Risveglio
APRILE 2013
RisveglioPentecostaleAnnoLXVIInumero4-PeriodicoMensilePosteItalianespaSpedizioneinAbbonamentoPostaleD.L.353/2003(conv.inL.27/02/2004n.46)art.1comma2,DCBVicenza
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“La tua parola
è una lampada al mio piede
e una luce sul mio sentiero”
(Salmo 119:105)
P E N T E C O S T A L E
Organo ufficiale delle Chiese Cristiane Evangeliche Assemblee di Dio in Italia
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«Gli uni confidano nei carri, gli altri nei cavalli; ma noi
invocheremo il nome del Signore, del nostro Dio» [SALMO 20:7]
Risveglio
P E N T E C O S T A L E
Organo ufficiale
delle Chiese Cristiane Evangeliche
“Assemblee di Dio in Italia”
Ente Morale di Culto
D.P.R.5.12.1959n.1349
Legge22.11.1988n.517
Pubblicato dal Consiglio
Generale delle Chiese
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2
Risveglio Pentecostale - aPRile 2013
IL SOGNO DI UN
Una chiesa con
Il sogno di ogni buon pastore è
quello di avere una chiesa con otto
porte!
Non mi riferisco alle nuove norme
per la costruzione di un nuovo locale
di culto, né parlo di una porta principale e di altre sette di servizio.
Vorrei che la mia Chiesa avesse otto porte principali.
Nessuna di queste può essere trascurata; l’intenzione non è quella di
farne usare alcune in particolare, ma
di farle usare tutte, perché tutte sono importanti, per non dire necessarie, per lo sviluppo della chiesa stessa.
Partendo dal sogno, ho immaginato di dialogare con Neemia, e da lui
mi sono lasciato consigliare.
Prendendo in esame il suo lavoro, ben intrapreso, per la costruzione
delle mura, mi sono lasciato spingere
dalla voglia di “costruire” le mura della chiesa, senza avere la pazza pretesa di fare da solo, perché non potrei,
ma con l’idea di coinvolgere tutti i
miei collaboratori in queste ardue fatiche e, pur con le prevedibili opposizioni, con l’intenzione che i lavori siano completati prima di consegnare la
nostra vita alle stanze celesti.
La prima porta che vorrei avere è
quella delle Pecore!
La Chiesa non è un’organizzazione fredda e composta, ma un organismo vivente. È un gregge con un Unico pastore; chi è il Pastore? Leggiamo
il Salmo 23, quella è la carta d’identità del nostro Pastore.
Il sogno di ogni pastore è che venga ricostruita questa porta, per ricostruire la quale è necessario che tutti
ci sentiamo un unico gregge, un unico corpo. Non ci sono differenze tra
pecore! Eppure a volte ci sentiamo
migliori degli altri.
Non ci sono differenze in un gregge eppure a volte ci sentiamo non capaci rispetto agli altri e ci mettiamo
in un angolino remoto della comunità, da spettatori e non più da protagonisti; non ci sono differenze in un
gregge eppure a volte scegliamo con
chi stare e ne scartiamo altri, ignorando la ricchezza che possiamo trovare in quelli che ancora non conosciamo.
Il sogno di un pastore è che la propria Chiesa abbia una Porta, quella delle pecore, che ci mette tutti sullo stesso piano, sì, perché tutti siamo
salvati per grazia, tutti saremmo andati all’inferno, a tutti è stato rimes-
PASTORE
otto porte
so il debito del peccato. Perché allora
sentirsi diversi?
La seconda porta che vorrei avere
per la mia chiesa è la porte dei Pesci!
Una delle cose che non vorrei che
avvenisse è quella di dimenticare da
quale mare sono stato pescato.
Tutti corriamo il rischio di dimenticare, una volta salvati, da quale tragedia Dio ci ha liberati, da quale peccato
siamo stati sottratti, e da quale giudizio finale siamo stati liberati.
Vorrei che la mia chiesa non dimenticasse mai il privilegio di pescare, di
gettare le proprie reti in questo mare agitato della vita, dove ancora oggi,
molti, moltissimi sono persi nelle brutture delle onde schiumanti, aspettando che qualcuno si ricordi di loro per
gettare le reti della salvezza. Il sogno
di un pastore non è quello di specializzare alcuni nell’evangelizzazione, ma
di trasmettere a tutto il corpo, a tutta la chiesa la visione della porta dei
pesci, che non può mancare mentre
si decide di ultimare i lavori per la costruzione delle mura della chiesa!
Ricordiamoci che non ci sono solo
mari per pescare, ma anche fiumi, laghi, ruscelli. Qualche pesce si trova anche nei canali!
IN QUESTO NUMERO
Non accontiamoci di gettare le tue
reti solo in famiglia! Ricordiamoci del
vicino, del collega di lavoro, di chi attende con noi l’autobus o il metrò alla fermata; ci sono ospedali, case di riposo, luoghi di ritrovo, case di recupero, donne abbandonate alla prostituzione. Costruiamo insieme la porta
dei pesci!
Il sogno di un pastore è che la sua
Chiesa abbia la porta Vecchia!
Purtroppo viviamo nel tempo della
rottamazione e tutto ciò che è vecchio
sembra non avere più valore.
Ma io vorrei costruire la porta vecchia.
Vorrei avere una particolare attenzione per la parte che alcuni considerano oramai vecchia... Insomma vorrei
ripercorrere i sentieri antichi, vedere
le ricchezze di quel tempo, vorrei imparare quello che i nostri padri hanno
imparato; vorrei tornare a piegare le
mie ginocchia per ore intere, trascorrere le notti nelle veglie per le risposte
divine; vorrei visitare gli anziani, ma
non per dire loro una parola di conforto ma per udire una parola di sapienza
e di speranza; vorrei che la Chiesa non
guardasse i nostri anziani con tenerezza malinconica, ma con speranza di vi-
APRILE 2013
IL SOGNO DI UN PASTORE
UNA CHIESA
CON OTTO PORTE
Gennaro Chiocca ............................. pag.2­5
SILENZIO IN CASA
Gigi Borelli ......................................... pag.6­7
CREDERE IN CRISTO
Cesare Turco .....................................pag.8­10
MAI FIDARSI
DI QUALCUNO
CHE NON ZOPPICA
Domenico Modugno ................... pag.11­12
CONTRO
I FACILI ENTUSIASMI
Roberto Renda ...............................pag.13­15
LA PREGHIERA
DI IABES
Daniele Vitale ................................pag.16­17
OGGI DEBBO
FERMARMI
A CASA TUA
Luigi Milillo .....................................pag.18­19
NOTIZIE
DALLE NOSTRE
COMUNITÀ .............................pag.20­23
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Risveglio Pentecostale - aPRile 2013
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ta! Vorrei che chi ha superato gli ottanta anni, con il
suo sguardo puro mi dicesse: “Non ti preoccupare,
ce la farai anche tu!”
Vorrei che la chiesa non notasse soltanto le rughe sui loro volti, ma anche la fedeltà di Dio in tutti i loro anni.
Non vorrei soltanto accompagnarli sotto casa e
aiutali a scendere dalla mia auto, ma vorrei essere
accompagnato da loro nei sentieri della vita e essere aiutato a scendere dall’auto dell’ultima generazione, che corre troppo veloce dimenticando che in
una sosta si può trovare ristoro.
Il sogno di un pastore è che la sua Chiesa abbia
anche la porta della Valle!
Diceva Livingstone che una volta che abbiamo
imparato a volare sarà difficile mettere i piedi a terra. Eppure la vita ci riserva sorprese.
Mentre impariamo a scalare le più alte montagne
improvvisamente ci ritroviamo in fondo alla valle.
Io vorrei che la mia chiesa avesse la porta della Valle.
Che fosse una chiesa come quella di Smirne,
pronta a passare per i momenti di prova.
Che non si tira indietro di fronte agli esami che è
chiamata a fare, che non si scoraggia se dovrà accontentarsi del pane quotidiano, ma che sa sfruttare i momenti difficili per poter imparare a sperare,
che sfrutta la prova del fuoco per uscire purificata e
brillante; che non teme il timore della morte perché
da essa è stata liberata; infatti a lei spetta la vita!
Vorrei che non rimanessimo confusi nel crogiolo della prova, che non ci tirassimo indietro se davanti a noi si presentasse il deserto e che non ce la
prendessimo con chi ci sta vicino, se per un tempo
dovessimo fermarci davanti al mar Rosso, perché si
aprirà! E anche se ci costa fatica costruiamola questa porta!
Il sogno di una pastore è che la sua Chiesa abbia
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R i s v e g l i o P e n t e c o s t a l e - A pr i l e 2 0 1 3
la porta del Letame!
È necessario averla, indispensabile provvederla.
Se non la costruiamo, il letame rimarrà dentro, con
tutti gli annessi e connessi.
Armandoci di passione per l’opera, scopriremo la
validità di questa porta.
Ci servirà per buttare ciò che non ci serve; scopriremo sempre sulla via della santificazione qualche “sacchetto” da buttare e forse ogni giorno avremo bisogno di togliere qualcosa dalla nostra vita come rifiuto.
Vorrei che la chiesa non dimenticasse di buttare ciò che non onora il Signore, di liberarsi dalle cose scomode, dalle cose che ingombrano l’opera dello Spirito.
È il sogno di un pastore quello di vedere continuamente la propria chiesa che esamina quotidianamente il proprio rapporto con la massima Purezza, che non dimentica ogni sera di ricorrere ai piedi
della croce per chiedere perdono dei falli commessi, e che in grado di rinnovare sempre la sua fede e il
suo rapporto con il proprio Signore.
Tutto quello che non partecipa a questa causa
buttiamolo, non ci serve, lasciamolo alla porta del
Letame!
Il sogno di un Pastore è che la sua Chiesa abbia
la porta della Sorgente!
La Sorgente è già in mezzo alla piazza della Chiesa. Vorrei che tutti la vedessero e che l’apprezzassero.
Lui è la sorgente, Lui è l’acqua viva, che rinfresca
e che disseta; la Sua grazia non è affatto acqua stagnante; vorrei che la chiesa costruisse questa porta e che ogni invito a persona nuova, non convertita, venisse fatto in nome e per conto di questa sorgente!
Invitiamo a venire in chiesa, chiamiamo anime
nuove alla sorgente; parliamo loro di quest’acqua
viva che tanto ha dissetato noi e le nostre famiglie.
Raccontiamo che questa non solo disseta,
ma lava; non andiamo a bere a fontane umane,
non ci accontentiamo di essere dissetati dalle
acque della cultura, dei libri e della filosofia.
Non lasciamoci abbeverare dalle fonti della possanza economica e dalle sete di giustizia
terrena.
Tutto quello che potremo trovare in questa vita è acqua stagnante, forse all’interno di
una bella bottiglia con una ingannevole marca… ma non sarà come la sorgente! Invitiamo
predicatori, dottori, profeti ed evangelisti, insegnanti della Parola e credenti tutti a bere alla Sorgente, dove troveranno freschezza e purificazione.
Il sogno di un pastore è quello di avere nella propria Chiesa la porta delle Acque!
Mai deve mancare all’interno di una Chiesa
la porta dove scendono le Acque.
Il sogno di una pastore è che la sua Chiesa
sia costantemente benedetta dal cielo.
L’approvazione umana, il complimento dei
grandi, il riconoscimento ufficiale non potranno mai pareggiare le benedizioni di cui Dio può
rendere partecipe la Sua Chiesa.
Costruiamo insieme questa porta: preghiamo, intercediamo, supplichiamo il Signore perché mandi piogge di benedizione sul Suo popolo!
Chiediamo che ogni culto sia speciale, risvegliato, potente!
