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Вауег. Staatsbibliothek
IL VIAGGIATORE
IN (URGENTI
E
IL
GIGERONE DI PIAZZA
OVVERO
GUIDA
AGLI AVANZI D‘ AGRIGENTO
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PARTE PRIMA\E SECÙIVDÀ
Con Carla Topografica .
0mne tulit punctum qui miscuit utile dulcx'
Lectorem delectando parigerque moncndo.
GIRGENTI
PRESSO LA TIPOGRAFIA DI v, LIPOMI
+1826,
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AL NOBILE
CULTORE
DELLE
LETTERE
E DELLE ARTI PROTEGCITORE
PRINCIPE DI TRABÍA
'QUES_T0 TENUE LAVORO OFFRE
E CONSACRA
RAFFAELLO POLITI
R. CUSTODE DELLE
ANTICHITA’
NEL VAL DI CIRGENTI.
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All' ornatiss. Sig. Filippo Volpes
Arcthcl Principe di Trabia
Mio Caro Volpes 2
Ma pare a Voi, che una simile bagat
telluccia, scritta per gli amici che
vengo
no a visitare le vene_rande Antichità di Gir
genti, sia da slamparsi? e lusingando il
mio amor proprio, dedicarsi ad un Signo«
re di prima sfera, ad un illustre Scrittore
di Vasi fitllll
greqo-sicoli, all’amico del
sommo Scinà, al Principe di Trabia? . .
No no! ad oma dell’ innata. bontà, che a
tal’ alto Personaggio si addice, non azzar
derò mai . . . ma oimè!
dessa è di già
stampata col di Lui nome in fronte ! -: Oh !
non so nulla, non vò impacciarmene, io
non v’ ho colpa; Voi, si si, Voi
che a.
tal passo mi avete spinto, la presenterete
Voi al Principe, lo
persuaderete
Voi,
»
0
che se io avessi saputo far meglio, a
yrei fatto di tutto per rendermi degno di
Lui, per meritarmi con più ragione il
di Lui benigno compatimcnto . . . ma.
oh Dio! mi vengonoisudori in sulla fron
te ! E' questa un’ operetta critico-istruttiva,
eroico-comica, bernesca, un impasto d’ e
terogeneo ! Come mostrarmi al Pubblico co
si male in
arnese? Oggi che il ridicolo
non è più in moda ! Che fa digrignarei
denti, a
guisa d’ etnetico, agli accigliati ,
ed austeri archeologi! ! !
Io
che
non
ho parlato di storia politica, d' ippo
_dromi, di teatri, di bagni , di naumachie,
i di cui resti han veduto nella lor fan
tasia i moderni Scrittori ? '-‘ Chi potrà. sai
varmi dall' ira de" Dotti, che si scatenerà
contro me, contro il mio balocco italiano,
c0ntro il mio Stile burievole, sfogandosi in
greco, ed in latino! Sarà forse ilmio egi
'da, quel ridendo dicere verum quis vetat ?
E pouà quest' epigrafe . . . si ! . . oh balla !
e il valevole nome del Principe diTrabia?
"‘ Oh! quanto vi sarò debitore mio ami
co , se Voi gli farete conoscere le mie buo
ne intenzioni, che ho SCI‘ÎUO per amor del
le arti, che ho sferzato Îgli abusi, che a.
decoro della patria comune ho fatto sc0r
gore agli es:eri , che se pochi siciliani, sram
pando han commesso errori da frusta; al
tri ve n’ ha, che han saputo correggerli e
prevenir la loro critica; che dedicando ho
creduto far omaggio al merito . . . Basta co
sì . Bando al timore. Eccomi in campo a
perto , ove mi rendon forte, la ragi0ne ,
Voi, il Principe, la sua autorità, la vostra
amicizia, e la ‘mia fermezza nell’amicus
Pluto, amicus Arist0teles magi: amica ve
ritas. Addio.
Girgenti 1. Ottobre 1826.
Il Vostro Amico
Raffaello Politi
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Sra per nascere il Sole . Un'a perfetta serenità ci От’ е те“ PÈ1'
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assicura
di
un bei giorno
d , Aprlle;
andiamo,
slgnor
visitare
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le anti»
M.|rco Tullio Cicerone. Come vi chiamate ?
An» CÍCe"o"e ¿À Pretonio Ciorta. (1) Sono cinquantacinque anni che fo il ferirsi.
Cicerone : е sempre con onore; la si
figuri che i
Viaggiatori mi ricercavano sin nell’ utero di mia ma
dre ‚
Non ne vo saper altro ,il.ciamo da que» Albergo ¿a “т
sto albergo ; come si chiama i1 padrone ?
Pietro
Badalamente
Вon
E una brava persona ,
tratta assai' bene, e fa spender poco: sono cosi com
modi tutti gli alberghi di questo paese ?
signore
Si
Si trova la istessa discrezione ne’
(1) Quest’ uomo, quantunque di grosso cervello, е'
non ini\'rioie agli altri Cicuioni di piazza per somma
iguor.''mxa , é »ro'mrm~ndevt_i|e per la sua onestà, e prui
co più iРo»ы altro per ad»lirare i luoghi. Egli e' inca
‚рaса di anacclir brighe cn’ locïinilieri,,c:imerieri, mulet
tieri, e vemlimri d’ amicngiie, come a danno de’ Viag
giatori e f-„miliare 'ai»di lui competitori.
gliere
10
prezzi? --- Non signore . Quest’ uomo per la sua
straordinaria onestà è singolare
Ma dove sia
POI-udip0mc. mo? Come si chiama questa porta saracenica, di se
sto»acuto ?
Porta di Ponte '-_ E‘ un di
agnstosissim0 avanzo del medio-evo ! Una porta da pri
gione ! l ! --.- Durerà poco Signore , l’ Intendente
Vaccari, sta per demolirla , e l’ Architetto Politi, ha
di già terminato il disegno d’ una nuova porta dori
Oonv.di S.V1to. co-greca
Bene! E questa
pittoresca
collina
Lì
dirimpetto, dominata da quella fabbrica?
orto, ed il convento di Santo Vito. Noi vi passere
mo alle falde, e seguendo a man destra, ci portere
mo direttamente al Tempio della signora Giunone
Lacinia ; però anderemo dietro quel convento, il se
condo giorno ---« Son precisato a partire, e non
posso spendere in Cirgenti, che una sola giornata
‘.
_
_
In due giorni Signore , si vede con comodo, e si ma
(.viorm da mv
picgarvi.
turano meglio le cose; ma Ella, come la più parte
de’ Viaggiatori, vuol veder tutto a razzo-volante
Ma dietro quel convento, vi sono delle antichità ?
Rupe,Amnea. Non signore, vi sta la Rupe-Àtenea, che secondo
Polìhio, è la più alla cima di quelle montagne sco
. di. Glo_
.
‘ d i C i ove Atabm,
' ‘
.,,cum
scese . Una volta eravt"Il Tetnplo
W: Aiflbîfia e e di Minerva. Un autore moderno assicura vederVisi
di Minerva.
.
.,
.
.
1 resti; (1) ma in buona coscienza
.
vede adesso, che il più bel panorama
fpcmpîo di Ce. rizzonte di Cirgenti
.
altro non V] S!
nel vasto o
Gos’ è quell’ edificio, sul
rct‘e o di Preser
pina , e sua
amica strada .
(1) Ferrara. Guida «lei Viaggiatori. pag. 175.
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la vetta di quel monte, a sinistra, verso levante ?
La chiesa di san Biagio, fabbricata sugli avanzi del
Tempio di Proserpina. Molti dotti viaggiatori, vi
han veduta la strada antica, solcata da roraje ; ma
ì quegli incavi, non essendo esattamente paralelli , e
non a livello gli uni , cogli altri, si giudicano
derni , e fatti da quei coloni per raccorvi le
mo
acque _
piovane . Questo Tempio era dagli Agrigentini con
gran devozione tenuto, e Pindaro, nelle sue Olimpic
chiamò la città d’ Agrigento, stanza, e seggio di Pro.
Quale certezza avete per creder
serpina (1)
questo il_Tempio di Proserpina, e quello, di Giove
Atabiri 7
Quella di averli chiamati cosi Faz
z_ello, e i di lui successori
Andiamo ad osser
varlo da vicino signor Cicerone; e fatemi vedere la
riviera, detta di san Biagio , che divideva 1’ antica
" Agrigento, da Neapolis
Sarebbe una salita i
nutile
eccellenza , dapoichè, del primo
non
si ve»
dono che pochi ranghi di grosse pietre, che servo
no di basamento alla molerna chiesa , e dimostrano
quel Tempio edificato senza peristilio , a Се11a sol
tanto, col pronao dalla parte d' oriente, con gli anti
agli angoli, e Forse in mezzo ‚` due colonne isolate
che più non esistono. Detta Cella, è lunga palmi 79.
6 , oltre il prolungamento del pronao di palmi 24.
larga palmi 48. Perciò riguarda la riviera, è stato un Rivgem »í „n
equivoco del Cluverio, giacchè il piccolo fiume detto Biagio’
(1) amen» vol. _L pag. 343.
12
di san Biagio che vi si trova ., non ha giammai t’or_
mato riviera alcuna.
Signor Cicerone, ci vuol
molto cammino a g'iugneve'al Tempio di Giuuo ?
Tempio ili Giu
none Latinia
Ci‘ siamo, eccellenza ¢_-. Oh' bello 1 Bello davvero
1
Come que’ ruderi imponenti, ingrandiscono, e trion
'Тaне, interrotti da questo vecchio 'oliveto !_ Е Читa
piazza avanti il' Tempio? -»-3--' E* cosi maiconoia
da non potersi faci'l_.nente conoscere; però le per.o
ne dell"arte la giutlicano un''' piano da servire a'i sa
grifici', pass_eggiarvi il' popolo, e godere 1’ estesa ve
duta 'del‘ mare , 'ile 'ameno pianure ,
e le spiagge di
Gela.; 'dapoichëdesso piano , che Forma il cantone
tl.’ orie'nte 'e mez'zo-giorno dell”antica Agrigento, o
Etimologia Agragas ,; ehe vuol dire ~ Te. ra vomrnàrri. nte fiei'fi/e .
d’ Agri_;ento е
Ediiìcaitatf negliÍa'nn'i 532 avanti Gesù Cristo, d’ A
sua fondazione.
ristone,'.e Pistiltloq capi' (Г una colonia geloa , _secondo
aliferiiianol lhri Sainio, 'Stefano Eizanzio , e 'I'ucidide.
(11)
Quante 'colonne si contano nel suo peri
»Trentaqnattro ,"e del più bel dorico
stilitr?
greco, 'dîspoáe-secondosla formia'perittera, sei per o
gni faeeiatar, ed‘ undici perciascun lato maggiore ‚
sebbene" m0l'te.¿'ne siano rovinate . 'Laflèlla è ornata
(Р altre quattro colonne', due nel pronab, fra li anti,
o duе neli postiico='
'
Questa' gradinata nell" inter
_no del'la Qella, ’serviva 'per 'la statua ?
Non si
K.
,___
(Y) Fazzello, vol. 333. 11 rln».t.Si_; Ortega, ha dato un
1lisliH¥0f_'»!_::t|мiglio sulle vicende tl "Aj.';1'igt~|1tn, rat't'og¿~lit_n
‘lo Il 5011’ delle istorie, nelle note alle sue Poesie, e Iscri
zioni.
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gnore, è moderno
Perché le pietre di questo
delubro son tutte rosse nella sua superficie? --*
Sono state bruciate, eccellenza. Si crede, seguendo il
Fazzello, che siasi qui ritirato Gallia, (i) con la sua
famiglia, e i suoi tesori, allorché fu presa Agrigen
to da’Cartaginefl
sotto il comando di Annone, ma
Vedendo che i nemici si disponevano ad
atterrarne
la porta , Cellia appiccoVi il fuoco, e vi peri col
suo seguito
Questo incendio, mio caro Cicero
ne, accadde nel Tempio di Giove Atabiri, come ci
a5severa Diodoro Siculo; (2) e
non Gellia solo ., ma
con esso vi si bruciarono i principali abitanti della
città
Oh diamine !'
vostra eccellenza
strabiliare! Fanello, per sostenere il suo
mi
fa
equivoco
si serve appunto della testimonianza di Diodoro ! . .
(3)
Inoltre troppo angusto sarebbe stato qua
(t) Ricco e benemerito Agrigentino, soprattutto fa
moso per la sua straordinaria ospitaldtà. Tene-vaalcnni
suoi servi alle porte della città, per ricevere a casa sua
i forastiet‘i, da dove si partivano carichi di doni Cin
quecento cavalieri di Gela , cacciati dal freddo , come
riferisce Ateneo nel primo libro, vennem da Gellia al
logg;au coi loro cavalli, delicatamente trattati , e dato
10ro un vestito per uno, partironsia»lmndi gratitudine.
Pur non di meno quest" uomo singolare, formato di
quella pasta di cui oggi se n’è petd'utn la composizio»
ne, fu di statura così piccola , che mandato una volta
per ambusciariu alla città di Ccntur:pr, quei cenluripi
ni si ridevano di quella sua statura . Di che HCIOIÌOSÎ
Gellia, disse loro , che gli agrigentin: solevano manda
re alle grandi repubbliche uomini grandi, epiccoli al-_
le piccole .
(a) Hib- Hist. Vedi Gonrbillon. Voi. :. pa°‘. 253.
(5) Fanello, VOI. I. pag. 343.
14
-
sto Tempio per contenere Cellia, la sua famiglia, i
suoi tesori, e le persone coapicue (1’ Agrigento! Per
altro, sembra più verisimile, che venendo iCartagi
nesi dalla parte del mare, gli abitanti a" abbiano
scelta nella parte oppoata , l’allora per sicurezza, e
siensi rifugiati nel tempio di Giove, e di Minerva
sulla Rupe-Atenea; pur non di meno è incontrastabile
1’ azione del fuoco in questi ruderi ! Signor Cicerone,
chi ci assicura la denominazione di questo Tempio?
"favola dipinta
Nessuno eccellenza . Mio Nonno lo chiamava
il tempio della signora Giunone, e in buona fede lo
chiamo ancor io così . In questo istesso Tempio e
da Zeusi
ra la celeberrima tavola dipinta da Zeusi , rappre
sentante la Dea in questione. Perla qual tavola don
Zeusi, fecei'spogliar lilli/10 Cento criate di ca -ru , (i)
e da cinque, ch’egli prescelse le più stacciute , (2)
prese i più bei membrucci, e ne formò un bellissi
mo membrane nel suo quadro; on" è che Ariano
Cosi cantò:
Quando Zeusi l’immagine far volse ,
Che por dovea nel Tempio di Giunone,
E tante belle nude insieme accolse ;
E che per una fame in perfezione
Da chi una parte, e da chi un‘alîra tolse. (3)
Quindi gli riuscì di formare quella figura,
(i) Serve di famiglia. Idiotismo siciliano , per dinonr
giov-lnastre carnacciute, popputc, e naticnte.
(a) Orlando Furioso, canto nono, etanz:i il.
(5) Gagliardi: , e robuste .
n . . . ch’ in lei dal capo al piede"
‘
Quant’ esser può beltà tutta si vede. (1)
Ma ecco le parole di Plinio: Deprhendit la men Zeu:cis
gr‘andt'or incapitibus, a’rticulisque, alioquin iantus dili
gentia, ut agrigentìni facturus tabulum, quam in Tem
plo Junonis Lucinae publice dicarenl, inespexerit Vir
ginis eorum. nudas; et quinqu€ elegerit ut quod in
quaque Badate
laudatissimum
bene signor
esset
Cicerone,
, picturae
cheredderet
gli autori . sono
discordi sit questo quadro. Egli è vero, Plinio, Dio.
doro, Ari=totìle, parlano di questa celebre pittura di
.Zeusi nel Tempio di Giunone in Agrigento 3 non per
tanto , Dionisio d’ Alicarnasso , e Cicerone, non bea
stia! . .
Grazie eccellenza
Racconta
no l‘ istesso fatto, rapportandolo ad un*Elena dipinto
per i crotonìati, e non già ad una Giunone agrigew
Perdoni eccellenza . Questo pittore deli
ziavasl a spogliar ragazze, dapoichè per dipinger Ve
tina
nere, altre cento donzelle ebbe mestiere, come ci as
sicura Baracchi , parlando del medesimo:
0 quel che cento donne fè spogliare
Per dipinger la Dea che nacque in mare .
Quindi, con una contribuzione cosi gustosa in mo- '
delli animati, avrà
dipinta la Giunone in Agrigento,
1’ Elena a Crotone, e le chiappe di Venere in Siracusa
(I) Loc. cit st 69.
(a) Lib. 35. Cap. 9. f.6!g.
16
Bravo il mio don Cicero. Datemi un po
0)
co le misure di questo Tempio
Palmi 143. 6.
lungo nello stilobata, oltrei gradini. Largo 65. 4. Il
diametro della colonna 5. a. Il darle più dettaglia
te mi=ure non è l’ affare del momento. Le pietre di
questo edificio,
e cosi tutti
gli altri che imderemo
osservando, son poste a secco, senza alcun cemento,
tranne le quattro pietre cilindriche che compongono
il fusto della colonna , che
han nel loro cateto un
asse di legno castagno. Ogni colonna ha venti strie.
Il capitello è d’una bellissima sagoma, e oltre iso
liti anelletti sotto l’ echino, ne ha due che'tagliano
le scanalature vicino il sommo scapo , che formano
un grazioso collarino. Il tutto era impellicciato di cal
ce, leggermente colorata a varie tinte, di cui difficili
mente può vedersene il residuo in qualche angolatura
rientrante
‘ Pozzo antico
Passiamo avanti, signor don Marco.
Cos’ è questo pozzo dietro il Tempio?
Non
saprei, eccellenza ; però non si giudica un pozzo, o
cisterna, perché veda, sta in terra il coperchio di
pietra ---- e queste nicchie arcuate, incavare ver.
Sepolcri nella,
muraglia
tìcalmente nella rocca?
Sono sepolcri antichi.
\
(i) E’ nota la istorietta celebrata da (larei Magalopo
litano, e d’ Archclao, sulle due contadinette Siracusane,
che dispntanlosi la bellezza delle loro natiche, l’ espo
sero nude a quel giovine ch’ elessero arbitro della gran
lite, donde ne_nocqu€ poi il tempio di Venere Gallipi
'ga . con la famosa statua illustrata da Lampridio, ed
Eligoaholo.
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‘Î%Questa rocca formava yiarte della muraglia che cin
v
la città dalla parte di mezm-giorno,’alta , se
VfC8 d’o Diodoro Siculo, da circa 120 palmi, e girava
qua,ichè dieci miglia. L" interno veniva separato da
Divisione della
I
muri particolari , e al imitazione di Siracusa suddi-
città. esuoi fiu
mi
_Videvano la città in cinque, co" nomi di Agragaa, Ru
pe-ateneap Colle-minervale, Neapolis, Agrigento , e
Carnico. Queste cinque città, al dir di Diodoro e Dio
gine Laerzio, venivano animate (la
ottocenmmila a
bit-ami . Due fiumi scorrevano all"intorno. Agragas,
oggi detto Drago, ch’ è quello che mette foce nel mare
partendosì d’ occidente U altro, detto Ipse, oggi Naro, .
scorrreva dalla parte orientale, e propriamente dal cui.
tene di Neapolia
ne!
Avete letto molto signor Cicero
Eccellenza io non so leggere nè scrivere, sono
analfabeta come il Sindaco di Monteapetto.(1) Parlo
yappagalléwamente, e per dono speciale di natura, non
capisco niente di ciò che dico
Ne sono per.
suashsimo; ma dite signor Cicerone, non pare a voi
che l’ antica Agrigento venisse dal cantone orientale
lambita dal fiume san Biagio cosi vicino, anziché
dall’ lpaa tanto distante?
Io credo eccellenza
che il fiume san Biagio non esistesse in que’tempi.
o che [dagli antichi Scrittori si l‘asse equivmteto ne’
nomi di detti fiumi
Ma ritornando ai sepol.
cri, perché nella muraglia , e nella parte di mezzo
giorno, quando l" esperienza c’ingegua col fatto, che
‘ ’.___ __
,
(1) Piccolo paece, vicinissimo a Girgenlî .
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'/.
BO"
18
-gli antichi greci solevano stabilire i loro nepolcrefi
-al settentrione , e fuori‘l’ abitato? (r)
Lasa
FP‘GI'SÈÌZÎ'UÎIG di quei popoli ,- ed ib pro|kmàa rispetto
ch"essi avevano per il Vermcoragg'n , una dilleprhx
cìpalx' virtù de’ loro emi, li àererminò ad accordare
la. sepokura ai 'più» l‘orth- g_uerri‘cri nul> circuito-dei
ia-muraglia-, accàù anche‘dopo morto avessero d‘ikqa
«la patr'xà sfaventaudb i- nemici: con la lo;o- vagand
muh‘vw notturne «‘--- Bravo 2‘ signor dorr«MarcoTui
li0.‘_ Mai quantoaveto detta s'maraJ c‘ì9 vien« rapporta
:to da? sel'r1Viaggiattorfmoderaiî senza che' aì‘cuno di
casi ‘ appoggiato avesse‘ i! pmprio parere- Con- le ana
‘l'flg’h‘e autori'îàv de’ famosi antichi -Sbrîttofil Per altro
-a‘me« sembra èh'e' la form'warc»uatayqucsto gen'vre
‘d'i làvorò,- questa grossoìana incmstà1madî' cal'ce ap
I}àartenghì più ai romani che ai greci!
Dice
rìnnissimo* il Signore; Infatti i}scpólèri‘ greci; bve tm«
-vupsble. mme cinerarie, i lugrimmarj‘» etcetefa,‘ sana
flutti :dalla; Parte di tram0ntan‘a- e’pon‘enfè, oriz
:zontalmente incavati nella rocca»e‘ costantemente di
Tempio della
Quncord ia
-Ìfóvma frettapgularei. . . ma eccoci: Signore dirimpet«
,to» ilf Tempio del‘la Goncordia
‘ O'h ! co'meil‘ mi’o
olungo e faticosoviaggio vi’en. compensato àhliàsranz’a
‘dallo spettacolo imponente di*questa moh- superba. !
.Quafl aria: di semplicità î'ntcressàntv! O voi‘architc't
.t»i mndernì, esaminate la' soLiditìr di questi sani prin
gc1i'pj'del‘lsartefi Bandita una volta i‘ capricci, le bis
'(l) Vedi
la flotta ed arcuratiflima Operetta
del chia
ris=ìmo Canonica De Jnrio, Meiodo ycr rinvenire»e fru
garen' Se polrrì, pag. 5:.
