L'AMOR
CONIUGALE!
E
D'AR
POESIE
LE
GOMENTO
AFFI]
Di GIOVANNI
PONTANO
è
C
AR
AB
"
BÀ
EDITORE
LANCIANO
ss
PROPRIETÀ
LETTERARIA
INTRODUZIONE
Pontano
Giovanni
Cristiana
di
al 1464
1458
nel
Otranto
ad
i Turchi
guerra
di
di
della
seguente
di
stato, vi
Roma
una
venuta
di
a
Alla
le
gli consegnò
1495)
Al
e
a
sposato
Adriana
Sassone,
il
due
chiavi
famiglia
'69, quattro
ultimi
•
172
passò
parte
segui il
re
anche
restò
(1494-'95)
e
fici
uf-
i contemporanei,
gli Angioini,
lunga
contro
confusa
e
lui si deve
a
di
mente
principal( 1484 )
Bagnolo
al Petrucci
durò
Vili
fino
di
Castel
in
e
di
fino
di
al
figli,Aurelia,
febbraio
popolo.
riebbe
non
1498.
di settantasette
Napoli.
a
diciassette
quale
Eugenia,
Lucia
gli premorirono,
Napoli,
a
1503, in età
1461,
dalla
napoletana,
1492
Vili.
(20
del
presso
gennaio
Nel
egli restò
nel
carica
Innocenzo
(7 luglio 1495)
Antignano
fanciulla
1495.
nome
privata, mori
il 31
nella
Capuano
a
corte
a
al
col papa
(1494)
1
A
e
importanti
nella
e
giuramento
vita
Aveva
e
II
e
pace
Carlo
restò
ma
anni
ricca
Alfonso
pace
degli Aragonesi
ritorno
queir ufficio,
e
dove
anno
nuova
gli prestò
Ritiratosi
Napoli,
contro
1481
nel
segretario
stipulò
Giacomo
(1486).
Roma
Succeduto
anno
presso
1482-'84
nel
Ferrara
la conclusione
quella
reto,
Cer-
a
considerazione.
dal
Combatté
ventun
guadagnandosi,
e
alta
più
di
padre,
disimpegnando
(1495-'96)
diplomatici
a
di
(1458-1494)
I
II
e
alla corte
Ferdinando
Ferdinando
orfano
Perugia
a
(1442-1458)
Alfonso
la
da
1426,
maggio
bambino
ancor
fanciullezza
sotto
famiglia,
Pontano.
Rimasto
della
il 7
Spoleto,
presso
nobile
di
nacque,
di
trentasei
anni,
anni, di nobile
ebbe,
Lucia,
tra
il 1462
Lucio.
tredici, Lucio
I
di
INTRODUZIONE
Il
poesie degli Eridani
nelle voluttuose
cantò
ebbe
nei
traccia
versi;
suoi
durevole
donne
parecchie
dunque
Amò
e
fidanzata,
come
in
pur
V
fu certamente
cantò
e
dei suoi
amori
lasciò
i suoi
affetti
quello
di tutti
ma
profondo,
e
dalla quale
e
fasce.
in
figlio,morto
un
più
da
Stella
certa
con
nozze
1491, passò a seconde
(Ferrara) che egli
Argenta
nel
vedovo
Restato
trent' anni.
mezzo
novella,
sposa
come
la
verso
amore
curiose
a
traddizioni,
con-
che
moglie
madre
come
pianse teneramente.
che
Le
del
letterarie
opere
furono
Pontano
scritte
tutte
latino.
in
quelle in
Tra
se
prosa
sofia
parecchie di filo-
ricordano
ne
prudentia, De fortitudine,De libera*
De
humanitate
De fortuDe
litote
na
magnificentia
De
De
conviventia
De
De principe
splendore
De
bello
di storia:
obedientia
ìieapolitano
una
ecc.;
morale
De
:
—
—
—
—
—
—
di
(1458-1464) in sei libri;una
un
filologia:De
di
(sei libri); due
commentario
a
Catullo;
—
una
queste
opere
—
rebus
vanno
Autonius
—
Aegidius, Asinus.
tano
gli scritti ai quali è affidata la gloria del Ponle sue
poetiche, nelle quali si lascia a
sono
opere
Ma
notevole
distanza
grandi.
In
1'una
1'altra
e
La
poema
ispirazione è pari alla
sua
i
più
arte
sua
;
grandissime.
delle
opere
sue
didascalico
libri, in cui
/. I. Fontani
gli altri umanisti, anche
tutti
la
esse
raccolta
lungo
1
De
di astronomia:
aggiunti i cinque celebri dialoghi: Charon
—
sermone
(due libri)e
Aspiratione
coelestibus, in quattordici libri. A
Actius
De
rettorica:
la
a
cura
*
si apre
mitologico, 1*Urania
fantasia
sua
Carmina,
e
poetiche
di B.
si
sbizzarri
SOLDATI.
con
un
in cinque
nelle
più
Firenze, 1908. t voli.
INTRODUZIONE
forme
varie
di narrazione
pianeta in pianeta
al
di stella
e
figliaLucia
All' Urania
coltivazione
le
sive
comprende
Amorum
liriche
di sposo
di
e
tumulis
due
Baiarum,
le
Eclogae
in
numero
odi
dei
due
libri
tenenti
con-
libri
tre
ispirate ai casi della
sono
sua
padre; le epigrafi elegiache dei due
le
;
le
e
giovanili; le elegie dei
elegie del libro De
Laudibus
divi-
religioso;g*liHendecasyllaborum
libri di tutti endecasillabi
bici, sei poesiole in trimetri
saffiche; le elegie dei due
di ventidue
giambici
falecii ; i Jam-
Lyra, sedici
;
libri Eridani
liriche
seu
e
infine
odi
pendice
un'ap-
disperse.
scelto
le
quest'opera
poetica noi abbiamo
familiare,quelle cioè dedicate alla
argomento
tutta
poesie d'
prima
moglie, ai suoi
sua
ordinate,
il De
coniugali, di cui
amore
quanto
per
concezione
e
P.
vita, al 1503
Tengono
il
posto
ebbero
in cui
tutte,
pere
rom-
la
i tre
dazione
re-
eccezione,
senza
riportarsi alla fine
(Cfr. Soldati,
primo
voluto
la
riguardo, s'intende,al-
caso
dovrebbero
nipotina, e
possibile (escluso
sua
abbiamo
al tempo
non
definitiva,che in tal
poesie del
era
non
l'unità) cronologicamente,
prima
alla
figlie
le abbiamo
sua
sulla
(il 2° è di sole elegie)
coniugali che
nis, d'argomento
le
Hesperidum
la
sue
amore
Da
fenomeni
su
Lepidina, poemetto idillico considerato
dei capolavori della poesia latina
ca;
umanisti-
Parthenopei
libri De
dicato
de-
una
hortis
le elegie, gli endecasillabi
vita
Il poema,
deploratio in
la glorificazione di sé.1
con
libri De
volume
cui
uno
De
di
cedri.
dei
Il secondo
di sei, tra
due
e
stella.
in
con
e
descrizione, vagando
il libro Meteororum
seguono
meteorologici,
come
di
e
figlio Lucio, termina
della
morte
in
della
Op. cit. Introd.).
libri De
gali,
coniu-
amore
quasi completi.
1
Lucia
P Urania
p.
fu
era
più
dunque
433; GASPARY,
giovane
di Lucio
terminata
II,
p.
387)
prima
se
pur
(nato
del
nel
1480
limata
1469)
(Cfr.
e
ROSSI.
più tardi.
mori
di
13
anni,
Il Quattrocento,
INTRODUZIONE
IV
parte del volume
seconda
La
egloghe,
due
Urania,
Eridani,
coi libri De
compiuto
e
vero
un
gioie, la
sue
La
raccolta
nostra
immediatezza
di
d'
crediamo
l'
del-
sesto
della
un
ecc.)
arte
ispirazione, per
fatto
aver
di
profondità
e
samente,
diffu-
assai
e
unica
sentimento,
nel
forse
per
originalità,e noi
e
raccogliendo
utile
cosa
quest'opera,
volume
un
decimo
complessiva.
schiettezza
per
le
pregi delle poesie familiari, il capolavoro
dei
P.
un
circa
e
già altri (Rossi, Gaspary,
Dissero
del
circa
poetica del P.
lirica
produzione
sua
quelli
con
familiare, con
vita
comprende
produzione
intera
nesse
con-
lutti.
i suoi
e
strettamente
formanti
e
della
poema
pace
sua
tutte
coniugali
amore
di
Tumuli}
otto
poesie
ventitré
complesso
In
brano
un
endecasillabi, sei giambici, due
tre
lirica ed
breve
una
contiene
in
tutta
in
genere
suo
ogni letteratura.
La
rende
versione
nostra
Ho
Allo
stesso
alla
quinta
in
certo
sono
anno
le poesie del
incerta
al
à
elegia del libro I è,
decima
(21 marzo)
Più
Il poeta
libro
è
1483,
II,
in
anno
parte,
fu
cui
nascita
dimostrato
di
la
con
la
del
terza,
sono
del
forse
libro,
la
1469
1469-1470
è
stesso
mentre
luogo, del
suo
e
elegie del IH
due
le elegie dalla
tutte, del 1482-84.
a
Lucietto,
elegia dello
prime
scritta
infatti
mentre
probabilmente
ma
sarà
come
delle
la cronologia
Siamo
comprese.
le poesie
inserirvi
senza
elegie seguenti,
la terza
mentre
più possibile
anni.
le tre
della
giorno
e
36
stati il
originario,
esservi
ci riportano
anno
nona
C. neìl' ordine
A.
dovrebbero
elegia al 1462.
prima
La
il D.
lasciato
cronologicamente
che
il testo
verso
per
d'essere
latino, al quale crediamo
I
verso
1484.
riori
ante-
certo
è
quarta
di
poco
posteriore.
sulla
sulla
e
moglie.
che
della
Pure
la poesia
moglie
(1491
di due
anni
ben
il
è
suo
affetto
fluisce dal
suo
anno
fanno
perciò trascorsi
moglie
sono
1474,
di Lucia
morte
morte
elegia alla
anni
è del
Quinquennius
II
poesie
e
per
cuore
in
cui
a
gruppo
oltre)
e
Lucio
del
anni
del
dall' epoca
lei è, nonostante
incredibilmente
viva
pure
Il poeta
1500.
della
tutto,
cosi
quelle
( 1498 ). L'ultima
figlio Lucio
più tardi, cioè
38
e
Le
anni.
cinque
aveva
(1479-80)
sé
ancor
e
ha
74
elegia alla
prima
tanto
fresca.
caldo
INTRODUZIONE
latino
quasi
trasformato
è
impossibile creare
rime, quando
Gli
del
il solo
in
imitati
sono
trimetro
del grande
familiare
simpatia
Modena,
che
Per
il testo
i pochi
umana
e
giugno
umanista,
schietto
in
mi
oscula?
a
valso
son
Rossi
;
e
Fontano
delle
del Gaspary
e
117
pag.
i suoi
incórsivi, quali ad
v.
99
UH
tibi in Me
pubblicazioni
e
soprattutto
tempi-
son
messo
per-
poetica
seguita
con
d'arte.
entusiasmo
1920.
latino ho seguito 1' edizione
errori
mi
la storia
essere
Gimorri
Adriano
1
fatta
analogo,
giambico
il libro vorrebbe
Comunque,
modo
più liberamente.
di tradurre
sincera
qualche modo
in
latino.
per
della vita
quantità. Le
lodica
peculiaritàme-
come
lingua che compensi
altri metri
eccezione
si accettino
ci sono,
italiano
esametro
un
l' italiano un' esatta
per
della nostra
l'armonia
in
metro
L'esa-
rispetto all'originale, essendo
ipermetro
sempre
preferito
piuttosto che modificarli.1
versi
alcuni
omettere
abbiamo
nuziali, dove
carmi
nei
fedeli anche
v
citate
dell' opera
Napoli, 1874. ( 2
es.
del
Soldati, già citata,
nel
voi. II
tibi etc.
nelle
Per
appendici
di C. M.
voli. )
p. 51
v.
le note
e
23
reggendo
cor-
oscula
le notizie
bibliografiche del
TALLARIQO,
Giovanni
CONIUGALE
L'AMOR
LE
E
POESIE
AFFINE
D'ARGOMENTO
leniti*
dolor
Pax,
bene
carminibus,
carmina
excerpsi
Pontoni
pectora
quo
ruta,
amor,
mirentur,
grato
lepore,
per/usa
quae
caeruleis
Cunegunda,
oculis,
o
tuia.
tangant
I
"DE
LIBRI
TRE
CONIUGALI"
AMORE
Inde
optati
viga
sit
complexibu»
primum
tuis
utque
qui
vidisti
sobolts
fido*
coniugi»
expertu»
pignora
rude»
ad
S.
certa
recinisti
murmura
cuna»
A.
qutri.
virginitate
Neniolasque
oscula,
uxor
surgens
erepta
Felix,
ara»,
coniugii,
foedera
referens
ad
Hymenaeon
festas
tacrum
vocas
SANNAZABII.
igne»,
tuae:
blanda
et
nata
Elcgiarum.
parenti»
sua».
Lib.
I,
8.
I
LIBRO
i
AD
Vieni
che
fino
di
ai
di
Vaga
adorna,
baleni
molli
splenda, lucente
Rida
sul
collo
Stringa
L' arabo
nardo
dove
vada
tu
Vengano
danze
1
Di
1462,
oui
anno
del
scenda.
mare
eritreo
lucide
le
nova
fa
»uo
una
scie
care
matrimonio
di
tue
innamorata
con
11
decoro:
aureo
sui
seni
d'
frange
volgere
ninfa
seni.
un
la veste
oro
effonda
arte
il P.
veste
vestito.
spiri fragrante
ancor
con
d'
concedi:
corpo
piccoli
i tuoi
il serico
oro
risvolti
dai
sporgano
del
d'
fibbia
una
una
tornito, sugli omeri
i monili
ama
fra
neo,
il'tuo
perla del
la
contorna,
elegia, divine,
o
piedi lenta
nivei
di mirto
ramo
bellezza
splenda
nuova
tuoi
d'un
fulgido crine
le chiome
vieni:
e
il tuo
e
»
ELEGIA
oro.
mollissima
profumi
un' onda,
assiri.
Grazie,
vergini
ed
raccolti,
cui
giova
intrecciare.
del
Adriana,
dio
o
Clitumno.
di poco
La
poesia è
anteriore.
Venere
Di
guidi
e
il
tu
con
il tuo
Onde
serbare
caldo
Onde
che
dea
conquisti
con
già
te
a
fu
i lirici ti apprese
anzi
tu
corca
su
quando
sostar
padre
carezze
ma
con
4
Mercurio
le spiagge
e
plettrola
o
Diva:
nell' opra
narrasi
soavi
Qual gioia
comodo
1
è nome
mai
per
l'onde?
paterne
non
ed
Eurimia:
foggiato dal P.
stesso
padre
e
e
madre
significa dal
almeno
i
quel Dio
prati, o fan-
ciul
più gioconde?
della
)
dell'Umbria, ti
piacque
selvagge.
offrono
più il trastullo,gioie assai
Mercurio
cortese
:
del fiume
Quivi scorgestinuotante
per l'acque
e
prèseti desio teco d'averlo amante:
"
lira
madre;
dell'acque del Clitumno
presso
gli amori
leni.
corde,
già provavi ( a quanto ancor
molle fieno,furti d' amor
scorrendo
Citerea
molle
l'Eurimia
canti
posa.
dei giovan
sue
ameno
governa.
le
Vieni,deh, dunque e avviva,
suono
più dolce ispira alle
poi che
ninfa,
beltà
audaci
i cuori
godersi più
a
gioventù
tua
ai furti meni
tu
tutti
la tua
eterna
die, benigna
candida
seno,
consiglio,
tuo
riposa ei V ozio
dell' arco
quando
lasciva
anni
suoi
figlionei primi
attiva, reggi col
opra
sopra
ti
CONIUGALE
L'AMOR
12
ninfa
bel ritmo.
Elegia.
Eurimia
Con
ghirlanda
Qui
fine comporre
la viola
di corolle
e
nell' ombrosa
Coro
Preso
da
della
voce
teco
stanchi,
ma
i fiori
la
e
melodie."
te
ardore
eh'
letto
del
pur
io ti prego,
canti
soavi
mira
cuore
le membra
verde
stette:
benigno il mio
occhio
con
la mia
al sorriso
trasparia sincero
Dal
colmo
e
al
sen
giallo croco
le
univa:
piacer ricolmi.
mutuo
grato
per
suo
giovinetto,
giaceste all'amplesso iterato
donna
Questo cantavo, quando sorridere vidi
illuminando.
splendori disusati la casa
mi
bella
tua
il cuore,
numi
i salci il dio
tra
gli olmi
e
dei
arse
anco
alle danze
la forma
seguendo
usciva
sul
al
ne
pur
verzura.
fragranze, le dolci
Onde
Presso
sonno
sull'erba
sorella
le viti
sotto
crine.
potresti nel
tra
stanco
sùbito
a
cingerti il biondo
giulie
dall'acque
candide
molle
una
invita
di Driadi
le molli
con
puoi
tu
frescura
il corpo
stendere
13
I
LIBRO
conobbila
già dall' apparso
rose
avvinti
versava
i
ed
gigli e
amore,
ispira.
i Penati
tosto:
il
pensiero
viso.
i molli
le viole.
giacinti
la seguace
"
!1
Deh
né
con
vii mercato
un
loderei
non
abbandoni
del
poeta
un
è d'
Dono
nulla
per
temi, la
Odia
i
fugge l'amante
irrigidiano le
care
a
Elegia détta
e
del
ed
altera,
in
tempestoso
oggi
al desio
di Glauco
sorda
sassi
mutate
mare.
le navi
:
natie
allontanando.
le vele
i versi
nei cuori,
noie
tue
scintille.
bellezza
pur
sogna.
cuore
lunghe
poesia:
per
Ariadna,
9e
come
Ariadna
fosse
stessa
lei presente.
2
Perché
cui
P.
al P.
2
dolce
alla
il
membra
restando
vie
Iddio.
saran
sua
sue
irate
scoglio malfido
più sicure
di
Dio
l'onde
battonle
1
le
Cermena
sprezzante
oro.
veloce
vecchiaia
davanti
vagheggiatori, d' odio
Mentre
a
la bianca
mille
il lusso:
anche
con
ricchezza.
mia, in ciò che
fanciulla
fida,o
moneta
può cambiarsi
né
vergogna
e
volgare
agli affannati
precoce
è delitto
L'oro
per
die
bellezza!
fanciulla.
cólta
una
il desio:
Bella, raffrena
la
per
è 1'avida
lavoro
terreno
se
beato,
anteporre
verso
la tua
la bellezza,
dio
un
al
vender
percosse
concorde.
suon
la ricchezza
voler
non
col
voce
mosse
plettro d'avorio
col
le corde
cantò:
Quivi
e
CONIUGALE
L'AMOR
14
qui
1' adatta,
Scilla
sia qui
9i accenna,
come
è
detta
Cermena
narrata
al solito,al
caso
da
suo.
m'
non
Ovidio
e
da
è
riuscito
altri in
sapere.
vario
La
modo.
vola
faJl
16
CONIUGALE
L'AMOR
Ecco
già d'apollinea fronda:
Seco
ti vuol
ne' di lieti
Purché
o
all'ultime
Né
o
le
splendan
Ti
la vita
sarà
intera
goder
Quando
tu
Qual gioia
Ti
loderanno
nell' abbraccio
qual
letto cosi
con
Pur
non
allettante
io
con
il
pari
( accende
più della
essa
i
sul
luce
un
al
stretto
doppieri
marito.
o
stelo
di fior
notte
tuoi.
non
adorno,
lume.
senza
deliziosa
giace.
non
amor
Clitumno
caro
cari
e
cara
sponsale
caro
desioso
ha
te
belli oziosa
tuoi
compia
all'ombra
sposa
riposo abbandonata
Venere
e
se
a
goder si dolce?
fiume,
piace
nodo
sera:
gli anni
non
gli anni
tuo
il giorno
sole
senza
candida
di Venere
legale del
senz' acque
Come
arene
gelati campi.
senza
il rito
se
le libiche
gravi
se
sposa
sch
di miele.
è amara,
vivi, il piacer di
mi-
pugne
puoi 1' ossequio di un' alma
ti molce
mai
fianco.
all'orride
alla
luna
una
la vecchiezza
non
ai
dall'alba
fedele
resterà
Orse
serene
al tuo
piagge sole.
il sole
avvampi
se
essergli brami,
non
sarà
sempre
scitiche
recarsi
resterà
moglie
circonda
lieta?
saresti
piaccia egli vuole
te
a
grami
nei
e
la fronte
e
ne
non
se
anco
pur
t' ama
che
poeta
arguto
un
abbracciata
petto.
i notturni
1'alba
essa
piaceri,
conduce
).
LIBRO
Vieta
sola
che
vergine, il
Disse,e
La
precetto saggia
suo
allora cinse
visione
d'
nebbia
una
mi
divampa
mentre
per
me
o
vezzoso
tu
pure,
la forza del fuoco
la vaga
d'
caro
o Amore:
Ardi, ferisci,
più gode nel tormento
più il
ch'esce
Tu
un
tu
o
eterno
Siami,
del
Ch' io
possa
frutto
di tanto
B
-
172
mio
imper mi lamento,
per
letto,cara
amore,
è il
cuore:
1' armonia
sonora.
del mio
vincolo
felice marito
la faretra:
fiero furore alimenta
chi prega
pietosa:
me
per
lieta sarà
dalla bocca
d'amante
ti prego,
compagna
a
accorda,
quando infocato
sei la sola pace
speranza,
vuota
io del tuo
non
Ariadna, il mio
ancora.
Dura,
via
lira
sua
propaga
trastullo.
amor
allora,più
verso
fluendo
Vieni,
la
fanciullo,tu
è la lirica cetra
molle
dea
via
l'incendio
e
sfiora.
oro,
poi dileguò sui venti: segnando l'aerea sua
fluenti.
la flagrante scia delle chiome
con
Mentre
;
seguire?"
vuoi
non
letto
vedovo
leggero le tempie
d' alloro
scettro
uno
17
t' indugi nel
dormire
a
I
non
te
essere
mi
sola:
e
ostile al
sem-
biant
lega.
consumo
futura
d' Imene
con-
pensiero.
te mi
a
e
d'affetto,
sposa.
col grato
pòrti l'anello in dito.
favore,
II
CARME
NUZIALE
Al
Flautista
( 31 gennaio
Queste,
deduci
sul
Primo
ammolliva
primo
sul
giulivo flauto
agli
talamo
carpiva
la dea
della
Queste,
o
deduci
sul
Egli,
o
vaganti
il fiore
bellezza
egli bisticci
Franco
se
Queste
fin che
di
sponsale,
gli amanti.
giovinezza,
lui
a
rese
onore.
al mio
consacra
un
e
mostrò
giorno festivo,
paci insegna:
labbro
tocca
la
al tuo
e
1'altro
alle porte
mie
dolci
nei
ei rende, per
amore
sonoro
la bocca
chiusa
se
del
18
baci.
l'umida
gola
cuore.
congiungi,
pende il
si
posi,
abbraccio;
primo
parola dai recessi
canto
al collo
come
loro
sposi nel
il linguaggio d'
guidando
ei diede
insiem
prima
il braccio
soave
e
le iene:
giulivo flauto le melodie.
stringansi due
resta
sti
selvagge:
ancora
il vincolo
soave
armonie
cantore,
fe-
giorno
le melodie.
legale giacquero
Primo
al mio
consacra
egli-aggiogò
sagge
amori
)
le vergini
Imene
arti
con
sacro
armonie
cantore,
o
1462
divino
o
flautista,armo-
nie,
alloro.
