RICERCHE La ricerca è stata coordinata da Riccardo Mercurio, da Stefano Consiglio e da Paolo de Vita. Alla realizzazione dello studio hanno partecipato Gabriele Malavasi, Stefano Impastato, Pierluigi Coppola, Paolo Canonico e Riccardo Staffa. Si ringraziano per la disponibilità dimostrata i vertici di Circumvesuviana, Sepsa, Metrocampania Nordest ed i dirigenti dell’Area Generale di Coordinamento Trasporti di Trenitalia. Un sentito ringraziamento all’amministratore unico di EAV ing. Alessandro Rizzardi. Infine, un ringraziamento particolare all’ing. Sergio Negro per la presenza alle riunioni di coordinamento ed il costante supporto fornito ai lavori del gruppo di ricerca. Centro Studi e Ricerche Sistemi di Trasporto Collettivo IL MATERIALE ROTABILE ED IL TRASPORTO REGIONALE: NUOVI BISOGNI ED ESIGENZE INNOVATIVE a cura di Stefano Consiglio Paolo de Vita Riccardo Mercurio Editoriale Scientifica © Copyright 2005 Editoriale Scientifica s.r.l. Via San Biagio dei Librai, 39 80138 Napoli ISBN 88-89373-88-1 Indice sommario Prefazione di Ennio Cascetta 1. Presentazione della ricerca di Riccardo Mercurio 9 13 PARTE I LA RETE FERROVIARIA REGIONALE E I FABBISOGNI DI MATERIALE ROTABILE 2. Le infrastrutture e gli impianti tecnologici della rete ferroviaria regionale di Gabriele Malavasi e Stefano Impastato 2.1 Premessa 2.2 Analisi delle infrastrutture e degli impianti tecnologici della rete ferroviaria regionale 2.3 Caratteristiche infrastrutturali e tecnologiche delle reti 2.3.1 Generalità 2.3.2 Rete RFI 2.3.3 Rete Circumvesuviana 2.3.4 Rete MetroCampania Nordest 2.3.5 Rete SEPSA 2.3.6 Rete Metronapoli 2.4 Confronti e considerazioni comparative 3. I fabbisogni di materiale rotabile in Campania nel periodo 2003-2010/15 di Pierluigi Coppola 3.1 Premessa 3.2 Scenario attuale 3.2.1 Trenitalia 3.2.2 Circumvesuviana 23 23 23 24 24 26 43 49 52 53 56 65 65 68 68 75 6 INDICE SOMMARIO 3.2.3 SEPSA 3.2.4 Ferrovie Alifana e Benevento-Napoli 3.2.5 Metronapoli 3.3 Scenario 2005 3.3.1 Trenitalia 3.3.2 Circumvesuviana 3.3.3 SEPSA 3.3.4 Ferrovie Alifana e Benevento-Napoli 3.3.5 Metronapoli 3.4 Scenario 2010-2015 3.4.1 La rete RFI 3.4.2 La rete ferroviaria Circumvesuviana 3.4.3 La rete ferroviaria SEPSA 3.4.4 La rete ferroviaria Benevento-Cancello 3.4.5 La nuova rete ferroviaria Alifana 3.4.6 La linea 1 della Metropolitana di Napoli 3.4.7 La linea 6 77 78 81 82 83 85 88 90 92 94 95 101 103 105 106 108 110 PARTE II I NUOVI BISOGNI E LE ESIGENZE INNOVATIVE NEL TRASPORTO FERROVIARIO REGIONALE EUROPEO E MONDIALE: L’IMPATTO SUL MATERIALE ROTABILE 4. I nuovi bisogni e le esigenze innovative della clientela del trasporto ferroviario di Riccardo Staffa 4.1 Linee di tendenza della domanda di trasporto ferroviario in Campania 4.2 Il profilo attuale ed il grado di soddisfazione della clientela in Campania 4.2.1 Dimensioni della domanda di trasporto pubblico e profili di comportamento della clientela 4.2.2 La soddisfazione della clientela 4.3 Il profilo della clientela del 2010 4.4 Le esigenze emergenti della clientela 5. I nuovi bisogni e le esigenze innovative degli stakeholder di Paolo Canonico 5.1 Il condizionamento degli stakeholder nei processi di acquisto del materiale rotabile regionale 113 113 117 118 138 144 152 163 163 INDICE SOMMARIO 5.2 Unione Europea e Stato Italiano 5.2.1 Il decreto legislativo 17 marzo 1995 n. 158 5.2.2 Unione Europea (princìpi di fondo) e recepimento da parte degli Stati 5.2.3 Unione Europea (armonizzazione dei rotabili) e recepimento da partedegli Stati 5.3 Il processo di certificazione 5.4 L’Autorità Garante per la Concorrenza e il Mercato 5.5 Le categorie deboli di utenza (disabili) 5.6 Le scelte degli Enti regionali 5.7 Le esigenze emergenti 6. L’analisi del processo decisionale relativo all’acquisto di materiale rotabile in Campania di Stefano Consiglio 6.1 Premessa 6.2 Le caratteristiche del processo di acquisto di materiale rotabile 6.2.1 L’evoluzione nella politica di approvvigionamento delle imprese ferroviarie: cenni introduttivi 6.2.2 Il processo di acquisto di materiale rotabile 6.3 Il processo di acquisto di materiale rotabile nella Regione Campania: il modello attuale 6.4 Il processo di riorganizzazione del sistema ferroviario regionale campano ed il possibile impatto sul processo decisionale di acquisto di materiale rotabile 6.4.1 I principali fattori di mutamento del sistema ferroviario regionale campano 6.4.2 Le questioni chiave nella ridefinizione dell’assetto organizzativo del sistema ferroviario regionale 6.4.3 I possibili percorsi di cambiamento del processo decisionale di acquisto 7. Analisi delle esigenze emergenti per il materiale rotabile da parte degli esercenti di Gabriele Malavasi e Stefano Impastato 7.1 Premessa 7.2 Esercenti della Regione Campania 7.2.1 Trenitalia 7.2.1.1 Caratteristiche tecniche dei convogli 7.2.1.2 Analisi delle criticità 7 164 165 173 176 185 209 211 224 229 233 233 234 234 237 242 246 246 252 254 259 259 259 260 260 269 8 INDICE SOMMARIO 7.2.2 Circumvesuviana 7.2.2.1 Caratteristiche tecniche dei convogli 7.2.2.2 Analisi delle criticità 7.2.3 Alifana-FBN (MetroCampania Nordest) 7.2.3.1 Caratteristiche tecniche dei convogli 7.2.3.2 Analisi delle criticità 7.2.4 Sepsa 7.2.4.1 Caratteristiche tecniche dei convogli 7.2.4.2 Analisi delle criticità 7.2.5 Metronapoli 7.2.5.1 Caratteristiche tecniche dei convogli 7.2.5.2 Analisi delle criticità 7.3 Altre tipologie di materiale rotabile 7.4 Considerazioni comparative tecniche ed economiche 7.4.1 Orientamenti e soluzioni tecniche 7.4.2 Costi e investimenti 272 272 273 276 276 279 281 281 283 285 285 286 287 302 302 309 PARTE III CONCLUSIONI 313 8. Considerazioni conclusive di Paolo de Vita 8.1 Le esigenze e le sollecitazioni innovative: una sintesi 8.2 Requisiti derivanti dal sistema di trasporto integrato 8.3 Caratteristiche del materiale rotabile 8.3.1 Requisiti generali 8.3.2 Requisiti specifici 8.4 I fabbisogni di materiale rotabile: aspetti temporali ed economici 8.4.1 Trenitalia 8.4.2 Circumvesuviana 8.4.3 Sepsa 8.4.4 ex Ferrovia Alifana e Benevento Napoli (MetroCampania Nordest) 8.4.5 La manutenzione straordinaria ed il revamping 8.4.6 Sintesi del quadro degli investimenti 334 335 336 Appendice 339 313 319 320 322 325 332 332 333 334 Prefazione La Campania, nel contesto nazionale, presenta, storicamente, un “sistema” dei trasporti su ferro di particolare rilevanza, sia per la dotazione infrastrutturale, sia per la presenza di un ampio e diffuso tessuto di imprese, anche di grandi dimensioni, appartenenti al comparto, in possesso di elevate competenze e qualificazioni. Partendo da questo patrimonio consolidato, l’Assessorato ai Trasporti della Regione Campania, con l’obiettivo di contribuire allo sviluppo di un modello di mobilità sostenibile, in grado non solo di rispondere alle esigenze di spostamento della popolazione e delle merci, ma anche di fornire un impulso alle imprese collegate al sistema dei trasporti ed al territorio regionale nel suo complesso, ha identificato il progetto di Metropolitana Regionale come il fulcro del Piano Regionale dei Trasporti, immaginato come un ampio e complesso processo di ridisegno del sistema che, per la prima volta, viene affrontato in una logica “integrata”, ossia considerando ciascuna parte dello stesso e ciascuna modalità come componente di un’unica rete. L’obiettivo che si ci è posti alla base di questo programma di sviluppo è quello di contribuire all’aumento dell’offerta di trasporto e, nel contempo, alla semplificazione della mobilità, ma soprattutto di incidere, attraverso un sistema di offerta ampio ed integrato, sulle scelte modali della popolazione “mobile”, privilegiando l’impiego della ferrovia, inserita in un nuovo ed articolato disegno integrato (da un punto di vista infrastrutturale, temporale e tariffario) con tutte le altre modalità, in grado di rispondere efficacemente alle necessità di spostamento. Il progetto è partito dall’analisi del patrimonio infrastrutturale 10 PREFAZIONE esistente e dei reali bisogni di mobilità delle persone e delle merci all’interno del contesto regionale. Queste analisi hanno permesso di ridefinire la “rete” del sistema, analizzando ruoli e funzioni delle direttrici dei flussi di traffico e dei nodi di interscambio esistenti, individuando nuovi nodi ed interconnessioni che, innestandosi nell’ambito degli interventi di recupero e rifunzionalizzazione dell’esistente, completano, integrano e rafforzano la rete, garantendo l’aumento della qualità dei servizi, la riduzione dei costi e la costruzione di un sistema in grado di sostenere la crescita, anche economica, del territorio. Il nuovo modello di sistema, sostenuto da una rilevante dotazione finanziaria e da un ambizioso programma di investimenti infrastrutturali è ormai in una fase avanzata di realizzazione e comincia a far intravedere la sua capacità di incidere sulle scelte modali, come evidenziato dalla costante, seppur limitata, diminuzione dell’impiego dell’auto come modalità prevalente di trasporto. Gli interventi infrastrutturali, realizzati e da realizzare, costituiscono certamente una parte importante di questo processo, ma non l’unica. La modifica della legislazione dei trasporti e l’attribuzione di nuovi e più ampi poteri alle regioni, impone non solo la gestione di chiari processi di programmazione, ma anche la corretta comprensione dei mutamenti avvenuti nel complesso sistema di relazioni – in cui l’Amministrazione Regionale si pone al centro – che intercorre tra le esigenze della domanda, i vincoli degli stakeholder, i fabbisogni degli esercenti e gli orientamenti dei produttori. Per favorire la costruzione del “sistema” si è proceduto anche a definire importanti funzioni di gestione, monitoraggio e controllo, attribuite a quattro soggetti in grado di sostenere il programma: l’Agenzia Campana per la Mobilità Sostenibile, che svolge una funzione di monitoraggio, indirizzo e controllo sul sistema nel suo complesso; Logica, agenzia deputata al monitoraggio ed all’analisi del trasporto delle merci; l’Agenzia Regionale della Campania per la Sicurezza Stradale; l’EAV, holding regionale, alla quale sono state trasferite tutte le ferrovie in concessione. In questo nuovo ed articolato quadro, per il successo del progetto di Metropolitana Regionale ed anche del Piano Regionale dei PREFAZIONE 11 Trasporti nel suo complesso, appare chiaro il ruolo “nodale” che, accanto agli investimenti in infrastrutture, va ad assumere la definizione del programma di acquisizione e rinnovo del materiale rotabile. In questa logica, l’individuazione di nuovi “attori” del sistema risponde anche alla concreta esigenza di ridefinire le modalità istituzionali ed organizzative che informeranno i processi di acquisto che, se non affrontati attraverso la rielaborazione dei ruoli e delle competenze dei diversi soggetti coinvolti, potrebbero incidere negativamente sul conseguimento degli obiettivi di integrazione tra le reti e di coordinamento generale dell’offerta del sistema. La corretta determinazione del fabbisogno, quantitativo e qualitativo, del materiale rotabile è indispensabile per rispondere appieno alle esigenze di “capacità” e di qualità (effettiva e percepita) dell’offerta, nonché funzionale all’ottimizzazione dei costi di gestione e manutenzione sostenuti dagli esercenti. La programmazione degli investimenti in materiale rotabile risponde, inoltre, ad un ulteriore obiettivo: quello di poter fornire, in un’ottica di assoluta trasparenza e competizione, ma anche di supporto agli investimenti ed alla ricerca per le imprese, chiari orientamenti e certezze (anche in termini quantitativi e temporali) ai produttori ferrotranviari. Si intende, in tal modo, fornire indirizzi – scaturenti dai reali fabbisogni in termini funzionali, tecnologici ed organizzativi – in grado di stimolare i processi di innovazione e sviluppo, generando un impatto che assume la funzione di “leva” del sistema dei trasporti nel suo complesso, come fattore di sostegno e di spinta alla crescita economica ed all’innovazione anche nel comparto della produzione, che vede in Campania la presenza di numerosi ed importanti operatori. Una chiara pianificazione degli investimenti in materiale rotabile fornisce, infine, anche agli esercenti un utile strumento di programmazione strategica e gestionale, favorendo il raggiungimento degli obiettivi generali del sistema regionale dei trasporti così come ipotizzato. Lo studio che il Cesit ha realizzato, nell’ambito di un più ampio progetto di analisi del comportamento di acquisto degli esercenti ferrotranviari, fornisce significativi spunti di riflessione e trac- 12 PREFAZIONE cia un chiaro riferimento per l’Amministrazione in relazione alle modalità di governo dei processi di acquisto ed al quadro delle relazioni tra gli attori del sistema, delineando un nuovo approccio alla programmazione ed all’interazione tra gli stakeholder istituzionali ed il sistema delle imprese. Nella convizione della necessità di un nuovo e più adeguato approccio ai processi di programmazione del sistema dei trasporti, l’Assessorato ai Trasporti, in stretto raccordo con quello alle Attività Produttive ed alla Ricerca ed Innovazione, ha voluto supportare fortemente queste analisi dirette alla definizione del fabbisogno quantitativo e delle caratteristiche prestazionali innovative del materiale rotabile per il sistema di Metropolitana Regionale. Ennio Cascetta 1. Presentazione della ricerca Questo studio si è proposto di definire alcune linee di indirizzo operativo utili all’Amministrazione Regionale per l’implementazione del programma di adeguamento e rinnovo del materiale rotabile che opererà nei servizi di trasporto ferroviario della Campania nei prossimi anni. Come è noto, con il progetto di Sistema di Metropolitana Regionale (SMR) la Regione Campania ha avviato un nuovo processo di programmazione dei trasporti che prevede un’azione prioritaria sul settore ferroviario, ritenuto “centrale” per lo sviluppo sostenibile del sistema dei trasporti regionale. Il progetto SMR definisce la rete del sistema stabilendo ruoli, interconnessioni e prestazioni di tutte le sue componenti, strutturali e funzionali, secondo una strategia di messa a valore dei singoli elementi, a partire dal recupero di quel patrimonio infrastrutturale accumulato nei decenni passati e mai in grado di produrre un vero servizio di trasporto integrato; esso si prefigge di favorire lo sviluppo integrato ed equilibrato della mobilità regionale attraverso interventi che mirano a ridisegnare la rete di trasporto collettivo regionale assegnando un ruolo centrale alla rete di servizi su ferro. In tale quadro appare chiaro il ruolo chiave che assume la pianificazione degli investimenti per l’acquisizione e il rinnovo del materiale rotabile, sotto molteplici punti di vista. In primo luogo, l’individuazione del fabbisogno di materiale rotabile è funzionale a fornire una risposta efficace alle future esigenze della mobilità in termini di capacità (ovvero di flussi di passeggeri da trasportare), e contribuisce in maniera decisiva ad adeguare l’offerta ai bisogni ed alle attese qualitative dell’utenza, verso 14 1. PRESENTAZIONE DELLA RICERCA la quale ci si propone di innescare nei prossimi anni un decisivo incremento dell’attrattività da parte della modalità ferroviaria. Ma la programmazione sistematica e coordinata del materiale rotabile è anche un’occasione per offrire al mondo dei fornitori industriali orientamenti ed indirizzi concreti in ordine sia alla quantificazione ed alla distribuzione temporale degli investimenti previsti dal sistema regionale, sia alla individuazione di esigenze di carattere funzionale, tecnologico ed organizzativo tese alla modernizzazione dei servizi. In tal senso, l’Amministrazione Regionale si propone l’obiettivo di accentuare il dialogo con l’industria a tutto campo, al fine di favorire la migliore rispondenza tra le proprie esigenze di qualità ed efficienza del servizio con le opportunità di innovazione e competitività oggi offerte dal settore ferrotranviario; allo stesso tempo cresce l’attenzione anche per il rafforzamento e lo sviluppo del sistema produttivo locale, con il quale la Regione ha in corso programmi di collaborazione e sostegno nel campo della ricerca e dell’innovazione tecnologica. Inoltre, il processo di pianificazione degli investimenti in materiale rotabile offre agli operatori esercenti il trasporto regionale su ferro (quelli oggi impegnati nei servizi correnti e quelli che lo saranno nel futuro) uno strumento aggiuntivo di programmazione dei propri indirizzi strategico-gestionali, che si accompagneranno al complesso di investimenti infrastrutturali di rete previsti dal SMR, tesi al rafforzamento ed all’integrazione dell’intero sistema ferroviario regionale. Tali riflessioni implicano anche la ridefinizione delle modalità istituzionali-organizzative che guideranno i processi di acquisto del materiale rotabile. I previsti obiettivi di integrazione tra le reti e di coordinamento dei servizi offerti non potranno infatti essere raggiunti se non attraverso il ridisegno dei modelli organizzativi entro cui dovranno muoversi i molteplici attori coinvolti (Amministrazione Regionale, Agenzia Regionale per la Mobilità, aziende esercenti e di servizio, ecc.), con nuovi ruoli, competenze e indirizzi strategici. Infine, non ultima, emerge l’opportunità di basare questo complesso percorso di pianificazione, sull’attenta e costante verifica 1. PRESENTAZIONE DELLA RICERCA 15 della domanda, entità primaria di riferimento per l’intero Sistema di Metropolitana Regionale, nelle sue molteplici dimensioni quantitative (trend, volumi, segmenti di clientela, ecc.) e qualitative (bisogni, aspettative, decisioni e comportamenti), soprattutto per raggiungere nel tempo l’obiettivo ambizioso del 60% di quota della modalità ferroviaria sul trasporto pubblico regionale. In relazione a tali considerazioni, lo studio, prendendo le mosse dalle elaborazioni e dai contenuti di politica di trasporto del Progetto di Sistema di Metropolitana Regionale, si sviluppa su una serie di piani di approfondimento, utili a far discendere da quei contenuti generali un insieme di indirizzi ed opzioni alternative di maggior dettaglio finora ancora non esplicitati. L’obiettivo costante del lavoro è stato quello di dare all’Amministrazione una serie di indicazioni di metodo e prime risposte ai seguenti interrogativi: – Quale sarà il fabbisogno quantitativo di rotabili per soddisfare la domanda nei prossimi 2-7 anni? – Quali potranno essere le tipologie di rotabili utili a rispondere alle esigenze del nuovo sistema di trasporto metropolitano? – Quali gli orientamenti e le aspettative espresse dalla domanda? – Quale potrà essere il modello complessivo di coordinamento del processo di acquisto del materiale rotabile (chi e come effettuerà gli acquisti) e quali i passaggi per una sua strutturazione? – Come sarà garantita l’omogeneità e l’integrazione del sistema nel suo complesso? – Quali saranno i vincoli e gli elementi condizionanti che dall’esterno del sistema potranno influenzare le scelte di acquisto? – Quali le opportunità offerte oggi e in prospettiva dall’innovazione tecnologica prodotta dal mondo industriale e dai modelli seguiti da altre realtà territoriali? – Quali saranno gli impegni finanziari, i tempi, le possibili coperture (esistenti e da reperire) e le priorità da assegnare ai processi di acquisto? Le indicazioni emerse dallo studio costituiscono dunque un 16 1. PRESENTAZIONE DELLA RICERCA tracciato di riferimento per l’Amministrazione per i prossimi anni, circa la definizione degli obiettivi da attribuire al proprio interno e da condividere con i propri partner (esercenti e industria in primo luogo), le opzioni relative alle scelte tecniche, organizzative ed economiche da assumere, le possibili modalità di governo del processo nelle sue varie fasi. Particolare rilievo è attribuito al tema dell’innovazione, che, nella prospettiva di un generale disegno di crescita quantitativa e qualitativa del sistema ferroviario regionale, va interpretata come un tassello irrinunciabile sia riguardo agli aspetti tecnici e prestazionali del materiale rotabile, sia a quelli organizzativi e di governo del nuovo modello. In questo senso, l’analisi delle soluzioni innovative proposte oggi dall’industria si affianca al tema dell’innovazione organizzativa e gestionale, necessaria per supportare adeguatamente le nuove logiche di ammodernamento e sviluppo del sistema. L’organizzazione dello studio riflette dunque la complessità delle questioni da affrontare, soprattutto in ragione della molteplicità di elementi e soggetti con cui l’Amministrazione Regionale dovrà confrontarsi per inquadrare e definire le proprie scelte future. Più in particolare lo studio pone in rilievo le principali dimensioni critiche che potranno influenzare tali scelte e che sono costituite dalle spinte e dai condizionamenti provenienti dall’esterno: la domanda, le aziende esercenti, l’industria, il sistema degli stakeholder. Nello schema seguente si rappresenta come la trattazione di tali dimensioni è organizzata all’interno del lavoro. Lo studio è suddiviso in tre parti. La prima (Capitoli 2 e 3) è dedicata all’inquadramento dell’assetto attuale del sistema ed alla individuazione analitica dei fabbisogni di rinnovo del materiale rotabile. Il Capitolo 2, redatto dal prof. Gabriele Malavasi in collaborazione con l’ing. Stefano Impastato, fa il punto sull’assetto attuale della rete ferroviaria regionale, analizzando la composizione delle infrastrutture di linea e di stazione, gli impianti tecnologici e le prestazioni di esercizio, ed evidenziando i principali aspetti critici che oggi la caratterizzano sia a livello di singole reti sia dal punto di vista di sistema complessivo (problemi di integrazione). Il Capitolo 3, redatto dall’ing. Pierluigi Coppola, è finalizzato 17 1. PRESENTAZIONE DELLA RICERCA Tav. 1.1 - Quadro sinottico dell’articolazione dello studio Esigenze e vincoli STAKEHOLDER Esigenze DOMANDA Cap.4 S.M.R. -Infrastrutture -Servizio -Materiale rotabile Cap. 5 Cap.2 Esigenze AZIENDE ESERCENTI AMMINISTRAZIONE REGIONALE Cap.3 -Programma investimenti - Governo approvvigionamento rotabili SINTESI DELLE ESIGENZE E OPZIONI Cap.7 Cap.6 Cap.8 alla definizione quantitativa dei fabbisogni futuri di materiale rotabile emergenti dal Progetto di S.M.R. Questa analisi viene svolta alla luce dell’assetto attuale della flotta rotabili al 2003 in esercizio (in gran parte obsoleta), delle necessità di svecchiamento del parco e degli obiettivi di servizio individuati dal progetto. Tale valutazione tiene conto anche delle previsioni di rafforzamento e ammodernamento delle opere infrastrutturali contemplate dal Progetto, nonché del modello di esercizio previsto e viene sviluppata su un orizzonte temporale duplice: uno di breve termine (anni 2005-2006) ed uno di medio-lungo termine (anno 2010-2015). La previsione è articolata per linee e tratte, rispetto alle quali le opzioni di materiale rotabile richiesto vengono differenziate tenendo conto delle diverse categorie tipologiche di veicoli, in un’ottica di integrazione e coerenza delle componenti del servizio complessivo. La seconda parte (Capitoli 4, 5, 6 e 7) è rivolta all’analisi ed alla individuazione delle esigenze emergenti dalla clientela, dal sistema di stakeholder di riferimento (normativa legislativa e regola- 18 1. PRESENTAZIONE DELLA RICERCA mentare, pressioni sociali, ecc.), dalle mutate condizioni dello scenario istituzionale ed organizzativo del governo regionale e dalla componente delle aziende esercenti (locali e non locali). Tutti elementi questi che aiutano a comprendere le caratteristiche che i mezzi rotabili dovrebbero presentare nel prossimo futuro, e le modalità organizzative attraverso le quali la Regione dovrà garantirne la disponibilità. Il Capitolo 4, redatto dal dott. Riccardo Staffa, analizza il sistema della domanda di trasporto ferroviario in Campania, definendone le caratteristiche attuali di tipo quantitativo e qualitativo, e fornendo un quadro di scenario previsionale, fondato sulla valutazione di fonti statistiche e documentarie ufficiali ed aziendali. La previsione della domanda, che tiene conto anche dell’effetto indotto dallo stesso sviluppo dell’offerta previsto per i prossimi anni, si articola secondo la composizione dei suoi segmenti di utenza e delinea le aspettative emergenti da parte della clientela sia dalle analisi di customer satisfaction recentemente condotte da diverse aziende regionali esercenti sia dalla considerazione dei più ampi processi evolutivi osservabili nello scenario nazionale ed estero. Da tale analisi emerge una serie di aspettative, variamente articolate e gerarchizzate, che la clientela attuale e potenziale del trasporto ferroviario regionale esprime e di cui si dovrà tenere conto nella definizione degli standard prestazionali dei veicoli e nella scelta del materiale rotabile da acquistare nei prossimi anni. Il Capitolo 5, redatto dal dott. Paolo Canonico, ha l’obiettivo di identificare il ruolo e l’azione svolta dagli altri soggetti che esercitano un’influenza sulla definizione delle caratteristiche del materiale rotabile per il trasporto regionale e perviene all’identificazione di alcuni requisiti emergenti del materiale rotabile da considerare nei futuri processi di scelta e di acquisto. A tale scopo, si è proceduto alla identificazione di un gruppo ristretto ma significativo di soggetti (Unione Europea, Stato Italiano, Organismi di certificazione, Autorità garante per la concorrenza ed il mercato, Categorie deboli di utenza (disabili), scelte operate da altre amministrazioni regionali) da cui discendono vincoli normativi, regolamentari o significative pressioni di carattere sociale e/o tecnico, rilevanti ai fini del processo più generale di adeguamento e innovazione del ma- 1. PRESENTAZIONE DELLA RICERCA 19 teriale rotabile ferroviario, con particolare riguardo ai servizi regionali. Il Capitolo 6, redatto dal prof. Stefano Consiglio, fornisce un quadro interpretativo sui protagonisti e sul funzionamento del processo di acquisto di materiale rotabile in Campania ed una serie di indicazioni circa le sue possibili evoluzioni future. L’implementazione del progetto di rinnovo, ampliamento e ammodernamento del sistema di trasporto regionale ferroviario è connesso, come si è detto, oltre che alla capacità di delineare le caratteristiche innovative e le funzionalità del materiale rotabile, anche all’organizzazione ed alle capacità gestionali che l’Ente Regione sarà in grado di mettere in campo per definire le modalità e le procedure più adeguate per approvvigionarsi sul mercato mondiale del materiale ferrotranviario nei tempi e ai costi più convenienti. L’analisi, partendo dalla descrizione delle caratteristiche generali del processo di acquisto di materiale rotabile da parte delle aziende ferroviarie regionali, delinea i possibili percorsi evolutivi e modelli alternativi della politica di approvvigionamento delle imprese esercenti campane, anche alla luce del processo di riorganizzazione avviato con la costituzione dell’Ente Autonomo Volturno. Il Capitolo 7, anch’esso redatto dal prof. Gabriele Malavasi in collaborazione con l’ing. Stefano Impastato, focalizza l’attenzione sulle esigenze e sui bisogni innovativi espressi dalle aziende esercenti servizi ferroviari regionali allo scopo di individuare caratteristiche tecniche, funzionali e prestazionali del materiale rotabile da immettere nella rete nei prossimi anni. L’analisi è riferita sia alle aziende che oggi eserciscono tali servizi sul territorio campano, sia ad altri operatori italiani e stranieri, presso i quali è stato possibile ricavare orientamenti, criteri e preferenze circa le scelte in materia. La disamina si concentra in particolare sulle caratteristiche innovative dei veicoli, ma, oltre a valutarne i singoli contenuti e le opportunità, tiene conto in particolare delle potenzialità che queste possono offrire anche a livello di governo integrato del sistema, aspetto questo destinato a contribuire in maniera sostanziale alla concreta e completa implementazione del concetto di sistema metropolitano di trasporto espresso dal Progetto S.M.R. La terza parte (Capitolo 8), redatta dal prof. Paolo de Vita, con- 20 1. PRESENTAZIONE DELLA RICERCA tiene, infine, una sintesi delle indicazioni emerse nello studio, ponendo in evidenza i requisiti e le caratteristiche tecniche del materiale rotabile a servizio di un sistema di trasporto ferroviario regionale integrato quale quello progettato per la Campania. Tali caratteristiche, discendenti dall’analisi approfondita svolta nei capitoli precedenti, vengono altresì poste in rapporto ai futuri processi di approvvigionamento del materiale rotabile, sia per quel che riguarda la definizione delle priorità di azione, sia per la individuazione dei vincoli e limiti delle future scelte di acquisto, sia infine per quel che concerne la individuazione di strategie di reperimento ed organizzazione delle risorse finanziarie che dovranno supportare la concreta attuazione del progetto. Per la realizzazione del lavoro sono state effettuate numerose interviste a tutti gli esercenti regionali campani e ad alcuni tra i principali esercenti operanti in altre regioni. I risultati preliminari dell’indagine sono stati presentati in due workshop organizzati presso l’Assessorato ai Trasporti della Regione Campania. Si ringraziano per la disponibilità dimostrata i vertici di Circumvesuviana, Sepsa, MetroCampania Nordest e Ferrovia Benevento-Napoli, i dirigenti dell’Area Generale di coordinamento Trasporti di Trenitalia. Un sentito ringraziamento all’amministratore unico di EAV ing. Alessandro Rizzardi. Un ringraziamento particolare va all’ing. Sergio Negro che ha seguito e supportato i lavori del gruppo di ricerca sin dal primo giorno, agevolando l’attività di raccolta dei dati e partecipando attivamente a tutte le riunioni di coordinamento. PARTE I LA RETE FERROVIARIA REGIONALE E I FABBISOGNI DI MATERIALE ROTABILE 2. Le infrastrutture e gli impianti tecnologici della rete ferroviaria regionale 2.1 Premessa Il presente capitolo mira a determinare un quadro di riferimento per la definizione delle caratteristiche tecniche del materiale rotabile da utilizzare nella rete ferroviaria della Regione Campania. Il quadro è composto dall’insieme tecnologico e infrastrutturale della rete che, per ragioni legate all’evoluzione storica, presenta significative disuniformità che condizionano fortemente, a parte alcuni casi particolari, la possibilità di interoperabilità del materiale rotabile tra le varie linee. Oltre alle differenze di scartamento che costituiscono un limite all’interoperabilità attualmente superabile mediante soluzioni tecnologiche complesse, possono esistere altri condizionamenti derivanti dagli impianti tecnologici (ad esempio trazione e segnalamento) che sembrano più facilmente superabili anche in relazione ai progressi tecnologici sviluppati dalle industrie del settore. Nel seguito verrà presentata un’approfondita analisi delle infrastrutture attualmente in esercizio. 2.2 Analisi delle infrastrutture e degli impianti tecnologici della rete ferroviaria regionale Sulla base della documentazione fornita dagli esercenti viene sviluppata l’analisi delle infrastrutture e degli impianti tecnologici, al fine di costruire un quadro omogeneo sintetico della rete su cui 24 I. LA RETE FERROVIARIA REGIONALE circola il materiale rotabile, in relazione ai seguenti aspetti infrastrutturali. – Infrastrutture di linea e di stazione: estensione, numero binari, numero stazioni, modulo binari di stazione, pendenza, passaggi a livello, sagoma limite, peso per asse, velocità; – Impianti tecnologici e caratteristiche d’esercizio: elettrificazione, scartamento, segnalamento, tipo di blocco, sistema di esercizio, banalizzazione; – Offerta di servizi passeggeri e materiale rotabile: tipologia dei treni circolanti, se di lunga percorrenza o regionali, frequenza media dei servizi e tipologia del materiale rotabile utilizzato nelle relazioni regionali o metropolitane. 2.3 Caratteristiche infrastrutturali e tecnologiche delle reti 2.3.1 Generalità La rete ferroviaria ricadente nel territorio regionale della Regione Campania è attualmente costituita da circa 1200 km di linee distribuite in 4 sub-reti, corrispondentemente gestite da 4 diverse società come descritto nella tavola 2.3.1. – La rete di RFI, interamente a scartamento ordinario, è distribuita sull’intero territorio regionale interessando tutte le province. Sulla linee costiere Napoli-Literno e Napoli-Salerno viene svolto anche il servizio della linea 2 della Metropolitana. – La rete della Ferrovia Circumvesuviana, interamente a scartamento ridotto (950mm) ed elettrificata, è costituita dalle linee: Napoli-Barra-S. Giorgio-T. Annunziata-Sorrento; T. Tav. 2.3.1 - Estensione della rete ferroviaria campana e ripartizione fra le società di gestione Gestore Rete Ferroviaria Italiana (RFI) Ferrovia Circumvesuviana (CRV) MetroCampania Nordest (MCN) Ferrovia Sepsa (FSP) TOTALE Estensione [km] 923 142 90 47 1.202 2. LE INFRASTRUTTURE E GLI IMPIANTI TECNOLOGICI 25 Annunziata-Poggiomarino, Barra-Ottaviano-PoggiomarinoSarno, Napoli-Nola-Baiano, Pomigliano-Alfa Lancia-S. Giorgio-Volla-Casalnuovo. – La rete di MetroCampania Nordest è costituita dalle due linee Benevento-Cancello e Piedimonte-S. Maria Capua Vetere. La rete è in parte elettrificata e in parte in corso di elettrificazione ed è a scartamento ordinario. È caratterizzata da un tracciato tortuoso collinare che si sviluppa, rispetto a Napoli, in direzione Nord-Est. – La rete della Ferrovia SEPSA, elettrificata ed a scartamento ordinario, è attualmente costituita dalle due linee Napoli Montesanto - Torregaveta: una costiera (linea Cumana) e l’altra interna (linea Circumflegrea). Le due linee si sviluppano, rispetto a Napoli in direzione Nord-Ovest. La linea Cumana in parte si affianca alla linea RFI Napoli-Villa Literno. Nel seguito le singole reti ed i servizi su di esse attualmente realizzati verranno analizzati sulla base dei seguenti dati fondamentali. – progressive chilometriche; – stazioni e fermate; – numero di binari; – tipologia di trazione ammessa; – regime di circolazione (BTE = blocco telefonico; BEM = blocco elettrico manuale; BCA = blocco conta assi; BAF = blocco automatico a correnti fisse o con contassi; BAC = blocco automatico a correnti codificate; BAB = blocco automatico banalizzato); – sistema d’esercizio (DU = dirigenza unica; DL = dirigenza locale; DC = dirigenza centrale; DO = dirigenza centrale operativa); – velocità massima ammessa; – pendenza massima; – numero dei passaggi a livello; – lunghezza massima (modulo) dei binari di stazione (classi di ampiezza 100 metri); – categoria di peso ammesso in base alla tavola 2.3.2. 26 I. LA RETE FERROVIARIA REGIONALE Tav. 2.3.2 - Classificazione delle linee in funzione del peso ammesso per i veicoli circolanti Categoria A B1 B2 C2 C3 C4 D2 D3 D4 Peso assiale [t/asse] 16 18 18 20 20 20 22,5 22,5 22,5 Peso/metro [t/m] 4,8 5,0 6,4 6,4 7,2 8,0 6,4 7,2 8,0 Si è tenuto conto anche dei valori di scartamento presenti nelle diversi reti. 2.3.2 Rete RFI Linea Napoli - Formia (Appendice - tavola 2.3.3) 1 a) Infrastrutture di linea e di stazione La linea si estende per 60 km, all’interno della provincia di Napoli. Tutta la linea è dotata di doppio binario. Lungo la linea si trovano 10 stazioni (comprese quelle di estremità) ed 1 fermata; la lunghezza minima dei binari di stazione varia tra 500 e 600 m (Aversa). La velocità di circolazione ammessa per i treni di rango più elevato è compresa fra 30 km/h (in prossimità del nodo di Napoli) e 170 km/h fra Cancello Arnone e Sessa Aurunca. La pendenza massima della linea non supera il 10‰, la linea è pressoché pianeggiante. Lungo la linea non sono presenti passaggi a livello. Tutto il tracciato è percorribile da treni appartenenti alla categoria di peso C3 (20 t/asse, 7,2 t/m). Il limite di sagoma per traffico combinato è PC 32. 1 Le tavole richiamate in questo paragrafo sono collocate sequenzialmente alla fine dello stesso. 2. LE INFRASTRUTTURE E GLI IMPIANTI TECNOLOGICI 27 b) Impianti tecnologici La linea è interamente elettrificata. Il valore dello scartamento è standard, pari a 1435 mm. c) Caratteristiche d’esercizio Tutta la linea è esercita sotto il coordinamento di un Dirigente Centrale. Sulla maggior parte della linea è operativo il blocco automatico a correnti codificate, con la sola eccezione del nodo di Napoli in cui è previsto un sistema di blocco a correnti fisse. d) Offerta di servizi passeggeri La linea è utilizzata sia per servizi regionali sia a lunga percorrenza. e) Veicoli Sulla linea vengono utilizzate diverse tipologie di treni, in relazione al tipo di servizio offerto. Linea Villa Literno - Cancello (Appendice - tavola 2.3.4) a) Infrastrutture di linea e di stazione La linea si estende per 35 km, all’interno della provincia di Napoli. La linea è dotata di doppio binario (29 km) con l’eccezione del tratto compreso fra S. Marcellino e Gricignano (6 km). Lungo la linea si trovano 7 stazioni (comprese quelle di estremità) ed 1 fermata; la lunghezza minima dei binari di stazione varia tra 500 e 600 m (Gricignano e Cancello). La velocità di circolazione ammessa per i treni di rango più elevato è compresa fra 60 km/h (in prossimità di Cancello) e 170 km/h (in corrispondenza di Villa Literno). La pendenza massima della linea non supera il 15‰, la linea è pressoché pianeggiante. Lungo la linea non sono presenti passaggi a livello. Tutto il tracciato è percorribile da treni appartenenti alla categoria di peso C3 (20 t/asse, 7,2 t/m). Il limite di sagoma per traffico combinato è PC 32. 28 I. LA RETE FERROVIARIA REGIONALE b) Impianti tecnologici La linea è interamente elettrificata. Il valore dello scartamento è standard, pari a 1435 mm. c) Caratteristiche d’esercizio La linea è esercita sotto il coordinamento di un Dirigente Centrale nel tratto compreso fra Villa Literno e Gricignano, la restante parte prevede un Dirigente Locale. Sulla maggior parte della linea è operativo il blocco automatico a correnti codificate. Nel tratto fra Marcianise e Cancello è prevista la circolazione banalizzata. d) Offerta di servizi passeggeri La linea è utilizzata sia per servizi regionali sia a lunga percorrenza. e) Veicoli Sulla linea vengono utilizzate diverse tipologie di treni, in relazione al tipo di servizio offerto. Linea Napoli - Battipaglia (Appendice - tavola 2.3.5) a) Infrastrutture di linea e di stazione La linea si estende per 71 km, all’interno delle province di Napoli e Salerno. Tutta la linea è dotata di doppio binario. Lungo la linea si trovano 15 stazioni (comprese quelle di estremità) e 2 fermate; la lunghezza minima dei binari di stazione varia tra 300 e 600 m. La velocità di circolazione ammessa per i treni di rango più elevato è compresa fra 30 km/h (in prossimità del nodo di Napoli) e 150 km/h per buona parte della tratta. La pendenza massima della linea non supera il 5‰, con la sola eccezione di un breve tratto (2 km) compreso tra Pagani e Nocera in cui si rileva un pendenza del 10‰. Lungo la linea sono presenti 53 passaggi a livello (in media uno ogni 750 m). Tutto il tracciato è percorribile da treni appartenenti alla categoria di peso C3 (20 t/asse, 7,2 t/m). Il limite di sagoma per traffico combinato è PC 32. 2. LE INFRASTRUTTURE E GLI IMPIANTI TECNOLOGICI 29 b) Impianti tecnologici La linea è interamente elettrificata. Il valore dello scartamento è standard, pari a 1435 mm. c) Caratteristiche d’esercizio Tutta la linea è esercita sotto il coordinamento di un Dirigente Centrale. Sulla maggior parte della linea è operativo il blocco automatico. Lungo un discreto tratto di linea (63 km) è prevista la circolazione banalizzata. d) Offerta di servizi passeggeri La linea è utilizzata sia per i servizi regionali sia a lunga percorrenza. e) Veicoli Sulla linea vengono utilizzate diverse tipologie di treni, in relazione al tipo di servizio offerto. Linea Nocera - Salerno (via Cava dei Tirreni) (Appendice - tavola 2.3.6) a) Infrastrutture di linea e di stazione La linea si estende per 17 km, all’interno della provincia di Salerno. Tutta la linea è dotata di doppio binario. Lungo la linea si trovano 4 stazioni (comprese quelle di estremità) ed 1 fermata; la lunghezza minima dei binari di stazione varia tra 300 e 600 m. La velocità di circolazione ammessa per i treni di rango più elevato è compresa fra 60 km/h (in prossimità nelle tratte di estremità) e 140 km/h nella tratta centrale. La pendenza massima della linea raggiunge il 25‰ su tutti i tratti della linea. Lungo la linea sono presenti 10 passaggi a livello (in media uno ogni 1,7 km). Tutto il tracciato è percorribile da treni appartenenti alla categoria di peso C2 (20 t/asse, 6,4 t/m). Il limite di sagoma per traffico combinato non è definito. 30 I. LA RETE FERROVIARIA REGIONALE b) Impianti tecnologici La linea è interamente elettrificata. Il valore dello scartamento è standard, pari a 1435 mm. c) Caratteristiche d’esercizio Tutta la linea è esercita sotto il coordinamento di un Dirigente Centrale. Sulla maggior parte della linea è operativo il blocco automatico. d) Offerta di servizi passeggeri La linea è utilizzata per i servizi regionali. e) Veicoli Sulla linea vengono utilizzate diverse tipologie di treni, in relazione al tipo di servizio offerto. Linea Cancello - Torre Annunziata (Appendice - tavola 2.3.7) a) Infrastrutture di linea e di stazione La linea si estende per 30 km, all’interno della provincia di Napoli. Tutta la linea è dotata di un unico binario. Lungo la linea si trovano 7 stazioni (comprese quelle di estremità) e 3 fermate; la lunghezza minima dei binari di stazione varia tra 200 m (Terzignano) e 600 m (Torre A.). La velocità di circolazione ammessa per i treni di rango più elevato è compresa fra 30 km/h (in prossimità del nodo di Torre A.) e 100 km/h per buona parte del tratto centrale. La pendenza massima della linea non supera il 15‰. Lungo la linea sono presenti 46 passaggi a livello (in media uno ogni 650 m). Tutto il tracciato è percorribile da treni appartenenti alla categoria di peso C3 (20 t/asse, 7,2 t/m). Il limite di sagoma per traffico combinato non è definito. b) Impianti tecnologici La linea è interamente elettrificata. Il valore dello scartamento è standard, pari a 1435 mm. 2. LE INFRASTRUTTURE E GLI IMPIANTI TECNOLOGICI 31 c) Caratteristiche d’esercizio Tutta la linea è esercita sotto il coordinamento di un Dirigente Unico. Sulla maggior parte della linea è operativo il blocco conta assi. d) Offerta di servizi passeggeri La linea è utilizzata sia per i servizi regionali sia a lunga percorrenza. e) Veicoli Sulla linea vengono utilizzate diverse tipologie di treni, in relazione al tipo di servizio offerto. Linea Torre Annunziata - Gragnano (Appendice - tavola 2.3.8) a) Infrastrutture di linea e di stazione La linea si estende per 11 km, all’interno della provincia di Napoli. La linea è dotata di doppio binario nel tratto compreso tra Torre A. e Castellammare (6 km); nella restate parte è a singolo binario. Lungo la linea si trovano 3 stazioni (comprese quelle di estremità) e 2 fermate; la lunghezza minima dei binari di stazione varia tra 200 e 600 m (Torre A.). La velocità di circolazione ammessa per i treni di rango più elevato è compresa fra 30 km/h (in prossimità di Castellammare) e 80 km/h. La pendenza massima della linea è compresa fra il 5‰ (Torre A. - Castellammare) ed il 25‰ (Castellammare - Gragnano). In quest’ultimo tratto si rileva la presenza di una curva con raggio inferiore a 200 m. Lungo la linea sono presenti 11 passaggi a livello (in media uno ogni 1000 m). Tutto il tracciato è percorribile da treni appartenenti alla categoria di peso C3 (20 t/asse, 7,2 t/m) nel tratto Torre A. - Castellammare, nella restante parte da treni appartenenti alla categoria di peso C2 (20 t/asse, 6,4 t/m). Il limite di sagoma per traffico combinato è PC 32. b) Impianti tecnologici La linea è interamente elettrificata. Il valore dello scartamento è standard pari a 1435 mm. 32 I. LA RETE FERROVIARIA REGIONALE c) Caratteristiche d’esercizio Tutta la linea è esercita sotto il coordinamento di un Dirigente Unico. Sulla tratta Torre A. - Castellammare è operativo il blocco automatico. La restante tratta è dotata di blocco conta assi. d) Offerta di servizi passeggeri La linea è utilizzata per i servizi regionali. e) Veicoli Sulla linea vengono utilizzate diverse tipologie di treni, in relazione al tipo di servizio offerto. Linea Salerno - Potenza (Appendice - tavola 2.3.9) a) Infrastrutture di linea e di stazione La linea si estende per 58 km, all’interno della provincia di Salerno. La linea è dotata di doppio binario nel tratto compreso tra Salerno e Battipaglia (20 km); nella restante parte è a singolo binario. Lungo la linea si trovano 9 stazioni (comprese quelle di estremità); la lunghezza minima dei binari di stazione varia tra 100 m (Buccino) e 600 m (Pontecagnano e Battipaglia). La velocità di circolazione ammessa per i treni di rango più elevato è compresa fra 90 km/h (fra Eboli e Sicignano) e 150 km/h nella tratta Pontecagnano - Battipaglia. La pendenza massima della linea non supera il 10‰, il tratto centrale fra Battipaglia ed Eboli risulta pianeggiante. Lungo la linea sono presenti 23 passaggi a livello (in media uno ogni 2,5 km). Il tratto tra Salerno e Battipaglia è percorribile da treni appartenenti alla categoria di peso D4 (22,5 t/asse, 8,0 t/m) ed il limite di sagoma per traffico combinato è PC 32. Nella restante parte della tratta (Battipaglia - Buccino) la categoria di peso è C3 (20 t/asse, 6,4 t/m) ed il limite di sagoma per traffico combinato è PC 25. b) Impianti tecnologici La linea è interamente elettrificata. Il valore dello scartamento è standard, pari a 1435 mm. 2. LE INFRASTRUTTURE E GLI IMPIANTI TECNOLOGICI 33 c) Caratteristiche d’esercizio La linea è esercita sotto il coordinamento di un Dirigente Centrale fra Salerno e Battipaglia, la restante parte da una Dirigenza Centrale Operativa. Sulla prima parte della linea (Salerno - Battipaglia) è operativo il blocco automatico che consente anche la circolazione banalizzata. La restante parte è dotata di un sistema di blocco conta assi. d) Offerta di servizi passeggeri La linea è utilizzata sia per i servizi regionali sia a lunga percorrenza. e) Veicoli Sulla linea vengono utilizzate diverse tipologie di treni, in relazione al tipo di servizio offerto. Linea Napoli - Cassino (Appendice - tavola 2.3.10) a) Infrastrutture di linea e di stazione La linea si estende per 142 km, all’interno delle province di Napoli e Caserta. Tutta la linea è dotata di doppio binario. Lungo la linea si trovano 13 stazioni (comprese quelle di estremità) e 4 fermate; la lunghezza minima dei binari di stazione varia tra 200 e 600 m. La velocità di circolazione ammessa per i treni di rango più elevato è compresa fra 30 km/h (in prossimità del nodo di Napoli) e 150 km/h per buona parte della tratta. La pendenza massima della linea non supera il 10‰, con la sola eccezione di un breve tratto compreso tra Tora Presenzano e Rocca d’Evandro (15 km) in cui si rileva un pendenza del 15‰. Lungo la linea sono presenti 40 passaggi a livello (in media uno ogni 3,5 km). Tutto il tracciato è percorribile da treni appartenenti alla categoria di peso C3 (20 t/asse, 7,2 t/m). Il limite di sagoma per traffico combinato è PC 32 nella tratta Napoli - Cancello, mentre è PC 25 nella restante parte. b) Impianti tecnologici La linea è interamente elettrificata. Il valore dello scartamento è standard, pari a 1435 mm. 34 I. LA RETE FERROVIARIA REGIONALE c) Caratteristiche d’esercizio Tutta la linea è esercita sotto il coordinamento di un Dirigente Centrale. Sulla maggior parte della linea è operativo il blocco automatico. Lungo un discreto tratto di linea (56 km) è prevista la circolazione banalizzata. Nel tratto tra Caserta e Capua è operativo un blocco elettrico manuale. d) Offerta di servizi passeggeri La linea è utilizzata sia per i servizi regionali sia a lunga percorrenza. e) Veicoli Sulla linea vengono utilizzate diverse tipologie di treni, in relazione al tipo di servizio offerto. Linea Rocca d’Evandro - Vairano (Appendice - tavola 2.3.11) a) Infrastrutture di linea e di stazione La linea si estende per 33 km, all’interno della provincia di Caserta. Tutta la linea è dotata di un unico binario. Lungo la linea si trovano 4 stazioni (comprese quelle di estremità) e 2 fermate; la lunghezza minima dei binari di stazione varia tra 300 e 500 m. La velocità di circolazione ammessa per i treni di rango più elevato è per lo più di 100 km/h. Nel tratto compreso tra Venafro e Rocca d’Evandro si raggiungono i 150 km/h. La pendenza massima della linea nel tratto iniziale tra Vairano e Venafro non supera il 5‰, mentre nella restante parte si rilevano pendenze del 15‰. Lungo la linea sono presenti 7 passaggi a livello (in media uno ogni 4,7 km). Il tratto Vairano - Venafro è percorribile da treni appartenenti alla categoria di peso C3 (20 t/asse, 7,2 t/m), con un limite di sagoma per traffico combinato non definito. Il tratto tra Venafro e Rocca d’Evandro è percorribile da treni appartenenti alla categoria di peso D4 (22,5 t/asse, 8,0 t/m), con un limite di sagoma per traffico PC25. 2. LE INFRASTRUTTURE E GLI IMPIANTI TECNOLOGICI 35 b) Impianti tecnologici La linea è interamente elettrificata. Il valore dello scartamento è standard pari, a 1435 mm. c) Caratteristiche d’esercizio Tutta la linea è esercita sotto il coordinamento di un Dirigente Centrale. Lungo tutta la linea è operativo il blocco conta assi. d) Offerta di servizi passeggeri La linea è utilizzata per i servizi regionali. e) Veicoli Sulla linea vengono utilizzate diverse tipologie di treni, in relazione al tipo di servizio offerto. Linea Napoli - Foggia (Appendice - tavola 2.3.12) a) Infrastrutture di linea e di stazione La linea si estende per 151 km, all’interno delle province di Napoli, Caserta e Benevento. Tutta la linea è dotata di doppio binario nelle tratte comprese tra Napoli e Caserta e ancora fra Ponte Casalduni e Apice per circa 63 km. Nella restante parte la linea è a unico binario. Lungo la linea si trovano 25 stazioni (comprese quelle di estremità) e 3 fermate; la lunghezza minima dei binari di stazione varia tra 200 (Savignano) e 600 m. La velocità di circolazione ammessa per i treni di rango più elevato è compresa fra 30 km/h (in prossimità del nodo di Napoli) e 150 km/h per due brevi tratti. La pendenza massima della linea raggiunge il 25‰ nella tratta fra Montecalvo e Ariano (10 km); nella restante parte la pendenza della linea è variabile con valori che oscillano fra il 10 ed il 15‰. Nelle zone di estremità la pendenza è inferiore al 5‰. Lungo la linea sono presenti 67 passaggi a livello (in media uno ogni 2,3 km). Tutto il tracciato è percorribile da treni appartenenti alla categoria di peso C3 (20 t/asse, 7,2 t/m), la tratta compresa fra Frattamaggiore ed Aversa consente anche la circolazione di treni appartenenti alla categoria di peso C3 (20 t/asse, 7,2 t/m). Il limite di sagoma per traffico combinato è PC 25. 36 I. LA RETE FERROVIARIA REGIONALE b) Impianti tecnologici La linea è interamente elettrificata. Il valore dello scartamento è standard, pari a 1435 mm. c) Caratteristiche d’esercizio La linea è esercita sotto il coordinamento di un Dirigente Centrale nella tratta tra Napoli e Caserta (34 km). Nella parte restante (117 km) è previsto il coordinamento di un Dirigente Centrale Operativo. Sulla parte iniziale della linea (Napoli - Caserta) è operativo il blocco automatico. Nella restante parte è previsto l’uso di un blocco conta assi. d) Offerta di servizi passeggeri La linea è utilizzata sia per i servizi regionali sia a lunga percorrenza. e) Veicoli Sulla linea vengono utilizzate diverse tipologie di treni, in relazione al tipo di servizio offerto. Linea Benevento - Bosco R. (Appendice - tavola 2.3.13) a) Infrastrutture di linea e di stazione La linea si estende per 50 km, all’interno della provincia di Benevento. Tutta la linea è dotata di un unico binario. Lungo la linea si trovano 6 stazioni (comprese quelle di estremità) e 5 fermate; la lunghezza minima dei binari di stazione varia tra 100 m (Fragneto) e 400 m. La velocità di circolazione ammessa per i treni di rango più elevato è di 70 km/h per quasi tutta la tratta, con un breve tratto a 60 km/h. La pendenza massima della linea non supera il 25‰; lungo la linea sono presenti 36 passaggi a livello (in media uno ogni 1,4 km). Tutto il tracciato è percorribile da treni appartenenti alla categoria di peso C3 (20 t/asse, 7,2 t/m). Il limite di sagoma per traffico combinato non è definito. 2. LE INFRASTRUTTURE E GLI IMPIANTI TECNOLOGICI 37 b) Impianti tecnologici La linea è interamente elettrificata. Il valore dello scartamento è standard, pari a 1435 mm. c) Caratteristiche d’esercizio Tutta la linea è esercita sotto il coordinamento di un Dirigente Centrale Operativo. La linea è dotata di un sistema di blocco conta assi. d) Offerta di servizi passeggeri La linea è utilizzata per i servizi regionali. e) Veicoli Sulla linea vengono utilizzate diverse tipologie di treni, in relazione al tipo di servizio offerto. Linea Mercato San Severino - Salerno (Appendice - tavola 2.3.14) a) Infrastrutture di linea e di stazione La linea si estende per 18 km, all’interno della provincia di Salerno. Tutta la linea è dotata di unico binario. Lungo la linea si trovano 7 stazioni (comprese quelle di estremità) ed 1 fermata; la lunghezza minima dei binari di stazione varia tra 100 e 400 m (Salerno). La velocità di circolazione ammessa per i treni di rango più elevato è di 80 km/h per buona parte della tratta; in prossimità di Salerno la velocità ammessa non può superare i 30 km/h. La pendenza massima della linea non supera il 20‰, lungo la linea sono presenti 15 passaggi a livello (in media uno ogni 1,2 km). Tutto il tracciato è percorribile da treni appartenenti alla categoria di peso A (16 t/asse, 4,8 t/m). Il limite di sagoma per traffico combinato non è definito. b) Impianti tecnologici La linea non è elettrificata. Il valore dello scartamento è standard, pari a 1435 mm. c) Caratteristiche d’esercizio Tutta la linea è esercita sotto il coordinamento di un Dirigente Centrale Operativo. La linea è dotata di un sistema di blocco conta assi. 38 I. LA RETE FERROVIARIA REGIONALE d) Offerta di servizi passeggeri La linea è utilizzata sia per i servizi regionali sia a lunga percorrenza. e) Veicoli Sulla linea vengono utilizzate diverse tipologie di treni, in relazione al tipo di servizio offerto. Linea Avellino - Rocchetta S. Antonio (Appendice - tavola 2.3.15) a) Infrastrutture di linea e di stazione La linea si estende per 119 km, all’interno della provincia di Avellino. Tutta la linea è dotata di un unico binario. Lungo la linea si trovano 13 stazioni (comprese quelle di estremità) ed 8 fermate; la lunghezza minima dei binari di stazione varia tra 200 e 400 m. La velocità di circolazione ammessa per i treni di rango più elevato è compresa fra 50 km/h e 70 km/h per buona parte della tratta. La pendenza massima della linea non supera il 25‰. In alcuni brevi tratti si rilevano pendenze inferiori al 5‰. Lungo la linea sono presenti 56 passaggi a livello (in media uno ogni 2,1 km). Tutto il tracciato è percorribile da treni appartenenti alla categoria di peso A (16 t/asse, 4,8 t/m). Il limite di sagoma per traffico combinato non è definito. b) Impianti tecnologici La linea non è elettrificata. Il valore dello scartamento è standard, pari a 1435 mm. c) Caratteristiche d’esercizio Tutta la linea è esercita sotto il coordinamento di un Dirigente Centrale Operativo. La linea è dotata di un sistema di blocco a conta assi. d) Offerta di servizi passeggeri La linea è utilizzata per i servizi regionali. 2. LE INFRASTRUTTURE E GLI IMPIANTI TECNOLOGICI 39 e) Veicoli Sulla linea vengono utilizzate diverse tipologie di treni, in relazione al tipo di servizio offerto. Linea Cancello - Salerno (Appendice - tavola 2.3.16) a) Infrastrutture di linea e di stazione La linea si estende per 50 km, all’interno della provincia di Salerno. Tutta la linea è dotata di doppio binario. Lungo la linea si trovano 5 stazioni (comprese quelle di estremità); la lunghezza minima dei binari di stazione varia tra 200 m (Nola) e 600 m. La velocità di circolazione ammessa per i treni di rango più elevato è di 140 km/h per quasi tutta la tratta, nelle tratte di estremità in cui si rileva una velocità di 90 km/h. La pendenza massima della linea nelle zone di estremità non supera il 10‰, mentre nella parte centrale la linea è pressoché pianeggiante. Lungo la linea sono presenti 9 passaggi a livello (in media uno ogni 5,5 km). Tutto il tracciato è percorribile da treni appartenenti alla categoria di peso D4 (22,5 t/asse, 8,0 t/m). Il limite di sagoma per traffico combinato è PC 32. b) Impianti tecnologici La linea è interamente elettrificata. Il valore dello scartamento è standard, pari a 1435 mm. c) Caratteristiche d’esercizio Tutta la linea è esercita sotto il coordinamento di un Dirigente Locale. La linea è dotata di un sistema di blocco automatico che nella tratta tra Nola e Salerno consente anche la circolazione banalizzata. d) Offerta di servizi passeggeri La linea è utilizzata sia per i servizi regionali sia a lunga percorrenza. e) Veicoli Sulla linea vengono utilizzate diverse tipologie di treni, in relazione al tipo di servizio offerto. 40 I. LA RETE FERROVIARIA REGIONALE Linea Sarno - Benevento (Appendice - tavola 2.3.17) a) Infrastrutture di linea e di stazione La linea si estende per 76 km, all’interno delle province di Salerno, Avellino e Benevento. Tutta la linea è dotata di un binario. Lungo la linea si trovano 13 stazioni (comprese quelle di estremità) e 10 fermate; la lunghezza minima dei binari di stazione varia tra 100 m e 600 m per la sola stazione di Sarno. La velocità di circolazione ammessa per i treni di rango più elevato è di 110 km/h per circa 16 km. Sono previste anche due limitazioni fino a 30 km/h anche se di breve estensione. La pendenza massima della linea non supera il 20‰ (5 km), ma la maggior parte della linea ha un pendenza inferiore al 10‰. Lungo la linea sono presenti 54 passaggi a livello (in media uno ogni 1,4 km). La maggior parte del tracciato (50 km) è percorribile da treni appartenenti alla categoria di peso C2 (20 t/asse, 6,4 t/m). La restante parte da treni appartenenti alla categoria di peso A (16 t/asse, 4,8 t/m). Il limite di sagoma per traffico combinato non è definito. b) Impianti tecnologici La linea è elettrificata nella sola tratta tra Sarno e Codola (7 km). Da Codola a Benevento (69 km) la linea non è elettrificata. Il valore dello scartamento è standard, pari a 1435 mm. c) Caratteristiche d’esercizio La linea è esercita sotto il coordinamento di un Dirigente Centrale Operativo per la tratta compresa fra Mercato S. Severino e Benevento. Nella restante parte (16 km) la linea è esercita sotto il coordinamento di un Dirigente Locale. La linea è dotata di un sistema di blocco conta assi. d) Offerta di servizi passeggeri La linea è utilizzata per i servizi regionali. e) Veicoli Sulla linea vengono utilizzate diverse tipologie di treni, in relazione al tipo di servizio offerto. 2. LE INFRASTRUTTURE E GLI IMPIANTI TECNOLOGICI 41 Linea Nocera Inferiore - Mercato S. Severino (Appendice - tavola 2.3.18) a) Infrastrutture di linea e di stazione La linea si estende per 13 km, all’interno della provincia di Salerno. Tutta la linea è dotata di un unico binario. Lungo la linea si trovano 3 stazioni (comprese quelle di estremità) e 4 fermate; la lunghezza minima dei binari di stazione varia tra 200 m (Mercato S.S.) e 600 m (Nocera Inf.). La velocità di circolazione ammessa per i treni di rango più elevato è di 120 km/h per la tratta compresa fra Codola e Mercato S.S. (9 km), mentre la tratta iniziale (Nocera Inf. - Codola) prevede una velocità limite di 30 km/h. La pendenza massima della linea non supera il 15‰, con la sola eccezione di un breve tratto in corrispondenza di Nocera in cui si rileva una pendenza inferiore al 20‰. Lungo la linea sono presenti 18 passaggi a livello (in media uno ogni 700 m). Tutto il tracciato è percorribile da treni appartenenti alla categoria di peso C3 (20 t/asse, 7,2 t/m). Il limite di sagoma per traffico combinato non è definito. b) Impianti tecnologici La linea è interamente elettrificata. Il valore dello scartamento è standard, pari a 1435 mm. c) Caratteristiche d’esercizio Tutta la linea è esercita sotto il coordinamento di un Dirigente Locale. La linea è dotata di un sistema di blocco conta assi. d) Offerta di servizi passeggeri La linea è utilizzata per i servizi regionali. e) Veicoli Sulla linea vengono utilizzate diverse tipologie di treni, in relazione al tipo di servizio offerto. 42 I. LA RETE FERROVIARIA REGIONALE Linea Napoli Gianturco - Villa Literno (Appendice - tavola 2.3.19) a) Infrastrutture di linea e di stazione La linea si estende per 51 km, all’interno delle province di Napoli e Salerno. Tutta la linea è dotata di doppio binario. Lungo la linea si trovano 7 stazioni (comprese quelle di estremità) ed 8 fermate; la lunghezza minima dei binari di stazione varia tra 200 e 500 m. La velocità di circolazione ammessa per i treni di rango più elevato è compresa fra 30 km/h (in prossimità del nodo di Napoli) e 180 km/h per parte limitata della tratta (12 km). La pendenza massima della linea non supera il 15‰, anche se la maggior parte della linea non supera il 10‰. Lungo la linea non sono presenti passaggi a livello. Tutto il tracciato è percorribile da treni appartenenti alla categoria di peso C3 (20 t/asse, 7,2 t/m). Il limite di sagoma per traffico combinato è PC 25. b) Impianti tecnologici La linea è interamente elettrificata. Il valore dello scartamento è standard, pari a 1435 mm. c) Caratteristiche d’esercizio Tutta la linea è esercita sotto il coordinamento di un Dirigente Locale. Sulla maggior parte della linea è operativo il blocco automatico. Lungo un discreto tratto di linea da Napoli C. Flegrei a Villa Literno (27 km) è prevista anche la circolazione banalizzata. d) Offerta di servizi passeggeri La linea è utilizzata sia per i servizi regionali sia a lunga percorrenza. e) Veicoli Sulla linea vengono utilizzate diverse tipologie di treni, in relazione al tipo di servizio offerto. 2. LE INFRASTRUTTURE E GLI IMPIANTI TECNOLOGICI 43 2.3.3 Rete Circumvesuviana Linea Napoli - Torre Annunziata (Appendice - tavola 2.3.20) a) Infrastrutture di linea e di stazione La linea si estende per 20 km, all’interno della provincia di Napoli. Tutta la linea è dotata di doppio binario. Lungo la linea si trovano 10 stazioni (comprese quelle di estremità) e 11 fermate; la lunghezza minima dei binari di stazione è di 120 m tale da consentire le operazioni di salita e discesa con gli attuali mezzi. La velocità di circolazione ammessa per i treni di rango più elevato è per larga parte del tracciato di 90 km/h; si rilevano delle restrizioni di velocità in corrispondenza della stazione di S. Giovanni (70 km/h), di S. Giorgio (40 km/h) e del nodo di Torre Annunziata (50 km/h). Lungo la linea si incontra inoltre 1 passaggio a livello. La pendenza massima della linea è del 27‰, per un breve tratto nei pressi di NA Gianturco. Il peso massimo consentito sulla linea è di 12,5 t/asse, inferiore allo standard minimo. b) Impianti tecnologici La linea è interamente elettrificata. Il valore dello scartamento è pari a 950 mm. c) Caratteristiche d’esercizio Tutta la linea è esercita sotto il coordinamento di un Dirigente Unico. Su tutta la linea (20 km) è operativo il blocco automatico. d) Offerta di servizi passeggeri La linea è utilizzata per i servizi sia regionali sia metropolitani. e) Veicoli Sulla linea vengono utilizzati elettrotreni a composizione bloccata con tre unità di trazione. Ogni unità di trazione consente di trasportare 370 passeggeri (120+250), così ogni treno trasporta fino a 1100 passeggeri. 44 I. LA RETE FERROVIARIA REGIONALE Linea Torre Annunziata - Sorrento (Appendice - tavola 2.3.21) a) Infrastrutture di linea e di stazione La linea si estende per 22 km, all’interno della provincia di Napoli. Tutta la linea è dotata di doppio binario da Torre Annunziata a Moregine (circa 4 km), la restante parte (da Moregine a Sorrento di 18 km) è a semplice binario. Lungo la linea si trovano 10 stazioni (comprese quelle di estremità) e 5 fermate; la lunghezza minima dei binari di stazione è di 120 m tale da consentire le operazioni di salita e discesa con gli attuali mezzi. La stazione di Sorrento ha una lunghezza dei binari di 200 m. La velocità di circolazione ammessa per i treni di rango più elevato è per larga parte del tracciato di 90 km/h; si rilevano delle forti restrizioni di velocità in corrispondenza delle stazioni di Villa Misteri e Castellammare (30 km/h). Lungo la linea si incontrano inoltre 3 passaggi a livello (in media uno ogni 7,3 km). Il peso massimo consentito sulla linea è di 12,5 t/asse, inferiore allo standard minimo. b) Impianti tecnologici La linea è interamente elettrificata. Il valore dello scartamento è pari a 950 mm. c) Caratteristiche d’esercizio Tutta la linea è esercita sotto il coordinamento di un Dirigente Unico. Su tutta la linea (22 km) è operativo il blocco automatico. d) Offerta di servizi passeggeri La linea è utilizzata per i servizi regionali. e) Veicoli Sulla linea vengono utilizzati elettrotreni a composizione bloccata con tre unità di trazione. Ogni unità di trazione consente di trasportare 370 passeggeri (120+250), così ogni treno trasporta fino a 1100 passeggeri. 2. LE INFRASTRUTTURE E GLI IMPIANTI TECNOLOGICI 45 Linea Poggiomarino - Torre Annunziata (Appendice - tavola 2.3.22) a) Infrastrutture di linea e di stazione La linea si estende per 14 km, all’interno della provincia di Napoli. Tutta la linea è dotata di singolo binario. Lungo la linea si trovano 6 stazioni (comprese quelle di estremità) e 3 fermate; la lunghezza minima dei binari di stazione è di 120 m tale da consentire le operazioni di salita e discesa con gli attuali mezzi. La velocità di circolazione ammessa per i treni di rango più elevato è per larga parte del tracciato di 90 km/h; si rilevano delle restrizioni di velocità nei tratti compresi tra Torre Annunziata e Boscoreale (velocità minima 40 km/h), fra Boscoreale e la fermata di Pompei Valle (60 km/h) e nel tratto tra Cangiani e Poggiomarino (velocità minima 30 km/h). Lungo la linea si incontrano inoltre 30 passaggi a livello (in media uno ogni 470 m). La pendenza massima della linea è del 26,5‰, in un breve tratto Torre A.-Boscotrecase. Il peso massimo consentito sulla linea è di 12,5 t/asse, inferiore allo standard minimo. b) Impianti tecnologici La linea è interamente elettrificata. Il valore dello scartamento è pari a 950 mm. c) Caratteristiche d’esercizio Tutta la linea è esercita sotto il coordinamento di un Dirigente Unico. Su tutta la linea (14 km) è operativo il blocco automatico. d) Offerta di servizi passeggeri La linea è utilizzata per i servizi regionali e metropolitani. e) Veicoli Sulla linea vengono utilizzati elettrotreni a composizione bloccata con tre unità di trazione. Ogni unità di trazione consente di trasportare 370 passeggeri (120+250), così ogni treno trasporta fino a 1100 passeggeri. 46 I. LA RETE FERROVIARIA REGIONALE Linea Napoli - Sarno (Appendice - tavola 2.3.23) a) Infrastrutture di linea e di stazione La linea si estende per 38 km, fra le province di Napoli e Salerno. Tutta la linea è dotata di doppio binario fra Napoli e Cercola, mentre fra Cercola e Sarno la linea è a semplice binario. Lungo la linea si trovano 17 stazioni (comprese quelle di estremità) e 9 fermate; la lunghezza minima dei binari di stazione è di 120 m tale da consentire le operazioni di salita e discesa con gli attuali mezzi. La velocità di circolazione ammessa per i treni di rango più elevato è molto varia in relazione alla tortuosità della linea, con un valore massimo di 90 km/h. In particolare si hanno delle limitazioni di velocità in corrispondenza della stazione di S. Giovanni (70 km/h), fra Barra e Ponticelli (50 km/h), fra Ponticelli e Cercola (60 km/h), fra Cercola e Pollena (60 km/h), in prossimità della fermata di Guindazzi (80 km/h), in prossimità della fermata Rione Trieste (70 km/h), in prossimità della fermata di S. Leonardo (60 km/h), in prossimità della fermata di Casilli (50 km/h), fra Terzignano e Poggiomarino (70 km/h) e fra Poggiomarino e Sarno con un valore minimo di 30 km/h. Lungo la linea si incontrano inoltre 61 passaggi a livello (in media uno ogni 620 m). La pendenza massima della linea è del 34‰, nella tratta S.Giuseppe - S. Leonardo. Il peso massimo consentito sulla linea è di 12,5 t/asse, inferiore allo standard minimo. b) Impianti tecnologici La linea è interamente elettrificata. Il valore dello scartamento è pari a 950 mm. c) Caratteristiche d’esercizio Tutta la linea è esercita sotto il coordinamento di un Dirigente Unico. Su tutta la linea è operativo il blocco automatico. 2. LE INFRASTRUTTURE E GLI IMPIANTI TECNOLOGICI 47 d) Offerta di servizi passeggeri La linea è utilizzata per i servizi regionali e metropolitani. e) Veicoli Sulla linea vengono utilizzati elettrotreni a composizione bloccata con tre unità di trazione. Ogni unità di trazione consente di trasportare 370 passeggeri (120+250), così ogni treno trasporta fino a 1100 passeggeri. Linea Napoli - Baiano (Appendice - tavola 2.3.24) a) Infrastrutture di linea e di stazione La linea si estende per 39 km, fra le province di Napoli e Avellino. La linea è dotata di doppio binario fra Napoli e Scisciano, mentre fra Scisciano e Baiano la linea è a semplice binario. Lungo la linea si trovano 13 stazioni (comprese quelle di estremità) e 13 fermate; la lunghezza minima dei binari di stazione è di 120 m tale da consentire le operazioni di salita e discesa con gli attuali mezzi. La velocità di circolazione ammessa per i treni di rango più elevato è di 90 km/h con alcune limitazioni. In particolare si hanno delle restrizioni di velocità in corrispondenza della fermata del Centro Direzionale (30 km/h), ed altre limitazioni a 70 km/h in prossimità di Talona, Marigliano, Nola, Cimitile, Cicciano e Baiano. Lungo la linea si incontrano inoltre 21 passaggi a livello (in media uno ogni 1,8 km). La pendenza massima della linea è del 27‰, nella tratta Roccarainola - Avella. Il peso massimo consentito sulla linea è di 12,5 t/asse. b) Impianti tecnologici La linea è interamente elettrificata. Il valore dello scartamento è pari a 950 mm. c) Caratteristiche d’esercizio Tutta la linea è esercita sotto il coordinamento di un Dirigente Unico. Su tutta la linea è operativo il blocco automatico. 48 I. LA RETE FERROVIARIA REGIONALE d) Offerta di servizi passeggeri La linea è utilizzata per i servizi regionali e metropolitani. e) Veicoli Sulla linea vengono utilizzati elettrotreni a composizione bloccata con tre unità di trazione. Ogni unità di trazione consente di trasportare 370 passeggeri (120+250), così ogni treno trasporta fino a 1100 passeggeri. Linea Pomigliano - Alfa Lancia 4 (Appendice - tavola 2.3.25) a) Infrastrutture di linea e di stazione La linea si estende per solo 3 km, interamente nella provincia di Napoli. Tutta la linea è dotata di doppio binario. Lungo la linea si trovano 2 stazioni (comprese quelle di estremità) ed 1 fermata; la lunghezza minima dei binari di stazione è di 120 m tale da consentire le operazioni di salita e discesa con gli attuali mezzi. La velocità di circolazione ammessa per i treni di rango più elevato è di 90 km/h. Lungo la linea non sono presenti passaggi a livello. Il peso massimo consentito sulla linea è di 12,5 t/asse. b) Impianti tecnologici La linea è interamente elettrificata. Il valore dello scartamento è pari a 950 mm. c) Caratteristiche d’esercizio Tutta la linea è esercita sotto il coordinamento di un Dirigente Unico. Su tutta la linea (3 km) è operativo il blocco automatico. d) Offerta di servizi passeggeri La linea è utilizzata per i servizi locali. e) Veicoli Sulla linea vengono utilizzati elettrotreni a composizione bloccata con tre unità di trazione. Ogni unità di trazione consente di trasportare 370 passeggeri (120+250), così ogni treno trasporta fino a 1100 passeggeri. 2. LE INFRASTRUTTURE E GLI IMPIANTI TECNOLOGICI 49 Linea S. Giorgio a Cremano - Volla (Appendice - tavola 2.3.26) a) Infrastrutture di linea e di stazione La linea si estende per solo 7 km, interamente nella provincia di Napoli. Tutta la linea è dotata di doppio binario. Attualmente l’esercizio avviene con semplice binario. Lungo la linea si trovano 3 stazioni (comprese quelle di estremità) e 4 fermate; la lunghezza minima dei binari di stazione è di 120 m tale da consentire le operazioni di salita e discesa con gli attuali mezzi. La velocità di circolazione ammessa per i treni di rango più elevato è di 90 km/h. Lungo la linea non sono presenti passaggi a livello. Il peso massimo consentito sulla linea è di 12,5 t/asse. b) Impianti tecnologici La linea è interamente elettrificata. Il valore dello scartamento è pari a 950 mm. c) Caratteristiche d’esercizio Tutta la linea è esercita sotto il coordinamento di un Dirigente Unico. Su tutta la linea è operativo il blocco automatico. d) Offerta di servizi passeggeri La linea è utilizzata per servizio locale. e) Veicoli Sulla linea vengono utilizzati elettrotreni a composizione bloccata con tre unità di trazione. Ogni unità di trazione consente di trasportare 370 passeggeri (120+250), così ogni treno trasporta fino a 1100 passeggeri. 2.3.4 Rete MetroCampania Nordest Linea S. Maria Capua Vetere - Piedimonte Matese (Appendice - tavola 2.3.27) a) Infrastrutture di linea e di stazione La linea si estende per 41 km interamente nella provincia di Caserta. Tutta la linea è dotata di un unico binario. 50 I. LA RETE FERROVIARIA REGIONALE Lungo la linea si trovano 8 stazioni (comprese quelle di estremità) e 6 fermate; la lunghezza dei binari di stazione è compresa tra 75 m (Alife) e 145 m (Alvignano) con l’eccezione di S. Maria C.V. in cui si rileva una lunghezza di oltre 500 m. La velocità di circolazione ammessa per i treni di rango più elevato è per larga parte del tracciato superiore a 80 km/h, solo un breve tratto (circa 3 km) consente una velocità non superire a 70 km/h. La pendenza massima della linea raggiunge il 25‰ nel tratto centrale; mentre verso l’estremità di S. Maria C.V. le pendenze sono inferiori al 15‰ ed in corrispondenza di Piedimonte Matese è inferiore al 5‰. Lungo la linea si incontrano inoltre 28 passaggi a livello (in media uno ogni 1,5 km). Tutto il tracciato è percorribile da treni appartenenti alla categoria di peso B2 (18 t/asse, 6,4 t/m). b) Impianti tecnologici La linea al momento non è elettrificata, ma sono in corso lavori per il completamento dell’elettrificazione. Il valore dello scartamento è standard, pari a 1435 mm. c) Caratteristiche d’esercizio Tutta la linea è esercita sotto il coordinamento di un Dirigente Unico. Sulla linea è operante il regime di circolazione con blocco telefonico. d) Offerta di servizi passeggeri La linea è utilizzata per i servizi regionali. e) Veicoli Sulla linea vengono utilizzati elettrotreni con 140 posti (80+60), con 130 posti (68+62), con 125 posti (63+62) e con 140 posti (73+67). A questi si aggiunge materiale rimorchiato con 170 posti (65+105). Linea Cancello - Benevento (Appendice - tavola 2.3.28) a) Infrastrutture di linea e di stazione La linea si estende per 48 km nelle province di Caserta e Benevento. 