DELLA ANNO XXXV 18 SETTEMBRE 2010 E 1,20 34 Specchio dell’infinito A partire dalla terza domenica di settembre, la più vicina all’inizio ufficiale dell’autunno, in tante parrocchie si celebrano le feste patronali che segnano l’inizio dell’attività pastorale, dopo che anche le scuole hanno riaperto i battenti... E la natura ci manda il suo messaggio! U n grande lago, dal tipico colore verdastro che caratterizza gli invasi artificiali, non riesce a specchiare l’immensità del ghiacciaio nelle sue acque torbide. Una piccola pozza d’acqua, invece, nascosta tra rocce e mughi, cattura con la sua trasparenza chilometri di ghiaccio in uno specchio di pochi metri, e vi entra anche l’infinità del cielo terso, che, tuffato in quell’acqua, sembra addirittura più blu. La natura, che s’avvia a vestire i colori dell’autunno, ha questo da insegnarci, ed è come un messaggio che giunge dall’Alto, rivolto a noi imbrigliati in una ripresa caotica e non di rado brontolona. Eppure quella pozza d’acqua, a vederla nella foto e a non sapere quanto sia insignificante in confronto alla montagna, la scambieresti per un grande lago, perché vi vedi dentro, immenso, il cielo ed il ghiacciaio. No, non ti inganni, è davvero un grande lago, reso grande perché piccolo e trasparente. Ingigantito dal cielo, che ama specchiarsi lì, e dal tuo sguardo DIOCESI DI COMO CONTIENE INSERTO PERIODICO SETTIMANALE - POSTE ITALIANE S.P.A. SPED. IN ABBONAMENTO POSTALE - D.L. 353/2003 (CONV. IN L. 27/02/2004 N° 46) ART. 1, COMMA 1, DCB COMO Foto AC - Il Settimanale umano che sa ancora fermarsi, contemplare e stupirsi. C’è un messaggio per noi, per il nostro mondo che si impantana ogni giorno nell’ennesima polemica, resa viscida da una informazione sempre più opaca, incapace di guardare e vedere altro che non sia il solito teatrino delle marionette. Una persona mi diceva, triste e preoccupata, che sentiva la mancanza di buone notizie, di belle notizie, e non sapeva perché viveva questa strana ed improvvisa astinenza. Poi ha ripreso tra le mani il nostro piccolo giornale – una pozza d’ac- qua, se paragonato ai grandi invasi verdastri – e si è accorta che eravamo stati fermi tre settimane e che le era venuta a mancare una lettura diversa dei fatti e soprattutto notizie diverse, magari meno eclatanti, carenti del fango che imperversa altrove, ma buone, belle, capaci di generare una trasparente speranza. Non lo dico certo per sbrodolarmi nella lode – che semmai va fatta a chi questo giornale lo scrive – ma per tracciare un cammino che non riguarda solo la carta stampata, ma ogni cuore, in questo autunno che ripropone i suoi colori Foto AC - Il Settimanale dimessi, mentre i prati sono ancora verdi. La pozza d’acqua capace di specchiare l’infinito ci insegna a misurare in un altro modo, che non sia il solito metro umano che crede di ridurre tutto a numeri, prestazioni, denaro. Come è noioso e ingiusto questo modo di misurare che non sa tenere conto della miseria e non usa il cuore per guardarla! Abbiamo proprio bisogno di notizie buone, di notizie belle. Anzi, il mondo che non conosce la misericordia ha bisogno di trovare in noi una notizia buona, una notizia bella. Riprendere – il lavoro già da un pezzo, la scuola da poche ore – con la logica umile e trasparente della pozza d’acqua può apparire una follia in una società che corre su altre strade, che ti riduce all’affanno ogni sera, e non lascia scampo a chi è lento e testardamente proteso alla difesa di quelli che s’ostina a ritenere valori irrinunciabili. Eppure laggiù, grande e imponente, continua a restare opaco il grande lago verdastro: se vuoi vedere la luce che dal cielo si deposita sul ghiacciaio, sei costretto ad alzare lo sguardo. Mentre Lui, il grande Tessitore dell’autunno, ama rincorrere i piccoli specchi d’acqua che l’estate non ha prosciugato. Ama sostare lì, nascosto nel ghiaccio, splendente nel sole. don AGOSTINO CLERICI P A G I N A 2 RIFLESSIONI IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 18 SETTEMBRE 2010 UN SAGGIO DI JONATHAN ROBINSON NOVITÀ IN LIBRERIA MESSA E MODERNITÀ LE LETTERE DI SAN PAOLO L a filosofia moderna ha elaborato idee sulla storia, la ragione, la scienza e la comunità che sono entrate nella mentalità comune permeando anche la coscienza cattolica e che hanno contribuito a deformare la riflessione sulla liturgia della Chiesa di oggi. È questa la tesi che padre Jonathan Robinson, fondatore della Congregazione dell’Oratorio di San Filippo di Toronto e professore di Filosofia alla McGill University di Montreal, illustra nel suo libro con lucidità e chiarezza, mostrando come il concetto di modernità formato nel pensiero filosofico di Kant, Hegel, Hume e Comte abbia influenzato l’attuazione della riforma liturgica postconciliare e condizionato la nostra comprensione del significato della celebrazione eucaristica. Il modernismo esplora il nuovo e nega l’eterno che si incarna e permane nel tempo e nella storia, trasformando il culto da valore oggettivo in espressione soggettiva modificabile a piacimento. La religione morale che rifiuta ‘lo slancio trascendente ha abbassato Dio alle nostre dimensioni, facendoci dimenticare che, come dice Benedetto XVI, “Dio lo si trova soprattutto lodandolo, non solo riflettendo e la liturgia non è qualcosa di costruito da noi; (...) diventa nostra unione con il linguaggio di tutte le creature”. Padre Robinson critica duramente la riforma del culto intrapresa dopo il Concilio Vaticano II, che partendo da affermazioni chiare e incontestabili ha però prodotto a suo parere soltanto “apatia, amarezza e superficialità”. Nello sforzo di parlare al mondo moderno, la Chiesa ha troppo spesso cercato di adattare le celebraJONATHAN ROBINSON, zioni cucaristiche a prospettive di fatto nemiche della cristianità che hanno finito con indebolire la Chiesa nel suo insieme e svuo- Messa e modernità. tare di senso il culto. Urge dunque una riflessione profonda sullo Un cammino a ritroso verso il regno dei stato di salute della Chiesa per tutelare l’efficacia della sua missione: far sì che il mondo moderno sia raggiunto dalla verità di cieli, Cantagalli, pagine 334, Cristo dal suo potere salvifico. euro 16.00 La visione di Robinson è però tutt’altro che scettica. All’inizio del suo libro egli affida a un passo di John Henry Newmann, grande teologo inglese oratoriano prossimo alla beatificazione, il suo messaggio di speranza: solo grazie all’esperienza acquisita con l’errore è possibile avvicinarsi alla verità e solo dopo aver sbagliato impariamo ad agire correttamente. MARIAVERA SPECIALE UN SAGGIO DI SEVERINO DIANICH PER UNA TEOLOGIA DEL PAPATO no studio storico e teologico sul primato papale, che si inserisce nella letteratura fiorita dopo la pubblicazione della enciclica Ut unum sint, di Giovanni Paolo II Molte difficoltà nell’accettazione del papato sono derivate da una teologia che lo ha considerato esclusivamente come la fonte di un potere di giurisdizione per U SEVERINO DIANICH, Per una teologia del papato, San Paolo, pagine 174, euro 16,00 l’esercizio dell’autorità sulla chiesa universale, obliandone l’aspetto pastorale e sacramentale. L’esasperazione della difesa dell’autorità universale del papa è anche derivata dalla pressione dei poteri politici, tendente ad assoggettare i vescovi allo stato e a ridurre la chiesa cattolica ad una federazione di chiese nazionali. I grandi cambiamenti avvenuti al nostro tempo possono permettere al papa di recuperare il suo ministero pastorale nella chiesa di Roma, facendone l’autorevole punto di riferimento per l’autenticità della fede e l’unità di tutte le chiese. a cura di AGOSTINO CLERICI Questo volume unico a commento della lettera ai Romani riunisce i precedenti volumi che Romano Penna ha dedicato all’epistola paolina tra il 2004 e il 2008. Un volume ponderoso, dunque, che supera abbondantemente le mille pagine, e che può essere considerato la summa ed il frutto maturo della ricerca e dell’insegnamento del famoso esegeta, che tanta parte dei suoi studi ha dedicato alle lettere di Paolo e, in particolare a questo scritto neotestamentario, che è il primo di cui ci sia pervenuto un commento completo, condotto a termine verso il 243 dal grande alessandrino Origene. Da allora ad oggi i lavori su questo testo epistolare si sono moltiplicati in forma esponenziale, attestando l’enorme importanza dello scritto paolino per la fede, per la teologia e per la spiritualità cristiana, oltre che più in generale per il pensiero della cosiddetta civiltà occidentale. ROMANO PENNA (a cura di), Lettera ai Romani, EDB, pagine 1332, euro 69,00. Un altro commento di una epistola paolina questa volta nella bella collana di Paoline dedicata a “I libri biblici” - ha come oggetto la Lettera ai Filippesi, che fa parte del gruppo delle lettere che Paolo scrive dalla prigionia ed è l’ultima sua lettera autoriale. Essa è indirizzata alla comunità di Filippi, prima chiesa fondata da Paolo in territorio europeo ed esprime un forte carattere personale; una lettera che manifesta l’affetto dell’Apostolo per questa comunità che lo ha sostenuto e continua a dimostrargli fedeltà, anche se è attraversata da tensioni e conflitti. Tra le peculiarità di questa collana, quindi anche di questo volume, si segnala l’analisi esegetica dettagliata di tutto il libro, l’approfondimento degli aspetti teologici emergenti dal testo e la metodologia che adotta non solo il metodo storico-critico, ma anche l’analisi retorico-letteraria. ANTONIO PITTA (a cura di), Lettera ai Filippesi, Paoline, pagine 400, euro 33,00. Ecco una particolare edizione delle Lettere e dell’Apocalisse, nell’ambito del progetto «Bibbia Paoline», che viene a completare il volume relativo ai Vangeli e agli Atti degli apostoli, pubblicato nel 2008. Le caratteristiche principali di questa edizione sono: il nuovo testo della CEI; le note di commento al testo, versetto per versetto, secondo l’ormai consolidata e soprattutto apprezzata formula della pagina a fronte, anziché a piè pagina; le introduzioni ai singoli libri strutturate secondo uno schema fisso che permette al lettore di avere subito un’aggiornata sintesi sulle questioni più importanti relative al libro in esame. GIULIANO VIGINI (a cura di), Lettere e Apocalisse, Paoline, pagine 508, euro 15,00. Ecco, infine, la proposta di un testo agile in cui il sacerdote parigino Xavier de Chalendar ha individuato cinquanta personaggi di cui si racconta che «hanno visto Gesù». Li fa parlare della loro esperienza in prima persona, immaginando alcuni dettagli della loro vita, collocandoli nel loro ambiente. A volte questi personaggi espongono liberamente ciò che ricordano del loro incontro con Gesù, altre volte sono sollecitati a raccontare attraverso una vera e propria intervista, altre volte ancora scrivono una lettera nella quale parlano di Gesù. XAVIER DE CHALENDAR, Hanno visto Gesù, Paoline, pagine 234, euro 14.50. VENTICINQUESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO - ANNO C Parola FRA noi AM 8,4-7 SAL 112 1TM 2,1-8 LC 16,1-13 Amare è la vocazione dell’uomo, nella quale trova la sua felicità di ANGELO SCEPPACERCA PRIMA SETTIMANA del Salterio LA VERA RICCHEZZA È SOLO L’AMORE N on è la parabola dell’amministratore disonesto perché il Signore ne salva non la furbizia, ma la capacità di pensare al futuro, a quando la disonesta ricchezza “verrà a mancare”. Un suggerimento che la Chiesa ricorda a tutti gli sposi quando, nella benedizione, dice: “Sappiate riconoscere Dio nei poveri e nei sofferenti, perché essi vi accolgano un giorno nella casa del Padre”. Gli amici di cui tener conto sono i poveri perché saranno essi, nel giudizio finale, a suggerire gli invitati ammessi al banchetto celeste. Papa Sisto volle Lorenzo come suo arcidiacono, con l’incarico di occuparsi delle attività caritative della diocesi di Roma. Era l’anno 257. L’anno successivo l’imperatore Valeriano ordinò l’uccisione di tutti i vescovi, presbiteri e diaconi. Papa Sisto II e sei dei suoi sette diaconi furono presi il 6 agosto e decapita- ti; a Lorenzo, il settimo diacono, concessero un po’ di tempo, comandandogli di consegnare tutti i beni della Chiesa. Lorenzo invece distribuì tutto ai poveri e dopo si presentò agli aguzzini indicando loro i poveri che lo avevano seguito dicendo: “Ecco, i tesori della Chiesa sono questi”. Ci si serve della ricchezza, non la si serve per esserne – in realtà – posseduti. Gli imbecilli misurano il proprio valore e successo sul metro della ricchezza accumulata. Il cuore appesantito dalle “cose” è incapace di ascoltare la richiesta dell’altro e la voce di Dio che risuona nella coscienza. L’avidità fa schiavi e disumani, secondo il rimprovero che san Basilio rivolge al ricco: “Tu sei veramente povero, anzi, privo di ogni vero bene. Sei povero di amore, povero di umanità, povero di fede, povero di speranza”. Il primo posto è di Dio. Il suo regno è il tesoro nascosto e la perla preziosa. Coincide con l’amore. “L’uomo, dice Benedetto XVI, diventa simile a Dio nella misura in cui diventa qualcuno che ama”. Amare e volere il bene è la vocazione dell’uomo, nella quale trova la sua felicità, prima nella storia e poi nell’eternità. La ricchezza, come tutte le altre cose, va messa a servizio dell’amore, cioè di Dio, della comunione fraterna. “È con i nostri patrimoni che diventiamo fratelli”, scriveva Tertulliano nei primi tempi del cristianesimo. E san Massimo di Torino, in antitesi alla miseria spirituale del ricco egoista, diceva che “l’uomo misericordioso diviene più ricco, quando comincia a possedere di meno per il fatto di donare ai poveri”. Tra i beni che arricchiscono ci sono le persone, capaci di darci molto, ma che sono irriducibili a semplice strumento. Solo l’amore gratuito è all’altezza della loro dignità. Gli altri sono un bene in se stessi e devo cercare il loro bene con la stessa serietà con cui cerco il mio. Come il mercato è il luogo dello scambio dei beni materiali, così la famiglia è lo spazio della gratuità e dell’amore. Il marito è un dono per la moglie e viceversa la moglie è un dono per il marito. I genitori sono un dono per i figli e viceversa i figli sono un dono per i genitori. I fratelli sono un dono l’uno per l’altro. In una famiglia vera ognuno considera gli altri non solo come un bene utile per la propria vita, ma come un bene in se stessi, un bene insostituibile, senza prezzo. Anzi, se c’è un’attenzione preferenziale è per i più deboli: i bambini, i malati, gli anziani. Certo, gli altri sono anche un peso, da portare con amore paziente, senza tener conto del dare e dell’avere, disponibili a perdonare e a chiedere perdono. CHIESA PRIMOPIANO P A G I N A 3 IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 18 SETTEMBRE 2010 T rovate in allegato a questo numero de Il Settimanale l’opuscolo descrittivo delle proposte di formazione per i laici per l’anno pastorale 20102011. Panoramica sufficientemente completa, anche se non certo esaustiva, delle occasioni offerte a tutti di approfondire la propria fede e partecipazione ecclesiale. In sintesi vi sono descritte: • la Scuola di Teologia per Laici nelle due sezioni di Como e Sondrio; • il Corso multi-disciplinare; • alcune proposte di Scuole e Corsi per operatori pastorali; • la Scuola di formazione socio-politica. IL CALENDARIO 2010-2011 PROPOSTE DI FORMAZIONE Scuola di Teologia, Corso Multidisciplinare, Scuole e corsi per operatori pastorali, Scuola di formazione socio-politica: è ampia e articolata l’offerta formativa, aperta non solo ai laici ma a tutti i battezzati La presentazione è talvolta dettagliata, altre volte essenziale, con rimando alle fonti di ulteriori informazioni. pagina a cura di mons. ANGELO RIVA Cominciamo dal descrivere non quello che c’è, ma quello che manca nel “palinsesto” dell’offerta formativa. Anzitutto il titolo è incompleto: Scuole di formazioni per Laici. In realtà, le proposte si rivolgono a tutti i battezzati, quindi anche a preti, diaconi, religiosi, appartenenti all’ordo virginum e agli istituti secolari. Anzi, la complementarietà delle diverse figure vocazionali appare un ingrediente importante per una fruttuosa didattica. Soprattutto nell’ambito delle scuole per operatori pastorali, rappresenta una grande ricchezza poter pensare insieme e insieme progettare l’azione ecclesiale. Mettendo ciascuno a fuoco – preti e laici, religiosi e famiglie – il proprio carisma e la propria competenza specifica. Manca anche, nella presentazione, una descrizione del metodo di insegnamento di ciascuna proposta. Si sono messi in primo piano i contenuti. Ovviamente non tutti i corsi sono uguali quanto al metodo: si va dalla classica lezione frontale, al laboratorio, all’ascolto di testimonianze, al gruppo di confronto e approfondimento… La casella più lacunosa è rappresentata dalle proposte di formazione pastorale a livello di Zona. Una tradizione assai fiorente qualche anno addietro, che più recentemente si è un po’ smarrita. Catechisti, accompagnatori dei genitori al Battesimo, animatori dell’iniziazione cristiana, della pastorale giovanile, dei gruppi familiari, figure competenti nel campo del- l’educazione all’affettività: proposte formative specifiche attendono di essere formulate per tutti costoro, prevalentemente a livello di Zona pastorale (anche per evidenti motivi logistici). È un impegno preciso che il Vescovo intende dare alla Diocesi, e sul quale in particolare gli Uffici di pastorale stanno da tempo lavorando. Ecco in sintesi le proposte. La Scuola di Teologia rinasce quest’anno in una formula rinnovata e più snella rispetto alla modalità che ha proficuamente contrassegnato lo scorso decennio. Si è infatti nel frattempo mutata la “domanda” da parte dell’utenza: per esempio, la Scuola così com’era non era più sufficiente come curriculum formativo delle insegnanti di religione, per il quale si richiede oggi la frequenza almeno a un Istituto di Scienze Religiose. La nuova formula, pur molto concentrata rispetto al passato, ha l’intento di offrire una panoramica sufficientemente completa della scienza della fede, spaziando a mo’ di aperitivo sui diversi settori del sapere teologico. Si rivolge a tutti coloro che sono desiderosi di un approfondimento ragionato della propria fede, in vista di una testimonianza più consapevole e convinta. Sono previste due sezioni per le due province della nostra Diocesi. Il Corso multi-disciplinare è la riproposta di un percorso che, negli ultimi quattro anni, ha conosciuto un consistente successo. Un tema teologico (quest’anno: Grazia, pec- cato, giudizio) affrontato da differenti angolature di contenuto e di metodo, nella prospettiva più della “sinfonia” delle diverse voci che non della “sintesi”. Con un occhio anche alla sensibilità corrente, spesso incline – specie nella comunicazione mediatica – alla storpiatura dei temi cristiani maggiori (del tipo: la fine del mondo secondo il calendario Maya…). Le Scuole e i Corsi per operatori pastorali raggruppano alcune iniziative formative di carattere diocesano promosse dai competenti Uffici pastorali. Hanno come scopo la formazione di un laicato competente e maturo, in grado di assumersi con sempre maggior slancio non solo la collaborazione, ma anche la corresponsabilità dell’azione pastorale della Chiesa. Si rivolgono quindi di preferenza a quei fedeli laici desiderosi di incrementare le fila della cosiddetta “comunità apostolica”. Il quadro delle proposte si completa con quanto detto più sopra a proposito delle analoghe iniziative da avviare a livello zonale. Infine la Scuola di formazione socio-politica affronta quest’anno il secondo step del suo percorso, cominciando ad affrontare più puntualmente – dopo l’introduzione generale alla Dottrina Sociale della Chiesa del primo anno – alcune questioni: laicità e democrazia, le frontiere della bioetica, la sfida dell’economia civile, le sue ricadute sulla famiglia e sulla cultura del lavoro. La Scuola si rivolge a tutti coloro che sono desiderosi di un accostamento delle più importanti questioni socio-politiche alla luce del Vangelo e dell’insegnamento sociale della Chiesa. Tra l’altro affronta anche la sfida della contemporaneità dell’edizione comasca e di quella valtellinese, avvalendosi dell’ausilio dei più moderni supporti tecnologici. Per concludere: il menu è ricco, basta mettersi a tavola. Che non ci venga a mancare la fame! IL 25 SETTEMBRE L’ASSEMBLEA DIOCESANA TRA VERIFICA E RILANCIO Verifica, anzitutto. Ci si chiederà quale traccia ha lasciato il Biennio pastorale sull’educare che abbiamo alle spalle. Schede per una analisi sono già circolate nei mesi scorsi nelle parrocchie e nelle zone pastorali, si tratta ora di fare una lettura comparata degli elementi emersi. A lla ripresa della vita pastorale dopo il periodo estivo, un appuntamento inedito e importante: l’Assemblea diocesana. Inedito in quanto per la prima volta convergono a convegno i principali organismi di partecipazione diocesa- na, con la sola eccezione (motivata ratione officii) del Consiglio Presbiterale. Importante perché questa Assemblea – che potrebbe essere la prima di una serie da inaugurare – rappresenta un importante momento di verifica e di rilancio della vita pastorale diocesana. E poi rilancio. In attesa di conoscere le indicazioni pastorali dei vescovi italiani sul biennio 2010-2011 (dedicato appunto al tema educativo), l’Assemblea rifletterà su alcune scelte che sono già da tempo oggetto di riflessione e sperimentazione: la dimensione catecumenale della vita ecclesiale, il cammino dell’iniziazione cristiana, il progetto di pastorale giovanile, il percorso per fidanzati verso il matrimonio. Sono i quattro gruppi nei quali si articolerà il lavoro dell’Assemblea, con l’obiettivo di presentare al Vescovo alcune conclusioni (in forma di tesi) largamente condivise, punto di partenza per il successivo sviluppo del cammino pastorale diocesano. ASSEMBLEA DIOCESANA 25 SETTEMBRE 2010 A TAVERNERIO PRESSO I MISSIONARI SAVERIANI VIA URAGO, 15 con: - Consiglio Pastorale diocesano - Segreterie Vita Consacrata - Vicari Foranei - Uffici di pastorale - Consulte PROGRAMMA • ore 9.30: ritrovo; • ore 10.00: Ora Media; meditazione del Vescovo Diego; resoconto della verifica Piano Pastorale 2008-10 (monsignor Angelo Riva); • ore 11.00: lavori in gruppo su: - Catecumenato (monsignor RinaldoValpolini) - Iniziazione Cristiana (don Battista Rinaldi) - Progetto di Pastorale Giovanile (don Emanuele Corti) - Percorso per fidanzati verso il matrimonio (monsignor Italo Mazzoni) • ore 13.00: buffet • ore 14.00: presentazione in assemblea delle indicazioni dei gruppi e dibattito • ore 16.00: vespri e conclusione P A G I N A 4 SOCIETÀ INTERNIESTERI IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 18 SETTEMBRE 2010 INDIA LE DICHIARAZIONI DEL CARDINAL GRACIAS IN MERITO ALLE VIOLENZE IN KASHMIR E PUNJAB Odiosi attacchi alle chiese e scuole cristiane U na “ferma condanna” degli episodi che hanno portato al rogo del Corano negli Usa, definiti “atti insensibili e irrispettosi”, è venuta dal presidente della Conferenza episcopale indiana, il card. Oswald Gracias, intervenuto pubblicamente. Il sito dei vescovi indiani riporta, infatti, la dichiarazione del card. Gracias e le notizie degli scontri e degli attacchi alle scuole cristiane in Kashmir e Punjab che hanno provocato 18 morti. Il card. Gracias si è detto “profondamente rattristato” dalla vicenda e ricorda che gesti come il rogo del Corano non corrispondono a “ciò che Gesù Cristo ci ha insegnato”. “Il nostro dolore è grande – ha detto – perché cristianesimo e islam hanno molto in comune”. “Condivido la costernazione dei miei fratelli e sorelle musulmane – ha sottolineato – per questo triste evento. Siamo con voi e costruiamo insieme un’India più forte”. Anche l’organizzazione di laici cristiani “All India Christian Council” ha condannato gli episodi di rogo del Corano in occasione dell’11 settembre, ricordando “che non è una maniera cristiana di mostrare rabbia e dispiacere”: “il modo migliore per commemorare la morte di persone innocenti è denunciare e rinunciare alla violenza, specialmente quella motivata dalla religione”. “Non c’è posto, in un Paese civilizzato, per queste barbarie – ha dichiarato l’organizzazione indiana -, e nemmeno per gli atti di vandalismo, i roghi e la profanazione, che urtano i sentimenti religiosi della gente”. “All India Christian Council” ha chiesto alle autorità di “ar- restare i colpevoli coinvolti negli attacchi alla chiesa Malerkotla in Punjab e alla scuola cristiana Tangmarg in Kashmir”. Ma soprattutto ha chiesto “protezione per le minoranze cristiane”. Ai membri delle comunità cristiane ha lanciato un appello “a mantenere la pace e l’armonia”. Intanto il sito locale Kashmirobserver.net, che riporta quotidianamente le notizie delle proteste anti-governative e separatiste in Kashmir – aggravatesi quest’estate, cau- sando almeno 80 morti di giovani uccisi dai militari indiani durante le manifestazioni a colpi di sassaiole – precisa che “le proteste sono state causate inizialmente dalle notizie sulla dissacrazione del Corano negli Usa, ma sono state subito dopo indirizzate contro l’India e le forze governative”. “La polizia è dappertutto: circonda le chiese e le scuole per proteggere i luoghi cristiani. Quello che è accaduto è molto triste. Siamo molto preoccupa- ti, la comunità cristiana, sempre pacifica, si sente minacciata”. Questo è quanto detto, all’Agenzia Fides, da mons. Celestine Elampassery, vescovo di Jammu e Srinagar (Kashmir, India), all’indomani delle proteste e degli attacchi che hanno causato 17 morti fra i manifestanti musulmani. Nel Kashmir, “la situazione resta critica”: le autorità hanno decretato il coprifuoco in tutta la vallata, ma parte degli estremisti ha sfidato le misure restrittive ed ha alimentato questa tensione politica che “cova sotto la cenere da anni - spiega mons. Elampassery - poiché la Regione è attraversata da fermenti separatisti e infestata da gruppi militanti armati. Ci sentiamo indifesi e impotenti di fronte a questa ondata di violenza insensata - ha sottolineato il vescovo - Non abbiamo nulla contro i fedeli musulmani, che rispettiamo come fratelli, ma una minoranza violenta sta alimentando la tensione”. NOTA ECONOMICA QUALE RAPPORTO TRA ETICA ED ECONOMIA? Tra fede e opere una frattura da ricomporre ’ L articolo precedente l’ho concluso sostenendo, che all’origine dell’odierna crisi finanziaria e dell’economia reale, v’è la corruzione. Il tema centrale da affrontare, in questo momento, è quello del come riappropriarsi dell’etica. Sarebbe sbagliato pensare che io abbia inteso, con sottile ipocrisia, sostenere i comportamenti, i pregiudizi e le ideologie, contrarie all’economia di mercato e alla libertà economica, nonché contrapporre l’economia all’etica e viceversa. Così pensando, non si coglie nell’essenza la differenza che intercorre fra etica ed economia. In realtà, non dobbiamo dimenticare che se è vero che la benzina è distinta dal motore, quest’ultimo non entra in funzione, se non si è fatto il “pieno”. In parole semplici, i due fattori non si elidono ma si integrano e si coniugano. L’economia persegue “l’utile”, ma per raggiungere detto fine, senza imbattersi in pericolosi intralci, necessitano regole e controlli con poteri sanzionatori. Dette regole non debbono tuttavia contrastare con quelle peculiari dell’economia. Le norme, na- zionali o internazionali, le costruzioni finanziarie ed economiche, hanno, piaccia o non piaccia ammetterlo, la loro radice in una metafisica, quindi gli “architetti” chiamati a progettarle, consapevolmente o inconsapevolmente, si ispirano ad essa. Alla creazione delle regole auspicate, “contribuiscono e continueranno a contribuire, molti che si ritenevano e si ritengono cristiani e non è dubbio che in parte almeno, lo erano e lo sono. Come si spiega? Riteniamo che la spiegazione si trovi in una frattura nel loro animo tra la credenza religiosa e l’operare a contenuto temporale. E’ necessario che si ricomponga l’unità interiore… L’accennata frattura… è il risultato in gran parte se non del tutto, di un difetto di solida formazione cristiana” (Pacem in terris 152-153). A mio sommesso giudizio è proprio tale difetto che ha portato i cattolici italiani ad essere scarsamente incidenti, negli ambiti dell’economia, della finanza, del sindacato, della politica, della cultura e dell’informazione. L’Italia è ingessata in un avvilente conservatorismo istituzionale e sociale. L’affermazione fatta può essere meglio chiarita dicendo che in Italia manca un progetto, un’idea strategica in grado di condurre il Paese fuori dalla recessione e alla ripresa compatibile, proiettata nel futuro. Non nego l’esistenza, fra gli uomini della maggioranza di tutta una serie di buone intenzioni, nonché la capacità di divulgare promesse ottimistiche. In realtà tutto è fermo, le cosiddette riforme sono “riformine”, quindi non sono in grado di rendere il Paese realmente produttivo e competitivo. Le grandi opere, a loro volta, hanno la dimensione di una strada che, dal centro paese, porta alle frazioni, quindi non posseggono la forza richiesta per modernizzare l’Italia. I piani energetici, manco a dirlo, sono impantanati nella melma della demagogia, della contestazione dei “No a tutto”, dell’affarismo bottegaio, ossia della bieca speculazione, insensibile ai valori dell’ecologia e al bene comune. Per capirci, le pale del Parco eolico - posto a 20 Km, dalle coste di Tricase (Puglia) - voluto da Francesca Francescato, al- l’epoca portavoce nazionale dei Verdi e assessore in una giunta di Centrosinistra, sommate alle 14 progettate su terra ferma, autorizzate dalla Regione Puglia, sono ora contestate, con lo slogan “Dove si devasta il paesaggio lì c’è mafia”, da Forum ambiente e salute, dal Coordinamento civico salentino e da Italia nostra. L’elenco delle contestazioni alle fonti energetiche alternative è lunghissimo, credo tuttavia che, quanto ho richiamato, sia sufficiente. Il ministro Tremonti, nella due giorni dell’Ecofin, ha sostenuto che, la situazione italiana, non è preoccupante, tant’è che “il terzo autunno dall’inizio della crisi, per l’Italia, non sarà d’emergenza… Se non succedono rotture di sistema a livello internazionale, entriamo in una fase in cui va rimessa in pista la competitività del Paese”. Parole belle che vanno a contrastare con la realtà: l’Italia è e resta il fanalino di coda del G7. L’economia piange, l’occupazione pure. Il tasso di disoccupazione a luglio – almeno così dicono le varie agenzie – è stato dell’8,4%, quindi inferiore a quello medio dell’UE, che è sta- to quantificato in un 9,6%. Peccato che si tratti di una bugia: in Italia i lavoratori in cassa integrazione sono considerati occupati, cosicché le percentuali, sui senza lavoro, diventano fasulle. Non si deve infine dimenticare che le relazioni industriali, il sistema giudiziario, la farraginosità della pubblica amministrazione e l’instabilità politica, scoraggiano gli investitori stranieri e favoriscono le delocalizzazioni. Il quadro tracciato dice che il Paese necessita di riforme strutturali profonde e di un radicale cambiamento di cultura politica, nonché di un rinnovamento radicale dell’apparato partitico. Speranze e sogni più volte ribaditi, ma di difficile attuazione, perché gli uomini dell’opposizione sono peggio di quelli del governo in carica. I cattolici, unica forza che potrebbe operare a favore dell’auspicato cambiamento e della modernizzazione del Paese, sono demotivati e privi, al loro interno, di uomini all’altezza del richiamato compito. E’ pessimismo? Ai posteri l’ardua sentenza. GIANNI MUNARINI SOCIETÀ P A G I N A 5 FATTIePROBLEMI IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 18 SETTEMBRE 2010 CHIESA E STATO NEL 140° DELLA BRECCIA DI PORTA PIA Buoni cittadini e buoni cattolici R N La scuola al bivio: o burocrazia o studenti ell’imminenza del 140° anniversario della Breccia di Porta Pia, “L’Osservatore Romano” ha ripubblicato alcuni documenti del centenario. Era il 1970 e alla vigilia del 20 settembre ci fu uno scambio di lettere tra Paolo VI e il presidente della Repubblica di allora, Giuseppe Saragat. All’Angelus il Papa sottolineò, con grande semplicità, “l’armonia dei due rispettivi sentimenti di buoni cittadini e buoni cattolici”. Allora della “questione romana” era per così dire aperta solo la questione della revisione del Concordato, che l’aveva definitivamente chiusa. Dopo decenni di negoziati la revisione si realizzò nel 1984, ribadendo la cooperazione di Chiesa e Stato per il bene comune. Proprio questa cooperazione nella distinzione dei piani è il tema che è giusto fare risaltare anche oggi: il 20 settembre sarà celebrato infatti con una certa solennità, verso il traguardo dei 150 anni di Unità, di cui con Roma capitale si realizzerà il primo, essenziale compimento. Per lungo tempo questa ricorrenza, che fu anche festa nazionale, mantenne un connotato anticlericale, come celebrazione della fine del potere temporale e messa in guardia militante contro le pretese ecclesiastiche. Oggi ovviamente questo registro non ha più ragion d’essere. Il grande nodo della cultura politica contemporanea, in particolare qui, nei Paesi di democrazia avanzata e matura, è ancora e sempre nel fondamen- to stesso di questa democrazia, opportunamente ricordato a suo tempo da Paolo VI: “Date a Cesare ciò che è di Cesare, date a Dio ciò che è di Dio”. Si tratta di una distinzione che non è separazione, ma “armonia”, che offre alla democrazia una ispirazione cristiana, allo Stato laico un positivo spessore di principi e di risorse. Da qui derivano infatti quei concetti, la “democrazia cristiana” e la “laicità positiva”, che hanno accompagnato e vivificato la storia contemporanea. Oggi questa trama, su cui si dipana da più di un secolo la dottrina sociale e si articolano il “movimento cattolico” e la vicenda dell’impegno politico e sociale dei cattolici, ha bisogno di essere rilanciata, prima di tutto proprio nel suo nesso costitutivo, che è quello appun- to della libertà. Oggi in molti Paesi europei si opera in un contesto radicalmente secolarizzato, tale da mettere in discussione la permanenza o addirittura l’esistenza stessa di “radici cristiane”. Il punto d’altra parte non è solo quello di difenderle o di reclamarle, quanto piuttosto di farle reagire con il quadro