Voce vallesina della Anno 61° - N. 18 settimanale della Diocesi di Jesi www.vocedellavallesina.it Domenica 25 maggio 2014 Poste Italiane spa - Spedizione in abbonamento postale - D.L. 353/2003 (Conv. in L. 27/02/2004 n.46) art. 1, comma 1, DCB - Jesi Impôt reprisé Tassa riscossa Ufficio di Jesi POLITICA: 1, 2, 4, 20, 21, 22, 23 SOLIDARIETÀ CON LA CROCE ROSSA: 5 Vogliamo augurare a quanti saranno eletti di esercitare il mandato loro conferito, non come potere, prestigio o orgoglio personale ma con quella disponibilità responsabile che ogni vero servizio presuppone, facendo dimenticare eventuali amarezze. In questo numero del settimanale dedichiamo ampio spazio alle elezioni europee e alle amministrative nei sette comuni della diocesi. Per ricordare i 150 anni della sua nascita (in Italia la Croce Rossa si costituisce a Milano nel 1864, poco dopo la Convenzione di Ginevra), il Comitato jesino della Cri ha allestito, fino alle metà di giugno, una mostra documentaria lungo le vetrine e in alcuni ambienti dell’ex supermercato Rossi di via Cavour. Una mostra che testimonia la grande efficienza organizzativa ed operativa della Cri. MONTECAROTTO: SABATO 24 MAGGIO SERATA SU DON GEROLAMO DAVADO EDITORIALE Il bianco e il rosso Padre della fede e della frutticultura Sono oltre i bordi della cronaca, anzi sono nella non cronaca. Non fanno notizia. In queste domeniche centinaia di migliaia di ragazzi e ragazze stanno vivendo per la prima volta nelle loro comunità parrocchiali il mistero più alto della fede cristiana. Un mistero per il quale ancora oggi nel mondo molti cristiani pagano con la vita la loro fedeltà a quel Dio che si è fatto uomo perché fedele all’uomo. I loro abiti macchiati di sangue diventano punti interrogativi anche sugli abiti candidi di tanti ragazzi e ragazze che in questo tempo entrano, con le loro famiglie, nel mistero di un amore infinito. Le domande più forti, in verità, sono rivolte agli adulti che troppo spesso non riescono a dare a se stessi, e quindi a trasmettere ai giovani il significato e il volto di una fede pensata e vissuta. Ma la preoccupazione non viene dal nulla mediatico sugli abiti bianchi di centinaia di migliaia di ragazzi e ragazze. Preoccupa di più la scarsa capacità di declinare le Prime Comunioni di queste domeniche di maggio con la testimonianza dei martiri cristiani che nel mondo anche oggi sono numerosi. Le vesti macchiate di sangue e le vesti bianche non sono immagini distanti. I giovani non sono insensibili a questo richiamo. Gli adulti, però, non si affrettino a silenziarlo con il loro realismo senz’anima. Paolo Bustaffa A Montecarotto cresce l’attesa per la conferenza su Padre Gerolamo Davado organizzata in parrocchia sabato prossimo alle 21. ‘UN MONTECAROTTESE IN AUSTRALIA - Don Gerolamo Davado padre della fede e della frutticoltura’ è il tema che verrà affrontato nella serata alla quale interverranno il parroco don Gianfranco Ceci, Riccardo Ceccarelli, noto storico molto apprezzato nella Vallesina, il vescovo, mons. Rocconi e Ian Bonaccorso, australiano che porterà la sua testimonianza direttamente da Stanthorpe, la parrocchia ove ha svolto la sua opera missionaria don Davado. Ian Bonaccorso è nella nostra zona già da una settimana per cercare di trovare quante più notizie possibili sul missionario che vogliono beatificare quanto prima. ‘Padre Davado a Stanthorpe è ancora una figura carismatica molto venerata, sono sorti gruppi di preghiera a lui dedicati perché l’eco della sua missionarietà non si è ancora spenta a distanza di tempo’ ha detto il simpatico australiano di lontane origini marchigiane e siciliane. Sarà un’operazione complessa reperire ulteriori notizie su padre Gerolamo qui in Italia. L’archivio parrocchiale, diocesano e l’anagrafe del comune hanno già dato notizie importanti, ma la voglia di conoscere altri avvenimenti sulla vita del missionario sarà difficile da soddisfare perché a Montecarotto il ceppo della famiglia Davado si è estinto nel secolo scorso. Gerolamo nasce nel ‘paese del verdicchio’ il 26 aprile 1845 da famiglia benestante probabilmente in una casa ubicata in contrada San Pietro oggi scomparsa. Dopo gli studi nel seminario di Jesi va a Roma ove viene ordinato sacerdote nel 1868. Nel novembre del 1870 si imbarca a Londra insieme ad altri missionari tra i quali ve n’è uno di Cupramontana, don Benedetto Scortechini, agronomo. Destinazione Australia. I religiosi arrivano a Brisbane nel marzo 1871. Don Gerolamo diviene parroco di Stanthorpe nel 1874, un villaggio di minatori sorto vicino una miniera di stagno. Caduto il prezzo della latta, don Gerolamo fa girare l’economia aiutando la popolazione ad avviare coltivazioni di vigneti e frutteti, vista l’adeguata qualità del terreno, aiutato dai consigli di don Scortechini. Questo fiuto imprenditoriale fa guadagnare a don Gerolamo il nome di ‘PADRE DELLA FRUTTA’. Non è chiaro se padre Davado ha fatto ritorno nel 1888 a Montecarotto, anno della morte della mamma Elisabetta Leonardi. Probabilmente don Gerolamo non ha più rivisto il suo paese d’origine. Muore il 22 gennaio 1900 a 54 anni per un tumore al cervello. Il missionario è stato pastore solerte e coraggioso, padre spirituale nonché padre di un’economia rurale che ha saputo trarre dalla terra la forza per rialzarsi e far diventare Stanthorpe citta leader nella produzione della frutta e dei vigneti. Il seme che don Gerolamo ha piantato è cresciuto, è diventato forte nella fede e nella tradizione legata alle origini, che idealmente lo hanno riportato a casa, a quel Montecarotto che il sacerdote ha lasciato da giovane e ora lo celebra come figlio illustre. M. Cristina Coloso DOPO OLTRE MEZZO SECOLO DI VITA, L’UNIONE EUROPEA MANIFESTA LIMITI E PROBLEMI, MA GUAI A NON VEDERE I VANTAGGI Il voto per l’Europa è sicura garanzia per i nostri figli È vero che ancora non tutti sanno che domenica prossima 25 maggio si vota per il nuovo parlamento europeo. È vero anche che il dibattito elettorale, almeno in Italia, ha ignorato quasi completamente i veri problemi dell’Unione per perdersi in polemiche infinite legate ai partiti ancor più che alla nazione. Infine è anche vero che c’è molto scetticismo sulle effettive possibilità di un’Europa utile ai 28 paesi che ne fanno parte e agli oltre 400 milioni di cittadini che si apprestano a votare. Tutto vero. Ma è vero soprattutto che solo se l’Italia riesce a scegliere bene i suoi 63 rappresentanti, i primi a beneficiarne saranno proprio gli italiani perché, a saperci fare, si può ottenere quanto è utile e giusto. L’Italia ha bisogno dell’Europa come l’Europa dell’Italia. in tanti anni, nel bene e nel male, si è creata una simbiosi fra gli Stati un tempo in guerra costante fra di loro. Il dono della pace da oltre 70 anni non è caduto generosamente dall’alto, ma conquistato grazie all’intesa originariamente voluta dai governi del secondo dopo-guerra. Prodi ci ricorda che la conquista della pace è il più grande dono offerto dall’Unione Europea, un dono che però i giovani non sentono e non apprezzano perché essi hanno avuto la fortuna di sentire evanescente e lontano il dramma dei popoli che si distruggono. Devono però sapere che l’attuale crisi dell’Ucraina, per fare un esempio, in altri tempi avrebbe costituito un enorme rischio di guerra generale. Oggi la garanzia di limitare il rischio lo dobbiamo in buo- na parte all’Unione Europea. E non è vero che l’euro è causa di tutti i mali. L’assurda posizione dei grillini e dei leghisti contro la moneta unica denota solo miopia politica, finanziaria ed economica. Certo che esistono problemi, ma non è che camminando come i gamberi essi si risolvono. Come ogni nazione ha sempre rilevanti problemi interni, così è e avviene per l’Europa. Molto si è fatto se si pensa alle difficoltà che tuttora sono presenti per la grande varietà di lingue, di storia, di cultura, di risorse economiche e di tradizioni, spesso ancora ben radicate nelle singole nazioni. Il cammino, difficile quanto si vuole, è e rimane solo quello di una ulteriore integrazione fra tutti i paesi partecipanti. Insomma, bisogna puntare sempre più sull’unione politica. Già per la prima volta, in queste elezioni (si vota solo domenica dalle 7 alle 23 e non si vota il lunedì) eleggiamo direttamente il capo della Commissione che è il governo dell’Unione. E si prevede che avremo due grandi schieramenti, uno di centro-sinistra e uno di centro-destra. E sarà proprio uno di questi due schieramenti a determinare in gran parte le scelte politiche ed economiche dei prossimi cinque anni. C’è però anche un terzo schieramento in vista: quello degli scettici verso l’Unione e verso l’Euro: è il peggiore rischio che possiamo correre nell’eventualità di una sua rilevante presenza. É costituito dalla destra di Le Pen in Francia e dal populismo di Grillo e della Lega in Italia. La loro unione, unita a forze minori disfattiste di altri paesi, è quello che l’Italia dovrebbe scongiurare ad ogni costo con il voto. Perché l’Italia, insieme con la Grecia e la Spagna, dovranno impostare in via definitiva il tema dell’arrembaggio dell’immigrazione. Un fenomeno che continuerà per decenni. Nessuno si illuda. E allora quel poco che ha fatto l’Europa deve trasformarsi in un’intesa di ferro di tutta l’Unione perché tutta l’Unione, nella prospettiva di lunga scadenza, è direttamente interessata. E solo in questo modo riusciremo a trovare una soluzione accettabile per tutti, magari incominciando, uniti, a lavorare seriamente presso i paesi da dove si origina l’immigrazione. Un dramma che da soli non riusciremo mai a risolvere. Anzi, ne saremmo travolti. Vittorio Massaccesi [email protected] 2 | cultura_società 25 maggio 2014 | Voce della Vallesina ELEZIONI EUROPEE. DUE VOCI, MA UNA VISIONE COMUNE, IN TEMPI DI CRISI Abbiamo un sogno! Le elezioni europee sono alle porte. Tenendo ben presente il sogno che ha ispirato i fondatori della Comunità europea, due segretari generali, padre Patrick H. Daly è Segretario generale della COMECE e Jorge Nuño Mayer è segretario generale di Caritas Europa ritengono che sia una buona idea parlare del progetto europeo. COMECE è la Commissione della Conferenza dei Vescovi dell’Unione Europea formata dai delegati delle 27 conferenze e che ha una sede a Bruxelles. La loro convinzione comune è che, per ridare nuova linfa al progetto, quest’ultimo abbia bisogno di un impegno rinnovato da parte di tutti i cristiani responsabili. P. Daly: Il progetto europeo è stato frutto di un sogno. Dopo l’incubo della guerra, si è fatto largo il sogno di poterla allontanare in modo permanente dal nostro continente, nonché di poter creare una società in cui la gente potesse vivere in pace e libertà. Settanta anni dopo, il sogno dei padri fondatori dell’UE - per lo più cristiani ferventi che lavoravano instancabilmente per tradurre la loro visione in realtà politica e sociale – si è avverato oltre la loro più fervida fantasia. Circa quarant’anni fa anch’io, giovane studente universitario proveniente dall’Irlanda, arrivai a proseguire i miei studi in Belgio, assolutamente ispirato da questo ideale europeo. Oggi, nel 2014, l’UE è alla sua terza generazione: la crisi economica/bancaria sta, ahimè, gettando un’ombra sul progetto europeo. Jorge Nuño Mayer: È vero. Molti cittadini europei sono colpiti duramente dalla crisi. Dal nostro osservatorio europeo di Caritas Europa vediamo le sofferenze di molti concittadini. Oggi, in Spagna, mio paese natale, il 50% dei giovani è senza lavoro. C’è più disuguaglianza e povertà all’interno dell’Europa. Al tempo stesso, innumerevoli poveri bussano alle porte del nostro continente e cercano di varcare le nostre frontiere. Un quinto della popolazione mondiale ha fame. Eppure, per chi è al potere, solo l’economia conta. PIL e crescita non sono tutto! Esseri umani e società vengono delusi. E le previsioni economiche indicano che milioni di persone non troveranno un lavoro nei decenni a venire. Esiste un vero stato di emergenza nell’UE: i poveri non possono aspettare! P. Daly: Questa terribile situazione è dovuta al fatto che siamo andati troppo lontani con l’integrazione europea o che non siamo andati abbastanza lontani? Forse ci siamo spinti troppo lontano dal piano iniziale dei padri fondatori. Robert Schuman, Alcide de Gasperi e Konrad Adenauer avevano in mente un progetto incentrato sui concetti di pace e solidarietà. Un progetto radicato nei valori cristiani. Abbiamo fatto un inventario puntuale di questi valori nella relazione COMECE Un’Europa dei valori (2007). La riconciliazione era un elemento imprescindibile in quegli albori. Oggi, la crescita del populismo in varie parti d’Europa mostra che la riconciliazione non può mai essere data per scontata. La nostra generazione, e le prossime generazioni di cristiani, devono lavorare duramente e testimoniare i nostri fondamentali valori evangelici, in tutto il continente, a cominciare dalle nostre parrocchie. Jorge Nuño Mayer: Assolutamente! Se noi cristiani, animati dal nostro attaccamento a quei valori cristiani fondamentali (e non solo la domenica!), potessimo assumere maggiore responsabilità nella società sul piano europeo e far sentire la nostra voce a livello politico, economico e finanziario, come facciamo all’interno dei circoli ecclesiali e nelle nostre famiglie (la Chiesa domestica San Giovanni Paolo II), potremmo dare un volto nuovo all’Europa: un volto più umano. Dobbiamo riportare la persona umana al centro dell’economia e delle politiche europee. Il mondo economico e la crescita devono essere al servizio di questa missione. L’obiettivo ultimo di ogni decisione deve essere al servizio di ogni persona e del popolo nel suo insieme. P. Daly: Giusto. La povertà è, di fatto, uno dei tanti attacchi alla dignità umana. La vita umana deve essere protetta dal momento del concepimento a quello della morte naturale. Non si tratta solo di un diritto passivo, qualcosa di tollerato. Ogni essere umano, cittadino europeo o migrante, deve avere la possibilità di realizzare il proprio sviluppo integrale. Abbiamo il diritto di forgiare le nostre vite! Istruzione, salute, lavoro (e non solo occupazione), cultura sono dimensioni essenziali del nostro sviluppo personale che, con un rigoroso rispetto del principio di sussidiarietà, otterranno il rispetto che meritano nell’UE e nei suoi Stati membri. Jorge Nuño Mayer: Assolutamente! L’UE deve impegnarsi a perseguire e difendere il bene comune, facendo partecipare il più possibile i cittadini europei alla realizzazione della comunità unica di valori che è l’UE. Il bene comune della mia comunità parrocchiale è legato al bene comune più ampio di tutti gli Europei. Se una decisione crea più povertà o sofferenza in qualsiasi parte del mondo, è una cattiva decisione. Montesquieu aveva usato parole giuste: “Se conoscessi qualcosa di utile alla mia patria, ma dannoso all’Europa, oppure di utile all’Europa e pregiudizievole per il genere umano, lo considererei un delitto.” P. Daly: Di fatto, siamo membri di un’unica famiglia umana, tutti fratelli e sorelle. E condividiamo la responsabilità della gestione del creato. Il cambiamento climatico è un tema fondamentale per noi cristiani; una politica UE armonizzata, condivisa e sostenuta da tutti, ci permetterà di agire con efficacia ed evitare un potenziale disastro. Nel 2008 la COMECE ha pubblicato una relazione su clima e stile di vita cristiano. Il messaggio è stato quello di dover aspirare a vivere in modo più semplice. Jorge Nuño Mayer: Esattamente. A lungo termine, la sobrietà e il vivere con semplicità rappresentano l’unica via giusta e realistica da percorrere. Dovremmo parlare delle cose tra di noi: in famiglia, con i vicini, sul lavoro. Dovremmo vigilare per far sì che i nostri principi costituiscano la base delle nostre decisioni politiche ed economiche. Le nostre società devono essere più compassionevoli. Non possiamo chiudere gli occhi sulle sofferenze altrui, che si tratti di poveri, disoccupati o senza dimora. Dovremmo porgere una mano di accoglienza da far stringere agli stranieri che vivono in miseria: non solo a migranti o profughi, ma anche a vicini, insediati da tempo, che si trovano in difficoltà a causa della crisi. Qualcosa di semplice, come dare ad altri un po’ del proprio tempo al giorno, può fare una grande differenza, anche se non può trasformare una vita. P. Daly: La ricerca di un’identità europea che corrisponda ai nostri sogni alza l’asticella per ogni Cristiano. Dobbiamo essere aperti allo straniero, a ciò che ci appare inizialmente alieno, e al tempo stesso impegnare nuovamente le nostre radici cristiane. Dobbiamo rimanere aperti al dialogo come lo fu Gesù sulla terra durante il suo pubblico ministero. Papa Francesco ci invita a sviluppare una nuova attitudine: “L’altro ha sempre qualcosa da darmi, se sappiamo avvicinarci a lui con atteggiamento aperto e disponibile, senza pregiudizio. Questo atteggiamento aperto e disponibile, senza pregiudizi, io lo definirei come umiltà sociale, che è ciò che favorisce il dialogo.” Jorge Nuño Mayer: È esattamente questo lo spirito che era all’origine del progetto europeo e dell’iniziativa per l’integrazione lanciata nel 1950. Uno spirito che ci permetterà di liberarci del nostro stile di vita individualistico, spesso incentrato sul consumo, e di aprirci allo straniero. Io sono il custode di mio fratello. Devo promuovere attivamente il benessere del mio vicino. L’idea del vicino deve essere compresa diversamente in una società pluralistica, multiculturale. Come ci era stato ricordato da San Giovanni Paolo II: “Europa significa apertura.” Fr. Patrick H. Daly & Jorge Nuño Mayer: Ci rivolgiamo a tutti i cristiani che hanno una responsabilità politica, sociale o economica per rivitalizzare il sogno europeo. Se si impegnano sui valori che abbiamo al centro del progetto europeo e dell’insegnamento sociale della Chiesa, i cristiani contribuiranno a realizzare un mondo migliore. C’è un sogno europeo che continua: tocca a noi trasformarlo in realtà! CROAZIA, SERBIA E BOSNIA-ERZEGOVINA:situazione catastrofica. Finora cinquanta morti Le notizie tragiche si susseguono da ogni parte Diventa difficile riassumere quanto sta succedendo in Bosnia Erzegovina e in Serbia negli ultimi giorni, a seguito delle alluvioni che stanno devastando molte aree dei due paesi e che hanno poi colpito anche la Croazia. Le notizie tragiche si susseguono da giorni e da ogni parte: intere città sotto acqua, senza elettricità, ponti crollati, strade allagate, frane che si portano via paesi interi, grossi quartieri fatti evacuare, migliaia di sfollati, persone che attendono soccorsi nei tetti o nei boschi, vittime e dispersi, tentativi disperati di alzare gli argini dei fiumi per evitare il peggio. La preoccu- pazione è accresciuta dal fatto che in alcune città non funzionano le comunicazioni telefoniche e al tempo stesso sono isolate a causa di allagamenti e frane, per cui non sono ancora chiare a distanza di giorni le reali condizioni in cui si trovano. Almeno cinquanta vittime, se non di più. La Serbia e la Bosnia Erzegovina fanno i conti con una delle più violente alluvioni degli ultimi anni, piogge che hanno portato a una “situazione catastrofica”, come l’ha definita il premier serbo Aleksandar Vucic. L’associazione Premio Vallesina onlus in questi giorni ha cercato di contattare le insegnanti della scuola statale “Novo Sarajevo” con cui negli ultimi anni è stato attivato il progetto estivo dell’orchestra. «C’è molto caos sul terreno – ha scritto la pianista Maja Budimir. - I cittadini delle par- ti della Bosnia che non sono state colpite tanto si stanno organizzando per portare gli aiuti umanitari alle persone che vivono nelle zone colpite. Purtroppo sentiamo che ci sono anche coloro che se ne approfittano e prendono questo aiuto (cibo soprattutto) e lo vendono. Non esiste un buon coordinamento sul terreno da parte delle istituzioni statali, i nostri politici sono incapaci. La Croce Rossa Bosniaca fa quello che può, arrivano i volontari da tutta l’ex Jugoslavia per evacuare le persone circondate dall’acqua, arriva l’aiuto anche dall’estero... La Croce Rossa Bosniaca utilizzerà le donazioni per comprare quello che serve, soprattutto i prodotti per pulire, perché quando si ritira l’acqua resterà molto sporco, i cadaveri, gli animali morti (perché sotto acqua ci sono tanti allevamenti), si diffondono le infezio- ni e le malattie. Bisogna agire velocemente. Purtroppo un ulteriore problema è che in Bosnia ci sono tanti campi minati che ora sono sotto acqua e probabilmente anche le mine girano. Speriamo non ci saranno le vittime quando si comincia a pulire. È un disastro totale! Ci sono tante frane, case distrutte, gente dispersa, strade rovinate, la canalizzazione gira insieme all’acqua, non ci sono luce e acqua potabile. Io solo spero che tutto questo disastro finisca al più presto e che le persone si riprenderanno. Ma temo che per alcuni sarà molto molto difficile. Hanno perso tutto. Lo stato Bosniaco non è in grado di affrontare nessun problema grave e nemmeno aiutare i più bisognosi». Nell’immagine la mappa delle aree alluvionate al 18 maggio 2014. regione | 3 Voce della Vallesina | 25 maggio 2014 scusateilbisticcio HIGH SCHOOL GAME: PRIMO POSTO PER RECANATI Settimo posto per il Cuppari di Jesi (ghiribizzi lessicali) PeterPun (con la u) www.peterpun.it CORSI E RICORSI STORICI Forse ricorderete che, tempo fa, ebbi occasione di notare che la grecizzazione del soprannome latino Scevola suona Scaiòlas (si consulti un buon dizionario). E in realtà, rileggendo l’episodio – leggendario, d’accordo; ma forse non del tutto – di Gaio Muzio Scevola, qualche similitudine caratterialebiografica con l’omonimo personaggio della cronaca, pare di poterla riscontrare. Anzitutto: l’eroe romano penetrò nell’accampamento del Nemico, A SUA INSAPUTA (sua=del nemico, è ovvio). Inoltre: Muzio fallì l’attentato perché, al posto del re Porsenna era – all’ultimo momento, probabilmente – subentrato il suo segretario nonché facente funzione: A SUA INSAPUTA (di Muzio, stavolta). SCAMBIO DI GENTILEZZE Herr Hans, tedesco, e Mr John, inglese, sono due amici buontemponi. Un giorno il primo invia al compare questo telegrafico biglietto, in inglese: ENGLAND’S GIFT = MIST A stretto giro di posta gli arriva, poco dopo, la replica dell’amicone: DEUTSCHLAND = GIFT UND MIST Chi dei due ha usato il “fioretto” e chi la “sciabola”? *** Risposta al quesito precedente: La parola da indovinare era: DATI. - Dati e Artaferne erano i due generali persiani sconfitti dai Greci a Maratona (490 a.C.). - Bonturo Dati era un uomo politico lucchese, oggetto di sarcasmo da parte di Dante, suo contemporaneo. - DITA è l’evidente anagramma di DATI. - ELABORATORE DATI: espressione ricorrente nel linguaggio informatico. - Rachida Dati è una donna politica francese, originaria del Nord-Africa. PS – I lettori più accorti si saranno certamente accorti che, due puntate fa, una risposta al quesito era così formulata: FALE=PALLIDO/PALO. In realtà, il vocabolo FALE non esiste né in inglese, né in italiano. La parola correttamente scritta era PALE. lacitazione A cura di Riccardo Ceccarelli Oltre l’immediato L’indifferenza alle grandi domande, cui la fede aiuta a dare risposta, è una delle cause della difficoltà della trasmissione della fede stessa, accresciuta da una mentalità sempre più diffusa secondo cui il fruibile e l’immediato appaiono più importanti di ciò che può essere raggiunto solo a prezzo di sacrificio e di perseveranza. L’effimero sembra primeggiare sull’intero orizzonte e l’eterno impallidire davanti all’attimo che fugge. Mons. Bruno Forte, arcivescovo di Chieti-Vasto, “Il Sole 24 Ore”, 18 maggio 2014. lapulce Il moscerino Stupisco spesso di fronte alla schedina della mia “camera” che in una lastrina di 3x2 cm contiene centinaia e centinaia di foto (bellissime poi da rivedere in PC). Come si fa a non esclamare: “Incredibile potenza della mente umana!” E di fronte al moscerino che va su e giù sul vetro della finestra cercando di uscire? Peserà non più d’un decimo di grammo e possiede occhi, zampette, ali e apparati vari. Come si fa a non esclamare: “Potenza d’una Mente!”