28 1.919,74 1.692,67 1.628,17 Andamento della spesa media mensile familiare (euro) 2.500 Italia Sud Isole 2.250 Sicilia 2.000 1.750 1.500 2008 2009 2010 2011 2012 Fonte: elaborazioni su dati ISTAT 69 commercio estero Nel 2012 il valore dell’export agroalimentare siciliano si è attestato su 977,8 milioni di euro, in calo rispetto al 2011 (-7,3%), mentre quello dell’import è stato pari a 821,9 milioni di euro, mostrando una contrazione del 5,2%. La bilancia commerciale agroalimentare presenta un saldo positivo di 156 milioni di euro, inferiore rispetto a quello dell’anno precedente (+181,6 milioni di euro). In particolare, si è avuta una contrazione delle esportazioni nel settore primario (-14,4%), e nell’Industria alimentare (-5,1%), mentre sono aumentate le esportazioni di bevande (15,2%). Le importazioni del settore primario si sono contratte del 15,7%, quelle delle bevande sono diminuite dell’8%, mentre le importazioni dell’industria alimentare sono rimaste sostanzialmente invariate. Nel 2012 i succhi di frutta (principalmente agrumi) hanno alimentato un importante flusso commerciale verso i mercati esteri, 70 rappresentando il 13,1% del valore delle esportazioni agroalimentari siciliane, seguti dall’uva da tavola (11%) e dal pomodoro (10,2%). Sul fronte delle importazioni, il principale approvvigionamento agroalimentare della Sicilia dall’estero riguarda i prodotti degli allevamenti e, in particolare, le carni suine (10,9%) e bovine (10,5%), mentre i pesci lavorati e i formaggi rappresentano, ciascuno, circa il 7% delle importazioni agroalimentari dell’Isola. I principali mercati di sbocco dei prodotti siciliani sono Francia, Germania, Regno Unito e USA mentre i principali fornitori sono Francia, Spagna e Germania. Il valore del saldo normalizzato (SN), che esprime il grado di dipendenza dall’estero, del settore agroalimentare siciliano nel 2012 è risultato pari a 8,7 (contro il -9,3 di quello nazionale), dimostrando la buona performance commerciale della Sicilia. Principali dati sugli scambi con l’estero, 2012 PRIMI 4 PRODOTTI O AGGREGATI Esportazioni % Succhi di frutta 13,1 Importazioni % Carni suine 10,9 Uva da tavola 11,0 Carni bovine 10,5 Pomodori 10,2 Pesci lavorati 7,3 8,7 Formaggi 7,1 Vini confezionati PRIMI 6 PAESI O AREE PARTNER Esportazioni % Francia 19,0 Germania 19,0 Regno Unito Importazioni Francia % 24,5 Spagna 13,6 9,8 Germania 10,6 5,7 Stati Uniti d'America 7,1 Paesi Bassi Svizzera 4,5 Vietnam 4,1 Spagna 4,4 Tunisia 3,2 Fonte: INEA, “Il Commercio con l’Estero dei prodotti Agroalimentari 2012” Commercio estero per principali comparti agroalimentari (mil. euro), 2012 IMPORTAZIONI mln euro Cereali Legumi ed ortaggi freschi Legumi ed ortaggi secchi Agrumi Altra frutta fresca Frutta secca Vegetali filamentosi greggi Semi e frutti oleosi Cacao, caffè, tè e spezie Prodotti del florovivaismo Altri prodotti agricoli Animali vivi Altri prodotti degli allevamenti Prodotti della silvicoltura Prodotti della pesca Settore primario Derivati dei cereali Zucchero e prodotti dolciari 34,47 13,80 1,70 3,61 20,18 35,81 0,09 4,51 36,90 14,92 0,77 24,10 1,55 3,17 16,73 212,32 13,06 4,75 % su Agro Alimentare 4,2 1,7 0,2 0,4 2,5 4,4 0,0 0,6 4,5 1,8 0,1 2,9 0,2 0,4 2,0 25,8 1,6 0,6 ESPORTAZIONI % su Italia 1,4 1,7 0,7 1,3 2,0 4,9 0,1 0,6 2,2 3,1 1,0 1,7 0,3 0,4 2,4 1,8 1,1 0,2 mln euro 22,60 128,39 2,26 64,78 115,46 29,04 0,01 0,38 0,30 46,69 0,05 0,26 0,86 1,54 13,91 426,52 28,90 3,15 % su Agro Alimentare 2,3 13,1 0,2 6,6 11,8 3,0 0,0 0,0 0,0 4,8 0,0 0,0 0,1 0,2 1,4 43,6 3,0 0,3 Variazioni % 2012/2011 % su Italia 14,7 11,5 5,6 40,2 4,7 10,7 0,1 0,6 0,3 6,9 0,1 0,5 1,2 1,2 10,2 7,4 0,7 0,2 SN -20,8 80,6 14,1 89,4 70,2 -10,4 -80,0 -84,5 -98,4 51,6 -87,8 -97,9 -28,6 -34,6 -9,2 33,5 37,8 -20,3 Import -41,5 -9,0 -14,3 39,1 -0,7 -16,4 57,0 -1,8 11,3 -9,9 -52,5 -7,5 -18,0 -3,5 -26,4 -15,7 73,1 -26,4 Export -68,9 -6,8 -2,6 -20,1 6,4 4,1 4,9 -19,1 55,6 -4,0 -14,5 -1,7 8,9 -16,4 -12,7 -14,4 4,8 -14,7 segue 71 >> segue IMPORTAZIONI mln euro Carni fresche e congelate Carni preparate Pesce lavorato e conservato Ortaggi trasformati Frutta trasformata Prodotti lattiero-caseari Olii e grassi Mangimi Altri prodotti alimentari trasformati Altri prodotti non alimentari Industria alimentare Vino Altri alcolici Bevande non alcoliche Industria delle bevande Industria alimentare e bevande Totale bilancia agroalimentare Totale bilancia commerciale 192,06 4,11 148,67 26,12 16,75 79,99 22,34 28,75 29,13 6,94 572,7 1,59 34,44 0,93 37,0 609,64 821,96 20.998,08 Fonte: INEA, “Il Commercio con l’Estero dei prodotti Agroalimentari 2012” 72 % su Agro Alimentare 23,4 0,5 18,1 3,2 2,0 9,7 2,7 3,5 3,5 0,8 69,7 0,2 4,2 0,1 4,5 74,2 100,0 ESPORTAZIONI % su Italia 4,2 1,2 4,2 3,0 3,0 2,2 0,8 1,6 1,7 0,5 2,3 0,5 3,5 0,5 2,5 2,3 2,1 5,5 mln euro 10,84 0,93 35,01 10,38 136,21 11,97 35,75 2,68 45,11 101,25 422,2 100,40 24,02 4,84 129,3 551,45 977,97 13.051,65 % su Agro Alimentare 1,1 0,1 3,6 1,1 13,9 1,2 3,7 0,3 4,6 10,4 43,2 10,3 2,5 0,5 13,2 56,4 100,0 Variazioni % 2012/2011 % su Italia 1,0 O,1 9,4 0,5 12,8 0,5 2,0 0,4 1,7 20,9 2,1 2,1 2,9 0,9 2,1 2,1 3,0 3,4 SN -89,3 -63,1 -61,9 -43,1 78,1 -74,0 23,1 -82,9 21,5 87,2 -15,1 96,9 -17,8 67,8 55,5 -5,0 8,7 -23,3 Import 9,9 12,2 -8,6 -6,8 -30,5 -4,4 -25,6 13,0 12,2 55,1 -0,7 17,4 -8,7 -15,1 -8,0 -1,2 -5,4 11,3 Export -9,1 6,0 -19,0 -4,9 -2,6 -7,6 23,2 27,1 -21,2 -4,1 -5,1 2,6 172,6 -11,4 15,2 -1,0 -7,4 21,8 strutturA delle aziende agricole AZIENDE AGRICOLE e imprese attive Secondo i dati del 6° Censimento dell’agricoltura dell’ISTAT, la Sicilia è la seconda regione d’Italia, dopo la Puglia, per numero di aziende agricole, che nel 2010 ammontano a 219.677, pari al 13,6% del totale nazionale. Risulta, inoltre, una Superficie Agricola Totale (SAT) pari a 1.549.417 ettari (il 9,1% del totale nazionale) e una Superficie Agricola Utilizzata (SAU) di 1.387.521 ettari (il 10,8% del totale nazionale). Dal confronto con il Censimento precedente emerge una forte riduzione del numero di aziende (-37,1%), superiore a quella riscontrata nel resto del paese e un incremento della superficie, sia SAT che SAU, in controtendenza rispetto al dato medio nazionale. Altro dato interessante è quello relativo all’incremento, nel decennio intercensuario, della superficie media aziendale che passa da 3,7 a 6,3 ettari. La spiegazione di ciò va ricercata negli effetti delle politiche comunitarie e dell’andamento dei mercati, che hanno determinato la fuoriuscita di un gran numero di piccole aziende, favorito le compravendite, le acquisizioni e gli accorpamenti, e di conseguenza concentrato le attività agricole e zootecniche in strutture fisicamente ed economicamente più forti. Si nota, quindi, come sia in atto un processo di cambiamento che ha avvicinato le dimensioni dell’unità produttiva della Sicilia a quelle delle altre regioni d’Italia e d’Europa. Prendendo in considerazione i dati di Infocamere risulta che nel corso dell’ultimo quadriennio (2009-2013), il numero delle imprese attive nel settore agricoltura, silvicoltura e pesca, si è ridotto di 13.828 unità, pari a circa il 14%. Scendendo nel dettaglio delle tipologie giu- Aziende agricole e superficie agricola, 2010 Aziende (n.) 2010 Sicilia Sud e Isole Italia 219.677 SAU (Ha) Var % 2010/00 2010 Var % 2010/00 2010 Var % 2010/00 -37,1 1.387.521 8,4 1.549.417 6,5 971.770 -29,9 6.095.560 3,8 7.446.750 -3,8 1.620.884 -32,4 12.856.048 -2,5 17.081.099 -9,0 Fonte: elaborazioni su dati Istat, 6° e 5° Censimento generale dell’agricoltura. 74 SAT (Ha) ridiche risulta che la diminuzione ha interessato le imprese individuali, con una perdita netta di 14.805 unità (-16%), mentre sono aumentate le forme di gestione societaria, seppur con incrementi in termini assoluti piuttosto modesti. In particolare, le società di capitali sono cresciute del 54%, quelle di persone del 20%, mentre le “Altre forme” del 3,2%. La riduzione delle imprese attive ha interessato in generale tutte le province sici- liane. Nelle province con la maggiore concentrazione di imprese, Catania (17,6%), Trapani (16,6%) e Agrigento (13,9%), si sono registrate contrazioni, rispettivamente, del 15%, del 16% e del 19%. Consistente è stata anche la perdita di imprese nelle province di Palermo (-16%), Caltanissetta (-15%) ed Enna (-14%), mentre a Siracusa si è avuta una riduzione dell’8,5% e a Ragusa e Messina dell’8%. Imprese attive in agricoltura, silvicoltura e pesca per tipologia giuridica (numero) 2009 2010 2011 2012 Società di capitali 715 820 936 1.022 2013 1.102 Società di persone 2.530 2.591 2.790 2.944 3.036 Imprese individuali 91.301 87.026 83.536 80.246 76.496 Altre forme 2.622 2.642 2.724 2.708 2.706 Totale 97.168 93.079 89.986 86.920 83.340 Imprese attive in agricoltura, silvicoltura e pesca per tipologia giuridica (media 2009-2013) 3,0% 1,0% 3,1% 92,9% Società di capitali 919 Società di persone 2.778 Imprese individuali 83.721 Altre forme 2.680 Fonte: elaborazioni su dati infocamere Fonte: elaborazioni su dati Infocamere. 75 Imprese attive in agricoltura, silvicoltura e pesca per provincia (numero), 2009 e 2013 2009 2013 Variazione 2013/09 n. % n. % n. % 14.297 14,7 11.546 13,9 -2.751 -19,2 Caltanissetta 6.060 6,2 5.138 6,2 -922 -15,2 Catania 17.240 17,7 14.649 17,6 -2.591 -15 Enna 5.788 6,0 4.985 6,0 -803 -13,9 Agrigento Messina 6.655 6,8 6.129 7,4 -526 -7,9 Palermo 12.902 13,3 10.803 13 -2.099 -16,3 Ragusa 9.975 10,3 9.191 11 -784 -7,9 Siracusa 7.914 8,1 7.238 8,7 -676 -8,5 Trapani 16.426 16,9 13.813 16,6 -2.613 -15,9 Totale 97.257 100,0 83.340 100,0 -13.917 -14,3 Fonte: elaborazioni su dati Infocamere. 76 coltivazioni La superficie delle coltivazioni presenti in Sicilia nel 2012 è costituita per circa il 40%, pari a 589.065 ettari, da seminativi, tra i quali risalta il grano duro (21,7% delle SAU regionale e 22,6% della superfici nazionale della coltura), per il 31% (465.470 ettari) da prati permanenti e pascoli e per il restante 29% (435.025 et- tari) dalle coltivazioni legnose agrarie, tra le quali spiccano l’olivo (11,3% della SAU regionale e 16,4% della superficie olivetata nazionale) e la vite (9,4% della SAU Distribuzione della superficie investita per colture principali (ettari), 2012 5,9% 4,3% 22,4% 9,1% 10,9% 9,3% Cereali e coltivazioni industriali Foraggere Prati permanenti e pascoli Ortaggi Olivo Vite Fruttiferi e altre arboree Agrumi 5,7% 32,4% Fonte: elaborazioni su dati ISTAT 77 regionale e 19,1% della superficie vitata nazionale). Esaminando i dati dell’ultimo quinquennio, emerge una contrazione della superficie destinata ai seminativi del 6,4%, pari a 104.301 ettari. Particolarmente significative sono state le riduzioni di superficie per leguminose da granella e ortaggi in pien’aria, mentre aumentano le coltivazioni di foraggere avvicendate e di ortaggi in ambiente protetto. Le arboree registrano nel complesso una lieve riduzione (-1,3%), essenzialmente determinata dal calo subito dagli agrumi che, nel quinquennio, perdono 6.236 ettari (-9%). Sostanzialmente stabili appaiono le superfici dedicate a olivo (-0,5%), vite (+0,8%) e fruttiferi (+0,4%). Le variazioni più rilevanti riguardano i prati permanenti e pascoli, che da 361.169 ettari nel 2008 passano a 465.470 nel 2012 (+28,9%). 78 Superficie agricola utilizzata per principali coltivazioni e variazioni %, 2012 SAU (Ha) 2012 Cereali e coltivazioni industriali Var.% 2012/10 Var.% 2012/08 322.169 -2,4 -11,6 Leguminose da granella 11.213 -27,4 -35,8 Ortaggi in piena aria 64.352 -14,4 -14,1 Ortaggi in serra 5.920 59,2 11,5 Piante da tubero 11.239 -2,1 -2,8 Foraggere avvicendate 120.892 8,7 11,9 Prati permanenti e pascoli 465.470 2,6 28,9 Olivo 156.882 -1,6 -0,5 Vite 130.960 5,7 0,8 Fruttiferi e altre arboree 84.910 2,8 0,4 Agrumi 62.273 -8,0 -9,1 Fonte: elaborazioni su dati ISTAT allevamenti Secondo i dati dell’ultimo Censimento generale dell’agricoltura dell’ISTAT risulta che nel 2010 le aziende zootecniche siciliane erano 15.308 (il 16% in meno rispetto al 2000). Prendendo in considerazione i dati dell’Anagrafe Nazionale Zootecnica risulta che le aziende con capi iscritti nel 2012 ammontano a 28.428 unità, pari al 5% del totale nazionale. Riguardo alla consistenza, l’Anagrafe conta 1.399.346 capi (il 5,9% del totale nazionale), rappresentati per Il 60,7% dagli ovini, cui seguono i bovini (24,0%), i caprini (9,9%), gli equini (2,7%) e i suini (2,6%). Dal confronto con i dati dell’anno precedente, si nota un netto aumento del numero di capi equini (+23,3%), un discreto incremento di quelli bufalini (+7,3%), mentre si è ridotto il numero di capi bovini, caprini e ovini. È bene sottolineare che i dati del Censimento dell’ISTAT e quelli dell’Anagrafe vanno esaminati distintamente. Infatti, il confronto diretto è reso incongruente dal differente sistema di rilevazione e registrazione delle due fonti. In particolare, si segnala la situazione degli allevamenti equini, per i quali il campo di osservazione dell’ISTAT (6° Censimento dell’agricoltura) esclude la gestione di scuderie di cavalli da corsa e di scuole di equitazione. Aziende con allevamenti per specie (numero), 2000 e 2010 Aziende Bovini Bufalini 2010 2000 9.153 9.045 Var % 2010/00 1,2 21 9 133,3 741 1.924 -61,5 Equini 3.156 2.575 22,6 Ovini 5.633 5.979 -5,8 Caprini 2.073 2.276 --8,9 Avicoli 589 2.525 -76,6 Suini Fonte: elaborazioni su dati ISTAT – 5° e 6° Censimento generale dell’agricoltura 79 Variazioni % delle aziende con allevamenti e del numero di capi per specie Aziende con allevamenti e numero di capi per specie di bestiame, 2012 Specie Sicilia Italia Specie Aziende Capi Aziende Capi 10.786 335.197 170.036 5.554.545 7 1.268 3.200 377.156 Equini 13.523 38.108 123.439 399.154 Ovini 6.301 849.685 91.212 7.310.739 Caprini 1.232 138.679 51.919 1.078.614 Suini 1.601 36.409 132.435 8.858.651 Avicoli 528 - 19.194 - Avicoli 9 - 1.920 - Bovini Bufalini Acquacoltura Fonte: elaborazioni su dati Anagrafe Nazionale Zootecnica 80 Var.% 2012/2011 Aziende Capi Bovini -1,7 Bufalini 16,7 7,3 Equini 5,0 23,3 Ovini 0,5 -1,5 Caprini 0,7 -2,0 Suini 2,4 1,6 21,7 - - - Acquacoltura Fonte: elaborazioni su dati Anagrafe Nazionale Zootecnica -3,9 lavoro Il 6° Censimento generale dell’agricoltura dell’ISTAT quantifica il lavoro prestato presso le aziende agricole siciliane nel 2010 in quasi 22 milioni di giornate, mostrando una netta diminuzione rispetto al 2000 (-23%). Tale trend è perfettamente in linea con l’andamento nazionale, che nello stesso periodo ha fatto registrare una riduzione del numero di giornate lavorative pari al 23,4%. La riduzione del numero di giornate è dovuta quasi esclusivamente alla manodopera familiare (-29,3%), mentre la manodopera extra familiare rimane essenzialmente invariata (-0,8%), pur con un forte incremento della componente a tempo indeterminato (+53,8%). La manodopera familiare rimane tuttavia lo “zoccolo duro” del lavoro agricolo in Sicilia fornendo oltre il 71% del lavoro aziendale (51,3% il conduttore, 10,4% il coniuge e 9,7% gli altri familiari). Il restante 28,6% viene fornito da lavoratori esterni, in massima parte a tempo deter- minato (26,3%) e per una quota modesta a tempo indeterminato (2,4%). In complesso si ha una prevalenza della manodopera agricola maschile (67,3%) che risulta leggermente superiore alla media nazionale (62,9%). Un dato da evidenziare è quello della incidenza della manodopera extrafamiliare femminile (solo il 15,1%) che risulta essere quasi la metà di quella nazionale. Giornate di lavoro per categoria di manodopera aziendale (numero), 2000 e 2010 2010 Manodopera familiare 2000 Var % 2010/00 15.565.445 22.025.242 11.183.893 14.707.716 -24,0 2.267.127 3.905.630 -42,0 di cui: conduttore coniuge altri familiari Altra manodopera aziendale di cui: a tempo indeterminato a tempo determinato Totale manodopera aziendale -29,3 2.114.425 3.411.896 -38,0 6.247.102 6.296.584 -0,8 519.492 337.840 53,8 5.727.610 5.958.744 -3,9 21.812.547 28.321.826 -23,0 Fonte: elaborazioni su dati ISTAT – 5° e 6° Censimento generale dell’agricoltura 81 Manodopera aziendale per categoria (numero persone), 2010 Manodopera familiare di cui: conduttore Sicilia Mezzogiorno Italia 363.693 1.737.839 2.932.651 1.603.709 217.779 965.207 coniuge 81.527 442.835 696.084 altri familiari e parenti 64.387 329.797 632.858 126.419 580.433 939.103 24.746 73.371 163.145 in forma saltuaria 80.502 450.547 695.557 non assunti direttamente dall’azienda 21.171 56.515 79.401 Manodopera non familiare di cui: in forma continuativa Fonte: elaborazioni su dati ISTAT – 6° Censimento generale dell’agricoltura Incidenza categorie di manodopera aziendale per genere, 2010 Manodopera familiare maschi femmine Manodopera extrafamiliare maschi femmine Totale manodopera maschi femmine Sicilia 62,2% 37,8% 84,9% 15,1% 67,3% 32,7% Italia 60,8% 39,2% 70,0% 30,0% 62,9% 37,1% Fonte: elaborazioni su dati ISTAT – 6° Censimento generale dell’agricoltura 82 imprese straniere Secondo i dati di Infocamere, gli imprenditori agricoli stranieri presenti in Italia, nell’ultimo trimestre del 2012, sono 17.286. Toscana e Sicilia sono le regioni con le maggiori presenze, rispettivamente pari a 2.392 e 2.206, e assieme ragguagliano il 27% del totale nazionale. Si evidenzia che il 31,2% degli imprenditori agricoli stranieri presenti sul territorio nazionale è rappresentato da svizzeri e tedeschi. In Sicilia dette nazionalità costituiscono addirittura il 48% del totale. In particolare i soli tedeschi ragguagliano il 30%. A tal proposito, va sottolineato l’interesse di investitori stranieri nei confronti dell’agroalimentare made in Sicily, grazie al forte appeal di alcuni comparti, in particolare il vitivinicolo di qualità, e di alcuni territori, quali le pendici dell’Etna e le isole minori (Pantelleria ed Eolie). Buona è anche la presenza di imprese agricole tunisine, che rappresentano il 12% del totale. Va inoltre sottolineato che le imprese condotte da tunisini in Italia, nella metà Distribuzione degli imprenditori agricoli stranieri per paese di provenienza (numero), 3° trimestre 2012. Paesi (primi 10) Imprenditori stranieri Distribuzione degli imprenditori agricoli stranieri per regione (numero), 3° trimestre 2012 Regioni Imprenditori stranieri Svizzera 2.768 Toscana 2.392 Germania 2.629 Sicilia 2.206 Francia 1.332 Veneto 1.235 Romania 916 Lazio 1.215 Stati Uniti 755 Campania 1.199 Gran Bretagna 741 Piemonte 1.049 Belgio 570 Emilia Romagna 1.000 Albania 541 Puglia 940 Tunisia 486 Lombardia 824 805 481 Abruzzo Totale primi 10 paesi 11.219 Umbria Totale 17.286 Altre regioni Venezuela Fonte: elaborazioni su dati Infocamere (INEA “Le imprese straniere nel settore agricolo in Italia”, 2013) ITALIA 720 3.701 17.286 Fonte: elaborazioni su dati Infocamere (INEA “Le imprese straniere nel settore agricolo in Italia”, 2013) 83 dei casi (49,6%), sono localizzate nell’isola. La ragione di ciò va ricercata, oltre che nella prossimità geografica, nell’esistenza 84 di reti etniche sul territorio regionale. Infatti, la presenza di connazionali con esperienze simili rappresenta spesso un incentivo, in quanto in grado di assicurare aiuto e assistenza nell’avvio delle attività imprenditoriali. risorse naturali e multifunzionalità 85 uso dei prodotti chimici In Sicilia l’acquisto dei prodotti fitosanitari è legato soprattutto alla lotta contro le patologie fungine (peronospora, oidio, muffa grigia). Tuttavia, negli ultimi sei anni si è assistito a una riduzione dell’impiego di fungicidi, che da circa 13 mila tonnellate utilizzate nel 2007 è passato a poco più di 8 mila tonnellate nel 2012. Analogamente è diminuito, seppur in misura minore, anche l’impiego di erbicidi, insetticidi e acaricidi. Su ciò ha sicuramente influito la crescente attenzione della comunità internazionale nei confronti della salubrità dei prodotti agroalimentari e della tutela dell’ambiente, anche attraverso l’uso equilibrato dei mezzi fitosanitari e l’adozione di sistemi di difesa integrata e biologica. A tal proposito va segnalato che a partire dal 2014 in Andamento dell’uso dei prodotti fitosanitari per categoria (tonnellate) 14000 12000 10000 8000 Fungicidi 6000 Insetticidi e acaricidi 4000 Erbicidi 2000 Vari 0 Trappole (n X 100) 2007 2008 Fonte: elaborazioni su dati ISTAT 86 2009 2010 2011 2012 Italia, come già avvenuto nel resto d’Europa, la difesa integrata è diventata obbligatoria. Infatti, attraverso il PAN, “Piano di azione