Voce
vallesina
della
Anno 61° - N. 18 settimanale della Diocesi di Jesi
www.vocedellavallesina.it
Domenica 25 maggio 2014
Poste Italiane spa - Spedizione in abbonamento postale - D.L. 353/2003 (Conv. in L. 27/02/2004 n.46) art. 1, comma 1, DCB - Jesi
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Vogliamo augurare a quanti saranno eletti di esercitare il mandato loro conferito, non come potere, prestigio o orgoglio personale ma con quella disponibilità responsabile che ogni vero servizio presuppone,
facendo dimenticare eventuali amarezze. In questo
numero del settimanale dedichiamo ampio spazio
alle elezioni europee e alle amministrative nei sette
comuni della diocesi.
Per ricordare i 150 anni della sua nascita (in Italia la Croce
Rossa si costituisce a Milano nel 1864, poco dopo la Convenzione di Ginevra), il Comitato jesino della Cri ha allestito,
fino alle metà di giugno, una mostra documentaria lungo le
vetrine e in alcuni ambienti dell’ex supermercato Rossi di via
Cavour. Una mostra che testimonia la grande efficienza organizzativa ed operativa della Cri.
MONTECAROTTO: SABATO 24 MAGGIO SERATA SU DON GEROLAMO DAVADO
EDITORIALE
Il bianco
e il rosso
Padre della fede e della frutticultura
Sono oltre i bordi della cronaca, anzi sono
nella non cronaca. Non fanno notizia. In
queste domeniche centinaia di migliaia di
ragazzi e ragazze stanno vivendo per la prima volta nelle loro comunità parrocchiali
il mistero più alto della fede cristiana. Un
mistero per il quale ancora oggi nel mondo
molti cristiani pagano con la vita la loro fedeltà a quel Dio che si è fatto uomo perché
fedele all’uomo. I loro abiti macchiati di
sangue diventano punti interrogativi anche
sugli abiti candidi di tanti ragazzi e ragazze
che in questo tempo entrano, con le loro famiglie, nel mistero di un amore infinito. Le
domande più forti, in verità, sono rivolte
agli adulti che troppo spesso non riescono a
dare a se stessi, e quindi a trasmettere ai
giovani il significato e il volto di una fede
pensata e vissuta. Ma la preoccupazione non
viene dal nulla mediatico sugli abiti bianchi
di centinaia di migliaia di ragazzi e ragazze.
Preoccupa di più la scarsa capacità di declinare le Prime Comunioni di queste domeniche di maggio con la testimonianza dei martiri cristiani che nel mondo anche oggi sono
numerosi. Le vesti macchiate di sangue e le
vesti bianche non sono immagini distanti. I
giovani non sono insensibili a questo richiamo. Gli adulti, però, non si affrettino a silenziarlo con il loro realismo senz’anima.
Paolo Bustaffa
A Montecarotto cresce l’attesa per
la conferenza su Padre Gerolamo
Davado organizzata in parrocchia sabato prossimo alle 21. ‘UN
MONTECAROTTESE IN AUSTRALIA - Don Gerolamo Davado
padre della fede e della frutticoltura’ è il tema che verrà affrontato
nella serata alla quale interverranno il parroco don Gianfranco Ceci,
Riccardo Ceccarelli, noto storico
molto apprezzato nella Vallesina, il
vescovo, mons. Rocconi e Ian Bonaccorso, australiano che porterà
la sua testimonianza direttamente
da Stanthorpe, la parrocchia ove ha
svolto la sua opera missionaria don Davado.
Ian Bonaccorso è nella nostra zona già da
una settimana per cercare di trovare quante più notizie possibili sul missionario che
vogliono beatificare quanto prima. ‘Padre
Davado a Stanthorpe è ancora una figura carismatica molto venerata, sono sorti gruppi
di preghiera a lui dedicati perché l’eco della
sua missionarietà non si è ancora spenta a
distanza di tempo’ ha detto il simpatico australiano di lontane origini marchigiane e siciliane. Sarà un’operazione complessa reperire ulteriori notizie su padre Gerolamo qui
in Italia. L’archivio parrocchiale, diocesano e
l’anagrafe del comune hanno già dato notizie
importanti, ma la voglia di conoscere altri
avvenimenti sulla vita del missionario sarà
difficile da soddisfare perché a Montecarotto il ceppo della famiglia Davado si è estinto
nel secolo scorso. Gerolamo nasce nel ‘paese
del verdicchio’ il 26 aprile 1845 da famiglia
benestante probabilmente in una casa ubicata in contrada San Pietro oggi scomparsa. Dopo gli studi nel seminario di Jesi va a
Roma ove viene ordinato sacerdote nel 1868.
Nel novembre del 1870 si imbarca a Londra
insieme ad altri missionari tra i quali ve n’è
uno di Cupramontana, don Benedetto Scortechini, agronomo. Destinazione Australia. I
religiosi arrivano a Brisbane nel marzo 1871.
Don Gerolamo diviene parroco di Stanthorpe nel 1874, un villaggio di minatori sorto
vicino una miniera di stagno.
Caduto il prezzo della latta,
don Gerolamo fa girare l’economia aiutando la popolazione ad avviare coltivazioni
di vigneti e frutteti, vista l’adeguata qualità del terreno,
aiutato dai consigli di don
Scortechini. Questo fiuto imprenditoriale fa guadagnare
a don Gerolamo il nome di
‘PADRE DELLA FRUTTA’.
Non è chiaro se padre Davado ha fatto ritorno nel 1888
a Montecarotto, anno della
morte della mamma Elisabetta Leonardi. Probabilmente don Gerolamo non ha più rivisto il suo paese d’origine.
Muore il 22 gennaio 1900 a 54 anni per un
tumore al cervello. Il missionario è stato pastore solerte e coraggioso, padre spirituale
nonché padre di un’economia rurale che ha
saputo trarre dalla terra la forza per rialzarsi
e far diventare Stanthorpe citta leader nella
produzione della frutta e dei vigneti. Il seme
che don Gerolamo ha piantato è cresciuto, è
diventato forte nella fede e nella tradizione
legata alle origini, che idealmente lo hanno
riportato a casa, a quel Montecarotto che il
sacerdote ha lasciato da giovane e ora lo celebra come figlio illustre.
M. Cristina Coloso
DOPO OLTRE MEZZO SECOLO DI VITA, L’UNIONE EUROPEA MANIFESTA LIMITI E PROBLEMI, MA GUAI A NON VEDERE I VANTAGGI
Il voto per l’Europa è sicura garanzia per i nostri figli
È vero che ancora non tutti sanno
che domenica prossima 25 maggio
si vota per il nuovo parlamento europeo. È vero anche che il dibattito
elettorale, almeno in Italia, ha ignorato quasi completamente i veri
problemi dell’Unione per perdersi
in polemiche infinite legate ai partiti ancor più che alla nazione. Infine
è anche vero che c’è molto scetticismo sulle effettive possibilità di
un’Europa utile ai 28 paesi che ne
fanno parte e agli oltre 400 milioni
di cittadini che si apprestano a votare. Tutto vero. Ma è vero soprattutto che solo se l’Italia riesce a
scegliere bene i suoi 63 rappresentanti, i primi a beneficiarne saranno
proprio gli italiani perché, a saperci
fare, si può ottenere quanto è utile
e giusto.
L’Italia ha bisogno dell’Europa come
l’Europa dell’Italia. in tanti anni,
nel bene e nel male, si è creata una
simbiosi fra gli Stati un tempo in
guerra costante fra di loro. Il dono
della pace da oltre 70 anni non è
caduto generosamente dall’alto, ma
conquistato grazie all’intesa originariamente voluta dai governi del
secondo dopo-guerra. Prodi ci ricorda che la conquista della pace è il
più grande dono offerto dall’Unione
Europea, un dono che però i giovani non sentono e non apprezzano
perché essi hanno avuto la fortuna
di sentire evanescente e lontano il
dramma dei popoli che si distruggono. Devono però sapere che l’attuale crisi dell’Ucraina, per fare un
esempio, in altri tempi avrebbe costituito un enorme rischio di guerra
generale. Oggi la garanzia di limitare il rischio lo dobbiamo in buo-
na parte all’Unione Europea. E non
è vero che l’euro è causa di tutti i
mali. L’assurda posizione dei grillini e dei leghisti contro la moneta
unica denota solo miopia politica,
finanziaria ed economica. Certo che
esistono problemi, ma non è che
camminando come i gamberi essi
si risolvono. Come ogni nazione ha
sempre rilevanti problemi interni,
così è e avviene per l’Europa. Molto si è fatto se si pensa alle difficoltà che tuttora sono presenti per la
grande varietà di lingue, di storia,
di cultura, di risorse economiche e
di tradizioni, spesso ancora ben radicate nelle singole nazioni. Il cammino, difficile quanto si vuole, è e
rimane solo quello di una ulteriore
integrazione fra tutti i paesi partecipanti. Insomma, bisogna puntare
sempre più sull’unione politica. Già
per la prima volta, in queste elezioni (si vota solo domenica dalle 7 alle
23 e non si vota il lunedì) eleggiamo
direttamente il capo della Commissione che è il governo dell’Unione.
E si prevede che avremo due grandi
schieramenti, uno di centro-sinistra
e uno di centro-destra. E sarà proprio uno di questi due schieramenti
a determinare in gran parte le scelte politiche ed economiche dei prossimi cinque anni. C’è però anche un
terzo schieramento in vista: quello
degli scettici verso l’Unione e verso l’Euro: è il peggiore rischio che
possiamo correre nell’eventualità di
una sua rilevante presenza. É costituito dalla destra di Le Pen in Francia e dal populismo di Grillo e della
Lega in Italia. La loro unione, unita
a forze minori disfattiste di altri paesi, è quello che l’Italia dovrebbe
scongiurare ad ogni costo con il voto.
Perché l’Italia, insieme con la Grecia e la Spagna, dovranno impostare
in via definitiva il tema dell’arrembaggio dell’immigrazione. Un fenomeno che continuerà per decenni.
Nessuno si illuda. E allora quel poco
che ha fatto l’Europa deve trasformarsi in un’intesa di ferro di tutta
l’Unione perché tutta l’Unione, nella prospettiva di lunga scadenza, è
direttamente interessata. E solo in
questo modo riusciremo a trovare
una soluzione accettabile per tutti,
magari incominciando, uniti, a lavorare seriamente presso i paesi da
dove si origina l’immigrazione. Un
dramma che da soli non riusciremo
mai a risolvere. Anzi, ne saremmo
travolti.
Vittorio Massaccesi
[email protected]
2 | cultura_società
25 maggio 2014 | Voce della Vallesina
ELEZIONI EUROPEE. DUE VOCI, MA UNA VISIONE COMUNE, IN TEMPI DI CRISI
Abbiamo un sogno!
Le elezioni europee sono alle porte. Tenendo ben presente il sogno
che ha ispirato i fondatori della
Comunità europea, due segretari
generali, padre Patrick H. Daly è
Segretario generale della COMECE e Jorge Nuño Mayer è segretario generale di Caritas Europa
ritengono che sia una buona idea
parlare del progetto europeo. COMECE è la Commissione della
Conferenza dei Vescovi dell’Unione Europea formata dai delegati
delle 27 conferenze e che ha una
sede a Bruxelles.
La loro convinzione comune è che,
per ridare nuova linfa al progetto,
quest’ultimo abbia bisogno di un
impegno rinnovato da parte di tutti i cristiani responsabili.
P. Daly: Il progetto europeo è stato
frutto di un sogno. Dopo l’incubo
della guerra, si è fatto largo il sogno di poterla allontanare in modo
permanente dal nostro continente,
nonché di poter creare una società in cui la gente potesse vivere in
pace e libertà. Settanta anni dopo,
il sogno dei padri fondatori dell’UE
- per lo più cristiani ferventi che
lavoravano instancabilmente per
tradurre la loro visione in realtà
politica e sociale – si è avverato oltre la loro più fervida fantasia. Circa quarant’anni fa anch’io, giovane
studente universitario proveniente
dall’Irlanda, arrivai a proseguire i
miei studi in Belgio, assolutamente
ispirato da questo ideale europeo.
Oggi, nel 2014, l’UE è alla sua terza generazione: la crisi economica/bancaria sta, ahimè, gettando
un’ombra sul progetto europeo.
Jorge Nuño Mayer: È vero. Molti
cittadini europei sono colpiti duramente dalla crisi. Dal nostro osservatorio europeo di Caritas Europa vediamo le sofferenze di molti
concittadini. Oggi, in Spagna, mio
paese natale, il 50% dei giovani è
senza lavoro. C’è più disuguaglianza e povertà all’interno dell’Europa.
Al tempo stesso, innumerevoli poveri bussano alle porte del nostro
continente e cercano di varcare le
nostre frontiere. Un quinto della popolazione mondiale ha fame.
Eppure, per chi è al potere, solo l’economia conta. PIL e crescita non
sono tutto! Esseri umani e società
vengono delusi. E le previsioni economiche indicano che milioni di
persone non troveranno un lavoro
nei decenni a venire. Esiste un vero
stato di emergenza nell’UE: i poveri non possono aspettare!
P. Daly: Questa terribile situazione è dovuta al fatto che siamo
andati troppo lontani con l’integrazione europea o che non siamo
andati abbastanza lontani? Forse
ci siamo spinti troppo lontano dal
piano iniziale dei padri fondatori.
Robert Schuman, Alcide de Gasperi e Konrad Adenauer avevano
in mente un progetto incentrato
sui concetti di pace e solidarietà.
Un progetto radicato nei valori
cristiani. Abbiamo fatto un inventario puntuale di questi valori nella
relazione COMECE Un’Europa dei
valori (2007). La riconciliazione
era un elemento imprescindibile in
quegli albori. Oggi, la crescita del
populismo in varie parti d’Europa
mostra che la riconciliazione non
può mai essere data per scontata.
La nostra generazione, e le prossime generazioni di cristiani, devono lavorare duramente e testimoniare i nostri fondamentali valori
evangelici, in tutto il continente,
a cominciare dalle nostre parrocchie.
Jorge Nuño Mayer: Assolutamente! Se noi cristiani, animati dal
nostro attaccamento a quei valori
cristiani fondamentali (e non solo
la domenica!), potessimo assumere
maggiore responsabilità nella società sul piano europeo e far sentire la nostra voce a livello politico,
economico e finanziario, come
facciamo all’interno dei circoli ecclesiali e nelle nostre famiglie (la
Chiesa domestica San Giovanni
Paolo II), potremmo dare un volto nuovo all’Europa: un volto più
umano. Dobbiamo riportare la
persona umana al centro dell’economia e delle politiche europee.
Il mondo economico e la crescita
devono essere al servizio di questa missione. L’obiettivo ultimo di
ogni decisione deve essere al servizio di ogni persona e del popolo
nel suo insieme.
P. Daly: Giusto. La povertà è, di
fatto, uno dei tanti attacchi alla dignità umana. La vita umana deve
essere protetta dal momento del
concepimento a quello della morte naturale. Non si tratta solo di un
diritto passivo, qualcosa di tollerato. Ogni essere umano, cittadino
europeo o migrante, deve avere
la possibilità di realizzare il proprio sviluppo integrale. Abbiamo
il diritto di forgiare le nostre vite!
Istruzione, salute, lavoro (e non
solo occupazione), cultura sono
dimensioni essenziali del nostro
sviluppo personale che, con un
rigoroso rispetto del principio di
sussidiarietà, otterranno il rispetto che meritano nell’UE e nei suoi
Stati membri.
Jorge Nuño Mayer: Assolutamente! L’UE deve impegnarsi a perseguire e difendere il bene comune,
facendo partecipare il più possibile
i cittadini europei alla realizzazione della comunità unica di valori
che è l’UE. Il bene comune della
mia comunità parrocchiale è legato al bene comune più ampio di
tutti gli Europei. Se una decisione
crea più povertà o sofferenza in
qualsiasi parte del mondo, è una
cattiva decisione. Montesquieu
aveva usato parole giuste: “Se conoscessi qualcosa di utile alla mia
patria, ma dannoso all’Europa,
oppure di utile all’Europa e pregiudizievole per il genere umano, lo
considererei un delitto.”
P. Daly: Di fatto, siamo membri
di un’unica famiglia umana, tutti
fratelli e sorelle. E condividiamo
la responsabilità della gestione del
creato. Il cambiamento climatico
è un tema fondamentale per noi
cristiani; una politica UE armonizzata, condivisa e sostenuta da tutti,
ci permetterà di agire con efficacia
ed evitare un potenziale disastro.
Nel 2008 la COMECE ha pubblicato una relazione su clima e stile di
vita cristiano. Il messaggio è stato
quello di dover aspirare a vivere in
modo più semplice.
Jorge Nuño Mayer: Esattamente.
A lungo termine, la sobrietà e il
vivere con semplicità rappresentano l’unica via giusta e realistica
da percorrere. Dovremmo parlare
delle cose tra di noi: in famiglia,
con i vicini, sul lavoro. Dovremmo vigilare per far sì che i nostri
principi costituiscano la base delle
nostre decisioni politiche ed economiche. Le nostre società devono
essere più compassionevoli. Non
possiamo chiudere gli occhi sulle sofferenze altrui, che si tratti di
poveri, disoccupati o senza dimora. Dovremmo porgere una mano
di accoglienza da far stringere agli
stranieri che vivono in miseria:
non solo a migranti o profughi, ma
anche a vicini, insediati da tempo,
che si trovano in difficoltà a causa
della crisi. Qualcosa di semplice,
come dare ad altri un po’ del proprio tempo al giorno, può fare una
grande differenza, anche se non
può trasformare una vita.
P. Daly: La ricerca di un’identità
europea che corrisponda ai nostri sogni alza l’asticella per ogni
Cristiano. Dobbiamo essere aperti
allo straniero, a ciò che ci appare inizialmente alieno, e al tempo
stesso impegnare nuovamente le
nostre radici cristiane. Dobbiamo
rimanere aperti al dialogo come lo
fu Gesù sulla terra durante il suo
pubblico ministero. Papa Francesco ci invita a sviluppare una nuova attitudine: “L’altro ha sempre
qualcosa da darmi, se sappiamo
avvicinarci a lui con atteggiamento
aperto e disponibile, senza pregiudizio. Questo atteggiamento aperto
e disponibile, senza pregiudizi, io lo
definirei come umiltà sociale, che è
ciò che favorisce il dialogo.”
Jorge Nuño Mayer: È esattamente
questo lo spirito che era all’origine
del progetto europeo e dell’iniziativa per l’integrazione lanciata nel
1950. Uno spirito che ci permetterà
di liberarci del nostro stile di vita
individualistico, spesso incentrato
sul consumo, e di aprirci allo straniero. Io sono il custode di mio
fratello. Devo promuovere attivamente il benessere del mio vicino.
L’idea del vicino deve essere compresa diversamente in una società
pluralistica, multiculturale. Come
ci era stato ricordato da San Giovanni Paolo II: “Europa significa
apertura.”
Fr. Patrick H. Daly & Jorge Nuño
Mayer: Ci rivolgiamo a tutti i cristiani che hanno una responsabilità politica, sociale o economica
per rivitalizzare il sogno europeo.
Se si impegnano sui valori che abbiamo al centro del progetto europeo e dell’insegnamento sociale
della Chiesa, i cristiani contribuiranno a realizzare un mondo migliore. C’è un sogno europeo che
continua: tocca a noi trasformarlo
in realtà!
CROAZIA, SERBIA E BOSNIA-ERZEGOVINA:situazione catastrofica. Finora cinquanta morti
Le notizie tragiche si susseguono da ogni parte
Diventa difficile riassumere quanto sta succedendo in Bosnia Erzegovina e in Serbia
negli ultimi giorni, a seguito delle alluvioni che stanno devastando molte aree dei
due paesi e che hanno poi colpito anche la
Croazia. Le notizie tragiche si susseguono
da giorni e da ogni parte: intere città sotto acqua, senza elettricità, ponti crollati, strade allagate, frane che si portano via
paesi interi, grossi quartieri fatti evacuare,
migliaia di sfollati, persone che attendono
soccorsi nei tetti o nei boschi, vittime e dispersi, tentativi disperati di alzare gli argini
dei fiumi per evitare il peggio. La preoccu-
pazione è accresciuta dal fatto che in alcune città non funzionano le comunicazioni
telefoniche e al tempo stesso sono isolate
a causa di allagamenti e frane, per cui non
sono ancora chiare a distanza di giorni le
reali condizioni in cui si trovano.
Almeno cinquanta vittime, se non di più.
La Serbia e la Bosnia Erzegovina fanno i
conti con una delle più violente alluvioni
degli ultimi anni, piogge che hanno portato a una “situazione catastrofica”, come l’ha
definita il premier serbo Aleksandar Vucic. L’associazione Premio Vallesina onlus
in questi giorni ha cercato di contattare le
insegnanti della scuola statale “Novo Sarajevo” con cui negli ultimi anni è stato attivato il progetto estivo dell’orchestra. «C’è
molto caos sul terreno – ha scritto la pianista Maja Budimir. - I cittadini delle par-
ti della Bosnia che non sono state colpite
tanto si stanno organizzando per portare
gli aiuti umanitari alle persone che vivono
nelle zone colpite. Purtroppo sentiamo che
ci sono anche coloro che se ne approfittano
e prendono questo aiuto (cibo soprattutto)
e lo vendono. Non esiste un buon coordinamento sul terreno da parte delle istituzioni statali, i nostri politici sono incapaci.
La Croce Rossa Bosniaca fa quello che può,
arrivano i volontari da tutta l’ex Jugoslavia
per evacuare le persone circondate dall’acqua, arriva l’aiuto anche dall’estero... La Croce Rossa Bosniaca utilizzerà le donazioni
per comprare quello che serve, soprattutto i
prodotti per pulire, perché quando si ritira
l’acqua resterà molto sporco, i cadaveri, gli
animali morti (perché sotto acqua ci sono
tanti allevamenti), si diffondono le infezio-
ni e le malattie. Bisogna agire velocemente.
Purtroppo un ulteriore problema è che in
Bosnia ci sono tanti campi minati che ora
sono sotto acqua e probabilmente anche le
mine girano. Speriamo non ci saranno le
vittime quando si comincia a pulire. È un
disastro totale! Ci sono tante frane, case
distrutte, gente dispersa, strade rovinate, la
canalizzazione gira insieme all’acqua, non ci
sono luce e acqua potabile. Io solo spero che
tutto questo disastro finisca al più presto e
che le persone si riprenderanno. Ma temo
che per alcuni sarà molto molto difficile.
Hanno perso tutto. Lo stato Bosniaco non è
in grado di affrontare nessun problema grave e nemmeno aiutare i più bisognosi».
Nell’immagine la mappa delle aree alluvionate al 18 maggio 2014.
regione | 3
Voce della Vallesina | 25 maggio 2014
scusateilbisticcio
HIGH SCHOOL GAME: PRIMO POSTO PER RECANATI
Settimo posto per il Cuppari di Jesi
(ghiribizzi lessicali)
PeterPun (con la u)
www.peterpun.it
CORSI E RICORSI STORICI
Forse ricorderete che, tempo fa, ebbi occasione di notare
che la grecizzazione del soprannome latino Scevola suona
Scaiòlas (si consulti un buon dizionario). E in realtà, rileggendo
l’episodio – leggendario, d’accordo; ma forse non del tutto
– di Gaio Muzio Scevola, qualche similitudine caratterialebiografica con l’omonimo personaggio della cronaca, pare di
poterla riscontrare.
Anzitutto: l’eroe romano penetrò nell’accampamento del
Nemico, A SUA INSAPUTA (sua=del nemico, è ovvio). Inoltre:
Muzio fallì l’attentato perché, al posto del re Porsenna era
– all’ultimo momento, probabilmente – subentrato il suo
segretario nonché facente funzione: A SUA INSAPUTA (di
Muzio, stavolta).
SCAMBIO DI GENTILEZZE
Herr Hans, tedesco, e Mr John, inglese, sono due amici
buontemponi. Un giorno il primo invia al compare questo
telegrafico biglietto, in inglese:
ENGLAND’S GIFT = MIST
A stretto giro di posta gli arriva, poco dopo, la replica
dell’amicone:
DEUTSCHLAND = GIFT UND MIST
Chi dei due ha usato il “fioretto” e chi la “sciabola”?
***
Risposta al quesito precedente:
La parola da indovinare era: DATI.
- Dati e Artaferne erano i due generali persiani sconfitti dai
Greci a Maratona (490 a.C.).
- Bonturo Dati era un uomo politico lucchese, oggetto di
sarcasmo da parte di Dante, suo contemporaneo.
- DITA è l’evidente anagramma di DATI.
- ELABORATORE DATI: espressione ricorrente nel linguaggio
informatico.
- Rachida Dati è una donna politica francese, originaria del
Nord-Africa.
PS – I lettori più accorti si saranno certamente accorti che,
due puntate fa, una risposta al quesito era così formulata:
FALE=PALLIDO/PALO. In realtà, il vocabolo FALE non esiste
né in inglese, né in italiano. La parola correttamente scritta
era PALE.
lacitazione
A cura di Riccardo Ceccarelli
Oltre l’immediato
L’indifferenza alle grandi domande, cui la fede aiuta a dare
risposta, è una delle cause della difficoltà della trasmissione
della fede stessa, accresciuta da una mentalità sempre più diffusa secondo cui il fruibile e l’immediato appaiono più importanti di ciò che può essere raggiunto solo a prezzo di sacrificio
e di perseveranza. L’effimero sembra primeggiare sull’intero
orizzonte e l’eterno impallidire davanti all’attimo che fugge.
Mons. Bruno Forte, arcivescovo di Chieti-Vasto, “Il Sole 24
Ore”, 18 maggio 2014.
lapulce
Il moscerino
Stupisco spesso di fronte alla schedina della mia “camera”
che in una lastrina di 3x2 cm contiene centinaia e centinaia
di foto (bellissime poi da rivedere in PC). Come si fa a non
esclamare: “Incredibile potenza della mente umana!” E di
fronte al moscerino che va su e giù sul vetro della finestra
cercando di uscire? Peserà non più d’un decimo di grammo
e possiede occhi, zampette, ali e apparati vari. Come si fa a
non esclamare: “Potenza d’una Mente!”. È questione di par
condicio! Alla faccia di “Caso e Necessità”!
Delegazione
ASSONAUTICA
Il 5°A Igea dell’ITCG Cuppari di Jesi si
è classificato nella top ten delle scuole
più preparate della regione. Gli studenti hanno partecipato alla terza edizione di
High School Game, quiz
didattico con tecnologie
interattive e multimediali
rivolto agli studenti delle classi IV e V del licei
e istituti superiori di II
grado pubblici e paritari di tutta Italia, ideato
e organizzato da Planet
Multimedia. La classe,
rappresentata da quattro studenti nella finale
di venerdì 9 maggio presso la sede di
Banca Marche si è aggiudicata un lodevole settimo posto rispondendo a
domande di cultura generale,di attualità e di interesse specifico relativo ai
partner. Il primo posto al Liceo Leo-
pardi di Macerata. Come sempre, il
presentatore Alvin Crescini ha creato
un’atmosfera che ha tenuto alta l’adre-
nalina tra i 400 ragazzi dei 49 istituti
presenti che si contendevano il titolo, tra i quali anche quattro istituti di
Senigallia che nonostante le difficoltà
non sono mancati all’appello. Tanti gli
ospiti presenti che sono stati accolti
dallo staff di Peaktime e dai ragazzi
con applausi e soprattutto tanta attenzione alle loro parole. Ecco alcuni
nomi: on. Emanuele Lodolini, consigliere regionale Moreno Pieroni, i rappresentanti dei consorzi nazionali di
recupero e riciclo rifiuti, la
Dirigente all’Istruzione della Regione Marche dott.ssa
Graziella Cirilli, il Prorettore
Università di Camerino prof.
Claudio Pettinari, Segretario
di stato alla Pubblica Cultura
e Istruzione della Repubblica di San Marino Giuseppe
Maria Morganti e Giancarlo
Trapanese giornalista del TG3. Ancora una volta, il modello dell’Edutainment – imparare divertendosi,
risulta tra i miglior modi per mantenere alta la voglia di apprendere!
Agnese Testadiferro
MARCHE-RUSSIA:il professor Ginesi inaugura a San Pietroburgo
Opere di Zourab Tsereteli anche in Italia
Il critico d’arte Armando Ginesi è sta- sti a cavallo tra il XIX e il XX
to invitato dal Governatorato di San secolo. Per il numero elevato
Pietroburgo a presentare la mostra di opere esposte, oltre che
che verrà dedicata all’artista georgiano per la loro dimensione, la
Zourab Tsereteli presso il Museo Na- mostra sarà ospitata nelle cezionale Russo il 28 maggio. La rasse- lebre Sala di Marmo del Mugna viene dedicata al Maestro in occa- seo, sito in via Milionnaya al
sione del suo ottantesimo compleanno numero 5. Nella circostanza
e consisterà in un’antologica di dipinti il prof. Ginesi ha redatto un
e disegni, con tre sculture apposita- mini saggio sull’opera del
mente eseguite. L’artista è ritenuto uno noto artista (a Mosca quasi
dei più famosi scultori contemporanei tutte sue sono le sculture contemporussi nel mondo, ma intensissima è ranee installate nella città) intitolato
anche la sua espressività pittorica, di “Radici russe e internazionalità nell’esapore espressionista, rifacentesi alle spressione artistica di Tsereteli” che
radici della pittura figurativa popolare sarà l‘argomento oggetto di dibattito
russa che tanta influenza ebbe anche durante la conferenza stampa indetta
in Vasilij Kandinskij (prima della sua nel pomeriggio del 28, prima dell’iconversione all’astrattismo), in Marc naugurazione della rassegna che verrà
Chagall e in moltissimi dei grandi arti- inaugurata personalmente dal Gover-
natore Georgy Politvachenko e da Armando Ginesi.