. È questione di par condicio! Alla faccia di “Caso e Necessità”! Delegazione ASSONAUTICA Il 5°A Igea dell’ITCG Cuppari di Jesi si è classificato nella top ten delle scuole più preparate della regione. Gli studenti hanno partecipato alla terza edizione di High School Game, quiz didattico con tecnologie interattive e multimediali rivolto agli studenti delle classi IV e V del licei e istituti superiori di II grado pubblici e paritari di tutta Italia, ideato e organizzato da Planet Multimedia. La classe, rappresentata da quattro studenti nella finale di venerdì 9 maggio presso la sede di Banca Marche si è aggiudicata un lodevole settimo posto rispondendo a domande di cultura generale,di attualità e di interesse specifico relativo ai partner. Il primo posto al Liceo Leo- pardi di Macerata. Come sempre, il presentatore Alvin Crescini ha creato un’atmosfera che ha tenuto alta l’adre- nalina tra i 400 ragazzi dei 49 istituti presenti che si contendevano il titolo, tra i quali anche quattro istituti di Senigallia che nonostante le difficoltà non sono mancati all’appello. Tanti gli ospiti presenti che sono stati accolti dallo staff di Peaktime e dai ragazzi con applausi e soprattutto tanta attenzione alle loro parole. Ecco alcuni nomi: on. Emanuele Lodolini, consigliere regionale Moreno Pieroni, i rappresentanti dei consorzi nazionali di recupero e riciclo rifiuti, la Dirigente all’Istruzione della Regione Marche dott.ssa Graziella Cirilli, il Prorettore Università di Camerino prof. Claudio Pettinari, Segretario di stato alla Pubblica Cultura e Istruzione della Repubblica di San Marino Giuseppe Maria Morganti e Giancarlo Trapanese giornalista del TG3. Ancora una volta, il modello dell’Edutainment – imparare divertendosi, risulta tra i miglior modi per mantenere alta la voglia di apprendere! Agnese Testadiferro MARCHE-RUSSIA:il professor Ginesi inaugura a San Pietroburgo Opere di Zourab Tsereteli anche in Italia Il critico d’arte Armando Ginesi è sta- sti a cavallo tra il XIX e il XX to invitato dal Governatorato di San secolo. Per il numero elevato Pietroburgo a presentare la mostra di opere esposte, oltre che che verrà dedicata all’artista georgiano per la loro dimensione, la Zourab Tsereteli presso il Museo Na- mostra sarà ospitata nelle cezionale Russo il 28 maggio. La rasse- lebre Sala di Marmo del Mugna viene dedicata al Maestro in occa- seo, sito in via Milionnaya al sione del suo ottantesimo compleanno numero 5. Nella circostanza e consisterà in un’antologica di dipinti il prof. Ginesi ha redatto un e disegni, con tre sculture apposita- mini saggio sull’opera del mente eseguite. L’artista è ritenuto uno noto artista (a Mosca quasi dei più famosi scultori contemporanei tutte sue sono le sculture contemporussi nel mondo, ma intensissima è ranee installate nella città) intitolato anche la sua espressività pittorica, di “Radici russe e internazionalità nell’esapore espressionista, rifacentesi alle spressione artistica di Tsereteli” che radici della pittura figurativa popolare sarà l‘argomento oggetto di dibattito russa che tanta influenza ebbe anche durante la conferenza stampa indetta in Vasilij Kandinskij (prima della sua nel pomeriggio del 28, prima dell’iconversione all’astrattismo), in Marc naugurazione della rassegna che verrà Chagall e in moltissimi dei grandi arti- inaugurata personalmente dal Gover- natore Georgy Politvachenko e da Armando Ginesi. Da ricordare che Zourab Tsereteli è il Presidente dell’Accademia dell’Arte Russa e rappresenta la Federazione presso l’Unesco. Sue sculture sono presenti in tutti continenti. Anche in Italia ne sono ospitate tre, nelle piazze di Roma, Bari e Morciano di Romagna. MUSEO DIOCESANO: QUASI 300 LE PRESENZE PER IL PERCORSO SULLE FIGURE ANGELICHE Grande successo per il Grand Tour Musei Straordinario successo di pubblico per la sesta edizione di Grand Tour Cultura a Jesi, in cui il tema conduttore dal titolo “Lo sport si mostra” ha attirato un esercito di curiosi nelle strutture culturali aperte per la Notte dei Musei (17 maggio) e la Giornata Internazionale dei musei (18 maggio). Particolarmente premiato dai visitatori è stato il nostro Museo diocesano, in cui si sono registrate 235 presenza sabato sera –respingendo molte richieste per limiti di accessibilità - e 50 presenze domenica pomeriggio. La connessione con il tema “sport” poteva sembrare non immediata, eppure le vi- Autoscuole CORINALDESI s.r.l. site guidate hanno centrato l’obiettivo proponendo un percorso interessante e particolarmente apprezzato dal Point AUTOMOBIL CLUB d’ITALIA pubblico: dall’analisi iconografica della Nike, la dea messaggera della Vittoria effigiata nelle medaglie olimpiche, si è passati ad illustrare nelle sale museali le figure e le gerarchie angeliche, i cui schemi iconografici risultano influenzati da quello della Nike data l’affinità nel ruolo di mediatori tra le divinità e l’uomo e di messaggeri della volontà divina. L’evento è stato realizzato grazie alla preziosa collaborazione dello sponsor Ughi – Cattolica Assicurazioni, che ormai da diversi anni ha scelto di sostenere il Museo Diocesano in questa iniziativa di respiro internazionale. Autoscuole – Scuola Nautica – Corsi di recupero punti per patenti – Corsi di Formazione Professionale CQC – per merci pericolose A.D.R. – per Autotrasportatori – Studi di consulenza Automobilistica e nautica Jesi, Via Mura Occidentali, 31 - tel. 0731 209147 c.a. - fax. 0731 212487 - Jesi, Via Gallodoro, 65 - tel. 0731 200809 - fax 0731 201914 Jesi, Via Gallodoro, 65 - tel. 0731 200809 - sede Consorzio Autoscuole Corinaldesi Jesi, Via Marx, Zipa - operazioni collaudi Senigallia, via R. Sanzio, 71 - tel. 07160062 Altre sedi: Falconara M.ma (Corinaldesi - Adriatica - Falconarese) - Ostra - Marina di Montemarciano - Marzocca di Senigallia 4 | attualità 25 maggio 2014 | Voce della Vallesina L’APPUNTAMENTO ELETTORALE EUROPEO E AMMINISTRATIVO Amarezze e speranze La strada di Sergio di Remo Uncini In mostra abbiamo ammirato, nei giorni scorsi nella chiesa di San Nicolò, le fotografie che Sergio Romagnoli ha scattato in varie parti del mondo: sono momenti di vita, di chi, con la macchina fotografica, voleva denunciare o evidenziare la realtà che vedeva. Ebbi l’opportunità di conoscerlo in incontri politici e mi diede l’impressione di uno che riusciva a comunicare solo con chi aveva la sua sensibilità e per questo, politicamente, era avversario di tutti, viveva una dimensione che non era la nostra perché non era basata sul compromesso. Un episodio ricorderò sempre. Quando aprii il mio negozio di erboristeria nel 1984, gli chiesi delle fotografie, sapendo della sua passione per le piante e per la natura, che mi sarebbero servite per abbellire le pareti. Me le diede, ma lo fece con mille precauzioni, come se quelle foto avessero un valore grandissimo e mi chiese mille assicurazioni su come e quando gliele avrei restituite. Poi gli raccontai che avevo uno scoiattolo in casa perché a quei tempi mi piaceva tenere animali in gabbia. Mi chiese educatamente di poterlo vedere, poi mi propose “un affare” e mi chiese di andare a San Vittore di Genga e di lasciare l’animaletto libero per il bosco della Gola della Rossa. “Ti concedo – mi disse - dato che l’hai comprato di aprirgli la porta della gabbia, poi lo vedrai fuggire, libero”. Oggi, guardando la mostra e sentendo di coloro che in questi venti anni trascorsi dalla sua morte ne hanno ricordato l’impegno, mi sono chiesto di come un messaggio, di pace o religioso o politico, possa passare e fermentare in mezzo alle persone. Sergio è uno come noi che aveva capito, come noi dovremmo capire, che l’ambiente va difeso “con coloro che ci abitano”. Quelle fotografie danno la testimonianza di come i paesaggi si mescolano con i volti, insieme per formare un unico ambiente, quello della vita. Era un innamorato della vita e per questo un fiore, un animale, un albero diventavano importanti come una persona, perché facevano parte dell’ambiente da preservare. Nella chiesa di San Nicolò in questi giorni si è celebrato un rito motivato dalla necessità di avere punti di riferimento che possano orientare e indicare la strada per il rispetto. Sergio sapeva quale era. Come trovarla se non c’è l’interessamento verso l’altro? Sergio ci ha insegnato che l’interesse verso la natura non può prescindere dall’altro, dal viso della donna africana, dall’uomo sahariano con il turbante, dalla donna con il bambino in braccio: foto che lui ha scattato insieme alle dune e ai paesaggi, agli animali. Tanti sono i visi che ha immortalato e che interrogano ancora oggi. Sono volti di persone che aspettano la nostra solidarietà e che la ricevono dal gruppo che si è formato dopo la morte di Sergio per portare aiuto nei paesi dilaniati dalla guerra e dalla povertà. Inoltre le stesse persone si dedicano, presso il fiume Esino, all’oasi naturalistica “Ripa Bianca”. Ecco la parola magica “solidarietà”: difficile da realizzare, costosa nel tradurla in fatti. Gli amici di Sergio sono in Albania insieme alle Suore “S. Giovanna Antida” dove hanno adozioni a distanza di bambini e bambine che non hanno la possibilità di studiare; oppure a Nemshut (vicino Scrutari) insieme ai Gesuiti nel gestire una scuola per l’infanzia, o nel Burkina-Faso (ex Altovolta) sopra la Costa d’Avorio in un progetto culturale. Parlare della morte, specialmente quella di un amico, apprezzato da tutti per il suo impegno e la sua coerenza è sempre triste, lo è di meno quando la sua morte, pur violenta e immotivata, ingiusta, motiva giovani e meno giovani a domandarsi che forse preservare la natura e aiutare l’uomo in difficoltà è costruire strade per la pace. di Riccardo Ceccarelli Si vota per il parlamento europeo e per il rinnovo di gran parte delle amministrazioni locali. Non ho ascoltato nelle settimane scorse, ma se ben ricordo neanche cinque anni fa, i temi più urgenti per realizzare l’Europa, come Stati Uniti d’Europa. Forse questa realtà politica, pensata e “sognata” all’inizio dai “padri dell’Europa”, non si farà mai, vista la piega che ha preso il “processo dell’unificazione europea”. Sarà sostituita da una superburocrazia che regola i rapporti tra gli Stati, subordinati all’economia, alcuni dei quali faranno la voce più grossa usando maniere non sempre chiare con i cittadini che ne subiranno le conseguenze. Non si arriverà, forse, a una guerra come nei secoli passati ma a conflitti prevalentemente di natura economica e a farne le spese saranno gli Stati più deboli. Ogni stato proverà a trarre profitto da questa “unione” con una logica protezionistica ed egoistica. Molti sono i movimenti euroscettici che, si pensa, avranno più voce nel futuro parlamento. Le cariche della Commissione già sono state prenotate e si stanno attrezzando per mettere argini all’euroscetticismo montante. Tra “complotti” supposti o negati, tra cifre che tracciano un panorama economico nient’affatto rassicurante, nel silenzio più assordante di idee o di valori unificanti, i cittadini sono chiamati a eleggere i loro rappresentanti con l’augurio che non si rechino a Bruxelles solo per più ricchi emolumenti ma con la volontà di tradurre in pratica gli ideali di un’effettiva integrazione e di una solidarietà europea. Un augurio che non so, stando ai decenni trascorsi, quanto sarà premiato, ma più che sperare e incalzare gli eletti che più di altri hanno parlato di “ideali europei”, ben poco possiamo fare. Si rinnovano poi oggi tanti Consigli Comunali. Tante le liste presentate che rispecchiano (sembra) più ambizioni personali che non un’autentica volontà di mettersi al servizio del bene comune. Il numero delle liste è un segno di democrazia, è ovvio, ma quando esse proliferano in maniera esorbitante senza in filigrana valori, capacità di sintesi e disponibilità a una collaborazione disinteressata, siamo alla sfilacciatura della democrazia e all’anticamera del caos sociale, perché è il proprio “particulare” ad avere il sopravvento e non il bene comune. Lo spettacolo è stato in qualche caso deprimente nella formazione delle liste con facili passaggi come lo sventolar di bandiera, con la blindatura di candidature o con arruolamenti dal sapore confuso e contrastante. In altri casi invece è stato esaltante l’entusiasmo espresso specie dai giovani. I toni, come spesso accade in queste circostanze, sono andati a volte sopra le righe, si è rischiato il “tutto contro tutti”: ognuno con la sua verità, con la sua ricetta, con la pretesa di fornire, come gli antichi al- chimisti, la “composizione della medicina universale”, per la soluzione di ogni problema. Programmi che spesso sono elenchi di buone intenzioni, di progetti e realizzazioni che, oltre a impegnare decine di anni, dovranno scontrarsi, nella maggior parte dei casi, con le limitate risorse degli enti locali. Si mira spesso alla conquista di una poltrona più che a un servizio da espletare con dedizione, equilibrio, buon senso, dialogo e responsabilità. Governare un comune, pur piccolo, non è una passeggiata, diventa invece, il più delle volte, un cammino in salita che esige, più che nel passato, un crescente impegno di tempo, un quotidiano esercizio di ascolto, una forte capacità di mediazione e non di rado tempestività di intervento, purtroppo non sempre possibile. Lo Stato, spesso, delega ai Comuni il suo “fronte” verso i cittadini, di qui il non facile ruolo dei Comuni stessi e di quanti ne occupano i vertici. Vogliamo augurare a quanti saranno eletti dalla volontà popolare di esercitare il mandato loro conferito, non come potere, prestigio o orgoglio personale ma con quella disponibilità responsabile che ogni vero servizio presuppone, facendo dimenticare eventuali amarezze. I cittadini e il bene comune richiedono chiara intelligenza dei fatti, dialogo, equanimità, coraggio e lungimiranza nelle decisioni senza visioni preconcette. Speranze, che senza anche opere faraoniche, non siano deluse. Don Maurizio… in nazionale! A poco più di un anno dalla sua prima stampa in una tipografia della Vallesina (marzo 2013) esce a cura di una editrice a dimensione nazionale il volumetto di don Maurizio Fileni dal titolo “Le campane di san Martino”. Si tratta della editrice Borla. Così dice la presentazione sul “sito web”: “Nata in Piemonte nel 1853, si è trasferitasi a Roma nel 1976. É presente nella vita culturale italiana con un’ampia produzione di libri che segnano il dibattito delle scienze umane e delle scienze religiose, con 1400 titoli e 1150 autori italiani e stranieri, con numerosi volumi tradotti nelle principali libri del mondo”. Una bella soddisfazione per il priore di San Lorenzo in Cupra Montana! Che tuttavia con questa narrazione (dove sono state lasciate le espressioni in dialetto jesino-cuprense), introdotta dal sottotitolo “Da qualche mese il paese non aveva più il parroco. Allora…” ha sollecitato ormai da quasi un annetto un ampio di battito in diocesi. Addirittura il vescovo gli ha fatto tenere nell’incontro di clero prima di natale un “relazione” sulle tematiche sottese alle “Campane”: e cioè: sacerdozio comune dei fedeli, laicità, carismi, partecipazione e corresponsabilità (anzi diceva lui “respon- sabilità senza con-“: francamente un po’ troppo!). E abbiamo tirato avanti fino a maggio su questi e altri temi collaterali (come quello della pastorale vocazionale: i laici sì, ma non dobbiamo smettere di cercare preti, che ci vogliono comunque!). E il vescovo ha preannunciato che la sua prossima “Esortazione” raccoglierà i frutti delle discussioni di questi mesi. Come del resto – si consenta questa vanità - il sottoscritto aveva osservato e auspicato nell’articolo di presentazione su questo giornale lo scorso anno, e ora ampiamente riportata (ulteriore vanità!) in ultima pagina di copertina a titolo di presentazione. E, se son rose, fioriranno. La “stagione conciliare”, anche dopo mezzo secolo, promette ancora molti altri frutti. [email protected] t e r r e l e m e n t a r i E... leggere? di Silvano Sbarbati Il titolo è formato, stavolta, da una congiunzione, un verbo all’infinito e un punto interrogativo. Togliendo i tre puntini di sospensione ne verrebbe fuori un verbo: eleggere. Siamo proprio nel tempo giusto: domenica si va a votare per eleggere i nostri rappresentanti in Europa e (a chi tocca) i nostri rappresentanti nei consigli comunali. Per questo mettere i tre puntini trasforma un verbo in un’altra cosa, una domanda; leggere appunto, mi chiedo, tutti i testi che arrivano nelle case o nello schermo dei computer attraverso i social network. Il verbo eleggere pare chiedere una stretta relazione con il verbo leggere, appunto tutti quei testi di cui sopra. Lo sottolineo qui per sottolineare – leggendo appunto – che comunque vada una campagna elettorale è fatta di parole da leggere stampate nei formati più diversi, con caratteri più diversi, accompagnati dalle più diverse fotografie utili allo scopo. Quello di informare i cittadini. I quali sono chiamati a leggere, ripeto. E la lettura ridiventa – nostro malgrado – una importante attività, per chi si vuole permettere il lusso di avere informazioni dettagliate e più approfondite di una chiacchierata al bar o al supermercato con il candidato conosciuto o sconosciuto. Leggere, dunque, si riprende un primato che probabilmente gli spetta comun- que, anche tutti i giorni, quando siamo a chiamati a leggere non soltanto i segnali stradali o i manifesti: ma un giornale, una rivista, un libro, etc. O magari anche chiamati a leggere, in senso più lato, i comportamenti delle persone, il paesaggio che ci circonda, le modalità con cui si va a scuola o al lavoro, si compra, si vende, si discute, ci si arrabbia o si vuol bene. Insomma, leggere la vita che conduciamo insieme, in un modo più attento e partecipato. Per cui, quei tre puntini sembrano, nel nostro caso, diventati puntini di attivazione invece che di sospensione. Il punto interrogativo è di cortesia: ciascuno faccia come meglio crede. Io comunque l’ho invitato a leggere, no? jesi | 5 Voce della Vallesina | 25 maggio 2014 PRIMO MAGGIO DELLE ACLI MARCHIGIANE: UN OMAGGIO ALLA JESINA MARIA CRISTINA PARIS DELL’AVULSS Consegnato il premio per la Solidarietà “Regini” All’interno della 33ma Festa Regionale del 1° Maggio delle ACLI marchigiane ha avuto luogo la consegna del Premio per la Solidarietà “Bruno Regini”, giunto alla sua quindicesima edizione che é stato consegnato alla jesina Maria Cristina Paris per decisione della Presidenza Regionale e di quella Provinciale delle ACLI di Ancona. Alla Presenza di S.E. Mons. Edoardo Menichelli, vescovo di Ancona, del sindaco Massimo Piergiacomi, delle autorità religiose e militari e del presidente del Circolo di Umbriano Daniele Papa, gli onori di casa sono stati fatti dal presidente regionale ACLI Francesco Baldoni. Nel suo intervento Baldoni ha ricordato agli aclisti del circolo che da tanti anni prepara con affetto e dedizione questa festa e ai tanti cameranesi intervenuti come questo premio sia conferito a te- stimoni credibili della solidarietà, veri esempi di impegno verso gli ultimi da contrapporre all’egoismo e alla cultura edonistica che pervade i nostri tempi. Dopo avere tratteggiato il profilo di Bruno Regini, indomabile segretario organizzativo degli anni sessanta e settanta, “santo minore” delle ACLI anconetane, prematuramente scomparso nel 1979, Baldoni ha spiegato le motivazioni dell’assegnazione a Maria Cristina Paris, vero motore della Avulss di Jesi da oltre venti anni e instancabile innovatrice nelle modalità di essere vicini agli “ultimi”. Successivamente è stato consegnato il premio consi- stente in un piatto decorato a mano con il disegno di una colomba della Pace, eseguita a mano da un nota artigiana del posto. Prima della Santa Messa che ogni anno chiude il momento ufficiale del mattino, Maria Cristina Paris ha portato il suo saluto e il suo ringraziamento ribadendo le sue motivazioni personali fondate esclusivamente nell’essenzialità del Vangelo. La premiata é stata accompagnata da una folta delegazione della associazione dei volontari dell’assistenza ospedaliera jesina. Al termine della Messa ha portato il saluto l’Assessore Regionale al Lavoro Marco Luchetti. LA STORIA DI FEDERICO II RACCONTATA COME UNA FIABA IN UN LIBRO DEDICATO AI GIOVANISSIMI Il fantastico mondo dell’Imperatore Insegnare storia nelle scuole primarie non è compito facile. Bambini e adolescenti guardano più al presente che al passato e non sono in grado di comprendere le complesse motivazioni che provocano una guerra o una crisi economica, che giustificano alleanze o contrasti diplomatici. Del resto se già per un adulto è difficile interpretare con oggettività e chiarezza i fatti della storia, figurarsi quanto di più può esserlo per chi non ha ancora raggiunto una sufficiente maturità. Per educare i giovanissimi a un approccio con questa disciplina occorre allora cercare un metodo d’insegnamento semplice, essenziale, avvincente. Lo ha trovato Chiara Curione, autrice de “Le imprese di Federico II”, un libro che narra gli eventi principali della vita dell’Imperatore tenendo conto non solo di fatti documentati, ma anche di elementi fantastici e leggendari. Chiara Curione è nata a Gioia Del Colle, nella terra più amata dal Puer Apuliae. Ha pubblicato con successo romanzi e racconti, per adulti o per ragazzi, che sono stati presentati in diversi ‘Saloni del Libro’. L’ultima sua opere è ‘Una ricetta per la felicità’, un romanzo incentrato sul- le vicende di una saga di famiglia, dagli anni ’20 ai giorni nostri. Il libro dedicato a Federico II è nato dalla collaborazione dell’autrice con la Biblioteca di Gioia Del Colle che richiedeva un libro di storia adatto per giovani studenti. Si compone di tre fiabe di cui sono protagonisti personaggi rapportati fra loro da un forte legame d’affetto: Federico II e sua madre, Costanza D’Altavilla che lo educò a principi di lealtà, generosità, equanimità, saggezza; Bianca Lancia, la donna più amata dall’Imperatore e Manfredi, il figlio prediletto. Nel contesto appaiono accanto a quelli veri anche personaggi fantastici o leggendari: come il filosofo Falco Parlante e il Mago Merlino che predice a Costanza d’Altavillla la nascita di un figlio. Le fiabe, pur rispettando la storia, hanno un lieto fine concludendosi là dove iniziano vicende drammatiche. Splendida è la veste tipografica e varie le illustrazioni che potranno piacere a lettori di diversa età. Alcune, in delicato stile naïf, sono state realizzate da una collaboratrice della biblioteca; altre, finemente disegnate in bianco e nero, si prestano ad essere fantasiosamente colorate; altre ancora riproducono le immagini di antichi codici miniati. La Fondazione Federico II Hohenstaufen ha accolto l’8 maggio una presentazione del libro riservata in mattinata alle scuole e nel pomeriggio a soci ed amici. La manifestazione in sede è stata variamente, piacevolmente animata. Si è entrati in argomento con la lettura di alcuni passi del libro da parte della Direttrice del Centro Studi, Franca Tacconi e di Laura Ceppi, segretaria, che si sono presentate nei pittoreschi costumi rispettivamente del Mago Merlino e di Costanza D’Altavilla. Ha aggiunto un appropriato LA CROCE ROSSA IN VETRINA: FINO A METÀ GIUGNO Carità attiva dal 1887 Per ricordare i 150 anni della sua nascita (in Italia la Croce Rossa si costituisce a Milano nel 1864, poco dopo la Convenzione di Ginevra), il Comitato jesino della Cri ha pensato bene di allestire, fino alle metà di giugno, una mostra documentaria lungo le vetrine e in alcuni ambienti dell’ex supermercato Rossi di via Cavour. Le foto di gruppo dei volontari di ieri e di oggi, dei singoli personaggi che ne hanno fatto la storia, delle antiche e vecchie ambulanze, accanto a manifesti d’epoca, cimeli, barelle ormai “storiche” e divise delle diverse componenti (Volontari del Augusta Franco Cardinali Nella prima foto a sinistra Sara Bonci e a destra Chiara Curione; nella seconda e Laura Ceppi (Costanza d’Altavilla) e Franca Tacconi (Mago Merlino). AD APIRO PER LA FESTA DI SANT’URBANO Guardando l’occhio luminoso Soccorso, Patronesse, Infermiere, Gruppo Militare e Pionieri) ripercorrono per sommi capi, ma in una suggestiva sequenza di immagini, i momenti salienti di questa benemerita associazione, che nella nostra città è attiva fin dal e applaudito commento musicale una giovane pianista, Sara Bonci, che ha fatto ascoltare alcuni brani espressamente dedicati al mondo dell’infanzia. Di R. Schumann, innanzi tutto, autore di tredici composizioni tratte dall’all’Album für die Jugend in cui con l’anima di un poeta il musicista evocò i suoi ricordi di bambino; di C. Debussy successivamente che dedicò a sua figlia Emma, da lui affettuosamente chiamata ‘Chouchou’, la raccolta a titolo ‘Children’ s corner’. È stata poi la volta di N. Rota che descrive gioiosamente in musica, con l’esuberanza stilistica che lo caratterizza, gli spensierati giochi dell’infanzia. Si è ritornati infine a Schumann con altri pezzi di relativa difficoltà, adatti a giovani pianisti. L’autrice ha spiegato come ci sia resi conto che il libro, inizialmente progettato solo per ragazzi della scuola primaria, sia risultato invece adatto anche a studenti della secondaria, se non pure ad educatori ed adulti che intendano avvicinarsi alla storia e interpretarla senza rinunciare all’introspezione psicologica e alla fantasia. Sarà presentato per questo anche in altre sedi e se ne prevede un’ampia diffusione. 1887. Una mostra che ha il merito di testimoniare la grande efficienza organizzativa ed operativa della Cri – Comitato di Jesi in tutte le sue “anime”. Frutto dell’impegno, dell’abnegazione e del sacrificio delle migliaia di volontari che in tutti questi anni hanno saputo dar vita a quello che degnamente è stato definito “il nostro esercito della carità”. a.c. Nei giorni 24 e 25 maggio, vigilia e festa di Sant’Urbano, patrono di Apiro, presso l’abbazia di Sant’Urbano, sarà possibile osservare il fenomeno del fascio luminoso e pertanto anche quest’anno si terrà, in collaborazione con l’assessorato alla cultura del Comune di Apiro, l’evento denominato “occhio luminoso”. Nel giorno del patrono, il 25 maggio (in cui si ha la perfetta coincidenza del disco luminoso con il cerchio scolpito), ma anche nel giorno immediatamente precedente o successivo, seppur con lievi scostamenti, sarà possibile vedere il fascio di luce che entrando da un “occhio” posto sopra l’abside della Chiesa illuminerà il cerchio scolpito sulla colonna a sinistra dell’entrata, del significato del quale non si conosceva nulla. Quest’anno l’appuntamento, per comodità, è fissato per le 7.10 di sabato 24, per l’osservazione del fenomeno luminoso che durerà fino e oltre le 8. Alle 8 circa, padre Elvy, della parrocchia di Domo, celebrerà la S. Messa. Al termine l’architetto Pacifico Ramazzotti fornirà una descrizione storico-architettonica dell’abbazia e del fenomeno astronomico del fascio luminoso. 6 | psicologia_società SCUOLA: MILLE ALUNNI A TEATRO Come in uno specchio Il teatro come laboratorio di socialità e di inclusione, strumento di formazione culturale e crescita educativa, approccio ai valori della convivenza civile, della solidarietà, del rispetto dell’ambiente. Al centro il bambino e il ragazzo: diventare un altro e vedere se stesso come in uno specchio, essere capace di cogliere, comunicare e interiorizzare emozioni, esperienze, significati. Si svolgerà dal 24 maggio al 12 giugno la XIV Rassegna Teatrale dell’Istituto Comprensivo “C. Urbani” di Moie, realizzata con il patrocinio dei comuni di Maiolati Spontini, Castelplanio, Poggio S. Marcello. Oltre mille alunni saranno coinvolti in rappresentazioni, perfor- mance e concerti, offrendo a famiglie e cittadinanza momenti di incontro nel segno dell’arte e della bellezza. Questi gli appuntamenti in programma al Teatro Comunale di Maiolati Spontini. Il 24 maggioore 15.30 “Il flauto magico” (classi 3E A - C scuola Primaria Moie). Seguiranno due serate di musica, con inizio alle ore 21, dell’Orchestra d’Istituto C. Urbani: 29 maggio In concerto (classi quinte sc. Primaria Moie e Macine e Orchestra di I livello); 30 maggio In concerto… senza sconcerto! (Orchestra di II livello e Junior band L’Esina); nel corso della serata saranno premiati gli studenti vincitori della Borsa di Studio “N. Coloccini”. Il Cavaliere Azzurro – Omaggio a Kandinsky andrà in scena il 4 giugno, ore 21 (3A B Primaria e Scuola Secondaria-Moie); nella stessa serata Progetto Pro Dubbo, iniziativa di solidarietà a sostegno della vita in collaborazione con l’Associazione Aicu. Il 5 giugno, ore 21, due rappresentazioni della scuola primaria di Moie: Farfalle speciali… diverse ma uguali! (2A A-C) e La gioia di donare, liberamente tratto da Una vita per la vita, il dottor Alfonso Federico Pagliariccio (4A A-B-C). Il 6 giugno, ore 21: la scuola primaria di Moie sarà in scena con Storie per crescere (1A A-B-C) e Esse come scuola (2A B). Ultimo appuntamento al teatro di Maiolati, 7 giugno, ore 21, con le classi 3A A-B-C scuola secondaria Moie: Flashback (con un punto interrogativo). Tre gli incontri della Rassegna in programma alla Sala Polivalente di Castelplanio. La scuola dell’infanzia di Macine il 30 maggio, ore 18 proporrà: Fantascuola e le sorprese del giardino magico. Seguiranno due serate proposte dalla scuola primaria di Macine con inizio alle ore 21: il 3 giugno Musica e cabaret (1 A, 2A A-B), il 4 giugno Riciclare cantando (3AA, 4A A-B). Al Teatro comunale di Poggio San Marcello la scuola primaria “G. Leopardi” si esibirà il 3 giugno, ore 21 con Mary Poppins. Due le performance offerte della scuola dell’infanzia “G. Rodari” di Moie, nella propria sede, il 3 giugno: alle ore 18 Le stagioni di Nonò (bambini di 5 anni) e alle 19.30 la rappresentazione canora La fabbrica dei sogni (bambini di 3 e 4 anni). Chiuderà la Rassegna la scuola dell’infanzia di Poggio San Marcello con Nove amici intelligenti il 12 giugno, ore 18.30, nel giardino della scuola. 