PROVINCIA DI CAGLIARI PROVINCIA DE CASTEDDU RASSEGNA STAMPA 8 LUGLIO Prime pagine Taccuino avvenimenti Provincia di Cagliari Cronaca e politica regionale UPI La rassegna stampa è stata ultimata alle ore 7.30. Pag. 2 Pag. 4 Pag. 6 Pag. 9 Pag. 17 TACCUINO AVVENIMENTI DI OGGI - Si concludono i lavori del convegno "La gestione delle funzioni associate nei comuni dell'Alto Tirreno" organizzato dall'Ucat-Unione Citta' Alto Tirreno (Pirri - sala conferenze - ex Distilleria via Ampere 2 - ore 9) - Manifestazione di protesta contro il mancato accreditamento dei fondi regionali alla provincia di Nuoro, con la partecipazione degli amministratori, delle organizzazioni sindacali e di categoria e delle imprese interessate alla chiusura dei cantieri (Cagliari - davanti a Villa Devoto - via Oslavia ore 9.30) - Il questore di Oristano Piernicola Silvis incontra i giornalisti in occasione del suo insediamento (Oristano - sala riunioni Questura - ore 9.30) - Udienza pubblica delle sezioni riunite della Corte dei Conti per la Sardegna per il giudizio di parificazione del rendiconto generale della Regione per l'esercizio 2010 (Cagliari - Corte Conti - via Angius 6 - ore 10) - Conferenza stampa e sit-in promossi dal Cagliari Social Forum e dall'Osservatorio per i diritti e le liberta' per sensibilizzare l'opinione pubblica sui temi della terrtorialita' della pena e sulla carcerazione preventiva. L'iniziativa e' stata organizzata in occasione dell'interruzione dello sciopero della fame a staffetta promosso dal Comitato lavoratori pro Bellomonte (Cagliari - davanti al Consiglio regionale - via Roma - ore 10) - Viene presentata alla stampa la quarta edizione del "Sardinia Raggae Festival" organizzato al Comune di Nulvi e dall'associazione Sardinia Raggae (Sassari - sala Giunta - Provincia - ore 10) - Si riunisce il primo Consiglio direttivo della sezione Sardegna dell'Inu-Istituto nazionale di Urbanistica (Sassari - sede Vigili Urbani - via Carlo Felice - ore 10) - Presentazione alla stampa dell'opuscolo "Tutti in spiaggia in sicurezza" curato dalla Asl di Nuoro in collaborazione con le amministrazioni di Dorgali, Orosei, Posada e Siniscola (Nuoro - locali direzione generale Asl - via Demurtas 1 - ore 10.30) - Presentazione alla stampa della mostra "Lo sguardo non mente. La verita' in un centoventicinquesimo di secondo attraverso gli occhi del cinema italiano di Riccardo Ghilardi" alla presenza del fotografo Riccardo Ghilardi e dell'assessore al Turismo della Provincia di Cagliari (Cagliari - ex Palazzo di Citta' - Piazza Palazzo 6 - ore 11) - Viene presentato alla stampa il programma della XIII edizione del Dromos festival (Oristano ex Asilo Sant'Antonio - via Sant'Antonio - ore 11.30) - Viene presentato alla stampa l'accordo per la cessione della Dinamo Sassari (Sassari - sede Dinamo - viale Porto Torres 125 - ore 11) - Presentazione alla stampa dei dieci totem on-line multilingue collegati ai siti di informazione del Sistema turistico locale "Sardegna Nord Ovest", alla presenza dei presidenti della Provincia di Sassari e dell'Stl (Alghero - aeroporto Riviera del Corallo - Fertilia - ore 11) - Conferenza stampa di presentazione del concerto della band brasiliana dei Sepultura in programma il 22 luglio a Bolotana (Cagliari - Caffe' Savoia - piazza Savoia - ore 11.30) - Sfida di Coppa Davis tra Italia e Slovenia valida per l secondo turno del Gruppo I zona EuropaAfrica (Arzachena - CT Corracilvuna - ore 16) - Tappa a Sassari casting organizzato da Tim per cercare il testimonial di uno dei prossimi spot televisivi (Sassari - piazza Italia - ore 17) - Primo appuntamento dell'"Estate felina 2011" promossa dall'associazione culturale "Amici di Su Pallosu" in collaborazione con l'associazione Amici di Sardegna. In programma una visita alla tomba dei giganti di Su Cuccuru Mannu, una conferenza sulle bellezze dell'isola di Malu Entu e a seguire "Cats Watching", caccia fotografica in spiaggia ai gatti della colonia felina di Su Pallosu (Marina di San Vero Milis - Colonia Felina di Su Pallosu - via Tziu Triagus 12 - ore 17) - Conferenza stampa del comitato cittadino "Sestu civica" per illustrare le motivazioni del ricorso presentato al presidente della Repubblica contro l'aumento ingiustificato dell'Ici (Sestu - via Leopardi 1 - ore 18) - Prosegue la manifestazione "Saperi e Sapori" organizzata dalla camera di commercio di Cagliari (Cagliari - terminal crociere - Molo Ichnusa - ore 18) - Nona edizione della manifestazione "Frades 2011" organizzata dall'omonima associazione culturale e di volontariato per rendere omaggio agli amici prematuramente scomparsi (Serramanna Chiesa ore 17; sala conferenze Consorzio Cisa - corso Repubblica - ore 18.30) (AGI) Rob/Cog TACCUINO AVVENIMENTI DI CULTURA E SPETTACOLO - Presentazione del libro "Racconti di un inverno studentesco" che raccoglie i 15 racconti vincitori della quarta edizione dell'omonimo concorso letterario (Cagliari - Palazzo Siotto - sala Ritratti - via dei Genovesi 114 - ore 19) - Tappa a Olbia del "Sugheritivo" evento itinerante per valorizzare il vino italiano e apprezzare le qualita' del sughero (Olbia - Enoteca Wine Bar Cosimino - Piazza Regina Margherita 3 - ore 19) - Inaugurazione del "Libro d'artista" il progetto editoriale di Spazio P, con le opere realizzare da diversi artisti (Cagliari - Spazio P - via Napoli 62 - ore 19) - Presentazione del romanzo di Gianni Zanata "Non sto tanto male" nell'ambito della rassegna "GialloNoir - Brividi d'estate: la Sardegna in giallo e nero" (Sassari - libreria Azuni - viale Mancini 15 - ore 19) - Concerto di voci bianche del Piccolo coro di Sant'Efisio di Capoterra nell'ambito dei festeggiamenti in onore della Madonna di Bonaria (Cagliari - Piazzale Basilica di Bonaria - ore 20.30) - Concerto dell'Orchestra Filarmonica della Sardegna organizzato dall'associazione culturale "Amici del Conservatorio" nell'ambito della rassegna "Musica d'estate - Nel 150* anniversario dell'Unita' d'Italia" (La Maddalena - Chiesa di Santa Maria Maddalena - ore 21) - Proiezione del film ""Vi presento i nostri" di Paul Weitz per la rassegna "Sassariestate Cinema 2011" (Sassari - cortile scuola media n. 2 - corso margherita di Savoia - ore 21.15) - Il sindaco di Villasimius inaugura la nona edizione del festival "CinamadaMare", il piu' grande raduno di filmakker del mondo, alla presenza del regista Krzysztof Zanussi (Villasimius - piazza via del Mare - ore 21.30) - Concerto di Paolo Fresu & Omar Sosa nell'ambito dell'iniziativa "Cinquant'anni suonati", 50 concerti in 50 giorni per festeggiare la musica di Paolo Fresu (Settimo San Pietro - ex cava - ore 21.30) - Spettacolo di musica persiana a cura del Kayhan Kalhor Trio per il World music festival promosso nell'ambito della XXIX edizione dei Corsi internazionali di perfezionamento musicale organizzati dalla cooperativa teatro e/o musica , dal Comune e dalla Pro Loco di Castelsardo (Castelsardo - Chiesa di Santa Maria - ore 22) (AGI) Rob/Cog Pag. 22 PROVINCIA. Allarme del presidente Milia dopo la Manovra del Governo. «Danneggiati i servizi» Cultura e turismo, tagli in arrivo Si parla di 14 milioni in meno. A rischio anche il personale e l'asilo nido Sette milioni di euro in meno per le spese correnti e altrettanti, probabilmente, in futuro. I tagli che dovrà fare la Provincia nei prossimi mesi a causa della Manovra nazionale potrebbero riguardare alcuni settori importanti come il personale, la cultura e i servizi sociali. È il presidente Graziano Milia a lanciare l'allarme. «Spero i cittadini capiscano che non è una nostra scelta - spiega - la cosa che bisogna far comprendere alla gente è che ormai gli sprechi per quello che riguarda le autonomie locali non esistono più. Sarò costretto a tagliare le spese correnti per fare in modo che non si blocchino le opere - prosegue - a meno che la Manovra del Governo cambi, ma ne dubito. La riduzione dei costi non diminuirà gli sprechi, ma i servizi che offriamo». Il numero uno dell'esecutivo provinciale fa sapere inoltre che mentre nel 2009 la Provincia spendeva più di 150 euro pro capite per le spese correnti, nel 2011 la somma è scesa a 129 euro, segno tangibile dei tagli subiti. CULTURA Uno dei settori più a rischio è senza dubbio la cultura. «Purtroppo è fra quei settori per i quali la legge non prevede obbligo di spesa, ma è assurdo che si debbano fare dei tagli in un comparto che per me è importantissimo e sul quale ho sempre creduto molto». PERSONALE Un'altra situazione delicata è quella che riguarda il personale. «E non parlo solo dei precari - evidenzia Milia - perché il mio obiettivo era quello di dare la possibilità non solo a loro, ma a tutti i cittadini di lavorare a tempo indeterminato. Probabilmente questo non sarà possibile farlo, visto che questa Manovra blocca totalmente le assunzioni e quindi non si potranno fare concorsi». ASILO NIDO Rischia grosso anche l'asilo nido provinciale, che addirittura potrebbe chiudere. «Un servizio del genere secondo me è fondamentale per le famiglie, ma allo stesso tempo è una di quelle cose a cui, allo stato attuale, dovremo rinunciare». TURISMO «La Regione - sottolinea Milia - ci ha affidato l'Ente provinciale per il turismo e lo scorso anno ci ha dato 2 milioni di euro per la gestione. Quest'anno ce ne darà 400 mila, soldi che non bastano neanche per coprire le spese del personale. Ovviamente - conclude - tutte le iniziative che dovrebbero essere fatte non potranno essere realizzate visto che altro denaro non è disponibile». (p.c.c.) Pag. 19 Docente di trasporti marittimi, ha presentato il curriculum a tutti gli enti Autorità portuale, si candida anche Ritossa «Ho letto gli articoli sui giornali, ho visto quali erano le candidature in campo e ho pensato che non poteva andare come sempre, che non potevano prevalere criteri politici sulle competenze. E allora ieri mattina ho inviato anche il mio curriculum». Gian Paolo Ritossa, ingegnere, 72 anni, ex docente ordinario alla facoltà di Ingegneria, co-autore di tre piani regolatori portuali, tra cui quello di Cagliari, ha proposto il suo nome ai Comuni di Cagliari, Sarroch e Capoterra, alla Provincia, alla Camera di Commercio e alla presidenza della Regione. Si propone da tecnico, anche se non fa mistero - ed è noto - di essere più vicino al centrodestra che al centrosinistra. «La legge parla di esperti di massima e comprovata qualificazione professionale nei settori dell'economia dei trasporti e portuale. Io ho insegnato per decenni trasporti marittimi e tecnica ed economia dei trasporti, ho progettato porti e piani regolatori portuali e credo che la mia competenza e la mia esperienza possano essere importanti. Ho paura, davvero, che possano prevalere criteri politici nonostante la legge sia chiarissima e imponga capacità specifiche». Ritossa è già stato candidato all'Autorità portuale alla fine degli anni '90. Allora fu superato da Italo Ferrari. Essendo tra gli estensori del Piano regolatore, ha un'idea chiara di quale debba essere il ruolo del porto: «Deve essere sempre di più il motore della città, aggregare tutti gli interessi, e per farlo è fondamentale che si ripristini la continuità territoriale marittima. Cagliari», spiega, «ha sofferto molto il monopolio della Tirrenia e ora che i privati si apprestano ad acquistarla, la città deve giocare di nuovo un ruolo decisivo». (f.ma.) Pag. 19 Le Lucido sottile: «Nessuna alternativa all'Orto botanico» Imbrattati con la vernice i cartelloni della discordia Due spennellate di vernice