attuale, che è quello di un liberalismo radicale esausto tendenzialmente egemone in una situazione di vuoto. L’Italia rappresenta in tal senso un caso rilevante, proprio per questo intreccio costitutivo con la realtà della Chiesa. Di qui l’importanza di una riflessione attenta e profonda sull’Unità d’Italia, la sua storia, la sua articolazione e il suo futuro. E l’impegno per trarne nuovi orizzonti. FRANCESCO BONINI CORSIVO di AGOSTINO CLERICI CALCIO ANCHE DOMENICA MEZZOGIORNO! «Perché perché la domenica mi lasci sempre sola per andare a vedere la partita di pallone...». Così cantava Rita Pavone non molti anni fa, ma sembrano passati secoli... C’è quasi nostalgia dei tempi in cui il calcio profumava di stadio e occupava le fatidiche due ore centrali della domenica pomeriggio. Chi allo stadio non ci andava, poteva ancora permettersi di passare un po’ di tempo con la famiglia, restando incollato alla radiolina per seguire la squadra del cuore. Già invadeva lo spazio degli affetti, ma era un ritaglio accettabile... Poi è arrivata la televisione, con la diretta delle partite, e con l’abbonamento non più alla gradinata ma alla poltrona di casa. E con la televisione, hanno inventato il posticipo e l’anticipo: il sabato alle 18 e alle 20.45, la domenica sera alle 20.45. Ora, nella massima serie del campionato di calcio italiano è arrivato anche l’anticipo della domenica mezzo- giorno: partita alle 12.30, all’ora di pranzo, quando la famiglia dovrebbe essere riunita per il pasto comune, forse l’unico meridiano di tutta la settimana... Calcio e lasagne, con litanie di «zitto, che devo vedermi la partita!» e «per favore, se non ti interessa puoi anche andare in cucina a mangiare!». Proprio un bell’esempio, questa ennesima trovata mangiasoldi dei venditori del pallone a tutte le ore! Provate a fare l’elenco delle partite in una settimana tipo, da fine agosto a inizio giugno, e vi verrà la nausea. Sabato: ore 18, anticipo di serie A; ore 20.45, altro anticipo di serie A. Domenica: ore 12.30, terzo anticipo della massima serie; ore 15.00, le altre partite; ore 20.45, finalmente il posticipo (e poi fino a mezzanotte e oltre, scorpacciata di immagini e moviole, condite con salsa di parole). Lunedì sera c’è il posticipo di serie B, Martedì e mercoledì è la volta - sempre alla sera - delle partite di Champions League. Giovedì è il turno dell’Europa League. Venerdì sera c’è il campionato di serie B. Ed è già sa- bato, con i due anticipi di serie A. Può darsi che abbia dimenticato qualcosa. E vi sono d’aggiungere le altre discipline: basket, pallavolo, pallanuoto, Formula 1, moto GP, ecc. Tutto in televisione, tutto in diretta. Da venti a trenta euro al mese e ti appaltano una cementificazione del cervello con le immagini di quello che si ostinano a chiamare ancora sport, ma che in realtà è solo televisione in brodo di affari. Naturalmente per vendere le partite sino alla fine, è necessario che il campionato sia equilibrato e incerto sino alla fine, altrimenti, se una squadra a metà febbraio ha già messo l’ipoteca sul primo posto della classifica, l’interesse scema e addio soldi per tutti: per le squadre che hanno venduto i diritti televisivi e per chi possiede ben diciannove canali televisivi per farti vedere tutto il calcio, fotogramma per fotogramma. Adesso questo strano calcio senza stadio ha scippato anche la domenica mezzogiorno. In tanta bulimia da pallone, c’è solo da sperare che sopraggiunga una provvidenziale crisi da rigetto! ileggendo la storia della scuola italiana si può rilevare che non sono mancate sperimentazioni; revisioni di sperimentazioni; sperimenta-zioni nelle sperimentazioni...: la scuola italiana non è certamente migliorata (come confermano gli ultimi dati OCSE sulla scuola italiana, dati che saranno commentati nei prossimi interventi). Docenti sempre più demotivati, studenti in preda ad una preoccupante rassegnazione e ad una non voglia di apprendere. Una domanda si impone: che cosa questa scuola concreta, con tanti limiti e disagi, può dare ai giovani e alla società? A me sembra che sia in gioco proprio un modo piuttosto che un altro di intendere il “fare scuola “. * * * Le aule scolastiche devono diventare autentici luoghi di ricerca critica, di confronto, di educazione al dialogo. La scuola, infatti, è in funzione dei ragazzi e del loro diritto a sapere e a comprendere. E sono proprio i ragazzi con i loro problemi, con le diverse sfumature con le quali avvertono i problemi, ad essere il punto di partenza di ogni insegnamento. Solo così si può evitare il rischio di ridurre la splendida avventura della riflessione umana sulla faccia della terra in una specie di pietosa visita ad un cimitero di pensatori che hanno escogitato teorie, anch’esse ormai “superate”, per problemi che -come frequentemente affermano i ragazzi- non sono i “loro”. E non è vero! Tanti insegnanti sono nelle aule a rispondere a domande che nessuno ha posto. Non ci si deve meravigliare - allora - se i ragazzi “giustamente” ripagano con una sistematica disattenzione e con un “motivato” disinteresse: motivato dal fatto che gli insegnanti danno “nozioni” irrilevanti, irrilevanti per i problemi che non hanno saputo sollevare. Occorrerebbe educare molto di più gli studenti ad essere se stessi, a chiedere conto del come e del perché di quello che viene detto e di quello che non viene detto. Gli studenti sono chiamati ad essere protagonisti di ricerca, di confronto, di dibattito. Bisognerebbe avere il coraggio di dire e di ripetere a tutti che la scuola è per i ragazzi e non i ragazzi per la scuola. Molto spesso, invece, l’affanno per la burocrazia fa prevalere un certo efficientismo che - di fatto - annulla ogni sforzo pedagogico di rendere l’ambiente scolastico stesso reale luogo di cultura. * * * “Non sappiamo come siamo vivi su questo meraviglioso, piccolo pianeta e neppure perché dovrebbe esistervi qualcosa come la vita a rendere così bello il nostro pianeta. Ma eccoci qui e abbiamo ragione per stupircene ed esserne grati”: con queste parole di un filosofo del nostro tempo potremmo delineare una duplice possibile prospettiva. Educare gli studenti a comprendere il fascino dell’avventura umana, nei suoi aspetti positivi e negativi: comprendere prima ancora che assolvere o condannare. Educare allo stupore, alla meraviglia per quanto l’uomo ha saputo fare nella storia che ci ha preceduto e in quella che stiamo vivendo. Solo così le aule diventeranno popolate da persone che, ponendo domande, chiedono di non essere derubati di quanto molti prima di loro hanno detto e fatto. Una storia che diventa così anche la loro storia. Della scuola, invece, si parla puntualmente solo dal punto di vista della istituzione: il precariato (grave problema da affrontare); riforme che annunciano radicali cambiamenti ma che, per certi versi, ripropongono una passato non tanto lontano; graduatorie che affossano ogni discorso di continuità didattica per gli studenti; gli studenti con seri problemi abbandonati sempre di più alla casualità di graduatorie. Si grida: la scuola pubblica è la scuola di tutti! Amaramente qualcuno ha aggiunto: sì, di tutti quelli che da essa possono fuggire! Esasperazione, forse. Ma: o la scuola è per gli studenti o per la burocrazia. Occorre scegliere. E il cittadino-studente ha diritto di fuggire da una costosa burocrazia che celebra sempre di più la svendita della cultura e di cercarne una che proponga davvero cultura. Ma, oggi, resta prigioniero della burocrazia. Tante proteste ma poche proposte per andare oltre: perché? FUORI dal CORO ARCANGELO BAGNI FAME NEL MONDO: NE SOFFRONO 925 MILIONI, STIME IN DIMINUZIONE MA “INACCETTABILI” Diminuisce il numero delle persone che soffrono la fame nel mondo: la nuova stima è di 925 milioni - 98 milioni in meno rispetto al miliardo e 23 milioni del 2009. Nonostante ciò il numero rimane “inaccettabilmente alto”, dichiarano la Fao ed il Pam (il Programma Alimentare Mondiale delle Nazioni Unite), nel presentare il rapporto annuale “Lo Stato dell’Insicurezza Alimentare nel Mondo”, che sarà pubblicato in ottobre. La diminuzione del numero globale delle persone che soffrono la fame nel 2010 è in larga misura da attribuirsi alla ripresa economica prevista per quest’anno - in particolare nei paesi in via di sviluppo - e all’abbassamento dei prezzi alimentari registrato a partire dalla metà del 2008. “Con un bambino che muore ogni sei secondi per problemi connessi con la sottoalimentazione, la fame rimane lo scandalo e la tragedia di più vaste proporzioni al mondo”, ha affermato Jacques Diouf, direttore Generale della Fao: “Questo è assolutamente inaccettabile”. “È a serio rischio il raggiungimento dell’obiettivo di ridurre la fame nel mondo”, ha aggiunto Diouf, facendo notare che il recente aumento dei prezzi alimentari, se dovesse persistere, potrebbe ostacolare seriamente gli sforzi per ridurre il numero di coloro che soffrono la fame. P A G I N A 6 SOCIETÀ EUROP A EUROPA IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 18 SETTEMBRE 2010 I “LUOGHI DELLA POLITICA” DELL’UE E DEGLI STATI MEMBRI HA CONFINI LA DEMOCRAZIA? N ell’ambito del processo di unificazione europea osserviamo che i luoghi in cui vengono prese decisioni politiche stanno superando i confini degli Stati nazionali. Persino molte delle decisioni che riguardano l’esistenza, la configurazione, lo sviluppo e il futuro degli Stati membri dell’Unione europea vengono oggi formulate e attuate al di fuori dei loro confini e delle loro Costituzioni. Ciò non comporta una subordinazione degli Stati nazionali, quanto piuttosto la possibilità di partecipare alla determinazione della configurazione di spazi politici generali. Allo stesso tempo, con l’uscita dal contesto degli Stati nazionali sperimentiamo che le decisioni che influiscono sui nostri ordinamenti nazionali ed internazionali vengono realizzate con il contributo sempre maggiore di rappresentanti della società civile che non dispongono di mandato politico: la loro legittimazione scaturisce da altre fonti, ad esempio dal loro coinvolgimento, dall’impegno, dalla loro competenza. Ma dov’è la democrazia, quando la politica esce dallo Stato nazionale in cui è tradizionalmente collocata? Può esserci democrazia al di fuori dello Stato nazionale? Non solo l’esistenza e l’attività del Parlamento europeo, ma anche l’origine dei partiti europei e lo sviluppo di un sistema partitico europeo dimostrano che alla domanda è possibile rispondere affermativamente, tanto più che questa tesi è avvalorata dagli sviluppi cor- rispondenti nella società civile: sia i partner sociali, ossia le associazioni delle imprese e dei lavoratori, così come tutte le altre importanti organizzazioni si consociano a livello europeo in associazioni transazionali con le relative strutture di comunicazione, decisione e azione. In termini di democrazia partecipativa, esse partecipano al processo di creazione di pareri e alla procedura legislativa dell’Unione tramite il Comitato economico e sociale europeo (dal 1958), tramite il dialogo sociale (dagli anni Novanta in poi) e ultimamente anche tramite il dialogo civile previsto dal trattato di Lisbona. Con l’infrastruttura politica che ne è risultata e che continua ad evolversi, sussiste un presupposto fondamentale per l’organizzazione della democrazia e per la partecipazione mediata alla vita dell’Unione da Chiese europee Polonia - Spagna POLONIA: CRISTIANI E INTEGRAZIONE EUROPEA parte delle cittadine e dei cittadini. L’evoluzione dell’Unione europea in ambito costituzionale ha dimostrato che lo spostamento dei luoghi di decisione dagli Stati membri ha comportato anche lo spostamento della democrazia nella dimensione europea. I timori che la democrazia non possa svilupparsi in questo nuovo spazio sovranazionale non sono giustificati, se si guarda alla realtà. Tuttavia, per accettare questo fatto, occorre essere pronti a riconoscere che l’unificazione europea è un processo e che l’Unione europea non rappresenta ancora un prodotto finito. Non sempre tutto può essere come ciò che vorrebbero coloro che si basano solo sulla teoria, poiché non conoscono la prassi. Il processo d’integrazione determina un’interconnessione crescente tra gli Stati nazionali e il sistema politico europeo e conseguentemente anche tra la democrazia nazionale ed europea. I luoghi della politica, ai diversi livelli, sono collegati tra loro, anche tramite i canali messi a disposizione dai partiti e dalle associazioni. In sostanza si tratta di un unico sistema politico che consente, da un lato, la partecipazione dei protagonisti degli Stati nazionali alla determinazione della comunità europea globale, dall’altro invece di sottoporre gli Stati membri alla volontà comune in modo democratico e con il loro fattivo contributo. “Il contributo dei cristiani al processo di integrazione europea” è il tema del Congresso che si terrà a Cracovia il 10 e 11 settembre, per iniziativa della Pontificia Università Giovanni Paolo II di Cracovia, della Fondazione Konrad Adenauer in Polonia e della Fondazione Robert Schuman in Lussemburgo, in collaborazione con la Commissione episcopati Comunità europea (Comece), la delegazione polacca del Gruppo europarlamentare del Partito popolare europeo(Epp) e la casa editrice “Wokol Nas”. L’incontro verrà aperto dal vescovo Tadeusz Pieronek, presidente del Comitato organizzatore, e dal card. Stanislaw Dziwisz, arcivescovo metropolita di Cracovia. La presenza dei cristiani nella sfera pubblica, la cooperazione Ue-Chiese (benefici reciproci del dialogo strutturato), e i compiti dei politici cristiani nella costruzione della nuova Europa sono i temi delle tre sessioni di lavoro. Tra i relatori Bronislaw Komorowski, presidente Repubblica di Polonia; Hans-Gert Pöttering, presidente Fondazione Adenauer; Jacques Santer, presidente Fondazione Schuman; il patriarca di Venezia Angelo Scola; mons. Dominik Duka, arcivescovo metropolita di Praga; il nunzio apostolico in Polonia mons. Celestino Migliore e padre Piotr Mazurkiewicz, segretario generale Comece. Info: www.kas.pl. THOMAS JANSEN Germania “Con questo evento vogliamo SPAGNA: XXIV INCONTRO PER LA PACE chiudere questi primi dieci a n n i del millennio, iniziati con catastrofi c o m e quella dell’11 settembre 2001 e culminati con la crisi economica ancora in corso e di dimensioni ignote. Vogliamo aprire il decennio del dialogo e lanciare un messaggio positivo, nuovo, in controtendenza con quelli diffusi fino ad ora”. Così, l’8 settembre, a Roma, Mario Marazziti, portavoce della comunità di Sant’Egidio, ha presentato ai giornalisti il XXIV “Incontro internazionale per la pace” dal titolo “Vivere insieme in un tempo di crisi” organizzato dalla Comunità Sant’Egidio a Barcellona dal 3 al 5 ottobre prossimo. “Nel corso delle sessioni di lavoro - ha detto Marazziti - verranno affrontati, con l’aiuto di esponenti del mondo religioso, politico ed economico, diversi argomenti di attualità, tra i quali, globalizzazione, economia, integrazione, pace, migrazioni, dialogo ecumenico ed interreligioso. Attraverso questi scambi - ha aggiunto cercheremo di trovare nuove proposte per il nuovo decennio”. Intenso il programma dei lavori che prevede 30 incontri in 3 giorni. Dall’area mediorientale sono attesi vescovi iracheni e dalla Terra Santa, rabbini e imam. Si parlerà anche dell’unità dei cristiani con Ilarion, presidente del dipartimento relazioni esterne del patriarcato di Mosca. BENEDETTO XVI ALLA PRESIDENZA DELL’ASSEMBLEA PARLAMENTARE CONSIGLIO D’EUROPA: ISTITUZIONI E DIRITTI ella mattina di mercoledì 8 settembre, Benedetto XVI ha ricevuto in udienza l’Ufficio di Presidenza dell’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa (Apce), che con il Comitato dei Ministri è uno dei due principali organi statutari del Consiglio d’Europa. L’Apce è stata la prima assemblea europea della storia del continente; con 318 membri eletti o designati dai Parlamenti nazionali, è formata dalle delegazioni dei 47 Parlamenti degli stati membri, rappresentative dei rispettivi partiti o gruppi politici. Si incontra 4 volte l’anno a Strasburgo. Nell’ordine del giorno i fatti di attualità della società e politica europea, affrontati dalla prospettiva della difesa dei diritti umani. Il Bureau dell’Assemblea è costituito dal presidente dell’Apce, dai 19 vice-presidenti, dai presidenti dei 5 gruppi politici e dai presidenti delle 10 commissioni dell’Apce. La Santa Sede assiste ai lavori grazie allo Statuto di Osservatore presso il Consiglio d’Europa. Il presidente attuale dell’Apce è il turco Mevlüt Çavusoglu, mu- N sulmano, nato nel 1968. Nel suo saluto al Papa, Çavusoglu ha sottolineato il contributo delle religioni e del dialogo interreligioso alla difesa della dignità umana e ha ringraziato Benedetto XVI per le sue iniziative in favore del dialogo interreligioso. “Sono lieto di ricevervi in occasione del sessantesimo anniversario della Convenzione europea per i diritti umani, che impegna gli stati membri del Consiglio d’Europa a promuovere e difendere l’inviolabile dignità della persona umana”, ha esordito Benedetto XVI ricevendo l’ufficio di presidenza dell’Apce. “So che l’Assemblea parlamentare ha in agenda temi importanti legati alle persone che vivono in situazioni particolarmente difficili o che sono sottoposte a gravi violazioni della loro dignità”, ha proseguito il Santo Padre, e “sono stato altresì informato riguardo ai vostri sforzi per difendere la libertà religiosa e per opporvi alla violenza e all’intolleranza contro i credenti in Europa e nel mondo”. Per il Pontefice, “è un imperativo sviluppare la validità universale di tali diritti così come la loro inviolabilità, inalienabilità e indivisibilità”. Inoltre, ha aggiunto, “ho più volte sottolineato i rischi associati al relativismo nell’ambito dei valori, dei diritti e dei doveri” perché “se a questi mancasse un fondamento razionale e oggettivo, comune a tutte le persone, e si basassero solo su culture, legislazioni o giudizi particolari, come potrebbero offrire una base solida e duratura per istituzioni sopranazionali come il Consiglio d’Europa” e “come potrebbe aver luogo un dialogo fecondo tra le culture senza valori comuni, diritti e principi stabili e universali?”. Secondo il Pontefice “tali valori, diritti e doveri sono radicati nella dignità naturale di ogni persona, che è accessibile al ragionamento umano” e “la fede cristiana non ostacola, ma favorisce tale ricerca ed è un invito a cercare una base sovrannaturale per questa dignità”. In questo senso, ha concluso Benedetto XVI, “sono convinto che questi principi, fedelmente rispettati soprattutto in questioni legate alla vita umana, dal concepimento alla morte naturale, al matrimonio, radicato nel dono esclusivo e indissolubile tra un uomo e una donna, alla libertà di religione e all’educazione, sono condizioni necessarie per rispondere adeguatamente alle sfide decisive e urgenti che la storia presenta a ciascuno di noi”. Nel commentare a SIR Europa le parole del Santo Padre, mons. Aldo Giordano, osservatore permanente della Santa Sede presso il Consiglio d’Europa, precisa che “anche questa udienza dimostra l’interesse delle Istituzioni per il Papa, per l’autorevolezza del suo messaggio e del suo magistero e per la collaborazione che la Santa Sede offre a livello internazionale”. Quello che suscita “l’interesse del parlamento e dei suoi funzionari”, spiega mons. Giordano, è che “la Chiesa cattolica vive contemporaneamente una universalità e unità espressa dalla figura del Papa insieme a una capillare presenza e attività locale, in ogni angolo dell’Europa e del mondo” e “ciò rende originale la presenza e unico il contributo della Chiesa nelle istituzioni”. Riferendosi poi alle parole del Santo Padre, mons. Giordano affer- ma: “Benedetto XVI ha messo in evidenza due dimensioni che sono al cuore della Chiesa, ma anche del lavoro del Consiglio d’Europa e dell’Assemblea parlamentare: innanzitutto la necessità di promuovere e difendere la dignità della persona umana, in particolare occupandosi di tutte quelle situazioni di marginalità e di violenza, dove la dignità umana è calpestata”. La seconda dimensione messa in risalto da Benedetto XVI, prosegue mons. Giordano, è “la libertà religiosa, diritto fondamentale che permette una piena realizzazione di tutti i diritti perché apre un orizzonte trascendente su cui è possibile radicare con solidità e ampiezza tutti i diritti”. Nell’agenda del Consiglio d’Europa, aggiunge, “vi sono preoccupazioni che sono anche oggetto della cura sociale della Chiesa”. Alla domanda ‘quale è la ricchezza della storia europea che questo continente può offrire?’, Benedetto XVI risponde: la difesa della vita umana, il matrimonio fondato sull’amore tra un uomo e una donna, la libertà religiosa”. CHIESA P A G I N A 7 CHIESA LOCALE ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 18 SETTEMBRE 2010 SABATO 11 SETTEMBRE LE ORDINAZIONI DIACONALI AGENDA del VESCOVO GIOVEDÌ 16 Nel pomeriggio, a Bergamo, consulta regionale su sette e nuove religioni. VENERDÌ 17 A Como, al mattino, consiglio episcopale. DA VENERDÌ 17 A DOMENICA 19 Dal pomeriggio di venerdì, visita pastorale alla zona Lario: Torno e Bellagio. DOMENICA 19 A Como, alle ore 20.30, in Cattedrale, pontificale con Sua Beatitudine monsignor Fouad Twal, patriarca latino di Gerusalemme. LUNEDÌ 20 A Como, alle ore 12.00, insieme a monsignor Fouad Twal, ricevimento presso il Palazzo Comunale; al pomeriggio, a Como, udienze e colloqui personali. MARTEDÌ 21 A Como, al mattino, alle ore 9.00, presso la chiesa di san Giacomo, Santa Messa con la Guardia di Finanza; a Como, alle ore 20.30, incontro con l’Ordo Virginum. MERCOLEDÌ 22 A Como, mattino e pomeriggio, udienze e colloqui personali; a Como, alle ore 21.00, Commissione per il Diaconato Permanente. GIOVEDÌ 23 Al mattino, incontro con il clero diocesano di Lodi; a Cavallasca, alle ore 20.30, Santa Messa nella festa di san Michele. Una vita che testimoni capacità di amore e servizio S abato 11 settembre, alle ore 10.00, in Cattedrale a Como, il vescovo monsignor Diego Coletti ha presieduto la liturgia di ordinazione diaconale. Quattro i giovani che hanno ricevuto l’ordine diaconale: due diocesani, Pietro Bianchi, della parrocchia di Casnate con Bernate, e Mario Biffi, della parrocchia di Teglio Sant’Eufemia; due appartenenti alla Congregazione dei Missionari della Consolata, Marco Turra e Alexander Likono. Una celebrazione partecipata e molto sentita. Qui di seguito il testo dell’omelia del Vescovo. «Cari fratelli, qual è il motore che vi ha spinto fin qui? Qual è la fonte di energia che ha sostenuto in questi anni di preparazione il vostro cammino? Qual è la meta della corsa della vostra vita? Qual è la speranza, il progetto, il sogno che sostiene la fatica del vostro dovere quotidiano? E dovrà ancora sostenerla per il futuro? La risposta sta nella Parola del Signore che abbiamo ascoltato e in un’espressione che, provvidenzialmente, ritroviamo anche nell’Ufficio delle Letture di questa mattina. Tale espressione, che posso citare quasi a fianco dell’espressione che abbiamo appena citato, è contenuta nel capitolo quinto della Lettera ai Corinzi, nel contesto del brano che abbiamo ascoltato: “l’amore di Cristo ci possiede”. Così il testo della nuova traduzione. Forse a qualcuno può essere più familiare l’espressione: “l’amore di Cristo ci spinge”, “caritas Christi urget nos”. E tutte e due le formulazioni che fanno parte di questa frase, sono cariche di un senso molto ampio. L’amore di Cristo non è il tuo amore per Lui. Non soltanto… Forse può essere anche questo. San Paolo ama lasciare aperti tali messaggi, tali significati, tali parole… L’amore di Cristo non è soltanto il tuo amore per Lui. Ma è il suo amore per te. Ed è anche l’amore secondo lo stile di Gesù, nella misura in cui Egli l’ha vissuto. Anche il verbo “urget”, che può essere tradotto “ci urge”, “ci spinge”, “ci sostiene”, “ci possiede”, è un verbo che descrive la vita. Come si fa a ridurre la vita, nella sua dimensione più pro- VENERDÌ 24 A Como, alle ore 9.00, presso l’Auditorium don Guanella, convegno per il sessantesimo della Cisl. SABATO 25 A Tavernerio, dalle ore 9.00 alle ore 16.00, Assemblea diocesana. DOMENICA 26 A Como, alle ore 10.30, in Cattedrale, Santa Messa per il 350° anniversario della morte san Vincenzo de’ Paoli; a Bregnano San Giorgio, santa Messa nel 150° dell’edificazione della chiesa. Fotoservizio William fonda e più ricca, a una sola parola? L’amore di Cristo è il motore, l’energia, la meta e la speranza. Il Vangelo che abbiamo ascoltato ci ha ripetuto, con le parole di Gesù, «rimanete nel “mio” amore». Non è un amore qualsiasi. Non è un ideale umano. Non è una fantasia. Fissare lo sguardo su Gesù, ed entrare progressivamente in un processo che non finisce mai, e che dobbiamo percorrere di corsa nel mistero del suo amore, questo è il segreto della vostra vita. Se doveste perdere questa prospettiva. Se doveste dimenticare questo asse portante della vostra esistenza, sareste smarriti. Il Vangelo ci ha detto che questo richiede anzitutto una relazione personale profondissima, come quella di Gesù con il Padre. Siamo immediatamente portati al livello della stessa vita divina, che lo Spirito Santo, che è la relazione interpersonale tra il Padre e il Figlio, deposita in noi e di cui ci rende capaci. Dio è questa relazione d’amore. E tutte le altre immagini che noi possiamo figurarci di Dio. E tutte le altre idee che possiamo avere di Lui devono girare intorno a questa che è il suo centro, che è la sua definitiva e piena manifestazione. Dentro alla relazione tra il Padre e il Figlio, che è lo Spirito Santo, c’è la vostra, la nostra vita. Mai avremo terminato di coltivare la nostra relazione con Gesù. Di ascoltarlo, di contemplarlo, di seguirlo, di imitarlo. Di farlo il senso ultimo della nostra vita. Per cui anche l’obbedienza che ci viene chiesta – l’obbedienza della fede – non è l’obbedienza di uno schiavo, non è l’obbedienza intimorita o interessata. È un’obbedienza amicale e filiale. Come io obbedisco al Padre, come io osservo i suoi comandamenti – così dice Gesù – così anche voi dovete osservare tutti i comandamenti sintetizzati e portati a compimento nel mio comandamento: «che vi amiate gli uni gli altri come io vi ho amato». Ed è qui che la nostra somiglianza con Gesù, nella quotidianità delle scelte più immediate e concrete che si dipanano nella nostra vita di tutti i giorni, è questa la scelta che dovete fare: il dono di sé che più grande di così non potrebbe essere. Perché è il dono della vita. E nella vita c’è tutto. È il dono integrale. Non è qualche ora. Non è qualche gesto. Non è una parte, perché chi non è pronto a rinunciare a tutto ciò che possiede e alla sua stessa vita non è degno di diventare mio discepolo. E fin qui, cari fratelli, ci siamo dentro tutti. Basta il Battesimo per essere chiamati a questa integrale partecipazione al dono della vita che Gesù ha realizzato sulla Croce vittoriosa. E la Chiesa, tutta la Chiesa, tutta la comunità dei battezzati, ha bisogno di questi modi, di questo. Non di gente che è migliore degli altri. Non di gente eroica. Ha bisogno di qualcuno che metta la propria esistenza a servizio di questa testimonianza: non sei più tuo! E non lo sei da oggi in avanti, in una forma nuova, con un’espressione precisa, attraverso una scelta solenne e irreversibile che è quella di mettere la tua vita a servizio nella forma del diaconato aperto al dono del presbiterato. Vostri servitori a causa del Gesù. Non predichiamo noi stessi. Non cerchiamo noi stessi. Non ci salviamo angoli e garanzie per noi stessi. Tutto quello che scegliamo, tutto quello che facciamo, il motivo di tutto ciò di cui obbediamo è questo: dare ai fratelli e alle sorelle una misura forte di testimonianza del dono della vita. Di qui il criterio unico e fondamentale di ogni vostra scelta, da qui in avanti. Criterio che potrei formulare così: Signore, fammi capire dove e come posso servire di più. Non il mio comodo. Non quello che è meglio per me. Non quello che mi soddisfa. Non quello che mi da gratificazione. Dove e come posso servire meglio e di più. E sarà una lotta dura, non soltanto contro le potenze di questo mondo, che ragionano in tutt’altro modo, ma sarà una lotta dura anche con il rigurgito e la presenza dell’uomo vecchio dentro di noi che continua ad avanzare le sue richieste egoistiche… Sarà una lotta dura. Ma, come ha detto a Geremia, così il Signore dice anche a te: non aver paura, ci sono io, sono di fianco a te. Non dire sono giovane. Non dire non ce la faccio. Non dire non reggerò la fatica. Io sono con te. E la lotta dura, i momenti di difficoltà e di smarrimento saranno superati se ti ricorderai che Gesù ti ha detto tutte queste cose perché la sua gioia sia in te. E la tua gioia così sia piena. E anche in queste parole emerge l’invito a non staccare mai la nostra esistenza da quella del Signore, perché tutte le volte che la tua gioia si dovesse diversificare da quella di Gesù, sarà sempre deludente. Fai in modo che la tua gioia, la gioia che legittimamente desideri per la tua vita e per la vita delle persone che ami, nei motivi, nel fondamento, nello stile e nel criterio della sua verifica sia sempre e soltanto la gioia di Gesù». CHIESA P A G I N A 8 CHIESALOCALE IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 18 SETTEMBRE 2010 LABORATORIO DIOCESANO DI PASTORALE FAMILIARE SABATO 9 OTTOBRE PRESSO L’ORATORIO DI REGOLEDO «DARE VITA A NUOVI GRUPPI FAMILIARI» Un appuntamento annuale, momento importante per la formazione degli operatori pastorali in campo familiare re, sono la porta sulla comunità parrocchiale per quanti non la frequentano ancora, sono l’ambito in cui scoprire la ricchezza del matrimonio. E altro ancora! pagina a cura dell’UFFICIO DIOCESANO PER LA PASTORALE DELLA FAMIGLIA Una giornata di studio, non un convegno per gruppi familiari: l’invito è per gli operatori di pastorale familiare, non genericamente per chi L Ufficio diocesano per pastorale della fa’ lamiglia organizza l’an- nuale laboratorio di pastorale per avviare o rinnovare “un” aspetto della pastorale familiare: i gruppi familiari. Dopo gli incontri degli anni scorsi, dedicati agli itinerari per fidanzati e al cuore ferito per le separazioni, il laboratorio del 2010 si concentra sul “dare vita a nuovi gruppi familiari”. Una pastorale che voglia essere missionaria ne ha bisogno. Molte famiglie aspettano una proposta, qualcosa “per sé”, per la propria crescita spirituale. I gruppi familiari hanno come finalità la crescita delle famiglie verso la santità, alla quale siamo chiamati. Essi sono il luogo del “primo annuncio”, cioè dell’incontro vitale con il Signo- IL PROGRAMMA DELLA GIORNATA • ore 15.30: accoglienza, consegna della cartelletta agli iscritti, sistemazione nel salone dell’oratorio; • ore 16.00: saluti, preghiera, presentazione della gior- nata. Note pastorali su I gruppi familiari nella vita della Chiesa (don Italo Mazzoni); • ore 16.45: presentazione dei cinque laboratori e del metodo di lavoro; • ore 17.00: laboratori a rotazione (tre da 45 minuti l’uno, passaggi compresi); • ore 19.30: cena; • ore 20.30: in assemblea: dialogo, interrogativi, chiarimenti e proposte pastorali; • ore 21.30: partenze. È disponibile pr esso l’Uf e presso l’Ufficio familiare ficio diocesano di pastorale familiar er celli, ripr odotta Ver ercelli, riprodotta l’Icona delle Nozze di Giancarlo V in for mato A4 (car toncino) e su pannello rigido (50x70). formato (cartoncino) Può essere di grande utilità alle parrocchie per gli itinerari di fede dei fidanzati, per i gruppi familiari, per momenti di preghiera o ritiri spirituali nei quali riflettere sulla teologia ficio. nuziale. Pr enotazioni pr esso l’Uf Prenotazioni presso l’Ufficio. GRUPPI FAMILIARI A SERVIZIO DELL’ESSERE SPOSI E FAMIGLIA LA FAMIGLIA, REALTÀ PRIVILEGIATA DALLA CHIESA La famiglia è realtà che la Chiesa accoglie come “il” dono prezioso fatto da Dio all’umanità. La Chiesa la privilegia non in modo strumentale a raggiungere altri risultati, fossero perfino quelli educativi. La privilegia perché è un valore in sé, non scambiabile. Noi siamo nati “famiglia”. Anche siamo nati in una famiglia. Oggi potrebbe capitare che qualcuno nasca “senza famiglia”, orfano di genitori reali perché figlio di tecniche riproduttive. Anche in questo caso l’uomo che nasce è uomofamiglia. Noi siamo famiglia per costituzione, non per accoglienza o per scelta. Siamo segnati dal genere maschile e femminile, siamo inseriti in rapporti di dipendenza e di mutuo aiuto, siamo unici ma riconoscibili solo nell’incontro con l’altro, siamo posti tra le varie età della vita di chi ci precede e di chi ci segue. La Chiesa riconosce il dono della famiglia come un dono del Dio creatore. Siamo creati famiglia. E riconosce nella nuzialità la fonte originaria del divenir famiglia. È sempre un mistero da approfondire quello slancio che unisce un uomo e una donna e li porta a costruire una famiglia. Nella meraviglia di fronte a questo dono la Chiesa l’ha riconosciuto sacramento, cioè segno efficace dell’amore stesso di Dio. La famiglia è risorsa per ogni singolo uomo e per l’umanità. Ci mantiene dentro legami di amore, di accoglienza, di sostegno; ci insegna l’arte del vivere; ci affida le armi della solidarietà e della relazione per sconfiggere il nemico che è la solitudine; ci apre progressivamente alla socialità, in modo proporzionato alle forze; ci consegna il senso del nostro esistere umano fino al compimento dei giorni. I gruppi familiari vivono di queste consapevolezze e diventano i luoghi privilegiati in partecipa ad un gruppo familiare. Le parrocchie sono invitate a mandare persone adulte che lavorino nel campo dell’evangelizzazione della famiglia, responsabili di gruppi, membri dei consigli pastorali, nuovi operatori pastorali. Si partecipa per riportare nella propria comunità idee, proposte pastorali, sussidi, iniziative. cui la Chiesa proclama il suo “credo nella famiglia”. La Chiesa sa che la famiglia la precede, ponendosi ieri e oggi come dono per ogni uomo. E sa che alla famiglia si deve ispirare nei suoi tratti, nella dedizione ai più bisognosi, nella capacità di generare nuovi figli. Sa anche di dover aprire la famiglia oltre i propri confini, incontro ad