25 maggio 2014 | Voce della Vallesina La mente e l’anima colloqui con lo psicologo PIÙ TECNOLOGICI. PIÙ… DISTRATTI Un libro. Più intelligenti! di Federico Cardinali (3) Riprendiamo oggi la domanda con cui siamo partiti tre settimane fa: i nostri bambini, più tecnologici, saranno anche più intelligenti? L’altra volta c’eravamo lasciati con la mano anchilosata. Ricordate? Una mano che ‘impoverisce’ il cervello. Oggi guardiamo l’altro aspetto che, per un sano sviluppo della mente di un bambino o di un ragazzo, rischia di diventare un ulteriore handicap. I tablet, gli smartphone, i computer ci permettono di passare molto velocemente da un’immagine a un’altra, da una pagina a un’altra. Un bambino che usi con tanta frequenza questi strumenti si abitua a prestare la sua attenzione a stimoli che cambiano continuamente e velocemente. Al punto che di fronte a un oggetto che se ne sta fermo (una parola, una pagina, un disegno), lui non è in grado di fermare l’attenzione. Questo significa che quando a scuola l’insegnante chiede ai bambini di seguire un pensiero o un’immagine o la pagina di un libro, questi sono incapaci di stare ‘attenti’, perché il loro cervello è abituato alla velocità (che significa anche superficialità) di uno stimolo dopo l’altro. Riflettiamoci bene. Non facciamo così anche noi adulti quando ci troviamo fra le mani il nostro telefonino o quando andiamo su una pagina di Internet? Guardiamo quanto tempo restiamo sulla stessa pagina (quella che abbiamo cercato): dopo pochi secondi iniziamo a farla scorrere sullo schermo e ci spostiamo, con un nuovo link, su un’altra. E noi adulti abbiamo sviluppato, fin da bambini, la capacità di pre- stare la nostra attenzione ad una cosa alla volta. Ciò nonostante, ci stiamo condizionando anche noi, cadendo nel ‘bisogno’ di trovarci davanti a stimoli che cambiano continuamente. Non facciamo così anche con la TV? Certe litigate in famiglia per chi tiene il telecomando, non significano in fondo che spesso siamo più catturati dal fare zapping (passare da un programma a un altro) che dal seguire un programma specifico? E questo per noi adulti. Per i bambini, però, la cosa è molto più grave: perché essi stanno apprendendo adesso cosa sia l’attenzione. È adesso, cioè, che il loro cervello sviluppa la capacità di essere attento e concentrato. Se noi diamo loro strumenti che li costringono e li abituano esclusivamente a stimoli che cambiano con tanta velocità, il cervello (= il bambino) apprenderà a sviluppare soltanto questo tipo di attenzione. Ci ritroviamo, così, che a scuola l’insegnante deve fare una grande fatica per avere l’attenzione degli alunni. E non perché questi siano cattivi o indisciplinati. Ma semplicemente perché essi non sanno cosa significhi seguire e rimanere attenti di fronte a una ‘normale’ attività come leggere una pagina e seguirne il contenuto, o scrivere un pensiero o fare un disegno senza essere distratti di continuo da altre cose. Oggi è di moda un nuovo disturbo tra i nostri bambini. Ho scritto ‘di moda’ perché gli specialisti lo diagnosticano con estrema (= troppa) frequenza e facilità. Lo chiamano ADHD (Attention Deficit and Hyperactivity Disorder = Disturbo da deficit dell’attenzione e iperattività). Come se fosse una nuova ‘malattia’. Gli stessi specialisti, però, si limitano ad evidenziare il problema, senza porsi la domanda sull’origine e, soprattutto, su come fare per prevenire un problema di questo genere. Perché non è che sia arrivato un nuovo virus: il virus – se vogliamo usare questa parola! – lo stiamo diffondendo noi tra i nostri figli nel momento in cui non li aiutiamo a sviluppare la capacità di prestare attenzione alle cose e ai discorsi. Uno alla volta. In questo caso quindi dovremmo dire che quest’uso della tecnologia non solo non aiuta i bambini a diventare più intelligenti – eravamo partiti da questa domanda, ricordate? – ma li costringe ad un ritmo innaturale, impedendo al loro cervello (= a loro) di sviluppare la capacità di prestare la necessaria attenzione alle cose. Che fare, allora? Non sarebbe certo intelligente buttare questi nuovi strumenti che la tecnologia oggi mette nelle nostre mani. Sarebbe come “buttar via il bambino con l’acqua sporca”! Due strade, però, possiamo percorrere. La prima. Limitare nel tempo il loro uso. Non è sano per un bambino né per un ragazzo passare ore e ore davanti al PC o restare sempre attaccato al suo telefonino. Fissiamogli dei tempi. E aiutiamolo a rispettarli. La seconda. Se proprio gli vogliamo regalare uno smartphone o un tablet per il compleanno o per una festa, regaliamogli insieme anche un libro. Un libro è sempre un buon amico: aiuta a sviluppare l’attenzione e la concentrazione. Aiuta a coltivare i pensieri. E a riflettere. Un libro ci rende più intelligenti! (3. fine) Chi vuole scrivere allo psicologo può farlo o per e-mail ([email protected] o [email protected]) o per posta a Voce della Vallesina - colloqui con lo psicologo - P.za Federico II, 8 - 60035 JESI notizie_brevi Centro Aiuto alla Vita – C.A.V. Jesi Onlus Mese mariano agli Aroli Durante il mese di maggio, nella Chiesa degli Aroli di Monsano, viene recitato il S. Rosario tutti i giorni dal lunedì al venerdì alle 18. La chiesa sorse, probabilmente, nella seconda metà del secolo XII per opera del Capitolo della Cattedrale. CHIESA SAN PIETRO MARTIRE (CAPPUCCINI - JESI) 21 maggio: incontro con la Milizia Continuano gli incontri con il gruppo di Jesi della Milizia dell’Immacolata. Mercoledì 21 maggio alle 21 nella chiesa di San Massimiliano Kolbe la prof.ssa Donatella Coppari terrà una conversazione sul tema: “Consacrarsi all’Immacolata nello spirito della Milizia”. L’incontro successivo sarà il 28 maggio con l’assistente regionale padre Sergio Cognigni sulla medaglia miracolosa e il rito della consacrazione. La consacrazione all’Immacolata sarà sabato 31 maggio alle 20,45. 22 maggio: il libro di Antonella Lumini Giovedì 22 maggio alle 18 nella sede dell’Azione Cattolica in piazza della Repubblica l’autrice Antonella Lumini di Firenze presenterà il suo libro “Dio è Madre” con l’introduzione del prof. Gabriele Bevilacqua. È una proposta della Milizia dell’Immacolata e dell’Apostolato della Preghiera della Diocesi di Jesi. , nessuno LAUDATO SI PER IL.. DONO DELLA VITA.. 22 maggio 1978 legalizzazione dell’aborto PROGRAMMA ORE 17:45 SANTO ROSARIO “PRO VITA” ANIMATO – C.A.V. JESI ORE 18:30 SANTA MESSA CELEBRATA DAL PARROCO P. ILARINO ..DAL CONCEPIMENTO ALLA MORTE NATURALE.. INFO: 380.3213426 vita_ecclesiale | 7 Voce della Vallesina | 25 maggio 2014 La chiesa locale Il diario del vescovo Gerardo Venerdì 23 maggio Visita past. a Santa Maria Nuova-Collina Ore 9.15: Incontro con docenti e bambini della scuola materna Ore 21: Incontro con gli operatori della pastorale liturgica Ore 12: Conferenza stampa con CSI Sabato 24 maggio Ore 9,30: Loreto, commissione per l’attuazione del Convegno regionale su evangelizzazione Ore 16: S. Maria Nuova, incontro con i Giovani Ore 18.30: S. Maria Nuova, S. Messa Ore 21: Montecarotto, incontro missionario Domenica 25 maggio Ore 9: Monsano. S. Messa e Cresima Ore 11.15: Castelplanio, S. Messa e Cresima Ore 15: Incontro con i Cresimandi di Sasso Ore 18: Parrocchia Regina della Pace, S. Messa nella festa patronale Ore 21: Incontro a carattere vocazionale Lunedì 26 maggio Ore 11: Cupramontana, S. Messa nella festa del patrono S. Eleuterio Ore 21: Incontro con il Gruppo “Gesù Sacerdote” Martedì 27 maggio Ore 10: Collina, Visita ai malati in casa Ore 15-19: Il vescovo riceve in Duomo per colloqui e Confessioni Ore 21: San Marcello, incontro con i genitori dei Cresimandi Mercoledì 28 maggio Ore 10: Collina, Visita ai malati in casa Ore 20.30: Seminario, Consiglio Pastorale Diocesano a cura di don Corrado Magnani [email protected] 25 maggio 2014 6A Domenica di Pasqiua Dal Vangelo secondo Giovanni (14,15-21) Sabato 31 maggio Ore 10: Collina, visita ai malati in casa Ore 15-17: Collina, incontro con i vari gruppi di ragazzi Ore 18: Macine, S. Messa nella festa della Visitazione Ore 21: S. Massimiliano K, S. Messa e Consacrazione dei nuovi aderenti alla Milizia dell’Immacolata Domenica 1 giugno Ore 10: Mazzangrugno, S. Messa nella V.P. Ore 11.15: S. Maria del Colle, S. Messa Ore 21: Incontro a carattere vocazionale oggi_sposi 18 maggio: Francesco Visani e Serena Rossetti a Sant’Antonio Abate; Lorenzo Bocchini e Ilenia Quercetti a Castelbellino; Riccardo Brunelli e Ilaria Cascia a Castelplanio, Santa Maria del Cammino. 24 maggio: Lorenzo Pigliapoco e Ilenia Giulietti a S. Maria Nuova. In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli. «Se mi amate, osserverete i miei comandamenti. Io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Consolatore perché rimanga con voi per sempre, lo Spirito di verità che il mondo non può ricevere, perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete, perché dimora presso di voi e sarà in voi. Non vi lascerò orfani, ritornerò da voi. Ancora un poco e il mondo non mi vedrà più; voi invece mi vedrete, perché io vivo e voi vivrete. Il quel giorno voi saprete che io sono nel Padre e voi in me e io in voi… la precede. Il suo aiuto è dono incondizionato e senza limiti. rito in noi, “l’altro Consolatore”. L’uomo, ogni uomo è il luogo dove abita Qualcun Altro: il Dio in noi. Papa Francesco dice tutto questo col suo solito stile semplice e incisivo: “Ho solo questa certezza dogmatica: Dio abita nel cuore di ogni uomo”. Importante da parte nostra “dilatare i polmoni” cioè assicurare lo spazio a questa presenza intima di Dio. “L’altro consolatore” Alcuni spunti di riflessione per accompagnare, due passi indietro, il lettore nella sua meditazione personale della Parola di Dio: - “SE MI AMATE, OSSERVERETE I MIEI COMANDAMENTI”. Gesù non dice: se siete bravi, se capite, se vi mostrate intelligenti, se siete ubbidienti… Dice: “Se mi amate..”. Quindi lo stile, il motore della nostra condotta di vita non può essere che l’amore. Gesù, nei suoi discorsi d’addio, non ci lascia una dottrina,un manuale di istruzioni, e nemmeno un codice. CI LASCIA UN DESIDERIO, l’unico suo desiderio: Che amiamo. Se abbiamo imparato ad amare, abbiamo imparato la cosa fondamentale. Il resto è conseguente, di contorno, di supporto. - L’evangelista Giovanni è l’unico che, per “descrivere” lo Spirito di Dio, adopera un termine che ha il significato di “colui che viene chiamato” in aiuto di qualcuno. Viene tradotto in vari modi, tra cui “il consolatore”. Non è un nome proprio dello Spirito Santo ma una funzione dello stesso. Ma quello che ci fa lieti è il fatto che Gesù ci garantisce che la presenza di questo Consolatore non è dovuta a situazioni saltuarie di pericolo, ma è costante, “per sempre”. Il suo aiuto non nasce come risposta ad una nostra situazione di difficoltà, ma INCONTRO CON IL VATICANISTA de “La Stampa”, Giacomo Galeazzi - Poco prima Filippo aveva detto a Gesù: “SIGNORE, MOSTRACI IL PADRE E CI BASTA”. L’apostolo soffre della mancanza del Padre. Pensa che una visione potrebbe rimediare a tale mancanza. Gesù gli risponde che la visione ce l’ha sotto gli occhi. É Lui: per cui afferma: “Chi vede me vede il Padre”. Ora Gesù sta per “partire” cioè per rendersi invisibile agli occhi di tutti. Gli amici potrebbero ora soffrire per la sua mancanza. Ma Gesù annuncia la presenza “dell’Altro Consolatore” (cioè Lo Spirito d’amore di Dio Padre- il primo consolatore è stato Gesù): Perciò i suoi discepoli non resteranno soli, “non rimarranno orfani “(versetto 18). Lo Spirito Santo (= l’amore di Dio) è il dono che Gesù “consegna “dalla croce (Giovanni 19,30 ) e che dà respiro a noi che abbiamo il respiro di vita corto e affaticato. Dice Gesù: “NON VI LASCERO’ ORFANI” . Finché Lui era su questa terra, non ci mancava il Padre, di cui Lui è il volto unico. Ora che Lui “parte” ci rassicura che il Padre non abbandona la terra, non abbandona i figli che siamo noi. Il Padre rimane con noi attraverso la presenza del Suo Spi- - Gesù assicura che lo Spirito Consolatore (= che sta con chi è solo) sarà in noi per sempre. Dunque l’esperienza del cielo diventa possibile senza abbandonare la terra. Quando è possibile? Gesù dice: “In quel giorno…” (versetto 20): che può essere oggi, ogni giorno. Noi che proviamo a credere all’amore di Dio non abbiamo il bisogno di visitare tanti santuari, perché il santuario che dobbiamo frequentare, per non interrompere il rapporto con Lui, ce l’abbiamo in noi. Il cristiano non ha bisogno di andare chissà dove per “vedere” il Signore. Per vederlo basta arrivare al centro di noi stessi. Lo dice anche Pietro nella seconda lettura di questa domenica: “Adorate il Signore nei vostri cuori, pronti sempre a rispondere a chiunque vi domandi ragione della speranza che è in voi” (1 Pt.3,15). PER LA PRESENTAZIONE DEL LIBRO: BIBLIOTECA PETRUCCIANA: 5 GIUGNO ALLE 18 Francesco, il Papa della gente Giovedì 29 maggio Ore 9.30: Macerata, ritiro dei Sacerdoti di Macerata Ore 18: Aula magna “Colocci”, presentazione del libro sul Dott. Cherubini Venerdì 30 maggio Ore 15,15: Duomo, Incontro con i ragazzi di Chiaravalle Ore 21: Collina, Incontro con le Famiglie La parola della domenica AD UN ANNO DALLA SUA ELEZIONE! Giovedì 5 giugno alle 18 alla Biblioteca Petrucciana di Jesi conferenza del vaticaGIOVEDÌ 5 GIUGNO 2014Giacomo - ALLE OREGaleazzi, 18.00 nista de “La Stampa”, presso la Biblioteca Diocesana di Jesi, Piazza Federico II n.8 autore del libro il dipapa della conduce: Gianni Rossetti,“Francesco Direttore della Scuola di Giornalismo Urbino gente” (edizioni La Stampa-Vatican Insider). È una proposta dell’Ufficio Diocesano Beni Culturali. Il primo, straordinario anno del nuovo Papa nel racconto del vaticanista de “La Stampa”, Giacomo Galeazzi. Gesti, parole, telefonate, preghiere, decisioni cruciali. Il primo Papa a chiamarsi Francesco, il primo Papa gesuita, il primo Papa latinoamericano, il primo Papa venuto «dalla fine del mondo». Da quella sera più niente come prima, dentro e fuori del Vaticano. Che molte cose sarebbero cam- biate, lo si è capito subito la sera del 13 marzo 2013, quando, alla fine di un conclave-lampo il settantaseienne Jorge Mario Bergoglio si è affacciato vestito di bianco dalla loggia centrale della basilica vaticana. Il primo Papa a chiamarsi Francesco, il primo Papa gesuita, il primo Papa latinoamericano, il primo Papa venuto «dalla fine del mondo». Già prima che prendesse la parola, per salutare con un «Buona sera» la folla rimasta in attesa per ore sotto la pioggia ad aspettare la fumata, un segno di cambiamento: Francesco non indossava la «mozzetta» rossa bordata d’ermellino, la mantellina usata dai Pontefici. «Preferisco di no...» aveva detto poco prima al capo dei cerimonieri che lo stava aiutando a indossare la tonaca bianca. Ma la vera novità di quel primo affaccio era stata la preghiera che il nuovo vescovo di Roma chiedeva da parte del popolo su di lui, prima di dare la popolo la sua benedizione. Il Papa con le mani giunte, chinato e proteso in avanti, e la folla dei fedeli provenienti da tutto il mondo che in una piazza fattasi in un istante silenziosa prega Dio di benedire il Papa. Da quella sera più niente è stato come prima, dentro e fuori del Vaticano. Già la mattina del 14 marzo, la prima uscita: Francesco ha voluto andare a pregare per la città di Roma davanti all’icona della «Salus Populi Romani», nella basilica di Santa Maria Maggiore all’Esquilino. E subito dopo ha voluto passare alla casa del clero di via della Scrofa, dove alloggiava abitualmente durante i suoi soggiorni romani e dove aveva abitato nei giorni precedenti il conclave, per prendere la sua valigia e pagare il conto. È salito in camera e ha preparato il suo personale bagaglio, com’era solito fare a Buenos Aires, quando viveva in una stanza, che rassettava da sé. g.s. in_breve 15-21 maggio: pellegrinaggio a Fatima Si svolgerà dal 15 al 21 maggio 2014 il Pellegrinaggio organizzato dall’Unitalsi a Fatima e Santiago Di Compostela. Partiranno da Jesi, accompagnati dalla Presidente Antonia e dall’Assistente Nazionale Don Danilo Priori, 18 pellegrini per un pellegrinaggio che diventi esperienza di più intensa unione con Dio e testimonianza cristiana. Dall’anno delle apparizioni, il 1917, non hanno mai cessato di andare alla Cova da Iria migliaia e migliaia di pellegrini di tutto il mondo, inizialmente nei giorni 13 di ogni mese. 8 | in_ricordo 25 maggio 2014 | Voce della Vallesina GLI UNDICI NIPOTI RICORDANO NONNO PRIMO LUIGI BINI “Amavi le cose belle e la vita prima di tutto” Caro nonno, oggi in cielo è festa, Tra le tue mani è fiorita una famiperché arrivi tu! Qui sulla terra glia che oggi ti si stringe attorno e siamo un po’ disorientati per- loda Dio per il dono di essere un ché ci manchi e sappiamo che ci tralcio di una vite cosi bella. Il tuo mancherai, però vogliamo fare amore fedele con nonna ci ha infesta, perché infondo è quello che segnato il coraggio di credere che ci chiedevi tu. “Quando moro io, si può amare veramente anche su fate na gran festa”. Oggi davvero questa terra, che il matrimonio è non riusciamo a immaginare come una missione, un’avventura, una sarà senza di te questa nostra fa- battaglia. Ci hai contagiato con il miglia. Perché tu ne eri la spina tuo ottimismo, ci hai svelato una dorsale. Quante volte pensando giovinezza che si rinnova anche a questo momento tu sorridevi quando le rughe aumentano e il e dicevi “tanto lo so, che quando corpo non fa più quello che vortoccherà a me direte quanto era resti… perché lo spirito invece bono l’ poro nonno”. Però è vero non si fiacca. Il tuo sguardo aznonno, eri buono. Anzi. Bello zurro sul mondo, avido di verità, buono e bravo, come volevi che di scoperte, non ha mai smesso fossimo anche noi. Eri un esem- di cercare. Eri curioso delle nopio, prima di tutto. Senza che tu stre vite, volevi imparare da noi, ci insegnassi niente, da te abbia- ci chiedevi che cosa facessimo di mo imparato tanto. Ci hai mo- bello in giro per l’Italia, e per il strato che bisogna puntare in alto mondo. Sembravi arricchito da con l’ambizione umile di chi sa ogni tassello di vita che proveniche la vita ci è donata e proprio va da te. Nei tuoi viaggi, nei tuoi per questo va onorata, va spesa… libri ci hai mostrato che la cultura nella dedizione fedele alla fami- di ogni uomo si costruisce anche glia, nella passione instancabile con la fatica dello studio e delper il lavoro, nel servizio agli altri. la dedizione quotidiana, ma che il premio finale è contemplare la bellezza. Hai coltivato il tuo intimo rapporto con Dio nella preghiera fedele a fianco a nonna, sui tasti dell’organo a messa, nella tua partecipazione attiva nella Chiesa. Sei stato per molti una guida ed un riferimento. Un esempio di uomo e di padre su cui tante vite si sono plasmate, nella stima e nel contrasto. Hai amato la tua professione, non ti sei risparmiato, perché amavi le cose belle e la vita prima di tutto. Nella malattia non hai smesso di lottare, hai portato a segno la tua buona battaglia, hai difeso l’amore, hai spremuto la vita. Oggi in cielo è festa! E noi quaggiù non riusciamo a non immaginare l’incontro lassù tra te e il Padre che per tutta la vita hai cercato e che ora contempli faccia a faccia. Ti immaginiamo toglierti il cappello, e fischiare mentre entri: “so arrivato!”. E mentre sali, ti volti e dici: “lassade aperto il portò”. Agnese, Sara, Francesco, Irene, Chiara, Giovanni, Lorenzo, Letizia, Francesco, Michele, Caterina, Rachele e Chiara IL DOTTOR BINI, IL RICORDO DEL MIO PEDIATRA “Preparati a suonare al Museo” “Un caffè non può che far bene e poi dopo si lavora meglio” diceva il dott. Bini le mattine che lo incontravo al bar Saccaria e sorrideva intonando la Serenata “Com’è gentil” di Ernesto del Don Pasquale di Donizetti. Spesso mi diceva: “Preparati che presto farai un concerto sul pianoforte che abbiamo fatto restaurare nel Museo Diocesano…” Ed io continuavo la giornata con una marcia in più, con più entusiasmo, pensando che, anche chi ha svolto una professione difficile e impegnativa come il medico, è più ricco dentro se ama l’arte, l’opera e la musica classica. Ma la cosa che davvero mi ha stupita del dottore è stata vederlo pedalare da Jesi a Pianello V., circa due estati fa, per poi ritrovarlo alle 10,30 con gli amici a prendere il caffè… insomma un’energia da non credere! É stato il mio pediatra, i miei genitori ricordano sempre con molto affetto i suoi consigli, le sue visite, la sua grande disponibilità. Un episodio in particolare: il dottore non esitò a curarmi anche solo per telefono quando, da bambina, in vacanza a Caorle, fui colta da febbre alta. Con la sua morte sento di non aver perso solo un medico per i bambini, ma un amico, un nonno… per questo il suo ricordo resterà indelebile nel mio cuore come i suoi insegnamenti: amare e cantare la vita! Prof. ssa Sara Bonci “Io lo rosario ‘l so dì” Se pensiamo al dottor Bini ognuno di noi certamente ha un episodio da raccontare, un incontro da ricordare, un sorriso aperto e sincero impresso nella mente, tanta era la sua notorietà, la sua cordialità, la sua simpatia. Il mio primo ricordo risale agli anni della mia infanzia quando venne a visitare mia madre e, saputo che era nata nel 1924 (erano quindi coetanei), esclamò subito: “E certo, sono nati tutti in quell’anno lì quelli belli!” Poi nell’adolescenza gli incontri sono legati al Centro Diocesano di Azione Cattolica che frequentavo ed alle cui riunioni a volte partecipavano anche gli adulti. Con la nascita dei miei figli ho sperimentato la sua professionalità e le sue doti di “psicologo”; in particolare rammento le parole che mi disse quando ha visitato il mio primo figlio di appena un mese: “Ricordati che il primo dottore dei bambini è la mamma; è lei infatti che vede la calma dopo una poppata, le reazioni a un farmaco o a un nuovo alimento, è lei che deve riferire al pediatra se il bambino lo gradisce o lo rifiuta.” Non ho mai dimenticato queste “perle di saggezza” ed ancora oggi la cito alle neomamme, specie alle primipare, per le quali l’ansia è spesso cattiva consigliera. Un giorno è venuto a casa perché uno dei figli aveva in incubazione una malattia infettiva, subito da lui diagnosticata. Appena entrato ha visto la sfoglia tirata sopra la tavola ed ha esclamato: “Oh! Questa è una cosa che a me piace moltissimo, la sperna e il profumo del sugo. Oggi quando vado nelle case, in cucina vedo solo ncartade de mortadella e de formaggi!” Quando tre anni fa ho avuto il primo nipotino, l’ho portato nel suo ambulatorio per una visita, al termine della quale è uscito con le sue battute abituali: “ma ‘sto monello non c’ha niente, che me l’avete portato a fa’” ; e io ho risposto che volevo solo che lo vedesse il pediatra di sua madre, tanto per proseguire la tradizione. Nel settembre scorso l’ho incontrato davanti ad una edicola di giornali, aveva acquistato due quotidiani, il Corriere della Sera e Avvenire. Gli ho fatto i complimenti per la scelta della pluralità dell’informazione, per la mente attiva e per il bell’aspetto. Mi ha risposto con la dialettica e l’ironia che gli erano consuete e con il suo immancabile sorriso: “Guarda che sono arrivato ad 89 anni ed ho detto al Signore che se vuole sono pronto, se ha bisogno di me di là, io lo rosario l’ so di’ “. Immediata è stata la mia reazione e ho replicato che al momento di lui avevamo bisogno noi di qua e che il Signore poteva aspettare. Quando ho appreso la notizia della sua morte la mia mente ed il mio cuore sono andate subito a quelle parole ed ho pensato che il Signore ha avuto bisogno di lui che sapeva dire il Rosario, lo ha chiamato proprio nel mese di maggio e addirittura nel giorno della Madonna di Fatima! Laura Meloni Pirani Grazie di tutto dottor Bini “Fate memoria di questi uomoni” Chi ha avuto la fortuna di incontrare nella sua vita il dott. Bini sicuramente si è arricchito per aver goduto della sua “grandezza” morale, umana e cristiana. Io sono uno di questi. Molto spesso incontravo il dott. Bini nella Chiesa dell’Adorazione: il dott. Bini, da sempre, era stato un assiduo e fervoroso adoratore di Gesù Eucarestia. Più assiduamente lo incontravo presso la redazione di Voce della Vallesina, dove, con la Direttrice, provvedeva alla stesura di qualche articolo per il Circolo Ferrini, organizzare incontri e qualche gita come quella rimasta memorabile al Santuario di S. Gerardo Maiella in Caposele, ai laghi di Monticchio e Melfi, con il nostro Vescovo Gerardo. Ne andava orgoglioso! Per diversi anni, il dott. Bini era stato un preziosissimo collaboratore di Voce della Vallesina. Tutti i mercoledì, con altri volontari, provvedeva all’etichettatura delle copie del nostro settimanale per la successiva spedizione postale. La sua presenza creava immancabilmente un clima di fraterna amicizia, fattiva collaborazione e di piacevole conversazione. Era il nostro punto di riferimento! Ma il mio personale ricordo del dott. Bini va ben oltre perché era la stessa persona del dott. Bini che andava “oltre”. Con umiltà si scomodava per il fratello, sapeva farsi prossimo nelle necessità del fratello come è capitato a me. Tempo fa, ero contrariato da particolari vicissitudini che mi rendevano un po’ introverso e taciturno. Ero praticamente diverso da come il dott. Bini mi conosceva. Passa un po’ di tempo e quando un bel giorno ci incontrammo di nuovo ecco il dott. Bini all’azione. Ci scambiammo i soliti convenevoli e prima di salutarci lui, con sguardo dolce, mi sollecitò e mi esternò il forte desiderio di rivedermi presto sereno, loquace e gioviale. Lui si era accorto di me, si era scomodato per me! Un profondo senso di gratitudine si era riversato dentro di me. Avevo subito visto in lui la figura del buon samaritano. Grazie di tutto dott. Bini! Grazie Signore di avermi fatto incontrare un vero amico e un grande testimone della fede in Cristo. Lo intravedo ora nella gioia del Paradiso e tra le braccia di Maria Santissima che in uno dei giorni a Lei dedicati, il 13 di Maggio, aspettava e accoglieva il suo amato e devoto figlio Primo Luigi. Diacono Antonio “L’utopia del futuro non si costruisce ignorando la memoria del passato. Del passato dobbiamo fare memoria; solo le radici del passato debbono farci camminare verso il futuro. Guai se ci illudiamo di far vedere solo l’oggi ignorando lo ieri” (Papa Francesco 16.12.2013). “Un popolo che non ascolta i nonni è un popolo che muore” (Papa Francesco 26.10.2013, Festa della Famiglia). Queste e tante altre espressioni relative al valore della famiglia, all’etica della politica, all’anestesia del cuore che non ci fa più accorgere dell’altro, ci fanno capire con quale spirito abbiano svolto il loro ruolo importante in un lungo percorso terreno uomini come Primo Luigi Bini, Alvise Cherubini e tanti altri cari amici del passato. Inoltre, Bini e Cherubini sono stati strettamente uniti nel comune impegno formativo per schiere di giovani e successivamente con le più varie opere promosse dall’Azione Cattolica e nel più ampio campo del sociale, con decisa fedeltà alla dottrina della Chiesa. Tutto questo è avvenuto soprattutto con l’esempio, con la parola e con l’impegno permeate dalla luce del Vangelo. L’altro aspetto che li univa, quello professionale di medici, ha consentito loro un supplemento di apertura verso il prossimo per un apostolato più convinto e incisivo. Nell’immediato dopoguerra, durante i molti anni di presidenza diocesana della GIAC da parte di Bini, venne costituito un Centro Diocesano fortemente affiatato; quasi ogni domenica andavamo a visitare le associazioni GIAC di tutte le parrocchie della Diocesi ed erano frequenti le “tre sere” per i giovani e i corsi annuali di esercizi spirituali. Fu lui ad affidarmi, insieme al Vescovo Falcinelli, la responsabilità del CSI. Partecipammo insieme al grande raduno dei “baschi verdi” della GIAC a Roma nel 1948 e nel 1950 alla proclamazione del Dogma dell’Assunta da parte di Papa Pio XII. Per diversi anni, come Centro Diocesano, ci incontravamo nella preghiera del giovedì nel cortile del vecchio Seminario. Ricordo un riuscitissimo convegno diocesano GIAC a Monsano, sotto la protezione della Madonna che in quei luoghi era apparsa più volte nel 1471. Questo evento mi suggerisce come il passaggio alla nuova vita di Gigetto Bini sia avvenuto prima dell’aurora del giorno 13 maggio, che ci ricorda la beata Vergine di Fatima, e la sua devozione alla nostra Madonna delle Grazie dove più volte ci incontravamo alla celebrazione eucaristica in giorni feriali. A conclusione, mi permetto di fare un invito ai giovani di oggi: fate memoria di questi uomini vissuti con il rosario in tasca, con il libretto della meditazione quotidiana e con le frequentissime unioni al corpo di Gesù Eucaristia. Flaviano Celli Voce della Vallesina Per i ricordi delle persone care 0731.208145 vallesina | 9 Voce della Vallesina | 25 maggio 2014 PRIMA COMUNIONE A SAN PIETRO MARTIRE Gli occhi, specchio dell’anima Vuoi entrare nell’intimo di una persona? Guarda i suoi occhi in profondità e scoprirai o la sua gioia, la sua delusione, ma anche la sua speranza. L’occhio ti proietta come in un video la personalità di un bambino, di un giovane, di un adulto alle prese con mille e più problemi, come la stanchezza di un viaggio duro e faticoso nella vita, spesso così avara di consolazioni. Gli occhi dei bambini sono uno specchio tersissimo della loro anima per fortuna ancora libera dai fermenti complicati della vita Questo è verissimo quando i bambini si accostano al mistero di Gesù che scende nella loro vita per la prima volta. Difatti bastava guardare Carolina Artegiani, Sebastiano Azzaro, Tommaso Beldomenico, Michele Bolignaro, Sofia Buzzo, Giovanna Caimmi, Arianna Ceccarelli, Mattia Cerioni, Riccardo Chiaramonti, Andrea Cortes, Daniele David, Laura Giannuario, Mirko Mandolini, Eleonora Mazzarini, Ginevra Mazzoni, Alessandro Meloni, Thiago Merendoni, Alessia Pierantognetti, Federico Pasquinelli, Riccardo Rango, Lorenzo Tomasso, Eugenio Viotti che domenica 11 maggio nella chiesa di San Pietro Martire hanno fatto l’esperienza del loro primo incontro con Gesù nella santa Comunione, promettendogli di voler rimanere sempre con Lui. Dai loro occhi, dai gesti, dalle preghiere preparate dalla catechista Raffaela con le sue aiutanti, si è potuto appena intravedere la profondità della loro gioia. Il parroco padre Ilarino Carosi ha raccomandato di spalancare la loro vita per godere sempre della dolce compagnia del Signore Gesù che non delude mai. Raccomandando, poi, ai genitori di essere i premurosi custodi dei loro figli, il sacerdote ha riaffermato il ruolo insostituibile della loro opera educativa con un esempio trainante nella vita di genitori, per condurre sempre i figli sulla strada del bene. Questo, in sintesi, l’augurio della comunità parrocchiale che ha seguito commossa la celebrazione. Questo è l’augurio e la speranza della chiesa intera, invocando l’aiuto dall’alto, perché questi bambini, un giorno, possano essere le future colonne di una società che aspetta di essere cambiata con l’apporto di tutti e di ciascuno di noi. La Comunità parrocchiale di San Pietro Martire. Emilio Capogrossi Foto Ubaldi PARROCCHIA SAN FRANCESCO D’ASSISI: 36 BAMBINI RICEVONO PER LA PRIMA VOLTA GESÙ Chiamami, Signore, io ti seguirò per sempre É bello vedere, in una chiesa gremita di famiglie in festa, tanti bambini vestiti di bianco che sfilano in corteo verso l’altare cantando: “Eccomi, Signore, cosa vuoi ch’io faccia?