15 PAG. ANNO XX N. 3 25 GENNAIO 2013 EURO 1,50 Black out giustizia Il ministero toglie cinque magistrati al tribunale più lento d’Italia Manlio Magistri L’ex capo di gabinetto del Comune di Messina ai domiciliari. I retroscena Marina Moleti Antonio Ruggeri centonove Ruggeri, pecul...Ato 16 Disabili, Rsa in fumo Il direttore dell’Asp 5 “cancella” le residenze a Patti e S.Angelo. «Facendo largo ai privati» PAG. 19 PAG. Settimanale di Politica, Cultura, Economia Domenico Nania in una elaborazione fotografica SPEDIZIONE IN ABBONAMENTO POSTALE A REGIME SOVVENZIONATO 45% (ME) ELEZIONI La caduta degli dei IL POPOLO DELLE LIBERTA’ RINNOVA LE LISTE LASCIANDO SUL TAPPETO I VETERANI CHE HANNO FATTO LA STORIA DEL PARTITO. COMPRESI FIRRARELLO E NANIA. CHE ORA PROMETTE VENDETTA 25 GENNAIO 2013 il punto centonove EDIT Il coraggio di azzerare IL MACHETE UTILIZZATO dal presidente Crocetta sulla formazione professionale segna una svolta operativa contro incrostazioni di potere sedimentate da anni. Fare ruotare sessanta, tra dirigenti e dipendenti, serve anche a portare aria fresca nel settore. Quel che manca, ancora, è la coerenza di fondo. La Campania, che dallʼantica grecia condivide con la Sicilia tanti mali antichi, ha avuto il coraggio di azzerare e riconvertire il settore. Anziché corsi da 120mila euro con un solo addetto, oppure indagini sui cani cirnechi dellʼEtna, si è preferito puntare sulla creazione di impresa. Diretta. Non lontano da Napoli, in Puglia, i risultati sono già arrivati. In Sicilia no. Le operazioni camuffate di imprenditoria giovanile, svolte negli ultimi governi, hanno determinato di recente la cancellazione di crediti per 300 milioni dai bilanci Ircac: semplicemente non ci sono più le cooperative finanziate. Da questi orrori si vuole uscire? Ma Crocetta, che non vuole la macelleria sociale, sa che a giugno avrà le barricate sotto il governo. Non dei figli, dei nipoti, dei cugini, delle mogli e di una quantità di parenti di primo, secondo, terzo grado di deputati e famigli, ma di diecimila persone che non prendono lo stipendio e non conoscono, avanti come sono ormai negli anni, altri modi per sbarcare il lunario. Questo è il vero scempio sociale ed economico procurato. E anche scempio politico: il più grande baratto e voto di scambio avvenuto negli ultimi 50 anni, sotto gli occhi di magistrati penali e contabili, i cui figli non sfuggono, come i sindacalisti, alla mappa scandalosa delle assunzioni. Ora Crocetta dica come vuole risolvere questo scempio. Spostare dirigenti e dipendenti collusi, significa fare posto ad altri soggetti: per fare cosa? E' il modello che non funziona. Se allʼorizzonte ci sono alcuni dei figuri che Crocetta ha cominciato a imbarcare sotto le note del Megafono in questa campagna elettorale, siamo in presenza di un film, pessimo, e già visto. Non a lieto fine. Nicola Cosentino Cosentino, scene da democrazia precaria L’operazione liste pulite del Pd costringe gli avversari a compiere lo stesso gesto anche se per loro innaturale. Tanto che Berlusconi... DI DOMENICO BARRILÀ LE DIFFERENZE TRA I PARTITI e tra gli uomini politici esistono, talvolta incolmabili. Lo abbiamo constatato per lʼennesima volta martedì 22 gennaio, quando il giacimento di voti campano, Nicola Cosentino, aveva perso la partita della vita ed era fuori dalle liste elettorali del Pdl. Non è stata una rappresentazione serena, il finale sembrava il remake di un poliziesco di quartʼordine, con Nitto Palma (lʼunico magistrato a non doversi vergognarsi di essere passato dai tribunali alla politica, perché lui sta dalla parte giusta), Denis Verdini (che qualche guaio con la legge sembra avercelo) a inseguire lo stesso Cosentino che, colto dallʼangoscia per lʼesclusione, aveva sequestrato le liste ufficiali dei candidati e se lʼera data a gambe. Scene da democrazia precaria e da partito cui non è consigliabile rimettere in mano il Paese. Lʼoperazione “liste pulite”, meritoriamente avviata dal Pd mettendo alla porta il gigantesco collettore di voti ennese, Mirello Crisafulli, è stata replicata dal Pdl solo per un riflesso imitativo, come accade nelle gare di formula uno, quando si cambiano le gomme marcando lʼavversario e copiandone la strategia. Non si tratta di unʼesigenza vera del principale partito di centrodestra, anzi ritengo che lʼelettorato specifico non si sarebbe nemmeno accorto della permanenza in lista dellʼex sottosegretario campano e non credo quindi alla necessità di questo scimmiottamento. Tuttavia la mossa del Pd deve avere toccato qualche inconscio campanello dʼallarme, costringendo gli avversari a compiere un gesto innaturale, rispetto alla tiepida cultura della legalità palesata in questi anni. Ciò appare evidente nelle sconcertanti parole pronunciate a caldo da un imbarazzato Silvio Berlusconi a proposito della decisione, che dunque egli non condivide, di tagliare fuori il suo cliente campano, che ritiene “perseguitato dai magistrati”. Il grande comunicatore si fa del Vicecaposervizio: Daniele De Joannon In redazione: Gianfranco Cusumano, Alessio Caspanello, Michele Schinella Segreteria di redazione: Rossana Franzone, Rosa Lombardo, Francesco Pinizzotto - Editore: Kimon scrl: Via S. Camillo, 8 MESSINA tel.: 090/9430208 Fax: 090/9430210 P. Iva 02131540839 Registrazione Tribunale di Messina n. 11- 92 del 4 maggio 1992 Iscritto al Registro Operatori della Comunicazione n° 17229 Stampa: Sts Spa - Società tipografica Siciliana spa Strada 5 n. 35 - zona industriale 95030 Catania. Redazione e ufficio abbonamenti via San Camillo, 8 98122 (ME), CCP n° 90443839 Copie arretrate Euro 3,00; Internet: http://www.centonove.it e-mail [email protected] centonove SETTIMANALE REGIONALE DI POLITICA CULTURA ED ECONOMIA Direttore responsabile male due volte, prima molla Cosentino poi dice di non condividere la mossa. Un uomo in altalena. Come sempre. Pierluigi Bersani si è guardato bene dallʼesprimersi in maniera così infelice a proposito di Mirello Crisafulli, ma il segretario del Pd, quanto a civiltà politica e senso delle istituzioni, è inarrivabile per lʼimprenditore inflittosi alla politica e agli italiani. Lui, il padrone del Pdl, si tratti di donnine o di devoti, trova sempre il modo di ricompensare generosamente, dal che possiamo intuire che Nicola Cosentino, dopo qualche fuoco di artificio di facciata, si quieterà, tenendo in caldo le decine di migliaia di voti che gli si attribuiscono, utilissimi in una delle regioni in bilico per quanto riguarda il senato. Il potere dʼacquisto dellʼex parlamentare napoletano è quindi ancora alto, e cʼè da giurare che lo userà con la scaltrezza che gli è propria. Intanto il lavoro sporco pare averlo fatto il povero Angelino Alfano. Un giorno, quando si ricostruirà la “meravigliosa” storia del Popolo delle Libertà, qualcuno dovrà dargli il posto che merita. Una vera icona di duttilità, come quando raccontava che non cʼerano dubbi sulle primarie, poi il padrone lo aveva smentito e lʼinflessibile braccio destro trapanese si era piegato docilmente. Come era logico prevedere, Nicola Cosentino se lʼè presa pubblicamente con Alfano (per un anno intero usato spudoratamente come parafulmine dal capo), ritenendolo innocuo, privo di potere reale. Era già successo con DellʼUtri. Ma, alla maniera della storiella del poliziotto cattivo e del poliziotto buono, ora interverrà il padrone, con i suoi metodi (e mezzi) persuasivi, riportando nei ranghi lʼamicone Nicola, che non può permettersi di tagliare i ponti con lʼimperatore (e viceversa), le cui ingenti risorse, nei prossimi anni, verosimilmente duri per il fido acchiappavoti vesuviano, torneranno utili. Distribuzione Gaetano Toscano Sas via Corbino Orso n. 9/11 - 98124 MESSINA telefono 090/692508 Distributore regionale Eagleservices via M.Rapisardi, 62 95021 Acicastello (Ct) Pubblicità legale-istituzionale-commerciale: Via San Camillo, 8 Messina Tel. 090/9430208 Fax: 090/9430211-9430210. Tariffe pubblicitarie (1 modulo cm3,5 x 4,5); Manchette prima pagina Euro 206, 58; Finestrella prima pagina Euro 438,99; commerciali a mod. Euro 41,32; Finanziaria/Appalti/Gare a mod Euro 129,11; Legali/Aste/Sentenze a mod. Euro 129,11; redazionali Euro 77,47; una pagina interna Euro 1.446,08; ultima pagina Euro 1.807,6 Posizione di rigore + 20%. Colore + Euro 387,34. Graziella Lombardo Garante del lettore Attilio Raimondi pagina 2 Questo periodico è associato alla Unione Stampa Periodica Italiana Certificato Ads n. 7367 del 14/12/2011 Sommario centonove 25 GENNAIO 2013 PRIMO PIANO Nania, vendetta nell’urna Il senatore barcellonese e la sua area pronti a sabotare il Pdl alle elezioni TOP SECRET A PAGINA 6/7 Riconferma vo’ cercando RISCOSSIONE SICILIA Si riducono a sei gli uscenti messinesi in pole position nelle liste A PAGINA Ispezione amministrativa Nominati 3 commissari 8/9 PALERMO. Ispezione amministrativa a Riscossione Sicilia Spa: l'assessore all'economia, Luca Bianchi, ha nominato tre commissari, Salvatore Parlato, Marcello Maisano e Rossana Signorino, per accertare il "buco" da 21 milioni di euro emerso in bilancio, che richiama la Regione a ricostituire il capitale sociale. POLITICA Il Pdl senza casa La storia della sede ex An di via SantʼElia. Mai sfruttata dal Popolo delle Libertà A PAGINA 10/11 Accorinti spariglia La candidatura del professore pacifista accelera la corsa alle amministrative A PAGINA La Rosa batte cassa 12 Lʼex consigliere chiede al Comune 200 mila euro di risarcimento danni e rimborso spese legali A PAGINA 13 Elezioni a costo zero Carceri piene, il giallo di Mistretta PAG. Maridist in bilico Col violino lascio tutti Muti CHIMICI DI PORTO I sindacati temono la chiusura del distaccamento della Marina Militare. Ma... A PAGINA 20/21 Stefano Gullo, 25 anni, suona nellʼorchestra Cherubini diretta dal maestro De Pasquale sospeso per 30 giorni A PAGINA 14 Secondo il rapporto Antigone avrebbe un sovraffollamento del 269%. Ma i dati sarebbero errati A PAGINA 22/23 ECONOMIA Arewrarosi Lawra srestione della sewr rew in Borsa A PAGINA 25 La luce che piace agli arabi Lino Siclari PAG. A PAGINA Carceri, il giallo di Mistretta Comizi al buio e volantini sponsorizzati. Ecco le strategie di Santino Metauro Elena Barletti crea lampade con fibra di fico dʼindia e prodotti naturali 25 A PAGINA Ai bimbi ci pensa Lucifero SICILIA 22 35 RUBRICHE 4/5 24 24 28 28 28 32 32 36/37 38/39 38 38 38 39 39 39 39 Settegiorni Qui Scuola Istruzioni per l'Uso Nomine Notizie dai Consulenti Consumatori La Classifica Lacerti di Letture Weekend Lettere & Commenti Messina Drastica Heritage Ecologia e Ambiente Eliodoro 150 Parole da Palermo Antibuddaci Animal House ELEZIONI Sindaco, Catalioto scende in campo 26 Lʼente morale di Milazzo investirà un milione e mezzo per aiutare i minori disagiati A PAGINA 27 Ruggeri, Pecul...Ato MESSINA. Lʼavvocato Antonio Catalioto è in corsa per essere candidato a sindaco della città di Messina. Lʼex assessore allʼUrbanistica della Giunta di Genovese, noto per la battaglia legale che ha portato a dichiarare lʼillegalità del doppio incarico dellʼex sindaco Buzzanca,potrebbe ottenere nei prossimi giorni la benedizione di Rosario Crocetta. POSTER Domiciliari per lʼex capo di Gabinetto del Comune di Messina. I retroscena A PAGINA 15 Black out Giustizia Siracusano, ovvero il Settecento Un volume per ricordare la studiosa prematuramente scomparsa Il ministro pronto a tagliare gli organici del Tribunale più lento dʼItalia A PAGINA Il diritto e l’interprete A PAGINA 16/17 E se... OccupyMessina? A PAGINA Omaggio di Ziino al maestro Salvatore Pugliatti 32 «In Sicilia? Tutto come sempre» 18 Disabili, “assist ai privati” Domenico Cacopardo presenta il suo ultimo romanzo A PAGINA Messina canta Vittoria Il manager dellʼAsp revoca la gara per affidare due Rsa Pubbliche. E si scatenano i sospetti A PAGINA 30/31 A PAGINA Al via la campagna di ricostruzione “dal Basso” del Teatro in Fiera di Messina 33 Una tela di Arena alla Biennale di Palermo 19 A PAGINA 34 pagina 3 MESSINA. Il Consiglio dellʼOrdine dei Chimici di Messina ha sospeso dallʼOrdine per 30 giorni, sino al 12 febbraio 2013, Francesco De Pasquale, consigliere comunale di Milazzo e chimico di porto. Il provvedimento è stato assunto dal presidente Rosario Saccà in esecuzione di una delibera del Consiglio nazionale adottata il 3 maggio del 2012. De Pasquale è stato sanzionato per aver diffamato il collega Salvatore Ciotto. Domenico Cacopardo PAG. 33 7giorni 8 AGOSTO 2008 CHI SALE L Giuseppe Buzzanca MESSINA. Lʼex sindaco pensa al futuro. Tagliato fuori dalla contesa elettorale per le politiche, Buzzanca ripiega sul suo mestiere di medico nutrizionista. A tutti gli iscritti della piscina Cappuccini, infatti, Buzzanca, tramite avviso esposto fuori dalle vasche, offre gratis un esame diabetologico. L Laura Pulejo MESSINA. La docente in pensione di storia dei Paesi orientali sarà il nuovo commissario dell'Ente Teatro di Messina. La nomina è alla firma del presidente della Regione Crocetta. Laura Pulejo, discendente della famiglia che ha gestito i Molini Gazzi, è stata candidata nella lista del Megafono. L Paolo Barbera MESSINA. Il giovane responsabile provinciale degli Ecologisti Democratici è uno “sportivo”. Inserito in extremis al penultimo posto per tappare il buco in lista alla Camera, ha dichiarato allegramente su Facebook: “Ho assoldato già un pool di killer, ne faccio fuori 22, entro anche io al Parlamento!”. L Francesco Quero MESSINA. Il presidente del IV quartiere ha preso la vena melodrammatica dal padre attore. In incontro con i residenti che vivono sotto un muro pericolante, quero ha melodrammaticamente chiamato in causa il Comune: «Quando il muro cadrà in testa al signor Pino, e questi morirà...». Immediato lʼintervento dellʼinteressato: «Presidenti, speramu di no!». L Luigi Montalbano centonove MESSINA. CONSIGLIERI OCCUPANO L’AULA DI PALAZZO DEI LEONI SOCIETA’ «No all’elettrodotto» Garante dei Bambini, bando al Comune Il sostegno di galluzzo e Andaloro alla protesta contro i lavori di Terna MESSINA. I consiglieri provinciali di Messina Pino Galluzzo (Pdl) e Francesco Andaloro (Rifondazione Comunista) hanno occupato l'aula consiliare di Palazzo dei Leoni a sostegno della protesta degli abitanti della zona tirrenica contro l'elettrodotto che Terna sta realizzando nella zona. "L'occupazione spigano i consiglieri ha il preciso scopo di convocare immediatamente un tavolo al ministero. I comitati civici della Valle del Mela chiedono che l'elettrodotto, progettato con cavi aerei, sia invece interrato per ridurre le emissioni elettromagnetiche, di cui temono effetti nocivi per la salute. I due consiglieri hanno lamentato anche "la presenza dell'esercito davanti ai cancelli del cantiere di 'Don Gaspano' a Pace del Mela dove era in programma un sitin pacifico regolarmente autorizzato". "Ho ricostruito in questi mesi - ha detto Galluzzo con documenti alla mano le responsabilità dei sindaci, della Regione e di questa Provincia che hanno preso le decisioni nel 2007 e renderò noto al più presto ai cittadini questa ricerca perché ritengo giusto che sappiano chi li rappresenta. Galluzzo in una lettera al Presidente della Provincia Giovanni Ricevuto chiede: "atti tempestivi immediati e risolutivi. Lei sa bene quanto mi stia a cuore la vicenda Terna e conosce bene la fiducia che ho sempre riposto alla sua amministrazione ma la tutela della vita dei cittadini è prioritaria. Chiederò le sue dimissioni se non interverra". MESSINA. Il Comune di Messina cerca un Garante dei diritti per l'infanzia e l'adolescenza. Lʼavviso è stato affisso allʼAlbo pretorio e le domande vanno presentate all'ufficio protocollo generale corredate dai curricula dei candidati, riportando tutti gli elementi che comprovino i dati anagrafici, la cittadinanza italiana, l'iscrizione nelle liste elettorali, il godimento dei diritti politici, di non avere riportato condanne penali e non avere procedimenti penali pendenti, di non aver cause di incompatibilità. Il Garante ha il compito, a titolo gratuito, di promuovere e sostenere il rispetto e la garanzia dei diritti e l'osservazione dei conseguenti doveri, di cui i minori sono titolari, sulla base della convenzione sui diritti del fanciullo del 20 novembre 1989. Palermo, da toga d’oro ad abusivo PALERMO. Nel 2009 arrivò primo al concorso per avvocato e venne designato toga d'oro, ora si ritrova indagato per esercizio abusivo dell'attività professionale, sostituzione di persona e truffa. Secondo la Procura di Palermo, che gli ha notificato l'avviso di chiusura dell'inchiesta, Adriano Lapone, 31 anni, prima di iscriversi all'ordine avrebbe comunque svolto l'attività di avvocato e in alcuni casi avrebbe firmato mandati difensivi usando il nome del legale dal quale stava facendo la pratica forense. L'indagine è stata condotta dal pm Geri Ferrara. “Percorso nascita” al Policlinico Martino MESSINA. Saranno illustrati lunedì 28 alle ore 11 presso la sala riunioni del Policlinico “Martino” i dettagli del “Percorso nascita”. Si tratta di un progetto previsto dal Piano Sanitario Regionale 2011-2013 messo in atto dalle tre Aziende sanitarie Messinesi - Asp 5, Aou “G. Martino” e Azienda Ospedali Riuniti Papardo-Piemonte - per garantire un programma di cura omogeneo alla donna in dolce attesa, accompagnandola lungo tutto il periodo: dalla gestazione fino al parto e al puerperio. Sarà, inoltre, presentato il “Quaderno della Gravidanza”: uno strumento che è parte integrante di questo cammino; un vero e proprio “diario di viaggio” che ogni donna riceverà recandosi presso il consultorio di riferimento. CEFALU’ Un commissario per il San Raffaele PALERMO. L'ospedale ''San Raffaele'' di Cefalù è stato commissariato. E' stato deciso dai soci della Fondazione San Raffaele Giglio, che gestisce il nosocomio, nel corso di una riunione alla presidenza della Regione. Il consiglio di amministrazione dell'ospedale, presieduto da Stefano Cirillo, è stato dichiarato decaduto. L'assessore regionale alla sanità Lucia Borsellino (nella foto) nominerà un commissario e intanto le funzioni del cda sono passate al direttore generale Carmela Durante. REGGIO. IL GIUDICE DI PACE IRROGA UNA MULTA MESSINA. Lʼex docente della facoltà di Economia dellʼateneo messinese è il nuovo esperto a titolo gratuito del comune di Messina. Nominato dal commissatio straordinario Luigi Croce, Montalbano si occuperà del controllo dei dati contabili, bancari e di gestione dell'Ato3, per i correttivi da allegare al piano di riequilibrio “Diffamò Parmaliana”, condannato Cassata Franco Cassata MESSINA. Il Procuratore Generale di Messina Franco Antonio Cassata è stato condannato per avere diffamato con un dossier la memoria del professor Adolfo Parmaliana. La richiesta da parte del Pubblico Ministero era di una condanna a tre mesi, ma il Giudice di Pace del Tribunale di Reggio Calabria ha optato per una multa di 800 euro e un risarcimento danni da valutare in sede civile. La sentenza, pagina 4 che arriva alla vigilia dellʼinaugurazione dellʼanno giudiziario prevista per sabato 26 gennaio 2013, complica, ora, la riconferma del magistrato alla guida della procura generale della Corte dʼappello. Lʼinchiesta su Franco Cassata era stata aperta a seguito di una denuncia presentata dal legale Fabio Repici. Questʼultimo aveva scoperto che, come risultava dalla stampigliatura sulla parte alta del foglio, uno dei documenti inseriti in dossier diffamatorio del docente universitario morto suicida il 2 ottobre del 2007, e spedito in forma anonima a varie autorità era stato inviato da un fax di una cartoleria di Barcellona Pozzo di Gotto. Da controlli dei tabulati telefonici, era emerso che il documento aveva come destinatario il fax della segreteria del magistrato a palazzo Piacentini. (M.S.) 7giorni centonove INIZIATIVE. L’IDEA DEL PROFUMIERE MASSIMO SCALIA SBANCA SU FACEBOOK E IN PIAZZA BARCELLONA Tutti in panchina per un click con Max Profumo Sos Migrantes MESSINA. Tutto è cominciato per caso: una foto scattata insieme ad unʼamica che non vive più a Messina. Sono bastati delle rime baciate azzeccate, qualche tag e il potere di Facebook: il passo per innescare il passaparola e creare il tormentone è stato breve. Farsi fotografare sulla “Panchina dellʼAmicizia” insieme a Max Profumo, a un passo dalla centralissima Piazza Cairoli, è ormai un must. Sono ormai decine le foto che Massimo Scalia, titolare de “La Profumeria” omonima, storica attività con alle spalle tre generazioni di virtuosi delle essenze, si è fatto scattare in compagnia di amici, clienti, curiosi e mascotte varie. La panchina posta davanti al negozio è seguitissima sul social network e molto ambita: Massimo lʼha dovuta incatenare a un albero perché qualche emulatore, convintosi forse del potere attrattivo che il complemento dʼarredo ha su potenziali clienti, lʼaveva sottratta dal suo luogo dʼorigine per “farla comparire” dallʼaltro lato del Viale. «La Panchina è per me un luogo simbolico di socialità: mi ci soffermo per guardare le persone che passeggiano. Osservando la varia umanità che passa, si impara moltissimo su vizi e virtù dei messinesi», afferma Max. «Le foto che mi faccio scattare sono un modo per trasmettere unʼimmagine rilassata e amichevole della mia attività. Tanto che i “panchinari”, spesso, non sono neppure clienti». Massimo fa parte di un mondo ormai in estinzione: quello dei commercianti “oldstyle”, quelli che ci tenevano allo stile impeccabile, che, oltre a marche e prodotti, ti vendevano la loro competenza nel servizio. «Il profumo è un appagamento della vita, un segno altruistico verso gli altri: non ce lo sentiamo addosso, ma lo condividiamo con chi incontriamo. Suggerire alla persona che ti sta davanti un profumo azzeccato, complementare alla sua personalità, è come un lavoro sartoriale», continua Max. Che conclude: «Siamo rimasti in pochi a Messina. Il libero servizio introdotto dalle catene commerciali ci ha tolto il piacere - e il dovere - del consiglio, vera garanzia della soddisfazione del cliente». Valentina Costa Ventiduesima edizione del dossier Caritas BARCELLONA. 22ª edizione del Dossier Statistico Immigrazione, realizzato a cura di Caritas di Roma, Caritas Italiana e Fondazione Migrantes, con i contributi di numerose Caritas diocesane, associazioni e organizzazioni internazionali e nazionali. Sarà presentato a Barcellona sabato 26 gennaio alle ore 9, presso il teatro Currò. La presentazione viene realizzata allʼinterno delle iniziative promosse sul territorio barcellonese di attenzione al fenomeno migratorio. Dopo i saluti iniziali da parte delle autorità, padre Gaetano Tripodo, direttore della Caritas diocesana di Messina, introdurrà i lavori. A seguire: la relazione del diacono Santino Tornesi, direttore dellʼUfficio diocesano Migrantes, che presenterà il fenomeno migratorio nel contesto nazionale e regionale, alla luce del nuovo Rapporto e la proiezione del video “Diversamente italiani”, realizzato dal filmaker Luigi Siracusa. Sul tema del convegno interverranno: Anna Pitrone e Pietro Saitta dellʼUniversità di Messina e Santino Sciré, vice presidente nazionale delle Acli. GOSSIP. CINGUETII ROMANTICI CON L’ATTORE MESSINESE ROSA E NERO Clerici-Crespi, twitter e indiscrezioni Caltanissetta, è tradimento anche per sms PALERMO. Sempre alta lʼattenzione sulla vita sentimentale della biondissima Antonella Clerici, ancora una volta protagonista della cronaca rosa nostrana per una presunta love story con lʼattore messinese Lorenzo Crespi. La tormenta relazione con Eddy Martens, dal quale la Clerici ha avuto una bimba (Maelle), sembra ormai archiviata. mentre crescono indiscrezioni circa un nuovo amore tra Antonella Clerici e Lorenzo Crespi. Finora solo le dolci parole, apprezzamenti e lusinghe che i due volti noti del mondo dello spettacolo si sono scambiati su Twitter (se lui la definisce dolce, lei scrive di considerarlo una persona speciale). Ma sarà davvero lʼinizio di una nuova storia? !Antonella Clerici mi ha fatto rinascere» ha dichiarato lʼattore messinese, durante unʼintervista rilasciata al settimanale DiPiù, raccontando la fine di un periodo buio della sua vita privata ma soprattutto professionale. Lʼattore, divenuto popolare grazie alla fiction “Gente di mare” trasmessa con successo su Raiuno nel 2005, ha svelato come negli ultimi due anni, improvvisamente, la sua carriera ha subìto una pesante battuta dʼarresto, spingendolo a ritirarsi nel suo appartamento di Messina dove vive solamente con i risparmi messi da parte durante gli ultimi Lorenzo Crespi anni di lavoro. CALTANISSETTA. Il tradimento? Vale anche se effettuato via sms. È quanto ha stabilito il Tribunale civile di Caltanissetta giudicando una causa di separazione tra due nisseni iniziata proprio quando la moglie aveva scoperto i messaggini amorosi del marito. A nulla è valsa la difesa del coniuge, che puntava sullʼassenza della prova del tradimento carnale. Per i giudici, “la relazione instauratasi tra i due non è compatibile con i doveri di fedeltà e lealtà derivanti dal matrimonio”. Gela, calcio in lutto per la morte di Morinello GELA. Lutto nello sport a Gela. Si è spento Pino Morinello, già presidente del Terranova e del Gela JT e protagonista, assieme ad Emanuele Alabiso, della trattativa che portò alla fusione delle due maggiori società dell' epoca, ossia il Terranova e la Juventina Gela, che fece nascere quella JuveTerranova. Il Gela, che milita in Seconda Categoria, in suo omaggio ha giocato contro lo Sporting Ragusa con il lutto al braccio. I magistrati ricordano Ciaccio Montalto PALERMO. La Giunta distrettuale dell'Anm di Palermo ricorda Ciaccio Montalto, ucciso il 25 gennaio del 1983 a Valderice (Trapani): “Nel trentesimo anniversario dell'omicidio la sezione distrettuale ne ricorda l'impegno civile, sottolineando come il suo sacrificio personale abbia contribuito ad avviare il riscatto dell'immagine dei Siciliani onesti. In questo momento di commozione e di rinnovazione di un grande dolore è vicina ai suoi familiari e a tutti coloro che lo hanno amato. L'Anm plaude all'inziativa della migliore società civile di rievocare la figura del magistrato presso il palazzo di giustizia di Trapani. pagina 5 8 AGOSTO 2008 CHI SCENDE M Gaetano Sciacca MESSINA. Lʼeccesso di zelo per risolvere i problemi ha tratto in inganno lʼingegnere capo del Genio Civile di Messina. Durante unʼassemblea pubblica, Sciacca aveva chiamato in diretta quello che riteneva il numero di servizio del commissario al Comune Luigi Croce. Peccato, però, che lʼutenza fosse passata al Procuratore capo Lo Forte, il quale ha risposto laconico: «Guardi, ha sbagliato...». M Franco Rinaldi MESSINA. Il deputato regionale messinese del Partito democratico si fa “beccare” dai no pontisti. Al momento del voto della mozione contro il ponte sullo stretto allʼArs, proposta proprio dal suo gruppo, Rinaldi risultava assente. In realtà, mancava dallʼaula sin dal dibattito preliminare. MSanti Alligo MESSINA. Il segretario generale del comune di Messina ha gettato la spugna. Alligo, infatti, si è dimesso dal ruolo di commissario straordinario dellʼAtm, lʼazienda trasporti travolta dai debiti e dagli sprechi. Il cui futuro, dopo una durissima relazione dei revisori dei conti, è sempre più in bilico. M Giovanni Materia MESSINA. Lʼex direttore sanitario del Policlinico è stato rinviato a giudizio con lʼaccusa di falso dal Gup Giovanni De Marco. La vicenda risale al 2008, a causa del rilascio di un certificato sul quale gli inquirenti hanno acceso i riflettori. Il processo iniziarà nel 2014. M Franco Battiato MESSINA. Il musicista-assessore è stato cazziato indirezzamente dal presidente dellʼArs, Giovanni Ardizzone: «Un assessore in particolare perpetua la sua assenza: bisogna avere rispetto per il confronto democratico che si svolge in commissione e in aula». Battiato si è giustificato dicendo che il suo tour era programmato da prima delle regionali. 25 GENNIO 2013 primopiano centonove LA SCHEDA Ventisei uscenti fuori Chi non tornerà in Parlamento RESA DEI CONTI. Il senatore barcellonese e la sua area esclusi dalle liste del Pdl Nania, vendetta nell’urna La monovra che punta a emarginare gli ex An di Messina potrebbe trasformarsi in un harakiri per il partito in Sicilia. Avverte Buzzanca: «Non ci assumiamo responsabilità su ciò che accadrà» DI DANIELE DE JOANNON PALERMO. Si scrive rinnovamento ma, a seconda delle aree politiche, si può leggere come la necessità di far pulizia in facciata, oppure di riservare i pochi posti garantiti o, infine, come possibile “vendetta”. Una vendetta che, per il Popolo delle Libertà, potrebbe anche trasformarsi in un vero e proprio harakiri. Già, perché “disfarsi” in Sicilia orientale dellʼintera area ex An costerà caro. DUE PESI DUE MISURE. Il numero di mandati eccedeva quello consentito, ma a differenza dellʼesclusione di Pino Firrarello, “re di Bronte”, lʼassenza nelle liste del Pdl di Domenico Nania assume tuttʼaltro significato. Perché, a mancare, non è solo lʼuscente, ma lʼintera area di riferimento. Area che, al contrario, trova nel caso di Firrarello una perfetta continuità nella candidatura del genero Giuseppe Castiglione (presidente uscente della Provincia di Catania e coordinatore regionale del partito come Nania). TAGLIATI FUORI. Seppur allʼinterno di un trend nazionale del Pdl, la chiusura agli ex An di Messina sembra una vera e propria “punizione”. Al posto del senatore, infatti, avrebbe potuto trovare un posto sicuro Santi Formica, uno dei più eminenti esponenti nonché deputato allʼArs. Unʼeventuale successo di questi avrebbe avuto un duplice risultato: dare continuità a Roma allʼarea e assicurare lʼingresso a Palazzo dei Normanni di Giuseppe Buzzanca, ex sindaco di Messina. Niente di tutto ciò, però. SU SETTANTASETTE parlamentari, 26 saranno volti nuovi. Volti che vanno a sostituire uscenti che escono definitivamente di scena (o temporaneamente fino alle amministrative). E, alle mancate riconferme, sono corrisposti anche cambi di casacca in corsa per salvare il salvabile. Tra le forze politiche che più di altre non candidano uscenti cʼè Futuro e Libertà. A cominciare da Pippo Scalia, per continuare con Nino Strano. Ci sono poi i non rieletti alla Regione, come Livio Marrocco, che non hanno trovato posto in lista. Infine, si deve segnalare Nino Lo Presti, unico “fortunato”, visto che non si candida in seguito alla nomina in seno al Cga. In area Grande Sud, non trovano posto gli uscenti Ugo Grimaldi, Francesco Stagno dʼAlcontres (per scelta) e Salvo Fleres. Vera e propria strage nel Pdl: Niente da fare per Enrico La Loggia, Nicola Cristaldi, Giuseppe Palumbo, Pino Firrarello, Antonino Battaglia, Umberto Scapagnini e Mimmo Nania. E mentre lʼUdc ha lasciato a casa Pippo Naro, sbarrando la lista a Enzo Galioto (trasfuga del Pdl). Tra gli uscenti cʼè anche il veterano Calogero Mannino, che ha lasciato lʼUdc. Hanno cambiato casacca senza speranza, poi, Sebastiano Aparo Burgaretta e Carlo Vizzini. Il Pd, infine, non ha ricandidato Costantino Garraffa, Nino Papania e Mirello Crisafulli. Nel Pds, invece, Angelo Lombardo si è adirato. Suo fratello Raffaele non lo ha appoggiato, candidandosi lui. GLI SCENARI. «Non ho avuto alcun contatto, allo stato attuale, con il segretario Alfano. Ad ogni modo, sono preoccupato per lʼesito delle elezioni politiche e sin da ora non mi assumo alcuna responsabilità rispetto a ciò che accadrà», avverte Buzzanca. Che aggiunge: «Ci incontreremo nei prossimi giorni, anche con lʼonorevole Formica, per decidere il da farsi. Tutte le ipotesi che fino ad ora sono state fatte in merito al futuro del senatore Nania, ad esempio la candidatura alla presidenza della Provincia, sono prive di DAGLI ALLEATI Rabbia in Grande Sud Le ragioni di Stagno d’Alcotres, Amata e Grasso Francesco Stagno d’Alcontres MESSINA. Hanno avuto un ottimo risultato alle regionali, hanno eletto un deputato, Bernadette Grasso, eppure nelle liste per le politiche sono stati retrocessi e quasi trascurati. Sono gli esponenti di Grande Sud di Messina, la cui amarezza può essere riassunta dalle parole dellʼex assessore comunale Elvira Amata: «Abbiamo rappresentato da subito lʼesigenza, non tanto per noi ma per il partito, che dovesse esserci una presenza messinese. Lʼabbiamo detto durante le riunioni, ma chi ha fatto loe liste, il coordinatore regionale Fallica, ha seguito un altro criterio. Francamente non so perché i messinesi siano stati messi ai margini, né perché Francesco Stagno dʼAlcontres non abbia indicato qualcuno per il posto ha lasciato non ricandidandosi. Penso che ciò vada chiesto a lui e alla vicecoordinatrice Grasso». Questʼultima, pagina 6 però, precisa: «Anche se sono numero due regionale, non ho seguito le riunioni, né sono a conoscenza degli accordi presi da noi con il Movimento per le Autonomie, che comunque non rilevano. Posso solo dire che Grande Sud è