Rechiamoci sempre al culto puntualmente,
affinché non perdiamo la prima benedizione
che troviamo già nel primo cantico; anzi, non
manchiamo al culto, neppure in settimana,
perché la nostra presenza e il nostro “Amen”
aiuteranno a costruire all’interno della chiesa
la porte della Acque.
Il sogno di un pastore è quello di poter avere all’interno della propria Chiesa l’ottava
porta: quella dei Cavalli!
Vorrei che la mia chiesa avesse dei cavalli
per uscire e combattere; vorrei che la mia chiesa ereditasse la potenza!
Sì, perché tutto sommato siamo un popolo
forte, un esercito schierato pronto per la battaglia.
Costruiamo la porta dei cavalli e usciamo…
galoppiamo con velocità e potenza nei territori del nemico; conquistiamo terre e paesi al Signore; strappiamo al male, all’inferno e al regno tenebroso ogni anima per sottometterla a
Cristo.
Raggiungiamo luoghi, isole, nazioni precluse al messaggio dell’Evangelo e con la forza
dei cavalli abbattiamo ogni barriera spirituale,
stendiamo sotto la possanza delle nostre armi spirituali colui che ha dominato sui popoli,
e portiamo uomini e donne in dono a Colui che
è il Vittorioso, il Capo vivente della nostra spedizione!
Costruiamo questa porta, senza timore né
paura; la Chiesa deve vincere quest’ultima battaglia.
Questo è il sogno di un pastore!
È anche il mio sogno.! Voglio ringraziare di
cuore il mio Dio per la Vita che mi ha fatto conoscere, ma anche Neemia per avermi reso
partecipe del suo progetto; voglio ringraziare
tutti i fedeli che si sono messi all’opera affinché anche la nostra chiesa possa avere alla fine
del suo corso otto porte, come da programma,
si intende biblico naturalmente!
Gennaro Chiocca
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Risveglio Pentecostale - aPRile 2013
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S
ILENZIO
IN
Gesù nella nostra vita e nella nostra
“Se il Signore non costruisce la casa,
invano si affaticano i costruttori; se
il Signore non protegge la città, invano vegliano le guardie. Invano vi
alzate di buon mattino e tardi andate
a riposare e mangiate pane tribolato;
Egli dà altrettanto a quelli che ama,
mentre essi dormono” (Salmo 127:1-2)
Quando in casa di Franca e Gigi in via Re Pipino 4
c’era silenzio i casi erano due. I bambini, Sara e Gionathan, erano malati, a letto con una febbre da cavallo che
svuotava le loro abbondanti riserve di vitalità, mettendoci in all’erta nell’approntare piani di emergenza di
pronto soccorso, da “esperti” paramedici, oppure stavano dormendo tutti e due (anzi tre, nonno compreso), e
questo significava che erano già passate le otto e mezza,
alla fine di una giornata che sfinirebbe persino un supereroe come “Spaidermen” (scritto alla Gigi!) che, mi risulta, non avesse bambini.
Sì, in questo silenzio irreale che sembrava impossibile fino a qualche ora prima, quando la nostra vita di famiglia era il velocissimo incrociarsi di meteore in un
frenetico, ma piacevole caos di casa, qui, stipati in cinque in 63 metriquadri, c'erano Franca, Gigi, Sara, Gionathan e nonno Emilio, papà di Franca, rimasto vedovo
pochi mesi prima del nostro matrimonio, più Salomone, il gattino.
Caos, meno piacevole, ma più gratificante, del reparto di patologia chirurgica, il nostro luogo di lavoro, con
120 posti letto, più gli abituali in corridoio, con un in-
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Risveglio Pentecostale - aPRile 2013
pretenso traffico di padelle, pappagalli, flebo, drenaggi, pre
lievi, cambi di biancheria, campanelli e una lunga lista
di operati di giornata da accudire e sistemare.
Il tutto sulle “grandi spalle” dei sei paramedici in servizio di giorno e dei tre di notte, in più un medico di
guardia che stazionava quasi abitualmente in sala operatoria per urgenze e che, di notte, urgenze permettendo,
dormiva affidando il reparto ai “tre paramedici di turno”.
Tornando in casa di Franca e Gigi di via Re Pipino 4,
come non ricordare, ora felicemente, l’incanto di quel
periodo magico della vita in cui tutto si vedeva rosa o
azzurrino. Da poco avevamo incontrato Gesù, da poco
eravamo sposati, da poco eravamo impiegati in ospedale
come paramedici, lavoro (missione) che svolgevamo con
passione, vocazione e che ci entusiasmava. Da poco era
arrivata Sara, la “Gigetta”, tanto mi assomigliava (sigh!)
poi, fortunatamente per lei, la somiglianza si è modificata. Poi Gionathan, dai capelli rosso carota, per il quale i colleghi citavano il proverbio: “il più buono dei rossi
ha ucciso suo padre” (ora ha 33 anni e ancora non mi ha
soppresso!), due doni stupendi del Signore.
Mancano le parole per visualizzare un periodo in cui
non esistevano difetti, ma solo sguardi dolci e nomignoli da scuola materna che aleggiavano nell’aria domestica,
appesi a tanti immaginari cuoricini rossi.
Probabilmente risulta quasi scioccante, a sessant’anni suonati, ripensare a quello che si faceva quarant’anni prima, ma una rinfrescata alla memoria non fa male, per migliorare (perché ancora tanto lavoro rimane da
fare) il nostro “essere” coppia e famiglia.
Per questo ricordo mi servo spesso dei numerosi album di foto di famiglia, se non altro utili a ricordarci
che siamo stati degli esseri umani anche noi!
C’è stato un tempo in cui non ci addormentavamo sul
divano subito dopo cena e non conoscevamo limiti nel
darci al servizio del Signore e della Sua opera, la Chiesa.
Ci sembra impossibile un simile passato, l'aver percorso 115mila chilometri l’anno con la prima auto, quella
di papà, la FIAT 750, poi con la mia prima auto, la FIAT
500L, poi la 127 sostituita dopo 235mila chilometri da
una Opel Corsa, poi l’Opel Ascona, la Passat W diesel, una prima Vectra, poi una seconda, una terza e
l’attuale che, poverina, compirà nel 2014 vent’anni, ma che ha riposato in garage per quasi diciassette anni, per malattia, mia e non sua. Decisamente incredibile! E l’amore?
CASA
famiglia quale Signore
In quella stagione della vita era il famoso “apostrofo rosa tra le parole ti amo”, tipo di distillati di poesia
sull’incarto dei Baci Perugina.
Ripescando tra quei ricordi fotografici mi torna in
mente Franca, giovanissima, bella, sprizzante energia
nel fare e nel dare, sempre rumorosamente presente in
reparto e in casa.
Franca ed io, come anche la maggior parte dei nostri
amici-fratelli in Cristo, siamo alcuni degli ultimi esemplari di quella generazione, ormai in via di estinzione,
che riteneva normale conoscersi, fidanzarsi per poi formare una famiglia ancora in giovane età, senza rimanere in casa dei genitori fino alle soglie della maturità
inoltrata.
Perciò in controtendenza rispetto al “mito” di questi
ultimi anni dell’essere “single” o della “convivenza sperimentale prematrimoniale”.
Certo, più di ora, c’era il lavoro, ma anche la capacità di sapersi accontentare con poco e, forse, anche un
pizzico di incoscienza... Quando Franca ed io ci siamo
sposati, vivevamo in un piccolo e modesto appartamento di proprietà del papà di Franca, arredato con mobili “fatti in casa” da papà Emilio, falegname; eppure ci
sembrava di essere a Versailles. Ora è ristrutturato e più
accogliente, dopo sessant’anni di sua vita e non più affollato da cinque, ma da due persone.
Sì, sposati è bello, con Gesù nella nostra vita e nella
nostra famiglia come Signore, anche se a volte ci capita
di guardare indietro con una buona dose di pazzia e un
briciolo di nostalgia.
Con Gesù, Franca ed io rifaremmo subito tutte le
scelte fatte in passato; qualcuna con un po’ più di saggezza e ponderatezza, evitando certi errori.
Ma la vera sfida consiste nel guardare avanti, possibilmente senza inciampare sulle difficoltà che certamente
non cesseranno di bussare alla porta di casa di Franca e
Gigi, in via Re Pipino 4, ma, come sempre abbiamo fatto, manderemo Gesù ad aprire la porta!
Sì, è bello che anche Gesù abiti in via Re Pipino 4,
proprio dove abitano Franca e Gigi nel loro piccolo appartamento di 63 metri quadri.
L’appartamento è piccolo, ma Egli ci sta comodo, perché, oltre ad averLo sistemato nella stanza degli ospiti,
Gli abbiamo dato anche le chiavi di casa, affinché Egli si
senta a casa Sua.
Gigi Borelli
IN CHE COSA CREDIAMO
CREDIAMO e accettiamo l’intera Bibbia
come l’ispirata Parola
di Dio, unica, infallibile e
autorevole regola della nono
stra fede e condotta (2 Tim.3:15,17; 2
Pie.1:21; Rom.1:16; 1 Tess.2:13).
CREDIAMO al batSpiritesimo nello Spiri
espeto Santo come espe
rienza susseguente a quella della
seconnuova nascita, che si manifesta, secon
do le Scritture, con il segno del parlare in altre lingue e, praticamente, con
una vita di progressiva santificazione,
CREDIAMO nell’unico vero Dio, Eterno, nell’ubbidienza a tutta la verità delle
Onnipotente, Creatore di tutte le co- Sacre Scritture, nella potenza dell’anse e che nella Sua unità vi sono tre di- nuncio di “Tutto l’Evangelo” al monstinte Persone: Padre, Figlio e Spirito do (Atti 2:4; 2:42-46, 8:12-17; 10:44Santo (Efe.4:6; Matt.28:19; Luca 3:21, 46; 11:14-16; 15:79; 19:26; Mar.16:20;
1 Giov.5:7).
Giov.16:13; Matt.28:19-20).
CREDIAMO che il Signore Gesù Cristo fu concepito dallo Spirito Santo e assunse la natura umana in seno di Maria vergine. Vero Dio e vero uomo (Giov.1:1,2,14; Luca 1:34,35;
Matt.1:23).
CREDIAMO nella Sua vita senza peccato, nei Suoi miracoli, nella Sua morte vicaria, come “prezzo di riscatto per
tutti” gli uomini, nella Sua resurrezione, nella Sua ascensione alla destra del
Padre, quale unico mediatore, nel Suo
personale e imminente ritorno per i redenti e poi sulla terra in potenza e gloria per stabilire il Suo regno (1 Pie.2:22;
2 Cor.5:21; Atti 2:22; 1 Pie.3:18;
Rom.1:4; 2:24; 1 Cor.15:4; Atti 1:911,
Giov.14:13; 1 Cor.15:25; 1 Tim.2:5).
CREDIAMO all’esistenza degli angeli
creati puri e che una parte di questi, caduti in una corruzione e perdizione irreparabili, per diretta azione
di Satana, angelo ribelle, saranno con
lui eternamente puniti (Matt.25:41;
Efe.6:11-12).
CREDIAMO che soltanto il ravvedimento e la fede nel prezioso sangue di
Cristo, siano indispensabili per la purificazione dal peccato di chiunque
Lo accetta come personale Salvatore e Signore (Rom.3:22-25; Atti 2:38; 1
Pie.1:18,19; Efe.2:8).
CREDIAMO ai carismi e alle grazie
dello Spirito Santo nella vita dei cristiani che, nell’esercizio del sacerdozio universale dei credenti, si manifestano per l’edificazione, l’esortazione
e la consolazione della comunità cristiana e, conseguentemente, della società umana (1 Cor.12:4-11; Gal.5:22;
Ebr.13:15; Rom.12:1).
