20
ACHILLE DE ZIGNO:
LA FAMIGLIA, L'IMPEGNO
PUBBLICO E GLI STUDI
DANIEL MOROSINI ALLA
GUERRA DI CANDIA
I SAVI ALLE DECIME
E IL CATASTO DI VENEZIA
ALBERTO MARTINI TRA
~~~-~. SIMBOLISMO E SURREALISMO
LA PRESENZA FEMMINILE
NELLA SOCIETÀ E NELLA
CULTURA: MODERATA FONTE
PROGRAMMA
CONVEGNO
per il Bicentenario della nascita
MUSEO DI GEOLOGIA E PALEONTOLOGIA
Ore 10.00 Saluti delle Autorità
Introduce Guido Roghi
La città di Padova nella metà Ottocento
Vittorio Dal Piaz - Università di Padova
Palazzo Cavalli - Via Giotto, 1 - Padova
giovedì 11 aprile 2013 ore 10.00
A duecento anni dalla nascita viene celebrata la figura di
Achille De Zigno, nobiluomo e cittadino di Padova oltre
che scienziato di fama internazionale,
Le sue capacità diplomatiche, unite ad un costante impegno
negli incarichi ricoperti nella pubblica amministrazione,
ebbero il merito di rendere meno gravosa la dominazione
austriaca nella città patavina e, come disse l'Omboni, gli
consentirono di prodigarsi "per il maggior bene dei suoi
concittadini e del suo paese ",
La passione per le scienze naturali, coltivata sin dall'infanzia,
'gli permise di diventare un geologo e paleontologo di fama
internazionale; le sue ricerche esposte con ostinata
precisione, senza dubbio audaci e innovative ai suoi tempi,
ancora oggi rappresentano una fonte preziosa di notizie,
Il convegno sarà articolato in due momenti distinti: la mattina
verrà dedicata al profilo personale e civile di De Zigno,
mentre nel pomeriggio verrà esaminato il suo aspetto di
studioso e scienziato nel quadro delle scienze naturali
dell'epoca.
CURATORI
Mariagabriella Fornasiero - Guido Roghi - Alberto Lonigo
L'aspetto storico e risorgimentale dell'epoca
Giampietro Berti - Università di Padova
Il barone Achille De Zigno: la figura, il contesto
familiare ed i rapporti col mondo scientifico
Alberto Lonigo - Consigliere dell'AssoCiazione Nobiliare
Regionale Veneta
I rapporti fra il barone De Zigno e G. Capellini negli
anni fervidi ma contrastati dell'Unità d'Italia
Gian Battista Vai - Università di Bologna
Ore 13,00: pausa pranzo
Ore 15.00: ripresa dei lavori
Introduce Paolo Mietto - Università di Padova
Il mondo scientifico all'epoca di A. De Zigno
Cinzia Gibin - Direttore collana storico-scientifica "Epistolario
Veneto"
A. De Zigno paleontologo dei vertebrati
Fabrizio Bizzarini - Società Veneziana di Scienze Naturali
La paleobotanica e il carteggio tra De Zigno e Abramo
Massalongo
Guido Roghi - CNR - Padova
La collezione geopaleontologica di A. De Zigno al
Museo di Geologia e Paleontologia
Mariagabriella FOrnasiero - Museo di Geolog/a e Paleontolog/a
dell'Università di Padova
Seguirà la visita guidata al Museo di Geologia e Paleontologia
gg VENETO BANCA
CON IL PATROCINIO DI :
DIl>ARTlMENTO DI
GEOSCIENZ]~
C.A.M. Cenfro di Ateneo
!,CI"
i Mnsci
ST
RIA
VENETA
RIVISTA DI DIVULGAZIONE STORICA PER
CONOSCERE IL PASSATO DEI VEN ETI
L'iscrizione al convegno è gratuita e obbligatoria, Per iscriversi è necessario far pen:enì~e vi.a mali o ~Ia fax la propria adesione entro le ore 12,00 di
lunedi 8 aprile 2013, Il modulo per l'iscrizione è scaricablle dal SitO: httQ:l!www.mI.lS9t.UO/p..d.It/geo/oglalnews.html
Il convegno prevede un numero chiuso di 100 partecipanti
MUSEO DI GEOLOGIA E PALEONTOLOGIA - Mail: museo.pa/[email protected] - Fax 049 827201 O- Per informazioni: Tel. 049,8272086
Sommario
numero 20 - anno V - febbraio 2013
Achille De Zigno
La famiglia, l'impegno pubblico e gli studi di uno
scienziato padovano dell'BOO
di Alberto Lonigo
2
Daniel Morosini alla guerra di Candia
di Adriano CottOni
20
I Savi alle Decime e il Catasto di Venezia
di Roberto Stappato Badoer (s.g.e.)
31
Alberto Martini tra simbolismo e surrealismo
nelle prime opere in cartolina
di Francesco Turchetto
La presenza femminile nella società
e nella cultura del passato
Moderata Fonte
di Daria Martini
Presenza clariana a Venezia
di Marco Molin
Il Rassegna bibliografica
35
42
47
55
)
In copertina: Villa detta "La Certosa" di Vigoda l'zere (Padova) dimora estiva della famigli a D e Zigno,
acquerello di G. Lago .
Fotografia del bamne in tenuta da ricel'catore con martelletto, bussola, bi saccia per i l'e pel1:i e
carta dei terreni.
a
La coi labOl'azione a "StOl'ia Veneta" è apel'la a tutti, purchè gli al1icol i e le illustl'azion i siano
adeguat amente documentati .
G li A utol'i sono i soli responsabili degli al1icoli pubblicati. Dattiloscritti e fotogl'a fie, anche se
non pubblicati, non si l'estitu iscono.
L
i:R
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Gli abbonamenti non disdetti entl'O il 30 dicembre si intendono tacitamente rinnovati per
l'anno successivo .
G li abbonati sono pl'egati di versa l'e la quota di abbonamento ent ro il mese di marzo.
Pel' motivi o l'gan izzativi, agii abbonati che non aV l'anllO disdetto né vel'sato la quota di
abbonamento entm le scad enze fi ssate, ve lTi! inviato "Stol-ia Veneta" In co ntl'assegno
gl'avato delle relative spese postali.
Alberto Lonigo
Sono numerosi i personaggi del X/X o secolo che, provenienti da
diverse classi sociali e nel solco della nostra millenaria cultura,
hanno saputo lasciare una traccia ben visibile di capacità e di
umanità nei diversi campi in cui si sono cimentati, meritando per
questo di essere riscoperti e ricordati.
Dv
La famiglia, l'impegno
Tra loro, la figura del Barone Achille De Zigno
spicca per l'indubbia originalità e concretezza
con cui ha portato avanti nella sua vita i molteplici interessi sociali, filantropici e soprattutto
scientifici in cui era coinvolto, talvolta per semplice dovere civico, tal altra per una passione,
quella per la paleontologia, che lo seguirà per
tutta la sua esistenza.
Abbiamo di fronte quindi una persona del tutto
particolare, autodidatta in tutto, ma con una
formazione familiare, una voglia di conoscenza e dei saldi principi che ne faranno una figura
già dai suoi contemporanei definita "signore
d'altri tempi" e saranno queste doti che gli permetteranno di raggiungere grandi risultati anche nel campo scientifico.
Per quanto detto è fondamentale un cenno alla
famiglia De Zigno che, originaria dalla Lombardia, si trapiantò a Venezia dove nel 1777 si
trovò iscritta all'Ordine dei Cittadini Originari
Veneti, per poi ai primi dell' 800 trasferirsi definitivamente a Padova.
Verso la fine del XVIII secolo troviamo suo padre Marco "dottore in entrambi i diritti" che ricoprì numerosi incarichi anche durante il Governo
Italico, fu Membro dei Consigli del Regno e di
Prefettura, e nel 1838 venne aggregato alla no- .
biltà ereditaria austriaca. Con diploma del 28
settembre 1851 i componenti di questa famiglia
furono innalzati al grado equestre, e con altro
del 20 febbraio 1857 a quello di Baroni dell'Impero con diritto ereditario.
~.
l
pubbliCI e
Marco D Zigno conoscerà a Venezia una nobile
irlandese. Lady Maria Creagh Maguire figlia di
Ugo Maguire of Tempo dei Principi e Dinasti di
Fermanagh. Pari d'Irlanda e Conti del S.R. Impero. La madre era Febe Creagh Macnamara e Germe dei Re d'Irlanda, discendente da Enrico II, Re
d'Inghilterra. Maria Maguire si rivelerà una figura fondamentale nella vita della famiglia ed avrà
una particolare positiva influenza sulla formazione del figlio Achille.
