INSIEMI Collaborazione Responsabilizzazione Equità Apertura Integrazione Visione Innovazione Trasferibilità CREATIVI Piano triennale per le attività e la formazione 2015 - 2017 Collaborazione Responsabilizzazione Equità Apertura Trasferibilità Innovazione Visione Integrazione Il Presidente Avv. Antonio Giacomelli Indice 1. Il contesto di sviluppo 2015 – 2017 1.1. La situazione delle A.P.S.P. nel contesto trentino 1.2. Alla ricerca di una creatività nuova 1.3. Costruire collaborazione, aggregazione e partecipazione 1.4. Una metafora visiva per rappresentare l’attività Upipa 1.5. Lo slogan per il triennio 2015 – 2017 2. 2.1. 2.2. 2.3. 2.4. 3. 4. 5. Indirizzi per il piano di attività di servizio ai soci 2015 – 2017 Andamento del triennio 2012 – 2014: analisi della soddisfazione dei soci Ampliamento e potenziamento dei servizi esistenti Sviluppo di nuovi servizi per l’integrazione di sistema Servizi personalizzati per i soci a domanda individuale Pag. Pag. Pag. Pag. Pag. 3 5 5 6 7 Pag. 8 Pag. 13 Pag. 15 Pag. 15 Indirizzi ed obiettivi per il piano della formazione 2015 – 2017 3.1. La riorganizzazione del servizio formazione Upipa 3.2. Rilevazione dei fabbisogni formativi per il triennio e priorità formative 3.3. Analisi dei fabbisogni di contesto e progetti di sistema Pag. 18 Pag. 21 Pag. 28 Organizzazione interna e budget della Cooperativa per l’anno 2015 4.1. Il contributo associativo annuale Pag. 31 Conclusioni Pag. 35 Il presente documento è stato costruito dallo staff dell’Upipa sulla base degli indirizzi generali del Consiglio di Amministrazione, attraverso il coinvolgimento e l’ascolto degli enti soci e dei professionisti e collaboratori degli enti stessi per mezzo di questionari formalizzati di rilevazione della soddisfazione sui servizi e dei fabbisogni formativi e di servizio e per mezzo di incontri strutturati con la Consulta dei direttori e le diverse comunità professionali attive all’interno del sistema Upipa. E’ stato quindi oggetto di valutazione all’interno del Comitato Scientifico della Formazione di Upipa, che aveva preliminarmente fornito indicazioni metodologiche sull’impostazione della rilevazione dei fabbisogni formativi, e del quale si ringraziano i componenti: Gianni Bertoldi, Alda Calliari, Julietta Moranduzzo, Rosangela Peruzzo, Alessio Pichler, Sara Pisoni, Donatella Visentin. E’ stato quindi approvato dal Consiglio di Amministrazione nella sua forma definitiva ed è stato oggetto di confronto preventivo con l’Assessora regionale alle A.P.S.P., dott.ssa Violetta Plotegher, in un incontro congiunto con l’Associazione delle Residenze Per Anziani dell’Alto Adige, nel quale si sono definite le sinergie e le collaborazioni per il futuro triennio. L’attività istituzionale, di formazione e ricerca oggetto della presente pianificazione è sostenuta anche dal contributo finanziario della Regione Autonoma Trentino Alto Adige ai sensi degli articoli 23 e 24 della Legge Regionale 21.09.2005 n° 7. Collaborazione Responsabilizzazione Equità Apertura Trasferibilità Innovazione Visione Integrazione 1. Il contesto di sviluppo 2015 – 2017 Il quadro politico con cui si apre il prossimo triennio appare maggiormente stabile rispetto al triennio precedente. Nonostante le difficoltà i Governi nazionale, regionale e provinciale sembrano mantenere una prospettiva di continuità, pur se caratterizzata da incertezze e forzature negli equilibri interni alle coalizioni. I Consigli di Amministrazione delle Aziende Pubbliche di Servizi alla Persona della Provincia Autonoma di Trento sono stati tutti rinnovati ed i nuovi amministratori stanno prendendo gradualmente confidenza con le incombenze del ruolo. Anche l’annosa questione delle modalità di attuazione dei cosiddetti Particolari Modelli Organizzativi all’interno delle A.P.S.P. sembra essere in via di risoluzione definitiva dopo l’adozione, da parte della Giunta della Provincia Autonoma di Trento, dei criteri e delle modalità per l’eventuale applicazione degli stessi. Sono state inoltre chiuse le code contrattuali e le vertenze ancora aperte. In questo quadro di relativa stabilità politico istituzionale si andrà, nel corso del 2015, ad un significativo rinnovo degli organi interni di Upipa, con la scelta di un nuovo Presidente, avendo l’attuale Presidenza esaurito il numero di mandati statutariamente previsto. In questo periodo però, indipendentemente dalle peculiarità del Trentino in quanto Provincia autonoma, emergono linee di tendenza – talvolta anche contradditorie tra loro – che trovano riscontro sia a livello locale che nazionale (e per alcuni aspetti anche a livello europeo). In particolare si conferma in tutta la sua drammatica attualità la pratica della cosiddetta “spending review”, che purtroppo pare configurarsi – nelle concrete misure di attuazione – più come un disinvestimento nei servizi pubblici (cioè un reale definanziamento), piuttosto che una revisione della allocazione della spesa, con l’effetto di una riduzione dei costi dei servizi perseguita attraverso tagli alla spesa piuttosto che attraverso ridefinizione dei costi unitari di produzione o rimodulazioni organizzative dei servizi stessi in ragione di differenti intensità di bisogno e di erogazione. Si manifesta poi un “dinamismo riformatore”, finalizzato a perseguire l’adozione di innovazioni normative nel minor tempo tecnico possibile, accompagnato da numerosi annunci ed anticipazioni, e sempre più frequentemente da forme drasticamente semplificate di partecipazione e consultazione dei cittadini, che privilegiano gli strumenti del web e dei social media, sia per una informazione diretta che per la raccolta di feed-back e proposte. In questa cornice sono in via di proliferazione vincoli ed adempimenti relativi alla trasparenza ed alla pubblicazione di dati ed informazioni sulle piattaforme informatiche che dovrebbero essere realizzati ad invarianza di costi amministrativi ma che di fatto sovraccaricano di lavoro gli uffici senza produrre nell’immediato benefici rilevanti, in particolar modo per gli enti già “virtuosi” nella loro organizzazione interna. A ciò sia affianca una forte spinta alla centralizzazione dei procedimenti amministrativi e dei controlli, che porta con se una forte delegittimazione delle differenti forme di autonomia (dalle autonomie speciali costituzionalmente tutelate alle autonomie degli enti pubblici non strumentali). Infine vi è una forte crisi di ruolo, di riconoscimento e di legittimazione degli organismi intermedi (corpi sociali intermedi), compresi le associazioni di categoria, i sindacati ed i partiti politici, e della loro funzione di mediazione e sintesi delle istanze sociali. Crisi accentuata dalla tendenza degli amministratori locali e dei politici nazionali ad ignorare o svalutare tali relazioni istituzionali per ricercare una interlocuzione diretta ed una legittimazione propria nella relazione e nel dialogo con i (singoli) cittadini. Tale situazione impatta significativamente anche sui rapporti tra l’Upipa, i propri soci ed i diversi soggetti istituzionali di riferimento, in particolare la Provincia Autonoma di Trento e la Regione Trentino Alto Adige. 1.1 La situazione delle A.P.S.P. nel contesto trentino Il contesto trentino sta subendo, in questi ultimi due anni, una forte accelerazione ed intensificazione degli effetti della perdurante crisi economica, con l’accentuazione delle tendenze a ridurre i finanziamenti in tutti i settori “non produttivi”, in particolare sanità e sociale, che vengono parimenti chiamati a contribuire alla riduzione della spesa pubblica complessiva. Queste richieste però sottovalutano sistematicamente i dati relativi alla tendenza della domanda di servizi, in particolare in area anziani e della non autosufficienza. Le forme di monitoraggio e controllo dell’andamento della domanda che fino al 2012 erano gestite in modo “semiautomatico” sono state Pag. 3 Collaborazione Responsabilizzazione Equità Apertura Trasferibilità Innovazione Visione Integrazione Il Presidente Avv. Antonio Giacomelli sospese e comunque non sono più messe a disposizione degli erogatori dei servizi e degli altri portatori di interesse. E’ il caso della consistenza delle liste dinamiche dell’U.V.M. per l’accesso in R.S.A., il cui ultimo dato ufficiale disponibile, peraltro incerto (poiché identico al dato dell’anno precedente), è quello al 31.12.2011, ed è pari a 1141 persone in lista di attesa. Proiezioni effettuate da Upipa all’interno del progetto Smart Point fanno pensare che ad oggi vi siano in lista di attesa circa 2500 persone, ma il dato non è confermato da nessuna fonte ufficiale. Permane quindi, e si accentua, il problema della sostenibilità prospettica del sistema dei servizi al crescere della domanda. Rispetto a ciò sembra che le uniche misure perseguite siano da una parte il sostegno ormai mitizzato alla “domiciliarità”, senza nessuna attenta analisi del cambiamento della struttura delle famiglie e della loro capacità di supporto complessivo ai propri componenti fragili, dall’altra l’incremento delle forme di compartecipazione della spesa per i servizi da parte dei cittadini, che dovrebbe sia disincentivare un uso improprio od eccessivo degli stessi, sia consentire di raccogliere ulteriori risorse, la cui destinazione a rafforzamento dei servizi stessi però appare sempre meno certa. Tale compartecipazione, più volte annunciata a livello politico, dovrebbe essere contemperata da strumenti di modulazione equitativa basati su indicatori di reddito e patrimonio (ICEF), ma trova numerose difficoltà di applicazione in un contesto, come quello dei servizi residenziali per anziani, in cui la partecipazione ai costi è già significativa sul piano della cosiddetta “retta alberghiera” ed è piuttosto differenziata tra i diversi soggetti gestori, nonostante il costante processo di convergenza in atto dall’inizio degli anni 2000, che ha ridotto di molto le distanze negli importi giornalieri a carico degli utenti. Questo di fatto tende a spingere il soggetto regolatore ad ingerirsi nell’autonomia di gestione dei soggetti gestori, in particolare se enti di diritto pubblico, con l’utilizzo, talvolta improprio e spesso anche inefficace, delle misure di coordinamento della finanzia locale. Purtroppo tale tendenza non è destinata a ridursi, ma anzi ad accentuarsi nel prossimo futuro, e richiederà la capacità degli enti di fare sistema in forma autonoma anche rispetto al confronto dei costi ed a porsi come interlocutore collettivo nei confronti della Provincia anche sotto l’aspetto della diversa consistenza delle rette alberghiere, onde evitare che la Provincia stessa adotti iniziative proprie, finalizzate al controllo diretto dei costi alberghieri delle strutture. Rispetto alle tendenze in atto nel triennio precedente, si è confermata, se non addirittura accentuata ed esplicitata, quella relativa alla ricerca di un riequilibrio della proporzione dei costi a carico dell’ente pubblico (tariffe) e dei privati cittadini (rette alberghiere), con una riduzione dei primi ed un incremento dei secondi, ora direttamente incoraggiato dal regolatore attraverso l’introduzione di elementi di ulteriore compartecipazione ai costi (anche le ipotesi di applicazione dell’ICEF alla compartecipazione ai servizi sociali sono coerenti con tale scenario e finalizzate al reperimento di ulteriori risorse derivanti da compartecipazione selettiva dei cittadini). E’ invece annunciata ma non ancora direttamente perseguita l’attivazione di processi di consortilizzazione e/o anche di fusione in alcuni casi, in parte messa in crisi dal fatto che il governo della complessità delle grandi strutture organizzative di erogazione dei servizi residenziali pare comportare più costi delle economie che è in grado di realizzare attraverso i processi di concentrazione. La voucherizzazione o (alternativamente) la monetizzazione dei servizi invece è ancora allo studio ed ha comportato, nelle sue attuazioni sperimentali quali ad esempio l’introduzione dell’assegno di cura, più problemi dei vantaggi prodotti. In questo contesto, in cui rimane incerta la programmazione e la strategia complessiva, ma appare invece evidente la graduale e costante compressione delle risorse, l’attivazione di processi di avvicinamento alla domanda privata di servizi (integrativi, sostitutivi o anticipatori dei servizi pubblici) sta diventando una strategia sempre più perseguita dai singoli gestori prima ancora che dai sistemi nel loro insieme, con un vantaggio competitivo in tal senso dei soggetti privati nonprofit, che godono di una maggiore flessibilità operativa e progettuale e di una maggiore tempestività degli investimenti, basti pensare alla crescita delle Cooperative Sociali Spes Trento e SAD in questi ultimi anni. Però, nella fase iniziale della nuova legislatura, questa grande incertezza strategica attuale si accompagna all’avvio di nuovi processi di programmazione anche di vasto respiro, quali il piano provinciale per le demenze, già quasi ultimato nel corso del 2014, ma soprattutto il piano per la salute del Trentino 2015 – 2025, ed in prospettiva l’introduzione effettiva dei voucher in ambito sociale e socio-sanitario nei prossimi anni. Rispetto a tali processi di programmazione risulta importante comprendere le effettive modalità di partecipazione dei soggetti portatori di interesse, in particolare dei soggetti istituzionali del sistema delle A.P.S.P., che rappresentano una significativa porzione degli utenti e degli operatori dei servizi e costituiscono la reale cerniera tra ambito sociale ed ambito sanitario, ma sono eccessivamente schiacciati Pag. 4 Collaborazione Responsabilizzazione Equità Apertura Trasferibilità Innovazione Visione Integrazione Il Presidente Avv. Antonio Giacomelli sulle posizioni dell’ambito sanitario senza potervi partecipare a pieno titolo per effetto dei meccanismi di finanziamento dei servizi socio-sanitari, oggi totalmente affidati all’Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari, che finisce per esercitare una sempre maggiore influenza anche nell’ambito più strettamente sociosanitario, con un approccio sempre più condizionato da drivers di costo. In questa prospettiva i cambiamenti più importanti che si prospettano al sistema nel contesto trentino riguardano da una parte l’innovazione e la creatività dei soggetti istituzionali nella ricerca di un nuovo ruolo e di una nuova autonomia e legittimazione all’interno del sistema dei servizi, dall’altra la capacità di costruire una partecipazione in grado di tenere conto delle differenze e delle aggregazioni variabili tra enti, ma anche di garantire sintesi effettive ed efficaci di bisogni, di prospettive e di strategie dei singoli enti soci, nella necessità di costituire non un solo “insieme”, ma una serie di “insiemi” non contraddittoria, variabile, flessibile, coerente ed integrata, che riesca a valorizzare al meglio le dimensioni della creatività individuale e della partecipazione collettiva. 