LIBRO
silenzio!
Ecco:
Interrompi,
il dio
è
giungere
gli sponsali
i suoi
con
Io
Ecco:
del
Si,
la sposa:
dica
tu, sposo,
e
Alla
sua
essa
pudica
vergine,
Oh!
viso
rossa.
ti celar
non
Amore
se
fede
e
date
vivan
unisce
Si tralasciano
assai.
otto
ciò che tu
beata:
questo.
che
e
non
le pene,
letto.
giovani
tanga
versi, la poesia
le dita!
V anello.
al concorde
Imene,
senti,
cuore.
cinga d'entrambi
sarà
l'ore
nel
la notte
sol
ti do
pegno
:
egliil bacio augurale
fulgore degli occhi
è bello
bene
ancor
quelli che
guadagna
te
a
fiamma
come
cosi
suggello d'amore,
non
neghi.
il
pari affetto,le gioie divise
ogni dovuto
1
data,
bocca.
dice.
dà primo
il
e
dell' unita
con
Vecchi
la sposa
il resto
l'oro
come
Pari
sul labbro
i lieti accenti
e
la fede
Simbolo
ricevi
frale è
e
T'insegneranno
io per
lo sposo
commossa
sposa
il tuo
Mostri
come
il fiore
bacio
puro
egli vuole
le destre
felice congiungo
augurio
con
nuziali,
nodi.
lui cari
a
la divina
feste
sue
casti
pei voti
Meglio ascoltar ci tocca:
queste sancir parole con
"
le
veder
gode
che
Presente
quale fulgore!
l'impari melodia.
cantore,
o
19
qui giunge. Con
il dio
—
I
godon
congiunti
oi perde
serene:
Amore.
nulla
e
la decenza
ci
Ili
NUZIALE1
CARME
Ad
Espero
(31
Sorgi,
del
o
talamo
sul
le
porta
faci
Fa'
insegnale
Fede
e
caste
dei
da
Una
essa
segue
Sassi
1' elegia
immutata,
Sassi, assai
con
Perché
rime,
si
veda
riporto
che
quattro
sorgi
al
dolce
tu
è
e
le
e
da
due
Le
con
talami
canori
faci.
una
e
spandi,
aggiogati
che
esser
chezza
dimesti-
elegia
rime
e
versioni
sufficiente
dell'
sposi ;
rutilanti
20
rime,
senza
però
Ad
rimati.
non
fantastico
versione
ai
Fabriano
a
terza:
gradito
giovinette
porta
tradotto
versione
una
1915
distici
versione.
la
d'Amore,
stelle.
elemento
Ericina, gli augelli
pure,
rito,
tra
della
il raggio
di
desio
invocato
scendi
e
tale
dimostrano
non
passa
versi
in
già
aveva
Migliore
poetica.
differenza
qual
i primi
). È
elaborata
più
e
fedeli,
e
io
e
nel
pubblicata
la poesia
elegante
forma
Espero,
anch'
Grazie
virginee
stata
decima
accurate
simile
è
Malvaioli-Mancini
più
una
suprema.
(nozze
contenendo
invocata,
miei.
splendan
ore
quest' elegia
non
di
?uscettibile
del
all'
di
suoli
dell'inclite
sorelle
versione
Romualdo
lascio
la voluttà
Concordia
rito;
sacro
gli scrupoli volgi in piacere,
tema,
non
sogni
al
volanti,
aggioga
passeri
desideri
ai
godere
a
splendore.
congiungere
amata
più
i
e
degli sposi giocondi,
il tuo
fulgide
avanti
la sposa
ch'essa
1
l' invito
gì' imenei
poi che
guida
desio
amore,
diffondi, Espero,
accogli
Venere
e
cielo
1462)
gennaio
:
decima.
senza
LIBRO
L'ora
felice il tardo
Genio
del crine
Espero
e
un
Ecco
sol
dite tre
Dalla
volte
madida
è la
Venner
dai
a' suoi
Ecco
mari
volte
Giunge
la
alla diva
Tutta
la
rivedono
Muove
casa
le
il dio
la sohiera
plaude la turba
guida
e
divina
ci onora,
le idalie sorelle:
dive.
già sembran
stanze
enorme,
la
le note,
Imene, evviva!"
castalie
nove
segreta
care
gli arsi deserti,
del dio che
sembianza
"Evviva
ancora:
le belle
guidano
assira.
piede seguendo
d' agili danzatori.
ninfa:
una
fragranza
per
!
:
"
aroma,
col
i cori
ruote
Tutti acclamate
d' arabo
Imene
ad
evviva
Imene,
l'onde, per
sabei.
serti i balsami
eritrei
egli guida
fra vorticose
della
chioma
sua
la rosa,
e
ufficio viene.
Evviva
:
"
evviva!
Imene,
suo
spira profumo
fragranti
dite tre
"
assieme
bocca
sua
Evviva
Su, tutti acclamate
le faci avviva.
e
s'effonde:
di tede
lieto al
sposa
il santo
nardo.
Imene, spargendo il giacinto
si bella
Viene
di molle
"
grido risponde:
lo stesso
presso
sparga
la luce
viva
sorge:
qui fermi
ed
passo
suo
il vanto
21
I
conoscere
e
amare:
del lor poeta.
segnando
la trama
plaude la
scossa
dell'orme;
lira.
"Evviva
Non
te:
uno
Sposo
avrai
vili al confronto
Disse.
bianca
"
di santi
l'oro
che
le membra
Piangi
?
le
e
o
canti,
nel viso:
rossa
accenti.
dormirai.
di Creso
o
le
dell'Ermo
arene
gli sei tesoro."
fine sotto
lacrime,
dai
piede ; e' è un nido
tua
famiglia.
s' appressa,
Elegia frattanto
e
penati ricetto:
sola
tiene:
il tuo
è la
sul ..tuo letto candido
tu
è
ai cari
mescesi
fido: entra:
sposo
felice avrai
pace
dai suoni
la bella.
ancor
figlia,solleva
esitare, o
Casa
in
riso
il dolce
d' Erato
le stanze.
passi già lenti sofferma:
i suoi
Ecco:
cessate
esita
davanti
al limitar
per
novella:
alla diva
osannanti
echeggino
evviva!"
Imene,
la sposa
Ecco
tra i suoni
delle danze
fervor
! nel
Oh
"
CONIUGALE
L'AMOR
22
è adorna
nel
crine,
manto.
purpureo
bella, offuscan
degli
occhi
il
fulgore,
felicità d'
T'attendon
amore
la dolce
del soffice tuo
E
e
quivi godrai novella.
letto
quiete, il lungo
le voluttà
sereno
diletto,
segrete.
Ti fisa con
trepido sguardo il tuo
piangi ancor?
à da sé divisa.
al pianto doloroso l'alma
sposo
IV
ALLA
MOGLIE
( 1° febbraio
Ebe
che
fu
della
quando
di
il
perduta
di
Giusta
se
ciglio
lagnasi
la
schietta
sei
piega
nel
dolce
legge
t' è il socio
Oh
Usa
della
tristamente
Vivere
di
gioventù
Fiore
sul
in
che
gemino
tua
sorte,
chiudendo
ozio
che
nel
presto
o
te, mia
tuo
pudore.
questo
desideri
miei
(s'accora
puoi
non
t' è più godere,
dato
in
:
mia,
del
diletto.
pudore
nell'alba
darà:
origliere:l'amor
ìi
in
piacere
vuoi.
danno
raccogli il
fiore, fresco
pudore?)
piangendo,
piacer le porte.
tuo
giova?
al marito:
vergineo
se
il tuo
diletta,
:
è il
mutato
fare
il frutto
il
e
tuo
sposo
sposa
non
lamenti.
è per
del
lo
amore
dolerti
certo
tue
causa
letto:
;
nozze
le
ai
guardare
osò
non
disciolto
e
riaperti al mattino,
"Venere
a
soffusa
occhi
voce
rito
il permesso
usa
tuoi
la
dolore
debitrice
Ma
più
chino
tal
dolersi,
gote
care
il volto
e
amplessi giaciuta
verginità
i lenti
tale, Ariadna,
il
le
pianto
crin, d' Ercole
umido
)
aspersi d'ambrosia
in
sembrò
1462
e
tu
godine
tuo
tenero
amore
nuova.
cogli il piacere:
tutto.
:
LIBRO
voluttà
La
talamo
e
lascia
ritrosia
Delle
bene
il futuro
D'Ettore
un
desiosa
Quello
che
tenera
al
tutta
gode
tutta
Solo
Imen
desia.
l'amor
cerca
il letto eh' è
nelle
ai mariti,
la pace.
ad
sacro
carezze
amore
Olimpo una
degl'Immortali
al viso
che
di
i baci
le
sera
sue
mira
ed
ples
intrisa
calde
e
sudore,
braccia.
sponsali,
la schiera.
vi convenia
tutta
l'am-
serra;
ignoti bandiva
il vanto
e
bistonii à lasciato
campi
polvere
con
splende
vecchio
i
e
Imene:
nuove.
perdutamente
la faccia
in
d'Apollo
eroe
guerra
amato
gli terge
Quella ogni
sollazzi
giaceva.
seno
Luce, la dea
ogni scrupolo in bando.
al mite
stringe il diletto
Giove
verginale:
castità
Andromaca
l' aspra
solo
onore.
giorno chiedeva
presso
un
grati piacer coniugali:
dai
di liti:
carezze
in
sono
piace nel letto nuziale
non
è talor
causa
godi
la tua
uguali
e
ed
vincolo
e
male)
la ritrosia
i diletti
La
duolo,
e
farai
(non
Fugga
e
gioia
potrai salvando
Goder
ama
pudore congiunti qui
il
e
25
I
divino
nel
bel
contende
sorriso.
ogni più giovane
d'Apolline al desio forte ogni dea sospira.
dio,
26
bramavanlo
Tutte
gli occhi
su
Germina
a
Danze
nelle
è la dea:
balbetta
Videro
tutti
Questi
con
gli
dei
degna
e
nuora,
di tale sposo
dovuto
a
lei
più degno, in fede
Disse
Al
Luce
pensa
per
mano
prese
allo sposo
la desiosa
Febo:
"0
Luce
la forza
presto
è la Luce
le danze:
informato:
potrei.
ancora:
d'alcuno
non
senz' altro
ai carmi
furtive
fulgido ciel radioso
del
certo
d' amore,
le mani
e
disse, sposar
(se moglie
di tal duce
cenno
Già
E
e
Luce.
sbigottito.
fu
degna
mia,
la dea:
manchi
grate.
carezze
Giove
e
giogo amato,
al Tonante
Degna
cenni
l'accento
amore,
il fuoco.
Apollo: obliano
stordito
di speranze
primo
la speme.
nascondere
schive, nelle
carezze
il
occhi
si scorge
cupide occhiate, i
le
Rossa
sposo
1'ardore
può
Parlan
insieme
e
pensoso.
te
ne' tuoi
dolore, è
Apollo se
ricrea, lungi da Febo,
1' amore
non
Luce, in
o
poco,
tuo
conduce
non
non
Cresce
oltre
a
poco
più
musica
dolenti, dell' amor
te
fulgenti
quello fisava
ma
sposo:
è il tuo
volto
nel
"
CONIUGALE
L'AMOR
troverei."
Apolline
e
Imene
già Febo
diletto,
coppia all'amato
mia, carissima
ella sia)
e
Luce.
attese.
dà
i baci alla sposa;
letto.
Luce, deh, chiedi
quello che meglio credi,ciò che il tuo
cuor
desia."
LIBRO
Luce
"
di
senza
chiedo,
ti
ruote
lucenti
onde
da
portata
libar
come
da
ed
Bellezza
di
amor
sarà
non
Febo
piacere
o
la
annui;
spettacolo ammirando,
Bella
col
suo
Dunque
con
un
come
le
Questi
vita,
o
lieve
nulla
lunghe
tuoi
questo
ti dice
d' Imene
la
sposa,
pene,
la
forma
il
luce
cosi
di
invano
d'
rosa.
sen
viene
bruna.
sola
rammenterai
vorrai
bella
vorrai?
di fanciulla:
vecchiaia
la morte
rito, questo
cuore,
non
è beltà
triste
tua
sul
ostinata?
più breve
non
:
conduce.
imitar
La
se
godere
recando,
carro
marito
color
trascorsi
vola ! )
di
il tuo
reca
possa
felice!
è cosi
sempre
fortuna?
anni
godi ( l'istante
Questo
ella
vivrai
me
al
moglie
adorata,
Ahi, qual ci resta
reca
la
amore
moglie
è la
Breve
è
diletto
tu, mia
E
dice
ciascuno
sul
ogni
seco
non
giammai."
me
bianca
sua
seno
beata.
amor
di
senza
Luce
Apollo:
splendenti
e
al tuo
eh' io teco
avrai
non
veda
mi
calice
pieno
dorati
o
percorrerai,
ciascuno
un
splendore:
vivo
chiedo,
ti
questo
cocchi
nei
l'etra
sulle
te
Amore,
o
mai
non
me
il suo
il collo in tutto
abbracciandogli
Questo
27
I
e
amor
rimorsi.
V ardor
la
del marito,
norma.
:
V
ALLA
del
Lagnandosi
servizio
( 1482-'84
io, diletto
Non
alle
tue
trassemi
grazia
la
te
a
al
moveami
questo
sembrai
felice
Venere
die
il
felici
delle
carezze
Voti
io
"
la
Deh,
riposa,
seno
1
Elegia
di
guerra
2
da
o
brama
stanco,
o
riferirsi
al
deponi
di
Venere
1482-'84,
amante
di
catene
pieni!
e
buono,
mio
e
preghiere
supplicati altari,
ai
nei
Ferrara.
Marte,
sponsali
Dio2
pèsti sanguinolento
feroce
lato:
giorni beate,
d'ira avvampi,
dell'Emilia
desioso,
te
Amore.
soavi
gaudi
schiere,
sante
a
le molli
dei
forma:
di
sposa
ai Lari, al Genio
recava
quando.... ecco
e
connubio
ci sorrideva
leni, o luci
e
bella
tua
tale
favore,
suo
amate
alle
molte
di
sposo
Imene,
ci preparava
Notti
grato
dorate
la fede, il costume,
pura,
della
lume
ricchezze
vagheggiatore:
tua
norma
virgineo
e
stetti
militare
)
cercando
amore,
amate
porte
«
MOGLIE
Venere.
28
che
i
funesti
campi!
dell' armi
che
quali
le terre
anni
e
sul
bianco
t'ama!
il P.
combatté
nella
LIBRO
ti serba
Ella
ti serba
Corri
il
Libera
tiene
bella
e
simil
un
il
guerra
baci, d'
Sei col pensier lontano
più, né
i suoi
la
Dopo
giovanile
in
scorrer
blandi
te
i
come
Grave
è
già d'armi
malaugurate
Ozi
obber
nozze,
1
e
già
muse,
e
il vate:
nozze
Vulcano.
Ciprigna
volto
suo
cavalier
?
si fine
di rosa."
attorno
serrano
ai
-vessilli,
già trotta!
ei segue
le schiere
confuse:
malaugurate!
preclusa, le
qual gioia avete?
tormenti
languor sottile
un
squilliil
rammenti
sei villano!
come
più strani
in frotta si
agli acuti
che
ahi
amplessi
Dio,
Dopo la guerra,
posa! T'invita
splende il suo biondo crine, il
Ahi, già le schiere
già più dolce.
non
i cari
e
usurpi!
stragi tu sol ti compiaci,
accenti:
fatica
marito1
ti affretti all'amore?
non
arma
né
senti
non
l'artiere
d'amante
di
a
:
ei martella.
nome
ti molce
sen
già di molli
non
cuore
l'ala
à
sangue.
ti attende:
turpi: perché
—
ignote.
seguendoti
stanca
e
il lito: i fulmini
le guerre
con
indugi tu ancora?
di gala: tergi l'umano
di Lemno
Ahi,
ed
—
29
plora, le ricompense
langue
suo
amante
Lascia
La
che
cuor
Vestiti
su:
ignote delizie
l'Amor
:
I
nozze
e
che
mi
le
rime, quiete:
vali, o Musa?
30
CONIUGALE
L'AMOR
il
né
m' è
lieve,non
giogo eguagliato dalla
ferita
Ogni
perpetua
sola, quand' ei ti rimembra,
Tu
che
viver
il
possa
cuore
al ricordo
duolo
dolore
:
sembra.
non
di te vedovato
sonno
è la vision
amato
neve.
sola infinito
di te
m' è il
m' è il di, più grave
Grave
tu
senza
1'agguato,
di morte
temo
:
soave.
vi
MOGLIE
ALLA
(1482-'84t)
Cara, il
fu
non
se
Non
dato
votive
le promesse
e
che
Cerbero
le Furie
e
roda
Quello rapiva
piange
il mio
L' armi
non
Via!
la mia
e
le donne
cara
solo
cuore
con
già il nemico
errante
al
leggere
cattive,
e
tolga alla fossa
ne
fame.
il mio
giovane
la lontananza
feriscon,mail
torni
al
legava
guerra
la rabbiosa
consorte
fianco
suo
V atroce
raspando
il carcame
alla
vita
crudele
primo
l'ossa
affetto.
dimenticando.
il ferro
armava
lontano,
marito
d' eterno
pegno
caste
primo
audacemente
uccidali
invano
al
conserva
altri,imitando
fai'lo per
Quello
letto
vedovo
suo
amore:
amara.
cuor
d' un
amante.
riposo antico.
talor
Parlari
"
Rendi
la
le vicine
grazia,
alla vedova
rendi
Piange
il
piange
e non
tal
E
notti
e
il lontano
Non
canti,
stai, la lenta
Misera
me,
chi
vuoi
Eccola
in
nell'ascose
degna
1
note,
tua
lontana
la
tu
di
mezzo
Moglie
di.Capaneo
consola.
cuor
non
preghiere
devote,
sacre
giardin fragranze.
la mia
intenta
squallide mute
grande esempio
la morte
che
dolore,
piangendo
casa
giorni
gioia è dei cari miei
alle ancelle
lontane
al
sviene
lagrimosa spola?"
adorni
che
di ricordanza
marito.
non
suo
danze,
o
traendo
già s'ebbero
Lode
del
portici
non
il
ne
cura
querele ?
perché resti sola? perché nella
"Evadne,
per
nulla
amore
le festive
non
traendo,
non
nefasta,
guerra
tristi spargea
casta
giorni sola
per
"
l
alla
lontano:
torna.
non
movendo
serto."
al tuo
le gemme
e
:
crine ;
gemme
gli anelli
Protesilao
di Tebe
già schiva
vezzo
Protesilao
deserto
mura
Evadne
non
glianelli,le
più s'adorna,
Capaneo
ogni
al disadorno
diva,
o
cuor
suo
lei d'
a
mano
dall'iliache
se
E
CONIUGALE
L'AMOR
32
si uccise
bellezza
a
filar le
"
?
vana
sue
:
lane
celle.
d'eroica
costanza:
fu d' entrambe.
gettandosi
tra
le
fiamme
della
pira
I
LIBRO
Non
ti
certo
spingono,
o
33
gli esempi
cara,
a
che
trovi
piacere
nel
tu
il
e
so
non
Forse
mi
di te,
se
oh,
senza
Io
mi
a
sol mia
tu
del
Pur
suo
mi
godere nell' ozio
Serbaci,
rinascerà
C
-
172
ti
tua
fede
ci
avvinse,
il nodo!
destra
più di
te
privo
ancora.
lieta la pace
se
a
te da
le
sereno
casto
Imene,
1'ardore
nel
ritorni,
presso:
del letto
gioie soavi
diletto stringerti al caldo
o
figli.
potrai:
trascorrere
ora
concesso,
giorni vivere
nel mutuo
dolci
lontano,
quiete presente, tu sol mio pensiero lontana,
cuor
sovrana
guidi lo sposo assente.
sarà
i desiati
un'
non
al
casa
concordia
cara
:
eguale pensiero
un
la nostra
strinse
giulivo della
sentii
Tu
la
la
i tuoi
confidar
in facile modo
pegno
curi
che t'adorna
infelice
marito,
m'abbia
se
sincero
cuor
pensai
mi
del
ti
chiederai
non
né
ritorna
consigli:che
t' adopri invano
per
ben
che
rara:
sai: te lo dice la bella virtù
pensier che
che
e
ben
stessa
e
dovere, nella costanza
dolce
tuo
i vincoli
rinnovato
seno.
puri del
bene.
cuore,
34
L'AMOR
Memore
sia
la
Né
1'
frattanto
già
dall'illirica
già
"Scalda
la
Presso
chiusa
la
stanza,
e
pare
pudore:
il
speme
pianto.
già l' ultima
dolce
il freddo
l'inverno
è
trasvola
gemon
riva
la
terga
amore:
pigiate
nuziale
sacro
t'inganna:
speranza
di
uve
del
il tuo
verrà
presto
CONIUGALE
manna,
s'avanza:
aquilone
ecco
la
che
stanco
estate,
"
arriva!
neve
il
guerrier
già
sen
vada
riportar
a
Ed
anche
a
sento
già
Ecco:
tra
tra
e
quando
tu
non
d'abbracciare
le
radi
alla
m'abbracci
più
da
Non
mi
puro
divino
duole
diviso
più
Imene,
tolta,
o
queste
cadi
si
sfaccia:
cuor
vedovi
suoi
parole
giorni;
il mio
ricopri
viso:
accanto.
sposo
sposa,
lunghe
con
baci
lo
vedi
esanime
narro
dei
di
intanto,
te
sarai
si
cuor
quasi
ti
limitare,
tuo
membra.
il tuo
ritorni
sul
giunger
desiate
tu
che
par
vita
di
le
braccia
mie
lare.
paterno
sembra
già
me
il mio
quanto
al, suo
spada
sospiri
e
e
la
o
preghiere
solo
mio
ascolta!
bene:
VII
SUA
ALL'ANIMA
(1482-'84)
Andrai,
anima
o
dimmi!)
L'amor
Andrai.
E
mia,
di
senza
e
mostri
t'arrida, ti
l'amor
ti
duce,
sia
guida?
che
(Con
me.
la via.
amor
ad
compagno
Ariadna
l'amore,
al
ospite grato
viaggio,
Buon
o
le si conduce.
teco
cuore
sarai
tu
Amor,
di
più felice al ri-
tor
me
:
fosse
Misero
lungi,
Ariadna
o
E
monti
e
il Reno
l'Arno
e
lascia,
spade
Marte,
o
e
dona,
l'Amore
vini
quando
1' amica
a
all'
le danze
s'intrecciano
Bacco
Tu
con
frutti
la
lira
le
dai
appassionato
intona
vigne
tu
a
si
pace!
di
fiori
con
il
i canti
e
35
il
la nota
suo
a
gente )
del
flauto
le nebbie
Cerere
;
pensier dell'amato,
plettro d'
apriche rallegri
Vertunno,
corona;
1' allegra
canto
lontani.
cor
candida
o
volge
in coro,
mio
guerra:
vieni,
serto
gettò,
Marte
dell'orrida
scioglie l'Amore
assente
( plaude
al
nomi
gli elmi
cui
1'aspro
noi
tra
Po,
la terra:
follie d'amanti,
Teco
e
il
tuoi.
gli amplessi
sono
piani
e
ci separa,
cammin
lungo
un
cara,
fiumi
e
le feroci
Via
vuoi?
che
cuor,
condurrai!
là mi
che
quel giorno
vicin
le
risuona,
oro.
d'Autunno
spighe.
