UGO
OJETTI
i
nani
IL
POLA.
E
LA
TIEPOLO
I
DI
GUERRA.
LA
TRENTO.
GIÀ
CHE
GALLERIA
GORIZIA.
GERMANIA
MASSACRATO.
PALAZZI
L'ARTE
le colonne
tra
CASTELLO
RE.
I
S'INSEGNA
A
CORSA
LA
D'ARTE
IL
SOTTO
QUADRI
LE
CASA
ALL'ARTE.
MODERNA,
ecc.
MILANO
Fratelli
Treves,
i
Secondo
Editori
920
migliaio.
SE
CHIE-
CAMPIDOGLIO.
IN
CANOVA
DEL
^
GRAPPA.
LORO.
LA
I
nani
tra
le
colonne.
UGO
SCEITTI
OJETTI
sull'aete
DI
(Edizioni
Treves)
Nazionale
L'Esposizione
del
:
1906
L.
3
—
Il
Monumento
Vittorio
Emanuele
II
in
Boma
le
a
(1907).
avventure
sue
e
Con
incisioni
19
3
—
Esposizioni
Internazionali
di
L'VIII,
del
Venezia:
1909
118
(Con
9
incisioni)
—
.
La
IX,
del
1910
119
(Con
9
incisioni)
—
.
XI,
La
del
1914
153
(Con
9
incisioni)
—
.
Ritratti
d'Artisti
(1911).
Italiani
Con
fototipie.
14
5
-~
Marius
Signorini.
Michetti.
-
Dalbono.
-
-
Bistolfl.
Carcano.
Fattori.
-
-
Pel-
Trentacoste.
-
-
-
Tito.
Serra.
Fragiacomo.
lizza.
Pictor.
Ciardi.
Calandra.
-
-
-
Il
I
martirio
nani
dei
tra
le
monumenti.
colonne
Con
(1920)
-
-
9
incisioni
(1918).
50
3
.6
—
UGO
I nani
OJETTI
le colonne
tra
POLy\. JL CASTELLO
" ìjA "-T7-saRA.,LA
TRENTO.
DI
GEmJANLi
"T
GIÀ
PALAZZI
DEL
I
RE.
'
L'ARTE
CHE
GALLERIA
S'
INSEGNA.
QUADRI
A
Lg SCÓRSA
D'AKTE
MODERNA,
SE
CHIE-
CAMPIDOGLIO.
TIEVOLO'j^'s'SAC'kATO CANOVA' ?Ò^T"Ì
I
LE
GORIZIA.
iK
CASA
GRAPPA.
LORO.
ALL'ARTE.
LA
ecc.
MILANO
Fratelli
Treves,
Editori
1920
Secondo
migliaio.
"
LETTERARIA,
PROPRIETÀ
I
per
Si
non
diritti
tutti
riterrà
porti
di
i
riproduzione
paesi,
il
timbro
Norvegia
di
Societàjtaliana
della
secco
la
K
••
.-.
.
.
.-
.
Milano,
Tip.
Treves,
riservati
sono
esemplare
qualunque
a
traduzione
Svezia,
la
compresi
contraffatto
di
e
e
V Olanda.
quest'opera
degli
ehe
Autori.
Vogliamo
Ebbene,
siamo
nel
mondo
dati
essa
ci
non
di
e
e,
in
e
in
e
nei
prestiti
nelle
e
dei
mobilia
nella
per
moderna
e
nelle
la
I
nani
tra
le
metallo,
ritratti
nei
occasione
monete
nei
bolli
franco-
dei
sovrani
pubblici
pei
uffici,
nazionale
statue
nelle
e
nisteri
mi-
e
manifesti
autorevoli,
colonne.
quer-
nelle
Gallerìa
inaugurando
vanno
guagli
rag-
concluso
ogni
dei
cento
personaggi
che
Ojetti.
nei
dai
governi
ad
ministri,
compere
vinto,
di
quelle
non
contrastare
ora
noi
di
ho
costanza:
con
diplomi,
quelli
sto
gua-
ma
primato,
da
baldanza
carta
per
quale
ostentano
con
pegigior
Confesso
vissuto
v'ha
può
Il
primato.
sto
iior
meridionale^
chi
da
di
civile.
detto
noi
oggi
popolo
V America
conoscere
che
il
certo
che
tempi
conforto.
sinceri,
parlare
a
Nei
altro
vedo
non
corrono,
liani
sinceri?
esser
busti
te
d'ar-
e
ghe
tar-
dacché
cento
s'è
città,
*
VI
cilindro
un
nella
sinistra
alla
destri*,solennemente
cogli scultori
di
in
questo
felici,almeno
gli
di
felicitàin
alla
prima, apparenzaì,
tagliare alla
bella
e
s'è assicurato
radice
scuole
d'arte
cattivo
gusto
alte
sia
dessero
pren-
più avanti, che
e
laureati,ognuno
può
il
basse
detto
sudtodo,
me-
con
scuole
stano
co-
in tutte le
ma
alla
sono
di
Stalo
lo
novità,
air anno;
milioni
ancóra,
pericolo
capaci. Queste
persone
fra gli espositori
segreteria quali
pittori o scultori
che
constatare
esse
raggiungono egregianiente lo, scopo
scuole
cui
istituite ed
state
sono
gli ordinamenti
di
il
insegnato
domandajtdo
esposizioni,
Belle
tivo
cat-
borghese.
proverò
come
alcuni
per
golato
re-
lo\ Stato
che
regime
un
irriverente
,
da
servizii
altri
quel tanto
per
dare
nelle
meglio
è
Staio
la diffusione del
per
può
qualche
del
governo
sarebbero
da{ esso, gl'italiani
norma
Per
nella
fine congratulandosi
del
di
anzi
gusto,. Se
discorso)
un
name
servizio
Nessun
Re.
e
toro
che
molti
Arti
riescono
sono
ordinate.
tapìo ben
insegnanti degli
a,
Anzi
gnati
conge-
Istituti
di,
questo felice risultalo
diffusione del pessimo
gusto
con
pochis-
VII
lezioni all'anno,tanto
sime
artisti il lavoro
che
•Anche,in altri stati
lo si
è, non
alla
prussiano;
e
popoli il
cattivo
sto
gu-
diffuso.Cera
ad
loro
parlo all'imperfettoperchè da
la*$sù
Ma
cose.
gusto germanico,,specie
fattinotori m'hanno
cinque anni
d'andare
età
vedere
a
descrivo
che
gusto germanico
sùbito
e
nelle
era
immutabili.
caratteri
trono
fatto fabbricare
s'era]
si diceva:
che
sul
glielmo
Gu-
doglio
Campi-
pungineseguenti,
quello^ con
sempre
Lo
si riconosceva,
Tedesco.
—
le
gusto, uniforme.
fino al
su
impedito^
stannp
come
cattivo
un
francobollisu
e
e
può negare,
cattivo
esempio, un
il
risponde
natura.
verace
Dai
facile è in quelli
bito,
sùNon
—
c'e^a,equivoco, n\on si perdeva tempo. Brutta
tipico.Bruito
ma
è
già
un\a
ma
bellezza,almeno
noi
Noi, no;
si
d'Italia
coi
E
la costa\nza
morale.
folleggia.Prendete
Mettete
cartamoneta.
Banca
costante.
un
foglia della\
pateticie allegorici
suoi
«grotteschi»il cui siile ricorda
insieme
Sanzio, Luigi quattordici e Pio
u\ccanto\a
del
Ojetti.
I nani
faello
Rafnono,
fogliotra florealee giapponese
un
Banco
stra
la\no-
di
tra
Napoli,
le colonne.
a
triangoli,quadrati,
**
Vili
rombi
ellissi
e
stiditi
Tasso, Vico
ubatevi
qualunque
infa^-
Rosa:
due
le
es prò-
banconote
qualunque
un
nesso,
un
carattere
italiano. Libertà, libertà. Quando
cioè
comune,
Salvator
o
fra
trovare
a
quittis'affaccia
no
dai
preferibilmente
di
è di
d'arte
un'opera, diciamo^
cattivo
e
gusto,, lo sfato
pessimo
italiano la
accetta,la fa sua, la diffonde,a
milioni dCcopie, senza
pendersi In quei pror
di stile,peggio di stile nazionale,
blemi
i ridicoli
erano
Sisto
papa
Libertà,
al
si
non
che
vivono
non
ottimo
del
le
di
di
anzi
obliate
decimi
le
di
sue
di
a
opere
non
credere
di
revole,
du-
e
alla, giornata
vedere
di
chi
che
compatta
vivacchiare
anche
degl'italiani,
e
l'avven
credere al-
non
paese,
rassegnato ogni mattina
spotiche
di-
repubbliche,popolari,
nazionale
voler
l'arte è
le monarchie
governo:,
quasi
proprio
coscienza
e
per
mezzo
mostra
la\trascura
una
per
af Gesù,
o
che
accorti
solo
anche
ma
Pietro
San
a
glio
Campido-
al
accanto
infattimai
stata sempre,
a
imperatore.
Napoleone
e
Pantheon,
sono
un
rne
tirafini, coi-
libertà.
Ministri
o
di
passatempi
che
perdonate,,
jeri.Pei
nove
quel pochi
che
IX
mostrano
clamare
proprio
è
Varie
della
dicono
o
vita
individuale
inutile, alla
musei»
nazionale
e
peggio,
:
è
lusso.
un
Non,
più giovane
sono
pitato
di
Allora
scuola,
vado
io, stimo
queste che
faccio
d'arte
core
Il ministro
—
meglio nella sedia,
mi
rassegnato
Se
—
gli avessi
vorrei
e
voce
avrebbe
un
anche
si
Y
—
dirgli
rei
Poi
parlarti
fissa,s'accomoda
mi
—
or
indietro
Sai, ho
diverso
Canta
pure.
pure.
bella
una
—
atteggiamento
testa
la
Parla
—
romanza,
—
vinezza.
gio-
dì
p\afla\
qui nel sa\cra,rio\della
cortese.'
che
qual-
comuni^ ricordi.
risponde:
una
ca^
di
per-
Prima
butta
detto:
cantarti
tenza
amico
o
verità.
dico\:
e
al potere
trovarlo
a
politica,di salute» dei
mi
talvolta m'è
e
capita di trovare
mi
e
compagno
e
fuori
passatempi
un
vita, relegato nei
vera
ie,
rispettareVar-
e
tua
egli
ponon
dendomi
risponArie,
—
la musica.
,
Per
ho
da dire
di
per
è, quasi per
quel che
loro
dieci
su
ai potenti i\olo{scrivo
libro
Questo
e
volte
forlun\à,nove
—
ho
appunto
intero,
scritto
sui
nei
—
quel che
giornali'
una
colta,
rac-
pel pubblico^
giornali*in fatto
d'arte, nell'anno
un{
giorno
1919,
mi
Veltro
o,
la
cop.
che
speranza
ài darà,
cado,
per
gione.
ra;
?•
,
volta
Qualche
mei
insuperbito, e
sono
ne
fermato.
sono
regalale
come
Quasi
e
me
a
fa^
ho
Adesso
un
che
educato
modo
i
indurre
pubblica
meditate
Le
cinque
cioè
il
il torto
fangoso
pepisi,ad
e
Belle
scritte
esempio,
Arti
sopra
Gazzetta
alla
votata nei
in
anzi
stampale
in
di
un
un
un
di
ca
po-
nale,
gior-
molti
ticoli
ar-
itfiifmo
barbaro
giornale
Ufficiale.
legge sulle
1909.
mulgate,
proa
presso
confronto
letto? la
pochissimo
soltanto
articolo
d'un
d'essere
d'essere
e
al
leggi
cento,
su
sono
sdrucciolo,
e
Statistiche,
stampate. Hainno
avendo
pur
V opinione
media, applicate.
in
sono,
valore, ciascuna,
gergo,
che
novantacinque
altre
discorso, per
discorso.
ormai
provano
solo
votate
cambiare
una
soltanto
magari
e
mosso.
com-
è
cosa
Sono
cambiare
per
giornalisti
a
sitato
sarei
decreto.
un
di
minuscolo
un
o
capito che,
è
cosa
mi
meno
la pensavap-o
che
ne
Non
trattala
si
sempre
figlialtri
decreto,. Ventanni
e
tanfo
uh\a piccola legge
me,
legge
staffi già dafa.
irìè
Si
Antichità
Quanti articoli
XI
aìbbiajno\scritti per
te\mp\oabbiamo
Meglio^ quanto
scrivere
articoli ad
legge! Ebbene
qualunque^
Italia. Nessuno
inventario,
questo
nella, sua
e
abbianio
ne
nei
E
di
plica,minaccia^
Ma{ infanto
che
infa$tidivar
e
—
in parecchi
che
l'errore
c0ro\
e
ci
almeno
dei
a
quasi
morto
non
nessuno,.
Ma
d'ingegno
debba
s'occupa,
morti:
hoi il tor-
questo
opere
di
pej)
nici
orfortuna. siapi\o\
amore
attre\tta\nto
d'un
sempre
diremo
per
che
tisi
vo-
scrivi, grida^ sup-"
viuo
d'un
sembra
con
d'ingegno
ad
in
erat
santa, preziosa, incopipambil~
to\di dichiarare,
-npp,
la, votò.
—
l'arte
antica, per
rimasta,
è
vita.
s'ottieneȏ
—
un
to
redat-
propugnarla,
a
chi
qualcosa,
se
ha[ mai
parlato più. Quod
voti,cioè,
poi
Darle
stessi
noi
sto
que-
per
esisìteptiin
legge
la
e
l\a\propugnavamo,
gli altri
mo
anni
parte, vitale,senza
che
noi
d'arte
in undici
quella^
apposito)
decreto
opere
per
un'efficacia,
(e opache
un
delle
di
avere
per
essa
fu promulgato
perduto
esaltazione
presupponeva
inventario
quella] leggel
ottenere
essere
torto\
ci
è
—
più,
difeso^
peccabil
dell'opera,im-
genito Ora, d\ei vipi
.
a
Ropitt,
nessuno
XII
Per
l'urte antica, dalla
Canova,, si
invece
ha
schiaccia
chi
si
le
i nani
retorica
divino
del
le
e
Poi
di
si
essa
fronta:
con-
giova alla
nostra
alla Minerva
tato
depu-
un
arte
di
quadro
un
uno
passata
e
do^
se
Tiziano
o
glistrilli arripunO)
dall'America
anche
mana
«sovru-
,
gli stranieri,
di Donatello,
scultura,
alla
o
arte, addirittura
della
in malora
va
«al
colleghi considerato
e, in
anche
cile
fa-
una
accennare
Michelangelo»
dai
specialista.Poi,
occupano
ad
Leonardo»
erudito
fine
una
tutto,
chiunque
a
sofo
illieo
viene
mani
avvicina,
dando
e
potenza
si
di
nali
parlamentare, suggerendo sonori fi-
fama, perchè
un
co
di-
ministeri, nofi
le colonne.
tra
di discorsi
genio
nei
rispetto.Prima
ma
amore,
preistoria fino"al
e
stralia.
dall'Au-
Infine, musei, gallerie,monumenti,
scavi
o
attrQgQOno
sembra
Ma: che
male
ogni parte
forestieri.È
continuità,
del
l'arte
quell'artee
tra
si;crea
di
Italia,qu\a\ndo
di
tranquillo,centinaia
visitatori da
dei
in
un
luogo
nesso
e
di
stria
globo: l'induche
rende.
bene
o
parentela,una
necessaria
razza,
è
migliaiadi
l'arte che
oggi,esistano una
tutto
questo
se
non
tro
al-
non
è
in-
xin
ministri
dagl'italiani,
teso
uomini
Trottare
donne.
o
degli antenati
di Fra
sacro
d'un
dopo
«
del
ma
è
nata
Quel
che
tura
indicare
nel
è
questi
1870,
d'arte
anni
minori.
moderna
fa
deserto
quadro
1883.
Tra
o,
nel
quella fossa
lettera
ebbe
alla
primavera
una
mostra
a
una
i
per
fino
a
nazionale
fino
e
pochi
a
statua
Tiepolo
ghieri,
Ali-
Dante
alla scultura]
e
una
bero
al-
proprio
Galleria
ne
lettera^
denti
anteceil
Michetii,
più esattamente, l'ignoranza. Un
che
decreto
il
cioè
conteneva
un
né
al
La
non
sono,
buona
alla
permesso
proibito alla pittura
arti
alle
secoli
tre
Montecitorio.
a
genealogico magari
e
dipinto
quasi follie. L'Italia
e
moderna\, ostentale
è
sua
il paesaggio
jolo» di
paese,
nostri
nella
d'un
fondo
macchia
suo
più, capricci
vera,
nel
relli
Mo-
Domenico
a
Bartolomeo
puro
ministri»
non
settecenteschi
città,ovvero
stessa
o
dei
morta.
fine
scorsa
ordinò
1912
colmasse
rifiuti,restò, presso^
La
Galleria
nemmeno
Moderna
La
Parigi s'apriva
mostra
in
co,
ponon
pittura veneziana
orgogliosa
Mestrovic
a
a
direttore.
un
mentre
di vecchia
d'oggi,
si
d'arte
lesta,
—
canto
ac-
slava
jugoil
più
XIV
diffuso giornale
deb
straniera
abbiamo
Evidentemente
dal
Fontanesi
Come
al
mai
a
condo
se-
vere
pol-
la,diffusione
studiato
Roma
gruppi
avvenire
ai
che
un
del
piedi
guardarle quelle^bellezze,
imprimersele
bene
avventanti
Varie, prima
senza,
e
questo
può fare contro
risorgere
nuele
Ema-
fattidorare,,perchè
li ha
passasse
grosse,
bronzo
to
molgiudizio unitfersìafe,
a
senza
di
Vittorio
distratto
così
Potrà
i
più
senza
ufficiali,
si
a
potesse mai
Campidoglio
Che
è
gusto
Il governo
viandante
la
per
monumento
erano,
non
ài
scrupolo religioso \e quasi
all'ingresso del
bruiti?
programma
esempio,
Per
pedante.
?
raccattare
per
un
uno
con
Segantini
altrui.
cattivo
del
non
al
Fattori, tutta, roba
scarpe
si vede,
seguito
.
t
ordine, cenci
e
di
e
nell'afte^
secondo
olrldf^nje!
Carducci, daf Canova
sulle
che
qual-
Foscolo al Leopardi*,\daf
dal
,
al
di
duo
qualche indivi-
di
o
prodotto opere
Mazzini
nell'ottocento
letteratura, copie
nella
così
che
toli
ti-
con
stati a rimorchio
sempre
tendenza
avvertiva
mortuaria
lapide
«noi siamo
Roma
di
nella
moria,,
me-
rutilanti.
«
blocco
V architettura,
la
protezione
»
gere
sor-
dello
?
I.
DOPO
Ojetti,
I
nani
LA
tra
le
colonne.
GUERRA.
Pei
Pola.
di
monumenti
Pola
è
il
L'anfiteatro
Y
seguire
moda,
romana.
il
quale
pari;
F
di
Roma
rotondo
di
Pola,
jdiamo
Noi
i
in
sanciti
nemico
e
patti,
Ma
quest?
sede
sùbito
piani
lì
altro
sembra
in
dell'
alto,
attico
infrangibile
è
za
sen-
sulan-
non
gloriosa
diritti
logici
e
tuali
at-
e
da
dicono,
lantuomin
ga-
almeno
tangibili
rante
du-
riottosa,
suburra
sua
vacante.
sulla
colosseo
intatto,
e,
la
stro
no-
eventi
storia
ben
l'
del-
diritti
firmati,
diritti
di
tempo
arsenale,
sono
per
questa
d'
nella
sono
pel
del
suo
Roma:
di
lontana
sul
volesse
diadema
il
sacrosanti
ricercarli
a
chi
giustamente
siamo
nostri
;Pola,
su
è
grandezza
per
e
Istria,
che
chiamarlo
potrebbe
Italia
sull'Istria.
suggello
eloquenza
1918.
decembre
Pola,
riva
di
che
a
Pola
ritrovare;
prima
vista
settantadue
le
archi
finestre
settantadue
; ritrovarvi
bellezza
su
questa
nostrana,
ti
due
drate
qua-
sa
orgogliofatta
d'
un
DOPO
lento
ie
cielo
azzurro
LA
GUERRA
ritmo
maestoso
di
pietra bianca
riudire
sbarcati
; appena
e
di
quasi
architetture
saluto
un
queir ariose
d' un
nella nostra
favella, placido come
gante
gici aspettasse da
che
di
secoli, sicuro
delle
ritrovarci
un
giorno, noncurante
cole
picfrettolosi
vicende
e rumorosi
degli omuncoli
moso
lì sotto nel breve
golfo agitato e fuschi
:
una
questa è pure
gioia che teded'Austria
e
plagiari e serbi e croati
Pola
avere
e sloveni
non
a
provata
possono
mai ; una
gioia nostra, che fanti e marinai
sentono
e
godono
dotti,
quanto gli uomini
si distraggonoin
anzi
di più perchè non
fuori
da
raffronti
eruditi
Colosseo
di
di
venti
sguardo,
te
una
le
che
cose
coccarda
o
basta:
riconoscìbili
trasformare
possa
na
Verona, l'Are-
c'è austriaco
non
una
Il
minute.
cose
che
dieciassette, dieciotto,
paura
secoli;
di
d'Italia,e
cose
senza
citazioni
in
l'Arena
Roma,
Pola:
durano
e
al
al mondo
il
sotto
bandiera
come
naso
una
primo
che
con
ta
flot-
qualsiasi.
Soffiava
indiavolata
hi
questi giorni
che
Cagni
l'anfiteatro
era
pareva
a
volesse
Pola
una
aiutare
bora
miraglio
l'am-
"spazzar via gl'intrusi;e
il Colosseo
deserto
proprio come
a
giorni di tramontana.
Dentro, nel
dell'arena, le pratoline
prato ovale
gran
s' arrossavano
sbattute
da quella furia
innei
monumenti
Pei
di
stormi
tirizzite;e
di Pola
corvi
come
Roma
a
folata
gracchiando tra una
al suo
l'altra del vento
e
spietato. In fondo
di
di
santi
di
e
•casotto
legno adorno
che
custode
cartoline
illustrate,il vecchio
ò lì, credo, da
trent'anni,piantatosi sulla
il chepì a scappavia, s'affannava
a
care
senuca
dei rifugi confuoco
le tavole
tro
pel suo
le nostre
bombe
costruiti d'agli usurpatori
s'abbattevano
tra
mole
un
masso
a
l'altro
Molti
romana.
spiegare
e
l'anfiteatro
stato
era
Vespasiano
Francesco
fa
anni
l'avevo
di
comitiva
una
dell'incrollabile
udito
forestieri
innalzato
che
dall'imperatore
ratore
dell'impe-
«predecessore
La
Giuseppe
storia
»
è
.
un'opinione. Ma
e
lasciando
Francesco
l'anfiteatro
è stato
siano
parte Vespa-
da
Giuseppe, tanto
in
costruito
che
più
di Settimio
onore
Severo
due
già governatore dell' Illiria,
altri imperatori, fra tanto rovinìo
di corone,
mi sono
poleone
alla memoria, più vicini: Navenuti
e
Francesco
primo
d'Austria.
Per
Marmont, primo
ragione modestissima,
governatore della napoleonica Illiria,
appena
giunto in Istria) volle cominciare
gli scavi
dell'anfiteatro
di
Pola ; Francesco
primo,
le
tornatovi
dopo la restaurazione, volappena
una
istituire
il
Noi
faremo?
che
hanno
museo
di Pola.
Se
sentito
un
il
francese
bisogno
e
di
un
onorare
striaco
au-
8
LA
DOPO
questi monumenti
il loro
care
quasi ad
mirabili
dominio
romani
abbiamo
ritrovato
tutti
i
Pietas
C'è
da
tanto
del
maestosi
che
la
scelta
Aurea
Porta
la
perchè
sotto, trionfalmente:
di
Prima
nello
di
le
:
autorità
con
nostre
quelle
pe,
trup-
intorno
alla
truppe vi passassero
porta romana,
porta
tutto, il Museo.
Museo
ora
stesso
Francesco
tempio
vi
ficile
dif-
loro.
casa
Il
più
dovrebbe
con
cancellata
le
viltà
ci-
Pola,
è
ogni lavoro
d'accordo
divelto
si
qua-
nostra
—
municipali di Pola, italianissime
autorità
le
che, avvicinandosi
hanno
secoli
dopo
umana
e
faremo?
che
Ed
lavoro.
con
italiani
della
ed
fare
compiuto
essere
ricordi
noi
—
che
ancóra
armoniosa
Julia
noi
Noi
qui
maggiori
bella
al mondo
romana,
faremo?
giiistifi-
a
rinnovato,
o
davanti
quercia
che
quasi
nuovo
incoronarsi
di
po'
un
GUERRA.
è
edificio
in
raccolto
della
stanza
una
Biblioteca
civjica.
primo l'aveva posto nella cella del
Non
dico
che
d'Augusto e Roma.
stesse
[meglio. Certo
qui
sta
male
e
a
dai
calchi
che
Vienna
disagio, disonorato
perti
gli donava
degli oggetti più preziosi sconegli scavi di Pola e rapiti sùbito per
adornarne
la capitale"dell'Impero: oggetti
che
dovrebbero
tornare
tutti qui, calchi che
sono
quasi
un
marchio
delia
servitù
in
cui
LA
DOPO
GUERRA
arbusto
da
e
qualche albero
giardino che
le aggiungono
vaghezza e decoro.
Se a questo facile programma
si frapponesse
che
qualche ostacolo
oggi non
piamo
sapdel
Museo, del
vedere, le raccolte
d'Augusto e dell' Anfiteatro
bero
potrebTempio
essere
disposte ed esposte nell'edificio
Ginnasio
del
italiano
il quale dovrà
mente
certacali
lonei più ampii e luminosi
passare
Ginnasio
del
ormai
tedesco
abolito
dalla
le
centi
adia-
vittoria.
,
In
il Castello
modo
ogni
dovrebbe
al
e
Comune
Zaro
colle
nel
restituito
l'adornerebbe
d'alberi
(Zaro
dal
meno
fianco
essere,
arte
gii avanzi
fra
me
co-
sabetta,
Eli-
il molo
verso
dovrebbero
con
Municipio
del
intatta
sua
la
le
piante,
grandiosi
di
sua
come
Infine
e
che
è
sul
lo
gloria
faro
pare
delle
osservazione
un
Roma
e
protegga con
bellezza, bisogna poi dare,
demolizione
un'area
della
Theatron),
greco
apparisse trionfante.
Al Tempio
d'Augusto
con
del
più
fragili di statue, tombe, archi perchè
di Pola
tutti e dovunque
la romanità
a
la
viali alberati
nei
lì,come
giardino pubblico
disposti
e
E
viali.
di
quale
aree
senz'altro
essere
il
con
riaccesa
casucce
e
di
fronte,
di
rispetto degna
il quattro novembre
suiP Adriatico.
si dovrebbero
sùbito
iniziare
vasti
in
e
Pol"t
questo tempio,
al
Castello pel Campidoglio, e intorno
pel tempio di Giove, e nel luogo delia
metodici
e
di
monumenti
Pei
duomo
scavi
intorno
basilica
Formosa
pel tempio
si dovrebbe
Maria
Santa
di
bizantina
distrutta
E
a
Minerva.
di
incaricare
dei
uno
nostri
giovani archeologi di redigere sùbito
di Pola
guida italiana delle antichità
Tutto
Polesano.
qui era gelosamente
Se
intedescato.
Kandler
libretto
del
Marine
Istriane
non
e
e
e
del
vidiosam
indal
erro,
1845
è del
che
una
dalle
no
Giuseppe Caprin che sodi chiaro
del 1889, niente più si è scritto,
di sintetico,in italiano,per gli italiani,su
e
di
Pola.
Naturalmente
dagli,scavi
alla
al
è detto
non
alla
guida,
delle
demolizione
d'Augusto,
tempio
Basta
domani.
che
dal
tutto
debba
seo
Mu-
nuovo
casette
essere
sto,
que-
davanti
ciato
comin-
fare
presto qualcosa,'
basta
annunciare
presto un
piano di lavori
che
a questo
pratico e largo, basta sapere
cheologi,
arpiano attendono
gli ottimi fra i nostri
di
di
storia
basta,
che
che
sopra
almeno
pieno
accordo
sono
a
coi tanti
Trieste
tutto, dichiarare
cento
o
e
nell'Istria:
ufficialmente
duecentomila
dall'
lire
Italia,pei suo decoro, destinate
alla protezione e alla scoperta
di
Pola,
—
come
fecero
studiosi
fin
delle
ai loro
sono
ra
d'otichità
an-
tenv
10
DOPO
LA
GUERRA
dei
francesi
e
pi Napoleone imperatore
Francesco
I imperatore d'Austria.
A proposito di Francesco
I, sarà opportuno
ricordare
che
sull'arco
della
porta
in Venezia
nante
souna
maggiore di San Marco
rilucente
che
e
ancora
epigrafe narra
egli nel 1815 riportò, vincitore, i quattro
cavalli
di bronzo
come
pacis orbi
data$
trofeo
della
da
lui
traphaemn: come
pace
data
Poiché
,al mondo.
combattuto
ha
e
l'Italia
secolo
un
s'è
dissanguata
la
soffocava
che
l'iniqua pace
per
abolire
per
di cui
e
stria
l'Au-
si vanta, non
quella scritta ancóra
sarebbe
di togliere da
giunto il momento
un
quelle parole impudenti
luogo tanto sacro
in
?
i
Tanto
più che
il 4
1916
settembre
da
metro
un
a
ta
quella scrit-
è caduta
bomba
una
austriaca.
Un
dopo questo scritto, nel
circa
anno
l'epigrafein lode di Francesco
di sull'arco della
tolta
in
novembre
d'Austria
primo
porta maggiore
è
di
1919
stata
San
fatti
in-
Marco
Venezia.
Anche
a
di poter
nella
delle
tre
nell'inverno
state
sono
abbattere
spesa
del 1919
ma
abbattute.
se
Fra
il Governo
l'esausto Comune,
d'espropriazione
a
sperare.
italiana di Pola.
Gino
Calza
viene
poco
non
si spera
ajuterà
si continuerà
compilando
una
guida
stro
nella chiesa e nel chioportare il Museo
si "ono
di San
Francesco
fatti,dicesi,dei bei progetti.
dell'entrata delle
Pel
centenario
siamo
che nel 1920.
truppe
C'è
casette
la terza:
Il dottor
Non
nicipio,
dell'ammiraglio Cagni e del Mudavanti
al Tempio
d'Augusto
Pola, per volontà
due
italiane
tempo.
Per
a
Pola,
mancano
ancóra
novantanove
anni..
.
Gorizia.
Cara
Gorizia;....
Gorizia
è
chi
dal
la
stata
dicesse
durante
dei
E
amore.
(mesi,
'17, quando
spaurita
incendi
ceffi
quei
le
di
alture
a
volevano
e
la
ce
urli,
Adesso
vissuti
cuore
là
quei
fino
così
vicina
d'Italia,
dal
Gorizia
non
alla
che
non
Piemonte
si
sbianchi
del
nostra,
contendevano
da
purché
tutte
Gorizia
c'è,
Chi
così
Sicilia,
non
ha
nel
porterà
credo,
la
fosse
non
la
se
e
ma
e
sempre.
per
alla
cerie,
ma-
cannonate,
e
Gorizia
tomba:
dici
quattor-
fu
nostra
paesi,
nostro
all'ottobre
essa
morta
è
il
tutta
mazzate
ledissero,
ma-
rente
indiffe-
e
dissanguata,
cimiteri,
e
niagari
nostra.
e
la
altri
'16
del
che
Floriano
giardini)
vennero
dall'agosto
me
co-
bianca
suoi
poi
vittoria,
amarono,
desiderarono,
all'ombra
pritmo
la
Ma
San
da
mesi
quattordici
Trieste.
vent'anni
di
ragazzi
Lucinico,
da
la
e
prima
nostra
(pei
Podgora,
Trento
Sì,
1919.
luglio
Gorizia,
lontana
villaggio
dove
sospiri
a
dir
una
12
DOPO
madre,
Così
vedova,
mia
lontana
così
e
Che
viva.
Giorni
fa
ridiventato
in
mutilato.
esausta
nalment
fi-
abbia
ne
e
sbadigli,pietà.
sul
tornato
sono
tutto
orfano, un
vicina, così
burocrazia
due
cresta,
un
così
la
tra
GUEEEA
LA
verde
il
come
il Fortino
Podgora.
allora
che
quello
verso
Sa^n Marco.
È
lo
So-
mavamo
chia-
di Casa
Diruta, la collina
è calva:
d'un
color rugginoso di sangue
co
seclà
che
e
riappare giù pel declivio qua
chiazze
folto rispriztra il verde
e
nano
a
zato
fuor
tati
dai ceppi e dai fittoni neri schiandalla mitraglia : riappare quasi che dalla
sommità
sia colato
quel sangue
gnoli,
giù a rigalento
lava. Ma
come
una
qui chi parla
Nella
trincea
sul margine
più del San Marco?
del
«Bosco
Ovest»
tra
le travi
i graticci
e
imputriditi pigolava l'altro giorno una
nidiata
di pulcini gialli e bigi. Nella
poca
anatrelle
bianche
sulla
di
Vertoibiza
della
acqua
a
un
viandante
tante
Ai
nere.
la cui
ferrovia
riposo
passato
e
corvée
treno
distratto.
felici sei
sguazzavano
piedi
scarpata
e
a
della
tanti
fischiettando
In
fondo
è servita
feriti,è
come
sopra
lina,
col-
un
Racco-
di nebbia
s'erano
gliano, quattro nuvolette
e
adagiate sulle pendici del Fàiti.,tonde
immobili, a far la caricatura
degli scoppi!
d'una
volta. Addio, guerra! Tutta
la piana
fino
al
Vipacco, fino
all' Isonzo
è adesso
col-
13
Gorizia
fitta
tivata
Anzi
con
fitta*
patate e a granoturco.
file reil granoturco
golari,
con
quelle sue
so,
un
più alto,un canipo più bascampo
le sue
canne
diritte,e tutti quei pena
riga, giallie spavaldi, ha
marziale....
burla, un'aria
per
del
ponticello di
guerra! A capo
nacchietti
Pietro
in
un
grosso
si tiene
nel
fronzuto
olmo
fusto
una
e
ch'esso,
an-
dio,
AdSan
roso
prospe-
granata inesplosa :
che
il fondello
lascia scorgere
ne
discreto,non
no
rugginoso, anzi gonfiando tu tt'attorla corteccia
dere
cerca
pian piano di nasconanche
a
e
a vegetare
quello, e bada
fare ómbra, com'è
suo
compito, con
za,
eleganUna
zione.
lecortesia
e dignità: smobilitato.
.
Se
le
che
le
rovine
jautorità governative,
durante
di
recarsi
dieci
Gorizia
mesi
con
civili
hanno
tanta
e
tari,
mili-
custodito
cura,
sero
voles-
a
pellegrinaggio davanti
re
quell'olmo,potrebbero dal suo
eseimpio trarqualche vantaggio. Perchè, tra
queste
autorità,due scuole sqmbrano, a chi guardi
Una
Gorizia
da fuori, in contrasto.
tratta
tre
cittaduzza
come
ima
qualunque,
per
al Castello,
quarti diroccata; da Piazzutta
da via
Trieste
Piazza
C attenni, un
serto
dea
dove
ci
bisogna ricostruire, quando
idee e danari, tutt'un'altra
città tra
saranno
stile Genio
militare
stile Genio
e
civile,tol-
in
Ì4
DOPÒ
lerando, per economia,
palazzi, chiese, case
ostinate
GUERRA
LA
la
si
che
casette
e
di
presenza
quei
sono
sfondate,
scoperchiate,,lesionate, ma, tante, ritte, e
buttando
giù il resto a pedate. L'altra scuola
invece
Gorizia,qualcuno
pare che voglia trattare
dice per indolenza, io dirò per reverenza,
un'altra
sia
come
Pompei: ogni rudero
Ricostruirla?
Niente
affatto.
una
reliquia.
caso
per
restar
a
ritte,
--
—
—
Il lavoro
alla fine
e
Se
decine
costerebbe
sarebbe
di
decine
e
lioni,
mi-
profanazione.
una
dino
s'accomoprivati ci vogliono pensare,
loro
sulla
:
responsabilità. A noi che
che
a noi
governiamo, basta
comandiamo,
incollare
sulle rovine
ogni giorno molti proclami,
mieri,
ordinanze, bandi, regolamenti, calglio,
avvisi.
Lentamente, foglio su fosure,
tutti fess'è già formato
certi muri
su
mando
strato
uno
resistente,anche
perchè Coi
—
Governo
e
d'incollare
simili
dei
E
i loro
fogli su
defunti
Comando
cura
quelli abbastanza
e
Governo
striaci.
au-
con
Gorizia
che
Perfino
e
simo,
hanno
pio sloveno,
provato
addosso
uno
di
salvarla
oojn'è.
monsignor
Sedej,
resta,
il vescovo,
dotto
Con
avuto
pian piano si
questo sistema
di carta
foderare
governativa tutta,
potrà
la
italiani hanno
una
e
neniico
a
risma
sinoeris-
nostro
salvarlo
landogli
così, incol-
d'inviti
questi inviti s'è
un
osato
ufficiali.
portarlo
ÌK
DOPO
GUEREA
LA
quella elei deserto, è, naturalmente, la
ai goriziani i quali pure,
accetta
caro
Bombig,
tema, a
non
finiranno
contare
sfortuna
è
Comandi
militari.
giorno
qualche cosa.
un
scuola
la
cui
hanno
o
meno
daco
sin-
l'altro,
Ma
per
aderito
i
bula
Gorizia, rio-man' s land, tada
S'han
rasa.
tagliare, ad esempio,
Vittorio
il Corso
o
Emanuele, due
presso
bei
tre dei
cipressi del Cimitero
vecchio,
feriti dai colpi? Giù
tutti i cipressi, sani
o
la petizione scritta di molti
nonostante
feriti,
in
cittadini. S'ha
da
ripulire la caserma
Davanti
alla caserma
ci sono
piazza Grande?
colonne
in pietra rossa,?
quattro vecchie
Giù
le
il vecchio
nico,
Quanto
colonne.
caro
costerà
restaurare
ponte di ferro tra Gorizia
tutti i goriziani perchè
a
e
Lueila
più
agosto
parte delle truppe tra Y8 e il 9
1916
eran
e
passate di lì, e poi per mesi
e
mesi, pur sfondato, tremante
fragoroso, era
il ponte più largo d'accesso
alla città,
stato
finché
due
fiaccate
s'erano
non
campate
Non
sotto i colpi del nemico?
sijiiscute: lo
gran
si
demolisce
Al
tutto,
Comando
del
senza
Genio
bel
avvertire
militare
no.
nessuoccorre
palazzo e intatto?
dei più
Si occupa
il palazzo ideileScuole, uno
antichi
e belli di
Gorizia, già dal 1640 sede
si trovaya
bliotec
dei
Gesuiti, dove
apche la bidi Stato, la sola grande biblioteca
uri
palazzo,
ma
un
17
Gorizia
dentro
città ; lo si imbianca
della
e
di
fuori
del
colèra; si tappa qualche arco
la
doppio portico del cortile ; si strappano dalfacciata
di pietra, secenteschi,
gli stemmi
C oronini
dei
dei Verdenberg
e
(che poi
E
di
erano
Como).
degl'italiani,i Verda
da
calce
il Genio
suo.
È
che
vero
hi
rovine
vuol
e
comodamente
mantenerle,
al
lasciando
di renderle
musco
questa teoria
In
su
per
rispetta le
tatte,
dire, inposso
se
contemplativa
giù,
a
dell'alto
monte
un
di
le autorità
Isonzo
vili.
ci-
to,
ridot-
sassi,un
anzi
romanesco
romano,
mi
ha
detto
dalla
finestra
ufficio
posta,
op-
tempo, alla pioggia, al
pittoresche.Propendono
comunello
un
c'è la scuola
compenso
che
quella
a
la biblioteca,
palazzo ; ma
ha
da
Firenze, non
più
suo
tornata
ora
il
il
ha
e
zionario
funzonato,
scan-
del
suo
Ma
bellezza ! Me
guardi sicché
de guarda
dar
li sassi de
Campidojo
pare
altamente
logica.
archeoCampovaccino. —Visione
:
—
Ma
che
è umano
dintorni, certo
se
ne
classica,non
e
Ora
'sembra
potrebbe
a
ime,
trovare
una
fare
a
quel che
militare,ma
Ojetti.
I
nani
e
tra
gli abitanti
per
rizia
Go-
ne
d'istruzio-
manco
accontentino.
a
molti
via
di
finora
distribuendo
le colonne.
di
con
me,
si
nuare
conti-
mezzo:
ha
che
fatto
danari,
torità
l'auma2
18
teriali
e
lavoro
con
col
Comune, con
cioè, della storia
Gorizia
Poi a,
una
e
ha
non
GUERRA
LA
DOPO
più logica, d'accordo
qualche conoscenza,
del
monumenti
Trento, Trieste ;
sua
storica,una
tra
secoli
ha
una
il
in cui la
nomia
fisio-
sua
edilizia
nobiltà
e
Gorizia.
insigni,come
ina
il seicento
cioè nei
di
carattere
matasi
for-
settecento, proprio
italianità
sua
s'è
Piccolo
castello
iajpprofondita e rassodata.
ben
di due
valli e
posto lì alla confluenza
di due
fiumi, abitato da villani,sgherri e
dali
lanzi,[posseduto da nobilacci
tedeschi, feuPatriarca
del
d'Aquileja, beoni, apoplettici
in pieno quattroe
cento
analfabeti,come
Enrico
che
sua
accusava
quel conte
perchè di notte i
moglie jd'averlo tradito
dati non
volevano
mai
figlioliche gli aveva
rizia
bere
vino : dal trecento
al cinquecento Godi veanche
neto.
sa
d'italiano,poco
poco
I Veneti
il 1508
tra
non
Di
del
del
la
ebbero
per
un
solo
anno
ghe
lunghe beerede
tra Venezia
d'Aquileja e l'impero
indole.
raggiunsero il popolo e la sua
restano
liquie:
poche requei secoli a Gorizia
1334
la cappella del
oggi sacrestia
di Santo
la chiesina
Spirito,
duomo,
lapiducce
1398, su in Castello, e due
tedesche
e
su
degli
eruditi.
iMa
quando
il
due
1509;
case.
e
le
tutte
Pasticche
per
la
sete
,
ai
primi
del
seicento
furono
19
Gorizia
conduce
Carinzia
in
vai
il mercato
di
lassù, e poi
riuniva
a;
del
strada
la
al mare
ferro
del
gesuiti
1615
vi
e
si stabilirono
fondarono
lingua italiana
per
che
a
pri
ca-
in
farsi
liana.
ita-
Gorizia
tutto
eia Vienna
quanto
la
arricchirsi,
collegio
un
lino
l'Isonzo
ad
coiminciò
ccioso, Gorizia
ripulirsi,a incivilirsi,cioè
Nel
del
e
Vallone
varcare
senza
rizia
Go-
in
raccoglieva
e
friulano
Tolmino
da
che
aperte la strajda di Plezzo
i
in
si ripetesse
Ma
lingua tedesca.
uomini
i gesuiti erano,
e sono,
d'intelligenza,
pratica: espulsi nel 1606 dagli Stati Veneti,
essi insegnando
in italiano, e bene, attiravano
Gorizia
i figlidi tutti i nobili
chi
rica
e
del
Friuli
da
Veneto, e li staccavano
Venezia
si istituiranno
Padova
a
(quando
cattedre
regolari per
gli slavi d'Italia?).
dinando
di Ferl'amore
Cinquant'anni dopo, con
le lettere,le arti e
terzo
la!
per
loro
musica
da
d'adottare
la
nostra, la moda
Vienna.
XIV
E
dopo
acconsentì
ja
quando
a
le a
condusse
italiani.
Ma
reverenza,
fu
il
aperto
e
a
d'istanze
iniperiali
il
Gorizia
tradizioni
più servì, sia
Il primo
teatro.
nel
detto
Bene-
papa
quile
patriarcato d'Ain sua
scovati
Vece
gli arcivedi Gorizia, anche
questa
sopprimere
fondare
anche
venne
1752
nel
secolo
un
di Udine
novità
italiana
1740
e
da
detto
teatro
allora
e
con
di
vi
clero
tutta
zia
Gorisi dei-
20
LA
DOPO
tero
setmpre
Nel
Ì780
melodrammi
s'era
Sonziaci,
Ormai
Le
fondata
sassina
dopo
regno,
primi
1727
e
Lantieri
:
doni),
GolVal-
restava, abbiamo
ne
Gorizia
portate nel
oggi restituite,sono
settecento
dell'ottocento
Co-
casa
ospitò il giovane
(o della Torre)
che, per quanto
di
la prima presa
inventariate
veva
scri-
lingua.
nostra
casa
nel
cadi
gli Ar-
tedesca
nella
Thurn
formate
tutte
pierfijio'
:
Attenijs,di
Strassoldo, di casa
ronini, di casa
che nel
(laicasa
casa
romana
l'aristocrazia
di
biblioteche
di
Gorizia
a
cronache
e
italiani.
sull'Isonzo.
cioè
anche
versi
balli
e
(dell'Arcadia
succursale
una;
GUERRA
per
e
nove
si fermano
ai
decimi,
tutti
ordinò
nel
libri italiani.
Quando
1876
di
Giuseppe
abolire
Fuso
secondo
dell'italiano
nei
nali
tribu-
goriziani, era
troppo tardi. Leopoldo
iseoondo, più cauto, ne smise l'idea.
Non
tutti gli edifici di questa Gorizia
tra
sei
belli
eleganti, ma
bisogna conservarli, restaurarli, custodirli
si vuol
se
con
tenere
manintelligenza e con amore
di questa prima
Gorizia
il carattere
qualche sua
italiana,se si vuol lasciarle una
cipio
singolare. Il Muninobiltà, provinciale ma
seo,
il 'Mudov'è
il palazzo Attems
e più
e
settecento
costruiti
nel
goriziano
sono
1740
Pacassi
e
nel
o
1745
mentre
tetto
dall'archicostruiva
a
Gorizia
Vienna
il castello
l'olitane
dell'Ercole
di
e
21
le
due
donate
da
Schònbrunn,
del
Nettuno
ciata
cominGorizia, la chiesa di San Rocco
di Sant'Ignazio nel
nel 1610, la chiesa
suiti,
nel
1682, il palazzo dei Ge1654, il duomo
tre
l'Arcivescovato,il palazzo Lantieri, aldieci
trai chiesole,ville,case, casette,
e venti
torni,
giardini in città e nei prossimi dinlui
a
costituiscono
della
nostra
Gorizia.
che
monumenti;
l'Austria stessa
il
insomma
ma
ha
volto
vero
Documenti
spesso
più
documenti
nostri
che
ad
rispettati andando,
le nuove
zioni,
staesempio, a costruire
caserme,
da
officine, a grande distanza
sti
quesuperstiti venerabili.
Il problema, tra le rovine
ficile
di adesso, è difè insolubile.
Per
e
non
delicato,ma
che
mai
data
proprio l'autor|ità militare s'è ana
Non
immischiare
sianio
affatto
sicuri
generale delle Antichità
più chiaramente
porranno
o
lo
risolveranno
essi
almeno
edilizia?
nel!' estetica
che
direzione
il Genio
o
civile
problema
più presto ; ma
e
mestiere.
il loro
ha narrato
IJn giornale di Gorizia
pittore Italo Brass, goriziano, ha
giorni fa, nella
cappella
là idove il Comando
i
cipressi,dei soldati
col
e
che
Cimitero
ha
abbattuto
i
a
chio,
Vec-
tutti
tingere di
putti di
il
trovato
del
intenti
catrajme l'altare
si
questo
meglio
faranno
la
marmo
ro
ne-
22
DOFO
È
bianco.
oggi
e
che,
non
di
A
avrebbe
avendo
da
altro
di
l'arte
ragione
è
Gorizia,
a
verniciare
ognuno,
Ed
vero?
proprio
proprio
GUEEEA-
LA
veder
fare,
i
nero
sua.
E
d'ingelosirsi.
dei
si
soldati
danno
l'arte
al-
bianchi?
marini
il
proprio
bene,
Genio
civile
24
DOPO
nelle
LA
GUERRA
garitte gialle e nere,
carcerato
sbirri
e
che
un
tanto
carcere,
quelle baionette
la
l'alta loggia
italiana,con
di porfido tra un
arco
fronte
piana italianissima
cinquecentesco,,a balcone
dal
Esso
Cardinal
Clesio
più un
dietro quelli
pareva
sua
faccia
veneziana
restava
e
un
sco
di-
la
con
l'altro,
del nuovo
palazzo
cato
e poggiolo, fabbrie
tra il 1515
e
il 1535.
nestra,
gridava, insomma,, Italia da ogni fii ceppi ai suoi
bastioni
erano
e i
che
le rovine
piedi. Ma
dell'edificio,,
per
ha niente
di favoloso,'Heine
se
giunta non
le sognò.
L'Austria sapeva
sua
(e fu una
forza) che
volto
il vero
della patria è l'arte. In Aquile]
a romana
non
permetteva che pochi scavi
trarre
in luce
bel
tanto
un
frettolosi,;
per
un
bronzo, un mosaico, una
gemma;
marmo,
i ruderi, che erano
le radici di Roma, suma
bito
li riseppelliva perchè non
ne
gliasse
germofurti più che scavli. A
una
speranza:
le porte del Castello
Trento
sbarrava
e camuffava
da
perfino
prigione e da caserma
il palazzo desiano
perchè chi lo visitasse
istante
dal primo
il ricordo
vi ritrovasse
non
dei palazzi principeschi di Mantova
o
di Ferrara, gli stessi soffitti a lacunari
mani
rointagliati,dipinti e dorati, le scale e
gli atrii affrescati dal Dosso, dal Romanino,
deità ed eroine
ed allegodal Fogolino con
sul
fiorose, Fetonte
DaLucrezia, Virginia e lila,
nude
rie venetamente
e
Cleopatra e
Amore
e
Psiche,
carro,
ci
dico
che
Non
Fin
tolsero
Ma
—
suoi
che
comandi
infransero
e
Ma
a
e
Maria
soldati
si
e
farne
tra
il
le vòlte
bella
sala
plauso
di
ai cittadini
quali fossero
politicile torture
dei
le
pareti
di
della
e
proprio
Santa
il
della
agli allievi
tutte
;
pilastridi
trecentesca
dormitorio
un
Certo
e
i
pavimento,
pietra
più
città
sta
va-
per
carabinieri
:
le autorità.
di
Trento
là dentro
che
per
vano
conosce-
gli accusati
le
degl'interrogatorii,
Y infamia
processi e spesso
supplizio,l'orrore
vunque
do-
abbiamo
s'è rialzato
verniciati
sono
scialbate
Firenze
a
i
malanni
sogliono
quando
ai monumenti
Novella
e
tro.
fatti là den-
dabbenaggine di affidarli a loro
in questi giorni nel convento
la
stra
vo-
casa
i comandi
i soliti
sono
militari
fare
voi
crata
cappelletta sconsadi piesculture
tra,
ad
arniajolo
un
dalla
fornelli.
coi
dere
chie-
primaverile a
di croati, di
Ine abbiano
non
abbandonarono
la
e
e
malanni
di
1885
nel
:
di
tornate?
austriaci
soldati
e
boemi
quando
olimpo
seno
solatìe
e
l'aria
tirolesi
di
quelle camerate
di
nostrane
avevano
del loro
dall'alto
dal
la Liberalità
bellezze
giunonico, tutte
ad ogni aurora
che
galizianie
26
Consiglio
del Buon
Il Castello
pareva
contaminare
quità
inidel
an-
26
che
le
per
loro
Ma
mura.
La
sotto
GUEREA
LA
DOPO
dell'edificio
bellezza
il
è bastato
quel lutto.
di
nero
che
la
spariva
vittoria
lo
vuotasse
d'aguzzini e di condannati, d'ufficiali e di
soldati,perchè il Castello del Buon
Consiglio
bella e
riapparisse quale era e quale è ; una
magnifica reggia italiana.
Si baidi: fuor
liberarlo
dalle truppe
che
e dagli uffici e dai
magazzini militari,altro
non
s'è fatto finora.
È
lo stesso
stato
uni gran
lavoro.
un
Ogni tanto si rivedeva
te:
pretendenun
ufficio,un
comando, un
generale^
è
il Castello
adesso
una
«specialità». Ma
libero,e respira.
L'ho
visitato
hi
mattina
una
di
sole.
sogna
Bi-
di
fuori, uno
sforzo
di memoria
ma
per immaginarcelo caseraustriaca.
L'Austria
è partita: è
ne
non
svanita. Stemmi, bassorilievi,
chi,
affreschi,stuclido,
soffitti,
logge, atriì,tutto è nostro,; sonoso.
sincero, largo, salubre, classico e lumitro
La stessa viacrucis
qui denpercorsa
eia Cesare
cella e la
Battisti,tra la sua
del tribunale
sala
il patibolo
via già
e
piamente segnata da grandi fotografie,come
già fare, almeno
noi
—
le
stazioni
d'un
calvario
—
diventa
dentro
monumentali
si.
un'apoteoqueste architetture
va
Egli non
più al patibolo,va ai trionfo.