nazionale” per l’applicazione della “direttiva quadro sull’uso sostenibile dei pesticidi” (Dir. 2009/128/CE recepita nell’ordinamento nazionale con il D. Lgs 150/2012), verranno attuate specifiche misure con l’obiettivo di ridurre l’impatto dei mezzi chimici di sintesi sull’ambiente e sulla salute umana. In particolare, le principali azioni riguarderanno: formazione degli operatori (utilizzatori professionali, distributori, consulenti); informazione e sensibilizzazione dei consumatori; certificazione e controllo delle attrezzature per la distribuzione dei fitofarmaci; tutela dell’ambiente acquatico e delle aree naturali protette; manipolazione, stoccaggio dei prodotti fitosanitari e trattamento degli imballaggi; monitoraggio dell’applicazione della Direttiva. Dai dati ISTAT risulta, inoltre, un certo ridimensionamento del ricorso alle trappole, che da 77 mila pezzi nel 2007 è passato a circa 34 mila nel 2012. Il dettaglio dell’impiego delle diverse categorie per provincia vede incidenze differenti a seconda della diffusione delle tipologie colturali nei vari territori. Così a Trapani e Agrigento, dove sono presenti le maggiori superfici a vigneto, i fungicidi incidono, rispettivamente, per l’87,4% e per il 76,8%. A Catania, dove sono concentrati i più significativi impianti di agrumeto, si fa un consistente ricorso a insetticidi e acaricidi (40,4%), mentre a Variazione % 2012-11 dei prodotti fitosanitari distribuiti per uso agricolo, per categoria e per provincia Fungicidi Insetticidi e acaricidi Erbicidi Vari Totale Trapani -1,2 -33,5 6,2 0,4 -2,0 Palermo -9,9 -83,0 -197,4 -174,4 -49,0 Messina -87,4 -15,8 -40,5 -169,3 -55,9 Agrigento -9,9 -14,1 36,6 -22,0 -6,6 -50,9 -30,6 5,3 -80,3 -44,1 -8,3 -42,1 35,9 10,6 10,5 -55,9 -17,6 8,6 -2,7 -19,5 Caltanissetta Enna Catania Ragusa -10,7 -23,8 20,8 -28,1 -18,2 Siracusa -91,3 -36,4 1,2 -46,3 -42,3 Fonte: elaborazioni su dati ISTAT 87 se paragonato al resto del paese. Nel corso del 2012 sono stati distribuiti complessivamente 141.354 tonnellate di fertilizzanti. Di questi, quasi il 46% è rappresentato da concimi minerali, il 33,5% da ammendanti e il 20,7% da concimi organici e organo-minerali. Scendendo nel dettaglio Erbicidi Insetticidi e acaricidi 1.000 Fungicidi Fonte: elaborazioni su dati ISTAT 88 Siracusa Ragusa Catania Enna Caltanissetta Agrigento Messina Palermo Trapani 0 Concimi organici 15.000 10.000 5.000 Concimi minerali Fonte: elaborazioni su dati ISTAT Siracusa 2.000 Concimi organo-minerali Ragusa Vari Catania 3.000 Ammendanti Enna Biologici Caltanissetta 4.000 50.000 45.000 40.000 35.000 30.000 25.000 20.000 Agrigento 5.000 Messina 6.000 delle singole province, si evidenzia il peso di Ragusa e Catania che assieme concentrano il 57,8% dei fertilizzanti utilizzati nell’isola. In particolare, Catania ragguaglia il 43,9% degli ammendanti e Ragusa oltre il 35% dei concimi minerali distribuiti complessivamente. Uso dei fertilizzanti per categoria e per provincia (tonnellate), 2012 Palermo Uso dei prodotti fitosanitari per categoria e per provincia (tonnellate), 2012 Trapani Ragusa, dove sono maggiormente diffusi gli ortaggi, si utilizzano principalmente fungicidi (44,6%) e prodotti vari (45,1%). Per quanto riguarda i fertilizzanti, va segnalato che in Sicilia l’apporto di elementi nutritivi alle colture è in generale piuttosto equilibrato, almeno in termini relativi, energie rinnovabili la provincia con il consumo più elevato è Ragusa (105,7 GWh), seguita da Catania (93,6 GWh) e Siracusa (79,1 GWh). Nel 2012 la produzione lorda di energia elettrica in Italia è stata di circa 300 mila GWh dei quali oltre 92 mila GWh Andamento dei consumi di energia elettrica in Sicilia e in Italia (GWh) 350.000 300.000 250.000 Italia 200.000 Sicilia 150.000 100.000 50.000 0 1972 1974 1976 1978 1980 1982 1984 1986 1988 1990 1992 1994 1996 1998 2000 2002 2004 2006 2008 2010 2012 In Sicilia, i consumi annuali di energia elettrica negli ultimi quarant’anni sono passati da 7.601 GWh nel 1972 a 19.087,8 GWh nel 2012. Il fabbisogno siciliano rappresenta il 6,2% del totale nazionale e nel corso del periodo di riferimento tale incidenza si è mantenuta costante. Rispetto al 2011 si è registrata una diminuzione dell’1,5% dei consumi, dato leggermente inferiore rispetto a quello nazionale (-1,9%). Il consumo per abitante, nel 2012, è stato pari a 3.824 kWh, attestandosi ben al di sotto del dato italiano, pari a 5.168 kWh. Scendendo nel dettaglio per settore, si nota come in Sicilia i consumi di energia riguardino per il 2,2% l’agricoltura, per il 35,4% l’industria, per il 30,5% il terziario e per circa il 32% gli usi domestici. La provincia con il maggiore consumo è Siracusa, dove peraltro si trovano i principali poli industriali dell’Isola, seguita da Catania e Palermo. Invece, per quanto concerne il settore agricolo, Fonte: elaborazioni su dati TERNA 89 90 Andamento dei consumi di energia elettrica per abitante in Sicilia e in Italia (kWh) 6000 Sicilia 5000 Italia 4000 3000 2012 2010 2008 2006 2004 2002 2000 1998 1996 1994 1992 1990 1988 1986 1984 1982 1980 1978 1976 1000 1974 2000 1972 provengono da fonti rinnovabili (30%), mentre in Sicilia ha raggiunto circa 24.000 GWh, di cui 4.749 GWh (circa il 20%) da fonti rinnovabili. Di questi ultimi, circa il 63% deriva da impianti eolici, il 32% da impianti fotovoltaici e il restante 5% da impianti idroelettrici e bioenergie. La produzione siciliana da fonti rinnovabili rappresenta il 5,1% del totale nazionale e copre il 25% circa del fabbisogno regionale. La produzione di energia eolica di 2.996 GWh, pari al 22,3% del totale nazionale, pone la Sicilia al secondo posto, dietro la Puglia, tra le regioni italiane. Invece, nel fotovoltaico, con 1.511,5 GWh prodotti, la Sicilia si colloca al 4° posto evidenziando un notevole incremento rispetto all’anno precedente (+55,6%). Nel complesso la produzione di energia rinnovabile in Sicilia è cresciuta del 31,6% rispetto all’anno precedente, facendo registrare un aumento superiore rispetto al dato nazionale (+10%). Fonte: elaborazioni su dati TERNA Produzione di energia rinnovabile in Sicilia e in Italia per fonte (GWh), 2012 Idrica Eolica Fotovoltaica Geotermica Bioenergie Totale Var. % 2012/2011 Sicilia 171,7 2.995,9 1.511,5 - 69,6 4.748,7 31,6 Italia 41.874,9 13.407,1 18.861,7 5.591,7 12.486,9 92.222,3 10,0 Fonte: elaborazioni su dati TERNA Secondo i dati TERNA, nel 2012 in Sicilia operavano 32.005 impianti fotovoltaici e 92 impianti eolici. Secondo i dati del GSE (Gestore Servizi Energetici), aggiornati al 19 marzo 2014, il numero di impianti fotovoltaici incentivati in produzione è pari a 37.792, per una potenza installata di 1.209,86 MW. La provincia con il maggior numero di impianti è Catania con 7.026, seguita da Palermo (4.881), Siracusa (4.726) e Agrigento (4.659 impianti). La maggiore potenza installata si registra, invece, in provincia di Agrigento per un totale di 193 MW, seguita Impianti fotovoltaici per provincia, potenza installata e potenza media (dati aggiornati al 19 marzo 2014) Provincia Impianti (n.) Potenza installata (MW) Potenza media (kW/impianto) Incremento % potenza installata 2014/2013 Agrigento 4.659 193,18 41,46 2,21 Caltanissetta 2.869 77,96 27,17 11,84 Catania 7.026 179,91 25,61 8,14 Enna 1.548 68,03 43,95 5,24 Messina 3.820 44,88 11,75 8,47 Palermo 4.881 145,05 29,72 8,35 Ragusa 4.022 189,22 47,05 12,52 Siracusa 4.726 186,04 39,37 3,19 Trapani 4.241 125,59 29,61 3,95 Totale 37.792 1.209,86 32,01 6,67 Fonte: elaborazioni su dati GSE - Atlasole 91 da Ragusa con 189 MW e da Siracusa con 186 MW. La potenza media regionale per impianto è pari a 32 kW, variando dal minimo di 11,75 kW della provincia di Messina al massimo di 47 kW della provincia di Ragusa. A livello regionale, l’impianto che eroga la potenza maggiore è situato nel territorio comunale di Trapani, con una potenza di 19,3 MW, mentre il più piccolo si trova a Chiaramonte Gulfi (RG), con appena 1 kW di potenza. Consumi di energia elettrica per provincia e per categoria (GWh), 2012 Agricoltura Terziario Domestico Totale Agrigento 27,7 161,2 427,5 522,8 1.139,2 Caltanissetta 16,9 642,6 265,4 296,4 1.221,3 Catania 93,6 1.028,6 1.384,7 1.266,4 3.773,3 Enna 12,1 48,8 171,3 174,7 406,9 Messina 22,5 948,0 813,4 782,9 2.566,8 Palermo 32,6 403,4 1.399,3 1.530,9 3.366,2 Ragusa 105,7 451,8 373,6 392,7 1.323,8 Siracusa 79,1 2.796,2 462,8 512,6 3.850,7 Trapani 28,8 213,9 487,8 557,8 Totale 419,0 6.694,5 5.785,8 6.037,2 2,2 35,4 30,5 31,9 Incidenza % *Al netto dei consumi F.S. per trazione pari a GWh 151,5 Fonte: elaborazioni su dati Terna 92 Industria 1.288,3 18.936,5* 100,0 foreste e aree protette Secondo l’inventario forestale, realizzato dal Comando del Corpo Forestale della Regione Siciliana nel 2009, le foreste dell’isola occupano una superficie di 512.121 ettari, pari a circa il 5% del totale nazionale. Le province più interessate sono Messina e Palermo, che assieme ragguagliano oltre il 53% dell’intera superficie boscata regionale; seguono Catania, Enna e Siracusa, che insieme rappresentano un ulteriore 30%. Le formazioni forestali coprono quasi il 20% della superficie regionale e sono distribuite piuttosto equamente tra “boschi” (53,6%), per lo più “boschi alti”, e “altre terre boscate” (46,4%), spesso rappresentate da arbusteti. I boschi puri sono costituiti per la maggior parte da latifoglie, soprattutto cerreti, concentrati nelle province di Messina (Nebrodi e Peloritani) e di Catania (Etna), seguiti dagli eucalipteti, distribuiti prevalentemente nelle province di Caltanissetta, Enna, Catania, Agrigento e Palermo. Tra le categorie forestali maggiormente presenti nei “boschi alti” spic- cano i querceti di rovere e roverella, particolarmente diffusi nelle montagne delle province Palermo e Messina. Per comprendere l’importanza del ruolo svolto dalle formazioni forestali vanno considerati, da un lato, la particolare orografia dell’isola, rappresentata per l’86% da collina e montagna, con poche superfici pianeggianti e pendici scoscese con pendenze alte e/o medio-alte e, dall’altro, il Distribuzione delle superficie forestale per provincia (Ha), 2009 7,9% 3,9% 6,2% 4,0% 2,8% 13,7% 20,7% 8,3% Agrigento Caltanissetta Catania Enna Messina Palermo Ragusa Siracusa Trapani 31.828 20.473 69.907 42.707 165.687 106.224 14.546 40.588 20.161 32,4% Fonte: elaborazioni su dati del Corpo Forestale Regione Siciliana 93 clima con precipitazioni spesso intense e concentrate. L’attitudine della copertura forestale siciliana è in primo luogo di difesa idrogeologica del territorio e pertanto va salvaguardata con particolare attenzione. Il valore ambientale del territorio siciliano si esprime anche attraverso le aree naturali protette che comprendono quattro Parchi regionali, che hanno un’estensione di 185.551 ettari (7,2% della superficie dell’isola) e 76 riserve naturali regionali, istituite in base alla L.R. 98/1981 per Superficie forestale regionale per categorie inventariali, 2009 Macro-categorie Categorie Boschi alti Boschi Impianti di arboricoltura da legno Aree temporaneamente prive di soprasuolo 4.003 1,5 11.949 4,3 100,0 Boschi bassi 7.561 3,2 Boschi radi 12.677 5,3 Boscaglie 851 0,4 Arbusteti 101.161 42,6 Aree boscate inaccessibili o non classificate 115.417 48,5 Totale 237.667 100,0 Totale superficie forestale Fonte: elaborazioni su dati del Corpo Forestale Regione Siciliana 94 258.502 % su macrocategorie 94,2 274.454 Totale Altre terre boscate Superficie (ha) 512.121 % su superficie forestale % su superficie regionale 53,6 10,7 46,4 9,2 100,0 19,9 una superficie complessiva di 85.164 ettari (3,3% della superficie dell’isola). La competenza circa la tutela delle aree a valenza ambientale fa capo alla Regione tramite l’Assessorato del Territorio e dell’Ambiente, mentre a tutt’oggi non esistono parchi e riserve statali, pur essendo stata prevista l’istituzione del Parco Nazionale dei Monti Iblei. Per quanto riguarda la Rete Natura 2000, nell’isola sono stati individuati 219 Siti di Importanza Comunitaria (SIC) e 29 Zone di Protezione Speciale (ZPS), ai sensi della Direttiva “Uccelli”. Altre zone di grande importanza ambientale sono le 6 aree umide d’interesse internazionale (DPR n. 448 del 13/03/1976), che si estendono per circa 3.404 ettari complessivi. Inoltre, a tutela dell’ambiente marino sono state istituite 5 Aree Naturali Marine e 1 Riserva Naturale Marina, con una superficie complessiva pari a 79.304 ettari a mare. Parchi regionali, 2010 Estensione Ha Anno istituzione Ente gestore 39.941,18 1989 Ente Parco Parco dei Nebrodi 85.587,37 1993 Ente Parco Parco dell’Etna 58.095,00 1987 Ente Parco 1.927,48 2001 Ente Parco Parco delle Madonie Parco Fluviale dell’Alcantara Fonte: D.M. del 27/04/2010 del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare Aree Marine Protette, 2010 Anno istituzione 1991 Comune di Favignana 2.173,00 1997 Capitaneria di Porto di Palermo 15.951,00 1986 623,00 1989 Area Naturale Marina Plemmirio 2.429,00 2004 Area Naturale Marina Isola Pelagie 4.136,00 2002 Capitaneria di Porto di Palermo Consorzio tra Comune di Aci Castello e Università di Catania Consorzio tra Provincia di Siracusa e Comune di Siracusa Comune di Lampedusa e Linosa Riserva Riserva Naturale Marina Isole Egadi Area Naturale Marina Capo Gallo – Isola delle Femmine Area Naturale Marina Ustica Area Naturale Marina Isola di Ciclopi Estensione Ha a mare 53.992,00 Ente gestore Fonte: D.M. del 27/04/2010 del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare 95 Riserve Naturali, 2010 Riserva RNO Foce del Fiume Platani RNO-RNI Isola di Linosa e Lampione RNO Monte Cammarata RNO Monte San Calogero (Kronio) RNO Isola di Lampedusa RNO Torre Salsa RNI Maccalube di Aragona RNI Grotta di S. Angelo Muxaro RNO Sughereta di Niscemi RNI Geologica di Contrada Scaleri RNO Lago Soprano RNO Biviere di Gela RNI Lago Sfondato RNO Monte Capodarso e Valle dell’Imera meridionale RNI Monte Conca RNO Bosco Santo Pietro RNO La Timpa di Acireale RNI Complesso Immacolatella e Micio Conti RNO Oasi del Simeto RNO Fiume Fiumefreddo RNI Isola Lachea e Faraglioni dei Ciclopi Estensione Ha 206,88 266,87 2.049,37 52,25 369,68 761,62 256,45 20,41 2.939,37 3,13 59,79 331,88 13,13 1.485,12 245,00 6.559,38 225,34 69,9 1.859,16 10,38 3,41 Anno istituzione 1984 1997 2000 2000 1995 2000 1995 2000 1997 1997 2000 1997 1997 1999 1995 1999 1999 1998 1984 1984 1998 Ente gestore Azienda Foreste Demaniali Azienda Foreste Azienda Foreste Azienda Foreste LEGAMBIENTE WWF LEGAMBIENTE LEGAMBIENTE Azienda Foreste Provincia di Caltanissetta Provincia di Caltanissetta LIPU LEGAMBIENTE ITALIA NOSTRA CAI Aziende Foreste Aziende Foreste Università di Catania Provincia di Catania Provincia di Catania Università Catania Provincia Agrigento (3.983,53 Ha) Caltanissetta (5.077,42 Ha) Catania (8.727,57 Ha) segue 96 >> segue Riserva RNO Rossomanno-Grottascura-Bellia RNO Sambuchetti Campanito RNO Monte Altesina RNS Lago di Pergusa RNO Vallone di Piano della Corte RNO Bosco di Malabotta RNO Fiumedinisi e Monte Scuderi RNO-RNI Isola di Filicudi e scogli Canna e Montenassari RNO Isola di Alicudi RNO-RNI Isola di Panarea e scogli vicinori RNO-RNI Isola di Stromboli e Strombolicchio RNO-RNI Isola di Vulcano RNI Vallone Calcagna sopra Tortorici RNO Isola Bella RNO Laghetti di Marinello RNO Laguna di Capo Peloro RNO Le Montagne delle Felci e dei Porri RNO Bosco di Favara e Bosco Granza RNO Bosco della Ficuzza, Rocca Busambra, Bosco del Cappelliere e Gorgo del Drago RNO Capo Gallo RNO Monte Carcaci Estensione Ha 2.011,45 2.358,33 744,00 402,50 194,38 3.221,95 3.543,45 635,93 371,25 283,05 1.052,50 1.361,85 37,24 10,49 401,25 68,12 1.079,00 2.977,50 Anno istituzione 2000 2000 1997 1995 2000 1997 1998 1997 1997 1997 1997 1997 2000 1998 1998 2001 1984 1997 Ente gestore Azienda Foreste Azienda Foreste Azienda Foreste Provincia di Enna Università di Catania Azienda Foreste Azienda Foreste Azienda Foreste Azienda Foreste Aziende Foreste Aziende Foreste Aziende Foreste Aziende Foreste WWF Provincia di Messina Provincia di Messina Provincia di Messina Azienda Foreste 7.398,30 2000 Azienda Foreste 585,83 1.437,87 2001 1997 Azienda Foreste Azienda Foreste Provincia Enna (5.710,66 Ha) Messina (12.066,08 Ha) Palermo (30.432,62 Ha) segue 97 >> segue Riserva RNO Monte Genuardo e Santa Maria del Bosco RNO Monte S. Calogero RNO Pizzo Cane, Pizzo Trigna e grotta Mazzamuto RNO Monti di Palazzo Adriano e Valle del Sosio RNO Serre della Pizzuta RNO Isola di Ustica RNO Bagni di Cefalà Diana e Chiarastella RNO Capo Rama RNI Grotta Conza RNI Grotta di Carburangeli RNI Grotta Entella RNO Isola delle Femmine RNO Monte Pellegrino RNO Serre di Ciminna RNI Grotta dei Puntali RNO Cavagrande del Cassibile RNO Pantalica, Valle dell'Anapo e T. Cava Grande RNO Oasi faunistica di Vendicari RNI Complesso speleologico Villasmundo S. Alfio RNO Fiume Ciane e Saline RNI Grotta Monello Estensione Ha 2.552,91 2.818,95 4.643,74 5.862,07 414,37 204,37 137,88 21,12 4,37 4,91 10,63 15,00 1.016,87 310,63 15,3 1.059,62 3.712,07 1.512,18 71,66 316,68 59,16 Anno istituzione 1997 1998 2000 1997 1998 1995 1997 2000 1995 1995 1995 1997 1995 1997 2002 1984 1997 2004 1998 1984 1998 Ente gestore Azienda Foreste Azienda Foreste Azienda Foreste Azienda Foreste Azienda Foreste Provincia di Palermo Provincia di Palermo WWF CAI LEGAMBIENTE CAI LIPU Rangers d’Italia Provincia di Palermo Gruppi di Ricerca Ecologica Azienda Foreste Azienda Foreste Azienda Foreste Università di Catania Provincia di Siracusa Università di Catania Provincia Palermo (30.432,62 Ha) Siracusa (6.797,12 Ha) segue 98 >> segue Riserva RNI Grotta Palombara RNO Saline di Priolo RNS Macchia Foresta del Fiume Irminio RNO Pino d’Aleppo RNO Monte Cofano RNO Isola di Pantelleria RNO Zingaro RNO Isole dello Stagnone di Marsala RNO Saline di Trapani e Paceco RNO Bosco di Alcamo RNO Foce del Fiume Belice e dune limitrofe RNI Grotta di Santa Ninfa RNI Lago Preola e Gorghi Tondi Estensione Ha 11,25 54,50 134,70 3.632,00 537,50 2.626,69 1.600,00 2.012,15 910,60 199,00 241,25 139,37 335,62 Anno istituzione 1998 2000 1985 1990 1997 1998 1981 1984 1995 1984 1984 1995 1998 Ente gestore Università di Catania LIPU Provincia di Ragusa Provincia di Ragusa Azienda Foreste Azienda Foreste Azienda Foreste Provincia di Trapani WWF Provincia di Trapani Provincia di Trapani LEGAMBIENTE WWF Provincia Siracusa (6.797,12 Ha Ragusa (3.766,70 Ha) Trapani (8.602,18 Ha) Fonte: D.M. del 27/04/2010 del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare 99 incendi Dai dati del Corpo Forestale dello Stato e del Corpo Forestale della Regione Siciliana risulta che il 2012 è stato per la Sicilia un anno particolarmente critico. Infatti, dal confronto con le altre regioni d’Italia, risulta che nell’isola si è registrato il più alto numero di incendi, con 1.270 roghi (15% del totale nazionale) e si è avuta la maggiore superficie totale percorsa dal fuoco, con 55.740 ettari (42% del totale nazionale), dei quali circa il 49% rappresentato da boschi (27.326 ettari). Va sottolineato che i roghi sono stati di grosso impatto, con una superficie media incendiata pari a circa 44 ettari, contro il dato nazionale di 16 ettari. I maggiori danni al patrimonio forestale si sono avuti nella provincia di Palermo con più di 11.500 ettari di bosco andati in fumo, seguita da Messina con poco meno di 5.000 ettari, Trapani con 3.500 ettari e Catania con circa 2.300 ettari. Il fenomeno degli incendi in Sicilia assume connotazioni di gravità allarmante. Infatti il trend in continua crescita, per numero e 100 Superficie boscata percorsa dal fuoco per regione (Ha), 2012 14,5% Cause incendi in Sicilia 7,9% 7,5% 4,8% 8,8% 4,1% 6,0% 22,5% 36,7% Lazio 5.597 87,3% Campania 6.531 Puglia 4.472 Calabria 16.750 Sicilia 27.326 Sardegna 3.057 Altre 10.799 Fonte: elaborazioni su dati del Servizio Antincendi Boschivi del Corpo Forestale Regione Siciliana non classificabili dolose colpose Fonte: elaborazioni su dati del Servizio Antincendi Boschivi del Corpo Forestale Regione Siciliana dimensione, come mostrano le linee di tendenza del grafico, ha determinato un forte impoverimento del substrato vegetale con pesanti ripercussioni ambientali. È importante sottolineare che la stragrande maggioranza degli incendi è di origine dolosa (87%) e che, pertanto, la salvaguardia del territorio non può prescindere dall’attivazione di efficaci misure di controllo. 