Nata nel maestoso castello sul lago di Erna, nella
Contea di Fermanagh in Irlanda, come ci raccon-
e(
tichità di questi luoghi e veniva praticato soprattutto da giovani inglesi e francesi che coglievano
l'occasione per acquistare, certo secondo le proprie possibilità, ricordi od opere d'arte, per studiare gli antichi modelli classici o semplicemente
per visitare le meravigliose città di Ercolano e
Pompei da poco riscoperte.
Meta inderogabile di questi viaggi era la città di
Roma con i suoi monumenti classici, ma anche la
Sicilia con i suoi templi, Venezia ed il Veneto con
le opere di palladio e le sue stupende ville neoclassiche che entrarono da allora nel cuore del
Nella pagina precedente:
Disegno di fossile (particolare)
tratto da: "Flora Fossilis
Formationis Oolithicae - Le piante
fossili dei/'Oolite descritte ed
illustrate dal Barone Achille De
Zigno". VoI. Il. Tip. del
Seminario. 1873-85. Padova.
e gli studi di uno scienziato padovano dell'BOO
ta Alberto De Zigno, parlando della nonna in un
suo breve scritto, (bibl. n. 7) era venuta in Italia
casualmente per un "grand tour" accompagnata
da una coppia di zii, un po' per il piacere di questo viaggio, molto di moda tra gli inglesi del tempo, ed un po' per sfuggire i venti di guerra e la
violenza che anche allora travagliavano la sua
tanto amata Irlanda.
Solitamente il "grand tour" nei paesi d'Europa
era effettuato per piacere e per studio ed offriva
la possibilità di conoscere la cultura, l'arte, l'an-
mondo anglosassone, che ne fu ampiamente
contagiato tanto da arrivare ad esportare questo
stile fin negli Stati Uniti.
Da quanto detto si comprenderà meglio come le
case della famiglia De Zigno diventarono un
punto di riferimento culturale e mondano grazie
ai proprietari Marco e Maria Maguyre De Zigno
da cui Achille nascerà il 14 gennaio 1813; egli figlio unico sposerà Adelaide-Drusilla, figlia del
Conte Giordano Emo Capodilista e della Contessa
Lucia Maldura, il 22 febbraio 1848.
3
Da sinistra:
Ritratto di Maria Maguire De
Zigno con il piccolo Achille nel
curioso abbigliamento usato per
anche per bambini in
quell'epoca.
Lorenzo Lonigo genero di De
Zigno alla "Certosa" di
Vigodarzere.
Ritratto ad acquerello di Achille
De Zigno,
Palazzo De Zigno in Stra'
Maggiore. ora Via Dante.
I legami tra la famiglia De Zigno e la Casa d'Austria saranno rinsaldati dal matrimonio di una
delle numerose sorelle di Adelaide, Emma Emo
Capodilista, già Dama di Palazzo dell'Imperatrice, celebrato il16 maggio 1858 nella cappella imperiale di Vienna con il Conte Hans Wilczech Barone di Hultschin e Gutenland. Da loro nasceranno Hans, quindi Elise coniugata al conte Kinsky
e la sorella Marie a sua volta maritata con un altro fratello Kinsky.
La famiglia era proprietaria a Vigodarzere, nei
dintorni di Padova, di un bellissima Villa detta
"La Certosa". Nata come convento certosino nel
1554, la sua costruzione mai completata durò
anni; il direttore dei lavori fu Andrea Moroni, architetto artefice della Basilica di Santa Giustina
in Padova. A lui probabilmente succedette l'altrettanto famoso Andrea da Valle. L'utilizzo da
parte dei Certosini si prolungò fino al settembre
del 1768, quando la Serenissima dichiarava soppresse le comunità monastiche aventi meno di
dodici membri e ne incamerava i beni.
Antonio De Zigno nel 1770 acquistò la struttura
che tuttora appartiene ai discendenti della famiglia, destinandola a casa di villeggiatura e faccendola divenire punto di riferimento per quanti, parenti, intellettuali e amici, venivano a trovare i De Zigno e ne gustavano l'ospitalità.
Alla Certosa, sotto la direzione di Maria Maguire
moglie di Marco de Zigno, "venne piantato il magn!lico parco in stile inglese" completato con uno
stupendo viale di tigli che dall'argine del fiume
Brenta portava all'ingresso della residenza. In
quest'elegante e tranquilla dimora gli ospiti furono sempre numerosi ed importanti, come ci narrano le cronache, e tra i tanti il poeta e scrittore
inglese Lord Byron, vissu to nel Veneto tra il 181 7
ed il 1820, quindi Lord Guilford, fondatore
dell 'Università di Corfù, ed il drammaturgo e
poeta veronese Ippolito Pindemonte, amico di
Foscolo che gli dedicò i "I Sepolcri", e che per anni
fu legato alla scrittrice ed animatrice di un famo so salotto letterario, Isabella Teotochi Albrizzi. Vi
furono ospitati il Generale Bernadotte e Fuchet, il
colonnello Barone O'Hara, il Principe Hohenlohe, il generale Barone D'Aspre, Lord Talbot de
Malahide, il generale Lamarmora e molti altri artisti e prelati.
Isabella Teotochi Albrizzi, in un libretto da lei
scritto che ebbe grande fortuna e diverse edizioni
intitolato "Ritratti", farà un "affresco" anonimo
di Lady Maguire, ma chiaramente attribuibile
4
con un ritratto ed un elogio alle doti della dolcissima baronessa.
Oltre alla "Certosa" i De Zigno possedevano in
Padova, all'inizio di "Strà Maggiore", poi "Via
Dante", un imponente palazzo. Sull'area della
costruzione anticamente c'era un vecchio edificio detto "Lo Stallone", forse le scuderie della
Reggia Can'arese, trasformato nel '600 in un teatro da parte di una delle tante Accademie che allora fiorivano in Padova. In quel rudimentale
teatro nel maggio del 1691 si rappresentò un'opera musicale, "IIMaurizio", e questa fu la prima
opera del genere rappresentata a Padova.
Quando il teatro fu distrutto da un incendio, sulla sua area sorse il palazzo De Zigno realizzato
nel 1778 da Bernardino Maccarucci con un superbo scalo ne che sale da un atrio grandioso, affrescato dall'artista veneziano Pietro Novelli. C'è
memoria che i saloni del palazzo erano arricchiti
da importanti dipinti del Longhi, del Correggio e
del Sassoferrato.
Da Achille ed Adelaide Emo Capodilista nasceranno sei figli: Maria che andrà in sposa il 26
aprile 1870 al Conte Girolamo Bernini di Verona,
poi Alberto (1852-1936) ufficiale nei Lancieri
Vittorio Emanuele, che sposerà Luisa Giglioli,
quindi Lucia maritata al Conte Antonio De Lazara Pisani Zusto, ancora Federico (1858-1910)
che sposerà Flavia Malaspina e diverrà anch'egli
Ufficiale di Cavalleria ed il fratello Giovanni che
sposerà Emma Maluta. Infine Emma-Margherita
nata il 23 maggio 1869 che sposerà il Nobile Lorenzo Lonigo.
Questa era la famiglia da cui proveniva Achille
De Zigno di cui ora approfondiremo la figura
(bibl. n. 29) considerando che egli fu, come vedremo, un personaggio veramente di grande levatura, infatti riuscì grazie alla sua formazione
familiare ed alla sua cultura ad emergere in tutti
i settori, ma soprattutto nella Pubblica Amministrazione e nelle Scienze Paleontologiche.
Egli aveva avuto un'istruzione familiare, venne
educato privatamente, essendo la consuetudine
di quei tempi, in molteplici discipline ed approfondendo lo studio di diverse lingue che parlava
e scriveva correttamente, dedicandosi alle allora
tradiziona li attività sportive maschili quali l'equitazione e soprartutto la scherma, che rimarrà
negli anni una disciplina da lui particolarmente
corda l'Omboni (bibl. n. 29) - molta inclinazione
allo studio delle cose naturali~ così vzjù incoraggiato ed anche aiutato dalla madre (Lady Maguire De Zigno) la quale, essendo una donna coltissima, lo iniziò nello studio delle erbe e delle piante,
specialmente in due viaggUatti da tutta laJamiglia in Svizzera e in Italia, con una lunga permanenza a Firenze; e così si sviluppò in lui quello spirito di osservazione e di analisi scientifica, che pOl~
cresciuto sempre più, lo condusse nell'età matura
a sederefia i più insigni naturalisti".