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betitherie, la inconvenienza, la moda: equal moda '
ove tutto dev’ esser
ragione e natura? Qui non ri‘
salti , non ridicole centinature, non inìignificante pro
fusione di ornati ; ma vera e reale solidità maesto
n, parsimonia, rip050. La quiete vi regna da per
Îutto, e le colonne sono in funzione di colonne. Tut
to annuncia l’euritmia, la penetrazione, la ragionevo
lezza, il sapere di qiie”popoli beati! Qual sorpren
dente integrità in questo delubro ! l ! Qui il tempo
distruggitore vergognoao si nasconde di colonna a co
lonna, e si disperde all’ occhio dell’ attonito viandan
dante ! Or ditemi signor Cicerone, perché chiamasi
questo il Tempio della Conc0rdia?
Una lapide
che conservasi incastrata in una esterna parete della
casa comunale in Cirgenl-i, di cui se ne ignora il ri
trovamento dice così:
CONCORDIAE
AGRICENTI
NORVM SACRVM
RESPUBLICA
LYLIBITANO
RVM DEDICANTIBVS
M.HATERIO CANDIDO PROC°S
ETL.CORNELIO MARCELLO Q
PR. PR.
Da questa iscrizione , chiaramente si riconosce'
esser questo il Tempio che gliagrigentini innalzare
no a spese de’lilibetani
Si riconosce un cor
no signor don Cicero ! e le vostre regioni sono chia
rissimamente oscure; ma come volete Voi che un
Lapide romana
_
_
Tempio di cosi vecchia data, doricogreco, fo ssesi co-'
struito e dedicato dai romani? Marco Atrerio Candido»
Proconsole , e
Lucio Cornelio Marcello Quinto Pro
pretore, avranno edificato un Tempio alla Concordia.
ma non poteva esser questo in tutti i versi! eVoi
signor Cicerone vi sbagliate da bravo I
lo che diceva ancor io eccellenza .
Non
E" quel»
per
tanto
posso assicurarla che cosi lo chiamava mio Nonno
Vostro Nonno faceva egli il letterato di pro—
Non signore. Era negoziante di pie~
fessione ?
tre pomici e sabbia marina che vendeva ai notai
(O
Oimè ! Cos’ è mai questa impertinentissi
ma iscrizion cubitale sull’ architrave che taglia or
ribilmente gli occhi?
E"stato un vezzo fatto
al Tempio da colui che venne dal Governo incari
cato alla restaurazione delle nostre antichitàf esegui
ta nel mille settecento » ottant"otto
Presuntuoso ! Adulatore ! l ! . ‚ .
Ignorante!
Non si fac
ci male eccellenza! A che giova darsi de" pugni in
testa? Il fatto ë fatto e post factum Iuudabimznil
Si distragga Signore, osservi, questo Tempio è quasi
simile a quello abbiamo veduto della signora Giono
ne. Pochissima varietà nei dettagli enelle dimensio
ni. D” ordine dorico ancor esso e perittero . Ci mo
stra lo stesso humero di colonne esterne ed interne.
_».La porta della Cella è all’ oriente, rastremata all’ ín
sù, con duescale laterali tagliate nella grossezza del
. \
' _
(1) F'’qucsto',i mestiere, ed il ricco patrimonio
fiel Cicerone in discorso
a:
muro , una delle quali è tuttora praticabile -Ma dov’ è il muro che chiudeva la Cella dalla parte
occidentale?
Desso fu mito da’ cristiani allor
clsè ne fecero una chiesa detta di san Gregorio del
le Rape
E’ perché questi archi nelle pareti Archi modem;
laterali della Cella?
Sono dodici entrate mi
nori per tenerla fresca e ventilata . . .
Siete
una bestia signor Cicerone ! I greci non conobbero mai
gli archi, e questi archi sono stati tagliati da’ cri
stiani . La Cella non aveva che il solo accesso di
quella porta rastremata
Troppa bontà eccel
lenza; ma veda bene che non son io che l’ ho chia
mato dodici entrate minori, ma un certo libro stam
pato: anzi il libro stampato e ristampato, non di
ce mancarvi la parete d’ occidente, ma chiama quel
la parete mancante una seconda entrata principale; (I)
” bene eccellenza , che se sbaglia un libro stam
n è poi dai meravigliarsi d’ un qui procuò
di un Cicerone inedito come io! . . ma cosa
,a voatra eccellenza
con tanta smania intorno la
Jellai’
Dite un poco signor’ io inedito. . .Misericordia eccellenza! E perché così inviperito
e co’ denti stretti ?
In un altro libro stampa
to che mi fecero comprare a Palerrùo,(2) trovo que
sta Cella decorata da vent’otto colonne: signor Cice
. (i) Bisral‘i. Viaggio in Sicilia. Edizione 3. 1312‘, a
pag 159.
_
‘
‘2) Ferrara. Gmda dei Viaggiatori, mg. 178.
22
rane! dove avete nascosto queste colonne?
Oeh,
eccellenza ! Badi bene ch’ Ella parla con un galan
ttwrno incapace di rubarsi un architrave, nonché ven
t’otto colonne ! <--- Ma queste colonne non si tro
vano! Questo libro è stampato di fresco ! Da un vo
stro siciliano: dunque?
Sono quarantacinque
anni eccellenza che calpesto questi luoghi venera
bili. Ho assistito ipiù cospicui personaggi: milord
Strix , monsi‘u Sbrua: , master Tricchitracch, il con
te Trippa . . . s’ informi un poco con questi signori
se han mai veduto queste immaginarie colonne ! . . e
Poi corpo di cento Fallatli, dove mai vuol trova!
re vent’otto colonne se questa Cella è stata architet
tata com’ Ella la vede? Avete ragione signor
Tullio . Le vostre osservazioni vanno esenti di repli“
ca, e son convinto che le Vent’otto colonne son nate
da generosità dell’ autore: conserverò quel libro ati
altro uso ! Proseguiamo le nostre istruzioni. Cosa so
no quelle finestre ne" frontoni interni ?
Aper'
ture che servivano di passaggio alla luce, calle per
sone che camntinavano fra la soffitta ed il tetto ; e
per salirvì eransi praticate le due scale testé accen
nate
Questa Cella aveva dunque una soffitta
oltre il tetto ?
E cosi puranche il peristilio
Dite signor Cicerone , la Cella non aveva al
tro lume che quel solo ch’_ entrava dalla porta ?
Si signore. I Sacerdoti facevano i fatti suoi all’o
scuro o con
il lume artificiale
Sapete le di
mensioni generali di questo Tempio?
Non
compresi i gradini è lungo nello stilobata palmi 152, 61
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23
Largo 64, lo. Il diametro della colonna palmi 5, 6.
~- Basta cosi. Passiamo avanti
Eccellenza,
lsiamo sempre in una quasi linearetra_, е' lungo la тa1-a‘
glia di. mezzo-giorno . Osservi questo ammasso di roi Tempio d’ Er
cole
vine con un solo fusto di colonna all’ ìmpiedii; or
bene, цвете. ammasso formava alare 'voltaril Tempio
di Eccola assai più grande «lei dueц che abbiamo ve
duto
Montiamo ,‚ e pfe'm1iamone_ le dimensio
ni -. Non è' possiliile eccellenza! Lapianfaèi
questo edifizio è carta ingomhra di enormi pierre, e
non possiamo assircllrarci che del' solo diametro del
la colonna', ini palmi З
Ma io вol
bene che
questo'. Tempio è. stato. ш1зnвaш!' ..»_»....... Immagina
=1гia|n'еn›\=е» eccellenza; 1nievre pues» da pensons visio
narirehe faciflmente vedono' ciò che si v\1ol< шт
nelle' nuvole —l.._ Ditel Cicerone. E poi veramente
Sil vuole per cer
questo il Tempio di Eŕeolle ? .
to Signore ,— dapoicbè sw questol proposito dicе don
Cicerone mio pcodecessorei,.o1'1e idi Tempio :P Eroe»
coli!» non era' lontanol dallai pi'azza'e dali Foro, e vu
niva separato da quello »di @love Olimpico dailaistra
da' solfato. Herculis Temlolum est apud Ágrigeutinòs,
non longe a Foro, etcetera. (1) In questa situazio
ne, noi lo „едите adesso. Ecco il» Tempio gd’ Er
cole, ecco la strada, ed ecco il Tempio di Giove О
limfico . Era in questo Tempio la famosa statua del
Dio in bronzo, la piùbella che Cicerone з’ abbia vc
(1) Tn Verre.
_ i
'
5
Statua in bronzo
24
duto: quo non facile díxerím quidquid vidisse pul—
crias, alquanto logora nella llocca dai baci che le
si appiccavano nel calor della preghiera . Un certo
ladro
chiamato Verre, tentò farla rubare
di
notte
da’ suoi soldati; ma 1 miei parenti eccellenza! mio
.parlre !— mio Nonno ! tutti i miei antenati la difese
ro come una lionessa difende iproprii figli; e pun
tando i cannoni sugli assassini 1i ‘ю1зегo in fuga . . ‚
Signor’ animale di Cicerone in quel tempo non
—vi erano cannoni 1
Domando perdono eccel»
lenza! I cannoni sono antichissimi e se ne se_rviro~
no mirabilmente gli Angeli in cielo contro il Buon’
ordine. (1) Si metta gli occhiali al naso, legga Mil
ton, e sentirà il macello che dei ribelli fece quella
indiavolata metraglia, allafuria della quale:
„ Ne andar sossopra a cento, е a mille a mille,
„ Angeli sovr` Arcangeli travolti
.
——— Non eravi alcuna tavola in questo Tempio?
. Corhezzoli! Niente meno che la lilmosissima
»dipintura di Zeusi, dal me.le,i|no creduta d' imprez
'zabil valore e per cui stimò meglio farne dono che
,riportarne un prezzo non corrispondente. Postea do~
nare opera sua instituir ,quod ea nullo satis digno
»pretio permutari possediceret, etcetera ‚ (3) In es»
„
(1) с Buon’ ordine, -n ilopo la sconsigliata ribellio‘
'lle dc’ K7 L_i_¿lio 132'», áccadlltaul Sicilia, significa ri
volta; dapnirhè sono questa spcriosa parola si sfngava
110 i privati rancori,csi delapidavano le altrui sostanze.
(a) Paradiso perduto Trad. di Leoni, lib. 6
(3) Plinio, lib. 35. cap. 9. 5 619.
-_ '_
25
sa vedevasi rappresentato Ercole bambino in arto
di strangolare due somari . . ‚
Due serpenti,
bestia!
Grazie eccellenza
Quel quadro
veniva denominato d’ Alcmena. Vi si vedeva Anfitrio
ne: _fUagnzjicus est Juppiter физ in, throne astantibus
Diís, et Ercules infans dragones strangulans , Alc
mena marre comm pavente , et Anphitryone (п) . . .
шa coте va quest’ affare signor don Cicero? Plinio
vuole questa dipintura nel Tempio d’ Ercole in Agri
g emo, e il vostro antecessore nel suo
libro lle iri
ventione , rapporta questo quadro donato da Zeusi ai
crotoniati?
Niente di più facile a spiegarsi
eccellenza . In questo quadro Alcmena era ignuda 0
vestira ?
Doveva esser nuda o seminuda 1 Se ai
nostri :empi in cui il nudo dipinto osculco, aggrin
пa i1 naso al tale»o al corale, (2) interamente igna
do si_ e scolpito Napoleone dal rinomatissimo Canova;
figuratevi in quell’ epoca felice per le arti, che han
no un lor proprio linguaggio sublime e questo lin
guaggio sublime ре: 1o statuarioe il dipinrore consi~
(I) Íbicl.
_
(2) 8i è veduto in quest’ anno , interdire e torre vi`a
dall’ altare, nella chiesa del Santissimo Rosario nel'co_
mun@ lli Cattolica , un quadrone all’ olio, tratto nella
composizione e disegno «lal _Guido . Sulla celebre stam
pa di Raffaello Morghen._ Rappresentante San Giovan,
Bautista prellmame »nel deserto: = per non 'essere il San
м coperto sino al petto = sono le parole
del
vescovile
decreto. Questo quad»o pregevolissimo pel nome dell’ au
tore, e non esente di quei meriti, che al moderno imi
итoге si devono per la parte del colorito ed altro , ri
Irovasi oggi nella galleria del rlegmssimo amatore di
_Belle Alli signor marchese Borsellino .
I
4
26
ste nel nudo , od in quel tale panneggiamento ch’_è
proprio dell’ arte!
Tanto meglio,eccellenza ! don
Zeusi, amico delle belle ragazze ignude,
meno domandato i soliti modelli
avrà senza
da’ crotoniati , avr'a
replicata la dimanda agli agrigentinì; ed ecco un quadro
raddoppiato in ambo le parti e don Zeusi con dop
pia provvisione di criate di casa !
Come il den
te vorace del tempo ha distrutto questo superbo edi
fiziol . . ma dite Cicerone, non pare che questo
Tempio sia crollato di tremuoto
con quelle colonne
‘
/
rovesciate quasi tutte dalla parte di mezzo -giorno?
---- No eccellenza. Né io, nei
miei antenati si
_
,
ricordano di tremuoti in Cirgenfi, e il non esservi
soggetto e il piùv gran privileggio di questa città. Le
guerre, i saccl1eggi , gl’ incendj , il totale abbandono
han fatto crollare quest’ imponenti avanzi della prisca
grandezza, i quai sebbene spiranti, lottano pur tut
Architrave con tav_ia con la forza degli anni. Or pria di lasciar que
lo incavo per
la ulivella .
sti ruderi, 0sservi eccellenza questo gran pezzo d’
architrave caduto dalla parte di tramontana, di
stante dalla
colonna esistente
e verso levante cir
ca palmi 88, egli ha un buco a sottmquadri, pi
ramidale, incavato'per
mettervi dentro
la
ulivel
la e tirarlo su, come da noi si pratica adesso. Parti
colarità che ci fa certi della conoscenza
di
strumento meccanico presso gli
non meno
antichi,
questo
che della forbice, o tanaglia descrittnci da Vitruvio.
Porta aurea
0)
Cos’ è questa grande apertura dietro il Tem
(t) Vitruvio del Galiani, ediz. diSiena. Tav. a4.'
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9?
Porta aurea. Antica porta della città di
cui non rimane vestigio . Portava’nella pianura ver
pio?
so il mare, e noi vi uscirem'o adesso per Osservare la
Tomba di Terone: eccola --- Questa? Sapete voi
signor don Cicero che Terone regnò sedici anni con
‘ grandissima gloria ? Che per le sue ottime qualità
ottenne degli onori divini dopo morte? (i) Volete
voi assegnarle questo piccolo
edifizio,
questo me.
scl1inissimo monumento indegno dell’agrigentìna ma
gnificenza? Ma cos“ è questo sennon un gran basamen
Largo palmi 20 ed alto 6, 8."
- Alquanto piramidale ,'con un.s'econd’ ordine
decorato da colonne joniche impegnate agli angoli. . .
to quadrato . . .
Alte palmi 13, 3. inclusovi il fregio ---À
Con finestre non praticabili perché a basso rilievo nella
Stessa pietra . . . ma cosa vedo ! Alle colonne joniche
un fregio dorico?
Eccellenza , questo dimostra
la nascita dell’ ordine jonieo a cui non erasi ancora
assegnata la conveniente intavolatura
Ma non
puol’ esser questo un cenotafio romano, anzi che nò?
Si guardi eccellenza d’ una simile bestialità
in cui è caduto Riedesel, e il signor don monsiù
Bourbillon; eh! Signore! Non basta aver degli Occhi,
ma bisogna saper vedere! ! !
Meno imperti-'
nenza signor pappagallo, e senza repliche rendetemi
conto dell’ attico e halaustrata che coronava questa
Tomba -- E torniamo da capo!
Eccellenza
:
(I) Diodoro nel lih. a.
io
Tomba di Te‘
rom: .
23
mm sò d’ attico e balaustrata. I miei
antenati in
questa fabbrica, arcigreca, non viddero
mai più di
quello che al presente si vede; ma se Poi vostra ec
cellenza ha quest‘ impegno , ne domandi ragione al
signor Riedesel, (i) e al signor Borch (a) che han veduto
l” attico e la balaustrata nella loro riscaldata immagina
Voi dunque tenete per cosa certa che que-_
zione!
eto monumento, primadi Ricdesel e Borch è stato veduto
come al presente si vede?
Ne fan fede i Scrittori
anteriori
ai prelodati Borch e Riedesel, e le testimonian
ze. lde‘ nostri vecchi. Egli è un assioma Signore, ha
sato solidissimamente dal chiarissimo Visconti che: ’Jli
antiquari sono per lo più visiona/j .
(3) Non basta
eccellenza l’ esser corazzato di latino e di greco; ma
bisogna esser artista_per iscrivere sulle cose dell-’ ar-‘
te
Bravo signor Cicerone; ma voi che non siete _
artista nè artigiano, come potete leggitimarfi che que
sto edificio sia greco anziché romano?
eccellenza che in questo
momento , io
Sappia
non fo altro
che ripetere ciò che per di dietro mi si soffia. Ho
il mio Memore invisibile che mi muove, mi zuf‘ola alle
orecchie, e mi l‘a parlare a guisa d' un marionette: ma
8’ Ella Signore non vuol prestar Fede al mio rammen
tatore; si levi il capéello per venerazione, erispettì
1’ unanime consentimento de" valorosi architetti Klen
(I) Voyages en Sicile. Paris 1322 pag. 35
(2) Bonh
Lemn sur la Sicile, Voi. e, p-ng
(3) Museo Pio Clememmo, vel- 5. pag- 25;.
29.
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ze,'Hittorl`f, Cockerell, e Donaldson
Вены.
Наш autori moderni attribuiscono questa Tomba ad
un cavallo;_dapoichè gli antichi agrigentini soleanò
innalzar delle
Tombe
non solo ai cavalli Ägrigenti
co/nplurium rguorum tumuli pvramides kabent 5(1)
ma ben’ anco ai cani, agli uccelli,'e ad ogni sorta di
bestie:
e se io fossi morto in quel tempo
sarei
stato distinto a preferenza . Inoltre sappia vostra ec
cellenza, che in Girgenti eravi una razza di cavalli
più alti di
me, focosi, leggieri, bellissimi londe can
to Virgilio
. — » . d’Agragante il monte
Fecondo già di generose razze,
Le mura ostenta onde all’ intorno è cinto . (3)
Егa tanta la fama di quegli animali, che mancatane
la razza in Cappadocia, per commissione dell’ oracolo
venne restaurata coi stalloni (Г Agrigento , come ci
afferma Plndaro e Strabone
Con tutte le vo
stre erudizioni non mi determinerò a crederla un se
_polcro cavallino se pria non»me ne fate vedere ivi
sepolto lo scheletro . . . т” a proposito signor C|ce
rone, non abbiamo noi detto trovarsi i sepolcri al set»
tcntrione ? Or come questa tomba di Terone o di un
Oh diamine!
cavallo si trova al mezzo giorno
Еi verissimo eccellenza! Ella ha ragione I Ma cosa
vuol ch’ io le dica sennon che in fatto di antichità
_-_-1_-__--nannte--I-_ß
Pl'"io Hist. nat. lib. ii. cыр. 65.
(2) Dimi' Bib. вы. lib. 13. Vedi anche Timeo.
(г) Hond», eneide, in». з.
30
/
non vi è'cosa più inetta e più pericolosa, che il*
piantar' canoni generali e sistemi che a rovesciarli ba
sti un esempio? Intanto egli è verissimo che i sepolcri
formicolano verso il nord, com’ io posso far osservare
all’ eccellenza Vostra. Però su questa Tomba al sud
due riflessioni vi sono a fare; oche un colpo di ven
to forte 1’ abbia trasportato dal nord al sud; oppure
i mausolei pomposi come questo, si f09sero piantati
al mezzogiorno per trasportàrvi imórtia villeggiare‘
ITempio d ’ 3 in tempo (1’ inverno!
Signor Cicerone, quella
6culapio .
rustica diruta fabbrica asinistra, nella pianura Verso
il mare , non conticn’ essa qualche altra antichità ?
--- Sì signore
la
Andiamo dunque a veder
E‘ Ella architetto Signore?
Non
già _- Dunque ne ‘tralascl il pensiero. In essa ce
poco da vedere, e per un semplice amatore non val
la pena; è però giusto sapere che in quel sito era
vì il Tempio d’ Esculapio, formato a sola cella in an
tis, cioè co’ pilastri angolari, col suo pronao, ov’ e
ran forse piantate due colonne isolate nella stessa li-
nea de’ pilastri angolari avanti la porta, già volta ad
oriente. A fianco la. porta eranvi le due scale come
alla Concordia; e al di dietro del Tempio, senza po
etico, dalla parte esterna verso occidente due mezze
colonne striate, impegnate nella muraglia fra gli an'
ti angolari. . . in somma si figuri Ella la sola Cel
la della Concordia, mancante del postico e coll’ aggiun
ta di due colonne impegnate a metà nella parete oc
cidentale. Questo Tempio nel suo stilobata era lungo
palmi 77 circa. Largo\pîtîo meno della metà, epal
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mi 4, 1. 11 diametro delle colonne, Al presente non si
vede che una porzione dell’ ante d’ occidente e tra
montana, con le due mezze colonne senza capitelli.
Iglviluppata con la fabbrica moderna riconoscesi, seb
bene mal concia , 1’ avaneo d’ una delle due scale; e
niente più di cosi. In detto .Tempio trovavasi la ce
lebre _statua d’ Apolline scolpita da M\rone_, che in
lettere _diargento vi aveva scritto il di lui _nome nel
la coscia, come afferma Cicerone. (з) Questa statua,
rubata da’ cartagginesi venne agli agrigentini restitui
ta da Scipione minoreaffricano t
Siamo poi cer—
ti signor Cicerone, che sia quello veramente il Tem
pio cl’ Esculapio?
1’ol_i_bio, ,descrivendo 1’ asse
dio di questa citta dice che veggendo.irornani cllei
carragginesi non uscivano più,
co|n_batten_(l_o solo da
lontano con le saette, divisero 1’ esercito in due., e 1’
una parte misero al tempio di Esculapio fuori |a_cittàf
e 1° altra verso Eraclea . Or vedendo noi questo Tem
pio più verso la parte (1’ oriente che all’ occidente
ov’ era Eraclea, abbiamo forte argomento di crederlo
a quel Dió dedicato ;__tanto più che a questo istesso
Кaте, assegnavansi i tempj nell’ aperta campagna per
respirare un’ aria libera e pura , quale al proteggi
tore della sanità si addiceva,enoi come vede eccel
lenza, siamo fuori l" abitato nella sottoposta pianura'
che »porta al mare .. . тa ritorniamo su i nostri
passi eccellenga . Eccoci di nuovo a porta aurea; ed
.„..--....~.-....„..'.v
I(1) In Verre lib. 4.