60.000 1.400 50.000 1.200 1.000 40.000 800 30.000 600 20.000 400 10.000 numero incendi superficie percorsa dal fuoco (ettari) Numero di incendi e superficie (boscata e totale) percorsa dal fuoco 200 2011 2012 2010 2009 2008 2007 2006 2005 2003 2004 2002 2001 2000 1999 1998 1997 1996 1995 1993 1994 1992 1991 1990 1989 1988 1987 1986 1985 1983 1984 1982 0 1981 0 anni superficie boscata superficie totale numero incendi linea di tendeza sup. boscata linea di tendenza sup. totale linea di tendenza n° incendi Fonte: elaborazioni su dati del Servizio Antincendi Boschivi del Corpo Forestale Regione Siciliana 101 prodotti a denominazione e di qualità Al 1° marzo 2014 la Sicilia conta 28 produzioni a denominazione d’origine registrate, delle quali 17 a Denominazione d’Origine Protetta (DOP) e 11 ad Indicazione Geografica Protetta (IGP). I prodotti DOP sono rappresentati da 1 prodotto di panetteria, 6 prodotti ortofrutticoli, 6 oli d’oliva e 4 formaggi. I prodotti IGP sono costituiti da 9 prodotti ortofrutticoli, 1 prodotto a base di carne e dal Sale Marino di Trapani. I prodotti ortofrutticoli, con complessive 15 denominazioni, costituiscono la categoria più numerosa seguita dagli oli d’oliva e dai formaggi. In Italia, alla stessa data, i prodotti a denominazione registrati sono 243, di cui 143 DOP, 98 IGP e 2 STG. I prodotti siciliani rappresentano, quindi, l’11,5% del totale dei prodotti a denominazione Italiani. I primi prodotti ad essere registrati, nel giugno del 1996, sono stati l’Arancia Rossa di Sicilia, il Cappero di Pantelleria e il Pecorino Siciliano, l’ultimo, in ordine di tempo, ad essere stato 102 Prodotti DOP e IGP in Sicilia al 1° marzo 2014 Categoria di prodotto Denominazione Piacentinu Ennese Vastedda della valle del Belìce Formaggi Ragusano Pecorino Siciliano Valdemone Valle del Belice Monte Etna Oli di oliva Monti Iblei Val di Mazara Valli Trapanesi Ficodindia di San Cono Ciliegia dell'Etna Arancia di Ribera Pistacchio verde di Bronte Ficodindia dell'Etna Nocellara del Belice Limone di Siracusa Ortofrutticoli freschi o trasformati Carota Novella di Ispica Pesca di Leonforte Limone Interdonato Messina Pomodoro di Pachino Uva da tavola di Mazzarrone Uva da tavola di Canicattì Cappero di Pantelleria Arancia Rossa di Sicilia Prodotti a base di carne Salame S. Angelo Prodotti di panetteria Pagnotta del Dittaino Altri prodotti Sale Marino di Trapani Tipo DOP DOP DOP DOP DOP DOP DOP DOP DOP DOP DOP DOP DOP DOP DOP DOP IGP IGP IGP IGP IGP IGP IGP IGP IGP IGP DOP IGP Fonte: Regione Siciliana – Assessorato dell’agricoltura, dello sviluppo rurale e della pesca mediterranea Data di registrazione 15/02/2011 29/10/2010 02/07/1996 21/06/1996 05/02/2005 21/08/2004 26/08/2003 02/07/2003 25/01/2001 25/11/1997 15/03/2013 22/12/2011 04/02/2011 13/01/2010 26/08/2003 21/01/1998 04/02/2011 18/12/2010 16/07/2010 12/11/2009 05/04/2003 05/04/2003 25/11/1997 21/06/1996 21/06/1996 26/09/2008 18/06/2009 11/12/2012 registrato è il Ficodindia di San Cono. Nel 2013 è stata presentata la domanda per l’ottenimento del riconoscimento del marchio di qualità IGP Pescabivona3. Per quanto concerne i vini, i riconoscimenti riguardano 23 DOC, 1 DOCG (Cerasuolo di Vittoria) e 7 IGT. Vini DOCG, DOC e IGT in Sicilia a marzo 2014 Denominazione Cerasuolo di Vittoria Alcamo Contea di Sclafani Contessa Entellina Delia Nivolelli Eloro Erice Etna Faro Malvasia delle Lipari Mamertino o Mamertino di Milazzo Marsala Menfi Monreale Pantelleria Noto Tipo DOCG DOC DOC DOC DOC DOC DOC DOC DOC DOC DOC DOC DOC DOC DOC DOC Denominazione Riesi Salaparuta Sambuca di Sicilia Santa Margherita di Belice Sciacca Sicilia Siracusa Vittoria Avola Camarro Fontana Rossa di Cerda Salemi Salina Valle del Belice Terre Siciliane Tipo DOC DOC DOC DOC DOC DOC DOC DOC IGT IGT IGT IGT IGT IGT IGT Fonte: Regione Siciliana – Assessorato dell’agricoltura, dello sviluppo rurale e della pesca mediterranea La campagna della Pescabivona con marchio IGP dovrebbe partire già a giugno 2014, in quanto il disciplinare e il dispositivo sono in fase di revisione e quindi sono prossimi all’applicazione. 3 103 agricoltura biologica Secondo i dati SINAB al 31 dicembre 2012, la Sicilia è al primo posto in Italia per numero di operatori, con 7.918 unità (+6% rispetto all’anno precedente), seguita da Calabria e Puglia. Se disaggregato, tale dato rivela una massiccia presenza di produttori esclusivi (7.056) e una molto più modesta di produttori/ preparatori (339), che pur in aumento rispetto agli anni precedenti (nell’ultimo quinquennio sono più che raddoppiati) rappresentano meno del 5% del totale dei produttori biologici dell’isola (la media nazionale è del 9,1%). Si rileva, inoltre, che la Sicilia si colloca al quarto posto tra le regioni italiane, dopo Emilia Romagna, Lombardia e Veneto, per numero di preparatori esclusivi (510, pari al 9,1% del totale nazionale), mentre appena 13 sono gli importatori che svolgono anche attività di produzione e preparazione. In termini di superficie, si registra un aumento del 2,8% rispetto all’anno precedente. La Sicilia è leader a livello nazio- 104 nale nei comparti agrumicolo con 12.241 ettari (il 42,5% del totale nazionale), viticolo con 16.144 ettari (il 27,2% a livello italiano), della frutta secca con 7.769 ettari (il 20,6% del totale nazionale) e delle piante da radice con 157 ettari (36%). Con riferimento alla distribuzione colturale, il 21,8% è rappresentato da prati e pascoli permanenti, seguono le foraggere (19,3%), i cereali (18,2%), le coltivazioni olivicole (9,6%) e le viticole (8,3%). Secondo i dati del SINAB, per quanto concerne la zootecnia biologica, la Sicilia nel 2012 si colloca al primo posto in Italia per numero di aziende, pari a 1.735, con un incremento di circa il 12% rispetto all’anno precedente, e ragguaglia il 22,5% del totale nazionale (7.714 allevamenti). Complessivamente, la filiera dei prodotti biologici in Sicilia si caratterizza per alcuni aspetti apparentemente contraddittori. All’elevata potenzialità produttiva regionale non corrisponde un’adeguata presenza di prodotti sui mercati, soprat- Superficie biologica in Sicilia per coltura, %, 2012 7,3% 18,2% 21,8% 1,9% 1,8% 5,3% 19,3% 6,3% 9,6% 8,3% cereali 35.233 colture proteiche, leguminose da granella 3.711 ortaggi 3.500 foraggere avvicendate 37.339 vite 16.144 olivo 18.554 agrumi 12.241 fruttiferi 10.281 prati permanenti e pascoli 42.213 altre coltivazioni 14.136 Fonte: elaborazioni su dati Sinab tutto a livello nazionale, e la quota di prodotto trasformato è modesta anche a causa dell’obsolescenza di parte delle strutture siciliane. Molte imprese non sono in grado di concentrare l’offerta e raggiungere una massa critica adeguata alle esigenze della GDO, ma non mancano casi di imprese di successo, soprattutto tra quelle integrate verticalmente e operanti nell’ambito del sistema cooperativistico. Tuttavia, come evidenziato dai dati SINAB, il numero di produttori/preparatori è quasi raddoppiato negli ultimi quattro anni così come è cresciuto dell’11% circa quello dei preparatori esclusivi, evidenziando un’evoluzione positiva del settore verso una maggiore integrazione verticale. Con riguardo ai canali di commercializzazione alternativi alla GDO, la Sicilia, pur in grande ritardo rispetto alle regioni del Centro-Nord, ha registrato nel corso degli ultimi anni un’importante crescita. Per esempio, i siti e-commerce specializ- Superfici Oggetto d’Impegno - misura 214 az. 1B agricoltura biologica - per coltura (ettari), 2013 Superfici Oggetto d’Impegno - misura 214 az. 1B agricoltura biologica - per provincia (ettari), 2013 Colture SOI Provincia SOI Cereali 22.460,26 Agrigento 10.660,40 Colture proteiche, leguminose da granella 7.585,99 Colture industriali 31,18 Colture foraggere Caltanissetta 9.239,51 Catania 20.229,88 47.097,73 Enna 40.500,81 Ortaggi 3.896,88 Messina 31.979,52 Frutta 1.701,25 Palermo 47.991,77 Frutta in guscio 8.440,05 Ragusa 7.926,81 Agrumi 13.122,95 Siracusa 21.062,63 Vite 21.554,71 Trapani 19.940,91 Olivo 21.100,97 SICILIA 209.532,26 Altre colture permanenti 13,07 Prati e pascoli (escluso il pascolo magro) 25.965,67 Pascolo magro 36.492,48 Piante aromatiche Totale Fonte: elaborazioni su dati Regione Siciliana, Assessorato dell’agricoltura, dello sviluppo rurale e della pesca mediterranea 69,07 209.532,26 Fonte: elaborazioni su dati Regione Siciliana, Assessorato dell’agricoltura, dello sviluppo rurale e della pesca mediterranea 105 zati per la vendita di prodotti bio hanno raggiunto l’11,5% del totale nazionale. Basse, invece, sono le percentuali che riguardano la presenza di negozi bio (appena 35, il 2,7% del totale nazionale), mercatini (3,4%) e ristoranti bio (1,7%). Le 12 mense scolastiche bio presenti in Sicilia (appena l’1% del totale nazionale) testimoniano ancora il ritardo della regione per quanto concerne l’educazione alimentare e ambientale dei più giovani. 106 In Sicilia sono presenti due OP Biologiche localizzate una ad Acireale (CT) e l’altra a Bagheria (PA). Entrambe sono specializzate nella produzione e nella commercializzazione di agrumi e ortofrutta in genere. Un forte impulso all’introduzione e al mantenimento dell’agricoltura biologica è stato dato dal PSR con la Misura 214 “Pagamenti agroambientali” azione 1B Agricoltura Biologica, grazie alla quale, nel corso del 2013, sono stati sostenuti 209.532 ettari. Dall’analisi della Superficie Oggetto d’Impegno (SOI) risulta che le colture più rappresentate sono i prati permanenti e i pascoli (29,8%) e le foraggere (22,5%), seguite da cereali (10,7%), vite (10,3%) e olivo (10,1%). Le province maggiormente rappresentate sono Palermo (22,9% della SOI regionale), Enna (19,3%), e Messina (15,3%). agriturismo e fattorie didattiche Secondo l’ISTAT (Report sull’agriturismo, 2012) risulta che le aziende agrituristiche siciliane rappresentano il 2,9% degli agriturismi italiani e il 15,7% di quelli relativi al Mezzogiorno. Nel quinquennio 2008-2012 gli agriturismi sono aumentati del 31,7% a livello regionale, mentre, nel Mezzogiorno e in Italia l’incremento è più contenuto, pari rispettivamente al 4,1% e al 10,8%. Gli agriturismi dell’isola gestiti da donne nel 2012 sono risultati in crescita (+4,9%), a fronte di una leggerissima riduzione a livello nazionale (-0,1%). Tuttavia, negli ultimi 5 anni, il divario tra i Aziende agrituristiche e fattorie/aziende didattiche accreditate per provincia, posti letto e ristorazione (numero), 2012 Aziende agrituristiche Aziende agrituristiche con posti letto Agrigento 29 29 564 Caltanissetta 23 19 264 20 Catania 92 85 1.559 Enna 33 31 492 107 106 1.702 Messina Posti letto Aziende agrituristiche con ristorazione 21 Provincia Posti ristorazione Fattoria-Azienda didattica accreditata 779 3 1.253 3 64 2.914 7 31 1.405 2 90 3.221 4 Palermo 94 86 1.805 83 6.092 6 Ragusa 60 49 918 44 2.442 1 Siracusa 112 100 1.878 81 3.432 4 Trapani 46 43 841 32 1.276 4 SICILIA 596 548 10.023 466 22.814 34 Fonte: elaborazioni su dati Regione Siciliana - Assessorato dell’agricoltura, dello sviluppo rurale e della pesca mediterranea 107 generi si è allargato e nel 2012 le aziende agrituristiche a conduzione femminile si sono attestate sul 35%. La distribuzione altimetrica mostra la netta prevalenza degli agriturismi collinari (63% sul totale) seguiti da quelli montani (23%), mentre le strutture delle aree pianeggianti rappresentano appena il 14%. Tali dati confermano il prezioso contributo fornito dall’agriturismo al mantenimento e al consolidamento delle attività agricole e al presidio del territorio nelle aree interne e spesso svantaggiate. 108 Dai dati dell’Assessorato regionale dell’agricoltura, dello sviluppo rurale e della pesca mediterranea, nel 2012 risultano accreditate 596 strutture agrituristiche per un totale di 10.023 posti letto autorizzati e 22.814 posti ristorazione. La provincia con il maggior numero di strutture e posti letto è Siracusa (112 strutture e 1.878 posti letto), seguita da Messina, Palermo e Catania. La provincia che offre il maggior numero di posti per la ristorazione è Palermo (6.092), seguita da Siracusa (3.432) e Messina (3.221). In Sicilia si registra, in media, un numero di 18 posti letto per struttura, variando da un minimo di 14, in provincia di Caltanissetta, ad un massimo di 21 nella provincia di Palermo e di 49 posti ristorazione per azienda, con una forbice molto ampia che da un minimo di 36, in provincia di Messina, arriva ad un massimo di 73, in provincia di Palermo. Le aziende e le fattorie didattiche accreditate nel 2012 sono in totale 34, delle quali 7 in provincia di Catania e 6 in provincia di Palermo, confermando che i maggiori bacini d’utenza ricadono nelle più grandi aree metropolitane dell’isola. agricoltura sociale Con l’espressione “agricoltura sociale” si fa riferimento a quell’insieme di attività che utilizzano le risorse dell’agricoltura per la realizzazione di percorsi di inserimento socio-lavorativo o di co-terapia per persone che vivono situazioni di disagio (problemi psichiatrici, disabilità psico-motorie, dipendenze, devianze, ecc.) o per l’erogazione di servizi per alcune fasce della popolazione (bambini, anziani). L’agricoltura sociale si basa su valori di reciprocità, gratuità e mutuo aiuto. Gli ambiti coinvolti sono diversi (produttivo, socio-sanitario, educativo, ecc.) e variano in base al tipo di attività svolta. Le esperienze di agricoltura sociale si caratterizzano per il particolare modo in cui nascono e si affermano e per il modo in cui riescono ad incidere sulla qualità della vita delle persone e sullo sviluppo del territorio. In Sicilia le prime esperienze di agricoltura sociale si sono registrate a partire dagli anni ’80. Tuttavia, la conoscenza delle opportunità offerte da questo particolare approccio innovativo, basato sul binomio composto dall’agricoltura e dall’inserimento socio-lavorativo di persone svantaggiate, si è affermata con decisione nei primi anni del 2000 fino a sfociare nella costituzione, nel 2011, dell’associazione «Rete delle Fattorie Sociali della Sicilia», con sede ad Acireale (CT). Tale Rete, che nel 2012 contava 36 aziende, nel 2014 ne aggrega 70, composte da 46 fattorie sociali e 24 associazioni (di promozione sociale, familiari) e cooperative sociali, concentrate prevalentemente nelle province di Catania (16 fattorie sociali e 18 tra associazioni e cooperative) e Palermo (12 fattorie sociali). Le attività portate avanti dalla Rete siciliana tendono a offrire servizi educativi, culturali e formativi per soggetti deboli, o in contesti svantaggiati, e sono volte a favorire percorsi di inclusione sociale e terapeutici-riabilitativi. A tal proposito si citano le convenzioni stipulate con l’Azien- Rete delle fattorie sociali della Sicilia: numero di aziende e di associazioni/ cooperative aderenti per provincia, 2014 Provincia N. fattorie sociali Agrigento 3 Caltanissetta N. associazioni e cooperative sociali 0 0 2 16 18 1 0 Messina 5 0 Palermo 12 4 Catania Enna Ragusa 3 0 Siracusa 5 0 Trapani 1 0 Totale 46 24 Fonte: elaborazioni su dati della Rete Fattorie Sociali della Sicilia 109 da Sanitaria Provinciale (ASP) di Catania in favore dei pazienti psichiatrici (2010) e con la stessa ASP di Catania insieme all’associazione “Un futuro per l’Autismo” per la realizzazione del progetto “Nella fattoria ci sono anch’io” (2011). Anche le istituzioni pubbliche hanno intensificato, negli ultimi anni, il sostegno all’avvio delle esperienze di agricoltura sociale. Con il Programma di Sviluppo Rurale 2007-2013, e in particolare con la Misura 311 “Diversificazione verso attività non agricole” (azione C), la Sicilia ha previsto i primi finanziamenti in favore dei membri della famiglia agricola, singoli o associati, che diversificano le attività aziendali con l’inserimento di interventi di agricoltura sociale. A tal riguardo sono stati concessi contributi, per un totale di 1,2 milioni di euro, a favore di 6 progetti classificati sotto la voce «agricoltura sociale», mentre attività di inclusione sociale sono state 4 previste anche in altri progetti finanziati con la stessa misura, che però perseguono altre finalità principali. Quali interventi significativi, vanno segnalate la sottoscrizione di un protocollo di intesa (con il Ministero della Salute, l’Assessorato regionale della salute, l’Istituto Zooprofilattico sperimentale della Sicilia, l’Istituto Sperimentale Zootecnico per la Sicilia e l’Azienda ospedaliera universitaria di Palermo) per la promozione e lo sviluppo di Centri di agricoltura sociale in cui svolgere percorsi riabilitativi, terapeutici e di cura per persone in situazioni di disagio psichico, disabilità psico-fisica e tossicodipendenti, con l’impiego di attività terapeutiche o di co-terapia, come la pet-therapy, e l’istituzione, presso l’Assessorato regionale della Famiglia, delle politiche sociali e del Lavoro, del “Tavolo tecnico permanente di confronto” per la pianificazione e la razionalizzazione delle azioni rivolte al sistema “Fattorie sociali” e per lo studio e la predisposizione di proposte normative relative al settore (D.A. n. 4 del 31/07/2012). Di rilievo è la proposta di legge regionale (ddl n. 350/2013), che, oltre a definire l’agricoltura sociale e le fattorie sociali, ne individua gli attori e le attività, isti- Cooperative sociali di Libera Terra4, 2014 Denominazione Anno di avvio Comuni Lavoro e non solo 2000 Monreale (PA), Corleone (PA), Canicattì (AG), Alcamo (TP) (sede) Placido Rizzotto 2001 San Giuseppe Jato (PA) Pio La Torre Cooperativa Beppe Montana Cooperativa Rosario Livatino 2007 San Giuseppe Jato (PA) 2010 Siracusa, Catania 2012 Naro (AG) Fonte: elaborazioni su dati INEA Alcune cooperative sociali di Libera Terra (Placido Rizzotto, Pio La Torre, Cooperativa Beppe Montana) aderiscono anche alla Rete delle Fattorie sociali della Sicilia.. 110 tuendo un elenco delle fattorie sociali riconosciute presso l’Assessorato regionale dell’agricoltura, dello sviluppo rurale e della pesca mediterranea e prevedendo, tra l’altro, specifiche misure di sostegno. Tra queste, le più significative riguardano: l’inserimento, nelle gare di selezione indette da enti pubblici regionali e locali per i servizi di fornitura delle mense, di criteri di priorità a favore di prodotti agroalimentari provenienti dall’agricoltura sociale; la concessione, in via prioritaria, dei beni a destinazione agricola o forestale confiscati alla criminalità organizzata (e trasferiti al patrimonio della Regione, delle Province o dei Comuni) a soggetti che svolgono attività di agricoltura sociale. Un’importante opportunità per lo sfruttamento a fini sociali di terreni incolti e/o immobili abbandonati, di proprietà pubblica o privata, è fornita dalla c.d. Banca della Terra di Sicilia, prevista dall’art. 21 della l.r. n. 5 del 28/01/2014. Si tratta di un albo contenente una serie di informa- Cooperative sociali non aderenti alla Rete delle Fattorie sociali della Sicilia, 2014 Denominazione Anno di avvio Comuni Comunità terapeutica "Casa dei Giovani" 1983 Bagheria (PA) NoE (NoEmarginazione) 1993 Partinico (PA) Cooperativa San Giovanni Battista 1994 Ragusa Cooperativa A.B.S. Agricoltura biologica Sud Società Coop. Sociale 1999 Mineo (CT) Cooperativa sociale La Casa di Alberto 2001 Catania Cooperativa sociale “Le Terre del Tau” Cooperativa sociale agricola Terra Nostra - Ragusa 2004 Caltagirone (CT) Associazione Nuova Vita 2007 Ragusa Cooperativa sociale Galatea 2008 Mangano (CT) - Modica (RG) Cooperativa sociale Lavoro e solidarietà 2009 Alcamo (TP) Cooperativa sociale Rosalia 2009 Palermo Il casale di Emma 2012 Resuttano (CL) Fattoria solidale - ex Feudo Tagliavia 2013 Monreale (PA) Cooperativa sociale Alberto Portogallo (Via Sacro Cuore I) Fonte: elaborazioni su dati INEA 111 zioni su tali terreni e immobili e gli estremi della loro eventuale concessione a terzi (dati identificativi, oggetto, durata dell’atto di concessione, ecc.). I beni potranno essere concessi a imprenditori agricoli e a giovani, in forma singola o associata, che intendano avviare progetti di sviluppo innovativi, anche di carattere sociale. Nell’ambito del “paradigma della giustizia riparativa”, caratterizzato da un percorso di responsabilizzazione del reo, comprensione del danno causato e restituzione di una identità sociale positiva, si segnalano due interventi particolarmente innovativi. 