CREDIAMO ai ministeri del Signore
glorificato quali strumenti autorevoli di guida, d’insegnamento, di edificazione e di servizio nella comunità cristiana, rifuggendo da qualsiasi forma
gerarchica (Efe.1:22-23; 4:11-13; 5:23;
Col.1:18).
CREDIAMO all’attualità e alla validità delle deliberazioni del Concilio di
Gerusalemme, riportate in Atti 15:2829; 16:4.
CREDIAMO alla resurrezione dei morti,
alla condanna dei reprobi e alla glorificazione dei redenti, i quali hanno perseverato nella fede fino alla fine (Atti
24:15; Matt.25:46; 24:12,13).
CELEBRIAMO il battesimo in acqua per
immersione nel nome del Padre, del
Figlio e dello Spirito Santo per coloro
che fanno professione della propria fede nel Signore Gesù Cristo come personale Salvatore (Matt.28:18-19; Atti 2:38; 8:12).
CREDIAMO che la rigenerazione (nuova nascita) per opera dello Spirito San- CELEBRIAMO la cena del Signore o
to è assolutamente essenziale per la Santa Cena, sotto le due specie del pasalvezza (Giov.3:3; 1 Pie.1:23; Tito 3:5). ne e del vino, ricordando così la morte del Signore e annunziando il Suo riCREDIAMO alla guarigione divina, se- torno, amministrata a chiunque sia
condo le Sacre Scritture medianstato battezzato secondo le regote la preghiera, l’unzione dell’olio e
le dell’Evangelo e viva una vita degna
l’imposizione delle mani (Isa.53:45;
e santa davanti a Dio e alla società (1
Matt.8:1617; 1 Pie.2:24; Mar.16:17-18; Cor.11:23-29; Luca 22:19-20).
Giac.5:14-16).
Risveglio Pentecostale - aPRile 2013
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CREDERE
IN CRISTO
“il quale è l’immagine dell’invisibile Iddio,
il primogenito d’ogni creatura” (Col.1:15)
L’apostolo Paolo proietta in questi versi il prezioso ritratto di Cristo Gesù, che non smette di essere affascinante e arricchente.
L’apostolo sa e indica Cristo come l’unica risposta ai problemi umani.
CRISTO GESÙ IL TRASFORMATORE (Colossesi 1:1-14)
Solo Cristo può cambiare le persone, liberandole dal potere del diavolo e delle tenebre, portandole miracolosamente al
regno di luce, libertà e perdono.
Il primo passaggio ha la forma di una superba preghiera.
Paolo formula nove richieste nel pregare che la Chiesa di Cristo viva con sensibilità “conoscenza della volontà di Dio” (v.9);
in modo degno, accettabile e utilmente (v.10); subordinatamente “fortificati” e coraggiosamente (v.11).
“Sempre pazienti”; con gratitudine “ringraziando con gioia”, fiduciosamente “partecipare alla sorte dei santi” (v.12),
unitamente v.12 e 14 “santi” e “regno”.
Questi non sono termini individuali, ma si riferiscono ad
una vita di gruppo.
CRISTO GESÙ PRIMA DI TUTTE LE COSE (Col.1:15-23)
La chiave di questo passaggio è il v.18: “Egli è il capo del
corpo, cioè della Chiesa; egli che è il principio, il primogenito
dai morti, affinché in ogni cosa abbia il primato”.
Lo Spirito Santo in questi versi rivela che Cristo è il “principio” per:
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Risveglio Pentecostale - aPRile 2013
La Sua relazione unica. Egli è il Figlio amato da Dio (v.13).
“Dio ci ha liberati dal potere delle tenebre e ci ha trasportati nel regno del suo amato Figlio”, l’espressione primogenito non indica che sia un essere creato, bensì la prima di tutte
le cose, Suo Figlio (v.15). “Egli è l’immagine del Dio invisibile, il
primogenito di ogni creatura”.
Il Suo conseguimento creativo. Cristo non fu creato, anzi, Egli ha condiviso con il Padre e lo Spirito Santo l’opera della creazione (v.16-17). “Poiché in lui sono state create tutte le
cose che sono nei cieli e sulla terra, le visibili e le invisibili: troni, signorie, principati, potenze; tutte le cose sono state create per mezzo di lui e in vista di lui. Egli è prima di ogni cosa e
tutte le cose sussistono in lui”. Egli non solo ha creato, ma anche sostiene l’universo con la potenza della Sua Parola, “Egli,
che è splendore della sua gloria e impronta della sua essenza, e che sostiene tutte le cose con la parola della sua potenza,
dopo aver fatto la purificazione dei peccati, si è seduto alla destra della Maestà nei luoghi altissimi” (Ebrei 1:3).
La Sua incontrastata sovranità. (v.18) “Egli è il capo del
corpo, cioè della chiesa; è lui il principio, il primogenito dai
morti, affinché in ogni cosa abbia il primato”. Cristo Gesù,
controlla il mondo e la chiesa e ne è il capo supremo.
La Sua natura divina. (v.15) “Egli è l’immagine del Dio invisibile, il primogenito di ogni creatura”. (v.19) “Poiché al Pa-
dre piacque di far abitare in lui tutta la pienezza”. Cristo Gesù
è unico ed è l’unico figlio di Dio. L’affermazione che usa l’apostolo intorno alla divinità del nostro Signore Gesù Cristo è indubbiamente chiara.
La Sua opera di redenzione. I due temi principali riportati dall’apostolo in questi versi sono: (v.14) “la redenzione” - “In
lui abbiamo la redenzione, il perdono dei peccati” e (v.20-22)
la “riconciliazione” -“E di riconciliare con sé tutte le cose per
mezzo di lui, avendo fatto la pace mediante il sangue della sua
croce; per mezzo di lui, dico, tanto le cose che sono sulla terra,
quanto quelle che sono nei cieli. E voi, che un tempo eravate
estranei e nemici a causa dei vostri pensieri e delle vostre opere malvagie, ora Dio vi ha riconciliati nel corpo della carne di
lui, per mezzo della sua morte, per farvi comparire davanti a
sé santi, senza difetto e irreprensibili”.
La missione unica del nostro Signore Gesù Cristo per l’umanità ha ottenuto la liberazione dalla prigionia (redenzione) e la
fine dell’allontanameno da Dio (la riconciliazione).
Il Suo potere di trasformazione (v.22) “Ora Dio vi ha riconciliati nel corpo della carne di lui, per mezzo della sua morte, per farvi comparire davanti a sé santi, senza difetto e irreprensibili”. Il nostro Signore Gesù Cristo con la Sua opera è
in grado di perdonare qualsiasi peccato, di salvare e cambiare chiunque, di risolvere ogni problema e di guarire ogni malattia incurabile. Il passaggio qui riportato espone ciò che Cri-
sto Gesù ha fatto, può fare e farà “per farvi comparire davanti a sé santi”.
CRISTO CHE VIVE IN NOI (Col.1:24-2:7)
Il nostro Signore Gesù Cristo può cambiare le nostre vite solo dall’interno; è li che si svolge la trasformazione (v.27)
“Dio ha voluto far loro conoscere quale sia la ricchezza della gloria di questo mistero fra gli stranieri, cioè Cristo in voi, la
speranza della gloria”. L’espressione dell’apostolo Paolo testimonia la trasformazione che effettua lo Spirito Santo in
un’anima che si arrende alla Sua volontà, evidenziando così,
come riportato in seguito, i benefici che questo cambiamento divino produce.
È una esperienza di grande gioia (v.24). “Ora sono lieto di
soffrire per voi, e le tribolazioni che Cristo ha ancora da soffrire, io le completo nella mia carne a favore del suo corpo che è
la chiesa”. In realtà l’apostolo si rallegra nelle sofferenze
Una esperienza impegnativa (v.24). Con riferimento alla
sofferenza implicita nel processo di costruzione del corpo di
Cristo.
Una esperienza arricchente (v.27). “Dio ha voluto far loro
conoscere quale sia la ricchezza della gloria di questo mistero fra gli stranieri, cioè Cristo in voi, la speranza della gloria”.
Questa ricchezza divina non rallegra solo il cuore dell’apoR i s v e g l i o P e n t e c o s t a l e - A pr i l e 2 0 1 3
9
ABC
della
Salvezza
A
AMMETTI DI ESSERE
PECCATORE!
Solo Gesù è morto sulla croce per il perdono dei tuoi peccati.
"Non c’è nessun giusto, neppure uno"
(Romani 3:10).
"Tutti hanno peccato e sono privi della
gloria di Dio" (Romani 3:23).
Chiedi a Dio il Suo perdono, Egli ti ascolterà e ti perdonerà!
B
BISOGNA NASCERE
DI NUOVO!
"Se uno non è nato di nuovo, non può vedere il regno di Dio" (Giovanni 3:3).
"Perché Dio ha tanto amato il mondo che
ha dato il suo unigenito Figlio, affinché
chiunque crede in lui non perisca ma abbia vita eterna" (Giovanni 3:16).
"A tutti quelli che lo hanno ricevuto egli
ha dato il diritto di diventare figli di Dio"
(Giovanni 1:12).
"Io sono la via, la verità e la vita; nessuno
viene al Padre se non per mezzo di me"
(Giovanni 14:6).
Dio ti dice che, anche se hai peccato, nulla
Gli impedisce di continuare ad amarti. Sì,
Dio ti ama così come sei, ma vuole fare
per te qualcosa di speciale, vuole darti
una vita nuova
C
CREDI NEL SIGNORE GESÙ,
CONFESSALO COME TUO
PERSONALE SALVATORE!
Se hai accettato Gesù come tuo Salvatore, potrai rivolgerti a Lui in ogni momento, per ogni cosa, ringraziandoLo con
tutto il cuore, perché "in nessun altro è
la salvezza" (Atti 4:12).
"Se con la bocca avrai confessato Gesù
come Signore e avrai creduto con il cuore che Dio lo ha risuscitato dai morti sarai salvato" (Romani 10:9).
"Credi nel Signore Gesù e sarai salvato tu
e la tua famiglia" (Atti 16:31).
10 Risveglio Pentecostale - aPRile 2013
stolo, ma anche i cuori di tutti coloro
che hanno realizzato la riconciliazione
con Dio per mezzo della grazia in Cristo Gesù.
Una esperienza continuativa
(v.28-29). “Che noi proclamiamo esortando ciascun uomo e ciascun uomo istruendo in ogni sapienza, affinché presentiamo ogni uomo perfetto in Cristo. A questo fine mi affatico, combattendo con la sua forza, che
agisce in me con potenza”. Il desiderio dell’apostolo è quello di spingere
ogni credente a procacciare in un modo progressivo la santificazione; sicuramente presagiva e desiderava realizzare e far realizzare l’ordine del
sommo Maestro Gesù Cristo quando disse: “Voi dunque siate perfetti, com’è perfetto il Padre vostro celeste” (Mat.5:48). Raggiungere questa
maturità richiede un’intera vita. È un
processo che continuerà per sempre
fino a quando non vedremo il nostro
Signore Gesù Cristo a faccia a faccia
(Col.3:18; Fil.3:12-14).
Una esperienza unificatrice (2:15). “Desidero infatti che sappiate quale arduo combattimento sostengo per
voi, per quelli di Laodicea e per tutti quelli che non mi hanno mai visto
di persona, affinché siano consolati i loro cuori e, uniti mediante l’amore, siano dotati di tutta la ricchezza
della piena intelligenza per conoscere
a fondo il mistero di Dio, cioè Cristo,
nel quale tutti i tesori della sapienza
e della conoscenza sono nascosti. Dico questo affinché nessuno vi inganni
con parole seducenti; perché, sebbene sia assente di persona, sono però
con voi spiritualmente, e mi rallegro
vedendo il vostro ordine e la fermezza della vostra fede in Cristo”. La coscienza del Cristo che vive in noi avvicina tutti i cristiani, uniti nell’amore.
