DELLA
ANNO XXXV
18 SETTEMBRE 2010
E 1,20
34
Specchio
dell’infinito
A partire dalla terza domenica di settembre,
la più vicina all’inizio ufficiale
dell’autunno, in tante parrocchie si
celebrano le feste patronali che segnano
l’inizio dell’attività pastorale, dopo che
anche le scuole hanno riaperto i battenti...
E la natura ci manda il suo messaggio!
U
n grande lago, dal tipico colore verdastro che
caratterizza gli invasi
artificiali, non riesce a
specchiare l’immensità del ghiacciaio nelle sue acque torbide. Una piccola pozza
d’acqua, invece, nascosta tra
rocce e mughi, cattura con la
sua trasparenza chilometri di
ghiaccio in uno specchio di pochi metri, e vi entra anche l’infinità del cielo terso, che, tuffato in quell’acqua, sembra addirittura più blu. La natura, che
s’avvia a vestire i colori dell’autunno, ha questo da insegnarci, ed è come un messaggio che
giunge dall’Alto, rivolto a noi
imbrigliati in una ripresa caotica e non di rado brontolona.
Eppure quella pozza d’acqua, a
vederla nella foto e a non sapere quanto sia insignificante in
confronto alla montagna, la
scambieresti per un grande
lago, perché vi vedi dentro, immenso, il cielo ed il ghiacciaio.
No, non ti inganni, è davvero un
grande lago, reso grande perché
piccolo e trasparente. Ingigantito dal cielo, che ama specchiarsi lì, e dal tuo sguardo
DIOCESI
DI
COMO
CONTIENE INSERTO
PERIODICO SETTIMANALE - POSTE ITALIANE S.P.A.
SPED. IN ABBONAMENTO POSTALE - D.L. 353/2003 (CONV.
IN L. 27/02/2004 N° 46) ART. 1, COMMA 1, DCB COMO
Foto AC - Il Settimanale
umano che sa ancora fermarsi,
contemplare e stupirsi. C’è un
messaggio per noi, per il nostro
mondo che si impantana ogni
giorno nell’ennesima polemica,
resa viscida da una informazione sempre più opaca, incapace
di guardare e vedere altro che
non sia il solito teatrino delle
marionette.
Una persona mi diceva, triste
e preoccupata, che sentiva la
mancanza di buone notizie, di
belle notizie, e non sapeva perché viveva questa strana ed improvvisa astinenza. Poi ha ripreso tra le mani il nostro piccolo giornale – una pozza d’ac-
qua, se paragonato ai grandi
invasi verdastri – e si è accorta
che eravamo stati fermi tre settimane e che le era venuta a
mancare una lettura diversa
dei fatti e soprattutto notizie diverse, magari meno eclatanti,
carenti del fango che imperversa altrove, ma buone, belle, capaci di generare una trasparente speranza. Non lo dico certo
per sbrodolarmi nella lode – che
semmai va fatta a chi questo
giornale lo scrive – ma per tracciare un cammino che non riguarda solo la carta stampata,
ma ogni cuore, in questo autunno che ripropone i suoi colori
Foto AC - Il Settimanale
dimessi, mentre i prati sono
ancora verdi. La pozza d’acqua
capace di specchiare l’infinito ci
insegna a misurare in un altro
modo, che non sia il solito metro umano che crede di ridurre
tutto a numeri, prestazioni, denaro. Come è noioso e ingiusto
questo modo di misurare che
non sa tenere conto della miseria e non usa il cuore per guardarla! Abbiamo proprio bisogno
di notizie buone, di notizie belle. Anzi, il mondo che non conosce la misericordia ha bisogno
di trovare in noi una notizia
buona, una notizia bella.
Riprendere – il lavoro già da
un pezzo, la scuola da poche ore
– con la logica umile e trasparente della pozza d’acqua può
apparire una follia in una società che corre su altre strade,
che ti riduce all’affanno ogni
sera, e non lascia scampo a chi
è lento e testardamente proteso alla difesa di quelli che s’ostina a ritenere valori irrinunciabili. Eppure laggiù, grande e
imponente, continua a restare
opaco il grande lago verdastro:
se vuoi vedere la luce che dal
cielo si deposita sul ghiacciaio,
sei costretto ad alzare lo sguardo. Mentre Lui, il grande Tessitore dell’autunno, ama rincorrere i piccoli specchi d’acqua che
l’estate non ha prosciugato.
Ama sostare lì, nascosto nel
ghiaccio, splendente nel sole.
don AGOSTINO CLERICI
P A G I N A
2
RIFLESSIONI
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 18 SETTEMBRE 2010
UN SAGGIO DI JONATHAN ROBINSON
NOVITÀ IN LIBRERIA
MESSA E MODERNITÀ
LE LETTERE DI SAN PAOLO
L
a filosofia moderna ha elaborato idee sulla storia, la ragione, la scienza e la comunità che sono entrate nella mentalità comune permeando anche la coscienza cattolica e che
hanno contribuito a deformare la riflessione sulla liturgia
della Chiesa di oggi. È questa la tesi che padre Jonathan
Robinson, fondatore della Congregazione dell’Oratorio di San
Filippo di Toronto e professore di Filosofia alla McGill University
di Montreal, illustra nel suo libro con lucidità e chiarezza, mostrando come il concetto di modernità formato nel pensiero filosofico di Kant, Hegel, Hume e Comte abbia influenzato l’attuazione della riforma liturgica postconciliare e condizionato la nostra
comprensione del significato della celebrazione eucaristica.
Il modernismo esplora il nuovo e nega l’eterno che si incarna e
permane nel tempo e nella storia, trasformando il culto da valore oggettivo in espressione soggettiva modificabile a piacimento.
La religione morale che rifiuta ‘lo slancio trascendente ha abbassato Dio alle nostre dimensioni, facendoci dimenticare che, come
dice Benedetto XVI, “Dio lo si trova soprattutto lodandolo, non solo
riflettendo e la liturgia non è qualcosa di costruito da noi; (...) diventa nostra unione con il linguaggio di tutte le creature”.
Padre Robinson critica duramente la riforma del culto intrapresa dopo il Concilio Vaticano II, che partendo da affermazioni chiare
e incontestabili ha però prodotto a suo parere soltanto “apatia,
amarezza e superficialità”. Nello sforzo di parlare al mondo moderno, la Chiesa ha troppo spesso cercato di adattare le celebraJONATHAN ROBINSON,
zioni cucaristiche a prospettive di fatto nemiche della cristianità
che hanno finito con indebolire la Chiesa nel suo insieme e svuo- Messa e modernità.
tare di senso il culto. Urge dunque una riflessione profonda sullo Un cammino a ritroso
verso il regno dei
stato di salute della Chiesa per tutelare l’efficacia della sua missione: far sì che il mondo moderno sia raggiunto dalla verità di cieli, Cantagalli,
pagine 334,
Cristo dal suo potere salvifico.
euro 16.00
La visione di Robinson è però tutt’altro che scettica. All’inizio
del suo libro egli affida a un passo di John Henry Newmann, grande teologo inglese oratoriano prossimo alla beatificazione, il suo messaggio di speranza: solo grazie all’esperienza acquisita con l’errore è possibile avvicinarsi alla verità e solo dopo aver sbagliato impariamo ad agire correttamente.
MARIAVERA SPECIALE
UN SAGGIO DI SEVERINO DIANICH
PER UNA TEOLOGIA DEL PAPATO
no studio storico e teologico sul primato papale,
che si inserisce nella
letteratura fiorita dopo
la pubblicazione della
enciclica Ut unum sint, di Giovanni Paolo II
Molte difficoltà nell’accettazione del papato sono derivate da
una teologia che lo ha considerato esclusivamente come la fonte
di un potere di giurisdizione per
U
SEVERINO DIANICH,
Per una teologia
del papato,
San Paolo, pagine
174, euro 16,00
l’esercizio dell’autorità sulla
chiesa universale, obliandone
l’aspetto pastorale e sacramentale. L’esasperazione della difesa dell’autorità universale del
papa è anche derivata dalla
pressione dei poteri politici, tendente ad assoggettare i vescovi
allo stato e a ridurre la chiesa
cattolica ad una federazione di
chiese nazionali.
I grandi cambiamenti avvenuti al nostro tempo possono permettere al papa di recuperare il
suo ministero pastorale nella
chiesa di Roma, facendone l’autorevole punto di riferimento per
l’autenticità della fede e l’unità
di tutte le chiese.
a cura di AGOSTINO CLERICI
Questo volume unico a commento della
lettera ai Romani riunisce i precedenti
volumi che Romano Penna ha dedicato
all’epistola paolina tra il 2004 e il 2008.
Un volume ponderoso, dunque, che supera abbondantemente le mille pagine,
e che può essere considerato la summa
ed il frutto maturo della ricerca e dell’insegnamento del famoso esegeta, che
tanta parte dei suoi studi ha dedicato alle
lettere di Paolo e, in particolare a questo
scritto neotestamentario, che è il primo
di cui ci sia pervenuto un commento completo, condotto a termine verso il 243 dal
grande alessandrino Origene. Da allora
ad oggi i lavori su questo testo epistolare
si sono moltiplicati in forma esponenziale, attestando l’enorme
importanza dello scritto paolino per la fede, per la teologia e per
la spiritualità cristiana, oltre che più in generale per il pensiero
della cosiddetta civiltà occidentale. ROMANO PENNA (a cura
di), Lettera ai Romani, EDB, pagine 1332, euro 69,00.
Un altro commento di una epistola paolina questa volta nella bella collana di Paoline
dedicata a “I libri biblici” - ha come oggetto
la Lettera ai Filippesi, che fa parte del gruppo delle lettere che Paolo scrive dalla prigionia ed è l’ultima sua lettera autoriale. Essa
è indirizzata alla comunità di Filippi, prima
chiesa fondata da Paolo in territorio europeo ed esprime un forte carattere personale;
una lettera che manifesta l’affetto dell’Apostolo per questa comunità che lo ha sostenuto
e continua a dimostrargli fedeltà, anche se è
attraversata da tensioni e conflitti. Tra le peculiarità di questa collana, quindi anche di questo volume, si segnala l’analisi esegetica dettagliata di tutto il
libro, l’approfondimento degli aspetti teologici emergenti dal testo e la metodologia che adotta non solo il metodo storico-critico,
ma anche l’analisi retorico-letteraria. ANTONIO PITTA (a cura
di), Lettera ai Filippesi, Paoline, pagine 400, euro 33,00.
Ecco una particolare edizione delle Lettere e
dell’Apocalisse, nell’ambito del progetto «Bibbia Paoline», che viene a completare il volume
relativo ai Vangeli e agli Atti degli apostoli, pubblicato nel 2008. Le caratteristiche principali
di questa edizione sono: il nuovo testo della CEI;
le note di commento al testo, versetto per versetto, secondo l’ormai consolidata e soprattutto apprezzata formula della pagina a fronte,
anziché a piè pagina; le introduzioni ai singoli
libri strutturate secondo uno schema fisso che
permette al lettore di avere subito un’aggiornata sintesi sulle questioni più importanti relative al libro in esame. GIULIANO VIGINI
(a cura di), Lettere e Apocalisse, Paoline,
pagine 508, euro 15,00.
Ecco, infine, la proposta di un testo agile in cui
il sacerdote parigino Xavier de Chalendar ha
individuato cinquanta personaggi di cui si racconta che «hanno visto Gesù». Li fa parlare della
loro esperienza in prima persona, immaginando
alcuni dettagli della loro vita, collocandoli nel loro
ambiente. A volte questi personaggi espongono
liberamente ciò che ricordano del loro incontro
con Gesù, altre volte sono sollecitati a raccontare
attraverso una vera e propria intervista, altre volte ancora scrivono
una lettera nella quale parlano di Gesù. XAVIER DE CHALENDAR, Hanno visto Gesù, Paoline, pagine 234, euro 14.50.
VENTICINQUESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO - ANNO C
Parola
FRA
noi
AM 8,4-7
SAL 112
1TM 2,1-8
LC 16,1-13
Amare è la vocazione
dell’uomo, nella quale
trova la sua felicità
di ANGELO SCEPPACERCA
PRIMA SETTIMANA
del Salterio
LA VERA RICCHEZZA È SOLO L’AMORE
N
on è la parabola dell’amministratore disonesto perché il Signore ne salva non la furbizia, ma la capacità
di pensare al futuro, a quando la
disonesta ricchezza “verrà a
mancare”. Un suggerimento che
la Chiesa ricorda a tutti gli sposi
quando, nella benedizione, dice:
“Sappiate riconoscere Dio nei
poveri e nei sofferenti, perché
essi vi accolgano un giorno nella casa del Padre”. Gli amici di
cui tener conto sono i poveri perché saranno essi, nel giudizio
finale, a suggerire gli invitati
ammessi al banchetto celeste.
Papa Sisto volle Lorenzo
come suo arcidiacono, con l’incarico di occuparsi delle attività
caritative della diocesi di Roma.
Era l’anno 257. L’anno successivo l’imperatore Valeriano ordinò l’uccisione di tutti i vescovi,
presbiteri e diaconi. Papa Sisto
II e sei dei suoi sette diaconi furono presi il 6 agosto e decapita-
ti; a Lorenzo, il settimo diacono,
concessero un po’ di tempo, comandandogli di consegnare tutti i beni della Chiesa. Lorenzo
invece distribuì tutto ai poveri e
dopo si presentò agli aguzzini
indicando loro i poveri che lo
avevano seguito dicendo: “Ecco,
i tesori della Chiesa sono questi”.
Ci si serve della ricchezza,
non la si serve per esserne – in
realtà – posseduti. Gli imbecilli misurano il proprio valore e
successo sul metro della ricchezza accumulata. Il cuore appesantito dalle “cose” è incapace di ascoltare la richiesta dell’altro e la voce di Dio che risuona nella coscienza. L’avidità fa
schiavi e disumani, secondo il
rimprovero che san Basilio rivolge al ricco: “Tu sei veramente povero, anzi, privo di ogni
vero bene. Sei povero di amore,
povero di umanità, povero di
fede, povero di speranza”.
Il primo posto è di Dio. Il suo
regno è il tesoro nascosto e la
perla preziosa. Coincide con
l’amore. “L’uomo, dice Benedetto XVI, diventa simile a Dio nella misura in cui diventa qualcuno che ama”. Amare e volere il
bene è la vocazione dell’uomo,
nella quale trova la sua felicità,
prima nella storia e poi nell’eternità. La ricchezza, come
tutte le altre cose, va messa a
servizio dell’amore, cioè di Dio,
della comunione fraterna. “È
con i nostri patrimoni che diventiamo fratelli”, scriveva Tertulliano nei primi tempi del cristianesimo. E san Massimo di Torino, in antitesi alla miseria spirituale del ricco egoista, diceva
che “l’uomo misericordioso diviene più ricco, quando comincia a possedere di meno per il
fatto di donare ai poveri”.
Tra i beni che arricchiscono ci
sono le persone, capaci di darci
molto, ma che sono irriducibili a
semplice strumento. Solo l’amore gratuito è all’altezza della
loro dignità. Gli altri sono un
bene in se stessi e devo cercare
il loro bene con la stessa serietà
con cui cerco il mio. Come il
mercato è il luogo dello scambio
dei beni materiali, così la famiglia è lo spazio della gratuità e
dell’amore. Il marito è un dono
per la moglie e viceversa la moglie è un dono per il marito. I
genitori sono un dono per i figli
e viceversa i figli sono un dono
per i genitori. I fratelli sono un
dono l’uno per l’altro. In una famiglia vera ognuno considera
gli altri non solo come un bene
utile per la propria vita, ma
come un bene in se stessi, un
bene insostituibile, senza prezzo.
Anzi, se c’è un’attenzione preferenziale è per i più deboli: i
bambini, i malati, gli anziani.
Certo, gli altri sono anche un
peso, da portare con amore paziente, senza tener conto del
dare e dell’avere, disponibili a
perdonare e a chiedere perdono.
CHIESA
PRIMOPIANO
P A G I N A
3
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 18 SETTEMBRE 2010
T
rovate in allegato a
questo numero de Il
Settimanale l’opuscolo
descrittivo delle proposte di formazione per i
laici per l’anno pastorale 20102011. Panoramica sufficientemente completa, anche se non
certo esaustiva, delle occasioni
offerte a tutti di approfondire
la propria fede e partecipazione ecclesiale.
In sintesi vi sono descritte:
• la Scuola di Teologia per
Laici nelle due sezioni di Como
e Sondrio;
• il Corso multi-disciplinare;
• alcune proposte di Scuole e Corsi per operatori pastorali;
• la Scuola di formazione
socio-politica.
IL CALENDARIO 2010-2011
PROPOSTE DI
FORMAZIONE
Scuola di Teologia,
Corso
Multidisciplinare,
Scuole e corsi per
operatori pastorali,
Scuola di formazione
socio-politica: è ampia
e articolata l’offerta
formativa, aperta non
solo ai laici ma a tutti
i battezzati
La presentazione è talvolta
dettagliata, altre volte essenziale, con rimando alle fonti di
ulteriori informazioni.
pagina a cura
di mons. ANGELO RIVA
Cominciamo dal descrivere
non quello che c’è, ma quello che
manca nel “palinsesto” dell’offerta formativa.
Anzitutto il titolo è incompleto: Scuole di formazioni per
Laici. In realtà, le proposte si
rivolgono a tutti i battezzati,
quindi anche a preti, diaconi,
religiosi, appartenenti all’ordo
virginum e agli istituti secolari. Anzi, la complementarietà
delle diverse figure vocazionali
appare un ingrediente importante per una fruttuosa didattica. Soprattutto nell’ambito
delle scuole per operatori pastorali, rappresenta una grande
ricchezza poter pensare insieme e insieme progettare l’azione ecclesiale. Mettendo ciascuno a fuoco – preti e laici, religiosi e famiglie – il proprio
carisma e la propria competenza specifica.
Manca anche, nella presentazione, una descrizione del metodo di insegnamento di ciascuna proposta. Si sono messi in
primo piano i contenuti. Ovviamente non tutti i corsi sono
uguali quanto al metodo: si va
dalla classica lezione frontale,
al laboratorio, all’ascolto di testimonianze, al gruppo di confronto e approfondimento…
La casella più lacunosa è rappresentata dalle proposte di formazione pastorale a livello di
Zona. Una tradizione assai fiorente qualche anno addietro,
che più recentemente si è un po’
smarrita. Catechisti, accompagnatori dei genitori al Battesimo, animatori dell’iniziazione
cristiana, della pastorale giovanile, dei gruppi familiari, figure competenti nel campo del-
l’educazione all’affettività: proposte formative specifiche attendono di essere formulate per
tutti costoro, prevalentemente
a livello di Zona pastorale (anche per evidenti motivi logistici). È un impegno preciso che il
Vescovo intende dare alla Diocesi, e sul quale in particolare
gli Uffici di pastorale stanno da
tempo lavorando.
Ecco in sintesi le proposte.
La Scuola di Teologia rinasce quest’anno in una formula
rinnovata e più snella rispetto
alla modalità che ha proficuamente contrassegnato lo scorso
decennio. Si è infatti nel frattempo mutata la “domanda” da
parte dell’utenza: per esempio,
la Scuola così com’era non era
più sufficiente come curriculum
formativo delle insegnanti di
religione, per il quale si richiede oggi la frequenza almeno a
un Istituto di Scienze Religiose. La nuova formula, pur molto concentrata rispetto al passato, ha l’intento di offrire una
panoramica sufficientemente
completa della scienza della
fede, spaziando a mo’ di aperitivo sui diversi settori del sapere teologico. Si rivolge a tutti
coloro che sono desiderosi di un
approfondimento ragionato della propria fede, in vista di una
testimonianza più consapevole
e convinta. Sono previste due
sezioni per le due province della nostra Diocesi.
Il Corso multi-disciplinare è la riproposta di un percorso che, negli ultimi quattro
anni, ha conosciuto un consistente successo. Un tema teologico (quest’anno: Grazia, pec-
cato, giudizio) affrontato da differenti angolature di contenuto e di metodo, nella prospettiva più della “sinfonia” delle diverse voci che non della “sintesi”. Con un occhio anche alla
sensibilità corrente, spesso incline – specie nella comunicazione mediatica – alla storpiatura dei temi cristiani maggiori (del tipo: la fine del mondo
secondo il calendario Maya…).
Le Scuole e i Corsi per operatori pastorali raggruppano
alcune iniziative formative di
carattere diocesano promosse
dai competenti Uffici pastorali. Hanno come scopo la formazione di un laicato competente
e maturo, in grado di assumersi con sempre maggior slancio
non solo la collaborazione, ma
anche la corresponsabilità dell’azione pastorale della Chiesa.
Si rivolgono quindi di preferenza a quei fedeli laici desiderosi
di incrementare le fila della cosiddetta “comunità apostolica”.
Il quadro delle proposte si completa con quanto detto più sopra a proposito delle analoghe
iniziative da avviare a livello
zonale.
Infine la Scuola di formazione socio-politica affronta
quest’anno il secondo step del
suo percorso, cominciando ad
affrontare più puntualmente –
dopo l’introduzione generale
alla Dottrina Sociale della
Chiesa del primo anno – alcune questioni: laicità e democrazia, le frontiere della bioetica,
la sfida dell’economia civile, le
sue ricadute sulla famiglia e
sulla cultura del lavoro. La
Scuola si rivolge a tutti coloro
che sono desiderosi di un
accostamento delle più importanti questioni socio-politiche
alla luce del Vangelo e dell’insegnamento sociale della Chiesa. Tra l’altro affronta anche la
sfida della contemporaneità
dell’edizione comasca e di quella valtellinese, avvalendosi
dell’ausilio dei più moderni supporti tecnologici.
Per concludere: il menu è ricco, basta mettersi a tavola. Che
non ci venga a mancare la fame!
IL 25 SETTEMBRE L’ASSEMBLEA DIOCESANA
TRA VERIFICA E RILANCIO
Verifica, anzitutto. Ci si chiederà quale traccia ha lasciato
il Biennio pastorale sull’educare che abbiamo alle spalle.
Schede per una analisi sono già
circolate nei mesi scorsi nelle
parrocchie e nelle zone pastorali, si tratta ora di fare una
lettura comparata degli elementi emersi.
A
lla ripresa della vita
pastorale dopo il periodo estivo, un appuntamento inedito e
importante: l’Assemblea diocesana. Inedito in quanto per la prima volta convergono a convegno i principali organismi di partecipazione diocesa-
na, con la sola eccezione (motivata ratione officii) del Consiglio Presbiterale. Importante
perché questa Assemblea – che
potrebbe essere la prima di una
serie da inaugurare – rappresenta un importante momento
di verifica e di rilancio della
vita pastorale diocesana.
E poi rilancio. In attesa di
conoscere le indicazioni pastorali dei vescovi italiani sul biennio 2010-2011 (dedicato appunto al tema educativo), l’Assemblea rifletterà su alcune
scelte che sono già da tempo
oggetto di riflessione e sperimentazione: la dimensione
catecumenale della vita ecclesiale, il cammino dell’iniziazione cristiana, il progetto di pastorale giovanile, il percorso per
fidanzati verso il matrimonio.
Sono i quattro gruppi nei quali
si articolerà il lavoro dell’Assemblea, con l’obiettivo di presentare al Vescovo alcune conclusioni (in forma di tesi) largamente condivise, punto di
partenza per il successivo sviluppo del cammino pastorale
diocesano.
ASSEMBLEA DIOCESANA
25 SETTEMBRE 2010
A TAVERNERIO
PRESSO I MISSIONARI SAVERIANI
VIA URAGO, 15
con:
- Consiglio Pastorale diocesano
- Segreterie Vita Consacrata
- Vicari Foranei
- Uffici di pastorale
- Consulte
PROGRAMMA
• ore 9.30: ritrovo;
• ore 10.00: Ora Media; meditazione del Vescovo Diego; resoconto della verifica Piano Pastorale 2008-10
(monsignor Angelo Riva);
• ore 11.00: lavori in gruppo su:
- Catecumenato (monsignor RinaldoValpolini)
- Iniziazione Cristiana (don Battista Rinaldi)
- Progetto di Pastorale Giovanile (don Emanuele
Corti)
- Percorso per fidanzati verso il matrimonio
(monsignor Italo Mazzoni)
• ore 13.00: buffet
• ore 14.00: presentazione in assemblea delle indicazioni dei gruppi e dibattito
• ore 16.00: vespri e conclusione
P A G I N A
4
SOCIETÀ
INTERNIESTERI
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 18 SETTEMBRE 2010
INDIA LE DICHIARAZIONI DEL CARDINAL GRACIAS IN MERITO ALLE VIOLENZE IN KASHMIR E PUNJAB
Odiosi attacchi alle chiese e scuole cristiane
U
na “ferma condanna”
degli episodi che hanno portato al rogo del
Corano negli Usa, definiti “atti insensibili
e irrispettosi”, è venuta dal presidente della Conferenza
episcopale indiana, il card.
Oswald Gracias, intervenuto
pubblicamente. Il sito dei vescovi indiani riporta, infatti, la dichiarazione del card. Gracias e
le notizie degli scontri e degli
attacchi alle scuole cristiane in
Kashmir e Punjab che hanno
provocato 18 morti. Il card.
Gracias si è detto “profondamente rattristato” dalla vicenda e ricorda che gesti come il
rogo del Corano non corrispondono a “ciò che Gesù Cristo ci
ha insegnato”. “Il nostro dolore
è grande – ha detto – perché cristianesimo e islam hanno molto in comune”. “Condivido la costernazione dei miei fratelli e
sorelle musulmane – ha sottolineato – per questo triste evento. Siamo con voi e costruiamo
insieme un’India più forte”.
Anche l’organizzazione di laici cristiani “All India Christian
Council” ha condannato gli episodi di rogo del Corano in occasione dell’11 settembre, ricordando “che non è una maniera
cristiana di mostrare rabbia e
dispiacere”: “il modo migliore
per commemorare la morte di
persone innocenti è denunciare e rinunciare alla violenza,
specialmente quella motivata
dalla religione”. “Non c’è posto,
in un Paese civilizzato, per queste barbarie – ha dichiarato l’organizzazione indiana -, e nemmeno per gli atti di vandalismo,
i roghi e la profanazione, che
urtano i sentimenti religiosi
della gente”.
“All India Christian Council”
ha chiesto alle autorità di “ar-
restare i colpevoli coinvolti negli attacchi alla chiesa Malerkotla in Punjab e alla scuola
cristiana Tangmarg in Kashmir”. Ma soprattutto ha chiesto
“protezione per le minoranze
cristiane”. Ai membri delle comunità cristiane ha lanciato un
appello “a mantenere la pace e
l’armonia”. Intanto il sito locale Kashmirobserver.net, che riporta quotidianamente le notizie delle proteste anti-governative e separatiste in Kashmir –
aggravatesi quest’estate, cau-
sando almeno 80 morti di giovani uccisi dai militari indiani
durante le manifestazioni a colpi di sassaiole – precisa che “le
proteste sono state causate inizialmente dalle notizie sulla
dissacrazione del Corano negli
Usa, ma sono state subito dopo
indirizzate contro l’India e le
forze governative”.
“La polizia è dappertutto: circonda le chiese e le scuole per
proteggere i luoghi cristiani.
Quello che è accaduto è molto
triste. Siamo molto preoccupa-
ti, la comunità cristiana, sempre pacifica, si sente minacciata”. Questo è quanto detto, all’Agenzia Fides, da mons. Celestine Elampassery, vescovo di
Jammu e Srinagar (Kashmir,
India), all’indomani delle proteste e degli attacchi che hanno causato 17 morti fra i manifestanti musulmani. Nel Kashmir, “la situazione resta critica”:
le autorità hanno decretato il
coprifuoco in tutta la vallata,
ma parte degli estremisti ha sfidato le misure restrittive ed ha
alimentato questa tensione politica che “cova sotto la cenere
da anni - spiega mons. Elampassery - poiché la Regione è
attraversata da fermenti separatisti e infestata da gruppi
militanti armati. Ci sentiamo
indifesi e impotenti di fronte a
questa ondata di violenza insensata - ha sottolineato il vescovo - Non abbiamo nulla contro i fedeli musulmani, che rispettiamo come fratelli, ma una
minoranza violenta sta alimentando la tensione”.
NOTA ECONOMICA QUALE RAPPORTO TRA ETICA ED ECONOMIA?
Tra fede e opere una frattura da ricomporre
’
L
articolo precedente l’ho
concluso sostenendo,
che all’origine dell’odierna crisi finanziaria
e dell’economia reale,
v’è la corruzione. Il tema centrale da affrontare, in questo
momento, è quello del come riappropriarsi dell’etica. Sarebbe
sbagliato pensare che io abbia
inteso, con sottile ipocrisia, sostenere i comportamenti, i pregiudizi e le ideologie, contrarie
all’economia di mercato e alla
libertà economica, nonché contrapporre l’economia all’etica e
viceversa. Così pensando, non
si coglie nell’essenza la differenza che intercorre fra etica ed
economia. In realtà, non dobbiamo dimenticare che se è vero
che la benzina è distinta dal
motore, quest’ultimo non entra
in funzione, se non si è fatto il
“pieno”. In parole semplici, i due
fattori non si elidono ma si integrano e si coniugano. L’economia persegue “l’utile”, ma per
raggiungere detto fine, senza
imbattersi in pericolosi intralci, necessitano regole e controlli con poteri sanzionatori. Dette regole non debbono tuttavia
contrastare con quelle peculiari dell’economia. Le norme, na-
zionali o internazionali, le costruzioni finanziarie ed economiche, hanno, piaccia o non
piaccia ammetterlo, la loro radice in una metafisica, quindi
gli “architetti” chiamati a progettarle, consapevolmente o inconsapevolmente, si ispirano ad
essa. Alla creazione delle regole auspicate, “contribuiscono e
continueranno a contribuire,
molti che si ritenevano e si ritengono cristiani e non è dubbio che in parte almeno, lo erano e lo sono. Come si spiega?
Riteniamo che la spiegazione si
trovi in una frattura nel loro
animo tra la credenza religiosa
e l’operare a contenuto temporale. E’ necessario che si ricomponga l’unità interiore… L’accennata frattura… è il risultato in gran parte se non del tutto, di un difetto di solida formazione cristiana” (Pacem in terris
152-153).
A mio sommesso giudizio è
proprio tale difetto che ha portato i cattolici italiani ad essere scarsamente incidenti, negli
ambiti dell’economia, della finanza, del sindacato, della politica, della cultura e dell’informazione. L’Italia è ingessata in
un avvilente conservatorismo
istituzionale e sociale. L’affermazione fatta può essere meglio
chiarita dicendo che in Italia
manca un progetto, un’idea
strategica in grado di condurre
il Paese fuori dalla recessione
e alla ripresa compatibile, proiettata nel futuro. Non nego
l’esistenza, fra gli uomini della
maggioranza di tutta una serie
di buone intenzioni, nonché la
capacità di divulgare promesse
ottimistiche. In realtà tutto è
fermo, le cosiddette riforme
sono “riformine”, quindi non
sono in grado di rendere il Paese realmente produttivo e
competitivo. Le grandi opere, a
loro volta, hanno la dimensione di una strada che, dal centro paese, porta alle frazioni,
quindi non posseggono la forza
richiesta per modernizzare
l’Italia. I piani energetici, manco a dirlo, sono impantanati
nella melma della demagogia,
della contestazione dei “No a
tutto”, dell’affarismo bottegaio,
ossia della bieca speculazione,
insensibile ai valori dell’ecologia e al bene comune.
Per capirci, le pale del Parco
eolico - posto a 20 Km, dalle coste di Tricase (Puglia) - voluto
da Francesca Francescato, al-
l’epoca portavoce nazionale dei
Verdi e assessore in una giunta di Centrosinistra, sommate
alle 14 progettate su terra ferma, autorizzate dalla Regione
Puglia, sono ora contestate, con
lo slogan “Dove si devasta il
paesaggio lì c’è mafia”, da Forum ambiente e salute, dal Coordinamento civico salentino e
da Italia nostra. L’elenco delle
contestazioni alle fonti energetiche alternative è lunghissimo, credo tuttavia che, quanto
ho richiamato, sia sufficiente.
Il ministro Tremonti, nella
due giorni dell’Ecofin, ha sostenuto che, la situazione italiana,
non è preoccupante, tant’è che
“il terzo autunno dall’inizio della crisi, per l’Italia, non sarà
d’emergenza… Se non succedono rotture di sistema a livello
internazionale, entriamo in una
fase in cui va rimessa in pista
la competitività del Paese”. Parole belle che vanno a contrastare con la realtà: l’Italia è e
resta il fanalino di coda del G7.
L’economia piange, l’occupazione pure. Il tasso di disoccupazione a luglio – almeno così dicono le varie agenzie – è stato
dell’8,4%, quindi inferiore a
quello medio dell’UE, che è sta-
to quantificato in un 9,6%. Peccato che si tratti di una bugia:
in Italia i lavoratori in cassa
integrazione sono considerati
occupati, cosicché le percentuali, sui senza lavoro, diventano
fasulle.
Non si deve infine dimenticare che le relazioni industriali,
il sistema giudiziario, la farraginosità della pubblica amministrazione e l’instabilità politica, scoraggiano gli investitori
stranieri e favoriscono le delocalizzazioni. Il quadro tracciato dice che il Paese necessita di
riforme strutturali profonde e
di un radicale cambiamento di
cultura politica, nonché di un
rinnovamento radicale dell’apparato partitico.
Speranze e sogni più volte ribaditi, ma di difficile attuazione, perché gli uomini dell’opposizione sono peggio di quelli del
governo in carica. I cattolici,
unica forza che potrebbe operare a favore dell’auspicato cambiamento e della modernizzazione del Paese, sono demotivati e privi, al loro interno, di
uomini all’altezza del richiamato compito. E’ pessimismo? Ai
posteri l’ardua sentenza.
GIANNI MUNARINI
SOCIETÀ
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5
FATTIePROBLEMI
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 18 SETTEMBRE 2010
CHIESA E STATO NEL 140° DELLA BRECCIA DI PORTA PIA
Buoni cittadini e buoni cattolici
R
N
La scuola al bivio:
o burocrazia o studenti
ell’imminenza del
140° anniversario della Breccia di Porta
Pia, “L’Osservatore
Romano” ha ripubblicato alcuni documenti del centenario. Era il 1970 e alla vigilia del 20 settembre ci fu uno
scambio di lettere tra Paolo VI
e il presidente della Repubblica di allora, Giuseppe Saragat.
All’Angelus il Papa sottolineò,
con grande semplicità, “l’armonia dei due rispettivi sentimenti di buoni cittadini e buoni cattolici”. Allora della “questione
romana” era per così dire aperta solo la questione della revisione del Concordato, che l’aveva definitivamente chiusa.
Dopo decenni di negoziati la revisione si realizzò nel 1984, ribadendo la cooperazione di
Chiesa e Stato per il bene comune.
Proprio questa cooperazione
nella distinzione dei piani è il
tema che è giusto fare risaltare
anche oggi: il 20 settembre sarà
celebrato infatti con una certa
solennità, verso il traguardo dei
150 anni di Unità, di cui con
Roma capitale si realizzerà il
primo, essenziale compimento.
Per lungo tempo questa ricorrenza, che fu anche festa nazionale, mantenne un connotato
anticlericale, come celebrazione
della fine del potere temporale
e messa in guardia militante
contro le pretese ecclesiastiche.
Oggi ovviamente questo registro non ha più ragion d’essere.
Il grande nodo della cultura
politica contemporanea, in particolare qui, nei Paesi di democrazia avanzata e matura, è
ancora e sempre nel fondamen-
to stesso di questa democrazia,
opportunamente ricordato a
suo tempo da Paolo VI: “Date a
Cesare ciò che è di Cesare, date
a Dio ciò che è di Dio”. Si tratta
di una distinzione che non è
separazione, ma “armonia”, che
offre alla democrazia una ispirazione cristiana, allo Stato laico un positivo spessore di principi e di risorse. Da qui derivano infatti quei concetti, la “democrazia cristiana” e la “laicità
positiva”, che hanno accompagnato e vivificato la storia contemporanea.
Oggi questa trama, su cui si
dipana da più di un secolo la
dottrina sociale e si articolano
il “movimento cattolico” e la vicenda dell’impegno politico e
sociale dei cattolici, ha bisogno
di essere rilanciata, prima di
tutto proprio nel suo nesso
costitutivo, che è quello appun-
to della libertà. Oggi in molti
Paesi europei si opera in un
contesto radicalmente secolarizzato, tale da mettere in discussione la permanenza o
addirittura l’esistenza stessa di
“radici cristiane”. Il punto d’altra parte non è solo quello di
difenderle o di reclamarle,
quanto piuttosto di farle reagire con il quadro attuale, che è
quello di un liberalismo radicale esausto tendenzialmente
egemone in una situazione di
vuoto. L’Italia rappresenta in
tal senso un caso rilevante, proprio per questo intreccio costitutivo con la realtà della Chiesa. Di qui l’importanza di una
riflessione attenta e profonda
sull’Unità d’Italia, la sua storia,
la sua articolazione e il suo futuro. E l’impegno per trarne
nuovi orizzonti.