112 Il primo riguarda un accordo operativo, sottoscritto nel 2013 tra il Dipartimento di Giustizia minorile (Palermo) e il Dipartimento regionale Foreste demaniali (Palermo), che prevede attività riparative in favore dei rei minorenni. Il secondo, più recente, ha previsto la sottoscrizione di un protocollo d’intesa in data 21/02/2014 (tra il Ministero della Giustizia, il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, l’Assessorato regionale dell’agricoltura, dello sviluppo rurale e della pesca mediterranea e l’Ente di Sviluppo Agricolo), per l’attuazione di un «Programma sperimentale di agricoltura socia- le» finalizzato al reinserimento lavorativo di soggetti reclusi negli istituti penitenziari di Castelvetrano, Sciacca e Trapani, attraverso percorsi di accompagnamento personalizzati da svolgere presso l’Azienda agricola sperimentale regionale “Campo Carboj”. Inoltre, nell’ambito delle attività sui terreni confiscati alla mafia, si evidenzia l’esistenza, nel territorio regionale, di cooperative sociali aderenti al circuito Libera Terra, supportate per lo sviluppo economico-imprenditoriale dall’Agenzia per lo sviluppo cooperativo e la legalità (2006) e dal consorzio Libera Terra Mediterraneo (2008). agricoltura e consumo critico L’agricoltura sostenibile e il rispetto dell’ambiente sono diventati temi centrali dell’agenda politica europea. Allo stesso tempo si sono definite nuove strategie nelle politiche per il consumo. Negli ultimi anni si stanno diffondendo rapidamente le Reti Alimentari Alternative o reti alimentari comunitarie tra produttori e consumatori. Tra queste forme alternative di consumo si possono annoverare i Gruppi di Acquisto Solidale (GAS), nati spontaneamente dall’animazione di gruppi di consumatori che fungono da catalizzatori per la vendita dei prodotti di aziende agricole del territorio. Il fenomeno dei GAS in Italia è in continua crescita: nel 2013 risultano attivi 974 gruppi, con un aumento del 22% rispetto al 2012 e del 64% rispetto al 2007. La diffusione dei GAS è dovuta principalmente alla sperimentazione di nuovi paradigmi sociali volti a promuovere lo sviluppo sostenibile 5 6 nelle aree rurali attraverso la riorganizzazione attiva del settore agricolo e dell’industria alimentare. In Sicilia, il fenomeno ha assunto negli ultimi anni un interesse crescente. I dati del 2013 contano 48 GAS, localizzati prevalentemente nei grandi centri urbani di Palermo (14) e Catania (8), e vedono coinvolte 974 famiglie, il 41% delle quali palermitane. La maggior parte delle aziende fornitrici sono biologiche, a conferma della particolare attenzione espressa dal consumatore tipo aderente ai Gruppi di Acquisto Solidale nei confronti della sicurezza alimentare e del rispetto per l’ambiente Tra le diverse esperienze di consumo alternativo, che promuovono relazioni dirette consumatore-produttore, riscuotono un crescente interesse i mercati dei produttori (Farmer’s Markets) che possono diventare anche occasione per la diffusione Gruppi d’Acquisto Solidale in Sicilia e famiglie aderenti ai GAS, per provincia (numero), 2013 Provincia GAS Famiglie aderenti ai GAS Agrigento 3 23 Caltanissetta 3 45 Catania 8 230 Enna 2 20 Messina 4 90 Palermo 14 398 Ragusa 6 70 Siracusa 7 92 Trapani 1 6 SICILIA 48 974 Fonte: elaborazioni su dati Osservatorio CORES5, Università degli Studi di Palermo6 Università degli Studi di Bergamo - Prof. Francesca Forno Prof. Giorgio Schifani, Dr.ssa Giuseppina Migliore 113 e lo sviluppo di una corretta e sana cultura alimentare. Negli ultimi anni sul territorio nazionale sono proliferate numerose iniziative volte alla promozione dei Farmer’s Markets, in alcuni casi incentivate da associazioni di categoria (CIA e Coldiretti), dall’Associazione Italiana Agricoltura Biologica (AIAB), da Legambiente e per iniziativa di diversi Governi regionali che ne hanno promosso la diffusione attraverso specifiche misure legislative. In Sicilia gli interventi a favore dei Farmer’s Markets, finanziati dalla Misura 114 321/A del PSR 2007-2013, riguardano la creazione e l’allestimento di aree mercatali destinate alla vendita diretta. L’iniziativa regionale ha dato luogo alla costituzione di 49 Mercati del contadino distribuiti su tutto il territorio regionale. A questi si sommano 45 mercati di Campagna Amica promossi dalla Coldiretti Sicilia e 4 manifestazioni di ‘A fera bio, sostenute, invece, da consumatori e produttori in forma associata, a cui partecipa anche l’AIAB. Si tratta in tutti i casi di appuntamenti a cadenza periodica, mensile o settimanale, che evidenziano l’esistenza di un fenomeno in costante crescita, con un numero sempre maggiore di aziende agricole coinvolte e una partecipazione sempre più consistente di consumatori. A titolo esemplificativo si citano i dati, riferiti all’inizio del 2014, della “Fondazione Campagna Amica in Sicilia”, che segnalano il coinvolgimento di oltre 400 aziende di produzione, 10 Botteghe, 1 Bottega italiana, 53 strutture agrituristiche e oltre 40 ristoranti. orti urbani Nel corso degli ultimi anni, nelle aree urbane della Sicilia si sta registrando un costante interesse da parte della società (famiglie, cooperative, associazioni, comitati di quartiere) per il recupero di terreni incolti o abbandonati. L’obiettivo è quello di migliorare l’ambiente, il paesaggio e la vivibilità delle zone abitate, coniugando il recupero delle zone verdi con attività educative e formative, spesso volte all’inclusione sociale delle fasce più deboli della popolazione (disoccupati, immigrati, anziani, detenuti, diversamente abili, ecc.). In linea con quanto accade nel resto d’Italia e d’Europa, anche nell’isola sta crescendo l’attenzione dei privati e delle amministrazioni pubbliche verso la possibilità di coltivare appezzamenti di terreno che, concessi in affitto o affidati gratuitamente ai cittadini, vengono sempre più spesso considerati strumenti di pianificazione del verde nell’ambito delle politiche comunali di riqualificazione urbana.Un altro fenomeno interessante che si sta diffondendo nel- le aziende agricole ubicate a ridosso delle aree metropolitane è il “pick your own”, che offre ai cittadini la possibilità di partecipare ad alcune fasi della coltivazione e soprattutto alla raccolta dei prodotti che intendono acquistare. Secondo i dati forniti dall’ISTAT nel Focus sul Verde urbano del 2011, tra le 44 amministrazioni comunali italiane, che hanno previsto gli orti urbani come modalità di gestione delle aree verdi, è presente Palermo. Infatti, il Comune di Palermo nel 2008 ha previsto uno specifico regolamento per “l’assegnazione, la gestione, la vigilanza e la revoca degli orti ad uso famigliare realizzati all’interno del territorio comunale”. Nel 2012, inoltre, è stato sottoscritto un protocollo di intesa “per la progettazione partecipata di un Piano Strategico Comunale finalizzato allo sviluppo dell’agricoltura periurbana della Conca d’Oro”, un’iniziativa pilota finalizzata alla tutela e valorizzazione delle attività agricole svolte in prossimità dell’area metropolitana Distribuzione degli orti urbani avviati in Sicilia dal 2003 al 2014 per provincia 5,6% 11,1% 5,6% 5,6% 16,7% 5,6% 50,0% Caltanissetta Catania Messina Palermo Ragusa Siracusa Agrigento Fonte: elaborazioni su dati INEA 115 di Palermo. Da un primo censimento degli orti urbani realizzati in Sicilia, risulta che ad oggi sono state avviate 18 esperienze, di cui 2 al momento non attive (Orto del Consorzio Codifas - Palermo Rione Bandita, Orto del Consorzio Codifas – Palermo Via Ponticello Oneto). Gli orti sono concentrati prevalentemente nelle zone periferiche dei maggiori centri urbani: 8 orti a Palermo, 1 a Catania, 2 a Caltanissetta, 2 a Ragusa, 1 a Siracusa e 1 a Messina. Altri 3 sono localizzati in comuni non capoluogo, quali Gangi (PA), Favara (AG) e Modica (RG). Gli orti urbani censiti hanno un’estensione molto variabile, compresa tra 13 are e 4 ettari, eccezion fatta per i piccoli orti realizzati presso i due istituti scolastici di Cal- 116 tanissetta (150 e 500 mq) e nel comune di Modica (500 mq). La superficie complessiva è superiore a 87 ettari, il 72% dei quali ubicati nel comune di Palermo. Gli orti urbani siciliani, in genere, sono dotati di uno specifico regolamento che raccoglie le norme per il funzionamento. È previsto il pagamento di un canone mensile variabile da 30 a 50 euro, che viene utilizzato per delimitare i lotti, per dotarli di acqua irrigua, di attrezzi e, in alcuni casi, di mezzi meccanici (trattore, motozappa, ecc.) necessari per la lavorazione del terreno. In alcuni casi sono state previste aree comuni di ristoro, centri di aggregazione (club house, zone relax, zone barbecue, libre- rie) e a volte anche zone attrezzate per l’allevamento di animali da cortile (galline, conigli, ecc.), con l’obiettivo di creare delle “fattorie urbane”. Particolarmente interessante è il caso dei due orti di Caltanissetta, realizzati nell’ambito di istituti scolastici, i cui utilizzatori sono gli alunni della scuola dell’infanzia, primaria e secondaria, insieme a insegnanti, genitori e comunità locale. In essi un ruolo di particolare importanza è stato assegnato al “nonno ortolano” che, in qualità di custode di conoscenze nel campo agricolo, segue gli studenti durante l’intero anno scolastico, insegnando le tecniche di coltivazione. Orti urbani avviati in Sicilia dal 2003 al 2014 Orto urbano del Consorzio Codifas Orto urbano del Consorzio Codifas Orto condiviso del Consorzio Codifas Orto urbano del Consorzio Codifas Gli Orti delle Fate al Giardino Daniele Palermo Palermo Palermo Palermo Palermo Rione Bandita Via Ponticello Oneto Via Galletti Velodromo Via Portello Anno avvio 2010 2011 2013 2014 2011 Gli Orti delle Fate a Villa Spina Palermo Via dei Quartieri 2014 Orto Largo Pozzillo Borgo Nuovo Orto Villa Turrisi Palermo Palermo Largo Pozzillo Via S. Riccobono 2003 2003 Denominazione Orto sociale “Giardino dello spirito” Orto alla Norma Localizzazione Gangi (PA) Area adiacente al Santuario dello Spirito Santo Via Ballo c/o plesso Gianni Rodari della Scuola Elementare 6° Circolo Don Milani c/o plesso Michele Abbate del 5° Circolo M. Gli orti in condotta di Slow food Caltanissetta L. King L’Ortu Favara (AG) Contrada Vallone degli Orti Orto sociale Messina Centro di Messina Orti sociali nella Vallata Santa Domenica Ragusa Vallata Santa Domenica Orto Coltiviamo la rete Ragusa Contrada Fiumicello Orto sociale Crisci ranni Modica (RG) Via Fontana Orti sociali a Siracusa Siracusa Viale Scala Greca Gli orti in condotta di Slow food 2013 N. ed estensione particelle 00.40.00 00.30.00 01.20.00 80 lotti da 100 mq 01.00.00 lotti da 60 mq 00.70.00 50 lotti da 100 mq 00.70.00 di cui 3.500 mq ad 40 lotti di varie orto e 3.500 mq ad agrumeto quadrature 00.80.00 16 lotti 00.13.00 11 lotti 16 lotti da 200 a 00.64.00 700 mq 00.50.00 11 lotti da 25 mq Estensione (Ha) Proprietà dei terreni privata privata privata privata privata privata pubblica pubblica privata Catania 2013 Caltanissetta 2005 00.05.00 2 lotti pubblica privata 2008 00.01.50 1 lotto pubblica 2013 2013 2008 n.c. 2013 2014 04.00.00 n.c. n.c. n.c. 00.05.00 00.60.00 1 lotto n.c. n.c. n.c. 20 lotti da 25 mq 100 lotti da 60 mq privata n.c. n.c. n.c. pubblica pubblica Fonte: elaborazioni su rilevazioni INEA 117 legalità beni confiscati I dati del Comando Generale della Guardia di Finanza evidenziano la grande rilevanza economica delle misure di prevenzione patrimoniali in Italia: il valore dei beni seque- strati nel 2012 ammonta a 1.707.668.202 euro facendo registrare un progressivo incremento rispetto al 2010 (1.281.403.779 euro) e al 2011 (1.495.426.367 euro). In netta crescita appare anche il valore delle confische di prevenzione (ancorché di primo grado): nel 2012 sono stati sottratti alla criminalità beni per un valore Beni immobili confiscati per destinazione* e per provincia (numero), 2012 Provincia Destinati non consegnati In gestione Destinati consegnati Palermo 1.581 1.348 184 130 Catania 108 161 254 Trapani 55 267 7 Messina 152 70 Agrigento 93 Caltanissetta Usciti dalla gestione Totale Non confiscati in via autonoma 3.243 905 14 537 1 17 346 5 6 11 239 15 98 9 7 207 0 110 41 1 1 153 0 Siracusa 26 51 0 2 79 0 Enna 17 20 8 0 45 1 2 40 1 0 43 45 SICILIA 2.144 2.096 470 182 4.892 972 ITALIA 3.995 5.859 907 477 11.238 1.073 Ragusa *con riferimento alle destinazioni degli immobili confiscati vd. glossario Fonte: elaborazioni su dati ANBSC 120 di 1.152.668.541 euro, evidenziando un notevole incremento rispetto al 2010, anno in cui il valore dei beni confiscati ammontava a 134.120.593 euro, poi salito a 932.068.165 euro nel 2011. Da inchieste e reportage giornalistici, sempre più numerosi negli ultimi anni, emerge un valore complessivo dei beni confiscati compreso tra 16 e 40 miliardi di euro. Al 31 dicembre 2012, secondo i dati forniti dall’ANBSC (Agenzia Nazionale dei Beni Sequestrati e Confiscati alla criminalità organizzata) i beni immobili confiscati definitivamente in Italia, risultano 11.238, concentrati per poco meno del 75% in 3 regioni: Sicilia, Calabria e Campania. In Sicilia risultano confiscati 4.892 beni, corrispondenti al 43,5% del totale. In Italia le aziende confiscate alla criminalità organizzata, in forma definitiva, risultano essere complessivamente 1.708, di cui il 40% (pari a 623) ubicate in Sicilia; segue la Campania, con 347 aziende confi- scate, mentre emerge il ruolo non trascurabile della Lombardia, terza regione per numero di aziende confiscate. Andando a considerare gli immobili e le aziende confiscate in Sicilia, si osserva che tutte le province sono interessate dal fenomeno, ma la provincia di Palermo è quella che da sola presenta il 66,3% dei beni immobili e il 63,2% delle aziende confiscate nell’isola (28,9% degli immobili e il 23,1% delle Aziende confiscate per destinazione e per provincia (numero), 2012 Provincia In gestione Uscite dalla gestione Totale Palermo 340 54 394 Catania 77 15 92 Trapani 35 5 40 Messina 28 0 28 Agrigento 31 0 31 Caltanissetta 12 5 17 Siracusa 8 3 11 Enna 7 2 9 Ragusa 0 1 1 SICILIA 538 85 623 ITALIA 1.211 497 1.708 Fonte: elaborazioni su dati ANBSC 121 aziende a livello nazionale). Seguono la provincia di Catania (11% dei beni immobili e 14,8% delle aziende confiscate in Sicilia), Trapani (7,1% dei beni e 6,4% delle aziende), Messina (4,9% dei beni e 4,5% delle aziende), Agrigento e Caltanissetta. Nelle restanti province (Siracusa, Enna e Ragusa) il numero dei beni e delle aziende confiscate è di gran lunga inferiore. Al 7 gennaio 2013, il totale degli immobili destinati e consegnati in Sicilia è di 2.096, il 42,8% di quelli confiscati, mentre quelli ancora da destinare e/o consegnare sono ben 2.144 (pari al 43,8%); 182 sono invece gli immobili che risultano “usciti dalla gestione”. La grande mole degli immobili da destinare insieme ai lunghi tempi di gestione, rappresentano dunque i problemi cruciali della gestione dei beni confiscati nell’isola. In particolare, il divario tra i beni immobili da consegnare (“in gestione” e dunque in amministrazione giudiziaria o “destinati non consegnati” ed esclu- 122 Aziende confiscate in Italia per settore di attività, 2012 Numero % Costruzioni 477 27,9 Commercio ingrosso-dettaglio, riparazione veicoli, beni personali, casa 471 27,6 Alberghi e ristoranti 173 10,1 Attività immobiliari, noleggio, informatica, ricerca servizi alle imprese 140 8,2 5,4 Agricoltura, caccia e silvicoltura 92 Altri servizi pubblici, sociali e personali 87 5,1 In corso di aggiornamento 76 4,4 Trasporti, magazzinaggio e comunicazioni 69 4,0 Attività manifatturiere 36 2,1 Attività finanziarie 24 1,4 Estrazione di minerali 23 1,3 Sanità e assistenza sociale 19 1,1 Pesca, piscicoltura e servizi connessi 15 0,9 Produzione e distribuzione di energia elettrica, gas e acqua Totale 6 0,4 1.708 100,0 Fonte: elaborazioni su dati del Rapporto dell’Agenzia Nazionale dei Bendi Sequestrati e Confiscati alla criminalità organizzata, anno 2013 dendo quelli “usciti dalla gestione”) e i beni immobili consegnati, assume valori notevoli nelle province di Caltanissetta (72,5% di beni da consegnare contro il 26,8% di beni consegnati), Catania (rispettivamente il 67,4% contro il 30%), Messina (66,1% contro il 29,3%) Enna (55,6% contro il 44,4%) e Palermo (54,4% contro il 41,6%), mentre nelle altre province il rapporto si rovescia a vantaggio dei beni immobili destinati e consegnati (93% contro il 7% nella provincia di Ragusa, 77,2% contro il 17,9% nella provincia di Trapani e 64,6% contro il 32,9% della provincia di Siracusa); nella provincia di Agrigento i due valori sono quasi equivalenti (49,3% di beni da consegnare contro il 47,3% di beni destinati e consegnati). La distribuzione delle aziende confiscate vede una maggiore concentrazione in provincia di Palermo (63,2%), seguita dalla provincia di Catania (15,8%) e da quelle di Trapani (6,4%), Agrigento e Messina (rispettivamente 5% e 4,5% del totale re- gionale). La maggior parte delle aziende risulta gestita dall’Agenzia (86,4%), mentre 85 risultano uscite dalla gestione. Si tratta di dati che illustrano quanto sia difficile il percorso “virtuoso” dalla gestione da parte della criminalità organizzata a quella statale dell’ANBSC fino alla definitiva destinazione del bene. Per meglio definire gli aspetti relativi alla distribuzione delle aziende mafiose in Italia nei diversi settori di attività, sono stati presi in considerazione i risultati del rapporto “Gli investimenti delle mafie” (Progetto afferente al PON Sicurezza 2007-2013) avente come obiettivo principale quello di analizzare le strategie d’investimento delle organizzazioni criminali per individuare le “best practices” di riutilizzo dei beni confiscati. Il dettaglio provinciale delle aziende confiscate restituisce un quadro in cui il peso delle regioni del Sud è preponderante; tra le prime 20 province ad intensità mafiosa, vi sono 6 province siciliane che ragguagliano il 39,4% delle Indice Sintetico di Concentrazione Settoriale (per 10.000 aziende registrate) a livello nazionale, 2012 Settori Estrazione di minerali 45,2 Sanità ed assistenza sociale 5,3 Costruzioni 4,9 Alberghi e ristoranti 4,1 Fornitura energia elettrica, gas e acqua 3,8 Trasporti, magazzinaggio e comunicazioni 3,3 Commercio all’ingrosso e al dettaglio; Riparazione di autoveicoli e motocicli 2,9 Altri servizi pubblici, sociali e personali 2,7 Attività finanziarie 2,1 Attività immobiliari, noleggio, informatica 1,8 Agricoltura, caccia e pesca 1,2 Attività Manifatturiere 0,5 Altro 0,1 Fonte: elaborazioni su dati Transcrime 123 aziende confiscate tra il 1983 ed il 2012. Per quanto concerne il tipo di attività delle aziende confiscate, un elemento interessante è rappresentato dall’indice sintetico di concentrazione settoriale (ISCS) delle aziende mafiose per settore, costruito rapportando il numero di aziende confiscate al totale delle aziende registrate e che costi- tuisce un valido indicatore dell’attrattività dei settori nei confronti delle organizzazioni criminali nonché una misura del “peso” delle aziende mafiose sull’economia legale ISCS (per 10.000 aziende registrate) per le province siciliane tra le prime venti a livello nazionale, 2012 Settori AG CL CT ME PA TP Estrazione di minerali 56,6 0,0 0,0 0,0 14,9 38,3 Sanità ed assistenza sociale 0,0 0,0 1,2 0,0 0,6 0,0 Costruzioni 5,4 2,5 3,4 2,0 4,8 3,6 Alberghi e ristoranti 0,0 0,0 2,2 0,8 0,9 0,6 Fornitura energia elettrica, gas e acqua 0,0 0,0 0,0 0,0 4,6 0,0 Trasporti, magazzinaggio e comunicazioni 2,6 10,0 2,2 0,0 1,9 4,4 Commercio all’ingrosso e al dettaglio; Riparazione di autoveicoli e motocicli 0,3 0,7 0,7 1,5 0,7 0,9 Altri servizi pubblici, sociali e personali 0,0 0,0 1,1 3,0 0,5 0,8 Attività finanziarie 0,0 0,0 1,4 0,0 0,5 0,0 Attività immobiliari, noleggio, informatica 0,0 0,0 0,6 0,0 0,6 1,6 Agricoltura, caccia e pesca 0,8 1,0 0,7 0,4 0,5 0,2 Attività Manifatturiere 0,0 0,0 0,3 0,0 0,2 0,0 Fonte: elaborazioni su dati Transcrime 124 locale. Quando l’ISCS è uguale a 1 significa che la percentuale di imprese mafiose confiscate in quel settore è in linea con la presenza del settore in quel territorio; valori dell’ISCS superiori ad 1 indicano che le aziende confiscate rappresentano una quota percentualmente più grande di quanto non sia presente quel settore in quel dato territorio. Considerando