CRISTO AUTOREVOLE (Col.2:8-23)
L’apostolo Paolo mostra che tutto
ciò che importa è arrendersi a Cristo
e non ai sistemi filosofici o a norme
religiose (2:9-10) “Perché in lui abita
corporalmente tutta la pienezza della Deità; e voi avete tutto pienamente in lui, che è il capo di ogni principa-
to e di ogni potenza”. Cristo è la sola realtà affidabile e immutabile (v.17)
“Che sono l’ombra di cose che dovevano avvenire; ma il corpo è di Cristo”,
le altre cose non sono che effimere e
ombre. L’apostolo, non si risparmia di
esortare i credenti a rimanere saldamente uniti al capo, Cristo Gesù (v.19)
“Senza attenersi al Capo, da cui tutto
il corpo, ben fornito e congiunto insieme mediante le giunture e i legamenti, progredisce nella crescita voluta da
Dio”, nessun altra potenza può avere
il controllo (v.20) “Se siete morti con
Cristo agli elementi del mondo, perché, come se viveste nel mondo, vi lasciate imporre dei precetti”. Il nostro
Signore Gesù Cristo, li sconfisse sulla croce v.15) “ha spogliato i principati e le potenze, ne ha fatto un pubblico
spettacolo, trionfando su di loro per
mezzo della croce”.
CRISTO VITTORIOSO (Col.3:1-11)
L’ascensione del nostro Signore Gesù Cristo è l’indiscutibile prova
della Sua trionfale vittoria (3:1-2) “Se
dunque siete stati risuscitati con Cristo, cercate le cose di lassù dove Cristo è seduto alla destra di Dio. Aspirate alle cose di lassù, non a quelle che
sono sulla terra”.
I fedeli non devono avere una visione limitata e terrena: devono
orientare le loro menti alle cose eterne e celesti. Le cose indegne che non
onorano né Cristo né il Suo popolo
devono essere mortificate e deposte.
(v.5,8) “Fate dunque morire ciò che in
voi è terreno: fornicazione, impurità,
passioni, desideri cattivi e cupidigia,
che è idolatria; Ora invece deponete
anche voi tutte queste cose: ira, collera, malignità, calunnia; e non vi escano di bocca parole oscene”. I cristiani hanno una nuova natura e non sono interessati alle divisioni e classificazioni terrene (v.10-11) “E vi siete rivestiti del nuovo, che si va rinnovando
in conoscenza a immagine di colui che
l’ha creato. Qui non c’è Greco o Giudeo, circoncisione o incirconcisione,
barbaro, Scita, schiavo, libero, ma Cristo è tutto e in tutti”.
Cristo Gesù è assolutamente ovunque.
Cesare Turco
Mai fidarsi di qualcuno
che non zoppica
La vicenda di Giacobbe che incontra Dio è nota a molti credenti: “Giacobbe rimase solo e un uomo
lottò con lui fino all’apparire dell’alba; quando quest’uomo vide che non
poteva vincerlo, gli toccò la giuntura
dell’anca, e la giuntura dell’anca di
Giacobbe fu slogata, mentre quello
lottava con lui…Il sole si levò quando egli ebbe passato Peniel; e Giacobbe zoppicava dall’anca” (Genesi
32:31). La lotta che Giacobbe intraprese con l’angelo dell’Eterno (una
teofania) lasciò un segno profondo
nella sua vita: iniziò a zoppicare.
Potremmo definire l’esperienza
della nuova nascita come un incontro con Dio che ci lascia zoppicanti!
Un’esperienza vera, genuina, reale con Cristo lascia sempre un segno
indelebile nella vita di chi Lo ha incontrato.
Giacobbe da quel momento, impugnava un bastone sul quale si appoggiava. Non poteva più scappare dagli altri, ma soprattutto da Dio
dal quale doveva dipendere. Tutti vedevano da lontano e da vicino che il suo andamento era claudicante. Dio aveva toccato la sua anca,
ma soprattutto il suo cuore, trasformandolo.
A volte i cosiddetti incontri con
Dio, non sono altro che emozioni passeggere, che vengono in fretta
definite conversioni, ma che non apportano alcuna trasformazione.
Dove sono i Giacobbe che “trattengono” Dio e lottano con Lui fino
a quando non realizzano un cambiamento?
Dove sono i Giacobbe che con determinazione dicono a Dio: “Non ti
lascerò prima che tu mi abbia benedetto”?
Dove sono i Giacobbe che non dipendono più da se stessi, ma da Dio?
La determinazione di quest’uomo
ci insegna la strada maestra per avvicinarci a Dio.
Giacobbe sapeva che cosa fosse
una benedizione non aveva dimenticato il sogno: “Una scala poggiava
sulla terra, mentre la sua cima toccava il cielo; e gli angeli di Dio salivano e scendevano per la scala. Il
Signore stava al di sopra di essa e
gli disse: «Io sono il Signore, il Dio
d’Abraamo tuo padre e il Dio d’Isacco. La terra sulla quale tu stai coricato, io la darò a te e alla tua discendenza. La tua discendenza sarà
come la polvere della terra e tu ti
estenderai a occidente e a oriente, a
settentrione e a meridione, e tutte le
famiglie della terra saranno benedette in te e nella tua discendenza. Io
sono con te, e ti proteggerò dovunque
tu andrai” (Genesi 28:12-15).
Ma Giacobbe non aveva bisogno
di fare esperienze, ma soprattutto
di fare l’esperienza per eccellenza:
“Incontrare Dio” per essere da Lui
trasformato, di qui la sua richiesta:
“Non Ti lascerò andare prima che Tu
mi abbia benedetto”.
Il nome Giacobbe significa letteralmente “soppiantatore” o “imbro-
Risveglio Pentecostale - aPRile 2013
11
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LA SCELTA CHE
NON COSTA NULLA
12 Risveglio Pentecostale - aPRile 2013
glione”. Egli fu un truffatore
per tutta la vita, rubò la primogenitura del fratello maggiore
e la benedizione di suo padre.
Eppure Giacobbe proveniva da una buona famiglia, era
figlio di uno degli uomini più
famosi della storia. Crebbe “in
chiesa”, perché Abraamo ed
Isacco avevano raccontato ai
loro figli le storie dei loro incontri con Dio.
Giacobbe aveva una chiamata sulla sua vita ed un destino divino da adempiere, ma in
quel momento, nella sua condizione, non poteva essere creduto.
Tutto questo sarebbe cambiato grazie ad un solo incontro.
Troppo spesso ci avviciniamo a Dio con una mentalità da
“vendita promozionale”.
Se cerchiamo un risveglio,
una guarigione o la risoluzione di un problema, speriamo
di ottenere ciò che vogliamo al
prezzo più basso e nel minor
tempo possibile.
Ma Dio non fa le cose in
questo modo: “Io altresì vi dico: chiedete con perseveranza, e
vi sarà dato; cercate senza stancarvi, e troverete; bussate ripetutamente, e vi sarà aperto.
Perché chiunque chiede riceve,
chi cerca trova, e sarà aperto a
chi bussa” (Luca 11:9,10).
Quel tocco, cambiò la vita
di Giacobbe. Da quel momento non poteva più fuggire, non
poteva più andare altrove: doveva dipendere da Dio, solo e
sempre da Lui.
Ecco la sintesi di una vera
conversione, di una nuova nascita. A causa del suo claudicare Giacobbe era visibile a tutti; lo stesso dicasi della nuova
nascita: gli altri vedono il cambiamento.
Quando il fratello maggiore
di Giacobbe, Esaù, lo osservò
zoppicare visibilmente, probabilmente pensò: “Questo non è
lo stesso Giacobbe che rubò la
mia primogenitura. Non cammina neppure allo stesso modo”. Sicuramente avrebbe voluto uccidere il vecchio fratello
Giacobbe, ma abbracciò il nuovo fratello Israele.
Giacobbe probabilmente voleva una benedizione che
avrebbe sottomesso a lui il suo
adirato fratello, ma Dio lo benedisse in modo diverso.
Necessitano incontri con Dio
che cambino per sempre: questa è la nuova nascita!
Questo è il genere di cambiamento compiuto da Dio che
annichilisce l'uomo vecchio:
“Se dunque uno è in Cristo, egli
è una nuova creatura; le cose
vecchie sono passate: ecco, sono diventate nuove” (2 Corinzi 5:17)
La gente dovrebbe vederci
arrivare zoppicando, dovrebbe
comprendere dal nostro modo di camminare in questo
mondo, che abbiamo incontrato Gesù.
Lo scrittore dell’epistola agli
Ebrei scriverà un’ultima cosa
sulla vita di Giacobbe: “Per fede Giacobbe, morente, benedisse ciascuno dei figli di Giuseppe
e adorò appoggiandosi in cima
al suo bastone” (Ebrei 11:21).
Quel bastone ricordava del
continuo a Giacobbe ed a coloro che lo vedevano, quello che
Dio aveva fatto nella sua vita.
Giacobbe morì adorando
Dio, appoggiandosi sul suo bastone.
Fino alla fine dei suoi giorni, dipese da Dio a testimonianza che la sua non era stata un’esperienza epidermica ed
emotiva, ma una vera trasformazione.
Per questa ragione “mai fidarsi di qualcuno che non zoppica”!
Domenico Modugno
Contro i facili entusiasmi
[LUCA 9:57-62]
Il brano nel Vangelo di Luca 9:57-62 inizia con un’espressione che deve portarci a
riflettere per la sua incisività e per le implicazioni: “mentre camminavano per la via”.
Sono parole importanti che, come di
consueto nella meditazione della parola di
Dio, non possono essere separate dal contesto, ed in particolare dal verso 51: “Poi,
mentre si avvicinava il tempo in cui sarebbe stato tolto dal mondo, Gesù si mise risolutamente in cammino per andare a Gerusalemme”.
Questo brano ci avverte di non confondere la chiamata al discepolato ed al servizio nell’opera del Signore, che Cristo rivolge a tutti i veri credenti, con i sentimenti
personali, che potrebbero spingere ad una
scelta puramente emotiva, dettata magari dal desiderio di emulazione, e quindi destinata al fallimento, con il risultato di confondere la fede con una sorte di avventura
nel mondo spirituale.
Contro tali rischi la parola di Cristo ci
aiuta a riflettere, a trarre le debite conclusioni e ad agire di conseguenza.
Il Signore, infatti, affronta le tre attitudini di questi altrettanti discepoli rivelando i legami che esistevano nel loro cuore,
ed agendo di conseguenza, con fermezza e
determinazione, per sciogliere tali vincoli e
rendere possibile a questi cuori il totale dono di sé stessi al Salvatore.
Esaminando a fondo le parole di questi
uomini ed il loro atteggiamento, molti cre-
denti, soprattutto fra i più giovani, vi troveranno un’eco dei legami e delle obiezioni
che così spesso ci impediscono di rispondere alla chiamata del Signore Gesù.
IL LEGAME DELL’IDEALISMO
Mentre camminavano per la via, qualcuno gli disse: “Io ti seguirò dovunque andrai” (v.57).
Il primo legame è quello dell’idealismo,
che comporta una visione non realistica
del servizio. Questo primo discepolo sembra fermamente deciso a seguire Gesù a
qualunque costo. Ma allora perché scoraggiarlo?
Colui che conosce i cuori pone quest’uomo di fronte alle possibile conseguenza del
discepolato: le difficoltà, le sofferenze, il
disagio, il pericolo legato a questo tipo di
atteggiamento.