presente in tutto il territorio italiano e qui si è saldato con Lombardo per comunanze concettuali e per strategie elettorali, anche in relazione allo sbarramento. Su altre questioni, come la posizione dei messinesi, sarebbe meglio chiedere a dʼAlcontres». E il deputato uscente, che è anche coordinatore provinciale, ammette: «In effetti avrei potuto difendere la posizione che lasciavo per darla a un messinese. Forse è stato un errore non farlo». Per lʼonorevole, comunque, è più importante precisare il perché non si è voluto candidare: «Posso comprenderne le ragioni, ma non riesco a mandar giù la creazione di una lista insieme a Raffaele Lombardo, dal quale prendo le distanze. Lʼalleanza, insomma, non mi ha entusiasmato. Poi, cʼè un altro motivo: non mi andava di essere candidato nuovamente in assenza di una reale proposta di rinnovamento. Perché nel Pdl ci sono soltanto fantasmi e cariaditi». (D.D.J.) centonove primopiano Nella pagina accanto, Domenico Nania, senatore uscente non ricandidato in Sicilia dal Popolo delle Libertà per cumulo di mandati. Accanto, Giuseppe Buzzanca, ex sindaco di Messina. Sotto, Nino Germanà, deputato regionale del Pdl. Sopra, da sinistra, Ciccio Rizzo, Ciccio Rella e il deputato regionale del Pdl Santi Formica fondamento. Insomma, lʼex sindaco minaccia velatamente ritorsioni e non riesce a spiegarsi il perché dellʼaccadurto: «Mi è dispiaciuto il mancato confronto di Roma con il coordinamento provinciale. In subordine, noto che è un vero e proprio problema che allʼinterno del Pdl, nelle liste elettorali, manchi totalmente la comobnente di destra. Il problema - spiega - è chiaramente politico». Un problema politico che, territorialmente, avrà dei riflessi: «Le considerazioni ultime sullʼintera vicenda le farà il nostro elettorato». LE REAZIONI. A rammaricarsi per lʼassenza della componente ex An è anche un forzista doc come Nino Germanà, che alle regionali ha “soffiato”, dopo una campagna condita anche da polemiche, il seggio a Giuseppe Buzzanca: «Gli ex di Alleanza nazionale, a Messina e provincia, sono una risorsa. Nania, Formica e Buzzanca sono importanti per il Pdl, ma il problema, insormontabile è stata la deroga per le sette legislature al Parlamento del senatore. Certo - spiega - da un altro punto di vista è stato un grossissimo errore, visto che in lista ci sono uscenti non proprio di primo pelo, come Antonio Martino e Stefania Prestigiacomo. Il primo, francamente, chi lo ha mai visto in città? Entrambi, poi, non hanno voti». Il rinnovamento promesso nelle liste del Pdl, inoltre, ha ignorato i più giovani. Ad esempio Ciccio Rizzo, già andato in contrapposizione per le elezioni a sindaco di Lipari, che annuncia sin da ora: «Se andrò a votare, lo farò per Forza Nuova e i Forconi». Per Rizzo, comunque, il problema è a monte: «Il meccanismo per la 25 GENNAIO 2013 composizione delle liste doveva essere legato alle primarie, lʼunico modo per capire chi aveva voti, idee e progettualità. Se gli ex An si fossero confrontati attraverso questo strumento, avrebbero potuto dimostrare di avere consenso sul territorio. È questo il vero peccato originale. Se a questo aggiungiamo che è in corso una notte di San Bartolomeo perpetrata contro unʼarea, quella ex An, che comunque ha fortissime responsabilità, visto che ora è divisa in sette parti, allora tutto è chiaro. Ad ogni modo, a me hanno insegnato che quando si fanno le liste tutte le aree devono farne parte. Da un punto di vista strategico, quindi, escludere Nania e gli altri è sbagliato». A differenza di Rizzo, un altro Ciccio, Ciccio Rella, consigliere provinciale a Messina, voterà comunque Popolo delle Libertà. Ma non acriticamente: «Rispetto alle dinamiche nazionali, non posso entrare nel merito perché non conosco i criteri che hanno seguito. Mi stupisce, però, che, a prescindere dalle persone, non si è pensato di rappresentare unʼarea politica che rappresenta e ha rappresentato una parte di elettorato del Popolo delle Libertà. Fosse stato un problema legato ai nomi, avrebbero dovuto dire come si poteva risolvere. Invece, ad oggi, proprio in un momento in cui un partito dovrebbe ripartire con uno slancio diverso, si è deciso non di cambiare le teste in maniera positiva, ma solo di limitarsi a tagliarle. La cosa che rimarco ancora una volta - conclude Rella - è che nella provincia di Messina, al di là dellʼinserimento di Bruno Mancuso e della conferma di Vincenzo Garofalo, non si è pensato di dare una posizione buona al nuovo Pdl. A quel Popolo delle Libertà che, in futuro, obbligatoriamente dovrà venire». Dal fronte messinese a quello regionale, è perplesso sulla scelta anche Rudy Maira, coordinatore del Pid: «In effetti non candidare una componente che ha voti, non ha molto senso». POSSIBILI RETROSCENA. Al di là dellʼembargo nazionale agli ex An, cʼè qualche motivo aggiuntivo riguardo alle scelte siciliane. Una tesi vuole che il veto agli ex An sia una delle condizioni dettate da Gianfranco Miccichè prima di saldare lʼalleanza di Grande Sud con il Pdl. Uno dei motivi? Sarebbe stato Nania a proporre il nome di Nello Musumeci come presidente della regione quanco Miccichè era sul punto di essere candidato dallʼinterna coalizione. Che poi non si formò. DOLENTI NOTE Crisafulli, stop da Roma I democratici perdono Mirello e Nino Papania PALERMO. «La posizione mia e quella dei segretari provinciali di tutto il Pd siciliano è nota. Se vi fossero stati motivi validi per non accettare le candidature dei senatori Crisafulli e Papania bisognava farlo prima delle primarie». Il segretario regionale del Pd siciliano, Giuseppe Lupo, manitiene la posizione, ma non può far altro che subire lʼesclusione di due big del partito. Due big che afferiscono ad aree differenti: Innovazioni (Nino Papania) ed ex Ds (Mirello Crisafulli). Sui due trionfatori delle primarie, la commissione nazionale di Garanzia ha emesso una sentenza insindacabile. Ma come hanno reagito i protagonisti? Crisafulli ha avuto parole da ex compagno: «Ho il dovere prima di tutto di rassicurare i dirigenti, gli iscritti al Pd, le cittadine e i cittadini che hanno partecipato alle primarie, dandomi il loro consenso: l'esclusione dalla lista non è stata supportata da nessun articolo di legge né da alcun articolo del Codice Etico. La mia candidatura non contrasta con nessun principio in esso contenuto, come espresso dalla commissione regionale di garanzia prima, e dal documento sottoscritto da tutti i segretari provinciali e dal segretario regionale Giuseppe Lupo dopo. La commissione nazionale ha posto una questione di “opportunita” dopo la gogna mediatica alla quale sono stati sottoposti non solo io ma buona parte del territorio regionale Siciliano e in maniera particolare la provincia di Enna. Avrei preferito che tale questione di opportunità mi fosse stata posta prima dello svolgimento delle primarie». Alle recenti primarie, Crisafulli e Papania, avevano ottenuto il 12 per cento delle preferenze rispetto al totale dei votanti, poco sopra i 100 mila. Il primo, nella sua Enna, aveva conquistato 6.348 voti, mentre Papania, a Trapani, 6.165. Meglio di loro era andato solo Francantonio Genovese, oltre 19mila preferenze. Crisafulli era stato inserito al settimo posto nella lista per la Camera nella Sicilia orientale; Papania in seconda posizione nella lista al Senato, dietro Corradino Mineo». pagina 7 Mirello Crisafulli primopiano 25 GENNIO 2013 MARTINO (PDL) Da sempre nel centro-destra, siede a Montecitorio dalla XII legislatura. Ricandidato grazie alla deroga confezionata per gli ex ministri. Per Openpolis, è il peggior deputato messinese, ma... “Quando si muove fa centro”, vedi l'introduzione del principio di pareggio di bilancio nella Carta costituzionale GAROFALO (PDL) Di fede “forzista” tenta di bissare il mandato a Montecitorio, dove nell'ultima legislatura, risulta il messinese più “operoso”, anche se non è stato ancora approvato alcun ddl proposto, Garofalo vanta oltre 150 tra emendamenti, odg, interpellanze, mozioni e interrogazioni di cui è primo firmatario GENOVESE (PD) Ex Dc, ex Margherita, oggi Pd (corrente Innovazioni). Per lui, nell'occhio del ciclone per lo scandalo “formazione”, scatterà quasi certamente il secondo mandato alla Camera. Tra i pochi ddl proposti l'unico assorbito riguarda la designazione dell'origine degli oli extravergini nell'etichetta del prodotto centonove LO MONTE (CD) Ex Dc, poi Udc, confluito nel Mpa per poi sostenere Idv, è approdato al “Centro democratico” di Tabacci. E' tra i parlamentari messinesi più “attivi” per Openpolis, tra le sue battaglie la legge sullo sbarramento del 4% alle europee e le modifiche alle legge per l'elezione dei parlamentari europei BRIGUGLIO (FLI) Proveniente dal Movimento p sociale italiano, confluito in An e oggi leader siciliano di Fli, si appresta a tentare la quarta riconferma alla Camera. “Bocciato” da Openpolis ha siglato 25 proposte di legge e solo una è stato approvata: la parziale riduzione del rimborso elettorale per movimenti e partiti politici THE DAY AFTER. Si riducono a sei gli uscenti messinesi in pole position nelle liste Riconferma vo’ cercando A dispetto dell’efficienza o meno come parlamentari, guadagnano piani e alti ed elezione al 99% Martino, Garofalo, Genovese, Lo Monte, Briguglio e D’Alia. L’Unica new entry? Saro Sidoti DI TIZIANA CARUSO MESSINA. Qualcuno “scalda” una poltrona a Montecitorio ininterrottamente da ben sei legislature e, quasi certamente, con “grazia”, agguanterà la settima. Altri, seppur “novelli”, mirano, come minimo, a piantare radici nella Capitale. Chi a Roma bazzica già da un po', ma non ha più alle spalle un partito “massiccio”, si consola con un buon piazzamento in lista. Qualcun altro conta invece sulla “solidità del gruppo”. Liste chiuse e porte aperte, dunque. Almeno per alcuni. Tra “cambi di casacca” e “tradizioni consolidate”, tra i più “sereni”, a Messina, c'è soprattutto chi si è “rilassato” nei Palazzi di Governo. “BLINDATI” DI RANGO. Tra gli uscenti, uno scranno romano sarà infatti certamente riservato ai discendenti di due illustri dinastie politiche dello Stretto, Antonio Martino e Francantonio Genovese. Il primo, erede di una “pesante” tradizione liberale, è stato il secondo tesserato di Forza Italia e dopo la nascita del Pdl non ha mai cambiato casacca. Alla “coerenza” non si affianca però il fattore “produttività”: l'onorevole è il peggiore tra i deputati messinesi secondo Openpolis. Al 567° posto su 630 parlamentari “vanta” nella XVI legislatura cinque proposte di IL PERSONAGGIO Scilipoti: «Posso sempre tornare a fare il medico» MESSINA. Dal Psdi a Berlusconi, passando per Idv. Domenico Scilipoti (nella foto) alla fine ha trovato “asilo” nella lista presentata dal Pdl per la corsa al Senato, ed è in sesta posizione. Dai primi passi in politica sino ad oggi, ha saltato gli steccati che dividono la sinistra dalla destra e, nel mezzo, è stato eletto deputato con Idv nel 2008. Durante l'ultima legislatura ha “battagliato” guadagnandosi il 126° posto nella classifica di Openpolis con 37 proposte di legge come primo firmatario e oltre 100 come cofirmatario. «I mal di pancia sulla mia candidatura in Abruzzo sono frutto di una montatura - tuona - In Calabria qualcuno rivendicava presenze territoriali, ma poi gli animi si sono placati, qualsiasi posto mi sarebbe andato bene”. «Non sono dispiaciuto di non essere un candidato siciliano. Se non dovessi farcela avrei più tempo per fare il medico, ma, di certo, non abbandonerò la politica». (T.C.) legge (quasi tutte approvate però) come primo firmatario e ventisei come cofirmatario. Si è assentato 3.579 volte su 11.498 sedute. Ma, in Parlamento, a “sonnecchiare” non è da meno il “collega” Francantonio Genovese. Nato sotto il segno della Dc, approdato al Ppi e diventato parlamentare all'Ars con “La Margherita” nel 2001, ha poi scalato i vertici del Pd siciliano approdando alla Camera nel 2008. E' anche lui tra i “blindati” della XVII legislatura ma, nell'ultima, risulta al 505° posto per attività parlamentare: ha siglato appena quattordici proposte di legge come co-firmatario e sette da primo (nessuna approvata). L'esponente del Pd non ha inoltre “timbrato il cartellino” per ben 2.039 volte. “BEN PIAZZATI” IN ATTESA. Tra gli altri uscenti-ricandidati ci sono poi Carmelo Briguglio e Carmelo Lo Monte. Ai due, in ottimi posti nelle rispettive liste, non resta altro che confidare in un buon risultato del partito di appartenenza. Briguglio, tutto sommato, è sempre rimasto fedele alla sua area “natia”: diventato assessore regionale con il Msi nel 1994, nel 2001 è approdato alla Camera con An, ha bissato nel 2006 e fatto “tris” nel 2008 col Pdl. Coordinatore regionale di Fli dal 2012, è secondo nella CENTROSINISTRA Papabili, Presti e gli altri Oltre al mecenate, sono in pochi ad avere chanches Antonio Presti MESSINA. Tra i messinesi ben posizionati nella corsa al Senato c'è sicuramente Antonio Presti, “numero due” del “Megafono” di Rosario Crocetta. Molto dipende dal risultato che otterrà la lista “confezionata” a Castel di Tusa ma, certamente, per il mecenate messinese le chances per agguantare Palazzo Madama non sono poche, soprattutto se il centro-sinistra dovesse riuscire ad ottenere il premio di maggioranza al Senato che gli permetterebbe di piazzare sette o nove senatori “made in Sicily”, più altri sette o cinque divisi proporzionalmente tra i partiti apparentati. Se il centro-sinistra dovesse farcela, le cose si metterebbero bene anche per un'altra messinese, l'ex assessore comunale, Liliana Modica, quinta nella lista del Pd, che potrebbe trovarsi così a “vestire” la carica di senatrice. Più complicata, senza dubbio, la “strada” di Antonio Sait- pagina 8 ta, decimo in lista al Senato per il Pd e Maria Tindara Gullo, nona alla Camera. Impossibile sperare anche per Giuseppe La Face, nono al Senato per il “Megafono”, Lucia Tarro Celi e Luciana Intelisano, candidate del Pd in posizioni “infelici” rispettivamente al Senato e alla Camera. Idem per Andrea Carbone e Mamy Costa, quarto e quinta nella lista di Sel. Quasi il deserto di messinesi nelle altre liste che fanno parte della coalizione di centro-sinistra e che concorrono per una poltrona a Palazzo Madama, sia nel Centro democratico di Tabacci che tra “I Moderati”, anche se l'orlandina Lucia Pinsone, già candidata alle scorse regionali, è stata piazzata al terzo posto. Così Presti sembra essere tra i messinesi più quotati. «L'eventuale elezione non cambierà quello che sono stato fino ad oggi - spiega Presti - un uomo che ama la bellezza e che ha cercato sempre di donarla alla res publica. Così continuerò a fare, a Roma o a Tusa. Darò voce al bello, all'identità siciliana, cercherò possibilità di sviluppo che non abbiano come valore il denaro, ma la conoscenza e l'eccellenza. In questo cercherò di non essere senatore per una legislatura, ma a vita». (T.C.) centonove primopiano 25 GENNAIO 2013 OUTSIDER Tra Grillo e Arancioni I 5 Stelle pregustano il successo A sinistra, Gianpiero DʼAlia, coordinatore regionale dellʼUdc e blindato per la rielezione. Accanto, Francesco La Fauci, schierato dal Mir di Samorì. Sopra, da sinistra, Pippo Naro, che non correrà alle elezioni, e il suo delfino in lista, Saro Sidoti. In alto, da sinistra, gli aspiranti democratici Mariella Gullo, Liliana Modica e Antonio Saitta lista della Sicilia orientale dopo Gianfranco Fini. Durante l'ultima legislatura non è certamente stato tra i più attivi in Parlamento. È 446° su 630 per produttività, ha siglato come primo firmatario ventiquattro proposte di legge e meno di cinquanta come co-firmatario, si è assentato ben 2.569 volte. Il collega Carmelo Lo Monte, invece, è nato politicamente con la Dc, con l'Udc è diventato parlamentare all'Ars e nel 2006 è arrivato a Montecitorio agguantando il seggio grazie a quel sodalizio tra Lega Nord ed Mpa chiamato “Patto per le autonomie”. Ha bissato nel 2008 con il Mpa, ha appoggiato Idv alle scorse regionali e, adesso, è secondo al leader Bruno Tabacci nella lista presentata per la Sicilia orientale dal “Centro Democratico”. Lo Monte non è affatto un parlamentare “inoperoso” e qualche risultato l'ha persino portato a casa: per Openpolis è 95° tra 630 deputati, ha all'attivo dodici proposte di legge come primo firmatario e oltre ottanta come co-firmatario. La “specialità” di Lo Monte sono, però, le “missioni” ne ha collezionate ben 3.397. IO SPERIAMO CHE ME LA CAVO. Tra gli uscenti ricandidati c'è poi Vincenzo Garofalo, approdato per la prima volta a Montecitorio nel 2008. Spalla di Nino Germanà, è, da sempre, un “forzista”, area che, a Messina, attualmente, ha “ridimensionato” la forza politica di matrice ex An barcellonese. Garofalo non corre rischi “di partito”, ma qualche preoccupazione potrebbe derivare dalla sua posizione in lista. Il deputato uscente è, infatti, sesto per la Sicilia orientale. È comunque il parlamentare messinese più “produttivo”: è 85° a livello nazionale con 3 proposte di legge come primo firmatario, oltre 80 come co-firmatario, zero missioni e il 90% di presenze in Parlamento. “PRIMATO DECLASSATO”. In assoluto, però, per Openpolis, il messinese più “laborioso” è il senatore Gianpiero D'Alia. Per lui una lunga tradizione democristiana e un incarico da capogruppo al Senato dell'Udc. D'Alia ha dovuto cedere il posto a Palazzo Madama a un fedelissimo di Pippo Naro, deputato messinese uscente alla Camera e “altra anima” dello scudo crociato sullo Stretto. Naro ha infatti “regalato” al consigliere provinciale Saro Sidoti il secondo posto al Senato, dietro Pierferdinando Casini. Seppur “declassato” alla Camera come capolista in entrambe le circoscrizioni siciliane, D'Alia fa parte senza dubbio dei “blindati” e, come Genovese e Martino, può essere sicuramente annoverato tra i politici di “stirpe”. Anche se, a differenza dei due, è il terzo senatore messinese più “produttivo”: vanta, infatti, ben 65 disegni di legge come primo firmatario e 85 come co-firmatario. PALERMO. “Arancioni” e Cinque Stelle giocheranno senza dubbio un ruolo importante nella corsa al Senato in Sicilia. Scontato il raggiungimento dell'8% per i Grillini, la battaglia è certamente molto più dura per gli uomini del pm Ingroia, il cui peso elettorale potrebbe comunque essere determinante anche nel compromettere ulteriormente il raggiungimento di una maggioranza targata centro-sinistra al Senato, attualmente già tutt'altro che scontata. La coalizione di Rivoluzione civile che raggruppa Prc, Idv e Verdi, non apparentata, dovrà raggiungere l'8% per varcare la soglia di Palazzo Madama ma intanto “scava” un possibile solco nella “cordata” guidata da Bersani. A Messina per gli arancioni al Se- D’Uva nato c'è il segretario di Idv, Salvatore Mammola, al quarto posto, il posizione “di servizio”. Molto più indietro, poi, c'è un altro messinese, Filippo Giunta, 11° in quota Rifondazione. Scarse le possibilità per questi ultimi far arrivare la “voce dello Stretto” sino a Roma. Qualche chances in più l'hanno i Grillini, soprattutto alla Camera, con il giovanissimo messinese Francesco D'Uva, al quinto posto per Montecitorio. Poco dietro, ma in posizione “difficile”, un altro giovane barcellonese, Alessio Villarosa, settimo in Sicilia orientale. Praticamente impossibile agguantare Palazzo Madama, invece, per il grillino Leonardo Russo, 10° al Senato. (T.C.) CENTRODESTRA Tutti i satelliti in orbita Da Samorì ai liberali, chi scalpita per un seggio MESSINA. Gli ultimi sondaggi elaborati per la corsa al Senato danno in vantaggio la coalizione guidata dall'ex premier Silvio Berlusconi e così sullo Stretto è già iniziata “la conta” su chi potrebbe farcela e chi no ad occupare una poltrona a Palazzo Madama. Gianpiero Samorì, leader del Mir, ha puntato, ad esempio, su un messinese come capolista al Senato per la Sicilia. Si tratta del commercialista Francesco la Fauci, fratello di Dario, l'ex presidente dell'Ordine degli Architetti di Messina e attuale assessore provinciale. La Fauci è stato esperto, consulente, revisore dei conti e presidente del collegio sindacale di numerosi enti pubblici e società partecipate. Il commercialista, vicino a Nino Germanà, ha trovato il suo “posto al sole” in uno dei partiti “gregari” al centro-destra che, per ottenere una poltrona a Palazzo Madama, dovrà non solo raggiungere il 3%, ma sperare in un risultato “scarso” degli altri gruppi appartenenti alla “galassia-Berlusconi” con cui dovrebbe spartirsi i cinque o sette posti riservati al Senato per i partiti apparentati nel caso in cui il centro-destra dovesse avere la maggioranza in Sicilia e “invadere” Palazzo Madama con quattordici senatori. Al vertice delle altre liste minori che compongono la “rosa” dei gruppi coalizzati sotto l'ala di Berlusconi non ci sono altri messinesi in posizioni apparentemente “utili” per un posto a Palazzo Madama nè tra i seguaci di Grande Sud, nèt ra quelli di Fratelli d'Italia, nè tanto meno nel Pds-Mpa, dove, ad esempio, Antonio Andò è in penultima posizione. All'interno del Pdl, poi, l'unico candidato messinese “di peso” era Bruno Mancuso. La sua posizione in lista (è decimo), non gli consentirà però di sperare troppo su una poltrona da senatore. Alla Camera tra i “gregari” berlusconiani i messinesi in posizione utile se dovesse scattare il seggio per il partito di appartenza sono il senatore Enzo Palumbo e l'avvocato Massimo Rizzo candidati al vertice della Sicilia orientale per il Pli e Silvano Arbuse, al terzo posto per “La Destra”. In Grande Sud-Mpa quasi assente la rappresentanza messinese. (T.C.) pagina 9 Mammola Bruno Mancuso Politica 25 GENNAIO 2013 centonove LA CASA DEL FASCIO. La sede provinciale di Alleanza nazionale, mai diventata sede del Pdl e oggi quasi abbandonata MESSINA. La storia delle sede della ex Alleanza nazionale in via Sant’Elia. Mai sfruttata dopo la fusione con Forza Italia Pdl, Popolo senza casa Acquistata da Giorgio Almirante, segreteria provinciale del partito, snobbata da deputati regionali e nazionali, senatori e dirigenti, è stata adottata dai giovani. Ecco perchè, in riva allo Stretto, i partiti della seconda repubblica non hanno sezioni DI ALESSIO CASPANELLO MESSINA. Tra gli odiatissimi comunisti ed i detestati fascisti non cʼerano che un paio di centinaia di metri di distanza, qualche isolato e la via Garibaldi in mezzo. Erano i tempi nei quali allʼinterno delle sezioni si faceva vita di partito, i giovani facevano la gavetta rispondendo al telefono e preparando caffè su caffè, e i “grandi”, i deputati, i senatori, i sindaci, discutevano le strategie di partito. Una volta. Oggi, tranne qualche rarissimo caso, non succede più. Oggi, con la scomparsa dei partiti, delle ideologie e delle distinzioni storiche, sono scomparse anche le sezioni di partito. LA CASA DEL FASCIO. “Quella sede è stata pagata tutta in cambiali, firmate personalmente da Giorgio Almirante. Oggi vale una fortuna”. Cʼè una storia dietro lʼappartamento da oltre 250 metri quadrati in via santʼElia che ospitava la vecchia sezione del Movimento sociale italiano. E la racconta Pippo Azzolina, storico factotum del partito di destra. Erano i primi anni settanta, nessuno affittava appartamenti al Movimento sociale, e le sedi andavano necessariamente comprate. ZOOM “Quando c’eravamo noi” Piero Adamo racconta come si viveva la militanza Piero Adamo MESSINA. Sono rimasti dentro il Pdl inghiottendo amaro e manifestando mal di pancia su mal di pancia, poi però basta. Piero Adamo e Ferdinando Croce sono due tra le “nuove leve” della destra cittadina, cresciuti sotto lʼala protettrice dellʼex consigliere comunale Ciccio Rizzo. Sono stati loro (insieme allʼaltra fazione giovanile capitanata dal consigliere provinciale Ciccio Rella), ad animare la sede di via SantʼElia che fu del Msi. E oggi hanno detto addio. Il 2 febbraio, Croce e Adamo presenteranno il movimento “Vento dello Stretto”, circolo la cui sede prenderà il posto dellʼappartamento che è servito da segreteria elettorale al deputato Giovanni Ardizzone durante le regionali dellʼottobre scorso. A raccontare gli ultimi anni di vita della sede di Alleanza Nazionale ci pensa Piero Adamo. “Si racconta di un gesto di scaramanzia da parte di Mimmo Nania - pagina 10 spiega divertito Adamo - che quando ebbe la meglio su Giovanni Davoli per la leadership del Msi decise che la sede non andava utilizzata. Ma non credo sia più di una leggenda metropolitana. La verità è che la vecchia sede non interessava a nessuno, tantomeno ai “big” di partito. Ed è toccato a noi giovani renderla vitale”. Oggi Adamo ed i suoi, salutando il partito, hanno lasciato il solo Ciccio Rella a frequentarla e a pagare la luce. Questo, nonostante il Pdl a Messina non abbia mai avuto un luogo in cui riunirsi. “Forse - risponde caustico - dipende dal fatto che non è mai esistito il Pdl, e questa non è che una delle manifestazioni”. Il gruppo legato a Ciccio Rizzo ha avuto sedi autonome per anni: “lʼultima in viale san Martino, e dopo la costituzione del Pdl abbiamo cercato di riattivarla. Ma senza grossi risultati e senza alcun interesse da parte dei maggiorenti di partito. E visto che è stata sostanzialmente abbandonata nel corso degli anni, necessiterebbe di una sistemazione. Giorgio Almirante diceva che bisognava lasciare il segno della presenza alle generazioni che verranno. Ecco - conclude amaro - noi il nostro testimone abbiamo lasciato che morisse in abbandono”. (A.C.) centonove Politica 25 GENNAIO 2013 Centocinquanta milioni, o giù di lì. Oggi la proprietà dellʼappartamento è di Italimmobili, una delle tre immobiliari controllate dalla fondazione Alleanza nazionale (le altre due sono la Nuova Mancini srl e Isve srl), che gestisce il patrimonio immobiliare del partito della fiamma dopo la fusione con Forza Italia nel Pdl di tre anni fa. E visto che il movimento di Silvio Berlusconi non aveva alcun tipo di radicamento sul territorio, e tantomeno una sede, sarebbe stato automatico che la “casa” del nuovo partito (che a Messina non ne ha mai avuto una) diventasse lʼappartamento che fu del Msi. E invece no. “Lʼimmobile non cʼentra niente nè con Forza Italia nè col Pdl”, spiega categorico Azzolina. Perchè? Per un matrimonio “dʼinteresse”. MATRIMONIO DʼINTERESSE. Quando i due partiti del centrodestra decisero di diventare soggetto unico, i conti di Forza Italia (il cui tesoriere era allʼepoca il messinese Rocco Crimi) erano in forte passivo, mentre quelli di Alleanza nazionale facevano segnare quasi cento milioni di attivi. Ragion per cui al connubio politico fece seguito la separazione dei beni ed il Pdl, che a Messina avrebbe potuto usufruire dei trecento metri quadrati della sede che ospitava Alleanza nazionale, non ebbe invece mai una sede in cui riunirsi, nemmeno per un caffè. E oggi? Al momento la sede è di fatto inutilizzata, tranne per qualche sporadica attività dei gruppi giovanili del Pdl, ma risulta nella disponibilità (in comodato dʼuso) di Giuseppe Buzzanca, ultimo segretario provinciale di Alleanza nazionale. Che però, durante le ultime elezioni regionali, per il suo comitato elettorale ha scelto di affittare un appartamento che si affaccia sul corso Cavour, più qualche altro “punto elettorale” sparso per la città, tipo quello in contrada Principe, a SantʼAgata, nelle botteghe di un palazzo in via di completamento. E anche per le amministrative del 2008, quelle che lo hanno visto sbaragliare la concorrenza di Francantonio Genovese (Pd) e diventare sindaco al primo turno, Buzzanca ha affittato un intero primo piano in viale san Martino. Dunque, chi utilizzava la vecchia sezione di via SantʼElia? I circoli Catilina Morgana (ex An) e Quo usque tandem (ex Azione giovani), che fanno capo allʼex consigliere comunale Ciccio Rizzo, il circolo Agorà che invece ha come riferimento il consigliere provinciale Ciccio Rella, e Angelica Nuccio, presidente del circolo Lepanto. Tutto in orbita Alleanza nazionale, seppure con un paio di sassolini nella scarpa. “Un dato soltanto: calcoli alla mano, soltanto di affitti, dal 1998 al 2009, abbiamo sborsato circa 35 mila euro per avere una sede nostra, visto che ci era stata di via SantʼElia”, lamenta Ciccio Rizzo che, “cacciato” dalla porta è rientrato poi dalla finestra. E Forza Italia? Mai avuto una “casa”. COINQUILINI FORZATI. Qualche mese fa, sul suo profilo Twitter, il neodeputato regionale Nino Germanà, allora ancora parlamentare alla Camera a Roma, rispondeva a tono, a chi gli faceva notare che i tentativi di radicamento nel territorio del Pdl si scontravano con la mancanza dei “fondamentali”, ovvero col fatto di non avere nemmeno una sede. “Il radicamento avviene anche tramite le nuove tecnologie, come qui su Twitter”, spiegava Germanà, che poi aggiungeva “la sede la stiamo cercando”. Una ricerca parecchio lunga, visto che il Pdl cittadino è ormai ridotto in frantumi e della sede di partito ancora non ce nʼè manco lʼombra. Una situazione nella quale il partito si è trovato per anni, costretto da una convivenza con gli esponenti di quella che fu Alleanza nazionale che gli ex di Forza Italia mal digeriscono, ricordando con nostalgia la vecchia sede di via Maddalena, affittata e poi lasciata nel giro di qualche anno appena. “Quella era pagata dal partito, poi nient’altro, non abbiamo avuto più una sede istituzionale”, ha spiegato Pippo Capurro, ex capogruppo del Pdl in consiglio comunale. E oggi? Forza Italia, come praticamente tutte le forze politiche della seconda Repubblica, non ha mai posseduto alcun immobile, ritenendo più opportuno affittarli allʼuopo. In via Martinez esiste un circolo che una volta era riferibile all’area “della Libertà”, l’operazione mediatica di “radicamento sul territorio” di un partito, Forza Italia, che non ne aveva alcuno, fortemente voluto da Marcello Dell’Utri. A reggerne le sorti era Angelo Caristi. Che però da Forza Italia prende immediatamente le distanze. “Rimborsi dal partito? No, non abbiamo più niente a che vedere col partito. Raccogliamo tutto noi. Da Forza Italia e dal Pdl abbiamo avuto solo problemi, nonostante per anni li abbiamo ospitati”, spiega. “Fino a quando eravamo Forza Italia, io personalmente contribuivo all’affitto della sede per cinquanta euro al mese”, conferma con “nostalgia” Pippo Capurro. CENTRISTI Dc & Udc? Sempre “ospiti” MESSINA. La Democrazia Cristiana? Incredibilmente, una sede di proprietà non lʼha mai avuta: parola di Pippo Naro, ormai agli sgoccioli della sua ultima legislatura da deputato e esponente di spicco dello scudo crociato da trentʼanni. Le decisioni che per anni sono state “la politica” cittadina si svolgevano in via Centonze, nella sezione in affitto che, al termine dellʼavventura della “balena bianca” è tornata ai legittimi proprietari. E oggi? I figliocci dellʼUdc hanno cambiato casa. La segreteria provinciale di via Natoli è in affitto, ed è pagata dai “maggiorenti”, altre, come quella di Milazzo, sono state chiuse negli anni. Giorgio Muscolino, ex assessore del comune di Messina e presidente provinciale del partito, spiega il meccanismo. “Abbiamo stabilito che consiglieri ed assessori, sia provinciali che comunali si autofinanziano un contributo rispettivamente da 50 e 100 al mese. Poi ci sono i deputati Giovanni Ardizzone, Pippo Naro e Gianpiero D’Alia che coprono il resto delle spese. I proventi del tesseramento vengono mandati a Roma, che poi li ripartisce. Dall’ultima campagna noi abbiamo recuperato ventimila euro”. (A.C.) VIOSTO DASINISTRA. Sul mercato l’appartamento di via Castellammare Vendo rosso La fusione tra Ds e Margherita ha lasciato il Pd “orfano” della storica segreteria. Oggi? In affitto dal leader del Pd Francantonio Genovese L’ex sezione del Pci di via Castellammare MESSINA. Se a destra si piange, a sinistra non si ride di certo. Il matrimonio “combinato” tra An e Forza Italia, infatti, è stato ricalcato sullo schema col quale due anni prima Margherita e Ds generarono il Partito democratico: ognuno padrone a casa propria. La prima sede della componente centrista del partito era un appartamento in via Nicola Fabrizi. Non ci sono rimasti molto, i tesserati della Margherita. Giusto il tempo che una delle operazioni immobiliari di Francantonio Genovese, che della Margherita (e oggi del Pd) era il numero uno, andasse in porto, poi il trasloco nel palazzo che la Piramide srl (nella quale Genovese aveva come socio lʼex consigliere comunale di Forza Italia Orazio De Gregorio) aveva appena ultimato in via Lodi al posto dello stabile che aveva ospitato i Biliardi sport. In affitto oneroso. Senonchè spunta fuori un regolamento condominiale che vieta, allʼinterno del palazzo, le sedi di partito. Soluzione? Si torna in via Nicola Fabrizi, stesso pagina 11 stabile di prima ma in un appartamento diverso, per quello che nel frattempo è diventato, con la fusione tra Margherita e Ds, il Partito Democratico. Chi