2. LE INFRASTRUTTURE E GLI IMPIANTI TECNOLOGICI 51 Tutta la linea è dotata di un unico binario. Lungo la linea si trovano 9 stazioni (comprese quelle di estremità) e 2 fermate; la lunghezza dei binari di stazione è compresa tra 160 (S. Maria a Vico) e 190 m con l’eccezione delle stazioni di estremità di Benevento (circa 400 m) e di Cancello (circa 600 m). La velocità di circolazione ammessa per i treni di rango più elevato è per larga parte del tracciato superiore a 80 km/h; solo due brevi tratti centrali (Tufara Valle - S. Martino V.C. e Rotondi - Arpaia) prevedono un limite di 70 km/h. Mentre nelle zone di estremità è consentita una velocità non superire a 30 km/h. La pendenza massima della linea è inferiore al 20‰. Verso l’estremità di Benevento le pendenze sono inferiori al 5‰, così come all’estremità opposta. Si raggiungono in valori massimi di pendenza fra Benevento Appia e S. Martino V.C. e fra Arpaia e S. Maria a Vico. Lungo la linea si incontrano inoltre 33 passaggi a livello (in media uno ogni 1,5 km). Tutto il tracciato è percorribile da treni appartenenti alla categoria di peso B2 (18 t/asse, 6,4 t/m). b) Impianti tecnologici La linea è interamente elettrificata. Il valore dello scartamento è standard, pari a 1435 mm. c) Caratteristiche d’esercizio Tutta la linea è esercita sotto il coordinamento di un Dirigente Unico. Sulla linea è operante il regime di circolazione con blocco telefonico. d) Offerta di servizi passeggeri La linea è utilizzata per i servizi regionali. e) Veicoli Sulla linea vengono utilizzati elettrotreni con un numero di posti a sedere variabile da 64 a 80 e posti in piedi tra 60 e 97, con un numero di posti a sedere pari a 88 e posti in piedi 112. A questi si aggiunge materiale rimorchiato con 189 posti totali (84+105) e con 200 posti totali (88+112). 52 I. LA RETE FERROVIARIA REGIONALE 2.3.5 Rete Sepsa Linea Cumana: Montesanto - Bagnoli - Torregaveta (Appendice tavola 2.3.29) a) Infrastrutture di linea e di stazione La linea si estende per 20 km nelle provincia di Napoli. Tutta la linea è dotata di doppio binario nelle tratta MontesantoDazio ed Arco Felice - Torre G. (14 km); la rimanente parte è a singolo binario (6 km). Lungo la linea si trovano 14 stazioni (comprese quelle di estremità) e 4 fermate. La velocità di circolazione ammessa per i treni di rango più elevato è di 90 km/h La pendenza massima della linea è inferiore al 15‰. Lungo la linea si incontrano inoltre 8 passaggi a livello (in media uno ogni 2,5 km). Tutto il tracciato è percorribile da treni appartenenti alla categoria di peso B1 (18 t/asse, 5,0 t/m). b) Impianti tecnologici La linea è interamente elettrificata. Il valore dello scartamento è standard, pari a 1435 mm. c) Caratteristiche d’esercizio Tutta la linea è esercita sotto il coordinamento di un Dirigente Centrale Operativo. Sulla linea è operante il regime di circolazione con blocco elettrico centralizzato. d) Offerta di servizi passeggeri La linea è utilizzata per i servizi metropolitani e suburbani. e) Veicoli Sulla linea vengono utilizzate tre diverse serie di elettrotreni: con 424 posti totali (162+262), con 364 posti (148+216) e con 522 posti (72+450). 2. LE INFRASTRUTTURE E GLI IMPIANTI TECNOLOGICI 53 Linea Circumflegrea: Montesanto - Quarto - Torregaveta (Appendice - tavola 2.3.30) a) Infrastrutture di linea e di stazione La linea si estende per 27 km nella provincia di Napoli. Tutta la linea è dotata di singolo binario. Lungo la linea si trovano 11 stazioni (comprese quelle di estremità) e 5 fermate. È prevista una prossima apertura della stazione di Cilea. La velocità di circolazione ammessa per i treni di rango più elevato è di 90 km/h. La pendenza massima della linea raggiunge il 35‰ in due tratte. Lungo la linea si rilevano pendenze variabili fra il 5 ed il 20‰. Lungo la linea si incontrano inoltre 14 passaggi a livello (in media uno ogni 1,9 km). Tutto il tracciato è percorribile da treni appartenenti alla categoria di peso B1 (18 t/asse, 5,0 t/m). b) Impianti tecnologici La linea è interamente elettrificata. Il valore dello scartamento è standard, pari a 1435 mm. c) Caratteristiche d’esercizio Tutta la linea è esercita sotto il coordinamento di un Dirigente Centrale Operativo. Sulla linea è operante il regime di circolazione con blocco elettrico centralizzato. d) Offerta di servizi passeggeri La linea è utilizzata per i servizi metropolitani e suburbani. e) Veicoli Sulla linea vengono utilizzate tre diverse serie di elettrotreni: con 424 posti totali (162+262), con 364 posti (148+216) e con 522 posti (72+450). 2.3.6 Rete Metronapoli Linea 1 (Appendice - tavola 2.3.31) a) Infrastrutture di linea e di stazione La linea si estende per 13 km nell’area metropolitana di Na- 54 I. LA RETE FERROVIARIA REGIONALE poli, fra le stazioni di Dante e Piscinola. È in corso di attivazione un’ulteriore tratto fra Dante e Garibaldi così da estendere la linea di 3 km. La linea in esercizio è dotata di un unico binario nella tratta compresa fra Dante e Vanvitelli (5 km), mentre i restanti 8 km della tratta Vanvitelli - Piscinola sono a doppio binario tutti in galleria (doppia canna). Lungo la linea si trovano 14 fra stazioni e fermate (comprese quelle di estremità). La velocità di circolazione ammessa per i treni di rango più elevato è 77 km/h con l’eccezione del tratto Dante - Vanvitelli, in cui si rileva una velocità massima di 65 km/h. La pendenza massima della linea è molto elevata. Il valore massimo è il 55‰. Sono in un breve tratto fra Piscinola e Colli Aminei si rilevano pendenze comprese fra il 25 ed il 30‰. Lungo la linea non si incontrano passaggi a livello. La categoria di peso dei rotabili che possono percorrere la linea non è stata calcolata. b) Impianti tecnologici La linea è interamente elettrificata. Il valore dello scartamento è standard, pari a 1435 mm. c) Caratteristiche d’esercizio Tutta la linea è esercita sotto il coordinamento di un Dirigente Centrale. Sulla linea è operante il sistema di controllo di tipo ATP-ATO. d) Offerta di servizi passeggeri La linea è utilizzata per i servizi metropolitani con 240 corse totali (192.000 posti offerti al giorno) con una velocità commerciale di 33,25 km/h. e) Veicoli Sulla linea vengono utilizzate da Metronapoli delle composizioni con due unità di trazione. La lunghezza totale è di 35,6 m con 4 porte per fiancata. Ogni unità consente di trasportare 432 passeggeri totali (60+372). 2. LE INFRASTRUTTURE E GLI IMPIANTI TECNOLOGICI 55 Linea 2 (Appendice - tavola 2.3.32) a) Infrastrutture di linea e di stazione La linea 2 della Metropolitana di Napoli ha una duplice funzione. La linea si estende fra Torre Annunziata e Villa Literno. Nel tratto centrale Napoli Gianturco - Pozzuoli effettua un servizio strettamente metropolitano. Nelle zone di estremità, invece, il servizio è di tipo regionale. La rete utilizzata è quella di RFI e si estende per 55 km. La zona compresa nell’area metropolitana di Napoli è di soli 16 km. La linea è tutta a doppio binario. Lungo la linea si trovano 11 fra stazioni e fermate per la Linea Metropolitana 2, per un totale di 24 fra stazioni e fermate; la lunghezza dei binari di stazione è compresa fra 200 e 500 m (Napoli C. Flegrei). La velocità di circolazione ammessa per i treni di rango più elevato è di 30 km/h da Napoli Granturco a Piazza Cavour. La velocità massima si raggiunge fra Napoli C. Flegrei e Pozzuoli con 150 km/h. La pendenza massima della linea si riscontra nella zona di Napoli Gianturco con il 15‰. Lungo la linea non si incontrano passaggi a livello. Tutto il tracciato è percorribile da treni appartenenti alla categoria di peso C3 (20 t/asse, 7,2 t/m). Il limite di sagoma per traffico combinato è PC 25. b) Impianti tecnologici La linea è interamente elettrificata. Il valore dello scartamento è standard, pari a 1435 mm. c) Caratteristiche d’esercizio Tutta la linea è esercita sotto il coordinamento di un Dirigente Locale. Sulla linea è operativo il sistema di controllo della circolazione con blocco elettrico automatico. d) Offerta di servizi passeggeri La linea è utilizzata per i servizi metropolitani con 258 corse 56 I. LA RETE FERROVIARIA REGIONALE totali (206.400 posti offerti giorno) con una velocità commerciale di 35 km/h. La linea è utilizzata per i servizi regionali con 47 corse totali (37.600 posti offerti giorno) con una velocità commerciale di 38 km/h. e) Veicoli Sulla linea vengono utilizzati convogli con 210 posti totali (88+122) per unità di trazione. 2.4 Confronti e considerazioni comparative A seguito dell’analisi della rete infrastrutturale esposta al punto 2.3 si ritiene utile effettuare dei confronti tra le diverse linee ferroviarie attualmente in esercizio nella Regione Campania. A titolo esemplificativo nelle tavole da 2.4.1 a 2.4.5 viene riportata, per ciascuna linea, la distribuzione dell’estensione delle tratte a singolo e a doppio binario. Come si può osservare il doppio binario è presente sulla maggior parte delle linee di RFI, in parte sulla rete Circumvesuviana; le linee di MetroCampania Nordest e della Sepsa sono principalmente a singolo binario. D’altra parte non può essere ignorato il ruolo significativo di queste linee nell’ambito del sistema regionale e le ricadute anche sul materiale rotabile. Sulle linee a sinTav. 2.4.1 - Estensione delle linee delle rete ferroviaria Italiana (RFI) Parte 1 2. LE INFRASTRUTTURE E GLI IMPIANTI TECNOLOGICI 57 Tav. 2.4.2 - Estensione delle linee delle rete ferroviaria Italiana (RFI) Parte 2 golo binario riveste, infatti, una particolare importanza la sincronizzazione degli incroci nelle stazioni tra treni che percorrono versi opposti. Per garantire ciò è necessario che i tempi di percorrenza siano regolari anche in presenza di perturbazioni; a tal fine possono essere determinanti le prestazioni del materiale rotabile specialmente in termini di possibilità di recupero dei perditempo (accelerazioni e decelerazioni massime, automatismi nella marcia, ecc.). Tav. 2.4.3 - Estensione delle linee delle rete ferroviaria Circumvesuviana 58 I. LA RETE FERROVIARIA REGIONALE Tav. 2.4.4 - Estensione delle linee delle rete MetroCampania Nordest Un altro elemento che caratterizza il sistema infrastrutturale è il distanziamento medio tra le fermate e tra le stazioni. Nelle linee a singolo binario tale parametro è determinante per la valutazione della capacità della linea in termini di treni nell’unità di tempo. Nelle linee a doppio binario da tale parametro dipendono le prestazioni del servizio offerto in relazione ai tempi di percorrenza ed alle velocità commerciali percepite dall’utente. È logico che maggiore è la distanza tra le fermate più alta è la velocità media perché aumenta la parte della tratta che può essere percorsa alla massima velocità consentita. Tav. 2.4.5 - Estensione delle linee delle rete ferroviaria SEPSA 2. LE INFRASTRUTTURE E GLI IMPIANTI TECNOLOGICI 59 Tav. 2.4.6 - Distanza media tra le stazioni e distanza media tra le fermate (comprese le stazioni) Nel caso della rete ferroviaria della Campania (tavola 2.4.6) la distanza media tra le stazioni varia, per la maggior parte delle linee, da 2000 a 7000 m. Se si considerano anche le fermate, tale valore si riduce soprattutto per le linee che hanno distanza tra le stazioni compresa tra 2000 e 6000 m. Le caratteristiche planoaltimetriche delle linee costituiscono dei vincoli per le prestazioni del materiale rotabile. La morfologia della regione è varia: si alternano zone in pianura con zone collinari che in alcuni casi impongono ai tracciati variazioni di quote con pendenza che raggiungono anche valori dell’ordine del 35‰. La tavola 2.4.7 mostra la relazione tra la velocità massima e la pendenza massima per ciascuna linea. Come si può osservare, in generale le pendenze massime non superano il 25‰; le velocità massime (sono considerate quelle corrispondenti al rango B tra cui rientrano i treni regionali) sono contenute nel campo 80-160 km/h. Come è logico aspettarsi, la velocità massima si riduce man mano che aumenta la pendenza. Vengono, inoltre, riportati i grafici per le diverse linee ferroviarie relative alla distanza media fra i passaggi a livello lungo la linea. 60 I. LA RETE FERROVIARIA REGIONALE Tav. 2.4.7 - Velocità massima ammessa (per i treni di rango B, tra cui rientrano i treni regionali) e pendenza massima della linea Nelle tavole 2.4.8 e 2.4.9 sono riportate le distanze medie dei passaggi a livello presenti sulla rete RFI. Si rileva la totale assenza di passaggi a livello nelle tratte Napoli - Formia, Battipaglia - Sapri, Villa Literno - Gricignano e Villa Literno - Napoli Gianturco. Sulle altre tratte della rete la distanza media fra i passaggi a livello è compresa tra 0,6 e 3,3 km. Tav. 2.4.8 - Distanza media dei passaggi a livello sulla rete ferroviaria Italiana (RFI) - Parte 1 2. LE INFRASTRUTTURE E GLI IMPIANTI TECNOLOGICI 61 Tav. 2.4.9 - Distanza media dei passaggi a livello sulla rete ferroviaria Italiana (RFI) - Parte 2 Nella tavola 2.4.10 sono riportati i valori delle distanze medie dei passaggi a livello presenti sulla rete circumvesuviana. Si rileva scarsa presenza di passaggi a livello lungo la tratta Napoli - Sorrento (13,2 km fra due passaggi a livello consecutivi). Mentre sulle altre tratte della rete la distanza media fra i passaggi a livello è compresa tra 0,4 e 2,7 km. Nella tavola 2.4.11 sono riportati i valori delle distanze medie dei passaggi a livello presenti sulla rete gestita da MetroCampania Tav. 2.4.10 - Distanza media dei passaggi a livello sulla rete ferroviaria Circumvesuviana 62 I. LA RETE FERROVIARIA REGIONALE Tav. 2.4.11 - Distanza media dei passaggi a livello sulla rete ferroviaria MetroCampania Nordest Distanza media P.L. Ferrovia MetroCampania Nordest Nordest. Tali distanze sono omogenee per le due reti S. Maria C.V. - Piedimonte e Cancello - Benevento e sono rispettivamente 1,47 ed 1,52 km. La tavola 2.4.12 riporta i valori delle distanze medie dei passaggi a livello presenti sulla rete gestita da SEPSA. Anche in questo caso i valori delle distanze sono omogenei per le due reti Cumana e Circumflegrea e sono rispettivamente 2,8 ed 2,2 km. Come si può notare lungo tutte le reti sono presenti numerosi Tav. 2.4.12 - Distanza media dei passaggi a livello sulla rete ferroviaria SEPSA 2. LE INFRASTRUTTURE E GLI IMPIANTI TECNOLOGICI 63 Tav. 2.4.13 - Valore dello scartamento dei binari delle diverse reti METROCAMPANIA NORDEST passaggi a livello ad eccezione di alcune tratte in cui sono totalmente assenti (rete RFI) o ve ne sono pochi (tratta Napoli-Sorrento della Circumvesuviana), in tutti gli altri casi le distanza variano fra 0,5 e 3,6 km. Nella tavola 2.4.13 viene, infine, riportato il valore dello scartamento fra le rotaie. Tale valore è pari a 1435 mm per tutte le reti con l’eccezione della rete Circumvesuviana che è dotata di binari a scartamento ridotto (950 mm). 3. I fabbisogni di materiale rotabile in Campania nel periodo 2003-2010/15 3.1 Premessa Il progetto di Sistema della Metropolitana Regionale (SMR) definisce la struttura della rete ferroviaria della Regione Campania stabilendo ruoli, interconnessioni e prestazioni di tutte le sue componenti, strutturali e funzionali, secondo una strategia di messa in valore dei singoli elementi, a partire dal recupero di quel patrimonio infrastrutturale “accumulato” nei decenni passati e mai in grado di produrre un vero servizio di trasporto integrato; esso si prefigge di favorire lo sviluppo integrato ed equilibrato della mobilità regionale attraverso interventi che mirano a ridisegnare la rete di trasporto collettivo regionale assegnando un ruolo centrale alla rete di servizi su ferro. In tale quadro appare chiaro il ruolo “chiave” che assume la pianificazione degli investimenti per l’acquisizione del materiale rotabile e degli interventi tesi a migliorane la qualità. Da una parte, infatti, l’individuazione del fabbisogno di materiale rotabile è funzionale alla realizzazione dei servizi di trasporto collettivo che via via porteranno alla piena attuazione del sistema di metropolitana regionale. Dall’altra, l’individuazione delle caratteristiche tecnicofunzionali del tale materiale rotabile è necessaria per rispondere in maniera efficace alle esigenze della mobilità non solo in termini di capacità (ovvero di flussi di passeggeri da trasportare) ma soprattutto rispetto ai reali bisogni dell’utenza. In questo capitolo da una parte si vuole fornire un quadro puntuale (opportunamente disaggregato per azienda esercente, tratta, 66 I. LA RETE FERROVIARIA REGIONALE età e per tipologie dei mezzi) della disponibilità attuale del materiale rotabile regionale. D’altra parte, alla luce dell’evoluzione del trasporto collettivo regionale e quindi sulla base dell’evoluzione della domanda di mobilità regionale e dei servizi di trasporto necessari a soddisfare tale domanda, s’intende fornire una previsione del fabbisogno di materiale rotabile regionale a due orizzonti temporali futuri: uno scenario di breVe periodo (2005-2007) per il quale è possibile definire un quadro abbastanza preciso degli interventi infrastrutturali che verranno realizzati, ed uno scenario di lungo periodo (2010-2015), in cui si assume che il progetto di metropolitana regionale (SMR) sia entrato in esercizio a regime. Per la ricostruzione del quadro attuale della disponibilità e dell’impiego del materiale rotabile ferroviario in esercizio nella Regione Campania, si è proceduto utilizzando le fonti disponibili (orario regionale dei servizi, Progetto SMR, dati aziendali, …) e mediante incontri con i responsabili tecnico-amministrativi delle aziende regionali esercenti il trasporto pubblico su ferro (Ferrovie dello Stato, Circumevesuviana, Sepsa, MetroCampania Nordest, Metropolitana di Napoli). Per le attività di previsione dei fabbisogni di materiale rotabile, coerentemente con quanto già fatto nel progetto SMR, è stato utilizzatO un approccio metodologico basato su modelli matematici di simulazione del sistema regionale dei trasporti (Tav. 3.1) che parte dalle ipotesi di evoluzione dello scenario infrastrutturale e di quello socioeconomico-territoriale, per effettuare, dapprima, il progetto di massima dei servizi di trasporto necessari per soddisfare la domanda di mobilità passeggeri sul trasporto pubblico, e quindi una stima coerente del fabbisogno di materiale rotabile necessario per garantire, con adeguati margini di sicurezza, la regolarità dei servizi ipotizzati. Nel paragrafo 3.2 è descritto il quadro attuale del materiale rotabile in esercizio sulla rete ferroviaria regionale, distinto per tratta su cui è in esercizio e per azienda esercente (Ferrovie dello Stato, Circumvesuviana, Sepsa, MetroCampania Nordest, Metropolitana di Napoli). Nei paragrafi 3.3 e 3.4, sono riportate le previsioni dei fabbiso- 3. I FABBISOGNI DI MATERIALE ROTABILE IN CAMPANIA 67 Tav. 3.1 - Metodologia di previsione dei traffici e dei fabbisogni futuri di materiale rotabile Fonte: Progetto del Sistema di Metropolitana Regionale (SMR) gni futuri di materiale rotabile rispettivamente per gli scenari 2005/ 07 e 2010/15, fabbisogni legati alle ipotesi di evoluzione del quadro infrastrutturale della rete ferroviaria e dei servizi di trasporto da esercire. 68 I. LA RETE FERROVIARIA REGIONALE 3.2 Scenario 2003 1 In questo paragrafo è descritto il quadro al 2005 del materiale rotabile in esercizio sulla rete ferroviaria regionale. Per ciascuna azienda esercente il servizio (Trenitalia, Circumvesuviana, Sepsa, Ferrovie Alifana e Benevento-Napoli, Metronapoli) si riporta il numero e l’età dei mezzi in dotazione, la frequenza dei servizi ferroviari eserciti nella fascia di punta mattutina 7.00-9.30 e la composizione dei convogli in esercizio sulle varie tratte. 3.2.1 Trenitalia Il materiale rotabile Nella tavola 3.2 si descrive il materiale rotabile a disposizione di Trenitalia per la copertura dei servizi ferroviari della Regione Campania; per ciascuna tipologia di materiale si riporta anche l’anno di entrata in esercizio. Si osserva che sono disponibili 5 tipi di elettrotreni/automotrici due dei quali (gli Aln 663 e gli Aln 668) a trazione diesel. In questo gruppo gli elementi del parco più recenti sono gli 11 complessi TAF la cui immissione in esercizio risale all’anno 1999; gli Aln 668 a trazione diesel e gli Ale 803 a trazione elettrica sono invece gli elementi più vecchi dal momento che l’immissione in esercizio risale rispettivamente al 1963 e al 1962. Per quanto riguarda i Locomotori, l’azienda dispone di 22 modelli E656 entrati in servizio nel 1986; 16 E464 acquisiti nel 2000 e 12 E652 entrati in servizio nel 1994. Per quanto riguarda il materiale rimorchiato, sono disponibili 5 tipi di carrozze (Piano Ribassato, Doppio Piano, MDVC, MDVE e UIC - X (IR)); le più numerose sono le 150 carrozze del tipo MDVC (Media-Distanza-Vestibolo-Centrale) la cui entrata in esercizio risale al 1980. In tale anno sono entrate in esercizio anche le 21 carrozze a Doppio Piano. Le 41 carrozze del tipo a Piano Ribassato risalgono invece al 1975, mentre le 46 UIC - X (IR) sono del 2000. Le 77 carrozze del tipo MDVE (Media-Distanza-Vestiboli-Esterni) risalgono, infine, al 1984. 1 Come scenario di partenza è stato osservato il 2003, anno nel quale ancora non erano stati avviati interventi connessi al piano di Metropolitana Regionale. 3. I FABBISOGNI DI MATERIALE ROTABILE IN CAMPANIA 69 Tav. 3.2 - Il materiale rotabile di TRENITALIA Modello Motrici TAF Ale 724 + Le 884 Ale 803+Le803 Aln 663 Aln 668 E 656 E 652 E 464 Piano Ribassato Doppio Piano MDVC MDVE UIC – X (IR) Rimorchi Misti 11 39 18 23 61 22 12 16 41 21 150 77 46 Anno di entrata in esercizio 1999 1982 1962 1973 1963 1986 1994 2000 1975 1980 1980 1984 2000 Gli elementi del parco rotabile sopra descritti sono aggregati in 17 composizioni tipiche descritte nelle tavole 3.3 e 3.4 rispettivamente per gli elettrotreni/automotrici e per le composizioni a motrice+rimorchi. Per quanto riguarda gli elettrotreni/automotrici, si osserva che esistono 7 composizioni: la composizione T1 individua i TAF la cui composizione, costituita da 4 elementi, è bloccata. La composizione T2 si ottiene dall’unione di 2 automotrici Ale 724 e da 2 elementi rimorchiati (Le 884) per un totale di 4 elementi. Si hanno 2 composizioni per gli elettrotreni della famiglia Ale 803: la T3 composta da 3 elementi (automotrice Ale 803, rimorchiata Le 803 + pilota Tav. 3.3 - Composizione dei convogli (elettrotreni/automotrici) di TRENITALIA Composizione dei convogli Motrici Rimorchi Numero di elementi COMPOSIZIONE Categoria Ale Aln Lep Le T1 (TAF) 506/426 736 4 Ale506+Le736+Le736+Ale426 T2 T3 T4 T5 724 803 803 884 803 668 4 3 2 1 Ale724+Le884+Le884+Ale724 Ale803+Le803+Lep803 Ale803+Lep803 Aln668 668 663 2 2 Aln668+Aln668 Aln663+Aln663 T6 T7 803 803 70 I. LA RETE FERROVIARIA REGIONALE Tav. 3.4 - Composizione dei convogli (locomotore +rimorchiati) di TRENITALIA Composizione dei convogli Categoria Motrici Rimorchi Pilota I Classe II Classe MISTE N° Carri COMPOSIZIONE T8 E464 1 2 3 E464+2PR+PIL_PR T9 E464 1 3 4 E464+3PR+PIL_PR T10 E464 1 5 7 E464+6UICX-IR+PIL_UICX_IR T11 E464 1 4 5 E464+4UICX-IR+PIL_UICX_IR T12 E464 1 4 5 E464+4UICX-IR+PIL_MDVE T13 E656N 1 3 4 E656N+3DP+PIL_DP T14 E652 1 6 10 E652+9MDVC+PIL_MDVE T15 E656 T16 E656 T17 E656 1 2 6 2 2 3 8 4 8 E656+8MDVE 6 E656+6MDVC 10 E656+10MDVE Lep 803) e la T4 composta da 2 elementi (automotrice Ale 803 + pilota Lep 803). Anche per le automotrici Aln 668 sono previste 2 composizioni: la T5 costituita da un solo elemento e la T6 dove sono accoppiate 2 automotrici. Infine, per le automotrici Aln 663 è prevista la composizione T7 in cui sono accoppiati 2 elementi. Esistono, invece, 10 tipologie per le composizioni Motrice+Rimorchi (si veda la tavola 3.4). La T8 e la T9 si ottengono dall’unione di locomotori E 464 rispettivamente con 3 e con 4 carrozze del tipo a Piano Ribassato; in entrambe è prevista l’adozione di una carrozza pilota della stessa serie. Le carrozze del tipo UIC - X (IR) sono impiegate nelle composizioni T10, T11, T12 sempre unite a locomotori E 464. La T10 è composta da 7 elementi (6 carrozze ed una carrozza pilota), la T11 da 5 elementi (4 carrozze ed una carrozza pilota); la T12, infine, è composta sempre da 5 elementi ma le 4 carrozze UIC - X (IR) sono unite ad una carrozza pilota della serie MDVE. La composizione T13 si ottiene unendo 4 carrozze del tipo a Doppio Piano (una delle quali pilota) con un locomotore della serie E 656. Nelle composizioni T14 e T15 sono usate le carrozze MDVC: nella prima 9 carrozze ed un carrozza pilota del tipo MDVE (per un totale di 10 elementi) sono unite ad un locomotore 3. I FABBISOGNI DI MATERIALE ROTABILE IN CAMPANIA 71 del tipo E 652; nella seconda 6 carrozze sono rimorchiate da un locomotore E 656. Infine le composizioni T16 e T17 si ottengono dall’unione di locomotori E 656 rispettivamente con 8 e con 10 carrozze MDVE. I servizi ferroviari Nella tavola 3.5 si riportano i servizi ferroviari eserciti da Trenitalia nella fascia di punta 7.00-9.30. Tali servizi sono stati ricavati dall’orario ferroviario nel 2003 in vigore e sono stati accorpati in quattro gruppi: – direttrice Napoli-Caserta (Capua/Cassino/Villa Literno); – direttrice Napoli-Salerno; – Circumsalernitana; – Altro Lungo la direttrice Napoli-Caserta (via Cancello) sono effettuati tre coppie di servizi Regionali che collegano Napoli rispettivamente con Cassino, Capua e Caserta garantendo tra quest’ultima ed il capoluogo regionale una frequenza oraria di 2,8 treni/h nella fascia oraria 7,00-9,30. Lungo la direttrice Napoli-Caserta (via Aversa) i collegamenti con Napoli si originano da Villa Literno (ideale prolungamento verso Ovest di tale direttrice), da Aversa e da Caserta; in questo modo tra Napoli e Aversa si garantisce una frequenza oraria nella fascia di punta del mattino 7.00-9.30 pari a 2.4 treni/h. Lungo la direttrice Napoli-Salerno coesistono due tipologie di servizio differenti: infatti, accanto ai servizi da Napoli verso Salerno, Battipaglia ed Eboli, si hanno servizi di media e lunga percorrenza diretti verso Sapri/Paola/Cosenza e verso Potenza/Taranto. Complessivamente tra Napoli e Salerno è garantita una frequenza oraria nella fascia di punta del mattino pari a 2.4 treni/h che si incrementa fino a 3.2 treni/h a partire da Torre Annunziata verso Napoli. La Circumsalernitana è la direttrice rappresentata dall’anello composto dalle tre linee: – Nocera-Cava de’ Tirreni-Salerno, – Nocera-Codola-Mercato San Severino; – Mercato San Severino-Salerno. 72 I. LA RETE FERROVIARIA REGIONALE Tav. 3.5 - Servizi ferroviari di TRENITALIA Direttrice Cat* Da A Treni/h fascia 7.009.30 Napoli – Caserta (Capua/Cassino/Villa Literno) via Aversa e Cancello R R R R R R R R Napoli Centrale Napoli Centrale Napoli Centrale Napoli Centrale Aversa Napoli Centrale Napoli Centrale Aversa Cassino Capua Caserta (Via Cancello) Villa Literno (via Aversa) Villa Literno Caserta (Via Aversa) Aversa Caserta 0.4 1.2 0.4 0.8 0.4 0.4 1.2 0.8 R R R R R Napoli Centrale Napoli Centrale Napoli Campi Flegrei Battipaglia Eboli Salerno Eboli Salerno Salerno Battipaglia 0.4 0.4 0.8 0.4 0.4 R R R R R R Nocera inf. Nocera inf. Mercato S.S. Mercato S.S. Salerno Nocera inf. Cava de' Tirreni-Salerno Mercato S.S.-Salerno Nocera inf. Salerno Benevento Benevento 1.2 1.6 0.4 0.4 0.4 0.4 D D R R iR R R R R R R R R R R R R R R Napoli Centrale Napoli Campi Flegrei Napoli Centrale Napoli Centrale Napoli Centrale Napoli Centrale Salerno Salerno Salerno Salerno Buccino Benevento Avellino Avellino Torre Annunziata Torre Annunziata Torre Annunziata Sarno Pozzuoli Roma Roma Potenza Sapri Cosenza Benevento Buccino Caserta Aversa Vairano Battipaglia Caserta Benevento Lioni Castellammare di Stabia Gragnano Cancello Codola Villa Literno 0.4 0.4 0.4 0.4 0.4 0.4 0.4 0.8 0.4 0.4 0.4 0.4 0.8 0.4 0.8 0.4 0.8 1.2 0.4 Napoli – Salerno (Battipaglia/Eboli) Circumsalernitana Altro *R = regionale; D = diretto; iR = Interregionale. 3. I FABBISOGNI DI MATERIALE ROTABILE IN CAMPANIA 73 Tra Nocera e Salerno la frequenza oraria nella fascia di punta è pari a 2 treni/h; tra Nocera e Mercato San Severino tale frequenza è pari a 2 treni/h in direzione Mercato San Severino e 1.2 treni/h in direzione Nocera; tra Mercato San Severino e Salerno, infine, si hanno 1.2 treni/h in direzione Salerno e 2 in direzione Mercato San Severino. Facendo riferimento alle tavole 3.3 e 3.4 che descrivono le composizioni del materiale rotabile a disposizione di Trenitalia, nella tavola 3.6 si riporta l’allocazione delle diverse composizioni ai servizi descritti in tavola 3.5. Risulta che la maggior parte dei servizi della direttrice Napoli - Caserta (Napoli - Caserta via Aversa e Via Cancello, Napoli - Capua, Napoli - Aversa e Napoli Villa Literno) sono eserciti con materiale rotabile di tipologia T1 (complessi TAF). Le composizioni di tipo T13 (carrozze Doppio Piano) sono utilizzate per i servizi Napoli Cassino mentre i rimanenti servizi (Aversa - Villa Literno e Aversa - Caserta) sono effettuati con Elettrotreni Ale 803 (tipologia T3). Per quanto riguarda la direttrice Napoli - Salerno, i servizi della linea costiera (che si inseriscono nel passante FS di Napoli fino alla stazione di Campi Flegrei) sono effettuati con composizioni di tipologia T8 o T9 (carrozze a Piano Ribassato), mentre gli altri servizi dalla stazione di Napoli Centrale sono effettuati con composizioni di tipologia T10, T11 e T12 (carrozze di tipo UIC - X (IR)). I servizi della direttrice Circumsalernitana, invece, sono tutti effettuati con composizioni di tipo T6 (automotrici diesel Aln 668). Infine, per i restanti servizi, si osserva che: – le composizioni con materiale MDVC (T14 e T16)e MDVE (T15 e T17) sono utilizzate per i servizi “Diretti” di lunga percorrenza (Napoli - Sapri, Napoli - Cosenza e Napoli Roma); – i servizi effettuati sulle linee Salerno - Caserta, Torre Annunziata - Gragnano e Torre Annunziata - Cancello sono effettuati con materiale Ale 803 o Aln 668 (composizioni T3, T4 o T5) 74 I. LA RETE FERROVIARIA REGIONALE Tav. 3.6 - I servizi e il materiale rotabile di TRENITALIA Linea cat Da A R R R R R R R R Napoli Centrale Napoli Centrale Napoli Centrale Napoli Aversa Napoli Centrale Napoli Centrale Aversa Cassino Capua Caserta (Via Cancello) Villa Literno Villa Literno Caserta (Via Aversa) Aversa Caserta R R R R R Napoli Centrale Napoli Centrale Napoli Campi Fleg. Battipaglia Eboli R R R R R R D D R R iR R R R R R R R R R R R R R R Tipologia Tempo di mat. Rotabile giro (min) Napoli - Caserta T13 T1 T1 T1 T3 T1 T1 T3 311 149 116 136 64 140 98 78 Salerno Eboli Salerno Salerno Battipaglia T10-T12 T10-T11 T8 T11 T11 153 247 242 84 44 Nocera inf. Nocera inf. Mercato S.S. Mercato S.S. Salerno Nocera inf. Cava de’ Tirreni - Salerno Mercato S.S. - Salerno Nocera inf. Salerno Benevento Benevento T6-T7 T6-T7 T6 –T7 T6 –T/ T6 - T7 T6-T7 87 176 89 111 313 309 Napoli Centrale Napoli Campi Fleg. Napoli Centrale Napoli Centrale Napoli Centrale Napoli Centrale Salerno Salerno Salerno Salerno Buccino Benevento Avellino Avellino Torre Annunziata Torre Annunziata Torre Annunziata Sarno Napoli Campi Flegrei Roma Roma Potenza Sapri Cosenza Benevento (viaCaserta) Buccino Caserta Aversa Vairano Battipaglia Caserta Benevento Lioni Castellammare di St. Gragnano Cancello Codola Villa Literno T14 - T16 T14 - T16 T8 T14 - T16 T15-T17 T9 - T8 T6-T7 T3 T3 T3 T6 T6 T5 T5 T4 T4 T5 T5 T3-T4 431 418 467 453 629 353 160 184 233 316 136 220 156 244 53 82 127 56 102 Napoli - Salerno Circumsalernitana Altro Le composizioni T2 (Ale 724+Le884) sono prevalentemente utilizzate per i servizi della metropolitana di Napoli (Linea 2) eserciti da Metronapoli (si veda il paragrafo 3.2.4). 75 3. I FABBISOGNI DI MATERIALE ROTABILE IN CAMPANIA 3.2.2 Circumvesuviana Il materiale rotabile Il parco rotabile della Circumvesuviana, riservato al trasporto ferroviario, è costituito da 118 elettrotreni progettati da ANSALDO-BREDA alla fine degli anni sessanta. Di questi 70 modelli ETR Fe220 (identificati in questo rapporto come materiale rotabile di categoria C1) sono stati messi in esercizio all’inizio degli anni ’70, 13 modelli ETR Fe220 alla fine degli anni ’70 e 35 modelli ETR T21 (identificati in questo rapporto come materiale rotabile di categoria C2) all’inizio degli anni ’90 (tavola 3.7). Tav. 3.7 - Il materiale rotabile di CIRCUMVESUVIANA Categoria Modello Motrici Rimorchi C1 ETR Fe 220 70 13 C2 ETR T.21 35 - Anno di immissione in esercizio Inizio anni ‘70 Fine anni ‘70 Inizio anni ‘90 Circa le composizioni dei convogli in esercizio (tavola 3.8), gli elettrotreni di ciascuna categoria possono essere uniti indipendentemente dalla tipologia per formare convogli a 1, a 2 o a 3 elementi. Tav. 3.8 - Composizione dei convogli di CIRCUMVESUVIANA Composizioni dei convogli N. elementi Singola (C1 o C2) 1 Doppia (C1+C2 ,C1+C1, C2+C2, C2+C1) 2 Tripla* 3 * Sono possibili tutte le combinazioni a tre di elementi di tipo C1 e C2 I servizi ferroviari I servizi della Circumvesuviana sono articolati sulle seguenti 6 linee: – Napoli - Torre Annunziata; – Torre Annunziata - Sorrento; 76 I. LA RETE FERROVIARIA REGIONALE – – – – Napoli - Torre Annunziata - Poggiomarino; Napoli - Ottaviano - Sarno; Napoli - Nola - Baiano; San Giorgio - Casalnuovo (Pomigliano Alfa-Lancia). I servizi lungo la fascia costiera Napoli - Torre Annunziata, che si snodano a partire da Torre A. da una parte fino a Sorrento e dall’altra fino a Poggiomarino offrono nella fascia di punta mattutina 7-9.30, una frequenza cumulata verso Napoli di 6.8 treni/h da Ercolano, di 6.4 Treni/h da Torre del Greco e di 5.6 treni/h da Torre Annunziata, si veda la tavola 3.9. Sulla linea Napoli - Ottaviano - Sarno si effettua il servizio da Sarno a Napoli con frequenza di 2 treni/h. Per quanto riguarda la linea Napoli - Nola - Baiano (linea a singolo binario da Scisciano a Baiano) si effettuano i servizi da Baiano a Napoli, da Poggioreale a Napoli (navetta a servizio del Centro Direzionale) e, sul prolungamento verso gli stabilimenti Alfa - Lancia di Pomigliano d’Arco, i servizi Napoli - Alfa-Lancia e Pomigliano - Alfa-Lancia. Complessivamente, a partire da Pomigliano d’Arco verso Napoli, viene offerto un servizio nella fascia di punta 7.00 Tav. 3.9 - Servizi ferroviari della CIRCUMVESUVIANA Linea Da A Treni/h Fascia 7.00-9.30 Napoli – Torre Annunziata Napoli Napoli Napoli Torre Annunziata Ercolano Torre del Greco 1.2 0.4 0.8 Napoli Napoli Sorrento Sorrento (diretto) 2 0.4 Napoli Poggiomarino Napoli Sarno 2.4 Napoli Pomigliano Napoli Baiano Alfa-Lancia Poggioreale 2 0.8 1.2 S. Giorgio S. Giorgio Casalnuovo Alfa-Lancia Alfa-Lancia Casalnuovo S. Giorgio S. Giorgio 0.4 0.8 0.4 0.4 Torre Annunziata - Sorrento Napoli – T.A. – Poggiomarino 2 Napoli – Ottaviano – Sarno Napoli – Nola – Baiano San Giorgio – Casalnuovo 77 3. I FABBISOGNI DI MATERIALE ROTABILE IN CAMPANIA 9.30 del mattino con frequenza pari a 2.8 treni/h, che diventano 3.6 treni/h a partire da Poggioreale. 3.2.3 SEPSA Il materiale rotabile Il parco rotabile della SEPSA è composto da 30 elettrotreni (tavola 3.10): 10 elettrotreni della serie ET 100 risalenti al 1962 (identificati in questo rapporto come materiale rotabile di categoria S1), 7 elettrotreni EN 300 risalenti al 1976 (identificati in questo rapporto come materiale rotabile di categoria S2) e 13 ET 400 risalenti al 1992 (identificati in questo rapporto come materiale rotabile di categoria S3). Tav. 3.10 - Il materiale rotabile di SEPSA Categoria Modello Motrici Rimorchi Anno di immissione in esercizio S1 S2 S3 Elettrotreni ET 100 Elettrotreni EN 300 Elettrotreni ET 400 10 7 13 - 1962 1976 1992 Le composizioni dei convogli sono a singolo o a doppio elettrotreno. Queste ultime (composizioni doppie) sono tendenzialmente costituite da coppie di elettrotreni della stessa tipologia (tavola 3.11). Tav. 3.11 - Composizione dei convogli di SEPSA Composizione dei convogli N. elementi ET 100 ET 100 + ET 100 EN 100 EN 100 + EN 100 ET 400 ET 400 + ET 400 1 2 1 2 1 2 78 I. LA RETE FERROVIARIA REGIONALE I servizi ferroviari I servizi della SEPSA sono costituiti dalla linea Cumana, a servizio dei quartieri di Fuorigrotta e Bagnoli di Napoli e della fascia costiera del comune di Pozzuoli e di Bacoli e dalla Circumflegrea, a servizio dei quartieri di Soccavo e Pianura di Napoli e del comune di Quarto e Pozzuoli (zona Monteruscello). I servizi effettuati su queste due linee sono riportati in tavola 3.12. I servizi della Cumana sono tutti effettuati con composizioni singole; sulla tratta di massimo carico, che coincide con la tratta urbana del comune di Napoli da Bagnoli a Montesanto, sono offerti servizi con frequenze, nella fascia di punta del mattino 7.00 - 9.30, pari a 6 treni/h. Sulla Circumflegrea (tratta attualmente in esercizio a singolo binario), attualmente non si superano i 3 treni/h per cui generalmente si utilizzano nella fascia di punta del mattino, convogli a doppio elemento per far fronte all’elevato flusso di passeggeri. Tav. 3.12 - Servizi ferroviari della SEPSA Linea Da A Treni/h fascia 7.00-9.30 Cumana Montesanto Montesanto Bagnoli Torregaveta Montesanto Napoli Quarto – Torregaveta Quarto – Licola 3 3 Circumflegrea 0.4 3 3.2.4 Ferrovie Alifana e Benevento-Napoli (attualmente MetroCampania Nordest) Il materiale rotabile Il parco rotabile delle Ferrovie Alifana e Benevento-Napoli consta di automotrici a trazione elettrica utilizzate per i servizi della Napoli-Cancello-Benevento, e automotrici a trazione diesel per i servizi della linea Napoli-Santa Maria Capua Vetere-Piedimonte Matese, che attualmente non è elettrificata nel tratto tra S. Maria e Piedimonte Matese. Nelle tavole 3.13 e 3.15 si riportano le dotazioni di materiale rotabile rispettivamente per la ferrovia Alifana e 79 3. I FABBISOGNI DI MATERIALE ROTABILE IN CAMPANIA Tav. 3.13 - Il materiale rotabile della Ferrovia Alifana Categoria Modello Motrici A1 A2 A3 A4 Aln 880 OM Aln 773 OM Aln 668 Fiat Aln 663 Fiat 3 2 5 2 Rimorchi Anno di immissione in esercizio Anni ’50÷‘60 Anni ’50÷‘60 Anni ‘80 Anni ‘90 per la ferrovia Benevento - Napoli. Per quanto riguarda il materiale a trazione diesel, si hanno complessivamente a disposizione 12 automotrici: 5 modelli OM tipo Aln880 e Aln773 messe in esercizio tra gli anni ’50 e gli anni ’60 (identificati in questo rapporto come materiale rotabile di categoria A1 e A2); 7 modelli Fiat tipo Aln668 e Aln663 messe in esercizio tra gli anni ’80 e agli anni ’90 (identificati in questo rapporto come materiale rotabile di categoria A3 e A4). Per i servizi sulla linea Napoli-Santa Maria C. V. - Piedimonte M. si utilizzano convogli generalmente a 2 elementi (tavola 3.14). Le 3 Aln 880 sono accoppiabili con le 2 Aln 773, mentre le 5 Aln 668 sono accoppiabili con le 2 Aln 663. Tutte le composizioni sono intercambiabili anche se l’accoppiamento delle Aln 880 e delle Aln 773 (di produzione OM) con le Aln 663 e le Aln 668 (di produzione FIAT) richiede l’utilizzo del doppio macchinista. Le composizioni a tre elementi vengono realizzate con l’unica carrozza rimorchiata Ln664 disponibile, messa in esercizio negli anni ’80. Tav. 3.14 - Composizione dei convogli della Ferrovia Alifana Composizione dei convogli N. elementi Elementi OM accoppiati 2 Elementi Fiat accoppiati* 2 Elementi OM + rimorchiata Ln664 ** 3 Elementi Fiat + rimorchiata Ln664 ** 3 * L’accoppiamento misto di elementi OM e di quelli Fiat necessita nel doppio macchinista ** Le composizioni a tre elementi vengono realizzate con l’unica rimorchiata Ln664 messa in esercizio negli anni ’80. 80 I. LA RETE FERROVIARIA REGIONALE Tav. 3.15 - Il materiale rotabile della Ferrovia Benevento-Napoli Categoria Modello Motrici Rimorchi Anno di immissione in esercizio B1 Elettromotrici TIBB + Rimorchiate pilota TIBB 4 4 1959 B2 Elettrotreni FIREMA E126 1 (2 elementi) 1992 3 (3 elementi) 1984 Per i servizi sulla linea Napoli-Benevento si utilizzano complessivamente 6 elettrotreni (3.15): 2 costituiti da 3 elementi TIBB (1 elettromotrice e 2 rimorchiate pilota) (identificati in questo rapporto come materiale rotabile di categoria B1) e 4 elettrotreni FIREMA E126 di cui 3 costituiti da tre elementi ed 1 da due (identificati in questo rapporto come materiale rotabile di categoria B2). Tav. 3.16 - Composizione dei convogli della Ferrovia Benevento - Napoli Composizione dei convogli N. elementi Elettromotrice TIBB + Rim. TIBB + Rim. TIBB 3 Singolo elettrotreno FIREMA 1 I servizi ferroviari I servizi effettuati dalle Ferrovie Alifana e Benevento-Napoli, che collegano Piedimonte Matese con Napoli, utilizzano il tracciato della vecchia linea Alifana fino a S. Maria C.V. proseguendo poi lungo la linea Cassino - Caserta - Cancello - Napoli della rete RFI. Tali servizi hanno una frequenza oraria nella fascia di punta mattutina 7.00-9.30 pari a 0,4 treni/h. I treni provenienti da Benevento per Napoli, procedono sulla ferrovia Benevento Cancello quindi proseguono verso Napoli sulla linea Cancello-Napoli della rete RFI. Tali servizi hanno una frequenza nella fascia di punta mattutina considerata pari a 0,8 treni/h (tavola 3.17). 81 3. I FABBISOGNI DI MATERIALE ROTABILE IN CAMPANIA Tav. 3.17 - Servizi ferroviari della Ferrovie ALIFANA e Benevento-Napoli Linea Da A Treni/h fascia 7.00-9.30 Napoli - S.M.C. Vetere – Piedimonte M. Napoli Piedimonte Matese 0.4 Napoli Benevento 0.8 Napoli - Cancello – Benevento 3.2.5 Metronapoli Il materiale rotabile Il parco rotabile di Metronapoli si compone di due tipologie di mezzi: gli elettrotreni della linea 1 e gli Ale724 sulla linea 2 (tavola 3.18). Tav. 3.18 - Il materiale rotabile di METRONAPOLI Categoria Modello Motrici M1 Elettrotreni Linea 1 35 M2 Elettromotrici Ale 724 + Rimorchiate Le 884 32 Rimorchi Anno di immissione in i i 1993 32 1982 Per quanto riguarda le composizioni, il materiale Ale 724 ed Le 724 è utilizzato in un’unica composizione da 4 elementi (2 elettromotrici e 2 rimorchiate) per complessivi 16 elettrotreni; i convogli della Linea 1 sono invece utilizzate generalmente in composizioni da 2 Unità di Trazione (UDT) (tavola 3.19). Tav. 3.19 - Le composizioni dei convogli di METRONAPOLI Linea Da A Treni/h fascia 7.00-9.30 Linea 1 Piscinola Dante 10 Gianturco Castellammare di Stabia Pozzuoli Pozzuoli 6.4 0.8 Linea 2 I servizi ferroviari Nello scenario di partenza considerato nel presente studio (anno 2003) Metronapoli gestisce i servizi della Linea 1 della me- 82 I. LA RETE FERROVIARIA REGIONALE tropolitana di Napoli (metropolitana collinare) da Piscinola a Dante e quelli della Linea 2 (passante FS) da Pozzuoli a Gianturco. Sulla Linea 1 è offerto un servizio dalla stazione Dante alla stazione Piscinola con frequenza pari a 10 Treni/h nella fascia di punta mattutina; sulla Linea 2 sono effettuati il servizio Gianturco-Pozzuoli e il servizio Castellammare di Stabia-Pozzuoli, con frequenze pari rispettivamente a 6.4 treni/h e 0.8 treni/h. In tal modo, nella tratta urbana di Napoli, si raggiunge complessivamente una frequenza di circa 7.5 treni/h (tavola 3.20). Tav. 3.20 - Servizi ferroviari METRONAPOLI Linea Da A Treni/h fascia 7.00-9.30 Linea 1 Piscinola Dante 10 Gianturco Castellammare di Stabia Pozzuoli Pozzuoli 6.4 0.8 Linea 2 3.3 Scenario 2005-2007 In questo paragrafo si descrivono i risultati delle analisi per la determinazione dei fabbisogni di materiale rotabile nello scenario di breve periodo (2005-2007). Coerentemente con la metodologia descritta nella Tav.3.1, per la determinazione di tali fabbisogni, a partire dalle variazioni del quadro infrastrutturale, si progettano le modifiche ai servizi di trasporto collettivo da apportare per sfruttare le nuove infrastrutture realizzate e tali da soddisfare la domanda di mobilità. Si determina, quindi, il fabbisogno di materiale rotabile necessario per garantire, con adeguati margini di sicurezza, la regolarità dei servizi ipotizzati. Coerentemente con le finalità dello studio, la stima del fabbisogno per ciascuna azienda, è stata fatta a partire dalle frequenze dei servizi nella fascia di punta mattutina 7.00-9.30 e non dall’orario degli stessi. Essa, inoltre, è relativa ai soli servizi di tipo regionale; i servizi di tipo interregionale e di lunga percorrenza sono ipotizzati invariati. L’unità di misura utilizzata per la quantificazione del materiale rotabile è il “convoglio” inteso come composizione di una, due o tre Unità di Trazione (UDT) stabilita in funzione dei flussi di passeg- 3. I FABBISOGNI DI MATERIALE ROTABILE IN CAMPANIA 83 geri, ipotizzando ciascuna UDT con caratteristiche tecnico-funzionali coerenti con i parametri definiti per ciascuna categoria di materiale rotabile e riportati nel cap. 8. Le dimensioni effettive e le specifiche funzionali delle unità di trazione potranno essere definite, successivamente, in relazione alle strategie di standardizzazione ed alle scelte che verranno adottate sia per il materiale rotabile sia per gli interventi infrastrutturali e tecnologici. 3.3.1 Trenitalia Interventi infrastrutturali e nuovi servizi ferroviari Nel breve-medio periodo non si prevedono significative variazioni della rete RFI nella Regione Campania. L’unico intervento infrastrutturale significativo è rappresentato dall’apertura della prima tratta funzionale della Metropolitana di Salerno (dall’attuale stazione di Salerno fino alla stazione di Arechi). Pertanto i servizi ferroviari di Trenitalia risultano invariati rispetto allo scenario 2003; fanno eccezione: – i nuovi servizi della metropolitana di Salerno che prevedono un servizio navetta Salerno FS-Arechi con frequenza oraria nella fascia pari a 4 treni/h; – il servizio Formia-Napoli Campi Flegrei-Salerno, in sostituzione dei servizi Villa Literno-Pozzuoli e Napoli Campi F.Salerno, con frequenza oraria nella fascia pari a 1 treni/h. Il fabbisogno di materiale rotabile Nel 2005 il parco rotabile di Trenitalia (si veda la tavola 3.21) presenta elementi con più di 40 anni esercizio, tra questi: – gli elementi del gruppo di elettrotreni Ale 803 (utilizzati sulle direttrici Villa Literno-Aversa-Caserta, Salerno-Caserta-Aversa e Torre Annunziata-Gragnano) e – le automotrici Aln 668 utilizzate in prevalenza sulla Circumsalernitana e sulle linee non elettrificate Mercato San Severino-Avellino-Benevento e Avellino-Rocchetta Sant’Antonio. 84 I. LA RETE FERROVIARIA REGIONALE Tra gli elementi con un numero di anni di servizio compreso tra i 30 e i 40 anni ci sono: – le carrozze a Piano Ribassato (attualmente in servizio lungo la metropolitana costiera Salerno-Torre Annunziata-Napoli e sulla direttrice Napoli-Caserta-Benevento); – le Automotrici Aln 663 in servizio sulle linee della Circumsalernitana. Per tale materiale è, dunque, necessario prevedere delle sostituzioni o delle operazioni di restyling o revamping. In particolare il fabbisogno si stima in almeno 20 convogli (nuovi o rinnovati) in sostituzione degli Ale803 e dei Aln668 per i servizi tra AvellinoNocera Inf. e Avellino-Benevento, e di altri 15 convogli per i collegamenti della Circumsalernitana Nocera Inf.-Salerno (via Cava de’ Tirreni) e per i collegamenti Caserta-Cassino e Caserta-Benevento. Tav. 3.21 - Età media all’anno 2005 dei convogli/mezzi di TRENITALIA. Modello Numero di elementi Età media all’anno 2005 TAF 11 5 Ale 724 + Le 884 39 23 **Ale 803+Le803 18 43 *Aln 663 23 32 **Aln 668 61 42 E 656 22 20 E 652 12 10 E 464 16 5 *Piano Ribassato 41 30 Doppio Piano 21 25 MDVC 150 25 MDVE 77 20 UIC – X (IR) 46 5 ** elementi con più di 40 anni di servizio * elementi con numero di anni di servizio compreso tra 30-40 anni 85 3. I FABBISOGNI DI MATERIALE ROTABILE IN CAMPANIA 3.3.2 Circumvesuviana Interventi infrastrutturali e nuovi servizi ferroviari Gli interventi infrastrutturali previsti nel breve periodo (20052007) sulla rete della Circumvesuviana sono i seguenti: – l’attivazione del secondo binario sulla tratta S. GiorgioVolla; – l’apertura della nuova tratta Alfa Lancia-Acerra sulla Pomigliano-Acerra; – il completamento del raddoppio della tratta Napoli-Poggioreale della linea Napoli-Nola-Baiano; – il completamento del “Baffo” Madonnelle-Botteghelle (in direzione Napoli) di raccordo tra la San Giorgio-Casalnuovo e la Napoli-Nola-Baiano; – il completamento del raddoppio della tratta Ponticelli-Cercola della linea Napoli-Ottaviano-Sarno; – il completamento del raddoppio della tratta Torre Annunziata-Pompei (Valle) della linea Torre Annunziata-Poggiomarino; – le modifiche al sistema di blocco (da 1500 a 700-800 metri) sulla linea Napoli-Torre Annunziata. Tav. 3.22 - Servizi ferroviari CIRCUMVESUVIANA (scenario 2005-2007) Linea Da A Treni/h Fascia 7.00-9.30 Napoli – Torre Annunziata – Sorrento/Poggiomarino Napoli Napoli Napoli Napoli Napoli Napoli Torre Annunziata Ercolano Torre del Greco Sorrento Sorrento (diretto) Poggiomarino 1.2 0.4 0.8 2 0.4 2 Napoli Sarno 3 Napoli Napoli Napoli Baiano Nola Acerra 2 1 1 San Giorgio San Giorgio Napoli Acerra 6 1 Napoli – Ottaviano – Sarno Napoli – Nola – Baiano San Giorgio – Volla – Napoli/Casalnuovo 86 I. LA RETE FERROVIARIA REGIONALE A seguito del completamento di tali interventi infrastrutturali, vengono ipotizzate le seguenti modifiche al servizio (tavola 3.22): sulla Napoli-Nola-Baiano una nuova linea Acerra-Napoli con frequenze pari a 1 treni/h ed una Acerra-San Girogio con frequenza pari a 1 treni/h, nonché un leggero incremento delle frequenze da Nola a Napoli da 2.8 a 3 treni/h; si prevede inoltre la realizzazione del servizio S. Giorgio-Napoli con una frequenza pari a 6 treni/h così come previsto dal Piano Comunale dei Trasporti di Napoli. Complessivamente si osserva un incremento generalizzato delle frequenze che passano da 2.8 treni/h a 3 tra Nola e Pomigliano, da 3.2 treni/h a 5 tra Pomigliano e Volla e da 2.8 treni/h a 10 tra Volla e Napoli (tavola 3.22). Infine si prevede di incrementare le frequenze dei servizi sulla linea Napoli-Ottaviano-Sarno da 2.4 a 3 treni/h. Si ipotizza infine, che i servizi della fascia costiera (NapoliTorre Annunziata-Sorrento e Napoli-Torre Annunziata-Poggiomarino) rimangano invariati. Il fabbisogno di materiale rotabile Per la determinazione del fabbisogno di materiale rotabile, si ipotizza che le composizioni di elettrotreni sui servizi previsti, siano (tavola 3.23): composizioni a 3 elettrotreni su tutti i servizi a lunga percorrenza (per esempio Napoli-Sorrento, Napoli-Nola-Baiano); composizioni doppie sui servizi di media distanza (per esempio Napoli-Torre del Greco); composizioni singole sui servizi San Giorgio-Napoli e San Giorgio-Acerra. In tal modo si stima un fabbisogno complessivo di 106 elettrotreni al netto delle scorte e della percentuale di mezzi in manutenzione. Nelle ore di punta di un giorno feriale, occorrono circa 95 elettrotreni sui 118 disponibili per garantire il servizio, il che significa che la percentuale di mezzi di scorta e in manutenzione è di circa il 20%. Considerando che al 2005 buona parte del parco rotabile attuale della Circumvesuviana avrà raggiunto i 35 anni di esercizio (tavola 3.24) è ragionevole pensare che tale percentuale è destinata a mantenersi tale se non ad aumentare. Pertanto il numero di elettrotreni complessivo necessario per garantire i servizi descritti precedentemente risulta pari a circa a 132 elettrotreni. 87 3. I FABBISOGNI DI MATERIALE ROTABILE IN CAMPANIA Tav. 3.23 - Fabbisogno di materiale rotabile della CIRCUMVESUVIANA (scenario 2005-2007) Linea Da A Tempo di Elettrotreni giro Elettrotreni per convoglio (min) Napoli – Torre Annunziata – Sorrento/Poggiomarino Napoli Torre Annunziata Ercolano Torre del Greco Sorrento Sorrento (diretto) Poggiomarino Napoli Napoli 89 3 52 2 3 59 2 3 163 3 18 124 3 3 135 3 15 Sarno 152 3 21 Napoli Napoli Napoli Baiano Nola Acerra 143 109 89 3 3 2 15 6 4 San Giorgio Napoli 61 1 Napoli Napoli Napoli Napoli 6 Napoli – Ottaviano – Sarno Napoli – Nola – Baiano San Giorgio – Volla – Napoli/Casalnuovo 7 San Giorgio Acerra 87 1 Totale (al netto delle scorte e della percentuale di mezzi in manutenzione) Totale stimato 2 106 132 Per coprire tale fabbisogno sembra ragionevole pensare a nuove acquisizioni e procedere ad una graduale dismissione degli attuali elettrotreni Fe220. Tale materiale, infatti, progettato alla fine degli anni ’60, oltre a presentare soluzioni impiantistiche ormai datate ed uno scadente livello di comfort, fu concepito per un servizio essenzialmente di tipo regionale, cosa che ha fortemente condizionato il Tav. 3.24 - Età media all’anno 2005 dei convogli della CIRCUMVESUVIANA Categoria Modello Numero di elementi Età media all’anno 2005 C1 ETR Fe 220 70 13 35 25 C2 ETR T.21 35 15 88 I. LA RETE FERROVIARIA REGIONALE lay-out degli interni, caratterizzato da una netta prevalenza di posti a sedere rispetto ai posti in piedi, da corridoi abbastanza stretti e da un numero di porte relativamente basso. Di contro, negli ultimi anni sulla ferrovia Circumvesuviana sono aumentati gli spostamenti di breve e media distanza ricadenti nel bacino metropolitano di Napoli. Vi è, quindi, l’esigenza di un materiale con caratteristiche funzionali diverse, con un lay-out caratterizzato da un maggior numero di porte passeggeri, un più elevato rapporto tra posti in piedi e posti a sedere in modo da ottenere capacità complessive superiori, e percorsi interni che agevolino il flusso dei viaggiatori durante l’incarrozzamento e lo scarrozzamento. Tale considerazione avvalora l’ipotesi di procedere a nuove acquisizioni piuttosto che ad operazioni di rinnovamento del parco attuale. 3.3.3 SEPSA Interventi infrastrutturali e nuovi servizi ferroviari Nel breve periodo gli interventi previsti sulla rete ferroviaria della SEPSA sono i seguenti: – l’apertura della tratta Soccavo - Monte Sant’Angelo della “bretella” di Monte Sant’Angelo; – il completamento delle nuove stazioni Pianura, La Trencia, Traiano sulla linea Circumflegrea, della nuova stazione di Baia sulla linea Cumana e della stazione di Montesanto; – il completamento del raddoppio tra Bagnoli e Gerolomini della linea Cumana; Tav. 3.25 - Servizi ferroviari SEPSA (scenario 2005-2007) Linea Da A Treni/h Fascia 7.00-9.30 Cumana Montesanto Montesanto Bagnoli Torregaveta Montesanto Napoli Quarto – Torregaveta Quarto – Licola Soccavo Monte Sant’Angelo 3 3 Circumflegrea 0.4 3 Bretella Monte Sant’Angelo 4 89 3. I FABBISOGNI DI MATERIALE ROTABILE IN CAMPANIA – il completamento del raddoppio Cantieri-Torregaveta della linea Cumana. Tali interventi infrastrutturali non modificano in modo sensibile i servizi (tavola 3.25): rispetto allo scenario attuale è previsto un nuovo servizio navetta Soccavo-Monte Sant’Angelo con frequenza pari a 4 treni/h. Il fabbisogno di materiale rotabile All’anno 2005, non essendoci grandi variazioni di servizi, anche il fabbisogno di rotabili resta lo stesso: ai 17 elettrotreni necessari per garantire il servizio si aggiunge un nuovo elettrotreno che svolge il servizio navetta tra Soccavo e Monte Sant’Angelo (tavola 3.26). Al netto di scorte e percentuale di mezzi in manutenzione, il fabbisogno di elettrotreni della SEPSA al 2005 è di 18 elettrotreni. Tav. 3.26 - Fabbisogno di materiale rotabile della SEPSA (scenario 20052007) Linea Da A Tempo di Elettrotreni per Elettrotreni giro (min) convoglio Cumana Montesanto Montesanto Bagnoli Torregaveta 41 96 1 1 2 6 Montesanto Napoli Quarto – Torregaveta Quarto – Licola 109 83 1 2÷3* 1 8 1 1 18 24 Circumflegrea Soccavo - Edenlandia Soccavo Monte Sant’Angelo 15 Totale (al netto delle scorte e della percentuale di mezzi in manutenzione) Totale stimato * 2 convogli da 3 elettrotreni e 1 convoglio da 2 elettrotreni Dei 30 elettrotreni attualmente a disposizione dell’azienda, al 2005, i 10 ET 100 avranno superato i 40 anni di servizio, mentre i 7 EN 300 arriveranno a quasi 30 anni. La vetustà dell’attuale parco fa sì, dunque, che nonostante il fabbisogno di rotabili rimanga invariato, si proceda, comunque, a nuove acquisizioni e/o ammodernamenti degli attuali elettrotreni. Ciò consentirebbe anche di ridurre la percentuale di mezzi di scorta e in manutenzione, che attualmente supera il 40%. 90 I. LA RETE FERROVIARIA REGIONALE Tav. 3.27 - Età media all’anno 2005 dei convogli della SEPSA Categoria Modello Numero di elementi Età media all’anno 2005 S1 S2 S3 Elettrotreni ET 100 Elettrotreni EN 300 Elettrotreni ET 400 10 7 13 43 29 13 Dai piani dell’azienda risulta che sono stati sottoposti ad ammodernamento (revamping e/o restyling) 6 elettrotreni ET 100 e 5 elettrotreni EN 300. Per i rimanenti sono previste, a partire dal 2005, le prime dismissioni, mentre è previsto un programma di restyling dei 13 ET400. Ipotizzando dunque, che per effetto dell’ammodernamento del parco la percentuale di mezzi di scorta e in manutenzione scenda al 30%, il fabbisogno stimato al 2005 di materiale rotabile della SEPSA risulta pari a 24 elettrotreni. 3.3.4 MetroCampania Nordest (ex Ferrovie Alifana e BeneventoNapoli) Interventi infrastrutturali e nuovi servizi ferroviari Gli interventi infrastrutturali previsti nel breve periodo sono i seguenti: – il completamento dell’elettrificazione della linea Santa Maria Capua Vetere-Piedimonte Matese; – l’apertura della nuova stazione di Benevento Pontecorvo sulla linea Benevento-Cancello. A fronte di tali modifiche alla rete infrastrutturale non sono state ipotizzate variazioni dei servizi al 2005 (si veda la Tav. 3.28). Tav. 3.28 - Servizi ferroviari della Ferrovie Alifana e Benevento-Napoli (scenario 2005-2007) Linea Da A Treni/h Fascia 7.00-9.30 Napoli – S.M.C. Vetere – Piedimonte Matese Napoli Piedimonte Matese 0.4 Napoli Benevento 0.8 Napoli – Cancello – Benevento 91 3. I FABBISOGNI DI MATERIALE ROTABILE IN CAMPANIA Si ha, quindi, una corsa per verso nella fascia 7.00 - 9.30 (frequenza oraria 0,4 treni/h) sulla linea Piedimonte Matese-Napoli e due corse per verso (frequenza oraria 0,8 treni/h) sulla Benevento-Napoli. Il fabbisogno di materiale rotabile Il fabbisogno di materiale rotabile rispetto allo scenario 2003 non varia (si veda la tavola 3.29): considerando le scorte e la percentuale di mezzi in manutenzione sono necessari 8 convogli per esercire i servizi della Napoli-Piedimonte M. e 6 convogli per la Napoli-Benevento. Tav. 3.29 - Fabbisogno di materiale rotabile di MetroCampania Nordest (scenario 2005-2007) Linea Da A Tempo di Convogli giro (min) Napoli – S.M.C. Vetere – Piedimonte Matese Napoli Piedimonte Matese 304 6 Totale (al netto delle scorte e della percentuale di mezzi in manutenzione) 6 Totale stimato 8 Napoli – Cancello – Benevento Napoli Benevento 250 Totale (al netto delle scorte e della percentuale di mezzi in manutenzione) 4 4 Totale stimato 6 All’anno 2005 i modelli OM (3 del tipo Aln 880 e 2 del tipo Aln 773) dell’Alifana superano i 45 anni di servizio così come le 4 Elettromotrici TIBB e le 4 Rimorchiate Pilota TIBB delle Ferrovie Benevento-Napoli (tavole 3.30 e 3.31). Per far fronte a tale situazione si è previsto, per la ex-Alifana, nel 2005, di dismettere i modelli OM e di sostituirli con 3 treni a trazione diesel (da prendere a noleggio quinquennale) e 3 Aln 668 (vecchia serie). Tav. 3.30 - Età media all’anno 2005 dei convogli della ex Alifana Categoria Modello Numero di elementi Età media all’anno 2005 A1 A2 A3 A4 Aln 880 OM Aln 773 OM Aln 668 Fiat Aln 663 Fiat 3 2 5 2 45÷55 45÷55 15-20 10-15 92 I. LA RETE FERROVIARIA REGIONALE Tav. 3.31 - Età media all’anno 2005 dei convogli di MetroCampania Nordest Categoria Modello Numero di elementi Età media all’anno 2005 B1 Elettromotrici TIBB + Rimorchiate pilota TIBB 4+4 46 1 (2casse) 13 B2 Elettrotreni FIREMA E126 3 (3 casse) 21 Analogamente per la Benevento-Napoli si è previsto al 2005 di iniziare il processo di dismissione dei convogli TIBB e di sostituzione degli stessi con elettrotreni Firema (eventualmente da sottoporre a revamping). 3.3.5 Metronapoli Interventi infrastrutturali e servizi ferroviari Nel breve periodo è prevista l’apertura della prima tratta funzionale Piscinola-Mugnano sul vecchio tracciato dell’Alifana da Piscinola ad Aversa. Su tale tratta si prevede un servizio navetta con frequenza pari a 3 treni/h nella fascia 7.00-9.30. I servizi ferroviari della Linea 1 e della Linea 2 si ipotizzano invariati (tavola 3.32). Il fabbisogno di materiale rotabile Per garantire il servizio ipotizzato, al netto delle scorte e della percentuale di mezzi in manutenzione, si stima che siano necessari 10 convogli sulla linea 1, un solo convoglio sulla tratta PiscinolaMugnano e 13 convogli sulla linea 2. Tav. 3.32 - Servizi ferroviari di METRONAPOLI (scenario 2005-2007) Linea Da A Treni/h Fascia 7.00-9.30 Linea 1 Piscinola Dante 10 Piscinola Mugnano 3 Gianturco Castellammare di Stabia Pozzuoli Pozzuoli 6.4 0.8 Piscinola-Aversa Linea 2 93 3. I FABBISOGNI DI MATERIALE ROTABILE IN CAMPANIA Per far fronte all’incremento di domanda passeggeri che si prevede al 2005 sulla linea 1, si è ipotizzato di comporre la metà dei convogli a 3 Unità di Trazione (UDT) della categoria di materiale di tipo M1. Complessivamente, pertanto, considerando una percentuale del 15% di scorte e mezzi in manutenzione, il fabbisogno di materiale rotabile di Metronapoli, risulta pari a 33 Unità di trazione di Tipo M1 e 16 convogli di tipo M2 (convogli Ale 724). Tav. 3.33 - Fabbisogno di materiale rotabile di METRONAPOLI Linea Da A Tempo di giro (min) Numero Convogli Tipologia Convogli Linea 1 Piscinola Dante 65 10 2-3 UDT* *il 50% delle composizioni è composto da 3 UDT Piscinola - Aversa Piscinola Mugnano 17 Totale (al netto delle scorte e della % di mezzi in manutenzione) Totale stimato 1 11 14 2 UDT 27 UDT 33 UDT Gianturco Pozzuoli 74 Castellammare di Stabia Pozzuoli 160 Totale (al netto delle scorte e della % di mezzi in manutenzione) Totale stimato 10 3 13 16 Ale 724 Ale 724 Linea 2 L’età media all’anno 2005 dei convogli del parco rotabile di Metronapoli è di 12 anni per le UDT della Linea 1 e di 23 anni per i convogli aAle724 della Linea 2 (tavola 3.34). Non esiste pertanto la necessità di procedere a dismissioni o operazioni di grande rinnovamento del parco, ad eccezione del restyling (tra l’altro già in corso) dei convogli Ale724 allo scopo di rendere il lay-out interno più funzionale alle esigenze del servizio di metropolitana della Linea 2. Tav. 3.34 - Età media dei convogli all’anno 2005 di METRONAPOLI Categoria Modello Numero di elementi Età media all’anno 2005 M1 Elettrotreni Linea 1 35 12 M2 Elettromotrici Ale 724 + Rimorchiate Le 884 32+32 23 94 I. LA RETE FERROVIARIA REGIONALE 3.4 Scenario 2010-2015 In questo paragrafo si descrivono i risultati delle analisi per la determinazione dei fabbisogni futuri di materiale rotabile nel lungo periodo (2010-2015). In tale periodo s’ipotizza che gli interventi infrastrutturali “invarianti” previsti nel progetto di Sistema di Metropolitana Regionale (SMR) siano stati completati e quindi che il nuovo servizio metropolitano regionale sia pienamente operativo. In accordo con la metodologia descritta nella tavola 3.1, per la determinazione dei fabbisogni di materiale rotabile, si parte dalle ipotesi sui servizi di trasporto collettivo atti a soddisfare la domanda di mobilità; si determina quindi il fabbisogno di materiale rotabile necessario per garantire, con adeguati margini di sicurezza, la regolarità dei servizi ipotizzati. Coerentemente con le finalità dello studio, la stima del fabbisogno per ciascuna azienda è stata fatta a partire dalle frequenze dei servizi nella fascia di punta mattutina 7.00-9.30 e non dall’orario degli stessi. Essa, inoltre, è relativa ai soli servizi di tipo regionale; i servizi di tipo interregionale e di lunga percorrenza sono lasciati invariati. Una volta calcolato il numero di treni in servizio, si è calcolato il fabbisogno di materiale assumendo una percentuale di utilizzazione pari al 85%, ipotizzando che nei prossimi anni si possa migliorare il livello di efficienza dei servizi legati alla manutenzione del materiale rotabile. Per quanto riguarda le tipologie di convogli e le relative composizioni, nell’ottica di ridurre al minimo il numero di possibili composizioni, al fine di massimizzare l’interoperabilità delle vetture sulle diverse tratte e raggiungere livelli di maggiore efficienza anche nell’acquisizione di nuovi rotabili, sono state individuate quattro nuove categorie di materiale rotabile ciascuna con una specifica funzione: – Categoria A: in questa categoria rientrano quei convogli adatti ai servizi metropolitani urbani, aventi cioè, le caratteristiche funzionali tipiche delle metropolitane; – Categoria B: in questa categoria rientrano quei convogli adatti ai servizi metropolitani regionali misti, aventi caratteristiche 3. I FABBISOGNI DI MATERIALE ROTABILE IN CAMPANIA 95 funzionali che si prestino sia a spostamenti regionali di breve distanza che a spostamenti in ambito urbano. In questa tipologia rientrano, ad esempio, quelle composizioni ad elevata capacità utilizzabili sui servizi provenienti da Caserta, Torre Annunziata e Salerno che si immettono nel passante FS di Napoli, oppure sui servizi provenienti da Nocera e Mercato San Severino che si immettono nella metropolitana di Salerno; – Categoria C: in questa categoria rientrano quei convogli adatti ai servizi regionali ordinari (ad esempio le linee Torre Annunziata-Cancello, Avellino-Benevento e Salerno-Caserta), aventi caratteristiche funzionali e di comfort che si addicono a spostamenti regionali di media distanza; – Categoria D: in questa categoria rientrano i convogli per servizi interregionali e quelli regionali di media-lunga percorrenza. In questa tipologia rientrano quelle composizioni con materiale ad elevate caratteristiche di comfort che richiamano le attuali composizioni per treni Intercity. A differenza di quanto è stato fatto nei paragrafi 3.2 e 3.3, nel seguito la descrizione dei servizi ipotizzati e il relativo materiale rotabile vengono distinti in base alla rete infrastrutturale utilizzata e non in funzione dell’azienda esercente. Così come già fatto nel paragrafo 3.3, l’unità di misura utilizzata per la quantificazione del materiale rotabile è il “convoglio” inteso come composizione di una, due o tre Unità di Trazione (UDT) stabilita in funzione dei flussi di passeggeri, ipotizzando ciascuna UDT con caratteristiche tecnico-funzionali coerenti con i parametri definiti per ciascuna categoria di materiale rotabile e riportati nel cap. 9. 3.4.1 La rete RFI 2 Interventi infrastrutturali e servizi ferroviari Gli interventi infrastrutturali previsti nel periodo 2010-2015 sono i seguenti (tavola 3.35): 2 Nello scenario 2010-2015 la tratta Agnano - Torregaveta della Cumana è inclusa nella rete RFI. 96 I. LA RETE FERROVIARIA REGIONALE Tav. 3.35 - Interventi infrastrutturali sulla rete RFI (scenario 2010-2015) interventi infrastrutturali previsti 1 Completamento della nuova linea AV fino alla Stazione AV/AC Afragola e a Napoli C.le 2 Linea AV/AC Napoli - Salerno a monte del Vesuvio 3 Nuova linea Napoli – Cancello 4 Nuove stazioni di Casoria, Arzano, Sant'Arpino e Villa di Briano sulla linea Napoli - Aversa -Villa Literno 5 Nuovo nodo di Napoli Centrale con le stazioni di Traccia, G. Ferraris, Vigliena e Due Palazzi 6 Nuova stazione Agnano sul passante Gianturco - Villa Literno 7 Acquisizione linea ex Cumana e nuova linea ferroviaria a servizio dell’area ex Italsider di Coroglio 8 Nuova stazione Quarto di interscambio con la Circumflegrea sul passante Gianturco - Villa Literno Nuove stazioni di S. Clemente/S. Nicola la Strada, Casapulla, Casagiove, Italtel sulla linea Napoli Capua Nuova stazione Pompei sulla linea Napoli Salerno di interscambio con la Torre Annunziata 10 Sorrento della Circumvesuviana 9 11 Quadruplicamento Salerno – Battipaglia (completamento della Metropolitana di Salerno) – il completamento della linea Alta Velocità fino alla stazione AV/AC di Afragola; – il completamento della linea AV/AC a monte del Vesuvio sulla quale saranno instradati i servizi veloci Napoli Salerno e più in generale tutti i servizi di lunga percorrenza diretti a Sud; – la modifica del tracciato della linea Napoli-Cancello tra Napoli e Acerra per consentire il passaggio per la stazione AV di Afragola; – il completamento del quadruplicamento Salerno-Battipaglia, con l’apertura delle altre stazioni della metropolitana di Salerno; – il completamento della variante di tracciato attraverso l’area ex-Italsider e l’inserimento del tracciato nel passante ferroviario di Napoli della tratta Agnano-Torregaveta della Cumana; – l’apertura di nuove stazioni ed importanti nodi di interscambio della rete ferroviaria regionale. I servizi ferroviari ipotizzati sulla rete infrastrutturale così modificata sono distinti in tre gruppi principali (tavola 3.36): la diret- 97 3. I FABBISOGNI DI MATERIALE ROTABILE IN CAMPANIA Tav. 3.36 - Servizi ferroviari sulla nuova rete RFI (scenario 2010-2015) Linea n° Da A Treni/h Fascia 7.00-9.30 1 1.5 1.5 3 2 Napoli – Caserta (Capua/Cassino/Villa Literno) via Aversa e Cancello A1 A2Q A2T A4 A5 Napoli Quarto Torregaveta Villa Literno Caserta Caserta (Via Aversa) Capua Capua Napoli Centrale Villa Literno B1 B2F B2T B3F B3T B4 Napoli Formia Torregaveta Formia Torregaveta Gianturco Salerno Salerno Salerno Torre Annunziata Torre Annunziata Villa Literno 2 1 1 1 1 5 C1 C2 C3 C4 C5 Battipaglia Nocera inf. Mercato S.S. Nocera inf. Nocera inf. Mercato S.S. Avellino Nocera inf. Salerno Eboli 4 2 1 2 1 D1 D2 D3 D4 D5 D6 D7 D8 D9 D10 D11 D12 D13 D14 D15 D16 Napoli Caserta Caserta Avellino Salerno Torre Annunziata Cancello Napoli Centrale Napoli C. Flegrei Napoli Centrale Napoli Centrale Napoli Centrale Salerno Salerno Avellino Buccino Formia Benevento Roma Benevento Capua Gragnano Torre Annunziata Roma Roma Potenza Sapri Cosenza Buccino Aversa Lioni Battipaglia Napoli - Salerno Circumsalernitana Altro 1 2 1 2 1 4 1 0.4 0.4 0.4 0.4 0.4 0.4 0.4 0.4 0.4 trice Napoli-Caserta, la direttrice Napoli-Salerno e i servizi della Circumsalernitana. Lungo la prima direttrice la novità è rappresentata dai servizi che s’inseriscono nel passante ferroviario di Napoli provenienti da Capua e diretti verso Quarto e/o Torregaveta; rimangono sostanzialmente invariati i servizi provenienti da Aversa/Villa Literno. Complessivamente nella fascia di punta del mattino sono garantiti 4 treni/h tra Napoli Centrale e Caserta (via Cancello) e 4 treni/h tra Napoli Centrale e Aversa. 98 I. LA RETE FERROVIARIA REGIONALE Lungo la direttrice Napoli-Salerno sono previsti servizi che si inseriscono nel passante ferroviario di Napoli (2 treni/h da Salerno e 2 treni/h da Torre Annunziata verso Formia e/o Torregaveta) a questi si aggiunge il collegamento diretto tra Napoli Centrale e Salerno sulla linea AV/AC a monte del Vesuvio con 2 treni/h. Per quanto riguarda la Circumsalernitana la novità è rappresentata dai servizi da Nocera e Mercato San Severino diretti verso Battipaglia ed Eboli che si inseriscono nella linea metropolitana di Salerno. Il fabbisogno di materiale rotabile Ai servizi sopra descritti sono state associate le quattro tipologie di materiale rotabile precedentemente descritte (tavola 3.37): la categoria B è assegnata ai servizi della direttrice Napoli-Caserta, ai servizi della direttrice Napoli Salerno e ai servizi principali della Circumsalernitana (Battipaglia-Mercato San Severino, Nocera inf.Salerno e Nocera inf.-Eboli); la categoria C è assegnata ai servizi secondari della Circumsalernitana (Nocera inf.-Avellino e Mercato San Severino-Nocera inf.), ai collegamenti Caserta-Benevento, Capua-Salerno, Avellino-Benevento e Cancello-Torre Annunziata; la categoria D è, infine, tipica dei servizi di lunga percorrenza (treni diretti Napoli-Roma e interregionali da Napoli verso la Calabria e la Basilicata). La stima del fabbisogno di materiale rotabile, ottenuta considerando una percentuale di utilizzo del materiale del 85%, risulta pari a 86 convogli di categoria B, 36 convogli di categoria C e 35 convogli di categoria D. Nel 2010 l’attuale parco rotabile di Trenitalia (si veda la tavola 3.38) presenterà elementi con più di 40 anni di servizio, tra questi: – gli elementi del gruppo di elettrotreni Ale 803 (utilizzati sulle direttrici Villa Literno-Aversa-Caserta, Salerno-Caserta-Aversa e Torre Annunziata-Gragnano); – le automotrici Aln 668 utilizzate in prevalenza sulla Circumsalernitana e sulle linee non elettrificate Mercato San Severino-Avellino-Benevento e Avellino-Rocchetta Sant’Antonio. 99 3. I FABBISOGNI DI MATERIALE ROTABILE IN CAMPANIA Tav. 3.37 - Fabbisogno del materiale rotabile sulla nuova rete RFI (scenario 2010-2015) Linea Da A Tempo di giro A1 A2Q A2T A4 A5 Napoli Quarto Torregaveta Villa Literno Caserta Caserta (Via Aversa) Capua Capua Napoli Centrale Villa Literno 140 231 273 140 124 3 6 7 7 5 B B B B B B1 B2F B2T B3F B3T B4 Napoli Formia Torregaveta Formia Torregaveta Gianturco Salerno Salerno Salerno Torre Annunziata Torre Annunziata Villa Literno 100 413 307 340 233 115 4 7 6 6 4 12 D B B B B B C1 C2 C3 C4 C5 Battipaglia Nocera inf. Mercato S.S. Nocera inf. Nocera inf. Mercato S.S. Avellino Nocera inf. Salerno Eboli 176 200 80 87 176 12 7 2 3 3 B C C B B D1 D2 D3 D4 D5 D6 D7 D8 D9 D10 D11 D12 D13 D14 D15 D16 Napoli Caserta Caserta Avellino Salerno Torre Annunziata Cancello Napoli Centrale Napoli C. Flegrei Napoli Centrale Napoli Centrale Napoli Centrale Salerno Salerno Avellino Buccino 233 191 436 151 211 62 131 431 418 467 453 629 160 233 244 136 B 4 7 8 6 4 5 3 3 3 4 4 5 2 2 2 1 86 D C D C C B B D D D D D C C C C n° n. Categoria convogli materiale Napoli – Caserta Napoli - Salerno Circumsalernitana Altro Formia Benevento Roma Benevento Capua Gragnano Torre Annunziata Roma Roma Potenza Sapri Cosenza Buccino Aversa Lioni Battipaglia Totale Categoria Totale Categoria C 36 Totale Categoria D 35 Tra gli elementi con un numero di anni di servizio compreso tra i 30 e i 40 anni ci saranno: – le carrozze a Piano Ribassato (attualmente in servizio lungo la metropolitana costiera Salerno-Torre Annunziata-Napoli e sulla direttrice Napoli-Caserta-Benevento) e le carrozze a Doppio Piano e le MDVC; 100 I. LA RETE FERROVIARIA REGIONALE – le Automotrici Aln 663 in servizio sulle linee della Circumsalernitana. Tav. 3.38 - Età media dei convogli/mezzi di TRENITALIA all’anno 2010 Categoria Modello Numero di elementi Età media all’anno 2010 TAF 11 10 Ale 724 + Le 884 39 28 **Ale 803+Le803 18 48 *Aln 663 23 37 **Aln 668 61 47 E 656 22 25 E 652 12 15 E 464 16 10 *Piano Ribassato 41 35 *Doppio Piano 21 30 *MDVC 150 30 MDVE 77 25 UIC – X (IR) 46 10 B C D ** elementi con più di 40 anni di servizio * elementi con numero di anni di servizio compreso tra 30-40 anni Considerati i fabbisogni delle diverse tipologie e tenuto conto dell’età media del parco attuale, per far fronte al notevole incremento di servizi regionali misti (urbani e regionali) e regionali ordinari occorrerà procedere a nuove acquisizioni di 56 convogli di categoria B e 36 convogli di categoria C. I convogli di categoria D necessari per i servizi interregionali potranno essere composti con gli attuali locomotori e le carrozze MDVE e UIC-X(IR). 3. I FABBISOGNI DI MATERIALE ROTABILE IN CAMPANIA 101 3.4.2 La rete ferroviaria Circumvesuviana Interventi infrastrutturali e servizi ferroviari Gli interventi infrastrutturali previsti nel periodo 2010-2015 sulla rete Circumvesuviana sono: – il completamento del triplicamento della tratta Napoli-Barra; – il completamento del raddoppio della tratta Pompei (scavi)Moreggine-Castellamare di Stabia della linea Torre Annunziata-Sorrento; – l’apertura della tratta dalla stazione AV/AC di Afragola a Casalnuovo; – il completamento del raddoppio della Torre A.