1.2 Alla ricerca di una creatività nuova Nel triennio precedente, ponendo l’accento sulla necessità di passare da una logica di progettazione, comunicazione ed erogazione dei servizi basata sul concetto di costo ad una basata sul concetto di valore, si cercava al contempo di incrementare la capacità degli enti di produrre ed erogare servizi integrativi e diversificati. Oggi tale esigenza diventa un dato imprescindibile per riuscire ad anticipare i cambiamenti ed adattarsi al nuovo ambiente politico-istituzionale e dei servizi che tali cambiamenti vanno configurando. Non basta però una riprogettazione razionale dei modelli tradizionali, occorre immaginare e creare nuove modalità di concezione dei servizi stessi, nuove modalità di coinvolgimento degli utenti alla ricerca di meglio coniugare sostenibilità e qualità, occorre contribuire a costruire un concetto di appropriatezza adeguato e declinato nel contesto della cronicità e della integrazione socio-sanitaria, che non sia il mero trasferimento di modelli sanitari settoriali in questo campo. Essi infatti per molti aspetti - a partire dalla carenza di evidenze per la cura dei pazienti anziani – non sono efficaci perché ancora troppo sbilanciati sul concetto di “lotta alla malattia” (o di riduzione/annullamento del rischio) piuttosto che su quello di qualità della vita nella malattia. In tale prospettiva appaiono strategiche tutte le azioni finalizzate a sviluppare pensiero innovativo, scambio e confronto tra ambiti e soggetti territorialmente, organizzativamente e culturalmente differenti, costruzione di contaminazioni intersettoriali anche con settori economici ed erogativi non tipici dei servizi alla persona, sperimentazione ed implementazione di nuove tecnologie, che dovranno trovare coerente declinazione nelle azioni puntuali del piano di attività per il prossimo triennio. Al contempo è necessario evidenziare sempre più e sempre meglio la capacità, attraverso l’innovazione creativa, di produrre valore e di contribuire anche all’incremento del PIL provinciale (soprattutto con il consolidamento e lo sviluppo anche commerciale delle innovazioni di servizio), anche da parte del settore dei servizi alla persona e delle Aziende Pubbliche di Servizi alla Persona. 1.3 Costruire collaborazione, aggregazione e partecipazione La spinta alla creatività e all’innovazione, se da una parte potrà favorire il dinamismo e la proattività degli enti soci, dall’altra finirà per intensificare anche le tensioni interne al sistema, i fattori centrifughi e divergenti già oggi presenti, i potenziali conflitti. Ciò potrà determinare ancora più frequentemente la creazione di sottoinsiemi collaborativi – di natura territoriale, dimensionale, tematica o per problemi - in potenziale e contingente competizione tra loro e con la stessa Upipa. Rispetto a questi fenomeni dovrà essere operato uno sforzo di sintesi e di aggregazione orizzontale basato su un maggiore rispetto ed una maggiore valorizzazione delle specificità e delle differenze, in una cornice partecipativa rafforzata e consolidata, aperta anche agli apporti esterni e capace di produrre all’esterno azioni unitarie di influenzamento e partecipazione comunitaria. Si tratta in tal senso di rafforzare la conoscenza e la relazione con i singoli soci ed i diversi territori ed intensificare insieme tutte le forme di comunicazione orizzontale, informale e tempestiva, che consentano di mantenere vivo uno scambio il meno possibile gerarchizzato tra tutti i soggetti portatori di interesse. Si tratta inoltre di modificare il tradizionale approccio ai servizi di Pag. 5 Collaborazione Responsabilizzazione Equità Apertura Trasferibilità Innovazione Visione Integrazione Il Presidente Avv. Antonio Giacomelli networking, mirando a fornire anche un servizio di rielaborazione, ricapitolazione tematica, sintesi e supporto al confronto ed al dibattito, che sappia sostenere la partecipazione individuale ai diversi processi di costruzione sociale delle decisioni (a partire dalla costruzione del Piano per la Salute 2015-2025), offrendo modalità per consentire anche una sua espressione collettiva, nonostante la prevalenza – in prospettiva futura – di strumenti di consultazione che tendono a raccogliere la partecipazione con modalità segmentate ed individualizzate. Parimenti si tratta di potenziare la capacità degli enti soci di tessere alleanze e relazioni orizzontali ed informali, anche con soggetti non “istituzionalizzati”, quali ad esempio i familiari (singoli o in gruppo), i care givers informali sul territorio (comprese le assistenti familiari o badanti che dir si voglia), i volontari ed i donatori potenziali, costruendo anche da questo punto di vista strumenti ed azioni progettuali di tipo generativo, per fare in modo di moltiplicare le risorse disponibili per il welfare e rafforzarle nel loro insieme. Tutto ciò sarà possibile se da una parte gli enti soci rinunceranno a posizionamenti “difensivi” nella rete dei servizi, ponendosi invece come elemento di cerniera e connessione tra componenti formali ed informali, tra componenti sociali e sanitarie, e sostituendo un approccio sindacale-rivendicativo con un approccio di costruzione sociale e collaborativo, in cui alla difesa della propria autonomia si associa anche la responsabilità e l’iniziativa diretta. Se d’altra parte anche Upipa saprà essere un luogo di confronto e di collaborazione aperto, capace di lasciare convivere anime e prospettive differenti senza che esse ne vadano a minare la coesione di fondo o ne determinino fratture e schieramenti tendenzialmente alternativi e potenzialmente autodelegittimantesi e distruttivi. In questa partita giocheranno un ruolo anche le istituzioni regionali e provinciali, che dovranno promuovere e riconoscere la funzione di aggregazione e sintesi partecipativa di Upipa, rinunciando ad iniziative di legittimazione diretta di interessi di singoli soci a scapito di altri o di polarizzazione di sistema, e prestando moltissima attenzione ai criteri che saranno adottati per la distribuzione delle risorse disponibili, ma anche evitando ingerenze eccessive e pretese di controllo assoluto del sistema, che minandone la storica autonomia ne annullano anche la potenziale generatività. 1.4 Una metafora visiva per rappresentare l’attività Upipa Come ormai tradizione consolidata, al presente piano dell’attività viene associato un logo, un’immagine che accompagnerà tutti i materiali cartacei (comunicazioni e documenti) e su file (presentazioni, ecc.) che rappresenta l’orizzonte di senso nel quale si muoverà l’attività dell’Upipa nel prossimo triennio. Per questo triennio è stata scelta l’immagine di un insieme di oggetti geometrici simili, ma di forme e colori diversi, che si muove in forma più o meno aggregata lungo una striscia nera tratteggiata di bianco, che ha un andamento ondulato. Un insieme di oggetti geometrici simili, ma di forme e colori diversi a rappresentare un contesto associativo in cui la diversità di forme, colori e aggregazioni non cancella la percezione di una comune appartenenza e di una comune direzione-missione. Un una striscia nera tratteggiata di bianco, ad andamento ondulato, su cui ci si muove in aggregazioni differenziate a simboleggiare il contesto sempre più incerto, altalenante, difficile da valutare nel suo sommarsi di fattori positivi e negativi, dove il contingente ed il presente sembrano avere troppo peso e troppo spessore, a scapito della capacità di lettura del passato e di prefigurazione del futuro, in cui tutto si muove in modo apparentemente più disordinato, ma nel quale è possibile riconoscere un’armonia dinamica di colori, forme e movimento, che però richiede uno sforzo di visione e interpretazione, quasi una intenzione che dia significato all’immagine, esattamente come il significato della dimensione associativa dipende oggi più che mai dall’intenzionalità con cui i soci glielo attribuiscono. Un andamento concavo, a richiamare il logo del triennio precedente, per mantenere l’idea della mano (la strada, il percorso, la missione associativa), aperta, capace di accogliere ed al contempo di sostenere, alla ricerca di una nuova generatività nella relazione con l’ambiente. Pag. 6 Collaborazione Responsabilizzazione Equità Apertura Trasferibilità Innovazione Visione Integrazione Il Presidente Avv. Antonio Giacomelli 1.5 Uno sfondo in cui domina il grigio a dare l’idea del rischio di rarefazione delle relazioni sociali e di impoverimento delle risorse comunitarie insito in questa delicata fase della crisi, e della necessità di restituire colore al contesto con la propria azione di promozione sociale. Lo slogan riportato in forma arrotondata sotto all’immagine metaforica con la parola creativi scandita dai colori dell’immagine e ripresa dalle parole chiave a pié di pagina, per richiamare la relazione tra i diversi colori del sistema, la loro complementarietà e le condizioni strategiche per una loro effettiva valorizzazione. La scelta della geometria dell’immagine nel suo complesso, per richiamare uno sfondo di razionalità e di struttura comune, immediatamente ed intuitivamente riconoscibile, garanzia rispetto al potenziale caos, ma anche la semplicità e la sobrietà dei soggetti e delle azioni. Ed ancora altro … da proporre ed inventare guardando l’immagine, in coerenza ed a rafforzamento degli obiettivi di sviluppo che il sistema si pone. Lo slogan per il triennio 2015 - 2017 Unitamente all’immagine è stata individuata una frase, coerente con l’orizzonte di senso proposto ed in grado di sottolinearne gli aspetti salienti, facilitando la decodificazione degli elementi simbolici del logo, cui è stabilmente associata. La frase slogan per il triennio è “Insiemi CREATIVI: Collaborazione Responsabilizzazione Equità Apertura Trasferibilità Innovazione Visione Integrazione”, che riconosce e rafforza i due grandi obiettivi del triennio, cioè aumentare la creatività e l’innovazione nei servizi e costruire forme di partecipazione comunitaria aperte all’esterno e rispettose delle differenze interne, rendendo il sistema maggiormente generativo nel suo complesso. Per questo motivo la parola “creativi” diventa anche acronimo multicolore degli elementi costitutivi necessari per garantire una creatività sociale e comunitaria e non solo fine a se stessa. Insiemi > non un solo insieme, ma tanti insiemi, per alcuni aspetti differenti, per altri sovrapposti o sovrapponibili, comunque legati dal loro comune essere “insiemi”, alla ricerca di un equilibrio dinamico; CREATIVI > non insiemi fini a se stessi, costruiti per difendersi dall’esterno, ma pensati per unire le forze, integrare le visioni, perseguire obiettivi comuni, adattarsi ai diversi contesti, per creare qualcosa di nuovo e per generare valore per la comunità, attraverso il perseguimento consapevole delle parole chiave dell’acronimo scelto come simbolo; Collaborazione > intesa nel suo senso profondo di processo cardine del lavoro sociale, quale alternativa generativa alla competizione; Responsabilizzazione > intesa come consapevolezza delle conseguenze delle proprie scelte e delle proprie azioni, ma anche come riconoscimento del proprio potere di agire e provocare cambiamento; Equità > intesa come ricerca costante dell’equilibrio e delle pari opportunità, come riconoscimento dei diritti e delle ragioni dell'altro, come bilanciamento e allineamento degli interessi, per colmare distanze e fratture; Apertura > intesa come capacità di andare oltre agli steccati di ente e di sistema, oltre agli schemi di pensiero ordinari ed abituali, per riuscire a cogliere dall’esterno gli stimoli all’apprendimento e le opportunità di collaborazione e sviluppo; Trasferibilità > intesa come tensione ad applicare, adattandoli al proprio contesto, gli apprendimenti e le innovazioni; Innovazione > intesa come capacità di pensare il diverso da ciò che già esiste, come capacità di rinunciare all’idea che “si è sempre fatto così”, come capacità di cambiare il punto di vista; Visione > intesa come capacità di coniugare e comunicare cambiamento, futuro e valori, di rendere immaginabile, presente e possibile ciò che si vuole realizzare, come direzione intenzionale di tutte le proprie azioni; Integrazione > intesa come capacità di far dialogare le diverse parti per ottenere un tutto efficace e migliore della somma delle sue componenti. Pag. 7 Collaborazione Responsabilizzazione Equità Apertura Trasferibilità Innovazione Visione Integrazione Il Presidente Avv. Antonio Giacomelli 2. Indirizzi per il piano di attività di servizio ai soci 2015 – 2017 2.1 Andamento del triennio 2012 – 2014: alcune considerazioni dei soci ANALISI della SODDISFAZIONE dei SOCI RISPETTO ai SERVIZI EROGATI da UPIPA Al fine di rilevare la soddisfazione dei soci rispetto ai servizi offerti da Upipa nel triennio, nel corso del 2014 è stato predisposto un questionario di ente (quindi non anonimo), inviato ai rappresentanti legali degli enti soci quali responsabili del rapporto associativo, invitandoli ad istruire una valutazione di ente il più possibile collegiale ed estesa agli effettivi utilizzatori dei diversi servizi. Al questionario hanno risposto 37 enti su 50 pari al 74% dei soci. Il questionario era organizzato in 7 sezioni: 6 specificamente collegate ad un servizio offerto da Upipa, ed una finale di gradimento complessivo rispetto ad alcuni item di sintesi; vi era inoltre per ogni sezione la possibilità di evidenziare commenti/suggerimenti che avrebbero potuto aiutare lo staff a pianificare in modo differente i servizi resi ai soci per il triennio entrante. Ad ogni item veniva chiesto di rispondere assegnando un punteggio da 1 (completamente insoddisfatto) a 6 (assolutamente soddisfatto), con valore medio di riferimento 3,5. Tale indagine è soltanto in parte comparabile con quella svolta nel corso del 2011 per la redazione del piano triennale 2012-2014, in quanto alcuni item sono stati eliminati (area delle comunità professionali) ed alcuni sono stati aggiunti (area gestione, rilevazione e rielaborazione dati statistici), in ragione dei cambiamenti strategici nei servizi di Upipa introdotti a seguito dell’adozione dell’ultimo piano triennale. Per quanto comparabile è interessate rilevare che i soci rispondenti sono passati da 21 a 37, coinvolgendo nell’indagine anche soci che nelle Assemblee si sono manifestati particolarmente critici nei confronti dell’Associazione, e ciò fa ben sperare rispetto alle prospettive di collaborazione interna del sistema. La nuova area, relativa alla rielaborazione e gestione dei dati statistici, pur nella difficoltà derivante anche dalla necessità di rispettare i tempi di risposta e trasmissione dati da parte dei soci per ottenere basi di confronto sufficientemente significative, è stata subito apprezzata e valutata positivamente, tanto da raggiungere il terzo posto dopo le attività formative e lo sportello unico di consulenza, come soddisfazione complessiva da parte dei soci. L’area ricerca, sviluppo e promozione del sistema è l’unica area che, già presente nell’indagine dello scorso triennio, cresce nel livello assoluto di soddisfazione, sia pure di poco, a fronte invece di un leggero calo complessivo delle altre aree, che si ritiene in parte imputabile alla maggiore partecipazione alla rilevazione anche dei soci tradizionalmente meno soddisfatti, in parte alla richiesta implicita di rivedere, potenziando o riorganizzando, le aree di servizio nel loro complesso. La valutazione delle singole