paga la sede? Dato che il palazzo è di proprietà di Genovese, il partito ne usufruisce in comodato dʼuso. In tutto ciò, Genovese mantiene saldamente anche la sua segreteria di via Primo Settembre, che durante le regionali di fine ottobre è stata il quartier generale del confermatissimo Franco Rinaldi, che di Genovese è cognato. E lʼaltra metà del Pd? Ancora più incasinata. i Ds hanno ereditato dal Pds, e prima ancora dal Partito Comunista Italiano, la storica sede di via Castellammare. Che oggi è inutilizzata. E in vendita. Di metterlo sul mercato è stato incaricato Angelo Libetti, storico esponente del Pci e legato al mondo delle coop. Due anni fa, un possibile acquirente era stato identificato nellʼattuale secondo portiere della Juventus, ed ex saracinesca dellʼAcr Messina ai tempi dei fasti della serie A, Marco Storari. Lʼaffare, però, è naufragato. Cosa possiedono del palazzo gli eredi del partito comunista? Tutto il primo piano, per esempio, e il “secondo”. Nel corso degli anni, infatti, il Pci soprelevò l’edificio sul fronte principale (che si affaccia sulla chiesa dei Catalani), incontrando anche parecchie critiche, ma mise in vendita la parte posteriore. Il primo piano ospitò le attività di partito finchè un partito esisteva, la soprelevazione divenne il club “Guernica” mentre le botteghe sottostanti, mai acquistate dal partito, ospitano il Catalani Jazz Cafè, gestito da ex esponenti della Fgci, la sezione giovanile del partito. Poi ci sono i circoli. Ciccio Quero e Alessandro Russo, presidenti del quarto e quinto quartiere, animano il circolo “Libertà” del Pd. Autotassandosi per affitto e spese. Una mano dʼaiuto Genovese lʼaveva offerta, proponendosi per un contributo. L’offerta però è stata declinata. “Preferiamo avere maggiore autonomia”, hanno spiegato Russo e Quero. (A.C.) Politica 25 GENNAIO 2013 centonove PALAZZO ZANCA. La candidatura del professore pacifista accelera la corsa alle amministrative Accorinti spariglia L’ingegnere capo del genio Civile Gaetano Sciacca, l’ambientalista Anna Giordano e l’economista Guido Signorino in pole position per un posto in giunta. Ecco il pensiero dell’outsider di lusso DI TIZIANA CARUSO MESSINA. A “puntare i fari” sugli sviluppi della candidatura a sindaco di Renato Accorinti, e il seguito che potrebbe avere, sono in molti. A dialogarci, anche. Dall'ingegnere capo del Genio Civile Gaetano Sciacca all'ambientalista Anna Giordano, dal docente di Economia dell'Università di Messina Guido Signorino al sindacalista dell'OrSa Mariano Massaro, passando per l'ex coordinatore cittadino di Sel, Daniele Ialacqua, e l'ex consigliere provinciale di Rifondazione, Peppe Previti. Alcuni nomi, ammette il pacifista, già gli balenano in testa per “cambiare” Messina, e molti di questi sembrano già disegnare i profili di un'ipotetica "Giunta Accorinti". Non tutti, in realtà. CHI CʼEʼ DENTRO. “Gaetano ha fatto e, si spera, continuerà a fare bene al Genio Civile, ma – garantisce il leader del Movimento NoN Violento – le persone che mi affiancheranno in questa avventura non saranno solo pulite, avranno soprattutto grande competenza perché conoscono bene le dinamiche amministrative e gli uffici comunali”. Accorinti però avverte già chi lo accompagnerà in questa “avventura”: “Basta con gli scialacquamenti, il minimo indispensabile, si deve andare a Roma? Si dorme al bed and breakfast e le fatture delle trasferte tutte on line, è sacro ogni centesimo della collettività”. Lui che ha già annunciato di non voler un euro in più rispetto al suo stipendio da professore di educazione fisica se dovesse diventare sindaco, con la sua bicicletta blu ha iniziato un tour di incontri dopo il “battesimo” della sua candidatura (lo scorso sabato, 19 gennaio) in quella “macchina” (così usa chiamare Palazzo Zanca) così “fredda”, ma che «col contributo di tutti i cittadini – ripete a tamburo in ogni occasione – può diventare casa viva e vicina anche per “l'ultimo” dei messinesi». Gaetano Sciacca CANDIDATO DI ROTTURE. E RICONCILIAZIONE. Renato Accorinti TRA LA GENTE. Per strada, dentro le chiese e le case dei più “deboli” miete fiducia anche perché si rivolge a una persona con la stessa intensità e lo stesso spirito con cui lo si vede parlare a trenta o trecento. “Adesso è il momento, non ci importa il risultato, fosse anche un lungo percorso, bisogna iniziare a camminare”. E il pacifista Renato Accorinti ha ingranato le marce, incarnando la novità “civica” delle prossime amministrative. Nessuna “struttura” dietro, nessun “inciucio” coi partiti, assicura, ma braccia aperte e collaborazione “con chi ha intenzione di cambiare questa città mantenendo sempre la rotta del bene comune”. Riconosce la bontà e la bravura di alcuni consiglieri comunali, provinciali e di circoscrizione che hanno portato avanti “battaglie” per la città, ma non lesina di bacchettarli: “E' giusto che, però, si diano una scadenza perché è encomiabile il voler cambiare un partito dall'interno, ma si rischia di scadere nell'ingaggiare continue lotte per una poltrona e non per una città”. AMICI E AVVERSARI. E Accorinti non risparmia attacchi diretti nei confronti di chi “Ha umiliato una città, con le segreterie politiche che sono diventate uffici di collocamento in cui prostituirsi. Io avverto già tutti: sui diritti possiamo sederci, sui favori, però, nemmeno si discute”. Il pacifista parla anche del rapporto coi Grillini. “Sono sicuro che se potessero per queste amministrative mi sosterrebbero senza se e senza ma, e alcuni di loro non è detto che non lo faranno indipendentemente dalle direttive di partito, sarebbe una novità assoluta il loro appoggio a una figura civica, ma credo che tutto possa succedere e non è detto che non accadrà”. Intanto Accorinti parte “dal basso” e predica la “bellezza delle piccole cose concrete e la partecipazione di tutti”. “Sarà un mosaico di contributi – afferma con l'unico fine del bene comune”. MOVIMENTI Siracusano sindaco online Le “primarie di iniziativa popolare” di Patto per Messina incoronano l’imprenditore. E Cerreti per palazzo dei leoni Paolo Siracusano MESSINA. Alla presidenza della Provincia Roberto Cerreti, a palazzo Zanca Paolo Siracusano. Hanno votato in tremila, alle “primarie di iniziativa popolare” online proposte in rete dal movimento “Patto per Messina”. Ad animare lʼiniziativa è stato Alessandro La Cava, presidente dellʼassociazione Articolo 1 e “portavoce” di Patto per Messina. Gli oltre tremila che hanno espresso la loro preferenza hanno votato per candidati di “rottura”, con parecchie sorprese. Se infatti Paolo Siracusano ha ottenuto un ragguardevole 52 % (il che vuol dire oltre millecinquecento preferenze), il secondo, con però la metà percentuale dei suoi “voti” è Francantonio Genovese. Ironia della sorte, i pagina 12 due sono stati i candidati del centrosinistra nel 2008, rispettivamente alla Provincia ed al Comune. Ed entrambi hanno perso. A seguire i due cʼè il giornalista Fabio Mazzeo, vicinissimo ai liberali di Viva Messina, che ha ottenuto il 5 % delle preferenze, staccando di un punto percentuale quello che da più parti è indicato come il candidato del Pd per la poltrona più alta di palazzo Zanca, il segretario cittadino del partito Giuseppe Grioli. Male i deputati regionali, ex o ancora in carica, Nino Beninati (1,9%) e Giovanni Ardizzone (1%). E se il “padrone di casa” La Cava incassa un incoraggiante 8%, Gaetano Duca (ex assessore provinciale) prende giusto qualche voto e lo 0,1%. Meglio di lui fanno il consigliere comunale Udc Giuseppe Melazzo (1%) e Renato Accorinti (3%). Alla Provincia, invece, Cerreti spopola col 79%, lasciando le briciole a personaggi del calibro di Beninati, del senatore Giampiero DʼAlia, dellʼex commissario della Fiera di Messina Fabio DʼAmore e allʼex candidato sindaco per An, nel 2005, Luigi Ragno. Le “primarie” saranno online fino al 15 febbraio. centonove Politica 25 GENNAIO 2013 MILAZZO. L’ex consigliere chiede al Comune 200 mila euro di risarcimento danni e rimborso spese legali La Rosa batte cassa Il politico fu querelato per diffamazione dall’attuale sindaco Carmelo Pino e dal fratello Franco. Contenziosi da cui è uscito assolto. «L’ente ha rinunciato alla transazione» DI GIANFRANCO CUSUMANO MILAZZO. Oltre centomila euro di spese legali. Più 86 mila di risarcimento danni. Eʼ quanto chiede al comune di Milazzo lʼex consigliere comunale del Pd, Antonio La Rosa, in carica dal 1997 al 2005, reduce da due distinte vertenze giudiziarie, entrambe vinte: una promossa dallʼattuale sindaco Carmelo Pino, lʼaltra dal fratello, esperto finanziario dellʼente, Franco Pino. La Rosa, balzato agli onori della cronaca poichè nel bel mezzo di una seduta consiliare gli cadde in aula una pistola, regolarmente detenuta, facendo scoppiare un caso nazionale, è stato accusato dallʼattuale primo cittadino (che ricopriva lo stesso incarico anche allʼepoca, fine anni 90) di averlo diffamato nel corso di unʼintervista. Lʼex democratico aveva dichiarato che la crisi politica ed economica di Milazzo risaliva «alla gestione politicoprivatistica-familiare del Governo della città». La Rosa aggiungeva Antonio Lombardo con Kerry Kennedy, nipote dell’ex presidente degli Stati Uniti che «aver trascurato certe prossimi giorni La Rosa presenterà il Pino; 8 mila (più iva e tasse) per quella del problematiche, ha prodotto una caduta rimborso delle spese legali allʼente in fratello. A cui bisogna aggiungere 86 mila della qualità della vita ed ha favorito quanto recentemente ha finito di saldare i euro di danno professionale, comprensivi lʼinsediamento di interessi illeciti ed legali che hanno, così, rilasciato le fatture di rivalutazione monetaria a decorrere dal antisociali». Troppo per il sindaco quietanzate. «Sia nel 2008, quando era in 2005, anno in cui è stata depositata la dellʼepoca, Carmelo Pino, il quale carica il sindaco Italiano, che lʼanno scorso, sentenza. A certificarlo una perizia tecnico ritenendo che le parole di La Rosa ho scritto al comune proponendo una contabile dello studio commerciale Paolo «offendevano la reputazione ed il decoro transazione che prevedeva sia il Alacqua. «A causa delle denunce e della di coloro che governavano la città», diede pagamento delle spese legali che il condanna in primo grado ho avuto il incarico allʼavvocato Rosaria Composto, risarcimento danni arrecatomi sul piano certificato dei carichi pendenti “macchiato” moglie del suo ex delfino e successore, professionale e della dignità - dice La Rosa sostiene Antonio la Rosa - e le compagnie Lorenzo Italiano, di presentare querela. La - Il comune poteva risparmiare, ma di assicurazione con cui lavoravo non mi Rosa è stato condannato in primo grado, evidentemente amministratori e burocrati hanno rinnovato gli incarichi in quanto ma secondo i giudici di Corte dʼAppello si non hanno preso in considerazione come nulla osta veniva richiesto tale trattava solo di una legittima critica politica lʼipotesi. Ora dovranno versare le somme certificato. Intuibile il danno economio che che fra lʼaltro veniva fatta senza citare per intero». Si tratta di 60 mila euro (più iva è stato arrecato a me e alla mia famiglia. chiaramente Pino. La sentenza definitiva e tasse) per la causa intentata da Carmelo Presenterò solo in queste settimane la risale allʼagosto del 2005. Ma solo nei richiesta ufficiale di risarcimento poichè sono riuscito a saldare solo oggi i legali con le difficoltà che si possono immaginare. A complicare le cose anche il decesso del mio legale, lʼavvocato Bernardo Moschella». Archiviata in prima battuta la querela presentata da Franco Pino. La Rosa si era domandato pubblicamente a che titolo «entrava ed usciva dagli uffici comunali senza averne titolo». La denuncia è stata archiviata in quanto secondo il giudice del tribunale di Barcellona, Marisa Salvo, «non vi sono elementi sufficenti a sostenere lʼaccusa in giudizio. Il tutto si fonda sulle mere dichiarazione prive di riscontro». La Rosa, oggi, lontano dalle scene politiche, lavora per compagnie straniere e si dedica ad una fondazione da lui costituita che gli ha permesso di conoscere importanti personalità internazionali come Kerry Kennedy, nipote dellʼex presidente degli Stati Uniti ucciso a Carmelo Pino Franco Pino Dallas. pagina 13 BARCELLONA Fuga dal Pdl i consiglieri salutano Dall’Udc a Fratelli d’Italia. Ecco le nuove casacche BARCELLONA. La scossa tellurica della mancata candidatura dellʼex senatore Domenico Nania e di tutti gli esponenti dello stesso gruppo degli ex An barcellonesi rischia di far saltare gli equilibri in un consiglio comunale sempre più in movimento. La candidatura del consigliere comunale Giuseppe Sottile nelle liste di Fratelli dʼItalia con Ignazio La Russa un segnale importante, che segue di poche settimane lʼadesione al gruppo misto dellʼex assessore designato dal centrodestra Franco Calabrò. “La mia candidatura è maturata nelle ultime ore – afferma Sottile – dopo una serie di contatti con il gruppo di Fratelli dʼItalia, che si sono concretizzati solo lunedì mattina. La mia è una scelta giunta dopo alcune decisioni del Pdl che non ho condiviso”. La sua presenza al quarto posto nella lista, che conta come primo nome Ignazio La Russa, potrebbe far convergere sullo stesso simbolo il consenso degli elettori di centrodestra, vicini alle posizioni della corrente Nania, che in questo modo manifesterebbero platealmente il loro dissenso rispetto alla decisione di tagliarla fuori dalla corsa al Parlamento. In questo contesto lʼintero gruppo del Pdl rischia di sgretolarsi, con la conferma solo di quei consiglieri vicini alla corrente del deputato uscente Garofalo e del consigliere regionale Germanà. I “Naniani” potrebbe costituirsi in un nuovo gruppo, creando le basi per una frammentazione del consenso, a tutto vantaggio dellʼamministrazione comunale di centrosinistra. La rottura di Carmelo Materia, esponente del gruppo di Roberto Materia, è il preludio al passaggio allʼarea moderata dellʼUdc, mentre altri esponenti del Pdl, da tempo in fibrillazione ed in contrasto con la linea del partito, potrebbero guardare con interesse alla creazione di un movimento a sostegno del Megafono di Rosario Crocetta, che al momento conta sul consenso del consigliere Filippo Bonansinga, oppure del partito del Territorio, che si sta costituendo anche a Barcellona. La presa di distanza dellʼonorevole Giuseppe Picciolo dalle posizioni di Raffaele Lombardo potrebbe cambiare la linea politica della lista civica Partecipazione Popolare, che fa riferimento al candidato a sindaco Santi Calderone, riferimento di Picciolo sul territorio. In questo contesto così incerto, il Partito Democratico continua la sua battaglia mediatica per reclamare un posto al sole nella gestione amministrativa della città, trovando, però, la resistenza della giunta guidata dal sindaco Maria Teresa Collica, pronta a raccogliere le proposte attraverso la costituzione di uno staff esterno di supporto alla sua azione politica, senza aprire ad un rimpasto degli assessorati che coinvolga il partito di Bersani. Giuseppe Puliafito Politica 25 GENNAIO 2013 centonove ROCCALUMERA. Comizi al buio e volantini sponsorizzati. Ecco le strategie di Santino Metauro SCALETTA Elezioni a costo zero Briguglio, successione di famiglia L’obiettivo è quello di coinvolgere le attiviste dell’associazione benefica “E berta filava”. Spazio a casalinghe, disoccupate e disabili. Campagna e Garufi stringono accordi DI GIUSEPPE PISTONE ROCCALUMERA. E mentre cʼè chi tenta di stringere accordi e alleanze di ferro, cʼè chi tesse gomitoli di lana e annuncia una campagna elettorale allʼinsegna dellʼeducazione, ironia e sagacia. “Amministreremo il comune come buone madri di famiglie. Noi donne siamo meno corruttibili degli uomini». Queste le parole di Teresa Brancato, presidente dellʼAssociazione “E Berta filava”, designata vice sindaco del nuovo gruppo “Ricostruiamo Roccalumera”. Un nuovo movimento tutto al femminile. Una lista di 14 donne esclusivamente disoccupate, indigenti, pensionate e casalinghe, ma anche qualificate professioniste. Una quota rosa che tenta un ingresso nella politica elettorale in vista delle prossime amministrative, guidate dal suo Al centro Santino Metauro “masaniello”, Santino Metauro, commerciante che con i suoi modi giudizio piccante. Ma in politica tutto è vivaci dice di voler correre per la fascia concesso. Purchè se ne parli, costi quel tricolore. E la notizia ha già fatto il giro che costi. A dimostrare la validità della del paese, e su facebook impazzano i squadra sono i nomi di un esperto commenti, senza risparmiare alcun esterno, il bancario Carlo Aprile (settore economico - finanziario) e degli assessori proposti: Teresa Brancato, vice sindaco, Gabrielle Di Bella, invalida civile, disoccupata che vive con una pensione inferiore a trecento euro al mese e Mariagrazia Saccà, avvocato di professione, moglie del revisore contabile Francesco Vito. Tra i consiglieri designati, il neo candidato Metauro sfodera i nomi di Doriana Sturiale, precaria al comune di Roccalumera e Marcella Spadaro Norella, indigente e disoccupata di professione. A Roccalumera, dunque è partito il conto alla rovescia delle elezioni amministrative e i giochi politici si fanno Giuseppe Campagna sempre più incandescenti. A fare tendenza questʼanno è il tanto amore per Roccalumera. Prima “Roccalumera nel cuore”, coniato oltre due anni fa dal capogruppo dellʼopposizione, Giuseppe Campagna, oggi primo candidato sindaco ufficiale. A fare il secondo esordio, alla vigilia di Natale il presidente del Consiglio Antonio Garufi, con “Roccalumera Viva” che tenta di far convergere il suo nome al centro di una lista. «Non promettiamo niente e non prenderemo in giro nessuno, ma combatteremo gli sprechi. Per i miracoli ci dobbiamo ancora attrezzare – spiega Teresa Brancato, già esperta a titolo gratuito, per eventi e spettacoli, del comune di Roccalumera. Ma una cosa è certa – sbotta – non rinunceremo allʼindennità di carica, noi siamo una lista povera, ci permetterà di aiutare tutta la povera gente». E tra i loro proclami annunciano una campagna elettorale a Il medico di Grande Sud potrebbe lasciare il testimone al padre ottantenne SCALETTA ZANCLEA. Esce il figlio entra il padre. Eʼ quello che si prospetta a Scaletta Zanclea dove il sindaco Mario Briguglio, giunto al secondo mandato, potrebbe passare il testimone al padre. Il candidato sindaco, infatti, potrebbe essere lʼottantenne avvocato Giovanni Briguglio, già primo cittadino di Scaletta dal 1975 al 1994. Nonostante l'età, Briguglio potrebbe riscendere in campo riconfermando in toto lʼattuale squadra di consiglieri e assessori in carica. Dall'altra parte, il nome più quotato per la sfida elettorale è quello di Gianfranco Moschella, dirigente Inpdap e attuale revisore dei conti dellʼente. A supportarlo i consiglieri di opposizione Giuseppe Meola e Gabriele Avigliani. Il primo impegno è comunque quello di non disperdere il patrimonio elettorale, visto che al momento esiste una frammentazione con parte degli avversari di Briguglio, con in testa Salvatore Auditore, che si è mostrato poco propenso nell'abbracciare la scelta del nome di Moscella. (adb) costo di un caffè al giorno. «I nostri comizi saranno al buoi e a microfoni spenti – spiega Metauro - Volantini e manifesti ci verranno donati dai nostri sostenitori che non sono né deputati né politici di turno, ma solo povera gente che crede in noi». Tra i loro programmi elettorali, realizzare lo scambio alimentare a livello comunale e regionale; programmare due volte la settimana il mercatino fisso del “bagagliaio” in cui ognuno può vendersi ogni cosa; adibire le costruzioni inutilizzate del comune a strutture di prima accoglienza per i più poveri e infine debellare tutte le associazioni fantasma del comune. Il nuovo movimento si riunisce nei locali comunali dello “smista usato” posto al piano terra del palazzo municipale. Ma la loro sede ufficiale allʼassociazione “E Berta filava” di Via Umberto. MONTAGNAREALE Sidoti contro Sidoti A sfidare il primo cittadino potrebbe essere il marito del papabile deputato Pd Mariella Gullo MONTAGNAREALE. A pochi mesi dalla elezioni amministrative a Montagnareale nessuno sembra ancora preoccuparsi della scadenza poiché tutta lʼattenzione è riservata al prossimo voto di febbraio. Il piccolo centro collinare “rischia” di avere ben due rappresentati in Parlamento nazionale con Saro Sidoti, quasi certo al Senato, e Mariella Gullo alla Camera. A quanto pare si tratta di un record che nessun altro comune italiano potrà vantare e proprio su questo evento si concentra intanto lʼattenzione del mondo politico locale anche perché lʼesito delle nazionali potrebbe sconvolgere gli equilibri. Neanche il sindaco in carica, Anna Sidoti, si sbilancia e prende tempo. «Non ci siamo ancora riuniti – afferma e quindi potrò dare conferma della mia eventuale candidatura solo dopo aver sentito la volontà del mio gruppo». Il sindaco, quindi, non conferma e non smentisce anche se tutti danno per scontato che la Sidoti non intende rinunciare alla carica, anche perchè nessuno nel suo gruppo potrebbe pretendere il suo posto o imporre un cambiamento. Ma chi potrebbe lanciare la sfida al sindaco uscente? Dal gruppo di opposizione nessuno conferma di essere interessato, anche perchè mettere insieme una squadra in grado di competere con “lʼarmata Sidoti” risulta difficile. Gli ex candidati a sindaco, il sindacalista Davide Spatola e il geo- Anna Sidoti pagina 14 metra Raffaele Aliberto, non sono più interessati quindi, molto probabilmente, verrà fuori un nome a sorpresa o addirittura un candidato già impegnato in politica a Patti, come ad esempio il consigliere Filippo Tripoli che è originario di Montagnareale e che, secondo indiscrezioni, attende lʼesito delle elezioni nazionali per decidere il da farsi. In attesa si cercano i candidati ideali e tra questi cʼè chi ha individuato il giornalista Santino Franchina, il quale smentisce poiché non intende rinunciare alla carica di consigliere nazionale dellʼOrdine dei Giornalisti. Tra i papabili si sente ripetere spesso anche il nome del consigliere Salvatore Sidoti, marito del prossimo deputato Mariella Gullo. Pamela Arena Sicilia centonove 25 GENNAIO 2012 MESSINA. Domiciliari per l’ex capo di Gabinetto del Comune. Tutti i retroscena Ruggeri, pecul...Ato Sotto accusa un incarico “gratuito”, da 136mila euro di liquidazione, per il ruolo di commissario dell’Ato3. La parabola dell’acchiappa incarichi di palazzo Zanca e dei suoi padrini politici. Dal 1993. A Buzzanca DI ALESSIO CASPANELLO MESSINA. Per Antonio Ruggeri, la caduta è stata di quelle disastrose. Dalle stelle della mezza dozzina di incarichi a palazzo Zanca allʼallontanamento, con tanto di “abiura” da parte del suo dante causa politico Giuseppe Buzzanca, fino ai domiciliari. Con unʼaccusa pesante: peculato, per avere intascato oltre centotrentamila euro ai quali, ritengono gli inquirenti, non aveva diritto. LʼINCHIESTA. Il provvedimento che costringe lʼex capo di Gabinetto di palazzo Zanca ai domiciliari porta la firma del gip Salvatore Mastroeni su richiesta del sostituto procuratore Liliana Todaro. Perchè? Per quella sua firma in calce alla liquidazione dei compensi che Ruggeri si è auto assegnato quale commissario liquidatore dellʼAto3. Un ruolo che Ruggeri aveva sempre sostenuto essere a titolo gratuito, e che nessuno immaginava sarebbe costato allʼAto3 136mila euro e rotti. Anche perchè, qualche tempo prima la “carta” aveva cantato. Sia perchè secondo legge il cumulo degli emolumenti derivati da cariche pubbliche è consentito solo in alcune circostanze (non questa, secondo gli inquirenti), sia perchè Ruggeri stesso aveva affermato, in un atto ufficiale, di non percepire alcun compenso. CARTA CANTAVA. La vicenda risale alla condanna comminata dal giudice del tribunale del lavoro Laura Romeo a Ruggeri per condotta antisindacale, all’epoca dell’appalto che metteva a gara i servizi di raccolta e spazzamento svolti da Messinambiente. Nella memoria difensiva di Ruggeri, patrocinato dal legale Gaetano Sorbello, infatti, è riportato un passaggio dirimente nella questione dei 136mila euro di compensi percepiti da Ruggeri. “Antonio Ruggeri, liquidatore dell ’Ato3 - scrive Sorbello nelle memorie difensive continua a svolgere la sua attività sebbene non riceva alcun compenso per aver esplicitamente nel dicembre 2010 rinunziato a percepire il compenso spettante”. Una “autocertificazione” che non è sfuggita a Clara Crocè della Cgil, che non ha esitato un solo istante a inoltrare un esposto alla Procura. E per Ruggeri è stato lʼinizio della fine. LʼINIZIO DELLA FINE. Qualche settimana prima, giusto nellʼimminenza delle elezioni regionali, Ruggeri era stato scaricato in malo modo dal suo mentore politico, quel Giuseppe Buzzanca che da sindaco di Messina appena insediato aveva “forzato” i regolamenti di palazzo Zanca per poterlo fare accomodare sulla poltrona di suo capo di Gabinetto, e che dopo qualche mese aveva fatto mugugnare alleati e gridare allo scandalo gli avversari per avere “bissato”, riservandogli il ruolo di presidente della partecipata Ato3. Basta? Nientʼaffatto. Perchè, dopo la tragedia di Giampilieri, per la gestione della segreteria del soggetto attuatore, che si sarebbe occupato del post-alluvione, Buzzanca aveva voluto di nuovo lui, Antonio Ruggeri. Eʼ stato lʼapice della sua carriera, poi il declino. Le inchieste che lo hanno coinvolto e le polemiche che lo hanno investito, hanno convinto Buzzanca prima a sostituirgli Giovanna Famà a capo della segreteria, poi a “rinnegarlo”. A Buzzanca dimesso, il vicesindaco Orazio Miloro a deporlo da capo di Gabinetto non ci ha pensato nemmeno un secondo. I PADRINI. Antonio Ruggeri ha attraversato indisturbato quasi ventʼanni di amministrazioni di colore diverso. La sua collaborazione con palazzo Zanca affonda le radici nel 1993, data del suo primo lavoro da professionista al soldo del Comune. Significa aver attraversato, sulla cresta dell’onda, due sindaci di centrosinistra (Franco Providenti nel 1994 e Francantonio Genovese undici anni dopo), due di centrodestra (Turi Leonardi nel 1993, anno dei primi incarichi e durante la seconda sindacatura del 1998, e Buzzanca sia per i pochi mesi del 2003 sia oggi), e due commissari (Bruno Sbordone nel 2003 e Gaspare Sinatra nel 2007). A vario titolo: da professionista esterno, da dipendente comunale, da direttore del polo catastale, da presidente del collegio dei periti, da capo di Gabinetto e da presidente dell’Ato, e due volte quale componente della commissione edilizia. In mezzo le 319 catastazioni da lui effettuate, che al comune di Messina sono costate 726mila euro ( “sorte capitale” di seicentomila euro, e ben 126mila euro di interessi), intascate in due tranche: la prima da 450mila euro e la seconda da 276mila e 833 euro. Per ottemperare alla quale, l’allora prefetto Francesco Alecci ha nominato il commissario ad acta Matilde Mulè. Tutti compensi per mansioni svolte fin dal 1993, e che il Comune non ha pagato per anni, fino al contenzioso che è sfociato prima in un’ipoteca su immobili comunali che avrebbero dovuto essere destinati invece all’alienazione. Quando alla fine Ruggeri notifica al Comune un atto di precetto, battendo cassa per 766mila euro con tanto di ricorso al Tar, al Comune nessuno ritiene opportuno opporsi ai decreti ingiuntivi. Che diventano esecutivi senza che Giuseppe Buzzanca, che qualche anno dopo lʼavrebbe scaricato senza troppi complimenti addossando la responsabilità della sua presenza in ruoli chiave di palazzo ai deputati Nino Beninati e Francesco Stagno DʼAlcontres (e da questi subito smentito) abbia trovato nulla da ridire. DALLE STELLE ALLE STALLE. L’ex capo di Gabinetto Antonio Ruggeri GIUDIZIARIAMENTE Vecchi guai, nuovi guai I viaggi del gommone sul furgone di servizio aprono altri filoni. E l’assoluzione del 2011. La cui formula... MESSINA. Non bastassero i domiciliari con lʼaccusa di peculato, sul fronte giudiziario di Antonio Ruggeri continuano ad ammassarsi nuvoloni neri. Perchè il procuratore aggiunto Ada Merrino e di nuovo il sostituto procuratore Liliana Todaro hanno comunicato la chiusura delle indagini per lʼaltra inchiesta che riguarda lʼex numero uno dell?Ato3. E ciè il filone che lo vede indagato per una serie di viaggi tra Messina e Portorosa, sua residenza estiva, con unʼauto ed un furgone di servizio. Se per lʼauto i magistrati hanno richiesto lʼarchizviazione per via di nuovi orientamenti giuridici che in sostanza non considerano reato un utilizzo “estensivo” dallʼauto di servizio, per quello che ri- pagina 15 guarda i viaggi del furgone, rispunta lʼipotesi di peculato. Perchè dentro il furgone, in un paio di casi, ci sarebbe stato il gommone di proprietà dello stesso Ruggeri. Che avrebbe sfruttato un mezzo in dotazione allʼAto3 per portarlo a riparare. Il tragitto, in questo caso, era Portorosa a Larderia. A alcuni dipendenti dellʼazienda dʼambito sono stati sentiti per chiarire la vicenda. Non è la prima volta che Ruggeri ha a che fare con avvocati e carte bollate. A marzo del 2011 il giudice per l’udienza preliminare Maria Vermiglio lo assolve senza che si vada a dibattimento perchè il reato di truffa ai danni del Comune del quale era stato accusato non sussisteva. Cosa era successo? Il Pm Vincenzo Barbaro contestava a Ruggeri, nel suo ruolo di perito industriale, tredici fatture presentate “pur non avendo effettuato la prestazione nel modo dovuto” per alcune catastazioni da lui effettuate per conto del Comune. Comune che, ha spiegato il giudice, “avrebbe potuto invocare lʼinadempienza contrattuale”. Ma a palazzo Zanca qualcuno se ne è guardato bene dal farlo. (A.C.) Sicilia 25 GENNAIO 2013 MESSINA. Il ministro pronto a tagliare gli organici del Tribunale più lento d’Italia Black out Giustizia Il presidente Marina Moleti: «Il governo invece di coprire gli organici, li riduce». Il paradosso delle richieste di risarcimento per non aver rispettato i termini di durata massima dei processi DI MICHELE SCHINELLA MESSINA. Ci vogliono, in media, mille e 500 giorni perchè il cittadino che si rivolge alla giustizia abbia risposta sancita da una sentenza civile? “Tranquilli, diminuiamo lʼorganico di 4 magistrati”. Eʼ questa la risposta che il ministro Guardasigilli, Paola Severino, vuole dare ai tempi biblici, da record nazionale, del Tribunale di Messina. La risposta, contenuta nel piano di riordino degli uffici giudiziari dʼItalia, definita dagli operatori della giustizia locale “paradossale” è stata la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso, già colmo da tempo. I magistrati e gli avvocati che attraverso lʼassociazione nazionale magistrati e lʼOrdine degli avvocati da anni denunciano le carenze di organico di Palazzo Piacentini sono sul piede di guerra. «Invece di coprire gli organici, il governo che fa? Li riduce», osserva Marina Moleti, presidente facente funzioni del Tribunale. E già perchè la bozza è stata sottoposta per il parere al Consiglio superiore della magistratura mentre il Tribunale di Messina conta una carenza di 9 giudici, di magistrati decidenti, per intendere. A gran voce in passato lʼex presidente del Tribunale Giovan Battista Macrì, quello della Corte dʼAppello, Nicolò Fazio e il presidente dellʼOrdine degli avvocati, Francesco Marullo, avevano chiesto con forza e a più riprese di rimediare. Il risultato? Il Consiglio superiore della Magistratura, a novembre del 2011, in occasione di una tornata di distribuzione degli ultimi vincitori del concorso in magistratura, a Messina ha inviato solo 5 ex uditori. Uno degli effetti? «Ogni giorno oltre a istruire e decidere le cause dobbiamo difenderci dalla colpa di non aver rispettato i termini previsti dalla pur giusta normativa europea che autorizza chiunque ad esperire cause di risarcimento danni per il superamento dei termini di durata massima dei processi», ha denunciato Corrado Bonanzinga, giudice della sezione Civile e membro della Giunta provinciale dellʼAssociazione centonove nazionale magistrati. SPROPORZIONE. Giovan Battista Macrì, lʼex presidente del Tribunale, snocciolò prima di andare via i dati del disagio: «Su ogni giudice del Tribunale civile di Messina incombono 1500 cause. Su ciascuno di quelli della sezione Lavoro oltre 3mila. A Reggio Calabria, per fare un confronto, ogni giudice è gravato di 700 cause; a Torino, sui magistrati del Tribunale presiduto da Livia Pomodoro, di sole 450. Se la situazione non è ancora più grave di quella che i cittadini toccano ogni giorno con mano è solo grazie alla professionalità ed abnegazione dei magistrati, che possono vantare una delle più alte produttività dʼItalia», spiegò il presidente Macrì. Secondo i dati trasmessi al ministero della Giustizia, la produttività media dei giudici civili di Messina è di 