grigia in via Cadello (sui punti giusti però: l'anonimo pittore-censore ha oscurato seni e viso di un Cristo che sembra uscito da una serata del Muccassasina di Roma o del Go-Fish di Cagliari, paradisi della trasgressione) e un tentativo di «rimozione» in via Is Mirrionis, dove qualcuno ha cercato di strappare il cartellone che pubblicizza Holy peep show delle Lucido sottile. Che ora, dopo aver pensato di spostare lo spettacolo in strada, per protesta, spiegano che non ci sarebbero alternative all'Orto botanico: «Lo spettacolo è stato concepito, scritto e studiato appositamente per quello spazio, e un suo spostamento comporterebbe un sensibile aggravio dei costi di produzione, relativi alla parte tecnica, che non siamo in grado di sostenere». Perché non è solo una questione di principio, ma lo è anche economica. Se lo spettacolo non fosse organizzato nell'area verde dell'Ateneo, la compagnia teatrale dovrebbe fare a meno di 11 mila euro della Provincia. «L'annullamento dello spettacolo ci costerà 17.000 euro, cioè un terzo del contributo che annualmente ci viene riconosciuto dalla Regione Sardegna per la nostra attività. Uno spostamento in uno spazio diverso dall'Orto Botanico aggraverebbe soltanto la situazione». L'accordo con l'Università, raccontano Tiziana Troja e Michela Sale Musio in un comunicato stampa, è stato raggiunto «nel mese di maggio». Dopo l'uscita dei cartelloni però è arrivato il dietrofront del rettore. Ufficialmente, per questioni di sicurezza. Le Lucido sottile sperano che l'ateneo cambi idea: «Chiediamo a tutte le forze politiche e sociali che credono nella libertà dell'espressione artistica, di convincere il rettore Melis a rivedere la sua decisione». E da ieri, sul sito Unionesarda.it , si può partecipare al sondaggio sullo spettacolo Holy peep show. Michele Ruffi Pag. 3 ROMA. Ieri nuovo interrogatorio a sorpresa, si è parlato di bonifiche e consorzio Tea Cappellacci verso l'archiviazione È caduta l'accusa di corruzione, resta in piedi l'abuso d'ufficio dal nostro inviato Anthony Muroni ROMA Nessun concorso in corruzione. I pm romani, dopo oltre un anno di indagini, hanno deciso di non chiedere il rinvio a giudizio del governatore Cappellacci per la più pesante delle ipotesi di reato fin qui ipotizzate a suo carico. È una delle novità emerse a seguito dell'interrogatorio a sorpresa, svoltosi nel primo pomeriggio di ieri. Tre ore esatte di colloquio che, da ambo le parti, sono state definite «importanti e costruttive». Nessuna domanda su Verdini o Dell'Utri (indagati sia per la P3 che per l'eolico) ma una raffica di richieste di chiarimento a proposito dei rapporti con Ignazio Farris, Pinello Cossu, Marcello Garau (a loro volta indagati). LA TENSIONE Alle 14.30 l'ingresso, col volto teso e l'espressione infastidita dalla presenza dei cronisti, nel lungo e torrido corridoio del terzo piano nella cittadella giudiziaria di piazzale Clodio che ospita l'ufficio del procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo. Alle 17.30 l'uscita, con il volto disteso e sorridente. E il proposito, fermissimo: «Nessuna dichiarazione finché non sarà chiusa l'inchiesta, a parlare se vorranno saranno i miei avvocati Guido Manca Bitti e Alessandro Diddi». LA SORPRESA Abito blu e camicia azzurra, il governatore Ugo Cappellacci era convinto che la notizia del suo secondo interrogatorio (a poco meno di un anno di distanza dal primo, durato sette ore) davanti ai pm sarebbe rimasta riservata. E invece i corridoi del Palazzo di giustizia romano, come noto, hanno tanti spifferi. Gli avvocati, dunque, sono dovuti ricorrere alle formule di rito: «L'esame era stato sollecitato dal presidente Cappellacci, che aveva manifestato sin dall'avvio dell'inchiesta tutta la propria disponibilità a chiarire qualsiasi aspetto i magistrati volessero sottoporgli - hanno detto - il colloquio è stato cordiale e collaborativo e il nostro assistito ha risposto a tutte le domande». LA SVOLTA Ma cosa è effettivamente emerso dal confronto tra indagato e pubblici ministeri? In primo luogo - lo si apprende da fonti investigative - che l'ipotesi di concorso in corruzione è destinata a cadere in tempi brevi. Anzitutto perché nell'ampia attività d'indagine svolta dalla Procura (dopo l'acquisizione dell'informativa dei carabinieri che, a inizio 2010, generò l'inchiesta su P3 ed eolico) nessuna prova sarebbe stata trovata. Né riguardo a passaggi di denaro, né per quel che concerne il tentativo di ottenere comunque un vantaggio dall'azione corruttiva. In sostanza i pm hanno preso per buono il mutato atteggiamento di Cappellacci, messo in atto nel marzo 2010, quando adottò le delibere che impedirono al comitato d'affari (che sarebbe ruotato attorno al faccendiere sardo Flavio Carboni) di impadronirsi dell'affare-eolico in Sardegna. L'ABUSO D'UFFICIO Un aspetto a parte è quello relativo all'ipotesi di abuso d'ufficio, formulata dai pm a proposito della designazione di Ignazio Farris alla direzione dell'Arpas. Le convinzioni della Procura non sono più granitiche nemmeno a questo proposito, anche se una decisione non è stata ancora presa. Cappellacci ammise nel corso del primo interrogatorio di aver firmato la nomina a seguito della segnalazione del coordinatore nazionale del Pdl Denis Verdini. «Ma questo, in sé, non è un reato», si fa notare da ambienti della Procura. Il discorso cambia nel caso in cui, per accontentare i desideri dei vertici del partito, sia stata utilizzata una procedura non prevista dalla legge. A questo proposito Cappellacci ha sempre ribadito di aver lasciato fare agli uffici, senza dare alcuna indicazione. L'INTERROGATORIO Diversamente da quanto riportato da alcune agenzie di stampa, nel colloquio tra pm e indagato non si è fatto alcun