C'è
un
(memoria
italiano
che
non
abbia
quella fotografia che
incisa nella
poco
dopo
la
Il Castello
di
morte
fiero
lo
oe
tre*
bellissimo
e
di
eroica
saldo
nel
si
vedeva
morte
la
verso
pareva,
e
gine
immapadrone
di
e
quanto era di più puro
In quell'immacuore?
nostro
gine
di
dietro
a
lui, nel muro
il condannato
non
più
raffigurò quando a testa
guardie bolse, egli procedeva
lui
alta, fra
2/
Consiglio
del Buon
ma
il
—
di
cornice
una
sfondo, un'alta finestra con
quecento.
italiana dei primi del cinpietra, di sagoma
sta appesa,
Quella fotografia ora
dietro
cone
un'ivetro, sotto un riparo, come
in un
a
tabernacolo, proprio accanto
un
cia,
quella finestra,nel cortile dei Leoni. Di facs'apre la loggia a cinque grandi archi
l'atrio d'una
di pietra, ariosa
mana,
rocasa
come
sulla
rnanino,
coi
quattro
degli affreschi
adorna
tutta
cavalli
candidi
azzurro
rigato da bianche
sgherri
e
dovette
dei
il
volta
gran
contro
carnefici, lo
Sole
del
carro
nubi.
Ro-
del
cielo
un
Più
degli
su
di
sguardo
lui
quella composta ed eterna
bellezza
italiana,su quel vivo amabile Molto
della: civiltà per la quale egli andava
a
rire:
moterno
fraterno
viso, forse il solo viso frache
in quell'ora.
egli incontrasse
S'apre su queir atrio; la porta che per una
vata
ripida;scala conduce
giù alla spianata scapìa"sare
nella
muta
la
la
mole
su
roccia
Là
scena.
nuda
ai
e
piedi
tutto
pianta
del
Castello.
è chiuso
del
e
Là
sordo:
Casteliio,l'ajta
28
LA
DOFO
bruna
roccia
GUERRA
di nero,
striata
da
serpi
alberi
stenti
e
d'edera, due
brulli, lungo
di neve
falde
livida
la roccia
e
gelata. In
furono
uccisi
quella fossa
Chiesa, Battisti
Filzi. Tre
lastroni quadrati di pietra rossa
e
il luogo dove
indicano
adesso
furono
alzate
le forche
ciascun
teri
lastrone, in carat:; e su
del martire
la data.
e
romani, il nome
ufficiale non
mini
contaSperiamo che la scultura
E lo dico perchè
mai
quell'area sacra.
nel
risalendo
la bassa
letta
saCastello,dentro
del
tribunale
dove
opportunamente
tutto è stato lasciato cofnfera,i banchi
gialli,
dei giudici,la panca
la cattedra
degli accusati,
ho
cavalletto
un
un
già trovato
sopra
di
bassorilievo
brutto
raffigurare l'eroe:
gesso
corsa
che
dovrebbe
quel gesso ingombrante
me
l'esibizione,a grandi lettere,del nopurtroppo d'un generale che lo ha fatto
soldato
l'è
eseguire da un
e, d'autorità, se
collocato
ingenuamente
lì. L'onorevole
Cre-
tarderà
di
spedito, non
da
a liberare
quell'ingombro quella
dove
oltre quello del
ogni altro nome
daro,
uomo
certo
stanza
Battisti
del
che
antuario.
d'intruso. x)
nome
un
quella
*) Mentre
e
severo
è
Era
notizia
sotto
e
la
Clesio
correggo
la
infatti gesso
sala
e
pranzo
l'architrave
stampa
e
da
di
scritta
della
della
miglia
fa-
porta
queste pagine mi giunge
sono
stati tolti da
quel
TI Castello
reca
cardinale
piano. Anche
dì quel che fuori si
minori
sono
i soffitti di legno intagliato e
scuriti,qualche cornice e qua)-»
lì le rovine
Certo
dorato
sono
che
rosone
le linee
Ma
1531
Leone
'Raffaello'per
Sistina, sono
Perfino
sui
tessere
X
di
Aelst
cartoni
di
anche
ancora
gli arazzi della
Trento, intatti,nel
a
nello
in
stanzone
che
'vita dei
descrivono
signori
in
campagna
quattrocento,
vazione
con
minuta
e
di
la
vita
e
in
mille
arguta
alla
cima
idell'iAquila
gli affreschi,forse
mese
in
idi
la
del
perto,
popolo, all'acittà,ai primi del
aneddoti
d'un'osser-
leggiadra, possono
e
i vetri
rimettere
quella stanza:
leggenda insomma
ronese,
ve-
mese
con
a
torre
di mano
pochi restauri tornare
Ma
questi restauri
quando li
? Dopo
quindici mesi nessuno
tutti
pensato
Da
cento
cinque-
diocesano.
jmuseo
quasi
del
quel Pietro
di
d'oro
ducati
primi
ai
da
spettò l'onore
cui
mille
per
tessuti
Bruxelles
in
rotondo
hanno
settecento
Colonia
a
salone
spezzato
tettura.
della prima archie grandiose
sette
arazzi
fiamminghi della
Bernardo
Clesio
che
comprò
furono
che
e
i
Gesù
di
vita
nel
del
rette
Nel
caduti.
sono
stucchi
rozzi
al secondo
abitava
narra.
24
Il
refe^ótlotiis.
Locus
la scritta
ancora
Consiglio
del Buon
una
alle
decina
fa ancóra
tevoli.
incanciamo
comin-
ha
córa
an-
nate
impandi vetri.
welo
alla
30
il Castello
verità:
favolosa
urta
che
fa
GUERRA
Buon
del
rovina
anni
novanta
a
LA
DOPO
da
gufi romantici
Enrico
per
togliergliquesto
a
riconoscerlo
zione
Consiglio
italiano
Heine.
come
Sembra
leggendario,
manto
dopo
resta
contamini
una
a-
di
in
secoli,a entrarci e starci come
bellissima
casa
casa
nostra,
nostra, e in una
noi
si titubi e s'aspetti anche
placito
qui il beneè
l'invito di qualcuno. Il Castello
o
di militari,ma
vuoto
visitarlo
ancóra
per
il permesso
al Comando
bisogna chiedere
del
foglietto
presidio che ve lo dà in un
maledettamente
simile
si dava
a quello che
sotto
l'Austria.
Sia
di
detto
Qui
volta.
viene
questa flemma?
viene
non
si tratta
non
da
di
propositi
spendere
migliaia di lire. I
si fanno
restauri
con
pochi danari alla
Solo
cimenti,
i cattivi restauri, intendo
i rifamolto
me
costano
e
danneggiano insie-
bilanci
di
centinaia
colpo
buoni
che
sùbito:
economia.
d'un
Da
e
monumenti.
Con
ventimila
lire
all'anno,in dieci anni, il Castello del Buon
stanza
nare,
Consiglio, una
dopo l'altra,
può torsi dice in gergo
come
d'inventario,in;
di conservazione:
quel
perfetto stato
per
che
monumento
può esserlo, s'intende, un
Vecchio
Ma
di secoli.
occorrono
convinto
tanti mesi
e
un
volontà
una
noi
piano preciso,un
non
continua.
abbiadilo cominciato
amore
Ora
in
nem-
32
DOPO
sede
LA
GUERRA
quassù Fìtalia porterà questa
e
funebre
e
statue
i musei
inventare
inventare,
stia mentale
è
Ottimi
manìa?
quadri
altro
da
è
Nel
Castello
senza
prima
venerabile
finché
Ma
casa.
perchè
della
sua
i musei
non
si
colgono
ac-
sto
quesa
che
d'un'anguminervini, poi
segno
maestrucoli
tradimento
un
Anche
Musei, musei, musei.
onoraria?
storia
dì Trento
c'è
nostra.
palazzo, anzi
ci sono
due
ho
detto, vasti,
palazzi, come
Di
principeschi e adorni.
questi palazzi
ha
italiani l'Austria
e
logicamente murato
soffocato
li ha
bellezza
la
liberati
e
li ha
per
un
secoli. La
restituiti
vittoria
alla vita. Vi
si
lapidi e le sculture
quasi un secolo fa portate dal dotto podestà
chio.
Giovanelli,per salvarle,nel Municipio vecNel piazzale tra le due
ali del palazzo
Clesi ano
si ridisegnino e
si ripiantino le
sino
tecento.
alla fine del setajole che l'ornavano
sùbito
ricollochino
In
alcune
le
stanze
si espongano
pure
statue, gli arazzi, i brojiziy le
ioliche,
miniature, le medaglie, le oreficerie,le madue
nei
tadini.
citi ricami, finora
musei
Ma
si sottragga di nuovo
alla
non
vita pubblica ed aperta questo pubblico ediè una
nazione
ficio. L'Italia
d'uomini, non
i
quadri,
le
-
di
non
chi
quadri
ha
non
e
solo
lo
di manoscritti.
Ha
un
avvenire,
il passato
ama
passato. Non
fare partecipe della nostra
vuol
un
Il Castello
Non
vita presente.
non
e
esempio
Roma
nei
la sede
Trento
nel
da
trarre
sa
conforto,
essa
ogni ora.
palazzi sul Campidoglio,
Vecchio
dei
i loro
hanno
Comuni.
loro
Castello. E
suo
sia
balsamarl
im-
vuole
ad
Palazzo
in
e
fede
e
l'arte chi
ama
33
Consiglio
del Buon
di
prima
incontestabile
sei
mu-
abbia
Questo
anche
renze
Fi-
questo
numento
mo-
la sua
tutto, per
tiva
na-
animoni-
italianità,un
imento.
Se
il
l'onore
di
Trento,
di chi ha
pensiero
primo
lo
rappresentare
fosse
subito
di
stato
Stato
liberare
i suoi
città,la siua sede
uffici,qualche archeologo
esteta
avrebbero
le
Ma
per
i trentini
e
da
da
Invece
noi
badiamo
alle
apparenze,
sostanza.
E
Ojetti.
I
chi
non
chiedere
nani
e
vi,
por-
magari
qualche
sua,
gli aveva
bito
sùinten-
dalla
casa
fedelimente
secoli.
no:
a
le
italiano
casa
l'arte italiana
andarlo
per
si sarebbero
il Governo
che
ideva governare:
preparata
ciare
comin-
nel loro
tuccio
cansparso
zitelle.
lagrimette di vecchie
compenso
che
a
forse
loro
accorti
cioè
di
e
della
al sommo
ha
o
italiano
il Castello
restaurare
a
avuto
tra
siamo
se
moìdesti, noi
noi
ne
fosse
ai nostri
le colonne.
badiamo
non
alla
accorto, può
alleati....
chiese
Le
rovinate
dalla
guerra.
febbraio
Quante
dalla
ieri
a
a
in
conti
è
luogo
ma
anche
raccolta
di
si
prime
travi
e
può
Se
vari
disordinate
pietre
dalle
neto
Vesono
credenti,
che
proprio
è
nora
fi-
veduto
continuano
ricostruzioni
macerie
se
manovale,
un
«Genii»
Il
supporre
si
non
nemmeno
i
di
dimenticato
sia
Ohibò.
chiese?
,air opera
le
Si
elettori.
i
disegni
chiese
le
solo
non
fatto
abbia
politico.
ivi
;
nare
immagi-
logico
suoi
fine
un
Governo
il
egli
i
religioso
di
oggi
è
mesi
per
Governo
anche
riedificarle
tutto,
sempre
male
o
verno,
Go-
il
sapeva
sa
approntato
e
molto
un
lo
bene
quattro
altro
per
delle
Italia
Certo
nessuno.
sapeva
Governo
dovendo
che
un
il
perchè
provvedere
non
in
distrutte
dubitarne?)
perchè
suoi
lo
non
oserebbe
e
e
chiese
guerra?
Fino
(chi
le
sono
1919.
per
a
proprio
se
rubar
delle
chiese
di
se
chie-
queste
silenzio
tutte, nel
di
Ponte
di
Cava
quella
a
petrapi....Di pietre ce n'è
monte, apposta, in ogni villaggio.
Nell'attesa
s'è,per fortuna, costituita
società
intitolata
chiese
rovinate
invaso
o
di Venezia
dal
e
Verona.
percosso
Grimani
è il conte
segretario monsignor
una
la
clero
le
denza
presi-
del
neto
Ve-
ciando
cominguerra,
Lafontaine
patriarca
dalla
cardinale
Presidente
E
l'alto
un
per
soccorso
guerra».
tutto
cardinale
dal
di
«Opera
dalla
comprende
Bacilieri
vescovo
del
tivo
Consiglio diretdi Venezia;
sindaco
Gelso
Costantini, già
vicario
scovile
veAquileja, adesso
l'Opera:
a
Portogruaro. Dice lo statuto deldi concorrere
«L'Opera si propone
riedificare
te
o
riparare le chiese devastadalla guerra
e
a
provvederle della suppellettile
parroco
a
Et
Vecchia.
Piave
sulla
zuccherina
di
chiesa
quelle distrutte, dalla
Legno in Val Camonica
hanc
super
di
e
uno
su
mistero, a Roma, per mandarle
mente,
questi giorni belle e fatte, miracolosacollocarle
una
là, al
e
così, una
qua
posto
di
dere
dipen-
deve
la burocrazia
costruendo
le sta
ise
36
guerra
certo
diroccate, questo
dal fatta che
nel
dalla
chiese rovinate
Le
di
sacra».
lettera
Benedetto
XV
ha
scritto
a
plauso e di benedizione
no
dell'anquest'Opera il giorno 5 novembre
puntualmente.
scorso,
una
di
36
DOPO
LA
GUERRA
Il
primo còimpito è stato dunque di (vederd
da fare. Alla qualità
la quantità del lavoro
si penserà in un
secondo
tempo, ordinatàai parroci, gite
tmeiite. ^Lettere ai vescovi
e
sui luoghi, fotografie,inchieste.
Ed
il
ecco
verno
che
il Goattesa
risultato,nella fiduciosa
suo.
pubblichi il risultato del lavoro
Le
chiese
totalmente
distrutte
tantasei
ot-
sono
Quelle
gravissimamente
giate,
dannegsettanta cinque. Quelle colpite che possono
in breve
essere
tempo restaurate, cindi Venezia,
Sempre nelle diocesi
quantuna.
Padova, Vicenza, Treviso, Udine, Belluno,
Brescia, Ceiieda (Vittorio),Concordia
(Portjogruaro).
l'inchiesta
Ma
dal
dell'Opera s'è estesa
Brenta
dalla
Piave
e
all'Isonzo,lieH'arcidiocesi di Gorizia.
dalla
Qui le chiese demolite
sono
zo
quarantatre ; sedici quelle mezguerra
diroccate; ventidue
quelle danneggiate.
In tutto, 129
ramente
intechiese
devono
essere
sui
ricostruite
buona
91
quasi sempre
ventura
devono
ricostruite
essere
che
fondamenti
intatti;
sono
in
solo
per
parte;
73 restaurate.
Mancano
che
Giudicane
linea, del fuoco
sulla
erano
di
se
notizie precise delle chie-
ancóra
Trento
alla
e
di
Val
Bressanone
Cordevole
cesi
bielle dioe
non
che
sono
dalle
che.
po-
le
Con
che
aggiunga
non
chiese
le
delle
Una
:
sei
o
di media
quintali;
il bronzo
oggi
a
campana:
Forse
stolto
le
del
somme
tutte
state
sono
fino
lire
bate
ru-
campane
per
,5000
al chilo:
35
campane,
il nostro
nemmeno
tutti i
come
da
campane.1)
que
grandezza pesa cin-
7000
per
parsi
scom-
settemila
dieci
almeno
che
e
invase
campana
costa
lire
sacri
terre
le campane
o
anche
artiglieriesono
gli arredi
tutti
chiese
molte
da
dalle
percosse
abbattute
canoniche.
le
anche
37
guerra
stale
chiesexsono
schiantate
Si
dalla
rovinale
chiese
Le
nemico,
prepotenti, pensava
che
male
lioni.
mi-
a
faceva
rar
ti-
'ogni
giorno. E
gli arredi sacri, tra paramenti,
cheria,
càmici, cotte, bianpianete,tovaglie d'altajre,
lampade, candelieri, calici,ostensorii,candele, banchi, confessionali, mobili
di
sacristia
di
e
coro,
costavano
in
media
chiesa, nel 1015, trenta mila lire.
E poi gli
trecento
milioni.
chiese, nove
organi: dieci o dodici mila lire l'uno.
Ma
in questo primo computo
che correg-
per
Per
una
ha nell'agosto
*) L'Opera di soccorso
1919 compiuto questa
statistica. Dalle terre invase dentro l'antico confine sono
state
nel
e
1918
asportate nell'interno
della
dell'Austria
ne
(solodall'archidiocesi di Udicampane
notizie
diocesi
di
della
ancóra
precise
quella di Gorizia, in quella di Parenzo
e
dell'Ungheria4637
1940). Mancano
Trieste.
Ma
in
Pola, in quella di Trento
mancano
tutto
dunque, esclusa Trieste, 7511
in
Germania,
bronzo
fino,di
quintali 31
879.
altre
2674
campane,
campane.
per
un
In
peso,
38
DOPO
GUERRA
LA
domani, ci verrà il
fatto a Roma
dai ministri, come
computo
dice la Stefani,competenti, vogliamo
derare
consi-
geremo
solo
della
Per
oggi
appena,
la
o
ricostruzione
chiesa, con
la canonica
le suddette
129
chiese
350
mila
lire
al
minimo
imedia
una
di
spesa
le 91
Per
chiese
leggo
di Velo
la chiesa
adorna
era
sei
o
che
In
tutto
conto
Per
essere
colpite, con
(e nell'elenco
Santa
l'Opera
del-
Maria
mosa
For-
mettiamo
rimetter
lioni.
mi-
queste
su
arredi
senza
due
altri
senza
e
cento
trepane,
cam-
più di 50 milioni.
lo Stato?
darli
E, se sì, in quanto
si
può darli? L'importante è rendersubito
della
realtà, e rispondere.
trovare
occorre
tempo
milioni.
è
per
chiese, pur
Può
a
sa
scoperchiata, la chied'Astìco
che si può dire demolita,
di Castagnavizza sopra
Gorizia che
que
di stucchi
e di pitture),altri cinmilioni.
Per le 73 chiese più facil-
restaurabili
imente
lire
queste
campanile.
45
circa
gravemente
fra
Venezia
di
il
e
distrutte,conunaj
i'una, si arriva
di
(media di 60 mila
una
dell'edificio
conto
suo,
più
per
e
il clero
sollecito
affrontare
cominciare
a
veneto
costituirsi
a
risolverlo
è soltanto
pera
un'O-
in
il problema
coraggiosamente
1918, ripeto. Sono,
quattro mesi.
Né
il problema
poteva
non
:
presso
dal
a
economico
5
vembre
no-
poco,
e
40
DOPO
colto
Venezia
a
più
Geremia
Sain
in
necessarii
GUERBA
LA
venti
per
chiese:
trenta
o
arredi
gli
redi
ar-
decorosi.
iMa
il
Governo
d'are
può
danaro,
sia
Dopo
i
parroci
il
anno,
e
subiti
rifusione
chiese,
detto
cioè,
fabbricerie
le
da
delle
sono
quelle
ha
non
chiese,
spese
considerate
di
delle
far
e
se
chie-
dato
alla
né
lira
una
dalla
ricostruzione
po'
pubblica
Ma
guerra.
stime
la
secondo
un
di
d'anticipo
le
approvare
ottenere,
edifìci
sie-
non
reverenza.
rovinate
possono
di
tratta
disegni
molta
chiese
delle
Si
Vaticano,,
in
con
governo
ricostruzione
la
danni
la
un
né
i
che
quel
perchè
che
bene
Roma:
a
Minerva,
per
è
sùbito
darlo.
può
consigli,,
Veneto
fatti
dire
quando
di
non
del
no
e
devìe
alla
dei
legge,
volta.
utilità.
Le
perdute.
Bellezze
1919.
marzo
Di
due
Veneto,,
perdite
di
e
ladornati
di
e
nemico
un'arte
colore
tipica,
cine
de-
casalingo,
quali
dizione
tra-
per
costruiti
popolare,
ma
delle
e
d'uso
venivano
gusto
che
più
;
i
nel
cioè, nelle
spesso
calmpagna',
per
con
parchi,
d'oggetti
in
più
e
dei
dal
migliaia
città
:
l'arte
per
pittoreschi,
e
distrutti
centenarii,
in
piarla
nessuno
sontuosi
ville,
irreparabili
mai
for-
di
rozza
gne,
inse-
mobili,
—
e
.
rami,
giojelli
ricanii,
ai
un
e
ottoni,
regione
venduti
per
perduti
quello
per
riscaldarsi,
austriache,
i niobili
Le
e
madie
le
tavole
di
e
le
masnade
poi
e
le
e
più,
e
che,
germaniche
an-
dini.
citta-
appartamenti
i
sedie
canterani
e
con
solo
o
bruciavano
ungheresi,
degli
dati
an-
ornati
il rancio
cuocere
fini
sono
si rifanno
quelli
tutte
di
aguzzini
fame,
non
con
Per
spirito.
dagli
rubati
sempre
forme,
lucerne,
la] fisionomia
erano
morire
non
per
quelle
con
che
adesso,
e
stoviglie,
posate,,
i divani
e
gli
a
madi
ar-
spai-
42
DOPO
liera di
legno,
con
LA
GUERRA
sagome
ancora
sche
secente-
te
Settecentesche, se quei marrani
incontravano
gori,
nei Villaggi e nei
casali, lotarlati,zoppi, lucidi per l'uso come
la pelle dei vecchi, li stimavano
meno
dellaj
li scae
gliavano
legna da ardere, e li schiantavano
e
nel
sospiro
cannino
soltanto
o
nella
perchè
un
stufa, con
ardevano
troppo
e
presto-.E s'ha da dire che nei Comandi
sibariti volevano
negli uffici quei freddolosi
di
riscaldarsi, a ispese dell' Italia, anche
vano
bruciamaggio. I più furbi, s'intende, non
i mobili
li rubavano
se
più belli ma
li spedivano a casa, bene
Fra
imballati.
e
se
i quali ladri figurano nomi
di colonnelli
e
di generali che, s'intende,il pacioso governo
chiederà
italiano
mai
che sieno
non
puniti
o
solo
biasimati.
Le
in autunno,'
villeggiature del Veneto
in estate, erano
note
a
quelle del Cadore
italiani
d'altre
molti
quanti
province. Ma
la Carni a e il
della
penisola conoscevano
vi radunasse
?Friuli prima
la guerra
che
milioni
di noi?
Goriziani, triestini,
istriani,
meglio dei regnifiumani, li conoscevano
coli,
li amavano
,ipiù vicini rifugi
come
e
di
libertà.
La
e
va
provincia d'iUdine
dalle alpicarniche
I suoi
montanari,
è infatti
vastissima,
rano.
alla laguna di Mapastori, agricolto-
Bellezze
ri, pescatori, dalla
delle
portata
loro
Slavia
con
secoli
nei
talvolta
a
civiltà
di
mobili,ornamenti
creati
erano
confine,
singolarissima, che
ma
tutti i
si
Alemagna,
loro
una
a
mani, dalla varietà delle
tatti
costumi, dai forzosi con-
e
e
materiale
del
varietà
loro
occupazioni
43
perdute
dato
aveva
ghi,
casalin-
arredi
e
rude
più correnti, del
del
ferro, idei rame,
peltro, del legno, dei
delle
vimini, del cuoio, dell'osso,dei coltelli,
a
industrie
le
tutte
terrecotte, dei tessuti
velluto, un'impronta
diffusa
un'arte
paesana,
quanto
il
suo
delle
nuovi
di
anche
«Patria
nella
dialetto
Friuli»
e
originale
la lenta
e
sica
mu-
L'emigrazione
villotte.
sue
somma
in-
del
antica, franca
aspro
Era
propria.
sua
di
e
raso
e
i
già
impianti industriali venivano
viltà
cie
corrompendo
logorando quella vecchia
e I casali
regionale. Ma in tutte le cais|e
più
vasti
della
remoti
città
ne
restavano
ancóra
nel
preziose. Chi ricorda
Padiglione Veneto
all'esposizione romana
del 1911
maginare
la cucina
rustica
friulana, può imdi quelle reliquie. Il
la bellezza
le ha
E con
nemico
disperse per sempre.
anche
giano,
esse
quelle di grani parte del trevitracce
amabili
della
Quando
del
e
bassa
il nemico
del
veneta,
ha
distrutto
Tiepolo, tutto il mondo
•condanna
perchè l'autore
ha
era
Cadore.
un
affresco
gridato
la
celebre
e
sua
quel
44
DOPO
dipinto
era
i
fogli illustrati ne
al pubblico la fotografia.Ma
noto
e
distruzione
sterminata
immuta
anonima
e
GUERKA
LA
arte
antica
e
della
che
popolare
sta
que-
cola
pictima,
l'in-
era
dfuna
anima
silenziosa
sentavano
pre-
gione,
re-
delitto
e più
quasi più atroce
stupido perchè conosciamo, sì, altri Tiepolo
chi ci ridarà
da ammirare, ma
queste mille
minuzie
che tutte insieme
facevano, pernoi^
è
un
E
mondo?
un
credo)
della
nostra
e
più
un
(e
riusciremo
a
al solito
grave
fondare
un
Museo
d'ogni nostra
quella paesana
un
riflesso
ricordo
immigrate
non
ci
ria
l'incu-
per
non
dei
ha
mobili
mai
liani,
ita-
che
decorativa, anla quale da noi è per
vivace
delj'arte cittadina
arte
vivacissimo
e
che
burocrazia
anzi
lo
ma
frantu-
nejnico
d'un'iiadenpagamento
si
e in
d'arte,;come
opere
quella perdita?
nità, in danaro
potrà misurare
La quale è più
di
al
il
imporre
a
pensato
anche
sconfitta
dalla
ato
se
di civiltà
impallidite
italiana.
A
sotto
lontane,
il gran
sole
Venezia, a Mlilano,,
s'è rac-i
a Torino,
a Firenze
qualche cosa
d'arte nobile
colto in nausei
comunali, ma
e;
I più bei musei1
il Governo.
ricca: assente
d'arte
decorativa
popolare s' incontravano^
invece
s'ha da dire se è la
perchè non
verità?
proprio in Ungheria e in Austria*
scuole
da Graz:
cominciando
pei ladri.
j
della
civiltà
—
—
Bellezze
perdute
45
I
li conosce
'parchi delle ville venete, chi non
dopo quattro anni di guerra? Quante
li hanno
centinaia
di niigliaia d'italiani non
sulle strade
ìaimmirati
e desiderati
passando
viso,
tra Padova
e Tree
Mestre, tra Padova
tra
di
quel
Padova
che
la
Bissano
spettacolo
interminabile
delle
ville
lalla Malcontenta
al
esclamare
in
percorse
generale
giorni ansiosi del novembre
defecare à toni prix un
beiauté
a
non
un
Dove
o
in cojmp
sparmiat
ri-
meno,
arabile
e
dei
parchi regali
lungo il Canale, fece
e
Foch
automobile
solo
dire
per
guerra! ci ha, più
Lo
dai Strà
e
che
quella
1917:
p\ays
due
volte
strada
—
d'une
Il
nei
faut
felle
vede, Eccellenza, (parlo
ministro
qualunque, a caso) che l'arte!
è poi quell'inutileromanza
che
la fa
—.
si
sbadigliare.
Lungo la Piave, sulle due rive della Piave,
e
a
Collegllano, a Vittorio, a
poi intorno
Oderzo, a San Dona, a Portogruaro, ville
torno
altrettanto
e parchi erano
frequenti che inTreviso
e
e
a Padova
a
a
Bassano,
se
noti. Le ville sulla Piavie,dai
meno
pur
Nervesa
a
quella Sederini
cogli affreschi del
di ColTiepolo e da quella di San Salvatore
lalto sopra
denone,
Susegana cogli affreschi del Porfino
a
quella di Romanzici, tra
46
dopo
Dona
San
(Parchi
Noventa, cogli affreschi
e
sono
(monti
loro
il nemico
di
ha
parchi
antichi
coi
anche
abbattuti
dalla* linea
co;
di fuo-
nuovi, intendo
fa, percinquantanni
chè
parchi
e
trenta, quaranta,
l'architettura
ronese,
Ve-
del
Ma
macerie.
ville lontane
quelli delle
di
Guerra
la
dei
giardini, ignota
mai
or-
ufficiale e
all'insegnamento accademico
secolo
alle esposizione ufficiali,
fino a un
ma
fa tipicamente italiana
tutto
e gloriosa in
ad'
il {mondo, s'è continuata
e
studiare
a
Solo
tradizione.
a
ja|mare nel Veneto, per
del
ha distrutto
il parco
Oderzo, jl nemico
della villa Galvapalazzo Foscolo, il parco
gna,
e
il
città. La
comunale
nel
della
cuore
parco
Reale
Commissione
d'inchiesta
gli
su-
atti del
nemico
al
contrari
genti,e
la Sovrintendenza
Veneto
che
d'accorcio
bellissima
Italia
•deturpato per
(parco
si rifa
bestiale.
non
si
è stato
che
anni
rifa
lui
p(iù di
dal
distrutti
Il volto
da
dati
raccolto
hauno
fotografie a fasci, calcolano
così
stati
cento
parchi sono
nemico
del
ai Monumenti
e
nostro
delle
diritto
cioè
della
malignamente
anni
perchè un
per
d'uomo
volontà
come
e
a
(o si potrebbe
rifare)
una
casa,
in
pochi (mesi.
E anche
questi danni
pei quali oggi, fra
tanti dolori
verrebbe
grida, conpiù urgenti, nessuno
che
non
fossero
dimenticati.
DOPO
del (Veronese
e
LA
dei
GUERRA
scolari
suoi
a
Romahziol,
be
guasti fatti dalle bomaustriache, ungheresi e gerimahiche a
tanti
altri
-e a
Sant'Apollinare di Ravenna
monumenti, perchè è impossibile fissare in
e corone
lire,marchi
questi soenipii dato
che bellezze
equivalenti a quelle non
sono,
Ora1 di questi
che si sappia, in comniercio.
danni
si può avere, se
materiali ed (artistici
tante
lo si vuole, il pagamento
in altretveramente
de
d'arte
d'arte italiana,s'intenopere
altrettanto
belle, altrettanto
preziose,
e
non
isono
calcolati
i
—
—
altrettanto
ammirate
e
;
d'autentica
tutte
e
ture,
proprietà del nemico
; quadri, sculstoffe, oreficerie,gemme,
esposte nei
di 'Berlino,Dresda, Monaco,
pubblici musei
Vienna, Budapest.
Ma
chi se ne
occupa? Nessuno, almeno
per quanto riguarda l'Italia.
L'elenco
d'arte
è pronto,
di queste opere
La
d'inchiesta
da mesi.
Commissione
sugli
assoluta
atti del
d'accordo
Arti,
l'ha
al Governo.
che
contrarli
nemico
si sta
la
con
formulato,
Sarà
tedesca?
Direzione
E;stato
nel
delle
consegnato
trattato
perchè
lo
di pace
firmi
nel
incluso
ti,
genBelle
delle
stampato,
incluso
formulando
al diritto
stria
l'Au-
trattato
dato
che
i danni
presentato alla Germania
dal cielo sulle
più gravi con bombardamenti
città
e
sui
villaggidel
Veneto
sono
stati fatti
L'arte,
tra
paghi
49
l'arte
con
1918, do
quanbardamento,
squadriglie germaniche da bomla
starono
19.a, la ,20. e la 21.a, re1917
il dicembre
cioè
sì
tre
il imarzo
e
a
e
sul
operarono
Si
fronte?
nostro
è fatto
qualche passo per sorvegliare le opere
Stato
di quell'elenco proprietà dello
gherese?
unMistero.
dei
assenza
Solo
abbia
Consiglio
di
i danni
far
non
in
che,
susurra
rappresentanti, il signor
al
proposto
supremo
nostri
Clenienceau
si
con
pagare
te
d'ar-
opere
alle opere
d'arte,per timore
che,
volta
l'altra nei secoli,la Germania!
o
una
volgere questo principio a proprio,
possa
la Francia.
ricani
vantaggio contro
Inglesied amei cui
dai
monumenti
pericoli
della
Intanto
tempo,
Noi
opere
da
è utile
dobbiamo
d'arte
lui
invase
queste
per
n'è
provato
ap-
in
il
o
riavere
dal
ne;mico
le
quattro ragioni. Uno, queldal
qua
sùbito
pubblico
punti sugl'i.
avere
asportate
di
se
i
lontani
idea.
informare
tmettere
e
hanno
guerra,
bella
questa
assai
erano
rubate
o
vecchio
riavute
le
nelle
province
confine;
poche che, come
di
e
la
rità
Vergine del Tiepolo nella chiesa della Puna,
a Udine, il nemico
aveva
portato a Vienricevute
golari;
rediremo, ufficialmente, con
anzi
pochissimo al confronto
poco,
di quel che è stato irreparabilmente disperO.tettt.
I
ricini tra
le colonne.
4
50
dai
so
furti
dobbiamo
da
via
Trieste, da
Rovereto, da
Aquileja, da
Ro vigno, da
Pola,
insomma
Arco, ecc.,*
adesso
italiane
s'è
non
i nuclei
più
recuperare
i duecento
basta
indicare
del
polo
civico
museo
Gorizia,,da
da
Riva, da
dalle
vecchio
s'è
queste molto
troppo
pur
di là dal
redente
di
anche
ma
truppe occupanti. Due:
va
avequelle che il nemico
delle
riavere
portate
GUERRA
LA
DOPO
terre
fine:
con-
recuperato,
riusciti
ancóra;
a
preziosi dei quali
disegni del TieTrieste
di
e
leseicent
i mil-
ture,
di Aquileja,sculpezzi del museo
ambre
lavorate, gemme,
vetri, monete
na
d'oro,il fior fiore del museo, portati a Vien-
dall'aprile1915.
proprietà demaniale
fin
di
nel
1808
restituire
nel
1816
e
il
riavute
dopo
tutte, o
ìarazzi
raffaelleschi
Tre:
che
1838
nel
1866:
quasi,
le opere
d'arte
l'Austria
ci tolse
e
a
si
queste
cominciare
Mantova
di
volle
non
e
e
sono
dagli
già
sono
del
Venezia:
merito
e
a
esposte a Mantova
della
missione
nostra
generale Segré, capo
Gino
mente,
a Vienna, e di
Fogolari. Quattro finaltesoro
e
: le
questo è il vero
opere
d'arte italiana,proprietà del nemico, da scegliere
le più belle delle
tra
sue
pubbliche!
riparabili
raccolte, atte a pagarci i danni
e
irriparabilida
la
niente
guerra:
perchè
vi
lui fatti all'arte nostra
e
di
queste
devono
non
rante
du-
s'è avuto
provvedere,
come
si
L'arte
è
paghi
logico, i trattati di
in questi giorni
La
divisione
nostri
e
pei
Quando
pei
Il
mico
ne-
delle
casse
mediocre
goria,
cate-
telegrafò le sue
ge
Clemenceau, a Lloyd Georurlarono
di
;
gli alleati
l'armistizio
se
farci
Adesso
restituzioni.
s'è
prime
terza
Wilson, a
; i giornali viennesi
gentilmente ci chiesero
dava
proprio il diritto
di
chiara
viennese
a
doverose
è
Ministri?
nostri
le
partirono
diciamo, della
il Governo
pene
Ma
mesi.
già d'intorbidarla.
tenta
opere,
questi
in
è chiara.
Ministeri
no
si firmeran-
che
pace
o
51
Varie
con
fare
la
ci
quelle
campagna
Vienna
del
to
riaccesa, e un libretdottor
Hans
ditore
Tietze, stampato dall'ene
prefazioSchroll, preceduto da una
del
Dvorak
stampa
a
professore di storia dell'arte
all'Università di Vienna, riassume
appassionatamente
le ragioni dell'Austria,sostiene
noi aver
i patti del 1866, avere
violato
agito
illecitamente
in
d'armistizio, essere
tempo
stati obbediti
solo
la
perchè minacciavamo
Il Tietze
fame.
(che del resto quando
era
di tutelare
le
capitano in Friuli, incaricato
dell' arte
cose
e,
con
i tanti
fermezza) afferma
d'arte
nei
verso
si
nostra,
da
noi
magazzini
delle
infine
nostre
sui
con
tudine
retti-
rapinatori altolocati,
che
le
opere
al
più finire
gallerie.
potranno
prese
Esagera perchè
condusse
centocinquanta
dipin-
52
DOFO
LA
GUERRA
ti dal
dieci o
Fogolari riportati a Venezia
dodici
lustre
dentro
sono
degni, anche
quella ilne.
d'attenzioe
Galleria, d'ammirazione
Gli altri torneranno
quasi tutti d'onde
cioè nei magazzini ; ma
nei magazzini
sono
usciti,,
nostri, invece che in quelli austriaci.
E rispetto al diritto,se non
te,
rispetto all'arha
la differenza
certa
una
importanza.
è bene
Questo giudizio che par
severo,
solo perchè è la verità
darlo, nettamente, non
sura
anche
oltre mima
perchè ad esaltare
ti
molquei dipinti come
generosamente
fecero
il giudisulle prime, si convalida
zio,
e
o
superficiale o maligno, di neutrali
noi
di alleati
i quali ripetono che
siamo
pagarci
e rapidissimi
a ristati,ahimè, abilissimi
dell'arte perduta con
cuperata
quest'arte resignificherebbe a ripagarci
; il che
nostri.
danari
con
L'ingenuità angelicata.
Non
ventesimo
di quel che abbiamo
un
duto,
perquesti pochi dipinti ci avrebbero
gato,
pafossero
stati reale
se
proprietà del
E invece
nemico.
erano
proprietà nostra.
Ora
è tempo
che di queste offese e martini
ci si dia, e non
un
pieno risarcimento
solo
dall'Austria
Ne
alle
si
calende
si
faranno
greche
dalla
nia.
Germa-
questi risarcimenti
rimandino
Sottocommissioni.
che
anche
ma
delle
Un
firmare
Commissioni
articolo
nei
dai
nemici,
e
trattati
e
poi,
si
L'arte
sùbito
riscossione:
la
I
danni
s'ha
Essa
è,
l'arte
abbiamo
italiana
Non
e
i
magiari
miravano
più
(ma
nemici
Quando
belli.
nella
San
vista
in
musei
noi,
di
di
ti:
tutGer-
Imitiamoli,
speditezza
ai
e
e
dugi
inle
reti
austriaci,
aria
Venezia,
monumenti
nella
non
nostri
tessere
germanici,
dall'
Marco
con
a
bombardavano
a
pagarli.
per
nei
proprio
i
E
d'Ungheria.
e
scrupoli,
gonzi.
moneta
esposta
aiutiamo
tografati,
fo-
confessati.
detto,
d'Austria
|mania,
per
la
re.
occor-
tangibili,
nemico
cercare
come
quanto
visibili,
noti,
stesso
da
58
l'arte
con
ecco
sono
dallo
non
paghi
nella
stri
no-
ne,
distruziomira.
Germania
La
Campidoglio.
dal
giù
1919.
settembre
Sul
Campidoglio
si
C affaretti
palazzo
la
sede
sua
l'imperatore
hanno
dove
l'ambasciata
chiesto
che
lo
si
ricerche
archeologiche,
tutta
la
del
addirittura
da
c'è
chi
la
approva
biasima.
Non
credo
ima
pel
I
che
della
vincitori
hanno
Roma
d'anime.
a
alla
è
come
togliere
mente
Natural-
chi
la
c'è
va:
appro-
È
ma
avere
anche
è
quel
mano
palazzo
il
cura
sene
dimenticar-
facile
più
Ora,
Campidoglio.
di
e
archeologo,
un
dovrebbero
l'aveva.
Germania
fondato
Germania.
o
sul
fare
scoprire
Giove
ragione
suo
Mi
demolizione
sono
Montecitorio,
ricordarsene
per
Prisco.
la
abbia
bene
abbatte
di
Tarquinio
chi
abbatte.
per
tempio
e
il
si
lo
delle
platea
sto
po-
alzato
aveva
perchè
risposto
aveva
vendicato
ri-
germanica,
Guglielmo
Ho
trono.
il
abbattendo
sta
e
bicchiere
facile
lire
demotrono
quel
di
vino
56
LA
DOPO
di
gnate memorie
canonicale
s'usa
non
In
d'una
c'è
a
la
quinte
d'alberi
cielo. Un
settembre,
che
cui
Roma
tutta
Gianicolo,
al
come
picconi,non
con
pare
Garibaldi
due
tra
Ma
Palatino
dal
di
mattine
lassù.
e
Versailles.
di
d'operai
ma
flem-
con
Roma:
a
baraonda
ventina
nessuno
guardi,
s'usa
chiare
queste
fuori
diritto,magari
come
nella
GUERRA
bronzo
di
statua
s'incide
gusto
Au-
da
sul
nera
c'è che
non
profondo come
te
su
Roma, profondo quanto l'eternità. Nienè più alto
di questa cima
capitolina. E
sul
il piccolo
del
muro
sommo
già rotto
che
il piccone, si
alza in ritmo
scamiciato
l'infinit
profila anch' egli sull'azzurro,si profila sulNon
s'ode il colpo perchè si perde
cielo
tonfo
di
S'ode
nell'immensità.
sùbito
il
soltanto
nuvoletta
calcinacci, cupo, e una
Una
tra i pini centenari.
polvere svapora
dei
Niente.
nuvola.
l'omino
Quando
il berretto
borghesi
Quel
d'un
ancóra
ferma, gli Vedo
fante.
smobilitati
si vestono
della
si
da
Sono
poco
tutti
al
che
quel po' che
con
in
sta
te-
operai
lavoro
resta
ro
lo-
divisa.
berretto
di
fanteria
sta
bene
ve
piazzale dovenivamo
ragazzi per guardare Roma,
di Roma,, per
empirci il cuore
giocare
per
le cupole e le piazze e le vie
[a|indovinare
là in
cima.
Anche
qua
sotto
sul
tanto
La
e
i vicoli
e
sole ; sul
Germania
tra
sbarrarono
un
giù
tetto
piazzale
e
che
Campidoglio
l'altro,tra
i
ombra
tedeschi
da
di cancello
tanto
con
dal
poi
ci
ne,
prigio-
retti,
berquesti reduci
lavorano
calzoni, fasce grigioverdi
la
deli mattoni, le tegole, le tavole
separare
fabbrica
diroccata, in tanti mucchi, con
altri
due
o
tre
di
—
—
a
ordine:
lavorano
a
mettere
nella
ordine
vina.
ro-
Lo
Ma
so.
bisogna
Simboli, letteratura.
re
proprio salire sul Campidoglio per intendeche
e
a
ogni- cosa
ogni
questo mondo
volume
e un
lore
un
colore, un coparola hanno
E
e un'eco?
e un
suono
riflesso, un
che spesso
il riflesso
l'eco valgono più del
e
volume
diretto, come
pesante e del suono
il pensiero
vai
più del corpo? Specie in
sul Campiquesti ansiosi
giorni. Mentre
battevan
idoglio quelli operai vestiti da soldati abnel
pieno sole, senza
ira, il palazzo
e il trono
dell'impero germanico, giù
il Parlamento
nel basso
parlava, parlava,
voluto
trare
inconparlava di Gap or etto. Avrei
Giosuè
Carducci
lassù; quello dei
all' Italia
che
va
Giambi, quello -del Canto
Ma
in Campidoglio.
lesta e scaltra.
«....
Scoto
Per
la polve d'un' adorazione
minciarne
cotorio
un'altra».
1871, 1919. Dopo VitVeneto
come
Pia, tali e
dopo Porta
quali.
—
—
58
DOPO
Ma
LA
GUEERA
palazzo Caffarelli,anche
da
imparare.
simboli, c'è molto
tutto l'incapacitàdei germanici a
nel
noi
fuori
nel
buon
si dà
da
senso
alla
parola
sincero.
costoro
accusare
d'amore
di schietto
della
menzogna
Prima
di
ceri,
sin-
essere
qui dai
che
Non
che
bia
s'abanzi
jdi menzogna,
come
dei
s'è tanto
petuto
ri-
giusta difesa
durante
Chi niente
di [mentire,
la guerra.
sa
a danno
e in
spregio degli altri. Il tedesco,
di sincerità
no, perchè prima di tutto manca
sé
sé stesso. Egli niente
con
per convincere
convinzione
che
non
stesso, per darsi una
il tedesco
è qualcuno
in sé
hai. Perchè
non
solo
in confronto
e per
sé, ma
degli altri.
Non
ha una
scienza
comisura, un metodo
suo, una
in
soda
tranquilla anche
sua, ferma
per
Di
solitudine.
mai
odio
veduti
al
meritato
eremiti
mondo.
e
per
tedeschi
Il tedesco
se
non
si
n'è
sente
tri
degli alpiccolo o grande solo in confronto
uomini, degli altri popoli. Ha bisogno che
i suoi
prossimo, i
gli altri
capi, il suo
suoi nemici
lo riconoscano
grande, ricco,
Per
potente e magari magnanimo.
questo
in gruppi, cosi sente
bene
che riunito
non
mitive,
niche
circoli,reggimenti, società filarmoed accademie.
Se nessuno
gli bada, se
si volta
nessuno
quando egli fa la ruota,
—
—
La
è
egli
poco
Germania
Campidoglio
niente, o magari
goffo e umiliato : un
d'essere
desidera
Perciò
s'era
in
un
che
vuoto
sacco
riempito.
messo
sala, la
cospetto dell'Urbe
Ed
ecco
qua
del trono
al
Ebbene
eterna.
tura
addirit-
la ruota
far
a
Campidoglio.
grande sala,il salone
del
59
bravuomo
un
al
cima
la
rocca
dal
gin
in
questa
la
orgoglio, in questo tempio deltutti i marmi
di
erano
grandezza
sua
suo
tutti
gesso,
teatro,
su
gli affreschi erano
tela, tutti gli ori
Poveri
Smontano
scenario,
questo
quasi delusi, e
picchia col martello
degli Stati confederati
ne
pefatti,
stu-
trasteverino
Gessaccio
—
che
sono
sugli augusti
:
porina.
por-
operai
buon
un
di
erano
Gli
tedeschi....
da
pitturacce
stemmi
da
stuc-
ichinaro.
Sul
da
Campidoglio sovrano
le tegole
portò via a carrate
la Germania
(dozzinali
del
; i
nove
erano
hoch,
essi
fra
Ma
noi?
pubblico
decimi
delle
tedeschi.
parlavano
d'oro
e
E
no:
lassù
feste
lì
cantavano
to,
schiet-
di
accontentata
bugiòle. Per
decimi
nove
s'era
co
Genseri-
cui
queste
per
sé. I
era
di
o
nie
cerimo-
deschi
te-
dentro, ho eh
del
sacro
posto
impero, della loro altezza sul sottodi
bronzo
mondo, lì a fianco del vero
Marco
delle
nostre
Aurelio, dei veri marmi
statue
della stabasalto
tua
imperiali, del vero
di Roma,
dei veri travertini dei palazzi
romano
60
LA
BOPO
GUERRA
Si aggiunMichelangelo. E s'inebriavano.
ga!
di quelle svolte
frequenti
che, per una
nai
dell'eternell'anima
tedesca, la convinzione
c'era sì, ma
grandezza della Germanità
non
era
poi incrollabile. Tra tante vicende,
non
quella di dovere
poteva capitare anche
della
rendere
conto
sloggiare o di dover
stato
molto
usurpazione? E allora sarebbe
utile poter offrire la prova
dì quella cartapesta,
e
porporina, per affermare:
gesso
facevamo
sul
IKamarad, guarda, tocca. Non
di
—
serio.
Quando
Caffarelli
i duchi
fecero
alzare
del
scolaro
Yignola
Gregorio Canonica
sul serio : erano
questo palazzo, loro facevano
dei patrizi romani,
di quelli d'allora.
molitori
Ma
Adesso
i del'impero germanico, no.
dai
—
dividono
in
due
mucchi
le
cornici
d'oro
gl'intaglidel soffitto: quelli dorati
fino, dei Caffarelli;quelli d'oro da comparse,
dei germanici.
Ma
il pieggiormale
è stato che dietro gl'in-'
chini della nostra
mediocrazia
parlamentare
anche
ci avevamo
bancaria
noi
e
creduto,
s' inchinavano
da
che
perfino i brontoloni
e
lontano.
Nel
ad
per
che
aveva
1895
esercitare
quell'area un
fin dal 1854,
vantato
il Comune
per
diritto di
sotto
anche
di
quel palazzo
nunciav
rie
rivendicazione
il governo
davanti
Roma
pontificio,
ai
tribunali,
La
1903
Nel
Germania
si
l'area
chiudeva!
imperatore
stesso
Da
allora
tutta
dei
tedeschi
colpa
definitivamente
del
veduta
la
i
Campidoglio,
a
nessuno
palazzo ; e lo
la
Roma, con
fiatò più. Fu
più che
di
padroni
i dominatori
Fu
metà
almeno
—
me
co-
più pericolosa
indifferenza?
loro
superbia o la nostra
potrebbe la Germania
Non
che
an-
si considerarono
se
dell'Urbe?
—
al
arrivava
primavera.
cancello
un
con
davanti
pubblica
61
Campidoglio
dal
giù
chiederci
vinta
oggi un'indennità
per averle lasciato credere,
proprio sul nostro
Campidoglio, che il suo
valeva
gesso
metro
A
di
monte
a
Tor
verso
da
sulla
metro,
de'
piangere
nostra
Giardinetti
casupole
un
di
in
terrazza
di
Specchi
e
da
via
e
ridere
:
Montanara,
da
piangere
ridere
l'ostinata
sulda
dabbenaggine;
idi questi stranieri.
presunzione
quadri,
pensili di pochi metri
quattro
tutto.
lassù
dai
stanzucce
oggi, uno
passo
compravano
avevano
marmo?
terrazza,
in casa, ella s'era rosicchiata
questo
le ripide penglorioso. A guardarne
dici
casa
c'è
il nostro
Per
l'Istituto
muri
domani,
quelli
si
Ormai
che?
farne
dici:
fra-
basciata,
archeologico, l'Am-
l'ospedale,il parco, le serre, le case
pei custodi, per gli archeologi, pei giardinieri,
altro volevano?
pei filologi,pei medici. Che
Niente:
Il tedesco
che
volevano
non
ha,
pò
non
ss
edere.
è. Un
tedesco
62
DOPO
che
GUBRÌtÀ
LA
si contentasse
di
quel che
rebbe
saha, non
di prendere,
più tedesco. La volontà
un
titolo, una
oggetto, un
decorazione,
tizia,
nol'angolo d'una trincea, una
colonia, una
banca
in un'università,
un
o
posto in una
d'una
la fiducia
lode
o
famiglia, una
è la
un
anche
ringraziamento
distratto,
rifiuta
ragione della sua vita. Il tedesco non
—
—
Prende
niente.
lì
per
È
come
accorti
che
curarsi
senza
di
sapere
lì
quel che ha preso.
l'acqua: scivola,filtra,gocciola, penetra,
siamo
ce
se
ne
allaga. Colpa nostra
quando
avevamo
quest'acqua alla
a
gli servirà
gola. Nostra
stoltezza
d'essere
pecchie
che
Verso
via
veduto
poi l'abbiamo
se
quel che
è sempre
egli s'era in silenzio
Montanara,
una
inserita
stato,
rosicchiate,
tra
dipinta di
casetta
cusato
ac-
le catane
color
di
no
proprietario ha detto sempre
tutte le offerte
a
e no.
germaniche. No, no
cavaliere/
Oggi se potessi, lo farei almeno
d'Italia. Égli ha
della corona
combattuto,
molto
a sue
più fastidii
spese, la guerra, con
di certi
io. E, per
cavalieri
che
conosco
rosa,
il cui
conto
suo,
Per
può
l'ha
vinta.
P Istituto
rifar
la stessa
archeologico germanico
storia
psicologia.Anche
e
lì,a
osservare
entrare
si
sa
la stes-
nella
bi»
64
DOPO
jostinata; e
storia
illuminata
solo
e
col
GtTERKA
altro.
niente
della
e
LA
Che
presupponga,
appassionata,
diletto
d'una
studio
l'arte
del-
sì,una
tura
cul-
lo
si concluda
ma
creazione
nuova
chiami
d'arte,si
quest'arte critica o storia,
che
nella
concetto
ecco
un
non
può entrare
dei nuovi
scienziati
testa quadra
tedeschi, e
dei
loro
loro
pargoli nati in Italia. Per
è una
è
l'iarchieologia
scienza, e la scienza
Ercole.
fatica:
luna
Chi
poi si volesse
i metodi
di erosione
dilettare
o
a
confrontare
penetrazione degli
cheologi
ar-
romane
germanici sulle antichità
con
quelli dell'almo asciata
germanica sulle
casette
e
gli orti del Campidoglio, avrebbe
facile. Qui erano
riusciti a
un
compito molto
chiudere
con
alla
Foro
Glie
un
rupe
che
Giove
il
Ma
quale
romani
cesso
l'ac-
parte del
dalla
Boni.
patire di rappresaglie
anch'egli
che
noi
Giacomo
italianissima....
dato
Però,
Tarpea.
fatto
hanno
quell'anima
Credo
a
incontrato
avevano
ne
cancello
abbia
Cose
passate.
perdonato.
l'avvenire
appunto
a
aveva
è in
mano
qui
il
a
suo
ricordare, oggi e sempre, che
sui blocchi
della
platea di quel tempio e
nelle costruzioni
della cella sacra
questa puri
gentilmente collocato
archeologi avevano
sciata,
dell'ambaproprio le stalle e le scuderie
di calce
dato
bravamente
dopo aver
tempio,
è bene
La
Germania
giù dal Campidoglio
60
rere
quelle pietre gloriose.Anzi per fare corvia l'acqua e qualcosa d'altro dalle loro
stalle,avevano
tagliato negli stessi blocchi
del tempio
Metodo
comoda
cunetta....
una
scientifico?
le parole, questi
Quelle erano
a
i fatti. Le
OjETti.