FRANCESCO BONINI
CORSIVO
di AGOSTINO CLERICI
CALCIO ANCHE
DOMENICA
MEZZOGIORNO!
«Perché perché la domenica mi lasci sempre sola per
andare a vedere la partita
di pallone...». Così cantava
Rita Pavone non molti anni
fa, ma sembrano passati
secoli... C’è quasi nostalgia
dei tempi in cui il calcio profumava di stadio e occupava le fatidiche due ore centrali della domenica pomeriggio. Chi allo stadio non ci
andava, poteva ancora permettersi di passare un po’
di tempo con la famiglia, restando incollato alla radiolina per seguire la squadra
del cuore. Già invadeva lo
spazio degli affetti, ma era
un ritaglio accettabile... Poi
è arrivata la televisione, con
la diretta delle partite, e con
l’abbonamento non più alla
gradinata ma alla poltrona
di casa. E con la televisione, hanno inventato il posticipo e l’anticipo: il sabato
alle 18 e alle 20.45, la domenica sera alle 20.45. Ora,
nella massima serie del
campionato di calcio italiano è arrivato anche l’anticipo della domenica mezzo-
giorno: partita alle 12.30,
all’ora di pranzo, quando la
famiglia dovrebbe essere
riunita per il pasto comune,
forse l’unico meridiano di
tutta la settimana... Calcio
e lasagne, con litanie di «zitto, che devo vedermi la partita!» e «per favore, se non
ti interessa puoi anche andare in cucina a mangiare!».
Proprio un bell’esempio,
questa ennesima trovata
mangiasoldi dei venditori
del pallone a tutte le ore!
Provate a fare l’elenco
delle partite in una settimana tipo, da fine agosto a inizio giugno, e vi verrà la nausea. Sabato: ore 18, anticipo di serie A; ore 20.45, altro anticipo di serie A. Domenica: ore 12.30, terzo anticipo della massima serie;
ore 15.00, le altre partite;
ore 20.45, finalmente il posticipo (e poi fino a mezzanotte e oltre, scorpacciata di
immagini e moviole, condite con salsa di parole). Lunedì sera c’è il posticipo di
serie B, Martedì e mercoledì è la volta - sempre alla
sera - delle partite di Champions League. Giovedì è il
turno dell’Europa League.
Venerdì sera c’è il campionato di serie B. Ed è già sa-
bato, con i due anticipi di
serie A. Può darsi che abbia
dimenticato qualcosa. E vi
sono d’aggiungere le altre
discipline: basket, pallavolo,
pallanuoto, Formula 1, moto GP, ecc. Tutto in televisione, tutto in diretta. Da
venti a trenta euro al mese
e ti appaltano una cementificazione del cervello con
le immagini di quello che si
ostinano a chiamare ancora sport, ma che in realtà è
solo televisione in brodo di
affari. Naturalmente per
vendere le partite sino alla
fine, è necessario che il campionato sia equilibrato e incerto sino alla fine, altrimenti, se una squadra a
metà febbraio ha già messo
l’ipoteca sul primo posto
della classifica, l’interesse
scema e addio soldi per tutti: per le squadre che hanno
venduto i diritti televisivi e
per chi possiede ben diciannove canali televisivi per farti vedere tutto il calcio, fotogramma per fotogramma.
Adesso questo strano calcio senza stadio ha scippato
anche la domenica mezzogiorno. In tanta bulimia da
pallone, c’è solo da sperare
che sopraggiunga una provvidenziale crisi da rigetto!
ileggendo la storia della scuola italiana si
può rilevare che non
sono mancate sperimentazioni; revisioni
di sperimentazioni; sperimenta-zioni nelle sperimentazioni...: la scuola italiana non è
certamente migliorata (come
confermano gli ultimi dati
OCSE sulla scuola italiana,
dati che saranno commentati
nei prossimi interventi). Docenti sempre più demotivati,
studenti in preda ad una preoccupante rassegnazione e ad
una non voglia di apprendere.
Una domanda si impone: che
cosa questa scuola concreta,
con tanti limiti e disagi, può
dare ai giovani e alla società?
A me sembra che sia in gioco
proprio un modo piuttosto che
un altro di intendere il “fare
scuola “.
* * *
Le aule scolastiche devono diventare autentici luoghi di ricerca critica, di confronto, di
educazione al dialogo. La scuola, infatti, è in funzione dei
ragazzi e del loro diritto a sapere e a comprendere. E sono
proprio i ragazzi con i loro problemi, con le diverse sfumature con le quali avvertono i problemi, ad essere il punto di
partenza di ogni insegnamento. Solo così si può evitare il
rischio di ridurre la splendida
avventura della riflessione
umana sulla faccia della terra in una specie di pietosa visita ad un cimitero di pensatori che hanno escogitato
teorie, anch’esse ormai “superate”, per problemi che -come
frequentemente affermano i
ragazzi- non sono i “loro”. E
non è vero! Tanti insegnanti
sono nelle aule a rispondere a
domande che nessuno ha posto. Non ci si deve meravigliare - allora - se i ragazzi “giustamente” ripagano con una
sistematica disattenzione e
con un “motivato” disinteresse: motivato dal fatto che gli
insegnanti danno “nozioni”
irrilevanti, irrilevanti per i
problemi che non hanno saputo sollevare. Occorrerebbe
educare molto di più gli studenti ad essere se stessi, a
chiedere conto del come e del
perché di quello che viene detto e di quello che non viene
detto. Gli studenti sono chiamati ad essere protagonisti di
ricerca, di confronto, di dibattito. Bisognerebbe avere il coraggio di dire e di ripetere a
tutti che la scuola è per i ragazzi e non i ragazzi per la
scuola. Molto spesso, invece,
l’affanno per la burocrazia fa
prevalere
un certo efficientismo
che - di fatto - annulla
ogni sforzo
pedagogico
di rendere
l’ambiente
scolastico
stesso reale
luogo di cultura.
* * *
“Non sappiamo come
siamo vivi
su questo
meraviglioso, piccolo pianeta e neppure
perché dovrebbe esistervi qualcosa come la vita a rendere così
bello il nostro pianeta. Ma
eccoci qui e abbiamo ragione
per stupircene ed esserne grati”: con queste parole di un filosofo del nostro tempo potremmo delineare una duplice possibile prospettiva. Educare gli
studenti a comprendere il fascino dell’avventura umana, nei
suoi aspetti positivi e negativi: comprendere prima ancora
che assolvere o condannare.
Educare allo stupore, alla meraviglia per quanto l’uomo ha
saputo fare nella storia che ci
ha preceduto e in quella che
stiamo vivendo. Solo così le
aule diventeranno popolate da
persone che, ponendo domande,
chiedono di non essere derubati di quanto molti prima di loro
hanno detto e fatto. Una storia
che diventa così anche la loro
storia. Della scuola, invece, si
parla puntualmente solo dal
punto di vista della istituzione:
il precariato (grave problema da
affrontare); riforme che annunciano radicali cambiamenti ma
che, per certi versi, ripropongono una passato non tanto lontano; graduatorie che affossano
ogni discorso di continuità didattica per gli studenti; gli studenti con seri problemi abbandonati sempre di più alla casualità di graduatorie. Si grida: la
scuola pubblica è la scuola di
tutti! Amaramente qualcuno ha
aggiunto: sì, di tutti quelli che
da essa possono fuggire! Esasperazione, forse. Ma: o la scuola è per gli studenti o per la burocrazia. Occorre scegliere. E il
cittadino-studente ha diritto di
fuggire da una costosa burocrazia che celebra sempre di più la
svendita della cultura e di cercarne una che proponga davvero cultura. Ma, oggi, resta prigioniero della burocrazia. Tante proteste ma poche proposte
per andare oltre: perché?
FUORI
dal
CORO
ARCANGELO BAGNI
FAME NEL MONDO: NE SOFFRONO 925 MILIONI,
STIME IN DIMINUZIONE MA “INACCETTABILI”
Diminuisce il numero delle persone che soffrono la fame nel mondo: la nuova stima è di 925 milioni - 98 milioni in meno rispetto al
miliardo e 23 milioni del 2009. Nonostante ciò il numero rimane
“inaccettabilmente alto”, dichiarano la Fao ed il Pam (il Programma Alimentare Mondiale delle Nazioni Unite), nel presentare il
rapporto annuale “Lo Stato dell’Insicurezza Alimentare nel Mondo”, che sarà pubblicato in ottobre. La diminuzione del numero
globale delle persone che soffrono la fame nel 2010 è in larga misura da attribuirsi alla ripresa economica prevista per quest’anno
- in particolare nei paesi in via di sviluppo - e all’abbassamento
dei prezzi alimentari registrato a partire dalla metà del 2008. “Con
un bambino che muore ogni sei secondi per problemi connessi con
la sottoalimentazione, la fame rimane lo scandalo e la tragedia di
più vaste proporzioni al mondo”, ha affermato Jacques Diouf, direttore Generale della Fao: “Questo è assolutamente inaccettabile”. “È a serio rischio il raggiungimento dell’obiettivo di ridurre la
fame nel mondo”, ha aggiunto Diouf, facendo notare che il recente
aumento dei prezzi alimentari, se dovesse persistere, potrebbe ostacolare seriamente gli sforzi per ridurre il numero di coloro che
soffrono la fame.
P A G I N A
6
SOCIETÀ
EUROP
A
EUROPA
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 18 SETTEMBRE 2010
I “LUOGHI DELLA POLITICA” DELL’UE E DEGLI STATI MEMBRI
HA CONFINI
LA DEMOCRAZIA?
N
ell’ambito del processo di unificazione europea osserviamo che
i luoghi in cui vengono prese decisioni politiche stanno superando i confini degli Stati nazionali. Persino molte delle decisioni che riguardano l’esistenza, la configurazione, lo sviluppo e il futuro degli Stati membri dell’Unione europea vengono oggi formulate e attuate al di fuori dei loro
confini e delle loro Costituzioni. Ciò non comporta una
subordinazione degli Stati nazionali, quanto piuttosto la possibilità di partecipare alla determinazione della configurazione di spazi politici generali.
Allo stesso tempo, con l’uscita dal contesto degli Stati nazionali sperimentiamo che le
decisioni che influiscono sui
nostri ordinamenti nazionali ed
internazionali vengono realizzate con il contributo sempre
maggiore di rappresentanti della società civile che non dispongono di mandato politico: la loro
legittimazione scaturisce da
altre fonti, ad esempio dal loro
coinvolgimento, dall’impegno,
dalla loro competenza.
Ma dov’è la democrazia,
quando la politica esce dallo
Stato nazionale in cui è tradizionalmente collocata? Può esserci democrazia al di fuori dello Stato nazionale?
Non solo l’esistenza e l’attività del Parlamento europeo,
ma anche l’origine dei partiti
europei e lo sviluppo di un sistema partitico europeo dimostrano che alla domanda è possibile rispondere affermativamente, tanto più che questa tesi
è avvalorata dagli sviluppi cor-
rispondenti nella società civile:
sia i partner sociali, ossia le
associazioni delle imprese e dei
lavoratori, così come tutte le
altre importanti organizzazioni si consociano a livello europeo in associazioni transazionali con le relative strutture di
comunicazione, decisione e azione. In termini di democrazia
partecipativa, esse partecipano
al processo di creazione di pareri e alla procedura legislativa dell’Unione tramite il Comitato economico e sociale europeo (dal 1958), tramite il dialogo sociale (dagli anni Novanta
in poi) e ultimamente anche
tramite il dialogo civile previsto dal trattato di Lisbona.
Con l’infrastruttura politica
che ne è risultata e che continua ad evolversi, sussiste un
presupposto fondamentale per
l’organizzazione della democrazia e per la partecipazione mediata alla vita dell’Unione da
Chiese europee
Polonia - Spagna
POLONIA: CRISTIANI
E INTEGRAZIONE
EUROPEA
parte delle cittadine e dei cittadini.
L’evoluzione dell’Unione europea in ambito costituzionale
ha dimostrato che lo spostamento dei luoghi di decisione
dagli Stati membri ha comportato anche lo spostamento della democrazia nella dimensione europea. I timori che la democrazia non possa svilupparsi in questo nuovo spazio
sovranazionale non sono giustificati, se si guarda alla realtà.
Tuttavia, per accettare questo
fatto, occorre essere pronti a riconoscere che l’unificazione europea è un processo e che
l’Unione europea non rappresenta ancora un prodotto finito. Non sempre tutto può essere come ciò che vorrebbero coloro che si basano solo sulla teoria, poiché non conoscono la
prassi.
Il processo d’integrazione determina un’interconnessione
crescente tra gli Stati nazionali e il sistema politico europeo e
conseguentemente anche tra la
democrazia nazionale ed europea. I luoghi della politica, ai
diversi livelli, sono collegati tra
loro, anche tramite i canali
messi a disposizione dai partiti e dalle associazioni. In sostanza si tratta di un unico sistema politico che consente, da
un lato, la partecipazione dei
protagonisti degli Stati nazionali alla determinazione della
comunità europea globale, dall’altro invece di sottoporre gli
Stati membri alla volontà comune in modo democratico e
con il loro fattivo contributo.
“Il contributo dei cristiani al
processo di integrazione europea” è il tema del Congresso
che si terrà a Cracovia il 10 e
11 settembre, per iniziativa
della Pontificia Università
Giovanni Paolo II di Cracovia,
della Fondazione Konrad
Adenauer in Polonia e della
Fondazione Robert Schuman
in Lussemburgo, in collaborazione con la Commissione
episcopati Comunità europea
(Comece), la delegazione polacca del Gruppo europarlamentare del Partito popolare
europeo(Epp) e la casa editrice “Wokol Nas”. L’incontro verrà aperto dal vescovo Tadeusz
Pieronek, presidente del Comitato organizzatore, e dal
card. Stanislaw Dziwisz, arcivescovo metropolita di Cracovia. La presenza dei cristiani
nella sfera pubblica, la cooperazione Ue-Chiese (benefici
reciproci del dialogo strutturato), e i compiti dei politici
cristiani nella costruzione della nuova Europa sono i temi
delle tre sessioni di lavoro. Tra
i relatori Bronislaw Komorowski, presidente Repubblica di
Polonia; Hans-Gert Pöttering,
presidente Fondazione Adenauer; Jacques Santer, presidente Fondazione Schuman; il patriarca di Venezia Angelo Scola; mons. Dominik Duka, arcivescovo metropolita di Praga;
il nunzio apostolico in Polonia
mons. Celestino Migliore e
padre Piotr Mazurkiewicz, segretario generale Comece.
Info: www.kas.pl.
THOMAS JANSEN
Germania
“Con questo evento vogliamo
SPAGNA:
XXIV INCONTRO
PER LA PACE
chiudere questi primi dieci
a n n i
del millennio,
iniziati
con catastrofi
c o m e
quella
dell’11
settembre 2001 e culminati con la
crisi economica ancora in corso e di dimensioni ignote. Vogliamo aprire il decennio del
dialogo e lanciare un messaggio positivo, nuovo, in controtendenza con quelli diffusi fino
ad ora”. Così, l’8 settembre, a
Roma, Mario Marazziti, portavoce della comunità di Sant’Egidio, ha presentato ai giornalisti il XXIV “Incontro internazionale per la pace” dal titolo
“Vivere insieme in un tempo
di crisi” organizzato dalla Comunità Sant’Egidio a Barcellona dal 3 al 5 ottobre prossimo. “Nel corso delle sessioni
di lavoro - ha detto Marazziti
- verranno affrontati, con l’aiuto di esponenti del mondo religioso, politico ed economico,
diversi argomenti di attualità, tra i quali, globalizzazione,
economia, integrazione, pace,
migrazioni, dialogo ecumenico
ed interreligioso. Attraverso
questi scambi - ha aggiunto cercheremo di trovare nuove
proposte per il nuovo decennio”. Intenso il programma dei
lavori che prevede 30 incontri
in 3 giorni. Dall’area mediorientale sono attesi vescovi
iracheni e dalla Terra Santa,
rabbini e imam. Si parlerà
anche dell’unità dei cristiani
con Ilarion, presidente del dipartimento relazioni esterne
del patriarcato di Mosca.
BENEDETTO XVI ALLA PRESIDENZA DELL’ASSEMBLEA PARLAMENTARE
CONSIGLIO D’EUROPA: ISTITUZIONI E DIRITTI
ella mattina di mercoledì 8 settembre,
Benedetto XVI ha ricevuto in udienza
l’Ufficio di Presidenza dell’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa
(Apce), che con il Comitato dei
Ministri è uno dei due principali organi statutari del Consiglio d’Europa. L’Apce è stata la
prima assemblea europea della storia del continente; con 318
membri eletti o designati dai
Parlamenti nazionali, è formata dalle delegazioni dei 47 Parlamenti degli stati membri, rappresentative dei rispettivi partiti o gruppi politici. Si incontra 4 volte l’anno a Strasburgo.
Nell’ordine del giorno i fatti di
attualità della società e politica europea, affrontati dalla prospettiva della difesa dei diritti
umani. Il Bureau dell’Assemblea è costituito dal presidente
dell’Apce, dai 19 vice-presidenti, dai presidenti dei 5 gruppi
politici e dai presidenti delle 10
commissioni dell’Apce. La Santa Sede assiste ai lavori grazie
allo Statuto di Osservatore
presso il Consiglio d’Europa. Il
presidente attuale dell’Apce è
il turco Mevlüt Çavusoglu, mu-
N
sulmano, nato nel 1968. Nel suo
saluto al Papa, Çavusoglu ha
sottolineato il contributo delle
religioni e del dialogo interreligioso alla difesa della dignità
umana e ha ringraziato Benedetto XVI per le sue iniziative
in favore del dialogo interreligioso.
“Sono lieto di ricevervi in occasione del sessantesimo anniversario della Convenzione europea per i diritti umani, che
impegna gli stati membri del
Consiglio d’Europa a promuovere e difendere l’inviolabile
dignità della persona umana”,
ha esordito Benedetto XVI ricevendo l’ufficio di presidenza
dell’Apce. “So che l’Assemblea
parlamentare ha in agenda
temi importanti legati alle persone che vivono in situazioni
particolarmente difficili o che
sono sottoposte a gravi violazioni della loro dignità”, ha proseguito il Santo Padre, e “sono stato altresì informato riguardo ai
vostri sforzi per difendere la libertà religiosa e per opporvi
alla violenza e all’intolleranza
contro i credenti in Europa e nel
mondo”. Per il Pontefice, “è un
imperativo sviluppare la validità universale di tali diritti
così come la loro inviolabilità,
inalienabilità e indivisibilità”.
Inoltre, ha aggiunto, “ho più
volte sottolineato i rischi associati al relativismo nell’ambito
dei valori, dei diritti e dei doveri” perché “se a questi mancasse un fondamento razionale e
oggettivo, comune a tutte le persone, e si basassero solo su culture, legislazioni o giudizi particolari, come potrebbero offrire una base solida e duratura
per istituzioni sopranazionali
come il Consiglio d’Europa” e
“come potrebbe aver luogo un
dialogo fecondo tra le culture
senza valori comuni, diritti e
principi stabili e universali?”.
Secondo il Pontefice “tali valori, diritti e doveri sono radicati
nella dignità naturale di ogni
persona, che è accessibile al
ragionamento umano” e “la fede
cristiana non ostacola, ma favorisce tale ricerca ed è un invito a cercare una base sovrannaturale per questa dignità”. In
questo senso, ha concluso Benedetto XVI, “sono convinto che
questi principi, fedelmente rispettati soprattutto in questioni legate alla vita umana, dal
concepimento alla morte naturale, al matrimonio, radicato
nel dono esclusivo e indissolubile tra un uomo e una donna,
alla libertà di religione e all’educazione, sono condizioni
necessarie per rispondere adeguatamente alle sfide decisive e urgenti che la storia presenta a ciascuno di noi”.
Nel commentare a SIR Europa le parole del Santo Padre,
mons. Aldo Giordano, osservatore permanente della Santa Sede presso il Consiglio d’Europa, precisa che “anche questa
udienza dimostra l’interesse
delle Istituzioni per il Papa, per
l’autorevolezza del suo messaggio e del suo magistero e per la
collaborazione che la Santa
Sede offre a livello internazionale”. Quello che suscita “l’interesse del parlamento e dei
suoi funzionari”, spiega mons.
Giordano, è che “la Chiesa cattolica vive contemporaneamente una universalità e unità
espressa dalla figura del Papa
insieme a una capillare presenza e attività locale, in ogni angolo dell’Europa e del mondo” e
“ciò rende originale la presenza e unico il contributo della
Chiesa nelle istituzioni”. Riferendosi poi alle parole del Santo Padre, mons. Giordano affer-
ma: “Benedetto XVI ha messo
in evidenza due dimensioni che
sono al cuore della Chiesa, ma
anche del lavoro del Consiglio
d’Europa e dell’Assemblea parlamentare: innanzitutto la necessità di promuovere e difendere la dignità della persona
umana, in particolare occupandosi di tutte quelle situazioni di
marginalità e di violenza, dove
la dignità umana è calpestata”.
La seconda dimensione messa
in risalto da Benedetto XVI,
prosegue mons. Giordano, è “la
libertà religiosa, diritto fondamentale che permette una piena realizzazione di tutti i diritti perché apre un orizzonte trascendente su cui è possibile radicare con solidità e ampiezza
tutti i diritti”. Nell’agenda del
Consiglio d’Europa, aggiunge,
“vi sono preoccupazioni che
sono anche oggetto della cura
sociale della Chiesa”.
Alla domanda ‘quale è la ricchezza della storia europea che
questo continente può offrire?’,
Benedetto XVI risponde: la difesa della vita umana, il matrimonio fondato sull’amore tra
un uomo e una donna, la libertà religiosa”.
CHIESA
P A G I N A
7
CHIESA LOCALE
○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 18 SETTEMBRE 2010
SABATO 11 SETTEMBRE LE ORDINAZIONI DIACONALI
AGENDA
del
VESCOVO
GIOVEDÌ 16
Nel pomeriggio, a Bergamo, consulta regionale su sette e nuove religioni.
VENERDÌ 17
A Como, al mattino, consiglio episcopale.
DA VENERDÌ 17
A DOMENICA 19
Dal pomeriggio di venerdì, visita pastorale alla
zona Lario: Torno e Bellagio.
DOMENICA 19
A Como, alle ore 20.30,
in Cattedrale, pontificale con Sua Beatitudine
monsignor Fouad Twal,
patriarca latino di Gerusalemme.
LUNEDÌ 20
A Como, alle ore 12.00,
insieme a monsignor
Fouad Twal, ricevimento presso il Palazzo Comunale; al pomeriggio, a
Como, udienze e colloqui personali.
MARTEDÌ 21
A Como, al mattino, alle
ore 9.00, presso la chiesa di san Giacomo, Santa Messa con la Guardia
di Finanza; a Como, alle
ore 20.30, incontro con
l’Ordo Virginum.
MERCOLEDÌ 22
A Como, mattino e pomeriggio, udienze e colloqui personali; a Como,
alle ore 21.00, Commissione per il Diaconato
Permanente.
GIOVEDÌ 23
Al mattino, incontro con
il clero diocesano di Lodi; a Cavallasca, alle
ore 20.30, Santa Messa
nella festa di san Michele.
Una vita che testimoni capacità di amore e servizio
S
abato 11 settembre,
alle ore 10.00, in Cattedrale a Como, il
vescovo monsignor
Diego Coletti ha presieduto la liturgia di ordinazione diaconale. Quattro i
giovani che hanno ricevuto l’ordine diaconale: due diocesani,
Pietro Bianchi, della parrocchia di Casnate con Bernate, e
Mario Biffi, della parrocchia di
Teglio Sant’Eufemia; due appartenenti alla Congregazione
dei Missionari della Consolata,
Marco Turra e Alexander
Likono. Una celebrazione partecipata e molto sentita. Qui di
seguito il testo dell’omelia del
Vescovo.
«Cari fratelli, qual è il motore che vi ha spinto fin qui? Qual
è la fonte di energia che ha sostenuto in questi anni di preparazione il vostro cammino?
Qual è la meta della corsa della vostra vita? Qual è la speranza, il progetto, il sogno che sostiene la fatica del vostro dovere quotidiano? E dovrà ancora
sostenerla per il futuro? La risposta sta nella Parola del Signore che abbiamo ascoltato e
in un’espressione che, provvidenzialmente, ritroviamo anche
nell’Ufficio delle Letture di questa mattina. Tale espressione,
che posso citare quasi a fianco
dell’espressione che abbiamo
appena citato, è contenuta nel
capitolo quinto della Lettera ai
Corinzi, nel contesto del brano
che abbiamo ascoltato: “l’amore di Cristo ci possiede”. Così il
testo della nuova traduzione.
Forse a qualcuno può essere più
familiare l’espressione: “l’amore di Cristo ci spinge”, “caritas
Christi urget nos”. E tutte e due
le formulazioni che fanno parte di questa frase, sono cariche
di un senso molto ampio. L’amore di Cristo non è il tuo amore
per Lui. Non soltanto… Forse
può essere anche questo. San
Paolo ama lasciare aperti tali
messaggi, tali significati, tali
parole… L’amore di Cristo non
è soltanto il tuo amore per Lui.
Ma è il suo amore per te. Ed è
anche l’amore secondo lo stile
di Gesù, nella misura in cui Egli
l’ha vissuto. Anche il verbo
“urget”, che può essere tradotto “ci urge”, “ci spinge”, “ci sostiene”, “ci possiede”, è un verbo che descrive la vita.
Come si fa a ridurre la vita,
nella sua dimensione più pro-
VENERDÌ 24
A Como, alle ore 9.00,
presso l’Auditorium don
Guanella, convegno per
il sessantesimo della
Cisl.
SABATO 25
A Tavernerio, dalle ore
9.00 alle ore 16.00, Assemblea diocesana.
DOMENICA 26
A Como, alle ore 10.30,
in Cattedrale, Santa
Messa per il 350° anniversario della morte san
Vincenzo de’ Paoli; a
Bregnano San Giorgio, santa Messa nel
150° dell’edificazione
della chiesa.
Fotoservizio William
fonda e più ricca, a una sola
parola? L’amore di Cristo è il
motore, l’energia, la meta e la
speranza. Il Vangelo che abbiamo ascoltato ci ha ripetuto, con
le parole di Gesù, «rimanete nel
“mio” amore». Non è un amore
qualsiasi. Non è un ideale umano. Non è una fantasia. Fissare
lo sguardo su Gesù, ed entrare
progressivamente in un processo che non finisce mai, e che
dobbiamo percorrere di corsa
nel mistero del suo amore, questo è il segreto della vostra vita.
Se doveste perdere questa prospettiva. Se doveste dimenticare questo asse portante della
vostra esistenza, sareste smarriti. Il Vangelo ci ha detto che
questo richiede anzitutto una
relazione personale profondissima, come quella di Gesù con
il Padre. Siamo immediatamente portati al livello della stessa
vita divina, che lo Spirito Santo, che è la relazione interpersonale tra il Padre e il Figlio, deposita in noi e di cui ci rende
capaci. Dio è questa relazione
d’amore. E tutte le altre immagini che noi possiamo figurarci
di Dio. E tutte le altre idee che
possiamo avere di Lui devono
girare intorno a questa che è il
suo centro, che è la sua definitiva e piena manifestazione.
Dentro alla relazione tra il Padre e il Figlio, che è lo Spirito
Santo, c’è la vostra, la nostra
vita. Mai avremo terminato di
coltivare la nostra relazione con
Gesù. Di ascoltarlo, di contemplarlo, di seguirlo, di imitarlo.
Di farlo il senso ultimo della
nostra vita. Per cui anche l’obbedienza che ci viene chiesta –
l’obbedienza della fede – non è
l’obbedienza di uno schiavo, non
è l’obbedienza intimorita o interessata.
È un’obbedienza amicale e filiale. Come io obbedisco al Padre, come io osservo i suoi comandamenti – così dice Gesù –
così anche voi dovete osservare
tutti i comandamenti sintetizzati e portati a compimento nel
mio comandamento: «che vi
amiate gli uni gli altri come io
vi ho amato». Ed è qui che la
nostra somiglianza con Gesù,
nella quotidianità delle scelte
più immediate e concrete che si
dipanano nella nostra vita di
tutti i giorni, è questa la scelta
che dovete fare: il dono di sé che
più grande di così non potrebbe essere. Perché è il dono della vita. E nella vita c’è tutto. È
il dono integrale. Non è qualche ora. Non è qualche gesto.
Non è una parte, perché chi non
è pronto a rinunciare a tutto ciò
che possiede e alla sua stessa
vita non è degno di diventare
mio discepolo. E fin qui, cari fratelli, ci siamo dentro tutti. Basta il Battesimo per essere chiamati a questa integrale partecipazione al dono della vita che
Gesù ha realizzato sulla Croce
vittoriosa. E la Chiesa, tutta la
Chiesa, tutta la comunità dei
battezzati, ha bisogno di questi modi, di questo. Non di gente che è migliore degli altri. Non
di gente eroica. Ha bisogno di
qualcuno che metta la propria
esistenza a servizio di questa
testimonianza: non sei più tuo!
E non lo sei da oggi in avanti,
in una forma nuova, con un’espressione precisa, attraverso
una scelta solenne e irreversibile che è quella di mettere la
tua vita a servizio nella forma
del diaconato aperto al dono del
presbiterato. Vostri servitori a
causa del Gesù.
Non predichiamo noi stessi.
Non cerchiamo noi stessi. Non
ci salviamo angoli e garanzie
per noi stessi. Tutto quello che
scegliamo, tutto quello che facciamo, il motivo di tutto ciò di
cui obbediamo è questo: dare ai
fratelli e alle sorelle una misura forte di testimonianza del
dono della vita. Di qui il criterio unico e fondamentale di ogni
vostra scelta, da qui in avanti.
Criterio che potrei formulare
così: Signore, fammi capire dove
e come posso servire di più. Non
il mio comodo. Non quello che è
meglio per me. Non quello che
mi soddisfa. Non quello che mi
da gratificazione. Dove e come
posso servire meglio e di più. E
sarà una lotta dura, non soltanto contro le potenze di questo
mondo, che ragionano in tutt’altro modo, ma sarà una lotta
dura anche con il rigurgito e la
presenza dell’uomo vecchio dentro di noi che continua ad avanzare le sue richieste egoistiche… Sarà una lotta dura. Ma,
come ha detto a Geremia, così
il Signore dice anche a te: non
aver paura, ci sono io, sono di
fianco a te. Non dire sono giovane. Non dire non ce la faccio.
Non dire non reggerò la fatica.
Io sono con te. E la lotta dura, i
momenti di difficoltà e di smarrimento saranno superati se ti
ricorderai che Gesù ti ha detto
tutte queste cose perché la sua
gioia sia in te. E la tua gioia così
sia piena. E anche in queste
parole emerge l’invito a non
staccare mai la nostra esistenza da quella del Signore, perché tutte le volte che la tua gioia si dovesse diversificare da
quella di Gesù, sarà sempre
deludente. Fai in modo che la
tua gioia, la gioia che legittimamente desideri per la tua vita e
per la vita delle persone che
ami, nei motivi, nel fondamento, nello stile e nel criterio della sua verifica sia sempre e soltanto la gioia di Gesù».
CHIESA
P A G I N A
8
CHIESALOCALE
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 18 SETTEMBRE 2010
LABORATORIO DIOCESANO DI PASTORALE FAMILIARE
SABATO 9 OTTOBRE PRESSO L’ORATORIO DI REGOLEDO
«DARE VITA A NUOVI GRUPPI FAMILIARI»
Un appuntamento
annuale, momento
importante
per la formazione
degli operatori
pastorali
in campo familiare
re, sono la porta sulla comunità parrocchiale per quanti
non la frequentano ancora,
sono l’ambito in cui scoprire
la ricchezza del matrimonio.
E altro ancora!
pagina a cura
dell’UFFICIO DIOCESANO
PER LA PASTORALE
DELLA FAMIGLIA
Una giornata di studio,
non un convegno per gruppi familiari: l’invito è per gli
operatori di pastorale familiare, non genericamente per chi
L
Ufficio diocesano per
pastorale della fa’ lamiglia
organizza l’an-
nuale laboratorio di
pastorale per avviare o rinnovare “un” aspetto della pastorale familiare: i gruppi familiari.
Dopo gli incontri degli anni
scorsi, dedicati agli itinerari
per fidanzati e al cuore ferito
per le separazioni, il laboratorio del 2010 si concentra sul
“dare vita a nuovi gruppi familiari”. Una pastorale che
voglia essere missionaria ne
ha bisogno. Molte famiglie aspettano una proposta, qualcosa “per sé”, per la propria
crescita spirituale. I gruppi
familiari hanno come finalità
la crescita delle famiglie verso la santità, alla quale siamo
chiamati. Essi sono il luogo
del “primo annuncio”, cioè dell’incontro vitale con il Signo-
IL PROGRAMMA
DELLA GIORNATA
• ore 15.30: accoglienza, consegna della cartelletta agli
iscritti, sistemazione nel salone dell’oratorio;
• ore 16.00: saluti, preghiera, presentazione della gior-
nata. Note pastorali su I gruppi familiari nella vita
della Chiesa (don Italo Mazzoni);
• ore 16.45: presentazione dei cinque laboratori e del
metodo di lavoro;
• ore 17.00: laboratori a rotazione (tre da 45 minuti l’uno,
passaggi compresi);
• ore 19.30: cena;
• ore 20.30: in assemblea: dialogo, interrogativi,
chiarimenti e proposte pastorali;
• ore 21.30: partenze.
È disponibile pr
esso l’Uf
e
presso
l’Ufficio
familiare
ficio diocesano di pastorale familiar
er
celli, ripr
odotta
Ver
ercelli,
riprodotta
l’Icona delle Nozze di Giancarlo V
in for
mato A4 (car
toncino) e su pannello rigido (50x70).
formato
(cartoncino)
Può essere di grande utilità alle parrocchie per gli itinerari
di fede dei fidanzati, per i gruppi familiari, per momenti
di preghiera o ritiri spirituali nei quali riflettere sulla teologia
ficio.
nuziale. Pr
enotazioni pr
esso l’Uf
Prenotazioni
presso
l’Ufficio.
GRUPPI FAMILIARI
A SERVIZIO DELL’ESSERE
SPOSI E FAMIGLIA
LA FAMIGLIA,
REALTÀ PRIVILEGIATA
DALLA CHIESA
La famiglia è realtà che la
Chiesa accoglie come “il” dono
prezioso fatto da Dio all’umanità. La Chiesa la privilegia
non in modo strumentale a
raggiungere altri risultati,
fossero perfino quelli educativi. La privilegia perché è un
valore in sé, non scambiabile.
Noi siamo nati “famiglia”.
Anche siamo nati in una famiglia. Oggi potrebbe capitare che qualcuno nasca “senza
famiglia”, orfano di genitori
reali perché figlio di tecniche
riproduttive. Anche in questo
caso l’uomo che nasce è uomofamiglia. Noi siamo famiglia
per costituzione, non per accoglienza o per scelta. Siamo
segnati dal genere maschile e
femminile, siamo inseriti in
rapporti di dipendenza e di
mutuo aiuto, siamo unici ma
riconoscibili solo nell’incontro
con l’altro, siamo posti tra le
varie età della vita di chi ci
precede e di chi ci segue.
La Chiesa riconosce il dono
della famiglia come un dono
del Dio creatore. Siamo creati famiglia. E riconosce nella
nuzialità la fonte originaria
del divenir famiglia. È sempre
un mistero da approfondire
quello slancio che unisce un
uomo e una donna e li porta a
costruire una famiglia. Nella
meraviglia di fronte a questo
dono la Chiesa l’ha riconosciuto sacramento, cioè segno efficace dell’amore stesso di Dio.
La famiglia è risorsa per
ogni singolo uomo e per l’umanità. Ci mantiene dentro legami di amore, di accoglienza, di sostegno; ci insegna l’arte del vivere; ci affida le armi
della solidarietà e della relazione per sconfiggere il nemico che è la solitudine; ci apre
progressivamente alla socialità, in modo proporzionato
alle forze; ci consegna il senso del nostro esistere umano
fino al compimento dei giorni.
I gruppi familiari vivono di
queste consapevolezze e diventano i luoghi privilegiati in
partecipa ad un gruppo familiare. Le parrocchie sono invitate a mandare persone
adulte che lavorino nel campo dell’evangelizzazione della famiglia, responsabili di
gruppi, membri dei consigli
pastorali, nuovi operatori pastorali. Si partecipa per riportare nella propria comunità
idee, proposte pastorali, sussidi, iniziative.
cui la Chiesa proclama il suo
“credo nella famiglia”.
La Chiesa sa che la famiglia
la precede, ponendosi ieri e
oggi come dono per ogni uomo.
E sa che alla famiglia si deve
ispirare nei suoi tratti, nella
dedizione ai più bisognosi,
nella capacità di generare
nuovi figli. Sa anche di dover
aprire la famiglia oltre i propri confini, incontro ad altre
famiglie, a costruire un mondo nuovo, e poter consegnare
la fede nel Padre, nel Figlio e
nello Spirito Santo, autori del-
la famiglia a propria immagine somiglianza, perché Dio è
famiglia.