L’idealista è colui che esalta le idee senza preoccuparsi della realtà, sconfinando
nella immaginazione ed essendo privo di
senso pratico: esattamente l’opposto di ciò
che ci viene proposto da Gesù. Per sciogliere questo primo legame, Gesù utilizza una
serie di argomentazioni molto convincenti
contro facili entusiasmi.
IL PRIVILEGIO DELLA VISIONE
“Le volpi hanno delle tane e gli uccelli del
cielo dei nidi” (v.58). Che cosa rappresentano le tane ed i nidi? La tana può benissimo essere vista come sinonimo di rifugio,
di protezione, mentre il nido indica il biso-
R i s v e g l i o P e n t e c o s t a l e - A pr i l e 2 0 1 3
13
RADIOEVANGELO
la Buona Novella in ogni casa
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e musica cristiana di Radio Evangelo
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EMILIA ROMAGNA Bologna 88,450 e
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- 842000 Khz. (trasmette anche on line). Radio Evangelo Castellanza all’indirizzo: http://www.adi-castellanza.it/
radioevangelo e digitale terrestre: in
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89,300 Mhz; Atina 102,800 Mhz; Isola
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Mhz
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Messina 99,00 Mhz; Forza D’Agrò
93,800; S’Agata di Militello 88,250
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103,00, Salemi 98,900 Mhz; Caltanissetta Gela 104,200 Mhz; Agrigento Raffadali 98,500 Mhz; Palermo Misilmeri
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14 Risveglio Pentecostale - aPRile 2013
gno di stabilità, di certezze. L’idealista si
preoccupa di certezze terrene, che però passano.
Essere discepoli di Cristo significa invece spostare lo sguardo dalle tane e
dai nidi per costruire qualcosa di stabile
ed eterno. Solo Gesù è il vero rifugio, la
sola e unica protezione, il solo che possa dare concrete certezze al nostro cuore.
bracciare la vera essenza del discepolato: la totale identificazione con il Signore Gesù.
IL LEGAME DEI DOVERI
“A un altro disse: Seguimi. Ed egli rispose: Permettimi di andare prima a
seppellire mio padre” (v.59)
Alcuni interpretano le parole di questo discepolo come la legittima richiesta
di seppellire il padre ormai deceduto,
LE IMPLICAZIONI DEL SERVIZIO
mentre altri come il dovere di un figlio
“ma il Figlio dell'uomo non ha dove
di assistere il padre anziano ormai giunposare il capo” (v.58)
to alla fine della sua vita.
Mentre l’idealista esalta il proprio
In ogni caso Gesù ci mostra che in reruolo, arrivando perfino a perseguialtà presenta una scusa per rimandare
re dei vantaggi dal servizio cristiano, il
la risposta all’invito di Gesù: seguimi.
discepolo di Cristo è chiamato a porre
L’atteggiamento di questo discepol’attenzione non sulla propria condizio- lo ci presenta un problema che spesso i
ne, bensì sulla persona, l’opera ed il mi- giovani affrontano.
nisterio di Gesù.
È infatti la condizione di chi, prima di
Identificarsi con Gesù significa quindi rispondere alla chiamata di Cristo, vuole
essere pronti al disagio ed alle difficoltà. assolvere i propri doveri, cosa che equiTroppi predicano il nome di Cristo
vale in certi casi a voler preventivamenper invidia e per rivalità … non sincera- te risolvere i problemi, ritardando così
mente (Filippesi 1:15,17), ma il vero dila propria risposta alla chiamata di Criscepolo saprà mantenersi umile, vigilan- sto.
te, fedele alla chiamata ricevuta, impegnandosi in modo concreto all’avanzaQUALI DOVERI POTREBBERO INmento del regno di Cristo.
DURCI A RINVIARE LA NOSTRA RISPOSTA A GESÙ?
L’ARRICCHIMENTO DELL’UOMO
• il dovere del lavoro, e quindi la siIl vero discepolo fuggirà l’idealismo
stemazione della propria posizione ladi chi vuole identificarsi solo con alcuvorativa.
ni aspetti (apparentemente esaltanti)
• il dovere verso la famiglia: genitodel servizio, per identificarsi totalmen- ri, fratelli e sorelle, e quindi la soluzione
te con il Suo maestro, comprendendo
delle problematiche familiari.
che ciò significa anche identificarsi con
• il dovere verso se stessi, e la soluil figlio dell’uomo, il quale, incarnando- zione delle problematiche connesse con
si, è stato disposto a dare la Sua vita per la sfera affettiva: prima la scelta del col’umanità: “Infatti voi conoscete la gra- niuge, quindi l’organizzazione del matrizia del nostro Signore Gesù Cristo il qua- monio che deve seguire la preparazione
le, essendo ricco, si è fatto povero per
della casa, il suo completo arredamenvoi, affinché, mediante la sua povertà,
to, la creazione di un fondo finanziario
voi poteste diventar ricchi” (2 Cor.8:9).
per affrontare i tempi difficili…
È questo il primo aspetto con cui
Troppo spesso scelte e azioni del tutconfrontarsi: Gesù non viene a chiama- to legittime divengono un legame che
re degli idealisti, ma persone che siano opprime e che inibisce le scelte, che
disposte a seguirlo a qualunque costo.
quindi bisogna necessariamente scioOgni facile idealismo deve essegliere se si vuole servire il Signore con lire bandito dalla nostra mente per abbertà.
Non permettiamo che la cultura
e la mentalità propria di un mondo
che vive nella morte spirituale condizioni le nostre scelta: “Ma Gesù
gli disse: Lascia che i morti seppelliscano i loro morti; ma tu va' ad annunziare il regno di Dio” (v.60).
IL LEGAME DEGLI AFFETTI
“Un altro ancora gli disse: Ti seguirò, Signore, ma lasciami prima
salutare quelli di casa mia” (v.61).
Quest’ultimo caso abbraccia gli
affetti più intimi, quelli familiari, e
del resto il discepolo chiede qualcosa di lecito: vuole salutare quelli di casa.
Non aveva fatto la stessa cosa
anche Eliseo, quando Elia gli rivolse
la chiamata?
Perché allora Gesù sembra impedirlo?
Innanzitutto perché Gesù conosce fin troppo bene il potere degli affetti familiari, e sa che spesso hanno la meglio sulla decisione di amare e servire il Signore: “Se
uno viene a me e non odia suo padre, sua madre, e la moglie, i fratelli, le sorelle e persino la sua propria
vita, non può essere mio discepolo”
(Luca 14:26).
“Così dunque ognuno di voi,
che non rinunzia a tutto quello che
ha, non può essere mio discepolo”
(14:33).
In secondo luogo perché inevitabilmente gli affetti spostano la nostra attenzione verso le persone ed
i problemi connessi distraendoci
dalla chiamata di Gesù.
Un contadino che ara la terra sa
molto bene che, se vuole tracciare un solco diritto, deve stare molto attento e continuare a guardare
davanti, evitando di distrarsi, guardarsi attorno o addirittura voltarsi indietro.
Per tracciare un solco lineare, i
contadini si servono di punti di riferimento: un albero, una roccia, o
altri elementi fissi presenti nel terreno.
Anche noi siamo chiamati a divenire adatti al regno di Dio, servendoci di punti di riferimento stabili: “Fissando lo sguardo su Gesù, colui che crea la fede e la rende
perfetta” (Ebr.12:2).
Le parole di Gesù appaiono allora come un monito, tanto più attuale se si valuta la condizione del
mondo e della stessa chiesa, che
spesso mostra segni di pigrizia e
di torpore nell’assolvere il proprio
mandato di predicare l’Evangelo
ad un mondo che va sempre più alla deriva.
Quanti di noi permetteranno al
Signore di sciogliere quei legami
che ci impediscono di servirLo con
libertà ed efficacia?
Quanti di noi disporranno la propria vita al Suo servizio per divenire sempre più “adatti” al regno di
Dio?
Quanti di noi ripeteranno con
l’apostolo Paolo: “Ma ciò che per
me era un guadagno, l'ho considerato come un danno, a causa di Cristo” (Filippesi 3:7)?
La promessa di Gesù è stimolante ed incoraggiante allo stesso tempo: “Vi dico in verità che non
c'è nessuno che abbia lasciato casa,
o moglie, o fratelli, o genitori, o figli per amor del regno di Dio, il quale non ne riceva molte volte tanto
in questo tempo, e nell'età futura la
vita eterna” (Luca 18:28-30).
Roberto Renda
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Dall'iniziodel2013leAssemblee di
Dio in Italia stannoinviandomissionarioltreiconfininazionaliinPaesidovesvolgerannostabilmenteun
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Risveglio Pentecostale - aPRile 2013
15
LA PREGHIERA
Il testo è particolare, presenta un personaggio che
sarebbe rimasto uno sconosciuto se Dio non lo avesse onorato inserendolo nel testo sacro, per essere ricordato nelle genealogie eminenti del popolo di Israele.
I due libri delle Cronache riportano ripetizioni di
quanto scritto nei libri dei Re d’Israele e di Samuele,
chiamati anche Paraleipomenon, che significa “cose
che erano state tralasciate”, taciute dagli storici precedenti. Uno di questi nomi è il soggetto della nostra
meditazione.
È Iabes, del cui padre non si dice nulla, né ci viene
detto chi fosse la madre. È scritto che fu lei a dare il
nome al bambino, un nome particolare che lo segnò
per tutta la vita, Iabes “partorito con dolore- mio dolore”. Forse fu un parto difficile o particolarmente
doloroso, causa di un dolore che non fu mai dimenticato (Giov.16:21). Anche Rachele, mentre stava partorendo, chiamò il bambino Ben Onì (figlio del dolore), nome che Giacobbe cambiò in Beniamino (figlio
della destra).
Nel caso di Iabes nessuno si preoccupò di cambiargli il nome, e tale rimase per sempre.
La madre di Iabes con quel nome voleva che fosse nota a tutti la sofferenza subita nell'aver messo al
mondo quel figlio. Questo ci ricorda che ogni donna
soffre al momento del parto in conseguenza alla volontà di Dio pronunciata dopo il peccato “Alla donna disse: «Io moltiplicherò grandemente le tue pene e
i dolori della tua gravidanza; con dolore partorirai figli; i tuoi desideri si volgeranno verso tuo marito ed
egli dominerà su di te»” (Gen.3:16).
Iabes è ricordato quale uomo eminente, onorato
più dei suoi fratelli! Quel nome così pesante non lo
penalizzò affatto: il nome è una cosa la vita è tutt’altra cosa!
“Iabes fu più onorato dei suoi fratelli” e in due versetti troviamo descritta tutta la vita di un uomo.
Guardiamo ora da vicino il motivo per il quale Iabes fu un uomo così importante.
Di Iabes non sono ricordati i successi scolastici, professionali, militari, ma la Bibbia ci ricorda che
una città porta il suo nome (1 Cronache 2:55), una
città di scribi. Fonti storiche ebraiche affermano che
fu un famoso insegnante della legge con molti discepoli. Si distinse per essere un fedele interprete della
Parola di Dio. Questo ci rallegra. Iabes si distinse per
sapienza e conoscenza delle cose relative al regno di
Dio. Partorito con dolore ma cresciuto nel timor di
Dio, onorato perché saggio! Voglia Iddio fare di noi e
dei nostri figli uomini come Iabes.
“Iabes invocò il Dio d’Israele”. Questo particolare mette in rilievo la pietas di Iabes che non si allontanò dal Dio dei suoi padri ma invocò. Invocare è
più che pregare, il termine evidenzia l’intensità della
preghiera rivolta al vero Dio.
Oggi molti pregano, invocano, chiedono grazia
non al Dio vivente, ma ad altri interlocutori, senza
chiedersi se Dio approvi tali invocazioni. La nostra
presa di posizione sia: “Chi ho io in cielo fuori di te?