I
parole
nani
tra
per
le colonne.
Apollo,
i fatti per
cole.
Er-
Gli arazzi
di Mantova.
1919.
giugno
La
restituzione
Vienna
da
dopo
tanti
l'unico
li
trasportare
di
esporli
Il
Italia
furto
e
il
pagare
degli
guerra,
stato
arazzi
prima
essa
pezzi
così
ta
det-
la
mi
fir-
guerra
20
giugno.
in
potè
non
meno
nem-
del
incaricato
della
e
quel
consumato
l'Austria
E
spedizione.
stacco
divemmo
do-
noi.
Il
immutabile.
Austria
il
in
stata
era
1866;
falegname
pagarlo
mese
Prussia
era
che
tanto
tenrpo:
testo
pre-
»
cominciò
imperiale
sco
France-
L'alleanza
aprile
Austria
ra.
guer-
l'austriaco
con
e
l'8
di
improvvisamente
interinalmente
Italia
Berlino
a
fatti
decorativa.
tra
segreta
«
fine
l'Imperatore
aveva
più,
pagherà
questa
Vienna,
a
d'arte
museo
di
1866
maggio
peri' arte,
è finora
nessuno
conforto
Giuseppe
tra
che
strazii
schi
raffaelle-
arazzi
nove
Mantova
a
vero
L'11
ata
dei
della
portò
più
1915,
aprile
un
dichiarazione
nostra
via
28
da
Aquileja
preziosi
di
di
i
quel
seicento
millemu-
Gli arazzi
seo
romano
tial
e
il bel tesoro
dei
Dei
pò
Bruxelles
e
sui
cartoni
(dipinsetra
il 1515
sono
Londra
a
noi
non
nel
di Mantova
fare
farle
lanche
a
dentro
è il
su
che
Vittoria
Italia
Vienna
adesso
to,
Alber-
e
le
nemmeno
l'Accadelmia
a
Virgiliana
di
il permesso
sue
noto
scene
;Atti di
suo
con
tornati
sono
cornici.
le loro
narrato,
È
e
disegnò!
Mantova,
de,
Ducale, nell'Appartamento Ver-
Palazzo
che
Museo
1913
quel permesso.
dunque essi
Ora
ha
il 1516
a
S'era alleati,almeno
spese.
fotografia.L'i. r. Maggiordojno negò
in
"a
e
in,
tessuti
Raffaello
che
in
chiese
Assicura
Mantova,
di
avevamo
fotografie.Nel
pensa
verli
d'a-
dovey in Romania,
sa
arazzi
ve
Trieste
di
Tiepolo. Né
del
allora.
come
perduti,non
Jugoslavia.
67
civico
museo
disegni
restituirli:
a
di Mantova
la
a
Luzio
Alessandro
documentata
chiarezza
vanto, le loro vicende. r)
di Raffaello
che d;ai dieci cartoni
degli
San
atti di
Paolo
San
furono
Pietro
tessute
degli;
e
a
xelles
Bru-
più repliche dì questi arazzi, dopo
alla Cappella
quella per Leone
X, destinata
del
nel sacco
Sistina,dispersa e 'manomessa
1527, riunita a Parigi e là ricomprata da
Pio
VII
nel
1818.
Narra
il Vasari:
«Ven-
"
x) A.
1919.
Luzio, Gli arazzi dei Gonzaga restituiti dall'Austria,
68
DOPO
volontà
ne
al
ricchissimi
in
tutti, di
di
di
e
fece
GUERRA
far
di
Papa
d'oro
Raffaello
LA
d'arazzi
panni
in filaticci ; perchè
seta
propria forma
sua
dezza
gran-
e
i cartoni
mano,
loriti;
co-
i
a
i
in Fiandra
mandati
quali furono
ma».
Roa
tessersi,e fim'ti i panni, vennero
Raffaello prima di morire
potè vedere
re
suoi arazzi appesi nella Sistina e potè udi-
l'entusiasmo
li
cui
con
ammirò
tutta
Roma.
Un'altra
serie, già
d'Enrico
Museo
Vili
d' Inghilterr
Berlino, di nove
di Mantova,
arazzi^ perchè, come
a questa
le manca
l'arazzo
raffigurante la Prigionia
di San
Paolo.
Un'altra, di sei, è a Dresda.
valcasen
il CaUn'altra, a Madrid.
Un'altra, secondo
è al
a
La
Loreto.
serenità
equilibrala
di
Sanzio
di
l'imponenza
composizioni
queste
concepite
e
negli anni
cui
in
chitettural
ar-
del
veniva
l'affresco
dell' Incendio
di
immaginando
va
Borgo, se i giovani e sottili teorici della nuopittura conoscessero
meglio la pittura
italiana
a
dei
goderla
e
secoli
a
andati
e
considerarla
s'acconciassero
con
l'amore
con
oggi godono e studiano, ad esempio, la
vrebbero
la scultura
e
«pittura metafisica»
negra, do-
cui
accolte
essere
augurio
all'ora
ed
un
mònito
opportuna.
in
Italia
giunti
Intendo
per
all'ora
come
un
miracolo
in
cui,
Gii
arazzi
di Mantova
69
l'
ante
e mobile
superficiedeldall'abbagli
gere
impr essionismo, la pittura ritorna ad emerin uno
solida
e quasi gelida, costruita
da
caldo
stile cosciente
un
intelletto,con
volontà
una
plastica prima che narrativa.
Pittura
se
proprio in
classica, insomma,
delle parole
Italia non
vogliamo aver
paura
fuor
nostre.
Certo
e
i sette
cartoni
laceri
originali,pur
logori, di questi quadri che
Londra
ha
la
(possedere,isono più puri di questi
specie di questi arazzi di Mantova
arazzi,
più liberamente
interpretati dagli arazzieri
di quelli della
serie vaticana.
fastosamente
e
I netti partiti delle
loro
ombre
e
luci,
le architetture
a
larghi blocchi, potenti ed
la granequilibrate quanto le figure umane,
dezza
anzi
spetto
l'imponenza di queste figure rialle dimensioni
del
quadro e degli
sicurezza
delle
edifici,l'energica deliberata
loro movenze
ed espressioni, la gravità lanosa
dei loro
panni dalle pieghe squadrate
e
scavate, la profondità anzi la rotondità
dello spazio, la sobrietà
del paesaggio che
la vastità
sbarrare
di questo
senza
spazio
di
fortuna
—
chiaramente
commenta
sintetica
minori
ad
e
quasi
(le barche
astratta
della
la scena,
la sobrietà
di tutti i
Pesca
particolari
miracolosa»,
barche, non
i segni di due
esempio, sono
barche
reali) risultano, pel poco
e
calmo
70
LA
DOPO
GUERRA
quei cartoni, anche
più evidenti
in questi troppo ricchi tessuti. Ma
che
andi
colore
che
in
l'arte matura
essi
pienamente:
«Cristo
lima
sub
serena
Raffaello
create
maestose,
nei
getto. Veramente
Pietro», neH'«Etura
«Pesca», tutta la pitaccecato», nella
è concepita con
di stile
aperta volontà
specie architecturap. Veramente
qui la
ha raggiunintelligenza del maestro
to
che
coi
le chiavi
dà
minimi
misura
mezzi
italiana
tutta
innovatori
francesi
a
risultato
il massimo
che
dalle
vanno
c'è
imontagne
vivere
per
studiare
a
cominciare
ancóra
dei
numero
detto:
«Dobbiamo
della
dobbiamo
dallo
melensa
mai
studio
di
qua
in
te,
ar-
fai
cere
pia-
se
non
ziosi
coscien-
e
ha
scritto
un
artistico,in cui
è
giovani che
vigilanze e
più elementari
di studio
seguire il
per
bizzarria; perchè non
richiamare
oggi negligono le
qualsiasi necessità
solito
Plastici
Vafori
Italianismo
articolo,;
acuto
dal
affermate
praticate dai più coscienti
Carrà
fra i giovani. Carlo
nell'ultimo
Raffaello.
occorre,
Verità
che
vedere
a
in
imparato
quanto
rivivere.
e
:
oggi i più ardenti
che
Poussin
aveva
Poussin, ma
guardando
genuflesso l'opera di
Semplici e facili verità, di là
snobismo
mentre
spaccamontagne,
tic
vela
si ri-
opere
d'un
insieme,
tutte
di
dimenticare
dei
grandi
i
che
chi
autori
si astiene
per
tema
Il
Mantegna
il Veronese
e
bandiera
sotto
rossa.
decembre
Verona,
Sono
di
capitato
Già
sciopero.
il
della
tutto,
mire.
Da
velo
al
sole,
gridato
!
perfino
di
là
Poiché
—
mattina
salire
in
dall'Adige
stati
erano
dei
dei
suoi
dintorni
vivrà
quando
la
chiese
la
quali
luzione
rivoper
vivere
e
andato
sono
quecentesc
cinla
godermi
a
da
tornati
dalle
i
palazzo
Civico
tro,
die-
e,
vedrà,
Così
vecchio
Museo
neri
Evviva
—
dal
stracciava
lasciato
fiacchere.
nel
si
profeti,
chi
hanno
dipinti
tolti
:
solo
ci
del
[mostra
addosso
corso
gran
e
giovani
riparo,
fuori
che
rossi
di
ventina
hanno
quella
nebbia
gli
carodor-
dal
sbucati
sono
ceri,
care
al
pel
giù
bandieroni
tre
una
ci
Nuova
della
ladri
i
e
le
le
ricoverati
Emanuele
azzurro
divelle
state
caroviveri
dal
va
Manto-
a
incendiate
erano
Porta
Vittorio
che
applauditi
vi
mattina
una
narrava
erano
ed
che
dopo
in
ferrovia,
liberati
assassini
si
prima
giorno
verghe
Verona
a
1919.
Firenze
di
guerra
che
Verona
minac-
e
Il
ciava
Mantegna
il Veronese
e
bombe.
del
Comune
l'ingegnere Zanella,
pure
adesso
lire
del
nuove
hanno
pubblico
sale
da
difesa:
ima
al Museo
anni
73
rossa
incoscienza
Preagonica
Ho
borghese?
sotto bandiera
di
ministratori
gli am-
co
Verona, sindasocialisti;ep^
quasi trentamila
di
sono
speso
bilancio
Civico
per
e
per
allestire
collocarvi
gloriosi dipinti
dal
al
Mantegna al Tiziano, dal Veronese
Tiepolo
prima che tornino
sugli altari.
Il trittico d'Andrea
Mantegna torna
do,
ignuche
la gran
cornice
senza
l'inquadra
San
Ma
d'oro
Zeno.
a
proprio così nudo!
sul cavalletto
l'artista
delstare
e
solo,quale doveva
Madonna
il trittico della
Correr,
lui a ventisei
da
cominciato
anni, sbigottisce.
vissuto
zione
nell'adoraQuesto umanista
della
raccolta
di marmi
sua
greci e
cui
la
romani, questo pittore inesorabile
volontà
ha
conosciuto
non
dubbii, la cui
ha conosciuto
mano
non
pentimenti, è qui
anni
quale sarà a settantatrè
quando dipingerà
intanto
questi
settanta
—
—
per
Scipione
Francesco
Cornaro
il Trionfo
di
un
stanchezza, senza
Un
tajb'bandono.
fiore,un'alay un volto, una
col pennello sulla tavola
nube, egli modella
li modellasse
lo scalpellonel marcome
con
mo,
l'ovolo
infrangibili.% presente dovunque, nelrubino,
d'una
cornice, nel ricciolo d'un chenella frangia d'un tappeto. Sic volo.
senza
una
74
DOPO
L'infallibilità
di
di chi
ha
quest'adunata;
creato
che
dipinte, ora
statue
GUERRA
LA
ci stanno
esse
da
gli occhi e sotto le mani', in
limpica
ogni particolare, è più meravigliosa dell'oeternità
cui quelle divinità
con
c|
sotto
presso,
dominano
nel
dentro
da
lontano
fondo
le
loro
d'una
d'oro
colonne
chiesa.
L'artefice
è
ni
Dopo cinquant'andi pittori femminei
beati
di abbandonarsi
e di
naufragare nel
mutevole
delle superfici e dei riflessi,
oceano
la
bisognerebbe alzare queste tre tavole delalle esposizioni d'arte contemporanea:
legge in mezzo
e
giù tutti in ginocchio. Ma; i
nostri
di
cercando
giovani artisti stanno
gres
rimparare la disciplina della ragione da InIn uno
perchè così s'usa a Parigi
la cordei margini dell'imprimitura, sotto
nice,
mane,
roMantegna ha scritto in maiuscole
di fedeltà:
chi sa
motto
chi, un suo
per
te parte porto. Oggi ci sembra
Per
che
egli questo giuramento l'afcbia fatto a
solo
qui dio, tremendo.
d'impressionismo e
sé stesso.
Gli
fan
corona
il Moceto
di
Santa
Maria;
che
si
Organo e quello di San Nazaro
que
rivela parente del Lotto
giovane, e le cintavole
del politticodi San
pinto
Nazaro, diBartolomeo
sperse
da
Montagna, finora diin
fra
da
la chiesa
oggi riunite
per
e
il Museo
sempre:
e,
una
speriamo»
delle
sne
Mantegna
Il
r
sotto bandiera
il Veronese
75
rossa
l'ombra
alperchè intorno
pitture più drammatiche
e
pianto,, del
torbida, tutta pena
Cristo morto, le quattro mezze
figure di santi,
dalla bocca
sigillata,
gravi,ossute e paesane,
tendono
silenzio
un
rosso
basso, d'un
senza
lustri.
pacata tristezza,d'un
giallo matto, d'un avorio
di
le,
coi tre Liberacontinua
glorioso corteo
del
di
Fermo,
Sant'Anastasia,,di San
Duomo:
coi tre Bonsignori, di San
Paolo,;
di San
Nazaro, di San Bernardino
; coi due
Moretto, di San Giorgio e di Sant'Eufemia;
Maria
Morone
coi
di Santa
in Organo, di
Bernardino
San
della chiesa
e
le
parrocchiaGiovanni
di Soave;
tre
con
Caroto; coi
Il
Gianfrancesco
Caroto
San
di
Fermo
di
e
Sant'Anastasia, d'un'esagerazione e semplificazione
di volumi
che
oggi dovrebbero'
l'osservazione
attirare
l'Assunta
; con
;
Quando
su
questo
si scriverà
veronese,
uscito
campagna
suo
di
critici
«al
Tiziano,
dalla
Girolamo
otto
con
d'aprile,
verde
dei
dai
tedrale
cat-
Libri.
studio
compiuto
sereno
come
un
gio
merigall'aria
aperta e alla
fuor
uno
dai
che
libri»
padre, innamorato
dei
niava
mi-
gli
colli,de-
delle ville,delle
Oliviadei fiori,;
della
rente»
cor-
donne
terra,con tanto semplice e delicata
passione che, a udire il Vasari, gli uccelli
«uà
entravano
nella
chiesa
dov'era
un
suo
qua-
76
LA
DOPO
dro
gli alberi che
posarvisi? A dare
volavano
e
dipinti, per
mostra
questa breve
itan\a della
Verona,
mi
a
pare
libro
su
fresco
così
nella
mancia;
Paolo
nostra
anche
il modulato
ra
letteratu-
povera
un
Veronese
che
d'archi.
musica
lontana
mar
Sa-
sopra
chiaro
e
d'udire
fama
la
dj Monteforte
guardarlo
sospiro d'una
Purtroppo
d'arte
basterebbe
chiesa
idillio
un
egli
verso
aveva
a
GUEEEA
libro:
altro
che
sia
un
appena
in fronte
il nome
di lui.
degno di recare
Qui si gode adesso, a tu per
tu,(il gran
di San
Martirio
di
Giorgio, dalla chiesa
San
Giorgio, dipinto, dicesi, quand'egli nel
1565
tornò
a
Verona
a
sposarsi
con
Elena
: il quadro
Badile, la figliadel suo maestro
e voluttuoso, dov'è-'
suo, forse, più ardente
s'è raffigurato a cavallo, con
la
gli stesso
bella
bastone
di cotesta
lmando
sua
dogale, un
E
chi può ancora
nella
destra.
po
dotre secoli e mezzo
impugnarlo con maggiore
è lecito
diritto
di lui, poiché ormai
che
sarebbero
vessero
l'adomandarsi
stati,se non
Tievenerato
e
genuflessi, Rubens
e Manet?
polo, Delacroix
Ormai
Trieste
da
tutti j Musei
comunali
a
Vicenza
che
e
a
la guerra
Verona
aiveva
si
riaperti. Quando
dispersi, sono
dello Stato,
riapriranno le galleriee i musei
chiusi
da
e
Venezia
a
Milano?
,
Il monumento
Toti.
Enrico
a
febbraio
Roma,
I
romani
durante
anche
tempo
fervore,
due
essere
d'arte
opere
fabbricato
dall'architetto
Piacentini
in
;
il
e
sinistra,
gamba
Duca
d'Aosta
e
gloriosa
che,
sul
morì
lanciando,
il
contro
morte,
dall'
d'essere
verino
traste-
umanità
accettato
Carso
tra
in
quand'era
in
nemico
della]
mutilato
pur
cina
Lu-
in
bersagliere
ottenne
Le
cello
Mar
Lorenzo
San
al
Toti
anche
«cinemateatro»!
romano
monumento
a
civiltà....
il
piazza
Enrico
intorno
superiore
sono
con
potrebbe
questo
di
vato
tro-
discutere
giornali,
E
indice
un
di
nei
d'arte.
hanno
guerra
modo
e
almeno
opere
due
la
1919.
dei
x
battenti
com-
un'avanzata!
già
ferito
fuga
la
aj
sua
igruccia.
La
sala
Marcello
ed
costruttivo
ricordo
da
cinematografo
Piacentini
è,
organica,
del
pensata
sala,, bella,
come
pel
specie
cemento,
austro-tedesco,,
con
logico
qualche
il quale
dà
moda
co-
uso
tale
fa-
ricordò!
"S
78
DOPO
com'era
mandò,
che
sentirsi
è
ne
ha
vuole
tutta
molta
furia
al
anche
romana;
grafo
cinematota,
la faccia-
ma
stenta, mal tagliata,e
imperdonabile d'essere proprio
Corso
alla
mercè
della
critica
passeggia. Se quel cinematografo
fondato
da
ed
in
o
tutto
nuovo,
anni
audace
te
gen-
sconnessa,
il torto
lì sul
GUERRA
logico, in
Roma
a
LA
in
fosse
che
to
sta-
nuele
aperto in piazza Vittorio Emaaltro
e
un
quartiere lontano
l'opera di quell'architettoche
molte
opere
sa
essere
insieme
scussa.
distata meno
studioso, sarebbe
Un
male
bene
e
un
pel Corso
per
S'è ripetuto in piccolo,lo stesso
l'architetto.1)
nel
1913
che
scandalo
agitò Parigi
to
quando il signor Astruc
aprì il teatro, molricco
e
comodo, molto
elegante, molto
francese, degli Champs-Élysées. Per
poco
di più, nel
1918
c'era la guerra,, proprio
i tedeschi
d'Austria
contro
di Germania,
e
compresi gli architetti.
Il concorso
Toti
Enrico
a
pel monumento
ha
avuto
storia
una
lunga, si può dire,
incarico
retto
diprima, un
quanto la guerra:
e
,a
Domenico
Trentacoste
che
tò
lo rifiu-
del triestino
poi, la scelta d'un bozzetto
dei
Selva, uno
pochi scultori giovani che
è fatta la
architettura
sappia di quanta
concorso
conscultura; infine, iux libero
;
*) La
facciata è stata
demolita
nella
primavera del 1919.
LÀ
DOPO
ra
;
e
di
qual reggimento
quanti «capi» si
e
a
il corredo
e
Ma
cosa
e
;
un
incollata
la
compongano
l'armamento
e
sopra
Certo
d'un
la
e, in
confusione
;
visa
disagliere.
ber-
felici
fornitori
di
mento.
riconosci-
comoda
chè
per-
tasia
poesia e fandel risparmio, riceve
tutti i parenti, amici,,
di
congratulazioni
e
è
così
risparmia
compenso
conoscenti
di
tessera
una
scultore
lo
appartenuto
poesia, cioè l'arte,è un'altra
la statua
bisogna confondere
col ritratto, anzi il monumento
la sua
eroe
con
fotografia
non
ad
abbia
la
commemorativa
le
GUERRA
del
riscontrarlo
morto,
in
mente
onesta-
bronzo, su
in quel giardino,
quella piazza, puntualmente, o
i baffiy i nei, le rughe, la cra,coi
e
vatta, la spilla, la giacchetta,,le scarpe
i
legacci
di
quando
era
vivo.
Nella
bassa
pochi anni fa,,si
;arrivò
a
stupidità: a rapquesta estrema
presentare
così
nei
detti monumenti,
chi
veccioè poco
cadenti, quali erano
prima di
in
dei
entrare
agonia, molti
più belli ed
del nostro
Risorgimento,
energici uomini
mentre
dovuto
avremmo
glorificarli,
per noi
com'erano
e
negli anni
pei posteri, almeno
dove
(animosi della loro azione e potenza. Le vedel
epoca
e
calco
i clienti
del
e
vero,
i medici
superstitipiangevano
Ma
morti
loro, morto
anche
curanti
di
il
e
leghi
i col-
commozione.
preteso
mo»
Il 'monumento
jiiumento.
Di
a
Enrico
questi grandi
Tati
81
uomini
morti
in bronzo,
in carne,, una
volte, una
ché
piene le piazze d'Italia. Basta. E poicalcati
statue
di questi monumenti
e
tori
funebri
e non
eroici,i soliti sculvero,
due
sono
sul
della
burocrazia
italiana
ce
ne
ranno
servi-
naio
qualche altro centied è
dalla pace
in là, è bene
ancora
bello che questo
sia gridato loro fin
basta»
probabilmente
"
d'adesso
eroe
a un
questo monumento
com'era
ma
tutto di popolo, nudo
l'ingenua anie sia
gridato da Roma.
sua;
E poi, no, basta
anche
la polemica
con
perchè c'è da sganasciarsi a sbadigliare.
Questa polemica se le statue monumentali
debbano
nude
di
essere
o vestite,è vecchia
secoli. Torna
su
ogni tanto, rimbellettata
nuovi
a
con
esempi per far ingoiare
nuovo,
le idee
stantìe. La
penultima volta si era
di
agitata su tutte le gazzette e le rassegne
Francia
quando fu scoperto il monumento]
di Rodin
E rultim,a
Victor Hugo, nudo.
a
lato
modelGaribaldi
a
volta, pel monumento
Baroni
dal
e
scoperto a Quarto dei
Mille nel maggio del 1915.
Adesso
Dazzi
s'è persino detto che
contro
statua
Napoleone rifiutò nel 1811 la sua
con
nuda
Canova
scolpita da Antonio
appunto
E s'è detto
nuda.
perchè era
uno
sito,
spropoperchè Napoleone ebbe soltanto timore
Ojetti,
I nani
tra
le colonne.
6
82
LA
DOPO
GUERRA
'd'esporre quella glorificazione quasi
alla vigiliadi partire per l'incerta
Russia;
di
e
vittoria
la
na
divipagna
cam-
alata
che
il Canova
nel pugno,
messa
gli aveva
va,
paresecondo
l'epigramma allora susurrato,
[piuttostopronta a Volar via, lontano dal suo
il trattato
di Vienna, la
padrone. Dopo
Francia
vendere
acconsentì
lacro
a
quel simual vincidella
tore
sua
gloria addirittura
di Napoleone:
al duca
di Wellington,
sterline.
tremila
Triste
storia, col perper
messo
della
Non
so
censura.
dispiaccia ad
se
Dazzi
Arturo
che
gli dispiace ha
Il Dazzi
torto.
ha
due
meriti, innegabili e
memorabili:
le spalle al pred'aver
voltato
giudizio
delle
statue
vato,
trovestite, e d'aver
tre
lineao
dopo due
tentativi,una
solida
netta
caratteristica,d'impeto e pur
che
ha
quietarsi
d'equilibrio. Adesso
vinto, deve acmeditare:
deve
dienza
e
cioè, in obbegli
si
parli
del
questa
a
Canova.
bella
lai quest'espressione
modellare
ai
per
la
della
rischi
abilità.
sua
egli
prima
uno
di
stile
monumentale
linea
tanto
statua
senza
: uno
meriti
è venuto
chè
Per-
enfasi.
corrispondono
della
Giovane
e
definita,
ben
già
suddetti
due
lui due
sua
Se
età, e
sua
ma
non
all'arte sotto
uno
nissimo,
giovala moda
Meunier, poi di Rodin, quello
e
tanto
composto
più sicuro
con
di
77 monumento
questo,
ma
quella moda,
alla
appoggiata
tradizione
bolsa
toga
e
e
;
subito
Italia^ s'è
in
solo
non
83
sapienza
minor
con
Totì
Enrico
a
accademica
e
colossale,,
michelangiolesco, terribile
dalla,
Lontana
Ida quei due
quanto la retorica
moso,
lirica. Il Dazzi, di
Carrara, laborioso, ani-
del
nell'arte
espertissimo
frenarsi
parlare
e
questa
sguardo
uno
Canova
La
d'una
piazza
la
e
lanciata
uccidere
E
mutila,
non
: ma
la
Così
rianimata
prodigio
dei
altre
quasi
barbari,
fantasia
sia
lo
belle
più
di
a
quella
sua
che
sul
'15
armi
ardente
il
che
e
cia,
grucCarso
suo
re
cuo-
gli bastò.
Fantasie,
sono
che
antica
statua
solia di
l'esercito
aveva
monca,
significare,così
l'arma
tutto
vrà
do-
romano
gì'immutabili
anche
con
ce
lu-
morire..
a
potrà
nio
Anto-
gran
gamba
sua
per
contro
e
nella
parco
d'una
abbia
passione
di
perbole,
dell'i-
ad
prece
Toti
la
con
sta
te-
giovargli.
d'un
o
frammento
un
una
Enrico
di
sembrare
quasi
e
la
prova
le tentazioni
potranno
statua
è la
qui
Contro
forza.
sua
semplicità:
con
Toti
del
colossale
so
spes-
seppe
sua,
di
*
so.
Ma
le statue
quanto
chi
questa.
le
più
ammira
eroiche
aiutano
e
tanto
al
le
volo
venera.
Blonumeiifi
vittoria,
alla
1919.
aprile
Perchè
dopo
dovremmo
questa
monumenti
erigere
ricordarne
e
i
Non
tutti
architetti
gli architetti
Avremmo
quasi
un'
Vi
unanimità
spesa
Vi
sono
tante
sono
i
alla
glorie
d'ingombrarne
prima
gli
monumenti
altri
giudicano
moderni
aborti.
Vi
e
sono
destia.
mo-
basta
i lontani
del
rimentare
spe-
tempo
giardini.
e
i mistici
Vi
tutti
orrendi
vogliono
a
ne-
vogliono
prova
piazze
che
esteti
dicono
che
scettici
nella
:
caricano
ne
o
gli
che
dagno.
gua-
concordia,
una
avari
del
e
nazionale
gli
son
qualunque
poti.
finalmente
di
mente)
(sincera-
dell'onore
indegni
che
an-
tema
per
essi
che
meno
talvolta
e
;
ro,
er-
trarii,
gli scultori,
colleghi
'stimano
taglie,
bat-
non
se
coi
scultori
e
favoriti
veder
eventi,
sembrano
gli
e
le
monumenti
nuovi
questi
-novissimi,
gli
A
ino.
commemorare
per
gli eroi,
giustizia?
la
che
odono
non
ne
celebrar-
per
degnamente
sacrifici,,
si
vittoriosa
guerra
rare
scongiuche
pre-
feriscono
cuore
Vi
sono
per
:
do
nel fon-
che
il sole
della
guerra
paura
i nemici
il ricordo
odiano
85
la riconoscenza
custodire
del
vittoria
alla
Monumenti
anche
la
ga.
strug-
che
nei
parole, e più
in
Vi sono
pietra o in bronzo.
i quaccheri o, italianamente, i piagnoni pei
di sperdi voluttà
e
quali l'arte è sinonimo
pero,
e vogliono, sì, ricordare
battaglie ed
rodierebbero
eroi,
in
notrofii
e
tuber
tosarti. E
co
tutti all'idea
fanno
monumento
nuovo
orfa-
ospedali, ambulatori!,
con
ma
esorcismi
d'un
come
un'iapparizione diabolica.
Intanto
si fanno
si
o
però i monumenti
lo stesso : a Battisti,a Toti, Aa
^preparano
Baracca, a Sauro ; alcuni, come
quello (a
Toti, buoni, altri decenti, altri abominevoli.
Per
dir solo di città gloriose nell'arte,a
Lucca
Battisti insieme,
una
e a
targa a Oberdan
Firenze
a
una
brano
targa a Battisti sema
esortare
quelli eroi
i
se
Padova,
di Sant'Antonio
duecentomila
lire,chi
«tempio ;antoniano
tra
i
vescovo,
un
turco
e
un
della
che
ministro
allunga. Alla
imitarle
non
morti,
correre,
l'Associazione
ha
versale
Uni-
raccolto
chi dice
milione,
per
Pace»
con
un
gotico
farebbe
che
è stato
—
—
dell'Istruzione.
mano
affer-
approvato
rabbrividire
E
un
getto
pro-
,
giornali di Padova
ma
a
vogliono
non
siffatti.A
risenti
cittadini
dal
che
an-
la lista si
chetichella,miejntre nei
cir-
S6
LA
DOFO
GUEERA
giornali si predica astinenza e
tore,
sculuno
castità,oggi un architetto,domani
un
progettino e un bozzetpreparano
un
tino, riuniscono
coniitatino, ricevono
l'ordinazione, calano
giù tranquillamente la;
ga,
prima pietra. E all'inaugurazione della tarbusto, statua, alla fine
intervengono
tutte le così dette aucommosse
e plaudenti
torità,,
di discorsi.
o
bella, l'annaffiano
e, brutta
coli
nei
e
;
Se
invece
partisse dalla realtà e ci si,
convincesse
che questi monumenti
me
cosono,
si vede, inevitabili,,
anzi
rispondono
a,
si
lodevoli
sentimenti
l'umanità,
quanto
anche
e
si
antichi
costumi
a
potrebbe
questa
attività
al
pubblico
plinare
disci-
sùbito
accordarla
e
.
al
era
a
pubblico
tempi e
bene
e
paese
arrivato
a
per
decreto
degli
massima
dei
tacchi
contaminare
per
secoli
non
s'ha da
piazza
italiana
nessun
e
permesso,
Governo
Il
stranissimo.
fissare
ni
Stra-
decoro.
reale
tezza
l'al-
stivali ; ma
d'una
la bellezza
chiedere
magari
verno
al Go-
ci si guadagna
di cavaliere.
tanto, più la croce
Quali norme
s'avrebbero, dopo tutto, da
un
emanare?
Due
sole.
Prima
per
norma:
re
por-
que
erigere alla vista del pubblico qualunanche
ricordo
solo
un
monumentale,
di uomini
fatti della guero
busto, in onore
ra,
od
s'avrà
sempre
da
bandire
un
concorso
DOPO
disegno
suo
e
È
occorreranno
che
certo
quei giudizi,
sempre
pubblica
una
GUERRA
LA
mostra.
anche
artisti rinomati
ranno
trar-
da
queste gare e contrasti nuova
e
si vede
qualche idea. Quando
di tutti costoro, Leonardo
immaginoso
stolfi,
ripetere pel monumento
di
poesia casta e paesana
su
giù,
per
che
nuda
la
stessa
dalla
esce
già scolpita nel
in
;a
ha
Giuseppe
Esempi
dalla
scelse
Pascoli,
o
dalla nuvola
—
Giovanni
gantini
Se-
magari in quello
sul
lago d'Iseo, si
di scuotere
suo
tanto
tutti
con
e
che
a
bella
e
il diritto
concluse
della
—
a
potrebbero
tradizione.
Roma,
e
Bi-
Giovanni
monumento
tutti i mezzi
con
più
Bargia alla
roccia
Zanardelli
veramente
il
in
statua
Saint-Moritz
gia
ener-
la
gliesempi.
anche
essere
cui
tratti
architettura
tutte
prò
pore
tor-
le
tetture
archi-
dell'
antichità,'etnische,greche, puniche,
in questi dubbi!
e
asiatiche,dà anche
idee
chi non
tende,
a
ricerche, cento
ne
ha,' s'indi
di migliori : idee
dotte,
sue
e
già tradiremo, in latino, cioè in italiano.
I monumenti
—
hanno
civiltà
si
onorarii
architettura
varietà
una
ha
tratta
e
e
obbediente
che
raggiunto, né
di
militari
copiarli
ma
dei
scultura,
nessun'arte
—
d'altre
dopo. Né
ispirarsene, co-
prima
d'
ni,
roma-
né
alla vittoria
Monumenti
89
fece per
Rinascimento, modestamente,
altri edifici. E mi
perdonino gli architetti
scultori
dei giorni nostri
se
oso
un
e
per
berti,
momento
paragonarli al Rrunellesco, all'Alil
me
al Bramante
I
Trofei, usanza
divennero
moli
colonnati
e
insegne:
Trofei
Roma
a
due
in
furono
e
tre
piani,
anche
da
e
il
più
con
e
di
da
due
d'Augusto alla Tural confine
tra Liguria
il basamento
Romania
fuga,
armi
i ruderi
ancóra
la torre
Montecarlo
sopra
in
statue, sormontate
romani,
Traiano
a
volto
stato
era
si vedono
Provenza,
che
adottata
greca
il nemico
dove
e
Raffaello.
go
la fine Ideila Repubblica,eretti nel luo-
Verso
bie
al
o
ad
antico
del
Trofeo
Le
Adanclissi.
e
necessario
di
Are,
numento
mo-
del
anche
menti
a monuculto,assursero
dall'Ara
di Roma
e
commemorativi,
ma
a
Augusto in Lione
quell'Ara Pacis di Roin Campo
Marzio
che qualche ingenuo
aveva
sperato di veder adesso, nella nuova
pace, disseppellitae ricostruita,
per quel che
al Corso
resta
sotto
il palazzo Fiano
ne
e
è purtroppo
ne
quel che
disperso in
per
na.
(Vaticano,a Villa Medici, al Louvre, a VienSull'Ossario
ra
l'agaribaldino di Mentana
è certo
il moRosa
numento
scolpita da Ercole
commemorativo
e più
più solenne
austero
dall' Italia liberala.
eretto
Degli
Archi
trionfali
è inutile
dire.
Da
90
LA
DOPO
Aosta
Tripoli, da Roma
a
per molti
della civiltà
ancóra
latina;
in fretta la cancellata
lo
e
all'arco
il
più
rozzo
popolo
popoli
l'orbe
e
che
la
Delle
che
cui
d'alloro
al
in
le due
memoria,
di Roma:
a
d'una
trionfali
sono
per
tutto
quella Trajana
Senza
mar
tre-
si dovrebbe
distanza, segni
grande
civiltà
tutta
,
,
Roma
scritte,illustrate,
il, mondo
da
lei
colonne
.afguardare
in
ha
confutab
in-
liari
Mi-
scanalate^
,
confitto
su
tutto
gliaia
di mipacificato decine
s'abituasse
perchè l'uomo
alto.
il fiore
nostra?
lisce
rostrate
,
sommo
macilenta^
mònito, questi steli di
un
come
visibili
del
i
nalzare
questa moda
gloriosad'incielo come
un'offerta, d'innalzare
sugli uomini
di
d'un
anche
al
marmo,
tire
sen-
confronto,
sì trascina
detta Antonina.
quella Aureliana
pel confronto, perchè non
rinnovare
potè
storia
nella
sotto
questo sole.
Colonne
note
e
cantando,
di noi
valgono,
storia
di
l'arco dei
italiani
l'arte
cosa
abbatterono
chiudeva
più piccolo
vale
cosa
ta luce
senza
di Pola
i fanti
il
e
e
e
inghirlandarono
passarono
che
Pota, essi sono
rato
più noto e venequando all'arrivo
a
il segno
i cittadini
dei liberatori
Sergi
GUERRA
La
colonna
dell'arte
romano
[diritto
semplice bellezza
all' imoscapo,
La
romana,
è stato
ramente
ve-
il simbolo
dida
liimpidacanobbedisce
tutta, dal
regole di numeri
a
.
sua
Monumenti
inesorabili.
del
la
suo
sua
e
vittoria
alla
spostar d' un'unghia
A
Snella
aintmoiiimento.
in
tempi sereni, tozza
torbidi
e
goffi,magra
miseri
e timidi, contorta
fasto, essa
tempi di vuoto
chi
di
la
e
e
pensa
e
e
e
ta
affusola-
ventrata, in
pi
tem-
sparuta in tempi
in
impampanata
è l'immagine durevole
I;ajinnalza,
'ita
uirilis
corporis propofiioin aedificiis
v"nu"statem
firniit\aiem\et
cohimna
et
nejn
il modulo
svanisce
beLlezza
con
fusto, la sua
ed
forza,
perba
E; salda
obbediente, sumisurata:
mento,
monuun
esempio, un
un
Dorica
91
dorica
minciò
copraes\tare coepit. Così la Colonna
tener
a
negli edifici la proporzione,
la
eia
fermezza
bellezza
del
virile.»
corpo
ad
narra
pagina in cui Vitruvio
ne
Augusto l'originedegli Ordini e delle Colontrina.
è una
pagina d'amore
prima che di dot-
Tutta
la
Trofei, are, archi, colonne, fontane....
alcuni
obiettano, spauriti dalle grandi
che
questi
Wilson
filosofico
in
e
cui
son
la
Ma;
bre,
om-
pero.
segni di prepotente imbel dialogo^
Colonna:
un
la colonna
nella
sua
tura
dirit-
potrebbe ripetere a più d'un
de'
al re
i consigli di Claudio
Quadrumviro
Parti:
«Non
dominar
quei popoli
pensasse
cittadini con
come
schiavi,ma
reggerlicome
romana
92
LA
TOPO
GUERRA
cogiustizia:cose
quanto meno
inosciute
ai barbari», le
tanto
più accette
1798
nel
che
le truppe
potrebbe ricordare
celebrare
sario
l'anniverifrancesi d'Egitto, per
della giovane 'Repubblica,lontane
m'erano
coda
della patria, si
ogni simbolo
raccolsero
ad
Alessandria
proprio intorno
Non
di
c'è da
talia colonna
trePompeo.
Le sculture
e le epigrafi su
quelle architetture
piare.
sulle
anche
solo
quattro
serene,
clemenza
facce
e
dado
del
colonna
una
:
anonimo
kartista
bene
e
non
cercare
e
solo
questo popolo
E, in cima, la statua
scultore
lo
fede
e
statua d'un
fantasia
con
giustiziadi
e
sarà
un
stile,starà
uno
imperatore.
stile s'hanno
tutti i mezzi
per
da
ste
que-
da sceanche
gliere
apoteosi. S'hanno
studio
i luoghi dei monumenti.
con
esempio
Garibaldi
di
suscitare
durevoli
[Ad
tolleranza
una
la
quanto
Ma
la
fante, se
avrà
sotto
nuda, potranno
remo
quello che vor-
tutto
ordini.
suoi
cimasa
tutto, spero,
la
guerra,
dei
e
d'un
dire
di
prima
questa
e
maestosamente
equivoci
(senza
zoccolo
tra
:
il monumento
del
Gallori
a
perchè è sul GiaNon
si tema
nioolo.
dunque d'uscire dai
quadrivi affollati,di erigere questi segni
nei
e polangusti anche
quartieri lontani
polari,
magari ai limiti delle grandi città,
sui colli e sui campi dove
la vita febbrile
si
in
Roma,
è bello
placa, dove
93
alla vittoria
Monumenti
in pellegrinaggio,,
può andare
soli per meditare, o in corteo
re.
per applaudiDel
di questa
resto, i primi monumenti
s'avranno, pur da erigere sui monti,
guerra
tuta,
stessi e nei piani dove
è stata combatessa
le donne,, i vecchi, i fandove
anche
ciulli
che
,ar rivare
si
sofferto
hanno
ne
come
l'han
e
veduta
so
tempesta d'inferno,ades-
una
ria.
ricontemplarla assunta in glomaginare
imaudace, è incivile,è tracotante
potranno
È
tanto
—
ricordi
estremai
in
confini
eia
secoli
T
Roma
del
ricordi
Italia,sacra
per
Dio
—
nostro
colonna
una
vjetta,
venti
E
mia
della
o
mi
o
per
non
:
uomini
che
è
anche
Qui
—
fra
icomin-
%
migliore negli
e
a
Dio
—
j
Comunque,
con
che
un'ara
uomini.
ai
romanoi
proprio sui nuoyi
diritto,di vetta!
al mondo
agli
quel
intendo
io
tornare
per
una
pretesto
la
oggi importa: che
con
l'altro,
per modestia
scetticismo
o
sia,
per ipocrila vittoria,,
umiliare
gandole
necosa
o
avarizia,per
s'abbia
|
da
gloria dell'arte.
Alle idee esposte in queste
pubblica lettera gli scultori
pagine hanno aderito con una
Angelo Zanelli,Arturo
Dazzi,
Ercole
Drei, Ermenegildo Luppi, Alfredo Biaggini, Renato
Brozzi,l'architetto Marcello Piacentini,i pittoriPietro Gaudenzi
e
Amedeo
Bocchi.
Canova
il Grappa.
sotto
febbraio
Canova
Antonio
:a
pendici
La
mi
davan
nella
i
rulli
Washington,
la
curule,
gambe
d'incidere
lorica
spada
Brera
Murat,
I
statue
ricevere
soldati
ie
Ojetti.
il gesso
nani
tra
quassù
di
le
Francia.
colonne,
in
in
atto
tuzione
Costi-
Napoleone
lì
a
Elisa
Carolina
e
dia
se-
collo
terra,
della
del
cavano
fic-
Giorgio
nude,
Letizia,
Borghese:
per
a
tavole
le
i"i
seduto
gigante,
Madama
Gioacchino
Paolina
corteo
e
francesi.
di
toga,
da
Possagno,
—
statua
braccia
gli sovrastava
Napoleone,
chi,
;
di
posata
stilo
io
americana
di
e
nude,
con
raccolti
amisi
la
sotto
in
i gessi
sapeurs
mes
cese.
fran-
smuovere
gipsoteca
Napoléon,
à
il
tra
settore
a
quattro
mano
Gare
nudo,
Adesso
:
sulle
Pallone,
lui, piamente
di
statue
nato
adagiato
monte
scorsa,
cent'anni
quasi
di
settimana
delle
villaggio
un
Monfenera.
il
e
è
basse
più
Grappa
—
che
Possagno,
c'è
Grappa
il
sotto
1918.
busti:
destra.
Bacioc-
Murat,
bel
un
ficiali
uf-
degnamente
Tedeschi
e
au-
7
98
DURANTE
LA
GUERRA
di là,,si sono
subito
istriaci,
ingegnati'lai
in
colto
guastarlo: due
proj ertili hanno
pieno la gipsoteca le cui vòlte a botte son
za,
di legno in sostanromane
(d'apparenza ma
fatto uno
e hanno
spicinìo di quelle nibellezze
vee
fin dal
Si badi:
demi,
maestà.
e
che
6 novembre
dei neoclassici
in guerra,
x)
aveva
Giorgio
è amico
dentro
un
Nico-
fidato
che
an-
autocarro
del Canova
dalla
casa
a
portati in salvo
Possagno quanto v'era d'originale: bozzetti
in terracotta, disegni,^
del
carte
Canova, e
rence
quel ritratto che gli aveva
dipinto il Lawnel 1815, un
un
po' a Londra
po' a
Roma
mo
più tardi; che è l'unico ritratto intici
e vivo, non
poetico od eroico, rimastotanto,
di lui; e di cui una
la|testa solreplicia,
è a
Ma
i
Milano
tedéschi
in
Castello.
d'Austria
o
di
Germania
badano
alla qualità.
distruggere non
ci son
non
Possagno è deserta:
più che i
e
gessi. Giù
colpi ai gessi,Winckelmann
i maraccontano
nuali
e padre
Lessing, nonno
tededel neoclassicismo, non
sono
pur
di
—
—
Giorgio Nico"emi, tenente
in linea su Monte
Melago come
l)
linea
sul
Sober, ha
scritto
e
del
genio, allora bravamente
stato in
per mesi e mesi era
milanese
illustrato la Pittura
(Milano, ed. Alfieri e Lacroix, 1915); il
la critica
primo libro italiano che si provi a far camminare
tica
sulla ghiaccia dell'arte napoleonica. E qualche volta la cridell'età neoclassica
vi sdrucciola.
Canova
sotto il
99
Grappa
nia:
dunque tutto !alla Germal'ha creato, ha
il diritto tedesco
e chi
spetto
di distruggerlo.Di fatto, i tedeschi, per dia
Napoleone che gli voleva bene, ne
Canova
schi?
dissero
sulle
deve
lanche
male
di
statue
vien
gesso
da
a
tirare
vivo.
A
colpi
di medio
fatto di scordare
veder
la pena
e
bro
cali-
dere
di sorri-
pipe nelle fiere
naccino,
quanto urlino, miper
sassinino,
scannino, asfissino,schiantino, asti
nemici
nostri
questi massicci
ricascano
nel ridicolo
fatalmente, ad og!ni
condanna, mettiamo
svolta,per una
pure,
ripensando al
dei villaggi.Tant'è:
tiro
alle
divina.
Di
date,
pietra,per fortuna, c'è il Tempio : bamano
la chiesa. Qui lo chiail Tempio, non
tutti così, con
di magniloresto
un
quenza
che
accademica
non
dispiace quando
si trova
davanti
uno
tonda
roa
questa mole
che costruita
fa voleva
secolo
un
già
l'aria d'essere
avere
o
ventitré
secoli
gradini, nuda
il monte
doriche
due
1) tien
del
*) Il
Tempio
ventidue
costruita
prima ; che, alta su diciotto
ti presenta
e solenne,
tro
con-
boscoso
su
stata
le
file e; a
Pantheon
canoviano
tip.Longo, 1863).
sue
detta
e
illustrato da
sedici
icolonne
dei
sti,
panegiri-
del
Partenone,
Antonio
Nani
viso,
(Tre-
100
o
Milano
a
da
Asolo
lo
di
chiesa
Napoli
a
che
il Pantheon
ìsamente
vien
Paola
di
Carlo
San
alla
assomiglia
meglio
'Francesco
di
GUERRA
LA
DURANTE
e
non
quella
a
preci-
sono
A
Partenone.
oil
San
spettacolo del Tempio
più inaspettato. Si vede che
al suo
in
cima
villaggio bene
ianche
porlo lì
di tutte le molli
vista,janzi a dominio
(attorno, sotto quei monti
nevosi,
alla greca quel pezzo di
vestire
insomma
Canova
dovuto
ha
del
luogo, abbattere
iroccia,spianare la
In
questo
esaltato
tutte
novello»
di
2
gennaio
FEìuropa
cui
le
cui
1818
anzi
ma
intruso
moda
:
per
in
line
colper
neto,
Ve-
natura
l'afrerrna-
lontana
e
d'una
Questo
è bello.
senso
adulato
corti,da
pare
ap-
gli alberi^ tagliare la
Il gran
costa.
tempio
così appare
maestoso
zione gigantesca d'una
volontà.
la
mutare
chi
da
venerato
tutte
tista
ar-
le
accademie, questo «Fidia
Giorgio Byron proprio il
da
scriveva
il mondo
il Foscolo
non
dedicava
Venezia
avevano
le
Grazie
che
guale;
l'ee
in faccia
che
«ai
Bonaparte dichiarava
si prescrivono leggi ; che, secondo
genii non
copiare i greci aveva
Stendhal, senza
i greci inventato
una
come
sua
bellezza;
delle più nobili arti», per
questo «Sovrano
ripetere il panegirico di Pietro Giordani,
che
ai dominanti
è minore
«non
perchè non
è temuto
e non
teme, quest'uomo singolare
il
'
»
sotto il
Canova
e
divino
verissimamente
sul
che
diresti
cato
collo-
memoria
della
confine
doppio
101
Gh'ctppa
e
dell'
a
umana
oongiungere
immaginazione
due
noi i pasrichiamando
a
spazi infiniti,
sati
tratto
ride' i\ostri tempi
facendo
secoli
e
;all'
avvenire», volle già vecchio, a sessantadue
anni, lasciar di sé nel villaggio
ricordo
dov'era
nato
un
grandioso e quasi
della sua
che fosse il segno
eterno
potenza1,
della sua
ricchezza, dell'arte sua,( dell' arte,
Ejd eresse
cioè, nel tempo che fu suo.
sto
quedio,
Arte
monumento.
compassata, tutto stu,anzi plagio: jarcheologia
più che .arte,
plicità,
ma
jarcheologia classica: simmetria, semSecondo
i
nudità, severità, maestà.
il portico lungo quanto
metro
il diapuri cànoni:
della rotonda
zo
interna, e largo un terdi quel diametro
alte sei diametri
; le colonne
di colonna.
; la porta larga due diametri
Chi
si sarebbe
non
sentito
là dentro
un
di
su
Plutarco, il respiro misurato
quei
In ;attesa, del prodigio, Canova, veritmi?
nero,
bonario
e
pratico, quando l'il luglio
1819 venne
a
Possagno " calar giù la prima;
pietra del suo
Tempio, pensò fosse miglior
eroe
partito dare
lì
più poveri
mezzi
l'amore
che
per
gran, pranzo
un
sullo
sterrato,
duemila
han
sempre
Marte.
lire
con
tutti i
,a
e
paesani,
com-
distribuire
le
giovato
sue
mani:
" diffondere
ai
102
LA
DURANTE
Il
otto
Nel
fu
Tempio
(anni dopo la
'gr.au
finito
e
di
morte
1917
decenibre
GUERRA
i tedeschi
consacrato
1830.
lui, nel
con
un
grosso
forato
esterno
il muro
gli hanno
ipjrojettile
continuato
della sacrestia,poi han
pestarne
a temdi colpi il sagrato e la gradinata.
è intatta
Finora
nella
cappella a, sinistra
dell'aitar maggiore la tomba
di lui che contiene
un'urna
in
soltanto
il
suo
Il
cuore.
del suo
quello che eglimodellò
polto
fratellastro,Monsignor Sartori-Canova, senello stesso
stati porsarcofago, sono
tati
dai fabbricieri
in non
so
quale recesso.
E ,anche il bel Pordenone
dipinto sulle due
busto
suo
facce
e
è da
tre
al sicuro.
mesi
Ma
quel deserto, quell'abbandono, quella
le quali vaste
e fonde
rovina, quelle buche
spianato
e
hanno
crateri
come
e
misurato
liste di varie
artista
italiano
t'empiono
in
due
azione
armoniosa
egoista violenta
vuol
a
far
la consolazione
guasto
il
fama
lastre
dall'ultimo
mondiale
di tristezza.
cuore
e
vole,
dure-
Vedi
lì
volontà
opposte: una, generosa
costruttiva, latina; una,,
tedesca.