/ Parlami, Signore, ti risponderò./ Chiamami, Signore, io ti seguirò...”. L’11 e il 18 maggio, nella chiesa di San Francesco d’Assisi, 36 bambini, divisi in due gruppi, hanno ricevuto per la prima volta Gesù Eucaristia. La festa è cominciata il 4 maggio, con una giornata di spiritualità vissuta nel Centro Pastorale di Jesi insieme ai genitori e alle catechiste. Per i bambini sono state organizzate attività ludiche e formative; nel pomeriggio il vescovo Gerardo ha incontrato i genitori e ha concluso la giornata con una Celebrazione eucaristica coinvolgente anche grazie allo scambio di doni simbolici. Cantano e pregano Gesù perché sia luce per la loro vita, 19 bambini in attesa della prima Comunione l’11 maggio, domenica del “Buon Pastore” (Gv10), ma anche Giornata di preghiera della Chiesa per tutte le vocazioni. Il parroco, padre Silvio Capriotti, nell’omelia ha raccontato la storia della sua vocazione: il desiderio di consacrarsi al Voce dellaVallesina SETTIMANALE DI ISPIRAZIONE CATTOLICA DELLA DIOCESI DI JESI FONDATO NEL 1953 Signore, le difficoltà per entrare in Seminario, la preghiera sua e della madre davanti a San Giacomo, a Monteprandone, “per avere luce” e l’incontro con un frate del “Collegio Serafico”, fra’ Luigi....: «Il Signore – ha detto - agisce così: con un incontro.... ti fa scoprire la tua vocazione. Chiediamogli: che cosa vuoi da me? Alla prima Comunione seguiranno le altre, perché Gesù desidera che mangiamo Lui in continuazione. Un programmino: la domenica partecipare alla Messa e fare la Comunione. Confessarsi una volta al mese: fare bene l’esame di coscienza, chiedere perdono e ringraziare Dio». Ai genitori: «Non impedite ai vostri bambini di vivere questi momenti di vita spirituale. É importante accompagnarli la domenica alla Messa. Prendete questo impegno per non togliere ai vostri figli il punto di riferimento sicuro che è Gesù, di fronte ai richiami della “mondanità”. Ascoltiamo il Signore!». Ecco i 19 bambini che hanno incontrato Gesù, il Salvatore del mondo, e hanno deciso di seguirlo grazie alla preparazione ricevuta dalle catechiste Francesca Procaccini, Direttore responsabile Beatrice Testadiferro Comitato editoriale: Vittorio Massaccesi, Giuseppe Quagliani, Antonio Lombardi Responsabile amministrativo Antonio Quaranta Proprietà: Diocesi di Jesi Registrazione Tribunale di Ancona n. 143 del 10.1.1953 Serena Sbarbati e Monica Colini, guide sagge e premurose che durante la Messa hanno cantato e pregato per loro e con loro: Luca Bachieca, Sofia Bernarducci, Elena Carletti, Marta Coltorti, Francesco Coppari, Luca Felcher, Ludovica Fiorini, elisa Flaminio, Gabriele Lorenzetti, Nicolò Mariotti, Benedetta Martarelli, Martina Mattei, Elisabetta Matteucci, Gada Orsetti, Adele Palombini, Gianmarco Renzi, Guilhierme Santos Cruz, Jasmnine Yussef, Jacopo Zingaretti. Durante la Comunione il Coro ha intonato “Pane del cielo sei Tu, Gesù, via d’amore: Tu ci fai come te!...”. È festa anche il 18 maggio nella parrocchia di San Francesco d’Assisi, per 17 bambini, preparati e guidati con amore e competenza da Mirella Gherardi, Marilena Corrente e Serena Sbarbati. Ecco i loro nomi: Arianna Alessandroni, Sara Bandini, Nicolò Bernardi, Thomas Campana, Giulio Cesaroni, Federico Dolciotti, Elena Faini, Federico Fratoni, Edoardo Girombelli, Aurora Moriconi, Francesco Paola, Tommaso Perini, Asia Piccioni, Lara Procicchiani, Alberto Renzi, Anna Trabucco, Antonio Turino. Gesù dice: “Io sono la via, la verità, la vita” (Gv14,6). Il Salmo 32 risuona come una su- Composizione grafica Giampiero Barchiesi Stampa Rotopress International s.r.l, Loreto Spedizione in abbonamento postale Associato alla FISC (Federazione Italiana Settimanali Cattolici) Questo numero è stato chiuso in redazione martedì 25 maggio alle 17 e stampato alle 18 del 25 maggio. Ai sensi dell’articolo 13 del D. Lgs 196/2003 (Codice privacy) si comunica che i dati dei destinatari del giornale sono contenuti in un archivio informatico idoneo a garantire la sicurezza e la riservatezza. Saranno blime preghiera: “Il tuo amore, Signore, sia su di noi; in te speriamo”. Alla vigilia della sua festa ho incontrato Sara Bandini, 10 anni, vivace e disinvolta, e le ho rivolto qualche domanda: Come ti sei preparata alla prima confessione? Da tempo le catechiste hanno letto e spiegato a me e ai miei compagni alcuni brani del Vangelo e ci hanno insegnato l’ “Atto di dolore”: Mio Dio, mi pento dei miei peccati... Che cosa hai provato nel parlare per la prima volta a tu per tu con un sacerdote? Grande emozione. Che cosa senti nel tuo cuore? Chi è Gesù per te? Provo tanta gioia. Gesù è il figlio di Dio, che ha dato la sua vita per me. É un amico che sta sempre con me dovunque io vada. Gli chiedo di proteggermi perché io non mi allontani mai da Lui. A tutti l’augurio di camminare sempre con Gesù, il compagno di viaggio che dona la vera gioia! Maria Crisafulli Foto Photo In, Jesi utilizzati, salvo divieto espresso per iscritto dagli interessati, oltre che per il rispetto al rapporto di abbonamento, anche per proprie attività istituzionali e per conformarsi ad obblighi di legge. Piazza Federico II, 8 - 60035 Jesi An Tel. 0731.208145, Fax 0731.208145 [email protected] www.vocedellavallesina.it c/c postale 13334602 Codice fiscale 00285690426 Questo giornale è stampato su carta riciclata. ABBONAMENTO ANNUO 35 EURO DI AMICIZIA 40 EURO SOSTENITORE 50 EURO 10 | in_diocesi 25 maggio 2014 | Voce della Vallesina UNA PROPOSTA DEL CENTRO GIOVANNI PAOLO II PER GIOVANI E ORATORI A piedi da Loreto ad Assisi in estate anche un contributo economico). Il Centro Giovanni Paolo II promuove per l’estate 2014 il pellegrinaggio da Loreto ad Assisi con l’intento di recuperare, valorizzare e riattivare l’antica «Via Lauretana». Durante le quattro settimane di luglio saranno attivati quattro pellegrinaggi guidati lungo la Via Lauretana con il preciso intento di offrire attraverso l’esperienza del cammino un’occasione per comprendere meglio il significato profondo della vita in un’esperienza di fraternità ed essenzialità. L’invito è rivolto ai giovani tra i 18 e i 35 anni. Vorremmo che gli oratori della nostra regione si aprano a questo tipo di esperienza (per loro è previsto Testimonianze di giovani che hanno vissuto il cammino Lorenzo 30 anni «È stato un pellegrinaggio tutto sommato bello in cui la nostra amicizia si è ulteriormente rafforzata e quindi anche la nostra fede. Abbiamo sempre camminato come fossimo una vera famiglia, aiutandoci gli uni gli altri, senza distinzione di religione o di nazionalità frenati leggermente solo dalla differenza linguistica; questo ci ha fatto pensare che, anche se ancora il cammino è lungo da fare per arrivare all’unità assoluta, siamo sulla buona strada, perché non ci sentiamo affatto divisi, infatti è un pensiero che avevamo tutti in comune e che nessuno ha esitato ad esprimere. Sono rimasto colpito da quanto quello che facevamo, impressionava veramente le persone incontrate lungo tutto il cammino, in quanto ogni comunità incontrata è uscita meravigliata e rigenerata dal nostro incontro» Oana 21 anni «Per me l’esperienza di questo pellegrinaggio è stata unica e straordinaria perché sono tornata a casa più ricca di sentimenti. Inizialmente mi sembrava che fosse una sfida partecipare a un pellegrinaggio, perché fino a quel momento non avevo provato un’esperienza simile. Poi ho capito che il pellegrinaggio non era una via di tanti chilometri, ma ha un significato profondo: cer- care di vivere in modo semplice, di creare l’unità, di stare insieme con gli amici nel bene e nel male, nel dolore e nella felicità. Per me questa settimana ha significato tanto in termini di spiritualità e di amicizia create tra di noi». IL 13 MAGGIO 1989 MORIVA DON CESARE CARBONARI: LO RICORDANO LA FAMIGLIA E LA DIOCESI IL 24 MAGGIO ALLE 18.30 Fu il parroco di San Paolo e l’amministratore di Voce della Vallesina Sabato 24 maggio alle 18,30, a quindici anni dalla morte, sarà ricordato don Cesare Carbonari nel corso della Santa Messa presso la chiesa parrocchiale di Santa Maria Nuova celebrata dal vescovo Gerardo Rocconi. Don Cesare, tra i vari servizi, si è dedicato al settimanale diocesano Voce della Vallesina curandone l’amministrazione e la pubblicità e si interessava degli artisti locali. Come una ladra di notte, si può ben dire, la morte è arrivata improvvisamente per don Cesare, parroco di S. Paolo di Jesi, che Marche all’età di 45 anni, mentre conversava con i suoi parrocchiani nel campo di calcio della parrocchia, si è sentito male ed è morto per un infarto. Un breve ricordo, per chi non lo conoscesse, di questo prete che a San Paolo e negli altri ambienti dove è stato, ha lasciato il suo ricordo. Da giovane è partito dal suo paese per poi farvi ritorno come parroco. Si è formato Delegazione regionale Marche CONTRO LA 24 maggio 2014 ore 10.00 Saluti Francesco Baldoni - Presidente regionale ACLI Marche Autorità e rappresentanti delle istituzioni locali Interverranno Marco Moroni - Responsabile Centro Studi ACLI Marche Mario Bettucci - Delegato regionale CARITAS Marche Per maggiori informazioni contattare la Segreteria regionale ACLI Marche tel. e fax 0712868717 cell 3888710392 mail [email protected]. nel seminario di Fano ed è stato ordinato a S. Maria Nuova dal vescovo mons. Carlo Maccari. Fu vice direttore del seminario di Jesi, poi nel1973 vicario cooperatore della parrocchia di Montecarotto e nel 1975 è stato anche cappellano dell’ospedale. Nel 1977 divenne Parroco di S. Apollinare e vi restò fino al 1982, quando è stato trasferito a San Paolo di Jesi, sem- pre in qualità di parroco. È stato anche insegnante di Religione presso l’Istituto professionale di Stato per l’Agricoltura “S. Salvati” di Pianello Vallesina. Un giovane prete che aveva di fronte una vita pastorale da compiere invece la sua giornata terrena si è interrotta presto. È stata una perdita per la diocesi di Jesi e per il vescovo Oscar Serfilippi. Era anche un intenditore d’arte, aveva realizzato una mostra per il pittore jesino, il carmelitano padre Eugenio Azzocchi. A venticinque anni dalla morte lo ricorda la Chiesa jesina. r.u. arte | 11 Voce della Vallesina | 25 maggio 2014 FESTIVAL DELL’OPERA DA CAMERA. IL MAESTRO DI MUSICA E IL CAVALIERE SENZA MACCHIA Lezione di canto per un’allegra scolaresca Doveva avere proprio un bel carattere Georg Philipp Telemann, compositore tedesco vissuto tra 17° e 18° secolo, autore di una caterva di opere musicali che non si è riusciti nemmeno interamente a classificare. Una straripante vocazione. Incominciò, da autodidatta, a studiare musica e ad interessarsi di tutti gli stili diffusi allora, specialmente di quello italiano. Avvicinò altri compositori, prese a collaborare con loro, intrecciò amicizie. Tenne persino a battesimo un figlio di J.S. Bach. Si immerse nel lavoro. Fondò ad Amburgo un teatro e un Collegio Musicale. Animò instancabilmente la vita culturale della città e, anche se impegnato come organista nelle cinque chiese di Amburgo, continuò a comporre a getto continuo: tanto freneticamente che sia moglie alla fine si stancò e se ne andò di casa. Lezione in fondo salutare. Telemann rallentò l’ attività di compositore: ma la montagna di musica che aveva prodotto era già immensa. Che avesse un bel carattere si può anche intuire dai soggetti che musicò e dai suoi propositi educativi. L’intermezzo ‘Pimpinone’ tratta un argomento similissimo a quello de ‘La Serva padrona’ anche se in una stile non così innovativo come quello di Pergolesi che più di vent’ anni dopo avrebbe fatto scoppiare la famosa ‘querelle’. Dovette inoltre avere a cuore l’insegnamento se pubblicò una rivista musicale e un saggio teorico; se compose musica non solo per virtuosi, ma anche per dilettanti ed esecutori vocali e strumentali alle prime armi; se trattò con disinvolto senso critico, talvolta con ironia, gli aulici stili musicali del tempo. Confermano queste ipotesi due sue brevi partiture: la cantata comica “Il maestro di scuola” e il racconto musicale “Don Chisciotte”. Intelligente è stata la scelta di presentarle insieme, l’11 maggio, nel secondo appuntamento del Festival dell’Opera da Camera. Il protagonista della cantata è un sussiegoso insegnate di musica che spiega ad una vivace scolaresca le regole del canto ornato da lui stesso esemplificate. I ragazzini poco a poco si acquietano, lo ascoltano, ripetono, intervengono e alla fine circondano festosi il maestro, sorpreso di tanta allegria. Nel “Don Chisciotte” invece Telemann commenta musicalmente alcuni tra i più significativi passi dell’opera di Cervantes: la descrizione eroicomica del cavaliere errante; quella grottesca di Dulcinea, la rozza contadinotta ‘signora del suo cuore’; di Sancho Panza, il fido scudiero; di Ronzinante, il cavallo bolso di Don Chisciotte, del quale la musica imita con umorismo il passo traballante e il galoppo sgangherato; dell’asino recalcitrante di Sancho. Con questo materiale letterario e musicale Gianni Gualdoni ha costruito uno spettacolo agile, bril- lante, essenzialmente rivelatore di molti significati; divertente anche per i bambini dell’Istituto ‘B. Gigli’ di Monteroberto che, addestrati a puntino da Tiziana Marfisi, formavano il coro degli scolaretti. Lucio Mauti, nel ruolo del burbero maestro che si arrende all’allegria dei suoi scolaretti, ha fatto sfoggio di una bella voce di basso baritono. Non può che fare piacere il fatto che sia marchigiano, di Fermo, per la precisione. Scherzando come un Arlecchino Daniel Falappa è stato il narratore. Da aggiungere un grazie all’orchestra “Accademia dei Filarmonici” che ha portato felicemente alla luce le due partiture. La sala del Palazzo della Signoria era gremita di pubblico. Al termine sembrava che nessuno se ne volesse andare via, che attendesse un bis o un seguito della storia. Chi mai se lo aspettava: davvero simpatico, bravo, divertente questo Telemann. Foto e testo Augusta Franco Cardinali MOSTRA PERSONALE IN SAN NICCOLÒ: “Acquarelloliando” dal 24 maggio alle 18 Una personale di emozioni e ricordi in colore Non è uno scioglilingua: “Acquarelloliando” è un titolo originale; se prestate attenzione, l’Artista che lo ha scelto per la sua personale in San Niccolò, vuole dirvi che esporrà acquerelli e olî, e che il gerundio, forma verbale da lui scelta, è un’istantanea del suo genio creativo che spazia, come in a Roma ma la sua produzione ha lasciato una danza, o in un pentagramma, da una tracce in mezzo mondo; sue opere sono in tecnica pittorica a un’altra: dall’acquerel- Francia, Germania e Svizzera, Australia e, lo – magistrale esperienza del controllo negli Stati Uniti, addirittura presso la Casa dell’acqua per creare effimere campiture di Bianca. Ovvio che un curriculum così imcolore sulla carta pregiata – all’olio – cui portante sia costellato di tanti riconoscinessun artista, nella storia dell’Arte, ha po- menti e la partecipazione a innumerevoli tuto risparmiare la propria tavolozza cro- rassegne personali e collettive, tra cui la XXI Fiera d’Arte di Via Margutta e il primo matica. L’Artista di Acquarelloliando è Leonar- Premio Nazionale “Monte Mario”. do Leonardi, e non gli pare vero di poter Leonardi ha pure partecipato a molte traesporre nella più antica chiesa jesina, rea- smissioni televisive, tra cui “Unomattina” e lizzando in tal modo un sogno che si porta “Numero Uno”. appresso da molto tempo. Un sogno che si La sua carriera, dai molteplici interessi, dipana, ormai reale e concreto, dal 24 mag- inizia verso la fine degli Anni Sessanta e gio, alle ore 18, giorno dell’inaugurazione, rivela subito una grande predisposizione al 2 giugno. Una personale di emozioni e per le tecniche pittoriche, forte della senricordi in colore, patrocinata dal Comune sibilità emotiva e spirituale e della congedi Jesi, che raccoglie un nutrito numero di nita creatività poliedrica che fanno di Leoopere che Leonardi ha realizzato nel corso nardi una persona e un artista speciali. Le della sua lunga attività artistica. opere esposte creano un coinvolgente ed Artista internazionale, Leonardi è nato emozionante impatto scenico; il visitatore è catturato dalla grande personalità delle proposte e dei temi che le sostengono sia come idea originaria sia come rappresentazione pratica dei concetti che stanno alla base della forma e del colore rappresentati. Acquistare un’opera di Leonardi esposta è possibile prendendo contatto con la curatrice della mostra, oppure con lui stesso, sempre presente alla manifestazione; non c’è dubbio, tuttavia, che l’evento costituisca un’interessante occasione per aggiudicarsi una porzione, seppure minima, del complesso e articolato universo creativo di quest’Artista, che merita tutta l’attenzione, non solo della critica più esigente e accreditata, ma anche di chiunque abbia ancora a cuore l’idea, e non solo, del Bello e dell’Armonia, in particolare in questo tempo in cui l’uno e l’altra sono soverchiati da una sorta di generalizzato qualunquismo e di temeraria ostinata improvvisazione… Oreste Mendolìa Gallino RICERCA STORICA SUL LEGNO DELLA CROCE DI GESÙ CRISTO A PARTIRE DALL’IMPERATORE COSTANTINO Ti saluto, o Croce Santa: ricordando le feste in campagna Sant’Elena, madre dell’imperatore Costantino, nel 326 si recò in pellegrinaggio in Terra Santa. Durante la sua permanenza a Gerusalemme, fece compiere degli scavi sul Monte Calvario al fine di rintracciare la vera croce di Gesù. In quest’opera fu aiutata da un giovane palestinese, non cristiano, che fornì ad Elena le indicazioni necessarie per trova- re, nel fondo di una cisterna, i resti delle tre croci della Passione: quella di Gesù e quelle dei due ladroni. Secondo la tradizione, la croce di Gesù venne identificata anche con l’ausilio di una guarigione miracolosa. Di questo ritrovamento si fa memoria il 3 maggio con la festa della “Invenzione della Croce”. Questa festa è particolarmente sentita nelle Marche: quando insegnavo nella frazione di Coste di Staffolo (An), notavo che gli agricoltori, ai primi di maggio, mettevano nei campi coltivati a grano delle croci fatte di canne. Il giovane palestinese, dopo il ritrovamento della croce di Gesù, si convertì al Cristianesimo e morì martire a Gerusalemme, al tempo di Giuliano l’Apostata, l’imperatore romano che cercò di estirpare la religione cristiana con metodi repressivi e di ripristinare il paganesimo. Quel giovane è il martire che noi conosciamo col nome di San Ciriaco, patrono della città di Ancona, e di cui la Chiesa fa memoria il 4 maggio, il giorno successivo all’altra festa, per evidenziarne il collegamento. La storia però non finisce qui. Sant’Elena, dopo aver ritrovato la croce di Cristo, ne portò a Roma solo una parte che collocò nella basilica di Santa Croce in Gerusalemme, da lei fondata. Il resto rimase nella Città Santa. Purtroppo, nel 614 Gerusalemme fu occupata dai Persiani e Cosroe, re di Persia, pretese che del bottino di guerra facesse parte anche la Croce. Fortuna volle che nel 628 l’impera- tore bizantino Eraclio I sconfiggesse i Persiani. Ciò gli permise di recuperare la croce e di portarla trionfalmente a Gerusalemme. A ricordo di questa vittoria, la Chiesa istituì, per il 14 settembre, la Festa della “Esaltazione della Croce”. Su San Ciriaco esistono diverse leggende, che raccontano il viaggio avventuroso delle spoglie del Santo martire da Gerusalemme fino ad Ancona. Una di queste leggende coinvolge il compatrono di Jesi, san Floriano, che sarebbe riuscito a portare a riva con funi di giunco la cassa contenente il corpo di san Ciriaco. Ritengo più verosimile che le reliquie, oggi custodite in un’urna d’argento nel bellissimo Duomo in stile romanico, sul colle Guasco, siano giunte dal mare grazie ad uno dei tanti mercanti che mantenevano buone relazioni con l’Oriente. Non dimentichiamo che Ancona fu una repubblica marinara, anche se non a livello di Venezia, Pisa, Genova ed Amalfi, le quattro più famose che figurano nello stemma sulla bandiera della Marina mercantile italiana. Rosaria Ricciardi Biundo Testi consultati Piero Bargellini – Mille santi del giorno, ed. Vallecchi 2000 Alfredo Cattabiani – Calendario, ed. Mondadori 2000 Alfredo Cattabiani – Santi d’Italia, ed. Biblioteca Universale Rizzoli 2007 Giuseppe Luconi - Jesi attraverso i secoli, Nuova Grafica, Jiesi 1990 12 | scuola 25 maggio 2014 | Voce della Vallesina IL SITO WWW.SCUOLASAVOIANEWS.IT VINCE IL CONCORSO NAZIONALE “A SCUOLA DI GIORNALISMO” L’istituto jesino premiato al Salone del libro di Torino Il sito internet www.scuolasavoianews.it, realizzato dagli alunni della scuola secondaria di primo grado “Duca Amedeo di Savoia” nell’ambito del laboratorio pomeridiano di giornalismo curato dall’insegnante Claudia Antolini, ha vinto il concorso nazionale “AltriNoi. A scuola per imparare. Quattro premi per l’educazione alla cittadinanza” indetto dalla casa editrice Loescher Editore in collaborazione con il Gruppo Abele. I quattro premi erano per “Facciamo un fumetto”, “Facciamo un film”, “Prime penne” e “A scuola di giornalismo”. Premio, quest’ultimo, che la scuola “Savoia” si è aggiudicata classificandosi prima davanti a due licei. Il secondo premio nazionale è andato al sito web “Costruire virtute e canoscenza”, a cura del liceo scientifico di Paola, in provincia di Cosenza, e il terzo al giornalino cartaceo “Urbi et Orbi” del liceo “Copernico” di Verona. La proclamazione dei vincitori e la relativa premiazione è avvenuta lunedì 12 maggio al Salone del Libro di Torino, presso lo Spazio Book. Questa la motivazione della Giuria per il primo premio alla scuola jesina: “Un ottimo sito, che dimostra una buona conoscenza degli strumenti informatici e una notevole capacità di organizzare in modo chiaro i contenuti, rendendoli fruibili anche al visitatore occasionale. L’aderenza al tema proposto (il dialogo e la cittadinanza, ndr) dal concorso non viene ricercata in modo specifico, ma risulta dalle caratteristiche del sito, interessante vetrina delle attività di una scuola attenta alla realtà che la circonda. Gli autori dimostrano inoltre di avere chiaramente compreso l’essenza del lavoro giornalistico, che consiste in un lavoro autonomo di ricerca sul territorio. Particolarmente apprezzabili da questo punto di vista le inchieste, le interviste e i resoconti delle attività. Sono efficaci anche le informazioni di servizio, le recensioni, lo spazio per la fantasia”. La Giuria, formata da giornalisti professionisti, fa anche notare come “si potrebbe migliorare la qualità dei video proposti. Questo, comunque, non inficia il giudizio sulla ottima qualità del sito nel suo insieme”. Per gli alunni del laboratorio, Giuseppe Asciolla, Luca Barigelli, Bogdan Costin Flavian Cernat, Thomas De Alcubierre, Giacomo Lenti, Thomas Leoni, Francesco Papa, Gianmarco Papini, Noemi Rubino, Giacomo Spaccia, Bianca Stronati, Alice Tilio e Bianca Wijesinghe, la soddisfazione della vittoria, sottolineata da una targa, progetti sui temi della genitorialità ma anche di aver contribuito con e del benessere legato all’infanzia. il loro lavoro a sostenere una Per il sito web www.scuolasavoonlus del territorio, l’associazio- ianews.it, attivato nell’anno scone “Genitori Insieme” di Maiolati lastico 2012-2013, la vittoria del Spontini. Premio “A scuola di giornalismo” Sì, perché in linea con l’idea del rappresenta un ulteriore riconoconcorso, ispirato “all’educazione scimento, dopo quello arrivato un alla cittadinanza e alla promozio- anno fa, come “Miglior giornalino ne e sviluppo degli altri, per crea- on-line” nell’ambito del concorso re insieme una società”, il premio “Il giornale della scuola” bandito consisteva proprio nella possibilità dall’Ordine dei Giornalisti delle di devolvere a una Ong o Onlus, Marche e dall’Ufficio scolastico reindicata dai vincitori, la somma di gionale. mille euro. L’ultimo articolo pubblicato nel La scuola “Savoia” ha individua- sito della scuola “Savoia” è l’interto come destinataria del premio vista al sindaco Massimo Bacci che l’associazione onlus “Genitori In- gli alunni hanno realizzato all’inisieme” che promuove iniziative e zio di maggio. ‘SEI +…BRAVO, SE ENTRI NEL MONDO DEL MELODRAMMA!’