E sulla terra non desidero che te” (Sal.73:25). Alcuni
innalzano preghiere e bussano a porte che non possono aprirsi, invocano personaggi che non potranno
rispondere, ma non cercano il Dio vivente. Gridano
per necessità, per il problema del momento, risolto
il quale il semplice pensiero di Dio viene tenuto fuori dall’orizzonte della propria fede. Continuano nella
ricerca del sacro, ma non del Dio della Bibbia.
Iabes invoca Dio, come altri hanno fatto prima
di lui in situazioni particolari, ma questa non è una
delle sue preghiere quotidiane: è invece una preghiera solenne, riportata anche dallo scrittore
del libro delle Cronache.
“Benedicimi, ti prego”. Non sappiamo se Iabes era stato benedetto dal padre, com’era in
uso presso gli Ebrei, ma
sappiamo che cercò la
benedizione di Dio.
16 Risveglio Pentecostale - aPRile 2013
A DI IABES
Programma TV
Cristiani Oggi
[1 CRONACHE 4:9-10]
In Dio noi abbiamo un Padre che abbraccia e ascolta tutti.
Iabes è uno come noi, desidera avere il
Signore dalla sua parte e invoca la benedizione di Dio sulla sua vita. Iabes, dal
nome che mette tristezza, cerca il bene, la
benedizione di Dio.
Iabes vuole cambiare la sua vita, desidera che il Dio dei suoi padri lo benedica, che lo guardi con favore, non cerca altro che benedizione, ed è probabile che
avesse in mente la benedizione di Abramo: “Io certo ti benedirò e moltiplicherò la
tua progenie come le stelle del cielo e come
la rena ch'è sul lido del mare; e la tua progenie possederà la porta de' suoi nemici”
(Gen.22:17).
Se Iabes fosse vissuto nel nostro tempo
avrebbe detto a Dio: “Signore benedicimi,
con benedizioni spirituali, fondami nella
tua casa, battezzami nello Spirito Santo,
fammi un tuo servo, fa che io possa predicare il Vangelo. Signore benedici la mia
progenie, fa che i miei figli possano conoscerTi intimamente, personalmente!”
Nella mente di ogni israelita il possesso
della terra era una delle benedizioni più
ambite, terra significava prosperità, pane,
vino, olio, latte, tutto ciò che un uomo
poteva desiderare era condizionato dal
possesso della terra “La sorte è caduta per
me in luoghi dilettevoli; una bella eredità mi e pur toccata!” (Sal.16:6). Una bella
eredità era nella mente di Iabes, una eredità che poteva essere ricevuta mediante
la benedizione di Dio.
Anche per noi è importante la benedizione di Dio, col Suo aiuto possiamo
uscire da un passato di povertà, oppure
da un retroterra culturale privo di libertà
spirituali e culturali, conquistare terreno
al nemico, conquistare famiglie al Signore, aggiungere uomini e donne al popolo di Dio; le benedizioni che chiediamo al
Signore possono abbracciare più aspetti
di quella di Iabes.
Iabes invoca il Signore, affinché la Sua
mano sia con lui, “la tua mano con me”
quella mano pronta a proteggere, pronta
a stendersi in favore del suo servo.
Quante cose potremmo dire della mano di Dio!
Iabes non aveva paura della mano di
Dio, non se ne sentiva schiacciato, anzi
desiderava che Dio con la Sua mano fosse con lui.
La mano di Dio protegge e sostiene,
eleva e salva, innalza e abbassa, la ricompensa è nella Sua mano.
Solo chi è amico di Dio può dire: “Signore la Tua mano sia con me”!
Oggi vogliamo dire al Signore: “La tua
mano sia con noi, salvaci, sostienici, guidaci, correggici!
“Preservami dal male”. Iabes che portava il nome in ricordo di un dolore, pregava Dio di preservarlo dal male. Nell’eco
di questa preghiera vediamo quella che
Gesù lasciò ai discepoli di ogni tempo
“Voi dunque pregate così: Padre nostro che
sei nei cieli, sia santificato il tuo nome... e
non ci esporre alla tentazione, ma liberaci
dal maligno” (Mat.6:9).
Gesù istruì i discepoli a pregare aggiungendo l’invocazione a Dio per essere
liberati dal male in tutte le sue forme, dal
maligno tentatore. Iabes ben comprese
come le cose più importanti nella sua vita
fossero la benedizione di Dio e la liberazione dal male!
Benedizioni, vicinanza a Dio e ubbidienza sono inscindibili. La nostra vita
sia liberata dal male in tutte le sue forme!
Quale fu il risultato di questa preghiera? “Dio gli concesse quanto aveva chiesto”.
Che cosa chiedi al Signore per la tua vita?
Se chiedi ciò che chiese Iabes con fede,
Dio ti darà quanto Gli chiedi nel nome di
Gesù, che è il benedetto in eterno!
Daniele Vitale
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Oggi dalle stazioni televisive indicate e da satellite su Studio Europa, in chiaro sul canale 2501 ogni
sabato sera alle 20,30.
ALTAMURA (BA), Canaledue, Altamura, Matera e dintorni, Sab. ore 18:00
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ore 16:30. Benevento, C.D.S. TV, Benevento, Avellino e parte di Caserta,
Dom. ore 12:00, Ven. ore 12:30. BOLOGNA, TSM (Ex.telestudio TV), Emilia Romagna, Sab. ore 20:30. CAMPOBASSO, TeleMoliseDue, Campobasso
e parte del Molise, Lun. ore 12:30 e
sab.21:00. CARBONIA (CA), Tulcis TV,
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Viterbo e S.Marinella, Lun. ore 22:30,
Mart. ore 18:00, Mer. ore 15:50. CROTONE, RTI Radio Tele Internat, Crotone e dintorni, Lun., Mar., Gio. e Ven.
ore 17:30. FAVARA (AG), Sicilia TV,
Prov. Agrigento, Caltanisetta, Enna,
Ragusa Giov. ore 15:00, Dom. ore
14:30. FOGGIA, Telefoggia, Provincia
di Foggia, Merc. ore 18:00, Ven. ore
10:00, Sab. ore 12:30. LECCE, Canale
8, Provincia di Lecce, dal Lun. al Sab.
ore 11:30, Dom. ore 12:15. MILANO,
Più Blu, Lombardia, Sab. ore 13.00.
MODENA, TSM (Ex. telestudio TV),
Bologna, Parma, Reggio Emilia, Sab.
ore 20:30. NAPOLI, Teleoggi, Campania, Dom. ore 9:00, Sab. ore 9:10. PALERMO, TGS, Sicilia, Ven. ore 21:00.
PESCARA, ATV7, Abruzzo, Dom. ore
14:00. REGGIO CALABRIA, Telereggio,
Provincie di Reggio Calabria e Messina, Merc. ore 18:00, Dom. ore 12:00.
ROMA, Teleroma 56, Lazio, Umbria,
Sab. ore 12:00. S.AGATA DI MILITELLO (ME), Onda Mistero TV, Prov. Messina, Palermo, Reggio Calabria, Gio.
ore 23:00, Dom. ore 12:00. SALA
CONSILINA (SA), Italia 2 TV, Vallo Diano (SA), dal Lun. al Sab. ore 19:00.
SCIACCA (AG), Teleradio Sciacca(TRS),
Prov. Agrigento e Trapani, Lun. ore
15:30, Giov. 22:30. TORINO, Quartarete, Piemonte, Sab. ore 10.00. TIVOLI Tele Blu, Lun. ore 18:20, Sab. ore
12:30 VIBO VALENTIA, Rete Kalabria,
Vibo, litorale Tirrenico, Ven. ore 21:30
Risveglio Pentecostale - aPRile 2013
17
Oggi
Oggi debbo fermarmi
Gesù, entrando in Gerico, ed attraversando la città, incontra
un uomo di nome Zaccheo in modo insolito. I Vangeli raccontano
che era “era capo dei pubblicani ed era ricco, cercava di vedere chi
era Gesù, ma non poteva a motivo della folla, perché era piccolo
di statura. Allora per vederlo, corse avanti, e salì sopra un sicomoro, perché egli doveva passare per quella via. Quando Gesù giunse in quel luogo, alzati gli occhi, gli disse: «Zaccheo, scendi, presto,
perché oggi debbo fermarmi a casa tua». Egli si affrettò a scendere e lo accolse con gioia. Veduto questo, tutti mormoravano, dicendo: «É andato ad alloggiare in casa di un peccatore!» Ma Zaccheo si fece avanti e disse al Signore: «Ecco, Signore, io do la metà
dei miei beni ai poveri; se ho frodato qualcuno di qualcosa gli rendo il quadruplo». Gesù gli disse: «Oggi la salvezza è entrata in questa casa, poiché anche questo è figlio d’Abraamo; perché il Figlio
dell’uomo è venuto per cercare e salvare ciò che era perduto»” (Luca 19:2-10).
In questo avvenimento una frase risalta tra quelle che Gesù rivolge a Zaccheo: “Oggi debbo fermarmi a casa tua”.
UN VOLONTÀ INDICATA: DEBBO
L'espressione verbale “debbo” è la versione arcaica di “devo”
presente indicativo. La richiesta di Gesù è forte, è la stessa che rivolge ad ogni cuore.
Zaccheo aveva tutto: era ricco, capo dei pubblicani, buon politico, furbo e come molti direbbero “uno che ci sapeva fare”.
Se lo avessimo incontrato per strada, forse lo avremmo anche invidiato: “Ma guarda che tipo, sfrutta la gente, ruba i soldi, al
servizio dei romani eppure sembra felice. Che gli manca? Ha tutto. Una bella villa, servitù numerosa, veste bene, ma che cosa gli
manca”?
Gli mancava la persona più importante, Gesù! Non è un optional, Gesù è l’essenziale! Non lasciarti ingannare da chi sta bene e
al quale sembra che tutto vada bene. Chi non ha Gesù non ha la
vita!
Puoi avere tutto, ma se non hai Gesù sei la persona più triste
della terra! Puoi anche non avere niente, ma se hai Gesù hai tutto.
Zaccheo era una persona che aveva tutto, ma non Gesù, altrimenti non si spiega come un uomo così in vista abbia potuto fare
una cosa ridicola: salire su un albero per vederLo.
Gesù si fermò proprio sotto quell’albero e, alzando lo sguardo
verso Zaccheo, disse: “Oggi debbo albergare in casa tua”.
Doveva entrare nel suo cuore, perché lo vedeva languente, sofferente, vuoto. Doveva entrare nel suo cuore illuso prima e deluso
dopo. Gesù non è indifferente al tuo momento, alla tua difficoltà. Gesù non è come certi presunti amici che vedono che stai male, ma si interessano poco a te. Egli dice: “Debbo albergare in casa
tua” perché vuole portare serenità alla tua vita. Lascia che il Suo
amore riempia tutto il tuo cuore!
UN LUOGO INDICATO: CASA TUA
In questo breve racconto è citato tre volte il termine casa. Era il
luogo dove Gesù era entrato: “la casa, il cuore dell’uomo”.
1 8 R i s v e g l i o P e n t e c o s t a l e - A pr i l e 2 0 1 3
a casa tua
Se Gesù venisse a casa tua ti farebbe piacere? Se venisse all'improvviso, che cosa faresti? Potresti correre alla porta con
le braccia aperte per darGli il benvenuto?
O dovresti dirGli di aspettare un po' fuori per dare prima una sistematina? E quanto
tempo dovrebbe aspettare fuori? Di quanto tempo avresti bisogno per metterti a posto e riordinare l'ambiente intorno a te, perché il Signore potesse essere accolto degnamente?