l’indice ISCS, il comparto che mostra i valori più alti è quello delle “Estrazioni”, sebbene in termini assoluti rappresenti appena l’1,3% delle imprese confiscate in Italia. Seguono il settore delle “Costruzioni”, quello della “Sanità e assistenza sociale” e quello degli “Alberghi e ristoranti”, che registrano tassi molto elevati, mentre il peso delle “Attività commerciali”, di quelle “Immobiliari e di noleggio” risulta fortemente ridimensionato, sebbene comunque significativo. L’interesse delle organizzazioni mafiose per il settore delle estrazioni è interpretabile sulla base del ruolo strategico giocato dal settore sia nell’ambito delle costruzio- ni, dato che costituisce il primo anello della catena nella produzione di calcestruzzo e di materiale per l’edilizia, sia nell’ambito dello smaltimento illegale di rifiuti, considerato il fatto che le cave possono essere riutilizzate anche per lo stoccaggio dei residui (soprattutto tossici) della produzione industriale. La lettura attraverso l’ISCS evidenzia un’alta correlazione delle aziende confiscate con i settori ad alta intensità di manodopera, con un basso livello tecnologico, ad alta specificità territoriale e con distribuzione capillare sul territorio (es. attività immobiliari, commercio al dettaglio o settore alberghiero). Traspare invece una certa riluttanza a investire in settori molto regolamentati o controllati (come il settore finanziario) o caratterizzati da alti costi di ingresso (come le attività manifatturiere). In tale contesto, il settore agricolo risulta tra quelli meno compromessi dall’incidenza del fenomeno mafioso, con valori dell’indice in linea con la partecipazione dello stesso settore al complesso delle attività economiche del territorio italiano. Tra le prime venti province italiane a incidenza di aziende confiscate alla mafia, quelle a mostrare un valore maggiore dell’ISCS nel comparto agricolo sono quelle di Cosenza (2,1) e Reggio Calabria (1,2), mentre tra le province siciliane, quella che manifesta valori più elevati è Caltanissetta (1), seguita da Agrigento (0,8) e Catania (0,7). Dall’analisi delle ricerche e degli studi disponibili sul tema dei beni confiscati, emergono le problematiche legate al sequestro, alla confisca, all’assegnazione e alla destinazione dei beni; sebbene risulti in maniera evidente dai numeri in gioco, in continuo aumento, che sono stati compiuti molti ed importanti passi in avanti, vi sono una serie di rilevanti criticità da risolvere in maniera tempestiva, vista l’importanza culturale e sociale, oltre che economica che riveste la tematica. In primo luogo, emerge la presenza di situazioni 125 legali, giudiziarie e culturali di contorno che, unite talvolta alla scarsa efficienza e lentezza delle pubbliche amministrazioni, rallentano il procedimento di riutilizzo del bene e spesso ne compromettono il valore. Infatti, sovente si determinano condizioni di stallo che dilatano enormemente la durata dell’iter di assegnazione e il bene che, al momento della confisca, era in buone condizioni arriva all’assegnazione in stato di abbandono o di degrado. Per quanto riguarda le aziende agricole, le maggiori 126 criticità si riscontrano sul fronte bancario, con il blocco e la revoca dei prestiti, che già nella fase del sequestro ostacolano l’attività aziendale. Un altro nodo critico è rappresentato dai rapporti con i clienti e i fornitori poiché, dopo il sequestro, i primi tendono a revocare le commesse e i secondi a chiedere di rientrare immediatamente dei loro crediti. Quando le aziende vengono riallocate nel circuito legale scontano il conseguente aumento dei costi di gestione dovuti, in parte, alla regolare fat- turazione, ma anche alla regolarizzazione dei rapporti di lavoro e, più in generale, al cambiamento dei rapporti di forza con gli attori interni ed esterni alle aziende stesse. Inoltre, la carenza di risorse e spesso di competenze specifiche da parte degli amministratori e dell’autorità giudiziaria costituisce un ulteriore problema che concorre a rendere antieconomica la gestione dell’azienda, con non rari casi di cessazione delle attività e licenziamento dei lavoratori. politica agricola regionale legislazione regionale in materia agricola Nel biennio 2012-2013 la Regione Siciliana ha emanato una serie di atti normativi in gran parte rivolti al contenimento e alla razionalizzazione della spesa pubblica. In attesa dell’approvazione del bilancio della Regione per l’esercizio finanziario 2012 (approvato in data 9 maggio 2012 con la legge regionale n. 27), la legge regionale n. 5 del 03 gennaio 2012 ha autorizzato l’esercizio provvisorio e, nelle more della definizione dei processi di stabilizzazione previsti dalla legge regionale n. 24/2010 e dalla legge dello Stato n. 102/2009, ha autorizzato, altresì, la proroga di contratti a tempo determinato tra i quali quelli a favore del personale dei Consorzi di Bonifica. Con la legge regionale n. 7 del 10 gennaio 2012 la Regione ha disposto la partecipazione alla sperimentazione dell’armonizzazione dei bilanci prevista dall’articolo 36 del decreto legislativo n. 118 del 23 giugno 2011. Inoltre, al fine di razionalizzare la spesa pubblica regionale, ne ha avviato il monitoraggio con l’obiettivo di definire i 128 fabbisogni standard dei dipartimenti regionali e di evidenziare eventuali duplicazioni di strutture. Anche la legge regionale n. 9 del 16 gennaio 2012 include misure volte al contenimento della spesa e, nello specifico, in materia di personale. Per il triennio 20152017, infatti, è prevista una riduzione annuale della dotazione organica pari al 50 per cento del personale di ruolo cessato dal rapporto di lavoro nel corso dell’anno precedente. Tale legge, inoltre, autorizza i Consorzi di Bonifica a porre in essere, nel rispetto dei limiti degli stanziamenti di bilancio, le garanzie occupazionali previste da precedenti leggi regionali. Ulteriori misure tese alla salvaguardia degli equilibri di bilancio e alla razionalizzazione della spesa sono contenute nella legge regionale n. 26 del 9 maggio 2012 che prevede, in particolare, una riduzione annuale del 20% per gli anni 2012-2014 delle spese correnti relative a consumi intermedi e a trasferimenti correnti, con l’esclusione di quelle che riguardano il settore sanitario e gli enti locali. La percentuale di riduzione viene diminuita al 5% o al 10% per alcune tipologie di spesa riconducibili per lo più alla gestione del patrimonio naturalistico e artistico-culturale. La L.R. 26/2012 contiene, altresì, interventi volti alla salvaguardia e alla crescita della produzione agricola. Tale norma prevede, infatti, il rafforzamento dell’azione di contrasto alle frodi in campo agroalimentare e delle misure volte a garantire la difesa dei prodotti agricoli locali attraverso la verifica della provenienza, della tracciabilità e del rispetto della normativa vigente in tema di etichettatura. A questo scopo viene istituito nel bilancio della Regione un apposito fondo la cui dotazione per ciascuno degli esercizi finanziari 2012, 2013 e 2014 è pari a 300.000 euro. A fianco di queste misure, inoltre, viene introdotto il sostegno alla creazione di aree dedicate alla vendita di prodotti agricoli e, nell’ambito degli appalti per i servizi di ristorazio- ne collettiva rivolti a strutture pubbliche o convenzionate con la Regione, viene favorito l’impiego dei prodotti agricoli di qualità e “a chilometro zero”. A proposito di quest’ultima categoria di prodotti, il decreto dell’Assessorato delle risorse agricole e alimentari n. 53 del 18 maggio 2012 disciplina i criteri e le modalità per l’istituzione del logo “SICILIA KM ZERO” così come previsto dall’articolo 8 della L.R. 25/2011 e dall’articolo 81 del decreto legislativo n. 59 del 26 marzo 2010. In tema di pianificazione delle risorse forestali va segnalata l’approvazione, con decreto presidenziale n. 158 del 10 aprile 2012, del piano forestale 2009-2013, uno strumento di indirizzo, finalizzato alla pianificazione, alla programmazione e alla gestione del territorio forestale e agroforestale regionale, che colma la mancanza di orientamenti organici per la politica regionale di settore. Con il decreto dell’Assessorato delle risorse agricole e alimentari n. 2729 del 10 agosto 2012 sono state approvate le modalità e le procedure per la concessione dei contributi in conto capitale alle imprese agricole socie di cooperative o di società di capitali previsti dall’articolo 18 della legge regionale n. 6 del 14 maggio 2009. Lo scopo dell’intervento è quello di sostenere il rafforzamento patrimoniale delle cooperative e delle società di capitali attraverso contributi in conto capitale, da concedere in regime de minimis, destinati ai soci per consentire un miglioramento della struttura finanziaria e patrimoniale delle aziende. Con riferimento al 2013, la legge regionale n. 1 del 9 gennaio 2013 ha autorizzato l’esercizio provvisorio del bilancio, mentre la legge di stabilità regionale, ovvero la legge regionale n. 9 del 15 maggio 2013, ha stabilito ulteriori disposizioni volte al contenimento della spesa relativa al personale e alla valorizzazione delle risorse umane nel settore forestale (alle mansioni abituali ne vengono aggiunte altre quali la tutela ambientale e la prevenzione del dissesto idrogeologico; la manutenzione di aree verdi pubbliche, di SIC e ZPS, di siti archeologici, ecc.). Un punto particolarmente qualificante della norma attiene alla razionalizzazione delle strutture amministrative. In particolare, l’articolo 34 dispone, con effetto dal 1 gennaio 2014, la riorganizzazione dell’Assessorato regionale delle risorse agricole e alimentari che viene trasformato in Assessorato regionale dell’agricoltura, dello sviluppo rurale e della pesca mediterranea. I quattro dipartimenti - Interventi strutturali per l’agricoltura, Interventi infrastrutturali per l’agricoltura, Interventi per la pesca e Azienda regionale foreste demaniali – vengono sostituiti dal Dipartimento regionale dell’agricoltura, dal Dipartimento regionale dello sviluppo rurale e territoriale e dal Dipartimento regionale della pesca mediterranea mentre tutte le funzioni ed i compiti attribuiti all’Azienda regionale delle foreste demaniali e al Dipartimento 129 regionale Azienda regionale foreste demaniali sono trasferiti al Dipartimento regionale dello sviluppo rurale e territoriale. La stessa norma prevede, altresì, alcuni interventi per il miglioramento della zootecnia. A questo scopo è prevista l’erogazione, nel triennio 2013-2015, di un contributo annuo di 2 milioni di euro a favore dell’Associazione regionale allevatori siciliani (ARAS) per la realizzazione di programmi destinati al miglioramento ed allo sviluppo della zootecnia siciliana nonché alla prevenzione, alla cura ed al controllo delle malattie diffusive del bestiame. Con la legge regionale n. 21 del 5 dicembre 2013, che contiene disposizioni finanziarie urgenti per l’anno 2013, all’ARAS viene altresì concesso, per l’esercizio finanziario 2013, un contributo di 1,5 milioni di euro per il miglioramento della zootecnia e per la tenuta dei libri genealogici ed i controlli funzionali del bestiame; viene autorizzata, inoltre, la concessione di un contributo di 200.000 euro agli allevamenti colpiti dalla 130 “blue tongue” al fine di consentire il ripristino dei livelli di produzione. Con la legge regionale n. 10 del 15 maggio 2013 è stato approvato il Bilancio di previsione per l’anno finanziario 2013 e il bilancio pluriennale per il triennio 2013-2015. Un provvedimento che desta un certo interesse tra gli operatori del settore è la legge regionale n. 19 del 18 novembre 2013 sulla tutela e la valorizzazione delle risorse genetiche “Born in Sicily” per l’agricoltura e l’alimentazione, ossia le risorse genetiche autoctone, in particolare quelle a rischio di erosione genetica, che abbiano un interesse agrario, forestale e zootecnico oltre che rilevanza economica, scientifica, ambientale e culturale. A questo scopo, viene istituito il Repertorio volontario regionale delle risorse genetiche nel quale, a seguito delle proposte da parte di Enti e istituzioni scientifiche, enti pubblici, associazioni, organizzazioni private e singoli cittadini e del successivo parere espresso da una Commissione tecnico- scientifica, vengono iscritte specie, razze, varietà, popolazioni, cultivar, ecotipi e cloni. Con un apposito regolamento vengono stabiliti: • i criteri in base ai quali le risorse genetiche sono considerate a rischio di erosione genetica; • le modalità e le procedure per l’iscrizione al Repertorio volontario regionale delle risorse genetiche; • le modalità di funzionamento della Commissione tecnico-scientifica ed i criteri in base ai quali viene espresso parere sull’iscrizione e la cancellazione dal Repertorio volontario regionale; • le modalità di funzionamento delle strutture per la conservazione ex situ e le modalità di affidamento delle attività di conservazione alle stesse; • i criteri per il conferimento dell’incarico di conservazione in situ o on farm agli Agricoltori custodi, i compiti a essi demandati e le modalità di eventuali agevolazioni. È inoltre prevista l’adozione di un programma operativo annuale mediante il quale la Regione pianifica le attività relative: • allo studio e al censimento dell’agrobiodiversità animale e vegetale presente sul territorio regionale; • alle iniziative pubbliche e private mirate alla conservazione della biodiversità di interesse agrario e alla diffusione delle conoscenze e delle innovazioni per la valorizzazione e l’uso di prodotti autoctoni; • alle azioni, che la Regione svolge di- rettamente, mirate alla tutela, al miglioramento, alla moltiplicazione e alla valorizzazione delle risorse genetiche autoctone; • a specifiche iniziative per incentivare gli agricoltori custodi. 131 spesa agricola regionale Dall’analisi dei dati INEA sulla spesa pubblica in agricoltura risulta che, nel quadriennio 2008-2011, il sostegno al settore agricolo in Sicilia ha raggiunto un ammontare complessivo pari in media a 1.760 milioni di euro, dei quali il 75,8% (1.346 milioni di euro) è rappresentato da trasferimenti monetari di politica agraria e il 24,2% (414 milioni di euro) dalle agevolazioni contributive e fiscali concesse. Si Distribuzione degli stanziamenti per origine dei fondi, media 2008-2011 nota, nel periodo considerato, un trend in aumento dell’incidenza dei trasferimenti, con un incremento di oltre 16 punti percentuali, a scapito delle agevolazioni. I principali soggetti attuatori sono la Re- Pagamenti al settore agricolo (bilancio regionale) e incidenza % sul valore aggiunto agricolo, 2011 mln € % sul VA 1.026,4 36,2 Nord-ovest 501,7 9,4 Nord-est 560,6 7,9 Centro 188,6 4,2 Sud 762,1 10,4 Isole 1.286,1 34,1 ITALIA 3.299,1 11,7 26,1% SICILIA 36,2% Fondi comunitari Fondi statali Fondi regionali Fonte: INEA - banca dati Spesa pubblica in agricoltura 37,7% Fonte: INEA - banca dati Spesa pubblica in agricoltura 132 Consolidamento del sostegno al settore agricolo in Sicilia 2008 2009 2010 2011 Media 2008-11 mln € % mln € % mln € % mln € % mln € % 433 28,1 686 41,9 523 30,6 809 37,6 613 34,6 Mipaaf/OOPPRR 44 2,9 45 2,8 40 2,4 37 1,7 42 2,4 Ministero attività produttive 14 0,9 8 0,5 11 0,6 7 0,3 10 0,6 6 0,4 2 0,1 0 0,0 0 0,0 2 0,1 Agea ISMEA - Sviluppo Italia Regione Siciliana 547 35,4 497 30,3 721 42,2 953 44,3 680 38,1 1.045 67,7 1.239 75,6 1.295 75,8 1.806 84,0 1.346 75,8 Credito d'imposta 0 0,0 0 0,0 0 0,0 0 0,0 0 0,0 IVA 6 0,4 6 0,3 6 0,4 6 0,3 6 0,3 51 3,3 54 3,3 51 3,0 56 2,6 53 3,0 176 11,4 110 6,7 103 6,0 65 3,0 113 6,8 13 0,8 11 0,7 15 0,9 14 0,7 13 0,8 Totale trasferimenti Agevolazioni carburanti Agevolazioni su Irpef Agevolazioni su Ici Agevolazioni Irap 14 0,9 14 0,9 14 0,8 14 0,7 14 0,8 Agevolazioni previdenziali e contributive 238 15,4 205 12,5 224 13,1 183 8,8 214 12,5 Totale agevolazioni 499 32,3 400 24,4 414 24,2 344 16,0 414 24,2 Totale complessivo 1.543 100,0 1.639 100,0 1.709 100,0 2.150 100,0 1.760 100,0 Fonte: INEA - banca dati Spesa pubblica in agricoltura 133 gione con una media di pagamento di 680 milioni di euro (38,1% dei trasferimenti) e l’Agea con 613 milioni di euro (34,6%). Nel 2011 il valore complessivo dei pagamenti per il settore agricolo, relativi al solo bilancio regionale, si è attestato su 1.026,4 milioni di euro, in aumento rispetto agli anni precedenti. In aumento è risultata anche l’incidenza dei pagamenti al settore sul valore aggiunto della branca agricoltura, silvicoltura e pesca, attestatasi sul 36,2% contro l’11,7% a livello nazionale. Considerando l’origine degli stanziamenti a favore dell’agricoltura (media 2008/2011) si evi- denzia un contributo piuttosto sostenuto da parte dei fondi statali (37,7%) e comunitari (36,2%), e più contenuto da parte della Regione (26,1%). Analizzando le diverse categorie della classificazione della banca dati INEA sulla spesa pubblica in agricoltura, risulta che in Sicilia la componente più Finanziamenti agricoli per destinazione economico-funzionale (mln di euro), 2011 500 400 300 Stanziamenti di competenza 200 Impegni totali 100 0 Pagamenti totali Gestione Investimenti Promozione Attività Infrastrutture Difesa Assistenza d'impresa aziendali e marketing forestali idrogeologica tecnica e ricerca Fonte: INEA - banca dati Spesa pubblica in agricoltura 134 Altro importante dei pagamenti totali nel 2011 è stata quella destinata alla “gestione d’impresa” (45,5%), seguita dalle “attività forestali” (25,5%), dall’“assistenza tecnica e ricerca” (11,2%) e dalla “promozione e marketing” (8,9%). L’incidenza dei pagamenti per “investimenti aziendali” si è attestata sul 6,6%. La performance della spesa può essere osservata attraverso alcuni indici, quali la capacità di impegno (incidenza % degli impegni sugli stanziamenti di competenza), la capacità di spesa (incidenza % dei pagamenti sugli stanziamenti di competenza) e la capacità di pagamento (incidenza % dei pagamenti effettuati nell’anno sugli impegni). Indicatori di efficienza della spesa (valori %) 150 124 120 99 90 80 75 86 85 89 98 67 2009 60 2010 30 0 2011 Capacità d'impegno Capacità di spesa Capacità di pagamento Fonte: INEA - banca dati Spesa pubblica in agricoltura 135 PAC IN SICILIA: I PILASTRO I contributi del primo pilastro della PAC (aiuti diretti e interventi sul mercato) sostenuti nell’ambito del FEAGA nel 2012 ammontano, in Sicilia, complessivamente a 294 milioni di euro, pari al 6,5% della quota nazionale. Il Regime di pagamento unico (RPU) costituisce la voce di spesa più rilevante del I Pilastro con un valore di 207 milioni di euro (il 70% delle risorse regionali del I Pilastro), su un totale di aiuti diretti pari a 229 milioni di euro. Il sostegno per l’articolo 68 del Reg. (CE) 73/2009 nel 2012 si è attestato su 19 milioni di euro. La spesa per gli interventi sui mercati agricoli ammonta a 66 milioni di euro, che rappresentano l’8,5% del totale nazionale e il 22% della spesa del I Pilastro in Sicilia. Pagamenti I Pilastro (mln euro) 2012 2011 Variazione % 2012/11 Sicilia Italia Sicilia Italia Sicilia Interventi sui mercati agricoli 66 771 88 819 -9,1 -5,8 Vitivinicolo 52 351 67 409 -22,5 -14,1 Ortofrutticolo 12 239 20 250 -41,2 -4,4 1 85 0 69 - 22.5 Programmi alimentari Altro Italia 1 96 1 91 0 5,4 Aiuti diretti 229 3.507 305 4.019 -24,7 -12,7 Aiuti diretti disaccoppiati (RPU) 207 3.130 260 3.422 -20,3 -8,5 19 342 33 347 -42,1 -1,6 3 35 12 250 -74,6 -86,0 294 4.279 393 4.838 -24,9 -11,6 Sostegno specifico (art. 68) Altri aiuti diretti Totale complessivo I pilastro Fonte: INEA - banca dati Spesa pubblica in agricoltura 136 Va evidenziato che, rispetto al 2011, vi è stata una riduzione media dei trasferimenti pari al 24,9% contro l’11,6 del dato nazionale. Per quanto riguarda gli interventi sui mercati agricoli, anche nel 2012 il comparto maggiormente coinvolto è stato quello vitivinicolo (79% del totale degli interventi sui mercati, in calo del 22,5% rispetto al 2011). La voce di spesa più importante degli interventi è rappresentata dalla ristrutturazione e riconversione dei vigneti che, dal 2000 ad oggi ha consentito di ammodernare una buona parte della superficie viticola regionale (quasi il 40%). La misura vendemmia verde per la campagna 2012-2013 non è stata attivata. I dati sugli aiuti erogati nelle tre campagne precedenti, comprese tra il 2009 e il 