In quei viaggi cominciò anche a scrivere quasi
per divertimento, in italiano, in francese e in inglese, dissertazioni sopra argomenti scientifici;
in un "Diario" autobiografico, (che poi continuò
a scrivere per tutta la vita) inserì delle interessanti annotazioni scientifiche, delle osservazioni intorno alle cose belle della natura e dell'arte; e
venne a conoscere personaggi illustri, italiani e
forestieri, coi quali si conservò poi sempre in relazione, con molta utilità per i suoi studi.
Nel 1833 ,smessi dalla famiglia i viaggi e ripresa
stabile dimora a Padova ed in campagna, per occuparsi degli affari domestici e campestri, si diede allo studio dell'agricoltura, ma non tralasciò
quello della botanica, facendo gite ed escursioni
per raccogliere piante, specialmente crittogame,
e studiando queste scientificamente. Risultato di
questo studio fu un catalogo pubblicato sul finire
di quell'anno, e intitolato "Plantae cryptogamae
in Provincia Patavina hucusque observatae".
Sarà grazie a questo primo lavoro, realizzato a
soli vent'anni, che egli verrà accolto nella "Accademia delle Scienze di Padova" istituzione prestigiosa che a sua volta godrà negli anni per la fiducia in lui riposta, in quanto riceverà lustro dai
numerosi successi che De Zigno otterrà in campo
scientifico.
Dobbiamo tener presente che i suoi impegni isti-
A sinistra: la figlia baronessa
Emma Lonigo.
Sopra: la moglie contessa
Adelaide Emo Capodilista.
Stemmi delle rispettive famiglie
per il matrimonio del Nobile
Francesco Lorenzo Lonigo con
la baronessa Emma De Zigno.
sentita e praticata.
"Siccome poi manifestò,fin dai primi anni, - ri5
Immagini di sua mano
dell'opera: "Suf/'Uredinea che in
quest'anno invase il frumento in
più luoghi della provincie venete".
J.,.'"
1862.
I.
"
Carta di Ricevimento (fronte e
retro) per la quarta riunione
"De' naturalisti. medici ed altri
scienziati" tenutosi a Padova
nel 1842.
liql
I
tuzionali e la partecipazione alla vita pubblica,
che vedremo corrispondere ad anni cruciali del
nostro Risorgimento, furono particolarmente
difficili anche per la città di Padova e per tutto il
Veneto. Si ebbe infatti una situazione particolare in quanto nel giro di pochi decenni dall 'inizio
dell'800 fino agli anni 60 si verificarono grandi
rivolgimenti politici con un alternarsi di governi,
accompagnati naturalmente da atteggiamenti
6
passionali ed ardenti da parte di chi era soddisfatto o meno nelle sue aspettative per tali cambiamenti repentini.
Come abbiamo avuto modo infatti di rilevare in
altra occasione (bibI. n. 30) il Veneto veniva da
un Governo, quello della Serenissima, che per secoli aveva dato giustizia e benessere alle sue genti, quindi aveva dovuto subire l'invasione del Bonaparte in una scia, ancora tutta da scrivere, di
violenze e di ruberie, ed infine era giunto al Governo Austriaco, premessa di quello nazionale.
Si comprende chiaramente quindi come, gestire
la cosa pubblica in anni siffatti non fu certo facile
per Achille De Zigno.
Nel 1838 egli verrà nominato Assessore Municipale per la Regia Città di Padova, carica confermatagli per quattro volte, quindi venne eletto Podestà nell'anno 1846 e, secondo consuetudine,
con nomina dell'Imperatore su di una terna proposta dal Consiglio Comunale.
Il suo incarico podestarile venne riconfermato
per dieci anni, nel corso dei quali riuscì a realizzare diverse iniziative concrete ed utili per migliorare la vita dei padovani, innanzitutto completando l'illuminazione a gas per tutta la città,
quindi riorganizzando il Corpo dei Pompieri aumentandone organico e dotazione e migliorando
molto la viabilità interna. Tutte iniziative che, in
considerazione dei tempi, erano di grande impegno ed importanza.
Riuscì inoltre, con grande sodisfazione dei concittadini, ci riportano le cronache, a far realizzare
la Barriera di Porta Codalunga, creando con ciò
un elegante e comodo accesso al centro della città
ed il suo collegamento con la neonata ferrovia.
-
De Zigno, inoltre, durante la carica, oltre al venale ma importante risultato di riuscire ad azzerare
tutti i pregressi debiti del Comune, fu promotore
di molte iniziative strettamente culturali, favorendo la ricostruzione documentata dell'elenco
di tutti i Podestà di Padova dal 1200 in poi ed ampliando la Biblioteca e l'Archivio Civico antico.
Ma il più grande merito, sotto il profilo storico e
culturale, fu la fondazione del Museo Civico Padovano, di cui parleremo più oltre.
Dopo lunghi periodi di tensione tra la rappresentanza civile e militare del Governo austriaco da
un lato e cittadini e studenti padovani dall'altro,
e nonostante i reiterati tentativi di pacificazione
portati ava nti dal ff. di Rettore Magnifico professor Racchetti e dal Podestà De Zigno, 1'8 febbraio
del 1848 vi furono degli scontri sanguinosi attorno al Caffè Pedrocchi. Purtroppo questo sangue versato inutilmente segnerà un solco di odio
e di incomprensione irreversibile per tutti gli anni seguenti.
Il 24 marzo successivo, a seguito delle insurrezioni di Venezia e Vicenza e dopo che nei giorni
precedenti c'erano stati altri diversi incontri di
mediazione tra il Podestà, che guidava la delegazione municipale ed il generale d'Aspre comandante della guarnigione austriaca, per sondare le
intenzioni di quest'ultimo, improvvisamente nel
pomeriggio le truppe iniziarono l'uscita dalla città. Il generale stesso aveva inviato una comunicazione scritta al municipio di questo tenore
(bibl. n. 33):
persone per la cura restano qui. All'umanità del
Municipio raccomando caldamente la tutela di
questi irifermi, e alla probità e compiacenza tante
volte a me provata, la sicurezza di tutto il deposito qui lasciato. Interesso pure la sua compiacenza pel pronto somministramento deipiù necessari mezzi di trasporto, da comentarsi(?) coll'I.R.
Comando di città ed in cooperazione della guardia civica, onde evitare qualunque disordine. Secondo il già concertato, desidero che siano disposti dei membri della guardia civica per accompagnare le truppe, per evitare il disordine ed ogn ijùnesta conseguenza che per la città ne potrebbe derivare. Se qualche ora prima della partenza siJermerà momentaneamente il passaggio dalle porte
e dalla stradaflrrata, sarà solamente per misura
prescritta dalla precauzione militare, e prego di
tranquiflizzare il pubblico che potrebbe considerarlo un atto di ostilità, il quale non è certamente
il nostro pensiero, purchè non venga provocato
dalla parte del civile".
Elenco dei Podestà di Padova
con i relativi stemmi
(particolare). fatto redigere da
De Zigno. in cui appare nel
1931 anche quello del genero
Francesco Lorenzo Lonigo.
Ed arrivato a cinque chilometri fuori Padova il
d'Aspre invierà questa lettera personale al De Zigno (bibl. n. 33).
"je vous ai écrit Q/ficiellement relativement aux
bagages quzJurent laissés à Padoue. Je ne doute
nullement que le retard apporté à laJourniture
des chevaux n'a pour cause que le manque de
temps. Celle-ci n'a pas pour olzjet une répétition
de ma demande Q/ficielle, maj'ai voulll vous exprimer encore uneJois cheje n'oublierai pas les
procédés amicales quej'ai eprouvés a padoue et
que dans toutes les circostances ce sera ma plus
agréable occupation de vous tèmoigner combien
In una foto dei primi an ni del
'900, via 8 Febbraio e il Caffè
Pedrocchi a Padova, luogo dello
scontro tra studenti e
guarnigione austriaca nel 1848,
A sinistra si nota l'edifici o
esistente prima della costruzione
dell'attuale municipio con le
lapidi dei caduti.
"Avverto questa Congregazione che la truppa qui
stazionata parte per un 'altra destinazione. La
brevità del tempo non permettendo di trasportare
seco tutto il bagaglio, bisogna depositarne qui
gran parte. L'Ospedale militare e le necessarie
7
Il conte Andrea Cittadella
Vigodarzere (1804-1870). Fu
comandante della Guardi Civica.
Podestà di Padova e Senatore.
Eybl Franz (1806-1880).
"Ritratto di Ju/ius von Haynau".
litografia. Budapest History
Museum.
j'y suis sensible: meme au moment de mon départ giando nel suo operato l'amico conte Andrea Citje n'ai éprouvé que cordialité. Veuillez croire que tadella Vigodarzere che aveva assunto il comanmes sentiments resteront inaltérables et agréez do della Guardia Civica, e tutto questo per evitare
ritorsioni e saccheggi, anche perché già era ormai
l'assurance de ma haute considération.
prevedibile e prossimo il ritorno degli Austriaci.