-Pompei (interramento fino alla stazione di Pompei) della linea Torre Annunziata-Poggiomarino; – la realizzazione della nuova Stazione di Pompei di interscambio tra la linea Torre Annunziata-Sorrento e la linea RFI Napoli-Salerno; – il raddoppio della tratta Scisciano-Nola sulla linea NapoliNola-Baiano. A seguito di tali interventi infrastrutturali, ai servizi già introdotti nello scenario di breve periodo (2005-2007) si aggiungono nuovi servizi sulla linea costiera Napoli-Torre Annunziata-Sorrento/Poggiomarino, il potenziamento dei servizi verso Nola sulla linea Napoli-Nola-Baiano e i nuovi servizi che collegano la stazione AV/AC di Afragola con Napoli e con San Giorgio (tavola 3.39). Complessivamente sulla linea Napoli-Torre Annunziata tra Ercolano e Napoli, si incrementa la frequenza cumulata da 6.8 treni/h a 8 treni/h. In seguito al potenziamento delle linee Torre Annunziata-Poggiomarino e Torre Annunziata-Sorrento si ha un incremento delle frequenze da 2 treni/h a 4 treni/h tra Pompei e Torre Annunziata e da 2.4 treni/h a 6 treni/h da Castellammare di Stabia a Torre Annunziata. Il fabbisogno di materiale rotabile Il numero di convogli necessario per garantire il servizio ipotizzato, è pari al netto delle scorte e della percentuale di mezzi in 102 I. LA RETE FERROVIARIA REGIONALE Tav. 3.39 - Servizi ferroviari sulla rete della CIRCUMVESUVIANA (scenario 2010-2015) Linea Da A Treni/h Fascia 7.00-9.30 Napoli – Torre Annunziata – Sorrento/Poggiomarino Napoli Napoli Sorrento Napoli Napoli Castellammare Sorrento Torre Annunziata Pompei Poggiomarino 2 2 2 2 2 Napoli Sarno 3 Napoli Napoli Napoli Baiano Nola Acerra 2 2 1 San Giorgio San Giorgio Napoli Acerra 6 1 Napoli San Giorgio Afragola AC/AV Afragola AC/AV 1 1 Napoli – Ottaviano - Sarno Napoli – Nola – Baiano San Giorgio Afragola manutenzione a 55 convogli di cui 11 di categoria A (per la copertura dei servizi S. Giorgio-Napoli e di quelli da/verso la stazione AC/AV di Afragola) e 44 convogli di categoria B per tutti i rimanenti servizi, classificabili come servizi “regionali misti”. Pensando di utilizzare al 2010, composizioni simili a quelle attualmente in circolazione sulla rete (composizioni ad uno, due o tre ETR), per la determinazione del fabbisogno si ipotizzano composizioni a 3 elettrotreni su tutti i servizi a lunga percorrenza (per esempio Napoli-Sorrento, Napoli-Baiano); composizioni doppie sui servizi di media distanza (per esempio Napoli-Torre Annunziata); composizioni singole sui servizi da San Giorgio verso Napoli, Acerra e Afragola e sui servizi Afragola-Napoli. In tal modo si stima che il numero di elettrotreni in servizio sia pari a 130, al netto delle scorte e della percentuale di mezzi in manutenzione (tavola 3.40). Considerando una percentuale di utilizzo del 85%, ipotizzando che nei prossimi anni si possa migliorare il livello di efficienza dei 103 3. I FABBISOGNI DI MATERIALE ROTABILE IN CAMPANIA Tav. 3.40 - Fabbisogno di materiale rotabile sui servizi della rete ferroviaria della CIRCUMVESUVIANA (scenario 2010-2015 Linea Da A Tempo di n. giro Convo Cat. (min) gli ETR per conv. n. ETR Napoli – Torre A. – Sorrento/Poggiomarino Napoli Napoli Sorrento Napoli Napoli Castellammare Sorrento Torre Annunziata Pompei Poggiomarino 122 163 89 109 135 5 6 3 4 5 B B B B B 3 3 2 3 3 15 18 6 12 15 Napoli Sarno 152 8 B 3 24 Napoli Napoli Napoli Baiano Nola Acerra 143 109 89 5 4 2 B B B 3 2 2 15 8 4 San Giorgio San Giorgio Napoli Acerra 61 87 7 2 A B 1 1 7 2 Napoli San Giorgio Afragola AC/AV Afragola AC/AV 61 61 2 2 A A 1 1 2 2 Totale (al netto delle scorte e della % di mezzi in manutenzione) 55 130 Totale Fabbisogno stimato 63 150 Napoli – Ottaviano - Sarno Napoli – Nola – Baiano San Giorgio Afragola servizi legati alla manutenzione del materiale rotabile, il fabbisogno di convogli ed elettrotreni complessivo necessario per garantire i servizi sopra descritti, si stima pari rispettivamente a 63 convogli di cui 13 di categoria A e 50 di categoria B, per un totale complessivo di 150 elettrotreni. 3.4.3 La rete ferroviaria SEPSA Interventi infrastrutturali e servizi ferroviari Gli interventi infrastrutturali previsti nel periodo 2010-2015 sulla rete SEPSA sono: – il completamento della bretella di Monte S. Angelo tra le stazioni di Soccavo ed Edenlandia; – il completamento del raddoppio della tratta Montesanto-Pianura della Circumflegrea; 104 I. LA RETE FERROVIARIA REGIONALE – l’apertura della nuova stazione Cilea-Quattro Giornate sulla Circumflegrea, nodo di interscambio con Linea 1 della metropolitana di Napoli; – l’apertura della nuova stazione Quarto-FS della Circumflegrea, nodo di interscambio con la Linea 2 della metropolitana di Napoli; Nello scenario 2010, si è inoltre ipotizzato, così come nel Piano Comunale dei Trasporti e nel progetto di Sistema di Metropolitana Regionale, che il tracciato della Cumana dopo la stazione di Bagnoli prosegua lungo una variante di tracciato a servizio della area ex-Italsider di Coroglio per poi immettersi nel passante ferroviario RFI di Napoli in corrispondenza della stazione Leopardi. I servizi da Torregaveta che s’instradano su questo tratto di rete sono descritti nel paragrafo 3.4.1. Sulla linea della Circumflegrea sono previsti due servizi: la linea Montesanto-Licola e la Montesanto-Torregaveta, con frequenze rispettivamente pari a 3 treni/h e 1 treno/h. Lungo l’anello Montesanto-Soccavo-Edenlandia-Montesanto, si prevede, invece un servizio circolare con frequenza di 6 treni/h (tavola 3.41). Tav. 3.41 - Servizi ferroviari sulla rete SEPSA (scenario 2010-2015) Linea Da A Treni/h Fascia 7.00-9.30 Circumflegrea Montesanto Montesanto Torregaveta Licola 1 3 Montesanto Montesanto 6 Bretella Monte Sant’Angelo Complessivamente sulla Circumflegrea, tra Soccavo e Montesanto sono previsti nella fascia di punta del mattino 7.00-9.30 10 treni/h, che diventano 4 treni/h fino a Licola. Lungo la tratta Soccavo-Edenlandia-Montesanto, sono invece previsti 6 treni/h. Il materiale rotabile Il numero di convogli necessario per garantire il servizio ipotizzato, è pari, al netto delle scorte e della percentuale di mezzi in 105 3. I FABBISOGNI DI MATERIALE ROTABILE IN CAMPANIA manutenzione a 15 convogli di cui 7 di categoria B (per la copertura dei servizi della Circumflegrea, servizi “regionali misti”) e 8 di categoria A (per la copertura dei servizi della Bretella di Monte Sant’Angelo, servizi “Metropolitani urbani”).Considerando una percentuale di utilizzo del 85%, ipotizzando che nei prossimi anni si possa migliorare il livello di efficienza dei servizi legati alla manutenzione del materiale rotabile, il fabbisogno di materiale rotabile complessivo necessario per garantire i servizi descritti precedentemente si stima pari a 18 convogli di cui 9 di categoria B e 9 di Categoria A (tavola 3.42). Tav. 3.42 - Fabbisogno di materiale rotabile sulla rete ferroviaria SEPSA g(scenario 2010-2015) ( ) Linea Da A Tempo di n. giro Convogli (min) Categoria Circumflegrea Montesanto Torregaveta 87 5 B B A Montesanto Licola 115 2 Montesanto Montesanto 72 8 Bretella Monte Sant’Angelo Totale (al netto delle scorte e della % di mezzi in manutenzione) Totale Fabbisogno stimato 15 18 3.4.4 La linea ferroviaria Benevento - Cancello Interventi infrastrutturali e servizi ferroviari Non si prevedono interventi infrastrutturali sulla Ferrovia Benevento-Cancello. Pertanto i servizi Benevento-Cancello-Napoli non si modificano sostanzialmente: si ipotizza soltanto un incremento delle frequenze che dagli attuali 0.8 treni/h nella fascia di punta 7.00-9.30 passano a 1 treno/h (tavola 3.43). Il materiale rotabile Il fabbisogno di materiale rotabile per garantire il servizio Napoli-Benevento con la frequenza oraria ipotizzata è, al netto delle 106 I. LA RETE FERROVIARIA REGIONALE Tav. 3.43 - Servizi ferroviari sulla linea Benevento-Cancello-Napoli (scenario 2010-2015) Linea Da Treni/h Fascia 7.00-9.30 A Benevento – Cancello – Napoli Benevento Napoli C.le 1 scorte, pari a 5 convogli di categoria C; considerando una percentuale del 15% per la manutenzioni ordinaria si ottiene una stima del fabbisogno di materiale rotabile pari a 6 convogli (tavola 3.44). Tav. 3.44 - Fabbisogno di materiale rotabile per i servizi sulla linea Benevento-Cancello (scenario 2010-2015) Linea Da A Tempo di n. Categoria giro (min) Convogli Napoli – Cancello – Benevento Napoli Benevento 250 Totale (al netto delle scorte e della percentuale di mezzi in manutenzione) Totale stimato 5 C 5 6 3.4.5 La nuova rete ferroviaria ex-Alifana Interventi infrastrutturali e servizi ferroviari Gli interventi infrastrutturali previsti nel periodo 2010-2015 sulla rete dell’ex-Alifana sono: – il completamento dell’elettrificazione della tratta Piedimonte Matese-Santa Maria Capua Vetere; – il completamento del nuovo tracciato da Santa Maria C.V. a Teverola passante per Aversa, Giugliano fino a Napoli (Stazione Piscinola della linea 1 della metropolitana). I servizi ipotizzati su tale linea sono i seguenti (tavola 3.45): – il potenziamento delle frequenze orarie nella fascia di punta del mattino sulla Piedimonte M.-Santa Maria C.V.-Napoli Centrale che passano dalle attuali frequenze di 0.4 treni/h a 1 treni/h; 107 3. I FABBISOGNI DI MATERIALE ROTABILE IN CAMPANIA Tav. 3.45 - Servizi ferroviari sulla nuova rete ex-ALIFANA (scenario 20102015) Linea Da A Treni/h Fascia 7.00-9.30 Piedimonte Matese – Napoli/Teverola Piedimonte Matese Piedimonte Matese Napoli Teverola 1 1 Teverola Aversa Piscinola Piscinola 1 2 (Teverola) - Aversa - Piscinola – il nuovo servizio da Piedimonte Matese a Teverola con frequenze pari a 1 treni/h 3; – i nuovi servizi da Teverola e da Aversa verso Piscinola con frequenza pari rispettivamente a 1 treni/h e 2 treni/h 4; Complessivamente sulla linea Piedimonte Matese-Santa Maria C. V. si raggiunge una frequenza di 2 treni/h (contro gli attuali 0.4 treni/h), mentre da Aversa a Piscinola una frequenza cumulata di 3 treni/h. Il materiale rotabile Il numero di convogli necessario per garantire il servizio ipotizzato, è pari, al netto delle scorte e della percentuale di mezzi in manutenzione a 17 convogli di cui 9 di categoria C (per la copertura dei servizi Piedimonte M.-Napoli e Piedimonte M.-Teverola) e 8 di categoria A (per la copertura dei servizi da Teverola e Aversa verso Piscinola). Considerando una percentuale di utilizzo del 85%, ipotizzando che nei prossimi anni si possa migliorare il livello di efficienza dei servizi legati alla manutenzione del materiale rotabile, il fabbisogno 3 L’attestamento di tale servizio alla stazione di Teverola è dovuto al fatto che attualmente a partire da tale stazione la tensione della linea si modifica (da 1500 a 3000 V) e non sono previsti interventi sul sistema di alimentazione. 4 I treni provenienti da Teverola e Aversa, giunti a Piscinola, si immettono nell’anello della linea 1 percorrendolo in senso orario fino a raggiungere le banchine superiori della stazione di Piscinola dove invertono il senso di marcia e ritornano ai rispettivi capolinea, ripercorrendo l’anello in senso antiorario. 108 I. LA RETE FERROVIARIA REGIONALE di convogli ed elettrotreni complessivo necessario per garantire i servizi descritti precedentemente si stima pari rispettivamente a 22 convogli di cui 12 di categoria C e 10 di categoria A (tavola 3.46). Tav. 3.46 - Fabbisogno di materiale rotabile per i servizi sulla nuova rete ferroviaria ex Alifana (scenario 2010-2015) Linea Da A Tempo n. di giro Categoria Convogli (min) Piedimonte Matese – Napoli/Teverola Piedimonte Napoli Matese Piedimonte Teverola Matese Totale (al netto delle scorte e della percentuale di mezzi in manutenzione) 304 6 C 163 3 C 9 Totale stimato 12 Piscinola- Aversa -(Teverola) Aversa Piscinola 133 5 A Teverola Piscinola 141 3 A Totale (al netto delle scorte e della percentuale di mezzi in manutenzione) 8 Totale stimato 10 3.4.6 La linea 1 della Metropolitana di Napoli Interventi infrastrutturali e servizi ferroviari Sulla linea 1 della metropolitana di Napoli al 2010 è previsto il completamento dell’anello con l’apertura della tratta Dante-Garibaldi-Capodichino (aeroporto)-Piscinola. I servizi ipotizzati sull’anello della linea 1 sono i seguenti (tavola 3.47): 1. servizi che fanno l’intero giro dell’anello a partire dalla stazione di Piscinola con frequenza pari a 4.5 treni/h; 2. servizi sulla tratta Centro Direzionale-Dante-Piscinola con frequenza pari a 7.5 treni/h; Considerando anche i 3 treni/h che provengono da (Teverola) Aversa complessivamente sull’anello si hanno frequenze pari a 15 109 3. I FABBISOGNI DI MATERIALE ROTABILE IN CAMPANIA treni/h tra Centro Direzionale, Dante e Piscinola (1 treno ogni 4 minuti) e frequenze pari a 7.5 treni/h tra Centro Direzionale-Capodichino e Piscinola (1 treno ogni 8 minuti). Tav. 3.47 - Servizi ferroviari sulla linea 1 della metropolitana di Napoli (scenario 2010-2015) Linea Da Treni/h Fascia 7.00-9.30 A Linea 1 MN Piscinola Centro Direzionale Piscinola Piscinola 4.5 7.5 Il materiale rotabile Il numero di convogli necessario per garantire il servizio ipotizzato, è pari, al netto delle scorte e della percentuale di mezzi in manutenzione a 18 convogli di categoria A. Considerando una percentuale di utilizzo del 85%, il fabbisogno di convogli ed elettrotreni complessivo necessario per garantire i servizi descritti precedentemente si stima pari rispettivamente a 21 convogli. Pensando di utilizzare al 2010, composizioni simili a quelle attualmente in circolazione sulla rete, costituite da tre Unità di Trazione (UDT), si stima che il fabbisogno di materiale rotabile necessario al netto delle scorte e della percentuale di mezzi in manutenzione sia pari a 54 UDT mentre quello complessivo pari a 63 UDT (tavola 3.48). Tav. 3.48 - Fabbisogno di materiale rotabile sulla linea 1 della metropolitana di Napoli (scenario 2010-2015) Linea Da A n. Tempo di giro convogli (min) Categoria UDT per convogli n. UDT 9 A 3 27 9 A 3 27 Linea 1 Piscinola Piscinola 111 Centro Piscinola 72 Direzionale Totale (al netto delle scorte e della percentuale di mezzi in manutenzione) Totale stimato 18 54 21 63 110 I. LA RETE FERROVIARIA REGIONALE 3.4.6 La linea 6 della Metropolitana di Napoli Interventi infrastrutturali e servizi ferroviari Al 2010 è previsto il completamento della linea 6 della metropolitana di Napoli da Piazzale Tecchio a Piazza Municipio. Il servizio ipotizzato prevede una frequenza di 15 treni/h ovvero un passaggio ogni 4 minuti (tavola 3.49). Tav. 3.49 - Servizi ferroviari sulla linea 6 della metropolitana di Napoli (scenario 2010-2015) Linea Da Treni/h Fascia 7.00-9.30 A Linea 6 P.le Tecchio P. Municipio 15 Il materiale rotabile Il numero di convogli necessario per garantire il servizio ipotizzato, è pari, al netto delle scorte e della percentuale di mezzi in manutenzione a 8 convogli di categoria A. Considerando una percentuale di utilizzo del 85%, il fabbisogno di convogli necessario si stima pari a 10 convogli di categoria A (tavola 3.50). Tav. 3.50 - Fabbisogno di materiale rotabile sulla linea 6 della metropolitana di Napoli (scenario 2010-2015) Da A Tempo di giro (min) n. convogli Categoria P.le Tecchio P. Municipio 30 8 A Linea Linea 6 Totale (al netto delle scorte e della percentuale di mezzi in manutenzione) 8 Totale stimato 10 PARTE II I NUOVI BISOGNI E LE ESIGENZE INNOVATIVE NEL TRASPORTO FERROVIARIO REGIONALE EUROPEO E MONDIALE: L’IMPATTO SUL MATERIALE ROTABILE 4. I nuovi bisogni e le esigenze innovative della clientela del trasporto ferroviario 4.1 Linee di tendenza della domanda di trasporto ferroviario in Campania Il trasporto ferroviario risponde alla domanda di mobilità scontando l’elevato grado di rigidità – proprio di tutti i servizi collettivi – derivante dalla sua discontinuità territoriale (relazioni sul territorio di tipo “puntuale”) e temporale (servizi erogati in base ad orari prefissati), che ne limitano l’accessibilità comprimendone i potenziali di crescita. In Campania questi caratteri “fisiologici”, unitamente ad aspetti di contesto riconducibili ad un livello di offerta sostanzialmente invariato rispetto ad una domanda di trasporto molto cresciuta in termini quantitativi e qualitativi, hanno condotto, nell’arco degli ultimi venti anni, ad una riduzione del peso percentuale del trasporto su ferro (nonostante un suo aumento in valore assoluto) sul totale delle opportunità modali a disposizione dei cittadini per gli spostamenti all’interno del territorio regionale. Tra il 1981 ed il 1991, in base ai dati dei Censimenti ISTAT, la domanda complessiva di spostamenti giornalieri extraurbani per motivi di lavoro e studio è passata da 468.000 a 703.000, con un incremento di poco superiore al 50%. L’aumento della popolazione, le modifiche di reddito e della destinazione di spesa delle famiglie, nonché l’evoluzione dei processi insediativi hanno, nel tempo, generato una crescita sostanziale delle necessità quotidiane di spostamento dei cittadini. Tuttavia, in questo processo di sviluppo della mobilità, il ruolo del trasporto 114 II. I NUOVI BISOGNI E LE ESIGENZE INNOVATIVE Tav. 4.1 - Domanda di trasporto in Campania, ripartizione modale variazione delle quote 1981-1991 1981 Modalità Spostamenti/g 1991 (%) Spostamenti/g (%) Privato 203.000 43,4 417.700 59,4 Pubblico 265.000 56,6 285.300 40,6 Gomma Ferro TOTALE 174.100 90.900 468.000 37,2 19,4 167200 118100 Variazioni % +36,9 -28,3 23,8 16,8 -36,0 -13,4 703.000 pubblico, sia per la prima richiamata invarianza dell’offerta, ma soprattutto per il raddoppio del volume di trasporto privato (determinato dalle maggiori disponibilità di reddito e dal forte sviluppo del sistema viario), si è progressivamente ridotto. Nel periodo considerato, l’incidenza del trasporto pubblico (nonostante un aumento complessivo di spostamenti/giorno pari a 20.300 unità) sul totale della domanda di mobilità in Campania è diminuita, passando dal 55,2% al 40,6%. Le modifiche in termini di ripartizione modale, tuttavia, non si sono verificate solo tra pubblico e privato, ma anche all’interno dello stesso trasporto pubblico, a favore del trasporto ferroviario. Se, infatti, in termini di peso percentuale, il trasporto pubblico su gomma (passato, tra il 1981 ed il 1991, dal 37,2 al 23,8%) rimane superiore a quello su ferro (passato, nel medesimo periodo dal 19,4 al 16,8% del totale), in valori assoluti (numero di spostamenti soddisfatti), ha perso progressivamente terreno, con una riduzione di circa 6.900 unità, contro un incremento della modalità su ferro di 27.200 unità (+30% rispetto al periodo precedente). In sostanza, la quota di mercato della modalità ferroviaria all’interno del trasporto pubblico è passata dal 34,3% al 41,4%. In base alle stime (in mancanza di dati censuari) effettuate dal gruppo di lavoro che ha realizzato il progetto di Metropolitana Regionale1, tra il 1991 ed il 2000, anno nel quale si ipotizza una do1 Si veda: Studio di fattibilità per la realizzazione della metropolitana regionale - Rapporto finale, PriceWaterhouse & Coopers e Net Engineering, 2001; commissionato dalla Regione Campania, Assessorato ai Trasporti - AGC Trasporti e Viabilità. 4. I NUOVI BISOGNI E LE ESIGENZE INNOVATIVE DELLA CLIENTELA 115 manda di circa 777.000 spostamenti/giorno, la quota modale pubblica si è ulteriormente ridotta, giungendo al 34% del totale. Nonostante questa ulteriore regressione del peso del trasporto pubblico, sembrerebbe tuttavia evidenziarsi un significativo rallentamento del trend di crescita della quota modale auto ed un contestuale alleggerimento del trend negativo registrato dalla modalità pubblica. I valori che emergono da queste stime mettono chiaramente in evidenza la difficoltà incontrata dal trasporto pubblico di sostenere una domanda di mobilità sempre più ampia e complessa. Nel contempo, tuttavia, sembrano intravedersi i primi effetti di un mutamento dei criteri di scelta modale dei cittadini, in parte derivanti dalle politiche di dissuasione all’impiego dell’auto (almeno nelle grandi aree urbane), ma anche, probabilmente, dalla affermazione di un approccio diverso alle opzioni modali disponibili: queste infatti vengono valutate non solo come modalità alternative di mobilità, ma anche alla luce della loro diversa capacità di incidere su fattori rilevanti per la qualità della vita (inquinamento, congestione, incidentalità, ecc.). Questo mutato approccio, che nasce da una nuova consapevolezza della “popolazione mobile”, fa presagire la possibilità di adottare, con maggiore prospettiva di successo, politiche di redistribuzione modale della domanda a favore del modo pubblico e, ancor più, di quello ferroviario. Il progetto di Metropolitana Regionale, nella sua strutturazione complessiva, in termini di quantità e qualità dell’offerta e, soprattutto, di impatto sul territorio, cerca di rispondere efficacemente alla prima richiamata rigidità della modalità ferroviaria, introducendo nuove ed articolate logiche di unitarietà, flessibilità, attrattività, accessibilità e di integrazione modale, in grado di favorire il desiderato progressivo ampliamento della richiesta di trasporto su ferro, a scapito, soprattutto, del mezzo privato. Contestualmente, il progetto appare allinearsi pienamente alle politiche di mobilità sostenibile – ossia in grado di garantire una maggiore efficienza nell’uso delle risorse e di ridurre gli impatti negativi in campo ambientale e sulla sicurezza – espresse sia a livello europeo (Libro Bianco dell’Unione Europea – La politica europea dei trasporti fino al 2010: il momento delle scelte), che nazionale (Piano Gene- 116 II. I NUOVI BISOGNI E LE ESIGENZE INNOVATIVE rale dei Trasporti), avviando una nuova stagione del sistema della mobilità nella regione Campania. Al di là di considerazioni legate alla sostenibilità del sistema dei trasporti, la volontà di incidere fortemente sull’attuale ripartizione modale delle scelte di trasporto dei cittadini campani, attraverso la definizione di un livello complessivo adeguato di prestazioni del sistema, non può affidarsi ad un approccio meramente intuitivo sui fabbisogni della clientela, ma deve fondare le sue basi su di una attenta considerazione delle caratteristiche della domanda e quindi delle aspettative e dei “desiderata” dei clienti. La corretta quantificazione della domanda rappresenta un passaggio imprescindibile per la programmazione della capacità complessiva di traffico – per volumi – esprimibile dal sistema (che, comunque, già per sua natura è in grado di garantire elevata capacità). Tuttavia, la valutazione qualitativa della domanda riveste altrettanta importanza, generando i suoi riflessi nella definizione delle caratteristiche strutturali dell’offerta, con particolare riferimento al tema degli investimenti in materiale rotabile (determinazione dei volumi di acquisto, tipologie di mezzi, caratteristiche tecnico-funzionali). In tal senso, la determinazione ed il raggiungimento di livelli di qualità dell’offerta aderenti alle aspettative dei clienti rappresentano un obiettivo da conseguire per il miglioramento di efficacia ed efficienza dei servizi erogati, ma costituiscono essi stessi un fattore rilevante per la spinta all’utilizzo sempre più diffuso della modalità pubblica su ferro. La riforma del trasporto pubblico locale – intervenuta ormai nel 1997 e che solo nel corso del 2002 ha visto delinearsi compiutamente il quadro normativo regionale, con tutte le Regioni a Statuto ordinario che hanno approvato una legge di attuazione del d.lgs. 400/97 e con l’adeguamento alle modifiche del d.lgs. 400/99 – oltre al trasferimento delle competenze in materia di trasporto pubblico, ai risvolti di carattere economico-finanziario (conseguenti all’abolizione del Fondo Nazionale Trasporti ed al trasferimento della responsabilità finanziaria alle Regioni, avvenuta nel 1996), introducendo la logica di concorrenza all’interno del sistema ed il ricorso alle gare per l’attribuzione della gestione dei servizi, sta modificando profondamente l’approccio al mercato. Si sta assistendo, 4. I NUOVI BISOGNI E LE ESIGENZE INNOVATIVE DELLA CLIENTELA 117 infatti, ad un progressivo mutamento del rapporto tra aziende e clienti: da un sistema di tipo burocratico-legale (che imponeva il rispetto di procedure su base amministrativa) condizionato dal rapporto con l’Ente Locale, ad un sistema che pone il cliente al centro del processo di pianificazione ed erogazione del servizio. La definizione e l’adozione delle Carte dei Servizi ormai, in molti casi, travalica la mera rispondenza all’obbligo normativo per assumere la funzione di sistema “quadro” per il perseguimento ed il miglioramento continuo della qualità dell’offerta, sul quale, sempre più spesso, si vanno innestando metodologie di rilevazione continuativa della customer satisfaction e, in alcuni casi, veri e propri sistemi di qualità certificati. Come per qualsiasi attività di analisi di mercato, anche per quella relativa alla domanda di trasporto pubblico (nel caso specifico, ferroviario), il primo passo da compiere è quello di procedere ad una quantificazione della clientela, effettiva e potenziale, ed alla individuazione delle sue caratteristiche. L’obiettivo di tale analisi è l’acquisizione di dati e informazioni e l’elaborazione di valutazioni utili a fornire spunti al processo di formulazione delle strategie di marketing e delle relative politiche operative, pur all’interno di un insieme di vincoli e rigidità tipici del sistema. 4.2 Il profilo attuale ed il grado di soddisfazione della clientela in Campania In assenza di una rilevazione sistematica e diretta sulla numerosità e sulle caratteristiche della clientela del sistema di trasporto ferroviario regionale, si è ritenuto opportuno effettuare un’analisi, di carattere quantitativo e qualitativo, del mercato di riferimento ricorrendo a dati e a documenti di fonte indotta, i cui risultati e le indicazioni che ne scaturiscono possono, in larga parte, essere estesi anche al contesto di riferimento di nostro interesse. In particolare, si farà riferimento a dati ISTAT, a rilevazioni realizzate sulla mobilità degli italiani da importanti soggetti operanti nel settore dei trasporti e ad alcuni documenti relativi a studi 118 II. I NUOVI BISOGNI E LE ESIGENZE INNOVATIVE condotti da Assessorati ai Trasporti di altre aree territoriali e da aziende esercenti, campane e non. L’obiettivo è quello di individuare la numerosità della clientela, l’esistenza al suo interno di gruppi con caratteristiche di omogeneità di “profilo” e di comportamento e, infine, il livello di soddisfazione dei clienti in relazione all’offerta esistente. 4.2.1 Dimensioni della domanda di trasporto pubblico e profili di comportamento della clientela Secondo i risultati dell’ultimo Censimento ISTAT (2001) i residenti nella regione Campania erano 5.701.931. Tav. 4.2 - Popolazione residente nelle province della regione Campania (2001) 2 Inc. % sul totale regionale Densità per Kmq Avellino Province 429.178 7,53% 323,1 Benevento 287.042 5,03% 138,6 Caserta 852.872 14,96% 2612,2 Napoli 3.059.196 53,65% 153,7 Salerno 1.073.643 18,83% 218,3 5.701.931 100% 419,6 Totale N° di residenti Per determinare l’effettiva numerosità della clientela, alla popolazione legalmente residente dovrebbe essere aggiunta un’altra quota di soggetti che – per motivi di lavoro, studio o turismo – in modo più o meno stabile, oppure occasionale, insistono sul territorio regionale, anch’essi costituenti parte integrante del bacino potenziale di soggetti che usufruiscono del sistema di trasporto pubblico della regione. In termini prudenziali, questa quota di soggetti potrebbe essere stimata nella misura dell’1,5% del totale dei residenti, portando il numero di soggetti che compongono l’universo nel quale si determina il bacino potenziale di clientela a circa 5.790.000 unità. Questa analisi, in ogni caso, data la difficoltà di quantificare 2 Fonte: Dati definitivi relativi alla popolazione residente al 21 Ottobre 2001, 14° Censimento Popolazione e Abitazioni, Anno 2001, ISTAT. 4. I NUOVI BISOGNI E LE ESIGENZE INNOVATIVE DELLA CLIENTELA 119 con buona attendibilità il numero di soggetti non residenti che determinano una domanda di trasporto su ferro nell’ambito regionale, si limiterà a considerare come potenziale bacino di utenza quello rappresentato dalla popolazione residente, richiamando, laddove ritenuto opportuno, le caratteristiche della domanda espressa anche dai soggetti non residenti, che contribuiscono a delineare il profilo dell’offerta. Tra la rilevazione censuaria del 1991 e quella del 2001, nella regione Campania si è registrato un aumento dei residenti di poco inferiore, in media, all’1,3%. Tav. 4.3 - Variazione della popolazione residente nelle province della regione Campania 3 Province Residenti al 2001 Residenti al 1991 Variazione % Avellino 429.178 438.812 -2,20% Benevento 287.042 293.026 -2,04% Caserta 852.872 815.815 4,54% Napoli 3.059.196 3.016.026 1,43% Salerno Totale 1.073.643 1.066.601 0,66% 5.701.931 5.630.280 1,27% Tale crescita, tuttavia, non è avvenuta in modo uniforme nelle diverse province, mettendo in evidenza l’esistenza di processi di modifica del sistema degli insediamenti, che influenza, e viene influenzato, da una serie innumerevole di fattori, tra i quali, senz’altro, i più rilevanti sono quelli legati al mercato del lavoro, ma anche alcuni fenomeni di carattere più marcatamente demografico (il progressivo invecchiamento) o di tipo prettamente insediativo (dispersione territoriale, distanza dalle grandi direttrici di traffico, dimensione dei centri urbani, disponibilità di servizi, ecc.). Ai fini di questa analisi, assume rilevanza, in primo luogo, la verifica delle caratteristiche demografiche della popolazione residente. Tra queste, un fondamentale fattore di scrematura dell’universo considerato, ai fini dell’inclusione o meno nel bacino potenziale di utenza, è rappresentato dall’età. Si può infatti ritenere possibile l’esclusione dal bacino di clientela potenziale di tutta la 3 Fonte 13° e 14° Censimento Popolazione e Abitazioni, ISTAT. 120 II. I NUOVI BISOGNI E LE ESIGENZE INNOVATIVE Tav. 4.4 - Popolazione residente nelle province Campane di età tra 6 e 80 anni 4 Province Totale residenti Residenti in età compresa tra 6 e 80 anni Incidenza % sul totale Avellino 429.178 388.286 90,5% Benevento 287.042 259.418 90,4% Caserta 852.872 774.453 90,8% Napoli 3.059.196 2.768.823 90,5% Salerno 1.073.643 976.842 91,0% 5.701.931 5.167.822 90,6% Totale popolazione di età inferiore ai 6 anni e di quella superiore agli 80; in entrambi i casi il criterio di esclusione si lega alla mancanza di totale “autonomia” negli spostamenti di questi soggetti. Attraverso questa prima scrematura dell’universo di riferimento, la domanda potenziale di trasporto su ferro si riduce al 90,6% della popolazione residente. Sebbene rilevante, la semplice quantificazione del bacino potenziale di domanda, non rappresenta comunque un dato significativo, se non debitamente accompagnato da valutazioni in merito al livello di utilizzo del trasporto ferroviario ed al numero medio degli spostamenti giornalieri, entrambi fattori utili alla definizione del profilo della clientela. Le analisi condotte a supporto del progetto di Metropolitana Regionale, come già accennato, stimano che in Campania, quotidianamente vi siano circa 777.000 spostamenti sistematici su tratte extraurbane ed extraprovinciali per motivi di lavoro e studio; di questi, il 34% – sempre secondo le stime effettuate – si indirizzerebbe verso l’offerta modale pubblica, per un totale di circa 264.200 spostamenti/giorno. Naturalmente, le direttrici di questo traffico (analizzate attraverso idonee matrici O/D) sono determinate dalle aree di gravitazione delle attività economiche, dai servizi pubblici, da quelli scolastici ed universitari, nonché da fattori di attrazione non legati a motivazioni di studio, lavoro o accesso all’offerta di aziende, pubbliche e private, produttrici di beni e di servizi. L’area di gravitazione più significativa, per evidenti motivazioni legate alla più am4 Fonte: Dati definitivi popolazione residente al 21 Ottobre 2001, 14° Censimento Popolazione e Abitazioni, Anno 2001, ISTAT. 4. I NUOVI BISOGNI E LE ESIGENZE INNOVATIVE DELLA CLIENTELA 121 Tav. 4.5 - Numero di spostamenti/giorno per provincia ogni 100 abitanti 5 Mobilità extraurbana Mobilità extraprovinciale Avellino Province 14,3 3,9 Rapporto generati/attratti 1,21 Benevento 11,4 2,7 1,10 Caserta 14,8 4,8 1,25 Napoli 11,6 0,9 0,90 Salerno 12,6 3,2 1,05 pia “gamma di offerta” di beni e servizi, viene esercitata dall’area metropolitana di Napoli, l’unica per la quale il numero di spostamenti verso l’esterno è inferiore a quello degli spostamenti attratti da altre aree; circostanza che fa sì che nel periodo di punta circa il 47% della mobilità regionale è generato da quest’area. Da un punto di vista, ancora, strettamente numerico, si rilevano – in base ai dati dell’Annuario Statistico della Regione Campania e ISTAT 1998/1999 – sostanziali differenze nel numero di spostamenti per abitante nelle diverse province. Considerato il numero complessivo di 777.000 spostamenti/ giorno, sembrerebbe emergere che in Campania la “popolazione mobile”, quotidianamente, per motivi di studio e di lavoro, su tratte extraurbane ed extraprovinciali (considerando per ciascuno almeno un viaggio a/r 6, e sulla base della scrematura, prima effettuata, in base alle fasce di età), si attesta intorno al 7,6% del totale dei residenti di età compresa tra 6 ed 80 anni. Coloro che ricorrono all’offerta modale pubblica rappresentano, invece, il 2,56% del totale, pari a 132.000 unità e di questi – considerando i pax/km rilevati nelle due modalità pubbliche (bus e treno) dallo studio più volte citato – all’incirca 54.100 ricorrerebbero alla modalità ferroviaria, concentrando la propria domanda, in larga parte, nella fascia oraria di punta (7:00-9:00 del giorno medio feriale). 5 Fonte: Annuario Statistico della Regione Campania - ISTAT, 1998/1999 consideri che l’ipotesi di 2 spostamenti giornalieri è minimale; le rilevazioni effettuate a livello nazionale dall’ISFORT indicano, infatti, un numero medio di spostamenti compiuti giornalmente per persona nella regione Campania pari a 2,9, con alcune differenze, in relazione alle caratteristiche sociodemografiche dei soggetti. Si veda Audimob-Osservatorio Nazionale Isfort-Fondazione Bnc sui comportamenti di mobilità degli italiani, Anno 2002. 6 Si 122 II. I NUOVI BISOGNI E LE ESIGENZE INNOVATIVE Il numero complessivo di clienti del sistema su ferro della regione, considerando anche le tratte urbane, non si limita, tuttavia, a quello così estrapolato. Esistono, infatti, altre categorie di clientela numericamente rilevanti – la cui corretta quantificazione risulta, in questa sede, abbastanza complessa – che concorrono alla determinazione della domanda. Si tratta, in particolare, di tutti i soggetti che si spostano per motivazioni diverse da quelle di studio e di lavoro, di coloro che si muovono all’interno di tratte urbane (categoria di clientela destinata a crescere numericamente, con significative incidenze sul sistema complessivo, alla luce della realizzazione di nuove tratte che insistono in ambiti urbani) e di tutta la popolazione mobile non residente (turisti, studenti fuori sede, ecc.), che comunque costituisce parte integrante della domanda di mobilità all’interno del contesto regionale. Il passo successivo, per una corretta comprensione delle caratteristiche della clientela del trasporto regionale su ferro, è costituito dall’analisi delle caratteristiche qualitative dell’universo di riferimento. A tale scopo, data l’assenza di dati specifici, sistematici e strutturati riferibili all’intero sistema, si è ritenuto opportuno condurre un’analisi che, partendo da rilevazioni di carattere generale (condotte a livello nazionale o nell’ambito di altri sistemi territoriali di mobilità) ed incrociandosi con dati rilevati al livello regionale, per analogia possa essere estesa al contesto oggetto di analisi e sia in grado di fornire un quadro – se non assolutamente certo, quanto meno attendibile – delle motivazioni di spostamento e delle caratteristiche socio-demografiche della clientela. Questa fase di analisi non giungerà ad una quantificazione delle diverse categorie di soggetti via via individuati, in ragione della mancanza di dati sufficientemente dettagliati dai quali desumere il numero complessivo di individui afferenti a ciascun gruppo. Indagini in tal senso, partendo dalle considerazioni qui contenute, potranno essere condotte solo quando l’Istat fornirà dati di maggiore dettaglio ed approfondimento relativamente ai risultati delle analisi O/D contenute nell’ultimo censimento della popolazione. Una prima interessante fonte è rappresentata dai risultati emergenti dall’ultima Indagine Multiscopo sulle famiglie condotta dal- 4. I NUOVI BISOGNI E LE ESIGENZE INNOVATIVE DELLA CLIENTELA 123 Tav. 4.6 - Processo di estrapolazione dei clienti del sistema regionale su ferro l’Istat, che tra i numerosi aspetti fondamentali della vita quotidiana della popolazione, va a rilevare anche gli spostamenti quotidiani 7. L’indagine dell’Istat opera una distinzione della popolazione mobile in due grandi categorie: la prima rappresentata da coloro che si muovono per motivazioni di studio, costituita dai bambini dell’asilo e della scuola materna e dagli studenti fino a 34 anni; la seconda rappresentata da coloro che si muovo per motivazioni di lavoro, costituita dalle persone occupate di 15 anni e più. È evidente che tale livello di approfondimento dell’analisi non consente, almeno attraverso questa fonte, di prendere in considera7I Istat. servizi pubblici e di pubblica utilità: utilizzo e soddisfazione - Anno 2001, 124 II. I NUOVI BISOGNI E LE ESIGENZE INNOVATIVE zione tutti i soggetti che, comunque appartenenti alla popolazione mobile, vengono spinti agli spostamenti da motivazioni di ordine diverso (accesso ai servizi pubblici e privati, shopping, tempo libero, turismo, visita a parenti ed amici ecc.), categorie che si cercherà di analizzare in seguito. Per quanto riguarda la prima categoria, lo studio indica che nel novero dei soggetti che si muovono per motivazioni di studio, nella regione Campania, solo il 59,7% usa mezzi di trasporto (gli altri dichiarano di percorrere il tragitto necessario a piedi). L’uso del mezzo privato risulta prevalente, e l’impiego della modalità pubblica si attesta al 28,4%. La modalità su ferro (treno e metropolitana) è scelta dal 7,5% dei soggetti che utilizzano mezzi di trasporto. Tav. 4.7 - Bambini dell’asilo, della scuola materna e studenti fino a 34 anni, scelte modali per spostamenti legati a motivazioni di studio - 2001 (valori %) 8 Significative differenze si registrano analizzando il comportamento in funzione delle fasce di età (dato disponibile solo a livello nazionale e non disaggregato su base regionale). Emerge, infatti, che l’impiego della modalità su ferro fino ai 13 anni di età è alquanto limitato (1% del totale), assumendo maggiore rilevanza nella fascia tra i 14 ed i 17 anni, per poi crescere significativamente nelle fasce di età successive, con una maggiore concentrazione in quella 20-24 anni (35,8%). 8I Istat. servizi pubblici e di pubblica utilità: utilizzo e soddisfazione - Anno 2001, 4. I NUOVI BISOGNI E LE ESIGENZE INNOVATIVE DELLA CLIENTELA 125 Tav. 4.8 - Bambini dell’asilo, della scuola materna e studenti fino a 34 anni, scelta delle diverse modalità su ferro, per fasce di età 2001 (valori %) 9 Tra coloro che si muovono per motivazioni di lavoro, secondo la rilevazione Istat, nella regione Campania l’80,4% usa mezzi di trasporto. Anche per questa categoria l’uso del mezzo privato risulta prevalente, e in misura di gran lunga superiore a quella precedente (l’auto privata è utilizzata dal 68,3% del campione, anche per motivazioni legate all’età dei soggetti); l’impiego della modalità pubblica si attesta solo all’11,7%. La modalità su ferro (treno e metropolitana) viene scelta dal 5% dei soggetti che utilizzano mezzi di trasporto. Si registrano, ovviamente, significative differenze di comportamento nell’impiego della modalità pubblica su ferro analizzando i dati in base alle fasce di età dei clienti. In particolare, fermo restando un basso utilizzo in tutto l’universo considerato, si rileva che le fasce di età estreme presentano i più bassi livelli di impiego. Tav. 4.9 - Persone occupate di 15 anni è più, scelte modali per spostamenti legati a motivazioni di lavoro (valori %) 10 9-10 I 2001, Istat. servizi pubblici e di pubblica utilità: utilizzo e soddisfazione - Anno 126 II. I NUOVI BISOGNI E LE ESIGENZE INNOVATIVE Tav. 4.10 - Persone occupate di 15 anni è più, scelta delle diverse modalità su ferro, per fasce di età (valori %) 11 L’analisi dei risultati scaturenti dallo studio condotto da Audimob - Osservatorio nazionale Isfort-Fondazione BNC sui comportamenti di mobilità degli italiani 12, per quanto non si spingano ad un livello di disaggregazione su base regionale, sono in grado di fornirci ulteriori indicazioni, utili a ricostruire il quadro della clientela. In primo luogo, in termini di tendenze generali a livello nazionale, lo studio rileva una leggera riduzione del numero complessivo degli spostamenti dei soggetti appartenenti alla popolazione mobile, passati da una media giornaliera pro/capite di 3,12, registrata nel 2000, ai 2,95 spostamenti del 2002. La dinamica tendenziale del decremento è sostanzialmente omogenea nei contesti territoriali pluriregionali analizzati; tuttavia, si nota una sostanziale differenza nella velocità di decremento, che è risultata molto più marcata nel Centro Italia e nel Sud. Le motivazioni del decremento complessivo sono in larga parte attribuibili a fattori di carattere congiunturale, legati al ciclo economico recessivo in atto; mentre le differenze nei diversi ambiti territoriali sembrano essere influenzate anche dai modelli di mobilità (più complessi e “vischiosi” nel centro e nel sud del Paese, soprattutto in prossimità delle grandi aree urbane; più fluidi nelle altre regioni, che inoltre presentano modelli di fruizione del territorio diversi e policentrici, atti a favorire la fluidità degli spostamenti). Nonostante la fase economica negativa, gli spostamenti per motivazioni di lavoro crescono, ed unitamente a quelli per motiva11 I servizi pubblici e di pubblica utilità: utilizzo e soddisfazione - Anno 2001, Istat. 12 Si veda: TPL 2000 - Monitoraggio dello sviluppo del trasporto pubblico locale, N°3, Dicembre 2002, Isfort. 4. I NUOVI BISOGNI E LE ESIGENZE INNOVATIVE DELLA CLIENTELA 127 Tav. 4.11 - Motivazioni di spostamento (Italia) - 2002 13 Mobilità locale (6-10 km.) 18,2% Mobilità a media distanza (10-50 km.) 18,5% Mobilità di lunga distanza (> 50 km.) 2,1% Mobilità a corto raggio (2-5 km.) 24,1% Mobilità di prossimità (< 2 km.) 37,1% zioni di studio passano dal 40,3% registrato nel 2001, al 41,3% nel 2002. Sempre a livello generale, la mobilità di breve e media percorrenza risulta la quota più rilevante della domanda (36,7% del totale) e se considerata unitamente alla domanda a corto raggio (24,1%) indica in maniera inequivocabile che, attualmente, analizzare la domanda di trasporto significa soprattutto concentrarsi sulle problematiche del trasporto locale e dei contesti metropolitani estesi; come nel caso della regione Campania, in cui le distanze tra i principali centri urbani, nei quali si raggruppano le funzioni intorno alle quali gravita la domanda, risultano alquanto ridotte. Tav. 4.12 - Distanze degli spostamenti (Italia) - 2002 14 Mobilità locale (6-10 km.) 18,2% Mobilità a media distanza (10-50 km.) 18,5% Mobilità di lunga distanza (> 50 km.) 2,1% Mobilità a corto raggio (2-5 km.) 24,1% 13-14 Si Mobilità di prossimità (< 2 km.) 37,1% veda: TPL 2000-Monitoraggio dello sviluppo del trasporto pubblico locale, N° 3, Dicembre 2002, Isfort. 128 II. I NUOVI BISOGNI E LE ESIGENZE INNOVATIVE Tav. 4.13 - Spostamenti per motivazione e modalità di trasporto - 2002 (valori %) 15 Sotto il profilo della ripartizione modale, cresce l’uso del trasporto pubblico, che passa dal 12,3% del totale rilevato nell’anno 2000, al 13,5% nel 2002. Nel Mezzogiorno la quota modale sottratta dal pubblico al privato è pari all’1,2%. In relazione alle motivazioni di impiego del trasporto pubblico, quella derivante da spostamenti per motivi di studio risulta prevalente, seguita dagli spostamenti per lavoro. Un ultimo dato rilevante per questa analisi è dato dalla piena conferma delle differenze di comportamento della popolazione mobile nell’uso della modalità su ferro in funzione delle diverse fasce di età (dato disponibile solo a livello nazionale). Una ulteriore analisi di particolare interesse, anche se il contesto socio-economico risulta sostanzialmente diverso da quello oggetto dello studio in corso, è rappresentata dall’Indagine Origine/Destinazione Regionale 2002, realizzata dalla Direzione Generale Infrastrutture e Mobilità della Regione Lombardia. Il motivo di interesse per i risultati di questa ricerca è dettato soprattutto da due circostanze: – si tratta di uno dei più approfonditi studi di campo in relazione alle direttrici ed alle motivazioni di spostamento della popolazione e fornisce un quadro esaustivo delle caratteristiche della popolazione mobile; – nonostante le differenze socio-economiche di quest’area rispetto a quella oggetto della nostra analisi, le caratteristiche della distribuzione degli insediamenti si presenta in qualche modo, simile a quella della regione Campania (esistenza di una importante area metropolitana, che costituisce il princi15 Si veda: TPL 2000-Monitoraggio dello sviluppo del trasporto pubblico locale, N° 3, Dicembre 2002, Isfort. 4. I NUOVI BISOGNI E LE ESIGENZE INNOVATIVE DELLA CLIENTELA 129 pale attrattore di traffico, e vicinanza tra i principali centri urbani), seppure con ovvie differenze orografiche del territorio. L’indagine calcola in circa il 70% del totale dei residenti la popolazione mobile, su tutte le tipologie di tratte. La mobilità è influenzata dalle caratteristiche socio-economiche dei residenti; per ovvi motivi, i soggetti non occupati presentano un grado di mobilità inferiore alla media. Il numero medio di spostamenti giornalieri è pari a 2,65; in media, il numero più elevato di spostamenti/giorno è effettuato dai soggetti di età compresa tra i 20 ed i 44 anni ed in particolare da quelli occupati. L’analisi delle motivazioni di spostamento è stata condotta in maniera diversa e più approfondita rispetto agli studi prima richiamati; le differenze più significative sono rappresentate dall’accorpamento in un’unica categoria di tutti gli spostamenti di rientro alla propria abitazione e da una articolazione più dettagliata delle altre motivazioni. L’analisi della ripartizione modale indica che il trasporto collettivo (inclusi tutti gli spostamenti che prevedono un interscambio modale privato-pubblico) interessa il 13,5% degli spostamenti. Nella città di Milano, il ricorso alla modalità pubblica appare molto più elevato, quasi il 50% del totale, ma include una più ampia percentuale di spostamenti che prevedono un cambio modale. L’auto privata risulta sempre predominante nelle scelte modali; tuttavia queste ultime si presentano variamente articolate, in base delle differenti motivazioni di spostamento. Per chi si sposta per motivi di lavoro, il ricorso all’auto privata risulta molto elevato (75%), mentre per i soggetti che effettuano i propri spostamenti per motivazioni di studio la scelta modale pubblica cresce in maniera significativa (50%). La mobilità ferroviaria ricopre nell’area di indagine un ruolo molto importante, sia nelle relazioni interne all’area metropolitana di Milano (che genera ed assorbe il 60% degli spostamenti su ferro), sia nella mobilità interpolo ed interregionale. Il ricorso al trasporto su ferro sembra caratterizzarsi per la presenza quasi esclusiva di una domanda di tipo “pendolare”, circostanza chiaramente evidenziata dal profilo dei passeggeri, dalle mo- 130 II. I NUOVI BISOGNI E LE ESIGENZE INNOVATIVE Tav. 4.14 - Motivazioni di spostamento - regione Lombardia, 2002 16 Andare a scuola/università Visitare parenti/amici 5% 3% Accompagnare/andare da persone 4% Andare alla sede di lavoro 24% Visitare clienti/riunioni di affari 1% Effettuare commissioni personali 5% Fare acquisti 6% Tornare a casa 46% Svago/turismo/altro 6% tivazioni di spostamento (successivamente riportati) e dalla tipologia di bigliettazione, in larga prevalenza (73,7%) legata ad abbonamenti. Tav. 4.15 - Profilo dei passeggeri e motivi di spostamento per il modo su ferro in Lombardia - 2002 17 Lavoratori autonomi Imprenditori/ agricoltori Artigiani/ commercianti Operai Andare a scuola/università Impiegati Andare alla sede di lavoro Effettuare commissioni personali Fare acquisti Dirigenti/ funzionari Svago/ turismo/altro Studenti Visitare clienti/ riunioni di affari Pensionati Casalinghe Accompagnare/ andare da persone Disoccupati Visitare parenti /amici 16-17 Fonte: Indagine Origine/Destinazione Regionale 2002, Regione Lombardia - Direzione Generale Infrastrutture e Mobilità. 4. I NUOVI BISOGNI E LE ESIGENZE INNOVATIVE DELLA CLIENTELA 131 Una maggiore focalizzazione sul contesto locale campano ci è fornita dai risultati di due studi: l’Indagine sulla Qualità realizzata da Metronapoli nel corso 2002 18 (la quale, sebbene incentrata sul sistema di trasporto che si realizza nel contesto metropolitano della città di Napoli, offre ulteriori spunti di analisi.) e l’indagine, similare, condotta dalla Circumvesuviana, per il medesimo periodo 19. In relazione al profilo della clientela, lo studio Metronapoli evidenzia, come prevedibile, una netta prevalenza di clienti residenti nella città di Napoli; contestualmente, registra una significativa presenza di clienti residenti al di fuori del comune, i quali, evidentemente, impiegano il sistema Metronapoli nell’ambito di spostamenti che prevedono cambi di linee e anche, in alcuni casi, di modalità. Per quanto riguarda le categorie socio-economiche della clientela, gli occupati e gli studenti (in particolare quelli universitari) – che costituiscono, come prima più volte evidenziato, le categorie più “mobili” della popolazione – rappresentano il 73,5% del totale del campione analizzato. Tav. 4.16 - Profilo dei clienti Metronapoli per luogo di residenza - 2002 Residente in altro comune 23,8% Non residente nei pressi di una stazione 36,2% Turista 3,1% Residente nei pressi di una stazione 36,9% Interessante è il risultato dell’analisi in relazione alle motivazioni di spostamento. Prevale quella degli acquisti e del disbrigo di pratiche personali (51,4%), seguita da motivi di lavoro (27,6%) e di studio (20,9%), mettendo in evidenza la forte rilevanza della domanda di mobilità intraurbana e, per i clienti esterni all’area comu18 Si veda: Il Sistema Metronapoli: indagine sulla qualità - Rapporto 2002, Metronapoli S.p.a., 2003. 19 Si veda: Monitoraggio della qualità del servizio - 2002, Circumvesuviana S.r.l., 2003. 132 II. I NUOVI BISOGNI E LE ESIGENZE INNOVATIVE Tav. 4.17 - Profilo dei clienti Metronapoli per categoria socioeconomica 2002 Imprenditore/libero prof. Imprenditore/libero prof. Artigiano/commerciante Artigiano/commerciante 12,1% 3,8% Impiegato/insegnante Imiegato/insegnante 17,1% Operaio/commesso Operaio/commesso 6,8% Disoccupato Disoccupato 5,3% Casalinga Casalinga 10,6% Studente Studente 33,8% 8,4% Pensionato/ritirato Pensionato/ritirato Altro Altro 2,3% nale (per i quali la motivazione acquisti/pratiche personali risulta sempre quella prevalente), di impiego di questa modalità sia per la possibilità di raggiungere un’ampia parte dei centri nevralgici della città, sia allo scopo di evitare problemi di traffico e di parcheggio. Nel caso specifico dei clienti esterni all’area comunale, gli spostamenti per lavoro rappresentano circa il 30% del totale e quelli per studio circa il 21,5% e l’impiego della rete Metronapoli nell’ambito di un percorso plurimodale (o, comunque, svolto anche su altre linee su ferro) interessa il 77,1% dei viaggiatori di questo gruppo. Le rilevazioni effettuate nel 2002 dalla Circumvesuviana (in particolare quelle riferite al servizio offerto su ferro), ci forniscono un ulteriore punto di osservazione, dal quale trarre interessanti considerazioni in merito alle differenze di impiego del trasporto ferroviario esistente tra linee operanti su tratte prevalentemente urbane e linee che sono, invece, destinate al trasporto di media percorrenza. A differenza di quanto emerso dallo studio condotto sul sistema Metronapoli, le motivazioni di spostamento dei clienti della Circumvesuviana si caratterizzano per una maggiore incidenza dei motivi di lavoro e di studio, mettendo in luce un tendenziale “pendolarismo” dei clienti (evidenziato da un uso della linea con viaggi a/r da parte del 70,5% del campione), sebbene le motivazioni di carattere personale risultino abbastanza significative. Nel 43,3% dei casi, i clienti dichiarano di utilizzare il servizio nell’ambito di un percorso plurimodale. 133 4. I NUOVI BISOGNI E LE ESIGENZE INNOVATIVE DELLA CLIENTELA Tav. 4.18 - Profilo dei clienti Circumvesuviana per motivo del viaggio 2002 Altro per motivi personali 13,3% Acquisti/commissioni personali 20,6% Turismo 1,6% Studio 24,7% Lavoro 39,8% Per quanto riguarda le caratteristiche sociodemografiche della clientela, si registra, come già rilevato da altri studi, una sostanziale concentrazione nelle fasce di età comprese tra i 19 ed i 60 anni. Sono in prevalenza studenti, operai ed impiegati; risiedono per il 71,8% dei casi nella provincia di Napoli, per il 15,9% nel comune di Napoli e la parte restante in altre aree territoriali. Prima di passare ad una ricomposizione del quadro fornito dagli studi e dalle analisi i cui risultati sono stati qui riportati, è opportuno mettere in evidenza un dato comune a tutte le rilevazioni – sul quale si ritornerà successivamente – rappresentato dall’esistenza di un consolidato rallentamento del trend negativo della modalità pubblica, che guadagna quote nel “mercato della mobilità” a scapito della modalità privata ed il significativo sviluppo, all’interno del modo pubblico, della modalità su ferro. Questa crescita si è veTav. 4.19 - Profilo dei clienti Circumvesuviana per fasce di età ed attività Studenti Studenti Fino a a 18 anni 18 anni 31,7% 10,4% Operai Operai 19-26 anni 9-26 anni 29,6% 8,1% Impiegati Impiegati 24,9% Lavoratori autonomi Lavoratori autonomi 27-40 anni 7-40 anni Pensionati Pensionati 41-60 anni 1-60 anni 22,8% Casalinghe Casalinghe Disoccupati Disoccupati Oltre 60 anni e 60 anni 8,6% 31,7% 5,4% Altro Altro 4,5% 6,8% 6,0% 9,4% 134 II. I NUOVI BISOGNI E LE ESIGENZE INNOVATIVE rificata, in particolare, nelle aree metropolitane estese e in tutti i contesti regionali in cui, per caratteristiche della distribuzione degli insediamenti, disponibilità e politiche infrastrutturali e, soprattutto, per la realizzazione di strategie di “sistema” nella gestione del trasporto pubblico, ma anche di politiche di deterrenza all’uso del mezzo privato, il grado di appeal del modo pubblico è via via cresciuto. Assumendo come tendenzialmente omogenei i comportamenti della popolazione mobile in ambiti territoriali simili, i dati ed i risultati delle analisi condotte dai diversi studi richiamati si possono considerare sostanzialmente estendibili al contesto regionale campano, traendone spunti essenziali per delineare, con un sufficiente grado di approssimazione, il profilo della clientela del trasporto pubblico su ferro. In via generale, è possibile affermare che la clientela tipo è costituita, in larga parte, da persone occupate e studenti, di età compresa tra i 20 ed i 65 anni, le cui motivazioni di spostamento non si esauriscono nell’ambito di quelle legate all’accesso ai luoghi di studio e/o di lavoro (anche se la mobilità sistematica, o “pendolare”, rimane prevalente) ed al relativo rientro presso la propria abitazione, che impiegano il mezzo pubblico, e più specificamente la modalità su ferro, in molti casi quale modalità di trasporto inserita in percorsi plurimodali di tipo locale o di media percorrenza, utilizzando diffusamente forme di tariffazione con abbonamento. Differenze sostanziali sussistono in relazione alla lunghezza dei percorsi ed al livello di “intermodalità” del percorso. Infatti, mentre nel “corto raggio” e nel “locale” il peso relativo delle motivazioni di spostamento legate a questioni di ordine personale risulta prevalente, nelle percorrenze di media e lunga distanza, la rilevanza delle motivazioni di studio e di lavoro cresce significativamente e nel contempo sembrerebbe ridursi (almeno per gli studenti), il grado di intermodalità dello spostamento In linea generale, secondo i criteri di segmentazione della clientela impiegati (seppur con diverse sfumature e risultati) dagli studi analizzati, ed in funzione della sistematicità degli spostamenti, delle distanze percorse e del livello di intermodalità prescelto, è possibile identificare due fondamentali categorie di clientela (siste- 4. I NUOVI BISOGNI E LE ESIGENZE INNOVATIVE DELLA CLIENTELA 135 matici e non sistematici), che a loro volta si articolano in sottogruppi che presentano comportamenti omogenei. Di seguito si riporta una breve descrizione delle caratteristiche fondamentali dei diversi segmenti. – Sistematici per lavoro: sotto il profilo numerico dovrebbe trattarsi della categoria di clientela più rilevante per il trasporto su ferro; sono, in prevalenza, lavoratori di categorie impiegatizie (del settore privato e pubblico), di età compresa tra i 20 ed i 65 anni (per quanto nelle fasce estreme il ricorso a tale modalità appare più basso) che ricorre spesso a scelte plurimodali – a causa della distanza dal luogo di lavoro o allo scopo di evitare difficoltà di ingresso e spostamento all’interno dei centri urbani – ed utilizza formule tariffarie in abbonamento. La domanda, sotto il profilo temporale, si concentra nell’ora di punta mattutina e, di nuovo, nel pomeriggio, con una maggiore fluidità. – Sistematici per studio: numericamente è la categoria più importante subito dopo quella dei lavoratori; si concentra prevalentemente nelle fasce di età comprese tra i 18 ed i 34 anni, ricorre poco a scelte plurimodali (che al più si realizzano all’interno del contesto urbano) e come il segmento precedente utilizza diffusamente, data la sistematicità dello spostamento, formule tariffarie in abbonamento. Questo segmento, come il precedente, esprime la sua domanda in orari ben definiti della giornata, in particolare nella mattinata. – Non sistematici per lavoro: si tratta di una categoria residuale del gruppo che utilizza la modalità su ferro per motivazioni di lavoro; sono imprenditori, lavoratori autonomi, venditori, artigiani e impiegati che si muovono al di fuori della propria sede stabile di lavoro allo scopo di incontrare clienti, concludere affari, erogare o avere accesso a servizi; effettuano, in genere, scelte plurimodali ed utilizzano forme di bigliettazione ordinaria. Dal punto di vista temporale la domanda si distribuisce con le stesse modalità della prima categoria analizzata. – Non sistematici per motivazioni personali e accesso a servizi pubblici e privati: è una categoria numericamente rilevante le cui caratteristiche socio-demografiche sono alquanto ampie e sfumate 136 II. I NUOVI BISOGNI E LE ESIGENZE INNOVATIVE (anche se sotto il profilo dell’età dovrebbero rientrare nella fascia 20-65 anni che caratterizza l’uso della modalità su ferro) e possono appartenere ad una delle categorie precedenti. In genere, se esprimono la loro mobilità all’interno dell’area urbana nella quale risiedono, ricorrono a forme plurimodali, ma soprattutto di tipo pubblico; se si tratta invece di soggetti che si muovono su tratte extraurbane ed extraprovinciali, il ricorso anche al mezzo privato può essere più rilevante. Soprattutto nei contesti urbani le forme di tariffazione per abbonamento risultano abbastanza diffuse, mentre negli altri casi data l’assoluta non sistematicità dello spostamento e la mancanza di un radicamento sul territorio di destinazione, ricorrono alla bigliettazione singola. Risulta complesso identificare con chiarezza la distribuzione temporale della domanda che, tuttavia, per l’accesso ai servizi e disbrigo di pratiche dovrebbe concentrarsi in larga parte nel corso della mattina, mentre per le altre motivazioni di spostamento risulta più fluida. – Non sistematici per turismo e tempo libero: anche in questo caso, almeno per quanto riguarda le motivazioni legate al tempo libero, si tratta di una categoria dai contorni difficilmente definibili; le motivazioni di spostamento sono di tipo occasionale e si generano su direttrici non facilmente identificabili. La domanda si esprime soprattutto nel pomeriggio dei giorni feriali e nel corso del fine settimana. Per quanto riguarda i turisti, si tratta di soggetti che non si muovono in gruppi organizzati (se non nell’ambito dei contesti urbani), che utilizzano il trasporto su ferro su ben identificabili direttrici e quale unica possibilità di accesso ai luoghi artistici, storici, culturali e paesaggistici di proprio interesse. Ricorrono, laddove possibile, a formule di bigliettazione integrata con abbonamenti di breve periodo. La domanda non presenta caratteristiche specifiche di articolazione temporale nell’arco della giornata, ma, almeno nella sua dimensione complessiva, si allinea agli andamenti stagionali dei flussi turistici sul territorio regionale. Dalle brevi descrizioni delle caratteristiche dei principali segmenti di clientela del trasporto su ferro è possibile trarre una serie 4. I NUOVI BISOGNI E LE ESIGENZE INNOVATIVE DELLA CLIENTELA 137 di importanti indicazioni sulle opportunità di miglioramento dell’offerta e di suo adeguamento alle esigenze specifiche di ciascun gruppo, fornendo un ulteriore impulso all’obiettivo di progressivo spostamento modale della domanda che rappresenta un obiettivo importante per migliorare la mobilità all’interno del territorio regionale, con effetti positivi anche sotto il profilo dell’impatto ambientale, dei consumi di risorse non rinnovabili e di vivibilità. La verifica del grado di soddisfazione della clientela del trasporto su ferro rappresenta un importante passaggio per la comprensione del contesto della domanda, ma prima di effettuarla una breve, ma doverosa, focalizzazione va fatta su di un segmento di clientela che presenta caratteristiche di elevata specificità e che richiede – anche, come si vedrà, secondo il giudizio di tutti i clienti del sistema su ferro – risposte concrete, quello delle categorie diversamente abili. Nella regione Campania, secondo le stime effettuate dall’Istat in relazione all’anno 2000 20 la popolazione dei “diversamente abili” si attesta a poco più di 5.300 unità, con diversi gradi di disabilità ed una distribuzione territoriale abbastanza omogenea. Non volendo entrare in una tematica di estrema complessità e considerato che, comunque, il miglioramento del grado di accessibilità dei disabili ai servizi di trasporto pubblico richiede il coinvolgimento di molteplici soggetti, si vogliono qui fornire soltanto due dati: in media in tutto il Paese (nel quale esistono gradi di accessibilità ai trasporti pubblici spesso molto distanti tra loro, oscillando tra casi di eccellenza e di assoluto degrado) solo il 16% della popolazione dei disabili ha utilizzato servizi di trasporto su ferro, contro il 33% della popolazione dei “normalmente abili”. Come è immaginabile, da parte di questo gruppo di clienti la valutazione del grado di soddisfazione dei servizi di trasporto non raggiunge nemmeno la sufficienza, soprattutto nelle fasce di età più giovani, meno propense ad accettare la situazione di disabilità come ulteriore fattore penalizzante rispetto ad alcuni diritti fondamentali dei cittadini e dei clienti di un servizio pubblico 21. 20 Indagine sulle condizioni di salute e ricorso ai servizi sanitari 1999-2000, Istat. 21 Fonte: Aspetti della vita quotidiana - Anno 2000, Istat. 138 II. I NUOVI BISOGNI E LE ESIGENZE INNOVATIVE 4.2.2 La soddisfazione della clientela La valutazione sistematica del livello di soddisfazione della clientela, con l’evoluzione della normativa e delle caratteristiche del mercato del trasporto pubblico, costituisce un nodo focale per la formulazione di strategie e politiche operative dirette alla fidelizzazione ed all’acquisizione di crescenti quote di mercato, da sottrarre alle altre modalità di trasporto. Le tematiche della qualità hanno assunto un ruolo centrale nel quadro dei sistemi dei servizi pubblici, nazionali e locali, che si caratterizzano per gli obblighi di universalità dell’erogazione. L’introduzione dei contratti di servizio, ormai avvenuta da molti anni nei servizi di trasporto pubblico locale, ha fatto da vero e proprio apripista per la sperimentazione di azioni innovative in materia di strategie di approccio al mercato e di verifica e regolazione dei servizi erogati. L’ulteriore passo in avanti, concretizzatosi con l’introduzione delle carte dei servizi, successivo alla cosiddetta Direttiva Ciampi del 1994, ha favorito l’avvio di un progressivo ricongiungimento tra la visione burocratica e quella gestionale. Le carte dei servizi, inizialmente finalizzate a conseguire obiettivi di comunicazione e trasparenza, hanno via via acquisito maggiore rilevanza, fino a diventare autonomi strumenti di governo strategico delle aziende, includendo sistematiche azioni di rilevazione delle caratteristiche della clientela e del suo grado di soddisfazione in relazione ai servizi offerti, in grado di indirizzare la definizione dei requisiti e degli standard di qualità dei servizi erogati e di impostare azioni strategiche dirette al costante incremento della qualità dell’offerta. In questo processo evolutivo dell’approccio al mercato ed alla gestione delle imprese di trasporto, si assiste oggi alla progressiva introduzione di sistemi di certificazione volontaria, i quali esercitano la loro valenza sia all’interno, attraverso una revisione dei processi in un’ottica di qualità, sia all’esterno, attraverso una costante focalizzazione del comportamento aziendale alle aspettative della clientela. L’adozione di strategie e politiche orientate alla qualità ha assunto, quindi, un ruolo strategico nell’intera gestione aziendale de- 4. I NUOVI BISOGNI E LE ESIGENZE INNOVATIVE DELLA CLIENTELA 139 gli esercenti il trasporto pubblico, orientando sempre di più le aziende al mercato, diventando il fulcro delle scelte aziendali e supportando anche la concreta definizione delle politiche del trasporto pubblico in senso più ampio. Sebbene, in alcuni casi, il livello di qualità dell’offerta risulti influenzato dal comportamento di altri attori del sistema (è il caso, per esempio, dell’accessibilità, in cui larga parte delle responsabilità, ed i relativi impegni finanziari, come accennato, rimangono in capo a soggetti estranei alle aziende esercenti il servizio di trasporto), la sua verifica continuativa è ormai diventata prassi necessaria e consolidata. In questo studio si valuteranno i risultati di alcune recenti rilevazioni del livello di soddisfazione della clientela condotte dagli esercenti su ferro della regione Campania. In maggiore dettaglio i documenti utilizzati sono stati i seguenti: – Monitoraggio della qualità del servizio - 2002, Circumvesuviana S.r.l.; – Il sistema Metronapoli: indagine sulla qualità - Rapporto 2002, Metronapoli S.p.A.; – I servizi pubblici e di pubblica utilità: utilizzo e soddisfazione - Anno 2001, Istat; – Carta della mobilità 2003, S.E.P.S.A. S.p.a.; – La carta dei servizi 2002 - Dati sul trasporto regionale, Trenitalia S.p.a. Come è immaginabile i criteri posti alla base delle diverse rilevazioni e gli ambiti di analisi non sono tra loro completamente omogenei. Tuttavia, in questa analisi, tenendo in conto che si è assunta come logica di base quella della omogeneità del comportamento della clientela su ferro, che le caratteristiche dell’offerta si presentano abbastanza simili (sia da un punto di vista quantitativo che sotto il profilo qualitativo, anche se sussistono significative differenze in termini di distanze del viaggio che ciascun operatore copre con i servizi offerti) e che le variabili oggetto di rilevazione sono, in molti casi, uguali, si è ritenuto possibile procedere alla ricostruzione di un quadro sintetico dei risultati, considerandoli, in relazione a ciascuna variabile comune, in maniera unitaria ed adottando idonei criteri di normalizzazione. 140 II. I NUOVI BISOGNI E LE ESIGENZE INNOVATIVE Nel complesso, anche con le ovvie differenze espresse nelle diverse rilevazioni, il livello di soddisfazione della clientela arriva vicino alla sufficienza, ma va sottolineato che ad esclusione di alcune “forti” aree d’ombra, risulta sostanzialmente positivo. Le tematiche analizzate nei diversi documenti prima indicati sono relative a molteplici aspetti del servizio (spaziando dalla pulizia dei mezzi, alla cortesia del personale, dal costo del biglietto fino alla disponibilità di servizi commerciali); allo scopo di evitare una disamina di dati eccessivamente parziali, si è proceduto a verificare i risultati di tutte quelle variabili che si presentavano in almeno tre dei documenti di analisi utilizzati; di seguito se ne fornisce l’elenco completo Tav. 4.20 - Variabili di analisi presenti in almeno tre degli studi utilizzati Come anticipato, la valutazione della clientela è, tutto sommato, discreta, superando, nella maggior parte dei casi, la sufficienza. Di seguito si riporta, in ordine decrescente, la valutazione media di soddisfazione (in termini di percentuale dei componenti i campioni che si dichiara soddisfatta), espressa dai clienti intervistati, in relazione ai diversi fattori. Per fornire un quadro di maggiore dettaglio, si rende opportuno, in relazione ad alcuni dei fattori di analisi, mettere in evidenza alcune sostanziali differenze che hanno portato ad incidere significativamente sul valore medio di soddisfazione della clientela prima esposto. Le differenze appaiono, in molti casi, strettamente collegate alla tipologia di servizio offerto, soprattutto in relazione alla lunghezza delle tratte gestite ai diversi esercenti. 141 4. I NUOVI BISOGNI E LE ESIGENZE INNOVATIVE DELLA CLIENTELA Un primo fattore da analizzare con maggiore attenzione è quello relativo alla sicurezza, personale e patrimoniale, in stazione e a bordo. La valutazione appare abbastanza positiva (influenzando fortemente la media generale) per gli esercenti su tratte urbane e di media percorrenza; nel caso specifico Metronapoli e Trenitalia (quest’ultimo operatore presenta, in via generale, il livello di soddisfazione più elevato su tutte le variabili considerate, ad esclusione della puntualità). Questa circostanza è, in parte, attribuibile sia alla tipologia di servizio (ad esempio, quello su media percorrenza, presenta un numero minore di fermate e, comunque, l’accesso al servizio è tale da ridurre la presenza di microcriminalità), sia alla conformazione delle stazioni (almeno quelle su tratta urbana) che sono “chiuse” e presentano sistemi di video sorveglianza. Analoga valutazione va fatta in merito alla diffusione ed alla facilità di accesso ai servizi di bigliettazione. In questo caso le valutazioni più positive si rilevano laddove esistono ancora servizi di vendita dei titoli di viaggio che prevedono la presenza del personale e, nuovamente, per Trenitalia. In via generale la soddisfazione in reTav. 4.21 - Grado di soddisfazione della clientela in relazione ai fattori analizzati Affidabilità dei mezzi Cortesia e professionalità del personale Grado di connessione intermodale Sicurezza personale e patrimoniale a in stazione Articolazione degli orari Diffusione e facilità di accesso ai servizi di bigliettazione Sicurezza personale e patrimoniale a bordo Frequenza delle corse Informazioni, comunicazioni e segnaletica Livello di attenzione all'ambiente Puntualità Tempo e difficoltà di accesso ai treni Comfort del viaggio Pulizia delle stazioni Pulizia delle vetture Disponibilità di posto a sedere Disponibilità di servizi igienici Costo del biglietto Disponibilità di telefoni pubblici Disponibilità di aria condizionata a bordo Disponibilità di posti a sedere in stazione Presenza di parcheggi Grado di accessibilità ai servizi da parte dei disabili Disponibilità di servizi commerciali - 10 20 30 40 50 60 Percentuale di clienti soddisfatti 70 80 90 100 142 II. I NUOVI BISOGNI E LE ESIGENZE INNOVATIVE lazione a tale variabile risulta più bassa per il trasporto locale e in tutti i casi in cui la bigliettazione è resa disponibile in stazione con mezzi automatici o va effettuata al di fuori della stazione. Stesso discorso per ciò che concerne il livello di informazione e comunicazione, nonché per le difficoltà ed i tempi di accesso ai treni e la segnaletica; Trenitalia spunta una valutazione molto positiva, mentre per le linee operanti su base locale il livello di soddisfazione della clientela supera di poco la sufficienza. Anche la valutazione in relazione al comfort del viaggio (che in un certo senso si va anche a collegare alla disponibilità di posti a sedere, valutata non soddisfacente) risulta buona per Trenitalia e poco più che accettabile per gli operatori sulle tratte brevi e medie. Di maggiore interesse, al fine di indirizzare eventuali interventi di recupero di efficienza e di incremento della soddisfazione della clientela, è l’analisi delle variabili per la quali la valutazione è negativa. Verificando i risultati in ordine decrescente, in primo luogo, i clienti lamentano la scarsa pulizia delle stazioni e delle vetture ed anche la ridotta disponibilità di servizi igienici, sia in stazione che a bordo, in quest’ultimo caso l’insoddisfazione è, naturalmente, maggiore per i clienti che effettuano viaggi sulla media distanza. In linea generale il comfort dell’attesa (la disponibilità di panchine in stazione) e di viaggio (per l’assenza o il malfunzionamento degli impianti di aria condizionata a bordo), generano una certa insoddisfazione. Contrariamente a quella che potrebbe essere l’aspettativa conseguente all’integrazione tariffaria realizzata nella regione, i clienti sono insoddisfatti del prezzo del biglietto. Tale circostanza è attribuibile, probabilmente a due principali fattori: in primis, la scarsa percezione del cliente dei reali costi di gestione del trasporto pubblico, unitamente ad una logica di approccio alla fruizione del servizio in un’ottica di “diritto” al trasporto a basso prezzo, in quanto “pubblico”; in seconda battuta il possibile aumento del costo degli abbonamenti che gli utenti pendolari hanno avuto su alcune tratte extraurbane ed extraprovinciali, considerato che questi costituiscono una quota molto significativa della clientela del trasporto su ferro. Nonostante si esprima sostanziale soddisfazione sul livello di 4. I NUOVI BISOGNI E LE ESIGENZE INNOVATIVE DELLA CLIENTELA 143 integrazione modale del sistema, i clienti si dichiarano poco soddisfatti in relazione al grado di disponibilità di parcheggi di interscambio. La valutazione espressa mette in risalto, oltre che le ovvie ripercussioni di acceso al sistema derivanti dalla connaturata discontinuità territoriale della modalità su ferro, anche la forte incidenza di scelte plurimodali nella effettuazione dei viaggi. È interessante rilevare l’insoddisfazione relativa ad alcuni servizi di carattere più generale, quali la disponibilità di telefoni pubblici e di servizi commerciali. Emerge da queste valutazioni della clientela un concreto bisogno di comunicazione con l’esterno (anche in stazione e a bordo) e di nuova visione dei luoghi di accesso al trasporto, quali centri nevralgici della vita quotidiana, esigenza ben compresa nella formulazione del piano di Metropolitana Regionale che ipotizza una sostanziale crescita del livello dei servizi offerti in stazione o in aree adiacenti. La valutazione più negativa emerge sul grado di accessibilità ai servizi garantito alla clientela disabile (livello di accesso limitato che, in qualche modo, incide anche su altre categorie deboli, quali bambini, anziani, donne in gravidanza,ecc), reso difficoltoso non tanto dalle caratteristiche del materiale rotabile che, comunque, risulta non adeguato nella maggior parte dei casi, ma all’esistenza di barriere architettoniche insormontabili, al non allineamento delle banchine ai mezzi ed alla ridotta disponibilità o malfunzionamento (laddove assolutamente necessari) di ascensori e montascale. Il livello di soddisfazione, e soprattutto di insoddisfazione, della clientela si traduce in una richiesta di livelli di servizio migliore, più efficienti e più “allargati”. La capacità di risposta a tali esigenze è essenziale per incrementare l’uso della modalità su ferro e conseguire gli obiettivi di medio periodo che ci si è posti nella formulazione del futuro sistema regionale. L’integrazione tariffaria, la realizzazione di orari cadenzati e a rete, la crescita del livello di integrazione modale e l’attribuzione di nuove funzioni al “luogo” stazione, sono passi ineludibili per accrescere l’appeal del trasporto pubblico su ferro. A questi vanno certamente aggiunti l’eliminazione delle barriere architettoniche, la maggiore disponibilità di servizi essenziali o, piuttosto, la pulizia delle stazioni e delle vetture. 