200 cause allʼanno, 80 in più della media nazionale. «Ma cʼè qualche giudice che arriva a sfornare 350 provvedimenti allʼanno», sottolineò Macrì. NUMERI FOLLI. Se però i giudici “scoppiano” non è solo per le carenze di organico. Secondo i dati ufficiali, al Tribunale pendono 33mila cause tra quelle ordinarie (19150), di lavoro (18mila) fallimentari (630) e di esecuzione mobiliare ed immobiliare (4900). In media, è incardinata una causa ogni 7 cittadini. Un dato che ha spinto i funzionari dellʼIstat, lʼIstituto di Statistica, nel dossier del 2010, a definire Messina come la città più “litigiosa” della regione Sicilia, in testa, a sua volta, nella classifica nazionale. Magistrati e avvocati alzano le braccia: «La sproporzione tra carichi di lavoro (procedimenti pendenti e sopravvenienti) ed attuale numero dei magistrati e del personale di cancelleria degli uffici giudiziari non consente di dare risposta alla domanda di giustizia dei cittadini». Quattro anni per avere una sentenza civile è il tempo medio, perchè in questi giorni alla cancelleria del Tribunale vengono depositate decisioni su cause iscritte nel 1996, 16 anni prima. Le cose non vanno meglio per chi attende la riforma di una sentenza di primo grado. Sempre in questi giorni i giudici dʼappello hanno rinviato udienze di cause pendenti da anni al 2017. Se ci si sposta nel campo penale la situazione cambia perchè lʼorganico della Procura che il nuovo Piano lascia inalterato (un pm in meno) è al completo: dopo il rinvio a giudizio bisogna aspettare anni per avere una sentenza. Che spesso arriva quando la prescrizione ha fatto il suo corso: se ne avvantaggiano i colpevoli, ma non anche gli innocenti e le parti civili tenuti per un decennio sulla graticola. ORDINARIA FOLLIA Tu chiamalo se puoi “civile” Gli uffici dei giudici e le aule nel caos. Ma sul nuovo Palazzo c’è il tira e molla Corrado Bonanzinga MESSINA. Le aule di giustizia? Gli uffici dei giudici. Più che i dati, a rendere evidente lo sfascio della giustizia nella città di Messina è lo scenario in cui si svolgono le cause civili. Uno stuolo di avvocati non praticanti al seguito incombono tra lʼuscio e la scrivania del giudice. I fascicoli sono su un banchetto. I testimoni si fanno largo tra la folla. Le udienze civili dovrebbero svolgersi in camera di consiglio e invece si svolgono alla presenza di decine di persone accalcate in uno stanzino di 16 metri quadri come se fossero in fila alla posta. «Eʼ una vergogna», commenta un avvocato. “Nel caos totale ci sono fascicoli che scompaiono e poi dʼincanto ricompaiono», racconta il giudice Bonanzinga. Le cose non vanno meglio alla sezione Lavoro, ospitata pagina 16 in un immobile privato, distante 500 metri da palazzo Piacentini, giudicato da anni non conforme alle più elementari norme di sicurezza. Eppure, il ministero di Grazia e Giustizia nel 1988 aveva stanziato 13 milioni di euro diventati successivamente 18 a favore del Comune per dare alla città il palazzo di giustizia satellite di palazzo Piacentini. Due milioni di euro se ne sono andate in parcelle per ingegneri, avvocati consulenti e commissari di gara. Cinque milioni, andati in “perenzione”, invece se li è ripresi il ministero della Giustizia. Che ha minacciato di riprendersi anche i restanti 13 milioni. Ma del nuovo palazzo di Giustizia non sono neanche iniziati gli scavi per porre le fondamenta. Negli ultimi mesi ha preso quota la costruzione di una torre in una parte dellʼatrio del cortile che circonda palazzo Piacentini. Una soluzione dʼemergenza dopo che il 12 ottobre del 2011 il Consiglio di giustizia amministrativa ha bocciato lʼavviso pubblico bandito dal Comune alla vigilia dellʼestate del 2009 “di invito ad offrire uno o più immobili da destinare ad uffici giudiziari”. Il Cga ha bocciato lʼoperato dellʼamministrazione comunale guidata da Giuseppe Buzzanca. (M.S.) centonove Sicilia 25 GENNAIO 2013 I CAUSIDICI. Messina può vantare anche un altro speciale primato: un avvocato (2mila 500 sono gli iscritti allʼalbo) ogni cento dei 240mila residenti in città. Il giudice Corrado Bonazinga, ha pochi dubbi: «Ci sono troppi avvocati. Eʼ evidente che lʼesorbitante numero di legali aumenta spaventosamente il contenzioso. Spesso arrivano al nostro esame cause che si potrebbero definire fuori dalle aule di giustizia e invece lʼingolfano. Capisco solo i legali affermati si possano permettere di dire: “Non ci sono i presupposti per questa causa”». «Non credo che lʼenorme contenzioso si possa spiegare con lʼelevato numero degli avvocati che invece riduce la professionalità degli stessi. Ci sono cause econoniche e sociali», replica il presidente dellʼOrdine Francesco Celona. CHIMERA TECNOLOGICA. Per velocizzare i tempi della giustizia, nei Tribunali italiani è stato introdotto il processo telematico, ovvero lʼuso della tecnologia informatica per redigere verbali dʼudienza e comunicare con gli avvocati. Da anni. A Messina, a Palazzo Piacentini, il processo telematico è partito a metà e solo nel processo civile. Il motivo? “I computer del Tribunale erano vecchi. Il software del ministero non funzionava», racconta Bonanzinga. ACCADRAʼ IN SICILIA. I magistrati e gli avvocati messinesi hanno chiamato a raccokta i magistrati e gli avvocati delle altre sedi giudiziarie della Sicilia. Il taglio più pesante, previsto dal Piano messo a punto dal consigliere del ministro, Luigi Birritteri, magistrato agrigentino, riguarda Palermo che si ritroverà con 25 magistrati in meno, 12 in Procura e 13 alla giudicante. Caltanissetta ed Enna perderanno 6 giudici, Agrigento cinque, Trapani, Marsala quattro, Catania, Ragusa e Gela 3, Siracusa e Patti 2, Caltagirone, Sciacca e Termini Imerese 1. Meno pesanti appaiono i tagli sui magistrati inquirenti. Dai 12 del capoluogo si passa ai TUTTI I NUMERI DI PALAZZO PIACENTINI Marina Moleti 2 che verranno sottratti a Caltanissetta ed Enna e ad uno in meno ad Agrigento, Messina, Gela, Marsala, Ragusa, Patti, Siracusa e Trapani. pagina 17 G 1500: i giorni in media necessari per ottenere una sentenza G 1996: lʼanno in cui sono state iscritte alcune cause decise nei giorni scorsi G 33mila: le cause iscritte al ruolo del Tribunale, una ogni 7 abitanti G 19150 la cause civili ordinarie G 17858: la cause pendenti presso la sezione Lavoro G 11: i giudici mancanti G 2mila e 500 gli avvocati, uno ogni 100 abitanti G 33mila: le cause iscritte al ruolo del Tribunale Sicilia 25 GENNAIO 2013 AVANTI POPOLO. Al via la campagna di ricostruzione “dal basso” del Teatro in Fiera E se... OccupyMessina? Arrivano le adesioni di scrittori e registi, mentre gli occupanti incontrano altre realtà autogestite del Paese. E lanciano via twitter il rebus delle prossime comunali: come riqualificare il Waterfront DI GIANFRANCO FERRARO E EMILIO RAIMONDI MESSINA. Chissà cosa avrebbe fatto il commissario Montalbano se dalla sua Vigàta fosse arrivato a Messina in questi giorni. Di certo Andrea Camilleri non ci ha pensato troppo a dare il suo sostegno alla recente occupazione. La ragione c'è. “Sono particolarmente legato al Teatro in Fiera – spiega il popolare scrittore - poichè lo inaugurai nel 1977 con lo spettacolo Merli e malvizi di Biagio Belfiore”. La rappresentazione metteva in scena, per la regia di un altro illustre messinese, Massimo Mollica, la lotta tra due opposte fazioni nella Messina del '600. “È sempre bello – spiega Camilleri - inaugurare un teatro, sentirlo vivere con i primi spettatori che mettono piede al suo interno”. E prosegue: “Spero che questo movimento di recupero alla comunità di spazi culturali abbandonati si diffonda sempre più in Italia e che una nuova rinascita culturale avvenga, una volta tanto, dal basso e per iniziativa autonoma dei lavoratori dello spettacolo e della cultura”. Lo scrittore siciliano non è d'altra parte il solo a sottoscrivere la campagna nazionale avviata proprio in questi giorni dal “Comitato aperto” che autogestisce il teatro. Il progetto degli occupanti è quello di ricostruirne infatti “dal basso”, e senza finanziamenti pubblici, alcune strutture, restituendolo alla città con costi abbattuti. E un convinto sostegno all'iniziativa arriva da Ninni Bruschetta, regista e attore messinese, già direttore artistico del Vittorio Emanuele e oggi conosciuto per aver partecipato a popolari fiction come “Paolo Borsellino”, “La squadra” e “Distretto di polizia”. E sempre al “Pinelli” si aspetta ormai a breve anche Moni Ovadia, regista e attore di fama internazionale che ha confermato un passaggio messinese nel corso della sua tournée siciliana con spettacoli di cultura ebraica. Ormai conclusa la polemica di una settimana fa, dopo l'incontro di domenica scorsa con il direttore della “Gazzetta del Sud” Alessandro Notarstefano, che ha ribadito il merito degli occupanti di aver fatto luce su una “grande immagine simbolo, metafora di tutto il crollo della città”. “Io so che questa è un'occupazione diversa dalle altre” ha proseguito Notarstefano, “ma bisogna modificare dal basso stando dentro il sistema”. Netta la presa di posizione degli occupanti: “In questo mese c'è stata un'offerta culturale che qualunque amministrazione comunale, di centrodestra e di centrosinistra – ha ribadito Claudio Risitano - avrebbe fatto costare centinaia di migliaia di euro, e invece noi l'abbiamo offerta ai cittadini a titolo gratuito”. Le varie proposte sono quindi sfociate nel recente tavolo tecnico avviato dal Comitato con ingegneri e architetti. Sulla stessa lunghezza d'onda degli occupanti infatti anche il presidente dell'Ordine degli Architetti di Messina, Pino Falzea, che ribadisce il suo endorsement: “Da un mese esiste a Messina un vero laboratorio culturale in cui finalmente si parla e si ragiona su temi importanti”. Così, se da un lato Falzea ribadisce la necessità che il progetto di restauro del teatro bandito dall'Autorità portuale faccia la sua strada, dall'altro mette le mani avanti, lasciando ampi Accanto Moni Ovadia. Sopra “Le facce dei beni comuni” (di Enrico Borrometi). Nelle foto in alto, Andrea Camilleri e Ninno Bruschetta margini all'autogestione del “Pinelli”: “Occorrono tempi certi e una chiara copertura finanziaria” chiarisce. “E se l'Autorità portuale non è in grado di garantirli, si può provvedere ad un restauro parziale, per il quale non occorre certo una grande somma”. D'altra parte, Falzea suggerisce di trovare degli strumenti giuridici per far proseguire l'autogestione del Pinelli, “o di un altro spazio della cittadella” da parte degli attuali occupanti che avrebbero pagina 18 centonove “dimostrato di saperlo gestire”. Anche sul più ampio problema di che fare della cittadella fieristica la ricetta di Falzea è chiara: “Trovare il modo per aprirla, eliminare inferriate, abbattere gli immobili fatiscenti”. “Occorre portare avanti il concorso di progettazione che è stato aggiudicato – prosegue quindi a proposito del Waterfront - e bloccare al tempo stesso tutte le aree di espansione edilizia”. E lancia il guanto di sfida alla prossima amministrazione: “Bisogna capire come ciò che hanno fatto questi ragazzi possa diventare un metodo per ovviare alle carenze istituzionali”. Sfida subito raccolta dall'attivista Renato Accorinti, da sabato scorso candidato sindaco con una lista civica: “L'illegalità di un'occupazione è una pagliuzza nell'occhio rispetto alla trave di questi diciassette anni di incuria”. “Su questo dovrebbe indagare la Procura”. E proprio a partire dall'affaire Pinelli, Accorinti ribadisce i suoi progetti per la città: far tornare le istituzioni dalla parte dei cittadini e far sì che “l'autogestione diventi una cosa normale, perché è nell'autogestione che si crea un vero senso di responsabilità”. Rivendicando il filo politico che lo unisce al presidente della Regione Rosario Crocetta, che ha recentemente visitato gli spazi occupati, Accorinti propone quindi la sua proposta di una “flotta comunale” contro il “monopolismo miope” dei Franza, e la sua ricetta per il Waterfront: riqualificazione delle aree militari, spazi verdi e una moratoria sull'edilizia che favorisca la “creazione di spazi pubblici in ogni zona della città”. “Un convinto sostegno” arriva anche da parte della candidata alla Camera di Sinistra e Libertà Sofia Martino, che incontriamo tra i corridoi del Teatro, mentre Francesco Longo, del Movimento 5 Stelle, tiene a precisare la “distinzione tra legalità e giustizia”. “Bisogna parlare di un teatro non occupato ma liberato” chiarisce. E proprio sulla questione del bando internazionale e dell'apertura ai privati dello spazio ex-Fiera, la parlamentare regionale messinese Valentina Zafarana ha infatti appena presentato un'interrogazione alla Giunta. Compatto sulla valutazione positiva dell'occupazione anche il Pd messinese, per bocca del segretario cittadino Beppe Grioli, in pole position per la poltrona di sindaco: “Dobbiamo esserne orgogliosi, l'occupazione del Pinelli è un atto d'amore verso la città”. Ben vista dunque anche in area Genovese, come già da tempo nell'area renziana di Ciccio Quero, presidente della IV circoscrizione, l'ipotesi di un'autogestione e di una ricostruzione “dal basso” degli spazi, per quanto, prosegue Grioli, “all'insegna di una mediazione, di cui dobbiamo farci carico, con le istanze dell'Autorità portuale e delle altre istituzioni”. L'ipotesi di un concorso di privati sul futuro degli spazi è del resto per lui tutt'altro che abbandonata: saranno decisive, forse, le prossime primarie. Scampato il timore di uno sgombero forzato, e incassato anche il sostegno dell'ingegnere capo del Genio Civile Gaetano Sciacca, gli occupanti del “Pinelli” si preparano nel frattempo a scendere in piazza sabato 26, con una manifestazione che proverà a raccogliere le varie vertenze lavorative della città e che si concluderà con un concerto dell'orchestra del Vittorio Emanuele. “Il contagio non si arresta!” dicono. E se non è ancora “Occupywaterfront”, certo è la prima vera castagna sul fuoco delle prossime elezioni. centonove Sicilia 25 GENNAIO 2013 MESSINA. Il manager dell’Asp 5 revoca la gara per affidare due Rsa pubbliche. E si scatenano i sospetti Disabili, “assist ai privati” Magistri annulla l’aggiudicazione delle residenze assistenziali di Patti e Sant’Angelo. Ma assicura: “Rimangono in mano all’azienza”. Una nota riservata però lo smentisce MESSINA. Manlio Magistri, il commissario dellʼazienda sanitaria provinciale di Messina, assicura che “la revoca in autotutela dellʼaggiudicazione delle gare per gestire le residenze sanitarie assistenziali pubbliche di SantʼAngelo di Brolo e di Patti è stata motivata esclusivamente da ragioni di legittimità”. Ma secondo i titolari delle cooperative che avevano vinto le gare tenute la scorsa estate e si apprestavano a firmare i contratti, lʼannullamento della gara avvenuto il 17 gennaio del 2013 è il primo passo per consegnare le due strutture (ognuna da 20 posti) destinate agli anziani over 65 abbisognevoli di riabilitazione, ai privati. Della stessa opinione è Francesco Poli, il predecessore di Magistri che ha bandito le due gare. Ed il cui operato è stato di fatto bocciato da chi ne ha preso nel luglio 2012 il posto. La tesi o, per meglio dire, il sospetto dei vertici delle cooperative e di Poli trova linfa in una nota inviata allʼassessorato regionale alla Sanità dallo stesso Magistri: una nota che smentisce le rassicurazioni del manager milazzese. SOSTIENE MAGISTRI. «Non era stata chiesta alcuna autorizzazione preventiva alla regione Sicilia a cui bisognava dimostrare la convenienza economica dellʼoperazione di esternalizzazione dei servizi. Lʼoperazione non è per nulla vantaggiosa. Basti pensare che le cooperative avrebbero incassato la retta giornaliera per tutti i 20 pazienti anche se i 20 pazienti non fossero stati di fatto ricoverati», spiega la decisione di revocare le gare lʼex direttore sanitario del Policlinico universitario di Messina. GUERRA IN CASA. Di opinione del tutto diversa è Vincenzo Manzi, il Facility manager dellʼazienda provinciale che ha preparato i bandi di gara. In una relazione datata 4 dicembre del 2012, il dirigente aveva difeso lʼoperato dellʼamministrazione: «La gara è assolutamente vantaggiosa per lʼazienda», ha scritto in sintesi, snocciolando numeri e norme giuridiche. Manlio Magistri CONTRADDIZIONI. Il commissario straordinario Magistri precisa: «Modificate le clausole del bando non convenienti per lʼazienda procederemo nelle prossime settimane ad una nuova gara. La struttura rimane pubblica». Tuttavia, la documentazione in possesso di Centonove, mostra che il commissario aveva provato a farle diventare private prima ancora di procedere alla revoca delle due aggiudicazioni: «Non potendosi dimostrare un concreto vantaggio economico per lʼazienda si chiede di trasformare i posti di Santʼangelo e Patti in posti privati mediante apposito decreto con con lʼadozione di un apposito decreto con conseguente revoca delle delibere di indizione ed aggiudicazione», ha scritto allʼassessorato alla Salute Magistri in due note datate 28 novembre del 2012 e 28 dicembre dello stesso anno. DIETROLOGIA. Secondo le direttive del ministero della Salute che la regione Sicilia aveva fatto proprie nel 2007 nella provincia di Messina si sarebbero dovuti attivare 368 posti letto nelle Residenze sanitarie LA SCHEDA assistite: 100 di questi, secondo un decreto regionale dovevano essere pubblici, ovvero sotto la direzione dellʼAsp 5. Quando Francesco Poli sbarca a Messina da commissario, a settembre del 2011, ne risultano attivati 240: di questi solo 20 pubblici, quelli della Rsa di San Piero Patti. Francesco Poli racconta: «La struttura di Case Nuove Russo di Patti era abbandonata da anni. In tempi record è stata ristrutturata. La struttura di SantʼAngelo di Brolo era in mano ad una cooperativa che, invece, di realizzare la Rsa la usava per ospitare i migranti e fare incassi molto più alti: gliela abbiamo tolta. Eravamo ad un passo dallʼattivare i 40 posti necessari per abbattere i ricoveri inappropriati di anziani negli ospedali. Ci sono una serie di società private rimaste fuori dal business delle Residenze assistenziali che spingono, magari appoggiandosi al politico di turno, per entrare nel circuito o estendere i loro interessi», osserva sibillino il manager catanese. Della stessa idea è, sia pure con toni diversi, Maria Gabriella Giacoponello, avvocato della cooperativa Villa Gaia Onlus che in associazione con Tomo X Srl che si era aggiudicata la gestione dellʼRsa di Patti: «Gli interessi nel settore sono molto forti specialmente in questo periodo di crisi economica e di competizione politiche. Il tempo sarà galantuomo». (M.S.) LEGALMENTE TRIBUNALE DI MESSINA G.D. Dr. Ugo Scavuzzo. Rif. RF 4/96 INVITO AD OFFRIRE - INVITO A PARTECIPARE ALLA GARA VENETICO – C.da Beviola – LOTTO 1: Frazione di fondo, sup. tot. mq 8707 di giacitura in parte pianeggiante e parte in pendenza in zona D1 destinazione industriale, con vincolo della soprintendenza ai BBCCAA di Messina - interesse etno antropologico. Prezzo base Euro 80.000,00. Rilancio minimo Euro 1.000,00. VALDINA – C.da Madonnuzza – LOTTO 2: Vecchia cava di argilla, completamente esaurita, destinata al deposito di materiale di risulta prodotti da opifici di zona; in parte zona C (insediamenti produttivi e tecnologici) ed in parte in zona B (discariche controllate e fascia di rispetto stradale) costituita da due corpi separati da strada comunale; sup. tot. mq 10.625. Prezzo base Euro 50.000,00. Rilancio minimo Euro 1.000,00. Vendita senza incanto 19.04.2013 ore 12.10 presso il Tribunale. Eventuale incanto 19.04.2013 ore 12.30. Curatore Avv. Letterio DʼAndrea 090/714000-090/6408815. Info sui siti www.asteannunci.it, www.asteavvisi.it, www.tribunale.messina.it, www.normanno.com. Ecco la residenza per gli anziani MESSINA. 368 posti letto: 268 privati, e 100 pubblici. Eʼ quanto prevede la rete di riorganizzazione delle Residenze sanitarie assistenziali per la provincia di Messina. Al momento sono attivi 248 posti privati e 20 pubblici: cento in meno di quelli previsti applicando gli standards dettati dal ministero della . Le Rsa sono strutture non ospedaliere, ma comunque a impronta sanitaria, che ospitano per un periodo variabile persone non autosufficienti di più di 65 anni di età, che non possono essere assistite in casa e che necessitano di specifiche cure mediche di più specialisti e di una articolata assistenza sanitaria. Secondo il piano deliberato da Francesco Poli il 16 marzo 2012 lʼAzienda sanitaria 5 di Messina deve attivare 20 posti a Barcellona Pozzo di Gotto e 20 a Taormina. (M.S.) Francesco Poli TRIBUNALE DI PATTI Rif. RGE 8/03 LOTTO 1. Appartamento sito in Capo dʼOrlando, Fraz. C.da S. Filadelfio, Via S. Filadelfio n° 32, posto al piano primo. Composto da due camere da letto, una cucina soggiorno, angolo studio, bagno, ripostiglio, disimpegno e scala per una superficie lorda complessiva di circa 182 mq, oltre due balconi di mq. 3 circa, con annesso giardino-corte esclusiva di mq 206 circa. Prezzo base Euro 100.705,00 ; Rilancio minimo Euro 2.000,00 Vendita senza incanto del 14/03/2013 ore 12,00 presso aula dʼudienza; G.E. Dr. S. Saija Custode Giudiziario: Avv. Luciano Fardella tel. 0941911897 Rif. RGE 8/03. Nel caso in cui la vendita senza incanto non possa effettuarsi per una delle cause di cui in premessa dellʼordinanza, è fissata la vendita CON INCANTO degli stessi beni, agli stessi prezzi e con lo stesso aumento minimo per il giorno 04/04/2013 ore 9,30 aula udienza. pagina 19 Sicilia 25 GENNAIO 2013 centonove MESSINA. I sindacati temono la chiusura del distaccamento della Marina militare. Ma... Maridist in bilico “La Marina non ha mai perso per strada nessuno”, assicura il comandante Santo Legrottaglie Cosa accadrà? “Rimodulazione e cambio di denominazione”. Filo diretto con Augusta DI VALENTINA COSTA MESSINA. Presiede la Zona Falcata. Custodisce il Forte SS. Salvatore e la Lanterna del Montorsoli, tra le poche testimonianze del ʻ500 arrivate fino a noi, e la stele della Madonna della Lettera. A due passi dal centro storico, è Santo Legrottaglie una città dentro la città, con strade spaziose, strutture, cantieri, alloggi, luoghi di svago e culto, oltre, ovviamente, alle navi. Pur essendo davanti agli occhi di chiunque attraversi la Cortina del Porto, la Base Navale vive quasi senza che Messina si ricordi della sua presenza e delle sue attività. Almeno finché lʼennesima emergenza non si profila allʼorizzonte. MARIDIST A RISCHIO. Lunedì 21 gennaio, un gruppo dei 206 lavoratori civili impiegati presso il Distaccamento della Marina Militare della Zona Falcata – il Maridist – e le loro rappresentanze sindacali, si è presentato dinnanzi alla Prefettura. I sindacati hanno manifestato a Filippo Romano, Capo di Gabinetto, la loro preoccupazione circa la paventata soppressione del Maridist, prevista per il 31 dicembre 2013, secondo il Decreto Legge n.95 del 6 luglio 2012. Preoccupazione concreta, quella di dipendenti e sindacalisti. Perchè in città qualcosa, anni fa, si è già perso. 2002, IL TRASLOCO. Messina, nel 2002, ha già perso il Comando Militare Marittimo Autonomo, trasferito ad Augusta, pur conservando tutta la forzalavoro civile e diverse funzioni di Marisicilia. La notizia della soppressione del Maridist, prevista nellʼambito del progetto di revisione organizzativa delle forze armate per tagliare i costi della Difesa, ha creato un certo allarme. La città perderà la Marina Militare? Probabilmente no. Parola di ammiraglio. Il distretto della marina militare di Messina all’inter LA SCHEDA Come ti organizzo la base NON OSPITERA PIU IL COMANDO di Marisicilia, ma la Base Navale della Zona Falcata è ancora sede di numerose attività della Marina Militare, in cui vengono impiegati i 206 civili dipendenti dal Ministero della Difesa. A gestire dal punto di vista logistico la base è il Maridist, il Distaccamento della Marina Militare di Messina, che si occupa anche delle relazioni esterne e istituzionali. Sotto diretta dipendenza della Marina ci sono il Comando Zona Fari, che gestisce i punti di segnalazione di tutta la Sicilia e di parte della Calabria; il Circolo Ufficiali e Sottufficiali; lʼUfficio Staccato del Genio Militare della Marina di Augusta su Messina e un presidio sanitario. Il Distaccamento gestisce gli uomini e le navi militari in sosta e in transito, gli alloggi per i militari, la mensa di servizio della base, il controllo dei varchi e la cura degli spazi verdi. pagina 20 centonove Sicilia 25 GENNAIO 2013 rno della zona falcata NESSUN PERICOLO. “La soppressione del Maridist porterà semplicemente ad nuova denominazione del Distaccamento e ad una rimodulazione funzionale della base, di conseguenza a quanto accadrà ad Augusta”, spiega il comandante del Maridist, Santo Legrottaglie. “La base di Marisicilia diverrà infatti Comando Logistico di Area. Attendiamo le direttive dello Stato Maggiore per capire cosa questo significherà per Messina. Nostro primo interesse in questa riorganizzazione è, in ogni caso, la tutela del personale civile che da anni lavora al nostro fianco. La Marina non ha mai perso per strada nessuno”, assicura Legrottaglie, che, precisa “lʼunico rischio potrebbe essere qualche caso di mobilità, che si cercherà di evitare. LʼAmmiraglio Roberto Camerini (neocomandante della Base Marisicilia di Augusta, ndr) farà ben presenti le istanze di Messina dinnanzi allo Stato Maggiore”. Camerini è stato in città mercoledì 23, quando ha incontrato, insieme al Comandante Legrottaglie, i rappresentanti delle sigle sindacali. LE RASSICURAZIONI. “Con un atteggiamento di grande apertura, lʼAmmiraglio ha assicurato che presenterà allo Stato Maggiore delle proposte di riorganizzazione delle funzioni per la base Navale di Messina”, ha spiegato il segretario Cisl, Calogero Emanuele. “A queste proposte i sindacati lavoreranno di concerto con il Comando del Maridist”. Santo Legrottaglie ha annunciato che incontrerà mercoledì prossimo le rappresentanze sindacali. “Cercheremo di mostrare come il personale civile è proficuamente impegnato nella base di Messina, e non solo per attività inerenti la Marina”, spiega il Comandante del Maridist. “Da qualche anno abbiamo reso fruibili alla collettività i beni storici presenti allʼinterno della base: non solo in occasione della Notte della Cultura, ma anche alle scolaresche che ne fanno richiesta, vengono proposte visite guidate. Il prossimo passo è proporre regolarmente delle escursioni, con navette in partenza dal centro città, ai crocieristi che fanno scalo, ma anche ai messinesi che vogliono scoprire le meraviglie della Zona Falcata”. Lo scorso anno sono state più di 9000 le persone che hanno visitato la base. Ecco cosa cʼè dentro. Il panorama dalla struttura militare DENTRO LA BASE. La base navale è dotata di un autoparco, di una piazzola per elicotteri, di una chiesa, di un asilo, di una filiale bancaria e di impianti sportivi. Rilevante la presenza della Capitaneria di Porto di Messina, accorpata proprio allʼinizio di questʼanno allʼAutorità Marittima per la Navigazione nello Stretto, che ha le sue strutture allʼinterno della base navale. Sono presenti il Reparto di Supporto Navale e la VI Squadriglia della Guardia Costiera, con rispettivi pattugliatori e motovedette. Nel 2011 è stata aperta la scuola VMTIS, per formare gli ufficiali che vanno poi a monitorare il traffico navale con il nuovissimo sistema VMS. pagina 21 Cʼè solo la Marina? No. Tra i Comandi Esterni sono presenti la Stazione Navale di Manovra del Gruppo Aeronavale della Guardia di Finanza; il comando della Stazione dei Carabinieri e il Distaccamento Navale dei Vigili del Fuoco di Messina. In totale in tutta la base sono impiegati trecentoottantanove civili. Ad essi si vanno ad aggiungere i centottanta impiegati dellʼex-Arsenale, oggi Agenzia Industrie Difesa, che non dipende dalla Marina. Questʼultimo si occupa di cantieristica navale, con attività di manutenzione, riparazione e modifiche non solo a navi militari, ma anche civili e da diporto. Sicilia 25 GENNAIO 2013 centonove IL CASO. Secondo il rapporto Antigone avrebbe un sovraffollamento del 269%. Ma i dati sarebbero errati Carceri piene, il giallo di Mistretta Il sindacato di polizia penitenziaria Sappe registra solo 40 “ospiti” a fronte dei 47 previsti. E contesta l’ipotesi di chiusura. Rimane incompiuto l’istituto di Rometta. Costato milioni di euro DI GIUSEPPE CUVA MISTRETTA. Il più sovraffollato dʼItalia. Lʼapertura della casa circondariale di Mistretta non solo è appesa a un filo secondo i piani ministeriali dovrebbe chiudere - ma secondo l'ultimo rapporto di Antigone, l'associazione che si batte per i diritti nelle carceri, quello nebroideo è un caso limite in cui il numero dei detenuti è più che doppio rispetto ai posti regolamentari con il poco invidiabile record negativo del 269% in più. Uno studio che ha fatto andare su tutte le furie i sindacati della polizia penitenziaria. «Niente di più falso - dichiara Filippo Consentino, vicesegretario regionale della Sappe (sindacato autonomo polizia penitenziaria) - la casa circondariale di Mistretta non è mai stata sovraffollata. Oggi, ad esempio, conta 40 detenuti a fronte dei 47 previsti. Anzi un reparto di recente ristrutturato con circa 60 mila euro di soldi pubblici, in atto risulta chiuso, pur essendoci un ordine dipartimentale». A Mistretta, secondo il Sappe, viene anzi applicato alla lettera lʼarticolo 27 della costituzione il quale stabilisce che un individuo può essere privato della libertà, ma mai della dignità” «e tutto ciò succede con il personale sottorganico che riesce a fare un ottimo lavoro anche con turni massacranti», sottolinea Consentino. Che il carcere di Mistretta sia a serio rischio chiusura secondo i tagli previsti dal Ministero è un dato di fatto. A Mistretta rischia di chiudere anche il tribunale, lʼagenzia delle entrate, lʼospedale, la compagnia dei carabinieri dovrebbe essere declassata a semplice tenenza. «Oltre a quello amastratino dovrebbero chiudere anche gli istituti di Nicosia e Modica - continua Consentino - e ci troveremmo in unʼarea di circa 300 km compresa tra Barcellona, Enna e Termini Imerese, senza polizia penitenziaria, carceri, tribunali, dando così il via libera alla criminalità che in questa vasto territorio troverebbe una zona franca». Si ragiona solo in una logica di tagli, aggiunge il sindacalista, che tanto logica non è. «La chiusura delle piccole realtà carcerarie - sostiene - aggraverebbe ancora di più la già precaria situazione delle prigioni italiane, in quanto molti dei detenuti, che già vivono in modo precario, si troverebbero “stipati” nelle varie ali di altri penitenziari che si trovano già in difficoltà. Per non parlare dei gravi disagi che si troverebbero ad affrontare le famiglie dei carcerati, per lo più famiglie disagiate economicamente, che dovrebbero raggiungere posti lontani affrontando spese che non potrebbero permettersi. Ma anche le famiglie del personale andrebbero incontro a disagi non indifferenti, poiché cʼè chi affronta mutui, spese quotidiane e deve mantenere gli studi dei figli. Si troverebbe ad affrontare ulteriori somme dovendo spostarsi obbligatoriamente in altre sedi». Il problema del carcere a Mistretta sembrava risolto più di un anno fa, quando il paese nebroideo fu inserito nel piano della nuova edilizia carceraria avallato dallʼattuale segretario della Pdl Angelino Alfano, allora guardasigilli, e che prevedeva quindi la costruzione di un super carcere. Al progetto si era molto dedicata lʼamministrazione del sindaco Iano Antoci che aveva anche concesso un terreno gratuitamente dove edificare il nuovo istituto penitenziario che sarebbe divenuto unʼoccasione di rilancio per la città. Con lʼarrivo del governo Monti, i proverbiali tagli hanno bloccato sul nascere questo investimento e il nuovo super carcere di Mistretta è rimasto un sogno. In provincia di Messina anche i comuni di Rometta e Patti ospitano delle strutture carcerarie, ma rimangono chiuse. Quello di Rometta centro non è mai stato completato rimane un palazzone dimenticato da tutti. La costruzione iniziò negli anni '70 senza avere mai fine. Uno spreco di denaro pubblico ed un controsenso se si pensa ai problemi cronici in fatto di sovraffollamento degli istituti penitenziari. La storia comincia quando il Ministero di Grazia e Giustizia PATTI Un museo dietro le sbarre Il sindaco Aquino chiede in concessione i locali chiusi per esporre reperti archeologici L’ingresso del carcere di Mistretta PATTI. Il vecchio carcere di Patti resta inutilizzato. Sembra di difficile realizzazione il programma del sindaco Mauro Aquino il quale vorrebbe utilizzare lʼimmobile trasformandolo in un museo archeologico ed unʼarea polifunzionale dove collocare tutti quei reperti rinvenuti sul territorio e che, per insufficienza di spazi, si trovano