Da ricordare che Zourab Tsereteli è
il Presidente dell’Accademia dell’Arte Russa e rappresenta la Federazione
presso l’Unesco. Sue sculture sono presenti in tutti continenti. Anche in Italia ne sono ospitate tre, nelle piazze di
Roma, Bari e Morciano di Romagna.
MUSEO DIOCESANO: QUASI 300 LE PRESENZE PER IL PERCORSO SULLE FIGURE ANGELICHE
Grande successo per il Grand Tour Musei
Straordinario successo di pubblico per la sesta edizione di Grand
Tour Cultura a Jesi, in cui il tema
conduttore dal titolo “Lo sport si
mostra” ha attirato un esercito
di curiosi nelle strutture culturali aperte per la Notte dei Musei
(17 maggio) e la Giornata Internazionale dei musei (18 maggio).
Particolarmente premiato dai
visitatori è stato il nostro Museo diocesano, in cui si sono
registrate 235 presenza sabato
sera –respingendo molte richieste per limiti di accessibilità - e
50 presenze domenica pomeriggio. La
connessione con il tema “sport” poteva
sembrare non immediata, eppure le vi-
Autoscuole
CORINALDESI s.r.l.
site guidate hanno centrato l’obiettivo
proponendo un percorso interessante e particolarmente apprezzato dal
Point
AUTOMOBIL
CLUB d’ITALIA
pubblico: dall’analisi iconografica
della Nike, la dea messaggera della Vittoria effigiata nelle medaglie
olimpiche, si è passati ad illustrare nelle sale museali le figure e le
gerarchie angeliche, i cui schemi
iconografici risultano influenzati
da quello della Nike data l’affinità nel ruolo di mediatori tra le
divinità e l’uomo e di messaggeri
della volontà divina. L’evento è
stato realizzato grazie alla preziosa collaborazione dello sponsor Ughi – Cattolica Assicurazioni, che ormai da diversi anni ha
scelto di sostenere il Museo Diocesano
in questa iniziativa di respiro internazionale.
Autoscuole – Scuola Nautica – Corsi di recupero punti per patenti – Corsi
di Formazione Professionale CQC – per merci pericolose A.D.R. – per
Autotrasportatori – Studi di consulenza Automobilistica e nautica
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4 | attualità
25 maggio 2014 | Voce della Vallesina
L’APPUNTAMENTO ELETTORALE EUROPEO E AMMINISTRATIVO
Amarezze e speranze
La strada di Sergio
di Remo Uncini
In mostra abbiamo ammirato, nei giorni scorsi nella chiesa
di San Nicolò, le fotografie che Sergio Romagnoli ha scattato
in varie parti del mondo: sono momenti di vita, di chi, con
la macchina fotografica, voleva denunciare o evidenziare
la realtà che vedeva. Ebbi l’opportunità di conoscerlo in incontri politici e mi diede l’impressione di uno che riusciva a
comunicare solo con chi aveva la sua sensibilità e per questo,
politicamente, era avversario di tutti, viveva una dimensione che non era la nostra perché non era basata sul compromesso. Un episodio ricorderò sempre. Quando aprii il mio
negozio di erboristeria nel 1984, gli chiesi delle fotografie, sapendo della sua passione per le piante e per la natura, che mi
sarebbero servite per abbellire le pareti. Me le diede, ma lo
fece con mille precauzioni, come se quelle foto avessero un
valore grandissimo e mi chiese mille assicurazioni su come
e quando gliele avrei restituite. Poi gli raccontai che avevo
uno scoiattolo in casa perché a quei tempi mi piaceva tenere animali in gabbia. Mi chiese educatamente di poterlo vedere, poi mi propose “un affare” e mi chiese di andare a San
Vittore di Genga e di lasciare l’animaletto libero per il bosco
della Gola della Rossa. “Ti concedo – mi disse - dato che l’hai
comprato di aprirgli la porta della gabbia, poi lo vedrai fuggire, libero”. Oggi, guardando la mostra e sentendo di coloro
che in questi venti anni trascorsi dalla sua morte ne hanno
ricordato l’impegno, mi sono chiesto di come un messaggio,
di pace o religioso o politico, possa passare e fermentare in
mezzo alle persone. Sergio è uno come noi che aveva capito,
come noi dovremmo capire, che l’ambiente va difeso “con coloro che ci abitano”. Quelle fotografie danno la testimonianza
di come i paesaggi si mescolano con i volti, insieme per formare un unico ambiente, quello della vita. Era un innamorato
della vita e per questo un fiore, un animale, un albero diventavano importanti come una persona, perché facevano parte dell’ambiente da preservare. Nella chiesa di San Nicolò in
questi giorni si è celebrato un rito motivato dalla necessità di
avere punti di riferimento che possano orientare e indicare la
strada per il rispetto. Sergio sapeva quale era. Come trovarla
se non c’è l’interessamento verso l’altro? Sergio ci ha insegnato che l’interesse verso la natura non può prescindere dall’altro, dal viso della donna africana, dall’uomo sahariano con il
turbante, dalla donna con il bambino in braccio: foto che lui
ha scattato insieme alle dune e ai paesaggi, agli animali. Tanti
sono i visi che ha immortalato e che interrogano ancora oggi.
Sono volti di persone che aspettano la nostra solidarietà e
che la ricevono dal gruppo che si è formato dopo la morte di
Sergio per portare aiuto nei paesi dilaniati dalla guerra e dalla
povertà. Inoltre le stesse persone si dedicano, presso il fiume
Esino, all’oasi naturalistica “Ripa Bianca”. Ecco la parola magica “solidarietà”: difficile da realizzare, costosa nel tradurla in
fatti. Gli amici di Sergio sono in Albania insieme alle Suore “S.
Giovanna Antida” dove hanno adozioni a distanza di bambini
e bambine che non hanno la possibilità di studiare; oppure a
Nemshut (vicino Scrutari) insieme ai Gesuiti nel gestire una
scuola per l’infanzia, o nel Burkina-Faso (ex Altovolta) sopra
la Costa d’Avorio in un progetto culturale.
Parlare della morte, specialmente quella di un amico, apprezzato da tutti per il suo impegno e la sua coerenza è sempre
triste, lo è di meno quando la sua morte, pur violenta e immotivata, ingiusta, motiva giovani e meno giovani a domandarsi che forse preservare la natura e aiutare l’uomo in difficoltà è costruire strade per la pace.
di Riccardo Ceccarelli
Si vota per il parlamento europeo e per il
rinnovo di gran parte delle amministrazioni locali. Non ho ascoltato nelle settimane
scorse, ma se ben ricordo neanche cinque
anni fa, i temi più urgenti per realizzare
l’Europa, come Stati Uniti d’Europa. Forse
questa realtà politica, pensata e “sognata” all’inizio dai “padri dell’Europa”, non
si farà mai, vista la piega che ha preso il
“processo dell’unificazione europea”. Sarà
sostituita da una superburocrazia che regola i rapporti tra gli Stati, subordinati
all’economia, alcuni dei quali faranno la
voce più grossa usando maniere non sempre
chiare con i cittadini che ne subiranno le
conseguenze. Non si arriverà, forse, a una
guerra come nei secoli passati ma a conflitti prevalentemente di natura economica e a farne le spese saranno gli Stati più
deboli. Ogni stato proverà a trarre profitto
da questa “unione” con una logica protezionistica ed egoistica. Molti sono i movimenti euroscettici che, si pensa, avranno
più voce nel futuro parlamento. Le cariche
della Commissione già sono state prenotate
e si stanno attrezzando per mettere argini
all’euroscetticismo montante. Tra “complotti” supposti o negati, tra cifre che tracciano un panorama economico nient’affatto rassicurante, nel silenzio più assordante
di idee o di valori unificanti, i cittadini sono
chiamati a eleggere i loro rappresentanti
con l’augurio che non si rechino a Bruxelles solo per più ricchi emolumenti ma con
la volontà di tradurre in pratica gli ideali
di un’effettiva integrazione e di una solidarietà europea. Un augurio che non so,
stando ai decenni trascorsi, quanto sarà
premiato, ma più che sperare e incalzare
gli eletti che più di altri hanno parlato di
“ideali europei”, ben poco possiamo fare. Si
rinnovano poi oggi tanti Consigli Comunali.
Tante le liste presentate che rispecchiano
(sembra) più ambizioni personali che non
un’autentica volontà di mettersi al servizio
del bene comune. Il numero delle liste è un
segno di democrazia, è ovvio, ma quando
esse proliferano in maniera esorbitante
senza in filigrana valori, capacità di sintesi e disponibilità a una collaborazione disinteressata, siamo alla sfilacciatura della
democrazia e all’anticamera del caos sociale, perché è il proprio “particulare” ad
avere il sopravvento e non il bene comune.
Lo spettacolo è stato in qualche caso deprimente nella formazione delle liste con
facili passaggi come lo sventolar di bandiera, con la blindatura di candidature o con
arruolamenti dal sapore confuso e contrastante. In altri casi invece è stato esaltante
l’entusiasmo espresso specie dai giovani. I
toni, come spesso accade in queste circostanze, sono andati a volte sopra le righe,
si è rischiato il “tutto contro tutti”: ognuno
con la sua verità, con la sua ricetta, con
la pretesa di fornire, come gli antichi al-
chimisti, la “composizione della medicina
universale”, per la soluzione di ogni problema. Programmi che spesso sono elenchi
di buone intenzioni, di progetti e realizzazioni che, oltre a impegnare decine di
anni, dovranno scontrarsi, nella maggior
parte dei casi, con le limitate risorse degli
enti locali. Si mira spesso alla conquista
di una poltrona più che a un servizio da
espletare con dedizione, equilibrio, buon
senso, dialogo e responsabilità. Governare
un comune, pur piccolo, non è una passeggiata, diventa invece, il più delle volte, un
cammino in salita che esige, più che nel
passato, un crescente impegno di tempo,
un quotidiano esercizio di ascolto, una
forte capacità di mediazione e non di rado
tempestività di intervento, purtroppo non
sempre possibile. Lo Stato, spesso, delega
ai Comuni il suo “fronte” verso i cittadini,
di qui il non facile ruolo dei Comuni stessi
e di quanti ne occupano i vertici. Vogliamo augurare a quanti saranno eletti dalla
volontà popolare di esercitare il mandato
loro conferito, non come potere, prestigio o orgoglio personale ma con quella
disponibilità responsabile che ogni vero
servizio presuppone, facendo dimenticare
eventuali amarezze. I cittadini e il bene
comune richiedono chiara intelligenza
dei fatti, dialogo, equanimità, coraggio e
lungimiranza nelle decisioni senza visioni
preconcette. Speranze, che senza anche
opere faraoniche, non siano deluse.
Don Maurizio… in nazionale!
A poco più di un anno dalla sua prima stampa in una tipografia della
Vallesina (marzo 2013) esce a cura di una editrice a dimensione nazionale il volumetto di don Maurizio Fileni dal titolo “Le campane
di san Martino”. Si tratta della editrice Borla. Così dice la presentazione sul “sito web”: “Nata in Piemonte nel 1853, si è trasferitasi a Roma nel 1976. É presente nella vita culturale italiana con
un’ampia produzione di libri che segnano il dibattito delle scienze
umane e delle scienze religiose, con 1400 titoli e 1150 autori italiani e stranieri, con numerosi volumi tradotti nelle principali libri
del mondo”. Una bella soddisfazione per il priore di San Lorenzo
in Cupra Montana! Che tuttavia con questa narrazione (dove sono
state lasciate le espressioni in dialetto jesino-cuprense), introdotta
dal sottotitolo “Da qualche mese il paese non aveva più il parroco.
Allora…” ha sollecitato ormai da quasi un annetto un ampio di battito in diocesi. Addirittura il vescovo gli ha fatto tenere nell’incontro di clero prima di natale un “relazione” sulle tematiche sottese
alle “Campane”: e cioè: sacerdozio comune dei fedeli, laicità, carismi, partecipazione e corresponsabilità (anzi diceva lui “respon-
sabilità senza con-“: francamente
un po’ troppo!). E abbiamo tirato
avanti fino a maggio su questi e
altri temi collaterali (come quello
della pastorale vocazionale: i laici sì, ma non dobbiamo smettere
di cercare preti, che ci vogliono
comunque!). E il vescovo ha preannunciato che la sua prossima
“Esortazione” raccoglierà i frutti
delle discussioni di questi mesi.
Come del resto – si consenta questa vanità - il sottoscritto aveva
osservato e auspicato nell’articolo di presentazione su questo giornale lo scorso anno, e ora ampiamente riportata (ulteriore vanità!)
in ultima pagina di copertina a titolo di presentazione. E, se son
rose, fioriranno. La “stagione conciliare”, anche dopo mezzo secolo, promette ancora molti altri frutti.
[email protected]
t e r r e l e m e n t a r i
E... leggere?
di Silvano Sbarbati
Il titolo è formato, stavolta, da una congiunzione, un verbo all’infinito e un punto interrogativo. Togliendo i tre puntini di
sospensione ne verrebbe fuori un verbo:
eleggere. Siamo proprio nel tempo giusto: domenica si va a votare per eleggere
i nostri rappresentanti in Europa e (a chi
tocca) i nostri rappresentanti nei consigli
comunali. Per questo mettere i tre puntini
trasforma un verbo in un’altra cosa, una
domanda; leggere appunto, mi chiedo,
tutti i testi che arrivano nelle case o nello
schermo dei computer attraverso i social
network. Il verbo eleggere pare chiedere
una stretta relazione con il verbo leggere,
appunto tutti quei testi di cui sopra. Lo
sottolineo qui per sottolineare – leggendo
appunto – che comunque vada una campagna elettorale è fatta di parole da leggere
stampate nei formati più diversi, con caratteri più diversi, accompagnati dalle più
diverse fotografie utili allo scopo.
Quello di informare i cittadini. I quali sono chiamati a leggere, ripeto. E la
lettura ridiventa – nostro malgrado – una
importante attività, per chi si vuole permettere il lusso di avere informazioni
dettagliate e più approfondite di una
chiacchierata al bar o al supermercato
con il candidato conosciuto o sconosciuto.
Leggere, dunque, si riprende un primato che probabilmente gli spetta comun-
que, anche tutti i giorni, quando siamo a
chiamati a leggere non soltanto i segnali stradali o i manifesti: ma un giornale,
una rivista, un libro, etc. O magari anche
chiamati a leggere, in senso più lato, i
comportamenti delle persone, il paesaggio che ci circonda, le modalità con cui si
va a scuola o al lavoro, si compra, si vende, si discute, ci si arrabbia o si vuol bene.
Insomma, leggere la vita che conduciamo
insieme, in un modo più attento e partecipato. Per cui, quei tre puntini sembrano, nel nostro caso, diventati puntini di
attivazione invece che di sospensione. Il
punto interrogativo è di cortesia: ciascuno
faccia come meglio crede. Io comunque
l’ho invitato a leggere, no?
jesi | 5
Voce della Vallesina | 25 maggio 2014
PRIMO MAGGIO DELLE ACLI MARCHIGIANE: UN OMAGGIO ALLA JESINA MARIA CRISTINA PARIS DELL’AVULSS
Consegnato il premio per la Solidarietà “Regini”
All’interno della 33ma Festa Regionale del 1° Maggio delle ACLI
marchigiane ha avuto luogo la
consegna del Premio per la Solidarietà “Bruno Regini”, giunto alla
sua quindicesima edizione che é
stato consegnato alla jesina Maria
Cristina Paris per decisione della
Presidenza Regionale e di quella
Provinciale delle ACLI di Ancona.
Alla Presenza di S.E. Mons. Edoardo Menichelli, vescovo di Ancona,
del sindaco Massimo Piergiacomi,
delle autorità religiose e militari e
del presidente del Circolo di Umbriano Daniele Papa, gli onori di
casa sono stati fatti dal presidente
regionale ACLI Francesco Baldoni.
Nel suo intervento Baldoni ha ricordato agli aclisti del circolo che
da tanti anni prepara con affetto
e dedizione questa festa e ai tanti cameranesi intervenuti come
questo premio sia conferito a te-
stimoni credibili della solidarietà, veri esempi di impegno verso
gli ultimi da contrapporre all’egoismo e alla cultura edonistica
che pervade i nostri tempi. Dopo
avere tratteggiato il profilo di Bruno Regini, indomabile segretario
organizzativo degli anni sessanta
e settanta, “santo minore” delle
ACLI anconetane, prematuramente scomparso nel 1979, Baldoni ha
spiegato le motivazioni dell’assegnazione a Maria Cristina Paris,
vero motore della Avulss di Jesi da
oltre venti anni e instancabile innovatrice nelle modalità di essere
vicini agli “ultimi”. Successivamente
è stato consegnato il premio consi-
stente in un piatto decorato a mano
con il disegno di una colomba della
Pace, eseguita a mano da un nota
artigiana del posto. Prima della
Santa Messa che ogni anno chiude
il momento ufficiale del mattino,
Maria Cristina Paris ha portato il
suo saluto e il suo ringraziamento ribadendo le sue motivazioni
personali fondate esclusivamente nell’essenzialità del Vangelo. La
premiata é stata accompagnata da
una folta delegazione della associazione dei volontari dell’assistenza
ospedaliera jesina. Al termine della
Messa ha portato il saluto l’Assessore Regionale al Lavoro Marco
Luchetti.
LA STORIA DI FEDERICO II RACCONTATA COME UNA FIABA IN UN LIBRO DEDICATO AI GIOVANISSIMI
Il fantastico mondo dell’Imperatore
Insegnare storia nelle scuole primarie non è compito facile. Bambini e adolescenti guardano più al
presente che al passato e non sono
in grado di comprendere le complesse motivazioni che provocano
una guerra o una crisi economica,
che giustificano alleanze o contrasti
diplomatici. Del resto se già per un
adulto è difficile interpretare con
oggettività e chiarezza i fatti della
storia, figurarsi quanto di più può
esserlo per chi non ha ancora raggiunto una sufficiente maturità.
Per educare i giovanissimi a un
approccio con questa disciplina
occorre allora cercare un metodo
d’insegnamento semplice, essenziale, avvincente. Lo ha trovato
Chiara Curione, autrice de “Le
imprese di Federico II”, un libro che
narra gli eventi principali della vita
dell’Imperatore tenendo conto non
solo di fatti documentati, ma anche
di elementi fantastici e leggendari.
Chiara Curione è nata a Gioia Del
Colle, nella terra più amata dal Puer
Apuliae. Ha pubblicato con successo romanzi e racconti, per adulti o
per ragazzi, che sono stati presentati in diversi ‘Saloni del Libro’. L’ultima sua opere è ‘Una ricetta per la
felicità’, un romanzo incentrato sul-
le vicende di una saga di famiglia,
dagli anni ’20 ai giorni nostri.
Il libro dedicato a Federico II è nato
dalla collaborazione dell’autrice
con la Biblioteca di Gioia Del Colle che richiedeva un libro di storia
adatto per giovani studenti. Si compone di tre fiabe di cui sono protagonisti personaggi rapportati fra
loro da un forte legame d’affetto:
Federico II e sua madre, Costanza
D’Altavilla che lo educò a principi
di lealtà, generosità, equanimità,
saggezza; Bianca Lancia, la donna
più amata dall’Imperatore e Manfredi, il figlio prediletto. Nel contesto appaiono accanto a quelli veri
anche personaggi fantastici o leggendari: come il filosofo Falco Parlante e il Mago Merlino che predice
a Costanza d’Altavillla la nascita di
un figlio. Le fiabe, pur rispettando
la storia, hanno un lieto fine concludendosi là dove iniziano vicende drammatiche. Splendida è la
veste tipografica e varie le illustrazioni che potranno piacere a lettori
di diversa età. Alcune, in delicato
stile naïf, sono state realizzate da
una collaboratrice della biblioteca;
altre, finemente disegnate in bianco
e nero, si prestano ad essere fantasiosamente colorate; altre ancora
riproducono le immagini di antichi
codici miniati.
La Fondazione Federico II Hohenstaufen ha accolto l’8 maggio una
presentazione del libro riservata in
mattinata alle scuole e nel pomeriggio a soci ed amici. La manifestazione in sede è stata variamente,
piacevolmente animata. Si è entrati
in argomento con la lettura di alcuni passi del libro da parte della
Direttrice del Centro Studi, Franca
Tacconi e di Laura Ceppi, segretaria, che si sono presentate nei pittoreschi costumi rispettivamente del
Mago Merlino e di Costanza D’Altavilla. Ha aggiunto un appropriato
LA CROCE ROSSA IN VETRINA: FINO A METÀ GIUGNO
Carità attiva dal 1887
Per ricordare i 150 anni della sua
nascita (in Italia la Croce Rossa si
costituisce a Milano nel 1864, poco
dopo la Convenzione di Ginevra),
il Comitato jesino della Cri
ha pensato bene di allestire,
fino alle metà di giugno, una
mostra documentaria lungo
le vetrine e in alcuni ambienti
dell’ex supermercato Rossi di
via Cavour. Le foto di gruppo
dei volontari di ieri e di oggi,
dei singoli personaggi che ne
hanno fatto la storia, delle antiche e vecchie ambulanze, accanto
a manifesti d’epoca, cimeli, barelle
ormai “storiche” e divise delle diverse componenti (Volontari del
Augusta Franco Cardinali
Nella prima foto a sinistra Sara Bonci e a destra Chiara Curione; nella
seconda e Laura Ceppi (Costanza
d’Altavilla) e Franca Tacconi (Mago
Merlino).
AD APIRO PER LA FESTA DI SANT’URBANO
Guardando l’occhio luminoso
Soccorso,
Patronesse,
Infermiere, Gruppo Militare e Pionieri) ripercorrono per sommi capi,
ma in una suggestiva sequenza di
immagini, i momenti salienti di
questa benemerita associazione,
che nella nostra città è attiva fin dal
e applaudito commento musicale
una giovane pianista, Sara Bonci,
che ha fatto ascoltare alcuni brani
espressamente dedicati al mondo
dell’infanzia. Di R. Schumann, innanzi tutto, autore di tredici composizioni tratte dall’all’Album für
die Jugend in cui con l’anima di un
poeta il musicista evocò i suoi ricordi di bambino; di C. Debussy
successivamente che dedicò a sua
figlia Emma, da lui affettuosamente chiamata ‘Chouchou’, la raccolta
a titolo ‘Children’ s corner’. È stata
poi la volta di N. Rota che descrive
gioiosamente in musica, con l’esuberanza stilistica che lo caratterizza,
gli spensierati giochi dell’infanzia.
Si è ritornati infine a Schumann
con altri pezzi di relativa difficoltà,
adatti a giovani pianisti. L’autrice
ha spiegato come ci sia resi conto
che il libro, inizialmente progettato solo per ragazzi della scuola
primaria, sia risultato invece adatto
anche a studenti della secondaria,
se non pure ad educatori ed adulti
che intendano avvicinarsi alla storia e interpretarla senza rinunciare
all’introspezione psicologica e alla
fantasia. Sarà presentato per questo
anche in altre sedi e se ne prevede
un’ampia diffusione.
1887. Una mostra che ha il merito
di testimoniare la grande efficienza organizzativa ed operativa della
Cri – Comitato di Jesi in tutte le
sue “anime”. Frutto dell’impegno,
dell’abnegazione e del sacrificio delle migliaia di volontari che in tutti
questi anni hanno saputo dar vita a
quello che degnamente è stato definito “il nostro esercito della carità”.
a.c.
Nei giorni 24 e 25 maggio, vigilia e festa di Sant’Urbano, patrono di Apiro,
presso l’abbazia di Sant’Urbano, sarà possibile osservare il fenomeno del
fascio luminoso e pertanto anche quest’anno si terrà, in collaborazione
con l’assessorato alla cultura del Comune di Apiro, l’evento denominato “occhio luminoso”. Nel giorno del patrono, il 25 maggio (in cui si ha
la perfetta coincidenza del disco luminoso con il cerchio scolpito), ma
anche nel giorno immediatamente precedente o successivo, seppur con
lievi scostamenti, sarà possibile vedere il fascio di luce che entrando da
un “occhio” posto sopra l’abside della Chiesa illuminerà il cerchio scolpito sulla colonna a sinistra dell’entrata, del significato del quale non
si conosceva nulla. Quest’anno l’appuntamento, per comodità, è fissato
per le 7.10 di sabato 24, per l’osservazione del fenomeno luminoso che
durerà fino e oltre le 8. Alle 8 circa, padre Elvy, della parrocchia di Domo,
celebrerà la S. Messa. Al termine l’architetto Pacifico Ramazzotti fornirà
una descrizione storico-architettonica dell’abbazia e del fenomeno astronomico del fascio luminoso.
6 | psicologia_società
SCUOLA: MILLE ALUNNI A TEATRO
Come in uno specchio
Il teatro come laboratorio di socialità e di inclusione,
strumento di formazione culturale e crescita educativa,
approccio ai valori della convivenza civile, della solidarietà, del rispetto dell’ambiente. Al centro il bambino e
il ragazzo: diventare un altro e vedere se stesso come
in uno specchio, essere capace di cogliere, comunicare e interiorizzare emozioni, esperienze, significati. Si
svolgerà dal 24 maggio al 12 giugno la XIV Rassegna
Teatrale dell’Istituto Comprensivo “C. Urbani” di Moie,
realizzata con il patrocinio dei comuni di Maiolati
Spontini, Castelplanio, Poggio S. Marcello. Oltre mille
alunni saranno coinvolti in rappresentazioni, perfor-
mance e concerti, offrendo a famiglie e cittadinanza
momenti di incontro nel segno dell’arte e della bellezza.
Questi gli appuntamenti in programma al Teatro Comunale di Maiolati Spontini.
Il 24 maggioore 15.30 “Il flauto magico” (classi 3E A - C
scuola Primaria Moie). Seguiranno due serate di musica, con inizio alle ore 21, dell’Orchestra d’Istituto C. Urbani: 29 maggio In concerto (classi quinte sc. Primaria
Moie e Macine e Orchestra di I livello); 30 maggio In
concerto… senza sconcerto! (Orchestra di II livello e Junior band L’Esina); nel corso della serata saranno premiati gli studenti vincitori della Borsa di Studio “N. Coloccini”.
Il Cavaliere Azzurro – Omaggio a Kandinsky andrà in
scena il 4 giugno, ore 21 (3A B Primaria e Scuola Secondaria-Moie);
nella
stessa serata Progetto
Pro Dubbo, iniziativa
di solidarietà a sostegno della vita in
collaborazione con
l’Associazione Aicu.
Il 5 giugno, ore 21,
due rappresentazioni
della scuola primaria di Moie: Farfalle
speciali… diverse ma
uguali! (2A A-C) e La
gioia di donare, liberamente tratto da
Una vita per la vita, il dottor Alfonso Federico Pagliariccio (4A A-B-C).
Il 6 giugno, ore 21: la scuola primaria di Moie sarà in
scena con Storie per crescere (1A A-B-C) e Esse come
scuola (2A B). Ultimo appuntamento al teatro di Maiolati, 7 giugno, ore 21, con le classi 3A A-B-C scuola secondaria Moie: Flashback (con un punto interrogativo).
Tre gli incontri della Rassegna in programma alla Sala
Polivalente di Castelplanio.
La scuola dell’infanzia di Macine il 30 maggio, ore 18
proporrà: Fantascuola e le sorprese del giardino magico.
Seguiranno due serate proposte dalla scuola primaria di
Macine con inizio alle ore 21: il 3 giugno Musica e cabaret (1 A, 2A A-B), il 4 giugno Riciclare cantando (3AA,
4A A-B).
Al Teatro comunale di Poggio San Marcello la scuola
primaria “G. Leopardi” si esibirà il 3 giugno, ore 21 con
Mary Poppins.
Due le performance offerte della scuola dell’infanzia “G.
Rodari” di Moie, nella propria sede, il 3 giugno: alle ore
18 Le stagioni di Nonò (bambini di 5 anni) e alle 19.30 la
rappresentazione canora La fabbrica dei sogni (bambini
di 3 e 4 anni).
Chiuderà la Rassegna la scuola dell’infanzia di Poggio
San Marcello con Nove amici intelligenti il 12 giugno,
ore 18.30, nel giardino della scuola.
25 maggio 2014 | Voce della Vallesina
La mente e l’anima
colloqui con lo psicologo
PIÙ TECNOLOGICI. PIÙ… DISTRATTI
Un libro. Più intelligenti!
di Federico Cardinali
(3)
Riprendiamo oggi la domanda con cui siamo partiti tre settimane fa: i nostri bambini, più tecnologici, saranno anche più intelligenti? L’altra volta c’eravamo lasciati
con la mano anchilosata. Ricordate? Una
mano che ‘impoverisce’ il cervello. Oggi
guardiamo l’altro aspetto che, per un sano
sviluppo della mente di un bambino o di un
ragazzo, rischia di diventare un ulteriore
handicap.
I tablet, gli smartphone, i computer ci
permettono di passare molto velocemente da un’immagine a un’altra, da una pagina a un’altra. Un bambino che usi con
tanta frequenza questi strumenti si abitua
a prestare la sua attenzione a stimoli che
cambiano continuamente e velocemente.
Al punto che di fronte a un oggetto che
se ne sta fermo (una parola, una pagina,
un disegno), lui non è in grado di fermare
l’attenzione. Questo significa che quando
a scuola l’insegnante chiede ai bambini
di seguire un pensiero o un’immagine o la
pagina di un libro, questi sono incapaci di
stare ‘attenti’, perché il loro cervello è
abituato alla velocità (che significa anche
superficialità) di uno stimolo dopo l’altro.