144 II. I NUOVI BISOGNI E LE ESIGENZE INNOVATIVE Gran parte di questi interventi riguardano la gestione complessiva del sistema e le sue infrastrutture di accesso; tuttavia l’obiettivo di questa sezione è quello di mettere in evidenza l’esistenza di bisogni, espressi o latenti, della clientela, che emergono quando è a bordo del materiale rotabile ed è su queste, anche considerando casi esterni al territorio oggetto di indagine, che si vuole concentrare l’attenzione, dopo aver fatto una breve proiezione del possibile profilo della clientela quando, tra il 2010 ed il 2015, il sistema di metropolitana regionale dovrebbe essere a regime. 4.3 Il profilo della clientela tra il 2010 ed il 2015 Definire con precisione quali potrebbero essere le caratteristiche della clientela nel 2010, considerate le numerose variabili (demografiche, reddituali, di insediamento o legate allo sviluppo ed alla diffusione di nuove tecnologie) che possono influenzarle e, di conseguenza, incidere sui criteri di scelta e di approccio al trasporto pubblico su ferro, risulta abbastanza difficile. Si tenterà, tuttavia, di ipotizzare l’evoluzione di alcuni fenomeni, basandosi su proiezioni attendibili, al fine di valutare se e quali cambiamenti potrebbero verificarsi. Tendenzialmente si può, fin da ora, immaginare che grandi mutamenti qualitativi dei segmenti di clientela prima individuati non dovrebbero avvenire nel medio periodo. Maggiori variazioni si potranno avere sotto il profilo quantitativo, in ragione della maggiore offerta di trasporto pubblico (soprattutto su ferro), di possibili mutamenti di approccio della clientela nelle scelte modali (in parte già rilevabili) e dell’adozione di politiche di progressiva deterrenza all’uso del trasporto privato. Anche qui il primo passaggio da compiere è la quantificazione della clientela al 2010 considerato come step fondamentale dello sviluppo del sistema regionale su ferro. Le proiezioni demografiche realizzate dall’Istat (nell’ipotesi centrale) stimano il numero dei residenti in Campania, nel 2010, in 5.856.853 unità, con una variazione in aumento rispetto all’ultimo censimento del 2,7%. Le proiezioni effettuate non fanno alcuna ipotesi sulle possibili variazioni di residenti nelle diverse province della Campania dovute 4. I NUOVI BISOGNI E LE ESIGENZE INNOVATIVE DELLA CLIENTELA 145 Tav. 4.22 - Popolazione residente nelle province della regione Campania 2010 22 Avellino Benevento Caserta Napoli Salerno 876.045 3.142.315 294.841 440.839 1.102.814 a fenomeni migratori, fornendo un dato complessivo regionale segmentato per età, imponendo per i nostri obiettivi di analisi di porre come ipotesi di base l’uniformità dell’incidenza percentuale della popolazione delle diverse province sul totale regionale. La distribuzione della popolazione per fasce di età, in base alle analisi dell’Istat, subisce alcune variazioni, con un sostanziale invecchiamento: la popolazione con oltre 65 anni, nel 2010, dovrebbe rappresentare il 27,4%, a fronte del 23,5% del 2002; quella di età inferiore ai 24 anni costituirà il 30,2% del totale, mentre nel 2001 incideva per il 33,5%. Anche in assenza di interventi, la crescita della popolazione residente e le variazioni delle sue caratteristiche sociodemografiche, evidenziano un aumento della domanda di trasporto su ferro. Infatti, anche ipotizzando una sostanziale staticità della domanda di mobilità, dell’offerta complessiva, delle scelte modali della popolazione mobile e delle politiche di promozione del trasporto pubblico su ferro (anche attraverso la riqualificazione e l’attribuzione di nuove, e più articolate, funzioni ai luoghi di accesso al servizio) e di disincentivazione all’uso dell’auto, il solo aumento della popolazione genererebbe un incremento della domanda complessiva di trasporto su ferro, non inferiore al 3-4%. Va tuttavia considerato che gli interventi previsti dal progetto di metropolitana regionale e le proiezioni relative ai tre fattori prima 22 Proiezioni Istat e ns. elaborazioni. 146 II. I NUOVI BISOGNI E LE ESIGENZE INNOVATIVE Tav. 4.23 - Popolazione residente in Campania per fasce di età - 2010 23 7,1% 7,1% Fino a 5 5,8% 6,5% 6-10 11,0% 11-19 12,4% 6,4% 7,4% 20-24 Fasce di età 2010 2001 13,6% 25-34 15,9% 15,3% 14,7% 35-44 13,8% 12,3% 45-54 12,2% 55-65 10,6% 11,3% 10,7% 66-80 Più di 80 3,9% 2,2% espressi, sono invece di una portata tale da incidere su tutte queste variabili e modificare in maniera sostanziale il livello di utilizzo del trasporto su ferro, sottraendo consistenti quote alle altre modalità, pubbliche e private. Non è opportuno in questa sede effettuare ipotesi sugli effettivi spostamenti che la clientela realizzerà su ferro nel 2010, per i quali approfondite analisi, con l’impiego di complessi ed affidabili modelli matematici, sono state realizzate nel corso della stesura del progetto di metropolitana regionale 24, alle quali si rimanda. L’obiettivo di questo sintetico richiamo alla quantificazione della domanda è quello di mettere in luce che anche in assenza di variazioni nel numero e nelle caratteristiche degli spostamenti la domanda è destinata ad aumentare, imponendo la crescita qualitativa e quantitativa dell’offerta di trasporto pubblico su ferro. Il comportamento della clientela nel 2010 non dovrebbe discostarsi molto da quanto descritto in relazione al periodo attuale, ma, 23 Proiezioni Istat e ns. elaborazioni. veda: Studio di fattibilità per la realizzazione della metropolitana regionale - Rapporto finale, PriceWaterhouse & Coopers e Net Engineering, 2001; commissionato dalla Regione Campania, Assessorato ai Trasporti - AGC Trasporti e Viabilità. 24 Si 4. I NUOVI BISOGNI E LE ESIGENZE INNOVATIVE DELLA CLIENTELA 147 comunque, vanno fatte brevi considerazioni su alcuni fattori che potrebbero modificare il profilo della domanda, non tanto in termini di caratteristiche dei clienti afferenti ai diversi segmenti, quanto invece per ciò che riguarda le motivazioni di spostamento, modificando la numerosità delle diverse categorie di clientela. Si intendono delineare alcuni scenari evolutivi il cui impatto andrà valutato nel corso della messa a regime del sistema, verificando eventuali necessità di adattamento dell’offerta (almeno per ciò che riguarda frequenze, direttrici e servizi nuovi ed aggiuntivi), in funzione delle modifiche del profilo della domanda. Si è precedentemente assunto che il cliente “tipo” del trasporto su ferro appartiene a fasce di età comprese tra i 20 ed i 65 anni. Ciò premesso, analizzando le caratteristiche “anagrafiche” dei residenti nel 2010 si rileva un incremento (3,3%) dei soggetti afferenti a queste fasce di età che è superiore a quello medio totale stimato per l’intera popolazione (2,7%); all’interno di questo gruppo, la fascia di età tra i 20 ed i 34 anni, nella quale si ritrovano gli studenti che utilizzano maggiormente questa modalità, presenta una crescita ancora maggiore (3,7%). Ne deriva che, per il solo impatto dei fattori demografici, la clientela più consistente sotto il profilo numerico dovrebbe aumentare. A ciò si aggiunga che la revisione del sistema pensionistico spinge in avanti l’età pensionabile e incentiva la permanenza al lavoro, circostanze che, almeno per la categoria di soggetti che si sposta per motivi di lavoro, potrebbero generare un ulteriore aumento dei viaggiatori spinti da tale motivazione. Sempre rimanendo nell’ambito di fattori strettamente anagrafici, come accennato, si prevede un aumento della popolazione superiore ai 65 anni; se ipotizziamo di estendere i soggetti attivi fino all’età di 70 anni includendoli nel novero del cliente “tipo”, va considerato che l’incidenza della popolazione di età superiore a questa dovrebbe passare dall’attuale 9,5% all’11,7% del 2010, evoluzione che richiederà, anche se può trattarsi di una categoria numericamente residuale nel complesso della domanda, interventi specifici per migliorare e garantire l’accessibilità ai servizi e la sicurezza di questo gruppo di clienti. Un ulteriore fattore significativo, strettamente legato all’evoluzione delle caratteristiche della popolazione, è il tendenziale au- 148 II. I NUOVI BISOGNI E LE ESIGENZE INNOVATIVE mento della popolazione di immigrati, comunitari ed extracomunitari, verso i quali, soprattutto in termini di modalità di comunicazione, sarà necessario effettuare interventi, ad esempio realizzando opuscoli informativi e segnaletica multilingue, con riflessi positivi anche nei confronti dei turisti. Le modifiche del contesto sociale – in termini di reddito disponibile, destinazione di spesa delle famiglie, livello di istruzione della popolazione, attenzione a tematiche ambientali, ecc. – rappresentano un altro ambito dal quale è presumibile che si possano generare effetti sull’entità e sulle caratteristiche della domanda di mobilità su ferro. Fare previsioni sull’andamento dell’economia fino al 2010, e quindi sulle disponibilità di reddito delle famiglie, risulta azzardato, soprattutto in una fase di incertezza congiunturale come quella in atto; pertanto, in tal senso, l’unica valutazione può essere relativa all’auspicio che un rinnovato impegno di sviluppo economico del Mezzogiorno possa avvenire, contribuendo al rafforzamento del sistema economico e produttivo e, quindi, ad una crescita delle disponibilità di reddito della popolazione residente. Una tale eventualità, come ampiamente dimostrato da numerose analisi in tal senso condotte, dovrebbe portare ad un incremento della mobilità sul territorio, con un aumento del numero medio di spostamenti/ giorno. Oltre a ciò, vanno considerate anche alcune tendenze di modifica nelle scelte di destinazione del reddito che indicano che la spesa per il trasporto pubblico, la cui incidenza sul reddito medio delle famiglie del Mezzogiorno, tra il 1997 ed il 2000, è passata dallo 0,88 allo 0,97%, nel medesimo periodo sia cresciuta in valore nominale del 16,7%. Se tale tendenza venisse confermata, indicando una maggiore propensione all’impiego del mezzo pubblico – indipendente dal livello di offerta, dato che nel periodo considerato non si sono registrati significativi interventi in tal senso – vi sarebbe un corrispondente aumento della domanda di mobilità con modalità pubblica. Un ulteriore fattore che dovrebbe incidere positivamente sul livello della domanda è rappresentato dalla crescente presa di coscienza dell’impatto ambientale generato dai sistemi di trasporto a combustibile fossile; aumenta la richiesta di forme alternative di 4. I NUOVI BISOGNI E LE ESIGENZE INNOVATIVE DELLA CLIENTELA 149 trasporto (purché efficienti e rispondenti alle reali esigenze di mobilità), di sperimentazioni dirette alla verifica di fonti alternative di energia (gas, bio-diesel, idrogeno, ecc.) e appare via via più semplice far accettare alla popolazione politiche, in alcuni casi drastiche, dirette a ridurre l’impiego dei mezzi privati. Partendo da questa tendenza di carattere generale, la possibilità di indurre quote crescenti di cittadini verso la modalità pubblica, ed in particolar modo quella su ferro, dipende dalla capacità di incrementare il livello di offerta e dalla capacità di comunicare gli impatti positivi che tale scelta modale è in grado di generare sulla qualità della vita di ciascuno e sulla vivibilità dei centri urbani, evidenziando efficacemente i rilevanti costi sociali dell’inquinamento urbano (stimati in circa l’1,7% del PIL) 25 e la riduzione dei rischi di incidenti connessa a tale opzione. Questa maggiore consapevolezza ambientale, se da un lato rappresenta un fattore di sostegno per l’adozione di politiche di dissuasione all’uso dell’auto, nel tempo porterà con sé una crescente richiesta di attenzione alle problematiche ambientali ed a quelle legate ai consumi di energia per gli esercenti il trasporto, spingendo alla effettuazione di interventi a tal fine diretti. Il progetto di metropolitana regionale recepisce questo indirizzo e lo pone quale uno tra i principali fattori di appeal (ed obiettivo) del sistema, perseguendo una importante finalità di riduzione delle emissioni in atmosfera e, nel contempo, contribuendo all’aumento della sicurezza dei trasporti, attraverso una minore incidentalità stradale, derivante dalla prevista riduzione del traffico automobilistico. Influenze sulle caratteristiche della clientela e sulla sua numerosità potranno, inoltre, essere generate dagli sviluppi insediativi (residenziali, produttivi e di servizio) che si registreranno nel periodo in esame. L’argomento in oggetto richiederebbe approfonditi studi per valutare gli effetti che gli insediamenti urbani generano sul sistema dei trasporti e, viceversa, quelli che il sistema dei trasporti è in grado di realizzare sulle politiche insediative. In via generale, è ipotizzabile che i numerosi e significativi interventi diretti allo sviluppo economico locale che si realizzeranno nei prossimi anni 25 Si veda: Health costs due to road traffic related air pollution. An impact assessment project for Austria, France and Switzerland, World Health Organisation, 1999. 150 II. I NUOVI BISOGNI E LE ESIGENZE INNOVATIVE (ci si riferisce, in particolare, ai Progetti Integrati Territoriali, alcuni dei quali sono già in fase operativa) avranno una diretta influenza nel sistema delle direttrici di traffico, che andrà valutata al fine di evitare incongruenze tra l’offerta e la modifica della domanda. Da un punto di vista più strettamente legato alle caratteristiche della clientela del trasporto su ferro, è ipotizzabile che la crescita delle funzioni di servizio nei principali centri urbani e di alcune aree attualmente più marginali, potrà modificare l’attuale sistema di generazione/attrazione di flussi di traffico, riducendo o aumentando l’area di gravitazione di alcuni contesti insediativi, con diretti impatti sul numero dei viaggiatori e sulle motivazioni degli spostamenti e sulla loro lunghezza media. A titolo di esempio, si immagini la crescita di aree commerciali o di strutture per il tempo libero in territori che attualmente ne sono privi o comunque meno dotati di altre aree, che dovrebbe ridurre i flussi di traffico esterni al territorio dovuti a motivazioni di shopping o di svago, modificando, conseguentemente, la composizione della clientela sulle tratte extraurbane ed extraprovinciali. È certo che una maggiore integrazione tra politiche urbanistiche e dei trasporti dovrebbe costituire un altro importante obiettivo da conseguire per favorire l’affermazione del trasporto pubblico su ferro. La domanda di mobilità, sotto il profilo spaziale, è fortemente condizionata dalla distribuzione delle residenze, dato che la propria abitazione rappresenta il punto di origine e di destinazione della maggior parte degli spostamenti, ma anche dei luoghi di lavoro e di servizio. La mancata programmazione urbanistica e l’adozione di modelli monofunzionali nella costruzione di alcuni insediamenti (ad esempio i quartieri “dormitorio” o, piuttosto, la concentrazione puntuale sul territorio di innumerevoli funzioni di servizio) ha segnato negativamente i decenni precedenti e mostrato l’improponibilità di tali scelte se l’obiettivo da conseguire è l’ottimizzazione della distribuzione spaziale delle funzioni sul territorio ed il migliore e più efficiente impiego del trasporto pubblico nel complesso della domanda di mobilità. Il nuovo modello di offerta di trasporto su ferro ipotizzato, che si fonda su di una idea “policentrica” del territorio (in cui le stesse 4. I NUOVI BISOGNI E LE ESIGENZE INNOVATIVE DELLA CLIENTELA 151 stazioni diventano parte integrante del sistema dei servizi, pubblici e privati) e di aumento dell’accessibilità (attraverso l’integrazione modale), dovrebbe favorire un riequilibrio del territorio e stimolare l’adozione di politiche insediative innovative, dirette alla redistribuzione territoriale delle funzioni di servizio, che ben si conciliano con gli obiettivi di decongestionamento ed integrazione della domanda e dell’offerta di mobilità. Un importante fattore in grado di incidere negativamente sulla domanda complessiva (o comunque di mutarne alcune caratteristiche), potrebbe essere rappresentato dalla sempre più ampia e veloce diffusione delle tecnologie informatiche e di telecomunicazione. La crescente disponibilità di personal computer da parte delle famiglie (unitamente alle migliori capacità di utilizzo), l’accesso generalizzato alla rete internet, l’immissione in questa rete di una quantità crescente di informazioni e servizi, nonché lo sviluppo di numerosi progetti di e-government (che vedono impegnati sia la Regione Campania che la maggior parte degli Enti Locali del territorio regionale), costituiscono circostanze che potrebbero, in tempi brevi, ridurre la domanda di mobilità che si determina per l’accesso a diverse tipologie di servizi, che si renderebbero disponibili all’utenza senza vincoli di spazio e di tempo. A ciò si aggiunga l’avvio di alcuni progetti di telelavoro, sia nell’ambito di aziende private che pubbliche, la cui estensione anche al contesto regionale campano potrebbe, nel medio periodo, ridurre la domanda di trasporto. La sempre più ampia diffusione di tecnologie informatiche e di telecomunicazione costituisce, allo stesso tempo, una grande opportunità per l’introduzione di nuovi e più ampi servizi per l’impiego del tempo di spostamento, di maggiore disponibilità, profondità e capillarità dell’informazione, di incremento del livello di sicurezza del sistema di trasporto su ferro, di introduzione di innovative tecnologie di servizio ai viaggiatori, in alcuni casi già parzialmente realizzate (es. bigliettazione con sistemi elettronici chipcard - associati ad altre tipologie di servizi). I fenomeni e le tendenze indicati sono comunque soltanto alcuni dei fattori che potranno, in modo più o meno incisivo, influenzare il sistema della domanda e dell’offerta di trasporto. Que- 152 II. I NUOVI BISOGNI E LE ESIGENZE INNOVATIVE sti, unitamente alle esigenze innovative emergenti nella clientela, di cui si tratterà più avanti, portano a valutare la possibilità di modifiche nel profilo della clientela del trasporto pubblico. Le ipotesi più plausibili sono: – crescita numerica complessiva; – aumento del numero medio degli spostamenti; – innalzamento verso l’alto delle fasce di età della clientela “tipo”; – modifiche dell’attuale ripartizione delle motivazioni di spostamento, con decrementi di quelle per il disbrigo di “pratiche” personali e crescita, ad esempio, di quelle per turismo, per l’effetto di uno sviluppo del sistema di offerta turistica, o di quelle di studio, per effetto della maggiore scolarizzazione della popolazione; – modifiche nelle direttrici di traffico; – maggiore impiego del mezzo pubblico, in virtù di una crescita, quantitativa e qualitativa, dell’offerta; – maggiore ricorso a scelte plurimodali, grazie alla maggiore diffusione territoriale dei punti di accesso al trasporto pubblico su ferro; – crescita numerica determinata dall’attrazione di alcuni punti nodali del sistema che acquisiscono nuove e più complesse funzioni (servizi commerciali e pubblici, svago, ecc.); – sviluppo determinato dalla maggiore consapevolezza ambientale; – ricorso più ampio a formule di tariffazione per abbonamento. Questi possibili sviluppi non si determineranno solo grazie alla crescita infrastrutturale del sistema, ma deriveranno dalla capacità di accrescere il grado di “appeal” del trasporto su ferro, anche attraverso interventi diretti a rispondere ai nuovi bisogni della clientela. 4.4 Le esigenze emergenti della clientela Le evoluzioni (avvenute e future) dei profili dei viaggiatori e dei diversi fenomeni descritti mette in evidenza l’esistenza di una serie di fabbisogni (espressi o latenti) della clientela attuale e po- 4. I NUOVI BISOGNI E LE ESIGENZE INNOVATIVE DELLA CLIENTELA 153 tenziale del trasporto su ferro regionale. Si tratta in molti casi di valutazioni di carattere assolutamente generale in relazione al servizio, la cui portata innovativa è ridotta e quindi non è in grado di fornire significativi spunti di evoluzione nel livello e nelle caratteristiche dei servizi. Tuttavia, data l’ormai riconosciuta centralità del cliente nelle attività di indirizzo strategico ed operativo nell’erogazione dei servizi di trasporto, anche le indicazioni che potrebbero definirsi “banali”, dato che scaturiscono dalle valutazioni della clientela, rappresentano un patrimonio informativo importante. La ridotta portata innovativa delle esigenze della clientela è, in larga parte, attribuibile alla scarsa conoscenza delle effettive caratteristiche tecniche e tecnologiche del servizio di trasporto su ferro e delle potenzialità di innovazione legate alla migliore utilizzazione delle tecnologie esistenti o all’introduzione di nuovi servizi aggiuntivi, attraverso l’impiego di tecnologie comunque disponibili e consolidate. Nella parte finale di questa sezione dedicata all’analisi della clientela si considera opportuno non limitarsi alla verifica delle esigenze della clientela con caratteristiche assolutamente innovative, ma invece prendere in considerazione tutte quelle emerse o comunque, individuabili, anche attraverso la disamina dei risultati delle analisi di customer satisfaction, allo scopo di fornire un quadro abbastanza completo ed esaustivo. Alcune delle esigenze emerse in molti casi (nazionali ed internazionali) hanno già avuto concrete risposte attraverso applicazioni e sperimentazioni da parte dei costruttori e degli esercenti. In questa sezione, queste esperienze non verranno (se non in qualche caso) richiamate, dato che significativi approfondimenti sulle innovazioni degli esercenti e dei costruttori vengono fatti, con dovizia di dettagli, nei successivi capitoli 7 ed 8, ai quali si rimanda. L’obiettivo di questa breve analisi è solo quello di fornire un quadro descrittivo di massima dei fabbisogni della clientela, fornendo una visione complessiva che ha finalità di indirizzo di carattere generale. Analizzando, nel loro complesso, le richieste della clientela, è possibile effettuare una loro ripartizione in tre grandi categorie, all’interno di ciascuna delle quali è possibile racchiudere ed individuare diverse tipologie di valutazioni e di fabbisogni di carattere 154 II. I NUOVI BISOGNI E LE ESIGENZE INNOVATIVE “trasversale”: livello e caratteristiche generali del servizio; caratteristiche dei luoghi di accesso al servizio; caratteristiche del materiale rotabile. Per quanto riguarda il livello e le caratteristiche generali del servizio, le variabili che emergono sono relative a: frequenza del servizio, comodità degli orari, puntualità, costo del servizio, disponibilità di parcheggi e maggiore connessione intermodale, cortesia e disponibilità del personale e attenzione all’ambiente. L’accresciuta consapevolezza della clientela della necessità di impiego del trasporto pubblico, anche al fine di ridurre il congestionamento ed i livelli di inquinamento ambientale, si connette ad una maggiore richiesta di “quantità” del servizio stesso, in grado, attraverso una maggiore offerta di linee e di treni, di rispondere efficacemente ad una concreta volontà di abbandonare, o quanto meno ridurre, l’utilizzo del mezzo privato. In questo senso, gli interventi previsti dal piano di metropolitana regionale (realizzazione di nuove tratte, collegamento tra alcune delle tratte esistenti, aumento dell’offerta complessiva e introduzione di un sistema di orari cadenzati a rete) dovrebbero, a regime, rispondere efficacemente a questi fabbisogni. La stessa attenzione posta allo sviluppo di soluzioni che consentano l’incremento dell’intermodalità (ponendo la modalità su ferro al centro dei percorsi, in termini di importanza e di estensione delle tratte di percorrenza nell’ambito dei singoli spostamenti della popolazione mobile) dovrebbero favorire la crescita della domanda e la fidelizzazione verso il “ferro”. La disponibilità di un maggior numero di parcheggi, l’integrazione modale garantita attraverso il prima richiamato sistema di orari cadenzati a rete – anche con la modalità pubblica su gomma – e l’adozione di idonee politiche di comunicazione ed informazione (dirette a rendere edotti i clienti sulle possibili “soluzioni intermodali” per i percorsi da effettuare) si indirizzano a fornire una risposta adeguata alle richieste della clientela. Se a ciò si aggiungessero innovative forme di bigliettazione (o di abbonamento) che, utilizzando tecnologie ormai consolidate (quali quelle della chipcard, anche con formule “ricaricabili), vadano ad integrare in una tariffa unica anche il parcheggio delle auto nelle aree di interscam- 4. I NUOVI BISOGNI E LE ESIGENZE INNOVATIVE DELLA CLIENTELA 155 bio, con buona probabilità il livello di appeal del sistema (se le tariffe fossero non particolarmente esose, o almeno percepite come tali) sarebbe destinato ad aumentare, attirando, in linea con gli obiettivi generali, un crescente numero di clienti. In via più generale, la maggiore diffusione di “opportunità” di bigliettazione – in stazione, all’esterno delle stesse e a bordo – anche attraverso l’impiego di sistemi automatici, purché estremamente semplici ed efficaci, risulta una esigenza sentita. Per ciò che riguarda la valutazione della clientela in relazione alle tariffe, va sottolineato che l’insoddisfazione espressa è largamente attribuibile alla ridotta percezione dei reali costi di esercizio; in questo senso la realizzazione di mirate campagne informative dovrebbe, almeno parzialmente, far recuperare il gap tra “atteso” e “percepito”. Per quanto riguarda il personale, considerando che l’adozione delle carte dei servizi e di sistemi orientati alla Qualità Totale è ormai una circostanza generalizzata, anche il livello di qualificazione del personale, in un’ottica di customer care e customer relationship dovrebbe, nel medio periodo, accrescersi, in virtù della realizzazione di progetti in tal senso orientati che vedono il diretto coinvolgimento del personale di contatto. Anche per ciò che riguarda la richiesta di maggiore attenzione alle problematiche ambientali, una efficace comunicazione alla clientela degli effettivi vantaggi della modalità pubblica su ferro (in termini di riduzione di emissione di sostanze inquinanti nell’atmosfera e di minori costi di “energia” utilizzata per i trasporti), dovrebbe migliorare la percezione del reale minore impatto ambientale di tale scelta modale, incrementandone ulteriormente l’appeal. Le esigenze emerse in relazione alle caratteristiche dei luoghi di accesso al servizio sono di vario ordine e comprendono sia valutazioni ed esigenze di tipo generico (seppure importanti ai fini della qualità del servizio), sia valutazioni di portata più significativa. Uno dei principali motivi di insoddisfazione è relativo alla pulizia delle stazioni, circostanza che comunque, sebbene in alcuni casi possa essere determinata dalla effettiva scarsa disponibilità di cestini o a livelli di servizio non adeguato, vede il diretto coinvolgimento della clientela, dato che una maggiore attenzione da parte 156 II. I NUOVI BISOGNI E LE ESIGENZE INNOVATIVE di quest’ultima ridurrebbe in maniera significativa le necessità di pulizia delle stazioni. Tralasciando questa problematica (la cui portata, in un’ottica di innovazione del servizio, è di ridotta rilevanza), risulta di maggiore interesse concentrarsi su altre, e più significative, esigenze. In primo luogo si rileva una forte richiesta di un numero adeguato (laddove esistono) di servizi igienici in stazione. Questa esigenza, se connessa all’obiettivo di accrescere il livello di servizio delle stazioni o addirittura di aggiungere un numero crescente di funzioni all’interno delle stesse, risulta di essenziale importanza. La crescita dei livelli di base del servizio nelle stazioni si esprime in diversi ambiti, alcuni dei quali di facile soluzione (quali la maggiore disponibilità di panchine per l’attesa o di telefoni pubblici), altri più complessi e che vedono la necessità di immaginare soluzioni di “sistema”. Una delle principali esigenze è relativa ai livelli di sicurezza personale e patrimoniale (problematica che riguarda sia le stazioni che i treni). Sono ormai numerose, a livello nazionale ed internazionale, le esperienze di incremento del livello di sicurezza dei viaggiatori attraverso l’adozione di modalità che prevedono sia un maggiore coordinamento con le forze dell’ordine, sia l’introduzione di idonee tecnologie di allarme e sorveglianza. Premesso che alcuni interventi di questo tipo sono già in atto nel contesto del sistema del trasporto regionale campano su ferro, esclusivamente a titolo di esempio, si riporta il caso della ATM - Azienda Trasporti Milanesi S.p.a. che ha adottato sostanziali misure in tal senso, così sintetizzabili: – istituzione di posti di polizia in alcune stazioni; – creazione, in accordo con il comune di Milano, di un nucleo di Polizia Municipale dedicato, con sede presso le Sale Operative di ATM, che affianca stabilmente l’Unità Supporto Clienti; – installazione in tutte le stazioni della rete metropolitana (ai mezzanini e nelle banchine di attesa) di cartelli “SOS” riportanti le operazioni da effettuarsi in caso di emergenza per abbandonare la stazione; – installazione in tutte le stazioni della rete metropolitana (ai 4. I NUOVI BISOGNI E LE ESIGENZE INNOVATIVE DELLA CLIENTELA 157 mezzanini e nelle banchine di attesa) di telecamere a circuito chiuso, monitorate costantemente dagli agenti di stazione e dagli addetti al controllo viaggiatori della sala operativa. Agli interventi sopra indicati se ne aggiungono altri connessi alla disponibilità di tecnologie di sorveglianza e controllo a bordo delle vetture, che verranno successivamente richiamati. È evidente che l’adozione di soluzioni di questo tipo, accrescendo il livello di sicurezza dei viaggiatori, favorisce l’uso del mezzo pubblico da parte di tutte le categorie di clienti, ma soprattutto è in grado di incidere fortemente sulla scelta modale di alcune categorie deboli (anziani, bambini, donne incinte, ecc.). Una ulteriore esigenza rilevata (peraltro in linea con gli obiettivi del piano di metropolitana regionale) è l’incremento delle funzioni delle stazioni, attraverso la realizzazione di aree commerciali e di servizi (pubblici e privati), in grado di modificare il ruolo urbanistico dei luoghi di accesso al servizio, attribuendogli una “centralità” urbana che riqualifica aree normalmente ritenute “periferiche” e ne accresce la capacità di attrazione, coniugando, in stretta simbiosi, le attività legate al viaggio con altre attività in grado di recuperare efficacemente i tempi destinati agli spostamenti e garantendo la possibilità di svolgere altre attività. Se si considera che, (come evidenziato da un recente studio condotto in tal senso da Italia Lavoro e Censis) nelle aree metropolitane e nelle relative periferie, il tempo medio giornaliero destinato da ciascun viaggiatore agli spostamenti per lavoro oscilla tra una e due ore, è immediatamente chiaro come la possibilità di svolgere altre attività nel corso del tragitto consente di “riacquistare” questo tempo, rendendolo funzionale ad un impiego diverso e consentendo di integrare alcune attività che, in molti casi, i cittadini sono costretti a concentrare nel fine settimana. Una ulteriore esigenza di grande rilevanza è quella del livello di accessibilità, sia delle stazioni che dei treni, in particolare per le fasce di clientela debole: portatori di handicap, anziani, bambini, ecc. (su questo argomento si rimanda, in particolare, alla successiva sezione 5.5, che analizza in dettaglio le problematiche, le indicazioni legislative e le modalità di risposta attuali per questa categoria di clienti). Nelle stazioni, per i problemi di accesso connessi a 158 II. I NUOVI BISOGNI E LE ESIGENZE INNOVATIVE disabilità motorie l’obiettivo da conseguire dovrebbe essere la completa eliminazione delle barriere architettoniche e, laddove necessario, la piena ed efficiente disponibilità di ascensori e montascale con adeguati sistemi di sorveglianza ed assistenza. Ulteriori interventi in tal senso (laddove l’accesso agevole ai treni non sia risolvibile con diverse caratteristiche del materiale rotabile) sono quelli connessi alla realizzazione di banchine di altezza idonea a garantire l’incarrozzamento a raso. Sempre nelle stazioni, per le disabilità visive, invece, è ormai sempre più diffusa la disponibilità di percorsi dedicati di accesso dall’esterno e fino all’ingresso in vettura (con idonei codici di orientamento guida e sicurezza), banchine dotate di strisce di sicurezza che segnalano il bordo e sistemi di avviso acustico sia di apertura/chiusura delle porte, sia di segnalamento del nome della stazione e della direzione del treno; tutti sistemi efficacemente adottati in altri contesti e che hanno sortito risultati estremamente positivi. L’introduzione di sistemi acustici di comunicazione (sia in stazione che a bordo) risponde, comunque, anche ad altri tipi di esigenze, quali ad esempio la comunicazione verso i turisti, attraverso l’adozione di messaggi multilingue. Più in generale, il fabbisogno di accesso alle informazioni è molto sentito dalla clientela e potrebbe realizzarsi sia con la conduzione di apposite campagne informative (sulle generalità dei servizi), sia attraverso la distribuzione di materiale informativo cartaceo (possibilmente multilingue), sia attraverso modalità che utilizzano le nuove tecnologie (totem multimediali, siti internet, sms che avvisano su problemi di esercizio, ecc.), contenenti non solo notizie in relazione al servizio in sé, ma in grado di fornire indicazioni più specifiche rispetto a singole esigenze (ad esempio la definizione del percorso ottimale tra origine e destinazione del cliente, oppure l’individuazione delle linee da utilizzare per raggiungere determinati siti di interesse storico, artistico e culturale, o luoghi di servizio) o consentire l’acquisto degli abbonamenti e dei titoli di viaggio (o la loro ricarica). Le esigenze espresse dalla clientela in relazione alle caratteristiche del materiale rotabile sono ovviamente influenzate dalla ridotta conoscenza delle reali esigenze di servizio, delle tecnologie dei mezzi ed anche delle possibilità di integrazione di diverse tec- 4. I NUOVI BISOGNI E LE ESIGENZE INNOVATIVE DELLA CLIENTELA 159 nologie a bordo. In via generale, rianalizzando le considerazioni espresse dai viaggiatori è possibile identificare alcune esigenze chiave, legate alla sicurezza (fisica e patrimoniale), al comfort del viaggio, all’accessibilità, all’utilizzazione del tempo, alla disponibilità di informazioni e di accesso alla comunicazione. Per quanto riguarda la sicurezza, è possibile operare una distinzione tra la sicurezza del trasporto e quella personale e patrimoniale. Nel primo caso ci si riferisce a problematiche di sicurezza connesse alle caratteristiche dei rotabili e della rete. La progettazione e la realizzazione di mezzi con maggiore resistenza all’urto ed un layout e materiali interni ed esterni (es. ignifughi) diretti a ridurre i rischi in caso di impatto è un primo punto importante per garantire sicurezza ai viaggiatori. Allo stesso modo, anche considerato che, secondo le previsioni di piano, la velocità dei convogli dovrebbe aumentare, l’eliminazione (laddove esistenti) di punti critici dei tracciati, la realizzazione di idonei impianti di segnalamento e controllo (con adeguati sistemi di interfacciamento a bordo), l’impiego di tecnologie di radiolocalizzazione tramite gps, nonché l’installazione di sistemi avanzati di sicurezza attiva (frenatura, contatto radio permanente, ecc.) e passiva (attraverso sistemi elettrici ed elettronici che garantiscano una totale compatibilità elettromagnetica a bordo), sono altre tipologie di interventi che accrescono significativamente il livello di sicurezza. Anche la corretta comunicazione del comportamento da assumere in caso di pericolo (ad esempio attraverso l’affissione di cartelli che informano i passeggeri in merito alle operazioni da eseguire in caso di evacuazione urgente della vettura), costituisce un importante fattore di sicurezza e di “rassicurazione” della clientela. La sicurezza personale e patrimoniale rappresenta, come accennato, una importante esigenza espressa dalla clientela. Anche in questo caso, sono in atto alcuni interventi da parte degli esercenti regionali (es. sistemi di videosorveglianza) che, tuttavia, non assurgono a intervento di sistema e pertanto, pur avendo una valenza significativa sulle tratte di impiego, non sono in grado di fornire al cliente una copertura totale sulla rete. L’installazione su tutti i mezzi di sistemi di videosorveglianza, di “allertamento” delle forze dell’ordine in caso di pericolo, di comunicazione con il personale di 160 II. I NUOVI BISOGNI E LE ESIGENZE INNOVATIVE bordo e tra questo e le sale operative di controllo, costituiscono una significativa modalità di innalzamento complessivo del livello di sicurezza, con una funzione di forte deterrenza al compimento di eventuali atti criminosi a bordo, rendendo più sicuro il cliente ed accrescendo la sua propensione all’uso della modalità su ferro. Ulteriori interventi strutturali per garantire una maggiore sicurezza a bordo sono anche relativi alla disponibilità di convogli con carrozze intercomunicanti, allo scopo di evitare rischi di “isolamento” all’interno di una specifica carrozza e garantendo, al tempo stesso, anche una maggiore “mobilità” all’interno dei convogli. Il comfort del viaggio, rispetto al quale, comunque, le valutazioni della clientela non sono negative, è un altro fattore in grado di incrementare il livello di appeal dell’offerta modale su ferro. In primissima battuta, come evidenziato dalle lamentele dei viaggiatori, la disponibilità su tutti i mezzi di sistemi di condizionamento efficienti potrebbe essere realizzata con relativa facilità. Ovviamente, il comfort del viaggio non si limita alla climatizzazione dei convogli, ma si esprime anche attraverso la realizzazione di spazi e sedute più adeguati, di materiale rotabile idoneo alle specifiche esigenze del servizio che espleta, all’adozione di sospensioni idropneumatiche o sistemi ad assetto variabile, oppure, ancora, alla riduzione della rumorosità e all’isolamento termico; tutte caratteristiche tecniche dei mezzi, la cui progettazione ed implementazione (fermi restando i relativi costi ad esse connessi) sono certamente realizzabili, andando ulteriormente incontro alle esigenze del cliente. Ulteriori fattori di comfort del viaggio sono certamente rappresentati dalla disponibilità di servizi igienici a bordo (possibilmente disabled-friendly) o anche da servizi di catering, almeno per le tratte di media e lunga percorrenza. Infine, la disponibilità di idonei spazi per servizi aggiuntivi (bagagli, bici, self-service, ecc.) accrescerebbe la comodità del viaggio. Anche per il materiale rotabile una esigenza sentita è quella dell’accessibilità, sia in senso generale che, in particolare, per le categorie più deboli. La disponibilità di convogli con layout o sistemi che consentano l’incarrozzamento a raso e che facilitino e riducano i tempi delle 4. I NUOVI BISOGNI E LE ESIGENZE INNOVATIVE DELLA CLIENTELA 161 operazioni di accesso e di deflusso è un obiettivo percorribile e realizzabile. Oltre a ciò la maggiore disponibilità di punti di aggancio delle carrozzine risponderebbe ulteriormente a questa esigenza. Le medesime soluzioni adottate in stazione per le problematiche di accesso e fruizione del servizio per tutte le categorie di soggetti che presentano disabilità visive è certamente un’altra soluzione percorribile. Inoltre, l’adozione di sistemi di comunicazione sonora anche a bordo (possibilmente multilingue) sarebbe in grado, come prima già evidenziato, di rispondere contemporaneamente ad una generale esigenza di comunicazione attiva, alle esigenze dei disabili visivi ed alle necessità informative della clientela straniera. L’utilizzazione del tempo di trasporto, soprattutto sulle tratte di media e lunga percorrenza, costituisce un ulteriore fabbisogno da prendere in considerazione per la costruzione di una offerta innovativa. Uno studio condotto nel 1999 dall’IRES Piemonte sugli spostamenti per motivi di lavoro e studio in quella regione 26, metteva in evidenza che oltre il 50% dei soggetti intervistati lamentava l’impossibilità di condurre altre attività nel tempo di viaggio che, a tutti gli effetti, veniva considerato come “perso”. È immediatamente percepibile che il miglioramento del comfort complessivo di marcia (se ci riferiamo alle tratte di media e lunga percorrenza) consente lo svolgimento di attività di conversazione o piuttosto di studio e lavoro. Se a ciò si aggiunge la possibilità di fornire le carrozze di una serie di servizi aggiuntivi, l’impiego del tempo di viaggio aumenta considerevolmente. La disponibilità di prese elettriche per i personal computer o altri apparecchi, oppure di prese per il collegamento alla rete internet è ormai una esperienza diffusa nei sistemi di trasporto su ferro più innovativi. In un’epoca in cui la diffusione delle applicazioni informatiche e delle telecomunicazioni ha ormai una valenza pervasiva, ed in progressiva accelerazione, la possibilità di offrire questi servizi aggiuntivi potrebbe rappresentare un importante fattore di scelta modale. Si pensi, ad esempio, alle numerose persone che potrebbero, costrette a permanere in treno per periodi più o meno lun26 Si veda: Accessibilità ed uso del tempo nella città postfordista, Working paper n. 126, agosto 1999, IRES Piemonte. 162 II. I NUOVI BISOGNI E LE ESIGENZE INNOVATIVE ghi, controllare la propria posta elettronica, accedere e lavorare ai propri file, “anticipare” lavoro da fare in ufficio o, più semplicemente, utilizzare la connessione internet per accedere ad altre tipologie di servizi di informazione o commerciali. La connessione alla rete internet potrebbe realizzarsi anche con le innovative tecnologie wireless che ne garantirebbero la disponibilità non solo a bordo, ma anche in stazione (come già oggi avviene, ad esempio, in alcuni aeroporti nazionali). Si tratta di una tecnologia dai costi non particolarmente elevati, da poter offrire alla clientela anche con formule che prevedano, ad esempio, contestualmente all’acquisto dell’abbonamento, la concessione in comodato o in noleggio delle schede necessarie all’accesso. La disponibilità della connessione a bordo potrebbe essere garantita sia attraverso sistemi wireless (laddove non vi siano tratte in galleria), sia attraverso idonee tecnologie GSM o UMTS. È recente l’annuncio di una intesa, in corso di perfezionamento, tra RFI e Vodafone, per la copertura delle comunicazioni cellulari su tutta la linea ferroviaria che prevede, da parte di RFI, laddove non sia possibile utilizzare il suo sistema proprietario GSM-R, il ricorso al roaming offerto da Vodafone. Una soluzione di questo tipo potrebbe essere facilmente estesa all’intera rete regionale – considerato che numerose tratte sono già appartenenti ad RFI – permettendo un totale accesso alle comunicazioni cellulari (e a internet) e rispondendo ad un generale fabbisogno di comunicazione (in stazione e a bordo) espresso dalla clientela. Le esigenze di comunicazione e di accesso all’informazione sono fortemente sentite e l’accessibilità alla rete cellulare rappresenta una esigenza spesso espressa, unitamente ad un più generale bisogno di informazione che potrebbe essere garantito attraverso sistemi audio e video (a bordo e in stazione) attraverso i quali fornire, in via continuativa, informazioni di carattere generale (es. news) e specifiche (relative al servizio e non). Le soluzioni da adottare per rispondere a tali esigenze, come accennato sono già disponibili ed implementabili e nei successivi capitoli 7 ed 8, nonché nella sezione 5.5 per le categorie di utenza debole, si richiamano e si analizzano numerosi casi di concrete applicazioni che hanno significativamente favorito l’aproccio dei clienti alla scelta della modalità su ferro. 5. I nuovi bisogni e le esigenze innovative degli stakeholders 5.1 Il condizionamento degli stakeholders nei processi di acquisto del materiale rotabile regionale L’obiettivo di questa sezione è duplice: – identificare il ruolo e l’azione svolta dai soggetti che esercitano un’influenza sulla definizione delle caratteristiche e delle peculiarità del materiale rotabile per il trasporto regionale; – pervenire alla definizione di requisiti emergenti del materiale rotabile. A tale scopo, si è proceduto preliminarmente alla identificazione di un gruppo ristretto ma significativo di stakeholder1, dai quali discendono vincoli normativi, regolamentari o significative pressioni di carattere sociale e/o tecnico, rilevanti ai fini del processo più generale di adeguamento e innovazione delle caratteristiche del materiale rotabile ferroviario, con particolare riguardo ai servizi a carattere regionale. Successivamente è stata eseguita una disamina analitica delle fonti e dei connessi indirizzi di condizionamento, che hanno condotto all’individuazione di tematiche specifiche a vario grado di criticità rispetto al tema del trasporto ferroviario regionale. Gli stakeholder, individuati sulla base dell’esame della letteratura nonché della raccolta di pareri e indicazioni interne al gruppo 1 FREEMAN Pittman, Boston. R.E. (1984), Strategic Management: a Stakeholder Approach, 164 II. I NUOVI BISOGNI E LE ESIGENZE INNOVATIVE di lavoro regionale, sono stati i seguenti: Unione Europea, Stato italiano, Autorità Garante per la Concorrenza e il Mercato, organismi di certificazione di qualità ed eventuali organismi notificati, categorie di utenza deboli (disabili), enti regionali. In sintesi si espongono le principali linee di indirizzo provenienti dai diversi gruppi di stakeholder: Unione Europea: regolamentazione relativa agli appalti di fornitura (gare internazionali e procedure connesse), esigenza di rispettare i condizionamenti tecnici imposti dalla direttiva sull’interoperabilità del sistema ferroviario transeuropeo convenzionale; Stato italiano: norme in materia di appalti pubblici, processo di accreditamento di organismi notificati per la certificazione, in prospettiva, anche del materiale rotabile regionale; Organismi di certificazione: affermazione del proprio ruolo di garanti delle caratteristiche tecniche dei rotabili; Autorità garante per la concorrenza ed il mercato: evitare le concentrazioni monopolistiche nei consorzi di produzione del materiale rotabile; Categorie deboli di utenza (disabili): rispetto delle prerogative riconosciute dalla legge e in generale miglioramento dell’accessibilità e fruibilità del trasporto ferroviario regionale per tali fasce d’utenza; Scelte regionali: orientamenti recenti in tema di politica degli approvvigionamenti di materiale rotabile per il servizio regionale nelle Regioni Lombardia,Toscana, Lazio,Abruzzo, Emilia Romagna. 5.2 Unione Europea e Stato italiano La Direttiva 93/38/CEE del 14 giugno 1993 è relativa alle procedure di appalto nei cosiddetti settori esclusi (idrico, energia elettrica, telecomunicazioni e trasporti), settori strategici per l’economia comunitaria per i quali storicamente l’Unione Europea ha definito regole peculiari, per la sovrapposizione di questi con l’esercizio di servizi pubblici considerati essenziali ed in relazione alla difficoltà di definire regole omogenee adattabili ad enti aggiudicatori disciplinati in parte da norme di diritto pubblico ed in parte da norme di diritto privato. 5. I NUOVI BISOGNI E LE ESIGENZE INNOVATIVE DEGLI STAKEHOLDER 165 Tale direttiva è entrata in vigore il 1 luglio 1993 ed è stata recepita dallo Stato Italiano con Decreto Legislativo n. 158 del 17.03.95. Essa prevede che, per il settore dei trasporti per ferrovia, i Gestori delle Infrastrutture e le Imprese di Trasporto per contratti d’importo al netto della IVA, pari o superiore a: – 400.000 Euro nel caso di appalti di forniture e di servizi, – 5.000.000 Euro nel caso di appalti di lavori (comprese le costruzioni di impianti tecnologici), debbano: – ricorrere a gare internazionali; – ricorrere, ove previsto, a sistemi di qualificazione dei fornitori pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale della Comunità Europea che permettano l’accesso ad imprese appartenenti a tutti i paesi dell’Unione o assimilabili a questi; – predisporre i capitolati di gara facendo riferimento unicamente a norme europee ove esistano. L’obiettivo esplicito di questa Direttiva è di ampliare i mercati e favorire al massimo la concorrenza tra le imprese fornitrici che operano nel campo ferroviario, per abbattere i costi e migliorare i prodotti e, quindi, smantellare i monopoli nazionali provocati dalle specifiche tecniche emesse negli anni dalle singole reti ferroviarie europee. 5.2.1 Il decreto legislativo 17 marzo 1995 n. 158 Le disposizioni del decreto legislativo n. 158/95 disciplinano l’aggiudicazione degli appalti di lavori, forniture e servizi, nei settori esclusi da parte dei soggetti che operano in detti settori. Gli appalti di lavori, forniture e servizi relativi alle attività diverse da quelle dei settori esclusi rimangono invece oggetto della disciplina ordinaria propria di ciascun soggetto, o delle altre normative comunitarie in materia di appalti. Il decreto legislativo individua quali soggetti aggiudicatori: – le amministrazioni dello Stato, le Regioni, le province autonome di Trento e Bolzano, gli enti territoriali e locali, gli altri enti pubblici non economici, gli organismi di diritto pubblico comunque denominati e le loro associazioni; 166 II. I NUOVI BISOGNI E LE ESIGENZE INNOVATIVE – le imprese pubbliche; – i soggetti privati che per l’esercizio delle attività previste dalla direttiva si avvalgono di diritti speciali ed esclusivi. Il corretto svolgimento delle procedure di appalto richiede adeguate condizioni di pubblicità e trasparenza, che garantiscano pari opportunità a tutti i potenziali concorrenti che intendono partecipare a procedure aperte oppure manifestare il proprio interesse nell’ambito di procedure ristrette o negoziate. Il decreto legislativo n. 158/95 riproduce all’articolo 12 le tradizionali procedure conosciute dall’ordinamento comunitario, riconducibili a tre diversi modelli le cui differenze riguardano sostanzialmente le modalità di partecipazione degli aspiranti contraenti: la procedura aperta, la procedura ristretta e la procedura negoziata (quest’ultima caratterizzata dalla circostanza di potervi fare ricorso, ai sensi dell’articolo 13, anche in assenza di una preventiva pubblicazione del bando di gara). Il decreto precisa che per le amministrazioni pubbliche il pubblico incanto costituisce procedura aperta, la licitazione privata e l’appalto concorso costituiscono procedure ristrette, la trattativa privata configura una procedura negoziata. La giurisprudenza in materia2 è arrivata alla conclusione di ritenere la procedura ristretta quella che meglio soddisfa l’esigenza di garantire la necessaria trasparenza nei meccanismi di selezione dei concorrenti e, nello stesso tempo, l’altrettanto necessaria individuazione di un’impresa dotata di requisiti tali da porre l’ente aggiudicatore nella condizione di non temere ricadute sul piano della qualità della fornitura o del servizio erogato. La procedura aperta Per procedura aperta s’intende quella in cui sono ammessi a presentare offerta tutti i soggetti che attestino di possedere le condizioni minime di partecipazione predeterminate dall’ente aggiudicatore ed esplicitate nell’avviso di gara. In pratica, i concorrenti possono formulare le offerte subito dopo la pubblicazione del bando di gara, saltando la fase intermedia della prequalificazione, 2 CORTE DEI CONTI (2003), Relazione sulla gestione del trasporto pubblico locale e lo stato di attuazione della riforma a livello regionale. 5. I NUOVI BISOGNI E LE ESIGENZE INNOVATIVE DEGLI STAKEHOLDER 167 consistente nella presentazione delle sole domande di partecipazione sulla base delle quali l’ente aggiudicatore selezionerà le imprese da invitare ed ammettere alla formulazione dell’offerta vera e propria. Tale procedura è difficilmente applicabile alle forniture di prodotti ferroviari, in considerazione del carattere generalizzato dell’accesso e dell’impossibilità di inserire nel solo bando di gara tutte le informazioni e tutti i requisiti di ordine tecnico, economico e organizzativo che l’ente aggiudicatore deve assolutamente e prioritariamente valutare nella scelta di un’impresa destinata a fornire prodotti dalle specifiche altamente formalizzate quali quelli del materiale rotabile. La procedura negoziata Nell’ambito della procedura negoziata il soggetto aggiudicatore consulta candidati di propria scelta e negozia con uno o più di essi i termini del contratto. Tale procedura si caratterizza per l’elevato margine di discrezionalità di cui gode l’ente aggiudicatore sia nella selezione dei partecipanti, prevedendosi la preventiva consultazione di soggetti liberamente scelti in base a giudizi di opportunità e di convenienza, sia nella valutazione delle offerte, avendo l’ente la possibilità di negoziare con uno o più dei soggetti prescelti l’insieme delle condizioni contrattuali e non soltanto la componente prezzo. Rispetto alla procedura ristretta, di cui riprende la fase procedurale di selezione dei concorrenti (allontanandosene per la maggiore discrezionalità nei criteri di scelta e nel numero degli invitati), la procedura negoziata preceduta dalla pubblicazione del bando si differenzia essenzialmente perché alcuni elementi del contratto non sono predeterminati dall’amministrazione prima di bandire la gara ma attraverso la negoziazione con i partecipanti alla trattativa. In sostanza, superata la fase di prequalificazione, nella procedura ristretta le offerte pervenute sono oggetto di reciproca comparazione in funzione o del solo prezzo o di una pluralità di elementi esplicitati nel bando o nel capitolato, risultandone poi meccanicamente individuata l’offerta migliore. Nella procedura negoziata, viceversa, una volta pervenute le offerte, queste sono sottoposte ad un’analisi meno vincolata e regole predeterminate, per venire successivamente trattate e quindi riassunte in un accordo contrattuale i 168 II. I NUOVI BISOGNI E LE ESIGENZE INNOVATIVE cui termini saranno quelli che l’ente ha ritenuto più convenienti o comunque di maggiore affidamento. In determinate ipotesi, disciplinate dall’articolo 13 del decreto legislativo n. 358/95, la procedura negoziata può essere utilizzata anche in assenza di previa pubblicazione del bando di gara. L’elevata discrezionalità di cui gode l’ente appaltante unita alla sostanziale restrizione dei meccanismi concorsuali inducono a considerare la procedura negoziata come un metodo di contrattazione da utilizzare in ambiti di applicazione peculiari per venire incontro ad esigenze da motivare opportunamente. La procedura ristretta Nella procedura ristretta sono ammessi a concorrere per l’aggiudicazione dell’appalto solo i candidati che, dopo aver manifestato il proprio interesse attraverso la presentazione di una domanda di partecipazione conseguente alla pubblicazione di un avviso di gara, siano espressamente invitati dall’ente aggiudicatore a formulare e presentare l’offerta. Se, quindi, nella procedura aperta non si possono conoscere o predeterminare il numero dei partecipanti fino al momento in cui, scaduto il termine per presentare le offerte, si ha il quadro completo di quelle pervenute, nella procedura ristretta, invece, i concorrenti sono predeterminati dall’amministrazione aggiudicatrice. Ciò nel senso che, una volta pubblicato il bando di gara e pervenute le domande di partecipazione, si instaura una fase di prequalificazione in cui l’amministrazione aggiudicatrice seleziona motivatamente un certo numero di partecipanti alla gara, tra quelli che offrono sufficienti garanzie di idoneità, serietà e capacità professionali, e spedisce loro la lettera di invito a formulare l’offerta contenente tutte le specificazioni sommariamente indicate nel bando di gara. A differenza della procedura negoziata, la procedura ristretta, superata la fase di prequalificazione, diventa una procedura rigida nel senso che, una volta aperte le buste contenenti le offerte, queste non possono più essere negoziate con riguardo ad elementi fondamentali del contratto (in particolare il prezzo) le cui variazioni possano falsare il gioco della concorrenza. Come precisato in una dichiarazione congiunta del Consiglio e della Commissione 5. I NUOVI BISOGNI E LE ESIGENZE INNOVATIVE DEGLI STAKEHOLDER 169 europea, sono ammesse discussioni al solo scopo di far precisare o completare a candidati od offerenti il contenuto delle rispettive offerte in funzione delle esigenze degli enti aggiudicatori e sempre che ciò non abbia effetti discriminatori. L’appalto-concorso e la licitazione privata Nell’ambito della procedura ristretta rientrano due diversi modelli di contrattazione: l’appalto-concorso e la licitazione privata. Secondo il quarto comma dell’articolo 12 del D.Lgs. n. 158/95, l’appalto-concorso è quella procedura ristretta nella quale il concorrente compila, in base alla richiesta formulata dal soggetto aggiudicatore, il progetto dell’opera, della fornitura o del servizio, così concorrendo alla determinazione del contenuto del contratto da stipulare, ed indica le condizioni ed i prezzi ai quali è disposto ad eseguire l’appalto. In tale ipotesi, quindi, sarebbe rimessa all’impresa la puntuale definizione della tipologia di materiale rotabile posto a gara sulla base di un programma di massima predisposto dall’ente appaltante in relazione alle finalità che intende perseguire e nel rispetto dei requisiti minimi dallo stesso individuati. Con questo meccanismo la gara non è riconducibile ad una scelta automatica, ma è incentrata su di una valutazione comparativa dei vari progetti (dal punto di vista tecnico) e delle varie offerte (dal punto di vista economico). Ne consegue che il criterio di aggiudicazione non potrà essere quello dell’offerta economicamente più vantaggiosa. Nella licitazione privata, viceversa, l’offerente è chiamato ad esporre il prezzo accettato come corrispettivo per l’assunzione del contratto, del quale l’ente aggiudicatore predetermina caratteristiche e contenuti prestazionali. Peraltro, pur prevedendo una minore flessibilità dell’offerta, tale sistema non figura necessariamente una gara calibrata unicamente sull’elemento prezzo, così come non impedisce all’impresa concorrente di proporre varianti al progetto elaborato dall’ente aggiudicatore. Il criterio di aggiudicazione adottato potrà anche essere quello dell’offerta economicamente più vantaggiosa, laddove i parametri tecnici e qualitativi saranno riferiti a con- 170 II. I NUOVI BISOGNI E LE ESIGENZE INNOVATIVE crete caratteristiche del prodotto, sotto il profilo del comfort, dell’assistenza, della sicurezza ecc. Quando il criterio di aggiudicazione adottato è quello dell’offerta economicamente più vantaggiosa, i soggetti aggiudicatori possono prendere in considerazione le varianti presentate dagli offerenti, migliorative o modificative rispetto al progetto posto a base di gara. Trattandosi di semplici varianti, queste dovranno soddisfare i requisiti minimi preventivamente indicati dall’ente aggiudicatore il quale avrà cura di delimitare i confini entro cui deve necessariamente contenersi la proposta degli offerenti, per evitare di ritrovarsi con offerte e soluzioni totalmente diverse rispetto all’oggetto dell’appalto e, come tali, difficilmente comparabili tra loro. A tal fine gli enti aggiudicatori indicheranno nel capitolato d’oneri la possibilità di presentare varianti, nonché le condizioni minime che esse devono rispettare, con particolare riferimento al limite tollerato di scostamento rispetto all’idea centrale del progetto guida, e le relative modalità di presentazione. La selezione dei concorrenti Il procedimento di scelta dell’appaltatore mira a conseguire non solo la migliore offerta in senso economico, ma anche la garanzia di affidabilità, in senso tecnico e finanziario, del soggetto proponente, che deve presentare requisiti in grado di testimoniare la sua capacità di adempiere le obbligazioni assunte con l’aggiudicazione del contratto di appalto. Abbiamo visto che nella procedura ristretta, prima di essere ammesse a formulare le offerte, le imprese devono superare una fase di prequalificazione durante la quale la stazione appaltante, ricevute le domande di partecipazione da parte dei candidati, le esamina per individuare i richiedenti che possiedano i requisiti di ammissione già esplicitati nel bando di gara. Da questo punto di vista, la normativa applicabile ai settori esclusi si caratterizza per una maggiore elasticità nell’individuazione dei requisiti economico-finanziari e tecnico-organizzativi i quali, a differenza di quanto avviene nella normativa applicabile agli altri settori, non sono rigidamente elencati. Ne deriva la possibilità per l’ente appaltante di adottare criteri di prequalificazione ancora più selettivi. Tale facoltà è attribuita in relazione all’esigenza di ridurre il numero dei candidati 5. I NUOVI BISOGNI E LE ESIGENZE INNOVATIVE DEGLI STAKEHOLDER 171 ad un livello tale da garantire il giusto equilibrio tra le caratteristiche specifiche della procedura d’appalto e i mezzi richiesti per la sua realizzazione; in ogni caso, comunque, il numero dei candidati prescelti deve tener conto della necessità di garantire una concorrenza sufficiente. Nell’avviso di gara, dunque, potranno essere richieste informazioni riguardanti la situazione propria dell’imprenditore ed indicate le condizioni minime di carattere economico e tecnico che da assolvere. La lettera d’invito a presentare l’offerta Una volta operata la selezione dei candidati sulla base dei requisiti di partecipazione sopra descritti, il soggetto aggiudicatore invita simultaneamente e per iscritto i candidati prescelti mediante la lettera d’invito. Di regola la lettera d’invito è accompagnata dal capitolato d’oneri e dai documenti complementari; peraltro, se questi sono eccessivamente voluminosi per una trasmissione in allegato alla lettera d’invito, questa dovrà indicare l’indirizzo al quale possono essere richiesti i documenti ed il termine per la richiesta d’invio. In questo caso l’ente aggiudicatore dovrà spedire il materiale entro i sei giorni dalla ricezione della richiesta, se avvenuta nei termini. A margine si osserva che, per non alterare la parità di condizioni tra i concorrenti, tutte le volte che uno di essi richieda delle precisazioni in merito alla documentazione di gara in seguito alle quali si rendano necessarie delle rettifiche o delle integrazioni, queste ultime dovranno essere comunicate anche a tutti gli altri concorrenti utilizzando le modalità celeri previste dall’articolo 18, comma 5 (telegramma, telex, telefax, telefono). Le disposizioni contenute nella lettera d’invito sono equiparabili a quelle contenute nel bando di gara da un punto di vista strutturale e funzionale (anche se il bando assolve all’autonoma funzione di fornire legale conoscenza dell’appalto). La lettera d’invito può anche stabilire ulteriori prescrizioni in aggiunta a quelle contenute nel bando, a condizione che queste siano finalizzate a garantire il rigore della procedura (e non per imporre eccessivi oneri ai partecipanti), e sempre che non venga alterato il principio della parità di trattamento tra i partecipanti (non è possibile, ad esempio, dopo aver indicato nel bando quali sono i cri- 172 II. I NUOVI BISOGNI E LE ESIGENZE INNOVATIVE teri per la partecipazione alla gara, introdurre ulteriori criteri di scelta intesi a restringere il numero dei partecipanti). I contenuti della lettera d’invito, in tutto complementari alle prescrizioni indicate nel capitolato speciale, sono riassumibili in alcune indicazioni di carattere obbligatorio (indicazioni minime) ed in altre aggiuntive in relazione alla specifica natura dell’oggetto da aggiudicare. La lettera dovrà contenere il termine per la ricezione delle offerte, l’indirizzo al quale devono essere trasmesse e la lingua o le lingue in cui devono essere redatte, l’indicazione dei documenti che devono essere allegati, i criteri di aggiudicazione dell’appalto, se non figurano nel bando di gara, e ogni altra condizione particolare richiesta per la partecipazione alla gara. Inoltre, la lettera d’invito potrà indicare le modalità di presentazione dell’offerta, individuando le inosservanze che comportino l’esclusione dalla gara, la descrizione delle operazioni di aggiudicazione, l’eventuale ammissibilità di offerte alla pari o in aumento, rispetto alla base d’asta, se si farà luogo all’aggiudicazione anche in presenza di una sola offerta valida. I criteri di aggiudicazione Per quanto riguarda i criteri di aggiudicazione la direttiva 93/38 appare allineata alle direttive generali: dall’articolo 24, comma 1, del D.lgs n. 158/95, si evince che gli appalti relativi ai settori esclusi possono essere aggiudicati sulla base di uno dei seguenti criteri: a) il prezzo più basso, che mira a conseguire il massimo vantaggio dal punto di vista strettamente economico, consentendo l’affidamento dell’appalto all’impresa che abbia offerto il ribasso più consistente; b) l’offerta economicamente più vantaggiosa, che invece tiene conto di una pluralità di elementi di valutazione tra i quali, in via di esemplificazione, l’articolo 24 include: il termine di esecuzione o di consegna, il costo di gestione, il rendimento, la qualità, le caratteristiche estetiche e funzionali, il valore tecnico, il servizio successivo, l’assistenza tecnica, l’impegno in materia di pezzi di ricambio, la sicurezza di approvvigionamento, il prezzo. 5. I NUOVI BISOGNI E LE ESIGENZE INNOVATIVE DEGLI STAKEHOLDER 173 L’offerta economicamente più vantaggiosa Nel caso del criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, è di immediata evidenza come nella fornitura di materiale rotabile la componente prezzo sia solo una delle componenti prese in considerazione e come reciti un ruolo fondamentale la scelta del peso che l’ente aggiudicatore attribuirà a tale componente in rapporto alle altre. Se, infatti, l’ente aggiudicatore attribuisse al prezzo un peso dell’70% e agli altri parametri complessivamente considerati solo il 30%, l’offerente sarà messo in condizione di comprendere che, per aspirare all’aggiudicazione dell’appalto, egli dovrà concentrare i propri sforzi nel contenimento dei costi di produzione, privilegiando la componente prezzo e trascurando di ricercare il conseguimento di obiettivi di qualità. 5.2.2 Unione Europea (princìpi di fondo) e recepimento da parte degli Stati La normativa dell’Unione Europea in tema di libera circolazione dei prodotti è stata storicamente rivolta a realizzare un processo di liberalizzazione dei mercati da ottenersi tramite meccanismi che permettano il mutuo riconoscimento dei certificati e l’armonizzazione tecnica dei prodotti. Il Trattato di Maastricht, al Titolo XII ‘Reti Transeuropee’ prevede i seguenti due articoli: Articolo 129 B 1. Per contribuire al raggiungimento degli obiettivi di cui agli articoli 7A e 130 A e per consentire ai cittadini dell’Unione, agli operatori economici e alle collettività regionali e locali di beneficiare pienamente dei vantaggi derivanti dall’instaurazione di uno spazio senza frontiere interne, la Comunità concorre alla costituzione e allo sviluppo di reti transeuropee nei settori delle infrastrutture dei trasporti, delle telecomunicazioni e dell’energia. 2. Nel quadro di un sistema di mercati aperti e concorrenziali, l’azione della Comunità mira a favorire l’interconnessione e l’interoperabilità delle reti nazionali, nonché l’accesso a tali reti. 174 II. I NUOVI BISOGNI E LE ESIGENZE INNOVATIVE Articolo 129 C Per conseguire gli obiettivi di cui all’art. 129 B, la Comunità: – stabilisce un insieme di orientamenti che contemplino gli obiettivi, le priorità e le linee principali delle azioni previste nel settore delle reti transeuropee; in detti orientamenti sono individuati progetti di interesse comune; – intraprende ogni azione che si rilevi necessaria per garantire l’interoperabilità delle reti, in particolare nel campo di armonizzazione delle norme tecniche. Da ciò si ricava che le reti di trasporto, delle telecomunicazioni e dell’energia sono considerate strategiche per la costituzione dell’Unione e come tali devono essere considerate reti transeuropee e soggette a regole comuni in tutta l’Unione per sfruttarne al massimo le possibilità e le potenzialità di crescita in termini di passeggeri trasportati e di riequilibrio modale. Le reti ferroviarie sono dunque accomunate nei medesimi articoli del trattato di Maastricht ad altre Reti che stanno subendo trasformazioni enormi in questi ultimi anni ed è chiara la volontà del legislatore comunitario di procedere a trasformazioni in una direzione di liberalizzazione anche in questo settore. Dai due articoli del Trattato appena citati discendono tutte le Direttive Comunitarie che riguardano i trasporti per ferrovia. Queste direttive sono strettamente collegate le une con le altre in modo da poter fornire un quadro normativo tendenzialmente integrato. Direttiva 91/440/CEE del 29 luglio 1991 relativa allo sviluppo delle ferrovie comunitarie. Questa Direttiva, recepita in Italia con DPR n. 277 dell’8 luglio 1998, individua due soggetti distinti: – il Gestore delle infrastrutture, cui spetta l’onere di provvedere alla gestione delle linee e delle infrastrutture ferroviarie e garantirne il corretto funzionamento; – le Imprese di Trasporto, strutture commerciali con l’incarico di produrre e commercializzare i servizi di trasporto ai clienti. La Direttiva prevede una netta separazione tra questi due soggetti sia dal punto di vista contabile, sia dal punto di vista delle competenze e delle responsabilità. 5. I NUOVI BISOGNI E LE ESIGENZE INNOVATIVE DEGLI STAKEHOLDER 175 Direttive 95/18/CEE e 95/19/CEE del 20 giugno 1995 relative al rilascio delle licenze di esercizio alle imprese ferroviarie e alla ripartizione delle capacità delle infrastrutture ferroviarie e sugli introiti per la utilizzazione delle infrastrutture, che completano le Direttiva 91/440/CEE. Queste Direttive recepite nell’ordinamento italiano con DPR n. 146 del 16 marzo 1999 prevedono che: – ogni Stato Membro debba designare un organismo preposto al rilascio delle licenze in campo ferroviario e responsabile dell’adempimento degli obblighi derivanti dalla direttiva; – ogni impresa di trasporto ferroviaria debba essere in grado di dimostrare alle autorità dello Stato membro preposte al rilascio delle licenze, già prima di iniziare le attività, che ricorrano in qualsiasi momento determinati requisiti in materia di onorabilità, capacità finanziaria e competenza professionale 3. Gli Stati Membri devono disporre che sia presentato obbligatoriamente un certificato di sicurezza che stabilisca gli standards imposti alle imprese ferroviarie in materia di sicurezza, per garantire un servizio sicuro4. 3 Tali requisiti di competenza professionale ricorrono allorché: a) l’impresa ferroviaria che richiede la licenza dispone di un’organizzazione gestionale e possiede le conoscenze e/o esperienze necessarie per esercitare un controllo operativo ed una supervisione sicuri ed efficaci sulle operazioni del tipo specificato nella licenza; b) il personale responsabile della sicurezza, in particolare i macchinisti, è pienamente qualificato nel proprio campo di attività; c) il personale, il materiale rotabile, e l’organizzazione sono tali da garantire un alto livello di sicurezza per le operazioni da effettuare 4 Questo certificato di sicurezza viene rilasciato se l’Impresa Ferroviaria è in grado di dimostrare di: – disporre di materiale rotabile sicuro e conforme agli standard europei; – disporre di personale incaricato della guida e dell’accompagnamento dei treni in possesso di determinati requisiti di idoneità e preparazione professionale sottoposti a controlli periodici; – disporre di impianti e sistemi di manutenzione dei rotabili in grado di garantire il mantenimento nel tempo dei requisiti di sicurezza richiesti. GRILLO P. (2003), Major strides towards the interoperability of the transEuropean high speed rail System, Commissione Europea. Proposta della Commissione Trasporti dell’Unione Europea COM-1999/617 del 23.11.1999. 176 II. I NUOVI BISOGNI E LE ESIGENZE INNOVATIVE Come detto, le Direttive attribuiscono al Gestore dell’Infrastruttura ed alle imprese di trasporto ruoli, competenze e responsabilità ben distinte tra di loro. I Decreti legge di recepimento di queste Direttive nell’ordinamento Italiano hanno assegnato alla Divisione Infrastruttura la competenza al rilascio del Certificato di Sicurezza, che avviene tramite il CESIFER. Attualmente in Italia solo 14 imprese ferroviarie hanno finora ottenuto il certificato di sicurezza. Le Divisioni Regionali FS, proprietarie del materiale rotabile regionale esercito da Trenitalia, così come le altre ferrovie regionali, devono, quindi, dimostrare di essere in grado di gestire le proprie attività in modo da poter rispettare nel tempo i requisiti richiesti e gli standard di sicurezza. L’orientamento attuale è che questo potrà avvenire avvalendosi di Impianti Trazione ed officine di manutenzione dei rotabili in grado di garantire la qualità del proprio operato e, quindi, che operano con Sistemi di gestione per la Qualità conformi alle Norme UNI EN Serie 9000. 5.2.3 Unione Europea (armonizzazione dei rotabili) e recepimento da parte degli Stati La Direttiva 96/48/CEE del 23 luglio 1996 relativa alla interoperabilità del sistema ferroviario transeuropeo ad Alta Velocità suddivide il sistema ferroviario transeuropeo ad alta velocità nei seguenti 8 sottosistemi – infrastrutture, energia, controllo-comando e segnalamento, materiale rotabile, manutenzione, ambiente, esercizio, utenti – che devono soddisfare determinati requisiti per la interoperabilità della Rete ad Alta Velocità5. Questi sottosistemi, a loro volta, sono costituiti da singoli componenti (interoperability constituents) che determinano, singolarmente ed interagendo tra di loro, la reale interoperabilità dei sottosistemi. Ogni sottosistema deve essere conforme ai requisiti precisati in una STI (Specifica Tecnica di Interoperabilità). 