Quella
distruttrice,
il mondo^
pacato ordinato
e luminoso, per
tempio eterno
e
l'elevazione
(inondo lo vuole
e
grandi
suolo
bello
nio' d'un
il
e, con
pietre, adornato
di
il
risconvolto
insanguinato,
suo,
ma
di tutti ; questa
magari
suo.
deserto
104
DURANTE
romantici
e
uomini
LA
GUERRA
della
dell'impero.)
rivoluzione
Scultura
fici
che
ti rivelano
stessa:
essa
l'intima
rispondenza
corpo,
volumi
unita
e
sì
evidenti
franchi
sui
e
nella
passate
accanto
delle
e
scivola
cili"
fa-
ore
villaggio
questo
dai
colpi,
serena,
po
do-
squassato
e
gira
le
riposo
cosciente
quest'arte
a
vuoti
luce
di
e
paura
delle
ponderati, piani
solitudine
dalla
svuotato
dei
Gran
distende, padrona.
del
concorde
e
la
quali
super-
costruzione
parti al tutto, proporzione
masse,
chitettura,
figlia dell' ar-
vera,
architettura
francese
alla
passati per forza accanto
il '900,
Sscultura dei bassi tempi, tra il 1870
e
tanti
anni
scultura
e,
realtà,
della
calco
suoi
Torneremo
ad
amare
Sì,
Canova
sagaci,
e
a
e
se
guerra
e
di
sulle
giudizio
e
di
i
saprà
rispondere
dopo
pace
e
morte
di
;
sì,se
passioni
il dominio
e
e
l'uomo
sulla
tendeva
prenima.
all'a-
ammirare
francesi, più
da
tornati
sono
forma,
ad
come
pittura
parlare
guerra
il loro,
vita
di
la
e
studiare
l'arte
in
sbavava
corpi
la
quell'altra,
a
sospirucci
dopo
amare
pronti
i
ignorava
coi
e
che
impotente
perchè
accanto
o
anni
David?
nostro
a
questo
tanti
derio
desi-
anni
saprà
trita
ad
di
mare
affer-
realtà
dell'intelligenza.
il
Canova
sotto il
105
Grappa
f
Intanto
ogni giorno
dove
pianura
si
sindaco
il buon
comunale
e
raffiche
due
tra
sono
a
cercar
di
villaggiodella'
sù
rifugiati,salgono lasPossagno e il segretario
daf
un
s'affannano
raccattare
a
comporli
quei frantumi
candidi, a riloro un
riparo. B la loro
del loro paese:
religione,lo stemma
A udirli parlare di lui,1
egli sembra
presente, aitante
Canova'.
vivo
córa
an-
chi
bonario, cogli ocla sua
dentiera
neri scintillanti,
con
la
giald' aiee il suo
parrucchino bruno, veneto
cento
anche
quarant'anni di Roma:
dopo
che
di gesso
essi li
e sembra
quei rottami
tanta
raccolgano con
passione perchè a lui,
se
una
nequizia troptornasse, sembrerebbe
po
disumana
questo sacrilegio.Del resto su
tutte
e Asolo,!
queste colline, tra Bassano
incontrate
lo stesso
sentimento, nei piatrizii,j
nei borghesi, nei
scultore
contadini; e uno
da
toscano, soldato
queste parti, raccontai
di avere
ottenuto
da una
famiglia di conta-i
e
dini
tanto
il dono
dopo
scultore"
—
nientemeno
aver
Come
per
caso
e
che
d'un
uovo,
dichiarato
Canova,
sposto in coro, e dal fondo
hanno
tratto quel tesoro
sol-j
d'esserej
gli hanno
—
d'una
senza
madia
volerne
ri-f
gli
più
il prezzo.
V'erano
marmi
del
Canova,
oltre
che
,ai
106
DURANTE
ad
Possagno,
Gherla
GUERRA
LA
Asolo
nel
Municipio,
Crespano, a
presso
villa
nella
Falièr, la
Zuane
Falièr
Pradazzi
villa
pel quale
a
alla
solo
d'A-
del
dieci
natore
se-
anni
il Canova
leone
di
un
modellò, narrano,
ridice
EuOr/eo, e una
burro, e a sedici anni un
di pietra che
il
ora
viaggiano verso
mezzodì
sdraiati
due
su
lettighe di legno
dal Genio
della
congegnate pazientemente
E di gessi,
n'è da per tut(to,
ve
quarta Armata.
fino a Bassano:
sali:
a dozzine, ev ahimè, colosi protutti «gessi originali» a udire
anche
quello del Napoleone nel
prietariij
cortile di Brera, lanche quello del cavallo
I nella piazza del Plebiscito
di Ferdinando
a
Napoli.
Ma
solo
in
ancóra
K
Canova.
alla Gherla
una
certa
presso
Crespano
intimità
con
tra
s'en-
Antonio
grandi fattorie che egli'
del suo
tellastro
fralasciò a quell'ingordo vanesio
SartoriGiambattista
monsignor
Canova, il quale tanto fece e tanto spese
una
delle
—
dei
riuscì
bei
denari
ad
essere
di
Mindo:
avuti
nominato
in
eredità
—
addirittura
che
scovo
ve-
fastidii,
in partibus infidelip.m.Monsignor
Canova,
a isua
volta, lasciò i beni di Crespano alla
Canài
la quale
graziosa nipote Antonietta
lì alla Gherla
ci appare
ancóra
roton"lettja
in un
e ridente
e, gote e vesti, tutto raso,
vescovo
senza
sotto il
Canova
ritratto
posto idi
107
Grappa
contro
ritratto
buon
un
a
Lica^dipinto nello»
Casa
sfondo.
zo
semplice e luminosa, nel mezbozzo
bell'abdi Uberto sissime
mi
terre, con
di mano
del monsignore
d'un
busto
del Canova;
una
con
spinetta Impero, tutta
bronzetti
intarsi
e
dorati; con
argenterie
teca
con
francesi, da tavola, chiuse in una
della contessa
il nome
d'Albajny,la musa
su
che
nel
1811, quando Canova
maneggiona
Canova
del
andò
Y
Y Ercole
con
sé
da
e
Firenze
a
invano
agli Uffizii,tentò
enere
la
collocare
a
di
sua
dargli
[moglie.
'
L'eredità
Canài
di
casa
delle
restò
Crespano
di
opere
la
Nel-
mani.
buone
tuttora
adorna
Canova
ho
sioni
d'inci-
trovato
—
più bella e illustre
biblioteca
privata» credo, dell'alto Veneto:
del professore Pietro Canài che
la biblioteca
di Padova, alla fine
insegnò nell'Università
e
^portato lontano
in
del
secolo
edizioni
scorso,
di Crusca
raccolta
infinita
greci
libreria
e
la
—
greco
dei
musicale
classici,una
di classici
più tarda,
di manoscritti
Canova,
le
Tutte
mirabili
all'età
riccia
del
latino.
nostri
d'edizioni
latini fino
L'eredità
e
attraverso
una
ziosi.
prea
due
generazioni, era finita in mani degne. Anche
morto, quel gran
galantuomo,, tranquillo
alla
sua
fatica
nel
pieno
che
sole
nella
dèlie
bufere
storia
del
leoniche
napomondo
108
DURANTE
stato
E
fortunato.
Antonio
Canova
ricordarsene
dopo
gno.
Ma
niente
se
l'è
1922,
sventura
monumenti,
nostre,
meritato.
morì
nel
la
alle
paragonate
essere
possono
GUEREA
LA
nel
1822.
anche
lai
[Bisognerà
per
piccola
sua
per
lamjore
tare
riconforPoss'adi
lui.
massacrato.
Tiepolo
1918.
marzo
c'è
Se
e
dalla
lontano
vita,
Fu
Tiepolo.
in
i
cittadini
suoi
la
che
[naparte
la
tarlato
corre
e
Dea
Il
più
E
la
lo
fantasia
?mana'j
mentre
Raffaele
in
ci
il
gelo
Bo~
dorato
il
e
guerriera,
età
e
composta
in
lui.
Tiepolo
fa
erano
Il
—
Mengs
in
setti-
una
è
veduto
ticato,
dimen-
immortale.
rimane
tizia
le-
troppa
—
immortale?
volle
onore,
Napoleone
rimbellettata,
volo
appena
questo
Mengs
Certo,
e
che
quello
ma
Tra
subito,
diceva:
giorno
un
rassegnati.
nell'arte,
rinnegò
Winckelmann
teatrale,
trono
nuova
almeno
Ragione,
in
dal
repubblica
anno.
musica
di
giù
gitterà
classica,
o
neziano,
ve-
d'apoteosi
d'allegrezza
nascita
vecchia
un
tutta
la
e
tista
Giambat-
pittore
gloria
spensierati
morte
sua
lui,
grande
turbine
un
è
una
con
sia, opere
e
guerra,
l'ultimo
abbagliò
fittizia,
sembri
che
pittore
un
un
(a
secolo
a
ricongiungerci
della
pittura
polo
Tie-
rimettere
a
lui
verso
attra-
neoclassica,
a
110
DURANTE
ritrovare
moto
la
LA
GUERRA
veneziana
tradizione
voluttà
luce
tutjta
colore, conservata
intatta solo nella chiusa Inghilterra durante
il cataclisma
napoleonico, e dall'Inghilterra
lentamente
risvelata
alla Francia, e dalla
Francia
mai
riapparsa a noi, poverissimi ored ignoranti delle nostre
glorie tanto
da non
riconoscere
in Reynolds, in Gainsborough, in Bonington, in Turner, e anche
in Delacroix
i nipoti o pronipoti
e Manet,
eredi s'era
a tanti
(ilpatrimonio attraverso
di Tintoretto
assai suddiviso) di Tiziano
e
di Veronese
di Guardi
di Tiepolo e
e
e
e
Ma
di Canài.
sarebbe
storia
una
lunga; e
oggi, a disegnare certi alberi genealogici, si
accusati
essere
o
d'indulgere
può anche
alla
moda
alleanze
delle
anche
Restiamo
al
del
1915
Tiepolo,
notte
chiesa
sulla
isola navata,
e
degli
distrusse
ne
il 1743
e
il 1750
stendendo
l'intonaco
sopra
due
legno
o
:
a
trecento
dirla
in
metri
ottobre
nezia
a, Ve-
cadde
che
tutta
aveva
un
breve
canto
ac-
tario.
involon-
il 25
e
Scalzi
ch'eglitra
di
delitti.
austriaca
bomba
una
d'arte:
martire
il 24
tra
perialismo
dell'im-
ideila guerra,
cronaca
povero
fare
di
o
critica
nella
nella
Nella
e
ha
la
una
vòlta
affrescata
leggero graticcio
cana,
all'ameri-
quadrati di pit-
112
DURANTE
la
Forza,
d'ermellino,una
za
in
e
ai
e
mano,
LA
GUERRA
quest'ultima ammantata;
in testa,uno
scettro
corona
leone
incatenato
e
piedi un
fluviale
—
che
un
dio
La
Fede
bionda,
occhi
la
doveva
di
vestita
d'un
carezza
il Piave.
essere
gli
celeste,su-
raso
velo, nella
destra
nella sinistra un
e
enorme
lunga croce
seduta
messale, era tra pingui nuvole
sopra
elefante
teatro:
finale
di
un
bigio. Puro
ballo : arpe, flauti,clarini,e timpani, e violini;
e
tremoli, mordenti
chettate
picvolate, trilli,
i
tutto
il settecento,la cui arte
e
cui costumi, se non
si comincerà
studiarli
a
dalla musica
mai
e dal
saranno
teatro, non
a spiegare agli autorevoli
capiti.Ma andate
professori i quali seggono
sull'insegnamento
delle arti in Italia anche
oggi ostinatamente
denominate
stica
realibelle, che la monotonia
le beghe di
la cecità delia fantasia
e
e
pendere
didei nostri
tecnica
pittori possono
pura
una
anche
scuole
Ni
d'arte
dall' umile
guarderebbero
maglia rosa
Superiore.
Dunque,
di
che
nelle
s'insegna più scenografia.
non
introdurre
fatto
scandalizzati
ballerina
una
dentro
una
anche
su
grazia
e
seduta
come
della
del
se
Scala
leste
vo-
in
Consiglio
racolo
questo abbagliante mid'eleganza cadde, il 26
Tiepolomassacrato
E
in
1917,
del
novembre
due
in
113
granata
una
il miracolo
ore
era
ria.
incendiasvanito
i tedeschi
di
austriaca
capitò la bomba
deputato di
degli Scalzi, un
sul
Non
cenere.
lo
sapevano
Quando
là?
Tiepolo
gentilmente
dichiarò
mirato
aveva
che
alla
non
nezia
Ve-
il bombardiere
chiesa,ma
alla
è noto, noi
stazione, perchè, come
La
italiani siamo, prima
di tutto, buoni.
è vicina, sì,alla privilla Berti di Nervesa
ma
è bene
linea sull'arginedel Piave:
ma
iafTermare che
a
scegliere per quella villa
deserta
proprio delle granate incendiarie,
dev'essere
il
occorso
agli artiglierinemici
maligno consiglio di qualche loro sapiente,
solo eranon
no
perchè la villa e quell'affresco
ai dotti tedeschi, ma
noti notissimi
da
un'altra villa di Nervesa, cento
metri
di là
dalla villa Berti
la villa Volpato poi Paprati
nigai
gli affreschi furono, anni fa, com-
vicina
—
—
e
staccati
al Museo
han
per
di Berlino.
portatiin esilio
Insomma, quel che non
essere
potuto rapire, hanno
tedesco, e anche,
è vero,
distrutto:
dei
metodo
teppisti d'ogni
paese.
Cercammo
sùbito
di
salvare
i mobili
e
i
quadri delle stanze vicine. Tutta la sala del
primo piano incendiata
era
sprofondata sul
piano terreno ; un'ala della villa il giorno
E il nemico, che
idopo jardeva ancóra.
soOjetti.
I nani
tra
le colonne,
8
ÌÌ4
DURANTE
LA
GUERRA
spettava quei tentativi idi salvataggio, appena
sbucare
vedeva
un
autocarro
o
dere
schiu-
persiana, tempestava sempre
più
perchè tutto,proprio tutto,,andasse,secondo
della sua
i desideri
cultura,distrutto. Spento
alcuni
l'incendio,sopra una
parete rimasero
lembi
sbruciaochiati
d'un buon
che
lafiresco,
di mano,
del Tiepolo, e che
certo
non
era
del g\o\nf\a^
Firenze
a
raffigurava l'Entrata
loniere Pietro Soderini.
Il generale Caviglia,
che allora teneva
quei paesi con le sue truppe,
una
soldato
austero
e
taciturno
dell'arte
ma
appassionato e studioso, volle (a ogni
salvare
gloriosi.Mandare
quei brandelli
un
Egli
in
di
restauratore
inviò
di
tempo
dallo
uscito
di
Fattori:
Firenze
a
pace
studio
battaglie
lo
inviò
—
costo
là
follia,
professione era
un
suo
artigliereche
è
è pittore, e che
anzi
del nostro
tore
maggior pitdallo
con
studio
l'ordine
di
Giovanni
d'imparare
si distacca
sco.
affreun
pochi giorni come
E
l'artigliere
tornò, istruito. Dovettero
palco, di notte, per arrivare^
costruirgliun
raffica
fin lassù; di giorno, ogni tanto
una
colle ,,e dei
il lavoro
delle
interrompeva
veli; allora, giù dalle scale malferme, a
precipizio; poi, di nuovo
su, cautamente.
Basta : oggi, quel che
è in salvo
restava
a
Pisa.
Fu
lo stesso
generale Caviglia a inidicarmi
delicato
un
dipinto, in toni di rosa
in
lift
Tiepolomassacrato
e
setta
d'ambra, del figliodel Tiepolo, nella chietentrione
setdi Merlengo, pochi chilometri
a
Treviso
anche
pinto
di
e
:
questo diè lontano.
ora
Ma
l'odissea
non
Tiepolo in guerra
finisce
qui. I Tiepolo di Udine, dal 1915
diventati
vano
erano
popolari. Ormali li conosceche prima
e gli alleati,
tutti,gl'italiani
del piaggio 1915
bene
non
quali
sapevano
italianissime
—
d'Italia
terre
col bizzarro
Museo
del
'nome
/
di Friuli. La
Deputati di
chiamassero
si
bella tela delf
Udine
davanti
al
di Malta
l'avevamo
^Consigliodell Ordine
Vecchio
in
Palazzo
portata [aiFirenze
per
del
la Mostra
vamo!
Ritratto, nel!' 11, e ve V averestaurata
s'era]
e rintelata
: e quella,ìsì,
goduta in molti, per molti mesi, tanto che
catezza
Pierpont-Morgan ci chiese, con
quella deliche
il suo
non
era
miglior pregio,
il Municipio dì Udine
se
glie la poteva
struito
coegli avrebbe
vendere, che in cambio
scuola o un giardino,
per la città una
scelta
a
Quella, e Y Angelo, dell 'Apocalisse
di Sales, del Museo
e il San
vico,
CiFrancesco
—
han
Ma
del
son
passato l'Appennino
rimasti
per
forza
lassù
da
un
anno.
gli affreschi,
palazzo vescovile, dipinti dai lui per il
il 1733
tra
il
e
patriarca Dionigi Dolfin
il7 3 4, }e l'Assunta, anche
fitto
sofa fresco, sul
della Purità,,aìcican
to al Duomo,
dipinta
116
per
DURANTE
£1 patriarca
LA
GUERRA
Daniele
Dolfin
nel
1759,
gioia di
dipinta ieri ed è tutta una
sul cielo. Ma,
rosea
e
(giovinezza bianca
lassù
un
quello che più duole, è rimasto
l'altare
della Vergine^ sulaltro Tiepolo, il quadro
dove
di quella cappella. Adesso
.sarà?
verno
Quanto si fece e quanto si disse, nell'indel 1917, per convincere
nati!
quegli ostiIl senatore
di Prampero,
della
capo
è un
nerando,
patriota veFabbriceria, che pure
Ci
un'offesa.
protestò come
per
che
par
scrisse
«inutile
fine
ufficialmente
iche
la
domanda
era,
intempestiva, attesa, la prossima
e
ideila
Né
guerra».
si ottenne
altro. E
adesso, ad .avere pur troppo ragione contro
sfatti
soddiquella candida
fede, ci si sente non
In
in tumulto.
ma
mortificati,il cuore
del
quella piazzetta silenziosa, a destra
Duomo, eli contro
agli olmi, s'alzava, chiusa
tra
due
facciata
la
case,
di
settecentesca
delfini
di pietra
due
quella cappella, con
che, intrecciati sull'alto della porta, ancóra
tenevano
stati
un
po' dell'oro di cui erano
secolo
adornati
un
e mezzo
prima: e tutta
la facciata, inferriate,porta, finestre, era
a
un
gioiello,signorile e discreto. La casa
destra
vecchio
so
la
che
aveva
ancóra
affresco
santo
in
litania,pagine
dentro
una
quattrocentesco
trono....
e
Si
pagine,
nicchia
con
un
non
continuerebbe
con
l'illusione
117
Ticpolomassacrato
di
nel
consolarsi
Udine,
ora
casa
per
povera
il
per
Udine
nostra:
Ma
Anche
bella
gioverebbe
è azione, e
non
s'ammazzano
non
villa Stefianeo
una
amata
a
ai
niente,
sospiri
austriaci.
confine, nella
ve
Pinzani, a Crauglio, do-
al di là del
era
strada,
veduta, posseduta,
e tanti
mesi,
l'abbiamo
né
non
rimpianto
anni
tanti
per
tutta;
^strada, per
casa,
iamata
fissar
per
quale l'abbiamo
ora,
abbastanza.
che
ricordo,
scala
vecchio
settecentesca
con
ghiere
rin-
due
squisiti,(avevo veduto
affreschi
in una
dj\
sala, il Convito
gran,
ai piedi di
Cleopatra e i Figli di Dario
to,
Alepsamìro),attribuiti al Tiepiolo,[ma, di fatsolo
pallidi e irrigiditiricordi di quadri
di lui su quei temi. (Un Colpito, di Cleopatra
del Tiepolo era
troburgo,
all'Ermitage a Piev'era
di lui un
e
anche
Mecenate
che presenta le Arti ad Augusto. Dove
ranno
sae
stucchi
finiti? E
il bozzetto
fUrite, e j. disegni della
del
Tripnfo d?An-
raccolta
Sartorio
a
Trieste?) "l
Un ^altrorischio
polo
mortale
il Tieha corso
coi suoi
villa
nella
grandi affreschi
Cordellina
a Montecchio
Maggiore, presso
Vicenza: una
villa abbandonata
alla polvere
e
ai
ragliateli. Nel
Colleoni
aveva
di Vicenza
1905
chiesto
che
il conte
Guardino
nale
Consiglio Comuquelli affreschi già deal
118
DURANTE
periti fossero
salvati
LA
GU.EREA
stacco.
prudente diFinalmente
dopo dodici anni, il governo
ascoltato
freschi
ha
quel consiglio, e gli aftano.
stati strappati e portati lonsono
Pochi
giorni dopo, per un'esplosione
casuale, gran parte di quella villa!rovinava.
A
dire
solo
con
un
dei
viaggi che per la guerra!
che
h;anno dovuto
fare, in carri,autocarri, barin casse
o in gabbie ovvero
e treni,chiusi
cilindri
arrotolati
di legno i Tiepolo dì
su
di Sant'Alvise, la Sa[nil Cristo
[Venezia
VAnna
in Santa
iMaria della Fava, V Adoradel bambino
nione
zio ne
in San
Marco, la Comudi Santa
Lucia
tai Santi Apostoli, la
ai Gesuati, la San\V\erginee le tre Sante
dell' Accademia,
f E lena
e i
Tiepolo di
Verona, di Desenzano, di Verolainova, di
Vicenza, di No venta
Vicentina, di Eassano,
di Sacco,
di Padova, di Chioggia, di Piove
di Rovigo, di Este
(la grande Saluta, Tecla
libera
è forse,
che
la città d\alla^
peste non
cato,
la veemenza
tragica e pel colore affoper
del Tiepolo ?),"
la più bella pittura,
sacra
di
e
ajdesso ianche i Tiepolo di Milano^
e
Bergamo, si scriverebbe
più d'una pagina.
Ma
fiumi
a saperli al sicuro, molti
e molti
fra essi e il nemico, non
monti
cessa
scia
l'angoperchè a Milano, a Verona, a Vicenza,
—
—
120
DURANTE
altare
ideila chiesa
di
Mestre, la grande
V Antonio:
vestito
GUERRA
LA
Mirano,
di
Miracolo
tela del
il santo
alto
di nero,
la destra
e
Padova
tra
e
$a,n-
bellissimo,in piedi,
alzata
il
contro
cielo, la bocca
nella
di
intriso
che
madre
e
con
il pro(aperta a comandare
digio,
cencio
co
biansinistra,sopra un
del gioil piede mozzo
vane
sangue,
quel piede
pentito
se
colpo di accetta
quasi svenuto;
un
l'era
; il
aveva
tagliato da
giovane
la [madre
sua
percosso
a
terra
sé
con
gue,
esan-
pallida,
genuflessa,le due braccia
aperte a implorare
il taumaturgo : tutta
quella tragedia di
di bontà
crudeltà
e
appariva e spariva al
che
i preti alzavano
lume
dei ceri
a farci
volto
svaniva
nel buio
e l'altro
luce, e un
i giorni
(s'affacciavain un
lampo. Erano
neri
in cui l'Italia sembrava
clinato
un
piano inin ritirata fatisul quale l'esercito
casse
della folla
ad aggrapparsi ; e gli animi
erano
sospesi sopra un abisso. In quell'amputato
che, sùbito
dopo l'atroce peccato,
le sue
s'era pentito e punito con
mani; in
tutta
dolore, senza
quella madre
rancore;
il popolo
accalcato
in
che
quel miracolo
scarna,
fusamente
conaspettava, tra il sangue, tutti sentivamo
e
un'allegoria tremenda
pietosa,
il riflesso
—
dal
E
cuore
il
carro
dell'angosciache
ci traboccava
colmo.
che
portava il Mimeolp
quando
Tivpolo
sullo
giunse
la
stradale
d'uomo,
passo
che
nella
inotte
luce
la
si
silenziol'ombra
verso
fanali
diei
due
tra
fangosi
faccia
la
avanzava)
nera,,
curvi
torcevano
(appena
Padova,
di
sbandati
di
colonne
121
massacrato
nel
frugava
loro
gregge,...
pagine
Queste
rivincita.
La
prevedevamo,
le
sia
Tergine
del
portata
da
Speriamo
restituita.
più
dorato,
collocato
in
stile
scritte
state
sono
che
davanti
gotico
Tiepolo
Udine
il
sette
stata,
era
a
Vienna.
di
vescovo
quell'orrendo
del
1900.
mesi
Udine
facilmente
come
Ma
della
prima
è
sùbito
stata
ordini
tabernacolo
che
non
di
gno
le-
III.
L'ARTE
E
LO
STATO.
palazziche
I
più del Re,
sono
non
1919.
settembre
Sì,
crollo
questo
ed
bell'atto
un
bel
un
vale
primo
(perchè
e
di
Napoli,- di
il
ama
La
ogni
avanti
vita.
nuova
il
che
S'ha
pratici
essere
una
addolorati.
popolo
di
e
ora
ria,
sto-
dietro,
in-
non
costruire
a
Ma
ficile
è dif-
d'ogni classe^
no,
d'ogni partito, il popolo di MilaGenova, di Firenze, di [Venezia, di
anche
da
guardare
iassise
nuove
niti
atto-
millennii
conclude
gionale,
re-
ci lasciano
questi anni
in
occorre
impedire
e
e
bisogna
che
alle-
vita
nostra
dirlo?)
che
secolo
un
che
su
della
Ma
tradizioni
di tante
momento
non
ripetere
esempio.
secoli, ."questo colpo
più cospicue
al
beli'
un
improvviso
jabitudini' di
memorie
e
noi
Palermo
suo
dove
Re:
Parte
e
e
chieda
E
—
ad
andrà
burocrazia
ignorare
si
la
il
appunto
il Re
quando
chè
perrà
ver-
abitare?
parlamento
storia
o
almeno
possono
consi-
126
LJARTE
derare
LO
E
STATO
me
quadri e sculture cosemplici «voci»1 d'una
guida o numeri
d'un
Che
l'arte sia stata dovunque,
museo.
anche
di govere specie in Italia,
un
mezzo
no,
!peipontefici romani
baudi,
quanto pei re sagarchia
pei liberi comuni
quanto per l'oli-
monumenti
e
_
veneziana:
parlamento
riescono
da
il
Ma
ministerHnè
né
questo
pire.
cinquantanni a casente, e qui sentirei
popolo lo
vai più che
capire. Se Vittorio Emanuele
secondo
arrivando
a
Napoli il 7 novembre
ze
1860, due mesi dopo Garibaldi,,e a Firenil 10 febbraio
1865, e a Venezia, il 7 no-i
in prefettura o all'alber
vembre
1866, fosse sceso
in
o
salire
a
accolto
Reale, sarebbe
dall'uragano d'applausi
tutte
un'ora
tanti
il ricordo
reggia
del
tutte
di
fu
tre
re.
le
timori
tante
Vaticano
E
che
città
e
tanti
e
egli
iche
che
stato
lo
colse
ac-
disperse
malumori
e
delusioni?
Entrò
nella
autorità
avrebbe
fuori
l'augusto prigioniero
di
sé
?
stesso
Le
e
e
che
invece
amico
Palazzo
in
in
d'un
casa
ville
già
reali,jsì,,
la
durante
guerra
erano
ai
state
date
quasi
mi,
feriti,agl'infer-
convalescenti^ai mutilati di guerra.
E giusto ed è logico che, con
ferme
tutele)
restino
esse
pei tesori d'arte ivi custoditi,,
dei
coi
loro
tenimenti
all'Opera nazionale
ai
combattenti
o
a
quella dei
mutilati
Quan-
128
l'arte
più traslochi
ranno
raccolte
che
di nuovi
ie
lo
e
e
stato
di
ampliamenti
di
creazioni
chie
vec-
lerie
gal-
nuove
musei.
,
iMa
anche
che
è certo
traslochi
e
qualche
di
e
per
per
menti
questi ampliazione
questa forma-
raccolta
nuova
ranno,
occorre-
danaro, poi
tutto, molto
molti
uomini:
ancóra, cioè, altro danaro.
E allora il Governo, cioè il Ministero
delle
Finanze
da
cui dipende il demanio
anche
della Corona, poiché questo danaro, da destra
l'han pur
da sinistra,i contribuenti
o
studiare
da pagare,
doveva
non
questo problema
con
maggiore prudenza politica?Non
era
meglio procedere per gradi, far cessioni
totali e non
cordarsi
parziali e non
simultanee, acle autorità
comunali
e
con
ciali,
provinle quali sono
in fondo
le vere
sitarie
depodi
prima
eredi
anzi
regionali?
italiano
Reale
poi
mosaici
di
Belle
La
dello
della
Ruggero
a
di Palermo
Stato
;
e
Pitti.
Adesso
Stato
lo
Giusto.
Ma,
lermo,
prima di Pabasta guardare
i
della stanza
e
E
il Palazzo
ancora
lazzo
Pa-
l'amministrazione
delle
di tutto
del;
prima
dei pròproprio bilancio,dei propri istituti,,
prii uffici,ie delle proprie idee; poi di
Arti
terrà
conto
dizioni
tra-
è
convincersene.
per
Firenze
si chiama
a
e
tutto.
cappella Palatina
Reale
delle
e
monarchia
innanzi
vanno
il Palazzo
diritti
dei
I
diritti del
quei
E
a
palazziche
più
sono
della
e
comune
del Re
quando alla fine si sarà
i Comuni
questi legittimidiritti,
il Re....
lei,non
che
il Palazzo
consideri
è
tutti
129
provincia.
anche
Si
inchinata
r
di
Reale
zieranno
ingra-
Venezia
dopo palazzo Pitti il più illustre di
L'ala
sulla
questi palazzi scoronati,
Piazzetta
piazza,
coi
tre
è l'antica
Sansovino
tornerà
da
archi
svoltano
che
Libreria
e
la chiedeva
la Marciana
potrà
Essa
Marciana
la
Casa
alla
così
copo
Ja-
da
il 1548.
alla Biblioteca
anni
sulla
costruita
il 1537
tra
certo
quale
e
non
Reale,
in quelle
Tiziano,,
esporre
sale
stupende, sotto le pitture di
del
Tintoretto, del Veronese, i suoi cimelii più belli e più rari, compresi quelli che
s'è fatti or
restituire
dall'Austria.
ora
Ma;
la fabbrica
posta tra la piazza e il giardino
sul mare,
il quale aperto al pubblico dovrà
affidato (alComune, ha più di quattroessere
cento
Se
stanze.
al Museo
lontano
ne
Civico
potranno
Correr
e
angusto
livi[do
Il Comune
se
Ojetti.
I
nani
una
adesso
Napoleonica
soffocato
Fondaco
di Venezia
Farsetti
costruita
tra
che
le colonne.
non
sala
decorosa
otterrà
to
duecen-
negare
la
dei
ha
di
chi?
Tura
palazzo
mento,
ricevi-
sontuosa
dal Soli nel
nel
ora
1810
sala
le
e
9
l'arte
ISO
lo
e
stato
nore»
«palazzo d'odegno d'una" città che resterà regale
sotto
ogni regime. E attiguo a quella sala,;
seo
Correr, il muiavrà,col trasloco del museo
delle sue
armi, dei suoi costumi^ delle
E vi sarà
storia.
sue
industrie, della sua
del Risorgimento, ie
pel museo
posto anche
della Basilica
Marciana
magari pel museo
di soffitta.
oggi imprigionato in stanzucce
ariose
Ma
stanze
vicine, avrà
l'amministrazione
vorrà,
all'esausto
chiedere
cànone
delle
locali
tanti
per
un
che
Belle
ormai
Comune
Arti
son
d'affitto? A
a
Firenze.
Già
al
suoi,^
veneziano
rigor di logica esso
dei
spetterebbe all'Opera nazionale
Così
non
primo
un
anzi
battenti.
Com-
piano
di
sari,
quale, per dirla' col Vasi può immaginare
né più bella
«non
dal
né
che
e
più magnifica architettura»
1550
la dimora
è stata
di chi ha
regnato
tro
sulla
Toscana, nei saloni affrescati da Pie-
Palazzo
da
Pitti
Cortona
la
del
e
da
Bernardino
Poccetti
è
galleria palatina, correntemente
la galleria di Pitti, celebre
chiamata
net1
mondo
anche
perchè è la sola pinacoteca
dove
ancóra
su
parati di seta
d'Europa
so
fastoi quadri sieno disposti ad ornamento
fondi
che su
di sale principesche invece
d'un ordine
neutri
ad obbedienza
razionale,
cronologico o critico. La Sovrintendenza
per
esposta
I 'palazzi che
le
;
Gallerie
trasformati
iio
italiana:
di
la
Elisa
mobilia
potrà
di
più beli' «impero»
conosce
che
cordo
vantare., in rici'E tr uri a, una
raccolta)
che
«imperò» degna
del
chiesto
della
museo
un
Regno
mobili
chi
in
museo
del
131
nacote
aggiunte a quelle della pigli appartamenti del Re sie-
che
e
del Re
sùbito
ha
toscane
sale siano
nuove
più
sono
non
candida
stare
al
francese.
stanza
da
fronto
con-
Solo
di
bagno
B
sobria
e
aciocchi, sa che pura
zia
graquello stile abbia
raggiunto in Italia.
In
piano e al secondo
questo primo
tranno
pofinalmente
essere
appesi gli arazzi
fiamminghi, francesi, italiani,tedeschi, oggi1
arrotolati
accumulati
all'ultimo
e
piano del
Museo
edificio
Archeologico. Nel minore
settecentesco
Meridiana
della
sere
potrebbe esaccolta la squisita e poco
nota
galleria
Ma
fiorentina
d'arte contemporanea.
v'è qui
d'arte
monumento
un
italiana
che
tutti dimentican
nelle
precipitose e contradittorie
domande
di questi giorni: il gran
giardino
di
simo
CoBoboli, primamente
disegnato per
nei 1550. A chi affidarne
primo dal Tribolo
la
Al
difficile
Comune
di
al
alla
avrà
Firenze
e
ai
così
l'uguale.
conservazione?
costosa
il
giardino detto
passeggiata
Colli,formando
non
e
traverso
quale potrà, atBobolino, miirloi
giardini
un
parco
del
che
viale
per
dei
arte
132
l'arte
custodire
per
li
troverà,
Così
Milano.
Al
Firenze?
Palazzo
Reale
di
no
Mila-
Municipio pensò di trasferire
uffici,m;a la spesa ingente per
stessi
al
adattare
nuovo
fece
stanze
Lo
si
Castello
moderna,
abbandonare
riprenderà.
favorevole
alla
Villa
la
trovare
a
Reale
quale
una
saloni
tanti
uso
allora
dichiara
davvero
di
volta il
una
si
i fondi
giardino siffatto,dove
dello Stato,
meile casse
un
Comune
a
fa. Ma
secoli
tre
non
se
lo stremato
isuoi
le
il Chiabrera
cantava
stato
albergo di "regi
stagion.festose,
Pitti
Per
lo
e
Lo
sale
quel
stesso
la Galleria
e
segno.
di-
sindaco
trasportare
dal
d'arte
potrebbe
esteticajmente più
galleria
sede
e
non
Pollak
dal
quelle sale costruite
e decorate
proprio dall'Appiani e dall' AlberVilla! Reale;
lolli. Praticamente, però, nella
le sale per appendere
molte
sono
quadri, e:
luce?
per appenderli in buona
di Milano,
Ma
queste cessioni al Comune
di Firenze,
al Comune
di Venezia, al Comune
state fatte direttamente
sono
perchè non
la
della riconoscenza
dal Sovrano^ cosi che
città andasse
tutta a lui,,
senzia
indugi e
adatta
di
discussioni
senza
la
senza
intermediari
talmente
? Fa-
erediteranno, com'è giusto
storia,i quattro quinti di questi!
i Comuni
per
e
I
palazzi
adesso
Reale
Speriamo
che
in
Napoli
Palermo
l'uso
il Museo
le
Intanto
in
piano
e
si fondi
il
pure
cipio
prin-
coimpjiutoper5
fare
si dovrà
dei
in
saranno
loro
lazzi
pa-
ogni
città
punti
che
dispute lunghe.
alcuni
fissare
macchinosa
novità,
di stupore
dovrebbero
non
Uno.
esista
logico
momenti
primi
nacoteca
Pi-
lavoro.
occasione
credo
è bene
questa
alla
e
temporanea.
galleria d'arte cone
Napoli, per Genova
reali. I desiderii
e
il
vera
per
adesso
dice
Nazionale
dispendioso
questa
non
un
che
molti
perchè
c'è chi
Biblioteca
alla
una
Ma
di
133
allora
Napoli
locali:
i suoi
per
di
liberi
lascerà
a
del Re
E
cittadini.
trasferito
sarà
anche
più
sono
non
istati dimenticati?
Palazzo
quale
che
giardini
e
sono
Nel
che
palazzi
Costituire
essere
da
fin
di
e
sti
que-
sione,
confu-
dimenticati.
in qualche
ogni città1,
sala di questi palazzi, un
della momuseo
bilia
della
città e
italiana,ricca e povera,
della
campagna.
esiste solo
nelle
per
e
stimare
E
una
lacuna
che
ormai
pubbliche raccolte
l'infingardaggine dei nostri
per
l'accademica
degne
maggiori. B un
secolo
in
che
di museo
voto
inutilmente
e
abitudine
ne,
italia-
steri
Minidi
le arti così
ripete da
che
si
che
adesso
non
non
dette
mezzo
si può
l'arte
134
gittare nel
più
della
mancanza,
la
per
storia
È
e
stato
lo
col
cestino
di
delia
bisogno
locali.
vita
facile
R
una
del
e
pretesto
necessità
costume
liano.
ita-
l'insegnamento pratico
dell'arte industriale
una
o
meglio, con
aggettivi,dell' arte la quaparola sola senza
le
infatti da (Stoccolmaa Vienna, da Monaco
a
Bruxelles, ha progredito soltanto dove ha]
di questi
il consiglio e il soccorso
trovato
s'è spenta
musei
da noi s'è immiserita
e
o
appunto perchè le si è finora negato quel
un
per
soccorso.
j
Due.
Dare
i locali
monumentali
non
feribilme
pre-
scuole
e alle
(agl'Istituti
fessionali
prod'i tutto a quelle d'arte
e prima
Di queste scuole
industriale.
tutti parlano e
si (occupa.
città (ad esemIn alcune
pio,
nessuno
a
Firenze) l'Istituto d'arte decorativa'
è senza
si sa né come
casa, e dovrebbe, non
né dove, trovargliela il Comune.
Tre.
abbellire
i
Difendere, mantenere,
giardini di queste ville e di questi palazzi
minuta
rando
con
ogni più assidua
cura, considefinalmente
l'arte del giardino e l'architettura
dei giardini (che è nata
in Italia
e
che
fa
s'è
anche
di
nelle
fino
nostre
a
meno
d'un
Accademie)
colo
seme
co-
degnissima di stare alla pari
l'architettura degli edifici,anzi capace
questa nel gusto dei colori e
superare
un'arte
con
insegnata
l'arte
136
il
e
stato
lo
dei
suoi
generali a
di rifiutarsi
a
compiere
sloggiare? Prima
che
è di vano
non
ossequio
questo dovere
il Governo
di meditata
ma
riconoscenza, misuri
il pericolo vicino
di cone lontano
tinuare
trascurare
a
così, in questi torbidi
profondi i
giorni, proprio quei sentimenti
bondanza,
nell'abcome
quali soltanto, nella carestia
d'un
nazione.
fanno
popolo una
invitare
Destinare
Sei.
una
due
o
ville
a
mora
di-
sti,
quelli artimusicisti, scrittori
italiani,all'alba e
della loro carriera, che non
biano
abtramonto
sia
al
amato
più
mezzi
al loro
di
temporanea
pure
.trovare
per
lavoro
ansioso
asilo
un
o
alla
loro
di
vita
pace
sagiata.
di-
seria
minella
giorno è morto
Ceccardo
Roccatagliata Ceccardi.
gi
OgBaccelli ha dovuto, con
il ministro
una
mito
Geprontezza che l'onora, dare a Vincenzo
modesta
una
pensione che gli sia di'
viatico nella vecchiaja. Questi casi sono
più
frequenti di quel che pensino il pubblico
il parlamento distrattissimo,andistratto
e
che
perchè chi soffre e s'è fatto coll'arte
onorevole
un
nome
sua
preferisce spesso
L'altro
di
morire
un
Gli
soccorso.
francesi
ville
mentre
al chiedere
fame
o
spagnoli
sontuose
ai
stessi
sul
l'elemosina
giovani «pensionati»
vivono
Pincio
pensionati
di
nostri
a
e
Roma
sul
sono
in
due
Gianicolo,
attribuite
isolo
poche
è,
credo,,
civile
cento
nel
scrittore
uno
Sette.
Re,
savie
Otto.
e
ferme
Far
Ripetta
il
bilancio
di
solo
Belle
una
zione
na-
iscritte
siano
non
sono
e
:
delle
soccorrere
meno
nem-
artista
un
o
bisogno.
dentro
è
compiuto
Ricordarlo
stituto
dell'I-
bilancio
lapide,
una
con
che
137
nostro
Ricordare
villa
Re
topaja
via
a
per
in
cospicuo,
del
nella
quale
lire
del
più
sono
Arti
Il
fortunati.
'Arti
non
stanzucce
Belle
di
i
che
palazzi
I
palazzo
ciascun
del
stata
a
dieci
presto.
di
Re,
dalla
con
lui.
go
luo-
Un
e
questo
mesi
possibilmente
parole
in
scuna
ciaatto
ria.
vittole
stesse
I
quadri
loro.
casa
a
1919.
maggio
Il
del
Consiglio
12
ha
maggio
Governo
mandato,
l'iaveva
collocata,:
dal
altari
sui
loro
di
San
altari
«il
degli
storia,
jalle
Dopo
di
battaglia
quanto
loro
sedi».
che,
almeno
può
dire
si
il Comune
Ogni
volta
l'Accademia,
volo,
le
di
torno
ri-
Parte
ie
e
veniente,
con-
ne
la
graziato
rin-
sia
Venezia.
seconda
passione
tesi
con
deln
sala
all'Assunta
gli occhi
e
col
l'Assunta,,
E
;"
turale
cul-
e
possibile
vinta,.
nella
davanti
l'impeto
è
per
per
di
che
braccia
artistico
pregevoli
per
per
architetture
riordinato
venga
salti,
Ba-
dal
anch'essi
loro
patrimonio
oggetti
Tiziano;
dipinti
tornino
le
al
torni:
quadri
Bellini
Giobbe
Venezia
di
la
dal
del
invito
dove
i
sera
Tiziano
Frar;i
dentro
infine
perchè
di
perchè
Carpaccio,
tre
solenne
un
dei
maggiore
la
proposta
su
P Assunta
perchè
sulPaltar
Venezia
di
Saccardo,
consigliere
per
comunale
rapita
al
ih
vedevo
cielo,) ri-
cui
tutto,
1
quadri
a
loro
casa
139
gli apostoli,gli angeli, e perfino la luce più!
e più chiara, la spingeva
verso
l'empireo^ e
le ritrovavo, invece
della vertiginosa
sopra
lucernario,
altezza dell'ab side dei Frari, un
beffa
basso
una
a
come
quell'estasi,tutta;
del
la miseria
nostro
Carlo
documentata.
piatto mi
secolo
Ridolfi
riva
appa-
metà
a
del
quanto Tiziano
alle figure di quel dipinto
dare
s'affaticasse
a
statura
una
corrispondente alla va^
narrando
seicento
stità
del
e
come
tempio, scrisse
delle ragioni di
che
i frati
si
vinsero
con-
quando le
lodare
dall'ambasciatore
udirono
le.
imperiaE aggiunse saviamente:
«Poiché
gli uo-"
si accomodano'
così facilmente
mini, non
l'autorità
alla ragione se
vi si franinon
Il voto
imette».
può
commentare
oggi
ialla
più:
se
Venezia
di
le stesse
romana
si
parole.
derà
s'accomo-
ora
ragione.
no,
ci
impiegheremo
si arriverà
ma
Comune
con;
la burocrazia
Anche
E
del
solo
lui
lo stesso
di
quando
restituire,
(saranno sì e no
opportuno
galleriao
dieci
anni
al nostro
sia
di
posito
pro-
possibile ed:
dieci
d'un
su
cento
museo), i
alle chiese
ai palazzi
e
dipinti e le sculture
pubblici e ài pubblici luoghi pei quali gli
artisti l'hanno
pensati e creati, adattando
fin dal primo segno
a
questi luoghi le proporzioni,
le luci,,
* colori, le stesse
figure
«numeri»
d'una
l'aetb
140
stato
lo
e
Questo è infatti
quei dipinti e sculture.
il vero
d'arfe; solo così
rispetto dell' opera
il pubblico intende
che l'arte non
è un
letto
didi pochi raffinati né un
gioco di pochi
un
eruditi,ma
piacere e un conforto
per
ricchezza
bel
di tutti come
una
un
tutti,:
cielo o l'amena
veduta
d'un
paesaggio ; solo
così si riconduce
l'arte tra
il popolo
con
delle
e
qualcosa di meglio delle conferenze
che
l'arte,
'proiezioni; solo così si prova
deve
mescolata
alla nostra, vita,non
essere
di
nel
che
l'artivieto
sta
e vuoto
senso
povero
nel
solo ritrarre
deve
la vita, reale, ma
(che
senso
da
in
chiesa
della
averlo
fede
sua
una
vivia
cosa
ospizio,
renità
irraggiante energia seEd è una
gloria della
amore.
cattolica
è
carcere
un
vivo
un
corpo
fede ed
bella
cosa
chiudere
non
è
una
o
compreso,
a
e
in
un
ad
vantaggio
zione
esaltadel
suo
(dominio.
Idee
si
come
parole che ormai
sono,
dice, nell'aria,più forti d'ogni opposizione,
più sonore
d'ogni sordità. Già da mesi, ad
esempio, Giovanni
Poggi, soprintendente
agli oggetti d'arte della Toscana, artista prima
che erudito
cittadino prima che funzionario
e
e
ha
deliberato
di
ricollocare
dorazione
l'A-
,
dei Pastori
S assetti
pel quale
a
altare
Santa
%
sull'altare della
Trinità
Ghirlandaio
in
cappella
Firenze«
l'aveva
di-
I
quadri
pinta mei 1485
Antica
Pietà
cappella
dipinti e
già
come
d'Eleonora
del
da
i bronzi
per
aveva
Vecchio
Uffizii al Palazzo
l'Annunziata
ie
leria
nella Gal-
esiliata
era
Moderna;
e
dagli
restituito
che
e
141
loro
casa
a
Bronzino
la
per
la
Toledo, gli sportelli
lo
studiolo
cesco
Fran-
di
de' Medici.
Le
Gallerie
recente:
le
cent'anni.
pel
pubblico
più Vecchie
hanno
le raccolte
Prima
di
sono
poco
data
più di
chiuse
erano
a
tisti,
papi, artutti,proprietà gelosa di principi,,
donne
di dottrina
e
umanisti, uomini
soltanto
ie di
lazione
emulusso, fatte spesso
per
e
sfarzo
di dovizia
e
di buon
alcuni
galleria,galeria,secondo
rivoluzione
francese, istituendo
Louvre
tutti il
il Museo
della
godimento
delle
aumentò
coi
tesori
da
nel
gusto
:
gala. La
1793
al
Repubblica, aprì a
quadrerie regali,le
delle
chiese
s'oppressa
Napoleone, per poco, coi tesori idei
Belle
di
regni conquistati. Le Accademie
Arti
la moda
jrii
che, tornando
all'antico,
che
ed autorità
e
prendevano
già per
voga
l'insegnamento
d' incoerenti
s' arricchivano
raccolte
di originali, di gessìi,di copie e,
di stampe, divennero
naturalmente
le cuìstodi anzi le padrone
delle nuove
gallerie;
e
sotto
colme
di
tanto
bottino.
La
Galleria
di Ne-
l'arte
142
injezia fu
chiesa
nel
e
così
tiene
ancóra
Galleria
dal
il
Il
nome.
delle
Carità
soppressi
fu
di
raccolto
dopo
cui
della
nucleo
primo
la
dentro
il 1776
segretario dell' Accademia
Arti, con
le sale
1807
dell'Accademia
di Milano
Bianconi
Belle
della
comodo
per
stato
istituitanel
il convento
1768,
lo
e
lo
stesso
raccolte
scopo,
furono
a
Brera
inaugurate
di
;
e
nel
1806, dopo che per la soppressione delle
corporazioni religiose l'Appiani e il Bossi
vi
ebbero
raccolti
quadri e quadri dalla
Lombardia, dal Veneto, dall' Emilia, dalla
A Parma,
fin dal
Romagna.
1752, Filippo
teli
queir Accadeprimo di Borbone, fondando
anch' egli dotata
di
parecchi
a, l'aveva
va
avedipinti.Quelli che nel 1796 la Francia
che
narono
tore
rapiti dalle chiese del ducato
Parma
nel 1816, non
tornarono
a
rimasero
all'Accademia;
più alle chiese, ma
e
così
anche
la Galleria
di Parma
fu
creata.
Bologna sùbito dopo il 1796 e le rapine
caricata
jGìementina fu innapoleoniche, l'Accademia
Senato
dal
bolognese di riunire
di sé i quadri scampati
gerli
presso
per protegcol democratico
pretesto di servire aP
a
Parma, quelli
l'insegnamento ; ma, come
che
all'Accademia:
e
tornarono, restarono
così anche
a
Bologna fu fondata la pubblica
Pinacoteca.
la Galleria
A Firenze
detta oggi
A
Antica
e
Moderna
fu
fondata
nel
1784
dal
l'arte
144
scultura
di
da
sculture
che
che
adesso
d'architettura
onorano
la ricchezza
la civiltà del Museo
Invece
stato
strappati con
monumenti.
Esempio tipico,le
lord Elgin rapì al Partenone
e
e
violenza
lo
e
e
rano
disono-
Britannico.
le
pubbliche Gallerie,quando prima
furono
vennero
a
significarela
istituite,
d'un
distruzione
con
:
privilegio
esse, cioè,
il popolo
i tesori
veniva
dei
a godere
re.
Poi
i giovani artisti vi avrebbero
si disse che
e
potuto studiare
copiare le opere dei
veri maestri
che per lo più non
erano
(come
non
sono) i loro
professori viventi. Più
le galleriefurono
esaltate
avanti
invece
me
codel principio della pratica traduzione
l'arte
per l'arte il quale toglieva all'arte ogni
altro scopo
eroico,religioso,decorativo,pratico.
Da
ultimo, s'era venuti a considerarle
le Università
un
:
luogo di puro studio come
fatte prima per
gli studiosi e poi pel volgo.
Da
questo ultimo vizioso concetto, le opere
bri
listate ivi trattate
d'arte sono
più come
che come
negli scaffali d'una biblioteca
di
da far valere in buona
bellezze
luce, su fon^adatti,tra spazii di riposo, ialla sovrana.
E più che
davvero
poche opere
insigni le
negli ultimi anni di
bellissime,si è cercato
degli autori ie
in una
scuole
che mancavano
raccolta,
se
bisognava strapparli alla loro re-
comprare
delle
anche
opere,
comunque,
I
gione
Fatica
nativa.
universale
quadri a
casa
loro
145
uno
verso
vana
scopo
irraggiungibile.
fino a ieri,anzi
In questo periodo durato
fino ad oggi, il distacco
degli affreschi fu
fatto con
na
gioia, al minimo
pretesto. Appedi
i più luminosi
ariosi giojosi affreschi
Paolo
Veronese, quelli della villa Giacomelli
minacciati
furono
a Maser,
dall'artiglieria
e
ch'era
nemica
sul Tomba
iVlaldobbiadene,la
sulle
e
Minerva
ordinò
salvati. La
staccati
per essere
fossero stati
di
alture
che
sero
fos-
tesi
che,
colpitie solo una
te
parfosse rimasta
tatta
ne
intatta,questa parte invalore
avrebbe
avuto
un
più grande
degl'interiaffreschi strappati, tagliati,
spellati,
e
spenti dal «distacco»,,
trasportati a,
numerati
brani
in una
galleria,parve stolta
Per
temeraria.
fortuna
e
sono
lì,
sempre
salvi e incontaminati.
Ma
maso
quelli di Tomanche
se
da
Modena
proprio
staccati.
per
a
San
timore
Niccolò
San
Niccolò
delle
non
è
di
so,
Trevi-
bombe, furono
poi stato ferito
dal
stati scuotati
nemico, ma
gli affreschi sono
da
ti,
noi, d'ordine
superiore: trasformacioè, in pitture da galleria.
Poter
raccogliere e appiccare in fila,per
to
epoche, sulle pareti di venti, cinquanta,cengallerie tutta la pittura d'Italia,
compresi
tanti cartellini e un
gli affreschi,
con
mero
nu-
d'ordine
Ojjstti.
J nani
tra
come
le colonne,
quello
sul
petto degli
~
10
Ì46
l'aete
è
statò
lo
ergastolani; poter giocare ogni tanto
diverso
quella turba in modo
schede
di
censimento
o
l'ideale. Certo
ecco
s'è
mai
e
Bologna:
dei
cimiteri.
in
ma
l'incanto
l'Assunta
la stella
dei
ganti:
navi-
s'ingrandivajcura
cultura.
noi
di
siamo
basterebbe.
che
sarà
s'aveva
ma
ai
tornata
quei
to
Cer-
Frarii
un'era
va
nuorotto,e comincerà
dovranno
quale gallerie e musei
al loro
tornare
e
te
totalmen-
sarà
nella
e
così
compenso
Adesso, basta. Almeno
molti
i quali pensano
jappena
Minerva
alla
non
S'ammazzava,
Civiltà,anzi
i musei.
cornei
poteva essere
giunta.
ragFirensi sventravano
Roma, ze,
ma
Intanto
no
Era
tirannicamente.
lineare
al-
briscola:;
da
nessuno
d'attuarlo
proposto
guidava
carte
ad
vasto,
infinito.