. RASSEGNA DI TEATRO DELLA SCUOLA Giocando con le note di Mozart Forse Mozart era affetto dalla ‘sindrome di Peter Pan’, cioè che fosse rimasto bambino anche da adulto. Già, perché suo padre, che di psicologia infantile doveva intendersene veramente, gli aveva insegnato fin dalla più tenera età a pensare alla musica come a un gioco in cui ricercare all’infinito i sentieri della melodia, gli accostamenti delle note, le invenzioni. Un gioco, per questo, affascinante. Non senza motivo si è oggi convinti che il meglio della produzione di Mozart includa molte pagine spontanee di carattere giocoso. Una simile impronta stilistica è evidente anche ne “Il Flauto magico”: una fiaba in musica, ma con significati filosofici, simbolici, esoterici profondi e per questi motivi ugualmente, se pure diversamente comprensibile sia da un bambino che da un adulto. È forse l’opera in cui più di ogni altra è possibile riconoscere il temperamento razionale e non meno straordinariamente fantasioso di Mozart. Può dirsi perciò felice la scelta di questo melodramma come tema della V Rassegna di Teatro della scuola per la quale è stata organizzata dal 12 al 28 maggio una serie di spettacoli. Ne sono stati coinvolti 412 alunni dai 3 ai 10 anni appartenenti agli Istituti Comprensivi ‘S. Francesco’ di Jesi - il primo ad aderire all’iniziativa cinque anni fa - diretto dalla prof.ssa Rosa Ragni; ‘Matteo Ricci’ di Polverigi diretto dalla prof. ssa Cinzia Anna Pelliccioni; ‘Carlo Urbani’ di Moie di Maiolati Spontini, diretto dal prof. Nicola Brunetti e ‘Luigi Bartolini’ di Cupramontana, diretto dalla prof. ssa Fabiola Fabbri. Il progetto è stato ideato da Silvano Sbarbati, organizzato dalla Fondazione Pergolesi Spontini, patrocinato dal Comune di Jesi, Maiolati Spontini, Cupramontana e Camerata Picena. Ad ogni classe è stata richiesta una libera rielaborazione dell’opera tradotta in una breve performance da presentare, in mattinata o nel primo pomeriggio, al Teatro Moriconi secondo date e orari prestabiliti dal calendario. Si è pensato anche al coinvolgimento dei genitori alle attività del laboratorio in cui i piccoli alunni prepareranno gli spettacoli. Ne sarà di conseguenza favorito il rapporto scuolafamiglia e quello, spesso sporadico, tra figli e genitori. La rassegna fa parte del più ampio progetto di ‘Teatreducazione’ che include anche attività formative per persone disabili e con disagio mentale, corsi di educazione al melodramma e di formazione per scenografi riservati a studenti di licei artistici. Chi ricorda le recite di fine anno scolastico approssimativamente, ma con tanta buona volontà organizzate un tempo da solerti maestre, non potrà che constatare un salto di qualità, un potenziamento dei propositi didattici ed educativi, una più coinvolgente partecipazione. Non c’è dubbio: giocare con il teatro, entrare nel mondo del melodramma sarà per piccoli e grandi una scoperta emozionante e un’esperienza fantastica; forse da ricordare per tutta la vita. Augusta Franco Cardinali jesi | 13 Voce della Vallesina | 25 maggio 2014 JESI PIAZZA DUE UFFICI POSTALI TRA I 10 PREMIATI Nell’Area Centro Nord ai primi posti nelle categorie Importanti riconoscimenti per la filiale di Ancona e per 10 uffici postali della provincia, tra cui spiccano ben due uffici postali di Jesi, al meeting dell’Area Centro Nord (Emilia Romagna e Marche) degli Specialisti Commerciali di Poste Italiane Il responsabile dell’Area Doriano Bolletta, davanti ad una platea formata dai vertici aziendali nazionali, dai 15 direttori di Filiale e da circa 400 operatori specializzati del settore provenienti dalle due regioni, ha premiato gli uffici postali di Ancona (Ancona Città e Ancona 2), Chiaravalle, Jesi (Jesi 1 e Jesi 2), Senigallia, Corinaldo, Camerano, Osimo e Monte San Vito. Grazie alla capacità di ascoltare i bisogni dei clienti e di proporre soluzioni personalizzate per ogni tipo- logia di esigenza i 10 uffici hanno infatti avuto il merito di accrescere ulteriormente la fiducia che i clienti ripongono in Poste italiane. Per la provincia di Ancona erano presenti, oltre al responsabile Giancarlo Giannotti, i premiati Daniela Domenichelli (Jesi), Rosalba Raffaeli (Chiaravalle) Roberto Gregoretti (Senigallia), e Susanna Ricciotti (Ancona Città) che si sono particolarmente distinti per la qualità del lavoro svolto, gli obiettivi raggiunti e la soddisfazione dimostrata dalla clientela. La Filiale di Ancona abbraccia un bacino territoriale esteso in cui sono presenti complessivamente 112 uffici postali distribuiti nelle varie località della provincia, e 69 sportelli automatici Postamat, in funzione 24 ore su 24 CATERPILLAR JESI: 10 MILIONI DI INVESTIMENTO, 20 NUOVI POSTI DI LAVORO Aumenta il livello della produzione aziendale 200 mila cilindri l’anno, 800 il giorno, ridotti dell’80% gli infortuni sul lavoro, aumentato il livello di qualità del personale, Caterpillar America crede nel futuro dello stabilimento jesino che diventa leader in Italia È passato qualche giorno dalla conferenza stampa che si è tenuta presso lo stabilimento della Caterpillar Italia di via Roncaglia e al di là dei resoconti dei giornalisti sulle varie testate presenti all’appuntamento con il dott. Roberto Lorenzoni (manager di lungo corso da oltre dieci anni presso lo stabilimento jesino e da poco promosso sul campo avendo assunto la responsabilità della produzione di tutti gli stabilimenti del gruppo americano in Europa ed in India) e con il neo amministratore delegato dott. Giovanni Bolognini, ci saremmo aspettati prese di posizione del mondo sindacale ed anche confindustriale che rimarcassero questa notizia in controtendenza con l’economia italiana e locale da parte di una multinazionale. Invece nessuno si è mosso, nessuno ha sentito il dovere civico di rendere alla dirigenza jesina della Caterpillar un doveroso ringraziamento per quanto hanno fatto e stanno facendo per aiutare il nostro territorio fortemente in crisi; non ci sono state prese di posizione nei confronti di un’azienda – ripetiamo multinazionale – che investe 10 milioni di euro per ampliare il proprio stabilimento, aumentare il numero dei dipendenti e far diventare lo stabilimento jesino leader in Europa per la produzione di cilindri idraulici di medio e grosso calibro che saranno utilizzati nelle macchine movimento terra del Gruppo. Silenzio cupo ed assoluto. È una constatazione che facciamo a voce alta e che risuona amaramente nell’opinione pubblica. • Crediamo valga la pena sintetizzare i punti fondamentali di questa operazione che il management jesino della Caterpillar ha portato a compimento: www.citroen.it • ampliamento dello stabilimento di 3600 mq; con questa estensione la superficie coperta della Caterpillar-Jesi passa dai 19 mila mq a 23.000 mq e prevede anche l’ampliamento del magazzino • la nuova area dovrebbe entrare in funzione nel prossimo agosto e permetterà di produrre 200 mila cilindri l’anno di varie dimensioni, circa 800 cilindri al giorno con una aumento del fatturato del 5% • Caterpillar ha deciso di consolidare a Jesi tutta la produzione dei cilindri idraulici per l’Europa • Ha investito 10 milioni di euro, somma che comprende anche il trasferimento dallo stabilimento Caterpillar-Belgio di macchinari per un valore di 4 milioni di euro • lo stabilimento jesino produrrà cilindri di grosse dimensione per escavatori di enormi dimensioni e quindi per Jesi si tratta di un importante completamento della gamma di produzione • con i volumi stimati questo nuovo progetto dovrebbe portare circa 15/20 nuovi posti di lavoro • Caterpillar fino ad oggi ha investito sullo stabilimento di Jesi circa 35 milioni di euro negli ultimi 11 anni • gli investimenti sono stati possibili, nonostante l’Italia non sia proprio in testa alle statistiche di competitività internazionale e soffra per il suo momento economico no, ma in controtendenza grazie ai risultati che la fabbrica di Jesi ha dimostrato di avere saputo raggiungere in questi anni • il management, per questo fatto, è particolarmente fiero ed ha ringraziato i fornitori, i collaboratori ed i dipendenti che hanno reso tutto questo possibile • oggi nello stabilimento è aumentato il livello di qualità del lavoro e ridotto dell’80% gli infortuni all’interno • sottolineatura espressa dal management per i dipendenti dello stabilimento jesino che vedono premiato il proprio impegno, ma soddisfazione anche verso tutta la comunità locale in genere. Caterpillar Jesi 2012 ha pagato stipendi e contributi per circa 10 milioni di euro e tasse, tra nazionali e locali, pari a circa 5 milioni di euro • espresso però anche un senso di crescente responsabilità nei confronti di Caterpillar America nella speranza di poter continuare a dare i risultati che è stato dimostrato di essere capaci di raggiungere • oggi si sta cercando di coinvolgere organizzazioni sindacali ed amministrazioni locali in una serie di incontri per vedere se sia possibile trovare insieme un approccio di sistema per fare sì che il futuro prossimo all’azienda jesina possa essere garantito e magari rilanciato ulteriormente • ringraziata l’amministrazione comunale di Jesi (sindaco presente alla conferenza stampa) che ha dimostrato, pur alla luce delle attuali difficoltà, di comprendere le esigenze delle aziende che investono, sia per quello che riguarda gli oneri di costruzione sia per lo snellimento burocratico. Diefferre Moie, il 25 maggio la Quintana A FEBBRAIO NUOVA CITROËN C3 5 PORTE: - TUA DA 9.490 EURO. - TUA A 99 EURO AL MESE CON MANUTENZIONE PROGRAMMATA INCLUSA. - DOPO 2 ANNI SEI LIBERO DI SOSTITUIRLA CON UNA NUOVA, TENERLA O RESTITUIRLA. TAN 3,99%, TAEG 8,39%. TI ASPETTIAMO XXXXXXXXXXXXXXXX. CRÉATIVE TECHNOLOGIE Consumo su percorso misto: Nuova Citroën C3 1.4 VTi 95 GPL/Benzina (uso a GPL, con Cerchi in lega) 8,2 l/100 Km – (uso Benzina, con Cerchi in lega) 5,9 l/100 Km. Emissioni di CO2 su percorso misto: Nuova Citroën C3 1.4 VTi 95 GPL Airdream (uso Benzina, con Cerchi in lega) 136 g/Km – (uso GPL, con Cerchi in lega) 129 g/Km. Offerta promozionale esclusi IPT, Kit Sicurezza + contributo PFU e bollo su dichiarazione di conformità, al netto dell’ “Incentivo Concessionarie Citroën”. 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Ormai meritatasi il giusto ruolo tra le capitali italiane della Quintana, Moie si appresta a ospitare la Seconda Tappa del Torneo, dopo il grande successo, di pubblico e di partecipazione, della Prima Tappa, che ha incantato Arezzo e il suo Equestrian Centre, a marzo. “A Moie ci saranno i migliori cavalieri d’Italia”, spiega Maria Grazia Ferrazzani, presidente dell’Associazione Giostre Medioevali di Moie, realtà che da 20 anni, affiliata alla UISP, rappresenta la passione e l’impegno per una Moie con il cuore equestre, che batte per lo sport e per le sue declinazioni sociali. “È un grande evento che è diventato, negli anni, punto di riferimento per gli appassionati e momento di ritrovo e spettacolo per chi ama lo sport, l’attività all’aria aperta, le atmosfere delle storiche rievocazioni”. 14 | attualità JESI 25 maggio 2014 | Voce della Vallesina IL PALAZZO E DINTORNI CUPRAMONTANA:cerimonia di soddisfazione alla scuola primaria Lo spauracchio del megacentro Dopo la chiusura della Sadam che ha dato il via alle tante crisi aziendali di Jesi e Vallesina, la situazione della ristrutturazione e del recupero di posti di lavoro è in alto mare. Per di più Maccaferri fa sapere che entro un anno il progetto proposto a suo tempo dovrà avere ricevuto tutte le necessarie autorizzazioni di legge, pena la decadenza definitiva di tante promesse. Del progetto generale c’è un’iniziativa – il JCube srl – che va bene, forse va oltre le iniziali prospettive. Le ultime notizie di prima mano del titolare ci dicono che una quarantina di persone sono impegnate nello sviluppare progetti di una quindicina di startup, cioè progetti di nuove imprese che potrebbero concludersi in vere e proprie nuove realtà industriali, piccole o meno piccole che siano. É un settore che merita solo applausi e incoraggiamento. Ma, per tutto il resto, c’è un forte MA. Tutto il resto, come si sa, è dato dal previsto impianto di nuove strutture commerciali, tra cui un mega-centro che è lo spauracchio di Jesi e dei commercianti jesini, a cominciare dai piccoli commercianti per finire agli stessi conduttori dei supermercati già sovrabbondanti nella nostra città. Ci si dice da tempo che la normativa – stando al punto in cui siamo giunti – non permette di bloccare il progetto. Del quale l’ideatore, il proponente e il proprietario sig. Maccaferri è del tutto orgoglioso perché costituirà addirittura volano per tante altre iniziative. Insomma non solo la proposta – tanto discussa e avversata da tanti – è positiva di per sé per i tanti nuovi posti di lavoro, ma è tale da creare un invidiabile indotto. È veramente arduo il prevederlo solo pensando che l’attuale crisi non potrà certo incrementare le vendite. E se il cavallo non beve, è inutile attrezzare tanti altri abbeveratoi, essendocene già di troppi. Nuovi abbeveratoi che vuol dire, sì, avere nuovi posti-lavoro da una parte, ma perderne altrettanti e ancora di più dall’altra. Soprattutto si rischia di sacrificare quelle nicchie commerciali che ancora hanno resistito alla violenza del grande commercio. E magari anche alla violenza del commercio operante nei giorni festivi. Ma come è possibile che possa reggere una bottega a conduzione familiare di fronte a tanta spietata concorrenza del mega-commercio? O quali sacrifici chiediamo ad una famiglia conduttrice di un negozietto? Maccaferri risponde che non c’è da temere del proprio progetto, ma eventualmente c’è da temere lo sbarco di altri maxi-strutture in provincia e magari non lontano da Jesi. Maccaferri previene questo rischio e va ad occupare luoghi che comunque occuperanno altri. Ma al punto in cui siamo non c’è da meravigliarsi che ci capiti di rischiare l’uno e l’altro. Jesi da terra imprenditoriale a terra passa-mano delle cose prodotte da altri. Insomma: si dovrebbe combattere fino in fondo perché il super-super-mercato sia sostituito da una struttura produttiva. v.m. “IL PRIMO PODESTÀ” PRESENTATO ALLA SCUOLA G. LEOPARDI La ricerca storica raccontati agli studenti Lo scorso 12 aprile, noi studenti delle classi terze della Scuola Secondaria di primo grado “G. Leopardi” di Jesi abbiamo incontrato Marco Torcoletti, autore del libro “Il primo podestà”, accurata ricerca storica sul fascismo a Jesi. Lo scrittore afferma che la decisione di pubblicare Il primo Podestà nasce dal desiderio di condividere i frutti di una ricerca tesa a ricostruire alcuni preziosi frammenti del nostro passato. Questo libro infatti cerca di rispondere alla domanda che molti storici si pongono di come sia riuscito il fascismo ad ottenere tanti consensi, non solo tra gli estremisti, ma anche tra persone di indole più moderata. L’autore ha indagato sulle vicende storiche riguardanti “Il primo Podestà” Arturo Montagna, suo bisnonno. La ricerca di Torcoletti è iniziata circa dieci anni fa, con interviste e indagini ne- gli archivi degli iscritti al partito fascista e nelle soffitte dei discendenti del Podestà. Tra le scoperte più interessanti, vi è un elenco di nomi di persone che hanno aderito al partito fascista, che non è stato pubblicato per motivi di privacy. Questo libro ci ha fatto riflettere, permettendoci di recuperare ricordi che per anni sono rimasti nell’ombra delle soffitte e delle cantine delle nostre case. L’autore, per capire a fondo la Storia, ci ha invitati a spogliarci dei nostri pregiudizi e a calarci nella mentalità del periodo fascista. Per noi ragazzi è stata un’esperienza formativa che ci ha permesso di avvinarci alla ricerca storica, che interessa il nostro territorio, e di affinare il nostro spirito critico. Le classi terze (Gabriele Torcoletti, Sara Fabian, Caterina Calvi, Giada Cingolani) Ringrazio gli studenti delle classi terze della scuola Leopardi e i loro insegnanti, in particolare la prof.ssa Patrizia Paciarotti, per il gentile invito che mi hanno fatto e desidero esprimere i miei più vivi complimenti per il livello di preparazione che i ragazzi hanno dimostrato, anche di fronte ad un argomento così complesso, segno evidente di come la nostra scuola sia capace di dare, per il tramite di un buon metodo didattico, i giusti stimoli e le migliori chiavi per leggere e comprendere anche la storia. Marco Torcoletti Taglio del nastro per i nuovi mobili Sabato 5 aprile le classi 2 A e 2 B della scuola primaria di Cupramontana hanno invitato le famiglie a una piccola festa di ringraziamento per inaugurare i nuovi mobili montati nelle classi nei giorni scorsi. Si tratta di quattro armadietti a caselle, in cui ogni alunno può lasciare il proprio materiale scolastico, che non serve portare a casa ogni giorno. Una cosa banale di cui a prima vista non varrebbe la pena parlarne. E invece tanto banale non è più se le insegnanti dicono di aspettare un’attrezzatura del genere da anni. E meno banale si rivela scoprendo come quei mobili sono arrivati nelle classi. Agli alunni è sembrata sicuramente una magia perché da un giorno all’altro li hanno visti comparire davanti ai loro occhi, ma sapevano anche che quella magia è il frutto del lavoro e dell’impegno dei loro genitori. Dall’occhio attento delle mamme che si sono accorte dell’eccessivo peso degli zainetti, è nata l’idea di lasciare a scuola quello che non serviva per i compiti; il problema era dove lasciare il materiale e le insegnanti hanno espresso il desiderio di questi mobili così strutturati. Il problema vero era, come sempre, trovare i fondi per acquistarli ed anche qui il cervello di alcuni genitori ha cominciato a girare fino a trovare l’idea giusta: vendere dei calendari con foto caratteristiche del paese e alcune delle classi coinvolte. Fondamentale si è rivelata la collaborazione col circolo fotografico cuprense “Carpe Diem”, composto da ottimi fotografi per passione, che hanno donato alcune loro foto di Cupramontana per la realizzazione del calendario. E il gioco è fatto. La vendita dei calendari è andata benissimo perché tutte le famiglie si sono prodigate per venderli a parenti, vicini di casa e conoscenti, tanto che alcuni sono andati anche a chi non risiede più nel nostro paese ma che lo ricorda con piacere. E dei 300 calendari stampati ne sono avanzati soltanto 8, permettendo di coprire tutte le spese di stampa e di acquistare i mobili tanto desiderati. Tra l’altro anche per l’acquisto è stato fondamentale l’impegno di un genitore che ha trovato l’azienda giusta, con il prodotto giusto (rigorosamente a norma) e non per ultimo, al prezzo giusto. Viene da chiedersi: “É mai possibile che nella scuola pubblica se si presenta un’esigenza del genere debbano essere le famiglie a provvedere?” Sembra proprio di sì, e non è questo l’unico caso. Certo è che senza un’idea rivelatasi efficace e l’impegno di tutti non si sarebbe potuto realizzare niente. Per questo alunni e insegnanti hanno voluto ringraziare di cuore le famiglie per il lavoro fatto, e lo hanno fatto con la loro spontaneità, esprimendo uno per uno il loro “grazie perché...”, inscenando un’intervista alle rappresentanti di classe per sapere nei minimi dettagli come si è realizzata l’impresa, recitando una simpaticissima filastrocca rap che raccontava l’evento e sicuramente riempiendo i cuori dei loro genitori che li hanno visti così partecipi e sinceramente grati. Come ogni festa che si rispetti anche questa si è conclusa con un ricchissimo rinfresco preparato, ovviamente, dalle volenterose mani dei genitori. Milena Marchetti Ringraziamento La famiglia Bini, commossa, desidera esprimere la propria gratitudine al Vescovo don Gerardo e al parroco don Giovanni Rossi, per la vicinanza vissuta in occasione della malattia e delle esequie del caro Primo Luigi; desidera porgere anche un ringraziamento al sindaco Massimo Bacci per il ricordo ed il pensiero pubblicamente espressi. Ringrazia infine, a una a una, le tante persone che in modi diversi hanno mostrato la loro vicinanza; tanto affetto e tanta solidarietà resteranno sempre nel suo cuore. Nell’immagine il ritratto di Bini che Giuseppe Luconi pubblicò nel suo libro regalato agli abbonati di Voce. Accanto aveva scritto: “specialista in malattie dei bambini, per anni primario del re- parto di pediatria dell’ospedale di Jesi, direttore del consultorio La Famiglia, presidente del Circolo Cattolico “Contardo Ferrini”. CALCIO SERIE D: S trappini, Tafani e mister Bacci Conferme per la nuova Jesina Comincia a prendere forma la Jesina del prossimo campionato. La società bianco-rossa ha già messo in archivio molte riconferme, come quelle di capitan Marco Strappini, del difensore Federico Tafani e del mister Francesco Bacci. Si tratta di punti fermi da cui bisognerà partire in vista di un torneo, il prossimo, che a detta di tutti si annuncia livellato verso l’alto. La società ha nel frattempo provveduto ad approvare il bilancio, ad iscrivere la squadra al campionato di serie D ed a confermare il suo consiglio di amministrazione. Dell’area tecnica fanno parte Diego Carzedda (direttore sportivo), Sandro Esposito (direttore generale), Sandro Cossu (responsabile settore giovanile) e Francesco Bacci (allenatore prima squadra). Inoltre nella prossima stagione tornerà la campagna abbonamenti. L’obiettivo della società è «valorizzare le risorse umane del territorio e del settore giovanile». ViCe sport_tempo libero | 15 Voce della Vallesina | 25 maggio 2014 ASSOCIAZIONE PESCATORI DI MOIE: UN CORSO PER I BAMBINI VOLLEY PIANELLO VALLESINA ANDATA AI PLAY OFF È l’uomo del silenzio e dell’ascolto Immobili sul sentiero d’erba davanti al laghetto, pronti a cogliere un movimento, un sussurro che strappa il silenzio e illumina lo sguardo. Non è facile vincere la sfida. Poi un grido di gioia. L’istruttore le aiuta a sollevare la trota appena pescata che salta e si dimena. Come le due piccole pescatrici incredule. Poi silenzio. Si torna al proprio posto. Circa quindici ragazzi di età compresa fra gli otto e i sedici anni, coadiuvati da giovani tutor sono stati i protagonisti del Corso di pesca Trota in laghetto, l’iniziativa promossa per il terzo anno consecutivo dall’Associazione Sportiva Dilettantistica Pescatori Moie, con il patrocinio del Comune di Maiolati Spontini. Obiettivo: avvicinare i giovanissimi alla pratica VINCENT VAN GOGH, LA PÊCHE AU PRINTEMPS, PONT DE CLICHY (PESCATORE E BARCHE PRESSO IL PONT DE CLICHY) alieutica secondo un programma educativo-promozionale. Tre incontri, iniziati il 18 aprile con una lezione teorica al centro comunale 6001 e due successive lezioni pratiche di pesca, il 26 aprile e il 10 maggio, presso il lago La Fornace, tenuti dall’istruttore Serafino Pirro, campione sociale e provinciale Enalpesca trota lago e torrente 2013. Merenda gratuita e premiazione per tutti gli iscritti durante la giornata conclusiva. «Hanno partecipato al corso bambini e ragazzi di Moie, Jesi, Montecarotto, Castelplanio e questa esperienza ha avuto per tutti un valore educativo e socializzante. –spiega Pirro – Il nostro intento è quello di farli divertire, offrire una sana occupazione del tempo libero a contatto con la natura, favorire il rispetto dell’ambiente e la conoscenza delle regole di questo sport. E anche far conoscere questa bella struttura comunale, gestita dalla nostra società. È un’esperienza che aiuta la crescita fisica e psicologica, incoraggia l’amicizia e lo sviluppo del senso sociale, importanti nello sport come in ogni altro contesto. A tutti i partecipanti l’organizzazione ha offerto cappellini, magliette, materiale didattico riguardante le tecniche della pesca, la conoscenza delle principali tipologie animali che popolano il nostro laghetto e le principali nozioni di educazione ambientale» Si svolgerà probabilmente sabato 24 maggio una gara di pesca a tecnica libera della durata di circa tre ore, slittata a causa del maltempo, a conclusione di questa terza edizione di pesca rivolta ai ragazzi. L’Associazione Sportiva Dilettantistica: una storia lunga trent’anni Il presidente Giuseppe Ubertini racconta È iniziata il 25 febbraio 1983 la storia dell’Associazione Pescatori di Moie, in questo angolo collinare, quando l’amministrazione comunale acquistò allora, con un Il bello è esserci preciso progetto integrativo urbanistico, la vecchia struttura della fornace e parte del terreno adiacente al lago. Sono iniziati i lavori di bonifica del lago e di ampliamento, circa 5000 mq. Ci siamo messi subito all’opera per rendere la struttura fruibile alla pesca sportivo-ricreativa. Eravamo e siamo ancora oggi tutti volontari, appassionati di pesca e desiderosi di trasformare questo luogo in un punto d’incontro per tanti, in un’oasi di quiete e di serenità. Ricordo i primi periodi di lavoro: dopo cinque anni ancora non si vedeva niente. Ma non ci siamo mai scoraggiati. Dalla soddisfazione di praticare un hobby è diventato un impegno grande. Abbiamo costruito i casotti e le baracche, piantumato alberi e sistemato il lago, che inizialmente era profondo nove metri, mentre ora cinque metri e mezzo. E poi c’è la manutenzione: il taglio dell’erba, la strada, la tettoia e altro ancora. Non ci siamo mai fermati da trenta anni ad oggi. Il Comune ci sostiene fornendoci i materiali e noi mettiamo il nostro tempo, le nostre capacità e tanta passione. Il lago è stato ufficialmente inaugurato nel maggio del 1987 e da allora sono tantissime le iniziative che abbiamo organizzato. Oggi la nostra associazione, affiliata Assolaghi (Federazione Nazionale Centri di Pesca Sportiva) conta 180 soci, di cui l’80% residente in Vallesina, circa il 15% proveniente dalla valle del Misa e il 5% da fuori regione, soprattutto dal Lazio. La struttura è aperta per chiunque volesse pescare (con tessera associativa) il sabato, la domenica e nei giorni festivi infrasettimanali, da settembre a fine maggio. Si possono pescare trote iridee (da 200 gr a esemplari di 3-4 kg), trote fario e occasionalmente ibridi di fario-salmerino. Sono presenti anche carpe, amur, tinche e gamberetti. È possibile organizzare gare sociali e aziendali, anche in notturna e iniziative promosse per gruppi di ragazzi alle prime esperienze. Pescatori fin dall’inizio Praticata dall’uomo fin dal Paleolitico, la pesca è stata esercitata contemporaneamente allo sviluppo delle prime civiltà. Attratto da ciò che si nasconde nelle profondità, l’uomo ha sempre desiderato, fin dall’inizio, esercitare la pesca, scoprire nuove tecniche, cercarne i significati metaforici e religiosi. E il pescatore resta simbolo di saggezza, lealtà, generosità. È l’uomo del silenzio e dell’ascolto, della mitezza e della solidità. E l’arte, dal mosaico, alla pittura, alla musica, ci consegna i suoi tanti volti che attraversano la storia e riempiono di nostalgia coloro che lo hanno conosciuto o che hanno sentito parlare di lui. Tiziana Tobaldi Nella foto: da sinistra il presidente Giuseppe Ubertini, il vice presidente Gilberto Branchesi e l’istruttore Serafino Pirro. Hanno vinto l’ultima sfida del campionato guadagnandosi un bel secondo posto in classifica. Undici vittorie su sedici partite. Ed ora la Volley Pianello Vallesina accede ai Play Off per la promozione in prima divisione. Gioia semplice e schietta a fine partita: il tempo di una doccia e poi a mangiare una pizza tutti insieme. Lo sport è amicizia, impegno e festa. La palla e la rete sono dei simboli, in primo piano ci sono le persone. Tredici atlete guidate dall’allenatore Gabrio Amico: Martina Ambrosi e Marianna Pigliapoco opposti, Elisa Rosetti centrale e capitano della squadra, Cinzia Rossetti, Irene Angelelli, Silvia Sbarbati, Irene Ricci e Gloria Brugiatelli schiacciatrici, Rachele D’Antuono palleggiatrice; Pamela Sgubbi libero, Federica Rango palleggiatrice, Alessia Fabbretti e