‘32
Tempio di Cio- eccoci dirimpétto alla gran facciata orientale del pa
ve Olimpico.
pà degli Dei, dell’ arciprete de’ Tempj, infine dal siv
gnor Giove Olimpico
Che diamine dite Cice
rone! Io non veggo nulla! «---Guardi bene eccel
lenza. OsserVi a sinistra . La colonna angolare (l’0
riente e mezzo-giorno è
rovesciata in maniera, che
girandovisi da vicino si scuupre il capitello e l’ ar
chitrave nello stato di sua rovina come se accaduta
fosse al momento; e nella parte interna si scuopre,
sebbene non senza difficoltà e pericolo, anche il ca
pitello dell’ ante; giacché com’ Ella sa, queste colonne
erano impegnate poco meno della metà nella muraglia,
e nell’ interno poi si trasformavano
in pilastri; or
questo capitello dell’ ante è stato scoverto e ricono
sciuto per la prima volta dal Signor Politi, Regio Cu
stode di queste antichità. Cominci a contare da que
sta colonna angolare, ecco la seconda, la terza, e la
quarta colonna che forma il centrodi questo prospet«
to decorato da sette colonne di fronte, con intercolo
mio chiuso dal muro di cui si scuoprono benissimo i
primi ranghi di pietra
Oh questa poi signoli
Cicerone non voglio, nè posso inghiottirla ; e corpo
di centocinquanta Giovi pretendo assolutamente l’ot
tava colonna: che di sette
mi andate contando? dc
von" essere otto e non sette! . . subito signor Cice‘
rune l" ottava colonna?
Piano eccellenza ! Non
giuochi co’ piedi nè alzi le‘mani!
Non mi riduca
alla disperazione! perché anch’ io finalmente sò ti
rarmi i calzoni e uscir dà’ ganglieri quand’ occorre.
Sono un galantuom, e quantunque Vecchio non Mi
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barba dai galli. . . ma per l’ amor di
Dio eccellenza! Che di ottava colonna mi va Ella
parlando se la gran particolarità di questo Tempio si
è quella appunto di aver sette colonne di fronte! 03
servi un poco la pianta pubblicata dal dottissimo si
gnor Marchese Haus, dal signor Politi, e da tanti altri.
bravi architetti e resterà convinto della mia; onestà!
'--- Sono stordito signor Cicerone! Conosco bene
di avere il torto, e son persuaso che qflesto Tempio
ha sempre meno sette colonne per ogni testata
La cosa è chiarissima eccellenza! Entriamo. Osser
vi bene. Noi siamo di già nel centro del postico fra
i due primi ami della Cella, giacché questo Tempio
stava in posizione inversa agli altri . A questo cen
tro appunto corrisponde la quarta colonna della fac
ciata orientale da noi testé osservata al di fuori: ma
chi diacine le ha dato ad intendere di ottava colon
Ripeto_signor Cicerone, che ne sono con
vinto. Però bisogna confessare che l’ amore della Gui
da pubblicata in Palermo nel 1822, (i) delirava seri.
vendo
Ma che gener0s'flà di colonne signor
Milord! Vent’ olio nella Cella di Concordia, una per
ha?
ogni prospetto a Giove Olimpico: e che diavolo di
Guida si è mai quella! ! !Questa sorta di sbagli fan
erralunarei Viaggiatori e mettono in pericolo ipove
‘ri Ciceroni: non è egli vero signor Milordi -Signor Cicerone io non sono inglese né Milord___
I
(I) Ferrara. Guida dei Viaggiaiori, pag. l35.
34
Perdoni eccellenza, le persone della mia classe cre»
dono inglesi e Milord tutti i Viaggiatori . Ella sari
svizzero, ollandese, russo: (1a’|0caш1iегЁ , da’ vendito
ri: insomma dal volgo alto е basso sarà sempre cre»
duro inglese e chiamato Milord . Da quella nazione
abbiamo noi veduto le prime piastre, e basta ciò per
credere inglesi tutti i viaggiatori che ne sono prow
visti
Questa è dunque l’ aja del Tempio?Si signore -Í- Quale sterminata grandezza ! Ch’ e
Detto .ii Em
normi massi di pietra! Oh! come bene vi calzano
pedocle o di
Platone.
le parole di Empedocle o,di Platone, Aed1]1`cant tan»
quam nunquam essent тoгда)! , сбил! et bibunt tan
quum cras essent morituri
cellenza?
Vale
a dire
ec~
Che gli agrigentini edificavano con
tale solidità e robustezza come se avesserdovuto vi
vere eternamente; e mangiavano cosi splendidamente
come se avesser dovuto morire 1’ indomani
Oh
oh ! Ed alpresente i moderni girgenxani fabbricano
_ie loro abitazioni come se
ave.sero a ' morire prima
di abitarle, e mangiano in modo da non ricorrer mai
al vomipurgatij
signor
le Ho.
!Quale
distanza
ec
Íeellenza
fra la del
Sicilia
antica
e la
moderna!
Quella
Gigante
in
Triquetra cosi Vantata ! L’ [sola del sole! Il granajo
d’ Europa !.. .- Signor Cicerone; Cof’ è mai questo
pietra .
Smlaurâîo Colo5S0 SlCao
PCP lßffâ?
(ж) Um) (iß
gli antichi Giganti ahitatori della Sicilia. Alto palmi
(I) Vcggasi lo
stllivso
che al yicsente si uova .
qui
annesso, nella
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30. Il quale, secondo le savie riflessioni del padre
guardiano de’ Cappuccini , col lasso di tanti secoli si
è pietrificato magnificamente !‘
Siete una be
stia signor Cicerone ! .__.. Troppa bontà eccellen
u
E’ questa una Cariatide etrusca, scolpita in
pietra calcare. Ben pronunziati sono i suoi museoli
ed il lavoro condotto con istraordinaria franchezza!
E’ verissimo eccellenza, e una Cariatide , ma
non etrusca. La rigidezza di que’ contorni, e la (in.
rezza nelle masse è una studiata imitazione delle ve
tuste maniere. La semplicità, la nobiltà, e una cer
ta grazia nell’ insieme, la dimostrano del più bel se
colo dei greci anziché d’una rimota antichità . Ciò
anche provano i superbi avanzi d’ altre sculture nel
lo stesso Tempio cui non faceva d’uopo dar quel ca
rattere, come or ora andremo osservando
e
Bel
la! Bella davvero ! Dov’ è stata trovata?
Non
è una eccellenza. Dietro il proggetto dal signor Po
liti avanzato a S. E. il Vice-rie sulla riunione delle
dieciotto pietre componenti il CiganteoCariatide, di.
cui prima non conoscevansi che alcuni pezzi dispersi,
malconci, ed incerti, per ordine sovrano ne venn’ e
gli incaricato. D0po aver messo felicementea termi
ne quanto si propoae, gli venne fatta scuoprirne al
tre dieci. i di cui frammenti slegati, com'I Ella ve
de, sono però in rapporto collocati a fianco della gran
Cariatide riunita ; ma s‘ Ella brama esser di ciò pie‘
namcnte informata, potrà al nostro ritorno in Cirgen
ti provvedersi dell’ opuscoletto CENNI SUI GIGAN
TI IN GIOVE OLIMPICO
Dite signor Gioe
36
mm, "perché mai una scoverta tanto interessante, que
sta famosa Cariatide, trascuralamente la,,ciasi esposta
alle ingiurie de‘ coloni di que»te campagne ? Il signor Politi, che Vuol bene assai LIUCaKO bestione,
ha brigato per la restaurazione, e per lo stabilimen
to d’un cuiode locale, ma tutto è stato inutile! per
cui data l’ ultima occhiata amorosa al_suo diletto pu
pillo, e raccomandatoh: a don Giove, anch’egli lo ha
abbandonato
sino a
nuov" ordine
ov’ erano collocate que=te Cariatidi?
Or ditemi
Questa ec
cellenza è una interrogazione indiavolata a cui si so
no itn‘pastoja'ti i più bravi architetti, ed io direi qua:
-si col nostro celebre Abate Meli:
e Cuntìrò di l’ oceanu, quannu fremi ,
« Li stizzi d’acqua, ma a la tua dimaflna
« La porenza diabolica s" azzanna .’(|)
Nel 1819 il signor Politi
escogitò una sua o
-pinione più ingegnusa che reale . In quest’anno no
-.ha pubblicata un’ altra, nella- quale fa osservare co.
‘me queste '(Iariatidi avessero formato un second’ or.
dine nella Cella, composta da circa ventiquattro pila
stri so=.t.enenti un semplice architrave, e su questo ., un
-attico cariaticoiper sostener l’ubima cornice dell' i
petros; così che il numero delle Cariatidi doveva es.
-sere eguale a quello degli ami sottoposti. Ecco eccel
lenza quanto sinora è a mia cognizione sia questo dif
ficilissimo punto
Lo aver egli stesso il signor
(!) Don Chiscìotti, Can. 9. si.
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32
Politi, riggettata la sua prima opinione, mi fa teme
re e dubitare sulla .ua seconda congettnra!
_
No
ec. cпешa, que'ta volubilita, nata da circostanze soprav
venute e da più matura ritle.sione, fa onore al let~
terato, all arvhrologo, all’ artista. Quante interpreta
zioni diverse sullo stesso soggetto non ha dato di tein
po in tempo il principe degli antiquarj Ennio Qui
rino Vi,conii nel suo Museo Pio Cleinentino?(1) E~
gli è perciò ehe bisogna coiichindere col chiarissimo
VVinckeln|anu . . . vostra eccellenza è infrancesato? di
co inten le il france»e ? or bene, ecco le parole di quel
dotto sul proposito Enfin il ne faut pas avoir honte
de chercher la verite aux dèpms de sa propre rè
putluion; et <]ullquesun.s' doivent errer afin que plu
sieurs trouvent le bon cfzemin .
(2) In_avvenire, 0
noi, o inostri posteri saprannoiiieglio questa faccen
da, intanto ~eccellenza osserviamo il
dentale ov” era la porta . . .
prospetto occi
Che diamine dite
Ci._erone ! Come mai volete la porta di questo Tem-
pio all'occidente, se tutti gli altri che sinora abbia
111o Veclltît) hanno la loro entrata all’ oriente? ___
(1) Cosi ilic’ egli nella prel'»|iv»ione del vol. 7 a pag.
6. ‹ Sectio dal solo »mme di verità , ho fatta la cen~
Inra di шине opinioni antiqnarie che aveva io una vol
ta aboracciate, is che gli studi e le o_~st'rvazioni ulterio
ri mi 11 .nm» dimostrate erronee Su it’ alcune sono sta
ш aшепiгo df.zli scritti posteriori ili dotti. iiontini, ma
_per la maggior ритм ho trovato i0 stesso imotivi diri
ptovarle o di co||t_gge|~le .
(а) Ref sur la peinture, etc. vel. 2. pag. S43. edit.
‚Е? amsterdam.
S8
Signore, quantunque sin da principio, entrando ini'
questo Tempio ciò io le abbia fatto marcare , ripe
terò all’ eccellenza vostra che la facciata orientale ha
il suo intercolonio chiuso sino alla quarta colonna che
forma il centro di quella testata, e che bisognava es
ser libero da colonna e da intercolon io chiuso se di
colà fosse stato l’ ingresso, questione di fatto» che non
ammette veruna replica. Inoltre il nostro venerando»
vecchio Marco Vitruvio Pollione c’ insegna, che l’en
trata de’ tempj variavasi a
misura delle circostanze
’e della natura del luogo a causa di qualche piazza ,
edifizio, fiume o altro; e secondo la regola generale del
prelodato autore, par ehe in Agrigento, soltanto questo
Tempio sia stato edificato nella giusta situazione per
ciò =riguarda la porta, ch’ egli vuole sempre all’ occiv
dente, acciò entrandovi si fosse adorata la statua, conl
"la faccia rivolta all’ oriente ov’ era 1’ altare, e il si
mulacro
..__... Mostratemi
rivolto a ponente
dunque dirimpetto
questa porta
la occidentale
porta
E’ impossibile eccellenza , giacchè in quella
parte manca lo stilobata per incuria di colui, che mol
ti anni or sono , venne dal Governo incaricato allo
sgombramento della pianta di questo tempio sepolta
dalle rovine , i1 quale ignaro d’ ogni nozione sull’ ar
te, e non avendo cognizione alcuna dell’ antico, portò
via con le pietre cadute porzione dello stilobata; co
mw
_(|) Vit. lib. 4. Cap. S.
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me talmlta il cavadenti impostore strappa in un _con
Ìa' mola guasta buona parte della mandibola. Perdita
significantissima per le arti e per la buona architet
tura. In questo istesso prospetto d’ occidente vedevasi
scolpita d’alto-rilievo nel timpano del frontone la
guerra di Troja, ed in quello d‘ oriente l’ assalto dei
Giganti contro
Giova; cel;1tura
magnitudine
et e< -
legaztia open's excellens. Verità rapportate da Dio
doro, e sanzionate dai bellissimi
avanzi di scultura
quivi rinvenuti, ed esistenti. Ecco eccellenza in que
sta parte di ponente
scolpite -, ecco
una quantità di enormi pietre
delle drapperie tuttora incrostate di
calce, ecco in questo lato di mezzogiorno, entro que«
sta piccola casetta che corrisponde alla prima colon
na angolare rovesciata, di cui «ci siamo intrattenuti,
un torso , forse di Giove che fulmina i Giganti , ed
altri frammenti; ecco una testa di lione destinata allo
scolo delle acque negli angolidel fastigio. Una stupen
dissima bocca di donna. col mento; ed altri resti con
servami presso il signor Politi . .
Ma, signor Ci«
cerone voi sfuggite di parlarmi di questa mezza fan.
eia di Cariatide qui riposta ! E che Vuol_dire che in
tutto conforme alle altre,.ha però i capelli raccolti
in modo che sembrano appartenere ad una donna?
--- A dire il vero eccellenza, è questo un altro
imbroglio! Io non
posso negare che sembri la testa
d“ una Gigantessa; frattanto il signor Politi che ha
messo .sossopra tu’ti questi cimelj, non ha trovato che
soli dieci Giganti tutti maschi , e ne.oun pezzo che
40
sembri
adattarsi ad una femmina:
anzi
conserva
presso lui , gelosamente custodita, la preziosa radice
di quel coso, che andava incastrato nel pettigno
ne bucato dei medesimi. Però si può sospettare che
quella variata acconciatura fosse stato un
capriccio
dello scultore. In questo istesso lato maggiore uieri~
dionale, verso il centro, e dalla parte esterna, si ve
dono due granlissinie pietre che formavano metà del
capitello della colonna: ecco`le eccellenza, osservi la
dimensione delle strie ove, disse Diodoro, poteva co
modamente nascondervisi un uomo ed donna -___
Non alterate il testo signor don Marco: = la/t
ta strigum amplitudine , ut corpus humanum insere
re se apte queat= Son queste le parole di Diodoro,
ch’ è tanto a dire che vi si poteva nascondere un uo
mo solo , e non già un uomo ed una donna!
Domando scusa eccellenza , un uomo solo non aveva
bisogno di nascondersi! Nel lato opposto si trovano
parecchi capitelli, ed anche più conservati; tutto ‚Г»
intorno poi _è sparso di triglifi, metope, cornici e fu
sti di colonne
Ma finora non mi avete fatto
¿vedere alcun fusto di colonna?
E non potrà
mai vederlo eccellenza ! perchè il fusto di queste co
lonne veniva composto da piccole
pietre
tagliate a
raggio, ossia a cuneo , motivo che questo Tempio è
andato in rovina 'prima degli altri, mal soffrendo 1’
esorbitanre peso de’ bestiali capitelli e 1’ enorme in
tavolatura !
Però, secondo Diodoro questo Tem
pio non venne mai terminato?'......_. Era termina
41
tìssimo eccellenza. Ne fan piena fedele sculture de'
frontoni ch’ Ella ha di già veduto impellicciate di
stucco e colorate! Diodoro soltanto ha detto, che la
guerra cartaginese fu causa 11i non compirsi il tetto
di già cominciato pria che la guerra si muovesse
—
Perchè mai queste grandissime pietre han tutte nel
le opposte testate un incavo circolare? Forse incastra
'vansi le une con le altre?
Oibò eccellenza!
Quell’ incavo serviva per inzepparvi le corde e tirar
le in alto con le macchine, e poste esattamente in
contatto con le altre pietre già collocate sfilavansi le
corde , e quell’ incavo restava nascosto e inoperoso.
Eccoci eccellenza al punto dove siamo entrati, cioè
nel quarto intercolonio del prospetto d’ oriente . Vi
cinissimo a questo punto, un
poco
verso tramonta
na, giace una coda d’ asino scolpita a basso rilievo ,
appartenente' al frontone orientale ov’ era espresso 1’
assalto de’ Giganti: eccola
tosto una coda di leone?
Ma questa pare piut
E tutto lo stesso ec
Signor Cicerone sapete le misure di
questo Tempio?
Ella troverà le più esatte di
cellenza
mensioni di questo interessantissimo monumento, nel~
l’ opuscolo in folio edito dal signor Politi con (рaiиo
tavole in rame, ma per contentarla al momento 11o
il bene di assicnrarla che lo stilobata senza 1 gradi»
ni È lungo palmi 422. 6,
della
colonna
15. 4
largo 202, e
il diametro
Ma intanto signor _don
Marco, nulla avete fissato sù ciò riguarda la
forma
della porta di questo Tempio a sette colonne di fron»
te! -..~ Ch: posso dirle eccellenza? 1.’ archizelto
6
42
inglese signor Cockerellne immagini: due, una per 0
gni intercolonio angolare, contradicenti
per la
loro
meschinità e picciolezza con la magnificenza di quel
grandioso prospetto; oltre l’ iuc.omenienza di non po
ter scoprire il passaggiero la porta della Cella, ed a
dorar la statua anche senza entrarvi , come da taluni
co stumavasi. Il signor Politi nella sua ILLUSTRAZIO
NE AL RINOMATO TEMPIO DI‘CIOVE GIAMPI
C0, tolse via la colonna di mezzo, vi apri una gran
porta, e sostituì alla colonna un gruppo di tre Caria
tisli per sostegno dell’ immenso sopracciglio, intavola
tura e fastigio. Il dottissimo cavalier Klenze, veduta
l’ operetta del Politi, la tradusse e ristampò in tede
sco, escogitando una sua nuova congettura intorno la
porta; ma dessa in altro non consistè
che in una
trasposizione al proggetto immaginato dal Politi, poi
ché rimpiazzò al gruppo delle tre Cariaridi una co
lonna intera lasciando, come il Politi avea di già fat
to, liberi i laterali intercolonj ; ma com’ Ella stessa
signore n’è
testimonio, non abbiamo
alcun
fram
mento di fusto isolato o d’ un intero capitello di co
lonna. In tale stato di cose vostra eccellenza
è pa
drone di collocar la porta ove la vuole, e di quella
forma che più le piacerà. In quanto a me sonfli fer
mo parere, che in questo Tempio non vi fosse stata
mai porta di sorta alcuna; eche gli uomini e le don
ne vi fossero entrate legate peri piedi o per il collo
Tempio di
tirate dall’ alto, come oggi si pratica sopra i vascelli
Cogli asini, 0 00’ b0VÌ
E viva il mio don Gi
fia‘ ceroi Intanto passiamo un poco a vedere il Tempio
fiere e Polluce
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. — _ ‚мы'. ты;
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43
di Castore e Polluce, e poseía quello di Vulcano
Replico eccellenza che non essendo Ella un artista ,'
non fa duopo tormentarsi i piedi per
vedere
delle
rovine di poco momento. Il Tempio di Castore e Pol
luce, sfuggito alle diligenza del Fazzello, è vicinissi
mo al prospetto occidentale di Giove Olimpico ; тa
di esso altro non si vele al presente, che un bel ca
pitello dorico-greco impellicciato di stucco simile ai
già veduti, del diametro di palmi 3, 7. nel sommo
scapo, e pochi rottami di fusti di colonne malconce
— dal tempo, avvallate, e coverte d"opunzie
'
Siamo
poi certi che tali avanzi di colonne siano appartenu
te al Tempio di Castore e Polluce?
Non tan~
to eccellenza! I Scrittori moderni, copiandosi l’ un 1’
altro, l’ han cosi denominato
sul sospetto
che fosse
quello stesso Tempio di cui cantò Pindaro indecisa
mente nel terzo Inno Olimpico. Del Tempio di Vul Tempio di Yul
cano .
cano non re.tano che due »fusti di colonna all" impie
di, col pianuzzo nelle scanalature; particolarità che
potrebbe far giudicare quel monumento romano, ma
che pur tuttavia, secondo il parere dei più bravi ar
chitetti, è ancor’ esso arcigreco; però non meritando
la pena di osservarlo da vicino, glie lo addito da lon~
tano: eccolo, verso ponente, dietro i frammenti del
Tempio de'I Dioscuri. Uno de’ due fusti trovasi al pre
sente impegnato in quella casetta moderna . Questo
Tempio si vuole con sicurezza dedicato a Vulcano, at
tesocllè Solino lo rapporta fuori le mura d’ Agrigen
to, poco lontano dal lago nel quale si vedeva anda»
re a galla dell?olio: e in vero, per ciò riguarda le
44
mura non si può decidere con certezza, ma ‘c peri;
Lago d" olio.
vicinissimo al detto lago
Andiamo dunque a
vedere questo lago in cui, secondo la testimonianza di
Biedesel, si può raccorre dell’ olio per le lampe
Eh via Signore! Anch” ella si ha bevuto questa min
chioneria ? Egli è vero che Plinio nel ventesimoquin
to libro al capo quindici dice, che nel paese d’Agri
gento si generava in un lago, del grassu'o bitume li
quido, che andava a galla simile all’ olio. Che gli a
bitatori lo raccoglievano sulle foglie delle canne, e se
ne servivano per ardere nelle Iucerne, e per medi
car la scabbia degli animali. Ciò dice anche Solint)
e Fanello; ma con più ragione lo conferma Riedesel,
dapoichè il di lui albergatore signor Ficani. veden
dolo 0stinato a volar osservare
questo
lago o fonte
cb’ esisteva nel di lui giardino, e volendo in tuttii
modi contentare quell’ ospite distinto ve lo condusse;
ma vi spedì prima un dilui servidore con un otre
d’ olio, che verso in quell’acqua pochi momenti pri
ma dello arrivo colà del signor Riedesel. La qual cosa
pratico il signor Ficanì di buona fede, temendo che il
signor Riedesel sarebbe stato a disgustarsi trovando
in quel lago dell’ acqua alquanto torbida, come han
sempre trovato i miei antenati
Dunque non si
parli più di tal lago per non accadermi di peggio ,
A cquid atti
Feaci.
e fatemi invece veder gli acquidotti Feaci
Ec
eellenza non sono praticabili. In Girgenti esiste in
varie case de’ particolari qualche ingresso ai medesi
mi, ma è cosi malagevole e pericoloso lo entrarvi ,
che nessun Viaggiatore ha mai pensato di Visitarli g
45
ma posso assicurarla Signore, che tali acquidotti non
lon’ altro, che una catena di grotte irregolari a guisa
di laberinto, ove però non si trovano sepolcri, nè in
tonachi, nè pitture: e per dir brieve niente che pos
Dun
sa attirarsi l’ attenzione dell’ osservatore
que signor Cicerone andiamo a vedere la famosa Pi
scina consacrata al Re Gelone. La quale girava sette
stadi, profonda venti cubiti, e
posta fuori le
mura
verso ponente; quella Piscina insomma, che Diodoro
chiamava porto, e che unitamente ad Ateneo, disse
vedervisi quantità di pesci, di cigni, ed altro -~
E’ verissimo quanto dice il Signore, e Fazzello l’ac
comoda vicino il lago dell’ olio; ma ov’ ë adesso? Ove
rinvenirla sennon nella testa di qualche parolajo? Ma
se come dice Diodoro era di già rovinata nel suo tem
po, si figuri adesso che sono scorsi altri
millenove
cento e più anni da Diodoro in quà! (1)
Cosa faremo dunque adesso?