Brentelle di Sopra 24 Mars 1848".
Per capire l'importanza cruciale che ebbe la me- Il patriota Carlo Leoni era rimasto come unico
diazione del Podestà in questa circostanza è da te- membro del "Comitato Civico" (bibI. 26), ed una
ner presente quanto scrive il Gloria (bib!. n. 22) "Si delegazione di cui chiaramente egli faceva parte,
calcola che la guarnigione (austriaca)Josse di cir- si recò dal Barone per invitarlo a riprendere il suo
ca 5000 uomini, tutti stranienJorti di artiglien'a e incarico di Podestà (bibI. 22) come ci ricorda un
cavallen'a. Uscì dalla città in due colonne, una da resoconto anonimo ma molto ben documentato.
porta Codalunga (oggi barriera Mazzini) agli ordi- "Ecco l'opera di una deputazione all'ottimo Podeni del generale Wiml?fen; l'altra da Porta S. Gio- stà Zigno, e poiché alcuno degli Assessori era asvanni agli ordini del D'Aspre. Percorsa la strada di sente, alcun altro occupatissimo come aiutante al
circonvallazione, le due colonne si riunironoJuori Colonnello della Guardia Nazionale, così la depuporta Savonarola, donde proseguirono per Vicen- tazione rivolgevasi ad Antonio Venturini e aGio.
za. Nell'uscireJurono visti soldati piangenti e il Battista Valvasori, che di molta civile prudenza e
di saggia amministrazione avevano date in temD'Aspre mesto, pallido e costernato".
A fronte di queste forze militari, risentite peraltro pi difficilissimi prove non dubbie, e li pregava di
di doversi ritirare senza colpo ferire, c'erano sola- accettare leJunzioni diAssesson~ quando le legamente 700 tra borghesi, studenti universitari e li pratiche siJossero compiute. La Delegazione
contadini peraltro molto determinati ad uno Provinciale annunziava il ripristino del Municiscontro, ma a parte la disparità numerica e la pio, e la cessazione del Comitato . ... Alle 4 ant. cirmancanza di qualsiasi preparazione essi, rac- ca del 14 il Podestà Zigno ricevette lettera da S.E.
conta sempre il Solitro (bibI. n. 33) erano armati il Tenente Maresciallo D'Aspre che lo invitava a
simbolicamente, in quanto perlopiù si erano im- presentarsi cogli Assessori alle porte: aveva già
possessati di quanto c'era nell'armeria del castel- Jorte truppa con sé. Andò il Podestà cogliAsseslo del Catajo (!) e quindi si trattava di lame me- sori e con alcuni altri cittadini da lui espressadioevali, fucili da caccia o addirittura di semplici mente e sul momento invitati. La truppa entrò silenziosa".
attrezzi da campagna.
De Zigno, trovandosi a gestire una situaAncora in questo delicato frangente egli si
adopererà riuscendo ad ottenere vari positizione difficilissima per la sua città, l'afvi risultanti sempre grazie al suo prestifrontò nel modo migliore possibile,
così come farà per tutto il suo mangio ed alla diplomazia, che certo non
dato podestarile, contando sia sulgli faceva difetto, di fronte al ritorle relazioni sociali che la famiglia
no a Padova degli Austriaci che
volevano rifarsi dell 'umiliazioaveva con le persone più imporne subita. Grazie a lui potè espatanti di Vienna e del Veneto sia
triare il patriota e letterato conte
sul suo indiscusso prestigio
Carlo Leoni, di cui il generale
umano e scientifico.
D'Aspre aveva ordinato l'arreL'insurrezione popolare che
nel marzo del '48 aveva coinsto. Ebbe garanzia dalle autorità
volto Venezia, Padova e Vicenche nessuno sarebbe stato perza, comportò la creazione di
seguito per l'insurrezione del
un "Comitato provvisorio di'48 e che non avrebbero chiesto
partimentale di Padova" e le
alla città la ventilata e pesantissue dimissioni dalla carica, ma
sima tassa di guerra, anzi riuscì
egualmente nella primavera
a far annullare la multa di quadello stesso anno egli contii' '"
rantamila fiorini che il generale
nuerà a esporsi personalmente
Haynau aveva già inflitto a Padova.
in diverse circostanze per evitare atti di violenza, appogOltre poi alla positiva riconfer8
ma della Gua rdia Nazionale, Fu anche evitata la
leva circoscrizionale tra i giovani padovani, misura molto Lem ma dalla popolazione e nel Limore
della quale già molti erano fuggiti dalla ciLtà.
A sancire questi prowedimenti venne diffuso un
l1lanife ro che riponiamo (bibl. n. 22).
"N. 2003. La congregazione Municipale - Padova li 14 Giugno 1848 - AvVISO
Per disposizione di S.E. il sig. Tenente maresciallo d'Aspre Comandante delle Truppe austriache,
portata da Decreto della Delegazione Dipartimentale N. 3240 del g iorno d'oggi, è conservata in
questa Città la Guardia Nazionale nel suo numero, stato, e condizione attuale.
Fuori dal regolare armamento di essa Guardia, a
nessuno èpermesso di essere armato; ed a ta{fine
anzi tutti i Cittadini sono avvertiti di dover portare immediatamente le Armi che possedono, e consegnarle al deposito presso il Comando. Si ritiene
che ognuno si presterà docilmente a tale richiamo, onde evitare le più rigorose conseguenze alle
quali andrebbe ad esponersi.
Il Podestà Zigno
Il Segretario A. Macoppe"
Nel 1850, probabilmente col desiderio di tornare
a tempo pieno alle sue amate ricerche scientifiche, De Zigno darà le dimissioni da Podestà dimissioni che saranno accettate, ma poi verrà riconfermato sino al 1857.
Il 17 luglio del 1851, racconta il Gloria (bibl. n.
22) "visitò il Palazzo della Ragione Don Carlos,
Irlfante di Spagna colla propria consorte. Tre o
quattro persone lo seguivano tra cui il Barone Fini del~gato di Padova e il Podestà De Zigno. Si
compl.acque di vedere quell'immenso ediliz io e di
esammare le due bolle di canonizzazione di S.
Francesco e di S. Antonio, che per ordine dello
stesso Podestà gli Q/fersi nel sortire dallo stesso
pa.lazzo, non avendo egli potuto ascendere nel
mIO archivio antico per istanchezza e zoppicamento di una gamba".
Il Consiglio Comunale, evidentemente riconoscente per il lavoro che in tanti anni cruciali aveva
svolto, lo eleggerà a grande maggioranza di VOLi,
Deputato clelia Congregazione Centrale Veneta
per la città di Padova. e di conseguenza egli poco
~:mpo dopo lascerà il suo incarico di Podestà.
Con manjfesto del 28 dicembre /856 - scrive il
;olll.ro (bibl. n. 33) - la Congregazione Municipae d~ Padova, rappresentata dal podestà Nob.
A.chille De Zigllo. G. Estense Selvatico, 8. Ma/du-
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Ringraziamento al Podestà di
Padova per l'accoglienza
riservata all'lnfante di Spagna
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ra, A. Brisighella, e F. Ferri, annunciava ai cittadini il prossimo yaustissimo" avvenimento della
visita dell'Imperatore con l'augusta consorte, e
dava le disposizioni necessarie perché le accoglienzeJossero degne degli ospiti e della città".
Le accoglienze che verranno riservate all'Imperatore nella sua visita da parte del Podestà saranno
particolarmente spettacolari e non mancheranno
negli anni a venire le critiche per il costo ed il calore delle stesse. Ma è da tener presente, come
ben sapeva De Zigno, che per l'occasione un 'amnistia aveva liberato settanta detenuti politici tra
cui il patriota Alberto Cavalletto, e quindi il gesto
andava tenuto presente, accogliendo i Sovrani in
visita a Padova nel migliore dei modi. Come vedremo questo atteggiamento diplomatico ed al
tempo stesso riconoscente porterà altri vantaggi
a tutta la città.
9
Un'immagine del Viale
Codalunga nella seconda metà
dell "800. In fondo alla via è
visibile la Porta di Barriera
Codalunga.
Una vecchia stampa di Palazzo
Foscari abbattuto nel 1820. che
sorgeva sui resti dell'Arena
Romana. e di cui faceva parte la
Cappella degli Scrovegni (alla
destra dell·immagine).
Da: "Cenni storici sulle Famiglie di
Padova [ .. .]". Minerva Ed ..