Specie,
in
infatti
le
uti-
essere
dispotico
Italia.
che
in
galleriadebba
una
scolastico
ha
non
?E naturale
se
che, per
bisgno d'essere
compito
America
avere
si
uno
scuta
di-
scopo
co.
prima che artistite
Boston
o
Chicago raccolgono opere d'argià divelte dalle loro radici; e se possedessero
e
scientifico
l'Assunta
del
Vecchio
o
razione
l'Ado-
pastori del Ghiri anelalo,,non
da
scegliere per collocarli,con
buona
luce, tra una
galleria e la;
dei
avrebbero
onore
chiesa
e
in
dei
Frari
o
la
chiesa
di
Santa
nità.
Tri-
/
quadri a
loro
casa
147
gli artisti d'oggi s'avvamtaggeraiidi questi ritorni,non
perchè opere d'arte
Anche
no
al loro
manchino
nativo
posto
studiarvete,ma
superstiziosa
zione
del
e
anni
a
laudare
per
li
museo
credere
e
l'arte sia fatta davvero,
che
in
riga,
Ed
quelle caserme.
ti partoriscono
ogni
più illustri,«il quadro da
due,
glia
vo-
perchè questa venera-^
leria
governativa della galha
da
indotti
troppi
mettersi
a
chi
per
essi
in
due,
un
un
mente
laboriosaanche
ainio,
i
galleria»,e se
d'una
ne
fatica, più nobile,(vantano come
salvo a sentirsene
schiacciati
le
quando la moCerto
a
torna
a
non
studio, invenduta.
tutti può oggi capitare di dipingere un quadro
chiesa
una
per
capoletto, a
committente;
un
dal
può dirvi
a
modo
Pochi
teva
olio
dove
a
rifare
a
questa
d'un
tutta la chiesa
intendeva
collocarla
che
rebbero
Vor-
e
la casa,
comtmet-
l'immagine
gli mostrava
così
che
era
a
cessario
ne-
trattist
dipingergliela a mezzo
busto, il riMi rincrerinomato
sce,
rispondeva:
io non
in piedi.
lo concepisco che
ma
Al che
mol'arguta signora rispose con
—
—
o
vincono
con-
quadretto.
o
madre
figliololontano
si
obbedienza.
quadro
per
architetto
ormai
ritrattista rinomato
suo
o
definit[ej
luce
e
difficoltà
loro, pel loro
giorni fa, a una
un
soffitto
un
qualunque
ma
pittori
essi
per
dimensioni
quanta
con
i
o
l'arte
148
destia:
Pure
—
C'è
però in
argomento
delle
nei
musei
lontani
stato
io
nemmeno
l'ho
madre
sua
dai
delle
favor
gallerie pubbliche
curezza
principe, ripetutissimo: la sid'arte. Nelle
galleriee
opere
custoditi
quadri e sculture sono
guasti,dal fuoco, dall'acqua,dai
ladri. Guasti?
Ma
controdanze
sono
lo
così.
^concepito
un
e
cui
destinati
i rischi
si confrontino
nei
nelle
varii
e
gallerie
i
le
del-
quadri
necessarii
spesso
la salutevole
immobilità
riordinamenti, con
in cui essi riposano nelle loro
sedi
case
e
naturali.
Guasti?
I quattro cavalli
romani
tf
di
San
bronzo
Marco
sulla
a
fronte
Venezia
della
scesero
basilica
dal
loro
di
tro-i
maggio 1915 per evitare le bombe
no
infatti l'ancadde
nemiche, delle quali una
masti
dopo a tre metri da quel trono. Sono richi
a Roma
più d'un anno, come
poco
no
Sodicesse
in un
a palazzo Venezia.
museo,
tornati,il primo da destra e il secondo,
due
«scodelle»
sulle groppe,
con
larghe uni
tre
palmo, per due colpi ricevuti proprio menla custodia
sotto
erano
(governativa,a
metri
dalla
cento
direzione
generale delle)
nel Veneto, ad
Furti?
Ma
Antichità.
pio,
esemdal
1866, in più di cinquant'anni, il
Governo
è riuscito
non
a
compilare un
no
nel
I
inventario
consegne
i furti
avvengano
impuniti:
dii ? Chi
critico
oserà
solo
ma
e
tarile
no-
farlo
a
regolali. % naturale
no
giunta, restie, per
l'incuria
ma
119
mobili
d'arte
opere
da
seguire
loro
casa
a
dico
non
delle
che
quadri
di
chi
ad
che,
sostenere
Incen-
è?
esempio,
sola
Leggenda di Sant'Orfinte
a
dipinte dal Carpaccio, appese
nella
Galleria
pareti di legno e di stoffa,;
veneziana, sieno meglio difese dal fuoco iene,
dovranno
se
tornassero, come
tornare,;'
pur
la Scuoal loro posto nella loro luce, dentro
la
San
Giovanni
di Sant'Orsola
e
a
Paolo,
le
della
tele
nove
i loro
contro
No.
La
unico
solidi
questione
principio :
favorevoli
alla
questa deve
di
muri
risolta
va
che
a
sicurezza
pietra?
questo
su
parità di condizioni
dell'opera d'arte,:
al
posto per;cui l'artista)
l'ha creata.
Le
gallerie poco
perderanno, e
anzi
glio
meguadagneranno spazio per esporre
tornare
i tanti
Parlo
ancóra
al futuro.
molte
Le
lì Assunta
di
e, si sa, .autorevoli.
nel
Tiziano, tornata
pa-azzo
reale
loro
opposizioni
battaglia s'apre
di guerra
che
gloriosi quadri
e
a
di Pisa,
con
è
saranno!
Ma
stata
dal
di Santa
Maria
suo
rialzata
Gloriosa dei Frari il 20
maggiore
\s Adorazione
stata
dei pastori del Ghirlandaio
era
sull'altare della cappella Sassetti in Santa Trinità
1919,
tar
vilissim
la ci-
vittoria.1
una
Venezia
steranno.
re-
marzo
rifugio
suli'al1920.
ricollocata
il 26 maggio
L'i
stelle
le
ovvero
degli astronomi.
sono
non
novembre
Il
è
Governo,
dando
venuto
di
anche
novità^
di
generale
delle
giovane.
Là
che
di
è
secondo
(A
Arti?
è
non
giorni
?
dell'arte
pur
e
da
le
potrà
si
tanti
Il
compiere,
è
ad
che
giovani
i nuovi
o
mi
arte
Misteri
antichità?
uno
un
L'arte
scegliere
questa'
le
Bel-
dalle
monumento
Roma
prodigi
nostra,
Arti:
in
separa
romana,
solo
direttore
ore.
scultura
in
l'arte*
passione.
La
bella?
un
per
Belle
l'Antichità
è
di
la
e
perchè
Emanuele
Ma,
e
ministeriale
un'arte
Pantheon
nuovo
capricciosa,
proposito,
dicitura
un
saggezza
gran-1
Abbiamo
tutto
Antichità
natura
i
all'Arte
Stato^
Abbiamo
agitati,/
tempii
d'uomini.
almeno
anziano.
questi
promettendo
e
isottosiegretario
un
in
1919.
esempio,
a
rio
Vitto-
bella
ili
e
dei
nisteri.)
mi-
reggitori
vecchi,
.avranno!
sembra
urgente;
152
l'aete
lo
e
stato
c'era
pericolo,sugli altari dove li avevano
collocati
i loro
autori, ha dichiarato
per
le stampe
che invece, appena
si vedrà
che
nelle loro;
i parroci non
sanno
conservare
chiese questi quadri, si dovrà
subito ritirarli/
i poeti]
«nelle Gallerie
ove
almeno, se non
e
gli artisti,li potranno
i modesti
studiosi».
questo
dicesse
chi
come
è
rappresentarla
A
parte l'inattesa
il mondo
che
alla
ai
basta
teatrali,o
critici
le stelle del firmamento
che
destia,
mo-
rovescia:;
commedia
una
davanti
apprezzare
sempre
fatte
sono
solo
per gliastronomi, e i fiori solo pei botanici.
Se Parte, nonostante
sulla Patria
i vocalizzi
è popolare in Italia,se
Bello, non
i quattro quinti dei visitatori dei nostri musei,
pa
in tempi normali, sono
stranieri,la colè proprio
di questi boriosi
pregiudizii
gni
arciescludono
coi quali i così detti studiosi
il pubblico, e
dai loro
pretesi domimi
perfino gii artisti e i poeti. A parlare d'un
sponderv
i più degli italiani riquadro, udite ormai
tra umili
e pungenti:
Sa, io di
del
—
arte
che
m'intendo.
non
rassegnati
è stato
che
a
o
del
e
da
loro
da
—
se
non
occuparsi
anni
d'arte?
e
ciò
ne
gli
quadro
tutti
godere un
Tiepolo occorre
molti
E
autorevoli
anche
molti
Bisogna
dire
poiché
ripetuto
occupano
essere
con
vorrebbe
di
molto
Tiziano
eruditi,
diplomi.
invece
tornare
Non
a
Varie
153
di tutti
e
il
pano
pubblico che tutti se ne occuanche
senza
addarsene, perchè quando
entra
dal falegname
massaia!
e
sii
una
sceglie una
seggiola e, a parità di jcomodo,
convincere
questa le piace più di quella, la massjaja
s'occupa proprio d'arte, fa proprio della;
critica
d'arte, anzi la fa più attivamente
scelta se la paga
di noi perchè la sua
coi
le
suoi
danari
e
come
noi, solo con
non,
•parole.
L'arte
tutto,dal
investe
dall'amore
della
sartina
Certo
non
ti
ta,
mone-
alla
religione,,dall' agorak"
scettro
(che fu) dei re.
allo
al senatore
chiederemo
Molmen-
bene
d'occuparsi degli agorai delie sartine,sebria,
Lonel museo
etnografico del povero
accatastato
anni
otto
a
abbandonato
e
nei
sotterranei
Valle
Giulia,;ve
leggiadri, inventati
e
da
montanari
ad
tre
secoli?
miserabile
proprio
suoi
libro
la
E
arte
nuove
monete
la
tenere
ot-
e
vanto
non
italiana
di
sulle
diplomi
cuparsi,
egli oc-
s'insegni
quale fu
perchè
moneta
molto
italiano
questi giorni
consiglieri artistici sono
ridurre,
e
dovrà
non
di
scuole
del
per
la
perchè
nelle
decorazione
curare
studii
derna
mo-
ni
contadi-
da
esempio, del libro
che
di
siano
ne
per
Galleria
adornati
e
Roma
a
della
senza
governativi. Ma
di
alla
libro
Zecca
stati
da
la
l'Italia
deldovrà
do
quane
i
capaci^
cinque
l'arte
154
e
lo
stato
di Metaponto
centesimi, la spìiga del didr animo
sia stato sug(e si dice che il modello
gerito
mè,
Ahidal Re) a una
granata da cucina?
che il nuovo
già si susurra
rio,
sottosegretaessendo
presidente dell'Istituto Veneto,
fare eleggere il Consiglio superiore
voglia invece
delle
Belle
Università
dalle
e
Arti dalie Accademie
altri
da
simili
ed
antartici,tanto perchè
dalla vita anche
più di quello
tanto
lontano
che,,mentre
(e fa bene) di sentenziare
del
restauro
pieve
tra
i
vecchio
monti,,
poli
sia
s'avvede
tici
ar-
lontano
che
è adesso:
esso
si
anche
campaniluccio
non
\é
dei
cupa
oc-
sul
d'una
cento
busti
e targhe
rare
che, per onomonumenti,
differen
la vittoria,,
nella
beata; invengono,
tutti i Consigli, Direzioni^,
di
rando
Commissioni, Soprintendenze ecc., disonole piazze e le strade
le
delper
sempre
nostre
quel
città,e fra poco
(se è vero
Carso
che
del
si legge) anche
i monti
e
udire
del Trentino.
il
E, se non
potremo
le beffe
gli
dedei posteri, udremo
biasinio
compresi.
stranieri,nemici
glieri,
No, cari signori senatori, direttori,consil'arte non
è solo quella messa
in fila
si priva mai
te,
dell'arLa vita non
nei musei.
non
esiste
guida
Mentre,
e
senza
nessuno
noncuranti
l'arte.
se
Soltanto,;
grida, ne fa di
di questa marea
suno
nes-
ta.
brut-
di
Varie
bruttezza
vi
coi nomi
e
155
già allaga,le piazze
clic
d'Italia,voi
tutti
è di
chiudete
le date
musei
nei
o
le
e
a
scuole
nelle
case
re
gioca-
d'arte
a
moltiplicare i regolamenti per la fabbrica
dei genii sul vostro
tisti
gli arstampo, mentre
più giovani o almeno
più nuovi restano
esclusi da tutti i Consigli, Commissioni
sempre
e
Giurie, perchè solo i pittori e gli
scultori
di cinquanta, di sessanta,;di settantanni
devono
continuare
dell'arte
cose
e
incimurriti
e
pèrde,
nostra,
s'è
anzi
nelle
tre
le arti minori
giunta i più
solo
loro, non
stardi
te-
per
fra
il buon
perduto
dette
arti
le
governare
a
le maestranze
talia
d'I-
nome
maggiori,
si
anche
ma
di
stucchinai,
ratori,
ceramisti, marmisti, bronzisti, vetrai, decostipettai,intagliatori,si fiaccano e
si disperdono, togliendoci per tutto il mondo
il solo primato
che, sebbene
anonimo,;'
ci
e
restava.
Bisogna
vigilare e
e
significa dominare
schiavitù, ma
ajutare i capaci
far luce,;ajutarlij
a
e
a
creare
governare
condurre
in
ad
agire
in
Italia
a
e
e
non
vejntio
guerra
e
a
valer e?
fare
sapeva
fare
fede
con
come
ed
la Francia,
sono
or
Boemia,
Germania
farsi
a
clienti,come
e
treni' anni
ricominciano
Belgio
d'Italia
fuori
fama
trovar
tutto, perchè
governare
esemplare^
facevano
Austria
come
la cui
fino
alla
arte de-
l'abte
156
qorativa, per
dalla
alla
dire
non
alla
Francia
Russia,
delle
la
sotto
il mercato
lo
e
stato
so
invad'altro,aveva
Turchia, dall' America
protezione
mondiale.
Si ricordino
di Jvan
sculture
del
no,
Goverle
Mestrovic
stre
mo-
i
che
durante
la
jugoslavi hanno
saputo ordinare
cia,
in America, in Inghilterra,in Franguerra
esaltando
con
questo serbo di Dalmazia
la prova
viva
cataloghi e libri fastosi,come
lezza
beldella dolorosa
e tangibile dell'unità
e
della
E
nazionale.
coscienza
loro
Guido
noi?
l'Univers
Manacorda, professore neldi Napoli e Guglielmo Pacchioni,
tornando]
regio ispettore ai monumenti,
Boemia,
dall'Austria,dall'Ungheria, dalla
dichiarato
dalla Polonia, hanno
ai giorora
nali
italiani ir desiderio
che v'è là divedere
l'arte
nostro, d'udire (la musica)
Ascolta
il Governo
nostra.
questi testimonii esperti, disinteressati,
appassionaci? Lì
e
il teatro
ascolta, li
loro
un
loda
soldo
Obiettano
i
tenere
e
lo
uè
di
danaro
;
e
né
dà
non
d'autorità1.;
noi dobbiamo
un
tenere
e
tare
espor-
musica, e non
conquistare
per
utile prima
stare
conqui-
mercato
cervelli
è
ed
animi.
Lo
sapeva
sa) la Germania.
due, tre, quattro anni sono
Roma, a Firenze, a Pisa, a Lucca
Per
poi
merci,,non
questi pratici che
vedono
(e
li benedice
pratici che
macchine
e
e
rimasti
i
più
a
rari
è di tutti
Varie
ha
del
d'arte
tesori
pensato
; tanto
fare
farne
a
non
le
grafie
foto-
pensato ad aprire
ha
meno
Minerva
La
Veneto.
nemmeno
lo?
ci
die-
niati,
di codici miquadri, d'oreficerie,
dieci
ad esporli per
e
giorni al pubblico di quelle città,se non
altro per trarne
mille
lire eli beneficenza
pito
;e qualche paldi patriottismo. Si confronti
quest'i-,
nerzia
colposa (e forse dolosa) alle cento
di
casse
mostre, articoli,libri
ideile
(salivate in
opere
all'effetto
pensi
ha
E
L'arte
Ubbie:
cia
Fran-
la
dopo
tempo
o,
sue
terre
che
sul
fatto
fatto
ha
nelle
ritrovate
Si
che
cjuestaviva
e prima
mondo,
mistizio,
l'ar-
invase.
propaganda
merica.
sull'A-
si concluda.
pei pubblico? È del pubblico?
l'arte,in Italia,è proprietà dei fun-
zionarii
Perchè
per
è
e
degli
eruditi.
questo lavoro
l'arte
e
nel
j
di diffusa
l'arte
con
deve
da
propagan-
purtroppo
Bisogna dare a tutti
i musei
e le pinacoteche, governativi e comunali,
cataloghi illustrati,
semplici, chiari e"
gi,
gli alti prezzi d'ogper quel che permettono
metà
costosi. La
ne
sono
privi o
poco
hanno
pati.
stamcataloghi vecchi, errati,male
Bisogna attirare folla nei musei, con
mostre
e magari
certi.
conspeciali e conferenze
cominciare
Vi
sono
paese.
secoli
(basta pensare
e
secoli
dell'arte
all'arte etrusca
na
italia-
) ignoti
an-
158
I/ARTE
che
quel
a
LO
E
della
ceto
mezzo
STATO
cultura
che
si
leggerequalche libro e di conosieere"
qualche museo.
Bisogna moltiplicare le
solo
d'arte
moderna.
non
e
lesposizioiii,
riordinare
i piccoli muBisogna aiutare
e
sei
di prò vin ci a. Bisogna dare
al gran
blico
pubdi
vanta
un'immediata
notizia
dei
ìadesso
e
nuovi
acquisti
chiedere
a
funzionario
abbondante
per
facile
e
scavi, mentre!
giornale a unf
questi acquisti
e
un
la
fotografia di
ie di
la sia
che
se
queste scoperte prima
pubblicata il signor direttore,ispettore,professore,
ecc., c'è da
ciatissimi
indiscreti.
ad
trattati Idajsfac-
essere
Bisogna
riunire
no
intor-
nucleo
di
pubblica raccolta
un
laniici,di sovventori,,di propagandisti, cosi fa a Parigi cogli Amici
ine
del Louvre;
e
della Galleria
te
d'ara Firenze
cogli Amici
no
l'hanintanto
moderna, i quali Amici
arricchita
gna
di qualche bel quadro. Bisomoltiplicare, scegliendoli con
maggior!
cura
una
e
solo
non
signori deputati
rarii
dei
Gallerie
sulle
e
dei
in
anche
non
patrimonio
Commissioni
se
e
Musei.
diremmo,
d'arte
dei
onosenatori, gl'Ispettori
monumenti
e
raccomandazioni
Ve
quelli
creare
nie
dovrebbero
delle
sere,
es-
deli,
ogni villaggio,custodi fedottissimi, del piccolo
che
è vicino
a
loro. Nelle
nel Consiglio
provinciali,anche
Superiore delle Belle Arti, i raccogli-
160
l'arte
ritorno
sul
dei
loro
e
cavalli
quattro
in
trono
che
stato
lo
fronte
significhi
di
Marco
San
Basilica,
alla
l'arte
ancóra
e
pel
prete
sa-
no-
popolo.
istro
Che
Il
cosa?
coscienza:
italiana,
Nemmeno
mostrarsi
socialismo?
che
1870,
dal
le
scuole.
viva,
è
Una
dato
ha
finora
borghesia
la
E
il
la
sul-
mano
suo
d'incominciare,
all'arte
italiana?
dovere,
sùbito.
per
L'arte
che
s'insegna.
ottobre
Tra
il
pubblico
calato
è
telone
è
da
dipinto
che
leggiadre
belle
con
pennelli,,
volanti,
trombe
con
medaglioni
di
Michelangelo
'accademiche.
e
rose,
di
quei
di
passar
là
alle
fama
tutt' attorno
i
la
in
si
allegorie
le
la
della
solo
loro
età.
diventa
E
si
lanciano
Ojetti.
I
nani
tra
stancata
La
malìa
di
allora
anche
tutti
ansimando
le
colonne.
Alcuni
si
dura
sono
fio-
prima
dare
a
alla
ma
e
o
davanti
donne
^quelle
provati
sono
faello
Raf-
di
Allegoriie
ecc.
estasi.
noti
le,
fluvia-
passano
studii, mestieri, impieghi,
mani
barba
rotto,
naso
a
amorini
e
pie
cornuco-
con
genii,
za
tavoloz-
e
ragazzi
rapiti
sono
non
i
archipenzolo
genii
inanellati,
Ma
a
e
col
capelli
telone,
la
per
Leonardo
di
coi
al
molti
ricchezza;
la
per
alto
in
e
chitettura,
dell'ar-
scalpelli,
e
donne
e
attributi
pittura,
mazzuolo
compasso,
e
e
Il
telone.
un
allegorie
i soliti
recano
scultura
e
secolo
d'un
più
te
dell'ar-
l' insegnamento
e
1919,
di
glio
pi-
realtà!,/
graffiate
pazienza)
poca
quelle
stose
fa-
figure
irresistibile.
più
su
pei
corri11
162
doracci
le scalucce
na,,
polverose del retroscecioè
di Belle
degl'istitutie accademie
di quelle belle dame
di quei,
e
Arti,in cerca
sono?
Aspetta,,aspetta l'annoi
genii. Dove
venturo; no, fra tre anni; no, fra cinque....
E quei ragazzi si ritrovano
venti o a venti
a
quattr'anni, delusi, quando è troppo tardi
rimettersi
una
a cercare
professione o,
per
mestiere
almeno/
un
ragionevoli che dieno
la pace. Si ritrovano
il pane
e
tisti
arcioè,,non
la bugia del sipario prometteva,^
come
tutt'al più insegnanti;
ni a
(Voglio dire che su mille studenti
stituti
degl'Isolo
delle Accademie
di belle arti,,
e
dieci o venti
riescono
ad esporre
una
ra
pittuscultura
in un'esposizione rispeto
una
tata
e
e
forse
a
venderla.
Gli
altri
o
si
dono
per-
via, fiaccati; o sospirando vanno
ad insegnare con
stipendi miserevoli
l'arte
queldel disegno che
hanno
di fatto non
la.
riescono
ad esercitarimparata poiché non
Credo
che
di Stato,
scuola
nessun'altra
la pazienza e l'onestà di sapere*
si avesse
se
che
diventati
sono
a trenta; o
quarantanni
che
adolescenti
l'hanno
coloro
frequentata,
rappresenti un più sfacciato inganno di queste
dell'Arte.
scuole
Peggio: quelli che potrebbero
vinti
conquest'inganno e sono
rompere
che
è mi
lo fanno.
vanni
Gioinganno, non
Rosadi
1912
sulla
pubblicava nel
per
che
L'arte
Nuova
Antologia
di
e
Sopprimiamo
Due
anni
dopo
potere. Che
pur
se
idee
ha
Rosadi,
ha
simili.
È
molto
Belle
delle
ci,
Ricsioni
conclu-
queste scuole
direttore
generale!
avuto
su
stato
Che
anni.
Peggio^ ha nel gennaio
l'insegnamento presente con
264
diire,(al
alle radicali
Niente.
di
»
.
Corrado
Niente.
tredici
Arti
artistico
si suol
come
arrivava
non
del
era"
fatto?
trina
dot-
fieramente!
intitolato
senno,
Y insegnamento
«
di
pieno
articolo
un
103
s'insegna
articoli:
dico
fatto?
ha
sato
fis-
scorso
lamento
rego-
un
duecentoses-
isantaquattro.
Si lasceranno
che
passare
dovrebbero
perchè
continua
più
su
a
si
questi rinnovamenti
che a ragionare,;
fantasticare
tutti
fantasticano
come
imprese
saranno
Ma
tant'è
le
anzi
che
compiranno
ciascuno
conoscevano
rabili
mipena
ap-
appena
il dover
problema c'è
verità
dai più. Ed
dimenticata
non
s'insegna.
L'arte
sulle
i convalescenti
in poltrona.
guariti: restando
il problema
dicare
e in: bisogna
porre
sarebbero
soluzioni
che
possibili
facili. A
[Al fondo
se
? For-
di rinnovamento
essere
sì
questi anni
anche
del
di Leonardo
né
o
suo.
semplice
mia
è che
di Raffaello
il Verrocchio
:nè il
l'Arte
non
la,
Perugino
l'arte
164
quando
loro
e
Raffaello
conoscendola
bottega. E non
insegnarla. Né potevano
l'arte è
natura,
tevano
non
tevano
po-
originaledella
(Un'interpretazione,
così
insegnando
ammirevole
l'arte loro
non
po-^
quello che
cioè,
l'originalità,
appunto
:
individuale
e
nella
insegnare;
del Perugino perchè,
o
trasmetterne
fa
la
stato
Leonardo
avevano
l'arte del Verrocchio
se
lo
e
del
Verrocchio
e
ce(
golare
sindel
Perugino.
Tolta
travasante
originalità non
la pratica, la tecnica, la meccanica,
resta
do
resta il mestiere, danl'esperienzadell'arte,
alla parola mestiere
un
significato più
alto
di quello corrente:
il significato che
proprio la parola arte in
per secoli ha avuto
italiano.
suol fonte
«....EsperienzaCh'esser
vostre
arti».
Questa si può in sea rivi di
gnare?
Esiste cioè una
te
pratica di ciascun1 ard'un
così separata dall'originalità
artista,
che
essere
obbligare
insegnata senza
possa
l'alunno
di quell'artia
sta,
seguire la maniera
viziandosi?
tura
Architettura, scultura, pitle tre Arti del Disegno.
chiamate
sono
Può
artista insegnare qualcosa più del
un
mitazionenell'itraviare
disegno geometrico senza
questa
,
e
neir iObbedienza
lo
scolaro,
la quale
nativa
l'originalità
in talune
qualità che
.può,proprio consistere
al maestro
difetti? Teoricamente,
sembrano
senza
oscurarne
L'arte
165
s'insegna
possibile.La
sarebbe
non
che
stessa
prospettiva,
perfino quella lineare che a scuola sembra,
la più matematica
tista
are infrangibile,ogni
né
la adatta
corregge
la prospettiva di Giotto è
se
né
di
Ma
la
e
prospettiva del
a
suo
quella
Tiepolo
talento
del
è
;
gantini,
Se-
la
quel-
Cézanne.
illuminare
problema ci basta
l'Arte si
fissare questo principio: che
non
solo le pratiche esterne
può insegnare, ma
sta
artii mezzi
e
già noti coi quali il futuro
può sulle prime ajutarsi per esprimere lai
del mondo
visione
e il suo
sua
sentimento,;
salvo
crearsi
a
presto da sé i suoi proprii
mezzi
di espressione.
Ammesso
devole
ciò, quella scuola sarà più loche
a
porgerà
più mezzi
questa,
dello scolaro
: quella;
espressione dell'animo
in cui il futuro
scultore
troverà
pronti (con
e non
a
a tempo
insegnanti nominati
vita)
i mezzi
e
gli ammaestramenti
per modellare
in creta, in cera, in marmo,
in pietra, ini
metallo,; in ceramica, in legno, in vetro,
statua
tondo
una
o
a tutto
un
giojelloo un
di disegnare
cammeo
pittore il modo
; e il futuro
tografi
a matita, a
carbone, a pastello,in lid'incidere
gno,
all'acqua forte o sul levia dicendo
eli dipingere ad olio,
e
; o
É
all'affresco, all'encausto
a tempera,
ecc.
i maestri
dovranno
conoscere
questi procead
il
166
[/ARTE
dimenti
lasciar
così
poi
modo,
da
LO
E
STATO
insegnarli speditajmente
libero
giudicare, dopo un dato
di vera
pacità
©
fatica,la catempo di vera
prova
riale,
o
e [mateincapacità di lui, mentale
in quel «mestiere».
Ora
due
in Italia esistono
tipi di scuole
nemiche:
chi
gli antid'arte,separate ed anche
«di Belle Arti», per
istituti e accademie
tettonico^
(o meglio pel disegno archil'[architettura
la scultura;
la pittura, per
per
a
suo
e
le scuole
salvo
servirisfene
di
scolaro
lo
e\
per
a
industriali
le arti
o
tive.
decora-
pregiudizio, che cioè si possa,
veramente
artisti (o
insegnare a diventare
poeti) s'intreccia quest'altropregiudizio che
vi sieno
arti nobili
liberali o maggiori e
e
Al
primo
altre
arti
umili
e
meccaniche
accademica
o
minori:
burocratica
e
visione
di-
con
la
si ritrovino
misere
prime, per quanto
dietro
quel loro telone
allegorico,
e le
dell'Istruzione,
dipendono dal Ministero
seconde
l'Industr
delproletariamente dal Ministero
In quelle s'insegna o
Lavoro.
e
si tenta
la pittura,
d'insegnare l'architettura,
quale
e
le
la jscultura per
dette
arti
creazione
per
fortuna
sé stanti ; in
decorative,,i
cioè
di
opere
loro,una
queste le così
mestieri
d'arte
destinazione
artistici,la
che
hanno,
nata.
determi-
168
l'arte
e
stato
lo
di Carrara
giovani che nell'Accademia
per
sette
;anni, dico per sette anni, studialo,
care
scultura,noli possono,
per regolamento, tocil marmo.
tutt'attorno, in alto
L'hanno
sulle
sulla soglia della
Apuane, in basso
le schegge di marmo
casa
e con
più povera
vedono
dia
inghiajate le strade. Solo chi stuscultura
d'essere
bisogno
che
nel
lo
non
se, buttando
,a
lavorare
folla
jn
oltremare.
di scultura
Vi
marmo.
da
alunni
no.
C'è
mente
metodica-
bero
accorrereb-
oltremonte
Roma
lo vietano.
scultore
E
sette anni
dopo
se
a
un
golamento
re-
Roma:
povero
diploma accademico
vuol
guadagnarsi le buone
paghe d'uno dei
di marmo
della Lunigiana,
tanti laboratorii
deve
tanto
da
e
c'è il
e
(264 articoli) ponzato
e
a
zia
burocra-
s'insegnasse
il
Invece
assumere
Tirreno
nei
retorica,;vi
e
potrebbe
c'è
ginare
imma-
per
pratica scuola
una
Non
toccare.
americano
un
importanza
mondo
Carrara
deve
con
fare,
noviziato
e
maneggiano
burle
Scuole
e
ed
Ed
ecco
buona
e
1912
di
pazienza e appetito, il
finalmente
come
imparare
con
mazzuolo
beffe
Le
scalpello...
e
si chiamano,
nei
suo
si
li
qua-
Ministeri,
Insegnamento.
l'altra faccia
della
questione. Una
previdente legge Nitti
intendeva
provvedere
dell'istruzione
del
14
glio
lu-
al riordinamento
professionale,condii-
che
Varie
da
ciancio
La
decorative.
e
delle
arti
legge
che
quella
L69
s'insegna
industriali
dette
doveva
portai*©,
di
quell'istruzione
contare
da due
tredici milioni,,senza
a
gli
mere
aiuti dei Comuni,
delle Province, delle Catera
letinvece
di Commercio,, è rimasta
morta
perchè spesso le leggi in Italia
valgono meno
degli articoli di giornale. Ma
il problema delle iscuole professionalid'arte^
masto
di tutte le scuole
anzi
professionali, è riurgente, d'un'importanza sociale ann
versità
del problema
che più immediata
delle Unidelle
medie
scuole
delle quali si
e
scrive
tanto
di più solo perchè chi v'insegna,
in
sa
il bilancio
anni
dieci
Questo
scrivere.
è per
ora
italiana
la vita
(né dico
che
sviate
ra;
può
dentro
capacità
e, pare,
riattivare
scuole
problema
un
parte risolto,può
e
die
me-
tre
molti
anni
s'abbia
questo non
presto). Quello delle
nervo
scuole
fra
solo
per
è invece
ridare
delle
che
problema interno che aninnalzerà, irrobustirà, purificherà
un
risolto
ben
infatti
che,
o
da
sionali
profesanche
contro
la
in
quattro anni
sperse,
di-
alle maestranze
rimbecillite
solvere
ri-
dalla
guer-;
meritata
vasione
in-
germanica, austriaca, boema, belga,
olandese
la Franche già sommerge
cia,
anche
il nostro
decadente
d'arte
commercio
«applicata»,mobili, cornici, stoffe, vetri,
bronzi,
cotoni
impressi,
carte
da
parati.
l'arte
170
stato
lo
e
ceramiche,, porcellane, ecc., e può migliorare
la nostra
ni
emigrazione (445 mila italiaoltre oceano
nel 1913) conducendola
nalment
fiad essere
giani
un'emigrazione di artiabili
e
manici
Ma
desiderati
invece
di
e
zappe
che
di
plici
sem-
pale.
di
che
questo abbandono
rimorso
più cocente
dovrebbe
sere
es-
dell'Italia
parlamentare
dal 1870
ad oggi (con,
e burocratica
l'incomparabile artigianato che essa
poteva
doveva
ho da dire oggi. La
e
istruire),non
qui è solo questa: dato
questione da porre
che
la necessità
governi e deputati riconoscono
di moltiplicare le scuole
professioi danari
dato
che
sono
pochi,
nali";
ho
dato
che,, come
provato più su, l'Arte
segnare
insolo si può e si deve
non
s'insegna ma
il
—
—
la tecnica
delle
varie
arti
mezzi
con
prime, officine, maestri
di gessi,ecc.),;
almeno
esperti,librerie,musei
sola
scuola, •siottoi
perchè (non si fa una
solo
un
Ministero, degl'Istituti«di Belle
Arti»
che deve
avere
(toltane l'architettura
da quarantanni)
le scuole specialipromesse
adeguati
(materie
—
e
delle
«d'arte
scuole
nell'ansia
finalmente
di
da
questi
parte
accademiche
mesi
non
la retorica
le
guardare
obbedirle^ dopo mezzo
per
e
e
? Perchè
industriale»
si lasciano
delle
ripicche
in
faccia
secolo
zioni
tradi-
della
la
di
rocrazia
bu-
verità
adorne
arti
allo
nostre
ed
nobili
umili,» appunto
divorzio
La
il
deve
scuola
certo
mezzo
arte
tra
di
a
loro
e
forse
di
piacerà
gloriosi,
aiutare
anni
negli
musei
nostri,,
E,
si
badi,
abbia
il
industrie
una
politicamente:
non
lo
è.
i
e
streranno
mo-
di
città
artisti,
proprii
le
ma,
perchè
sterà
ba-
se
dai
almeno
d'adattare
diritto
ai
o
là
in
pensioni
ne
no
avran-
loro,
arte, per
rieii
imonti.
ogni
alle
commerci,
scuole.
sue
che1,
che
da
troveranno
ini
Credo
brevi
con
maestri!,
[magari
ogni
tradizioni,
proprie
;
li
e
necessario
pochi
difficili
se
che
maestri
coi
conservino.
sarà
quei
bisogno,;
cornei
scegliersi,? grandi
si
questo
nemmeno
no
voglio-
comuni
scuole
diventare,
poter
si
pochissimi
utili
casione
l'oc-
solo
istituti
e
pei
ed
pratiche
quelle
e
Se
grandi.
università
somme
utili
diventare
scolari
gli
tutti
a,
accademie
conservare
mano
inu-
questo
vita?
e
diventare
per
minori,
e
per
porgere
per
le
tutte
maggiori
stremo,
171
'
condotto
h aitino
che
chiacchiere
s'insegna
che
L'arte
gione
re-
prie
pro-
alle
L'Italia
fortuna,
è
La
all'arte.
oorsa
1919.
giugno
Mostre,
vendite,
d'arte
moderna,
sculture,
che
quel
stampe,;
ad
essi
tutti
generali,
oggi
d'arte,
ormai
lire
cimila
in
la
vale,
C'è
ci
si
inviti
molti
perchè
sono
I
clienti
si
gli
sono
coda
o
a
o
stessi
lire,
meno?
al-
in
cui
sizione
un'espoe
tori
scul-
anch'essi
e
perchè,
lagriniando,
ture
pitvecchie,
se
dal
ai
e
ta,
capi-
rivenderle.
a
soffocati
davanti
pinto
di-
dipingere
antiche
anche
d'un
pittori
di
die-'
sigliarci
con-
giornale
un
contentano
e
non
da
centomila
vendita
altrui,
pronti,
fanno
quadro
c'è
ditori
inten-
da
oggi
raccolgono
ma
amano
restauratori
una
a
sculture
le
ha
tanti:
can-
Chi
quadro
non
certo,
Tra
non
scolpire,
e
di
d'arte,
un
d'un
giorno,
un
d'arte?
di
Chi
su?
compera
che
non
Italia
in
sti,
giornali-
attori,
d'arte.
raccoglitori
tu'
Banchieri,
medie;!,
amatori
tutto
compro,
sacerdoti,
sono
di
e
ricompri.
tu
commercianti,
deputati,
possiede
disegni,
Io
di
pitture,
di
assomiglia.
rivendo,
industriali,
di
te
.d'ar-
antica,
avvenire,
di
io
vendi,
d'arte
aste,
loro
lavoro.
I
studii,
La
in
alchimia
Giotto
in
a
moda,
e
di
oro
di
mutarli
di
sùbito
le
borsa
si offrono
Fiat; sottovoce,
di bilanci
ma,
il
e
la
con
ad
ma
i
alla
mondo
cavalli
alta
con
la
le
stessa
Nei,
Cremona.
si discuce
li
da
voce
peri
di scio-
'alla prima, pausa,
segretario stende
dipinti e di arazzi.
loro
abbagliante. Da
zecca,
passione, i Tintoretto
consigli d'amministrazione
e
volti
proprii tesori ravsupplicando
damasco,
i
Tito, tutt'i pittori,nel
dei
sono
più nominati
In
corsa.
Uva
cencio
un
maghi
quei
il braccio
sotto
tenendo
L73
all'arte
corna
tre
men-
verbale, si parla
l'
Anzi, i magnati dellano
Torino
a
industria, da
Genova, da Mia
Roma, non
più un quadro,
comprano
due
le
quadri, tre quadri: comprano
collezioni
si dice,,in blocco,
intiere,come
{sculture eli scavo,
arazzi, mobili, pitture,
e
bronzi, tappeti, vetri, ceramiche
lane.
porcelGli antiquarii magni
ai nuovi
grandi
clienti
musei
italiani offrono
o
gallerie,,
belli e fatti,col catalogo stampato.
Errori?
c'è da
Inganni? Disinganni? Non
è ancóra
indietreggiareper tanto poco. L'animo
di guerra:
vale sempre
errore
un
quel
che
costa, perchè più è costato
meglio ha,
errando
ammaestrato
s'impara.
; e solo
di
p
L'anima
Di
semplicetta, che sa nulla,
picciol bene in pria sente sapore;
Quivi s'inganna,e
dietro
ad
esso
corre..
..
174
E
poi, se
la speranza
vi
corre
che
F«
volta
l'amante
e
non
accorra
Una
l'arte
a
lo
stato
c'è
più lei,,
liberarvi
dal
peso
qualcun altro,ancóra
amatore»
gabbato era
tradito
:
non
se
vantava.
ne
sempre
rore
dell'er-
imberbe.
po'
Tempi
resto,
un
Del
romantiche.
passati, svenevolezze
ad evitare
troppe di queste docce, c'è per
tutti il perito, il segugio dal fiuto sottile.
Il Vibert
la
nella
storia
Science
autentica
de
la
d'uno
ra
narpej.ntu.re
sfortunato
viaggiatore in «articoli svizzeri»
che, a Parigi, preso in affìtto un
appartamentuccio
sulla cui porta una
caso
a
gran
annunciava
Expert, diventò
targa d'ottone
schiodare
a
senza
volerlo,prima di pensare
la targa, un
fortunato
perito d'arte della,
clienti furono
cui capacità i molti
sùbito;
convinsie
egli se ne
convintissimi, mentre
un
dopo loro.
poco
co
Spesso, da noi,,il perito d'arte è un amida
di casa
che ha tempo
perdere: o da
che
avvocato
guadagnare. Spesso è un
per
la sua
da
professione può ficcare il naso
tutto e del quale s'è cominciato
a direi
per
«che
ha molto
artista
gusto». Spesso è un
perchè, pei collezionisti neòfiti,l'idea che
intendersi
chi fa dell'arte debba
te,
d'ogni ardall' etnisca
alla giapponese, è inconfutabile:
essi immaginano
gli artisti raggruppati
in una
specie di corporazione sindacommesso
l'arte
176
rinomato
cando
fastoso
e
in
e
stato
antiquario
lista:
una,
mano
lo
romano
faello,
Rafiticeli!,
Bo
—
re-?
Michelangelo,Tintoretto,Tiziano
e
—
chiedendo
l'aneddoto
quadro
un
di
Santo
un
ogni
per
C'è
nome.
Guerci-
del
Antonio
eoe1.,
matore
tuit'impeciato di vernici,portato dall'abeato
al restauratore
perchè glielo,
lavasse
ed
e rinfrescasse
:
esplorandone il
to
sotallibito ha veduto
fondo, il restauratore
di
il Sani Antonio
ritratto
apparire un
Giuseppe Verdi.
Inezie. Gli errori
della passione ; gl'incerti
del mestiere
ti,
; le ferite degli arditi. Aneddoin
ingenuità, frodi siffatte se n'è vedute
dro
Feogni secolo : sotto Augusto già racconta
scultori trovavano
che molti
niente
più conveno,
i loro
firmare
Prassitele
col
marmi
da
si
delle
occasioni
che
cioè
raffinati
folla
per
arrivare.
Sono
repentina
che
essa
sia
all'arte
esperti,ma,
quale altro è
insomma
diffusa
corrono
non
ed
la
moltiplicarsi
gnifican
profitto.Si-
col
trarne
a
Esse!
secoli.
più di tre
moltiplicano, naturalmente^
morto
di
nome
ormai
altro
segno
passione
la
corre
correre
un
chi
po-
per
di
è
sta
que-
l'arte:
benedetta.
Oggi questa passione
si volge
nuovo;
ha
in
anche
Italia
un
all'arte
rattere
caino-
ha
177
all'arie
corsa
Di
deraa, anche
a, quella
contemporanea.
raccoglitori dell'arte antica e di quella del
anche
rinascimento
n'erano
ve
prima della
da
guerra,
noi
ogni città,ma
non
che
tesoro
dozzine
a
molti. E
la speranza
con
ora
raccoglievano
se
d'adunarsi
alla loro
due
come
in
avrebbe
morte
in
che
an-
un
casa
to
raggiun-
volte
più alto,ragionavano
diritto perchè per quell'artec'è mercato
di quei
Ma
aperto in tutto il mondo.
italiani che oggi comprano
a migliaia
un
prezzo
tanti
e
;
e
tre
migliaia di lire quadri dipinti oggi
o
jeri
jeri, si può dire che lo facciano
O se
di lucro?
proprio con
quella speranza
lo fanno, che abbiano,,per vincere, un
gioco
facile? Tanto
finora
meglio se sarà così, ma
è poco
all'arte nostra
probabile che intorno
ro
anche
a quella davvecontemporanea,
dia
originale e invidiabile,si raccolga l'inviNon
che
stranieri.
non
degli amatori
lo ineriti ; ma
il merito
non
basta, bisogna
farlo valere.
Chi
far
a
pensa,, chi provvede
Valere
l'arte nostra
oltralpe e oltre mare
di oggi? Di
alla fama
di
fronte
mondiale
un
Segantini che del resto l'Austria proteggeva
come
suo
suddito, spè veduto
quanto
o
l'altro
sia
poco
chetti
fa
a
durato
d'un
o
Morelli
Parigi. De
Ojetti.
I
nani
il buon
tra
trenta
Nittis
le colonne.
d'un
successo
e
o
Mi-
quarantanni
Boldini
v'hanno
12
l'arte
178
lunga
avuto
hanno
e
fama
vissuto
lunga
e
là,
stato
lo
moda
perchè
Joseph
francesi:
mezzo
dell'arte
Nittis,Jean Boldini. Il mercato
nella foga d'oggi, purtroppo,
nostra, anche
de
di botto
si ferma
confini
è
al confine.
in bollore.
tutto
collezionisti
ma
o
Ma
dentro
Conosco
canti
mer-
non
mecenati
ai
che
dir
tutta
la;
voglia, i quali si accaparrano
produzione d'un artista. I successi di Tito
rosi.
clamodi Fragiacomo
stati a Milano
e
sono
Nella flemmatica
so,
scorFirenze, il mese
si
Plinio
Nomellini
privato glieliha
un
in
mia
comprati
tutti,
bracciata.
Questo
bene
do
gli uomini
o
e
è, per gli artisti,)
male?
Domanda
stolta,secon-i
pratici.Ma v'è chi teme l'arte,
furore
amoroso
un
decada
pinti:
di-
sessanta
esponeva
un
gli artisti
proposito
si
o
corrompano
almeno
nella
nel
liberato
de-
ne
tentazio-
di accontentare
narsi
questi clienti,di prosteral loro
gusto e capriccio. Stendhal,1
di Michelangelo
che
parlando nientemeno
alla Corte
capitolo
papale, ha scritto un
princep. E i
renzo
sono
principi d'oggi non
precisamente Loil Magnifico, Giulio
secondo, Leone*
Carlo
gna
terzo
o
decimo, Paolo
quinto. Bisoi committenti
rispettosa misura
giudicare con
liani
munifici, e anche
gli artisti itarapiti in queste inaspettate beatitudini
Malheur
ctes relatioiis
ause
les
La
su,
dalle
1915
angustie
altra
senza
all'arie
corsa
si
in cui
-179
giacevano
la distratta
che
speranza
lino al
nerva.
squattrinata MiChi pensa
alla povertà in cui fino aliai
volta
talsorridendone
si dibatterono, pur
morte
nobile
con
rassegnazione, il Piccio, il
tori,
Cremona, il Faruffini, il Fontanesi, il Fatdella
benevolenza
affermerà
non
dei
lontana
ricchi
oggi
e
che
davvero
l'arte
per
qualcuno.
E
mecenati.
Tiziano
restò
l'imperatore
gli
sia
la
smania1
male
un
per
e
bene, sicuro, materiale
morale
gli artisti i quali trovano, nel
per
di liberarsi,se
mercato
più vasto, il modo
vogliono, dei capricci dei clienti. Fra qualche
se
durerà, potremo,
questo bene
anno,
vedere
ha fiaccato gli artisti,e se questo
se
infiacchimento
sia stato proprio colpa dei
quando
nelli,
—
è
se
I criticoni
troppo
I
un
che
tutti i nuovi
si
e
quadri
arte
al
per
le
sculture
rari.
innamorati
delle
Ma
mai
di
di
perle
è icerto
delle
pen^
cattati.
rac-
sti
que-
imboscare
riparo dalle
fucilate
e
i
più
dalle
surrogato
fan
i
che
danaro,
fisco
anche,
glieli abbia
comprano
del
insomma
che
vero
Tiziano
raccattava
affermano
mecenati
il loro
un
belle
tiglierie
.ar-
voluzio
ri-
una
sarebbero
e
dei
che
arti
lanti
brilnon
sono
l'arte
180
ricchi».
è
lo
statò
pubblica.
la folla dei compratori
Tra
incontrerete,
ho
come
detto, molti vecchi
ricchi, se si
può chiamarli
così, e nobili e borghesi posati
e piccoli commercianti
e
pensionati che
di profitti di guerra
conosciuto
hanno
solo
le ferite dei loro figlioli
l'ansia della lunga
o
dei
"
nuovi
Andate
un'asta
a
attesa.
Se
e
anche
essi
pere,
queste comdi difendere
(meglio il proprio danaro,
anche
te
d'aumentarlo, il vantaggio per l'ar-
è lo stesso.
italiana
rà
di là dai
meno
artisti
e
Se
monti
il buon
di
nome
Sbagliano? Esagerano?
di
tutto
tanto, non
al tempo.
danari
sono
Stato.
dello
Dalla
emigre-^
ne
antica,;
e
avvantaggerà
ne
se
con
sperano,
dai
mari
;
se
il benessere
essa
loro
malattia
è una
d'egli
arte.
Sperperano?
Eì
derna,
mo-
e,
poi
una
date
ma
Pri-
voltai
tempo,
collezione,,
guarisce. Questi
della
si
malattia, non
raccoglitori italiani,
passato il furore di oggi,
dei compratori, anche;
resteranno
sempre
di
se
più cauti e ponderati. Cercherainno
di spendere, cioè, poco
spendere meno:
per1
anche
adesso
molto
se
aver
spendono molto
se
per
aver
poco,
—
di
buono.
Diventeranno
degl'intenditori,
magari dei buongustai.
Vigileranno sulle volubili correnti del gusto
moda
e della
prevederle. Cercheranno
per
artisti obliati ed epoche trascurate
per com-,
così
La
le
prarne
vista
di
e
E moto
gara.
racotte,
bronzi, le ter-
a
e
teste
fuor
sono
il valentuomo
tutti
vent'anni
cominciò
che
ritratti
comperare
181
ancóra
quando
milanese
ai
i
i marmi,
pitture,
i mobili
di
all'arte
corsa
del
la
Ghislandi
di
cercato
Bergamo. Chi allora avesse
esempio su cento,
raccogliere, per dire un
tele del Caravaggio o solo del Cerano, dello
vallino,
Strozzi, del Feti, dello Spagnolo, del Catiplicato
il capitale mologgi si troverebbe
dieci o per
venti, giusto premio
per
di
alla
libertà
dire
di
e
finezza
del
suo
gusto. E)
in
che
Franchia trenta p
in Degas1, in
fede
fa ebbero
quar anfanili
Ogni amhioj
Renoir, in Monet, in Cézanme?
si vedono
le loro
gli
raccolte
ora
disperse dache
eredi
di milioni, tanto
somme
per
è stata invocata
una
legge per far partecipi
i loro
lucro
di tanto
o
gli artisti superstiti
che
quelli
orfani.
Certo, gli esploratori corrono
più
di passeggiare sul
chi s'accontenta
di
davanti
audaci
casa.
costanti, sono
ricompensati. Ho
fine
in
di
e
questo mondo
mercanti
y
eie
a
che
talvolta
di
se
ri,
since-
sono
alla
quasi sempre
detto
ciapiede
mar-
costanti
chè
per-
si
amatori, di studiomediatori
d'arte,
spien
di
—
si confondono
nelle
stesse
tici
più pena
degli ecleti dubbiosi
e i
quali, dopo tutto, sono
persone,
i
e
Ma
rischi
—
niente
fa
l'akte
182
paurosi,
stato
solo
curiosi
—
lo
e
dell' avventura,
voli
fri-
te
dietro
a tutpassione che corron
le gonnelle, superstiziosi senza
religione]
che s'inginocchiano distratti davanti
a tutti
senza
gli altari.
Con
essi,la giusta sorte
è sempre;
crudele.
I collezionisti
di
che
sé,
alla
invece
fanno
cultura
lasciano
che
utile
opera
ricordo
sé
a
stessi
e
all'arte,devono, dopo i giovanili
si suol
dire,
errori, formarsi, come
la loro
tà
curiosifamiglia,far convergere
una
e
il loro
e
[amore
data
una
sopra
epoca,
di
sola scuola
una
e
d'arte,sopra
d'artisti,
nelle proprie raccolte
giorno in (giornosceverare
il bello
anche
in
che
uno
s'è
la
una
un
rattere
ca-
—
accumulata
comunità
Verità
col
proprio
la si sarebbe
non
elementare,
tratta
di tesori
corpo
della
o
non
dall'antica
le
e
lavoro
e
è solo
alla
gallerie dei
vera
d'arte
si
quando
perchè
nel
la
è
patria non
parola da comizio,
dove
una
accumulata.
è il volito.
l'arte
nazioni
Roma
più
tanto
tesoretti
patria
nelle
Ora
e
passione
tanto
proprio senno, soldo a soldo, solin
nostri
e dei
figli,,
parte è nostra
parte è della comunità,
perchè senza
in
stata
nobile
questa
ma
insom-
col
difesa
ma
rivelare
mediocre:
alla
e ricordarsi
costanza,
quella che
ogni ricchezza, anche
e
fine
dal
nuova
Comuni
America,
e
dello
i musei
Stato
Le
torri e le
due
quattro torri di Bologna.
1919.
febbrajo
C'è
per
di
più:
le
conosce
quella
fino
poco
tutto
più
Mazzini
d'altezza
del
regina
tanto
stessa
pittoresca
distratto,
sette
rimane
ìsogno.
le
con
e
od
ai
estatici
e
evidenza
l'aspetto
otto
E
piazza,
linee,
secoli
a
e
potenti,
ma
da
della
si
a
tri
me-
ghese
bor-
casa
metri
della
due,
rivelano
sùbito
al
passante
fiera
fa, tul£a
guardarle,
nelli
Asi-
così
sposano
quelle
col
torri,
cuore
ne,
belore
cocon
più
Bologna
il
ze,
roz-
Bologna
di
novantotto
cielo.
dei*
torre
quarantasette
ai
e
sentita
venticinque
statura
una
scesse
cono-
rosse
centro
i loro
confronto
la
Capreria,
via
e
Garisenda
nella
del
che;
le
per
e
e!
pare
non
fuori,
venute
sieno
in
fa
Artenisi
sebbene
imponenti
due,
nemmeno
degli
Due
torri.