Riflettiamoci bene. Non facciamo così anche noi adulti quando ci troviamo fra le
mani il nostro telefonino o quando andiamo su una pagina di Internet? Guardiamo
quanto tempo restiamo sulla stessa pagina (quella che abbiamo cercato): dopo pochi secondi iniziamo a farla scorrere sullo
schermo e ci spostiamo, con un nuovo link,
su un’altra. E noi adulti abbiamo sviluppato, fin da bambini, la capacità di pre-
stare la nostra attenzione ad una cosa alla
volta. Ciò nonostante, ci stiamo condizionando anche noi, cadendo nel ‘bisogno’ di
trovarci davanti a stimoli che cambiano
continuamente. Non facciamo così anche
con la TV? Certe litigate in famiglia per
chi tiene il telecomando, non significano
in fondo che spesso siamo più catturati dal
fare zapping (passare da un programma a
un altro) che dal seguire un programma
specifico?
E questo per noi adulti. Per i bambini,
però, la cosa è molto più grave: perché
essi stanno apprendendo adesso cosa sia
l’attenzione. È adesso, cioè, che il loro
cervello sviluppa la capacità di essere
attento e concentrato. Se noi diamo loro
strumenti che li costringono e li abituano
esclusivamente a stimoli che cambiano
con tanta velocità, il cervello (= il bambino) apprenderà a sviluppare soltanto questo tipo di attenzione.
Ci ritroviamo, così, che a scuola l’insegnante deve fare una grande fatica per
avere l’attenzione degli alunni. E non
perché questi siano cattivi o indisciplinati.
Ma semplicemente perché essi non sanno
cosa significhi seguire e rimanere attenti
di fronte a una ‘normale’ attività come
leggere una pagina e seguirne il contenuto,
o scrivere un pensiero o fare un disegno
senza essere distratti di continuo da altre
cose.
Oggi è di moda un nuovo disturbo tra i nostri bambini. Ho scritto ‘di moda’ perché
gli specialisti lo diagnosticano con estrema
(= troppa) frequenza e facilità. Lo chiamano ADHD (Attention Deficit and Hyperactivity Disorder = Disturbo da deficit dell’attenzione e iperattività). Come se fosse
una nuova ‘malattia’. Gli stessi specialisti,
però, si limitano ad evidenziare il problema, senza porsi la domanda sull’origine
e, soprattutto, su come fare per prevenire un problema di questo genere. Perché
non è che sia arrivato un nuovo virus: il virus – se vogliamo usare questa parola! – lo
stiamo diffondendo noi tra i nostri figli nel
momento in cui non li aiutiamo a sviluppare la capacità di prestare attenzione alle
cose e ai discorsi. Uno alla volta.
In questo caso quindi dovremmo dire che
quest’uso della tecnologia non solo non
aiuta i bambini a diventare più intelligenti – eravamo partiti da questa domanda,
ricordate? – ma li costringe ad un ritmo innaturale, impedendo al loro cervello (= a
loro) di sviluppare la capacità di prestare
la necessaria attenzione alle cose.
Che fare, allora?
Non sarebbe certo intelligente buttare
questi nuovi strumenti che la tecnologia
oggi mette nelle nostre mani. Sarebbe
come “buttar via il bambino con l’acqua
sporca”! Due strade, però, possiamo percorrere.
La prima. Limitare nel tempo il loro uso.
Non è sano per un bambino né per un ragazzo passare ore e ore davanti al PC o
restare sempre attaccato al suo telefonino. Fissiamogli dei tempi. E aiutiamolo a
rispettarli.
La seconda. Se proprio gli vogliamo regalare uno smartphone o un tablet per il
compleanno o per una festa, regaliamogli
insieme anche un libro. Un libro è sempre
un buon amico: aiuta a sviluppare l’attenzione e la concentrazione. Aiuta a coltivare i pensieri. E a riflettere.
Un libro ci rende più intelligenti!
(3. fine)
Chi vuole scrivere allo psicologo può farlo o per e-mail ([email protected] o [email protected])
o per posta a Voce della Vallesina - colloqui con lo psicologo - P.za Federico II, 8 - 60035 JESI
notizie_brevi
Centro Aiuto alla Vita – C.A.V. Jesi Onlus
Mese mariano agli Aroli
Durante il mese di maggio, nella Chiesa degli
Aroli di Monsano, viene recitato il S. Rosario
tutti i giorni dal lunedì al venerdì alle 18. La
chiesa sorse, probabilmente, nella seconda
metà del secolo XII per opera del Capitolo
della Cattedrale.
CHIESA SAN PIETRO MARTIRE
(CAPPUCCINI - JESI)
21 maggio: incontro con la Milizia
Continuano gli incontri con il gruppo di Jesi
della Milizia dell’Immacolata. Mercoledì
21 maggio alle 21 nella chiesa di San
Massimiliano Kolbe la prof.ssa Donatella
Coppari terrà una conversazione sul tema:
“Consacrarsi all’Immacolata nello spirito
della Milizia”. L’incontro successivo sarà il
28 maggio con l’assistente regionale padre
Sergio Cognigni sulla medaglia miracolosa e
il rito della consacrazione. La consacrazione
all’Immacolata sarà sabato 31 maggio alle
20,45.
22 maggio: il libro di Antonella Lumini
Giovedì 22 maggio alle 18 nella sede
dell’Azione Cattolica in piazza della
Repubblica l’autrice Antonella Lumini
di Firenze presenterà il suo libro “Dio è
Madre” con l’introduzione del prof. Gabriele
Bevilacqua. È una proposta della Milizia
dell’Immacolata e dell’Apostolato della
Preghiera della Diocesi di Jesi.
,
nessuno
LAUDATO SI PER IL..
DONO DELLA VITA..
22 maggio 1978 legalizzazione dell’aborto
PROGRAMMA
ORE 17:45 SANTO ROSARIO “PRO VITA” ANIMATO – C.A.V. JESI
ORE 18:30 SANTA MESSA CELEBRATA DAL PARROCO P. ILARINO
..DAL CONCEPIMENTO ALLA MORTE NATURALE..
INFO: 380.3213426
vita_ecclesiale | 7
Voce della Vallesina | 25 maggio 2014
La chiesa locale
Il diario
del vescovo
Gerardo
Venerdì 23 maggio
Visita past. a Santa Maria Nuova-Collina
Ore 9.15: Incontro con docenti e bambini della scuola
materna
Ore 21: Incontro con gli operatori della pastorale
liturgica
Ore 12: Conferenza stampa con CSI
Sabato 24 maggio
Ore 9,30: Loreto, commissione per l’attuazione del
Convegno regionale su evangelizzazione
Ore 16: S. Maria Nuova, incontro con i Giovani
Ore 18.30: S. Maria Nuova, S. Messa
Ore 21: Montecarotto, incontro missionario
Domenica 25 maggio
Ore 9: Monsano. S. Messa e Cresima
Ore 11.15: Castelplanio, S. Messa e Cresima
Ore 15: Incontro con i Cresimandi di Sasso
Ore 18: Parrocchia Regina della Pace, S. Messa nella
festa patronale
Ore 21: Incontro a carattere vocazionale
Lunedì 26 maggio
Ore 11: Cupramontana, S. Messa nella festa del patrono
S. Eleuterio
Ore 21: Incontro con il Gruppo “Gesù Sacerdote”
Martedì 27 maggio
Ore 10: Collina, Visita ai malati in casa
Ore 15-19: Il vescovo riceve in Duomo per colloqui e
Confessioni
Ore 21: San Marcello, incontro con i genitori dei
Cresimandi
Mercoledì 28 maggio
Ore 10: Collina, Visita ai malati in casa
Ore 20.30: Seminario, Consiglio Pastorale Diocesano
a cura di
don Corrado Magnani
[email protected]
25 maggio 2014
6A Domenica
di Pasqiua
Dal Vangelo secondo
Giovanni (14,15-21)
Sabato 31 maggio
Ore 10: Collina, visita ai malati in casa
Ore 15-17: Collina, incontro con i vari gruppi di ragazzi
Ore 18: Macine, S. Messa nella festa della Visitazione
Ore 21: S. Massimiliano K, S. Messa e Consacrazione dei
nuovi aderenti alla Milizia dell’Immacolata
Domenica 1 giugno
Ore 10: Mazzangrugno, S. Messa nella V.P.
Ore 11.15: S. Maria del Colle, S. Messa
Ore 21: Incontro a carattere vocazionale
oggi_sposi
18 maggio: Francesco Visani e Serena Rossetti a
Sant’Antonio Abate; Lorenzo Bocchini e Ilenia
Quercetti a Castelbellino; Riccardo Brunelli e Ilaria
Cascia a Castelplanio, Santa Maria del Cammino.
24 maggio: Lorenzo Pigliapoco e Ilenia Giulietti a S.
Maria Nuova.
In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli. «Se mi amate, osserverete i miei
comandamenti. Io pregherò il Padre ed
egli vi darà un altro Consolatore perché
rimanga con voi per sempre, lo Spirito
di verità che il mondo non può ricevere, perché non lo vede e non lo conosce.
Voi lo conoscete, perché dimora presso
di voi e sarà in voi. Non vi lascerò orfani, ritornerò da voi. Ancora un poco e il
mondo non mi vedrà più; voi invece mi
vedrete, perché io vivo e voi vivrete. Il
quel giorno voi saprete che io sono nel
Padre e voi in me e io in voi…
la precede. Il suo aiuto è dono incondizionato e senza limiti.
rito in noi, “l’altro Consolatore”.
L’uomo, ogni uomo è il luogo dove abita
Qualcun Altro: il Dio in noi. Papa Francesco dice tutto questo col suo solito stile
semplice e incisivo: “Ho solo questa certezza dogmatica: Dio abita nel cuore di
ogni uomo”. Importante da parte nostra
“dilatare i polmoni” cioè assicurare lo spazio a questa presenza intima di Dio.
“L’altro consolatore”
Alcuni spunti di riflessione per accompagnare, due passi indietro, il lettore nella
sua meditazione personale della Parola di
Dio:
- “SE MI AMATE, OSSERVERETE I MIEI COMANDAMENTI”. Gesù non dice: se siete
bravi, se capite, se vi mostrate intelligenti,
se siete ubbidienti… Dice: “Se mi amate..”.
Quindi lo stile, il motore della nostra condotta di vita non può essere che l’amore.
Gesù, nei suoi discorsi d’addio, non ci lascia una dottrina,un manuale di istruzioni,
e nemmeno un codice. CI LASCIA UN DESIDERIO, l’unico suo desiderio: Che amiamo.
Se abbiamo imparato ad amare, abbiamo
imparato la cosa fondamentale. Il resto è
conseguente, di contorno, di supporto.
- L’evangelista Giovanni è l’unico che, per
“descrivere” lo Spirito di Dio, adopera un
termine che ha il significato di “colui che
viene chiamato” in aiuto di qualcuno. Viene tradotto in vari modi, tra cui “il consolatore”. Non è un nome proprio dello Spirito Santo ma una funzione dello stesso. Ma
quello che ci fa lieti è il fatto che Gesù ci
garantisce che la presenza di questo Consolatore non è dovuta a situazioni saltuarie di pericolo, ma è costante, “per sempre”. Il suo aiuto non nasce come risposta
ad una nostra situazione di difficoltà, ma
INCONTRO
CON IL VATICANISTA
de “La Stampa”, Giacomo Galeazzi
- Poco prima Filippo aveva detto a Gesù:
“SIGNORE, MOSTRACI IL PADRE E CI BASTA”.
L’apostolo soffre della mancanza del Padre. Pensa che una visione potrebbe rimediare a tale mancanza. Gesù gli risponde
che la visione ce l’ha sotto gli occhi. É Lui:
per cui afferma: “Chi vede me vede il Padre”. Ora Gesù sta per “partire” cioè per
rendersi invisibile agli occhi di tutti. Gli
amici potrebbero ora soffrire per la sua
mancanza.
Ma Gesù annuncia la presenza “dell’Altro Consolatore” (cioè Lo Spirito d’amore
di Dio Padre- il primo consolatore è stato
Gesù): Perciò i suoi discepoli non resteranno soli, “non rimarranno orfani “(versetto 18). Lo Spirito Santo (= l’amore di
Dio) è il dono che Gesù “consegna “dalla
croce (Giovanni 19,30 ) e che dà respiro
a noi che abbiamo il respiro di vita corto
e affaticato.
Dice Gesù: “NON VI LASCERO’ ORFANI” .
Finché Lui era su questa terra, non ci
mancava il Padre, di cui Lui è il volto unico. Ora che Lui “parte” ci rassicura che il
Padre non abbandona la terra, non abbandona i figli che siamo noi. Il Padre rimane
con noi attraverso la presenza del Suo Spi-
- Gesù assicura che lo Spirito Consolatore
(= che sta con chi è solo) sarà in noi per
sempre.
Dunque l’esperienza del cielo diventa possibile senza abbandonare la terra. Quando
è possibile? Gesù dice: “In quel giorno…”
(versetto 20): che può essere oggi, ogni
giorno.
Noi che proviamo a credere all’amore di
Dio non abbiamo il bisogno di visitare tanti
santuari, perché il santuario che dobbiamo frequentare, per non interrompere il
rapporto con Lui, ce l’abbiamo in noi. Il
cristiano non ha bisogno di andare chissà
dove per “vedere” il Signore. Per vederlo
basta arrivare al centro di noi stessi. Lo
dice anche Pietro nella seconda lettura di
questa domenica: “Adorate il Signore nei
vostri cuori, pronti sempre a rispondere a
chiunque vi domandi ragione della speranza che è in voi” (1 Pt.3,15).
PER LA PRESENTAZIONE DEL LIBRO:
BIBLIOTECA PETRUCCIANA: 5 GIUGNO ALLE 18
Francesco, il Papa della gente
Giovedì 29 maggio
Ore 9.30: Macerata, ritiro dei Sacerdoti di Macerata
Ore 18: Aula magna “Colocci”, presentazione del libro
sul Dott. Cherubini
Venerdì 30 maggio
Ore 15,15: Duomo, Incontro con i ragazzi di Chiaravalle
Ore 21: Collina, Incontro con le Famiglie
La parola della domenica
AD UN ANNO
DALLA SUA
ELEZIONE!
Giovedì 5 giugno alle 18 alla Biblioteca Petrucciana di Jesi conferenza del vaticaGIOVEDÌ
5 GIUGNO
2014Giacomo
- ALLE OREGaleazzi,
18.00
nista
de “La
Stampa”,
presso la Biblioteca Diocesana di Jesi, Piazza Federico II n.8
autore del
libro
il dipapa
della
conduce: Gianni
Rossetti,“Francesco
Direttore della Scuola di Giornalismo
Urbino
gente” (edizioni La Stampa-Vatican Insider). È una proposta dell’Ufficio Diocesano
Beni Culturali. Il primo, straordinario anno
del nuovo Papa nel racconto del vaticanista de “La Stampa”, Giacomo Galeazzi.
Gesti, parole, telefonate, preghiere, decisioni cruciali. Il primo Papa a chiamarsi
Francesco, il primo Papa gesuita, il primo
Papa latinoamericano, il primo Papa venuto «dalla fine del mondo». Da quella sera
più niente come prima, dentro e fuori del
Vaticano. Che molte cose sarebbero cam-
biate, lo si è capito subito la sera del 13
marzo 2013, quando, alla fine di un conclave-lampo il settantaseienne Jorge Mario
Bergoglio si è affacciato vestito di bianco
dalla loggia centrale della basilica vaticana. Il primo Papa a chiamarsi Francesco, il
primo Papa gesuita, il primo Papa latinoamericano, il primo Papa venuto «dalla fine
del mondo». Già prima che prendesse la
parola, per salutare con un «Buona sera»
la folla rimasta in attesa per ore sotto la
pioggia ad aspettare la fumata, un segno
di cambiamento: Francesco non indossava
la «mozzetta» rossa bordata d’ermellino,
la mantellina usata dai Pontefici. «Preferisco di no...» aveva detto poco prima al
capo dei cerimonieri che lo stava aiutando
a indossare la tonaca bianca. Ma la vera
novità di quel primo affaccio era stata la
preghiera che il nuovo vescovo di Roma
chiedeva da parte del popolo su di lui, prima di dare la popolo la sua benedizione. Il
Papa con le mani giunte, chinato e proteso
in avanti, e la folla dei fedeli provenienti
da tutto il mondo che in una piazza fattasi in un istante silenziosa prega Dio di
benedire il Papa. Da quella sera più niente è stato come prima, dentro e fuori del
Vaticano. Già la mattina del 14 marzo, la
prima uscita: Francesco ha voluto andare a pregare per la città di Roma davanti
all’icona della «Salus Populi Romani», nella basilica di Santa Maria Maggiore all’Esquilino. E subito dopo ha voluto passare
alla casa del clero di via della Scrofa, dove
alloggiava abitualmente durante i suoi
soggiorni romani e dove aveva abitato nei
giorni precedenti il conclave, per prendere la sua valigia e pagare il conto. È salito
in camera e ha preparato il suo personale
bagaglio, com’era solito fare a Buenos Aires, quando viveva in una stanza, che rassettava da sé.
g.s.
in_breve
15-21 maggio: pellegrinaggio a Fatima
Si svolgerà dal 15 al 21 maggio 2014 il Pellegrinaggio organizzato dall’Unitalsi a Fatima e Santiago Di Compostela. Partiranno
da Jesi, accompagnati dalla Presidente Antonia e dall’Assistente Nazionale Don Danilo Priori, 18 pellegrini per un pellegrinaggio che diventi esperienza di più intensa unione con Dio e testimonianza cristiana. Dall’anno delle apparizioni, il 1917,
non hanno mai cessato di andare alla Cova da Iria migliaia e migliaia di pellegrini di tutto il mondo, inizialmente nei giorni
13 di ogni mese.
8 | in_ricordo
25 maggio 2014 | Voce della Vallesina
GLI UNDICI NIPOTI RICORDANO NONNO PRIMO LUIGI BINI
“Amavi le cose belle e la vita prima di tutto”
Caro nonno, oggi in cielo è festa, Tra le tue mani è fiorita una famiperché arrivi tu! Qui sulla terra glia che oggi ti si stringe attorno e
siamo un po’ disorientati per- loda Dio per il dono di essere un
ché ci manchi e sappiamo che ci tralcio di una vite cosi bella. Il tuo
mancherai, però vogliamo fare amore fedele con nonna ci ha infesta, perché infondo è quello che segnato il coraggio di credere che
ci chiedevi tu. “Quando moro io, si può amare veramente anche su
fate na gran festa”. Oggi davvero questa terra, che il matrimonio è
non riusciamo a immaginare come una missione, un’avventura, una
sarà senza di te questa nostra fa- battaglia. Ci hai contagiato con il
miglia. Perché tu ne eri la spina tuo ottimismo, ci hai svelato una
dorsale. Quante volte pensando giovinezza che si rinnova anche
a questo momento tu sorridevi quando le rughe aumentano e il
e dicevi “tanto lo so, che quando corpo non fa più quello che vortoccherà a me direte quanto era resti… perché lo spirito invece
bono l’ poro nonno”. Però è vero non si fiacca. Il tuo sguardo aznonno, eri buono. Anzi. Bello zurro sul mondo, avido di verità,
buono e bravo, come volevi che di scoperte, non ha mai smesso
fossimo anche noi. Eri un esem- di cercare. Eri curioso delle nopio, prima di tutto. Senza che tu stre vite, volevi imparare da noi,
ci insegnassi niente, da te abbia- ci chiedevi che cosa facessimo di
mo imparato tanto. Ci hai mo- bello in giro per l’Italia, e per il
strato che bisogna puntare in alto mondo. Sembravi arricchito da
con l’ambizione umile di chi sa ogni tassello di vita che proveniche la vita ci è donata e proprio va da te. Nei tuoi viaggi, nei tuoi
per questo va onorata, va spesa… libri ci hai mostrato che la cultura
nella dedizione fedele alla fami- di ogni uomo si costruisce anche
glia, nella passione instancabile con la fatica dello studio e delper il lavoro, nel servizio agli altri. la dedizione quotidiana, ma che
il premio finale è contemplare la
bellezza. Hai coltivato il tuo intimo rapporto con Dio nella preghiera fedele a fianco a nonna, sui
tasti dell’organo a messa, nella tua
partecipazione attiva nella Chiesa.
Sei stato per molti una guida ed un
riferimento. Un esempio di uomo
e di padre su cui tante vite si sono
plasmate, nella stima e nel contrasto. Hai amato la tua professione,
non ti sei risparmiato, perché amavi le cose belle e la vita prima di tutto. Nella malattia non hai smesso di
lottare, hai portato a segno la tua
buona battaglia, hai difeso l’amore,
hai spremuto la vita. Oggi in cielo è
festa! E noi quaggiù non riusciamo
a non immaginare l’incontro lassù tra te e il Padre che per tutta la
vita hai cercato e che ora contempli
faccia a faccia. Ti immaginiamo toglierti il cappello, e fischiare mentre
entri: “so arrivato!”. E mentre sali, ti
volti e dici: “lassade aperto il portò”.
Agnese, Sara, Francesco, Irene,
Chiara, Giovanni, Lorenzo, Letizia,
Francesco, Michele,
Caterina, Rachele e Chiara
IL DOTTOR BINI, IL RICORDO DEL MIO PEDIATRA
“Preparati a suonare al Museo”
“Un caffè non può che far bene e poi dopo si lavora
meglio” diceva il dott. Bini le mattine che lo incontravo al bar Saccaria e sorrideva intonando la Serenata
“Com’è gentil” di Ernesto del Don Pasquale di Donizetti. Spesso mi diceva: “Preparati che presto farai un
concerto sul pianoforte che abbiamo fatto restaurare
nel Museo Diocesano…” Ed io continuavo la giornata
con una marcia in più, con più entusiasmo, pensando
che, anche chi ha svolto una professione difficile e impegnativa come il medico, è più ricco dentro se ama
l’arte, l’opera e la musica classica.
Ma la cosa che davvero mi ha stupita del dottore è stata
vederlo pedalare da Jesi a Pianello V., circa due estati fa,
per poi ritrovarlo alle 10,30 con gli amici a prendere il
caffè… insomma un’energia da non credere!
É stato il mio pediatra, i miei genitori ricordano sempre con molto affetto i suoi consigli, le sue visite, la
sua grande disponibilità. Un episodio in particolare:
il dottore non esitò a curarmi anche solo per telefono
quando, da bambina, in vacanza a Caorle, fui colta da
febbre alta.
Con la sua morte sento di non aver perso solo un
medico per i bambini, ma un amico, un nonno… per
questo il suo ricordo resterà indelebile nel mio cuore
come i suoi insegnamenti: amare e cantare la vita!
Prof. ssa Sara Bonci
“Io lo rosario ‘l so dì”
Se pensiamo al dottor Bini
ognuno di noi certamente ha
un episodio da raccontare, un
incontro da ricordare, un sorriso
aperto e sincero impresso nella
mente, tanta era la sua notorietà,
la sua cordialità, la sua simpatia.
Il mio primo ricordo risale
agli anni della mia infanzia
quando venne a visitare mia
madre e, saputo che era nata nel
1924 (erano quindi coetanei),
esclamò subito: “E certo, sono
nati tutti in quell’anno lì quelli
belli!” Poi nell’adolescenza gli
incontri sono legati al Centro
Diocesano di Azione Cattolica
che frequentavo ed alle cui
riunioni a volte partecipavano
anche gli adulti. Con la nascita
dei miei figli ho sperimentato la
sua professionalità e le sue doti
di “psicologo”; in particolare
rammento le parole che mi
disse quando ha visitato il mio
primo figlio di appena un mese:
“Ricordati che il primo dottore
dei bambini è la mamma; è lei
infatti che vede la calma dopo
una poppata, le reazioni a un
farmaco o a un nuovo alimento,
è lei che deve riferire al pediatra
se il bambino lo gradisce o lo
rifiuta.” Non ho mai dimenticato
queste “perle di saggezza” ed
ancora oggi la cito alle neomamme, specie alle primipare,
per le quali l’ansia è spesso
cattiva consigliera.
Un giorno è venuto a casa perché
uno dei figli aveva in incubazione
una malattia infettiva, subito da
lui diagnosticata. Appena entrato
ha visto la sfoglia tirata sopra
la tavola ed ha esclamato: “Oh!
Questa è una cosa che a me piace
moltissimo, la sperna e il profumo
del sugo. Oggi quando vado nelle
case, in cucina vedo solo ncartade
de mortadella e de formaggi!”
Quando tre anni fa ho avuto il
primo nipotino, l’ho portato nel
suo ambulatorio per una visita,
al termine della quale è uscito
con le sue battute abituali: “ma
‘sto monello non c’ha niente, che
me l’avete portato a fa’” ; e io ho
risposto che volevo solo che lo
vedesse il pediatra di sua madre,
tanto per proseguire la tradizione.
Nel settembre scorso l’ho
incontrato davanti ad una edicola
di giornali, aveva acquistato
due quotidiani, il Corriere della
Sera e Avvenire. Gli ho fatto i
complimenti per la scelta della
pluralità dell’informazione, per la
mente attiva e per il bell’aspetto.
Mi ha risposto con la dialettica e
l’ironia che gli erano consuete e
con il suo immancabile sorriso:
“Guarda che sono arrivato ad 89
anni ed ho detto al Signore che se
vuole sono pronto, se ha bisogno
di me di là, io lo rosario l’ so di’ “.
Immediata è stata la mia
reazione e ho replicato che al
momento di lui avevamo bisogno
noi di qua e che il Signore poteva
aspettare.
Quando ho appreso la notizia
della sua morte la mia mente ed
il mio cuore sono andate subito a
quelle parole ed ho pensato che
il Signore ha avuto bisogno di
lui che sapeva dire il Rosario, lo
ha chiamato proprio nel mese di
maggio e addirittura nel giorno
della Madonna di Fatima!
Laura Meloni Pirani
Grazie di tutto
dottor Bini
“Fate memoria
di questi uomoni”
Chi ha avuto la fortuna di incontrare nella sua vita il dott. Bini sicuramente si è arricchito per aver
goduto della sua “grandezza” morale, umana e cristiana. Io sono uno
di questi. Molto spesso incontravo
il dott. Bini nella Chiesa dell’Adorazione: il dott. Bini, da sempre,
era stato un assiduo e fervoroso
adoratore di Gesù Eucarestia. Più
assiduamente lo incontravo presso
la redazione di Voce della Vallesina,
dove, con la Direttrice, provvedeva alla stesura di qualche articolo
per il Circolo Ferrini, organizzare
incontri e qualche gita come quella
rimasta memorabile al Santuario di
S. Gerardo Maiella in Caposele, ai
laghi di Monticchio e Melfi, con il
nostro Vescovo Gerardo. Ne andava
orgoglioso!
Per diversi anni, il dott. Bini era
stato un preziosissimo collaboratore di Voce della Vallesina. Tutti i mercoledì, con altri volontari,
provvedeva all’etichettatura delle
copie del nostro settimanale per la
successiva spedizione postale. La
sua presenza creava immancabilmente un clima di fraterna amicizia, fattiva collaborazione e di piacevole conversazione. Era il nostro
punto di riferimento!
Ma il mio personale ricordo del dott.
Bini va ben oltre perché era la stessa
persona del dott. Bini che andava “oltre”. Con umiltà si scomodava
per il fratello, sapeva farsi prossimo
nelle necessità del fratello come è
capitato a me. Tempo fa, ero contrariato da particolari vicissitudini che
mi rendevano un po’ introverso e taciturno. Ero praticamente diverso da
come il dott. Bini mi conosceva. Passa un po’ di tempo e quando un bel
giorno ci incontrammo di nuovo ecco
il dott. Bini all’azione. Ci scambiammo i soliti convenevoli e prima di salutarci lui, con sguardo dolce, mi sollecitò e mi esternò il forte desiderio
di rivedermi presto sereno, loquace
e gioviale. Lui si era accorto di me,
si era scomodato per me!
Un profondo senso di gratitudine si
era riversato dentro di me. Avevo
subito visto in lui la figura del buon
samaritano. Grazie di tutto dott.
Bini! Grazie Signore di avermi fatto
incontrare un vero amico e un grande testimone della fede in Cristo.
Lo intravedo ora nella gioia del Paradiso e tra le braccia di Maria Santissima che in uno dei giorni a Lei
dedicati, il 13 di Maggio, aspettava
e accoglieva il suo amato e devoto
figlio Primo Luigi.
Diacono Antonio
“L’utopia del futuro non si costruisce ignorando la memoria del passato. Del passato dobbiamo fare
memoria; solo le radici del passato debbono farci camminare verso
il futuro. Guai se ci illudiamo di
far vedere solo l’oggi ignorando lo
ieri” (Papa Francesco 16.12.2013).
“Un popolo che non ascolta i nonni è un popolo che muore” (Papa
Francesco 26.10.2013, Festa della
Famiglia).
Queste e tante altre espressioni
relative al valore della famiglia,
all’etica della politica, all’anestesia del cuore che non ci fa più accorgere dell’altro, ci fanno capire
con quale spirito abbiano svolto il
loro ruolo importante in un lungo
percorso terreno uomini come Primo Luigi Bini, Alvise Cherubini e
tanti altri cari amici del passato.
Inoltre, Bini e Cherubini sono stati
strettamente uniti nel comune impegno formativo per schiere di giovani e successivamente con le più
varie opere promosse dall’Azione
Cattolica e nel più ampio campo
del sociale, con decisa fedeltà alla
dottrina della Chiesa. Tutto questo
è avvenuto soprattutto con l’esempio, con la parola e con l’impegno
permeate dalla luce del Vangelo.
L’altro aspetto che li univa, quello
professionale di medici, ha consentito loro un supplemento di apertura verso il prossimo per un apostolato più convinto e incisivo.