CONIUGALE
L'AMOR
36
più al fuso
donna
La
non
al
lavora
pensa,
non
compro
vino,
suo
al tino
col marito
va
al vento
ventila
e
nell' ampio
onde
cidonie
lega
il
e
esce
lo asconda.
pula
grappoli
dei
A
tra
eh' è
dove
la
quivi la coppia amata
al
applaude
travi.
podere natio,
coppia adorna;
la
la festa
il vino
onora,
1'origliere noto
Venere
di calici
si
spumanti;
a
mesce
col
vino
manda,
essa
coppia felice si rende,
signore la turba
suo
odore:
al
sacra
i canti, la
ed
splende
mensa
sapore,
soglie)
care
offre
al dio
i suoni
grano,
diffondono
grato
capretti e le agnelle,i fiori del gregge
la sacra
ghirlanda le primizie novelle.
casa,
suo
il dolce
i molli
con
il
ardente,
la fiamma
sopra
ritorna
voto
suo
granaio
alle imminenti
stami
la festa
Quando
la
scegliendo dai penduli rami
soavi
brevi
con
mensa:
da tutta
figlia alle
la minore
(li porta
le mele
potente
dolce
sua
raccoglie che
arborali
i frutti
del
vano
liquore
il divin
cuoce
monda
torchio
dal
Deriva
la
per
va
il
liquore,
affaccendata;
vicenda
il
sonno
e
il
piacere,
quel giorno infiora.
t
Qual
reca
Tu
mai, qual nembo,
vento
1' amore
che
portami
a
mio
l'amor
alla mia
nel
sincero
cara
tuo
soave
o
bella Arìadna,
grembo
sai quanto
sul
tuo
?
l'assenza
cocchio
qual dio,
sia amara,
leggero,
LIBRO
o
Bacco,
viti, se
piccoli vimini
con
essa:
alle zolle
che
sol dell' uomo
i
e
forse,
lavoro
di
mani
con
d'Arabia
sui
seguon
lor
la fatica
alla
ricciolo
sua
fine,
fronte.
le mogli
rapidi
operosa
baci,
un
genti, là dove
destrieri
al
i
guerrieri
trascorrenti:
agli sposi i lor giavellottied
periglio eguali le coppie d' animosi :
ad
comune
entrambi
la sorte,
il
comune
i
pali;
travaglio di
guerra,
mordono
Oh,
se
insiem
anche
la terra
a
me
il
nella
cimiero,
gloriosa
se
l'asta
morte.
portasse il mio
amore,
vedresti
il forte
del tuo
cuore
*
L'armi
porgete: mi
là dove
l'oste
incombe
menar
lontan
guerriero.
»
piace al
:
loro.
riarzarle
intorno
i rastrelli
e
le lance
recan
sono
le
la falce
e
rapire i dolci
pronte
sollevi,
io stesso;
il sarchio
piaci premiar
rosa
;
cadenti
i rami
l'opre
il crine
accomodarle
Felici
ti
le mariti
è questo
amano
Amor,
o
alle labbra
bello
presso
lenta,
opera
agli olmi
grevi vibrerò
corpi tenerelli
E
con
pure
intenta
Ariadna
onde
cuore
le
pianterò
37
lode; tu allevii agliafflittiil dolore,
di te mai
senza
gode.
farò la tua
il mortale
nulla
Ti
e
I
delle belliche
suon
la
mano
audace
trombe,
:
38
CONIUGALE
L'AMOR
solo
pugnar
solo
opporre
vorrei
lo
difende
mi
se
m'ardi,
si forte
mentre
Ahi,
scudo
di
Amore
tutti
temerei:
gagliardi,
i nemici
all'ardore;
il fianco
avrò
non
il calore
o
io
non
guerrier
contro
il freddo
non
cara,
o
ignudo."
scabro
più
il
renda,
non
la
né
Oh,
se
lancia
mia
sarebbe
non
perdessi,
tu
Come
offenda
soffrir potrei
t' angustin
le
alle
avvezza
di
amore,
gelate
piogge
il trionfo
nevi
ed
bellezza
tua
t' ardano
che
o
:
ai
il candore!
mani
tue
gradito
tanto
o
di
viso
tuo
al
mio
cuore,
il vanto.
i soli d' estate,
mio,
amor
Oh
venti.
sei
non
lungi la gloria
di
Marte
volate
in
Pace,
divina
l'Amor
teco
1
dall'
parte,
altrice
"
amor
eoli versi
per
di Ferrara.
Queritur
de
in
sé
rivolge
ad
Apollo
ed
a
cultore
lungo
delle
alla
tempo
muse
e
con
nulla
Marte
moglie
dalla
lontano.
È
"
essa
placida
non
sa
esspndo
non
lagnandosi
quale
anch'
felice.1
te
di notevole,
della
amante
genti!
obeunda
expeditione
avendo
di
piaceri, ritorna:
è
tutto
né
accennano
si
di blandi
coniugale,
si
lui
guerra,
terror
pugne,
soggiorna,
L* elegia Vili
Il Pontano
stare
altra
come
è da
di
vita
noi
dover
andare
campestre.
potrà
forse del periodo
ispirato
tralasciata.
alla
Due
resistere
della guerra
a
40
L'AMOR
sia tra
CONIUGALE
le dita
di vimini,
l'ago, davanti il paniere tessuto
gli stami torti col lieve fuso.
e
Questo lavor Tanaquilla,1quest'ebbe costume
Penelope e la moglie del Filacide3 ancora.
Possono
molte
trasfonder
cose
il diritto dell'avo
di natura
ma
e
l'abito
L'arte
il germe
felice vesta
la desiata
gode
a
rami
la bacchica
d' uopo
ed
cresce
diversi
ai sonanti
la mente
sé, rinnovarsi
quando
dovendo,
ogni parte diffonde,
ai liberi
vènti,
fecondi
ma
i frutti
rami.
sagace
cenno
i nostri
cuori.
il padrone
già solo all'aratro,
lungo
la bianca
via.
al
incontro
puledro impara a correre
l'audace
suona.
squillo bellica tromba
il
Domo
trova.
falce del potatore.
seguono
carri
l'arte ammaestra
anche
sé d'
ne' suoi
il giovenco, avvezzo
Domo
1
costume.
dell'arte, al cui
la natura
amor
da
vite
porta
s' afforzi
costante
dell'aratore;
à dell' attenta
solo V innesto
Giovasi
per
opra
Sterile ogni albero
pone
del buon
la terra, feconda
Anche
usi
opra
abbisogna: l'uso attento
che fa perfetto ciò che
l'arte
ma
con
figlii parenti:
nipote;
nei
al tardo
passa
Lucrezia,2
Moglie
di Tarquinio
2
Moglie
di Collatino.
*
Protesilao,tanto
Prisco.
amato
dalla
moglie
Laodamia.
nemico
LIBRO
Tenera
età
sopporta
tempo
è che
allora
nei cuori
Dunque
la pietà
che
Anche
d'
giusta legge
una
signora è
vanto
Breve
è bellezza:
il
splendida può
a
nel
madre,
il sug-
gell
vuole.
pudore
figliole,
solo
regia
una
la tavola
severa
frugale.
il lusso
vizio, dà
rimane,
nuora.
giusta la vita
e
ognuno.
pudicizia sola.
solo
mostrarsi
trascina
deve
tu.
pregio dell'animo
pudor conviene
noi, l'opera insonne,
L' ozio
che
belle le nostre
la
il
Serio
il
e
maestro:
un
molli, imprimi
pregi fan
molti
se
semplice cuore
apprenda l'arte
e
ancor
la
e
41
I
agli
amori
ali-
men
:
di Venere
ai
Dicesi
amasse
la dea
che
piaceri, crudel
le fonti
à
la tutela
dicesi odiasse
i succhi
Orsa
perché Callisto
Narrano
e
da
il
soleasi
recar
lunghe
Diana.
Callisto,figlia di
traviata
orsa
udendo
e
di
nuovo
vergini
errava
il
chiacchierando
1
in
2
coppe
suo
Licaone
da
dalle Naiadi
vi
re
Zeus
l
di
campi
?
coro,
ai fondi
amata
in costellazione.
recessi,
1' ore.
trascorreva
di amori
Bacco,
gli arcadi
divino
d'Arcadia,
racconti
sorgenti
sue.
per
giorno di Naiadi
*
Era
lenèi, le
lasciato
che
di pure
i numi
della verginità:
alle
cosi dannose
coppe
e
Lieo, conduci.
da
Zeus,
Secondo
clandestini.
trasformata
il P. si sarebbe
L'AMOR
42
CONIUGALE
'
d' Enone
Paride
e
Quivi conobbe
gli dèi proclivi ai clandestini
seppe
2
d' Evèno
seppe
essersi
nel vorticoso
arde
L'
le
d'Ida:
detto
osceno
allo
il puro
scherzo
costume
turpe
allontana, o sposa,
diligente affetto, dalle
Certo
Penelope mai,
scenico
non
che
esce,
Rozza
parole
sebben
possa
delicata
La
lungi, ben
1
Moglie
Marpessa,
infelice, ma
Apollo.
e
Il padre,
che
da
lascivi,
Lucrezia
cori
cuòre
udire.
a
pudico,
se
presto
nocivo.
figlia non
mia
sia.
macchia.
senza
amare
figliolaa
i
diletti,
me!
fedele, di Paride.
figliadi Eveno,
si gettò nel fiume
dei
presta ad
sia tale
lungi
2
chi da
è procace
il cuore,
compagni
e
la casta
delicata
essere
ed
turpi fatti.
l'indugio essergli può
rozzezza
Giove.
figliecare.
tue
un
siami, troppo
non
di
i
molle
macchia
facili amori,
corrompe
corse
il canto
attor, né
la chiesa
Anche
né
Eveno
fine.
dai
seguono
Dunque
con
Apollo
all'amor
piega vinta
;
pugnaci
ripulsa,ed
questo le ninfe
narrano
e
V armi
tra
la triste
cercar
amori
affetti:
il divino
soffrir la
amata
gorgo
Callisto
spesso
figliarapita
scelto il letto
della fanciulla
Mentre
la
i miseri
re
dell' Etolia, che
i fuggenti
inseguendo
lui
lei,che, arbitro Zeus, scelse
prese
a
il
marito
nome.
Ida.
e
fu rapita, chi dice da Ida.
non
Jda ed
potendoli raggiungere,
Apollo si batterono
per
LIBRO
I
43
Laodàmia
Quali danzar non
apprese
ma
quali lane trarre dalle conocchie
Scipione
Mentre.
e
celebrò
giovani insieme
a
misto
il
"0
e
coi
la liberata
feste
sue
canti
Dunque
solo
le danze
Narran
che
uscir, sol
recarsi
per
casta
la gente,
nuoce
Sia
ben
le stanze
parla
sempre
e
seguissero
D' Elena
Troia
prima
mostrò
amiche.
di brutte
lare:
suo
cose.
capelli:
bella che, trascurata, spiace.
Piacque quest'ornamento
non
paterna
casa
il paterno
e
danze,
note.
care
pulito il viso, ed abbiano
dovuta
opra
le
le
tutte
Argia2 dalla
presso
s' udiva
gl'innidi Roma,
né
conoscan
osava
appena
:
melodie."
oneste, solo le oneste
la donna
Ama
pe' trivii
suonaci
le nostre
i canti
tutti
non
genti
del lidio flauto.
Scipione,or
tu, straniero, prova
le
carro
suo
Roma,
vario
suono
danze,
piene.
danzaron
matrone
Emilia,1 diceva
al
legate
trasse
ritmiche
certo
delle
giammai
di quanto
1
Figlia di Paolo
1
Figlia di Adrasto
*
Moglie
di Catone
a
eleganze
e
moglie
affettuosa
di Ortensio.
bene
trecce
bellezza
di
Marzia,3 seb-
a
strane.
compraronsi
Emilio, moglie del primo
e
ed
Evadne
quella
ai
cura
Africano
Polinioe.
le
donne,
giova;
e
madre
di Cornelia.
44
L'AMOR
e
non
e
le rotonde
l
Sirene
afflisse
pena
di
Dalle
finestre
entra
Gli
la
sia
tristo
aperte
chiudete
l'esca
Allontanate
fiamme;
né
se
la
1
( V.
corona
consigli,
Le
nota
fallaci,che
il
la libertà
si
e
gloria
o
cara,
la
fatica
sirene
è
per
al
libro
ne
sian
loro
II
)
erri, si perde
non
cara.
le
chi
a
prime
trionfa.
preghiere
pensier
mercede
sfacciata
prigionieri:
la via.
cor
t' invio
costante.
figli conduci
grande
la
del
imposte?
colpa.
cuore
come
sol
dei
grande,
mutate
introduttiva
la
restano
non
cura
le
fuoco, estinguete
frutto
l'oprar:
talor
negate,
nuovo.
sempre
gli occhi
dal
ammonimenti:
Segui
delitto
chiudere
ma
nell' inganno
facile
1' eleganze
quelli sceglie pel
di
piacer
occhi
Questi
mente,
il viso
porpora.
questo
raccomandarti
ed
acconciarsi
dettar
Come
Libera
di
tingersi
gote
le scaltre
nuova
ma
il collo
ancora
sapeano
Prime
CONIUGALE
a
buon
fine,
avrai.
eleganza
in
mostri
marini
X
PER
ESULTANZA
(21
pensieri lontano
gioia! Gl'insonni
Oh
)'
1469
marzo
FIGLIO
DEL
NASCITA
LA
quest'oggi
sen
vanno
questo
giorno
pensieri
insonni
memore
di
Via,
il sol
fulgido
Nato
m'è
tutta
la
aromali
misto
col
Presso
Genio
lauro
i divini
altari
onori
il
Compionsi
in
sue
volute
Muove
cadde
dal
Segni
veraci
stella
sortisti,
1
Lucio,
1498,
Era
di
dunque
nato
:
con
la
davanti
e
1'
(il T.
di fronde
la delicata
il 21
epitafio ( Tallarigo,
certo
marzo
per
errore,
1469.
45
Op.
scrive
del
Dio,
chiara.
e
di- fiori
:
rosa.
che
tu
e
figlio,giorni felici
o
il vino.
l' opra
fiamma
ei disse:
mano
prostrato,
libo
te
a
i serti
scuote
verso
fuochi.
ci mostrano
la
Lari.
turiboli
sacri
lauro
diede
e
adorni
in
solenni
presagi
spargete
il mirto
gd
casa,
agli
ai
felice.
rose.
gì' incensi
adorno
secondo
29
variopinte
tristezza:
vitali:
all'aure
all' are
capo
crine
di
penda
augùri
egli il
questo
ora
crepitante
i voti
dolore
rendere
santo,
fuoco
in
antico.
costume
d'ogni
odori
verde
mio
al
di
casa
fuochi
i dovuti
per
do
figlio or
lieta
Degli
e
risplende
un
al
noto
cit
39)
propizia
avrai.
I
100
anni,
)
5
il 24
mori
mesi
e
3
sto
ago-
giorni.
46
L'AMOR
il fatale
Vivi
de' tuoi
Speme
1' Ermo
T
di
auguro
furon
carmi,
che
le vie
del cielo
che
leggi
prossimi
Te
che
ài tu
alla
Troppo
tua
gli esempi
foro
gloria
mesi
debole, in fin di vita, quando
E
che
tu
da
si
grande
volgi in piacere,
differir pivi a
Non
perché
non
posa
Somiglia negli
voglia,
tu
tuoi.
di duol
seduca,
sarai.
à sofferto,
mamma
al mondo!
ti mise
i
trapassati mali.
lungo
l'ufficio
il bimbo
già sul
occhi
2
pericolo sei già scampata,
sposa,
o
forme
occulte,
di guerra
te la tua
per
le
e
trattare
causa
sempre
nove
piaccia
degli antenati
né
amore,
mamma
per
del
le Muse
d' alloro.
scrutare
cause
giorno
un
antica.
casa
ti
cercare
1'armi
e
che
detteranno
te
a
più belli:
arene.
coronerà
quella
in
il tristo
non
verso,
Apollo
e
le
vita.
i lor voti
alla
!
le sorelle
le dorate
con
gloria lume
e
della natura
sia
la felice
per
fluisca
il divo
te
faran
parenti, adempì
piaccia il
ti
se
mani
lungo
ripensare all' arti paterne
di studi
Che
Sia
te
per
che
stame
loro esperte
con
CONIUGALE
padre,
suo
a
di madre:
soave
materno
seno?
nel
alla
viso
madre
somiglia:
ei
nell'aspetto reca
la
Ecco
gioia degli anni
fiori la casa,
1
2
vede
Le
tre
11 testo
e
sente
tutta
l'imagin
lontani.
spirin le
aromi
care
nostra.
Spargete
di
molti
stanze.
Parche.
à
formai,
più
non
le forme
bene
che
il Sassi
i misteri
traduce
della natura.
i misteri:
l'umanesimo
L'AMOR
48
Ah
tano.
lasciami,
cuore."
Questa
IV.
e
de'
Si
diletta
della
villa
sua
P.
de'
e
dell'
P.
alla
della
quale
della
vita
rustica
fine
pose
la
semplice
sua
moglie
alla
freddo
già
mio
coniugale.
Gioie
oro
diretta
è
ohe
felice
è
al
ed
giardini.
età
Il
elegia
L'
altro
suoi
Èrebo.
vecchiaia
mia
tutt'
dell1
dall'
campagna.
col
nata
sfre-
vita
semplice
e
tivo
voca-
ripetuto.
spesso
Consacrazione
ninfa
elegia,
Descrizione
sfuggita
V.
la
della
Cupidigia
ozi
II
la
breve,
del
coniux,
e
in
alla
indulgi
Ginevra,
campicelli
degli
CONIUGALE
a
Bacco.
( la
Antiniana
Dedica
del
villa
insieme
)
poeta
moglie
alla
dei
tini
lascivamente
invita
il
Bacco
a
Dio
al
suo
amore.
VI.
Ad
campo
e
di
VII.
narra
ai
Finge
a
da
della
ostetrico
gioia
perenne,
nascita
delle
(da
Dulcidia
del
rive
Sebeto,
due
i
nacquero
Venere
Giunone.
la
e
Mercurio
fa
gli
presso
un
devozione
maggior
ninfa
sulle
Ne
uni.
Consiglia
con
origine
la
giorno
un
onorare
L'
come
contadino
un
fu
che
stesso
auguri
la
come
seguita
Lepores
gemelli
al
felice
dèi
gli
unge
neonato,
Partenope.
al
Dulcidia
che
) trovandosi
( Tegea
con
vorrà
fanciulle
alle
le
Amenità,
un
sempre
il
campagne.
inventata
Mercurio
le
meglio
delle
cantando
P.
solito,
da
(
lavorare
protettori
Il
Amenità.
lui,
di
contadino
)
e
con
Piacevolezze
unguento
seco,
lui
I.
rubato
simbolo
ni
ESULTANZA
PER
CONCLUSIONE
LA
DELLA
PACE
(1484)
Dalle
battaglie, o
torna
lo
Rende
sposo,
emerso
la pace
buona
Menalo
del
la
Anche
del
ogni
lieto le danze
e
torna
Amor
della
città
le noie
dèi
la
meco
La
o
in
fede
La
à
quivi
buona
sorride
Meco
laggiù,
diamo
per
o
al
amor
tanti
Diana
stanza
sua
cuore
mio,
e
•
172
abbandona
la
alla
villa,
dei
campi
t'aspetta:
figlio,Amore.
nuli' altro
le Muse
accanto
v'è
è
più bello,
amanti.
il casto
pudore,
placida abbondanza.
del
verde
alla
gioia deh
beni, alla città l' addio.
4»
D
stanze;
diletta, impara.
suo
campi
prato,
gioie.
il verde
tra
dei
sonanti,
dell'aprii novello
son
pace,
diletta, anche
vuol, moglie
città
fiore
nel
vaganti: esuliamo
cara,
tranquilla
sua
primavera
Addio,
divine
operoso
piace.
Ciprigna
sue
il dono,
il Piacere
conduce
verso
risuona.
alle campestri
le
seguiamo,
si
del
amara.
il villano
città
la lieta
alle ville dona
Gli
ti
desiato
Pan
s'allieta
pace;
ozi
Dioniso
e
di
clivo
agli
vita
sua
Cerere
di
tranquillo riposo ogni
Facile
ed
à
terra
dalla
prono
ed
campi
ai
cara,
vieni
!
50
L'AMOR
più molle
Cosa
dell' ombra
quivi il divino
ed
platani
Dolce
e
sul
intrecciare
ai
porre
1'offerta
blanda
d'
frutti
colmare
oro
tender
Farti
indugiar
non
verso
la villa
amata
i
oro.
;
ghirlanda,
agli altari
gl'incauti
addio
:
le fragole agresti ;
aromali
pomi
:
uccelletti:
quiete.
bella prigione dorata:
il tuo
io seguo
del
quil
giganti
tenue
una
à la campestre
bramo;
d'
córre
ai monti
e
con
m' è guida
tran-
piante in giardino:
rosa
cacciare
rete,
piaceri schietti
moglie
le tenere
arborali,
ai
frutti
di Cerere
i cesti
la cieca
dai
Lari, sedendo,
mille
La
disposa
1' umida
mattino
bello
cogliere i
il verde
disporre
la mente
populea fronda;
fragranti cedri
ai
lavoro
dolce
alloro
v' è per
non
della villa sotto
i viali
tra
CONIUGALE
richiamo.
nell' esiglioi
seguiam
cuore:
suoi
bianca,
-O
a
fida
ma
ai cari
concessa
me
pace
quiete amica, dove
Forse
da vecchio
Salve,
qui
con
o
divina
la
Questo destin
ingannerem
mezzo
amata,
Oi consoli
la sorte
da
amore.
lunga fatica,
giace!
ciò che
cuor,
terra, feconda
moglie
si
la mente
godrai, o
riposi agresti in
al fido
dopo
pur
dolce
i tuoi
ed
voti
pria
ai verdi
ed
felice
vecchi
lari:
non
avesti,
mài.
immacolata:
ora
: e
dura, vivendo
mi
se
serra.
giunga
soli!
la morte,
NENIE
LE
Armene,
parve
Ubi,
sacra
laeti
puer,
nate,
longa
spes
parentis,
naeniola.
naenia
et
*
Nenie
Le
non
addirittura
loro
bellezza
che
le
latino
è
à
si
Le
due
seconda,
versione,
secondo
che
dell'
edita
L'Adimari,
di
Il
di
redazioni
poi
Foffano
che
confrontare
Poiohé,
neW
)
sonetti
la
a
Aldina,
certo
sperato
avesse
fatto
lo
esuma
delle
e
Tallarigo,
(Pavia
1' altra
che
col
il
testo
la
sua
il Soldati
nenie:
diligenza
vari
coi
o
( Op.
cit.
del
1' una
definitiva
51
massima
ai
suoi
(e
nel
si
I,
1498
1496
pag.
non
e
è
delle
con
ultima
nel
l'Adimari
del-
nozze.
libertà;
le
il
nenie
suo
dato
tinaia
cen-
nome.
la
briga
pontaniane.
)
fu
molte
sue
però
giunge,
ag-
metrici.
capricci
autorizzata
non
reso
versione
per
LIX-LX
che
mentre
è contenuta
posteri
non
testi
non
è
la
la
lontani
noi
ed
opuscolo
versione
quella
Quest'
mentre
un
latino
a
tanta
testo
citata,
in
latino.
e
distico
esatta
traduceudo,
ricordare
con
già
già
1899)
usa,
piacimento
a
spiega
stampa
del
essenziale,
diversi,
alternate.