riferimento ai rapporti economici con Verdini e Dell'Utri. I magistrati hanno invece introdotto dei temi nuovi, non toccati nel corso della precedente audizione. Si tratta della partita delle bonifiche in Sardegna, soprattutto nel Sulcis. Utilizzando un dettagliato rapporto arrivato dall'Isola, i pm hanno sostenuto che la nomina di Farris all'Arpas potesse far comodo a Flavio Carboni almeno quanto quella del fido Pinello Cossu (ex assessore provinciale a Cagliari), collocato ai vertici del consorzio Tea. Cappellacci ha chiarito le procedure seguite per quella nomina, aggiungendo che «il consorzio era privo di dotazioni finanziarie e non aveva alcun potere decisionale». Pag. 3 Governatore sotto torchio anche per il crac Ila È indagato per concorso in bancarotta: firmò relazioni contradditorie MAURO LISSIA CAGLIARI. E’ un’estate di passione quella vissuta da Ugo Cappellacci, che nei giorni scorsi è stato interrogato dal pm Giangiacomo Pilia come indagato per il crac dell’Ila di Portoscuso. Il governatore si è presentato spontaneamente in Procura e secondo il difensore Guido Manca Bitti ha «chiarito tutti i punti oggetto di contestazione, fornendo documenti inediti e spiegazioni esaustive, con l’impegno a tornare in qualsiasi momento per ulteriori precisazioni». Alla base dell’accusa di concorso in bancarotta, ipotizzata dal pm, sono due relazioni alla Procura firmate da Ugo Cappellacci il 17 marzo 2000 e il 20 febbraio 2001, che hanno salvato l’Ila di Portoscuso da un fallimento inevitabile e fermato un’inchiesta giudiziaria per associazione a delinquere, frode fiscale, false comunicazioni sociali, truffa aggravata e omessa convocazione di assemblea nata da un rapporto esplosivo del nucleo di Polizia tributaria che già nel 1999 contava sette indagati. La relazione integrativa, firmata ancora da Cappellacci il 7 giugno 2001, ha poi convinto la Procura a chiedere lo sblocco dei primi cinque milioni del contributo statale legato al contratto d’area per il Sulcis Iglesiente, sequestrati dopo la denuncia della Finanza il cui contenuto era stato confermato nella prima relazione dallo stesso Cappellacci. Dirottati i soldi su società collegate al gruppo di controllo che faceva capo a Rober Carboni, l’Ila ha così potuto proseguire il suo percorso fatto di bilanci falsi, conti taroccati e operazioni fasulle fino al fallimento dichiarato il 23 novembre 2007 in un mare di debiti. I curatori Carlo Dessalvi, Andrea Dore e Giulia Casula hanno accertato esposizioni verso i creditori per 68 milioni e 583 mila euro, di cui 45 nei confronti dell’Erario. Un crac di proporzioni inedite per la Sardegna, uno schianto aziendale che ha travolto gli ultimi 166 dipendenti rimasti al lavoro e lasciato a terra tutti i fornitori. Un crac che la Polizia tributaria era riuscita ad anticipare e che Cappellacci, secondo gli stessi curatori e secondo il pm Giangiacomo Pilia, ha agevolato con una serie di relazioni «contradditorie e affollate di errori grossolani». Spulciando le carte sociali dell’Ila saltano fuori contatti impropri tra Cappellacci e l’azienda che il commercialista doveva periziare per conto della Procura. Contatti che secondo i curatori precedono il deposito delle conclusioni al pm. La prova è nel verbale della riunione del collegio sindacale dell’8 marzo 2000, cui partecipano il consulente dell’Ila Luigi Crippa e il direttore amministrativo Marcello Usai: «Il dottor Crippa - è scritto nel documento - illustra al collegio le risultanze della verifica fiscale della Guardia di Finanza e il lavoro di ricostruzione dei movimenti di magazzino dallo stesso effettuati per poter arrivare a una ridefinizione dei bilanci 1997 e 1998, in sintonia con le valutazioni del perito nominato dal tribunale di Cagliari, dottor Ugo Cappellacci». Cappellacci ha depositato in Procura la prima consulenza il 17 marzo 2000, quindi il collegio sindacale dell’Ila conosceva nove giorni prima le sue valutazioni e si preparava a seguire i suoi suggerimenti. Osservano i curatori: «E’ lecito domandarsi in quale modo e da quale fonte il dottor Crippa abbia attinto le notizie riferite al collegio sindacale nella riunione dell’8 marzo 2000, atteso che la relazione del consulente tecnico del pubblico ministero a tale data non era stata ancora depositata». La risposta è in un passaggio della relazione stessa firmata da Cappellacci, quando il commercialista scrive che «si ritiene opportuno segnalare che la società Ila spa, per mezzo dei propri legali e consulenti, ha comunicato al sottoscritto (Cappellacci, ndr) l’avvenuto avvio di un processo endosocietario finalizzato alla rettifica dei bilanci viziati dagli illeciti sommariamente descritti e in particolare al ripristino dei corretti parametri, sia in termini patrimoniali che giuridici, necessari e indispensabili per l’accesso alle predette agevolazioni». Ma il pm che indagava nel 2000 e 2001, Guido Pani, non aveva chiesto al consulente Cappellacci di aiutare l’Ila a superare la situazione di illegalità riscontrata dalla Guardia di Finanza e da lui stesso. Il quesito era diverso: bisognava stabilire se l’Ila avesse diritto o no al contributo pubblico, in questo caso alla prima tranche da cinque milioni di euro. Cappellacci invece, dopo aver indotto il pm con la relazione del 17 marzo 2000 a sequestrare la prima tranche di contributo incassata da Ila il 22 febbraio precedente, indica nelle relazioni successive una strada per il risanamento. Emergono però valutazioni sulle quali i curatori esprimono «non lievi perplessità». Perchè prima il presidente della Regione descrive un quadro allarmante fatto di bilanci bucati, operazioni inesistenti e perdite di esercizio occultate, confermando l’esito delle indagini condotte dalle Fiamme Gialle