LA FAMIGLIA
È CHIESA DOMESTICA
Definita “Chiesa domestica”
nel Concilio Vaticano II, la famiglia sente questo nome
come una vocazione da scoprire, da illuminare, da realizzare. Si tratta di tre passaggi importanti: c’è una gioia particolare nell’accorgersi che molto di quello che abbiamo cer-
cato nella vita è lì, a portata
di mano, esattamente nella
casa in cui abitiamo. Perfino
l’invisibile diventa visibile.
Servono parole adatte per
dire tutto ciò, servono pensieri che illuminino, servono indicazioni che descrivano, perché possiamo togliere il velo
che copre ogni ricchezza umana. Allora ci viene mostrata e
consegnata. Essere Chiesa domestica si trasforma in un
prezioso modo di vivere fatto
di fede, di accoglienza, di sensibilità, di coraggio e di incontro con Gesù nostro salvatore.
Il gruppo familiare è un’ottima esperienza per scoprire,
illuminare e sostenere nella
realizzazione della vocazione
ad essere Chiesa domestica.
Tutto ciò oggi ci appare quasi
come un miraggio. Di fronte
alla fatiche dell’essere Chiesa nella grande Chiesa, di
fronte alla difficoltà della comunione con le Chiese ortodosse, anglicana e riformate,
che senso ha pensarci piccola
Chiesa casalinga? È lo stesso
senso della casa di Nazareth
dove Gesù è cresciuto, lo stesso senso di Betania dov’egli
incontrava i suoi amici; è il
senso del mistero stesso dell’incarnazione che comunica
tutta la divinità nella piccolezza di un corpo, di una terra, di una storia. Forse un
giorno faremo la genuflessione entrando in una casa cristiana, come oggi facciamo
davanti al Tabernacolo, riconoscendo la presenza di Gesù
Cristo.
DON ITALO MAZZONI
CHIESA
P A G I N A
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CHIESALOCALE
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 18 SETTEMBRE 2010
I CINQUE LABORATORI
1. CAMMINARE
INSIEME: COME
PROGETTARE
L’ITINERARIO
(ATTENZIONE
EDUCATIVA)
2. TRASMETTERE
LA FEDE CON
L’ALFABETO DELLA
VITA QUOTIDIANA:
LE ESPERIENZE
FONDANTI
DEL GRUPPO
FAMILIARE
(ATTENZIONE
EDUCATIVA)
3. L’UNICO
GRANDE TEMA:
LA SPIRITUALITÀ
NUZIALE
(ATTENZIONE
TEOLOGICA)
4. NEL NOME
DEL PADRE
E DEL FIGLIO
E DELLO SPIRITO
SANTO:
LA PREGHIERA
NEL GRUPPO
FAMILIARE
(ATTENZIONE
SPIRITUALE)
5. FARE
(IL) GRUPPO:
ORGANIZZAZIONE
E ANIMAZIONE
DEGLI INCONTRI
(ATTENZIONE
TECNICA)
a) Il Laboratorio impegna i partecipanti nel
progettare la vita del
gruppo familiare come
un cammino: i singoli incontri sono tappe di un
itinerario di fede e spiritualità.
a) Il Laboratorio aiuta
a riconoscere le cinque
esperienze specifiche che
insieme “costituiscono” il
gruppo familiare, perché
non sia confuso o sovrapposto ai centri di ascolto
del Vangelo o ad altre forme di catechesi degli adulti.
a) Il Laboratorio immerge nella contemplazione della nuzialità come mistero di amore di
Dio che attraversa la storia della salvezza, coinvolge l’umanità, costituisce la Chiesa come Sposa, illumina la vita coniugale.
a) Il Laboratorio avvia
la ricerca di modalità
specifiche di preghiera
familiare, coltivando la
dimensione domestica
nel rapporto con Dio.
a) Il Laboratorio ricerca modalità concrete per
gestire in modo efficace
e semplice la costituzione e l’organizzazione del
gruppo.
b) Il gruppo familiare
è spazio importante di
condivisione della preghiera e di pedagogia
del pregare in famiglia,
ma è anche il luogo della nostalgia della grande preghiera liturgica
della Chiesa.
b) Il gruppo familiare,
nelle sue dinamiche, ha
bisogno di attenzioni organizzative e definizione di alcune responsabilità. Animare un gruppo
richiede la capacità di
accogliere, di introdurre
gli argomenti, di stimolare il dialogo, di programmare.
b) Nel gruppo familiare c’è un punto di partenza, legato alla storia e
alle situazioni dei suoi
membri, e c’è un punto
di arrivo al quale tendere. Ma anche ci sono scelte, impegni e propositi
da rendere stabili e permanenti.
c) I partecipanti sono
aiutati ad elaborare un
itinerario di fede segnato dall’ascolto delle persone e dalla confidenza
con la parola di Dio, capace di traghettare le
persone verso le mete
più alte della spiritualità familiare.
b) Il gruppo familiare
promuove il passaggio dal
condividere dei sentimenti al prendersi cura gli uni
degli altri; vive la missionarietà portando l’annuncio della salvezza nelle
case; coltiva l’esperienza
della “famiglia Chiesa domestica”; diventa “ponte”
verso la comunità parrocchiale; fa sperimentare la
reciprocità delle vocazioni.
b) Il gruppo familiare,
pur affrontando varie
tematiche, ha nella teologia nuziale il grande
annuncio che fonda e alimenta la spiritualità degli sposi e della famiglia.
c) I partecipanti “leggono” nei particolari l’Icona delle Nozze di Giancarlo Vercelli.
c) I partecipanti, mentre sono aiutati a riconoscere e a mettere in relazione queste cinque esperienze caratteristiche, apprendono l’arte del comunicare con l’alfabeto della
vita quotidiana.
c) I partecipanti scoprono le ricchezze del Benedizionale, libro liturgico che offre testi e suggerimenti per la preghiera nelle varie situazioni della vita.
c) I partecipanti attraverso simulazioni e approfondimenti vengono
introdotti all’arte di invitare e accompagnare
un gruppo.
ISCRIZIONI ENTRO IL 2 OTTOBRE
Consegnare il modulo compilato presso l’Ufficio per la pastorale
della famiglia, Centro pastorale Cardinal Ferrari, viale Cesare
Battisti, 8 - 22100 Como (si può ritagliare dal Settimanale il modulo qui accanto, o fotocopiare o scaricare dal sito internet:
www.diocesidicomo.it). Iscrizioni anche inviando il modulo per
raccomandata, o via mail a [email protected]
Quota di iscrizione: euro 13,00, comprendente il materiale che
verrà distribuito e la cena.
Solo iscrizione, senza cena: euro 5,00.
Pagamento della quota di partecipazione direttamente alla segreteria nel giorno dell’incontro.
SCHEDA PERSONALE DI ISCRIZIONE
LABORATORIO DIOCESANO
(da consegnare entro il 2 ottobre)
9 OTTOBRE 2010 – REGOLEDO (SO)
Cognome e nome_________________________________________________________
NOTA BENE
• L’iscrizione deve essere nominale e non generica (ad esempio:
la tal parrocchia invia numero “tot” partecipanti...).
• Non è possibile garantire materiale e partecipazione nei laboratori a quanti non sono iscritti (uno per parrocchia non iscritto corrisponde a centinaia di persone).
Per informazioni e iscrizioni rivolgersi alla segretaria, Milena
Panzeri, al numero dell’Ufficio diocesano (331.6309783), martedì, giovedì e venerdì mattina dalle ore 9.00 alle 12.00. Per informazioni (non per iscrizioni) rivolgersi anche a don Italo
Mazzoni (347.2244689).
Luogo e data di nascita ___________________________________________________
Residente a _____________________________________________________________
Via ________________________________________________________ Prov. _______
Parrocchia ______________________________________________________________
ACCOGLIENZA
Professione _____________________________________________________________
Sarà attivo un punto di accoglienza e di segreteria presso
l’Oratorio della parrocchia di Sant’Ambrogio, piazza Sant’Ambrogio 14 - 23013 Regoledo di Cosio Valtellino, dove registrarsi e
ritirare la cartelletta nominale con il materiale.
Telefono ________________________________________________________________
Come raggiungere la parrocchia di Sant’Ambrogio a
Regoledo di Cosio (So)
Mail ____________________________________________________________________
• Entrati in Regoledo, arrivando da Colico, alla rotonda girare a
destra in via Roma e proseguire diritti fino in fondo alla via.
• Arrivando da Sondrio, alla medesima rotonda, svoltare a sinistra.
• Parcheggi: nei pressi della Scuola elementare in via Campi
Lunghi (la strada prima di via Roma sulla destra).
Assistenza bambini
Chi avesse necessità di portare i figli, potrà trovare un servizio di
assistenza per i bambini. L’organizzazione di tale servizio richiede di avvertire entro il 4 ottobre, chiamando Milena Panzeri al
numero dell’Ufficio diocesano (331.6309783), martedì, giovedì e
venerdì mattina dalle ore 9.00 alle 12.00.
Eventuali esperienze di pastorale familiare che l’operatore vive già:
_____________________________________________________________________________________________________________________________________________________________
__________________________________________________________________________
Prenotazione cena
Numero bambini a cena ____________
P A G I N A
10
CHIESA
VISIT
AP
ASTORALE
VISITAP
APASTORALE
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 18 SETTEMBRE 2010
IL 18 E 19 SETTEMBRE
IL VESCOVO A BELLAGIO
Sabato e
domenica
il Vescovo
Diego Coletti
concluderà
la Visita
Pastorale
alla zona
Lario
incontrando
la comunità
di Bellagio
D
opo la pausa estiva
la Visita Pastorale
del nostro Vescovo
Diego raggiungerà
Bellagio, i prossimi
18 e 19 settembre, concludendo le sue tappe nella Zona
Lario. Al vertice del triangolo
lariano, nell’esatto centro del
lago di Como, la comunità parrocchiale di Bellagio si presenterà al suo Pastore guidata dal
parroco, don Renzo Denti, e dal
vicario, don Francesco Marinoni.
Un importante anticipo della
visita si è, però, già svolto lo scorso 9 maggio, in occasione del
“MOLO 14”. In quell’occasione il
Vescovo ha potuto incontrare gli
ospiti e gli operatori sanitari delle due residenze sanitarie assistenziali presenti nel Comune: la
“Fondazione Greco De Vecchi”, e
la “Residenza Bellagio”. Purtroppo, nella RSA Greco De Vecchi è
cessata da circa un anno, dopo oltre cento di presenza ininterrotta, l’assistenza delle Suore
Adoratrici del SS. Sacramento;
con loro è venuta a mancare ogni
presenza di religiose in tutto il
territorio; una perdita comune a
molte altre comunità, ma ulteriore motivo di riflessione.
LA PARROCCHIA
Descrivere la Comunità cristiana di Bellagio ai lettori del “Settimanale” richiederebbe probabilmente troppe pagine; riassumeremo parte della situazione
attuale, come la si presenterà al
nostro Vescovo.
La chiesa matrice di Bellagio è
quella di S.Giovanni Battista,
nella frazione omonima sulla
riva occidentale; qui, sin dai primi secoli della Chiesa di Como,
ha avuto sede la Pieve che conserva ancora il titolo di Arcipretura. Le altre due chiese principali sono: S.Giacomo maggiore,
in frazione Borgo, (già Prevostura
nel 1657) e la SS.Annunciata in
frazione Visgnola, già parrocchia
distaccata due secoli dopo, nel
1857. A fronte di queste sorpassate separazioni parrocchiali la
Comunità ha vissuto un lungo
percorso unitario e si presenta
alla Visita Pastorale in una situazione di quasi completa di
riunificazione.
Il percorso è stato complesso
per molti, ma anche stimolante
e formativo per quanti si sono impegnati nel realizzarlo; a partire
dai sacerdoti che si sono succeduti, prima come parroci autonomi, poi “in solidum”, sino ai semplici fedeli che ne hanno sostenuto attivamente le intenzioni.
UN CAMMINO COMUNE
Ecco alcune tappe fondamentali di questo cammino: l’inizio
della celebrazione comune del
Sacramento della Confermazione, nel 1985; la nomina a parroco anche di S.Giacomo dell’allora Arciprete di S.Giovanni don
Mario Borella, nel 1992; la nomina a parroco di S.Giovanni e
S.Giacomo di don Giuliano
Zanotta, nel 1996, e dal 2000
anche di Visgnola; la prima nomina comunitaria a parroco di
don Renzo Denti nel 2008; la nomine a vicario della Comunità di
don Luca Bordone nel 2001 e di
don Francesco Marinoni nel
2008. Il percorso riunificativo è
stato preparato con la formazione comunitaria dei fedeli laici; la
composizione del Consiglio pastorale unitario, fortemente voluta da don Giuliano Zanotta, è
stata il vero punto di svolta nella vita della comunità.
La caratteristica fondamentale di questa esperienza è stata
l’autoformazione a una ritrovata
unità verso il messaggio evangelico; a questo compito stimolante si sono aggiunti gli incontri
specifici per i catechisti, a partire dalla formazione biblica e una
completa organizzazione unitaria della catechesi dei ragazzi e
degli adulti; ai giovani dei nostri
giorni appaiono ormai incomprensibili le separazioni e le rivalità tra parrocchie che contraddistinguevano il nostro paese, come molti altri.
Da questo slancio sono nate
nuove generazioni di cristiani, più
consapevoli e aperte verso le molteplici esperienze della Chiesa,
sia diocesana che mondiale. Un
prezioso aiuto è venuto dalla presenza in parrocchia dei diaconi;
la loro partecipazione attiva alla
vita pastorale della comunità è
stata una vera riscoperta di questo antico Ordine ecclesiale e il
loro avvicendamento annuale è
stato un arricchimento di esperienza diocesana.
I gruppi ecclesiali attivi in parrocchia sono: la Caritas, l’Azione
Cattolica, le Famiglie, IL CIF,
l’Unitalsi e la Confraternita del
SS. Sacramento; in occasione
dell’incontro con quest’ultima il
Vescovo ne promulgherà il nuovo
statuto, redatto in sostituzione
del precedente del 1938.
IL PAESE
Il Comune di Bellagio, nato
dall’unificazione degli antichi tre
comuni del Borgo, delle Ville, e
di Mezzo, ospita un asilo-nido
privato, due scuole dell’infanzia
private, le scuole elementari e
medie statali ma da circa
vent’anni, ha perduto la storica
scuola alberghiera dell’Hotel
Grande Bretagne. La maggioranza degli studenti delle superiori
frequenta gli istituti di Lecco e
Menaggio e in minor numero, di
Como. L’isolamento dalle città
universitarie ha purtroppo allontanato gran parte degli studenti
che seguono studi e professioni
“cittadine” ; un impoverimento
che provoca una scarsa dedizione all’arte e alla cultura.
I “TESORI” DEL BORGO
La Comunità Parrocchiale di
Bellagio è distribuita in una superficie di ben 26 chilometri quadrati,
dalla Punta Spartivento alla vetta
del Monte S. Primo. E’ suddivisa in
numerose frazioni; le più popolose
sono: Visgnola, Borgo, Aureggio; le
minori: Regatola, Taronico, Casate,
Suira, Vergonese, Guggiate , San Giovanni, San Vito, Loppia, Pescallo,
Oliverio, San Vittore, Scegola, Mulini, Neer; poi le frazioni e i nuclei abitati della vasta fascia montana:
Gorla, Chevrio, Brogno, Guello,
Cascine Gallasco, Cernobbio, Rovenza, Prà Filippo, Pian Rancio, M. S.Primo. La Parrocchia, oltre
che con Lezzeno, sulla riva comasca del lago, è confinante e vicina,
sulla riva lecchese e sulla Valassina, a quelle ambrosiane di
Limonta, (ove a segnare il confine sorge sul lago il minuscolo Santuario della Madonna del Moletto), e Civenna, che si interseca in
confini contorti nelle frazioni montane. Questa grande varietà di
territorio e le complessità e ricchezze della storia religiosa e civile che lo hanno contraddistinto nei secoli spiegano la presenza di
ben 18 chiese, (oltre alla cappella interna della RSA Greco De
Vecchi); fra di esse spiccano quattro “tesori” dell’architettura romanico-lombarda dei Maestri Comacini: la basilica di S.Giacomo
Maggiore e la chiesa di S.Giorgio in Borgo, la chiesa di S.Martino
in Visgnola, la chiesa (privata) di S.Maria in Loppia col magnifico
campanile. Inoltre sorgono 3 mausolei storici privati, una dozzina di cappelle votive e un originale cimitero protestante-anglicano, retaggio delle presenze prolungate dei turisti dei secoli scorsi,
quando i soggiorni si svolgevano nell’arco di mesi.
PROGRAMMA
Sabato 18 settembre
Ore 10.00 Accoglienza
del Vescovo sulla piazza
della Basilica di S.Giacomo
in Borgo. Incontro con don
Renzo e don Francesco.
Ore 15.00 S.Messa presieduta dal Vescovo nel
Santuario di S.Martino in
Visgnola, con la presenza
in particolare di anziani e
ammalati.
Ore 16.30 Incontro con
le società sportive sulla
piazza della Chiesa Arcipretale di S.Giovanni
Ore 18.00 Nella chiesa
di S.Giorgio incontro e preghiera con la Confraternita maschile del SS.Sacramento;
A seguire: incontro con il
Consiglio Comunale.
Ore 19.00 Corteo per via
Garibaldi, (centro Borgo),
verso la Basilica. Visita della Basilica e celebrazione
dei Primi Vespri della domenica, accompagnati dalla Corale Bilacus.
Cena in oratorio col Consiglio Pastorale e gli amministratori.
Ore 21.30 incontro comunitario aperto a tutti all’
oratorio a Visgnola.
Domenica 19
Ore 9.30: Lodi con i sacerdoti in S.Giovanni. A
seguire alle ore 10.00 S.
Messa solenne per tutta la
Parrocchia; (sospese le altre Messe ad eccezione di
quella delle 8.00 in Borgo).
Ore 15.00 ritrovo in piazza S.Giovanni con i ragazzi e le loro famiglie; passeggiata fino a Visgnola
passando per le chiesette di
Guggiate, Suira e Casate.
Ore 16.00 incontro con
bambini, ragazzi e adolescenti in oratorio
Ore 17.30 : visita alla
chiesa di Visgnola e recita
dei Vespri con i giovani e
la comunità.
Presso la storica Villa Serbelloni ha sede il Centro Studi
della Fondazione Rockefeller di
New York, dove si tengono incontri e seminari internazionali.
Sono invece attive e frequentate
le associazioni sportive, come la
“Canottieri” dell’Unione Sportiva Bellagina, che ha formato e cresciuto tanti campioni.
Ad atleti e sportivi il Vescovo
dedicherà un incontro speciale
nel pomeriggio del sabato. L’economia del paese è basata in gran
parte sul turismo, in prevalenza
dai paesi anglosassoni, e Bellagio accoglierà il Vescovo ancora nel pieno della stagione, che
condiziona largamente anche la
vita della parrocchia.
Le altre attività economiche
prevalenti sono la floricultura e
l’artigianato, recentemente colpito dalla crisi economica nel
comparto della meccanica di precisione. Questa estrema sintesi
racchiude una storia complessa,
con una semplice e chiara speranza: l’arrivo del nostro Vescovo ci faccia verificare e riscoprire
la realtà della nostra fede in
Gesù Cristo e nella sua unica
Chiesa.
La fede che sapremo testimoniare ci farà accogliere la Visita
con gioia e fiducia ; sappiamo che
il nostro Vescovo ha grande cuore
e che la diocesi che sta visitando
è altrettanto grande; siamo felici e fieri di esserne al centro, per
due giorni almeno.
IL CONSIGLIO PASTORALE
foto e immagini di Mario Tacchi
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IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 18 SETTEMBRE 2010
VALTELLINA SUPERIORE IL VESCOVO A BORMIO DOMENICA 12 SETTEMBRE
Due
appuntamenti,
in cattedrale
a Como
e a Bormio,
hanno visto
l’incontro tra
il Vescovo e
i fedeli della
Valetellina
Superiore a
pochi mesi di
distanza dalla
conclusione
della Visita
Pastorale
ecisamente un fine
settimana impegnativo per mons. Diego Coletti, Vescovo
della Diocesi di Como, che è stato occupato con
due importanti eventi riguardanti la Zona Pastorale della
Valtellina Superiore: la restituzione della visita pastorale
di fine 2009 da parte delle comunità parrocchiali interessate, venerdì 10 settembre, ed
un nuovo incontro di preghiera comune, tenutosi a Bormio
domenica 12 settembre. Entrambi gli avvenimenti hanno
visto una sostanziosa partecipazione delle parrocchie, che
hanno dimostrato grande affetto e cordialità alla loro guida spirituale, “dimostrando
così di riconoscere nel Vescovo una persona cara”, come
sottolinea anche mons. Coletti nell’introduzione al decreto
conclusivo della visita pastorale, ringraziando di cuore
tutti i fedeli della Zona Pastorale della generosa accoglienza.
Nella prima delle due giornate, tenutasi a Como, la tarda mattinata ha visto la comunità della Valtellina Superiore impegnata in un diretto
incontro di preghiera con il
Vescovo, animato con canti dai
giovani di tutta la Zona Pastorale interessata. Il messaggio
lanciato ancora una volta è
quello di favorire un clima di
D
ATTORNO AL CROCIFISSO
amore fraterno nelle nostre
zone, sempre e non solo in
occasione della visita pastorale: una collaborazione fraterna ed attiva alla vita della comunità ecclesiale è alla base
di una vita serena, libera dal
peccato. Due giorni dopo questo avvenimento, la comunità della Zona Pastorale ha
avuto nuovamente occasione
di presentarsi per sentire le
parole del suo Vescovo, stavolta a Bormio. Il ritrovo per la
giornata, nel primo pomeriggio, è stato stabilito in Piazza
del Kuerc, davanti alla
Collegiata, dove tutte le comunità parrocchiali si sono
riunite alla presenza di mons.
Diego Coletti e di tutti i sacerdoti e parroci della Valtellina Superiore. Dopo l’accoglienza in piazza, le comunità
si sono portate in processione
verso la chiesa del Santo Crocifisso di Combo e, dopo l’esposizione solenne del Crocifisso,
è stata concelebrata la Santa
Messa solenne dal Vescovo,
dall’arciprete di Bormio don
Giuseppe Negri e dal Vicario
Episcopale per la Provincia di
Sondrio, mons. Battista Galli. All’accoglienza il Vescovo ha
subito sottolineato e ringraziato per l’affetto dimostrato
ancora una volta verso di lui
da parte dell’intera comunità,
evidenziando in che modo ab-
bia particolarmente a cuore la
nostra Zona Pastorale, dove
“ha avuto varie occasioni di
incontrare molti fedeli e di
trascorrere qualche giorno,
condividendo così il loro ambiente di vita”, come ribadisce
nuovamente nel decreto riassuntivo della visita pastorale.
L’avvenimento si è subito definito all’insegna della preghiera e della riflessione comune, che è stata incentrata
sulle letture, specialmente
sulla lettera di San Paolo Apostolo ai Romani, definita dal
Vescovo come un brano che
parla della comunità, esortando ogni membro di essa a non
smettere di desiderare di operare sempre meglio nel nome
di Dio. Dopo una breve riflessione la comunità intera si è
trasferita in processione verso la piazza del Santo Crocifisso di Combo, cantando ed
ascoltando brani degli Atti
degli Apostoli lungo il tragitto. Giunti nella piazza, i fedeli si sono disposti a prendere
posto per la Santa Messa, che
è stata preceduta dall’esposizione del Crocifisso e sottolineata dall’esecuzione di alcuni brani religiosi da parte delle bande musicali di Bormio e
Valfurva. Nella sua omelia il
Vescovo ha posto forte l’accento sulla croce e sul sacrificio
di Cristo che “ci ha voluto
IN CATTEDRALE A COMO
LA “RESTITUZIONE”
DELLA VISITA PASTORALE
Le parrocchie della zona pastorale Valtellina Superiore venerdì
10 settembre si sono recate a Como per la Restituzione della
Visita Pastorale che il vescovo monsignor Diego Coletti ha effettuato nello scorso autunno. In oltre 200, per lo più bambini e
giovani impegnati nei Grest, hanno partecipato con gioia a questo
momento di amicizia e di comunione con il Vescovo. Visibilmente
contento della visita mons. Coletti ha ricevuto in cattedrale i fedeli. Con loro ha pregato e meditato la pagina del vangelo di Giovanni nella quale Gesù ha donato all’umanità il comandamento nuovo. Spiegando l’etimologia della parola cattedrale e sottolineando
come sia la casa di tutti i fedeli diocesani il Vescovo ha invitato
tutti i presenti a conoscerla meglio anche dal punto di vista storico, architettonico ed artistico e, al termine della preghiera,
l’arciprete della Cattedrale mons. Lorenzo Bataloni ha illustrato
brevemente i motivi di principale interesse relativi al Duomo.
Dopo un breve saluto al Vescovo che ha invitato tutti ad essere
presenti a Bormio per la successiva domenica per un’altra Restituzione della Visita, i 5 pullman hanno portato i valtellinesi sul
colle di Muggiò presso il Seminario per la pausa del pranzo. L’occasione è stata propizia anche per visitare il luogo dove studiano
e si formano i nuovi preti della diocesi. Durante il viaggio di ritorno le parrocchie di Bormio con don Romeo, di Valdidentro con don
Bruno Moneta, di Madonna dei Monti con don Ottorino, di Cepina
con don Bruno Rocca, di Oga e Santa Lucia con don Umberto si
sono fermate a Colico a visitare il complesso architettonico dell’Abbazia di Piona.
Le parrocchie di Livigno e Trepalle con don Romano e l’ “ospite”
don Marco Zubiani, hanno colto l’occasione per far visita alla parrocchia di Talamona dove ad attenderli c’era il futuro parroco mons.
Giuseppe Longhini.
QUINTO BORMOLINI
fotoservizio William
bene anche se non lo meritavamo e ci ha amato sino alla
fine; assumiamoci dunque le
nostre responsabilità di fronte a Gesù nostro fratello seguendo il suo esempio sino
alla fine”. Mons. Coletti ha voluto sottolineare il grande
amore di Cristo verso l’uomo:
“pur avendo natura divina,
non ha avuto problemi a farsi
umile e debole come noi uomini, sopportando per l’uomo
il supplizio atroce della croce”.
L’esortazione del Vescovo è a
vedere nel sacrificio del Figlio
di Dio il segno massimo dell’amore che Dio, come Padre,
ha per tutti i suoi figli, amore
che porta al sacrificio di un
nostro fratello.
Prima della benedizione finale, mons. Battista Galli, in
qualità di Vicario Episcopale,
ha dato pubblica lettura del
Decreto per la Zona Pastorale della Valtellina Superiore,
stilato al termine della visita
pastorale, del quale è stata
consegnata una copia a tutti i
fedeli presenti alla celebrazione di chiusura della visita pastorale in Valtellina Superiore.
testo e foto a cura di
ARMANDO, MARCO
E STEFANO TRABUCCHI
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IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 18 SETTEMBRE 2010
DREZZO E PARE’
Il 4 e 5
settembre
il Vescovo
è tornato
nella zona
Prealpi per
incontrare
le comunità
di Drezzo
e Paré
chiamate
ad un
comune
cammino
pastorale
“CI HA INDICATO LA STRADA”
I
l rientro dalle ferie estive per la nostra Comunità Pastorale di Drezzo
e Parè è stato un po’
diverso dal solito perché
segnato daun avvenimento
molto importante: sabato 4 e
domenica 5 settembre, infatti, abbiamo accolto mons. Diego Coletti in Visita Pastorale.
Questo momento, che rientra nei compiti del Vescovo,
non è stato solo una formalità burocratica, anzi, soffermandosi presso le nostre parrocchie fino a domenica sera,
mons. Coletti ha potuto sia celebrare l’eucarestia domenicale con tutti i fedeli nelle due
parrocchie, che incontrare la
gente in occasioni più conviviali, dove sono emerse la sua
umanità, simpatia, cordialità
e schiettezza.
Per le parrocchie di Parè e
Drezzo, la visita pastorale
rappresentava un momento di
confronto con il Vescovo sul
cammino da qualche mese intrapreso per essere una comunità pastorale. Il preparare
questo incontro ci ha permesso infatti di verificare i passi
fatti finora e mettere insieme
Nella foto R.R. l’inaugurazione della nuova ala dell’Asilo di Paré
dubbi, domande e riflessioni
sul progetto comune da
costruire.Alle nostre domande molto concrete e interessate al nostro vivere quotidiano, emerse durante l’assemblea, il Vescovo, ha replicato,
spiazzando inizialmente l’uditorio, con due domande: Chi
è la Chiesa? Qual è la sua missione nel mondo?
Provocazioni lanciate per
aprire un confronto e per interrogare ciascuno dei presenti, portando così la riflessione
non solo sul vivere nella nostra comunità pastorale, ma
sul vivere la Chiesa, come
punto di partenza inequivocabile, imprescindibile e uni-
versale.
Chi ascoltava ha potuto, da
subito, intuire che le parole
del Vescovo non si limitavano
a fornire semplici istruzioni
ma chiedevano uno sforzo ulteriore: metterci in gioco come parte attiva nella Chiesa.
Un Chiesa viva, che è comunione e “convocazione di uomini e donne riuniti perché lo
Spirito Santo di Dio ha acceso
in loro una grande amicizia
per Gesù Cristo”.
Il legame tra queste persone non è la simpatia, la lingua, la razza, il comune pensare bensì il fatto di essere “innamorati” di Gesù e anche
“un po’ matti”.
Ognuno, sfruttando i suoi
talenti e le sue competenze, è
chiamato a far vedere a questo mondo che Gesù è la Verità. È l’impronta dello Spirito
Santo che deve conformare la
nostra vita a Cristo affinchè
possiamo testimoniarLo al
mondo. Questa è l’unica cosa
che conta, è la nostra missione. Tutto il resto deve essere
al servizio di questo obiettivo.
Non c’è in ballo la difesa di
una presunta tradizione cristiana ma la bellezza della
nostra vita. Dobbiamo essere
una chiesa trasparente in
Gesù, coraggiosa nell’annunciare il Vangelo, capace di dire
“no” quando ci sono scelte con-
DI RAFFAELLA ROFFINO
IL FOTORACCONTO
S. Messa nella chiesa parrocchiale di Paré
Processione per le vie di Paré
Celebrazione nel Santuario della
Madonna Assunta a Drezzo
trarie alla sua logica.
Hanno colpito molto queste
parole del Vescovo, soprattutto per la franchezza e passione con cui sono state pronunciate, a testimonianza della
coerenza ed integrità di una
persona veramente “innamorata di Cristo”. Mons. Coletti,
quale successore degli Apostoli, ci ha così indicato la strada
da seguire: quella del Vangelo. Siamo noi ora disposti a
lasciare tutto per seguirla,
innamorarci di Gesù scoprendo la bellezza della vita alla
scuola del Vangelo?
MASSIMILIANO E SABRINA
Comunità pastorale di Drezzo e Paré
CHIESA
CHIESALOCALE
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 18 SETTEMBRE 2010
LECTIO
DIVINA
DAL CANTICO
DEI CANTICI
ALLA LETTERA
DI GIACOMO
S
ono tante o sono
poche due ore e
più di esposizione
e spiegazione di
un passo biblico,
magari di appena qualche
decina di righe? Direi tante, se consideriamo che
l’oratore parla ininterrottamente e senza cali di energia; direi poche, quando ci accorgiamo che non ci
sono pesate per niente e
che passiamo volentieri
alla fase della meditazione,
poi a quella della condivisione e infine alla preghiera. Il sabato è andato e ci è
costato qualcosa organizzarci per partecipare alla
lectio, ma non ci rinunciamo. Nel gruppo ci sono giovani e meno giovani; pur
rientrando in quest’ultima
categoria non avevo ancora nel mio curriculum la
lettura integrale e commentata di un libro della
Bibbia. Fatta l’esperienza,
non vorrei smettere e rimpiango che la mia catechesi
non sia iniziata così, almeno a partire dall’adolescenza. La lettura del Cantico
dei Cantici, il testo analizzato lo scorso anno alla
luce di una rivalutazione
della sessualità,ha prodotto in me, e mi è parso di capire in altre coetanee, una
bella tempesta di emozioni, tanto da non riuscire a
trattenere la domanda:
“Ma perché mai prima ci
hanno parlato così dell’amore?”. Tanti tabù, tante reticenze, tante false
convinzioni, legate certo
alla cultura del tempo ma
dovute ad una visione non
proprio serena e sicura dell’argomento, ci hanno impedito di vivere bene una
fetta considerevole della
nostra esistenza, e ciò è avvenuto in maniera irreversibile. D’altra parte nelle
generazioni successive una
maggiore libertà e disinvoltura non hanno comportato un miglioramento della qualità della vita, anzi…
È il momento di approdare ad un giusto equilibrio,
perché l’amore non deve
essere mortificato, ma neppure banalizzato. E prima
di tutto deve essere “riconosciuto”. Perciò bisognerebbe parlare di più dei
sentimenti, bisognerebbe
insegnare e imparare a riconoscerli. La relazione
d’amore, come insegna il
Cantico, deve possedere
delle caratteristiche senza
le quali non può definirsi
“amore”. Senz’altro l’attrazione e il trasporto verso
l’altro, ma uniti al rispetto
e alla reciprocità. Se metto me stesso al centro della relazione, se cerco di ridurre l’altro a me stesso,
non amo. Questo vale per
ciascuna delle parti. Tenendo presente ciò, si può
arrivare a capire, o magari
semplicemente a sentire,
che la relazione con Dio
non è diversa. Penso che da
qui consegua tutto il resto.
Gli spunti di riflessione offerti da un argomento così
complesso sono stati innumerevoli, ma se dovessi indicare quello che considero il gioiello portato a casa
dalla lectio, direi che è lo
sguardo sul rapporto di
coppia come un rapporto
fecondo che non deve ten-
dere alla “fusione”, all’annullamento della personalità, al contrario deve essere una comunione di “diversi”, in cui ciascuno “genera” l’altro, nel senso che
lo aiuta ad essere pienamente se stesso. Da questo
si riconosce l’amore.
KATHY
La Lectio proposta per l’anno 2010-2011, a commentare sempre Caterina
Ostinelli, sarà sulla Lettera di San Giacomo. Questo
breve scritto del Nuovo Testamento, poco conosciuto
ancora oggi, è molto più ricco di quanto si pensi. Essa
si presenta come una testimonianza autentica e autorevole di magistero morale apostolico. La lettera
sviluppa solo il messaggio
morale cristiano, dando
per scontato la teologia da
cui esso deriva. Giacomo
intende correggere le deviazioni che percepisce nella Chiesa, e cerca di farlo
stigmatizzando alcune situazioni che rivelano un
modo di essere cristiani
“ipocrita”. «La lettura di
questa lettera - spiega
Caterina - ci porterà a fare
un cammino di “iniziazione
alla gioia vera”, in otto tappe». Primo incontro sabato 16 ottobre, dalle
ore 15.30 alle ore 19.30,
presso l’Istituto Sacra
Famiglia di via Dante
94, a Como. Per informazioni telefonare allo 031307003 e chiedere di suor
Mariarosa.
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SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 18 SETTEMBRE 2010
UN SERVIZIO PREZIOSO AL TERRITORIO
Casa della Giovane
il “dono”
dell’accoglienza
n’auto nuova
fiammante per
la Casa della
Giovane “Irma
Meda” di Ponte
Chiasso. Un bene diventato indispensabile negli
ultimi mesi per soddisfare le necessità di trasporto delle ospiti accolte nella struttura.
A donarla sarà il Leo
Club Como Chronos (i giovani Lions) con una cerimonia prevista per sabato 18 settembre, alle ore
16, presso la sede della
Casa, in via Catenazzi 20.
Il programma della breve
cerimonia prevede la benedizione dell’autovettura (che riporterà i loghi
del Leo Club e dell’Acisjf,
l’associazione cui si lega
la Casa della Giovane) da
parte di don Carlo Puricelli, parroco di Ponte
Chiasso, il saluto della
autorità presenti e un rinfresco.
«L’autovettura rappresenta un dono prezioso
per Casa della Giovane spiega la presidente Melina Falsone -. Grazie a
questo mezzo avremo
modo di assolvere, con
maggiore facilità, gli incombenti servizi di trasporto che la gestione della Casa richiede. Mi riferisco, in particolar modo,
all’accompagnamento dei
bambini dal medico, a
scuola, o agli incontri protetti per chi è seguito dal
servizio sociale. Servizi
fino ad oggi assolti con
mezzi privati».
La Casa di Ponte
Chiasso si arricchisce,
così, di un ulteriore, piccolo tassello per assolvere al meglio le finalità accoglienza, accompagnamento e sostegno a mamme e donne sole e in difficoltà. Un impegno onorato con dedizione e cura sin
dal 1957, quando la Casa
prese vita, e rinnovato
negli ultimi anni, con il
totale rifacimento dello
stabile di via Catenazzi,
inaugurato nel marzo
2007.