è accurata,
stampe,
Foffano
versione
ben
come
opera
sdrucciole
e
tradurle.
del
più
ogni
seologica
fra-
propri
e
dell'Adimari
letterario,
piane
secentista,
adatta
avrebbe
rime
migliori
dal
poeta
toglie,
a
le pause,
a
è qui
metro
i metri
usati
sono
esametro
veri
sono
che
stesso
quolla
sono
valore
per
lo
tili,
infan-
linguistica,
invogliati
ritmico
usando
Nenie
quali
inferiore
le
dell' elemento
delle
delle
furono
L'
diminutivi,
i
poesiole
P.
d' arte
occhi
dondola.
se
La
nuova.
con
musicale,
dodici
del
rendere,
note
ottonari
volume
non
più
segue
rispondenza
queste
conto
parte
prima
di
fu
Egli
in
assai
quartina
una
tener
versioni
nella
di
che
cuna
P.,
elementi
veduto
è
tutto
cosa
vari
le ripetizioni,
e
esatta
sono
dei
del
originali
più
genere,
una
gli ammiratori
e
solo
di
barcarola,
trovano
poesie
rispondenza
ritmo
Alcune
genere,
poteva
dell'Ardito:
nella
vi
à saputo
però
che
da
loro
rimpicciolito,
semplice
sintattica.
del
capolavori
vi è
andatura
i balbettii
bisticci,
Nessuno
al
nel
Certo,
nell' esatta
Tutto
un'
qui
belle.
sopratutto
le
considerate
sempre
più
è adattato
e
e
le
compongono.
tutto
i
state
sono
due
e
seno
le
riprodotta
pubblicata
se
52
alcuni
non
e
CONIUGALE
L'AMOR
1' altra
anni
redazione
furono
da
subita
conosciute
le due
con
(4* 8'
nenie
assai
Ma
di più.
c'è
segue
L'Adimari
po' 1* una,
un
piacere, inserendo,
che
Aldina,
egli
nella nenia
redazioni
à rilevato la
e
per
( Exitus
può
(al contrario
che
undicesima
nenia
la migliore, i quattro
da
Vien, perch'indugi?
Ha
sete
piange
e
il bimbo
cerca
Ahi,
le poppe
torrò
che
che
dimori?
a
che
ritardi?
'1
e
ire
Cosi
attenta
in
sono
figlio;
definitiva.
questi
le ire, i finti amori,
ah
vieni!
pieni
;
scusa
che
la rarità
"
dui
Serbo
Piange
sia
Or
la destra
Dolce
ride
tu
mordi,
perché
non
taci
no,
mie,
tue,
e
né
è
manca
petto
mia.
Mutiamo
ti
sia.
in buon'
ora,
mi
sen
le mie
or
vie
il detto:
or
ancora.
'1
e
crudele,
ambi
son
e
di
Lueio?
più
son
tira.
poppe!
s' adira
:
troppe,
poi di latte pieno,
1' abbia
alcun, chiudile
nella redazione
terza,
delizia dei nostri
a
la destra
mia
bimbo,
io dico
fuggile tutte,
la
la sinistra
e
il mio
Or, perch'
taci,
e
pianger,
non
su,
primi.
quattro
priva di vivaoità
della nenia
del mio
ma
sen.
Cosmint
manca,
è tua
la versione
è tua,
il mio
la
tua
è
è
non
Foffano, riportiamo
poppa
ora
Ahi!
dell'Adimari
questo
te
a
la destra
Lisa
evitate
accuratamente
sono
la migliore
dell' opuscolo
di
gl'inganni
ai
)
della mamma?
veràione
ci sembra
evidentemente
rispondono
piccole incongruenze
Qualche
della
lo ricusa."
ei
versi
quell'intrusione
Queste
nia
ne-
il Soldati, Op. cit. ibid.)
fia mia
ultimi
non
la
lettura
( Adimari
I quattro
di più
son
amori,
et
e
fuggi col petto,
tu
ci
fuori
e
d' inganni
pur
suo
le tieni.
tu
fingete
ambidue
siete
ma
a
cosi:
suona
e
esse
deriva.
a
le t
Egli
di 18 versi ( 16
essere
Un'
pensa
ti rampogna,
e
eh' ambidue
di
tale imbroglio
Lisa,
che
versi
22.
di ciò che
di
due
sola contiene.
essa
almeno
dell'Aldina
desiata
Vien,
che
e
à nell'Adimari
ne
la confusione
"
Quella
l'
del-
definitivo,nell' edizione
) dell'Aldina, invece
somno
e
)
italiana
far rilevare
Perché
taminazione
con-
opera
le versioni.
rimaneggia
e
I" argomento
pare
della Summontiana
nella summontiana
versione
mi
entrambe
conoscere
po' I' altra
un
crede
torto
a
dovette
questo
e
quarta
settima
Dove
una
tempo.
per
ed. Soldati) certo
11'
L'
stesso.
autore
La
dunque
tre
(edizione summontiana),
del poeta
il Soldati à fatto il confronto
Già
infatti
la morte
dopo
in ieno."
e
di brio.
che, data
lettori.
Vili
Invito
bel
Sonno,
vieni
sonno,
bel
Sonno,
e
lento
o
Lucietto
ti vuol
languido
sonno,
vieni, bel
T' invitan
della
Ti
l'ora:
gli occhietti
amico,
notte
al
Lucietto
sul
e
cuore,
piccino,
affrettati,vieni,
tu
cuna.
qui
a
ancora?
tu
dormire.
guanciale pudico,
molle
vieni.
sonno,
suo
il
sonno.
sé, ed indugi
méttiti
candido
canta,
t' invita
nella
con
sereni
querulo
ti vuole
al
suo
tenero
amplesso,
cenno
ti fa
Lento
sei
1' uman
posa
1
Le
e
lavoro
nenie,
il bimbo
egli stesso, quest' angiolo d'
giunto
era
dedicate
in
culla
a
grave,
divino
nell' ombra
Lucietto,
( 1469-1470
furono
).
M
:
vieni.
sé,
con
dormire
è
sonno,
chiama
cuna
vieni, stènditi
a
te
sonno,
qui dentro
nella
ti vuole
Lucietto
o
a
sonnellino, piccolo dolce
blando
piccino
vieni!
Lucietto
sonno,
il
t' invita
occhi
sonno,
ottimo
canta,
Via, lusinghevol
sonno
cogli
:
vieni:
sonno,
dolce
e
al
placido
vieni, bel sonnellino,
»
PRIMA
NENIA
amore.
dell' alma
tua
certo
ristoro,
soave.
in
gran
parte
scritte
tre
men-
IX
NENIA
Per
SECONDA
chetare
( Canta
Non
piangere,
anima
o
il
vagito
la balia )
mia,
piangere,
non
beli'
o
angio-
letto
:
già viene
Non
al
Lucietto
suo
pianger,
la
piccola Lucia.1
le gote
ti guastan
le tue
lacrimucce
e
gli
occhietti,
quei tuoi
ed
Ecco,
negli
ecco
Eugenietta
orecchi
in
e
delle
parole
o
anche
coraggio
Oh
guarda:
lecca
le
te
sue
snelle
senti?
e
fa
le moine
cagnolina.
saltella,si rizza,
già le gambe
le guance
fole
sue
le strofe
scodinzola
tata
Curziolino2
e
non
vicina
Luscula, bella, fine, la
Ed
Aurelia
accenti
caro,
per
gote.
ti balbetta:
gioco
per
già modular
belle
piangere,
rotondette
bisbiglia
pieghevoli
favole
Non
occhietti, le
vezzosi
si fa
al padroncino.
gli lecchi?
ve' che
oh,
lascivo
mariolo!
Bada,
1
corto
Lucia
( Op.
cit.
a
oa
in
1
Marzia,
è chiaro
Dunque
Curziolo, bada
che
Eugenia,
Luoietto
I, p. 92) sfuggi
determinare
cui
fu
Un
cagnolino.
terminata
1'
che
Doraitilla:
Aurelia
fu
1' ultimo
l'indicazione
anno
della
non
morte
1' Urania.
H
t'azzecchi!
le tre sorelline
figlio del
di
questa
di Lucia
Pontano:
nenia
che
( 1479-80
ci
)
e
di Lucietto.
al
Tallarigo
serve
tamente
indiret-
quindi
1' epo-
XI
NENIA
QUARTA
Scherzosa
balia, celiando
( La
Chi
è
le
Sono
Chi
il collo
la
e
di questo
voglie ingorde
che
è
il labbro
che
quel birichino
)
mi
lingua
ladroncino.
le poppe
morde,
morde?
mi
ed
il
mio
seno
bello?
Di
lo
Eh,
Serbo
(Via:
tu!...)ad
vorresti
più buono
è
ad
le tenere
ad
almeno....
bello, a
mio
Antino
vieni
me
ingorde.
non
Antino,
quell'altro piccino
a
quello
le brame
sono
bacino....
bel
il più
Serbo
"
cattivello
questo
toccarmi
Antino.1
non
ed
poppe
ad
Antino
:
più!
ora
vedi
il
seno:
Antino.
che
t' apro
le
braccia
Eccoti
e,
il latte,
deliziosa
chi
Ma
faccia
la tua
nascondi
è
o
cosa,
dal
che
in
tesoro,
mezzo
bottoncini
di
rosa,
sonoro."
il cembalo
collo
questi seni.
a
ne' tuoi
?
mi
d'Antino
invece
pende
mio
bello?
È Lucio,
il
al mio
Un
laccio
no,
catti vel
1
Nome
cattivello, che
d'
un
non
bimbo
vizietti
i suoi
collo
egli fece
già:
è
cosi
immaginario.
56
i dolci
e
buono
prende.
suoi
invece!
baci
mi
dà:
XII
QUINTA
NENIA
Per
( La
Dolce
e
gli
Ti
occhietti
canticchia
mamma
le tenere
mio,
tesoro
il bimbo
addormentare
figlio mio.
"
piano l' ombrina
mormora
nascondi
gote
unico
giocondi,
)
Gli occhietti
:
socchiuder
vuoi
non
s'accuccia
le
Ecco,
sul
non
piedi
di
mormora
e
una
nel
mamma
suo
gli occhietti
placida
il bimbo
fronda
ai
riscalda
leggeri
l' aere
dolce
seno,
e
riposa:
diffuso.
è
figlio mio, ti scaldano
e
circonda:
baci!
suoi
sereno
mio.
tesoro
XIII
NENIA
SESTA
Scherzosa
( La
Chi
è questo
Lisa,2 le
poppe
piccino
serra:.
mamma,
l
che
è
Chiùditi, chiùditi, Lisa:
le poppe
a
1
II solito
1
La
Luciettino?
bimbo
per
i seni
qualche
rubare
Chiùditi
immaginario.
balia.
57
"
Lusculina.
nasconde
il sopore
rosa
un' auretta
Unico
la tata
tuoi
ciglia à chiuso,
visino
Viene
e
a'
?
gioco )
ti
cerca
e
t'afferra?
ladroncino.
tu
vuoi,
il seno,
birichino,
Lisa.
E
CONIUGALE
L'AMOR
58
Lucietto, corri, fa' presto,
tu.
bene,
candido
mio
o
corri, quell'altro viene, corri più forte,corri!
! col labbro
Bravo
via
tu
di qua,
la
e
cattivo,
prendile entrambe
or
mano
vanne
livo
lontano.
cercar
a
giu-
XIV
SETTIMA
NENIA
Per
c'è il Babau
che
vola
Se
dormano
che
vola
e
e
)
la mamma
( Parla
Uh!
il bimbo
addormentare
c'è l'Orco
viene!
che
vola.... Guarda
i bimbi
egli spia:
guai
e
che
la notte
nere!
penne
trova
ne
se
vola,
uno
sveglio!
Dormi,
Se
tesoro, è meglio:
sente
piangere
no.
se
via!
ti porta
bambino, lo prende
un
e
lo porta
con
sé!
Zitto, Lucietto, ve',l'Orco
Vedi:
questa
Freme
le tenebre
mia
creatura
il suo
labbro
ei divora
Sembra
addensa:
chi
già qui vicino.
à
intorno
egli rapir già
ancora
grida, chi
di tenebre
è
e
par
non
che
dorme
una
nuvola
oscura:
pensa.
coi denti
egli strida;
divora.
pieno: à neri i capellie il berretto:
presto, Lisa, Lucietto
nascondi
nel tuo
seno.
LIBRO
ahi, che il cuor
Ahi
copri Lucietto,
Oh
Lucietto
è tanto
è andato
alla
quelle
Dorme
Bacia
la
sua
in
mano
ha
il
Lucietto
quando
sa
giorno, la notte
la madre
nel
tace
e
randello!
eppoi qui più
villa; chi
santa
Perdono!
c'è:
sarà
di ritorno!
tranquillo.
lascialo in pace.
lettin di
rose.
alla dolce
insieme
e
"
non
sta
ora
suo
la testa:
feroce
spalanca.
un
pelose, cattivo!
man
favola
le fauci
buono!
sua
fa bizze
non
Via
che
59
ei scuote
manca!
lesta!
me!
poveretta
poi
mi
II
sorella
canta."
bella melodioso
XV
NENIA
OTTAVA
Si chiama
( Parla
"Lucio
prima
povero
Luciettino, la
Sta' buono
:
a
Lucietto
)
o
sete, piange, s' adira
Ha
Lisa, poi
a
Lisa, ti prego, t'affretta!
aspetta; via, non
fermarti, vieni!
ti aspetta, vieni!
Lisa, Lucietto
"
la mamma,
la balia
il
suo
con
te
tetè
sua
:
t' ingiuria
sospira."
affrettato
passo
persino,
si sente
:
è vicina
Lisetta.
s' affretta,il
Senti
come
Ecco,
animuccia
il
seno
bella,il
turgidetto seno,
la
soave
à
già slacciato.
fiore di latte
mammella.
ripieno,
CONIUGALE
L'AMOR
60
Lisa. è
te
per
le tue
con
d'
mani^
Placido
più
quando
la nenia
è tua
quanta:
tutta
i nivei
oro
dormirai
seni
Lisetta,
alla
tua
tesoro,
o
agguanta.
prendi il tuo
se
lene
la
latte,
bene,,
mio
o
udrai."
cuna
XVI
NENIA
NONA
Scherzosa
I Canta
l
Eunomìuccio
di
giorno
Lucietto
à due
piangere
il di
I boccioli
Si
noi
rossi
di
annoia
Lucietto
ma
latte, bacia
vuole
le favole
perché
questo
ride
suo
Tizietto:
di
la
piange.
notte
candore
sul niveo
notte
due
Tizietto
e
non
bimbi
e
li batte:
seni.
e
non
ama
le
fole,
le nenie.
alla
Lisa
si tiene,
glielo portin
brutti
fiorenti,
posa.
rigonfi
stretto
e
bene
i
bruno:
troppo
par
ripieni dispregia Eunomio
alle nenie
dormendo
Kunomio,
rosa
Lippa
Anche
1
di
senti, tutta
e
il
mi
l'altro
uno,
guance
Lucietto
ama
V
)
Tizietto
esangue,
piange
la balia
e
i-attivi.
Lippa:
via.
la balia
di
zietto.
Ti-
XVIII
NENIA
( La
fa' la
Luscula,
dormi
anche
Entra
tu
le
gli occhietti
ti strizza
Essa
sonnellino, vieni,
dicono:
bella
che
tace:
ora
sonno.
il
piccino,
aspetti?
cosa
che
si sente
canina
o
buona
quasi li chiude
e
piccino,
Lusculuccia.
vezzosa
piaci,
al
sonno
la Luscula
le
tu
e
)
pel bimbo
sonno
il
rompere
sonno:
o
piace
non
il
invita
e
pochino,
un
invece,
Lucietto
La
cuccia,
tu
DECIMA
la cagnolina
accarezza
mamma
è
dorme
e
che
russa
un
po-
chin
:
a
Dormi,
Lucietto,
alla
cuna
vicino
Oh,
come
il
gli
esso
Esso
nel
ci dona
che
pace
dentro
buono
colma
toglie dall'
latte
di
e
verso
Dormi,
sorride
le poppe
o
ogni
gravi
il
sembra
fluisce il rivoletto
ohe
un
tu
i vecchi
mammelle
sogno
agiti le
piccino assetato:
e
giace.
già stanchi
soavi,
egli giulio.
le sugga
piccino,
si
placidi sopori,
nei
le bianche
mio
ogni affanno,
alma
corpo
ristori i giovani
pel bimbo
onde
e
lini bianchi
ai tuoi
si dolce!
le vene!
accarezza
placido inganno
suo
dormi!
ti canta,
molce,
la
piccino,
lene, riposo concede
è
occhietti
0 sonno,
Ode
Lisa
lente.
ciglia e
riposa, diletto
dormi:
sonno
le
stanche
Luciettino
cadono
di
gli rimembra
:
manine.
latte ad
berrai
«1
il tetè
un
candido
svegliato.
petto
XVIII
UNDECIMA
NENIA
( La
"
fa' presto,
Lisa
celiando
mamma,
vien
discendi,
)
bimbo
il mio
qua,
è
già
desto,
diletta, questo
Lisa
Ha
sete,
gli occhietti
volge
Oh
gli puoi
Coraggio,
Mordili
busse
Ah,
fan
Ora
ti
"
e
più
Strappale
senza
le
pur
di
imparerai
ti
due!
vuole
rubo, sai, le
ciascun
Lucietto!
tu,
Lisa,
e
a
pic-
cino
!
tue?"
seno
:
cosi
!
esce."
non
paga
il
rispetto."
poppe
il
bricconi
poppe,
fuggi
:
proprio
ch'essa
viso.
temi
non
i seni
percuotile
ambedue,
aspetta!
e
stolta, le
vedrai
ché?
piene?
poppe
merita
le trecce,
qui
le
in
per-
abbracciare!
persino
prendile
non
guarda
Cattiva!
fuggi?
Lucietto,
a
viste
prendo,
Lucio,
tu
ti
e
Lisa,
negare,
il volto:
gì' illumina
cara,
ti
Luciettino,
tutti
"Negherai
"
bene:
Lisaccia!
Come,
te,
prendi.
tesoro
sorriso
a
vuol
ti
come
come
"
dolce
un
ma
bel
tuo
! Lucietto
le
te, Lisa,
imparerai!"
e
Lisetta.
sue.
il maschietto
:
LIBRO
III
i
CELEBRA
Delle
I PELIGNI
fanciulle
i suoi
Ecco
l
aonie
luoghi
questi i nativi
laghi
e
I CAMPI
E
le
queste
son
SULMONA
sorgenti,
care
peligno veglio?8
del
son
DI
Qui stavi, o
gli antri.
scrittor
degli
amori
Sacri
non
Porta
ed
una
ed
porta
tra
stessa
questi, ai Mani
or
Driade
il mirto
l'edera
"
son
gigli
i
del
e
il verde
Erriamo,
o
e
le viole
doni
fiorenti.
del
canta
pei prati,
al
vate,
suo
brune,
i doni
maggio
appare,
Amor,
tuoi, poeta?
i rustici
amata
?
fiume
v' è
non
chi
Corinna3
all'
aure.
disturbi
gli
amanti,
la fanciulla
può
(lieve l'Amor
1
Le
Ovidio,
3
Cantata
trasvola)
al diletto
sull'erba
abbracciati
Teneramente
J
stare
presso
con
un
Muse.
di
da
Sulmona,
città dei
Ovidio
negli Amoret-
ti
Peligni.
suo.
l'auretta
battito
d'ale.
ci
sfiora,
65
III
LIBRO
Egli risponde :
ai rilucenti
"
dolce
seno."
più d' ogni fanciulla,
Corinna, vieni:
Vieni, o
cara
laghi, bella
dell' acque,
il mormorio
qui
ricorda?
lontani
Qual bosco mai, qual ombra, gli amori
amato, vieni al mio
Vieni, o Nasone
del
l' ombra
qui
lauro
obliosa
Molle
è la terra
tutto
il
in fiore
il seno,
e, denudato
gli occhi
dalla
1' ombre
Calde
divenner
1' una
all'altra
la dolce
Godete, ombre
E
solo
che
il
i suoi
e
tenero
cuore
e
la
serto,
odora.
vergine
tosto
piedi;
nivei
gli cinse:
i
le labbra
univa:
amore
al
Chi
nel mio
suo
vento
-
172
d'
opra
solo
me
novello,
chiede.
amore
piacere vi resta,
i desolati
da
fuoco
cuori.
già piantati proteggi,
giardin governi, Antinìana, miei,
reca:
Qual
i mirti
dal
accese
congiunge
amor
poche alla mia
E
Ei disse
mosse
felici,un
tu, ninfa, che
tu
e
fiorisce
al tuo
sospirie i baci e gì'intimi sensi congiunti
sol respiro uscia.
lor doppia bocca
un
ed i
un
te
il collo
il petto
e
s' intreccia
il mirto
ti attende."
già noti luoghi
i
verso
:
lo strepere dell' onde.
giardino irriguo per
Qui, certo, amor
e
opache
le fronde
copron
:
diletta,che
vecohio
vecchio
mai
sposo
cuore
le faci
legga
lei stessa,
più Citerea
gliamori
non
già morti
parole
diede.
riaccende
quasi già spente scuote?
?
CONIUGALE
L'AMOR
66
di
Causa
cuore
è
Qui
dal
la
dal
sorge
la
arde
la
sogni
notte
mutuo
pel
i
sospiri
amore.
desio,
vano
prende.
fuoco
il
e
novello,
amore
moglie
dall' altro
l' uno
pena
a' miei
Vieni
pel
crescendo
lontano,
dolce
alla
esca
arde
acceso
ancora:
la
vorace:
fiamma
mutua
d'
novello
dell'
tuoi?
sospiri
soffio
un
ascende
e
i
fuoco
fuoco
fiamma
l'amor
Arde
arriva
cuore
sei ?
tu
sono
sposa,
vecchio
la
desta:
o
voce,
tuo
novella
incendio
tanto
mio
fiamme
sopra
le
rosse
anche
di
giorno
diurna
alle
Rutile
già
di
l'ossa
tra
già
nelle
il
fuoco,
Tu
che
il fuoco
le
faville
scende,
ahi
tutto
guardi,
parton
già
il corpo
ti
dal
sola
scosta, che
la fiamma
e
anelo.
cuore
infocato,
cuore
face:
l'adusta
penetra
l' ime
midolle
involge.
fiamma
una
il fuoco
anche
s'
la
Or
violenta
fiamma
tra
ardiamo
le
faci
e
entrambi
muove
le fiamme
e
ormai
qua
e
io parto
fiamma
là
i suoi
a
non
te
non
apprenda
coni.
già in fuoco
e
petto:
:
occhi,
del
spira
splende
consunte
vene
mi
si
cuore
a' miei
davanti
vieni
vene
1' adusto
geme
al
apprendi
tu
altro
mutato:
siamo.
:
II
MOGLIE
ALLA
Senza
di
triste
nel
dal
triste
Là
l' Epifania
e
Triste
il Natale
me
del
tempio,
marito
malinconia
là
il
resta
del
Cresce
pieghi,
tu
della
Non
solo
nel
nato
assisti
alla
casa
tua
il
ricorda
occhi
la
e
sua.
ferita,
duolo.
grave
figliela
dal
toglierti può
appena
tuoi:
1' acuta
delle
non
ricordi,
sponda
il tuo
sotto
torni.
piacer dell'amore:
ti duole
sposa,
devota,
i molti
presso
cuore,
sorella
cara
il tuo
o
uffici tu
lagrime agli
vuoto,
Capodanno
fai.
t' attendono
letto
il
me
tu
me
sposa,
cuore,
il dolor
vinta
o
posto
suo
santi
assente
deserto
quel
di
senza
ai
tempio
di
senza
e
voce,
pianto.