Nell’immediato dopoguerra, durante i molti anni di presidenza diocesana della GIAC da parte di Bini,
venne costituito un Centro Diocesano fortemente affiatato; quasi ogni
domenica andavamo a visitare le
associazioni GIAC di tutte le parrocchie della Diocesi ed erano frequenti le “tre sere” per i giovani e
i corsi annuali di esercizi spirituali.
Fu lui ad affidarmi, insieme al Vescovo Falcinelli, la responsabilità
del CSI. Partecipammo insieme al
grande raduno dei “baschi verdi”
della GIAC a Roma nel 1948 e nel
1950 alla proclamazione del Dogma
dell’Assunta da parte di Papa Pio
XII. Per diversi anni, come Centro
Diocesano, ci incontravamo nella
preghiera del giovedì nel cortile
del vecchio Seminario. Ricordo un
riuscitissimo convegno diocesano
GIAC a Monsano, sotto la protezione della Madonna che in quei
luoghi era apparsa più volte nel
1471. Questo evento mi suggerisce
come il passaggio alla nuova vita
di Gigetto Bini sia avvenuto prima
dell’aurora del giorno 13 maggio,
che ci ricorda la beata Vergine di
Fatima, e la sua devozione alla nostra Madonna delle Grazie dove più
volte ci incontravamo alla celebrazione eucaristica in giorni feriali.
A conclusione, mi permetto di fare
un invito ai giovani di oggi: fate
memoria di questi uomini vissuti
con il rosario in tasca, con il libretto della meditazione quotidiana e
con le frequentissime unioni al corpo di Gesù Eucaristia.
Flaviano Celli
Voce della Vallesina
Per i ricordi
delle persone care
0731.208145
vallesina | 9
Voce della Vallesina | 25 maggio 2014
PRIMA COMUNIONE A SAN PIETRO MARTIRE
Gli occhi, specchio dell’anima
Vuoi entrare nell’intimo di una persona?
Guarda i suoi occhi in profondità e scoprirai o la sua gioia, la sua delusione, ma
anche la sua speranza. L’occhio ti proietta
come in un video la personalità di un bambino, di un giovane, di un adulto alle prese
con mille e più problemi, come la stanchezza di un viaggio duro e faticoso nella vita,
spesso così avara di consolazioni.
Gli occhi dei bambini sono uno specchio
tersissimo della loro anima per fortuna
ancora libera dai fermenti complicati della
vita Questo è verissimo quando i bambini
si accostano al mistero di Gesù che scende nella loro vita per la prima volta. Difatti
bastava guardare Carolina Artegiani, Sebastiano Azzaro, Tommaso Beldomenico,
Michele Bolignaro, Sofia Buzzo, Giovanna
Caimmi, Arianna Ceccarelli, Mattia Cerioni, Riccardo Chiaramonti, Andrea Cortes,
Daniele David, Laura Giannuario, Mirko
Mandolini, Eleonora Mazzarini, Ginevra
Mazzoni, Alessandro Meloni, Thiago Merendoni, Alessia Pierantognetti, Federico
Pasquinelli, Riccardo Rango, Lorenzo Tomasso, Eugenio Viotti che domenica 11
maggio nella chiesa di San Pietro Martire
hanno fatto l’esperienza del loro primo incontro con Gesù nella santa Comunione,
promettendogli di voler rimanere sempre
con Lui.
Dai loro occhi, dai gesti, dalle preghiere
preparate dalla catechista Raffaela con le
sue aiutanti, si è potuto appena intravedere la profondità della loro gioia. Il parroco
padre Ilarino Carosi ha raccomandato di
spalancare la loro vita per godere sempre
della dolce compagnia del Signore Gesù
che non delude mai. Raccomandando, poi,
ai genitori di essere i premurosi custodi dei
loro figli, il sacerdote ha riaffermato il ruolo
insostituibile della loro opera educativa con
un esempio trainante nella vita di genitori, per condurre sempre i figli sulla strada
del bene. Questo, in sintesi, l’augurio della
comunità parrocchiale che ha seguito commossa la celebrazione. Questo è l’augurio
e la speranza della chiesa intera, invocando
l’aiuto dall’alto, perché questi bambini, un
giorno, possano essere le future colonne di
una società che aspetta di essere cambiata
con l’apporto di tutti e di ciascuno di noi.
La Comunità parrocchiale di San Pietro
Martire.
Emilio Capogrossi
Foto Ubaldi
PARROCCHIA SAN FRANCESCO D’ASSISI: 36 BAMBINI RICEVONO PER LA PRIMA VOLTA GESÙ
Chiamami, Signore, io ti seguirò per sempre
É bello vedere, in una chiesa gremita di famiglie in festa, tanti bambini vestiti di bianco
che sfilano in corteo verso l’altare cantando: “Eccomi, Signore, cosa vuoi ch’io faccia?/
Parlami, Signore, ti risponderò./ Chiamami, Signore, io ti seguirò...”. L’11 e il 18 maggio, nella chiesa di San Francesco d’Assisi, 36
bambini, divisi in due gruppi, hanno ricevuto
per la prima volta Gesù Eucaristia. La festa è
cominciata il 4 maggio, con una giornata di
spiritualità vissuta nel Centro Pastorale di
Jesi insieme ai genitori e alle catechiste. Per
i bambini sono state organizzate attività ludiche e formative; nel pomeriggio il vescovo
Gerardo ha incontrato i genitori e ha concluso la giornata con una Celebrazione eucaristica coinvolgente anche grazie allo scambio
di doni simbolici. Cantano e pregano Gesù
perché sia luce per la loro vita, 19 bambini
in attesa della prima Comunione l’11 maggio, domenica del “Buon Pastore” (Gv10), ma
anche Giornata di preghiera della Chiesa per
tutte le vocazioni. Il parroco, padre Silvio Capriotti, nell’omelia ha raccontato la storia della sua vocazione: il desiderio di consacrarsi al
Voce
dellaVallesina
SETTIMANALE DI ISPIRAZIONE
CATTOLICA DELLA DIOCESI DI JESI
FONDATO NEL 1953
Signore, le difficoltà per entrare in Seminario,
la preghiera sua e della madre davanti a San
Giacomo, a Monteprandone, “per avere luce”
e l’incontro con un frate del “Collegio Serafico”, fra’ Luigi....: «Il Signore – ha detto - agisce così: con un incontro.... ti fa scoprire la
tua vocazione. Chiediamogli: che cosa vuoi
da me? Alla prima Comunione seguiranno
le altre, perché Gesù desidera che mangiamo Lui in continuazione. Un programmino:
la domenica partecipare alla Messa e fare la
Comunione. Confessarsi una volta al mese:
fare bene l’esame di coscienza, chiedere perdono e ringraziare Dio». Ai genitori: «Non
impedite ai vostri bambini di vivere questi
momenti di vita spirituale. É importante accompagnarli la domenica alla Messa.
Prendete questo impegno per non togliere ai
vostri figli il punto di riferimento sicuro che
è Gesù, di fronte ai richiami della “mondanità”. Ascoltiamo il Signore!».
Ecco i 19 bambini che hanno incontrato
Gesù, il Salvatore del mondo, e hanno deciso di seguirlo grazie alla preparazione ricevuta dalle catechiste Francesca Procaccini,
Direttore responsabile
Beatrice Testadiferro
Comitato editoriale:
Vittorio Massaccesi, Giuseppe
Quagliani, Antonio Lombardi
Responsabile amministrativo
Antonio Quaranta
Proprietà: Diocesi di Jesi
Registrazione Tribunale di Ancona
n. 143 del 10.1.1953
Serena Sbarbati e Monica Colini, guide sagge e premurose che durante la Messa hanno
cantato e pregato per loro e con loro: Luca
Bachieca, Sofia Bernarducci, Elena Carletti, Marta Coltorti, Francesco Coppari, Luca
Felcher, Ludovica Fiorini, elisa Flaminio,
Gabriele Lorenzetti, Nicolò Mariotti, Benedetta Martarelli, Martina Mattei, Elisabetta
Matteucci, Gada Orsetti, Adele Palombini,
Gianmarco Renzi, Guilhierme Santos Cruz,
Jasmnine Yussef, Jacopo Zingaretti. Durante la Comunione il Coro ha intonato “Pane
del cielo sei Tu, Gesù, via d’amore: Tu ci fai
come te!...”. È festa anche il 18 maggio nella
parrocchia di San Francesco d’Assisi, per 17
bambini, preparati e guidati con amore e
competenza da Mirella Gherardi, Marilena Corrente e Serena Sbarbati. Ecco i loro
nomi: Arianna Alessandroni, Sara Bandini,
Nicolò Bernardi, Thomas Campana, Giulio
Cesaroni, Federico Dolciotti, Elena Faini, Federico Fratoni, Edoardo Girombelli, Aurora
Moriconi, Francesco Paola, Tommaso Perini, Asia Piccioni, Lara Procicchiani, Alberto Renzi, Anna Trabucco, Antonio Turino.
Gesù dice: “Io sono la via, la verità, la vita”
(Gv14,6). Il Salmo 32 risuona come una su-
Composizione grafica
Giampiero Barchiesi
Stampa
Rotopress International s.r.l, Loreto
Spedizione in abbonamento postale
Associato alla FISC
(Federazione Italiana Settimanali
Cattolici)
Questo numero è stato chiuso in
redazione martedì 25 maggio alle 17
e stampato alle 18 del 25 maggio.
Ai sensi dell’articolo 13 del D. Lgs
196/2003 (Codice privacy) si comunica
che i dati dei destinatari del giornale
sono contenuti in un archivio
informatico idoneo a garantire la
sicurezza e la riservatezza. Saranno
blime preghiera: “Il tuo amore, Signore, sia
su di noi; in te speriamo”.
Alla vigilia della sua festa ho incontrato Sara
Bandini, 10 anni, vivace e disinvolta, e le ho
rivolto qualche domanda: Come ti sei preparata alla prima confessione?
Da tempo le catechiste hanno letto e spiegato
a me e ai miei compagni alcuni brani del Vangelo e ci hanno insegnato l’ “Atto di dolore”:
Mio Dio, mi pento dei miei peccati...
Che cosa hai provato nel parlare per la prima volta a tu per tu con un sacerdote?
Grande emozione.
Che cosa senti nel tuo cuore? Chi è Gesù
per te?
Provo tanta gioia. Gesù è il figlio di Dio, che
ha dato la sua vita per me. É un amico che sta
sempre con me dovunque io vada. Gli chiedo di proteggermi perché io non mi allontani
mai da Lui.
A tutti l’augurio di camminare sempre con
Gesù, il compagno di viaggio che dona la vera
gioia!
Maria Crisafulli
Foto Photo In, Jesi
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per iscritto dagli interessati, oltre
che per il rispetto al rapporto di
abbonamento, anche per proprie
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10 | in_diocesi
25 maggio 2014 | Voce della Vallesina
UNA PROPOSTA DEL CENTRO GIOVANNI PAOLO II PER GIOVANI E ORATORI
A piedi da Loreto ad Assisi in estate
anche un contributo economico).
Il Centro Giovanni Paolo II promuove per l’estate 2014 il pellegrinaggio da Loreto ad Assisi con
l’intento di recuperare, valorizzare
e riattivare l’antica «Via Lauretana».
Durante le quattro settimane di luglio saranno attivati quattro pellegrinaggi guidati lungo la Via Lauretana con il preciso intento di offrire
attraverso l’esperienza del cammino un’occasione per comprendere
meglio il significato profondo della
vita in un’esperienza di fraternità
ed essenzialità. L’invito è rivolto ai
giovani tra i 18 e i 35 anni. Vorremmo che gli oratori della nostra
regione si aprano a questo tipo di
esperienza (per loro è previsto
Testimonianze di giovani
che hanno vissuto il cammino
Lorenzo 30 anni
«È stato un pellegrinaggio tutto sommato bello in cui la nostra
amicizia si è ulteriormente rafforzata e quindi anche la nostra
fede. Abbiamo sempre camminato
come fossimo una vera famiglia,
aiutandoci gli uni gli altri, senza
distinzione di religione o di nazionalità frenati leggermente solo dalla
differenza linguistica; questo ci ha
fatto pensare che, anche se ancora il cammino è lungo da fare per
arrivare all’unità assoluta, siamo
sulla buona strada, perché non ci
sentiamo affatto divisi, infatti è un
pensiero che avevamo tutti in comune e che nessuno ha esitato ad
esprimere. Sono rimasto colpito da
quanto quello che facevamo, impressionava veramente le persone
incontrate lungo tutto il cammino,
in quanto ogni comunità incontrata è uscita meravigliata e rigenerata dal nostro incontro»
Oana 21 anni
«Per me l’esperienza di questo
pellegrinaggio è stata unica e
straordinaria perché sono tornata a casa più ricca di sentimenti.
Inizialmente mi sembrava che
fosse una sfida partecipare a
un pellegrinaggio, perché fino a
quel momento non avevo provato un’esperienza simile. Poi ho
capito che il pellegrinaggio non
era una via di tanti chilometri, ma
ha un significato profondo: cer-
care di vivere in modo semplice,
di creare l’unità, di stare insieme
con gli amici nel bene e nel male,
nel dolore e nella felicità. Per me
questa settimana ha significato
tanto in termini di spiritualità e
di amicizia create tra di noi».
IL 13 MAGGIO 1989 MORIVA DON CESARE CARBONARI: LO RICORDANO LA FAMIGLIA E LA DIOCESI IL 24 MAGGIO ALLE 18.30
Fu il parroco di San Paolo e l’amministratore di Voce della Vallesina
Sabato 24 maggio alle 18,30, a quindici anni dalla morte, sarà ricordato don
Cesare Carbonari nel corso della Santa
Messa presso la chiesa parrocchiale di
Santa Maria Nuova celebrata dal vescovo Gerardo Rocconi. Don Cesare, tra i
vari servizi, si è dedicato al settimanale
diocesano Voce della Vallesina curandone l’amministrazione e la pubblicità e si
interessava degli artisti locali.
Come una ladra di notte, si può ben dire,
la morte è arrivata improvvisamente per
don Cesare, parroco di S. Paolo di Jesi, che
Marche
all’età di 45 anni, mentre
conversava con i suoi parrocchiani nel campo di
calcio della parrocchia, si
è sentito male ed è morto
per un infarto. Un breve ricordo, per chi non
lo conoscesse, di questo
prete che a San Paolo e
negli altri ambienti dove è
stato, ha lasciato il suo ricordo. Da giovane è partito dal suo paese per poi
farvi ritorno come parroco. Si è formato
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Delegazione regionale
Marche
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24 maggio 2014 ore 10.00
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Saluti
Francesco Baldoni - Presidente regionale ACLI Marche
Autorità e rappresentanti delle istituzioni locali
Interverranno
Marco Moroni - Responsabile Centro Studi ACLI Marche
Mario Bettucci - Delegato regionale CARITAS Marche
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Per maggiori informazioni contattare la Segreteria regionale ACLI Marche tel. e fax 0712868717
cell 3888710392 mail [email protected].
nel seminario di Fano ed è
stato ordinato a S. Maria
Nuova dal vescovo mons.
Carlo Maccari. Fu vice
direttore del seminario di
Jesi, poi nel1973 vicario
cooperatore della parrocchia di Montecarotto
e nel 1975 è stato anche
cappellano dell’ospedale.
Nel 1977 divenne Parroco di S. Apollinare e vi
restò fino al 1982, quando
è stato trasferito a San Paolo di Jesi, sem-
pre in qualità di parroco. È stato anche
insegnante di Religione presso l’Istituto
professionale di Stato per l’Agricoltura “S.
Salvati” di Pianello Vallesina. Un giovane
prete che aveva di fronte una vita pastorale
da compiere invece la sua giornata terrena
si è interrotta presto. È stata una perdita
per la diocesi di Jesi e per il vescovo Oscar
Serfilippi. Era anche un intenditore d’arte,
aveva realizzato una mostra per il pittore
jesino, il carmelitano padre Eugenio Azzocchi. A venticinque anni dalla morte lo
ricorda la Chiesa jesina.
r.u.
arte | 11
Voce della Vallesina | 25 maggio 2014
FESTIVAL DELL’OPERA DA CAMERA. IL MAESTRO DI MUSICA E IL CAVALIERE SENZA MACCHIA
Lezione di canto per un’allegra scolaresca
Doveva avere proprio un bel carattere Georg Philipp Telemann,
compositore tedesco vissuto tra 17°
e 18° secolo, autore di una caterva
di opere musicali che non si è riusciti nemmeno interamente a classificare. Una straripante vocazione.
Incominciò, da autodidatta, a studiare musica e ad interessarsi di
tutti gli stili diffusi allora, specialmente di quello italiano. Avvicinò
altri compositori, prese a collaborare con loro, intrecciò amicizie.
Tenne persino a battesimo un figlio
di J.S. Bach. Si immerse nel lavoro. Fondò ad Amburgo un teatro
e un Collegio Musicale. Animò
instancabilmente la vita culturale
della città e, anche se impegnato
come organista nelle cinque chiese
di Amburgo, continuò a comporre
a getto continuo: tanto freneticamente che sia moglie alla fine si
stancò e se ne andò di casa. Lezione in fondo salutare. Telemann
rallentò l’ attività di compositore:
ma la montagna di musica che
aveva prodotto era già immensa.
Che avesse un bel carattere si può
anche intuire dai soggetti che musicò e dai suoi propositi educativi.
L’intermezzo ‘Pimpinone’ tratta
un argomento similissimo a quello
de ‘La Serva padrona’ anche se in
una stile non così innovativo come
quello di Pergolesi che più di vent’
anni dopo avrebbe fatto scoppiare
la famosa ‘querelle’. Dovette inoltre
avere a cuore l’insegnamento se
pubblicò una rivista musicale e un
saggio teorico; se compose musica
non solo per virtuosi, ma anche
per dilettanti ed esecutori vocali
e strumentali alle prime armi; se
trattò con disinvolto senso critico,
talvolta con ironia, gli aulici stili
musicali del tempo.
Confermano queste ipotesi due
sue brevi partiture: la cantata comica “Il maestro di scuola” e il
racconto musicale “Don Chisciotte”. Intelligente è stata la scelta di
presentarle insieme, l’11 maggio,
nel secondo appuntamento del Festival dell’Opera da Camera. Il protagonista della cantata è un sussiegoso insegnate di musica che spiega
ad una vivace scolaresca le regole
del canto ornato da lui stesso esemplificate. I ragazzini poco a poco si
acquietano, lo ascoltano, ripetono,
intervengono e alla fine circondano
festosi il maestro, sorpreso di tanta
allegria. Nel “Don Chisciotte” invece Telemann commenta musicalmente alcuni tra i più significativi
passi dell’opera di Cervantes: la descrizione eroicomica del cavaliere
errante; quella grottesca di Dulcinea, la rozza contadinotta ‘signora
del suo cuore’; di Sancho Panza, il
fido scudiero; di Ronzinante, il cavallo bolso di Don Chisciotte, del
quale la musica imita con umorismo il passo traballante e il galoppo
sgangherato; dell’asino recalcitrante di Sancho.
Con questo materiale letterario e
musicale Gianni Gualdoni ha costruito uno spettacolo agile, bril-
lante, essenzialmente rivelatore di
molti significati; divertente anche
per i bambini dell’Istituto ‘B. Gigli’
di Monteroberto che, addestrati a
puntino da Tiziana Marfisi, formavano il coro degli scolaretti. Lucio Mauti, nel ruolo del burbero
maestro che si arrende all’allegria
dei suoi scolaretti, ha fatto sfoggio
di una bella voce di basso baritono.
Non può che fare piacere il fatto
che sia marchigiano, di Fermo, per
la precisione. Scherzando come un
Arlecchino Daniel Falappa è stato
il narratore. Da aggiungere un grazie all’orchestra “Accademia dei
Filarmonici” che ha portato felicemente alla luce le due partiture.
La sala del Palazzo della Signoria
era gremita di pubblico. Al termine sembrava che nessuno se ne volesse andare via, che attendesse un
bis o un seguito della storia. Chi
mai se lo aspettava: davvero simpatico, bravo, divertente questo
Telemann.
Foto e testo
Augusta Franco Cardinali
MOSTRA PERSONALE IN SAN NICCOLÒ: “Acquarelloliando” dal 24 maggio alle 18
Una personale di emozioni e ricordi in colore
Non è uno scioglilingua: “Acquarelloliando” è un titolo originale; se prestate attenzione, l’Artista che lo ha scelto per la sua
personale in San Niccolò, vuole dirvi che
esporrà acquerelli e olî, e che il gerundio,
forma verbale da lui scelta, è un’istantanea
del suo genio creativo che spazia, come in a Roma ma la sua produzione ha lasciato
una danza, o in un pentagramma, da una tracce in mezzo mondo; sue opere sono in
tecnica pittorica a un’altra: dall’acquerel- Francia, Germania e Svizzera, Australia e,
lo – magistrale esperienza del controllo negli Stati Uniti, addirittura presso la Casa
dell’acqua per creare effimere campiture di Bianca. Ovvio che un curriculum così imcolore sulla carta pregiata – all’olio – cui portante sia costellato di tanti riconoscinessun artista, nella storia dell’Arte, ha po- menti e la partecipazione a innumerevoli
tuto risparmiare la propria tavolozza cro- rassegne personali e collettive, tra cui la
XXI Fiera d’Arte di Via Margutta e il primo
matica.
L’Artista di Acquarelloliando è Leonar- Premio Nazionale “Monte Mario”.
do Leonardi, e non gli pare vero di poter Leonardi ha pure partecipato a molte traesporre nella più antica chiesa jesina, rea- smissioni televisive, tra cui “Unomattina” e
lizzando in tal modo un sogno che si porta “Numero Uno”.
appresso da molto tempo. Un sogno che si La sua carriera, dai molteplici interessi,
dipana, ormai reale e concreto, dal 24 mag- inizia verso la fine degli Anni Sessanta e
gio, alle ore 18, giorno dell’inaugurazione, rivela subito una grande predisposizione
al 2 giugno. Una personale di emozioni e per le tecniche pittoriche, forte della senricordi in colore, patrocinata dal Comune sibilità emotiva e spirituale e della congedi Jesi, che raccoglie un nutrito numero di nita creatività poliedrica che fanno di Leoopere che Leonardi ha realizzato nel corso nardi una persona e un artista speciali. Le
della sua lunga attività artistica.
opere esposte creano un coinvolgente ed
Artista internazionale, Leonardi è nato emozionante impatto scenico; il visitatore
è catturato dalla grande personalità delle
proposte e dei temi che le sostengono sia
come idea originaria sia come rappresentazione pratica dei concetti che stanno alla
base della forma e del colore rappresentati.
Acquistare un’opera di Leonardi esposta è
possibile prendendo contatto con la curatrice della mostra, oppure con lui stesso,
sempre presente alla manifestazione; non
c’è dubbio, tuttavia, che l’evento costituisca un’interessante occasione per aggiudicarsi una porzione, seppure minima, del
complesso e articolato universo creativo di
quest’Artista, che merita tutta l’attenzione,
non solo della critica più esigente e accreditata, ma anche di chiunque abbia ancora a cuore l’idea, e non solo, del Bello e
dell’Armonia, in particolare in questo tempo in cui l’uno e l’altra sono soverchiati da
una sorta di generalizzato qualunquismo e
di temeraria ostinata improvvisazione…
Oreste Mendolìa Gallino
RICERCA STORICA SUL LEGNO DELLA CROCE DI GESÙ CRISTO A PARTIRE DALL’IMPERATORE COSTANTINO
Ti saluto, o Croce Santa: ricordando le feste in campagna
Sant’Elena, madre dell’imperatore
Costantino, nel 326 si recò in pellegrinaggio in Terra Santa. Durante
la sua permanenza a Gerusalemme,
fece compiere degli scavi sul Monte Calvario al fine di rintracciare la
vera croce di Gesù. In quest’opera
fu aiutata da un giovane palestinese, non cristiano, che fornì ad Elena
le indicazioni necessarie per trova-
re, nel fondo di una cisterna, i resti
delle tre croci della Passione: quella
di Gesù e quelle dei due ladroni. Secondo la tradizione, la croce di Gesù
venne identificata anche con l’ausilio di una guarigione miracolosa. Di
questo ritrovamento si fa memoria
il 3 maggio con la festa della “Invenzione della Croce”. Questa festa
è particolarmente sentita nelle Marche: quando insegnavo nella frazione di Coste di Staffolo (An), notavo
che gli agricoltori, ai primi di maggio, mettevano nei campi coltivati
a grano delle croci fatte di canne. Il
giovane palestinese, dopo il ritrovamento della croce di Gesù, si convertì al Cristianesimo e morì martire a
Gerusalemme, al tempo di Giuliano
l’Apostata, l’imperatore romano che
cercò di estirpare la religione cristiana con metodi repressivi e di ripristinare il paganesimo. Quel giovane è il
martire che noi conosciamo col nome
di San Ciriaco, patrono della città di
Ancona, e di cui la Chiesa fa memoria il 4 maggio, il giorno successivo
all’altra festa, per evidenziarne il
collegamento.
La storia però non finisce qui. Sant’Elena, dopo aver ritrovato la croce di
Cristo, ne portò a Roma solo una parte che collocò nella basilica di Santa
Croce in Gerusalemme, da lei fondata. Il resto rimase nella Città Santa.
Purtroppo, nel 614 Gerusalemme fu
occupata dai Persiani e Cosroe, re
di Persia, pretese che del bottino di
guerra facesse parte anche la Croce.
Fortuna volle che nel 628 l’impera-
tore bizantino Eraclio I sconfiggesse
i Persiani. Ciò gli permise di recuperare la croce e di portarla trionfalmente a Gerusalemme. A ricordo di
questa vittoria, la Chiesa istituì, per
il 14 settembre, la Festa della “Esaltazione della Croce”.
Su San Ciriaco esistono diverse leggende, che raccontano il viaggio
avventuroso delle spoglie del Santo
martire da Gerusalemme fino ad Ancona. Una di queste leggende coinvolge il compatrono di Jesi, san Floriano, che sarebbe riuscito a portare
a riva con funi di giunco la cassa contenente il corpo di san Ciriaco. Ritengo più verosimile che le reliquie,
oggi custodite in un’urna d’argento
nel bellissimo Duomo in stile romanico, sul colle Guasco, siano giunte dal
mare grazie ad uno dei tanti mercanti che mantenevano buone relazioni
con l’Oriente. Non dimentichiamo
che Ancona fu una repubblica marinara, anche se non a livello di Venezia, Pisa, Genova ed Amalfi, le quattro più famose che figurano nello
stemma sulla bandiera della Marina
mercantile italiana.
Rosaria Ricciardi Biundo
Testi consultati
Piero Bargellini – Mille santi
del giorno, ed. Vallecchi 2000
Alfredo Cattabiani – Calendario,
ed. Mondadori 2000
Alfredo Cattabiani – Santi d’Italia,
ed. Biblioteca Universale Rizzoli 2007
Giuseppe Luconi - Jesi attraverso
i secoli, Nuova Grafica, Jiesi 1990
12 | scuola
25 maggio 2014 | Voce della Vallesina
IL SITO WWW.SCUOLASAVOIANEWS.IT VINCE IL CONCORSO NAZIONALE “A SCUOLA DI GIORNALISMO”
L’istituto jesino premiato al Salone del libro di Torino
Il sito internet www.scuolasavoianews.it, realizzato dagli alunni
della scuola secondaria di primo
grado “Duca Amedeo di Savoia” nell’ambito del laboratorio pomeridiano di giornalismo curato
dall’insegnante Claudia Antolini,
ha vinto il concorso nazionale “AltriNoi. A scuola per imparare.
Quattro premi per l’educazione
alla cittadinanza” indetto dalla
casa editrice Loescher Editore in
collaborazione con il Gruppo Abele. I quattro premi erano per “Facciamo un fumetto”, “Facciamo un
film”, “Prime penne” e “A scuola
di giornalismo”. Premio, quest’ultimo, che la scuola “Savoia” si è
aggiudicata classificandosi prima
davanti a due licei. Il secondo premio nazionale è andato al sito web
“Costruire virtute e canoscenza”, a
cura del liceo scientifico di Paola,
in provincia di Cosenza, e il terzo al giornalino cartaceo “Urbi et
Orbi” del liceo “Copernico” di Verona.
La proclamazione dei vincitori e
la relativa premiazione è avvenuta lunedì 12 maggio al Salone del
Libro di Torino, presso lo Spazio
Book.
Questa la motivazione della Giuria
per il primo premio alla scuola jesina: “Un ottimo sito, che dimostra
una buona conoscenza degli strumenti informatici e una notevole
capacità di organizzare in modo
chiaro i contenuti, rendendoli fruibili anche al visitatore occasionale. L’aderenza al tema proposto
(il dialogo e la cittadinanza, ndr)
dal concorso non viene ricercata
in modo specifico, ma risulta dalle caratteristiche del sito, interessante vetrina delle attività di una
scuola attenta alla realtà che la
circonda. Gli autori dimostrano
inoltre di avere chiaramente compreso l’essenza del lavoro giornalistico, che consiste in un lavoro
autonomo di ricerca sul territorio.
Particolarmente apprezzabili da
questo punto di vista le inchieste,
le interviste e i resoconti delle attività. Sono efficaci anche le informazioni di servizio, le recensioni,
lo spazio per la fantasia”. La Giuria, formata da giornalisti professionisti, fa anche notare come “si
potrebbe migliorare la qualità dei
video proposti. Questo, comunque,
non inficia il giudizio sulla ottima
qualità del sito nel suo insieme”.
Per gli alunni del laboratorio,
Giuseppe Asciolla, Luca Barigelli, Bogdan Costin Flavian Cernat,
Thomas De Alcubierre, Giacomo
Lenti, Thomas Leoni, Francesco
Papa, Gianmarco Papini, Noemi
Rubino, Giacomo Spaccia, Bianca Stronati, Alice Tilio e Bianca
Wijesinghe, la soddisfazione della
vittoria, sottolineata da una targa, progetti sui temi della genitorialità
ma anche di aver contribuito con e del benessere legato all’infanzia.
il loro lavoro a sostenere una Per il sito web www.scuolasavoonlus del territorio, l’associazio- ianews.it, attivato nell’anno scone “Genitori Insieme” di Maiolati lastico 2012-2013, la vittoria del
Spontini.