5 GRABAND D.R. (2002), Study of the Implementation of Directive 96/48/EC on the Interoperability of the Trans-European High-Speed Railway System and Progress made towards Railway Interoperability. 5. I NUOVI BISOGNI E LE ESIGENZE INNOVATIVE DEGLI STAKEHOLDER 177 Queste STI, tra l’altro, devono: – specificare i requisiti essenziali per la interoperabilità, – stabilire i parametri di base, – stabilire le condizioni realizzate per ottenere delle specifiche prestazioni, – stabilire, in ogni caso, quali dei moduli definiti dalla Decisione del Consiglio 93/465/CEE o, dove appropriato, quali specifiche procedure devono essere utilizzate per verificarne la conformità. L’aderenza di un componente o di un sottosistema con i requisiti essenziali applicati allo stesso, deve essere stabilita in relazione ad ogni rilevante specifica europea esistente. Se alcuni componenti di interoperabilità sono oggetto di altre direttive comunitarie concernenti altri aspetti, la dichiarazione CE di conformità o di idoneità allo impiego dovrà specificare, in questo caso, che i componenti di interoperabilità rispondono anche ai requisiti delle altre direttive europee di armonizzazione tecnica e di tutela dell’ambiente. L’altra Direttiva comunitaria in materia di interoperabilità, la 2001/16/CEE del 21 marzo 2001, relativa all’interoperabilità del sistema ferroviario transeuropeo convenzionale, viceversa, non è ancora stata oggetto di recepimento nell’ordinamento italiano. L’esercizio commerciale di treni lungo la rete ferroviaria transeuropea richiede, in particolare, una forte coerenza tra le caratteristiche dell’infrastruttura e quelle del materiale rotabile, ma anche un’efficace interconnessione dei sistemi di informazione e di comunicazione dei diversi gestori ed operatori dell’infrastruttura. Da questa coerenza e da questa interconnessione dipendono il livello delle prestazioni, la sicurezza, la qualità ed il costo dei servizi e su questa coerenza e su questa interconnessione si basa principalmente l’interoperabilità del sistema ferroviario convenzionale transeuropeo. L’interoperabilità è appunto la capacità del sistema ferroviario convenzionale di consentire la circolazione sicura e senza soluzione di continuità dei treni garantendo il livello di prestazioni richiesto per le linee. Tale capacità si fonda sull’insieme delle prescrizioni regolamentari, tecniche ed operative che debbono essere soddisfatte per ottemperare ai requisiti essenziali. 178 II. I NUOVI BISOGNI E LE ESIGENZE INNOVATIVE Nel Libro bianco su “Una strategia per il rilancio delle ferrovie comunitarie” del 1996 la Commissione ha annunciato una misura nel settore della ferrovia convenzionale ed ha successivamente ordinato uno studio sull’integrazione dei sistemi ferroviari nazionali6 i cui risultati sono stati resi pubblici nel maggio 1998. Lo studio ha raccomandato l’adozione di una direttiva basata sull’approccio seguito per l’alta velocità suggerendo di non affrontare in prima battuta tutti gli ostacoli all’interoperabilità, bensì di risolvere progressivamente i problemi secondo un ordine di priorità da stabilire in funzione del rapporto costi-benefici di ciascun progetto di misura. Lo studio ha rilevato che l’armonizzazione delle procedure e delle regole in vigore e l’interconnessione dei sistemi di informazione e comunicazione risultano essere più vantaggiose delle stesse misure concernenti, ad esempio, le infrastrutture. Le differenze principali rispetto alla questione dell’interoperabilità della rete all’alta velocità (affrontata nella direttiva 96/48/ CEE) risiedono evidentemente in primo luogo nell’adeguamento dell’ambito geografico di applicazione, e poi nell’estensione dell’ambito tecnico di applicazione per tener conto, in particolare, dei risultati dello studio sopra menzionato, nonché nell’adozione di un approccio graduale nella soppressione degli ostacoli all’interoperabilità del sistema ferroviario che includa la definizione di un ordine di priorità e di un calendario per l’elaborazione dello stesso. Tale direttiva ricalca sostanzialmente il testo della Direttiva 96/48, riconfermando quindi pienamente i principi e gli orientamenti in essa contenuti ed estendendoli anche alle linee ed al materiale rotabile convenzionale. Le normative nazionali, i regolamenti interni e le specifiche tecniche applicati dalle ferrovie regionali presentano rilevanti differenze dal momento che spesso esse incorporano tecnologie proprie delle industrie nazionali e prescrivono dimensioni e dispositivi particolari, nonché caratteristiche speciali. Questa situazione ostacola soprattutto le logiche di apertura alla concorrenza che l’Unione ha deciso di perseguire su tutto il territorio comunitario7. 6 European 7 AGCM Roma. Union White Paper on Common Transport Policy, 12.09.2001. (1995), Indagine conoscitiva sul settore del materiale rotabile, 5. I NUOVI BISOGNI E LE ESIGENZE INNOVATIVE DEGLI STAKEHOLDER 179 Con il passare degli anni infatti questa situazione ha creato stretti legami tra le industrie ferroviarie nazionali e le ferrovie nazionali, a detrimento dell’apertura effettiva dei mercati. Tali industrie, per poter sviluppare la loro competitività su scala mondiale, devono disporre di un mercato europeo aperto e concorrenziale. Si è pensato pertanto di definire per tutta la Comunità requisiti essenziali da applicare al sistema ferroviario transeuropeo convenzionale. Vista la portata e la complessità del sistema ferroviario transeuropeo convenzionale, è risultato necessario, per motivi pratici, così come avvenuto per il sistema ferroviario transeuropeo ad alta velocità, operare una scomposizione in sottosistemi. Per ciascuno di questi sottosistemi occorrerà che siano precisati, per tutta la Comunità, i requisiti essenziali, e che siano determinate le specifiche tecniche necessarie, particolarmente per i componenti e le interfacce, al fine di soddisfare tali requisiti. Ogni sottosistema è oggetto di una STI. Ove necessario un sottosistema può essere oggetto di più STI, in particolare per trattare separatamente le categorie di linee, nodi o materiale rotabile, oppure per risolvere alcuni problemi prioritari di interoperabilità8. Nel periodo precedente la pubblicazione delle STI, gli Stati membri comunicano agli altri Stati membri e alla Commissione, per ciascun sottosistema, l’elenco delle regole tecniche in uso per l’applicazione dei requisiti essenziali. L’obiettivo perseguito a livello comunitario è che l’attuazione delle disposizioni relative all’interoperabilità del sistema ferroviario transeuropeo convenzionale non crei ostacoli ingiustificati, dal punto di vista del rapporto costi-benefici, al mantenimento della coerenza della rete ferroviaria esistente in ogni Stato membro, pur sforzandosi di conservare l’obiettivo dell’interoperabilità. Come nel caso della direttiva 96/48, le STI sono elaborate, su mandato della Commissione, dall’organismo comune rappresentativo dei gestori dell’infrastruttura, delle imprese ferroviarie e dell’industria (AEIF). Per soddisfare le disposizioni appropriate relative alle proce8 COMMISSIONE EUROPEA (2002), Comunicazione della Commissione al Consiglio e al Parlamento Europeo - Verso uno spazio ferroviario europeo integrato. 180 II. I NUOVI BISOGNI E LE ESIGENZE INNOVATIVE dure di appalto nel settore ferroviario e, in particolare, la direttiva 93/38/CEE, gli enti appaltanti devono includere le specifiche tecniche nei documenti generali o nei capitolati d’onere propri di ogni appalto. Scopo delle STI è quindi anche quello di creare un insieme di specifiche europee che servano da riferimento generale a questo scopo. Gli enti appaltanti definiscono poi le specifiche supplementari necessarie per completare le specifiche europee o le altre norme, che soddisfino i requisiti essenziali armonizzati a livello comunitario cui deve rispondere il sistema ferroviario transeuropeo convenzionale. L’idea di fondo è quella di elaborare, per quanto possibile, le procedure basate sul sistema garanzia di qualità onde favorire lo sviluppo delle industrie interessate. Le STI relative alla direttiva sull’interoperabilità del sistema ferroviario transeuropeo convenzionale: a) definiscono l’ambito di applicazione interessato (parte della rete o del materiale rotabile); b) precisano i requisiti essenziali per il sottosistema interessato e le loro interfacce verso gli altri sottosistemi; c) definiscono le specifiche funzionali e tecniche che il sottosistema e le sue interfacce devono rispettare verso gli altri sottosistemi. Se necessario, le specifiche possono variare a seconda dell’utilizzazione del sottosistema, per esempio a seconda delle categorie di linee, di nodi e/o di materiale rotabile; d) determinano i componenti di interoperabilità e le interfacce che devono essere oggetto di specifiche europee, tra cui le norme europee, necessarie per realizzare l’interoperabilità del sistema ferroviario transeuropeo convenzionale; e) indicano, in ogni caso previsto, le procedure di valutazione della conformità o dell’idoneità all’impiego. f) indicano la strategia di attuazione della STI, precisando in particolare le tappe da superare per passare progressivamente dalla situazione attuale alla situazione finale di rispetto generalizzato della STI; g) indicano, per il personale interessato, i requisiti di qualifica 5. I NUOVI BISOGNI E LE ESIGENZE INNOVATIVE DEGLI STAKEHOLDER 181 professionale e d’igiene e di sicurezza sul luogo di lavoro richiesti per il funzionamento e la manutenzione del sottosistema interessato nonché per l’attuazione della STI. Le STI mirano comunque a preservare in modo adeguato la coerenza del sistema ferroviario esistente di ciascuno Stato membro. A tal fine potranno essere previsti per ciascuna STI casi specifici sia per quanto riguarda l’infrastruttura sia per quanto riguarda il materiale rotabile; una particolare attenzione è rivolta alla sagoma, allo scartamento o all’interasse fra i binari e ai vagoni in provenienza o a destinazione dei paesi terzi. L’ordine di priorità per l’adozione delle STI è il seguente: il primo gruppo di STI riguarda il controllo-comando e il segnalamento, le applicazioni telematiche per il trasporto merci, l’esercizio e la gestione del traffico, i carri merci, il rumore riconducibile al materiale rotabile e all’infrastruttura. Inoltre, gli aspetti seguenti debbono essere trattati in funzione delle risorse della Commissione e dell’organismo comune rappresentativo: applicazioni telematiche per i passeggeri, manutenzione, con particolare riguardo alla sicurezza, vetture passeggeri, locomotori e automotrici, infrastruttura, energia, inquinamento atmosferico. Una valutazione da porre in essere rispetto alla concreta attuazione del quadro legislativo comunitario riguarda la delimitazione dell’ambito delle ferrovie convenzionali. Tale ambito è ampio e articolato, includendo tutte le reti che non sono state progettate per l’alta velocità o che non siano state adattate per tale scopo. È possibile individuare come appartenenti alla materia disciplinata dalla direttiva sul trasporto convenzionale: – le linee di grande comunicazione nazionale, integrative del sistema Alta Velocità e dei corridoi merci internazionali; – le linee di interesse interregionale (intercity); – le linee di prevalente interesse regionale; – le linee a carattere metropolitano con elevati volumi di traffico; – le linee locali a scarso traffico. Le prime due categorie sono caratterizzate dalla necessità di una progressiva estensione dell’interoperabilità, costituendo infatti 182 II. I NUOVI BISOGNI E LE ESIGENZE INNOVATIVE il naturale completamento della rete Alta Velocità e dovendo garantire l’estensione dei servizi Alta Velocità, senza rotture di carico, verso aree di grande importanza per il trasporto viaggiatori e merci, nelle quali non è prevista la realizzazione di linee Alta Velocità. Ciò lascia presumere su tali linee una possibile spinta alla liberalizzazione o quantomeno alla garanzia di interoperabilità, in quanto gli operatori di trasporto che effettueranno servizi sulla rete Alta Velocità ne richiederanno l’utilizzo. All’altro estremo vi sono invece le linee locali a scarso traffico, per le quali non vi sarà interesse a realizzare gli investimenti necessari per l’adeguamento infrastrutturale e tecnologico all’interoperabilità e che, per essere mantenute in servizio, necessitano di una gestione finalizzata al contenimento dei costi di gestione. Ciò significa impianti estremamente semplificati, normative di esercizio e modelli di gestione disegnati specificamente sulle caratteristiche tecniche e di traffico delle singole linee, anche fortemente differenziati da quelli delle ferrovie tradizionali. L’interoperabilità di tali linee con le altre reti ferroviarie sarà forzatamente limitata, anche perché è assai poco probabile che su una linea locale a scarso traffico vi possa essere l’interesse di più operatori del trasporto. Anche per le linee ferroviarie con caratteristiche metropolitane, con grandi volumi di traffico, che possono essere individuati come sistemi chiusi, sembra di difficile ipotesi, almeno in una prima fase, l’applicazione dei criteri di interoperabilità. In queste ferrovie il rapporto esistente tra infrastruttura ferroviaria e materiale rotabile è molto vincolante: sovente in esse il raggiungimento di elevati livelli di capacità e di efficienza nella gestione è raggiunto attraverso peculiarità della linea, del segnalamento, del materiale rotabile e dei programmi di esercizio in funzione del traffico ferroviario (in genere fortemente omogeneo) che si vuole soddisfare. In una posizione intermedia invece appaiono posizionarsi le ferrovie di prevalente interesse regionale che, a seconda delle situazioni, potranno rappresentare ferrovie per le quali prevale l’interesse per l’interoperabilità o viceversa quello per una gestione specifica e distinta dal resto della rete. In ogni caso l’allegato 1 della direttiva 2001/16/CEE definisce la rete ferroviaria convenzionale, per la quale si deve tendere a rea- 5. I NUOVI BISOGNI E LE ESIGENZE INNOVATIVE DEGLI STAKEHOLDER 183 lizzare l’interoperabilità, quale composta dalle seguenti categorie di linee: – linee previste per il traffico ‘passeggeri’; – linee previste per il traffico misto (passeggeri, merci); – linee specialmente concepite o adattate per il traffico ‘merci’; – nodi ‘passeggeri’; – nodi merci, compresi i terminali intermodali; – linee di collegamento degli elementi sopra elencati. Queste infrastrutture comprendono i sistemi di gestione del traffico, di posizionamento e di navigazione, impianti tecnici di elaborazione dati e di telecomunicazione previsti per il trasporto di passeggeri su lunga distanza e il trasporto di merci su tale rete al fine di garantire un esercizio sicuro e armonico della rete e una gestione efficace del traffico. La definizione delle Specifiche Tecniche di Interoperabilità per le ferrovie convenzionali consentirà di verificare quali possono essere gli interventi necessari per l’adeguamento delle linee esistenti ed i relativi investimenti. Tuttavia è possibile prevedere sin da oggi che alcuni possibili requisiti inerenti il tracciato, la geometria della linea, le caratteristiche delle banchine che saranno mutuati dalle norme per le linee adattate per l’Alta Velocità, potranno essere realizzati sulle ferrovie convenzionali che costituiscono parte integrante del sistema Alta Velocità, ma non certo sulle linee regionali che pure sono destinate ad essere interoperabili sia per il trasporto viaggiatori che merci. Inoltre, nell’ottica dell’interoperabilità della rete regionale, l’adeguamento dei sistemi di supervisione e regolazione della circolazione e dei relativi sistemi di informazione ai viaggiatori, in modo che sia possibile lo scambio di informazioni sulla marcia dei treni, diviene di primaria importanza: ciascun gestore dell’infrastruttura non potrà correttamente operare sulla propria rete senza avere le connessioni con le reti confinanti e con i centri che controllano l’origine e la destinazione dei treni che percorrono le proprie linee. Parimenti rilevanti possono essere i vincoli organizzativi e gestionali che contribuiscono a rendere difficile l’interoperabilità anche in situazioni di sostanziale indifferenza degli aspetti infrastrutturali e 184 II. I NUOVI BISOGNI E LE ESIGENZE INNOVATIVE tecnologici: è il caso ad esempio dei cambi nel passaggio tra due reti della numerazione del treno, della documentazione cartacea di scorta al treno, o delle funzioni assegnate al personale di bordo. L’obbligatorietà di inserire nei capitolati di fornitura le norme Europee CEN, CENELEC e ETSI previsto dall’art.18 della Direttiva 93/38/CE ha dato vita fin dal 1990 alla costituzione, per il settore dei trasporti guidati (ferrovie, metropolitane, tranvie) al Joint Programming Committee for Railway (JPCR). In tal caso, la individuazione delle norme europee a cui fare riferimento nelle specifiche di gara è un atto “volontario” dell’entità aggiudicatrice ed oggetto di contrattazione con il fornitore e viene definito pertanto “campo volontario”. Nel caso invece del rispetto della direttiva sull’interoperabilità del sistema ferroviario convenzionale imporre il rispetto delle STI (che avranno valore di direttiva) è un obbligo delle entità aggiudicatrici. In questo caso si parla di campo regolamentare o obbligatorio. Nell’uno e nell’altro caso, i prodotti ferroviari dovranno rispettare i requisiti previsti dalle norme europee. È possibile che una medesima norma contenga requisiti che riguardano il campo volontario e requisiti che devono essere rispettati obbligatoriamente. Il modo di accertare i requisiti previsti da una norma non cambia ed è quindi probabile, anzi auspicabile, che gli organismi di certificazione di prodotto che opereranno nel campo ferroviario possano svolgere la loro attività sia nel campo volontario che in quello regolamentare. L’obiettivo da raggiungere è che un prodotto ferroviario, una volta accertata la sua conformità ai requisiti di una norma europea, sia accettato senza ulteriori prove in ogni paese della Comunità. Per ottenere questo non basta che lo stesso sia stato realizzato facendo riferimento alle norme, ma occorre anche che siano armonizzati i modi con cui sono verificati i requisiti e che sia armonizzato il modo di operare degli organismi di certificazione. A tal fine nel febbraio del 1994, un gruppo di esperti costituito da esponenti dell’UNIFE, UIC, SNCF e DB.AG, noto come gruppo dei “2+2”, fu incaricato di elaborare un documento su “La valutazione della Conformità e l’accettazione dei prodotti ferroviari” a partire da alcuni progetti di fiches già esistenti ed elaborati dall’UIC. 5. I NUOVI BISOGNI E LE ESIGENZE INNOVATIVE DEGLI STAKEHOLDER 185 Per affrontare i vari problemi inerenti alla interoperabilità delle Reti ferroviarie Europee è stata costituita nel 1994, come esplicitamente previsto dalla Direttiva 96/48/CE, a Bruxelles l’AEIF in veste giuridica di associazione internazionale di diritto belga, che si è visto essere l’organismo costituito per redigere le STI. Vi fanno parte la UIC Union Internationale des Chemins e la CCFE Communauté des Chemins de Fer Européens, la UNIFE (Union des Industries Ferroviaires Européennes) e la UITP (Union Internationale des Trasports Pubblics). L’AEIF ha avuto ufficialmente l’incarico di costituire e coordinare le attività dei Gruppi di Lavoro incaricati di preparare le Specifiche Tecniche di Interoperabilità relative ai sottosistemi previsti dalla Direttiva 96/48/CE. Il Consiglio d’Amministrazione dell’AEIF ha inoltre deciso di dar vita a un “Comitato Ferroviario Europeo” considerando uno dei gruppi di lavoro prima citati, il “Conformity Group”, come “l’embrione” da cui far nascere questo Comitato dandogli l’incarico di definire ruolo, missione e modello organizzativo dello stesso. Il compito affidato a questo European Rail Committee (ERC) è di definire le condizioni per la certificazione di conformità dei prodotti ferroviari, indicare i requisiti che dovrebbero aver gli organismi di certificazione che opereranno in campo ferroviario, tenere un elenco aggiornato di questi organismi ed essere la sede per arbitrare eventuali ricorsi. 5.3 Il processo di certificazione Il termine ‘certificazione’ è tradizionalmente riferito, rispetto alla produzione o all’utilizzo di beni o servizi, all’intervento di un soggetto terzo che ne attesta la conformità ad un determinato standard di riferimento. Il processo di certificazione di prodotto viene dunque attuato per mezzo di: – un organismo di certificazione, pubblico o privato, che controlla la permanenza della conformità (mediante prove di laboratorio) sul luogo di produzione e sul mercato, applicando uno schema di certificazione adatto al prodotto considerato; 186 II. I NUOVI BISOGNI E LE ESIGENZE INNOVATIVE – un laboratorio che effettua le prove di conformità; – un ente, rappresentativo di tutte le categorie interessate, che gestisce e garantisce l’intero sistema di certificazione attraverso l’accreditamento degli organismi di certificazione; – un ente, rappresentativo di tutte le categorie interessate, che garantisce le prestazioni dei laboratori attraverso l’accreditamento. Nel campo degli organismi di certificazione dei prodotti industriali, la comunità internazionale ha da tempo identificato mediante la norma EN 45011 la caratteristica di imparzialità delle organizzazioni che adempiono a tale compito. Nell’ambito del settore dei trasporti, il termine ‘prodotto’ è inteso nell’accezione più ampia che comprende tutti i sistemi e i sub-sistemi di trasporto guidato. La dizione ‘certificazione’ si applica nel momento in cui la verifica è effettuata da un soggetto almeno formalmente terzo; negli altri casi (come quello della certificazione volontaria) si preferisce il termine ‘omologazione’. In ogni caso il rilascio di un certificato si riferisce ad un determinato insieme di regole di riferimento che consente l’espletamento delle opportune azioni di verifica (no reference-no certificate rule). Ogni organismo di certificazione può partecipare alla redazione delle regole di riferimento, ma queste sono stabilite con l’ampio accordo della comunità delle organizzazioni produttrici, di quelle utenti e degli altri organismi di certificazione. Gli organismi di certificazione peraltro non devono limitarsi alla verifica di conformità, ma devono riportare alle parti che li hanno interpellati gli scostamenti e le carenze rispetto agli standard di riferimento e suggerire le eventuali modifiche da apportare. I criteri di riferimento in base ai quali espletare le attività di certificazione variano a seconda dei casi e spaziano da misure e regole stabilite per legge negli ordinamenti nazionali, a prescrizioni dell’UIC (Union Internationale des Chemins de Fer), a specifiche prescritte dal soggetto acquirente. Per tutti gli attori coinvolti nel sistema ferroviario internazionale la soluzione ideale sarebbe in linea teorica costituita da un certificato riconosciuto da tutti e rilasciato da un organismo di certificazione il cui funzionamento è accreditato rispetto a standard interni di qualità. Esistono differenti tipologie di certificati, a seconda dello 5. I NUOVI BISOGNI E LE ESIGENZE INNOVATIVE DEGLI STAKEHOLDER 187 scopo che ne ha ispirato il rilascio. Ciascun tipo di certificato ha un proprio set di procedure specifiche di certificazione (certification system). In linea teorica è possibile distinguere tra: – Certificati di appartenenza del prodotto ad una determinata tipologia (type certificate conformity); – Certificati di conformità tecnica del prodotto ad una determinata tipologia (conformity to type certificate); – Certificati di adeguatezza all’uso (fitness for use certificate). Nel concreto, per controllare accuratamente l’intero ciclo di vita del prodotto, il certificatore deve in ogni caso valutare l’adeguatezza all’uso nel tempo e alla manutenzione che il prodotto deve ricevere. L’importanza da attribuire alla certificazione varia a seconda dei requisiti richiesti dalle autorità pubbliche e dal gestore dell’infrastruttura relativi alla messa in servizio del prodotto. Le attività di manutenzione, poi, vanno specificamente a dover essere considerate, impattando direttamente sul mantenimento delle caratteristiche inizialmente validate dall’organismo di certificazione. Rispetto alla condizione di adeguatezza all’uso, l’Unione dell’Industria Ferroviaria Europea (UNIFE) e l’Unione Ferroviaria Internazionale (UIC) indicano le condizioni tecniche specifiche sotto le quali i prodotti sono adoperati. A tale riguardo sono identificati due diverse categorie di certificato: una prima attesta che un campione rappresentativo del prodotto ha superato un programma di test e verifiche per stabilirne la conformità alle specifiche tecniche (product qualification certificate); una seconda categoria attesta che un campione rappresentativo del prodotto ha superato un programma di test e verifiche per stabilirne l’adeguatezza all’uso (technical approval certificate). In altri termini, nella seconda categoria si dimostra il comportamento soddisfacente del prodotto alle condizioni di servizio e nell’intervallo di tempo prefissato. La fitness for use è verificata solo per i prodotti ferroviari critici in termini di sicurezza. Per alcuni di questi, si rendono necessarie ulteriori valutazioni in tema di stima del comportamento del prodotto nell’arco della sua vita utile e nell’ambiente di utilizzo. In tali casi tutte le procedure operative e di manutenzione devono essere verificate, al pari della formazione del personale a contatto con il pro- 188 II. I NUOVI BISOGNI E LE ESIGENZE INNOVATIVE dotto. In ogni caso queste verifiche devono essere realizzate in accordo con i principi di dominio esclusivo dei singoli Stati nazionali, in materia di sicurezza del trasporto. La legislazione a tale proposito può dunque richiedere ulteriori misurazioni su criteri specifici per acconsentire alla messa in servizio del prodotto. Questo spiega la necessità che i certificati rilasciati a seconda degli scopi e degli organismi mettano in evidenza il proprio campo di applicazioni, gli standard di riferimento impiegati e l’ambito di validità, per permettere a ulteriori ispezioni di integrare utilmente certificazioni rilasciate in precedenza. Quando i criteri di riferimento essenziali dell’attività di certificazione dei prodotti industriali sono determinati da direttive di armonizzazione tecnica provenienti dall’Unione Europea, i relativi certificati sono rilasciati da organizzazioni denominate Organismi Notificati di Certificazione Europea (notified european certification bodies). Il certificato rilasciato da tali organismi è valido in tutti i paesi dell’Unione Europea indipendentemente dal luogo di effettivo rilascio. La normativa comunitaria prevede infatti, a tale riguardo, che anche in caso di impugnazione del certificato e di appello contro di esso agli uffici tecnici della Commissione Europea, nessun altra autorità nazionale o europea può ordinare una nuova ispezione sul prodotto. Allo stato attuale, nell’ambito del trasporto ferroviario, l’unico ambito di applicazione della disciplina degli organismi notificati si riferisce alla certificazione dei prodotti ferroviari destinati ad essere impiegati sull’infrastruttura di rete ad alta velocità. La direttiva 2001/16 prevede però un meccanismo analogo anche per il sistema ferroviario convenzionale, che si appresta ad essere introdotto in parallelo con il rilascio delle STI nel corso del 2004. La Direttiva 96/48 lascia alla discrezione dei singoli Stati dell’Unione la procedura per l’ottenimento dello status di organismo notificato e i vincoli in termini di accreditamento per gli organismi candidati. All’allegato 7 peraltro la direttiva elenca le competenze che gli organismi notificati e le caratteristiche di professionalità, imparzialità e indipendenza del personale dell’organismo notificato, escludendo che coloro che sono responsabili delle operazioni di verifica possano altresì essere coinvolti, direttamente o mediante 5. I NUOVI BISOGNI E LE ESIGENZE INNOVATIVE DEGLI STAKEHOLDER 189 rappresentanti, nella progettazione, produzione, commercializzazione, manutenzione o uso dei sistemi o sottosistemi della rete ad alta velocità oggetto della direttiva. La Commissione Europea ha successivamente formulato l’auspicio che gli organismi notificati prescelti dai singoli Stati siano anche organismi accreditati secondo la norma EN 45011. L’accreditamento avviene ad opera di un organismo di accreditamento nazionale membro di European Accreditation e permette di standardizzare i parametri di indipendenza, imparzialità e competenza consentendone una più agevole comparazione. Ad oggi, tuttavia, solo pochi Stati membri (Francia, Spagna, Austria) hanno notificato organismi accreditati secondo questo schema. In Olanda gli organismi notificati sono stati riconosciuti da un accreditamento ministeriale. La Direttiva 96/48/CE (direttiva sull’interoperabilità del sistema ferroviario transeuropeo ad alta velocità) ha introdotto nel mondo ferroviario una vera e propria rivoluzione, che verrà estesa nel 2004 anche al più ampio sistema ferroviario convenzionale9. In coerenza, infatti, con quanto previsto da tutte le altre direttive di armonizzazione tecnica, la competenza per accertare la conformità dei componenti e sottosistemi ferroviari alle specifiche tecniche d’interoperabilità è affidata ad Organismi Notificati, ovvero Organismi di Certificazione indipendenti con specifiche competenze per operare in campo ferroviario ufficialmente notificati dagli Stati Membri alla Commissione e agli altri Stati Membri, gli Organismi incaricati di svolgere la procedura di valutazione della conformità e dell’idoneità all’impiego (tav. 5.1). Questi organismi devono rispondere ai seguenti criteri minimi che gli stati devono prendere in considerazione per la notifica degli organismi: 1. L’organismo, il suo direttore e il personale incaricato di eseguire le operazioni di verifica non possono intervenire né direttamente né come mandatari nella progettazione, fabbricazione, costruzione, commercializzazione o manutenzione dei componenti di interoperabilità o dei sottosistemi, né nel9 GLORIA T., FIRPO P. (2003), Gli enti notificati nel processo di liberalizzazione, in SCIUTTO G. (a cura di), Evoluzione e attuazione della liberalizzazione del trasporto pubblico, Sciro Edizioni. 190 II. I NUOVI BISOGNI E LE ESIGENZE INNOVATIVE Tav. 5.1 - Schema riepilogativo delle relazioni tra gli attori nel processo di certificazione dei prodotti ferroviari l’esercizio. Ciò non esclude la possibilità di uno scambio di informazioni tecniche tra il fabbricante o il costruttore e l’organismo. 2. L’organismo e il personale preposto al controllo devono eseguire le operazioni di verifica con la massima integrità professionale e la massima competenza tecnica e devono essere esenti da ogni pressione e sollecitazione, in particolare a carattere finanziario, atta a influenzare il loro giudizio o i risultati del loro controllo, in particolare quelle provenienti da persone o associazioni di persone interessate ai risultati delle verifiche. 3. L’organismo deve disporre del personale e dei mezzi necessari per espletare in modo adeguato i compiti tecnici e amministrativi legati all’esecuzione delle verifiche; esso deve anche avere accesso al materiale necessario per le verifiche eccezionali. 5. I NUOVI BISOGNI E LE ESIGENZE INNOVATIVE DEGLI STAKEHOLDER 191 4. Il personale incaricato dei controlli deve possedere: – una rilevante formazione tecnica e professionale; – una conoscenza soddisfacente delle prescrizioni relative ai controlli che effettua e una sufficiente dimestichezza con tali controlli; – l’idoneità necessaria a redigere gli attestati, i verbali e i rapporti relativi ai controlli effettuati. 5. Deve essere garantita l’indipendenza del personale preposto al controllo. La retribuzione di ogni agente non deve essere in funzione del numero di controlli effettuati né dei risultati di questi ultimi. 6. L’organismo deve sottoscrivere una assicurazione di responsabilità civile, a meno che tale responsabilità sia coperta dallo Stato in base al diritto nazionale oppure i controlli siano effettuati direttamente dallo Stato membro. 7. Il personale dell’organismo è legato dal segreto professionale per tutto ciò di cui viene a conoscenza nell’esercizio delle sue funzioni (salvo nei confronti delle autorità amministrative competenti dello Stato in cui esercita le sue attività), nel quadro della presente direttiva o di qualsiasi disposizioni di diritto interno che le dia effetto. La Direttiva 96/48/CEE rende, inoltre, operativa nel campo ferroviario la Decisione del Consiglio 93/465/CEE del 22 luglio 1993 concernente i moduli relativi alle diverse fasi delle procedure di conformità e le norme per l’approvazione e l’utilizzazione della marcatura CE di conformità, da utilizzare nelle direttive di armonizzazione tecnica. Essa prevede che la certificazione di conformità di un prodotto/servizio alle prescrizioni contenute nella direttiva di riferimento debba essere accertata utilizzando uno degli otto specifici moduli di certificazione precisati nella decisione stessa che tengono in conto: – se l’impresa produttrice sviluppa o meno la progettazione, – se il prodotto è realizzato in esemplare unico o in larga serie, – se l’impresa fornitrice opera o meno in Assicurazione Qualità conformemente alle norme EN 9001, 9002, 9003. 192 II. I NUOVI BISOGNI E LE ESIGENZE INNOVATIVE Per redigere la dichiarazione “CE” di verifica, l’ente appaltante o il suo mandatario invita l’organismo notificato di propria scelta ad avviare la procedura di verifica “CE” di cui all’allegato VI. Il compito dell’organismo notificato, incaricato della verifica “CE” di un sottosistema, inizia nella fase di progettazione e copre tutto il periodo di costruzione fino alla fase della dichiarazione di conformità, precedente l’entrata in servizio del sottosistema. Esso comprende anche la verifica delle interfacce del sottosistema in questione rispetto al sistema in cui viene integrato, sulla scorta delle informazioni disponibili nella STI pertinente e nei registri dell’infrastruttura e del materiale rotabile tenuti da ciascun Stato, che presentino, per ciascun sottosistema o parte di sottosistema interessati, le caratteristiche principali (per esempio, i parametri fondamentali) e la loro concordanza con le caratteristiche prescritte dalle STI applicabili. A tal fine, ciascuna STI indica con precisione le informazioni che debbono figurare nei registri dell’infrastruttura e del materiale rotabile. All’organismo notificato compete la preparazione della documentazione tecnica che accompagna la dichiarazione “CE” di verifica. La documentazione tecnica contiene i documenti necessari relativi alle caratteristiche del sottosistema nonché, eventualmente, quelli che attestano la conformità dei componenti di interoperabilità. Essa contiene anche gli elementi relativi alle condizioni ed ai limiti d’uso, alle istruzioni di manutenzione, di sorveglianza continua o periodica e di regolazione. Nel nostro paese è prevalso finora un modello di apertura formale alla costituzione spontanea di organismi notificati fortemente limitato dalla scarsa disponibilità di competenze in materia di certificazione dei prodotti ferroviari. Il tardato recepimento della direttiva sull’interoperabilità (avvenuto con il D.Lgs. 24 maggio 2001 n. 299) ha rallentato la fase di costituzione di organismi notificati italiani e l’interesse alla costituzione di questi da parte di soggetti imprenditoriali. Gli organismi che hanno già ottenuto la notifica da parte del Ministero dei Trasporti sono RINA, con sede a Genova, e SciroTÜV. In particolare, il Consorzio SciroTÜV nasce dalla cooperazione, avviata nell’estate 2000, tra la società di consulenza italiana Sciro s.r.l. e l’ente di certificazione tedesco TÜV Rheinland/Berlin- 5. I NUOVI BISOGNI E LE ESIGENZE INNOVATIVE DEGLI STAKEHOLDER 193 Brandenburg, in risposta alla crescente domanda, nell’ambito del mercato ferroviario italiano ed internazionale, di servizi di assessment e certificazione di prodotti e sistemi offerti da organismi competenti e qualificati. Il Consorzio SciroTÜV è la prima realtà italiana, nata dall’iniziativa di privati, che si propone sul mercato della certificazione ferroviaria portando in dote una profonda conoscenza del mondo dei trasporti a guida vincolata e delle sue peculiarità tecniche e organizzative. Di recente RFI, Trenitalia e le Università di Milano, Firenze, Pisa e Napoli hanno costituito una società consortile per azioni che presenterà domanda per diventare organismo notificato. La situazione italiana si caratterizza per una forte concentrazione di competenze in materia di certificazione in capo al gestore dell’infrastruttura ferroviaria RFI. Il CESIFER (divisione di RFI) svolge le attività di certificazione necessarie al rilascio del certificato di sicurezza previsto dalla direttiva 95/18. Ad oggi 12 imprese ferroviarie hanno ottenuto il certificato di sicurezza dal CESIFER. Si parla di certificazione volontaria (o omologazione) in tutti gli altri casi, ossia quando la conformità a norme tecniche è una scelta del produttore, rappresentando un fattore strategico di competitività oltre ad essere una garanzia interna dell’azienda. Il marchio di qualità è invece un segno distintivo applicato su un prodotto o sulla sua confezione, in seguito al rilascio di un certificato di conformità. Esistono marchi obbligatori, che attestano la conformità a Regole Tecniche, di impiego obbligatorio (ad esempio la marca CE), e marchi volontari, che attestano la conformità a norme tecniche di impiego volontario. Il Sistema di Certificazione La “Convenzione UNI-CEI per l’accreditamento dei Sistemi di Certificazione” del 3/9/87 definisce il Sistema di Certificazione come “un sistema gestito da uno o più organismi imparziali aventi la necessaria competenza e affidabilità che, con proprie regole di procedura, certifica la rispondenza alle norme di prodotti, servizi o processi”. È una definizione ampia che permette di includere diversi tipi 194 II. I NUOVI BISOGNI E LE ESIGENZE INNOVATIVE di certificazione; le aziende infatti possono perseguire obiettivi diversi per la propria strategia che possono essere sia la certificazione di prodotto, sia la certificazione del proprio sistema di qualità aziendale. La Certificazione di Sistema Qualità Per Sistema Qualità di un’organizzazione si intende l’insieme delle strutture organizzative, delle responsabilità, delle procedure, dei processi e delle risorse (umane e strumentali) poste in atto al fine di realizzare e gestire la qualità. Per certificazione di Sistema Qualità si intende la verifica ed attestazione da parte di enti terzi indipendenti e qualificati (Organismi di Certificazione di Sistema Qualità) della conformità di detto sistema ai requisiti previsti dalla normativa di riferimento: – ISO 9001, modello per l’assicurazione della qualità nella progettazione, sviluppo, fabbricazione, installazione ed assistenza; – ISO 9002, modello per l’assicurazione della qualità nella fabbricazione, installazione ed assistenza; – ISO 9003, modello per l’assicurazione della qualità nelle prove, controlli e collaudi finali. L’organismo di certificazione esamina quindi, attraverso propri ispettori qualificati, che i piani della qualità, il manuale della qualità e le conseguenti organizzazioni strutturali, di controllo, di trattamento delle non conformità e di registrazione della qualità poste in essere siano conformi alle norme della serie 9000 prescelte a seconda delle diverse attività aziendali. A differenza dell’Accreditamento, che convalida o verifica la conformità di un organismo di Certificazione ai requisiti nazionali e/o ai criteri internazionali, la certificazione di qualità verifica la conformità di un sistema organizzativo ai criteri riportati nelle Norme ISO. La certificazione comporta anche un controllo periodico da parte dell’Organismo allo scopo di verificare il mantenimento in efficienza del sistema. L’accreditamento degli Organismi di certificazione di Sistemi Qualità viene rilasciato a fronte della norma EN 45012. Lo standard ISO 9000 definisce i requisiti di un Sistema Qua- 5. I NUOVI BISOGNI E LE ESIGENZE INNOVATIVE DEGLI STAKEHOLDER 195 Tav. 5.2 - La documentazione del sistema di qualità lità volto alla prevenzione della non Qualità. Se il Sistema viene rigorosamente rispettato il prodotto o servizio fornito avrà la Qualità prevista. Questo approccio è focalizzato sulla documentazione. Lo standard ISO 9000 garantisce la Qualità del Sistema con cui opera l’Azienda, non ne misura l’efficienza nè va confuso con uno standard di Qualità di prodotto o di servizio. Tutti gli elementi che lo costituiscono devono infatti essere documentati coprendo tutti i requisiti necessari. Adeguatezza ed aderenza dei comportamenti aziendali sono oggetto di verifiche tramite ispezioni sia interne che da parte di valutatori esterni rispetto allo standard. Lo schema della documentazione ISO 9000 in generale consiste di quattro livelli diversi tra loro collegati (tav. 5.2). – il livello del manuale, che documenta politiche e obiettivi di Qualità dell’impresa. – il livello delle procedure, che coprono le attività aziendali volte a controllare l’effettiva aderenza ai requisiti della Qualità. – il livello delle istruzioni - a livello di singoli compiti previsti nel Sistema. – il livello dei documenti di registrazione - modulistica su cui 196 II. I NUOVI BISOGNI E LE ESIGENZE INNOVATIVE si registra l’evidenza delle attività eseguite secondo quanto definito nei precedenti documenti. I sistemi di prequalificazione negli appalti di materiale rotabile possono imporre ai potenziali concorrenti l’adozione di un Sistema Qualità, ovviamente al fine di una maggiore garanzia qualitativa sulle forniture ed una conseguente riduzione dei costi dei controlli. In questi due casi la spinta alla certificazione viene dall’esterno dell’azienda e si tratta spesso di un obbligo per poter sopravvivere nel contesto competitivo. Al di là di queste motivazioni esterne, che comunque sono le più forti, diverse aziende cercano di riflesso all’ottenimento della certificazione, un miglioramento interno che, alla lunga sarà sicuramente l’unico beneficio che si otterrà da un Sistema qualità certificato. Quando però tale beneficio è ignoto, la certificazione è vissuta dall’azienda solo come un insieme di costi da sostenere per poter accedere più facilmente ai mercati. I costi da aggiungere al budget in genere riguardano la consulenza, la formazione dei dipendenti, lo sviluppo del sistema qualità e l’ottenimento della certificazione ISO 9000. Sistema di gestione aziendale per la qualità Il sistema aziendale di garanzia della qualità o il sistema aziendale per l’assicurazione della qualità (dizione equivalente) può essere instaurato in conseguenza di due diversi approcci strategici. In un caso l’azienda, in base alla propria pianificazione strategica, decide di dotarsi di un sistema di garanzia della qualità che permetta di migliorare l’efficienza dell’impresa e di assicurare la conformità del prodotto ai requisiti o alle caratteristiche con cui viene commercializzato o ceduto per successive trasformazioni produttive. Nell’altro caso l’azienda decide, vincolata prevalentemente dai rapporti contrattuali con il cliente, di dotarsi di un sistema di garanzia della qualità che consenta di assicurare al cliente la realizzazione del prodotto secondo le specifiche contrattuali. Per raggiungere questo obiettivo l’azienda, sulla base delle norme della seri UNI-EN-ISO 9000, svolge alcune attività consequenziali; per esempio, nel caso della norma 9001, che ha il campo di applicazione più vasto, si riportano le fondamentali: 5. I NUOVI BISOGNI E LE ESIGENZE INNOVATIVE DEGLI STAKEHOLDER 197 – studio dei requisiti prescritti dalla norma di riferimento 9001; – preparazione di piani della qualità e di un manuale della qualità che descrivano quanto l’azienda ha attuato e intende attuare per trasferire nella propria realtà aziendale quanto specificato nella norma di riferimento 9001; – identificazione e acquisizione di procedure, apparecchiature di controllo, attrezzature, risorse e capacità necessarie per ottenere i parametri di qualità prefissati richiesti; – esame della compatibilità tra progettazione, processo produttivo, modalità di controllo, collaudo, installazione e relativa documentazione; – sviluppo di un piano di formazione che coinvolge tutte le strutture per la piena comprensione del programma di messa in qualità. La certificazione del sistema di garanzia della qualità è l’atto finale attraverso il quale un organismo di certificazione esamina che i piani qualità, il manuale della qualità e le conseguenti organizzazioni strutturali, di controllo, di trattamento delle non conformità e di registrazione della qualità poste in essere siano conformi alle norme della serie 9000 prescelte a seconda della diversa attività aziendale. La certificazione oltrepassa quindi i limiti di un rapporto privato tra fornitore e committente per acquistare il valore di pubblico riconoscimento da parte di un organismo indipendente, che si rivolge alla globalità del mercato, pur mantenendo alcuni aspetti del controllo di qualità del prodotto. Infatti nel manuale di qualità e nei piani qualità, alla base del sistema qualità aziendale, sono previsti controlli di tipo tecnico come collaudi o tarature di apparecchiature usate nel processo produttivo o nella prestazione del servizio dell’impresa in esame. L’efficacia della certificazione è polivalente: un fornitore potrà presentare lo stesso certificato a diversi committenti, evitando così l’onere di dover dimostrare ogni volta che egli ha messo in atto una conduzione aziendale per la qualità. Questa premessa renderà inoltre meno pesanti le procedure di controllo sul prodotto/servizio fornito, per quanto riguarda la valutazione della conformità alle specifiche stabilite nel contratto. 198 II. I NUOVI BISOGNI E LE ESIGENZE INNOVATIVE Tav. 5.3 - Procedura per la certificazione L’iter per la concessione di questa tipologia di certificazione prevede: 01) Richiesta di Certificazione; 02) Richiesta documentazione da Ente Certificatore; 03) Valutazione della documentazione; 04) Verifica Ispettiva iniziale; 05) Certificato di Conformità (validità 4 anni); 06) Concessione, pubblicazione ed utilizzo del marchio; 5. I NUOVI BISOGNI E LE ESIGENZE INNOVATIVE DEGLI STAKEHOLDER 199 Tav. 5.4 - Schema delle norme ISO 07) Copia controllata Manuale e specifiche ad Ente; 08) Verifiche Ispettive periodiche (la prima volta dopo sei mesi, poi ogni anno); 09) Verifiche Ispettive non programmate; 10) Rinnovo del Certificato di Conformità. La visita di Certificazione (punto 4), è molto rigorosa ed è sintetizzabile in 2 macro attività: A) Verifica della coerenza della documentazione dell’Azienda (Manuale, procedure, ecc.), alle Norme ISO 9000. B) Verifica della “reale applicazione” delle procedure che l’Azienda si è data da parte di tutte le persone. Le norme dei Sistemi Qualità EN ISO 9000 Nate negli anni ’50 nel settore militare americano con lo scopo di assicurare che i prodotti forniti all’esercito fossero conformi ai requisiti tecnici contrattuali, le norme sul controllo interno di qualità sono quindi state riprese dall’ente di normazione inglese British Standard Institution, che nel 1959 ne ampliò il campo di applicazione all’intero sistema aziendale, con la norma BS 5750. L’Iso, inizialmente interessato ad un’attività di regolamenta- 200 II. I NUOVI BISOGNI E LE ESIGENZE INNOVATIVE Tav. 5.5 - Struttura delle ISO 9000 zione dell’affidabilità delle misure nei diversi settori operativi, trasse spunto da questo standard, pubblicando nel 1987 la prima edizione della serie n. 9000, che costituisce oggi il minimo comune denominatore per la conduzione aziendale secondo i principi della qualità e che è stata adottata in Europa come EN ISO 9000 e in Italia come UNI EN ISO 9000. Struttura delle norme ISO 9000 La serie si articola in cinque norme (tav. 5.4), di cui la prima (n. 9000) riguarda i concetti principali della qualità; la seconda, la terza e la quarta (n. 9001-9002, 9003) si applicano al rapporto 5. I NUOVI BISOGNI E LE ESIGENZE INNOVATIVE DEGLI STAKEHOLDER 201 cliente/fornitore e sono quindi rivolte a fini contrattuali; la quinta (n. 9004) riguarda la conduzione aziendale per la qualità utilizzata a fini interni. Le norme ISO 9001-2-3 specificano i requisiti di un modello di sistema qualità utilizzabile dai fornitori per dimostrare all’esterno le proprie capacità e da enti esterni (clienti, organismi di certificazione, assicurazioni ecc.) per valutare la capacità del fornitore stesso a fornire determinati prodotti e/o servizi (tav. 5.5). La ISO 9001 viene applicata alle fasi che comprendono: a. la progettazione/sviluppo sistematico, non occasionale; b. la produzione/fabbricazione; c. l’installazione; d. l’assistenza post-vendita. La ISO 9002 riguarda le fasi: a. produzione/fabbricazione; b. installazione. La ISO 9003 può essere utilizzata quando l’assicurazione di qualità deve essere applicata alla fase di controllo e collaudo finale, di cui il fornitore assicura l’esecuzione e la documentazione assumendosene la responsabilità. I requisiti del sistema qualità descritti nella serie ISO 9000 sono venti: 01. Responsabilità della direzione; 02. Sistema qualità; 03. Riesame del contratto; 04. Controllo della progettazione; 05. Controllo dei documenti e dei dati; 06. Approvvigionamento; 07. Controllo del prodotto fornito dal cliente; 08. Identificazione e rintracciabilità del prodotto; 09. Controllo del processo; 10. Prove, controlli e collaudi; 11. Controllo delle apparecchiature per prova, misurazione e collaudo; 12. Stato delle prove, controlli, collaudi; 13. Controllo dei prodotti non conformi; 14. Azioni correttive e preventive; 202 II. I NUOVI BISOGNI E LE ESIGENZE INNOVATIVE 15. Imballaggio, conservazione e consegna; 16. Controllo delle registrazioni della qualità; 17. Verifiche ispettive interne della qualità; 18. Addestramento; 19. Assistenza; 20. Tecniche statistiche. L’UNI L’UNI, fondata nel 1921 con sede a Milano, è un’associazione privata senza fini di lucro che rappresenta l’Italia nel CEN e nell’ISO, a livello comunitario ed internazionale. Elabora, pubblica e diffonde norme, promuove studi, pubblicazioni, riunioni di carattere tecnico-scientifico, applicativo e culturale che rientrano nel campo della normazione, mantenendo i rapporti con i corrispondenti organismi a livello mondiale ed europeo. Rilascia il marchio UNI ai prodotti, servizi o sistemi conformi alle proprie norme, della serie EN 45000 e ISO 9000 e 14000. L’accreditamento Per “accreditamento” si intende il procedimento con cui un organismo riconosciuto (Ente di Accreditamento) attesta formalmente la competenza di un Organismo, Laboratorio o persona a svolgere funzioni specifiche. Il ruolo degli attori nel sistema di accreditamento è evidenziato nella tav. 5.6. “Accreditare” significa unificare e garantire l’indipendenza, la competenza e la professionalità di un Organismo di Certificazione o di un Laboratorio di prova/taratura, secondo parametri oggettivi definiti nelle norme consensuali, attualmente della serie EN 45000. L’importanza dell’attività di accreditamento consiste nella garanzia della credibilità, competenza e fiducia negli Organismi di Certificazione/Ispezione e nei Laboratori di prova/taratura italiani, che a loro volta sono incaricati di certificare la qualità di prodotti, servizi e sistemi industriali italiani; viene così a crearsi una parità qualitativa tra prodotti/servizi che fanno riferimento a sistemi di certificazione, prova e taratura regolati da metodologie comuni. Anche l’Unione Europea, nel campo della Politica della Qualità e dell’Accreditamento, si è espressa chiaramente a questo pro- 5. I NUOVI BISOGNI E LE ESIGENZE INNOVATIVE DEGLI STAKEHOLDER 203 posito. Si legge in un documento della Direzione Generale III/Industria: “l’accreditamento è fondamentale per il corretto funzionamento di un mercato della valutazione della conformità trasparente e guidato dalla qualità. È fondamentale per l’industria che, in quest’area, necessita di un servizio adeguato per poter essere pienamente competitiva. È fondamentale per le autorità pubbliche, sia nazionali sia europee, per poter avere un livello appropriato di fiducia nei certificati rilasciati ovunque in Europa e così facilitare la libera circolazione dei prodotti per tutta la UE. È infine fondamentale per gli stessi organismi di valutazione della conformità, per aiutarli a dimostrare in maniera imparziale la loro competenza tecnica, assicurando tra gli stessi una concorrenza trasparente e di qualità”. È stata inoltre sottolineata, in questa sede, l’importanza di avere un’attività di accreditamento libera da ragioni commerciali: infatti l’accreditamento deve esser visto da tutti (autorità pubbliche, enti di accreditamento, organismi di valutazione, lo stesso mondo industriale) come livello ultimo di controllo delle attività di valutazione della conformità, evitando inoltre, qualsiasi manovra mirante alla costituzione di sistemi “a spirale” del tipo “accreditamento dell’accreditamento”. In altri termini l’accreditamento vuol essere garanzia di imparzialità, indipendenza – soprattutto dalla consulenza – competenza ed internazionalità. Enti di Accreditamento Nazionali Il Sistema di accreditamento in Italia ha come protagonisti quattro gruppi di attori: 1. gli Enti normatori: UNI (Ente Nazionale Italiano di Unificazione) e CEI (Comitato Elettrotecnico Italiano), 2. gli Enti di accreditamento SINAL, SIT e SINCERT, che rispettivamente si occupano dell’accreditamento di Laboratori, Centri Taratura e Organismi di certificazione/ispezione, 3. i Laboratori, gli Organismi di certificazione/ispezione e i Centri di taratura, 4. il consumatore finale, inteso come aziende industriali, imprese di servizi e personale. 204 II. I NUOVI BISOGNI E LE ESIGENZE INNOVATIVE SINAL - Sistema Nazionale per l’accreditamento di Laboratori Lo schema dell’Accreditamento è stato messo a punto dall’Unione Europea al fine di permettere la libera circolazione di merci e prodotti sul territorio comunitario, senza necessità di controlli ripetitivi da parte delle autorità dei vari Paesi. Elemento importante di questa impostazione è l’Organismo di Accreditamento che, essendo indipendente e rappresentativo di tutte le parti interessate, garantisce gli utenti, attraverso verifiche tecniche periodiche, sulla competenza ed imparzialità dei Laboratori nella effettuazione delle prove Accreditate. In Italia tale funzione è assolta dal SINAL il quale, operando secondo la norma UNI CEI EN 45003, verifica e sorveglia nel tempo la conformità dei Laboratori rispetto alla norma UNI CEI EN ISO/IEC 17025 e alle prescrizioni SINAL. Il SINAL è stato costituito il 26 aprile 1988 per iniziativa di UNI, (Ente Nazionale Italiano di Unificazione) e CEI (Comitato Elettrotecnico Italiano) e sotto il patrocinio del Ministero dell’Industria del Commercio e dell’Artigianato, del CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche), dell’ENEA (Ente per le Nuove tecnologie, l’Energia e l’Ambiente), delle Camere di Commercio, Industria, Agricoltura e Artigianato. È una Associazione senza scopo di lucro, con sede legale in Roma, Piazza Mincio 2, legalmente riconosciuta con Decreto del Ministro dell’Industria, del Commercio e dell’Artigianato il 9/9/1991, che attualmente annovera tra i propri soci, oltre quelli già citati, i Ministeri dell’Ambiente, Commercio Estero, Comunicazioni, Interno, Lavori Pubblici, Lavoro e Previdenza Sociale, Politiche Agricole e Forestali, Sanità, Difesa, e inoltre Alpi, Anci, Cna, Coldiretti, Confapi, Confindustria, Enel, Ferrovie dello stato, Federchimica, I.C.I.C., Lega Nazionale delle Cooperative e Mutue. Il SINAL non accredita attività di consulenza, ma accredita i Laboratori per qualsiasi tipo di prova sui cui risultati i consulenti possono basare il proprio lavoro. L’Accreditamento non comporta una diminuzione delle responsabilità derivanti dai contratti stipulati tra il Laboratorio ed i suoi Clienti e, benché sia un indice di competenza tecnica e gestio- 5. I NUOVI BISOGNI E LE ESIGENZE INNOVATIVE DEGLI STAKEHOLDER 205 nale del Laboratorio di prova, non costituisce una garanzia rilasciata dal SINAL sulle singole prestazioni del Laboratorio. L’accesso all’Accreditamento è volontario ed aperto a qualsiasi Laboratorio di prova, sia come Ente indipendente sia come facente parte di una organizzazione più vasta (industria, istituto di ricerca, università, ecc.). Il SINAL, in particolare: 1. accerta e vigila sui requisiti tecnici ed organizzativi dei Laboratori di prova in modo che siano garantiti i riferimenti metrologici, l’affidabilità e la ripetibilità delle procedure impiegate, l’uso di strumentazioni adeguate, la competenza del personale, l’imparzialità del personale addetto alle prove e del giudizio tecnico emesso dal Laboratorio, secondo quanto previsto dalla norma UNI CEI EN ISO/IEC 17025 e dalle prescrizioni SINAL; 2. pubblica i regolamenti e le procedure di Accreditamento, gli elenchi dei Laboratori di prova accreditati e dei tipi di prove per i quali è stato concesso l’Accreditamento (sulla rivista Unificazione & Certificazione, organo ufficiale di UNI, CEI, SINAL e SINCERT), e gli eventuali provvedimenti di Sospensione e/o di Revoca dell’Accreditamento; 3. partecipa ai lavori degli organismi internazionali e/o sovranazionali operanti nel settore dell’Accreditamento dei Laboratori di prova; 4. collabora con gli Enti nazionali di normazione al fine di promuovere idonee elaborazioni o aggiornamenti della normativa tecnica; 5. promuove studi, incontri ed iniziative, nel settore di specifica competenza, in collaborazione con Enti ed Associazioni di interesse nazionale ed internazionale. Il SINAL, inoltre, contribuisce a ridurre le barriere tecniche che ostacolano il commercio internazionale stipulando accordi di mutuo riconoscimento e/o di reciprocità con gli analoghi organismi di altri Paesi. Il SINAL ha altresì stipulato accordi di collaborazione con le omologhe strutture nazionali di verifica della conformità alle norme della serie UNI CEI EN 45000 - UNI EN ISO 9000, al fine di evi- 206 II. I NUOVI BISOGNI E LE ESIGENZE INNOVATIVE tare la ripetizione di Visite di Valutazione sulla medesima organizzazione, nel caso essa richieda allo stesso tempo l’Accreditamento e la Certificazione da parte degli Enti firmatari di tali accordi. Tale obiettivo viene raggiunto attraverso la gestione comune delle valutazioni di conformità alle rispettive norme applicabili da parte di gruppi ispettivi nominati congiuntamente dal SINAL e dall’Ente di Accreditamento/Certificazione (accordi SINAL-SINCERT; SINALSIT; SINAL-Organismi di Certificazione Accreditati dal SINCERT). I requisiti per l’Accreditamento sono contenuti nella norma UNI CEI EN ISO/IEC 17025 e nei regolamenti del SINAL. Secondo questi requisiti il Laboratorio deve possedere una Direzione e personale addetto di adeguata esperienza e competenza; utilizzare apparecchiature, impianti ed ambienti idonei per la effettuazione delle prove previste; adottare metodi e procedure di prova adeguati. La Direzione deve salvaguardare la qualità del lavoro, cioè assicurare che le apparecchiature siano tarate, identificate e conservate in modo appropriato; che i campioni da provare siano adeguatamente catalogati ed immagazzinati; che i risultati siano registrati; che i rapporti di prova siano veritieri e che la documentazione sia conservata e rintracciabile. La procedura di Accreditamento prevede un esame preliminare della documentazione del Laboratorio, al quale viene richiesto di precisare i tipi di prove per le quali desidera l’Accreditamento, ed ulteriori informazioni sulla Direzione, il personale, le apparecchiature ed i relativi certificati di taratura, le linee di responsabilità per i problemi riguardanti la qualità e le relative procedure, ed una copia del proprio Manuale della Qualità (vale a dire del documento che descrive il Sistema Qualità del Laboratorio). Successivamente all’esame della documentazione viene preparata ed effettuata una Visita di Valutazione nel Laboratorio ad opera di Ispettori, all’uopo incaricati dalla Direzione SINAL, e scelti da appositi elenchi approvati dalla Commissione Centrale Tecnica e dal Consiglio Direttivo. Nei casi in cui il Laboratorio non soddisfi i requisiti per ot- 5. I NUOVI BISOGNI E LE ESIGENZE INNOVATIVE DEGLI STAKEHOLDER 207 tenere l’Accreditamento, il SINAL comunica le non conformità rilevate, e richiede al Laboratorio di adottare opportune azioni correttive. Le risultanze dell’esame della documentazione e della Visita di Valutazione vengono sottoposte all’esame della Commissione Centrale Tecnica la quale, in caso di parere favorevole, sottopone al Consiglio Direttivo la proposta di Accreditamento del Laboratorio per l’approvazione finale. Il SINCERT - Sistema Nazionale per l’Accreditamento degli Organismi di Certificazione La Convenzione UNI-CEI del 1987 fu definita per instaurare un sistema di accreditamento degli Organismi di Certificazione e la predisposizione di un Albo degli Organismi di Certificazione accreditati. In questo modo UNI e CEI, pur mantenendo gli impegni derivanti dal loro ruolo di enti di normazione nazionale e di rappresentanti italiani presso le organizzazioni europee, si impegnarono a garantire la rispondenza dei sistemi di certificazione ai requisiti di affidabilità e correttezza definiti dalle norme internazionali, europee ed italiane, ottenendo il mutuo riconoscimento in ambito europeo e mondiale. Il SINCERT, creato nel 1991 dall’UNI e dal CEI con la partecipazione del Ministero dell’Industria, del CNR e dell’ENEA, rileva di fatto l’attività svolta precedentemente dalla convenzione UNI-CEI, accreditando: – Organismi di Certificazione di Prodotti, di Sistemi di Qualità Aziendali, Sistemi di Gestione Ambientale e di Personale; – Organismi di Ispezione. Il SINCERT ha l’obiettivo, attraverso l’accreditamento conforme alle norme della serie UNI CEI EN 45000, di rafforzare l’autorità e la credibilità, sia a livello nazionale che internazionale, degli Organismi di Certificazione ed Ispezione. Gli organismi attualmente riconosciuti dal SINCERT nell’ambito 22b - produzione di materiale ferroviario e relativi accessori sono: – Det Norske Veritas Italia s.r.l. 208 II. I NUOVI BISOGNI E LE ESIGENZE INNOVATIVE – – – – – – – ICIM S.p.A. IGQ IMQ S.p.A. LLOYD’S REGISTER CERTIFICATION S.r.l. RINA S.p.A. SGS Italia S.r.l. TÜV Italia S.r.l. Il Sistema SNT - Sistema Nazionale di Taratura Il principale presupposto sul quale basare l’affidabilità delle misure nei diversi settori operativi è stato fissato dalla legge 273 dell’11/8/91, istituendo il Sistema Nazionale di Taratura basato sugli Istituti Metrologici Primari (IMP) e sui centri di taratura accreditati da tali Istituti. Tav. 5.6 - Attori del sistema di accreditamento Denominazione Ministeri e Organi tecnici dello Stato UNI – Ente Nazionale Italiano di Unificazione CEI – Comitato Elettrotecnico Italiano SINCERT – Sistema Nazionale Accreditamento Organismi di Certificazione Ente Tipo di istituzione Pubblica Amministrazione Associazione tra soggetti privati e pubbliche amministrazioni dotata di riconoscimento giuridico Associazione tra soggetti privati e pubbliche amministrazioni dotata di riconoscimento giuridico Associazione costituita da UNI e CEI con soggetti privati e pubbliche amministrazioni SINAL – Sistema Nazionale Accreditamento Laboratori Associazione costituita da UNI e CEI con soggetti privati e pubbliche amministrazioni SNT – Sistema Nazionale di Taratura Istituti metrologici, centri di taratura Organismi di certificazione S.p.a., S.r.l., S.c.p.a., associazione, … Università, CNR, S.p.a., S.r.l.,… Laboratori di prova Competenza Emanazione di regole tecniche obbligatorie Emanazione norme tecniche volontarie in tutti i settori, escluso l’elettrico e l’elettronico, membro italiano di ISO e CEN Emanazione norme tecniche volontarie nei settori elettrico ed elettronico, membro italiano di IEC e CENELEC Accreditamento di organismi di certificazione, gestione del mutuo riconoscimento con analoghe istituzioni estere Accreditamento di organismi di certificazione, gestione del mutuo riconoscimento con analoghe istituzioni estere Conservazione e disseminazione campioni nazionali e taratura degli strumenti di misura Certificazione sistemi qualità e prodotti in base alle norme vigenti Esecuzione di prove su prodotti in base alle norme vigenti. Gli IMP nazionali sono tre: 1. CNR - IMGC (Istituto di Metrologia “Gustavo Colonnetti” del CNR); 2. ENEA - INMRI (Istituto Nazionale di Metrologia delle Radiazioni Ionizzanti dell’ENEA); 5. I NUOVI BISOGNI E LE ESIGENZE INNOVATIVE DEGLI STAKEHOLDER 209 3. IEN (Istituto Elettrotecnico nazionale Galileo Ferraris). Ciascuno degli IMP ha il compito di realizzare i campioni nazionali di misura nei rispettivi settori di competenza, di garantire l’equivalenza di questi campioni a livello internazionale e di promuovere la diffusione nel paese di centri di taratura accreditati; l’accreditamento di questi centri è operato, in conformità a quanto previsto dalle norme della serie EN 45000, dal SIT - Servizio Italiano di Taratura. Il SIT è la struttura di coordinamento fra i tre IMP, costituito nel 1975 con riconoscimento europeo dei propri certificati fin dal 1981 e membro dell’EA – European Co-operation for Accreditation – che opera al fine di garantire le basi dei mutui riconoscimenti e la conseguente libera circolazione dei certificati e dei prodotti. 5.4 L’Autorità Garante per la Concorrenza e il Mercato Nel maggio 1995 l’Autorità ha deliberato la conclusione dell’indagine conoscitiva sul settore del materiale rotabile, istituita nel 1993 ai sensi dell’art. 12, comma 2, della legge n. 287/90, e volta ad acquisire elementi di valutazione in merito ai mutamenti in atto nell’industria, sia dal lato della domanda che dell’offerta. Secondo l’Autorità, data l’entità dei flussi di domanda movimentati, le Ferrovie dello Stato, principale acquirente dell’industria nazionale, hanno esercitato una forte influenza sul settore del materiale rotabile determinandone sia il ritmo di crescita che l’assetto organizzativo vero e proprio10. Una domanda pubblica di tali dimensioni e caratteristiche, unita alla deliberata politica dell’operatore ferroviario pubblico di rivolgersi esclusivamente a fornitori nazionali, ha contribuito allo sviluppo nel tempo di una struttura industriale frammentata e sovradimensionata, costituita da imprese che, in assenza di pressioni concorrenziali da parte di imprese estere, sono rimaste spesso tecnologicamente arretrate e inefficienti. Solo con l’entrata in vigore 10 AGCM Roma. (1995), Indagine conoscitiva sul settore del materiale rotabile, 210 II. I NUOVI BISOGNI E LE ESIGENZE INNOVATIVE della direttiva comunitaria relativa alle procedure di appalto nei settori di pubblica utilità (come si è visto, si tratta della Direttiva 93/38/CEE), è iniziato un processo di progressiva apertura del mercato nazionale alla concorrenza intracomunitaria. Tale direttiva, regolando alcuni aspetti rilevanti quali la pubblicità delle gare e degli esiti, e le procedure di aggiudicazione dei contratti, ha obbligato FS ad affidare le commesse in base a criteri e obiettivi di economicità ed efficienza. Il ricorso a gare internazionali per l’assegnazione del materiale rotabile superando i tradizionali meccanismi di assegnazione dei contratti di fornitura basati sul rispetto di “quote storiche” di mercato, costituisce un meccanismo di allocazione più conforme ai principi di tutela della concorrenza e può incentivare maggiormente le imprese stesse a conseguire una combinazione efficiente dei fattori della produzione, contribuendo in tal modo a superare potenziali rischi di arretratezza tecnologica dell’industria italiana rispetto a soluzioni realizzate all’estero. Dall’indagine conoscitiva è emersa l’esistenza di due distinti comparti produttivi del materiale rotabile, quello meccanico e quello elettrico, che presentano caratteristiche strutturali e concorrenziali disomogenee e nei quali operano imprese che utilizzano diverse tecnologie produttive. I legami tra imprese meccaniche ed elettriche sono andati consolidandosi nel tempo e, con l’abbandono da parte di FS dell’attività di progettazione, le imprese hanno iniziato a coordinarsi tra di loro, sia attraverso la conclusione di accordi, sia con la realizzazione di vere e proprie fusioni e acquisizioni, per potere fornire sul mercato un prodotto completo. Queste forme di collaborazione hanno come scopo l’acquisizione di capacità tecnologiche complementari finalizzate alla fornitura di un prodotto finito e lo sfruttamento di economie di scala nelle fasi ricerca e sviluppo mentre, in altri casi, sembrano essere motivate dal tentativo di consolidare gli assetti produttivi esistenti. Alcuni di questi accordi sono stati oggetto di interventi da parte dell’Autorità al fine di valutare i loro effetti sulla concorrenza del settore (Consorzio Trevi; Consorzio Capri). In particolare, il Consorzio Capri, la cui costituzione era stata ritenuta restrittiva della concorrenza dall’Autorità, è stato definitivamente sciolto dopo 5. I NUOVI BISOGNI E LE ESIGENZE INNOVATIVE DEGLI STAKEHOLDER 211 circa un anno di inattività. Ciò ha avuto importanti conseguenze, non solo sulle dinamiche concorrenziali nel settore, ma anche nell’indirizzare l’operatore pubblico nel trasporto ferroviario verso scelte produttive efficienti. Infatti, in seguito all’intervento dell’Autorità, FS ha iniziato a dare concreta applicazione alle procedure di aggiudicazione previste dalla direttiva comunitaria 93/38/ CEE. Già nell’agosto 1994 FS, insieme a Ferrovie Nord di Milano, ha bandito una gara internazionale per l’affidamento di 50 convogli ad alta frequentazione, una commessa precedentemente assegnata al Consorzio Capri. Attraverso l’aggiudicazione della commessa tramite gara FS ha conseguito, relativamente ai prezzi praticati dal Consorzio, una riduzione in termini di prezzo pari a circa il 30 per cento che, anche tenendo conto delle differenze tecnologiche tra le due forniture e delle eventuali economie di scala, ha consentito un risparmio presumibilmente molto superiore ai 100 miliardi di lire. Tale valore può, in prima approssimazione, essere utilizzato per quantificare il beneficio per FS derivante dall’intervento dell’Autorità. Inoltre, contrariamente a quanto paventato da alcune imprese sentite nel corso dell’indagine conoscitiva, l’applicazione delle nuove procedure di affidamento delle commesse non ha penalizzato l’industria nazionale. Benché a tale gara abbiano infatti partecipato numerosi concorrenti esteri, la commessa è stata aggiudicata al raggruppamento italiano formato dalle imprese ex-Consorzio Capri, che ha vinto la gara d’appalto proponendo un treno realizzato interamente su tecnologie nazionali. In definitiva, l’intervento dell’Autorità ha contribuito a modificare i rapporti di committenza tra FS e le principali imprese italiane produttrici di materiale rotabile, indirizzando il settore verso un assetto maggiormente concorrenziale, in parallelo con il recepimento nell’ordinamento italiano della Direttiva 93/38/CEE. 5.5 Le categorie deboli di utenza (disabili) L’articolo 27 della legge 118/1971 formula il principio generale secondo il quale i servizi di trasporto pubblico devono essere resi accessibili ai non deambulanti. 212 II. I NUOVI BISOGNI E LE ESIGENZE INNOVATIVE La necessità di spostamento della persona disabile in città è generalmente soddisfatta da mezzi opportunamente modificati con speciali piattaforme elevatrici, previa comunicazione delle proprie esigenze. Ciò pone dei grossi limiti alla vita di relazione, dal momento che tali mezzi non soddisfano del tutto la domanda e sono limitati da una serie di vincoli (ad esempio, la necessità che il percorso avvenga all’interno del territorio comunale). Tale servizio viene gestito in modo differente all’interno delle diverse città. La domanda di trasporto urbano può venire soddisfatta anche con il proprio mezzo privato, al quale può essere concesso di circolare anche in caso di limitazioni (art. 5 DPR 384/1978). Inoltre, al mezzo privato sono dedicati appositi spazi di sosta riservati con specifica segnaletica, che dovrebbero rispettare le esigenze della persona disabile, sia in termini di ubicazione che per dimensioni e raccordo con gli spazi pedonali (art. 4 DPR 384/1978). Nei parcheggi custoditi, ogni cento posti auto disponibili devono esserne riservati gratuitamente almeno due. L’auto privata è favorita anche negli spostamenti extraurbani: le concessioni autostradali ed i loro rinnovi sono subordinati alla visitabilità degli impianti (art. 23 L.104/1992). In genere, comunque, risulta più economico utilizzare i mezzi di trasporto pubblici, nei quali sono stati avviati dei processi di trasformazione delle strutture e di ampliamento dei servizi connesso con gli adempimenti legislativi derivanti dal DPR 384/1978. Negli articoli che vanno dal 20 al 24, infatti, sono disposte una serie di attenzioni per rendere accessibili al disabile con limitata capacità motoria treni, stazioni ferroviarie, servizi di navigazione marittima nazionale, servizi di navigazione interna, aerostazioni. Le indicazioni sono costanti: servizi accessibili, corridoi di dimensione adeguata (1,50m), porte allargate (larghezza di 90cm), pendenze lievi (al massimo 8%), assenza di gradini (misura massima di 2,5cm), oppure la presenza di idonei ausili per un loro superamento (ascensori, montascale, rampe, etc). Le maggiori stazioni ferroviarie dispongono di un numero ri- 5. I NUOVI BISOGNI E LE ESIGENZE INNOVATIVE DEGLI STAKEHOLDER 213 servato per informazioni, prenotazioni, acquisto del biglietto, accesso al servizio di trasporto, etc. Negli ultimi tempi sta aumentando considerevolmente il numero e la richiesta di servizi di qualità da parte di persone con difficoltà motorie che utilizzano i sistemi di trasporto rapidi di massa (metropolitane, ferrovie locali ecc.) anche in considerazione di quanto si è già fatto per rendere più agevole l’accesso ed il viaggio per tutti. Gli attuali mezzi tecnici sono molto migliorati e permettono oggi di utilizzare accorgimenti affinché gli impianti di trasporto in genere e quelli urbani in particolare possano accogliere queste persone garantendo la sicurezza e l’efficacia del percorso. Partendo da questo presupposto, l’UNIFER, su indicazione del Ministero delle Infrastrutture, sta studiando una norma che costituisca un compendio per i progettisti che si accingono a realizzare nuove opere, per garantire la massima accessibilità ai sistemi di trasporto nel contempo salvaguardando le responsabilità degli esercenti. Gli interventi a tutela delle persone disabili si basano sull’idea che queste ultime non sono un gruppo omogeneo, e le varie richieste di accesso dipendono dalla loro menomazione. Comunque, progettando le differenti modalità di trasporto secondo i principi del design-for-all e dell’accesso universale, è possibile soddisfare le richieste di accesso per svariati gruppi di disabili e migliorare la qualità dei servizi di trasporto per tutti. Esempi di barriere che persone con differenti disabilità incontrano sono: – Persone con menomazioni fisiche e ridotta mobilità si trovano davanti problemi con ostacoli fisici quali alti gradini e assenza di ascensori nelle stazioni, cosi come quando salgono a bordo di veicoli, non hanno abbastanza spazio per usare le sedie a rotelle all’interno del convoglio, – Persone con menomazioni alla vista incontrano problemi quando informazioni di viaggio quali le tariffe, gli orari, le partenze, e cambi di destinazione così come gli avvisi sulla sicurezza, sono espressi solo in versioni stampate o con un sistema di speakeraggio incomprensibile e non affidabile. 