aree merita comunque una breve analisi a se stante, onde verificare gli eventuali spazi di miglioramento. Per ciascuna delle aree analizzate viene quindi presentato il dettaglio degli esiti di soddisfazione degli item considerati, vengono riprese le indicazioni riportate nella parte di commenti e suggerimenti dei soci e viene effettuato un breve commento complessivo con evidenziate le possibili azioni di miglioramento. A. Rappresentanza politica e negoziale Commenti e suggerimenti riportati nei questionari: • • Pag. 8 UPIPA deve legittimarsi fra i soci e all'esterno attraverso una risposta più veloce ai bisogni dei soci che oggi non hanno bisogno solo di formazione; UPIPA dovrebbe rappresentare in maniera più adeguata le aziende nei confronti della PAT in relazione a problematiche di una certa importanza; Collaborazione Responsabilizzazione Equità Apertura Trasferibilità Innovazione Visione Integrazione Il Presidente Avv. Antonio Giacomelli • • • UPIPA dovrebbe interessarsi di più alle problematiche reali delle aziende: per esempio la questione dei posti di Bolzano; sfruttare maggiormente il "peso politico" dell'associazione nei confronti di PAT e RTAA; maggior presenza di tavoli di lavoro PAT - APSS – RTAA. Questa è l’area su cui si concentrano le maggiori criticità nella soddisfazione dei soci rispetto all’attività di Upipa, in particolare per quanto riguarda i risultati delle relazioni con la Provincia Autonoma di Trento e la Regione Autonoma Trentino Alto Adige. Si ritiene che ciò vada in parte spiegato con l’elevata aspettativa dei soci rispetto alle possibilità di Upipa di ottenere ancora vantaggi di natura economica od organizzativa nella definizione dell’assetto regolativo e di finanziamento dei servizi, pur in presenza di una fase di contrazione delle risorse ancora più evidente e marcata che nel triennio precedente. L’esito invece non appare influenzato, se non in parte, dalla qualità dell’informazione ai soci sull’attività svolta, che sembra essere tra gli item più soddisfacenti di quest’area. Sul piano politico eventuali miglioramenti nella soddisfazione potranno venire da una migliore percezione dell’efficacia della partecipazione come sistema alla definizione dei grandi cambiamenti in corso. Sul piano tecnico tale percezione potrà essere migliorata supportando in modo più efficace l’informazione e la comunicazione interna all’associazione per la costruzione delle posizioni di sistema e la loro comunicazione unitaria all’esterno. Si rileva comunque che il sistema nel suo insieme, nonostante tutto, è sottoposto a moltissime spinte centrifughe, anche di natura istituzionale, ed a forti tensioni, pur essendo riuscito a resistere meglio di altri ai fattori di perturbazione introdotti dalla crisi. B. Area ricerca, sviluppo e promozione del sistema Commenti e suggerimenti riportati nei questionari: • • • • Elaborazione linee guida validate scientificamente - a conclusione di un progetto stesura di un documento o pubblicazione scientifica; non applicabilità del progetto contenzione alle nostre situazioni; UPIPA dovrebbe farsi promotrice dell'innovazione nel sistema in ottica proattiva e non solo meramente reattiva; messa in rete e confronto di Bilanci sociali e valorizzazione Best-practice Q&B. In quest’area viene tributato un forte riconoscimento, in termini di soddisfazione, all’organizzazione dei viaggi di studio, mentre più controversi sembrano essere i livelli di soddisfazione rispetto agli esiti dei singoli progetti di sistema, compreso il modello Q&B, ciò probabilmente anche per la difficoltà di sostenere gli enti nella fase di applicazione dei progetti, di farli riconoscere istituzionalmente e di pubblicarne i risultati, aspetti su cui si concentreranno le azioni di miglioramento del triennio. In particolare, con la riorganizzazione complessiva del servizio ricerca, sviluppo e formazione come presentata nelle sezioni successive, si auspica di poter individuare modalità di valorizzazione pratica ed Pag. 9 Collaborazione Responsabilizzazione Equità Apertura Trasferibilità Innovazione Visione Integrazione Il Presidente Avv. Antonio Giacomelli immediata dei prodotti e delle ricadute dei progetti di sistema, sia come unità formative puntuali da proporre nel catalogo Upipa che come strumenti da implementare nell’organizzazione del lavoro dei singoli enti soci. B. Attività formative Commenti e suggerimenti riportati nei questionari: • • • • • • Buone e numerose le proposte formative per le varie figure professionali; inesistenti o quasi per il management/direzione: se si escludono i viaggi studio all'estero, l'unica proposta per lo staff direzionale del triennio ben strutturata (con Focos Argento) è risultata del tutto inadeguata; positiva la scelta di svolgere i corsi di formazione sul territorio, va ampliata e migliorata l'offerta formativa; migliorare offerta formativa servizi generali (HACCP, ...); la nostra azienda è sostanzialmente autonoma per quanto riguarda la formazione; una considerazione sulla formazione degli amministratori: in generale, non è risultata incisiva; in passato pochi corsi per amministrativi, ora in forte e positivo recupero; maggior attenzione alle figure professionali meno rappresentative (es. manutentori). Questa è l’area che tradizionalmente riscuote la maggiore soddisfazione da parte dei soci, che però ribadiscono sempre la necessità di spostare energie e risorse verso il miglioramento di altre aree di servizio meno presidiate a loro avviso. Nonostante questo anche l’area della formazione risente di un leggero calo della soddisfazione generale e in particolare non raggiungono i livelli attesi di soddisfazione gli aspetti relativi al supporto al trasferimento degli apprendimenti all’interno delle organizzazioni e l’utilizzo della piattaforma Elle3, che si ipotizzava come utile strumento in questa direzione. Migliora invece l’item relativo alla calendarizzazione e localizzazione dei corsi, grazie anche al forte impegno per la territorializzazione espresso nel corso del triennio. Alla luce degli esiti dell’indagine di soddisfazione risulta evidente che si deve trovare una diversa modalità di supporto al trasferimento e di valorizzazione delle azioni formative tradizionali, attraverso un miglioramento della metodologia di progettazione e realizzazione degli interventi e una maggiore integrazione delle diverse tipologie formative, in particolare la formazione sul campo e la formazione a distanza. Sulla base di tali indicazioni è stata ripensata nel suo complesso l’organizzazione del servizio formazione di Upipa. C. Sportello unico consulenza Commenti e suggerimenti riportati nei questionari: • • • • • • Pag. 10 Unico responsabile che risponde a tutti i quesiti, più responsabili settorializzati; non adeguato il sistema di condivisione delle risposte ai quesiti (ideale una mail istantanea / newsletter settimanale, etc. anziché pubblicazione in area riservata); è assolutamente un servizio da potenziare; il problema tempestività probabilmente è collegato alla quantità di richieste degli Enti e alla difficoltà nell'avere chiarezza tra le norme; migliorare la ricerca dei quesiti/risposte on-line per argomento/per parola chiave; possibilità di ricerca risposte ai quesiti per argomento o parola chiave; Collaborazione Responsabilizzazione Equità Apertura Trasferibilità Innovazione Visione Integrazione Il Presidente Avv. Antonio Giacomelli • • • • sarebbe opportuna una mail di comunicazione a tutti i soci della risposta a quesiti formulati dai vari enti; potrebbe essere utile inviare a tutti i soci le risposte ai quesiti e non solo alla parte interessata - tipo vademecum; risposte ai quesiti: difficoltà nella ricerca, utile sarebbe avere un indice; risposte pubblicate sul sito: possibilità di ricerca risposte ai quesiti per argomento o parola chiave. Rispetto a quest’area i due ambiti di miglioramento nettamente segnalati sono la tempestività delle risposte (è l’item con il punteggio di soddisfazione più basso) e l’accessibilità delle informazioni e la reperibilità dei quesiti sul sito Upipa (è la segnalazione più frequente nei commenti). Riguardo a questi aspetti nel primo caso i soci sono anche consapevoli che il dimensionamento del servizio non è più adeguato alle richieste che deve gestire e ne suggeriscono un potenziamento, nel secondo caso, che era già obiettivo di miglioramento in sede di aggiornamento 2014 del precedente piano triennale, è l’Upipa a scontare una certa inerzia nelle modalità di modificazione del proprio sito internet, anche per carenza – non immediatamente superabile – di professionalità interne competenti da destinare a tale attività. Nella consapevolezza della strategicità dell’area si prevede comunque di rafforzare il servizio (inizialmente con uno stage semestrale a tempo pieno di neo-laureati in giurisprudenza) e di coordinarne l’attività con lo sportello dell’Associazione ARPA di Bolzano in modo da condividere i risultati conseguiti dai due uffici e non sovrapporre e duplicare attività. D. Area gestione rilevazione e rielaborazione dati statistici Commenti e suggerimenti riportati nei questionari: • • • • • Uniformare e standardizzare le rilevazioni; maggior tempestività nella rielaborazione dei dati statistici; momenti tecnici di analisi degli stessi uniformare le analisi statistiche in pochi momenti/documenti - utilizzare strumenti on-line; spesso le analisi sono condotte in ritardo e si dilungano i tempi di restituzione; è necessaria una maggior partecipazione attiva da parte degli Enti soci a cui va certamente attribuita parte della colpa (sia sulle tempistiche che sulla completezza o precisione dei dati). Quest’area è stata istituita per effetto dell’ultimo piano triennale, ma riscuote già una significativa soddisfazione da parte dei soci che la utilizzano ed ha permesso ad Upipa di ottenere importanti risultati negoziali, non ultima la rideterminazione e la copertura degli oneri Fo.r.e.g. rispetto alla errata proiezione iniziale e conseguente insufficiente destinazione di risorse da parte della PAT. La qualità del supporto fornito in sede di rilevazione, della restituzione dei dati e l’utilità delle analisi effettuate sono i punti forti del servizio, punto debole è sicuramente la ridotta tempestività nella restituzione dei risultati, per la quale però vi è la consapevolezza degli stessi soci che ciò dipende almeno in parte dai tempi di risposta dei soci alle rilevazioni e dalla necessità di avere un campione significativo prima di avviare le rielaborazioni, data la loro onerosità da un punto di vista organizzativo. Gli ambiti di Pag. 11 Collaborazione Responsabilizzazione Equità Apertura Trasferibilità Innovazione Visione Integrazione Il Presidente Avv. Antonio Giacomelli miglioramento saranno l’adozione – ove possibile – di strumenti di raccolta dei dati con moduli on-line e la disponibilità a svolgere raccolte dati ed analisi personalizzate per le esigenze dei singoli soci. E. Area comunicazione e networking Commenti e suggerimenti riportati nei questionari: • • • • UPIPA dovrebbe valorizzare le iniziative dei soci invece di osteggiarle; la nostra azienda ha prodotto molte innovazioni che hanno trovato riconoscimento in Trentino, in Italia e all'estero, ma non presso UPIPA; si tratta, a nostro parere, di un grave limite gestionale di UPIPA; servizi da parte ns. poco utilizzati; al sito manca una newsletter o un feed RSS; risposte pubblicate sul sito: possibilità di ricerca risposte ai quesiti per argomento o parola chiave. Rispetto al triennio precedente migliorano, in quest’area, gli item relativi alla valorizzazione delle iniziative dei soci ed alla promozione di incontri e momenti di confronto tra soci, mentre tutti gli altri calano di qualche centesimo, e non riscontra particolare utilità l’agenda generale degli appuntamenti introdotta con l’ultimo aggiornamento del precedente piano triennale. La pubblicazione di bandi e concorsi sembra rimanere l’aspetto più utile e soddisfacente dell’intero ambito del networking e della comunicazione. Negli obiettivi del prossimo triennio ci sarà in ogni caso una revisione complessiva del sito, anche in una logica di revisione della spesa, alla luce della ridotta fruizione/utilità di alcuni strumenti presenti, con l’obiettivo di semplificarlo, renderlo più utilizzato e più integrato ai diversi portali utilizzati per i servizi (www.ecmtrento.it, www.marchioqeb.it ed Elle3) ed ai siti istituzionali dei soci. F. Valutazione complessiva della soddisfazione: Commenti e suggerimenti riportati nei questionari • • • Pag. 12 Va ampliata l'offerta dei servizi offerti da UPIPA ai soci tenendo conto del contesto non dell'oggi ma del domani; è necessario anticipare i tempi favorendo gestioni associate o centralizzate dei servizi (paghe, acquisti ecc.) per le informazioni è buona l'idea di mettere in rete i verbali ma se poi non vengono implementati tempestivamente perde di significato; apprezzabile, puntuale e completa la consulenza ed il supporto del Direttore su diverse tematiche ed argomenti di interesse specifico dell'APSP; UPIPA dovrebbe dimostrarsi capace di realizzare una vera rete tra gli associati, valorizzando le innovazioni e le esperienze specifiche di ogni socio; purtroppo l'impressione è che UPIPA non sia in grado di valorizzare le specificità, non riuscendo ad andare oltre quegli aspetti che oramai dovrebbero essere un patrimonio organizzativo standard di ogni struttura che si occupi di assistenza alla persona; crediamo che il futuro delle nostre aziende sia nella "ricerca e sviluppo" in senso "proattivo" e non in azioni meramente "reattive" ai problemi che via via emergono; Collaborazione Responsabilizzazione Equità Apertura Trasferibilità Innovazione Visione Integrazione Il Presidente Avv. Antonio Giacomelli • • promozione delle collaborazioni inter-aziendali/rafforzamento - istituzione centrale di committenza oltre ai servizi di formazione, consulenza, qualità, rielaborazione dati, diventa improcrastinabile che UPIPA si attrezzi a costituire una centrale acquisti per i propri associati. Il giudizio sulla valutazione complessiva dei servizi sconta una leggera flessione rispetto all’indagine precedente, migliorano però gli item sulla capacità di creare rete (comunicazione e incontri tra i soci) e reggono con una flessione inferiore quelli relativi ai servizi prodotti (professionalità e cortesia del personale, qualità complessiva delle informazioni e capacità di produrre servizi per i soci). Dai commenti risulta inoltre evidente l’aspettativa che Upipa possa ulteriormente ampliare la propria gamma di servizi (ed è un importante segnale di fiducia nell’associazione, in parte in controtendenza rispetto agli esiti complessivi della rilevazione), in particolare nell’area della consortilizzazione (acquisti consortili, ecc.). Alla luce degli esiti di tale indagine, dell’ascolto dei soci nei diversi contesti (incontri di zona, segnalazioni dirette, incontri della consulta dei direttori e delle comunità professionali, e dall’incrocio con le tendenze e le richieste emergenti dal contesto istituzionale esterno (in particolare Provincia e Regione), incentrate soprattutto su istanze di valorizzazione della partecipazione civica (dei cittadini e dei familiari ai servizi, ma anche degli esperti e degli erogatori dei servizi alla definizione delle nuove politiche provinciali), dell’apporto del volontariato e della collaborazione interprovinciale e all’interno dell’Euroregione Tirolo, Alto Adige e Trentino, si sono impostate, nel rispetto delle indicazioni generali del Consiglio di Amministrazione, le linee di sviluppo dell’Upipa e dei suoi servizi, compreso il piano della formazione generale ed a finanziamento regionale per il prossimo triennio, di cui si dà conto nei prossimi paragrafi. 