Premio “A scuola di giornalismo”
Sì, perché in linea con l’idea del rappresenta un ulteriore riconoconcorso, ispirato “all’educazione scimento, dopo quello arrivato un
alla cittadinanza e alla promozio- anno fa, come “Miglior giornalino
ne e sviluppo degli altri, per crea- on-line” nell’ambito del concorso
re insieme una società”, il premio “Il giornale della scuola” bandito
consisteva proprio nella possibilità dall’Ordine dei Giornalisti delle
di devolvere a una Ong o Onlus, Marche e dall’Ufficio scolastico reindicata dai vincitori, la somma di gionale.
mille euro.
L’ultimo articolo pubblicato nel
La scuola “Savoia” ha individua- sito della scuola “Savoia” è l’interto come destinataria del premio vista al sindaco Massimo Bacci che
l’associazione onlus “Genitori In- gli alunni hanno realizzato all’inisieme” che promuove iniziative e zio di maggio.
‘SEI +…BRAVO, SE ENTRI NEL MONDO DEL MELODRAMMA!’. RASSEGNA DI TEATRO DELLA SCUOLA
Giocando con le note di Mozart
Forse Mozart era affetto dalla ‘sindrome di
Peter Pan’, cioè che fosse rimasto bambino
anche da adulto. Già, perché suo padre, che
di psicologia infantile doveva intendersene
veramente, gli aveva insegnato fin dalla più
tenera età a pensare alla musica come a un
gioco in cui ricercare all’infinito i sentieri
della melodia, gli accostamenti delle note,
le invenzioni. Un gioco, per questo,
affascinante. Non senza motivo si è
oggi convinti che il meglio della produzione di Mozart includa molte pagine spontanee di carattere giocoso.
Una simile impronta stilistica è evidente anche ne “Il Flauto magico”:
una fiaba in musica, ma con significati filosofici, simbolici, esoterici profondi e per questi motivi ugualmente,
se pure diversamente comprensibile
sia da un bambino che da un adulto. È forse l’opera in cui più di ogni
altra è possibile riconoscere il temperamento razionale e non meno straordinariamente fantasioso di Mozart.
Può dirsi perciò felice la scelta di questo melodramma come tema della V
Rassegna di Teatro della scuola per la
quale è stata organizzata dal 12 al 28 maggio
una serie di spettacoli. Ne sono stati coinvolti 412 alunni dai 3 ai 10 anni appartenenti
agli Istituti Comprensivi ‘S. Francesco’ di
Jesi - il primo ad aderire all’iniziativa cinque
anni fa - diretto dalla prof.ssa Rosa Ragni;
‘Matteo Ricci’ di Polverigi diretto dalla prof.
ssa Cinzia Anna Pelliccioni; ‘Carlo Urbani’
di Moie di Maiolati
Spontini, diretto dal
prof. Nicola Brunetti e ‘Luigi Bartolini’
di Cupramontana,
diretto dalla prof.
ssa Fabiola Fabbri.
Il progetto è stato
ideato da Silvano
Sbarbati, organizzato dalla Fondazione
Pergolesi Spontini, patrocinato dal Comune
di Jesi, Maiolati Spontini, Cupramontana
e Camerata Picena. Ad ogni classe è stata
richiesta una libera rielaborazione dell’opera tradotta in una breve performance
da presentare, in mattinata o nel primo pomeriggio, al Teatro Moriconi secondo date
e orari prestabiliti dal calendario. Si è pensato anche al coinvolgimento dei genitori
alle attività del laboratorio in cui i piccoli
alunni prepareranno gli spettacoli. Ne sarà
di conseguenza favorito il rapporto scuolafamiglia e quello, spesso sporadico, tra figli
e genitori.
La rassegna fa parte del più ampio progetto di ‘Teatreducazione’ che include anche
attività formative per persone disabili e con
disagio mentale, corsi di educazione al melodramma e di formazione per scenografi
riservati a studenti di licei artistici.
Chi ricorda le recite di fine anno scolastico
approssimativamente, ma con tanta buona
volontà organizzate un tempo da solerti
maestre, non potrà che constatare un salto
di qualità, un potenziamento dei propositi
didattici ed educativi, una più coinvolgente
partecipazione. Non c’è dubbio: giocare con
il teatro, entrare nel mondo del melodramma sarà per piccoli e grandi una scoperta
emozionante e un’esperienza fantastica; forse da ricordare per tutta la vita.
Augusta Franco Cardinali
jesi | 13
Voce della Vallesina | 25 maggio 2014
JESI PIAZZA DUE UFFICI POSTALI TRA I 10 PREMIATI
Nell’Area Centro Nord ai primi posti nelle categorie
Importanti riconoscimenti per la filiale di Ancona e
per 10 uffici postali della provincia, tra cui spiccano ben due uffici postali di Jesi, al meeting dell’Area
Centro Nord (Emilia Romagna e Marche) degli Specialisti Commerciali di Poste Italiane
Il responsabile dell’Area Doriano Bolletta, davanti ad
una platea formata dai vertici aziendali nazionali, dai
15 direttori di Filiale e da circa 400 operatori specializzati del settore provenienti dalle due regioni, ha
premiato gli uffici postali di Ancona (Ancona Città e
Ancona 2), Chiaravalle, Jesi (Jesi 1 e Jesi 2), Senigallia, Corinaldo, Camerano, Osimo e Monte San Vito.
Grazie alla capacità di ascoltare i bisogni dei clienti
e di proporre soluzioni personalizzate per ogni tipo-
logia di esigenza i 10 uffici hanno infatti avuto il merito
di accrescere ulteriormente la fiducia che i clienti ripongono in Poste italiane. Per la provincia di Ancona erano presenti, oltre al responsabile Giancarlo Giannotti, i
premiati Daniela Domenichelli (Jesi), Rosalba Raffaeli
(Chiaravalle) Roberto Gregoretti (Senigallia), e Susanna Ricciotti (Ancona Città) che si sono particolarmente
distinti per la qualità del lavoro svolto, gli obiettivi raggiunti e la soddisfazione dimostrata dalla clientela.
La Filiale di Ancona abbraccia un bacino territoriale
esteso in cui sono presenti complessivamente 112 uffici postali distribuiti nelle varie località della provincia, e 69 sportelli automatici Postamat, in funzione
24 ore su 24
CATERPILLAR JESI: 10 MILIONI DI INVESTIMENTO, 20 NUOVI POSTI DI LAVORO
Aumenta il livello della produzione aziendale
200 mila cilindri l’anno, 800 il giorno, ridotti dell’80% gli infortuni sul lavoro, aumentato
il livello di qualità del personale, Caterpillar
America crede nel futuro dello stabilimento jesino che diventa leader in Italia
È passato qualche giorno dalla conferenza
stampa che si è tenuta presso lo stabilimento
della Caterpillar Italia di via Roncaglia e al di
là dei resoconti dei giornalisti sulle varie testate presenti all’appuntamento con il dott.
Roberto Lorenzoni (manager di lungo corso da
oltre dieci anni presso lo stabilimento jesino e
da poco promosso sul campo avendo assunto la
responsabilità della produzione di tutti gli stabilimenti del gruppo americano in Europa ed
in India) e con il neo amministratore delegato
dott. Giovanni Bolognini, ci saremmo aspettati prese di posizione del mondo sindacale ed
anche confindustriale che rimarcassero questa
notizia in controtendenza con l’economia italiana e locale da parte di una multinazionale.
Invece nessuno si è mosso, nessuno ha sentito
il dovere civico di rendere alla dirigenza jesina
della Caterpillar un doveroso ringraziamento
per quanto hanno fatto e stanno facendo per
aiutare il nostro territorio fortemente in crisi;
non ci sono state prese di posizione nei confronti di un’azienda – ripetiamo multinazionale – che investe 10 milioni di euro per ampliare
il proprio stabilimento, aumentare il numero
dei dipendenti e far diventare lo stabilimento
jesino leader in Europa per la produzione di
cilindri idraulici di medio e grosso calibro che
saranno utilizzati nelle macchine movimento
terra del Gruppo. Silenzio cupo ed assoluto. È
una constatazione che facciamo a voce alta e
che risuona amaramente nell’opinione pubblica.
• Crediamo valga la pena sintetizzare i punti fondamentali di questa operazione che il
management jesino della Caterpillar ha portato a compimento:
www.citroen.it
• ampliamento dello stabilimento di 3600 mq;
con questa estensione la superficie coperta
della Caterpillar-Jesi passa dai 19 mila mq a
23.000 mq e prevede anche l’ampliamento
del magazzino
• la nuova area dovrebbe entrare in funzione
nel prossimo agosto e permetterà di produrre 200 mila cilindri l’anno di varie dimensioni, circa 800 cilindri al giorno con una
aumento del fatturato del 5%
• Caterpillar ha deciso di consolidare a Jesi
tutta la produzione dei cilindri idraulici per
l’Europa
• Ha investito 10 milioni di euro, somma che
comprende anche il trasferimento dallo stabilimento Caterpillar-Belgio di macchinari
per un valore di 4 milioni di euro
• lo stabilimento jesino produrrà cilindri di
grosse dimensione per escavatori di enormi
dimensioni e quindi per Jesi si tratta di un
importante completamento della gamma di
produzione
• con i volumi stimati questo nuovo progetto
dovrebbe portare circa 15/20 nuovi posti di
lavoro
• Caterpillar fino ad oggi ha investito sullo
stabilimento di Jesi circa 35 milioni di euro
negli ultimi 11 anni
• gli investimenti sono stati possibili, nonostante l’Italia non sia proprio in testa alle
statistiche di competitività internazionale
e soffra per il suo momento economico no,
ma in controtendenza grazie ai risultati che
la fabbrica di Jesi ha dimostrato di avere
saputo raggiungere in questi anni
• il management, per questo fatto, è particolarmente fiero ed ha ringraziato i fornitori, i collaboratori ed i dipendenti che hanno
reso tutto questo possibile
• oggi nello stabilimento è aumentato il livello di qualità del lavoro e ridotto dell’80% gli
infortuni all’interno
• sottolineatura espressa dal management per
i dipendenti dello stabilimento jesino che
vedono premiato il proprio impegno, ma
soddisfazione anche verso tutta la comunità
locale in genere. Caterpillar Jesi 2012 ha
pagato stipendi e contributi per circa 10 milioni di euro e tasse, tra nazionali e locali,
pari a circa 5 milioni di euro
• espresso però anche un senso di crescente
responsabilità nei confronti di Caterpillar
America nella speranza di poter continuare
a dare i risultati che è stato dimostrato di
essere capaci di raggiungere
• oggi si sta cercando di coinvolgere organizzazioni sindacali ed amministrazioni locali in una serie di incontri per vedere se sia
possibile trovare insieme un approccio di
sistema per fare sì che il futuro prossimo
all’azienda jesina possa essere garantito e
magari rilanciato ulteriormente
• ringraziata l’amministrazione comunale di
Jesi (sindaco presente alla conferenza stampa) che ha dimostrato, pur alla luce delle
attuali difficoltà, di comprendere le esigenze delle aziende che investono, sia per
quello che riguarda gli oneri di costruzione
sia per lo snellimento burocratico.
Diefferre
Moie, il 25 maggio la Quintana
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31/01/14 11.29
A Moie la seconda tappa del Torneo Giostre Medioevali 2014: torna quella pagina di medioevo e di sport che affascina
il centro-Italia e ha fatto
della Vallesina il cuore
della Quintana. Arriva a Moie, domenica 25
maggio alle 15, il Torneo
Giostre Medioevali 2014.
Ormai meritatasi il giusto ruolo tra le capitali
italiane della Quintana,
Moie si appresta a ospitare la Seconda Tappa del
Torneo, dopo il grande
successo, di pubblico e di
partecipazione, della Prima Tappa, che ha
incantato Arezzo e il suo Equestrian Centre, a marzo. “A Moie ci saranno i migliori cavalieri d’Italia”, spiega Maria Grazia
Ferrazzani, presidente dell’Associazione
Giostre Medioevali di Moie, realtà che da
20 anni, affiliata alla UISP, rappresenta la
passione e l’impegno per una Moie con
il cuore equestre, che batte per lo sport
e per le sue declinazioni sociali. “È un
grande evento che è diventato, negli anni,
punto di riferimento per gli appassionati
e momento di ritrovo e spettacolo per chi
ama lo sport, l’attività all’aria aperta, le atmosfere delle storiche rievocazioni”.
14 | attualità
JESI
25 maggio 2014 | Voce della Vallesina
IL PALAZZO E DINTORNI
CUPRAMONTANA:cerimonia di soddisfazione alla scuola primaria
Lo spauracchio del megacentro
Dopo la chiusura della Sadam che ha dato
il via alle tante crisi aziendali di Jesi e Vallesina, la situazione della ristrutturazione
e del recupero di posti di lavoro è in alto
mare. Per di più Maccaferri fa sapere che
entro un anno il progetto proposto a suo
tempo dovrà avere ricevuto tutte le necessarie autorizzazioni di legge, pena la decadenza definitiva di tante promesse.
Del progetto generale c’è un’iniziativa –
il JCube srl – che va bene, forse va oltre
le iniziali prospettive. Le ultime notizie
di prima mano del titolare ci dicono che
una quarantina di persone sono impegnate nello sviluppare progetti di una quindicina di startup, cioè progetti di nuove imprese che potrebbero concludersi in vere
e proprie nuove realtà industriali, piccole
o meno piccole che siano. É un settore che
merita solo applausi e incoraggiamento.
Ma, per tutto il resto, c’è un forte MA.
Tutto il resto, come si sa, è dato dal previsto impianto di nuove strutture commerciali, tra cui un mega-centro che è lo
spauracchio di Jesi e dei commercianti
jesini, a cominciare dai piccoli commercianti per finire agli stessi conduttori dei
supermercati già sovrabbondanti nella
nostra città. Ci si dice da tempo che la
normativa – stando al punto in cui siamo
giunti – non permette di bloccare il progetto. Del quale l’ideatore, il proponente e
il proprietario sig. Maccaferri è del tutto
orgoglioso perché costituirà addirittura
volano per tante altre iniziative. Insomma non solo la proposta – tanto discussa
e avversata da tanti – è positiva di per
sé per i tanti nuovi posti di lavoro, ma è
tale da creare un invidiabile indotto.
È veramente arduo il prevederlo solo
pensando che l’attuale crisi non potrà
certo incrementare le vendite. E se il
cavallo non beve, è inutile attrezzare
tanti altri abbeveratoi, essendocene già
di troppi. Nuovi abbeveratoi che vuol
dire, sì, avere nuovi posti-lavoro da una
parte, ma perderne altrettanti e ancora
di più dall’altra. Soprattutto si rischia di
sacrificare quelle nicchie commerciali
che ancora hanno resistito alla violenza
del grande commercio. E magari anche
alla violenza del commercio operante
nei giorni festivi. Ma come è possibile
che possa reggere una bottega a conduzione familiare di fronte a tanta spietata
concorrenza del mega-commercio? O
quali sacrifici chiediamo ad una famiglia
conduttrice di un negozietto?
Maccaferri risponde che non c’è da temere del proprio progetto, ma eventualmente c’è da temere lo sbarco di altri
maxi-strutture in provincia e magari
non lontano da Jesi. Maccaferri previene questo rischio e va ad occupare luoghi che comunque occuperanno altri.
Ma al punto in cui siamo non c’è da meravigliarsi che ci capiti di rischiare l’uno
e l’altro. Jesi da terra imprenditoriale a
terra passa-mano delle cose prodotte da
altri.
Insomma: si dovrebbe combattere fino in
fondo perché il super-super-mercato sia
sostituito da una struttura produttiva.
v.m.
“IL PRIMO PODESTÀ” PRESENTATO ALLA SCUOLA G. LEOPARDI
La ricerca storica raccontati agli studenti
Lo scorso 12 aprile, noi studenti delle
classi terze della Scuola Secondaria di primo grado “G. Leopardi” di Jesi abbiamo
incontrato Marco Torcoletti, autore del
libro “Il primo podestà”, accurata ricerca
storica sul fascismo a Jesi. Lo scrittore
afferma che la decisione di pubblicare Il
primo Podestà nasce dal desiderio di condividere i frutti di una ricerca tesa a ricostruire alcuni preziosi frammenti del nostro passato. Questo libro infatti cerca di
rispondere alla domanda che molti storici
si pongono di come sia riuscito il fascismo
ad ottenere tanti consensi, non solo tra gli
estremisti, ma anche tra persone di indole più moderata. L’autore ha indagato sulle vicende storiche riguardanti “Il primo
Podestà” Arturo Montagna, suo bisnonno. La ricerca di Torcoletti è iniziata circa
dieci anni fa, con interviste e indagini ne-
gli archivi degli iscritti al partito fascista e nelle soffitte dei discendenti
del Podestà. Tra le scoperte più interessanti, vi è un elenco di nomi di
persone che hanno aderito al partito
fascista, che non è stato pubblicato
per motivi di privacy. Questo libro ci
ha fatto riflettere, permettendoci di
recuperare ricordi che per anni sono
rimasti nell’ombra delle soffitte e
delle cantine delle nostre case. L’autore, per capire a fondo la Storia, ci
ha invitati a spogliarci dei nostri pregiudizi e a calarci nella mentalità del
periodo fascista. Per noi ragazzi è
stata un’esperienza formativa che ci
ha permesso di avvinarci alla ricerca storica, che interessa il nostro territorio, e di
affinare il nostro spirito critico.
Le classi terze
(Gabriele Torcoletti, Sara Fabian, Caterina
Calvi, Giada Cingolani)
Ringrazio gli studenti delle classi terze della
scuola Leopardi e i loro insegnanti, in particolare la prof.ssa Patrizia Paciarotti, per il
gentile invito che mi hanno fatto e desidero
esprimere i miei più vivi complimenti per il
livello di preparazione che i ragazzi hanno
dimostrato, anche di fronte ad un argomento così complesso, segno evidente di come
la nostra scuola sia capace di dare, per il
tramite di un buon metodo didattico, i giusti stimoli e le migliori chiavi per leggere e
comprendere anche la storia.
Marco Torcoletti
Taglio del nastro per i nuovi mobili
Sabato 5 aprile le classi 2 A e 2 B della scuola
primaria di Cupramontana hanno invitato
le famiglie a una piccola festa di ringraziamento per inaugurare i nuovi mobili montati nelle classi nei giorni scorsi. Si tratta
di quattro armadietti a caselle, in cui ogni
alunno può lasciare il proprio materiale scolastico, che non serve portare a casa ogni
giorno. Una cosa banale di cui a prima vista non varrebbe la pena parlarne. E invece
tanto banale non è più se le insegnanti dicono di aspettare un’attrezzatura del genere
da anni. E meno banale si rivela scoprendo
come quei mobili sono arrivati nelle classi. Agli alunni è sembrata sicuramente una
magia perché da un giorno all’altro li hanno
visti comparire davanti ai loro occhi, ma sapevano anche che quella magia è il frutto del
lavoro e dell’impegno dei loro genitori.
Dall’occhio attento delle mamme che si sono
accorte dell’eccessivo peso degli zainetti, è
nata l’idea di lasciare a scuola quello che non
serviva per i compiti; il problema era dove
lasciare il materiale e le insegnanti hanno
espresso il desiderio di questi mobili così
strutturati. Il problema vero era, come sempre, trovare i fondi per acquistarli ed anche
qui il cervello di alcuni genitori ha cominciato a girare fino a trovare l’idea giusta: vendere dei calendari con foto caratteristiche
del paese e alcune delle classi coinvolte. Fondamentale si è rivelata la collaborazione col
circolo fotografico cuprense “Carpe Diem”,
composto da ottimi fotografi per passione,
che hanno donato alcune loro foto di Cupramontana per la realizzazione del calendario.
E il gioco è fatto. La vendita dei calendari è
andata benissimo perché tutte le famiglie si
sono prodigate per venderli a parenti, vicini
di casa e conoscenti, tanto che alcuni sono
andati anche a chi non risiede più nel nostro paese ma che lo ricorda con piacere. E
dei 300 calendari stampati ne sono avanzati
soltanto 8, permettendo di coprire tutte le
spese di stampa e di acquistare i mobili tanto desiderati. Tra l’altro anche per l’acquisto
è stato fondamentale l’impegno di un genitore che ha trovato l’azienda giusta, con il
prodotto giusto (rigorosamente a norma) e
non per ultimo, al prezzo giusto.
Viene da chiedersi: “É mai possibile che nella scuola pubblica se si presenta un’esigenza
del genere debbano essere le famiglie a provvedere?” Sembra proprio di sì, e non è questo
l’unico caso. Certo è che senza un’idea rivelatasi efficace e l’impegno di tutti non si sarebbe potuto realizzare niente.
Per questo alunni e insegnanti hanno voluto
ringraziare di cuore le famiglie per il lavoro
fatto, e lo hanno fatto con la loro spontaneità,
esprimendo uno per uno il loro “grazie perché...”, inscenando un’intervista alle rappresentanti di classe per sapere nei minimi dettagli come si è realizzata l’impresa, recitando
una simpaticissima filastrocca rap che raccontava l’evento e sicuramente riempiendo i
cuori dei loro genitori che li hanno visti così
partecipi e sinceramente grati. Come ogni festa che si rispetti anche questa si è conclusa
con un ricchissimo rinfresco preparato, ovviamente, dalle volenterose mani dei genitori.
Milena Marchetti
Ringraziamento
La famiglia Bini, commossa, desidera esprimere la propria gratitudine al
Vescovo don Gerardo e al parroco don
Giovanni Rossi, per la vicinanza vissuta in occasione della malattia e delle
esequie del caro Primo Luigi; desidera porgere anche un ringraziamento al
sindaco Massimo Bacci per il ricordo
ed il pensiero pubblicamente espressi.
Ringrazia infine, a una a una, le tante
persone che in modi diversi hanno mostrato la loro vicinanza; tanto affetto e
tanta solidarietà resteranno sempre nel
suo cuore.
Nell’immagine il ritratto di Bini che
Giuseppe Luconi pubblicò nel suo libro
regalato agli abbonati di Voce. Accanto
aveva scritto: “specialista in malattie
dei bambini, per anni primario del re-
parto di pediatria dell’ospedale di Jesi,
direttore del consultorio La Famiglia,
presidente del Circolo Cattolico “Contardo Ferrini”.
CALCIO SERIE D: S trappini, Tafani e mister Bacci
Conferme per la nuova Jesina
Comincia a prendere forma la Jesina del
prossimo campionato. La società bianco-rossa ha già messo in archivio molte
riconferme, come quelle di capitan Marco Strappini, del difensore Federico Tafani e del mister Francesco Bacci. Si tratta di punti fermi da cui bisognerà partire
in vista di un torneo, il prossimo, che a
detta di tutti si annuncia livellato verso
l’alto.
La società ha nel frattempo provveduto
ad approvare il bilancio, ad iscrivere la
squadra al campionato di serie D ed a
confermare il suo consiglio di amministrazione. Dell’area tecnica fanno parte Diego Carzedda (direttore sportivo),
Sandro Esposito (direttore generale),
Sandro Cossu (responsabile settore giovanile) e Francesco Bacci (allenatore prima squadra). Inoltre nella prossima stagione tornerà la campagna abbonamenti.
L’obiettivo della società è «valorizzare le
risorse umane del territorio e del settore
giovanile».
ViCe
sport_tempo libero | 15
Voce della Vallesina | 25 maggio 2014
ASSOCIAZIONE PESCATORI DI MOIE: UN CORSO PER I BAMBINI
VOLLEY PIANELLO VALLESINA ANDATA AI PLAY OFF
È l’uomo del silenzio e dell’ascolto
Immobili sul sentiero d’erba davanti al laghetto, pronti a cogliere un movimento, un
sussurro che strappa il silenzio e illumina lo
sguardo. Non è facile vincere la sfida. Poi un
grido di gioia. L’istruttore le aiuta a sollevare
la trota appena pescata che salta e si dimena. Come le due piccole pescatrici incredule.
Poi silenzio. Si torna al proprio posto. Circa
quindici ragazzi di età compresa fra gli otto
e i sedici anni, coadiuvati da giovani tutor
sono stati i protagonisti del Corso di pesca
Trota in laghetto, l’iniziativa promossa per
il terzo anno consecutivo dall’Associazione
Sportiva Dilettantistica Pescatori Moie, con
il patrocinio del Comune di Maiolati Spontini. Obiettivo: avvicinare i giovanissimi alla pratica
VINCENT VAN GOGH, LA PÊCHE AU PRINTEMPS, PONT
DE CLICHY (PESCATORE E BARCHE PRESSO IL PONT DE
CLICHY)
alieutica secondo un programma educativo-promozionale. Tre incontri, iniziati il 18 aprile con una lezione teorica al centro comunale 6001 e due successive
lezioni pratiche di pesca, il 26 aprile e il 10 maggio,
presso il lago La Fornace, tenuti dall’istruttore Serafino Pirro, campione sociale e provinciale Enalpesca
trota lago e torrente 2013. Merenda gratuita e premiazione per tutti gli iscritti durante la giornata conclusiva. «Hanno partecipato al corso bambini e ragazzi di
Moie, Jesi, Montecarotto, Castelplanio e questa esperienza ha avuto per tutti un valore educativo e socializzante. –spiega Pirro – Il nostro intento è quello di
farli divertire, offrire una sana occupazione del tempo libero a contatto con la natura, favorire il rispetto
dell’ambiente e la conoscenza delle regole di questo
sport. E anche far conoscere questa bella struttura comunale, gestita dalla nostra società. È un’esperienza
che aiuta la crescita fisica e psicologica, incoraggia
l’amicizia e lo sviluppo del senso sociale, importanti
nello sport come in ogni altro contesto. A tutti i partecipanti l’organizzazione ha offerto cappellini, magliette, materiale didattico riguardante le tecniche della
pesca, la conoscenza delle principali tipologie animali
che popolano il nostro laghetto e le principali nozioni
di educazione ambientale» Si svolgerà probabilmente
sabato 24 maggio una gara di pesca a tecnica libera
della durata di circa tre ore, slittata a causa del maltempo, a conclusione di questa terza edizione di pesca
rivolta ai ragazzi.
L’Associazione Sportiva Dilettantistica:
una storia lunga trent’anni
Il presidente Giuseppe Ubertini racconta
È iniziata il 25 febbraio 1983 la storia dell’Associazione
Pescatori di Moie, in questo angolo collinare, quando
l’amministrazione comunale acquistò allora, con un
Il bello è esserci
preciso progetto integrativo urbanistico, la vecchia
struttura della fornace e parte del terreno adiacente
al lago. Sono iniziati i lavori di bonifica del lago e di
ampliamento, circa 5000 mq. Ci siamo messi subito
all’opera per rendere la struttura fruibile alla pesca
sportivo-ricreativa. Eravamo e siamo ancora oggi tutti
volontari, appassionati di pesca e desiderosi di trasformare questo luogo in un punto d’incontro per tanti, in
un’oasi di quiete e di serenità. Ricordo i primi periodi
di lavoro: dopo cinque anni ancora non si vedeva niente. Ma non ci siamo mai scoraggiati.
Dalla soddisfazione di praticare un hobby è diventato un impegno grande. Abbiamo costruito i casotti e
le baracche, piantumato alberi e sistemato il lago, che
inizialmente era profondo nove metri, mentre ora cinque metri e mezzo. E poi c’è la manutenzione: il taglio
dell’erba, la strada, la tettoia e altro ancora. Non ci
siamo mai fermati da trenta anni ad oggi. Il Comune
ci sostiene fornendoci i materiali e noi mettiamo il nostro tempo, le nostre capacità e tanta passione. Il lago
è stato ufficialmente inaugurato nel maggio del 1987 e
da allora sono tantissime le iniziative che abbiamo organizzato. Oggi la nostra associazione, affiliata Assolaghi (Federazione Nazionale Centri di Pesca Sportiva)
conta 180 soci, di cui l’80% residente in Vallesina, circa
il 15% proveniente dalla valle del Misa e il 5% da fuori
regione, soprattutto dal Lazio. La struttura è aperta per
chiunque volesse pescare (con tessera associativa) il sabato, la domenica e nei giorni festivi infrasettimanali,
da settembre a fine maggio. Si possono pescare trote iridee (da 200 gr a esemplari di 3-4 kg), trote fario e occasionalmente ibridi di fario-salmerino. Sono presenti
anche carpe, amur, tinche e gamberetti. È possibile
organizzare gare sociali e aziendali, anche in notturna
e iniziative promosse per gruppi di ragazzi alle prime
esperienze.
Pescatori fin dall’inizio
Praticata dall’uomo fin dal Paleolitico, la pesca è stata esercitata contemporaneamente allo sviluppo delle prime civiltà. Attratto da ciò che si nasconde nelle
profondità, l’uomo ha sempre desiderato, fin dall’inizio, esercitare la pesca, scoprire nuove tecniche, cercarne i significati metaforici e religiosi. E il pescatore
resta simbolo di saggezza, lealtà, generosità. È l’uomo
del silenzio e dell’ascolto, della mitezza e della solidità.
E l’arte, dal mosaico, alla pittura, alla musica, ci consegna i suoi tanti volti che attraversano la storia e riempiono di nostalgia coloro che lo hanno conosciuto o
che hanno sentito parlare di lui.
Tiziana Tobaldi
Nella foto: da sinistra il presidente Giuseppe Ubertini,
il vice presidente Gilberto Branchesi e l’istruttore Serafino Pirro.