Padova. 1842.
"113 gennaio (era di sabato) - continua il Solitro
(bibI. n. 33) - alle ore lO del mattino provenienti
da Venezia con apposito treno, - ricevuti dal Podestà e dalle autorità - Francesco Giuseppe e
l'Imperatrice Elisabetta, in carrozza digala, con
splendido accompagnamento, per porta Codalunga (oggi barriera Mazzini), percorrendo Ponte
Molin, Strà Maggiore, Piazza dei Signori, Debite,
Piazza Erbe, San Canzian o, Servi e Spirito Santo,
scendevano al palazzo dei conti Papqfava".
L'Imperatore era in divisa da generale, mentre
l'Imperatrice vestiva di lutto per la recente morte
della Vice Regina Elisabetta Savoia-Carignano,
sorella del Re Carlo Alberto.
Furono due giorni di feste e tripudi, come raccontano le cronache, con una splendida illuminazione del Salone con palloncini a due colori, con un
risultato bellissimo che lo rendeva quasi trasparente, quindi l'illuminazione a gas dell'orologio
in Piazza dei Signori, archi di trionfo lungo le
strade principali ed un pranzo di gala al loro arrivo presenti le autorità civiche, docenti dell'Università e rappresentanze militari. La sera infine
uno spettacolo al Teatro Nuovo, oggi Teatro Verdi, vanto della città e di cui De Zigno era Consigliere, con la facciata anch'essa decorata ed illuminata, accolse la coppia Imperiale.
Quindi il giorno successivo i sovrani, accompagnati come sempre dal Podestà, si recarono a visitare l'Università ed altri monumenti cittadini;
poi come ci raccontano (bibI. n. 26) "a ore 1 pomeridiane il reggimento degli Ussari diede all'Im-
10
peratore un Carosello in Prato Della ValleJra molto concorso di popolo".
Fu proprio in quella giornata che De Zigno chiese
ed ottenne l'autorizzazione, confermata la sera
stessa da parte dell 'Imperatore, a far confluire
nel nascente Museo Civico tutti i quadri delle Corporazioni soppresse con Napoleone, provenienti
appunto da tali enti; opere queste che fino ad allora erano state di proprietà del Demanio.
In quel giorno un nuovo sontuoso banchetto a
casa Papafava concluderà la giornata, e l'indomani l'Imperatore rientrerà a Vienna.
Come membro del Consiglio di Stato (Reichratte)
nel 1858 si recò a Vienna, ove assistette pure alle nozze della cognata Emma Emo Capodilista,
Dama di Corte dell'Arciduchessa Sofia, madre
dell 'Imperatore Francesco Giuseppe, con il conte Hans WiIczech.
Nell'aprile di quell'anno il Podestà poté inaugurare la Pinacoteca Civica e la ristrutturata Biblioteca, progetto a cui teneva in modo particolare e
che fu reso possibile dalla competenza e dall'apporto del "cance/lista" e poi Direttore del Museo
Andrea Gloria, nonchè dall'acquisto delle raccolte di Antonio Piazza e di Poicastro. Tra l'altro il
Museo stesso si sviluppò velocemente proprio
per l'invito, che il sottoscritto in passato ha potuto visionare, rivolto dall'Amministrazione Podestarile a tutte le famiglie abbienti affinché conferissero un quadro od un oggetto alla nascente
Istituzione. Evidentemente non mancava il senso civico e l'amore per l'arte e la cultura dei padovani come dimostra anche il fatto che la possibilità per noi di vedere la stupenda Cappella degli
Scrovegni oggigiorno, è grazie all'interessamento di Andrea Gloria che, dopo l'abbattimento del
contiguo palazzo, si oppose alla distruzione di
quest'opera meravigliosa ed ottenne che la Cappella fosse rispa rmiata.
La nobile iniziativa di far concorrere i concittadini alla creazione del Museo Civico è documentata
ancor oggi dall'elenco dei donatori esistente
presso il Museo stesso, ed avrà un seguito nel
1864 con il lascito della prestigiosa quadreria di
ben 543 tele, da parte del Conte Leonardo Emo
Capodilista. Si tratta, per ben comprenderne l'importanza, della maggiore collezione privata, dopo quella "Borghese" di Roma, giunta integra fino ai giorni nostri.
A questa, dopo diverse altre importanti donazioni.
si aggiungerà nel 1968 quella della Contessa Giulia Giusti del Giardino, nata Bianchini D'Alberigo,
che con spl. endido gesro lascerà in legato testa- concittadina, tanto più splendidi quanto meno
'ent(lrio al complesso mllseale di Padova la vantati. 22.6.82" e di sua mano egli così coml1,
./
r
.,
. . b'l
"Loggia e l'Ocleo
,-omaro
esempio
mira I e menterà "Quando si stava preparando l'Esposizione riguardante il Risorgimento Italiano, il Sindell 'architettura pad?vana del ·~~o.
.
Per fortun a tra [anl'l impegnativI fl:ang.enti non daco di Padova Comm. Ant.o Dr. Tolomez; avendo
mancava ch i sapeva trattare con Ironta anche esaminatigli atti d'l!!Jicio del 1848-49, quando
gli argo menti più seri, ed a tal proposito sul no- io era Podestà di Padova, colpito dall'evidenza dei
stro," pcrsonaggio" vogllamo riportare lIna spiri- Jattz; mi.Jece tenere questo viglietto, con le espres[osa rima del poeta arcade Dameta Luciano (bibl. sioni le più lusinghiere scritte di suo pugno ".
Ma già prima di quella data Achille De Zigno ave19) che nel l862 così sì esprimeva nella sua:
"Critica delle lodi de padoa e deipadocmi viJlenti ": va avuto soddisfazione dai suoi concittadini.
Il Galletto (bibl. 21), au tore di un bellissimo volu"Nl1turl1LLstL:
me sui personaggi padovani dell'SOO, ci riferisce
MeV1Abro de V1AoLh L/I\ELgv\'L sodettl
di come i maggiorenti del Comune di Vigodarzec:;ode uV\, v\'oVV\.e LV\, IstorLl1 Nl1turl1L
re, località vicino a Padova riunitisi, decisero che
fL Z,LgV\,o per- dLes 'l1v\'L podestè!
proprio il Barone De Zigno potesse essere il più
f po dl1 c~v\'que Deputtl -ceV\,tr-l1L;
indicato a venir proposto come Sindaco per le eIezioni del 1872.
Ml1 \ll1L pLCt l1ssl1e
Si cercava un personaggio che "deve essere gaCV1e fl1V1Al1 e ~VV\.p~egV1~ e ov\'or~
lantuomo, benemerito verso gli abitanti, proprieLl1 so AdeLl1Lde e L F~oLL cV1e xe f~or~."
tario in Vigodarzere, vivere o soggiornare nel CoNel 1860 Le Deputazioni Provinciali e la Centrale mune, recare prestigio per valore personale". Ma
lo elessero a Deputato rappresentante le Provincie i dubbi sulla sua accettazione erano molti.
Venete presso il Consiglio dell'Impero in Vienna.
Così sempre l'autore succitato in un gustoso e graNaturalmente negli anni successivi egli verrà cri- devole "affresco" racconta l'incontro di cui riporticato da alcuni per i suoi trascorsi e per gli inca- tiamo alcuni passaggi. ritenendolo veramente inrichi avuti con il Governo Austriaco, persone che teressante, in quanto rappresenta lo spaccato di
in realtà non conoscevano i suoi sentimenti di un mondo ed uno "stile" ormai quasi scomparso.
italianità né il suo profondo senso dell'onore che
gli imponeva, fatto un giuramento di fedeltà, di
rispettarlo. Ma, sia pur amareggiato, Achille De
Zigno dal '57 era tornato a dedicarsi appieno alla
sua passione scientifica, che aveva trascurato
negli anni passati, forse intuendo che presto
avrebbe avuto la sua rivincita morale.
A proposito dei suoi detrattori, così scriverà la figlia Emma nel proprio diario: "Nel 1866 dopo il
ritorno degli italiani nel Veneto, mio padre che ingiustamente era un poco inviso ai nuovi governanti per essere stato Podestà sotto /'AustriaJu
consigliato di ritirarsi in campagna e così andò
con tutta laJamiglia nella sua villa di Certosa. Pe~ò poco tempo dopo g/ifu resagii1stizia per la sua
zrreprensibile condotta durante la dominazione
austriaca eJu richiamato a Padova e ricevuto con
tuttigli onori".