e quindi l’opportunità del sequestro sulla prima tranche del contributo. Poi fa retromarcia. Cappellacci doveva essere il consulente della Procura ma strada facendo si trasforma in una sorta di conciliatore, senza che nessuno - almeno in Procura - gliel’avesse chiesto. Pag. 2 E’ bufera politica sull’assalto alle coste Col ddl della giunta possibili non solo ampliamenti ma anche nuove costruzioni CAGLIARI. Il Piano Casa 2 consentirebbe non solo il recupero delle lottizzazioni bloccate dal Ppr ma, come premio in volumetria, anche la costruzione di dependance di ville singole o a schiera. La proposta della giunta ha provocato scontri nel centrodestra: c’è il «no» del Psd’Az. Duro attacco delle opposizioni. Ieri la commissione Urbanistica del Consiglio regionale ha esaminato la prima parte del disegno di legge della giunta sul Piano Casa 2, senza arrivare all’articolo contestato, quello che cerca di modificare le regole previste dal Piano paesaggistico regionale per recuperare vecchie lottizzazioni vicino al mare e concedere a chi ha le ville la possibilità di costruire, come premio volumetrico, un «corpo di fabbrica» separato da quello principale: una villa di 500 metri quadri potrebbe essere dotata di una dependance di 100. Non male. Dato che le opposizioni avevano deciso di non presentare emendamenti per dare battaglia direttamente in aula a settembre, il centrodestra sperava ieri di approvare tutto. Ma il presidente Matteo Sanna (Fli) ha dovuto rinviare a martedì. Il Psd’Az è uscito subito allo scoperto con il capogruppo Giacomo Sanna: «Non si parla più solo di una stanza in più o di usare il sottotetto, qui si punta ad altro. Per noi è come l’anno scorso: così è già bocciato». «Siamo risolutamente contrari», gli ha fatto eco Paolo Maninchedda. L’assessore Nicola Rassu (Pdl) ha invece diffuso una dichiarazione per smentire la volontà di favorire speculazioni: «E’ lo stesso testo dell’anno scorso, c’è solo qualche specificazione tecnica in più, su richiesta degli enti locali. Quanto alle lottizzazione, l’esenzione della verifica di compatibilità col Ppr è solo per quelle avviate già al 50 per cento». Il resto del centrodestra ha scelto la cautela. E’ un testo che ha sponsor molto forti e forse nessuno vuole provocare guai. Silenzio delle associazioni ambientaliste. Il capogruppo del Pd, Mario Bruno, ha denunciato «l’ossessione del centrodestra che tenta scorciatoie pur di dimostrare ad amici potenti di voler fare qualcosa per aggirare il Ppr». «E’ tutto illegittimo - ha affermato l’ex assessore Gian Valerio Sanna - e i giudici lo hanno già detto: il Ppr non può essere modificato con legge ordinaria. Comunque, altro che piano casa, queste sono speculazioni per ricchi». Luciano Uras, capogruppo di Sel, boccia le proposte in deroga al Ppr: «Così si aggredisce il territorio e si lascia la Sardegna nella condizione di sottosviluppo». Il Psd’Az: «Con le norme discrezionali più di un milione di mc» Ora le polemiche coinvolgono le Intese del Piano paesaggistico CAGLIARI. «Non sono in grado di fare una revisione corretta del Piano paesaggistico e così tentano da due anni e mezzo di aggirarlo con provvedimenti illegittimi», tuonano per il Pd Mario Bruno e Gian Valerio Sanna. E del Ppr, ma in termini differenti, parla anche il capogruppo sardista Giacomo Sanna, l’unico nella maggioranza di centrodestra ad essersi pronunciato contro i contenuti del Piano Casa 2 che puntano a recuperare lottizzazioni sul mare o a prevedere dependance per le ville. Secondo Sanna, infatti, «nel nuovo Ppr, che dovrà avere regole rigorose e quindi chiare e uguali per tutti, andrà eliminata l’Intesa, vale a dire l’istituto che ha consentito alla giunta Soru di concedere più di un milione di metri cubi nella fascia costiera in modo del tutto discrezionale, tanto è vero che le ha concesse solo agli amici». Sanna ha aggiunto: «Se, come è giusto, nelle zone protette non devono essere concesse volumetrie, la regole va fatta senza possibilità di deroga. Voglio vedere cosa dice il centrosinistra ora che e all’opposizione». La battaglia vera sarà proprio quella sul Ppr. La regola dell’Intesa introdotta nella passata legislatura, però, ora piace anche al centrodestra perché la discrezionalità nelle scelte è davvero comoda per chi governa. Settori del Pdl, che avevano contrastato Soru, ora sarebbero favorevoli. (f. per.) Pag. 7 Prime risposte alle “Partite Iva”. L'analisi di Calvisi (Pd) e Cossa (Rif) «Stiamo con chi soffre» Cappellacci: stanziati 20 milioni per i debiti La manifestazione di due giorni fa ha scosso i palazzi della politica e arrivano i primi segnali per il popolo delle partite Iva stremato dai debiti. «Abbiamo già trasferito ai Comuni il fondo di 10 milioni di euro», fa sapere il governatore Ugo Cappellacci. Risorse destinate a risolvere «situazioni di criticità familiare e personale generate dall'indebitamento tributario». FONDO ANTICRISI Il presidente della Regione parla anche di un fondo anticrisi che «ammonta a circa 10 milioni e sta per essere pienamente operativo». Servirà a sostenere «le imprese in sofferenza». Uno spiraglio arriva anche dal collegato alla Finanziaria appena approvato con un milione che permetterà «di abbattere gli interessi dei contribuenti impossibilitati a pagare». E si ipotizza lo slittamento delle rate «anche di 12 mesi». La Sfirs attiverà sportelli locali per supportare le imprese. «E il primo sportello sarà aperto nel Sulcis». Cappellacci sottolinea che «la Regione è dalla parte delle famiglie, delle imprese, della Sardegna che produce». CONFRONTO CON EQUITALIA Il presidente della Regione spiega poi che «è in corso un confronto con i referenti nazionali di Equitalia, dell'Inps, dell'Agenzia delle entrate e anche con la società