/
Lascia,
ten
altri questo
altri
sofferse
ed
Tale
destino
ancora
tu
sopportasti
Arduo
e
negli
bimba
è il penar,
ma
più lieve è il duol,
Noto
or
l'esempio
del
degna
casa
ed
tuo
se
fu
dolore,
anni
tuoi
di
lode
in
pure
infiniti
i nuovi
Ariadna,
o
prego,
o
cara.
primi
donna
forte
avevi.
sei nel
soffrire,o
sposa.
all'altre
fanciulle, ricordi?
pudore
esempio
resti
per
l'altre
davver
dell'amplesso
del
caro
il noto
da
ogni lode s' acquista,
esso
avvezza
lamenti,
letto ben
di
67
goder
spose:
marito:
sei
degna.
la
dolce
CONIUGALE
L'AMOR
68
alle dure
Splende
buon
sposa
della
acquista
nome
poche
Son
in
cose
pregio:
agli dèi,
virtù:
la bella
prove
nulla
più
D'uopo
ài tu
non
è il Natal
Presto
di
certo
del
voti
suoi
pudica
mente
una
piega.
di madre
Signore:
sai.
fai cuore,
buona,
mia
o
ti
se
non
Poi
te,
per
l' opre
al mattino
che
lieta
lontana,
o
pel figlio e
1'odio
feral
Buoni
gli dèi
stesso
col
Con
tale
tutta
Tutto
l'anno
Cura
te
per
misero
figlieài
per
dal
ritorna
piut
che
Marte
quiete.
1'esaudita
tempio
com-
placa.
li
sposo:
la dolce
torni
accenna
voto
alle
giuste le preci: già vedo
e
capo
pel
prega
deponga,
e
voglio.
pe' figlituoi.
insieme
volgi agli dèi le giuste preci
Prega
raro
questi consigli, o diletta:
1' opra
1' ufficio di sposa,
sai
coi
più
eguali.
v' è d'
non
:
questa Dio
raro,
è nel mondo
nulla
ci rende
essa
Sposa, rallegrati dunque
Penelopèa.
come
ma
pudica
la
virtù:
e
che
Giove
prece.
la
casa
risplenda
pei di festivi,liberi d' ogni nube.
te
per
che
ben
la mensa,
semplice,
nella
senza
casa
comincia
anch'
essa
sia lieto:
segua
per
lusso, ricca
nel
nulla
di
l'augurio felice
suo
cammino.
sconviene
molti
cibi.
alle
:
figlie
LIBRO
Abbia
la
spesso
del
caro
felice
Rito
rosmarino,
Versa,
paterno
avrà
ardente
altre
ed
lieta.
Oh, verrà:
Versa
di
mensa.
della sorte
sorte
il favore?
tu.
di vin
coppe
ben
risplende
ed il lauro
recate.
venga
ritorni
e
sul
sparso
guizzi
à tre
nuovo:
vetusto
gettate: ed il mirto
fanciullo, l' anno
o
dell' uso
e
padre,
nome.
dell' imbandita
chi
del
spesso
l'amato
figlio,la regia
o
fuoco
sul
Legna
il
fausto:
e
l'avrai,
Certo
s' oda
il regno
stabiliva
che
rito
69
diletto, ma
suo
sposo
vi sia del
Cura
e
il
mensa
III
fuoco
la fiamma
la pace
il vino.
che
crepita
e
odora,
il lauro
volte
tre
la pace
Ecco
:
le
adusto
Date
1' urne
un
bicchier
cara,
che
sol
sospir rinnova
d' un
caro
ritorno
che
e
al
re
quello di Creta
passo.
mi
farai:
molli.
labbra
al lontano
affretteranno
nube:
onore.
quest'onor
alle tue
dorato
Questi baci t' invio
Dolci
tu
e
scorgo.
vino.
senza
vino
vacillante
allor dirai, brindando
Memore
"
moglie
al mio
di Chio
dal
i commensali
tu, mia
reca
turba
già
del vecchio
giorno è ormai
il vino
assente
me
a
bevano
E
sia: il
l'affaccendata
renda
fuoco.
insegne che in patria ritornan
Corri, fanciullo,e porta
Ospite, allegro
al vivo
mossesi
marito:
i tuoi."
sorgerà presto quel giorno
ti
porterà la
nuova.
:
Ili
PER
EPITALAMIO
LE
AURELIA1
FIGLIA
DELLA
( 1483
Vieni,
Imeneo,
o
)
campi:
i
tra
NOZZE
puoi
non
accoglier
non
l' invito
le ville in
ebber
prime
molle
calzar
quando
la
fanciulla
1' arco
piante all' ombra
qui delle
del
Arse
face
primo
toccando
spesso
invocato
Prima
per
d'aurea
1
lucente
Per
ragioni
alcune
sconce
1483.
Aurelia
un
ricco
felice.
dei
e
frasi
del
chi
a
la
signore,
( Tallarigo,op.
legge,
testo
Domitilla,
nobile
prima
cit.
figlia maggiore
Paolo
Don
I,
p.
patto
fu
70
la
e
nuova
del
la sposa,
ornava:
evidenti,
versi.
Pontano,
di
Imene.
o
mano
alcuni
gli sposi,
comune
adorna
la
di Caviano
93 ).
faci.
caldo
appariranno
tralasciare
e
saette,
nuove
qui venisti,
tu
gemma
che,
con
nuziali
veli
gara.
j
fanciulla;
la tenera
ai tetti
te
le
giovane
le destre
quivi congiunser
a
echeggiava,
canto
suo
le acute
arse
il
amore
ardeva
gli sposi
gli snelli piedi;
strinse
e
prime
adorne,
ben
cantan
mosse
qui fece Amore
diedero
piede;
vie
col lieto
nuovo
adorna
e
per
augurio
qui il flauto
Prima
tue,
purpureo
condusser
fausto
con
sacrarono
al tuo
croco
processioni
belle
e
di
le faci
prime
giochi nuovi
te
a
festa
:
ò
dovuto
Questa
sposò
Napoli,
e
in
fu
omettere
poesia
è del
quest'
anno
matrimonio
miele
lieti del
alle
come
i favi
pur
(d'esso
le Driadi
or
d'
bagnò
cinga 1'adorna
la
orni
E
clamide
delle
son
quando
trovasi
ama
Imen
Imeneo
stoffe
di
son
del
di
sposi, mille
congiunge le canne,
cui
le
canne
gli amori)
grappolo
Frigia
ma
la pace
dolce
del
screziate
comun
letto
d' asiatico
e
amomo
prepara.
sussurri,
dell' altro
Imene
all'ombra,
:
purpureo
di cari
e
)
ghirlande.
il
sposo.
congiunge
Imeneo
piacciono il velo nuziale
che
Napee.
ramo.
ama
piacer
1'uno
te contento
Pan,
pur
perfuso
rose
delizie,o letto,
in
esso
pampini
onore,
d' essenza
di
Felice
Pane
stanze
ai novelli
mille
verde
le verdi
con
e
le
fonte ).
gloria i rosseggianti pomi
ricami
con
il puro
suo
un
(ed
dei
onore
dei meli
con
festa
rosa
vanto:
insiem
e
alla
(di quello s' allietan gliamanti
il lauro
in
casa
della vite
sono
ed
porta
d'Apollo
Onor
giardino
purpureo
Naiade
il mirto
di Venere
Gloria
molle
già s'ebbero
stanca
una
in
l'almo
cura
s'adorna
vate
il talamo.
prepara
contende
schiusa
lo
oggi
Imene:
canti
figliadel
giacinto che
fiorente
Quale
i suoi
la
esso
per
di sposa
pudica
lieta è la quercia di ghiande
e
lieto dice
nozze
lieto è Imeneo,
e
CONIUGALE
L'AMOR
72
gli amanti
gli suona:
e
dei
giovani i baci,
letto brama.
LIBRO
Dalle
contese
il letticciolo
a
vincolo
di fede
Canta,
o
canta:
Imeneo
Simile
al
che
Imene,
della notte
desia
lo spirar dei
venti, né
né
l'ombra
s' addensa
solo
nei
che
nella
rugiada
petali cadenti
tal della sposa
dello sposo
del
non
né
perduto
Quella, rapita
alla
porta
il dolce
Imen
d'
caro
cui
aprile un
in tutta
ormai
seno
la
sua
si
aure
intrecciati
il consola
rami,
pioggia,
langue:
d'
gode
la
amore
dei baci di
o
fiamma,
mamma,
porpora,
del
il bacio
e
caro
marito
ogni ritegno antico.
di
mamma
coniuge
Imen
piace il molle
d' eguale
il vincolo
Come
e
del
dal
dell'
ella desia:
di ricamata
sospira
assetata,
rugiada,
scaldando
amplesso
paterno
è
mesta:
bellezza
Imeneo,
nome.
sol nella
e
i baci
promesso
l'abbraccio
sotto
sua
cuore
della bella veste
solo
e
la
il
la
il fresco
ei spera
Imene
la terra
languido
né
tranquillo,
Imene.
ripetuto
ardendo
estate
cuori;
cantami
su
del
gode
si
fior,V
si scelse
questo
zampogna,
i
concordia,
che
di pace
luogo
a
amore
vuol
non
concordi
rende
stesso
si scelse
questo
rifugge:
amore
73
III
fede
e
dal collo del
padre,
conduce,
nuziale
congiunto
e
imeneo
amore.
fulgido sole risplende
gloria gode la lieta porpora,
fiore nel
74
e
L'AMOR
del
il fresco
mattino
la vergin
tale
cinge lo
sposo
dolce
sopor
delle
dolci
Ecco, la
stanca
morbido
amata
posa
sul
la
la
ama
Giovani,
moduli
Ecco
le
e
l'altro
lo sposo
Venere
ciò
prima
che
Imeneo
dettò:
dicea
Venere
ed
ecco
la
norma
o
chi
Imene.
ed ai canti,
flauto.
le
sue
lo sposo:
disse
dal
a
Si tralasciano
accoglie.
comune
vergine, è l'ora
vi
congiunge:
ciò
per
che
suprema;
Amore.
gli occhi
copre
bramosi
amore;
labbra
parole alle tenere
"Cara, mi piaci,vieni!"
cielo al giovane
"Sposi felici,è giunta l'ora d'amor
1
è l'ora.
le mense,
alle danze
prescrisse
disvela,
amor
primo
letto
sposo
la stanza,
Imeneo
ecco
cielo,
godete, fanciulli: fanciulle, godete!
sera:
già l' uno
levate
l' eburneo
note
sussurro
canti:
canti, gode dei canti
lievi
sue
il
stelle nel
voi, fanciulle,andate
e
la
Vede
i
sera
nuziale,
Imene."
Imene,
è presente
V irrora
seno:
lascia tuoi
i lenti
sera:
caro
accetto
rifulge di vivide
sera
letto
tiene, le piace d' udire
parole, o ben
e
bellezza;
sua
sul
zampogna
Ecco
lo moke
risplende
e
la
1' aura
e
lieto di
rugiada notturna,
la
a
CONIUGALE
dieci versi.
ed
alla fanciulla:
suprema!"1
LIBRO
bella
allo
eh' è tenero
dà:
in
diede:
le
Dorman
unanime
fiori 1'aprii,l'estate
in
ma
ogni tempo
l'edera
Cosi
baciansi,
Breve
s' addicono
La
lieve
dei
Simile
1'uve,
dà
concede.1
e
tal le colombe
lor bocche
coglietene i
godete si breve:
date
nonni
nasca
1
Si tralasciano
2
Allo
sposo
bimbo
un
d'entrambi
che
dalle
quiete,
pomi:
s' abbarbica,
vita:
sonno.
concorde
i dolci
murmure
1'augurio
s' ode.
fiori
più belli,
all' aprile d' ogni piacer delizie.
gioventù
prole
s'asconde:
e
il dolce
gioie l'amor
care
al tronco
un
e
le messi, l'autunno
l'aprii della
è
felice
dolce
in
colgano
senso
Imeneo
nel cielo
Imene
venne
placide notti
diletta
respiro chiude.
un
già gli sposi dormono
ma
sposa;
già c'invita.
Venere
alle stanze
Dentro
che
tramonta
sera
la divina
ciò
e
la vita
rendon
all'amata
cara
doppio
bocca
le note, la
sonno
gioie che
dolce
e
sola
una
Mutan
con
amato,
sposo
ciò
al
le
sola concede
Venere
75
III
i suoi
due
versi.
d'Aurelia.
al
e
cupido
a
Paolo*
nonni
dal vostro
piacere
desio.
vivace
mostri
e
vezzoso,
l'esperto ingegno.
L'AMOR
76
il
che
Poi
le
l'altro
dell'antro
protesse
Nasca
a
serbi
il
tuo
viso
però
che
a
madre
tutto
e
Grazie
le
dall'
Scenda
figlia
e
dall'
e
una
che
la
puro
lor
co-
stum
:
Minerva
giusta
lunga
ben
tuo
tuo
al
loro:
divini,
il
decoro
concesse
altra
il favore
suo.2
serbi
furono
amiche
Marte
recessi
l'elmo
V alto
serbi
e
i
con
Aurelia,
o
di
all'opre
conobbe
Marte
ancora
e
crebberlo
gara
aonio
figlia,
una
d'Apollo
nonno
Muse
e
lo
'
paterno
s'ebbe
e
CONIUGALE
pudore.
"
progenie.
O
dei
campi
figlie,
dei
o
mattino
e
fior
1
94,
nota
2
di
del
latte,
nella
che
agli
recate
panieri
tutti
dei
portando
i
canta
da
giovane
guerra
le
novello
miele
di
sali."
di
[
al
i doni:
favi
i tuoi
studioso
amate,
sposi
campi
fescennini
angioina
selve
lettere,
1458-'64
]
più
tardi
( Tallarigo
tosi
segnalaI,
pag.
93-
8).
Modestia
umanista,
Caviano,
guerriero
dèe
fiori
Antinìana,
Antonello
come
bei
in
e
stessa,
il
donne,
ghirlande
fresche
tu
boschi
vantare
a
parte!
ancora
In
i
quest'epoca
(1483)
suoi
diplomatici.
successi
egli
non
poteva,
da
buon
IV
EPITALAMIO
PER
(Dopo
Chiamano
oggi di
Lieta
le ville
te
piaceri
ai
Antinlana
novelli
serti
insolita
con
la tua
gioie
a
te note,
fanciulle
le belle
nuovi.
carmi
cantano
città!
alle
e
nozze,
sali;
fescennini
preparan
voce
)
ti chiama
di
te
a
lascia
ancora
arguta
il 1483
canti, ai tìasi, alle
ai
Imene:
o
nuovo,
EUGENIA1
FIGLIA
DELLA
NOZZE
LE
FANCIULLE
"
la
Te
te
la
Noi
rosa
molle,
la
e
villa
t'invitiamo,
talamo
del
Perché
Qui
bianca
Si
la
Imene:
a
Già
tralasciano
di
eburne,
de Constabulis
due
del
suoi
i
promette
candida
Pontano,
di Benevento
77
t'invita
letto.
porpora
versi.
assiri.
t'offre
dolci
giacinto,
delizie
care
adorno
il ben
secondogenita
Bartolomeo
d' aromi
sparsa
la sposa
le membra
il purpureo
invita
amplessi
e
vedrai
Eugenia,
Marco
5
te
indugi, Imeneo?
tu
1
o
nuziale
fanciulla
ogni
Don
viola
effusa
come
sposò,
baci
teneri
ancora.2
le gote,
neve,
non
molto
( Tallarigo, op.
dopo
cit.
il
1483,
I',p. 94 ).
CONIUGALE
L'AMOR
78
le ancelle
lavacri
bagnarsi,
nei
0
dei
le dita
e
di
sua
E
non
Napee:
l'altre
che
labbra,
effuso;
stupore.
premio
un
copriva
membra
sue
le dèe
s' ebber
t'affretti Imene?
di vento
aliare
molle
petto scendente
niveo
grande
bellezza
ancora.
l'altra le tenere
e
il manto
sollevando
fanciulla
con
sonno
ammirando
dal
il candor
sull' erba
posare
le soavi
sul viso
molcevanle
1' una
il
ed
essa
vista
ignude
tuoi,
Teramna,1
blanda
prati, vergin
verdeggianti
Dormiva
ed
fu
qual Laodamia
d' Elena
le membra
quali mirar
vedi
non
al
tuo
viaggio
t' apre^Antinlana
con
non
odi
1 soavi
non
di lievi
canti,
accenti,
alla villa, o
corri
la rorida
L'ape
attico2
fiore pur
1
Luogo
Dal
8
Di Venere,
4
Nei
di
Sparta, patria
sedici
grazie
cosi
versi
senza
detta
qui
veli.
sue?
Imene,
forma
ne
deliba, e
languida
Imeneo,
piaceri tuoi.
ponendo
ne
il
il
liquore
miele;
trae
l'acidalio3
delizia.
d' Elena.
Inietto, nell'Attica, ricco
monte
ai
deliba, o
Imene
d' amanti,
2
sussurro
parole
vieni
dolce
favi
tenero
liquor, cara
le loro
Imene,
stilla
cerei
in
il passo?
vieni, affrettati,o
deh
Imeneo,
Dolce
il
odi
non
delle
Imene,
o
faci
sacre
dalla
tonte
?
d' api.
Acidalia
tralasciati le fanciulle
in
del
Beozia.
coro
offrono
ad
Imene
i
evviva
dicano
fausto
"
i
campi,
al felice
Renda
col
viva
l'amor
degli
caro
dei
gode
del
Quando
viene
mia
tosto
dei
meco
è
Qui
ci
1'uno
La
notte
quando
al freddo
ancora.
sai
che
canto,
CONTADINO
porta
e
Amore,
lume
la
mano
che
1' acqua
corriamo
mi
ristora ;
posarci nell'ombra,
a
della
ma
brucia,
rapido sole mi
il
V altro dio tempera
al tenue
felici,
dio, fa' gli auguri alla sposa,
gode dei carmi Imene."
sposa,
l'Amore, al fianco
con
e
:
al
folti salci
congiunge
cari
amore
il dovuto
trarre
giorno estivo
moglie
stirpe,
sua
fertile campo,
del
IL
"
d'
pegni
esperto
la
letto.
giorni tranquilli
i
zampogna
suon
felice Imeneo,
nipote,
caro
:
evviva!7'
giovani sia di lor vecchi
geniali versi
dinne
o
concorde
dolce
un
ed i vènti
campo
lungi: "Imene
Imene,
Eugenia
anni
cultore
dolce
dalla
o
marito
caro
Suvvia,
bello
nonno
al marito
renda
o
ogni
e
da
risuoni
Imene,
cantino
le case,
tutte
l'men
"Evviva
O
CONIUGALE
L'AMOR
80
mia
Imene
è
1' opra
d' inverno
è Imene.
cara
ad
amore
com-
pagn
sua.
cardando
le
s' intorpidisce stanca,
lane,
prende
questa la moglie mi
e
il dio
qui ci congiunge
O
Opra è di te, Imeneo.
placide che Imeneo
dimmi,
suole
la
scalda
Opra
casa
e
è pur
porta;
vide
che
il
questa
marito
la dolce
lieta lascia
d' Imene
:
per
mammina:
figlia,
l'alleva;
amor
caro
leggere
la tenera
grembo
ogni
con
della
becco
nel
seno,
suo
quella poi
lieta la
il dolce
trepida madre
col
la nutre
ma
ed
il nido
lasciano
becco
suo
cose
1' augello
cresciuti,vestiti di piume
ormai
quelli-
sonno
amare.
nel nido
piccolialleva, li scalda
trepidamente e il cibo con il
le
zampogna,
campi
i
tra
Teneri
ma
nel
placido al petto anelo.
il sopore
va
posano,
seno;
Imene;
è
cara
le membra
stanche
e
nel fervido
scalda
e
della mia
al fianco
il sonno,
viene
81
III
LIBRO
le
e
nozze
madre.
lui la fanciulla il suo
crine
pettina il giorno
notte
a
prepara
e
i
baci, prepara
pensa
al diletto amore,
Come
in
che
e
ristora
ma
poi che
del
suo
-
educa,
mano
l'aure
accarezzan
rorida
F
pensa
più bella ognora;
gli amplessi e i piaceri,
alle
sue
giardino aprico germoglia il
attenta
quello
farsi
cerca
tra
vaga
172
e
mano
il
notturna
le aio! e i
signor la
acqua
delizie.
soave
giacinto,
felice irriga,
tepido sole riscalda
stilla;
fulgidipetali apriva,
tenero
ancor
lo
coglie:
L'AMOR
82
CONIUGALE
lei della
a
il
madre
le stanze
il
giovane, la
la
sua
è
Via,
per
è di te
Cura
te
muovano
Nume,
i
e
chiome,
piaceri desia,
sé la vuole,
ed
opra
Antiniana,
ninfa, tuoi.
il campo,
sante
norme
Imeneo:
ufficio tuo.
candida
o
altare
suo
sacro
sali,tenera
la casa,
le
al
Imene,
o
caro
ripeti
carmi
invita
e
questa,
il
le
messe
porpora;
portale, a
mano
proclama
opera
ben
già del letto i dolci
poi che
ma
scalda,
e
godesi dei ricami, godesi della
letto
suo
teneramente
seno
adorne
lei piacciono
molle
gentile sul
figlia cosi cresciuta
il
padron, le fanciulle,
Imene."
1'amico
e
ANTINIANA
"Nobile
contesa, al
senza
e
bella,concedi
eh' egli chiede
Pace
l'uno
Non
l'altro sposo
la dolce
tu, cara,
caro,
sposo,
non
tuo
adopra
a
sposo:
sua.
voce
concorde
risuoni:
amore.
v* ò di contesa
bisogno,
piacer si dà.
esser
non
è la
di pace
abbia
figliaal
allo
dolce, lo scherzo
o
allo
carezze
di pace
la fanciulla
stringerai:
dolce, dolce
sussurro
contraddirle,
vinta
E
voi:
con
la
tutta
le dolci
è
è tua
sia:
tu
seno
tu,
ciò
e
buono
sposo,
nemica
discacciar
e
lo scherzo
le nubi.
LIBRO
Godete,
d'ogni
contesa
S'odono
già
le
ai
porte:
di
Spose,
alla
fate
E
già
e
con
i
cuore
gaudi
eterni
tuoi
attese
amata,
coro,
al
le
cuore
soavi
letto.
desiato
anche
anche
non
dite
al
tede
a
chiudete
ritorno
marito,
caro
pace
presente.
Imeneo,
o
fanciulle
auguri
fervente
che
dal
voci:
care
sia,
la
sia.
compagna
due
di
trionfi,
pace
dolce
bisbigli
fuochi
casa
ed
fausti
i
virgineo
voi,
lato
a
la
gaudii
i
tra
ma
83
III
felice
nuziali
voi
serba
sposate,
giorno,
pensando,
Imene."
LE
AFFINE
D'ARGOMENTO
POESIE
aDE
AL
AMORE
CONIUGALI"
CONIUGALE
L'AMOR
88
Scaccialo,mamma:
che
vedi
non
il
gambe?
orride
suo
capo
ed
scuote
un'
à
ispida
sul
barba
mento
:
oh
scaccialo,
mamma!