Daremo un ad
dio a don Giove Olimpico ove ci siamo fermati, e
ritorneremo a Girgenti per lo stradone di santo Ni
cola: ecco il cancello fortunatamente aperto. Entria
mo Signore
Questi continuati cipressi! Questo
viale seminato di robusti antichissimi basamenti? di
frammentati musaici! di rottami figuli ! questo mesto
silenzio tratto tratto interrotto dalla vanga dei coloni,
non bastaa togliere dal mio pensiero i’ illusione di
(l) Diodoro Boriva negli anni 45 avanti. G. C.
Vedi le = Tables Cronologiq uca du Dicgiqnaire Uriiygr.
sel, elc. Paris 1812 vel. zo pag' 540.
Piscina
.46
trovarmi in mezzo alla magnifica esuperbn Agrigenë
r
Uomini mehr; to! Parmi già di vedere ad uno ad unoi suoi gram
di uomini, Empedocle, Creonte, Mosco, 1’-uloe Sofocle»
oratori, Archino il tragico e Carcino, A'zone e Acro#
ne medici, il comico Dinolco, il vincitor de’ carri Se
nocrate, il musico Metello, 1’ istorico Filino . т . mja
qual tremendo mugitol Ahi vista 'l un infelice qui
muore fra il cavo bronzo acceso? Oh!
come
bene
pagonne il fio l’ empio Perillo che primiero il pro
vò, architetto crudele di crudel
tiranno! Volgiamo
altrove lo sguardo . . . Tenera scena ! Melanippo e
Caritone ,
esempio di
rara amicizia si disputano la
morte; ma il fier tiranno li perdona entrambi: Fala
ride tu sei grande per questa azione l ma tu . . . qual
rumor di calde precipitose ruote mi rimbomba
alle
orecchie! Trecento quadrighe con cavalli bianchi ,
dagli olimpici giuochi ritornano vincitori ; ad un sem»
plice cittadino appartengono! Oh ! felice Esseneto! ‚ ‚
шa 1n quest’ altra parte Antistene Rodo, la figlia al
maritaggio avvia , seguito da duecentomila persone;
à celebrarla festa arde di fiaccole la città tutta , e
sontuoso pubblico pranzo ai cittadini per le strade s’
imbandisce . . ‚ Oh l chi siete voi che me gentilmen
te forzate a darmi alloggio? Ah !.. si !.. vi ravviso ! i
servi di Cellia voi siete : eccomi, vengo . . . vieni
anche tu Cicerone . . .
mi rompete le braccia'.
Piano eccellenza ! non
Dove diavolo volete (гaзе?
narmi? Avete gli occhi spiritati e rossi l . ‚ lascia
temi~o vi denuncio alla Polisse evi fo trasportare
4i£"~
dal signor Barone Pisani all’ Ospedale de’ Pazzi (1)
Avete ragione caro Cicerone. Mi ero traspor
tato ai tempi dell’ antica Agrigento, e pareami in que
sto momento, che Gellia me forastiero generosamen
to al sito alloggio invitasse ed al suo pranzo, per par
tirmen poseía carico di doni.; ora però . . .
0.
ra eccellenza imtempi si sono'cambiati, e al giorno 11’
oggi, come una volta accadde a Focione , non ci è lecito
nemluen di morire senza prima pagare; (1) quindi
si trovan sparsi da per tutto una» certa specie di Gel
li che se i forestieri non han tanto 11i occhi aperti,
entrano in Sicilia bene equipaggiati o si partono co
me i modelli di Zeusi: non creda pero eccellenza che
non vi sieno poi delle persone oneste che nutrino
que’ prischi urbani sentimenti! ma la miseria di que» \
st’ epoca e co>i grande, cosi estesa, palpabile e геa»
1е, c11е un mediocre assortimento della nostra moneta
corrente, può star benissimo fra le più rare collezio
ni numismatiche; circostanza infelice che ci costrin
ge al vitnperoso stato:
(1) L’ Ospedale de’ Pazzi in Palermo , sotto la cura c
direzione del non mai lodato abbastanza signor Barone
Pisani ‚‚ е merce le di lui filantropiche premure, gareg
gia o sorpassa al presente, qualunque de’ più famosi
Ospedali 11’ Europa.
(2) Ingiustissimamente condannato dagli ateniesi
Focione a here la cicuta,i suoi affezionati lo pregarono
instantemente a volerla assaggiare prima di lui, e bevu
tola tutta, il carnefice non volle apprestar la seconda
senza contargli prima dodici dramme. Focione fece pa
gar la somma ad un suo amico giacchè; diss° ei , non ё
permesso di morire senza pagare.
48
Che se capita un pollo Va spelat0 .
Ma cosa andava vostra eccellenza ruminando di
carri olimpici, di fiaccole, di pranzi, e di lacciole
per lanterne?
Io mi richiamavo alla memo
ria le gran feste, ipspettacoli che si godevano una
volta nell’ antica Agrigento, e di cui siete ora asso
lutamente privi --_- Sbagliate Signore . Noi ah
'biatno feste adesso che tutti gli Empedocli del mon
do non han mai vedute: s’ Ella Signore vuol dimo
rare in Cirgenti sino alla prima domenica di luglio,
Festa di un
Calogero
Ved r‘a la stupendissima festa del nostro miracolodssimo
san Calogero: anzi per farle vedere ch’io non pian
to carote gli ne dò alcuni cenni.
La chiesa di san Calogero è fuori Porta di Prn‘
te, e dice il signor Politi clx’ è la più graziosa di
tutte per la sua leggerezza esemplicit‘a architettoni
ca. Il preludio della festa comincia un mese avanti.
In ciascuna sera di quel mese, uomini misti a quan
tità di donne volgari si portano a visitare il Santo
nella sua cappella, non già con accese fiaccole, cc
in’ altre volte i baccanti, ma perfettamente al bujo
attraversano il gran piano avanti la porta e lo stra
done che conduce al Santuario. OVe ritrovasi il mo
ribondo lumicino d’una lampade . Accade spesso al
ritorno che alcune coppie
di vario sesso sbaglian
do per la oscurità la strada, si disperdono fra quei
cespugli, e ritornando a casa lieti dello smarrimento
taluni escono l’ indomani zoppicando . Uno
0 due
giri per il paese fanno i tamburi ogni giorno sbar
lucanzlo dolcemente le viscere a coloro che incontrano.
49
Giunta la vigilia un gran giuoco d’artiiizio s’ incen
dia la sera al piano Porta di Ponte, una gran quantità di
popolo alto e basso, tempestato di botteghe ambulanti
di turronieri, urtandosi , premendosi , schiacciandosi
vi accorre. La campana dell’ eremo suona senza mi
lericordia con la celerità del fulmine! Itamburi di
tutto il valle, accorsi eriuniti in gran cerchio, pen
dono dal capo tamburo che riguardano in quel pun
to come il lor maestro di cappella, il lor Cimarosa,
il lor Paisello, il loro Rossini.Uostui posto nel cen
tro del cerchio, fa moti da energumeno, disperatamen
te battendo la sua strepitosissima cassa ora sul legno,
or sil la tesissima pelle; a quei moti, a quei colpi or
lenti, or finti, or forti, il cerchio rallenta, raddop
pia, precipita i spessissimi centuplicati
colpi'inces
santemente assordando l’ aria, la terra, il mare. In
tanto lentissimi razzi si lanciano in aria, comincian
poscia le girandole, le spirali, le stelle fisse, le bom
be; 5’ accende la miccia di comunicazione e in un ba
leno ecco d’accese lance uno scorrettissimo insignificante
edificio che si trasforma tosto in piogge d’or-»o, quin
di in lance di nuovo; finchè tra il fumo ed il
fuo
co si scarica la moschetteria de’ petardi cubici, in
calzano i mortaretti, scappa la gran pentola esi dis
solve in serpeutelli, cartocci, stelle, sassoni. In men
che nol dico succede l’ oscuriti, il silenzio, e il sor
do calpestio della folla che rientra in città.
La mattina in sul fare dell’ alba
cominciano i
doni votivi al Santo, e or vedi un villauello a piè
7
no
scalzi, preceduto da’ tamburi , portare un gran enne
stro di pane, ora un asino carico di frumento, ora
un corbello di favi ; chi una pollastra, allri una pe
cora; or si scorta una vitella di nastri adorna , chi
un bue coronato di fiori, chi una gran torcia, e chi
finalmente una semplice candeletta di cera. Il sacro
toraone irritanti la porta della Chiesa , tutto umilmen
te riceVe e conserva in sagrestia.
Tre ore avanti mezzo-giorno si scende dall'Àl°
tare il Simulacro , e s’ incastra nella gran bara per
mettersi in rotta. La statua è gotica, malconcia e tri
tata da’ cattivi restauri. Nera come pece la faccia, e
con le braccia strette al corpo
tiene un
libriccim
aperto, ed un bauletto d’ argento al braccio. Posa si
di un' plinto, questo su di uno zoccolo , e questo sà di
un altro più grande ancora, orizzontalmente attraver
wto da due enormissime travi, con de’ forti cavallet
ti al di sotto onde riposarsi di quando in quando. Più
centinaja di Villani abbracciano e portano si: di una
‘ spalla questa ponderosissima macchina, una moltitudi
ne di popolo li accercbia e li anima; e fra i gridi,
i. clamori, i tamburi comincia la condotta in città .
Entrata la porta, le donnicciole escono dalle case ter
rene porgendo a quegli atleti del Santo, chi del vi
no, chi della carne arrosto , e chi de’ maccheroni .
Dalle porte ,
dai balconi, dalle terrazze si buttano
delle aporie di pane minuzzato; quantunque nuotan
ti nel sudore, bruciati dai raggi ardenti del sole e
tenza abh.mdonar mai le spalle dafletravi , al corn
51
parir della preda quei villani invasati si danno dei
tremendi pugni; intanto segue la marcia or avanti
ed or retrograda, or si scuotono a salti i cavalletti,
or si trascinano, devotatnente devastando il
selciato
della strada, or dritto, or si cammina inclinati facen
do urtare orribilmente la ferrata testa del Simulacro
contro il muro delle case e de’ palagi , e a guisa d’
ariete saltan per aria intonachi, pietre, e polve. Un
uomo carico di stampe pessimamente grafiite rappre
sentanti l’ embrione del Santo, d’ altri villani alzato
in aria attacca prontamente alla breccia una di quel
ie sagre immaggini. In mezzo all’ orrendo frastuono
delle strida, de’ mascoli, delle campane, prosegue il
viaggio. Chi si rompe una gamba, chi si soffoca, е
chi vittima resta sotto i pesanti colpi della mac
china; ma già si fa notte, caldi dal vino, abbattuti
dalla fatica, storditi dal rumore, barcollanti van spa
rendo i portatori della Statua; ŕinchè sola la lasciano
all’ opposta estremità del paese. A cause dello stra
vizzo cessata ogni devozione, accorrono le
autorità
competenti obbligando chiunque incontrano del volge
a restituire il Santo
nella sua Chiesa ‚е Finalmente
con la più gran venerazione e rispetto, verso' la тег'
za notte tutto è cessato, è. . . . e qui finisco ancor’
1o
Signor Cicerone voi mi avete sorpreso!"E
vedo bene che non solo avete delle feste moderne su~
periori alle antiche; ma rinnovando le orgie proibi
te da Diagonda in Tebe, e sotto pena di morte da un
Senatus Consulto in Roma, sapete ben’ anco ma ntener~
le in vigore 1 -—-—- Festa suntuosissima eccellenza!
52
Basta dire che un certo abate mio amico, dopo aVer
goduto la festa di San Pietro al Vaticanoela Settima
na Santa , piangeva come un ragazzo il giorno di san
Calogero trovandosi inceppato in Roma
per
alcuni
suoi affari; e soprattutto per la perdita del Quarto
Cipollaro
Cosa è questo Quarto Cipollato?
Uno de’ punti principali di questa festa consiste riell.
gran divozione di
spolparsi
in tavola il giorno di
san Calogero, un quarto di castrato preparato con ci
polla.- ed è una deliziaeccellenza' ‘in’ quella [matti
na vedere ovunque si passa il fumo dell"arroàto, e
semire il =soave.odore del grasso pecorinoyselvat‘ico
condito con cipolla! Eppure lo credereste eccellenza?
Si‘ dà .taluuo .coshstravagante e di mal guisto‘, come il
mio:Soffiatore , che il giorno di quella festa scappa
"via da Girgenti;' ma con sua buonav pace non posso
fare a meno di confessare, ch’ egli si: tale articolo
è un vero animale ! 4
G appella di
l’olaridg
Basta signor Cicerone .
Ritorniamo in carriera, edit’emi ‘cos’ è quella fab
bricaquasi; quadrata con gli'anti agli angoli?_
La Cappella di Fai-aride
Cappella di Falarida?
Cosa
intendete per
Falaride oFalladi, ch’
Ella già» nominò in quelbe'nedetto delirio in mezzo
ai cipressi, fa ’tirarmo .d.’ Agrigentoal-tcrhpo di Pit
tagqra Sannio, e di Tarquinio il superbo, come atte
stano Livio, Celio, ed Eusebio; or siccome egli era
il Re, ed aveva qui vicino il suo palazzo, per non
incommlarsi di troppo nei giorni di Domenica veni
Va in questa cappella ad udir la santa Mensa --
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53
Siete una bestia signor Cicerone!
cellenza
Grazie ec
Questa fabbrica addimostra un tem
pietto in antis. Forse dalla parte (1’ oriente quattro
colonne ne formavano il
la lista dell’ aicltitrave lo
prospetto . Le gocce sotto
annunziano dorico-greco,
seppure non fosse stato un dorico-jonico come al se
polcro di Terone; lo che fa molto sospettare la sa
goma dei capitelli degli anti, la lor base attica, e le
Complicate modo'nature del sopracciglio e stipiti del
la porta rastremata --- Questa porta eccellen
la è stata malmenata da’ gotici che ve ne iscrissero
_una alla loro maniera, di sesto acuto;
e vi costrus
Sapete
sero nell’interno una volta a crociera
le misure di questa fabbrica?
L0 stilobata
e largo dalla parte (1’ oriente, oltre le basi de’ pila
stri, palmi 28 e lungo 32 , ed il diametro di pro
spetto o larghezza dell’ ante rastremato cdi palmi 3,
4.
Avanti signor Cicerone
Ecco eccel
lenza nove gran massi di marmo bianco scolpito, u
nico avanzo del lusso rom‘a'ù'o in Cirgenti. Il padrone
di questa possessione ad insiiruazionedel
signor Po
liti, e con la sua direzione. ’ii ha fatti collocare in
questa muraglia circolare costruita 11- bella posta on-‘
de osservarsi con comodo da’ Viaggiatori. Dessi mar
mi rappresentano porzione di una cornice corintia, che
naturalmente corpuava una qualche fabbrica rotonda,
di pubblica o di privata ragione . Furono rinvenuti
dispersi ed avvallati in queste terre istesse .Entro
la casina di questa villa si trovano alcuni framme..
Cornice corîntia
in marmo bianco
\
54
xi di. statue consolari in marmo, ma cosi malconce, e
Torso_ del _ signor maltenute da non farne conto vernno; con esse però
Panitten
fu rinvenuto un beltor,so ignudo, con porzione della
clamide nella spalla sinistra, che si può forse attri
buire ad un Mercurio. Questo, bellissimo torso in mar
mo statuario antico sta in Cirgenti in casadel be
nemerito signor ciantro Panitteri proprietario di que
Stemma di Gir
gemi
sta villa. In questa istessa casina conservasi lo stem
ma del moderno Cirgenti in un basso rilievo in mar
mo, avanzo del medio-evo,
ove, assai male espressi
vedonsi i tre Giganti che sostengono colla testa e le
braccia un castello atre torri, e coll’ epigrafe= SI
CNAT ACRICENTUM MIRABILIS AULA GIGAN.
TUM 1529 (1) Ora eccellenza possiamo ritornare in
{città non avendo altro da osservare
Ma signor
Cicerone, dove sono le tre grazie di candido fino mar
mo ritrovate nella cappella di Falaride?
sta è nuova di conio! ma domando
perdono
Quo
eccel<
lenza! non si ricercan mai delle cose chimeriche, c‘
che non hanno esistito nemmeno per sogno! -Ma io ho letto ciò in un libro uscito or ora da’ tor
chi di Verona! (a)
Solite cianfruscaglie ec
cellenza. Il dotto autore di quel libro chi sa in qual
(1) Questo bassorilievo essendo stato assai male inciso
In altri libri, ne abbiamo dato in questo un esatto gon
torno .
(a) Girolamo Orti Viaggio alle due Sicilie. Verona
‘825 pag. 14:.
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55
parte (1’ Italia avrà vedute quelle statue, e scrivendo
poi le mille miglia lontano seduto nel suo seggioltr
ne, pensò farne un regalo a Falaride che ad onta del
suo mal talento amava learti , e proteggeva i lette
rati ---- Ritorniamo Cicerone perché omai sono
stracchissimo ---- Ma io lo dissi ben da principio Necessità di men
ch’ era meglio montare sugli asini, che visitare a tare a cavallo .
piedi questi ruderi: ecco qui adesso la bella mon
tagna. che dobbiamo salire! --- Signor Cicerone que
lte è una riflessione che fate adesso, ed io non mi
ricordo di tal vmtra precauzione; ma eccoci final
mente restituitì in locanda. Cicerone ordinate il pran
su .. . ma chi è mai questo barbato in rustico sajo
e tasche alle spalle ? . . oimè .' un frate questuaflte ? . .
Cosa mi presentate? Degli ulivi! Oh mio amico:
Qui la fratesca razza non alligne,
Questo non è terren da piantar vigna .
Io non mangio degli ulivi che devo pagare il
ventuplicato, ma non perciò sono avaro; però rincre.
sce alla vera pietà che potend0si guadagnar con po.
co sudore e con pochissima industria sopra la terra,
voi bramate piuttosto procacciarvelo con quel capi
tale ch’ è l’ unico avere del zeppo, del cieco, del
decrepito e dell’ infermo . Mio buon frate, io so di
stinguere que’ tanti che bramerebbero di sostentarsi
col solo pane del proprio sudore, da tanti che si vo
glion sempre sptollar dell’ altrui; e non hanno per
istituto di vita, fuorché di passarsela nel non fare e
Assalto del Tor.
zone cappuccino.
\
56
Musica di Gir
genti .
nel non saper nulla» per l’amore di Dio (1). ..m
cos’è questa dissonantissima musica che mi lacera le
orecchie?
I soliti assalti eccellenza si: cui do
vrebbe vigilare la polizia . E’ la cappella di Cirgen
ti ! L’ orchestra d’ una città CapoNalle eVescovile l
Consiste in due soli ciechi, che
in quaranta- e più
anni non sono stati capaci d’ intonare un gesolreut .
Il terzo, con la vista , è un suonatore di flauto; e
quantunque avanzato d" età non ha saputo finora tro
Var l’imboccatura dello strumento. Comei cani alla
ca rogna , corron’ essi all’ odore del Viaggiatore, né ces
sano o si partono senza scroccargli prima qualche
moneta qualunque, o . . .
Per carità Cicero.
ne mio, dategli qualunque somma purché cessino e
si portano al momento. Oh bravo! Lode al cielo
sono partiti. Quale diversità- fra i servì di Cellia e
questa canaglia !
tavola: mangi con
Eccellenza la zuppa è in
appetito, che
anch’ io vado un
momentino in cucina e torno subito -_ Addio Gi
cerone.
Fine della prima' parte.
(I) Iorick. Viaggio sentimentale pag. 9.
IL
VIAGGIATORE
E
¿IL GIGERONE
\¢\l\\f\l\\MV\l\W\\A¢\\/\¢\
PAR TE II.
Heureux ceux qui se divertissent en 5’ instruilan 1
Tèlémaque, Liv. a.
Eccomi di ritorno eccellenza
Signor Cice
rone sono 111o11o contento di questo cuoco
Que
st’ uomo Signore è stato il cuciniere di un Vescovo ,
ed è un Moschione nel suo mestiere! (1)
Si,
m’ anche il mio cameriere fatica da bravo in cucina,
serve con amoref e sa far di tutto ! Sono 111o110 ob
hligato al degnissimo signor Page di Palermo che sep
ре proccurarmelo
questo suo cameriere?
mandatelo a lui stesso
Come si chiama eccellenza
Eccolo/ col caffè f 11o
Oh! oh! Il signor don
Giuseppe Lazàra? Lo conosco bene! ed Ella ha ra
gione eccellenza; è il più garbato cameriere del mon
do , е 1 Viaggiatori ne parlano tutti con trasporto!
Cameriere offrire da here al signor Cicerone
...— No no eccellenza, non bevo mai vino quan
(1) Celebre cuoco di Demetrio Falereo. 1: Moschin
nem coquorum cjus temporie optimum, et prlrandae coe
nae peririssilnuni emilse. Vedi Athenaei Deipno Sophi
ltarum. Edil. .Lugduui 1512. pag. 550.
8
Camerîere
di Piazza.
58
do sono in funzione del mio ministero, non vò espor
mi al risico di
Il Trireme
perché mai?
servir male i Viaggiatori
Temo di
del Trireme eccellenza.
E
rinnovare l’ istoriella
Del Trireme ! si si,
mi ricordo aver letto questo fatto in Ateneo ed Elia
no. Se non isbaglio furono certi giovani nobili d’
Agrigento, che in un solenne convito si nbbriacaro
no tutti di maniera che pareva loro di trovarsi in
mare sopra un vascello, assaliti d’una gran tempesta,
e volendo alleggerire il supposto legno, buttarono dal
le finestre tutto il ricco ed elegante mobile che tro
vavasi in quel palagio. Quindi il proverbio presso i
greci e romani di ,, gettar la casa dalle finestre ,,
e quindi il nome di Trireme, cioè vascellola tre or
dini di remi, da quel tempo in poi assegnato ai pa
lagi ove davansi delle cene . . . ma sono le tre do
po mezzo-giorno! Cosa faremo adesso signor don Ci‘
cero?