altre famiglie, a costruire un mondo nuovo, e poter consegnare la fede nel Padre, nel Figlio e nello Spirito Santo, autori del- la famiglia a propria immagine somiglianza, perché Dio è famiglia. LA FAMIGLIA È CHIESA DOMESTICA Definita “Chiesa domestica” nel Concilio Vaticano II, la famiglia sente questo nome come una vocazione da scoprire, da illuminare, da realizzare. Si tratta di tre passaggi importanti: c’è una gioia particolare nell’accorgersi che molto di quello che abbiamo cer- cato nella vita è lì, a portata di mano, esattamente nella casa in cui abitiamo. Perfino l’invisibile diventa visibile. Servono parole adatte per dire tutto ciò, servono pensieri che illuminino, servono indicazioni che descrivano, perché possiamo togliere il velo che copre ogni ricchezza umana. Allora ci viene mostrata e consegnata. Essere Chiesa domestica si trasforma in un prezioso modo di vivere fatto di fede, di accoglienza, di sensibilità, di coraggio e di incontro con Gesù nostro salvatore. Il gruppo familiare è un’ottima esperienza per scoprire, illuminare e sostenere nella realizzazione della vocazione ad essere Chiesa domestica. Tutto ciò oggi ci appare quasi come un miraggio. Di fronte alla fatiche dell’essere Chiesa nella grande Chiesa, di fronte alla difficoltà della comunione con le Chiese ortodosse, anglicana e riformate, che senso ha pensarci piccola Chiesa casalinga? È lo stesso senso della casa di Nazareth dove Gesù è cresciuto, lo stesso senso di Betania dov’egli incontrava i suoi amici; è il senso del mistero stesso dell’incarnazione che comunica tutta la divinità nella piccolezza di un corpo, di una terra, di una storia. Forse un giorno faremo la genuflessione entrando in una casa cristiana, come oggi facciamo davanti al Tabernacolo, riconoscendo la presenza di Gesù Cristo. DON ITALO MAZZONI CHIESA P A G I N A 9 CHIESALOCALE IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 18 SETTEMBRE 2010 I CINQUE LABORATORI 1. CAMMINARE INSIEME: COME PROGETTARE L’ITINERARIO (ATTENZIONE EDUCATIVA) 2. TRASMETTERE LA FEDE CON L’ALFABETO DELLA VITA QUOTIDIANA: LE ESPERIENZE FONDANTI DEL GRUPPO FAMILIARE (ATTENZIONE EDUCATIVA) 3. L’UNICO GRANDE TEMA: LA SPIRITUALITÀ NUZIALE (ATTENZIONE TEOLOGICA) 4. NEL NOME DEL PADRE E DEL FIGLIO E DELLO SPIRITO SANTO: LA PREGHIERA NEL GRUPPO FAMILIARE (ATTENZIONE SPIRITUALE) 5. FARE (IL) GRUPPO: ORGANIZZAZIONE E ANIMAZIONE DEGLI INCONTRI (ATTENZIONE TECNICA) a) Il Laboratorio impegna i partecipanti nel progettare la vita del gruppo familiare come un cammino: i singoli incontri sono tappe di un itinerario di fede e spiritualità. a) Il Laboratorio aiuta a riconoscere le cinque esperienze specifiche che insieme “costituiscono” il gruppo familiare, perché non sia confuso o sovrapposto ai centri di ascolto del Vangelo o ad altre forme di catechesi degli adulti. a) Il Laboratorio immerge nella contemplazione della nuzialità come mistero di amore di Dio che attraversa la storia della salvezza, coinvolge l’umanità, costituisce la Chiesa come Sposa, illumina la vita coniugale. a) Il Laboratorio avvia la ricerca di modalità specifiche di preghiera familiare, coltivando la dimensione domestica nel rapporto con Dio. a) Il Laboratorio ricerca modalità concrete per gestire in modo efficace e semplice la costituzione e l’organizzazione del gruppo. b) Il gruppo familiare è spazio importante di condivisione della preghiera e di pedagogia del pregare in famiglia, ma è anche il luogo della nostalgia della grande preghiera liturgica della Chiesa. b) Il gruppo familiare, nelle sue dinamiche, ha bisogno di attenzioni organizzative e definizione di alcune responsabilità. Animare un gruppo richiede la capacità di accogliere, di introdurre gli argomenti, di stimolare il dialogo, di programmare. b) Nel gruppo familiare c’è un punto di partenza, legato alla storia e alle situazioni dei suoi membri, e c’è un punto di arrivo al quale tendere. Ma anche ci sono scelte, impegni e propositi da rendere stabili e permanenti. c) I partecipanti sono aiutati ad elaborare un itinerario di fede segnato dall’ascolto delle persone e dalla confidenza con la parola di Dio, capace di traghettare le persone verso le mete più alte della spiritualità familiare. b) Il gruppo familiare promuove il passaggio dal condividere dei sentimenti al prendersi cura gli uni degli altri; vive la missionarietà portando l’annuncio della salvezza nelle case; coltiva l’esperienza della “famiglia Chiesa domestica”; diventa “ponte” verso la comunità parrocchiale; fa sperimentare la reciprocità delle vocazioni. b) Il gruppo familiare, pur affrontando varie tematiche, ha nella teologia nuziale il grande annuncio che fonda e alimenta la spiritualità degli sposi e della famiglia. c) I partecipanti “leggono” nei particolari l’Icona delle Nozze di Giancarlo Vercelli. c) I partecipanti, mentre sono aiutati a riconoscere e a mettere in relazione queste cinque esperienze caratteristiche, apprendono l’arte del comunicare con l’alfabeto della vita quotidiana. c) I partecipanti scoprono le ricchezze del Benedizionale, libro liturgico che offre testi e suggerimenti per la preghiera nelle varie situazioni della vita. c) I partecipanti attraverso simulazioni e approfondimenti vengono introdotti all’arte di invitare e accompagnare un gruppo. ISCRIZIONI ENTRO IL 2 OTTOBRE Consegnare il modulo compilato presso l’Ufficio per la pastorale della famiglia, Centro pastorale Cardinal Ferrari, viale Cesare Battisti, 8 - 22100 Como (si può ritagliare dal Settimanale il modulo qui accanto, o fotocopiare o scaricare dal sito internet: www.diocesidicomo.it). Iscrizioni anche inviando il modulo per raccomandata, o via mail a [email protected] Quota di iscrizione: euro 13,00, comprendente il materiale che verrà distribuito e la cena. Solo iscrizione, senza cena: euro 5,00. Pagamento della quota di partecipazione direttamente alla segreteria nel giorno dell’incontro. SCHEDA PERSONALE DI ISCRIZIONE LABORATORIO DIOCESANO (da consegnare entro il 2 ottobre) 9 OTTOBRE 2010 – REGOLEDO (SO) Cognome e nome_________________________________________________________ NOTA BENE • L’iscrizione deve essere nominale e non generica (ad esempio: la tal parrocchia invia numero “tot” partecipanti...). • Non è possibile garantire materiale e partecipazione nei laboratori a quanti non sono iscritti (uno per parrocchia non iscritto corrisponde a centinaia di persone). Per informazioni e iscrizioni rivolgersi alla segretaria, Milena Panzeri, al numero dell’Ufficio diocesano (331.6309783), martedì, giovedì e venerdì mattina dalle ore 9.00 alle 12.00. Per informazioni (non per iscrizioni) rivolgersi anche a don Italo Mazzoni (347.2244689). Luogo e data di nascita ___________________________________________________ Residente a _____________________________________________________________ Via ________________________________________________________ Prov. _______ Parrocchia ______________________________________________________________ ACCOGLIENZA Professione _____________________________________________________________ Sarà attivo un punto di accoglienza e di segreteria presso l’Oratorio della parrocchia di Sant’Ambrogio, piazza Sant’Ambrogio 14 - 23013 Regoledo di Cosio Valtellino, dove registrarsi e ritirare la cartelletta nominale con il materiale. Telefono ________________________________________________________________ Come raggiungere la parrocchia di Sant’Ambrogio a Regoledo di Cosio (So) Mail ____________________________________________________________________ • Entrati in Regoledo, arrivando da Colico, alla rotonda girare a destra in via Roma e proseguire diritti fino in fondo alla via. • Arrivando da Sondrio, alla medesima rotonda, svoltare a sinistra. • Parcheggi: nei pressi della Scuola elementare in via Campi Lunghi (la strada prima di via Roma sulla destra). Assistenza bambini Chi avesse necessità di portare i figli, potrà trovare un servizio di assistenza per i bambini. L’organizzazione di tale servizio richiede di avvertire entro il 4 ottobre, chiamando Milena Panzeri al numero dell’Ufficio diocesano (331.6309783), martedì, giovedì e venerdì mattina dalle ore 9.00 alle 12.00. Eventuali esperienze di pastorale familiare che l’operatore vive già: _____________________________________________________________________________________________________________________________________________________________ __________________________________________________________________________ Prenotazione cena Numero bambini a cena ____________ P A G I N A 10 CHIESA VISIT AP ASTORALE VISITAP APASTORALE IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 18 SETTEMBRE 2010 IL 18 E 19 SETTEMBRE IL VESCOVO A BELLAGIO Sabato e domenica il Vescovo Diego Coletti concluderà la Visita Pastorale alla zona Lario incontrando la comunità di Bellagio D opo la pausa estiva la Visita Pastorale del nostro Vescovo Diego raggiungerà Bellagio, i prossimi 18 e 19 settembre, concludendo le sue tappe nella Zona Lario. Al vertice del triangolo lariano, nell’esatto centro del lago di Como, la comunità parrocchiale di Bellagio si presenterà al suo Pastore guidata dal parroco, don Renzo Denti, e dal vicario, don Francesco Marinoni. Un importante anticipo della visita si è, però, già svolto lo scorso 9 maggio, in occasione del “MOLO 14”. In quell’occasione il Vescovo ha potuto incontrare gli ospiti e gli operatori sanitari delle due residenze sanitarie assistenziali presenti nel Comune: la “Fondazione Greco De Vecchi”, e la “Residenza Bellagio”. Purtroppo, nella RSA Greco De Vecchi è cessata da circa un anno, dopo oltre cento di presenza ininterrotta, l’assistenza delle Suore Adoratrici del SS. Sacramento; con loro è venuta a mancare ogni presenza di religiose in tutto il territorio; una perdita comune a molte altre comunità, ma ulteriore motivo di riflessione. LA PARROCCHIA Descrivere la Comunità cristiana di Bellagio ai lettori del “Settimanale” richiederebbe probabilmente troppe pagine; riassumeremo parte della situazione attuale, come la si presenterà al nostro Vescovo. La chiesa matrice di Bellagio è quella di S.Giovanni Battista, nella frazione omonima sulla riva occidentale; qui, sin dai primi secoli della Chiesa di Como, ha avuto sede la Pieve che conserva ancora il titolo di Arcipretura. Le altre due chiese principali sono: S.Giacomo maggiore, in frazione Borgo, (già Prevostura nel 1657) e la SS.Annunciata in frazione Visgnola, già parrocchia distaccata due secoli dopo, nel 1857. A fronte di queste sorpassate separazioni parrocchiali la Comunità ha vissuto un lungo percorso unitario e si presenta alla Visita Pastorale in una situazione di quasi completa di riunificazione. Il percorso è stato complesso per molti, ma anche stimolante e formativo per quanti si sono impegnati nel realizzarlo; a partire dai sacerdoti che si sono succeduti, prima come parroci autonomi, poi “in solidum”, sino ai semplici fedeli che ne hanno sostenuto attivamente le intenzioni. UN CAMMINO COMUNE Ecco alcune tappe fondamentali di questo cammino: l’inizio della celebrazione comune del Sacramento della Confermazione, nel 1985; la nomina a parroco anche di S.Giacomo dell’allora Arciprete di S.Giovanni don Mario Borella, nel 1992; la nomina a parroco di S.Giovanni e S.Giacomo di don Giuliano Zanotta, nel 1996, e dal 2000 anche di Visgnola; la prima nomina comunitaria a parroco di don Renzo Denti nel 2008; la nomine a vicario della Comunità di don Luca Bordone nel 2001 e di don Francesco Marinoni nel 2008. Il percorso riunificativo è stato preparato con la formazione comunitaria dei fedeli laici; la composizione del Consiglio pastorale unitario, fortemente voluta da don Giuliano Zanotta, è stata il vero punto di svolta nella vita della comunità. La caratteristica fondamentale di questa esperienza è stata l’autoformazione a una ritrovata unità verso il messaggio evangelico; a questo compito stimolante si sono aggiunti gli incontri specifici per i catechisti, a partire dalla formazione biblica e una completa organizzazione unitaria della catechesi dei ragazzi e degli adulti; ai giovani dei nostri giorni appaiono ormai incomprensibili le separazioni e le rivalità tra parrocchie che contraddistinguevano il nostro paese, come molti altri. Da questo slancio sono nate nuove generazioni di cristiani, più consapevoli e aperte verso le molteplici esperienze della Chiesa, sia diocesana che mondiale. Un prezioso aiuto è venuto dalla presenza in parrocchia dei diaconi; la loro partecipazione attiva alla vita pastorale della comunità è stata una vera riscoperta di questo antico Ordine ecclesiale e il loro avvicendamento annuale è stato un arricchimento di esperienza diocesana. I gruppi ecclesiali attivi in parrocchia sono: la Caritas, l’Azione Cattolica, le Famiglie, IL CIF, l’Unitalsi e la Confraternita del SS. Sacramento; in occasione dell’incontro con quest’ultima il Vescovo ne promulgherà il nuovo statuto, redatto in sostituzione del precedente del 1938. IL PAESE Il Comune di Bellagio, nato dall’unificazione degli antichi tre comuni del Borgo, delle Ville, e di Mezzo, ospita un asilo-nido privato, due scuole dell’infanzia private, le scuole elementari e medie statali ma da circa vent’anni, ha perduto la storica scuola alberghiera dell’Hotel Grande Bretagne. La maggioranza degli studenti delle superiori frequenta gli istituti di Lecco e Menaggio e in minor numero, di Como. L’isolamento dalle città universitarie ha purtroppo allontanato gran parte degli studenti che seguono studi e professioni “cittadine” ; un impoverimento che provoca una scarsa dedizione all’arte e alla cultura. I “TESORI” DEL BORGO La Comunità Parrocchiale di Bellagio è distribuita in una superficie di ben 26 chilometri quadrati, dalla Punta Spartivento alla vetta del Monte S. Primo. E’ suddivisa in numerose frazioni; le più popolose sono: Visgnola, Borgo, Aureggio; le minori: Regatola, Taronico, Casate, Suira, Vergonese, Guggiate , San Giovanni, San Vito, Loppia, Pescallo, Oliverio, San Vittore, Scegola, Mulini, Neer; poi le frazioni e i nuclei abitati della vasta fascia montana: Gorla, Chevrio, Brogno, Guello, Cascine Gallasco, Cernobbio, Rovenza, Prà Filippo, Pian Rancio, M. S.Primo. La Parrocchia, oltre che con Lezzeno, sulla riva comasca del lago, è confinante e vicina, sulla riva lecchese e sulla Valassina, a quelle ambrosiane di Limonta, (ove a segnare il confine sorge sul lago il minuscolo Santuario della Madonna del Moletto), e Civenna, che si interseca in confini contorti nelle frazioni montane. Questa grande varietà di territorio e le complessità e ricchezze della storia religiosa e civile che lo hanno contraddistinto nei secoli spiegano la presenza di ben 18 chiese, (oltre alla cappella interna della RSA Greco De Vecchi); fra di esse spiccano quattro “tesori” dell’architettura romanico-lombarda dei Maestri Comacini: la basilica di S.Giacomo Maggiore e la chiesa di S.Giorgio in Borgo, la chiesa di S.Martino in Visgnola, la chiesa (privata) di S.Maria in Loppia col magnifico campanile. Inoltre sorgono 3 mausolei storici privati, una dozzina di cappelle votive e un originale cimitero protestante-anglicano, retaggio delle presenze prolungate dei turisti dei secoli scorsi, quando i soggiorni si svolgevano nell’arco di mesi. PROGRAMMA Sabato 18 settembre Ore 10.00 Accoglienza del Vescovo sulla piazza della Basilica di S.Giacomo in Borgo. Incontro con don Renzo e don Francesco. Ore 15.00 S.Messa presieduta dal Vescovo nel Santuario di S.Martino in Visgnola, con la presenza in particolare di anziani e ammalati. Ore 16.30 Incontro con le società sportive sulla piazza della Chiesa Arcipretale di S.Giovanni Ore 18.00 Nella chiesa di S.Giorgio incontro e preghiera con la Confraternita maschile del SS.Sacramento; A seguire: incontro con il Consiglio Comunale. Ore 19.00 Corteo per via Garibaldi, (centro Borgo), verso la Basilica. Visita della Basilica e celebrazione dei Primi Vespri della domenica, accompagnati dalla Corale Bilacus. Cena in oratorio col Consiglio Pastorale e gli amministratori. Ore 21.30 incontro comunitario aperto a tutti all’ oratorio a Visgnola. Domenica 19 Ore 9.30: Lodi con i sacerdoti in S.Giovanni. A seguire alle ore 10.00 S. Messa solenne per tutta la Parrocchia; (sospese le altre Messe ad eccezione di quella delle 8.00 in Borgo). Ore 15.00 ritrovo in piazza S.Giovanni con i ragazzi e le loro famiglie; passeggiata fino a Visgnola passando per le chiesette di Guggiate, Suira e Casate. Ore 16.00 incontro con bambini, ragazzi e adolescenti in oratorio Ore 17.30 : visita alla chiesa di Visgnola e recita dei Vespri con i giovani e la comunità. Presso la storica Villa Serbelloni ha sede il Centro Studi della Fondazione Rockefeller di New York, dove si tengono incontri e seminari internazionali. Sono invece attive e frequentate le associazioni sportive, come la “Canottieri” dell’Unione Sportiva Bellagina, che ha formato e cresciuto tanti campioni. Ad atleti e sportivi il Vescovo dedicherà un incontro speciale nel pomeriggio del sabato. L’economia del paese è basata in gran parte sul turismo, in prevalenza dai paesi anglosassoni, e Bellagio accoglierà il Vescovo ancora nel pieno della stagione, che condiziona largamente anche la vita della parrocchia. Le altre attività economiche prevalenti sono la floricultura e l’artigianato, recentemente colpito dalla crisi economica nel comparto della meccanica di precisione. Questa estrema sintesi racchiude una storia complessa, con una semplice e chiara speranza: l’arrivo del nostro Vescovo ci faccia verificare e riscoprire la realtà della nostra fede in Gesù Cristo e nella sua unica Chiesa. La fede che sapremo testimoniare ci farà accogliere la Visita con gioia e fiducia ; sappiamo che il nostro Vescovo ha grande cuore e che la diocesi che sta visitando è altrettanto grande; siamo felici e fieri di esserne al centro, per due giorni almeno. IL CONSIGLIO PASTORALE foto e immagini di Mario Tacchi P A G I N A 11 CHIESA VISIT AP ASTORALE VISITAP APASTORALE IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 18 SETTEMBRE 2010 VALTELLINA SUPERIORE IL VESCOVO A BORMIO DOMENICA 12 SETTEMBRE Due appuntamenti, in cattedrale a Como e a Bormio, hanno visto l’incontro tra il Vescovo e i fedeli della Valetellina Superiore a pochi mesi di distanza dalla conclusione della Visita Pastorale ecisamente un fine settimana impegnativo per mons. Diego Coletti, Vescovo della Diocesi di Como, che è stato occupato con due importanti eventi riguardanti la Zona Pastorale della Valtellina Superiore: la restituzione della visita pastorale di fine 2009 da parte delle comunità parrocchiali interessate, venerdì 10 settembre, ed un nuovo incontro di preghiera comune, tenutosi a Bormio domenica 12 settembre. Entrambi gli avvenimenti hanno visto una sostanziosa partecipazione delle parrocchie, che hanno dimostrato grande affetto e cordialità alla loro guida spirituale, “dimostrando così di riconoscere nel Vescovo una persona cara”, come sottolinea anche mons. Coletti nell’introduzione al decreto conclusivo della visita pastorale, ringraziando di cuore tutti i fedeli della Zona Pastorale della generosa accoglienza. Nella prima delle due giornate, tenutasi a Como, la tarda mattinata ha visto la comunità della Valtellina Superiore impegnata in un diretto incontro di preghiera con il Vescovo, animato con canti dai giovani di tutta la Zona Pastorale interessata. Il messaggio lanciato ancora una volta è quello di favorire un clima di D ATTORNO AL CROCIFISSO amore fraterno nelle nostre zone, sempre e non solo in occasione della visita pastorale: una collaborazione fraterna ed attiva alla vita della comunità ecclesiale è alla base di una vita serena, libera dal peccato. Due giorni dopo questo avvenimento, la comunità della Zona Pastorale ha avuto nuovamente occasione di presentarsi per sentire le parole del suo Vescovo, stavolta a Bormio. Il ritrovo per la giornata, nel primo pomeriggio, è stato stabilito in Piazza del Kuerc, davanti alla Collegiata, dove tutte le comunità parrocchiali si sono riunite alla presenza di mons. Diego Coletti e di tutti i sacerdoti e parroci della Valtellina Superiore. Dopo l’accoglienza in piazza, le comunità si sono portate in processione verso la chiesa del Santo Crocifisso di Combo e, dopo l’esposizione solenne del Crocifisso, è stata concelebrata la Santa Messa solenne dal Vescovo, dall’arciprete di Bormio don Giuseppe Negri e dal Vicario Episcopale per la Provincia di Sondrio, mons. Battista Galli. All’accoglienza il Vescovo ha subito sottolineato e ringraziato per l’affetto dimostrato ancora una volta verso di lui da parte dell’intera comunità, evidenziando in che modo ab- bia particolarmente a cuore la nostra Zona Pastorale, dove “ha avuto varie occasioni di incontrare molti fedeli e di trascorrere qualche giorno, condividendo così il loro ambiente di vita”, come ribadisce nuovamente nel decreto riassuntivo della visita pastorale. L’avvenimento si è subito definito all’insegna della preghiera e della riflessione comune, che è stata incentrata sulle letture, specialmente sulla lettera di San Paolo Apostolo ai Romani, definita dal Vescovo come un brano che parla della comunità, esortando ogni membro di essa a non smettere di desiderare di operare sempre meglio nel nome di Dio. Dopo una breve riflessione la comunità intera si è trasferita in processione verso la piazza del Santo Crocifisso di Combo, cantando ed ascoltando brani degli Atti degli Apostoli lungo il tragitto. Giunti nella piazza, i fedeli si sono disposti a prendere posto per la Santa Messa, che è stata preceduta dall’esposizione del Crocifisso e sottolineata dall’esecuzione di alcuni brani religiosi da parte delle bande musicali di Bormio e Valfurva. Nella sua omelia il Vescovo ha posto forte l’accento sulla croce e sul sacrificio di Cristo che “ci ha voluto IN CATTEDRALE A COMO LA “RESTITUZIONE” DELLA VISITA PASTORALE Le parrocchie della zona pastorale Valtellina Superiore venerdì 10 settembre si sono recate a Como per la Restituzione della Visita Pastorale che il vescovo monsignor Diego Coletti ha effettuato nello scorso autunno. In oltre 200, per lo più bambini e giovani impegnati nei Grest, hanno partecipato con gioia a questo momento di amicizia e di comunione con il Vescovo. Visibilmente contento della visita mons. Coletti ha ricevuto in cattedrale i fedeli. Con loro ha pregato e meditato la pagina del vangelo di Giovanni nella quale Gesù ha donato all’umanità il comandamento nuovo. Spiegando l’etimologia della parola cattedrale e sottolineando come sia la casa di tutti i fedeli diocesani il Vescovo ha invitato tutti i presenti a conoscerla meglio anche dal punto di vista storico, architettonico ed artistico e, al termine della preghiera, l’arciprete della Cattedrale mons. Lorenzo Bataloni ha illustrato brevemente i motivi di principale interesse relativi al Duomo. Dopo un breve saluto al Vescovo che ha invitato tutti ad essere presenti a Bormio per la successiva domenica per un’altra Restituzione della Visita, i 5 pullman hanno portato i valtellinesi sul colle di Muggiò presso il Seminario per la pausa del pranzo. L’occasione è stata propizia anche per visitare il luogo dove studiano e si formano i nuovi preti della diocesi. Durante il viaggio di ritorno le parrocchie di Bormio con don Romeo, di Valdidentro con don Bruno Moneta, di Madonna dei Monti con don Ottorino, di Cepina con don Bruno Rocca, di Oga e Santa Lucia con don Umberto si sono fermate a Colico a visitare il complesso architettonico dell’Abbazia di Piona. Le parrocchie di Livigno e Trepalle con don Romano e l’ “ospite” don Marco Zubiani, hanno colto l’occasione per far visita alla parrocchia di Talamona dove ad attenderli c’era il futuro parroco mons. Giuseppe Longhini. QUINTO BORMOLINI fotoservizio William bene anche se non lo meritavamo e ci ha amato sino alla fine; assumiamoci dunque le nostre responsabilità di fronte a Gesù nostro fratello seguendo il suo esempio sino alla fine”. Mons. Coletti ha voluto sottolineare il grande amore di Cristo verso l’uomo: “pur avendo natura divina, non ha avuto problemi a farsi umile e debole come noi uomini, sopportando per l’uomo il supplizio atroce della croce”. L’esortazione del Vescovo è a vedere nel sacrificio del Figlio di Dio il segno massimo dell’amore che Dio, come Padre, ha per tutti i suoi figli, amore che porta al sacrificio di un nostro fratello. Prima della benedizione finale, mons. Battista Galli, in qualità di Vicario Episcopale, ha dato pubblica lettura del Decreto per la Zona Pastorale della Valtellina Superiore, stilato al termine della visita pastorale, del quale è stata consegnata una copia a tutti i fedeli presenti alla celebrazione di chiusura della visita pastorale in Valtellina Superiore. testo e foto a cura di ARMANDO, MARCO E STEFANO TRABUCCHI P A G I N A 12 CHIESA VISIT AP ASTORALE VISITAP APASTORALE IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 18 SETTEMBRE 2010 DREZZO E PARE’ Il 4 e 5 settembre il Vescovo è tornato nella zona Prealpi per incontrare le comunità di Drezzo e Paré chiamate ad un comune cammino pastorale “CI HA INDICATO LA STRADA” I l rientro dalle ferie estive per la nostra Comunità Pastorale di Drezzo e Parè è stato un po’ diverso dal solito perché segnato daun avvenimento molto importante: sabato 4 e domenica 5 settembre, infatti, abbiamo accolto mons. Diego Coletti in Visita Pastorale. Questo momento, che rientra nei compiti del Vescovo, non è stato solo una formalità burocratica, anzi, soffermandosi presso le nostre parrocchie fino a domenica sera, mons. Coletti ha potuto sia celebrare l’eucarestia domenicale con tutti i fedeli nelle due parrocchie, che incontrare la gente in occasioni più conviviali, dove sono emerse la sua umanità, simpatia, cordialità e schiettezza. Per le parrocchie di Parè e Drezzo, la visita pastorale rappresentava un momento di confronto con il Vescovo sul cammino da qualche mese intrapreso per essere una comunità pastorale. Il preparare questo incontro ci ha permesso infatti di verificare i passi fatti finora e mettere insieme Nella foto R.R. l’inaugurazione della nuova ala dell’Asilo di Paré dubbi, domande e riflessioni sul progetto comune da costruire.Alle nostre domande molto concrete e interessate al nostro vivere quotidiano, emerse durante l’assemblea, il Vescovo, ha replicato, spiazzando inizialmente l’uditorio, con due domande: Chi è la Chiesa? Qual è la sua missione nel mondo? Provocazioni lanciate per aprire un confronto e per interrogare ciascuno dei presenti, portando così la riflessione non solo sul vivere nella nostra comunità pastorale, ma sul vivere la Chiesa, come punto di partenza inequivocabile, imprescindibile e uni- versale. Chi ascoltava ha potuto, da subito, intuire che le parole del Vescovo non si limitavano a fornire semplici istruzioni ma chiedevano uno sforzo ulteriore: metterci in gioco come parte attiva nella Chiesa. Un Chiesa viva, che è comunione e “convocazione di uomini e donne riuniti perché lo Spirito Santo di Dio ha acceso in loro una grande amicizia per Gesù Cristo”. Il legame tra queste persone non è la simpatia, la lingua, la razza, il comune pensare bensì il fatto di essere “innamorati” di Gesù e anche “un po’ matti”. Ognuno, sfruttando i suoi talenti e le sue competenze, è chiamato a far vedere a questo mondo che Gesù è la Verità. È l’impronta dello Spirito Santo che deve conformare la nostra vita a Cristo affinchè possiamo testimoniarLo al mondo. Questa è l’unica cosa che conta, è la nostra missione. Tutto il resto deve essere al servizio di questo obiettivo. Non c’è in ballo la difesa di una presunta tradizione cristiana ma la bellezza della nostra vita. Dobbiamo essere una chiesa trasparente in Gesù, coraggiosa nell’annunciare il Vangelo, capace di dire “no” quando ci sono scelte con- DI RAFFAELLA ROFFINO IL FOTORACCONTO S. Messa nella chiesa parrocchiale di Paré Processione per le vie di Paré Celebrazione nel Santuario della Madonna Assunta a Drezzo trarie alla sua logica. Hanno colpito molto queste parole del Vescovo, soprattutto per la franchezza e passione con cui sono state pronunciate, a testimonianza della coerenza ed integrità di una persona veramente “innamorata di Cristo”. Mons. Coletti, quale successore degli Apostoli, ci ha così indicato la strada da seguire: quella del Vangelo. Siamo noi ora disposti a lasciare tutto per seguirla, innamorarci di Gesù scoprendo la bellezza della vita alla scuola del Vangelo? MASSIMILIANO E SABRINA Comunità pastorale di Drezzo e Paré CHIESA CHIESALOCALE IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 18 SETTEMBRE 2010 LECTIO DIVINA DAL CANTICO DEI CANTICI ALLA LETTERA DI GIACOMO S ono tante o sono poche due ore e più di esposizione e spiegazione di un passo biblico, magari di appena qualche decina di righe? Direi tante, se consideriamo che l’oratore parla ininterrottamente e senza cali di energia; direi poche, quando ci accorgiamo che non ci sono pesate per niente e che passiamo volentieri alla fase della meditazione, poi a quella della condivisione e infine alla preghiera. Il sabato è andato e ci è costato qualcosa organizzarci per partecipare alla lectio, ma non ci rinunciamo. Nel gruppo ci sono giovani e meno giovani; pur rientrando in quest’ultima categoria non avevo ancora nel mio curriculum la lettura integrale e commentata di un libro della Bibbia. Fatta l’esperienza, non vorrei smettere e rimpiango che la mia catechesi non sia iniziata così, almeno a partire dall’adolescenza. La lettura del Cantico dei Cantici, il testo analizzato lo scorso anno alla luce di una rivalutazione della sessualità,ha prodotto in me, e mi è parso di capire in altre coetanee, una bella tempesta di emozioni, tanto da non riuscire a trattenere la domanda: “Ma perché mai prima ci hanno parlato così dell’amore?”. Tanti tabù, tante reticenze, tante false convinzioni, legate certo alla cultura del tempo ma dovute ad una visione non proprio serena e sicura dell’argomento, ci hanno impedito di vivere bene una fetta considerevole della nostra esistenza, e ciò è avvenuto in maniera irreversibile. D’altra parte nelle generazioni successive una maggiore libertà e disinvoltura non hanno comportato un miglioramento della qualità della vita, anzi… È il momento di approdare ad un giusto equilibrio, perché l’amore non deve essere mortificato, ma neppure banalizzato. E prima di tutto deve essere “riconosciuto”. Perciò bisognerebbe parlare di più dei sentimenti, bisognerebbe insegnare e imparare a riconoscerli. La relazione d’amore, come insegna il Cantico, deve possedere delle caratteristiche senza le quali non può definirsi “amore”. Senz’altro l’attrazione e il trasporto verso l’altro, ma uniti al rispetto e alla reciprocità. Se metto me stesso al centro della relazione, se cerco di ridurre l’altro a me stesso, non amo. Questo vale per ciascuna delle parti. Tenendo presente ciò, si può arrivare a capire, o magari semplicemente a sentire, che la relazione con Dio non è diversa. Penso che da qui consegua tutto il resto. Gli spunti di riflessione offerti da un argomento così complesso sono stati innumerevoli, ma se dovessi indicare quello che considero il gioiello portato a casa dalla lectio, direi che è lo sguardo sul rapporto di coppia come un rapporto fecondo che non deve ten- dere alla “fusione”, all’annullamento della personalità, al contrario deve essere una comunione di “diversi”, in cui ciascuno “genera” l’altro, nel senso che lo aiuta ad essere pienamente se stesso. Da questo si riconosce l’amore. KATHY La Lectio proposta per l’anno 2010-2011, a commentare sempre Caterina Ostinelli, sarà sulla Lettera di San Giacomo. Questo breve scritto del Nuovo Testamento, poco conosciuto ancora oggi, è molto più ricco di quanto si pensi. Essa si presenta come una testimonianza autentica e autorevole di magistero morale apostolico. La lettera sviluppa solo il messaggio morale cristiano, dando per scontato la teologia da cui esso deriva. Giacomo intende correggere le deviazioni che percepisce nella Chiesa, e cerca di farlo stigmatizzando alcune situazioni che rivelano un modo di essere cristiani “ipocrita”. «La lettura di questa lettera - spiega Caterina - ci porterà a fare un cammino di “iniziazione alla gioia vera”, in otto tappe». Primo incontro sabato 16 ottobre, dalle ore 15.30 alle ore 19.30, presso l’Istituto Sacra Famiglia di via Dante 94, a Como. Per informazioni telefonare allo 031307003 e chiedere di suor Mariarosa. P A G I N A 13 P A G I N A 15 Como CRONACA DI E P R O V I N C I A ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 18 SETTEMBRE 2010 UN SERVIZIO PREZIOSO AL TERRITORIO Casa della Giovane il “dono” dell’accoglienza n’auto nuova fiammante per la Casa della Giovane “Irma Meda” di Ponte Chiasso. Un bene diventato indispensabile negli ultimi mesi per soddisfare le necessità di trasporto delle ospiti accolte nella struttura. A donarla sarà il Leo Club Como Chronos (i giovani Lions) con una cerimonia prevista per sabato 18 settembre, alle ore 16, presso la sede della Casa, in via Catenazzi 20. Il programma della breve cerimonia prevede la benedizione dell’autovettura (che riporterà i loghi del Leo Club e dell’Acisjf, l’associazione cui si lega la Casa della Giovane) da parte di don Carlo Puricelli, parroco di Ponte Chiasso, il saluto della autorità presenti e un rinfresco. «L’autovettura rappresenta un dono prezioso per Casa della Giovane spiega la presidente Melina Falsone -. Grazie a questo mezzo avremo modo di assolvere, con maggiore facilità, gli incombenti servizi di trasporto che la gestione della Casa richiede. Mi riferisco, in particolar modo, all’accompagnamento dei bambini dal medico, a scuola, o agli incontri protetti per chi è seguito dal servizio sociale. Servizi fino ad oggi assolti con mezzi privati». La Casa di Ponte Chiasso si arricchisce, così, di un ulteriore, piccolo tassello per assolvere al meglio le finalità accoglienza, accompagnamento e sostegno a mamme e donne sole e in difficoltà. Un impegno onorato con dedizione e cura sin dal 1957, quando la Casa prese vita, e rinnovato negli ultimi anni, con il totale rifacimento dello stabile di via Catenazzi, inaugurato nel marzo 2007. La Casa della Giovane di Ponte Chiasso è una porta aperta alle fragilità dell’universo femminile, una mano amica, un pasto caldo, un’opportunità per ricominciare a camminare in autonomia dopo un periodo difficile. Due le “anime” di questo mondo. Una comunità al 2° piano, che offre accoglienza a donne lavoratrici, insegnanti (attualmente le ospiti sono U Sabato 18 settembre i Leo Club Como Chronos offriranno in dono all’associazione un automezzo che verrà impiegato a servizo della struttura. L’opportunità per rispondere al meglio alle necessità delle ospiti di MARCO GATTI [email protected] LA DISPONIBILITÀ AL PRONTO INTERVENTO Il servizio di accoglienza della Casa della Giovane “Irma Meda” di Ponte Chiasso non si esaurisce nelle comunità per donne lavoratrici e per mamme o donne sole. Tra i punti d’approdo della struttura anche uno spazio di accoglienza, frutto di una convenzione stabilita con la Caritas di Como, che si configura come pronto intervento in caso di necessità impellenti. Qui trovano infatti alloggio, gratuitamente, per una settimana, donne segnalate direttamente da Porta Aperta o dal Centro d’Ascolto Caritas. I numeri ne svelano la crescente utilità: 9 ospiti donne accolte nel 2007, 7 nel 2008 e 14 nel 2009. Più o meno in egual misura italiane e straniere. Melina Falsone accanto alle autorità in occasione dell’inaugurazione della struttura. Foto William 7); ed una al primo piano, che offre alloggio a mamme con bambini (5, al momento, sono le mamme con, complessivamente, 8 bambini presenti), a ragazze in cerca di occupazione (al momento sono 6) o a ragazze con gravi problematiche familiari (sole, maltrattate, etc.) Complessivamente sono, dunque, circa 26 le ospiti oggi presenti nell’edificio, a fronte di una capacità di 35 posti. «Appare evidente - ci spiega Melina Falsone come sia la comunità composta da mamme e bambini, ma anche da donne singole in cerca di sostegno, ad assorbire la maggior parte delle energie e delle risorse umane della Casa. Se le donne che lavorano qui cercano, infatti, soltanto un luogo di appoggio e magari un po’ di compagnia in attesa di trovare una sistemazione più definitiva, per le altre appare, invece, indispensabile anche un adeguato affiancamento psicologico. A tale scopo è attiva dentro la Casa un’equipe composta da tre educatrici (assunte), una psicologa e una suora (volontarie) che garantisce alle ospiti il necessario sostegno». L’obiettivo è la restituzione, alle ospiti più fragili, della capacità di condurre una vita autonoma. E non vi è un tempo limite di permanenza oltre il quale gli spazi della Casa diventano stretti. «L’ospitalità offerta - continua la presidente - non ha un preciso vincolo temporale. La durata viene infatti stabilita in base al progetto che l’equipe predispone per ogni ragazza. Progetto che ha, come obiettivo finale, l’autonomia. A tale scopo abbiamo anche la disponibilità di due appartamenti, sempre nella zona di Ponte Chiasso, la cui ristrutturazione, iniziata prima dell’estate grazie ad un contributo della Fondazione Cariplo, dovrebbe essere completa in questi giorni. L’appartamento esprime il momento il cui la giovane, che ha camminato per qualche tempo con noi, si mette alla prova. Sperimenta una forma di vita più indipendente, prima di compiere il grande salto che ne decreterà il ritorno, a pieno titolo, nella società. Terminati i lavori, i due locali di cui disponiamo saranno immediatamente occupati da due ragazze, con i rispettivi figli». 