La Casa della Giovane
di Ponte Chiasso è una
porta aperta alle fragilità dell’universo femminile, una mano amica, un
pasto caldo, un’opportunità per ricominciare a
camminare in autonomia
dopo un periodo difficile.
Due le “anime” di questo mondo. Una comunità al 2° piano, che offre
accoglienza a donne lavoratrici, insegnanti (attualmente le ospiti sono
U
Sabato 18 settembre i Leo Club Como
Chronos offriranno in dono
all’associazione un automezzo
che verrà impiegato a servizo
della struttura. L’opportunità
per rispondere al meglio
alle necessità delle ospiti
di MARCO GATTI
[email protected]
LA DISPONIBILITÀ
AL PRONTO INTERVENTO
Il servizio di accoglienza della Casa
della Giovane “Irma Meda” di Ponte
Chiasso non si esaurisce nelle comunità per donne lavoratrici e per mamme o donne sole. Tra i punti d’approdo
della struttura anche uno spazio di accoglienza, frutto di una convenzione
stabilita con la Caritas di Como, che
si configura come pronto intervento in
caso di necessità impellenti. Qui trovano infatti alloggio, gratuitamente,
per una settimana, donne segnalate
direttamente da Porta Aperta o dal
Centro d’Ascolto Caritas. I numeri ne
svelano la crescente utilità: 9 ospiti
donne accolte nel 2007, 7 nel 2008 e
14 nel 2009. Più o meno in egual misura italiane e straniere.
Melina Falsone accanto alle autorità in occasione
dell’inaugurazione della struttura. Foto William
7); ed una al primo piano,
che offre alloggio a mamme con bambini (5, al
momento, sono le mamme
con, complessivamente, 8
bambini presenti), a ragazze in cerca di occupazione (al momento sono 6)
o a ragazze con gravi problematiche familiari (sole, maltrattate, etc.)
Complessivamente sono, dunque, circa 26 le
ospiti oggi presenti nell’edificio, a fronte di una
capacità di 35 posti.
«Appare evidente - ci
spiega Melina Falsone come sia la comunità
composta da mamme e
bambini, ma anche da
donne singole in cerca di
sostegno, ad assorbire la
maggior parte delle energie e delle risorse umane
della Casa. Se le donne
che lavorano qui cercano,
infatti, soltanto un luogo
di appoggio e magari un
po’ di compagnia in attesa di trovare una sistemazione più definitiva, per le
altre appare, invece, indispensabile anche un adeguato affiancamento psicologico. A tale scopo è
attiva dentro la Casa
un’equipe composta da
tre educatrici (assunte),
una psicologa e una suora (volontarie) che garantisce alle ospiti il necessario sostegno».
L’obiettivo è la restituzione, alle ospiti più fragili, della capacità di condurre una vita autonoma.
E non vi è un tempo limite di permanenza oltre il
quale gli spazi della Casa
diventano stretti. «L’ospitalità offerta - continua la
presidente - non ha un
preciso vincolo temporale.
La durata viene infatti
stabilita in base al progetto che l’equipe predispone per ogni ragazza. Progetto che ha, come obiettivo finale, l’autonomia. A
tale scopo abbiamo anche
la disponibilità di due appartamenti, sempre nella
zona di Ponte Chiasso, la
cui ristrutturazione, iniziata prima dell’estate
grazie ad un contributo
della Fondazione Cariplo,
dovrebbe essere completa
in questi giorni. L’appartamento esprime il momento il cui la giovane,
che ha camminato per
qualche tempo con noi, si
mette alla prova. Sperimenta una forma di vita
più indipendente, prima
di compiere il grande salto che ne decreterà il ritorno, a pieno titolo, nella società. Terminati i lavori, i due locali di cui disponiamo saranno immediatamente occupati da
due ragazze, con i rispettivi figli».
74 persone complessivamente accolte nel 2007,
75 nel 2008, 76 nel 2009.
Ancora in definizione il
dato 2010. I numeri confermano la richiesta pressante di ospitalità presso
la Casa di Ponte Chiasso.
LA FATICA DEI FINANZIAMENTI
Come si mantiene una struttura in grado di
svolgere un servizio così articolato al territorio? «Sopravviviamo con le rette delle ospiti
lavoratrici, con i contributi che i Comuni ci
versano per i casi segnalati, con il sostegno di
qualche privato. L’ospitalità ha un costo, ma
c’è chi non può permettersi di sostenerlo e questo non pregiudica, ovviamente, la permanenza all’interno della struttura. A fine anno ci
troviamo sempre con 4 o 5 casi di persone cui è
stata data ospitalità gratuitamente vista l’impossibilità di contribuire. I soldi non sono mai
abbastanza, ma noi cerchiamo di fare del nostro meglio per assicurare un servizio ed una
presenza che si mantengano sempre all’altezza».
E sono lo specchio di una
crisi globale che attraversa le famiglie, e con maggior vigore affonda la sua
lama sulle figure più fragili. Per non parlare delle
86 richieste che la Casa
non ha potuto soddisfare
nel 2009, trattandosi di
casi di cui non poteva farsi carico (per lo più psichiatrici).
Per restare sul tema
della fragilità lasciamo
che siano ancora i numeri a parlare: 12 mamme
con bambini accolte nel
2007, più due in gravidanza; 18 nel 2008, 13 nel
2009, più due in gravidanza.
Negli ultimi quattro
anni nella nuova struttura di via Catenazzi sono
state accolte complessiva-
mente 6 donne in stato
interessante, che hanno
dato alla luce 7 bambini
(2 gemelli). «Donne sole,
con dei bimbi a carico o in
gravidanza. È questo - aggiunge Melina Falsone il segnale più evidente
della grave situazione di
fragilità che molte famiglie stanno attraversando. Una fragilità non soltanto economica, ma anche e soprattutto psicologica, relazionale». Chi arriva alla Casa si porta,
spesso, dietro un profondo senso di frustrazione,
di solitudine. La mancanza di un compagno, di una
famiglia, di un lavoro, di
una casa. Ma anche la
fuga da episodi di violenza domestica, maltrattamento.
A chi ha raccolto il testimone di Irma Meda fondatrice della Casa della Giovane di Ponte
Chiasso - la responsabilità non facile di metter insieme i pezzi di vite passate al frullatore, svuotate nell’energia e nella capacità di sognare.
«Il lavoro rappresenta
una componente essenziale per ritrovare forza e
dignità - conclude la presidente -. La sua ricerca
è frustrante e faticosa, in
special modo per chi ha
dei figli da mantenere.
Per fortuna delle 5 mamme che attualmente accogliamo tre hanno un impiego, una è in cassa integrazione e un’altra in
cerca di occupazione. Durante le ore di lavoro i
bimbi sono seguiti all’interno della Casa dalla
nostre educatrici. In questi giorni si è concluso
positivamente anche un
progetto che ha previsto
l’inserimento di una
educatrice per l’accudimento estivo dei bimbi.
Con l’inizio della scuola i
piccoli saranno inseriti
nelle vicine materna e
scuola primaria».
Anche per loro un cammino, lento, verso l’autonomia.
Una piccola, grande famiglia, la Casa della Giovane “Irma Meda” di Ponte Chiasso. Una risorsa
per generare valore e fiducia nel futuro.
CRONACA
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Como
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 18 SETTEMBRE 2010
EDILIZA SCOLASTICA
Scuole: 4 milioni
di euro per rifarsi
il look
P
oco più di quattro
milioni di euro
investiti sul fronte dell’edilizia
scolastica per interventi ultimati prima
delle lezioni, per opere in
corso di ultimazione o che
avranno seguito durante
l’anno scolastico e per ulteriori interventi in programma nell’esercizio finanziario 2010. Con questo biglietto da visita
l’Amministrazione comunale di Como si è presentata, lunedì mattina all’avvio delle lezioni in città. La sede scelta per il
saluto a studenti e docenti dal sindaco, dagli assessori alle Politiche educative Anna Veronelli e all’Edilizia pubblica Francesco Scopelliti è stata la
scuola primaria di via
Montelungo, recente oggetto di importanti opere
di restauro.
«Da parte mia un sentito in bocca al lupo a tutti gli operatori della scuola - il fugace saluto del
sindaco di Como Stefano
Bruni alla città, al quale
ha fatto eco quello di
Anna Veronelli. «In questo contesto - ha detto l’
assessore - mi piace riprendere le parole del vescovo di Como nel suo discorso alla città, intervento nel quale mons. Coletti
ha ribadito l’importanza
È la somma investita da Palazzo
Cernezzi per interventi che hanno
preceduto l’inizio delle lezioni, ma
anche per opere che verranno
realizzate nel corso dell’anno.
L’obiettivo è di assicurarne la generale
messa in sicurezza e rendere gli
ambienti più confortevoli e funzionali
della sfida educativa, che
chiama in causa tutti noi,
dalla scuola alla famiglia.
La scuola primaria di via
Montelungo, teatro degli
ultimi mesi di importanti lavori di restauro che
l’anno resa più funzionale, spaziosa e moderna, è
un esempio dell’impegno
dedicato dall’Amministrazione a questo tema».
«Da quando mi sono insediato, come assessore
all’edilizia pubblica - spiega l’assessore Francesco
Scopelliti - ho trovato un
ufficio molto attento e
sensibile alle esigenze del
mondo della scuola. Siamo intervenuti su edifici
che da decine d’anni non
erano sottoposti a lavori
di manutenzione. Abbiamo effettuato opere di
adeguamento, messa in
sicurezza, ampliamento
di aule. Abbiamo anche
avviato un esperimento
cromatico, scegliendo di
introdurre il colore all’interno di alcuni istituti per
renderli più gioiosi e ac-
coglienti. Un’offerta formativa di qualità non
può, infatti, essere letta in
maniera disgiunta da
contesti confortevoli e
adeguatamente attrezzati».
Nutrito l’elenco delle
opere realizzate. Tra i
cantieri già conclusi l’adeguamento dei refettori
alle normative dei Vigili
del Fuoco delle scuole primarie di Civiglio, Muggiò
e di via Brambilla; la sistemazione dell’area esterna di via Fiume e
l’adeguamento delle aule
della scuola di via Montelungo. Sono tuttora in
corso gli interventi per la
realizzazione del nuovo
ascensore presso la scuola primaria di via Perti,
per il rifacimento degli
spogliatoi della palestra
di via Brogeda nonché per
la realizzazione di impianti fotovoltaici in quattro istituti scolastici
(scuole di Albate, di via
Interlegno, via Cuzzi e di
Lora).
Una foto
d’archivio
della scuola
media di via
Brambilla,
anch’essa
oggetto di lavori
di sistemazione
Si concluderanno entro
la fine del mese i lavori
per l’adeguamento alle
normative di prevenzione
incendi e sicurezza per le
scuole di piazza IV Novembre ad Albate (interessata anche dal rifacimento di facciate, serramenti nonché dell’asfaltatura del cortile), e della
“Parini” di via Gramsci.
Nel corso dei prossimi
mesi, ma senza interferire sul normale andamento dell’anno scolastico,
verranno realizzati alcuni lavori alla scuola
“Parini” e alla scuola dell’infanzia di via Briantea.
Altri lavori sono in programma ed inseriti nel
bilancio 2010. Si tratta di
adeguamenti in base a
disposizioni dell’Asl per
gli asili nido di via Palestro, via Segantini, via
Longhena, via Italia Libera, via Passeri, via Giussani, via di Lora; per le
scuole dell’infanzia di via
Raschi, via Varesina, via
Zezio, via Nicolodi, via
Palma, Salita Cappuccini,
via Tibaldi, via Volta; e
per le scuole primarie di
via Montelungo, via Sinigaglia, via Fiume, via
Mognano, via Perti.
Lunedì 13 settembre è
ripreso anche il servizio
mensa del settore ristorazione scolastica. Nelle
scuole dell’infanzia gli
iscritti alle mense a quella data risultavano 1496.
Nelle scuole primarie gli
iscritti erano 2414. Fino
al 2 ottobre nelle mense
verrà servito il menù estivo.
Ripresi anche i servizi
di pre-scuola e dopo-scuola organizzati dal settore
Politiche Educative per
gli alunni delle scuole primarie. Gli iscritti al servizio di pre-scuola sono
162 e gli iscritti al doposcuola sono 345. Tra le
novità di quest’anno anche l’estensione del servizio mensa anche ad alcuni studenti delle medie,
per il momento circa
un’ottantina.
“LE DROGHE: UNO SPETTACOLO. TUTTA COLPA DI BAUDELAIRE” A VILLA ERBA
VISITA GUIDATA A VILLA CARLOTTA
CON MONDO TURISTICO
Una conferenza-spettacolo di grande interesse, rivolta alle famiglie, per
IL
PROBLEMA
DELL’ABUSO
DI SOSTANZA TRA I GIOVANI
mettere a fuoco un tema di stringente attualità. “Le droghe: uno spettacolo. Tutta colpa di Baudelaire”, il titolo dell’evento, realizzato dall’Asl, in
programma domenica 19 settembre alle 14.30 a Villa Erba a Cernobbio.
Lo spettacolo, di e con Edo Polidori e Roberto Pagliara, verrà presentato
dall’assessorato alle Politiche Educative e alla Famiglia vedrà in scena un
medico del Ser.T. e un artista che da anni lavorano nel campo delle dipendenze
Il tema dello spettacolo entra nelle difficoltà di dialogo tra adulti e adolescenti sul tema delle droghe. Da un lato gli adulti tendono a considerare le
droghe nel loro aspetto più distruttivo e pericoloso, mentre dall’altro gli
adolescenti ne valorizzano gli aspetti più piacevoli. Piacere e rischio. Le
due facce di una stessa medaglia.
Il biglietto di ingresso di 10 euro a persona consentirà di assistere alla
conferenza-spettacolo ma anche di trascorrere l’intera giornata di domenica 19 settembre al MOA - Salone della musica di Villa Erba. Alle prime
100 persone che si iscriveranno alla conferenza-spettacolo verrà effettuato
uno sconto del 50% sul prezzo del biglietto: per iscriversi è possibile telefonare o mandare una mail all’assessorato alla famiglia (031/252229,
[email protected])
Il problema delle dipendenze negli ultimi anni ha preso contorni nuovi, più
ampi e sempre più allarmanti. L’uso e l’abuso di sostanze si è diffuso tra i
giovani in modo capillare coinvolgendo fasce d’età sempre più basse. A livello
locale, da un’indagine effettuata dall’ ASL di Como presso le scuole secondarie di secondo grado emerge che il 40% degli studenti tra i 15 e i 19 anni ha
provato almeno una sostanza illegale (cannabis e cocaina in particolare). Rispetto al consumo di bevande alcoliche un ragazzo su tre afferma di ubriacarsi spesso il fine settimana con elevato rischio di comportamenti violenti e
incidenti stradali. In provincia di Como ogni anno vengono fermati dalle Forze dell’Ordine più di 300 giovani tra i 14 e i 24 anni in possesso di sostanze
stupefacenti per uso personale. Dall’analisi effettuata dalla ASL di Como con
l’Istituto Mario Negri delle acque in ingresso al depuratore cittadino per alcune droghe, in particolare hashish ed eroina, si è rilevato un numero di dosi
consumate dalla popolazione di Como superiore a quella di Milano e di altre
importanti città europee.
CON L’ORTOFLORICOLA COMENSE VISITA GUIDATA
ALLA TENUTA VITIVINICOLA COLLE D’AVRA
GIORNATE APERTE ALL’ACCADEMIA GALLI
La Società Ortofloricola Comense organizza per sabato 18 settembre
una visita guidata dal presidente Emilio Trabella alla “Tenuta
vitivinicola Colle d’Avra” a Castel San Pietro (Mendrisio). Il ritrovo è
alle ore 9.00 presso la sede di Sagnino con mezzo proprio; il rientro è
previsto per le ore 12.30.
Per informazioni e prenotazioni (obbligatorie fino ad esaurimento posti
entro giovedì 16 settembre): Società Ortofloricola Comense, via
Ferabosco 11, Sagnino (Como); tel. 031.531705 oppure tel. 031.572177;
e-mail: [email protected]; sito internet: www.ortofloricola.it.
L’Accademia Aldo Galli di Como si appresta a vivere, venerdì 17 e sabato 18
settembre, le sue giornate aperte. Si tratta di un’occasione per visitare gli
spazi e i laboratori, per richiedere maggiori informazioni al personale docente circa l’ordinamento didattico, le attività progettuali e di laboratorio e tutto ciò che riguarda la vita dello studente all’interno dell’Accademia.
tutte le informazioni su rette e agevolazioni economiche, test di ammissione,
borse di studio.
Le giornate saranno strutturate secondo i seguenti orari:
Venerdì 17 settembre : dalle 10.00 alle 18.00
Sabato 18 settembre : dalle 10.00 alle 18.00
CRONACA
P A G I N A
Como
17
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 18 SETTEMBRE 2010
UN NUOVO PROGETTO DI PRESENZA SUL TERRITORIO
Segretariato
sociale con la Cisl
S
portelli aperti al
territorio. Occhi,
mani. Cuore. La
Cisl e il sindacato pensionati
FNP Cisl di Como, dopo
un periodo di sperimentazione, hanno deciso
di lanciare un servizio di
segretariato sociale. L’
idea è quella di tessere
una rete di sportelli, in
tutti quei comuni nei quali già oggi sia garantita la
presenza di una sede Cisl
«per essere più vicini ai
cittadini - spiegano Melina Falsone e Gerardo
Larghi - alle persone ed
alle loro famiglie e fornire notizie e informazioni
per muoversi al meglio all’interno del complesso
panorama sociale e assistenziale comasco».
«Si tratta di un servizio
- continuano i due esponenti sindacali comaschi
- che ha l’ambizione di rispondere alle richieste di
ogni persona ed ogni famiglia in modo esatto,
completo, personalizzato
ed esaustivo sull’insieme
dei servizi sociali, sanitari, educativi, economici
messi a disposizione dagli enti pubblici e privati
operanti a livello nazionale, regionale e comunale.
Non prestazioni sostitutive, dunque, o un semplice sportello informativo.
L’idea del
sindacato comasco
e della FNP è
quella di attivare
sportelli
di ascolto,
orientamento,
consulenza e
accompagnamento
pagina a cura
di MARCO GATTI
La nostra ambizione vuole, infatti, essere quella di
non solo informare rispetto ai servizi già presenti
sul territorio o sulle procedure per accedervi, ma
anche orientare ed accompagnare le persone che vi
si rivolgeranno. Non una
semplice bussola, dunque,
ma una mano amica in
grado di condurre per
mano chi avrà bisogno».
«La scelta di dare concreta attuazione a questo
progetto - continua Gerardo Larghi - nasce da una
analisi approfondita dell’attività abitualmente
condotta dal sindacato.
La Cisl è spesso recettore
delle richieste più diverse, per la soluzione delle
quali si attivano uno o più
dei nostri servizi, a seconda delle necessità. L’espe-
rienza degli ultimi anni ci
ha però portato a percepire una crescita esponenziale delle figure non
“categorizzabili”. Mi riferisco, cioè, a persone le cui
necessità non risultano
facilmente catalogabili e
risolvibili con una risposta univoca, ma richiedono la messa in campo di
più forze. Il nostro territorio ha risorse importanti, in termini di servizi,
eppure spesso la gente
non li conosce, non sa come attingervi. Quella che
serve è, in primis, una
“mappa”, ma anche una
guida adeguata alla sua
lettura. A tale scopo si è
deciso di attivare una rete
di volontari che sia in grado di assolvere a questo
compito. L’obiettivo al
quale ambiamo è quello
di offrire alla comunità locale luoghi presso i quali
sia possibile attenere gratuitamente informazioni
personalizzate in relazione a specifiche esigenze e,
se necessario, aiuto affinché sia assicurato l’accesso alle risorse disponibili».
Sportelli che si interfaccino con la popolazione, ma anche con gli stessi servizi e forze sociali
presenti sul territorio, attivando proficui spazi di
dialogo e collaborazione.
La sede Cisl di Como.
A sinistra Melina Falsone
e Gerardo Larghi
Più nel dettaglio negli
sportelli di segretariato
sociale si potranno reperire informazioni e consulenze relative a: lavoro e
orientamento professionale; istruzione e servizi
legati alla scuola; sicurezza sociale; tempo libero;
alloggi; aiuti e sostegni
alla famiglia in difficoltà;
servizi alla disabilità; aiuto e sostegno agli stranieri in difficoltà ed alle loro
famiglie.
Gli sportelli (attualmente sono già attivi nelle sedi Como, Lomazzo,
Mozzate e Dongo. A breve apriranno anche a
Rovellasca, Cantà, Fino
Mornasco, Olgiate Comasco ed Erba) saranno
aperti tutte le settimane
secondo un orario predefinito. Per saperne di più
o porre dei quesiti è però
anche possibile scrivere
direttamente all’indirizzo
segretariatosociale.como
@cisl.it, o telefonare allo
031-3108335, o inviare un
fax allo 031-3108224.
nestra ancora buia…»
Un richiamo anche
agli aspetti più bui…
«Tra le cose più buie
evidenzierei il fatto che,
anche in una fase di ripresa dell’economia, l’occupazione non dà segnali
importanti di ripresa. Ribadiamo, pertanto, l’appello alle associazioni
datoriali e alle imprese di
utilizzare tutti gli strumenti possibili, in particolare i contratti di solidarietà, per far fronte alle
situazioni di difficoltà. E
poi chiediamo alla Provincia di adoperarsi al
meglio, predisponendo
quasi un piano straordinario, per definire quello
che si possa fare, sul nostro territorio, per il mondo giovanile. Il tema del
lavoro dei giovani, che siano diplomati o laureati,
è molto importante per il
nostro futuro. Eppure si
tratta di figure che stanno facendo davvero fatica
nel trovare un lavoro che
sia sufficientemente stabile e dignitosamente retribuito. È, questo, un problema che sta assumendo i contorni dell’emergenza e che tocca non sol-
tanto il nostro territorio,
ma l’intero Paese. Su questo tema, proprio la scorsa settimana, abbiamo incontrato l’Unione industriali per recepire progetti, idee e programmare iniziative concrete.
Un altro passaggio dovrà essere quello di lavorare a fondo affinché le
aziende operanti sul nostro territorio tornino ad
essere competitive, facendo in modo che il lavoro
che abbiamo qui vi resti,
e che quello che è stato
esportato torni. Il senso
vuole essere quello di non
continuare nel dar corso
ad una stagione di polemiche, ma che si punti
alla sostanza. Questo è un
momento storico in cui
meno che mai ci si può
perdere in vuote diatribe,
ma ci si concentri su questioni calde come, lo ripeto, l’occupazione e la tutela del reddito individuale. Proprio dal palco del
don Guanella cercheremo
di rilanciare con forza un
appello di attenzione a
queste tematiche e di unità, perché insieme si possano realmente portare
frutti al bene comune».
AUDITORIUM DON GUANELLA 24 SETTEMBRE
La Cisl oggi, costruire insieme
un futuro di speranza
I
l prossimo venerdì 24
settembre l’auditorium don Guanella
di Como aprirà le porte a tre ospiti d’eccezione per un simposio che
guarda al futuro. Il vescovo di Como mons. Diego
Coletti; l’on. Franco Marini, già segretario nazionale Cisl, ministro del lavoro e presidente del Senato e il segretario generale della Cisl Raffaele
Bonanni, interverranno
al convegno, voluto dalla
Cisl di Como, intitolato
“La Cisl oggi, costruire
insieme un futuro di speranza”, dalle 9 alle 13.
Ad aprire i lavori sarà
Fausto Tagliabue, segretario generale della Cisl
di Como. Proprio a lui abbiamo chiesto il senso di
questa nuova iniziativa
del sindacato comasco.
«Questo appuntamento
- ci spiega Tagliabue - ha
per noi come scopo quello
di raccogliere la testimonianza di figure importanti rispetto al senso del
fare sindacato e attività
sociale, in un periodo molto complicato e delicato
come quello che stiamo
vivendo. Con l’aiuto di tre
Un convegno
con tre ospiti
d’eccezione:
mons. Diego
Coletti, l’on.
Franco Marini e
Raffaele Bonanni
figure del calibro di mons.
Coletti, dell’on. Marini e
del nostro Segretario Generale abbiamo inteso
dare il via ad un nuovo
anno sociale. Anno che ci
vedrà impegnati su tanti
fronti, in particolar modo
per la difesa dell’occupazione, il rilancio dello sviluppo, il tentativo di garantire la tutela dei redditi delle famiglie e una
tenuta in qualità dei servizi sociali consapevoli
che i bilanci dei Comuni
appaiono più complicati
degli anni scorsi. Con
questa tappa la Cisl punta a ricaricarsi un po’ le
pile. Del resto il sindacato sta in piedi se sottoscrive accordi, intese, ma anche se e soprattutto è in
grado di rispondere ad
una ragione di senso. Le
persone devono credere
nel sindacato perchè in
esso vedono uno strumento che realizza obiettivi a
loro vicini. Per queste ragioni la Cisl deve ancor di
più riscoprire le ragioni
fondative della propria
esistenza, i valori, i principi, gli orientamenti sui
quali si basa la sua azione. A questo obiettivo
sarà dedicato l’incontro
del 24, leggendo questa
fase economica a due anni
dalla crisi, come la necessità di un impegno, da
parte di tutti, per costruire realmente un futuro di
speranza».
Rispetto al futuro: se
guardiamo a Como ci
sono le premesse perché si possa realmente
guardarvi con speranza?
«Innanzitutto bisogna
sempre essere ottimisti,
non se ne otterrebbe alcun guadagno dal contrario… Ciò non significa che
non bisogna guardare in
faccia la realtà. Una realtà fatta di luci ed ombre…»
Proviamo ad evidenziare le une e le altre…
«Rispetto alle questioni
di carattere più generale
tra le luci vi è, sicuramente, da registrare il fatto
che l’ospedale sia ormai
prossimo al compimento,
anche se ancora accompagnato una serie di ‘magagne’ sulle quali si sta dibattendo. È un po’ come
realizzare una bella torta dimenticandosi delle
candeline… Ma anche
l’avvio dei lavori per la
terza corsia lungo l’A9 o
l’impegno, in termini
progettuali, del tavolo
della competitività, sono
la conferma di una comune volontà a mettersi attorno ad un tavolo per
definire le priorità e lavorare insieme. Dall’altra
parte ci sono, però ancora delle contraddizioni
evidenti. Alla volontà di
collaborare non segue
spesso, infatti, una reale
capacità a convergere sui
problemi, a cercare intese possibili, a sviluppare
progettualità complete.
Ripensando all’ospedale
ecco che qualcosa di ben
fatto sembra, alla fine,
dalle polemiche degli ultimi giorni, rivelarsi ancora, per certi versi incompleto, con qualche fi-
CRONACA
P A G I N A
18
Como
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 18 SETTEMBRE 2010
LA CITTADELLA SANITARIA
S. Anna, si sa
del monoblocco,
ma il resto?
M
entre la città
di appresta a
vivere il trasferimento
delle attività
sanitarie dal vecchio al
nuovo ospedale Sant’Anna c’è chi inizia a chiedersi cosa effettivamente
succederà in via Napoleona. E’ il caso del sindaco, Stefano Bruni , che la
scorsa settimana ha rilasciato alcune riflessioni al
riguardo, dalle quali traspare anche il timore che
sull’area del vecchio Sant’Anna possa calare l’ombra del degrado che, negli ultimi anni, ha riguardato altre aree cittadine,
come quella dell’ex Ticosa
rifugio di sbandati e
senzatetto. «In via Napoleona l’importante è sapere cosa ci sarà - ha affermato il primo cittadino -.
In attesa di più completi
dettagli al riguardo bisogna comunque sottolineare come, in ogni caso,
tutti i servizi saranno
concentrati nell’attuale
monoblocco mentre gli al-
L’attenzione è
puntata sul nuovo
presidio. Vivo
il timore che
sugli stabili di via
Napoleona possa
calare il degrado
di LUIGI CLERICI
tri manufatti saranno
messi sul mercato da parte dell’Azienda Ospedaliera alla luce di un piano
volumetrico, che disciplinerà cosa effettivamente
l’acquirente potrà realizzare, tenendo conto che la
pianificazione sarà decisa
dal Comune di Como attraverso documenti che
stabiliranno, nel dettaglio, quanto, a livello
progettuale, dovrà essere
destinato a residenze, ad
esercizi commerciali, ecc.
Il rischio che, in attesa
dell’evolversi di questi
eventi, il cui margine
temporale è piuttosto dilatato nel tempo, parte
dell’area ancora attualmente occupata dall’ospedale Sant’Anna diventi
SEI SVIZZERA E VUOI
COMMERCIARE CON IL COMASCO?
OCCHIO ALLA “BLACK LIST”
Dalla fine dello scorso mese di agosto le
aziende svizzere devono compilare una dichiarazione per dare seguito ai rapporti commerciali con le realtà economiche comasche. Una
nuova incombenza burocratica che interessa
centinaia di imprese del vicino Canton Ticino.
La nuova normativa italiana, infatti, ha previsto l’inasprimento dei regolamenti commerciali tra l’Italia e la Svizzera, inclusa dal 1999
nella lista nera delle nazioni considerate a
“fiscalità privilegiata”. Le nuove normative
vanno a colpire non solo le operazioni di acquisto in paesi figuranti sulla lista nera, ma
anche le operazioni di vendita verso tali paesi e le prestazioni di servizio effettuate e
ricevute. «Considerato che l’Italia è il primo
partner commerciale del Ticino, - spiega Luca
Albertoni, Direttore della Camera di commercio, dell’industria, dell’artigianato e dei servizi del cantone Ticino (Cc-Ti) - penso che sia
qualche centinaio il numero di aziende toccate, anche se è una stima perché non abbiamo
dati precisi in questo senso. In effetti, non tutte le aziende sono affiliate alla Camera (in
Svizzera, infatti, si tratta di un ente privato,
senza obbligo di adesione), quindi i nostri dati
sono forzatamente parziali. In teoria, l’obbligo della certificazione potrebbe riguardare
tutte le aziende». La normativa prevede che
per poter dedurre i costi delle loro operazioni
commerciali, i soggetti IVA italiani devono
poter dimostrare al fisco italiano che il partner svizzero non rientra nella categoria dei
soggetti figuranti sulla black-list. Pertanto,
al partner commerciale svizzero viene di regola chiesto di rilasciare una dichiarazione
con i dati e le generalità dell’azienda, nonché
l’assicurazione che la società svizzera non
beneficia di agevolazioni fiscali in qualità di
società holding, società ausiliaria o società “di
domicilio”.
L.CL.
un’area abbandonata, e
quindi a rischio infiltrazioni di senzatetto, sbandati o clandestini esiste».
In effetti tutti gli edifici
che saranno dismessi una
volta effettuato il trasferimento, avrebbero dovuto essere già venduti dall’Azienda Ospedaliera ma
la Regione Lombardia,
viste anche le difficoltà
che interessano il mercato immobiliare, decise di
anticipare i 30 milioni di
euro stimati come incasso al fine di consentire
l’ultimazione dei lavori
per la realizzazione del
nuovo nosocomio. Toccherà, comunque, sempre
alla stessa Regione decidere quando procedere
alla vendita cui seguirà la
fase progettuale dell’area
e tutti gli iter relativi alla
sua approvazione. «Un
percorso dilatato, quindi,
nel tempo e questo costituisce un vero e proprio
pericolo di “degrado” dell’area - ha continuato
Bruni -. Fortunatamente,
rispetto all’ex Ticosa, che
è uno spazio aperto, questa è un’area recintata e
chiusa ma dovrà essere
presidiata in quanto gli
edifici non utilizzati per
la cittadella sanitaria saranno attrattivi per i
senzatetto». Ma da cosa
sarà caratterizzata la futura “Cittadella sanitaria” di via Napoleona? Lì,
secondo quanto presentato in un opuscoletto distribuito dall’Azienda la
scorsa settimana, troveranno spazio una ventina
di ambulatori, il centro
prelievi, tre “day hospital”, il servizio di pre-ricovero per chi deve sottoporsi ad un intervento
chirurgico e, con ogni probabilità fino ai primi
mesi del 2012, buona parte degli uffici amministrativi. Una serie di servizi non indifferente: «In
ogni caso entro il prossimo 23 settembre, giorno
in cui inizierà il trasloco
per il nuovo nosocomio,
vorrei avere la certezza di
cosa effettivamente i cittadini potranno trovare
nell’attuale area Sant’Anna - ha concluso Stefano
Bruni, che ha anche sottolineato -. A Camerlata
nascerà un nuovo quartiere mentre l’autosilo Val
Mulini certamente subirà
qualche sofferenza di gestione ma continuerà ad
essere utilizzato sia dagli
utenti della cittadella sanitaria, sia dal fatto che
è una delle strutture importanti del futuro Piano
della Sosta per la nostra
città».
ORTICOLARIO A CERNOBBIO DALL1 AL 3 OTTOBRE
Un giardinaggio evoluto: con questo proposito
Orticolario torna per la sua seconda edizione dall’1
al 3 ottobre 2010, ancora nell’esclusivo scenario di
Villa Erba, a Cernobbio, più internazionale, più
ampio nella proposta e più stimolante nel suo percorso formativo.
La natura è una realtà dinamica in continuo cambiamento e il nostro spazio - sia esso un terrazzo,
un giardino, un orto, un frutteto - può e deve evolvere
con il mutare delle nostre passioni e non solo
delle stagioni. Il giardinaggio è infatti una vera e
propria forma di cultura. Un rapporto di intimità,
tra la persona e la natura, che si alimenta e si intensifica nella ricerca di nuovi colori, profumi, strumenti ed elementi di arredo che, abbinando funzionalità e design, producono emozioni e stimoli che
solo l’arte, in tutte le sue forme, riesce a trasmettere.
Orticolario offrirà quindi tre giorni all’insegna
dell’eccellenza di fiori e piante, di specie storiche,
ricercate e rare e di nuove proposte presentate dai
migliori vivaisti italiani e d’oltralpe, selezionati
accuratamente dal Comitato Scientifico costituito
da Ortofloricola Comense e Orticola di Lombardia.
E così dalle più remote regioni italiane, ma anche
dalla Francia, dal Belgio e dall’Olanda, portatori di
conoscenze e venditori di “storie che stanno dietro
le foglie”, si confronteranno, con le proprie collezioni, con un pubblico esigente e attento alle novità
botaniche.
Orticolario vuole infatti essere soprattutto una
vetrina del meglio della ricerca verde, un luogo di
incontro, di scambio culturale; uno spazio colorato
e profumato dove non soltanto si compra e si vende, ma innanzitutto si conosce.
L. Cl.
IL COMO TORNA DA ALESSANDRIA CON UN PUNTO
Torna da Alessandria con il quarto punto esterno stagionale (su cinque complessivi) il Como che domenica scorsa ha pareggiato sul terreno dei grigi piemontesi per 0-0. Una gara avara di emozioni e le poche
azioni le ha create proprio il Como con il “cavallo di ritorno” Maah, ingaggiato la scorsa settimana dopo
qualche fugace apparizione lo scorso anno dovuta a problemi fisici, che ha debutto nel nuovo Como in
sostituzione dell’infortunato Cozzolino. Da segnalare che in pieno recupero del primo tempo (il cronometro
segnava il 47°), il Como è anche andato in gol con un colpo di testa di Magli ma l’arbitro ha annullato per
un fallo del difensore lariano. Sul finale di partita ha debuttato nel Como anche il centrocampista Rossini,
anch’egli reduce da una tribolata stagione in quel di Bellinzona caratterizzata da malanni fisici ma ora
pienamente recuperato. «Accettiamo questo pareggio – ha affermato negli spogliatoi l’allenatore Carlo
Garavaglia, che siede in panchina insieme ad Oscar Brevi -. Siamo molto soddisfatti della prova dei
ragazzi, specialmente per l’approccio della gara e per come l’abbiamo poi interpretata. Abbiamo cercato di
attaccare, di provare a vincere, pur senza riuscirci. Dopo aver speso tanto, nell’ultimo quarto d’ora, siamo
andati un po’ in difficoltà». Diametralmente opposta l’analisi dell’allenatore alessandrino Maurizio Sarri
che ha sottolineato come il protagonista del match sia stato il portiere del Como Castelli e che la sua
squadra abbia avuto in mano il pallino del gioco, senza peraltro riuscire in qualche modo a concretizzarlo,
per tutta la durata dell’incontro. Grazie a questo punto il Como resta in zona di centro classifica, lontana
dalla “zona calda” rappresentata, in questo momento, dalla coppia Monza-Bolzano Sud Tirol con due
punti. In vetta, invece, c’è la Spal a quota 10 seguita dal Lumezzane ad 8. Per i bresciani, però, è ancora
in corso il reclamo presentato dall’Alessandria e relativo alla posizione irregolare di un loro giocatore nel
match che i piemontesi hanno perso due settimane fa. Se la Federazione dovesse dare ragione all’Alessandria, ovviamente, le posizioni tra le due compagini dovrebbero essere scambiate e insieme al Como a
quota 5 ci sarebbe il Lumezzane. Intanto, per il Como, si prospetta una seconda domenica di pausa. Gli
azzurri, infatti, torneranno in campo lunedì prossimo nel posticipo contro la Reggiana.