Garisenda
altre
anni
demolizioni
via
della
sei
piazza
beila
la
:
Le
Sono
dalle
e
quattro
nessuno,
Riccadonna.
tra
con
il mondo
o
torre
la
una
Asinelli.
cinque
a
Bologna
piazza
una
degli
dire:
a
che
di
si
in
Le
torri
due
le
e
quattro torri di Bologna
185
ni
parola sospetta per gli uomiBologna
pratici e spediti che reggono
Infatti
che
e
loro, la amano.
certo, a modo
la bella e sullodata
quattro torri
piazza con
In
sogno
durerà
:
pochi
più basse,
in
contro
giorni, e sulle
cima
in cima, adesso
questo cielo azzurro
altri
uomini
molti
picconi
e
mazze,
colpi ai
di gran
del
mille
e
a
muri,, e i
cento, del mille
si filano
promontana
di trache
scamiciati
braccia
torri
due
con
levate, assestano
bei mattoni rossi
duecento, sotto,
e
precipitano
quel tempestare dei demolitori
sulla
giù in un gran polverone, rimbalzano
si
torre
si frantumano,
vicina, si spezzano,
accumulano
condannate.
ai piedi delle due
Siamo
d'accordo
in questi
:
gli austriaci
ci Volevano
la,
vilanni
demolirle
una
quando
chiesa, un
una
anche
modi
almeno
palazzo,
torre,
una
più spicci
e
vano
usa-
pericolosi,
s'è vedu-pericolosi,come
ta
è fatto, anche
per loro. Qui la distruzione
con
civiltà,e si chiama
piano regolatore.
Ma
quel che tocca i resti dell' Italia
per
antica
noi
pochi maniaci, adorata,
e, da
i resti, diciamo
che
dell'Italia
fu,
pure,
il risultato è lo stesso. Ed
è più doloroso
adesso
lo spetperchè abbiamo
negli occhi
tacolo
ma
erano
—
—
atroce
per
lungo
la
delle
miglia
Piave,sui
rovine
di
città
e
di
laggi,
vil-
miglia, lungo l'Isonzo,
monti, lo spettacolo atro-
e
l'arte
186
del
ce
stato
lo
e
dai
d'Italia,deturpato
volto
per
sempre.
I demolitori
di
qui
nemici,
e buoni
italiani,
sono
affermi
talvolta l'ira di
cittadini,checché
la vita, il
partito: pronti cioè a difendere
benessere, l'avvenire dei compagni e, credo,
anche
mi
dei
concittadini
dorrebbe
tutte
con
le
forze. E
quelli alacri manovali
se
ciati
scami-
sulla
e
degli Artenisi
dei Riccadonna
torre
picchiano in questi,
tanta
giorni con
furia, fossero da qualche
lettore
di allegorie presi per embleamante
ma
che
sulla
torre
dell' amministrazione
di
Ma
queste
tant'è:
spazio che
due
o
di
in
mattoni
materiali, sarà
così
ja
od
terra, e
sullo
secoli
no
han-
otto
e
terracotta.
[metri ma,
alto
solo
dato
potrà vantarsi
economia, la statura
fabbriche
l'Arte
attorno, prima
Drappieri si costruì
dei
piazza
diroccate
delle
torri
.
non
in
A
E
1496.
nel
ci resteranno
Doveva
sere
es-
il costo
cleji
diciannove
la Provincia
per
fra
sorgerà il Palazzo
di Bologna: un
bel palazzo,
alto ventitré
e
sette
torri
povere
occupare,
Provincia
dicono,
due
saranno
da
esse
il torto
della
mune
Co-
del
Bologna.
settimana
una
socialista
che
metri:;
d'aver
delle
spettato
ririche
sto-
quella che
questa,
legalmente
su
alcune
tografie
fo-
archivio.
questo punto, quando
cioè
tutte le prò-
Le
torri
due
e
le
quattro torri di Bologna
187
dei
teste,i consigli, gli articoli, gli ordini
della
carta
meno
giorno valgono oramai
domanda
cui si stampano,
è lecita una
su
s7è pensato % rispetnon
platonica. Perchè
tare
le
lasciarsenza
queste due
torri, anche
isolate
in queste settimane,;
come
sono
ma
innestandone
almeno
nel
una
nuovo
edificio,rialzandole magari di dieci o venti
due
visibili
o
uno
metri, lasciandole
per
alla piazza di Porta Ra-angoli, conservando
è il comla tipicairregolaritàche
pendio
vegnana
della
storia
la ragione della
e
sua
sua
L'area
ibellezza?
degli Artenisi
di
comune
e.
Comune
bene
una
e
che
volta
che
affermano
a
fa
da
noi
e
;
di
s'occupano
—
Sovrintendenze
a
al
derla
riven-
Ma'
tanto.
dover
ancora
tutti i cento
in
molizioni
de-
e
nega
adoperarsi
un
al
costa
nessuno
d'intendersene,
Commissioni
torri
espropriazioni
in
guadagnarci
pietà, o ira, è
riconoscere
due
Riccadonna
milione
diritto
il
quello
dei
Bologna,
un
alle
attorno
d'arte
Ministero
teri
po-
perchè
l'Istruzi
del-
ai monumenti,
munali,
coprovinciali, Commissioni
ecc.
l'incapacitàa fare altro che
o
alla
conservare
pel gusto di conservare,
della
lire.
dotta, fuori dell'uso
e
vita, o demoNon
c'è, si può dire, edificio italiano
davvero
storico
pidoglio
dal Came
monumentale,
di
Roma
al
di
palazzo Ducale
—
l'artb
188
stato
lo
e
(Venezia,da
questo Palazzo
tutti i palazzi, chiese
a
P,apa in Vaticano/ che non
del
al nuovo,
dove
—
e
cappelle del
menti
adatta-
sieno
vecchio
al
nuovo
e
del
vecchio
si sia voluto
non
gnese
bolo-
Pubblico
e
saputo
ricreare, adoprare e magari
riadornare
quel che c'era pure
appagando
i nuovi
spettando
bisogni, far posto al presente riil passato, con
una
educazione,
è un
anzi
una
con
priccio
careligione che non
di esteti o di eruditi,ma
è forse la
della
religione stessa della continuità
tria
pare
visibile in opere
grandi singolari e duconservare
per
violi.
Adesso
aree
la
e
tabula
no,
lotti di
della
morte
Da
tanti
metri
per
fantasia
bianca,!
carta
rasa,
metri
tanti:,
tettura.
nell'archi-
anche
ta
cinquant'anni, si tratil centro
di Roma,
di Firenze, di Bologna,,
fosse terreno
come
nudo, prato da pascolo.
Un
più pingue di quello che
pascolo molto
creda
l'ignaro contribuente.
fi quale può
anche
stupefatto chiedersi:
'ci sono
non
ma
leggi,regolamenti, tutele?
Ce
nellate,
ne
su
qualunque
soggetto, a tonsono,
e
quaranta
un
avvocato
le
leggi,ma
bisogno
ha
al Ministro
domandarle
basta
Pubblica
o
Istruzione
e
quindi
è sempre
di
il
non
conosce
un
è
quale
sempre
menadito
a
deputato
scontentare
la
del-
quindi
i colleghi
e
Le
due
torri
le
e
di
torri
quattro
Bologna
18*)
Parlamento, e i loro elettori, sindaci,
li,
assessori,presidenti delle giunte provinciaLe
astrazioni
ecc.
stampale.
leggi sono
sono
come
L'importante ò vedere
applicadel
Ora
catc.
da
provinciale
di
d'un
opuscolo
un
che
Bologna imparo
il Ministero
dell' Istruzione
demolizione
della
nel
1912
la
permetteva
dei
torre
consigliere
Riccadonna,
e.
la
delsospendere la demolizione
va,
torre
degli Artenisi, proposta conciliatiben
lazione
in omaggio
alla circose
rammento,
ordinava
di
tranviaria;
l'abbattimento
1915
di
tornava
la
1916
torri
a
due
vedere
piedi, e
in
1917
stabiliva
di
prie. Sentenze,
torri; nel
libera
e
in
di
pie-
nell'apriledel
anzi
rafforzarle
a
spese
prò-?
renti
Vede, precise, coee
L'opuscolo
perciò autorevolissime.
signor Masetti
Zannini, consigliere provinciale,
si
dopo
ferma
qui
pubblica
lo
vedo
e
e
non
abbia
edificazione.
lo
demolire
le
pochi giorni fa
a
vedono
due
Ma
so,
torri
che
e
ha
centomila
si
che
della
deliberato
che
tutti,;
il Ministero
offrire
quello
so
il Ministero
1917
Istruzione
la
messo
si
come
l'aprile del
Pubblica
suo
voler
le
due
e
approvava;
degli Artenisi; nel gennaio del
delle
due
ripermetteva la demolizione
che restassero
rivoleva
; "nel luglio 1916
e
a
tutte
1914
torre
tutte
del
bel
per
perchè
lavora;
viceversa
mandato
lire al
un
Co-
ÌÒÒ
l'arte
e
stato
lo
di
ri;
Bologna per riscattare le due torchiedergli cioè, con
quella pratica]
mime
a
da
prontezza
tutti
di
romana,
di
gli darà
domani
E
ha
continuato
Chi
i
può dargli torto
alza
Tanto
le
di
dove
in
sorte
Enzo
re
una
le
? Tra
i
imperio,
le
i
sì,i
e
no
seria
fa da
volta^e
tutta
cioè
regolamenti
dovrebbero
nuove
e
zione.
la demoli-
sé.
guardare le meravigliose
in questi anni
fra il palazzo
della Mercaiir
e la Loggia
zona
leggi e
anticte
a
rifiutato
comunale
spalle,poi
che
più
architetture
zia,
tranquillo
l'area...
quel-
per
aver
un'amministrazione
ni,
prima
cia
la Provin-
che
deve
crazia
buro-
compenso
posdomani
o
Comune
il
sul
rinunziare,
lire,al milione
centomila
poiché
nella
ammirata
monumentale
sulle
belle
arti
pieno
al palazzo di
palazzo Ronil
avere
guardare davanti
Enzo
il porticato del nuovo
re
zani
e un
arco
con
un
arco
largo e nano
ne
alto e stretto che assomigliano a quelle buoglie
coppie del passeggio domenicale, la moa
—
bassa
dignitoso
della
di
color
mandarsi:
tanto
mesi
obesa
Mercanzia
sangue
—
su
Ma
davanti
nuovo
il Ministero
queste
marito,
alla
palazzo
scheletro, c'è
di
regala
solennemente
o
—
il
e
del
braccio
al
segaligno,
e
adesso
che
sei
e
un
due
da
gia
LogAtti
do^
ne
dell'Istruzio-
giudizio nuovo
ogni
Torri, perchè ha.
taciuto
mentre
si
fab-
192
l'arte
ministro
cioè
dell'Istruzione,
Belle
delle
Pisa,
era
torto,
durante
quale
non
cliente
Ma
e
politico
della
né
allora
Superiore
un
non
:
che
egli
è
per
tutti
egli
credeva
stato
questi
o
le
l'on.
non
avvocati
Egli
e
conoscere,
dell'arte,
sempre
e
putati
de-
Berenini
conosce
di
i
antiche
esitato.
mai
ha
che
Consiglio
Superiore
squarciare
non
ministro
comunale
Superiore,
l'arte
tra
sgoverno,
suo
mai,
sarà
Arti
politica
il
di
trattò
Belle
Consiglio
Consiglio
Consiglio
stesso
delle
ministro
opportunità
un
lo
anche
un
si
quando
il
tra
il
e
il
Tra
agì.
non
Bologna
già
come
Pisa,
ministro
di
il
volta
questa
Berenini,
l'on.
deputati
Arti,
di
di
mura
i
o
stato
lo
Anche
d'agire.
spettava
comunale
e
deputati,
le
il
la
né
elettore.
sarebbe
delle
più
Belle
onesto
Arti?
e
leale
abolire
il
siglio
Con-
La rovina del Museo
di Pisa.
novembre
Pisa
A
Se
e
che
Museo....
un
lo
ignori, lettore,
Lo
ignorano
tutti
Ti
c'è
i
cioè
in
di
il sindaco
Comune
quel
Pisa
glorioso.
pei tempi
compagnia,
una
liato.
umi-
esserne
non
anche
di
signori
trovi
1919,
autorevole.
corrono,
Una
volta
Museo,
questo
di
ricco
rare,
in
vecchio
convento^
un
bellezze, raccolto
che
prato verde
francescano, di là da un
è il morbido
so
incomparabile
tappeto diste-
Pisa
da
davanti
al
davanti
monumenti,
Campanile, davanti
al Camposanto,
aveva
l'anno
lire
adesso
che
GlielMiaiino
tolte.
Giunta
pisano?
di
Comune
Ojetti.
nani
dal
ci
tra
può
le colonne.
Pure
il
alla
peggio.
pisano?
Nino
viveva,
Giovanni
mila
tre-
stipendio
uno
disdegna.
Sono
scioperare?
non
i suoi
Comune
suo
vivere:
pisano?
serio
I
al
facchino
Museo
tutti
di
al
davanti
Duomo,
Battistero, davanti
al
per
un
bel
povero
trono
No.
perdere
nacciano
Mi-
elettori?
E
allora
tempo
un
e
13
da-
l'arte
194
nari
in
Si
Le
loro.
con
stato
lo
e
tremila
è
lire
meglio
nersele
te-
cassa.
In
badi.
Museo
questo
è custodito
uno
più insigni tesori" della scultura nostra :
chitetture,
quanto resta, cioè, statue, bassorilievi, arda Pisa
del pulpito che Giovanni
dei
sei
scolpì
fa
secoli
città chiudendo
sua
stile.
E
vi
scuola
di
scuola
fino
senese
smalti
e
della
in
passione
tanta
al
all'Angelico, al
bolognese fino
fino
cattedrale
tanto
allineate
sono
soltanto
non
la
per
e
preziose pitture,
di
anche
pisana ma
fiorentina
Sodoma,
Gozzoli
a
al
e
daio,
Ghirlan-
Guido
Reni,
e
centinaia' di
miniature
e
zi
araznete
mo-
d'oro
d'ogni parte di Toscana.
Valori,
dirla
all'americana, di
di milioni.
decine
per
d'ogni
Ricordi, per dirla all'italiana,
della
di Pisa,
secolo
storia
da
quando
Venezia
con
essa
e Genova
signoreggiava
no
il Mediterraneo
dalla
Siria alle Baleari, fi—
Firenze
[a quando
la
Ma
la
soggiogò
e
il
re
ma-
abbandonò.
tanto
scrollata
di
peso
il Comune
di
e
spalle
storia
esso
abbandonandolo
di
di
se
e
Pisa.
n'è
pacciava
gloria im-
di
E
con
una
randolo
liberato,igno-
senza
pena.
quei dipinti sono
cati
spacal bianco
fino
scrostati
e
mitura,
dell'imprisi reggono
i pochi che
su
sono
e
Non
è più
marrani.
deturpati da restauri
Oggi
la
metà
La
del Museo
rovina
di
19f"
Pisa
pinacoteca, è uji ospedale dove
bellezze
agonizzano, irriconoscibili
quelle
una
assistite
pietà d'un
dalia
solo
litte,
dere-
e
custode
lebre
quelle rovine gemendo. Dal ceCrocifisso
dipinto, dicesi, da Giunta
di colore
crosta
larga
pisano s'è alzata una
che
vi mostra
grande Crocefissione
dugentesca di scuoia
pisana, dipinta
inchiodata
al legno, riprosu
dotta
pergamena
da
del Venturi, studiata
Storia
nella
italiani
tutti gli storici
e
stranieri, come,
un'altra
palmo. Sopra
un
Vasari
ha
una
capo
drappo
Bruno
descritta
davanti
in
di
tavola
la
sopra
che
Fiorentino
il
che
rappresenta, supplice
Sant'Orsola, proprio Pisa
a
e
d'oro
corona
di
tondi
e
indosso
un
d'aquile», la pelle
della pittura è tutta rigonfia.La Resurrezione
di Lazzaro
di Paolo
Schiavo, la Madonna
tra quattro Sqnii di Zenobi
no
Machiavelli, sopieno
tutte
Cristo
di
Sebastiano
sono
spaccate
attribuito
con
butterati
di
per
San
da
e
lo
a
// battesimo
mezzo.
Bufialmaleco, il Saji
Rocco
del
scrostature.
Ghirlandaio
Nelle
lette
tavo-
Simone
la seducenMartini, dove
tissima
grazia delle figure è inscritta come
del
nell'oro
una
fondo, le cornici
gemma
che
crepe
fan
la tavola
con
corpo
nette
dal quadro. La
da
e
Pisa, tra
i danni
quelli dell'incuria
dei
nuova,
si staccano
Madonna
restauri
è
con
drea
d'An-
vecchi
perduta.
Ma
l'arte
196
la
lista
e
lo
stato
continuare
può
per
colonna.
una
Peggio: s'allunga ogni giorno.
Infatti
i lucernari!
nelle
stanze
anguste, sotto
mal
senza
più tende, coi vetri
si gejla, e destate
si
connessi, d' inverno
s'è
che
tanto
scoppia
nell'agosto scorso
42
a
giunti lì dentro
centigradi. Adesso,
alle prime piogge, le pareti dietro
i dipinti
chiazzate
d'umidità
sono
: chiazze
larghe un
Le
metro.
intatte
lì
restano
dell'ultimo
rovina,
nel
a
ed
nemici
che
pensare
alleati
Sa
passare
barbarie
questa
tristezza
che
più
la
contro
incombe
la
ottusa
anche
che
la
stare
da
faccende,
fonda
che
protestare,
nemmeno
Minerva
per
opere
dei
musei
Luisa
la
non
cui
romana
nali:
comu-
legge estendersi
d'arte
il confronto
mal
con
Reggente d'Etruria
d'arte
tesori
pisana; la nomina
una
speciale Deputazione Pisana
di Maria
secoli,
tori
viaggia-
poco
altre
è così
tutela
deve
confisca delle
Lasciamo
molte
di
città
una
torneranno, treni permettendo,
da
qui e a giudicare
coglie
forza
solita
tutela
di
vi
fra
tanta
e
in
dell'Italia,
rinomanza,
d'una
mondiale,
alla
ne
aspettar-
abbandono
tanto
cuore
Pisa
come
s'ha
ad
scalcinate
e
contemplare
da
terrenioto
altro.
un
A
fenditure
dite.
custo-
le
per
cure
sti
que-
[allora
per
le
arti ; la direzione
belle
nel
1825
con
le
che
trasferì
scuole
rievochiamo
di
merito
fondare
questi locali
in
di
museo
e
da
disporlo
debito
un
il
assecondò
lo
fare
sette
ventiebbe
Supino
il Comune
e
Non
Prefettura.
I. B.
questo
fervore
tanto
con
questi dipinti,
palazzo Pretorio
il ricordo
fa, quando
che
di
molti
nemmeno
anni
197
Lasinio
Carlo
di
d'arte, nel
palazzo della
è il
oggi
di Pisa
del Museo
rovina
La
di
timila
ven-
proprio per questa istituzione.
è
Il pregiudizio del progresso
dell'umanità
lire
troppo
di
anche
caro
Pisa
noi
perchè
comodissima
ai
si
consiglieri comunali
d'offuscarne
osi
la
luce.
'Accontentiamoci
d'allineare
alcune
tiche
pra-
domande.
Lasciando
ha
chi
ci
i
e
mi
il
buon
comunale
arduo
pare
Pisa
Parigi, e poi
tutt'una
Può
scempio
nel
.città di
d'Italia,;
mo,
conciliare,,mettia-
la Madonnjaj
per
Francesco
di Giotto
trattenuti
e
e
noime
rimpianti
pel San
nome
della
il buon
nemtmeno(
e
magiari di dollari,;
Non
bilancio
che
patrimonio
un
milioni
guadagna?
il
Pisa;
perchè
a
di
valore
un
non
bue
deperire
1815
abbandonare
al
così
di
Cima-
strappati
Louvre
alla
di
rovina
pinacoteca.
Roma
vuole
o
e
occuparsi
incamerare,
la raccolta?
E
se
non
questo
dovrebbe,
come
può
di
e
se
non
ta
tut-
vuole
198
l'arte
lo
e
stato
non
indifferente^ perchè almeno
si restituiscono
all'Opera del Duomo,
agli
i
ospedali, alle confraternite, alle chiese
stati loro
tolti e che
non
quadri che sono
s'è saputo custodire?
Peggio di così, questo*
è indiscutibile,
li può tenere.
nessuno
E come
mai
il presidente del Consiglio,
che non
d'essere
ha fama
un
ottimista,s'è
o
le
se
è
andare
lasciato
affermare
ad
Camera
in
piena
le
gallerie del
che
regno
distribuiti
regalò questa,
in
come
tutti
fa
mese
un
i museii
e
tutte
logati,
custoditi,catamodo
perfetto? Chi gli
si vede, precisa informazione
erano
?
Ma
notizia
una
sorriso.
un
con
può
L'onorevole
Nello
scanelli,deputato pisano, nell'ultima
faceva
Amici
voleva
di
casa
visita
parte del
ne,
fi-
confortarci,,alla
così
detto
To-
ra
Came-
gruppo
gli
de-
dell'arte.
o
Proteggeva insomma,
da Montecitorio
dirittur
proteggere l'arte addi tutta la penisola. Se, uscendo
mattina
minciato
couna
qualunque, avesse
una
fugace
questa protezione con
al
Museo
della
città....
sua
di Pisa
ha stabilito
Dopo questo mio scritto,il Comune
di spendere pei restauri più urgenti all'edifìcio e ai dipinti
di lire cinquantamila
mutuo
del Museo, lire settemila, di contrarre
un
lavori
necessairi ma
meno
urgenti,
per gli altri
e
E.
di
nominare
Sovrintendente
direttore
del
ai monumenti
Museo
il dottor
della
Péleo
Provincia.
Bacci,
200
l'arte
coli
seni
bella
lei ha
la
è che
essa
come
sola
che
statua
che
Eva
se
riviveva
in
il
:
Ducale
Antonio
Porta
altro
la
la
mezzo
e
Rizzo
fu
tino,
la-
quale
da
ravigliarsi
me-
donna
sola
ta
usci-
che
che
Carta
dovuto
aveva
Foscari
Palazzo
del
stò
Re-
Piazzetta.
al 1498.
Poiché
Il
salario», i
detto
le
bellezza
comune
«etiam
di
capace
sue
veditori,
Prov-
intolerabili'
dell'opera
sua
duecento
di
ad
chiudere
perciò
era
Palazzo, gli assegnarono
all'anno.
sonalmente
per-
gli toglieva di lavorare
essa
la
co,
fuo-
E
Arco
sulla
fino
riconoscendo
e
dal
stro
protomae-
corte
la
i
lazzo
il Pa-
ricostruzione.
verso
della
1483
questo
a
bottega dove
guadagnare in triplo
d'oro
c'era
nominato
alla
sua
fatiche»
bella
distrutto
quell'alta carica
si doleva
tanto
settembre
andò
soprastante
in
Lai
distico
un
non
fosse
il 14
corrisponde
alla
è
ed
:
firmata.
in
stata
lavorò
che
voto
un
uomo.
governi. Quando
o
Antonio
Tutti, del resto, esaltavano
gli artisti,i dotti, i poeti e
un
Rizzo
piedi di
ai
nome,;
ed
marmo,
ch'ella
da
suo
affermò
era
quel
to
Tan-
il 1475.
e
poeta
un
scultore
il
spota
de-
un
dominio.
egli abbia
il 1470
Sùbito
cui
con
suo
omaggio
un
scolpì tra
lo
incidere
voluto
Rizo,
indifferenza
l'insegna del
regge
proibito
il frutto
sorreggere
per
la maestosa
con
Stato
lo
e
Vicenza
in
ducati
affi-
L'agonia d'un
dandogli
i
201
Palazzo
dei
restauri
chiamò
lo
capolavoro
gione
Ra-
della
architectus,
excellens
metra
geo-
clarissimus, sculptor perlttssimus
za
ingemosissimus. (A quei tempi la conoscen-
ac
un
pratica dell'arte propria sembrava
titolo di lode
perchè purtroppo la scultura
dei negri era
ai critici.)
ignota allora! anche
Si aggiunga
berato,
deliche
e
quell'animo netto
quel piglio vigoroso
e
tagliente,quell'energic
e
che
tristezza
sdegnosa
appare
del
statua
nella
figure, come
vecchio
Cappello fuori di Sant'Aponal1) e
in questo
Guerriero
lo
Adamo
e nel
con
in
talune
scudo
sue
stesso
nello
l'animo
essere
il
piglio della
1477
sua
in
Scutari
di
tutte
le
di
«ferito
1498,
venne
spese
per
o
J) Dal
gruppo
di comando
legno
e
al
bombarde»
"
fu
del
vero?
—
Capitan
più di
Palazzo
Si
difese?
Vendette
Sant'Elena
General
sulle
rubato
aver
difendersi?
Rizzo
,e
as-
Non
tutto
che
da
il bastone
porge
Vittorio
Mar
„
la guerra,
porta di Sant'Aponal, durante
il gruppo
un'armatura
di
nascosto
da
era
protetto e
stati rubati il bastone
da spessi pagliettid'alga,sono
Cappello
mentre
del
e
All'improvviso, nel
rifabbrica
volle
non
mazzolo
fedelmente
di
Era
nel
diportò
ferite».
ducati.
e
1474
agli
le
a
suo,,
combattere
«si
accusato
diecimila
seppe
a
batterie
la
Nel
abbandonato
dove
più
il sentimento
e
andare
scalpello per
vevano
Palazzo,; do-
del
persona.
infatti
aveva
sedii
cortile
di bronzo
sulla
—
e
la
mano
marmorea
di Sant'Elena.
l'arte
202
il suo,
in
e
stato
lo
Ancona
fretta,e fuggì verso
e
Foligno. Ne si seppe più altro di lui.
di questo,
Ebbene, l'Eva, il capolavoro
Dopo
maestro, oggi è mutilata
per sempre.
stata
era
Caporetto essa
portata in ..salvo
dentro
di legno
di
a
una
e
Roma,
cuna)
zata
un
qui, fu con
stoppa. Tornata
ponte rialsul suo
fa
settimane
piedestallo.Poche
un
su
operaio camminando
quel ponte le
urtò
gran
il braccio
che
precipitò al suolo
in
lastre
dalla
Accorsero
Ma
ridotto
tutte
la
:
si
che
in
le tre
Corte
come
da
risoluzione
Hanno,
riproducano
nella
sono
appare
sale.
autorità,anche
nessuno.
precisione
sulle
marmo
friabile
; solenne
loro
accontentato
ha
le
il braccio
e
frantumandosi
scaglie. Il
cento
salsedine
il pomo,
regge
del
ma.
Ronon
cretato
dicesi, de-
canica
{mec-
con1
marmo
Rizzo
del
statue
Ducale;
Palazzo
si
;
tengano queste copie chiuse in un museo
gli originali si lascino qui all'intemperie,a
si dice
in
caserma.
come
consumazione,
in briciole
a
Quando
saranno
o
presso
co,
po-
perchè
tre
le
cotte
tre
secondo
Così
due
romana
s'è veduto
ora
dal
marino, si metteranno
copie, magari a una
e
la
e
qui
a
una
eventi.
avremo,
ragioni
tutte
sono
sale
candide
gli
che
o
i
nostri
gratitudine
prima sarà di
di
nepoti
alla
non
avranno,
burocrazia1
possedere
L'agonia d'un
più che
e
ro
dei
monconi
seconda
la
delle
delle
di
sarà
statue
Rizzo
del
sul
vedere
pietre dell'Arco
alla iScala
203
capolavoro
;
grigiofer-
Foscari,
in
fondo
Giganti, in un luogo cioè salerò
all'arte e alla storia nostra, tre marmi
chi,
biandi quell'americana novità
bellezza
e
che vanta
in piazza della Signoria a Firenze
il David
di
copiato a puntino sul David
Michelangelo.
dei
Il buon
veneziano
senso
un'altra
sùbito
soluzione:
(il calco
dell'Eva
per
statue
suddette
e, dei
Nel
bronzi
buoni
calchi
le
già c'è) delcalchi, tre copie in
da
intonarsi
ai
cini
vi-
due
tua
pozzi; la stale altre due, presto, o appemutilata
e
na
il pericolo sembrasse
seo.
più grave, in mue
celebri
tre
trovato
fortuna
così
bronzo* patinato
aveva
gioco
gran
Foscari, del
d'oro, di tutto
suo
dei
di
chiaroscuro
catino
azzurro
co
dell'Arstellato
loggiato, quei
bronzi
fedeli
sostituirebbero
meglio d'un
sfacciato
i tre
marino
e
approssimativo
revole
che l'onocapolavori. Noi speriamo ancóra
Mo
Ma
vicino
Carona:
di
a
dell'Arco
Rizzo
lunediti
dopo
il dovere
o
il cortile
una
se
ne
questo lutto
far
a
e
convinca.
si dovrebbe
finalmente
una
le
statue
sentire
fotografare da
sui pinnacoli
d'Antoni
Foscari, tutte di mano
del suo
migliore aiuto, Giorgio da
da presfotografarle ed esaminarle
l'arte
204
da
così
so,
tesi
celi
vai
e
noi
e
ai
chi
di
di
Il
accolto
questa
Ducale
proposta.
fatte,
saranno
sostituiti
nel
Molmenti,
senatore
Palazzo
agli
originali;
stesso.
:
Godia|mo—
le
Se
copie,
mai,
—
o
gnerebbe
biso-
la
aggiungervi
così,
tiglieri
ar-
tutto
sopra
lasciamo
pensa
colo
perigli
comic
dire
posteri
la
in
ma
fotografie.
grafia
foto-
servisse
perchè
tesi.
alla
commento
posto
sonora
posteri
pei
bili.
irrepara-
danni
capolavori
quanto
le
peggio
alla
è
pezzo,
egoistica,
i
sul
morire
sul
altri
che
visamente,
improv-
giorno,
un
ad
eroica
devono
stato
trovarsi
non
davanti
La
lo
e
sottosegretario
Delle
da
e
tre
per
statue
calchi,
tre
gli
originali
le
del
Belle
Rizzo
bronzi;
saranno
Arti,
in
essi
Palazzo
saranno
ricoverati
ha
IV.
ARTE
D'OGGI.
208
to
D'OGGI
ARTE
1899
nel
Parigi
il
belga Evenepoel che
discepolo prediletto di Gustave
Nel
reau.
dal
di
busto
modellato
stato
Rodili,
di Clemence.au
si erge
sul
colletto
imperturbabilità quasi
una
quel volto
contro
eretto,
a
fondo
lo
la
dentro
testa
sodo
con
perchè
insù, vi
mento
guardarvi:
senza
scavato
col
sia;
la
insolente
a
Mo-
credo
1900,
il
dopo
poco
che
fu
sta
sguardo
di
nero,
nente,
palpebra promi-
sopracciglia folte e l'orbita
altissima,guarda più basso, disdegnando lo
sotto
le
spettatore. Il ritratto
Manet
gran
è
ha
fiero ;
meno
solo
figura del
mezza
a
nel
trentaquattro
1875
anni
menceau
Clee
vi
cravatta
presenta vestito di nero,
nera;
baffi neri, sopracciglia nere,
occhi
neri, le
braccia
che
conserte, più ostinato
vo.
aggressiS'era
nel
pieno delle battaglie e delle
si
intorno
risse
all'impressionismo a alla pittura
d'aria aperta. Clemenceau
solo
era
non
amico
un
amico
più giovane
per Manet, un
Scriveva
anni.
e disputava
d'iappena nove
inesorabile
in
difesa
quale rappresentava
la
sincerità
Monet, Degas,
e
la
della
nuova
anche, caduto
verità.
Manet,
Cézanne
scuola
la
l'Impero,
Renoir,
impersonavano
sta
que-
sincerità, la facevano
visibile,in piena
entb
il r inno vani
l'educazione
e
luce, per
Clemenceau
loro.
della Francia;
e
era
con
Anche
vent' anni
dopo
nel
suo
libro
Le
J
ritratti del
signor Clemenceau
209
pagine sull'arte di Claude
Rafinnamorato.
Monet, sono
pagine d' un
faélli era
in quel manipolo
d'avanguardia,
tamente
in sott'ordine
come
più deliberapittore,ma
del
rattere
caappassionato alla ricerca
: uno
tura
psicologo che adoperala la pitdefinire
i caratteri
e l'acquaforte per
degli uomini.
Egli ha dipinto Clemenceau
mentre
alla]
comizio, accanto
parla in un
tavola degli stenografi, la sinistra sulla tavola,
destro
l'indice
il braccio
teso, con
che
s'appunta sugli uditori. La folla è tutt'attorno, dietro
all'oratore,più in basso,
davanti
vano
a
lui,folta,attenta e varia. Correin cui Clemenceau,
gli anni burrascosi
delle enerallk dispersione coloniale
avverso
gie
francesi,combatteva
l'impresa del Tonchino
Il disegno
del Tonchino.
e gli affari
di Evenepoel
di
rappresenta Clemenceau
duto,
profilo, già tutto bianco, cogli occhiali, sein atto di scrivere:
è il disegno per
delle due litografieche egli fece di lui.
una
Clemenceau
è stato anche
to
legato di moldire
affetto,senza
degli artisti minori,
Toulouse
a
Lautrec, che
gì'illustrò venti
anni
Au
fa il volume
pied du Siniaf; e ad
Eugène Carrière, di cui possiede un
dro,
quaMadre
è tra le più seme figlio che
plici
;,
intime
e
rappresentazioni dell'affetto
materno
dipinte da lui.
Grand
Ojetti.
Pan,
I nani
le
tra
le colonne.
14
210
Insomma
la
l'uomo
che
tutta
disinteressata
è la
forma
di
eterna
di
capace
civiltà
E
nel
anche
solo
vato
trole
perenne
che
è
vero
dav-
riconosciuto
la
e
durevole
mento
docu-
valga
la
d'un
l'anima
la
verso
l'arte
al-
funzione
sua
quanto
provare
sforzo
suo
toria
vit-
pura
; ha
umana
più semplicemente,
o,
popolo
di
storica
e
e
ce,
pugna-
più
quel
grande e degno ; ha
in pagine memorabili
sociale
alla
vita
sua
consolazione
una
la misura
quasi
la
dell'attività
nell'arte
la forza
Francia
la
l'arte,che
;amato
avuto
ha
di condurre
fortuna
ha, durante
e
D'OGGI
ARTE
perfezione.'
questa fede e a queste amicizie
settantotf anni, lai
ha
egli deve, oggi che
sua
giovinezza alacre, ilare e fiduciosa.
Ma
si badi : Clemenceau
quest'arte e questi
a
il
sé, secondo
suo
esperienze; oi
gusto proprio e le sue
rière,
meglio, ha saputo che Manet, Monet, CarRodin
fra i più grandi artisti
erano
rière,
del loro tempo, quando
Manet, Monet, Carartisti
Rodin
né
compratori.
essi
con
cioè
ma
dove
partecipano
la loro
delle
da
vera
opere
E
per
Clemenceau
alla
né
questo, oggi
sua
guito
se-
la
nel-
rito,
giace fene
glorificazio-
la precon
senza
presenza,
loro, fatte per amore
segni di immortalità
fra un
secolo, se fossero
lui:
fama
né
avevano
non
modesta
casa
di
li è scelti
se
che
oggi no,,
vivi, gl'invi-
dierebbero
molli
Infatti,
l'Italia
perchè
sarebbe
Ministero
dell'
in
questi
del
Istruzione,
fila
in
ministro
nelle
guardare
Esteri,
degli
Guerra,
della
considerata,
poco
a
Ministero
del
i
fila.
isjiajsejm-
vittoriosa
Ministero
del
anticamere
detto
o
andare
utile
nare
|aj indovi-
affanniamo
anche
conosciuta
mal
glio
Consi-
del
Cinque.
ci
quando
211
colleghi
dai
o
Clemenceau
signor
suoi
Dieci
dei
pre
del
ritratti
I
ritratti
E
dei
confrontarli
Clelmenceau.
nostri
ci
tetre
del
così
nistri,
mi-
con
sudatine
Le
di
Romanelli.
Romano
1919.
maggio
C'è
Roma
a
Dipende,
Costa
soro.
basta
vedere
Scuola
della
che*
e
concordia
vi
vi
le
nito
ultimoge-
sia
date:
Ba-
Regia
una
questo
con
spalle
per
riesce.
che
è
to
van-
idi non
finga
e
po
sco-
quella
per
lavoro
del
volti
le
«romano»
italiana,
Zedca,
economia
ed
Ter
ufficiali,
creata
Regia
la
daglia.
Me-
no.
all'an-
lire
moneta
che
Medaglia
poi
di
fantasia
darsi
anche
può
del
fortuna
quanta
con
ministero
ventino,,
un
della
e
della,
la
guardiate
gusto
ufficiale
migliaia
rinnovarle
che
del
dal
credo,
parecchie
Dovrebbe
e
scuola
una
,
anche
utile
fatto
hanno
quelli
oggi
beile
della
della
guerra.
e
che,
fanno
vittoriosi
Scuola
della
e
In
ogni
modo
somiglianza
di
esistenza.
la
conoscerne
a
gli
e
altri
Medaglia
Ahimè,
dei
fatti
alcuni
dalla
diffondessero
si
medaglie
italiane
guerra,
vinti,
to
quan-
detti
paesi
quelli
rebbe
sa-
tive
commemora-
e
degli
amici
uomini
volevano
vili,
cigia
Re-
Le
nel
1918
medaglie di
donare
ai
medaglia
una
un
con
bel
Romano
soldati
col ritratto
del
ritratto
Romanelli
213
d'una
ne
divisio-
del
Re.
Re
Non
:
de,
s'inten-
va,
esiste-
daglia,.
dellai MeRegia Scuola
La Regia Calcografia, il Regio Opificio
la
deldelle Pietre Dure, la Regia Scuola
ne
Medaglia: c'è qualcuno che pensi a farcioè con
delle istituzioni vive, a contatto
fattori attivi del gusto ej
la vita del paese,
I più audaci]
Nessuno.
magari della moda?
solo
perchè è più
gridano :
Aboliamole,
alla
nemmeno
—
facile abolirle
Pure
—
che
si tratta
renderle
d'arti
utili.
da
italiane,,
secoli, e
o cattivo
negligenza delle «autorità»
gusto del pubblico che riesca a soffocarle.
Passano
messe
anni, vediamo
mesi, passano
in onore
bruttezze
che paiono sfide al buon
d'Italia: e d'un
senso
prima che al decoro
tratto, da
questa terra piatta pesta polverosa,
re
uno
una
stelo,un fiosorge
gemma,
dura
fra tanta sterilità^
che, solo com'è
ci consola, anche
un
giorno ma
chè
perpure
ci prova
che, a protestare contro
gnorant
gl'inoi
e
e
a
gl'indifferenti
sperare,
pochi s'aveva ragione.
La Medaglia: cosa
nostra, parola nostra,
arte nostra, per secoli. Le più belle durante
la guerra
erano
invece, almeno
quel
per
che
finora
m'è
capitato di vedere, francesi,
Da
tedesche.
o
noi, divisioni,brigate, reg-
non
v
è
214
D'OGGI
ARTE
le loro gesta e i loro
ginienti,
per ricordare
fatte modellare
hanno
coniare
e
eroi, ne
affidandole
bonariamente
a
molte, spesso
chi là per là, purché fosse in divisa,affermava
al generale o al colonnello
d'essere
sti
uno
scultore;talvolta,rivolgendosiad articelebrati ; tale altra,più spicci,
do
mandanufficiale allo
un
il
se:
quale stabilimento,
d'esecuzione
nitidezza
fiacche
e
a
Johnson
stabilimento
altro,sa
non
anche
dare
concezioni
a
sieme,
stentate. Nell'in-
modellazioni
di nuovo,
di nostro. E se
rabile,
d'audace,di memoqualcuno fra i cento
adesso
editori che nascono
in Italia penserà
le riproduzioni
a
raccogliereordinatamente
di queste tante medaglie, così che ci sia possibile
vederle
tutte,speriamo di ricrederci.
niente
Ebbene,
Gabriele
nell'inverno
d'Annunzio
1918
del
che
anche
a
Venezia
distribuendo
mata
motti, emblemi, imprese all'arlavorato
e all'esercito ha
quattro;
per
forma
liane
itaanni instancabile
a improntare su
mi
questa guerra lenta e sconnessa,
mostrò
rina.
una
medaglia per l'Aviazione; di madue gabbiani contrapIl rovescio
con
posti
liberalmente
i cui
tra
si
dalle
tre
e
fantasia
fissava
una
folgoria punta
e
d'uno
centro
bomba
ali scendevano
cui
tre
becchi,al
della
daglia,
me-
rotonda,
e
simimeMcamentej
di
stile che
era
freccia,
rammentavano
d'una)
le,
216
D'OGGI
ARTE
mandato
di
«Mas»
sei
toscano
Tirreno
nel
anno
un
per
nell'arcipelago
dopo essersi
appostata
Portoferrajo,
a
driglia
[una squa-
e
in comazzurro
guadagnato il suo nastrino
un
batjtimento con
sommergibile tedesco.
e muscoloso,
con
Bell'uomo, alto, adusto
i madi gesto che
hanno
rinai
quella timidezza
troppo alti e troppo grossiin confronto,
e
noscevo
all'angustiadelle loro cuccette
cabine, co-
Romano
bene
della
passione
sua
Raffaele
scultore
credo,
della
Carlo
il
nostra
fedele
a
a
tanti
del
a
e
che
gran
anni
lasciato
fa
l'amore
per
modellare
servire
più
Bartola
sua
messo
di1
fervore
un
con
il
tura,
della sculs'era
giovanissimo
poteva
fu
pote
ni-
d'esempio
ai
lità»
genii svogliatie divini della «sensibiA Firenze
anzi
aveva
oggi di moda.
ottenuto
al
più
non
del
discepolo
di marinaio
assiduità
lato,
model-
monumentale
che
Romanelli
aveva
studiare
ha
statu,ariar,
quello
sul Quirinale ;
Roma,
riamato
carriera
ria
sto-
Figlio dello
che
cavallo
la
moderna
lini,Romano
e
Romanelli
Pasquale
e
e
l'arte.
per
più bel
Alberto
di
Romanelli
di
lavorare
più
maestro
più mesi
per
inesorabile:
Treiitacoste.
istituire
la
Domenico
|
Richiamato
tè.Taranto,
a
accanto
alle armi
fu
incaricato
difesa
del
fin
1914,
dall'agosto
di
basso
collaborare
Adriatico,
ad
da
Vallona
a
Varano,
medaglia
'mi
mostrava
In
fino
gli aviatori del
per
del 1915
(modellata nel imarzo
ed
anni
dopo
elogiava.
è restato
Romanelli
Romano
mese
tre
il D'Annunzio
che
guerra
al
Là
Brindisi.
,aveva
la
217
Romanelli
medaglie di Romano
Le
scorso.
dere
Firenze^ .ho potuto vealtre tre medaglie di sua
mano.
Una, pel sommergibile S 2, fu modellata
nel febbraio
del 1915, anche
prima di quella
l'uomo
l'Aviazione
di marina.
L'allegoria delper
il piede destro
che
da terra
pone
sulla
del sommergibile
torretta
salirvi,
per
una
s'avanza
mentre, nel fondo, a destra
Ritrovandolo
mercantile
nave
intr
a
e
a
avvede, piegata,
rivela
che
con
un'altra
sinistra
sul
animo,
in
se
d'affondare,
punto
quei
di
mesi
plessità,
per-
Quen-
il tenente
gliela commettesse
ne
che
comandava
anch'egli fiorentino
che
il comandante;
animo
quella nave, te con
la
Romanelli
l'immaginasse. Nel rovescio
linea
dell'orizzonte
taglia l'area poco
più
della metà, e il lungo profilo del sommergibile
su
tin
emerge
il Idiametro
le
da
sinistra
della
nubi
destra
a
medaglia.
nei
tutto
Qualche
le navi
verso
per
nel
ticolare,
parritto,
di-
,
tile
un'inuminuto, con
insistenza
La
descrittiva.
medaglia per
l'aviazione
è invece, come
ho
detto, già più
è
sobria
ancora
e
un
composta.
poco
(
218
AKTE
1 (modellatori
D'OGGI
medaglie, antichi e nuovi,
si (possono,
alla fine, ridurre
a due
specie :
teste e
quelli che appiattiscono e ricamano
invenzioni
al
così da uguagliarne il rilievo
cordone
del contorno, e la loro
arte minuta
della moneta
e
gentile tiene ancóra
; quelli
che
la medaglia a gran
più arditi trattano
mono
chiaroscuro
un
come
bassorilievo, né teiaggettie spessori purché distribuiti
d'arte
severamente
e
e
norma
pesati con
stretti dalla
di
della
morsa
«i
furono
forma
getto»
di
medaglioni
rotonda,
me
co-
Pi-
del
veneti, lombardi
del quattrocento. Già ai primi del
e toscani
storino,
col Leoni, col Pacinquecento, col Cellini,
sanello
dei
e
suoi
imitatori
si tornava
della
moneta
stanca
e
spesso
di Roma
il 1530
verso
a
testa
La
modellò
di
una
nuda,
con
per
ammiraglio
cui
Per
era
grande
stato
nave
nostra
aia
era
finezza
l'orafo
dello
infatti
e
nuzia
la mi-
ammansa
scultore.
lavorò
nelle
che
zec-
modellò
appunto
d'Andrea
Doria,
corazza
una
imperatoria.
cibile
gratitudine perchè l'invinMilano,
medaglia
lo
aveva
dal
liberato
condannato
Doria»,
giunta in linea
«Andrea
la
foga
che
e
la
dove
la
Leoni
Leone
verso
per
omicidio.
l'ultima
quando
cominciata,
cere
car-
nostra
la guerra
il Romanelli
medaglie di
Le
nel
pensò
che
ha
sul
fondo
diritto
nel
il
un'onda
vastità
della
ricordo
un'altra
e,
così
massa
ma
che
nel
;
fedele
gonfia
la
medaglia
nella
come
il delfino
219
dell'eroe,
il ritratto
nome
daglia dei Leoni,
l'immagine sommaria
sopra
1915
maggio
Romanelli
Romano
da
e
meda-
rovescio,
della
nave,
rivelare
la
Ora
il
fende.
celebre
della
tesca
medaglia cinquecenfa danno
alla medaglia
non
dei giovane
fiorentino, appunto
perchè questa è
volontà
stile affatto
una
e
uno
pensata con
che
d'oreficeria.
diversi,e sa più di scultura
L'ultima
di queste quattro medaglie
del
Romanelli
è per
38 P N.
la Torpediniera
Sul diritto,una
sirena
col tridentje,sul rovescio
la nave:
la stessa
semplicità solida
zione,
e
definitiva, la stessa originalità d'invenne
bela stessa composizione in volumi
bilanciati.
E
anch'essa
è del
1915, in
«settembre.
Da
allora, Romano
fatto
Romanelli
non
hai
jaltre medaglie.
Ma,
principio, c'è a
Roma
Scuola
ufficiale
della
una
Medaglia.
dei tanti Ministeri, credo
Dipende da uno
da quello del Tesoro.
Costa
gliaia
parecchie micome
di
A
che
dicevamo
lire all'anno....
serve?
al
Le
di Palazzo
mostre
Pesaro
Venezia.
a
1919.
agosto
I
da
{mecenati
noi
dovrebbero
Eppure
averla
A
rarità.
loro
duchessa
vent'
Pesaro
il
Grande
Canal
sul
anni
la,
fa,
morendo
dei
già
palazzo
gran
la
per
Masa
La
Comune
al
fortuna.
almeno
Venezia,
Bevilacqua
lasciò
hanno
non
vi
perchè
fossero
"
di
come
fatto
vi
artisti.
giovani
Ma
continua
ad
chiamato
palazzo
e
a
quel
In
si
La
nona.
della
Bevilacqua
anche
i
ufficialmente,
anzi
Ca'
è
così
Pesaro
;
negato,
ingratitudine,
che
per
di
giovani
della
anche
è
porre
ogni
aprono
prima
Ne
palazzo
onorabile
modo,
mostre
e
e
il
mio
pre-
popolarità.
ogni
l'aiuto,
aiutati}
ospitati
Pesaro,
nomie
della
il
essere,
snobismo
più
con
sono,
fu
l'anima
Galleria
in
in
anno
artisti
1908,
Nino
Veneziana
quieti
questo
delle
Lombardia
nel
atto
e
e
d'arte
nezie
Ve-
tre
lia.
dell'Emi-
questa
Barbantini,
lazzo
pa-
è
la
tore
diretmoder-
Le
mostre
Pesaro
dì Palazzo
a
Venezia
221
dottrina, di gusto e di fede, e
scrittore d'arie Ira i più sinceri. Come
narra
lucida
Gino
Damerini
in una
prefazione
na,
al
uomo
di
catalogo, dal 1908
ad
oggi si
sono
a
loro
Casoagio potuti rivelare in queste mostre
rati, Marussig, Sibellato, Martina, Moggio-li,
Umberto
e
Scopinich, Valeri,Rossi, Pomi;
Boccioni
qui quaranpotè nel 1910 esporre
tadue
opere,
antiche
cordiali
e
anche
novissime, fra
dei
«
le
coglienze
ac-
passatisti»
più
del
ragionevoli. S'è a Venezia, sì,nel cuore
la stessa
stagione estiva in cui
passato ; ma
tra
candide
niella pepareti si schiudono
nombra
queste mostre, raccoglie in Venezia
e
pubblico vario
(un
spregiudicato* indòtto
ed
elegante, pronto a tutvte le audacie, da
da
ciamo
a
quelle del costume
bagno
quelle, didel pensiero.
pure,
Con
d' avanguardia
quali criteri in queste mostre
si scelgono e si ammettono
gli espositori?
La relazione
della giuria di quest'anno
lo dice franco^ «Con
nità».
appassionata sereCome
si vede, qui si appianano
con
libertà tutte
le antitesi:
anche
chissima,
quella antiE
la passione
tra
la serenità.
e
tutto
la
libertà
si
salva.
Ad
oggi con
rinchiuse
saletta
cune
alsono
esempio, in una
delle minori
belve
futuriste. La giuria
accetta
No.
bio
Nel dùbdunque il futurismo?
di derivare
il proprio
giudizio sfavo«
222
d'oggi
aste
da
revole
la
Commissione
cui
pubblico
arbitro
gli artisti domandano
di
da
accademia
o
il resto
e
pini il quale
i suoi
idoli
di
ormai
è tema
accademiche, col
e banda.
(Si legga
indiavolato
futurismo,
anni, è una
canoni
quel
meglio utile,è
e
il
che
tanti
dei cui
solito
per
volgersi
ri-
blico
pubmobile
im-
ta
sorpassach'era
dominio
le
il
no,
buo-
blico,
pub-
conferenze
cerimoniale, corteo,
Y Esperienza
toscanissimo
spesso
E ài
sottoscrivo.
s'accorge
ormai
prendere,
com-
a
lascia
Giustissimo:
infatti
incapacità
propria
una
si diverte
l'
futuristadelGiovanni
a
Pa-
fabbricarsi
pasta di marzapane
per poi
mangiarseli beato nei giorni di! carestia e
spaventare
con
i
fedeli).
Nel
che dir
palazzo Bevilacqua, o Pesaro
si voglia, cinque sono
quest'anno le mostre
Umberto
più notevoli:
quella del trentino
dache
di recente
a Roma,
Moggioli, morto
poco
trovato
aveva
modo
di dare
al
suo
timento
sen-
parola adeguata e sicura, come
si vede
in questo Idillio primaverile; la
quelErcole
di
cadorino
sioso
anSibella'to,un
che dal patetico quadro Eclissi di sole^
in una
del 1905, ora
s'è tutto assorto
pittura
(sua ed originale,di cui
accesa
jed astrusa ma
è esempio
questo gran ritratto di Gabriele
una
224
i suoi
capricci.Può
di libri
in
d'oggi
aete
diventare
non
come
n'è
ve
un
re
decorato-
purtroppo
molti
Italia.
Dimenticavo
molte, e
pittriciche sono
tutte
si suol
ora
dire,
!aJ)bandonate, come
alla loro sensibilità,
con
fantasia,poco
poca
sconi
mestiere
arte. Due
e niente
eccezioni,la Rula Pericoli^ che
almeno
mostrano
e
am'osservazione
e
pace.
un
pennello casagace
le
Insomma,
mostra
e
cevole.
piautile,varia
Molti
mente
germi, qualche fiore: e fataldi
qualche fiore finto, di seta e anche
E
carta.
una
quelli che
a
adesso,
queste prove,
dell'arte
la sensibilità
tra
più che
d'anno
mai.
in anno,
di
più contradittorie
veramente
sono
e
Troppi
mese
in
la
questa
vani
giocrisi
ragione, giovano
di essi
in mese,
s'affidano
alle
mode
ra
maniemagari mutano
secondo
le esposizioni alle quali concorrono
le rassegne
nelle
e
quali disegnano.
tori
scritTriste esempio seguito anche
da molti
i quali in un
col vocabolario
giornale scrivono
la grammatica
e
ordinaria, in un
altro
si atteggiano a pargoli estatici e bai-'
secondo
bettanti,in un terzo a scettici'maliziosi,
il gusto
ste
piccole
delle
vittoria
è
e
e
dei
committenti.