Hanno vinto l’ultima sfida del
campionato guadagnandosi un bel
secondo posto in classifica. Undici vittorie su sedici partite. Ed ora
la Volley Pianello Vallesina accede
ai Play Off per la promozione in
prima divisione. Gioia semplice e
schietta a fine partita: il tempo di
una doccia e poi a mangiare una
pizza tutti insieme. Lo sport è amicizia, impegno e festa. La palla e
la rete sono dei simboli, in primo
piano ci sono le persone. Tredici
atlete guidate dall’allenatore Gabrio Amico: Martina Ambrosi e
Marianna Pigliapoco opposti, Elisa Rosetti centrale e capitano della squadra, Cinzia Rossetti, Irene
Angelelli, Silvia Sbarbati, Irene
Ricci e Gloria Brugiatelli schiacciatrici, Rachele D’Antuono palleggiatrice; Pamela Sgubbi libero, Federica Rango palleggiatrice,
Alessia Fabbretti e Giulia Aquilanti centrali. «Un bel gruppo. Età
media ventuno anni, cinque di
loro arrivate quest’anno da altre
squadre. -racconta l’allenatore
Gabrio Amico- Il campionato è
iniziato nel peggiore dei modi, con
due sconfitte consecutive, ma non
ci siamo persi d’animo. Abbiamo intensificato gli allenamenti e
aggiustato tecnica e tattica di gioco. Sono sempre stato fiducioso
delle potenzialità delle ragazze. E
infatti le cose hanno iniziato ad
andare meglio. Ogni partita una
lotta: all’inizio per salvarci e rimanere in seconda divisione senza
retrocedere. Poi la squadra, con il
passare del tempo, è cresciuta e si è
cementificata. Bastava uno sguardo
per capirsi al volo e i risultati positivi sono arrivati. Ma il campiona-
to non è ancora finito, ora inizia la
parte più difficile. Intanto ringrazio
tutte le ragazze per l’impegno dimostrato negli allenamenti: sempre
tutte presenti e concentrate! Con
loro c’è un buonissimo rapporto,
come con la società, rappresentata
dal presidente Mario Cardinali, dai
dirigenti Simone Capitani e Federico Barboni, con Francesco Federici fisioterapista della squadra.
Un grazie a genitori, amici, simpatizzanti e fidanzati delle ragazze,
che in questo campionato ci hanno seguito sia nelle partite in casa
che in quelle fuori, sostenendoci
con la loro presenza e creando un
clima familiare anche in trasferta. Un grazie anche a mia moglie
Valentina: è stata sempre presente
alle gare e tra i turni di lavoro e le
partite abbiamo avuto poco tempo per stare insieme! Ho 37 anni
e sono sposato quasi da due, dopo
aver giocato per anni a pallavolo
sono rimasto nel volley come allenatore. Ho iniziato la mia esperienza da tecnico cinque anni fa a
Cingoli, dove vivevo.» Un gioco di
squadra: la passione come unico
ago della bussola. Il bello del volley
è essere lì, allenarsi all’emozione di
ogni momento, ostinandosi a imparare molto e molto di più. Muoversi dentro uno scenario di lealtà
sportiva e socialità. Tenere sempre
aperta la porta dell’entusiasmo e
della fiducia. Dinamiche positive
di vita, oltre che di gioco, che meriterebbero qualche riga in più sulle pagine dei giornali: sarebbe un
salutare allenamento di civiltà per
sanare ogni forma di deterioramento dello sport e dei suoi valori.
Tiziana Tobaldi
Una scampagnata in famiglia
Il corso di pasta fresca fatta a mano è una proposta del Country House
Piagge del Sole di Montecarotto. Lunedì 2 giugno dalle 10 alle 13 saranno
presentati i segreti per realizzare un’ottima sfoglia e fare tagliatelle, pappardelle, farfalline, garganelli, quadrucci e maltagliati con il solo utilizzo
di tavola e lasagnolo (mattarello), esattamente come una volta. Per i più
piccoli possibilità di giocare in giardino, usufruendo anche della piscina.
Quota di partecipazione € 34. Per partecipare è necessario prenotare telefonando al numero 338/3518037 oppure inviando un’email all’indirizzo
[email protected]
16 | attualità
25 maggio 2014 | Voce della Vallesina
DE’ “RONCAGLIA B”: RIEVOCAZIONE “STORICA” DELLA EX SCUOLA
ORATORIO: My talent for you QUELLI
Prima di fare lezione accendevamo la stufa
My talent for you (il mio talento per te) è stato il titolo dello spettacolo
che l’oratorio di Castelplanio ha organizzato il 24 aprile e rappresentato presso la sala polivalente del comune di Castelplanio. In luce, come
si capisce dal titolo, è stato messo il talento, inteso come dono che ci
viene dato e che di conseguenza dobbiamo donare agli altri (“Ho un
dono, ve lo dono”, come ha detto suor Cristina al programma musicale “The Voice”). Un’ora e mezza di spettacolo in cui si sono susseguite
diverse forme di talento. L’arte con la proiezione di due video di Jonathan Soverchia: il primo “Poco prima del caffè” avente come tema il
tempo ed il secondo un video racconto del centro sociale “Il Castello”
di Castelplanio. La musica, con la chitarra di Elia, il violino di Angelo
ed il flauto di Matteo. La poesia con la lettura dei versi di Angelo Sebastiano. A chiudere lo spettacolo di magia del Mago Melò. Ospiti della
serata i ragazzi dell’oratorio di Polverigi, che hanno portato in scena
uno spettacolo teatrale sugli anziani e cantato canzoni. Una serata
all’insegna del talento, a volte tenuto taciuto o poco sfruttato, ma in
questa serata messo in mostra e donato agli altri.
25 APRILE: Giorno della Liberazione
Castelplanio ricorda il giorno della Liberazione con il saluto del vicesindaco, Emore Costantini, ad
Amantino Buratti “testimone
combattente e a quei ragazzi che hanno vissuto in prima
persona la guerra e i suoi orrori”. Il discorso del vice-sindaco
è avvenuto dopo la celebrazione dell’Eucarestia e, seppur
avendo come fil rouge il ricordo, la memoria degli eventi passati, non ha potuto fare
a meno di guardare al futuro,
chiedendo ai presenti di credere nei giovani. “Dobbiamo
reagire, dobbiamo innescare
un moto di solidarietà, di sussidiarietà, di sostegno.” Continua: “Dobbiamo imparare a
fare Sistema fra generazioni, fra amministrazioni, fra forze produttive
e fra organizzazioni per uscire da questo stallo, per ridare un futuro
ai nostri giovani. Il superamento della crisi è strettamente legato alla
fiducia che i nostri ragazzi possono avere per il futuro.” Immancabile il
ricordo a Luciano Pittori, sindaco di Castelplanio passato al cielo qualche mese fa.
27 APRILE: consegna del palio di San Floriano
Una invasione di figuranti, tamburi, sbandieratori, arcieri e armati nel
centro storico di Castelplanio per la riconsegna del palio di San Floriano. Il corteo in costume medievale si è mosso dalla sede della locale
proloco per passare davanti al comune per il prelievo del palio. In piazza della libertà si sono esibiti gli armati, gli sbandieratori e i tamburi,
poi tutti a messa dove il parroco don Mariano ha parlato della ricerca
delle radici e della identità in queste manifestazioni storiche ma anche
di Jesi e del suo contado e delle ingiustizie che quest’ultimo a volte ha
dovuto subire. Infine davanti al Municipio per l’esibizione dei gruppi
danzanti. Chiara Cascio, presidente dell’ente Palio San Floriano, ha
parlato del legame culturale fra Jesi e i suoi castelli e in particolare Castelplanio dove la badia di San Benedetto de’ Frondigliosi è stata la residenza estiva dei vescovi di Jesi. Il vice sindaco di Castelplanio Emore
Costantini ha ricordato il sindaco Luciano Pittori e il suo entusiasmo
per la vincita del palio un anno fa (custodito gelosamente nell’ufficio
del Sindaco insieme al confalone. n.d.r.). Dopo la riconsegna del palio
di San Floriano al Podestà, tutti in vineria, nei sotterranei del palazzo
Fossa Mancini, sede del Municipio, per un buffet offerto dalla pro loco.
A cura di Simone Sebastiano
Quando ci si incontra, parlando degli
eventi del passato, capita spesso di rievocare anche i tempi trascorsi sui banchi di
scuola; dalle esperienze universitarie, a
quelle riguardanti le scuole superiori, le
scuole medie e le elementari. Partendo
proprio da queste, si è pensato di organizzare una grande “rimpatriata” per un
ricordo che può definirsi “storico” di coloro che hanno frequentato la “scuola di
campagna Roncaglia B”. Impegno gravoso per gli organizzatori: Fattori, Fascioli,
Gagliardini, Mercuri, Rocchetti, ma che
col senno del poi è risultato grandioso,
perché ha consentito di riunire presso il ristorante Ru- l’inchiostro posto al centro del banco, che a volte si
sticanella sabato 12 aprile 2014 oltre cento “ex scolari” “spuntavano”, causando clamorose macchie sul foglio,
che hanno frequentato la Scuola più di mezzo seco- asciugate mediante una carta assorbente che era silo fa. Dal meno giovane: Primo che ha frequentato la tuata alla prima pagina di ogni quaderno. Nel 1961/62
prima elementare nel 1943/44, a Stefano, iscritto in venne incaricata per l’anno scolastico in corso, una
prima elementare nel 1970/71, nell’ultimo anno di at- signora che risiedeva nei pressi della scuola, per accendere le due stufe dell’edificio scolastico, affinché gli
scolari , al loro arrivo, trovassero un ambiente leggermente riscaldato. Questo fu il preludio della “bidella”
anche nella scuola di campagna. Il 1961 fu anche il
primo centenario dell’Unità d’Italia, che noi festeggiammo intensamente addobbando l’aula con bandiere e coccarde tricolori e cantando l’“Inno di Mameli” e
“La leggenda di Piave” coordinati dalla nostra maestra.
É necessario poi specificare che allora non esistevano
le classi, ma le due maestre di Roncaglia B, insegnavano nelle “pluriclassi”, rispettivamente prima e seconda
una maestra e terza, quarta e quinta l’altra insegnante.
tività della Scuola. Il tutto si è svolto in un clima di A scuola si andava e tornava a piedi, quasi mai accomfesta, di nostalgici ricordi del tempo trascorso e con pagnati dai genitori, ma “sorvegliati” dai bambini più
la consegna agli ex scolari di un attestato di partecipa- grandi. Gli alunni che abitavano più vicino alla scuola
zione. Ho affermato in precedenza “scuola di campa- dovevano percorrere qualche centinaio di metri, invece
gna”, perché il sottoscritto avendo iniziato nel 1959/60, per i meno fortunati che risiedevano più lontano, la diha vissuto in prima persona cosa si intendeva con stanza era di tre chilometri e oltre. Certamente quanto
quell’appellativo. Durante l’inverno, le “lezioni” inizia- descritto appartiene ad un’epoca che sembra lontana
vano il mattino con l’accensione della stufa a legna in anni luce e che agli attuali bambini sembrerà incomterracotta.
prensibile, ma vi assicuro che all’epoca non si sentivano
Gli scolari più grandi si recavano a prelevare la le- quei disagi ai quali eravamo sottoposti, ma tutto si svolgna nel sottoscala, seguiti dai bambini più piccoli che geva con naturalezza, con uno spiccato senso di solidaprendevano i pezzi minuscoli, mediante i quali veniva rietà e di serenità interiore, che non sempre troviamo
avviato il fuoco. Una volta accesa, la stufa era costan- negli attuali giovani. All’inizio degli anni sessanta, la
temente rifornita da un alunno, che poteva essere il scuola dell’obbligo terminava con la quinta elementare,
capoclasse o qualche altro incaricato dell’arduo com- ma molti ex scolari di Roncaglia B hanno continuato
pito. Periodicamente veniva poi “fatto” l’inchiostro frequentando le scuole medie, le scuole superiori, con
utilizzando quella polverina nera, sciolta in acqua, la alcuni ci siamo trovati addirittura all’università, o nei
quale non veniva presa dai rubinetti, che non esisteva- vari livelli istituzionali. Concludendo, l’iniziativa può
no, ma bensì dal pozzo esterno, munito di una ruota ritenersi senza dubbio lodevole e pertanto si esprime
manuale, mediante la quale si poteva attingere acqua. un ulteriore ringraziamento agli organizzatori e ai parFatto l’inchiostro, venivano riempiti i calamai posti al tecipanti. In merito alle foto “dell’evento” rivolgersi a
centro di ciascun banco, perché per scrivere non si FOTO-BINCI, presso il centro commerciale Gallodoro.
utilizzavano le penne biro, che seppur esistenti, erano
Piero Lombardi
assolutamente vietate; venivano usati dei pennini, con
Foto Maurizi
BASKET LEGA GOLD L’UNDER 15 QUALIFICATA ALL’INTERZONA
La Fileni Bpa e Migliori ancora insieme
Nella Fileni Bpa della prossima
stagione ci sarà ancora Franco
Migliori. La società arancio-blu
ed il giocare argentino hanno
raggiunto un accordo annuale.
Tornato a Jesi nel mese di
dicembre, Migliori è risultato
una pedina fondamentale della
rosa. “Siamo molto contenti di
aver riconfermato Migliori – ha
affermato l’amministratore
unico, Altero Lardinelli – Quest
anno nonostante sia arrivato
a stagione in corso, è stato
decisivo nelle nostre vittorie.
Per il futuro allenatore sarà un
elemento determinante perché
lui può ricoprire due ruoli
ed è un giocatore prezioso”.
Soddisfatto anche l’argentino.
“Sono veramente contento di
rimanere con l’Aurora Basket per
un altro anno: è ciò che volevo
– ha detto – Per me Jesi è una
seconda casa, dove conosco tutti.
In un periodo personale molto
particolare avevo bisogno di
stare bene e non potevo chiedere
di meglio: non vedo l’ora di
cominciare ad agosto la mia
quarta stagione nelle Marche”.
L’Aurora Basket ha lanciato
nei giorni scorsi una nuova
iniziativa rivolta ai propri
tifosi, che saranno i testimonial
della prossima stagione. Per
partecipare basterà inviare
entro il 31 maggio all’indirizzo
mail [email protected] una
foto con indosso qualcosa di
arancio-blu oppure il cartello
“Diventa testimonial”. Tutte le
foto formeranno un collage per
la nuova iniziativa, che sarà
lanciata a breve. Inoltre la più
originale sarà pubblicata su
Basket Notizie.
Grande impresa dell’under 15
arancio-blu, che giovedì 15
maggio sul neutro di Bologna
aveva battuto i pari età della
Ginnastica Torino per 51 a 42
nello spareggio interregionale.
Grazie a questa vittoria i
giovani jesini si sono qualificati
all’Interzona di giugno sempre a
Bologna (1, 2 e 3) con Bergamo,
Mens Sana Siena e Virtus
Eurobasket Roma.
Giuseppe Papadia
jesi | 17
Voce della Vallesina | 25 maggio 2014
LE MURA E L’ABBAZIA DI SANTA MARIA DEL PIANO NEGLI STUDI DI ALESSANDRO BIAGIONI
Una storia che affascina sempre
Crescono, a Jesi, le iniziative culturali volte a far conoscere ai cittadini, dal vero e
non solo attraverso pubblicazioni e documentari, l’eccezionale patrimonio storico e
architettonico della città. Nel pomeriggio
di domenica 18 maggio, una settantina di
persone, suddivise in tre gruppi distribuiti nell’arco di quattro ore, hanno potuto
visitare i sotterranei dell’antica abbazia di
Santa Maria del Piano. La chiesa, più volte restaurata nel corso dei secoli, contiene
una cripta scoperta e riportata alla luce
dal popolare parroco don Ezio Balestra. Si
tratta di un luogo di grande interesse e suggestione, in cui si conservano tracce di un
affresco del XII secolo.
Per facilitare la partecipazione alla visita
guidata, Archeoclub ha garantito il trasporto alla chiesa e il ritorno individuando
in Porta Valle il punto di incontro. Cicerone - molto apprezzato dai visitatori per la Chi è Alessandro Biagioni?
competenza, il rigore, la simpatia e le in- Sono nato e vivo a Jesi. Dopo la laurea, nel
nate doti comunicative - il dr. Alessandro 2004, in Storia e Conservazione dei Beni
Biagioni, vicepresidente Archeoclub d’Ita- Culturali (indirizzo storico-archeologico),
lia sezione di Jesi. Appena un mese prima, conseguita presso l’Università degli Studi di
il giovane archeologo aveva illustrato con Macerata, ho iniziato subito a lavorare come
uguale successo, nella chiesa di San Nicolò, collaboratore di alcune cooperative - locali e
i risultati di una sua interessante ricostru- non - per la realizzazione di scavi archeolozione dell’evoluzione storico-architettoni- gici sia d’emergenza che di ricerca. Nel 2006
ca delle mura di Jesi, a partire dai Romani ho pubblicato un articolo sulla chiesa di S.
fino ad arrivare a Baccio Pontelli. L’evento Maria del Piano nella rivista specialistica
era stato curato dalla Fondazione Federico “Archeologia Medievale”. Nel 2007 ho vinto
II Hohenstaufen. Dalla presentazione dello una borsa speciale per progetti di ricerca,
studio era emersa in particolare l’importan- promossa dal Pio Sodalizio dei Piceni, per la
za di conservare, con opportuni interventi realizzazione di uno studio sulle dinamiche
di ristrutturazione, ciò che comunque una insediative della Media Vallesina dall’epoca
comunità, in epoche diverse, va realizzan- romana fino al medioevo. Nel 2011 ho curado lungo il suo percorso evolutivo.
to al pubblicazione “ArcheoAesis” promossa
Entusiasti che Jesi si fregi di giovani storici dall’Archeoclub d’Italia e concernente le ree archeologi, e soprattutto di giovani stu- altà archeologiche della nostra città. Nelle
diosi innamorati della sua storia, gli abbia- ultime settimane ho aperto, in collaboraziomo rivolto qualche domanda.
ne con due socie, uno studio associato - AR-
CHEO IN PROGRESS -, con
il quale mi occupo di scavi
archeologici, valorizzazione
dei beni culturali e sviluppo
del turismo. Socio dell’Archeoclub d’Italia - sede di Jesi
dal 2003, ho collaborato a
gran parte delle iniziative promosse dall’associazione. Grazie all’Archeoclub ho anche
iniziato a realizzare conferenze per la sede
stessa ma anche per altre associazioni del
territorio.
Perché una tesi di laurea sull’evoluzione
architettonica delle mura di Jesi?
Qui devo fare una precisazione: la mia tesi
di laurea non era espressamente sulle mura,
ma su tutta la città di Jesi nel passaggio dal
mondo antico a quello medievale. Ovviamente, la mia ricerca aveva riguardato le
mura anche se non erano state oggetto di
uno studio particolare. Quando mi sono laureato, non era ancora stato fatto lo scavo di
Porta Valle e quindi le informazioni erano
scarse. Grazie all’Archeoclub ho conosciuto
il dr. Alessandro Fossi, il quale ha realizzato
una tesi sui restauri subiti dalle mura, con
particolare attenzione alle epoche recenti.
Dalle mie conoscenze - legate più all’aspetto
archeologico romano-medievale - e quelle
del dr. Fossi, specializzato nei restauri medievali, moderni e contemporanei, ne è derivata la presentazione che ho fatto nella chiesa di S. Nicolò. In ogni caso, l’interesse per il
Medioevo mi è venuto nel corso degli anni
universitari. Il mio indirizzo originario era
quello classico - Grecia e Roma – ma, nel
corso degli studi, conoscendo insegnamenti
come Archeologia Medievale e Cristiana, mi
sono accorto che del Medioevo si sa ancora
molto poco, soprattutto a livello archeologico. Da qui il mio interesse per questa epoca.
PARROCCHIA DI SANTA MARIA DEL PIANO: il Circolo “Contardo Ferrini” in visita alla chiesa
Nella chiesa più antica di Jesi scendiamo in cripta
“Non è facile trovare una chiesa che conservi - il moltiplicarsi delle donazioni di terre da rio, precisando che “nella parte sinistra del
le tracce di ben due millenni di storia”. Così parte dei proprietari ha contribuito a costi- timpano del coperchio si trovano due pavoscrive il dr. Alvise Cherubini nel libro “Arte tuire immensi patrimoni monastici. Anche ni con al centro una croce greca su colonna
medioevale nella Vallesina”, riguardo alla l’abbazia di S. Maria del Piano era potente tortile, simbolo della vita divina che i fedeli
chiesa di Santa Maria del Piano, antica ab- e ricca: nei tempi “belli” trattava da pari a attingono dal Cristo risorto”. Dagli scavi è
bazia benedettina, fondata nell’VIII secolo. pari con il Comune di Jesi e aveva posse- emersa la testimonianza più antica di pitSabato 12 aprile un gruppo di soci e amici dimenti dal Nevola al Musone...». Verso il tura in zona: un affresco di arte bizantina
del Circolo “Contardo Ferrini” ha visita- 1400 però l’abbazia decadeva e la chiesa con raffigurante una “faccia d’angelo” (sec. XII).
to questa chiesa con la guida dell’assisten- il monastero e i terreni passavano al Vesco- Inoltre sono stati scoperti capitelli di epoca
te don Vittorio Magnanelli, appassionato vo. Nel 1591 divenne parrocchia. L’interno medioevale, mura romane e alcune tombe
critico d’arte. «Chi passa per via Marconi della chiesa ha subito nei secoli numerose romane “a capanna”. È probabile che la chie– osserva don Vittorio - trova ad un certo modifiche: “Nel 1728 – annota don Urieli in sa sia stata costruita sopra un tempio romapunto una traversa con il segnale turistico “Jesi e il suo Contado”- veniva manomessa la no dedicato alla dea Venere. Nella nicchia, a
recante la scritta “Abbazia di Santa Maria struttura romanico-gotica di S. Maria del sinistra di chi entra nella chiesa, si trova un
del Piano, anteriore al sec. X”. Ma qualora Piano... avviando l’antica chiesa all’anonima “Cristo flagellato” dipinto “su un moncone
fosse ignaro delle vicende storiche di que- forma attuale. La radicale trasformazione di colonna in granito, forse residuo del temsto edificio, dovrebbe stropicciarsi gli oc- di questa chiesa ha costituito una delle più pio preesistente”. Il grande altare in marmo,
chi quando arriva di fronte a una facciata gravi perdite di fede, arte e storia della Val- di stile fra il barocco e il neoclassico, fatto
di chiesa che delle solenni antiche abba- lesina”. Si è proceduto alla riduzione da tre costruire nel 1790 da don Giuseppe Sponzie non presenta proprio niente, modesta a una sola navata, al livellamento del Pre- tini, zio paterno di Gaspare, fa da cornice a
e anonima come appare ora. Anche del sbiterio, soprelevato di circa due metri; la una copia della tavola cinquecentesca della
chiostro e degli edifici monastici non c’è Cripta, che era sotto il presbiterio, è stata “Madonna del latte”, dipinta dal pittore jetraccia. Don Vittorio ha poi ricordato San interrata; il soffitto della chiesa, a apriate sino Faliero Tamburi. L’originale era stato
Benedetto da Norcia, il fondatore del mo- in legno, è stato coperto con l’attuale volta. rubato nel 1972. Don Vittorio ci indica il
nachesimo occidentale, che nel VI secolo Don Vittorio ricorda con affetto il parroco mezzobusto del musicista Gaspare Spontini
affermò per i monaci il principio della re- don Ezio Balestra che negli anni Cinquan- ricordando che Gaspare avrebbe dovuto essidenza stabile, la “stabilitas”. San Benedet- ta ha dato il via agli scavi portando alla luce sere avviato alla carriera ecclesiastica e per
to, sulla base della Regola condensata nell’ archi di stile romanico e gotico e reperti im- questo fu affidato allo zio paterno, parroco
“Ora et labora”, fece dei monasteri centri di portanti. Scendiamo nella cripta per ammi- di Santa Maria del Piano, perché frequenpreghiera e unità produttive autosufficien- rare il prezioso sarcofago ravennate del IX tasse da esterno il Seminario di Jesi. Ma
ti, da cui nei momenti di emergenza pote- secolo, decorato con motivi vegetali a spira- proprio qui, a Santa Maria, si rivelò la sua
vano partire soccorsi per la popolazione. le. “Si tratta della più antica opera di scultu- passione per la musica....
«Nell’alto Medioevo - spiega don Vittorio ra presente in diocesi” – afferma don VittoGiuseppina Radiciotti
Dalla sua ricostruzione sono emersi elementi che colmano lacune precedenti,
come l’individuazione della quarta rocca di Jesi di cui si era intuita l’esistenza,
ma della quale non si era riusciti a trovare la giusta collocazione: ce ne parla?
Alquanto problematico è il discorso sulle
rocche di Jesi. Scartata l’esistenza di una
rocca d’epoca romana, ipotizzabile ma
non provabile al momento, una prima fortezza dovrebbe risalire al XIII-XIV secolo,
collegata con il coevo restauro delle mura.
Questa rocca sembra sia stata distrutta
nel 1424, anche se il Mariano ipotizza una
distruzione parziale. Infine arriviamo a
quella di Francesco Sforza (1433-1447). Di
tutti questi fortilizi oggi non conserviamo
nessuna traccia. Soltanto per quella sforzesca il Mariano fa l’ipotesi di Piazza delle
Monachette. Alessandro Fossi ha scoperto la foto di Costa Mezzalancia con i resti
di una torre quadrangolare ed io ho fatto
l’ipotesi che questa torre, probabilmente
legata al circuito murario due-trecentesco,
possa essere collegata alla Rocca Sforzesca. A questo punto è fondamentale intraprendere una nuova ricerca proprio per
cercare di confermare o screditare queste
ipotesi.
Testo e foto di Paola Cocola
Nelle foto, Alessandro Biagioni, il gruppo in
visita a Santa Maria del Piano e il palazzo
giallo, il luogo dove si ipotizza che sorgesse
la rocca.
notizie_brevi
Mostra fotografica
L’associazione culturale Bottega Fotografica di
Fabriano inaugura la mostra Black Mood di Roger
Nicotera curata da Andrea Pacioni. L’inaugurazione prevista per il 22 maggio alle 18 vede la
presenza di Giovanni Carotti, l’entomologo della Vallesina e più volte ospite della trasmissione
rai Geo&Geo, nonché membro attivo di Bottega
Fotografica. Fino al luglio dalle 18 alle 23, a Fabriano presso la vineria EhNò.
a.t.
Adalgisa Palpacelli a Filottrano
“Sfrecciarossa, il nuovo spettacolo di Lucia Fraboni, alias Adalgisa Palpacelli, è in replica sabato 24 maggio alle ore 21:00 al Cineteatro Torquis
di Filottrano. Un viaggio in treno, tratta AnconaVologna (tav!), in cui un viaggiatore, interpretato da Francesco Favi non riesce a leggere tranquillamente il suo libro perché continuamente
disturbato da tanti personaggi, maschili e femminili interpretati dalla camaleontica Adalgisa,
da Stefano Ranucci e Alessandro Cupido. Per
prevendita biglietti contattare la Proloco di Filottrano al 340/3607058.
18 | arte
25 maggio 2014 | Voce della Vallesina
CUPRAMONTANA: STUDENTI DEGLI ISTITUTI SUPERIORI
Vallesina, tera mia
Educazione alla legalità sui beni
suo progetto di riutilizzo sociale, seguita
dalla visita all’area e il coinvolgimento dei
ragazzi in alcune attività sull’orto biologico che circonda la struttura, in compagnia
degli operatori e degli ospiti della comunità. Nell’occasione inoltre, la web tv animata
nell’ambito del progetto con la partecipazione degli studenti, ha effettuato alcune
interviste a diversi “protagonisti” delle attività.
Obiettivo del progetto “Legalità… be connected”, cui hanno aderito 15 istituti secondari di secondo grado delle provincie di
Ancona, Macerata e Fermo, è promuovere
la cittadinanza attiva tra i giovani e diffondere la legalità, come colonna portante del
vivere comune e della democrazia: avviato
lo scorso novembre, ha visto dapprima attività di formazione in classe, curate da operatori del CSV Marche e le associazioni del
territorio, poi l’attivazione di stage presso
associazioni di volontariato, la creazione e
l’animazione di spazi e redazioni per la comunicazione on line, nei quali gli studenti
possono attivarsi per la comunicazione e
diffusione della cultura della legalità, infine
visite guidate presso i beni confiscati alla
mafia nelle Marche a Isola del Piano (Pu) e
a Cupramontana, che si stanno svolgendo
in queste settimane e continueranno fino
a maggio inoltrato. Sarà inoltre organizzato un concorso tra le scuole per i migliori
reportage, e non mancherà un evento pubblico interprovinciale di conclusione del
progetto.
Quanto sei bella tera mia,
Vallesina piena de colore,
come te guardo se llarga ‘l core;
chi parte fai padì de nostalgia.
Jesi sta laggiù, ntel mezzo:
pare che dorme ‘n po’ sorniona
come ‘na gata nte ‘na poltrona.
E’ nada li da ‘n bel pezzo.
Da la finestra, quanno m’affaccio,
vedo i paesetti nostri; tutti li:
Maioladi, Monterobè, Castelbellì
Cupra, l’antiga Massaccio.
Drendo ‘sta valle c’è ‘l monno sano:
le colline, i monti e ‘l San Vicino,
la pianura col fiume Esino;
se vede ‘l mare pogo lontano.
Eppò c’è San Paolo e Staffolo,
Rosora, ‘lPoggio e Castello,
Montecarotto e San Marcello.
Co l’occhio li vedo al volo.
Le case dei vecchi contadì
in mezzo ai campi sparpajade,
ormai vòde e abandonade,
tante parole c’avria da dì!
Monsano sta lì vicina.