2.2 Ampliamento e potenziamento dei servizi esistenti La domanda di proattività e la fiducia manifestata dai soci rispetto all’opportunità che sia Upipa a promuovere e sviluppare servizi di interesse comune richiede, anche sulla base dei differenti esiti di soddisfazione espressi sui servizi esistenti, l’adozione di azioni di miglioramento e potenziamento di almeno alcuni dei servizi già offerti da Upipa. In particolare, nel corso del triennio, si ritiene di agire sulla base dei seguenti obiettivi. Sportello unico di informazione e consulenza: • ampliamento dell’orario di apertura dello sportello con personale professionalmente qualificato in area giuridica in via sperimentale per il primo semestre 2015, impiegando a tale scopo stagisti neolaureati in giurisprudenza, in modo da consentire ai soci l’inoltro di quesiti e di segnalazioni, anche telefoniche, durante tutto l’orario di apertura; • introduzione di una modalità formalizzata e cadenzata di monitoraggio di tutte le novità in materia normativa e regolativa riguardante gli ambiti di maggiore interesse dei soci, con segnalazione ad un gruppo di direttori di riferimento per area tematica individuato dalla Consulta dei direttori delle novità legislative e regolative per una analisi preliminare di impatto ed elaborazione successiva delle indicazioni e degli strumenti per l’eventuale recepimento da parte del sistema; • costruzione di una collaborazione stabile al fine di integrazione e supporto reciproco delle attività istruttorie, sia di sistema che su singoli quesiti, con l’analogo sportello dell’Associazione delle Residenze Per Anziani dell’Alto Adige, con raccordo sistematico con gli uffici della Regione e con il Comitato Consultivo delle A.P.S.P.; • valorizzazione dei prodotti del servizio (risposte a quesiti e strumentazione specifica per l’applicazione di nuove normative) in forma di mailing e di migliore reperibilità sul sito in area riservata, compresa la mutua accessibilità alle aree riservate dei siti delle due Associazioni trentina e alto-atesina per una migliore collaborazione orizzontale. Pag. 13 Collaborazione Responsabilizzazione Equità Apertura Trasferibilità Innovazione Visione Integrazione Il Presidente Avv. Antonio Giacomelli Servizio di rilevazione ed analisi dei dati statistici: • attribuzione di priorità assoluta all’estensione delle adesioni, alla tempestività di rielaborazione ed all’approfondimento delle analisi del Progetto Smart Point, con l’obiettivo di farne un osservatorio permanente del sistema, auspicabilmente raccordato ad altri osservatori regionali, e possibilmente riconosciuto e valorizzato dalla Provincia nel contesto della collaborazione al miglioramento ed alla qualificazione della spesa pubblica e dei costi dei servizi; • miglioramento dei form di raccolta dei dati con privilegio delle modalità di raccolta via web in tutti i casi in cui ciò sia possibile; • incremento della tempestività di restituzione delle analisi (compatibilmente con la puntualità di trasmissione dei dati), con evidenza dei tempi di lavoro per i diversi passaggi; • redazione di rapporti di commento ai dati restituiti anche sulla base del confronto preliminare con i portatori di interesse. Servizio di ricerca, sviluppo e formazione: • riassetto complessivo dell’attuale servizio formazione e delle metodologie di programmazione ed erogazione delle azioni formative come da indicazioni specificamente evidenziate nella sezione dedicata alla pianificazione della formazione; • valorizzazione costante dei progetti di sviluppo ed innovazione di sistema attraverso la previsione, già in fase progettuale, dei prodotti finali da rendere disponibili con il progetto, identificati in rapporti di ricerca di progetto e dati di analisi dell’ambito trattato, unità formative minime da utilizzare nel catalogo della formazione per la disseminazione dei risultati (comprensive di materiali didattici di base), strumenti operativi (protocolli, flussi di lavoro, vademecum, modulistica) per l’implementazione nelle organizzazioni delle innovazioni prodotte. Servizio di comunicazione e networking: • strutturazione di modalità di supporto all’utilizzo delle nuove modalità di partecipazione civica in forma coordinata e sistemica, attraverso la promozione di momenti di confronto interno, dibattito e sintesi delle diverse posizioni del sistema, anche in collegamento con i gruppi di lavoro che verranno costituiti a livello istituzionale per accompagnare i cambiamenti nel sistema sociosanitario integrato; • ricerca di nuove modalità di comunicazione tempestiva ed appropriata delle attività istituzionali; • revisione del sito di Upipa con l’obiettivo di ottenere maggiore semplificazione, accessibilità e fruibilità delle informazioni e maggiore integrazione con i siti ed i portali di gestione delle attività e con i siti istituzionali dei soci. Marchio Qualità e Benessere: • sviluppo di un modello specifico per la valutazione della qualità della vita delle persone con demenza all’interno dei nuclei demenze delle strutture residenziali in collaborazione con la società Qu.Be. srl, di cui Upipa è comproprietaria; • integrazione dei dati del marchio con i dati del Progetto Smart Point per un migliore affinamento della valutazione costi-efficacia dei servizi; • integrazione strategica con il Marchio Family, in modo da meglio sviluppare tutta la sezione relativa al benessere dei collaboratori ed alla questioni di conciliazione vita lavoro e di dialogo intergenerazionale; • ricerca di una possibile collaborazione con A.R.P.A. e Con.Solida per la diffusione del Marchio all’interno del contesto regionale; • valorizzazione del Marchio nel contesto di autorizzazione, accreditamento e vigilanza tecnico sanitaria sulle R.S.A. Pag. 14 Collaborazione Responsabilizzazione Equità Apertura Trasferibilità Innovazione Visione Integrazione Il Presidente Avv. Antonio Giacomelli 2.3 Sviluppo di nuovi servizi per l’integrazione di sistema Sulla base delle indicazioni offerte dai soci nei diversi momenti di ascolto e della crescente convergenza di consensi su alcune priorità strategiche rispetto allo sviluppo di nuovi servizi, anche in relazione alle effettive disponibilità dei soci a sostenerne l’implementazione effettiva e alle effettive possibilità di costruire forme di collaborazione ed integrazione interistituzionale che consentano una legittimazione ed un riconoscimento dei servizi stessi, si prevede di avviare la strutturazione dei seguenti nuovi servizi nel corso del triennio. • • • • 2.4 Costituzione di una centrale di committenza del sistema Upipa che possa anche funzionare come centrale acquisti sul modello organizzativo della sperimentazione attuata attraverso Emporium, da attivare e portare a regime contestualmente al recepimento delle nuove direttive europee in materia di appalti e contratti che dovranno essere recepite entro l’aprile del 2016 e che aprono nuove possibilità di valorizzazione delle specificità dei settori dei servizi alla persona. Richiesta di attivazione e di assegnazione in gestione ad Upipa di un fondo per le assenze e le maternità del sistema delle A.P.S.P., sul modello del già operante strumento attivato dalla Provincia di Bolzano e gestito da A.R.P.A. a favore dei propri soci, con ipotesi di supporto della Regione in fase di avvio ed estensione a tutto il personale delle aziende e non solamente a quello finanziato dalla Provincia. Istituzione di una onlus Upipa di sistema, sul modello di Trentino Solidale, con l’obiettivo di raccogliere fondi, donazioni e destinazione del 5 per mille da destinare a finanziamento dei progetti dei soci per l’estensione dei servizi e la realizzazione di servizi integrativi rispetto a quelli già previsti, anche in forma di sperimentazione ed innovazione. Strutturazione, all’interno del servizio di ricerca, sviluppo ed innovazione, anche in collaborazione con A.R.P.A. e G.E.C.T., di un processo di ricerca costante dei finanziamenti internazionali disponibili e di progettazione europea e costruzione dei partenariati necessari per accedere a tali finanziamenti a supporto delle azioni di ricerca ed innovazione del sistema e dei singoli soci. Servizi personalizzati per i soci a domanda individuale La maggiore parte dei soci si sta orientando verso uno “spacchettamento” ed una segmentazione dei servizi acquistati all’esterno, compreso il servizio di Responsabile Qualità e Formazione, oggi offerto da Upipa a 12 enti soci diversi in forme e con intensità differenziate. Questo determina la tendenza a richiedere non il servizio completo in convezione con Upipa, ma piuttosto interventi personalizzati di supporto tecnico ai propri servizi interni. Posto che dall’analisi comparativa dei dati dei diversi servizi offerti da Upipa e dal confronto con il Comitato Scientifico della Formazione emerge la grande utilità di un raccordo di sistema dei servizi Qualità e Formazione interni degli enti, ed al fine di meglio raggiungere gli enti fornendo loro un supporto personalizzato e modulare, più adeguato alle singole esigenze di risultato e di investimento, sono state individuate delle unità di prodotto/servizio che caratterizzano nel loro insieme il know how sviluppato da Upipa in questi anni, e che saranno proposte ai soci in forma di pacchetto di servizio integrabile con altri, ad un costo base pari al costo di produzione e realizzazione dello stesso presso le sedi dei soci richiedenti. Ciascun servizio sarà presentato da schede illustrative, pubblicate anche sul sito di Upipa, che ne evidenzieranno gli obiettivi, i prodotti, le modalità di attivazione e di realizzazione ed i costi unitari. Si prevede inizialmente di attivare in via progressiva le seguenti schede servizio, che saranno successivamente integrate da altre nel corso del triennio, in coerenza con lo sviluppo di nuove competenze derivanti dall’implementazione e realizzazione dei progetti di sistema. • • Analisi dei fabbisogni formativi e redazione del piano della formazione d’ente. Supporto alla progettazione e alla stesura di progetti formativi d’ente (dal fabbisogno formativo alla valutazione del trasferimento in ente). Pag. 15 Collaborazione Responsabilizzazione Equità Apertura Trasferibilità Innovazione Visione Integrazione Il Presidente Avv. Antonio Giacomelli • • • • • • • • • • Supporto alla realizzazione di analisi di customer satisfaction. Supporto alla realizzazione delle analisi di benessere organizzativo. Supporto alla revisione delle carte dei servizi ed alla redazione di bilanci sociali ed opuscoli informativi sulle attività. Supporto alla revisione, semplificazione ed ottimizzazione degli standard definiti dagli enti nei diversi contesti (carte dei servizi, sistemi di monitoraggio interno per l’accreditamento, alla luce degli obiettivi e dei monitoraggi già effettuati e del loro esito). Gestione informatizzata a richiesta delle rilevazioni dell’ente (dalla raccolta dati alla rielaborazione attraverso il servizio statistica di Upipa). Supporto ai processi di acquisizione dell’autorizzazione e dell’accreditamento. Supporto alla gestione dei progetti di miglioramento interno degli enti. Supporto alla gestione dei contenziosi e della contrattazione decentrata, compresa la definizione degli obiettivi aziendali ai fini del Fo.r.e.g. Supporto all’autovalutazione del marchio Q&B e all’acquisizione della certificazione Family Audit. Gestione informatizzata della formazione obbligatoria, comprensiva degli scadenziari individuali e di ente. Le schede sintetiche dei servizi saranno scaricabili dal sito dell’Upipa, nella sezione Servizi a partire dal prossimo anno. Di seguito se ne riporta un esempio in bozza. Pag. 16 Collaborazione Responsabilizzazione Equità Apertura Trasferibilità Innovazione Visione Integrazione Il Presidente Avv. Antonio Giacomelli 3. Indirizzi e obiettivi per il piano della formazione 2015 – 2017 La presente sezione del piano generale delle attività di Upipa rappresenta l’offerta di servizi formativi che la cooperativa intende proporre per il prossimo triennio. Da un punto di vista degli indirizzi e degli obiettivi generali della formazione per il triennio, i punti chiave individuati come prioritari sono i seguenti: • • • • • • • • • • • • • • • promuovere delle attività formative che siano sempre più attente alla dimensione dell’effettiva trasferibilità degli apprendimenti nella pratica quotidiana; sviluppare delle forme di diffusione delle conoscenze e delle innovazioni scientifiche, in modo che venga favorito anche l’autoapprendimento; sperimentare di percorsi formativi innovativi che vedano l’integrazione delle differenti metodologie di formazione esistenti (residenziale + formazione sul campo + formazione a distanza); promuovere l’incontro di specifici fabbisogni formativi espressi da enti diversi e supportarne la realizzazione tramite un supporto progettuale specifico al fine di consolidare la metodologia della formazione sul campo quale leva operativa per attuare il transfer delle formazione; avviare laboratori di riflessione e sperimentazione sulla valutazione della formazione e della sua trasferibilità nelle organizzazioni; promuovere incontri, scambi ed esperienze che permettano il confronto e la riflessione su temi di interesse per gli enti soci (sia a livello provinciale, che nazionale che verso l’estero); sviluppare progetti di ricerca su temi di interesse dei soci, curarne la pubblicazione e la diffusione all’interno del sistema; supportare gli enti nella diffusione del dossier formativo quale strumento per la manutenzione delle competenze dei singoli professionisti; rendere maggiormente fruibile per tutti l’accesso alle informazioni sui percorsi formativi e sulla formazione organizzata da Upipa, garantendo l’integrazione, la valorizzazione ed il consolidamento del portale della formazione www.ecmtrento.it, delle piattaforme e-learning per la formazione a distanza e la consultazione del sito nazionale del Cogeaps per la certificazione dei crediti formativi; offrire un servizio di monitoraggio della formazione obbligatoria; programmare attività formative per la fornitura di un’offerta formativa ECM pari a 50 crediti per persona con costo medio tra € 15 ed € 16 per ora, di cui mediamente il 50% coperto da contributo regionale, con la previsione di realizzare almeno 200 edizioni distinte di corsi formativi di breve durata onde non pregiudicare il conseguimento dei crediti per difficoltà di frequenza; realizzare le attività formative con livelli di soddisfazione media dei partecipanti superiori a 8,5 su 10, percezione di efficacia formativa superiore al 95% dei partecipanti, valutazione media del corpo docente complessivamente