PELVINA
Va'
via,
Esso
zoppo,
la notte
va' nei
deserti
che
cattivo!
dorme,
e
il
e
da
vuoi
giorno
non
bimbo?
piange: Va'
smodata
la fame
di fave
questo mio
via,
ti sazia!
QUINQUENNIO
È
mamma,
ver,
eh' ei
la
scuote
gli
drizzando
mazza
orecchi
?
PELVINA
No,
bimbo
mio, nell' antro
l'ò chiuso
e
gli ò
il bastone
tolto.
QUINQUENNIO
L' ài ben
legato ?
PELVINA
Con
solide
funi, o
tesoro.
QUINQUENNIO
Ora
t' abbraccio,
o
e
mamma,
prènditi
tutti i miei
baci.
PELVINA'
Come
son
dolci
i tuoi
baci!
Quinquennio,
dammene
ancora.
POESIE
D'ARGOMENTO
AFFINE
89
QUINQUENNIO
Eccoli.
Ed
È forse
dimmi,
ora
o
chi è mai
quest'Orco
mamma,
?
Dio?
un
PELVINA
Si, caro,
un
maligno
nume
feroce
assale
ombra
dentivorace, orribile,e porta
e
la destra
con
tutti
e
quei bimbi
schifano
buono
giorno
e
com'
notte
il latte
e
fanno
il giorno la
la notte:
piangon
un
bastone
e
divora
impazzire,
mamma
ma
i bimbi
intorno,
va
coli' unghie
afferra,ghermisce
che
ombra
che
la
con
sua
coda
sorridono
e in seno
quelliche a mamma
dormono
l'assenzio
col miele.
alla nutrice
e prendon
Che
di cavolo.1 a questi egli dona
se poi prendono il seme
uccellino di nido, o quella gentile colomba
un
dal variopinto collo,che un
ti aveva.
giorno promesso
accarezza
QUINQUENNIO
E
ancora
promesso
avea
bel
un
biscottino
spalmato
di miele!
PELVINA
E
e
lo darà.
ci vuol
tanto
Cosi
di buon
cuore
è
quel dio,
bene!
QUINQUENNIO
Ma
1
per
II
seme
di brasicula.
guarire i bimbi
da
spiegami,
( cavolo T) che,
certa
debolezza
mamma,
chi
è.
più sotto è asserito, è ottimo
come
degli sfinteri urici.
CONIUGALE
L'AMOR
90
PELVINA
Quello
il tenero
che
quando
fiore del
latte
il bimbo
sta
mamma
con
ci dà-
colazione,
a
buono
e
bene
vuol
alla balia.
Quel
che
dona
se
le mele
ai bimbi
dolci
l' alfabeto
imparano
le
e
gialle focacce
l'esili rime.
e
QUINQUENNIO
darà
E
mi
se
starò
le
fragole ed
buono
domani
panierin di ciliege
un
a
scuola
gli altri compagni?
con
PELVINA
Si, e fichi
secchi
e
le mele
cidonie
E
insiem
pure,
i sorbi
e
ripiene di
secche
le prugne
le noci.
e
i
pignoli
si dolce.
succo
tórte
e
e
focacce
e
biscotti.
e
QUINQUENNIO
È forse,mamma,
il pane
e
il vin
dà
che
questo
col miele
al sacerdote
da
l'uovo
e
che
canta
E
gli dà
bere?
PELVINA
i bei
anche
E
ti darà
tutte
polli:
vuole
le nocciòle,
le volte
che
che
siano
i fichi
al tempio
e
bei
grassi i suoi servi.
1' uva
andrai
ancor
a
fresca
e
pregare
dirai
parole buone.
QUINQUENNIO
Io
e
il
campanello
quando
il
voglio
che
suona
la gazza
durante
prete è all'altare.
e
la tortora
le
sacre
in
gabbia,
funzioni
POESIE
D'ARGOMENTO
AFFINE
91
PELVINA
Ed
aranci
tu
alla
ad
Unctilia
lor verde:
abbia
purché
bagnato
stanotte,
il latte
quand'eri piccino.
ti devi
di ciò
grandicello
sei
io stessa
aggiungo
ramo
non
diedeti
che
col
tempo
grembo
il
nutrice
che
Ora
anzi
maturi
vi
anzi
vergognare.
QUINQUENNIO
Mamma,
t'arrabbiare
non
Spesso nell' ombra
o
di nuotar
nella
Mi
rete
e
sembra
o
lasciarli
di
gli cederei
molle
e
Dio
per
sonno.
compagni
a
di-
por
i fichi
acqua.
dall' onde,
riuscire
compiacimi,
svegli
mi
questo
coi
guizzare nell'
nuovo
di stille. Di questo
questo
colparè del
la
:
prèndere gli agili pesci
di tuffarmi
che
me
d' andar
pare
sul lido
rorido il corpo
prega
mi
con
il vasino
e
la dolce
e
mamma,
o
mi
porga:
focaccia.
PELVINA
piccino, quel dio
Ma,
Prendi
del
tuo
vasino.
che
ti
guariscon
Se
no,
Vola
e
quel dio
esplorando
pur
quando
io posso
Ei
troppo
feroce
col
mai
se
seco
stai buono
e
e
una
fune
affatto
anche
i semi
fluir dell'umore.
flagelti spaventa.
duro
i suoi lini à
con
la
mi
d'ortica.
nero
mantello
lo
bocca
sua
macchiato,
inghiotte.
le orribili fauci
chiude
il capo
pettinarti per
porta
e
s' occupa
prendi
ma
involge col
e
il letto
e
non
dieci fascetti
ben
si rabbonisce
e
bimbo
un
lo scudiscio
con
quello che bagna
Ma
i doni
dal
porta nelle mani
Batte
à fame
non
porgi
bene
raccolta
e
e
ravviarti
pulirtidai
intorno
al
i
capelli
lèndini.
suo
capo,
quella
con
e
CONIUGALE
L'AMORE
92
tonante
con
Perciò,
su
e
seno
foche
le
chiudi
il
ciglia
ti
capo,
a
prova
e
farai
mi
i
carezze,
ancora
versi
tuoi
cantando?
PELVINA
Si,
canterò,
modulerò:
o
mi
tesoro:
ascolta,
presso
e
e
i
neri
la
tuoi
cuna
una
occhi
posa
dormire.
QUINQUENNIO
E
espone,
mangiarlo.
a
abbracciami
bene,
mio
le
lo
deserta
spiaggia
su
invita
voce
caro
questo
lega,
bimbo
il
nenia
nascondi.
II
LIBRO
URANIA"
DALL'"
( Verao
Dolci
felici
e
cari
del
nipoti
te
per
le
Son
misere
Tu
giaci,
babbo
al
figlia, e
o
ed
i bramati
grati
i
nonno
piacere
pensavo
questi
son
vecchio
nenie
figlia:
o
vedevo,
le
cune
nozze:
al
questi
le
vati,
prepara
intorno
imenei?
dei
piacer
parli
non
i canti.
nipoti ?
alla
e
mamma
tua
O
desiderio
Morta
or
dove
per
le
Oh
per
giace,
lasciasti
Ornavo
1
figlia
il 1467
verso
Driadi,
udrai
del
2
Non
e
la
la
serti
È
) nell'
addio,
volentieri
mio
faccia
acerbo
figlia di
di
età
Op.
tu,
o
95).
Aurora,
le
voci
Ariadna
12
a
93
1' animo
anni,
mesi
del
aveva
e
mio
ultima
dodici
piangi
le
tra
la
giorni
o
Muse,
il tuo
none,
Meni-
dunque,
voi,
compagne
colpito
è
auo
nata
"Addio
mentre
siatemi
e
ripetete
questo.
sposò
p.
sette
sorelle.
care
essendo
1480,
anni,
I
cit.
lamenti....
si
tue
imenei,
profumo
perché
il
verso
tredici
Solo
dolore,
Aurelia
le
!
amare.
il sirio
il poema,
(
morta
miei
maraviglia
ed
feste2
le
preparato
avea
lagrime
e
mamma,
oh
lieti
dei
spargean
Napee.
i
t'
invece
casa
interrompere
di
doni,
mamma
tenebre
( Tallarigo.
Lucia
sua
addio,
nere
lutto.
inconsolabile
figlie,
e
deve
Puntano
che
piange.
sempre!
per
splendidi
danze,
nuziali
stanze
II
le
che
bello, delizia
si
Oh
vesti
e
di
te
a
le
per
anni
le
i doni
perduta
corpo
cara?
o
e
nozze
tutto
da
quel
sei:
tu
Suvvia,
padre
tuo
cara:
ascondi.
tu
dunque?
meritò
speranza
vano,
soavi
consola
gli occhi,
figlia, solleva
occhi
gli
e
infelice
babbo
il tuo
Questo
giaci
silenzio
in
muta
•
)
il 1480
già
già
per
e
nonno,
Ecco
io
nozze
(819-889)
V
aure,
e
stimoni
te-
lamento.''
sposato
il Pontano
a
17
lasci
Che
I
CONIUGALE
L'AMOR
94
giorni
e
dalla
sua
sole, le notti
senza
di
prive
piange
sonno:
cuna
riapri, in
Oh, chi il tuo padre
sulla
o
scitica
stimolando
tempesta
o
portasse là in
il grave
terra
sciagure che
le molte
dall'
di
umani.
il decoro
la vita).
(perché troppe grazie, se unite, distruggon
L' onestà
e
rivolte
la bellezza
uccisero, alla morte
Quale,
spargendo di
sale
dall' oriente
all'occidue
fin che
Il sole
spiagge
stesse
se
il
cammino,
giunga
non
via,
sua
percorre
luce
le mani
tributo.
l'estremo
pagando
dèi, crudeltà!
o
in
mare
pudore,
e
e
!
fuoco,
distrugge,
e
i miseri
tra
ti
tuo
si
del
scuote
rapiva il fiore d'età di bellezza
diffusa del nobile
la venustà
sguardo
No:
unghie rapaci
rovina
che
vanno
alle Sirti
mezzo
1'aspra
non
tremare
infelice.
novello,
gli uccelli
cielo cadente
dal
non
e
nella
né
quel vecchio
rapi la furia di Marte,
ti
Non
lamenti.1
al babbo
legato. Prometeo
sbranarlo
il fratello
voce
insanabile2
lasciando
canuto
rupe
a
la
tutta
ferita
lutto
eterno
di stelle
questi i tuoi giochi che lasci
son
Antica
lasci
vagiti ed amari
carezze,
al fratellino?
profumo?
sirio
pel
tu
con
amari
e
le tue
Queste
lasci
i serti, che
per
alla
certa
sua
sera:
all' età
1
prima
II Soldati
)
Sansoni
torto, la base
la stessa
essendo
2
Non
cit. I p.
di
a
una
cosa,
ai dolorosi
Allude
La
questo
la bianca
e
fiore
languido
suo
di ricca
i rami
vecchiaia
speranza.3
poesia astrologica nel quattrocento (Firenze,
valore
storico, facendone,
un
esagerato
verso
pontaniana.
cronologia
nuova
noi, per
tempi
V esattezza,
della
sua
preferiamo
fanciullezza,
Poesia
e
storia
non
la seconda.
per
la violenta
tura
prema-
del padre.
morte
3
nell'opera
viaggio
togliendo il
spoglia
e
dare
tenta
il
vita
ci assale
la via
lungo
a
è della
dubbio
ma
tengo
174
)
conto
dei
versi
861
e
segg.
recati
dal
Soldati
in
nota
(Op.
Ili
"
DAL
DE
"
TUMULIS
II
LIB.
ii
TOMBA
DI
FIGLIA
LUCIA,
II
DEL
del
lamento
PONTANO
padre
•
(1480?)
Figlia,
luce
dalla
No,
e
Vedo
sei
che
padre
Copreti
solo
il
Ma
se
una
che
ti
rapia
Eccomi
il
cielo:
mi
tuo
resta
premio,
tua
lutto
o
di
e
tu
ancora,
tua
te, potrai
giovinezza,
tenebre
figlia,d'esserti
*G
o
Lucia?
sogni?
già più
in
lasciasti
anzi
risplendi.
triste
senso
prima
in
tu
rapita
Lucia.
rapita, che
vanienti
la
quando
mia
o
scorgi
suoi
sepolcro,
parte
la vita
fosti
fulgida
finge
cener
la
fosti,
non
sole
nel
questo
figlia,ma
mentre
nel
tenebre,
in
tu
nell' ombra
che
il
padre
nell' ombra
l' oscurità
o
il
lasciasti
fine
consola,
serba.
non
dirti^ felice
o
io
figlia,
vivo
stato
ancora....
padre.
-^sM.
Ili
MADRE
DELLA
LAMENTO
IL
LUCIA
FIGLIA
DELLA
TOMBA
SULLA
ADRIANA
(1480?)
canestri
Figlia, questi
oh
lane
le
con
Figlia, questi
e
ti
i cesti
aghi
Figlia,
conocchia
e
fusi
conocchia
e
i fusi
la
Figlia, quest'
prendi
queste
con
Prendi
anche
prendi
il
Prendi
anche
e
aurei
le
quelle, prendi
e
reco,
lacrime.
queste
ti reco,
lacrime.
queste
dei
lino
lacrime.
queste
anche
certo
di
doni
a
te
lo scrigno
e
grati,
piccole forbicine.
queste
capelli
questi
anche
piccole foglie
questi capelli,son
ventaglio
il tessuto
anche
prendi
lacrime.
queste
ripieni di filo ti
doni,
e
e
quelli prendi
e
con
questi
fili
questi
e
già monde:
lane
anche
prendi
prendi,
con
di
reco
insieme
e
i tuoi
ori,
le
prendi
Prendi
la
collane
tue
anche
sciarpa
Prendi,
e
questa
i
gemmei
capelli
questi
mia
o
e
tua
e
monili.
insieme
piccola
adorna
figlia,i capelli miei,
fili di seta,
i tuoi
rete.
le
mie
lacrime
attendi
l' ossa
e
l' esequie
mie
dentro
87
G
-
172
la
tomba,
o
cara.
e
IV
.
"
"HENDECASYLLABORUM
DAGLI
XII
INVITA
MOGLIE
LA
SUO
IL
al
sposa
è
tempio
il mio
mi
e
al
Ora
il
a
convito
notte
al
sorsi
andremo
vecchio
è
dentro
versarlo
finché
lecito:
si
celino
anni
veda
io
accarezzandomi,
parole
tronche
sonori
nella
tranquillo,
cuor
Qui
a
donano
i baci
altri
giorni,
nipoti
dilettino
:
Iddio
ed
i
cari
pii
pregate
questo
balbettano
mentre
conforto,
giorno,
i miei
padre,
voti
notando
felicemente
che
del
con
viviamo
noi
finché
gemme,
vecchio
marito
al
venite
che
)
figlio, piacer
caro
oggi
Maggio
figliuole, paterne
Care
CELEBRARE
A
COMPLEANNO
( 7
mio
FIGLI
I
E
e
villetta,
dolore,
senza
con
molli.
lucerne.
le
padre
bere
tre
quattro
picciol
gli occhi
98
il
falerno
volte
bicchiere
nel
sonno.
LIB.
I
D'ARGOMENTO
POESIE
Ma
voi
cui
sete
dolce
cui
pudore il vino,
purissim' onda,
vieta
leva
servitevi
cibi
quand'
è
cannella:
e
il
alla
mirto,
chiamata.
alla
servo,
viole
mensa,
casta
divin
ai conviti
tu
rose
miele
questi di Diana
son
Poni
AFFINE
terra,
per
spargi di ciprio liquor la
1'eburneo
e
plettro
che
al Genio
Questo
conceda
e
danza
conviene.
ilari pregate:
del
cupido
il resto
le danze:
muova
cara
voi
casa
la lira
scuota
grate al Genio
lasci
che
porta,
cuore
giusto
Iddio
onore:
governi.
XIII
MOGLIE
ALLA
ADRIANA
Moglie, delizia del vecchio
del
talamo
casto
un' età
ed
amore,
m' è la vecchiezza
verde
albergo
te, né
per
fede
sposo,
senil
pensiero:
supero
vecchio
la vecchia
canuto
celebro
giovani amori.
Come
tornino
se
e
sia tu
o
del
il
primo
antichi
Quale
nel
florido
petali
amore,
1' angoscia
impeto
riaccendere
i rossi
gli ardori
palpito del primo
voglio
che
età,
le antiche
giardin la
non
schiude
fiera,
fiamme.
rosa
ancora,
99
CONIUGALE
L'AMOR
100
petali quasi dischiude
i rossi
ma
la
sul
d' aprir
pompa
rara
lieto
ramo
cercando,
rifulge:
bella
le gote
tale purpurea
chi il tenero
non
come
dedicare
cui
nel
primo
Grazie
tre
lieto di Venere
dal
seno
caro
la
gentilezza,
l'almo
splendore.
Quale nel fulgido
quella cui portano
risplende
viso
i bianchi
cigni,
pettinatasi la liscia chioma
al talamo
s' accosta
e
pudore,
suo
letto desiosa
aromi
spargendo
se
baci
splendevi per me, V amore
spirando dalle pupille,
bimba
delle
ancora
bramarlo,
i molli
tra
vedovo
tuo
brama
per
virgineo del
il fior
tu
sta
pure
ma
sposo,
il viso
e
suscita
nuovi
olezza
tutto
nuovi
e
d'amor
presso
amori
desii;
il
crine
suo
viso:
risplende presso il suo
il piede,
movessi
tale dovunque
o
gli occhi fulgidi volgessi,o cara,
dovunque il viso tuo rispecchiassi,
tutto
i
stillavi
il sirio
tutta
d' ambrosia
Quale dal
l'Aurora
quando
irrora
sparge
i
odori
ciprii soavi
spiravi
croceo
l'ombre
tuo
buon
l'aura
letto
profumo,
odorando.
sorgendo
fuga al mattino,
portando la luce e il giorno
teneri benigna i fiori,
di varii
color
la terra,
prati ridono, gli uccelli cantano,
D'ARGOMENTO
POESIE
fonti
le
tale
mormorano
dal
i ramoscelli:
e
talamo
molli
ai
AFFINE
tìasi
vieni
ne
dolori,
torbidi,
litigi,strepiti, tumulti
di
e
di
giochi
spargi
le
che
sia
vergine,
matura
dal
ciel
o
suole
picciol
ardere
fiamme
presto
tale
in
d'amore
fuoco
neri
e
mi
m'
ardeva
il niveo
m'ardea
la
ardean
correndo
roseo
per
il candido
e
per
i candidi
che
non
più
due
lieve
profondo.
del
seni
e
di
le
sue
e
e
ma
riscalda
viso,
capelli,
nascosti
collo
viso,
del
mirrei
denti
aggiunga,
occhi
cuor
per
amore,
la vecchiaia
vi
candor
guance,
legna
un
di qua
amore
sue
alcun
turgidi
e
già
eh' arida
chioma,
i
repente
fulgor
il
le
e
al
corse
ardeva
per
fuoco
poser
M'
m'
favilla
favilla
tenue
vecchio,
marito
tenue
che
un
felici.
nozze
crescere,
me
buon
un
divorano
o
fanciulla
una
ti pregano
Allor, qual
in
ti veda
già t' augurano
tutti
amori:
schiari,
tu
giovane
un
pace,
spargi gli
veneri,
sorride, l'aria
tutto
piaceri,
e
sollazzi, candida
e
un
irrori,
gaudii, gioie
e
scherzi
e
gli animi
quiete
canti,
e
tristezze, timor,
scacci
quando
chiamata,
la
pel
:
là,
mani
fronte
seno,
fuoco
ancora.
e
fiamma
101
V
MELISEO
MOGLIE
LA
PIANGE
CHE
( 1491
"
[Dalle
Parlano
i
Eclogae"
MORTA
)
Soldati]
II, ediz.
Cicerisco
pastori
Faburno
e
CICERISCO
Meliseo
Qui
del
segni
e
vivo
"Ahi
cantava
"
ancor?
che
"
dolore
suo
vidi,
Te
:
del
o
l' incisa
pioppo
morendo,
avellana
questa
e
conserva
mia
corteccia
lo sposo
Ariadna,
morire
sposa,
rammenta:
abban-
morente
doni
!
"
FABURNO
si
Meliseo,
L'
sol
questa
Fòsfori?1
voce
o
salici
boschi,
"Chi
tua:
il dolor
dunque
convalli, dei
delle
eco
fu
grande
meco,
fu
che
meco
e
dei
t'afflisse?
che
rendeva
monti
da
te
divise,
mi
piangete,
o
mirice!"
CICERISCO
la
Suona
antri
gli
ed
in
Ariadna,
voce
pianto
rispondono
grida: "Ariadna,
il misero
ove
sei?
Ariadna
mi
non
vedi.
1
era
dina,
Lucia
stata
Pompa
Marzia,
il primo
quarta
figlia del
grande
Peritano,
dolore
( 110-111
del
morta
poeta.
).
103
alcuni
anni
I due
versi
prima
erano
della
già
madre,
in
Lepi-
104
I/AMOR
il deserto
Pianga
della
piangi
ma
e
deserta
delle
sterile
i
alle
le valli
dalla
lamenti
bocca
sua
col lieve fuso
Essa
itenui
riponea ben
che
col
onde
ordiva
abito
ed
in
e
città
dolore!
negli
tesa
or
sposo
e
portasse
le
quella
purpureo,1 e
1
Si allude
intorno
al capello
lo stame,
vimineo
che
e
vesti.
scialle
moveva
coli' agile
con
al capo nell'ombra
rosso
del
re
verdure,
le fresche
agli altari.
i licci
crudele
tele
sue
il candido
rose
paniere.
e
alla
tela
spola,
mano
filo,scegliendo dal crine
tagliato poi dalla figlia Scilla.
insieme
le fronde.
collocate
recasse
orli i fili traeva
il duro
Ariadna
figlidurevoli
con
i fiori
pianto
usignolo, ed
bianco
sé
per
signoreggia la Parca
troncando
ai
il
i fiumi.
pollice fili;
i gomitoli tondi
scelti nel
della primavera
Pianto
celere
coro:
conclamano
il mesto
nome
suo
ripete,
rispondano,
coro
formava
elegante
quando
o
caro
Ariadna
Ariadna
pettine fine le ben
al
chioma,
senza
eguale traeva
studiosamente
essa
annovale:
ripetonlo in
Ariadna.
col
volgendo
son
la morta
effonda
sospirino stormendo,
frutto
marra
v' è la sementa.
non
gemendo
in
del
e
Ariadna, le selve al
morta
rupi sonanti
e
se
i sentieri:
e
lavor, della
vano
prati, i salici
i
campi la
e
o
buoi
i colli Ariadna.
ululi
Ed
primi,
giardino deserto,
i tetti
piangano
dei
il
pianga
e
campi, privati
o
sono
echeggiano
dicono
i
la fatica
fu
Squallidi
1' eco
lei
tra
biade,
piangono
campo
villa
tu
CONIUGALE
ferale
il
volandole
Niso, dal quale dipendeva
capello
oscura.
la
sua
vita,
POESIE
Dove
le
Dove
la tela
Pianto
spole,
le due
pennute
la tela
Mentre
padrona
il nido
tendeva
Ariadna
l'opra lenendo
col canto,
accompagnava
le note, univa
lagrimosa. E il
cui dispensava le monde
l'onda
i piccoli confetti
e
tenera
ed
la selva
Ariadna
1'ombre
tra
opache
'
del
gema
di canna2
di questa
fonte.
squallida villa:
sua
gli armenti, 1'estinta
di buccine
suoni,
gli antri Ariadna,
e
voce
del miele
e
salubre
gemendo
stridenti,
alla
Liguri
noci
pastori Ariadna, Ariadna
i
trave.
i lini
voce
misero
i sentieri
tutti
la mesta
la flebile alata
la
sue
ceci.
amorosa
funebre
ed
allora
e
Piangano
del
intorno
piccole i
oh, miseramente
abbandoni
ed
padrona.
morta
alle
?
gema
scherzavano
versava
Gema,
accarezzava.
rondine
mentre
e
cornino, la dolce
il tenero
le
quelle
e
gli stami
tortora,
alla
105
l'ordito?
dove
e
compagne
àn
uso
la misera
la conocchia
traea
qual
infausta?