74 persone complessivamente accolte nel 2007, 75 nel 2008, 76 nel 2009. Ancora in definizione il dato 2010. I numeri confermano la richiesta pressante di ospitalità presso la Casa di Ponte Chiasso. LA FATICA DEI FINANZIAMENTI Come si mantiene una struttura in grado di svolgere un servizio così articolato al territorio? «Sopravviviamo con le rette delle ospiti lavoratrici, con i contributi che i Comuni ci versano per i casi segnalati, con il sostegno di qualche privato. L’ospitalità ha un costo, ma c’è chi non può permettersi di sostenerlo e questo non pregiudica, ovviamente, la permanenza all’interno della struttura. A fine anno ci troviamo sempre con 4 o 5 casi di persone cui è stata data ospitalità gratuitamente vista l’impossibilità di contribuire. I soldi non sono mai abbastanza, ma noi cerchiamo di fare del nostro meglio per assicurare un servizio ed una presenza che si mantengano sempre all’altezza». E sono lo specchio di una crisi globale che attraversa le famiglie, e con maggior vigore affonda la sua lama sulle figure più fragili. Per non parlare delle 86 richieste che la Casa non ha potuto soddisfare nel 2009, trattandosi di casi di cui non poteva farsi carico (per lo più psichiatrici). Per restare sul tema della fragilità lasciamo che siano ancora i numeri a parlare: 12 mamme con bambini accolte nel 2007, più due in gravidanza; 18 nel 2008, 13 nel 2009, più due in gravidanza. Negli ultimi quattro anni nella nuova struttura di via Catenazzi sono state accolte complessiva- mente 6 donne in stato interessante, che hanno dato alla luce 7 bambini (2 gemelli). «Donne sole, con dei bimbi a carico o in gravidanza. È questo - aggiunge Melina Falsone il segnale più evidente della grave situazione di fragilità che molte famiglie stanno attraversando. Una fragilità non soltanto economica, ma anche e soprattutto psicologica, relazionale». Chi arriva alla Casa si porta, spesso, dietro un profondo senso di frustrazione, di solitudine. La mancanza di un compagno, di una famiglia, di un lavoro, di una casa. Ma anche la fuga da episodi di violenza domestica, maltrattamento. A chi ha raccolto il testimone di Irma Meda fondatrice della Casa della Giovane di Ponte Chiasso - la responsabilità non facile di metter insieme i pezzi di vite passate al frullatore, svuotate nell’energia e nella capacità di sognare. «Il lavoro rappresenta una componente essenziale per ritrovare forza e dignità - conclude la presidente -. La sua ricerca è frustrante e faticosa, in special modo per chi ha dei figli da mantenere. Per fortuna delle 5 mamme che attualmente accogliamo tre hanno un impiego, una è in cassa integrazione e un’altra in cerca di occupazione. Durante le ore di lavoro i bimbi sono seguiti all’interno della Casa dalla nostre educatrici. In questi giorni si è concluso positivamente anche un progetto che ha previsto l’inserimento di una educatrice per l’accudimento estivo dei bimbi. Con l’inizio della scuola i piccoli saranno inseriti nelle vicine materna e scuola primaria». Anche per loro un cammino, lento, verso l’autonomia. Una piccola, grande famiglia, la Casa della Giovane “Irma Meda” di Ponte Chiasso. Una risorsa per generare valore e fiducia nel futuro. CRONACA P A G I N A 16 Como IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 18 SETTEMBRE 2010 EDILIZA SCOLASTICA Scuole: 4 milioni di euro per rifarsi il look P oco più di quattro milioni di euro investiti sul fronte dell’edilizia scolastica per interventi ultimati prima delle lezioni, per opere in corso di ultimazione o che avranno seguito durante l’anno scolastico e per ulteriori interventi in programma nell’esercizio finanziario 2010. Con questo biglietto da visita l’Amministrazione comunale di Como si è presentata, lunedì mattina all’avvio delle lezioni in città. La sede scelta per il saluto a studenti e docenti dal sindaco, dagli assessori alle Politiche educative Anna Veronelli e all’Edilizia pubblica Francesco Scopelliti è stata la scuola primaria di via Montelungo, recente oggetto di importanti opere di restauro. «Da parte mia un sentito in bocca al lupo a tutti gli operatori della scuola - il fugace saluto del sindaco di Como Stefano Bruni alla città, al quale ha fatto eco quello di Anna Veronelli. «In questo contesto - ha detto l’ assessore - mi piace riprendere le parole del vescovo di Como nel suo discorso alla città, intervento nel quale mons. Coletti ha ribadito l’importanza È la somma investita da Palazzo Cernezzi per interventi che hanno preceduto l’inizio delle lezioni, ma anche per opere che verranno realizzate nel corso dell’anno. L’obiettivo è di assicurarne la generale messa in sicurezza e rendere gli ambienti più confortevoli e funzionali della sfida educativa, che chiama in causa tutti noi, dalla scuola alla famiglia. La scuola primaria di via Montelungo, teatro degli ultimi mesi di importanti lavori di restauro che l’anno resa più funzionale, spaziosa e moderna, è un esempio dell’impegno dedicato dall’Amministrazione a questo tema». «Da quando mi sono insediato, come assessore all’edilizia pubblica - spiega l’assessore Francesco Scopelliti - ho trovato un ufficio molto attento e sensibile alle esigenze del mondo della scuola. Siamo intervenuti su edifici che da decine d’anni non erano sottoposti a lavori di manutenzione. Abbiamo effettuato opere di adeguamento, messa in sicurezza, ampliamento di aule. Abbiamo anche avviato un esperimento cromatico, scegliendo di introdurre il colore all’interno di alcuni istituti per renderli più gioiosi e ac- coglienti. Un’offerta formativa di qualità non può, infatti, essere letta in maniera disgiunta da contesti confortevoli e adeguatamente attrezzati». Nutrito l’elenco delle opere realizzate. Tra i cantieri già conclusi l’adeguamento dei refettori alle normative dei Vigili del Fuoco delle scuole primarie di Civiglio, Muggiò e di via Brambilla; la sistemazione dell’area esterna di via Fiume e l’adeguamento delle aule della scuola di via Montelungo. Sono tuttora in corso gli interventi per la realizzazione del nuovo ascensore presso la scuola primaria di via Perti, per il rifacimento degli spogliatoi della palestra di via Brogeda nonché per la realizzazione di impianti fotovoltaici in quattro istituti scolastici (scuole di Albate, di via Interlegno, via Cuzzi e di Lora). Una foto d’archivio della scuola media di via Brambilla, anch’essa oggetto di lavori di sistemazione Si concluderanno entro la fine del mese i lavori per l’adeguamento alle normative di prevenzione incendi e sicurezza per le scuole di piazza IV Novembre ad Albate (interessata anche dal rifacimento di facciate, serramenti nonché dell’asfaltatura del cortile), e della “Parini” di via Gramsci. Nel corso dei prossimi mesi, ma senza interferire sul normale andamento dell’anno scolastico, verranno realizzati alcuni lavori alla scuola “Parini” e alla scuola dell’infanzia di via Briantea. Altri lavori sono in programma ed inseriti nel bilancio 2010. Si tratta di adeguamenti in base a disposizioni dell’Asl per gli asili nido di via Palestro, via Segantini, via Longhena, via Italia Libera, via Passeri, via Giussani, via di Lora; per le scuole dell’infanzia di via Raschi, via Varesina, via Zezio, via Nicolodi, via Palma, Salita Cappuccini, via Tibaldi, via Volta; e per le scuole primarie di via Montelungo, via Sinigaglia, via Fiume, via Mognano, via Perti. Lunedì 13 settembre è ripreso anche il servizio mensa del settore ristorazione scolastica. Nelle scuole dell’infanzia gli iscritti alle mense a quella data risultavano 1496. Nelle scuole primarie gli iscritti erano 2414. Fino al 2 ottobre nelle mense verrà servito il menù estivo. Ripresi anche i servizi di pre-scuola e dopo-scuola organizzati dal settore Politiche Educative per gli alunni delle scuole primarie. Gli iscritti al servizio di pre-scuola sono 162 e gli iscritti al doposcuola sono 345. Tra le novità di quest’anno anche l’estensione del servizio mensa anche ad alcuni studenti delle medie, per il momento circa un’ottantina. “LE DROGHE: UNO SPETTACOLO. TUTTA COLPA DI BAUDELAIRE” A VILLA ERBA VISITA GUIDATA A VILLA CARLOTTA CON MONDO TURISTICO Una conferenza-spettacolo di grande interesse, rivolta alle famiglie, per IL PROBLEMA DELL’ABUSO DI SOSTANZA TRA I GIOVANI mettere a fuoco un tema di stringente attualità. “Le droghe: uno spettacolo. Tutta colpa di Baudelaire”, il titolo dell’evento, realizzato dall’Asl, in programma domenica 19 settembre alle 14.30 a Villa Erba a Cernobbio. Lo spettacolo, di e con Edo Polidori e Roberto Pagliara, verrà presentato dall’assessorato alle Politiche Educative e alla Famiglia vedrà in scena un medico del Ser.T. e un artista che da anni lavorano nel campo delle dipendenze Il tema dello spettacolo entra nelle difficoltà di dialogo tra adulti e adolescenti sul tema delle droghe. Da un lato gli adulti tendono a considerare le droghe nel loro aspetto più distruttivo e pericoloso, mentre dall’altro gli adolescenti ne valorizzano gli aspetti più piacevoli. Piacere e rischio. Le due facce di una stessa medaglia. Il biglietto di ingresso di 10 euro a persona consentirà di assistere alla conferenza-spettacolo ma anche di trascorrere l’intera giornata di domenica 19 settembre al MOA - Salone della musica di Villa Erba. Alle prime 100 persone che si iscriveranno alla conferenza-spettacolo verrà effettuato uno sconto del 50% sul prezzo del biglietto: per iscriversi è possibile telefonare o mandare una mail all’assessorato alla famiglia (031/252229, [email protected]) Il problema delle dipendenze negli ultimi anni ha preso contorni nuovi, più ampi e sempre più allarmanti. L’uso e l’abuso di sostanze si è diffuso tra i giovani in modo capillare coinvolgendo fasce d’età sempre più basse. A livello locale, da un’indagine effettuata dall’ ASL di Como presso le scuole secondarie di secondo grado emerge che il 40% degli studenti tra i 15 e i 19 anni ha provato almeno una sostanza illegale (cannabis e cocaina in particolare). Rispetto al consumo di bevande alcoliche un ragazzo su tre afferma di ubriacarsi spesso il fine settimana con elevato rischio di comportamenti violenti e incidenti stradali. In provincia di Como ogni anno vengono fermati dalle Forze dell’Ordine più di 300 giovani tra i 14 e i 24 anni in possesso di sostanze stupefacenti per uso personale. Dall’analisi effettuata dalla ASL di Como con l’Istituto Mario Negri delle acque in ingresso al depuratore cittadino per alcune droghe, in particolare hashish ed eroina, si è rilevato un numero di dosi consumate dalla popolazione di Como superiore a quella di Milano e di altre importanti città europee. CON L’ORTOFLORICOLA COMENSE VISITA GUIDATA ALLA TENUTA VITIVINICOLA COLLE D’AVRA GIORNATE APERTE ALL’ACCADEMIA GALLI La Società Ortofloricola Comense organizza per sabato 18 settembre una visita guidata dal presidente Emilio Trabella alla “Tenuta vitivinicola Colle d’Avra” a Castel San Pietro (Mendrisio). Il ritrovo è alle ore 9.00 presso la sede di Sagnino con mezzo proprio; il rientro è previsto per le ore 12.30. Per informazioni e prenotazioni (obbligatorie fino ad esaurimento posti entro giovedì 16 settembre): Società Ortofloricola Comense, via Ferabosco 11, Sagnino (Como); tel. 031.531705 oppure tel. 031.572177; e-mail: [email protected]; sito internet: www.ortofloricola.it. L’Accademia Aldo Galli di Como si appresta a vivere, venerdì 17 e sabato 18 settembre, le sue giornate aperte. Si tratta di un’occasione per visitare gli spazi e i laboratori, per richiedere maggiori informazioni al personale docente circa l’ordinamento didattico, le attività progettuali e di laboratorio e tutto ciò che riguarda la vita dello studente all’interno dell’Accademia. tutte le informazioni su rette e agevolazioni economiche, test di ammissione, borse di studio. Le giornate saranno strutturate secondo i seguenti orari: Venerdì 17 settembre : dalle 10.00 alle 18.00 Sabato 18 settembre : dalle 10.00 alle 18.00 CRONACA P A G I N A Como 17 IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 18 SETTEMBRE 2010 UN NUOVO PROGETTO DI PRESENZA SUL TERRITORIO Segretariato sociale con la Cisl S portelli aperti al territorio. Occhi, mani. Cuore. La Cisl e il sindacato pensionati FNP Cisl di Como, dopo un periodo di sperimentazione, hanno deciso di lanciare un servizio di segretariato sociale. L’ idea è quella di tessere una rete di sportelli, in tutti quei comuni nei quali già oggi sia garantita la presenza di una sede Cisl «per essere più vicini ai cittadini - spiegano Melina Falsone e Gerardo Larghi - alle persone ed alle loro famiglie e fornire notizie e informazioni per muoversi al meglio all’interno del complesso panorama sociale e assistenziale comasco». «Si tratta di un servizio - continuano i due esponenti sindacali comaschi - che ha l’ambizione di rispondere alle richieste di ogni persona ed ogni famiglia in modo esatto, completo, personalizzato ed esaustivo sull’insieme dei servizi sociali, sanitari, educativi, economici messi a disposizione dagli enti pubblici e privati operanti a livello nazionale, regionale e comunale. Non prestazioni sostitutive, dunque, o un semplice sportello informativo. L’idea del sindacato comasco e della FNP è quella di attivare sportelli di ascolto, orientamento, consulenza e accompagnamento pagina a cura di MARCO GATTI La nostra ambizione vuole, infatti, essere quella di non solo informare rispetto ai servizi già presenti sul territorio o sulle procedure per accedervi, ma anche orientare ed accompagnare le persone che vi si rivolgeranno. Non una semplice bussola, dunque, ma una mano amica in grado di condurre per mano chi avrà bisogno». «La scelta di dare concreta attuazione a questo progetto - continua Gerardo Larghi - nasce da una analisi approfondita dell’attività abitualmente condotta dal sindacato. La Cisl è spesso recettore delle richieste più diverse, per la soluzione delle quali si attivano uno o più dei nostri servizi, a seconda delle necessità. L’espe- rienza degli ultimi anni ci ha però portato a percepire una crescita esponenziale delle figure non “categorizzabili”. Mi riferisco, cioè, a persone le cui necessità non risultano facilmente catalogabili e risolvibili con una risposta univoca, ma richiedono la messa in campo di più forze. Il nostro territorio ha risorse importanti, in termini di servizi, eppure spesso la gente non li conosce, non sa come attingervi. Quella che serve è, in primis, una “mappa”, ma anche una guida adeguata alla sua lettura. A tale scopo si è deciso di attivare una rete di volontari che sia in grado di assolvere a questo compito. L’obiettivo al quale ambiamo è quello di offrire alla comunità locale luoghi presso i quali sia possibile attenere gratuitamente informazioni personalizzate in relazione a specifiche esigenze e, se necessario, aiuto affinché sia assicurato l’accesso alle risorse disponibili». Sportelli che si interfaccino con la popolazione, ma anche con gli stessi servizi e forze sociali presenti sul territorio, attivando proficui spazi di dialogo e collaborazione. La sede Cisl di Como. A sinistra Melina Falsone e Gerardo Larghi Più nel dettaglio negli sportelli di segretariato sociale si potranno reperire informazioni e consulenze relative a: lavoro e orientamento professionale; istruzione e servizi legati alla scuola; sicurezza sociale; tempo libero; alloggi; aiuti e sostegni alla famiglia in difficoltà; servizi alla disabilità; aiuto e sostegno agli stranieri in difficoltà ed alle loro famiglie. Gli sportelli (attualmente sono già attivi nelle sedi Como, Lomazzo, Mozzate e Dongo. A breve apriranno anche a Rovellasca, Cantà, Fino Mornasco, Olgiate Comasco ed Erba) saranno aperti tutte le settimane secondo un orario predefinito. Per saperne di più o porre dei quesiti è però anche possibile scrivere direttamente all’indirizzo segretariatosociale.como @cisl.it, o telefonare allo 031-3108335, o inviare un fax allo 031-3108224. nestra ancora buia…» Un richiamo anche agli aspetti più bui… «Tra le cose più buie evidenzierei il fatto che, anche in una fase di ripresa dell’economia, l’occupazione non dà segnali importanti di ripresa. Ribadiamo, pertanto, l’appello alle associazioni datoriali e alle imprese di utilizzare tutti gli strumenti possibili, in particolare i contratti di solidarietà, per far fronte alle situazioni di difficoltà. E poi chiediamo alla Provincia di adoperarsi al meglio, predisponendo quasi un piano straordinario, per definire quello che si possa fare, sul nostro territorio, per il mondo giovanile. Il tema del lavoro dei giovani, che siano diplomati o laureati, è molto importante per il nostro futuro. Eppure si tratta di figure che stanno facendo davvero fatica nel trovare un lavoro che sia sufficientemente stabile e dignitosamente retribuito. È, questo, un problema che sta assumendo i contorni dell’emergenza e che tocca non sol- tanto il nostro territorio, ma l’intero Paese. Su questo tema, proprio la scorsa settimana, abbiamo incontrato l’Unione industriali per recepire progetti, idee e programmare iniziative concrete. Un altro passaggio dovrà essere quello di lavorare a fondo affinché le aziende operanti sul nostro territorio tornino ad essere competitive, facendo in modo che il lavoro che abbiamo qui vi resti, e che quello che è stato esportato torni. Il senso vuole essere quello di non continuare nel dar corso ad una stagione di polemiche, ma che si punti alla sostanza. Questo è un momento storico in cui meno che mai ci si può perdere in vuote diatribe, ma ci si concentri su questioni calde come, lo ripeto, l’occupazione e la tutela del reddito individuale. Proprio dal palco del don Guanella cercheremo di rilanciare con forza un appello di attenzione a queste tematiche e di unità, perché insieme si possano realmente portare frutti al bene comune». AUDITORIUM DON GUANELLA 24 SETTEMBRE La Cisl oggi, costruire insieme un futuro di speranza I l prossimo venerdì 24 settembre l’auditorium don Guanella di Como aprirà le porte a tre ospiti d’eccezione per un simposio che guarda al futuro. Il vescovo di Como mons. Diego Coletti; l’on. Franco Marini, già segretario nazionale Cisl, ministro del lavoro e presidente del Senato e il segretario generale della Cisl Raffaele Bonanni, interverranno al convegno, voluto dalla Cisl di Como, intitolato “La Cisl oggi, costruire insieme un futuro di speranza”, dalle 9 alle 13. Ad aprire i lavori sarà Fausto Tagliabue, segretario generale della Cisl di Como. Proprio a lui abbiamo chiesto il senso di questa nuova iniziativa del sindacato comasco. «Questo appuntamento - ci spiega Tagliabue - ha per noi come scopo quello di raccogliere la testimonianza di figure importanti rispetto al senso del fare sindacato e attività sociale, in un periodo molto complicato e delicato come quello che stiamo vivendo. Con l’aiuto di tre Un convegno con tre ospiti d’eccezione: mons. Diego Coletti, l’on. Franco Marini e Raffaele Bonanni figure del calibro di mons. Coletti, dell’on. Marini e del nostro Segretario Generale abbiamo inteso dare il via ad un nuovo anno sociale. Anno che ci vedrà impegnati su tanti fronti, in particolar modo per la difesa dell’occupazione, il rilancio dello sviluppo, il tentativo di garantire la tutela dei redditi delle famiglie e una tenuta in qualità dei servizi sociali consapevoli che i bilanci dei Comuni appaiono più complicati degli anni scorsi. Con questa tappa la Cisl punta a ricaricarsi un po’ le pile. Del resto il sindacato sta in piedi se sottoscrive accordi, intese, ma anche se e soprattutto è in grado di rispondere ad una ragione di senso. Le persone devono credere nel sindacato perchè in esso vedono uno strumento che realizza obiettivi a loro vicini. Per queste ragioni la Cisl deve ancor di più riscoprire le ragioni fondative della propria esistenza, i valori, i principi, gli orientamenti sui quali si basa la sua azione. A questo obiettivo sarà dedicato l’incontro del 24, leggendo questa fase economica a due anni dalla crisi, come la necessità di un impegno, da parte di tutti, per costruire realmente un futuro di speranza». Rispetto al futuro: se guardiamo a Como ci sono le premesse perché si possa realmente guardarvi con speranza? «Innanzitutto bisogna sempre essere ottimisti, non se ne otterrebbe alcun guadagno dal contrario… Ciò non significa che non bisogna guardare in faccia la realtà. Una realtà fatta di luci ed ombre…» Proviamo ad evidenziare le une e le altre… «Rispetto alle questioni di carattere più generale tra le luci vi è, sicuramente, da registrare il fatto che l’ospedale sia ormai prossimo al compimento, anche se ancora accompagnato una serie di ‘magagne’ sulle quali si sta dibattendo. È un po’ come realizzare una bella torta dimenticandosi delle candeline… Ma anche l’avvio dei lavori per la terza corsia lungo l’A9 o l’impegno, in termini progettuali, del tavolo della competitività, sono la conferma di una comune volontà a mettersi attorno ad un tavolo per definire le priorità e lavorare insieme. Dall’altra parte ci sono, però ancora delle contraddizioni evidenti. Alla volontà di collaborare non segue spesso, infatti, una reale capacità a convergere sui problemi, a cercare intese possibili, a sviluppare progettualità complete. Ripensando all’ospedale ecco che qualcosa di ben fatto sembra, alla fine, dalle polemiche degli ultimi giorni, rivelarsi ancora, per certi versi incompleto, con qualche fi- CRONACA P A G I N A 18 Como IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 18 SETTEMBRE 2010 LA CITTADELLA SANITARIA S. Anna, si sa del monoblocco, ma il resto? M entre la città di appresta a vivere il trasferimento delle attività sanitarie dal vecchio al nuovo ospedale Sant’Anna c’è chi inizia a chiedersi cosa effettivamente succederà in via Napoleona. E’ il caso del sindaco, Stefano Bruni , che la scorsa settimana ha rilasciato alcune riflessioni al riguardo, dalle quali traspare anche il timore che sull’area del vecchio Sant’Anna possa calare l’ombra del degrado che, negli ultimi anni, ha riguardato altre aree cittadine, come quella dell’ex Ticosa rifugio di sbandati e senzatetto. «In via Napoleona l’importante è sapere cosa ci sarà - ha affermato il primo cittadino -. In attesa di più completi dettagli al riguardo bisogna comunque sottolineare come, in ogni caso, tutti i servizi saranno concentrati nell’attuale monoblocco mentre gli al- L’attenzione è puntata sul nuovo presidio. Vivo il timore che sugli stabili di via Napoleona possa calare il degrado di LUIGI CLERICI tri manufatti saranno messi sul mercato da parte dell’Azienda Ospedaliera alla luce di un piano volumetrico, che disciplinerà cosa effettivamente l’acquirente potrà realizzare, tenendo conto che la pianificazione sarà decisa dal Comune di Como attraverso documenti che stabiliranno, nel dettaglio, quanto, a livello progettuale, dovrà essere destinato a residenze, ad esercizi commerciali, ecc. Il rischio che, in attesa dell’evolversi di questi eventi, il cui margine temporale è piuttosto dilatato nel tempo, parte dell’area ancora attualmente occupata dall’ospedale Sant’Anna diventi SEI SVIZZERA E VUOI COMMERCIARE CON IL COMASCO? OCCHIO ALLA “BLACK LIST” Dalla fine dello scorso mese di agosto le aziende svizzere devono compilare una dichiarazione per dare seguito ai rapporti commerciali con le realtà economiche comasche. Una nuova incombenza burocratica che interessa centinaia di imprese del vicino Canton Ticino. La nuova normativa italiana, infatti, ha previsto l’inasprimento dei regolamenti commerciali tra l’Italia e la Svizzera, inclusa dal 1999 nella lista nera delle nazioni considerate a “fiscalità privilegiata”. Le nuove normative vanno a colpire non solo le operazioni di acquisto in paesi figuranti sulla lista nera, ma anche le operazioni di vendita verso tali paesi e le prestazioni di servizio effettuate e ricevute. «Considerato che l’Italia è il primo partner commerciale del Ticino, - spiega Luca Albertoni, Direttore della Camera di commercio, dell’industria, dell’artigianato e dei servizi del cantone Ticino (Cc-Ti) - penso che sia qualche centinaio il numero di aziende toccate, anche se è una stima perché non abbiamo dati precisi in questo senso. In effetti, non tutte le aziende sono affiliate alla Camera (in Svizzera, infatti, si tratta di un ente privato, senza obbligo di adesione), quindi i nostri dati sono forzatamente parziali. In teoria, l’obbligo della certificazione potrebbe riguardare tutte le aziende». La normativa prevede che per poter dedurre i costi delle loro operazioni commerciali, i soggetti IVA italiani devono poter dimostrare al fisco italiano che il partner svizzero non rientra nella categoria dei soggetti figuranti sulla black-list. Pertanto, al partner commerciale svizzero viene di regola chiesto di rilasciare una dichiarazione con i dati e le generalità dell’azienda, nonché l’assicurazione che la società svizzera non beneficia di agevolazioni fiscali in qualità di società holding, società ausiliaria o società “di domicilio”. L.CL. un’area abbandonata, e quindi a rischio infiltrazioni di senzatetto, sbandati o clandestini esiste». In effetti tutti gli edifici che saranno dismessi una volta effettuato il trasferimento, avrebbero dovuto essere già venduti dall’Azienda Ospedaliera ma la Regione Lombardia, viste anche le difficoltà che interessano il mercato immobiliare, decise di anticipare i 30 milioni di euro stimati come incasso al fine di consentire l’ultimazione dei lavori per la realizzazione del nuovo nosocomio. Toccherà, comunque, sempre alla stessa Regione decidere quando procedere alla vendita cui seguirà la fase progettuale dell’area e tutti gli iter relativi alla sua approvazione. «Un percorso dilatato, quindi, nel tempo e questo costituisce un vero e proprio pericolo di “degrado” dell’area - ha continuato Bruni -. Fortunatamente, rispetto all’ex Ticosa, che è uno spazio aperto, questa è un’area recintata e chiusa ma dovrà essere presidiata in quanto gli edifici non utilizzati per la cittadella sanitaria saranno attrattivi per i senzatetto». Ma da cosa sarà caratterizzata la futura “Cittadella sanitaria” di via Napoleona? Lì, secondo quanto presentato in un opuscoletto distribuito dall’Azienda la scorsa settimana, troveranno spazio una ventina di ambulatori, il centro prelievi, tre “day hospital”, il servizio di pre-ricovero per chi deve sottoporsi ad un intervento chirurgico e, con ogni probabilità fino ai primi mesi del 2012, buona parte degli uffici amministrativi. Una serie di servizi non indifferente: «In ogni caso entro il prossimo 23 settembre, giorno in cui inizierà il trasloco per il nuovo nosocomio, vorrei avere la certezza di cosa effettivamente i cittadini potranno trovare nell’attuale area Sant’Anna - ha concluso Stefano Bruni, che ha anche sottolineato -. A Camerlata nascerà un nuovo quartiere mentre l’autosilo Val Mulini certamente subirà qualche sofferenza di gestione ma continuerà ad essere utilizzato sia dagli utenti della cittadella sanitaria, sia dal fatto che è una delle strutture importanti del futuro Piano della Sosta per la nostra città». ORTICOLARIO A CERNOBBIO DALL1 AL 3 OTTOBRE Un giardinaggio evoluto: con questo proposito Orticolario torna per la sua seconda edizione dall’1 al 3 ottobre 2010, ancora nell’esclusivo scenario di Villa Erba, a Cernobbio, più internazionale, più ampio nella proposta e più stimolante nel suo percorso formativo. La natura è una realtà dinamica in continuo cambiamento e il nostro spazio - sia esso un terrazzo, un giardino, un orto, un frutteto - può e deve evolvere con il mutare delle nostre passioni e non solo delle stagioni. Il giardinaggio è infatti una vera e propria forma di cultura. Un rapporto di intimità, tra la persona e la natura, che si alimenta e si intensifica nella ricerca di nuovi colori, profumi, strumenti ed elementi di arredo che, abbinando funzionalità e design, producono emozioni e stimoli che solo l’arte, in tutte le sue forme, riesce a trasmettere. Orticolario offrirà quindi tre giorni all’insegna dell’eccellenza di fiori e piante, di specie storiche, ricercate e rare e di nuove proposte presentate dai migliori vivaisti italiani e d’oltralpe, selezionati accuratamente dal Comitato Scientifico costituito da Ortofloricola Comense e Orticola di Lombardia. E così dalle più remote regioni italiane, ma anche dalla Francia, dal Belgio e dall’Olanda, portatori di conoscenze e venditori di “storie che stanno dietro le foglie”, si confronteranno, con le proprie collezioni, con un pubblico esigente e attento alle novità botaniche. Orticolario vuole infatti essere soprattutto una vetrina del meglio della ricerca verde, un luogo di incontro, di scambio culturale; uno spazio colorato e profumato dove non soltanto si compra e si vende, ma innanzitutto si conosce. L. Cl. IL COMO TORNA DA ALESSANDRIA CON UN PUNTO Torna da Alessandria con il quarto punto esterno stagionale (su cinque complessivi) il Como che domenica scorsa ha pareggiato sul terreno dei grigi piemontesi per 0-0. Una gara avara di emozioni e le poche azioni le ha create proprio il Como con il “cavallo di ritorno” Maah, ingaggiato la scorsa settimana dopo qualche fugace apparizione lo scorso anno dovuta a problemi fisici, che ha debutto nel nuovo Como in sostituzione dell’infortunato Cozzolino. Da segnalare che in pieno recupero del primo tempo (il cronometro segnava il 47°), il Como è anche andato in gol con un colpo di testa di Magli ma l’arbitro ha annullato per un fallo del difensore lariano. Sul finale di partita ha debuttato nel Como anche il centrocampista Rossini, anch’egli reduce da una tribolata stagione in quel di Bellinzona caratterizzata da malanni fisici ma ora pienamente recuperato. «Accettiamo questo pareggio – ha affermato negli spogliatoi l’allenatore Carlo Garavaglia, che siede in panchina insieme ad Oscar Brevi -. Siamo molto soddisfatti della prova dei ragazzi, specialmente per l’approccio della gara e per come l’abbiamo poi interpretata. Abbiamo cercato di attaccare, di provare a vincere, pur senza riuscirci. Dopo aver speso tanto, nell’ultimo quarto d’ora, siamo andati un po’ in difficoltà». Diametralmente opposta l’analisi dell’allenatore alessandrino Maurizio Sarri che ha sottolineato come il protagonista del match sia stato il portiere del Como Castelli e che la sua squadra abbia avuto in mano il pallino del gioco, senza peraltro riuscire in qualche modo a concretizzarlo, per tutta la durata dell’incontro. Grazie a questo punto il Como resta in zona di centro classifica, lontana dalla “zona calda” rappresentata, in questo momento, dalla coppia Monza-Bolzano Sud Tirol con due punti. In vetta, invece, c’è la Spal a quota 10 seguita dal Lumezzane ad 8. Per i bresciani, però, è ancora in corso il reclamo presentato dall’Alessandria e relativo alla posizione irregolare di un loro giocatore nel match che i piemontesi hanno perso due settimane fa. Se la Federazione dovesse dare ragione all’Alessandria, ovviamente, le posizioni tra le due compagini dovrebbero essere scambiate