214 II. I NUOVI BISOGNI E LE ESIGENZE INNOVATIVE Questo è importante non solo alla stazione, ma anche durante il tragitto. L’orientamento dentro le stazioni si complica se le informazioni non vengono date con ausili tattili facili da trovare o se non vi è personale specializzato in grado di guidarle. Testi in caratteri sufficientemente larghi e chiari sono indispensabili per persone sub vedenti. – Persone con menomazioni all’udito incontrano problemi quando informazioni come tariffe, orari, partenze e cambi di destinazione, così come gli avvisi di sicurezza sono divulgate solo in formato audio. È cruciale per essi che l’informazione visibile completi quella sonora. Un’esigenza innovativa nella progettazione del materiale rotabile può essere rappresentata da un sistema di collegamento per le persone con apparecchi acustici. – Persone con allergie potrebbero avere difficoltà ad usare i vari mezzi di trasporto: occorrerà prendere misure per migliorare la qualità dell’aria al loro interno e controllare l’accesso di animali in certe zone. Le particolari esigenze di persone con cani guida dovranno essere trattate in questo contesto. Nel panorama del trasporto ferroviario, molto è stato fatto per l’adeguamento sistematico dei servizi, per consentire l’accessibilita delle strutture architettoniche sia fisse che mobili anche se è innegabile che molto resta ancora da fare per la completa soddisfazione delle attese della clientela. Le linee guida degli interventi attuati, in corso di realizzazione od in programma in ambito ferroviario, sono sostanzialmente riferibili a due aspetti fondamentali: a) Abbattimento delle barriere architettoniche; b) Adeguamento dei veicoli ferroviari a) Abbattimento delle barriere architettoniche Quando si parla di adeguatezza dei servizi ferroviari non si può prescindere dallo stato delle infrastrutture. Gli orientamenti attuali sono di integrazione delle stazioni con il territorio, assicurandone la migliore accessibilità di concerto e con il contributo degli Enti locali interessati. 5. I NUOVI BISOGNI E LE ESIGENZE INNOVATIVE DEGLI STAKEHOLDER 215 Si è dato corso a consistenti adeguamenti strutturali che spesso hanno superato gli obblighi derivanti dalla legislazione in materia per venire incontro ad una significativa parte della clientela e che saranno ulteriormente sviluppati nel prossimo futuro. Gli interventi strutturali riguardano sottopassaggi con ascensori o rampe, adeguamenti dei locali di stazione (sale d’attesa, servizi igienici, esercizi commerciali, ecc.) e delle attrezzature (porte, segnaletica, cabine telefoniche, ecc.). I criteri d’intervento per le nuove stazioni e per le riqualificazioni funzionali (restyling), oltre al potenziamento dei supporti logistici necessari ai bisogni dei disabili, comprendono anche lo studio di fattibilità per realizzare marciapiedi ad altezza di 55 cm. dal piano della rotaia che, eliminando il dislivello con il piano di calpestio dei veicoli ferroviari, consentono di “entrare” (anziché “salire”) nel treno, facilitandone quindi l’utilizzo da parte di tutti. Poiché come si è detto il mondo dei disabili non si esaurisce nella categoria dei non deambulanti, si è ricercata la possibilità di ampliare i campi d’intervento per consentire l’accessibilità dei servizi ad altre categorie. Ad esempio, gli uffici di alcune stazioni sono dotati del dispositivo DTS, che permette di comunicare attraverso la normale rete telefonica con i non udenti dotati dello stesso dispositivo; a livello sperimentale è stato attivato un primo sistema di pilotaggio a raggi infrarossi, per la libera movimentazione nell’ambito della stazione dei non vedenti e degli ipovedenti, ad integrazione dell’analogo sistema anch’esso sperimentale adottato nel territorio dagli Enti Locali per altre utenze (semafori, cabine telefoniche, linee urbane, altri servizi). Nei parcheggi in prossimità delle stazioni sono riservati un numero di posti auto per i portatori di handicap, quantificati secondo le norme in vigore ed individuabili dall’apposita segnaletica. In particolare gli interventi realizzati in molte stazioni comprendono: – sportello dell’ufficio informazioni ad altezza regolamentare; – sportello della biglietteria prenotazioni ad altezza regolamentare; – servizi igienici dedicati ai disabili; – postazioni telefoniche dedicate 216 II. I NUOVI BISOGNI E LE ESIGENZE INNOVATIVE – fascia sensibile di rispetto, per non vedenti, lungo i marciapiedi; – nuova sala d’attesa con porta automatica e spazio riservato alle carrozzelle; – segnaletica d’orientamento; – ascensori o rampe per i sottopassaggi. b) Adeguamento dei veicoli ferroviari Gia dai primi anni ’80 si è posto in Italia il problema dell’integrazione delle persone disabili con particolare riferimento a quelli disabili con handicap motori, con lo studio e la messa a punto di prototipi di veicoli dotati di spazi opportunamente attrezzati per l’accesso e lo stazionamento di viaggiatori su carrozzella. Lo sviluppo di veicoli attrezzati allo scopo iniziava quindi con la modifica di un primo lotto di carrozze a piano ribassato che meglio rispondevano alla esigenza di una prima sperimentazione in esercizio. Successivamente le FS hanno sempre di più contribuito allo sviluppo dell’accessibilità al mezzo ferroviario delle persone a mobilità ridotta con un programma articolato che ha previsto, nel corso degli ultimi anni, un costante abbattimento delle barriere architettoniche all’interno delle strutture (stazioni) e dei rotabili ferroviari, con un’offerta di trasporto che ormai si estende dai servizi ad alta velocità a quelli per il trasporto regionale e metropolitano (vedi tab. 1 allegata). L’adeguamento dei veicoli utilizzati nei diversi settori di traffico, realizzato in armonia con l’abbattimento delle barriere architettoniche nelle stazioni, ha attenuato notevolmente le difficoltà di accesso al treno. Per l’offerta del servizio di trasporto per le persone disabili in carrozzella rigida o tecnologica sono da tempo in circolazione carrozze specializzate: – Carrozze tipo Z1 di seconda classe attrezzate per il trasporto di non deambulanti su carrozzella (2 posti + 2 posti a sedere per i relativi accompagnatori), individuabili da appositi pittogrammi internazionali e dotate di servizi igienici dedicati. La salita e la discesa delle carrozzelle avviene, nelle stazioni indicate nei quadri-orario, tramite un carrello elevatore ma- 5. I NUOVI BISOGNI E LE ESIGENZE INNOVATIVE DEGLI STAKEHOLDER 217 novrato da personale appositamente incaricato. Attualmente circolano in composizione su treni Eurocity ed Intercity. – Carrozze a piano ribassato di seconda classe – ubicate all’estremità opposta alla locomotiva – con compartimento adattato per la sistemazione ed immobilizzazione di due carrozzelle; non sono dotate di ritirata dedicata. La salita e la discesa delle carrozzelle avviene a mezzo di una pedana mobile di volta in volta applicata dal personale ferroviario. Per una più facile indivuazione degli accessi specializzati le relative porte sono colorate in azzurro e portano a fianco l’apposito pittogramma internazionale. Circolano in composizione a treni regionali o diretti. I treni interessati sono riconoscibili dall’apposito contrassegno riportato sull’orario ufficiale. Anche gli elettrotreni ETR 460, 470, 480 (Pendolino) ed ETR 500 sono dotati di n. 2 posti per disabili e servizi igienici dedicati. Analogamente anche i materiali di fornitura in corso destinati al trasporto regionale (TAF) sono dotati di una postazione, per ciascun complesso, riservata ai disabili non deambulanti e di ritirata dedicata. Le carrozzelle (escluse quelle con motore termico) di tipo rigido o tecnologico sono ammesse solo sulle carrozze specializzate, mentre se di tipo pieghevole sono ammesse su tutti i convogli. Su ogni treno sono riservati posti di prima e seconda classe per disabili, non vincolati alla sedia a rotelle di tipo rigido o tecnologico, per un totale di circa 1 milione di posti l’anno. Inoltre su tutti i treni con carrozze ordinarie possono essere riservati 3 posti contigui in seconda classe nel caso che il disabile debba viaggiare sdraiato. In tali casi la preventiva comunicazione del viaggio garantisce la prenotazione dei posti. Le maggiori criticità nella filiera della accessibilità al trasporto ferroviario sono comunque rappresentate dal superamento del dislivello che va dal marciapiede al piano di accesso del veicolo ferroviario che nella maggioranza dei casi va da 70 a 110 cm. I1 superamento di questo ostacolo, praticamente insormontabile per una persona a mobilità ridotta, può essere evidentemente risolto attraverso due strade: 218 II. I NUOVI BISOGNI E LE ESIGENZE INNOVATIVE – alzando il marciapiede per avvicinarlo al pavimento del veicolo; – riducendo l’altezza del pavimento del veicolo. Ovviamente è possibile la combinazione dei due provvedimenti con l’obiettivo finale di annullare tale dislivello. Ad oggi, oltre al provvedimento generalizzato di innalzamento dell’altezza dei marciapiedi (550 mm) la cui attuazione comporterà comunque un certo numero di anni, le FS adottano – nelle stazioni interessate al servizio – elevatori a terra, anche in conformità con gli orientamenti internazionali che propendono per tale soluzione (in alternativa all’uso di sistemi incorporati nel veicolo) per questioni di sicurezza e regolarità di esercizio. Nei TAF-treni ad alta frequentazione, dotati di piano di incarrozzamento a 600 mm, si è decisa l’utilizzazione, nella porta di accesso dedicata al viaggiatore handicappato, di una pedana mobile motorizzata che consente l’accesso praticamente autonomo del disabile da marciapiede alto (550 mm). Ad oggi tutti i rotabili attrezzati per il trasporto di disabili su carrozzella sono stati concepiti secondo le indicazioni della Fiche UIC 565-3 che detta le regole per l’accessibilità, circolabilità, stazionamento e fruizione dei servizi igienici. È opportuno precisare che in alcuni casi particolari di ristrutturazione di rotabili esistenti ove sussistono particolari vincoli strutturali, le FS si propongono comunque di offrire il servizio di trasporto di disabili su carrozzella anche se con minime limitazioni. Anche per quanto riguarda i treni del trasporto regionale si stanno introducendo degli accorgimenti che permettono una maggiore fruibilità a persone con handicap sensoriali (ciechi, sordomuti), tra i quali: – uso di un sistema di informazione a bordo che prevede la comunicazione automatica delle stazioni di fermata simultaneamente attraverso un sistema di sonorizzazione e di visualizzazione su display luminosi; – uso di pulsanteria interna dotata di riconoscimento delle funzioni con alfabeto “Braille”. A livello di prescrizioni internazionali, il Comitato di Gestione 5. I NUOVI BISOGNI E LE ESIGENZE INNOVATIVE DEGLI STAKEHOLDER 219 della UITP (Union Internationale des Transports Publics) nel 2001 ha pubblicato il proprio parere (focus paper) sull’integrazione dei disabili a bordo nei mezzi di trasporto, sottolineando le seguenti precauzioni: – Prestare sempre grande attenzione alla sicurezza degli altri passeggeri. – Affinare le procedure per l’evacuazione, sia in emergenza che fuori emergenza; tali procedure vengono messe a conoscenza di tutti, in maniera tale da garantire una valutazione responsabile da parte di ciascuno sulle possibilità di impiego dei mezzi di trasporto ed in particolare sulla capacità di utilizzarli autonomamente oppure, eventualmente, ricorrendo all’aiuto di un accompagnatore. – Fare in modo che le informazioni siano sempre semplici, complete e comprensibili, in modo che ogni utente, prima di iniziare il viaggio, sia al corrente dei servizi proposti e delle condizioni di accessibilità. Successivamente, più di recente (maggio 2002), il Comitato Internazionale delle Metropolitane e la relativa Assemblea hanno emanato una puntualizzazione sull’argomento pubblicando un opuscolo informativo (core brief) che precisa la problematica per il mondo delle Aziende metropolitane, sottolineando il dato riscontrato che il 20% delle reti oggi trasporta persone su sedia a rotelle. Tutte le reti possono con gradualità facilitare l’accesso alle persone con mobilità ridotta, in particolare quelle che si spostano in sedia a rotelle. In caso di evacuazione di treni in emergenza, devono venire previste specifiche attrezzature che facilitino il trasporto dei disabili fino alla più vicina stazione o via di fuga (barelle, carrelli di servizio, piattaforme mobili, ecc.). Si raccomanda di eseguire esercitazioni periodiche di simulazione delle emergenze, con interventi di squadre interne ed esterne alle Aziende e la presenza di disabili e di analizzarne i risultati. Si raccomanda la realizzazione di un pavimento sensibile con materiali di diversa rugosità, per segnalare a tutti i passeggeri, e in modo particolare alle categorie con problemi visivi, la fascia di sicurezza a protezione del bordo delle banchine. Si raccomanda la progettazione di sistemi il più possibile su un 220 II. I NUOVI BISOGNI E LE ESIGENZE INNOVATIVE unico livello, con piattaforme rettilinee, rampe e ascensori, con corridoi abbastanza grandi da ospitare due sedie a rotelle affiancate. L’illuminazione, i segnali, il contrasto di colore devono corrispondere a una serie di specifiche redatte consultando le associazioni dei disabili o le raccomandazioni esistenti a livello nazionale o internazionale. Nel caso di linee già esistenti si raccomanda ad ogni esercente di trovare le soluzioni più adatte sotto il profilo tecnico ed economico, in conformità con i propri vincoli fisici ed architettonici e consultando le autorità e le associazioni che rappresentano i disabili. Si invita a redigere il programma di adattabilità e trasformazione degli impianti attuali non adeguati di concerto con le amministrazioni pubbliche. Si prescrive che qualsiasi nuova acquisizione o miglioramento significativo del materiale rotabile, anche regionale, deve includere nelle specifiche tecniche i parametri necessari per garantire l’accessibilità agli utenti in sedia a rotelle, almeno attraverso una porta del convoglio ben evidenziata. Per gli audiolesi si invita ad installare pannelli o monitor sulla banchina e all’interno dei treni della metropolitana, che indichino la successiva fermata, la stazione capolinea e messaggi in situazione di degrado della circolazione o di emergenza. In definitiva, la sensibilizzazione ormai in atto in campo internazionale ha creato le premesse per un’apertura significativa ed irreversibile all’accoglienza a bordo dei diversi modi di trasporto della clientela disabile. Rispetto a questa tematica, ogni azienda deve scegliere un suo percorso compatibilmente con la situazione locale, per facilitare l’accesso dei disabili ai mezzi di trasporto pubblico. Il miglioramento di tale accessibilità costituirà una maggiore qualità nell’esercizio apprezzata da tutta la clientela. In questa ottica la collaborazione con le associazioni di ogni categoria di disabili può accorciare notevolmente i tempi di questo processo. La tematica della mobilità urbana di persone con ridotta e/o impedita capacità motoria può essere affrontata, per fornire risposte e soluzioni efficaci, in termini ampi considerando il mezzo di trasporto pubblico urbano come un anello di una catena la cui solidità 5. I NUOVI BISOGNI E LE ESIGENZE INNOVATIVE DEGLI STAKEHOLDER 221 è dettata da quella di ogni singolo anello. In altri termini non si dovrà pensare a rendere accessibile il solo mezzo di trasporto, ma più in generale verificare che percorsi, fermate ed arredo urbano risultino accessibili per evitare un approccio frammentario al problema. In particolare un ‘progetto di una mobilità urbana accessibile’ dovrebbe tener conto che: – l’accessibilità è un requisito che non deve essere per forza visto come di pertinenza delle sole persone disabili, ma, più correttamente, nell’ottica dell’utenza ampliata per cui essa diventa sinonimo di comfort e sicurezza che restituisce vantaggi a tutti; – le mobilità urbana passa attraverso un’attenta lettura dei bisogni degli utenti; in prima istanza è utile distinguere tra utenti residenti e non residenti. In generale, i primi si muoveranno secondo modalità che prevedono la copertura di percorsi casa-posto di lavoro non sempre serviti dal servizio pubblico in orari determinati con l’esigenza di minimizzare i tempi di trasporto, i secondi hanno una maggior disponibilità di tempo, o comunque possono tendenzialmente essere in condizioni psicologiche più favorevoli nell’accettare eventuali disguidi, e si muovono lungo direttrici solitamente coperte dal trasporto pubblico (musei e luoghi di interesse in generale); – i punti di scambio del sistema sono le fermate e per esse si dovrà far sì che la loro dislocazione copra il più possibile e nella maniera più organica il tessuto urbano, e i percorsi pedonali sulle quali sono disposte devono costituire una ‘rete’ completamente accessibile pensando anche agli altri punti di scambio (parcheggi, stazioni ferroviarie, fermate trasporto extra-urbano), Una proposta potrebbe prevedere che chi progetta il veicolo potrebbe produrre anche la fermata che si interfaccia con il mezzo di trasporto (la proposta, tutta da studiare e sviluppare, ricalca il sistema tra metrobus e banchina di stazione, ove è presente la porta di banchina con fermata a bersaglio). Tale fermata sarà già predisposta con sistemi di ‘comunicazione’ con l’autobus quale, ad 222 II. I NUOVI BISOGNI E LE ESIGENZE INNOVATIVE Tav. 5.7 - Disponibilità a livello regionale di carrozze attrezzate per disabili Regione Lazio Lombardia Marche Umbria Veneto Abruzzo Liguria Friuli Emilia Romagna Piemonte Puglia Calabria Sardegna Sicilia Campania Trentino Basilicata Val D'Aosta Molise Percentuale di treni al giorno con carrozze attrezzate (giorno medio feriale) 70% 31% 19% 19% 15% 15% 13% 12% 11% 8% 7% 6% 1% n.d. n.d. n.d. n.d. n.d. n.d. Fonte: Cittadinanzattiva-Procuratori dei cittadini su elaborazione dalle carte dei servizi regionali di Trenitalia. esempio, la segnalazione al conducente che alla fermata è in attesa una persona disabile. Un’altra importante questione è lo studio della posizione di stazionamento della persona disabile in carrozzina all’interno del mezzo di trasporto (autobus o carrozza metropolitana). I principali punti di cui tener conto sono: – la posizione rispetto al senso di marcia tenendo conto del comfort e della sicurezza; – il sistema di ancoraggio della carrozzina che può essere manuale o elettrica; – il sistema di evacuazione del mezzo di trasporto in caso di emergenza. Volendo analizzare il fenomeno dei disabili in Italia sotto il profilo quantitativo11, occorre prima di tutto precisare che l’Istat ha stimato nel 1999-2000 la presenza sul territorio italiano di oltre 2.500.000 disabili. La presenza di barriere per l’accesso fisico al 11 ZANCAN FONDAZIONE (2002), Quaderni monotematici, n. 2. 5. I NUOVI BISOGNI E LE ESIGENZE INNOVATIVE DEGLI STAKEHOLDER 223 trasporto pubblico emerge chiaramente dai dati sul divario tra persone disabili e persone non disabili nell’uso dei mezzi di trasporto. Nel 2000, sempre secondo l’Istituto nazionale di statistica, su 100 disabili, il treno è stato utilizzato dal 15,6% di essi (contro il 33,2% di non disabili); il pullman per il trasporto extraurbano, dal 12% dei disabili contro il 20% di non disabili; per gli autobus del trasporto locale, le due percentuali sono del 21% per i disabili e del 27% per i non disabili. La situazione dei treni del trasporto regionale, per quanto riguarda la dotazione di carrozze attrezzate per i disabili, è riportata nella tavola 5.7. Tav. 5.8 - Disabili di 6 anni e più per Regione Disabili Regioni Piemonte Valle D'Aosta Lombardia Trento Bolzano Veneto Friuli V.G. Liguria Emilia Rom. Toscana Umbria Marche Lazio Abruzzo Molise Campania Puglia Basilicata Calabria Sicilia Sardegna Italia Tassi grezzi(su 1000 abitanti) 48,1 Tassi standard.(su 1000 abitanti) * Tot. popol. (in migliaia) 44,5 4.028 39,4 38,6 112 40,2 38,2 31,7 39,8 42,3 47,3 50,8 55,0 51,0 56,0 41,6 54,1 55,1 45,8 53,9 54,8 62,8 62,8 52,0 48,5 41,8 38,0 35,5 40,6 35,5 35,5 42,1 46,0 40,9 47,9 43,8 49,6 48,9 56,3 61,5 56,4 68,1 68,9 59,5 48,5 8.487 422 437 4.206 1.118 1.543 3.754 3.337 788 1.374 4.919 1.203 309 5.345 3.804 568 1.918 4.723 1.555 53.952 * Il tasso standardizzato consente di confrontare popolazioni aventi una struttura per età diversa. Il valore del tasso grezzo, infatti dipende anche dalla struttura per età della popolazione e non solo dal fenomeno in analisi. Per esempio il tasso grezzo di disabilità (numero di persone disabili diviso popolazione) potrebbe essere più alto in alcune regioni a causa di una maggiore presenza di persone anziane. Il tasso standardizzato riconduce tutta la popolazione ad una stessa struttura per età, cosicché le differenze che si osservano fra le Regioni non sono dovute a tale fattore. Fonte: Fondazione Zancan2002, su dati Istat 1999/2000, indagine sulle condizioni di salute e ricorso ai servizi sanitari 224 II. I NUOVI BISOGNI E LE ESIGENZE INNOVATIVE Considerando tutti i tipi di treni di Trenitalia, secondo i dati pubblicati nella Carta dei servizi 2002, si può desumere che il dato medio nazionale della percentuale di treni utilizzabili dai disabili, risultava essere di appena il 16,6%.Normalmente tra i parametri considerati per l’accessibilità non si tiene particolarmente conto degli oltre 600.000 (Fonte: Istat, indagine sulle condizioni di salute e ricorso ai servizi sanitari, 1999-2000) disabili sensoriali (non vedenti, ipovedenti, audiolesi, sordi totali, sordomuti); per esempio, difficilmente sono previsti livelli minimi di funzionamento per gli annunci sonori e visivi a terra e a bordo dei mezzi di trasporto, specie per i non vedenti o gli ipovedenti. In generale poi ai “servizi” ai disabili non corrisponde una effettiva e piena accessibilità, da intendersi come la possibilità di fruire del servizio in totale autonomia. Per quanto riguarda le stazioni ferroviarie la situazione è differenziata secondo la tipologia delle stesse. Nel complesso, sul totale di 2700 stazioni presenti sul territorio nazionale, l’accessibilità è garantita solo nel 16,7% di queste. La quantificazione dei disabili per Regione è riportata nella tav. 5.8. 5.6 Le scelte degli Enti regionali La Regione Toscana nel 2003 ha deciso, d’accordo con la Divisione Trasporto Regionale di Trenitalia (gestore del trasporto ferroviario locale nella regione), il co-finanziamento di 16 esemplari del treno “Minuetto”, il nuovo treno del trasporto regionale di produzione Alstom, e di 10 locomotive E 464 di produzione AD TRANZ. Dei 16 treni, previsti in consegna nel 2006, 10 saranno forniti nella versione a trazione diesel e 6 in quella elettrica, per una spesa complessiva di 77 milioni di euro. Tali mezzi andranno ad aggiungersi a quelli già consegnati (10 locomotive) ed ai 4 Minuetto in corso di consegna nel 2004, frutto di precedenti intese. I primi esemplari di Minuetto (la commessa nazionale è di oltre 200 convogli completi di cui 153 già assegnati alle Direzioni Trasporto Regionale) inizieranno progressivamente a essere impiegati sulla rete ferroviaria toscana. Dall’impiego del nuovo treno dotato di caratteristiche tecniche e di prestazioni molto adatte alle linee regionali, si attendono migliori risultati in termini 5. I NUOVI BISOGNI E LE ESIGENZE INNOVATIVE DEGLI STAKEHOLDER 225 di regolarità e velocizzazioni del servizio. Il treno “Minuetto”, costruito da Alstom nelle versioni elettrica e diesel e concepito stilisticamente da Giugiaro, assicura competitività ed elevate prestazioni in termini di velocità, comfort e utilizzo degli spazi interni. L’accordo tra Regione Abruzzo e Trenitalia prevede un impegno di spesa pari a 10 milioni e 535 mila di Euro cui la Regione Abruzzo partecipa con un contributo di 3,098 milioni di Euro per il potenziamento ferroviario regionale. Entro il mese di giugno del 2005 saranno messi in servizio sulle linee regionali tre nuovi convogli ferroviari ‘Minuetto’. I nuovi convogli, due a trazione elettrica e uno diesel, sono in grado di assicurare il potenziamento ed il miglioramento qualitativo del trasporto ferroviario regionale. Con il potenziamento della qualità del materiale rotabile viene assicurato anche quello della qualità del servizio ed una conseguente velocizzazione del trasporto. I treni sono in grado di trasportare fino a 345 viaggiatori, con una velocità massima di 160 km per quelli elettrici e 130 per la versione Diesel. Sostituiranno, soprattutto sulle linee della costa adriatica, i vecchi convogli con l’obiettivo di garantire, sulle tratte secondarie come sulle principali, elevati livelli di confort e di prestazioni. Dalla terza settimana di maggio 2003 nel Lazio sono in funzione sulla rete ferroviaria regionale le prime 2 nuove locomotive E 464 di produzione AD TRANZ. Le prime 6 vetture a “piano ribassato” e 2 vetture a “doppio piano alta frequentazione”, acquistate e ristrutturate con il contributo della Regione. L’accordo sottoscritto con Trenitalia per l’acquisto di materiale rotabile prevede un investimento pari a circa 200 milioni di euro. Per la prima volta la Regione Lazio partecipa all’acquisto di locomotive e vetture. L’8 maggio scorso il dipartimento Territorio della Regione e la Direzione regionale Lazio di Trenitalia hanno firmato l’accordo attuativo del protocollo d’intesa per l’acquisto di 36 nuove locomotive E 464, di 60 vetture a “doppio piano media distanza” di nuova progettazione e di 12 vetture semipilota “doppio piano media distanza” di nuova progettazione. Inoltre, l’accordo prevede la ristrutturazione, con l’installazione degli impianti di climatizzazione 226 II. I NUOVI BISOGNI E LE ESIGENZE INNOVATIVE e sonorizzazione, di 100 vetture a “piano ribassato” e di 15 vetture a “doppio piano alta frequentazione”. Il cronoprogramma delle consegne, concordato tra Regione e Trenitalia, prevede l’acquisizione nel corso del 2003 di 21 nuove locomotive E 464 e la completa ristrutturazione di 30 vetture a “piano ribassato” e 15 a “doppio piano alta frequentazione”. Complessivamente, l’investimento previsto da Trenitalia nel biennio 2003-2004 per adeguare e ammodernare la propria flotta regionale ammonta a oltre 108 milioni e 598mila euro. La Regione Lazio parteciperà con un contributo del 25 per cento, pari a oltre 27 milioni149mila euro. Nel 2005 sono previsti ulteriori investimenti per un totale di circa 92 milioni 784mila euro, ai quali la Regione Lazio ha preso un impegno programmatico di partecipare per una quota sempre del 25 per cento, pari a 23 milioni 196mila 108 euro. In Emilia Romagna, grazie all’estensione del “Progetto Qualità per la riqualificazione del materiale rotabile” firmato il 6 novembre 2002, saranno 15 i treni “Minuetto” approvvigionati da Alstom, sui 200 esemplari che l’impresa ha in costruzione. Il loro acquisto sarà co-finanziato dall’Amministrazione regionale per un importo di 15 milioni di euro e dovranno entrare in attività nel 2004. In tutte le vetture saranno infatti presenti un sistema di videosorveglianza e display luminosi ad alta risoluzione, sia interni che esterni, visibili da ogni punto del treno, che daranno informazioni sul percorso, sulle stazioni e sul viaggio in generale. Si tratta, come detto, di un treno moderno, che punterà al comfort grazie a sedili ergonomici, ambienti spaziosi, aria condizionata e, addirittura, prese di alimentazione a 220 volt per ricaricare i computer e/o i telefoni cellulari per chi lavora durante il viaggio. Ogni Minuetto avrà una zona multifunzionale in cui potranno essere trasportate bici, piccoli bagagli e sci. Particolare attenzione è stata dedicata ai viaggiatori disabili: pianale ribassato per un comodo accesso a carrozzine e persone a ridotta mobilità, zona attrezzata per carrozzella in prossimità della toilette. La Regione Lombardia nel dicembre 2002 ha finanziato, con un investimento superiore ai 200 milioni di euro, l’acquisto di 27 nuovi treni per i pendolari di Ferrovie Nord Milano. 5. I NUOVI BISOGNI E LE ESIGENZE INNOVATIVE DEGLI STAKEHOLDER 227 FNME ha concluso la fase di procedura per l’individuazione dell’offerta economicamente più vantaggiosa che risulta essere quella presentata dalla società ANSALDO BREDA – quale mandataria dell’ATI che comprende anche FIREMA e KELLER – con la quale inizierà la fase di negoziazione per la definitiva aggiudicazione della fornitura. Questo significativo investimento rientra nel programma di rinnovamento del materiale rotabile che consentirà di sostituire circa il 30% dei convogli attualmente in uso sulla rete delle Ferrovie Nord, migliorando significativamente le condizioni – spesso difficili – di chi si sposta quotidianamente. Su proposta dell’Assessore Regionale alle Infrastrutture e Mobilità, la Giunta ha stabilito di mettere a gara l’acquisto del materiale rotabile, che sarà concesso in uso a FNME pur restando di proprietà regionale. Grazie a questo intervento si migliora il servizio in maniera significativa intervenendo direttamente sul comfort, sull’affollamento e sulla pulizia dei treni, e si potenzia e rinnova il parco rotabile di proprietà della Regione Lombardia per passare al futuro sistema, in cui i servizi saranno affidati attraverso gare, con un ruolo forte che effettivamente consenta alla Regione di essere soggetto di governo e di garanzia della mobilità sul territorio. La poprietà diretta di una quantità significativa di materiale rotabile consentirà infatti di creare un contesto nel quale più di un impresa ferroviaria sia nelle condizioni di partecipare alle future gare e competere per aggiudicarsi la gestione del servizio offrendo le migliori prestazioni. Il miglioramento delle condizioni di viaggio appare l’obiettivo chiave del progetto, anche a scapito di un costo superiore a quello di un treno a due piani ordinario. Inoltre la struttura a due piani, per la prima volta adottata in un’elettromotrice, garantisce una buona capacità per unità di lunghezza (4.6 posti al metro). Infine i 476 posti totali collocano il rotabile in una fascia media di capacità, particolarmente indicata per servizi in cui un alta domanda di trasporto è soddisfatta con treni di media capienza ed elevata frequenza (piuttosto che con un minor numero di treni a capienza molto elevata), che è uno dei fattori chiave per catturare utenza. Infine, per i servizi locali a bassa domanda occorre sottolineare come le maggiori 228 II. I NUOVI BISOGNI E LE ESIGENZE INNOVATIVE economie si siano finora ricercate, con significativi risultati, riducendo i costi di gestione delle linee, e conservando l’uso di rotabili sostanzialmente tradizionali (in ambito lombardo prevalentemente ALn 668 per la trazione diesel e ALe 582 e derivate per la trazione elettrica). Ulteriori recuperi, sia di efficienza, sia di attrattività per l’utenza, potrebbero tuttavia essere ottenuti con l’impiego o almeno la sperimentazione di rotabili a caratteristiche innovative, appositamente studiati per linee a bassa domanda e finalizzati al massimo dell’economia di esercizio. La scheda tecnica del materiale rotabile approvvigionato dalla Regione Lombardia è la seguente: Fornitore: ANSALDO-BREDA, mandataria di un’ATI che comprende anche FIREMA e KELLER; Tipologia treno: “Treno Servizio Regionale”, a due piani, la cui modularità consente che ogni veicolo sia semi-motorizzato; Posti a sedere: 604 (composizione da 5 veicoli) - 332 (composizione da 3 veicoli); Posti complessivi: 1097 (composizione da 5 veicoli) - 635 (composizione da 3 veicoli); Modulo sedili: 1600 millimetri; Tipologia sedili: imbottiti con bracciolo centrale; Accessibilità disabili: 2 per veicolo, mediante pedana mobile servoassistita; Distribuzione spazi: 4 sale passeggeri su 3 livelli, 2 vestiboli; Allestimenti interni/arredamento: elevata versatilità nell’allestimento e nella composizione dei moduli interni, con possibilità di differenti destinazioni d’uso; Aria condizionata: 2 condizionatori per veicolo; Agibilità ambienti in avaria totale: sistema di ventilazione alimentato dalle batterie - quattro finestrini per scompartimento apribili; Impianti audio: dotato di diffusione sonora e del sistema “Passenger Information System”; Impianti video: display esterni: “LED a matrice libera”; display interni: “15 pollici Ethernet viewer”. 5. I NUOVI BISOGNI E LE ESIGENZE INNOVATIVE DEGLI STAKEHOLDER 229 5.7 Le esigenze emergenti Come si è detto nel paragrafo iniziale di questa sezione, dagli stakeholder individuati discendono vincoli normativi, regolamentari o significative pressioni di carattere sociale e/o tecnico, rilevanti ai fini del processo più generale di adeguamento e innovazione delle caratteristiche del materiale rotabile ferroviario, con particolare riguardo ai servizi a carattere regionale. È possibile riepilogare sinteticamente le principali linee di indirizzo provenienti dai diversi stakeholder. Dall’Unione Europea proviene la spinta di fondo verso l’aumento della concorrenza tra le imprese fornitrici che operano nel campo del materiale rotabile regionale, allo scopo di ridurre i costi e migliorare la qualità dei prodotti, abbattendo il sistema dei monopoli nazionali provocati dalle specifiche tecniche emesse negli anni dalle singole reti ferroviarie europee. Tale esigenza è declinata nella regolamentazione relativa agli appalti di fornitura (gare internazionali e procedure connesse), e nell’obbligo di rispettare i condizionamenti tecnici imposti dalla direttiva sull’interoperabilità del sistema ferroviario convenzionale. A tal fine è opportuno segnalare che tuttora le normative nazionali, i regolamenti interni e le specifiche tecniche applicate dalle ferrovie regionali presentano rilevanti differenze dal momento che spesso esse incorporano tecnologie proprie delle industrie nazionali e prescrivono dimensioni e dispositivi particolari, nonché caratteristiche peculiari. Dallo Stato italiano proviene il recepimento, con ritardi più o meno consistenti, delle direttive comunitarie in materia di appalti di fornitura e interoperabilità. È utile ricordare che la direttiva 2001/16/CEE del 21 marzo 2001, relativa all’interoperabilità del sistema ferroviario transeuropeo convenzionale, non è ancora stata oggetto di recepimento nell’ordinamento italiano. Dagli organismi di certificazione proviene l’affermazione del proprio ruolo (e della propria posizione di mercato) di garanti delle caratteristiche tecniche dei rotabili. L’importanza da attribuire alla certificazione del materiale rotabile regionale varia a seconda dei requisiti richiesti dalle autorità pubbliche e dal gestore dell’infra- 230 II. I NUOVI BISOGNI E LE ESIGENZE INNOVATIVE struttura relativi alla messa in servizio del prodotto. Le attività di manutenzione, poi, vanno specificamente a dover essere considerate, impattando direttamente sul mantenimento delle caratteristiche inizialmente validate dall’organismo di certificazione. In ogni caso, i sistemi di prequalificazione negli appalti di materiale rotabile possono imporre ai potenziali concorrenti l’adozione di un Sistema Qualità, ovviamente al fine di una maggiore garanzia qualitativa sulle forniture ed una conseguente riduzione dei costi dei controlli. Rispetto al materiale rotabile del sistema ferroviario convenzionale non esistono ancora organismi di certificazione notificati, mentre vi sono 8 organismi attualmente riconosciuti dal SINCERT nell’ambito della produzione di materiale ferroviario e relativi accessori. Dall’Autorità garante per la concorrenza ed il mercato è venuto soprattutto in passato, agli inizi degli anni ’90, un contributo verso la modifica dei rapporti di committenza tra FS e le principali imprese italiane produttrici di materiale rotabile, contribuendo, in parallelo con il recepimento nell’ordinamento italiano della Direttiva 93/38/CEE, a indirizzare il settore verso un assetto maggiormente concorrenziale. Dalle categorie deboli di utenza (disabili) proviene la richiesta di miglioramento dell’accessibilità e fruibilità del trasporto ferroviario regionale. Nel concreto tale esigenza si manifesta, oltre che primariamente nel rispetto delle prerogative riconosciute dalla legge, nella specifica di particolari caratteristiche del materiale rotabile, tra cui un adeguato spazio all’interno dei veicoli per spostamenti di persone a mobilità ridotta, la presenza di ausili tattili e testi in caratteri sufficientemente larghi per facilitare l’orientamento, la disponibilità di sistemi di collegamento per le persone con apparecchi acustici, l’installazione di dispositivi DTS, che permettono di comunicare con i non udenti dotati dello stesso dispositivo, l’attivazione di sistemi di pilotaggio a raggi infrarossi, per la libera movimentazione nell’ambito della stazione dei non vedenti e degli ipovedenti, la presenza su tutti i treni regionali di porta di accesso dedicata al viaggiatore handicappato con pedana mobile motorizzata che consente l’accesso autonomo del disabile da marciapiede alto. Dall’esame di scelte di acquisto di materiale rotabile da parte 5. I NUOVI BISOGNI E LE ESIGENZE INNOVATIVE DEGLI STAKEHOLDER 231 di altre regioni italiane (Lombardia, Toscana, Lazio, Abruzzo, Emilia Romagna) emerge infine la necessità, per i nuovi treni, di elevate prestazioni in termini di velocità, comfort e utilizzo razionale degli spazi interni. Tra le dotazioni ormai considerate minime anche su tale tipologia di materiale rotabile vi sono sedili ergonomici, ambienti spaziosi, aria condizionata e prese di alimentazione elettrica a disposizione dei passeggeri. Ulteriori sistemi innovativi in corso di installazione sono quelli di videosorveglianza e di informazione con display luminosi ad alta risoluzione, sia interni che esterni, visibili da ogni punto del treno12. 12 In relazione alle tematiche trattate si vedano anche: EUROPEAN RULES FOR CONFORMITY (2003), Guidelinee for Competence in the Railway Field. Special Requirements for Product Certification Bodies acting in the Railway Field, Part 2, March. UNIFE (2001), A Joint Strategy for European Rail Research A Joint Strategy for European Rail A Joint Strategy for European Rail. Towards a Single European Railway System. 6. L’analisi del processo decisionale relativo all’acquisto di materiale rotabile in Campania 6.1 Premessa L’obiettivo di questa parte del rapporto è di fornire un quadro sugli attori, sul funzionamento e sulle possibili evoluzioni del processo di acquisto di materiale rotabile in Campania. La possibilità di realizzare un progetto di miglioramento del servizio di trasporto ferroviario regionale è senza dubbio connesso alla capacità di delineare le caratteristiche innovative e le funzionalità del materiale rotabile che sarà utilizzato sulla rete di trasporto. L’implementazione del progetto, però, è anche strettamente connessa all’organizzazione ed alle capacità gestionali che la Regione Campania è in grado di mettere in campo per definire le modalità e le procedure più adeguate per approvvigionarsi sul mercato mondiale del materiale ferrotranviario. La possibilità di acquistare prodotti innovativi, nei tempi previsti e nel rispetto del budget disponibile, dipende, infatti, anche dal modo con cui si intende organizzare il processo di acquisto di tali prodotti. Questa parte del rapporto è quindi finalizzata a fornire una serie di spunti di riflessione su tali problematiche ed è articolata in tre parti: – nella prima sono presentate le caratteristiche generali del processo di acquisto di materiale rotabile da parte delle aziende ferroviarie. Questa parte è articolata in due fasi principali: nella prima sono presentate alcune considerazioni circa i fattori che storicamente condizionano il processo di 234 II. I NUOVI BISOGNI E LE ESIGENZE INNOVATIVE acquisto della impresa ferroviaria; nella seconda sono descritte le peculiarità del processo decisionale connesso alla scelta di acquisto del materiale rotabile; – nella seconda parte sono illustrate le caratteristiche del processo decisionale di acquisto in uso presso le aziende ferroviarie della Regione Campania; – nella terza parte sono, infine, presentati i possibili percorsi evolutivi della politica di approvvigionamento delle imprese esercenti campane alla luce del processo di riorganizzazione avviato con la costituzione dell’Ente Volturno. 6.2 Le caratteristiche del processo di acquisto di materiale rotabile 6.2.1 L’evoluzione nella politica di approvvigionamento delle imprese ferroviarie: cenni introduttivi Nel processo di cambiamento che caratterizza le aziende esercenti la mobilità ferroviaria, finalizzato ad aumentare la competitività e la concorrenzialità dei vettori su ferro, nei confronti delle altre modalità di trasporto, una delle azioni operative avviate per raggiungere gli obiettivi fissati nei piani di risanamento consiste nella ridefinizione dei rapporti con i fornitori. Tale scelta è inserita in un disegno che vede gli esercenti impegnati a ridisegnare i propri rapporti con tutti i suoi stakeholders (fornitori, sindacati, clienti, competitors, organi locali e istituzionali, proprietà), sostituendo, alle logiche collusive e assistenziali del passato, un’impostazione di mercato e manageriale. La modificazione delle politiche di acquisto avviata dalle aziende impegnate nel cambiamento, rappresenta un processo molto importante per riuscire a coniugare il miglioramento dei livelli di servizio al cliente e la drastica riduzione dei costi. Le scelte di approvvigionamento delle aziende esercenti, in passato, sono state organiche alla missione che queste aziende perseguivano, e cioè quella di assicurare un servizio di trasporto ferroviario sicuro ed al tempo stesso capace di svolgere un ruolo di “ammortizzatore sociale”. In questa logica, quindi, le scelte di ac- 6. L’ANALISI DEL PROCESSO DECISIONALE 235 quisto, sono state finalizzate, da un lato, a dotare l’azienda di un patrimonio infrastrutturale e di un parco rotabile in linea con le esigenze di servizio e, dall’altro, a garantire i livelli occupazionali delle aziende industriali ferrotranviarie nazionali 1. Questo tipo di politica ha ostacolato la omogeneizzazione delle reti europee ed ha favorito la frammentazione della rete europea da un punto di vista tecnologico; ogni nazione europea ha, infatti, sviluppato propri standard tecnici che hanno, di fatto, portato alla creazione di una rete ferroviaria fortemente disomogenea. Ciò ha comportato la creazione di “n” mercati nazionali protetti in cui alcune aziende fornitrici si sono trovate in posizione di monopolio. Con l’avvio dei processi di ristrutturazione che hanno avuto luogo in numerosissimi esercenti nazionali, regionali ed urbani, le scelte di acquisto hanno subito una profonda revisione. La causa principale di cambiamento va individuata nel mutamento della missione stessa delle aziende, che hanno abbandonato il loro ruolo di “ammortizzatore” sociale per assumere una forte caratterizzazione aziendalistica. Si attutisce l’obbligo per l’azienda di perseguire una funzione “sociale”, estrinsecata nella tutela dei livelli occupazionali delle aziende industriali nazionali. Il processo di mutamento è provocato però non soltanto da fattori interni, ma anche da variabili esterne ed in particolare: – l’innovazione tecnologica, che con l’affermazione della tecnologia informatica ed elettronica ha aumentato il grado di complessità dei sistemi e messo in crisi il ruolo egemonico svolto dagli esercenti nell’attività di progettazione esecutiva; – la legislazione europea che, mediante l’apertura dei mercati pubblici, ha rotto il sistema di protezione dei mercati nazionali e, di conseguenza, ha obbligato gli esercenti a svolgere gare europee per l’assegnazione degli ordini, esponendo le industrie nazionali alla concorrenza internazionale 2. 1 Sulle politiche di acquisto delle Ferrovie dello Stato prima del processo di privatizzazione si veda Pontarollo E., Domanda pubblica e politica industriale: FS, SIP, ENEL, pagg.107-160, Marsilio Editori, 1989. 2 Per una dettagliata ed aggiornata analisi della normativa europa in materia di appalti pubblici, si veda: Garofoli R.- Sandulli M. A., Il nuovo diritto degli appalti pubblici. Nella direttiva 2004/18/CE e nella Legge comunitaria n. 62/2005, Giuffrè, 2005. 236 II. I NUOVI BISOGNI E LE ESIGENZE INNOVATIVE Tali fattori hanno fatto in modo che gli obiettivi del processo di ridefinizione dei rapporti azienda-fornitore abbiano assunto una valenza squisitamente aziendale e la politica di acquisto è diventato uno degli strumenti utilizzati per migliorare il servizio e ridurre i costi 3. La variabile principale su cui incide la politica di approvvigionamento è sicuramente quella degli aspetti tangibili 4, costituiti in larga misura dal materiale rotabile. Grazie ad un’attenta attività di progettazione e realizzazione l’esercente è in grado di mettere in servizio vetture che rispondono alle esigenze del viaggiatore (comfort, estetica, pulizia, ecc) e che impattano sulla qualità percepita in modo molto significativo 5. Le scelte di acquisto condizionano anche l’affidabilità e la sicurezza del servizio poiché è in fase di progettazione che bisogna agire per ridurre il rischio di guasti che possono provocare incidenti, ritardi o cancellazione di corse. Per quanto riguarda, invece, i sistemi di segnalamento ed automazione, essi sono in grado di migliorare la qualità del servizio innalzando la velocità del servizio, permettendo un migliore sfruttamento delle infrastrutture, o anche migliorando l’informazione alla clientela. Grazie alle nuove tecnologie, infatti, è possibile introdurre sistemi, montati a bordo delle vetture, in grado di informare i passeggeri sulle caratteristiche del percorso, sugli orari di arrivo e sulle possibili coincidenze. La politica di approvvigionamento, oltre che essere funzionale al miglioramento della qualità del servizio, deve anche essere fina3 Sulla rilevanza strategica degli approvvigionamenti, si veda: Spekman, R.E. et.al. (1994) At last Purchasing is becoming strategic, Long Range Planning, vol 27 no. 2, pp. 76-84. 4 Per un approccio di analisi della qualità dei servizi, si veda: Zeithlam V.A. - Parasuraman A. - Berry L.L., Delivering Service Quality, The Free Press, New York, 1990 (Servire qualità, McGraw Hill, Milano, 1991). 5 Per una disamina di modelli di analisi della qualità attesa e percepita dagli utilizzatori del tasporto pubblico si vedano: Amoroso S. - Sabatini S. - Salvo G., Una rete neurale per la valutazione della qualità nel servizio di trasporto pubblico in ambito urbano, Istituto di Trasporti Facoltà di Ingegneria Università di Palermo, 1999; Mazzetti P., La qualità del servizio nel trasporto pubblico locale, Scuola Superiore dei Trasporti, 1996; MeDeC, Le opinioni dei bolognesi sulle problematiche infrastrutturali della mobilità, 2002. 6. L’ANALISI DEL PROCESSO DECISIONALE 237 lizzata a contribuire al riequilibrio della situazione economico-finanziaria attraverso una riduzione dei costi 6. Tale obiettivo va perseguito attraverso due azioni, una finalizzata a suscitare nel mercato spinte concorrenziali portatrici di efficienza e competitività; l’altra, di politica industriale, riguardante l’indirizzo da dare al settore, bandendo ogni forma di assistenzialismo e pianificando le politiche degli acquisti in funzione del naturale rafforzamento della parte più sana del settore stesso. Le scelte di approvvigionamento possono quindi essere pianificate al fine di ottimizzare la gestione economica globale del servizio e spingere le aziende esercenti a compiere valutazioni proiettate su tutti i fattori di costo, con una visione orientata al ritorno sull’investimento. Lo scenario di mutamento sopraevidenziato, però, è estremamente complesso e difficile da gestire; affinché si trasformi in realtà è necessario che una serie di forti resistenze ed ostacoli siano superati. È possibile riscontrare, infatti, che mentre alcuni esercenti sono più avanti su questa strada, altri evidenziano difficoltà e lentezza. Spesso, nonostante la presenza di una legislazione molto chiara permangono comportamenti collusivi, distorsioni e vischiosità che ancora rallentano l’adozione di modelli di comportamento ispirati alla concorrenzialità. 6.2.2 Il processo di acquisto di materiale rotabile L’analisi del comportamento d’acquisto è da tempo oggetto di ricerche scientifiche e aziendali, finalizzate a concettualizzare le forze che influenzano le decisioni di acquisto delle aziende industriali e di servizi 7. Nella letteratura di Industrial Buying Behaviour sono stati sviluppati diversi modelli concettuali che tentano di rappresentare in maniera integrata i diversi fattori determinanti del comportamento di acquisto delle organizzazioni industriali e di servizi. 6 Si veda: Baglieri E., La gestione strategica degli approvvigionamenti. Lo stato dell’arte delle prassi aziendali, Etas, 2004. 7 Per una introduzione agli studi sul comportamento di acquisto in campo industriale, si veda: Webster F.E. - Wind, Y., Organizational Buying Behaviour, Prentice-Hall Inc., Englewood Cliffs, New Jersey, 1972. 238 II. I NUOVI BISOGNI E LE ESIGENZE INNOVATIVE Tali modelli sono stati studiati, in alcuni casi, nella logica delle aziende venditrici o fornitrici (Supplier oriented); in altri adottando come punto di vista l’azienda acquirente o cliente (Client oriented). In sostanza possono identificarsi quattro tipologie di modelli concettuali 8: – modelli “Task oriented” (Minimum Price Model, Lowest total cost Model, Rational Buyer Model, Source Loyalty Model, etc.) – modelli non “Task oriented” (Perceived Risk Model, Diffusion of Innovation Model, etc.); – modelli incentrati sul processo decisionale (Buy Phace Model, Industrial Adoption Process Model, Purchase Decision Process Model, etc.) – modelli complessi (Buy Grid Model, Webster e Wind Model, Sheth Model, Industrial Market Response Model). In riferimento al comportamento d’acquisto degli esercenti ferroviari non si riscontrano nella letteratura numerosi studi. Possono ricordarsi, tra i più recenti, le analisi del Cesit del 1984 9 e del 1996 10; lo studio di Booz Hallen e Hamilton del 1985 e della società Mercer del 1996. In ogni caso, tutte le ricerche ricordate non sono focalizzate sul tema del comportamento di acquisto, ma trattano il tema all’interno di un’analisi più ampia avente come oggetto le strategie e gli assetti delle aziende industriali del settore delle produzioni ferrotranviarie (Logica Client oriented). Per inquadrare la problematica del comportamento di acquisto di materiale rotabile la letteratura manageriale suggerisce di focalizzare l’attenzione sui seguenti aspetti: – individuare la tipologia di situazione di acquisto; 8 In relazione ai modelli concettuali di comportamento di acquisto, si vedano: Moriarty R.T., Industrial Buying Behaviour, Lexington Books, Massachusetts, 1983; Johnston W. J. - Lewin E. J., Organizational buying behaviour: toward an integrative framework, Journal of Business Research, n. 35, 1996. 9 R. Mercurio, Dinamica competitiva e comportamenti strategici: il caso dell’industria delle costruzioni ferrotranviarie, Franco Angeli, 1984. 10 R. Mercurio e P. de Vita (a cura di), Le sfide dell’industria ferrotranviaria italiana, Il Sole 24 Ore, 1996. 6. L’ANALISI DEL PROCESSO DECISIONALE 239 – individuare le principali componenti della decisione di acquisto; – individuare i diversi attori che compongono il centro di acquisto; – individuare le fasi che caratterizzano il processo decisionale. La tipologia di situazione di acquisto Le decisioni di acquisto delle imprese ferrotranviarie possono essere distinte in tre tipologie principali, definite dalla letteratura manageriale come classi d’acquisto. Ad un estremo vi è la situazione di riapprovvigionamento invariato, in cui il processo decisionale ha carattere di routine; all’estremo opposto vi è la situazione d’acquisto totalmente nuova, in cui è necessario avviare una negoziazione completa; tra le due opzioni si trova, inoltre, il riacquisto modificato, in cui l’acquirente ha intenzione di cambiare solo alcune specifiche relative al prodotto, al prezzo o ad altro. L’acquisto di materiale rotabile per le imprese ferrotranviarie è quindi assimilabile ad un nuovo acquisto, che rappresenta la classe di acquisto più complessa ed articolata. Si tratta di un acquisto la cui spesa ed il cui rischio è molto elevato, in cui numerosi sono i soggetti coinvolti nel processo di acquisto e per il quale è richiesta, da parte delle imprese, una più attenta ricerca di informazioni. Le principali componenti della decisione di acquisto 11 Una seconda caratteristica del processo di acquisto di materiale rotabile è legata alla numerosità di sub-decisioni presenti nella decisione di acquisto; e tale numero tende a crescere al passare da una decisione di semplice riacquisto ad una di nuovo acquisto. Nel caso del materiale rotabile la decisione di acquisto si compone di numerosissime sub-decisioni, tutte di grande importanza ed in particolare: la definizione delle specifiche di prodotto e delle specifiche amministrative, l’individuazione delle modalità di selezione del fornitore, la fissazione dei tempi di consegna, dei requisiti per l’am11 Sui fattori e sui soggetti che influenzano il comportamento di acquisto, si veda: Kohli A., Determinants of influence in organisational buying: a contingency approach, Journal of Marketing, vol. 53 pp. 50-65, 1989. 240 II. I NUOVI BISOGNI E LE ESIGENZE INNOVATIVE missione alla gara, delle modalità e dei tempi di pagamento, dei criteri di valutazione dell’offerta, ecc. Gli attori che compongono il centro di acquisto 12 L’unità decisionale del processo d’acquisto è definita centro di acquisto ed è costituito da un insieme di individui, di gruppi e di organizzazioni che partecipano al processo decisionale d’acquisto, ne condividono alcuni obiettivi di fondo, nonché i rischi che dalla decisione possono provenire. Il centro di acquisto include quindi tutti quegli “attori” che svolgono uno dei seguenti cinque ruoli nell’ambito del processo di acquisto: Utilizzatori: sono gli attori che utilizzeranno effettivamente il prodotto servizio da acquistare e quindi nel caso specifico le direzioni esercizio delle imprese ferroviarie 13; Influenzatori: sono coloro che esercitano in qualche modo un’influenza sul processo d’acquisto. In genere gli influenzatori sono rappresentati dal personale tecnico (responsabili e tecnici del materiale rotabile e della manutenzione) che contribuisce a definire i dettagli del materiale rotabile da acquisire; Decisori: sono coloro che in genere hanno il potere formale o informale di definire, o comunque approvare, la scelta del fornitore e quindi, nel caso in questione, solitamente il vertice amministrativo dell’azienda esercente; Acquirenti: sono coloro che hanno l’autorità formale per scegliere il fornitore e definire le modalità di acquisto. La loro specifica funzione riguarda non tanto la definizione delle specifiche di prodotto, ma è connessa alla gestione della gara, all’eventuale attività di negoziazione e alla relativa individuazione del fornitore. Nel caso del materiale rotabile si tratta della funzione acquisti e/o amministrativa, solitamente supervisionata direttamente dal vertice della struttura direzionale; 12 Si veda: Parkinson S.T. - Baker M.J., Il comportamento d’acquisto delle organizzazioni. Chi decide gli acquisti e come. Le tecniche e strategie. I modelli di decisione e le influenze, Franco Angeli, 1988. 13 Sulla modifica delle relazioni cliente/fornitore si veda: Wilson E. J., Theory transition in organizational buying behaviour research, Journal of Business & Industrial Marketing, Winter 1996. 6. L’ANALISI DEL PROCESSO DECISIONALE 241 Custodi: sono coloro che hanno il potere di impedire o ostacolare la presa di contatto con i vari protagonisti del processo di acquisto (es. impedire ai venditori di contattare decisori ed utilizzatori). Altri custodi possono essere considerati i tecnici, i responsabili amministrativi, ma anche le segretarie di direzione che spesso hanno accesso a materiale riservato. Le fasi che caratterizzano il processo decisionale Nell’approvvigionarsi dei beni e dei mezzi necessari per la realizzazione del servizio, ed in particolare di materiale rotabile, le imprese ferroviarie svolgono un processo d’acquisto complesso all’interno del quale possono essere identificate almeno 12 macroattività raggruppabili in quattro fasi: A) FASE DI PIANIFICAZIONE DELL’INTERVENTO 01. L’individuazione del problema che consiste nell’identificazione della necessità di disporre di nuovo materiale rotabile per fare fronte al programma di esercizio futuro dell’azienda; 02. la descrizione generale del bisogno che consiste nella specificazione delle caratteristiche generali del materiale rotabile in termini quantitativi (di quanti mezzi ho bisogno) e qualitativi (di che tipi di mezzi ho bisogno). B) FASI DI PROGRAMMAZIONE TECNICO-FINANZIARIA-AMMINISTRATIVA 03. l’individuazione della copertura finanziaria che consiste nella identificazione delle fonti di finanziamento necessarie per fare fronte all’investimento che bisogna realizzare; 04. la definizione delle specifiche tecniche che consiste nella identificazione delle caratteristiche specifiche del materiale rotabile di cui si ha bisogno e che si concretizza nella redazione del capitolato tecnico; 05. la definizione delle specifiche amministrative che consiste nella definizione: delle norme per la partecipazione alla gara, delle modalità di copertura, delle modalità di aggiudicazione, del prezzo a base di asta, dei tempi di consegna e dei tempi di esecuzione della for- 242 II. I NUOVI BISOGNI E LE ESIGENZE INNOVATIVE nitura, delle modalità di pagamento, del tipo di garanzia e di manutenzione richiesta e delle modalità di collaudo; e che si concretizza nel capitolato amministrativo. C) FASE DI GESTIONE OPERATIVA DELLA PROCEDURA 06. l’indizione della gara che consiste nella predisposizione formale di tutta la documentazione di gara, nell’approvazione da parte degli organi preposti di tali atti e nella relativa pubblicazione di questi; 07. la gestione della gara di appalto che si compone di una pluralità di attività ed in particolare nella ricezione delle domande di partecipazione, nella gestione delle richieste di chiarimenti da parte dei potenziali fornitori, nella preselezione dei fornitori, nella identificazione della commissione di gara, nella valutazione delle offerte, nella eventuale attività di negoziazione e nella identificazione della graduatoria (proposta di aggiudicazione); 08. l’aggiudicazione della gara che consiste nella scelta formale del fornitore aggiudicatario della commessa (redazione delibera di aggiudicazione, approvazione delibera). D) FASE DELLA ESECUZIONE CONTRATTUALE 09. la gestione dei rapporti con il fornitore consiste nell’insieme delle attività che l’impresa è chiamata a svolgere per avviare il processo di fornitura (emissione dell’ordine) e per verificare il rispetto delle clausole contrattuali (tempi di consegna, verifica delle caratteristiche tecniche, collaudi, garanzia, manutenzione, ecc.); 10. la valutazione dei risultati che consiste nell’analisi e nella verifica dei risultati conseguiti e delle prestazioni del materiale rotabile fornito. 6.3 Il processo di acquisto di materiale rotabile nella Regione Campania: il modello attuale La Campania è una delle regioni italiane che presenta una tra le più estese reti ferroviarie. Numerosi sono gli operatori ferroviari che operano sul territorio regionale, ed in particolare: la Circumve- 6. L’ANALISI DEL PROCESSO DECISIONALE 243 suviana, la Sepsa e MetroCampania Nordest, tutte controllate dall’Ente Volturno S.p.a., holding controllata dalla Regione Campania; MetroNapoli, l’esercente ferroviario urbano che gestisce il sistema di metropolitana e le funicolari della città di Napoli; e Trenitalia, l’operatore nazionale che eroga un consistente servizio regionale, in forza di un contratto di servizio stipulato con la Regione Campania. Lo scopo di questo paragrafo è quello di fare il punto sulle modalità utilizzate dagli operatori ferroviari campani per approvvigionarsi di materiale rotabile. In particolare si intende comprendere quale è il ruolo svolto dai diversi attori che compongono il centro di acquisto nelle diverse fasi attraverso cui si sviluppa il processo di approvvigionamento. Il centro di acquisto che partecipa al processo decisionale di acquisto di materiale rotabile necessario per gli operatori ferroviari regionali è composto essenzialmente dai seguenti attori, che a diverso titolo condizionano la decisione di acquisto: – le aziende esercenti (MetroCampania Nordest, Circumvesuviana e Sepsa) attraverso diversi organi/funzioni: – organi amministrativi (AEOA) – esercizio (AEE) – trazione (AEMR) – amministrazione/acquisti (AEA) – l’Ente Autonomo Volturno (EAV) – l’Assessorato ai trasporti della Regione (ATR) – l’Acam (agenzia regionale mobilità) (ACAM) Le fasi di cui si compone il processo di approvvigionamento di materiale rotabile sono, così come evidenziato in precedenza, le seguenti: A) FASE DI PIANIFICAZIONE DELL’INTERVENTO 01. individuazione del problema; 02. descrizione generale del bisogno; B) FASE DI PROGRAMMAZIONE TECNICO-FINANZIARIA AMMINISTRATIVA 03. individuazione della copertura finanziaria; 04. definizione delle specifiche tecniche; 05. definizione delle specifiche amministrative; 244 II. I NUOVI BISOGNI E LE ESIGENZE INNOVATIVE C) FASE DI GESTIONE OPERATIVA DELLA PROCEDURA 06. indizione della gara; 07. gestione della gara di appalto; 08. aggiudicazione della gara; D) FASE DELLA ESECUZIONE CONTRATTUALE 09. gestione dei rapporti con il fornitore; 10. valutazione dei risultati. Al fine di illustrare, in maniera schematica, il funzionamento del processo di acquisto del materiale rotabile da parte degli operatori ferroviari campani è possibile fare ricorso ad una matrice “fasi/attori/ruoli” che permette di comprendere per ogni singola fase del processo chi sono gli attori che hanno il potere decisionale (decisori); chi sono gli attori che hanno la possibilità di condizionare le scelte del decisore (influenzatori); chi sono gli eventuali attori che hanno il potere di autorizzare le scelte del decisore (autorizzatori) 14. Dall’analisi della matrice emerge con chiarezza che nello scenario di partenza (2003) gli attori chiave attorno a cui ruota il processo d’approvvigionamento di materiale rotabile sono le aziende esercenti regionali; sono questi gli attori che controllano tutte le fasi attraverso cui si sviluppa il processo di acquisto. Il modello attuale si compone quindi di fatto di tre diversi centri di acquisto. Gli unici altri attori presenti nel processo di acquisto sono l’EAV che svolge una funzione di condizionamento esterno nei confronti del decisore e l’Assessorato ai Trasporti che svolge un ruolo di autorizzazione nelle fasi di individuazione della copertura e di indizione delle gare 15. In particolare l’EAV, al fine di garantire la presenza di una serie di requisiti comuni al materiale rotabile regionale, svolge un 14 Gli unici altri attori presenti nel processo di acquisto sono l’EAN (ruolo di informatore) e l’Assessorato ai Trasporti (ruolo di autorizzazione) che svolgono un ruolo significativo nelle fasi di pianificazione dell’intervento e di programmazione tecnico-finanziaria e amministrativa. 15 Per una analisi dei ruoli svolti dai diversi attori coinvolti nel processo di acquisto, si veda: Tanner J.F. Jr., Organizational buying theories: a bridge to relationship theory, Industrial Marketing Management, n. 28, 1999. 6. L’ANALISI DEL PROCESSO DECISIONALE 245 Tav. 6.3.1 - Matrice fasi/attori/ruoli del processo di acquisto di materiale rotabile (situazione attuale) ruolo attivo nelle fasi di definizione delle specifiche tecniche ed amministrative. Questa influenza si concretizza nella individuazione di una serie di requisiti minimi di cui le diverse aziende esercenti devono tener conto nella definizione dei propri capitolati. Al momento, invece, nessun altro attore svolge altri ruoli nel processo sebbene alcuni, come ad esempio l’ACAM, istituzionalmente potrebbero svolgere un ruolo di condizionamento/influenza nella fase di individuazione delle specifiche (ad esempio per imporre sistemi di controllo a bordo in grado di favorire il controllo ed il rispetto delle prestazioni previste nei contratti di servizio) 16. 16 Per l’analisi di un caso complesso di gestione del processo di acquisto, si veda: Buckles T.A. - Ronchetto J.R. Jr., Examining an industrial buyer’s purchasing linkages: a network model and analysis of organizational buying workflow, Journal of Business & Industrial Marketing, Winter 1996. 246 II. I NUOVI BISOGNI E LE ESIGENZE INNOVATIVE 6.4 Il processo di riorganizzazione del sistema ferroviario regionale campano e il possibile impatto sul processo decisionale di acquisto di materiale rotabile 6.4.1 I principali fattori di mutamento del sistema ferroviario regionale campano Il passaggio alle Regioni delle competenze relative alle aziende ferroviarie regionali (ex Ferrovie in Gestione Commissariale Governativa ed in Concessione) 17, in coerenza al decreto 400 del 1999 che modifica il decreto 422 del 1997 e il successivo trasferimento della proprietà dei veicoli e delle infrastrutture e impianti relativi alle ferrovie in ex gestione commissariale governativa Circumvesuviana e Alifana BN Cancello (oggi MetroCampania Nordest) e della proprietà del capitale azionario della Sepsa Spa dallo Stato al demanio regionale, hanno posto l’Ente Regionale di fronte alla necessità di definire le modalità attraverso cui gestire un sistema imprenditoriale molto significativo nel panorama delle imprese ferroviarie regionali italiane. L’analisi dell’evoluzione di questo processo di trasformazione è particolarmente importante per comprendere la modifica dei comportamenti di acquisto del materiale rotabile. La costituzione della holding regionale rappresenta, infatti, un fattore di grossa innovazione nei processi di acquisto. Il processo di riorganizzazione potrà, infatti, modificare radicalmente le procedure di acquisto ridefinendo i ruoli tra holding ed aziende controllate. Per comprendere, quindi, in che modo tale processo potrà condizionare i comportamenti di acquisto di materiale rotabile nel corso di questi anni, è necessario evidenziare quali sono i principali fattori di mutamento che stanno condizionando l’evoluzione dell’assetto organizzativo del sistema ferroviario regionale campano. Il processo di mutamento in atto è fortemente condizionato da tre principali fattori: 17 Sulle carateristiche e gli impatti della riforma del trasporto pubblico locale si vedano: Centro Studi Federtrasporto, Efficienza e Sussidiarietà: il Trasporto Locale dopo la Riforma, Bollettino economico sul settore dei trasporti n. 8, Marzo 1999; Spinedi S., La riforma del trasporto pubblico locale: le aspettative degli utenti, le sfide delle imprese, Terra Mare Cielo, n. 48, dic. 2002. 6. L’ANALISI DEL PROCESSO DECISIONALE 247 – la riforma del trasporto pubblico locale avviata in Italia nel 1997; – il crescente ruolo assunto dagli organi regionali in materia di trasporto; – i significativi programmi di sviluppo della rete ferroviaria regionale. La riforma del trasporto pubblico locale La riforma del sistema di trasporto pubblico locale e sistemi di mobilità in Italia è stata attuata mediante il Decreto legislativo 19 novembre 422 del 1997 e successive modifiche. Le esigenze che hanno sostenuto la riforma nazionale sono molteplici, tra le principali è possibile segnalare le necessità di: 1) incrementare la qualità e quantità dei servizi di trasporto pubblico nelle aree urbane ed extraurbane; 2) ridurre il costo sostenuto dalla collettività per l’erogazione dei servizi per i quali sussistono obblighi di servizi pubblico; 3) migliorare la competitività delle imprese pubbliche e private concessionarie del servizio. Per conseguire tali risultati la normativa nazionale ha introdotto i seguenti principi e criteri direttivi: a) delega alle Regioni dei compiti di programmazione e amministrazione del sistema dei servizi di trasporto pubblico regionale e locale (inclusi i trasporti ferroviari, marittimi e aerei di interesse regionale); b) delega alle Regioni della responsabilità del finanziamento dei servizi di trasporto ritenuti essenziali per la mobilità sul loro territorio (definiti servizi minimi) e agli enti locali della responsabilità del finanziamento di ulteriori servizi, definiti servizi aggiuntivi; c) definizione di una procedura di programmazione triennale con cui le Regioni, tenuto conto della programmazione delle Province e degli altri enti locali, individuano i servizi minimi da finanziare con un apposito Fondo Regionale Trasporti; d) trasferimento dei beni, degli impianti e dell’infrastruttura delle ferrovie in ex gestione commissariale governativa e 248 II. I NUOVI BISOGNI E LE ESIGENZE INNOVATIVE delle ferrovie in concessione al demanio e al patrimonio delle Regioni; e) adozione del principio di separazione contabile e/o organizzativa fra la gestione dell’infrastruttura ferroviaria e l’esercizio dei servizi di trasporto ferroviario locale e regionale, applicando anche al trasporto locale i principi espressi dalla direttiva CEE n. 440 del 1991; f) adozione del contratto di servizio come strumento con cui regolare le relazioni che Regioni, Province, Comuni e altri enti locali stabiliscono con imprese di trasporto pubbliche e/o private cui si affida l’esercizio di qualsiasi servizio di trasporto pubblico, scegliendo di recepire le indicazioni espresse nei regolamenti (CEE) 1191/69 e 1839/91; g) obbligo di perseguire nei contratti di servizio un progressivo incremento del rapporto fra ricavi da traffico e costi operativi, che dovrà essere pari almeno al 35% a partire dal 1 gennaio 2000; h) subentro delle Regioni allo Stato nel rapporto con il gruppo FS per la stipulazione e amministrazione dei contatti di servizio per i servizi ferroviari di interesse regionale e locale; i) introduzione di forme concorrenziali (gare europee) di affidamento di qualsiasi servizio di trasporto pubblico locale e regionale ad imprese di trasporto pubbliche e/o private; l) obbligo delle Regioni e degli enti locali di attuare, entro e non oltre il 31 dicembre 2000, la trasformazione delle aziende speciali e dei consorzi in società di capitali ovvero in cooperative a responsabilità limitata; m) possibilità per le Regioni di prevedere un periodo transitorio da concludersi comunque entro il 31 dicembre 2003, nel corso del quale vi è la facoltà di mantenere tutti gli affidamenti dei servizi alle aziende e imprese attuali concessionarie. Il crescente ruolo degli organi regionali Le recenti modifiche legislative, susseguitesi nel corso di questi anni, hanno attribuito agli organi regionali un ruolo centrale all’interno del sistema ferroviario regionale, anche in coerenza alle 6. L’ANALISI DEL PROCESSO DECISIONALE 249 indicazioni del decreto legislativo n. 422 del 1997 così come emendato dal decreto legislativo n. 400 del 1999. In particolare, la legge regionale di Riforma del trasporto pubblico locale e sistemi di mobilità della Regione Campania 18, assegna all’Amministrazione Regionale le funzioni ed i compiti di programmazione e vigilanza e le funzioni amministrative in materia di: – reti e servizi ferroviari regionali e locali; – reti impianti e servizi autofilotranviari e non convenzionali interprovinciali che collegano tre o più province e interregionali; – reti, impianti e servizi marittimi, fluviali, aerei ed elicotteristici. Nel caso del sistema del trasporto ferroviario regionale della Campania la Regione rappresenta un attore chiave; essa infatti al tempo stesso: – è proprietaria delle infrastrutture e dei veicoli per il trasporto ferroviario che sono stati ad essa conferiti dalla Stato in attuazione del decreto legislativo n. 400 del 1999; – controlla, mediante l’Ente Volturno, il capitale sociale di tre aziende ferroviarie regionali (Sepsa Spa, Circumvesuviana Srl, MetroCampania Nordest); – è responsabile della pianificazione degli investimenti connessi all’ampliamento o all’ammodernamento della rete e all’acquisto di nuovi veicoli; – stipula accordi di programma con il Governo nazionale per l’acquisizione di fondi finalizzati agli investimenti infrastrutturali per il sistema di trasporto della Campania; – gestisce il fondo regionale trasporti finalizzato al finanziamento dei servizi minimi; – definisce il programma triennale dei servizi minimi relativamente al trasporto ferroviario regionale; – definisce le modalità di affidamento e di gestione delle reti ferroviarie ad essa trasferite dallo Stato; – definisce la dimensione delle unità di gestione oggetto dei 18 La Legge Regionale N.3 del 28 marzo 2002 è pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione Campania n. 19 del 8 aprile 2002. 