Gema
care
AFFINE
i fili?
l'opra
dolore!
e
Essa
dove
e
e
colombella,
la
e
D'ARGOMENTO
ed Ariadna
gli
stessi
monti, la luce
Nelle
stalle
della
e
chiudete
o
campagna,
il
mentre
1' amor
1
tessete
Forse
3
in
e
le pecore,
spargendo
del
figlie
sposate,
ripeton le madri,
le rive
di
e
del bimbo
dal vostro
bel capo
gabbia;
sole
richiami.
o
anche
non
ragazze
il crine
e
d'Ariadna
nome
d'Ariadna
fiori
uccellino
un
belle
il lutto
ghirlande
in
il
le capre
nome
caro
raccogliete i
voi
ed
1'ombra
e
la parola può
pianto,
piangente
strappato:
significare:
"
dal
chiaro
canto."
corone
1
Lo
zucchero.
*
//
lutto
del
funebri.
Apollo (Sole)
sole
e
l'amore
Il giacinto nato
e
ucciso
del
bimbo
dal
sangue
involontariamente
lacrimoso
del giovane
da
lui, che
due
son
omonimo
poi
tanto
fiori
per
amato
lo
le
da
pianse:
L'AMOR
106
e
quando. "Ariadna
tutta
la selva
onor,
le
"
CONIUGALE
noi
pie parole del lutto
al
aggiungete
indicibile
di
dove
già
grida
sepolcro
segno:
panieri
quel
cresce
del
e
queste ghirlande, o Ariadna.
e
tumulo
il tuo
Ariadna!"
invece, dei bianchi
questi fiori
presso
ivi questo
suona,
conocchia
Della
Evviva
evviva!
fuso,
poniamo
lauro
che
ó!'
ombra
1' ossa
coprendoti
Non
noi
tele
le tue
ti
Ecco
latte
noi
ti rechiamo
noi
ti
L' abitino
e
di
Nel
al
sua
il fiore
lo scorrevole
frondose
argento,
ad
un
di dolce
dall' urna
tomba
pace!"
tua
alle
figlie
liquore.
dell' onde
spargeva
salici
per
d' acque
murmure
votivi.
vagante
le vesti
e
l' aura
e
1'ombra
e
versava
il Sebéto
ricamo
suo
doni
e
godi 1'eterna
e
gli orditi
e
fragrante alla
devoti
cuciva
le tazze
riposo.
stami
lacrime
il miele
e
bimbo
suo
i tuoi
ma
Ariadna.
o
veglia l' eterno
non
i Mani
e
mano
e
Ariadna,
o
plachiamo,
ti
pace
i lini
e
portiamo,
del
in
ripe
e
sposava
un
suo
lieve
sussurro.
sorgendo solcava di fiamme
l'aure e coi raggi splendenti fugava le tenebre oscure
dorata
risplende l'aureola
quale del sol mattutino
fulgida che tremola sul cerulo riso dell' onde.
Dalla
Pianto
la luce
destra
sua
dolore!
e
Oh
gema
commosso
e
al
suo
tumulo
venga
l'ischio
e
il narciso,
il quale,
di
che
vista
morirne
quercia lasciando
la dura
e
la
di
prima
sua
d'
esser
immagine
languore.
fiore
era
le selve
quel bel fanciullo che
nell' acqua,
s' innamorò
di
se
natie.
tutti sanno,
stesse
al punto
:
che
Però
gli ischi molli, da lungi
d' ischi
verdi
di querce
e
de' suoi
e
Dove
andasti,
ne
raggio crudele?
venite,
meco
cui
Naiadi,
luce,
o
dee,
o
o
oh
memori
delle
e
né
rugiada
in
queruli ruscelli
nel sospiroso
Morta
le
e
è
corso
e
Ariadna
1'umide
luce, 1'ombra
la
e
e
il mirto
monti
la
rugiada
piogge
la
pioggia;
e
l'estiva
margo,
ripetano, Ariadna
arene.
gemano
La
si sparse.
tristi si
notturne:
messe
funebre
rovere
getti
gloria del verde
scindan le foglieperenni,
fronde, perdan gli agili ontani
il lauro
Napee
le amiche
le fonti, le
dal
sorelle
gemiti amari.
i
il campo
lagrime invece
o
giorno
fanciulle,
o
la molle
sali,ma
di
canori
dei
sciolgano
e
del
campestri Ariadna
liquidi fonti bagnando.
l'ombre
tra
qui le dee
mormorii
venite,
si affrettin
insieme
danze
corone
cinta.
purpureo,
nei
scorran
in
sole
le danze
Sparve la luce, 1'ombra
brami,
pascolo più non
e
di tenebre
e
meco
membra
le Driadi
dell' alte
gli estremi
si perde
notturne
pianger venite,
a
giungeva
Vengan
piangano
vuoto
Meco,
le bianche
stessa
nel
profonde
tramonta,
e
tra 1'ombre
Ariadna
effusa
oscuramente
il sole
la luce
raggi lanciando.
disperde
muove
gloria rapiscono i venti.
la
ricami
ai viventi
Toglie
1'ombre
e
l'Èrebo
ecco
le forti radici
svelle
che
tempesta
nera
107
formava
nell' ombra
le verdi
l' ago
mentre
tra
querce
AFFINE
DARGOMENTO
POESIE
la
e
CONIUGALE
L'AMOR
108
fronde
foglie
e
girino in vortici al
aria, e le fronde
chiome
e
vento
lievi nell'
agile volo
piangano
tristi Ariadna.
il
rinnovi
vecchio
il
Chiuse
mani, le rupi sonanti
misto
vedovo
questi dal
"
Àrida
la
i
secchino
moglie
più
non
mi
che
spengasi il fuoco, di fiamme
chi
le fonti
S' inaridiscan
moglie
Scenda
né
non
il farro
il fuoco
sopra
non
dal
più mi
cielo
gli agnelli
e
un
produca
i
dal
resta
i teneri
mi
il vino
contagio maligno
cara
cielo il male
il frutteto,
mi
riluca,
ormai.
restami
non
neghi
su
fiume,
ogni
coli' onda
diano, né
mi
pecore
il latte
e
sposi.
capre,
soave:
formaggi costringe.
le lane,
tolga all'armento
il latte
e
sprema:
più il focolare
1' acque
che
mi
scelga:
gentili il giardino,
erbaggi mi colga:
soavi
pomi
cuoccia
i capretti mi
più la moglie
Scenda
e
il miele
non
me
mi
non
mi
diede
lamenti.
i lor favi
che
resta
allor
ò che
più
resta
clamore
versava
gli orti, mi neghi suoi frutti
secchino
moglie
mi
non
lungo
dure
capelli strappando
per
non
non
solingo."
con
il vecchio
ed
:
divenga,
fiori,pomi
più
di
profondi
moglie
gravi
lo stesso
e
il petto
i bianchi
e
cuore
rugiada
1' api. la
donino
lamenti
più forte
gemito
un
con
pianto le gote bagnato
di
empivan
femminili
coi
sonanti,
aure
dall'antro
esca
tristi,battendosi
le compagne
e
pianto ed
Patulci
dir
suo
ripeta
rupi Ariadna, Ariadna.
dall' alte
ritmi
l'eco
e
la stessa
e
di selve
gemiti d'
flebili
tra
all'aure,
mescano
là trasvolando,
e
qua
si
foglie, le chiome
le
e
insieme
in
più
né
più mi
moglie
non
Scenda
dal
la terra
cosa
e
che
non
falci
d'
riporre
ogni
E
ò
non
letto, o
desiato
nel
col
dia, né
o
di lacrime
o
mi
il dolore
dove
quest'oggi
Forse
Proprio,
alla
"
Faburno,
o
porta,
una
il
né
riponga
suona,
all'estinto,
giorno,
un
quindi nell'ombra,
vecchio
e
dolente,
fu
invano.
quel mirto,
sembrò
me,
consuma.
il
silenzio
lungo
là presso
ora
il sol
e
misera
mia
sommessa
1' acque
derivate
vi
di grano.
chi
mano
il vedovo
siate, o lauri, di
Memori
compagna
campi
potrà consolare
or
voce
balia:
in
le chiome
doni
nascosesi
stesso
alleviandogli il male:
terrena
al cantore
di
opra
o
il tempo
e
ogni
parta pel viaggio eternale."
dell'antro
Meliseo:
Tal
io
quando
saluti
d'
o
la tomba
sparga
d'
del vecchio
parole
e
gli occhi
chiuda
chi mi
non
note
aiuti
canto
e
nei
o
già stanche
più chi 1' ossa
superbo,
taglio arrotarne,
grata fatica nei boschi
pur
cucire.
guarda, sarchielli
mi
casa
il
e
tenda,
a
perda dell'onde
più la
scuri
e
degli alberi
si
tutta
tessuti
109
precipiti il monte
strage
moglie
la
a
i molli
resta
ciel la rovina,
strage dei campi,
velli si
morbidi
licci tela dai
sui
AFFINE
D'ARGOMENTO
POESIE
voi
vicino
mormorare:
Naiadi
care,
riparate ai giacinti."
FABURNO
la
Mentre
e
insieme
teso
moglie
a
or
ora
lei io stesso
l'orecchio, udimmo
la menta
la notte
almeno, né
e
gemito
un
querula sospirante: "Perché,
meco
1' aneto
coglieva
mio
amica
i
tra
il sisimbrio
lungo
dolore,
parvenza
e
non
mi
una
cedri,
pulivo,
voce
vieni
segui ?
"
Ascolta,
o
che
corvo
Cicerisco, il
Anche
del
stesso
seco
di
perché, perché
la
gronda,
padrone,
vecchio
medita
e
1'ombre
dei morti
eh' è sopra
corvo
i lamenti
sa
quello che
"
CONIUGALE
L'AMOR
110
crocida
e
senti
non
geme?
e
sfuggon, la vita s'aggreva:
mi
noi, o venti, pensier
vi
non
prende
?
"
CICERISCO
Anzi
potrei gli orecchi
dove
la porta
battenti
ai vecchi
è fessa.
Tu
qui resterai,
accostare
Faburno.
o
FABURNO
Oh,
e
leggiam
ma
i loti
i cedri
e
piuttosto là dove
i
incise
le tristi
cipressi superbi
parole.
cogliete,
conservan
"
Api, perdon, se mai i succhi più amari
colpa è delle mie lacrime sui prati e sugli argini sparse.
Oh
dolore, oh desio! e gli antri e le rupi e le selve,
valli
giardini
e
Memore
il tufo
di lacrime
gocce
tal che
fiumi
e
qui
ancora
dai
versa
persino il
ricordano
il
pianto del vecchio.
vestigia di pianto:
reca
tristi suoi
egli à testimone
sasso
bevute,
occhi
al dolore.
CICERISCO
Piange
egli ancor, ma forse potrà consolarsi,o Faburno,
molte
di già parole lo mostrano
molti suoi canti:
e
ben osservai
quel volto e bene notai la sua
voce.
Mentre
sulla
alla
Chi
forma
porta, Orfeo
sua
compagna
giunco
"
canestro
un
il
suo
sanerà
insieme
memore
del mio
che
vimini
con
sé
ei sta
col
sposa
l'acerba
consola
canto
figurando
pianto la
cuore
suo
scelti, sedendo
e
per
ogni
perduta lamenta.
ferita?
"
egli canta,
tal
v'è
al
dei
opra
la
dolor
delle
memore
1'
CONIUGALE
L'AMOR
112
messi
sue
rastri
e
la
del
memore
e
falce
Meliseo
uscirà
Dall'antro
meta.
a
varranno
giardino,
suo
il
lenirgli
dolore.
C1CERISCO
Anzi
poiché
tanto
egli
con
mentre
le
già
cura,
cortecce
l' aperto
viene
i
la
bella
falcetti
s' allevii
innesto
e
di
con
stagione
cunei
i
nuovo
mastice
per
la
e
lui
dura
spalma
gì'
innesti
prepariamo:
ferita
e
ricopre.
VI
"
DAL
"
TUMULIS
DE
II
LIB.
XXIV
DI
TOMBA
il Genio
Viaggiatore,
Il
SASSONE
ARIADNA
Giacinto
e
(dopo
NAPOLETANA
parlano
tra
loro
il 1491)
VIAGGIATORE
viole
Donde
Rose
le
alle
tombe
tombe
forse
donde
e
qui
produssero
e
le
venner
rose?
viole?
GENIO
alle
Diede
di
doni
Napee
Dall'
tristi
la
Fiorir
cosi
tenero
tu
e
splende
triste
e
si
V aprile
delle
rose,
fonte
acidalio
Venere
ceneri
le Grazie
le viole,
al
quel
nuovo
fior
triste
113
H
-
172
ninfe
rive.
vago,
fanciullo
giusto
le
l'acque,
recarono
biancheggiano
risplendi nel
giacinto
dieder
i doni.
dell' acidalie
rugiada
lagna
viole
e
dolor
i roridi
o
gigli,
Giacinto
;
già in fiore mutato,
sospira.
CONIUGALE
L'AMOR
114
Non
sospiri già volan
odi ? I tristi
flebile tra
foglie gemendo
le molli
l'aria ed il vento
per
spira.
GIACINTO
padrona un giorno io ero V amore,
fu l'inverno.
mi
caldi soli,mite
bella
Della
riparo ai
era
sempre
a
volte
la
gentile,
eura
fui !
sempre
l'aurea
e
cbioma
sua
si lacerò
e
Ciprigna
la
pianse,
le gote.
m' adorna
il fior cbe
periva il mio
colse, tutto
mi
triste
la morta
di bellezza
cosi
Cadde
in
1' aprile,rorido
me
le ninfe
Pianser
tre
già m'ebbero
le facili dita
D'essa
1 inverno
e
splendore.
VIAGGIATORE
Tomba
felice,e ceneri
bimbo,
donde
quel
te
a
vago
dimmi
più felici! Ma
ancor
splendore?
venne
GIACINTO
mori
Quando
il vedovo
questi
sul
Arìadna
marito
a
io
già inaridivo,
bagnarmi
di
questi irrigò di pioggia perpetua
Fiore
ed
cosi
il noto
1
È
noto
ritorno
lamento
il mito
di
sorgendo
sui
Giacinto
i lamenti
cioè
di
Apollo.
versava
amorose,
le ceneri.
vigor dalle
tombe
petali reco.1
miei
che, amato
di Zefiro, ucciso, fu convertito
AI-AI,
in
venne
lagrime:
stille dagli occhi
tumulo
ma
in
da
Apollo,
fiore, recaute
e
nei
da
lui,
per
ganno
in-
petali le lettere
AFFINE
D'ARGOMENTO
POESIE
115
VIAGGIATORE
Tomba
felice
morte
rapia la
ceneri
e
più felici! Ma
ancor
donna,
cara
Giacinto,
o
quale
te?
a
GIACINTO
La
si
l'invidia
rapiva
bagnava
Della
di calde
fiele avvelena
'e
lacrime,
da
pur
stupiva Misenia3
da
quei pianti
e
rose
al dolore
perenne
gloria.
superbe
e
il verde
crebbesi
quelle lacrime
nero
vile.
invidia
fu
sua
con
e
piansero, unendo
la
alla tomba
da
Nacquero
e
e
dèe
Le
i.
l
belle.
le membra
l' onde, presa
?
lucrina
nell' onda
essa
acque
alle forme
ninfa2
Quindi
mentr'
viole:
in
me.
VIAGGIATORE
Sempre
ti
bagnino
te la frescura
ombrosa
fiore di lacrime
nato,
e
fiore
ed
viole
irrighi
di flebil onda:
sempre
o
e
rose
il
bevi,
lacrime
che
gloria,dimmi
di lei la
dimmi
lacrime
suo
ancora.
nome
GIACINTO
Essa
del casto
curò
le
1
Quivi
H
letto fedele
conocchie,
sue
lago d'Averno
forse
Ariadna
2
Ariadna,
*
Ninfa
presso
fu
bella
creata
dal
1' opra
il capo
dal
presa
come
una
Pontano:
compagna
male
e
dell' ago
Miseno
che
e
Baia,
la oondusse
custode,
amava.
visitato
alla
dai
tomba.
ninfa.
personificazione del Capo
Miseno.
bagnanti.
116
i serti
ed
e
le lacrime
madre
amorevole
caro
marito
tale
fu
dov'
essa
già s'ebbe
lare
del casto
Cura
CONIUGALE
L'AMOR
-
Ariadna
lacrime
e
posa
solo
bella:
e
viole
qui dorme:
fioriscano
splendore
al mio
gl'incensi
e
dava;
ed al
figli,
piacere
casta
e
altari
agli
essa
di teneri
amava
del fuoco,
e
e
rose
io beva.
VIAGGIATORE
un'urna
Croco
da
sulla
tomba
si versi
alle ceneri
e
lei,e
a
cilicia
scorra
l'amomo
si sparga
spiga.1
XXV
TOMBA
ALLA
PONTANO
ARIADNA
MOGLIE
( dopo
Quali, o
Le
lacrime
Pure
e
lustrali
Prega
tu
sposa,
1
nel funebre
voce
e
rito
pel
offerte
i
gemiti
caro
alla
tua
mi
ufficio t' invio?
mancano!
ricordo
di sposa,
tomba
io recbi.
tue rituali parole,
gli dèi, sacerdote, con
gl'incensi reca, chierico,e l'acqua santa.
le faci
Accendete
o
la
il 1491 )
lamenti
sposa,
l'antico
a
annue
e
mia
DELLA
II
croco
nel
e
o
mio
zafferano:
di rito:
seno
la frate
che
tu
è,
morta
ti nascondi
come
in
me
vivi,
ancora:
al aolito, degli elegiaci latini.
D'ARGOMENTO
POESIE
a' miei
(viva davanti
piaceri
meco
la
viva
sei nella
casa
delizie
i lari nell' ordine
e
o
casa,
Ariadna,
gli orti,pei verdi
me
Tale
sei compagna
:
la morte
vita
mi
che
pur
per
le
me
tua
cosi
Questi ricevi
intanto
ed
o
in
eterno,
il mio
te
con
conforti
Ariadna
ni' è grata,
sia.
pel vecchio
teco
diporto,
a
giorni.
i
la vecchiezza
Questo al sepolcro io dico: ma
sarà
che dopo i giorni brevi
dimora,
cuore
più lieto.
alla misera
fine
compianta,
vale!
tanto
cara)
ancora:
campi
miei
trascorri
notti, meco
tua
poni,
tu
nel letto
e
117
prendi,
antico
viva
giri con
passi con
l' imagin
io vedo
occhi
meco
ancora,
AFFINE
IX
ALLA
la notte
di te la luce
Senza
me
si fa la notte
e
meco
io vado
di
me
in
vagando
chiara
privo io sembro
me
vivrai, che
vivo
:
resto
il
come
mutasi,
tale è
luce:
l'ombra
e
si
tenebre
Addio, sole: t'ascondi, o
per
)
il 1491
( dopo
Teco
SOGNO
IN
MOGLIE
a
tu
per
giorno.
quasi
e
l'ombra
me
sola, o
te
a
viene
tua
mia
morire.
e
il sole.
cara,
LXI
AL
LAURO
PIANTATO
DALLA
( dopo
Serba
il tuo
di
però
te:
Grazie
Ecco:
verde
ed
con
essa,
Oh,
vi
e
serti
che
ti rende
la
sotto
nome
lauro,
mia
la
Dafne,
e
lauro,
col
fronde
concordi
fronte
il
nome
date
118
di
la
o
gloria
tua.
come
ninfa,
viva
se
ancora.
moglie
gloria
e
germoglia
destra
lauro, caldissime,
scorza
serbate
alla
li
esso
la
quello
ti saluto
io
o
crebbe
in
MORTA
)
il 1491
lauro,
un
MOGLIE
serbi
nei
tempi
verdi
rami.
mia
cara,
eguali.
futuri:
CONIUGALE
L'AMOR
120
umani
agli
Pace
la
notte:
l'
anime,
la
tolta
via
della
devoti,
siate,
memori
mirra
e
e
congiunge.
sacrificale
la
e
che
e
in
ricongiunga
ne
i
sogni
nel
l'amore
e
il
letto
sabei
balsami
i
deh
Fin
vivi
vecchiezza
mia
l' incenso
averno
ai
morte
l'ombre
Mani
sogni
profondo
dal
chiama
e
i
concede
ne
ricevete!
elisio
recesso
nodo,
nuovo
rivedere
non
o
amato
ti
sia
grave.
Ariadna,
Vili
"
DAGLI
"
ERIDANI
Il
LIB.
i
( dopo
lamento:
Libero
io
mondo
son
Legge
mi
libero
sono
Ruppe
la
vincolo
sono:
legge
morte
più
non
mai
?
che
di
là
Tu
per
le
amene
1
oui
da
Quest'
si aggira
bellezza
della
elegia
la
maritai
legali
vanti,
sposo
è
seconda
per
tu
durevole
oltre
Lete,
documento
del
fiorite
moglie
ogni
!
121
colpa
lagni.
tuoi
toglie abolita;
disciolti,
sempre
più
hai.
non
i
patti sponsali
consigliava
à
sede.
d'Eliso
campagne
contraddizioni
Lodare
amore,
consigliero
amor
bellezza
umanista.
tuo
legame.
lo Stige
delle
nostro
lo
di
leghi,
mi
Sussistono
?
pazzo
eguaglia
mente
legge
e
i lacci
Son
che
del
causa
scioglie.
morte
gl'inutili
risplendi
bellezza
tua
del
d' impegno
e
v'è
non
già strinse, che
Amor
fedeltà
la
patto
dovere,
adunque
fu,
e
un
giusta è la
non
lascia
deh,
io:
che
nostri
di
sponsale
die
dico
Che
ogni
)
il 1491
lagni, o Ariadna?
ti
Perché
ARIADNA1
MORTA
SUA
ALLA
antica,
ingenue
ed
alla
moglie
assurde
morta
tra
le
L'AMOR
CONIUGALE
l'invidierebbe, se
invidia
122
tal che
ombre
turbasse, forse, delle già
Lascia
che
con
fin che
e
mi
la morte
l'attesa:
sarà
già vengo
chiami,
amore/
a
te,
ma
Dura
l'affetto
nell'amore
s'insinua
chi
Teme
che
ama
Permetterai
sponsali,
letto
cuore,
discreto.
timor
l' amor
nei
pur
ripensando
alle
sue
nuove
suo,
vecchio
tuo
!)
padani campi,
all' onde,
giardini scherzi tranquillidel Sèbeto
"Ai
cantando:
cedri, candida ninfa, vieni,"
che
caro.
gioia al cielo.
sua
verdi
nordici
sui
timor
quel
ogni
seno
ancora.