altrove. Lʼimmobile rimane proprietà del Ministero. Ma Aquino ci crede. Lʼex carcere potrebbe diventare un museo dove troverebbero ospitalità gli ingenti reperti che si trovano nei musei di Siracusa, Palermo e Messina e, in massima parte, addirittura depositati nei magazzini e quindi non fruibili dai turisti e dagli pagina 22 amanti dell'arte e della cultura. A tal fine il sindaco Aquino aveva richiesto all'Agenzia del Demanio di Catania la concessione dʼuso o di vendita dellʼex carcere, ma tale istanza non sembra trovare accoglimento perché sembra che il bene sia stato ritenuto inalienabile. Tutto a danno della comunità che considera ciò un vero spreco perché lʼimmobile, che ha un valore storico in quanto ospitava un vecchio convento, resta in una situazione di degrado. Anche in passato varie amministrazioni avevano chiesto la possibilità di sfruttare lʼimportante opera ma le risposte sono state sempre negative. Ma il sindaco Aquino non intende arrendersi e annuncia altre iniziative: «Continueremo a richiedere che venga valutata la concessione o la vendita del bene per adibirlo a spazi polivalenti o per realizzare un museo. Ritengo che i privati siano in grado di sfruttare adeguatamente una struttura di immenso valore e bellezza» conclude il primo cittadino. Pamela Arena centonove Sicilia 25 GENNAIO 2013 L’APPELLO Emergenza sovraffollamento Le proposte dei direttori Barbera, Bellelli e Gelardi Per far fronte all'emergenza nelle carceri italiane, dovuta al sovraffollamento in cella, non servono riforme costose. Anzi, si potrebbe attuare una riforma a costo zero. Parola di tre direttori di case circondariali siciliane. Rita Barbera, Letizia Bellelli e Antonio Gelardi, responsabili rispettivamente dell'Ucciardone, dei penitenziari di Enna e Augusta, infatti, hanno scritto una lettera appello, che inizia in modo chiarissimo: "Uno dei disegni di legge naufragati con la fine della legislatura, è quello sulle pene alternative". I tre direttori, soci dell'associazione Libertà e Giustizia, spiegano: «Ancora oggi il nostro sistema penale è incentrato sulla pena detentiva in carcere. Il fascismo, sistema deprecabile, si servì tuttavia di fior di giuristi; uno di questi fu l'allora guardasigilli Alfredo Rocco, artefice di un codice penale che nella sua struttura portante sopravvive ancora oggi e prevede, anche per reati di lieve entità, come pena principale quella detentiva in carcere. Poi la pena non sempre viene applicata, ma la sanzione comminata nominalmente, come autorevolmente sottolinea il Consiglio superiore della magistratura nel suo parere al disegno di legge Severino sulle pene alternative, risponde più all'esigenza di rassicurare l'opinione pubblica che a quella di dare una risposta reale ed efficace al crimine». Ecco, dunque, quello che accade oggi: «Un giudice, quello cosiddetto di cognizione, commina la condanna a una pena detentiva in carcere - spiegano i tre direttori - poi, in alcuni casi interviene un altro giudice, quello di sorveglianza, che converte la pena in una misura alternativa al carcere. Si tratta quindi di un beneficio da concedere caso per caso, che richiede comunque un ulteriore passaggio processuale e in parecchi casi non impedisce un breve, inutile e dannoso passaggio in carcere. In tale contesto poi, sono i detenuti appartenenti alla cosiddetta marginalità sociale (extracomunitari, tossicodipendenti di lunga data, disagiati psichici e psichiatrici) che rappresentano la percentuale maggiormente significativa di detenuti, ad avere le maggiori difficoltà di accesso alle misure alternative esterne per l'assenza di idonei riferimenti: lavoro, domicilio, riferimenti familiari in grado di sostenere praticabili percorsi di inclusione sociale e per la difficoltà di avvalersi di una valida difesa». Infine, l'appello: «Ci auguriamo che nel centro sinistra ci si ricordi che l'indulto del 2006, a cui seguì il nulla nella politica carceraria, segnò un picco negativo di consensi per il governo Prodi e forse contribuì all'inizio della fine di quell'esperienza governativa. E ci auguriamo che tutte le forze politiche presenti nel parlamento prossimo venturo guardino all'Europa non solo per lo spread o per il fiscal compact, ma anche per i diritti civili». decise nel 1972 di abbattere il vecchio carcere, uno storico edificio risalente all'800, e di ricostruirlo ex novo con l'intento di farlo tornare in funzione. Una struttura di tre piani più un seminterrato (da utizzare come garage) prese il posto del istituto risalente allʼepoca borbonica lasciando già da subito l'amaro in bocca per una prima perdita di valenza storica, ma la cosa più grave che si palesò subito fu che il termine dei lavori, nonostante mancassero pochi accorgimenti, non ebbe mai luogo ed il nuovo edificio non entrò mai in funzione. Era stato preparato tutto, dagli alti muri di recinzione all'illuminazione interna ed esterna, furono persino installati gli impianti di riscaldamento ed i sanitari, porte e finestre. Tutto rimasto in balia dei vandali. Nel 1997 il carcere venne occupato per protesta da alcuni attivisti, tra cui Pino Visalli e Rosa Maria Giordano, che per oltre sei mesi restarono nella struttura cercando di sensibilizza l'opinione pubblica. Visalli, torno a far sentire la propria voce nel 2007, ipotizzando l'utilizzo dell'edificio da parte dei Carabinieri per i quali, al contrario, viene pagato un affitto. Ipotesi, quella del trasferimento dei militari che venne abbracciata dal senatore Salvo Fleres. «Un tempo - spiega Fleres - il carcere era considerato dagli abitanti di Rometta come una fonte di sostegno per lʼeconomia locale in considerazione dei guadagni procurati dalle visite dei familiari ai detenuti». RISARCIMENTI Tre metri quadrati a persona Soldi in arrivo per i detenuti delle carceri italiane. E assegni a cinque zeri. I sette carcerati che si sono rivolti alla Corte di Strasburgo e a cui l'Europa ha riconosciuto un risarcimento per trattamento “inumano e degradante” riceveranno 100 mila euro ciascuno per danni morali. SOVRAFFOLLAMENTO CRONICO. Lo scorso 8 gennaio la Corte Europea dei diritti umani di Strasburgo (Cedu) aveva condannato l'Italia per il sovraffollamento delle carceri. La sentenza dava un anno di tempo per individuare soluzioni idonee a risolvere una situazione diventata ormai «cronica e strutturale». TRE METRI QUADRATI A PERSONA Il caso prendeva le mosse dai ricorsi presentati dai sette detenuti, tre dei quali rinchiusi nel carcere di Piacenza e quattro in quello di Busto Arsizio. Tutti i carcerati vivono in celle originariamente pensate per un detenuto e ora utilizzate per tre persone, con il risultato che ognuno ha a disposizione 3 metri quadrati. Uno spazio troppo angusto, che ha fatto scattare la violazione e la decisione della Corte di Strasburgo. Un precedente che rischia di scatenare una tempesta di ricorsi. Giovanni Lucentini durante una delle presentazioni del Progetto Bussola L’opuscolo realizzato per l’inserimento sociale dei detenuti Il futuro? In una guida L’iniziativa nell’ambito del Progetto Bussola promosso dalla Team Project di Messina. Lunedì la presentazione MESSINA. Una guida ideata esclusivamente per aiutare i detenuti. Dentro e fuori la struttura penitenziaria. Tante informazioni utili ed essenziali, per la prima volta, messe nero su bianco. L'iniziativa nasce nellʼambito del Progetto Bussola, promosso dall'Associazione Team Project e finanziata dalla Regione Siciliana, per lʼintegrazione dei detenuti tramite la formazione e lʼorientamento. Un progetto che ha dato lʼopportunità ai carcerati in esecuzione penale dellʼIstituto penitenziario di Gazzi, dellʼOpg di Barcellona e dellʼUepe di frequentare sette corsi di formazione: Copy Editor, Impaginatore Grafico, Florovivaismo, Sartoria Professionale, Call Center, Archivista Bibliotecario, Pulizia e Igiene. E ora arriva la guida che verrà presentata e distribuita lunedì 28 gennaio, nel corso di un seminario informativo previsto allʼinterno del carcere di Messina. «Eʼ una pubblicazione - spiega Giovanni Lucentini, presidente di Team Project - pensata e realizzata con lʼobiettivo di rendere più semplice il periodo di permanenza pagina 23 allʼinterno di un'istituzione carceraria». Ma non solo. «Vuole anche essere continua il presidente uno strumento di facilitazione per tutti coloro che, fuori dal circuito di detenzione, intendono proiettarsi verso un reale reinserimento sociale e lavorativo». Sfogliando le pagine dellʼopuscolo, infatti, si trovano informazioni essenziali per chi esce dal penitenziario. Come e dove rifare i documenti e quali sono le associazioni e le comunità cittadine che si occupano del reinserimento sociale. La guida dedica ampio spazio anche alla figura del Garante dei Diritti dei detenuti, con i relativi numeri di telefono, e allʼUfficio per lʼesecuzione penale esterna. Ma soprattutto è possibile trovare specifiche informazioni su come e in che modo cercare lavoro o avviare unʼattività autonoma. Tutto è stato curato nei minimi dettagli. «Il nostro intento - continua Giovanni Lucentini - è quello di agevolare il più possibile gli ex detenuti. Per questo, allʼinterno della guida, in un capitolo spieghiamo come si compila un curriculum vitae e come si imposta una lettera di presentazione. E soprattutto precisiamo quanto oggi sia importante avere un indirizzo di posta elettronica». I detenuti che riceveranno la guida avranno anche lʼopportunità di conoscere tutte le agevolazioni che la legge “Smuraglia” offre alle aziende che assumono personale detenuto. La guida è stata redatta da Lucia Carcione, Francesco De Bella e Cinzia Zummo. Lʼediting è stato curato da Simona Risitano. Partito nel gennaio del 2010, adesso il progetto Bussola è alle battute finali e Giovanni Lucentini coglie lʼoccasione per tirare le somme. «Eʼ stato uno dei progetti più completi organizzato negli ultimi anni nella nostra città. Abbiamo offerto consulenza - conclude Lucentini - e ci siamo preoccupati anche di tutti gli aspetti che riguardano lʼinserimento sociale». La Team Project ha lavorato al Progetto Bussola in collaborazione con la Confesercenti, la Camera di Commercio, la Commissione Provinciale per l'emersione del lavoro non regolare, la Coop Lilium, La Coop Progetto Sociale, lʼAssociazione In Opera e la Lam. Qui Scuola 25 GENNAIO 2013 centonove MILAZZO. L’ISTITUTO DIRETTO DA STELLO VADALA’ HA ORAGANIZZATO QUATTRO GIORNI DI INIZIATIVE PER FAR CONOSCERE IL CORSO DI STUDI. CON L’AIUTO DELLE IMPRESE L’OrientaGiovani del Majorana MILAZZO. 3500 alunni provenienti dalle scuole secondarie di primo e secondo grado, 25 istituti comprensivi del territorio Barcellona – Villafranca, 4 Università (Messina, Catania, Enna e Reggio Calabria) per un totale di 22 corsi di studi presenti, 18 aziende del comprensorio, 250 studenti e 70 docenti della scuola oltre al personale Ata e della segreteria impegnati ininterrottamente per quattro giorni. Questi i numeri della 7° edizione di “Orientagiovani”, lʼormai tradizionale appuntamento svoltosi allʼIstituto Tetcnico “Ettore Majorana” di Milazzo, su iniziativa del dirigente scolastico, Stello Vadalà. Iniziativa realizzata in collaborazione con il Comune di Milazzo, la Raffineria, LʼEdipower e con lo sportello multifunzionale ME04 del centro servizi Enfap di Messina. Alla cerimonia conclusiva di questa mattina è intervenuto il dirigente dellʼufficio scolastico provinciale, Emilio Grasso che ha espresso il suo plauso per il lavoro svolto dalla scuola in un momento fondamentale per il futuro dei ragazzi, sia per quel che concerne la scelta del corso di studio, sia per il successivo indirizzo universitario. Presenti anche la dirigente scolastica dellʼistituto Conti di Lipari, Tommasa Basile che ha evidenziato la collaborazione esistente col “Majorana” nella comune visione di scuola quale strumento di cultura e formazione e il responsabile della Milauto, Franco Foti che ha sottolineato lʼimportanza della sinergia scuola-aziende, preannunciando a breve uno stage con i ragazzi del corso di Meccanica, al fine di poter individuare le migliori espressioni per un inserimento nel mondo lavorativo, dove oggi, anche nei settori prettamente tecnici occorre avere una adeguata preparazione informatica. Soddisfatto dei riscontri il preside Vadalà: «La nutrita partecipazione registrata in questa settimana da parte delle aziende e delle istituzioni del territorio e lʼentusiasmo dei colleghi delle scuole provenienti dallʼintera provincia, da Capo dʼOrlando a S. Teresa, che hanno aderito allʼiniziativa, convincono sempre più me ed il mio impagabile ed insostituibile staff che quando abbiamo iniziato questa avventura orientativa rivolta ai giovani delle superiori e ai giovanissimi delle medie di 1° grado del territorio, abbiamo visto giusto. I ragazzi e le famiglie, prima della loro scelta devono conoscere, devono sapere». «Mi occupo da sempre di orientamento continua Vadalà - credo che tutti gli alunni abbiano il diritto di guardarsi intorno a 360° e di decidere con criterio e convinzione. Ne deriverà la determinazione che farà di loro i seri ed impegnati professionisti di domani. Eʼ stata pesante, abbiamo lavorato senza interruzione, ma la macchina ha funzionato». ISCRIZIONI ONLINE Arriva lo sportello della Flc Cgil di Messina MESSINA. La Flc Cgil di Messina ha attivato, presso la sede di Messina di via Peculio Frumentario, uno Sportello di consulenza che sarà attivo il lunedì, il mercoledì e il venerdì dalle 17.00 alle 19.00. Un servizio per dare sostegno e supporto alle famiglie che avessero difficoltà con le nuove procedure di iscrizione scolastica online. Le iscrizioni online per tutti gli ordini di scuola si sono aperte il 21 febbraio e scadranno il 28 febbraio 2013. Una nuova procedura, soprattutto nei primi giorni, ha creato non poche difficoltà ai genitori non pratici con le nuove tecnologie. Proprio per questo motivo anche il Liceo “F. Maurolico” ha deciso di fornire un supporto tecnico per le famiglie. Lʼuffico di segreteria, infatti, resterà aperto fino a giovedì 28 febraio 2013 dal lunedì al sabato dalle 8,30 alle13,30 e da lunedi a venerdì dalle 15 alle 17. ISTRUZIONE PER L’USO di Andrea Smith Iscrizioni per gli alunni entro il 28 febbraio La circolare 96/12, che fissa il termine per le iscrizioni al 28 febbraio 2012, ribadisce che per gli alunni con cittadinanza non italiana si applicano le stesse procedure di iscrizione previste per gli alunni con cittadinanza italiana. Per i percorsi di istruzione per adulti, in attesa della pubblicazione del Regolamento che ridefinisce il settore, è fatta riserva di fornire ulteriori istruzioni; nel frattempo il termine per effettuare le iscrizioni resta fissato al 31 maggio. Secondo il D. M. n° 139/2007 – Regolamento in materia di adempimento dellʼobbligo di istruzione -, gli studenti che non hanno conseguito il titolo conclusivo del primo ciclo e che hanno compiuto il 16° anno di età possono conseguire tale titolo anche nei centri provinciali per lʼistruzione degli adulti ovvero, dove ancora non istituiti, presso i centri territoriali permanenti. Dal prossimo settembre debutterà il liceo sportivo. Rispetto alle discipline dellʼordinario liceo scientifico sono introdotte due nuove materie: “diritto ed economia dello sport” e “discipline sportive” che vanno a sostituire “disegno e storia dellʼarte” e “lingua e cultura latina”. Inoltre, è previsto il potenziamento di “scienze motorie e sportive”. Come precisato dal MIUR, lʼiscrizione è aperta a tutti, anche ai disabili, e non sono previste prove selettive dʼingresso. In effetti, la sezione non è finalizzata solo alla formazione scolastica di giovani che praticano sport a livello agonistico e sono magari impegnati in competizioni di rilievo nazionale o internazionale, ma si rivolge anche agli studenti pagina 24 particolarmente interessati ai valori propri della cultura sportiva. In prima applicazione le Regioni, competenti in materia, potranno autorizzare un numero di sezioni non superiore a quello delle rispettive province. Eʼ il caso di ribadire che lʼiscrizione alle prime classi va fatta esclusivamente on line (la registrazione deve essere eseguita nello spazio www.iscrizioni.istruzione.it e non su POLIS); le segreterie scolastiche, oltre ad informare ed orientare, assicureranno alle famiglie il necessario supporto tecnico. Se la famiglia non dispone di un computer e accesso a internet né di una casella di posta elettronica, la segreteria scolastica della scuola frequentata o quella di destinazione, su esplicita richiesta del genitore, provvederà alla compilazione della domanda dello studente. Al termine della procedura il sistema produrrà la conferma dellʼiscrizione, che stampata, verrà consegnata alla famiglia col valore di ricevuta. 25 GENNAIO 2013 Economia centonove NAUTICA. Dopo la società operativa arriva al capolinea anche la holding Aicon, Siclari nei marosi Il fallimento della società di Giammoro che produceva imbarcazioni di lusso “arricchisce” di documenti contabili l’inchiesta penale. Tutti i retroscena DI MICHELE SCHINELLA BARCELLONA. Un fallimento dietro lʼaltro: prima la società operativa; ora la holding. E unʼinchiesta penale si arricchisce di documenti contabili compromettenti e dichiarazioni testimoniali di chi è stato per anni nella plancia di comando, a stretto contatto con il patron della società di Giammoro quotata in Borsa che progettava e produceva imbarcazioni di lusso. Indisponibile a immettere liquidità, per paura di essere invischiato in un processo penale il patron Lino Siclari, attraverso i suoi legali, aveva cercato di evitarlo in ogni modo nonostante lo stato di insolvenza fosse evidente da 2 anni e i debiti superassero i 140 milioni di euro. Lunedì 21 gennaio 2013 è arrivato il fallimento (essenziale per contestare la bancarotta) della holding del gruppo Aicon, ma le indagini sulla gestione del gruppo creato dallʼarchitetto messinese erano già in corso da ottobre 2012. I sostituti della Procura di Barcellona diretta da Salvatore De Luca erano stati innescati a ottobre del 2012 da una relazione di Mauro Romano, commissario straordinario della società operativa del gruppo, Aicon Yacth Spa. Il docente lʼaveva consegnata ai giudici del Tribunale fallimentare della città del Longano con le parti “penalmente rilevanti”, come si dice in termini tecnici, secretate con degli omissis e rimesse alla valutazione Procura. Che si è subito messa in movimento. La relazione del commissario straordinario, Romano, costrinse i giudici del Tribunale di Barcellona Michele Galluccio, Assunta Cardamona e Danilo Maffa, a tornare sui loro passi, revocando lʼammissione allʼamministrazione straordinaria, e a dichiarare il fallimento di Aicon Yacth Spa. Nella stesse ore del 5 ottobre 2012 in cui veniva dichiarato il fallimento gli stessi Lino Siclari giudici barcellonesi, sulla base di una relazione del commissario giudiziale Francesco Ruvolo, avevano revocato lʼammissione al concordato preventivo della holding del gruppo fissando lʼudienza per il fallimento. Sulle spine, oltre a Siclari, ora ci sono gli amministratori delle 2 società. RIPENSAMENTI. Lino Siclari, nellʼestate del 2010, quando la situazione e il futuro del gruppo apparivano compromesse aveva affidato infatti allʼavvocato di Catania Gaetano Franchina e al suo legale storico Dino Arrrigo il compito di presentare delle proposte di concordato preventivo. Che in una prima fase erano state pure valutate positivamente dal Tribunale. Eʼ stata una relazione di Domenico Cataldo, avvocato nominato commissario giudiziale di Aicon Yacth Spa a far saltare i piani di Siclari. «Nei conti di Aicon Yacth Spa per come sono stati rappresentati dalla società ci sono alcune cose che non vanno», aveva scritto Cataldo il 5 aprile del 2012 ai giudici. AUTO...BOCCIATURE. Ai tre giudici Gallucio, Cardamona e Maffa, il primo giugno del 2012 non rimase che revocare lʼammissione al concordato preventivo. Dichiarazione di fallimento? No. Colpo di scena. Nella stessa giornata i medesimi giudici senza che ci fosse alcuna richiesta da parte di alcuno, di loro iniziativa (primo e unico caso in materia), hanno disposto lʼamministrazione straordinaria prevista per le grandi aziende in crisi da una legge del 1999, cosiddetta legge Prodi, che mette a disposizione risorse per il rilancio dellʼazienda. I giudici non si curarono delle proteste di alcuni legali che a tutela dei creditori si sono battuti perchè fosse dichiarato il fallimento. Uno di questi, Milly Casucci, osservò: «La legge riserva lʼamministrazione straordinaria alle aziende in crisi non alle aziende che non svolgono attività e non hanno commesse», disse, invano, lʼavvocato. Lʼordinanza dei giudici è stata depositata il 12 giugno 2012. PREVISIONI FATALI. Siclari il primo giugno del 2012 (quando il provvedimento non era stato depositato) incontrando i sindacati nella sede di Confindustria a Messina ne aveva già immaginato lʼadozione: «Il fallimento può essere evitato con lʼamministrazione straordinaria». A Romano, nominato dal ministro allo Sviluppo economico, Corrado Passera, bastarono pochi giorni di lavoro per capire che lʼavvocato non aveva tutti i torti: «Mi aspettavo di trovare unʼazienda attiva non chiusa», disse ai sindacalisti. Romano scoprì poi non solo che i dati di bilancio non erano del tutto veritieri ma che erano state fatte operazioni a danno dei creditori. I TRUFFATI La batosta ai risparmiatori Gli investitori ci hanno rimesso 120 milioni. Ecco l’avventura in Borsa. Bollata come fraudolenta MESSINA. Salvatore Candido, il manager che aveva ingaggiato alla vigilia dellʼestate del 2011 per risanare il gruppo, gli aveva chiesto di rispettare gli impegni assunti e di immettere 3 milioni di euro di risorse fresche. Ma Lino Siclari lʼimpegno assunto non lo rispettò: “dimise” il manager e percorse la via del concordato preventivo. Una via “fallimentare”: in tutti i sensi. «Non ho soldi da buttare in un risanamento impossibile», disse lʼarchitetto. I tre milioni di euro costituiva il 2% di quanto Siclari aveva incassato dalla quotazione in Borsa del titolo Aicon. Per contro, i risparmiatori ci hanno rimesso in tutto 120 milioni di euro, il controvalore delle azio- ni Aicon piazzate a marzo del 2007 sul mercato. Lʼavventura in Borsa della società di Giammoro è in questo dato. Unʼavventura che è stata bollata come fraudolenta, ai danni degli investitori, da parte della Consob, lʼautorità di Borsa, che pure aveva dato il via libera alla quotazione. Ma chi lʼha ideata, curata e consentita se lʼè cavata con una multa di poche centinaia di migliaia di euro. In poche parole, Aicon Spa per ottenere la quotazione in Borsa, avvenuta il 14 marzo del 2007, ad un valore alto (4 euro e 10 centesimi) aveva prodotto e venduto decine di imbarcazioni non a clienti veri e propri ma a società della stessa galassia Aicon. La Consob, lʼorgano che avrebbe dovuto vigilare a tutela dei risparmiatori, ha sanzionato i membri del Consiglio dʼamministrazione in carica al momento della quotazione, Siclari, Nino Parisi e Gaetano Visalli e ai tre revisori dei conti, Giovanni Barbara, Marcelo Gamba e Fausto Causarano, con una multa che in tutto arriva a 800mila euro. Una multa di 100mila euro lʼha irrogata pure allʼistituto responsabile del collocamento in Borsa, pagina 25 Unicredit Banca mobiliare Spa. In tutto quasi un milione di euro, neanche lʼuno per cento di quanto Siclari ha rastrellato sul mercato. Lʼautorità di vigilanza guidata allʼepoca da Lamberto Cardia ha sanzionato Price Water House Cooper Spa, società che aveva certificato i bilanci del 2005 e soprattutto del 2006, ordinandogli di non avvalersi più del funzionario che lʼaveva effettuata. Fuori dai termini tecnici, i vertici di Aicon avevano pompato la produzione in vista della quotazione; lʼistituto bancario di collocamento in Borsa ha fatto finta di non vedere che le barche erano ordinate e vendute solo virtualmente; allo stesso modo si è comportata la società di certificazione del bilancio. Nessuna sorpresa dunque se quando è stato alzato lʼaltarino dellʼimbroglio il titolo è crollato a 10 centesimi, i risparmiatori sono rimasti con un pugno di mosche e le barche, costruite in fretta e in furia, vendute solo sulla carta, siano rimaste ormeggiate nei porti o nelle aree adiacenti lo stabilimento di Giammoro. M.S. Economia 25 GENNAIO 2013 centonove ROCCALUMERA. Elena Barletti crea lampade con fibra di fico d’india e prodotti naturali La luce che piace agli arabi Braccio di ferro tra aziende italiane e del Medioriente per contendersi la commercializzazione dei pezzi unici. Che ricordano le fiabe di Andersen DI GIUSEPPE PISTONE ROCCALUMERA. La “luce” di Roccalumera nel segno dellʼarte e dellʼambiente, conquista i paesi orientali. Di scena i prodotti naturali come la fibra di fico dʼindia diventata il vero “marchio artistico”, modellata per creare lampade e piantane in esposizione in questi giorni al Macef Expo di Milano. Elena Barletti, 21 anni, di Roccalumera, studentessa di lingue e letteratura straniera allʼUniversità di Ragusa, sostenuta dal padre Franco, ha deciso di inventarsi un lavoro, rispolverando i segreti del nonno Paolo, ebanista. Con il suo marchio “Rocca di Lumera” è già volata a Milano per esporre le sue “creature” al MACEF Expo dal 24 al 27 gennaio. Un esempio di imprenditoria giovanile che privilegia il “fatto a mano” che ha suscitato lʼinteresse di unʼazienda araba che sarebbe pronta a firmare il contratto ed acquisire i prodotti. A contendersi gli articoli anche unʼimportante azienda italiana di arredamenti che chiederebbe però lʼesclusiva. Il marchio “Rocca di Lumera”, produce lampade artigianali e complementi d'arredo realizzati con materie prime locali, ha già fatto il giro del mondo sul web. Frutto di una ricerca storica legata alle forme di legni, pietre e ferro, oggetti che la natura nel tempo ha trascinato in mare in balia delle onde. E la raccolta diventa preziosa, sino a fruttare migliaia di euro. Nella fucina del piccolo laboratorio di Via Umberto a Roccalumera, ha messo su una vera e propria squadra di artigiani, artisti e scultori, che insieme danno vita a diverse forme di lampade. Opere che dopo un attento processo di lavorazione, in poco meno di un anno, grazie al web www.roccadilumera.com hanno conquistato anche il mercato internazionale, attirando lʼattenzione di interior design delle migliori aziende italiane di arredamento, con le quali ci sono in corso trattative commerciali. «La filosofia del nostro laboratorio – spiega Elena – è quella di utilizzare materiali naturali tra cui la fibra di fico dʼindia, spesso trascinata anche dalle onde del mare e poi essiccata, lavorata e trattata a mano per la realizzazione di lampade da tavolo e piantane, ma anche altri complementi dʼarredo dalle forme più originali». Le forme dei lumi realizzati da “Rocca di Elena Barletti. Nelle foto alcune sue creazioni. Lumera” sembrano aver intrappolato le luci e le forme morbide che si trovano in natura. Elena è pronta a partecipare al “Salone internazionale del mobile” di Milano dal 9 al 14 aprile prossimo esponendo la nuova ed esclusiva collezione di lampade. «Ciò che cerchiamo di suscitare è unʼemozione di armonia e suggestione attraverso la ricostruzione naturale di ogni forma raccolta in natura “illuminata” da mani sapienti e riportata infine negli ambienti della propria casa – rivela affinché possa continuare quel viaggio che sembra evocare alcune fiabe di Anderson in cui ogni oggetto ha una storia da raccontare». Le attrezzature e le procedure impiegate nella produzione delle lampade e dei complementi tendono a mettere in evidenza il “fatto a mano”. Sono tutti pezzi unici, originali ed eleganti. In famiglia, come nel lavoro Elena ed il padre Franco si dividono i compiti. Lei crea e realizza i prodotti, mentre il padre Franco si occupa dellʼaspetto commerciale e pubblicitario. Il marchio oggi è diventato sinonimo di arredamento dʼinterni molto ricercato per allestire hall di alberghi ed esposizioni di mobili. «Tutte le nostre opere – attesta Elena Barletti – sono delle creazioni, vogliamo scommettere su di noi e sul nostro territorio, con le Elena Barletti nel suo laboratorio pagina 26 sue peculiarità e ricchezze nascoste. Noi non pensiamo che una pietra sia solo una pietra e una radice sia solo una radice. Ogni elemento che la natura ci offre è unico e prezioso. Noi utilizziamo pietre, legni, ferro, reti da pesca, e poi li mettiamo insieme con le nostre competenze e creatività, ma la più creativa è la Natura stessa. Spesso basta osservare un tronco o una pietra e lʼoggetto che realizzeremo è già lì, aspetta solo di essere portato alla luce». centonove Economia 25 GENNAIO 2013 MILAZZO. L’ente morale investirà un milione e mezzo per aiutare i minori disagiati Ai bimbi ci pensa Lucifero Una fattoria didattica, produzione di vino, un museo, percorsi guidati con degustazioni. La Fondazione del Capo rilancia la sua attività. Ecco i progetti del nuovo cda Enzo Russo DI GIANFRANCO CUSUMANO MILAZZO. Percorsi naturalistici con angolo per le degustazioni, una fattoria didattica da mezzo milione di euro, la produzione di vino doc, la ristrutturazione di un palazzo ottocentesco in cui realizzare saloni e una mostra permanente, la creazione di una città dedicata ai bambini. La Fondazione Lucifero di Milazzo, una delle più ricche della Sicilia, proprietaria di tutta la Baronia, il polmone verde del comune messinese con ettari di verde che si affacciano sulle isole Eolie, pensa in grande. Nei prossimi mesi vi saranno investimenti per un milione e mezzo di euro. A dire il vero la crisi sta rallentando alcuni processi. Molti affittuari sono in sofferenza e stanno ritardando il versamento dei canoni (gli incassi totali ammontano a 350 mila euro), ma dopo un lungo periodo di “ristrutturazione” il nuovo consiglio di amministrazione può ricominciare a programmare. La situazione è nettamente migliore rispetto al passato quando pizzerie e camping pagavano canoni annui di poche migliaia di euro. Oggi variano dai 14 mila ai 90 mila euro, addirittura la fondazione ha pagato 40 mila euro di Imu. A presiedere il cda è il commerciante Enzo Russo, nominato dal comune di Milazzo assieme ad Antonio Nicosia, a completare il consiglio Maria Di Nardo (nominata dalla Prefettura), Francesco Marullo di condonarci (Corte dʼAppello), Franco Rizzo (Provveditorato), Francesco Iannucci (Curia). Si attende il componente nominato dalla Regione. Lo scopo della fondazione è quella di assistere i bambini disagiati della città. Attività che grazie ad un partneriato con la coop Il Giglio (108 mila euro dal 2011 al 2015) è diventata punto di forza con iniziative periodiche diventate veri eventi. «Quotidianamente assistono una cinquantina di bambini a cui vengono effettuate lezioni di doposcuola dice Russo - La prospettiva è quella di Un bambino passeggia nei terreni della Fondazione Lucifero al Capo Milazzo arrivare pure al pernottamento, ma per il momento non abbiamo fondi necessari per ristrutturare i locali del Capo». Annualmente la Fondazione dispone di circa 350 mila euro di budget con cui pagare anche i tre dipendenti (la responsabile degli uffici Lucia Lombardo e due impiegati). Grazie ad economie e a contenziosi legali vinti (specialmente con il Comune) saranno utilizzati 700 mila euro per ristrutturare un palazzo in Marina Garibaldi dove verranno trasferiti gli uffici, realizzati saloni di rappresentanza e una sala espositive con quadri e cimeli sulla famiglia Lucifero. «Lʼobiettivo è quello di aprirci alla città sempre di più. In parte con le iniziative di Gigliopoli ci stiamo riuscendo - continua Russo - ma anche rendendo fruibile le nostre proprietà di Capo Milazzo, uniche per le loro bellezze, tramite due sentieri naturalistici. Uno è accessibile 24 ore su 24 e si affaccia sulla litoranea di Ponente, quello che a mio giudizio e ancora più affascinante si trova a Levante e può essere visitato solo prenotandosi in quanto si accede dai locali della fondazione». Questo è stato inaugurato il 7 dicembre. A realizzarlo lʼAzienda Forestale di Messina con un finanziamento di 200 mila euro. Lʼiniziativa è da attribuire allʼimpegno dellʼarchitetto Giuseppe Aveni che oltre a guidare lʼente è ha operato nel cda della Lucifero. «Sarà sfruttata appieno in primavera, Il cda durante una manifestazione natalizia abbiamo ricevuto già tante richieste da associazioni e scolaresche. Il consiglio dovrà decidere se far pagare una cifra simbolica in modo da manutenzionare il percorso e non lasciare il libero accesso a chiunque con il rischio di rovinare quanto di bello è stato fatto». In dirittura dʼarrivo il finanziamento di una fattoria didattica alla Fondazione Lucifero. Il progetto presentato dall'ente morale ha ottenuto il finanziamento di 500 mila euro nell'ambito dei fondi Por. La notizia deve