e insieme al Como a quota 5 ci sarebbe il Lumezzane. Intanto, per il Como, si prospetta una seconda domenica di pausa. Gli azzurri, infatti, torneranno in campo lunedì prossimo nel posticipo contro la Reggiana. L.CL. CRONACA P A G I N A 19 Como IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 18 SETTEMBRE 2010 VIA BALESTRA Canossiane: si allarga l’offerta formativa L’anno scolastico ha preso il via con una interessante novità: un nuovo corso di istruzione e formazione professionale per l’ottenimento della qualifica triennale di “Operatore amministrativo segretariale” U n nuovo anno scolastico è iniziato il 13 settembre presso l’Istituto Matillde di Canossa” di Como. Come ogni primo giorno di scuola, decine di bambini e ragazzi hanno varcato la soglia del portone di via Balestra lasciandosi alle spalle le vacanze ed incontrando, quest’anno, una bella novità: ha preso avvio infatti un nuovo corso di istruzione e formazione professionale, accreditato dalla Regione Lombardia e rivolto prevalentemente agli alunni che hanno concluso la terza media, per l’ottenimento della qualifica triennale di “Operatore amministrativo segreta- riale”. In vista dell’apertura di questo nuovo corso di studi, l’edificio delle Madri Canossiane ha “ospitato”, durante l’estate, numerosi operai, tecnici ed artigiani coinvolti nei lavori di restauro ed ampliamento degli ambienti e delle aule per accogliere i circa ottocentosessanta alunni delle differenti ti- pologie scolastiche. Nella palestra dell’Istituto, accanto al tradizionale “Benvenuto agli alunni” della Preside dei Licei, Marisa Gini, e degli insegnanti, si è così contemporaneamente tenuta l’inaugurazione del corso di qualifica triennale che formerà i futuri operatori d’ufficio della città di Como. All’inaugu- MONTE OLIMPINO. LETTERA DI UNA PARROCCHIANA Due anniversari per don Tullio Salvetti 1 0 Settembre 1995 La Comunità parrocchiale di San Zenone accoglie festosa il nuovo prevosto: don Tullio Salvetti. E’ una giornata di sole, il soffio leggero del vento ristora gli animi dopo una lunga attesa. Abbiamo avanzato domande e atteso risposte intorno alla persona che l’evolversi provvidenziale della storia ha destinato alla successione di tanti personaggi carismatici che hanno guidato questo popolo. Ora l’attesa è finita. Gli sguardi sono appagati: sulla soglia della casa parrocchiale si delinea la figura rassicurante del Sacerdote. La voce ferma, perché addomesticata al controllo, richiama al silenzio, le parole accarezzano l’aria e arrivano al cuore. Al termine del saluto iniziale un fragoroso applauso stempera la tensione e segna l’inizio del corteo che si avvia verso la chiesa; sale lentamente per ricomporsi lungo la navata e intorno all’altare dove il Corpo consacrato di Cristo compirà il miracolo dell’unità “Ut unum sint”. Questo è il mio ricordo, … perché io c’ero. 10 Settembre 2010 Anche oggi c’è festa a Monte Olimpino. E’ una pacata festa di famiglia, dove i figli vogliono dire grazie al padre che li aiuta a crescere, indicando loro la via del vangelo. Vogliono dire grazie al Signore per questi quindici anni passati insieme a don Tullio e ricordare con lui anche un altro anniversario altrettanto bello: quarantacinque anni di vita sacerdotale iniziata il 27 giugno 1965 nel duomo di Como con Mons. Felice Bonomini. Sono tanti i segni concreti che testimoniano l’attività pastorale del nostro prevosto: la nascita e la crescita dell’Oratorio, la rinnovata stabi- lità del campanile simbolo della fede e della tradizione di un popolo, le Associazioni parrocchiali, la scuola di catechismo e tanto altro. In queste realtà la presenza di don Tulio è assidua e costante. E’ una presenza fatta di parole, iniziative, progetti, ma anche di cuore e di sentimenti, non sempre visibili, ma operanti. Don Tullio c’è nel confessionale, negli incontri dei gruppi, nelle case, negli ospedali, ma anche lungo la strada per ascoltare, per aiutare. Don Tullio non manca neppure fra i gruppi di parrocchiani pellegrini verso i magnifici santuari lombardi, piuttosto che verso la Terra Santa o le Repubbliche Baltiche per coniugare felicemente Fede e Cultura. Grazie, Don Tullio, per tutto questo. Il Signore La illumini per guidare il Suo popolo per tanto, tanto tempo ancora. UNA PARROCCHIANA razione è poi seguito il simbolico taglio del nastro da parte della direttrice del corso, madre Maria Lombardini, proprio di fronte all’aula di lezione degli alunni del primo anno di IFP. L’avvio del nuovo corso di Istruzione e Formazione professionale si affianca all’ormai consolidato percorso liceale (sono at- tualmente presenti gli indirizzi “Scientifico” e “Scienze umane”) ed ha ottenuto inoltre l’apprezzamento di mons. Diego Coletti, poiché il “Canossa” è l’unico Istituto Cattolico in Como ad aver attivato un percorso parallelo a quello dell’istruzione superiore, ampliando la propria offerta formativa anche a coloro che desiderino una valida alternativa al liceo. La frequenza al corso per “Operatore amministrativo segretariale” è per gli alunni completamente gratuita: il sistema “Dote” consente infatti la copertura delle spese scolastiche, che altrimenti graverebbero sulle famiglie. L’obiettivo del corso è quello di formare figure professionali preparate e facilmente inseribili nel contesto produttivo locale; accanto al conseguimento della qualifica regionale, tuttavia, la priorità dell’Istituto Canossa è quella di educare e formare delle persone, offrendo loro una preparazione professionale, culturale ed umana indispensabile, oltre che nel lavoro, nel corso di tutta la vita. CRONACA P A G I N A 20 Como IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 18 SETTEMBRE 2010 UN INCONTRO A VILLA OLMO IL 18 SETTEMBRE Alomar: sostegno ai malati reumatici O ffrire sostegno a tutti i malati reumatici e strumenti per far sentire la loro voce, dare informazioni sulla patologia ma anche aggregare pazienti e familiari per ottenere agevolazioni e per presentare richieste o interventi alle istituzioni, sono gli obiettivi della Sezione di Como e provincia dell’Associazione Lombarda Malati Reumatici (ALO MAR) che sabato 18 settembre dalle ore 15 alle 18 a Como - Villa Olmo terrà un incontro pubblico sul tema “Segni e sintomi delle malattie reumatiche e organi colpiti”. All’incontro, patrocinato dal Comune di Como, dall’ASL e dall’Azienda ospedaliera Sant’Anna di Como, parteciperanno specialisti reumatologi che forniranno informazioni di tipo pratico, organizzativo e assistenziale. Le malattie reuma- All’evento, patrocinato dal Comune di Como, dall’ASL e dall’Azienda Ospedaliera Sant’Anna di Como, parteciperanno specialisti reumatologi che forniranno informazioni di tipo pratico, organizzativo e assistenziale di PAOLO BORGHI tiche, o reumatismi, come vengono più frequentemente denominate, sono molto diverse fra loro: vanno da forme relativamente “benigne” (artrosi, reumatismi muscolari) a forme “gravi” come l’artrite reumatoide, la spondilite anchilosante, il morbo di Paget, il lupus eritematoso sistemico, la sclerodermia, la sindrome di Sjogren, l’artropatia psoriasica, l’osteoporosi, che si caratterizzano per un’evoluzione cronica e invalidante. Colpiscono circa una persona su dieci con predilezione per le donne in misura oltre tre volte superiore agli uomi- ni, e in Italia 5milioni di persone sono affette da una malattia reumatica, una patologia che è molto diffusa anche in provincia di Como. Le affezioni reumatiche sono 105, e variano tra loro sia per la sintomatologia che può avvertire il malato sia per i segni con cui si presenta la malattia. Le accomuna tutte l’impegno articolare i cui sintomi prevalenti sono il dolore di diversa entità e la ridotta capacità funzionale dell’articolazione stessa. Possono comparire a qualunque età ma soprattutto negli adulti e negli anziani, iniziare all’improv- IL PROGRAMMA Ecco il programma dell’incontro del 18 ottobre: Saluti delle autorità; apertura dei lavori: dott. Roberto Antinozzi, prof. Enzo D’Ingianna; presentazione dell’associazione ALOMAR; “Territorio e associazioni malati: è possibile collaborare?”; presentazione del progetto ALOMAR - ASL: dott.sa A. Sciascera, dott. A Rigamonti; segni e sintomi dell’artrite reumatoide: dott. F. Fiorentini (reumatologo); organi colpiti nelle malattie autoimmuni: dott.sa Alba Sciascera (reumatologo); “Ogni diritto sconosciuto è un diritto negato”: sig. Paolo Zani (sindacalista); conclusioni: prof. Enzo D’Ingianna (reumatologo); interventi del pubblico Segreteria organizzativa: tel. 031-3332120 Cà Prina, Erba (Co), giovedì dalle 15 alle 17 viso ed in maniera acuta oppure in modo lieve, insidioso e lento nel corso del tempo. La causa della gran parte delle malattie reumatiche ancora oggi non è nota, sono state sviluppate diverse teorie, tra cui quella infettiva, ma questa è stata dimostrata solo per alcune forme di reumatismi di tipo infiammatorio. Purtroppo queste malattie se non curate in maniera congrua conducono ad invalidità permanente in più del 50% dei casi e colpiscono organi importanti come cuore, reni e polmoni. Una diagnosi precoce delle malattie reumatiche è determinante perché diverse forme terapeutiche attualmente in uso, principalmente farmacologiche, ma anche riabilitative e chirurgiche, hanno profondamente cambiato l’evoluzione di queste affezioni, consentendone di migliorare la prognosi e di conseguenza la qualità della vita dei malati. Far conoscere a fondo la propria malattia, gli esiti che ne possono derivare, le cure disponibili, come potrà essere il futuro, senza false speranze ma nemmeno immagini catastrofiche, e insegnare al malato a combattere al meglio la propria condizione e a non subirla, è proprio lo scopo dell’incontro, aperto a tutti, che si terrà a Como nel salone di Villa Olmo sabato 18 settembre con inizio alle ore 15.00 CRONACA Como&territorio IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 18 SETTEMBRE 2010 P A G I N A 21 CELEBRATA IN TUTTO IL MONDO IL 21 SETTEMBRE Alzheimer: la XVII giornata S ul filo di una tradizione consolidata, come già annunciato anche sul Settimanale la scorsa settimana, il Centro Donatori del Tempo (che dal 1992 con il Gruppo di reciproco aiuto Alzheimer si occupa di malati di Alzheimer e dei loro familiari) scenderà, virtualmente, in piazza sabato 18 settembre in occasione della 17° Giornata Mondiale Alzheimer, che sarà ufficialmente celebrata in tutto il mondo il 21 settembre. Per l’occasione i volontari comaschi saranno presenti presso la sede di Piazza Mazzini, 9, sabato 18 dalle 15 alle 19, per fornire ogni tipo di informazione e documentazione sulla malattia di Alzheimer e sulle attività del G.R.A.A.L. Contemporaneamente, presso il Centro diurno comunale di Como, in via Volta 83, saranno presenti, su appuntamento, per consulenze individuali di carattere legale e psicologico, la dott.ssa Anna Cardinali, avvocato e la dott.ssa Luciana Quaia, psicologa. «L’aiuto psicologico è importante - spiega Carla Bignami responsabile del Gruppo reciproco aiuto Alzheimer e co-fondatrice del Centro - sia per i malati che tendono a tenere per sé il disagio, sia per i familiari che devono reggere una situazione difficilissima perché i disturbi del comportamento legati alla malattia sono enormi. Un esempio? quando il malato dice che vuole andare a casa, intende la casa della sua infanzia. Il sostegno dello psicologo è determinante per sapere come comportarsi». Come noto la “Giornata Mondiale Alzhiemer” segna anche la ripresa delle attività del Cdt per i malati di Alzheimer ed i loro familiari dopo la pausa estiva. Più nello specifico: lune- Per l’occasione il Centro Donatori del Tempo sarà in piazza sabato 18 settembre dì 4 ottobre dalle 15.00 alle 17.00 riprenderà il pomeriggio di animazione per i malati di Alzheimer e di incontro con i loro familiari, il tradizionale “Caffè del lunedì”, ospiti allo Yacht Club ( Circolo della Vela) a Como in Viale Puecher, 8; mercoledì 6 ottobre dalle 17 alle 19 riprende il “Filo diretto” consulenza telefonica diretta con la dottoressa Luciana Quaia, per i familiari dei malati di Alzheimer, sempre il primo e terzo mercoledì del mese: te. 031-270231; Venerdì 8 ottobre dalle 15.00 alle 17.00 riprende il secondo pomeriggio di animazione, “venerdì - insieme” a Como, in via Volta, 83, presso il centro diurno comunale, sede dell’Università Popolare. Inoltre una proposta speciale dei Donatori del Tempo per i familiari di malati di Alzheimer porterà la data di lunedì 11 ottobre, alle ore 18, presso lo Yacht Club di Como, con l’organizzazione di un importante incontro informativo sull’Amministratore di sostegno con il dott. Francesco Sbarbaro dell’Ufficio per la promozione delle tutele e dell’Amministratore di sostegno della A.S.L. di Como. Il Centro è alla ricerca di nuovi volontari con una grande capacità di ascolto e accoglienza ai quali si richiedono 2 o 3 ore di tempo per interagire con i malati nelle attività di sostegno e stimolazione. Si cerca, inoltre, l’aiuto di una persona con conoscenze informatiche e di un supporto per potenziare l’utilizzo della vasta biblioteca del centro. DONATORI DEL TEMPO GLI ORARI DELLA SEDE Si ricorda che la sede di Piazza Mazzini, 9 a Como dei Donatori del tempo è aperta al martedì e giovedì dalle ore 16.30 alle 18.30, tel. e fax : 031/ 27.02.31, per informazioni, documentazioni, prestito ausilii e prestito libri dalla vasta biblioteca specialistica, in particolare sulla malattia di Alzheimer. La e-mail è: donatorideltempocomo @virgilio.it LIBRERIA LIBRI DA CONOSCERE. IL RITORNO DI MNEMOSINE A grande richiesta i Donatori del Tempo comunicano di aver provveduto alla ristampa di Mnemosine, esercizi per la memoria, manuale per i familiari, di Luciana Quaia, edizioni NodoLibri, la cui prima edizionè andata ormai da tempo esaurita. L’uscita della ristampa è prevista proprio in occasione della Giornata Mondiale Alzheimer 2010. “Sono ormai trascorsi nove anni dalla prima pionieristica edizione di ‘Mnemosine’ - spiegano i volontari -. Noi Donatori del Tempo eravamo convinti che la creazione di uno strumento illustrato e agevole da usare potesse aiutare familiari, operatori socio-sanitari e noi volontari, nel sostenere una relazione di cura con una persona colpita da disturbi della memoria. Nel 2001, da subito, con entusiasmo (e “gratitudine” per l’autrice) lo abbiamo utilizzato all’interno di piccoli gruppi di soggetti, in fase lieve o media di declino cognitivo, che insieme a noi si sono allenati e divertiti con le varie proposte contenute nel testo. E continuiamo ad utilizzarlo nei nostri due pomeriggi settimanali di animazione ludica e sollecitazione della memoria: “il Caffè del lunedì”, ospiti dal 2001 presso lo Yacht Club di Como e i “venerdì - insieme”, ospiti dal 2005 presso il Centro Diurno Comunale in via Volta 83; due straordinarie occasioni per trascorrere momenti sereni e “leggeri” a dispetto dei ricordi che si “dileguano”. La memoria fuggente è tuttora al centro di studi e ricerche. Mnemosine resta ancora, a nostro parere, un piccolo tassello significativo per dare impulso e vitalità a momenti di relazione con chi di questa fuga è vittima”. In sede è invece ancora disponibile il libro “Arteterapia e Alzheimer” (sempre edizioni NodoLibri) di Chiara Salza, la responsabile dei Laboratori di Arteterapia del Cdt. Tra i testi che i Donatori del tempo suggeriscono, in special modo a medici, infermieri e familiari c’è anche “Alzheimer. Malato e familiari di fronte alla perdita del passato” di Angelo Bianchetti e Marco Trabucchi”, edizioni “Il Mulino”. IL CONVEGNO: “ALZHEIMER. È TEMPO DI AGIRE INSIEME”, MILANO 21 SETTEMBRE Agire subito, agire insieme. Sono queste le parole d’ordine della XVII Giornata Mondiale Alzheimer e del convegno promosso dalla Federazione Alzheimer Italia, che si svolgerà a Milano, per invitare le istituzioni sanitarie a collaborare in modo sempre più stretto e concreto con le associazioni Alzheimer che, per esperienza acquisita sul campo, conoscono i bisogni dei malati e dei loro familiari. “Alzheimer. E’ tempo di agire insieme! Proposta per una rete nazionale di orientamento per i malati e i loro familiari”. Il titolo del convegno. La Federazione Alzheimer Italia propone una rete nazionale di orientamento. “I familiari dei malati di Siracusa - spiegano gli operatori - hanno diritto ad essere informati come quelli di Milano”. Sulla base del primo censimento e valutazione dei servizi di assistenza e cura ai malati in Lombardia, realizzato dalla Federazione Alzheimer Italia in collaborazione con l’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri di Milano è stata creata ed è online sul sito www.alzheimer.it la banca dati delle strutture in Lombardia. A livello comunitario la Commissione Europea sostiene iniziative coordinate e programmi congiunti per garantire prevenzione, diagnosi, cura e assistenza agli oltre 7 milioni di persone con demenza in Europa e ai loro familiari. E l’Italia che cosa sta facendo? Su quali basi si può realizzare la collaborazione con le associazioni familiari? Il convegno cercherà di rispondere a queste domande. L’appuntamento è per martedì 21 settembre, dalle 9 alle 13, presso la Sala Colonne della Banca Popolare di Milano, in via S. Paolo 12, a Milano. La partecipazione è gratuita. CRONACA P A G I N A 22 Bassa&territorio IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 18 SETTEMBRE 2010 17, 18 E 19 SETTEMBRE A Cermenate una sagra antica C ermenate si appresta a rivivere, questo fine settimana, la tradizionale manifesta zione “Sagra della Polenta” nei giorni 17, 18 e 19 settembre Questa manifestazione ha origine remota. La popolazione contadina, ricca di fede, in gran numero, anche dai paesi limitrofi, per la celebrazione delle feste dell’Esaltazione della S. Croce e della Beata Vergine Addolorata (14 e 15 settembre), si raccoglieva presso la chiesa di San Vincenzo per venerare l’immagine del S. Crocifisso, ritenuta taumaturgica. Per l’occasione si combinavano affari, si stabilivano contratti e - si racconta - si combinavano anche matrimoni. La festa, l’incontro fecondo veniva concluso normalmente con l’invito a pranzo. L’offerta comune era il piatto povero dei contadini, la polenta accompagnata dagli insaccati del maiale e da intingoli vari che i più ricchi abbinavano alla carne. Nella circostanza, sul sagrato, per sovvenire alle necessità della chiesa, si attuavano i canestri. Poi, in qualche cortile o sulla strada, si diede inizio all’offerta della polenta con la salamella cotta alla griglia e anche alla pesca di beneficenza. A partire dal 1970 questa festa venne organizzata con regolare svolgimento per tre giornate. Si incominciò a chiamarla “Sagra della Polenta”. Il piatto forte: la polenta preparata, come vuole la tradizione, in vario modo, accompagnata dal brasato d’asino. La carne d’asino cuci- Presso il piazzale del mercato sarà allestito il tendone con cucina e coperti. Numerosi gli appuntamenti religiosi in concomitanza, nel santuario di S. Vincenzo. Nella corte Verga di via Moreschi, inoltre, pesca di beneficenza di RENATO GAZZOLA nata a rilento con abbondante vino e spezie varie acquista una squisitezza esclusiva, eccezionale. La scelta del gustoso piatto è quantomeno curiosa. E’ risaputo che gli abitanti di Cermenate si appellano “mulìt o asnit” in base alla località abitativa (Cermenate o Asnago). La radice è comunque identica: proviene dagli affini e noti quadrupedi. Una denominazione divertente, scherzosa che si vuol tramandare: distinti ma non divisi. Per celebrate il 40° anniversario della manifestazione si è pensato di dare alle stampe un volume “1935 - 1936. La magnifica epopea”, opera del concittadino prof. Sergio Grassi. Il volume descrive i lavori di restauro e di abbellimento della chiesa di San Vincenzo, Santuario del S. Crocifisso; racconta episodi interessanti e curiosi; illustra personaggi che ancora oggi godono della simpatia e del ricordo di molti. Ancora il volume è accompagnato da interessanti fotografie del tempo. UN’OCCASIONE DI INCONTRO A volte dietro il termine “sagra” si nascondono semplici manifestazioni gastronomiche, che riuniscono attorno a un tavolo le persone al solo scopo di raccogliere fondi per finanziare associazioni locali o iniziative benefiche. Altre volte, tuttavia, la “sagra” è espressione del desiderio di fare festa con la gente, dove l’ente organizzatore (nel nostro caso, la parrocchia), pone l’accento sulla dimensione comunitaria e sul “convenire” attorno allo stand gastronomico di famiglie vecchie e nuove, che magari non si conoscono, ma trovano in questo evento un’occasione di incontro. La Sagra della Polenta di Cermenate si inserisce in questo filone. Con le sue 40 edizioni, essa entra di diritto tra le manifestazioni più “anziane”, ovvero con una robusta tradizione alle spalle, che si rifà all’usanza dei contadini della contrada Catena (il quartiere attorno alla via Ardizzone) di celebrare con la tavola imbandita la conclusione dei lavori agricoli estivi. La festa era preceduta dalle celebrazioni religiose della Beata Vergine Maria Addolorata e, il giorno prima, dell’Esaltazione della Santa Croce, quest’ultima come espressione della devozione al Crocifisso taumaturgico, custodito nella chiesa di San Vincenzo. Oggi la matrice religiosa della Sagra della Polenta ha certamente un peso inferiore rispetto al passato, ma non è secondaria, anzi, rimane ben presente, seppure con un profilo diverso: la dimensione “visibile”, intesa come manifestazione esteriore dell’evento (la processione, i riti liturgici), lascia ampio spazio alla dimensione “invisibile”, ovvero la creazione tra i membri della comunità di un legame che non è solo spirituale e liturgico, ma anche umano, sociale, culturale, di divertimento. Non sempre le sagre paesane sono viste con benevolenza. Spesso, anzi, vengono accusate di essere semplici pretesti per raccogliere denaro, e se ne coglie solo l’aspetto consumistico o economicistico. Si potrebbe ribattere che se da un lato va certamente condannato l’eccesso, dall’altro andrebbe anche recuperato il significato positivo di queste manifestazioni, che sta nel valore aggregativo anche fuori dalla chiesa di persone che fanno parte di una comunità, e nel favorire una socializzazione che possa attivare canali di solidarietà una volta usciti dal tendone: l’obiettivo non sono i soldi (che pure servono!), ma le persone. 24, 25 E 26 NOVEMBRE Al Palburghè di Rovellasca il “Renata Days 2010” i svolgerà il prossimo fine settimana presso il Palburghè di Rovellasca il “Renata Days 2010”, evento alla sua seconda edizione organizzato dalla ONLUS locale “Adotta Renata”: l’associazione è nata nel 2008 per iniziativa di un gruppo di mamme amiche di Renata (colpita tre anni fa, all’età di 42 anni, S Una tre giorni organizzata da “Adotta Renata”, associazione nata nel 2008 per iniziativa di un gruppo di mamme amiche di Renata, colpita tre anni fa, a 42 anni, da un aneurisma di ELENA CLERICI da aneurisma, attualmente ricoverata presso la struttura “La Villa” di Guanzate), svolge attività di beneficenza a favo- LIPOMO E LA CELEBRAZIONE DELLA MADONNA ADDOLORATA re di soggetti affetti da particolari patologie e bisognosi di assistenza prolungata in strutture specializzate, ed è molto at- tiva sul territorio con iniziative di carattere sociale (www.adottarenata.it). Obiettivo della manifestazione è quest’anno raccogliere fondi perchè la famiglia di Michela - una bambina di 7 anni colpita alla nascita da una immobilità agli arti inferiori - possa sostenere i costi delle cure. Il programma della festa è ricco e vario. Per co- Lipomo si prepara per domenica 19 settembre a celebrare la tradizionale festa della Madonna Addolorata, della quale è conservata una statua nella vecchia chiesa parrocchiale. Il culto della Madonna Addolorata nasce a partire dalla fine dell’XI secolo e trae origine dai passi del Vangelo nei quali si parla della presenza di Maria Vergine sul Calvario. In precedenza l’altare dedicato all’Addolorata era consacrato all’Assunta. Fu don Maggetti, il prevosto dell’epoca , che a partire dal 1768 cambiò per un voto di fede la dedicazione. La devozione all’Addolorata si è con il tempo radicata nella storia religiosa del paese fino a giungere ai nostri giorni. La solennità della Madonna Addolorata verrà celebrata domenica 19 settembre durante la Santa Messa delle 10.30 alla presenza delle autorità e delle associazioni locali. Nel pomeriggio alle 14.30 ci sarà la solenne processione con la statua della Madonna per le vie del paese. La popolazione di Lipomo accompagnerà così la statua dell’Addolorata dalla chiesa dello Spirito Santo fino al sagrato della vecchia parrocchiale di San Vito dove verrà impartita la solenne benedizione. Seguirà poi, sempre sul sagrato, l’incanto dei canestri. La festa sarà anche l’occasione per celebrare l’inizio dell’anno pastorale e ritrovarsi insieme per iniziare un nuovo cammino alla luce della fede, accompagnati quest’anno anche dalla presenza del nuovo vicario don Fabio. minciare la cucina, con la presenza nella serata di venerdì 24 e sabato 25 del pizzaiolo campione del mondo Mario Signorile, che sfornerà le sue specialità, e spaghetti aglio, olio e peperoncino offerti a tutti alle ore 23.30. Domenica pranzo su prenotazione al Palburghè. Poi gli spettacoli: il 24 settemebre ci sarà il clown Gianca con il suo show dal titolo “Pattinik”, l’indomani appuntamento con il Primo Gran Premio di Karaoke Comune di Rovellasca (la speranza è di farne un appuntamento annuale). La domenica serata di Cabaret con Max Pisu, Stefano Chiodaroli e Urbano Moffa, amici dell’associazione (inizio ore 21.00, entrata ad offerta libera); e per concludere “Ho fatto un sogno”, pensieri di Andrea accompagnati dal sax di Elia Clerici. Domenica 26 settembre dopo la santa messa delle 10.30 verrà donata alla Croce Azzurra di Rovellasca un’autovettura per i servizi secondari acquistata con i proventi delle iniziative di “Adotta Renata”. Nel pomeriggio a partire dalle ore 14.30 avrà luogo la seconda edizione delle Olimpiadi delle Mamme, “la parte più vera della manifestazione - come dice Andrea, marito di Renata - in cui tante mamme come la nostra Renata si affronteranno a suon di lancio del mattarello e di corsa con il carrello della spesa”. Durante la manifestazione ci sarà anche uno stand con i lavoretti realizzati dai pazienti ospiti della struttura “La Villa” di Guanzate, e si procederà alle premiazioni del Concorso di Poesia promosso quest’anno. CRONACA P A G I N A Como&territorio 23 IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 18 SETTEMBRE 2010 LA PROPOSTA DI UN NUOVO CICLO DI INCONTRI Iubilantes e gli ordini mendicanti L associazione Iubilantes organizza un nuovo ciclo di incontri culturali rivolti ai soci e ai non soci dal titolo: “Storia, cultura, importanza sociale degli ordini mendicanti medioevali”. Spiega Ambra Garancini, presidente Iubilantes: «L’interesse di Iubilantes per gli Ordini mendicanti - Francescani, Domenicani, Agostiniani - è legata allo loro peculiare natura di “itineranti” e quindi , al loro natura di missionari e pellegrini, alla straordinaria efficacia “popolare” del loro messaggio culturale e spirituale. Penso alla semplice eleganza e spaziosità delle loro chiese, alla potenza delle loro prediche e della loro poesia religiosa, legata alle origini del- ’ L’opportunità per conoscere meglio questo partucolare aspetto del medioevo. Gli appuntamenti si svolgeranno il 24 settembre e il 12 ottobre di SILVIA FASANA la nostra letteratura volgare, alla vivacità del loro linguaggio artistico, all’idea stessa del “Sacro Monte” dovuta a Bernardino Caimi, colto frate francescano di vasta esperienza missionaria, presente e operante proprio in Como, nell’importante convento, ora scomparso, di S. Croce in Bo- scaglia. In Como la presenza culturale degli ordini mendicanti è stata rilevante: basti solo pensare, ad esempio, al complesso domenicano - purtroppo demolito - di S. Giovanni Pedemonte, nella cui chiesa avevano sepoltura i maggiorenti di Como, oppure ai bellissimi affreschi trecenteschi del presbiterio di S. Abbondio, associabili ad ambiente francescano e voluti, pare, da un vescovo appartenente a quest’ordine, Leone III Lambertenghi (1295-1325). Vale dunque davvero la pena, a nostro avviso, di prestare attenzione a questo particolare aspetto della cultura medioevale, a cui tanto deve il nostro presente». I primi due incontri si terranno venerdì 24 settembre, nell’ambito delle Giornate Europee per il Patrimonio. Alle ore 16.45 presso la Biblioteca Comunale di Como, Mario Longatti, studioso di storia locale e filologo, e Chiara Milani, direttrice della Biblioteca, guideranno i partecipanti ad una speciale “visita al manoscritto”. In visione straordinaria, e “a portata di mano” dei presenti, un importante codice quattrocentesco di provenienza locale (prediche, appunto, del francescano Bernadino Caimi, ideatore del Sacro Monte di Varallo) e un prezioso codice miniato trecentesco, anch’esso di provenienza locale. Alle ore 21.00, presso l’Archivio di Stato di Como (via Briantea 8), Alberto Rovi, storico dell’arte, terrà una proiezione di immagini e commenterà una esposizione di documenti sul tema “Gli ordini mendicanti promotori di arte e di cultura”, in collaborazione e con l’ospitalità di Archivio di Stato di Como. Il terzo appuntamento sarà invece martedì 12 ottobre, alle ore 21.00, presso la Casa Divina Provvidenza di Como (via T. Grossi 18, ampio parcheggio interno), con un incontro dal titolo “Gli Ordini itineranti: un “sistema nuovo” nella Chiesa e nella società medioevali”, a cura di Grado Giovani Merlo, ordinario di storia del Cristianesimo all’Università Statale di Milano. L’iscrizione al corso è obbligatoria, anche in ragione del fatto che la speciale “visita al manoscritto” in Biblioteca sarà consentita, per ragioni di sicurezza, solo a coloro che avranno comunicato la propria adesione con nominativo e dati anagrafici entro martedì 21 settembre. Per informazioni ed iscrizioni: Iubilantes, tel. 031-279684 (lasciare ev. messaggio e recapiti in segreteria) fax 0312281470; e-mail: iubi [email protected]; sito internet: www.iubilantes. eu (form “contatti”). A sostegno delle proprie attività Iubilantes chiederà agli aspiranti corsisti un contributo complessivo di 10,00 euro che potrà essere versato in sede (previo contatto) oppure prima della “visita al manoscritto”. IN VILLA CARLOTTA DAL 10 SETTEMBRE AL 31 OTTOBRE Pietro Lingeri in mostra a Tremezzo È stata inaugurata venerdì 10 settembre nello splendido scenario di Villa Carlotta a Tremezzo in provincia di Como - dimora storica famosa per il suo lussureggiante parco botanico e per le importanti collezioni d’arte - la mostra “Pietro Lingeri architetto della Tremezzina. L’isola degli artisti”, dedicata ad uno dei più brillanti esponenti del razionalismo, nato nel 1894 a pochi chilometri da Villa Carlotta e celeberrimo, tra l’altro, per le case d’artista edificate sull’Isola Comacina. In un circuito di sale recentemente restaurate ed espressamente dedicate a mostre temporanee ed attività didattiche sono esposti disegni e documenti originali, alcuni inediti, tra cui quelli conservati nell’archivio comunale di Tremezzo. Tra questi, una passerella destinata a collegare la darsena di Villa Carlotta con il lungolago e la serie di ville progettate e realizzate nella Tremezzina. Arricchiscono l’esposizione pubblicazioni d’epoca e fotografie, proiezioni multimediali e materiali provenienti dal cantiere del restauro, recentemente concluso, delle tre Case degli Artisti. La mostra è stata suddivisa in 4 sezioni: la prima è dedicata all’Isola di Comacina, unica isola del lago di Como, rasa al suo- lo nel 1169, durante la guerra tra Como e Milano, da Federico Barbarossa, che vietò la ricostruzione con un decreto imperiale. L’isola, di soli 7 ettari e mezzo, cominciò a risorgere dalle macerie nel XVII secolo con la realizzazione della chiesetta dedicata a San Giovanni, e poi, a partire dal 1921, con il concorso che dette all’isola un piano regolatore, approvato definitivamente solo nel 1935 da Mussolini in persona, che la volle rifugio ideale per artisti italiani e stranieri. La seconda sezione alle ville realizzate da Lingeri in Tremezzina, sulla costa occidentale del Lago di Como, esempio dell’eccellenza dell’architettura del razionalismo lariano. La terza e la quarta sono state invece dedicate alle tre Case per Artisti, il cui restauro ha consentito a queste opere di Pietro Lingeri di recuperare il loro splendore e la loro funzione originaria: come previsto dallo statuto della “Fondazione Isola Comacina”, ospiteranno, in- fatti, artisti italiani e belgi, in onore del Paese che restituì l’isola allo stato italiano dopo che nel 1917 venne donata al re Alberto I del Belgio. La mostra darà spazio anche al respiro internazionale di questa architettura rurale, per la quale Pietro Lingeri si era ispirato al modello della casa per vacanze di Le Corbusier, costruita nel 1935 sulla costa atlantica. La mostra occupa uno spazio di 180 metri quadrati nella sala delle esposizioni di Villa Carlotta ed è visitabile tutti i giorni dall’ 11 settembre al 17 ottobre dalle 9 alle 18 e dal 18 al 31 ottobre dalle 10 alle 17. Chi visiterà la mostra potrà acquistare a prezzo ridotto il biglietto d’accesso all’Isola Comacina, Inoltre, in concomitanza con la mostra, dal 25 settembre al 18 ottobre, sarà anche possibile prendere parte ad un’insolita visita interattiva alla scoperta degli straordinari elementi vegetali presenti nel giardino di Villa Carlotta oppure, dal 1 ottobre, usufruire del percorso autoguidato “Pensare sostenibile: l’uomo ed il mondo nel giardino”, progettato per la festa del Solstizio 2010 per dare una nuova chiave di lettura ad un giardino bellissimo inteso come luogo per riflettere sulle piccole azioni utili per migliorare il mondo. A GRANDOLA LA STORIA DEL ROGOLONE Dopo la prima festa del Rugulon, tenutasi nel 1988, la seconda festa del 1995, Italia Nostra Como, in collaborazione con la Pro Loco di Grandola ed Uniti e con il patrocinio del Comune, organizza per domenica 19 settembre la Festa del “Rugulon”, la pluricentenaria quercia monumentale della Val Sanagra dichiarata “Monumento Nazionale” per il suo notevole interesse naturalistico e storico. Il ritrovo è