La c’è Santa Maria Nòa;
e da quela parte se tròa
Mazzangrugno e la Collina.
Ogn’una de lora c’ha na storia
lunga: sci potesse rportà
quante cose podrìa rcontà
a quelli ch’ha perso la memoria.
Lassù, Cingoli, la più alta,
che domina come ‘na regina
tutta quanta la Vallesina;
e fin’al mare l’occhio salta.
Tra tutte quesse ce n’é una
ndocche so’ venudo al monno;
c’è nadi pure babbo e nonno,
e come quella ‘n ce n’è niciuna.
A valle, giù ‘ntel basso,
c’è Macine, Borgo Loredo
e l’Angeli: e quessi li vedo
tute le ‘olte che ce passo.
Questa è ‘na terra benedetta,
mmollada da sangue e de sudore
de chi ha fadigado con amore,
per dàccela più bella e più perfetta.
Metti Pantiere, Moie, Pianello.
E sci voi finì tuto ‘l giro,
c’è Mergo, Sèra e l’Apiro.
Dimme ‘n po’ sci non è bello!
Io ‘ nte sta tera ce so’ nado
e ancora ce posso campà.
Pensanno a chi è dovudi scappà
me pare da èsse fortunado.
Su quel cucuzzoletto c’è Taba’:
la chiesa ndocche m’ha battezzado,
la strada c’ho tante olte bazzigado
e quele campane che non so scorda’.
E quanno sarà l’ora de gi’ via
a la tera lo rdarò ‘sto core
e l’anima la rdarò al Signore,
profumada de ‘sta tera mia.
“
In Tribunale una sfilata di moda
Palazzo Honorati-Carotti, sede
dell’ex tribunale di Jesi, è una cornice insolita per una sfilata di alta
moda, ma allo stesso tempo perfettamente adatta per la tipologia di
evento egregiamente organizzato
a favore dell’Ail. Diciotto modelle
e diciotto differenti abiti caratterizzati dalla bellezza e freschezza
del fiore rivisitato in modo creativo. Lo stilista, Giuseppe Filloramo
ha presentato la sua collezione
Primavera-Estate 2014 a trecento
intervenuti. Il palazzo, aperto grazie al patrocinio del Comune di
Jesi, è stato ammirato dai presenti
dopo la sfilata in quanto le modelle
erano dislocate nelle varie sale per
far osservare le creazioni che potevano essere acquistate. Il ricavato
delle vendite e quindi le donazioni spontanee tutto a favore dell’Ail
per aiutare la ricerca, come ha
sottolineato il vice presidente Ail
Pietro Leoni, presente all’evento.
Tutta la giornata, e tutto l’impegno
che questa ha richiesto, è stata per
Katia, la mamma dello stilista, che
con emozione ha detto davanti a
tutti «sono emozionato e felicissimo di aver realizzato questo sogno
avrei voluto che mia mamma fosse
stata qui, in quanto era più il suo
desiderio. Purtroppo non è così,
ma ringrazio tutti quelli che lo
hanno reso possibile». A fine sera-
Pacifico Aldo Massaccio
IL 25 MAGGIO A SAN GIOVANNI
Musica Præcentio
La rassegna di musica a servizio della Liturgia, Musica Præcentio, alla XXVII edizione,
volge quasi al termine, prima della pausa
estiva. In collaborazione con l’Associazione
“Antiqua Modicia” di Monza, il Coro “Cardinal Petrucci”, diretto dal Maestro Mariella
Martelli, il 25 maggio, alle 11,30, terrà un
concerto presso la Parrocchia di San Giovanni Battista, presieduta da Mons. Attilio
Pastori. Il repertorio è tratto dal Fondo musicale della Chiesa Collegiata “SS.ma Annunziata” di Montecarotto. Si tratta di testi in
prevalenza mariani, stante il mese di Maggio
IL RICAVATO DELLA VENDITA DEGLI ABITI INTERAMENTE DEVOLUTO ALL’AIL
“
A scuola di legalità e cittadinanza attiva sui
beni confiscati alla mafia. Succede a Cupramontana, dove nei giorni scorsi alcune
classi dell’Istituto superiore d’arte di Fermo
si sono recate in visita presso il podere Tufi,
che fu confiscato alla criminalità organizzata negli anni ’90 ed oggi, grazie all’impegno
e la collaborazione tra istituzioni pubbliche
e privato sociale, ospita una fattoria sociale
con orto biologico e una comunità residenziale per utenti con disagio psicologico.
La visita guidata, che i ragazzi hanno vissuto con interesse e partecipazione, è stata
realizzata nell’ambito del progetto “Legalità… be connected”, percorsi di educazione
alla legalità e alla cittadinanza attiva dedicati ai giovani marchigiani, nelle province
di Ancona, Macerata e Fermo, con il coinvolgimento delle associazioni di volontariato. Nelle settimane precedenti infatti, a
compiere una visita analoga sono state altre
classi, provenienti dagli istituti superiori
Ipsia “Pocognoni” di Camerino, dal Liceo
artistico “Cantalamessa” e dall’Istituto agrario di Macerata. Il progetto è finanziato da
UPI (Unione Province d’Italia) e realizzato
dalla Provincia di Ancona (ente capofila),
in partenariato con Provincia di Macerata, Provincia di Fermo, CSV Marche (Centro Servizi per il Volontariato), Consorzio
solidarietà, Associazione La fattoria della
legalità, Cooperativa Pane e tulipani e Ufficio scolastico regionale per le Marche.
La mattinata è cominciata con un’introduzione sulla storia del bene confiscato e il
Questa poesia, bella e semplice, che abbraccia tutta la Vallesina e la nostra città, è di Pacifico Aldo Massaccio che, venuto dalla mezzadria, ha dedicato molto tempo alla ricerca della storia di due grandi famiglie della stessa mezzadria che da secoli hanno lavorato la nostra terra. Massaccio, in gioventù, si è molto
impegnato anche nella Gioventù cattolica assumendo responsabilità, per un certo periodo, a livello nazionale. L’ultima parte della poesia esprime tutto il suo amore per quella terra che ha visto tante fatiche, ma
anche tanta vita genuina e formativa della nostra mezzadria di un tempo.
in corso, ad eccezione dell’ultimo, “Inno in
onore di San Filippo Neri”, la cui commemorazione liturgica avviene il giorno successivo
al concerto, memoria le cui radici risalgono
alla gestione della Parrocchia jesina anticamente in capo alla Congregazione dei Filippini. Al Maestro Martelli si devono il riordino he tlat pcatalogazione
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Poesia dedicata alla Madonna del Soccorso
ta, presentata da Marco Zingaretti,
un calice di rosè per tutti i presenti offerto da Bardi pasticceria. Le
modelle si sono poi prestate a far
osservare gli abiti da vicino disposte nelle differenti sale del tribunale che con l’occasione sono state
ammirate dai presenti per poterli
acquistare.
Agnese Testadiferro
Foto di Michele Ranellucci
Appena mi fui desta
sull’aurora
di questo lieto dì,
al sol che di luce il mondo
indora,
mi rivolsi così:
“Grande signor del vasto
firmamento,
dimmi: sai tu qual sia
il mezzo
per far noto quel che sento
alla cara Madre mia?
Oggi è il giorno di sua festa
ed io vo’ farle un dono
che le piaccia assai.
Dimmelo, o divo sol,
dimmelo tu: qual dono
le potrà piacer di più?”.
E il sol, con favella
di splendore,
“Un sol don, mi rispose:
amore”.
Non contenta, chiesi ad una
rosa:
“O tu, dei fior regina,
sai dirmi qual bella cosa
piaccia alla Madre mia?”.
E con favella di profumo
il fiore
“Un sol don, mi rispose:
amore”.
Non contenta ancora,
al cuore domandai:
“Senti, per il suo giorno,
qual bella cosa piaccia
alla Madre mia
non sai?”.
E il cuore, anch’esso
mi rispose:
“amore”.
Ebben, poiché uniforme
fu il consiglio
del sol, del fior, del cuore,
ecco il triplice don di tua
figlia Maria:
amore, amore, amore.
Alleluja, alleluja
Maria Cappannini
speciale_elezioni | 19
Voce della Vallesina | 25 maggio 2014
SAN PAOLO DI JESI. BARCAGLIONI CERCA IL SECONDO MANDATO. RADICIONI SI PROPONE CON “IMEGNATI PER SAN PAOLO”
Dall’ambiente all’abbattimento delle barriere
Lista INSIEME PER CONTINUARE
Sandro Barcaglioni (Candidato alla carica di Sindaco). Candidati consiglieri: Massimiliano Cesaroni. Stefania Gasparini in Ciancone. Giulia Benigni. Angela Brunori in Cimarelli. Andrea Cacciamani. Sandro
Cesaroni. Daniela Cotichella in Bassetti. Federico Federici. Franco
Rosini. Valentino Ruggeri.
Dopo cinque anni da Sindaco di San Paolo di Jesi, Sandro Barcaglioni si ricandida e lo fa con “Insieme per continuare”, lista la cui azione amministrativa “sarà finalizzata ad una attenta interpretazione delle necessità poste dalla Comunità cittadina cercando di adoperarsi con ogni mezzo ed in
particolare con trasparenza e coinvolgimento”. Il programma di Barcaglioni si suddivide in quattordici punti, uno per ogni tematica che dovrà essere affrontata nel caso di vittoria. I primi argomenti
ruotano intorno all’urbanistica e alla viabilità. Il candidato propone l’installazione di pannelli fotovoltaici sopra il tetto della sede Municipale, la promozione della raccolta differenziata “porta
a porta” e la riqualificazione urbana di Via Castellaro. I due argomenti successivi sono le attività
sociali e ricreative. Il sindaco uscente sostiene la realizzazione di un campo da tennis e calcetto, la
creazione di un fondo sociale e il proseguimento della collaborazione con la UISP. Il tema successivo è la partecipazione democratica dei cittadini; “Insieme per continuare” si impegna “ad affrontare in maniera ancora più specifica il tema della sicurezza delle persone e dei beni”. Gli ultimi
interventi previsti, nel programma elettorale, riguardano l’innovazione tecnologica, l’agricoltura,
il turismo, la pubblica istruzione e le attività culturali.
Lista: IMPEGNATI PER SAN PAOLO
Daniela Radicioni (Candidato alla carica di Sindaco). Candidati consiglieri: Fabrizio Brocchi Vet-
tese. Alessandra Ceci. Pompilio Ceci. Federica Cotichella. Lucia Giatti. Romolo Marchegiani. Giuliano Piersanti. Angela Rosini. Benedetta Rosini. Alex
Vescovo.
Domenica 25 maggio Daniela Radicioni sfiderà il Sindaco uscente per la
carica di primo cittadino di San Paolo di Jesi. Radicioni, supportata da
“ImpegnaTi per San Paolo”, si fa voce di un gruppo che dichiara “l’intenzione di appianare le divergenze esistenti nel nostro piccolo ma bel paese”. La candidata
ha presentato il programma elettorale suddividendo gli interventi a seconda delle fasce d’età
a cui mireranno, e non per temi come più comunemente accade. La prima fascia racchiude i
bambini fino a tre anni. La lista propone, per essi, la concessione di un locale in cui le madri,
con i propri figli, potranno incontrarsi e passare un po’ di tempo insieme. Il secondo segmento
circoscrive i ragazzi e gli adolescenti. In questo caso il candidato sostiene l’ottimizzazione
degli spazi verdi, il miglioramento dei servizi scolastici, l’organizzazione di centri estivi e una
serie di incontri per avvicinare i ragazzi a tematiche sociali molto importanti; quest’ultima
azione possibile grazie anche alla collaborazione con alcuni enti limitrofi. L’ultima fascia d’età racchiude gli adulti, la percentuale più alta della popolazione. “ImpegnaTi per San Paolo”
sostiene il completamento dell’abbattimento delle barriere architettoniche, l’incentivazione
all’utilizzo delle tecnologie che permettano un notevole risparmio energetico, l’aumento degli
aiuti alle famiglie in difficoltà e l’introduzione di incentivi economici a tutte le giovani coppie
che decideranno di trasferirsi in città. Daniela Radicioni chiude il programma elettorale annunciando anche un rilancio del turismo e la possibilità di “intrattenere rapporti di gemellaggio
come ogni altro comune italiano”.
A cura di Matteo Rossini
SAN MARCELLO: DUE CANDIDATI ALLA CARICA DI SINDACO, ROTOLONI CHE SI RIPRESENTA E GRAZIANO LAPI
Dalla ristrutturazione di Montelatiere al turismo
Lista:
CONTINUITA’ E RINNOVAMENTO
Lista:
PARTECIPAZIONE E CAMBIAMENTO
Candidato sindaco: Pietro Rotoloni. Candidati consiglieri: Lorenzo
Avaltroni, Mario Ceccarelli, Emanuele Fileni, Leonello Luconi, Patrizia
Pellegrini, Gessica Pesaresi, Maurizio Silvestrelli e Samuele Tassi.
Il programma amministrativo presentato ai cittadini prevede al primo punto i lavori pubblici e l’urbanistica: «ampliamento della scuola materna statale e realizzazione del secondo stralcio della pista ciclabile, ristrutturazione e
valorizzazione del complesso monumentale dei Padri Passionisti di Montelatiere, ristrutturazione
del palazzo “Pio Santi” destinato a museo delle Telecomunicazioni; favorire l’edilizia popolare
pubblica recuperando il palazzo Santi; intervento di recupero del centro storico e riqualificazione del cimitero; realizzazione di un parcheggio sotterraneo a servizio del comune e dei residenti.
Per i giovani è prevista la creazione di un centro di aggregazione. Inoltre nei settori cultura e
turismo: completamento della scuola media, sistemazione dell’archivio comunale, promozione
delle attività teatrali, istituzione di una biblioteca comunale, attivazione di gemellaggi con altri
comuni europei, inserimento del Museo dell’Olio nel circuito museale marchigiano e istituzione
di uno sportello di promozione turistica. Tra l’altro, nel settore ambiente: rimboschimento delle
aree attorno al convento di Montelatiere e dell’area a nord del centro storico. Per l’Acquasanta
è previsto l’avvio del piano Peep con la realizzazione di una struttura sportiva polivalente, la
sistemazione delle aree verdi, il potenziamento della scuola materna e dell’asilo nido già funzionanti e il potenziamento del trasporto pubblico locale e l’avvio di un collegamento sperimentale
tra Jesi e la frazione.
Candidato sindaco: Graziano Lapi. Candidati consiglieri: Fabiano Paradisi, Saverio Segnan, Mauro Atzori, Roberta Fiordelmondo, Samuela Belcecchi, Mauro Piccotti, Michele Fioretti, Giovanna Bigi, Grazia
Friuli, Emanuela Corsetti.
Alcuni argomenti tratti dal programma. «La lista vuole proporre un
progetto condiviso di amministrazione che permetta di cambiare questo stato di cose che vige da
quasi 30 anni. Un progetto che sia sinonimo di un’idea di politica amministrativa fondata su partecipazione, cambiamento, trasparenza, competenza, vicinanza ai cittadini. Particolare attenzione
all’accesso, alla presenza, all’impegno dei giovani nell’amministrazione con nuove energie e competenze finora inespresse. Occorre restituire ai cittadini la fiducia che la politica ha una funzione
di servizio. Porre il cittadino al centro vuol dire: tutelare il territorio nel quale vive attraverso politiche di salvaguardia e di valorizzazione, tutelare la famiglia migliorando i servizi e contenendone
le tariffe, incentivare le associazioni con luoghi di incontro e di socialità». Dieci sono i punti del
programma: il comune e l’Unione dei Comuni; il territorio, l’ambiente e l’edilizia; il centro storico;
le associazioni; il turismo; le politiche giovanili e lo sport; i servizi sociali; la frazione Acquasanta;
rifiuti e raccolta differenziata; sicurezza e finanziamenti. Tra i progetti la possibilità di istituire
una biblioteca e una mediateca di ambito comunale o intercomunale. Un’altra idea proposta è
l’istituzione del volontariato civico per raccogliere le disponibilità di tempo e di lavoro dei singoli
cittadini e delle associazioni per servizi di carattere sociale o ambientale. Il turismo andrebbe incrementato con una promozione attivata nell’Unione dei Comuni.
20 | speciale_elezioni
25 maggio 2014 | Voce della Vallesina
ALLE ELEZIONI AMMINISTRATIVE DEL 25 MAGGIO IN LIZZA DUE LISTE CIVICHE
Castelplanio al voto per il nuovo Sindaco
Lista n. 1
RINNOVATO IMPEGNO CASTELPLANIO 2020
Barbara Romualdi (Candidato alla carica di Sindaco)
Candidati Consiglieri
1 Badiali Fabio. 2 Boccaccia Emanuele. 3 Bravetti Mirco. 4 Bussoletti
Stefania. 5 Capriotti Mirko. 6 Grizi Paolo. 7 Marini Paolo. 8 Morici Daniele.
9 Sabatini Lucarelli Valentina. 10 Sabbatini Dino. 11 Sebastiano Alessia. 12
Urbani Tommaso.
Lista n. 2
OBIETTIVI COMUNI per CASTELPLANIO
Borgani Fernando detto Elio (Candidato alla carica di Sindaco)
Candidati Consiglieri
1 Luca Amadio. 2 Roberta Ballarini. 3 Carla Bimbo. 4 Paolo Bussoletti. 5
Alberto Cascia detto Roberto. 6 Daniele Duca. 7 Younes El Moufarrih. 8
Natascia Marzi. 9 Dina Pierangeli. 10 Claudia Truffellini. 11 Cristiana Maria
Urbani. 12 Fabrizio Venanzi.
Alle elezioni amministrative del 25 maggio, Castelplanio va al voto con due liste civiche al vaglio degli
elettori: “Rinnovato impegno Castelplanio 2020” (Lista n. 1) e “Obiettivi comuni per Castelplanio”
(Lista n. 2).
Al centro dell’attenzione la scelta del nuovo Sindaco dopo il decesso nello scorso luglio del primo
cittadino Luciano Pittori, sostituito a tuttoggi dal vice Emore Costantini.
Vediamo per sommi capi su quali programmi si esprimeranno i cittadini.
Lista n. 1 “Rinnovato impegno Castelplanio 2020”
Il candidato sindaco di Rinnovato impegno Castelplanio 2020 è Barbara Romualdi, 43 anni, dipendente
di un’azienda privata. Questa lista - si legge nell’opuscolo con la quale si presenta alla popolazione
- è composta da “Un gruppo fatto di esperienza e innovazione. L’esperienza di Fabio Badiali e di
Dino Sabbatini, da sempre attenti ai bisogni della nostra comunità, quella di Paolo Grizi e di Barbara
Romualdi come amministratori uscenti. L’innovazione di una squadra composta per lo più da giovani,
che si mette a disposizione della cittadinanza. Persone capaci, con specifiche competenze e con
l’entusiasmo di fare, che condividono una cultura politica di centro sinistra, con alcuni iscritti al
Partito Democratico.
“Puntiamo a cogliere ogni opportunità che l’Unione Europea, fino al 2020, metterà a disposizione dei
Comuni, delle piccole imprese e delle associazioni. I Fondi europei sono le principali risorse sulle
quali basare lo sviluppo delle piccole comunità come la nostra. Mai come ora l’Europa è considerata
distante dai suoi cittadini e difficile da capire, ma l’Europa è in primo luogo un insieme di diritti e
opportunità per i giovani, per le imprese e per i territori. “Siamo all’inizio di grandi cambiamenti per
i piccoli comuni e per i suoi attori, che dovranno collaborare per uscire dall’isolamento della piccola
dimensione e per tagliare costi non più sopportabili. Per questo avanziamo solo proposte concrete
e realizzabili. Il modello di sviluppo a cui pensiamo è basato anche su un corretto uso del territorio,
nell’ottica della più attenta sostenibilità ambientale, dell’efficienza e del risparmio energetico.
“Ci concentreremo sul coinvolgimento dei giovani, sul sostegno all’associazionismo, sulla vicinanza alle
fasce più deboli, sull’integrazione culturale e sull’ascolto di tutti i cittadini”.
Lista n. 2 “Obiettivi comuni per Castelplanio”
Sull’altro fronte c’è la lista “Obiettivi comuni per Castelplanio” capitanata dal candidato sindaco
Fernando Borgani detto Elio, 61 anni, dirigente d’azienda, che presenta così la sua squadra:
“Siamo cittadini come voi che ci leggete. Stanchi del declino e dell’impotenza compatita e mai
realmente contrastata. Non dipendiamo dai partiti e siamo lontani dalla politica dei circoli chiusi.
“Noi apparteniamo alla città, alle sue aspirazioni, al suo progetto di riscatto. Siamo del tutto
estranei a quella politica che ci ha ridotto così. Siamo progressisti e non ci piace conservare
la politica di sempre; quella delle promesse mai verificate. Vogliamo un’Amministrazione
professionale, preparata e pratica; come dovrebbero essere tutte quelle che si occupano della
cosa pubblica.
“Vogliamo una gestione che non si rassegni alla subalternità e all’indifferenza, che non risponda
al momento difficile delle famiglie e delle imprese con aumenti massimi delle tasse e delle
imposte e con i servizi degradati. “Siamo per la parità con gli altri comuni e non ci sentiamo per
niente figli di un Dio minore. Siamo per un rilancio della città attraverso progetti tanto ambiziosi
quanto praticabili e già realizzati dalle migliori realtà. “Vogliamo alleviare i problemi del lavoro,
risolvere i problemi delle incompiute, delle strade sudice e disastrate, dei siti abbandonati, di
una spesa insostenibile e crescente mai comparata con gli standard migliori. Non ci piacciono gli
apparati e le sovrastrutture. “Vogliamo affrontare i problemi troppo a lungo contemplati e niente
affatto affrontati. Siamo quelli che vogliono una comunità consapevole delle difficoltà ma anche
fiduciosa delle grandi risorse che abbiamo per superare il momento. “Siamo terrorizzati da un
impegno rinnovato per rifare quello che si è fatto fino ad oggi”.
L’auspicio di un confronto leale e costruttivo
Piacerebbe a tutti i cittadini che la campagna elettorale sia mantenuta nei limiti del rispetto reciproco
e del confronto leale e costruttivo basato sui programmi. L’ultima affermazione del gruppo Borgani
non sembra andare in questa direzione con quel “Siamo terrorizzati da un impegno rinnovato...”
riferito alla lista avversa con un giochetto di parole facile facile che non promette nulla di buono.
Poiché il Borgani invoca insistentemente il confronto diretto con l’altro candidato, sarebbe opportuno
che prima chiarisse la sua condizione di “terrorizzato”, dopodiché riteniamo che sia utile e di grande
civiltà il dibattito aperto tra i due contendenti al cospetto della cittadinanza. Suvvia signor Borgani,
c’è ancora tempo.
Adriano Santelli
DUE LISTE CIVICHE SI CONTENDONO IL COMUNE DI POGGIO SAN MARCELLO
Consoli per la conferma, Silenzi per il ribaltone
Lista n. 1
NOI PER POGGIO
Tiziano Consoli (Candidato alla carica di Sindaco)
Candidati Consiglieri
Bramati Danilo, Milletti Pierluca, Zamponi-Barboni Roberta, Alessandroni Alessandro, Ferretti Andrea, Venanzi Mattia, Spugni-Didu Giuseppina,
Venanzi Pompeo, Coppa Andrea, Pirani Emanuele.
Lista n. 2
UNITI PER POGGIO
Mario Silenzi (Candidato alla carica di Sindaco)
Candidati Consiglieri
Luca Venanzi, Simone Bittoni, Fabrizio Stella, Giuseppe Sandroni, Luigino Bucciarelli, Sandro Venanzi, Fabrizio Chiappa, Massimo De Angelis.
Due liste civiche si contendono il Comune di Poggio San Marcello alle
elezioni amministrative di domenica 25 maggio: “Noi per Poggio” (Lista n. 1), orientata a destra,
e “Uniti per Poggio” (Lista n. 2) di ispirazione centro-sinistra. La prima è capitanata da Tiziano
Consoli, la seconda è guidata da Mario Silenzi. La sfida è tra Consoli, che punta alla conferma, e
Silenzi, che lavora per il ribaltone.
Lista n. 1 “Noi per Poggio”
Il candidato sindaco di Noi per Poggio è Tiziano Consoli, una figlia di appena 20 mesi, Elena Maria
Celeste, avvocato 37enne, che ha già svolto un mandato da vicesindaco e due da primo cittadino.
Vorrebbe concludere con una tripletta - questo è il suo obiettivo - la carriera politica in ambito locale. Per queste elezioni, Consoli ha prodotto una comunicazione fluviale molto articolata,
comprendendo quanto realizzato in questi ultimi dieci anni e le proposte per il prossimo quinquennio.
“Il progetto principale che abbiamo voluto da molti anni e sul quale abbiamo insistito - esordisce Consoli, assistito dall’assessore al Turismo e alla Cultura, Monia Marini è sostenuto da
finanziamenti privati. Si tratta di realizzare una struttura socio-assistenziale rivolta agli anziani
e all’accoglienza dei familiari, con centri poliambulatoriali, mense e parcheggi, che porterà servizi, sviluppo residenziale e opportunità lavorative.
“Sul tema della terza età, l’amministrazione comunale, in armonia con i cittadini di Poggio, ha
già realizzato importanti iniziative, come il prelievo del sangue completamente gratuito (per
patologie, reddito, età) coordinato dal medico di base, il trasporto sociale dell’anziano presso i
centri poliambulatoriali e ospedalieri del nostro territorio, il servizio dell’assistente sociale per
le famiglie in stato di bisogno. Il nostro impegno continuerà affinché gli attuali servizi siano confermati e potenziati.
“Tra gli altri interventi, da segnalare quello sul Poggetto, la sede storica della Pro Loco, e la
ristrutturazione di Santa Croce, che diventerà una sala polivalente e biblioteca multimediale
collegata con quella di Moie, nella quale potremmo valorizzare il nostro Archivio Comunale e
raccogliere pezzi di storia del paese. Inoltre, intendiamo ripristinare il presepe vivente”.
Lista n. 2 “Uniti per Poggio”
Mario Silenzi, con i suoi 64 anni compiuti il 22 maggio (auguri!) è esordiente nella politica, ed
è su posizioni di centro-sinistra, come i suoi candidati consiglieri tra i quali non sono presenti
iscritti a partiti né, purtroppo, donne. Silenzi, perito chimico industriale, è stato responsabile
del Servizio post vendita-export di una grande azienda di Fabriano. Ha girato il mondo per lavoro
e ora, da pensionato, vuole mettere a disposizione dei paesani la propria esperienza di vita.
“La soluzione migliore per gestire il futuro di Poggio - afferma Silenzi - era quella di unire in un
unico progetto le forze presenti nel territorio, condivisa dalla maggioranza uscente, con un candidato Sindaco non schierato politicamente.
“Purtroppo, dopo l’approvazione della legge nazionale che consente un terzo mandato ai Sindaci
dei piccoli Comuni, Consoli si è sfilato e ha voluto correre per proprio conto.
“Così, ho accettato di candidarmi, adottando un simbolo solidale, due mani che si stringono, simile
a quello delle Società di Mutuo Soccorso ottocentesche, per ribadire che vogliamo condividere le
idee, i propositi e le responsabilità tra tutti i cittadini di Poggio San Marcello.
“È convinzione generale e nostra che, a qualsiasi livello amministrativo, sia sempre necessaria
un’alternanza tra le parti politiche per garantire slancio, nuove idee, trasparenza e far sì che l’azione di amministrare la cosa pubblica resti un servizio e non diventi un mestiere o un’occupazione.
“Vogliamo un visibile cambiamento nei modi di amministrare e nelle prospettive, assicurando che,
per noi, il palazzo comunale non sarà un luogo di rivincite o una specie di castello nel quale rinchiudersi solo con gli amici più stretti, ma lo spazio dove, con il contributo di tutti, una comunità si possa confrontare e poi scegliere nell’interesse di tutti”.
A cura di Adriano Santelli
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Voce della Vallesina | 25 maggio 2014
MONSANO: TRE LISTE SI CONTENDONO LA GESTIONE DEL COMUNE
Programmi elettorali tra continuità e cambiamento
Lista
MONSANO PRIMA DI TUTTO
Paolo Campanelli (Candidato alla carica di Sindaco)
Candidati consiglieri:
Carlo Cavina. Francesco Cecconi. Concetta Contini. Dante Danti. Emanuela D’Onofrio. Andrea Luzietti. Monica Marani. Francesco Novelli.
Alessia Santoni. Mery Spadoni. Valentino Topa.
Paolo Campanelli, capogruppo dell’attuale amministrazione guidata dal sindaco Fioretti, ha presentato il programma elettorale della sua lista, “Monsano prima di tutto”. Campanelli concorrerà
alla carica sindaco con l’intento di conservare i “servizi già erogati ed incrementarli valutando
attentamente dove far confluire le risorse disponibili”. Il programma elettorale di Campanelli si
suddivide in otto punti e tocca le tematiche più importanti della città. Il primo argomento sono
i “Servizi alla persona” tramite i quali si tenterà di favorire la nascita di “una Comunità solidale e
accogliente”. Il secondo oggetto del programma sono i giovani della città; il candidato promuove
l’apertura di una ludoteca come centro d’incontro per i più piccoli, e di un punto “Informagiovani”
per facilitare l’avvicinamento degli adolescenti al mondo del lavoro. Il terzo argomento sono i diversamente abili ai quali viene proposta la “continuità dei servizi già esistenti”; “Le famiglie” sono
il quarto tema e per esse vengono annunciati servizi di consulenza legale e psicologica e progetti
di mediazione scolastica per disincentivare il bullismo. Il terzultimo punto del programma riguarda
la fascia più anziana della città; per essa Campanelli assicura un “servizio di Assistenza Domiciliare
per le persone non autosufficienti, con particolare riguardo per quei nuclei familiari più a rischio”.