essere ufficializzata, ma è certo che nella graduatoria provvisoria il progetto è giunto al quattordicesimo posto su 28. Prevede la costruzione di un parco attrezzato di 500 metri quadrati, in collaborazione con la Coldiretti: una sorta di fattoria didattica che aspetta lʼok per il finanziamento dalla regione, dopo la richiesta fatta per usufruire dei fondi Por, misura 313. Lʼidea base è di “alzare” il prato per inserire al di sotto le scuderie e le fattorie dei vari animali. Il progetto è stato redatto dallʼarchitetto Giovanni Fiamingo durante il commissariamento del dirigente regionale Leonardo Santoro. Poi cʼè la scommessa Planeta. Lʼazienda vinicola dal marzo 2010 ha in affitto una vasta area destinato a viticultura e dal 2015 di imbottiglierà vino mamertino doc. Allʼepoca ci fu una polemica riguardo ai canoni ritenuti troppo bassi. Russo spiega meglio i dettagli dellʼaccordo. «Premetto che si tratta di un contratto della durata di 25 anni che lʼattuale cda si è ritrovato . anticipa Russo - ma devo riconoscere che mi sembra ben organizzato. Planeta pagherà 10 mila euro lʼanno per i primi cinque. Una cifra non eccessiva perché lʼazienda si è impegnata ad effettuare investimenti per 800 mila euro, bonificare i terreni, realizzare gli impianti. Dal 6° anno pagina 27 in poi il canone sale a 25 mila euro e dal 2015, anno in cui si comincerà a commercializzare il vino anche lʼ1% dellʼincasso lordo sulla vendita. In progetto cʼè anche la ristrutturazione di una casetta per ospitare locali da destinare a degustazioni nellʼambito di percorsi guidati. Lʼarea, prima del loro arrivo, era abbandonata, finalmente lʼhanno riqualificata trasformandolo in un salotto nel verde. E poi sono professionisti del settore sono garanzia, curano tutto nei minimi particolari. Anche al ristorante Paradiso o ia Camping Cirucco sono stati ristrutturati immobili, altri sono stati sanati. Alla fine resteranno nel patrimonio della fondazione». Il progetto più ambizioso rimane la riqualificazione delle serre abbandonate allʼinizio della Baronia dove lʼintento sarebbe quello di realizzare una vera città dei bambini “Gigliopoli”. «Le serre sono lʼunica nota dolente - continua il presidente - perché lʼaffittuario (Agricoltecnica) ha abbandonato lʼarea con relativo contenzioso. La fondazione ha vinto la vertenza (ci devono versare circa 200 mila euro) e si può cominciare a programmare. Lʼunica cosa positiva è che la presenza delle serre abbandonate fa volumetria e si possono trasformare in edifici veri e propri. Il cda si deve esprimere, ma potrebe nascere lì “Gigliopoli, la città dei bambini”». Investimenti edilizi interesseranno anche un altro terreno accanto al palazzetto dello sport, nei pressi dellʼasse viario. Nelle prossime settimane verrà pubblicato un bando con il quale si inviteranno imprese a presentare offerte relative alla costruzione di quattro appartamenti (il complesso di chiamerà Voille) con una base dʼasta di 400 mila euro. Economia 25 GENNAIO 2013 SVOLTE. Palazzo dei Normanni impegna il governo Crocetta a chiedere la revoca del progetto NOMINE Ponte sullo Stretto, “no” dell’Ars ISTITUTO ZOOTECNICO MESSINA. Un “no” al Ponte sullo Stretto e la creazione di una commissione d'indagine e di studio per valutare le penali dovute alle modifiche delle clausole contratti per il progetto del Ponte sullo Stretto. La decisione è stata presa a maggioranza dallʼAula, che ha ha approvato la mozione presentata dal deputato del Pd, Fabrizio Ferrandelli, che impegna il governo “a porre in essere tutte le iniziative volte alla revoca in via definitiva del progetto per la realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina e alla contestuale destinazione delle somme ad infrastrutture che valorizzino il territorio siciliano e che siano volano per lo sviluppo e la sostenibilità del nostro territorio”. A esprimere voto favorevole, il centrosinistra e il Movimento Cinque Stelle, che ha presentato tre emendamenti accolti dal governo e passati al voto d'aula. I deputati del centrodestra hanno abbandonato sala d'Ercole, dopo che il Parlamento non aveva approvato la proposta della Lista Musumeci di rinviare il voto sulla mozione chiedendo la presenza del governatore Rosario Crocetta, rappresentato dall'assessore Nino Bartolotta. Intervenendo, Nello Musumeci ha sollevato il problema dell'articolo 21 dello Statuto inserito in uno dei tre emendamenti dei “grillini” che prevede lo scioglimento senza costi centonove Il Tar reintegra il commissario Nascè PALERMO. Il Tar ha accolto il ricorso di Nino Nascé e ha annullato il decreto del 19 settembre con il quale Emanuele Alberto Zappia era stato nominato commissario straordinario dell'Istituto sperimentale zootecnico della Sicilia. Zappia era stato nominato commissario straordinario dell'Ente dal governo Lombardo, senza che venisse indicata alcuna motivazione. Nascé verrà quindi reintegrato commissario dell'Istituto, nelle more - da parte del nuovo governo regionale - della nomina del Cda che dovrà poi procedere alla designazione del presidente. “La designazione del Commissario - precisano dall'assessorato - avviene nelle more dell'entrata in vigore delle nuove procedure per la selezione dei manager delle Aziende Sanitarie”. COMUNE DI PALERMO Diritti animali, arriva l’esperta aggiuntivi della società Stretto di Messina Spa: Musumeci ha ricordato che non esistono le norme di attuazione della legge che concede al governo della Regione la rappresentanza del potere centrale dello Stato e dunque non potrebbe commissariare la società Stretto di Messina. Dopo la votazione, il presidente dell'Ars, Giovanni Ardizzone, ha sottolineato la necessità di costituzione della commissione d'indagine. Il numero uno di Palazzo dei Normanni quantifica le eventuali penali, a carico dei contribuenti italiani, in circa 800 milioni di euro. Duro, Vincenzo Gibiino del Pdl: «Con l'approvazione della mozione contro la realizzazione del ponte sullo Stretto, l'Ars sceglie la strada dell'isolamento della Sicilia e della condanna a morte dell'economia isolana. Il Ponte rappresenta la chiave di volta del rilancio economico e sociale dell'Isola». NOTIZIE DAI CONSULENTI DEL LAVORO FISCO Sindacato unitario Ancl, Caterina Gatto segretario Fiba Cisl al governatore: «Ristrutturare il sistema di riscossione» È LA MESSINESE Caterina Gatto il nuovo Segretario Amministrativo del Consiglio regionale Siciliano dellʼANCL Sindacato Unitario dei Consulenti del Lavoro. Già componente del collegio dei revisori del nostro Consiglio provinciale dellʼOrdine, lo scorso venerdì 18 gennaio, è stata chiamata allʼunanimità a ricoprire lʼincarico. Durante la prima riunione di consiglio, ampiamente partecipata e brillantemente gestita dalla neo eletta Presidente regionale Stefania Scoglio, affiancata dalla Vice Presidente Sonia Sollami, a completamento dellʼufficio di presidenza, è stata chiamata alla funzione di Segretario Tesoriere a Lucia Sanfilippo. È stata una riunione dal taglio concreto ed operativo che spesso caratterizza lʼuniverso femminile, sempre più presente nei ruoli di vertice in tutte le realtà. “Vogliamo lavorare e far lavorare tutti” ha dichiarato la Presidente Scoglio, dopo aver presentato un programma intenso ed ambizioso, che conta di realizzare attraverso il decentramento dei compiti, affidandolo a specifiche commissioni. “Obbiettivo primario è dare visibilità e riconoscibilità al Sindacato nei confronti degli interlocutori istituzionali” ha proseguito. “Siamo al fianco dei colleghi, iscritti o no, al sindacato perché gli interessi sono i medesimi ed i risultati che speriamo di raggiungere serviranno a tutti. Sarà nostro compito far crescere nei colleghi, il convincimento che unʼazione sindacale è utile per tutelare i gli interessi dei Consulenti del Lavoro.” Sono orgogliosa di ricoprire questo incarico, ha commentato Caterina Gatto, credo nella costruzione di un percorso comune che porti ai risultati auspicati dalla Presidente e concludendo ha aggiunto: io farò la mia parte. Alla collega vanno i migliori auguri di buon lavoro da tutto il Consiglio Provinciale dei Consulenti del Lavoro di Messina. Ricordiamo che questo e tutti gli altri articoli pubblicati allʼinterno della rubrica sono presenti sul sito www.consulentidellavoro.me.it PALERMO. La Fiba, federazione dei bancari Cisl, ha inviato una lettera al presidente della Regione, Rosario Crocetta, per chiedere la "ristrutturazione del sistema di riscossione dei tributi in Sicilia e un tavolo di crisi immediato sul settore". Il sindacato invoca una "road map con la partecipazione di tutti i soggetti istituzionali interessati per traghettare il comparto, in tempi certi, verso un modello in cui la riscossione non sia mero costo ma leva di sviluppo, equità e coesione sociale". "Solo l'asse con Equitalia - per la Fiba -, socio al 10% senza rappresentanti nel cda di Riscossione Sicilia, potrebbe garantire infatti amplissime sinergie di scala, risparmi gestionali importanti e uniformità operativa". pagina 28 PALERMO. A Palermo anche gli animali hanno un esperto del Comune che si occuperà di tutelare i loro diritti. Si tratta della Presidente della sezione di Palermo della Lega per la difesa del cane, Elena La Porta, che dal 1989 gestisce il rifugio del cane abbandonato della Favorita. L'incarico a titolo gratuito è stato conferito con una determinazione sindacale. CONSUMATORI Sospendiamo il mutuo CʼEʼ ANCORA TEMPO fino al 31 gennaio 2013 per presentare la richiesta di sospensione del pagamento delle rate del mutuo. Lʼiniziativa nasce da un accordo tra alcune associazione dei consumatori, tra cui Adiconsum e lʼ Associazione bancaria italiana (Abi). Il termine di scadenza per la presentazione delle domande è stato più volte prorogato per lʼevidente perdurante periodo di grave crisi economica attuale e per lʼoggettiva difficoltà da parte delle famiglie a rispettare i pagamenti delle rate di mutuo. Legittimati a presentare la richiesta sono tutti coloro che, alla data del 31 dicembre 2012, hanno subito la perdita del posto di lavoro o la cessazione del contratto a termine o il provvedimento di cassa integrazione ovvero, ancora, la morte o un grave infortunio del capofamiglia. Le domande vanno presentate presso gli sportelli bancari degli istituti che hanno aderito allʼiniziativa e consente di usufruire di un periodo di sospensione di un anno. La richiesta di sospensione può essere avanzata solo una volta. Si ricorda anche che presso la Consap è stato istituito un fondo di solidarietà che prevede agevolazioni in caso di difficoltà per il pagamento dei mutui e per lʼacquisto della prima casa. Francesco Suria Adiconsum Messina centonove SIRACUSANO OVVERO IL ‘700 Un volume per ricordare la studiosa prematuramente scomparsa PAGINA 30 poster 25 GENNAIO 2013 «IN SICILIA? LE COSE VANNO COME SEMPRE» Domenico Cacopardo presenta il suo ultimo romanzo. Con queste riflessioni PAGINA 33 MURALES DI UMANITA VARIA LA POESIA Judex Di seguito una composizione in stile consoliano, concessa da una alunna del Liceo L. Piccolo di Capo dʼOrlando (su indicazione deglʼinsegnanti). Merita dʼessere pubblicata per originalità e premio a un accurato lavoro scolastico. Vincenzo Consolo ANNIVERSARI. OMAGGIO ALLO SCRITTORE NEL PRIMO ANNIVERSARIO DELLA SCOMPARSA Indimenticabile Consolo Nelle scuole di Capo d’Orlando e Sant’Agata Militello i ricordi più belli su un autore scomodo ed intransigente. Che lascia un segno di speranza tra i giovani DI FRANCA SINAGRA BRISCA CAPO DʼORLANDO. Nellʼanniversario della scomparsa di Vincenzo Consolo, che ci ha lasciato il 21 gennaio del 2012, Capo dʼOrlando rende omaggio al grande scrittore. Lʼintera giornata di lunedì 21 è stata dedicata alla rievocazione della sua vita e delle sue opere di con una manifestazione promossa dalle Scuole Superiori e dalla Proloco, su proposta di Rosetta Casella, svoltasi al cineteatro e alla Pinacoteca. Nella mattinata gli studenti dei Licei “L. Piccolo” e dellʼIstituto Merendino hanno gremito la sala del cineteatro, sul cui palcoscenico nel ruolo di convegnisti una ventina di loro hanno esposto le proprie riflessioni, comparazioni, analisi, quesiti, composizioni narrative e poetiche in stile consoliano. Hanno reso elegante lʼiniziativa con le musiche di violino e flauto traverso. Il miglior omaggio allʼautore sono i suoi giovani lettori: chi è Vincenzo Consolo se non quello che i suoi lettori-studiosistudenti hanno assimilato ed elaborato? I docenti Ricciardo e Schepis hanno offerto una biografia e una lettura interpretativa riferita a Borsellino, lʼattrice Antonella Nieri una lettura recitativa che ha rafforzato lʼimpressione della presenza in sala dellʼafflato dellʼautore. Il titolo della manifestazione sintetizza il profilo del romanziere che ha raccontato la Sicilia e il suo mal di vivere con intelligenza e amore. Un uomo scomodo e intransigente, un riferimento etico che ha coniugato nei suoi scritti le radici della sua terra e le ali della scrittura, questo il profilo di Consolo delineato da Leoluca Orlando che nel pomeriggio ha inaugurato la mostra fotografica di Giuseppe Leone “Siracusa per Consolo” Con un telegramma Caterina Pilenga Consolo ha sottolineato la stima, lʼattenzione, la commozione che i presenti hanno dimostrato da sempre per lʼopera e i valori letterari del loro amico Vincenzo. Alla cerimonia hanno partecipato i rappresentanti delle istuzioni locali e delle associazioni, con la presenza Giuseppe Scandurra presidente della Federazione Antiracket Italiana. Intanto a SantʼAgata Militello, paese natio di Consolo, i parenti più prossimi, il caro fratello Melo, la cognata e la nipote Lella, hanno presenziato alla commemorazione messa in scena presso lʼIstituto Industriale “Torricelli” dalla preside Lanza con i docenti Gallo e Cappello. Anche qui protagonisti, gli studenti hanno tenuto un recital poliedrico che ha interpretato brani scelti dalle opere di Consolo, recitando, danzando e cantando, con proiezione del funerale e dellʼintervista in cui lʼautore incoraggia i giovani con il verso di Machado “nella disperazione, spera!”. Judex Ho conosciuto un giudice Sulle spalle del mio procuratore nella toga infernale, mantello nero del giustiziere, palpita ostinata la speranza di un uomo che sa, che vive, che lotta : vive perché lotta, lotta perché sa. Dietro la corazza del dovere lo vedo dalla finestra porgere alla madre petali dʼaffetto e umanità in questa città di piombo e tritolo. Lo vedo dalla finestra consumarsi con quella sigaretta nellʼossessione dellʼattesa : la guerra dello stato occupato ha preparato il sacrificio. Domenica dʼun luglio fervente di gelsomini bianchi e proverbi, squilla il telefono minaccioso : la giustizia è condannata. Lo vedo dalla finestra lo chiamo, lo imploro, la corsa delirante, estrema contro il campanello fatale, il fiato che sʼimpiglia sulla soglia del portone : la verità sta per scoppiare. E poi il boato, lʼurlo, la distruzione, lo squarcio eterno della toga. Come Judex sospeso tra le bombe vedo ora finire il giudice ultimo baluardo, ultima speranza di questa città fetida e oppressa. Gabriella Condipodero IL LIBRO La mia isola è Las Vegas SONO PASSATI 12 mesi dalla scomparsa di Vincenzo Consolo, certo uno degli scrittori più affascinanti dellʼultimo cinquantennio. Ma per fortuna avremo da leggere ancora altri suoi libri, a cominciare da questo La mia isola è Las Vegas (Mondadori 2012, pagg. 250, € 19) che raccoglie cinquantadue racconti, tutti o quasi i suoi testi narrativi brevi. Sono testi molto godibili, che coprono un arco temporale molto ampio, dal 1957 al 2010; usciti in gran parte su quotidiani e su periodici, rimodulano la poco meno che leggendaria complessità dello stile di Consolo in una direzione fortemente comunicativa. Dʼaltro canto vi ritroviamo tutta la ricchezza del suo stile: fra sapori dialettali, soprattutto ma non solo siciliani; lacerti di altre lingue; ampi strati di lingua colta, arcaismi, linguaggio letterario; franche, a tratti vertiginose discese verso la colloquialità. Ma la densità della scrittura di Consolo, lungi dallʼessere riducibile alla sua lingua, è anche fatto strutturale, e mette radici nella capacità di unire una franca vena narrativa a molteplici altri modi discorsivi: dal saggio storico alla critica sociale, dallʼindagine antropologica alle note di costume. pagina 29 posteranniversari 25 GENNAIO 2013 QUELLA MANIERA MOLTO GRAZIOSA Scritto da Alessandra Migliorato, il volume di Magika prende il nome da una frase di Francesco Susinno a proposito di unʼopera di Martino Montanini. Lo studio analizza la scultura del ʻ500 a Messina IL COLLEZIONISMO IN SICILIA Da Messina alla Sicilia con il libro scritto per Makica da Barbara Mancuso, che centra la sua attenzione sulla storia del collezionismo siciliano tra XVIII e XIX secolo partendo dalla raccolta Alessi centonove LʼALLEGORIA DI GIACOMO CONTI Il volume di Luigi Giacobbe rappresenta il primo studio completo realizzato per Magika sullʼattività del pittore Giacomo Conti, seguace della tradizione classicista e raffaellesca IN LIBRERIA. Un volume per ricordare la studiosa prematuramente scomparsa Siracusano, ovvero il Settecento Edito da Magika e curato da Gioacchino Barbera, raccoglie contributi, testimonianze e inediti di amici e colleghi di Citti, che insegnò a Messina, Napoli e infine a Milano DI DANIELE DE JOANNON MESSINA. Non nasce in seno allʼAteneo che lʼha vista crescere come studiosa e neanche dalle istituzioni, il volume dedicato a Citti Siracusano, ma da colleghi e amici che hanno trovato sponda in una casa editrice. Così, a due anni di distanza dalla morte prematura della storica dellʼarte messinese, che prima in riva allo Stretto, poi a Napoli e infine a Milano aveva formato allievi e si era dedicata allʼargomento di tutta una vita, la cultura figurativa del XVIII secolo in Italia, arriva nelle librerie “Per Citti Siracusano. Studi sulla pittura del Settecento in Sicilia”. PERCHÈ UN LIBRO. “Come in tutte le discipline, anche nella storia dell'arte ci sono libri che per varie ragioni sono, destinati a durare nel tempo. E il caso appunto del monumentale libro di Citti Siracusano sulla pittura del Settecento in Sicilia, dato alle stampe quasi trent'anni fa, che costituisce il primo serio tentativo di analisi critica e filologica della ricclùssima produzione pittorica di quel secolo non solo per l'ampio quadro storiografico e per la nitida messa a fuoco di alcune linee portanti della composita cultura figurativa settecentesca isolana, solo apparentemente uniforme e ripetitiva, ma Letterio Paladino, “Un miracolo di San Francesco di Paola” (San Pier Niceto) Gaspare Serenario, “La Gloria di Dio e la Divina Sapie anche per l'attenta ricostruzione del catalogo di ciascun artista, una sorta di imponente schedatura di gran parte dei dipinti e disegni del Settecento siciliano”, scrive il curatore del volume Gioacchino Barbera, che sottolinea come la prima “fatica” di Citti Siracusano era stato un salto senza rete che “continua ad essere il punto di riferimento imprescindibile per ogni ulteriore studio e approfondimento sul tema”. La costruzione del libro Sicilia”. “Non spetta a me dirlo - scrive Barbera - ma credo che alla fine ne sia venuto fuori un volume ricco di inediti, aggiunte, novità e precisazioni che, ne sono certo, a Citti sarebbe piaciuto. D'altra parte questa mia convinzione, che a qualcuno potrà sembrare un po' presuntuosa, trova conferma in quello che lei stessa ha scritto in uno dei suoi ultimi saggi, quando proprio in apertura dichiarava: ʻL'insegnamento che Sandro dedicato alla studiosa, ben lungi dallʼessere una “miscellanea di saggi il più delle volte male assortiti”, si concentra su “quello che è stato il terreno privilegiato di ricerca della Siracusano”. Da qui, la scelta di chiedere “a suoi amici, colleghi ed ex allievi, di generazioni, scuole ed esperienze diverse ma tutti specialisti di pittura del XVIII secolo, di offrire un loro originale contributo sulla pittura del Settecento in LA SCHEDA Una vita per il XVIII secolo Trentotto anni di studi, pubblicazioni e mostre Citti Siracusano MESSINA. Nata nel 1948 e morta prematuramente nel 2010, a soli 62 anni, Citti Siracusano si laurea a Messina nel 1971 con Alessandro Marabottini, docente che segna una delle stagioni più felici del glorioso e scomparso Istituto di Storia dellʼArte della Facoltà di Lettere. Come il suo maestro, dopo anni di insegnamento come professore associato in riva allo Stretto, Siracusano cambia Ateneo, andando prima allʼOrientale di Napoli e poi alla Iulm di Milano. Spostamenti che, comunque, non hanno mai cambiato la direzione delle sue ricerche, orientate sul Settecento meridionale, argomento affrontato con articoli e saggi, nonché attraverso la collaborazione a mostre e iniziative. Tra i contributi più noti e apprezzati della studiosa, vanno ricordati “La Pittura del Settecento in Sicilia” (Roma, 1986) e la monografia “Guglielmo Borremans tra Napoli e Sicilia” (Siracusa, 1990). pagina 30 La sua prima pubblicazione, invece, risale al 1972, quando aveva ventidue anni: “Disegni inediti di Corrado Giaquinto in una raccolta siciliana”, in “Atti dellʼAccademia Peloritana dei Pericolanti”. Da quel momento, Siracusano pubblica con continuità, anche e soprattutto allʼinterno dei non più editi “Quaderni dellʼIstituto di Storia dellʼArte medievale e moderna”, fondati dal suo maestro: “Profilo di Francesco Manno” (1975), “Gli affreschi della Cattedrale di Mdina e lʼopera dei fratelli Manno a Malta” (1976), “Antonio Dominici, pittore siciliano alla corte dei Borboni di Napoli” (1979), “Nicola Mattia Rossi e la cultura artistica napoletana del primo Settecento” (1980), “A proposito di un inedito di Francesco Solimena e di un documento ritrovato” (19811982), “Lʼopera di Paolo De Matteis a San Martino delle Scale e la sua fortuna in Sicilia” (1981-1982), “Su alcuni bozzetti catanesi inediti del Settecento” (1983-1984), “Aggiunte e piccoli problemi attributivi nellʼambito della cultura pittorica napoletana e siciliana del XVIII secolo” (1985-1986). Suoi sono anche i saggi “La pittura del Seicento in Sicilia” e “La pittura del Settecento in Sicilia” allʼinterno della collana “La pittura in Italia” (Electa, 1989 e 1990). (D.D.J.) centonove posteranniversari PAOLO FILOCAMO Accanto, “Scontro tra Orazi e Curiazi” (Roma, Accademia di San Luca). Nel volume, tratta del disegno nel suo saggio sul pittore messinese Simonetta Prosperi Valenti Rodinò enza tra Arti e Scienze” (Roma, Collegio Nazareno) Marabottini è riuscito a trasmettermi forse nel modo più inderogabile è la convinzione che il campo storicoartistico, come pochi altri, sia inevitabilmente soggetto a una revisione continua. Lo scopo di ogni ricerca deve quindi essere quello di fornire il nucleo organico di problemi e ipotesi che, senza arrivare a sicurezze definitive ed esaustive, servano da stimolo a successivi contributiʼ. Magika è una casa editrice messinese specializzata nelle pubblicazioni dedicate all`arte, caratterizzate da una grande cura non solo per i testi ma anche per lʼimpaginazione e soprattutto per il corredo fotografico. Con sguardo attento alla comunicazione per immagini, Magika si distingue nella pubblicazione e nella divulgazione di ricerche e contributi di storia dell`arte, in particolare di ambito siciliano. La produzione editoriale si articola in cinque collane: Hodierna, Museo e dintorni, Passaggi di genere, Temporanea e Domino. Parallelamente alle collane, dal 2005 la casa editricie pubblica “Karta”, periodico d`arte e cultura SEBASTIANO CONCA A sinistra, “Madonna col Bambino, San Filippo Neri e San Nicola di Bari” (bozzetto per la pala della chiesa di San Lorenzo in Damaso a Roma). Ne parla nel suo contributo Giancarlo Sestieri Francesco Manno, “San Francesco” (Roma, collezione Lemme) I CONTRIBUTI. A mancare, per la scomparsa nel giugno del 2012, è proprio Marabottini, che con Barbera aveva discusso a lungo l'impostazione del libro e concordato la lista degli studiosi da invitare. Al posto della presentazione che il maestro non ha potuto scrivere, nel volume si ripropongono stralci delle sue stimolanti premesse ai due lavori più impegnativi della Siracusano, quello sulla pittura del Settecento in Sicilia e la monografia su 25 GENNAIO 2013 Guglielmo Borremans. Gli studiosi coinvolti da Barbera e dal figlio della docente, Alessandro Livrea, sono: Francesco Abbate, Vincenzo Abbate, Elisa Acanfora, Elena Ascenti, John Azzopardi, Gaetano Bongiovanni, Francesco Brugnò, Francesca Campagna Cicala, Annarita Caputo, Elisa Debenedetti, Ettore d'Alessandro di Pescolanciano, Elvira DʼAmico, Mauro Vincenzo Fontana, Luigi Giacobbe, Ilaria Guccione, Fabrizio Lemme, Anna Lo Bianco, Diana Malignaggi, Massimiliano Marafon Pecoraro, Angela Mazzè, Maria Giuseppina Mazzola, Giovanni Molonia, Catherine Monbeig Goguel, Elvira Natoli, Francesco Negri Arnoldi, Claudio F. Parisi, Yuri Primarosa, Simonetta Prosperi Valenti Rodinò, Giovanni Puglisi, Erminia Scaglia, Vincenzo Scuderi, Giancarlo Sestieri, Simona Sperindei, Roberta Vitanza, Maria Viveros, Maria Teresa Zagone, Anna Zambito. LE TESTIMONIANZE. Sono tre in tutto, quelle presenti nel volume. La prima è dello stesso Barbera, ed è allʼinterno del saggio introduttivo: “A me piace ricordare Citti, oltre che per l'assidua frequentazione a Messina e a Napoli, come appare in due fotografie degli anni Ottanta del secolo scorso che emblematicamente ho voluto in apertura e in chiusura di questo volume a lei dedicato. Nella prima, qui in alto, recuperata negli archivi di Enzo Brai (il quale a suo tempo ha curato in giro per la Sicilia la faticosa campagna fotografica per il libro sulla pittura del Settecento ), Citti è intenta a prendere appunti in una chiesa palermitana in abbandono e aperta per l'occasione, accompagnata da Giulia Aurigemma, in quegli anni in servizio alla Soprintendenza di Palermo; nell'altra, raggiante ed elegantissima in un tailleur di shantung grigio perla, accanto a Guglielmo Stagno d'Alcontres, allora Rettore dell'Università, nel giorno della presentazione del suo libro a Messina. Immagini che a mio avviso documentano assai bene due aspetti complementari della sua personalità, l'impegno sul campo e al tempo stesso la capacità di cogliete con leggerezza ed eleganza le cose belle della vita”. Le altre due testimonianze di collaborazione e amicizia sono degli storici dellʼarte Francesco Abbate (conosciuto a Napoli) e Francesco Negri Arnoldi, che racconta di un progetto comune rimasto incompiuto. L’APPUNTAMENTO Il “Viaggio” di Dacos Incontro con l’indagatrice del ‘500 europeo MESSINA. Due giornate allʼinsegna dellʼarte e del restauro. Sono quelle promosse il 26 e il 27 gennaio prossimi dal Kiwanis Club “Messina Centro” in collaborazione con la Soprintendenza per i Beni Culturali e Ambientali. Il primo, nel salone della Camera di Commercio di Messina, alle 17, sarà una conversazione con la docente e storica dellʼarte belga Nicole Dacos, che discuterà con il pubblico sul tema: “Viaggio a Roma. Unʻesigenza da tutta Europa per gli artisti del Cinquecento”. Formatasi a Roma con Ranuccio Bianchi Bandinelli e alla scuola di Roberto Longhi con Giovanni Previtali, Giuliano Briganti e Federico Zeri, a Londra con Ernst Gombrich e poi al Warburg Institute, la studiosa ha insegnato allʼUniversità di Bruxelles ed è uno dei più impor- tanti storici dellʼarte del Rinascimento. Esperta per eccellenza delle Logge di Raffaello, ha fatto del Viaggio a Roma il suo campo di ricerca, ricostruendo gli itinerari degli artisti attraverso le loro opere. Alla Camera di Commercio, dopo lʼintroduzione di Lucietta Di Paola Lo Castro dellʼUniversità di Messina (past president del Kiwanis), Luigi Giacobbe della Soprintendenza presenterà il recente libro della studiosa, “Viaggio A Roma. I pittori europei nel ʻ500” (Jaca Book, Milano 2012), che racconta come ben prima del Grand Tourdel Settecento ci fu il Viaggio a Roma degli artisti europei del XVI secolo. Un evento epocale per la storia dellʼarte: dalle Fiandre come dalla Spagna e dal Portogallo, dalla Francia come dalla Germania e da più lontano ancora, si accorreva per vedere e per imparare, per copiare lʼantico, per studiare Raffaello, Michelangelo e gli altri maestri. Il secondo appuntamento, domenica 27, ha come protagonista unʼaltra location. Alle 10 del mattino, nella chiesa Chiesa di Santa Maria dei Giardini di Santo Stefano Medio (villaggio a Sud di Mes- pagina 31 sina), sarà inaugurato e presentato il restauro della Macchinetta lignea del XVII secolo. Si tratta di un intervento promosso e finanziato dal Kiwanis sotto lʼalta Sorveglianza della Soprintendenza. Lʼintervento di recupero conservativo del manufatto in legno scolpito, intagliato e dorato, è stato eseguito da Luciano Pensabene Buemi, conservatore tecnico della Fondazione Peggy Guggenheim di Venezia. Il restauro è stato condotto con la formula del cantiere didattico aperto al pubblico, grazie alla disponibilità della comunità parrocchiale e del suo parroco Giovanni Lombardo. Tra gli altri, hanno aderito alle manifestazioni: Carmelo Indaimo (presidente Kiwanis), Giovanni Cupaiuolo (dipartimento di Civiltà Antiche e Moderne dellʼUniversità), Lietta De Salvo (presidente dellʼAssociazione di Studi Tardoantichi), Maria Caltabiano (Coordinatrice Scuola di Dottorato in Scienze Archeologiche e Storiche), Salvatore Scuto (Soprintendente di Messina) e Grazia Musolino (responsabile Beni Storico Artistici e Iconografici della Soprintendenza). posterlibri 25 GENNAIO 2013 SAGGI. Omaggio di Ziino al maestro Salvatore Pugliatti centonove NOVITA’ Il diritto e l’interprete Hemingway, il taorminese Il docente dell’Università di Palermo ripercorre un tema caro all’ex magnifico di Messina. Un lavoro di lunga meditazione con pagine di grande suggestione dedicate al silenzio TAORMINA. Ernest Hemingway scrisse il suo primo racconto nella Città del Centauro. Lo sostiene il giornalista scrittore taorminese, Gaetano Saglimbeni, di recente insignito del premio “Città di Taormina” per le sue innati doti di ricercatore. Il diciannovenne giornalista-soldato Hemingway, volontario della Croce rossa americana sul fronte della prima guerra mondiale e ferito mentre prestava soccorso ad un soldato italiano, scrisse, appunto, a Taormina durante due settimane di vacanza in convalescenza, tra la fine del 1918 e l’inizio del 1919, un racconto inedito che ha dato il via alla sua carriera di scrittore. L’opera apparve in libreria solo 68 anni dopo, nel 1987, quando lui era morto da 26 anni (suicida a 62 anni, con una fucilata alla testa, nel 1961). “The mercenaries”, il titolo originale, pubblicato dal biografo Peter Griffin, con la collaborazione del figlio dello scrittore, insieme ad altri racconti brevi mai tradotti in italiano. A Taormina Hemingway fu ospitato dal duca di Bronte nella splendida villa a mezza costa sulla via Pirandello. Erano con lui un capitano ed un colonnello dell’esercito americano, James Gamble e Tom Bartley, e due attori, l’inglese Elijah Woods e l’americano Stewart Kisten. Duca di Bronte era allora Alexandre Nelson-Hood, 65 anni, pronipote del famosissimo ammiraglio inglese Orazio Nelson. Un padrone di casa “charming and generous aristocratic” (parole di Hemingway), che aveva fatto della sua incantevole villa di Taormina una sorta di “buen retiro” per artisti e scrittori. Si parla anche di cucina e vini, nel racconto ambientato a Taormina, scrive Saglimbeni nella sesta edizione del libro dedicato alla sua città (“Taormina: la storia, i peccati, i grandi amori”). E’ di un duello alla pistola. “Spiace soltanto – dice Saglimbeni che queste pagine taorminesi del grande Hemingway, non siano state mai tradotte in italiano. DI LUIGI FERLAZZO NATOLI MESSINA. Con “Profili dellʼinterpretazione giuridica” (Giuffré, 2011, pp.265, euro 28) Diego Ziino, docente di Diritto industriale e Istituzioni di diritto privato nella Facoltà di Economia dellʼUniversità di Palermo, nel ripercorrere il tema della interpretazione giuridica nella teoria generale del diritto, offre un omaggio al suo maestro Salvatore Pugliatti, ma anche – come sottolinea Angelo Federico nella sua recensione, apparsa in Riv. dir.fam., 2012, IV fasc. – perviene ad “alcune considerazioni personali su un altro campo dellʼermeneutica, quello teologico”, soffermandosi sul significato del silenzio nel diritto, nella musica, nella poesia e nelle scritture. Il terzo capitolo dal titolo “La interpretazione e le interpretazioni” è ancora più specificamente un omaggio a uno dei più grandi giuristi del XX secolo, e richiama il celebre scritto pugliattiano “La proprietà e le proprietà” (1954). Proprio sul tema della proprietà Grossi ha scritto che “la robusta e continua riflessione di Salvatore Pugliatti è la più cospicua meditazione sulla proprietà degli anni del dopoguerra”. Ma, mentre