per gli studi di settore». La Regione chiede il rinvio del pagamento delle cartelle esattoriali: «La Sardegna rivendica attenzione e una risposta precisa dal ministro Tremonti», osserva Cappellacci, «che da diverse settimane ha ricevuto la nostra istanza formale per la moratoria di almeno un anno». LA PROPOSTA PD Interviene anche il deputato del Pd Giulio Calvisi: «Sul piano nazionale servirebbe riprendere la proposta del Pd che prevede l'allungamento del periodo di rateazione» dei debiti, «con il blocco dei pignoramenti, la riduzione dell'aggio di Equitalia e degli interessi di mora, la rivisitazione degli studi di settore». Ma c'è anche l'azione specifica per la Sardegna. Per il parlamentare il Governo «deve dare un sostegno urgente a favore del sistema produttivo isolano messo a dura prova dall'emergenza fiscale». COSSA: TRADITE LE PROMESSE «La protesta delle categorie produttive deve ricordare a tutti che il problema non è solo Equitalia». Il coordinatore regionale dei Riformatori Michele Cossa attacca direttamente Berlusconi: «Ha tradito le promesse su un sistema equo e comprensibile». D'altronde «chi oggi si avventura in una attività in proprio si espone infatti a rischi di ogni genere ed è soggetto a controlli che il più delle volte sono esercitati non in forma collaborativa ma vessatoria». ONLUS. Organizzata dal Movimento Una sottoscrizione per scongiurare la vendita delle case Una sottoscrizione per aiutare il popolo delle partite Iva a scongiurare il dramma delle case messe all'asta. IL PROGETTO L'ha organizzato il movimento “Sardegna artigiani e commercianti liberi” pur sapendo che quanto si potrà raccogliere non potrà certo risolvere il problema di migliaia di persone in difficoltà: «Magari potessimo - ha detto Andrea Impera, uno dei leader del movimento sappiamo però che tanti artigiani, che hanno potuto impegnare soltanto la propria abitazione per poter accedere ai mutui, ora vivono l'incubo della casa all'asta. Finora siamo riusciti a bloccare due sfratti ma è poca cosa: bisogna intervenire prima che le case vengano vendute». LA ONLUS Da qui l'idea di una Onlus alla quale aderiranno per prime le stesse partite Iva artefici dell'idea: «Ognuno metterà quello che può, fossero anche poche decine di euro - spiega - e magari il sacrificio di chi mette mano al portafoglio, nonostante sia in ginocchio per i debiti, convincerà i politici, le banche e chi ha disponibilità economica a darci una mano». Durante la manifestazione, che mercoledì ha bloccato Cagliari per un'intera mattinata, due delegati del movimento hanno sistemato un banchetto poco distante dal palazzo regionale e hanno cominciato a raccogliere le prime offerte. LE ASTE «Il nostro obiettivo è quello di affiancare chi si presenterà alle aste nel tentativo di acquistare la sua casa senza che questa venga deprezzata - ha spiegato ieri Impera alle migliaia di persone che hanno preso parte al sit-in - troppo spesso una casa che vale più di 200 mila euro finisce per essere venduta all'avvoltoio di turno per poche decine di migliaia di euro e questo non permette nemmeno alla banca di rifarsi dei soldi che l'artigiano non è riuscito a restituire. Sappiamo che chi ipoteca la casa accetta il rischio che questa possa finire all'asta - ha aggiunto - ma devono esserci dei criteri che tutelino il proprietario». LE PROMESSE «Questa è una delle richieste che abbiamo chiesto ai politici di fare proprie, ma finora continuano ad arrivare soltanto belle parole e pochi fatti concreti - conclude - con le parole non si restituisce la vita a chi si uccide perché non regge più il peso dei debiti e della vergogna. Questo i nostri politici devono tenerlo a mente ogni volta che fanno una promessa che sanno di non poter mantenere». Stefania Piredda Pag. 7 L'attacco alla manovra finanziaria del deputato Bruno Murgia (Pdl) «Il Governo non ascolta» Saltato l'incontro fra Tremonti e le Regioni “speciali” Dalla redazione ROMA Il ministro Tremonti è finito al tappeto anche nel secondo round, ieri, alla Conferenza delle Regioni. Sul ring le Regioni a Statuto speciale, che condannano il colpo «non equo e penalizzante» assestato dalla manovra finanziaria agli Enti “speciali”. Un malcontento aggravato dall'incontro chiarificatore che il numero uno dell'Economia aveva fissato per ieri alle 20, al dicastero per gli Affari regionali. Vertice slittato, la data è da definire. «A via XX settembre è calato il silenzio. La manovra rischia di avere solo un segno recessivo», ringhia Vasco Errani, presidente della Conferenza Stato-Regioni. Parla di un Governo «fermo» e «quasi per nulla intenzionato a favorire le modifiche per garantire la “specialità” alle Regioni a Statuto speciale» il vicepresidente della Regione Giorgio La Spisa: «Ora la palla passa a Berlusconi, il Governo deve riflettere e suddividere in maniera più equa il risparmio sulla spesa pubblica. Nessuno si vuole scrollare di dosso la responsabilità per risanare la finanza pubblica - sottolinea l'assessore al Bilancio - ma deve essere ripartita nel rispetto degli Enti a Statuto speciale». Taccia il Governo di agire «in solitaria» e «senza un reale confronto con le amministrazioni locali e regionali», il parlamentare del Pdl Bruno Murgia: «Il pareggio di bilancio dovrà essere un percorso condiviso e i tagli non devono essere indiscriminati». Ad ammorbidire i toni ci pensa l'assessore alla Sanità Antonello Liori, intervenuto alla Conferenza delle Regioni: «Sono soddisfatto perché in Sardegna i ricoveri extraregione sono ridotti per un corrispettivo di 7 milioni di euro». R. F. Centrosinistra «Il presidente si confronti col Governo» «Ancora una volta chiediamo al presidente Cappellacci di avviare il conflitto di attribuzioni con lo Stato e di