superiore a 3,8 su 4, valore medio del credito ECM pari a 1 credito per ora di formazione, numerosità media dell’aula formativa di 20 partecipanti, durata media dei corsi pari a 14 ore per corso formativo, decentramento e territorializzazione dei corsi formativi per almeno il 40%; destinare almeno € 5.000,00 del budget annuale della formazione alla valorizzazione dell’apporto del volontariato all’interno delle strutture associate nelle sue diverse forme, sia attraverso la formazione diretta dei volontari, che attraverso l’attivazione di iniziative di formazione culturale congiunta per operatori, volontari e familiari, sia attraverso la formazione specifica delle figure interne agli enti che svolgono attività di coordinamento dei volontari; riservare una quota di budget non inferiore ad € 5.000,00 annui per la realizzazione di attività formative congiunte con l’Associazione delle Residenze Per Anziani dell’Alto Adige, dando priorità allo scambio di esperienze tra operatori ed alla formazione di tipo pratico ed esperienziale; prevedere azioni di formazione specificamente finalizzate al rafforzamento (empowerment) degli utenti dei servizi, degli anziani residenti e dei loro cari, favorendone la partecipazione alla vita delle strutture, anche con l’introduzione e la programmazione di moduli specifici nei corsi di formazione su tali argomenti già previsti per le diverse figure professionali operanti negli enti. Pag. 17 Collaborazione Responsabilizzazione Equità Apertura Trasferibilità Innovazione Visione Integrazione Il Presidente Avv. Antonio Giacomelli 3.1 La riorganizzazione del servizio formazione Upipa In coerenza con quanto indicato nella riorganizzazione complessiva dei servizi di Upipa, anche il Servizio Formazione sarà completamente riorganizzato nel corso del triennio, onde riuscire a rispondere con maggiore efficienza ed efficacia alle necessità di rendere la formazione più incisiva e di maggior valore per gli enti e per il sistema, curandone in particolare il trasferimento all’interno delle organizzazioni e favorendo il cambiamento organizzativo ed il miglioramento dei servizi e delle competenze del personale. Da questo punto di vista saranno integrati il Servizio Formazione ed il Servizio di ricerca e sviluppo, superando l’attuale organizzazione per aree tematiche (tecnico sanitaria, socio-relazionale, organizzativogestionale) del servizio, a favore di una organizzazione per progetti e tipologia di intervento, che coinvolga di volta in volta le professionalità interne più adeguate e competenti di Upipa, secondo lo schema di riferimento concettuale di seguito riportato, che intende integrare le azioni di sviluppo più orientate alla qualità e più orientate alla formazione “tradizionale” in una prospettiva integrata di miglioramento continuo. SCHEMA DI RIFERIMENTO Lo scheda di riferimento per l’organizzazione dell’attività di formazione, ricerca e sviluppo è il seguente: Produrre conoscenza Promuovere cambiamento Supportare il trasferimento Implementare il cambiamento Da una formazione da fare a una formazione per fare Il punto centrale dello schema stesso è il miglioramento, che si declina su 4 aree specifiche: 1) Catalogo dell’offerta formativa per la qualità delle professioni - manutenzione delle competenze professionali Ambito tradizionalmente presidiato da Upipa e rappresentato dal catalogo dell’offerta formativa per la qualità delle professioni. Questo catalogo non sarà però più organizzato per aree tematiche (come Pag. 18 Collaborazione Responsabilizzazione Equità Apertura Trasferibilità Innovazione Visione Integrazione Il Presidente Avv. Antonio Giacomelli succedeva fino al 2014), ma avrà due grandi sezioni: aggiornamento continuo per singola figura professionale e formazione obbligatoria, proposto attraverso una pianificazione annuale, che sarà, a seconda degli ambiti, già calendarizzata oppure “on-demand”, su richiesta. Questi ultimi corsi saranno proposti senza data e saranno attivati al raggiungimento di un numero minimo di interessati. Nel catalogo saranno ricompresi quindi: a. corsi tecnici per singoli professionisti (programmati nell’anno sulla base dell’analisi dei fabbisogni formativi effettuata e delle richieste delle comunità professionali); b. corsi rispondenti ai requisiti previsti dalla formazione obbligatoria, anche trasversali alle diverse professioni; c. corsi a catalogo on-demand. Per ciascun corso sarà predisposta una scheda corso che sarà pubblicizzata anche tramite il sito Upipa. Progetti per l’innovazione di sistema – di ricerca e promozione dell’innovazione (volti a promuovere il cambiamento e ad alimentare la promozione di percorsi formativi ad hoc da inserire nel catalogo dell’offerta formativa); l’idea sottesa a questo ambito è quella di “Produrre cambiamento in termini di miglioramento complessivo del sistema”. 2) Questo secondo ambito è rappresentato da grandi progetti per l’innovazione di servizio attivati d’iniziativa di Upipa e potenzialmente in grado di coinvolgere fin da subito un numero significativo di enti (indicativamente almeno il 20% del sistema). Questi progetti hanno tra l’altro la finalità di: • • • • aumentare complessivamente il livello di conoscenza/competenza e di produrre importanti riflessioni di sistema su temi significativi; produrre rapporti finali di progetto diffondibili nel sistema; generare delle unità formative puntali (validate dai percorsi di innovazione realizzati) che possono essere fruite da tutti i professionisti (che andrebbero successivamente ad alimentare una parte di percorsi a catalogo); migliorare i processi interni agli enti in modo tale da garantire e supportare l’innovazione di ente tramite l’implementazione di specifici piani di miglioramento collegati ai progetti anche come moduli formativi. 3) Supporto integrato all’innovazione di ente - In questo ambito l’obiettivo è di accompagnare gli enti in un percorso che consenta loro di avere un supporto per l’integrazione ed il cambiamento organizzativo, attraverso un impegno che passi attraverso l’idea “Da una formazione da fare a una formazione per fare”. Il punto di partenza è rappresentato dall’ambito di miglioramento o dagli obiettivi strategici individuati da ogni singolo ente, indipendentemente dalle azioni di sistema promosse da Upipa, o anche ad ulteriore implementazione delle stesse azioni da parte di enti inizialmente non coinvolti nel progetto. Ciò attraverso una fase iniziale di progettazione partecipata con in soggetti interessati impostata Pag. 19 Collaborazione Responsabilizzazione Equità Apertura Trasferibilità Innovazione Visione Integrazione Il Presidente Avv. Antonio Giacomelli come formazione di formatori, lo sviluppo successivo di azioni formative integrate (dall’aula tradizionale, alla formazione sul campo, ai follow up di verifica a distanza delle riuscita dei progetti) realizzate anche all’interno dei singoli enti partecipanti con i soggetti coinvolti nella formazione formatori, con lo scopo di promuovere realmente e concretamente il cambiamento che si è pianificato, fornendo anche un tutoraggio ed un accompagnamento formativo. Queste azioni possono discendere sia da progetti di sistema che s’intendono trasferire con maggiore efficacia negli enti come derivare da fabbisogni di contesto che avviano una formazione formatori che può essere a sua volta lo stimolo per avviare una progettazione più ampia di ricerca che interessi l’intero sistema delle APSP – RSA. In questo secondo caso il punto di partenza è l’incontro di almeno due o tre enti che vogliano lavorare per raggiungere un risultato similare in un determinato ambito, e con loro sviluppare una cornice di innovazione dentro la quale prevedere un monitoraggio congiunto di alcune attività e individualizzato per altre. Il percorso diventa quindi un processo partecipato fatto di tutoraggio e accompagnamento progettuale, progettazione formativa di ente, formazione formatori, formazione residenziale e sul campo, monitoraggio, sviluppo integrato nei piani di miglioramento di ente. L’azione di cambiamento è un’azione di cambiamento diffusa. Per passi, l’idea sottesa è di supportare gli enti nell’intero processo di trasferimento delle innovazioni nel seguente modo: 1. 2. 3. 4. 5. Identificazione degli obiettivi di cambiamento e dei fabbisogni formativi di ente Progettazione partecipata con i referenti degli enti (associando 2-3 enti che manifestano un simile fabbisogno) e contestuale formazione dei formatori Attivazione della formazione: residenziale in forma congiunta e formazione sul campo (FSC) come sottomodulo formativo di progetto da realizzarsi nei singoli enti Monitoraggio, tutoraggio e accompagnamento dell’applicazione dei contenuti innovativi in ente Follow up congiunto tra gli enti e rielaborazione finale di esiti e materiali 4) Servizi per il transfer – “Per una formazione che vale e non una formazione che costa”. Si tratta di supportare il trasferimento in termini più generali, attraverso l’attivazione di una progettazione personalizzata di ente che permetta all’ente di collegare il proprio piano della formazione alle ricadute che si vogliono ottenere e sviluppare nell’ente. Tali azioni di formazione interna all’ente possono anche essere collegate a percorsi di partecipazione dei singoli professionisti ai corsi a catalogo proposti da Upipa per la manutenzione delle competenze che poi trovano un riflesso nella pratica professionale, configurandosi come moduli monotematici di trasferimento in ente e di formazione sul campo rispetto agli apprendimenti della formazione residenziale tradizionale, con il supporto ed il tutoraggio per l’effettivo trasferimento all’interno dell’ente delle conoscenze acquisite ed il supporto nella realizzazione di materiali didattici di sintesi per favorire tale trasferimento. Comitato scientifico della formazione In coerenza con tale schema organizzativo ed allo scopo di rafforzare la capacità di supporto all’innovazione, l’attuale comitato scientifico della formazione, che viene confermato nei suoi ambiti e nei suoi componenti come previsto dall’aggiornamento 2013 del precedente piano triennale, sarà affiancato e potenziato da un esperto di fama in ciascuno degli ambiti, scelto tra ricercatori e docenti universitari di diverse università con le quali si intendono stabilire, anche attraverso tali modalità di collaborazione, forme di integrazione delle attività di ricerca e formazione, in particolare per l’accesso a finanziamenti europei. Pag. 20 Collaborazione Responsabilizzazione Equità Apertura Trasferibilità Innovazione Visione Integrazione Il Presidente Avv. Antonio Giacomelli 3.2 La rilevazione dei fabbisogni formativi per il triennio ANALISI DEI FABBISOGNI FORMATIVI ESPRESSI DAI SINGOLI PROFESSIONISTI O DA LORO REFERENTI INTERNI - LA METODOLOGIA UTILIZZATA La rilevazione dei fabbisogni formativi è stata effettuata attraverso la predisposizione di questionari specifici per categoria professionale (ovvero infermieri, fisioterapisti, animatori/educatori, personale amministrativo, personale medico, operatori di assistenza). A tali questionari era possibile rispondere in forma individuale (ovvero attraverso la compilazione online autogestita da parte del singolo professionista) oppure attraverso il referente di ente (al quale era richiesto di fare sintesi delle richieste dei singoli professionisti). Sono stati coinvolti complessivamente 32 enti (su 50 – pari al 64 %), 10 rappresentati dal referente di ente. I professionisti che hanno risposto individualmente sono stati: Figura professionale infermieri Fisioterapisti animatori/educatori personale amministrativo personale medico operatori di assistenza Professionisti coinvolti nell’analisi 96 37 25 54 12 223 Nelle seguenti sezioni trovate per ogni ambito le risposte rielaborate. La prima tabella raccoglie la sintesi dei dati raccolti riportando gli argomenti nell’ordine nel quale erano proposti all’interno del questionario: le prime 3 colonne rappresentano le risposte date dai referenti di ente e le ultime 3 quelle riferite ai singoli professionisti. Sono stati evidenziati in verde i valori medi (calcolati sulle sole persone interessate), collegati agli argomenti che hanno riscontrato un interesse maggiore di 2,5 (valore medio della rilevazione che è basata su scala compresa tra da 1 e 4). L’elaborazione successiva ripropone invece gli argomenti formativi seguendo un ordine di priorità che è stato creato attraverso i seguenti criteri: 1. argomenti che sono stati ritenuti concordemente interessanti sia dai referenti di ente che dai singoli professionisti; 2. argomenti che i referenti di enti valutano di interesse superiore a 2,5; 3. argomenti che i singoli professionisti valutano di interesse superiore a 2,5. Gli argomenti che sono stati ritenuti di non interesse da un numero elevato di enti/professionisti o che hanno ottenuto un punteggio medio inferiore a 2,5 saranno eventualmente ripresi in rilevazioni ulteriori dei prossimi anni se ci sarà tale necessità. Questi fabbisogni formativi sono stati inoltre integrati con attività di ascolto degli staff di direzione e delle comunità professionali. La rilevazione non ha volutamente previsto la rilevazione di fabbisogni formativi collegati alla gestione della formazione obbligatoria per legge. Tali iniziative sono pertanto state inserite nel catalogo in modo automatico sulla base dell’esperienza maturata nel servizio formazione nel presente triennio. Pag. 21 Collaborazione Responsabilizzazione Equità Apertura Trasferibilità Innovazione Visione Integrazione Il Presidente Avv. Antonio Giacomelli AMBITO AMMINISTRATIVO Ambito amministrativo Numero risposte 1 - L’amministrazione digitale, procedure e percorsi per l’attuazione in A.P.S.P. 2 - La gestione degli appalti: approfondimenti tematici 3 - La gestione della tesoreria 4 - Spending review 3 (Decreto Legge n. 66/2014) e nuova disciplina SIOS (art. 12 della Legge n. 80/2014) 5 - Aggiornamenti di natura fiscale 6 - Aggiornamenti normativa sul personale 7 - Progettare e gestire il ciclo dei rifiuti: dal SISTRI al piano dei rifiuti aziendali 8 - Gestione delle informazioni sensibili: gestione di casi problematici di assenza di consenso o conflitto. Il consenso informato nel caso di persone disorientate 9 - Principi e procedure per la gestione dell'archivio cartaceo ed informatizzato 10 - L’amministratore di sostegno 11 - URP e aspetti relazionali 12 - Anagrafe delle prestazioni 13 - Trasparenza e diritto di accesso agli atti 14 - Il fascicolo personale 15 - Come costruire l'albo fornitori aziendale 16 - Atti amministrativi e semplificazione REFERENTE ENTE SINGOLI PROFESSIONISTI (calcolato solo sulle persone interessate) (calcolato solo sulle persone interessate) 10 54 Persone NON % Persone Persone NON % Persone INTERESSATE non Media INTERESSATE non Media all'argomento interessate interesse all'argomento interessate interesse 0 0,0% 3,10 8 14,8% 2,76 3 30,0% 2,43 21 38,9% 2,58 4 40,0% 1,67 20 37,0% 1,85 2 0 1 3 20,0% 0,0% 10,0% 30,0% 2,25 2,40 3,00 2,14 13 7 14 21 24,1% 13,0% 25,9% 38,9% 2,49 2,19 2,78 2,24 1 1 3 4 3 2 3 4 2 10,0% 10,0% 30,0% 40,0% 30,0% 20,0% 30,0% 40,0% 20,0% 2,56 2,44 2,29 1,83 2,29 2,75 2,29 1,83 2,50 12 4 22 14 16 3 13 18 4 22,2% 7,4% 40,7% 25,9% 29,6% 5,6% 24,1% 33,3% 7,4% 2,57 2,64 2,22 2,08 2,37 2,65 2,39 2,56 2,84 In ordine di richiesta: 1. 