L.CL.
CRONACA
P A G I N A
19
Como
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 18 SETTEMBRE 2010
VIA BALESTRA
Canossiane:
si allarga l’offerta
formativa
L’anno scolastico
ha preso il via con
una interessante
novità: un nuovo
corso di istruzione
e formazione
professionale
per l’ottenimento
della qualifica
triennale
di “Operatore
amministrativo
segretariale”
U
n nuovo anno
scolastico è iniziato il 13 settembre presso
l’Istituto Matillde di Canossa” di Como.
Come ogni primo giorno
di scuola, decine di bambini e ragazzi hanno varcato la soglia del portone
di via Balestra lasciandosi alle spalle le vacanze ed
incontrando, quest’anno,
una bella novità: ha preso avvio infatti un nuovo
corso di istruzione e formazione professionale,
accreditato dalla Regione
Lombardia e rivolto prevalentemente agli alunni
che hanno concluso la terza media, per l’ottenimento della qualifica
triennale di “Operatore
amministrativo segreta-
riale”.
In vista dell’apertura di
questo nuovo corso di studi, l’edificio delle Madri
Canossiane ha “ospitato”,
durante l’estate, numerosi operai, tecnici ed artigiani coinvolti nei lavori
di restauro ed ampliamento degli ambienti e
delle aule per accogliere i
circa ottocentosessanta
alunni delle differenti ti-
pologie scolastiche.
Nella palestra dell’Istituto, accanto al tradizionale “Benvenuto agli
alunni” della Preside dei
Licei, Marisa Gini, e degli insegnanti, si è così
contemporaneamente tenuta l’inaugurazione del
corso di qualifica triennale che formerà i futuri
operatori d’ufficio della
città di Como. All’inaugu-
MONTE OLIMPINO. LETTERA DI UNA PARROCCHIANA
Due anniversari
per don Tullio Salvetti
1
0 Settembre 1995
La Comunità parrocchiale di San
Zenone accoglie festosa il nuovo prevosto: don Tullio Salvetti.
E’ una giornata di sole,
il soffio leggero del vento
ristora gli animi dopo una
lunga attesa.
Abbiamo avanzato domande e atteso risposte
intorno alla persona che
l’evolversi provvidenziale
della storia ha destinato
alla successione di tanti
personaggi carismatici
che hanno guidato questo
popolo.
Ora l’attesa è finita. Gli
sguardi sono appagati:
sulla soglia della casa
parrocchiale si delinea la
figura rassicurante del
Sacerdote.
La voce ferma, perché
addomesticata al controllo, richiama al silenzio, le
parole accarezzano l’aria
e arrivano al cuore.
Al termine del saluto
iniziale un fragoroso applauso stempera la tensione e segna l’inizio del
corteo che si avvia verso
la chiesa; sale lentamente per ricomporsi lungo la
navata e intorno all’altare dove il Corpo consacrato di Cristo compirà il
miracolo dell’unità “Ut
unum sint”.
Questo è il mio ricordo,
… perché io c’ero.
10 Settembre 2010
Anche oggi c’è festa a
Monte Olimpino. E’ una
pacata festa di famiglia,
dove i figli vogliono dire
grazie al padre che li aiuta a crescere, indicando
loro la via del vangelo.
Vogliono dire grazie al
Signore per questi quindici anni passati insieme
a don Tullio e ricordare
con lui anche un altro
anniversario altrettanto
bello: quarantacinque
anni di vita sacerdotale
iniziata il 27 giugno 1965
nel duomo di Como con
Mons. Felice Bonomini.
Sono tanti i segni concreti che testimoniano
l’attività pastorale del
nostro prevosto: la nascita e la crescita dell’Oratorio, la rinnovata stabi-
lità del campanile simbolo della fede e della tradizione di un popolo, le Associazioni parrocchiali, la
scuola di catechismo e
tanto altro. In queste realtà la presenza di don
Tulio è assidua e costante. E’ una presenza fatta
di parole, iniziative, progetti, ma anche di cuore e
di sentimenti, non sempre
visibili, ma operanti.
Don Tullio c’è nel confessionale, negli incontri
dei gruppi, nelle case, negli ospedali, ma anche
lungo la strada per ascoltare, per aiutare.
Don Tullio non manca
neppure fra i gruppi di
parrocchiani pellegrini
verso i magnifici santuari lombardi, piuttosto che
verso la Terra Santa o le
Repubbliche Baltiche per
coniugare felicemente
Fede e Cultura.
Grazie, Don Tullio, per
tutto questo.
Il Signore La illumini
per guidare il Suo popolo
per tanto, tanto tempo
ancora.
UNA PARROCCHIANA
razione è poi seguito il
simbolico taglio del nastro da parte della direttrice del corso, madre
Maria Lombardini, proprio di fronte all’aula di
lezione degli alunni del
primo anno di IFP.
L’avvio del nuovo corso
di Istruzione e Formazione professionale si affianca all’ormai consolidato
percorso liceale (sono at-
tualmente presenti gli indirizzi “Scientifico” e
“Scienze umane”) ed ha
ottenuto inoltre l’apprezzamento di mons. Diego
Coletti, poiché il “Canossa” è l’unico Istituto Cattolico in Como ad aver
attivato un percorso parallelo a quello dell’istruzione superiore,
ampliando la propria offerta formativa anche a
coloro che desiderino una
valida alternativa al liceo.
La frequenza al corso
per “Operatore amministrativo segretariale” è
per gli alunni completamente gratuita: il sistema
“Dote” consente infatti la
copertura delle spese scolastiche, che altrimenti
graverebbero sulle famiglie.
L’obiettivo del corso è
quello di formare figure
professionali preparate e
facilmente inseribili nel
contesto produttivo locale; accanto al conseguimento della qualifica regionale, tuttavia, la priorità dell’Istituto Canossa
è quella di educare e formare delle persone, offrendo loro una preparazione professionale, culturale ed umana indispensabile, oltre che nel lavoro, nel corso di tutta la
vita.
CRONACA
P A G I N A
20
Como
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 18 SETTEMBRE 2010
UN INCONTRO A VILLA OLMO IL 18 SETTEMBRE
Alomar:
sostegno
ai malati reumatici
O
ffrire sostegno
a tutti i malati
reumatici e
strumenti per
far sentire la
loro voce, dare informazioni sulla patologia ma
anche aggregare pazienti
e familiari per ottenere
agevolazioni e per presentare richieste o interventi alle istituzioni, sono gli
obiettivi della Sezione di
Como e provincia dell’Associazione Lombarda Malati Reumatici (ALO
MAR) che sabato 18 settembre dalle ore 15 alle
18 a Como - Villa Olmo
terrà un incontro pubblico sul tema “Segni e sintomi delle malattie reumatiche e organi colpiti”.
All’incontro, patrocinato
dal Comune di Como,
dall’ASL e dall’Azienda
ospedaliera Sant’Anna di
Como, parteciperanno
specialisti reumatologi
che forniranno informazioni di tipo pratico,
organizzativo e assistenziale. Le malattie reuma-
All’evento, patrocinato dal Comune
di Como, dall’ASL e dall’Azienda
Ospedaliera Sant’Anna di Como,
parteciperanno specialisti reumatologi
che forniranno informazioni di tipo
pratico, organizzativo e assistenziale
di PAOLO BORGHI
tiche, o reumatismi, come
vengono più frequentemente denominate, sono
molto diverse fra loro:
vanno da forme relativamente “benigne” (artrosi,
reumatismi muscolari) a
forme “gravi” come l’artrite reumatoide, la spondilite anchilosante, il
morbo di Paget, il lupus
eritematoso sistemico, la
sclerodermia, la sindrome
di Sjogren, l’artropatia
psoriasica, l’osteoporosi,
che si caratterizzano per
un’evoluzione cronica e
invalidante. Colpiscono
circa una persona su dieci con predilezione per le
donne in misura oltre tre
volte superiore agli uomi-
ni, e in Italia 5milioni di
persone sono affette da
una malattia reumatica,
una patologia che è molto diffusa anche in provincia di Como. Le affezioni
reumatiche sono 105, e
variano tra loro sia per la
sintomatologia che può
avvertire il malato sia per
i segni con cui si presenta la malattia. Le accomuna tutte l’impegno articolare i cui sintomi prevalenti sono il dolore di diversa entità e la ridotta
capacità funzionale dell’articolazione stessa.
Possono comparire a qualunque età ma soprattutto negli adulti e negli anziani, iniziare all’improv-
IL PROGRAMMA
Ecco il programma dell’incontro del 18 ottobre:
Saluti delle autorità;
apertura dei lavori: dott. Roberto Antinozzi, prof. Enzo D’Ingianna;
presentazione dell’associazione ALOMAR;
“Territorio e associazioni malati: è possibile collaborare?”;
presentazione del progetto ALOMAR - ASL: dott.sa A. Sciascera,
dott. A Rigamonti;
segni e sintomi dell’artrite reumatoide: dott. F. Fiorentini (reumatologo);
organi colpiti nelle malattie autoimmuni: dott.sa Alba Sciascera (reumatologo);
“Ogni diritto sconosciuto è un diritto negato”: sig. Paolo Zani (sindacalista);
conclusioni: prof. Enzo D’Ingianna (reumatologo);
interventi del pubblico
Segreteria organizzativa: tel. 031-3332120 Cà Prina, Erba (Co), giovedì dalle
15 alle 17
viso ed in maniera acuta
oppure in modo lieve, insidioso e lento nel corso
del tempo. La causa della
gran parte delle malattie
reumatiche ancora oggi
non è nota, sono state sviluppate diverse teorie, tra
cui quella infettiva, ma
questa è stata dimostrata solo per alcune forme
di reumatismi di tipo infiammatorio. Purtroppo
queste malattie se non
curate in maniera congrua conducono ad invalidità permanente in più
del 50% dei casi e colpiscono organi importanti
come cuore, reni e polmoni. Una diagnosi precoce
delle malattie reumatiche
è determinante perché diverse forme terapeutiche
attualmente in uso, principalmente farmacologiche, ma anche riabilitative e chirurgiche, hanno
profondamente cambiato
l’evoluzione di queste affezioni, consentendone di
migliorare la prognosi e di
conseguenza la qualità
della vita dei malati. Far
conoscere a fondo la propria malattia, gli esiti che
ne possono derivare, le
cure disponibili, come potrà essere il futuro, senza
false speranze ma nemmeno immagini catastrofiche, e insegnare al malato a combattere al meglio la propria condizione
e a non subirla, è proprio
lo scopo dell’incontro,
aperto a tutti, che si terrà a Como nel salone di
Villa Olmo sabato 18 settembre con inizio alle ore
15.00
CRONACA
Como&territorio
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 18 SETTEMBRE 2010
P A G I N A
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CELEBRATA IN TUTTO IL MONDO IL 21 SETTEMBRE
Alzheimer:
la XVII
giornata
S
ul filo di una tradizione consolidata, come già annunciato anche
sul Settimanale
la scorsa settimana, il
Centro Donatori del Tempo (che dal 1992 con il
Gruppo di reciproco aiuto Alzheimer si occupa di
malati di Alzheimer e dei
loro familiari) scenderà,
virtualmente, in piazza
sabato 18 settembre in occasione della 17° Giornata Mondiale Alzheimer,
che sarà ufficialmente celebrata in tutto il mondo
il 21 settembre.
Per l’occasione i volontari comaschi saranno
presenti presso la sede di
Piazza Mazzini, 9, sabato 18 dalle 15 alle 19, per
fornire ogni tipo di informazione e documentazione sulla malattia di Alzheimer e sulle attività
del G.R.A.A.L. Contemporaneamente, presso il
Centro diurno comunale
di Como, in via Volta 83,
saranno presenti, su appuntamento, per consulenze individuali di carattere legale e psicologico,
la dott.ssa Anna Cardinali, avvocato e la dott.ssa
Luciana Quaia, psicologa.
«L’aiuto psicologico è
importante - spiega Carla Bignami responsabile
del Gruppo reciproco aiuto Alzheimer e co-fondatrice del Centro - sia per i
malati che tendono a tenere per sé il disagio, sia
per i familiari che devono
reggere una situazione
difficilissima perché i disturbi del comportamento legati alla malattia
sono enormi. Un esempio?
quando il malato dice che
vuole andare a casa, intende la casa della sua
infanzia. Il sostegno dello psicologo è determinante per sapere come comportarsi».
Come noto la “Giornata Mondiale Alzhiemer”
segna anche la ripresa
delle attività del Cdt per
i malati di Alzheimer ed i
loro familiari dopo la pausa estiva.
Più nello specifico: lune-
Per l’occasione
il Centro Donatori
del Tempo sarà in
piazza sabato 18
settembre
dì 4 ottobre dalle 15.00
alle 17.00 riprenderà il
pomeriggio di animazione
per i malati di Alzheimer
e di incontro con i loro familiari, il tradizionale
“Caffè del lunedì”, ospiti
allo Yacht Club ( Circolo
della Vela) a Como in Viale Puecher, 8;
mercoledì 6 ottobre dalle 17 alle 19 riprende il
“Filo diretto” consulenza
telefonica diretta con la
dottoressa Luciana Quaia, per i familiari dei malati di Alzheimer, sempre
il primo e terzo mercoledì
del mese: te. 031-270231;
Venerdì 8 ottobre dalle
15.00 alle 17.00 riprende
il secondo pomeriggio di
animazione, “venerdì - insieme” a Como, in via Volta, 83, presso il centro
diurno comunale, sede
dell’Università Popolare.
Inoltre una proposta
speciale dei Donatori del
Tempo per i familiari di
malati di Alzheimer porterà la data di lunedì 11
ottobre, alle ore 18, presso lo Yacht Club di Como,
con l’organizzazione di un
importante incontro informativo sull’Amministratore di sostegno con il
dott. Francesco Sbarbaro
dell’Ufficio per la promozione delle tutele e dell’Amministratore di sostegno della A.S.L. di
Como.
Il Centro è alla ricerca
di nuovi volontari con una
grande capacità di ascolto e accoglienza ai quali
si richiedono 2 o 3 ore di
tempo per interagire con
i malati nelle attività di
sostegno e stimolazione.
Si cerca, inoltre, l’aiuto di
una persona con conoscenze informatiche e di
un supporto per potenziare l’utilizzo della vasta
biblioteca del centro.
DONATORI DEL TEMPO
GLI ORARI DELLA SEDE
Si ricorda che la sede di Piazza Mazzini, 9 a
Como dei Donatori del tempo è aperta al martedì
e giovedì dalle ore 16.30 alle 18.30, tel. e fax : 031/
27.02.31, per informazioni, documentazioni, prestito ausilii e prestito libri dalla vasta biblioteca
specialistica, in particolare sulla malattia di
Alzheimer. La e-mail è: donatorideltempocomo
@virgilio.it
LIBRERIA
LIBRI DA CONOSCERE. IL RITORNO DI MNEMOSINE
A grande richiesta i Donatori del
Tempo comunicano di aver provveduto alla ristampa di Mnemosine,
esercizi per la memoria, manuale
per i familiari, di Luciana Quaia,
edizioni NodoLibri, la cui prima
edizionè andata ormai da tempo
esaurita. L’uscita della ristampa è
prevista proprio in occasione della
Giornata Mondiale Alzheimer
2010.
“Sono ormai trascorsi nove anni
dalla prima pionieristica edizione
di ‘Mnemosine’ - spiegano i volontari -. Noi Donatori del Tempo eravamo convinti che la creazione di
uno strumento illustrato e agevole
da usare potesse aiutare familiari,
operatori socio-sanitari e noi volontari, nel sostenere una relazione di
cura con una persona colpita da disturbi della memoria.
Nel 2001, da subito, con entusiasmo (e “gratitudine” per l’autrice)
lo abbiamo utilizzato all’interno di piccoli gruppi di
soggetti, in fase lieve o media di declino cognitivo,
che insieme a noi si sono allenati e divertiti con le
varie proposte contenute nel testo. E continuiamo
ad utilizzarlo nei nostri due pomeriggi settimanali di animazione
ludica e sollecitazione della memoria: “il Caffè del lunedì”, ospiti dal
2001 presso lo Yacht Club di Como
e i “venerdì - insieme”, ospiti dal
2005 presso il Centro Diurno Comunale in via Volta 83; due straordinarie occasioni per trascorrere momenti sereni e “leggeri” a dispetto
dei ricordi che si “dileguano”. La memoria fuggente è tuttora al centro
di studi e ricerche. Mnemosine resta ancora, a nostro parere, un piccolo tassello significativo per dare
impulso e vitalità a momenti di relazione con chi di questa fuga è vittima”.
In sede è invece ancora disponibile il libro “Arteterapia e Alzheimer”
(sempre edizioni NodoLibri) di
Chiara Salza, la responsabile dei
Laboratori di Arteterapia del Cdt.
Tra i testi che i Donatori del tempo suggeriscono, in special modo a medici, infermieri e familiari c’è anche “Alzheimer. Malato e familiari di fronte alla perdita del passato” di Angelo
Bianchetti e Marco Trabucchi”, edizioni “Il Mulino”.
IL CONVEGNO: “ALZHEIMER. È TEMPO
DI AGIRE INSIEME”, MILANO 21 SETTEMBRE
Agire subito, agire insieme. Sono
queste le parole d’ordine della XVII
Giornata Mondiale Alzheimer e del
convegno promosso dalla Federazione Alzheimer Italia, che si svolgerà a Milano, per invitare le istituzioni sanitarie a collaborare in
modo sempre più stretto e concreto con le associazioni Alzheimer
che, per esperienza acquisita sul
campo, conoscono i bisogni dei
malati e dei loro familiari. “Alzheimer. E’ tempo di agire insieme! Proposta per una rete nazionale di orientamento per i malati e i loro familiari”. Il titolo del convegno.
La Federazione Alzheimer Italia propone una rete nazionale di orientamento. “I familiari dei malati
di Siracusa - spiegano gli operatori - hanno diritto ad essere informati come quelli di Milano”.
Sulla base del primo censimento e valutazione dei servizi di assistenza e cura ai malati in Lombardia,
realizzato dalla Federazione Alzheimer Italia in collaborazione con l’Istituto di Ricerche Farmacologiche
Mario Negri di Milano è stata creata ed è online sul sito www.alzheimer.it la banca dati delle strutture
in Lombardia.
A livello comunitario la Commissione Europea sostiene iniziative coordinate e programmi congiunti
per garantire prevenzione, diagnosi, cura e assistenza agli oltre 7 milioni di persone con demenza in
Europa e ai loro familiari. E l’Italia che cosa sta facendo? Su quali basi si può realizzare la collaborazione con le associazioni familiari?
Il convegno cercherà di rispondere a queste domande.
L’appuntamento è per martedì 21 settembre, dalle 9 alle 13, presso la Sala Colonne della Banca
Popolare di Milano, in via S. Paolo 12, a Milano. La partecipazione è gratuita.
CRONACA
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Bassa&territorio
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 18 SETTEMBRE 2010
17, 18 E 19 SETTEMBRE
A Cermenate
una sagra antica
C
ermenate si appresta a rivivere,
questo fine settimana, la tradizionale manifesta
zione “Sagra della Polenta” nei giorni 17, 18 e 19
settembre
Questa manifestazione
ha origine remota. La popolazione contadina, ricca di fede, in gran numero, anche dai paesi limitrofi, per la celebrazione
delle feste dell’Esaltazione della S. Croce e della
Beata Vergine Addolorata (14 e 15 settembre), si
raccoglieva presso la chiesa di San Vincenzo per
venerare l’immagine del
S. Crocifisso, ritenuta
taumaturgica.
Per l’occasione si combinavano affari, si stabilivano contratti e - si racconta - si combinavano
anche matrimoni. La festa, l’incontro fecondo veniva concluso normalmente con l’invito a pranzo. L’offerta comune era il
piatto povero dei contadini, la polenta accompagnata dagli insaccati del
maiale e da intingoli vari
che i più ricchi abbinavano alla carne.
Nella circostanza, sul
sagrato, per sovvenire
alle necessità della chiesa, si attuavano i canestri. Poi, in qualche cortile o sulla strada, si diede
inizio all’offerta della polenta con la salamella cotta alla griglia e anche alla
pesca di beneficenza.
A partire dal 1970 questa festa venne organizzata con regolare svolgimento per tre giornate. Si
incominciò a chiamarla
“Sagra della Polenta”.
Il piatto forte: la polenta preparata, come vuole
la tradizione, in vario
modo, accompagnata dal
brasato d’asino.
La carne d’asino cuci-
Presso il piazzale
del mercato sarà
allestito
il tendone
con cucina e
coperti. Numerosi
gli appuntamenti
religiosi
in concomitanza,
nel santuario
di S. Vincenzo.
Nella corte Verga
di via Moreschi,
inoltre, pesca
di beneficenza
di RENATO GAZZOLA
nata a rilento con abbondante vino e spezie varie
acquista una squisitezza
esclusiva, eccezionale. La
scelta del gustoso piatto
è quantomeno curiosa. E’
risaputo che gli abitanti
di Cermenate si appellano “mulìt o asnit” in base
alla località abitativa
(Cermenate o Asnago). La
radice è comunque identica: proviene dagli affini
e noti quadrupedi. Una
denominazione divertente, scherzosa che si vuol
tramandare: distinti ma
non divisi.
Per celebrate il 40° anniversario della manifestazione si è pensato di
dare alle stampe un volume “1935 - 1936. La magnifica epopea”, opera del
concittadino prof. Sergio
Grassi. Il volume descrive i lavori di restauro e di
abbellimento della chiesa
di San Vincenzo, Santuario del S. Crocifisso; racconta episodi interessanti e curiosi; illustra personaggi che ancora oggi godono della simpatia e del
ricordo di molti. Ancora il
volume è accompagnato
da interessanti fotografie
del tempo.
UN’OCCASIONE DI INCONTRO
A volte dietro il termine “sagra” si nascondono
semplici manifestazioni gastronomiche, che riuniscono attorno a un tavolo le persone al solo scopo di raccogliere fondi per finanziare associazioni locali o iniziative benefiche.
Altre volte, tuttavia, la “sagra” è espressione
del desiderio di fare festa con la gente, dove l’ente organizzatore (nel nostro caso, la parrocchia),
pone l’accento sulla dimensione comunitaria e
sul “convenire” attorno allo stand gastronomico
di famiglie vecchie e nuove, che magari non si
conoscono, ma trovano in questo evento un’occasione di incontro.
La Sagra della Polenta di Cermenate si inserisce in questo filone.
Con le sue 40 edizioni, essa entra di diritto tra
le manifestazioni più “anziane”, ovvero con una
robusta tradizione alle spalle, che si rifà all’usanza dei contadini della contrada Catena (il quartiere attorno alla via Ardizzone) di celebrare con
la tavola imbandita la conclusione dei lavori agricoli estivi.
La festa era preceduta dalle celebrazioni religiose della Beata Vergine Maria Addolorata e, il
giorno prima, dell’Esaltazione della Santa Croce, quest’ultima come espressione della devozione al Crocifisso taumaturgico, custodito nella
chiesa di San Vincenzo.
Oggi la matrice religiosa della Sagra della Polenta ha certamente un peso inferiore rispetto
al passato, ma non è secondaria, anzi, rimane
ben presente, seppure con un profilo diverso: la
dimensione “visibile”, intesa come manifestazione esteriore dell’evento (la processione, i riti liturgici), lascia ampio spazio alla dimensione “invisibile”, ovvero la creazione tra i membri della
comunità di un legame che non è solo spirituale
e liturgico, ma anche umano, sociale, culturale,
di divertimento.
Non sempre le sagre paesane sono viste con
benevolenza. Spesso, anzi, vengono accusate di
essere semplici pretesti per raccogliere denaro,
e se ne coglie solo l’aspetto consumistico o
economicistico.
Si potrebbe ribattere che se da un lato va certamente condannato l’eccesso, dall’altro andrebbe anche recuperato il significato positivo di queste manifestazioni, che sta nel valore aggregativo
anche fuori dalla chiesa di persone che fanno
parte di una comunità, e nel favorire una
socializzazione che possa attivare canali di solidarietà una volta usciti dal tendone: l’obiettivo
non sono i soldi (che pure servono!), ma le persone.
24, 25 E 26 NOVEMBRE
Al Palburghè
di Rovellasca
il “Renata
Days 2010”
i svolgerà il prossimo fine settimana presso il
Palburghè di Rovellasca il “Renata Days 2010”, evento alla
sua seconda edizione organizzato dalla ONLUS
locale “Adotta Renata”:
l’associazione è nata nel
2008 per iniziativa di un
gruppo di mamme amiche
di Renata (colpita tre
anni fa, all’età di 42 anni,
S
Una tre giorni organizzata da “Adotta
Renata”, associazione nata nel 2008
per iniziativa di un gruppo di mamme
amiche di Renata, colpita tre anni fa,
a 42 anni, da un aneurisma
di ELENA CLERICI
da aneurisma, attualmente ricoverata presso
la struttura “La Villa” di
Guanzate), svolge attività di beneficenza a favo-
LIPOMO E LA CELEBRAZIONE
DELLA MADONNA ADDOLORATA
re di soggetti affetti da
particolari patologie e bisognosi di assistenza prolungata in strutture specializzate, ed è molto at-
tiva sul territorio con iniziative di carattere sociale (www.adottarenata.it).
Obiettivo della manifestazione è quest’anno raccogliere fondi perchè la famiglia di Michela - una
bambina di 7 anni colpita alla nascita da una
immobilità agli arti inferiori - possa sostenere i
costi delle cure.
Il programma della festa è ricco e vario. Per co-
Lipomo si prepara per domenica 19 settembre
a celebrare la tradizionale festa della Madonna
Addolorata, della quale è conservata una statua
nella vecchia chiesa parrocchiale.
Il culto della Madonna Addolorata nasce a partire dalla fine dell’XI secolo e trae origine dai passi
del Vangelo nei quali si parla della presenza di
Maria Vergine sul Calvario. In precedenza l’altare dedicato all’Addolorata era consacrato all’Assunta. Fu don Maggetti, il prevosto dell’epoca ,
che a partire dal 1768 cambiò per un voto di fede
la dedicazione. La devozione all’Addolorata si è
con il tempo radicata nella storia religiosa del
paese fino a giungere ai nostri giorni.
La solennità della Madonna Addolorata verrà
celebrata domenica 19 settembre durante la Santa Messa delle 10.30 alla presenza delle autorità
e delle associazioni locali. Nel pomeriggio alle
14.30 ci sarà la solenne processione con la statua
della Madonna per le vie del paese. La popolazione di Lipomo accompagnerà così la statua dell’Addolorata dalla chiesa dello Spirito Santo fino
al sagrato della vecchia parrocchiale di San Vito
dove verrà impartita la solenne benedizione. Seguirà poi, sempre sul sagrato, l’incanto dei canestri.
La festa sarà anche l’occasione per celebrare
l’inizio dell’anno pastorale e ritrovarsi insieme per
iniziare un nuovo cammino alla luce della fede,
accompagnati quest’anno anche dalla presenza
del nuovo vicario don Fabio.
minciare la cucina, con la
presenza nella serata di
venerdì 24 e sabato 25 del
pizzaiolo campione del
mondo Mario Signorile,
che sfornerà le sue specialità, e spaghetti aglio, olio
e peperoncino offerti a
tutti alle ore 23.30. Domenica pranzo su prenotazione al Palburghè.
Poi gli spettacoli: il 24
settemebre ci sarà il
clown Gianca con il suo
show dal titolo “Pattinik”,
l’indomani appuntamento con il Primo Gran Premio di Karaoke Comune
di Rovellasca (la speranza è di farne un appuntamento annuale). La domenica serata di Cabaret
con Max Pisu, Stefano
Chiodaroli e Urbano Moffa, amici dell’associazione
(inizio ore 21.00, entrata
ad offerta libera); e per
concludere “Ho fatto un
sogno”, pensieri di Andrea accompagnati dal
sax di Elia Clerici.
Domenica 26 settembre
dopo la santa messa delle 10.30 verrà donata alla
Croce Azzurra di Rovellasca un’autovettura per
i servizi secondari acquistata con i proventi delle
iniziative di “Adotta
Renata”. Nel pomeriggio
a partire dalle ore 14.30
avrà luogo la seconda edizione delle Olimpiadi delle Mamme, “la parte più
vera della manifestazione
- come dice Andrea, marito di Renata - in cui tante mamme come la nostra
Renata si affronteranno a
suon di lancio del mattarello e di corsa con il carrello della spesa”.
Durante la manifestazione ci sarà anche uno
stand con i lavoretti realizzati dai pazienti ospiti
della struttura “La Villa”
di Guanzate, e si procederà alle premiazioni del
Concorso di Poesia promosso quest’anno.
CRONACA
P A G I N A
Como&territorio
23
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 18 SETTEMBRE 2010
LA PROPOSTA DI UN NUOVO CICLO DI INCONTRI
Iubilantes
e gli ordini
mendicanti
L
associazione Iubilantes organizza un nuovo ciclo
di incontri culturali rivolti ai soci
e ai non soci dal titolo:
“Storia, cultura, importanza sociale degli ordini
mendicanti medioevali”.
Spiega Ambra Garancini,
presidente Iubilantes:
«L’interesse di Iubilantes
per gli Ordini mendicanti - Francescani, Domenicani, Agostiniani - è legata allo loro peculiare natura di “itineranti” e quindi , al loro natura di missionari e pellegrini, alla
straordinaria efficacia
“popolare” del loro messaggio culturale e spirituale. Penso alla semplice eleganza e spaziosità
delle loro chiese, alla potenza delle loro prediche
e della loro poesia religiosa, legata alle origini del-
’
L’opportunità
per conoscere
meglio questo
partucolare
aspetto del
medioevo.
Gli appuntamenti
si svolgeranno
il 24 settembre
e il 12 ottobre
di SILVIA FASANA
la nostra letteratura volgare, alla vivacità del loro
linguaggio artistico, all’idea stessa del “Sacro
Monte” dovuta a Bernardino Caimi, colto frate
francescano di vasta esperienza missionaria,
presente e operante proprio in Como, nell’importante convento, ora scomparso, di S. Croce in Bo-
scaglia. In Como la presenza culturale degli ordini mendicanti è stata
rilevante: basti solo pensare, ad esempio, al complesso domenicano - purtroppo demolito - di S.
Giovanni Pedemonte, nella cui chiesa avevano sepoltura i maggiorenti di
Como, oppure ai bellissimi affreschi trecenteschi
del presbiterio di S.
Abbondio, associabili ad
ambiente francescano e
voluti, pare, da un vescovo appartenente a quest’ordine, Leone III Lambertenghi (1295-1325).
Vale dunque davvero la
pena, a nostro avviso, di
prestare attenzione a
questo particolare aspetto della cultura medioevale, a cui tanto deve il
nostro presente».
I primi due incontri si
terranno venerdì 24 settembre, nell’ambito delle Giornate Europee per
il Patrimonio. Alle ore
16.45 presso la Biblioteca Comunale di Como,
Mario Longatti, studioso
di storia locale e filologo,
e Chiara Milani, direttrice della Biblioteca, guideranno i partecipanti ad
una speciale “visita al
manoscritto”. In visione
straordinaria, e “a portata di mano” dei presenti,
un importante codice
quattrocentesco di provenienza locale (prediche,
appunto, del francescano
Bernadino Caimi, ideatore del Sacro Monte di
Varallo) e un prezioso codice miniato trecentesco,
anch’esso di provenienza
locale. Alle ore 21.00,
presso l’Archivio di Stato
di Como (via Briantea 8),
Alberto Rovi, storico dell’arte, terrà una proiezione di immagini e commenterà una esposizione
di documenti sul tema
“Gli ordini mendicanti
promotori di arte e di cultura”, in collaborazione e
con l’ospitalità di Archivio
di Stato di Como.
Il terzo appuntamento
sarà invece martedì 12
ottobre, alle ore 21.00,
presso la Casa Divina
Provvidenza di Como (via
T. Grossi 18, ampio parcheggio interno), con un
incontro dal titolo “Gli
Ordini itineranti: un “sistema nuovo” nella Chiesa e nella società medioevali”, a cura di Grado Giovani Merlo, ordinario di
storia del Cristianesimo
all’Università Statale di
Milano.
L’iscrizione al corso è
obbligatoria, anche in ragione del fatto che la speciale “visita al manoscritto” in Biblioteca sarà consentita, per ragioni di sicurezza, solo a coloro che
avranno comunicato la
propria adesione con nominativo e dati anagrafici
entro martedì 21 settembre.
Per informazioni ed
iscrizioni: Iubilantes, tel.
031-279684 (lasciare ev.
messaggio e recapiti in
segreteria) fax 0312281470; e-mail: iubi
[email protected]; sito
internet: www.iubilantes.
eu (form “contatti”).
A sostegno delle proprie
attività Iubilantes chiederà agli aspiranti corsisti un contributo complessivo di 10,00 euro che
potrà essere versato in
sede (previo contatto) oppure prima della “visita al
manoscritto”.
IN VILLA CARLOTTA DAL 10 SETTEMBRE AL 31 OTTOBRE
Pietro Lingeri in mostra a Tremezzo
È
stata inaugurata
venerdì 10 settembre nello splendido
scenario di Villa
Carlotta a Tremezzo in provincia di
Como - dimora storica famosa per il suo lussureggiante parco botanico e
per le importanti collezioni d’arte - la mostra “Pietro Lingeri architetto della Tremezzina. L’isola degli artisti”, dedicata ad
uno dei più brillanti esponenti del razionalismo,
nato nel 1894 a pochi chilometri da Villa Carlotta
e celeberrimo, tra l’altro,
per le case d’artista edificate sull’Isola Comacina.
In un circuito di sale
recentemente restaurate
ed espressamente dedicate a mostre temporanee
ed attività didattiche
sono esposti disegni e documenti originali, alcuni
inediti, tra cui quelli conservati nell’archivio comunale di Tremezzo. Tra
questi, una passerella
destinata a collegare la
darsena di Villa Carlotta
con il lungolago e la serie
di ville progettate e realizzate nella Tremezzina.
Arricchiscono l’esposizione pubblicazioni d’epoca e
fotografie, proiezioni multimediali e materiali provenienti dal cantiere del
restauro, recentemente
concluso, delle tre Case
degli Artisti.
La mostra è stata suddivisa in 4 sezioni: la prima è dedicata all’Isola di
Comacina, unica isola del
lago di Como, rasa al suo-
lo nel 1169, durante la
guerra tra Como e Milano, da Federico Barbarossa, che vietò la ricostruzione con un decreto imperiale. L’isola, di soli 7
ettari e mezzo, cominciò a
risorgere dalle macerie
nel XVII secolo con la realizzazione della chiesetta dedicata a San Giovanni, e poi, a partire dal
1921, con il concorso che
dette all’isola un piano
regolatore, approvato
definitivamente solo nel
1935 da Mussolini in persona, che la volle rifugio
ideale per artisti italiani
e stranieri.
La seconda sezione alle
ville realizzate da Lingeri
in Tremezzina, sulla costa
occidentale del Lago di
Como, esempio dell’eccellenza dell’architettura del
razionalismo lariano. La
terza e la quarta sono state invece dedicate alle tre
Case per Artisti, il cui restauro ha consentito a
queste opere di Pietro
Lingeri di recuperare il
loro splendore e la loro
funzione originaria: come
previsto dallo statuto della “Fondazione Isola Comacina”, ospiteranno, in-
fatti, artisti italiani e belgi, in onore del Paese che
restituì l’isola allo stato
italiano dopo che nel 1917
venne donata al re Alberto I del Belgio. La mostra
darà spazio anche al respiro internazionale di
questa architettura rurale, per la quale Pietro
Lingeri si era ispirato al
modello della casa per
vacanze di Le Corbusier,
costruita nel 1935 sulla
costa atlantica.
La mostra occupa uno
spazio di 180 metri quadrati nella sala delle
esposizioni di Villa Carlotta ed è visitabile tutti i
giorni dall’ 11 settembre
al 17 ottobre dalle 9 alle
18 e dal 18 al 31 ottobre
dalle 10 alle 17. Chi visiterà la mostra potrà acquistare a prezzo ridotto
il biglietto d’accesso all’Isola Comacina, Inoltre,
in concomitanza con la
mostra, dal 25 settembre
al 18 ottobre, sarà anche
possibile prendere parte
ad un’insolita visita interattiva alla scoperta
degli straordinari elementi vegetali presenti
nel giardino di Villa Carlotta oppure, dal 1 ottobre, usufruire del percorso autoguidato “Pensare
sostenibile: l’uomo ed il
mondo nel giardino”, progettato per la festa del
Solstizio 2010 per dare
una nuova chiave di lettura ad un giardino bellissimo inteso come luogo
per riflettere sulle piccole azioni utili per migliorare il mondo.
A GRANDOLA LA STORIA
DEL ROGOLONE
Dopo la prima festa del Rugulon, tenutasi nel
1988, la seconda festa del 1995, Italia Nostra
Como, in collaborazione con la Pro Loco di
Grandola ed Uniti e con il patrocinio del Comune, organizza per domenica 19 settembre la Festa del “Rugulon”, la pluricentenaria quercia
monumentale della Val Sanagra dichiarata “Monumento Nazionale” per il suo notevole interesse
naturalistico e storico.