Andremo al Duomo eccellenza ad osser
vare l’ eccellente Sarcofago . Gli avanzi del Tempio
di Giove Polieo , ed il siero del signor mm
Cos’ è questo Moisè 7
Un pasticcio d’ antico e
Collezione
artistica
ed archeo
logica del
signor
Politi .
di moderno
Volete dire un Museo 7
Come
vuole eccellenza. Troverà nella sua galleria, ed in al
tre stanze una scelta collezione incorniciata delle più
belle stampe moderne, che incluse alle antiche con
servate nei portafogli montano al numero di quattro
mila. (1) Un assortimento squisito delle più rare fi
(I) In detta galleria si trovano i pezzi capitalidi
v.
..4
PA. LEX.
miti zîtra‘tto 3stoml ate
i m Wmfo,
a?Mé
flmam
J’y/Z.
Apri/172;? 24f
2.
‘
59
gare litografate in Monaco.
Una numerosa raccol
ta di gesi.
Pochi quadri originali uno dei q'ua-‘
lì del Vinci : (3)
'
Val per mille Marcelli un Fabio solo!
Un gabinetto di storia naturale con le vpiù
Mnller, la 'Madonna di Santo Sisto, e la rariàsima'stam
po san Giovanni del Domenichino. Le più fresche prua
ve del soavissimo Morghen cui sarebbe lungo ennmera.
re. Il Giudizio di Hesse- La Giuditta ed il Priamo del
Ricciani con moltissime altre; cosi del Fontana, Bonate) ,
Folo, Longhi, Garavaglia, Bettìnelli, Volpato, Rainaldi,
Gunego. Il Soldato morto e l’amenissimo Richmond preso
dal Twiekenham park del celebre Heath, e di altri valen
tiasimì inglesi Ramon, Greig, Deeble, Roberta , Noble ,
Sands. Similmente d’ Houbraken, Chantillon e Frommel.
Oltre le pregevolissime degli antichi maestri Andran, Mar
C’Antonìo, Agostino Veneziano, Santi Bartoli, Beatrice:
io, Bor_gianni3 Ugo'da Carpi ,ed i preziosi originali del
Durer0‘, _3embrandt, Luca di Leida, Golzius, La- Bella,
Gallot, Sehniidt, 0‘aracci, Guido, Tiziano, ’Guercino ,
Testa, e’c.
'
' "
(1) Di cui n’ è stato provveduto con rara cortesia ed.
esimia amicizia dal degnitsimo e rinomato dottor Ring
seis, medico di S. M. il Re di Baviera.
(:)‘ Grandi come gli originali la Venere Medicea,
ìa Sìracusana (flfll Politi illustrata ) l’Apollo di Bel
vedere, 1’ Afmllino, il Fanno , il Mercurio del Bologna,
1’ Ehe di Canova cc.
_
(3) Rappresenta una mezza figura, poco meno del
naturale, di vaghissima giovinetta, con un libro aperto
ed nn”vaso alle uiani . Ritratto istoriato indicante ima
Maddalena, di maravigliosà freschezza, dolcissimo im
pasto, soavità di colorito, chi'arós_cnro Cornggcsco esor
prendente diligenza nei détt‘agli'.' Questo quadro è stato
sempre creduto da‘ conoscitori ed artisti, del Vinci. Per
tale lo giudicò S. A. R. 'il Principe di Baviera 1 Oggi
felicemente regnante , allorché nel' ISI7 lo egariiinò in
casa del Politi; pur non d=mèno taluno lo attribuisce a
Schwartz, il Raffaelio delle Fiandre, ed il Politi in
elina a _crederlo dello Selmoreel. Per far cosa grata Se
ne dà qui a fianco il disegno.
60
ricercate stronziane, zolli cristal‘lizzati, conchiglie, pie-,
trificazioni
etcetera. (1) Una raccoltina di medaglie,
preziosi oggetti glittografici, dattiliotici edaltre mari
ti\. Una stanza guarnita di superbi vasi*fittili greco
siculi
molti dei quali di già illustrati epub-blica
ti dal medesimo (2) Idoletti egiziani in terra cotta,
bronzi, alabastried altro. Vari frammenti di scultu
ra ed architettura antica da lui stesso ritrovati
di
spersi in fra macerie e raccolti mell’agro agrigenti
no. (3) Una piccola ma scelta, libreria artistica let
-l
(1) Sono rimarchevoli un Ammone assai grande ,
un Fagiolo in pietra dura , ed un Arancio in pietra mo
lare.
(2) Fra quali sono famosi il gran Vaso Ajace e
Cassandra, dedicato al suo rarissimo amico Pietro Bel
lotti. Demetrio Falereo a Flaxmann, ed Apollo Citare
do e la Pace alla m. 8. il Re di
Baviera, di cui il
I’oliti n’è 1’ Agente commerciale in Sicilia , e per la
reale muhificenza insignito con l’uniforme di Segreta
rio di Legazione. De’ due ultimi se
ne danno
qui le
sole incisioni, tralasciando quella del primo perché trop
po grande , ma inVece vi si e sostituita la Nemesi del
Vaso trovato in Girg2nti l’ anno scorso -, oggi in potere
di S. E. Il Luogotenente Generale in Sicilia, Marchese
delle Favare.
(3) Stupendissìma cosa è una mezza faccia di don
na appartenente alle sculture de’ frontoui nel Tempio di
Giove Olimpico, ed una testa di leone destinata per lo
scolo delle acque negli angoli de’ frontoni istessi,e non
più nella. casetta indicata alla pagina 39 ritrovasi
ove
qne’ coloni 1’ aveano condannata a servxr di paretela un
focolajo , per cui osservasi in parte annerita e calcinata;
ma fortunatamente venne a tempo salvata dalla vigilan
za del Politi; ed altri preziosi frammenti, fraqualitre
C%Pitelli , due dorici, di varia forma, uno con gli anel
M?Znécéyrrzjné/a%zr
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7
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teraria. (п) Un leoncino in giallo antico; (в) ed u
no stupendissimo torso d’un Apollo in marmo pario,
metà del vero, e del più bel secolo della scultura»
(3) Inoltre eccellenza egli ama e rispetta moltissi~
mo i Viaggiatori esteri, e non solo ha la compiacen
гa di fargli tutto osservare a lor comodo, in qualun
que ora del giorno, e risponderea tutti i loro quesiti
di patria antichità; ma mi ha espressamente incaricato
<1’ invitarli nel palco del suo grazioso teatrino (4) o
letti incisi nell’echino invece di sporgere, come in tutti
gli altri si osserva.; e 1’ altro invece di venir formato
dal solito echino é rappresentato da un leggierissimn ca~
vetto. Il terzo capitello è ionico, rinvenuto Panno scorso
vicino la tomba di 'Perone .
(I) Oltre i classici greci e latini , i più accreditati
autori di pittura e architettura, biografia, un assortito
repertorio teatrale ec. , vi si trova il gran Dante dedi
cato a Canova da Renzi, Marini, e Mnzzi vol. ¿in fo»
lio stragrande con zoo stampe . Il Museo Pio
Clemen
tino del Visconti ed il Chiaramontano. La Galleria di
Firenze. Ln Pinacoteca di Milano e le private Gallerie
Le opere di Canova , del Oicognara , tl’ Angincour. Il
gran Dizionario della favola di Noel. I costumi di tut
ti i popoli del mondo, ec. ce.
(а) Trovato ultimamente in Eraeleao Minox, nelle
spiagge del fiume Lico, oggi detto Platani.
(3) ll nostro celebre scultore in marmo , 8igl'\ol»
Valerio Villareale, lo giudica piuttosto un Bacco; e si
pel carattere che per 1’ azione, lo ha manifestato di sti-'
le grandiosoe di hella attitnrline. Rinvenuto pochi me
ei or sono nell’ agro Agrigentino e propriamente nel
luogo segnato d" asterisco nella carta. topografica s 'PPI'
sorte sottratto dal signor Politi pochi momenti prima
di soggiacere al più barbaro pesta mento a cui erasi desti
nato per potersi vendere il marmo ridotto in _polvе1'е .
(4) Girgenti sarebbe tuttora senza alcun teatro le
62
gni qualvolta vi sarà recitazione; e se questa sera
occorrerà rappresentazione comica o tragica da’ filo
drammatici, di cui n’ è egli direttore ed attore,dda’
comici di professione , potrà Ella Signore divertirsi
un’ oretta senza. complimenti o retribuzione veruna
Cicerone non vi straccate di vantaggio, cono’
sco Politi, gli sono stato , gli ho portato delle lettere
e ritornerò da lui prima di partire. Andiamoa ve
dare il Duomo ed il Sarcofago
Tempio
di GÎOVC
Polit:0.
State all’ erta
Signore, perché dobbiamo salire un pò alto
E perchè avete scelto questa salita cosi ripida? non
Eccel
possiamo trovare una strada migliore?
lenza questa è la strada rotabile, e Monsignor Cian
tifo vi sale. ogni giorno in carrozza ,‘ sebbene gli sia
qualche volta accaduto di scendere in bussola accompa
gnato dal chirurgo: ma ecco eccellenza gli avanzi di Gio
ve Polieo o protettore della città sopra i quali e co
struita la Chiesa di Santa Maria detta delli Greci. Dalla
parte'esterna verso tramontana1 si vedono in parte i pri
mi ranghi di pietra che componevano il fusto scainalato
delle colonne,col diametro di palmi 5 e due once e mezza.
La strada sovrapposta cuopre una porzione dello sti
il Politi; trasportato per la comica non vi avesse
sup
}ilito con farne uno a sue spesee nella sua propria casa;
il quale sebbene piccolo a causa del locale, pur tuttavia
industriosamente è fornito (1’ ogni comodo , ed elastico
di sua natura, dapoichè picciolissimo
allorché da’ filo
drammatici si dispensun gratis i biglietti d’ingresso;
grandissimo più della Scala di Milano , e di S. Cari.
ce. lo calcano i comici di Professione .
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lobata, coi gradini conservatissimi! Speriamo che 1’
attuale Intendente signor don Gaspare Vaccari, che
tanto bene
sta operanilo in Girgenti, facci abbassare
la detta Strada per iscuoprirai quanto al presente sot»
to di
essa trovasi nascoeto
Ma è poi certo che
sia stato questo il Tempio di Clove Polieo?
Cerrissimo eccellenza .’
Ma su qual fondamen
to ?
Sul fondamento di mio Nonno che lo chla
mò sempre il Tempio di Giove Polieo !
Be
ne ! intanto proseguiamo il cammino
Eccoci
al Duomo eccellenza
Ma perchè signor Cice.
fone mi fate entrare di fianco e non già dal pro
spetto ov’è la porta maggiore? ———— Sta sempre
serrata eccellenza
Ciò fa male signor Cicero
I1 Duomo.
Inconve
nieuza
d’ ingr¢..sïo_
ne! L’ osservatore non può entrandovi abbracciar l’
insieme del Tempio, perdendosi in tal guisa il col
po d’occhio che ne dee fissare 1’ attenzione; oltre a
che si risparmierebbe 1’ in‘1еcеnс1ь‚iтa
comparsa d’
una cisterna a man destra al primo entrare, che to
glie ogni idea di rispetto e venerazione dovuta ad u
na Chiesa Cristiana
Circa la cisterna eccellen
za , non' saprei cosa rispondere; ma per ciò ri
guarda 1’ inconvenienza di un’ entrata laterale, posso
dirle che ciò importa poco alli signori Canonici . Il
comodo è uno dei lor prediletti studi, ed entrando es
si dalla porta maggiore, a causa della benedetta pro
prietà, convenienza e colpo d’ occhio, avrebber~l in
felicità di far dieci o dodici passi di più per intro
diurai nel Coro, e ciò sarebbe lo stesso che rovinar
Indecenza
d.’ un pozzo.
64
si ! --- A qual genere «1’ architettura, eda qual”
epoca appartiene quest’ edificio?
Non so (1’ e.
poca o di genere eccellenza , ma desse da principio
era gotico , come può sincerarsi dalla costruzione del
tetto . Lecclonne erano di forma poligona, l‘accetta
te, come si osservati tuttora dietro gli organi ove co
me ascose ne venne trascurata l’ imbottitura di cal«
Colonne
deformi
ce che le rende cilindriche a guisa d’un salsiccio«
ne napoletano
Quale ignoranza! Quali disgra
ziatissime colonne son risultate da quella sconsigliata
riempitura ! Che archi pesanti ! Ch’enormissimi in
soffribili plinti sotto le basi! l l E perché prosti
tuire il gotico tanto stimato nelle antiche Cattedrali,
e render questa basilica d’ architettura non gotica,
non greca‘ non romana, senza unità, senza carattere?..
Invasione
del Coro.
Ma cos’ è Cicerone questo fracidume di centinati se
dili che ingombrano e serrano impunemente la gran
navata principale ? --- Il Coro eccellenza . )Vi
cantano i signori Canonici, e iMensionari vi fan da
A stuzia
ne’ sedili
secondi
Questo Tempio è dunque fatto pel Co
ro s’ egli ne occupa la parte capitale, e non già il
Coro per il Tempio?
Non so eccellenza; ma
Osservi a proposito di comodità. Questi sedili sono a
cardini, e si girano in alto in certe
preci da reci«
tarsi ali” impiedi: eppure anche allora-che sembrano
stanti i signori Canonici stan seduti su questo picco«
lo sedile occulto ; ma ciò non basta l Questo è il Co
ro d’ està , vi è puranche quello d’ inverno, separa
m dalla Chiesa, ben cautelato, dipinto a grottesco. e
65
Colt una grail porta corrispondente al piano per do
ve 'siamo entrati Cl) .—»— Мa se questi signori
aguzzassero un pò l’ ingegno, ( primeggiando sempre la
loro aglatezza) potrebbero con poca spesa toglierea
questa Chiesa un difetto notabile! _...__ E quale
eccellenza? Eccolo, voi vet1ete\ il suolo della
gran navata, com’ anche quello delle due navate la
terali a metà interrotto da tre hen alti scalini che
nella sua lunghezza lo dividono in alto e basso: e реп»
chè ciò? e perchè non metterlo a livello? Rialzan
do la parte bassa si scernerebbe l’ altezza degli orribili
plinti sotto le colonne, sparirelibero isuperfiui spor
genti gradini degli altari, ci signori Canonici cam<
minerebhero in piano! - Evviva l
vostra ec
cellenza vede meglio di me; ma queste, Signore, sa»
rebbero delle novità, e delle novità
in meglio non
(1) Acconcissimo cade qui il prezioso artículo sull’
assunto rapportato nel1’egregio Dizionario delle Arti
del Disegno, estratto in gran parte dall’ Enciclopedia
Metodicn, alla parola CORO volume l. pag. 108, ediz.
di Bassano 1797.
и CORO da cuore, da cordialità ac’ (мы! che se la
„ cantavano df accordo e di cuore . E’ un gran disac
„ curdo col resto della chiesa. La taglia, е la iieturpa co’
5, suoi нa1“ di legno. Se ancora si vuol CORO , nella
»а chiesa a croce si metta nell’ intersezione della croce, nel
и cui mexzo sia Paltere sopra qualche scalino, e intorno
5» Ílieno i sacerdoti impiedi o in ginocchioni a far i fat
„ ti loro, senza stalli. e sen'/.a cogli, e senz’ altri imbrogli.
и Chi vuol sedere, si faccia portare una seggiola , е si
i, accomodi. Nelle chiese a Basilica (ecco la situazione
9, del nostro coro ) Il coro sin nelliemiciclo in fend»
п iНПО .Itesso gusto.
9
‚ Difetto
nel suolo
66
è giusto che se ne facciano ! Inostri antenati, i‘no»
striantichi Canonici han sempre avuto quest’ alto ,e
basso;e bisogna lasciar le cose come stanno ! _._.
Questa, signor Cicerone è la. risposta del poltrone
Q‘Ìlal‘l‘0
Crazie:eccelleuzat.mavenghiiad 0550€V3!'0 in que
( e
Guido
'
sto altaresde’ sette «Vescovi un, Guido “de cavalletto
fiSl ,nè del Guido,,ma di» Guido_perditore al
‘ giuoco . (i) Ben rme lo; accerta _ quella _mano_ sloggia
-i:he sorregge .il .Bambino Gesù ; ,lma quanto questi .-è
-dmllo;nella.gola !-, Qual soave ,,giuoc0 di,luce ! Qual
.pacendiuiua, lo munehbia_ d’ intorno LEgli dorme,trau
«quillamente. . . .' temo, di sgegliarlo,zflicerone faccia
--moi piano _.q_f_Vostra. eccellenza ‘ par‘mplto soddi
'sfatta di questo quadro? .-.- .Mi. piacentanto che
E’ inutile eccellenza !
-»nemrdinerò una copia
..___‘Penchè? -_ Perchè,avendo il signor,Po
liti domandato tal cosa, e tenutosi a tal’ oggetto Ca
pitolo, gli venne risposto con un biglietto del tenor
‘. che segue :
Decreti)
» 12 Giugno 1823 = Seduta ‘Capitolare = Il Ca
Capitolare
.
‘
.
- w prtolo decreto per, modo (11- statuto generale , che
» nessun quadro di questa Cattedrale, e1 specialmen
(r) Guido si degrado colla,papsione, del _giuoeo_ di
grande interesse. Si ‘Ygiuocavajp
pua,rpotte
il capitale
Î d’ un artista di prima classe. Da ricco_egli si riduce
va in miseria di mandare a vendere ispwi quadri a vil
prezzo; terminava in fretta quadri rh’eran comprati pel
suo gran nome, e che erano indegni di lui . _ Los. cit.
pag. 148.
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я te quello della Madonna di Guido Reni col Bam
» bino dormiente, si asporti fuori di questa Chiesa,
п si levi dall’altare,ogli si tolga il cristallo. E che
э‘ nessun Canonico con la qualità di deputato .possa
sa dare 'tali licenze.
Ciò
non
dimeno
il
signor
come, ne ha fatto varie copie,
Politi,
non
so
e'due ultimamente
per Amburgo, a commissione del signor Hasperg
_-__- Intanto fate sapere a questi Signori che
vanno 'a perdere quest’ unico quadro in Girgen
ti se tion gli tolgon via il cristallo -_- Badi ec
cellenza a non farsi del male nrtando in queste macchi
ne di legno
E cosa mai rappresentano quest’
.informi massi di 'tetro legno che imbarazaano questa
navata minore? _.. I confessionili ,
spesi più eentinaja d’ onze!
Aecampa»
mento di
confessionili
e ma
irregolare
situazione
ove si sono
E perchè non
collocarli meglio, annicehiandoli nelle cappelle sfonda
te, facendo sparire i vecchi , e' i nuovi ridurli più
semplici e meno sporgenti? _Quattordici confessionili
cosi macchinosi, disposti senz’ ordine, imbarazzereb
'laiero anche il Vaticano!
.
Non me ne impic
cio eccellenza 5 maecco il sagrestano con le chiavi
del 'Sarcofago
E perchè chiuso il Sarcofago?
Per guadagnar la mangia da chi vuole osser
Sarcofago
con Fedra
ed Ippolito
varlo: e poi 'eccellenza sarebbe assai scandaloso il te
nerlo aperto, vi si vedono certe robbaccie nude! . .
' una certa Regina che pretendeva dal figliastro ‚ . .
non so se mi spiego 1’ . . in confidenza signor Viag
' 'giatore, vi e anche la vecchia ruffiana'!
E
С
SUO
vituperoso
uso.
Ö3
perchè dunque tenerlo in Chiesa ? .___ Per con
tenere l’ acqua lustrale ! . . a che meravigliarsi ec»
cellenza? Non può forse il sepolcro di un pagano
ornato dell’ istoria la più nefanda servir benissimo di
Voi mi fate stupire!..
fonte battesimale ? (п)
Ma eccolo aperto . Cicerone tacete. Ho meco Euri»
pi.de e non ho bisogno di voi. Cominciamo da questo
lato di trarnontana. Е’ 1a caccia О.’ Ippolito. Eccolo
~-...---~___.__..„.___.._..__---_--_~~»
(п) 8u tal proposito ecco le parole del signor ßourhillon
nel suo as Voyage Critique à 1’ Etna, в vol. з. pag.233.
is Borch se rècrie fort sur le nom de Baptistère ,
м communément donné à ce beau monument; ce Шея:
„ pa là selon moi, le juste motif de la surprise; car si,
s, comme le fait le démontre, les chanoines de la caille.
9» ‘Нaд: de Girgenti, puisent l’ eau règènèratrice , dani
ya liancien tombeau d’un paien; il me semble que le nom
es en question, convient assez я ce tombeau. la Crilíqllß
sa de notre voyageur tombe donc ici it faux; le choix»
э’
э’
sa
si
1,
H
м
1’ usage, le site du monument meme, la justiiicraint
beaucoup mieux :si les pieux pasteurs de cette ville»
crurent absolument nécessaire fle’ plonger leurs brebis
naissante», dans 1’ un de ces trois tombeaux , que ne
rhoisismient-ils celui qui. privé ri’ ornemens profanes,
paraissait erm le plus convenables de tous ? et n’ etait
ce pas assez du ridicule et de 1' incovenauce_ du choix?
м En effet,
quelque lens que l' on veuille donner aux
ч’ iдиете has_reliefs du fameux Baptistère de Girgenti,
ч’ il Jl’ en est ici à sa place; colloquer des i\lj€\S irm
а’ blables dans un temple chretien, c’ est commenter la
з: bible, en chaire, Цен mettre le Decameron sur laute! !
Oltre a cio cresce il male riguardo agli artisti, che
non posson vederne le bellezze a colpo d’ occhio a cau
sa della situazione in _cui rìtrovasi la detta arca Sepol
crnle, non colpita dalla luce, ma rischiarata da un lu~
me “Немo che toglie il principale effmo de’ chiavi-e
muri, tanto necessari nella scultura. Si é dato inutilmen
te il progetto d’ una nuova collocazione nella operetta
riginmlmite la detta urna, pubblicata dal Politi, Palsy',
me :$32.
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IPA.
II.
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а cavallo in atto di vibrar la lanclaziiellissimo quel
cavallo E Qual fuoco negli animali ! Questo lato mag
giore che serve di protasi agli altri tre non è finito,
ma vi si scuoprono colpi magistrali del greco ar
tista.' ll movimento de’ cacciatori, lo assalto de’ cani
che abbajano e mordono inferociti, il terrore del çi
gnialem ma cos è questa insoffribile puzza ? ? ?