2. 3. 4. 5. 6. 7. 8. L’amministrazione digitale, procedure e percorsi per l’attuazione in A.P.S.P. Aggiornamenti sulla normativa sul personale Trasparenza e diritto di accesso agli atti Gestione delle informazioni sensibili: gestione di casi problematici di assenza di consenso o conflitto. Il consenso informato nel caso di persone disorientate Atti amministrativi e semplificazione Principi e procedure per la gestione dell’archivio cartaceo ed informatizzato La gestione degli appalti: approfondimenti tematici Costruzione dell’albo fornitori aziendale Altri temi ricorrenti nelle segnalazioni a campo libero sono: • • • • • • Pag. 22 utilizzo piattaforma MEPAT – MEPA – CONSIP (contratti e gare telematiche) organizzazione servizi specifici gestiti dalla APSP (es. pasti a domicilio) fatturazione elettronica gruppi di lavoro per la creazione delle “scadenziario” e delle procedure amministrative -> al fine di avere un manuale di gestione, diviso per ambiti amministrativi dai piani di miglioramento agli indicatori piano anticorruzione: adempimenti Collaborazione Responsabilizzazione Equità Apertura Trasferibilità Innovazione Visione Integrazione Il Presidente Avv. Antonio Giacomelli AMBITO FISIOTERAPICO Ambito fisioterapico Numero risposte Persone NON INTERESSATE all'argomento 1 - Ortopedia applicata all'arto inferiore 2 - Posture e movimentazioni: cultura sicurezza sul lungo periodo 3 - Presenza nell'equipe per l'accompagnamento alla fine della vita 4 - Presa in carico della persona affetta da demenza/alzheimer: il ruolo del fisioterapista 5 - Approfondimento metodologia Kinesthetics 6 - La responsabilità giuridica dei professionisti nell'esercizio del ruolo 7 - Terapia manuale del rachide cervicale 8 - Possibili approcci alla gestione dei disturbi comportamentali 9 - Interventi assistenziali e riabilitativi verso il residente affetto da SLA 10 - Uso dei bendaggi 11 - Il morbo di Parkinson: modalità di trattamento delle varie problematiche correlate alla patologia (disturbi, equilibrio, andatura, rigidità, …) 12 - Disfagia: valutazione, strategie riabilitative. Ruolo del fisioterapista 13 - Prevenzione delle cadute e riduzione della contenzione fisica 14 - Taping neuromuscolare 15 - Riabilitazione del ginocchio 16 - Riabilitazione della spalla: diagnosi differenziale e principi di trattamento 17 - Mobilizzazione del sistema nervoso (metodo Butler) 18 - Linfodrenaggio: edemi periferici e bendaggio 10 % Persone non Media interessate interesse 0 0% 2,70 1 10% 1,78 3 30% 1,86 37 Persone NON % Persone INTERESSATE non Media all'argomento interessate interesse 2 5% 2,71 2 5% 2,60 4 11% 1,85 1 2 2 0 3 1 1 10% 20% 20% 0% 30% 10% 10% 2,00 2,13 1,88 2,30 2,14 2,11 2,67 0 6 5 1 0 1 4 0% 16% 14% 3% 0% 3% 11% 2,41 2,45 2,16 3,08 2,43 2,08 2,67 2 2 2 3 0 0 0 1 20% 20% 20% 30% 0% 0% 0% 10% 2,63 2,63 2,00 2,86 2,50 2,70 2,90 2,33 1 4 3 3 3 2 0 2 3% 11% 8% 8% 8% 5% 0% 5% 2,81 2,39 2,56 2,74 2,71 2,51 3,16 2,71 In ordine di richiesta: 1. Mobilizzazione del sistema nervoso (metodo Butler o altri metodi validati) – (*) 2. Taping neuromuscolare 3. Ortopedia applicata all'arto inferiore 4. Riabilitazione della spalla: diagnosi differenziale e principi di trattamento 5. Uso dei bendaggi 6. Il morbo di Parkinson: modalità di trattamento delle varie problematiche correlate alla patologia (disturbi, equilibrio, andatura, rigidità, …) 7. Disfagia: valutazione, strategie riabilitative. Ruolo del fisioterapista 8. Riabilitazione del ginocchio 9. Linfodrenaggio: edemi periferici e bendaggio 10. Terapia manuale del rachide cervicale (*) La comunità professionale conferma in particolare gli argomenti contrassegnati con (*) ed integra la richiesta di corsi sul Kinesio Tapping Base Kt1e kt2 e la terapia manuale degli arti inferiori e superiori. Pag. 23 Collaborazione Responsabilizzazione Equità Apertura Trasferibilità Innovazione Visione Integrazione Il Presidente Avv. Antonio Giacomelli AMBITO INFERMIERISTICO Ambito infermieristico Numero risposte 11 1 - Le infezioni collegate alle pratiche infermieristiche – assistenziali 2 - Testamento biologico e questioni etiche del fine vita 3 - La privacy legata alle informazioni sanitarie gestite dall’infermiere 4 - Approfondimenti sulla farmacologia e sulla gestione della terapia 4 bis - Se di interesse, specificare rispetto a farmaci, farmacologia, cosa La interessa maggiormente 5 - Le cadute delle persone anziane in RSA: strategie di prevenzione e gestione 6 - Igiene oculare e congiuntivale 7 - Il ruolo e le responsabilità dell’infermiere nelle strutture socio sanitarie 8 - La gestione dei conflitti 9 - Strategie per la riduzione del ricorso alla contenzione fisica in RSA 10 - Approfondimenti sulle malattie rare 10 bis - Se di interesse, specificare quali malattie rare sono di interesse 11 - Osteoporosi e fratture collegate. Trattamento in RSA 12 - Approfondimenti tematici sulle emotrasfusioni 13 - Gestione delle infezioni polmonari 14 - Gestione del rischio clinico - percorso avanzato 15 - Il diabete: la gestione della terapia insulinica. Alimentazione nel “grande anziano” diabetico in terapia con insulina e con antidiabetici orali 16 - La demenza: fisiopatologia dei vari tipi di demenza, sintomi, diagnosi, assistenza nei vari sintomi, modalità relazionale. 17 - Il colloquio con i familiari dei residenti: gestire e creare un dialogo collaborativo 18 - Prevenzione e trattamento della sindrome da immobilizzazione 19 - L'intimità nella cura 20 - Etica della cura a fianco della persona malata: parlare, dire, discorrere • • • • • • • • • • • • • • • • 96 Persone NON % Persone INTERESSATE non Media all'argomento interessate interesse 1 9,1% 2,60 2 18,2% 2,78 2 18,2% 2,11 1 9,1% 3,00 Persone NON % Persone INTERESSATE non Media all'argomento interessate interesse 6 6% 2,73 1 1% 2,89 6 6% 2,66 3 3% 3,17 2 1 2 2 2 4 18,2% 9,1% 18,2% 18,2% 18,2% 36,4% 2,33 2,30 3,44 2,33 2,56 1,71 5 12 4 9 6 20 5% 13% 4% 9% 6% 21% 2,66 1,89 2,96 2,60 2,88 2,36 3 2 0 0 27,3% 18,2% 0,0% 0,0% 2,50 1,56 2,64 2,73 4 10 5 7 4% 10% 5% 7% 2,34 2,40 2,89 2,51 2 18,2% 2,89 2 2% 2,77 2 18,2% 3,22 3 3% 3,05 2 3 3 2 18,2% 27,3% 27,3% 18,2% 2,78 2,38 2,00 2,67 5 4 11 7 5% 4% 11% 7% 2,75 2,61 2,44 2,65 In ordine di richiesta Il ruolo e le responsabilità dell’infermiere nelle strutture socio sanitarie La demenza: fisiopatologia dei vari tipi di demenza, sintomi, diagnosi, assistenza nei vari sintomi, modalità relazionale. Approfondimenti sulla farmacologia e sulla gestione della terapia Il diabete: la gestione della terapia insulinica. Alimentazione nel “grande anziano” diabetico in terapia con insulina e con antidiabetici orali Testamento biologico e questioni etiche del fine vita Il colloquio con i familiari dei residenti: gestire e creare un dialogo collaborativo Gestione del rischio clinico - percorso avanzato Etica della cura a fianco della persona malata: parlare, dire, discorrere Gestione delle infezioni polmonari Le infezioni collegate alle pratiche infermieristiche – assistenziali Strategie per la riduzione del ricorso alla contenzione fisica in RSA Prevenzione e trattamento della sindrome da immobilizzazione Le cadute delle persone anziane in RSA: strategie di prevenzione e gestione La gestione dei conflitti Igiene oculare e congiuntivale La privacy legata alle informazioni sanitarie gestite dall’infermiere Parecchie richieste sulla gestione del team di lavoro e sulla relazione collaborativa con gli oss. Pag. 24 Collaborazione Responsabilizzazione Equità Apertura Trasferibilità Innovazione Visione Integrazione Il Presidente Avv. Antonio Giacomelli AMBITO SOCIO-ASSISTENZIALE Ambito socio-assistenziale Numero risposte 10 Persone NON INTERESSATE all'argomento 1 - Accompagnare le ultime fasi delle vita: aspetti assistenziali e relazionali 2 - Approfondimenti sulla patologia di alzheimer e sulla demenza 3 - Approcci e strategie per relazionarsi e assistere la persona affetta da demenza/alzheimer 4 - Gestione assistenziale e relazionale con il residente affetto da disturbi psichiatrici 5 - L'insorgenza di disturbi del comportamento e possibilità di gestione 6 - Empowerment del personale: riflettere sulla propria autoefficacia in relazione alla pratica professionale 7 - Il benessere psico fisico degli operatori 8 - La gestione dei conflitti 9 - L’importanza del lavoro di equipe 10 - Principi della comunicazione efficace e strategie operative di intervento 11 - Il colloquio con i familiari dei residenti:gestire e creare un dialogo collaborativo 12 - Rischio cadute e contenzione fisica 13 - La gestione del cavo orale 14 - La nutrizione e l'idratazione del residente in RSA 15 - La disfagia: nutrizione e alimentazione tra rischio e possibilità di intervento 16 - Il dolore nell'anziano: rilevazione, valutazione e intervento 17 - La gestione delle lesioni da decubito 18 - Mobilizzazione e posizionamenti del residente 19 - La storia di vita del residente: strumento per migliorare la pratica assistenziale-relazionale 20 - Il PAI: potenzialità ed efficacia di uno strumento di lavoro condiviso 21 - La sessualità dell'anziano 22 - Approfondimenti su specifiche patologie dell'anziano 223 % Persone non Media interessate interesse 1 10% 3,00 1 10% 3,56 Persone NON % Persone INTERESSATE non Media all'argomento interessate interesse 10 4% 2,89 10 4% 3,16 1 10% 3,78 8 4% 3,24 0 0 0% 0% 3,00 3,10 10 7 4% 3% 3,22 3,08 1 1 1 1 1 10% 10% 10% 10% 10% 2,44 2,89 2,67 2,89 2,56 11 5 11 10 13 5% 2% 5% 4% 6% 2,85 3,54 3,11 3,36 3,02 1 2 0 0 0 1 1 3 10% 20% 0% 0% 0% 10% 10% 30% 2,56 3,00 2,20 2,80 3,00 3,00 2,33 2,71 7 11 18 16 11 12 12 11 3% 5% 8% 7% 5% 5% 5% 5% 2,97 2,86 2,44 2,71 2,93 3,07 2,88 2,88 1 1 1 2 10% 10% 10% 20% 2,00 2,33 2,11 2,25 11 9 18 31 5% 4% 8% 14% 2,79 2,86 2,29 2,76 In ordine di richiesta 1. Approcci e strategie per relazionarsi e assistere la persona affetta da demenza/alzheimer 2. L'insorgenza di disturbi del comportamento e possibilità di gestione 3. Accompagnare le ultime fasi delle vita: aspetti assistenziali e relazionali 4. Gestione assistenziale e relazionale con il residente affetto da disturbi psichiatrici 5. Rischio cadute e contenzione fisica 6. La disfagia: nutrizione e alimentazione tra rischio e possibilità di intervento 7. Il dolore nell'anziano: rilevazione, valutazione e intervento 8. Il benessere psico fisico degli operatori 9. L’importanza del lavoro di equipe 10. La nutrizione e l'idratazione del residente in RSA 11. Mobilizzazione e posizionamenti del residente 12. La gestione dei conflitti 13. Principi della comunicazione efficace e strategie operative di intervento 14. Il colloquio con i familiari dei residenti: gestire e creare un dialogo collaborativo 15. Empowerment del personale: riflettere sulla propria autoefficacia in relazione alla pratica professionale 16. La gestione delle lesioni da decubito 17. Il PAI: potenzialità ed efficacia di uno strumento di lavoro condiviso 18. Approfondimenti su specifiche patologie dell'anziano 19. La gestione del cavo orale 20. La sessualità dell'anziano 21. La storia di vita del residente: strumento per migliorare la pratica assistenziale-relazionale Pag. 25 Collaborazione Responsabilizzazione Equità Apertura Trasferibilità Innovazione Visione Integrazione Il Presidente Avv. Antonio Giacomelli AMBITO SOCIO-RELAZIONALE Ambito socio-relazionale Numero risposte 8 Persone NON INTERESSATE all'argomento 1 - Il contributo della terapia occupazionale alla gestione della demenza 2 - La lettura ad alta voce: una pratica animativa 3 - Biografia e storia di vita alla base della programmazione individuale/comunitaria 4 - Partecipazione a laboratori teorici esperienziali relativi alle terapie sensoriali 5 - Autorealizzazione, Operosità ed Affettività: laboratorio di condivisione e sviluppo progettuale 6 - Approccio capacitante alla persona con demenza 7 - Gestione della quotidianità con presone affette da disturbi psichici 8 - Progettazione e programmazione dell'attività socio-animativa in RSA 9 - Affettività, stanchezza professionale, burn out: riflessioni e strumenti per gestire il ruolo professionale 10 - Il colloquio con i familiari dei residenti: gestire e creare un dialogo collaborativo 11 - Il metodo Gentelcare nell’assistenza alla demenza: una migliore qualità di vita per le persone 12 - La stimolazione cognitiva per la persona affetta da demenza: strumenti operativi e metodologici per la cura centrata sulla persona in un contesto assistenziale 13 - L’utilizzo ragionato della musica in APSP: implicazioni per l’animatore 14 - L’accoglienza del nuovo residente: stili personali di ambientamento, valutazione e valorizzazione delle risorse/capacità inespresse 15 - La pet therapy: cognizioni generali per la condivisione dell’intervento all’interno della APSP 16 - Entrare in relazione con la persona affetta da SLA 25 % Persone non Media interessate interesse 2 25,0% 3,33 2 25,0% 2,67 Persone NON % Persone INTERESSATE non Media all'argomento interessate interesse 0 0,0% 3,08 0 0,0% 2,80 1 12,5% 2,57 0 0,0% 2,96 0 0,0% 3,13 0 0,0% 3,12 2 2 0 2 25,0% 25,0% 0,0% 25,0% 2,50 2,67 3,00 2,33 1 0 1 2 4,0% 0,0% 4,0% 8,0% 2,71 3,16 3,04 2,78 1 12,5% 2,71 2 8,0% 2,65 1 12,5% 2,57 2 8,0% 2,91 2 25,0% 2,17 2 8,0% 3,13 1 0 12,5% 0,0% 2,71 2,75 0 3 0,0% 12,0% 3,16 3,00 1 12,5% 2,71 1 4,0% 3,21 2 3 25,0% 37,5% 2,17 3,00 6 2 24,0% 8,0% 2,37 2,43 In ordine di richiesta 1. Il contributo della terapia occupazionale alla gestione della demenza (*) 2. Partecipazione a laboratori teorici esperienziali relativi alle terapie sensoriali (*) 3. Gestione della quotidianità con presone affette da disturbi psichici 4. Entrare in relazione con la persona affetta da SLA 5. L’utilizzo ragionato della musica in APSP: implicazioni per l’animatore 6. Affettività, stanchezza professionale, burn out: riflessioni e strumenti per gestire il ruolo professionale 7. La stimolazione cognitiva per la persona affetta da demenza: strumenti operativi e metodologici per la cura centrata sulla persona in un contesto assistenziale 8. L’accoglienza del nuovo residente: stili personali di ambientamento, valutazione e valorizzazione delle risorse/capacità inespresse 9. La lettura ad alta voce: una pratica animativa 10. Approccio capacitante alla persona con demenza 11. Biografia e storia di vita alla base della programmazione individuale/comunitaria 12. Il colloquio con i familiari dei residenti: gestire e creare un dialogo collaborativo La comunità professionale conferma in particolare gli argomenti contrassegnati con (*) ed integra la richiesta di corsi sull’utilizzo e lettura delle scale di valutazione della cognitività. Pag. 26 Collaborazione Responsabilizzazione Equità Apertura Trasferibilità Innovazione Visione Integrazione Il Presidente Avv. Antonio Giacomelli AMBITO MEDICO Ambito medico Numero risposte 7 Persone NON INTERESSATE all'argomento 1 - Rischio clinico in RSA, eventi sentinella, eventi avversi, incident reporting... 