250 II. I NUOVI BISOGNI E LE ESIGENZE INNOVATIVE – – – – – – – – – contratti di servizio da affidare mediante procedure concorsuali; è responsabile della gestione delle procedure concorsuali di affidamento dei servizi regionali di trasporto ferroviario identificati come servizi minimi; definisce i contenuti dei contratti di servizio per l’erogazione dei servizi regionali di trasporto ferroviario; stipula i contratti di servizio per il trasporto ferroviario regionale da svolgersi sulle reti regionali; stipula i contratti di servizio per il trasporto ferroviario regionale da svolgersi sulla rete gestita da RFI; gestisce le procedure concorsuali di affidamento dei servizi regionali di trasporto ferroviario; identifica gli asset necessari per il trasporto ferroviario che l’azienda cessante deve trasferire all’affidatario subentrante a seguito dell’espletamento delle procedure concorsuali; identifica mediante la formalizzazione della carta dei servizi gli obblighi e gli obiettivi di qualità che le imprese affidatarie di servizi regionali di trasporto ferroviario devono conseguire; esercita poteri di controllo e vigilanza sul corretto adempimento degli obblighi previsti dai contratti di servizio relativi al trasporto ferroviario regionale; determina i criteri che regolano il sistema tariffario del trasporto pubblico regionale e locale, definisce la politica tariffaria e le sue modalità di applicazione, stabilisce le diverse tipologie di titoli di viaggio e i corrispondenti livelli tariffari massimi, definisce le azioni di promozione del trasporto pubblico fondate su incentivi anche tariffari e sulla diffusione dell’informazione. L’attribuzione di competenze così ampie ed articolate impone all’organo regionale un processo di cambiamento organizzativo interno molto ampio, necessario per internalizzare le professionalità necessarie per far fronte a tale mutamento. In particolare, la legge regionale prevede che l’Assessorato ai Trasporti si doti di una struttura tecnica finalizzata all’analisi tec- 6. L’ANALISI DEL PROCESSO DECISIONALE 251 nica ed economica dei progetti inerenti le infrastrutture, gli impianti delle ferrovie e degli altri sistemi di trasporto pubblico locale di interesse regionale, nonché l’esame e le approvazioni del materiale ferroviario e filotranviario. Inoltre per lo svolgimento di tutti i compiti di cui sopra, la Regione potrà avvalersi del contributo di una Agenzia per la mobilità sostenibile, denominata ACaM cui sono demandate le funzioni di supporto alla Regione e, ove richiesto, agli Enti Locali, nelle seguenti materie: a. gestione del processo di pianificazione degli investimenti e monitoraggio del sistema dei trasporti attraverso la gestione del Centro studi; b. gestione del processo di pianificazione dei servizi per la mobilità e di progettazione e programmazione dei servizi minimi e aggiuntivi, integrati fra loro e con la mobilità privata; c. procedure concorsuali di affidamento dei servizi di competenza della Regione e, ove richiesto, degli Enti Locali; d. stipula degli accordi di programma e redazione dei contratti di servizio; e. svolgimento di compiti di controllo, vigilanza e monitoraggio dello svolgimento dei servizi e verifica del rispetto della parità e dell’uguaglianza di trattamento degli utenti; f. definizione e gestione della politica tariffaria. L’ACaM, inoltre, realizza e gestisce una banca dati del sistema della mobilità, del sistema della qualità dei servizi, del sistema di informazione alla clientela 19. Il programma di sviluppo della rete ferroviaria regionale La Regione Campania è impegnata in un radicale processo di ammodernamento del suo sistema ferroviario, che consiste sia in un significativo ampliamento della rete, che in un massiccio programma di miglioramento della flotta veicoli. A tal proposito è necessario segnalare che l’Accordo Quadro 19 Per una analisi delle funzioni e delle caratteristiche dei soggetti deputati alla gestione della mobilità, si veda: Martinez M., Le agenzie di mobilità: assetto e processi organizzativi, Quaderni Cesit, 2003. 252 II. I NUOVI BISOGNI E LE ESIGENZE INNOVATIVE firmato, nel dicembre del 2001, tra la Regione Campania ed il Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture, prevede significativi cofinanziamenti per la realizzazione di numerosi progetti: 1. completamento del sistema A.V./A.C. e sua integrazione con il sistema ferroviario regionale; 2. Metropolitana a rete Regionale: costruzione di un’offerta organica e funzionale del trasporto nell’area campana attraverso il Sistema di Metropolitana Regionale (SMR), che risponda agli indirizzi della pianificazione nazionale ed in particolare allo Strumento Operativo per il Mezzogiorno del Quadro Comunitario di Sostegno (QCS) 2000-2006 20; 3. miglioramento della qualità e delle tipologie di materiale rotabile e tecnologie di controllo. La presenza di un significativo programma di investimenti, se da un lato rappresenta un’opportunità storica per la Regione Campania, dall’altro pone al centro dell’attenzione il problema connesso alla disponibilità delle professionalità necessarie per realizzare gli investimenti previsti. La possibilità di implementare progetti di investimento qualitativamente all’avanguardia e realizzabili in tempi contenuti dipende, infatti, dalla disponibilità di risorse tecnico-professionali caratterizzate da una consistente esperienza nel settore e grandi competenze di project management. 6.4.2 Le questioni chiave nella ridefinizione dell’assetto organizzativo del sistema ferroviario regionale La costituzione dell’Ente Volturno rappresenta la prima tappa di un lungo processo di riorganizzazione del sistema ferroviario regionale che la Regione ha intenzione di realizzare nel corso di questi anni e che deve tenere nella dovuta considerazione i ruoli e le competenze dell’agenzia per la mobilità regionale prevista dalla Legge Regionale sul TPL. 20 Per maggiori dettagli sul progetto di Sistema di Metropolitana Regionale, si veda: PriceWaterhouse & Coopers e Net Engineering, Studio di fattibilità per la realizzazione della metropolitana regionale - Rapporto finale, 2001 (commissionato dalla Regione Campania, Assessorato ai Trasporti - AGC Trasporti e Viabilità). 6. L’ANALISI DEL PROCESSO DECISIONALE 253 L’assetto attuale caratterizzato dalla presenza di una holding (Ente Volturno) che controlla la Sepsa S.p.a, la Circumvesuviana S.r.l. e MetroCampania Nordest, tre aziende autonome che raggruppano al loro interno tutte le attività caratteristiche dell’erogazione di un servizio ferroviario ed automobilistico, è considerato il punto di partenza di un processo di riorganizzazione che vedrà la Regione impegnata ad assumere scelte strategiche rilevanti e impegnative necessarie per rispondere ai mutamenti che caratterizzano il contesto competitivo. Le scelte strategiche ed organizzative che il policy maker regionale è chiamato a compiere nel corso di questi anni, consistono nel valutare se, quando e come aggregare una serie di funzioni che oggi sono svolte autonomamente dalle singole realtà aziendali 21. Il processo di riprogettazione del nuovo modello organizzativo dovrà dare risposta ad una serie di domande, quali: – le attività connesse alla gestione dei processi di ampliamento ed ammodernamento delle infrastrutture (gestione appalti) devono continuare ad essere gestite in autonomia da ogni singola azienda o è più opportuno affidare tali attività ad un unico soggetto? – le attività connesse alla gestione delle infrastrutture (manutenzione e gestione) devono continuare ad essere gestite in autonomia da ogni singola azienda o è più opportuno affidare tali attività ad un unico soggetto? – le attività connesse alla gestione dei servizi di trasporto devono continuare ad essere gestite da tre diverse aziende o è più opportuno accorparle? – le attività connesse alla gestione dei servizi di trasporto su gomma devono continuare ad essere gestite insieme a quelle dei servizi su ferro? – le attività connesse ai processi di acquisto e manutenzione dei veicoli devono continuare ad essere gestite in autonomia 21 Per un approfondimento sui modelli organizzativi e gestionali del trasporto pubblico, si vedano: Mercurio R. - Consiglio S. (a cura di), Coordinamento e competizione tra le aziende di trasporto pubblico urbano in Europa, CUEN, 1998; Mangia G., Le alleanze organizzative tra gli operatori del trasporto pubblico locale, Franco Angeli, 2005. 254 II. I NUOVI BISOGNI E LE ESIGENZE INNOVATIVE da ogni singola azienda o è più opportuno affidare tali attività ad un unico soggetto? – le attività connesse alla gestione dei veicoli (messa a punto del veicolo e allocazione) devono continuare ad essere gestite in autonomia da ogni singola azienda o è più opportuno affidare tali attività ad un unico soggetto? Si tratta di scelte complesse che potranno essere implementate anche in fasi temporali diverse. Lo scopo di quest’ultima parte del capitolo è quello di comprendere quali potranno essere i possibili orientamenti dell’ente regionale in particolare sulle scelte che più direttamente impattano sui comportamenti di acquisto del materiale rotabile. L’Ente Volturno lascerà inalterato il meccanismo di acquisto del materiale rotabile? Si andrà verso un modello più accentrato o si lascerà massima autonomia alle aziende esercenti? La holding svolgerà un ruolo nel processo di acquisto di materiale rotabile? Ed in che modo? E laddove ciò accadrà, come cambierà il ruolo degli esercenti? 6.4.3 I possibili percorsi di cambiamento del processo decisionale di acquisto La definizione di un possibile futuro assetto organizzativo di EAV e la ripartizione di compiti e responsabilità tra società ferroviarie e holding richiede un’approfondita analisi ed una attenta valutazione di come implementare il processo di cambiamento organizzativo. Non è quindi questa la sede opportuna per determinare l’assetto organizzativo futuro del sistema ferroviario regionale; le considerazioni che seguono rappresentano quindi esclusivamente il tentativo di comprendere in che modo il processo di acquisto di materiale rotabile potrà subire modificazioni alla luce delle considerazioni fatte in precedenza. La questione centrale in ordine alla eventuale ridefinizione del processo decisionale di acquisto di materiale rotabile consiste, essenzialmente, nel valutare la convenienza del superamento del modello attuale incentrato sulla presenza di tre diversi centri di acquisto dotati di una relativa autonomia e nella conseguente creazione 6. L’ANALISI DEL PROCESSO DECISIONALE 255 di una sola stazione appaltante che accentri il processo di approvvigionamento. I fattori che spingono verso l’accentramento del processo di acquisto sono diversi: – maggiore garanzia di acquisire materiale rotabile tendenzialmente omogeneo e potenzialmente interoperabile, più coerente ad un sistema ferroviario regionale sistemico ed integrato. La creazione di un solo centro d’acquisto aumenterà la sensibilità verso la definizione di specifiche che, compatibilmente con le differenze delle diverse reti e sistemi di segnalamento e controllo, favoriscono l’approvvigionamento di materiale rotabile omogeneo; – maggiore possibilità di sfruttare economie di scala e di esperienza nella gestione del processo di acquisto. L’accentramento favorisce, infatti, lo sfruttamento di sinergie e la valorizzazione delle professionalità attualmente distribuite nelle tre aziende esercenti; – maggiore probabilità di aumentare l’interesse e l’appetibilità delle procedure di gara da parte dei fornitori di materiale rotabile, solitamente poco interessati a commesse di piccola dimensione. La creazione di una sola stazione appaltante dovrebbe permettere l’indizione di gare più consistenti da un punto di vista quantitativo e di valore, in grado di suscitare maggiore interesse da parte delle imprese fornitrici; – maggiore potere contrattuale dell’ente nei confronti dei fornitori con potenziali positive ricadute su prezzi, tempi di consegna e qualità del materiale rotabile. La maggiore dimensione delle commesse può consentire all’ente regionale, ad esempio, di richiedere specifiche particolari ed innovative. In assenza di consistenti ordini, infatti, nessun fornitore ha convenienza ad investire per rispondere a esigenze particolari che impongono investimenti a volte significativi; – maggiore coerenza del modello accentrato con il meccanismo che in prospettiva regolerà l’affidamento del servizio ferroviario regionale. La separazione della gestione del servizio dalla proprietà del materiale rotabile potrà rappresentare una opzione organizzativa che rende più fluido il meccanismo delle gare di appalto di servizio. La presenza di una 256 II. I NUOVI BISOGNI E LE ESIGENZE INNOVATIVE sola stazione d’appalto, che eventualmente potrebbe in prospettiva anche assumere il ruolo di manutentore del materiale rotabile, metterà a disposizione dell’affidatario del servizio di trasporto, il necessario materiale rotabile in cambio di un canone concordato. La presenza di tale meccanismo potrebbe favorire la competizione e ridurre le barriere all’ingresso nel mercato dei servizi di trasporto ferroviario. Il modello accentrato vede l’EAV in una posizione di maggiore significatività. La holding, eventualmente attraverso una struttura da costituire ad hoc, dovrà assumere il ruolo di decisore all’interno del centro di acquisto, mente le aziende esercenti continueranno a svolgere un ruolo, non più centrale, ma di condizionamento e di influenza sul processo di approvvigionamento. La possibilità di implementare un modello di processo di acquisto con tali caratteristiche richiede, però, come si è detto, una attenta analisi organizzativa preliminare ed un complesso processo di trasformazione organizzativa che giocoforza dovrà fare i conti con le fisiologiche inerzie organizzative che si frappongono a qualunque processo di cambiamento. Se la tendenza verso un modello più accentrato rispetto allo status quo presenta alcuni vantaggi, più complesso è il tema sui tempi di realizzazione di questo mutamento di approccio. L’eventuale scelta di avviare nell’immediato tale processo comporta la necessità di sospendere e rimandare eventuali procedure di gara a tempi difficilmente prevedibili. La modifica del processo di acquisto richiede infatti tempi connessi alla implementazione del nuovo modello che impone la creazione di una nuova struttura all’interno della holding ed il relativo scorporo di tali attività all’interno dei singoli esercenti, con tutti i problemi amministrativi e di personale che tale modifica comporta. Se numerosi appaiono gli elementi che spingono verso un accentramento esistono al tempo stesso significativi fattori che, invece, favoriscono il mantenimento dello status quo. Il principale vantaggio del modello attuale consiste nel fatto che esso è il solo che permette di rispondere alle carenze immediate di materiale rotabile. Il modello attuale, infatti, è già rodato ed è il solo che ad oggi è in grado di avviare e gestire una procedura di gara in tempi brevi. 6. L’ANALISI DEL PROCESSO DECISIONALE 257 Un ulteriore significativo vantaggio del modello attuale risiede nel fatto che il maggiore coinvolgimento dell’esercente nel processo d’acquisto rappresenta un aspetto importante poiché soltanto chi opera a stretto contatto con la clientela è stimolato ad ammodernare e migliorare le caratteristiche del materiale rotabile. Ridimensionare il ruolo dell’esercente può frenare la spinta al miglioramento del materiale rotabile stesso. Dall’analisi dei fattori di mutamento in atto nel sistema ferroviario regionale emergono, quindi, segnali contrastanti ma che in ogni caso sollecitano il policy maker a modificare il processo di acquisto di materiale rotabile. È necessario sottolineare infatti che anche il mantenimento dello status quo presenta non trascurabili rischi: mantenere inalterato un processo di acquisto, che si sviluppa prevalentemente all’interno di ogni singola aziende esercente, comporta scelte di acquisto coerenti ad un modello di sistema ferroviario ancora frammentato e privo di quella visone sistemica propria della nuova metropolitana regionale. Gli scenari alternativi che emergono sono sostanzialemente due: il primo caratterizzato da un forte accentramento; il secondo in cui la holding rafforza il suo ruolo di coordinatore ma in cui gli esercenti mantengono un ruolo centrale. 7. Analisi delle esigenze emergenti per il materiale rotabile da parte degli esercenti 7.1 Premessa Il capitolo ha come obiettivo l’analisi del materiale rotabile utilizzato dagli esercenti della Campania, delle altri regioni d’Italia e di altri esercenti esteri, con lo scopo di evidenziare le carenze e le esigenze in relazione alla tipologia di servizio espletata. I dati analizzati riguardano la documentazione fornita dagli stessi esercenti campani e dalle interviste intercorse con gli stessi. Questi dati sono stati poi integrati con la documentazione tecnica delle aziende costruttrici di materiale rotabile e dall’ampia documentazione bibliografica italiana ed estera raccolta. 7.2 Esercenti della Regione Campania Nel seguito si andranno ad analizzare per ciascun esercente e per ogni categoria di convogli individuati i parametri maggiormente significativi. I dati nel seguito analizzati riguardano parametri dimensionali come l’altezza del pavimento dal piano del ferro; il diametro delle ruote a nuovo; la larghezza ed il numero di porte per lato per convoglio; il numero di passeggeri totali trasportati; i posti in piedi ed a sedere e la massa a tara, dati prestazionali quali la velocità massima ed il valore dell’accelerazione massima in avviamento; altri dati come la tensione di alimentazione e la potenza erogata. A questi si andranno ad aggiungere, inoltre, degli “indicatori 260 II. I NUOVI BISOGNI E LE ESIGENZE INNOVATIVE funzionali” (potenza per unità di massa, massa a tara per posto, massa a tara per unità di lunghezza, massa massima per asse; larghezza porte per posto; coefficiente di mobilità interna; posti per unità di lunghezza e posti seduti su posti totali) ottenuti attraverso un’elaborazione dei parametri sopra citati. 7.2.1 Trenitalia 7.2.1.1 Caratteristiche tecniche dei convogli Attualmente Trenitalia impiega, per il servizio regionale, 18 diverse categorie di veicoli. Alcuni di questi si differenziano per la sola composizione (come il numero di carrozze rimorchiate da una identica motrice) altre, invece, presentano caratteristiche del tutto differenti (potenza, velocità, numero di assi, ecc). Le caratteristiche tecniche di questi convogli sono riportate nella tavola 7.1. Vista la tipologia del servizio, tipicamente a lunga percorrenza, non esistono dati relativi al numero di posti in piedi. Questi sono stati altresì determinati, sulla base delle esperienze maturate, come percentuale di posti a sedere. I treni della categoria T1 sono stati messi in esercizio alla fine degli anni ’90; hanno un’altezza del pavimento (minima) dal pdf di 650 mm, con un diametro delle ruote a nuovo di 1100 mm. L’incarrozzamento avviene attraverso 8 porte per lato, ciascuna porta ha una larghezza di 1800 mm. Il numero di passeggeri trasportabili per unità di trazione è pari a 834 (475 a sedere + 359 in piedi). La massa (a tara) è di 210 t e raggiunge 273 t a carico massimo. La velocità massima è di 140 km/h. Questi treni hanno una tensione di alimentazione di 3000 V in cc e sviluppano una potenza di 2509 kW. Per quanto riguarda gli indicatori funzionali elaborati, è stata calcolata una potenza per unità di massa di 9,19 kW/t. Per quanto attiene i pesi ogni unità di trazione presenta una massa a tara per posto di 0,25 t, una massa a tara per metro lineare di 2,04 t/m. In merito alla mobilità dei passeggeri le aperture laterali forniscono una larghezza porte per posto pari a 17,27 mm ed il coefficiente di mobilità interna (rapporto tra la lunghezza delle parti intercomuni- 7. ANALISI DELLE ESIGENZE EMERGENTI PER IL MATERIALE ROTABILE 261 canti e la lunghezza totale del convoglio) è pari a 1. Per valutare il comfort dei passeggeri si è introdotto il numero di posti per unità di lunghezza che in questo caso è pari a 8,1 posti/m, ed ancora il rapporto fra posti a sedere e posti totali che risulta pari a 0,57. I treni di categoria T2 (messi in esercizio all’inizio degli anni ’80) hanno un’altezza del pavimento (minima) dal pdf di 1050 mm, con un diametro delle ruote a nuovo di 860 mm. Il numero di passeggeri trasportabili per unità di trazione è pari a 530 (320 a sedere + 210 in piedi). La massa (a tara) è di 168,6 t e raggiunge 205,7 t a carico massimo. La velocità massima è di 140 km/h con un’accelerazione massima in avviamento di 1,0 m/s2. Questi treni hanno una tensione di alimentazione di 3000 V in cc e sviluppano una potenza di 2240 kW. Per quanto riguarda gli indicatori funzionali elaborati, è stata calcolata una potenza per unità di massa di 10,16 kW/t. Per quanto attiene i pesi ogni unità di trazione presenta una massa a tara per posto di 0,23 t, una massa a tara per metro lineare di 1,69 t/m. In merito alla mobilità dei passeggeri il coefficiente di mobilità interna è pari a 1. Per valutare il comfort dei passeggeri si è introdotto il numero di posti per unità di lunghezza che in questo caso è pari a 7,43 posti/m, ed ancora il rapporto fra posti a sedere e posti totali che risulta pari a 0,43. I treni di categoria T3 (messi in esercizio all’inizio degli anni ’60) hanno un diametro delle ruote a nuovo di 1040 mm. Il numero di passeggeri trasportabili per unità di trazione è pari a 352 (240 a sedere + 112 in piedi). La massa (a tara) è di 134 t e raggiunge 158 t a carico massimo. La velocità massima è di 130 km/h. Questi treni hanno una tensione di alimentazione di 3000 V in cc e sviluppano una potenza di 1048 kW. Per quanto riguarda gli indicatori funzionali, è stata calcolata una potenza per unità di massa di 6,61 kW/t. Per quanto attiene i pesi ogni unità di trazione presenta una massa a tara per posto di 0,38 t, una massa a tara per metro lineare di 1,76 t/m. In merito alla mobilità dei passeggeri il coefficiente di mobilità interna è pari ad 262 II. I NUOVI BISOGNI E LE ESIGENZE INNOVATIVE 1. Per valutare il comfort dei passeggeri si è introdotto il numero di posti per unità di lunghezza che in questo caso è pari a 4,63 posti/m, ed ancora il rapporto fra posti a sedere e posti totali che risulta pari a 0,68. I treni di categoria T4 (messi in esercizio all’inizio degli anni ’60) hanno un diametro delle ruote a nuovo di 1040 mm. Il numero di passeggeri trasportabili per unità di trazione è pari a 236 (160 a sedere + 76 in piedi). La massa (a tara) è di 118 t e raggiunge 134,5 t a carico massimo. La velocità massima è di 130 km/h. Questi treni hanno una tensione di alimentazione di 3000 V in cc e sviluppano una potenza di 1048 kW. Per quanto riguarda gli indicatori funzionali elaborati è stata calcolata una potenza per unità di massa di 7,79 kW/t. Per quanto attiene i pesi ogni unità di trazione presenta una massa a tara per posto di 0,50 t, una massa a tara per metro lineare di 2,33 t/m. In merito alla mobilità dei passeggeri il coefficiente di mobilità interna è pari a 1. Per valutare il comfort dei passeggeri si è introdotto il numero di posti per unità di lunghezza che in questo caso è pari a 4,66 posti/m, ed ancora il rapporto fra posti a sedere e posti totali che risulta pari a 0,68. I treni di categoria T5 (messi in esercizio all’inizio degli anni ’60) hanno un diametro delle ruote a nuovo di 920 mm. Il numero di passeggeri trasportabili per unità di trazione è pari a 106 (68 a sedere + 38 in piedi). La massa (a tara) è di 37 t e raggiunge 44,4 t a carico massimo. La velocità massima è di 130 km/h. Questi treni hanno alimentazione diesel e sviluppano una potenza di 338 kW. Per quanto riguarda gli indicatori funzionali, elaborati è stata calcolata una potenza per unità di massa di 7,61 kW/t. Per quanto attiene i pesi ogni unità di trazione presenta una massa a tara per posto di 0,35 t, una massa a tara per metro lineare di 1,57 t/m. In merito alla mobilità dei passeggeri il coefficiente di mobilità interna è pari a 1. Per valutare il comfort dei passeggeri si è introdotto il numero di posti per unità di lunghezza che in questo caso è pari a 7. ANALISI DELLE ESIGENZE EMERGENTI PER IL MATERIALE ROTABILE 263 4,50 posti/m, ed ancora il rapporto fra posti a sedere e posti totali che risulta pari a 0,64. I treni di categoria T6 (messi in esercizio all’inizio degli anni ’60) hanno un diametro delle ruote a nuovo di 920 mm. Il numero di passeggeri trasportabili per unità di trazione è pari a 214 (136 a sedere + 78 in piedi). La massa (a tara) è di 74 t e raggiunge 89 t a carico massimo. La velocità massima è di 130 km/h. Questi treni hanno un’alimentazione diesel e sviluppano una potenza di 338 kW. Per quanto riguarda gli indicatori funzionali elaborati, è stata calcolata una potenza per unità di massa di 3,80 kW/t. Per quanto attiene i pesi ogni unità di trazione presenta una massa a tara per posto di 0,35 t, una massa a tara per metro lineare di 1,57 t/m. In merito alla mobilità dei passeggeri il coefficiente di mobilità interna è pari a 0,5. Per valutare il comfort dei passeggeri si è introdotto il numero di posti per unità di lunghezza che in questo caso è pari a 4,55 posti/m, ed ancora il rapporto fra posti a sedere e posti totali che risulta pari a 0,64. I treni di categoria T7 (messi in esercizio all’inizio degli anni ’70) hanno un diametro delle ruote a nuovo di 920 mm. Il numero di passeggeri trasportabili per unità di trazione è pari a 198 (126 a sedere + 72 in piedi). La massa (a tara) è di 80 t e raggiunge 93,9 t a carico massimo. La velocità massima è di 130 km/h. Questi treni hanno un’alimentazione diesel e sviluppano una potenza di 338 kW. Per quanto riguarda gli indicatori funzionali elaborati, è stata calcolata una potenza per unità di massa di 3,60 kW/t. Per quanto attiene i pesi ogni unità di trazione presenta una massa a tara per posto di 0,40 t, una massa a tara per metro lineare di 1,70 t/m. In merito alla mobilità dei passeggeri il coefficiente di mobilità interna è pari a 1. Per valutare il comfort dei passeggeri si è introdotto il numero di posti per unità di lunghezza che in questo caso è pari a 4,21 posti/m, ed ancora il rapporto fra posti a sedere e posti totali che risulta pari a 0,64. I treni di categoria T8 (messi in esercizio nel 2000) hanno un 264 II. I NUOVI BISOGNI E LE ESIGENZE INNOVATIVE diametro delle ruote a nuovo di 1100 mm. L’incarrozzamento avviene attraverso 6 porte per lato, ciascuna porta ha una larghezza di 1300 mm. Il numero di passeggeri trasportabili per unità di trazione è pari a 326 (212 a sedere + 114 in piedi). La massa (a tara) è di 188 t e raggiunge 210,8 t a carico massimo. La velocità massima è di 160 km/h. Questi treni hanno una tensione di alimentazione di 3000 V in cc e sviluppano una potenza di 3500 kW. Per quanto riguarda gli indicatori funzionali elaborati, è stata calcolata una potenza per unità di massa di 16,60 kW/t. Per quanto attiene i pesi ogni unità di trazione presenta una massa a tara per posto di 0,58 t, una massa a tara per metro lineare di 2,0 t/m ed una massa per asse di 13,18 t. In merito alla mobilità dei passeggeri le aperture laterali forniscono una larghezza porte per posto pari a 23,93 mm ed il coefficiente di mobilità interna è pari a 0,83. Per valutare il comfort dei passeggeri si è introdotto il numero di posti per unità di lunghezza che in questo caso è pari a 3,47 posti/m, ed ancora il rapporto fra posti a sedere e posti totali che risulta pari a 0,65. I treni di categoria T9 (messi in esercizio nel 2000) hanno un diametro delle ruote a nuovo di 1100 mm. L’incarrozzamento avviene attraverso 8 porte per lato, ciascuna porta ha una larghezza di 1300 mm. Il numero di passeggeri trasportabili per unità di trazione è pari a 403 (286 a sedere + 117 in piedi). La massa (a tara) è di 226 t e raggiunge 254,2 t a carico massimo. La velocità massima è di 160 km/h. Questi treni hanno una tensione di alimentazione di 3000 V in cc e sviluppano una potenza di 3500 kW. Per quanto riguarda gli indicatori funzionali elaborati, è stata calcolata una potenza per unità di massa di 13,77 kW/t. Per quanto attiene i pesi ogni unità di trazione presenta una massa a tara per posto di 0,56 t, una massa a tara per metro lineare di 1,88 t/m ed una massa per asse di 12,71 t. In merito alla mobilità dei passeggeri le aperture laterali forniscono una larghezza porte per posto pari a 25,81 mm ed il coefficiente di mobilità interna è pari a 0,87. Per valutare il comfort dei passeggeri si è introdotto il numero di posti per unità di lunghezza che in questo caso è pari a 3,35 posti/m, ed ancora il rapporto fra posti a sedere e posti totali che risulta pari a 0,71. 7. ANALISI DELLE ESIGENZE EMERGENTI PER IL MATERIALE ROTABILE 265 I treni di categoria T10 (messi in esercizio nel 2000) hanno un diametro delle ruote a nuovo di 1100 mm. L’incarrozzamento avviene attraverso 14 porte per lato, ciascuna porta ha una larghezza di 800 mm. Il numero di passeggeri trasportabili per unità di trazione è pari a 658 (392 a sedere + 266 in piedi). La massa (a tara) è di 382 t e raggiunge 428,1 t a carico massimo. La velocità massima è di 160 km/h. Questi treni hanno una tensione di alimentazione di 3000 V in cc e sviluppano una potenza di 3500 kW. Per quanto riguarda gli indicatori funzionali elaborati, è stata calcolata una potenza per unità di massa di 8,18 kW/t. Per quanto attiene i pesi ogni unità di trazione presenta una massa a tara per posto di 0,58 t, una massa a tara per metro lineare di 1,95 t/m ed una massa per asse di 13,38 t. In merito alla mobilità dei passeggeri le aperture laterali forniscono una larghezza porte per posto pari a 17,02 mm ed il coefficiente di mobilità interna è pari a 0,92. Per valutare il comfort dei passeggeri si è introdotto il numero di posti per unità di lunghezza che in questo caso è pari a 3,36 posti/m, ed ancora il rapporto fra posti a sedere e posti totali che risulta pari a 0,60. I treni di categoria T11 (messi in esercizio nel 2000) hanno un diametro delle ruote a nuovo di 1100 mm. L’incarrozzamento avviene attraverso 10 porte per lato, ciascuna porta ha una larghezza di 800 mm. Il numero di passeggeri trasportabili per unità di trazione è pari a 475 (280 a sedere + 195 in piedi). La massa (a tara) è di 294 t e raggiunge 327,3 t a carico massimo. La velocità massima è di 160 km/h. Questi treni hanno una tensione di alimentazione di 3000 V in cc e sviluppano una potenza di 3500 kW. Per quanto riguarda gli indicatori funzionali elaborati, è stata calcolata una potenza per unità di massa di 10,70 kW/t. Per quanto attiene i pesi ogni unità di trazione presenta una massa a tara per posto di 0,62 t, una massa a tara per metro lineare di 2,04 t/m ed una massa per asse di 13,64 t. In merito alla mobilità dei passeggeri le aperture laterali forniscono una larghezza porte per posto pari a 16,84 mm ed il coefficiente di mobilità interna è pari a 0,89. Per valutare il comfort dei passeggeri si è introdotto il numero di posti per 266 II. I NUOVI BISOGNI E LE ESIGENZE INNOVATIVE unità di lunghezza che in questo caso è pari a 3,29 posti/m, ed ancora il rapporto fra posti a sedere e posti totali che risulta pari a 0,59. I treni di categoria T12 (messi in esercizio nel 2000) hanno un diametro delle ruote a nuovo di 1100 mm. L’incarrozzamento avviene attraverso 10 porte per lato, ciascuna porta ha una larghezza di 1403 mm. Il numero di passeggeri trasportabili per unità di trazione è pari a 479 (284 a sedere + 195 in piedi). La massa (a tara) è di 286 t e raggiunge 319,5 t a carico massimo. La velocità massima è di 160 km/h. Questi treni hanno una tensione di alimentazione di 3000 V in cc e sviluppano una potenza di 3500 kW. Per quanto riguarda gli indicatori funzionali elaborati, è stata calcolata una potenza per unità di massa di 10,95 kW/t. Per quanto attiene i pesi ogni unità di trazione presenta una massa a tara per posto di 0,60 t, una massa a tara per metro lineare di 1,98 t/m ed una massa per asse di 13,31 t. In merito alla mobilità dei passeggeri le aperture laterali forniscono una larghezza porte per posto pari a 29,29 mm ed il coefficiente di mobilità interna è pari a 0,89. Per valutare il comfort dei passeggeri si è introdotto il numero di posti per unità di lunghezza che in questo caso è pari a 3,32 posti/m, ed ancora il rapporto fra posti a sedere e posti totali che risulta pari a 0,59. I treni di categoria T13 (messi in esercizio nella metà degli anni ’80) hanno un diametro delle ruote a nuovo di 1250 mm. L’incarrozzamento avviene attraverso 8 porte per lato, ciascuna porta ha una larghezza di 2052 mm. Il numero di passeggeri trasportabili per unità di trazione è pari a 830 (592 a sedere + 238 in piedi). La massa (a tara) è di 289 t e raggiunge 347,1 t a carico massimo. La velocità massima è di 160 km/h. Questi treni hanno una tensione di alimentazione di 3000 V in cc e sviluppano una potenza di 4800 kW. Per quanto riguarda gli indicatori funzionali elaborati, è stata calcolata una potenza per unità di massa di 13,83 kW/t. Per quanto attiene i pesi ogni unità di trazione presenta una massa a tara per posto di 0,35 t, una massa a tara per metro lineare di 2,65 t/m ed una massa per asse di 15,78 t. In merito alla mobilità dei passeggeri le aperture laterali forniscono una larghezza porte per posto pari a 7. ANALISI DELLE ESIGENZE EMERGENTI PER IL MATERIALE ROTABILE 267 19,78 mm ed il coefficiente di mobilità interna è pari a 0,83. Per valutare il comfort dei passeggeri si è introdotto il numero di posti per unità di lunghezza che in questo caso è pari a 7,62 posti/m, ed ancora il rapporto fra posti a sedere e posti totali che risulta pari a 0,71. I treni di categoria T14 (messi in esercizio nel 1994) hanno un diametro delle ruote a nuovo di 1040 mm. L’incarrozzamento avviene attraverso 20 porte per lato, ciascuna porta ha una larghezza di 2140 mm. Il numero di passeggeri trasportabili per unità di trazione è pari a 1032 (690 a sedere + 342 in piedi). La massa (a tara) è di 477 t e raggiunge 549,2 t a carico massimo. La velocità massima è di 160 km/h. Questi treni hanno una tensione di alimentazione di 3000 V in cc e sviluppano una potenza di 5500 kW. Per quanto riguarda gli indicatori funzionali elaborati, è stata calcolata una potenza per unità di massa di 10,01 kW/t. Per quanto attiene i pesi ogni unità di trazione presenta una massa a tara per posto di 0,46 t, una massa a tara per metro lineare di 1,67 t/m ed una massa per asse di 11,94 t. In merito alla mobilità dei passeggeri le aperture laterali forniscono una larghezza porte per posto pari a 41,47 mm ed il coefficiente di mobilità interna è pari a 0,94. Per valutare il comfort dei passeggeri si è introdotto il numero di posti per unità di lunghezza che in questo caso è pari a 3,61 posti/m, ed ancora il rapporto fra posti a sedere e posti totali che risulta pari a 0,67. I treni di categoria T15 (messi in esercizio nel 1986) hanno un’altezza del pavimento dal pdf di 1100 mm, con un diametro delle ruote a nuovo di 1040 mm. L’incarrozzamento avviene attraverso 16 porte per lato, ciascuna porta ha una larghezza di 945 mm. Il numero di passeggeri trasportabili per unità di trazione è pari a 976 (672 a sedere + 304 in piedi). La massa (a tara) è di 408 t e raggiunge 476,3 t a carico massimo. La velocità massima è di 160 km/h. Questi treni hanno una tensione di alimentazione di 3000 V in cc e sviluppano una potenza di 4800 kW. Per quanto riguarda gli indicatori funzionali elaborati, è stata calcolata una potenza per unità di massa di 10,08 kW/t. Per quanto attiene i pesi ogni unità di trazione presenta una massa a tara per 268 II. I NUOVI BISOGNI E LE ESIGENZE INNOVATIVE posto di 0,42 t, una massa a tara per metro lineare di 2,28 t/m ed una massa per asse di 12,53 t. In merito alla mobilità dei passeggeri le aperture laterali forniscono una larghezza porte per posto pari a 15,49 mm ed il coefficiente di mobilità interna è pari a 0,90. Per valutare il comfort dei passeggeri si è introdotto il numero di posti per unità di lunghezza che in questo caso è pari a 5,44 posti/m, ed ancora il rapporto fra posti a sedere e posti totali che risulta pari a 0,69. I treni di categoria T16 (messi in esercizio nel 1986) hanno un diametro delle ruote a nuovo di 1040 mm. L’incarrozzamento avviene attraverso 12 porte per lato, ciascuna porta ha una larghezza di 2140 mm. Il numero di passeggeri trasportabili per unità di trazione è pari a 648 (420 a sedere + 228 in piedi). La massa (a tara) è di 342 t e raggiunge 387,4 t a carico massimo. La velocità massima è di 160 km/h. Questi treni hanno una tensione di alimentazione di 3000 V in cc e sviluppano una potenza di 4800 kW. Per quanto riguarda gli indicatori funzionali elaborati, è stata calcolata una potenza per unità di massa di 12,39 kW/t. Per quanto attiene i pesi ogni unità di trazione presenta una massa a tara per posto di 0,53 t, una massa a tara per metro lineare di 1,96 t/m ed una massa per asse di 12,91 t. In merito alla mobilità dei passeggeri le aperture laterali forniscono una larghezza porte per posto pari a 39,63 mm ed il coefficiente di mobilità interna è pari a 0,90. Per valutare il comfort dei passeggeri si è introdotto il numero di posti per unità di lunghezza che in questo caso è pari a 3,71 posti/m, ed ancora il rapporto fra posti a sedere e posti totali che risulta pari a 0,65. I treni di categoria T17 (messi in esercizio nel 1986) hanno un diametro delle ruote a nuovo di 1040 mm. L’incarrozzamento avviene attraverso 20 porte per lato, ciascuna porta ha una larghezza di 945 mm. Il numero di passeggeri trasportabili per unità di trazione è pari a 1220 (840 a sedere + 380 (in piedi). La massa (a tara) è di 480 t e raggiunge 565,4 t a carico massimo. La velocità massima è di 160 km/h. Questi treni hanno una tensione di alimentazione di 3000 V in cc e sviluppano una potenza di 4800 kW. Per quanto riguarda gli indicatori funzionali elaborati, è stata 7. ANALISI DELLE ESIGENZE EMERGENTI PER IL MATERIALE ROTABILE 269 calcolata una potenza per unità di massa di 8,49 kW/t. Per quanto attiene i pesi ogni unità di trazione presenta una massa a tara per posto di 0,39 t, una massa a tara per metro lineare di 2,19 t/m ed una massa per asse di 12,29 t. In merito alla mobilità dei passeggeri le aperture laterali forniscono una larghezza porte per posto pari a 15,49 mm ed il coefficiente di mobilità interna è pari a 0,92. Per valutare il comfort dei passeggeri si è introdotto il numero di posti per unità di lunghezza che in questo caso è pari a 5,56 posti/m, ed ancora il rapporto fra posti a sedere e posti totali che risulta pari a 0,69. 7.2.1.2 Analisi delle criticità Dall’analisi dei dati disponibili e attraverso i colloqui intercorsi con i gestori si sono rilevate alcune criticità del sistema. Visto l’elevato numero di passeggeri trasportati, specie in prossimità dell’area urbana di Napoli, si rilevano problemi di accessibilità ai treni e di distribuzione interna. Per questo motivo sarebbe opportuno l’utilizzo di treni con un maggior numero di porte (ampie e di rapida apertura) ed un maggior spazio interno per i passeggeri (ampi vestiboli di accesso), anche a discapito dei posti a sedere (riduzione dei posti a sedere e diversa distribuzione degli stessi così da aumentare gli spazi). In questa ottica, vista l’estensione di alcune linee e i relativi tempi di percorrenza, per migliorare il comfort dei passeggeri potrebbe essere utile l’adozione di treni a doppio piano, in cui il solo piano superiore sarebbe allestito con posti a sedere. L’adozione di treni a doppio piano necessita di verifiche relative all’ammissibilità di circolazione per effetto dei limiti geometrici imposti dalla sagoma delle linee. Sarà opportuno prevedere spazi riservati a disabili e al trasporto delle biciclette e dotare i treni di toilette. Queste ultime dovranno essere del tipo “a circuito chiuso”. Anche se l’attuazione di questi sistemi comporta una maggiore manutenzione tale scelta è obbligata dal fatto che l’esercizio avviene anche in tratti di gallerie urbane di tipo metropolitano. La tortuosità e l’estensione di alcune linee (Caserta - Benevento, Benevento - Foggia e Mercato S.S. - Nocera Inf.) suggerisce l’opportunità di valutare l’adozione di treni ad assetto variabile così da migliorare le prestazioni e aumentare la velocità commerciale. 270 II. I NUOVI BISOGNI E LE ESIGENZE INNOVATIVE Da sottolineare è la possibilità di accoppiabilità automatica (elettrica e meccanica) fra treni anche di diverse serie. Tav. 7.1 - Caratteristiche del materiale rotabile in esercizio presso Trenitalia (parte 1) 7. ANALISI DELLE ESIGENZE EMERGENTI PER IL MATERIALE ROTABILE 271 Non risultano, in base all’esercizio attuale, problemi relativi ai tempi di inversione in corrispondenza dei capolinea. Ciò non toglie che in futuro potrebbe essere utile l’adozione di dispositivi per l’inversione automatica dei treni. I tempi di inversione medi variano, infatti, fra i 7 minuti (treni TAF con funzione “parking”) ed i 9 minuti (tutte le altre categorie). L’adozione di sistemi di video sorveglianza, di informazione a bordo (anche con l’ausilio di video a bordo) risulta utile sia per incrementare la sicurezza dei passeggeri, sia per fornire informazioni Tav. 7.1 - Caratteristiche del materiale rotabile in esercizio presso Trenitalia (parte 2) 272 II. I NUOVI BISOGNI E LE ESIGENZE INNOVATIVE sugli orari e sui percorsi, specie in previsione di una rete di trasporto integrata. Infine per l’attenuazione degli effetti sull’ambiente connessi con la circolazione ferroviaria (rumore e vibrazione) oltre ai sistemi noti (barriere anti-rumore, attacchi elastici, materiali fonoassorbenti, ecc.) sarebbe opportuna una particolare cura nella progettazione mediante l’adozione di sistemi di mitigazione (per es. ruote silenziose). L’incarrozzamento dei passeggeri può risultare poco agevole per la presenza di banchine con diverse altezze. L’eventuale incremento di potenza a bordo dei treni deve essere verificata con la disponibilità di potenza installata sulla linea. 7.2.2 Circumvesuviana 7.2.2.1 Caratteristiche tecniche dei convogli Circumvesuviana per espletare il servizio utilizza due categorie di treni, le cui caratteristiche tecniche sono riportate nella tavola 7.2. La prima categoria è composta da due serie di treni del tutto simili che si differenziano solo per l’anno di messa in esercizio. La prima serie, infatti, è stata messa in esercizio nei primi anni ’70, mentre la seconda serie alla fine degli anni ’70. La terza categoria, la più recente è stata acquistata nei primi anni ’90. In particolare i treni di categoria C1 hanno un’altezza del pavimento (massima) dal pdf di 980 mm, con un diametro delle ruote a nuovo di 750 mm. L’incarrozzamento avviene attraverso 4 porte per lato, ciascuna porta ha una larghezza di 1300 mm. Il numero di passeggeri trasportabili per unità di trazione è pari a 292 rispettivamente 124 posti a sedere e 168 posti in piedi. La massa (a tara) è di 56 t e raggiunge 79,2 t a carico massimo. La velocità massima è di 90 km/h con un’accelerazione massima in avviamento di 1,0 m/s2. Questi treni hanno una tensione di alimentazione di 1500 V in cc e sviluppano una potenza di 700 kW. Per quanto riguarda gli indicatori funzionali elaborati è stata calcolata una potenza per unità di massa di 8,84 kW/t. Per quanto attiene i pesi ogni unità di trazione presenta una massa a tara per 7. ANALISI DELLE ESIGENZE EMERGENTI PER IL MATERIALE ROTABILE 273 posto di 0,19 t, una massa a tara per metro lineare di 1,4 t/m ed una massa per asse di 9,9 t. In merito alla mobilità dei passeggeri le aperture laterali forniscono una larghezza porte per posto pari a 17,81 mm ed il coefficiente di mobilità interna è pari a 1. Per valutare il comfort dei passeggeri si è introdotto il numero di posti per unità di lunghezza che in questo caso è pari a 7,3 posti/m, ed ancora il rapporto fra posti a sedere e posti totali che risulta pari a 0,42. I treni di categoria C2 hanno un’altezza del pavimento dal pdf di 980 mm, con un diametro delle ruote a nuovo di 750 mm. L’incarrozzamento avviene attraverso 4 porte per lato, ciascuna porta ha una larghezza di 1300 mm. Il numero di passeggeri trasportabili per unità di trazione è pari a 304 rispettivamente 120 posti a sedere e 184 posti in piedi. La massa (a tara) è di 58 t e raggiunge 81,6 t a carico massimo. La velocità massima è di 90 km/h con un’accelerazione massima in avviamento di 1,0 m/s2. Questi treni hanno una tensione di alimentazione di 1500 V in cc e sviluppano una potenza di 700 kW. Per quanto riguarda gli indicatori funzionali elaborati, è stata calcolata una potenza per unità di massa di 8,58 kW/t. Per quanto attiene i pesi ogni unità di trazione presenta una massa a tara per posto di 0,19 t, una massa a tara per metro lineare di 1,45 t/m ed una massa per asse di 10,20 t. In merito alla mobilità dei passeggeri le aperture laterali forniscono una larghezza porte per posto pari a 17,11 mm ed il coefficiente di mobilità interna è pari a 1. Per valutare il comfort dei passeggeri si è introdotto il numero di posti per unità di lunghezza che in questo caso è pari a 7,6 posti/m, ed ancora il rapporto fra posti a sedere e posti totali che risulta pari a 0,39. 7.2.2.2 Analisi delle criticità Dall’analisi dei dati disponibili e attraverso i colloqui intercorsi con i gestori si sono rilevate alcune criticità del sistema. Visto l’elevato numero di passeggeri trasportati, specie in prossimità dell’area urbana di Napoli, si rilevano problemi di accessibilità ai treni e di distribuzione interna. Per questo motivo sarebbe opportuno l’utilizzo di treni con un maggior numero di porte (anche 274 II. I NUOVI BISOGNI E LE ESIGENZE INNOVATIVE più ampie) ed un maggior spazio interno per i passeggeri anche a discapito dei posti a sedere (riduzione dei posti a sedere e diversa distribuzione degli stessi così da aumentare gli spazi). In questa ottica, vista l’estensione di alcune linee e i relativi tempi di percorrenza (per es. la linea Napoli - Sorrento), per migliorare il comfort dei passeggeri potrebbe essere utile l’adozione di treni a doppio piano, in cui il solo piano superiore sarebbe allestito con posti a sedere. L’adozione di treni a doppio piano necessita di verifiche relative all’ammissibilità di circolazione per effetto dei limiti geometrici imposti dalla sagoma delle linee. La tortuosità e l’estensione di alcune linee suggerisce l’opportunità di valutare l’adozione di treni ad assetto variabile così da migliorare le prestazioni e aumentare la velocità commerciale. La lunghezza dei treni non dovrebbe eccedere i 40 m vista la lunghezza dei binari del deposito di manutenzione, delle banchine di stazione, così come lo spazio relativamente limitato per il ricovero dei treni nelle ore non di punta in corrispondenza della stazione di Napoli. Da sottolineare è la possibilità di accoppiabilità automatica (elettrica e meccanica) fra treni. Non risultano, in base all’esercizio attuale, problemi relativi ai tempi di inversione in corrispondenza dei capolinea, pertanto non si ritengono indispensabili dispositivi per l’inversione automatica dei treni. Alcune unità di trazione necessitano di interventi di manutenzione. In particolare sono stati segnalati problemi relativi alla non adeguatezza del piano di calpestio interno (disuniformità della superficie, ecc), la necessità di installare degli impianti per il condizionamento dell’aria, la criticità delle condotte dell’aria in corrispondenza delle giunzioni fra i condotti (fenomeni di percolamento di acqua di condensa), la necessità di una rivisitazione del layout complessivo del materiale rotabile. L’adozione di sistemi di video sorveglianza, di informazione a bordo (anche con l’ausilio di video a bordo) risulta necessaria sia per incrementare la sicurezza dei passeggeri, sia per fornire informazioni sugli orari e sui percorsi, specie in previsione di una rete di trasporto integrata. 7. ANALISI DELLE ESIGENZE EMERGENTI PER IL MATERIALE ROTABILE 275 Tav. 7.2 - Caratteristiche del materiale rotabile in esercizio presso Circumvesuviana 276 II. I NUOVI BISOGNI E LE ESIGENZE INNOVATIVE Infine per l’attenuazione degli effetti sull’ambiente connessi con la circolazione ferroviaria (rumore e vibrazione) oltre ai sistemi noti (barriere anti-rumore, attacchi elastici, materiali fonoassorbenti, ecc.) risulterebbe opportuna una particolare cura nella progettazione mediante l’adozione di sistemi di mitigazione (per es. ruote silenziose). In alcuni casi sono necessarie anche verifiche di compatibilità elettromagnetica. 7.2.3 Alifana-FBN (MetroCampania Nordest) 7.2.3.1 Caratteristiche tecniche dei convogli La ex società Alifana - FBN (MetroCampania Nordest) per espletare il servizio sulla rete FBN utilizza due categorie di treni, le cui caratteristiche tecniche sono riportate nella tavola 7.3. La prima serie di treni è stata messa in esercizio alla fine degli anni ’50, mentre la seconda serie nei primi anni ’80. I treni di categoria B1 hanno un’altezza del pavimento dal pdf di 1215 mm. Il numero di passeggeri trasportabili per unità di trazione è pari a 553 rispettivamente 232 posti a sedere e 321 posti in piedi. La massa (a tara) è di 105 t e raggiunge 149,3 t a carico massimo. La velocità massima è di 120 km/h. Questi treni hanno una tensione di alimentazione di 3000 V in cc e sviluppano una potenza di 720 kW. Per quanto riguarda gli indicatori funzionali elaborati è stata calcolata una potenza per unità di massa di 4,82 kW/t. Per quanto attiene i pesi ogni unità di trazione presenta una massa a tara per posto di 0,19 t, una massa a tara per metro lineare di 1,56 t/m ed una massa per asse di 12,45 t. In merito alla mobilità dei passeggeri il coefficiente di mobilità interna è pari ad 1. Per valutare il comfort dei passeggeri si è introdotto il numero di posti per unità di lunghezza che in questo caso è pari a 8,21 posti/m, ed ancora il rapporto fra posti a sedere e posti totali che risulta pari a 0,42. I treni di categoria B2 hanno un’altezza del pavimento dal pdf di 1250 mm. L’incarrozzamento avviene attraverso 6 porte per lato, ciascuna porta ha una larghezza di 1300 mm. Il numero di passeg- 7. ANALISI DELLE ESIGENZE EMERGENTI PER IL MATERIALE ROTABILE 277 geri trasportabili per unità di trazione è pari a 612 rispettivamente 272 posti a sedere e 340 posti in piedi. La massa (a tara) è di 107,1 t e raggiunge 154,7 t a carico massimo. La velocità massima è di 120 km/h con un’accelerazione massima in avviamento di 0,6 m/s2. Questi treni hanno una tensione di alimentazione di 3000 V in cc e sviluppano una potenza di 720 kW. Per quanto riguarda gli indicatori funzionali elaborati, è stata calcolata una potenza per unità di massa di 4,65 kW/t. Per quanto attiene i pesi ogni unità di trazione presenta una massa a tara per posto di 0,18 t, una massa a tara per metro lineare di 1,55 t/m ed una massa per asse di 12,89 t. In merito all’accessibilità dei passeggeri le aperture laterali forniscono una larghezza porte per posto pari a 12,75 mm ed il coefficiente di mobilità interna è pari a 1. Per valutare il comfort dei passeggeri si è introdotto il numero di posti per unità di lunghezza che in questo caso è pari a 8,86 posti/m, ed ancora il rapporto fra posti a sedere e posti totali che risulta pari a 0,44. La società ex Alifana - FBN per espletare il servizio sulla rete Alifana utilizza quattro categorie di treni, le cui caratteristiche tecniche sono riportate nella tavola 7.3. La prima serie di treni è stata messa in esercizio alla fine degli anni ’50, mentre la seconda serie nei primi anni ’60. Le serie tre a quattro sono rispettivamente dei primi anni ’80 e ’90. I treni di categoria A1 hanno un diametro delle ruote a nuovo di 910 mm. L’incarrozzamento avviene attraverso 2 porte per lato, ciascuna porta ha una larghezza di 1100 mm. Il numero di passeggeri trasportabili per unità di trazione è pari a 156 rispettivamente 80 posti a sedere e 76 posti in piedi. La massa (a tara) è di 41 t e raggiunge 53 t a carico massimo. La velocità massima è di 100 km/h. Questi treni hanno un’alimentazione diesel e sviluppano una potenza di 294 kW. Per quanto riguarda gli indicatori funzionali elaborati, è stata calcolata una potenza per unità di massa di 5,55 kW/t. Per quanto attiene i pesi ogni unità di trazione presenta una massa a tara per posto di 0,26 t, una massa a tara per metro lineare di 1,61 t/m ed una massa per asse di 13,25 t. In merito all’accessibilità dei pas- 278 II. I NUOVI BISOGNI E LE ESIGENZE INNOVATIVE seggeri le aperture laterali forniscono una larghezza porte per posto pari a 14,10 mm ed il coefficiente di mobilità interna è pari a 1. Per valutare il comfort dei passeggeri si è introdotto il numero di posti per unità di lunghezza che in questo caso è pari a 6,14 posti/m, ed il rapporto fra posti a sedere e posti totali che risulta pari a 0,51. I treni di categoria A2 hanno un diametro delle ruote a nuovo di 910 mm. L’incarrozzamento avviene attraverso 2 porte per lato, ciascuna porta ha una larghezza di 1100 mm. Il numero di passeggeri trasportabili per unità di trazione è pari a 149 rispettivamente 73 posti a sedere e 76 posti in piedi. La massa (a tara) è di 41 t e raggiunge 53 t a carico massimo. La velocità massima è di 100 km/h. Questi treni hanno un’alimentazione diesel e sviluppano una potenza di 294 kW. Per quanto riguarda gli indicatori funzionali elaborati, è stata calcolata una potenza per unità di massa di 5,55 kW/t. Per quanto attiene i pesi ogni unità di trazione presenta una massa a tara per posto di 0,28 t, una massa a tara per metro lineare di 1,61 t/m ed una massa per asse di 13,25 t. In merito all’accessibilità dei passeggeri le aperture laterali forniscono una larghezza porte per posto pari a 14,77 mm ed il coefficiente di mobilità interna è pari a 1. Per valutare il comfort dei passeggeri si è introdotto il numero di posti per unità di lunghezza che in questo caso è pari a 5,87 posti/m, ed il rapporto fra posti a sedere e posti totali che risulta pari a 0,49. I treni di categoria A3 hanno un diametro delle ruote a nuovo di 920 mm. L’incarrozzamento avviene attraverso 2 porte per lato, ciascuna porta ha una larghezza di 1100 mm. Il numero di passeggeri trasportabili per unità di trazione è pari a 126 rispettivamente 68 posti a sedere e 58 posti in piedi. La massa (a tara) è di 37 t e raggiunge 48,8 t a carico massimo. La velocità massima è di 123 km/h. Questi treni hanno un’alimentazione diesel e sviluppano una potenza di 338 kW. Per quanto riguarda gli indicatori funzionali elaborati, è stata calcolata una potenza per unità di massa di 6,93 kW/t. Per quanto attiene i pesi ogni unità di trazione presenta una massa a tara per posto di 0,29 t, una massa a tara per metro lineare di 1,57 t/m ed una massa per asse di 12,20 t. In merito all’accessibilità dei pas- 7. ANALISI DELLE ESIGENZE EMERGENTI PER IL MATERIALE ROTABILE 279 seggeri le aperture laterali forniscono una larghezza porte per posto pari a 17,46 mm ed il coefficiente di mobilità interna è pari a 1. Per valutare il comfort dei passeggeri si è introdotto il numero di posti per unità di lunghezza che in questo caso è pari a 5,35 posti/m, ed ancora il rapporto fra posti a sedere e posti totali che risulta pari a 0,54. I treni di categoria A4 hanno un diametro delle ruote a nuovo di 920 mm. L’incarrozzamento avviene attraverso 2 porte per lato, ciascuna porta ha una larghezza di 1100 mm. Il numero di passeggeri trasportabili per unità di trazione è pari a 133 rispettivamente 63 posti a sedere e 70 posti in piedi. La massa (a tara) è di 38 t e raggiunge 53,7 t a carico massimo. La velocità massima è di 124 km/h. Questi treni hanno un’alimentazione diesel e sviluppano una potenza di 338 kW. Per quanto riguarda gli indicatori funzionali elaborati, è stata calcolata una potenza per unità di massa di 6,29 kW/t. Per quanto attiene i pesi ogni unità di trazione presenta una massa a tara per posto di 0,29 t, una massa a tara per metro lineare di 1,61 t/m ed una massa per asse di 13,43 t. In merito all’accessibilità dei passeggeri le aperture laterali forniscono una larghezza porte per posto pari a 16,54 mm ed il coefficiente di mobilità interna è pari a 1. Per valutare il comfort dei passeggeri si è introdotto il numero di posti per unità di lunghezza che in questo caso è pari a 5,65 posti/m, ed ancora il rapporto fra posti a sedere e posti totali che risulta pari a 0,47. 7.2.3.2 Analisi delle criticità Dall’analisi dei dati disponibili e attraverso i colloqui intercorsi con i gestori si sono rilevate alcune criticità del sistema. Vista l’estensione delle linee e i relativi tempi di percorrenza (per es. la linea Napoli - Benevento), per migliorare in comfort dei passeggeri, oltre alla prevalenza di posti a sedere, potrebbe essere utile l’adozione di treni a doppio piano. L’adozione di treni a doppio piano necessita di verifiche relative all’ammissibilità di circolazione per effetto dei vincoli geometrici imposti dalla linea. I treni dovrebbero essere dotati di toilette. 280 II. I NUOVI BISOGNI E LE ESIGENZE INNOVATIVE Tav. 7.3 - Caratteristiche del materiale rotabile in esercizio presso Alifana-FBN 7. ANALISI DELLE ESIGENZE EMERGENTI PER IL MATERIALE ROTABILE 281 La tortuosità e l’estensione di alcune linee suggerisce l’opportunità di valutare l’adozione di treni ad assetto variabile così da migliorare le prestazioni e aumentare la velocità commerciale. La lunghezza dei treni non deve eccedere i 35 m. per FBN ed i 70 m per Alifana, vista la lunghezza dei binari del deposito di manutenzione. Da sottolineare è la possibilità di accoppiabilità automatica (elettrica e meccanica) fra treni anche di diverse serie. Non risultano, in base all’esercizio attuale, problemi relativi ai tempi di inversione in corrispondenza dei capilinea, pertanto non si ritengono indispensabili dispositivi per l’inversione automatica dei treni. Alcune unità di trazione necessitano di interventi di manutenzione. In particolare risulta necessario installare gruppi statici più potenti sui mezzi attuali per poter installare degli impianti per il condizionamento delle vetture. L’adozione di sistemi di video sorveglianza, di informazione a bordo (anche con l’ausilio di video a bordo) risultano utili sia per incrementare la sicurezza dei passeggeri, sia per fornire informazioni sugli orari e sui percorsi, specie in previsione di una rete di trasporto integrata. L’attuazione dei sistemi di video sorveglianza risulta obbligatoria per poter circolare su rete RFI nel caso in cui le vetture non risultino essere fra loro intercomunicanti. L’incarrozzamento dei passeggeri può risultare poco agevole per la presenza di banchine basse (h=250 mm). 7.2.4 Sepsa 7.2.4.1 Caratteristiche tecniche dei convogli Sepsa per espletare il servizio utilizza tre categorie di treni, le cui caratteristiche tecniche sono riportate nella tavola 7.4. La prima serie di treni è stata messa in esercizio nei primi anni ’60, mentre la seconda seria a metà degli anni ’70. La terza categoria, la più recente, è stata acquistata nei primi anni ’90. In particolare i treni di categoria S1 hanno un’altezza del pavimento (massima) dal pdf di 900 mm con un diametro delle ruote a 282 II. I NUOVI BISOGNI E LE ESIGENZE INNOVATIVE nuovo di 910 mm. L’incarrozzamento avviene attraverso 6 porte per lato; ciascuna porta ha una larghezza di 1360 mm. Il numero di passeggeri trasportabili per unità di trazione è pari a 424 rispettivamente 162 posti a sedere e 262 posti in piedi. La massa (a tara) è di 82 t e raggiunge 115 t a carico massimo. La velocità massima è di 95 km/h con un’accelerazione massima in avviamento di 0,8 m/s2. Questi treni hanno una tensione di alimentazione di 3000 V in cc e sviluppano una potenza di 868 kW. Per quanto riguarda gli indicatori funzionali elaborati è stata calcolata una potenza per unità di massa di 7,55 kW/t. Per quanto attiene i pesi ogni unità di trazione presenta una massa a tara per posto di 0,19 t, una massa a tara per metro lineare di 1,61 t/m ed una massa per asse di 14,38 t. In merito alla mobilità dei passeggeri le aperture laterali forniscono una larghezza porte per posto pari a 10,25 mm ed il coefficiente di mobilità interna è pari a 1. Per valutare il comfort dei passeggeri si è introdotto il numero di posti per unità di lunghezza che in questo caso è pari a 8,34 posti/m, ed ancora il rapporto fra posti a sedere e posti totali che risulta pari a 0,38. I treni di categoria S2 hanno un’altezza del pavimento (massima) dal pdf di 800 mm con un diametro delle ruote a nuovo di 910 mm. L’incarrozzamento avviene attraverso 6 porte per lato, ciascuna porta ha una larghezza di 1300 mm. Il numero di passeggeri trasportabili per unità di trazione è pari a 364 rispettivamente 148 posti a sedere e 216 posti in piedi. La massa (a tara) è di 101 t e raggiunge 130,1 t a carico massimo. La velocità massima è di 90 km/h con un’accelerazione massima in avviamento di 0,6 m/s2. Questi treni hanno una tensione di alimentazione di 3000 V in cc e sviluppano una potenza di 1000 kW. Per quanto riguarda gli indicatori funzionali elaborati, è stata calcolata una potenza per unità di massa di 7,69 kW/t. Per quanto attiene i pesi ogni unità di trazione presenta una massa a tara per posto di 0,28 t, una massa a tara per metro lineare di 1,99 t/m ed una massa per asse di 16,26 t. In merito all’accessibilità dei passeggeri le aperture laterali forniscono una larghezza porte per posto pari a 21,43 mm ed il coefficiente di mobilità interna è pari a 1. Per valutare il comfort dei passeggeri si è introdotto il numero di posti per 7. ANALISI DELLE ESIGENZE EMERGENTI PER IL MATERIALE ROTABILE 283 unità di lunghezza che in questo caso è pari a 7,19 posti/m, ed ancora il rapporto fra posti a sedere e posti totali che risulta pari a 0,41. Infine, i treni di categoria S3 hanno un’altezza del pavimento (massima) dal pdf di 900 mm con un diametro delle ruote a nuovo di 910 mm. L’incarrozzamento avviene attraverso 3 porte per lato, ciascuna porta ha una larghezza di 1400 mm. Il numero di passeggeri trasportabili per unità di trazione è pari a 522 rispettivamente 72 posti a sedere e 450 posti in piedi. La massa (a tara) è di 87 t e raggiunge 127,7 t a carico massimo. La velocità massima è di 100 km/h con un’accelerazione massima in avviamento di 1,0 m/s2. Questi treni hanno una tensione di alimentazione di 3000 V in cc e sviluppano una potenza di 1200 kW. Per quanto riguarda gli indicatori funzionali elaborati, è stata calcolata una potenza per unità di massa di 9,40 kW/t. Per quanto attiene i pesi ogni unità di trazione presenta una massa a tara per posto di 0,17 t, una massa a tara per metro lineare di 1,72 t/m ed una massa per asse di 15,96 t. In merito all’accessibilità dei passeggeri le aperture laterali forniscono una larghezza porte per posto pari a 16,09 mm ed il coefficiente di mobilità interna è pari a 1. Per valutare il comfort dei passeggeri si è introdotto il numero di posti per unità di lunghezza che in questo caso è pari a 10,30 posti/m, ed ancora il rapporto fra posti a sedere e posti totali che risulta pari a 0,14. 7.2.4.2 Analisi delle criticità Dall’analisi dei dati disponibili e attraverso i colloqui intercorsi con i gestori si sono rilevate alcune criticità del sistema. Visto l’elevato numero di passeggeri trasportati, specie in prossimità dell’area urbana di Napoli, si rilevano problemi di accessibilità ai treni e di distribuzione interna. Per questo motivo sarebbe opportuno l’utilizzo di treni con un maggior numero di porte (anche più ampie) ed un maggior spazio interno per i passeggeri anche a discapito dei posti a sedere (riduzione dei posti a sedere e diversa distribuzione degli stessi così da aumentare gli spazi). Per il tipo di servizio espletato (di tipo metropolitano) non risulta funzionale l’adozione di treni a doppio piano, nè di treni ad assetto variabile. 284 II. I NUOVI BISOGNI E LE ESIGENZE INNOVATIVE La lunghezza dei treni non deve eccedere i 60 m, vista la lunghezza dei binari del deposito di manutenzione e delle banchine di stazione. Tav. 7.4 - Caratteristiche del materiale rotabile in esercizio presso Sepsa 7. ANALISI DELLE ESIGENZE EMERGENTI PER IL MATERIALE ROTABILE 285 Da sottolineare è la possibilità di accoppiabilità automatica (elettrica e meccanica) fra treni. Non risultano, in base all’esercizio attuale, problemi relativi ai tempi di inversione in corrispondenza dei capilinea, ma in previsione di un ammodernamento della rete e della riorganizzazione del servizio, potrebbe essere utile l’adozione di dispositivi per l’inversione automatica dei treni (capolinea di Montesanto). L’adozione di sistemi di video sorveglianza, di informazione a bordo (anche con l’ausilio di video a bordo) risultano utili sia per incrementare la sicurezza dei passeggeri, sia per fornire informazioni sugli orari e sui percorsi, specie in previsione di una rete di trasporto integrata. In alcune tratte della rete, poi, si sono verificati problemi di marezzatura, l’adozione di ungibordino ed ungirotaia si ritiene possa attenuare tale fenomeno. Per l’attenuazione degli effetti connessi con la circolazione ferroviaria (rumore e vibrazione) oltre ai sistemi noti (barriere anti-rumore, attacchi elastici, ecc.) sarebbe opportuna una particolare cura nella progettazione e l’attuazione di sistemi di mitigazione (per es. ruote silenziose). Infine, potrebbe risultare vantaggioso prevedere dei sistemi per il recupero dell’energia. 7.2.5 Metronapoli 7.2.5.1 Caratteristiche tecniche dei convogli Metronapoli per espletare il servizio utilizza due categorie di treni, una per linea. La prima categoria M1 (utilizzata sulla linea 1) è stata messa in esercizio nei primi anni ’90, mentre la seconda categoria è dei primi anni ’80 (utilizzata sulla linea 2). Le caratteristiche tecniche sono riportate nella tavola 7.5. In particolare i treni di categoria M1 hanno un’altezza del pavimento (massima) dal pdf di 1100 mm, con un diametro delle ruote a nuovo di 840 mm. L’incarrozzamento avviene attraverso 8 porte per lato, ciascuna porta ha una larghezza di 1300 mm. Il numero di passeggeri trasportabili per unità di trazione è pari a 432 ri- 286 II. I NUOVI BISOGNI E LE ESIGENZE INNOVATIVE spettivamente 60 posti a sedere e 372 posti in piedi. La massa (a tara) è di 65,5 t e raggiunge 96 t a carico massimo. La velocità massima è di 80 km/h con un’accelerazione massima in avviamento di 1,2 m/s2. Questi treni hanno una tensione di alimentazione di 1500 V in cc. Per quanto riguarda gli indicatori funzionali elaborati, è stata calcolata una massa a tara per posto di 0,15 t, una massa a tara per metro lineare di 1,84 t/m ed una massa per asse di 12,0 t. In merito alla mobilità dei passeggeri le aperture laterali forniscono una larghezza porte per posto pari a 24,07 mm ed il coefficiente di mobilità interna è pari a 0,48. Per valutare il comfort dei passeggeri si è introdotto il numero di posti per unità di lunghezza che in questo caso è pari a 12,11 posti/m, ed ancora il rapporto fra posti a sedere e posti totali che risulta pari a 0,14. I treni di categoria M2 hanno un’altezza del pavimento (massima) dal pdf di 1050 mm, con un diametro delle ruote a nuovo di 860 mm. Il numero di passeggeri trasportabili per unità di trazione è pari a 530 rispettivamente 320 posti a sedere e 210 posti in piedi. La massa (a tara) è di 168,8 t e raggiunge 205,7 t a carico massimo. La velocità massima è di 140 km/h con un’accelerazione massima in avviamento di 1,0 m/s2. Questi treni hanno una tensione di alimentazione di 3000 V in cc e sviluppano una potenza di 2240 kW. Per quanto riguarda gli indicatori funzionali elaborati, è stata calcolata una potenza per unità di massa di 10,16 kW/t. Per quanto attiene i pesi ogni unità di trazione presenta una massa a tara per posto di 0,23 t, una massa a tara per metro lineare di 1,69 t/m. In merito alla mobilità dei passeggeri il coefficiente di mobilità interna è pari a 1. Per valutare il comfort dei passeggeri si è introdotto il numero di posti per unità di lunghezza che in questo caso è pari a 7,43 posti/m, ed ancora il rapporto fra posti a sedere e posti totali che risulta pari a 0,43. 7.2.5.2 Analisi delle criticità Dall’analisi dei dati disponibili e attraverso i colloqui intercorsi con i gestori si sono rilevate alcune criticità del sistema. Visto l’elevato numero di passeggeri trasportati in relazione al 7. ANALISI DELLE ESIGENZE EMERGENTI PER IL MATERIALE ROTABILE 287 Tav. 7.5 - Caratteristiche del materiale rotabile in esercizio presso Metronapoli 288 II. I NUOVI BISOGNI E LE ESIGENZE INNOVATIVE tipo di servizio espletato (metropolitano) si rilevano problemi di accessibilità ai treni e di distribuzione interna. Per questo motivo sarebbe opportuno l’utilizzo di treni con un maggior numero di porte (anche più ampie) ed un maggiore spazio interno per i passeggeri anche a discapito dei posti a sedere (riduzione dei posti a sedere e diversa distribuzione degli stessi così da aumentare gli spazi per i treni di categoria M2). Per il tipo di servizio espletato non risulta funzionale l’adozione di treni a doppio piano, nè di treni ad assetto variabile. La lunghezza dei treni della categoria M1 non deve eccedere i 200 m vista la lunghezza delle banchine di stazione. Da sottolineare è la possibilità di accoppiabilità automatica (elettrica e meccanica) fra treni anche di diverse serie. Non risultano, in base all’esercizio attuale, problemi relativi ai tempi di inversione in corrispondenza dei capilinea, ma in previsione dell’ammodernamento della rete e riorganizzazione del servizio potrebbero essere utili dispositivi automatici per la guida e l’inversione automatica dei treni ai capolinea. L’adozione di sistemi di video sorveglianza, di informazione a bordo (anche con l’ausilio di video a bordo) risultano utili sia per incrementare la sicurezza dei passeggeri, sia per fornire informazioni sugli orari e sui percorsi, specie in previsione di una rete di trasporto integrata. I treni che espletano servizio sulla linea 2 poiché circolano su una rete promiscua (presenza di Eurostar, IC, treni merci, ecc) devono avere pannellature laterali tali da sopportare elevati “carichi di impatto”. Dal momento che l’esercizio avviene prevalentemente in galleria, per ragioni di sicurezza, sarebbe opportuno avere una potenza distribuita lungo tutte le vetture. Infine, potrebbe risultare vantaggioso prevedere dei sistemi per il recupero dell’energia. 7.3 Altre tipologie di materiale rotabile Ad integrazione dell’analisi del materiale rotabile utilizzato dei diversi esercenti di servizio di trasporto nella Regione Campania 7. ANALISI DELLE ESIGENZE EMERGENTI PER IL MATERIALE ROTABILE 289 (paragrafo 7.2) verranno di seguito analizzati i parametri dimensionali, prestazionali e gli indicatori funzionali, per altre tipologie di materiale rotabile per il servizio di trasporto regionale, riportati nella tav. 7.6, ottenuti elaborando le informazioni contenute nella letteratura tecnica e nella documentazione pubblicitaria. I convogli previsti per l’esercizio della Circumetnea hanno un’altezza del pavimento (massima) dal pdf di 1100 mm. L’incarrozzamento avviene attraverso 8 porte per lato, ciascuna porta ha una larghezza di 1800 mm. Il numero di passeggeri trasportabili per unità di trazione è pari a 514 (72 a sedere + 442 in piedi). La massa (a tara) è di 98 t. La velocità massima è di 120 km/h con un’accelerazione massima in avviamento di 1,1 m/s2. Questi treni hanno una tensione di alimentazione di 3000 V in cc e sviluppano una potenza di 2400 kW. I convogli previsti nel collegamento Torino - Aeroporto presentano 4 porte per lato, ciascuna porta ha una larghezza di 1200 mm. Il numero di passeggeri in posti a sedere per unità di trazione è pari a 137 posti a sedere. La massa (a tara) è di 93,2 t. La velocità massima è di 130 km/h con un’accelerazione massima in avviamento di 1,0 m/s2. I treni previsti da Ferrovie Nord Milano presentano 2 porte per lato, ciascuna porta ha una larghezza di 1300 mm. Il numero di passeggeri trasportabili per unità di trazione è pari a 190 (78 a sedere + 112 in piedi). I convogli previsti per l’esercizio della Ferrovia Bari Nord hanno un’altezza del pavimento (massima) dal pdf di 1150 mm. L’incarrozzamento avviene attraverso 6 porte per lato, ciascuna porta ha una larghezza di 1200 mm. Il numero di passeggeri trasportabili per unità di trazione è pari a 572 (138 a sedere + 432 in piedi). La velocità massima è di 110 km/h. Questi treni hanno una tensione di alimentazione di 3000 V in cc e sviluppano una potenza di 1480 kW. Infine, Trenitalia ha provveduto ad acquistare dei treni Minuetto sia a trazione elettrica che a trazione diesel. Questi treni hanno un’altezza del pavimento (massima) dal pdf di 800 mm. L’incarrozzamento avviene attraverso 3 porte per lato, ciascuna porta ha una larghezza di 1300 mm. Il numero di passeggeri trasportabili per 290 II. I NUOVI BISOGNI E LE ESIGENZE INNOVATIVE Tav. 7.6 - Altre tipologie di materiale rotabile per il servizio regionale unità di trazione è pari a 345 (145 a sedere + 200 in piedi). Per la versione elettrica la massa (a tara) è di 92 t. La velocità massima è di 160 km/h con un’accelerazione massima in avviamento di 1,0 m/s2. Questi treni hanno una tensione di alimentazione di 3000 V in cc e sviluppano una potenza di 1400 kW. 7. ANALISI DELLE ESIGENZE EMERGENTI PER IL MATERIALE ROTABILE 291 La versione diesel sviluppa una potenza di 1300 kW ed ha una massa (a tara) è di 98 t. La velocità massima è di 130 km/h con un’accelerazione massima in avviamento di 0,8 m/s2. Per finire questa panoramica si riportano le caratteristiche tecniche di altri diciassette convogli utilizzati su altrettanti reti estere di dieci diversi paesi europei, le cui caratteristiche tecniche sono riportate nella tavola 7.7. Nel Regno Unito sono stati acquistati da due diversi gestori altrettanti nuovi convogli. La London Suburban Service ha acquistato dei treni Class 319, questi hanno un’altezza del pavimento (massima) dal pdf di 1164 mm. L’incarrozzamento avviene attraverso 8 porte per lato, ciascuna porta ha una larghezza di 900 mm. Il numero di passeggeri trasportabili per unità di trazione è pari a 791 (316 a sedere + 475 in piedi). La massa (a carico massimo) è di 144,2 t. La velocità massima è di 160 km/h con un’accelerazione massima in avviamento di 0,6 m/s2. Questi treni hanno una doppia tensione di alimentazione di 2500 V in ca e 750 V in cc e sviluppano una potenza di 1072 kW. Gli altri treni utilizzati ancora nel Regno Unito sono di tipo DESIRO. Il numero di passeggeri trasportabili per unità di trazione è pari a 430 (280 a sedere + 150 in piedi). La velocità massima è di 150 km/h con un’accelerazione massima in avviamento di 1,0 m/s2. Questi treni hanno una doppia tensione di alimentazione di 2500 V in ca e 750 V in cc e sviluppano una potenza di 1500 kW. In Germania sono stati acquistati cinque diversi convogli. Il primo tipo (Desiro) ha un’altezza del pavimento (massima) dal pdf di 1250 mm. L’incarrozzamento avviene attraverso 2 porte per lato, ciascuna porta ha una larghezza di 1240 mm. Il numero di passeggeri trasportabili per unità di trazione è pari a 213 (123 a sedere + 90 in piedi). La massa (a tara) è di 68,2 t. La velocità massima è di 120 km/h con un’accelerazione massima in avviamento di 1,1 m/s2. Questi treni hanno un’alimentazione diesel e sviluppano una potenza di 550 kW. Il secondo tipo (Talent) presenta 6 porte per lato, ciascuna porta ha una larghezza di 1300 mm. Il numero di passeggeri trasportabili per unità di trazione è pari a 311 (161 a sedere + 150 in piedi). La massa (a tara) è di 84,3 t. La velocità massima è di 120 292 II. I NUOVI BISOGNI E LE ESIGENZE INNOVATIVE km/h con un’accelerazione massima in avviamento di 1,0 m/s2. Questi treni sviluppano una potenza di 1010 kW. Il terzo tipo (VT 610 ad assetto variabile) ha un numero di passeggeri trasportabili per unità di trazione è pari a 136. La massa (a tara) è di 92 t. La velocità massima è di 160 km/h. Questi treni sviluppano una potenza di 2485 kW. Il quarto tipo di treni adottati dall’S-Bahn di Berlino ha un’altezza del pavimento (massima) dal pdf di 1000 mm. L’incarrozzamento avviene attraverso 6 porte per lato, ciascuna porta ha una larghezza di 1800 mm. Il numero di passeggeri trasportabili per unità di trazione è pari a 488 (94 a sedere + 394 in piedi). La massa (a tara) è di 59 t. La velocità massima è di 100 km/h con un’accelerazione massima in avviamento di 1,0 m/s2. Questi treni hanno una tensione di alimentazione di 750 V in cc e sviluppano una potenza di 600 kW. Infine i treni del quinto tipo hanno un’altezza del pavimento (massima) dal pdf di 1210 mm. La massa (a tara) è di 49 t. La velocità massima è di 160 km/h. Questi treni hanno una tensione di alimentazione di 15000 V in ca e sviluppano una potenza di 500 kW. In Slovenia sono stati acquistati dei treni tipo Desiro. L’incarrozzamento avviene attraverso 2 porte per lato, ciascuna porta ha una larghezza di 1500 mm. Il numero dei posti a sedere è di 133. La massa (a tara) è di 75 t. La velocità massima è di 140 km/h con un’accelerazione massima in avviamento di 1,0 m/s2. Questi treni hanno una tensione di alimentazione di 3000 V in cc e sviluppano una potenza di 1650 kW. Convogli tipo Desiro sono stati acquistati anche in Malaysia. L’incarrozzamento avviene attraverso 8 porte per lato, ciascuna porta ha una larghezza di 1500 mm. Il numero di passeggeri trasportabili per unità di trazione è pari a 540 (144 a sedere + 396 in piedi). La massa (a carico massimo) è di 152 t. La velocità massima è di 160 km/h con un’accelerazione massima in avviamento di 1,0 m/s2. Questi treni hanno una tensione di alimentazione di 2500 V in ca e sviluppano una potenza di 1800 kW. Il tipo Desiro viene utilizzato anche in Grecia. In questo caso le porte di accesso hanno una larghezza di 1240 mm. Il numero di posti a sedere è 310. La massa (a carico massimo) è di 150 t. La ve- 7. ANALISI DELLE ESIGENZE EMERGENTI PER IL MATERIALE ROTABILE 293 locità massima è di 160 km/h con un’accelerazione massima in avviamento di 1,0 m/s2. Questi treni hanno una tensione di alimentazione di 25000 V in ca e sviluppano una potenza di 3000 kW. Anche le ferrovie francesi hanno acquistato dei nuovi convogli. Di seguito si riportano tre diverse tipologie. La prima diesel (XTER), ha un’altezza del pavimento (massima) dal pdf di 1100 mm. L’incarrozzamento avviene attraverso 2 porte per lato, ciascuna porta ha una larghezza di 1100 mm. Il numero di posti a sedere è 230. La velocità massima è di 160 km/h con un’accelerazione massima in avviamento di 0,6 m/s2. Questi treni sviluppano una potenza di 1420 kW. La seconda e terza serie di treni acquistati prende il nome di Avanto: questi hanno un numero di posti in piedi variabile fra 166 e 240. La velocità massima è di 100 km/h con un’accelerazione massima in avviamento di 0,9 m/s2. Questi treni hanno una doppia tensione di alimentazione di 25000 V in ca e 750 V in cc e sviluppano una potenza di 800 kW. È prevista anche una versione diesel. Le ferrovie lussemburghesi e tedesche hanno adottato il treno Coradia Ater, con alimentazione diesel. L’incarrozzamento avviene attraverso 2 porte per lato, ciascuna porta ha una larghezza di 1300 mm. Il numero di posti a sedere è di 82. La velocità massima è di 140 km/h con un’accelerazione massima in avviamento di 0,6 m/s2. Questi treni sviluppano una potenza di 500 kW. Le OBB austriache hanno acquistato dei treni tipo Talent, che hanno un’altezza del pavimento (massima) dal pdf di 1190 mm. L’incarrozzamento avviene attraverso 4 porte per lato, ciascuna porta ha una larghezza di 1300 mm. Il numero di posti a sedere è di 151. La massa (a tara) è di 94,5 t. La velocità massima è di 140 km/h con un’accelerazione massima in avviamento di 0,9 m/s2. Questi treni hanno una tensione di alimentazione di 15000 V in ca. In Danimarca hanno adottato dei treni di tipo Coradia (serie Lint), con 121 posti a sedere. La massa (a tara) è di 65,5 t. La velocità massima è di 120 km/h con un’accelerazione massima in avviamento di 0,6 m/s2. Questi treni hanno una alimentazione diesel. Anche in Finlandia sono stati acquistati dei Coradia. L’incarrozzamento avviene attraverso 4 porte per lato aventi una larghezza di 1600 mm. Il numero di posti a sedere è di 192. La massa (a tara) 294 II. I NUOVI BISOGNI E LE ESIGENZE INNOVATIVE Tav. 7.7. - Caratteristiche del materiale rotabile in esercizio in altri stati esteri (parte 1) è di 114,6 t. La velocità massima è di 160 km/h. Questi treni sviluppano una potenza di 1200 kW. Infine in Norvegia sono stati acquistati dei treni con porte di larghezza 1400 mm, 310 posti a sedere, velocità massima di 160 km/h con un’accelerazione massima in avviamento di 0,9 m/s2. Questi treni hanno una tensione di alimentazione di 1500 V in cc e sviluppano una potenza di 2500 kW. Sulla base dei dati presentati nella precedente analisi, e con riferimento alla bibliografia esaminata, si sono potuti evidenziare al- 7. ANALISI DELLE ESIGENZE EMERGENTI PER IL MATERIALE ROTABILE 295 Tav. 7.7 - Caratteristiche del materiale rotabile in esercizio in altri stati esteri (parte 2) cuni elementi innovativi adottati al fine di risolvere alcune problematiche o migliorare il servizio offerto. Alcune di queste soluzioni riguardano la costruzione e la realizzazione del materiale rotabile, altre principalmente la qualità e la sicurezza, altre, infine, la manutenzione e l’esercizio (tav. 7.8). Per quanto riguarda la costruzione e le prestazioni, notevoli sforzi sono stati fatti per la riduzione dei pesi ed il dimensionamento degli elementi frenanti. In alcune nazioni, in cui il servizio regionale interessa i paesi di confine, (come la Francia e la Svizzera) per eliminare il problema delle diverse tensioni di alimentazione della rete sono stati introdotti convogli policorrente. 