Il ritrovo è fissato per le ore 9.30 presso Villa
Camozzi, sede del Municipio di Grandola ed Uniti. Alle 9.45 ci sarà la partenza per il “Rugulon”:
il cammino sarà accompagnato da storie di alberi
e folletti. Alle 11.45 arrivo al “Rugulon” ed inaugurazione del pannello informativo predisposto
dal Parco Locale di Interesse Sovracomunale “Val
Sanagra”; seguirà il rientro a Villa Camozzi, con
aperitivo offerto dalla Pro Loco e pranzo a base
di cinghiale, cervi in salmì e polenta. La giornata
vedrà l’accompagnamento musicale di canti tradizionali a cura del gruppo “Galletti del Sass
Corbèè”. Nel pomeriggio sarà visitabile il Museo
Etnografico Naturalistico della Val Sanagra, allestito presso Villa Camozzi.
CRONACA
P A G I N A
24
Lago&Valli
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 18 SETTEMBRE 2010
DOMENICA 19 SETTEMBRE
Olcio in festa
per S. Eufemia
D
omenica 19 settembre la parrocchia di Olcio
festeggierà la
patrona Santa
Eufemia: la data esatta
della memoria liturgica è
il 16 settembre, ma la domenica successiva, il 19
appunto, sarà la vera e
propria sottolineatura religiosa.
Sabato 18 alle ore 21,
presso la chiesa parrocchiale, del paese si terrà
una elevazione spirituale
con canti organizzato dal
coro “voci nel tempo” di
Cortenova diretto dal
Maestro Massimo Gilar-
La S. Messa
solenne sarà
animata
dalla “Schola
cantorum”
parrocchiale
del S. Cuore
di Mandello
doni (olciese di nascita e
residenza): la serata prevede melodie sacre, che
potranno aiutare ad introdurre gli ascoltatori
alla festa prettamente
religiosa, e melodie popolari.
Domenica 19 sarà il
vero e proprio culmine dei
festeggiamente che, seppur semplici e senza troppa enfasi, hanno un particolare significato per
il paese. Alle ore 10.00 il
parroco don Mario Tamola che, tra l’altro, è in
paese da 20 anni (è infatti arrivato nel 1990) celebrerà la S. Messa solenne che sarà animata dalla “schola cantorum” parrocchiale del S. Cuore di
Mandello. Alla corale si
sono unite alcune donne
di Olcio che, durante l’anno, propongono dei canti
per le celebrazioni liturgiche più solenni in pae-
se.
«Il momento musicale
di sabato sera è una introduzione alla festa spiega il maestro Gilardoni - ma la cosa direi più
importante è la celebra-
zione della Messa al mattino... A mio parere non
ha per nulla senso un bel
concerto la sera precedente e poi la mattina avere
la Messa “muta”... per evitare questo paradosso... la
mattina la celebrazione
sarà solenne con la partecipazione della mia
schola cantourm che aiuterà a sottolineare la festa prettamente religiosa...»
Gianni Gatti, al quale,
prima volta dopo 24 anni,
non è toccato l’onore di
accogliere il nuovo giovane collaboratore.
Proprio il prevosto ha
dato il benvenuto ufficiale al suo nuovo vicario e
lo ha invitato ad aprirsi
alla comunità a cui
monsignor Coletti lo ha
destinato.
Don Andrea ha preso la
parola dopo il Vangelo. E
anche qui ha stupito un
po’ tutti. Che pensavano
ad una presentazione, a
due parole su sé stesso.
Don Andrea si è comportato come un buon prete fedele alla Parola di
Dio e l’ha commentata,
tralasciando volutamente
la parabola del padre misericordioso (o del figliuol
prodigo, come a dir si voglia): «Chi è quel “matto”
di un pastore che, se ha
100 pecore e ne perde
una, non va in cerca di
quella che ha perso? Non
è “a posto” - ha detto suscitando il sorriso tra l’assemblea - uno che perde
una dracma, un centesimo di euro di oggi, e che
magari mette sotto sopra
tutta la casa per cercarla».
Poi, in verità, confessa
quello che vorrebbe fare
nella sua nuova parrocchia: «Vorrei allargare il
mio cuore a ognuno di
voi». E c’è spazio per un
ricordo piacevole dell’esperienza in terra comasca: «Voglio condividere il mio cammino di sacerdote con voi, così
come l’ho condiviso ad
Albate, anche se per poco
tempo».
La celebrazione è così
proseguita, sino alla comunione. Al termine, don
Pietro si è permesso di
dare il benvenuto ufficiale e ha ripreso le parole
di don Andrea: «Anche noi
confidiamo di allargare il
nostro cuore a te, affinché
la nostra comunità possa
diventare sempre più
viva, di fede e dove tutti
si vogliono bene».
Gli applausi e il suono
dell’organo hanno sposta-
to la festa in oratorio,
dove il comitato organizzativo, ormai consolidato,
ha allestito un succulento rinfresco, preso d’assalto in pochi minuti dalle
bocche mandellesi, valchiavennaschi e comaschi.
E dopo il cibo, il divertimento. Sì, perché i ragazzi del Grest hanno
preparato, insieme agli
educatori, uno spettacolo,
anzi un piccolo show che
ha lasciato senza parole i
presenti. Tanta musica
divertente e coinvolgente,
tanti balletti e coreografie, sorrisi e risate a non
finire. Anche don Andrea
pare che abbia apprezzato.
Eh sì, poi il lunedì mattina anche per lui è suonata la campanella: dovrà
insegnare religione ai ragazzi delle scuole medie.
E avrà tra gli impegni
dell’agenda un evento
unico per la zona pastorale Grigne: la 2 Giorni
Giovani. Il 16 e 17 ottobre prossimi.
E i giovani dalle superiori in sù, oltre all’insegnamento, saranno al
centro della sua attività
pastorale, in parrocchia e,
soprattutto, in zona pastorale. Quindi… buon
lavoro, don Andrea. E
benvenuto a Mandello.
SACRO CUORE
La gioia di Mandello
per l’arrivo
di don Andrea
a parrocchia del
Sacro Cuore in
Mandello ha accolto sabato scorso, 11 settembre,
don Andrea Del Giorgio,
il suo nuovo vicario parrocchiale.
Un nuovo vicario è dono
della grazia e della benevolenza del Vescovo, che,
in un momento di forte
crisi vocazionale, ha voluto donare un altro sacerdote giovane - in sostituzione dell’indimenticato
don Claudio Monti, neo
collaboratore pastorale
alla comunità pastorale
di Sondrio città - alla popolosa comunità mandellese.
La festa ha avuto inizio
con un modo del tutto insolito: invece di arrivare
a bordo di un auto e in
compagnia di amici o parenti come tanti suoi pre-
L
Il nuovo vicario
ha fatto il suo
ingresso lo scorso
11 settembre
di GIOVANNI ZUCCHI
decessori, don Andrea ha
scelto di uscire dalla sua
nuova casa, percorrere
qualche metro a piedi e
raggiungere così il sagrato della chiesa prepositurale.
Qui ha ricevuto l’omaggio dei bambini e dei ragazzi del Grest, che si era
concluso nei giorni precedenti. Tutti, con la maglietta bianca, hanno intonato un canto scritto
per l’occasione: “Don Andrea, benvenuto tra noi”,
sulle note di Pace sia, pace
a voi.
Un forte e sonoro applauso ha così dato il benvenuto al nuovo vicario,
che si è presentato in
maniera semplice e informale, con il gilet e il clergyman.
Alla celebrazione erano
presenti i suoi concittadini della parrocchia di
Chiavenna San Fedele e i
suoi ex parrocchiani di
Albate in Como. Insieme
ai fedeli del Sacro Cuore,
tutti hanno letteralmente gremito la chiesa del
Sacro Cuore.
La Messa ha avuto inizio con la processione e il
canto del coro giovanile
parrocchiale. Concelebravano il prevosto don Pietro Mitta, l’altro vicario
don Filippo Macchi e il
prevosto emerito mons.
BOSISIO: CORSI DI FORMAZIONE SUPERIORE
A LENNO CONCERTO
PER LA FESTA
DI S. CRESCENZIO
La parrocchia arcipretale
di S. Stefano, a Lenno, si è
resa promotrice di un concerto per la festa di San Crescenzio martire, in programma per sabato 18 settembre
presso la chiesa parrocchiale
di Lenno.
Il programma prevede: organo solo (organista Mario
Zanotta), e “Dialogo tra instrumenti del vento”, organista: Sandro Carnelos, clarinetto: Dario Zandegiacomo.
L’appuntamento è per le
ore 21. L’ingresso è libero.
La Nostra Famiglia di Bosisio Parini informa che sono aperte le iscrizioni ai corsi di formazione superiore per diventare operatori
sanitari o socio-assistenziali, per aiutare le persone a soddisfare i propri bisogni fondamentali e a raggiungere il recupero, il
mantenimento e lo sviluppo del livello di benessere e di autonomia.
CORSO PER AUSILIARIO SOCIO ASSISTENZIALE
L'Ausiliario Socio Assistenziale è un operatore che svolge attività indirizzate a mantenere o recuperare il benessere psicofisico
della persona, a ridurne i rischi di isolamento e di emarginazione, assistendola in tutte le attività della vita quotidiana, operando
in servizi di tipo socio assistenziale e socio sanitario a ciclo diurno, residenziale e domiciliare. Il corso ha una durata complessiva
di 800 ore, suddivise in 450 ore di aula e 350 ore di tirocinio nelle strutture e nei servizi socio-assistenziali e socio-sanitari.
CORSO PER OPERATORE SOCIO SANITARIO (OSS)
L'operatore Socio Sanitario è un operatore che svolge attività rivolte alla persona e ai suoi bisogni di autonomia e benessere,
operando sia nel settore sociale che sanitario e svolgendo le sue mansioni in servizi di tipo socio-assistenziale e socio-sanitario, in
ambito ospedaliero, residenziale e domiciliare.
Il corso ha una durata complessiva di 1000 ore, suddivise in 550 ore di aula e 450 ore di tirocinio nelle strutture e nei servizi
sanitari e socio-sanitari.
CORSO DI RIQUALIFICA PER AUSILIARIO SOCIO ASSISTENZIALE (ASA) IN OPERATORE SOCIO SANITARIO (OSS)
Le iscrizioni sono aperte fino al 30 ottobre 2010 o comunque fino ad esaurimento posti.
Per tutti i corsi prevista una prova di selezione attraverso un colloquio di orientamento.
Per informazioni sulle modalità di Iscrizione: Tel. 031/877556 - Fax 031/877356 - e-mail: [email protected]
CRONACA
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Lago&Valli
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IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 18 SETTEMBRE 2010
PENSIERI E LEGGENDE DALLA VALLE INTELVI
Cecilia tra le braccia
della madre
in un’immagine
che si riferisce
al racconto
dei “Promessi sposi”
Un dolore
senza tempo
rimo settembre
2010. Rai Uno
mette in onda
una versione dei
“Promessi sposi”
di Alessandro Manzoni. Il
capolavoro del “Sciur
Lisander “ ci è stato condito in tutte le salse, dal
cinema, al teatro ma, a
mio giudizio personale,
questa versione televisiva
appare come la più bella
e sentita di tutte. La musica così orecchiabile, i
bravi ed espressivi cantanti, i costumi e le scene hanno condotto lo spettatore a vivere con il cuore e la mente situazioni,
angosce, ricatti e dolori di
una realtà di due secoli
prima, quanto un uomo
duecento anni fa ha saputo scrivere e testimoniare attraverso un libro.
Il dolore della mamma
di Cecilia, la vista di
quell’angioletto innocente
che incute rispetto anche
ai monatti, gli stessi
monatti che raccolgono e
danno, come possono, una
sepoltura a morti che altrimenti infetterebbero
ancora i vivi, la disperazione della monaca di
P
La scomparsa
di un figlio,
o della persona
amata... uno
spasimo profondo
che solo nella
fede può ritrovare
conforto
di RINA CARMINATI FRANCHI
Monza che si sente rinchiusa in una gabbia di
rimorsi, il grido di Lucia
“non ho fatto niente, sono
innocente” tutto balza fuori attuale e reale anche
nella nostra epoca.
Se ci pensiamo bene
anche nel secondo millennio così modernizzato troviamo situazioni analoghe. Quanti innocenti rubati e tante volte uccisi da
mani più crudeli della
peste, quante mamme che
in questi giorni implorano la restituzione delle
loro creature. Uno su tutte è il grido “Ridatemi mia
figlia” della mamma di
Sarah. Bisogna provare
per capire questo dolore
che sconvolge la mente e
letteralmente, dicevano
gli anziani, ti strappa la
carne delle ossa. Il grido
che sgorga dal cuore di
Lucia, “sono innocente”, il
rimorso che non dà pace
alla monaca di Monza,
“amore mio che non posso
avere”, l’oscuro precipizio
di disperazione che chiama l’Innominato al suicidio, sembrano rispecchiare il mondo moderno, dove
ancora sono calpestati i
primari diritti degli umili .
Il mondo della droga è
una peste moderna molto più subdola, più tremenda, che trascina nel
dolore intere famiglie.
Ma su tutto, come il sole
che sorge all’alba sulle
ultime ore della notte, che
sono le più buie, ecco
prendere corpo un abito
talare, una parola di speranza, un’autorità capace
di piegare la superbia e
lenire il dolore con una
preghiera: Padre nostro…
Padre nostro significa
amore. Solo l’amore ci salverà, solo l’amore può consolare, solo l’amore che
spinge tanta gente verso
il volontariato sacrificando il tempo libero dal lavoro, l’amore innocente di
due giovani, quello dei
genitori per i figli.
L’incidente che ha portato via in giovane Davide qualche giorno fa è stato una tragedia per tutti.
Ma questo baratro di dolore ha aperto le porte
alla speranza di altri ragazzi che hanno ricevuto
i suoi organi: questo è il
più bel dono d’amore .
Raccontavano gli anziani della valle una bella
leggenda che in principio
sa di realtà, poi si perde
nella fantasia: a Ponna
nei primi anni dell’Ottocento una pastorella si
innamorò di un soldatino
napoleonico. La storia assomiglia a quella di
Renzo e Lucia, ma lei si
chiamava Francesca. Naturalmente era un amore
senza speranza. Anche
qui ci fu una fuga, non sul
lago, ma verso un alpeggio nascosto tra i monti.
Purtroppo, però il bestiame andava abbeverato.
Così un mattino, alla bolla del Tellero, i commilitoni sorpresero il giovane soldato e, accusandolo
di diserzione, lo fucilarono sul posto. Francesca
sentì i colpi e lo trovò riverso a pelo dell’acqua
ghiacciata della bolla. In
un tentativo di rianimarlo, o forse per la disperazione, lo trascinò nel
laghetto in cui lei stessa
morì annegata. Gli alpigiani raccontano che, dato
che i primi raggi del sole
che illumina la Valle colpiscono proprio la bolla
del Tellero, non è raro vedere Francesca che sorge
dall’acqua chiara e invoca il suo amore. Se ride
farà bel tempo, se piange
pioverà...
Ci vuole un cuore veramente puro per credere
alle leggende, ma gli
alpigiani ce l’hanno perché abitano vicini al cielo…
La speranza, la fede e
la carità si fondono in
questa grande preghiera
che gli autori citati hanno saputo musicare magistralmente “Padre nostro, siamo figli tuoi”.
GRAVEDONA LO SCORSO 10 SETTEMBRE
CON MONDO TURISTICO VISITA GUIDATA
AL SANTUARIO DI S. MARIA DEI GHIRLI
A CAMPIONE D’ITALIA
L’Associazione Culturale “Mondo Turistico” propone per sabato 25 settembre una visita guidata al Santuario di S. Maria dei Ghirli a Campione
d’Italia.
L’appuntamento con la guida è fissato per le ore 14.30 all’arco d’ingresso a Campione d’Italia. La visita inizierà proprio da questo arco che indica
la frontiera fra Svizzera e Italia (essendo Campione un’enclave in territorio elvetico), con informazioni sulla storia e sulla vita di questo paese e
continuerà con la visita al Santuario di S. Maria dei Ghirli, ricco di stucchi e affreschi di varie epoche. Nel mese di maggio di quest’anno è terminato il prezioso lavoro di restauro del presbiterio, prima di tre campagne
di restauro che permetteranno di conservare al meglio questo gioiello dell’arte lombarda. Una breve passeggiata condurrà quindi nel cuore del
minuscolo borgo, dove sarà possibile visitare anche la chiesetta di S. Pietro, situata nell’antica area cimiteriale. A conclusione della visita guidata, chi lo desidera potrà entrare nel nuovo Casinò, moderna costruzione
del celebre architetto ticinese Mario Botta.
La quota di partecipazione è di 6 euro per i soci; 7 per i non soci. Per
informazioni e prenotazioni (obbligatorie): Mondo Turistico, tel.
339.4163108; e-mail [email protected].
ALLA SCOPERTA DELL’ISOLA COMACINA
L’Associazione Culturale “Mondo Turistico”, in collaborazione con
“Rossocobalto” propone per domenica 26 settembre una visita guidata all’Isola Comacina.
L’appuntamento con la guida è fissato per le ore 15.45 al pontile dell’Isola Comacina (raggiungibile con battello pubblico della Navigazione
oppure con taxi boat da Sala Comacina o da Ossuccio). L’unica isoletta nel
lago più profondo d’Europa, l’Isola Comacina, è un vero scrigno di natura,
storia e arte, un bosco galleggiante nel cuore del lago, tra archeologia e
architettura razionalista, avvolta dal fascino misterioso di antiche leggende. I recenti lavori di recupero dell’isola e del suo patrimonio
naturalistico e artistico fanno di questa piccola terra il centro del nascente Distretto Culturale del Lago di Como.
La quota di partecipazione è di 12 euro per i soci; 13 per i non soci,
incluso il biglietto d’accesso all’Isola. Per informazioni e prenotazioni (obbligatorie): Mondo Turistico, tel. 339-4163108; e-mail mondo
[email protected].
Calcio e solidarietà
enerdì 10 settembre, presso
il Centro Sportivo di Gravedona si sono
radunati più di 600 persone per la serata di solidarietà organizzata della
Delegazione Alto Lario
della LILT (Lega Italiana
per la Lotta contro i Tumori), per l’acquisto di un
nuovo ecografo.
Il motivo principale è
stato quello di vedere da
vicino i miti del recente
passato, Bergomi, Scanziani, Muraro, Galia,
Fontolan, appartenenti al
gruppo dei Bindun, che
sono scesi in campo contro una Selezione “Over
40 Alto Lario”.
La serata è stata aperta alle 19 da un’incontro
di calcio femminile tra
ASD Lenno e ASD Bellanese: anche le ragazze
hanno dato il meglio e la
partita è stata piacevole
nella luce calda del tramonto, che ha sottolineato la bellezza un po’ selvaggia dell’Alto Lago e
che ha lasciato il posto ad
una splendida notte
stellata, un poco fredda
ma riscaldata da tanto
entusiasmo e partecipazione.
I Bindun sono un gruppo di ex-calciatori uniti
dal desiderio comune di
aiutare chi ne ha bisogno.
Il loro presidente è Beppe
V
Da sinistra: Beppe Bergomi, il dr. Giorgio M. Baratelli
(Direttore Unità di Senologia dell'Ospedale
di Gravedona e della Delegazione Alto Lario
della LILT), il sindaco di Gravedona Fiorenzo
Bongiasca, e il presidente dell'Unione Calcio
di Gravedona dr. Carlo Mangano
Bergomi (mitico capitano
dell’Inter), i consiglieri
sono Beppe Baresi, Beccalossi, Crippa, Monelli e
Radice. Nel loro sito
(www.ibindun.it/) si trova
uno slogan che riassume
la loro missione: “non ci
sono segreti, solo passione e voglia di essere solidali”.
Dopo la partita c’è stata l’estrazione di una sottoscrizione a premi e la
cena preparata dall’infaticabile gruppo Alpini di
Gravedona, a base di polenta, salsicce, costine.
Il dottor Baratelli, direttore del Centro di
Senologia della LILT di
Gravedona, ha avuto
l’onore di dare il calcio
d’inizio, esprimendo il sogno suo e di tanti suoi col-
leghi di poter dare un calcio, o meglio un calcione,
al tumore della mammella!
«La nostra lotta e la lotta delle nostre pazienti
contro il tumore della
mammella è simile alle
partite di calcio: non è
mai finita, bisogna stare
attenti fino all’ultimo minuto, non abbassare mai
la guardia, saper gioire
delle vittorie e saper superare le inevitabili, tristi sconfitte».
Inoltre ha ribadito l’importanza della diagnosi
precoce, mezzo efficace
per vincere questa partita così particolare, sottolineando la necessità che
il controllo senologico sia
costante e fatto da operatori qualificati e dedicati.
CRONACA
ValliVaresine
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 18 SETTEMBRE 2010
P A G I N A
27
NELLE PROSSIME SETTIMANE UN CALENDARIO FITTO PER ACCOGLIERE E RINGRAZIARE
Ingressi e saluti nelle parrocchie
D
omenica 19 settembre, è una
data importante
per almeno due
comunità parrocchiali della Valcuvia:
Cittiglio e Gemonio.
A Cittiglio farà il suo
ingresso in parrocchia
come vicario don Francesco Franzini, ordinato lo scorso giugno in cattedrale a Como e destinato dal Vescovo, come suo
primo incarico, all’estremità ovest della diocesi,
lui che è originario di
Teglio (So), comune posto
nel cuore della Valtellina.
Il primo incontro sarà la
celebrazione della Santa
Messa in parrocchia alle
ore 11.00 e poi … via – con
l’aiuto dello Spirito Santo - verso la conoscenza
reciproca, verso un Oratorio con giovani e genitori che attende, verso un
cammino di vicinanza e di
condivisione. Il programma prestabilito prevede
dopo la celebrazione della Messa un aperitivo per
tutti sul sagrato e, alla
sera in oratorio, una
pizzata con i giovani della comunità. Un successivo momento d’incontro
con la comunità è fissato
Cittiglio,
Gemonio,
Cunardo,
Caravate:
sono tante
le comunità che
stanno vivendo
questi importanti
momenti
pagina a cura di
ANTONIO CELLINA
per il prossimo 10 ottobre,
giorno dell’apertura dell’attività dell’oratorio,
durante il quale è previsto il pranzo comunitario
e giochi e attività pomeridiane.
A Gemonio don Marco Folladori nominato
nei mesi scorsi dal Vescovo quale nuovo parroco di
Olgiate Comasco - dopo
11 anni passati alla guida della parrocchia valcuviana – saluterà la comunità di Gemonio in
occasione della Festa della Madonna Addolorata.
In preparazione a questo
momento ci sono stati tre
altri appuntamenti: il primo lunedì 13 con una veglia di preghiera presieduta dai gemoniesi don
Rodolfo Olgiati e da don
Filippo Macchi; l’altro
martedì 14 con una meditazione di don Saverio
Xeres “Il ministero del
prete: dall’Eucaristia al
servizio della Comunità”;
l’ultimo la sera di venerdì 17 con un concerto d’organo (Mascioni 1905, restaurato nel 2005) in chiesa parrocchiale. Il programma per la domenica
prevede alle ore 10.00
CARAVATE FOTO PER RICORDARE VINCENZO MORLOTTI
Mostra al cementificio
Santa Messa solenne di
saluto a don Marco e al
termine aperitivo in piazza. Al pomeriggio alle ore
16.30 Vespri con Elevazione Spirituale e alle ore
19.00 spaghetti per tutti
con … finale a sorpresa.
Ma la vita della comunità continua e già si proietta verso domenica
prossima, 26 settembre,
quando è prevista l’accoglienza al nuovo parroco:
don Silvio Bernasconi.
L’ingresso è fissato alle
ore 15.30 nella storica
chiesa di San Pietro e da
lì, in corteo si raggiungerà la chiesa parrocchiale
dove, dopo il saluto del
sindaco e i riti di ingresso don Silvio celebrerà la
Santa Messa d’insedia-
MUSEO BAROFFIO
Anche quest’anno il Museo Baroffio e del Santuario
del Sacro Monte di Varese aderisce all’iniziativa Fai
il pieno di cultura - che si svolge nell’ambito delle
Giornate Europee del Patrimonio. Domenica 26
settembre si svolgerà una nuova edizione di Ciceroni da terre lontane, sulla scia del consenso che lo
scorso anno ha visto impegnati in museo ciceroni cinesi e albanesi: dalle ore 15.30 si terranno visite
guidate gratuite in russo. Alle ore 16.30 e 17.30 si
svolgeranno visite guidate gratuite in italiano. Per
i più piccoli, sabato 25 e domenica 26 settembre
(9.30 - 12.30; 15.00 - 18.30) sarà possibile cimentarsi
nel percorso Zampe, baffi e code: una divertente
caccia tra gli animali dipinti, scolpiti, ricamati nelle
opere del museo. Durante i due giorni si potrà visitare il museo al costo simbolico di 1 euro.
mento, seguirà alle ore
18.00 un rinfresco e alle
ore 21.00, in oratorio, il
musical Favolescion, ideato dai giovani di Gemonio.
A completare il quadro
degli arrivi e partenze sacerdotali nelle Valli Varesine ricordiamo che da
alcune settimane è già “operativo” a Cuveglio, e…
parrocchie annesse, don
Samuele Bongiolatti,
anche lui fresco di ordinazione sacerdotale, mentre
per il pomeriggio del prossimo sabato 2 ottobre è
previsto l’ingresso di don
Paolo Busato quale nuovo parroco di Cunardo.
Tra settembre ed ottobre
è previsto anche il saluto
a don Savio Castelli che
lascerà Caravate alla volta delle Americhe, per la
precisione diretto in Perù, ove seguirà, insieme
a don Umberto Gosparini,
la nascita della nuova
missione diocesana fidei
donum.
APPUNTAMENTI
IN CALENDARIO
GEMONIO: CORI PER RESTAURI
omenica 19 settembre alle ore
16.00 – promossa dall’assessorato alla cultura
del comune di Caravate
in collaborazione con la
Colacem – ci sarà l’inaugurazione della mostra
Vincenzo Morlotti: Il fascino discreto del cementificio: Opere dal 1951 al
2010, con esposizione dei
quadri che il pittore
gemoniese ha dedicato a
questo simbolo dell’industria valcuviana. Ricordiamo che Vincenzo Morlotti ha dedicato gran parte della sua vita artistica
nella riproduzioni di scorci industriali e nella pittura di immagini dedicate ai luoghi ove si produce o dove si producevano
prodotti industriali. Luogo della mostra è il cementificio di via I maggio
13 a Caravate. La mostra
D
MUSICOTERAPIA
L’Associazione Italiana Maestri Cattolici (AIMC) Sezione Di Besozzo, propone un corso di aggiornamento in Musicoterapia, con docente la prof.ssa
Silvia Castagnola, direttrice del corso triennale di
musicoterapica “Arpa Magica” ed esperta in attività musicoterapeutiche con bambini e adulti presso
l’Associazione Arpa Magica, scuole medie e primarie. Gli incontri si svolgeranno presso la sala riunioni dell’Oratorio di Bogno di Besozzo il sabato
mattina, dalle ore 9.30 alle ore 12.30 il 23 e il 30
ottobre e il 6 e 20 novembre, per un totale di 12 ore.
Quota di partecipazione: 35,00 euro per i soci AIMC,
40,00 euro per i non soci. Sono ammessi insegnanti di ogni ordine e grado, educatori e genitori interessati all’argomento. Al termine del corso i partecipanti riceveranno un attestato di frequenza. Per
l’iscrizione al corso per il programma dettagliato e
per informazioni: Laura Gavazzeni, telefono 0332970.761; fax 0332-771.164; e-mail: laura
[email protected].
sarà visitabile dal 19 settembre al 24 ottobre il sabato dalle ore 15.30 alle
ore 19.00, la domenica
dalle ore 10.00 alle ore
12.00 e dalle ore 15.30
alle ore 19.00; da lunedì
a venerdì, previo appuntamento ai numeri 3477644341 o 0332-603632.
Per proseguire nella raccolta di fondi da destinare ai restauri degli affreschi
della chiesa romanica di S. Pietro, la parrocchia di Gemonio ha organizzato
per le ore 21.00 di sabato 25 settembre nella chiesa parrocchiale la serata Quattro Cori per San Pietro in cui si ritroveranno riuniti per una unica
esibizione i cori: Prealpi don Luigi Colnaghi di Cocquio Trevisago (diretto
da Guido Paroni); La Dinarda di Albizzate (diretto da Maurizio Biscotti);
Pieve del Seprio di Castronno (diretto da Matteo Magistrali); (L’estro armonico di Bienate (Mi), diretto da Roberto Landoni). Ingresso libero.
GEMONIO: INCONTRI D’AUTUNNO
Organizzati dalla Commissione Cultura del comune di Gemonio e dalla biblioteca civica, sono stati programmati anche quest’anno gli ormai noti Incontri d’Autunno 2010, in anticipo rispetto alla tradizionale programmazione che li vedeva proposti tra ottobre e novembre. Gli abituali appuntamenti
con fatti, personaggi, iniziative legate in particolare al territorio gemoniese
prevedono questi due incontri:
• venerdì 24 settembre – ore 21.00 (Museo – Mulino Salvini), presentazione del libro di Serena Contini, Il colore per me è come un delirio, carteggi
di Innocente Salvini con Siro Penagini e con Emilio Zanzi. Durante la serata
verranno proiettate immagini e filmati vari a cura dell’Archivio Storico
Valcuvia;
• giovedì 30 settembre – ore 21.00 (ristorante San Pietro), “Vedani:
Vicende, curiosità e storia di un ristorante più che centenario”. Durante la
serata verranno proiettate immagini storiche, spezzoni di film a tema culinario, a cura di Giada Stoppa e Carla Ventura e con accompagnamento
musicale di Giuseppe Amoruso (sax e flauto) e Oliviero Pari ( pianoforte e
tastiera). Seguirà rinfresco… Antico Vedani.
P A G I N A
28
Sondrio
CRONACA DI
E
P R O V I N C I A
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SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 18 SETTEMBRE 2010
MORBEGNO UN PROGETTO NATO DALLA GENEROSITÀ DELLA PROFESSORESSA LIDIA GEROSA
La Casa si apre all’accoglienza
È
stato per me emozionante veder riaffiorare alla memoria la figura di una
persona, la professoressa di francese Lidia
Gerosa, che avevo conosciuto come collega molti
anni fa nella Scuola Media
Vanoni di Morbegno e che
poi avevo completamente
dimenticato. È stato ancor
più sorprendente (ed edificante) venire a sapere che
quell’insegnante così gentile e riservata, con un perenne sorriso sulle labbra,
indice sicuro di una grande gioia interiore, è stata
una persona straordinaria,
che ha voluto concludere la
sua vita terrena con un ultimo atto di generosità. Ha
infatti donato la sua casa
di Morbegno «per dare un
aiuto alle persone che ne
avevano bisogno». Ora,
dopo alcuni anni dalla sua
morte, grazie alla collaborazione tra la parrocchia di
Morbegno e la Caritas diocesana, con il sostegno della Fondazione Cariplo, ha
preso vita il progetto che
dal nome della donatrice è
stato chiamato «Casa di Lidia» e che «ha come obiettivo principale l’accoglienza gratuita in appartamenti di nuclei familiari, italiani e stranieri, in situazioni di disagio abitativo, con
i quali costruire un percorso di autonomia economico-finanziaria e la maturi-
tà necessaria per gestire la
propria vita». La grande
casa in via Ganda 2, quindi, è stata completamente
ristrutturata per ricavare
otto appartamenti, semplici, ma molto decorosi, oltre
ai locali destinati al Centro di Ascolto.
Per festeggiare degnamente l’avvenimento, sabato 11
settembre, presso l’auditorium Sant’Antonio di Morbegno, è stato promosso un
interessante convegno che
ha avuto lo scopo di sviluppare una riflessione sul
problema abitativo nella
nostra zona e per conosce-
re alcune esperienze che si
stanno svolgendo in altre
città. Dopo i saluti dell’arciprete di Morbegno don
Andrea Salandi e del sindaco Alba Rapella, che
hanno espresso la soddisfazione e la gioia nel veder coronato un progetto a
lungo atteso, è stato proiettato un filmato che ha presentato la figura di Lidia
Gerosa attraverso le testimonianze delle persone
che l’hanno conosciuta. Sono state ripercorse le tappe della sua vita, dal soggiorno in Francia, all’attività di insegnamento, ai
CARATTERISTICHE E FINALITÀ
Ristrutturata su progetto dell’architetto Alessandro Caligari di Morbegno – il
quale nella realizzazione ha individuato soluzioni ecosostenibili e di basso
impatto (come l’utilizzo del legno, il ricorso ai pannelli solari, l’allaccio al teleriscaldamento, così da essere un edificio a zero emissioni!) – la casa ha come
obiettivo principale l’accoglienza gratuita in appartamenti di nuclei familiari,
italiani e stranieri, in situazione di disagio abitativo, con i quali costruire un
percorso di autonomia economico-finanziaria e la maturità necessaria per gestire la propria vita. La “Casa di Lidia si rivolge a nuclei familiari conosciuti
dai Servizi Sociali territoriali; a nuclei familiari residenti nella provincia di
Sondrio o con un contratto lavorativo in atto presso un’azienda o ente dello
stesso territorio provinciale; singole persone con regolare permesso di soggiorno che svolgono servizio come “assistenti familiari domestiche”, in attesa di
collocazione lavorativa. Le ammissioni alla “Casa” vengono decise dall’équipe costituita dall’operatore e dai volontari del Centro di Ascolto
di Morbegno (che si è già trasferito al piano terra della struttura e che, annualmente, conta almeno 300 richieste di aiuto), una volta raccolte le varie
richieste, valutano la presenza dei requisiti e la disponibilità di posti al momento della domanda. La permanenza, per ciascun nucleo familiare, è
temporanea, da un minimo di tre mesi a un massimo di un anno, in base alla valutazione del bisogno. Per le “assistenti familiari domestiche” il tempo di accoglienza massimo previsto è di tre mesi. Le dimissioni vengono decise dal responsabile a conclusione del percorso di accompagnamento, per scadenza dei termini di accoglienza o perché subentrano, nel corso dell’anno, gravi motivi e condizioni che compromettono una civile convivenza all’interno
della struttura, con l’operatore o tra i vari ospiti. Al momento dell’ingresso
verrà sottoscritto un Patto di Ospitalità: rappresenta una presa di coscienza
ed una scelta di responsabilità nell’intraprendere un percorso verso l’autonomia economico-abitativa. Sul Patto sono indicate le norme per la buona gestione degli appartamenti, gli impegni, gli incontri con l’operatore, la condivisione
delle scelte e la data di uscita dall’appartamento. Dal punto di vista giuridico
l’ospitalità sarà regolamentata da un contratto di comodato, con il
solo rimborso delle spese vive. Per ogni nucleo familiare, inoltre, sarà
predisposto un “progetto personalizzato”, nel quale viene definita la
situazione al momento della accoglienza, le azioni principali da intraprendere, i tempi di permanenza, le risorse a disposizione degli
ospiti, la rete di riferimento, le forme di sostegno nella ricerca del
lavoro e della nuova abitazione. Al fine di favorire l’ospitalità negli appartamenti saranno fondamentali le relazioni tra gli ospiti e i volontari del Centro d’Ascolto e l’operatore. Per verificare l’andamento del progetto
individualizzato saranno utilizzati colloqui orientativi e di sostegno, a cadenze concordate. «Da sei mesi – osserva Massimiliano Cossa della Fondazione
Caritas “Solidarietà &Servizio” – un’equipe sta lavorando sui contenuti e le
modalità del progetto. Sofia Poncetta sarà l’operatore Caritas di riferimento
per la “Casa di Lidia”. Lavoreremo in rete con i soggetti del territorio (dai
Centro Aiuto alla Vita agli Uffici di Piano) e cercheremo di ascoltare e leggere
i bisogni. La “Casa di Lidia” vuole essere una risorsa per il maggior numero
possibile di persone, alle quali verrà offerto anche un percorso “educativo” che,
oltre all’aiuto, vuole portare all’autonomia».