Sarà solo molti anni dopo, nel 1882 che il Sindaco di Padova, Antonio Tolomei . gli invierà un bigHetto di stima e riconoscenza confermando la
bontà dci suo operato negli anni diff1.cili del SliO
m.andato podestarlle con ques[e parole: "Superbo
di poter testimoniare esempi dìJermezza e llireù
------------------------------------------------------------
11
Monumento dedicato ad
Antonio Tolomei (1839-1888).
Padova. Giardini dell·Arena.
Biglietto del Sindaco di Padova
Antonio Tolomei che elogia il De
Zigno per quanto fatto nel
1848-49.
"Lasciato lo Stallo di ponte Molino (in Padova) il
medico condotto ed il segretario comunale prendono la lunga Strà Maggiore, un tempo l'arteria cittadina principale ... per.fermarsi al palazzo De Zigno, che alto si ergea poch i passi da Piazza dei Signori diventata piazza Unità d'Italia ... Il portiere
corre subito ad awisare il suo diretto superiore che
non tarda a comparire. Con la consapevolezza di
compiere un dovere sociale, con la riservatezza degli antichi ambasciaton; salgono gravi lo scalone
d'onore, preceduti dal maggiordomo.
Questi, un sessantenne altoatesino ornato di superbi bq!fi bianchi, con massima compitezza dice
loro di aspettare qualche minuto nella grande sala centrale ... una porta laterale si apre e appare il
barone in persona. In giacca a doppio petto con i
bottoni aurei, diritto come un generale, li invita
ad entrare nello studio ... Pur a conoscenza del
motivo della visita, essendo stato preawisato dal
Jattore di Vigodarzere, ascolta come non sapesse
nulla quanto dice il medico condotto, la cui cultura umanistica ha avuto modo di apprezzare nei
soggiorni estivi alla Certosa ...
Al termine dellaJorbita domanda, il barone mostra subito il suo stupore. - Forse, lor signori,
non sono al corrente su tutto quello che si dice su
di me, ma non posso pensare che non sappiano
t'
Achille De Zigno in uniforme di
Podestà di Padova con
le sue decorazioni in una
fotografia del l 890.
come un esimio padovano ha scritto, per maggiormenteJar risplendere il mio successore Francesco de Lazara, con chiare parole diJuoco ... Quel
signore, tutt'altro che signore - reagisce il medico - ha scritto così perché o non sa ojinge di non
sapere quanto l'illustre storico Cesare Balbo qjJerma categoricamente: <<A rettamente giudicare degli uomini e degli awenimenti è necessaria la conoscenza dei tempi in cui vissero gli uni e si maturarono gli altri». Le idee che dominavano il pensiero della maggioranza erano ben diverse nel pen'odo della vostra attività podestarile da quelle
che si svilupparono dopo l'armistizio di Villq/ranca. Se quel signore, e con lui quanti applaudono
ai vincitori di oggi comeJecero con i vincitori di ieri, tenessero presente che per vostro merito Padova nel '49Ju risparmiata da soprqffazioni e da
vandalismi; dovrebbero tessere un elogio anche a
voi quale benemerito della città.
- Verissimo.' - esclama il segretario comunale - a
Voi e al conte Cittadella Vigodarzere, che vi siete
entrambi umiliati davanti al D'Aspre, mentre
quelli del Governo Prowisorio scappavano di notte. Quei signoriJingono di ignorare quante violenze, a djfferenza dei padovani, subirono i vicentini che non ebbero laJortuna di avere un De Zigno e un Cittadella Vigodarzere . ... Queste loro
espressioni mi compensano di tante ingratitudini. Posso a loro assicurare che, incerto sull'accettare, ora ne sono vivamente deciso: come ho servito il Comune di Padova così servirò quello di V(godarzere, anche se comporterà una detrazione di
tempo ai miei studi. Fa trillare il campanello, ordina sorridente al maggiordomo: -Faccia portare
il vino liquoroso della Certosa-o
QuasiJosse tutto già predisposto, dopo pochi
istanti entra un cameriere con un artistico vassoio. Il maggiordomo stesso versa quel vino denso come sciroppo, ottenuto con uva prelibata appassita.
- Nella luce del sole prossimo al tramonto, penetrante dal giardino, attraverso l'ampiaJinestra, il
calice elevato dal barone pare d'un rosso rubino.
- Alla salute del Comune di Vigodarzere.'
- Alla salute de Barone Achille De Zigno ed alla
sua nobile stirpe!
- Dopo il brindisi, il noNluomo accompagna gli
ambasciatorijino al portale,. e da quell'arco non
si muovejinchè non li vede entrare nella penombra deiportici".
Nominato nel 1872 da S.M. Vittorio Emanuele
Sindaco di Vigodarzere, fu ripetutamente ricon-
12
fermato in tale inca.rico dal Re.e l? mantenne fin~
al 1885 quando, dietro sua nchlesta, ottenne di
e~sero d i spe ns~ o.
. .
';Nel / 878 p((pa - racconta sempre la figlIa Emma - andò a Roma in rappresentanza dell'Acca'
demia dei Lincei e della Soc. dei XL, aifimerali di
S.M. Vittorio Emalluele II".
A proposito d Ila "Società Italiana dei XL" di cui
De Zigno entrerà a far parte n.el 1877, è intere'sante sapere che essa era costituita dai 40 più illustri scienziati di ogni parte d'Italia ed il suo
scopo era quello di "associare le cognizioni e l'opera di tanti illustri Ita/iani separati".
A questo punto è doveroso passare all'altro aspetto della vita di Achille De Zigno, a quella passione per gli studi che, acquisita fin dalla giovanissima età, sarà sempre presente nei suoi desideri e, solo trascurata qualche anno per dovere
civico, verrà ripresa con grande entusiasmo accompagnandolo fino all'ultimo, dandogli grandi
soddisfazioni e facendolo divenire una scienziato di fama internazionale.
Fino dal 1833 con la sua prima pubblicazione
scientifica era entrato a far parte dell'Accademia
delle Scienze di Padova, ma l'incontro e la conoscenza di due già famosi geologi, il bellunese Tomaso Antonio Catullo ed il padovano Conte Nicolò da Rio, durante le sue visite di studio all'orto
Botanico di Padova, l'appassionò molto orien-
tandolo verso gli studi geologici e paleontologici
che per il futuro prevarranno sui suoi interessi
per la botanica.
Nel suo nuovo interesse per la geologia egli iniziò
a studiare in particolare le rocce ed i fossili del Veneto, rendendosi conto che nella regione (bibl. n.
29) "... erano stati ben distinti( terreni di trasporto recente (a!!uvionali e diluviali) dai sottoposti
terreni di sedimento ... ma trovò considerate come
secondarie alcune rocce con nwnmohtz;' e cominciò le sue speciali ricerche occupandosi dei terreni
terziari e del terreno cretaceo ... ".
I primi risultati di queste ricerche si leggono in un
lavoro: "Sulla giacitura dei terreni di sedimento
del Trevigiano" che l'Autore presentò nel 1841
all'Accademia delle Scienze di Padova, e mandò
poi nel 1842 alla Società Geologica di Francia,
con l'aggiunta di alcune osservazioni sui terreni
terziari degli Euganei.
Anche se questo suo lavoro geologico non era di
grande consistenza, pure dai suoi colleghi fu considerato interessante, dal momento che dava una
nuova interpretazione sulla formazione delle Alpi, rettificando notevolmente precedenti conclusioni. Tale nuova teoria venne accettata e confermata dopo essere stata vagliata e discussa in diversi Congressi scientifici.
Sarà quindi grazie a questa sua pubblicazione
che egli ebbe l'onore di essere nominato quale Se-
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-
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I
Medaglia coniata in occasione
della "Quarta riunione degli
scienziati italiani - Padova
MOCCCXLlI" . (Collezione Corrado
Piovesana) .
Padova 14 giugno 1894 - Piazza
d'Armi (ora aeroporto): corse al
galoppo. Emma De Zigno con il
suocero nob. Aurelio Lonigo .
13
Lettera autografa
dell'Imperatore Francesco
Giuseppe che annuncia la sua
nomina a "Consigliere
Straordinario dell'Impero" 1860.
Frontesp izio del libro "Flora
Fossilis Formationis Oolithicae - Le
piante fossili dell 'Oolite descritte ed
illustrate dal Barone Achille De
Zigno", VoI. I. Tip. del
Seminario, 1856-68, Padova.
FLORA FOSSILIS
FOlmA TIONIS OOLITHIC!\E
l'II\~'J'E
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f'OSSILI DI:LL' OOLITE
B.llI.OXHAW!LI.I!I.IRZIG);O
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gretario, per la sezione di Geologia e Geografia,
nel "Congresso degli Scienziati Italiani" che si
svolse a Padova nel 1842 ed in cui ebbe pure un
altro importante ruolo, che vedremo più avanti.