2012, mo- strano un importo complessivo di oltre 41 milioni di euro, dei quali quasi 22 milioni relativi alla sola campagna 2010-2011, per una superficie interessata di 13.295 ettari, ed esprimono il disagio di un comparto tra i più importanti per l’economia agricola dell’isola. Nel 2012 anche la misura arricchimento mosti non è stata attivata. Nel triennio 20092011 la stessa ha ragguagliato un importo OCM Vino - Misura ristrutturazione e riconversione vigneti anno Domande (n.) Superficie (Ha) Importo (€) Richieste Pagate Richiesta Pagata Richiesto Pagato 2009 1.141 1.069 3.057,65 2.766,89 27.224.243,74 24.877.865,53 2010 373 353 1.251,41 1.198,38 11.542.741,20 10.751.190,33 28.401.888,90 2011 1.326 1.244 3.235,73 3.054,16 30.170.910,30 2012 948 869 2.620,56 2.382,01 24.189.771,05 21.836.184,89 2013 966 945 2.391,43 2.366,07 22.021.681,01 21.858.894,06 Fonte: elaborazioni su dati Regione Siciliana - Assessorato dell’agricoltura, dello sviluppo rurale e della pesca mediterranea 137 complessivo di 7,3 milioni di euro. La misura investimenti, rivolta ad interventi a favore della trasformazione e commercia- lizzazione, nelle ultime due campagne (20112013) ha comportato pagamenti per un importo complessivo di 26 milioni di euro. Per la promozione nei paesi extra CE l’importo erogato dall’OCM vino, per la campagna 2011-2012, è stato pari a 4.975.741 euro. OCM Vino - Misura vendemmia verde Campagna Domande (n.) Superficie richiesta (Ha) 2009-2010 3.117 2010-2011 2011-2012 Superficie viticola pagata (Ha) Importo pagato (€) Tavola DOC IGT TOTALE 9.176,52 3.431,40 199,28 5.191,42 8.822,10 14.371.087,50 4.516 13.904,19 4.696,77 301,93 8.295,85 13.294,56 21.751.980,73 1.205 3.158,78 337,01 183,95 2.428,12 2.949,09 5.001.230,74 Importo pagato anticipi biennali (€) Richieste saldi biennali (€) Fonte: Assessorato dell’agricoltura, dello sviluppo rurale e della pesca mediterranea OCM Vino - Investimenti Campagna 2011-2012 Richieste Progetti annuali Importo pagato (€) anticipi biennali (n.) (n.) 19 2.193.003,00 2012-2013 31 5.662.249,00 Totale 50 7.855.252,00 Fonte: Assessorato dell’agricoltura, dello sviluppo rurale e della pesca mediterraneaa 138 28 Importo pagato Totale anno (€) saldi biennali (€) 2.782.737,00 2.782.737,00 4.975.740,00 53 15.507.044,00 21.169.293,00 53 15.507.044,00 26.145.033,00 I pagamenti per l’OCM Ortofrutta nel 2012 hanno raggiunto complessivamente 18,3 milioni di euro e hanno riguardato 45 OP, mentre per il comparto olivicolo hanno ragguagliato 2,6 milioni di euro a favore di 17 OP per interventi di “Miglioramento dell’impatto ambientale in olivicoltura” e di “Miglioramento della qualità della produzione di olio d’oliva e delle olive da tavola”. I pagamenti per l’OCM Apicoltura, che prevede azioni dirette a migliorare la produzione e commercializzazione del miele, nella campagna 2013/2014, sono stati di 397.426 euro. OCM Vino - Arricchimento mosti Anno Domande (N.) Mosto concentrato (hl) Mosto concentrato rettificato (hl) Importo pagato (€) 2009 28 3.232,81 36.876,63 4.499.058,83 2010 16 2.129,00 16.778,28 2.016.186,44 2011 10 1.552,00 6.841,03 838.245,73 Totale 7.353.491,00 Fonte: Assessorato dell’agricoltura, dello sviluppo rurale e della pesca mediterranea 139 PAC IN SICILIA: Ii PILASTRO Il Programma di Sviluppo Rurale (PSR) della Sicilia, approvato con Decisione Comunitaria ai sensi del Reg. (CE) 1698/2005, ha l’obiettivo di “migliorare la competitività e l’attrattività delle zone rurali della regione come luogo in cui investire, lavorare, creare nuovi e migliori posti di lavoro nonché vivere con uguali opportunità rispetto ad altre zone”. Come di seguito evidenziato, il Programma si articola in tre Assi strategici e in un quarto di natura metodologica, che viene attuato, sulle misure dell’Asse 3, secondo l’approccio LEADER attraverso i Gruppi di Azione Locale (GAL). • Asse 1 “Miglioramento della competitività del settore agricolo e forestale”; • Asse 2 “Miglioramento dell’ambiente e dello spazio rurale”; • Asse 3 “Qualità della vita nelle zone rurali e diversificazione dell’economia rurale”; • Asse 4 “Attuazione dell’approccio LEADER”. Secondo le indagini del valutatore indipen- 140 dente del PSR, realizzate nell’ambito di un approfondimento tematico sulle misure rivolte ai giovani, sono 5.435 gli imprenditori agricoli con età inferiore a 40 anni che hanno beneficiato del sostegno del Programma. Essi rappresentano il 20,5% dei giovani conduttori agricoli (26.395 soggetti) rilevati in Sicilia con il 6° Censimento Generale dell’Agricoltura dell’ISTAT. Si evidenzia, inoltre, che su un totale di 21.965 domande di aiuto da parte di imprese agricole, ben il 39,2% è riconducibile a giovani Attuazione PSR Sicilia 2007-2013 al 31 dicembre 2013 (mln di euro) 1000 900 800 700 600 500 400 Programmato 300 Speso 200 100 0 Asse 1 Asse 2 Asse 3 Asse 4 Assistenza tecnica Fonte: elaborazioni su dati Regione Siciliana - Assessorato dell’agricoltura, dello sviluppo rurale e della pesca mediterranea Domande di aiuto del PRS da parte di imprese agricole per misura e incidenza giovani, 2012 Imprese agricole beneficiarie del PSR Misure Imprese individuali Imprese associate Imprese agricole giovani beneficiarie del PSR Totale Imprese giovani % su imprese bene- % sul totale imprese ficiarie giovani 112 1.284 369 1.653 1.653 100,0 19,2 114 1.862 188 2.050 890 43,4 10,3 121 2.220 329 2.549 1.481 58,1 17,2 132 2.388 145 2.533 932 36,8 10,8 211 2.628 179 2.807 963 34,3 11,2 212 745 65 810 274 33,8 3,2 213 641 59 700 224 32,0 2,6 214 5.967 603 6.570 1.686 25,7 19,6 216 1.365 73 1.438 227 15,8 2,6 0,7 221 181 10 191 63 33,0 311 281 75 356 132 37,1 1,5 312 87 65 152 74 48,7 0,9 Altre Totale 58 98 156 19 12,2 0,2 19.707 2.258 21.965 8.618 39,2 100,0 Fonte: elaborazioni su dati Agriconsulting – Regione Siciliana 141 imprenditori con età inferiore a 40 anni. Oltre il 50% di questi giovani aderisce a due o più misure, anche grazie alle combinazioni di interventi previste dal “Pacchetto giovani”. Al 31 dicembre 2013, il PSR della Sicilia ha attivato tutte le 32 misure previste. Come nelle annualità precedenti, nell’ultimo quadrimestre del 2013 il PSR ha conseguito una forte accelerazione della spesa, superando con ampio margine (+15,3 milioni di euro) il livello minimo (167,3 milioni di euro) di quota del Fondo Europeo di Sviluppo Rurale (FEASR) previsto per l’anno al fine di evitare il disimpegno automatico delle risorse finanziarie europee. Considerato il periodo 2007-2013, l’avanzamento finanziario ha raggiunto, grazie all’ottima performance dell’Asse 2, il 64,0% della spesa totale programmata (pari a circa 2.172,4 milioni di euro, come da piano finanziario del PSR Sicilia 2007-2013 v6). Nel complesso, considerato l’insieme delle spese ordinarie e quelle sostenute con le risorse supplementari dell’Health Check (HC) e del Recovery Plan (RP), sono stati erogati oltre 1.389,7 milioni di euro di spesa pubblica certificata (quota statale + regionale + FEASR); mentre i pagamenti dell’anno ammontano a 316,4 milioni di euro. In merito alla sola quota FEASR, a partire dall’inizio della programmazione sino a di- Lo stato di attuazione del PSR Sicilia 2007-2013 al 31 dicembre 2013 (euro) Stato + Regione FEASR Totale speso Asse 1 284.448.874,46 226.483.220,61 510.932.095,07 Asse 2 210.809.900,09 541.529.482,37 752.339.382,46 927.453.393 81,1 Asse 3 41.878.710,93 56.719.351,16 98.598.062,09 238.183.099 41,4 Asse 4 7.801.617,92 10.773.662,88 18.575.280,80 120.121.206 15,5 Assistenza Tecnica 2.996.405,77 6.287.963,38 9.284.369,15 24.770.155 37,5 547.935.509,17 841.793.680,40 1.389.729.189,57 2.172.386.232 64,0 Totale Fonte: elaborazioni su dati Regione Siciliana - Assessorato dell’agricoltura, dello sviluppo rurale e della pesca mediterranea 142 Totale programmato Avanzamento sul totale programmato (%) 59,3 Assi 861.858.379 cembre 2013 sono stati erogati oltre 841,7 milioni di euro, di cui il 21,7% nell’anno 2013. La quota FEASR rappresenta il 60,5% del totale speso. I dati di spesa pubblica cumulata al 2013 indicano l’elevato impatto che ha avuto l’Asse 2 sull’attuazione finanziaria del PSR. L’azione di traino esercitata dall’Asse appare evidente, in particolare, nel confronto tra quanto speso a consuntivo e quanto programmato. L’analisi dell’avanzamento della spesa pubblica cumulata al 2013 delle risorse HC e RP evidenzia un palese recupero dell’Asse 2, dovuto principalmente all’attivazione della misura 213 “Indennità Natura 2000”, con 6,3 milioni di euro di pagamenti nel corso dell’anno. Rispetto all’anno precedente, invece, è rimasta invariata la performance di spesa dell’Asse 3 e, in particolare, della sottomisura 321/B “Reti tecnologiche di informazione e comunicazione (ICT)”. Infatti, la capacità di spesa degli interventi RP per la realizzazione di infrastrutture di banda larga nelle aree rurali in digital divide è rimasta ferma al 45,4%. Attuazione PSR Sicilia 2007-2013 al 31 dicembre 2013. Risorse HC e RP (mln di euro) Assi Asse 2 Stato + Regione FEASR Totale speso Totale programmato 5.789.029,64 8.683.544,46 14.472.574,10 25.571.667,00 Avanzamento sul totale programmato (%) 56,6 Asse 3 4.612.298,80 6.918.448,20 11.530.747,00 25.408.334,00 45,4 Totale 10.401.328,44 15.601.992,66 26.003.321,10 50.980.001,00 51,0 Fonte: elaborazioni su dati Regione Siciliana - Assessorato dell’agricoltura, dello sviluppo rurale e della pesca mediterranea 143 sviluppo locale LEADER IN SICILIA NEL 2007/2013 L’Asse 4 “Attuazione dell’approccio Leader” del Programma di Sviluppo Rurale Sicilia 2007-2013 si pone l’obiettivo di rafforzare la capacità progettuale e di governance locale attraverso la realizzazione di alcuni interventi finalizzati al miglioramento della qualità della vita nelle zone rurali e alla diversificazione delle attività economiche. Scopo ultimo è la creazione e il consolidamento delle opportunità occupazionali e la riduzione del fenomeno di abbandono delle aree rurali. Nell’ambito di tale Asse, la progettazione e la realizzazione di interventi per lo sviluppo locale sono affidati a Gruppi di Azione Locale (GAL), ossia a partenariati pubblico/privati aggregati, rappresentativi delle diverse realtà socio-economiche del territorio e, in particolare, dei settori interessati dalla strategia di sviluppo locale prevista e illustrata in appositi Piani di Sviluppo Locale (PSL). Nell’ambito dell’Asse 4 sono state attivate la Misura 431 “Gestione dei Gruppi di 146 Carta dei GAL finanziati nell’ambito del PSR Sicilia 2007/2013 Fonte: Regione Siciliana, Assessorato dell’agricoltura, dello sviluppo rurale e della pesca mediterranea GAL finanziati nell’ambito del PSR Sicilia 2007/2013 – numero dei Comuni e distribuzione per provincia ME AG Provincia CL EN CT RG SR 29 - - 2 2 - - - 33 - 46 - - - - - - 46 - - 4 - - - 16 - - 20 - - - - 1 - 11 - - 12 Terre del Nisseno - - - - 16 - - - - 16 Sicani - 7 - 25 - - - - - 32 15 Denominazione GAL TP PA I.S.C. Madonie - Peloritani: terre dei miti e della bellezza - Terre dell’Etna e dell’Alcantara Kalat Totale Natiblei - - - - - - 4 3 8 Golfo di Castellammare 1 6 - - - - - - - 7 Metropoliest - 14 - - - - - - - 14 Rocca di Cerere - - - - 1 15 - - - 16 Terre Normanne - 18 - - - - - - - 18 Leader Sicilia Centro Meridionale - - - 10 - - - - - 10 Elimos 14 - - - - - - - - 14 Etna - - - - - 2 8 - - 10 5 Eloro - - - - - - - - 5 Isole di Sicilia 2 1 4 1 - - - - - 8 Nebrodi Plus - - 44 - - - - - - 44 Fonte: elaborazioni su dati Regione Siciliana - Assessorato dell’agricoltura, dello sviluppo rurale e della pesca mediterranea 147 Azione Locale, acquisizione di competenze e animazione”, la Misura 413 “Attuazione di strategie di sviluppo locale - Qualità della vita/diversificazione” e, successivamente, la Misura 421 “Cooperazione interterritoriale, interregionale, transnazionale”. I GAL finanziati nell’ambito del PSR Sicilia 2007/2013 sono 17 (D.D.G. n. 589 del 16/06/2010 e D.D.G. del 20/10/2011). Ogni GAL è dotato di un Ufficio di Piano composto almeno da: • un responsabile di piano (RdP), con funzioni di coordinamento e direzione delle attività del GAL, che sia responsabile delle attività di monitoraggio e funga da supporto tecnico per l’attività dell’Organo decisionale; • un responsabile amministrativo e finanziario (RAF), con funzioni di segretario dell’Organo decisionale del GAL e di responsabile della corretta e regolare applicazione delle procedure e del controllo della spesa; • una struttura tecnico-amministrativa- 148 Dati finanziari dei Piani di Sviluppo Locale approvati, 2014 Denominazione GAL Importo quota pubblica (€) PSL Misura 431 Misura 413 Elimos 5.434.176,00 905.696,00 4.528.480,00 Eloro 4.920.000,00 820.000,00 4.100.000,00 Etna 6.245.479,80 1.040.913,30 5.204.566,50 Golfo di Castellammare 5.583.960,00 930.660,00 4.653.300,00 I.S.C. Madonie 6.620.950,00 940.250,00 5.680.700,00 Isole di Sicilia 4.000.000,00 666.667,00 3.333.333,00 Kalat 6.532.896,00 1.088.816,00 5.444.080,00 Leader Sicilia Centro Meridionale 7.196.880,00 1.199.480,00 5.997.400,00 Metropoliest 6.798.336,00 1.133.056,00 5.665.280,00 Natiblei 5.043.600,01 840.600,00 4.203.000,01 Nebrodi Plus 7.607.860,30 1.287.258,33 6.320.601,97 Peloritani: terre dei miti e della bellezza 6.254.580,00 1.042.430,00 5.212.150,00 Rocca di Cerere 6.947.328,00 1.157.888,00 5.789.440,00 Sicani 6.646.608,00 1.107.768,00 5.538.840,00 Terre del Nisseno 6.503.400,00 1.082.516,00 5.420.884,00 Terre dell’Etna e dell’Alcantara Terre Normanne 7.111.680,00 7.047.120,00 1.185.280,00 1.174.520,00 5.926.400,00 5.872.600,00 Fonte: elaborazioni su dati Regione Siciliana - Assessorato dell’agricoltura, dello sviluppo rurale e della pesca mediterranea Dati finanziari afferenti alla Misura 413 distinti per tipologia di interventi e modalità di attuazione, 2014 Denominazione GAL Importo quo- Interventi di attuazione, tramite approccio Leader, delle Misure ta pubblica 312, 313, 321, 322 e 323 dell’Asse 3 del PSR Sicilia 2007/2013 Misura 413 a regia GAL importo quota a bando importo quota (€) (n.) pubblica (€) (n.) pubblica (€) Elimos Eloro Etna Golfo di Castellammare I.S.C. Madonie Isole di Sicilia Kalat Leader Sicilia Centro Meridionale Metropoliest Natiblei Nebrodi Plus Peloritani: terre dei miti e della bellezza Rocca di Cerere Sicani Terre del Nisseno Terre dell’Etna e dell’Alcantara Terre Normanne 4.528.480,00 4.100.000,00 5.204.566,50 4.653.300,00 5.680.700,00 3.333.333,00 5.444.080,00 5.997.400,00 5.665.280,00 4.203.000,01 6.320.601,97 5.212.150,00 5.789.440,00 5.538.840,00 5.420.884,00 5.926.400,00 5.872.600,00 5 3 8 3 2 2 3 1 2 2 1 1 2 2 678.480,00 336.483,28 150.000,00 297.000,00 342.500,00 650.000,00 439.376,00 260.704,00 406.242,25 272.218,97 200.000,00 40.000,00 345.968,13 245.000,00 5 7 4 6 3 5 6 3 8 2 4 4 9 5 7 4 4 3.450.000,00 4.100.000,00 4.868.083,22 4.503.300,00 4.906.305,85 2.990.833,25 4.394.080,00 5.558.024,00 5.000.000,00 3.796.757,76 6.048.383,00 4.300.000,00 5.589.440,00 4.724.877,95 5.380.884,00 5.580.431,87 5.627.600,00 Azioni aggiuntive a regia GAL (n.) a bando (n.) importo quota pubblica (€) 1 1 - 1 1 1 - 400.000,00 477.394,15 400.000,00 325.000,00 813.392,05 - Fonte: elaborazioni su dati Regione Siciliana - Assessorato dell’agricoltura, dello sviluppo rurale e della pesca mediterranea 149 finanziaria, composta da almeno 3 risorse e avente, tra le altre, funzioni di segreteria operativa del GAL, di animazione territoriale e di supporto tecnico alle attività svolte sia dal GAL che dai beneficiari finali. Attraverso l’approccio Leader ai GAL è stata data l’opportunità di attivare, anche parzialmente (singole azioni) le misure dell’Asse 3 “Qualità della vita nelle zone rurali e diversificazione dell’economia rurale”, di seguito elencate: • 312 “Sostegno alla creazione e allo sviluppo di microimprese”; • 313 “Incentivazione di attività turistiche”; • 321 “Servizi essenziali per l’economia e la popolazione rurale”; • 322 “Sviluppo e rinnovamento dei villaggi”; • 323 “Tutela e riqualificazione del patrimonio rurale”; nonché altre azioni concorrenti al raggiungimento degli obiettivi dell’Asse (c.d. “azioni aggiuntive”). Elenco provvisorio dei progetti di cooperazione interterritoriale e transnazionale ammissibili a finanziamento, 2014 GAL Capofila Nebrodi Plus Titolo del progetto Importo del progetto (€) Cooperazione interterritoriale Su. Art. 500.000,00 Social Market 499.990,00 Rocca di Cerere La campagna curri 500.000,00 X Terre Normanne Il buon gusto Mediterraneo 500.000,00 X Terre del Nisseno Patos 489.300,00 X Le vie dell’acqua e dell’aria 500.000,00 Elimos Isole di Sicilia Fonte: elaborazioni su dati Regione Siciliana - Assessorato dell’agricoltura, dello sviluppo rurale e della pesca mediterranea 150 transnazionale X X X I PSL si fondano su aspetti peculiari del territorio e puntano sulla messa in rete e sulla valorizzazione delle eccellenze e delle risorse locali, nonché sulla soluzione di problemi specifici, anche attraverso l’introduzione di attività innovative. Gli interventi previsti nei Piani possono essere attuati: • “a regia GAL”, ossia direttamente dal GAL tramite risorse e personale proprio, e/o “a regia in convenzione”, ossia affidando apposito incarico a soggetti terzi, nel caso in cui gli interventi presentino caratteristiche di spiccata specificità; • “a bando”, ossia affidando la progetta- zione e la realizzazione dell’intervento a soggetti diversi dal GAL. Dall’analisi dell’attuazione dei PSL si evince che a fronte di oltre 120 interventi previsti 86 sono stati attivati tramite bandi pubblici, e di questi 19 con manifestazione di interesse. Con riguardo alla Misura 421 “Cooperazione interterritoriale, interregionale, transnazionale”, nel settembre del 2013 è stato approvato il bando per la selezione dei progetti (D.D.G. n. 955 del 20/09/2013). Per i progetti di cooperazione interterritoriale è stato richiesto un partenariato di almeno 3 GAL appartenenti alla Regione Siciliana e di almeno 1 GAL non appartenente alla Sicilia in qualità di partner senza cofinanziamento. Per progetti di cooperazione transnazionale è stata richiesta la presenza contemporanea di almeno 3 GAL siciliani, dei quali uno assume la qualifica di unico soggetto beneficiario e responsabile nei confronti dell’Autorità di Gestione del PSR. Entro il 31/12/2013, termine ultimo previsto dal bando, sono stati presentati 12 progetti di cooperazione e di questi 6 sono risultati ammissibili a finanziamento (D.D.G. n. 1387 del 13/05/2014). 