fissato per le ore 9.30 presso Villa Camozzi, sede del Municipio di Grandola ed Uniti. Alle 9.45 ci sarà la partenza per il “Rugulon”: il cammino sarà accompagnato da storie di alberi e folletti. Alle 11.45 arrivo al “Rugulon” ed inaugurazione del pannello informativo predisposto dal Parco Locale di Interesse Sovracomunale “Val Sanagra”; seguirà il rientro a Villa Camozzi, con aperitivo offerto dalla Pro Loco e pranzo a base di cinghiale, cervi in salmì e polenta. La giornata vedrà l’accompagnamento musicale di canti tradizionali a cura del gruppo “Galletti del Sass Corbèè”. Nel pomeriggio sarà visitabile il Museo Etnografico Naturalistico della Val Sanagra, allestito presso Villa Camozzi. CRONACA P A G I N A 24 Lago&Valli IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 18 SETTEMBRE 2010 DOMENICA 19 SETTEMBRE Olcio in festa per S. Eufemia D omenica 19 settembre la parrocchia di Olcio festeggierà la patrona Santa Eufemia: la data esatta della memoria liturgica è il 16 settembre, ma la domenica successiva, il 19 appunto, sarà la vera e propria sottolineatura religiosa. Sabato 18 alle ore 21, presso la chiesa parrocchiale, del paese si terrà una elevazione spirituale con canti organizzato dal coro “voci nel tempo” di Cortenova diretto dal Maestro Massimo Gilar- La S. Messa solenne sarà animata dalla “Schola cantorum” parrocchiale del S. Cuore di Mandello doni (olciese di nascita e residenza): la serata prevede melodie sacre, che potranno aiutare ad introdurre gli ascoltatori alla festa prettamente religiosa, e melodie popolari. Domenica 19 sarà il vero e proprio culmine dei festeggiamente che, seppur semplici e senza troppa enfasi, hanno un particolare significato per il paese. Alle ore 10.00 il parroco don Mario Tamola che, tra l’altro, è in paese da 20 anni (è infatti arrivato nel 1990) celebrerà la S. Messa solenne che sarà animata dalla “schola cantorum” parrocchiale del S. Cuore di Mandello. Alla corale si sono unite alcune donne di Olcio che, durante l’anno, propongono dei canti per le celebrazioni liturgiche più solenni in pae- se. «Il momento musicale di sabato sera è una introduzione alla festa spiega il maestro Gilardoni - ma la cosa direi più importante è la celebra- zione della Messa al mattino... A mio parere non ha per nulla senso un bel concerto la sera precedente e poi la mattina avere la Messa “muta”... per evitare questo paradosso... la mattina la celebrazione sarà solenne con la partecipazione della mia schola cantourm che aiuterà a sottolineare la festa prettamente religiosa...» Gianni Gatti, al quale, prima volta dopo 24 anni, non è toccato l’onore di accogliere il nuovo giovane collaboratore. Proprio il prevosto ha dato il benvenuto ufficiale al suo nuovo vicario e lo ha invitato ad aprirsi alla comunità a cui monsignor Coletti lo ha destinato. Don Andrea ha preso la parola dopo il Vangelo. E anche qui ha stupito un po’ tutti. Che pensavano ad una presentazione, a due parole su sé stesso. Don Andrea si è comportato come un buon prete fedele alla Parola di Dio e l’ha commentata, tralasciando volutamente la parabola del padre misericordioso (o del figliuol prodigo, come a dir si voglia): «Chi è quel “matto” di un pastore che, se ha 100 pecore e ne perde una, non va in cerca di quella che ha perso? Non è “a posto” - ha detto suscitando il sorriso tra l’assemblea - uno che perde una dracma, un centesimo di euro di oggi, e che magari mette sotto sopra tutta la casa per cercarla». Poi, in verità, confessa quello che vorrebbe fare nella sua nuova parrocchia: «Vorrei allargare il mio cuore a ognuno di voi». E c’è spazio per un ricordo piacevole dell’esperienza in terra comasca: «Voglio condividere il mio cammino di sacerdote con voi, così come l’ho condiviso ad Albate, anche se per poco tempo». La celebrazione è così proseguita, sino alla comunione. Al termine, don Pietro si è permesso di dare il benvenuto ufficiale e ha ripreso le parole di don Andrea: «Anche noi confidiamo di allargare il nostro cuore a te, affinché la nostra comunità possa diventare sempre più viva, di fede e dove tutti si vogliono bene». Gli applausi e il suono dell’organo hanno sposta- to la festa in oratorio, dove il comitato organizzativo, ormai consolidato, ha allestito un succulento rinfresco, preso d’assalto in pochi minuti dalle bocche mandellesi, valchiavennaschi e comaschi. E dopo il cibo, il divertimento. Sì, perché i ragazzi del Grest hanno preparato, insieme agli educatori, uno spettacolo, anzi un piccolo show che ha lasciato senza parole i presenti. Tanta musica divertente e coinvolgente, tanti balletti e coreografie, sorrisi e risate a non finire. Anche don Andrea pare che abbia apprezzato. Eh sì, poi il lunedì mattina anche per lui è suonata la campanella: dovrà insegnare religione ai ragazzi delle scuole medie. E avrà tra gli impegni dell’agenda un evento unico per la zona pastorale Grigne: la 2 Giorni Giovani. Il 16 e 17 ottobre prossimi. E i giovani dalle superiori in sù, oltre all’insegnamento, saranno al centro della sua attività pastorale, in parrocchia e, soprattutto, in zona pastorale. Quindi… buon lavoro, don Andrea. E benvenuto a Mandello. SACRO CUORE La gioia di Mandello per l’arrivo di don Andrea a parrocchia del Sacro Cuore in Mandello ha accolto sabato scorso, 11 settembre, don Andrea Del Giorgio, il suo nuovo vicario parrocchiale. Un nuovo vicario è dono della grazia e della benevolenza del Vescovo, che, in un momento di forte crisi vocazionale, ha voluto donare un altro sacerdote giovane - in sostituzione dell’indimenticato don Claudio Monti, neo collaboratore pastorale alla comunità pastorale di Sondrio città - alla popolosa comunità mandellese. La festa ha avuto inizio con un modo del tutto insolito: invece di arrivare a bordo di un auto e in compagnia di amici o parenti come tanti suoi pre- L Il nuovo vicario ha fatto il suo ingresso lo scorso 11 settembre di GIOVANNI ZUCCHI decessori, don Andrea ha scelto di uscire dalla sua nuova casa, percorrere qualche metro a piedi e raggiungere così il sagrato della chiesa prepositurale. Qui ha ricevuto l’omaggio dei bambini e dei ragazzi del Grest, che si era concluso nei giorni precedenti. Tutti, con la maglietta bianca, hanno intonato un canto scritto per l’occasione: “Don Andrea, benvenuto tra noi”, sulle note di Pace sia, pace a voi. Un forte e sonoro applauso ha così dato il benvenuto al nuovo vicario, che si è presentato in maniera semplice e informale, con il gilet e il clergyman. Alla celebrazione erano presenti i suoi concittadini della parrocchia di Chiavenna San Fedele e i suoi ex parrocchiani di Albate in Como. Insieme ai fedeli del Sacro Cuore, tutti hanno letteralmente gremito la chiesa del Sacro Cuore. La Messa ha avuto inizio con la processione e il canto del coro giovanile parrocchiale. Concelebravano il prevosto don Pietro Mitta, l’altro vicario don Filippo Macchi e il prevosto emerito mons. BOSISIO: CORSI DI FORMAZIONE SUPERIORE A LENNO CONCERTO PER LA FESTA DI S. CRESCENZIO La parrocchia arcipretale di S. Stefano, a Lenno, si è resa promotrice di un concerto per la festa di San Crescenzio martire, in programma per sabato 18 settembre presso la chiesa parrocchiale di Lenno. Il programma prevede: organo solo (organista Mario Zanotta), e “Dialogo tra instrumenti del vento”, organista: Sandro Carnelos, clarinetto: Dario Zandegiacomo. L’appuntamento è per le ore 21. L’ingresso è libero. La Nostra Famiglia di Bosisio Parini informa che sono aperte le iscrizioni ai corsi di formazione superiore per diventare operatori sanitari o socio-assistenziali, per aiutare le persone a soddisfare i propri bisogni fondamentali e a raggiungere il recupero, il mantenimento e lo sviluppo del livello di benessere e di autonomia. CORSO PER AUSILIARIO SOCIO ASSISTENZIALE L'Ausiliario Socio Assistenziale è un operatore che svolge attività indirizzate a mantenere o recuperare il benessere psicofisico della persona, a ridurne i rischi di isolamento e di emarginazione, assistendola in tutte le attività della vita quotidiana, operando in servizi di tipo socio assistenziale e socio sanitario a ciclo diurno, residenziale e domiciliare. Il corso ha una durata complessiva di 800 ore, suddivise in 450 ore di aula e 350 ore di tirocinio nelle strutture e nei servizi socio-assistenziali e socio-sanitari. CORSO PER OPERATORE SOCIO SANITARIO (OSS) L'operatore Socio Sanitario è un operatore che svolge attività rivolte alla persona e ai suoi bisogni di autonomia e benessere, operando sia nel settore sociale che sanitario e svolgendo le sue mansioni in servizi di tipo socio-assistenziale e socio-sanitario, in ambito ospedaliero, residenziale e domiciliare. Il corso ha una durata complessiva di 1000 ore, suddivise in 550 ore di aula e 450 ore di tirocinio nelle strutture e nei servizi sanitari e socio-sanitari. CORSO DI RIQUALIFICA PER AUSILIARIO SOCIO ASSISTENZIALE (ASA) IN OPERATORE SOCIO SANITARIO (OSS) Le iscrizioni sono aperte fino al 30 ottobre 2010 o comunque fino ad esaurimento posti. Per tutti i corsi prevista una prova di selezione attraverso un colloquio di orientamento. Per informazioni sulle modalità di Iscrizione: Tel. 031/877556 - Fax 031/877356 - e-mail: [email protected] CRONACA P A G I N A Lago&Valli 25 IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 18 SETTEMBRE 2010 PENSIERI E LEGGENDE DALLA VALLE INTELVI Cecilia tra le braccia della madre in un’immagine che si riferisce al racconto dei “Promessi sposi” Un dolore senza tempo rimo settembre 2010. Rai Uno mette in onda una versione dei “Promessi sposi” di Alessandro Manzoni. Il capolavoro del “Sciur Lisander “ ci è stato condito in tutte le salse, dal cinema, al teatro ma, a mio giudizio personale, questa versione televisiva appare come la più bella e sentita di tutte. La musica così orecchiabile, i bravi ed espressivi cantanti, i costumi e le scene hanno condotto lo spettatore a vivere con il cuore e la mente situazioni, angosce, ricatti e dolori di una realtà di due secoli prima, quanto un uomo duecento anni fa ha saputo scrivere e testimoniare attraverso un libro. Il dolore della mamma di Cecilia, la vista di quell’angioletto innocente che incute rispetto anche ai monatti, gli stessi monatti che raccolgono e danno, come possono, una sepoltura a morti che altrimenti infetterebbero ancora i vivi, la disperazione della monaca di P La scomparsa di un figlio, o della persona amata... uno spasimo profondo che solo nella fede può ritrovare conforto di RINA CARMINATI FRANCHI Monza che si sente rinchiusa in una gabbia di rimorsi, il grido di Lucia “non ho fatto niente, sono innocente” tutto balza fuori attuale e reale anche nella nostra epoca. Se ci pensiamo bene anche nel secondo millennio così modernizzato troviamo situazioni analoghe. Quanti innocenti rubati e tante volte uccisi da mani più crudeli della peste, quante mamme che in questi giorni implorano la restituzione delle loro creature. Uno su tutte è il grido “Ridatemi mia figlia” della mamma di Sarah. Bisogna provare per capire questo dolore che sconvolge la mente e letteralmente, dicevano gli anziani, ti strappa la carne delle ossa. Il grido che sgorga dal cuore di Lucia, “sono innocente”, il rimorso che non dà pace alla monaca di Monza, “amore mio che non posso avere”, l’oscuro precipizio di disperazione che chiama l’Innominato al suicidio, sembrano rispecchiare il mondo moderno, dove ancora sono calpestati i primari diritti degli umili . Il mondo della droga è una peste moderna molto più subdola, più tremenda, che trascina nel dolore intere famiglie. Ma su tutto, come il sole che sorge all’alba sulle ultime ore della notte, che sono le più buie, ecco prendere corpo un abito talare, una parola di speranza, un’autorità capace di piegare la superbia e lenire il dolore con una preghiera: Padre nostro… Padre nostro significa amore. Solo l’amore ci salverà, solo l’amore può consolare, solo l’amore che spinge tanta gente verso il volontariato sacrificando il tempo libero dal lavoro, l’amore innocente di due giovani, quello dei genitori per i figli. L’incidente che ha portato via in giovane Davide qualche giorno fa è stato una tragedia per tutti. Ma questo baratro di dolore ha aperto le porte alla speranza di altri ragazzi che hanno ricevuto i suoi organi: questo è il più bel dono d’amore . Raccontavano gli anziani della valle una bella leggenda che in principio sa di realtà, poi si perde nella fantasia: a Ponna nei primi anni dell’Ottocento una pastorella si innamorò di un soldatino napoleonico. La storia assomiglia a quella di Renzo e Lucia, ma lei si chiamava Francesca. Naturalmente era un amore senza speranza. Anche qui ci fu una fuga, non sul lago, ma verso un alpeggio nascosto tra i monti. Purtroppo, però il bestiame andava abbeverato. Così un mattino, alla bolla del Tellero, i commilitoni sorpresero il giovane soldato e, accusandolo di diserzione, lo fucilarono sul posto. Francesca sentì i colpi e lo trovò riverso a pelo dell’acqua ghiacciata della bolla. In un tentativo di rianimarlo, o forse per la disperazione, lo trascinò nel laghetto in cui lei stessa morì annegata. Gli alpigiani raccontano che, dato che i primi raggi del sole che illumina la Valle colpiscono proprio la bolla del Tellero, non è raro vedere Francesca che sorge dall’acqua chiara e invoca il suo amore. Se ride farà bel tempo, se piange pioverà... Ci vuole un cuore veramente puro per credere alle leggende, ma gli alpigiani ce l’hanno perché abitano vicini al cielo… La speranza, la fede e la carità si fondono in questa grande preghiera che gli autori citati hanno saputo musicare magistralmente “Padre nostro, siamo figli tuoi”. GRAVEDONA LO SCORSO 10 SETTEMBRE CON MONDO TURISTICO VISITA GUIDATA AL SANTUARIO DI S. MARIA DEI GHIRLI A CAMPIONE D’ITALIA L’Associazione Culturale “Mondo Turistico” propone per sabato 25 settembre una visita guidata al Santuario di S. Maria dei Ghirli a Campione d’Italia. L’appuntamento con la guida è fissato per le ore 14.30 all’arco d’ingresso a Campione d’Italia. La visita inizierà proprio da questo arco che indica la frontiera fra Svizzera e Italia (essendo Campione un’enclave in territorio elvetico), con informazioni sulla storia e sulla vita di questo paese e continuerà con la visita al Santuario di S. Maria dei Ghirli, ricco di stucchi e affreschi di varie epoche. Nel mese di maggio di quest’anno è terminato il prezioso lavoro di restauro del presbiterio, prima di tre campagne di restauro che permetteranno di conservare al meglio questo gioiello dell’arte lombarda. Una breve passeggiata condurrà quindi nel cuore del minuscolo borgo, dove sarà possibile visitare anche la chiesetta di S. Pietro, situata nell’antica area cimiteriale. A conclusione della visita guidata, chi lo desidera potrà entrare nel nuovo Casinò, moderna costruzione del celebre architetto ticinese Mario Botta. La quota di partecipazione è di 6 euro per i soci; 7 per i non soci. Per informazioni e prenotazioni (obbligatorie): Mondo Turistico, tel. 339.4163108; e-mail [email protected]. ALLA SCOPERTA DELL’ISOLA COMACINA L’Associazione Culturale “Mondo Turistico”, in collaborazione con “Rossocobalto” propone per domenica 26 settembre una visita guidata all’Isola Comacina. L’appuntamento con la guida è fissato per le ore 15.45 al pontile dell’Isola Comacina (raggiungibile con battello pubblico della Navigazione oppure con taxi boat da Sala Comacina o da Ossuccio). L’unica isoletta nel lago più profondo d’Europa, l’Isola Comacina, è un vero scrigno di natura, storia e arte, un bosco galleggiante nel cuore del lago, tra archeologia e architettura razionalista, avvolta dal fascino misterioso di antiche leggende. I recenti lavori di recupero dell’isola e del suo patrimonio naturalistico e artistico fanno di questa piccola terra il centro del nascente Distretto Culturale del Lago di Como. La quota di partecipazione è di 12 euro per i soci; 13 per i non soci, incluso il biglietto d’accesso all’Isola. Per informazioni e prenotazioni (obbligatorie): Mondo Turistico, tel. 339-4163108; e-mail mondo [email protected]. Calcio e solidarietà enerdì 10 settembre, presso il Centro Sportivo di Gravedona si sono radunati più di 600 persone per la serata di solidarietà organizzata della Delegazione Alto Lario della LILT (Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori), per l’acquisto di un nuovo ecografo. Il motivo principale è stato quello di vedere da vicino i miti del recente passato, Bergomi, Scanziani, Muraro, Galia, Fontolan, appartenenti al gruppo dei Bindun, che sono scesi in campo contro una Selezione “Over 40 Alto Lario”. La serata è stata aperta alle 19 da un’incontro di calcio femminile tra ASD Lenno e ASD Bellanese: anche le ragazze hanno dato il meglio e la partita è stata piacevole nella luce calda del tramonto, che ha sottolineato la bellezza un po’ selvaggia dell’Alto Lago e che ha lasciato il posto ad una splendida notte stellata, un poco fredda ma riscaldata da tanto entusiasmo e partecipazione. I Bindun sono un gruppo di ex-calciatori uniti dal desiderio comune di aiutare chi ne ha bisogno. Il loro presidente è Beppe V Da sinistra: Beppe Bergomi, il dr. Giorgio M. Baratelli (Direttore Unità di Senologia dell'Ospedale di Gravedona e della Delegazione Alto Lario della LILT), il sindaco di Gravedona Fiorenzo Bongiasca, e il presidente dell'Unione Calcio di Gravedona dr. Carlo Mangano Bergomi (mitico capitano dell’Inter), i consiglieri sono Beppe Baresi, Beccalossi, Crippa, Monelli e Radice. Nel loro sito (www.ibindun.it/) si trova uno slogan che riassume la loro missione: “non ci sono segreti, solo passione e voglia di essere solidali”. Dopo la partita c’è stata l’estrazione di una sottoscrizione a premi e la cena preparata dall’infaticabile gruppo Alpini di Gravedona, a base di polenta, salsicce, costine. Il dottor Baratelli, direttore del Centro di Senologia della LILT di Gravedona, ha avuto l’onore di dare il calcio d’inizio, esprimendo il sogno suo e di tanti suoi col- leghi di poter dare un calcio, o meglio un calcione, al tumore della mammella! «La nostra lotta e la lotta delle nostre pazienti contro il tumore della mammella è simile alle partite di calcio: non è mai finita, bisogna stare attenti fino all’ultimo minuto, non abbassare mai la guardia, saper gioire delle vittorie e saper superare le inevitabili, tristi sconfitte». Inoltre ha ribadito l’importanza della diagnosi precoce, mezzo efficace per vincere questa partita così particolare, sottolineando la necessità che il controllo senologico sia costante e fatto da operatori qualificati e dedicati. CRONACA ValliVaresine IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 18 SETTEMBRE 2010 P A G I N A 27 NELLE PROSSIME SETTIMANE UN CALENDARIO FITTO PER ACCOGLIERE E RINGRAZIARE Ingressi e saluti nelle parrocchie D omenica 19 settembre, è una data importante per almeno due comunità parrocchiali della Valcuvia: Cittiglio e Gemonio. A Cittiglio farà il suo ingresso in parrocchia come vicario don Francesco Franzini, ordinato lo scorso giugno in cattedrale a Como e destinato dal Vescovo, come suo primo incarico, all’estremità ovest della diocesi, lui che è originario di Teglio (So), comune posto nel cuore della Valtellina. Il primo incontro sarà la celebrazione della Santa Messa in parrocchia alle ore 11.00 e poi … via – con l’aiuto dello Spirito Santo - verso la conoscenza reciproca, verso un Oratorio con giovani e genitori che attende, verso un cammino di vicinanza e di condivisione. Il programma prestabilito prevede dopo la celebrazione della Messa un aperitivo per tutti sul sagrato e, alla sera in oratorio, una pizzata con i giovani della comunità. Un successivo momento d’incontro con la comunità è fissato Cittiglio, Gemonio, Cunardo, Caravate: sono tante le comunità che stanno vivendo questi importanti momenti pagina a cura di ANTONIO CELLINA per il prossimo 10 ottobre, giorno dell’apertura dell’attività dell’oratorio, durante il quale è previsto il pranzo comunitario e giochi e attività pomeridiane. A Gemonio don Marco Folladori nominato nei mesi scorsi dal Vescovo quale nuovo parroco di Olgiate Comasco - dopo 11 anni passati alla guida della parrocchia valcuviana – saluterà la comunità di Gemonio in occasione della Festa della Madonna Addolorata. In preparazione a questo momento ci sono stati tre altri appuntamenti: il primo lunedì 13 con una veglia di preghiera presieduta dai gemoniesi don Rodolfo Olgiati e da don Filippo Macchi; l’altro martedì 14 con una meditazione di don Saverio Xeres “Il ministero del prete: dall’Eucaristia al servizio della Comunità”; l’ultimo la sera di venerdì 17 con un concerto d’organo (Mascioni 1905, restaurato nel 2005) in chiesa parrocchiale. Il programma per la domenica prevede alle ore 10.00 CARAVATE FOTO PER RICORDARE VINCENZO MORLOTTI Mostra al cementificio Santa Messa solenne di saluto a don Marco e al termine aperitivo in piazza. Al pomeriggio alle ore 16.30 Vespri con Elevazione Spirituale e alle ore 19.00 spaghetti per tutti con … finale a sorpresa. Ma la vita della comunità continua e già si proietta verso domenica prossima, 26 settembre, quando è prevista l’accoglienza al nuovo parroco: don Silvio Bernasconi. L’ingresso è fissato alle ore 15.30 nella storica chiesa di San Pietro e da lì, in corteo si raggiungerà la chiesa parrocchiale dove, dopo il saluto del sindaco e i riti di ingresso don Silvio celebrerà la Santa Messa d’insedia- MUSEO BAROFFIO Anche quest’anno il Museo Baroffio e del Santuario del Sacro Monte di Varese aderisce all’iniziativa Fai il pieno di cultura - che si svolge nell’ambito delle Giornate Europee del Patrimonio. Domenica 26 settembre si svolgerà una nuova edizione di Ciceroni da terre lontane, sulla scia del consenso che lo scorso anno ha visto impegnati in museo ciceroni cinesi e albanesi: dalle ore 15.30 si terranno visite guidate gratuite in russo. Alle ore 16.30 e 17.30 si svolgeranno visite guidate gratuite in italiano. Per i più piccoli, sabato 25 e domenica 26 settembre (9.30 - 12.30; 15.00 - 18.30) sarà possibile cimentarsi nel percorso Zampe, baffi e code: una divertente caccia tra gli animali dipinti, scolpiti, ricamati nelle opere del museo. Durante i due giorni si potrà visitare il museo al costo simbolico di 1 euro. mento, seguirà alle ore 18.00 un rinfresco e alle ore 21.00, in oratorio, il musical Favolescion, ideato dai giovani di Gemonio. A completare il quadro degli arrivi e partenze sacerdotali nelle Valli Varesine ricordiamo che da alcune settimane è già “operativo” a Cuveglio, e… parrocchie annesse, don Samuele Bongiolatti, anche lui fresco di ordinazione sacerdotale, mentre per il pomeriggio del prossimo sabato 2 ottobre è previsto l’ingresso di don Paolo Busato quale nuovo parroco di Cunardo. Tra settembre ed ottobre è previsto anche il saluto a don Savio Castelli che lascerà Caravate alla volta delle Americhe, per la precisione diretto in Perù, ove seguirà, insieme a don Umberto Gosparini, la nascita della nuova missione diocesana fidei donum. APPUNTAMENTI IN CALENDARIO GEMONIO: CORI PER RESTAURI omenica 19 settembre alle ore 16.00 – promossa dall’assessorato alla cultura del comune di Caravate in collaborazione con la Colacem – ci sarà l’inaugurazione della mostra Vincenzo Morlotti: Il fascino discreto del cementificio: Opere dal 1951 al 2010, con esposizione dei quadri che il pittore gemoniese ha dedicato a questo simbolo dell’industria valcuviana. Ricordiamo che Vincenzo Morlotti ha dedicato gran parte della sua vita artistica nella riproduzioni di scorci industriali e nella pittura di immagini dedicate ai luoghi ove si produce o dove si producevano prodotti industriali. Luogo della mostra è il cementificio di via I maggio 13 a Caravate. La mostra D MUSICOTERAPIA L’Associazione Italiana Maestri Cattolici (AIMC) Sezione Di Besozzo, propone un corso di aggiornamento in Musicoterapia, con docente la prof.ssa Silvia Castagnola, direttrice del corso triennale di musicoterapica “Arpa Magica” ed esperta in attività musicoterapeutiche con bambini e adulti presso l’Associazione Arpa Magica, scuole medie e primarie. Gli incontri si svolgeranno presso la sala riunioni dell’Oratorio di Bogno di Besozzo il sabato mattina, dalle ore 9.30 alle ore 12.30 il 23 e il 30 ottobre e il 6 e 20 novembre, per un totale di 12 ore. Quota di partecipazione: 35,00 euro per i soci AIMC, 40,00 euro per i non soci. Sono ammessi insegnanti di ogni ordine e grado, educatori e genitori interessati all’argomento. Al termine del corso i partecipanti riceveranno un attestato di frequenza. Per l’iscrizione al corso per il programma dettagliato e per informazioni: Laura Gavazzeni, telefono 0332970.761; fax 0332-771.164; e-mail: laura [email protected]. sarà visitabile dal 19 settembre al 24 ottobre il sabato dalle ore 15.30 alle ore 19.00, la domenica dalle ore 10.00 alle ore 12.00 e dalle ore 15.30 alle ore 19.00; da lunedì a venerdì, previo appuntamento ai numeri 3477644341 o 0332-603632. Per proseguire nella raccolta di fondi da destinare ai restauri degli affreschi della chiesa romanica di S. Pietro, la parrocchia di Gemonio ha organizzato per le ore 21.00 di sabato 25 settembre nella chiesa parrocchiale la serata Quattro Cori per San Pietro in cui si ritroveranno riuniti per una unica esibizione i cori: Prealpi don Luigi Colnaghi di Cocquio Trevisago (diretto da Guido Paroni); La Dinarda di Albizzate (diretto da Maurizio Biscotti); Pieve del Seprio di Castronno (diretto da Matteo Magistrali); (L’estro armonico di Bienate (Mi), diretto da Roberto Landoni). Ingresso libero. GEMONIO: INCONTRI D’AUTUNNO Organizzati dalla Commissione Cultura del comune di Gemonio e dalla biblioteca civica, sono stati programmati anche quest’anno gli ormai noti Incontri d’Autunno 2010, in anticipo rispetto alla tradizionale programmazione che li vedeva proposti tra ottobre e novembre. Gli abituali appuntamenti con fatti, personaggi, iniziative legate in particolare al territorio gemoniese prevedono questi due incontri: • venerdì 24 settembre – ore 21.00 (Museo – Mulino Salvini), presentazione del libro di Serena Contini, Il colore per me è come un delirio, carteggi di Innocente Salvini con Siro Penagini e con Emilio Zanzi. Durante la serata verranno proiettate immagini e filmati vari a cura dell’Archivio Storico Valcuvia; • giovedì 30 settembre – ore 21.00 (ristorante San Pietro), “Vedani: Vicende, curiosità e storia di un ristorante più che centenario”. Durante la serata verranno proiettate immagini storiche, spezzoni di film a tema culinario, a cura di Giada Stoppa e Carla Ventura e con accompagnamento musicale di Giuseppe Amoruso (sax e flauto) e Oliviero Pari ( pianoforte e tastiera). Seguirà rinfresco… Antico Vedani. P A G I N A 28 Sondrio CRONACA DI E P R O V I N C I A ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 18 SETTEMBRE 2010 MORBEGNO UN PROGETTO NATO DALLA GENEROSITÀ DELLA PROFESSORESSA LIDIA GEROSA La Casa si apre all’accoglienza È stato per me emozionante veder riaffiorare alla memoria la figura di una persona, la professoressa di francese Lidia Gerosa, che avevo conosciuto come collega molti anni fa nella Scuola Media Vanoni di Morbegno e che poi avevo completamente dimenticato. È stato ancor più sorprendente (ed edificante) venire a sapere che quell’insegnante così gentile e riservata, con un perenne sorriso sulle labbra, indice sicuro di una grande gioia interiore, è stata una persona straordinaria, che ha voluto concludere la sua vita terrena con un ultimo atto di generosità. Ha infatti donato la sua casa di Morbegno «per dare un aiuto alle persone che ne avevano bisogno». Ora, dopo alcuni anni dalla sua morte, grazie alla collaborazione tra la parrocchia di Morbegno e la Caritas diocesana, con il sostegno della Fondazione Cariplo, ha preso vita il progetto che dal nome della donatrice è stato chiamato «Casa di Lidia» e che «ha come obiettivo principale l’accoglienza gratuita in appartamenti di nuclei familiari, italiani e stranieri, in situazioni di disagio abitativo, con i quali costruire un percorso di autonomia economico-finanziaria e la maturi- tà necessaria per gestire la propria vita». La grande casa in via Ganda 2, quindi, è stata completamente ristrutturata per ricavare otto appartamenti, semplici, ma molto decorosi, oltre ai locali destinati al Centro di Ascolto. Per festeggiare degnamente l’avvenimento, sabato 11 settembre, presso l’auditorium Sant’Antonio di Morbegno, è stato promosso un interessante convegno che ha avuto lo scopo di sviluppare una riflessione sul problema abitativo nella nostra zona e per conosce- re alcune esperienze che si stanno svolgendo in altre città. Dopo i saluti dell’arciprete di Morbegno don Andrea Salandi e del sindaco Alba Rapella, che hanno espresso la soddisfazione e la gioia nel veder coronato un progetto a lungo atteso, è stato proiettato un filmato che ha presentato la figura di Lidia Gerosa attraverso le testimonianze delle persone che l’hanno conosciuta. Sono state ripercorse le tappe della sua vita, dal soggiorno in Francia, all’attività di insegnamento, ai CARATTERISTICHE E FINALITÀ Ristrutturata su progetto dell’architetto Alessandro Caligari di Morbegno – il quale nella realizzazione ha individuato soluzioni ecosostenibili e di basso impatto (come l’utilizzo del legno, il ricorso ai pannelli solari, l’allaccio al teleriscaldamento, così da essere un edificio a zero emissioni!) – la casa ha come obiettivo principale l’accoglienza gratuita in appartamenti di nuclei familiari, italiani e stranieri, in situazione di disagio abitativo, con i quali costruire un percorso di autonomia economico-finanziaria e la maturità necessaria per gestire la propria vita. La “Casa di Lidia si rivolge a nuclei familiari conosciuti dai Servizi Sociali territoriali; a nuclei familiari residenti nella provincia di Sondrio o con un contratto lavorativo in atto presso un’azienda o ente dello stesso territorio provinciale; singole persone con regolare permesso di soggiorno che svolgono servizio come “assistenti familiari domestiche”, in attesa di collocazione lavorativa. Le ammissioni alla “Casa” vengono decise dall’équipe costituita dall’operatore e dai volontari del Centro di Ascolto di Morbegno (che si è già trasferito al piano terra della struttura e che, annualmente, conta almeno 300 richieste di aiuto), una volta raccolte le varie richieste, valutano la presenza dei requisiti e la disponibilità di posti al momento della domanda. La permanenza, per ciascun nucleo familiare, è temporanea, da un minimo di tre mesi a un massimo di un anno, in base alla valutazione del bisogno. Per le “assistenti familiari domestiche” il tempo di accoglienza massimo previsto è di tre mesi. Le dimissioni vengono decise dal responsabile a conclusione del percorso di accompagnamento, per scadenza dei termini di accoglienza o perché subentrano, nel corso dell’anno, gravi motivi e condizioni che compromettono una civile convivenza all’interno della struttura, con l’operatore o tra i vari ospiti. Al momento dell’ingresso verrà sottoscritto un Patto di Ospitalità: rappresenta una presa di coscienza ed una scelta di responsabilità nell’intraprendere un percorso verso l’autonomia economico-abitativa. Sul Patto sono indicate le norme per la buona gestione degli appartamenti, gli impegni, gli incontri con l’operatore, la condivisione delle scelte e la data di uscita dall’appartamento. Dal punto di vista giuridico l’ospitalità sarà regolamentata da un contratto di comodato, con il solo rimborso delle spese vive. Per ogni nucleo familiare, inoltre, sarà predisposto un “progetto personalizzato”, nel quale viene definita la situazione al momento della accoglienza, le azioni principali da intraprendere, i tempi di permanenza, le risorse a disposizione degli ospiti, la rete di riferimento, le forme di sostegno nella ricerca del lavoro e della nuova abitazione. Al fine di favorire l’ospitalità negli appartamenti saranno fondamentali le relazioni tra gli ospiti e i volontari del Centro d’Ascolto e l’operatore. Per verificare l’andamento del progetto individualizzato saranno utilizzati colloqui orientativi e di sostegno, a cadenze concordate. «Da sei mesi – osserva Massimiliano Cossa della Fondazione Caritas “Solidarietà &Servizio” – un’equipe sta lavorando sui contenuti e le modalità del progetto. Sofia Poncetta sarà l’operatore Caritas di riferimento per la “Casa di Lidia”. Lavoreremo in rete con i soggetti del territorio (dai Centro Aiuto alla Vita agli Uffici di Piano) e cercheremo di ascoltare e leggere i bisogni. La “Casa di Lidia” vuole essere una risorsa per il maggior numero possibile di persone, alle quali verrà offerto anche un percorso “educativo” che, oltre all’aiuto, vuole portare all’autonomia». E.L. viaggi in Terra Santa, alla viva partecipazione alla vita dell’Azione cattolica e, nello stesso tempo, sono stati sottolineati il tipico sorriso, «di stampo francescano», la sua fede granitica nel Signore, la gioia di trasmettere il sapere agli allievi e l’amore per gli studi biblici. Negli ultimi decenni, come ha ricordato monsignor Battista Galli nel suo intervento, la Caritas ha subito un profondo cambiamento, in quanto è passata da una semplice attività di assistenza ad una forma di promozione, che richiede vicinanza, attenzione e rispetto nei confronti degli altri, per aiutarli a superare gli stati di povertà e a raggiungere una condizione di dignitosa autosufficienza. Sono sorti così i Centri di Ascolto, nei quali ci «si mette in carità», anzichè nell’atteggiamento di chi «fa la carità». «La Casa di Lidia si pone proprio su questa strada - ha proseguito monsignor Galli - perché ha come scopo quello di fare in modo che ogni persona bisognosa sia sempre rispettata nella sua dignità». La Casa potrà svolgere bene il suo compito se tutte le istituzioni e le associazioni di volontariato opereranno in piena collaborazione, svolgendo anche attività di formazione, per avere dei volontari qualificati, che conoscano bene la legislazione ed abbiano la capacità di denunciare i problemi e le inefficenze. Il punto di partenza per l’iniziativa, ha dichiarato monsignor Giuseppe Merisi, vescovo di Lodi e presidente di Caritas Italiana, è il tema dell’amore, che diventa solidarietà, grazia e dedizione all’altro. È però necessario che ogni attività sia accompagnata