E.L.
viaggi in Terra Santa, alla
viva partecipazione alla
vita dell’Azione cattolica e,
nello stesso tempo, sono stati sottolineati il tipico sorriso, «di stampo francescano», la sua fede granitica
nel Signore, la gioia di trasmettere il sapere agli allievi e l’amore per gli studi
biblici. Negli ultimi decenni, come ha ricordato monsignor Battista Galli nel
suo intervento, la Caritas
ha subito un profondo cambiamento, in quanto è passata da una semplice attività di assistenza ad una
forma di promozione, che
richiede vicinanza, attenzione e rispetto nei confronti degli altri, per aiutarli a superare gli stati di
povertà e a raggiungere
una condizione di dignitosa autosufficienza. Sono
sorti così i Centri di Ascolto, nei quali ci «si mette in
carità», anzichè nell’atteggiamento di chi «fa la carità». «La Casa di Lidia si pone proprio su questa strada - ha proseguito monsignor Galli - perché ha come
scopo quello di fare in modo che ogni persona bisognosa sia sempre rispettata nella sua dignità». La
Casa potrà svolgere bene il
suo compito se tutte le istituzioni e le associazioni di
volontariato opereranno in
piena collaborazione, svolgendo anche attività di formazione, per avere dei volontari qualificati, che conoscano bene la legislazione ed abbiano la capacità
di denunciare i problemi e
le inefficenze. Il punto di
partenza per l’iniziativa,
ha dichiarato monsignor
Giuseppe Merisi, vescovo di Lodi e presidente di
Caritas Italiana, è il tema
dell’amore, che diventa solidarietà, grazia e dedizione all’altro. È però necessario che ogni attività sia
accompagnata dalla formazione, dalla riflessione,
dalla preghiera, dalla capacità di guardare gli altri
con cuore aperto, per riconoscere i poveri e gli ultimi, dal saper leggere la realtà che muta e i segni dei
tempi. A Lucia Angelini
è toccato il compito di illustrare la realtà sociale valtellinese, soprattutto in relazione al problema abitativo. A questo proposito
non si può fare a meno di
osservare quanto stiano
cambiando i tempi, dato
che si parla di problemi di
abitazione in una terra i
cui abitanti sono sempre
stati indicati (con una punta di ironia) come afflitti
«dal male della pietra»,
perché fanno di tutto per
avere una casa di proprietà, magari realizzata con le
proprie mani, nel tempo libero. Da terra di emigrazione siamo diventati meta
di immigrazione, con tutte
le conseguenze che ciò comporta. Molto ampia e ricca
di spunti l’analisi effettuata da Gianpaolo Barbetta, dell’Università Cattolica. Negli ultimi anni, ha affermato, i prezzi delle abitazioni sono raddoppiati e
nello stesso tempo si è verificata una scarsità di
case date in affitto, per cui
i canoni sono saliti vertiginosamente e non consentono più a molte persone di
avere un alloggio. Le linee
politiche degli ultimi decenni sono state orientate
verso una regolamentazione forte (il famoso equo
canone) e verso la costruzione di alloggi pubblici. Il
primo provvedimento, però, ha ottenuto effetti contrari a quelli che ci si erano proposti e la gestione
pubblica degli alloggi si è
rivelata piuttosto deficitaria. I problemi non sono di
facile soluzione, ha affermato il relatore. Oggi anche i privati possono contribuire in vario modo, ad
esempio nell’aiutare l’operatore pubblico a gestire
meglio gli investimenti e
gli alloggi oppure con interventi diretti, per risolvere
soprattutto i problemi di
prima accoglienza oppure
con un’opera di mediazione delle associazioni. Molti privati, infatti, non sono
disposti a cedere gli appartamenti agli stranieri. Qui
possono intervenire le associazioni, prendendo in
affitto le case, per cederle
a chi ne ha bisogno, facendosi così garanti nei confronti dei proprietari. Alcuni esempi concreti del modo con il quale si possono
risolvere le drammatiche
necessità sono stati offerti
da Renato Ferrario e da
Gloria Fumagalli, che
hanno illustrato le attività della Cooperativa Arcobaleno di Lecco. Mauro
Magatti ha invece parlato della sua esperienza nell’associazione di Como
chiamata «Eskénosen» (dal
verbo greco usato dall’evangelista Giovanni, che
significa «ha posto le sue
tende in mezzo a noi»).
«Siamo famiglie e accogliamo famiglie che hanno particolari necessità - ha affermato -. Si tratta in genere
di persone che hanno molta voglia di lavorare e di
raggiungere presto una
condizione di piena autosufficienza».
Per avere maggiori informazioni sulla Casa di Lidia, sui regolamenti e sulle modalità di accesso, ci si
può rivolgere al Centro di
Ascolto Caritas, via Ganda 2, Morbegno, telefono 0342/615534.
CIRILLO RUFFONI
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CRONACA
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Valchiavenna
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 18 SETTEMBRE 2010
A MADESIMO UNA TRADIZIONE ULTRACINQUANTENNALE
Assemblea Centro Studi Storici
C
con visita alla Centrale
Edipower, a suo tempo la
più potente d’Europa. In
campo editoriale sarà
pubblicato il numero 49
del bollettino “Clavenna”
e, in collaborazione con
la Società storica valtellinese, il fascicolo sui
toponimi di Menarola a
cura del prof. Marino
Balatti. Notevole importanza assume anche il
capitolo relativo ai restauri, nei quali il Centro di studi storici
Valchiavennaschi è impegnato da tempo. Terminato agli inizi di quest’anno l’intervento a
cura di Ornella Sterlocchi sull’affresco di Ma-
donna con bambino, eseguito da Giovan Battista
Macolino nel 1654 sulla
facciata di una casa privata in contrada Nesossi
a Uschione, è già in corso nel laboratorio di
Mariachiara Fois il restauro della pala della
cappella di Santa Barbara nella chiesa di Campe-
dello di Chiavenna, mentre alla Sterlocchi è affidato l’intervento sugli
affreschi della stessa
cappella, eseguiti nel
1662. La spesa complessiva è intorno ai 30 mila
euro, che saranno coperti dallo stesso Centro e
grazie all’intervento di
enti, come la Fondazione Pro Valtellina e la
Comunità montana della Valchiavenna, ma anche alle libere offerte di
soci nello speciale Fondo per la conservazione
del patrimonio artistico.
Dopo il ricordo dei soci
defunti dall’ultima assemblea, tra cui il consigliere, dott. Giovanni
Giorgetta, e don Siro Tabacchi, sono stati approvati i rendiconti finanziari, illustrati dal segretario-cassiere arch. Cristian Copes, ed è stato
deliberato l’adeguamento della quota associativa, portata a 20 euro
annuali. Quindi il prof.
Guglielmo Scaramellini
e l’arch. Antonio Scaramellini hanno parlato rispettivamente degli alpeggi del comune di
Chiavenna in Valle nel
‘200 e del Giardino alpino Valcava di Madesimo,
CHIAVENNA GLI INTERVENTI PRESSO IL CIMITERO DELLA CITTÀ
Chiuso il cantiere per l’adeguamento
n cimitero più
grande in grado
di ospitare le
salme dei chiavennaschi per i
prossimi anni. Sono terminati i lavori di ampliamento del cimitero municipale della città della
Mera. Le operazioni partite nella zona dei colombari e degli ossari durante lo scorso inverno sono state completate. I
circa 250 posti che sono
stati ricavati con i lavori in corso di svolgimento sono considerati sufficienti dall’amministrazione comunale guidata
dal sindaco Maurizio De
Pedrini -, anche in un’ottica di medio e lungo periodo. L’intervento, costato alle casse comunali, qualcosa me-no di 200
mila euro dovrebbe essere sufficiente alle esigenze dei prossimi decenni. Tanto da non ritenere più necessario allargarsi sull’altro fronte,
quello della zona di Poiatengo, come ipotizzato
in un primo momento.
Si chiude, così, la lunga
crisi che ha toccato il cimitero chiavennasco,
ormai da quasi tre anni
alle prese con problemi
di spazi sempre più ridotti. Il primo allarme in
tal senso era stato lanciato dalla precedente
amministrazione comunale. Aumento delle tumulazioni, una rotazione ridotta a causa di difficoltà di mineralizazione delle salme, scelta
del cimitero chiavennasco a discapito di quelli
U
Sono terminati
i lavori
di ampliamento
del cimitero
municipale.
L’intervento,
costato alle casse
comunali, qualcosa
meno di 200 mila
euro dovrebbe
non rendere più
necessario
allargarsi sull’altro
fronte, quello della
zona di Poiatengo
di DANIELE PRATI
periferici ancora esistenti e esaurimento degli spazi di un’area mai
ampliata da molti decenni. Queste le cause che
avevano fatto temere il
peggio. Ossia di non essere più in grado di ospitare i defunti della città.
Addirittura nell’ottobre
del 2008 ci fu un blocco
dei colombari per alcuni
mesi per il loro esaurimento.
Da qui la decisione di
provvedere all’ampliamento dell’area. Ampliamento che ha creato
qualche piccolo disagio
durante lo scorso inverno, con un’accessibilità
della parte interessata
dai lavori ridotta per alcune settimane. Il cimitero chiavennasco è uno
dei più belli della Provincia di Sondrio soprattutto per la parte più antica, quella delle tombe di
famiglia poste sotto la
rocca del ParadisoCaurga. Una porzione
che negli ultimi due anni
è stata oggetto di ripetuti solleciti da parte
dell’amministrazione ai
concessionari per una
migliore manutenzione
dei monumenti funerari
proprio per evitare situazioni di degrado. Il
cimitero è aperto tutti i
giorni della settimana,
escluso il giovedì pomeriggio, dalle ore 8.00 alle
ore 12.00 e dalle ore
16.00 alle ore 19.00 durante i mesi estivi e dalle ore 8.00 alle ore 12.00
e dalle ore 14.00 alle ore
17.00 durante quelli invernali. La municipalità
di Chiavenna, poi, può
contare su altri due cimiteri pubblici. Quelli
delle frazioni di Pianazzola e Uschione. Se la
prima frazione è ancora
abitata, la seconda si
popola solamente durante i mesi estivi e non
molti sono quelli che
scelgono di essere sepolti
lì. I due cimiteri periferici attualmente non
presentano problemi di
spazi.
○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○
ontinuando la
tradizione ultracinquantennale,
nel giorno dell’assemblea annuale dei soci anche quest’anno il Centro di studi storici valchiavennaschi ha organizzato, domenica 5 settembre, una
intera giornata per soci
e simpatizzanti all’insegna della storia e della
cultura, proposta in maniera piacevole, con visite guidate e momenti
conviviali. Si è cominciato nel salone delle conferenze a Madesimo alle
ore 10.45 con la seduta
per gli adempimenti
statutari. Presente oltre
un centinaio di soci, il
presidente prof. Guido
Scaramellini, dopo una
scheda sulla storia di
Madesimo e di Pianazzo,
ha ripercorso quanto realizzato dal settembre
scorso e ha annunciato
le prossime iniziative, a
partire dalle visite guidate, che tanto successo
hanno riscosso in questi
ultimi anni. Nel prossimo mese di ottobre sono
previste uscite il 2 ottobre a Coloredo e Mondadizza di Gordona e il sabato successivo a Mese
aperto nel 1925 e recentemente riattato. Il consigliere Giordano Sterlocchi ha illustrato la
fase conclusiva di inventariazione del ricco
archivio di Valle, conservato nella casa parrocchiale di Campodolcino,
mentre lo stesso presidente ha ripercorso le 15
estati trascorse dal poeta Giosuè Carducci a
Madesimo. Dopo il pranzo sociale a base di specialità locali all’hotel
Andossi, i partecipanti
sono stati guidati dal
consigliere dott. Paolo
Raineri alla visita di alcune testimonianze di
architettura popolare,
tra cui la seicentesca
casa Vanossi, già sede di
Kinderheim, la cinquecentesca Baita Barìn e la
settecentesca e caratteristica Osteria végia,
dove Carducci soleva trascorrere ore serene giocando a carte. Si è quindi passati a Pianazzo per
ammirare nella chiesetta di Santa Maria Maddalena una tela del Macolino, restaurata qualche decennio fa a cura
dello stesso Centro di
studi storici. La tappa
conclusiva è stato l’alpeggio di Teggiate, dove
è stata aperta la chiesetta settecentesca intitolata alla Madonna della neve, posta in un ambiente unico, anche se
poco noto perché discosto dalla strada statale.
All’agriturismo La Violetta della famiglia Paggi, un esempio di rispettoso recupero di una tipica costruzione, il Centro ha offerto a tutti i
partecipanti un rinfresco con specialità locali,
a chiusura verso le 18 di
una intensa giornata di
cultura e di svago, favorita dal bel tempo e da
una temperatura gradevole anche ai 1650 metri di Teggiate, a pochi
chilometri dallo Spluga.
Per avere ulteriori informazioni sul Centro di
studi storici valchiavennaschi si può visitare il
sito www.clavenna.it,
telefonare allo 034335382 e recarsi direttamente in sede, al primo
piano del palazzo Pestalozzi-Luna in via Carlo
Pedretti 2 a Chiavenna,
aperta il venerdì pomeriggio dalle ore 15.00
alle ore 18.00.
ANTICHE RICETTE IN UN LIBRO
Da più di una ventina d’anni, un gruppo di mamme, nonne, zie… di Borgonuovo di
Piuro si impegna in iniziative varie per sostenere le attività dell’asilo parrocchiale,
situato vicino alla chiesa, nei pressi delle cascate dell’Acqua Fraggia. Coperte,
“lavoretti” per le varie occasioni e festività, il cui ricavato è destinato ad acquistare
giochi e attrezzi per i bambini. Quest’anno il “gruppo di donne”, sempre più affiatato,
ha voluto cimentarsi in una nuova interessante attività: riscoprire le ricette di una
volta, raccogliendole in un libro, per non perdere le vecchie ricette delle nonne che
fanno parte della nostra tradizione. L’idea è stata buona ed accolta con piacere da
tutti. Così nel mese di luglio è uscito il ricettario “C’erano una volta… i melonz”.
Un libro di 170 pagine, che si presenta con una “bella” veste grafica, arricchito dai
disegni dei piccoli allievi della scuola dell’infanzia. Si tratta di 149 ricette per
preparare ogni tipo di piatto, che aiutano a riscoprire saperi e sapori della
Valchiavenna, con i più svariati menù: dai primi alla polenta, alle carni, ai dolci,
alle marmellate, ai liquori. Il ricavato della vendita del libro, che è stato apprezzato in tutta la Valchiavenna, come in passato, servirà per l’acquisto di materiale e
sussidi vari per la scuola dei piccoli del paese di Borgonuovo e… se, come si spera,
avanzerà qualcosa anche per il rifacimento del tetto della chiesa di Savogno.
P A G I N A
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CRONACA
Sondrio&provincia
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 18 SETTEMBRE 2010
SONDRIO PER LA BEATA VERGINE DEL ROSARIO
Nuovo portale
ttobre 2009
pellegrinaggio
Unitalsi
a
Lourdes, il
gruppo
di
Sondrio alloggia presso
l’Hotel Catholiques. Tre
grandi tavolate con 70
pellegrini, mi hanno voluto capo tavola perché
si socializza meglio. Responsabile del collegamento albergo è un barelliere con 29 viaggi al
suo attivo, io non lo conosco ma alcuni lo chiamano Leo anche se all’anagrafe è Betti Leone.
Molti gli argomenti che
si toccano a tavola, proprio per caso il discorso
cade su un eventuale ri-
O
facimento del portale
della mia parrocchia.
Una mia parrocchiana
mi indica il barelliere
Leo, dicendomi che ha
fatto il portale in rame
per la Santa Casa a
Tresivio. Prendo la palla al balzo, chiedo a Leo,
“Quanto vuoi per fare il
portale della chiesa del
rosario a Sondrio?” Un
momento di pausa e mi
sento rispondere “Lo
stesso prezzo di quello in
Santa Casa”, poi aggiungo: “Per il rame sono in
difficoltà con i fondi”. Si
ritorna a casa benedetti
da Maria e ricaricati dentro, però la cosa non
cade nel vuoto. Il cuore
di una dama di assistenza ed infermiera è grande, Antonia Baiardo si
accolla la spesa del rame
e prontamente i fratelli
Della Cagnoletta in breve consegnano a Leo il
laminato al prezzo speciale di fabbrica. Preparati i disegni si dà il via
ai lavori, è marzo 2010,
assistente ai lavori è Maria. Dopo sei mesi di
bulino, punzoni e martellamenti, venerdì 3
settembre 2010 l’opera è
finita, rendendo così più
accogliente la casa di
Dio. Grazie volontari e
che Dio vi benedica.
don SILVERIO RASCHETTI
INIZIATIVE A SOSTEGNO
DELL’ASSOCIAZIONE BAMBINI IN OSPEDALE ABIO ONLUS
Sabato 25 settembre torna l’appuntamento con i volontari dell’Associazione
Bambini in Ospedale - Abio Onlus per la sesta giornata nazionale “perAMORE,
perABIO”. A Sondrio, in piazza Campello e all’ingresso dell’ospedale, dalle ore
9.00 alle ore 18.00, sarà possibile incontrare i volontari Abio Sondrio, presenti
tutto l’anno in ospedale accanto ai bambini, agli adolescenti e ai loro genitori. I
volontari racconteranno in cosa consiste la loro attività, promuoveranno la Carta
dei Diritti dei Bambini e degli Adolescenti in Ospedale e distribuiranno un cestino
di pere a fronte di un’offerta a tutti coloro che vorranno sostenere Abio. L’aiuto di
tutti permetterà di realizzare corsi di formazione per introdurre nuovi volontari nei reparti garantendo così una presenza qualificata e costante e portando il
sorriso di un volontario accanto ad ogni bambino in ospedale. La Sesta Giornata
Nazionale Abio ha ricevuto come sempre il sostegno delle istituzioni: l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, del Ministero
della Salute e della Polizia di Stato. Gode inoltre del Patrocinio del Segretariato
Sociale Rai. Dal primo gruppo nato a Milano nel 1978, Abio è cresciuta, ora i
volontari che, tra i vari impegni di studio, lavoro e famiglia, hanno scelto di
dedicare un po’ del loro tempo ai bambini e agli adolescenti che si trovano in
ospedale e ai loro genitori, sono 5.000 e sono ben 63 le associazioni Abio presenti
in tutta Italia. Abio Sondrio è stata fondata nel 1996 per promuovere
l’umanizzazione dell’ospedale. I volontari Abio, in tutto una trentina, si occupano
di sostenere e accogliere, presso la Pediatria dell’ospedale di Sondrio, i bambini
ricoverati e le loro famiglie, al fine di attenuare i fattori di rischio derivanti
dall’ingresso in una struttura ospedaliera. Ci sarebbe bisogno di più persone.
Maggiori informazioni si possono avere al 347 0380392 (Abio), al 339 2150267
(Anna Cilli), via mail all’indirizzo [email protected] o visitando il sito
www.Abio.org.
Il 5 x mille della dichiarazione dei redditi relativo al 2006 e 2007 sono stati
destinati da Abio Sondrio alla realizzazione delle “ borsine dell’accoglienza” adeguate all’età, contenenti giochi, libri, pennarelli, album da disegno da donare a
tutti i bambini ricoverati in isolamento e all’acquisto di poster, arredi, pannelli
colorati per rendere più accogliente la stessa sezione del reparto. «Nel 2010 abbiamo inoltre acquistato, anche grazie ai fondi ricavati dalla raccolta punti di
una nota rete di centri commerciali, sedie, tavoli, comodini e poltroncine colorate
per le camerette della pediatria, 3 poltrone per l’allattamento in Patologia
neonatale e rinnovato l’arredamento dell’isolamento con armadietti, tavoli e sedie – spiegano i volontari Abio – negli anni scorsi abbiamo inoltre donato al
reparto pediatrico un saturimetro, allestito una cameretta riservata all’astanteria
e completato l’arredamento dell’area di attesa del pronto soccorso pediatrico». In
passato Abio Sondrio ha organizzato il convegno “Capirsi Down” ed ha collaborato alla realizzazione del progetto “Ospedale a Colori” promosso dalla Walt Disney
e dal Credito Valtellinese. L’associazione ha inoltre aderito al progetto “Nati per
leggere” e a numerose iniziative di Spazio Famiglia . Nell’ambito dell’iniziativa
“Trenta ore per la Vita” Abio ha organizzato a Sondrio un concerto ed un torneo di
burraco che hanno visto la partecipazione di numerosi cittadini. «Desideriamo
ringraziare tutti coloro che sostenendo Abio Sondrio ci hanno permesso di realizzare questi progetti, il Comune di Sondrio, l’Azienda Ospedaliera della
Valtellina e Valchiavenna per la preziosa collaborazione, la Banca d’Italia, il
Credito Valtellinese, la Bieffe Medital».
CRONACA
Sondrio&provincia
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 18 SETTEMBRE 2010
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SONDRIO L’INGRESSO DEL NUOVO ARCIPRETE DON MARCO ZUBIANI
La comunità pastorale della città
D
opo l’annuncio,
il giorno di Pasqua, della nascita della nuova comunità pastorale della città di
Sondrio, sabato ha fatto
il suo ingresso l’arciprete don Marco Zubiani.
Ora spetterà a tutti i cristiani, guidati dai sacerdoti, riuscire a creare
l’unità e ad attuare un
nuovo stile pastorale.
Non è facile. Lo ha detto anche don Marco lo
scorso sabato: «L’impegno è grosso – sono state le sue parole al termine della celebrazione
eucaristica in Collegiata
–, ma lo affronto con serenità». Con sguardo positivo e sereno, il nuovo
arciprete ha invitato anche ad affrontare le novità. «Ci saranno alcuni
cambiamenti necessari –
ha spiegato –: affrontiamoli con serenità. Lo
scopo non è rinnegare il
passato, ma camminare
insieme con uno stile di
comunione». E sullo stile che don Marco intende adottare – assieme ai
nuovi vicari, don Claudio
Monti e don Stefano Arcara, ma anche a don
Ferruccio Citterio e ai
parroci emeriti, monsignor Valerio Modenesi e
don Silverio Raschetti –
è stato chiaro durante
l’omelia. Dopo aver commentato le letture proposte dalla liturgia, il
nuovo arciprete ha ricordato il versetto biblico in
cui si dice che «Dio guidò il suo popolo per
mano di Mosé e di Aronne». «Voi, parlo a nome
anche degli altri sacerdoti – ha affermato don
Marco –, non siete il nostro popolo, i nostri fedeli. Siete popolo di Dio,
popolo regale e stirpe sacerdotale che Dio si è acquistato. A noi preti viene chiesto un profondo
atto di fede. Ci accostiamo a voi con tremore
perché siete per noi la
presenza di Dio». Poi un
invito forte a non lasciare spazio ai rimpianti
del passato. «Mosè e Aronne – ha proseguito
don Marco – sono oggi il
papa e il vescovo. Poi,
con responsabilità diverse, noi sacerdoti in cui il
Signore vi chiede di riconoscere la sua mano
che vi guida. Lo stesso
Signore ci chiede dolcezza, carità, ma anche fermezza. Dobbiamo tenere il timone perché barca della Chiesa, sospinta dal vento dello Spirito, non vada ad infrangersi sugli scogli». Ricordando poi l’affetto trovato nei parrocchiani di
Livigno, che don Marco
ha lasciato lo scorso mese di agosto dopo undici
anni di ministero, il nuovo arciprete ha invitato
tutti a darsi da fare perché la parrocchia possa
diventare il luogo della
comunione. «Un luogo –
ha aggiunto – dove ci si
guarda con affetto e dove
c’è stima per le persone
con cui collaboriamo.
Foto Gianatti - Sondrio
Sarebbe bello che chi ci
guarda potesse dire, sulla scia delle prime comunità cristiane: guarda
come si amano!».
IL SALUTO
DEL SINDACO
E DEI CONSIGLI
PASTORALI
Prima dei significativi
riti della presa di possesso, il nuovo arciprete è
stato accolto dai sondriesi, dai sacerdoti e dalle
autorità davanti a Palazzo Pretorio. Il sindaco,
Alcide Molteni, ha rivolto a don Marco il saluto
a nome della società civile. «La vicinanza dei
nostri palazzi – ha affermato il sindaco – ci permetterà di collaborare.
Siamo chiamati a dare
assieme risposte ai bisogni di tanti. Sarà occasione per crescere assieme. Questo infatti è possibile nel momento in
cui ciascuno di noi contribuisce alla crescita
dell’altro». Descrivendo
poi la città, il sindaco ha
parlato di Sondrio come
di una comunità vivace.
«Ci sono tanti uomini e
donne che lavorano ogni
giorno perché la comunità sappia accogliere –
ha aggiunto –. Perché
quando si sa accogliere
siamo già a metà della
soluzione dei problemi».
Strappando un applauso
ad ogni saluto, il sindaco si è rivolto anche ai
due parroci emeriti e ai
due nuovi vicari. «Il rapporto tra la città laica e
quella religiosa – ha affermato – è ottimo. Abbiamo tutti una necessità, che è quella di far
crescere i valori etici e
civici che sono i fondamenti della città». Quindi Gianluca Venturini, a
nome dei consigli parrocchiali delle due comunità, ha assicurato al
nuovo arciprete la vicinanza di tutti nella preghiera. «Il nostro vescovo Diego – ha detto Venturini – ha delineato un
cambiamento notevole.
Il compito che attende
don Marco non è facile,
ma potrà contare su molte persone, sulle associazioni e sui movimenti, cogliendo con rinnovato slancio missionario
le sfide che questa nostra società disorientata
Con l’arrivo dei tre sacerdoti prende
forma, a Sondrio, il progetto che
prevede la nascita di un rinnovato stile
di pastorale per le parrocchie della città
di ALBERTO GIANOLI
ci pone davanti». La presenza della associazioni,
dei movimenti e dei quattro centri pastorali si è
vista anche nel corso
della celebrazione. Dai
diversi ambienti della
vita cristiana della città
sono intervenuti i lettori, ma anche alcuni rappresentanti che allo
scambio della pace si sono accostati a don Marco. La collaborazione
delle diverse realtà ha
permesso anche di allestire un grande rinfresco
che ha ristorato gli amici del nuovo arciprete
giunti da Livigno e dagli
altri paesi in cui ha svolto in passato il suo ministero.
PARROCCHIA
DEL ROSARIO
Domenica poi don Marco ha presieduto la Messa solenne delle ore
10.00 nella chiesa parrocchiale della Beata
Vergine del Rosario, incontrando anche i fedeli
del quartiere di viale Milano, cui aveva già riservato un pensiero al termine della celebrazione
di sabato. «Anche se risiederò in Collegiata –
ha detto don Marco –,
voi non siete parrocchiani di serie B». «La parrocchia del Rosario – ha
poi ribadito domenica –
non è destinata a sparire. Giovanni Paolo II diceva che l’Europa respira con due polmoni: quello della Chiesa d’oriente
e quello della Chiesa d’occidente. Che sia così anche per la nostra città.
La parrocchia del Rosario è uno dei due polmoni che respirano pienamente». E il tono del respiro don Marco, dopo averlo già affermato sabato, l’ha ripetuto anche
dell’omelia di domenica.
«Chiediamo al Signore –
ha detto – che nelle nostre comunità ci sia sempre la capacità di riconoscere che siamo peccatori perdonati dal Signore.
Riconosciamo nell’altro
un fratello da amare».
Prima dell’incontro con
la comunità del Rosario,
don Marco aveva già incontrato, nella serata di
sabato, quella salesiana
di San Rocco, assistendo
alla replica a lui dedicata del musical “Cose di
cuore”. I ragazzi dell’oratorio hanno rimaneggiato la sceneggiatura
già presentata prima dell’estate ed hanno offerto poco più di un’ora di
vero spettacolo, raccontando di un don Bosco
impegnato nei tempi moderni e offrendo spunti
interessanti circa l’impegno dei sacerdoti coi giovani. Al termine dello
spettacolo, invitato dal
nuovo direttore dei salesiani, don Luca Fossati,
don Marco ha rivolto a
tutti un saluto ed ha ringraziato i giovani per le
fatiche del loro lavoro.
L’INGRESSO
DI DON CLAUDIO
Il primo atto per l’attuazione del progetto di
unificazione pastorale
delle parrocchie della città è stato compiuto la
domenica precedente
l’ingresso dell’arciprete,
con l’inizio del ministero a Sondrio di don Claudio Monti e don Stefano
Arcara. Il primo, che risiederà nella comunità
del Rosario, si è presentato alla comunità con
semplicità, raccontando
la sua trepidazione e le
sue paure nell’assumere
il nuovo incarico. Soprattutto don Claudio Monti
ha però cercato di trasmettere ai fedeli la sua
grande fede nel Signore
crocifisso e risorto. La
stessa fede che, nel corso dell’omelia ha chiesto
per l’intera comunità.
«Che la misura della nostra vita – ha detto don
Claudio – sia il Signore
crocifisso, nell’ascolto
della sua Parola e nell’incontro con Lui nell’Eucaristia e nei sacramenti». All’inizio della
celebrazione, monsignor
Valerio Modenesi ha presentato don Claudio alla
comunità. «Questa chiesa affollata – ha detto
don Valerio – dice la gioia di accoglierti. Non sei
il parroco di Sondrio, ma
il primo dei nuovi preti
ad arrivare e qui vogliamo metterti sotto lo
sguardo materno della
Madonna, perché ti accompagni passo passo».
Poi il sacerdote non ha
mancato di rinnovare
l’invito ad accogliere positivamente i cambiamenti voluti dal vescovo
per le comunità religiose della città. «Questi
eventi che si susseguono sono da prendersi come novità di Dio». Dei
cambiamenti in atto ha
parlato anche don Claudio durante l’omelia.
«Tante volte negli ultimi
giorni ci è stato chiesto
dalla gente che intenzioni abbiamo. La cosa importante per tutti è ricordarsi che la misura
della vita cristiana è la
croce, unico riferimento
della nostra vita. Non
tanto i programmi o le
attività che pure sono
importanti».
L’INGRESSO
DI DON STEFANO
Don Stefano Arcara è
arrivato alla chiesa del
Sacro Cuore accolto da
festoni, striscioni e calorosi applausi, ma soprattutto trainato da una
decina di bambini a bordo di un carretto. Al di
là dei segni esterni, don
Stefano ha mostrato subito di avere le idee chiare su quello che dovrà
essere il suo ruolo: «Grazie dell’accoglienza e del
carretto – ha affermato
– ma non sono le feste
quelle che contano. Da
domani inizia infatti il
lavoro vero: io mi impegno a servirvi con tutte
le mie forze, voi impegnatevi ad accogliermi.
Ci mettiamo nelle mani
di Dio per riuscire a creare tra di noi quelle relazioni che poi sono ciò
che conta veramente». A
dare il benvenuto al
nuovo sacerdote dell’oratorio Sacro Cuore anche
monsignor Valerio Modenesi: «Questa chiesa
gremita – ha spiegato
l’arciprete emerito –
dice la gioia di accoglierti. La settimana prossima il nuovo arciprete arriverà a piedi, noi non gli
diremo che tu sei arrivato sulla “Papa mobile”.
A parte le battute, qui ci
sono anche i ragazzi e i
fedeli chiavennaschi,
che ti lasciano a malincuore e proprio questo
malincuore è per te un
bel biglietto da visita».
«Mi affido nelle mani del
Signore – ha detto don
Stefano durante l’omelia
–, il quale ogni giorno ci
dice di mettere un po’ da
parte noi stessi e di mettere Lui al primo posto,
cioè di essere capaci di
perdonare, di essere giusti e di accogliere il prossimo. Nella mia esperienza a Chiavenna ho
imparato che ogni ragazzo ha dentro di sé qualcosa di buono e l’oratorio serve proprio ad aiutare ogni ragazzo, ogni
persona, a scoprire chi è
davvero e a tirare fuori
i grandi doni che il Signore gli ha fatto. Proprio per questo prendo
in prestito una parola di
don Lorenzo Milani che
sulla lavagna scrisse ai
suoi ragazzi “I care”,
cioè “Io mi interesso”:
vorrei proprio che tutti
ci interessassimo gli uni
agli altri, visto che nella
società di oggi spesso
domina il disinteresse. E
tiratemi le orecchie se
qualche volta io non mi
interesserò a voi».
P A G I N A
32
CRONACA
Sondrio&provincia
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 18 SETTEMBRE 2010
CHIESA VALMALENCO GRANDE PARTECIPAZIONE ALLA CELEBRAZIONE DI SABATO 11 SETTEMBRE
Accolta la reliquia
del beato don Carlo Gnocchi
G
iorno di grande festa per
l’intera Valmalenco e per
tutti gli alpini
quella dell’11 settembre
2010 in occasione della
consegna di una reliquia
del beato don Carlo
Gnocchi. Il giorno di festa però è stato preceduto da altri avvenimenti
che hanno coinvolto la
Valmalenco e il Beato.
Ancor oggi in Valle si racconta che tra i diversi
alpini che hanno soccorso don Gnocchi nella tragica ritirata di Russia, c’è
stato Pasquale Cabello
classe 1911. Stando a
questa testimonianza
pubblicata nel volume
“Una guerra tanti destini” di Luigi De Bernardi
(pag. 112-116), don Gnocchi alla fine della guerra è venuto in Valmalenco per incontrare il “malencone” ma i due non si
sono più incontrati perché Pasquale era a caccia di camosci verso il
passo del Muretto. Altro
momento è stata la presenza di una folta delegazione malenca nel novembre 2009 a Inverigo
in occasione della posa di
un cippo di serpentino
(la tipica pietra della
Valmalenco) in onore di
don Gnocchi appena proclamato beato.
Infine durante il Grest
2010, bambini e ragazzi
di Chiesa Valmalenco,
Caspoggio, Lanzada con
i rispettivi parroci e gli
animatori si sono recati
a Milano presso il Centro “ Santa Maria Nascente” per sostare in
preghiera davanti all’urna del beato, conoscere
la sua figura attraverso
diversi filmati, incontrare le persone che continuano l’opera di don
Gnocchi a servizio degli
ammalati e dei bisognosi. In questa occasione,
è stata avanzata di nuovo la richiesta di avere
a Chiesa in Valmalenco,
presso il santuario della
Madonna degli Alpini
(unico in Valtellina), la
reliquia dell’alpino don
Carlo Gnocchi; la domanda è stata accolta.
Sabato 11 settembre,
portata da Danilo Carena, generoso e sempre
disponibile dirigente della associazione don
Gnocchi, la reliquia custodita in un cofanetto è
stata collocata sull’altare della vecchia chiesa
parrocchiale dei Santi
Giacomo e Filippo.
Tale reliquia (un frammento osseo di un piede) è una delle 55 preparate in occasione della
beatificazione per essere donate 30 alle case di
don Gnocchi sparse nel
mondo intero, le rimanenti a parrocchie/comunità particolarmente
meritevoli. A vegliare la
reliquia (una statuetta in
bronzo con inserita alla
base la teca munita di
timbro e di documento di
autenticazione scritto in
latino e firmato dal postulatore della causa di
beatificazione), sono stati gli alpini e un gruppo
di donne che si sono alterati nella preghiera.
Dalle ore 16.30 in poi
sulla piazza antistante la
vecchia parrocchiale
sono arrivate le autorità e le diverse delegazioni di alpini della Valtellina con rappresentanze
anche fuori della provincia di Sondrio. Numerosissimi anche i semplici
fedeli. Alle ore 17.00
monsignor Angelo Bazzari, presidente della
Fondazione don Gnocchi, ha guidato una preghiera di intercessione
mentre il Coro femminile “ Armonie in voce” diretto da Daria Chiecchi
eseguiva “l’Alleluia” di
Handel e “l’Ave Maria”
di Schubert con testo latino. È poi iniziata la sfilata organizzata dal
capogruppo della sezione A.N.A. di Sondrio Ettore Leali, secondo un
rigido protocollo, verso il
santuario Madonna degli Alpini. Apriva il corteo l’antica croce d’argento; seguivano i gonfaloni dei Comuni della
Valmalenco; i vessilli
della sezione di Sondrio,
Tirano, Colico;i gagliardetti delle diverse delegazioni (circa 35); i sacerdoti con i chierichetti; le autorità; gli alpini;
la gente comune. I reduci più anziani della Russia sono stati accompagnati su una jeep. Davanti al monumento ai
caduti si è sostati per
deporre una corona d’alloro mentre la Fanfara
Alpina di Rogolo suonava il canto patriottico “Il
Piave mormorava”.
Una seconda sosta è
stata presso il monu-
mento all’alpino d’Italia
con deposizione di una
composizione floreale e
l’alzabandiera mentre il
Coro del Club Alpino
Valmalenco diretto da
Carlo Pegorari eseguiva
lo struggente canto “Stelutis Alpinis”.
È poi iniziata la celebrazione della Santa
Messa presieduta dal
parroco-rettore del santuario don Alfonso Rossi e avendo come concelebranti monsignor Angelo Bazzari, l’alpino don
Graziano Colombo, monsignor Giuseppe Longhi-
ni nativo di Chiesa e nominato prevosto di Livigno. I canti a cappella
sono stati eseguiti dal
Coro Cai mentre i canti
dell’assemblea sono stati accompagnati all’organo da Mauro Nana con
le parti da solista affidati a Laura Sem. All’arrivo all’altare la reliquia è
stata consegnata al capogruppo di Chiesa Valmalenco Ilario Pedrolini
e a Ettore Leali; questi
l’hanno poi passata a
don Alfonso che la collocava su un tronetto posto ai piedi dell’altare
mentre dal vasto santuario si innalzava un
fragoroso applauso. È
quindi seguita da parte
del parroco la lettura del
saluto inviato dal nostro
vescovo Diego Coletti
che ricordava l’incontro
avuto con gli abitanti
della Valmalenco durante il mese d’agosto e augurava “una grande riconoscenza al Signore per
la fede trasmessaci dai
nostri padri e per la testimonianza di quanti si
hanno preceduto lottando per la libertà non solo
dai nemici ma anche da
tutte le sofferenze fisiche e morali che possono indurre a dipendenza”.