il significato univoco del termine «proprietà» è messo in discussione definitivamente da Salvatore Pugliatti, non ugualmente è possibile mettere in discussione il fatto che il metodo ermeneutico nella interpretazione della legge rimanga univoco. Dice, infatti, Pugliatti a conclusione del suo saggio su “La proprietà nel nuovo diritto” (1954) che “la parola «proprietà» non ha, oggi, se mai ha avuto, un significato univoco. Anzi A CURA DI CARMELO CELONA troppe cose essa designa perché possa essere adoperata con la pretesa di essere facilmente intesi. In ogni caso lʼuso di essa, con le cautele e i chiarimenti necessari, anche se si protrarrà ancora nel prossimo futuro, non può ormai mantenere lʼillusione che allʼunicità del termine corrisponda la reale unità di un saldo e compatto istituto”. Del resto Pugliatti, aggiungerei, non ha mai parlato di “La interpretazione e le interpretazioni”, ritenendo evidentemente che lʼinterpretazione “è processo generale dello spirito che, trovando un oggetto come altro da sé, come negazione del soggetto, lo riconosce come tale, se ne impossessa e in sé lo risolve. Lʼoggetto è, per lʼinterprete in senso ristretto, il testo” (vedi “Lʼinterpretazione musicale”, Edizioni Secolo Nostro, Messina, 1940-XIX, p.20 e “Interpretare la poesia”, in “Salvatore Quasimodo, Vento a Tindari”, Messina 1960, pp.17-25). E, ancora lo stesso Pugliatti, a conferma dellʼunicità del metodo da seguire sempre nella interpretazione di un testo (sia letterario, sia musicale), specifica che “anche la legge richiede, e sempre, una interpretazione che ne precede lʼapplicazione; e lo stesso legislatore descrive il processo interpretativo, dichiarando che alla norma legale si deve attribuire il senso «fatto palese dal proprio significato delle parole secondo la connessione di esse, e dalla intenzione del legislatore»”. Non mi sembra, quindi, che sullʼunicità del metodo interpretativo del testo possano persistere dubbi e, invero, anche Ziino precisa già dallʼincipit della sua Premessa che “si è cercato di mettere in luce la interdisciplinarità e la LACERTI DI LETTURE La camicia fine I GRANDI CHE INVADONO ogni intimità e ogni pudore dei bimbi, senza riconoscergli la stessa libertà nei loro riguardi, anzi imponendone lʼassoluto divieto, generano morbosità che possono condizionare la sessualità di quei futuri adulti. “Provavo una specie di collera per il fatto che tutte le femmine di casa avevano il diritto dʼentrare nella stanza da bagno anche quando mi ci trovavo io, mentre io non avevo un diritto reciproco.” Le emozioni inconsulte del primo bacio, sono il turbolento atto dʼingresso in quella dimensione amorosa, che si tramuterà presto in un desiderio costante, che condizionerà tutta la nostra esistenza e non ci abbandonerà sino alla morte. “La strinsi a me, ci scambiammo un paio di baci poi lei se ne andò. Lasciandomi con una marea di inedite emozioni.” Nelle donne, la sensualità dei capelli raccolti e osmosi delle problematiche relative allʼinterpretazione del diritto, della musica e della poesia, e come i criteri ermeneutici sono simili e si intersecano tra di loro, anche se sono differenti le finalità”. Condivido, infine, con Angelo Federico che Diego Ziino “dedica pagine di grande suggestione sul significato del silenzio…”. Ma, aggiungerei che non rientrando il silenzio nel concetto di testo, oggetto in senso tecnico della interpretazione, non possiamo applicare ad esso i canoni della tradizionale e moderna ermeneutica se non distinguendo – come ammette lo stesso Ziino – di volta in volta lo specifico contesto (letterario, musicale, giuridico, scritturale), in cui il silenzio acquista rilevanza significante. E, per esempio, nel caso della interpretazione del silenzio di Dio nelle tragiche e dolorose vicende occorse a Giobbe, esso va inteso solo alla luce della grande fede dello stesso Giobbe. E, infatti, solo lʼaccettazione piena della sua condizione di sofferenza e di dolore riporta alle orecchie di Giobbe la parola riconciliante e salvifica di Dio. Il primo racconto scritto nella Perla dello Jonio. La scoperta di Saglimbeni LA CLASSIFICA di Felice Irrera Marianna Fascetto, Passi sulla neve, Pungitopo 2012, pp. 96, € 11,00 Unʼautrice di Capizzi, di cui abbiamo già letto con piacere i racconti di “Aroma di caffè” (2010), ci narra adesso dei ricordi dʼinfanzia di un uomo che vede dipanarsi davanti agli occhi della memoria tante storie e vicende. E la memoria alimenta lʼanima e ravviva la vita, anche se non sempre i ricordi sono piacevoli. Lo spunto delle storie è reale e lʼambientazione è nel Risorgimento siciliano. Follett - L' inverno del mondo. The cenE. L. James - Cinquanta sfumature di tury trilogy. Vol. 2 - Mondadori rosso - Mondadori 1Ken 4 E. L. James - Cinquanta sfumature di Paolo e Rossella Simoncelli - Il nostro - Mondadori - Rizzoli 2E.grigio 5SicCarmine L. James - Cinquanta sfumature di del vento 3nero - Mondadori 6MondadoriAbate - La collina wuz.it frasi che fanno un racconto, diverso da quello narrato dall’autore delle nuche scoperte è deliziosamente irresistibile. “Aveva una crocchia ben fatta e una nuca deliziosa. Le belle crocchie e le nuche ben disegnate mi hanno sempre messo in subbuglio, e così appoggiai sulla nuca dei grossi baci che finirono di stordirmi.” Le donne hanno unʼaristocrazia comune che prescinde dallʼappartenenza sociale, dalla provenienza culturale o religiosa. Sia le popolane che le nobili, sia le istruite che le incolte, sia le bigotte o le spregiudicate, sia le mogli morigerate che quelle più emancipate, hanno tutte in comune: lʼattrattiva degli sguardi, lʼarmonia dei movimenti, il fascino, la finezza congenita, lʼeleganza istintiva, lʼagilità mentale. “Mi resi conto che nel loro aspetto non cʼera altra differenza che il colore dei peli e la grassezza. Mi convinsi della veridicità delle parole attribuite ad un garzone di stalla; una contessa gli aveva concesso di fotterla e, a chi gliene chiedeva, rispondeva: «La camicia era più fine, ma a parte questo era tutto come le pagina 32 altre».” Quellʼinspiegabile attrazione olfattiva che la scienza freddamente imputa ai feromoni. “Nella stanza regnava unʼatmosfera satura di odori mescolati, esalati dai corpi delle serventi: era lʼautentico odor di femmina, il profumo che dona turgore.” Lʼorgasmo esalta quando è condiviso e simultaneo. Eʼ un attimo dʼassenza in cui gli amanti si sottraggono al dominio del tempo e della vita. “Godemmo nello stesso momento. Intesi il mio nerbo sciacquare nella fessura allargata. Restammo come morti. Quando uscii da lei ero ancora turgido: Lei era vergognosa perche non si era mai fatta prendere in quella posizione. ” Il corpo delle donne è uno strumento, perfetto e armonioso, capace di esprimere, stimolato in amore, livelli di bellezza e di grazia incomparabili. “Il mio dito arpeggiava sulla clitoride. Sʼabbandonò.” Lacerti tratti da: “Le prodezze di un dongiovanni ” - 1907 Guillaume Apollinaire posterlibri centonove L’INTERVISTA. Domenico Cacopardo presenta il suo ultimo romanzo «In Sicilia? Le cose vanno come sempre» Un giovane Agrò nel giallo ambientato tra Letojanni e Sant’Alessio. Un gesto d’amore alla costa jonica dell’isola. Dove non manca l’atto d’accusa «per una mentalità che non si è sostanzialmente smossa» DI NINO CARABELLÒ MESSINA. È il 6 settembre del 1975. Allʼimbrunire, Italo Agrò, ventenne studente del terzo anno di Giurisprudenza a Napoli, si reca con Irene, detta Nenè, ed altri amici a Letojanni. Durante il tragitto in auto, ha cominciato unʼinfuocata storia dʼamore con la ragazza, studentessa al II anno di Medicina, che, innamorata di lui da quando aveva sedici anni, ha preso lʼiniziativa. Mentre sta gustando una delle migliori granite della Riviera, viene prelevato da esponenti dellʼArma e condotto alla stazione dei Carabinieri del suo paese, SantʼAlessio Siculo. Ad attenderlo cʼè il maresciallo Augusto La Ronda, che, come altre volte in passato, gli chiede di rivedere il rapporto che deve trasmettere ai superiori. Trattasi di questione delicata. Nel pomeriggio, nella frazione di SantʼAgostino, tra i ruderi della Chiesa, è stato rinvenuto il cadavere in putrefazione di Biagio Mudaita, giovane di ventotto anni, amministratore dellʼavviata falegnameria paterna. Un delitto da quelle parti non capita mai, e, per il maresciallo, costituisce unʼoccasione rara per mettersi in mostra. Lʼamore passionale per Nenè e lʼeccitante collaborazione nelle indagini per lʼassassinio sono le esperienze esaltanti che Italo Agrò vive, in un intreccio inestricabile e sorprendente, da un capo allʼaltro del libro Agrò e il maresciallo La Ronda, lʼultimo giallo di Domenico Cacopardo, da poco tempo in libreria per i tipi di Marsilio Editori. Un giallo che merita di essere annoverato tra i più riusciti e, auguriamo, più conosciuti e apprezzati del genere. E anche un bel romanzo, e un atto di amore alla costa ionica della Sicilia messinese, che tra le pagine risalta in tutto il suo splendore, con il suo mare limpido, dai colori cangianti dallʼazzurro al verde a seconda delle correnti, con le sue bellezze naturali e paesaggistiche (Porticchio, Feudo di S. Giorgio), con i suoi tesori storico-artistici (i castelli, la basilica bizantina dei SS Pietro e Paolo), con la sua antica e favoleggiata arte culinaria, con le sue ataviche usanze (lʼʼannacata solenne dei mestieri nei funerali dei loro affiliati), con il suo dialetto, brillante nei proverbi (a jatta du firraru mancia un chilu e pesa tri quarti, dallo e dallo si apre pure il metallo, chiudìù lʼUpim) e semanticamente intraducibile nei termini (ʻnniricata, ʻnzicchigna). Lʼamore per la Sicilia si manifesta anche come descrizione nitida e impietosa dellʼaltra sua faccia, quella della mentalità arcaica che a lungo ha considerato la frequenza universitaria delle ragazze Domenico Cacopardo. Nella foto in alto la copertina del suo ultimo libro edito da marsilio, Agrò e il maresciallo La Ronda come occasione non di istruzione quanto di perdizione, quella che ritiene il tradimento uno sfregio, se attuato dalla donna, e un segno di virilità e motivo di orgoglio, se operato dallʼuomo, quella del rigido controllo sociale, quella dei voltagabbana travestiti da persone serie e impegnate, quella degli uomini che pubblicamente si battono il petto ma non hanno scrupoli a seviziare gli indifesi, quella dellʼomertà elevata a legge non scritta e inviolabile del comportamento. Proprio in questa contraddittoria realtà, si sviluppano le indagini sullʼammazzatina di Biagio Mudaita, in cui Italo Agrò si coinvolge sempre più fino ad assumere le sembianze di un vero sbirro. In base alle sue illuminanti indicazioni, che egli offre prendendo spunto dagli insegnamenti di Maigret di scavare allʼintorno del cadavere e di esaminare ogni possibile movente, lʼipotesi investigativa gradualmente passa da omicidio passionale a regolamento di conti e stringe il cerchio intorno ai colpevoli. Ancora una volta, però, inesorabilmente, tra finti suicidi, bocche tappate e confessioni ritrattate con prove a discarico costruite alla perfezione ex post, la giustizia rischia di restare a mani vuote. Non ha senso chiedersi come mai. Siamo in Sicilia… Per Italo Agrò, tuttavia, quegli ultimi giorni di vacanze estive si rivelano indimenticabili e altamente formativi. Apprende, sulla propria pelle, una duplice verità: il prezzo di ogni cosa si conosce sempre in retrospettiva, si è sempre soli, con la propria coscienza e con i propri sentimenti, a decidere su ciò che realmente importa. Su Agrò e il maresciallo La Ronda, abbiamo rivolto alcune domande a Domenico Cacopardo. Due parole sul libro, per cominciare... «Ogni autore ha una sua idea sul libro che ha scritto, idea che deve confrontarsi con le idee elaborate dalle persone che lo leggono. Da parte mia, credo di avere narrato una storia di omicidio nella Sicilia della metà del 1970, una Sicilia senza giustizia e profondamente segnata dallʼambiguità. Di tale ambiguità, la figura di Nenè mi sembra lʼemblema, la raffigurazione sublimata del perbenismo spregiudicato borghese». Di certo, però, è anche una ricostruzione del recente passato di Italo Agrò, il sostituto procuratore protagonista dei suoi gialli precedenti… «Sì. In un certo senso, ho ripercorso a ritroso gli anni della sua formazione - di quando egli è ancora studente, e poi si laurea brillantemente, scopre di non voler fare lʼavvocato e si decide per la magistratura -, cercando di immergerlo nel contesto da cui proviene e di far emergere lʼhumus in cui e da cui è maturato». Ci sono elementi autobiografici nel libro? E, in generale, come nascono i suoi personaggi? «Cʼè un solo riferimento autobiografico. Riguarda lʼepisodio in cui Italo Agrò conosce il maresciallo Augusto La Ronda, descritto nelle prime pagine del libro. A casa sua, la mamma sta arrostendo, sopra ʻu fucuni, cotolette alla palermitana pagina 33 25 GENNAIO 2013 e braciole alla messinese, e il maresciallo viene sentito dichiarare dal balcone accanto “Signora, lei morire mi fa coʼ ʻsto profumo”. Intorno alla metà del 1950, quando dʼestate soggiornavo in una masseria di fronte al mare, ho in prima persona vissuto lʼevento raccontato, con conseguente invito di mio padre al maresciallo di allora a sedere a tavola con noi, e con la successiva rottura di scatole della richiesta che il predetto maresciallo mi fece di leggere il rapporto redatto nellʼoccasione del tragico incidente stradale verificatosi una sera al passaggio a livello di Letojanni, in direzione Messina, a quel tempo manovrato a mano. Quanto alla genesi dei personaggi dei miei libri, nulla di preciso so dire. Considerata la relativa facilità di scrittura che mi riconosco, penso che li abbia nella testa e me li porti dentro da sempre». Che rapporto intrattiene, sia come persona sia come scrittore, con il dialetto siciliano? «Un rapporto vitale, senza dubbio. Di padre siciliano e di madre emiliana, sono cresciuto a Roma. So parlare, però, il siciliano e non lʼemiliano né il romanesco. Ogni volta che telefono ai miei parenti, parlo in dialetto stretto, in tiannisi, affine al messinese. Devo tale familiarità in parte alla mia esperienza diretta tra la gente di Letojanni, in parte a quanto trasmessomi da una sorella di mio padre, detta la vergine, un vero patrimonio al riguardo. Così, mi viene naturale usare espressioni dialettali sicule anche nei miei libri». La Sicilia e, in particolare, la provincia di Messina, a suo parere, sono cambiate in questi ultimi quarantʼanni? «Direi poco. Possiamo affermare che la presenza malavitosa si è attenuata nel quotidiano e che il malaffare ha spostato i suoi interessi verso investimenti alternativi, più redditizi e allʼapparenza legali. Per quanto riguarda Messina, ritengo che la mentalità non si sia sostanzialmente mossa. Venuti meno i pochi centri produttivi prima esistenti, si sono accentuati i caratteri terziari e, quindi, i tratti parassitari della zona». Concorda con la massima enunciata dal maresciallo La Rocca che in Sicilia le cose vanno sempre come sempre? «Assolutamente sì, almeno per il presente e stando a vedere come finirà il processo sulla trattativa Stato-mafia. Per il futuro, mi piace immaginare una Sicilia diversa, che però sarà possibile solo se i partiti progressisti sapranno realizzare una politica capace di sconfiggere i gruppi di potere occulti ma onnipervasivi che attualmente dominano incontrastati». Rientrano nei suoi programmi altri gialli con protagonista Italo Agrò? «Uno, un lungo romanzo, ed è in corso dʼopera. Ma in fase avanzata di composizione, ho altri due lavori. Il primo è una sorta di riappropriazione dei luoghi della mia infanzia, il secondo è ambientato nel 1600 e si sviluppa intorno al passaggio di Caravaggio in Sicilia». Per concludere, torniamo al personaggio di Nenè, che, nonostante la sua incoerenza, riesce a conquistare lʼamore e la comprensione di Italo Agrò. Questi impara a non considerarla puttana sol perché fa lʼamore con disinvoltura e ad attribuirle la verginità che solo conta, la sincerità del cuore. Nenè ha anche la simpatia del suo autore? «Certamente sì». postermostre 25 GENNAIO 2013 centonove EVENTI. Una tela di Arena alla Biennale di Palermo Messina canta Vittoria L'opera “Marina” dell'artista originaria della città dello Stretto, selezionata su 3000: un ricordo del mare siciliano a Villa Malfitano Whitaker fino al 3 febbraio DI MARIA TIZIANA SIDOTI PALERMO. Quasi 3 anni fa, nel 2010, l'avevamo lasciata alla nona edizione del Messina Città d'Arte. Era la sua prima in terra di Sicilia come pittrice. Ed un ritorno nella città d'origine dopo 31 anni. La ritroviamo oggi alla I Biennale Internazionale d'Arte di Palermo. Lei è Vittoria Arena, "milanese" d'adozione ma messinese d'origine. Da allora strada ne ha fatta: altri concorsi, altri riconoscimenti, un evento anche a Colonia, e l'approdo più recente al sensorialismo materico di Guido Carlucci. Ma tra "La Forza del Vento" e "Tramonto" del Città d'Arte e "Marina" della Biennale palermitana il fil rouge pare sempre essere la sicula terra ad evocar suggestioni ed emozioni in purezza ed onestà di spirito, nel bell'impasto cromatico di sapore quasi impressionistico, dove la figura, in apparenza astratta, continua ad esserci tra i colori e i rilievi catturati con la spatola. Nel 2010 a Messina «sì, era la prima volta, volevo farmi conoscere come pittrice milanese, originaria di Messina per non farmi confondere con la mia omonima collega dello Stretto. Negli anni successivi ho continuato a partecipare ad altri eventi messinesi», racconta Vittoria, classe '62, dopo gli studi a Milano per affinare le tecniche pittoriche, e dall'85 presente a rassegne in estemporanea, Marina, tela di Vittoria Arena alla Biennale di Palermo. Sopra Vittorio Sgarbi con lʼartista allʼinaugurazione collettive e personali, con premi nazionali, per anni in particolare al Nord, e con una sua selezione su Enciclopedia d'Arte più recente. Ma da quel 2010 almeno una volta l'anno è ad un evento d'arte in Sicilia. Ora è la volta della Biennale. Che, con direzione critica di Paolo Levi, direttore dal '69, ora per la Giorgio Mondadori, de "Il Catalogo Nazionale d'Arte Moderna", e dal 2010 della rivista Effetto Arte , oltre a pubblicazioni su giornali da "Europeo" a "Il Sole 24 Ore" a "La Repubblica", da un'idea di Sandro Serradifalco, inaugurata il 10 gennaio da Vittorio Sgarbi, fino al 3 febbraio vede in un iter espositivo che dal Loggiato San Bartolomeo va alla Villa Malfitano fino al Museo Civico d'Arte Moderna e Contemporanea "Giuseppe Sciortino" di Monreale, 814 opere di 700 artisti da 50 paesi, selezionati come taluni tra i più influenti interpreti contemporanei nazionali ed esteri, 5 sezioni dal paesaggio alla figura, dalla scultura all'acquerello all'informale, oltre ad una speciale ai grandi del '900. Tra queste, scelta tra 3000 opere, c'è "Marina" della Arena. Che dice, ancora emozionata: «Sono stata invitata per partecipare alla selezione, inviando le foto di 5 opere. Il comitato scientifico mi ha comunicato che "Marina" era stata ammessa per l'esposizione. Il motivo che mi ha spinto a partecipare? Un evento culturale unico come la 1 °Biennale d'Arte a Palermo inaugurata da Vittorio Sgarbi, nella mia terra: speravo di esserci. Sgarbi davanti alla mia opera ha commentato: "Brava Vittoria!"». Così il tecnica mista su tela della messinese è nell'ottocentesa Villa Malfitano Whitaker. «"Marina" è uno dei paesaggi che vuole ricordare la mia terra», spiega la Arena. Che aggiunge: «Dal 2012 con la partecipazione a 2 mostre, vincendo il 3° e il 2º premio mi sono avvicinata a questa nuova corrente artistica "Sensorialismo Materico", ideatore e direttore del Museo Macs a Greccio, Guido Carlucci: è una ricerca che con la materia e i colori attraverso la percezione dei nostri sensi riesce oltre la visione pittorica a toccare il lato sensoriale. È racconto, vibrazione di colore, tanto colore e materia. Cosa è l'arte per me? Una continua ricerca, la curiosità di sperimentare, lasciando le mie emozioni su tela, una passione, essenza di vita». E conclude: «La Biennale? Un'esperienza positiva, continuerò a percorrere la strada che negli ultimi anni mi sta portando a fare conoscere la mia pittura, a Milano, Bologna, Udine, Torino, Colonia, prossimamente a Cremona, Greccio e poi Nizza Monferrato». ACQUEDOLCI Liberi di essere artisti Il dibattito sui giovani e il ruolo della critica “a comando monetario” si sposta sul blog ACQUEDOLCI. Si è conclusa con una tavola rotonda sul tema della Luce nell'Arte Contemporanea, la mostra collettiva nella quale 28 artisti provenienti da tutta Italia hanno esposto le loro opere. Organizzata dall'Acm e da Nebrodi Arte, era presente anche il sindaco Gallo e lʼassessore Zingale. Moderatori i presidenti delle due associazioni Farid Adly e Benedetto Ventura. Numerosi gli interventi, da Nunzio Ingenuo a Mario Biffarella, da Calogero Corrao a Giuseppe Greco, che hanno messo in campo un'energia vitale per un confronto sincero e senza veli. Oltre a tematiche attinenti alla dibattuta questione, che cos'è l'arte, si sono anche confrontate opinioni sulle correnti artistiche del novecento. Eʼ stato sollevato il tema/problema della libertà dell'artista da ogni condizionamento economico e politico, in cui è stata denunciata l'egemonia delle gallerie d'arte nazionali, con lo stuolo di critici a comando monetario, che premono sui giovani artisti sfruttando il loro bisogno di visibilità. Un dibattito costruttivo, a volte acceso, ma profondo e appassionato che continua in forma scritta sui blog www.alchimiadellabellezza.blogspot.com www.lalucenellartecontemporanea.blogspot.com. "I temi che saranno affrontati nella Tavola Rotonda - ha introdotto Adly delineando i confini dell'argomento verteranno sul ruolo dell'arte nella società contemporanea e sulle interpretazioni che gli artisti partecipanti alla collettiva hanno dato del tema proposto. E' un momento di riflessione, per rilanciare i progetti pagina 34 artistici e culturali che le nostre due associazioni hanno inteso di mettere in campo" e ha proseguito "Crediamo nel lavoro collettivo e nella necessità del confronto tra posizioni e idee diverse, per far passi in avanti e sempre verso l'alto a tutta la società nella quale viviamo. Tutti i grandi artisti sono diventati tali perché hanno costituito gruppi, correnti e movimenti artistici, perché hanno espresso le loro idee sulla società e le hanno riversate nelle loro opere e perché si sono confrontati su riviste e libri. Ribadisco che la cultura debba essere il faro, e non lo zerbino per il potere e in questo quadro credo fermamente che l'artista debba sottrarsi all'egemonia mercantile, senza per questo aborrire il mercato". La serata si è conclusa a tavola con una pizza e un bicchiere di vino, presso la locale pizzeria “Il Sogno”, dove è stato più diretto e socievole il confronto, arricchito da aneddoti e racconti di vita vissuta. Franca Sinagra Brisca posterstorie centonove Stefano Gullo LETOJANNI. Stefano Gullo, 25 anni, suona nell’orchestra Cherubini diretta dal maestro Col violino lascio tutti Muti Si è esibito a manifestazioni internazionali grazie ad una vena artistica precoce. Ora si prepara ad una tournè asiatica. «E dire che tutto cominciò con un flauto». Assieme a lui il santateresino Galeano DI ENRICO SCANDURRA LETOJANNI. Una passione innata. Una vena artistica precoce e un violino di seconda mano. Inizia così la strana storia di un figlio tutto siciliano, trapiantato ormai da tempo in terre lontane. Una storia che ha quasi dellʼincredibile. Come protagonista, un violinista dʼeccezione. Lui si chiama Stefano Gullo, e dal 2005 fa parte dellʼOrchestra Giovanile “Luigi Cherubini”, diretta da Riccardo Muti. da Letojanni, piccolo centro messinese, è diventato la seconda spalla del maestro più ricercato nel panorama della musica classica italiana. Madre di Mongiuffi Melia e padre di Calatabiano, Stefano Gullo ha Riccardo Muti vissuto i primi anni della sua vita proprio nel paese materno, a contatto con la musica già dallʼetà di 6 anni. «Ho iniziato ad ascoltare e studiare musica già da piccolo – afferma Stefano - e i miei genitori vedendo che in me cʼera profondo interesse, coltivavano giorno dopo giorno lʼidea che io potessi diventare qualcuno in questo campo. Ma, a dire il vero, quando si è ancora in giovane età, niente è già scritto». E infatti nessuno, compreso Stefano, avrebbe scommesso sul suo talento innato, fino a quando, un giorno i genitori gli regalarono il primo strumento musicale. «Non era un violino bensì un flauto – continua – Ricordo che frequentavo la prima media e il nostro professore di musica cominciò a farcelo studiare. Era un modo per inserirci nel mondo della musica, un mondo che io già per certi versi conoscevo». Proprio da un piccolo strumento e dalla volontà di emergere, oggi Stefano Gullo è arrivato al suo traguardo personale, allʼetà di 27 anni. Di mezzo tanta gavetta e tanto studio, ma non solo. «Subito dopo, alla fine delle scuole medie inferiori, mi iscrissi allʼIstituto Superiore per i servizi professionali, a Letojanni - racconta – Una scelta meditata, ma per niente voluta. Nel frattempo coltivavo la mia passione. Tra lʼaltro allʼetà di 12 anni avevo intrapreso un altro ciclo di studi, stavolta più impegnativo. Il conservatorio “A. Corelli” di Messina mi avrebbe permesso, dopo, di intraprendere la mia carriera musicale». Una carriera piena di soddisfazioni almeno fino ad ora. Che gli ha permesso di viaggiare in quasi tutta lʼEuropa e nel mondo. Ultima tappa lʼArgentina e, tra qualche giorno, anche il Barhein. «Sarò di scena in un tour asiatico pagina 35 25 GENNAIO 2013 che mi porterà proprio con lʼOrchestra di Riccardo Muti in luoghi a me ancora sconosciuti – afferma il violinista siciliano – Poi ritornerò a casa, dalla mia famiglia, a Giarre, per un breve periodo di riposo». E proprio la cittadina catanese è diventata da qualche anno la sua città dʼadozione. «Io e la mia famiglia abbiamo dovuto fare una scelta dolorosa – ammette ancora Separarci dagli affetti più cari non è stato piacevole, ma io ormai vivo più fuori che in Sicilia, confortato sempre dalle telefonate periodiche dei miei genitori e di mio fratello Vincenzo». Ma oltre agli affetti familiari quello che manca a Stefano sono soprattutto i colleghi del conservatorio e, perché no, anche i docenti. Uno su tutti il maestro Francesco Carlo Magistri, grazie al quale, con uno studio disciplinato e severo, ha mostrato le sue qualità e le sue capacità tecnico-interpretativo musicali. «Devo ringraziarlo molto per quello che ha fatto per me – sostiene - Molti concorsi violinistici nazionali ed internazionali li ho vinti grazie alla tenacia e ai principi basilari che lui mi ha impartito». Poi parla di un altro docente, il maestro Franco Mezzena. Sotto la sua guida ha ottenuto il diploma triennale superiore di violino allʼAccademia Musicale Pescarese. «Oltre ad aver conseguito con lui il diploma triennale, ho preso parte a numerose sue Masterclasses, esibendomi nellʼambito di importanti manifestazioni nazionali ed internazionali, come il “Ticino Musica Festival” e lʼ”Oxford International Music Festival”», conclude Gullo. A fargli compagnia è un altro giovane musicista della riviera jonica messinese: Samuele Galeano, anche lui violinista e spalla nellʼOrchestra di Riccardo Muti. posterweekend 25 GENNAIO 2013 come... dove... quando... venerdi' 25 gennaio MESSINA. Eva contro Eva. Con Romina Mondello e Pamela Villoresi. Teatro Vittorio Emanuele - ore 21 MESSINA. Il porto dei treni pesanti con Gianfranco Quero, per la rassegna In Direzione Contraria e Ostinata. Teatro Savio - ore 21 MESSINA. Marcello MUSICA Cunsolo. Live del cantautore con la sua band, i Flor de Mal, per la rassegna Living Room. Bottega Rapa Nui (Via Monsignor Grano 3) - ore 22 MESSINA. David Carfì in concerto. Esibizione del Maestro di pianoforte messinese. Aula Magna Liceo “The Man” a ScalaMaggiore CONTA QUASI due mesi di attività il jazz club, “ScalaMaggiore”. Il nuovo locale messinese dedicato alla musica dal vivo si trova sul viale della Libertà, a due passi dalla Fontana del Nettuno, e nasce per dare unʼattenzione particolare al jazz e al blues, ma anche a nuove sonorità ed espressioni musicali. Siamo andati a sentire uno dei numerosi spettacoli che il locale – diretto da Alessandro Piparo – organizza durante la settimana. In unʼatmosfera piacevole e raffinata, abbiamo apprezzato il Trio “The Man”: Alessia Fontana (voce), Marco Scorza (chitarra) e Nino Belmonte (batteria). “Esperimenti dʼarmonia, sonorità evocative, gusto eclettico della chitarra, tocco eclettico della batteria”, leggiamo nella scheda di presentazione della formazione. Caratteristiche confermate dai protagonisti, che hanno offerto originali e ben riuscite interpretazioni di un repertorio che spaziava nel panorama sconfinato delle contaminazioni jazz (acid, funk, bossa, latin, soul), e che coinvolgeva artisti quali George Benson, Tuck and Patti, Incognito, Roy Hargrove. di Marco Olivieri La violenza secondo Tarantino CON FILM COME “Le iene” e “Pulp fiction”, ha creato un connubio esilarante tra comicità e violenza. Senza dimenticare la passione per i B Movie e la cura nella costruzione della sceneggiatura e nella potenza visiva. Ė tutto questo, e molto di più, Quentin Tarantino, ora autore di “Django Unchained”. Unʼoccasione per rendere omaggio al “Django” di Sergio Corbucci (compare in un cameo il vecchio protagonista Franco Nero), in modo da rielaborare in chiave originale spaghetti western e musiche di Bacalov e Morricone, grande e “piccolo” cinema, riferimenti colti e puro splatter. Il tutto tra momenti esilaranti (come la gag che prende in giro il Ku Klux Klan) e ottime scene dʼazione con mattatori Jamie Foxx (Django), Christoph Waltz (il tedesco dottor Schultz) e i “cattivi” Leonardo DiCaprio e Samuel L. Jackson. Grande cinema, seppure non innovativo come un tempo. “Django Unchained” alle Multisale Apollo, Iris e Uci Cinemas di Messina cartelloni Maurolico - ore 17 PALERMO. Monologo di Ernesto Maria Ponte 'Palermo - Real Madrid', scritto da E.M.Ponte, Salvo Rinaudo ed Emanuele Pantano, con E.M.Ponte e Claudio Casisa, musiche di Tony Greco. Teatro Agricantus - ore 21.30 MESSINA. La palla al piede. Commedia brillante di George Feydeau, 6° Rassegna Zancle - Premio Adolfo Celi. Teatro Stabile Zancle - ore 21 MESSINA. Eva contro Eva. Con Romina Mondello e Pamela Villoresi. Teatro Vittorio Emanuele - ore 21 MESSINA. Orazio Sciortino. Omaggio a Wagner, a cura delle ass. Accademia Filarmonica e V. Bellini. Al Palacultura Antonello - ore 18 MESSINA. Two shores blues trio. "L'amore al tempo del blues", con Fabio Conti, Gaetano Fazio e Alfredo Mobilia. Scala Maggiore Jazz dell'inizio dello spettacolo ha aperto una mostra dedicata al musicista tedesco. Il "Ring" wagneriano è prodotto dal Massimo e prevede, oltre alla rappresentazione odierna, "Die Walkuer" (21 febbraio - 3 marzo), "Siegfried" (19-30 ottobre), "Goetterdaemmerung" (23 novembre - 4 dicembre). L'oro del Reno è stato allestito con la regia dell'inglese Graham Vick, le scene e i costumi di Richard Hudson, i movimenti mimici di Ron Howell. Club ore 19 GRAVINA DI CATANIA. Il mare dei poeti. Nell'ambito della 9^ stagione concertistica Classica Internazionale dell'Associazione Mondo Musica, il progetto curato da Lina Maria Ugolini e Giulia Gangi 'Poesia in musica'. Teatro Musco di Gravina, ore 20.30 PALERMO. Monologo di Ernesto Maria Ponte 'Palermo - Real Madrid', scritto da E.M.Ponte, Salvo Rinaudo ed Emanuele Pantano, con E.M.Ponte e Claudio Casisa, musiche di Tony Greco. Teatro Agricantus ore 21.30 Eva contro Eva secondo Panici Pamelsa Villoresi e Romina Mondello nei ruoli principali DI GIGI GIACOBBE MESSINA. “Eva contro Eva” in scena al Vittorio Emanuele sino a domenica 27 gennaio, è un apologo melodrammatico sullʼarrivismo cieco e ipocrita spesso presente nel mondo dello spettacolo. La commedia di Mary Orr, il cui titolo originario è “All aboutaut Eve”, divenne nel 1950 un film di grande successo, vincendo pure sei premi Oscar, per merito del regista Joseph L. Mankiewicz e per le interpretazioni di Romina Mondello0 e Pamela Villoresi in Eva contro Eva Bette Davis e di Anne Baxter nei sono di Giorgio Gori, i costumi di Lucia Mariani, le ruoli principali. Ruoli che qui, in questa versione luci di Emiliano Pona, le musiche di Stefano Saletti. italiana curata da Marzia G. Lea Pacella e Lo spettacolo è prodotto dallʼAssociazione Teatrale Maurizio Panici ( questʼultimo pure regista e in un Pistoiese, Artè Teatro Stabile dʼInnovazione e la piccolo ruolo come è ormai sua abitudine) Versiliana Festival.verranno vestiti rispettivamente da Pamela Si racconta dellʼaspirante attrice Eva Harrington, Villoresi e Romina Mondello. Gli altri interpreti che presentatasi alla famosa diva Margo Channing saranno Luigi Diberti , Massimiliano Franciosa, le dice con falso candore dʼessere una vedova di Silvia Budri Da Maren e Giulia Weber. Le scene teatro Duecento anni di Wagner PALERMO. Al via la stagione del teatro Massimo di Palermo con "L'oro del Reno", prologo della Saga dei Nibelunghi di Richard Wagner. L'intera tetralogia coprirà tutto il cartellone per celebrare i duecento anni della nascita del compositore tedesco, progetto simmetrico ai tanti titoli in programma per il 2013 di Giuseppe Verdi, del quale pure ricorre quest'anno il bicentenario. All'inaugurazione ha presenziato il ministro dei beni culturali Lorenzo Ornaghi, che poco prima sabato 26 gennaio MESSINA. In scena al Teatro Vittorio Emanuele fino al 27 gennaio di Cesare Natoli NUOVEVISIONI centonove riconoscimenti Con gli occhi della Brancato MESSINA. Dopo il successo ottenuto lo scorso maggio al teatro Quirino/Vittorio Gassman di Roma torna alla Sala Laudamo di Messina “I miei occhi cambieranno”, la pièce tratta da “Certo che mi arrabbio”, lʼultimo scritto dellʼattrice e autrice messinese Celeste Brancato scomparsa nel 2009 dopo una lunga malattia. Il lavoro, prodotto dalla compagnia “If Prana” di Matteo Romoli, con protagonista Federica De Cola e diretto da Giampiero Cicciò, racconta gli ultimi anni di vita di una giovane donna che combatte contro un male incurabile ma che sorprende per un'impronta di imprevedibile comicità. Infatti, nel suo testo, graffiante e delicato insieme, Celeste Brancato descrive con straordinaria ironia il percorso di chi, attraverso il dolore del corpo, tenta con fatica di rintracciare il proprio dolore spirituale. La prima delle repliche messinesi andrà in scena venerdì 25 alle ore 19 poiché, dopo lo spettacolo, si terrà nella Sala Laudamo un dibattito legato alle tematiche del lavoro andato in scena. Tra gli ospiti, il professor Giuseppe Altavilla primario di Oncologia, Marianna Gensabella, professore di Filosofia Morale e Giusi Venuti, pagina 36 ricercatrice in Bioetica. Moderatore il dott. Giuseppe Ruggeri, giornalista medico. “I miei occhi cambieranno”, dopo le due date messinesi (la seconda il 26 gennaio alle 21) sarà in scena il 27 gennaio (ore 18:30) Teatro di Sant'Agata di Militello Martedì 29 gennaio (ore 21) Fondazione Teatro città di Pace del Mela; Mercoledì 30 gennaio (ore 17) Fondazione Teatro città di Pace del Mela per poi approdare a Prato, Montecarlo di Lucca e a Torre del Lago Puccini. La Norma di Castiglione a Cannes TAORMINA. Approda al Midem di Cannes la Norma di Vincenzo Bellini firmata la scorsa estate al Teatro Antico di Taormina dal regista e scenografo Enrico Castiglione e trasmessa con la sua regia televisiva dalla Rai in diretta mondovisione in oltre cinquecento sale cinematografiche. Il video della ripresa televisiva sarà proiettato sabato 26 gennaio alle ore 17.30 al Palais des Festivals dalla IMZ, l'associazione internazionale che riunisce le principali reti televisive del mondo, appunto in occasione del Midem, la storica rassegna della musica internazionale che ogni anno si tiene in Costa Azzurra, in Francia. Si tratta della settima volta consecutiva che Enrico Castiglione, regista e scenografo, viene invitato dalla Imz a presentare una sua nuova regia televisiva al Midem di Cannes, dove dal 2007 sono approdati i suoi allestimenti realizzati al Teatro Antico per Taormina Arte: Medea, Tosca, Aida (2009), Turandot, Nabucco ed ora anche la Norma. posterweekend centonove domenica 27 gennaio MESSINA. Eva contro Eva. Con Romina Mondello e Pamela Villoresi. Teatro Vittorio Emanuele - ore 21 MESSINA. Helycon Symphony Orchestra. Musiche di Beethoven e Schumann, a cura della Filarmonica Laudamo. Palacultura Antonello - ore 18 MESSINA. Festival Multiculturale di Messina. A cura dell'associazione Reset. Palacultura Antonello - ore 11.30 BARCELLONA. 