dalla formazione, dalla riflessione, dalla preghiera, dalla capacità di guardare gli altri con cuore aperto, per riconoscere i poveri e gli ultimi, dal saper leggere la realtà che muta e i segni dei tempi. A Lucia Angelini è toccato il compito di illustrare la realtà sociale valtellinese, soprattutto in relazione al problema abitativo. A questo proposito non si può fare a meno di osservare quanto stiano cambiando i tempi, dato che si parla di problemi di abitazione in una terra i cui abitanti sono sempre stati indicati (con una punta di ironia) come afflitti «dal male della pietra», perché fanno di tutto per avere una casa di proprietà, magari realizzata con le proprie mani, nel tempo libero. Da terra di emigrazione siamo diventati meta di immigrazione, con tutte le conseguenze che ciò comporta. Molto ampia e ricca di spunti l’analisi effettuata da Gianpaolo Barbetta, dell’Università Cattolica. Negli ultimi anni, ha affermato, i prezzi delle abitazioni sono raddoppiati e nello stesso tempo si è verificata una scarsità di case date in affitto, per cui i canoni sono saliti vertiginosamente e non consentono più a molte persone di avere un alloggio. Le linee politiche degli ultimi decenni sono state orientate verso una regolamentazione forte (il famoso equo canone) e verso la costruzione di alloggi pubblici. Il primo provvedimento, però, ha ottenuto effetti contrari a quelli che ci si erano proposti e la gestione pubblica degli alloggi si è rivelata piuttosto deficitaria. I problemi non sono di facile soluzione, ha affermato il relatore. Oggi anche i privati possono contribuire in vario modo, ad esempio nell’aiutare l’operatore pubblico a gestire meglio gli investimenti e gli alloggi oppure con interventi diretti, per risolvere soprattutto i problemi di prima accoglienza oppure con un’opera di mediazione delle associazioni. Molti privati, infatti, non sono disposti a cedere gli appartamenti agli stranieri. Qui possono intervenire le associazioni, prendendo in affitto le case, per cederle a chi ne ha bisogno, facendosi così garanti nei confronti dei proprietari. Alcuni esempi concreti del modo con il quale si possono risolvere le drammatiche necessità sono stati offerti da Renato Ferrario e da Gloria Fumagalli, che hanno illustrato le attività della Cooperativa Arcobaleno di Lecco. Mauro Magatti ha invece parlato della sua esperienza nell’associazione di Como chiamata «Eskénosen» (dal verbo greco usato dall’evangelista Giovanni, che significa «ha posto le sue tende in mezzo a noi»). «Siamo famiglie e accogliamo famiglie che hanno particolari necessità - ha affermato -. Si tratta in genere di persone che hanno molta voglia di lavorare e di raggiungere presto una condizione di piena autosufficienza». Per avere maggiori informazioni sulla Casa di Lidia, sui regolamenti e sulle modalità di accesso, ci si può rivolgere al Centro di Ascolto Caritas, via Ganda 2, Morbegno, telefono 0342/615534. CIRILLO RUFFONI P A G I N A CRONACA 29 Valchiavenna IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 18 SETTEMBRE 2010 A MADESIMO UNA TRADIZIONE ULTRACINQUANTENNALE Assemblea Centro Studi Storici C con visita alla Centrale Edipower, a suo tempo la più potente d’Europa. In campo editoriale sarà pubblicato il numero 49 del bollettino “Clavenna” e, in collaborazione con la Società storica valtellinese, il fascicolo sui toponimi di Menarola a cura del prof. Marino Balatti. Notevole importanza assume anche il capitolo relativo ai restauri, nei quali il Centro di studi storici Valchiavennaschi è impegnato da tempo. Terminato agli inizi di quest’anno l’intervento a cura di Ornella Sterlocchi sull’affresco di Ma- donna con bambino, eseguito da Giovan Battista Macolino nel 1654 sulla facciata di una casa privata in contrada Nesossi a Uschione, è già in corso nel laboratorio di Mariachiara Fois il restauro della pala della cappella di Santa Barbara nella chiesa di Campe- dello di Chiavenna, mentre alla Sterlocchi è affidato l’intervento sugli affreschi della stessa cappella, eseguiti nel 1662. La spesa complessiva è intorno ai 30 mila euro, che saranno coperti dallo stesso Centro e grazie all’intervento di enti, come la Fondazione Pro Valtellina e la Comunità montana della Valchiavenna, ma anche alle libere offerte di soci nello speciale Fondo per la conservazione del patrimonio artistico. Dopo il ricordo dei soci defunti dall’ultima assemblea, tra cui il consigliere, dott. Giovanni Giorgetta, e don Siro Tabacchi, sono stati approvati i rendiconti finanziari, illustrati dal segretario-cassiere arch. Cristian Copes, ed è stato deliberato l’adeguamento della quota associativa, portata a 20 euro annuali. Quindi il prof. Guglielmo Scaramellini e l’arch. Antonio Scaramellini hanno parlato rispettivamente degli alpeggi del comune di Chiavenna in Valle nel ‘200 e del Giardino alpino Valcava di Madesimo, CHIAVENNA GLI INTERVENTI PRESSO IL CIMITERO DELLA CITTÀ Chiuso il cantiere per l’adeguamento n cimitero più grande in grado di ospitare le salme dei chiavennaschi per i prossimi anni. Sono terminati i lavori di ampliamento del cimitero municipale della città della Mera. Le operazioni partite nella zona dei colombari e degli ossari durante lo scorso inverno sono state completate. I circa 250 posti che sono stati ricavati con i lavori in corso di svolgimento sono considerati sufficienti dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco Maurizio De Pedrini -, anche in un’ottica di medio e lungo periodo. L’intervento, costato alle casse comunali, qualcosa me-no di 200 mila euro dovrebbe essere sufficiente alle esigenze dei prossimi decenni. Tanto da non ritenere più necessario allargarsi sull’altro fronte, quello della zona di Poiatengo, come ipotizzato in un primo momento. Si chiude, così, la lunga crisi che ha toccato il cimitero chiavennasco, ormai da quasi tre anni alle prese con problemi di spazi sempre più ridotti. Il primo allarme in tal senso era stato lanciato dalla precedente amministrazione comunale. Aumento delle tumulazioni, una rotazione ridotta a causa di difficoltà di mineralizazione delle salme, scelta del cimitero chiavennasco a discapito di quelli U Sono terminati i lavori di ampliamento del cimitero municipale. L’intervento, costato alle casse comunali, qualcosa meno di 200 mila euro dovrebbe non rendere più necessario allargarsi sull’altro fronte, quello della zona di Poiatengo di DANIELE PRATI periferici ancora esistenti e esaurimento degli spazi di un’area mai ampliata da molti decenni. Queste le cause che avevano fatto temere il peggio. Ossia di non essere più in grado di ospitare i defunti della città. Addirittura nell’ottobre del 2008 ci fu un blocco dei colombari per alcuni mesi per il loro esaurimento. Da qui la decisione di provvedere all’ampliamento dell’area. Ampliamento che ha creato qualche piccolo disagio durante lo scorso inverno, con un’accessibilità della parte interessata dai lavori ridotta per alcune settimane. Il cimitero chiavennasco è uno dei più belli della Provincia di Sondrio soprattutto per la parte più antica, quella delle tombe di famiglia poste sotto la rocca del ParadisoCaurga. Una porzione che negli ultimi due anni è stata oggetto di ripetuti solleciti da parte dell’amministrazione ai concessionari per una migliore manutenzione dei monumenti funerari proprio per evitare situazioni di degrado. Il cimitero è aperto tutti i giorni della settimana, escluso il giovedì pomeriggio, dalle ore 8.00 alle ore 12.00 e dalle ore 16.00 alle ore 19.00 durante i mesi estivi e dalle ore 8.00 alle ore 12.00 e dalle ore 14.00 alle ore 17.00 durante quelli invernali. La municipalità di Chiavenna, poi, può contare su altri due cimiteri pubblici. Quelli delle frazioni di Pianazzola e Uschione. Se la prima frazione è ancora abitata, la seconda si popola solamente durante i mesi estivi e non molti sono quelli che scelgono di essere sepolti lì. I due cimiteri periferici attualmente non presentano problemi di spazi. ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ontinuando la tradizione ultracinquantennale, nel giorno dell’assemblea annuale dei soci anche quest’anno il Centro di studi storici valchiavennaschi ha organizzato, domenica 5 settembre, una intera giornata per soci e simpatizzanti all’insegna della storia e della cultura, proposta in maniera piacevole, con visite guidate e momenti conviviali. Si è cominciato nel salone delle conferenze a Madesimo alle ore 10.45 con la seduta per gli adempimenti statutari. Presente oltre un centinaio di soci, il presidente prof. Guido Scaramellini, dopo una scheda sulla storia di Madesimo e di Pianazzo, ha ripercorso quanto realizzato dal settembre scorso e ha annunciato le prossime iniziative, a partire dalle visite guidate, che tanto successo hanno riscosso in questi ultimi anni. Nel prossimo mese di ottobre sono previste uscite il 2 ottobre a Coloredo e Mondadizza di Gordona e il sabato successivo a Mese aperto nel 1925 e recentemente riattato. Il consigliere Giordano Sterlocchi ha illustrato la fase conclusiva di inventariazione del ricco archivio di Valle, conservato nella casa parrocchiale di Campodolcino, mentre lo stesso presidente ha ripercorso le 15 estati trascorse dal poeta Giosuè Carducci a Madesimo. Dopo il pranzo sociale a base di specialità locali all’hotel Andossi, i partecipanti sono stati guidati dal consigliere dott. Paolo Raineri alla visita di alcune testimonianze di architettura popolare, tra cui la seicentesca casa Vanossi, già sede di Kinderheim, la cinquecentesca Baita Barìn e la settecentesca e caratteristica Osteria végia, dove Carducci soleva trascorrere ore serene giocando a carte. Si è quindi passati a Pianazzo per ammirare nella chiesetta di Santa Maria Maddalena una tela del Macolino, restaurata qualche decennio fa a cura dello stesso Centro di studi storici. La tappa conclusiva è stato l’alpeggio di Teggiate, dove è stata aperta la chiesetta settecentesca intitolata alla Madonna della neve, posta in un ambiente unico, anche se poco noto perché discosto dalla strada statale. All’agriturismo La Violetta della famiglia Paggi, un esempio di rispettoso recupero di una tipica costruzione, il Centro ha offerto a tutti i partecipanti un rinfresco con specialità locali, a chiusura verso le 18 di una intensa giornata di cultura e di svago, favorita dal bel tempo e da una temperatura gradevole anche ai 1650 metri di Teggiate, a pochi chilometri dallo Spluga. Per avere ulteriori informazioni sul Centro di studi storici valchiavennaschi si può visitare il sito www.clavenna.it, telefonare allo 034335382 e recarsi direttamente in sede, al primo piano del palazzo Pestalozzi-Luna in via Carlo Pedretti 2 a Chiavenna, aperta il venerdì pomeriggio dalle ore 15.00 alle ore 18.00. ANTICHE RICETTE IN UN LIBRO Da più di una ventina d’anni, un gruppo di mamme, nonne, zie… di Borgonuovo di Piuro si impegna in iniziative varie per sostenere le attività dell’asilo parrocchiale, situato vicino alla chiesa, nei pressi delle cascate dell’Acqua Fraggia. Coperte, “lavoretti” per le varie occasioni e festività, il cui ricavato è destinato ad acquistare giochi e attrezzi per i bambini. Quest’anno il “gruppo di donne”, sempre più affiatato, ha voluto cimentarsi in una nuova interessante attività: riscoprire le ricette di una volta, raccogliendole in un libro, per non perdere le vecchie ricette delle nonne che fanno parte della nostra tradizione. L’idea è stata buona ed accolta con piacere da tutti. Così nel mese di luglio è uscito il ricettario “C’erano una volta… i melonz”. Un libro di 170 pagine, che si presenta con una “bella” veste grafica, arricchito dai disegni dei piccoli allievi della scuola dell’infanzia. Si tratta di 149 ricette per preparare ogni tipo di piatto, che aiutano a riscoprire saperi e sapori della Valchiavenna, con i più svariati menù: dai primi alla polenta, alle carni, ai dolci, alle marmellate, ai liquori. Il ricavato della vendita del libro, che è stato apprezzato in tutta la Valchiavenna, come in passato, servirà per l’acquisto di materiale e sussidi vari per la scuola dei piccoli del paese di Borgonuovo e… se, come si spera, avanzerà qualcosa anche per il rifacimento del tetto della chiesa di Savogno. P A G I N A 30 CRONACA Sondrio&provincia IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 18 SETTEMBRE 2010 SONDRIO PER LA BEATA VERGINE DEL ROSARIO Nuovo portale ttobre 2009 pellegrinaggio Unitalsi a Lourdes, il gruppo di Sondrio alloggia presso l’Hotel Catholiques. Tre grandi tavolate con 70 pellegrini, mi hanno voluto capo tavola perché si socializza meglio. Responsabile del collegamento albergo è un barelliere con 29 viaggi al suo attivo, io non lo conosco ma alcuni lo chiamano Leo anche se all’anagrafe è Betti Leone. Molti gli argomenti che si toccano a tavola, proprio per caso il discorso cade su un eventuale ri- O facimento del portale della mia parrocchia. Una mia parrocchiana mi indica il barelliere Leo, dicendomi che ha fatto il portale in rame per la Santa Casa a Tresivio. Prendo la palla al balzo, chiedo a Leo, “Quanto vuoi per fare il portale della chiesa del rosario a Sondrio?” Un momento di pausa e mi sento rispondere “Lo stesso prezzo di quello in Santa Casa”, poi aggiungo: “Per il rame sono in difficoltà con i fondi”. Si ritorna a casa benedetti da Maria e ricaricati dentro, però la cosa non cade nel vuoto. Il cuore di una dama di assistenza ed infermiera è grande, Antonia Baiardo si accolla la spesa del rame e prontamente i fratelli Della Cagnoletta in breve consegnano a Leo il laminato al prezzo speciale di fabbrica. Preparati i disegni si dà il via ai lavori, è marzo 2010, assistente ai lavori è Maria. Dopo sei mesi di bulino, punzoni e martellamenti, venerdì 3 settembre 2010 l’opera è finita, rendendo così più accogliente la casa di Dio. Grazie volontari e che Dio vi benedica. don SILVERIO RASCHETTI INIZIATIVE A SOSTEGNO DELL’ASSOCIAZIONE BAMBINI IN OSPEDALE ABIO ONLUS Sabato 25 settembre torna l’appuntamento con i volontari dell’Associazione Bambini in Ospedale - Abio Onlus per la sesta giornata nazionale “perAMORE, perABIO”. A Sondrio, in piazza Campello e all’ingresso dell’ospedale, dalle ore 9.00 alle ore 18.00, sarà possibile incontrare i volontari Abio Sondrio, presenti tutto l’anno in ospedale accanto ai bambini, agli adolescenti e ai loro genitori. I volontari racconteranno in cosa consiste la loro attività, promuoveranno la Carta dei Diritti dei Bambini e degli Adolescenti in Ospedale e distribuiranno un cestino di pere a fronte di un’offerta a tutti coloro che vorranno sostenere Abio. L’aiuto di tutti permetterà di realizzare corsi di formazione per introdurre nuovi volontari nei reparti garantendo così una presenza qualificata e costante e portando il sorriso di un volontario accanto ad ogni bambino in ospedale. La Sesta Giornata Nazionale Abio ha ricevuto come sempre il sostegno delle istituzioni: l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, del Ministero della Salute e della Polizia di Stato. Gode inoltre del Patrocinio del Segretariato Sociale Rai. Dal primo gruppo nato a Milano nel 1978, Abio è cresciuta, ora i volontari che, tra i vari impegni di studio, lavoro e famiglia, hanno scelto di dedicare un po’ del loro tempo ai bambini e agli adolescenti che si trovano in ospedale e ai loro genitori, sono 5.000 e sono ben 63 le associazioni Abio presenti in tutta Italia. Abio Sondrio è stata fondata nel 1996 per promuovere l’umanizzazione dell’ospedale. I volontari Abio, in tutto una trentina, si occupano di sostenere e accogliere, presso la Pediatria dell’ospedale di Sondrio, i bambini ricoverati e le loro famiglie, al fine di attenuare i fattori di rischio derivanti dall’ingresso in una struttura ospedaliera. Ci sarebbe bisogno di più persone. Maggiori informazioni si possono avere al 347 0380392 (Abio), al 339 2150267 (Anna Cilli), via mail all’indirizzo [email protected] o visitando il sito www.Abio.org. Il 5 x mille della dichiarazione dei redditi relativo al 2006 e 2007 sono stati destinati da Abio Sondrio alla realizzazione delle “ borsine dell’accoglienza” adeguate all’età, contenenti giochi, libri, pennarelli, album da disegno da donare a tutti i bambini ricoverati in isolamento e all’acquisto di poster, arredi, pannelli colorati per rendere più accogliente la stessa sezione del reparto. «Nel 2010 abbiamo inoltre acquistato, anche grazie ai fondi ricavati dalla raccolta punti di una nota rete di centri commerciali, sedie, tavoli, comodini e poltroncine colorate per le camerette della pediatria, 3 poltrone per l’allattamento in Patologia neonatale e rinnovato l’arredamento dell’isolamento con armadietti, tavoli e sedie – spiegano i volontari Abio – negli anni scorsi abbiamo inoltre donato al reparto pediatrico un saturimetro, allestito una cameretta riservata all’astanteria e completato l’arredamento dell’area di attesa del pronto soccorso pediatrico». In passato Abio Sondrio ha organizzato il convegno “Capirsi Down” ed ha collaborato alla realizzazione del progetto “Ospedale a Colori” promosso dalla Walt Disney e dal Credito Valtellinese. L’associazione ha inoltre aderito al progetto “Nati per leggere” e a numerose iniziative di Spazio Famiglia . Nell’ambito dell’iniziativa “Trenta ore per la Vita” Abio ha organizzato a Sondrio un concerto ed un torneo di burraco che hanno visto la partecipazione di numerosi cittadini. «Desideriamo ringraziare tutti coloro che sostenendo Abio Sondrio ci hanno permesso di realizzare questi progetti, il Comune di Sondrio, l’Azienda Ospedaliera della Valtellina e Valchiavenna per la preziosa collaborazione, la Banca d’Italia, il Credito Valtellinese, la Bieffe Medital». CRONACA Sondrio&provincia IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 18 SETTEMBRE 2010 P A G I N A 31 SONDRIO L’INGRESSO DEL NUOVO ARCIPRETE DON MARCO ZUBIANI La comunità pastorale della città D opo l’annuncio, il giorno di Pasqua, della nascita della nuova comunità pastorale della città di Sondrio, sabato ha fatto il suo ingresso l’arciprete don Marco Zubiani. Ora spetterà a tutti i cristiani, guidati dai sacerdoti, riuscire a creare l’unità e ad attuare un nuovo stile pastorale. Non è facile. Lo ha detto anche don Marco lo scorso sabato: «L’impegno è grosso – sono state le sue parole al termine della celebrazione eucaristica in Collegiata –, ma lo affronto con serenità». Con sguardo positivo e sereno, il nuovo arciprete ha invitato anche ad affrontare le novità. «Ci saranno alcuni cambiamenti necessari – ha spiegato –: affrontiamoli con serenità. Lo scopo non è rinnegare il passato, ma camminare insieme con uno stile di comunione». E sullo stile che don Marco intende adottare – assieme ai nuovi vicari, don Claudio Monti e don Stefano Arcara, ma anche a don Ferruccio Citterio e ai parroci emeriti, monsignor Valerio Modenesi e don Silverio Raschetti – è stato chiaro durante l’omelia. Dopo aver commentato le letture proposte dalla liturgia, il nuovo arciprete ha ricordato il versetto biblico in cui si dice che «Dio guidò il suo popolo per mano di Mosé e di Aronne». «Voi, parlo a nome anche degli altri sacerdoti – ha affermato don Marco –, non siete il nostro popolo, i nostri fedeli. Siete popolo di Dio, popolo regale e stirpe sacerdotale che Dio si è acquistato. A noi preti viene chiesto un profondo atto di fede. Ci accostiamo a voi con tremore perché siete per noi la presenza di Dio». Poi un invito forte a non lasciare spazio ai rimpianti del passato. «Mosè e Aronne – ha proseguito don Marco – sono oggi il papa e il vescovo. Poi, con responsabilità diverse, noi sacerdoti in cui il Signore vi chiede di riconoscere la sua mano che vi guida. Lo stesso Signore ci chiede dolcezza, carità, ma anche fermezza. Dobbiamo tenere il timone perché barca della Chiesa, sospinta dal vento dello Spirito, non vada ad infrangersi sugli scogli». Ricordando poi l’affetto trovato nei parrocchiani di Livigno, che don Marco ha lasciato lo scorso mese di agosto dopo undici anni di ministero, il nuovo arciprete ha invitato tutti a darsi da fare perché la parrocchia possa diventare il luogo della comunione. «Un luogo – ha aggiunto – dove ci si guarda con affetto e dove c’è stima per le persone con cui collaboriamo. Foto Gianatti - Sondrio Sarebbe bello che chi ci guarda potesse dire, sulla scia delle prime comunità cristiane: guarda come si amano!». IL SALUTO DEL SINDACO E DEI CONSIGLI PASTORALI Prima dei significativi riti della presa di possesso, il nuovo arciprete è stato accolto dai sondriesi, dai sacerdoti e dalle autorità davanti a Palazzo Pretorio. Il sindaco, Alcide Molteni, ha rivolto a don Marco il saluto a nome della società civile. «La vicinanza dei nostri palazzi – ha affermato il sindaco – ci permetterà di collaborare. Siamo chiamati a dare assieme risposte ai bisogni di tanti. Sarà occasione per crescere assieme. Questo infatti è possibile nel momento in cui ciascuno di noi contribuisce alla crescita dell’altro». Descrivendo poi la città, il sindaco ha parlato di Sondrio come di una comunità vivace. «Ci sono tanti uomini e donne che lavorano ogni giorno perché la comunità sappia accogliere – ha aggiunto –. Perché quando si sa accogliere siamo già a metà della soluzione dei problemi». Strappando un applauso ad ogni saluto, il sindaco si è rivolto anche ai due parroci emeriti e ai due nuovi vicari. «Il rapporto tra la città laica e quella religiosa – ha affermato – è ottimo. Abbiamo tutti una necessità, che è quella di far crescere i valori etici e civici che sono i fondamenti della città». Quindi Gianluca Venturini, a nome dei consigli parrocchiali delle due comunità, ha assicurato al nuovo arciprete la vicinanza di tutti nella preghiera. «Il nostro vescovo Diego – ha detto Venturini – ha delineato un cambiamento notevole. Il compito che attende don Marco non è facile, ma potrà contare su molte persone, sulle associazioni e sui movimenti, cogliendo con rinnovato slancio missionario le sfide che questa nostra società disorientata Con l’arrivo dei tre sacerdoti prende forma, a Sondrio, il progetto che prevede la nascita di un rinnovato stile di pastorale per le parrocchie della città di ALBERTO GIANOLI ci pone davanti». La presenza della associazioni, dei movimenti e dei quattro centri pastorali si è vista anche nel corso della celebrazione. Dai diversi ambienti della vita cristiana della città sono intervenuti i lettori, ma anche alcuni rappresentanti che allo scambio della pace si sono accostati a don Marco. La collaborazione delle diverse realtà ha permesso anche di allestire un grande rinfresco che ha ristorato gli amici del nuovo arciprete giunti da Livigno e dagli altri paesi in cui ha svolto in passato il suo ministero. PARROCCHIA DEL ROSARIO Domenica poi don Marco ha presieduto la Messa solenne delle ore 10.00 nella chiesa parrocchiale della Beata Vergine del Rosario, incontrando anche i fedeli del quartiere di viale Milano, cui aveva già riservato un pensiero al termine della celebrazione di sabato. «Anche se risiederò in Collegiata – ha detto don Marco –, voi non siete parrocchiani di serie B». «La parrocchia del Rosario – ha poi ribadito domenica – non è destinata a sparire. Giovanni Paolo II diceva che l’Europa respira con due polmoni: quello della Chiesa d’oriente e quello della Chiesa d’occidente. Che sia così anche per la nostra città. La parrocchia del Rosario è uno dei due polmoni che respirano pienamente». E il tono del respiro don Marco, dopo averlo già affermato sabato, l’ha ripetuto anche dell’omelia di domenica. «Chiediamo al Signore – ha detto – che nelle nostre comunità ci sia sempre la capacità di riconoscere che siamo peccatori perdonati dal Signore. Riconosciamo nell’altro un fratello da amare». Prima dell’incontro con la comunità del Rosario, don Marco aveva già incontrato, nella serata di sabato, quella salesiana di San Rocco, assistendo alla replica a lui dedicata del musical “Cose di cuore”. I ragazzi dell’oratorio hanno rimaneggiato la sceneggiatura già presentata prima dell’estate ed hanno offerto poco più di un’ora di vero spettacolo, raccontando di un don Bosco impegnato nei tempi moderni e offrendo spunti interessanti circa l’impegno dei sacerdoti coi giovani. Al termine dello spettacolo, invitato dal nuovo direttore dei salesiani, don Luca Fossati, don Marco ha rivolto a tutti un saluto ed ha ringraziato i giovani per le fatiche del loro lavoro. L’INGRESSO DI DON CLAUDIO Il primo atto per l’attuazione del progetto di unificazione pastorale delle parrocchie della città è stato compiuto la domenica precedente l’ingresso dell’arciprete, con l’inizio del ministero a Sondrio di don Claudio Monti e don Stefano Arcara. Il primo, che risiederà nella comunità del Rosario, si è presentato alla comunità con semplicità, raccontando la sua trepidazione e le sue paure nell’assumere il nuovo incarico. Soprattutto don Claudio Monti ha però cercato di trasmettere ai fedeli la sua grande fede nel Signore crocifisso e risorto. La stessa fede che, nel corso dell’omelia ha chiesto per l’intera comunità. «Che la misura della nostra vita – ha detto don Claudio – sia il Signore crocifisso, nell’ascolto della sua Parola e nell’incontro con Lui nell’Eucaristia e nei sacramenti». All’inizio della celebrazione, monsignor Valerio Modenesi ha presentato don Claudio alla comunità. «Questa chiesa affollata – ha detto don Valerio – dice la gioia di accoglierti. Non sei il parroco di Sondrio, ma il primo dei nuovi preti ad arrivare e qui vogliamo metterti sotto lo sguardo materno della Madonna, perché ti accompagni passo passo». Poi il sacerdote non ha mancato di rinnovare l’invito ad accogliere positivamente i cambiamenti voluti dal vescovo per le comunità religiose della città. «Questi eventi che si susseguono sono da prendersi come novità di Dio». Dei cambiamenti in atto ha parlato anche don Claudio durante l’omelia. «Tante volte negli ultimi giorni ci è stato chiesto dalla gente che intenzioni abbiamo. La cosa importante per tutti è ricordarsi che la misura della vita cristiana è la croce, unico riferimento della nostra vita. Non tanto i programmi o le attività che pure sono importanti». L’INGRESSO DI DON STEFANO Don Stefano Arcara è arrivato alla chiesa del Sacro Cuore accolto da festoni, striscioni e calorosi applausi, ma soprattutto trainato da una decina di bambini a bordo di un carretto. Al di là dei segni esterni, don Stefano ha mostrato subito di avere le idee chiare su quello che dovrà essere il suo ruolo: «Grazie dell’accoglienza e del carretto – ha affermato – ma non sono le feste quelle che contano. Da domani inizia infatti il lavoro vero: io mi impegno a servirvi con tutte le mie forze, voi impegnatevi ad accogliermi. Ci mettiamo nelle mani di Dio per riuscire a creare tra di noi quelle relazioni che poi sono ciò che conta veramente». A dare il benvenuto al nuovo sacerdote dell’oratorio Sacro Cuore anche monsignor Valerio Modenesi: «Questa chiesa gremita – ha spiegato l’arciprete emerito – dice la gioia di accoglierti. La settimana prossima il nuovo arciprete arriverà a piedi, noi non gli diremo che tu sei arrivato sulla “Papa mobile”. A parte le battute, qui ci sono anche i ragazzi e i fedeli chiavennaschi, che ti lasciano a malincuore e proprio questo malincuore è per te un bel biglietto da visita». «Mi affido nelle mani del Signore – ha detto don Stefano durante l’omelia –, il quale ogni giorno ci dice di mettere un po’ da parte noi stessi e di mettere Lui al primo posto, cioè di essere capaci di perdonare, di essere giusti e di accogliere il prossimo. Nella mia esperienza a Chiavenna ho imparato che ogni ragazzo ha dentro di sé qualcosa di buono e l’oratorio serve proprio ad aiutare ogni ragazzo, ogni persona, a scoprire chi è davvero e a tirare fuori i grandi doni che il Signore gli ha fatto. Proprio per questo prendo in prestito una parola di don Lorenzo Milani che sulla lavagna scrisse ai suoi ragazzi “I care”, cioè “Io mi interesso”: vorrei proprio che tutti ci interessassimo gli uni agli altri, visto che nella società di oggi spesso domina il disinteresse. E tiratemi le orecchie se qualche volta io non mi interesserò a voi». P A G I N A 32 CRONACA Sondrio&provincia IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 18 SETTEMBRE 2010 CHIESA VALMALENCO GRANDE PARTECIPAZIONE ALLA CELEBRAZIONE DI SABATO 11 SETTEMBRE Accolta la reliquia del beato don Carlo Gnocchi G iorno di grande festa per l’intera Valmalenco e per tutti gli alpini quella dell’11 settembre 2010 in occasione della consegna di una reliquia del beato don Carlo Gnocchi. Il giorno di festa però è stato preceduto da altri avvenimenti che hanno coinvolto la Valmalenco e il Beato. Ancor oggi in Valle si racconta che tra i diversi alpini che hanno soccorso don Gnocchi nella tragica ritirata di Russia, c’è stato Pasquale Cabello classe 1911. Stando a questa testimonianza pubblicata nel volume “Una guerra tanti destini” di Luigi De Bernardi (pag. 112-116), don Gnocchi alla fine della guerra è venuto in Valmalenco per incontrare il “malencone” ma i due non si sono più incontrati perché Pasquale era a caccia di camosci verso il passo del Muretto. Altro momento è stata la presenza di una folta delegazione malenca nel novembre 2009 a Inverigo in occasione della posa di un cippo di serpentino (la tipica pietra della Valmalenco) in onore di don Gnocchi appena proclamato beato. Infine durante il Grest 2010, bambini e ragazzi di Chiesa Valmalenco, Caspoggio, Lanzada con i rispettivi parroci e gli animatori si sono recati a Milano presso il Centro “ Santa Maria Nascente” per sostare in preghiera davanti all’urna del beato, conoscere la sua figura attraverso diversi filmati, incontrare le persone che continuano l’opera di don Gnocchi a servizio degli ammalati e dei bisognosi. In questa occasione, è stata avanzata di nuovo la richiesta di avere a Chiesa in Valmalenco, presso il santuario della Madonna degli Alpini (unico in Valtellina), la reliquia dell’alpino don Carlo Gnocchi; la domanda è stata accolta. Sabato 11 settembre, portata da Danilo Carena, generoso e sempre disponibile dirigente della associazione don Gnocchi, la reliquia custodita in un cofanetto è stata collocata sull’altare della vecchia chiesa parrocchiale dei Santi Giacomo e Filippo. Tale reliquia (un frammento osseo di un piede) è una delle 55 preparate in occasione della beatificazione per essere donate 30 alle case di don Gnocchi sparse nel mondo intero, le rimanenti a parrocchie/comunità particolarmente meritevoli. A vegliare la reliquia (una statuetta in bronzo con inserita alla base la teca munita di timbro e di documento di autenticazione scritto in latino e firmato dal postulatore della causa di beatificazione), sono stati gli alpini e un gruppo di donne che si sono alterati nella preghiera. Dalle ore 16.30 in poi sulla piazza antistante la vecchia parrocchiale sono arrivate le autorità e le diverse delegazioni di alpini della Valtellina con rappresentanze anche fuori della provincia di Sondrio. Numerosissimi anche i semplici fedeli. Alle ore 17.00 monsignor Angelo Bazzari, presidente della Fondazione don Gnocchi, ha guidato una preghiera di intercessione mentre il Coro femminile “ Armonie in voce” diretto da Daria Chiecchi eseguiva “l’Alleluia” di Handel e “l’Ave Maria” di Schubert con testo latino. È poi iniziata la sfilata organizzata dal capogruppo della sezione A.N.A. di Sondrio Ettore Leali, secondo un rigido protocollo, verso il santuario Madonna degli Alpini. Apriva il corteo l’antica croce d’argento; seguivano i gonfaloni dei Comuni della Valmalenco; i vessilli della sezione di Sondrio, Tirano, Colico;i gagliardetti delle diverse delegazioni (circa 35); i sacerdoti con i chierichetti; le autorità; gli alpini; la gente comune. I reduci più anziani della Russia sono stati accompagnati su una jeep. Davanti al monumento ai caduti si è sostati per deporre una corona d’alloro mentre la Fanfara Alpina di Rogolo suonava il canto patriottico “Il Piave mormorava”. Una seconda sosta è stata presso il monu- mento all’alpino d’Italia con deposizione di una composizione floreale e l’alzabandiera mentre il Coro del Club Alpino Valmalenco diretto da Carlo Pegorari eseguiva lo struggente canto “Stelutis Alpinis”. È poi iniziata la celebrazione della Santa Messa presieduta dal parroco-rettore del santuario don Alfonso Rossi e avendo come concelebranti monsignor Angelo Bazzari, l’alpino don Graziano Colombo, monsignor Giuseppe Longhi- ni nativo di Chiesa e nominato prevosto di Livigno. I canti a cappella sono stati eseguiti dal Coro Cai mentre i canti dell’assemblea sono stati accompagnati all’organo da Mauro Nana con le parti da solista affidati a Laura Sem. All’arrivo all’altare la reliquia è stata consegnata al capogruppo di Chiesa Valmalenco Ilario Pedrolini e a Ettore Leali; questi l’hanno poi passata a don Alfonso che la collocava su un tronetto posto ai piedi dell’altare mentre dal vasto santuario si innalzava un fragoroso applauso. È quindi seguita da parte del parroco la lettura del saluto inviato dal nostro vescovo Diego Coletti che ricordava l’incontro avuto con gli abitanti della Valmalenco durante il mese d’agosto e augurava “una grande riconoscenza al Signore per la fede trasmessaci dai nostri padri e per la testimonianza di quanti si hanno preceduto lottando per la libertà non solo dai nemici ma anche da tutte le sofferenze fisiche e morali che possono indurre a dipendenza”. L’omelia è stata tenuta da monsignor Bazzari che ha ricordato la figura e l’opera di don Gnoc- LA GIORNATA DEL CICLAMINO CONTRO LA SCLERODERMIA Sabato 25 settembre torna, anche in provincia di Sondrio, la “Giornata del Ciclamino” per combattere la sclerodermia e aiutare a far fiorire l’informazione e la ricerca. I volontari del Gils (Gruppo Italiano per la Lotta alla Sclerodermia) vi aspettano a Morbegno in piazza Sant’Antonio dalle ore 8.00 alle ore 19.00 per offrirvi il loro fiore, il ciclamino, che resiste al freddo così come gli ammalati di sclerodermia che soffrono del Fenomeno di Raynaud, cioè del tipico cambiamento di colore delle mani quando sono esposte al freddo. Dalle ore 15.00 in avanti sarà inoltre presente per informazioni e consulti la reumatologa Antonella Musio, operativa presso gli ospedali di Morbegno e Chiavenna. I volontari vi consegneranno un fiore in cambio