2 - Infezioni polmonari in RSA: semiotica delle infezioni e prevenzione 3 - Infezioni delle vie urinarie in RSA: dati sulle resistenze batteriche, terapie empiriche principali, prevenzione 4 - Dolore: trattamento farmacologico 5 - Accreditamento istituzionale (analisi delle liste provinciali di interesse sanitario) 6 - Demenze: farmaci per il trattamento, terapie farmacologiche e non per i disturbi comportamentali 7 - Malnutrizione in RSA: come identificare i soggetti a rischio, quali criteri per la diagnosi, possibili strategie da adottare 8 - Diabete: terapia farmacologica (insuline/antidiabetici orali e apporto nutrizionale) 9 - Le piaghe da decubito: novità e ultime linee guida sui trattamenti e materiali di medicazione 12 % Persone non Media interessate interesse 0 0,00% 2,71 2 28,57% 1,60 Persone NON % Persone INTERESSATE non Media all'argomento interessate interesse 0 0,0% 2,58 0 0,0% 3,17 2 2 28,57% 28,57% 2,60 2,20 1 0 8,3% 0,0% 3,00 3,58 3 42,86% 2,00 2 16,7% 2,00 2 28,57% 2,80 0 0,0% 3,42 2 28,57% 2,80 0 0,0% 2,83 3 42,86% 1,75 1 8,3% 2,64 3 42,86% 2,50 0 0,0% 3,08 In ordine di richiesta • Demenze: farmaci per il trattamento, terapie farmacologiche e non per i disturbi comportamentali • Malnutrizione in RSA: come identificare i soggetti a rischio, quali criteri per la diagnosi, possibili strategie da adottare • Rischio clinico in RSA, eventi sentinella, eventi avversi, incident reporting... • Infezioni delle vie urinarie in RSA: dati sulle resistenze batteriche, terapie empiriche principali, prevenzione • Le piaghe da decubito: novità e ultime linee guida sui trattamenti e materiali di medicazione • Dolore: trattamento farmacologico • Infezioni polmonari in RSA: semiotica delle infezioni e prevenzione • Diabete: terapia farmacologica (insuline/antidiabetici orali e apporto nutrizionale) … dalla COMUNITA’ PROFESSIONALE dei COORDINATORI dei SERVIZI emergono i seguenti fabbisogni formativi: 1. Aspetti normativi, amministrativi, deontologici contrattuali 2. I tre livelli del processo decisionale 3. La metodologia clinica (approccio di Fronza e Galler) … dalla COMUNITA’ PROFESSIONALE dei CUOCHI emergono i seguenti fabbisogni formativi: 1. Autocontrollo alimentare: incontro annuale con igienista e alimentarista 2. Cottura sotto vuoto e conservazione sotto vuoto 3. Pasticceria: cake design Pag. 27 Collaborazione Responsabilizzazione Equità Apertura Trasferibilità Innovazione Visione Integrazione Il Presidente Avv. Antonio Giacomelli 3.3 Analisi dei fabbisogni di contesto e progetti di sistema ANALISI dei FABBISOGNI FORMATIVI RILEVATI DALL’ANALISI DELL’INTERO CONTESTO ISTITUZIONALE Oltre agli specifici fabbisogni formativi rilevati attraverso l’ascolto degli enti soci e dei loro professionisti, singoli o aggregati in comunità professionali, emergono alcuni fabbisogni per così dire strategici, sottesi ai cambiamenti in atto nel sistema complessivo dei servizi alla persona ed esplicitati come obiettivi politici dagli assessorati provinciale e regionale competente in materia o implicitamente riconoscibili negli atti di recente adozione. In particolare, dall’analisi degli atti amministrativi e dei documenti di indirizzo (comprese le bozze di direttive per le R.S.A. ed i Centri Diurni), si rileva una forte attenzione nei seguenti campi: • valorizzazione e sviluppo delle forme di partecipazione dei cittadini alla costruzione e valutazione dei servizi alla persona e potenziamento (empowerment) degli stessi in quanto fruitori di servizi, in particolare riguardo alla libertà di scelta, alla qualità della vita ed alla partecipazione alle decisioni, il che richiede di lavorare sulle forme di potenziamento e facilitazione della partecipazione dei familiari e dei loro rappresentanti alla vita della struttura, sulle modalità di coinvolgimento diretto degli utenti nella definizione del servizio loro rivolto, tenendo conto della loro capacità di espressione e di consenso, sulle modalità di “integrazione del” e di “supporto al” volontariato e sulla promozione del dialogo intergenerazionale e dell’apertura al territorio nelle sue diverse forme; • integrazione a rete dei servizi sul territorio, con attenzione anche al coinvolgimento ed al supporto dei care givers informali (in coerenza con questa prospettiva è stato recentemente istituito il registro delle assistenti familiari) anche attraverso idonee azioni di formazione e supervisione domiciliare, previste anche nella bozza di piano provinciale per le demenze; • riconoscimento dell’importanza delle sinergie e della collaborazione nel contesto regionale e più ampio del Gruppo Europeo di Cooperazione Transfrontaliera (il GECT “Euregio Tirolo – Alto Adige – Trentino”), e dell’internazionalizzazione del Trentino, con l’indicazione di una tendenza strutturale al trilinguismo e la richiesta di evidenziare e valorizzare tutte le possibili forme di collaborazione intraregionale ed all’interno dell’Euregio, prevedendo, in coerenza, di rafforzare la collaborazione tra Upipa ed Arpa in quanto associazioni rappresentative delle A.P.S.P. delle due province autonome e realizzandola anche attraverso attività e corsi di formazione che consentano la mutua conoscenza e lo scambio di esperienze degli operatori; • progettazione di servizi, reti, sistemi per la presa in carico della persona affetta da demenza e dei suoi familiari al fine di garantire a tutti i soggetti coinvolti maggior qualità di vita ed una maggior qualità della risposta assistenziale. Alla luce dell’analisi combinata dei fabbisogni sopra richiamati, oltre alle azioni formative specifiche in precedenza riportate, che saranno attivate in relazione ai criteri di priorità già esplicitati, vengono confermate le seguenti azioni strategiche di ricerca e formazione, in parte già avviate lo scorso anno, in parte introdotte ex novo sulla base delle indicazioni emerse. Progetti di sistema: Progetto Smart – Point con l’obiettivo di arrivare alla strutturazione di un osservatorio permanente di sistema e alla costruzione di un cruscotto manageriale per l’attività di controllo di gestione nelle APSP. Il progetto è sviluppato in collaborazione con il professor Andrea Francesconi dell’Università Bocconi di Milano e si auspica possa costituire elemento base per un confronto paritetico con la Provincia sul miglioramento della spesa pubblica e dei costi di gestione dei servizi, anche in relazione alla effettiva adesione della maggioranza degli enti soci. Il progetto si svilupperà anche, in coerenza con quanto già avvenuto nel corso del 2014, in gruppi di miglioramento specifici per aree di costo. Pag. 28 Collaborazione Responsabilizzazione Equità Apertura Trasferibilità Innovazione Visione Integrazione Il Presidente Avv. Antonio Giacomelli Progetto INDICARE salute; con l’obiettivo di costruire un set minimo di indicatori clinici di monitoraggio della salute e dell’efficacia dei servizi di R.S.A. e di fornire competenze metodologiche per la costruzione di ulteriori indicatori complementari interni ai singoli enti, sviluppato in collaborazione con la Provincia di Trento e l’APSS e con la collaborazione scientifica del dott. Marco Pagani, medico geriatra che collabora anche con la LIUC. Progetto Volontari: alla luce dell’esperienza fatta dal servizio formazione di Upipa nella formazione per volontari, da quanto emerso attraverso le visite Q&B e facendo tesoro del lavoro di ricerca svolto in parallelo dall’Arpa di Bolzano, si è deciso di attivare un progetto di formazione, ricerca e scambio che partendo dalle buone prassi già in essere in alcuni enti gestori di servizi, possa addivenire all’adattamento per il Trentino della guida allo sviluppo del volontariato realizzata da Arpa e produrre un volumetto di formativo per i volontari che raccolga e sistematizzi tutti i materiali dei corsi realizzati a cavallo degli anni 2013 e 2014 con il finanziamento della Regione. Progetto Consenso informato: è in fase di definizione e studio un progetto che, nell’intento di valorizzare il protagonismo delle persone nei processi di cura e di rispettarne le indicazioni e le volontà, consenta di affinare e migliorare la concezione culturale ed organizzativa e le prassi operative con cui viene gestito l’obbligo di acquisizione del consenso informato all’interno delle strutture, a partire dal coinvolgimento diretto dei medici interessati (attraverso le équipe assistenziali), per arrivare ad una disseminazione verticale della capacità e della propensione a valorizzare la relazione con la persona anziana assistita e l’attenzione costante ad informarla e coinvolgerla in tutte le pratiche, sia sanitarie che assistenziali, ricercandone la comprensione, il consenso e l’alleanza. Progetto di sviluppo della partecipazione dei familiari: l’idea progettuale (sulla base della quale sarà costruito il progetto) consiste nell’attivare, promuovere, sostenere, diffondere forme di coinvolgimento dei familiari e dei cari significativi alla partecipazione alla vita della struttura ed alla valutazione dei servizi, attraverso la creazione di occasioni e strumenti condivisi. Obiettivo è creare alleanze assistenziali attive e presenti che abbiano come fondamento il rispetto delle volontà del residente, della sua biografia e della dignità della persona. Progetto di formazione e supervisione dei care givers familiari: l’intento è di fornire una cornice metodologica di sistema, sia come formazione dei formatori, che come definizione dei programmi formativi, che come costruzione di materiali didattici e strumenti di accompagnamento e supervisione condivisi, per attivare a livello territoriale ed in coerenza con la recente istituzione del registro delle assistenti familiari, idonee azioni di formazione – ed auspicabilmente anche di supervisione domiciliare che permettano di far crescere i soggetti presenti nella rete informale dell’assistenza familiare nella direzione di garantire maggior qualità di vita delle persone anziane (in qualunque contesto di vita di trovino) e maggiore collegamento con i servizi ed i supporti istituzionali e professionali. Formazione congiunta con l’Associazione Residenze per Anziani Alto Adige (ARPA): in accordo con l’ARPA verranno individuati e definiti nel tempo dei percorsi formativi sperimentali, principalmente finalizzati a favorire il confronto e lo scambio strutturato e supervisionato di esperienze pratiche e di buon prassi da parte degli operatori delle diverse strutture del Trentino e dell’Alto Adige, da svolgersi preferibilmente presso le sedi delle strutture stesse a rotazione, anche per favorire una maggiore conoscenza reciproca. Visite di scambio in Italia e all’estero: viene confermata la promozione e la programmazione delle visite di scambio secondo la metodologia del Learning Tour, che prevede la consulenza agli enti per la progettazione di viaggi di studio, la proposta di viaggi di studio periodici per piccoli gruppi sui più importanti temi professionali, l’organizzazione di momenti di scambio con strutture di eccellenza italiane ed europee, anche all’interno del circuito degli aderenti al modello Qualità & Benessere, l’organizzazione di momenti di restituzione e socializzazione all’interno del sistema delle esperienze realizzate. Per il triennio si ipotizza l’organizzazione di visite di scambio, oltre che con il Tirolo e l’Austria, con la Spagna, la Germania ed eventualmente Norvegia e Danimarca, che sono gli stati non ancora coinvolti in scambi con Upipa. Pag. 29 Collaborazione Responsabilizzazione Equità Apertura Trasferibilità Innovazione Visione Integrazione Il Presidente Avv. Antonio Giacomelli 4. Organizzazione interna e budget della Cooperativa per l’anno 2015 Il budget per l’anno 2015 è stato costruito sulla base degli indirizzi del Consiglio di Amministrazione che ha confermato e rafforzato la richiesta allo staff, già fatta nel corso del 2014, di uno sforzo esemplare nel miglioramento dei servizi di Upipa nel loro complesso, aumentandone il valore per i soci, ad invarianza della quota associativa fissata per l’anno precedente. Per la sua definizione si è quindi tenuto conto dei seguenti scenari: conferma degli importi 2014 del finanziamento regionale per l’attività formativa e l’attività istituzionale, invarianza delle entrate correnti dal Marchio Qualità & Benessere, con esclusione dei proventi straordinari derivanti dalla parziale cessione dei diritti di proprietà del modello stesso avvenuta nel 2014. E’ stata prevista la conferma del servizio Responsabile Formazione per i Soci attualmente aderenti della zona Valsugana, Tesino e Primiero, del Servizio Responsabile Formazione e Qualità nelle zone delle Giudicarie e Rendena e dell’ Alto Garda e Ledro e della Vallagarina, il servizio ridotto di supporto al responsabile qualità e formazione interno in zona Rotaliana, per un totale complessivo di 12 enti seguiti dal servizio integrale e 1 ente seguito con servizio ridotto, con conseguente previsione delle entrate e delle uscite necessarie alla realizzazione del servizio e della contribuzione ai costi generali di Upipa. Le altre entrate ed uscite sono state riparametrate (in riduzione o incremento) sulla base delle effettive risultanze del consuntivo 2013 e del monitoraggio del budget del 2014 (con riproporzionamento ai nuovi volumi di attività se del caso). Non è invece stato applicato il tasso tendenziale annuo di inflazione in quanto l’inflazione rilavata da ISTAT è vicina allo zero ed il monitoraggio dell’andamento dei costi 2014 non ha evidenziato criticità in tal senso. Le quote di contribuzione dei soci restano invariate non essendo al momento previsti aumenti della quota base, né nuove adesioni, né significativi incrementi dell’attività di singoli soci tali da determinare incrementi di fascia di contribuzione. Al fine di garantire la copertura dei costi ad invarianza di contributo associativo è stato confermato il già previsto aumento del costo orario medio obiettivo delle quote di partecipazione ai corsi di formazione di 1€ per ora formativa (da 15 € a 16 € all’ora), costo cui va applicata la riduzione derivante dall’applicazione del contributo regionale in caso di formazione finanziata all’interno del programma di formazione annuale approvato dalla Regione. Si conferma inoltre, sia pure in riduzione, la previsione di promuovere la vendita di corsi di formazione all’esterno. Onde assorbire le minori entrate stimate si è inoltre previsto un risparmio medio obiettivo del 14% sugli oneri relativi alle attività di docenza, da realizzarsi in parte attraverso una ridefinizione delle tariffe orarie dei docenti, in parte con la riduzione da 7 a 6 ore delle docenze giornaliere, eliminando la compresenza del docente nelle fasi di avvio e di chiusura dell’aula, che vengono affidate, come presidio formativo, al personale interno del servizio formazione di Upipa, in coerenza con la riorganizzazione complessiva del servizio formazione, con l’obiettivo di meglio presidiare e garantire l’effettiva trasferibilità dei contenuti appresi, favorendo la focalizzazione iniziale e la sintesi finale degli apprendimenti e delle modalità di trasferimento. Viene confermato, nel complesso, il dimensionamento del personale dei diversi settori sperimentato nel 2014, comprensivo della leggera diminuzione del monte ore complessivo destinato alla formazione e del rafforzamento del monte ore destinato agli altri servizi, per effetto della non completa sostituzione del monte ore del personale del settore formazione che fruisce di riduzioni temporanee dell’orario di lavoro o di aspettative estive per motivi di conciliazione. Viene inserita inoltre la previsione di uno stage retribuito di 6 mesi a rafforzamento dello sportello unico di informazione e consulenza come da descrizione nella specifica sezione del piano. Si conferma la mancata proposizione a budget del premio di produttività per l’anno 2015, ne verrà valutata l’erogazione in corso d’anno solo in base ad eventuali disponibilità che si venissero a creare per effetto dell’incremento del fatturato complessivo. In assenza di una definizione a breve delle ipotesi per la nuova sede dell’Upipa nel budget sono stati mantenuti i costi relativi alla manutenzione minima della sede attuale, mentre sono stati sterilizzati gli effetti della gestione finanziaria, nella convinzione che l’eventuale individuazione in corso d’anno di una sede idonea comporterà un impegno finanziario di Upipa in via diretta incompatibile con la previsione di entrate finanziare a supporto del risultato di budget ma comunque commisurato alla capacità di Upipa di sostenere gli oneri finanziari conseguenti ad eventuali anticipazioni di cassa. Come già previsto per gli scorsi anni, le forme di potenziale consortilizzazione di servizi attraverso diretta responsabilità di Upipa saranno eventualmente introdotte Pag. 30 Collaborazione Responsabilizzazione Equità Apertura Trasferibilità Innovazione Visione Integrazione Il Presidente Avv. Antonio Giacomelli con studio di fattibilità economica distinto dal budget annuale ed incrementale rispetto a questo e con finanziamento diretto a carico dei soci beneficiari delle sperimentazioni. 