Eccellenza in quella porticina fanno le occorrenze sue
i signori Canonìci, e il vento indiscreto caccia quii
pestiferi vapori quando più quando meno
lila
come mai questi signori che studian tanto bene la
comodità della vita f che hanno un coro per l’ esta
ed un. .altro per l’ inverno ‚ sopportano volentieri un’
aria mal sana, ed una silnileindecenza nel Duomoî..
ma osserviamo questo lato minore d’oriente. Ecco l’
infelice Fedra , ministra involontaria della vendetta
di Venere! Smunta e languente racconta le sue sma
nie amorose alla vecchia nutrice che le toglie il ve
lo dalla testa, e le ha sciolta la chioma: oh ! come
lo scultore ha qui seguito Euripide verso per verso !
к . . . . . . Vedete, come cadono
Queste debili braccia? Ahimè ! la fronte
Ergetemi a l’ insù. Qual sudor freddo
Giù dal capo mi gronda? О Dei i non posse
Di questi veli il peso
Sul mio crine soffrir. Allimè ! scioglietemi ,
Scioglietemi le treccie
(I) Newïppolito (l’ I..uripide tradotto da France
щ; Boareto'.
С lo'tcl
impertinente
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Vostra Eccellenza troverà un esatta descrizio
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ne di questa scultura , pnell’ Illustrazione
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signor Politi nel 1822, con quattro tavole in rame
fedelmente disegnate ed incise
Ma questa
scortesissima colonna così vicina a‘ questo lato, m’ in
torbida il godimento di quest’ opera classica! Osser
viamo quest’ altro lato maggiore. Qual profusione di
scultura! le figure son quasi interamente staccate ! La
scena ci presenta i1 apparecchio ad una seconda cac
eia; gli uomini, i cani, i cavalli son tutti in moto!
Ippolito é nel mezzo, egli ha ricevuto con ribrezzo
i dittici amorosi, riggetta l’ imbasciata, d'a gli ordini
perla partenza, e più non ascolta la perfida le in un
Occasione
pietosa vecchia! _- Quella vecchia birba è la pol
scandalosa
lastriera eccellenza ! -- Ma tacete importunissi
tuo Cicerone, tali parole licenziose non si dicono in
Chiesa! --- Ella ha ragione Signore, ma io non
vi ho colpa ! ‘
E chi dunque? -"-- Coloro
che ne sono stati causa col porre in Chiesa, e con
vertere ad uso sacro un monumento cosi profano ed
Osceno ! . . eccellenza, si turi il naso col tabacco
perché dobbiamo passare del primo lato, ov’ è la por
(1) Si é creduto non confacente alla brevità del dialo-‘
go il dare un più minuto dettaglio su di questa magni.
fica\ Arca sepolcrale, potendo sopra ciò consultarsi la sur
riferita operetta che porta per titolo, = Illustrazione al
Sarcofago agrigentine, = attaccata dal Sig. Acerbi di Mi
lano, e valorosamente difesa dal cav. Sebastiano Li Gre
» ci di Siracusa, giovine di sommo ingegno , di superior
talento nelle lettere, caro agli amici, ed al decoro della
Sicilia.
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"#4.
7:
ticina olezzante, per vedere il quarto ed ultimo lato.
Eccolo ; ‘osservi Ippolito rovesciato Qal carro, il ser
vo che tenta inutilmente di frenare gli atterriti ca
l
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l.
‘
'
» ..
.
Ma io non posso assolutamente ne.
Incomodit'a
.Valliîe lo ‘u' n
saniinarlo _l;ene con quest’altra colonna,lqnasi in con
tatt_o_eol liassorilievo! Eperchè nella tristissima si
_tnazio_n_e s1" nnhi_‘n tex;_cplpniol
“non l'iasta yl’ irnxnora
positiva nel
]’ osservare
i due lati
minori del
Sarcofago
_lijtàlvslellfînso, m’ anelie ii}ella
scellerata posizione
)per Ìcolnimclie deve osservarlo? 55- il,l.’i_ella’cosaIf-‘ie’
[nonilsiv parlasse a. sordi ! {ma bisogna '_av_er pazienza
’e.. . .À'n_1a _rii_grazia‘eccellenza'facciappiuttosto atten
alto, e senza corna perché
Bue marine
rimastefalòDilre‘ttore ilella Bibblioleca di'Milan’o.‘ (1)
senza corna
zione al lune inaprino,
perché
Questo line ol_xnostro 'rnarino armato di squame, ven
ne per lo addietro. da molti autori descrittoedisegna
_ to per mi cavallo, a causa di non saper vedere nella
_ arti Pelle. (2) Anche. questo lato ultimo eccellenza ,
che termina “la dolorosa catastrofe del casto giovane,
_ è_ lasciato ‘alilliiìozzato conpe il priin_ró che abbiamo ve
(lnto. Egli era quasi s_einp.renc0si intatti i Sarcofa
‘_ghihisto_rliati, si lasciaga‘noalabozzati i
(lne1 lati che
"nella stanza sepolcrale non yenivano probabilmente
} colpiti dal lume
._ H
Signor Cicerone, fatemi
_ (I) veggasi il Giornale di Scienze, Letteratura, ed
arti per la Sicilia. V. Il, pag. 79.
’ ‘
(2) Come il Iimlre,liancrazio . Antichità d”Agri
gento. _D’ Orvìlle- Sicula, cap. ,2c, p.g, go. Pigonari.
?tato“pres. degli antichi.‘ Monum. Sieil. pag. 48.
-.
(3) Se il greco scultore avessepotnto prevvcdcre 1’
4 infeliCe situazione presente ,. avrebbe senza dubbio tenn
'tliirahhozzo tutti i quattro lati.
74
Vedere il secondo Sarcofago
Subito , ma i . e
....._'__ Ma che? _-__. Il Sagrestano eccellenza ! . .
Reirilm zione
vergognosa
-_I_- E bene? --- Ci tìeu dietro Come un ca'
ne da macellajo, ed ha una ciera (1’ esàtt'ore che
consola i ---- Ciò vai in regola, tenete: reddite
ergo quae sunt' Caesaris, Caesari -- Favorisca
signor Caronte . . . grazie non ce di che! . . padrone
mio rÌVeritissimo. Ecco eccellenza il secondo Sarco
l‘ago al fianco destro della porta maggiore entrando.
Secomlo
Sarcofago
ICI'Ì'ZI
Desso è di marmo bianco come il primo , perfetta
«misure
mente lìscio e con c'oVerchio a frontone ornatod’ m:
meandro dipinto alla greca. L1 orlo superiore è ter
minato d’ una gola di poco aggetto,o becco (Ii civet‘
ca dipinto a fronde; or questa dipintura, la ma gran'
(lezza, Ia sua integrità lo rendono in’teressamissimo
Terzo
..-.-.. Signor Tullio esaminiamo adesso il terzo Sar«
Iarcofago
cofago di marmo bianco, portato sul dosso di un elc«
fante, col ritratto di un giovine in un disco sostenu
soste nuto
da un
elefante.
to da due genj, e con altre figure simboliche."
Eccellenza sararino ormai dieci anni eh” e stato ha.
tanto, errori e più visibilea persona i --Gnnn?
Grassa
Ignoranza M
.--- I signori Canonici, pieni di lmorta Fede, pia«
meme ignorando esser quello un pezzo capitale ap=
partenente all’ alta antichità, considerandolo come sem
plice pietra incaVa-ta, ad anta ch’esso Sarcofàgo sia
stato inciso ed illustrato dal 13° Orville, dal Biscari,
' e (1’ altri sommi scrittori, lo sepellirono chiuso erme‘
tìcamente entro il grande Sarcofago per meglio te"
nere l’acqua battesimale che trapciava; qui èda ri
‚
fiettere eccellenza, che q'uell“acqna benedetta, scap
pando via per i meati che da se stessa si ap erse,
volle far conoscere agli uomini Pindegnità del loro
trattamento serbandola in un recipiente il più im~
proprio al culto divino, come Èibbiaino di sopra mar
E non posso dunque vederlo?
impossibile Signore,' quel Sarcofago è morto alle arti !..
CBÍO
E’
.___ Cicerone, usciamo da questo barbaro luogo o~
ve sempre più mi confermo che la Sicilia . . .
Piano eccellenza! e si guardi di malmenare la mia
patria ch’ or gloriosa, or avvilita ha fatto с fa ri
splender sempre con le traccie della sua antica
grandezza, degli uomini grandi, de’ genj non ordina
г}, e delle persone di sano
intendimento che san
vedere ed apprezzare le cose di merito ! ed Ella Si
gnore, non trova oggimai , per cosi dire, un palmo di
terreno in Sicilia che non sia stato dottamente de
scritto ed illustrato da’ suoi nazionali ! (п) Е che?
Forse nella vostra Italia non si è fatto di peggio?
Ecco le parole del chiarissimo Conte Cicognara, par
land’ ei del Tempio Vaticano: „ Non sono credibi
li i tumulti, le depredazioni, le violazioni, e lecon
quiste che questa Basilica soffrir dovette,ealle qua
__
(I) Si é avuta l’ impurlenza е 1a ciarlataneria. di
pubblicare nel Monitore di Parigi, Articolo ,, Beanxarts
(Voayge en Sicile) 4. Settembre 18:4 „ Tandis qu’
il n’ y a plus qu’a glaner en Italie, on peut se promet
tre en Sicile une récolte abondante. (Реж une terre
vierge à moissonner , et , si on ose dire, une antiquite'
toute neuve à mettre au our.
10
,.
soggiacqne per quelle stesse mani saeerdotali cui
era dato di custodirla e di amministrarla, nè some
sprimibili le brutali manomissioni che i ministri del
culto stessi
nell’ abbandono della crapula e dell’ i
gnoranza si permisero delle preziosità sue più in
signi.
Taccio poi delle supremeantorità che mal
consigliate furono
ree
di
leso criterio, di vilipeso
gusto e di cruda seviziecontro:i più santi monu
menti della.antichità, col cmvertewìn ridicoli-baldac
chini, in colonne spirali e eiontloii o in cannoni-i.
nutili i bronzi del Panteon. Qual 'vergogna «per'Ro’
ma sede famosadelle arti staccati ipreliosi resiidel
Tempio della Pace per isolarli inmezzo 1a ama pin
za; palazzi-eretti coi marmi del colosseo, estratti di
muraglie o di macerie tanti sontuosi edificj; per le
quali cose lfrmnono-e piangono le arti un indegna li
cenza*aùtoriuata sovranamente -per cedere alla vile
avarizia e alla speculazione di demolitori di professim
ne, .la cui ‘memoria sol resta perché infanda, e le cui
opera, per grandi che sieno di mole, non equivalgo
no ad una sola-delle pietre che rimaser distrutte. Ho !
Perché non rimase ella in attività la sagrosanta leg‘
gedi Majorana: Antiquarum. aditum dissipatur spe.
ciosa costructio, et ut aliquid reparetur magna di.
ruuntur. Hinc jam occasio nascitur ut etiam unus<
quisque privatum edificium costruens per grrztiufl; j!"
(I) Cico g'na'ra
»
.
De
Storia. della Bceravvol. a. .pag.
75
dicum I‘I». presumere de publicz's locisv necessaria
et transferre non dubitet . Fu egli alla necessità di
riservare soltanto al principe o al senato il giudica
re dei casi nei quali occorresse permettere la demo.
llzione di qualunque antico edificio, e’di porre una
pena di cinquanta libbre di oro ad ogni magistrato
che avesse accordata una tale licenza, minacciando i
colpevoli subalterni coi colpi di verghe e 1’ amputa
zione di ambe le mani (i)
Bravo signor Ci
cerone !
Io resto ammiratissimo del vostro spi
rito!
Non fu per dire eccellenza, ma quan
do mi vien fuori una bella scappata la scarico come
Va! -- Tranquillatevi, e fatemi sentire il por
ta -voce che nei tempi primi si scuopri da un ma
rito mentre la moglie rivelava isuoi peccati al con
fessore
Questa eccellenza è una istoriella del
Volgo, ma il porta-voce èyerissimo . Ecco, qui ove
ci troviamo adesso, quasi in mezzo alla porta mag
giore, si parla piano si che appena potrebbe sentir
lo il vicino che porge l’orecchio, mentre un uomo
salito sul cornicione, all’ opposta parete dietro l’ altar
maggiore, che vuol dire alla distanza di palmi 32 r,
6, eh è la lunghezza del Tempio , risponde ad alta
Voce a tutti i quesiti che gli si fanno e si conclu
de il dialogo, piano-forte, col regalo di pochi tari per
Sentiamolo dunque
n’ salita dell’ interrogato
(i) Idem voi. 1. pag. 262, e 263.
Porta-Voce
6
îignor Cicerone -- Non è l’ora opportuna ec-‘
cellenza! Bisogna che la Chiesa sia sgombra di per
sona, dapoichè il menomo calpestio guasterebbe la'
faccenda -- Poco monta Cicerone. Possiamo far
Vaso
in
Detentoria
ne a meno; fatemi invece osservare il celebre vaso
che coriservasi nell’ archivio del Duomo. (1)
Celebre ?
Certamente percha trovasi pubbli
cato dal Pancrazio, dal Paciaudi e da tutti i moden‘
ni Scrittori i
Causa
della sua
celebrità
Quel Vaso‘ eccellenza fece tanto
rumore perché il primo a trovarsi in Cirgenti ai
tempi nostri, e posso assicurarla che non val la pena
di salir colassix , ma per convincersene da se stessa)
montiamo quest’ angusta, oscura, e disaggiosa scala .
Eccoci in Detentoria ed ecco il Vaso da tanti aiuto
ri celebrato in buona fede
Stato
Si Signore
QUBSÌO P
-_--
Avete ragione Cicerone! grossola
del Vaso
nissima dipintura , oscurissima istoria , e quel cll’ è
Int0mpcstivo
elogio del
Sig. Riedcsei
peggio sconservatissimo e mal tenuto!
Eppu
(l) Il Sig. Gourbillon il quale si protesta nel suo =
Voyagcs critiq'ue = 1011 l’ epigrai'c=Ceci je ne l’ ai pas in,
jc ne l’ai pas curando , mais je l’ai vado mcs ycùx=
con la più gran franchezza del mondo , in vece di un
unico Vaso ci regala d’ una collezione intera di Vasi
greco-sìroli nell’ Hl‘Chiviu del Duomo, ove non esistono
che vecchie St‘auzie contenenti le scritture riguardanti h
chiesa e gl’ interessi di quei preti, e che servoiio di pa
_stu alle tignuole.‘ Anche il degnissimo Sig. Conte Gi
rolnmo Orti di Verona stabilisce in Uirgenti un museo
Vescovile = Viaggio alle due Sicilie 2825 pag. 143. Su
hli ingiuriosi equivoci e gratuito mensogne, noi preghia
mo i Scrittori, esteri e nazionali, di leggere la nota se
condo della pagina seguente.
„„
re eccellenza, il signor Riedesel [Qdopo aver dissap
provata la spiega del Paciautli , senza ch’ egli ne a
Vesse data alruna o fattone marcare i difetti , passa
con espansione stomachevole ad elogiarne le bellez
ze nе’ profili delle Hgure, nelle precise ed esatte pro
porzioni di esse, »nelle espressioni, etcetera; mentre
abbiamo forte argomento di credere che quel dotto
viaggiatore non vide lmai il vaso, dandone egli la mi
sura all’ altezza di palmi quattro e mezzo" quando il _
Vaso in questione non arriva a due palmi
Ildot
tiäsilno padre Paciaudi con una sua dissertazione in
tarsiata di greco, ci ha fatto vedere in questo pro
spetto principale Ulisse, col suo grande scudo e stri
scia di cuojo per sostegno del medesimo, disceso all7
Inferno, in atto di prender consiglio dal cieco indo
vino Tiresia, seduto, coronato di alloro,e con' basto
ne in mano la di cui cimafinisce a tecla o altra matt
ria colnbustibiíe. Ànticlea madre di Ulisse sta dietro
a Tiresia in grande attenzione ; mentre Alperore, al»
tro indovino, contrasta con Diomede;
stando appesa
alla parete ossia nel campo del quadro la statuetta
del Palladio»
(1) Voyaiges en Siciie pag. 29. Paris, 1802 .
(з) Quelque iinlicicux, que soit nn Ecrivain, quand.
il n’ est pas ilu pays, qu’ il décrit, ou que du moins
. il ne s’ est pas identifié citoyen de cette nation par тi
long sejour, il ne peut donner que des fausses lumieres,
et tromper involormiircmeiit le Public', en se trompal.t
lui meme: Borel», .Lett»es sur la_Sicilc , edit de Tmin
|782. tom. I. pr¿.t'r.ce png- 5.
Shaálio
grossolano
di Ricdestl
Spit ga
tiel
Paciamli
e Pancrazio
y áf
Nel rovescio ci mostra Circe che dopo' aver
Rovescio
del Vaso
trasformati in animali gli esploratori di Ulisse* не!‘
1’ isola Circea , Nerizio , Polite , ed Euriloco ‚д li й»
torna nella figura di uomini ‚ Fin qui il Paciaudi;
or faccia attenzione eccellenza agli errori madornali
di quel dotto, autorizzati dal Padre Pancrazio per non
saper vedere nelle arti del disegno, e che lo vado in
questo momento a farli conoscere con distinzione E
la nferna
Magica
chiarezza per via della mia stupendissima lanterna
magica! Ecco pronta la niacchina i abbujato 1’ ar
chivio, il Vaso fra le lenti, e la riflessione in grande
nella parete dirimpetto l attento ägnore che dò prim
cipio.
Per la prima veduta eccovi Tiresia che inve~
ce d’ esser cieco ha tanti d’ occhi aperti úrittamentd
guardando la persona che gli sta d’ innanti ‚
Vi presento per la seconda veduta il bastone, che
non è bastone, ma uno scettro all°uso greco, il qua»
le non finisce a teda o a torcia a quattro lucignoli,
m’a fior di loto, come a que’ tempi costumavasi, ed
era il distintivo de’ Re e de’ Numi i
Terza veduta . La striscia di cuojo non ëaltrif
menti il sostegno dello scudo o striscia di cuojo, та
la clamide del guerriero attaccata alle spalle dietro lo'
scudo', tigrata, con meandro e francia nel lembo .
Quarta ‘вашa: attento eccellenza ! Quarta vedo#
ta, la statuetta del Palladio nel campo del»quadro non
È altro che un alabastro, halsattiario, fiala o ampol»
la di preniosi unguenti, spesso indicante la virtù o
Î-')
dottrina della persona che vi sta vicina. ACCCS=UIÌD
usitatissimo nelle fignle dipimure e spesso unita allo
strigile, secondo le varie rappresentazioni. (i)
Ecdo per la quinta veduta nel preteso Diomede
uno straniero o viaggiatore, chiaramente addimostrato
dal suo petaso alle spalle 0 cappello viatorio, omesso
e non Vedntodal Pa ciaudi e dal Pancrazio. (a)
Mirate o Signore nella sesta veduta il rovescio
del Vaso che non è mai, o rarissime volte inrela
zione col dritto (3) e qui altro non rappresenta sen
nonchè due Iniziati nel Cinnasioedue Ginnasti, rap«
pnesentanza ripetuta quasi sempre in tutti i rovesci
de’ Vasi, tranne
alcune variazioni.
Attentissimo eccellenza al punto interessante! 'Si
tratta della distinzione di maschio a‘ Femmina ! della
trasformazione del sesso forte al debole; infine della
settima veduta ove i reverendi Padri Paciaudi ePan
crazio, come pie persone, e
lontanissimi dalle cose
mondane, con eccesso di parità di costumi ci han da
to un uomo per una donna, un Ginnaste per una Cir
ce! ! ! Gli archeologi eccellenza, i mitografi, gli ar.
tisti bisogna che abbian conoscenze profonde su que
3
(i) Visconti Mm. Pio'0lem. voi. 3. pag.
257, e
a g.
(2) Veggnsi Zannoni. Illustrazione di alcuni Vasia
pag. 59, e Bottiger. Le Furies, pag. 3: edìz. di Parigi
(5) =Dico dunque, che talora il rovescio de’ Vasi di
pinti conviene, ed ha qualche relazione col diritf02 ma
tuttavia è dimostrato , che le più volte non ci ha che
fare. = Lanzi de’ Vasi antichipng. 182.
80
sto genere, che siano persone dilettanti; purchè non
trapassino i contini come il signor Knight che vide
invece d’ una punta di candelabro un organo maschi
le della generazione . (1)
Eccoci Signore all’ ottava ed ultima veduta ove
la mia onniveggente lanterna, a traverso i sali ter
rosi che incrostan pur tuttavia la superficie del' Va
so per incuria de’ possessori, senz’ ajuto di occhiali,
senz’' altra lente d’ ingrandimento, senza microscopio
alcuno fa vedere , leggere , e toccare all’ eccellenza
Scoverta
di due
greche
leggende
vedute
» 711 Politi
vostra per la prima volta, due greche leggende che
possiamo chiamare un doppio CALOS (з) unque
mai d’ altri sinora scoverto, non che dal Pacian
di е dal Pancrazio che minutissimo esame a lor
modo ne fecero e con lusso tipografico
publalicaron
poscia . La prima di queste due greche epigrafi co
mincia dalla faccia dell’ immaginaria Anticlea e termi
na sulla testa del creduto Tiresia, e l’ altra è
sulla
(1) An obelisk terminating in a cross. the last ex
plicit representation of the male organs of generation ц
An account of the remains of the worship of Priapus
= Londra 1785, pag. tlfi.
(э) C ALOS,.bel'.o, Acclarnazione da riferirsi a voloMï\
del compratore del Vaso, che gli aggiungeva inseguito il
nome proprio a cui dovea regalarle o dedicarle. Spiega
zione egregiamente illustrata
dal
Mazzocchi,
atl tab.
Heracl. pag. 133 e SSI. Da Visconti Mus. Pio Clem.
vol. S. pag.. 85. Da Бaнный, Illustrazione tlidue Ur
nе, pag. 1o4. Dal cav. Arditi, Illlistrazione di un Va
so pag. 71. Dal Lanzi, de’ Vasi antichi pag. 191.
В;
testa del preteso Elpenore. (1)Ammiral>il cosa ell’ è
_parimenti la dissinvoltura e facilità del padre
Pan
Errore
del
Pancrazio
crazio nell’ asseveranza di essersi rinvenuta la de
scritta figulina,
di soli
vasettini
ripiena
e
cante di _ceneri, come la maggior parte
si,
ei
dice trovarsi,
senza
punto rifiettere
man»
de’ Va
chei
villani scavatori di simili stoviglie, hnttan sempre
le ceneri e gli avanzi degli ossi bruciati come inuti
li , e che lo pratican tuttora ad onta delle più pres—
santi prevenzioni; mentr’ ella Signore dev’ esser più
che persuasa, non trovarsi mai Vaso di _bocca larga,
che non centenghi delle ossa, ceneri, lagrimatorj, taz
ze, lampe e simili hagattelle riguardanti gli usi e la
Religione degli antichi
Ma intanto signor don
Marco, con tutte le vostre eccellenti
critiche» osser
vazioni, da l'ar’arrossire gl’ illustratori e i possessori
di questo Vaso, par che» vogliate uscirvene per la
maglia rotta se, nessuna vostra opinione ci manifesta-" '
te sulla storia di questa dipintura ? —————. Questo ec
cellenza non è 1’ affare del momento, ma se non si
tratta che di semplici
congetture , e dove i »motivi
'della mia interpretazione non avran maggior forza che
ìdi renderla verisimile, dirò cosi su quattro piedi, che
anzichè Tiresia, Ulisse, Diomede, Anticlea_ed Alpe
_._.