Dovresti forse cambiare i tuoi vestiti prima di incontrarLo, perchè non sono proprio
decenti?
O dovresti nascondere qualche rivista e
mettere la Bibbia dove dovrebbe stare?
Se la tua TV fosse accesa, potresti continuare a vedere il programma con Gesù o
dovresti cambiare canale?
Il Salvatore potrebbe trascorrere un giorno o due con te se tu continuassi a fare
quello che fai sempre? La conversazione familiare potrebbe continuare come sempre?
Potresti parlare e comportarti con tuo marito (moglie), con i tuoi figli (genitori) come
sempre o dovresti cambiare il tuo linguaggio, il tuo comportamento?
Potresti cantare le canzoni che canti di
solito e leggere gli stessi libri? E fare sapere a Gesù quali sono le cose con le quali cibi la tua mente e il tuo spirito? Potresti portare Gesù con te dovunque hai programmato di andare o dovresti cambiare i tuoi piani? Saresti felice di farGli incontrare i tuoi
più intimi amici? Ti piacerebbe averLo sempre con te o la Sua presenza ti metterebbe
a disagio? Proveresti forse un grande sollievo quando se ne andrebbe?
Gesù vuole venire a casa tua, ma tu vuoi
farLo entrare?
UN MOMENTO INDICATO: OGGI
“Zaccheo, scendi, presto, perché oggi debbo fermarmi a casa tua». Oggi Gesù vuole entrare nel tuo cuore e cambiarlo. Quando entra Gesù cambia tutto, ma soprattutto trasforma il tuo cuore. “Oggi” indica l’impossibilità di procrastinare.
Quando il Titanic fu squarciato dall’iceberg, nonostante l’allarme suonasse, la gente si mosse con lentezza, non corse verso le
scialuppe di salvataggio. Alcuni dopo il for-
NOVITÀ
EDITORIALI
te rumore avvertito, dissero: “Il Titanic non
può affondare”. Altri persero tempo andando nelle loro cabine a prendere le pellicce,
gli averi, le cose preziose. Tempo perso che
per loro fu fatale! Mentre il Titanic affondava, i musicisti suonavano come se non stesse accadendo nulla. Prima suonarono un
valzer dal titolo “Sogno di Autunno”, poi un
brano di musica classica; quando la nave cominciò a inclinarsi e si resero conto che il
grande Titanic stava affondando, che non
potevano più salvarsi, suonarono “Più vicino a te, mio Dio” (in inglese: “Nearer, My
God, To Thee”) il cui testo dice: “Così qual
sono, debole - Così qual sono misero ingrato, vengo a quel sangue da Te versato; sotto di esso, o mio Signore, lava il mio cuore,
pietà di me. Così qual sono indifferente, debole, frale vengo fidente a Te m’accosto e tu
Signore, lava il mio cuore, pietà di me. Così qual sono disavveduto e senza forze vienimi in aiuto; vengo pentito a Te Signore, lava il mio cuore, pietà di me. Così qual sono mi faccio avanti, bramo restare con tutti i santi sempre vicino a Te Signore, lava il
mio cuore, pietà di me”. Nessuno dei musicisti scampò al naufragio, perché avevano
rimandato!
Oggi è il giorno della decisione!
“Perciò, come dice lo Spirito Santo: «Oggi, se udite la sua voce, non indurite i vostri
cuori come nel giorno della ribellione.. esortatevi a vicenda ogni giorno... mentre ci viene detto: «Oggi, se udite la sua voce, non indurite i vostri cuori” (Ebr.3:7,13,15).
Oggi è il giorno in cui il Buon Samaritano vuole versare olio e vino sulle tue ferite per guarirle. Il tempo è brevissimo: “Oggi o mai più!”.
Realizza anche tu l’intervento di Cristo
nella tua vita. Il tempo è brevissimo. Cògli
questo invito di Gesù: Lui vuole venire a casa tua, nel tuo cuore.
Che l’intero tuo essere appartenga a Gesù: “Anima, corpo e spirito”.
Oggi, fai entrare Gesù nel tuo cuore, nella tua vita. E possa anche tu dire: “Ora-Oggi appartengo a Cristo, Cristo appartiene a
me, non per un anno, un mese o un dì, ma
per l’eternità”.
Luigi Milillo
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Risveglio Pentecostale - aPRile 2013
19
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Santo che sperimentano
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20 Risveglio Pentecostale - aPRile 2013
Notizie dalle nostre Comunità
NOTIZIE DA PARMA E PIACENZA
SiamolietidicomunicareailettoridiRisveglio
PentecostalequellocheilSignorestacompiendotrailSuopopolodiParmaediPiacenza.SiamogratiaDioperchéstiamovedendochelo
SpiritoSantoèall’opera,lecomunitàsonoedificateetanticontinuanoadaccettareGesùCristo
nellapropriavitainubbidienzaallameravigliosaParoladiDiofannopattoconLuiattraverso
ilbattesimoinacqua.Nel2012abbiamoavuto
treservizidibattesimi,nelmesedigennaiouna
coppiahatestimoniatodellafedeinCristoGesùfacendopattoconLui,ancoraperlacomunitàdiParmaèstatoungiornodifestanelvedere
cinqueneofitiscenderenellavascabattesimaleecontantagioiahannoconfessatopubblicamenteGesùCristoqualeloropersonaleSalvatoreeSignore.IlSignorehaparlatoainostri
cuoriusandosidelfratelloAntoninoMancuso,
pastoredellecomunitàdiMilenaeCampofranco(CL).LapredicazionedellaParoladiDio,trattadaRomani1:16-17,hasottolineatochel’EvangeloèlapotenzadiDioeproducesalvezzain
chiunquecrede.SiamoinoltregratialSignorepercomedomenica28ottobre2012anchea
Piacenzaabbiamoavutouncultoconservizio
dibattesimi,incuiquattrogiovanihannotestimoniatopubblicamentedellalorofedeinCristo
GesùilSignore.Inquestaoccasioneèstatocon
noiilfratelloGaetanoMontante,pastoredellecomunitàdiRaffadalieSant’Elisabetta(AG).
IltestodellameditazioneèstatoAtti16:11-15.Il
fratelloMontantehaconsideratolecaratteristichedichiapreilcuorealmeravigliosomessaggiodell’Evangeloeibeneficirealizzati.RingraziamoilSignorepercomeinquesteoccasioni
tantepersoneperlaprimavoltahannopotutoascoltarelapredicazionedellaParoladiDioe
preghiamocheEglicontinuiaoperarenellecittàenelleprovincediParmaePiacenzadoveci
concedelagioiadiannunciarel’Evangelodella
Grazia.Nel2012abbiamoavutolagioiadiavere
intuttoseisettimanedicampagneevangelisticheconigazebo,diversicultiall’aperto,varicultiinsalecomunalineivaricomunidelleprovincediParmaePiacenza.Inprimavera,inestatee
inautunnoabbiamopotutoevangelizzarecontemporaneamenteintrelocalità,doveognisabatoattraversotretavolinidievangelizzazione
abbiamodistribuitomigliaiadiopuscolieletteraturacristiana.Perlaprimavoltaabbiamoavutolagioiadiaveredelle“giornateevangelistiche”nellequaliuncospicuonumerodicredenti
rimanevafuorituttalagiornataperevangelizzareicomunisullecollinediParmaePiacenza.
Chiediamoallafratellanzapreghiereperquesta
zonadell’Italiaconcircacentocomunieuntotaledioltre800.000abitanti,affinchépossiamo
continuareadannunciarel’Evangeloeaprirealtrilocalidiculto.
Paolo Faia
GRUGLIASCO (TORINO) : BATTESIMI
LacomuitàdiGrugliascoèfelicedifarsapere
atuttalafratellanzachedomenica2marzosi
ètenutouncultodibattesimi,incuiduesorellehannotestimoniatodellalorofedeedellaloroconversione.
RingraziamoilSignoreperlaSuapresenzain
questaoccasionedipuragioiaspirituale.
Illocaleerapienodivisitatoridialtrecomunitàmaanchedipersonecheperlaprimavolta
assistevano,commossi,aduncultoevangelico
conbattesimi.
ADiosialagloriaperlaSuaParolapredicatadalfratelloospite,GiuseppeCrapanzanopastoredellecomunitàdiRivoliePinerolo
chehacondivisoconnoiunmessaggiotrattodall’EvangelodiMatteo28:16-18risultando
diparticolarebenedizionepertutticoloroche
ascoltavano.
OnoratidiservirLoedicontribuirealprogresso
dellaSuabenedettaopera,ringraziamodivero
cuoreilnostroSignoreeSalvatoreGesùCristo.
Enzo Iavarone
BATTESIMI AD ANDRETTA E CASSANO IRPINO
SiamoprofondamentegratialSignorepercomecibenediceeportaavantil’operaSua.Ci
siamorallegratiinsiemeallachiesadiAndretta(AV)il22dicembre2012,nelcelebrareilcultodibattesimiincuiunagiovane,dopodiversi
annidiallontanamento,ètornataalSignorefacendopattoconLui.Illocaleeragremitodicredenti,diamiciefamiliarietantepersonehannopotuto,perlaprimavolta,ascoltarelaParola
diDio,cheèstatapredicatadalfratelloCarmelloFiscelli,pastoredellecomunitàdiBeneventoediApice.Dopocircaunmese,ilgiorno19
gennaio2013,anchenellachiesadiCassanoIrpinoabbiamocelebratouncultodibattesimi,
incuiquattrogiovanihannofattopattoconil
Signore.LaParolaèstatapredicatadalfratelloFrancescoLugubre,pastoredellacomunitàdi
Boscoreale(NA).Tantifratellidellecomunitàvi-
cinehannopartecipatoalculto,insiemeadamicieparentideineofiti.Lariunione,inoltre,èstatatrasmessainstreamingsuinternet,dandola
possibilitàancheafratellidellanostracomunità
chevivonolontanodaquidipoterpartecipare
aquestagioia.Daqualcheannolecomunitàdi
CassanoIrpino,AndrettaeTagliabosco,sistannoimpegnandoinun’operadievangelizzazioneediconsacrazione,chestaportandoisuoi
frutti,primaneigiovanidellenostrechiese,e
poiancheincolorocheinquestoperiodohannoascoltatol’evangeloesistannoavvicinando
alSignore.Eglicièvicino,equestociincoraggia
aservirLosempredipiùesempremeglio.“Il Si­
gnore è vicino a tutti quelli che lo invocano, a tutti
quelli che lo invocano in verità.” (Salmo 145:18)
Giovanni Tassa e Natale Marcantonio
NOVITÀ
EDITORIALI
L'UOMO DI DIO
di Oswald J. Smith
Un profilo biblico del
credente consacrato al
Signore
BATTESIMI A NAPOLI – GIANTURCO
Ècongrandegioiachedesideriamoinformare
lafratellanzacheilgiorno6gennaionellaComunitàdiNapoli-Gianturcosiètenutounserviziodibattesimi,doveottosorelleeduefratelli
sonoscesinelleacquebattesimalidandotestimonianzadell'operadellaGraziaediSalvezza
cheilSignorehaoperatonellelorovite.
Diosiaringraziatoancheperlanumerosapre-
senzadianimenuovechehannopotutoascoltareilmessaggiodellaParola,ministratodalfratelloGustavoFestapastoredellaComunitàdi
LagoPatria.
PossiamounircialsalmistaedichiararecheDio
stafacendocosegrandipernoiesiamonella
gioia!ADiosiatuttalaGloria!
Mattia Basile
Gli argomenti presi in esame nel testo sono tutti
della massima importanza e, fra questi, ne emerge uno particolarmente attuale: vivere una vita
consacrata a Dio e ripiena
di Spirito Santo. La dottrina biblica della santificazione è un messaggio più
che mai necessario per il
credente dei nostri giorni.