4.1 Il contributo associativo annuale Per la determinazione del contributo associativo annuale a carico dei soci vengono riconfermate le modalità previste negli anni precedenti. La quota standard uguale per tutti su cui vengono calcolate le singole quote per classe dimensionale di appartenenza, come si può vedere dalla tabella allegata, come per l’anno precedente, non è stata aumentata (percentuale di variazione = 0,0%), per specifico indirizzo del Consiglio di Amministrazione, basato sull’ipotesi che anche gli enti soci subiscono una riduzione dei finanziamenti da parte della Provincia nelle tariffe 2015 rispetto a quelle 2014, e sulla scelta di dare un segnale di sobrietà e razionalizzazione organizzativa che incoraggiasse e sostenesse i soci che agiscono nella medesima direzione. Rimane quindi fissata in € 5.650,88 al netto dell’IVA (e quindi invariata dall’anno 2011), con ciò confermando una distribuzione delle quote che va da € 4.746,74 IVA inclusa per la classe dimensionale più piccola ad € 10.171,59 IVA inclusa per la classe più grande. A queste quote vanno applicati gli sconti previsti per gli enti che usufruiscono solo parzialmente dei servizi della cooperativa, per il fatto di essere APSP ma non RSA o per il fatto di essere RSA ma non APSP, pari al 10%, e gli sconti previsti per i soci che per sospensione temporanea dell’attività come APSP e come RSA per l’intera durata dell’esercizio non possono fruire di nessun servizio dell’associazione, pari al 50%. Si ritiene che la quota sia congrua rispetto ai servizi erogati ed ai risultati ottenuti nel corso del 2014 e che il segnale di attenzione dato con la rinuncia all’incremento sia pur minimo della quota in questa fase di crisi possa essere apprezzato dai soci e ancora meglio valorizzato sulla base dei risultati che ci si propone di ottenere nel 2015, si sottolinea che ciò è reso possibile anche per il 2015 per effetto della forte riorganizzazione del servizio Ricerca, Sviluppo e Formazione e che la sostenibilità di tale prospettiva dipenderà anche dal favore dei soci rispetto a tale ipotesi riorganizzativa e dalla capacità di Upipa di incrementare il proprio fatturato all’esterno del sistema, sia con la crescita del Marchio Qualità e Benessere, per la quale si richiede un supporto da parte di tutti i soci, sia con la diffusione degli altri servizi. Pag. 31 Collaborazione Responsabilizzazione Equità Apertura Trasferibilità Innovazione Visione Integrazione Il Presidente Avv. Antonio Giacomelli MODALITA' DI RIPARTIZIONE DEL CONTRIBUTO IN CONTO GESTIONE DEI SOCI PER L'ESERCIZIO 2015 5.085,79 Q uo t a ugua le pe r t ut ti 2 0 15 - s t a nda rd € 5.650,88 Quo t a s ta nda rd 2 0 14 € 5.650,88 0,00% % di v a ria zio ne C la s s i N um e ro s it à de lle c la s s i quota standard sc ontata P a ra m e t ri di ripa rt izio ne quo t a Q uo t a s ingo la pe r c la s s e T o t a le t e o ric o de lle quo t e pe r c la s s e Q uo t a s ingo la c o n iv a 1 3 0,7 € 3.955,62 € 11.866,85 € 4.825,85 2 5 0,9 € 5.085,79 € 25.428,96 € 6.204,67 3 20 1,1 € 6.215,97 € 124.319,38 € 7.583,48 4 17 1,3 € 7.346,15 € 124.884,47 € 8.962,30 5 5 1,5 € 8.476,32 € 42.381,61 T o t a le 50 € 10.341,11 328.881,27 Enti Soci con particolari attività o forme giuridiche D e no m ina zio ne F o rm a giuridic a a tt iv it à C la s s e di a ppa rt e nza Quo t a pie na S c o nt o 10 % Q uo t a s c o nt a t a de l 10 % Quo t a s c o nt a t a c o n IV A APSP - gestione Fondazione C rosina Sartori immobili per finalità C loch benefiche 1 € 3.955,62 € 395,56 € 3.560,06 € 4.343,27 C ooperativa Sociale Stella Montis - sc cooperativa - RSA 2 € 5.085,79 € 508,58 € 4.577,21 € 5.584,20 Sacra Famiglia (Rovereto) ente morale - RSA 3 € 6.215,97 € 621,60 € 5.594,37 € 6.825,13 C asa Mia APSP - assistenza minori 3 € 6.215,97 € 621,60 € 5.594,37 € 6.825,13 Opera "Armida Barelli" APSP - ente di formazione 4 € 7.346,15 € 734,61 € 6.611,53 € 8.066,07 C entro don Ziglio APSP - assistenza disabili 4 € 7.346,15 € 734,61 € 6.611,53 € 8.066,07 cooperativa assistenza disabili 4 € 7.346,15 € 734,61 € 6.611,53 € 8.066,07 cooperativa - RSA 5 € 8.476,32 € 847,63 € 7.628,69 € 9.307,00 € 2.412,93 C ooperativa Sociale Villa Maria s.c. S.P.E.S. Trento Servizi Pastorali Educativi Sociali s.c.s. S c o nt o 5 0 % C ooperativa Sociale Assistenza - s.c. cooperativa assistenza non residenziale 1 C la s s i € 3.955,62 € 1.977,81 € 1.977,81 € 55.943,72 € 7.176,62 € 48.767,10 T o t a le quo t e pie ne pe r c la s s e T o ta le quo t e s c o nt a t e pe r c la s s e T o ta le quo t e e f fe tt iv e pe r c la s s e 1 € 3.955,62 € 5.537,87 € 9.493,49 2 € 20.343,17 € 4.577,21 € 24.920,38 3 € 111.887,44 € 11.188,74 € 123.076,18 4 € 102.846,03 € 19.834,59 € 122.680,62 5 € 33.905,29 € 7.628,69 € 41.533,98 € 48.767,10 € 321.704,65 TOTALI Pag. 32 Q uo t a s c o nt a t a de l 50% € 272.937,55 Collaborazione Responsabilizzazione Equità Apertura Trasferibilità Innovazione Visione Integrazione Il Presidente Avv. Antonio Giacomelli Importi CONTO ECON OM I CO Parziali Totali A). VALORE DELLA PRODUZIONE Prevalenza 1). Ricavi delle vendite e delle prestazioni 31114 QUOTE ASSOCIATIVE ANNUALI DEI SOCI € 321.704,65 31110 RICAVI DA SERVIZI PERSONALIZZATI € 168.088,49 31110 Progetti ad adesione individuale € 71.000,00 € 200.000,00 31527 CONTR. C/ES. REG. FORM. ANNO CORR. € 200.000,00 31118 RICAVI DA CORSI AUTOFINANZIATI € 7.000,00 0,00% Progetto Alzheimer Progetto viaggio estero: 31116 RICAVI DA CORSI CO-FINANZIATI LR 3/96 - ANNO CORR. Totale 1). Ricavi delle vendite e delle prestazioni € 967.793,14 € 125.200,00 5). Altri ricavi e proventi 31306 Affitti attivi aule e attrezzature € 200,00 31522 CONTRIBUTI IN C/ ESERCIZIO REGIONALI A.I. € 125.000,00 Totale 5). Altri ricavi e proventi Totale A). VALORE DELLA PRODUZIONE € 1.092.993,14 B) COSTO DELLA PRODUZIONE 6). Per materie prime, sussidiarie, di consumo per Attività formative: € 7.904,45 72% per l'ufficio: € 2.189,40 28% Totale 6). Per materie prime, sussidiarie, di consumo e m € 10.093,85 7). Per servizi Costi per Attività Formative: € 210.012,00 Costi per consulenzie istituzionali: € 59.816,36 Costi per utenze e servizi ordinari: € 50.495,88 32920 SPESE ASSEMBLEARI, AMMINISTRATORI € 51.725,80 Pro rata stimato Totale 7). Per servizi € 392.487,05 € 42.346,01 8). Per godimento beni di terzi 32302 AFFITTI PASSIVI AULE UPIPA € 33.468,04 32304 AFFITTI PASSIVI ALTRE STRUTTURE € 2.000,00 32306 AFFITTI PASSIVI SEDE UPIPA € 903,89 32310 Noleggio Fotocopiatore € 5.974,08 Totale 8). Per godimento beni di terzi 9). Per il personale aumento % Costo economico del personale dipendente € 581.057,75 324508 Rimborsi chilometrici € 27.000,00 324506 Rimborsi a piè di lista € 1.500,00 Totale 9). Per il personale Pag. 33 € 589.557,75 Con ipotesi di recupero 20.000 Collaborazione Responsabilizzazione Equità Apertura Trasferibilità Innovazione Visione Integrazione Il Presidente Avv. Antonio Giacomelli Importi CON TO ECONOM I CO Parziali Totali 10). Ammortamenti e svalutazioni Quote ammortamenti anni precedenti € 7.762,50 Quote ammortamenti nuovi cespiti € 269,55 Totale 10). Ammortamenti e svalutazioni € 8.032,05 14). Oneri diversi di gestione 32997 IVA Indetraibile (stima) € 23.733,11 32922 ABBONAMENTI PERIODICI E PUBBLICAZIONI € 2.950,00 CONTRIBUTI ASSOCIATIVI: € 1.800,00 SPESE PER ASSEMBLEE E DI RAPPRESENZANZA: € 2.000,00 € 978,00 IMPOSTE E TASSE NON SUL REDDITO: Totale 14). Oneri diversi di gestione 42,05% € € 9.978,76 31.461,11 Totale B) COSTO DELLA PRODUZIONE RISULTATO DELLA GESTIONE OPERATIVA (A - B) € 1.073.977,82 € 19.015,33 C). PROVENTI E ONERI FINANZIARI 16). Altri proventi finanziari c). da titoli iscritti nell'attivo circolante 332304 INTERESSI SU TITOLI DI STATO d). proventi diversi dai precedenti 3324302 INTERESSI ATTIVI SU DEPOSITI BANCARI Totale 16). Altri proventi finanziari INTERESSI PASSIVI E ALTRI ONERI BANCARI Totale 17). Interessi ed altri oneri finanziari € € - € - - Totale C). PROVENTI E ONERI FINANZIARI € - € - E). PROVENTI ED ONERI STRAORDINARI 20). Proventi, con separata indicazione delle plus a). Plusvalenze da alienazioni 351114 PLUSVALENZA DA ALIENAZIONE LICENZE, MARCHI E ... b). Proventi diversi 351202 SOPRAVVENIENZE ATTIVE E INSUSSISTENZE ATTIVE Totale b). Proventi diversi Totale 20). Proventi, con separata indicazione delle plus € - Totale 21). Oneri, con separata indicazione delle minusva Totale E). PROVENTI ED ONERI STRAORDINARI RISULTATO DI ESERCIZIO ANTE IMPOSTE € 19.015,33 € 16.875,00 € 2.140,33 22). Imposte sul reddito Totale 22). Imposte sul reddito (stima) RISULTATO DI ESERCIZIO NETTO Pag. 34 Collaborazione Responsabilizzazione Equità Apertura Trasferibilità Innovazione Visione Integrazione Il Presidente Avv. Antonio Giacomelli 5. Conclusioni Nel presentare questi indirizzi generali per la programmazione delle attività e della formazione del triennio 2015 - 2017, prima all’approvazione dell’Assemblea dei Soci e poi all’attenzione delle istituzioni regionali e provinciali per l’erogazione dei finanziamenti di competenza e l’individuazione delle auspicabili sinergie operative, concludo di fatto il mandato come Presidente almeno dal punto di vista della programmazione. Nel ringraziare tutti i soci ed i dipendenti e collaboratori che hanno inteso in questi anni investire risorse, energie e fiducia nell’Upipa, mi sento di ribadire con forza quanto già scritto e affermato negli anni precedenti, ritenendo che ciò sia ancora più valido ed attuale soprattutto alla luce della crisi che sta caratterizzando questo periodo, e cioè l’importanza dell’impegno profuso per combinare e conciliare contenimento intelligente dei costi e mantenimento ed ove possibile miglioramento della qualità dei servizi. Infatti una lettura prospettica dei documenti del piano triennale dello scorso triennio e di quello precedente conferma chiaramente – pur nelle occasionali inerzie e nei possibili rallentamenti riferibili a singoli obiettivi o settori dei piani - la continuità del processo di crescita, di miglioramento dei servizi (sia in termini quantitativi che qualitativi), di maggiore riconoscimento sociale ed istituzionale dell’Upipa in questi anni, ma anche e soprattutto dell’impegno a rendere economicamente più autonoma la Cooperativa senza con questo ridurre l’attenzione alla qualità dei servizi ai soci ed al mantenimento della mutualità prevalente. E’ consolidata opinione degli amministratori che il miglioramento dei servizi e dei risultati economici del periodo sia imputabile anche e soprattutto alla creatività ed imprenditorialità della Cooperativa, che ha saputo valorizzare all’esterno le esperienze di eccellenza maturate nel contesto associativo. In questo contesto la risposta e la legittimazione prodotta dagli enti associati per la qualità della loro adesione ai progetti Upipa e la qualità dei loro servizi è stata ed è fattore di crescita dell’associazione e di tutto il sistema, che si conferma un punto di riferimento nazionale per qualità ed innovazione. Questo aspetto conforta ed in parte compensa le preoccupazioni per l’insorgere ed il diffondersi di sempre maggiori spinte centrifughe e tensioni nel sistema, che pongono tutti i soci di fronte a sfide per le quali l’anno 2015 si rivelerà probabilmente cruciale e rischiano di accentuare eccessivamente la percezione di disgregazione del sistema e di ridurre la sua capacità di fronteggiare in maniera autorevole ed unitaria una fase della crisi piuttosto delicata, in cui la tendenza ad ingerirsi nell’autonomia degli enti da parte dei soggetti regolatori sta diventando sempre più evidente e frequente. Si rileva al contempo che – nonostante il continuo miglioramento dell’organizzazione interna, rappresentato negli anni dalla gestione degli attestati della formazione in formato digitale, dall’introduzione della de materializzazione del materiale didattico per lo svolgimento delle attività formative e dalla riorganizzazione complessiva del servizio formazione con contenimento ed ottimizzazione dei costi di docenza – i margini sia economici che organizzativi si vanno assottigliando di anno in anno ed il risultato di esercizio si presenta sempre più risicato e ridotto e potrà essere rafforzato solo da azioni di estensione del fatturato al di fuori dell’ambito strettamente mutualistico, che ad oggi - stante il perdurare della crisi – appaiono sempre meno risolutive per il rafforzamento dell’autonomia economica di Upipa. Rispetto a tale situazione, la scelta dell’acquisizione in proprietà di una sede istituzionale idonea, pur non sostenuta adeguatamente dalle istituzioni di riferimento, a partire dalla Provincia e dalla Regione, resta comunque un’opzione a cui non rinunciare preventivamente, cercando di superare le difficoltà di consenso emerse in fase di localizzazione degli immobili potenziali e di valutazione del rapporto costi benefici. Voglio infine confermare anche la gratitudine mia personale e di tutto il sistema nei confronti di tutti i collaboratori degli enti soci, dagli ausiliari ai direttori, che con il loro impegno e la loro passione quotidiana hanno permesso di garantire una elevata qualità di vita agli anziani fruitori dei nostri servizi, nonostante la crisi e la riduzione delle risorse, contribuendo in maniera determinante all’immagine positiva del sistema nel panorama dei servizi sociali e sanitari. Trento, 10 dicembre 2014 Il Presidente Avv. Antonio Giacomelli Pag. 35 Collaborazione Responsabilizzazione Equità Apertura Trasferibilità Innovazione Visione Integrazione Il Presidente Avv. Antonio Giacomelli