attivare una seria politica contestativa nei confronti del Governo», dice il capogruppo del Pd Mario Bruno, che ha presentato una mozione urgente firmata da tutti i consiglieri dell'opposizione. «Solo la difesa della nostra specialità, con il rispetto da parte del Governo degli accordi sulle entrate, possono evitare che la Sardegna venga relegata a una perenne condizione di svantaggio», dice Bruno. Pag. 24 Variante Tuvixeddu: gli atti al pm Sott’accusa la delibera del consiglio comunale CAGLIARI. Va avanti spedita l’inchiesta giudiziaria sulla variante per Tuvixeddu: gli uomini del Nucleo investigativo del Corpo forestale hanno consegnato al pm Daniele Caria un primo rapporto con tutti gli atti e i documenti sequestrati in Comune, alla Regione e alla Sovrintendenza ai beni culturali, comprese le delibere e il verbale della seduta del consiglio comunale in cui la modifica al piano Coimpresa è passata a meggioranza. La fase dell’acquisizione documentale è praticamente conclusa, l’indagine dovrebbe ora spostarsi sull’esame del contenuto del progetto di variante proposto da Coimpresa per valutare se gli spostamenti di volumetrie approvati dall’assemblea civica siano in linea con le norme. L’inchiesta - per ora contro ignoti - è mirata sulla decisione assunta da ventuno consiglieri comunali il 28 marzo scorso di votare a favore della proposta di variante al piano Tuvixeddu firmata da Nuova Iniziative Coimpresa - approvata dalla giunta comunale dieci giorni prima - nonostante il sindaco Emilio Floris li avesse informati di un fatto fondamentale: mancava il nullaosta della Sovrintendenza ai beni culturali, come risultava dalla nota di smentita inviata dalla dirigente Maria Assunta Lorrai al sindaco, pubblicata nel sito internet del ministero e distribuita tra i consiglieri mezz’ora prima del voto. A sostenere che il via libera dei Beni culturali ci fosse era stata Coimpresa. In realtà - così ha chiarito la direttrice ministeriale - la proposta «non è stata oggetto di condivisione in quanto non conosciuta». Nessuna traccia neppure del parere regionale. A votare «sì» sono stati i 21 consiglieri della maggioranza di centrodestra: Giorgio Angius, Raffaele Bistrussu, Emilio Floris, Salvatore Floris, Francesco Masia, Salvatore Mereu, Efisio Pireddu, Stefano Schirru, Ugo Storelli, Edoardo Tocco, Sandro Vargiu, Carlo Andrea Arba, Sandro Corsini, Giovanni Floris, Alessio Mereu, Maria Rita Petrini, Maurizio Porcelli, Alessandro Serra, Massimiliano Tavolacci e Claudio Tumatis. Contro la delibera si sono espressi Francesco Ballero, Goffredo Depau, Giuseppe Macciotta, Gianmario Selis, Giorgio Cugusi, Marco Espa e Andrea Scano. I presenti erano ventotto. L’inchiesta del pm Caria dovrà stabilire se nell’atto di approvazione della delibera siano stati commessi reati. L’ipotesi è di abuso d’ufficio e falso. (m.l) MANOVRA: PROVINCE, CON PUBBLICAZIONE DL FINITO FEDERALISMO (ANSA) - ROMA, 7 LUG - "Il nostro giudizio sulla manovra rimane negativo soprattutto perché è mancata una opportuna concertazione. Oggi il decreto è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale e questo rappresenta la fine del federalismo". Lo ha detto il presidente dell'Unione delle Province d'Italia (Upi), Giuseppe Castiglione, al termine della Conferenza unificata svoltasi oggi presso il Ministero per i Rapporti con le Regioni. Questa manovra a detta del leader delle Province comporterà una riduzione di circa il 70% degli investimenti pubblici in Italia e "tutto ciò è amaro ha osservato Castiglione - visto che soltanto nel corso del 2010 le Province hanno contribuito a migliorare i conti dell'Italia". Al governo, ha detto ancora il presidente dell'Upi, "abbiamo chiesto di rendere possibile in tempi brevi un incontro con il premier per mettere a punto le opportune modifiche del decreto in sede di conversione". Da ultimo Castiglione ha giudicato "grave" la mancanza di Tremonti alla Conferenza unificata.(ANSA). ANSA-FOCUS/ MANOVRA: E' ROTTURA ISTITUZIONALE REGIONI-GOVERNO A UNIFICATA CHIESTO INCONTRO CON PREMIER; FITTO, SI' A MODIFICHE ROMA (di Paolo Teodori) (ANSA) - ROMA, 7 LUG - E' stata un'occasione mancata la Conferenza Unificata di oggi al Ministero per i Rapporti con le Regioni che ha messo intorno a un tavolo il governo e i protagonisti di Regioni, Comuni e Province. Nelle intenzioni degli organismi territoriali avrebbe infatti potuto essere un'occasione utile per poter squadernare tutti i dubbi sulla Manovra, soprattutto per quanto riguarda i capitoli spinosi di servizi, investimenti e tagli. Invece no. A detta di gran parte della folta rappresentanza di Regioni e Enti Locali la riunione é andata avanti, anche con toni aspri, sancendo nei fatti una rottura istituzionale già annunciata unilateralmente ieri dall'Associazione dei Comuni. Ma un merito almeno l'Unificata di oggi - che ha visto per l'esecutivo la presenza dei ministri Fitto, Sacconi e Calderoli - se l'é guadagnato: a breve, Regioni, Comuni e Province potrebbero incontrare il premier Silvio Berlusconi e il ministro dell'Economia Giulio Tremonti per dire la parola fine all'empasse. O almeno questo è l'accordo sancito. Duro in ogni caso il giudizio del presidente della Conferenza delle Regioni Vasco Errani: "la Manovra è stata fatta senza rispettare il federalismo, tant'é che pesa sulle Regioni per il 49% del totale. E non si può dimenticare che quella del 2010 aveva insistito su Regioni e Enti locali per l'80%". Al momento, ha spiegato a un ampio stuolo di giornalisti e telecamere al Ministero delle Regioni, "non c'é possibilità per gestire i servizi fondamentali, sancendo così la fine del ciclo storico del governo del territorio e del progetto del federalismo fiscale, che non esiste più". Le Regioni, ha