Ora
que-'
mode
cofrequenti esposizioni,meno
la
tante mostre
personali dove
sugli assenti, mettensempre
Le
do
mostre
Pesaro
a
Venezia
del
questi giovani artjistia contatto
in gara coi vicini,li obbligano
e
maschere
via,
la
di Palazzo
a
peggio,
uno
contare
che
|a mutar
mestiere.
che,
per
molti
su
sé
così
blico
puba
sciare
la-
scegliersiuna
sforzo
originale,
stessi,; e, alla
trucchi,
raccogliersi in
non
Ciò
e
225
a
—
detti
so
pittori,ades-
(sarebbe utilissimo.
Ojetti.
I nani
tra
le colonne.
15
Soffici.
1919.
agosto
Ardengo
guerra
due
Friuli,
tanto
gioia
che
ma
vita
libri,
Kobilek
piani
lettore
se
ne
non
sull'arte,
adesso
uscito
retto,
difesa,
sui
giorni;
che
scultore,
al
Soffici
bibliche
fulmini
e
dai
morti,
dilaniati
votata
all'obbrobrio.
due
giudizi
c'è
non
troppo
un
a
cani,
qualche
una
in
giuista
pittore,
Retorica?
squilibrio
piietà.
zioni
maledi-
Li
loro
sti
que-
tore
scrit-
uno
genio,
manciate.
la
Capo-
di
magari
una
a
ti
scritbilmente
terri-
lodevole
vada
ina
ogni: pagina
truppe
più
tanto
di
Su
silenzio,
fuggiaschi,,
uno
sopra
^ ad
le
disciplinato
un
solo
intitolato
massacri
comandava
della
invece,
e
tanto
sol-
trattano
carneficina.
una
che
coraggiosa
Ma,
e,
diletta
uomo
volume,
suo
essere
generale
d'un
non
Scoperte
vuole
E|
di
nella
e
pena
ne
se
conforta.
Un
patria.
nella
del
rafia
umani,)
ed
sinceri
nostra
riti
La
e
misura
il
sulla
scritto
e
dell'agonia
e
della
ha
virile
così
iun;a
Soffici
vuole
memoria!
Certo,
appena
fra
i
si
227
Soffici
gli effetti che da Caporetto o
da una
cattiva pittura potevano o possono
derivare
alla patria, alla civiltà o solo
alla
felicità di noi cittadini mortali.... Tanto
più
che
al Caporetto della cattiva pittura Soffi-!
anche
avere:
pittore, dovrebbe
ci, essendo
che
sulla sua
volesse, la
tavolozza, sempre
di contrapporre
in poche
orjepassibilità
E saVeneto.
Vittorio
in pochi giorni un
rebbe,
o
il benvenuto.
come
quell'altro,
giasso
Eppure
questo libro così iniquo, smard'ammaestramene
e settario,è pieno
considerino
d'arte fatta
ti.Già, lai critica
ha
un
sempre
l'insofferente
vi
si
è
dei
mite
né
di
valore
passione
che
storia
né
un
artista
simpatia, data;
la
anima.
l'equanimità, ma
cerca
Non
gran
da
la
Non
sincjerità.
è
autobiografia.
E l'arte italiana, di queste pagine d'artisti
le più sieno
ha di superbie,sebbene
ne
ignorate. Per dir solo dell'ottocento,quale
editore
a
ristampare le pagine di
pensa
Francesco
Netti
pittore napoletano e di
Nino
Costa pittoreromano
? E
per dir solo
della
no,
Toscana, poiché il Soffici è toscachi ricerca
le pagine critiche
d'Adriano
Cecioni
di Telemaco
e
Signorini o anche
volume
di
Luigi Mussini?
del
e
le
:
Anch!©
Soffici ritornano
quelle pagine
bellezza
cronaca
le
in
questo
incoerenze
gli equivoci tra novità
sviste di chi improvvisa acceso
e
a
228
arte
d'oggi
proseliti alla sua
di stringerli contro
«verità»
sari.
e
gli avverCome
-si può, infatti,
dire che sull'arte
ostinato,
di Segantini si sia i|n Italia fatto un
Come
che Medarsilenzio?
si può affermare
dal
solo
do
desiderio
Rosso
«
al Grandi
e
mona,
Cre-
al
di tentativi!superficialie
? Come
avvenire»
far
debba
nulla
autori
di
si
za
sen-
può esaltare la pittura
virginale dei poveri
«ingenua candida
di spirito,degf imbianchini
e
ifcori»,
cioè, su per giù, quella
dei
vernicìa-
del
doganiere
quella di
Henri
adorare
Rousseau, e insieme
Manet, di Degas è. di Renoir, tutta materiata
di sapienza
e
d'esperienza degli antichi,
il quale ogni
e
quella dello stesso Cézanne
vre
giorno, anche vecchio, se ne [tornava al Loual Trocadero
a disegnare d'après lep
o
mattres, e dipingendo il ritratto del signor
Vollard
lasciava
mano,
senza
colore
modestamente
la
toppe sul-
due
confessando
:
Si
—
tentai ap Louvre est bowirouverat-jèilp top jur
ne, peut-étre demaip
ste
bopcher
ces
blap.cs? Ei perchè pi
pour
deve
affermare
che
la piccola e
preziosa
mostra
tenuta
d'impressionisti francesi
a
ma
séance
Firenze
de
nel
ce
1910
è stata
la
prima
quest'ignorantissima Italia,quando
Biennale
Veneziana
del
1903
erano
fatta
in:
già alla;
stati
/esposti quadri di Monet, di Pissarro, "LL
Renoir, di Sisley? Ma questo importa poco.
229
Soffici
pone
Jaco-
fra
:
Senno
mi
In
Céz
arnie
per
libro
questo
; e
e
pare
Impazzir
e
di
quell'altroimpetuoso
Cantava
lo bel Messia.
messia
i bei
nessuno
cortesia
sono
finora
aveva
Renoir
parlato,
Ila conoscenza
l'amore
e
con
lagl'italiani
cui qui ne
con
parla Ardengo Soffici.
volta
qualità chje una
Egli possiede una
tica.
la qualità didatera
tipicamente toscana:
chiarezza
Si sente
con
che, ad esporre
le idee
più astruse, è felice per sé prima
che
pel vantaggio dei lettori. Ad esempio
turista»
del movimento
la «teoria
nella plastica fuè enunciata
da lui più limpidamente
di
loro
che
dallo
Ma
lo
stesso
Boccioni.
spettacolo più gustoso di questo
tori
libro, dopo gli anatemi
a\ tutti
gli scritd'iarte contemporanei
(e non
esemplifico;
cui anche
per modestia), è la fierezza con
vanta ed esalta il primo
questo rivoluzionario
postulato dell'arte classica: il dominio^
cioè, della volontà e della ragione nellfarte.
Gézandi Paul
Quale è stato lo sforzo
ne?
«Sintetizzare
senso
del
volume
un'opera
il buono
delle nuove
in
e
la
un
tutto
della
organico
luminosità
quale,
ricerche
riunendo
e
quello
il
lizzare
; rea-
in
sé
tratto
dagl'insegnamenti del passato, inizia unai rile generazioni'
njaiscenza
pittorica e mette
230
D'OGGI
ARTE
future
sulla
eterno
vero,
strada
di
classicismo....
un
classicismo,quello
del
di
Masaccio,
Goya ».
L'arte}
e
tTintoretto,Renibrandt
di tutti
l'arile vera
moderna, come
deve
tendere
una
a
disciplina,a
«
»
tà
e
«
Non
starò
a
coordinatrice,un
di
dominazione
prii
cercare
!se una
criterio
un
dine.
or-
volonJ
di scelta
severo
materia
della
i tempi,
lo'
artistica],
stile
la condizione
sia o no
im-1
insomma,
che
vuole
prescindibile d'ogni opera
re
essedi Renoir
osserva
grande....»Parlando
che
delle più grandi difficoltà presen«una
tatesi
ciascun
a
di
quella
i dati
novatore
è
conciliare,nella
immediati
della
sua
jstata sempre
nuova,
opera
sensazione
e
le
leggi
impellenti dello stile
Fin
dai
in cui apparivein
primi anni
Francia
che (La!
il cubismo, noi affermammo
reazione
di peso,
di volume, di squadrata!
l'evanescente
profondità prospettica contro
analitica
superficialitàdell'impressionismo,
profonde
doveva
e
»
.
almeno
italiana.
poteva essere
E stata francese,,jalsolito,e così le è mancato
la misura
perchè la rivincita della viìsione plastica è stata sùbito
condotta
da
una
o
volontà
disarticolato
anche
fanatici
astratta
e
smembrato
[metafisica
che
ha
gli oggetti. Ma
in Francia
i migliori di questi «reazionari
chi hanno
adorato
? Tutti i loro più
»
da Poussin
a
italianizzanti,
Ingres.
e
L'Esposizione
Torino.
di
ottobre
Novità?
in
novità,
v'è
tutti
Oggi
politica
queste
novità
nella
nei
novatori
che
questi
avrebbe
fiaccati
;e
in
arte
aspettarsi
c'è
cosidette
della
da
guerra
chi
guerre
del
o
del
di
più
nella
tra
guerra
le
non
ma,
romanticismo
anzil
do,
profon-
della
ragione,;
magica,
delusioni
che
nella
nelle
medicina,
leffetìi
Gli
lettere
;si vedranno;
L'effetto
è
molto
ad
volontà,
bacchetta
vent'anni.
uor
ne.
delusioe
meccanica.
e
role,
pa-
gli
della
pratiche,
napoleoniche
neoclassicismo
diffusione
colpi
sull'arte
potrà,
La
lento
poi
pacità
ca-
delle
alla
poi
e
e
prima,
grida
e
attività
fuor
fatto
un
anche
esempio,
per
si
sentimento
soffrire
da
è
questi
precisa
com'erano
dell'istinto
prima
del
che
per
trasformare
peggiorati,
enei
tori
conserva-
veduti.
dovuto
.ritrovarsela'
a
prima
mai
tanto
dei
attuare,
prodigi
gran"
spavento
volontà
e
sùbito
quasi
e
di
arte,,
fantasia
d'inventare
E
in
come
aspettazione
più
mini:
s'aspettano
1919.
stato
più
che
il
delle;
trionfo;
tardi,
forse
sen-
la
L'Esposizionedi
Torino
283
rimasto
una
febbre)
quelle guerre sarebbe
germanica della quale infatti Goethe
già si
era
guarito, solo partendo per Roma.
za
Ma
tant'è:
le novità
oggi debbono
immaginarsele.
Mostra
avute,
esserci.
E
nella
di
l'ammissione
per
Si finisce
cioè
di
talune
e
no,
so-
ad
questa!
si
italiana
si lìarra, collere
quanto
a
ci
se
giurìa
d' arte
torinese
non
anche
sono
battaglie]
credute!
opere
vij
rivoluzionarie, le quali adesso ia vederle
la favola
di quel marito
rammentano
loso
geche
udirsi
non
a
rispondere sfondò
lai porta di cà,sa per cogliere la moglie neli
dell' infedeltà
colmo
sola
ubriaca.
Da
invece
e
se
la
trovò
lato, ai giovani, dopo)
cinque anni tanto avventurosi, i vecchi ap-j
ad vecchi
parivano decrepiti; dall'altro,
lunque
quacerità
desideroso, di singiovane appena
e
soltanto
o
un
savio
sul
un
della
curioso
diabolico
S'è
bolcevico.
consiglio, di
moda
Leonardo
brava
sem-
venuti,
Biisto;l%
prudente: nelle sale di
destra, i conservatori
; in quelle di sinistra,!
i pretesi ribelli. Destra, sinistra: tempo
lezioni.
d'eE a destra
(per dire solo" dei pie-col ritratto addirittura
del
tmontesi) Grosso
in ginocchio, e a
sinistra Bo,sia con1
papa
a
un
una
transazione
burattino
altro
vestito
Giacomo
vestito
da
carabiniere
e
un'
da
prete.
continua
Grosso
a
dipingere i
234
d'oggi
aetb
l'ultimo
potenti:
stato
era
l'onorevole
XV.
sua
bravura
che
il
color
della
La
sua
è
non
pontefice
carbone
stola rossa,
non
e, in
confronto
mozzetta
una
piena luce, il mento
gli si farebbe
storica
nedetto
BeGiolitti;ied ecco
è mutata, la
pittura non
diminuita.
A dirgli oggi
le orecchie
può avere
e, sopra
in
galleria
sua
una
critica
ormai
e
color
una
ce,
pe-
inutile
ai nuovi
problemi dell'arte,
preistorica. Certo, tra tanti pittori che oggi
di non
si vantano
dipingere, il fondo
saper
tutto
intagli dorati, specchi, (marmi e rasi
del suo
rotte ragquadro Armonie
i/iter
gran
giunge
che
un
inganno d'occhi tanto (perfetto
lo si deve
il trillo di
applaudire com6
pur
un
virtuoso
musica
dell'arco
è un'altra
o
dell'ugola.Ma
la
cosa.
lui quasi tutti i più noti
con
Espongono
ed esperti pittori torinesi
Giani, Onetti,;
Reviglione, Maggi, G arutti,Ealchetti,Ferro,
Tavernier.
Due
nomi, se non
erro, nuovi:
mersi
.Venanzio
le cui pitture d'interni imZolla
d'un
nella penombra,
sentimento
un
po' facile e logoro, venti e più anni dopo
nezza:
fistudiata
e là una]
Carrière, rivelano
qua
Italina Santini il cui ritratto,Mia
e
che non
austerità
si
madre) è di una
pura
dimentica.
Ma
la più cara
novità
tra questi
la offre
piemontesi ce
Evangelina iMciati
due grandi ritratti,
di signore e uno
con
uno
—
L'Esposizionedi
Torino
235
d'uomo, tutti e due piantati di faccia,con un
volumi
vigore quasi insolente, costruiti con
che da
sobrietà
ben definiti,
dipinti con una
in Italia si popochi altri ritrattisti oggiij
trebbe
sperare.
In
tre
ed
s'incontrano
anche
questa ala destra
nerai,
toscani, Adolfo
Tomjmasi, Ruggero PaGalileo
Chini; tre veneziani, Beppe
Emma
Ciardi
Italo Brass; tre napolee
tani,
Irolli
Casciaro,
fedeli
che
stessi
loro
a
Siviero:
e
tutti
tanto
c'è niente
non
da:
dire.
Di
nuovo,
malata
mai, c'è
se
di Antonio
treni' anni
tanto
fa, d'una
caduta
breve
da
Bimba
di
Mancini, dipinta, credo,
pitituracosì sicura,
sincjera che
in
testa
una
sparente,
tra-
vedere
più fa pena
fa pittura napoletana
tempo
quella ricchezza
in
questa;
|
vertà.
po-
\
Dei
lombardi, vi espongono
Gola, Pugliese-Levi
di sincerità
e
©
Grubicy, tre maestri
di libertà che solo l'età può far passare
per
Anche
nel
conservatori.
pieno della mania
analitica
dei divisionisti,
Grubicy e Pugliese-Levi
mantennero
psicologico, gli occhi1
finestre
dell'anima,
non
smarrirono
avessero
cubisti
all'arte loro
restarono
per
scopo,
loro
le
nel
gioco della
nica
tec-
il loro
sentimento.
sì
Co-
e
fatto i giovani che
e
uno
anche
in Italia,
futuristi,reagirono all'impres-
236
d'oggi
arte
sionismo
all'analisi
e
l'analisi dei volumi
della
delle
e
superficie
masse
con
do
preparan-
surrezione
abnegazione la reclassica della ragione, della com-i1
posizione, delia sintesi,dell'unità: in una
parola, del quadro.
spesso
Ma
zia,
queste esposizioni ufficiali a VeneRoma, a Milano^ a Torino, cubisti e
da
a
futuristi
con
il
sincera
con
tanto
buon
stati
sono
compatta e cieca
pubblico italiano
ignorata questa ultima
almeno
ritrova
dieci
per
della
davanti
senza
Un
quadro di
belli, la cui
venti
anni, è
Sì:
anni
esclusi
unanimità
ha
che
totalmente
crisi della
pitturap
tecnica, pittorica, e adesso
si
ai
rezione
primi sforzi della resurcapirne la fatica e il vialore.
Previati, di Grubicy, di Mor-
tecnica
ancora
è vecchia
per
almeno
la folla
di
l'estrema!
si dice,
esposizioni, come
ami
potuti vedere, se non
private, si sono
ri
analizzatori, anjatofmizz attomirare, i nuovi
e squartatori del
fisici
volume, i nuovi metadella così detta pittura plastica dopp
quei metafisici del colore e del riflesso. Ma
diti:
il nostro
pubblico è composto di buoni sudvuole
essere
guidato da guide patentate,
ufficiali hanno
strato
moe
poiché le mostre
d'ignorare la pittura di jeri,anch' es-
novità.
nelle
di
L'Esposizione
237
Torino
tro
pittura dell'alduto
Pica, succejeri.Se a Venezia Vittorio
l'anno
all'onorevole
Fràdeletto, vorrà
cuna
venturo
colmare, pure in ritardo, questa lavoluzion
finalmente
agl'italianil'ee rivelare
casso,
Pidella
a
pittura da Cézanme
s'è fermato
so
farà
un'utilissima;
di istruzione
il
sala, ne
avrà
troppo
e
nell'ala
Casorati
pittura;
misura,
con
hanno
di
sua
ma
cui!
Stato, ne
lo
né
artisti che
Mostra
torinese
queste tendenze
rappresentano con
le
certo
questi ultimi
del
una
Biennali
i due
sono
per
arrivare
le
tutte
attraversato
Pure
anni.
delicatezze
voluttuose
Basterà
anche
della
rappresentano
e
ra
ope-
soffrire.
a
sinistra
della
memorabile
delie
bilancio
contribuisce
tutto
e
d'educazione.
e
sacro
dopo
Carena
alla
esse
con
chi
anche
e
glio
me-
ne
odier-
gusto
a
sto
que-
esperienze'
le
ricorda
ze
svenevolez-
inell'ultipennello di Felice Carena
grande mostra
venezianja, poi nel
1916
le nature
espose
Roma,
evoluzione,
morte
a
e
deve
il ritratto
ammirare
che
egli
tima
questa ul-
squadrata solidità e
la classica linea e l'equilibriodi pieni e vuoti,
di luce e ombria
della sua
tela Contadini,
al sole.
Si
e
la
fermerà
egli e
sviarsi
questa pittura, senza
in
si consoliderà
in
altre
sità?
curio-
;
f
Felice
Casorati
è
un
sentimentale,
toa-
238
arte
linconico
iaoerbe
di
ed
ironico.
d'oggi
Dalle
mordaci
sue
pitture giovanili,quando
questo
rinnovamento
la
ed
sta
tempe-
di
dacie
queste ausboccò
d'oltralpein Italia1 e qualche
folata di vento
la
gli scompigliò le tele fin nelsua
tranquilla JVerona, egli si rifugiò in
lone
una
piatta pittura decorativa, più da cartelche
dja quadro! : squisita;di tomi e 'di
imjacchie,
ima
ie
incapace di
tutti gli
ligenza
inquieta intelCon
le affidava.
più finezza, un
eìsempio di ^quella pittura è ancóra
questo
ritratto
Tiro
il severo
al bersaglio. Ma
suo
di Maria\iina ''Delisi,
china
in una
di seta turveste
so
ei racchiucangiante in nero, doloroso
d'una
tro
come
tra le sbarre
prigione dendio
i Cavalletti e i telai neri e bigi dello studel pittore,raggiunge, per
l'abilità con
cui lo spazio è tagliato e la delicatezza
con
forza di
cui i colori sono
una
rara
acoojstati,
tela Case
popolari,
suggestione. L'altra sua
fosca e geometrica, con
quelle alte gabbie di
dalle cento
cemento
finestre; nere
mo
e, in prisotto
piano, tra i binari d'una ferrovia il cadegli scambii, è d'un' interpretazione
anche
più facile e immediata.
;
che
lascosi significanti
Espongono
dai
compiti
a
Venezia
con
contorni
con
lui
la
rendere
sua
Gino
Rossi
neri larghi
e
i cui
bozzi
ab-
ayvolgfenti,
notammo
fa;
cupi colorii,,
poco
di Gà Pesaro, e Guinella mostra
240
ARTE
D'OGGI
più tenui tra quei colori
al Bosìa
un
ugualmente
gli altri piemontesi
Tra
posto
in
sono
da
re
ricorda-
gentile sensibilità i paesi del
del Rho, per la chiara amorosa
tura
pit-
la loro
per
e
il ritratto
cupa
altissimo
danno
mostra.
questa
Pozzo
di bandiera
solida
di
onestà
Gigi Chessa,
i due
per
la loro
ritratti del
Man-
a
Milano,;
pittori che vivono
starò
quelli che ho già nominati^ non
uopo
Previ ali
qui a ripetere le lodi di Gaetano
che ha onorato
questa Mostra mandandovi
la Madonna
di piedi deldei gigli,He Mwie
la Cpoce1^ i Re
cio.
Ma'gi e la Mess\ù{ sui CarrocMi basta indicare
del Mare
la M adorna
di Aido
Carpi, un quadro troppo vasto dovei
le
perde ogni efficacia la voluta semplicità deltinte piatte e degli scarni
contorni
; le
due
rosse
figure all'Aria apert\a\di Siro Pema
brata,
equilinagini, composizione sommaria
d'una
cune
sicura potenza
decorativa; alBonfra le più tipiche tele del povero
lodate a Milano;
z agni, tutte
e
già ammirate
sarda
una
scena
dipinta da De Biasi, col
suo
e
un
po' caricaturale.
gusto minuto
Trai giovani fiorentini,un
ritratto da signora,
bene
osservato
e pacatamente
dipinto dal
Sensani ; una
serie di otto quadri nei quali
il Mùller
vivace
con
fantasia,ricco colore e
so
non
gusto squisito, narra
quali vicende!
zone.
Tra
i
L'Esposizionedi
di arlecchini
Torino
241
belle
dame; un Cantiere del
ti,
un
Giachetto,con
pieno di facchini, carretbestie da soma, osservati
dall'alto dentro
bassa
e bruna, con
una
zia
un'argugamma,
angolosa e tagliente.
e
Vi è janche molta
Edoardo
e
in
scultura
Rubino
Leonardo
che
questa
landra
Ca-
David
con
Bistolfi
è stato
ne
uno
il gesso
degli animosi
fondatori,espone
due
grandi figure del monumento
è al Cimitero
setti che
Monumentale
il busto
di
Domenico
dei
uno
che
piena
lodi
suoi
ed
sua
Nella
dei
sculture
Celso
portano
basilica
YEcce
e
fin
tra
giovani.
e
il gesso
manda
Doria,
di fatato
meditato
suo
rena
se-
smo.
arcai-
Previati, due
Anelila
qui
il
d'Aquileja.fWiildt
I nani
che
Domini
di
il Cfiéto,della trincea del
pio ricordo
riespone il
cui fioriscono
pargoli,già esposto
Ojetti.
e
con
franca
così
e
Gaetano
di
della Madre
marmo
i tre
sacre,
Costantini
Eurlàn
nel
saia
modellato
Baroni
Eugenio
poesia anche
tomba,
ripete in bronzo
la Faunetkt
più belli,,
marmi
Tomba,
Ro-
Inverni-
una
vecchi
di
Trentacoste
beve,
della
così
le
concilia
ornale
a
Adolescente
una
robustezza
una
si
destinata
anche
le
del-
di Milano,
la tstatua seduta; di Carolina
zio
stra.
mo-
le colonne.
a
Milano.
dal
della
soave
cuor©
Romano
16
242
d'oggì
AETE
Romanelli
elegante e dai
ben bilanciati che più in esso
certe
[ostentate trascuratezze
lirìEva, dalla
tanto
osservazione
Duilio
linea
tanto
di
di
merita
—
sul capo
su
spiacci
didi
dji,
gro
dell'Aun
rozzo
scheletri
ammirata
essere
lumi
vo-
Pa\c\e
contadina
una
—
che, recando
legno, camtmina,
romano
La
di modellazione.
e
Cambellotti
aratro
di
il bronzo
Firenze
(maìida da
e
schi,
te-
manità
l'u-
per
dell'immagine se non
per la sempliJ
cita un
po' legnosa dello schema.
Ma
di scultula più importante
ra
raccolta
va.
è quella esposta dal triestino
'Attilio SelGià due
in una; mostra
anni fa a Roma,
Casina
nella
sul Pincio, egli aveva
riunito
alcune
del
sue
qui la;maturità
opere
; ma\
la cosciente
suo
pienezza del suo
sapere,
stile
visibili anchei
sono
più chiaramente
perchè si tratta di tutti lavori recenti. Cere
ni.
di grandi dimensiolavoro
e
gessi; nessun
Ma
v'è tanta
di sensibilità,
prontezza
freschezza
tanta
d'espressione, tanto fine
dei
scelta
particolari in questi volti delY Adolescente
e
Marcellino.
di
v'è
;
ed
un
nudi, Susanna
Enig]mp.pi
così riposato e così chiuso
così
è
sano
caro
ripetere ancora
Selva
una
giovane
bèlla
della
amore
delle
scultura
una
più
e
italiana.
due
di
ritmo
insieme
verità
volta
sicure
nei
che
essere
speranze
nee
liun
mi
lio
Attila
del-
L'Esposizione di
Ma
un'opera
quanto
di
più
e
adesso
d'arte
raccolte
L'ha
proporzione
ied
padiglione.
o
Rubino
gentile
tanto
sculture
e
ra
l'architettu-
è
palazzo
Edoardo
larghi pilastri
con
questi quattro
su
nitidezza
una
una
di
chiaro-
giusta, sul grigio chiaro
artificiale, e l'ha adornata,
della
tanto
iscuro
pietra
d'un
porta"
alla
fregio di uccelli
sull'architrave
sulle
e
retrostanti,
bassorilievi
con
belli
servilità
tra
candida
tranquillità
Così
i
di
volontà
prosperità,
con
adesso
auguriamo
altri
'esempio.
uomini
che
ziosi
gra-
la
ta
ricondot-
valentuomini
allial
lacre
l'a-
soci3isotto
Rufììni,
senatore
ci
e
Impero.
Promotrice
riprendere,
ali
senza)
dentro
un
riesca
sappiano
e
si avvia
ficio
bell'edidelle
sua,
vecchie
e
del
due
puri
proprietà, il programma
torinesi.
Quadriennali
di
Le
a
stile
pochi
e,
Valentino
del
milleseicento
presidenza
delle
ricorda
essa
dello
intorno
spighe
e
così
alberi
Società
questa
dalla
finestre
nell'insjiìeme
che
città
pitturie
Mostra
questo
disegnata
d'attenzione)
degna
molte
nella
di
stessa
243
Torino
che
seguire
altre
il
suo
'.
;
Pellizza.1)
Ecco,
Giuseppe
tredici
troppo
anni
fa,
di
cuore
la
gli
di
restare
di
T'avemaria
del
dov'erano
le
morta,
chiuse
si
itrent
svolse
nel
delle
che
cittadina
là
di
che
è
immagini
Pellizza
il
poi
baciò:
Avevai
da
un
al
a
febbraio
catalogo
Milano,
1920.
di
filo
quella
mostra
Galleria
fuori,
vienei
Volpedo,
lungo
color
della
nella
.private,
",
di
Tortona,
d'estate
pittura
e
studio
suo
ricordi
e
*) Prefazione
e
moglie,
s'impiccò.
sua
ghiajeto
gran
un
dio
all'arma-
della,
le
e
pubbliche
dal
ancora
durone
vesti
della
resta
raccolte
qui
in
anni.
anove
Quel
le
studio
suo
to
let-
suonava,
andò
barlume,
al
Dal
quando
Egli
riposte
il
attraversare
stanza
giorno.
un
ebbe
loro.
veduto
per
e*
non
e
senza
qua^,
spiedi la,
donna
sua
morti,
l'aveva
madre
punta
la
ciso
uc-
all'alba,
notte,
erano
S'è
riappare.
una
perchè
amore,
bambino
suo
Pellizza
una
il torrente
d'argento
di
sua
dei
tro
denTutte
rosa.
campagna
quadri
Pesaro,
tra
di
seppe
Giu-
il gennaio
245
Pellizza
sotto
del
nel silenzio
egli ritrovava
la sdegnosa malinconia
quelle colline da dove,
le
sul Giarolo, sognava
radi
i cui
alberi
dei
tramonto
di
Fontanesi;
guardare la neve
eccelse
alpi bianche
Segantini. Quando
a
incontro
e
£. Roma
o
Firenze
a
cero
sin-
di
egli odorava
convinto, anche
come
queste tele, e in ogni suo
il
rifletteva
niva
ve-
cittadini, cordiale
noi
a
Giovanni
di
azzurre
e
cielo
suo
e
i suoi
pagna
cam-
scorso
di-
prati.
[Ascoltava, discuteva, scriveva, andava
dai professori dell'Istituto,
scuola
va
percorrei musei, "ma
riconduceva
tutto
là, al suo
Uffizi
paese.
Gli
perchè
egli
la
ne
sua
uscisse
terra
gli affetti
terra
sua
Brera,
a
ha
Firenze:
ma
non
di paese
dipinto da
a; Firenze.
Solo
e
suscitava
studiato
Vaticano
il
o
a
visioni
in
lui.
un
conosco
lui a,
nel
nubi
che
non
"ebbe
Milano,
La
Roma
il
che
Ha
Bergamo,
a
1906, tornato
mesi, dipinse La stafuQ a
in quella villa preparò
un
e
esistevano
meglio armato
lassù, o piuttosto
le
Villa
altro
a
pingere
di-
a
pingere
di-
solo
la
studiato
a
ha
studiato
solo
a
a
studio
Bergamo,
per
alcuni
Borghese e
beri
quadro Al-
di)finire.
tempo
tà
l'amava. «In cit-
città,in fondo, eglinon
scriveva
al padre
si
qualche persona
che ci vuol bene
trova
sono
troppo rari,
; ma
trattati bene
dalla maggior parte
e il vederci
—
—
246
d'oggi
arte
pel fatto
solo
lascia
che
che
presumere
è
il mondo
Forse
è così.
lo stesso
In
»
dichiarava:
nociva
della
lontano
dalle
ai
Teresa
sua
così
E
continuo».
che
ne-
lavoro
di
un
e
gresso
proalla
pensava
gli agucchiiavia
angolo 'dello studio, e alle
che
silenziosa
finestre
aperte sul verde
fieno
dal
rista
in
suo
invece
dagli eccitamentli
accanto
al
facciajmo
artista la vita:
è utile
fiacchi mai
ma
naro,
de-
renze
pubblicato a Fiil Pittofq e leksolitudine,
ricerche, progredendo
lento
in tasca
noi
vero
campagna
perchè
cessarii
«Al
che
dispiacere. Ma;
anche
1895, intitolato
nel
solitaria
fa
articolo
un
.
si abbia
in fondo
che
cosa
vestiti,il
si è boti
un
e
al
suo
e
grano
ai suoi
e
campì
ai suoi
e
zoli
boz-
valietti
pei quali ogni maggio liberava dai cae dai 'manichiijni
dido
quellp stanzone can-
per
da
stendervi
stuoie
e
lenzuoli
aiutato
padre, da sua madre, da sua moglie.
In fondo, davanti
a loro, il cruccio
d'avere,
to
egli del contado, egli contadino, abbandonaE perdonava!
la terra, diventava
rimorso.
di farsi perdonare
gli
daa sé stesso
e cercava
altri facendo
dell'arte sua
omaggio totale
a* quella terra, e alla
sua]
famiglia.
I primi ritratti che
gici
egli ha dipinti,eneraccomodamenti
senza
e immediati,
§
senza
dubbi, sono
questi due ritratti dei suoi
genitori,è questo ritratto di sua sorella. //
suo
248
d'oggi
arte
è tempo
di separarla
allegoriche astruserie ; come
da quella di taluni divisionisti nostri
di quella!
ih capaci d'altra originalità fuor
facile,esterna, meticolosa, calligraficadella
pennellata a virgole e a perline che venti
la pittura a un
anni fa volle ridurre
ricamo
da educande
riora
Supeper la festa della Madre
della
Gasa
Di
(casa di commercio).
Giovanni
quella tecnica
Segantini si prese,
è noto, quel pochissimo che gli parve
come
utile; e così fece alla fine Giuseppe Pellizza,
le
nonostante
Morbelli
del buon
libera
e
vedeva
affettuose
lettere
ribelle
in
che
alla,
sua!
sianti
asfis-
e
lata
ogni pennelcetta
personale; ri-
crimenlese.
un
Il Divisionismo
fu
poscritto dello
clusione
paradossale con-
l'ultimo
Impressionistmo : la fine,la
d'una scuola, il riflesso del riflesso
d'un riflesso. Quel che pdr un
dal
pittore
—
Tin foretto
di risolvere
jmezzo
quadro,
suo
Renoir
a
qui divenne
un
una
poteva
—
qua
o
là, in
delicato
essere
un
punto
del
di
luce,
problema
legge per
tutto
un
e,
peggio,
tutti.
per
Ma
mentre
i divisionisti
francesi
volumi, i migliori (pochi: due
divisionisti
italiani,col prepotente
i
d'un
istinto
di
razza,
vano
disfaceo
tre)
gere
insor-
s'affaticarono
lo
straniera
"e
con
quella tecnica
stesso, pur
dissolvente, a costruire
volumi, a ritrovare
249
Pellizza
piena ilaprofonda rotondità1
rono
spazio. Questi analisti nostri riusci-
anche
luce
nella
dello
ad
insomima
dell'unità
studio
allo
sintetici.
dei
essere
canto
Ac-
intensità
diejLL'
e
Giuseppe Pellizza si pose sùbito
il problema
dell'equilibrataunità di tutto il
dell'obbedienza, nel
quadro, il problema
sieme
e nel
colore, di tutti gli elementji|.all'inpeso
cioè dell'artista.
dell'opera, (aillavolontà
A rileggere una
pubblicai lettera che
Cena
quando nel
egli iscrisse (a Giovanni
1896
il Flebile fu esposto
a
Torino, proprio
il Pellizza
ci appare
#1 più
oggi come
luce
della
cosciente
deliberato
e
dal
piatto realismo
degli ultimi
«In
questo quadro
che
più
Vorrei
si
non
infatti
che
dal
e
e
fantasia
l'invenzione
ha
si desse
più importanza
falla,composizione
perchè
forme
riducendole
ch'è
nella
paura
di
dell'arte
scegliere
un
modificarne
aberranti
alla
natura,
dar
nel
vero
parte
negli altri miei.
come
la decadenza
condannato
su
settant'anni.
o
si deva
ma
e
falso
credono
tutto
d'un
ha
rate,
esage-
correttezza!
i veristi per
gli elementi
che
contorte
sobrietà
in
Il verismo
parte alla trascuraXLzaj di esse.
ha
portato questo di buono,
gran
nascita
ri-
sionismo
impres-
vaporoso
sessanta
creda,
che
all'invenzione
credo
della
precursore
e della
dell'intelligenza
eccessiva
necessario;
pezzo,
né
no
osa-
aggiungendo
250
ARTE
D'OGGI
diversi veri
eliminando, e componendo
osservati
a
parte e riuniti armonicamente.
Ma
pito
questo è il principale e più nobile comdell'artista : altrimenti egli non
sarebbe
un
riproduttore e un
più un
creatore, ma
copiatore.».
Lo
Specchio delta vita, il Prato fiorito^
il Mattino
d'apifle,la Neve^ per dire solo
dei paesaggi, rivelano
tra
questo contrasto
lievi
i mezzi
nei pochi anni!
triti che
e
del suo
stremo
lavoro, dal 1894 al 1907, l'egran
sionismo
Ifnrpres
gli offriva,ie le idee
dei suo;i quadri, chiari
e gli schemi
sempre
solidi e classici,
le luci,le gravi
le ombre
e
e
masse
con
e l'aria
trasparente distribuite
un'architettura
netta, visibile sùbito.
Se
vissuto
avesse
egli certo si sarebbe
creato
un
suo
depressione
proprio mezzo
e
a
più adatto
questa volontà
costruttrice^
della
tanto
amore
a questo
figura umana,
od
raro
o
almeno
«Chi
ortodossi.
Monet
Claude
Van
Vincent
il Pellizza
dita,
tanto
si
come
dipingerà gli uomini
dipinge i paesi?» si chiedeva
il problema
chie
Gogh. Ecco
net
pose,
Morticino,
nel
divisionisti
nei
vano
'nella Tmr
Fienìleìr
nell'Amore
la vita»
e
Tutti
e
sopratutto
nel
e
abbozzi
un
quadri che hanno
soggetto :
soggetto politico. Eresie, cioè,
di
perfino
un
secondo
i maestri
Quarto
Stato.
di tecnica
o
di
quadri
calligrafia
251
Pellizza
i pittori
pittorica che da tanti anni vuotano
di formule
italiani d'ogni anima
e li riempiono
di sbadigli.
e
nel più
No : Giuseppe Pellizza, pur
nato
triste momento
di queir accademia, sentì che
l'arte
il velo
e
è
non
del
la
devono
colore
musica
dei
versi
volontà
del
poeta,
e
e
apparire
che
dietro
la
ne
passio-
dell' artista, come
volontà
uomini
esercizio
vuoto
un
la
appajono
la
dietro
passione
e
l'artista,e il poeta
se
la
no
so-
marionette.
non
Un
giorno, la passione potè più della sua
Lo spasimo di lui non
volontà.
tarsi
giunse a muin
riuscì
l'arte.
a
poesia, non
placarsi nelE d'un tratto egli esalò l'anima torturata,
vanti
proprio nel suo
studio,,proprio daa
questi suoi
dipinti sui quali per
tanti
le
sua
anni
gioje
ie
era^
le
nel
(sovrapporsi in
pas'sata
che
Quel
silenzio
un
riuscito
la
pene,
solitudine.
parve,
invece
fede
e
fosse
attimo
tutta
a
dell'arte
di
se
fosse
se
in
solo
la
sua
vita
faceva
in
quell'alba
un'ora,
ricominciato
se
vanti
da-
l'incanto
quei suoi profondi occhi
vato.
sall'inganno della luce, egli si sarebbe
E oggi sarebbe
qui tra noi, il migliore
a
e
sogni della
di vita
gli restava
dellj'alba,
raggiungere ei
il miracolo
sorto,
i
che
quelle tele presente. Forse,
di giugno egli avesse
atteso
il sole
distenderie;
a
noi.
Per
moderna
d'Arte
nazionale
la Galleria
in Roma.
La
Galleria
nella
del
volontà
la
della
A
Galleria
Guido
le
nel
istituita
1881
allora
nistro
Mi-
Istruzione.
d'arte
opere
iscrisse
egli
Moderna!
Baccelli
Pubblica
comprare
fu
Regno
di
Istruzione.
d'Arte
Nazionale
capitale
per
Pubblica
della
al Ministro
Relazione
della
nuova
lire
centomila
lancio
bi-
nel
,annuale.
Le
artisti,
degli
in
con
un
pietra
del
dei
che
noh
stata
vasto
posta
palazzo
Esposizioni
solenni,
e
ia
anche
Firenze
di
disamine
congressi
Re
la
Piacentini,
aperture
coli
sulla
1861,
stinato
de-
esposizioni
pubblicai
s'erano
compratori,
nel
prima
Nazionale,
via
d'artisti, frequenza
di
gevano
vol-
no
L'an-
veduto.
dal
nazionali,
lunghe
stampa,
più
soltanto
accogliere
si
contemporanea
Pio
dall'architetto
ad
s'è
alacrità
pubblico
all'arte
anni
quelli
era
disegnato
d'arte.
l'attenzione
lamore
prima
l'unanime
Governo,
del
cure
a
Parma
di
sitatori
vicedute
suc-
nel
d'oggi
akte
254
1870,
1877,
Milano
a
a
Torino
1881.
Se
nel
nel
1872,
1880
Napoli
a
ancóra
e
nel
Milano,
a;
esposizioni dovevano
ad
si diceva^ circolanti
continuare
come
essere,
dovevano
fissarsi in Roma, fu queo
stione
nei Consigli comunali
dibattuta
e persino
in Parlamento.
L'Esposizione che il 21
gennaio 1883 Re Umberto
inaugurò a Roma
battito,
nel nuovo
ogni dipalazzo, parve troncare
nel
queste
concorde
tanto
fu
allora
l'omaggio
dell'arte
d'ogni regione d'Italia alla nuova!
sindaco
Capitale.Il duca Leopoldo Torlonia
di Roma
scorso
didichiarò
quel giorno nel suo
che
sacrava
«questo importante fatto coned
che,
per
incombeva
animosa
Ni
le mutate
ormai
sulla
via
si vendettero
950
mila
la
affermava
lire:
per
politiche,;
d[i procedere
condizioni
sue
a
missione
nuova
Roma,
d'ogni progresso
quadri e statue
circa
700
mila
civile».
circa
per
a
privati)
cittadini.,
Poiché
to
degli acquisti per lo Stafatta dalla Giunta
Superiore delle belle
arti non
soddisfece
né pubblico né
artisti,
il governo, su
celli,
Bacproposta del ministro
la scelta
nominò
di
sei
di
altri
addirittura
una
commissione
insigni parlamentari, Crispj, Martini,
Perazzi, De Riseis,Salaris e Odescalchiper
spendere altre 150 mila lire nella! compera
quadri
e
statue
che
degnamente
tìh
256
d'oggi
arte
della
volontà
si fa
adesso
di continuare
in
Venezia,
serie
a
la
nazionali
mostre
Roma,
delle
straniere
e
comje
giori
magsi
non
del
parlava più. Né l'esposizionedi Torino
1884
ebbe
di quella
successo
più il buon
1880.
Solo
del
del
veneziana
l'esposizione..
.1887 parve
di
rialzare
grandi
queste
fino
1895
al
e
breve
per
alla
furono
nazionali
Non
e
1883.
Firenze
potè vivere
che
avevano
dopo
—
furono
1861
e
la
crisi
Roma
l'ardita
solo
da
ormai
va
pro-
l'arte,
i fatti del-
di
questa distanza
tra l'esposizione di
quella
disciplina
di
le
privati
ancóra
zione,
fatto
distrasse
che
l'arte italiana
del
esposizioni
qui
Considerando
si vede
Ianni,che
di
rammentare
economica
Comune
del
che
tico,
Selva-
regionali.
dobbiamo
ed
là
e
qua
Poi
ziana
vene-
Riccardo
da
(molte mostre
sociale
—
chiamate
più che
poco
biennale
prima
pensata ed attuata
d'arte.
fiere
e
gare
le sorti
tempo
di
Roma
del
1883
sulle
riserve
di
di
cultura
nostrana
e
lasciato
in
retaggio
trajdii secoli
fatto luce sul
aveva
quali essa
lora
al'Anche
mondo.
gli artisti che parevano
ribelli,dal Vela, dal Rosa, dal Grandi
al D'Orsi
e al
Gemito, dal Morelli, dal de,
Nittis,dal Farufiìni,dal Piccio al Cremona,
gloriosi nei
Per la Galleria
d'Arte
nazionale
moderna
in Roma
257
ra,
Eontanesij al Costa, al Eiettori,al Sernelle loro novità
al Segantini,portavano
di tecnica, nelle
d'emozione, di fantasia!,,
loro ansie
per l'espressione,pel movimento,
ta
avvolgente, tanper l'aria aperta e la luce
cademie
nelle Acfermezza
di disciplina appresa
si
libera
nella
scuola o negli steso
ed esperienza!
musei, e tanta 'conoscenza
delle
mai
regole dell'arte loro che taluni orsi potevano senza
pericolo permettere
di ripudiare i loro
ed ignorare
primi maestri
i loro
lontani
predecessori perchè li
al
avevano
ancór;a; nel
d
ne
arsene
Dopo
sangue,
e
pur
ad-
senza
vivevano.
quelle
due
generazioni
di
sti,
arti-
d'eredità fosse
tanta}ricchezza
pra
dispersa. Correnti spagnole, inglesi e sotutto francesi,passarono
sulla penisola!
vuotarono
i cieli. L'insegnamento
l'arte
dele ne
ridotto
a
un
superficiale verismo,
sciolto da ogni legame con
gli antichi e perfino
la vecchia
con
Accademia, non
deva
pretenpiù l'obbedienza,ma: di fatto [non con-1
cedeva
la libertà perchè non
ai giovami
dava
i mezzi
necessari
date
Anper approfittarne.
dove
diceva
segnava
involete,
loro, mai non
parve
che
—
—
loro
più giovani
d'una
Ojetti.
I nani
e
a
svegli tornano
regola e d'una
tra
Solo
camminare.
le colonne.
a
adesso
sentine
la
disciplina
i
cessità
ne-
per
17
258
arte
giungere
ad
d'oggi
a comprenstile; tornano
dere
mo
nell'anichie l'originalitàdeve
tessere
uno
dell'artista prima, che
dell'arte,e
le
dette
così
nell'esterna
che
proclamare
a
straniere
novità
italiane dimenticate
antichità
da
noi
quasi
neglette proprio
questo, malinconico
in
d'abbandono.
Ma
furono,
rare
le
chiamate
al
su
trenta
opere
Governo
convergere
disperdette
d'essere
degne
Chi
spesso
eccellenti
ammirazione
nella
danari
la
non
a
proporre
leria
Galtendo
po-
danari
storia; dell'arte,
ed
elogi tira telej
quell'anno in
quella tale esposizione. Purtroppo nessuno
diligenza d'amatore
pensò ia ricercare, con
e sagacia di
più notevoli
critico, le opere
dinava
oreseguite dal 1850 al 1880, come
pure
e
sculture
il decreto
solo
vero
dav-
doveva
gli acquisti per
d'Arte
Moderna,
memorabili
opere
•
quaranta, anni,,
o
«eccellenti».
Nazionale
far
peri|odo|
,
intanto, per
tutte
ièjsonoi
erano
o
tica
pra-
per
d'i Guido
Baccelli.
Anzi
minata
illudistribuita,male
e
peggio arredata su al primo piano
del Palazzo
di via Nazionale, furono
accolti
doni
doni. Che
mediocri, solo perchè erano
Sier
artisti degni di storia, come
Giovanni
Fattori
Gaetano
Preo
gantini o Giovanni
viati,vi fossero rappresentati da lavori sevi si accucondarii, e di artisti ben minori
nella
Galleria
male
la Galleria
Per
d'Arte
nazionale
moderna
in Roma
259
invece, tre,quattro, cinque opere
mai
che i nuovi
acquisti fossero
ragonati
paagli acquisti già fatti,o coordinati
siderando
piano organico e stabile,o scelti con-
mulasscro
senza
da
un
voli
più singolarie dureartista,: di questo per molti
i caratteri
d'un
dato
E
pochi si preoccuparono.
provvide lai{riparare al danno
si ripetesse.
che
anni
Così
la Commissione
d'essere
parte caduca, si trovò
costretta
diversa
una
circa
un
d'arte
e, richiamato
nel
ampliava
Galleria
anche
opere
dei
principio
del
solo
non
più
duecento
all'in-
chiari
secolo
Creda-
7
le
lo
del-
merito
1912
marzo
Galleria
almeno
delle
opere
il decreto
di voler
senso
sua
aprile 1913
nella; scelta
consultivo
voto
della
gion
ra-
proporrle
costate
Fu
il decreto
al Direttore
dava
5
del
Commissione.
Ministro
stesso
a
quasi
per
scultura,
lettera
con
della
proposte
e
della
di lire. Il Ministro
milione
un
ro, accettò
che
destinazione
pittura
tra
opere,
prima
alla] sua
liberarla
il Ministro
re
ricondur-
per
per
e
pedire
im-
ad
e
1912
nel
nominò
la Galleria
finalmente
fatto
che
Credaro
Luigi
nessuno
XIX
Baccelli, lo,
raccogliere nella
d'artisti vìventi
ma
«artisti
dal
in
fioriti
avanti
Ma
»
.
il
260
Baccelli
decreto
abbandonò
daro
vide
Il decreto
contraddizione
fatta
in
tra; la
ed
le compere
che
decreto
presto ad
al decoro
Promotrice
che
sere
es-
tili
inuria.
Galle-
della
questa
soccorrere
a
missione
Com-
avventurose, spesso
.anche dannose
pensò più
Esposizione o
del
tornarono
ed
Si
serietà
la Galleria.
riordinare
disordinate
che
nominata,
aveva
l'apparente indulgenza
Infatti
Crje-
dalla
queir anno
il Ministro
che
intendeva
mente
esplicita-
diceva
questo aggettivo, così
una
defila scelta
e
1883
del
eccellenti».
«opere
si
D'OGGI
ARTE
la
quel-
o
ad
scere
accre-
davvero
singolari il valore
di questa raccolta
artistico e storico
nale.
nazioDi
250
in questi sei
comprate
opere
annijlcon una spesa di più di mezzo
milione;,
se
ne
li
jsono potute alla fine esporne, da quelopere
con
stessi
che
qin quanta.
le
comperate,
avevano
Dipinti
il
cui
meno
di
allontanamento
missione
proposto dalla Comsi è detto,
del 1912
e sancito, come
dall' approvazione
ad
dei Ministri,tornarono
Galleria
apparire sulle pareti "elil.jal
per l'ijndebita
ingerenza del potere politico perchè,
Ministro
mentre
o
nessun
tario
Sottosegre-
giustamente
era
di Stato
della
ra
oserebbe
Galleria
Napoli
d'arte
stato
degli
l'inclusione
isenza
avere
al Direttore
ordinare
Uffizi
o,
o
del
l'esclusione
almeno
Museo
di
d'un'ope-
ottenutfo
il
con-
la Galleria
Per
Direzione
della
senso
d'Arie
nazionale
moderna
in Roma
generale
e
Superiore, jhi questa derelitta
s'è
purtroppo
di
potere. Né
anche
veduto
chi
2bl
siglio
Con-
del
Galleria!
questo
abuso
se
non
legge aveva,
tutela di questa raccolta,
la
per
custodia, la
le
furono
nesso
e senza
protestò. Scarse
di sculture, pitture,stampe, disegnili
compere
secolo
te
nonostandegli artisti nel
scorso,
le precise norme
del decreto
Gredaro,
che
così
la Galleria
ancóra
moderna
di opere
manca
italiana
dell'arte
di Pietro
ti,
Benvenu-
gelini,
AnCamuccini, di Costanzo
di Gaspare Laudi, di Pelagio Palagi,
di Michelangelo Grigoletti,di Lodovico
Lipparini, di Ferdinando
Cavalieri, di Carlo
Arienti, di Natale
Schiavoni, di Giuseppe
Bezzuoli, di Giuseppe Bertini, di Enrico
Gamba
di Andrea
e
morabili
Castaldi, pittori medi Vincenzo
storia
nella
nel
stile
ritratto,
che
più
sarebbe
non
d'una
dell'arte nostra
vivezza
pregevole:
dei
difficile ottenere
e
almee, no
d'uno
spesso
quali
opere
pittori
li
pregevo-
di belle
deposito da Municipi, Istitutji
arti, Pinacoteche
comunali, e anche
te.
privaDell'Appiani,ad esempio, la Galleria ha!
in
una
sola
opera,
Manca
cosidetti
quadri
artisticamente
d'una
compiuta
«macchiaioli»
del
Fattori,del
ni, del Banti
che
essa
di scarso;
lore.
va-
raccolta
dei
toscani, perchè i
Signorini, del Borrastanpossiede, sono/
262
chi
e
sono
molte
durante
questi!anni
niedipcri,mentre
in pubbliche vendite
riapparse anche
pitture loro notevolissime
za
per purez-
d'emozione
e
Manca
Bartolini
dei
di
o
nioria
e
Giuseppe Grandi,
Lorenzo»
dir
per
solo
tocento.
gl'innovatoridell' Otqualunque elenco, fatto di imetra
determinate
su
non
incompiuto
sempre
zione.
d'esecu-
di
scultura
una
celebrati
più
sobrietà
meditata
pur
Ma
e
opere,
sarà
convincente.
non
medio
primo ripratico, un
è urgente per curare
questi mali che
tenere
otsulla Galleria, e per
troppo gravano
(ripetiamo le parole dell'E. V.) che
Ora,
da
cessi
venire
per
quest'opera
al buon
e
al
un
già espressa
anche
purtroppo
era
cise. Ma
allora
vi
adatto
al
sfiduciato
che
era
e
suo
grave
per
la
finalmente
pure
con
responsabilità,
altre Pinacoteche
cessità
questa neparole pre-i
il Direttore
non
compito,
nessuna
e
1912
del
Gredaro
decreto
durevole.
assetto
Direttore, con piena autorità
tutte le
quale lo hanno
del Regno.
e Musei
Nel
nostra, per
restituirle
è
rario
all'e-
dannosa
dell' arte
nome
rimedio
Questo
Danaidi
di
alla Galleria
infine
dare
un
d'oggi
arte
mai
apparve
anche
autorità
che
perchè
di
fatto
264
te
d'oggi
arte
moderna
anni
si
sono
Venezia,
a
fortunatamente
che
a
in
questi
fondati
o
ampliati ih Italia,a
poli,
Milano, a Torino, a Firenze, a Na-
Palermo
Dovrà
e
a
Roma
stessa,cambi
brevi
promuovere
e
positi.
de-
e
scelte
stre
mo-
periodiche d'arte italiana e straniera
dell'Ottocento
d'accordo
ie
contemporanea,
civici e anche
coi privati
con
quei musei
collezionisti
che ili questi annli si (sono moltiplicati
sare
d'interesin Italia e che
è tempo
durli
a
queste pubbliche raccolte così da indi recente
come
a prestiti e doni
Lsi
è fatto
Firenze
a
Società
degli
d'Arte
23
in
'Amici
moderna
giugno 1914
Basta
la costituzione
con
considerare
di
questi giornìj]
all'amministrazione
il
molti
d'arte
tina
Fioren-
convenzione
ne.
quel Comupassaggio avvenuto
reali
palazzi e vil!l|e
Belle Arti,e all'ingente
Stato
lo
delle
patrimonio
la
con
e
fra
Galleria
della
d'una
del
e
secolo
scorso
li,
Monza, da Milano [a Napoarricchisce
questi palazzi e queste vijle,
intendere
d'avere, a
l'urgente necessità
per
Galleria
tore
Diretd'una
come
questa, un
capo
che
s'occupi ogni giorno e, diremmo,;
di farla più ricca
e compìiuta'secondo
ogni ora
Se
meditato
un
questo!
programma.
printend
Direttore
troverà
aiuto in una
speciale Soche, da Caserta
a
o
che
Divisione
o
l'È. V. nell'imminente
Direzione
rale
gene-
riordinamen-
nazionale
la Galleria
Per
Belle
delle
dell'Amministrazione
to
in Roma
moderna
d'Arte
266
lesse
Arti, vo-
arte
la sola
contemporanea
ni
(pubbliche raccolte, concorsi, esposizioitaliane
in Italia e all'estero,d'arte pura,
mente
così si suol dire, e d'arte decorativa), finalistituire
per
ed
pubblico
lo Stato
che
dell'arte
cui
con
se
ne
del
presente
lo stesso
con
occupava
convinti
saranno
occuparsi
ad
torna
dell'avvenire
e
artisti
amore
l'Italia fu
appena
stituita
co-
mostrò
nazione, perchè allora esso
l'arte
che
di credere
chitettura^
musica,, teatro, ardi,
pittura, scultura, mobilio, arrea
—
ecc.
di
Governo
della
del
e
Galleria
Valle
Giulia
almeno
esisere
Moderna
rappresentanza
1915
dal
occupa
a
proprio e degno,,
comodo
e adatto, costruito
palazzo
un
1911
Il merito
zani.
buoni mezzo
nazionale.
decoro
grande parte anche
nel
un
è ottima
certo
e
civiltà
La
in
può
—
dall'architetto
Cesare
Baz-
d'avervela
trasportata in pochi
e discussioni,
giorni dopo molti dubbi
è dell'on.