Sarà autore di diversi interventi, pubblicazioni e
relazioni, in particolare al Congresso degli Scienziati Italiani che si svolse a Venezia nel 1847, sui
gruppi sedimentari del Veneto e nel 1850 pubblicherà una memoria conclusiva: "Sulle rocce stratijicate del Veneto" che verrà pubblicata in francese
ed in tedesco a Vienna ed in inglese a Londra,
"Così nel 1850 per opera specialmente del nostro
collega, ci ricorda sempre l'Omboni (bibl. n, 29), n'sultò difinitivamente stabilita, nel suo insieme e
nelle sue parti principali la serie completa dei terreni sedimentari del Veneto, e delle loro suddivisionz; carattenzzate da altrettantigruppifossilz; ' " E
igeologi dopo il 1850, non ebbero aJar altro che
completare e perfezionare la serie stabilita del De
Zigno, con i loro studi minuziosi, stratigrificl; e
paleontologicl; intorno alle sue singole parti",
Scrivono di lui anche ai nostri giorni Astolfi-Colombara (bibl. n, 9): "Valente naturalista studiò
in particolare la serie stratigrifica suddividendo i
terreni sedimentari Euganei in quattroJormazioni valendosi di elementi paleontologici, rinvenuti
grazie alla tenacia posta nelle ricerche, /1 quadro
cronostratigrqfico tracciato dal De Zigno (1861)
risulta molto preciso e tuttora valido",
"Ma i più numerosi ed importanti lavori che egli
pubblicò dopo il 1850 sono lavori di Paleontologia, cioè si riferiscono ad animali e vegetalifossiII; considerati nei loro rapporti con gli animali ed i
vegetali di specie viventi, studiati dalla Zoologia
e dalla Botanica", De Zigno si limitò a descrivere
delle singole specie o dei singoli gruppi di specie,
ed a cercare ed esporre i loro rapporti con altrifossill; già noti, e con le specie o igruppi viventi", ",
I suoi lavori sugli animali vertebrati saranno numerosi e già a partire dal 1853 il suo interesse
scientifico si concentrerà sui "pescIJossili" studiando i ritrovamenti della zona di Lugo di Vice nza, quindi pubblicando nel 1857 un catalogo dei
"Restifossili di pesci trovati nel Veneto" e poi sui
ritrovamenti a Bolca veronese, a Lumezzane nella Val Trompia, Infine nel 1874 darà alle stampe
un ponderoso "Catalogo ragionato" di circa 200
pagine in cui vengono descritti 90 generi di pesci
e 170 specie,
La sua opera fondamentale che coronerà tanti studi e ricerche sarà la "FloraJossilisJormationis 00lithicae" inerente i vegetali fossili, accolta con entu14
.Z "'JlP.'J~,,7...., ~~ • /:H~#/I'Nh ;;?/J '. ~'U'/ ~
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siasmo nel mondo scientifico dell'epoca, e dalla
quale gli deriverà la sua fama di paleontologo,
Egli quindi, come abbiamo visto, appassionato
ricercatore, studioso di botanica, geologia e paleontologia può oggi essere considerato tra i
maggiori dell'800 in questo campo, assieme naturalmente, in ambito Veneto, a Nicolò Da Rio,
Antonio Catullo, Giovanni Omboni ,
Incominciando giovanissimo, ebbe innumerevoli
cariche e rappresentanze scientifiche: sarà Segretario nel 1842, come già detto, della Sezione
di Mineralogia, Geologia e Geografia per la Iva
Riunione degli Scienziati che si tenne in Padova
nel settembre di quell'anno (un suo contributo
scientifico verrà inserito nella famosa "Guida di
Padova" stampata per l'occasione "a comodo degli scienziati" (bibl. 1); quindi nel 1843 sarà Vicepresidente del Congresso che si svolse a Lucca,
poi nel 1845 rappresentante la R, Accademia di
Padova al Congresso degli Scienziati tenutosi a
Napoli, quindi ancora nel 1846 Segretario dello
stesso Congresso in Genova e nel 1847 Vicepresidente di quello di Vienna,
Membro del Congresso Botanico di Firenze del
1874, quindi nel 1876 Presidente del R. Istituto
Veneto di Scienze Lettere e Arti e nel 1879 Presi·
dente della R, Accademia di Scienze e Lettere di
Padova, avrà l'incarico nel 1881 di Vice Presidente al Congresso Geografico Internazionale di Ve·
nezia e nello stesso anno sarà Vicepresidente per
l'Italia all'importantissimo II Congresso Geologico Internazionale di Bologna su cui torneremo,
Nel 188210 troviamo Presidente del Circolo filologico di Padova, quindi nel 1885 Presidente della
società Geologica Italiana; nello stesso anno sarà
Vicepresidente, rappresentante per l'Italia, al Con·
-
gresso Geologico Internazionale di Berlino, infine verrà nominato da Sua Maestà nel 1886
membro del Regio Comitato Geologico del Regno.
Riconosciuto autore di numerose scoperte scientifiche, farà parte delle più importanti Accademie
scientifiche italiane quali la R. Accademia dei Lincei, la Società Italiana delle Scienze detta dei XL ,
del R. Istituto Veneto di Scienze Lettere ed Arti,
della R. Accademia di Scienze e Lettere di Padova,
della R. Accademia di Scienze Fisiche e matematiche di Napoli, della Accademia Fisico-Medico-Statistica di Milano, della R. Accademia delle Scienze
di Torino, del R. Istituto delle Scienze di Bologna,
dell'Accademia di Agricoltura di Verona, dell'Accademia Olimpica di Vicenza e degli Atenei di Treviso, Udine ,Siena, Pistoia e Arezzo.
Coltivò sempre con i colleghi in Italia ed all'estero
fitti rapporti di corrispondenza e di amichevole
collaborazione scientifica, come si evince dal suo
carteggio, avendo ben presente l'importanza di
una cultura condivisa per cui sarà ben conosciuto ed apprezzato, tenendo alto l'onore scientifico
dell'Italia. Membro fin dal '42 della Società Geologica di Francia e dell'Accademia di Cherburgo,
quindi in Germania dell'Accademia Imperiale
Leopoldino-Carolina, della Società Geologica e
Mineralogica di Iena, dell'Accademia delle Scienze di Augusta, della Società di Storia Naturale di
Dresda e di Meklemburg, della Società Botanica
di Ratisbona, e del R. Istituto Geologico dell'Impero austro-ungarico. Quindi membro della Società dei Naturalisti di Mosca, della Società Geologica di Londra e di Lisbona.
Di lui ci restano almeno settanta pubblicazioni
scientifiche in diverse lingue, oltre a quattro importanti opere. È del18 74 il "Catalogo ragionato
dei PesczJossili deiMonti Bolca e Postale", abbiamo quindi le "Annotazioni Paleontologiche" del
1869 cui seguirà nel 1880 il volume: "Bibliographie Géologique et Palèontologique des Provinces Venetiennes".
A lui dobbiamo la già citata opera monumentale
in due volumi, editi tra il 1856 ed il 1885, dedicata alle piante giurassiche titolata "FloraJossilis
Jormationis oolithicae" completata con quarantadue tavole di piante e vegetali delle diverse varietà, di cui scrive G. Pinna (bibl. 30): "... in provincia di Vicenza ed in altre località del Veneto occidentale, qffiorano sedimenti delgiurassico i'1len'ore conJossili di vegetali continentali. Si tratta
di livelli rocciosl~ intercalati agli strati calcarei
contenentlJossili marini del Giurassico i'1leriore
noti con il nome di Calcari di Noriglio. l restzJossili vegetali provenienti da questi giacimenti sono conservati spesso in modo perfetto e effrono
una chiara idea della composizione delleJoreste
giurassiche".
Nelle tavole sono riprodotti vegetali di ogni tipo:
"algheJunghiJelci, equisetl~ licopod( cicadine,
benettitine e angiosperme monocotiledoni pro vem'enti da località italiane e da tutti i maggiori
giacimenti europei".
Quest'opera doveva essere completata da un terzo volume sugli animali fossili al quale egli lavorava da tempo, ma nonostante l'impegno non
gli riuscì di completarla.
Per questo lavoro egli riceverà la medaglia d'oro
della Società Italiana delle Scienze dei XL.
A Lonedo, nel Comune di Lugo Vicentino ai bordi del torrente Chiavon, Achille De Zigno, come
abbiamo già detto, aveva fatto una lunga serie
di ricerche con il supporto e l'ospitalità dell'amico Conte Andrea Piovene proprietario della bellissima Villa Godi, ora Malinverni, opera prima
del 1542 di Andrea palladio. A lui, dopo averla
studiata e fatta conoscere al mondo accademico, lascerà una raccolta di piante ed animali fossili, ritrovati nella zona nel 1852 e dopo, grazie
a lunghi scavi.