proseguito, "vogliono collaborare ma non possono farlo passivamente". Al Governo "abbiamo posto 7 domande sulle conseguenze della Manovra per riuscire a dare risposte utili ai cittadini su assistenza, imprese, sanità, piani di rientro e quant'altro. Ora l'esecutivo dia risposte vere, anche su trasporto pubblico locale e assistenza, ma senza slogan". Più fiducioso il presidente facente funzione dell'Anci Osvaldo Napoli, a detta del quale l'incontro con il Premier "risolverà la grave frattura tra Governo, Regioni e Enti Locali". La mancanza di concertazione, ha denunciato il leader dei comuni, "ha provocato un grave danno per la possibilità, ora, di porre rimedio al decreto". In ogni caso, ha aggiunto, "siamo ottimisti perché sono sicuro che spiegando la situazione non si possa non far comprendere bene le nostre ragioni". Pollice verso anche delle Province: "il nostro giudizio sulla manovra rimane negativo soprattutto perché è mancata un'opportuna concertazione", ha detto il presidente dell'Upi Giuseppe Castiglione. "Oggi il decreto è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale e questo rappresenta la fine del federalismo". Al termine dell'Unificata Fitto ha spiegato che ora serve "senso di responsabilità. E in ogni caso - ha auspicato - spero che le opportune modifiche al testo possano essere fatte nel corso dell'iter parlamentare per l'approvazione del decreto". Aggiungendo che in ogni caso il governo ha già operato alcuni cambiamenti su punti di rilievo come ad esempio il Trasporto pubblico locale". Possibilista anche il ministro per la Semplificazione Roberto Calderoli, che ha giudicato "ragionevoli" le critiche degli enti locali. Non senza osservare che "i tagli nessuno avrebbe voluto farli, ma sfortunatamente ci troviamo a vivere un momento eccezionale e per la prima volta ci viene chiesto di raggiungere il pareggio di bilancio nel 2014".(ANSA). PROVINCE:SAITTA(UPI),ELETTI PD RIGUARDINO PROGRAMMA ELEZIONI ROMA (ANSA) - ROMA, 7 LUG - "Ho seguito con grande interesse il dibattito che si è aperto all'interno del gruppo parlamentare del mio Partito in merito alla Proposta di legge presentata dall'Italia dei valori sulla soppressione delle Province. Confesso che mi sari aspettato, da parte di molti parlamentari eletti nel 2008 nelle liste del Partito Democratico, maggiori aderenza al programma elettorale con il quale il partito si candidò a governare il nostro Paese". A dichiararlo è il vicepresidente vicario dell'Upi, Antonio Saitta (Pd), Presidente della Provincia di Torino. "Un programma elettorale chiaro e da me condiviso, che sui costi della politica e il ruolo delle Province afferma Saitta - diceva parole nette: eliminazione entro un anno di tutti gli Ambiti Territoriali Ottimali, settoriali e non, attribuendo le loro competenze alle Province. Eliminazione delle Province là dove si costituiscono le Città Metropolitane". "Il testo presentato all'Assemblea nazionale del Partito Democratico del 25 febbraio del 2008 mi sembra, ancor oggi, un ottimo spunto per razionalizzare la macchina dello Stato e contenere i costi della politica rapportandoli sempre più a quelli europei", afferma ancora l'esponente del Pd e dell'Upi. "Giustamente quando ci candidammo a governare l'Italia nel 2008 non considerammo possibile eliminare i livelli di governo intermedi del territorio previsti nella nostra Costituzione e operativi in qualsiasi altro Paese europeo. Oggi, anche rispetto al nostro programma elettorale, possiamo fare un passo in avanti. E' infatti obiettivo del Partito Democratico riformare profondamente il sistema pubblico del nostro Paese, anche a partire dalle Province, per renderlo finalmente efficiente e competitivo, senza chiuderci ognuno a difesa del livello di governo che si rappresenta. Per questo - conclude - come hanno fatto Bersani e Franceschini, si può lavorare sulla riduzione del numero delle Province, sull'eliminazione degli enti strumentali inutili e sulla realizzazione delle Città metropolitane".(ANSA). PROVINCE: UPI;NESSUNO ACCETTA CONFRONTO, C'E' SOLO DEMAGOGIA CASTIGLIONE, SU SITO PROVINCE DOSSIER-VERITA' SU NOSTRI ENTI (ANSA) - ROMA, 7 LUG - "Chissà perché in questi giorni tutti parlano di Province, ma nessuno chiama le Province ad un confronto. Forse perché in questo modo crollerebbe quel castello di sabbia fatto di demagogia e ipocrisia che in molti stanno giocando a costruire". Né è convinto il presidente dell'Upi Giuseppe Castiglione a detta del quale "assistiamo a un deprimente dibattito fondato sul nulla: si tirano in ballo, tra l'altro stravolgendoli, dati vecchi di anni; si fanno assurdi calcoli sui presunti risparmi; si discetta di abolizione di una istituzione facendo credere che da questo possano discendere non solo risparmi strabilianti, ma addirittura nell'immediato". "Noi abbiamo elaborato un dossier dettagliato - annuncia il presidente dell'Upi - con i dati dei bilanci delle Province, i confronti con la spesa delle altre amministrazioni, le cifre sul numero e i costi dei tanti consorzi, aziende, e commissari, consulenti di cui il Paese è pieno e che sono un costo vivo, tagliabile, questo sì subito, con risparmi netti di oltre 5 miliardi di euro. Ma soprattutto abbiamo elaborato proposte di riforma che, partendo dalle Province e dalla loro razionalizzazione, descrivono un disegno complessivo di riordino del sistema istituzionale. Il dossier è pubblicato sul nostro sito www.upinet.it e è a disposizione di quanti hanno voglia di sapere davvero cosa fanno le Province". "Ribadisco conclude Castiglione - noi siamo disponibili a un confronto serio da subito. Purtroppo so che il mio invito cadrà inascoltato: gli slogan si inventano in un attimo, ma per fare proposte serie c'é bisogno di impegno".(ANSA).