Giulia Aquilanti centrali. «Un bel gruppo. Età media ventuno anni, cinque di loro arrivate quest’anno da altre squadre. -racconta l’allenatore Gabrio Amico- Il campionato è iniziato nel peggiore dei modi, con due sconfitte consecutive, ma non ci siamo persi d’animo. Abbiamo intensificato gli allenamenti e aggiustato tecnica e tattica di gioco. Sono sempre stato fiducioso delle potenzialità delle ragazze. E infatti le cose hanno iniziato ad andare meglio. Ogni partita una lotta: all’inizio per salvarci e rimanere in seconda divisione senza retrocedere. Poi la squadra, con il passare del tempo, è cresciuta e si è cementificata. Bastava uno sguardo per capirsi al volo e i risultati positivi sono arrivati. Ma il campiona- to non è ancora finito, ora inizia la parte più difficile. Intanto ringrazio tutte le ragazze per l’impegno dimostrato negli allenamenti: sempre tutte presenti e concentrate! Con loro c’è un buonissimo rapporto, come con la società, rappresentata dal presidente Mario Cardinali, dai dirigenti Simone Capitani e Federico Barboni, con Francesco Federici fisioterapista della squadra. Un grazie a genitori, amici, simpatizzanti e fidanzati delle ragazze, che in questo campionato ci hanno seguito sia nelle partite in casa che in quelle fuori, sostenendoci con la loro presenza e creando un clima familiare anche in trasferta. Un grazie anche a mia moglie Valentina: è stata sempre presente alle gare e tra i turni di lavoro e le partite abbiamo avuto poco tempo per stare insieme! Ho 37 anni e sono sposato quasi da due, dopo aver giocato per anni a pallavolo sono rimasto nel volley come allenatore. Ho iniziato la mia esperienza da tecnico cinque anni fa a Cingoli, dove vivevo.» Un gioco di squadra: la passione come unico ago della bussola. Il bello del volley è essere lì, allenarsi all’emozione di ogni momento, ostinandosi a imparare molto e molto di più. Muoversi dentro uno scenario di lealtà sportiva e socialità. Tenere sempre aperta la porta dell’entusiasmo e della fiducia. Dinamiche positive di vita, oltre che di gioco, che meriterebbero qualche riga in più sulle pagine dei giornali: sarebbe un salutare allenamento di civiltà per sanare ogni forma di deterioramento dello sport e dei suoi valori. Tiziana Tobaldi Una scampagnata in famiglia Il corso di pasta fresca fatta a mano è una proposta del Country House Piagge del Sole di Montecarotto. Lunedì 2 giugno dalle 10 alle 13 saranno presentati i segreti per realizzare un’ottima sfoglia e fare tagliatelle, pappardelle, farfalline, garganelli, quadrucci e maltagliati con il solo utilizzo di tavola e lasagnolo (mattarello), esattamente come una volta. Per i più piccoli possibilità di giocare in giardino, usufruendo anche della piscina. Quota di partecipazione € 34. Per partecipare è necessario prenotare telefonando al numero 338/3518037 oppure inviando un’email all’indirizzo [email protected] 16 | attualità 25 maggio 2014 | Voce della Vallesina DE’ “RONCAGLIA B”: RIEVOCAZIONE “STORICA” DELLA EX SCUOLA ORATORIO: My talent for you QUELLI Prima di fare lezione accendevamo la stufa My talent for you (il mio talento per te) è stato il titolo dello spettacolo che l’oratorio di Castelplanio ha organizzato il 24 aprile e rappresentato presso la sala polivalente del comune di Castelplanio. In luce, come si capisce dal titolo, è stato messo il talento, inteso come dono che ci viene dato e che di conseguenza dobbiamo donare agli altri (“Ho un dono, ve lo dono”, come ha detto suor Cristina al programma musicale “The Voice”). Un’ora e mezza di spettacolo in cui si sono susseguite diverse forme di talento. L’arte con la proiezione di due video di Jonathan Soverchia: il primo “Poco prima del caffè” avente come tema il tempo ed il secondo un video racconto del centro sociale “Il Castello” di Castelplanio. La musica, con la chitarra di Elia, il violino di Angelo ed il flauto di Matteo. La poesia con la lettura dei versi di Angelo Sebastiano. A chiudere lo spettacolo di magia del Mago Melò. Ospiti della serata i ragazzi dell’oratorio di Polverigi, che hanno portato in scena uno spettacolo teatrale sugli anziani e cantato canzoni. Una serata all’insegna del talento, a volte tenuto taciuto o poco sfruttato, ma in questa serata messo in mostra e donato agli altri. 25 APRILE: Giorno della Liberazione Castelplanio ricorda il giorno della Liberazione con il saluto del vicesindaco, Emore Costantini, ad Amantino Buratti “testimone combattente e a quei ragazzi che hanno vissuto in prima persona la guerra e i suoi orrori”. Il discorso del vice-sindaco è avvenuto dopo la celebrazione dell’Eucarestia e, seppur avendo come fil rouge il ricordo, la memoria degli eventi passati, non ha potuto fare a meno di guardare al futuro, chiedendo ai presenti di credere nei giovani. “Dobbiamo reagire, dobbiamo innescare un moto di solidarietà, di sussidiarietà, di sostegno.” Continua: “Dobbiamo imparare a fare Sistema fra generazioni, fra amministrazioni, fra forze produttive e fra organizzazioni per uscire da questo stallo, per ridare un futuro ai nostri giovani. Il superamento della crisi è strettamente legato alla fiducia che i nostri ragazzi possono avere per il futuro.” Immancabile il ricordo a Luciano Pittori, sindaco di Castelplanio passato al cielo qualche mese fa. 27 APRILE: consegna del palio di San Floriano Una invasione di figuranti, tamburi, sbandieratori, arcieri e armati nel centro storico di Castelplanio per la riconsegna del palio di San Floriano. Il corteo in costume medievale si è mosso dalla sede della locale proloco per passare davanti al comune per il prelievo del palio. In piazza della libertà si sono esibiti gli armati, gli sbandieratori e i tamburi, poi tutti a messa dove il parroco don Mariano ha parlato della ricerca delle radici e della identità in queste manifestazioni storiche ma anche di Jesi e del suo contado e delle ingiustizie che quest’ultimo a volte ha dovuto subire. Infine davanti al Municipio per l’esibizione dei gruppi danzanti. Chiara Cascio, presidente dell’ente Palio San Floriano, ha parlato del legame culturale fra Jesi e i suoi castelli e in particolare Castelplanio dove la badia di San Benedetto de’ Frondigliosi è stata la residenza estiva dei vescovi di Jesi. Il vice sindaco di Castelplanio Emore Costantini ha ricordato il sindaco Luciano Pittori e il suo entusiasmo per la vincita del palio un anno fa (custodito gelosamente nell’ufficio del Sindaco insieme al confalone. n.d.r.). Dopo la riconsegna del palio di San Floriano al Podestà, tutti in vineria, nei sotterranei del palazzo Fossa Mancini, sede del Municipio, per un buffet offerto dalla pro loco. A cura di Simone Sebastiano Quando ci si incontra, parlando degli eventi del passato, capita spesso di rievocare anche i tempi trascorsi sui banchi di scuola; dalle esperienze universitarie, a quelle riguardanti le scuole superiori, le scuole medie e le elementari. Partendo proprio da queste, si è pensato di organizzare una grande “rimpatriata” per un ricordo che può definirsi “storico” di coloro che hanno frequentato la “scuola di campagna Roncaglia B”. Impegno gravoso per gli organizzatori: Fattori, Fascioli, Gagliardini, Mercuri, Rocchetti, ma che col senno del poi è risultato grandioso, perché ha consentito di riunire presso il ristorante Ru- l’inchiostro posto al centro del banco, che a volte si sticanella sabato 12 aprile 2014 oltre cento “ex scolari” “spuntavano”, causando clamorose macchie sul foglio, che hanno frequentato la Scuola più di mezzo seco- asciugate mediante una carta assorbente che era silo fa. Dal meno giovane: Primo che ha frequentato la tuata alla prima pagina di ogni quaderno. Nel 1961/62 prima elementare nel 1943/44, a Stefano, iscritto in venne incaricata per l’anno scolastico in corso, una prima elementare nel 1970/71, nell’ultimo anno di at- signora che risiedeva nei pressi della scuola, per accendere le due stufe dell’edificio scolastico, affinché gli scolari , al loro arrivo, trovassero un ambiente leggermente riscaldato. Questo fu il preludio della “bidella” anche nella scuola di campagna. Il 1961 fu anche il primo centenario dell’Unità d’Italia, che noi festeggiammo intensamente addobbando l’aula con bandiere e coccarde tricolori e cantando l’“Inno di Mameli” e “La leggenda di Piave” coordinati dalla nostra maestra. É necessario poi specificare che allora non esistevano le classi, ma le due maestre di Roncaglia B, insegnavano nelle “pluriclassi”, rispettivamente prima e seconda una maestra e terza, quarta e quinta l’altra insegnante. tività della Scuola. Il tutto si è svolto in un clima di A scuola si andava e tornava a piedi, quasi mai accomfesta, di nostalgici ricordi del tempo trascorso e con pagnati dai genitori, ma “sorvegliati” dai bambini più la consegna agli ex scolari di un attestato di partecipa- grandi. Gli alunni che abitavano più vicino alla scuola zione. Ho affermato in precedenza “scuola di campa- dovevano percorrere qualche centinaio di metri, invece gna”, perché il sottoscritto avendo iniziato nel 1959/60, per i meno fortunati che risiedevano più lontano, la diha vissuto in prima persona cosa si intendeva con stanza era di tre chilometri e oltre. Certamente quanto quell’appellativo. Durante l’inverno, le “lezioni” inizia- descritto appartiene ad un’epoca che sembra lontana vano il mattino con l’accensione della stufa a legna in anni luce e che agli attuali bambini sembrerà incomterracotta. prensibile, ma vi assicuro che all’epoca non si sentivano Gli scolari più grandi si recavano a prelevare la le- quei disagi ai quali eravamo sottoposti, ma tutto si svolgna nel sottoscala, seguiti dai bambini più piccoli che geva con naturalezza, con uno spiccato senso di solidaprendevano i pezzi minuscoli, mediante i quali veniva rietà e di serenità interiore, che non sempre troviamo avviato il fuoco. Una volta accesa, la stufa era costan- negli attuali giovani. All’inizio degli anni sessanta, la temente rifornita da un alunno, che poteva essere il scuola dell’obbligo terminava con la quinta elementare, capoclasse o qualche altro incaricato dell’arduo com- ma molti ex scolari di Roncaglia B hanno continuato pito. Periodicamente veniva poi “fatto” l’inchiostro frequentando le scuole medie, le scuole superiori, con utilizzando quella polverina nera, sciolta in acqua, la alcuni ci siamo trovati addirittura all’università, o nei quale non veniva presa dai rubinetti, che non esisteva- vari livelli istituzionali. Concludendo, l’iniziativa può no, ma bensì dal pozzo esterno, munito di una ruota ritenersi senza dubbio lodevole e pertanto si esprime manuale, mediante la quale si poteva attingere acqua. un ulteriore ringraziamento agli organizzatori e ai parFatto l’inchiostro, venivano riempiti i calamai posti al tecipanti. In merito alle foto “dell’evento” rivolgersi a centro di ciascun banco, perché per scrivere non si FOTO-BINCI, presso il centro commerciale Gallodoro. utilizzavano le penne biro, che seppur esistenti, erano Piero Lombardi assolutamente vietate; venivano usati dei pennini, con Foto Maurizi BASKET LEGA GOLD L’UNDER 15 QUALIFICATA ALL’INTERZONA La Fileni Bpa e Migliori ancora insieme Nella Fileni Bpa della prossima stagione ci sarà ancora Franco Migliori. La società arancio-blu ed il giocare argentino hanno raggiunto un accordo annuale. Tornato a Jesi nel mese di dicembre, Migliori è risultato una pedina fondamentale della rosa. “Siamo molto contenti di aver riconfermato Migliori – ha affermato l’amministratore unico, Altero Lardinelli – Quest anno nonostante sia arrivato a stagione in corso, è stato decisivo nelle nostre vittorie. Per il futuro allenatore sarà un elemento determinante perché lui può ricoprire due ruoli ed è un giocatore prezioso”. Soddisfatto anche l’argentino. “Sono veramente contento di rimanere con l’Aurora Basket per un altro anno: è ciò che volevo – ha detto – Per me Jesi è una seconda casa, dove conosco tutti. In un periodo personale molto particolare avevo bisogno di stare bene e non potevo chiedere di meglio: non vedo l’ora di cominciare ad agosto la mia quarta stagione nelle Marche”. L’Aurora Basket ha lanciato nei giorni scorsi una nuova iniziativa rivolta ai propri tifosi, che saranno i testimonial della prossima stagione. Per partecipare basterà inviare entro il 31 maggio all’indirizzo mail [email protected] una foto con indosso qualcosa di arancio-blu oppure il cartello “Diventa testimonial”. Tutte le foto formeranno un collage per la nuova iniziativa, che sarà lanciata a breve. Inoltre la più originale sarà pubblicata su Basket Notizie. Grande impresa dell’under 15 arancio-blu, che giovedì 15 maggio sul neutro di Bologna aveva battuto i pari età della Ginnastica Torino per 51 a 42 nello spareggio interregionale. Grazie a questa vittoria i giovani jesini si sono qualificati all’Interzona di giugno sempre a Bologna (1, 2 e 3) con Bergamo, Mens Sana Siena e Virtus Eurobasket Roma. Giuseppe Papadia jesi | 17 Voce della Vallesina | 25 maggio 2014 LE MURA E L’ABBAZIA DI SANTA MARIA DEL PIANO NEGLI STUDI DI ALESSANDRO BIAGIONI Una storia che affascina sempre Crescono, a Jesi, le iniziative culturali volte a far conoscere ai cittadini, dal vero e non solo attraverso pubblicazioni e documentari, l’eccezionale patrimonio storico e architettonico della città. Nel pomeriggio di domenica 18 maggio, una settantina di persone, suddivise in tre gruppi distribuiti nell’arco di quattro ore, hanno potuto visitare i sotterranei dell’antica abbazia di Santa Maria del Piano. La chiesa, più volte restaurata nel corso dei secoli, contiene una cripta scoperta e riportata alla luce dal popolare parroco don Ezio Balestra. Si tratta di un luogo di grande interesse e suggestione, in cui si conservano tracce di un affresco del XII secolo. Per facilitare la partecipazione alla visita guidata, Archeoclub ha garantito il trasporto alla chiesa e il ritorno individuando in Porta Valle il punto di incontro. Cicerone - molto apprezzato dai visitatori per la Chi è Alessandro Biagioni? competenza, il rigore, la simpatia e le in- Sono nato e vivo a Jesi. Dopo la laurea, nel nate doti comunicative - il dr. Alessandro 2004, in Storia e Conservazione dei Beni Biagioni, vicepresidente Archeoclub d’Ita- Culturali (indirizzo storico-archeologico), lia sezione di Jesi. Appena un mese prima, conseguita presso l’Università degli Studi di il giovane archeologo aveva illustrato con Macerata, ho iniziato subito a lavorare come uguale successo, nella chiesa di San Nicolò, collaboratore di alcune cooperative - locali e i risultati di una sua interessante ricostru- non - per la realizzazione di scavi archeolozione dell’evoluzione storico-architettoni- gici sia d’emergenza che di ricerca. Nel 2006 ca delle mura di Jesi, a partire dai Romani ho pubblicato un articolo sulla chiesa di S. fino ad arrivare a Baccio Pontelli. L’evento Maria del Piano nella rivista specialistica era stato curato dalla Fondazione Federico “Archeologia Medievale”. Nel 2007 ho vinto II Hohenstaufen. Dalla presentazione dello una borsa speciale per progetti di ricerca, studio era emersa in particolare l’importan- promossa dal Pio Sodalizio dei Piceni, per la za di conservare, con opportuni interventi realizzazione di uno studio sulle dinamiche di ristrutturazione, ciò che comunque una insediative della Media Vallesina dall’epoca comunità, in epoche diverse, va realizzan- romana fino al medioevo. Nel 2011 ho curado lungo il suo percorso evolutivo. to al pubblicazione “ArcheoAesis” promossa Entusiasti che Jesi si fregi di giovani storici dall’Archeoclub d’Italia e concernente le ree archeologi, e soprattutto di giovani stu- altà archeologiche della nostra città. Nelle diosi innamorati della sua storia, gli abbia- ultime settimane ho aperto, in collaboraziomo rivolto qualche domanda. ne con due socie, uno studio associato - AR- CHEO IN PROGRESS -, con il quale mi occupo di scavi archeologici, valorizzazione dei beni culturali e sviluppo del turismo. Socio dell’Archeoclub d’Italia - sede di Jesi dal 2003, ho collaborato a gran parte delle iniziative promosse dall’associazione. Grazie all’Archeoclub ho anche iniziato a realizzare conferenze per la sede stessa ma anche per altre associazioni del territorio. Perché una tesi di laurea sull’evoluzione architettonica delle mura di Jesi? Qui devo fare una precisazione: la mia tesi di laurea non era espressamente sulle mura, ma su tutta la città di Jesi nel passaggio dal mondo antico a quello medievale. Ovviamente, la mia ricerca aveva riguardato le mura anche se non erano state oggetto di uno studio particolare. Quando mi sono laureato, non era ancora stato fatto lo scavo di Porta Valle e quindi le informazioni erano scarse. Grazie all’Archeoclub ho conosciuto il dr. Alessandro Fossi, il quale ha realizzato una tesi sui restauri subiti dalle mura, con particolare attenzione alle epoche recenti. Dalle mie conoscenze - legate più all’aspetto archeologico romano-medievale - e quelle del dr. Fossi, specializzato nei restauri medievali, moderni e contemporanei, ne è derivata la presentazione che ho fatto nella chiesa di S. Nicolò. In ogni caso, l’interesse per il Medioevo mi è venuto nel corso degli anni universitari. Il mio indirizzo originario era quello classico - Grecia e Roma – ma, nel corso degli studi, conoscendo insegnamenti come Archeologia Medievale e Cristiana, mi sono accorto che del Medioevo si sa ancora molto poco, soprattutto a livello archeologico. Da qui il mio interesse per questa epoca. PARROCCHIA DI SANTA MARIA DEL PIANO: il Circolo “Contardo Ferrini” in visita alla chiesa Nella chiesa più antica di Jesi scendiamo in cripta “Non è facile trovare una chiesa che conservi - il moltiplicarsi delle donazioni di terre da rio, precisando che “nella parte sinistra del le tracce di ben due millenni di storia”. Così parte dei proprietari ha contribuito a costi- timpano del coperchio si trovano due pavoscrive il dr. Alvise Cherubini nel libro “Arte tuire immensi patrimoni monastici. Anche ni con al centro una croce greca su colonna medioevale nella Vallesina”, riguardo alla l’abbazia di S. Maria del Piano era potente tortile, simbolo della vita divina che i fedeli chiesa di Santa Maria del Piano, antica ab- e ricca: nei tempi “belli” trattava da pari a attingono dal Cristo risorto”. Dagli scavi è bazia benedettina, fondata nell’VIII secolo. pari con il Comune di Jesi e aveva posse- emersa la testimonianza più antica di pitSabato 12 aprile un gruppo di soci e amici dimenti dal Nevola al Musone...». Verso il tura in zona: un affresco di arte bizantina del Circolo “Contardo Ferrini” ha visita- 1400 però l’abbazia decadeva e la chiesa con raffigurante una “faccia d’angelo” (sec. XII). to questa chiesa con la guida dell’assisten- il monastero e i terreni passavano al Vesco- Inoltre sono stati scoperti capitelli di epoca te don Vittorio Magnanelli, appassionato vo. Nel 1591 divenne parrocchia. L’interno medioevale, mura romane e alcune tombe critico d’arte. «Chi passa per via Marconi della chiesa ha subito nei secoli numerose romane “a capanna”. È probabile che la chie– osserva don Vittorio - trova ad un certo modifiche: “Nel 1728 – annota don Urieli in sa sia stata costruita sopra un tempio romapunto una traversa con il segnale turistico “Jesi e il suo Contado”- veniva manomessa la no dedicato alla dea Venere. Nella nicchia, a recante la scritta “Abbazia di Santa Maria struttura romanico-gotica di S. Maria del sinistra di chi entra nella chiesa, si trova un del Piano, anteriore al sec. X”. Ma qualora Piano... avviando l’antica chiesa all’anonima “Cristo flagellato” dipinto “su un moncone fosse ignaro delle vicende storiche di que- forma attuale. La radicale trasformazione di colonna in granito, forse residuo del temsto edificio, dovrebbe stropicciarsi gli oc- di questa chiesa ha costituito una delle più pio preesistente”. Il grande altare in marmo, chi quando arriva di fronte a una facciata gravi perdite di fede, arte e storia della Val- di stile fra il barocco e il neoclassico, fatto di chiesa che delle solenni antiche abba- lesina”. Si è proceduto alla riduzione da tre costruire nel 1790 da don Giuseppe Sponzie non presenta proprio niente, modesta a una sola navata, al livellamento del Pre- tini, zio paterno di Gaspare, fa da cornice a e anonima come appare ora. Anche del sbiterio, soprelevato di circa due metri; la una copia della tavola cinquecentesca della chiostro e degli edifici monastici non c’è Cripta, che era sotto il presbiterio, è stata “Madonna del latte”, dipinta dal pittore jetraccia. Don Vittorio ha poi ricordato San interrata; il soffitto della chiesa, a apriate sino Faliero Tamburi. L’originale era stato Benedetto da Norcia, il fondatore del mo- in legno, è stato coperto con l’attuale volta. rubato nel 1972. Don Vittorio ci indica il nachesimo occidentale, che nel VI secolo Don Vittorio ricorda con affetto il parroco mezzobusto del musicista Gaspare Spontini affermò per i monaci il principio della re- don Ezio Balestra che negli anni Cinquan- ricordando che Gaspare avrebbe dovuto essidenza stabile, la “stabilitas”. San Benedet- ta ha dato il via agli scavi portando alla luce sere avviato alla carriera ecclesiastica e per to, sulla base della Regola condensata nell’ archi di stile romanico e gotico e reperti im- questo fu affidato allo zio paterno, parroco “Ora et labora”, fece dei monasteri centri di portanti. Scendiamo nella cripta per ammi- di Santa Maria del Piano, perché frequenpreghiera e unità produttive autosufficien- rare il prezioso sarcofago ravennate del IX tasse da esterno il Seminario di Jesi. Ma ti, da cui nei momenti di emergenza pote- secolo, decorato con motivi vegetali a spira- proprio qui, a Santa Maria, si rivelò la sua vano partire soccorsi per la popolazione. le. “Si tratta della più antica opera di scultu- passione per la musica.... «Nell’alto Medioevo - spiega don Vittorio ra presente in diocesi” – afferma don VittoGiuseppina Radiciotti Dalla sua ricostruzione sono emersi elementi che colmano lacune precedenti, come l’individuazione della quarta rocca di Jesi di cui si era intuita l’esistenza, ma della quale non si era riusciti a trovare la giusta collocazione: ce ne parla? Alquanto problematico è il discorso sulle rocche di Jesi. Scartata l’esistenza di una rocca d’epoca romana, ipotizzabile ma non provabile al momento, una prima fortezza dovrebbe risalire al XIII-XIV secolo, collegata con il coevo restauro delle mura. Questa rocca sembra sia stata distrutta nel 1424, anche se il Mariano ipotizza una distruzione parziale. Infine arriviamo a quella di Francesco Sforza (1433-1447). Di tutti questi fortilizi oggi non conserviamo nessuna traccia. Soltanto per quella sforzesca il Mariano fa l’ipotesi di Piazza delle Monachette. Alessandro Fossi ha scoperto la foto di Costa Mezzalancia con i resti di una torre quadrangolare ed io ho fatto l’ipotesi che questa torre, probabilmente legata al circuito murario due-trecentesco, possa essere collegata alla Rocca Sforzesca. A questo punto è fondamentale intraprendere una nuova ricerca proprio per cercare di confermare o screditare queste ipotesi. Testo e foto di Paola Cocola Nelle foto, Alessandro Biagioni, il gruppo in visita a Santa Maria del Piano e il palazzo giallo, il luogo dove si ipotizza che sorgesse la rocca. notizie_brevi Mostra fotografica L’associazione culturale Bottega Fotografica di Fabriano inaugura la mostra Black Mood di Roger Nicotera curata da Andrea Pacioni. L’inaugurazione prevista per il 22 maggio alle 18 vede la presenza di Giovanni Carotti, l’entomologo della Vallesina e più volte ospite della trasmissione rai Geo&Geo, nonché membro attivo di Bottega Fotografica. Fino al luglio dalle 18 alle 23, a Fabriano presso la vineria EhNò. a.t. Adalgisa Palpacelli a Filottrano “Sfrecciarossa, il nuovo spettacolo di Lucia Fraboni, alias Adalgisa Palpacelli, è in replica sabato 24 maggio alle ore 21:00 al Cineteatro Torquis di Filottrano. Un viaggio in treno, tratta AnconaVologna (tav!), in cui un viaggiatore, interpretato da Francesco Favi non riesce a leggere tranquillamente il suo libro perché continuamente disturbato da tanti personaggi, maschili e femminili interpretati dalla camaleontica Adalgisa, da Stefano Ranucci e Alessandro Cupido. Per prevendita biglietti contattare la Proloco di Filottrano al 340/3607058. 