(1) Multa vident ¿pictorihus in umbrieet in emi
nentia quae nos non videmns. Cie. IV. Ac. lsemplici
letterati non dovrebbe!" 'perdere mai di vista il testo an
zidetto, dapoichè non avvi cosa più pericolosa Cd ardua
the lo scrivere ed il saper vedere nelle arti del bello.
.
'М
._/4д.
‚
1 1
Congettura
del
Politi.
82
nere, inclinerei a vedervi Oreste e Pilade, al mo
mento del loro arrivo in Tauride, innanti al Re Tom
t-e, con lfigenia, ed un ministro dei Re: ma non v"a.
glia per detto eccellenza !‘Queste mucose-delicate che
bisogna battere, discutere ae contestare- con un reg
gimento di citazioni grecheLe-latine'l
' '
A. dire
il vm signor Cicerone 'la- Vostra spiega non è poi
tanto fuori proposito, e oal_zav un"pòmeglic dell’altra
senza cesare obbligato alla restituzione del sesso; scii
za ricorrere alla metarhorfmi d"u'n’ -mpollafiadum
statua di Pallade, d’ una1 clamide; ad un Î euojev d"o"
no, scettro ad un bastone acceseyeî conda/interessan
tissima scoperta di un doppio talee che»tanto'accce
ecc il valore e-Ia raritir di simili an'tièà‘gllb: lìràî’o!
e»-«- Eccellenza prima di lasciar quest’iarohivin
voglio farle esaminare una hì’msrrlssima ‘r‘arifàîh'e
Scrittura
del
Diavolo
vnon-potra- vedere in altro luog'o.’Uùascrittur‘a incerta
corrente, -ver_gata ad unghia , cioè’*sci‘itta cònfl‘e'uù
ghìe dal Diavolo -in-{carne«ed' ossa
’Uhas’crit
tura-del Diavolo ? Scritta con le unghie ? ms-- caro
Cicerone con le unghie non si scrive- !'-'--H'-‘Come
.leaggrada ecceilenza ;- ma- siccome- ho veduta taluni
'_Signori con le unghie lunghe lungh‘ee ac’cuminateiia
cima, ho cr’e‘duto semPre che ci'ò,‘ fosse a causad‘e
conómìa nel risparmio delle penne,e in caso di bi
sogno, con una piccola temperatura in punta, servir
sene all’ uopo per'far qualche polizaoaltro; .e «per
ché ho sentito sempre raccontare:
Quando l’ inverno nel cantoni del foce
La Nonna mia pone.Yasi a filare.
6727;).J4
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a
1
I
.
',
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se
che il ‘Damohio ha graluli "flnghianigw'ho argo. _
montata che si fossedi quelle'eervito in tale cir-'
costanza . Tale scritto,“ chi m.;à:qual; fine»! fa fattov
dachmonio, alla presenza';della venerabile-suor Ma:
ria Crocefissa, -.nata ;in .Girgenti, a 129 maggio 1645 e
morta nel monastero delle Benedittine infl?almaa 16
ottobre 1699, come si rileva:nel grosso;manoscritto
componente la vita e virtùcdella stessa,=md. ove' tro
vasi inserito e registrato il detto autografo inferna
le. I signori preti e canonici addetti a quest’ archi
vio sono cortesi e compiacenti, e come cosa partico
larissima lo mostrano a -tutti i forastieri, e vostra cc.
cellenza potrà osservarlo e trascriverlo a.suo xtalento;
e siccome nessuno ha sinora potuto interpretrane e
leggere lo scritto anzidfitto, tranne un solo ahimè. se
gnato della serva di Dio, Ella ci farà cosa gratissima
se potrà darcene la traduzione , e nel tempo istesso
farci conoscere se il Demonio ha fatto i suoistudi in Se
minario,_sesa la lingua: se non altro almeno la sola
spiega, della firma, dapoichè si vada chiaramente una
sottoscrizione ad uso di lettera: ed io sto fermo ohodè
ve_tradursì Devotissimo , Obbligatisèimo, ,Senvitoree
amico vero, Don Diavolo
Non essendo il mio
viaggio diretto a simili osservazioni, ne tralascia l’e
same ad altri più curiosi di me . (I) Andiamo ai,
(I) Per appagare la curiosità del lettore si è data
qui afmnco una esauissima -cnpia da. coni'0udersi con
1’ originale per la perieita somiglianza e dell’istenu
grandezza della scrittura diabolica di cui 6 .parolq._
8"
giior Cicerone. a‘ visiflar&‘la -pubb‘iìca libreria 4
Uosa vuol vedere ecceliènza! In ' quella libreria non’
trova nuHa di rimarohevolel- Grossi voluirii teologaii,
canonicali, polvere, tele'di ragno, yérfetto’ silenzio e
tanfo di rinchiuso: yerchè9a ‘somiglianza de’- conîven
ti è quello. il luogo- niendfrequentato’* 'M‘a
nonwisono libri amixeolùgi1ci? - ‘- ‘
vena mm
eccellenza; ma que’ jio‘0hì 1èhè”vî lasciò il'- fón'datore,‘
di felice ricordanza, hióhfi‘grior-vescmro Lucèhese Pia].
li; or- ess6ndo questa hnaìfllifiréria Senza Sfondi,“ iàve’i'
ce d’impinguarsi 'va» dimagrèndosi ili: gì6rfio‘ifi‘g'ìor
no; soltanto di prezióàó Ì'r'oderà 'mì'ràris's’imb ’àù‘togra
fo, un grosso libro in ‘fuiio,‘Éónteflmte‘àltlinef‘prin-À
cipali antichità della Sicilia?» e8n‘g‘ii svanz‘ifl'îtuuî
deli’ antica Agrigento, ‘dipinii’àllPîacquareiia; fiei‘la'maÉ
niera mqnocroma. Que’ rèiigìo’s'ifa bui è affidata" Ia'
libreria, 3110 fahno un »grah com‘o e lo presenti:th il
primo al'Viaggiatore. L" illuminato 'antore che°Vive
va. ne‘gli fultimi del secolo s‘co'rso , inazionale 'di Cir
ge‘nti,- chialmvasì Vélla, detto: per aritó‘nomasia filza
str0 don lìfichèlefier forza
Qnésia‘libre
ria è molto distante dal Duomofl9
Signore: eccocif afrivali-floiìezione
monetari;
fatemi Ved‘ére‘ lav colicZîòne
Vicinissima ‘
thna_d“ogni aifru
hizmismatica
'E
»État‘a -r1ibata' da Più anni"!
Q
.
Come ! e da chi?
;
« )
(I) Qhest" uomo, da ’più tempo mancato 'a'i nnmfiì>
-de’ più fr‘a‘i viventi, c;mpava col _mcstieredi Ciceronù
di Piazkù'. '-‘- .
’
»
85
--- Da un laicò‘ della comunità
le quattro tazze ‘d’ oro ? ‘ Ù " -‘
Ove sono
Palme
cl’ ore
Saranno ormai tren
t’ anni, chevennem sciupat‘e in caimbj ed in regali,
da colui 'che le teneva in‘ custodia
E’*îfifigme
di questo salone, quantunque d’ urchitettura‘fii'enà d’
_abusi, sta liene, ed il legno noce di cui è cQSÈIÈtta
5‘: ben lavorato! Signor Bibl;lioteq arie, siate compia
cen'te a;nostra’rmì il celebre fliacstro don
pen_jbrîza
Michele
Non lo oonosco‘Sigoore . ,Ecco le
Mancanza
di un
vehia‘vi,"tro'vxitelo da Voi stesso . le non sono "il ’Bib
Bibhlietecario
lJlIOI663PÎO, ma il cuciniere del. convento; se volete
Posso: prendervi Le“ Brèuiairè'des Gourmands di cui
ne conosco benissimo
la scanzia -_-. Ma dove -.è
andato il Bibbliotecario?
"Non ce n‘,è’ iùa‘i}sta
to.Facciamo .a mostro comodo, e promis_cuamente or
..l
'<J
‘ ‘
'
io, ora i laici studenti, ora ‘i Padri stessi
'
Gi- .
r
cerone . :tronatelo dunque Voi
Subito eccellenza;
tria pt‘ilna osservi un‘ pò__ Questi due grossi Volumi
che sembrano due elefanti imbottiti di paglia,»ch ca-|
.ratteria'occhio di mulo, una pagina piena led'una
Opere
del '
P. Pancrazio
wuota,e con istampe in rame lunghe tre -o
quattro
canne ciascuna! peccato, che a prima vista “non si '
raffigurino bene se vi sieno incisi uomini o- porci ,
scogli o alberi, orche marine o montagne ‘. . . ma ve.
da_ che bei volumi graSsi ! Vi si trova anche scolpi
_ta la cloaca de’ reverendi Padri Cappuccini,“
“belle cose che non hai! mai'5eîàistito!
,
. r
» 'y
tante
Conos‘co
'
bene questo libro, è-del; Padre-Pancrazio»- ..'-_-.
Appunto eccellenza, don l’anorazio. Starnpaì'a à'lliorsa
/
86
aperta, con don Ettore . .; -- Conservatelo . Io
non amo la ciarlataneria. (i) Fatemi vederefl’auto‘
grafo che mi avete tanto encomiato .___
Ancora
un momentino eccellenza. Osservi questi due volumi.
in ottavo ove si ammirano le variazioni a cui esta
(I) l’atraorrlinario come questo buon Padre ci
vuol provare la certezza del Tempio di Gerere
in sa.
Biagio, citando il primo libro di Vitruvio, al capo setti
mo, ove non si parla affatto d’ Agrigento ma della s‘i
tuazione dei Tempi in generale , ed ove soltanto rica
vati che a Marte, a Venere, a Vulcano, ed a Cerere si
cdificavano i Tempj fuori '1’ abitato; lo che niente pro
va sul proposito. Più “raordinario
è ancora fra la
vbatteria di tanti orribili., monotone,si ed
insignificanti
stampacce, ouervarne una al vol. 1, pag. S4,-lunga pa‘l
mi 4, con il mare inclinato e non paralello alla linea
del piano; ed altra similmente col mare più inclinato
ancora, alla pag. 77 , e convergente al piano verso la
dritta del riguardante: ma quello ancora che più sor
prende si e la nota di rinforzo alla pagina 5;; non me
no che la facilità di pianta le cinque città che‘com
ponevano Agrigento, ne’ vicini colli, ove nullo avanzo
vi rimane che ne additi le traccie . Sembrerà forse
a più d’ uno spinta un pò troppo in questa ope
retta la critica . L’ amore fa tapere sul proposito che
non ha manifestato né ando la centmima parte delle svi
ate, omissioni , e mentogne de’citati autori morti e vi
venti. Che ci e astenuto parlar di certi altri viaggi con
delle stranissima osservazioni artistiche: e ciò non per
altro Dennn‘n .perclté ha voluto correggere i
soli
errori
principali di cui necessariamente dovea farsi {carico nel
la presente Guida . Che ha lferzato i loliabusi’che de
primono le arti e la nazione; ma se talun v' ha.che ciò
mal soffra, che 1’ offesa vanità gli facci veder satira do
ve non '>è che la critica a prò delle arti : - percere 'per
!0nifl, digere de vitiis,= 1’ autore quantunque eviterà d-i
leggere od incontrarti
in qualunque ingiurioso scritto,
palla dimeno sarà pronto a ricpondere con quella intre.
pidezza, ch’è propria di colui che ha ragione, a quale
0".“g'0110 trovasi di già ammannato l" occorrente materiale.
1
.
‘
I
_
- 37
.wse’ggetto il‘Teni‘pio detto nena- Concordia“, da noi
etamlnato questa mattina . INàto dorico - g'reco, dopo
due mila e più anni è divenuto jonico-romà'no tutto
.arl un tratto, nel 1776 , epoca in cui fu. ‘vedùto dà
-YtÌuesto Sfiittore, come rie fan fede le due stamfxe‘ in cai
.c‘e,“ovexil Tempio veam‘ [espresso in due vedute‘grr
’vèj’àr Jell’ Agna- Déàéinè per l’ luteur
faccia
;àttéiiìiófl€ eccellenza Dès:inè‘ par 2" Àutèur‘, après rla‘
tiifie ,Îtfr'att‘a'nto questo TEm’pioi‘: divénutonho'vamed
f‘tetl'ò‘x‘ico-glreco, nel"
"stato Primiero, senza sapersi
Je’om‘e ,
man0‘d’. opera ; e’ clli sa forse se coll’
.a‘mìare del tempo non amm corintl'o! Ah tu 11a"
ecc‘e‘ilenza'fè‘ inedmpms'iflue- n'ei' suoi segreti 2
.e‘- alle Volte
si ‘pertlere-'
N"'edbno‘ lade’feiimn‘en‘i‘
clic. qiiel'lilir0‘,
. . -*-‘
t0rmai
mi fate
paì'iènza !lîSerràte'
v .!‘senze'ulteriore ritartln ritos'tl‘atéfili il fittiioè0 originale
»H4éh-+Frontiàsimarnenie eccellenza. L’ ho trovato.- Ì’ia«
ino'plà'no,.adagiamolo qui: ohI‘hra'vo ! Eccolo aperto. '0s
m vi eccellenza il‘Tenip'io di S'egèstà,e quello della Cloni
.c'o'rdia in Agrigento, (1’ architettura ronirarià,Île‘ ammom
ti’cehiate rovine del'Tein'pio il’ Èi’t:olè, col solo fusco
ama icolonn‘a all”iinpiedi; in‘ campo libero (1’ mi
agerta, eppure di il suo sliàttim6n‘to nello stes'so cam
_rpo aereo, dalla parte opposta al lume, come è natu
-rale che tutti .i corpi esposti alla luce dassero la sua
.ninbra . . .. alti! eccelien2a ,_ e perciliè uno schiaf
Procacci
straordina r}
\'
'
.
'r
-_(3) lìorch Lettres su: la Sicile. Turin 11321 V01u‘
me ,2, _paginà .24.
88
fu ?
'
Ignorantissimo Cicerone, ai miei pari non
ci mostrano questa sorta di libri; eVoi cuciniere, ser
vitevi di quel volume in
sparmiate
mancanza di legna,v e ri
in avvenire ai vostri Padri il rossore di
presentar quel libro ai viaggiatori. Non vò veder altro
in questo luogo deserto. Andiamo Cicerone, vi com
penserò in locanda dello schiaffo ricevuto, che mi è
scappato senza mia volontà --- Alla buon’ ora ec
Chiamate.
mio
cellenza :yeccoci in locanda
Cameriere
Tenete Ci
Eccolo Signore
cerone, e quest" altra piastra per lo schiaffo: siete
contante?
‘ Coyntentissimo eccellenza ! e s’ Ella
vorrebbe replica_rlq mi sarebbe gratissimo _
Felice notte buon uomo,--- Eccellenza vado su
bito a gettar la casa dalla
finestra , cioè a bere un
fiasco di vino alla sua salute, dorma bene, faccia buon
Arrembaggio
de’ vendit0ri
il’ anticaglie,,
viaggio'e benedicite i) -_- Cameriere serra’
te la porta . . .| ma “cosa è mai questa truppa? di vil
lani all’ ingresso dell’ albergo ! e che mai portan’ es
si sotto i loro cappotti! Cameriere? (2)
Si
g__nqre sono scavatori di anticaglie provvisti di Vasi,
'Lagriinatorj, lucerna ed altri cimelj.Se vuole il Si
gnore comprar qualche cosa potrà negoziare con loro
(I) Maniera rispettosa usata, dalla maggior parte
del volgo',‘ salutando persone di ceto superiore.
\
(a) Avvertasi che la eccita. che segue non è imma
ginaria, ma si la maniera di negoziare e d’esprimers'r
di q ue’ contadini venditori, che i atrampalati lor termini
tecnici, l’umiliazione e l’impertinenza son prese dal vero
v
89
stessi: galantuomini avvicinatevi _- Ma piano! ,
Uno alla volta! Cosa portate Voi?
Eccellen
za rever’endis=ima porto de modelli in pietra rappre
sentanti i nostri famosi monumenti saracinesch:'. Ec
ce il Tempio della Discordia, quello di Giunone
Cucina , 'la'.Tromba di Terrone ., .
Vi rin
grazio amico, ma 'questi vostri modelli sono embrio
ni’ abortiti, gabbie di topi, sarebbe vergogna il farne
acquisto 2‘ Poco monta il salto dalla vanga allo scar
pello, molto‘per Voi, niente per gli amatori e per
le arti: Addio. Avanti: cosa portate Vai in quella spore
ta?
- Una Grasta [nasca ! un Tesoro! la Gio
va di tutte le 'Graste eccell‘entissimo!
---3 Oh
bravo? E’ un‘ urna cineraria ! ma dove sono le os
sa?
.
No’s‘o eccellentissimo ! . . forse le avr‘a
cucinato mia moglie
leggerezza -. ,‘- .
Eh via! Vediamone la
Piano eccellenza ? Queste son
cose preziose e se vi casca dalle mani sono preci
pitato!
Conoscete la storia di questo Vaso?
In questa fac'cìata, eccellenza, sono rappresen
tati tre diavoli con due code , una avanti e l’ altra
dietro{ che, come osserva, si disputano un frate senza
barba. 'In quest’ altra facciata Îsi vede Ercole del cu
lo nero, con la pelle dell’ asino, con quattordici, pun
ti di lettere che spiegano il tutto ; . .
Ma che
.
.
.
'33
diavolo dite amico! Questeynon sono lettere, ma ra
mi a foglie di ellera, Quelli sono tre Satiri ed una
Baccànte: quanto ne volete? -
‘
Cent’ onie _
Riportatevelo, non fa per me__-Quanto vuolda
‘
'
12
‘
90
re vostra eccellenza ?
Quattr’ www-1m;
,
\
biamo da- vivere signor Viaggiatore, nona;bbiamo bie
sogno del vostro denaro
Badate: per: la scala,
Non si prenda-disturbo . . . lavolete:per= ne»
Qnattr’ con
Non
vantacinque onne.?
ne conoscete Signoredi questa rohbal L’alltrmsera,
un milord inglese.d7 Inghilterra, ce«lo.pngavwcentio e‘
dieci onze
A“vete:.fatto
maleiau non.tlarcelo
-- Quanto ci vuol dare: Si;uormpen:uitimepnen
Prendetelo --zo? --- Quattr’ onze>
Eccovi il denaro
"Questo. Napoleone: non. pas
sa Signore
Ma- io l’ho avuto. in Palermo!
Eccovi la somma in Luigi d’ oro
Questa mo
neta eccellenza non vale in Cirgenti!
Ma se
vale nella Capitale deve valere anche qui ! .-Dovrebbe essere cosi Signore, ma non lo è _.__.
Eccovi dieci piastre di Spagna
Questa eccel
lenza non suona bene ed è un pò scontornata '. ‘. ..
..__ Andate e non mi annojate di vantaggio. Co
sa volete voi altri?
tola istoriata!
que figure !
Martiri incoronati !
Eccellenza, ecco una eia.
Signore, una carmata con cin
Eccellenza, una lancclla eo’ Santi
Lustrissimo, una burnìo pa
glina fregiata (1’ animali
Eccellentissimo
un
fiasco incannonato, col Basilisco e san Michele Arcan
gelo con la lancia
Cinque monete antiche .
La troja con sette porcelli e sant’ Antonio Abate
dall’ altra parte. Un" altra col granchio peloso e il pe
sce spada di Messina . Un’aquila con due teste che
r.g:
ci rosieawm'sorcimponula dodw...->:Eeeeilmaa:a
"'Nl‘0flifiSìilflàìt ecco il fiasco ore:comprava tii’fì°di0fiFdle
daride- :.7ecco< il crinale . d"aEmpedocle o col “sedimento
:slel urtare. nel Tondo . . .
villanpiflnoaflgnori
' miei !!ENonrpnhoppràmete! Nonnmi .:afilîogaatevànella
bonaccial Quanto volete di queste cinque monete?
Cinque piastre ......_- vf.l‘onete un carlino Quanto vale questo fiasco
Venti piastre
Non lo
E perché Signore ?
voglio nè ance per mezza
Grazie eccellenza
con 1’ Angelo?
Perché è stato rovinato dal restauro ;
è un
pasticcio di pezzi mal collocati. Fatemi vedere quel
la cannata con cinque figure: oh Dio ! Sono fram
menti di varj Vasi! Quella testa non èdi quel cor
po ! questa figura ha tre braccia! questa testa è mo
derna . . . oh! non voglio più cosa alcuna . Io non
compro Vasi restaurati, e questi sono stati manomes
si, accoppati , assassinati
Signor don come
vi chiamate! gli acconci e ripari di questi Vasi ci
costano belli danari_!
Ve li hanno rubati e
.
vi han distrutto i Vasi. Tenete in mente 'che_ iVasi
non acquistano soltanto valore dalla squisitezza del di
segno, dalla rarità della storia, dalla grazia nelle for
me, ma soprattutto dall’ integrità, dalla conservazio
ne, e dal non essere mai tocchi dagli ignorantissi
mi restauratori . . . ma chi siete voi, che abbujato
in quell’ angolo mi guardate fissamente? Volete par
larmi! .g'. e p'erchè 'all’ orecchio"? . .fip‘_.‘
“inteso .'
f-«Noflnopgalantuomo !:1Vi<ringralio .
zw'aggia per
Nota Bene
92
istruirsî sa conservare la sua salute. Tenete, il W»
stro stato mi fa compassione! Badate che 1’ Uscio nen
vi rompa il naso . (r)?artite tutti, nonvogìioaltm:
andate. Cameriere disponete per la partenza. Mu
lettiere, dimanì alle cinque partiremo per Siracusa.
[Le Commedia est (2).
I}
l
(I) In Sicilia chiamasi aeuza naso Colui
che si è
dato a ti pérvex'so mesîìere .
' ' '
(2) Era questo il fine di alcune commedie apagnuole.
ì
93
ELENCO DELLE TAVOLE
Num.
_\“WWMW\M \ MWW\M
delle "
Tavole
I
Topografia dell’antica Agrigento, come al pre
sente ritrovasi . Pianta del moderno Cirgenti.
In
dicazione di tutti i ruderi
esistenti, co’ due fiumi
‘Dragoesan Biagio: . ' .
.