151 DISTRETTI PRODUTTIVI, RURALI E AGROALIMENTARI In Sicilia i distretti produttivi, rurali e agroalimentari sono oggetto di diversa disciplina e si attestano su diversi livelli di attuazione. Infatti, nel corso degli ultimi anni hanno trovato concreta attuazione soltanto i distretti produttivi, mentre i distretti rurali sono stati esclusivamente definiti a livello normativo e per quelli agroalimentari sono stati determinati disciplina e modalità di attuazione dei relativi interventi. Con riguardo ai distretti produttivi, l’art. 56 della L.R. n. 17 del 28/12/2004, integrato dall’art. 15 della L.R. n. 20 del 22/12/2005, dispone che l’Assessore regionale alla Cooperazione, al Commercio, all’Artigianato e alla Pesca, (oggi Attività produttive), al fine di promuovere lo sviluppo del sistema produttivo, adotta con proprio decreto le modalità e i criteri per il loro riconoscimento (D.A. n. 152 del 01/12/2005, modificato con D.A. n. 179/12S del 06/02/2008). Il distretto produttivo, quale forma pri- 152 vilegiata di sviluppo localizzato, rappresenta un importante strumento di governance territoriale e settoriale in grado di conferire alle imprese maggiore competitività. Alla formazione di un distretto possono concorrere: •enti locali territoriali, autonomie funzionali, istituzioni pubbliche e private riconosciute e attive nel campo dell’istruzione e della formazione professionale, Università e la Regione Siciliana; •imprese con sede, anche operativa, nel territorio regionale; •associazioni di categoria; •enti ed associazioni pubblici e privati, consorzi, fondazioni, aziende speciali, società a partecipazione pubblica, che svolgono attività nell’ambito della promozione, della ricerca dell’innovazione, finalizzate allo sviluppo del sistema produttivo; •associazioni non formalizzate, come le associazioni temporanee di imprese (A.T.I.), le associazioni temporanee di imprese ed enti (A.T.I.E.), le associazioni permanenti di imprese (A.P.I.) e le associazioni permanenti di imprese ed enti (A.P.I.E.). La capacità del sistema di imprese e istituzioni locali di sviluppare una progettualità strategica “si esprime in un Patto per lo sviluppo del distretto, conforme agli strumenti legislativi e programmatori regionali vigenti”. I requisiti minimi per l’individuazione dei distretti produttivi sono indicati dall’art. 56 della L.R. n. 17/2004 e sono stati ulteriormente precisati e integrati dall’art. 3 del D.A. n. 152/2005, modificato dal D.A. n. 179/2008, come si evince dalla tabella. Il Patto di sviluppo distrettuale “è un documento programmatico, di durata triennale, che evidenzia i contenuti delle azioni che il distretto propone di attuare per lo sviluppo della propria realtà produttiva”. La valutazione dei Patti di Sviluppo Distrettuale avviene sulla base di criteri espressamente definiti (art. 8 del D.A. n. 152, integrato dal D.A. n. 17), quali: •grado di completezza della filiera verticale; •grado di innovatività delle azioni proposte dal Patto, comprovato da ori- ginalità dei prodotti e/o dei processi produttivi; •numerosità (oltre la soglia di ammissibilità) e concentrazione territoriale delle imprese aderenti al distretto; •conformità agli strumenti legislativi e programmatori regionali vigenti e livello di integrazione con tutte le iniziative per lo sviluppo del territorio previste dai programmi di sviluppo locale (ASI, PIT, Patti territoriali, Contratti d’area, Leader e altri strumenti di programmazione negoziata) e di internazionalizzazione dell’economia siciliana, nonché con le strategie territoriali dei programmi regionali Requisiti per il riconoscimento di distretti produttivi requisiti previsti dall’art. 56, comma secondo, L.R. n. 17 del 28/12/2004 requisiti previsti dall’art. 3 del D.A. n. 152 del 01/12/2005, modificato dal D.A. n. 179/12S del 06/02/2008 connotarsi come filiera produttiva verticale o orizzontale, possibilmente anche con eventuali dislocazioni in aree transnazionali caratterizzate da vantaggi localizzativi e competitivi numero di imprese artigiane e piccole e medie imprese non inferiore a 150 numero di imprese, non inferiore a 50, operanti in aree che già presentino elevata densità imprenditoriale, anche in sistemi di specializzazione integrata come i consorzi di imprese numero di addetti complessivo non inferiore a 150 elevato grado di integrazione produttiva e di servizio (ex art. 56 L.R.) documentabile dall'analisi organizzativa delle catene di fornitura riscontrabile per almeno un terzo delle imprese aderenti al patto e desumibile sulla base della dichiarazione effettuate dai soggetti proponenti (ex art. 3 D.A.) saper esprimere capacità di innovazione, comprovata dalla presenza di imprese leader nei singoli settori saper esprimere capacità di innovazione tecnologica, comprovata dai relativi processi di produzione o dalla presenza di imprese leader nei singoli settori, nonché dalla presenza di istituzioni formative specifiche o centri di documentazione sulla cultura locale del prodotto e del lavoro 153 Patti di sviluppo distrettuale ammessi dal 2007 ad 2014 ammessi con D.A. n. 546 del 16/03/2007 1. Distretto regionale dei lapidei di pregio (TP) 2. CO.S.VA.P. Distretto produttivo della pesca industriale (TP) 3. Ortofrutticolo di qualità del Val di Noto (SR) 4. Distretto produttivo Etna Valley Catania (CT) 5. Distretto Produttivo dell’Arancia Rossa (CT) 6. Olivicolo Sicilia Terre d’Occidente (TP) 7. Distretto della Ceramica di Caltagirone (CT) 8. Vitivinicolo della Sicilia Occidentale (TP) 9. Orticolo del Sud Est Sicilia (RG) 10. Distretto produttivo della Meccanica (SR) 11. Distretto Unico Regionale Cerali- SWB (EN) 12. Distretto Produttivo della Nautica da Diporto (PA) 13.Distretto Nautico dei due Mari (ME) 14. Distretto Produttivo Vitivinicolo Siciliano (PA) 15. Distretto produttivo della Pietra Lavica (CT) 16. Distretto Produttivo delle Ceramiche Siciliane (ME) 17. Distretto dell’Uva da tavola Siciliana – IGP Mazzarrone (CT) 18. Meccatronica (PA) 19. Distretto Produttivo Sicilia Orientale- Filiera del Tessile (CT) 20. Distretto regionale della Plastica (SR) 21. Distretto della filiera della Pesca e del Pescaturismo – Sicilia (TP) 22. Distretto Produttivo della Logistica (PA) 23. Distretto del florovivaismo siciliano (ME) Patti di Sviluppo Distrettuale ammessi con D.A. n. 611 del 27/12/2011 1. Distretto Produttivo Avicolo (RG) 2. Distretto Produttivo Arancia di Ribera (AG) 3. Distretto Produttivo Eda – Eco Domus (AG) 4. Distretto Produttivo del Ficodindia del Calatino del Sud Simeto (CT) 5. Distretto Produttivo Lattierio Caseario (RG) 6. Dolce Siciliano (ME) 7. Distretto Produttivo del Legno e dei Complementi d’Arredo (CT) 8. Patto della Filiera della Carne Bovina (PA) Fonte: elaborazioni su dati Regione Siciliana - Assessorato dell’agricoltura, dello sviluppo rurale e della pesca mediterranea 154 ammessi con D.A. 184 del 24/07/2013 1. Distretto Produttivo dell’Alluminio e Settori Collegati (RG) 2. Distretto Nautico del Mediterraneo (PA) 3. Distretto Produttivo del Benessere Termale (ME) finanziate dall’UE e dal Fondo Aree Sottoutilizzate (FAS); •la presenza, all’interno del Patto, di aziende in una posizione di leadership nazionale o regionale nel settore di riferimento; •numero di brevetti registrati dalle imprese sottoscrittrici del Patto; •l’esistenza di marchi di qualità dei prodotti già registrati o in via di registrazione all’interno del Distretto; •la presenza, all’interno del Patto, di istituzioni formative specifiche o di centri di documentazione sulla cultura locale del prodotto e del lavoro. Nel 2007 sono stati ammessi i primi 23 Patti di Sviluppo Distrettuale (D.A. n. 546 del 16/03/2007); ulteriori 8 Patti sono stati ammessi nel 2011 (D.A. n. 611 del 27/12/2011) e gli ultimi 3 nel 2013 (D.A. n. 184 del 24/07/2013). In Sicilia attualmente risultano riconosciuti 19 distretti produttivi, 9 dei quali sono stati rinnovati tra il 2011 e il 2013. Dei 19 distretti riconosciuti, 9 distretti afferiscono al settore agroalimentare e della pesca, e in particolare 2 riguardano il comparto ortofrutticolo (Agrumi di Sicilia, Ficodindia del Calatino Sud Simeto), 2 quello zootecnico (Avicolo, Carne bovina), 1 il settore cerealicolo (Distretto Unico Regionale dei Cereali - SWB), 1 il florovivaistico (Florovivaismo Siciliano), 1 il lattiero-caseario, 1 il settore ittico (Pesca Industriale - COSVAP) e 1 quello dolciario (Dolce Sicilia). Alcuni dei suddetti distretti, nel rispetto di quanto stabilito all’art. 6, commi 5 e 6, del D.A. n. 152/2005 e s.m.i., nascono dalla unificazione di diversi Patti di Sviluppo afferenti al medesimo settore, come nel caso del Distretto Dolce Sicilia che accorpa in sé il Distretto Produttivo Taormina Etna Filiera dell’Arte Pasticcera, il Distretto del Dolce Tipico Siciliano e il Distretto del Cannolo Siciliano. La distribuzione territoriale dei distretti denota come la partecipazione ad essi sia più affermata nei Comuni della provincia di Catania (coinvolti in 12 distretti), seguita dalle province di Messina, Palermo, Ragusa e Siracusa (i cui Comuni partecipano a 9 distretti). I distretti produttivi che registrano la più alta partecipazione di aziende private sono il distretto produttivo Dolce Sicilia, con 294 aziende concentrate tra le province di Catania (82), Agrigento (48) e Palermo (42), e il distretto produttivo lattiero-caseario, con 254 aziende ubicate prevalentemente nelle province di Ragusa (95), Agrigento (77) e Palermo (65). Seguono i distretti produttivi Carne bovina, con 118 aziende distribuite tra le province di Palermo (63) ed Enna (51), Pesca industriale – COSVAP, con 104 aziende quasi tutte con sede operativa in provincia di Palermo (84), e Agrumi di Sicilia, con 103 aziende ubicate prevalentemente in provincia di Catania (51). Per quanto riguarda i distretti rurali e 155 Distretti produttivi riconosciuti in Sicilia ad aprile 2014 Denominazione Tipologia/ comparto Area interessata Province interessate Soggetto capofila Partenariato N. Comuni coinvolti Atto di riconoscimento Agrumi di Sicilia Ortofrutticolo area centrale e sud orientale della Sicilia Catania, Siracusa, Enna Consorzio Distretto Produttivo Arancia Rossa – S.C.a r.l. Enti locali, Provincia, Associazioni di categoria, Associazioni, Università di CT, Centri di ricerca regionali, Eurispes, Consorzi di tutela, GAL, Imprese private 11 D.A. n. 614 del 27 DIC 2011, modificato con D.A. n. 894 del 18/09/2012 e D.A. n. 174 del 17/07/2013 Avicolo Zootecnico area sud orientale della Sicilia Ragusa e Siracusa - Ente locale, Provincia, Associazioni di categoria, Consorzi di ricerca regionali, Consorzio Universitario di RG, IRIPA Sicilia, Associazioni, Consorzi, Imprese private 1 D.A. n. 743 del 22/03/2012 Alluminio Industria dell’alluminio area centrale e sud orientale della Sicilia Ragusa, Siracusa Catania e Enna Consorzio per l’Area di Sviluppo Industriale di Ragusa Imprese private - D.A. n. 360 del 30/01/2014 Benessere Termale Termale Comune di Alì Terme (ME) Enti locali, Consorzio di promozione turistica Val d’Agrò, Imprese private 10 D.A. n. 361 del 30/01/2014 Associazione Distretto Produttivo sulla “Filiera delle carni bovine delle aree interne di Sicilia” Enti locali, Ente Parco delle Madonie, Consorzi di ricerca regionali, Parco Scientifico e Tecnologico, Associazioni, Imprese private 25 D.A. n. 744 del 22/03/2012 - D.A. 195/12S del 06 Febbraio 2008 - D.A. n. 746 del 22/03/2012 area occidentale e Agrigento, Catania, orientale della Sicilia Messina, Palermo, Trapani Carne bovina Zootecnico aree interne Palermo Cereali - SWB Cerealicolo intero territorio regionale Enna Dolce Sicilia Dolciario intero territorio regionale Messina, Palermo, Siracusa e Catania Società Consortile a r.l. Associazioni di categoria, Centri di ricerca, Enti di Distretto Unico regionale formazione, Imprese private Cereali - SWB - Associazioni di categoria, CNA di ME e PA, FEAPI, Imprese private segue 156 >> segue Denominazione Tipologia/ comparto Area interessata Province interessate Soggetto capofila Partenariato N. Comuni coinvolti Atto di riconoscimento Eda - EcoDomus Edilizia e Agrigento, Siracusa, Caltaarea occidentale e sud fonti energetiche nissetta, Catania, Ragusa, orientale della Sicilia rinnovabili Trapani e Palermo Ordine degli Architetti della Provincia di Agrigento Istituto di credito, Imprese private - D.A. n. 745 del 22/03/2012 Etna Valley Agrigento, Siracusa, CaltaIndustria - ITC area occidentale e sud nissetta, Catania, Ragusa, Hi Tech orientale della Sicilia Trapani e Palermo Ordine degli Architetti della Provincia di Agrigento Istituto di credito, Imprese private - D.A. n. 745 del 22/03/2012 Ficodindia del Calatino Sud Simeto Ortofrutticolo Florovivaismo Siciliano Florovivaistico Lapidei di Pregio Lattiero-Caseario Artigianato industriale area centrale della Sicilia Enna e Caltanissetta Agenzia di Sviluppo Integrato s.p.a Enti locali, Assessorato regionale dell’agricoltura - U.O. Caltagirone, Associazioni di categoria, Consorzi di tutela, Istituto di credito, Slow food, Istituti di formazione, Imprese private 10 D.A. n. 786 del 20/04/2012 intero territorio regionale Messina e Catania - Enti locali, Provincia, CCIAA di ME, Associazioni di categoria, Ordine degli Agronomi di ME, Associazioni, Imprese private 3 D.A. n. 183 del 06/02/2008, riproposto con D.A. n. 836 del 17/07/2012 e integrato con D.A. n. 111 del 22/05/2013 Trapani e Ragusa - Associazioni di categoria, Parco Scientifico e Tecnologico della Sicilia, Imprese private - D.A. 195/12S del 06/02/2008, rinnovato con D.A. n. 835 del 17/07/2012 e integrato con D.A. n. 05 del 14/01/2013 Palermo, Agrigento, Caltanissetta, Ragusa Provincia Regionale di Ragusa Assessorato regionale dell’agricoltura – U.O. Modica, Enti locali, Provincia, Università di PA, Consorzio Universitario di RG, Consorzi di ricerca regionali, Enti di formazione, GAL, ARISE, Associazioni di categoria, Consorzi, Associazioni, CCIAA di RG, Imprese private 3 D.A. n. 787 del 20/04/2012, integrato con D.A. n. 173 del 17/07/2013 Trapani e Ragusa intero Lattiero- Caseario territorio regionale segue 157 >> segue Denominazione Tipologia/ comparto Area interessata Province interessate Soggetto capofila Partenariato N. Comuni coinvolti Atto di riconoscimento Legno e Componenti di arredo Artigianato industriale area centro-orientale della provincia di Catania Catania - Imprese private - D.A. n. 742 del 22/03/2012 Meccanica Industriaw Meccanica area sud orientale della Sicilia Siracusa, Catania, Ragusa, Messina e Caltanissetta - Consorzi, Imprese private - D.A. n. 186 del 06/02/2008 Meccatronica Industria Meccatronica intero territorio regionale Palermo, Agrigento, Caltanissetta, Catania, Messina, Ragusa, Siracusa - Associazioni di categoria, Ordine degli Ingegneri di PA, Associazioni, Consorzi, Imprese private - D.A. n. 198 del 06/02/2008, rinnovato con D.A. n. 615 del 27/12/2012 Nautico del Mediterraneo Industria - Nautica intero territorio regionale Palermo, Messina, Catania, Siracusa, Ragusa, Agrigento e Trapani - Provincia, Autorità Portuale di PA, Associazioni di categoria, Università degli Studi di PA, CCIAA di PA, Associazioni, Consorzi, Imprese private - D.A. n. 359 del 30/01/2014 Pesca Industriale COSVAP Ittico Sicilia Occidentale e costa nord-africana (Libia e Tunisia) Trapani e Palermo - Lega Navale Italiana, Centri di ricerca regionali, Istituto Zooprofilattico Sperimentale Sicilia, CNR, Confederazioni sindacali, Enti di formazione, Associazioni, Imprese private - D.A. n. 182/12S del 06/02/2008 Pietra Lavica dell’Etna Artigianato industriale area dominata dal vulcano Etna Catania - Enti locali, Provincia di CT, Imprese private 2 D.A. n. 200 del 06/02/2008, rinnovato con D.A. n. 895 del 18/09/2012 Fonte: elaborazioni su dati Regione Siciliana - Assessorato dell’agricoltura, dello sviluppo rurale e della pesca mediterranea 158 agroalimentari di qualità, la loro individuazione è affidata alle regioni in base all’art. 13 del decreto legislativo n. 228 del 18 maggio 2001, che detta norme sull’orientamento e la modernizzazione del settore agricolo. In particolare, i distretti rurali sono definiti come “sistemi produttivi locali […] caratterizzati da un’identità storica e territoriale omogenea derivante dall’integrazione fra attività agricole e altre attività locali, nonché dalla produzione di beni o servizi di particolare specificità, coerenti con le tradizioni e le vocazioni naturali e territoriali”. I distretti agroalimentari di qualità, invece, sono definiti come “sistemi produttivi locali, anche a carattere interregionale, caratterizzati da significativa presenza economica e da interrelazione e interdipendenza produttiva delle imprese agricole e agroalimentari, nonché da una o più produzioni certificate e tutelate ai sensi della vigente normativa comunitaria o Distretti produttivi per provincia e area geografica Sicilia Centrale Sicilia Occidentale Sicilia Orientale Trapani Palermo Agrigento Caltanissetta Enna Catania Messina Ragusa Siracusa 0 2 4 6 8 10 12 Fonte: elaborazioni su dati Regione Siciliana - Assessorato dell’agricoltura, dello sviluppo rurale e della pesca mediterranea 159 con L.R. n. 20 del 22/12/2005 recante “misure per la competitività del sistema produttivo”, ha dato mandato all’Assessorato regionale per l’agricoltura e per le foreste (oggi dell’agricoltura, dello sviluppo rurale e della pesca mediter- nazionale, oppure da produzioni tradizionali o tipiche”. A tal proposito, va precisato che per i distretti rurali non è stata prevista alcuna disciplina specifica, mentre per i distretti agroalimentari la Regione Siciliana, ranea), di individuare modalità e criteri esclusivamente per il riconoscimento dei “distretti produttivi agroalimentari di comparto imperniati su un processo produttivo o su prodotti affini”. Ogni Distretto Agroalimentare di Quali- Distretti produttivi agricoli e della pesca: numero di aziende per distretto e distribuzione per provincia Denominazione TP PA ME AG CL EN CT Agrumi di Sicilia - 2 2 27 1 - Avicolo 1 - - - - - Carne bovina - 63 4 - - Cereali - SWB 1 1 1 - 1 Dolce Sicilia - 42 47 48 - Ficodindia del Calatino Sud Simeto - - - - Florovivaismo Siciliano 1 - 75 - Lattiero-Caseario 4 65 - 77 11 Pesca Industriale - COSVAP 84 6 - 10 1 Fonte: elaborazioni su dati Regione Siciliana - Assessorato dell’agricoltura, dello sviluppo rurale e della pesca mediterranea 160 RG SR Totale 51 - 20 103 2 51 7 61 51 - - - 118 20 26 - 3 53 17 82 24 34 294 22 18 12 2 1 55 1 - 13 1 - 91 - - 95 2 254 - 2 - 1 104 tà può operare nell’ambito di uno o più prodotti e/o processi produttivi relativi ad una sola delle filiere di seguito elencate, eccezion fatta per gli investimenti infrastrutturali per i quali possono essere proposte azioni comuni a più filiere. Filiere nelle quali devono operare i Distretti Agroalimentari di Qualità Filiere Prodotti filiera agrumicola arancia rossa, arancia bionda, limone, mandarini e agrumi minori filiera vitivinicola vino rosso, vino bianco, vino rosé, vini liquorosi, vini spumanti, frizzanti, grappe filiera carni carni bovine, suine, ovi-caprine, equine, cunicole, da allevamenti minori filiera cerealicola pasta, pane, altri prodotti da forno filiera apicola miele e derivati filiera frutticola uva, ficodindia, frutta fresca, frutta secca, piccoli frutti filiera lattiero casearia latte bovino, latte asinino, latte caprino, formaggi vaccini e bufalini, formaggi ovi-caprini filiera olivicolo-oleicola olio, oliva da mensa filiera orticola pomodoro, patata novella, carota, peperone, carciofo, altri ortaggi filiera delle proteaginose legumi per alimentazione umana filiera piante officinali frassino da manna, piante medicinali, aromatiche e cosmetiche filiera di produzioni soggette a disciplina tecnica biologico, integrato, ecc. Fonte: Regione Sicilia - D.A. n. 99092 del 18/005/2006 161 glossario glossario Agricoltura biologica: Sistema di gestione sostenibile dell’agricoltura per ottenere prodotti e alimenti di qualità nel rispetto dell’ambiente e della salute umana, ai sensi del Reg. (CE) n. 834/2007. Non prevede l’uso di fitofarmaci e fertilizzanti di sintesi, diserbanti, fitoregolatori, organismi geneticamente modificati, antibiotici e ormoni negli allevamenti zootecnici. Agriturismo: Rappresenta la più diffusa attività a valenza multifunzionale per le imprese agricole. Oltre a ricezione e ospitalità, rientrano fra le attività agrituristiche anche quelle ricreative, culturali e didattiche, di pratica sportiva, nonché escursionistiche e di ippoturismo, la degustazione e vendita di prodotti aziendali. I pasti e le bevande somministrati devono essere costituiti prevalentemente da prodotti dell’azienda o da aziende della zona, con preferenza per i prodotti 164 tipici, di qualità (DOP e IGP) e tradizionali. Attività secondarie: Per attività secondaria va intesa sia quella effettuata nell’ambito della branca di attività agricola e quindi non separabile, vale a dire agriturismo, trasformazione del latte, frutta e carne, sia quella esercitata da altre branche d’attività economiche nell’ambito delle coltivazioni e degli allevamenti (per esempio da imprese commerciali). Capacità d’impegno: Valore risultante dal rapporto tra gli impegni e gli stanziamenti di competenza. Verifica l’effettiva capacità di impegno dell’amministrazione a valutare l’attendibilità delle previsioni di competenza. Capacità di spesa: Rapporto tra i pagamenti e gli stanziamenti di competenza. Esprime la capacità di effettivo utilizzo delle risorse disponibili. Capacità di pagamento: Rapporto tra i pagamenti realizzati in un anno e gli impegni assunti. Conduttore: Responsabile giuridico ed economico dell’azienda. Può essere una persona fisica, una società o un Ente pubblico. Nel caso di colonia parziaria appoderata (mezzadria) come conduttore di azienda è considerato il mezzadro. Nel caso di soccida quale conduttore di azienda è considerato il soccidante. Consumi intermedi: Valore dei beni e dei servizi consumati quali input in un processo di produzione, escluso il capitale fisso il cui consumo è registrato come ammortamento. Derivano dalla somma dei costi specifici (inclusi i reimpieghi) e dei costi generali di produzione (costi non attribuibili specificatamente ad una singola produzione, quali manutenzioni ordinarie, energia, acqua, assicurazioni, utenze, ecc.) sostenuti nell’anno contabile di riferimento. Contributi alla produzione: Trasferimenti correnti che le amministrazioni pubbliche effettuano a favore dei produttori. Vengono classificati in: “Contributi ai prodotti”, “Altri contributi alla produzione” e “Contributi per altre attività economiche”. Con l’entrata in vigore nel 2005 della riforma della PAC e l’introduzione del pagamento unico per azienda è stata rivista la classificazione degli aiuti che prima confluivano nel prezzo base. Ora, solo la categoria “Contributi ai prodotti” rientra nella valutazione del prezzo base. DOC - Denominazione di Origine Controllata: È assegnata ai vini prodotti in zone delimitate (piccole e medie dimensioni) di cui portano il loro nome geografico. DOCG - Denominazione di Origine Controllata e Garantita: È assegnata ai vini di particolare pregio qualitativo, di notorietà nazionale e in- ternazionale pro Agricoltura biologica: Sistema di gestione sostenibile dell’agricoltura per ottenere prodotti e alimenti di qualità nel rispetto dell’ambiente e della salute umana, ai sensi del Reg. (CE) n. 834/2007. Non prevede l’uso di fitofarmaci e fertilizzanti di sintesi, diserbanti, fitoregolatori, organismi geneticamente modificati, antibiotici e ormoni negli allevamenti zootecnici. DOP - Denominazione di Origine Protetta: È assegnata ad un prodotto agricolo o alimentare originario di una regione, di un luogo determinato o, in casi eccezionali, di un paese, ai sensi del regolamento (CE) n. 510/2006, quando “le caratteristiche sono dovute essenzialmente o esclusivamente ad un particolare ambiente geografico, inclusi i fattori naturali e umani, e la cui produzione, trasformazione ed elaborazione avvengono nella zona geografica delimitata”. Extracomunitari soggiornanti: Cittadini stranieri extracomunitari in possesso di carta di soggiorno, ovvero di permesso di soggiorno per motivi di lavoro (subordinato o autonomo) o per motivi familiari (familiari in regola con il soggiorno). Famiglia del conduttore: L’insieme delle persone legate da vincoli di matrimonio, parentela, affinità, adozione, tutela o da vincoli affettivi, coabitanti con il conduttore dell’azienda agricola ed aventi dimora abituale nello stesso comune. FEAGA - Fondo europeo agricolo di garanzia: Creato nel settembre 2005 e operativo dall’inizio del 2007 (subentrando alla sezione “garanzia” del FEOGA) è destinato a cofinanziare varie operazioni, tra cui le esportazioni di prodotti agricoli verso i paesi terzi, le misure di intervento destinate a regolarizzare i mercati agricoli, i pagamenti diretti agli agricoltori. 