18 | arte 25 maggio 2014 | Voce della Vallesina CUPRAMONTANA: STUDENTI DEGLI ISTITUTI SUPERIORI Vallesina, tera mia Educazione alla legalità sui beni suo progetto di riutilizzo sociale, seguita dalla visita all’area e il coinvolgimento dei ragazzi in alcune attività sull’orto biologico che circonda la struttura, in compagnia degli operatori e degli ospiti della comunità. Nell’occasione inoltre, la web tv animata nell’ambito del progetto con la partecipazione degli studenti, ha effettuato alcune interviste a diversi “protagonisti” delle attività. Obiettivo del progetto “Legalità… be connected”, cui hanno aderito 15 istituti secondari di secondo grado delle provincie di Ancona, Macerata e Fermo, è promuovere la cittadinanza attiva tra i giovani e diffondere la legalità, come colonna portante del vivere comune e della democrazia: avviato lo scorso novembre, ha visto dapprima attività di formazione in classe, curate da operatori del CSV Marche e le associazioni del territorio, poi l’attivazione di stage presso associazioni di volontariato, la creazione e l’animazione di spazi e redazioni per la comunicazione on line, nei quali gli studenti possono attivarsi per la comunicazione e diffusione della cultura della legalità, infine visite guidate presso i beni confiscati alla mafia nelle Marche a Isola del Piano (Pu) e a Cupramontana, che si stanno svolgendo in queste settimane e continueranno fino a maggio inoltrato. Sarà inoltre organizzato un concorso tra le scuole per i migliori reportage, e non mancherà un evento pubblico interprovinciale di conclusione del progetto. Quanto sei bella tera mia, Vallesina piena de colore, come te guardo se llarga ‘l core; chi parte fai padì de nostalgia. Jesi sta laggiù, ntel mezzo: pare che dorme ‘n po’ sorniona come ‘na gata nte ‘na poltrona. E’ nada li da ‘n bel pezzo. Da la finestra, quanno m’affaccio, vedo i paesetti nostri; tutti li: Maioladi, Monterobè, Castelbellì Cupra, l’antiga Massaccio. Drendo ‘sta valle c’è ‘l monno sano: le colline, i monti e ‘l San Vicino, la pianura col fiume Esino; se vede ‘l mare pogo lontano. Eppò c’è San Paolo e Staffolo, Rosora, ‘lPoggio e Castello, Montecarotto e San Marcello. Co l’occhio li vedo al volo. Le case dei vecchi contadì in mezzo ai campi sparpajade, ormai vòde e abandonade, tante parole c’avria da dì! Monsano sta lì vicina. La c’è Santa Maria Nòa; e da quela parte se tròa Mazzangrugno e la Collina. Ogn’una de lora c’ha na storia lunga: sci potesse rportà quante cose podrìa rcontà a quelli ch’ha perso la memoria. Lassù, Cingoli, la più alta, che domina come ‘na regina tutta quanta la Vallesina; e fin’al mare l’occhio salta. Tra tutte quesse ce n’é una ndocche so’ venudo al monno; c’è nadi pure babbo e nonno, e come quella ‘n ce n’è niciuna. A valle, giù ‘ntel basso, c’è Macine, Borgo Loredo e l’Angeli: e quessi li vedo tute le ‘olte che ce passo. Questa è ‘na terra benedetta, mmollada da sangue e de sudore de chi ha fadigado con amore, per dàccela più bella e più perfetta. Metti Pantiere, Moie, Pianello. E sci voi finì tuto ‘l giro, c’è Mergo, Sèra e l’Apiro. Dimme ‘n po’ sci non è bello! Io ‘ nte sta tera ce so’ nado e ancora ce posso campà. Pensanno a chi è dovudi scappà me pare da èsse fortunado. Su quel cucuzzoletto c’è Taba’: la chiesa ndocche m’ha battezzado, la strada c’ho tante olte bazzigado e quele campane che non so scorda’. E quanno sarà l’ora de gi’ via a la tera lo rdarò ‘sto core e l’anima la rdarò al Signore, profumada de ‘sta tera mia. “ In Tribunale una sfilata di moda Palazzo Honorati-Carotti, sede dell’ex tribunale di Jesi, è una cornice insolita per una sfilata di alta moda, ma allo stesso tempo perfettamente adatta per la tipologia di evento egregiamente organizzato a favore dell’Ail. Diciotto modelle e diciotto differenti abiti caratterizzati dalla bellezza e freschezza del fiore rivisitato in modo creativo. Lo stilista, Giuseppe Filloramo ha presentato la sua collezione Primavera-Estate 2014 a trecento intervenuti. Il palazzo, aperto grazie al patrocinio del Comune di Jesi, è stato ammirato dai presenti dopo la sfilata in quanto le modelle erano dislocate nelle varie sale per far osservare le creazioni che potevano essere acquistate. Il ricavato delle vendite e quindi le donazioni spontanee tutto a favore dell’Ail per aiutare la ricerca, come ha sottolineato il vice presidente Ail Pietro Leoni, presente all’evento. Tutta la giornata, e tutto l’impegno che questa ha richiesto, è stata per Katia, la mamma dello stilista, che con emozione ha detto davanti a tutti «sono emozionato e felicissimo di aver realizzato questo sogno avrei voluto che mia mamma fosse stata qui, in quanto era più il suo desiderio. Purtroppo non è così, ma ringrazio tutti quelli che lo hanno reso possibile». A fine sera- Pacifico Aldo Massaccio IL 25 MAGGIO A SAN GIOVANNI Musica Præcentio La rassegna di musica a servizio della Liturgia, Musica Præcentio, alla XXVII edizione, volge quasi al termine, prima della pausa estiva. In collaborazione con l’Associazione “Antiqua Modicia” di Monza, il Coro “Cardinal Petrucci”, diretto dal Maestro Mariella Martelli, il 25 maggio, alle 11,30, terrà un concerto presso la Parrocchia di San Giovanni Battista, presieduta da Mons. Attilio Pastori. Il repertorio è tratto dal Fondo musicale della Chiesa Collegiata “SS.ma Annunziata” di Montecarotto. Si tratta di testi in prevalenza mariani, stante il mese di Maggio IL RICAVATO DELLA VENDITA DEGLI ABITI INTERAMENTE DEVOLUTO ALL’AIL “ A scuola di legalità e cittadinanza attiva sui beni confiscati alla mafia. Succede a Cupramontana, dove nei giorni scorsi alcune classi dell’Istituto superiore d’arte di Fermo si sono recate in visita presso il podere Tufi, che fu confiscato alla criminalità organizzata negli anni ’90 ed oggi, grazie all’impegno e la collaborazione tra istituzioni pubbliche e privato sociale, ospita una fattoria sociale con orto biologico e una comunità residenziale per utenti con disagio psicologico. La visita guidata, che i ragazzi hanno vissuto con interesse e partecipazione, è stata realizzata nell’ambito del progetto “Legalità… be connected”, percorsi di educazione alla legalità e alla cittadinanza attiva dedicati ai giovani marchigiani, nelle province di Ancona, Macerata e Fermo, con il coinvolgimento delle associazioni di volontariato. Nelle settimane precedenti infatti, a compiere una visita analoga sono state altre classi, provenienti dagli istituti superiori Ipsia “Pocognoni” di Camerino, dal Liceo artistico “Cantalamessa” e dall’Istituto agrario di Macerata. Il progetto è finanziato da UPI (Unione Province d’Italia) e realizzato dalla Provincia di Ancona (ente capofila), in partenariato con Provincia di Macerata, Provincia di Fermo, CSV Marche (Centro Servizi per il Volontariato), Consorzio solidarietà, Associazione La fattoria della legalità, Cooperativa Pane e tulipani e Ufficio scolastico regionale per le Marche. La mattinata è cominciata con un’introduzione sulla storia del bene confiscato e il Questa poesia, bella e semplice, che abbraccia tutta la Vallesina e la nostra città, è di Pacifico Aldo Massaccio che, venuto dalla mezzadria, ha dedicato molto tempo alla ricerca della storia di due grandi famiglie della stessa mezzadria che da secoli hanno lavorato la nostra terra. Massaccio, in gioventù, si è molto impegnato anche nella Gioventù cattolica assumendo responsabilità, per un certo periodo, a livello nazionale. L’ultima parte della poesia esprime tutto il suo amore per quella terra che ha visto tante fatiche, ma anche tanta vita genuina e formativa della nostra mezzadria di un tempo. in corso, ad eccezione dell’ultimo, “Inno in onore di San Filippo Neri”, la cui commemorazione liturgica avviene il giorno successivo al concerto, memoria le cui radici risalgono alla gestione della Parrocchia jesina anticamente in capo alla Congregazione dei Filippini. Al Maestro Martelli si devono il riordino he tlat pcatalogazione dela Fondo : / / w w w. a m z o n . csuddetto, o.uk/ dal quale g p / bsono e s t stratti e l l e risbrani / m u sin i c programma: /229816/ un prezioso r e f = s 9 _lavoro, d n av _ilb wsuo, _ i r 0di1 _classificazioz?pf_rd_ m = A 3 P 5 R OeKarchiviazione, L5A1OLE& p fha _ ne, ricomposizione che r d _molti s = canni e n di t egrande r - 2 &impegno p f _ r de di _ richiesto r=1ZSKW41X8BNRT7SYCHFP&pf_ competenza professionale. rd_t=101&pf_rd_p=491188807&pf_ rd_i=229816 Poesia dedicata alla Madonna del Soccorso ta, presentata da Marco Zingaretti, un calice di rosè per tutti i presenti offerto da Bardi pasticceria. Le modelle si sono poi prestate a far osservare gli abiti da vicino disposte nelle differenti sale del tribunale che con l’occasione sono state ammirate dai presenti per poterli acquistare. Agnese Testadiferro Foto di Michele Ranellucci Appena mi fui desta sull’aurora di questo lieto dì, al sol che di luce il mondo indora, mi rivolsi così: “Grande signor del vasto firmamento, dimmi: sai tu qual sia il mezzo per far noto quel che sento alla cara Madre mia? Oggi è il giorno di sua festa ed io vo’ farle un dono che le piaccia assai. Dimmelo, o divo sol, dimmelo tu: qual dono le potrà piacer di più?”. E il sol, con favella di splendore, “Un sol don, mi rispose: amore”. Non contenta, chiesi ad una rosa: “O tu, dei fior regina, sai dirmi qual bella cosa piaccia alla Madre mia?”. E con favella di profumo il fiore “Un sol don, mi rispose: amore”. Non contenta ancora, al cuore domandai: “Senti, per il suo giorno, qual bella cosa piaccia alla Madre mia non sai?”. E il cuore, anch’esso mi rispose: “amore”. Ebben, poiché uniforme fu il consiglio del sol, del fior, del cuore, ecco il triplice don di tua figlia Maria: amore, amore, amore. Alleluja, alleluja Maria Cappannini speciale_elezioni | 19 Voce della Vallesina | 25 maggio 2014 SAN PAOLO DI JESI. BARCAGLIONI CERCA IL SECONDO MANDATO. RADICIONI SI PROPONE CON “IMEGNATI PER SAN PAOLO” Dall’ambiente all’abbattimento delle barriere Lista INSIEME PER CONTINUARE Sandro Barcaglioni (Candidato alla carica di Sindaco). Candidati consiglieri: Massimiliano Cesaroni. Stefania Gasparini in Ciancone. Giulia Benigni. Angela Brunori in Cimarelli. Andrea Cacciamani. Sandro Cesaroni. Daniela Cotichella in Bassetti. Federico Federici. Franco Rosini. Valentino Ruggeri. Dopo cinque anni da Sindaco di San Paolo di Jesi, Sandro Barcaglioni si ricandida e lo fa con “Insieme per continuare”, lista la cui azione amministrativa “sarà finalizzata ad una attenta interpretazione delle necessità poste dalla Comunità cittadina cercando di adoperarsi con ogni mezzo ed in particolare con trasparenza e coinvolgimento”. Il programma di Barcaglioni si suddivide in quattordici punti, uno per ogni tematica che dovrà essere affrontata nel caso di vittoria. I primi argomenti ruotano intorno all’urbanistica e alla viabilità. Il candidato propone l’installazione di pannelli fotovoltaici sopra il tetto della sede Municipale, la promozione della raccolta differenziata “porta a porta” e la riqualificazione urbana di Via Castellaro. I due argomenti successivi sono le attività sociali e ricreative. Il sindaco uscente sostiene la realizzazione di un campo da tennis e calcetto, la creazione di un fondo sociale e il proseguimento della collaborazione con la UISP. Il tema successivo è la partecipazione democratica dei cittadini; “Insieme per continuare” si impegna “ad affrontare in maniera ancora più specifica il tema della sicurezza delle persone e dei beni”. Gli ultimi interventi previsti, nel programma elettorale, riguardano l’innovazione tecnologica, l’agricoltura, il turismo, la pubblica istruzione e le attività culturali. Lista: IMPEGNATI PER SAN PAOLO Daniela Radicioni (Candidato alla carica di Sindaco). Candidati consiglieri: Fabrizio Brocchi Vet- tese. Alessandra Ceci. Pompilio Ceci. Federica Cotichella. Lucia Giatti. Romolo Marchegiani. Giuliano Piersanti. Angela Rosini. Benedetta Rosini. Alex Vescovo. Domenica 25 maggio Daniela Radicioni sfiderà il Sindaco uscente per la carica di primo cittadino di San Paolo di Jesi. Radicioni, supportata da “ImpegnaTi per San Paolo”, si fa voce di un gruppo che dichiara “l’intenzione di appianare le divergenze esistenti nel nostro piccolo ma bel paese”. La candidata ha presentato il programma elettorale suddividendo gli interventi a seconda delle fasce d’età a cui mireranno, e non per temi come più comunemente accade. La prima fascia racchiude i bambini fino a tre anni. La lista propone, per essi, la concessione di un locale in cui le madri, con i propri figli, potranno incontrarsi e passare un po’ di tempo insieme. Il secondo segmento circoscrive i ragazzi e gli adolescenti. In questo caso il candidato sostiene l’ottimizzazione degli spazi verdi, il miglioramento dei servizi scolastici, l’organizzazione di centri estivi e una serie di incontri per avvicinare i ragazzi a tematiche sociali molto importanti; quest’ultima azione possibile grazie anche alla collaborazione con alcuni enti limitrofi. L’ultima fascia d’età racchiude gli adulti, la percentuale più alta della popolazione. “ImpegnaTi per San Paolo” sostiene il completamento dell’abbattimento delle barriere architettoniche, l’incentivazione all’utilizzo delle tecnologie che permettano un notevole risparmio energetico, l’aumento degli aiuti alle famiglie in difficoltà e l’introduzione di incentivi economici a tutte le giovani coppie che decideranno di trasferirsi in città. Daniela Radicioni chiude il programma elettorale annunciando anche un rilancio del turismo e la possibilità di “intrattenere rapporti di gemellaggio come ogni altro comune italiano”. A cura di Matteo Rossini SAN MARCELLO: DUE CANDIDATI ALLA CARICA DI SINDACO, ROTOLONI CHE SI RIPRESENTA E GRAZIANO LAPI Dalla ristrutturazione di Montelatiere al turismo Lista: CONTINUITA’ E RINNOVAMENTO Lista: PARTECIPAZIONE E CAMBIAMENTO Candidato sindaco: Pietro Rotoloni. Candidati consiglieri: Lorenzo Avaltroni, Mario Ceccarelli, Emanuele Fileni, Leonello Luconi, Patrizia Pellegrini, Gessica Pesaresi, Maurizio Silvestrelli e Samuele Tassi. Il programma amministrativo presentato ai cittadini prevede al primo punto i lavori pubblici e l’urbanistica: «ampliamento della scuola materna statale e realizzazione del secondo stralcio della pista ciclabile, ristrutturazione e valorizzazione del complesso monumentale dei Padri Passionisti di Montelatiere, ristrutturazione del palazzo “Pio Santi” destinato a museo delle Telecomunicazioni; favorire l’edilizia popolare pubblica recuperando il palazzo Santi; intervento di recupero del centro storico e riqualificazione del cimitero; realizzazione di un parcheggio sotterraneo a servizio del comune e dei residenti. Per i giovani è prevista la creazione di un centro di aggregazione. Inoltre nei settori cultura e turismo: completamento della scuola media, sistemazione dell’archivio comunale, promozione delle attività teatrali, istituzione di una biblioteca comunale, attivazione di gemellaggi con altri comuni europei, inserimento del Museo dell’Olio nel circuito museale marchigiano e istituzione di uno sportello di promozione turistica. Tra l’altro, nel settore ambiente: rimboschimento delle aree attorno al convento di Montelatiere e dell’area a nord del centro storico. Per l’Acquasanta è previsto l’avvio del piano Peep con la realizzazione di una struttura sportiva polivalente, la sistemazione delle aree verdi, il potenziamento della scuola materna e dell’asilo nido già funzionanti e il potenziamento del trasporto pubblico locale e l’avvio di un collegamento sperimentale tra Jesi e la frazione. Candidato sindaco: Graziano Lapi. Candidati consiglieri: Fabiano Paradisi, Saverio Segnan, Mauro Atzori, Roberta Fiordelmondo, Samuela Belcecchi, Mauro Piccotti, Michele Fioretti, Giovanna Bigi, Grazia Friuli, Emanuela Corsetti. Alcuni argomenti tratti dal programma. «La lista vuole proporre un progetto condiviso di amministrazione che permetta di cambiare questo stato di cose che vige da quasi 30 anni. Un progetto che sia sinonimo di un’idea di politica amministrativa fondata su partecipazione, cambiamento, trasparenza, competenza, vicinanza ai cittadini. Particolare attenzione all’accesso, alla presenza, all’impegno dei giovani nell’amministrazione con nuove energie e competenze finora inespresse. Occorre restituire ai cittadini la fiducia che la politica ha una funzione di servizio. Porre il cittadino al centro vuol dire: tutelare il territorio nel quale vive attraverso politiche di salvaguardia e di valorizzazione, tutelare la famiglia migliorando i servizi e contenendone le tariffe, incentivare le associazioni con luoghi di incontro e di socialità». Dieci sono i punti del programma: il comune e l’Unione dei Comuni; il territorio, l’ambiente e l’edilizia; il centro storico; le associazioni; il turismo; le politiche giovanili e lo sport; i servizi sociali; la frazione Acquasanta; rifiuti e raccolta differenziata; sicurezza e finanziamenti. Tra i progetti la possibilità di istituire una biblioteca e una mediateca di ambito comunale o intercomunale. Un’altra idea proposta è l’istituzione del volontariato civico per raccogliere le disponibilità di tempo e di lavoro dei singoli cittadini e delle associazioni per servizi di carattere sociale o ambientale. Il turismo andrebbe incrementato con una promozione attivata nell’Unione dei Comuni. 20 | speciale_elezioni 25 maggio 2014 | Voce della Vallesina ALLE ELEZIONI AMMINISTRATIVE DEL 25 MAGGIO IN LIZZA DUE LISTE CIVICHE Castelplanio al voto per il nuovo Sindaco Lista n. 1 RINNOVATO IMPEGNO CASTELPLANIO 2020 Barbara Romualdi (Candidato alla carica di Sindaco) Candidati Consiglieri 1 Badiali Fabio. 2 Boccaccia Emanuele. 3 Bravetti Mirco. 4 Bussoletti Stefania. 5 Capriotti Mirko. 6 Grizi Paolo. 7 Marini Paolo. 8 Morici Daniele. 9 Sabatini Lucarelli Valentina. 10 Sabbatini Dino. 11 Sebastiano Alessia. 12 Urbani Tommaso. Lista n. 2 OBIETTIVI COMUNI per CASTELPLANIO Borgani Fernando detto Elio (Candidato alla carica di Sindaco) Candidati Consiglieri 1 Luca Amadio. 2 Roberta Ballarini. 3 Carla Bimbo. 4 Paolo Bussoletti. 5 Alberto Cascia detto Roberto. 6 Daniele Duca. 7 Younes El Moufarrih. 8 Natascia Marzi. 9 Dina Pierangeli. 10 Claudia Truffellini. 11 Cristiana Maria Urbani. 12 Fabrizio Venanzi. Alle elezioni amministrative del 25 maggio, Castelplanio va al voto con due liste civiche al vaglio degli elettori: “Rinnovato impegno Castelplanio 2020” (Lista n. 1) e “Obiettivi comuni per Castelplanio” (Lista n. 2). Al centro dell’attenzione la scelta del nuovo Sindaco dopo il decesso nello scorso luglio del primo cittadino Luciano Pittori, sostituito a tuttoggi dal vice Emore Costantini. Vediamo per sommi capi su quali programmi si esprimeranno i cittadini. Lista n. 1 “Rinnovato impegno Castelplanio 2020” Il candidato sindaco di Rinnovato impegno Castelplanio 2020 è Barbara Romualdi, 43 anni, dipendente di un’azienda privata. Questa lista - si legge nell’opuscolo con la quale si presenta alla popolazione - è composta da “Un gruppo fatto di esperienza e innovazione. L’esperienza di Fabio Badiali e di Dino Sabbatini, da sempre attenti ai bisogni della nostra comunità, quella di Paolo Grizi e di Barbara Romualdi come amministratori uscenti. L’innovazione di una squadra composta per lo più da giovani, che si mette a disposizione della cittadinanza. Persone capaci, con specifiche competenze e con l’entusiasmo di fare, che condividono una cultura politica di centro sinistra, con alcuni iscritti al Partito Democratico. “Puntiamo a cogliere ogni opportunità che l’Unione Europea, fino al 2020, metterà a disposizione dei Comuni, delle piccole imprese e delle associazioni. I Fondi europei sono le principali risorse sulle quali basare lo sviluppo delle piccole comunità come la nostra. Mai come ora l’Europa è considerata distante dai suoi cittadini e difficile da capire, ma l’Europa è in primo luogo un insieme di diritti e opportunità per i giovani, per le imprese e per i territori. “Siamo all’inizio di grandi cambiamenti per i piccoli comuni e per i suoi attori, che dovranno collaborare per uscire dall’isolamento della piccola dimensione e per tagliare costi non più sopportabili. Per questo avanziamo solo proposte concrete e realizzabili. Il modello di sviluppo a cui pensiamo è basato anche su un corretto uso del territorio, nell’ottica della più attenta sostenibilità ambientale, dell’efficienza e del risparmio energetico. “Ci concentreremo sul coinvolgimento dei giovani, sul sostegno all’associazionismo, sulla vicinanza alle fasce più deboli, sull’integrazione culturale e sull’ascolto di tutti i cittadini”. Lista n. 2 “Obiettivi comuni per Castelplanio” Sull’altro fronte c’è la lista “Obiettivi comuni per Castelplanio” capitanata dal candidato sindaco Fernando Borgani detto Elio, 61 anni, dirigente d’azienda, che presenta così la sua squadra: “Siamo cittadini come voi che ci leggete. Stanchi del declino e dell’impotenza compatita e mai realmente contrastata. Non dipendiamo dai partiti e siamo lontani dalla politica dei circoli chiusi. “Noi apparteniamo alla città, alle sue aspirazioni, al suo progetto di riscatto. Siamo del tutto estranei a quella politica che ci ha ridotto così. Siamo progressisti e non ci piace conservare la politica di sempre; quella delle promesse mai verificate. Vogliamo un’Amministrazione professionale, preparata e pratica; come dovrebbero essere tutte quelle che si occupano della cosa pubblica. “Vogliamo una gestione che non si rassegni alla subalternità e all’indifferenza, che non risponda al momento difficile delle famiglie e delle imprese con aumenti massimi delle tasse e delle imposte e con i servizi degradati. “Siamo per la parità con gli altri comuni e non ci sentiamo per niente figli di un Dio minore. Siamo per un rilancio della città attraverso progetti tanto ambiziosi quanto praticabili e già realizzati dalle migliori realtà. “Vogliamo alleviare i problemi del lavoro, risolvere i problemi delle incompiute, delle strade sudice e disastrate, dei siti abbandonati, di una spesa insostenibile e crescente mai comparata con gli standard migliori. Non ci piacciono gli apparati e le sovrastrutture. “Vogliamo affrontare i problemi troppo a lungo contemplati e niente affatto affrontati. Siamo quelli che vogliono una comunità consapevole delle difficoltà ma anche fiduciosa delle grandi risorse che abbiamo per superare il momento. “Siamo terrorizzati da un impegno rinnovato per rifare quello che si è fatto fino ad oggi”. L’auspicio di un confronto leale e costruttivo Piacerebbe a tutti i cittadini che la campagna elettorale sia mantenuta nei limiti del rispetto reciproco e del confronto leale e costruttivo basato sui programmi. L’ultima affermazione del gruppo Borgani non sembra andare in questa direzione con quel “Siamo terrorizzati da un impegno rinnovato...” riferito alla lista avversa con un giochetto di parole facile facile che non promette nulla di buono. Poiché il Borgani invoca insistentemente il confronto diretto con l’altro candidato, sarebbe opportuno che prima chiarisse la sua condizione di “terrorizzato”, dopodiché riteniamo che sia utile e di grande civiltà il dibattito aperto tra i due contendenti al cospetto della cittadinanza. Suvvia signor Borgani, c’è ancora tempo. Adriano Santelli DUE LISTE CIVICHE SI CONTENDONO IL COMUNE DI POGGIO SAN MARCELLO Consoli per la conferma, Silenzi per il ribaltone Lista n. 1 NOI PER POGGIO Tiziano Consoli (Candidato alla carica di Sindaco) Candidati Consiglieri Bramati Danilo, Milletti Pierluca, Zamponi-Barboni Roberta, Alessandroni Alessandro, Ferretti Andrea, Venanzi Mattia, Spugni-Didu Giuseppina, Venanzi Pompeo, Coppa Andrea, Pirani Emanuele. Lista n. 2 UNITI PER POGGIO Mario Silenzi (Candidato alla carica di Sindaco) Candidati Consiglieri Luca Venanzi, Simone Bittoni, Fabrizio Stella, Giuseppe Sandroni, Luigino Bucciarelli, Sandro Venanzi, Fabrizio Chiappa, Massimo De Angelis. Due liste civiche si contendono il Comune di Poggio San Marcello alle elezioni amministrative di domenica 25 maggio: “Noi per Poggio” (Lista n. 1), orientata a destra, e “Uniti per Poggio” (Lista n. 2) di ispirazione centro-sinistra. La prima è capitanata da Tiziano Consoli, la seconda è guidata da Mario Silenzi. La sfida è tra Consoli, che punta alla conferma, e Silenzi, che lavora per il ribaltone. Lista n. 1 “Noi per Poggio” Il candidato sindaco di Noi per Poggio è Tiziano Consoli, una figlia di appena 20 mesi, Elena Maria Celeste, avvocato 37enne, che ha già svolto un mandato da vicesindaco e due da primo cittadino. Vorrebbe concludere con una tripletta - questo è il suo obiettivo - la carriera politica in ambito locale. Per queste elezioni, Consoli ha prodotto una comunicazione fluviale molto articolata, comprendendo quanto realizzato in questi ultimi dieci anni e le proposte per il prossimo quinquennio. “Il progetto principale che abbiamo voluto da molti anni e sul quale abbiamo insistito - esordisce Consoli, assistito dall’assessore al Turismo e alla Cultura, Monia Marini è sostenuto da finanziamenti privati. Si tratta di realizzare una struttura socio-assistenziale rivolta agli anziani e all’accoglienza dei familiari, con centri poliambulatoriali, mense e parcheggi, che porterà servizi, sviluppo residenziale e opportunità lavorative. “Sul tema della terza età, l’amministrazione comunale, in armonia con i cittadini di Poggio, ha già realizzato importanti iniziative, come il prelievo del sangue completamente gratuito (per patologie, reddito, età) coordinato dal medico di base, il trasporto sociale dell’anziano presso i centri poliambulatoriali e ospedalieri del nostro territorio, il servizio dell’assistente sociale per le famiglie in stato di bisogno. Il nostro impegno continuerà affinché gli attuali servizi siano confermati e potenziati. “Tra gli altri interventi, da segnalare quello sul Poggetto, la sede storica della Pro Loco, e la ristrutturazione di Santa Croce, che diventerà una sala polivalente e biblioteca multimediale collegata con quella di Moie, nella quale potremmo valorizzare il nostro Archivio Comunale e raccogliere pezzi di storia del paese. Inoltre, intendiamo ripristinare il presepe vivente”. Lista n. 2 “Uniti per Poggio” Mario Silenzi, con i suoi 64 anni compiuti il 22 maggio (auguri!) è esordiente nella politica, ed è su posizioni di centro-sinistra, come i suoi candidati consiglieri tra i quali non sono presenti iscritti a partiti né, purtroppo, donne. Silenzi, perito chimico industriale, è stato responsabile del Servizio post vendita-export di una grande azienda di Fabriano. Ha girato il mondo per lavoro e ora, da pensionato, vuole mettere a disposizione dei paesani la propria esperienza di vita. “La soluzione migliore per gestire il futuro di Poggio - afferma Silenzi - era quella di unire in un unico progetto le forze presenti nel territorio, condivisa dalla maggioranza uscente, con un candidato Sindaco non schierato politicamente. “Purtroppo, dopo l’approvazione della legge nazionale che consente un terzo mandato ai Sindaci dei piccoli Comuni, Consoli si è sfilato e ha voluto correre per proprio conto. “Così, ho accettato di candidarmi, adottando un simbolo solidale, due mani che si stringono, simile a quello delle Società di Mutuo Soccorso ottocentesche, per ribadire che vogliamo condividere le idee, i propositi e le responsabilità tra tutti i cittadini di Poggio San Marcello. “È convinzione generale e nostra che, a qualsiasi livello amministrativo, sia sempre necessaria un’alternanza tra le parti politiche per garantire slancio, nuove idee, trasparenza e far sì che l’azione di amministrare la cosa pubblica resti un servizio e non diventi un mestiere o un’occupazione. “Vogliamo un visibile cambiamento nei modi di amministrare e nelle prospettive, assicurando che, per noi, il palazzo comunale non sarà un luogo di rivincite o una specie di castello nel quale rinchiudersi solo con gli amici più stretti, ma lo spazio dove, con il contributo di tutti, una comunità si possa confrontare e poi scegliere nell’interesse di tutti”. A cura di Adriano Santelli speciale_elezioni | 21 Voce della Vallesina | 25 maggio 2014 MONSANO: TRE LISTE SI CONTENDONO LA GESTIONE DEL COMUNE Programmi elettorali tra continuità e cambiamento Lista MONSANO PRIMA DI TUTTO Paolo Campanelli (Candidato alla carica di Sindaco) Candidati consiglieri: Carlo Cavina. Francesco Cecconi. Concetta Contini. Dante Danti. Emanuela D’Onofrio. Andrea Luzietti. Monica Marani. Francesco Novelli. Alessia Santoni. Mery Spadoni. Valentino Topa. Paolo Campanelli, capogruppo dell’attuale amministrazione guidata dal sindaco Fioretti, ha presentato il programma elettorale della sua lista, “Monsano prima di tutto”. Campanelli concorrerà alla carica sindaco con l’intento di conservare i “servizi già erogati ed incrementarli valutando attentamente dove far confluire le risorse disponibili”. Il programma elettorale di Campanelli si suddivide in otto punti e tocca le tematiche più importanti della città. Il primo argomento sono i “Servizi alla persona” tramite i quali si tenterà di favorire la nascita di “una Comunità solidale e accogliente”. Il secondo oggetto del programma sono i giovani della città; il candidato promuove l’apertura di una ludoteca come centro d’incontro per i più piccoli, e di un punto “Informagiovani” per facilitare l’avvicinamento degli adolescenti al mondo del lavoro. Il terzo argomento sono i diversamente abili ai quali viene proposta la “continuità dei servizi già esistenti”; “Le famiglie” sono il quarto tema e per esse vengono annunciati servizi di consulenza legale e psicologica e progetti di mediazione scolastica per disincentivare il bullismo. Il terzultimo punto del programma riguarda la fascia più anziana della città; per essa Campanelli assicura un “servizio di Assistenza Domiciliare per le persone non autosufficienti, con particolare riguardo per quei nuclei familiari più a rischio”. Il sesto tema riguarda l’urbanistica della città. Il candidato nega la costruzione di centrali Biogas, sostenendo, invece, la ristrutturazione del complesso in via Falcone con la realizzazione di due nuove aule e la separazione degli ingressi tra quello per la scuola primaria e quello per la secondaria. Il centro di questo tema, però, è la costruzione di “una sala polivalente da destinare ad attività culturali e di intrattenimento”. L’ultimo punto riguarda le proposte culturali che dovranno essere valorizzate, e incrementate, così da favorire una maggiore partecipazione dei residenti alla vita cittadina. Lista PROGETTO MONSANO Roberto Campelli (Candidato alla carica di Sindaco) Candidati consiglieri. Mara Canonici. Tonino Cingolani. Gianni