Il sesto tema riguarda l’urbanistica della città. Il candidato nega la costruzione di centrali Biogas,
sostenendo, invece, la ristrutturazione del complesso in via Falcone con la realizzazione di due
nuove aule e la separazione degli ingressi tra quello per la scuola primaria e quello per la secondaria. Il centro di questo tema, però, è la costruzione di “una sala polivalente da destinare ad attività culturali e di intrattenimento”.
L’ultimo punto riguarda le proposte culturali che dovranno essere valorizzate, e incrementate, così
da favorire una maggiore partecipazione dei residenti alla vita cittadina.
Lista
PROGETTO MONSANO
Roberto Campelli (Candidato alla carica di Sindaco)
Candidati consiglieri. Mara Canonici. Tonino Cingolani. Gianni Marasca.
Claudio Marini. Giordano Moccheggiani. Matteo Monti. Rosita Pigliapoco.
Giuseppina Pistoli. Roberto Rossetti.
Roberto Campelli, 45 anni, è il candidato sindaco della lista civica “Progetto Monsano”. L’obiettivo
della lista è “rimettere al centro dell’interesse pubblico il benessere di Monsano, per risolvere alcuni dei problemi più urgenti e spingere i cittadini a partecipare alle attività di territorio”.
Il programma della lista si fraziona in cinque punti fondamentali. Il primo è “Lavori pubblici – Urbanistica – Ambiente”. Il gruppo propone il completamento del Polo Scolastico attraverso il recupero degli edifici di via Falcone, o qualora non risulti possibile,
mediante la ristrutturazione dei locali presenti in via Trento e Trieste. Previsto anche il po-
tenziamento della raccolta differenziata e la sensibilizzazione verso la tematica “rifiuti-zero”.
La seconda questione tratta i “Servizi sociali” e prevede la “collaborazione con la Caritas e con
tutte le altre associazioni di volontariato, sia laiche che religiose, per costruire una rete di supporto e di aiuto alla cittadinanza”; annunciata anche una cooperazione con la Parrocchia per introdurre nuove attività al centro per gli anziani.
Il terzo argomento è la sicurezza cittadina. Campelli suggerisce un maggiore impiego della Polizia
per “garantire il controllo e la massima sicurezza nei luoghi pubblici, sfruttando le mansioni già
previste per questo scopo”.
Il penultimo punto riguarda l’area amministrativa del Comune. “Progetto Monsano” dichiara di voler optare per l’informatizzazione degli uffici comunali e la valorizzazione del paesaggio cittadino
mediante la creazione di un percorso eno-gastronomico come richiamo per i turisti estivi.
La “Cultura” è il quinto, ed ultimo, tema presente nel programma. Campelli ritiene che l’organizzazione di ulteriori iniziative possano far aumentare il turismo in città. Prevista anche lo sviluppo
di gemellaggi con città italiane, oltre che con l’austriaca Klein-Pöchlarn e la francese Toulaud, e il
raddoppio delle uscite annuali del giornalino comunale.
Lista
IMPEGNATI PER MONSANO
Lorenzo Fagnano (Candidato alla carica di Sindaco)
Candidati consiglieri
Rita Anderlucci. Emiliano Baldoni. Patrizia Catozzi. Monica Cori Carlitto.
Paolo Delfino. Domenico Gallo. Desiree Giampieri. Luca Pergolesi. Vittorio Regina. Martina Santamarianova. Sabrina Sanchioni. Marco Veschetti.
Lorenzo Fagnano, classe 1974, è il candidato alla carica di sindaco di Monsano del movimento civico “ImpegnaTi per Monsano”. La lista si autodefinisce “formata da persone nuove, capaci e competenti che vogliono coinvolgere i cittadini singoli e associati per rilanciare il paese”.
Il programma elettorale presentato dal movimento si suddivide in cinque punti. Il primo ruota
intorno alle opere pubbliche, e tra gli interventi primari vi sono la messa in sicurezza del Polo
Scolastico di via Falcone, il rassetto del Parco Don Puglisi come simbolo della “rinascita del centro storico e della vita del paese”, e il recupero della palestra Cesaroni. La lista propone anche
la revisione del P.R.G. e l’introduzione di aree verdi per i cani. Il lavoro è la seconda questione;
Fagnano ne propone il rilancio tramite collaborazioni con imprenditori locali della zona industriale di Monsano, ritenuta una volta “fiore all’occhiello dell’intero bacino”. I servizi sociali e
alla persona sono il terzo oggetto del programma. Il movimento punta sull’integrazione dei giovani attraverso associazioni già presenti sul territorio, e annuncia aiuti agli anziani non autosufficienti. Presentata anche l’opportunità di orti sociali destinati ai bisognosi e a tutti coloro che
ne vorranno far richiesta. La quarta area riguarda gli aspetti economici, molto delicati, e per i
quali “ImpegnaTi per Monsano” punta a un maggior coinvolgimento della cittadinanza attraverso
una piattaforma online con un forum di discussione. L’ultima tematica è quella riguardante le attività culturali che andrebbero rivitalizzate attraverso una stagione teatrale estiva, il Museo dei
Sapori e delle Degustazioni, l’organizzazione di eventi sportivi e il rilancio del Santuario di Santa
Maria fuori Monsano.
Matteo Rossini
CASTELBELLINO: BISCEGLIE, CESARONI E GASPARINI CANDIDATI PER LE ELEZIONI AMMINISTRATIVE
Il programma delle tre liste, trasparenza e partecipazione
Lista: LISTA CIVICA CASTELBELLINO
Silvia Maria Bisceglie (Candidato alla carica di Sindaco). Candidati consiglieri: Angela Vinci Longo. Nicoletta Boccacci. Mauro Fabbri. Patrizia Ercoli.
Alessio Federici. Elisa Campana. Paolo Amatori. Claudia Casagrande. Juri Balletti. Tania Sponziello. Francesco Mancini.
La Bisceglie, rappresentante della lista civica, ha presentato un programma
in cui i primi tre punti riguardano l’ambiente, l’urbanistica e lo sviluppo rurale. Ha proposto l’istituzione di una task-force straordinaria per indagare sulla questione della centrale Biogas. Il programma
introduce l’adozione della “Strategia delle 4R”: riduzione, riutilizzo, riciclo e recupero. La lista vuole
dare maggiore importanza a questioni ambientali, sia per migliorare il territorio, sia come occasione di rilancio della città. Per questo motivo Bisceglie propone un piano di raccolta domiciliare dei rifiuti per arrivare all’introduzione del pagamento secondo la quantità prodotta. Il quarto argomento
è la trasparenza della Pubblica Amministrazione. Il candidato annuncia l’adozione di strumenti che
avvicinerebbero i cittadini al Consiglio: lo streaming delle sedute, canali diretti per inviare osservazioni
e la possibilità di reperire informazioni sui social network. Il programma si muove nella cultura e propone ai giovani un coinvolgimento nella preparazione delle manifestazioni. La lista annuncia manovre per
garantire più sicurezza, servizi alle scuole e un rilancio delle attività per i pensionati.
Lista: UNITI PER CASTELBELLINO
Andrea Cesaroni (Candidato alla carica di Sindaco). Candidati consiglieri: Gianfranco Amburgo. Raffaele Aquilanti. Rossano Basili. Silvano Bronzini.
Massimo Costarelli. Andrea Simone Dedato. Francesca Di Nardo in Tomaiuolo.
Sabina Gabrielli. Sergio Montesi. Stefano Rosetti.
La lista presentata da Cesaroni ha il minor numero di consiglieri tra quelle presentate dai tre. Il programma si apre con la promessa che il progetto
“Uniti per Castelbellino” procederà nel segno dei “precedenti dieci anni di governo comunale e con una
lista civica composta da donne e uomini che si riconoscono nei principi fondamentali di democrazia,
uguaglianza e solidarietà”. Il piano si suddivide in sette parti. La prima tratta le politiche sociali con
il miglioramento del servizio di trasporto per gli anziani, un potenziamento dei servizi alla persona e
“l’insediamento di nuove strutture pubbliche e private per l’assistenza sanitaria”. Il secondo punto riguarda gli investimenti sulla scuola e sulla cultura, saranno migliorati i servizi offerti, si aumenteranno
le iniziative e si tenterà di accrescere il coinvolgimento delle frazioni. Sono previste politiche interventiste nel settore ambientale. Per la protezione dei cittadini sono previsti un aumento dei controlli da
parte delle Forze dell’Ordine e l’ampliamento del sistema di videosorveglianza. Le ultime tematiche
affrontate da Cesaroni sono lo sport e il tempo libero con la proposta di numerose iniziative e rapporti
di collaborazione con associazioni sportive per creare momenti di svago e benessere.
Lista: TORRE CIVICA
Andrea Gasparini (Candidato alla carica di Sindaco)
Candidati consiglieri. Luca Cappanera. Antonio Carbone. Vincenzo D’Antuono. Andrea Di Sebastiano. Maria Elena Di Nicolantonio. Andrea Felicetti. Mario Giacani. Luca Marozzi. Michele Mecarelli. Gianluca Santinelli. Catherine
Del Carmen Mauna. Caroline Therese Birk.
Gasparini concorrerà alla carica di Sindaco supportato da “Torre Civica”. Il
gruppo dichiara di voler “creare un’amministrazione chiara ed efficace, con una guida capace e responsabile per mantenere il Comune di Castelbellino fra le prime Comunità della Vallesina”. Il candidato ha presentato un programma elettorale dettagliato. Il primo passo sarà una Spending Review per
diminuire le uscite del Comune senza gravare sul portafoglio dei cittadini. Tratta la fusione dei Comuni: “Torre Civica” si dice favorevole a un percorso di fusione salvaguardando la storia e la geografia
dei paesi. Gasparini punta a creare una maggiore vicinanza tra cittadini e amministrazione; per questo
è disponibile alla pubblicazione on-line delle delibere della Giunta e del Consiglio, sia a istituire assemblee pubbliche e incontri con i residenti. Lavori interesseranno la viabilità e l’urbanistica, come la
riqualifica delle aree circostanti il campo sportivo di Stazione, il recupero dei fossi e la sistemazione
della Chiesa di Santa Maria. Si vuole tenere sotto controllo l’ambiente attraverso il monitoraggio delle
sostanze inquinanti. Gli ultimi punti del programma individuano manovre d’intervento per aumentare
la sicurezza in città, mantenere alto il servizio scolastico e trovare nuove proposte culturali.
A cura di Matteo Rossini
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25 maggio 2014 | Voce della Vallesina
MONTE ROBERTO: TRE CANDIDATI, L’USCENTE OLIVIO TOGNI, MASSIMO BILLI E GABRIELE GIAMPAOLETTI
Si guarda verso le politiche intercomunali, anche verso Jesi
Lista
AL CENTRO SEMPRE TUTTI VOI
Olivio Togni (Candidato alla carica di Sindaco)
Candidati consiglieri
Marco Campanile. Mario Cardinali. Flavio Faccenda. Maria Cristina Manoni. Silvia Mercanti. Silvano Montesi. Simona Pigliapoco. Chiara Santarelli. Fabrizio Scortechini. Sabrina Simonetti. Sandro Staffolani. Giampiero
Zingaretti.
Domenica 25 maggio, Olivio Togni si presenterà alle elezioni del sindaco di Monte Roberto con alle
spalle 5 anni di mandato. Togni, nato a Maiolati Spontini nel 1950, si presenta con la lista civica “Al
centro sempre tutti voi”. Il programma elettorale avanzato dalla lista tocca sette aree importanti per
la vita del paese. Il primo punto gira intorno alla scuola, per la quale il candidato propone il proseguimento dei lavori iniziati alla Scuola elementare e l’ottimizzazione degli spazi degli Istituti scolastici.
Il secondo riguarda il lavoro e la lista propone “un fondo per l’occupazione che preveda l’erogazione
di un contributo a favore delle aziende che manterranno per almeno un anno nuovi posti di lavoro”.
Le due questioni successive trattate nel programma sono il territorio e le tariffe per i cittadini; nel
primo caso, Togni avanza la possibilità di costruzione di un’area per i nuovi insediamenti, nel secondo, si tenterà “di mantenere i costi delle tariffe ai livelli più bassi possibile”.
Tematica successiva, correlata alla precedente, è quella interessante le politiche sociali. Il candidato indica la volontà di mettere in atto tutte le iniziative possibili per aiutare le famiglie e le
persone più in difficoltà. Togni ritiene necessaria anche l’adozione di nuovi strumenti di comunicazione per avvicinare amministratori e cittadini. La cultura è l’ultima questione esaminata. “Al centro sempre tutti voi” si dice pronto a “stringere ancora di più il rapporto con la Sovraintendenza
per ultimare i lavori sul Teatro Comunale di Monte Roberto”. Il programma elettorale si chiude con
un messaggio rivolto ai cittadini in cui viene annunciata l’intenzione di guardare verso Jesi, e non
soltanto verso Castelbellino, San Paolo e Maiolati, nel caso di unione tra comuni.
Lista
MONTE ROBERTO CAMBIA
Massimo Billi (Candidato alla carica di Sindaco)
Candidati consiglieri:
Katia Cervigni. Settimio Coacci. Andrea Dellabella. Michele Federici.
Giancarlo Focante. Giampiero Felici. Barbara Mancinelli. Daniele Marasca. Massimo Novelli. Silvana Luzzi. Manolito Rango. Luca Scaloni.
Massimo Billi, classe 1955 e anconetano di nascita, è il candidato della lista “Monte Roberto Cambia” per la carica di Sindaco della città. Il gruppo ha presentato un programma elettorale suddiviso
in otto diverse aree, una per ogni questione da trattare nel caso di esito positivo. Il primo argo-
Don Luigi - Napoli
mento è la gestione amministrativa. Billi sostiene l’intenzione di migliorare i sistemi informatici,
rispettare gli orari di apertura al pubblico degli uffici comunali e l’introduzione di giovani articolisti e stagisti delle scuole. La seconda questione, molto viva nella città, è l’urbanistica; per essa
sono previste migliorie per facilitare la circolazione e una nuova strada che colleghi il quartiere
Esino con Via Trento. Il programma si sofferma poi sulla necessità di garantire tutti i diritti minimi
e sulla volontà di “incentivare la solidarietà dei privati, valorizzando l’opera volontaria svolta generosamente”. Il candidato riflette poi sulla vita cittadina ritenendo fondamentale maggior ordine
nel comune e un numero superiore di proposte rivolte ai giovani così da renderli più partecipi della
vita della comunità. Il programma prosegue trattando le attività economiche e ambientali. Per il
primo punto viene annunciato “il mantenimento e lo sviluppo del commercio di vicinanza”, per il
secondo la messa in atto di misure che vadano a proteggere l’ambiente. Billi, conscio della possibilità del riassetto comunale dei prossimi anni, anticipa il proposito di lavorare con convinzione
all’interno dell’unione dei comuni per un assetto territoriale più ampio.
Lista
INSIEME PER MONTE ROBERTO
Gabriele Giampaoletti (Candidato alla carica di Sindaco)
Candidati consiglieri
Marco Bini. Ilaria Boria. Bruno Bronzini. Luca Federici. Massimo Filipponi. Gabriele Marasca. Michele Paolucci. Liviana Pettinelli. Valentina
Piaggesi. Moris Santoni. Rita Sorana. Aurelio Squadroni.
Gabriele Giampaoletti, classe 1964, è uno dei tre candidati che domenica si sfideranno alle elezioni
comunali di Monte Roberto. Giampaoletti ha presentato il programma elettorale in una lunga lettera
rivolta ai cittadini. All’interno di essa ha parlato del programma della sua lista come basato sui valori
“della partecipazione democratica, del diritto al lavoro, delle pari opportunità, della solidarietà, della
tutela dell’ambiente, delle risorse finanziarie disponibili, sulla programmazione e sulla cooperazione
strategica fra gli enti locali”. Il candidato ha individuato la buona politica nella trasparenza e nella formulazione di concetti chiari e semplici; per questo motivo si rende disponibile a incontrare i cittadini
ogni qual volta essi lo desiderino. Un altro tema del programma è la valorizzazione dell’associazionismo e del volontariato, entrambi ritenuti necessari per arricchire ulteriormente la comunità di Monte
Roberto. La questione successiva riguarda l’ambiente. Il candidato ha manifestato l’intenzione di “attuare politiche a livello intercomunale, così come per la sua promozione”. Giampaoletti ritiene vitale
l’abbassamento delle tariffe e il mantenimento degli impegni presi fino al loro raggiungimento entro i
termini stabiliti.
Il candidato sindaco termina sostenendo il bisogno di far scendere in campo “le politiche che contraddistinguono le forze del centro-sinistra su importanti tematiche legate alle politiche sociali, alla scuola,
alla cultura, al lavoro”.
a cura di Matteo Rossini
don Luigi Napoli
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Voce della Vallesina | 25 maggio 2014
MAIOLATI SPONTINI: TRE LISTE SI CONFRONTANO IN UNA VIVACE CAMPAGNA ELETTORALE
Per tutti spazio all’ambiente e alle politiche sociali
Lista n. 1 di centrosinistra
CANDIDATO SINDACO: UMBERTO DOMIZIOLI
Candidati consiglieri:
Badiali Silvia PD, Bernacchia Nancy indipendente PD, Bini Irene PD,
Carbini Giancarlo PD, Grizi Sandro indipendente PD, Grugnetti Mirco
SEL, Lucidi Stefania indipendente PRC, Mancinelli Antonella indipendente PD, Mancini Fabrizio PD, Perticaroli Francesco PD, Piergigli Fabiana PdCI, Rossetti Federico indipendente SEL.
Una scuola nuova di zecca che conta il maggior numero di iscritti, 24 milioni di euro in investimenti, 700. 000 € di contributi alle attività locali, 450 eventi organizzati nella sola Biblioteca La Fornace, sold out di prevendite a teatro: sono questi i numeri di Maiolati Spontini e
dell’amministrazione uscente guidata da Carbini, che ha terminato il suo duplice mandato.
«Tutto questo è stato realizzato nonostante gli ingenti tagli da parte del governo centrale alle
spese correnti. E questa è la dimostrazione che le cose si possono fare bene anche in tempi di
crisi». L’ex sindaco lascia la parola alla nuova squadra di Centrosinistra candidata, sotto la guida di Umberto Domizioli, ingegnere e vicesindaco dell’amministrazione uscente. “Costruiamo
il nostro futuro” è lo slogan. E da costruire c’è ancora molto: «Innanzitutto portare a termine
i progetti in opera: la nuova piscina, il campus/polo scolastico, il raddoppio ferroviario, il
completamento della discarica Sogenus e il progetto di riqualificazione della zona – dichiara
Domizioli - A questi si aggiungono: il ricollocamento della caserma dei carabinieri e il progetto della Casa della Salute: un ampliamento dell’attuale distretto che potrebbe diventare un
punto di Primo Soccorso. Investire nella cultura e nel turismo si traducono nella rivalutazione
del centro storico, nella tutela dell’ambiente, nella promozione di comportamenti ecologici
e in progetti di bio-edilizia. L’attenzione all’associazionismo, alla famiglia e al volontariato
trovano nella visione del centro sinistra spazi nuovi come i progetti per il dopo scuola, i gruppi
di mutuo aiuto, la messa in rete di famiglie in condizioni di disagio. L’obiettivo è accrescere il
livello qualitativo degli attuali servizi». La nuova squadra, composta da sei uomini e sei donne,
ritrova volti già noti agli elettori: F. Perticaroli, F. Piergigli, S. Badiali, S. Lucidi, S. Grizi, F.
Mancini e G. Carbini, ma anche new entry come I. Bini, N. Bernacchia, F. Rossetti, A. Mancinelli e M. Grugnetti.
A cura di Iscra Bini
Lista n.2
MOVIMENTO CINQUE STELLE
Leonardo Guerro (candidato alla carica di sindaco)
Candidati consiglieri:
Riccardo Aldo Urbani. Gianpiero Ruggeri. Beatrice Mosconi. Graziano
Giudetti. Daniele Perticaroli. Katia Lombardelli. Fabrizio Germoni.
Maria Grazia Pittalà. Maila Capitani. Lorenzo Morri. Lauretta Stronati.
Il candidato sindaco Leonardo Guerro, 28 anni, risiede a Moie, è laureato in Fisica ed attualmente insegnante precario. «Il gruppo che a Maiolati si è costituito attorno al M5S – si legge nel
programma - ha come unica finalità l’elaborazione di un “processo democratico” che assicuri
a tutti i cittadini il godimento dei diritti fondamentali, ed offra pari opportunità in un sistema
che deve garantire libertà e uguaglianza, rispetto dell’ambiente e adeguati controlli sull’uso
del potere.» Il programma si snoda su cinque punti fondamentali: Azione diretta dei cittadini,
attraverso l’offerta di strumenti concreti che permettano di incidere sulle scelte dell’amministrazione e controllarne l’operato. Trasparenza, etica, efficienza nell’amministrazione, poiché
«la politica deve ritornare ad essere un Servizio.» Pianificazione e Responsabilità: «pianificazione significa per tutti confrontare i propri pensieri, le proprie azioni, decidendo politiche
economiche, sociali e ambientali chiare e verificare periodicamente l’efficacia della loro realizzazione. Responsabilità degli amministratori: “rispondere” in maniera “abile”, appropriata
ed efficace a qualsiasi situazione.» Quarto punto è il Lavoro che prevede una «tutela sia quantitativa sia qualitativa. Sgravi della tassazione locale a chi assume a tempo indeterminato e/o
con contratti degni di essere chiamati tali.» Infine Tutela dell’ambiente e della salute: « Maiolati è dentro l’AERCA (Area ad Elevato Rischio di Crisi Ambientale) e la risoluzione dello stato
di crisi non può più essere rimandata. La parola guida è Risanamento: interrompere i percorsi
che portano all’ulteriore peggioramento della situazione e avviare un’operazione di risanamento e bonifica, per risolvere le criticità e rispettare il diritto incoercibile di ogni cittadino di
vivere in un ambiente sano.»
Lista n. 3 INNOVAZIONE E RESPONSABILITÀ
CANDIDATO SINDACO: ALDO CURSI
Candidati consiglieri:
Giorgio Battistelli, Laura Borroni, Martina Gambioli, Maurizio Lucaboni, Andreino Ottaviani, Augusto Pellegrini, Euro Piccioni, Alessio
Ribichini, Eloisa Testadiferro, Silvia Vescovi, Patrizia Vianelli, Sergio
Zannotti.
Il Gruppo con esperienze diversificate di lavoro, di studio, di età rappresenta la realtà socio-culturale del territorio. Ne fanno parte medici, operai, imprenditori, professionisti, insegnanti e studenti. Il Gruppo ha la fondamentale caratteristica nel fatto che nessuno dei componenti è iscritto
ad un Partito politico e per i suoi dieci tredicesimi è fatto di persone che non hanno mai avuto
esperienze di amministrazione di un comune o altro Ente. Il gruppo vuole dare un segnale di innovazione rispetto ai “professionisti della politica” occupandosi in modo particolare della fusione dei comuni e della riconversione della discarica dopo 25 anni di attività. Vuole fare tutto ciò
con responsabilità avvalendosi dell’apporto di esperienze amministrative consolidate. I fondi europei sono una delle risorse più importanti per ridare ossigeno alle imprese e aiutarle a diventare
più competitive sul mercato internazionale. Risorse utilissime per aderire a progetti di carattere
ambientale e sociale, ma soprattutto, per i giovani così da aiutarli nel loro processo di crescita
personale facendoli interfacciare e confrontare sullo stesso piano con tutti i cittadini del mondo.
«Abbiamo due obiettivi – spiega il candidato sindaco Aldo Cursi - usare queste risorse fino all’ultimo centesimo e riportare a Maiolati un Comune vicino a tutti i cittadini.» La lista, tra i punti del
programma dedica tanta attenzione all’ambiente: in virtù della scelta di chiudere la fase di interramento dei rifiuti la raccolta differenziata dovrà essere potenziata valutando l’ipotesi di arrivare
alla raccolta porta a porta. In questa prospettiva sarà valorizzato e potenziato il Centro Ambiente
di Castelplanio e saranno migliorati e resi più selettivi gli incentivi premianti i cittadini più virtuosi
nella raccolta differenziata, proseguiranno le campagne di sensibilizzazione sulle tematiche ambientali e sulle raccolte differenziate verso gli alunni delle scuole elementari e medie.
A MONTECAROTTO TRE CANDIDATI PER LA CARICA DI SINDACO E VENTOTTO CONSIGLIERI
La solidarietà sociale per una buona qualità della vita
Lista n. 1
MOVIMENTO CINQUE STELLE MONTECAROTTO
Candidato sindaco Lorenzo Rossetti. Candidati consiglieri: Natalino
Crognaletti, Massimo Paoloni, Giovanna Mazzoli, Massimo Bittoni, Denis Grizi, Gabriela Chiatti, Roberto Marri e Patrizia Cucchi.
Dal programma elettorale della lista presentiamo alcuni punti: «Dialogare con gli addetti alle varie strutture pubbliche e ai servizi per verificare eventuali problematiche migliorabili o risolvibili nella gestione. Riqualificazione dei parchi
pubblici a opera della cittadinanza, ed eventuale chiusura di quelli meno accessibili e abbandonati dalle cure dell’amministrazione, con l’affidamento della gestione di tali aree a gruppi di cittadini, abitanti del quartiere, associazioni di volontariato. Fare pressioni presso RSA affinché si
riapra il reparto di Lunga Degenza; aprire un tavolo di discussione con tutte le parti in causa per
una più efficace organizzazione delle cure domiciliari, strategica per il futuro del territorio non
solo per Montecarotto. Farsi carico di trovare soluzioni alle problematiche dei diversamente abili
e delle loro famiglie. Creare uno sportello psicologico gratuito a supporto dei giovani e delle loro
famiglie, al fine di prevenire le devianze giovanili e di contrastare il disagio sociale, promuovendo parallelamente incontri pubblici rivolti alla cittadinanza. Promuovere la solidarietà sociale,
attraverso esperienze di aggregazione e di condivisione»
Lista n. 2
DEMOCRATICI PER MONTECAROTTO
Candidato sindaco Mirco Brega. Candidati consiglieri: Patrizia
Bramati, Loris Carbini, Stefano Cesarini, Francesco Chiacchiarini, Gianluca Chiodi, Niviana Grizi, Marco Paoloni, Pietro Sebastianelli, Sara Trippolini, Maria Giuseppina Vico.
Il programma elettorale vuole essere la risposta a due domande: come vorremmo il nostro paese e come realizzare ciò. «Ci
presentiamo per rappresentare un nuovo modo di pensare la politica – si legge nel programma
- fatta di valori, di capacità e merito, di concretezza, di una visione di sviluppo per Montecarot-
to. Abbiamo l’ambizione mantenere alta la qualità della vita che è tale dove c’è lavoro, servizi
sociali efficienti e luoghi ameni e sicuri in cui far crescere i figli; dove è fortemente radicato lo
spirito di comunità, di impegno nel volontariato e nel mondo dell’associazionismo. É con questa
ambizione che intendiamo la cultura come un valore trasversale che permea il nostro orientamento programmatico e operativo: intendiamo valorizzare sia la multiculturalità, presentandoci
come comunità accogliente e inclusiva, sia le tradizioni e i beni del territorio. Intendiamo, tra
l’altro, rendere più efficienti, efficaci e vincolanti le politiche consortili con i comuni limitrofi,
valorizzare i beni e le varie iniziative culturali, rendere “attraente”
Montecarotto contrastando l’abbandono del centro urbano e migliorandone il decoro…»
Lista n. 3
ALLEANZA PER MONTECAROTTO
Candidato sindaco: Ernesto Marcelo Colla. Candidati consiglieri: Luisa Belfiori, Emanuele Bittoni, Vanessa Bittoni, Gabriella Barbini, Rosanna Boccaccia, Giovanni Carnali, Giancarlo Ferretti, Ireneo Crognaletti, Savina Pierella e Mauro Sassaroli.
La lista “Alleanza per Montecarotto” si propone di mettere in moto Montecarotto con un dialogo
costruttivo con le diverse forze. Vuole tendere a creare un luogo di aggregazione che favorisca
la coesione soprattutto fra i giovani e che nelle diverse realtà sportive di intrattenimento e di
cultura, possano incanalare la loro gioventù tenendosi al riparo dall’eccessiva mancanza di interessi che possono portare al vecchio detto “l’ozio” è il padre dei vizi. Velocizzare l’ingresso di
Montecarotto nel XXI secolo sia per la tecnologia per le questioni amministrative che coinvolgono
i cittadini sia per il turismo. È necessario rafforzare in modo vigoroso la pulizia delle aree comuni
e degli spazi verdi. La lista sottolinea che è opportuno tendere a una maggiore uguaglianza tra
cittadini e a una maggiore trasparenza da parte dell’autorità comunale. Andrebbero studiate le
energie alternative da utilizzare nell’illuminazione pubblica.
Andrebbero sfruttati di più alcuni luoghi comunali e trovare soluzioni per il ripristino di quelli
oramai inagibili. Anche le strade di campagna andrebbero curate maggiormente.
FONDAZIONE
CASSA DI RISPARMIO
DI JESI
Giovedì 29 Maggio ore 18.00
Aula magna dell’Università Colocci - Jesi, via Angeloni 2
presenta il libro
a cura del Comitato
interventi
Massimo Bacci Sindaco
Gerardo Rocconi Vescovo
Vittorio Massaccesi
“ALVISE CHERUBINI ”
Loretta Mozzoni
“L’arte negli scritti di Alvise Cherubini”
coordina l’incontro
Beatrice Testadiferro
La cittadinanza è invitata a partecipare.
Stampa: ARTI GRAFICHE JESINE - JESI
saluti
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