.
.
.
.
me 9
Disegno dell’ architetto Politi, per una nuo
il
va Ipertazdorico--greca in Cirgenti, da eseguirsi de- ‘
molita la gotica esistente, detta Porta di Ponte ,
di tetro effetto e minacciante rovina '.
III
Chiesa di san Biagio ,
pag. 10
fuori Cirgenti , che i
gombrà gli avanzi del Tempio in antis, detto di
Cerere e Proserpina. Veduta dalla parte (1‘ orien
te
IV
e
e
e
e
u
-
I.
-
pag. n
Avanzi del Tempio detto Giunone Lacinia.
Vedute (l’occidente, con una porzione della rocca
incavata nell’ interno da’ Sepolcri arcuati, e carne
re sepolcrali , che formava parte della muraglia di
mezzo giorno, di cui si parla alla pagina ì6. pag. x2
Num. I. Sagoma del capitello delle‘colonne nel
Tempio anzidetto .
‘ ’
‘ "
Num. 2. Capitello delle colonne nel Tempio det
‘todella Concordia
VI
.
.1.
.
.
pag; 16
'Tempìo detto della Concordia , dalla parte del
‘posticum, e con veduta in distanza del Tempio
detto di
VII
’.
Giunone Lacinia‘
Pianta
.
' i
r' P%-
18
del Tempio _ detto della Concordia ,
sîiiza gli archi moderni, e con la parete, oggi
distrutta,
che chiudeva la cella
posticum .
.
.
.
-
.
.
dalla
.
.
parte del
'.
pag. 22
Rovine del Tempio d’ Ercole. Prese dalla par<
VIII
te di tramontana, e con vedutadn distanza “della
tomba di Terme
IX
.
.
.
.
._ . ..
pag. 26
;Monumento sepolcrale, fuori le mura d" Agri
gento, detto la
tomba
di_ Tpaone, disegnato.dalla
_:partmd’occiglonte,, e connvedma .ip1.10W0 del
iTNUPIO diflonco:dia . Avverga,sì obela,porticina
d’ ingresso è:moderna . , .
- - flag. 2?
Num._ 1. _Ggpitello junico -,,greco, nella tom
'ha ._di Terme, per la prima ,vol_ta dettggliatau
.xnen.te illustrato ed esattamente “disegnato dal si
..;-,gnor Politi, dietro il più_sgrinso _esqm,e in Îquelle
pietre corrose dal tempo. Num. 2. Altro ggpî
1ello jonico-grcco, rinvenuto.in, {questi anno, vici
nissimo all’ anzidettan tomba ,,possedato dal Poli
ti
0
'
'
.
,
o
1
o
A
lfn’
- ,_P?fi--28
Ava,gzi;dql.Tempio (1’ Beplgpio,. fuori le mu
ra} d’ Agrigento , aggravati da rustiche , rovinose
ed inutili fabbriche moderne . ;‘Prese dalla parte
di mczzo giorno
.
._ _ . .
1P@g.. 30
XII
Pianta dello.îstesso Tempio ,_Ìlreataurlata_ in rdìse
gno
.
.
.
.
. ‘ “pag. 30
XIII
Capitello degli ami dietro .le :.mezze 'aolonno ,
»_nel Tempio di Giove Olimpico, gcoveflo,per
la«prim; volta nel 1823.\da1,gjgnorîPolitirelmes
EGO,»/imrapporto -Ìcol .cqpiLelio ;dalle golonna , co
_
‚
95
me da principio esisteva.
.
.'
pag. 32
XIV
_ Pianta del Tempio di Giove Olimpico', come
osservasi _in gran ¿'parte sulla faccia 'del luogo,
tranne la parte occidentale restaurata in' dise
gno
.
.
.
в
. pag. 33
XV
Cariatide in pietra, alta palmi 30, riuni
ta', ed in gran parte rinvenuta con porzioni d’
altre dieci , dal signor Politi. Disegnata come al
presente ritrovasi , distesa in mezzo allo stilobata
del gran Tempio di Giove Olimpico . pag. 34
XVI
Sezione verticale del Tempio di Giove Olim
pico, secondo 1’ opinione 'де!’ signor Politi sulla
colloeazionei' de’ Giganti oCariatidi . . pag. 36
XVII
Num. ъ Frammento 11’ una face.ia di gio
vane dolente, forse d’ una qualche figlia di Pria~
mo. L7 originale , unitamente al gesso , conservasi
presso il signor .Politi. Nuth. 2. Frammento di un
torso, forse'/di Giove fulminante/i Giganti. Esiste ’
nella casetta presso il Tempio di Giove Olimpi
_co; ed in gesso
nella collezione del' Politi. Alti
rilievi colossali, di superba scultura in pietra, al»
tre volte impellicciati di stucco, appartenenti ai
fzrontoni del Tempio di Giove Olimpico, in uno
del quali era scolpito l’ assalto de’ Giganti contro
' Giove, nell’ altro I’ eccidio dil Troja
XVIII
Num.
1.
.
pag». 39
Frammento d’ una delle' quattro
teste di Leoni, che servivano per lo scolo delle
acque , negli angoli de" frontoni nel Tempio di
Giove Olimpico , coll’ incavo nell’ interno, .e col
r9fsiduoidell’ incrostatura di stucco, che perfeziona
va e preserVava dalla corrosione dell" aria. quelle
sculture in fragile pietra. Esiste in potere del si- '
gnor Politi, che ne ha puranche fatto formare il
gesso. Num. 2. Due frammenti di grandiose drap-'
perìe, appartenenti agli alti - rilievi di cui si è
parlato alla tavola xvu . Si oeservano impellic
ciate in forte e finissimo stucco, altre
pinto, presso le
rovine del
dalla parte (1’ occidente
XIX
volte di
sopradetto Tempio ,
.
.
pag. 39
Due fusti di colonne all’ impiedi, ‘e parte del
la gradinata del Tempio detto
_nerandi
avanzi
impunemente
di
Vulcano . Ve"
avviiiti,
distrrut
ti ,’ed oppressi da macerie e villerecci
ri
I.
tugii
pag. 43
Tempietto in antis, detto Cappella di Falaride
nella villa del signor Panitteri
Bellissimo torso in
. ‘
.
pag. 52
marino statuario antico,
presso il signor Panitteri ; rinvenuto nella di lui
villa nel 1816
XXII
_
.
Basso - rilievo
.
.
Pag.
54
in marmo, indicante lo Stemma
di Cirgentì. Opera d’infelice scarpello del medio
levo, che conservasi nella villa del signor Panit
Ieri
XXIII
e
.,
e
Preziosissimo
.
.
pag._ 55
originale, posseduto dal Politi ,
comunemente creduto del Vinci. Dipinto all" 0
lio, sul legno. Rappresenta un ritratto di graziosa
giovinetta , cogli attributi d” una Maddalena peni
tente
.
.
.
pag. 59
XXIV
‘
92
Num. i. Capitello,dgripo-greco, cogli’anelletti in
cisi sul vivo dell’_echino, invece di _eporgere , come
_ vos_sergvgnsi in tutti Ìgli;3ltri capitelli dello _gtessq.ordine ;
oltre, la. par_tiqqlqritadi ess.er_e attaccato al comincia
‘mentod’ una qualche parete ,,a :_SQ_llllgiifln33 degli ami
ne’}ppgmai de’4Templi», Num. 2,:Capigelln‘a dorico-greco
formato d’ un cavetto _e non dal solito echino; novità
che lo rende singolane in Sicilia. A1nb_edue_rimeun
ti nell’agroAgrigentino, dalle incessanti cure del si".
Politi, in fra macerie, vicino la villa del sig. Panit
geri;ed oggi presso .lo stesso sig.l’oliti conservati. pag. 60
XXV Leone in giallofianu'co -, tratto dalleÌrovine d‘-Era
clea o Minoa, presso il finnie Platani. Posseduto dal
' signor Politi
_
D
.
.
_,pa_g. 61
XXVI Stimatissimo Torso, di un Apollo1 di Bacco, o di Mer
curio, in marmo parlo, metà del vero, della più bel
la epoca della greca scxiltura. Rinvennto nell’ agro a.
grigentino nel 1826, nel luogo segnato (l’asterisco, sul.
la carta topografica, ed in potere del si". Politi pag. 61
XXVII Chiesa di Santa Maria delli Greci, Vicino alDuogno.
Edificata sugli avanzi del Tempio creduto di Giove
_quieo
.
.
-
, .
pag. 62
XXVIII Quadro originale di Guido Reni, dipinto ali" olio, in.
tela° Esistente al Duomo, sull’= altare de’ Sette Vescovi.
Unico quadro
gran maestro in Girgenti, che va a
. perdersi acqua} del pacr_pto Capitolare “trascrile _ alla pag.Ùó_ó,iqcui si condanna quel monumento del
le arti italiche a restar distrutto e_se__pqlto dal cri-/
stallo che lo ,ricuopre. Sul danno che ai quadri pro
.93
duce il vetro leggasi Pelegantee dotto Scrittore del~
le .Wemorie concernenti la Vita di Antonio Raffadlo
fllengs. vol. 'п. pag. 125, ed il Cori Candellini [Voti
zie sugli Inlagliatori , ediz. di Siena 1303 , vol. 4,
»pag. 333, ove parland’ ei delle stampe, che consiglia
smontare, almeno due volte 1’ anno, soggiugne: ()uìn_
di racrhzudendosi l’ aria fra il cristallo e la stam
pa, siccome non si rinnova, l’ altera alquanto ed at
tacca Z’ impressione del (виднo, е la nitidezza della
carta in ,quella guisa, che
danneggia L. colori nelle
' pitture o in tavola , o in tela ch’ elle siansi; oltre
1’ inconveniente di non avere alcun lume che lasci'
' veder bene il quadro, riflettendo
i colori oscuri la
luce, fanìl’ 'effetto dello specchio , e I’ osservatore è
costretto a mntar siti e veder la pittura per parti ‚
Сon un pò più di urbanità , non si sarebbe ingiu
»riato il quadro, l’ arte, edi professori che l’ eserci
tano con decoro» Si avverte che nella incisione si è
corretta la' mano destra non bene attaccata col brac#
cio nell’originale
.
.
pag. 66
Primo lato maggiore del Sarcofago, in marmo sta
tuario antico, esistente al Duomo, che rappresenta la
. caccia 11’ lppolito
XXX
'
'
.
.
'..
pag. 68
Primo lato minore dello stesso, rappresentante Fedra
langnente per l’ insana passione verso il figliastro.pag.66
'Secondo lato maggiore 'dell’ anzidetto Sarcofago, in
cui vedesi la Nurrice di Fedra recar 1’ imbasciata a
'
morosa, che dal pudic'o giovane
viene accolta con
dispregio, nell' atto che coi compagni si dispone all
una seconda caccia
.
‚
‚
»
png. 7°
_
I
99
XXXII Secondo, lato minore ed ultimo del Sarcofago, rap
presentante la morte d’ Ippolito, rovesciato dal carro,
inutilmente ajutato da un servo a cavallo, e col bo
ve marino, in alto , senza corna per la ragione ac
cenuata alla pagina 71
.
_-.
_..-
pag. 7 s
XXXIII Altro Sarcofago, senza scultura, in marmo bianco ,
rispettabile per la sua grandezza e meandro dipin
to, parimenti nel Duomo, posato in terra,'_negletto ed
avvilito
. .
.
.
pag. 72
XXXIV Scrittura del Diavolo t il di cui’originale a penna ,
in carta da scrivere, . conservasi 'nell’ archivio del
Duomo
XXXV
'
.,
.
Statuetta dinotante Esc_ulapìo, in
y.
pag. 82
marino statuario
antico. Trovata circa unfrnigliordistante da Prizzi,
nella montagna detta del,ca_valli, parola l‘orsp originata
dall’ antica Ippana, che si crede essere stata in quel
sito. Detto simulacro, mancante della testa, e fram
mentato come vedesi in disegno, clonservasi in Gir
genti presso la degnissima famiglia de’ signori Rai
momli
'
XXXVI Figure rosse in campo nero, rappresentanti Deme‘
trio Falereo, Lamia Tibicina, ed altro personaggio.
Vaso finile greco-siculo, di cui si è parlato alla nota
seconda della pagina 60, di forma detta a campana.
Trovato in Girgenti nel 1825. In potere del signor
Politi, e dallo stesso illustrato, col titolo Slancio Ar
tistico. >Girglenti 1326.
’
.
XXXVII Apollo Girando , e la Pace, (vedi nota 2, la paga 60)
figure rosse
fondo nero__. "Vaso fittile greco-siculo ,
'roo
‘
YIIÌV'GI'IÌ1M'; m Cirgenti' nel ma“. F6isédrito ‘aat'ag:
.Pol‘ìti, e' dal medesimo‘deseritto còl titolo :'Ilfùetìii
zionie ad uh‘vaso cc. Palermo 18‘î6i-' '
'
XXXVIII" La P'acé vittoriosa . Figura ros’sa"iif campo ‘ner6 ,
‘
graffita nel rovescio dei vaso arùide‘tto,di‘fóruià det
ta (seèondó la nomenclatura del chiarissimo Dli7 Iorio
nella sua"Galler-îa de’ Vasi )’Mezzanella’, o Lancella.
XXXIX' Nemesi , un‘ Vincitore, thdl‘i'o ,' ’e Diana ‘. ‘Fighl'e
rosso in campo nero, vedi la nota-seconda.a'pàg. 6h
Vas‘o fittile grecol'siculo'fdi; formata icampana'if Hin
venuto in Cirgenti, nel 1625. Acquistato’t‘da su El:
"’cellenza, il signor Marchese delle‘Fsvare , Lingote«
nente‘Cenerale in sauna Illustrato e’decllcato'allo
stesso, dal signor vPoliti. Palermo 18.26;
XIÎ' Pregiatìs’simo Vaso ‘fittile greco-siculo, di forma det
' ta a lagrimatorio,’ con figure nere; screziate’ di rosso,
giallo e bianco, in" fondo rosso . Acquistato dal sig.
Politi al momento di uscir da"tòrchi il presente li
‘ bro; ond’ egli , sempre intento a giovare"le"arti 'col
rendere di pubblica ragione i preziosi avanti ‘di’fi
’ gola dipintura, Ci): si e dato "fretta di -qdi Αinserirn'e
la rappresentanza*éon diligente incisione "da lui‘ stes
so intagliata a bulino (a). La storia ch‘e‘iu esso Va
(l) ,, Questa onorevole smania di'ridonarè al gior
‘ne ‘1e‘-sepolte'prodùzloni delleigener‘aziouiîpîù classiche,
produrre un effetto molto visibile nelle arti; ecominciò
_a_ chiamarle possentemente dalla de'iezione in cui erano
\ eddute: Cicognara‘8toria della Scultura vol. 7. pag. ’35.
(a) Per effetto di distrazione non venne calcato a
rovescio nel r'ame , quindi le figure si trovano in senso
, ,
, èic'ertaiiiìen'te
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i , < della ..‘n'a'5’gîoi'e‘ìiml‘
.
115‘1'
eh‘ci’ylèn"difiióstia
portanza, qual si è il principal'so'ggEtio'"dellilllizidei'
tl‘o
forsé‘efieguit0
figure “eiiuna
ai tempi
qixàdriga‘,
stessine“fdiina'izdll
nei"ditino'póéiàîî
la" composil‘
zione . Étlòrè trascinato da"qua-lirici:v'ieloc'iY corsieri,"
attaccati“ al' lc'ari‘o' d’ ii'èh'il'nf ii‘d'i" lui" Aiiiig‘à, ‘e‘ dia“
trója-hi ‘eoî‘i’viaièré‘ahliàssatè’,’cfie' aiiei‘riti 'nlggmih'
attiavelsà‘ri‘d‘ó' il ‘m‘is‘ael'u‘n‘se"v‘iiauàfe. a‘à‘initlî‘
alone: delicarj:(1)l vedo'riiiin lÉ' ifiàè'éiif; n'e"_isciidi ai-L
góiicì (i); la mi 'in_ quelle; di" A‘cifî‘iie', ‘difîiià' in"
bianco ‘16‘ sCor‘pione, (a) dinsfàili‘e‘il vittoi‘ia‘le‘l’iinl
dole guerrieraidel grani Pèi'iii‘é.(ijdhé‘ièkè8ffiiófif
fosse suo proprio distintivo, ce lo attesta il liasso-ri
lievo del palazzo iliat'tei‘, rappresentante le nozie di
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Teti e di Peleo', 'ove osserVasl questo annuale come
opposto nell’originale . Cade q_ui bene il,_far. conoscere
al pubblico che 1’ autore "non intaglia che da un anno
circa, senza alcuu«maeltrog eisenz'a aver rriai.vecin‘t’o in
lidelîe.
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(I) Le ins'cgne scolpite ne’ scudi, ele giuggie per"
toltegno delli stessi, che _<liaiintamenie ouérvanài nel brac-.
cio del primo trojano , furono inventate da’ Carj = E
rodoto di Mustoxidi , Mii. 1320 , voi. I. pag. 99.
(2) Lo scudo argivo era (li forma rotonda, per cui
Virgilio lo paragona al rotondo occhio di Polifemo . . .
Telo lumen terebramùsac‘uto v=‘Îngens, quod ‘torva, '0'
lum sub fronte latehat = Argolici clypei . . ._ . ‘
(3.) In un altro Vas‘o'fiti'ile 'vede‘s'i dipinto nullo scu-._
do (1’ Achille un gran serpe. Îedi’ Raccolta (1’ Hàncar
, ville, tom. 3- n. l‘t'òì" "
“
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‘
Alcuni altri artefici 'vi'hainw‘ ‘eciiito la Gorgqne, e
qualche volta anche ill‘Pe'gà's'o’. vedanti'ie osservazioni
di Eck_el, ela citata‘flàCciiltai."
(‘4’)' Vedi Fio. ‘Apo‘ll.’
ma
per presagire l’ umor bellicoso del fanciullo che dz
tai nozze йоге: nascere . (1) In sullo scudo
_'del
se
_
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condo trojano, sembravi effiggiata similmente in bianl"
co, una lepre, animale paurosissimo e velocissimo, in
t_|uello stesso atteggiamento che nelle medaglie agri
gentine si .scorge sotto gli artigli delle aquile;'allusi
vo forse al timore e velocità della fuga de’trojani ,
alla caduta del valoroso lor duce. Sul capo dell’ in
felice Ettore, dipinta in bianco, sovrasta di figura pa-'
rabolica, la n'ube preservatrice della corruzione , in
cima alla quale torreggia Apollo, minaccioso, e in a
bito guerriero_, come spesso nella pugna :olea mi~
schiarsi :
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‚
‚ )_ ‚' ‚
‚ Intanto Apollo
Sul campo indusse una cerulea nube
Che tutto intorno ricopria lo 'spazio
Dal cadavere ingombro, onde alle membra
E de’ nervi al'tessuto innocua fosse
Dell’ igneo sole _la virtute attiva . (2)
11i energica, pittoresca, espressiva e graz_iosa'attitudi»’ . '
ne di questo Dio, ripetuta frequentemente nelle più
`____-__-_.“*»~.*ń‘__ń____*._‘
(I) Dif...di Noel. vol.,5. pag 499' мёд' di Mi
lano
18:4.
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(я) Monií. Iliade d’ Omero. Vol. lz„pag. 'Slíe'lizf
«ii Mil. 1810, ed altrove :_
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. . . . . . . Ma del morto eroe, „
1трiе!ов11o‚ Apollo ogni' hruttura
‚
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Ne tien rimossa , e tutto coll’ anrata
Egida il copre ‘ perche nulla offesa
. '
—
Lo :trascinato corpo ne riceva- 1bid,'p>1g. 350.
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103
accreditate dipintnre figule , _alcuni tratti magistrali
che in mezzo alla scorrezion del disegno trasparisco
no ne’ cavalli, l’industria di farli veder tutti quattro
con naturale e» variata mossa, quantunque in profilo’,'
e l’ insieme infine della composizione, ci assicura che
il vasajo dipintore d’ alcun celebre originale la tras
se,
sebbene scorretta, forsea causa della picciolezza. '
delle figure, come altresi per il 'genere malagevole
di graffire i vasi mentre l’ argilla era _ancor mollee
sulla ruota del tornio; lo che chiaramente conoscesi
da chi avvezzo a studiar simili stoviglie tenta scuo
prir le traccie della condotta del lavoro. Ma se per
isquisitezza di disegno non puossi un tal vaso anno
verar fra que’ di prim’ ordine, è però unico, ed im
prezzabile pel rinomato Omerico fatto ivi rappresen
tato, (1) е sinora unque mai veduto fra i vetusti mo
numenti dell’ arte, per quanto è a mia notizia. Pa
rimenti stimabile egli è per la foggia degli abiti, la
forma del carro, pe’ scudi emblemati, pel carattere
e ’l genio della più antica pittura greca (2) ge pre
(1) Che le pitture tratte dalla Iliade siano ili som
mo pregio lo accenna il cb.. Visconti allorchè dice= Tal
soggetto avea sugli altri il vantaggio d’esser tratto dal
la Iliade, onde attingevano comunemente le greche ar
ti, e ch’
maestri;
za ce lo
(я)
esercitava la mano e la fantasia degli anti(hi
rome, se non altro, parecchie gemme abbastan
dimostrano- Mus. Pio Clem. vol. 6. pag. H4.
Che i Vasi iittili fossero i soli a conservarci il
genio ed il carattere delle antiche dipinture, celoafferma
Visconti loc, cit. vol. 4. pag. 104.
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glo ¿_ _non _comune
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za, e dalle time bianoo e~5lallo', "r;\r'issig`z_c'là l1fir\_\_{e
nirsi _nelle figulioeî ¿ove .quosti ¢l_i.\c%'__jçf>lolil§ _gd ¿mohe
il rosso ‘ci>sc»lll’ol,
\fenix_'a_no assog_èf':.tt''l,'ì¢;_1§îll.'¿_zl_zionc
del fuoco. Non perolettendo le cirçoftgniè llpografi.
che ona_yil1_de§§aglia{a .illgatraziollq .; sarà .fmrò sgm
pre bastevolc quonlgo»si è'rapida1uç|lte accennato per
' _ani_r_nare_i gr_a'n_/d_i archeologi (fra quali il doçtissimo
signor.,P_auol'ka a cui l’autore _ha dedicato la aga in
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za, e dalle tinte bianco e giallo, rarissime _airinve.
nirai nelle figuline, _ove |questi due.rolox‘l‘, ed anche
il resse oscuro),
venivano assoggettfl'i‘yvìlallfìazìone
del fuoco. Non permettendo le circostanie tipografi
che unalpiù dettagliata illustrazione ; sarà _peròisein.
pre bastflole quanto si e rapidamente accennato per
animare i grandi archeologi (fra quali il dottissimo
signor, P,auol'ka a cui 1‘ autore ha dedicato la su_ain
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