Marasca. Claudio Marini. Giordano Moccheggiani. Matteo Monti. Rosita Pigliapoco. Giuseppina Pistoli. Roberto Rossetti. Roberto Campelli, 45 anni, è il candidato sindaco della lista civica “Progetto Monsano”. L’obiettivo della lista è “rimettere al centro dell’interesse pubblico il benessere di Monsano, per risolvere alcuni dei problemi più urgenti e spingere i cittadini a partecipare alle attività di territorio”. Il programma della lista si fraziona in cinque punti fondamentali. Il primo è “Lavori pubblici – Urbanistica – Ambiente”. Il gruppo propone il completamento del Polo Scolastico attraverso il recupero degli edifici di via Falcone, o qualora non risulti possibile, mediante la ristrutturazione dei locali presenti in via Trento e Trieste. Previsto anche il po- tenziamento della raccolta differenziata e la sensibilizzazione verso la tematica “rifiuti-zero”. La seconda questione tratta i “Servizi sociali” e prevede la “collaborazione con la Caritas e con tutte le altre associazioni di volontariato, sia laiche che religiose, per costruire una rete di supporto e di aiuto alla cittadinanza”; annunciata anche una cooperazione con la Parrocchia per introdurre nuove attività al centro per gli anziani. Il terzo argomento è la sicurezza cittadina. Campelli suggerisce un maggiore impiego della Polizia per “garantire il controllo e la massima sicurezza nei luoghi pubblici, sfruttando le mansioni già previste per questo scopo”. Il penultimo punto riguarda l’area amministrativa del Comune. “Progetto Monsano” dichiara di voler optare per l’informatizzazione degli uffici comunali e la valorizzazione del paesaggio cittadino mediante la creazione di un percorso eno-gastronomico come richiamo per i turisti estivi. La “Cultura” è il quinto, ed ultimo, tema presente nel programma. Campelli ritiene che l’organizzazione di ulteriori iniziative possano far aumentare il turismo in città. Prevista anche lo sviluppo di gemellaggi con città italiane, oltre che con l’austriaca Klein-Pöchlarn e la francese Toulaud, e il raddoppio delle uscite annuali del giornalino comunale. Lista IMPEGNATI PER MONSANO Lorenzo Fagnano (Candidato alla carica di Sindaco) Candidati consiglieri Rita Anderlucci. Emiliano Baldoni. Patrizia Catozzi. Monica Cori Carlitto. Paolo Delfino. Domenico Gallo. Desiree Giampieri. Luca Pergolesi. Vittorio Regina. Martina Santamarianova. Sabrina Sanchioni. Marco Veschetti. Lorenzo Fagnano, classe 1974, è il candidato alla carica di sindaco di Monsano del movimento civico “ImpegnaTi per Monsano”. La lista si autodefinisce “formata da persone nuove, capaci e competenti che vogliono coinvolgere i cittadini singoli e associati per rilanciare il paese”. Il programma elettorale presentato dal movimento si suddivide in cinque punti. Il primo ruota intorno alle opere pubbliche, e tra gli interventi primari vi sono la messa in sicurezza del Polo Scolastico di via Falcone, il rassetto del Parco Don Puglisi come simbolo della “rinascita del centro storico e della vita del paese”, e il recupero della palestra Cesaroni. La lista propone anche la revisione del P.R.G. e l’introduzione di aree verdi per i cani. Il lavoro è la seconda questione; Fagnano ne propone il rilancio tramite collaborazioni con imprenditori locali della zona industriale di Monsano, ritenuta una volta “fiore all’occhiello dell’intero bacino”. I servizi sociali e alla persona sono il terzo oggetto del programma. Il movimento punta sull’integrazione dei giovani attraverso associazioni già presenti sul territorio, e annuncia aiuti agli anziani non autosufficienti. Presentata anche l’opportunità di orti sociali destinati ai bisognosi e a tutti coloro che ne vorranno far richiesta. La quarta area riguarda gli aspetti economici, molto delicati, e per i quali “ImpegnaTi per Monsano” punta a un maggior coinvolgimento della cittadinanza attraverso una piattaforma online con un forum di discussione. L’ultima tematica è quella riguardante le attività culturali che andrebbero rivitalizzate attraverso una stagione teatrale estiva, il Museo dei Sapori e delle Degustazioni, l’organizzazione di eventi sportivi e il rilancio del Santuario di Santa Maria fuori Monsano. Matteo Rossini CASTELBELLINO: BISCEGLIE, CESARONI E GASPARINI CANDIDATI PER LE ELEZIONI AMMINISTRATIVE Il programma delle tre liste, trasparenza e partecipazione Lista: LISTA CIVICA CASTELBELLINO Silvia Maria Bisceglie (Candidato alla carica di Sindaco). Candidati consiglieri: Angela Vinci Longo. Nicoletta Boccacci. Mauro Fabbri. Patrizia Ercoli. Alessio Federici. Elisa Campana. Paolo Amatori. Claudia Casagrande. Juri Balletti. Tania Sponziello. Francesco Mancini. La Bisceglie, rappresentante della lista civica, ha presentato un programma in cui i primi tre punti riguardano l’ambiente, l’urbanistica e lo sviluppo rurale. Ha proposto l’istituzione di una task-force straordinaria per indagare sulla questione della centrale Biogas. Il programma introduce l’adozione della “Strategia delle 4R”: riduzione, riutilizzo, riciclo e recupero. La lista vuole dare maggiore importanza a questioni ambientali, sia per migliorare il territorio, sia come occasione di rilancio della città. Per questo motivo Bisceglie propone un piano di raccolta domiciliare dei rifiuti per arrivare all’introduzione del pagamento secondo la quantità prodotta. Il quarto argomento è la trasparenza della Pubblica Amministrazione. Il candidato annuncia l’adozione di strumenti che avvicinerebbero i cittadini al Consiglio: lo streaming delle sedute, canali diretti per inviare osservazioni e la possibilità di reperire informazioni sui social network. Il programma si muove nella cultura e propone ai giovani un coinvolgimento nella preparazione delle manifestazioni. La lista annuncia manovre per garantire più sicurezza, servizi alle scuole e un rilancio delle attività per i pensionati. Lista: UNITI PER CASTELBELLINO Andrea Cesaroni (Candidato alla carica di Sindaco). Candidati consiglieri: Gianfranco Amburgo. Raffaele Aquilanti. Rossano Basili. Silvano Bronzini. Massimo Costarelli. Andrea Simone Dedato. Francesca Di Nardo in Tomaiuolo. Sabina Gabrielli. Sergio Montesi. Stefano Rosetti. La lista presentata da Cesaroni ha il minor numero di consiglieri tra quelle presentate dai tre. Il programma si apre con la promessa che il progetto “Uniti per Castelbellino” procederà nel segno dei “precedenti dieci anni di governo comunale e con una lista civica composta da donne e uomini che si riconoscono nei principi fondamentali di democrazia, uguaglianza e solidarietà”. Il piano si suddivide in sette parti. La prima tratta le politiche sociali con il miglioramento del servizio di trasporto per gli anziani, un potenziamento dei servizi alla persona e “l’insediamento di nuove strutture pubbliche e private per l’assistenza sanitaria”. Il secondo punto riguarda gli investimenti sulla scuola e sulla cultura, saranno migliorati i servizi offerti, si aumenteranno le iniziative e si tenterà di accrescere il coinvolgimento delle frazioni. Sono previste politiche interventiste nel settore ambientale. Per la protezione dei cittadini sono previsti un aumento dei controlli da parte delle Forze dell’Ordine e l’ampliamento del sistema di videosorveglianza. Le ultime tematiche affrontate da Cesaroni sono lo sport e il tempo libero con la proposta di numerose iniziative e rapporti di collaborazione con associazioni sportive per creare momenti di svago e benessere. Lista: TORRE CIVICA Andrea Gasparini (Candidato alla carica di Sindaco) Candidati consiglieri. Luca Cappanera. Antonio Carbone. Vincenzo D’Antuono. Andrea Di Sebastiano. Maria Elena Di Nicolantonio. Andrea Felicetti. Mario Giacani. Luca Marozzi. Michele Mecarelli. Gianluca Santinelli. Catherine Del Carmen Mauna. Caroline Therese Birk. Gasparini concorrerà alla carica di Sindaco supportato da “Torre Civica”. Il gruppo dichiara di voler “creare un’amministrazione chiara ed efficace, con una guida capace e responsabile per mantenere il Comune di Castelbellino fra le prime Comunità della Vallesina”. Il candidato ha presentato un programma elettorale dettagliato. Il primo passo sarà una Spending Review per diminuire le uscite del Comune senza gravare sul portafoglio dei cittadini. Tratta la fusione dei Comuni: “Torre Civica” si dice favorevole a un percorso di fusione salvaguardando la storia e la geografia dei paesi. Gasparini punta a creare una maggiore vicinanza tra cittadini e amministrazione; per questo è disponibile alla pubblicazione on-line delle delibere della Giunta e del Consiglio, sia a istituire assemblee pubbliche e incontri con i residenti. Lavori interesseranno la viabilità e l’urbanistica, come la riqualifica delle aree circostanti il campo sportivo di Stazione, il recupero dei fossi e la sistemazione della Chiesa di Santa Maria. Si vuole tenere sotto controllo l’ambiente attraverso il monitoraggio delle sostanze inquinanti. Gli ultimi punti del programma individuano manovre d’intervento per aumentare la sicurezza in città, mantenere alto il servizio scolastico e trovare nuove proposte culturali. A cura di Matteo Rossini 22 | speciale_elezioni 25 maggio 2014 | Voce della Vallesina MONTE ROBERTO: TRE CANDIDATI, L’USCENTE OLIVIO TOGNI, MASSIMO BILLI E GABRIELE GIAMPAOLETTI Si guarda verso le politiche intercomunali, anche verso Jesi Lista AL CENTRO SEMPRE TUTTI VOI Olivio Togni (Candidato alla carica di Sindaco) Candidati consiglieri Marco Campanile. Mario Cardinali. Flavio Faccenda. Maria Cristina Manoni. Silvia Mercanti. Silvano Montesi. Simona Pigliapoco. Chiara Santarelli. Fabrizio Scortechini. Sabrina Simonetti. Sandro Staffolani. Giampiero Zingaretti. Domenica 25 maggio, Olivio Togni si presenterà alle elezioni del sindaco di Monte Roberto con alle spalle 5 anni di mandato. Togni, nato a Maiolati Spontini nel 1950, si presenta con la lista civica “Al centro sempre tutti voi”. Il programma elettorale avanzato dalla lista tocca sette aree importanti per la vita del paese. Il primo punto gira intorno alla scuola, per la quale il candidato propone il proseguimento dei lavori iniziati alla Scuola elementare e l’ottimizzazione degli spazi degli Istituti scolastici. Il secondo riguarda il lavoro e la lista propone “un fondo per l’occupazione che preveda l’erogazione di un contributo a favore delle aziende che manterranno per almeno un anno nuovi posti di lavoro”. Le due questioni successive trattate nel programma sono il territorio e le tariffe per i cittadini; nel primo caso, Togni avanza la possibilità di costruzione di un’area per i nuovi insediamenti, nel secondo, si tenterà “di mantenere i costi delle tariffe ai livelli più bassi possibile”. Tematica successiva, correlata alla precedente, è quella interessante le politiche sociali. Il candidato indica la volontà di mettere in atto tutte le iniziative possibili per aiutare le famiglie e le persone più in difficoltà. Togni ritiene necessaria anche l’adozione di nuovi strumenti di comunicazione per avvicinare amministratori e cittadini. La cultura è l’ultima questione esaminata. “Al centro sempre tutti voi” si dice pronto a “stringere ancora di più il rapporto con la Sovraintendenza per ultimare i lavori sul Teatro Comunale di Monte Roberto”. Il programma elettorale si chiude con un messaggio rivolto ai cittadini in cui viene annunciata l’intenzione di guardare verso Jesi, e non soltanto verso Castelbellino, San Paolo e Maiolati, nel caso di unione tra comuni. Lista MONTE ROBERTO CAMBIA Massimo Billi (Candidato alla carica di Sindaco) Candidati consiglieri: Katia Cervigni. Settimio Coacci. Andrea Dellabella. Michele Federici. Giancarlo Focante. Giampiero Felici. Barbara Mancinelli. Daniele Marasca. Massimo Novelli. Silvana Luzzi. Manolito Rango. Luca Scaloni. Massimo Billi, classe 1955 e anconetano di nascita, è il candidato della lista “Monte Roberto Cambia” per la carica di Sindaco della città. Il gruppo ha presentato un programma elettorale suddiviso in otto diverse aree, una per ogni questione da trattare nel caso di esito positivo. Il primo argo- Don Luigi - Napoli mento è la gestione amministrativa. Billi sostiene l’intenzione di migliorare i sistemi informatici, rispettare gli orari di apertura al pubblico degli uffici comunali e l’introduzione di giovani articolisti e stagisti delle scuole. La seconda questione, molto viva nella città, è l’urbanistica; per essa sono previste migliorie per facilitare la circolazione e una nuova strada che colleghi il quartiere Esino con Via Trento. Il programma si sofferma poi sulla necessità di garantire tutti i diritti minimi e sulla volontà di “incentivare la solidarietà dei privati, valorizzando l’opera volontaria svolta generosamente”. Il candidato riflette poi sulla vita cittadina ritenendo fondamentale maggior ordine nel comune e un numero superiore di proposte rivolte ai giovani così da renderli più partecipi della vita della comunità. Il programma prosegue trattando le attività economiche e ambientali. Per il primo punto viene annunciato “il mantenimento e lo sviluppo del commercio di vicinanza”, per il secondo la messa in atto di misure che vadano a proteggere l’ambiente. Billi, conscio della possibilità del riassetto comunale dei prossimi anni, anticipa il proposito di lavorare con convinzione all’interno dell’unione dei comuni per un assetto territoriale più ampio. Lista INSIEME PER MONTE ROBERTO Gabriele Giampaoletti (Candidato alla carica di Sindaco) Candidati consiglieri Marco Bini. Ilaria Boria. Bruno Bronzini. Luca Federici. Massimo Filipponi. Gabriele Marasca. Michele Paolucci. Liviana Pettinelli. Valentina Piaggesi. Moris Santoni. Rita Sorana. Aurelio Squadroni. Gabriele Giampaoletti, classe 1964, è uno dei tre candidati che domenica si sfideranno alle elezioni comunali di Monte Roberto. Giampaoletti ha presentato il programma elettorale in una lunga lettera rivolta ai cittadini. All’interno di essa ha parlato del programma della sua lista come basato sui valori “della partecipazione democratica, del diritto al lavoro, delle pari opportunità, della solidarietà, della tutela dell’ambiente, delle risorse finanziarie disponibili, sulla programmazione e sulla cooperazione strategica fra gli enti locali”. Il candidato ha individuato la buona politica nella trasparenza e nella formulazione di concetti chiari e semplici; per questo motivo si rende disponibile a incontrare i cittadini ogni qual volta essi lo desiderino. Un altro tema del programma è la valorizzazione dell’associazionismo e del volontariato, entrambi ritenuti necessari per arricchire ulteriormente la comunità di Monte Roberto. La questione successiva riguarda l’ambiente. Il candidato ha manifestato l’intenzione di “attuare politiche a livello intercomunale, così come per la sua promozione”. Giampaoletti ritiene vitale l’abbassamento delle tariffe e il mantenimento degli impegni presi fino al loro raggiungimento entro i termini stabiliti. Il candidato sindaco termina sostenendo il bisogno di far scendere in campo “le politiche che contraddistinguono le forze del centro-sinistra su importanti tematiche legate alle politiche sociali, alla scuola, alla cultura, al lavoro”. a cura di Matteo Rossini don Luigi Napoli Insieme. Insieme ai poveri. Insieme ai dimenticati. Insieme alle vittime della camorra. Insieme ai detenuti. Insieme ai malati. Insieme agli anziani soli. Conto corrente postale n.57803009 - www.insiemeaisacerdoti.it Segui la missione dei sacerdoti sulla pagina FB facebook.com/insiemeaisacerdoti CEI Conferenza Episcopale Italiana Chiesa Cattolica CEI_FISC2014_255x190.indd 1 18/02/14 10:33 speciale_elezioni | 23 Voce della Vallesina | 25 maggio 2014 MAIOLATI SPONTINI: TRE LISTE SI CONFRONTANO IN UNA VIVACE CAMPAGNA ELETTORALE Per tutti spazio all’ambiente e alle politiche sociali Lista n. 1 di centrosinistra CANDIDATO SINDACO: UMBERTO DOMIZIOLI Candidati consiglieri: Badiali Silvia PD, Bernacchia Nancy indipendente PD, Bini Irene PD, Carbini Giancarlo PD, Grizi Sandro indipendente PD, Grugnetti Mirco SEL, Lucidi Stefania indipendente PRC, Mancinelli Antonella indipendente PD, Mancini Fabrizio PD, Perticaroli Francesco PD, Piergigli Fabiana PdCI, Rossetti Federico indipendente SEL. Una scuola nuova di zecca che conta il maggior numero di iscritti, 24 milioni di euro in investimenti, 700. 000 € di contributi alle attività locali, 450 eventi organizzati nella sola Biblioteca La Fornace, sold out di prevendite a teatro: sono questi i numeri di Maiolati Spontini e dell’amministrazione uscente guidata da Carbini, che ha terminato il suo duplice mandato. «Tutto questo è stato realizzato nonostante gli ingenti tagli da parte del governo centrale alle spese correnti. E questa è la dimostrazione che le cose si possono fare bene anche in tempi di crisi». L’ex sindaco lascia la parola alla nuova squadra di Centrosinistra candidata, sotto la guida di Umberto Domizioli, ingegnere e vicesindaco dell’amministrazione uscente. “Costruiamo il nostro futuro” è lo slogan. E da costruire c’è ancora molto: «Innanzitutto portare a termine i progetti in opera: la nuova piscina, il campus/polo scolastico, il raddoppio ferroviario, il completamento della discarica Sogenus e il progetto di riqualificazione della zona – dichiara Domizioli - A questi si aggiungono: il ricollocamento della caserma dei carabinieri e il progetto della Casa della Salute: un ampliamento dell’attuale distretto che potrebbe diventare un punto di Primo Soccorso. Investire nella cultura e nel turismo si traducono nella rivalutazione del centro storico, nella tutela dell’ambiente, nella promozione di comportamenti ecologici e in progetti di bio-edilizia. L’attenzione all’associazionismo, alla famiglia e al volontariato trovano nella visione del centro sinistra spazi nuovi come i progetti per il dopo scuola, i gruppi di mutuo aiuto, la messa in rete di famiglie in condizioni di disagio. L’obiettivo è accrescere il livello qualitativo degli attuali servizi». La nuova squadra, composta da sei uomini e sei donne, ritrova volti già noti agli elettori: F. Perticaroli, F. Piergigli, S. Badiali, S. Lucidi, S. Grizi, F. Mancini e G. Carbini, ma anche new entry come I. Bini, N. Bernacchia, F. Rossetti, A. Mancinelli e M. Grugnetti. A cura di Iscra Bini Lista n.2 MOVIMENTO CINQUE STELLE Leonardo Guerro (candidato alla carica di sindaco) Candidati consiglieri: Riccardo Aldo Urbani. Gianpiero Ruggeri. Beatrice Mosconi. Graziano Giudetti. Daniele Perticaroli. Katia Lombardelli. Fabrizio Germoni. Maria Grazia Pittalà. Maila Capitani. Lorenzo Morri. Lauretta Stronati. Il candidato sindaco Leonardo Guerro, 28 anni, risiede a Moie, è laureato in Fisica ed attualmente insegnante precario. «Il gruppo che a Maiolati si è costituito attorno al M5S – si legge nel programma - ha come unica finalità l’elaborazione di un “processo democratico” che assicuri a tutti i cittadini il godimento dei diritti fondamentali, ed offra pari opportunità in un sistema che deve garantire libertà e uguaglianza, rispetto dell’ambiente e adeguati controlli sull’uso del potere.» Il programma si snoda su cinque punti fondamentali: Azione diretta dei cittadini, attraverso l’offerta di strumenti concreti che permettano di incidere sulle scelte dell’amministrazione e controllarne l’operato. Trasparenza, etica, efficienza nell’amministrazione, poiché «la politica deve ritornare ad essere un Servizio.» Pianificazione e Responsabilità: «pianificazione significa per tutti confrontare i propri pensieri, le proprie azioni, decidendo politiche economiche, sociali e ambientali chiare e verificare periodicamente l’efficacia della loro realizzazione. Responsabilità degli amministratori: “rispondere” in maniera “abile”, appropriata ed efficace a qualsiasi situazione.» Quarto punto è il Lavoro che prevede una «tutela sia quantitativa sia qualitativa. Sgravi della tassazione locale a chi assume a tempo indeterminato e/o con contratti degni di essere chiamati tali.» Infine Tutela dell’ambiente e della salute: « Maiolati è dentro l’AERCA (Area ad Elevato Rischio di Crisi Ambientale) e la risoluzione dello stato di crisi non può più essere rimandata. La parola guida è Risanamento: interrompere i percorsi che portano all’ulteriore peggioramento della situazione e avviare un’operazione di risanamento e bonifica, per risolvere le criticità e rispettare il diritto incoercibile di ogni cittadino di vivere in un ambiente sano.» Lista n. 3 INNOVAZIONE E RESPONSABILITÀ CANDIDATO SINDACO: ALDO CURSI Candidati consiglieri: Giorgio Battistelli, Laura Borroni, Martina Gambioli, Maurizio Lucaboni, Andreino Ottaviani, Augusto Pellegrini, Euro Piccioni, Alessio Ribichini, Eloisa Testadiferro, Silvia Vescovi, Patrizia Vianelli, Sergio Zannotti. Il Gruppo con esperienze diversificate di lavoro, di studio, di età rappresenta la realtà socio-culturale del territorio. Ne fanno parte medici, operai, imprenditori, professionisti, insegnanti e studenti. Il Gruppo ha la fondamentale caratteristica nel fatto che nessuno dei componenti è iscritto ad un Partito politico e per i suoi dieci tredicesimi è fatto di persone che non hanno mai avuto esperienze di amministrazione di un comune o altro Ente. Il gruppo vuole dare un segnale di innovazione rispetto ai “professionisti della politica” occupandosi in modo particolare della fusione dei comuni e della riconversione della discarica dopo 25 anni di attività. Vuole fare tutto ciò con responsabilità avvalendosi dell’apporto di esperienze amministrative consolidate. I fondi europei sono una delle risorse più importanti per ridare ossigeno alle imprese e aiutarle a diventare più competitive sul mercato internazionale. Risorse utilissime per aderire a progetti di carattere ambientale e sociale, ma soprattutto, per i giovani così da aiutarli nel loro processo di crescita personale facendoli interfacciare e confrontare sullo stesso piano con tutti i cittadini del mondo. «Abbiamo due obiettivi – spiega il candidato sindaco Aldo Cursi - usare queste risorse fino all’ultimo centesimo e riportare a Maiolati un Comune vicino a tutti i cittadini.» La lista, tra i punti del programma dedica tanta attenzione all’ambiente: in virtù della scelta di chiudere la fase di interramento dei rifiuti la raccolta differenziata dovrà essere potenziata valutando l’ipotesi di arrivare alla raccolta porta a porta. In questa prospettiva sarà valorizzato e potenziato il Centro Ambiente di Castelplanio e saranno migliorati e resi più selettivi gli incentivi premianti i cittadini più virtuosi nella raccolta differenziata, proseguiranno le campagne di sensibilizzazione sulle tematiche ambientali e sulle raccolte differenziate verso gli alunni delle scuole elementari e medie. A MONTECAROTTO TRE CANDIDATI PER LA CARICA DI SINDACO E VENTOTTO CONSIGLIERI La solidarietà sociale per una buona qualità della vita Lista n. 1 MOVIMENTO CINQUE STELLE MONTECAROTTO Candidato sindaco Lorenzo Rossetti. Candidati consiglieri: Natalino Crognaletti, Massimo Paoloni, Giovanna Mazzoli, Massimo Bittoni, Denis Grizi, Gabriela Chiatti, Roberto Marri e Patrizia Cucchi. Dal programma elettorale della lista presentiamo alcuni punti: «Dialogare con gli addetti alle varie strutture pubbliche e ai servizi per verificare eventuali problematiche migliorabili o risolvibili nella gestione. Riqualificazione dei parchi pubblici a opera della cittadinanza, ed eventuale chiusura di quelli meno accessibili e abbandonati dalle cure dell’amministrazione, con l’affidamento della gestione di tali aree a gruppi di cittadini, abitanti del quartiere, associazioni di volontariato. Fare pressioni presso RSA affinché si riapra il reparto di Lunga Degenza; aprire un tavolo di discussione con tutte le parti in causa per una più efficace organizzazione delle cure domiciliari, strategica per il futuro del territorio non solo per Montecarotto. Farsi carico di trovare soluzioni alle problematiche dei diversamente abili e delle loro famiglie. Creare uno sportello psicologico gratuito a supporto dei giovani e delle loro famiglie, al fine di prevenire le devianze giovanili e di contrastare il disagio sociale, promuovendo parallelamente incontri pubblici rivolti alla cittadinanza. Promuovere la solidarietà sociale, attraverso esperienze di aggregazione e di condivisione» Lista n. 2 DEMOCRATICI PER MONTECAROTTO Candidato sindaco Mirco Brega. Candidati consiglieri: Patrizia Bramati, Loris Carbini, Stefano Cesarini, Francesco Chiacchiarini, Gianluca Chiodi, Niviana Grizi, Marco Paoloni, Pietro Sebastianelli, Sara Trippolini, Maria Giuseppina Vico. Il programma elettorale vuole essere la risposta a due domande: come vorremmo il nostro paese e come realizzare ciò. «Ci presentiamo per rappresentare un nuovo modo di pensare la politica – si legge nel programma - fatta di valori, di capacità e merito, di concretezza, di una visione di sviluppo per Montecarot- to. Abbiamo l’ambizione mantenere alta la qualità della vita che è tale dove c’è lavoro, servizi sociali efficienti e luoghi ameni e sicuri in cui far crescere i figli; dove è fortemente radicato lo spirito di comunità, di impegno nel volontariato e nel mondo dell’associazionismo. É con questa ambizione che intendiamo la cultura come un valore trasversale che permea il nostro orientamento programmatico e operativo: intendiamo valorizzare sia la multiculturalità, presentandoci come comunità accogliente e inclusiva, sia le tradizioni e i beni del territorio. Intendiamo, tra l’altro, rendere più efficienti, efficaci e vincolanti le politiche consortili con i comuni limitrofi, valorizzare i beni e le varie iniziative culturali, rendere “attraente” Montecarotto contrastando l’abbandono del centro urbano e migliorandone il decoro…» Lista n. 3 ALLEANZA PER MONTECAROTTO Candidato sindaco: Ernesto Marcelo Colla. Candidati consiglieri: Luisa Belfiori, Emanuele Bittoni, Vanessa Bittoni, Gabriella Barbini, Rosanna Boccaccia, Giovanni Carnali, Giancarlo Ferretti, Ireneo Crognaletti, Savina Pierella e Mauro Sassaroli. La lista “Alleanza per Montecarotto” si propone di mettere in moto Montecarotto con un dialogo costruttivo con le diverse forze. Vuole tendere a creare un luogo di aggregazione che favorisca la coesione soprattutto fra i giovani e che nelle diverse realtà sportive di intrattenimento e di cultura, possano incanalare la loro gioventù tenendosi al riparo dall’eccessiva mancanza di interessi che possono portare al vecchio detto “l’ozio” è il padre dei vizi. Velocizzare l’ingresso di Montecarotto nel XXI secolo sia per la tecnologia per le questioni amministrative che coinvolgono i cittadini sia per il turismo. È necessario rafforzare in modo vigoroso la pulizia delle aree comuni e degli spazi verdi. La lista sottolinea che è opportuno tendere a una maggiore uguaglianza tra cittadini e a una maggiore trasparenza da parte dell’autorità comunale. Andrebbero studiate le energie alternative da utilizzare nell’illuminazione pubblica. Andrebbero sfruttati di più alcuni luoghi comunali e trovare soluzioni per il ripristino di quelli oramai inagibili. Anche le strade di campagna andrebbero curate maggiormente. FONDAZIONE CASSA DI RISPARMIO DI JESI Giovedì 29 Maggio ore 18.00 Aula magna dell’Università Colocci - Jesi, via Angeloni 2 presenta il libro a cura del Comitato interventi Massimo Bacci Sindaco Gerardo Rocconi Vescovo Vittorio Massaccesi “ALVISE CHERUBINI ” Loretta Mozzoni “L’arte negli scritti di Alvise Cherubini” coordina l’incontro Beatrice Testadiferro La cittadinanza è invitata a partecipare. Stampa: ARTI GRAFICHE JESINE - JESI saluti