L’omelia è stata tenuta da monsignor Bazzari
che ha ricordato la figura e l’opera di don Gnoc-
LA GIORNATA DEL CICLAMINO CONTRO LA SCLERODERMIA
Sabato 25 settembre torna, anche in provincia di Sondrio, la “Giornata del Ciclamino” per combattere
la sclerodermia e aiutare a far fiorire l’informazione e la ricerca. I volontari del Gils (Gruppo
Italiano per la Lotta alla Sclerodermia) vi aspettano a Morbegno in piazza Sant’Antonio dalle
ore 8.00 alle ore 19.00 per offrirvi il loro fiore, il ciclamino, che resiste al freddo così come gli
ammalati di sclerodermia che soffrono del Fenomeno di Raynaud, cioè del tipico cambiamento di
colore delle mani quando sono esposte al freddo. Dalle ore 15.00 in avanti sarà inoltre presente per
informazioni e consulti la reumatologa Antonella Musio, operativa presso gli ospedali di Morbegno
e Chiavenna. I volontari vi consegneranno un fiore in cambio di un’offerta e saranno a disposizione
per informare e sensibilizzare su questa malattia ancora poco conosciuta, rara, ma non rarissima, com’è vero che le diagnosi in provincia di Sondrio continuano purtroppo ad aumentare. I contributi raccolti serviranno a sostenere la ricerca scientifica, indispensabile per studiare le varie
sfaccettature di questa patologia cronica evolutiva autoimmune che colpisce soprattutto le donne, e
le sue cause scatenanti. I volontari ricordano anche come sia possibile effettuare una prima diagnosi
anche a Sondrio, presso l’ospedale del capoluogo, grazie ad un apparecchio apposito, il capillaroscopio,
donato dall’associazione Alomar all’Azienda ospedaliera di Valtellina e Valchiavenna. Per saperne di
più si può visitare il sito www.sclerodermia.net o telefonare al numero verde 800 080266. La
referente della provincia di Sondrio, Lina, si può contattare al 333-4380219 o allo 0342-515465.
chi. Alla processione offertoriale è stato presentato il calice bello del santuario che raffigura un
alpino che abbraccia la
croce, un cesto di prodotti tipici della Valtellina,
un’offerta per la fondazione don Gnocchi. Squilli di tromba hanno accompagnato i momenti
più significativi della celebrazione. Dopo la comunione, mentre il Coro
Cai eseguiva come sottofondo “Signore delle
cime” l’alpino Piero Schenatti leggeva la preghiera dell’alpino; seguiva
l’incensazione alla Madonna degli Alpini del
maestoso mosaico del
presbiterio.
Prendevano quindi la
parola Ilario Pedrolini, il
sindaco di Chiesa Valmalenco Miriam Longhini, il sindaco di Inverigo Alberto Bartesaghi
che è anche consigliere
della Provincia di Como.
Le autorità della Provincia di Sondrio erano
assenti per la concomitante entrata in parrocchia dell’arciprete della
città capoluogo. Significative e apprezzate le
parole degli intervenuti.
Il sindaco di Inverigo ha
poi donato al parroco una
bella raffigurazione di
don Gnocchi scolpita nel
legno ma con rivestimento di bronzo ossidato. Su proposta del sindaco di Chiesa si è osservato un minuto di silenzio a ricordo dell’attentato dell’11 settembre
2001 a New York. Al termine della Santa Messa
è stato eseguito il canto
“Madonna degli Alpini”
composto per l’occasione
con parole dell’artista
malenco Silvio Gaggi.
Uscendo da chiesa il
materiale riguardante la
figura di don Gnocchi è
andato a ruba.
La grande festa si è
conclusa al palazzetto
dello sport con il rancio
comunitario a cui hanno
partecipato circa 350
persone. Durante la serata si sono esibiti in
canti e giochi acrobatici
i ragazzi rumeni della
associazione “Parada”
che raccoglie i ragazzi di
strada, accompagnati da
don Graziano. Non soltanto una presenza fisica di don Gnocchi era
quindi presente a Chiesa in Valmalenco ma
anche l’imitazione del
suo esempio di totale
fede in Dio e di generoso servizio al prossimo
bisognoso. Si sta ora progettando dove collocare
la reliquia in santuario
e di realizzare un statua
di don Gnocchi da porre
accanto al monumento
all’alpino d’Italia. Idee,
proposte. e anche generosi benefattori al riguardo non mancano.
don ALFONSO ROSSI
CRONACA
Sondrio&provincia
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 18 SETTEMBRE 2010
8 SETTEMBRE LA PATRONALE SANTA MARIA NASCENTE
blea. All’inizio della celebrazione monsignor
Galli ha benedetto il nuovo stendardo che il comitato promotore della
festa patronale ha voluto acquistare e che, causa il maltempo, non ha
potuto sfilare per le stra-
de del paese. Al termine
della messa la festa patronale è proseguita con
la serata a Plaza Placheda dove il Comitato
ha allestito, come da tradizione, un ricco buffet
con i piatti tipici della cucina livignasca di un tem-
po tra cui sfrigol, mosa,
menesctra da lecc, saron, solo per ricordarne
alcuni. Presso il polifunzionale era inoltre allestita un’ interessante
esposizione di quadri delle grazie ricevute reperiti nelle varie chiese di
Livigno. La serata è stata animata anche dai ragazzi dell’Azione cattolica di Livigno che hanno
organizzato un concorso
a premi con il quale hanno raccolto un sostanzioso contributo per sostenere il progetto di ristrutturazione della casa
Santa Elisabetta di Caspoggio, la struttura che
dagli anni Novanta ospita molte attività dell’Azione cattolica diocesana: campi scuola, incontri di formazione,
Consigli Diocesani. La
casa è stata d’aiuto ad
altre presenze significative della diocesi ospitando la Caritas, il Mato
Grosso, il Seminario, gli
Scout ed alcuni gruppi
parrocchiali, ma ora necessita di significativi interventi di ristrutturazione e ammodernamento per rendere migliore la qualità dell’accoglienza e la sicurezza
degli utenti.
Q.B.
SONDRIO-POSCHIAVO ACCORDO NEL SETTORE DEL LEGNO
Centro tecnologico e formativo
stato presentato
mercoledì 8 settembre a Sondrio, l’accordo di
collaborazione tra
la Provincia di Sondrio
e la Regione Poschiavo
per il progetto di creazione di un centro tecnologico e formativo di
eccellenza nel settore
del design, della lavorazione del legno e dei materiali innovativi. Alla
firma dell’accordo hanno
preso parte molte autorità dei due Paesi, tra cui
il presidente della Provincia Massimo Sertori, i rappresentati delle
varie categorie profes-
È
sionali e le due banche
territoriali, oltre ai delegati della Valposchiavo
con il presidente Alessandro Della Vedova
e l’assessore regionale Giulio De Capitani.
I partner dell’iniziativa
sono la regione Valposchiavo, il Cantone dei
Grigioni, la Scuola tecnica Superiore svizzera,
il gruppo Scm leader nel
settore delle macchine
per la lavorazione del legno, Politec che ha fatto
da collante tra i vari attori istituzionali e non,
e Assoform Rimini per il
supporto alla costruzione dei programmi for-
mativi. L’idea è quella di
dare vita ad un centro di
eccellenza in cui formare i giovani dei due Paesi, puntando ad una situazione di semi-autonomia finanziaria. Il “polo
tecnologico formativo di
eccellenza per il design
nella lavorazione del legno e dei materiali innovativi” dovrebbe sorgere in Val Poschiavo. Il
centro tecnologico ha già
ottenuto il sostegno del
Governo retico, che a
fine agosto ha stanziato
un credito di quattro milioni di franchi, un milione a fondo perso e tre
milioni sotto forma di
LE SFIDE DEL NUOVO ANNO PASTORALE
Momento di riflessione per analizzare i traguardi raggiunti e le nuove sfide
da intraprendere. Questo in sintesi il senso della riunione della commissione parrocchiale per l’apertura del nuovo anno, tenutasi giorni scorsi
nella parrocchia di Tirano. Il tema principale su cui si insisterà, spiega il
parroco, don Remo Orsini: «è educare tenendo come riferimento le indicazioni date dai vescovi». Un tema complesso e di primaria importanza. Certamente non facile in nessuna parrocchia. «C’è tanto da lavorare – continua il parroco – soprattutto perché non è un argomento che va avanti da
solo. Per affrontarlo richiede molta attenzione ai fatti che accadono, esempio alla politica, alla società che cambia, alle nuove esigenze che si avvertono». L’educazione necessita di continue attenzioni e durante questo anno
i fedeli saranno stimolati in modo particolare a perseguirla. «Dimostra che
sia un tema sempre da richiamare il fatto che ci si basi sulla traccia del
cardinale Martini del 1987; in attesa delle nuove indicazioni dei vescovi».
L’educazione in parrocchia avviene in vari modi e continuamente durante
l’intero anno. «Grest e altre attività rappresentano un discorso non interrotto. Bisogna solo fare il punto della situazione per riprendere il discorso». Un primo appuntamento è stato quello di mercoledì, dedicato alla presentazione di Chiara Luce, che sarà beatificata a fine settembre. Presso
l’oratorio è stata presentata la vita e la figura della giovane morta a soli 18
anni.
R.W.N.
33
COME NASCONO I CODICI MEDIEVALI
Livigno in festa
M
ercoledì 8
settembre
la comunità
cristiana di
Livigno, dopo aver salutato il parroco don Marco Zubiani
ed in attesa di domenica 3 ottobre quando accoglierà il nuovo pastore monsignor Giuseppe Longhini, ha celebrato la festa di Santa
Maria Nascente, patrona della parrocchia, nonostante il maltempo
che ha imposto delle
modifiche al tradizionale programma della giornata. Per le condizioni
avverse del tempo, infatti, sono state annullate
sia la passeggiata delle
mamme con i piccoli nei
passeggini che dalla piazza del Comune avrebbe
dovuto raggiungere l’oratorio a San Rocco sia
la processione che dalla
centrale chiesa di Sant’Antonio doveva introdurre la popolazione nella chiesa parrocchiale
presso la quale, come da
programma, il vicario episcopale territoriale
monsignor Battista Galli ha presieduto la messa solenne concelebrata
con altri otto sacerdoti e
partecipata da una numerosa e devota assem-
P A G I N A
prestito. Al termine dalla giornata, è stato siglato ufficialmente l’accorso di collaborazione
transfrontaliera tra la
Regione Valposchiavo e
la Provincia di Sondrio,
che dovrebbe diventare
effettiva già a partire
dal prossimo anno.
Come nasceva un codice medievale? Chi lo costruiva? Di quali materiali ci si serviva per la
confezione e la scrittura? Queste e altre domande troveranno risposta sabato 25 settembre.
L’Archivio di Stato di Sondrio e la Soprintendenza Archivistica per la Lombardia, in collaborazione con l’Associazione culturale “Ad Fontes”, organizzano per quella data l’incontro dedicato alle scuole dal titolo “La storia e l’anima di un codice medievale”. Si tratta di un
laboratorio multimediale, guidato dalla dott.ssa
Rita Pezzola, la quale presenterà le fasi salienti
della fabbricazione di un codice medievale a partire dall’iconografia coeva (in particolare miniature). Oggetto di particolare considerazione saranno alcuni codici della nostra Diocesi e alcuni frammenti di antichi libri conservati all’Archivio di Stato di Sondrio. L’illustrazione degli
aspetti più tecnici (materiali, operatori, confezione, scrittura…) sarà accompagnata da esemplificazioni in grado di restituire voce ad alcune delle parti esaminate e dalla riscoperta di
contenuti di spessore umano e spirituale che
rendono i codici ancora vivi oltre lo scorrere
del tempo. A tale scopo saranno eseguite (in canto gregoriano) alcune melodie e verranno evidenziati visivamente, in modo semplice, dei tratti fondamentali della paleografia musicale. L’incontro si inserisce nella cornice delle Giornate
Europee del Patrimonio 2010: Italia tesoro
d’Europa. Questo appuntamento annuale fu
ideato nel 1991 dal Consiglio d’Europa, con l’intento di potenziare e favorire il dia-logo e lo
scambio in ambito culturale tra i Paesi europei.
L’appuntamento, per le classi delle scuo- le secondarie che desidereranno aderire alla singolare iniziativa, è sabato 25 settembre dalle
ore 10.30 alle ore 12.30, a Sondrio, presso l’Archivio di Stato, in via Dante Perego. Per informazioni e per la prenotazione obbligatoria chiamare allo 0342-514551.
L’ASSOCIAZIONE VOLONTARI
OSPEDALIERI DI SONDALO CERCA
NUOVI ADERENTI
L’Associazione Siro Mauro per le cure palliative in provincia di Sondrio e l’Associazione Volontari ospedalieri Sondalo (Avo) cercano volontari che abbiano voglia di impegnare un po’
del loro tempo a fianco di malati e loro familiari
presso l’ospedale di Sondalo, in particolare
nei reparti di Day hospital oncologico, Unità
spinale e recupero rieducazione funzionale e nel
Reparto di cure palliative. L’inserimento nei
reparti avverrà dopo un percorso di formazione
in programma nei mesi di ottobre e novembre
presso l’ospedale di Sondalo. Chi fosse interessato può telefonare per richiedere maggiori informazioni o inviare la sua iscrizione entro il
30 settembre. Seguirà un colloquio informativo con le tutor della formazione. È richiesta la
maggiore età. L’iniziativa è promossa in collaborazione con il Centro Servizi per il Volontariato
Lavops.
DALL’ACI L’AIUTO AI NON AUTOSUFFICIENTI
L’Ufficio Provinciale di Sondrio dell’Aci - Automobile Club Italia comunica che nel mese di settembre attiverà un Servizio a domicilio riservato
alle persone diversamente abili o in difficoltà che hanno necessità di
svolgere delle pratiche auto quali il trasferimento di proprietà, l’accettazione di eredità, la perdita di possesso con il rilascio del certificato cronologico
del veicolo, il duplicato del certificato di proprietà, la radiazione per esportazioni. L’iniziativa oltre ad essere innovativa facilita il dialogo tra il cittadino
e la pubblica amministrazione rendendo più agevole l’accesso ai servizi pubblici da parte di cittadini in particolari condizioni di disagio. Ne potranno
usufruire, presentando idonea documentazione, le persone affette da
patologie che impediscano o rendano difficoltoso lo spostamento dal proprio
domicilio; persone ricoverate presso case di cura o ospedali per lunga degenza
o per periodi superiori a 30 giorni. Inoltre il servizio è esteso anche a ospiti
di comunità terapeutiche o di istituti di riabilitazione. Il servizio non comporterà costi aggiuntivi per i soggetti destinatari: le uniche spese sono quelle relative ai costi di espletamento delle formalità così come previsto dalla
norma vigente. Chi volesse usufruire dell’opportunità dovrà contattare
l’Ufficio Relazioni con il Pubblico al numero 0342-223515 dal lunedì al venerdì dalle ore 13.30 alle ore 14.30. L’Ufficio effettuerà una preventiva istruttoria della pratica cui farà seguito la visita al domicilio indicato dal cliente
da parte dei funzionari muniti di apposito tesserino di riconoscimento ai fini
della definizione della pratica.
LAVORI ALLA MEDIA SASSI DI SONDRIO
Nel mese di agosto sono completati i lavori di messa a norma della scuola
Media Sassi iniziati nel gennaio di quest’anno dopo il trasferimento temporaneo degli alunni alla Scuola Media Torelli. «La realizzazione di questi
lavori, a cui si aggiungono quelli in corso sulla scuola elementare di via
Cesare Battisti e sull’Auditorium della scuola media Torelli, per un costo
totale complessivo di 1 milione e 600mila euro, sono la dimostrazione di
come l’amministrazione comunale guardi con attenzione alla messa a norma ed in sicurezza degli immobili scolastici comunali, impegnando risorse
economiche rilevanti” spiega l’assessore ai Lavori pubblici, Michele Iannotti.
L’importo totale del progetto ammonta a 260mila euro, finanziati per un
terzo dal Comune, un terzo dallo Stato e un terzo dalla Regione Lombardia.
MASSMEDIA
P A G I N A
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IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 18 SETTEMBRE 2010
AIART TRA NOTIZIE DIMENTICATE E UNA POLITICA “ECCESSIVA”
I DATI
DELLA RICERCA
Uno sguardo “critico” ai TG
C
irca il monitoraggio di
telegiornali di prima
serata (Rai 1, Rai 3,
Canale 5, La 7), promosso dall’AIART di
Como il 12, 13 e 15 aprile 2010,
abbiamo già presentato ad inizio
estate una relazione statistica.
Presentiamo ora alcune considerazioni di merito, con l’aiuto delle risposte contenute nel centinaio di schede consegnate. Non seguiamo le domande ad una ad
una, ma esponiamo alcune riflessioni ed osservazioni, che ci sembrano interessanti.
I sommari iniziali, certamente utili, dovrebbero indicare
in sequenza le notizie principali,
ma non sempre è così. Talvolta
inseriscono anche argomenti futili di scarsa importanza, e talvolta non corrispondono all’ordine con cui sono presentati poi i
vari servizi.
- La politica interna ha uno
spazio ampio, e perfino, secondo
alcuni, eccessivo. Qualche servizio è apparso “di parte”, ma sono
in maggioranza i servizi valutati sostanzialmente equilibrati. Si
è però notato qualche eccesso di
insistenza sul singolo personaggio politico più che sull’argomento. Inoltre più d’uno ha aggiunto
l’osservazione che altre volte,
sulle stesse reti, in modo più
marcato i servizi appaiono, apertamente, o sottilmente, schierati dal punto di vista politico.
- I problemi del Terzo Mondo
sono quasi ignorati, mentre dovrebbe esserci un’attenzione costante. In un mondo ormai
“globalizzato” i problemi degli
altri sono anche problemi nostri,
oltre al fatto che non è giusto
passare sotto silenzio un certo
stridore tra ricchezza e povertà.
E’ stato invece osservato che solo
quando avvengono fatti tragici o
catastrofi eccezionali, compaiono
in primo piano le immagini e le
notizie dei Paesi sottosviluppati.
- Un telegiornale nazionale - è
l’opinione corrente - non deve
abbassarsi ad indulgere a
fatterelli soltanto curiosi, o a notizie morbose, o al pettegolezzo.
Nei tre giorni presi in esame non
si sono registrate cadute clamorose di stile su questo piano, ma
non sono mancati servizi poco
opportuni, fin troppo “leggeri”, e
talvolta con improvviso passaggio ad argomenti seri o anche
FILM IN USCITA
“La solitudine
dei numeri primi”
La solitudine dei numeri primi, tratto dal romanzo di Paolo Giordano
per la regia di Saverio
Costanzo, è un opera impegnativa, ma non pesante (come gli altri film
di Costanzo) perché lavora sui sentimenti e sulle
dimensioni profonde dell’essere. Costanzo ha saputo riscrivere il romanzo col linguaggio del cinema dando al suo film una
vita propria rispetto al
romanzo. Chi non ha letto il libro sarà avvantaggiato perché non sarà
spinto a fare confronti e
potrà lasciarsi portare
dalla narrazione. Il film
narra la storia di due ragazzi poi adolescenti e infine adulti, ognuno con un segreto che nella vita li ha emarginati dal resto del mondo ma li ha fatti incontrare come dei numeri primi vicini ma unici
e mai uniti.
“Costanzo ricostruisce la sofferenza del vivere di Alice e Mattia,
i protagonisti, quasi fosse il puzzle che quest’ultimo portò alla festa di compleanno di un compagno di classe che costituì l’atroce
punto di non ritorno della sua vita. I pezzi di un puzzle si combinano per associazioni che ogni appassionato al gioco individua in
modo diverso e finiscono con il determinare solo alla fine una
struttura che origina dal caos di una miriade di pezzi. Così come
le vite dei due protagonisti. Così come le vite di molti. Numeri
primi divisibili solo per uno e per sé stessi in disperata e talvolta contraddittoria ricerca di una possibilità diversa.” (Giancarlo
Zappoli)
Consigliato a chi ama il cinema che fa pensare oltre che emozionare.
In programmazione al cinema Astra di Como
dolorosi.
- Il fatto che siano risultati
pochi i servizi giudicati diseducativi, e pochissime le immagini
giudicate crude, per la violenza,
o sconvenienti, con riferimento al
sesso o alla volgarità, non ci può
né rallegrare né rassicurare,
perchè quelle poche brecce e quei
pochi spiragli aperti ci indicano
che di fatto - tutti qualche volta
l’abbiamo constatato – perfino il
telegiornale non è immune da
insidie, che riguardano i minori,
ma anche gli adulti e gli anziani.
- Più della metà delle persone
- questo dato può essere confortante - hanno segnalato almeno
un servizio fatto veramente
Riprendiamo alcuni numeri della ricerca pubblicati su “Il Settimanale”
dello scorso 10 luglio.
bene. Ben 16 (in due giorni) le
segnalazioni sulla tragedia del
treno travolto in Val Venosta, e
addirittura 12 (in un giorno solo)
quelle sulla morte di Raimondo
Vianello. Questi giudizi si suddividono fra le quattro reti prese in
considerazione. Meritano di essere citate anche le quattro
segnalazioni di un servizio sui
marmi delle Alpi Apuane, e le tre
sull’inquinamento e successiva
bonifica del fiume Lambro, riferite in entrambi i casi a Rai1.
- A proposito di Raimondo
Vianello, va precisato che all’apprezzamento dei servizi per sé
stessi, legato anche alle immagini gradevoli di episodi della sua
carriera, si accompagna qualche
riserva a causa di una certa enfasi: due dei quattro telegiornali
del 15 aprile hanno dato la notizia come prima in assoluto, ed
inoltre la durata di qualche servizio è stata giudicata davvero
eccessiva.
- Concludiamo con due osservazioni espresse, che dovremmo
tenere presenti per dare una valutazione serena sui telegiornali: a) I titoli, sia del sommario sia
dei singoli servizi, talvolta tendono già ad essere un giudizio; questo ci richiama al dovere di acquisire una mentalità il più possibile critica. b) Certe notizie talvolta sono presentate come importantissime o come gravissime,
ma il giorno dopo sono già scom-
Spazio riservato alla politica
italiana. Sulla quantità dello
spazio, il 67 % lo giudica giusto, il 12 % carente, il 13 % eccessivo, e l’8 % non si pronuncia. Sulla qualità del servizio
invece, il 54 % lo giudica equilibrato, il 14 % di parte, il 2 %
lo giudica critico, ma il 30 %
non si pronuncia.
Spazio per notizie su paesi del
Sud del mondo. Il 75 % per
cento non vi ha trovato nessuna notizia, il 13 % ha risposto
di sì, e il 12 % non si pronuncia.
Presenza di servizi-notizie
diseducativi. Il 70 % non ne ha
riscontrati, il 17 % ne ha individuato uno, il 5 % ne ha segnalati più di uno, e l’8 % non
si pronuncia.
Presenza di immagini (linguaggio) crude di violenza.
Nessuna (82 %), qualcosa (10
%), troppo (nessuno), e l’8 %
non si pronuncia.
Presenza di immagini (linguaggio) sconveniente di sesso
o di volgarità. Nessuna (76
%), qualcosa (5 %), troppo
(nessuno), e il 19 % non si pronuncia
Coerenza tra immagini e contenuto. Sempre (35 %), quasi
sempre (53 %) poco (4 %),
mentre l’ 8 % non si pronuncia.
parse dalla circolazione; questo
ci deve rendere cauti a fare nostro ciò che la televisione, ed anche il telegiornale, ci offre ogni
giorno.
a cura dell’ AIART
sezione di Como
Tele
IL
comando
Domenica 19. A sua immagine, Rai1, 10,30. Messa
di Beatificazione del Card.
Newmann, Rai1, 10,55. Il
diavolo in calzoncini rosa,
La7, 14,00. Film commedia di
G.Cukor con S. Loren. Il pranzo della domenica, Rai3,
15,05. Commedia di Vanzina
con M.Ghini. Alighiero Noschese e Loretta Goggi, Rai
Storia, 21,00. I grandi della tv,
documenti. Colorado, It1,
21,25. Varietà. Pronto Elisir,
Rai3, 22,20. Programma di
medicina con M.Mirabella.
Presa diretta, Rai3, 21,00.
Nucleare, inchiesta. Niente
di personale, La7, 21,30. Con
A.Piroso. La ladra, Rai1,
21,30. Serie tv con Veronica
Pivetti nei panni di una cuoca
proprietaria di un ristorante.
Mio fratello è figlio unico,
C5, 23,30. Bel film di Lucchetti sugli anni 60-70 attraverso
l’amore tempestoso tra due
fratelli. Speciale Tg1, Rai1,
23,30.
Lunedì 20. Preferisco il
Paradiso. Rai1,21,10. Miniserie su S. Filippo Neri con G.
Proietti e la regia di G.
Campiotti. L’infedele, La7,
21,10. Attualità con Gad Lerner. Thirteen days, R4,
21,10. Film drammatico sulla
crisi della baia dei porci(Cuba).
Un film ben costruito istruttivo, un po’ troppo di parte. Novecento, Rai3, 21,05. Pippo
Baudo in compagnia di ospiti
rivisita il secolo scorso. Man on
fire, Rai2, 21,05. Thriller sul tema
della corruzione. Con Denzel
Washington. Mamma mia, C5,
21,10. Film musicale ben ambientato, ottimamente recitato, un cast
d’eccezione per la più travolgente
e acclamata commedia musicale
del decennio. Musica degli Abba.
Martedì 21. Preferisco il Paradiso. Rai1,21,10. Tentazioni
d’amore. La5, 21,10. Commedia
brillante e intelligente sul tema
dell’amore e della vocazione. Bravi i tre protagonisti. Cellular, R4,
21,10. Thriller con K. Basinger. Io
canto, Canale 5, 21,10. Presenta
J. Scotti. Ballarò, Rai1, 21,05. Attualità politica. All stars, It1,
21,10. Situation commedy con D.
Abbatantuono. Seven swards,
R4, 23,10. Film d’avventura. Correva l’anno, Rai3, 23,15. Dalla
ricostruzione al made in Italy.
Mercoledì 22. Ti lascio una
canzone, Rai1, 21,10. Musicale.
Il presidio, La7, 21,10. Film
drammatico con Sean Connery.
…più forte ragazzi, R4, 21,10.
Film commedia con B.Spencer e T.
Hill. La lunga strada del ritorno, Rai Storia 21,00. Documentario. Figli della strada, Rai3,
23,15. Doc.
Giovedì 23. Arabesque, R4,
16,30. Un gustoso film d’avventura con S. Loren e G. Peck. Ho sposato uno sbirro 2, Rai1, 21,10.
Serie tv con F. Insinna. Elisabeth, R4, 21,10. Film storico
con K. Blanchet. Batman begins,
It1, 21,10. Si riparte dalle origini
con un Batman introverso problematico e affascinante. Gandi, La7, 21,10. Colossal di R.
Attemborough. Saud e la dinastia del petrolio, Rai Storia, 21,00. Doc, C’era una volta, Rai3, 23,00. Dimenticateci, documentario.
Venerdì 24. Peppino Impastato, Rai Storia, 21,00. Documenti. I migliori anni,
Rai1, 21,10. Musicale con C.
Conti. NCIS: Los Angeles,
Rai2, 21,05. Telefilm. Il giudice e il commissario, R4,
21,10. Tv poliziesco francese.
Star Trek III: Alla ricerca di
Spock, Rai4, 21,10. Continua
l’epopea galattica. Impero,
La7, 21,10. Reportage storico.
Tv7, Rai1, 23,35. Attualità.
Sabato 25. Sulla via di
Damasco , Rai2, 10,15. Rubrica religiosa di don G. D’Ercole.
TvTalk, Rai3, 14,55. Riprende
in diversa fascia oraria il bel
programma di critica televisiva. Come cani e gatti, It1,
19,30. Film commedia per ragazzi. Cercatori di Tesori:
L’oro di Cortes, Rai3, 21,05.
Doc. di Superquark. Cold
case, Rai2, 21,05. Sempre interessanti i casi affrontati.
Harry Potter e L’ordine della fenice, It1, 21,10. Fantasy
allo stato puro, un po’ paurosa.
L’ispettore Barnaby, La7,
21,30. Tel. Poliziesco. Tg2
Dossier, Rai2, 23,25.
il settimanale
il settimanale
a cura di
TIZIANO RAFFAINI
P A G I N A
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LETTEREeCONTRIBUTI
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 18 SETTEMBRE 2010
SCOPERTE DELL’ESTATE
AL SIDELEN PUOI INCONTRARE
LO STAMBECCO «RÖSTI»!
Foto AC - Il Settimanale
idelenhutte, rifugio a
quota 2708 metri, raggiungibile in circa un’ora e mezza di salita lungo il sentiero che si inerpica dalla strada del Furka in
località Sidelenbach. Siamo in
un paradiso terrestre nel canton
Uri, al di là del San Gottardo, a
meno di due ore di macchina da
Como. Il rifugio è sino a luglio
inoltrato circondato dalla neve,
che cerca di prolungare il ghiacciaio del Sidelen. Poco sotto c’è un
laghetto bellissimo, un occhio
verde incastonato tra le rocce
(quando la neve incornicia il rifugio, però, non lo vedi!). In una
decina di minuti raggiungi il
ghiaccio e sotto i piedi ti trovi uno
strano pavimento, duro come la
pietra, sotto il quale scorre un filo
d’acqua, ovunque... Ma la cosa
più bella che ti può capitare è di
incontrare uno stambecco. Avete
capito bene. Non è difficile fare la
conoscenza con uno dei sette
stambecchi che stazionano spesso nelle vicinanze del rifugio.
Come le vicine marmotte del
Furka (vedi l’articolo sul numero
31 de Il Settimanale), anche gli
stambecchi sembrano abbastanza socievoli. Certo, non vengono a
prenderti il cibo
dalle mani, ma si
lasciano avvicinare e, se li insegui, saltando sulle rocce un po’
come fanno loro,
puoi
metterli
dentro l’obiettivo
della macchina
fotografica con una buona risoluzione.
Io ho incontrato due stambecchi del Sidelen, e
ne ho inseguito
uno per quasi un’ora, su verso le
cime del Kamel.
Un’esperienza unica. Un avvicinamento accorto,
S
per capire dapprima se l’animale era disposto ad un incontro
cordiale.
Qualche fischio nasale di avvertimento è quasi d’obbligo, ma
il nostro stambecco non fugge. Si
sposta, bruca, si lascia avvicinare, poi fischia di nuovo quando gli
arrivi a meno di dieci metri. E risale tra le rocce con leggiadria.
Ad un certo punto si nasconde e
lascia spuntare gli occhi e le corna maestose da dietro un sasso.
Crede di avermi seminato. Invece gli arrivo di lato e lui si rialza
e continua la sua lenta fuga... Mi
stanco prima io di inseguirlo, e
gli ultimi scatti sono con lo sfondo di un cielo azzurro che richiama la libertà e l’infinito. Lo lascio
andare ancora più in alto, oltre i
2800 metri di quota.
L’ho battezzato con un nomignolo elvetico. L’ho chiamato
Rösti... Se volete capire perché, vi
consiglio di fare una sosta al rifugio del Sidelen e assaggiare un
piatto che porta lo stesso nome
dello stambecco. Una delizia!
AGO. CLE
SI SONO
RIAPERTE
LE SCUOLE
D
a diversi anni a questa parte, all’inizio
dell’anno scolastico
tornano i soliti problemi: gli insegnanti precari che protestano per essere
assunti, i dirigenti che si lamentano per le scarse risorse loro
assegnate, il governo che vuole
portare a 65 anni l’età pensionabile degli insegnanti, e cosi
via.
Ma poche parole si spendono
per i ragazzi, alunni e studenti,
di ogni ordine e grado, i quali
sono i veri “soggetti” della scuola
e di tutto ciò che intorno ad essa
ruota.
Non si parla più di che tipo di
insegnamento diamo ai nostri
ragazzi, delle prospettive per il
loro futuro di cittadini del domani.
Quale rapporto si crea tra
alunni e docenti? Quali sono i
valori che vengono trasmessi?
Che rapporto c’è tra la famiglia e
la scuola?
Ecco, a queste domande vanno
date delle risposte se si vuole che
i nostri figli non trovino i loro riferimenti nelle veline, nel sesso
facile, nella droga, nel denaro facile, o nei cartoni animati. Oggi,
la scuola è l’espressione di quella cultura che ha dominato negli
ultimi quarant’anni, sia per i
contenuti degli insegnamenti,
sia nella propria struttura operativa.
Bisogna dire ai ragazzi che non
si va scuola solo per il “pezzo di
carta”, che alla prova dei fatti
serve a poco. Ma che il “sapere”
non è un fine, ma è lo strumento
per affrontare meglio i problemi
che la vita, comunque, ti pone di
fronte.
Tocca alla scuola prendere atto
che la sua funzione non è solo di
carattere pedagogico, ma anche,
e soprattutto, di carattere umano. La scuola non può delegare la
famiglia, come la famiglia non
può (e non deve) delegare la scuola nel delicato compito della formazione e crescita dei nostri ragazzi.
Conoscere e insegnare le nostre origini cristiane non è solo
un aspetto religioso, limitato alla
propria individualità, né è una
prevaricazione, ma è il rispetto
prima di tutto verso se stessi e,
soprattutto verso gli altri. Insegnare ad amare il proprio fratello come se stesso, vuol dire co-
PAROLE, PAROLE, PAROLE (66)
Relatività
Relativo viene dal verbo latino “refero, relatum, referre”, che
significa “riferire, relazionare a”. Il contrario di relativo è “assoluto”, cioè “sciolto” da ogni legame con altro termine.
La “relatività” è una teoria della fisica moderna, che “riferisce”
ogni corpo avente massa ad ogni altro corpo in movimento, senza
che vi sia un riferimento fisso assoluto.
Il “relativismo” è un orientamento in campo filosofico-morale,
che sembra trasferire alla “metafisica” (cioè al pensiero che va
oltre la fisica) il concetto della relatività elaborato per il campo fisico. Per i relativisti non esistono valori e regole morali
valide per tutti gli uomini e tutti i popoli. Di conseguenza negano radicalmente il fondamento dei “diritti umani” universali, inviolabili, cui corrispondono “doveri inderogabili”. Ad esempio: per loro non c’è un diritto “assoluto” e inviolabile “alla vita”,
come non c’è un “dovere assoluto, inderogabile, di vivere”. E
così via con tutti gli altri diritti e doveri sanciti dalle dichiarazioni universali e dalle Costituzioni moderne.
Altro discorso merita il problema della “relatività della conoscenza della realtà del mondo”. Vale a dire il problema “della
verità”. Tommaso D’Aquino definisce la “verità” “adeguamento
dell’oggetto e del soggetto che lo conosce”. Quindi c’è una “relazione” tra Oggetto e Soggetto. Ma in questa relazione l’oggetto
è “sciolto “dal soggetto conoscente, il quale si relaziona all’oggetto e lo conosce in modo imperfetto, sempre migliorabile, ma
con un processo “asintotico”, all’infinito. Solo il Creatore di ogni
realtà esistente conosce gli oggetti in modo perfetto, cioè possiede la “verità assoluta”. Gli uomini possono solo avvicinarvisi
sempre più, finchè non entrino in perfetta comunione con DioTrinità, dove vedranno con “gli occhi di Dio” (Dante Alighieri,
Paradiso, con libera elaborazione dello scrivente ).
ATTILIO SANGIANI
struire una società sulla tolleranza, sull’accoglienza, sul bene
comune. Essere liberi non vuol
dire chiudersi nel proprio individualismo, ma vedere nel proprio
vicino la potenzialità di una crescita comune. Se alla base della
formazione di un ragazzo non ci
sono questi valori, non possiamo
poi lamentarci che “la società va
alla deriva”.
Ecco, da qui forse, occorre ripartire quando si parla della
scuola e del futuro dei nostri ragazzi. Molto spesso, quando si
parla di riforma, si dimentica che
il “soggetto”, sono gli alunni e gli
studenti. Inoltre, una società che
cerca di risparmiare sulla formazione dei cittadini del domani, è
destinata ad un suo, inesorabile,
declino. Mentre la parte organizzativa ed operativa, sicura-
LETTERE
AL DIRETTORE
POSTA:
V.le Cesare Battisti 8
22100 COMO
mente fondamentale e importante, per un buon funzionamento
della scuola, diventa sempre più
l’elemento centrale del dibattito,
che fa perdere di vista l’obiettivo
centrale e fondamentale della
scuola.
A voi ragazzi va l’augurio che il
nuovo anno scolastico (e tutti
quelli che seguiranno) sia vissuto con gioia, allegria, come un
gioco. Si, perché se è vero che attraverso il gioco si insegna al
bambino ad imparare le regole,
così sia la scuola per voi. Non un
obbligo, non un dovere, ma un
piacere dal quale si possono apprendere tante cose importanti
per la vita futura. Auguri e Buona scuola a tutti.
FRANCESCO MASCOLO
([email protected])
FAX:
031.3109325
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il settimanale
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