(oh abbi pietà del
anche
pur
scherzi
con
innalza
il tuo
sospiri del
un
sempre
accresce
e
poi cresciuto
ch'egli
i lenti
quanto
dolci
tuoi
lunghi
gli aspettati gaudii restano
ma
riveda,
quei degli amanti,
ignoro quali sospiri sian
non
il molle
schiudimi
cara,
le stanze, prepara
i
Bella, prepara
m' affretto,o Ariadna, stendi
ecco,
Io
io
cara,
breve, molesta:
pur
se
mia
o
te, o mia
e
poco,
stringa l'elisio Imene.
il nodo
nuovamente
Breve
canizie, per
terreno, breve, immaginato
un
alcuna.
morte
la nostra
scherzi
intanto
le beate
laggiù
oltre
nozze
al termin
di morte
e
quale gioia al
1
Veramente
nel sincero
I" amore
Pontano
vecchio
per
e
Stella
quest' alterazione
al
non
giovine conviene:
era
solo
della verità.
"
immaginato." È
strana
POESIE
felici
sonni
D'ARGOMENTO
gioie del letto
e
le conosciute
Parla
te la sposa
che
Laodaraia
in
Questi già più
della
ma
e
Tali
noi
Col
e
tuo
Stella
di
dal
Stella
abita
Essa
me
che
Breve
resta
io canti
del
dei
in
il
cielo
concedi
ci
è l' attesa
ogni
cosa:
invero
che
eterna
al
le altezze
la terra
seop
somministra
scherzare
nel
:
all' onde
fiume,
e
senza
stelle,
larghi fiumi.
à
ricongiunga
lunga)
danzi.
ricantino
scorrono
or
Sèbeto
al fulgor delle
compagne,
la fiamma
dunque
Imen
à
Po
aromi
accende, però
sol,degli occhi essa
le Grazie
Stella
fu
cigni l'armonie.
le faci
l'Eridano
A
intanto
Stella
quegli aromi
vecchiaia
mio.
cigni del
giorni
oblia.
(nessuna
diffonde
sen
lutto
la bella
fatale,
vedovi
ai suoi
il petto
i
seguendo
canti
duolo, ripensa
ritmate
posa.
gode.
sopra
tu
Evadne,
alla guerra
Troia
desiderato
vivremo
consenso
marito
di
Y antico
consenso
all' armonie
Col
del
sarai
tuo
tanto,
ed
accorto
suo
pensa
nuove
presto
Laodamia
del
il viso
moglie
delizie
tra
di
accresciute
Ulisse
di
seno
non
quella
Memore
123
quelle giù nell'elisio talamo!
e
con
AFFINE
mutar
ed
Amore
a
lui
1' acque.
quaggiù
dopo la
cielo
imbianca.
e
desiato
del
fino
all' ora
Eliso.
morte
più
perenne
mai.
IX
"
DAL
DE
"
TUMUL1S
LIB.
II
XXVI
TOMBA
LUCIO
DI
FIGLIO
FRANCESCO
DEL
PONTANO
II
lamento
( 1498
Io
tempio
questo
che
facessi,
tu
Ahi,
del
destin
legge!
lo
Canto
ad
padre
forza
dell' Eterno
già
diversa
tempo
seppellisce,
ti
erigevo
mio.
cener
del
e
l' esequie,
giovin
un
del
figlio, urna
o
sinistra
stesso
)
altare
questo
e
padre
del
o
figlio.
ad
vecchio
il
dure
le
pongo:
Pure
qualunque
sarà:
passò
È
fu
stelle
il testamento
il
suo
retaggio
stelle
le
cosa
il mio
tempo,
questo
e
compir
questo
la
il
che
tomba
tu
124
padre
a
figlio
sepolcro
talora!
preparino,
resta
un
breve
morte
sola.
ti lascia:
patrimonio
dolore
avrai.
XXVII
PONTANO
IL
ALL'UFFICIO
FIGLIO
LUCIO
FRANCESCO
il 1498
( dopo
Queste,
gli
annui
Questi,
Con
sempre,
per
Anzi....
te, ed
oh
un'
al
tumulo
a
e
o
sola
ricevi
e
s' apra
le
copra
125
sciolgo,
riposta
urna
capelli
questi
lacrime.
dovute
tomba,
la terra
nostre
te
lacrime.
queste
figlio,lugubre
e
all'
molte
e
a
pie lacrime.
e
esequie
queste
voti
alle
doni, ahi, ahi,
apriti, tomba,
urna
gli annui
e
insieme
crine
lacrime
queste
addio
i
e
)
insieme
doni
padre
triste
già grigio
mio
voti
Lucio,
mio
o
esequie
tristi
l'esequie
Queste
del
Lucio,
miei
il tuo
reca
a
mio
o
DEL
FUNEBRE
ti chiudo
addio!
e
ceneri.
mi
renda,
:
X
JAMBICI
NIPOTINA
TRANQUILLA,
A
IN
FIGLIO
DEL
MORTE
DI
( 1498
O
del
vecchio
chi
piangi
orfana
del
dolore
Certo
padre
che
ridi
tu
mio
allevia
il
lutto
Tranquilla!
genitor.
guardi
ridi?
e
mio,
è
pianto,
mio
o
bene,
e
morto
bimba
o
al
ridi,
Oh
tesoro?
consoli?
mia,
tuo
nonno
dà
dolore
suo
suo
mi
ora
padre
il
o
al
al
piangi
mai
il
nonno
ridi,
seme,
e
tu
unico
Conforto
Ecco,
?
ti duoli.
perché
dopo
umano
nonno
nonno
Ma....
del
natura
al
il
perso,
malinconia
flebili lamenti
nei
rampollo
col
mio
di
dono
ài
bimba?
la
ti fai
O
si presto
materno
o
pace,
e
piangi?
forse, che
sen
eco
e
tu, chi
mesta
suggi,
)
delizia
tuo
nonno
padre
Dal
LUCIO
Tranquilla,
misera
Il
DUE
dà
togli l' angoscia
pace
alla
sua
tarda
126
età.
i
baci,
MESI,
a
della
lamentarmi
infelice
Vecchio
E
tu,
unico
in
a
fortuna.
rea
infelice età!
perderai, sostegno
tuo, Tranquilla,
il
se
nonno
del
vital
succo
poco
a
novella
diverrai
qual maggiorana
che
CONIUGALE
L'AMOR
123
priva
di luce
e
illanguidiscee
poco
muore.
Ili
O
bimba
TRANQUILLA
NIPOTINA
ALLA
della tua
inconscia
sventura,
perché ridi,o Tranquilla?
perché m'inviti co' tuoi giochi
del padre, ahimé,
Sulla tomba
Triste
se
ma
pensiero
è lutto
la vita
ridi tu,
Ruba
è il
cosa
bimba,
scherzi!
tu
:
miseria,
è
almeno.
alla
lo stame
ed
al riso?
materna
parca
adopralo tutto, alla tristezza
togli l' istante e un raggio,
se
breve, le tenebre disperda.
pur
ed
Notte
è ciò
che
rimane.
IV
SI
LAGNA
ROSE
CON
LE
DEL
FIGLIO
DELLA
LUCIO
perché languide il.capo
piegate e i molli petali
la gloria del verde
anche
perdete?
e
Perché,
A
voi
o
rose,
l'aria
non
nuoce,
MORTE
D'ARGOMENTO
POESIE
v' irrorano
rugiada
di
v'
il calore:
dell'aria
né
il tepor
vi riscalda
Perché, dunque,
che
potava
padre
Che
più infelice
e
piangete,
voi
il
padre infelicissimo?
giardini,
il lor colono
lauri
amato:
fronde
le perpetue
languenti rami.
voi, miseri arbusti,
arse
i
e
Chi
voi, erbette,annafferà?
chi
vi
vecchio?
gigli,
e
i mirti
dei
geman
e
miseri
o
maggiorane
piangano
padre?
tu
il vecchio
farà
Meco
infelice
ed
vecchio
misero
oro
falci?
argentee
con
far dovresti
Che
d:
rastri
con
far dovrei
io che
misero
e
Lucio
le aiuole
coltivava
Ed
primavera.
ripiegate il capo?
i petali e le foglie?
forse
contadinello
vi
di
stanche
e
Piangete
e
notti,
perché
caddero
Perché
le
1'aure,
accarezzano
languide
AFFINE
dall' estivo
e
guarderà
Dalle
chi
con
erbette
Poveri
del
mano?
amorosa
e
da
procelle
scongiuro
sacro
vi salverà?
arbusti
e
giardino, è morto
contadinello
gelo,
sole
bestie nocive
con
Dal
e
povere
il vostro
squallide
resterete,la bella
gloria dei fior perduta.
Ed
anche
sei
come
tu, vecchio
ceppo
in seminato
da
lento
I
-
172
infelice
e
stanco
antico
campo
fuoco
consumato
ed
arso,
129
CONIUGALE
L'AMOR
130
che
fiamma
senza
luce
senza
e
senza
e
splendore, fumigando
a
LA
CON
LAGNA
SI
si fa.
cenere
poco
a
poco
DEL
MORTE
Piccola
nuda
foglie
di
fiori,
e
squallida
e
si mesta
le tue
Languida
perché in
anche
tu
con
puoi?
Ti
1' argenteo
alla
il di canicolare
Ora
solo,
pianticella,
e
tua
Prendile
al par
per
la
ed
altre
Tu
nuove
vanto
di
baci
fronde
di
ecco
ti
darò
verso
altrettante,
degli amplessi amati
ne
sua
compagnia
novello
lacrime.
che
lacrime
ancora
e
della
dò
non
eh' ei ti dava
rugiada
memore
i fiori.
infelice.
trecento
l'acqua
sete, quando
vecchio
un
de' suoi
per
e
d'
son
di te
Memore
queste
altro
sete
:
tua
vaso
io
ti resto
alla
guance
manca
ardeva
povera
piangi?
tu
le riarse
con
l'acqua
versando
lugubre
si
t' annaffiava
chi
sei?
fronde
veste
piangere
tu
il seno,
disadorna
Forse
LUCIO
FIGLIO
maggiorana
perché
e
DELLA
MAGGIORANA
grazia
cara
vigor da
vestendo
foglie nuove,
e
gentile.
queste
avrai
:
D'ARGOMENTO
POESIE
dell' umor
ma
131
felice:
amarico
o
AFFINE
vitale
priva la vita
mia
ogni rigoglio perderà, siccome
arde
piccolo
stelo,
verde
l'arbor
come
o
fiamma,
rossa
su
dalle
radici
fulmin
eh' è dal
illanguidisce
tocco
muore.
e
IV
Io
cipresso
misero
fui
giovane
crebbemi
con
divenni
lacrime
sue
mai
d'
dar
vi
possa?
padre
che
il
figlioin un'
premio
a
1
Forse
Allude
allude
alla
vecchio.2
Ahi
misero
età
si tarda
il solo
delle tue
3
un
credete
ch'io
perdesti! eccoti
madre.
una
adulto
e
le lacrime
con
frutto
Qual
tempo:
un
ancora,1
tenero
CIPRESSO
IL
PARLA
lacrime!
alla morte
morte
Quella del figlio Lucio.
della
figlia Lucia.
della moglie
Ariadna
( 1491 ) anteriore
di
7 anni
XI
"
DAGLI
HENDECASYLLABORUM
"
L.
II
XXIX
ALLA
( Dopo
Gioia
fallace
che
al
più
fallace
Io
sono
connubio
ritorni
neppur
più
né
al
Queste
Vane
di
patti
1
Si
era
fatta
Adriana,
morta
Stella,
nulla
Vi
di
voi
languente.
nei
figli,
osservati.
non
la
ormai
e
spose
addio!
dico
speme
solitudine
lontane
il bimbo
morto
vecchiaia,
senza
sposa
sogno
il figlio pensi
che
freddo
parole:
vecchio
in
della
padre.
solo
all' amore,
e
consolarmi
a
procelle
soffrirò
che
te
permetti
vecchio
letto
tremulo
affanni
gravi
)
infedele!
cuore
da
1498
nostro
pensi
misero
un
abbandonato
dei
del
affetto,
il
vecchiaia
mia
dimentichi
ti
né
di
»
MOGLIE
lei
da
al
intorno
Aurelia
ed
Della
nato.
vecchio
Poeta.
Eugenia,
nuora,
Morta
Lucia,
morta
la seconda
madre
di
glie
mo-
Tranquilla,
sappiamo.
Non
oari
restava
trapassati,
che
poesie
il
suo
seguono
canto
al
vecchio,
rivedere
le
sembrano
del
sordo
sue
e
debole
e
opere
veramente,
cigno.
132
oramai
prepararsi
dopo
il
di
vista,
al
dolore
gran
dei
che
ricordare
passo.
giambici
Le
i
du«
lati,
deso-
XII
"
DAGLI
"
ERIDANI
LIB.
II
XXXII
ALLA
SuW
MOGLIE
immatura
MORTA
)
( 1500
Già
autunni,
nove
l' insaziata
Memore
e
frattanto
si
pietà
i cari
con
delle
gravi
tue
mescevi
ai
Ogni
comune
di
Qual
odio
da
far
mai
tu
ti
tu
in
le
solevi
pensiero
spesso
dolente,
tue.
dividevi,
me
mio;
incontro
me
a
ufficio
Qual
dio
133
il
gioie
ogni
il tuo
tu
me
consolavi
con
ogni
con
cure,
pur
dolore
prese?
lasciassi
le
anche
nell'ombra
all' opre,
casa
che
ogni
sempre
viva, presente
viva
ed
tu
gaudii
nostri
piacere
te
con
sciagure
sposo,
fermarti
alleviar
accenti
felice
sponsale
i' amato
sogni,
quando
rapiva.
letto
verso
nei
tristi,da
passarono
ti
del
cara
scherzavi
meco
e
florida
morte
tu
con
sposa,
o
Lucio.
figlio
del
fine
mi
venivi
pio.
fu
già vecchio
tanto
sposo?
nemico
Te
ombra
Dove
sorte,
dolorosi
o
Tu
i verdi
per
lieta,e
Rose
con
oscure
gli aspergi
Anche
forse
esse,
le tre
onde
tuo
recassero
solo
mele
e
della
caro
Lo
collo
sposo
cadente
ti fa
propizia, vivi
felice
Godi
l'elisie gioie, o
i tuoi
dolci
me
buona,
godi
affetti,
e
dal
materno
vivi
per
placasti
graditi doni,
tuoi
spinse?
ed i fiori
rami.
carezze
privandolo.... o diletta,pur
godi
disposi,
amaranto
i curvi
tali
serti, con
ti
mai
vai
il crine.
l'eterno
gravano
sorelle,coi
sostegno
ten
liquida ambrosia
figlio,strappato dal
il
agli elisi,presso
Qual odio
marito,
gl'intreccicorone,
alle Parche
tai
con
Eliso
rorido
del
fiori
soave
d' africane
che
E
di
serbi
tu
vecchio
pensi, lieta col figliotuo.
di porporini
miste
cara?
tua
destino!
mio
superbe, ai sparsi narcisi
le viole:
i gigli candidi
lui
per
vieni.
delizie.
dedita
campi
altro
non
letto
ingrata, ingrata col
soltanto
sogni cari,
l'imagin
compagni,
del
i
né
il mio
presso
tempi
all' amore
alle tue
ed
notturna
i Mani
essi
son
Moglie
e
più
non
rendono
mi
le solite notti
non
0
CONIUGALE
L'AMOR
134
e
del padre,
seno
cuore.
lasciasti,del figlio,
vita,
felice: la sorte
ancora.
del giovane
i materni
i
beni.
baci,
Questo l'immagin
questo
la terra, mostra
cosi
Tutte
le
quale
fu
Come
la notte
morte
si il lume
ignoto
pur
ma
mille
ma
Molte
le vie
1' umide
causa
che
Tale
morte
Ordina
il
suo
i
adorno
la
la vita:
questi,
or
noi
or
la natura
comando
di lei
da
insidia
è
le
tutte
giustizia
suo
adorni
loro
e
sono
;
male
non
i restanti
:
rami.
parti la lenta
piegar
del giusto
esser
i venti,
1' arsura,
e
quelli celere afferra
morire
cade
quelli e
corrotte
legge, legge eh'
duce
pomi.
grandine
a
il
avviene.
d'aprile,
ghiacci, le nevi
1' arie
ignoto:
tempo
suo
nuocciono
ostile dai
Quella seguiamo:
senza
molti
attrista
forza
una
ed
a
parte dal cielo deriva
la massima
scuote
è il termine
questi
su
nebbie
a
cade.
essa
pochi maturi
autunno
di morte:
di morte
la ruggine
con
fiori è l'albero
fredde
e
la fine.
di vita
incerto, tutto
e
governa
giorno rapisce, di vita
resta:
al tardo
reca
natura
estingue, tutto
mille
e
il
nera
ancora.
la vita.
principio, tale sarà
lor
sopore,
grandi sofferti dolori,
cosi
la madre
nate
cose
l'ora incerta
Pur
la morte
di
gli esempi
il mio
darà
questo
e
allevia, questo
la vita
mostra
lene
tua
mancheranno
Né
Di
CONIUGALE
L'AMOR
136
può
e
del buono
e
uccide.
ci conviene:
è eterna
e
e
bontà.
uguale.
alla vita:
D'ARGOMENTO
POESIE
la bontà
Ma
in
anno
Morte
non
e
alla
a
che
me
Ma
note
Urania
di
divina
musa
della divina
Che
se
furon
tua
il volto
tuo
il dolore
caro
nonno
sterile
che
albero
mio
cand
terreni,
destino.
voce.
1'ufficio dei numi,
e
ben
dalla
te
dolori
re-
le stelle raggianti,
dell' eterna
del frutto la vita:
discendenza,
Sola
del
morte
e
gli affanni
paterna
padre
a
conosce,
non
ancora.
del
nota.
morte
e
già godi
vita.
ed
retaggio al padre, furono
Manca
la
alla
vista
nato
il mal
tutti
dalla
al
Urania,
Figlio, il piacere è
sua.
i mali.
felice
esser
ti mostra
nuovo
:
di dell' Eliso
1' ora
tempo
prepose
quiete.
già vedi
ormai
già da
te
a
d'
attendo
nel cielo
tu
la desiata
dato
stanco
lei la natura
a
che
già libero appari da
che
te
eguale.
norma
oltre la tomba
cuore
sia
teco
me
e
saggia ragion ci ammaestra,
o
felici,
tìglio,i
te
a
la
:
cediamo
morte
travagliato
A
a
conviene
137
fisso in natura
V obbedienza
e
agli umani
essere
Auguro
codice
adempie
dunque
Dunque
1'ordine
e
sfugge alla legge che
l' ossequio
Cedere
legge
accordo
comune
non
essa
al
la
e
AFFINE
affanni
sorte
tolta mi
senza
lasciavi
mia.
fu del mio
sangue
frutto.
allevii,Tranquilla, ben degna nipote
e
degna figliadi tale padre
vita
presto
vedrò
Dio
lieto
la
i
che
tetti
lucenti
del
in
confini
in
raccolto
cielo
eterno
i
con
la
mia
la
beata
secoli,
del
percorresti,
tu
verso
già
te
a
come
nei
libera
seguendo
via
vedrò,
vivrò
male
del
toccò,
che
pensando,
consolo
mi
pur
e
CONIUGALE
L'AMOR
138
mondo
estremi;
un
moglie
profondo,
seno
cara.
INDICE
Pag.
Introduzione
1
......
I Tre
"
Libri
De
"
Coniugali
Amore
,9
.
Libro
Primo
.11
.
...
.
Carme
.
.
.
.
.
.
Alla
vi.
.
.
All' anima
vii
sua
.
.
Alla
IX.
.
Esultanza
.
la
per
.
.20
.
.
del
milit.)
serv.
.
.
.
.
.35
.
nascita
dei
del
figli).
figlio
.47
.
Esultanza
ili.
.
Le
.
la
per
.
Nenia
X.
.
.
Nenia
(lusinghevole
quarta
(scherzosa)
addorm.
(
quinta
per
sesta
(scherzosa)
settima
(per addorm.
Nenia
ottava
Nenia
.
.
xv
(si chiama
.
Nenia
xvn
decima
( la
.
XVIII.
Nenia
undecima
XIX.
Nenia
dodicesima
il
.
.
il bimbo).
Alla
.
.
III
.
.
.
.
IV
Poesie
i
.
il.
balia)
59
.60
.
etc.)
moglie
Epitalamio
.
.
.
.
.
Epitalamio
.
.
.64
i
campi
.
.
per
le
per
le
di
nozze
al
De
Avviamento
alla fede
.
il
.
Urania
64
.67
.
di
nozze
"
affine
e
"
di Sulmona
.
A.urelia
70
.
"Quinquennio"
Dall'
62
.63
.
e
61
accarezza
*
Peligni
d'argomento
i
58
celiando)
mamma
( il babbo
.
Celebra
.
57
)
.57
accarezza
(la
piccino)
.
.
.
Terzo
I
55
56
.
il bimbo
.
mamma
.
.
la
(scherzosa)
nona
.
.
e
54
.
Nenia
xvi.
.
vagito).
scherzosa).
.
XIV.
Libro
53
.
il
(per chetare
terza
.
.
sonno)
seconda
Nenia
XIII.
al
Nenia
.
.
49
pace
.
Nenia
Nenia
XII
.
(invito
prima
.
XI.
della
.51
.
.
.
.
Nenie
.
IX.
.
conclusione
.
vili.
39
45
.
Secondo
Libro
28
.30
.
( sull' educazione
moglie
.
X
.
.24
.
.
18
.
Espero )
moglie
moglie ( lagnandosi
moglie.
Alla
v
( ad
nuziale.
Alla
iv.
.
(al Flautista)
.
ili.
.
11
nuziale,
Carme
II.
.
Elegia
Ad
I
.
.
"
Libro
.
Eugenia
Con."
Am.
85
cazione
all'edu.87
.
V.
.93
.
139
77
.
INDICE
140
ni
"
Dal
De
"
tumulis
Libro
madre
della
Il lamento
.96
figlia del Pontano
di Lucia
Tomba
II
96
.
Ariadna
97
.
IV
Dagli "Hendecasyllaborum"'
Libro
.
moglie e i figlia celebrare
compleanno
suo
Alla moglie Ariadna
la
Invita
"
vi
"
MELISEO
"
Dal
De
che
piange
"
Tumulis
la
.
.
moglie
.98
.99
102
morta.
113
II
.
Sassone
Da
"
"
Dagli
Alla
"
Dal
.
della moglie
alla tomba
116
.
117
.
.
.
moglie
118
morta.
"
Lyra
Alla
113
.
Alla moglie in- sogno.
Al lauro piantato dalla
IX
.
Libro
di Ariadna
Il Pontano
Vili.
.
il
.
Tomba
VII.
98
I
119
moglie
in
"
Eridani
De
Libro
"
Tumulis
Tomba
.
.
.
.
.
.
.
.
.
II
121
Ariadna.
morta
sua
.119
sogno
di Lucio
121
Libro
II
124
Francesco
.124
.
all' ufficio funeb.
Il Pontano
del figlio 125
.126
Jambici
A
.
.
.
Tranquilla, nipotina
Si duole
con
la
di
due
mesi
nipotina Tranquilla
Alla nipotina Tranquilla.
le rose
della morte
Si lagna con
Si
Parla
XI
la
maggiorana
il cipresso
lagna
con
126
.
127
etc.
128
.
.
128
etc.
.
130
etc.
.
131
....
Dagli "Hendecasyllaborum"
Alla moglie
Lib. II
132
.
132
....
XII.
Dagli
"
Eridani
Alla moglie
O.
CARABBA,
"
Libro
SETTEMBRE
.
.
.
.
.
.
133
morta
8TAMP.
133
II
DJ
1920
LANCIANO
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