'Voglia di borotalco'. Presso l'Istituto Figlie di Maria Ausiliatrice ore 18.30 GRAVINA DI lunedi' 28 CATANIA. La Ferrovia, adattamento scenico sul testo omonimo di Lina Maria Ugolini. Teatro Musco di Gravina - ore 19 PALERMO. Raf in concerto. Il suo album più recente è la raccolta 'Le ragioni del cuore' è composta da 11 vecchi brani in guerra e di voler intraprendere la carriera teatrale sotto la sua guida. Margo, convinta della sua buona fede, lʼassume come segretaria ma comincia ad avere qualche dubbio sulla sua esagerata ingenuità. Una sera la scopre in affettuosa intimità con il proprio amante e le fa una scenata di gelosia. Un vero passe-partout per Eva, perché fingendosi vittima dei suoi isterismi ( grazie pure allʼappoggio dalla moglie del commediografo della diva) otterrà di sostituire Margo nel suo ruolo più applaudito. Eva diventerà una stella, grazie pure dalle recensioni straordinarie che le scriverà il critico Addison (Diberti), divenuto intanto suo amante, al punto che offuscherà lʼastro in declino della rivale. Ma anche Eva a sua volta, come si sa, dovrà fare i conti con una sua giovane ammiratrice che si dice ansiosa di conoscerla e imitarla. Un girotondo che continuerà ancora chissà per quanto tempo. « Il mondo del teatro come rappresentazione del mondo – chiarisce il regista Panici – una piccola e agguerrita comunità che è specchio della società, con le sue piccolezze, le sue ossessioni, il desiderio di arrivare a conquistare una posizione sociale riconosciuta e rispettata. Classi sociali diverse, che si riflettano, si evitano e si scontrano. Ma soprattutto essere umani in lotta per una posizione dominante in società ». « Quanto di più attuale, oggi, potrebbe essere oggetto di scrittura se non questo acido e caustico affresco di uomini e donne – continua Panici – che si affannano disperatamente alla ricerca dʼun attimo di celebrità: così “Eva contro Eva” si offre come sintesi dʼun quadro così a noi vicino, dove lʼapparire è massima aspirazione per sentirsi “vivi”, per potere esistere ». « Alla fine di questa estenuante battaglia – conclude Panici Margo Channing capirà che la vita vale la pena dʼessere vissuta e cederà volentieri il passo alla nuova arrivata, già minacciata a sua volta dallʼarrivo della prossima Eva ». presentazioni L’erede... in musica PALERMO. Sabato 26 gennaio alle ore 17:30, Daniela Di Benedetto, presenta il suo romanzo "L'Erede" pubblicato da Officina Trinacria. La scrittrice, nata a Bologna vive ormai da molti anni a Palermo dove ha insegnato in diversi istituti ha pubblicato cinque testi di narrativa con l'editore Loffredo per le scuole medie. Al suo attivo anche la raccolta satirica "Racconti senza rispetto (La Zisa, Palermo 2008) e cinque romanzi: "La donna che sfidò il racket" (La Disa, Bari 1994), "L'Oasi" (Coppola Ed., Trapani 2000), "Storia di Ida" (Coppola Ed., Trapani 2001), "Il dono del diavolo" (Tabula Fati, Chieti 2006) e con Officina Trinacria ha gia pubblicato nel 2010 "L'ultima udienza. Oltre alla passione per la lettura e la scrittura la Di Benedetto coltiva l'amore per la musica e negli anni si è diplomata ben due volte al Conservatorio, Pianoforte e Musica Corale; per l'occasione regalerà durante la presentazione una esibizione musicale al pianoforte con sue composizioni ispirate a Mozart Cajkovskji e Chopin. chiave elettropop e due inediti. Teatro Politeama alle ore 21 PALERMO. Monologo di Ernesto Maria Ponte 'Palermo - Real Madrid', con E.M.Ponte e Claudio Casisa, musiche di Tony Greco. Teatro Agricantus - ore 18.45 MISTRETTA. Mostra 'Piccole Natività. Immaginette del Natale popolare dalle recenti donazioni al Museo Cocchiara'. A cura di Anastasio Museo Cocchiara martedi' 29 gennaio PACE DEL MELA. I miei occhi cambieranno. con Federica De Cola. Auditorium comunale - ore 21 BARCELLONA. 'Maldamore', di Angelo Longoni, con Tosca D'Aquino, Ugo Dighero, Stefano Pesce, Michela CATANIA Andreozzi. Pigreco Delta Roma. Associazione Cattafi Barcellona. Ore 20.30, Oratorio Salesiano - Teatro 'Vittorio Curro' CATANIA. Michelle Hunziker in 'Mi scappa da ridere'. Teatro Metropolitan ore 21.30 25 GENNAIO 2013 mercoledi' 30 giovedi’ 31 CAPO DʼORLANDO Maldamore. con Tosca d'Aquino e Ugo Dighero. Cineteatro Comunale Rosso di San Secondo (Lungomare Andrea Doria) ore 21 PALERMO. Pippo Pollina in concerto. Nell'ambito della rassegna 'Areacustica 2013'. Agricantus ore 21 MESSINA. Gran Galà Verdiano. Con il Serenata Trio. Aula Magna dell'Università - ore 21 SIRACUSA.'La Locandiera' di Carlo Goldoni, regia Massimo Tuccitto. Sala Randone ore 21 DE GUSTIBUS di Massimo Lanza Cantina Valle dell’Acate Un momento dello spettacolo Un’impresa difficile Al “Machiavelli” piéce di Levin CATANIA. Torna al teatro “Machiavelli” di Catania la drammaturgia contemporanea di taglio internazionale: diciamo ancora una volta dellʼattività artistica dellʼassociazione “Ingresso Libero” e parliamo, in particolare, di “Unʼimpresa difficile”, lo spettacolo (che si può vedere fino al 31 gennaio) diretto da Emanuela Pistone su testo del drammaturgo israeliano Hanoch Levin (1943 – 1999), tradotto da Paola De Vergori. In scena, oltre alla stessa Pistone, Francesco Foti e Mauro Serio. Non è per caso che evidenziamo lʼattenzione rivolta alla drammaturgia contemporanea che questa associazione, che gestisce il piccolo e glorioso “Machiavelli”, dispiega meritoriamente da qualche anno nel capoluogo etneo: in Italia infatti la drammaturgia, ormai da decenni, conta pochissimi cultori e di talento diseguale, sicché diventa interessante vedere come invece nel resto del mondo la scrittura di testi teatrali continui ad essere unʼarte assai vitale e capace di confrontarsi efficacemente col mondo e raccontarlo con profondità. Nel merito dello spettacolo: ci si trova di fronte ad una pièce che vede in scena una buffa coppia di cinquantenni (Yona e Levinah Popokh, rispettivamente Foti e Pistone) ormai stanchi della loro pluriennale relazione: una vita divenuta ripetitiva e banale, senza sorprese, senza possibilità che qualcosa accada davvero a rompere la monotonia dei giorni che passano privi di senso e fervore. Litigano stancamente eppure non riescono a lasciarsi: lui soprattutto, goffo nel suo desiderio di donne e di nuove avventure, ha paura di morire e non riesce ad andarsene, ma anche lei è impaurita e, seppur spazientita, non riesce a farlo andar via, fino a quando, del tutto casualmente, un estraneo (Serio) non sʼinfila in quel ménage, fino a quando insomma Gounkel, strano e spiritato vicino di casa, spinto da un forte mal di testa non interrompe una delle loro solite, scontate, velenose, litigate notturne: è lʼestraneo che viene a dirti chi sei davvero, che ti mostra come ti sei ridotto, il perturbante che apre la porta e permette di avvertire con precisione il baratro di banalità che occupa la vita di uomini e donne, la sciupa, la scuota, la ingrigisce, ma non riesce a coprirne la dimensione essenziale dʼavventura che val la pena di affrontare. Lo spettacolo è gradevole e, con buona varietà dʼaccenti e toni (dal grottesco al comico, dallʼaffettuoso al corrosivo, dal sornione al caricaturale), legge con intelligenza un testo che merita dʼesser conosciuto. Paolo Randazzo pagina 37 GAETANA JACONO, titolare insieme a Francesco Ferreri della cantina Valle dellʼAcate, è stata nominata brand ambassador del Cerasuolo di Vittoria. Il titolo, conferitole dallʼassessore regionale allʼAgricoltura Dario Cartabellotta, è un importante riconoscimento come imprenditrice e portatrice nel mondo dei valori del territorio, fortemente impegnata a diffondere fuori confine la cultura enologica della propria terra. A partire dal 1993 Gaetana Jacono si occupata a tempo pieno di Valle DellʼAcate, azienda vinicola di famiglia a Bidini, nel triangolo di territorio tra Acate, Comiso e Vittoria. Gaetana e Francesco da quando sono entrati in azienda hanno cominciato un lavoro di recupero e rilancio delle antiche varietà autoctone della Sicilia Orientale, Frappato e Nero dʼAvola soprattutto, molto diffuse nel territorio ibleo. Lavoro che ha permesso di valorizzare i vini territoriali come il Cerasuolo di Vittoria e lʼaccattivante Frappato di Vittoria che è diventato il simbolo di Valle dellʼAcate. Lʼazienda di Gaetana Jacono e Francesco Ferreri oltre al Frappato produce una bella gamma di vini di pregevole fattura e grande godibilità di beva, a cominciare dal Cerasuolo di Vittoria Classico DOCG vino dalle grandi potenzialità, versatile, ricco di frutto, elegante sia al palato che al naso. Tra gli altri vini prodotti lʼopulento Moro, nero dʼAvola in purezza, gran bella espressione di un terroir unico come quello di Vittoria. Tra i bianchi trova posto il Bidis, blend ben fatto di chardonnay e insolia, dal ricco profilo olfattivo. Ottima espressione di un vitigno alloctono come il syrah il Rusciano ha profumi speziati e un bel palato caratterizzato da un frutto pieno e perfettamente maturo. Piacevoli anche i bianchi come la fresca e profumata Insolia dai toni minerali e il grillo Zagra dai profumi agrumati, fresco e ricco di acidità. Chiude la gamma il Tané un nero dʼAvola destinato, per chi ha voglia di aspettare, anche ad un lungo invecchiamento. www.valledellacate.com SICILIA DA ASSAGGIARE! Confettura di mele, miele e rosmarino GUSTOSA PIETANZA considerata anche “di riserva” della cucina popolare che valorizza il rosmarino. Questi gli ingredienti:1,2 kg di mele asprigne , 200 g di miele di ape nera (presidio Slow Food), qualche rametto di rosmarino. Questo il procedimento per realizzare la confettura di mele, miele e rosmarino: sbucciare le mele, tagliarle a pezzetti piccoli conservando i semi. Nel frattempo far sciogliere a fuoco dolcissimo lo zucchero con il miele, quindi aggiungere la frutta e i semini raccolti in un fazzolettino di cotone o di lino, o in una garza. Lasciar cuocere mescolando per 15 minuti circa, quindi prelevare circa metà del composto e frullare. Rimettere nella pentola cuocere ancora per una decina di minuti. Invasare in barattoli pulitissimi, asciutti e caldi, sistemare qualche aghetto di rosmarino in ogni barattolo, chiudere bene e rovesciare. Disio Hostaria Contrada Romeo- 98049 Villafranca Tirrena (Me) tel. +39 329 7967075- www.disiohostaria.com [email protected]. posterlettere&... 25 GENNAIO 2013 MESSINADRASTICA di Fabio Amato Deformazione professionale MESSINA. A Messina facciamo formazione! Ma avete visto quante scuole di formazione ci sono a Messina? Il numero è direttamente o indirettamente proporzionale (questa cosa non l'ho mai capita , in matematica avevo 2!) ai posti di lavoro. Le sigle delle scuole sono infinite (Sempre la matematica....), Ecaf, Enfam, Emef, Etaf, le sigle non le so interpretare, ma l'importante è che ci sia una F. F come formazione. La cosa più bella di queste scuole è che i componenti di queste scuole, formano i nuovi lavoratori, disoccupati, inoccupati, laureati , diplomati, et , per dei lavori che poi non ci sono, ed inoltre gli stessi formatori non sono pagati per il loro lavoro, bellissimo!. E' un circolo vizioso altamente produttivo. I fortunati che poi trovano un lavoro, perchè vengono assunti dalle numerosissime aziende che operano nel tessuto economico Messinese dopo che li assumono, li licenziano o li mettono in cassa integrazione perchè non hanno i soldi per pagarli. Ma allora perchè li assumono? Ma non avete capito? E' tutto virtuale! Inoltre chi per un caso imponderabile trova un lavoro, non lo accetta, perchè ci sono troppe difficoltà, quali ad esempio il lavorare di pomeriggio, lavorare fuori Messina e quindi viaggiare, trasferirsi in un'altra città, e quindi diventerebbe tutto problematico, perchè non potrei prendere più l'aperitivo, non potrei più alzarmi alle 12, e la sera non potrei più uscire, dovrei affittarmi una cas , fare la spesa, il bucato, SI VABBBENE.... MA VOI SIETE PAZZI . Questa è vera deformazione mentale non formazione! L’OPINIONE di Roberto Saglimbeni HERITAGE di Sergio Bertolami Il tradimento di Lance La triste fine dell’ultimo mito americano FINO ALLʼULTIMO, MENTRE la tremenda confessione di Lance Armstrong scorreva davanti ai miei occhi, minuto per minuto, ho sperato che nulla di tutto ciò che era stato detto fosse vero. Ho sperato che le prove schiaccianti, le accuse, le confessioni degli ex compagni di squadra finissero per sciogliersi come neve al sole, come gli avversari che Lance ci aveva abituato a staccare in salita. Ma quellʼultima, fondamentale pedalata, quella del riscatto, non è mai arrivata, e mi ritrovo oggi a commentare lʼingloriosa fine di un mito dello sport moderno. Già, un mito, perché fino alla settimana scorsa questo era Lance Armstrong (nella foto), per gli appassionati di ciclismo così come per i profani. Su quella bicicletta, 83 volte prima e 7 volte vincente al Tour de France, il sogno americano aveva trovato uno dei suoi più alti rappresentanti: un tenace ragazzotto texano, bravo solo a pedalare come nessun altro al mondo. Un ragazzo temprato dalla vita e dal cancro, così forte da non limitarsi a sconfiggere una malattia cui moltissimi finiscono per arrendersi, da non accontentarsi di tornare alla normalità, da non farsi bastare un improbabile ritorno alle corse, bensì tanto forte da arrivare dove nessun atleta era mai arrivato, ai limiti impensabili delle abilità umane. In tanti, è vero, ne avevano sottolineato in tempi non sospetti il carattere burbero, lʼautoritarismo, il cattivo rapporto con gli avversari (memorabili i duelli, ciclistici e verbali, con Pantani, Ulrich e Contador), descrivendoli però come tollerabili esternazioni del suo immenso talento, della sua ineguagliabile forza di volontà, dellʼinnato istinto ad arrivare per primo. Ma Lance Armstrong era lʼeroe della gente, il fondatore di Livestrong, lʼassociazione anti-cancro, il simbolo vivente della speranza per milioni di malati, il modello da imitare per milioni di ragazzi. E lʼincrollabile texano non poteva fallire, non poteva deludere i suoi fan e soprattutto se stesso: non gli bastava essere normale, voleva essere il migliore. E così, alla fine, ha deluso tutti. Lance Armstrong non sarà né il primo né lʼultimo atleta ad aver fatto uso di sostanze dopanti nel disastrato universo del ciclismo, ma la sua storia colpisce e insegna. È una storia di ambizione, successo e caduta, che ci insegna, con buona pace di chi ancora crede negli uomini, a diffidare anche della faccia più pulita, del migliore degli esempi. E il ragazzo di Austin, Texas, era davvero il migliore, ma stavolta lʼunica classifica in cui è arrivato primo è quella dellʼ infamia. Nessuno potrà più fare come Lance, nessuno potrà più essere come Lance. Per quanto mi riguarda, sarà davvero dura rinnamorarsi di un eroe sui pedali. LA POESIA Per non dimenticare Ahi, ahi, ahi Mussolini, perché hai fatto uccidere perfino i bambini? Tutta la gente aveva molta paura e il lavoro forzato era una gran tortura. Alcune persone si volevano rifugiare per non farsi trovare. In quel tempo cʼera la distinzione che procurava emarginazione. Gli Ebrei, gli handicappati e i vecchi salivano su un treno ECOLOGIA E AMBIENTE centonove che li portava a morire con un gas veleno e arrivavano nei campi di concentramento dove regnava un gran tormento! Erano circondati dal filo spinato che non poteva essere attraversato. Molti volevano fuggire approfittando dell?imbrunire e con la forza di volontà riuscirono a raggiungere la libertà. Così alcuni di loro si salvarono e dalla gioia cantarono! Irene Magro - 10 anni - Palermo Voglia di cambiare il mondo MESSINA. È vero ciò che mi dice un amico, che i musei non sono aziende. E pertanto le cifre vergognose che emergono dai rilievi statistici rappresentano solo una parte del problema. Ma non possiamo neppure nasconderci che la risorsa più preziosa in Sicilia non è affatto messa a frutto. So bene che persino i musei americani, nonostante milioni di visitatori lʼanno, non coprono con introiti diretti se non il 15-20 per cento delle proprie spese di gestione. Il resto è garantito dai contributi pubblici (altrettanto 20 per cento) ma principalmente da donazioni private. Il loro Stato si dimostra, così, elemento cardine del sistema, perché sostiene la cultura attraverso contributi diretti, ma anche rinunciando a parte degli introiti fiscali per incoraggiare il contributo delle aziende attraverso la fiscalità di vantaggio. Ma la verità eclatante è che a differenza dei musei dʼoltreoceano – ma anche europei – i musei siciliani non investono efficacemente nei propri assets, al fine di alimentare risorse aggiuntive. Per rimanere in Europa, la “lettre dʼinformation” che ricevo ogni mese dal Louvre dimostra il dinamismo di un museo che potrebbe vivere di rendita sia per il patrimonio tra i più ricchi e visitati del mondo sia perché gode di un polo dʼattrazione come Parigi. Bene, solo a gennaio 2013 il Louvre organizza esposizioni sullʼApoxyomenos della Croazia o su artisti come Johann Georg Pinsel o Eugène Delacroix. Dà vita a convegni sulle recenti scoperte e le direzioni di ricerca archeologica. Concepisce “Leggi il Museo” giornata dedicata a uno scrittore e ad un tema, illustrato da opere presenti in collezione. “Vedute di artisti” con l'intenzione di raccordare i mondi dell'Islam e dell'Occidente. Gli incontri cinematografici della “6 Giorni Internazionale di Film sull'Arte”. Concerti. E per il pubblico dei bambini propone "Venite a vedere il Louvre", perché 10 anni è l'età delle prime realizzazioni che potrebbero far venir voglia di cambiare il mondo! Non ho più 10 anni ma ne ho voglia anchʼio. [email protected] di Anna Giordano Occupazione e ricatti RIDUZIONE DI PERSONALE nei tribunali, chiusura di sedi militari, siano esse terrestri o marine, chiusura di stazioni, reti ferroviarie ridimensionate quando non dismesse del tutto, chiusura di pezzi importanti dei trasporti pubblici, ferrati o navali che siano, è un bollettino di guerra (assai più lungo) che – a voler pensare male – sembrerebbe artatamente messo in moto per far dire di si a qualsivoglia orrore si intenda proporre di fare, pur di dare occupazione. Per quanto riguarda la riduzione dei magistrati, beh, ormai non cʼè molta differenza tra nord e sud in materia di criminalità, che sia da colletto bianco o nero, manovalanza o regista, incassatore o produttore di affari fuori dai canoni della legalità, ma preoccupa fortissimamente che meno magistrati di adesso – già insufficienti – debbano affrontare le centomila illegalità di ogni genere che giungono presso le procure. Molte, moltissime, più di adesso, finiranno nel dimenticatoio, allungando la distanza tra gli onesti e il senso di giustizia che vorrebbero palesarsi prima o poi. Una città, Messina, allo sbando come poche, al cui orizzonte si affacciano prepotentemente solo le economie legate al cemento, alla movimentazione terra, allʼinquinamento esponenziale che nessuno potrà mai eliminare. Mega progetti faraonici, dal porto canale di Via Santa Cecilia alla via Marina intesa non come recupero e miglioramento dellʼesistente, ma allungamento della linea di costa (buttando presumibilmente a mare milioni di mc di materiale di scavo), allʼisola artificiale, a lottizzazioni ovunque sia rimasto un poʼ di bistrattato verde, non parliamo del ponte che ormai è diventato materia di pagina 38 indovinelli, continuando poi con porticcioli a destra e a manca in barba allʼerosione costiera. Infine, il centro Nato dellʼarsenale, per il quale dietro le quinte, si muovono da mesi contatti, comunicazioni, interesse manifestato, vuoi mettere ? eʼ lavoro ! che poi sia una delle cose più inquinanti al mondo, con effetti devastanti su salute e ambiente, si sa, a Messina pochi informano la popolazione e si chiedono cosa ne pensi di un concentrato di sostanze mortali in aria, acqua e poi dritti nei polmoni, nello stomaco. Basterebbe così poco per cambiare le sorti di questa (e altre) città. Basterebbe smettere di devastarne i connotati, un tempo stupendi, recuperare lʼesistente, mettere in sicurezza e offrire a chi questi luoghi se li sogna, il piacere di vivere in un luogo ancora, nonostante tutto e molti, stupendo. Battaglieremo ancora, statene certi, per la salute e la sicurezza di tutti, anche di chi vorrebbe fare di questa terra, carne da macello. poster...commenti centonove ATTUALITA’ di Giovanni Frazzica ELIODORO Salute o lavoro, valori o voti FAMIGLIA CRISTIANA è stata sempre una rivista dellʼarea cattolica molto avanzata, che molto grossolanamente si potrebbe anche definire di “sinistra”. Ed è forse proprio per questo che il Cardinal Bagnasco lʼha scelta come tribuna dalla quale lanciare alcuni importanti messaggi nel momento in cui sono state depositate le liste per le elezioni politiche. "Sottrarre ai figli la possibilità di avere un papà e una mamma – dice il vescovo di Genova - vuol dire manipolare l'elementare forma di ingresso nel mondo". Eʼ il discorso di sempre, ma oggi ha un diverso peso, sul tavolo della politica sono messi in gioco quelli che i cattolici chiamano “i valori non negoziabili” ed il Pd, il partito che i sondaggi danno in testa, quantomeno alla Camera, nella campagna elettorale in corso subisce forti sollecitazioni dal più potente dei suoi alleati, Nichi Vendola, che lo induce ad avventurarsi verso sentieri già avvistati, ma ancora non calpestati, come appunto i matrimoni tra gay e, problema ancora più spinoso, le adozioni delle coppie omosessuali. La Chiesa capisce bene che dalle urne stavolta può arrivare una seria minaccia ai suoi millenari principi. Al tempo in cui Giovannino Guareschi nei copioni dei suoi celebri film aveva messo Peppone e don Camillo sarebbe bastato far ripetere dai centomila pulpiti del Paese che bisognava votare liberamente, purché si scegliesse un partito “democratico e cristiano”, perché allora tutto era più semplice, cʼera il bianco e cʼera il rosso e, soprattutto cʼera una Dc e vincente pronta a fare da baluardo contro ogni conato di ingiustificata riforma. La complessità della situazione in 25 GENNAIO 2013 Fratelli serpenti CATANIA. Separazione vero o strategica'? La Catania politica s'interroga sul dietro front di Angelo Lombardo che, dopo essere stato escluso dalle candidature per il parlamento, e lui è deputato uscente, ha rinnegato il leader Raffaele e il MpaPds, partito di famiglia. Un addio con tanto di sgarbo a Stancanelli, non ritenuto più il sindaco del futuro. Qualche attrito tra i due Lombardo c'era già stato anche alle regionali, quando Toti, figlio dell'ex presidente, fu lanciato in corsia di sorpasso a dispetto di Giuseppe, figlio di Angelo, ritenuto protagonista di un ottimo successo nelle elezioni universitarie. ma forse è solo pretattica elettorale, in vista delle prossime elezioni amministrative in città e provincia. 150 PAROLE DA PALERMO Il nostro Mar Rosso Nichi Vendola cui versa oggi il variegato mondo cattolico italiano induce Bagnasco a fare un intervento più articolato: "I Cattolici non disertino le urne ed e i vari partiti convergano sugli stessi temi etici. I Politici credenti diano un contributo concreto". Il presidente della Conferenza Episcopale Italiana parla anche di reti sociali, di tasse, di disoccupazione e di crisi, teme che i cattolici si sfilino, se ne lavino le mani, perché l'immagine che riflette lʼItalia oggi è quella di "un Paese disamorato, privo di prospettive, quasi in attesa dell'ineluttabile". E il timore non è infondato, chi sono gli elettori che hanno disertato le urne? Non è difficile immaginare che diverse frange di elettorato cattolico, giustamente disgustate dalle nefandezze della politica, si siano rifugiate in un moderno Aventino, lasciando però ulteriore campo libero a minoranze determinate a fare passare modifiche strutturali di un assetto sociale fino ad ora rispettoso dei valori che fanno perno sulla famiglia tradizionale. In realtà una forza che da sola non avrebbe i numeri per cambiare le cose esercita, in cambio di consenso elettorale, una fortissima pressione su un partito maggioritario, il Pd, che al suo interno ha anche una consistente presenza di cattolici. Ma per vincere ci vogliono i voti di Sel, così come a Taranto per lavorare bisogna respirare i vapori dellʼIlva, casi limite, strane sfide dei nostri tempi e prolungati silenzi dei parlamentari cattolici del Pd che, su certi argomenti, si accentuano in periodo elettorale. “Pecunia non olet”, disse Giulio Andreotti, che in questi giorni ha compiuto 94 anni, quando venne accusato di aver preso in parlamento i voti dei missini, allora considerati ancora fascisti, per salvare uno dei suoi governi. Ed allora perché dovrebbero puzzare i voti di Vendola? ANIMAL HOUSE di Roberto Salzano Allergie a quattro zampe MESSINA. Le allergie alimentari da un poʼ di tempo a questa parte sono affrontate con grandissima attenzione. È un problema che si presenta frequentemente e non va trascurato anche negli animali di casa. Ci sono le allergie da punture di pulci, quelle che vengono provocate da fattori ambientali, a causa dellʼinalazione di particelle come polvere e polline e le reazioni scatenate dallʼingestione di alimenti normalmente considerati innocui. Prurito, rossore e addirittura infezioni della pelle nei casi più gravi e delicati; flatulenza, vomito cronico e intermittente, diarrea e perdita di peso. Come diagnosticare la patologia? Con una dieta di eliminazione verrà somministrato un regime alimentare a base di fonti selezionate di proteine e carboidrati, evitando lʼesposizione dellʼesemplare agli alimenti sospetti, a quei cibi i cui componenti potenzialmente stimolano lʼallergia. Se la dieta nellʼarco di almeno otto settimane condurrà alla scomparsa dei sintomi, il veterinario prescriverà il trattamento adeguato. Grandi risultati terapeutici sono stati conseguiti dalla medicina. La medicina veterinaria deve ormai fare i conti con animali le cui patologie somigliano in misura sempre più netta a quelle dei padroni: i migliori amici dellʼuomo, esattamente come i padroni, hanno diritto a cure mirate e terapie specifiche. Aspettarsi che si arrivi a dialogarci come faceva il dottor Dolittle non sarebbe realistico, ma è certo che il benessere degli animali meriti maggiore sensibilità e un più acuto occhio clinico. Tutto ciò va preteso e garantito per i pazienti su due gambe e per quelli a quattro zampe. pagina 39 NEL CANALE DI SICILIA, dal 1988 ad oggi gli annegati sarebbero più di 19.000: 4.000 in più degli abitanti di Cefalù. Ecco le toccanti parole di Giusi Nicolini, sindaco di Lampedusa e Linosa: “Da maggio al 3 di novembre mi sono stati consegnati già 21 cadaveri: (…) quanto deve essere grande il cimitero della mia isola? (…) Sono indignata dall'assuefazione che sembra avere contagiato tutti, sono scandalizzata dal silenzio dell'Europa, che ha appena ricevuto il Nobel della Pace, e che tace di fronte ad una strage che ha i numeri di una vera e propria guerra. Sono sempre più convinta che la politica europea sull'immigrazione consideri questo tributo di vite umane un modo per calmierare i flussi (…). Ma se per queste persone il viaggio sui barconi è tuttora l'unica possibilità di sperare, io credo che la loro morte in mare debba essere per l'Europa motivo di vergogna e disonore.”Maria DʼAsaro Maria DʼAsaro ANTIBUDDACI di Dino Calderone Sanità, eppur si muore MESSINA. Si moltiplicano a Messina i casi di “malasanità”. In attesa delle sentenze definitive sul grado di colpevolezza degli indagati (medici e/o personale che opera nelle strutture sanitarie in genere) è comunque possibile fare qualche considerazione di carattere generale. Quando muore una persona il dolore dei familiari è talmente grande che il minimo che si può fare è rispettarlo, tanto più se le vittime sono persone ancora giovani e con patologie non particolarmente gravi. Detto ciò e ribadita la necessità di scoprire e perseguire le responsabilità di chi ha sbagliato, occorre aggiungere che negli ultimi anni si è diffusa una mentalità nuova che pretenderebbe la soluzione di ogni problema, non solo in ambito sanitario. In passato prevaleva un certo fatalismo e quando succedeva qualcosa (malattie, disastri ambientali, infortuni sul lavoro, incidenti stradali, etc) si accettavano più facilmente le conseguenze negative degli eventi con molta passività e spirito di rassegnazione. Ma oggi la mentalità si è trasformata profondamente e le persone che subiscono un danno sono sempre meno disponibili ad attribuire a qualche entità sconosciuta la gravità dellʼevento. Si cerca immediatamente il reo, come se fosse sempre possibile verificare cause e responsabilità. La verità è che non si accetta più la morte e si tentano soluzioni, spesso di tipo giudiziario, per darsi una ragione. Tutto ciò è comprensibile, spesso anche legittimo e opportuno, ma sta portando a un deterioramento del rapporto fra cittadini e struttura pubblica. Gli errori quando ci sono vanno condannati, ma occorre ricordarsi che la morte esiste e non è eludibile. [email protected]