Giovanni
gretario
Bosadi, allora sottosedi Stato
utile iniziare
sculture,
verso
all'Istruzione. Ma
là idal salone
idj|
il
dirupato
la costruzione
sale
alle
pei nuovi
quali abbiamo
un
presenza
d'un
acquisti o
accennato
richiederà
Direttore
che
centrale
poggetto
di tutta
siffatto lavoro
presto
rà
sa-
delle
stante,
retro-
una
fila d'altre
per
le mostre;
che
poc'anzi. Anla continua
abbia
pratica
266
dei
di
d'oggi
arte
nazione
più opportuna illumitudini
e
ventilazione, dei desiderili e abidei visitatori,
dei particolaribisogni
raccolte
come
questa alla quale convengono
piantiti
porte più ampie di quelle attuali e imcapaci di sostenere
dovunque il peso
musei,
loro
della
di marmi
di
e
Affermando
bronzi.
che
anche
a
Direttore
questo
terà
spet-
la
prima designazione e quasi
da acquistadiremmo
la scoperta delle opere
re,
noi
al proposito del
ci riferiamo
non
Guido
Ministro
Baccelli,ne|isuoi decreti del
1881
leria
del 1883, di dare
anche
e
per la Galvo
speciali commissioni
agli artisti. Salil cui
commemorative
quadri e sculture
il sistejnaj
sarà in questa Galleria,1
posto non
delle allogazionidirette ha avuto
in Francia,
di prova,
esito quasi semun
pre
dopo decenni
all'arte contemporanea
lieto, e mal si confà
poco
libera
tanto
e
individuale.
Noi
significare che gii acquasti
forzati, per ragioni spesso più politiche che
stati non
artistiche,nelle esposizioni sono
invece
si vuol
ultima
causa
opere
che
dello
presto
;
e
del
Certo
sono
sperpero
a
s'ha
danaro
tutti apparse
di
decadimento
non
di
da
questa
escludere
in
gnificanti
insi-
nacoteca
Piper
Per
la Galleria
d'Arte
nazionale
moderna
in Roma
267
il grati mercato
delle pubqueste compero
fonmare
a
con
vedutezza
avpliche esposizioni; ma
Galleria
una
ad
accanto
che
ed
rare
opere
questa,
tiene
ammirabili, concome
rappresentative e
il danno, di tante lacune, (stimiahai ancóra
mo
che
di statue,
sia più utile la ricerca
raccolte
nelle
anche
dipinti, disegni, ecc.
private, nelle pubbliche vendite, nelle cosi
dette mostre
individuali
oggi tanto frequenti,
to
e
p\ù negli studi stessi degli artisti. Cerse
ne
gioverebbe lanche il bilancio.
tante
Come
opere
poco
conciliare
la
necessità
di
aiutare
esposizioni piccole e grandi, nazionali e
di comperare
con
internazionalii,
questa necessità
solo
tuire
costia ben
quel che occorre
le
e
il durevole
sostenere
Galleria?
Bisogna
decoro
che
di
le compere
nella
avviene
come
esposizioni si chjianiino,
dello Stato e
all'estero,
compere
precisamente comperò
per la Galleria
d'Arte
discussioni
di
tenere
Moderna,
sul
presunto
essa
dello
un'alta
per
vunque
donon
zionale
Na-
evitare
obbligo giuridico
esposto
sempre
quello che per
queste compere
anche
sta
que-
è stato
Stato
nella
Galleria
comprato.
che
Tra
dovranno
dignità e originalità
d'arte,si potrà fare sùbito, o dopo; una
ma
prie breve
esposizione in una
speciale sala
destinata
nella Galleria agliacquistirecenti,
avere
sempre
268
d'oggi
arte
una
cernita
severa
nei
e
distribuire
pubblici palazzi, magari
i musei
presso
civici
provinciali e comunali,
•giàmeglio rappresentati
che
le opere
e
o
steri,
Mini-
in
sito
depo-
i
zi
palaz-
presso
di autori
le opere
in
questa raccolta
mente
indiscutibil-
sembrano
non
nei
eccellenti,riservando
solo
queste
che
po-
pochissime alla Galleria. Niente
impedirà che periodicamente si riesaminino
delle
di proprietà dello
gli elenchi
opere
anzi
l'Italia
Stato
sparse
per
ricondotte
nella
o
di
di
tratta
Galleria
mostre
per
giudizio
nazionale
di
pier
o
è fatale
che
viventi
autori
e
di
sieno
na
romavisione
re-
una,
si
quando
scuole
in
venire.
di-
parlare delle molte
e
d'artisti stranieri
pregevoli
tutte
alcune
temporanee
È1 qui il luogo
quasi
che
e
opere
Galleria
questi uliinii
da
anni e di rispondere alla particolare domandall'E. V. su
rivoltaci
questo punto.
comprate
Dato
Arti
che
in Italia
e
d'arte
aumentato,
non
sono
potranno
che
per
anche
vuoi
in
stanziate
le somme
all'anno) né
re
la
per
le Belle
lire
ingenti (65,000
per
giunta
molti
è in
è
questi
aumentato
ventarl
di-
anni
delle
il prezzo
moderna
perchè
per
ojper
anni
il
co-
Per
sto
la Galleria nazionale
generale della
in Èoma
d'Arte moderna
vita, vuoi
perchè
si
269
sono
e degli
moltiplicatigli artifici dei mercanti
accaparratori col moltiplicarsidelle dofcnannoi proponiamo
de dei privati raccoglitori,;
che
si acquistino più
alcuni
anni
non
per
d'arte straniera, ma
solo
opere d'arte
opere
italiana,così da riempire le troppe lacune
questa Galleria
di
Non
la
nel
in
qua.
facciamo
lore,
doquesta proposta senza
zione
perchè sappiamo il fervore della creaartistica
oggi di là dai confini. Ma
bella
che
si Vede
raccolta
ora
esposta
Salone
zionale
degli stranieri alla Galleria Nae
di
1800
dal
quanto
o
che
è stata
fatta
si è incontrato
a
Roma
inutile
nel
secondo
Biennali
nelle
1911,
il caso
pare
neziane
Ve-
incoerente
degli artisti e
del pubblico perchè non
s'è seguito un
gico
locriterio
nell' iniziarla, riunendo,
qui
di quegli artisti stranieri
prima di tutto opere
e
quasi
che
hanno
alla
cultura
veramente
dato
all'arte
nici:
indirizzi,ideali o tecun
quadro cioè di David, di Delacroix,
di Ingres, di Turner, di Courbeit, di Manet,
di Degas, di Renoir, di Cézanne, d|i Puvis
de
Chavannes, di Carrière, di Monet, ^li
•Whistler, di Bòcklin, di Von
Marées, di
Leibl. Lungo
Ma
costoso
e
lavoro.
s|e in
adj
questi dieci anni fossero state dedicate
le 300
mila
lire spese
esso
pier queste opie-
contemporanea
nuovi
270
D'OGGI
ARTE
straniere
re
di
(né allora
questi autóri
prezzi
i
dii
altezze
saliti alle
erano
dipinti
per
tare
oggi), questa Galleria
potrebbe oggi vanuna
piccola raccolta degna di stare al
confronto
le piccole pree forsesuperare
ziose
raccolte
si trovano
Belvedere
belle
Vienna.
di
Ad
alle Biennali
e
basterà,
che
notevoli
venisse
la
Galleria
s'avvia
d'Europa
a
deposito
Nuova
di
Berlino
ad
essere
e
ciò
le
più
tervengo
in-
bastava^
d'arte
derna
mo-
delle
una
per
al
o
che
veneziane
Veneziana
potrà,
più
qui
se
spazio, accogliere in
lo
mancare
ospitare
degli stranieri
gustose opere
e
York
di
Nazionale
die
straniera
arte
Metropolitan
al
Galleria
nella
o
di moderna
anche
questi cinquanta, dipinti.
Veda
TE. V. se, interrompendo
sti
gli acquifortuiti e disordinati,si possano
trovare
d'ora
fin
in
i mezzi
cominciare
per
a
porre
che potrebbe
questo altro programma
un
giorno compire, in questa Galleria,;
dell'arte italiana
il quadro storico del corso
accanto
le pietre
nell'Ottocento, collocandovi
atto
miliari
nel
resto
del
cammino
d'Europa;
artisti l'aiuto di
le opere
dei
loro
dall'arte
percorso
potrebbe
e
degl'indovinellidelle
ai
vani
gio-
te
direttamen-
conoscere
apostoli
dare
e
ri
profeti,fuo-
riproduzioni
foto-
;meccaniche.
t
Se
le" risoluzioni
di
V.
E.
saranno
favo-
272
D'OGGI
ARTE
Gli
acquisti
d'Arte
Moderna
la
per
Galleria
potranno
non
Nazionale
fatti,
essere
già abbiamo
detto,dal solo Direttore.
In Francia, ad esempio, gli acquisti pel Museo
d'Arte Moderna
al Luxembourg
spettano
la maggior
comniiss
ionie]
parte a una
per
nerale
Gespeciale chq è presieduta dal Direttore
delle belle arti,e di cui noni fa parte
alcun
ai tre grandi
artista. Solo le compere
come
Salpw
spettano ad
[ma
d'artisti,
dallo
e
Stato
sono
nei
non
molto
una
numerosa
le opere
sì
acquistate co-
tutte
vanno
disseminate
pubblici edifici
e
bourg
Luxem-
ai
Parigi
a
missione
coim-
in
e
vincia
pro-
in altre raccolte.
del Musico
Più, il Direttore o Conservatore
dei
stesso, facendo
parte della Commissione
di
musei
che
è composta
dai Conservatori
tutti i Musei
Nazionali, può sempre
porre
proaltre compere
disponibili.In
limitatamente
casi
il Conservatore
ottenuto
commissione
d'importanza
del
il
alle
consenso
Museo
del
della
me
somzionale
ecce-
xembourg,
Ludetta
sud-
la sua
consultiva, reca
al Consiglio dei musei
zionali
naproposta davanti
Così
l'approvazione
definitiva.
per
stati di recente
ad esempio, sono
comprati
300
mila
franchi
i Ritraitidi famiglia
per
di Degas, e poi dello stesso
Degas per altri
Per
150
la Galleria
mila
d'Orléans,
il
modèrna
in Roma
273
de,
dipinti:Semirami-
altri tre
franchi
la Città
d'Arte
nazionale
di
Ritratto,
Desbou-
lins,e parecchi disegni.
di dotare
lecitament
solData
dunque la necessità
di
s'è detto, la Galleria
come
di ogni epoca
e scuola
caratteristiche
opere
di
italiana
dell'800; dato
che, se il lavoro
può e deve
ricerca, di studio,»di confronto
nel Direttore
della galleaccentrato
essere
ria
stessa, è
necessario
anche
che
una
missione
com-
que
stabile,rinnovata di cinque in cinanni, lo assista di frequente per delibesulle proposte
di lui e su
rare
quelle che
le potessero sottoporre altri suoi membri:
all'È. V. che venga
noi
creata,
proponiamo
le compere
per
Galleria
Nazionale
commissione
di tre
scrittore
e
l'ordinamento
per
d'Arte
Moderna,
del Direttore
composta
pittorio scultori,e di
artisti,
d'arte. La
d'artisti
di
e
quale composizione
scrittori
noi
di restare
libera da
capace
«di generi e maniere».
della
una
so,
stesuno'
sta
mi-
stimiamo
più
ogni pregiudizio
Confermiamo, salvo gli esplicitiobblighi
dal
Ministero
della Pubblica
legali assunti
Istruzione
ha
accettato
lasciti
o
quando
doni, la lista delle opere da allontanare
per
da questa Galleria,quiafIefu compilata
ora
dalla
Credaro
Ojetti.
Commissione
nel
I nani
19.12
tra
nominata
e
le colonne.
dal
dal
Ministro
Ministro
accettata.
18
274
d'oggi
aete
(Accludiamo
state
sono
ranno
e
elenco
un
le
Stato
un'altra
Galleria
che
opere
dopo
ci sembra
quali
trovare
della
altre
acquistate dallo
per
opportuno
di
quel-
ugualmente
destinazione
ri
fuo-
"Nazionale.
Raccomandiamo
alla
Direzione
nuova
di
tinuità
e conraccogliere con maggiore abbondanza
disegni originalidegli artisti già rappresentati
Galleria.
nella
Nelle
nostre
riose
gloe
derna,
mopinacoteche d'arte medievale
i Gabinetti
dei
Disegni contengono
tesori
lo
studio
artisti.
degli antichi
per
È bene
salvare
in tempo
questi documenti,,
che
hanno
te,
uno
squisito pregio d'arspesso
anche
per gliartisti contemporanei.
Concludendo,
che
una
crediamo,
vita
prospera
alla
derna
noi
non
essere
possa
sicurata
as-
d'Arte
nazionale
Galleria
Eccellenza,
Mo^
zione
direfinalmente una
torevole,
responsabile e continua, capace ed auda consigliericolti,esperti,
sorretta
se
equanimi,
le si dà
non
amanti
d'ogni
d'arte
contemporanea.
centro
di raccolta
del
tra
la
ralle
studio
rivelare
antica
e
i
i
allora
giovani
questo
potrà dalla
passaggi
la nuova,
d'una
sicurezza
confortare
Solo
jédi
Régno
manifestazione
dare
ie
aver
i legami
ai migliori
vole,
dure-
rinomanza
ad
pitale
Ca-
fede
nel-
Per
la
l'avvenire,
e,
e
più
e
ogni
ed
nazionale
Galleria
nella
di
d'Arte
ritorno
e
guidare
più
il
d'arte
forma
alle
Roma
del
gusto
sia
di
275
vamento
rinno-
nostre
dizioni
tra-
tenzione
l'at-
suscitare
sicure,
che
in
crisi
presente
libero
pure
moderna
pubblico
so
ver-
ta
medita-
sincera,
originale.
_
Roma,
15
novembre
1919.
Firmati:
F.
P.
Michetti
Bistolpi
Leonardo
Ugo
Ojetti,
relatore.
DI
NOMI
DEI
INDICE
Aelst, Pietro (di),29.
d'),107.
Àlbany (la contessa
L.
B., 89.
Albertolli Giocondo, 132.
Al ciati Evangelina, 234.
Alessandria
d'Egitto, 92.
Cesare, 26, 28, 85.
Bazzani
Cesare, 264.
Bellini Gentile, 138!
Belluno, 36.
Benedetto
XIV, 19.
Benvenuti
Pietro, 261.
Beraldini
Ettore, 239.
Berenini
202.
Ancona,
Angelini Costanzo, 261.
Aosta
(iiduca d'),77, 135.
Appiani Andrea, 132, 142.
Agostino,
192.
118, 181, 245.
Berlino, 48, 66, 68, 113, 270.
Bergamo,
Berrettini
Pietro
(da
na),
Corto-
130.
261.
Aquile]'
a, 15, 18, 24, 35, 50,
Bertini
m, 241.
Arco, 50.
Arienti
Carlo, 261.
Asolo, 100, 105, 106.
Bistoia
Attems
PERSONE.
Battisti
Àdanclissi,89.
Alberti
DI
E
LUOGHI
(la famiglia),20.
Giuseppe, 261.
220.
Bevilacqua (laduchessa),
Bezzuoli
Giuseppe, 261.
Biaggini Alfredo, 93.
Leonardo,
88,
233,
275.
241,
Umberto, 228, 229.
Boecklin
Arnoldo, 269.
Boldini Giovanni, 177, 178.
Bologna, 142, 146, 184, 192.
Bonaparte Letizia, 97.
Boccioni
Baccelli
Alfredo, 136.
Baccelli Guido, 253, 255, 258,
259, 260, 266.
Bacci Peleo, 198.
Bacilieri,il cardinale, 35.
Baciocchi
Elisa, 97, 131.
Badile
Elena, 76.
Banti
Cristiano, 261.
Baracca
Francesco,
Nino,
Barbantini
85.'
88.
Baroni
Eugenio, 81,
Bartolini
Basaiti
Giacomo, 64.
Bonington R. P.? 110.
Bonsignori Francesco, 75.
Bonzagni Umberto, 240.
Borghese Paolina, 97.
Borrani
220.
Barga,
Boni
Bosia
241.
Lorenzo, 216, 262.
Marco, 138.
Bassano, 45, 105, 106,
Bossi
118.
261.
Agostino, 233, 239,
Giuseppe, 142.
Bramante
Brass
*
Edoardo.
da
Urbino, 89.
Italo, 21.
Brescia, 36.
240.
278
INDICE
DEI
DI
NOMI
Bressanone, 36.
Brindisi,217.
Brocchi
Amedeo, 93.
Bronzino (Angiolo
141.
Allori),
Brozzi Benato, 93.
Brunelleseo
Filippo,89.
195.
Bruno
fiorentino,
Bruxelles,67, 134.
Budapest, 48.
Buffalmacco, 195.
Buonarroti
Michelangelo, 60,
Burano, 223.
Byron Georges, 100.
Cagni Umberto, 4, 10.
Calandra
David, 241.
Calza Gino, 10.
Cambellotti
Duilio, 242.
Camuccini
Vincenzo, 261.
Antonietta, 106, 107.
Canal
Antonio, 110.
Canal Pietro, 107.
Canonica
Gregorio, 60.
Canova
Antonio, 81, 82, 83,
97-108.
Caporetto,57, 227.
Cappello Vittorio,201.
Caprin Giuseppe, 9.
Carducci
Giosuè, 57.
Carena
Felice,237.
Carlo Alberto, 216.
Carlo quinto, 178.
Caroto Giovanni, 75.
Carpaccio Vittore, 138,
Carpi Aldo, 240.
DI
PERSONE
Cavalcasene
G. B., 68.
Cavalieri Ferdinando, 261.
Cavallino Bernardo, 181.
Caviglia Enrico (ilgenerale),
114.
Cecioni Adriano, 227.
Cellini Benvenuto, 218.
Cena
Giovanni, 249.
Cerano
(G. B. Crespi),181.
Cézanne
Paul, 165, 181, 208,
229, 231, 237, 269.
Chioggia, 118.
Ciardi Beppe,
235.
Ciardi
235.
Emma,
Cimabue, 197.
Claudio, imperatore, 91.
Clemenceau
Giorgio, 49, 51,
207-211.
Clemente
nono,
Clesio Bernardo
175.
le),
(il cardina-
24, 28, 29, 31.
Guardino, 117.
Conegliano Veneto, 45.
Colleoni
Coronini
17.
(lafamiglia),
Costa Nino, 227, 257.
Costantini Celso, 31, 241.
Courbet
Gustave, 269.
Crauglio, 117.
Credaro
Luigi, 28, 259, 262,
273.
127.
Cremona,
149.
Carrà
Carlo, 70.
Carrara, 83, 167, 168.
Carrière Eugène, 209, 210,
234, 269.
Casciaro
Casorati
Giuseppe, 235.
Felice,221, 223, 237,
239.
Castaldi
261.
Andrea,
E
Chessa Gigi, 240.
Chiabrera
Gabriello,132.
Chiesa Damiano, 28.
Chini Galileo,235.
178, 203.
Canal
LUOGHI
Tranquillo,173, 179,
Cremona
228,
256.
Crespano Veneto, 106,
Crispi Francesco, 254.
Federico, 223.
Cusìn
Dal
107.
Zotto
Damerini
D'Annunzio
215.
Antonio, 111.
Gino,
221.
Gabriele. 15, 214,
217, 222, 223.
280
INDICE
Goethe
DEI
Volfango,
NOMI
DI
233.
LUOGHI
E
PERSONE
DI
il
Lorenzo
Magnifico, 178.
Gola Emilio,
Goldoni
Carlo, 20.
Loreto, 68.
Loria
Lamberto,
Gorizia, 11-22, 36, 37, 38, 50.
Goya F. J., 230.
Gczzoli Benozzo, 194.
Grandi
Giuseppe, 228. 256,
Lotto
235.
153.
Lorenzo, 74.
Lucca, 85, 127, 156.
Luppi Ermenegildo,
Luzio
Alessandro,
93.
67.
262.
Graz, 44.
GrigolettiMichelangiolo,261.
Grimani
conte Filippo,35.
Grosso Giacomo, 233.
Grubicy Vittore, 235, 236.
Guardi
Francesco, 110.
176.
(G.F. Barbieri),
Guerrino
Guglielmo secondo,
Heine
Hodler
54.
Enrico, 23, 24, 30.
Ferdinand,
Victor, 81.
Hugo
239.
231, 269,
Margherita,
la
Regina,
135.
Luisa, reggente d'Etru-
ria,196.
Marmont,
duca
di
Ragusa,
Umberto, 221,
Martina
5.
223.
Arturo, 223.
Martini
Ferdinando, 254.
Martini
Simone, 195.
Marussig Guido, 221.
3, 7.
Kandler
195.
Martini
Vincenzo, 235.
Istria,
Zanobi,
Madrid, 68.
Maggi Cesare, 234.
Manacorda
Guido, 156.
Mancini
Antonio, 235.
Manet
Edouard, 76, 110, 207,
208, 210, 228, 231, 269.
Maategna Andrea, 73, 74.
Mantova, 24,50,66-71,72, 127.
Marano
Lagunare, 42.
Maria
Ingres Dominique, 74, 230,
Irolli
Machiavelli
Pietro, 9.
Masaccio.
230.
145.
Lafontaine
35.
(ilcardinale),
Landi
Gaspare, 261.
Lantieri (lafamiglia),20, 21.
Lasinio
Leibl
Carlo, 197.
Wilhelm, 269.
Lenbach,
Franz
Leonardo
da
Leone
Leoni
von,
271.
Vinci, 163.
X, 29, 67, 178.
Leone, 218, 219.
Leopoldo II, imperatore, 20.
Lessing G. E, 98.
Lione, 89.
Lipparini Lodovico, 261.
Lloyd Georg??,51.
Londra, 67,"
69, 98, 143, 159.
Longhi
Roberto, 231.
Maser,
Mengs Raffaello,109.
Mentana,
89.
Merlengo,
115.
Mestre, 45.
Mostro vi e Ivan, 156.
Metaponto, 154.
Meunier
Costantin, 82, 247.
Mi chetti Francesco
Paolo, 177,
-
275.
Milano, 44, 76, 98, 100, 118,
125, 132, 142, 173, 178, 218,
236, 244, 254, 264.
Mirano,
Moceto
120.
Girolamo, 74.
Modena, 127, 145.
Moggioli Umberto, 221, 222.
INDICE
NOMI
DEI
DI
Pompeo, 153, 203,
Molmenti
LUOGHI
DI-PERSONE
E
Paolo
281
terzo, 178.
Parenzo, 37.
204.
Monaco, 48, 134.
Monet
Claude, 181, 308, 209,
21.0,228, 250, 269.
Monforte
di Verona, 76.
Montagna
Bartolomeo, 74.
Maggiore, 117.
Montecchio
Monza, 264.
Corbelli
Angiolo, 236, 248.
Gustave, 208.
Morelli
Domenico, 177, 256.
Moretto
da Brescia, 75.
Morgan Pierpont, 115.
Moschetti
Andrea, 119.
Mltller Alfredo, 240.
Murat
Carolina, 97.
Murat
Giovacchino, 97.
Morean
Luigi,
Musami
Parigi, 67, 74, 78, 158, 174,
177, 197, 207, 208, 272.
Parma, 127, 142, 253.
Pascoli
Giovanni, 88.
Pellizza
Giuseppe, 244-251.
Penagini Siro, 240.
Perazzi
Costantino, 254.
Perugino Pietro, 163.
Pesaro
(galleria)244.
Petrarca
Francesco, 55.
Piacentini
Marcello, 77. 78,
93.
Piacentini
Piacenza, 127.
Pica Vittorio, 237.
Picasso
Piccio
227.
Pio, 253.
Pablo, 237.
(Giovanni Carnevali),
179, 256.
Napoleone I, 5, 10, 28, 81,
82, 97, 99, 100, 106, 109,
141.
Napoli,
106, 125,
100.
126,
133, 143, 253, 260, 264.
Nervosa, 45, 47, 111, 113.
Netti Francesco, 227.
Nicodemi
Nitti
Giorgio, 98.
Francesco
Novellini
Plinio,178.
Noventa,
Novanta
Nuova
Saverio, 168.
46.
Vicentina, 18.
York, 270.
Oberdan
Oderzo,
Guglielmo,
45.
Odescalchi
85.
46.
Baldassarre, 254.
Pier
della Francesca, 231.
Pietrogrado, 117.
Pietro Leopoldo granduca
Toscana, 143.
Piove di Sacco, 115.
Pisa, 114, 149, 156, 192, 193198.
Pisanello
Pissarro
Vittore,218.
Camillo, 228.
Pìezzo, 19.
Poccetti
Bernardino, 130.
Poggi Giovanni, 140.
Pela, 3, 10, 18, 37, 50, 90.
Pomi
Alessandro, 221, 223.
Pordenone, 45.
Pordenone, pittore,103.
Portoferraio, 216.
Portogruaro, 36, 45.
Pacarsi
Possagno,
Pacchioni
Poussin
Niccolò,20.
Guglielmo, 156.
Padova, 19, 36, 45, 85, 107,
118, 121.
Palagi Pelagio, 261.
Palermo
Panerai
125, 128, 264.
Ruggero,
235.
di
97-108.
Nicola, 70, 280, 231.
Prassitele, 176.
Previati
Gaetano, 236, 240,
258.
Pugìiese-Levi Clemente, 235.
Puvis de Chavannes, 269, 271.
282
INDICE
NOMI
DEI
DI
Quarto dei Mille, 81.
Raffaelli
Jean-Francois,207,
209.
Raffaello
Sanzio, 29, 66-71,
89, 163.
Ravenna, 48»
Reggio Emilia,
127.
Rijn,230.
Auguste, 181,208, 228,
Reynolds Joshua, 110.
Corrado, 163.
Ridolfi Carlo, 139.
Riva, 50.
Rizzo Antonio, 199-204.
Roccatagliata-Ceccardi CecRicci
cardo, 136.
Auguste, 81, 82, 207,
208, 210.
Roma, 4, 5, 24, 33, 54-65, 68,
77, 83, 88, 89, 90, 92, 93,
98, 105, 136, 146, 148, 150,
153,156,173,182, 187,188,
202, 212, 216, 218, 219, 222,
233, 236, 242, 245, 253, 275.
Romanelli
Pasquale, 216.
Romanelli
Raffaello,216.
Romanelli
San
DI
PERSONE
Dona
di
Piave, 45, 46.
Sansovino
Jacopo, 129.
G. B.,102,106.
Sartori-Canova
Sauro Nazario, 85.
Schiavon
Natale, 261.
Schiavo Paolo, 195.
Romano,
Sedej,arcivesc. di Gorizia,14.
Segantini Giovanni, 88, 165,
177, 228, 245, 247, 248, 257,
230, 248, 269.
Rodin
E
Scutari, 201.
Rembrandt
H. Van
Reni Guido, 194.
Renoir
LUOGHI
212-219,
258.
Selva Attilio,78, 242.
Selvatico Riccardo, 256.
Semeghini Pio, 223.
Serra Enrico, 257.
Settimio Severo, imperat., 5.
Sibellato Ercole, 221, 222.
SignoriniTelemaco, 227, 261.
Siviero Carlo, 235.
Soave, 75.
Soderini
Sodoma
Pietro, 114.
(G. Bazzi),194.
Soffici Ardengo,
Stendhal,
226-231.
178.
Stoccolma, 134.
Strà, 45, 119.
Strassoldo
?
20.
(lafamiglia),
Strozzi, 181.
Stupinigi,127.
Supino I. B„ 197.
Susegana, 45.
241, 242.
Remanino
Girolamo, 24.
Romanziol, 45, 48.
Rosa Ercole, 89, 256.
Rosadi
Giovanni, 162, 163,
264, 265.
Rossi
Rosso
228.
Rovereto, 50.
Rovigno, 50.
Rovigo, 118.
Rubens
Rubino
Thurn-Valvassina
Pietro-Paolo, 76.
Edoardo, 241, 243.
Ruffini Francesco, 243.
glia),
(la fami-
20.
Tiepolo
Gino, 221, 223, 238.
Medardo,
Taranto, 216.
Tavernier
Andrea, 234.
G. B., 43, 44,
47, 49.
67, 73, 76, 109-121, 152.
Tietze
Hans, 51.
Tintoretto (J. Robusti),110,
129, 173, 230, 248.
Tito Ettore, 173, 178.
Tiziano,73, 75, 110, 129, 138,
139, 146, 149, 152, 175, 179.
Tolmino,
19.
INDICE
Adolfo,
Tonimasi
253,
Torlonia
Leopoldo,
Tortona,
244.
Toscanelli
Enrico,
216,
imperatore,
89.
78,
241.
Guido,
Trento,
Treviso,
Tribolo
36, 45, 115,
Niccolò,
Carlo,
Trieste,
4, 72-76,
Veronese
Paolo,
56.
Vienna,
19,
134,
Montecarlo,
117,
Umberto
19,
36,
89.
49,
(Giacomo
Venosta
254.
Vallona,
Emilio,
159.
secondo,
150.
Emanuele
terzo, 125-
137.
Veneto,
36,
45,
57,
227.
Ambroise,
Volpedo,
Von
Valdobbiadene,
Barocci),
Emanuele
Voflard
127,
50,
91.
Vittorio
115,
121.
primo,
49,
48,
67, 81, 82, 89, 121,
Vitruvio,
110, 269.
42,
21,
270.
Vittorio
Udine,
163.
36, 76, 117, 118, 200.
Visconti
79.
W.,
73,
Vicenza,
126,
J. M.
129,
Versailles,
90.
Turner
48,
245.
Andrea,
Vittorio
di
46,
238.
60.
9, 11, 18, 37, 50, 67,
Turbie
118,
Verrocchio
Vignola
117.
Tripoli,
118.
51, 66,
131.
231.
(la famiglia), 17.
136.
Giuseppe,
Verona,
36, 37.
145.
195,
Verdenberg
239.
238,
11, 18, 23-33,
Tridenti
76,
209.
Domenico,
Trentini
Adolfo,
76, 110,
85.
283
PERSONE
DI
Verolanova,
Henri,
Trentacoste
E
Verdi
254.
77-83,
Toulouse-Lautrec
Trajano,
249,
198.
Nello,
LUOGHI
Venturi
264.
256,
255,
DI
235.
44, 173, 232-243,
Torino,
Toti
NOMI
DEI
228.
247.
244,
Hans,
Marées
269.
145.
217.
250.
Vincent,
Gogh
Vasari
Giorgio, 67, 75, 130.195.
Vela
256.
Vincenzo,
Venezia,
10, 19, 38, 44, 47,
Van
Washington
Whistler
Wilàt
Georges,
F.
M.
Adolfo,
Wilson
N., 269.
241.
Woodrow,
Winckelmann
97.
51, 91, 191.
J.
J.
50, 52, 53, 76, 100, 110, 111,
98, 109.
113, 119, 125, 126, 129, 132,
138, 139, 141.
148, 149, 188,
194, 199-204, 214, 220, 225,
236, 237, 238, 256, 264. 271.
Zanardelli
Zanelli
Zolla
Giuseppe,
Angelo,
Venanzio,
93.
234.
78.
INDICE.
Pag.
Prefazione
I.
la
Dopo
1
guerra
di
monumenti
Pei
v
3
Pola
11
Gorizia
.
Le
Buon
del
Castello
Il
34
guerra
...
41
paghi
si
L'arte
di
arazzi
.47
l'arte
con
54
Campidoglio
dal
giù
Germania
Gli
....
perdute
Bellezze
La
dalla
rovinate
chiese
23
Consiglio
.
.
66
Mantova
.
Il Man
tegna
il Veronese
e
bandiera
sotto
.72
rossa.
Il monumento
a
Monumenti
IL
HI.
la
sotto
Tiepolo
massacrato
L'arte
I
I
lo
e
quadri
a
è di
Le
La
.
-
.
.
.
.
97
Grappa
109
123
non
più
sono
del
.125
Re
.
138
loro
casa
tutti
le stelle
ovvero
non
sono
150
astronomi.
degli
La
il
.
.
che
L'arte
.
.
Stato
palazzi
L'arte
84
95
guerra
Canova
77
....
vittoria
alla
Durante
Toti
Enrico
172
all'arte
corsa
due
161
s'insegna
che
.........
torri
rovina
e
del
le
quattro
Museo
di
torri
di
Bologna.
184
193
Pisa
....
L'agonia
d'un
capolavoro
199
......
286
IV.
INDICE
ritratti
I
207
Olemenceau
signor
del
.
di
medaglie
Le
205
Pag.
d'oggi
Arte
.
.
.212
Romanelli
Romano
.
Le
di
mostre
Palazzo
Pesaro
a
220
Venezia.
226
Soffici
di
L'Esposizione
232
Torino
244
Pellizza
Per
la
in
Indice
dei
d'Arte
nazionale
Galleria
moderna
253
Roma
nomi
di
luoghi
e
di
277
persone.
.
.
Milano
Fratelli
—
Redivivo
.
.
Col fuoco
.
.
.
5
—
Pi anelli.2 voi. 5
La
—
sorte
Della
2 50
Luigi Gualdo.
Decadenza
messa
—
.
.4
.
—
.
—
.
—
2 50
.
Grey.
Eleonora
2 50
di nozze
; Un sogno ;
.5
La bella morte
4
L'albero della scienza
Le donne, i cavalier'...In-8,
.10
100 incisioni
con
.10
I Viceré. 2 volumi.
Giacomo.
Di
Salvatore
.5
Novelle napolitano
La
2 50
punto d'onore
Edizione economica
l'amore
pagina della storia del-
Una
L. 2 50
.
Roberto.
De
Federico
Silvano
La nube
Per
—
Milano
—
Grandi.
O.
L. 2 50
si scherza.
non
Demetrio
Editori
Marchi.
De
Emilio
TREVES,
vita di
Pierrot 4
un
—
2 50
Guerrazzi.
di Benevento. Veronica
battaglia
5
Cybo. 2 voi.
L'assedio di Firenze. 2 v. 5
F. D.
La
—
.
—
—
.
Guglielminetti.
Amalia
I Volti dell'Amore
.
5
.
—
—
.
Brigo.
Paola
La Fortuna
Codino
5
Paulo
Fambri.
e serio fine. 3
Pazzi
5
mezzo
Rinunzia
Gazzella
La
.
.
Le
.5
gli Arabi
Haydée
Faustina
.
per
profano.
Piero
.
gran
Anteo
Cosimo
cimento
.
.
.5
—
Giorgieri-Contri.
dura
La
di Valbruna
Gozzano.
Guido
L'altare del passato
L'ultima traccia
Il mistero
.
.
O.
.
.
2 50
2 50
.3
.5
—
—
Grandi.
Macchiette e novelle.
Destino
......
2 50
2 50
.
—
Il
della spada.2 50
Leggenda
Manetty.
tradimento
2 volumi
.
del
'.
.
Capitano.
.
.5
Giuseppe M antica.
In-8,illus.
Figurinaio.
Marcotti.
G.
Il conte Lucio
La Giacobina. 2 volumi.
Le spie.2 voL
—
5
—
.
.
.
—
XiUpati.
Cesarina
Galimberti.
.
.4
.
...
.
Adolfo
.
Giuseppe I*ipparini.
.25)
Il filo d'Arianna
Lombroso.
Paola
5
La vita è buona
—
—
—
Lioy.
vince.
.
Il sacrificiod'un'anima
.
6
,
—
L'amore oltre l'argine 5
8
La tavola del Cambio
—
Liimoncelli.
Paolo
—
.4
5
de
.
baccante
—
Giaoosa.
.
.5
.
.
—
—
*Chi
Specchi dell'enigma
D
voi.
.
l'amoreLa
del5
.
—
2 50
La duchessa di Naia.
2 50
Mime
e ballerine
La mogliedel Magistrato3
Mattia
e
.5
.
L'assassinio nel vicolo della
2 50
Luna
2 50
II processo Bartelloni
Gallarati-Sootti.
sacro
—
trale
tea-
romanzo
.
3
.5
.
.
—
2 50
amore
Storie dell'amore
Bon,
Apparenze. 2
.
.
—
(Ida Fintai).
fantastico,.
Jarro.
Franchi.
Anna
Chi canta
Vergine ardente
—
Fontana.
Ferdinando
.
.
Gwis-Adami.
Rosalia
(J. Caponi).
.
—
—
.
La
2 50
.
.5
—
2 50
.
5
L'anello
FolchettO
Novelle gaje
T.
—
Fiere»,
Ugo
Tra
.
.
.
—
2 50
le vie
Per
specchio
allo
.3
inutili
ore
Gustarelll.
Andrea
.5
mie peccatrici.
Le
Fava.
Onorato
Anime
.
.
•
.
•
2 50
.
.
6 50
6 50
Milano
TREVES,
Fbatblli
—
Martini.
Ferdinando
2 50
Meliga
.5
Caterina Spadaro
La piccolam.u* Cristina. 5
.
giglio
ano
d'Agli
.
.
.
.
La
2 50
di Rodi.
I
Il
Minto.
e animali
pesci fuor d'acqua.
La bandiera
—
.
—
5
.5
.
—
.
—
5
—
.
6 50
.
.
6
—
.
.
genario.
ottua.
7 50
.
2 50
.
.
—
.
5
—
L'Amore
e suo
figlio. 5
la
Mimi e
5
Gloria
—
.
—
.
.
—
.
—
—
.
.
3
—
.6
.
.
3
.5
Fanzini.
storie del
—
5
—
.
Alfredo
—
—
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Antonio
Palmieri.
Novelle Maremmane
I racconti della Lupa
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Luigi Motta.
(Edizioni in-8,illustrate).
dellaMalesia. 6 50
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L'Oasi Rossa
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5I tesori del Maelstrom
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L'Angelo risvegliato .4
Ugo OJetti.
Donne, uomini eburattini 5
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IppolitoNievo.
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A. s. Novaro.
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L' isola dell'amore.
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.
.4
—
MalOt.
Il dottor Claudio. 2 voi. 5
2 50
Un buon
affare.
—
.
Il
.
.
2 50
luogotenenteBonnet.
^Milioni
e
vergogne
.
2 50
.
2 50
Paolina
GOILZaleS.
strega d'amore. 2 voi. 5
2 50
2 50
fa l'onda
GonCOlirt.
de
.
.
Mallarmé.
Camilla
Come
L. 2 50
.
Emanuele
La
La
principessarussa.
.
Marguerite.
Paolo
—
2 50
Le due favorite. 2 voi. 5
D vendicatore del marito. 2 50
2 50
*La
tormenta
nel tramonto
Amor
.
.
2 50
—
E. Gre ville.
Mania
Clairefontaine
la figlia
Maritiamo
Amore
che uccide.
Il voto di Nadia
Nikanor
Perduta
Un
violinista russo
Dosia
Il romanzo
d'un padre
La via dolorosa di Raissa.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
......
......
.
.
.
La
principessaOgherof
.
Sonia
Ariadna
.
2 50
2 50
2 50
2 50
La
Nera. 2 v.
Principessa
p. e y. Margueritte.
Il Prisma
Marryat.
Stirpedi vampiri
Giulio Mary.
.
*Le
La
2 50
L'amante
notti
Guy
Forte
de
*L' abate Constantin
.
.
2 50
(Criquette)
.
Hervieu.
Lo sconosciuto
L'Alpe omicida.
.2
la morte.
Arsenio
Diane
e
.
.
.
.
.
2 50
Veneri
.
.
.
2 50*
Hugo.
di Parigi o
Donna
E-
smeralda. Con 72 incis. 5
Han d'Islanda. Illustrato. 3 50
Bug-Jargal.Con 36 ine. 3 50
—
Enrico
I bei
tempi
Hugues
II Padrone
Lavedan.
.
.
.
2 50
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cuore.
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.4
—
Le
Roux.
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Cario
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.
.
.
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2 50
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.
.
.
.
5
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—
—
2 50
2 50
2 50
milioni.
vedova dai cento
2 volumi
Valignat
5
6
.
signoraMarchesa.
della duchessa.
Figlioccia
La
La
2 50
Mérouvel.
5
.
.
Un segreto terribile
Pari e patta.
Fior di Corsica.
.
,
.
.
.
2 voi.
Priva di nome.
d'oro.
2
voi
Febbre
2 v.
L'inferno di Parigi.
del Ministro
L'amante
Teresa
.
2 50
Prospero Mórimée.
La
2 50
Houssaye.
Vittor
Nostra
.
.
Racconti e novelle
Casa Tellier.
50
1 50
.
Bei-Ami
Una
vita
Paolo
.
.
2 50
Maupassant.
.
Grillina
2 50
.
In-8,illustr.
come
Il nostro
Halévy.
2 50
Maryan.
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Guénola.
2 50
.
.
.
del banchiere. 2 50
2 50
2 50
di fuoco
.
famigliaDanglard
2 50
2 50
2 50
Florence
2 50
2 50
—
.
2 50
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7
.
—
2 50
2 50
.
.
.
.
.
2 50
.
.
•
2 50
Milano
12
Fratelli
—
Remy Saint-Maurice.
Gli ultimi giorni di SaintL.
Pierre
Editori
TKEVES,
Milano
—
Wachenhusen.
Giovanni
vii denaro
L'inesorabile.
Per
2 50
Giorgio Sand.
.
.
2 volumi
—
.
.
fortuna
dei
2 50
La
cuccagna
Un'Ondina; I dolori di Claudio
La
conquistadi
d'autunno
.
Sacrifizio d'amore
.
.
.
.
.
S. E.
2 50
Una
Tinayre.
Marcelle
2 50
Hellè
Plassans.
2 50
Eugenio Rougon
pagina d'amore
Raquin
Teresa
.
.
in ottanta
giro del mondo
giorni
2 50
in-8 illustr.
*Dalla terra alla luna
*20 000 leghesotto i mari.
*Novelle fantastiche
Ediz. in-8 illustr.
*I figli
Grant e
del capitano
Ediz.
.
.
.
.
—
3 50
2 50
Il voto
2 50
Il Denaro.
La
—
.
2 v.
galleggiante.
Una
5
—
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—
del cap. Hatteras. 2 50
Il faro in capo al mondo.
In-8,
*Avvent.
illustrato
.
Oss;
Il dottor
blocco.
.
.5
...
.
.
.
cugino Lorenzo.
.
Guy
Il dottor
Terra.
—
—
.
2 50
illustrata
Ferat
Maddalena
50
Jane
Eyre.
Rhoda
Braddon.
Per la fama
Verrà il giorno
del diavolo.2
La zampa
Asfodelo. 2 voi.
Un segreto fatale.
6
.
—
.
.
6
.
—
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.
Bronte.
Carlotta
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AMERICANI
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in
—
—
5
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.
Il sogno
Edizione
.
.
volumi.
2
—
5
Germinai. 2 volumi
2 50
Vita d'artista (L'CEuvre).
5
Edizione illustrata
Il dottor Pascal. 2 voi. 5
Boothby.
Nikola
.
50
—
—
.2
.
.5
2
50
2 50
.
volumi
in-8 illus.
Guerra.
Edizione
Bellamy.
Nell'anno 2000.
2 volumi
50
—
2 50
INGLESI
Edoardo
2 50
.
morta
una
—
.
2 50
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2 50
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—
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I violatori di
In-8, illustr.
Vincent.
di
2 50
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.
.
50
2 50
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^Racconti a Ninetta
*Nuove storiellea Ninetta. 2
*Nantas ed altri racconti. 2
2 v. 5
^Misteri di Marsiglia.
Pot-Bouille (Quel che bolle
2 volumi.
.5
pentola).
Verne.
Giulio
2 50
(La Curée).2
Il fallodell'abate Mouret.
.
—
3 50
.
Rougon.
2 50
—
2 50
.
—
La
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4
.
Il ventre di Parigi
Edizione
illustrata
Theurlet.
Elena
5
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illustrata
Edizione
—
Andrea
Zola.
L'assommoir.
—
.
—
città
2 50
.
2 50
Emilio
—
Il
.
L. 2 50
Bianchina
2 50
della Seiglière.
*Madam.a
5
Edizione illustrata
Nuova
ediz. illustr. 3
Le Senne.
Texier
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di Cenerentola. 2 50
Memorie
—
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Zaecone.
Pietro
Bandeau.
Giulio
Il
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*Mauprat
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2 50
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.
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Roberto
2 50
Una
Bulwer.
Edoardo
2 50
La
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legge del taglione
.
2 50
Milano
Editori
Fratelli TRTCVES,
—
Collins.
2 voi. L. 5
nere.
vesti
No. 2 voi
Il
5
segreto di morte
Il cattivo
genio
.
.
L'eredità di Caino
.
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2 50
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segreto della
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2 voi
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Vendetta.
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.
.
2 voi.
Sant'Ilario. 2 voi.
Don
Orsino. 2 voi.
Corleone. 2 voi.
Paolo Patoff. 2 voi.
.
.
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.
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Il Circolo Pickwick.
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2 50
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Le ricette del dottor Marigold;
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Le
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Caccia
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Miss
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In-8,illu-
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Hungerford.
Dalle tenebre
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Giorgio James.
L'Ugonotto.2 volumi
Vaiiace
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Lewis.
Ben
Hur, racconto storico dei
tempi di Cristo. 2 v. ili.6
2 50
John
Locke.
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Stellamaris
4
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.
—
—
.
.
2 50
Doyle.
Conan
Il
.
.
avventure
William
Donovan.
fondo
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3
In-8, illustrato
Beniamino
Dick
.
cappucciorosso.
.
.
Alroy o
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—
—
Disr"eli.
il Liberatore
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illustrato
Il
—
Il mistero
.
Siias Hocking.
del signorotto.
figlia
In-8,
5JJ
di Davide
Memorie
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fìeld. 2 volumi
5
Ediz. in-8 illustr.
?La piccolaDorrit. 3 voi. 7 50
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Hewlett.
della foresta. 2 50
M.
Gli amanti
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2 v.
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2 50
2 voi.
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Hamilton-Shields.
Tre novelle di Van Dyke. 4
Hill Headon.
La storia d'un gran
segreto.
2 50
Con 2 incisioni
La
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.
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Maria
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Il popolodella nebbia. 2 v.
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Contessina Gisella
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Gli Italiani
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G.
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Il
Lady Fullerton.
L'Uccellino di Paradiso. 2 50
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Morse
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—
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Kingsley.
Compagno della Croce
Miss
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Il passato che
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4
Giorgio Meredith.
Diana de' Crossways.
2 50
Hume.
Il 13.° commensale
Mayne-Beid.
mortale. In-8,
schioppettata
La
2 50
Mulock.
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2 60
Milano
14
TREVES,
Fratelli
—
Oppenheim.
f.
L. 2
spia misteriosa
Bernard
Brown
2
Mistero di
Guida,
2
Affreschi. Con biografia.
7
*In maremma
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.
.
.
50
Milano
—
Guy Thorne.
Nelle tenebre
50
.
Editori
.
.
.
L. 2.50
Ward.
Mrs. Humphry
Miss Bretherton
.
.
.2 50
50
50
Rivington-Pyke.
H. g. Wells.
Novelle straordinarie.In-8,
con
11 incisioni a colori
4
Nei giornidella cometa. 4
La visita meravigliosa 2 50
Storia d'un uomo
che digeriva
—
.
misterioso. 2 50
Il viaggiatore
m. Boberts.
Il segretodella marchesa. 2 50
Roosevelt.
2
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rame.
regina
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.
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(The historyof Mr.
Polly).Con 1 incis. 4
Bianca
La
5
v.
—
Gli amici
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R. h.
Una
—
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2 volumi
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d'occasione. 2 50
moglie
Conquista d'una
sposa
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Una
2 50
Stevenson.
2 50
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La
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—
—
.
.
—
Ivanhoe. In-8,illustrato. 6 50
Kenilworth. In-8,illustr. 6 50
QuintinoDurward. Illus. 6 50
R. L.
—
4
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Anna
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nell'aria.2 v. 5
si sveQuando il dormente
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Con 3 incisioni. 4
Edizione economica
2 50
.
2 50
.
Scott.
Walter
7
La
2 50
Jekyll
M. Thackeray.
La fiera della vanità. 3
—
—
.
Guglielmo Westall.
Come fortuna volle
Miss H. WOOd.
Nel labirinto
E. Yates.
La bandiera gialla
.
7 50
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.
.
.
.
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.
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2 50
2 50
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Serti di spine
Voifango Goethe.
affinitàelettive
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*Le
Guglielmo Hauff.
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2 50
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2 50
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Cuor di madre
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Maria
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La
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Kerzollo.
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Dopo la vittoria del sociali2 50
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2 50
Quo Vadis? Ediz. pop.
Edizione in-8,illustr. 4
Oltre il mistero
2 50
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Saoher-BXasoch.
galliziani
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2 50
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Sienkiewicz.
*I Crociati. 3 volumi
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lusso.
Vadis?
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*Per il pane
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Edizione cinematografica.
Stefano Zeromski.
Illustr.da 78 quadri .10
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Enrico
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Enrico
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Racconti
—
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KraszewskL
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Il Vincitore
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2 50
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Morgana. 2 volumi. 5
Ediz. ili.da 89 incis. 5
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L. 2 50
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2 50
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—
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L. 2 50
L'Isola dell'Amicizia. 2
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Editori
TREVES,
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—
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.
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Sulpizio.
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2 50
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Fratelli TREVES,
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Editori
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Pietro
Battaglieintime
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russi
Cernioevski.
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*La vita galantein Russia. 2 50
Gregor Samarow.
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Ali spezzate.
L.
Un cuore
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Gloria Vietisi
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Alessio Tolatoi.
*Ivan il Terribile
TolstOl.
Leone
Anna
Karenine. 2 voi.
La sonata a Kreutzer
La guerra e la pace. 4 v.
Ultime novelle.
I Cosacchi
Padrone e servitore
è l'Arte?
Che cosa
Resurrezione. 2 volumi
L. 2 50
2 50
.
.
2 50
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DostoJeWSkl.
Dal sepolcrodei vivi.
Il delitto e il castigo.
3 v.
Povera gente!
Feodor
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.
.
*I fratelliKaramazoff.
.
.
2
L'idiota. 2 voi
Prìncipe
Il rublo
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2 50
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—
Galytzin.
2 50
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.
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La vitaè una
sciocchezza! 2 50
I coniugi Orlow
2 50
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Korolenko,
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II sogno
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2 50
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Senz'amore
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.
.
.
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2 50
Ivan
Turghenieff.
Mereshkowsky.
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7 50
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Maria
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OLANDESI.
BELGI
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