di un’offerta e saranno a disposizione per informare e sensibilizzare su questa malattia ancora poco conosciuta, rara, ma non rarissima, com’è vero che le diagnosi in provincia di Sondrio continuano purtroppo ad aumentare. I contributi raccolti serviranno a sostenere la ricerca scientifica, indispensabile per studiare le varie sfaccettature di questa patologia cronica evolutiva autoimmune che colpisce soprattutto le donne, e le sue cause scatenanti. I volontari ricordano anche come sia possibile effettuare una prima diagnosi anche a Sondrio, presso l’ospedale del capoluogo, grazie ad un apparecchio apposito, il capillaroscopio, donato dall’associazione Alomar all’Azienda ospedaliera di Valtellina e Valchiavenna. Per saperne di più si può visitare il sito www.sclerodermia.net o telefonare al numero verde 800 080266. La referente della provincia di Sondrio, Lina, si può contattare al 333-4380219 o allo 0342-515465. chi. Alla processione offertoriale è stato presentato il calice bello del santuario che raffigura un alpino che abbraccia la croce, un cesto di prodotti tipici della Valtellina, un’offerta per la fondazione don Gnocchi. Squilli di tromba hanno accompagnato i momenti più significativi della celebrazione. Dopo la comunione, mentre il Coro Cai eseguiva come sottofondo “Signore delle cime” l’alpino Piero Schenatti leggeva la preghiera dell’alpino; seguiva l’incensazione alla Madonna degli Alpini del maestoso mosaico del presbiterio. Prendevano quindi la parola Ilario Pedrolini, il sindaco di Chiesa Valmalenco Miriam Longhini, il sindaco di Inverigo Alberto Bartesaghi che è anche consigliere della Provincia di Como. Le autorità della Provincia di Sondrio erano assenti per la concomitante entrata in parrocchia dell’arciprete della città capoluogo. Significative e apprezzate le parole degli intervenuti. Il sindaco di Inverigo ha poi donato al parroco una bella raffigurazione di don Gnocchi scolpita nel legno ma con rivestimento di bronzo ossidato. Su proposta del sindaco di Chiesa si è osservato un minuto di silenzio a ricordo dell’attentato dell’11 settembre 2001 a New York. Al termine della Santa Messa è stato eseguito il canto “Madonna degli Alpini” composto per l’occasione con parole dell’artista malenco Silvio Gaggi. Uscendo da chiesa il materiale riguardante la figura di don Gnocchi è andato a ruba. La grande festa si è conclusa al palazzetto dello sport con il rancio comunitario a cui hanno partecipato circa 350 persone. Durante la serata si sono esibiti in canti e giochi acrobatici i ragazzi rumeni della associazione “Parada” che raccoglie i ragazzi di strada, accompagnati da don Graziano. Non soltanto una presenza fisica di don Gnocchi era quindi presente a Chiesa in Valmalenco ma anche l’imitazione del suo esempio di totale fede in Dio e di generoso servizio al prossimo bisognoso. Si sta ora progettando dove collocare la reliquia in santuario e di realizzare un statua di don Gnocchi da porre accanto al monumento all’alpino d’Italia. Idee, proposte. e anche generosi benefattori al riguardo non mancano. don ALFONSO ROSSI CRONACA Sondrio&provincia IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 18 SETTEMBRE 2010 8 SETTEMBRE LA PATRONALE SANTA MARIA NASCENTE blea. All’inizio della celebrazione monsignor Galli ha benedetto il nuovo stendardo che il comitato promotore della festa patronale ha voluto acquistare e che, causa il maltempo, non ha potuto sfilare per le stra- de del paese. Al termine della messa la festa patronale è proseguita con la serata a Plaza Placheda dove il Comitato ha allestito, come da tradizione, un ricco buffet con i piatti tipici della cucina livignasca di un tem- po tra cui sfrigol, mosa, menesctra da lecc, saron, solo per ricordarne alcuni. Presso il polifunzionale era inoltre allestita un’ interessante esposizione di quadri delle grazie ricevute reperiti nelle varie chiese di Livigno. La serata è stata animata anche dai ragazzi dell’Azione cattolica di Livigno che hanno organizzato un concorso a premi con il quale hanno raccolto un sostanzioso contributo per sostenere il progetto di ristrutturazione della casa Santa Elisabetta di Caspoggio, la struttura che dagli anni Novanta ospita molte attività dell’Azione cattolica diocesana: campi scuola, incontri di formazione, Consigli Diocesani. La casa è stata d’aiuto ad altre presenze significative della diocesi ospitando la Caritas, il Mato Grosso, il Seminario, gli Scout ed alcuni gruppi parrocchiali, ma ora necessita di significativi interventi di ristrutturazione e ammodernamento per rendere migliore la qualità dell’accoglienza e la sicurezza degli utenti. Q.B. SONDRIO-POSCHIAVO ACCORDO NEL SETTORE DEL LEGNO Centro tecnologico e formativo stato presentato mercoledì 8 settembre a Sondrio, l’accordo di collaborazione tra la Provincia di Sondrio e la Regione Poschiavo per il progetto di creazione di un centro tecnologico e formativo di eccellenza nel settore del design, della lavorazione del legno e dei materiali innovativi. Alla firma dell’accordo hanno preso parte molte autorità dei due Paesi, tra cui il presidente della Provincia Massimo Sertori, i rappresentati delle varie categorie profes- È sionali e le due banche territoriali, oltre ai delegati della Valposchiavo con il presidente Alessandro Della Vedova e l’assessore regionale Giulio De Capitani. I partner dell’iniziativa sono la regione Valposchiavo, il Cantone dei Grigioni, la Scuola tecnica Superiore svizzera, il gruppo Scm leader nel settore delle macchine per la lavorazione del legno, Politec che ha fatto da collante tra i vari attori istituzionali e non, e Assoform Rimini per il supporto alla costruzione dei programmi for- mativi. L’idea è quella di dare vita ad un centro di eccellenza in cui formare i giovani dei due Paesi, puntando ad una situazione di semi-autonomia finanziaria. Il “polo tecnologico formativo di eccellenza per il design nella lavorazione del legno e dei materiali innovativi” dovrebbe sorgere in Val Poschiavo. Il centro tecnologico ha già ottenuto il sostegno del Governo retico, che a fine agosto ha stanziato un credito di quattro milioni di franchi, un milione a fondo perso e tre milioni sotto forma di LE SFIDE DEL NUOVO ANNO PASTORALE Momento di riflessione per analizzare i traguardi raggiunti e le nuove sfide da intraprendere. Questo in sintesi il senso della riunione della commissione parrocchiale per l’apertura del nuovo anno, tenutasi giorni scorsi nella parrocchia di Tirano. Il tema principale su cui si insisterà, spiega il parroco, don Remo Orsini: «è educare tenendo come riferimento le indicazioni date dai vescovi». Un tema complesso e di primaria importanza. Certamente non facile in nessuna parrocchia. «C’è tanto da lavorare – continua il parroco – soprattutto perché non è un argomento che va avanti da solo. Per affrontarlo richiede molta attenzione ai fatti che accadono, esempio alla politica, alla società che cambia, alle nuove esigenze che si avvertono». L’educazione necessita di continue attenzioni e durante questo anno i fedeli saranno stimolati in modo particolare a perseguirla. «Dimostra che sia un tema sempre da richiamare il fatto che ci si basi sulla traccia del cardinale Martini del 1987; in attesa delle nuove indicazioni dei vescovi». L’educazione in parrocchia avviene in vari modi e continuamente durante l’intero anno. «Grest e altre attività rappresentano un discorso non interrotto. Bisogna solo fare il punto della situazione per riprendere il discorso». Un primo appuntamento è stato quello di mercoledì, dedicato alla presentazione di Chiara Luce, che sarà beatificata a fine settembre. Presso l’oratorio è stata presentata la vita e la figura della giovane morta a soli 18 anni. R.W.N. 33 COME NASCONO I CODICI MEDIEVALI Livigno in festa M ercoledì 8 settembre la comunità cristiana di Livigno, dopo aver salutato il parroco don Marco Zubiani ed in attesa di domenica 3 ottobre quando accoglierà il nuovo pastore monsignor Giuseppe Longhini, ha celebrato la festa di Santa Maria Nascente, patrona della parrocchia, nonostante il maltempo che ha imposto delle modifiche al tradizionale programma della giornata. Per le condizioni avverse del tempo, infatti, sono state annullate sia la passeggiata delle mamme con i piccoli nei passeggini che dalla piazza del Comune avrebbe dovuto raggiungere l’oratorio a San Rocco sia la processione che dalla centrale chiesa di Sant’Antonio doveva introdurre la popolazione nella chiesa parrocchiale presso la quale, come da programma, il vicario episcopale territoriale monsignor Battista Galli ha presieduto la messa solenne concelebrata con altri otto sacerdoti e partecipata da una numerosa e devota assem- P A G I N A prestito. Al termine dalla giornata, è stato siglato ufficialmente l’accorso di collaborazione transfrontaliera tra la Regione Valposchiavo e la Provincia di Sondrio, che dovrebbe diventare effettiva già a partire dal prossimo anno. Come nasceva un codice medievale? Chi lo costruiva? Di quali materiali ci si serviva per la confezione e la scrittura? Queste e altre domande troveranno risposta sabato 25 settembre. L’Archivio di Stato di Sondrio e la Soprintendenza Archivistica per la Lombardia, in collaborazione con l’Associazione culturale “Ad Fontes”, organizzano per quella data l’incontro dedicato alle scuole dal titolo “La storia e l’anima di un codice medievale”. Si tratta di un laboratorio multimediale, guidato dalla dott.ssa Rita Pezzola, la quale presenterà le fasi salienti della fabbricazione di un codice medievale a partire dall’iconografia coeva (in particolare miniature). Oggetto di particolare considerazione saranno alcuni codici della nostra Diocesi e alcuni frammenti di antichi libri conservati all’Archivio di Stato di Sondrio. L’illustrazione degli aspetti più tecnici (materiali, operatori, confezione, scrittura…) sarà accompagnata da esemplificazioni in grado di restituire voce ad alcune delle parti esaminate e dalla riscoperta di contenuti di spessore umano e spirituale che rendono i codici ancora vivi oltre lo scorrere del tempo. A tale scopo saranno eseguite (in canto gregoriano) alcune melodie e verranno evidenziati visivamente, in modo semplice, dei tratti fondamentali della paleografia musicale. L’incontro si inserisce nella cornice delle Giornate Europee del Patrimonio 2010: Italia tesoro d’Europa. Questo appuntamento annuale fu ideato nel 1991 dal Consiglio d’Europa, con l’intento di potenziare e favorire il dia-logo e lo scambio in ambito culturale tra i Paesi europei. L’appuntamento, per le classi delle scuo- le secondarie che desidereranno aderire alla singolare iniziativa, è sabato 25 settembre dalle ore 10.30 alle ore 12.30, a Sondrio, presso l’Archivio di Stato, in via Dante Perego. Per informazioni e per la prenotazione obbligatoria chiamare allo 0342-514551. L’ASSOCIAZIONE VOLONTARI OSPEDALIERI DI SONDALO CERCA NUOVI ADERENTI L’Associazione Siro Mauro per le cure palliative in provincia di Sondrio e l’Associazione Volontari ospedalieri Sondalo (Avo) cercano volontari che abbiano voglia di impegnare un po’ del loro tempo a fianco di malati e loro familiari presso l’ospedale di Sondalo, in particolare nei reparti di Day hospital oncologico, Unità spinale e recupero rieducazione funzionale e nel Reparto di cure palliative. L’inserimento nei reparti avverrà dopo un percorso di formazione in programma nei mesi di ottobre e novembre presso l’ospedale di Sondalo. Chi fosse interessato può telefonare per richiedere maggiori informazioni o inviare la sua iscrizione entro il 30 settembre. Seguirà un colloquio informativo con le tutor della formazione. È richiesta la maggiore età. L’iniziativa è promossa in collaborazione con il Centro Servizi per il Volontariato Lavops. DALL’ACI L’AIUTO AI NON AUTOSUFFICIENTI L’Ufficio Provinciale di Sondrio dell’Aci - Automobile Club Italia comunica che nel mese di settembre attiverà un Servizio a domicilio riservato alle persone diversamente abili o in difficoltà che hanno necessità di svolgere delle pratiche auto quali il trasferimento di proprietà, l’accettazione di eredità, la perdita di possesso con il rilascio del certificato cronologico del veicolo, il duplicato del certificato di proprietà, la radiazione per esportazioni. L’iniziativa oltre ad essere innovativa facilita il dialogo tra il cittadino e la pubblica amministrazione rendendo più agevole l’accesso ai servizi pubblici da parte di cittadini in particolari condizioni di disagio. Ne potranno usufruire, presentando idonea documentazione, le persone affette da patologie che impediscano o rendano difficoltoso lo spostamento dal proprio domicilio; persone ricoverate presso case di cura o ospedali per lunga degenza o per periodi superiori a 30 giorni. Inoltre il servizio è esteso anche a ospiti di comunità terapeutiche o di istituti di riabilitazione. Il servizio non comporterà costi aggiuntivi per i soggetti destinatari: le uniche spese sono quelle relative ai costi di espletamento delle formalità così come previsto dalla norma vigente. Chi volesse usufruire dell’opportunità dovrà contattare l’Ufficio Relazioni con il Pubblico al numero 0342-223515 dal lunedì al venerdì dalle ore 13.30 alle ore 14.30. L’Ufficio effettuerà una preventiva istruttoria della pratica cui farà seguito la visita al domicilio indicato dal cliente da parte dei funzionari muniti di apposito tesserino di riconoscimento ai fini della definizione della pratica. LAVORI ALLA MEDIA SASSI DI SONDRIO Nel mese di agosto sono completati i lavori di messa a norma della scuola Media Sassi iniziati nel gennaio di quest’anno dopo il trasferimento temporaneo degli alunni alla Scuola Media Torelli. «La realizzazione di questi lavori, a cui si aggiungono quelli in corso sulla scuola elementare di via Cesare Battisti e sull’Auditorium della scuola media Torelli, per un costo totale complessivo di 1 milione e 600mila euro, sono la dimostrazione di come l’amministrazione comunale guardi con attenzione alla messa a norma ed in sicurezza degli immobili scolastici comunali, impegnando risorse economiche rilevanti” spiega l’assessore ai Lavori pubblici, Michele Iannotti. L’importo totale del progetto ammonta a 260mila euro, finanziati per un terzo dal Comune, un terzo dallo Stato e un terzo dalla Regione Lombardia. MASSMEDIA P A G I N A 34 IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 18 SETTEMBRE 2010 AIART TRA NOTIZIE DIMENTICATE E UNA POLITICA “ECCESSIVA” I DATI DELLA RICERCA Uno sguardo “critico” ai TG C irca il monitoraggio di telegiornali di prima serata (Rai 1, Rai 3, Canale 5, La 7), promosso dall’AIART di Como il 12, 13 e 15 aprile 2010, abbiamo già presentato ad inizio estate una relazione statistica. Presentiamo ora alcune considerazioni di merito, con l’aiuto delle risposte contenute nel centinaio di schede consegnate. Non seguiamo le domande ad una ad una, ma esponiamo alcune riflessioni ed osservazioni, che ci sembrano interessanti. I sommari iniziali, certamente utili, dovrebbero indicare in sequenza le notizie principali, ma non sempre è così. Talvolta inseriscono anche argomenti futili di scarsa importanza, e talvolta non corrispondono all’ordine con cui sono presentati poi i vari servizi. - La politica interna ha uno spazio ampio, e perfino, secondo alcuni, eccessivo. Qualche servizio è apparso “di parte”, ma sono in maggioranza i servizi valutati sostanzialmente equilibrati. Si è però notato qualche eccesso di insistenza sul singolo personaggio politico più che sull’argomento. Inoltre più d’uno ha aggiunto l’osservazione che altre volte, sulle stesse reti, in modo più marcato i servizi appaiono, apertamente, o sottilmente, schierati dal punto di vista politico. - I problemi del Terzo Mondo sono quasi ignorati, mentre dovrebbe esserci un’attenzione costante. In un mondo ormai “globalizzato” i problemi degli altri sono anche problemi nostri, oltre al fatto che non è giusto passare sotto silenzio un certo stridore tra ricchezza e povertà. E’ stato invece osservato che solo quando avvengono fatti tragici o catastrofi eccezionali, compaiono in primo piano le immagini e le notizie dei Paesi sottosviluppati. - Un telegiornale nazionale - è l’opinione corrente - non deve abbassarsi ad indulgere a fatterelli soltanto curiosi, o a notizie morbose, o al pettegolezzo. Nei tre giorni presi in esame non si sono registrate cadute clamorose di stile su questo piano, ma non sono mancati servizi poco opportuni, fin troppo “leggeri”, e talvolta con improvviso passaggio ad argomenti seri o anche FILM IN USCITA “La solitudine dei numeri primi” La solitudine dei numeri primi, tratto dal romanzo di Paolo Giordano per la regia di Saverio Costanzo, è un opera impegnativa, ma non pesante (come gli altri film di Costanzo) perché lavora sui sentimenti e sulle dimensioni profonde dell’essere. Costanzo ha saputo riscrivere il romanzo col linguaggio del cinema dando al suo film una vita propria rispetto al romanzo. Chi non ha letto il libro sarà avvantaggiato perché non sarà spinto a fare confronti e potrà lasciarsi portare dalla narrazione. Il film narra la storia di due ragazzi poi adolescenti e infine adulti, ognuno con un segreto che nella vita li ha emarginati dal resto del mondo ma li ha fatti incontrare come dei numeri primi vicini ma unici e mai uniti. “Costanzo ricostruisce la sofferenza del vivere di Alice e Mattia, i protagonisti, quasi fosse il puzzle che quest’ultimo portò alla festa di compleanno di un compagno di classe che costituì l’atroce punto di non ritorno della sua vita. I pezzi di un puzzle si combinano per associazioni che ogni appassionato al gioco individua in modo diverso e finiscono con il determinare solo alla fine una struttura che origina dal caos di una miriade di pezzi. Così come le vite dei due protagonisti. Così come le vite di molti. Numeri primi divisibili solo per uno e per sé stessi in disperata e talvolta contraddittoria ricerca di una possibilità diversa.” (Giancarlo Zappoli) Consigliato a chi ama il cinema che fa pensare oltre che emozionare. In programmazione al cinema Astra di Como dolorosi. - Il fatto che siano risultati pochi i servizi giudicati diseducativi, e pochissime le immagini giudicate crude, per la violenza, o sconvenienti, con riferimento al sesso o alla volgarità, non ci può né rallegrare né rassicurare, perchè quelle poche brecce e quei pochi spiragli aperti ci indicano che di fatto - tutti qualche volta l’abbiamo constatato – perfino il telegiornale non è immune da insidie, che riguardano i minori, ma anche gli adulti e gli anziani. - Più della metà delle persone - questo dato può essere confortante - hanno segnalato almeno un servizio fatto veramente Riprendiamo alcuni numeri della ricerca pubblicati su “Il Settimanale” dello scorso 10 luglio. bene. Ben 16 (in due giorni) le segnalazioni sulla tragedia del treno travolto in Val Venosta, e addirittura 12 (in un giorno solo) quelle sulla morte di Raimondo Vianello. Questi giudizi si suddividono fra le quattro reti prese in considerazione. Meritano di essere citate anche le quattro segnalazioni di un servizio sui marmi delle Alpi Apuane, e le tre sull’inquinamento e successiva bonifica del fiume Lambro, riferite in entrambi i casi a Rai1. - A proposito di Raimondo Vianello, va precisato che all’apprezzamento dei servizi per sé stessi, legato anche alle immagini gradevoli di episodi della sua carriera, si accompagna qualche riserva a causa di una certa enfasi: due dei quattro telegiornali del 15 aprile hanno dato la notizia come prima in assoluto, ed inoltre la durata di qualche servizio è stata giudicata davvero eccessiva. - Concludiamo con due osservazioni espresse, che dovremmo tenere presenti per dare una valutazione serena sui telegiornali: a) I titoli, sia del sommario sia dei singoli servizi, talvolta tendono già ad essere un giudizio; questo ci richiama al dovere di acquisire una mentalità il più possibile critica. b) Certe notizie talvolta sono presentate come importantissime o come gravissime, ma il giorno dopo sono già scom- Spazio riservato alla politica italiana. Sulla quantità dello spazio, il 67 % lo giudica giusto, il 12 % carente, il 13 % eccessivo, e l’8 % non si pronuncia. Sulla qualità del servizio invece, il 54 % lo giudica equilibrato, il 14 % di parte, il 2 % lo giudica critico, ma il 30 % non si pronuncia. Spazio per notizie su paesi del Sud del mondo. Il 75 % per cento non vi ha trovato nessuna notizia, il 13 % ha risposto di sì, e il 12 % non si pronuncia. Presenza di servizi-notizie diseducativi. Il 70 % non ne ha riscontrati, il 17 % ne ha individuato uno, il 5 % ne ha segnalati più di uno, e l’8 % non si pronuncia. Presenza di immagini (linguaggio) crude di violenza. Nessuna (82 %), qualcosa (10 %), troppo (nessuno), e l’8 % non si pronuncia. Presenza di immagini (linguaggio) sconveniente di sesso o di volgarità. Nessuna (76 %), qualcosa (5 %), troppo (nessuno), e il 19 % non si pronuncia Coerenza tra immagini e contenuto. Sempre (35 %), quasi sempre (53 %) poco (4 %), mentre l’ 8 % non si pronuncia. parse dalla circolazione; questo ci deve rendere cauti a fare nostro ciò che la televisione, ed anche il telegiornale, ci offre ogni giorno. a cura dell’ AIART sezione di Como Tele IL comando Domenica 19. A sua immagine, Rai1, 10,30. Messa di Beatificazione del Card. Newmann, Rai1, 10,55. Il diavolo in calzoncini rosa, La7, 14,00. Film commedia di G.Cukor con S. Loren. Il pranzo della domenica, Rai3, 15,05. Commedia di Vanzina con M.Ghini. Alighiero Noschese e Loretta Goggi, Rai Storia, 21,00. I grandi della tv, documenti. Colorado, It1, 21,25. Varietà. Pronto Elisir, Rai3, 22,20. Programma di medicina con M.Mirabella. Presa diretta, Rai3, 21,00. Nucleare, inchiesta. Niente di personale, La7, 21,30. Con A.Piroso. La ladra, Rai1, 21,30. Serie tv con Veronica Pivetti nei panni di una cuoca proprietaria di un ristorante. Mio fratello è figlio unico, C5, 23,30. Bel film di Lucchetti sugli anni 60-70 attraverso l’amore tempestoso tra due fratelli. Speciale Tg1, Rai1, 23,30. Lunedì 20. Preferisco il Paradiso. Rai1,21,10. Miniserie su S. Filippo Neri con G. Proietti e la regia di G. Campiotti. L’infedele, La7, 21,10. Attualità con Gad Lerner. Thirteen days, R4, 21,10. Film drammatico sulla crisi della baia dei porci(Cuba). Un film ben costruito istruttivo, un po’ troppo di parte. Novecento, Rai3, 21,05. Pippo Baudo in compagnia di ospiti rivisita il secolo scorso. Man on fire, Rai2, 21,05. Thriller sul tema della corruzione. Con Denzel Washington. Mamma mia, C5, 21,10. Film musicale ben ambientato, ottimamente recitato, un cast d’eccezione per la più travolgente e acclamata commedia musicale del decennio. Musica degli Abba. Martedì 21. Preferisco il Paradiso. Rai1,21,10. Tentazioni d’amore. La5, 21,10. Commedia brillante e intelligente sul tema dell’amore e della vocazione. Bravi i tre protagonisti. Cellular, R4, 21,10. Thriller con K. Basinger. Io canto, Canale 5, 21,10. Presenta J. Scotti. Ballarò, Rai1, 21,05. Attualità politica. All stars, It1, 21,10. Situation commedy con D. Abbatantuono. Seven swards, R4, 23,10. Film d’avventura. Correva l’anno, Rai3, 23,15. Dalla ricostruzione al made in Italy. Mercoledì 22. Ti lascio una canzone, Rai1, 21,10. Musicale. Il presidio, La7, 21,10. Film drammatico con Sean Connery. …più forte ragazzi, R4, 21,10. Film commedia con B.Spencer e T. Hill. La lunga strada del ritorno, Rai Storia 21,00. Documentario. Figli della strada, Rai3, 23,15. Doc. Giovedì 23. Arabesque, R4, 16,30. Un gustoso film d’avventura con S. Loren e G. Peck. Ho sposato uno sbirro 2, Rai1, 21,10. Serie tv con F. Insinna. Elisabeth, R4, 21,10. Film storico con K. Blanchet. Batman begins, It1, 21,10. Si riparte dalle origini con un Batman introverso problematico e affascinante. Gandi, La7, 21,10. Colossal di R. Attemborough. Saud e la dinastia del petrolio, Rai Storia, 21,00. Doc, C’era una volta, Rai3, 23,00. Dimenticateci, documentario. Venerdì 24. Peppino Impastato, Rai Storia, 21,00. Documenti. I migliori anni, Rai1, 21,10. Musicale con C. Conti. NCIS: Los Angeles, Rai2, 21,05. Telefilm. Il giudice e il commissario, R4, 21,10. Tv poliziesco francese. Star Trek III: Alla ricerca di Spock, Rai4, 21,10. Continua l’epopea galattica. Impero, La7, 21,10. Reportage storico. Tv7, Rai1, 23,35. Attualità. Sabato 25. Sulla via di Damasco , Rai2, 10,15. Rubrica religiosa di don G. D’Ercole. TvTalk, Rai3, 14,55. Riprende in diversa fascia oraria il bel programma di critica televisiva. Come cani e gatti, It1, 19,30. Film commedia per ragazzi. Cercatori di Tesori: L’oro di Cortes, Rai3, 21,05. Doc. di Superquark. Cold case, Rai2, 21,05. Sempre interessanti i casi affrontati. Harry Potter e L’ordine della fenice, It1, 21,10. Fantasy allo stato puro, un po’ paurosa. L’ispettore Barnaby, La7, 21,30. Tel. Poliziesco. Tg2 Dossier, Rai2, 23,25. il settimanale il settimanale a cura di TIZIANO RAFFAINI P A G I N A 35 LETTEREeCONTRIBUTI IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 18 SETTEMBRE 2010 SCOPERTE DELL’ESTATE AL SIDELEN PUOI INCONTRARE LO STAMBECCO «RÖSTI»! Foto AC - Il Settimanale idelenhutte, rifugio a quota 2708 metri, raggiungibile in circa un’ora e mezza di salita lungo il sentiero che si inerpica dalla strada del Furka in località Sidelenbach. Siamo in un paradiso terrestre nel canton Uri, al di là del San Gottardo, a meno di due ore di macchina da Como. Il rifugio è sino a luglio inoltrato circondato dalla neve, che cerca di prolungare il ghiacciaio del Sidelen. Poco sotto c’è un laghetto bellissimo, un occhio verde incastonato tra le rocce (quando la neve incornicia il rifugio, però, non lo vedi!). In una decina di minuti raggiungi il ghiaccio e sotto i piedi ti trovi uno strano pavimento, duro come la pietra, sotto il quale scorre un filo d’acqua, ovunque... Ma la cosa più bella che ti può capitare è di incontrare uno stambecco. Avete capito bene. Non è difficile fare la conoscenza con uno dei sette stambecchi che stazionano spesso nelle vicinanze del rifugio. Come le vicine marmotte del Furka (vedi l’articolo sul numero 31 de Il Settimanale), anche gli stambecchi sembrano abbastanza socievoli. Certo, non vengono a prenderti il cibo dalle mani, ma si lasciano avvicinare e, se li insegui, saltando sulle rocce un po’ come fanno loro, puoi metterli dentro l’obiettivo della macchina fotografica con una buona risoluzione. Io ho incontrato due stambecchi del Sidelen, e ne ho inseguito uno per quasi un’ora, su verso le cime del Kamel. Un’esperienza unica. Un avvicinamento accorto, S per capire dapprima se l’animale era disposto ad un incontro cordiale. Qualche fischio nasale di avvertimento è quasi d’obbligo, ma il nostro stambecco non fugge. Si sposta, bruca, si lascia avvicinare, poi fischia di nuovo quando gli arrivi a meno di dieci metri. E risale tra le rocce con leggiadria. Ad un certo punto si nasconde e lascia spuntare gli occhi e le corna maestose da dietro un sasso. Crede di avermi seminato. Invece gli arrivo di lato e lui si rialza e continua la sua lenta fuga... Mi stanco prima io di inseguirlo, e gli ultimi scatti sono con lo sfondo di un cielo azzurro che richiama la libertà e l’infinito. Lo lascio andare ancora più in alto, oltre i 2800 metri di quota. L’ho battezzato con un nomignolo elvetico. L’ho chiamato Rösti... Se volete capire perché, vi consiglio di fare una sosta al rifugio del Sidelen e assaggiare un piatto che porta lo stesso nome dello stambecco. Una delizia! AGO. CLE SI SONO RIAPERTE LE SCUOLE D a diversi anni a questa parte, all’inizio dell’anno scolastico tornano i soliti problemi: gli insegnanti precari che protestano per essere assunti, i dirigenti che si lamentano per le scarse risorse loro assegnate, il governo che vuole portare a 65 anni l’età pensionabile degli insegnanti, e cosi via. Ma poche parole si spendono per i ragazzi, alunni e studenti, di ogni ordine e grado, i quali sono i veri “soggetti” della scuola e di tutto ciò che intorno ad essa ruota. Non si parla più di che tipo di insegnamento diamo ai nostri ragazzi, delle prospettive per il loro futuro di cittadini del domani. Quale rapporto si crea tra alunni e docenti? Quali sono i valori che vengono trasmessi? Che rapporto c’è tra la famiglia e la scuola? Ecco, a queste domande vanno date delle risposte se si vuole che i nostri figli non trovino i loro riferimenti nelle veline, nel sesso facile, nella droga, nel denaro facile, o nei cartoni animati. Oggi, la scuola è l’espressione di quella cultura che ha dominato negli ultimi quarant’anni, sia per i contenuti degli insegnamenti, sia nella propria struttura operativa. Bisogna dire ai ragazzi che non si va scuola solo per il “pezzo di carta”, che alla prova dei fatti serve a poco. Ma che il “sapere” non è un fine, ma è lo strumento per affrontare meglio i problemi che la vita, comunque, ti pone di fronte. Tocca alla scuola prendere atto che la sua funzione non è solo di carattere pedagogico, ma anche, e soprattutto, di carattere umano. La scuola non può delegare la famiglia, come la famiglia non può (e non deve) delegare la scuola nel delicato compito della formazione e crescita dei nostri ragazzi. Conoscere e insegnare le nostre origini cristiane non è solo un aspetto religioso, limitato alla propria individualità, né è una prevaricazione, ma è il rispetto prima di tutto verso se stessi e, soprattutto verso gli altri. Insegnare ad amare il proprio fratello come se stesso, vuol dire co- PAROLE, PAROLE, PAROLE (66) Relatività Relativo viene dal verbo latino “refero, relatum, referre”, che significa “riferire, relazionare a”. Il contrario di relativo è “assoluto”, cioè “sciolto” da ogni legame con altro termine. La “relatività” è una teoria della fisica moderna, che “riferisce” ogni corpo avente massa ad ogni altro corpo in movimento, senza che vi sia un riferimento fisso assoluto. Il “relativismo” è un orientamento in campo filosofico-morale, che sembra trasferire alla “metafisica” (cioè al pensiero che va oltre la fisica) il concetto della relatività elaborato per il campo fisico. Per i relativisti non esistono valori e regole morali valide per tutti gli uomini e tutti i popoli. Di conseguenza negano radicalmente il fondamento dei “diritti umani” universali, inviolabili, cui corrispondono “doveri inderogabili”. Ad esempio: per loro non c’è un diritto “assoluto” e inviolabile “alla vita”, come non c’è un “dovere assoluto, inderogabile, di vivere”. E così via con tutti gli altri diritti e doveri sanciti dalle dichiarazioni universali e dalle Costituzioni moderne. Altro discorso merita il problema della “relatività della conoscenza della realtà del mondo”. Vale a dire il problema “della verità”. Tommaso D’Aquino definisce la “verità” “adeguamento dell’oggetto e del soggetto che lo conosce”. Quindi c’è una “relazione” tra Oggetto e Soggetto. Ma in questa relazione l’oggetto è “sciolto “dal soggetto conoscente, il quale si relaziona all’oggetto e lo conosce in modo imperfetto, sempre migliorabile, ma con un processo “asintotico”, all’infinito. Solo il Creatore di ogni realtà esistente conosce gli oggetti in modo perfetto, cioè possiede la “verità assoluta”. Gli uomini possono solo avvicinarvisi sempre più, finchè non entrino in perfetta comunione con DioTrinità, dove vedranno con “gli occhi di Dio” (Dante Alighieri, Paradiso, con libera elaborazione dello scrivente ). ATTILIO SANGIANI struire una società sulla tolleranza, sull’accoglienza, sul bene comune. Essere liberi non vuol dire chiudersi nel proprio individualismo, ma vedere nel proprio vicino la potenzialità di una crescita comune. Se alla base della formazione di un ragazzo non ci sono questi valori, non possiamo poi lamentarci che “la società va alla deriva”. Ecco, da qui forse, occorre ripartire quando si parla della scuola e del futuro dei nostri ragazzi. Molto spesso, quando si parla di riforma, si dimentica che il “soggetto”, sono gli alunni e gli studenti. Inoltre, una società che cerca di risparmiare sulla formazione dei cittadini del domani, è destinata ad un suo, inesorabile, declino. Mentre la parte organizzativa ed operativa, sicura- LETTERE AL DIRETTORE POSTA: V.le Cesare Battisti 8 22100 COMO mente fondamentale e importante, per un buon funzionamento della scuola, diventa sempre più l’elemento centrale del dibattito, che fa perdere di vista l’obiettivo centrale e fondamentale della scuola. A voi ragazzi va l’augurio che il nuovo anno scolastico (e tutti quelli che seguiranno) sia vissuto con gioia, allegria, come un gioco. Si, perché se è vero che attraverso il gioco si insegna al bambino ad imparare le regole, così sia la scuola per voi. Non un obbligo, non un dovere, ma un piacere dal quale si possono apprendere tante cose importanti per la vita futura. Auguri e Buona scuola a tutti. FRANCESCO MASCOLO ([email protected]) FAX: 031.3109325 ✉ il settimanale Direttore responsabile: AGOSTINO CLERICI Editrice de Il Settimanale della Diocesi Coop.r .l. Coop.r.l. • Sede (direzione, redazione e amministrazione): V.le Cesare Battisti,8 - 22100 Como. T ELEFONO 031-26.35.33 FAX REDAZIONE 031-30.00.33 FAX SEGRETERIA 031-31.09.325 E-MAIL: [email protected] conto corrente postale n. 20059226 intestato a a: Il Settimanale della Diocesi di Como • Redazione di Sondrio: Via Gianoli, 18 - 23100 Sondrio. TELEFONO E FAX: 0342-21.00.43 E.MAIL: [email protected] Stampa: A. G. Bellavite S.r .l. - Missaglia (Lc) S.r.l. Registrazione TTribunale ribunale di Como numero 24/76 del 23.12.1976 Pubblicità: La Pr ovincia Essepiemme Pubblicità Via Pasquale Paoli, 21 Provincia 22100 Como - telefono: 031-58.22.11 fax: 031-52.64.50 tariffe: euro 31 a modulo commerciale Prezzo abbonamenti 2010: Annuale euro 50 Europeo ed extraeuropeo euro 50 più spese postali La testata Il settimanale della diocesi di Como fruisce dei contributi statali diretti di cui alla legge 7 agosto 1990, n. 250. Questo giornale è associato alla FISC (Federazione Italiana USPI (Unione Stampa Periodica Italiana) Settimanali Cattolici) e all’USPI E-MAIL: [email protected] INFORMATIVA PER GLI ABBONATI La società Editrice de Il Settimanale della Diocesi di Como, titolare del trattamento, tratta i dati, liberamente conferiti per ricevere il ns. periodico in abbonamento, in ottemperanza al D.Lgs. 196/2003. 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