Il cristiano che vive sottomesso al mondo, al maligno e alla carne, non può
avere attenuanti in suo favore ma, se vuole, Cristo
lo condurrà nella scia luminosa del Suo trionfo.
Una completa e autentica pienezza di Spirito Santo ha, come risultato, una
generosa manifestazione
delle Sue virtù nella nostra vita pratica, facendoci essere dei veri discepoli di Cristo e annunciatori
dell’Evangelo.
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ADI-Media srl
Via della Formica 23
00155 Roma
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Tel. 06.2251825-2284970
Fax 06.2251432
Risveglio Pentecostale - aPRile 2013
21
NOVITÀ
EDITORIALI
Notizie dalle nostre Comunità
BARI (RIONE LIBERTÀ): BATTESIMI
Il13gennaio2013èstatogiornodifestaper
l’interacomunità.Èstatainfattiunagrandebenedizionevederetregiovanicredentimanifestare,conilpattodelbattesimoinacqua,laloro
sceltadiservireilSignoresecondol’insegnamentodelleScritture.Traquesti,duefratellisonofiglidicredenti,lasorellaèinvecelaprima
convertitadellasuafamiglia,perlaqualeciimpegniamoapregare.Letestimonianzediquesti
neofitihannoedificatoipresenti,facendoconsiderarecomeDioèbenevoloepotentedasalvaresiagiovanicresciutinell’istruzionebiblica,
siaquelliprovenientidaqualunqueambiente
socialeequalunqueculturareligiosa.Ilmessag-
SENTIERI
DI PACE
di John Kitchen
Affrontare il futuro
con fede
Ci sono miliardi di cose che
danno l’assalto al nostro
“domani” e ciò rende il significato del termine tra
i più vaghi: incertezze finanziarie, lavorative, familiari, sociali… Il futuro è
nebuloso, non ci sono garanzie per il domani, non
ci si prospetta un avvenire
migliore.
Ci troviamo sulla linea di
demarcazione tra un passato di disagi e un futuro
costellato di timori.
Questo libro, invece, ci parla di speranza, di una speranza viva per oggi e per
l’eternità.
Le riflessioni tratte dal capitolo quaranta del profeta
Isaia infondono in noi una
serena fiducia in Dio, che
s’innalza su ogni problema
e la cui presenza è fonte di
pace in un contesto di panico generalizzato.
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22 Risveglio Pentecostale - aPRile 2013
giodellaParoladiDioèstatoministrato,nella
guidadelloSpiritoSanto,dalfratelloRaimondo
Mennella,pastoredellacomunitàdiTorredel
Greco(NA).Lameditazione,trattadaGiovanni3:1-5,14-21,hasottolineatolanecessitàdella“nuovanascita”,invistadell’eternità.Lapredicazionedell’Evangeloharaggiuntoinumerosi
ascoltatori,sensibilizzandoicuorideitantiamiciintervenutiperl’occasioneadaprirefiduciosamenteilcuoreaCristo.Ladomenicasuccessivalacomunitàsièraccoltaintornoaisimboli
delpaneedelvinopercelebrarelaCenadelSignore,ricordandonel’operacompletaedirripetibile.Perl’occasioneabbiamoavutoilpiacerediaveretranoi
ililfratelloMarioCataldo,pastoredella
taldo,
comunitàdiLecce,
comunità
cheèstatolostruche
mentonellemanidi
mento
DioperlapredicaDio
zionedellaSuaPazione
rola,trattadaltesto
rola,
diMatteo26:30-35e
di
Giovanni21:12-19.Al
Giovanni
nostrograndeDioe
nostro
SalvatorediamotutSalvatore
talariconoscenza,la
ta
lodeelagloria!
lode
Lorenzo De Fano
BATTESIMI A NICHELINO (TO)
Desideriamocomunicareallafratellanzache
domenica20Gennaio2013,nellacomunitàdiNichelino(TO),ilSignorecihafattograziadicelebrareunCultodibattesimi.Unagiovanecoppiachegiàdaunperiododitemposi
èavvicinataalSignore,hadecisodicontinuare
aseguireCristoGesùilSalvatore.Insiemealorosonoscesinelleacquebattesimaliancheuna
sorellaeunfratello,anchelorodecisidiseguireilSignoree
SalvatoreGesù
Cristo.Perl'occasioneèstato
invitatoilfratelloGiuseppe
Crapanzano
pastoredelleComunitàdi
PineroloeRivoli,emembrodelComitatodiZona,
checihaamministratoil
consigliodellaParoladi
Dio,tratto
dall'EvangelodiLuca9:23-27,attirandol'attenzionedeipresenti,sull'importanzadiunascelta
decisivaepositivaperCristoGesù,rinunciando
chiaramenteatuttociòcheimpediscequesta
nobileesupremascelta.SiamogratialSignore
perlapartecipazionedicredenti,amicieparenti.VogliailSignorecompiacersidicontinuarea
salvareanime!
Giuseppe Federico
DA LEGGERE
A COMPUTER
BATTESIMI A PINEROLO (TO)
Domenica17marzo,mentresiverificavaun’insolitanevicataprimaverile,ilsoledellagraziadivinailluminavainumerosissimicredentiedanchegliamiciediparenticonvenutiperassistere
allatestimonianzadifedepubblicadiseineofitiiquali,ubbidendoalcomandodiCristoGesù,
hannochiestodiesserebattezzatiinacquanel
nomedelPadre,delFiglioedelloSpiritoSanto (Mat.28:19­20).Questicredentisonoilfruttosiadellavorosvoltonell’ambitodellaScuola
Domenicalesiadell’evangelizzazione,adulterioreconfermadellaveridicitàdellaParoladi
DioinEcclesiaste11:6“Fin dal mattino semina la
tua semenza e la sera non dar posa alle tue ma­
ni; poiché tu non sai quale dei due lavori riusci­
rà meglio: se questo o
quello, o se ambedue sa­
ranno ugualmente buo­
ni”. Letestimonianzedi
questicredentiripieni
dell’amorediDiohannotoccatoicuoridei
presenti.Tuttilorohannoaffermatodiaver
abbandonatodefinitivamenteunvecchiostiledivita,chedifferiva
fraloroasecondadelleesperienzetrascorse.
Tuttavia,ciòcheliaccomunava,oltreallagio-
iaedallacommozione,eralaconsapevolezzadi
averiniziatounanuovavitainCristoGesùilSignore.Sullanecessitàdelravvedimentoèstato
predicatodalfratelloFrancescoMaceli,pastoredellecomunitàdiSanremo,ImperiaeTaggia,
invitatoperl’occasione.Prendendospuntodal
testodelVangelodi Luca 23:33­43ilfratelloMacelihaesortatoipresentichenonavevanofatto
unasceltaperGesù,diprenderecomeesempio
illadropenitentecrocifissoaccantoalSignore,il
quale,invirtùdelsuopentimento,fuperdonatoedaccoltoinparadisoconGesùquellostessogiorno.
Giuseppe Crapanzano
BATTESIMI A CARMAGNOLA (TO)
CarissimifratelliesorelleinCristo,pace.DesideriamocondividerecontuttivoilanostragioianelSignore,perchédomenica10Marzosei
nuovicredentihannofattoilpattoconilSignore,scendendonelleacquebattesimali.
LaParoladelSignoreèstataannunciatadal
fratelloSilvanoBianco,pastoredellachiesadi
Beinasco(TO).Quandocimoviamoversoun
obiettivo,unameta,untraguardo,verrannole
tempeste,maquestecesseranno,seabbiamo
Gesùconnoi,LoinvochiamoedabbiamofiduciainLui,nelSuoamoreenellaSuapotenza.
Francesco Laurendi
Tutto il
Risveglio
Pentecostale
dal 1946
al 2000
Le notizie sul Movimento
Pentecostale in Italia che
nel corso degli anni sono
state pubblicate nei numeri del Risveglio Pentecostale dal 1946 al 2000 sono
disponibili in tre CD per
computer.
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Risveglio Pentecostale
Via Altichieri da Zevio 1
35132 Padova
e mail: [email protected]
Tel. 049.605127
Fax 049.612565
Risveglio Pentecostale - aPRile 2013
23
C'è un’occasione per fare del bene ai
poveri, ai bambini delle zone disastrate dalla guerra, ai profughi, agli anziani, agli emarginati, ai tossicodipendenti e a quanti, di qualsiasi razza, nazione
o religione, hanno urgente bisogno di
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alle Assemblee di Dio in Italia!
Come fare per chi riceve il CUD:1Firmare
lacopiadelmodellonellacasella:Assemblee
di Dio in Italia;2Firmareinfondoalmodello
doveèscritto:Firma;3Inserirelacopiain
unabustaconscritto:Scelta per la destina­
zione dell’otto per mille dell’IRPEF oppure
usarelabustaprestampatareperibilepressoitabaccai;4Sullabustascrivereilproprio
codicefiscale,cognome,nomeeindirizzo;
5Consegnarelabustachiusaallosportello
diunabancaodiunufficiopostaledopo
averlafirmatalungoilembidichiusura.In
caso di Modello 730 o Unico:compilare
l’appositomodulochesitroveràall’interno
dellostessoeinserirlonellabustadicui
sopra.Le scelte non determinano un
aumento delle imposte da pagare!
Servizio Evangelico Assistenza Sociale
ChieseCristianeEvangeliche
Assemblee di Dio in Italia
ViaMonteAmiata21-00013FonteNuova(RM)
Tel.06.90997342-06.491518-fax06.4463591
www.assembleedidio.org/seas.php
XLV Assemblea Generale ADI
Capaccio Scalo/Paestum (SA) - 24/27 aprile 2013
IfratellipastoridelleChieseCristianeEvangelicheAssemblee di Dio in ItaliasonoinvitatiapartecipareallaXLV Assemblea Generalechesiterrà,Diovolendo,aCapaccio
Scalo/Paestum(SA)dal24al27aprile2013,pressol’HotelAritsoninViaLaura.
QuestaAssembleaGeneraleèriservataagliiscrittinelRuoloGeneraledeiMinisteriADIe
delleChiese Cristiane Italiane del Nord Europa (CCINE). SonoinvitateancheledelegazionidellaComunione delle Assemblee di Dio del Sud Europa,delleAssemblee di Dio Canadesi (CAOG)e
delleChieseinrapportidicomunioneconlanostraOpera.
Iltemadell’incontroè: “... con la potenza dello Spirito Santo... ho predicato dappertutto il vangelo di
Cristo” (Rom.15:19).IncoraggiamotuttiilettoridelRisveglioPentecostaleapregareilSignoreperquesto
importanteappuntamentoaffinchéleSuebenedizionipossanoessereriversateabbondantementesul
corpopastoraleriunitoelaguidadelloSpiritoSantosia
tangibileinognisessionedeilavorichesiterrà.
per informazioni:
SegreteriaAssemblee di Dio in Italia
ViaMonteAmiata21-00013FonteNuova(RM)
Tel.06.90997342-06.491518-fax06.4463591
[email protected]
Risveglio
P E N T E C O S T A L E
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24 Risveglio Pentecostale - aPRile 2013
Ospiteaicultiseraliil
fratelloGeorge O. Wood,
SoprintendenteGenerale
delleAssemblee di Dio degli
Stati Uniti d’America (AG)
Destinatario
❏SCONOSCIUTO
❏PARTITO
❏TRASFERITO
❏IRREPERIBILE
❏DECEDUTO
Indirizzo
❏INSUFFICIENTE
❏INESATTO
Oggetto
❏RIFIUTATO
❏NONRICHIESTO
❏NONAMMESSO
grazie per la cortese collaborazione
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