296 II. I NUOVI BISOGNI E LE ESIGENZE INNOVATIVE Tav. 7.8 - Requisiti del materiale rotabile in esercizio in altre regioni italiane ed altri stati esteri L’utilizzo di vetture a doppio piano ha incrementato il comfort dei passeggeri, anche se in Olanda ha generato il problema dell’utilizzo di montacarichi per l’approvvigionamento per catering del piano superiore. In merito al sistema di trazione sono stati progettati carrelli a ruote indipendenti con sospensioni idropneumatiche, così da avere fra i vantaggi anche il piano ribassato. Le prestazioni sono state incrementate (aumento della velocità commerciale) anche con l’introduzione di treni ad assetto variabile (tipo “Pendolino”). Sempre più spesso poi sono stati adottati treni a composizione bloccata (modulari) accoppiabili fra loro. In Germania (Amburgo) per la costruzione dei treni vengo utilizzati materiali non tossici. Sempre in ottica ambientale si è cercato di ridurre la rumorosità esterna ed i consumi. A tal fine sono sempre più numerosi i paesi che adottano sistemi di recupero di energia. L’incremento di sicurezza si è avuto con l’introduzione di sistemi di videosorveglianza a bordo, di carrozze intercomunicanti così da incrementare anche la qualità. Si è ridotta la rumorosità interna. I treni hanno ampi vestiboli di accesso e ampie scale (in genere non troppo prossime alle entrate), sempre più spesso i convogli vengono climatizzati. Sistemi 7. ANALISI DELLE ESIGENZE EMERGENTI PER IL MATERIALE ROTABILE 297 Tav. 7.9 - Selezione di sistemi di comunicazione terra-treno presenti sul materiale rotabile in esercizio in altre regioni italiane ed altri stati esteri di informazione audio e video sono di ausilio per gli utenti. La qualità però non è intesa solo dal punto di vista dell’utente, ma anche del gestore. Infatti sono stati implementati sistemi per la diagnostica e le informazioni di marcia a disposizione del conduttore. Altri vantaggi per i gestore si sono avuti con la riduzione dei consumi di energia. Ad Amburgo i consumi sono di 0,09 kWh/passkm contro una media europea di 0,11 kWh/passkm. Altri interventi sono stati fatti per incrementare l’attrattività del sistema di trasporto pubblico. Infine, per quanto riguarda la manutenzione e l’esercizio si è puntato sulla riduzione dei costi del ciclo di vita. Alcuni gestori hanno affidato la manutenzione allo stesso costruttore del veicolo. Per quanto riguarda i sistemi di telecomunicazione sono stati esaminati quelli più all’avanguardia che sono impiegati nelle diverse reti metropolitane. Le realtà investigate sono state le seguenti: Amburgo, Atene, Berlino, Bilbao, Copenaghen, Madrid, Milano, Monaco, New York, Parigi, Tolosa e Vienna (tavola 7.9). Al fine di selezionare soluzioni affidabili ed eventualmente applicabili in tempi anche brevi, l’attenzione si è concentrata sui sistemi in esercizio regolare ovvero in esercizio sperimentale avanzato. 298 II. I NUOVI BISOGNI E LE ESIGENZE INNOVATIVE L’analisi è stata condotta ponendo l’attenzione sui sistemi di telecomunicazione fortemente correlati con il materiale rotabile. Questi sistemi di telecomunicazione sono stati convenzionalmente suddivisi nei seguenti tre sottosistemi: 1. comunicazioni terra - treno; 2. impianti di sorveglianza video (TVCC); 3. impianti di informazione agli utenti e diffusione sonora. Al fine di fornire un quadro sintetico dei sistemi analizzati, che potesse offrire elementi utili alle successive analisi di applicabilità degli stessi al sistema ferroviario campano, per ciascun sottosistema sono stati sintetizzati i parametri numerici e funzionali chiave acquisiti nel corso dello studio. La sintesi è stata quindi limitata alle sole reti per le quali risulta disponibile almeno uno di detti parametri. Nella tavole 7.9, 7.10 e 7.11 sono riportate le informazioni relative ai sistemi di telecomunicazioni terra-treno, agli impianti di sorveglianza video e agli impianti di informazione agli utenti e diffusione sonora analizzati. Da rilevare quanto già fatto dagli esercenti campani in relazione ai sistemi di telecomunicazione attraverso i progetti O.Bo.E. (On Board Equipment: sviluppato da Trenitalia) e C.A.R.Me.N (Console Andamento Rotabili MetroNapoli in corso di implementazione da parte Metronapoli sullo spunto del sistema O.Bo.E.). Il Tav. 7.10 - Selezione di impianti di sorveglianza video (TVCC) presenti sul materiale rotabile in esercizio in alcuni paesi esteri 7. ANALISI DELLE ESIGENZE EMERGENTI PER IL MATERIALE ROTABILE 299 Tav. 7.11 - Selezione di impianti di informazione agli utenti e diffusione sonora presenti sul materiale rotabile in esercizio in alcuni paesi esteri primo si basa sull’installazione a bordo dei convogli e presso la sala operativa di sistemi per le telecomunicazioni. Il sistema consente al gestore di avere costantemente sotto controllo le informazioni relative al processo di produzione (confronto dell’orario programmato con quello reale), migliorare la gestione degli impianti e del materiale rotabile (posizione del rotabile, monitoraggio del chilometraggio, ecc) informare gli utenti (paline informative, annunci, ecc.). Il sistema O.Bo.E a bordo treno invia (attraverso una rete GSM) la propria posizione (rilevata da un GPS) e le altre informazioni ad un Posto Centrale. Questo processa le informazioni e le trasmette alle paline informative (per mezzo della rete GSM), alla Sala Informativa, ad altri utenti o al Centro di sviluppo e supporto (per mezzo di rete Wan Fire - Intranet). In questo modo è possibile ottimizzare il processo produttivo. A completamento di questo capitolo si riporta nella tavola 7.12 una sintesi di alcune caratteristiche tecniche relative a soluzioni adottate sul materiale rotabile in esercizio o previsto in altre regioni italiane ed in altri stati esteri. Le principali soluzioni proposte per convogli destinati al servizio regionale (a basso o medio traffico) e di tipo metropolitano, sono molteplici e riguardano sottosistemi differenti. 300 II. I NUOVI BISOGNI E LE ESIGENZE INNOVATIVE Tav. 7.12 - Selezione di soluzioni adottate sul materiale rotabile in esercizio o previsto in altre regioni italiane e alcuni paesi esteri Tipologia Sistema adottato di treno DESIRO VT642 • Accoppiatori automatici • Costruzione in alluminio 60% a pavimento ribassato • Per servizi passeggeri regionali di bassa e media traffico. • Aree per biciclette • Toilette per handicappati Indicatori di destinazione di fronte e di lato in ogni carrozza • Condizionamento dell’aria • Controllo dell’apertura delle porte con la velocità del veicolo • Larghe finestre. • Sospensioni pneumatiche con controllo di livello • Controllo antislittamento e antipattinaggio DESIRO • Costruzione in alluminio • Componenti con bassa manutenzione • In EMG 312 formazioni a bordo: 4 indicatori di destinazione, 2 indicatori di prossima fermata, 1 sistema di annunci, un sistema di chiamata di emergenza in ogni vettura X-TER • Unità di trazione composte da due o tre elementi. • Posti offerti a sedere variabili da 150 a 700. • Velocità fino a 160 km/h. • Accoppiamento automatico • Carrelli con sospensione secondaria pneumatica • Accoppiamento tra le vetture in modo fisso • Accesso a piano ribassato (860 mm, area di accesso) con scalino telescopico per piattaforme basse. • Aria condizionata. • Isolamento acustico. • Toilette accessibile con sedie a rotelle • Informazioni acustiche e visive • Aree per biciclette e bagagli. • Sistemi di assistenza alla guida e di registrazione delle azioni del macchinista DESIRO ET • La configurazione per trasporto locale prevede vaste zone per posti in piedi (Malaysia) ed un’alta capacità di posti offerti. • Aria condizionata • Unità di trazione composta da quattro vetture accoppiate permanentemente. • Componibilità fino a tre unità di trazione accoppiate in modo automatico. • Accesso con pavimento basso (760mm). • Utilizzazione dei carrelli Jacobs che consentono ampi spazi interni. • Costruzione in estrusi di alluminio saldati. • Utilizzazione di pellicole adesive per la finitura esterna. • Allestimento interno (rapporto tra posti a sedere e posti totali) variabile in relazione al tipo di servizio. • Sistema di telecamere per controllare la salita e la discesa dei passeggeri dal posto di guida. • Aria condizionata. • Sistema informativo che fornisce l’annuncio della prossima stazione, indicazioni di destinazione e consente chiamate di emergenza. • Distribuzione simmetrica degli equipaggiamenti. • Costruzione modulare degli equipaggiamenti di trazione che consente tempi di riparazione ridotti. DESIRO • Le specifiche per questa tipologia di veicoli prevedono sistemi modulari (Grecia) basati su componentistica sperimentata che garantiscono alte prestazioni a livelli di comfort elevati e bassi costi del ciclo di vita. • Il controllo e la regolazione della marcia è basato su microcomputer che svolgono funzioni di autodiagnostica. • La costruzione è in alluminio DESIRO (UK) I requisiti funzionali dei treni DESIRO per il mercato inglese, che comprendono una fornitura di oltre 800 unità, riguardano principalmente i seguenti aspetti: • costruzione basata su struttura modulare che consente una riduzione dei tempi di test e di fornitura, un’alta flessibilità di utilizzazione e di 7. ANALISI DELLE ESIGENZE EMERGENTI PER IL MATERIALE ROTABILE 301 manutenzione; • flessibilità rispetto ai sistemi di alimentazione (750Vcc e 25kVac) per consentire il passaggio da un sistema all’altro in modo facile e rapido; • adattabilità delle composizioni alle variazioni della domanda mediante l’accoppiamento e la separazione di elementi che compongono i treni (estensione da 3 a 4 elementi e viceversa). Ulteriori caratteristiche: • distribuzione omogenea delle masse; • altezza del pavimento 1157mm • due porte per lato per elemento TALENT La famiglia dei treni TALENT è stata progettata per i servizi di trasporto regionale tenendo conto delle esigenze degli utenti ed in particolare dei seguenti aspetti: • facilità di accesso e di movimento; • ampia visibilità verso l’esterno; • facilità di acceso alle toilette per le carrozzelle; • sistema di chiamata di emergenza; • informazioni sulla destinazione e sulla prossima fermata; • posti per biciclette, carrozzine e bagagli. La famiglie dei treni TALENT comprende attualmente: treni a trazione diesel-elettrica a tre elementi per ferrovie tipo S-Bahn con diverse altezze di pavimento; • treni a trazione diesel a due o tre elementi per ferrovie regionali con diverse altezze di pavimento; • treni a trazione diesel a due elementi per ferrovie S-Bahn a pavimento alto; • treni a trazione diesel a due elementi ad assetto variabile (tipo pendolino); • treni a trazione diesel-idraulica a tre elementi; • treni a trazione diesel idraulica a tre elementi ad assetto variabile con pavimento basso; • treni a trazione elettrica con tre o quattro elementi per ferrovie regionali e SBahn con pavimento basso TRENO per Ferrovie Bari Nord • Impianti informazioni ai viaggiatori con prenotazione di fermata • 2 postazioni disabili per treno • gradino mobile in stazione a banchina bassa • ampie aree di ingresso • ampie superfici vetrate • rivestimenti interni con soluzioni anti-vandaliche • sistema sonoro di informazione ai passeggeri ATER CORADIA Equipaggiamento interno: • con rastrelliera per biciclette e comparto bagagli; • distributore automatico per bevande MINUETTO Caratteristiche: • alta capacità trasporto passeggeri • 4 “salottini” • 1 posto per passeggeri di ridotte capacità motorie • pedane di accesso automatiche per facilitare la salita dei passeggeri disabili • impianto di sonorizzazione automatico • display esterni con indicazione dei tempi di percorrenza • display interni ad alta risoluzione per informazioni di servizio, turistiche e pubblicitarie • sistemi di video sorveglianza • ambienti luminosi ed effetto open space • luci di soccorso in caso di avaria • interfono di emergenza • confort di marcia ed insonorizzazione paragonabili al Pendolino • dotazione di aria condizionata • prese per alimentazione ogni 4 sedili • toilette a scarico programmato • zona multifunzionale per trasporto bici, sci e bagagli in genere • impianto di condizionamento per tutti i locali Fra queste risulta rilevante l’accoppiabilità automatica fra diversi convogli (a composizione fissa e modulari), l’uso di materiale leggero (per es. alluminio) e atossico, la facilità dell’incarrozzamento (pianale ribassato), la versatilità di spazi per uso vario (posti 302 II. I NUOVI BISOGNI E LE ESIGENZE INNOVATIVE per disabili, trasporto biciclette, spazio bagagli), la realizzazione di toilette (anche per disabili), il condizionamento delle vetture, il controllo apertura porte con la velocità del veicolo, la presenza di dispositivi per l’informazione agli utenti (sia acustici che visivi), e i sistemi di sorveglianza video (anche dal posto guida per la salita e discesa dei passeggeri). Tutti i treni sono caratterizzati da un gradevole layout estetico e spesso da ampie superfici vetrate e da altri componenti che privilegiano il comfort dei passeggeri (per es. buona insonorizzazione, prese per l’alimentazione elettrica, ecc.). 7.4 Considerazioni comparative tecniche ed economiche Risulta di notevole interesse ed utilità la comparazione delle caratteristiche prestazionali (velocità massima, accelerazione in avviamento), e dimensionali (massa, numero i posti, lunghezza veicolo, larghezza porte). Tali valori, già presentati nei paragrafi 7.2 e 7.3, vengono confrontati e correlati fra loro per ottenere indicatori di tendenza verso cui gli esercenti italiani ed esteri si orientano nella scelta del materiale rotabile. In ultimo vengono analizzati i costi dei singoli convogli e gli investimenti sostenuti dalle aziende di trasporto. Tali dati sono stati reperiti attraverso un’analisi della bibliografia specifica del settore italiana ed estera. In particolare sono stati analizzati gli ultimi anni tre anni (2000-2003) delle seguenti riviste: Ingegneria Ferrovia (IF), Eisenbahntechnishe Rundschau (ETR) e Der Eisenbahningenieur (EI). 7.4.1 Orientamenti e soluzioni tecniche Nella tavola 7.13 sono rappresentati i valori di velocità massima dei convogli in esercizio in Italia ed all’estero, confrontati con le velocità dei treni circolanti attualmente in Campania. Il valore della velocità varia da un minino di 100 km/h (contro un minino di 80 km/h per i treni in servizio sulla linea 1 di Metronapoli) ad un massimo di 160 km/h. 7. ANALISI DELLE ESIGENZE EMERGENTI PER IL MATERIALE ROTABILE 303 Tav. 7.13 - Valore di velocità massima Nella tavola 7.14 sono rappresentati i valori dell’accelerazione massima di avviamento. L’accelerazione varia da un minino di 0,6 m/s2 ad un massimo di 1,1 m/s2 (contro un massimo di 1,2 m/s2 per i treni in servizio sulla linea 1 di Metronapoli). Tav. 7.14 - Valore di accelerazione massima in avviamento Nella tavola 7.15 è riportata la relazione fra i valori di potenza installata e la massa a tara del veicolo. Il valore minimo è di 37 t per una potenza di 338 kW, mentre il valore massimo è di 480 t per una potenza di 4800 kW. Nella tavola 7.16 sono rappresentati i valori della potenza installata per unità di massa dei convogli. 304 II. I NUOVI BISOGNI E LE ESIGENZE INNOVATIVE Tav. 7.16 - Potenza installata e massa del veicolo Il valore della potenza installata per unità di massa varia da un minino di 6,5 kW/t (contro un minino di 3,8 kW/t per alcuni convogli di Trenitalia) ad un massimo di 26,7 kW/t (contro un massimo di 22,8 kW/t sempre per alcuni convogli di Trenitalia). Nella tavola 7.17 è riportata la relazione fra i valori di massa a tara ed i posti offerti. Il valore minimo è di 106 posti per una massa di 37 t, mentre il valore massimo è di 1220 posti per una massa di 480 t. Come si nota vi è una sensibile relazione fra tali valori. Tav. 7.17 - Valore della potenza installata per massa del veicolo 7. ANALISI DELLE ESIGENZE EMERGENTI PER IL MATERIALE ROTABILE 305 Tav. 7.18 - Massa e numero di posti disponibili Nella tavola 7.18 sono rappresentati i valori della massa per posto offerto. La massa per posto offerto varia da un minino di 0,12 t (contro un minino di 0,15 per i convogli della linea 1 di Metronapoli) ad un massimo di 0,68 t (contro un massimo di 0,62 kW/t per alcuni convogli di Trenitalia). Nella tavola 7.19 è riportata la relazione fra posti offerti e lunghezza complessiva del veicolo. Il valore minimo è di 23,5 m per un numero di posti pari a 126, mentre il valore massimo è di 285,7 m Tav. 7.19 - Valore della massa per numero di posti disponibili 306 II. I NUOVI BISOGNI E LE ESIGENZE INNOVATIVE Tav. 7.20 - Numero di posti disponibili e lunghezza unità di trasporto per un numero di posti pari a 1220. Come si nota vi è una forte relazione fra tali valori. Nella tavola 7.20 sono rappresentati i valori dei posti per unità di lunghezza. I posti per unità di lunghezza variano da un minino di 2,57 posti/m (contro un minino di 3,29 posti/m di alcuni convogli di Trenitalia) ad un massimo di 13,26 posti/m (contro un massimo di 13 posti/m per alcuni convogli di Trenitalia). Nella tavola 7.21 è riportata la relazione fra larghezza totale delle porte e posti complessivi offerti. Tav. 7.21 - Valore del numero di posti disponibili per lunghezza unità di trasporto 7. ANALISI DELLE ESIGENZE EMERGENTI PER IL MATERIALE ROTABILE 307 Tav. 7.22 - Larghezza totale porte e posti offerti Nella tavola 7.22 sono rappresentati i valori delle larghezze totali delle porte per posto offerto. Il valore della larghezza porte per posto offerto varia da un minino di 9,1 mm (contro un minino di 12,75 mm per i convogli di Sepsa) ad un massimo di 25,08 mm (contro un massimo di 41,47 mm per alcuni convogli di Trenitalia). A completamento dell’analisi sono riportati nella tavola 7.23 le possibili relazioni fra l’altezza del marciapiede di stazione e l’altezza del pavimento del veicolo. Tali relazioni sono state effettuate sulla base delle diverse altezze che si verificano fra il marciapiede ed il piano veicolo con riferimento alle specifiche tecniche adottate in Germania. Tav. 7.23 - Valore della larghezza porte per posto 308 II. I NUOVI BISOGNI E LE ESIGENZE INNOVATIVE Tav. 7.24 - Possibilità di utilizzo delle diverse altezze del pavimento del veicolo in relazione all’altezza del marciapiede di stazione 7. ANALISI DELLE ESIGENZE EMERGENTI PER IL MATERIALE ROTABILE 309 Per i marciapiedi di altezza 1.200 mm è possibile utilizzare veicoli con altezza del pavimento di 1.000 e 1.200 mm. Per i marciapiedi di altezza 960 mm è possibile utilizzare veicoli con altezza del pavimento di 800 e 1.000 mm, ma anche di 1.200 mm con l’introduzione di un predellino. Per i marciapiedi di altezza 760 mm è possibile utilizzare veicoli con altezza del pavimento di 600 e 800 mm ma anche di 1.000 mm con l’introduzione di un predellino e di 1.200 con due gradini. Per i marciapiedi di altezza 550 mm è possibile utilizzare veicoli con altezza del pavimento di 600 mm ma anche di 800 con l’introduzione di un predellino e di 1.000 mm con due gradini e 1.200 mm con tre gradini. Infine, per i marciapiedi di altezza 380 mm è possibile utilizzare veicoli con altezza del pavimento di 300 mm ma anche di 600 con l’introduzione di un predellino e di 800 mm con due gradini, di 1.000 mm con tre gradini e di 1.200 mm con quattro gradini. Tale analisi risulta particolarmente utile per la scelta del pavimento del veicolo in relazione alle diverse altezze dei marciapiedi di stazioni presenti sulle diverse linee ferroviarie della Regione. 7.4.2 Costi e investimenti L’analisi dei dati rilevati attraverso la letteratura tecnica ha fornito una panoramica sugli investimenti fatti dalle diverse aziende di trasporto in merito all’acquisizione di nuovo materiale rotabile. I treni acquistati (o in corso di acquisto) hanno caratteristiche differenti fra loro. Si va dal “semplice” tram ad uso strettamente urbano al convoglio a due piani o ad assetto variabile (sistema a pendolamento) passando per le diverse tipologie di convogli metropolitani. Sono poi analizzati anche i costi del materiale utilizzato per la sola trazione, delle vetture rimorchiate e degli interventi di realizzazione di nuove linee o l’ammodernamento di linee esistenti. I costi per la costruzione, il prolungamento o la realizzazione di nuove linee ferroviarie (metropolitane o suburbane) variano da un minimo di 0,04 MEuro/km (installazione di un nuovo sistema di segnalamento su 20 km di una linea ferroviaria), ad un massimo di 310 II. I NUOVI BISOGNI E LE ESIGENZE INNOVATIVE Tav. 7.25 - Importo e numero convogli 171 MEuro/km per la realizzazione di una nuova linea metropolitana completamente automatica. Analizzando i dati relativi agli investimenti totali per la fornitura del solo materiale rotabile questi si aggirano intorno ai 200 MEuro. I costi per la fornitura dei convogli variano da un minimo di 21 MEuro per la fornitura di 13 tram ad un massimo di 1610 MEuro per la fornitura di 78 convogli diesel - elettrici, di cui 44 pendolari (da sottolineare che quest’ultimo è comprensivo dei costi di manutenzione). Tali correlazioni sono riportate nella tavola 7.25. Il costo unitario di ciascun convoglio varia da un minimo di 1,28 MEuro per convoglio (fornitura di 28 convogli regionali e rinnovo di 19 treni) ad un massimo di 20,64 MEuro per convoglio (costi comprensivi del contratto di manutenzione). PARTE III CONCLUSIONI 8. Considerazioni conclusive 8.1 Le esigenze e le sollecitazioni innovative: una sintesi La disamina dei diversi aspetti che all’interno del sistema complessivo del trasporto ferroviario regionale concorrono a delineare gli orientamenti e le indicazioni innovative per il futuro, consente di fornire un quadro di sintesi abbastanza chiaro degli elementi di fondo ritenuti più critici. Le caratteristiche ed i requisiti del futuro materiale rotabile che discendono da tale disamina sono collocabili in uno spettro estremamente ampio per natura e tipologia, motivazioni, implicazioni tecnico-gestionali ed economiche, tali da non consentirne una indicazione omogenea e indipendente da contesti specifici e vincoli di sistema. In particolare, la loro significatività può avere riscontri e portate differenti nel quadro del sistema di trasporto metropolitano regionale, che è costituito da componenti di rete molto varie sotto il profilo dei caratteri delle infrastrutture, delle tipologie di servizio esercite, dei vincoli operativi e gestionali. È dunque da sottolineare preliminarmente che le indicazioni innovative delineate nei capitoli precedenti e qui sinteticamente riportate non possono essere lette come indistintamente valide in ogni circostanza e situazione puntuale. Si suggerisce viceversa che l’organo di governo del sistema le tenga presenti come orientamenti generali utili alla costruzione una rete di trasporto integrata e moderna, ma che, caso per caso, andranno valutati ed adeguati in relazione alle specificità di ciascun segmento del servizio. Prima di passare alla rassegna di quelli che possono essere ritenuti i requisiti del futuro sistema regionale metropolitano e dun- 314 PARTE III. CONCLUSIONI Tav. 8.1 - Le spinte innovative dei diversi stakeholder del sistema Stakeholders istituzionali (Unione Europea, Autorità Garante Concorrenza e Mercato) Categorie deboli (disabili, bambini, anziani, donne in gravidanza, ecc.) Esperienze regionali Industria mondiale Sollecitazione verso crescente concorrenza tra imprese fornitrici Riduzione costi e miglioramento qualità Certificazione dei prodotti e delle attività di manutenzione Imposizione di sistemi di Sistemi di Qualità ai fornitori potenziali in sede di prequalificazione negli appalti Miglioramento accessibilità e fruibilità dei rotabili Spazi interni Ausili tattili e visivi per l’orientamento Dispositivi DFTS per non udenti Pilotaggio a raggi infrarossi Porte d’accesso ai rotabili dedicate con pedane mobili Sedili ergonomici Ambienti spaziosi Aria condizionata Prese di alimentazione elettrica Sistemi di videosorveglianza Sistemi di informazione con display luminosi ad alta risoluzione Verso Committenti: Abitabilità, ergonomia e comfort cabina guida Condizioni di sicurezza di condotta Modularità Ridondanza nei sistemi di sicurezza a bordo Utilizzo materiali ignifughi Radiolocalizzazione tramite gps e altre tecnologie Videosorveglianza Pianale ribassato, incarrozzamento a filo marciapiede (velocizzazione nell’accessibilità) Velocità commerciale media più elevata Sicurezza attiva (sistemi di frenatura, contatto radio permanente e localizzazione, struttura del veicolo (frame rigidità, meccanismi anti-impatto, crumple zones) Sicurezza passiva (sistemi elettrici che non interferiscono con i sistemi di controllo, segnalamento, comunicazione e protezione del treno; potenza dei sistemi di frenatura compatibili con il tracciato (ponti, tunnel, sistemi di segnalamento); comunicazioni passeggeri-macchinista e viceversa; luci di emergenza con sufficiente autonomia e luminosità; uso materiali ignifughi, ecc.) Bassi life-cycle-costs (investimento, manutenzione e costi operativi; legati principalmente alla modularità e alla standardizzazione dei componenti) Reliability Standardizzazione componenti di modelli diversi della stessa gamma Maggiore disponibilità “commerciale” Maggiore disponibilità tecnica Riduzione tempi tra aggiudicazione commessa, consegna e piena disponibilità del primo veicolo Verso Clienti-viaggiatori: Aspetti estetici/design Servizi aggiuntivi (prese elettriche (ad es. per PC), collegamenti internet, sistemi di rimando segnale di copertura gsm per apparecchi cellulari) Spazi per servizi aggiuntivi (trasporto bici, sci, bar e macchine bar self service, ecc.) Zone 1° e 2° classe WC disabled-friendly Isolamento termo-acustico 8. CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE Clienti Esercenti italiani e stranieri 315 Comfort Spazio/layout Abitabilità Rumorosità interna Luminosità Ridondanza dei sistemi di condizionamento Incarrozzamento a filo marciapiede/accessibilità in generale informazioni a bordo acustiche e visive (sul viaggio, sull’interscambio: orari, coincidenze ecc.) Videosorveglianza Sicurezza attiva e passiva Sistemi di bigliettazione a bordo user-friendly Compatibilità elettro-magnetica a bordo Velocità commerciale media più elevata (riduzione tempi di viaggio) Verso Collettività: Rumorosità esterna Riduzione rumorosità e impatto ambientale in generale Utilizzo materiali non inquinanti Risparmi energetici Riciclabilità (di alcuni materiali e componenti) Aria condizionata Migliore accessibilità (pianale ribassato, incarrozzamento a filo, ecc.) Migliori spazi interni e carrozze intercomunicanti Migliore isolamento termico ed acustico Servizi igienici (tratte di media percorrenza Spazi per trasporto bici, bagagli, ecc. Sistemi di videosorveglianza e di allarme Comunicazioni passeggeri/personale di bordo Sistemi di comunicazione ed informazione acustici e visivi Servizi aggiuntivi (prese elettriche, collegamenti internet, copertura segnali di telefonia cellulare) Bigliettazione a bordo Basso impatto ambientale e ridotti consumi di energia Minimizzazione dei pesi Alimentazione policorrente Costruzione senza materiali tossici Modularizzazione e componibilità dei convogli Ruote indipendenti e sospensioni idropneumatiche Piano del pavimento ribassato Cassa ad assetto variabile (tecnica pendolare) Sicurezza all’urto Ridotta rumorosità esterna Riduzione dei consumi Recupero dell’energia in fase di frenatura Aumento della velocità commerciale Videoosorveglianza di bordo Aria condizionata, climatizzazione Indicatori elettronici prenotazioni, video per informazioni Carrozze intercomunicanti Consumo ridotto Ridotta rumorosità interna, ampi vestiboli e scale Informazioni della marcia e diagnostica a disposizione del conduttore Interventi per l’incremento dell’attrazione del sistema di trasporto pubblico Manutenzione affidata al costruttore Riduzione dei costi del ciclo di vita 316 PARTE III. CONCLUSIONI que del materiale rotabile che ne farà parte, si riporta qui schematicamente un quadro sintetico delle principali spinte, esigenze e sollecitazioni innovative rilevate nel corso del lavoro. Partendo da queste indicazioni, molte delle quali, come si vede, sono ripetute a seguito di sollecitazioni provenienti da più direzioni, si è cercato di operare una sintesi ragionata complessiva. È importante considerare a tale riguardo che la definizione di requisiti innovativi attribuiti ai veicoli ferroviari è soggetta a due considerazioni fondamentali: 1) I requisiti innovativi devono rispondere ad una chiara definizione di “benefici” principalmente rivolti alla percezione del cliente ed al conseguente grado di soddisfazione del servizio, oltre che ad esigenze interne di funzionalità ed economicità di gestione; 2) I requisiti relativi al materiale rotabile devono essere considerati come una parte di uno spettro molto più ampio di elementi che concorrono ugualmente alla formazione della percezione del servizio e che riguardano gli altri elementi del sistema di offerta del trasporto su ferro regionale (infrastrutture di linea, di stazione, personale, modelli di esercizio e di gestione, ecc.). Sul primo punto è opportuno definire in maniera chiara la relazione tra benefici e requisiti tecnici, nel senso che sarebbe poco efficace, operare scelte puramente legate a tendenze generali o mode, mentre esse andrebbero sempre collegate ad una consapevole valutazione delle attese della clientela, delle sue aspettative, delle carenze lamentate, dei miglioramenti desiderati. Le diverse “aree” di benefici (comodità del viaggio, puntualità, faciltà di interscambio, ecc.) sono generate da serie articolate di caratteristiche dell’offerta (ed in particolare del materiale rotabile), la cui combinazione porta appunto a determinare un certo livello di servizio in quella specifica area. La definizione dei requisiti del materiale quindi deve essere condotta passando per questa delicata e fondamentale fase di raccordo tra attese del cliente e profilo dell’offerta (requisiti), che aiuti i decisori a fare scelte alternative, graduare le priorità, comprendere l’effettiva portata di certe innovazioni: in sintesi a spostare 8. CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE 317 Tav. 8.2 - Requisiti e benefici a livello di sistema di servizio l’attenzione dal puro (sebbene essenziale) aspetto tecnicistico dell’innovazione a quello della valutazione in chiave di marketing e di strategia di offerta del servizo. Sul secondo punto è anche importante riprendere un concetto già espresso più volte, e che riporta al senso dell’integrazione complessiva del servizio di trasporto e della coerenza nella costruzione della sua architettura e dei suoi modelli di gestione. Il beneficio della “puntualità de servizio”, ad esempio, non è pensabile possa essere realizzato esclusivamente con treni più veloci o con sistemi di incarrozzamento dei passeggeri più agevoli (numero e ampiezza delle porte), ma è evidentemente connessa a tanti altri elementi ugualmente importanti (quadro orario, miglioramenti nella geometria della linea, ottimizzazione delle fasi di ingorgo dei convogli ai capilinea, ecc.). Anche in questo caso è richiesto un grande sforzo di interpretazione dal complesso ed articolato (quello della costruzione del sistema di offerta), in cui si riescano a percepire tutte le interdipendenze esistenti, i condizionamenti e le implicazioni tecnicologiche, organizzative e gestionali. In questa dimensione la de- 318 PARTE III. CONCLUSIONI Tav. 8.3 - Raccordo tra componenti del servizio e benefici percepitti COMPONENTI DEL SERVIZIO (Elementi tecnologici dell’offerta) BENEFICI PERCEPITI (in grassetto i benefici connessi al materiale rotabile) INFRASTRUTTURE – Linee ferrate – Opere civili di linea – Opere civili di stazione – Sistemi di alimentazione elettrica – Sistemi di segnalamento e controllo – Sistemi informativi amministrativo-commerciali FUNZIONALITÀ DEL VIAGGIO Raggiungibilità stazioni Comodità di cadenzamento partenze Faciltà di incarrozzamento e discesa Durata del viaggio Puntualità dei treni Possibilità di modificare il programma di viaggio (integrazione) Possibilità di passare rapidamente da stazione a parcheggio bus MATERIALE ROTABILE Motrici - Locomotori (caratteristiche estetiche, fisiche e prestazionali) Es.: Velocità massima Accelerazione da fermo Tempi di frenatura Rumorosità motori Rumorosità veicolo Carrozze (caratteristiche estetiche, fisiche e prestazionali) Es.: Spaziosità del veicolo (es. piano singolo, doppio piano…) Capacità del veicolo Numero posti a sedere Altezza del corridoio Illuminazione Design e materiali posti a sedere Servi igienici a bordo Rumorosità carrello (db) Isolamento acustico Climatizzazione Collegamenti internet a bordo Rete mobile per cellulari a bordo Componenti carrozzeria Allestimento interno Sistemi di informazione ottica (statica) Sistemi di informazione ottica (video) Sistemi di informazione audio pre-registrata Sistemi di informazione audio atttiva Ecc. SICUREZZA Del viaggio: Limitare i danni fisici in caso di scontro Limitare i danni fisici in caso di frenata brusca Personale Essere protetti nelle stazioni Essere protetti nei parcheggi Essere protetti a bordo Poter comunicare in caso di emergenza nelle stazioni Poter comunicare in caso di emergenza a bordo COMFORT Rumorosità Possibilità di sedere durante il viaggio Possibilità di utilizzare telefoni cellulari a bordo Possibilità di alimentare un computer a bordo Possibilità di utilizzare internet con wi-fi in stazione Temperatura gradevole a bordo Comfort durante le attese in stazione Livello di illuminazione adeguato a bordo Materiale rotabile di servizio e manutenzione INFORMAZIONI Essere informati a bordo sulla sequenza delle fermate Essere informati in stazione sulla sequenza delle fermate Essere informati circa imprevisti durante il viaggio Essere informati sui treni in partenza in stazione Essere informati a bordo sulle prossime coincidenze Ricevere via internet informazioni sulla regolarità del servizio PERSONALE – di Bordo COSTI Percezione di convenienza complessiva 8. CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE – di Stazione (tecnico e commerciale) – Amministrativo Altro 319 Vantaggi derivanti dall’abbonamento Possibilità di combinare tariffe ferroviarie con altri mezzi Vantaggi sul costo del parcheggio ORGANIZZAZIONE DEL SERVIZIO – Sistema tariffario (es. tariffa unica integrata) – Articolazione delle linee – Numero di fermate – Orari – Frequenze – Coincidenze con altre linee della rete Integrazione servizio) – Organizzazione della manutenzione ordinaria delle carrozze – Organizzazione della manutenzione straordinaria delle carrozze – Organizzazione delle operazioni di pulizia finizione dei “benefici” da proporre al cliente è resa più efficace se non viene limitata esclusivemente alla sfera dei requisiti del materiale rotabile, ma tiene sempre conto dell’insieme degli elementi in gioco e soprattutto delle interrelazioni che li legano. Nella tavola 8.3 di è cercato di rappresentare questo concetto raccordando le diverse componenti del servizio di trasporto con gruppi di benefici percepiti. Come si vede i benefici (colonna a destra) si riferiscono non soltanto al materiale rotabile (nel qual caso sono riportati in grassetto), ma anche ad altre componenti del servizio (colonna sinistra) che ugualmente possono concorrere a determinarne la percezione da parte degli utenti. L’integrazione del sistema di trasporto su scala regionale può costituire l’esempio estremo di questo concetto, in cui di fronte ad una molteplicità di operatori ferroviari, stradali e marittimi, la dimensione “veicolo ferroviario” si trova in stretta connessione con molti altri elementi del sistema, che tra loro devono “dialogare” e costantemente contribuire insieme alla formazione del servizio. 8.2 Requisiti derivanti dal sistema di trasporto integrato Nell’ottica di sistema, in cui le diverse modalità di trasporto (ferrovia, autobus, automobile), i nodi di scambio, le tecnologie dei materiali, i livelli di performance dei servizi (linee, orari, tariffe), 320 PARTE III. CONCLUSIONI sono inseriti in un unico disegno di rete complessiva che privilegia la ferrovia, interconnessa con tutti gli altri modi di trasporto, le caratteristiche del materiale rotabile sono determinanti per produrre un servizio di trasporto integrato. L’integrazione dei servizi deve garantire la possibilità per gli utenti di passare da un mezzo di trasporto ad un altro con facilità e rapidità limitando al massimo i “perditempo” legati alle attese nei nodi di interscambio ed alle operazioni di salita e discesa dei passeggeri dai veicoli e agevolando al massimo la scelta e la programmazione dell’itinerario mediante informazioni sui percorsi di tipo fisso e variabile, tempestive e diffuse, sull’andamento del servizio, disponibili anche a bordo dei veicoli. L’efficacia del sistema è legata alla qualità del servizio offerto intesa come comfort durante il viaggio che dipende a sua volta dal livello di rumore e di vibrazioni percepite a bordo, dalla comodità dei posti a sedere ed in piedi, dalla luminosità interna, dalla disponibilità di servizi igienici, ecc. L’efficienza tecnica del sistema scaturisce direttamente dal livello di affidabilità del materiale rotabile e dalla sua disponibilità, aspetti che dipendono a loro volta dai criteri di progettazione e dalla manutenzione. Infine il progetto del sistema non può prescindere da requisiti di carattere sociale imposti al sistema di trasporto per ottenere benefici per la collettività indipendentemente dalla utilizzazione del servizio offerto. In tale ottica hanno importanza i livelli di consumo di energia, l’uso di materiali non inquinanti, la sicurezza per gli utenti e per gli operatori. 8.3 Caratteristiche del materiale rotabile 1 La correlazione tra le esigenze emergenti da parte degli esercenti italiani ed esteri e le prestazioni richieste dal sistema di metropolitana regionale ha consentito la costruzione di un quadro di riferimento per la definizione delle caratteristiche e dei requisiti del materiale rotabile. 1 La redazione di questo paragrafo è opera del prof. Gabriele Malavasi. 321 8. CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE La diversificazione dei servizi previsti dal sistema di metropolitana regionale condiziona le prestazioni del materiale rotabile che a sua volta prevede soluzioni diverse in relazione al tipo di servizio richiesto. D’altra parte la necessità di uniformare e standardizzare i veicoli per consentire una più efficace utilizzazione nell’ambito del sistema regionale ha portato alla riduzione delle tipologie e a proporre in prima analisi quattro categorie definite sulla base del servizio previsto (tavola 8.4). Nella tavola sono riportati anche i valori numerici di indicatori di prestazioni, dimensioni e capacità specifici corrispondenti a veicoli tipo di ciascuna categoria. Tav. 8.4 - Caratteristiche del servizio e dei veicoli per le categorie di materiale rotabile Servizio Lunghezza del viaggio medio [km] Velocità commerciale [km/h] Tempo medio di viaggio [min] Veicolo Accelerazione e decelerazione massima di servizio [m/s2] Velocità massima [km/h] Potenza/Massa totale [kW/t] Massa a tara/Lunghezza veicolo [t/m] Massa a tara/Posti [t/posto] Massa totale/Assi [t/asse] Posti/Lunghezza veicolo [posti/m] Posti seduti/Posti totali Larghezza totale di porte per lato / Lunghezza veicolo Larghezza totale di porte per lato / Posti [mm/posto] Disponibilità di servizi igienici Livelli di carico Assetto variabile della cassa Categoria A Servizi urbani metropolitani Categoria B Categoria C Categoria D Servizi urbani Servizi regionali Servizi regionali e suburbani ordinari di media e lunga percorrenza 0-10 30-40 15-30 10-30 20-60 30-45 30-60 40-60 45-60 > 70 60-80 > 60 1,2 70-80 11 1,8 0,15 12 12 0,15 1,-1,2 100-120 9 2,0 0,25 17 8 0,30 0,8-1,0 140-160 12 1,8 0,30 14 6 0,40 0,6-0,8 140-160 11 2,0 0,60 13 3 0,90 0,30 0,15 0,10 0,10 24 17 Singolo Doppio 11 SI Singolo Eventuale 30 SI Singolo Eventuale 322 PARTE III. CONCLUSIONI Sulla base delle prestazioni del sistema regionale si è delineato un insieme di requisiti di carattere generale e un insieme di requisiti di carattere più specifico al fine di definire un quadro di riferimento che fosse di ausilio alle scelte degli esercenti ed agli orientamenti costruttivi dei fornitori. 8.3.1 Requisiti generali In relazione alle esigenze del sistema integrato, le prestazioni e gli aspetti del servizio offerto che maggiormente sono influenzate dalle caratteristiche del materiale rotabile possono essere così riassunte: – velocità commerciale; – uniformità nei tempi di percorrenza; – puntualità e rispetto degli orari; – accessibilità al veicolo; – comfort e qualità di marcia; – diffusione delle informazioni sul servizio offerto. Dal punto di vista della gestione e dell’esercizio, sempre con riferimento alle esigenze del sistema integrato, gli aspetti che maggiormente sono influenzati dalle caratteristiche del materiale rotabile sono: – facilità di composizione e scomposizione dei convogli; – interoperabilità rispetto alle diverse reti infrastrutturali. Il raggiungimento degli obiettivi previsti nel progetto di sistema integrato di metropolitana regionale coinvolge pertanto il materiale rotabile i cui criteri di progettazione devono essere impostati tenendo conto di specifici requisiti che consentono l’integrazione dei servizi svolti da reti diverse e livelli di qualità il più possibile elevati e uniformi. In tale ottica si ritiene che particolare attenzione debba essere posta sugli aspetti di seguito riportati. – Accelerazione e decelerazione. Valori elevati e costanti, pur sempre nei limiti imposti dal comfort di marcia, per un ampio campo di velocità consentono di aumentare la velocità 8. CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE – – – – 323 commerciale soprattutto in presenza di tratte di breve estensione. Automatismi nella marcia e nelle manovre. L’automazione della regolazione delle fasi del moto, avviamento, marcia a velocità costante e frenatura consente di ottenere sempre le prestazioni previste e limita l’azione del conduttore al comando di partenza, alle operazioni di apertura e chiusura delle porte ed al controllo ed alla sorveglianza del moto. In tal modo i tempi di percorrenza sono uniformi per le varie corse con vantaggio per la regolarità, il rispetto degli orari ed il sincronismo nelle stazioni di interscambio. La costanza dei tempi di percorrenza consente inoltre una maggiore regolarità dell’esercizio specialmente nelle tratte a semplice binario in cui l’incrocio dei treni che marciano in verso opposto deve avvenire nelle stazioni. Un ulteriore incremento delle prestazioni deriva dalla semplificazione mediante appositi automatismi delle manovre di inversione della marcia necessarie nelle stazioni di capolinea. Accessibilità al veicolo. Le dimensioni e il numero delle porte, l’altezza del pavimento rispetto al piano del marciapiede, la mobilità interna tra un veicolo e l’altro possono essere studiati in modo tale da facilitare l’afflusso ed il deflusso dei passeggeri e ridurre i tempi di sosta e, quindi, i tempi complessivi dello spostamento. Tale requisito diventa importante nel sistema integrato in cui la possibilità di interscambio fra servizi diversi aumenta la quantità di itinerari offerti e le alternative di percorso. Comfort e qualità di marcia. L’adozione di criteri progettuali che tengano conto della riduzione del livello di rumore e di vibrazioni prodotti all’interno ed all’esterno del veicolo, della disponibilità di posti a sedere, della disponibilità di servizi igienici, del condizionamento termico, della luminosità e della gradevolezza estetica contribuisce ad aumentare l’attrazione del sistema di trasporto ed il suo livello di utilizzazione anche in competizione con altri modi di trasporto. Diffusione delle informazioni. La disponibilità a bordo delle informazioni sul servizio (orari, coincidenze, percorsi, anda- 324 PARTE III. CONCLUSIONI mento del treno, ecc.) consente da un lato la programmazione dinamica del percorso da parte dell’utente e dall’altro l’adozione di provvedimenti regolatori, da parte del gestore, per l’orientamento dei flussi in presenza di perturbazioni della marcia. Dal punto di vista della gestione dell’esercizio si ritiene che nell’ottica di sistema integrato rivestano particolare importanza gli aspetti di seguito riportati. – Composizione dei convogli. La flessibilità nella formazione dei convogli mediante l’adozione di veicoli modulari e la riduzione dei tempi di composizione e scomposizione dei convogli, facendo ricorso ad automatismi delle manovre di aggancio e sgancio, consente di dimensionare l’offerta in relazione alla domanda effettiva e di far fronte alle sue fluttuazioni periodiche realizzando le percorrenze del materiale rotabile effettivamente necessarie con benefici in termini di usure, consumi ed esigenze di manutenzione. – Interoperabilità rispetto alle diverse reti infrastrutturali. L’integrazione dei servizi può comportare, come del resto già avviene, la necessità di realizzare, con lo stesso materiale rotabile, servizi che utilizzano infrastrutture appartenenti a reti ferroviarie diverse. Tale possibilità comporta una compatibilità dimensionale, strutturale e impiantistica. In presenza di reti con caratteristiche impiantistiche differenti la compatibilità può essere garantita ricorrendo a particolari soluzioni tecnologiche nella progettazione del materiale rotabile. Rientrano tra questi, ad esempio, gli impianti di trazione e di segnalamento. In questi casi l’adozione di veicoli policorrente e di sistemi di segnalamento multipli può risolvere il problema della compatibilità e consentire ad uno stesso veicolo di muoversi su infrastrutture con sistemi differenti. L’effettiva possibilità di circolazione comporta, per il materiale rotabile, comunque l’osservanza di una serie di prescrizioni tecniche caratteristiche di ciascuna rete. È importante osservare che l’interoperabilità se da un lato richiede un aumento della complessità dei veicoli, dall’altra 8. CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE 325 consente una flessibilità nella disponibilità del materiale rotabile che può rivestire una particolare importanza nella programmazione dell’offerta di servizi in relazione alle variazioni periodiche della intensità e della localizzazione della domanda. 8.3.2 Requisiti specifici 1. Caratteristiche generali Le caratteristiche infrastrutturali e tecnologiche delle linee che compongono il sistema regionale, come si è visto, non sono omogenee e rappresentano dei vincoli per il materiale rotabile. Per ottenere l’interoperabilità tra linee diverse è necessario, dove le differenze sono tecnicamente superabili, rendere i veicoli compatibili con le diverse caratteristiche. In particolare le compatibilità riguardano: – i vincoli geometrici imposti dall’infrastruttura in relazione a: scartamento, sagoma limite, sghembo massimo del binario ammesso in linea, pendenza massima della linea, raccordo verticale, raggio minimo di curva in linea ed in deposito, lunghezza minima dei marciapiedi, altezza dei marciapiedi, lunghezza minima dei binari delle officine e dei depositi; – i vincoli dinamici imposti dall’infrastruttura per quanto riguarda il massimo carico per asse ammesso; – il sistema di segnalamento connesso con il regime di circolazione e di gestione del traffico, il tipo di blocco manuale o automatico, la ripetizione dei segnali in macchina, il sistema di protezione della marcia, la regolazione della circolazione; in linea di principio l’installazione a bordo di sistemi di segnalamento multipli può garantire l’interoperabilità sotto questo aspetto; – il sistema di alimentazione per l’energia di trazione che risulta a trazione elettrica con due diversi livelli di tensione e a trazione termica; in modo analogo al segnalamento la compatibilità si può ottenere adottando a bordo un sistema di alimentazione policorrente; – l’emissione di onde elettromagnetiche sia rispetto alle inter- 326 PARTE III. CONCLUSIONI ferenze con i sistemi di segnalamento e di trasmissione, sia rispetto all’esterno. La presenza di linee che sono soggette ad enti diversi di controllo, certificazione e omologazione (Cesifer e Ustif) costituisce un ulteriore limite alla interoperabilità poiché i veicoli che percorrono queste linee devono ottemperare alle prescrizioni previste dai rispettivi enti. Ad esempio ciò costituisce un ostacolo per quanto riguarda la certificazione dei dispositivi di sicurezza (“uomo morto”) o il valore dei carichi di tamponamento per il calcolo della resistenza alle sollecitazioni longitudinali. 2. Prestazioni 2.1 Velocità commerciale accelerazione, decelerazione, velocità massima I valori di riferimento per le grandezze cinematiche dipendono direttamente dalla tipologia del servizio e dalla categoria del materiale rotabile. Nella tavola 8.4 sono riportati per quattro categorie di veicoli i valori numerici ottenuti dall’analisi di veicoli in esercizio o in corso di progettazione. Le differenze infrastrutturali funzionali ed operative tra le diverse linee e quelle tra le diverse tratte della stessa linea non consentono di definire valori precisi ma soltanto intervalli di riferimento per i valori medi. La velocità commerciale ad esempio potrà essere valutata solo con riferimento ad una tratta tipo definita in termini di lunghezza, pendenza e tempo di sosta (ad esempio lunghezza 1000m, tempo di sosta 20s, pendenza 10‰). Inoltre se il veicolo viene utilizzato sia per un servizio di tipo urbano sia per uno di tipo suburbano, la velocità commerciale deve necessariamente far riferimento a tratte con caratteristiche diverse (ad esempio lunghezza 10.000m, tempo di sosta 60s, pendenza 20‰). 2.2 Capacità di trasporto accessibilità, comfort e qualità di marcia La capacità di trasporto è correlata al livello di comfort che diminuisce con la densità di posti per unità di superficie e con la quantità di posti seduti rispetto ai totali (tavola 8.4). Entrambi gli 8. CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE 327 indicatori fanno riferimento a valori diversi, in relazione alla tipologia di servizio ed in particolare alla durata del viaggio, a cui corrispondono diversi valori. La qualità del servizio, a parità di capacità, può essere aumentata adottando opportune disposizioni e distribuzioni di posti che agevolino la mobilità interna. In tale ottica sono impostate quelle soluzioni che, con veicoli a doppio piano, riservano il piano superiore ai posti a sedere ed il piano inferiore prevalentemente a posti in piedi o a sedere con sedili ribaltabili, ai posti per persone a ridotta mobilità ed al trasporto di biciclette. Altri criteri di progettazione che interagiscono con la qualità di marcia sono orientati a: – adottare per i rivestimenti interni materiali che oltre a ridurre i pesi, aumentino la gradevolezza estetica e siano resistenti ai normali atti vandalici; – adottare, in relazione al tipo di servizio, servizi igienici adeguati; – ridurre al massimo rumori e vibrazioni sia all’interno del veicolo (ad esempio con valori limite del livello di rumore superiori a 70 dBA), sia all’esterno del veicolo; – aumentare l’indice di comfort legato alle vibrazioni in direzione verticale e trasversale (misurato su binario predefinito); – garantire una qualità dell’aria adeguata mediante impianti di climatizzazione, riscaldamento e condizionamento dell’aria con ventilazione a circolazione forzata e ricambi di aria dall’esterno, tenendo conto delle condizioni climatiche e ambientali della zona in relazione ai percorsi all’aperto e in galleria. L’accessibilità al veicolo è direttamente correlata con il numero e l’ampiezza delle porte e con il dislivello tra il marciapiedi e il piano del pavimento. Pertanto per ridurre i tempi di incarrozzamento è opportuno che: – la manovra di apertura e chiusura delle porte sia rapida; 328 PARTE III. CONCLUSIONI – l’estensione delle porte rispetto alla lunghezza del veicolo (tavola 8.4) abbia un valore elevato; – il dislivello da superare per salire e scendere dal veicolo non richieda scalini intermedi (incarrozzamento a raso); – le aree antistanti le porte siano ampie e libere da ostacoli. 3. Equipaggiamento di trazione e frenatura Le prestazioni richieste ai veicoli in termini di velocità e regolarità possono essere ottenute con equipaggiamenti di trazione il più possibile orientati alla marcia automatica. In tale ottica i sistemi di automazione, sottoposti al sistema di protezione della marcia (ATP), possono prevedere: – l’avviamento automatico con accelerazione il più possibile costante e indipendente dal carico; – l’adeguamento automatico della velocità a quella obiettivo prevista per ciascuna tratta; – la regolazione della marcia mediante il controllo centralizzato (ATS); – la frenatura automatica con arresto a bersaglio; – l’inversione automatica ai capolinea. L’effettiva efficacia di tali automatismi dipende dal tipo di servizio mentre la effettiva applicabilità dipende dalla tecnologia del sistema di segnalamento installato sulla linea e dalla possibilità di integrazione con dispositivi di terra (ad es. installazione di boe in prossimità delle stazioni per consentire l’arresto al bersaglio). Anche i livelli di automazione sono legati al tipo di servizio e possono essere scelti conseguentemente diversi. Ad esempio una soluzione intermedia tra un sistema automatico ed uno manuale prevede di lasciare al conducente la possibilità di impostare velocità ed accelerazione e di rendere automatico l’adeguamento della marcia del veicolo ai valori impostati. L’adozione di equipaggiamenti di trazione separati e distribuiti tra i vari elementi del convoglio può agevolare la gestione delle situazioni di degrado delle prestazioni a seguito di avarie consentendo la continuazione della marcia anche in presenza di fuori servizio di parte delle apparecchiature di trazione. 8. CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE 329 In relazione alla riduzione dei consumi di energia e dei materiali possono essere presi in considerazione i seguenti criteri di progettazione: – predisposizione di dispositivi antipattinaggio e antislittamento per garantire la massima utilizzazione dell’aderenza ed il minor consumo delle ruote e delle rotaie; – predisposizione di dispositivi di recupero dell’energia di frenatura utilizzando l’energia prodotta per alimentare la linea di contatto. Infine lo studio accurato delle operazioni di abilitazione e disabilitazione del banco orientato alla semplificazione ed alla rapidità della manovra consente di ridurre al minimo i tempi di sosta ai capolinea. 4. Impianti ausiliari 4.1 Diffusione video sonora L’installazione a bordo di impianti di diffusione video e sonora per la ricezione e diffusione di trasmissioni locali o remote contribuisce ad accrescere l’attrazione e l’appetibilità del sistema di trasporto collettivo e può rappresentare una fonte di finanziamento per i sevizi commerciali potenzialmente disponibili. 4.2 Sorveglianza video Un contributo alla sicurezza deriva certamente dalla sorveglianza continua del comparto viaggiatori che può essere ottenuta mediante telecamere che, come noto, costituiscono deterrenti per le azioni di offesa e di danneggiamento alle persone ed alle cose. 4.3 Informazione agli utenti Le informazioni utili per gli utenti possono riguardare il singolo convoglio del tipo: – prossima fermata – lato apertura porte – coincidenze in corrispondenza della fermate; – indicatori di percorso (esterni, sulle testate e sulle fiancate, e interni); – andamento della marcia rispetto all’orario; 330 PARTE III. CONCLUSIONI oppure sono relative ad interazioni di altri convogli della rete: – orario delle possibili coincidenze nelle fermate di corrispondenza e di interscambio fra più linee. Nel primo caso tutte le informazioni possono essere disponibili a bordo; nel secondo caso è necessaria una conoscenza continua dell’andamento della circolazione sulla rete mediante collegamenti terra - treno. 5. Casse, carrelli, carrozzeria I criteri di progettazione delle strutture dovrebbero tenere conto dei seguenti aspetti: – riduzione delle masse complessive per contenere i consumi di energia e le usure dei materiali; – distribuzione omogenea delle masse lungo il veicolo per uniformare i consumi degli organi di rotolamento e delle rotaie; – realizzazione di porte ampie, per ridurre i tempi di incarrozzamento, di finestre con ampie superfici vetrate che diano al veicolo caratteristiche di visibilità elevata e di “leggerezza”; – riduzione delle masse non sospese degli organi di rotolamento (ruote, assili, freni, ingranaggi) per contenere la propagazione delle vibrazioni dal veicolo alle strutture di terra; – adozione di materiali ad elevata resistenza al fuoco e privi di sostanze nocive. Le soluzioni per la protezione e la verniciatura dovranno essere tali da offrire la massima resistenza agli atti vandalici adottando ad esempio strati protettivi antigraffiti o pellicole antivandalismo. 6. Gestione Esercizio Manutenzione 6.1 Composizione dei convogli L’automazione delle operazioni di composizione dei convogli contribuisce alla disponibilità del materiale rotabile riducendo i tempi di fuori servizio per le manovre. L’adozione di accoppiatori automatici consente di realizzare, per semplice accostamento, i collegamenti meccanici, elettrici e pneumatici necessari. Le operazioni di aggancio possono essere effettuate in tempi brevi limitando gli aggravi sull’esercizio. 8. CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE 331 6.3 Diagnostica Per consentire interventi di riparazione tempestivi e mirati e ridurre al minimo i tempi di fuori servizio è importante disporre di sistemi diagnostici di bordo che possano fornire al conducente, registrare e trasmettere a terra, informazioni relative allo stato di funzionamento dei componenti vitali del veicolo. 6.3 Manutenzione I criteri di progettazione della manutenzione devono essere orientati alla riduzione al minimo degli interventi di manutenzione ad all’aumento al massimo della percorrenza in assenza di interventi di manutenzione preventiva. Essi sono direttamente correlati con l’efficienza dei veicoli misurata in termini di affidabilità, disponibilità e manutenibilità (clausole RAM). Per garantire un livello di servizio tecnicamente ed economicamente soddisfacente è necessario definire opportuni indicatori quantitativi ed i relativi valori di riferimento del tipo: – quantità di anomalie con significative perturbazioni all’esercizio che possono essere accettate rispetto ad una determinata percorrenza (affidabilità); – rapporto minimo accettabile tra i veicoli disponibili per l’esercizio ed i veicoli totali del parco (disponibilità); – valore monetario, in termini relativi o assoluti, degli interventi di manutenzione sia per la mano d’opera sia per i materiali utilizzati (manutenibilità), che, insieme al costo di acquisto e di gestione, consente di calcolare il costo del ciclo di vita del veicolo. Gli interventi di manutenzione correttiva devono essere tali da richiedere ridotti tempi di intervento; a tal fine possono essere determinanti i seguenti requisiti: – uguaglianza ed intercambiabilità delle apparecchiature per consentire la rapida sostituzione dei componenti danneggiati riducendo al minimo le operazioni di taratura e collaudo; – accessibilità, estraibilità e manipolabilità delle apparecchiature per semplificare e accelerare gli interventi. 332 PARTE III. CONCLUSIONI 8.4 I fabbisogni di materiale rotabile: aspetti economici e temporali In questo paragrafo è descritto, per ciascuna azienda esercente il servizio ferroviario, il quadro delle risorse economiche già disponibili per l’acquisto di nuovo materiale rotabile, nonché un’analisi delle ulteriori risorse che potrebbero essere reperite a seguito di rimodulazioni di programmi di spesa e/o attivazioni di nuovi canali di finanziamento. Viene fornito, inoltre, un quadro previsionale dei tempi necessari per l’effettiva entrata in esercizio sulla rete ferroviaria regionale dei nuovi treni, tenendo conto delle diverse situazioni dei singoli esercenti. Si tratterà, infine, il tema delle “grandi riparazioni” e del “revamping” del materiale rotabile già in esercizio, definendo i canali di finanziamento attualmente disponibili e proponendo alcune soluzioni per aumentare le risorse da destinare a tali attività. 8.4.1 Trenitalia La Giunta Regionale, con Delibera n. 390 del 5 marzo 2004, ha destinato la quota di € 19.770.000,00 di risorse finanziarie ex legge 194/98 quale contributo del 25,7% per l’acquisto da parte di Trenitalia di 19 convogli ferroviari di tipo “Minuetto” – di cui 11 nella versione a trazione elettrica e 8 nella versione a trazione dieTav. 8.5 - Il nuovo materiale rotabile di TRENITALIA cofinanziato dalla Regione Campania N. convogli Tipologia di trazione 11 Elettrica 8 Diesel Vetture pilota doppio piano 2 Vetture doppio piano di 2a classe 8 Tipologia Minuetto Fonte: Regione Campania, Assessorato ai Trasporti. Inizio fornitura Fine fornitura Ottobre 2004 Febbraio 2006 Diesel Luglio 2006 Ottobre 2006 - Luglio 2006 Ottobre 2006 8. CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE 333 sel –, 2 “vetture pilota doppio piano” e 8 “vetture doppio piano di 2ª classe” (tav. 8.5). La consegna dei nuovi convogli ferroviari di tipo “Minuetto” è avvenuta a partire dal mese di ottobre 2004 e sarà completata entro il mese di febbraio 2006; entro il mese di aprile 2005 sarà, comunque, garantita la consegna di 7 convogli (diesel o elettrici) pari a circa il 40% dell’intera fornitura di “Minuetto”. Le 2 “vetture pilota doppio piano” e le 8 “vetture doppio piano di 2ª classe” saranno consegnate a partire dal mese di luglio 2006 e comunque entro il mese di ottobre 2006. 8.4.2 Circumvesuviana Nel marzo del 2004 è stato sottoscritto dalla Circumvesuviana e dall’associazione temporanea d’impresa composta da Ansaldobreda spa e Firema spa un accordo quadro per la fornitura di 23 nuovi elettrotreni di ultima generazione, a basso impatto ambientale, più capienti e dotati di dispositivi per disabili e di impianti di videosorveglianza e di informazione all’utenza. Il valore complessivo della commessa è pari a 103,3 milioni di Euro così ripartiti: – 9,1 milioni di Euro ex legge 211/92; – 56,8 milioni di Euro fondi trasferiti alla Regione Campania ex Accordo di Programma del 17/12/2002; – 7,5 milioni di Euro fondi regionali; – 29,8 milioni di Euro da reperire a carico della Regione Campania; La validità dell’Accordo Quadro è stata fissata in 6 anni, prorogabili di ulteriori 3 anni a discrezione della Circumvesuviana. Il primo convoglio sarà consegnato 24 mesi dopo la firma dell’ordine da parte dell’esercente, con un ritmo successivo di consegna di 1 elettrotreno al mese. La Circumvesuviana si è obbligata ad emettere ordinazioni fino alla concorrenza di 73,5 milioni di Euro; le ulteriori ordinazioni potranno essere effettuate qualora la Regione Campania assicurasse la necessaria copertura economica di 29,8 milioni di Euro. 334 PARTE III. CONCLUSIONI In tal caso alle aziende fornitrici sarebbe concesso un tempo di “riavvio” della fornitura di 6 mesi, per poi riprendere il ritmo di consegna di un elettrotreno al mese. A tale proposito l’Assessorato ai Trasporti della Regione Campania sta valutando l’ipotesi di rimodulare i fondi trasferiti dallo Stato alla Regione ex Accordo di Programma del 17/12/2002 ed attualmente allocati per la realizzazione di interventi infrastrutturali su tutta la rete della Circumvesuviana, per assicurare la copertura economica necessaria ad ultimare la fornitura di nuovi elettrotreni. 8.4.3 SEPSA Il rinnovo del parco rotabile della SEPSA è assicurato da una provvista economica già disponibile di 55,8 milioni di Euro, trasferiti alla Regione Campania ex Accordo di Programma del 17/ 12/2002. Ciò ha consentito di attivare le procedure di gara entro la fine del 2004 per ottenere i primi elettrotreni per i primi mesi del 2007. Si stima che i fondi disponibili siano sufficienti per l’acquisto di almeno 10 nuovi convogli, pari ad un terzo del parco rotabile attuale. 8.4.4 ex Ferrovie Alifana e Benevento-Napoli (MetroCampania Nordest) Il rinnovo del parco rotabile di MetroCampania Nordest presenta elementi di maggiore complessità, essendo in corso un notevole ampliamento della rete ed ammodernamento tecnologico. È in costruzione, infatti, la tratta Piscinola - Aversa Centro e la tratta Piscinola - Capodichino dell’Alifana, realizzate entrambi con tecnologie di tipo metropolitano analoghe a quelle utilizzate per la Linea 1 della Metropolitana di Napoli. Si sta ultimando, inoltre, l’elettrificazione della tratta Piedimonte Matese - S. Maria Capua Vetere, dove è prevista una rottura di carico per chi è diretto verso Napoli, per effetto del cambio di tensione della linea. 8. CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE 335 Questo articolato programma di ampliamento ed ammodernamento della rete sociale dovrà essere supportato da un adeguato potenziamento dell’esiguo parco rotabile attuale. Pertanto l’Assessorato ai Trasporti, rimodulando l’allocazione dei fondi trasferiti dallo Stato alla Regione ex Accordo di Programma del 17/12/2002, ha previsto di poter impegnare immediatamente 31,7 milioni di Euro per l’acquisto di nuovi elettrotreni. Le procedure di gara dovrebbero consentire di ottenere i primi elettrotreni per i primi mesi del 2007. Ulteriori risorse – circa 20 milioni di Euro – si renderanno disponibili a seguito della risoluzione in via transattiva di un lodo arbitrale su un appalto in corso sulla tratta Benevento - Cancello. Infine, la Regione Campania avanzerà richiesta all’Autorità di gestione del P.O.N. Trasporti 2000-2006, con i cui fondi è stata cofinanziata la realizzazione delle due tratte Piscinola - Aversa Centro e Piscinola - Capodichino, di finanziare anche l’acquisto di 3 nuovi elettrotreni. 8.4.5 La manutenzione straordinaria e il revamping Le risorse attualmente a disposizione della Regione Campania per la manutenzione straordinaria del parco rotabile, fanno riferimento al Fondo Comune di cui alla Legge n. 297/78, istituito per le ferrovie in concessione ed in gestione governativa e dedicato ad interventi di manutenzione straordinaria relativi a: – opere d’arte; – armamento; – linea aerea; – segnalamento; – telecomunicazioni; – passaggi a livello; – acquisto e manutenzione straordinaria del materiale rotabile. Questo elenco di tipologie di interventi segnala quanto sia esigua attualmente la provvista economica riservata al materiale rotabile. Per l’anno 2003, ad esempio, le somme a disposizione per Cir- 336 PARTE III. CONCLUSIONI cumvesuviana, Sepsa ed Alifana sono state complessivamente di circa 8 milioni di Euro. Appare evidente, dunque, la necessità di reperire altrove i fondi per manutere e riammodernare il parco rotabile esistente. Una delle ipotesi maggiormente percorribili sarebbe quella di considerare nell’ambito degli investimenti dedicati alla realizzazione di nuove infrastrutture ferroviarie o all’ammodernamento/raddoppio di infrastrutture esistenti, anche l’ammodernamento del materiale rotabile che sarà utilizzato su tali infrastrutture. Ciò consentirebbe uno sviluppo equilibrato dell’intero comparto del trasporto su ferro, basato su una stretta correlazione tra infrastrutture e servizi. 8.4.6 Sintesi del quadro degli investimenti Prendendo in esame la previsione dei fabbisogni dell’intero Sistema di Metropolitana Regionale (si veda Cap. 3 dello studio), in Tav. 8.6 - Sintesi dei fabbisogni di nuovo materiale rotabile per il sistema di Metropolitana Regionale (al 2005 e al 2015) ) Fabbisogni netti di nuovo materiale rotabile al 2005 CATEGORIA N. CONVOGLI A (urbano) 14 B (urbano+suburbano) 77 C (Regionale ordinario) 24 D (Regionale medio-lunga percorr.) 0 TOTALE 115 (€ 575-690 mln) Costo medio per convoglio € 5-6 milioni Fabbisogni netti di nuovo materiale rotabile al 2010-2015 CATEGORIA N. CONVOGLI A (urbano) 40 B (urbano+suburbano) 129 C (Regionale ordinario) 51 D (Regionale medio-lunga percorr.) 0 TOTALE 220 (€ 1.100-1.320 mln) Costo medio per convoglio € 5-6 milioni 337 8. CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE Tav. 8.7 - Quadro di confronto fra fabbisogni di nuovo materiale rotabile e risorse economiche disponibili N. Convogli al 2005 Trenitalia 18 B 15 C Circumvesuviana 7 A 35 C SEPSA 1A (CIRCUMFLEGREA) 8 B Ferrovia Alifana e 5 C Benevento-Napoli 4 C Metronapoli 5 A 16 B Linea 7 (Bretella M. ----S. Angelo) TOTALE 115 N. Convogli al 2015 72 B 36 C 30 (al 2006) 11 A 23 49 B (al 2010) 10 8 B+ (2007-09) 13 Revamping 10 A 8 (stima) 9 C (2007-09) 6 C 10 A -----9 A 220 Programmi a breve Risorse Convogli Risorse da coprire disponibili acquistabili (per convogli (€ mln) con risorse acquistabili a breve) disponibili (€ mln) 76,926 19,770 30 (Regione) 57,156 (Trenitalia) 103,3 73,4 16 29,9 Spesa Convogli acquistabili sostenibile (€ mln) 55,8 55,8 10 - 51,7 31,7 5 20 (lodo arbitrale) ------ ------ ------ ------ ------ ------ ------ ------ ------ 72 287,726 237,826 61 49,9 Fonte: I dati relativi alle risorse economiche sono stati forniti dall’Assessorato ai Trasporti della Regione Campania termini di nuovi acquisti di materiale rotabile e di ammodernamento del materiale esistente, è possibile tracciare un quadro di sintesi sulle prospettive emergenti nel medio-lungo periodo. Gli investimenti al 2005 ammontano ad una cifra oscillante tra i 575 e i 690 milioni di euro, a fronte di un volume di convogli “medi” pari a 115 unità. Per l’intero periodo (orizzonte 2010-2015), l’investimento complessivo è stimato in 1.100-1.320 milioni di euro, considerando un ammontare di convogli pari a 220 unità. Il confronto tra tali fabbisogni ed il quadro, sopra illustrato, delle risorse economiche, limitatamente a programmi di spesa già definiti o definibili a breve, fornisce alcune indicazioni significative. Come si evince dalla tabella, a fronte di un fabbisogno al 2005 di 115 convogli, le risorse disponibili (o ritenute rapidamente recuperabili), pari a circa 288 milioni di euro, riescono a soddisfare l’acquisto di 72 convogli (pari dunque al 63% del necessario). Di tali risorse, va precisato, sono immediatamente disponibili 238 milioni di euro (l’83%), mentre 50 milioni di euro dovranno essere coperti 338 PARTE III. CONCLUSIONI attraverso apposite iniziative regionali da attivare. Sempre rispetto al fabbisogno al 2005 (almeno € 575 milioni), va osservato che, ipotizzando il pieno soddisfacimento degli acquisti programmati per 288 milioni, resterebbe un residuo di investimenti non realizzati di identico ammontare. Appendice 342 APPENDICE APPENDICE 343 344 APPENDICE APPENDICE 345 346 APPENDICE APPENDICE 347 348 APPENDICE APPENDICE 349 350 APPENDICE APPENDICE 351 352 APPENDICE APPENDICE 353 354 APPENDICE APPENDICE 355 356 APPENDICE APPENDICE 357 358 APPENDICE APPENDICE 359 Tav. 2.3.30 - Linea Circumflegrea: Montesanto – Quarto – Torregaveta 360 APPENDICE APPENDICE 361 362 APPENDICE Finito di stampare nel mese di dicembre 2005 da Cangiano Grafica - Napoli