165 FEASR - Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale: Nasce dall’incrocio tra le sezioni “orientamento” e “garanzia” del FEOGA ed è finalizzato alla promozione dello sviluppo rurale attraverso il miglioramento della competitività dei settori agricolo e forestale, dell’ambiente e del paesaggio rurale, della qualità della vita e attraverso la diversificazione dell’economia rurale. Forze di lavoro: Comprendono le persone occupate e quelle in cerca di occupazione (disoccupati, in cerca di prima occupazione e altre persone in cerca di occupazione). Grande distribuzione: L’impresa che possiede punti vendita operanti nella forma di supermercato, ipermercato, discount, grande magazzino, altra impresa specializzata di grande superficie. 166 Health Check (HC): È il cosiddetto processo di “valutazione dello stato di salute” della PAC attivato con lo scopo di verificarne l’applicazione e di apportare eventuali nuove modifiche. Esso è stato adottato dalla UE con decisione del Consiglio del 20 novembre 2008 e ha prodotto importanti novità e un flusso di nuove risorse sia per il primo che per il secondo pilastro. IGP - Indicazione Geografica Protetta: È assegnata a un prodotto agricolo o alimentare originario di una regione, di un luogo determinato o, in casi eccezionali, di un paese, ai sensi del regolamento (CE) n. 510/2006, quando “una determinata qualità, la reputazione o altre caratteristiche possono essere attribuiti all’origine geografica e la cui produzione e/o trasformazione e/o elaborazione avvengono nell’area geografica delimitata”. IGT - Indicazione Geografica Tipica: È assegnata ai vini le cui zone di pro- duzione sono generalmente ampie e con disciplinare produttivo poco restrittivo. L’indicazione può essere accompagnata da altre menzioni (vitigno, tipologia enologica, ecc.). Immobili confiscati, destinati e consegnati: Immobili che, con delibera del Consiglio direttivo dell’Agenzia Nazionale dei Beni Sequestrati e Confiscati alla criminalità organizzata (ANBSC), sono stati destinati ad essere mantenuti a patrimonio dello Stato per finalità di giustizia, ordine pubblico e di protezione civile, ovvero destinati ad essere trasferiti a patrimonio indisponibile del Comune ove il bene è sito oppure al patrimonio della Provincia o della Regione. In tal caso, l’iter, dalla confisca alla riassegnazione, è stato completato, anche se non è certo che il progetto di riutilizzo sia già attivo. Immobili confiscati, in gestione: Immobili le cui amministrazione e gestione sono di competenza dell’Agenzia Nazio- nale dei Beni Sequestrati e Confiscati alla criminalità organizzata (ANBSC) in forza del decreto definitivo di confisca. In questa fase l’Agenzia Nazionale non ha ancora destinato l’immobile. Immobili confiscati, destinati e non consegnati: Immobili ai quali sono stati assegnati finalità, uso e utilizzatore (associazioni, forze dell’ordine o gli stessi Comuni su cui quei beni ricadono) senza essere stati effettivamente consegnati al beneficiario. Si tratta, ad esempio di immobili occupati abusivamente, o gravati da ipoteche da parte di istituti bancari, ovvero in precarie condizioni e/o inagibili. Immobili confiscati, usciti dalla gestione: Immobili non più oggetto di gestione ed amministrazione da parte dell’Agenzia Nazionale dei Beni Sequestrati e Confiscati alla criminalità organizzata (ANBSC). Le cause dell’uscita possono essere: la revoca della confisca definitiva; le esecuzioni immobiliari; una vendita precedente al provvedimento di confisca definitivo; provvedimenti di espropriazione per pubblica utilità e/o demolizioni; cessione al proprietario di quote dell’immobile non confiscate; acquisizione da parte del Demanio. ti degli stanziamenti di competenza iscritti nei pertinenti capitoli ad esso assegnati del bilancio gestionale in corso. L’atto di impegno costituisce accantonamento delle relative somme per le spese individuate e determina l’indisponibilità delle medesime per altri scopi. Immobili non confiscati in via autonoma: Immobili non più oggetto della gestione e amministrazione da parte dell’Agenzia Nazionale dei Beni Sequestrati e Confiscati alla criminalità organizzata (ANBSC). Si tratta di aziende cancellate dal Rea (Registro delle imprese e repertorio economico e amministrativo), aziende liquidate, aziende la cui confisca definitiva è stata revocata, aziende vendute. Indice di vecchiaia: È il rapporto tra la popolazione di 65 anni e più e la popolazione di 0-14 anni, moltiplicato per 100. Impegno: Onere scaturente dalle obbligazioni pecuniarie giuridicamente perfezionate. Gli impegni di spesa sono assunti con decreto del Dirigente competente per materia, nei limi- Investimenti fissi lordi: Sono costituti dalle acquisizioni (al netto delle cessioni) di capitale fisso effettuate dai produttori a cui si aggiungono gli incrementi di valore dei beni materiali non prodotti. Il capitale fisso consiste di beni materiali e immateriali prodotti destinati ad essere utilizzati nei processi produttivi per un periodo superiore ad un anno. (Sistema europeo dei conti, SEC 95). 167 Ipermercato: Esercizio al dettaglio con superficie di vendita superiore a 2.500 mq, suddiviso in reparti (alimentare e non alimentare), ciascuno dei quali aventi, rispettivamente, le caratteristiche di supermercato e di grande magazzino. Liquidazione: Verifica dell’esigibilità del credito, individuazione del creditore e determinazione dell’esatto importo della somma da pagare. Manodopera extrafamiliare: Operai a tempo indeterminato, categorie speciali, impiegati, dirigenti, operai a tempo determinato e coloni impropri. Manodopera familiare: Persone di 15 anni e più appartenenti alla famiglia del conduttore che svolgono lavoro agricolo nell’azienda. Minimercato: Esercizio al dettaglio in sede fissa operan- 168 te nel campo alimentare con superficie di vendita che varia tra 200 e 399 mq e che presenta le medesime caratteristiche del supermercato. tire, agli agricoltori, uno sbocco per la loro produzione e la stabilità dei redditi e, ai consumatori, la sicurezza dell’approvvigionamento a prezzi ragionevoli. Multifunzionalità: È un concetto che indica che un’attività economica può dare luogo a più prodotti congiunti e, in virtù di questo, può contribuire a raggiungere contemporaneamente vari obiettivi sociali. Per l’agricoltura, si intende la nuova funzione non più legata soltanto alla produzione di cibo necessario all’alimentazione, ma anche alla fornitura di servizi, quali le attività legate all’agriturismo, la tutela e la protezione dell’ambiente e della biodiversità, la difesa del territorio e del paesaggio. PAC - Politica agricola comune: Costituisce una delle più importanti politiche dell’Unione Europea e si prefigge di incrementare la produttività dell’agricoltura, assicurare un tenore di vita equo alla popolazione agricola, stabilizzare i mercati, garantire la sicurezza degli approvvigionamenti e assicurare prezzi ragionevoli ai consumatori. Prevede misure di sostegno al mercato, aiuti diretti ai produttori e misure di sostegno per lo sviluppo dell’agricoltura e delle aree rurali. OCM - Organizzazione Comune di Mercato: È un insieme di misure che costituiscono un dispositivo che permette all’Unione europea di gestire il mercato di un determinato prodotto agricolo (produzione e scambi). Lo scopo di tale gestione è quello di garan- Pagamento: Erogazione di denaro da parte della Tesoreria che determina l’estinzione dell’obbligazione pecuniaria. Al pagamento delle spese provvede il tesoriere in base a mandati di pagamento legittimamente emessi. PIL - Prodotto interno lordo: È costituito dal valore complessivo dei beni e servizi prodotti all’interno di un paese, durante un determinato periodo di tempo (di solito un anno solare). Non comprende il valore dei beni e servizi intermedi. PL - Produzione lorda: Valore delle produzioni delle colture e degli allevamenti e di altri prodotti aziendali; comprende: vendite, reimpieghi, autoconsumi, variazioni delle scorte vive e del magazzino, prodotti aziendali. A tale valore va sommato l’ammontare dei contributi pubblici ricevuti da ciascuna azienda; la variabile così ottenuta misura quindi l’ammontare effettivo ricevuto dall’agricoltore per i propri prodotti in accordo con il criterio del “prezzo di base” indicato nella metodologia del SEC95 (Sistema Europeo dei Conti). PLV - Produzione lorda vendibile: Valore dei prodotti aziendali venduti, di quelli destinati all’autoconsumo, alla re- munerazione dei salariati, alle immobilizzazioni; tiene conto delle variazioni delle giacenze di prodotti in magazzino. Per gli allevamenti, l’utile lordo, oltre che delle vendite e degli acquisti, tiene conto degli incrementi di valore registrati nell’esercizio per i capi destinati all’ingrasso e per quelli di allevamento che passano di categoria. La produzione vendibile comprende anche le sopravvenienze attive (derivanti da crediti, portafoglio, debiti) e altre entrate aziendali tra le quali quelle derivanti da attività agrituristiche collegate all’azienda, dagli affitti attivi e dal noleggio di macchine aziendali (se occasionale), nonché i contributi pubblici percepiti dall’azienda per calamità, per sostegno agli oneri, per terreni presi in affitto, per contributi IVA attivi. Primo pilastro della PAC: È la parte della Politica Agricola Comune che finanzia, attraverso il FEAGA, i pagamenti diretti agli agricoltori e le misure di gestione dei mercati agricoli attuate nell’ambito delle OCM. Produzione ai prezzi di base: Con il SEC 95 (Sistema Europeo dei Conti) vengono inclusi nella produzione i reimpieghi e gli scambi fra le aziende agricole, nonché i servizi annessi all’agricoltura. La valorizzazione della produzione viene effettuata al prezzo di base, cioè al prezzo ricevuto dal produttore per unità di prodotto, dedotte le imposte sul prodotto e inclusi tutti i contributi legati al prodotto stesso. Si escludono i contributi non commisurati ai prodotti. Produzione di altri prodotti alimentari nca: Produzione di preparati per minestre e brodi, miele artificiale e caramello, concentrati artificiali, alimenti preparati deperibili come sandwich, lievito, estratti e succhi di pesci, crostacei o molluschi, succedanei del latte e del formaggio, derivati dalle uova, albume, uova in pol- 169 vere o ricostituite, sgusciate eccetera, raffinazione e confezionamento del miele, estratti per liquori. Dalla classe sono escluse: produzione di alimenti preparati deperibili a base di frutta e verdure, produzione di miele naturale, produzione di esaltatori di sapidità a base di glutammato, produzione di pizza confezionata, produzione di bevande alcoliche distillate, birra, vino e analcolici. Protocollo di Kyoto: È un accordo internazionale per contrastare il riscaldamento globale: il trattato, di natura volontaria, è stato sottoscritto l’11 dicembre 1997 da più di 180 Paesi in occasione della Conferenza COP3 della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC). È entrato in vigore il 16 febbraio 2005 dopo la ratifica del Protocollo da parte della Russia. PSR – Programma di Sviluppo Rurale: Programma da attuarsi a livello regionale, 170 per ciascun Stato membro, quale principale strumento di pianificazione del mondo rurale. Definisce le strategie, gli obiettivi e gli interventi per il settore agricolo, agroindustriale e forestale e per lo sviluppo rurale. Recovery Plan (RP) – Piano europeo di ripresa economica: Piano approvato dal Consiglio Europeo il 12 dicembre 2008 con lo scopo di contrastare la crisi economica. Ha prodotto un flusso di risorse aggiuntivo e la necessità di una revisione dei documenti programmatori nell’ambito dello sviluppo rurale. SAT – Superficie agricola totale: È l’area complessiva dei terreni dell’azienda destinata a colture erbacee e/o legnose agrarie inclusi boschi e superficie agraria non utilizzata, nonché l’area occupata da parchi e giardini ornamentali, fabbricati, stagni e canali, situati entro il perimetro dei terreni che costituiscono l’azienda. SAU - Superficie agricola utilizzata: È la superficie costituita dall’insieme dei seminativi, prati permanenti e pascoli, coltivazioni legnose agrarie, orti familiari e castagneti da frutto. Secondo pilastro della PAC: È la parte della Politica Agricola Comune che finanzia, attraverso il FEASR, le misure di sviluppo rurale. Servizi connessi: Esercizio per conto terzi e noleggio di mezzi e di macchine agricole con personale; raccolta, prima lavorazione (esclusa trasformazione), conservazione di prodotti agricoli e altre attività dei servizi connessi all’agricoltura svolti per conto terzi; sistemazione di parchi, giardini e aiuole; attività dei servizi connessi all’allevamento del bestiame, esclusi i servizi veterinari. SN - Saldo normalizzato: È dato dal rapporto percentuale tra il sal- do semplice (esportazioni - importazioni) e il volume di commercio (esportazioni + importazioni); varia tra -100 (assenza di esportazioni) e +100 (assenza di importazioni) e consente di confrontare la performance commerciale di aggregati di prodotti diversi e di diverso valore assoluto. Supermercato: Esercizio al dettaglio operante nel campo alimentare, organizzato prevalentemente a libero servizio e con pagamento all’uscita, che dispone di una superficie di vendita superiore a 400 mq e di un vasto assortimento di prodotti di largo consumo e in massima parte preconfezionati nonché, eventualmente, di alcuni articoli alimentari di uso domestico corrente. UBA – Unità bovine adulte: Unità di misura della consistenza di un allevamento che, rapportata alla SAU, consente di determinare la densità dell’allevamento stesso. La consistenza in UBA di un allevamento si ottiene applicando al numero dei capi presenti in azienda degli appositi coefficienti legati all’età ed alla specie degli animali (ad es. bovini di età superiore ai 2 anni: 1,00; bovini di età tra 6 mesi e 2 anni: 0,60; equini oltre 6 mesi: 1,00; suini da ingrasso: 0,40; scrofe e verri: 0,50; ovi-caprini: 0,15; galline ovaiole-100 capi: 1,30; polli da carne-100 capi: 0,80; galline da riproduzione-100 capi: 1,50; conigli-100 capi: 1,20). UL - Unità di lavoro: Unità di analisi che quantifica in modo omogeneo il volume di lavoro svolto da coloro che partecipano, con diverse modalità ed intensità di tempi, al processo di produzione di un paese, a prescindere dalla loro residenza. L’insieme delle unità di lavoro è ottenuto dalla somma delle posizioni lavorative a tempo pieno e dalle posizioni lavorative a tempo parziale (principali e secondarie), trasformate in unità a tempo pieno. ULA - Unità di lavoro annuo: Rappresenta la quantità di lavoro prestato nell’anno da un occupato a tempo pieno Secondo la definizione comunitaria, per le indagini strutturali l’ULA equivale al contributo di almeno 2.200 ore/annuo per un lavoratore familiare e di 1.800 ore/annuo per un salariato. ULF - Unità di lavoro familiare: Unità di analisi che quantifica in modo omogeneo il volume di lavoro svolto dalle persone che lavorano in azienda e che non ricevono salario o stipendio ma sono remunerate attraverso il reddito che rimane alla famiglia dallo svolgimento dell’attività agricola. VA - Valore aggiunto: È il saldo tra la produzione e i consumi intermedi, in cui la produzione è valutata ai prezzi di base, cioè al netto delle imposte sui prodotti e al lordo dei contributi ai prodotti. La produzione valutata ai prezzi di base si differenzia da quella valutata al costo dei fattori: quest’ultima è al netto di 171 tutte le imposte (sia quelle sui prodotti, sia le altre imposte sulla produzione) e al lordo di tutti i contributi (sia i contributi commisurati al valore dei beni prodotti, sia gli altri contributi alla produzione). 172 Valori concatenati: Il concatenamento è il sistema di valutazione della produzione e dei prezzi in termini reali. L’indice a catena considera le variazioni di prezzo o di volume non solo nei valori assunti dalle variabili nell’anno corrente e nell’anno base, ma anche rispetto all’andamento complessivo del fenomeno nell’intero intervallo temporale esaminato. Finito di stampare nel mese di settembre 2014 L’AGRICOLTURA NELLA SICILIA IN CIFRE 2013 Le attività delle Sedi Regionali dell’Istituto sono molteplici, dall’assistenza alle Regioni e agli altri enti locali, in particolare per l’attuazione, il monitoraggio e la valutazione delle politiche comunitarie (interventi strutturali, di mercato, sviluppo rurale, ecc.), per la produzione di fonti informative originali sul funzionamento delle imprese agricole (RICA) e sulle dinamiche di importanti fenomeni che investono il settore primario: irrigazione, foreste, immigrati, mercato fondiario, filiere agroalimentari, produzioni di qualità e biologiche, ecc. Ma una componente di rilievo è rappresentata anche dalle attività di ricerca che le sedi regionali assicurano per la realizzazione di indagini condotte dalla sede nazionale dell’Ente e dalle collaborazioni attivate in partnership con il mondo della ricerca nazionale e internazionale. La produzione tecnica e scientifica delle Sedi Regionali spazia dai rapporti finalizzati alle esigenze di supporto alle decisioni delle istituzioni locali ai quaderni divulgativi sul sistema della conoscenza in agricoltura e sulla evoluzione e gli scenari di sviluppo agricolo e rurale. Le competenze e le esperienze accumulate in molte sedi consentono anche di sviluppare autonome attività di studio e di ricerca mirate a fornire contributi metodologici e un avanzamento delle conoscenze l’agricoltura nella sicilia in cifre 2013 Collana: Pubblicazioni Regionali INEA 2014 ISBN 978-88-8145-424-2 INEA 2014 REGIONE SICILIANA Ass.to Reg.le dell’Agricoltura, dello Sviluppo Rurale e della Pesca Mediterranea