Elemento di spicco dell'insieme sono i resti di
una palma la cui altezza arriva a 9 metri; scoperta nel 1863 richiese ben quattro anni di lavori
ininterrotti per essere portata alla luce. Ad essa
verrà dato il nome di Massimiliano d'Austria, Imperatore del Messico (bibl. n. 27). Si tratta di un
esemplare unico al mondo per le dimensioni e
15
Nella pagina alcune immagini di
piante fossili tratte dai due
volumi di A. De Zigno "Flora
Fossilis Formationis Oolithicae
Tip . del Seminario.
Padova.
[. . r.
Palma fossile nel Museo
Paleontologico Villa Malinverni
di Lugo Vicentino,
l'integrità, con ancora le proprie radici, ricomposta e circondata dalla sua matrice rocciosa.
Questi ritrovamenti, che De Zigno appunto nel
'52 aveva resi noti alla comunità scientifica internazionale, suscitarono tale interesse che, proprio nella villa di Lugo Vicentino, venne organizzato nel 1868 un Convegno scientifico, cui partecipò pure il Ministro Quintino Sella.
Un particolare rapporto di lavoro e di amicizia si
instaurerà con il Direttore del Museo Geologico di
Bologna, Giovanni Capellini, rapporto che verrà
consolidato nel lavoro di preparazione del Congresso Internazionale di Geologia del 1881, cui
De Zigno darà un fattivo e concreto contributo
organizzativo e personale. Tra l'altro in quell'occasione verrà fondata da Giovanni Capellini e
Quintino Sella la Società Italiana di Geologia.
Al R. Museo Geologico e Paleontologico della R.
Università di Bologna farà dono, oltre alla serie
completa delle sue pubblicazioni, di una raccolta
di piante fossili nuove, da lui scoperte nel terreno
giurese delle Alpi Veneto-Tirolesi, e dei tre modelli
di Haliterium, Squalodon e Crocodylus di cui erano già stati arricchiti i Musei di Padova e Firenze.
In occasione del Congresso del 1881 a Bologna
regalerà "una preziosa collezione d'ittioliti del
Giovanni Capellini (1833-1922).
fu un geologo e paleontologo e
Senatore del Regno d'Italia,
g{.~~C"'~rll'<T;~r< d~·/ ~//~~ d&~M4- ,#n-rk
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Attestato della Società di
Geologia per il contributo
all'organizzazione del
Il Congresso Internazionale di
Geologia e ringraziamento del
dono di 14 Ittioliti del Bolca,
16
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Monte Bolca di specie rarissime in esemplari di
grandi dimensioni e di singolare conservazione,
che destarono l'ammirazione dei paleontologi
convenuti a quel Congresso eJurono stimati del
valore di oltre a L. 6000", (bibI. Fogli volanti a
stampa "Il BaroneAchille De Zigno"). Oltre a questo farà omaggio di un busto del celebre geologo
e paleontologo Gian Battista Brocchi.
Così si esprimerà nella bella "presentazione virtuale" dell'esposizione il suo collega e Direttore
di quel tempo al Museo Geologico, Giovanni Capellini parlando delle "Sale dei pesci di Bolca" in
cui la sua donazione viene custodita: "La collezione spettacolare e rara, rappresentativa della
piùJamosa pescieraJossile del mondo, mijù donata per il museo dal barone De Zigno nel 1863. È arricchita da due grandi palme coeve. IJossili sono
conservati in calcan' dell'Eocene irJ!eriore (circa 53
milioni di anniJa) di Bolca paesino del Veronese. A
quei tempi Bolca era sede di un mare tropicale ricco
di vita, come l'attuale Mare Rosso, in cui regnavano sovrani predatori gli squali come oggi e come
300 milioni di anniJa. Erano e sono perfette macchine daguerra, che non si sono più evoluti sin dal
lontano Paleozoico. Per essere dotati di scheletro
cartilagineo, gli squali non sonoJacili da conservare nella loro interezza. Questo è uno dei pochi
musei in cui si possono ammirare come tali e non
solo per i resti dei loro denti voraci".
Questa importante raccolta è offerta, come detto,
in occasione del Secondo Congresso Internazio-
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I
i
naie cii Geologia e nell'atrio del Museo una lapide
ricorda anche il suo nome tra coloro che nel 188.1
oTganizZaron~ l'evento, per la seco~da ~o~ta a livello internazIonale, dopo quello dI Pangt. QuestO Co,ngresso porterà l'Italia al ccnn'o della cena scientH1ca mondiale.
In effetti [aie evenro, la cui difficoltà organizzativa per quel tempi fu notevole, aveva lo scopo di
venire incontro all'esigenza che si sentiva ol'mai
inderogabile, di avere dei punti d'incontro e di
raffronto scientifico tra tutti gli studiosi delle diverse nazioni. Inoltre per l'Italia, da pochi anni
riunita, rappresentò un'importante possibilità di
mostrare al resto del mondo le capacità che anche in campo scientifico la nostra Nazione sapeva unitariamente esprimere.
Per diversi altri Istituti fu munifico donatore di
reperti e volumi scientifici, gratificando il R. Museo di Fisica e Storia Naturale di Firenze che riceverà una Collezione scelta di piante fossili da lui
scoperte nel terreno delle Alpi Veneto-Tirolesi,
quindi un "Modello in grandezza naturale" di altri fossili: il cranio di un "Halitherium Veronense", dello "Squalodon Catulloi" e del "Crocodylus
Arduini".
Venendo ora alla R. Università di Padova, che gli
dedicherà una sala nel Gabinetto di Geologia, farà dono a questa istituzione delle ossa fossili di
elefante e di rinoceronte, provenienti dalla val
d'Arno, di un "Modello in grandezza naturale"
del "Felsinotherium Foresti" del Capellini e quindi dei modelli di tre crani, come quelli donati a Firenze: "Halitherium Veronense", "Squalodon Catulloi" e "Crocodylus Arduini".
Nel 1883 il Gabinetto di geologia dell'Università
di Padova venne riorganizzato dal Prof. Giovanni
Omboni che redigerà anche un prezioso, e fIno ad
allora inesistente catalogo dei pezzi, elaborando
lo Sl s o in 5 volumi per i 10.000 reperti esisten~i. Negli nni successivi l'Omboni redigerà anche
ti catalogo della raccolta De Zigno composta di
10.818 pezzi.
Nel Museo di Padova quindi troveranno degna
collocazione sia i reperti paleontologici di De Zigno, (bibl. n. 34)sia la sua fornitissima biblioteca. Erano all'altezza di uno studioso di fama internazionale quale lui era ed esse, acquisite
dali 'Omboni, vennero nel 1892 da lui lasciate ad
arricchire il nuovo Museo. e come ci narra egli
s~esso (bibl. n. 28) "la sola condizione che le colleZIOI/; De Zigno rimanessero sempre distinte dal/e
altre. Ed ora sono appunto ben distime dal/e al·
h,.,.,n"
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tre, perché stanno ancora nei mobili a cassetti in
cui le distribuì il De Zigno; quasi tutti questi mobili sono raccolti in una sala speciale, e distinti
con particolari cartelli... ".
E questa ed altre stupende raccolte trovano oggi
ottima sistemazione nel Museo Geologico e Paleontologico di Palazzo Cavalli, magistralmente
restaurato, ed accolgono il visitatore per stupido
ed affascinarlo.
Nel 1885 una lettera a stampa inviata a tutti i Soci della "R. Accademia di Scienze Lettere ed Arti in
Padova" ricordava i suoi cinquant'anni d'iscrizione: "Ai Chiar.mi Sig.ri Soci {/fettivi. Emeriti,
Straordinari e Corrispondenti della R.Accademia:
Un avvenimento lieto e solenne ad un tempo per
la nostra Accademia compiesi in questo giorno,
nel quale ricorre il cinquantesimo anniversario
da che il nostro egregio e benemerito socio dfettivo Barone Achille De Zigno veniva aggregato a
questo scientifico sodalizio. Secondo che richiedevano il decoro dell'Accademia, le benemerenze e
l'altaJama scientjfica dell'illustre Socio, l'Accademia deliberò unanime che questo memorando
giorno nonJosse lasciato trascorrere senza che
l'insigne uomo ricevesse una pubblica e durevole
attestazione della benevolenza, della osservanza
e della gratitudine dell'intero Corpo Accademico.
Con questo intento, accompagnato dai due Segretari, avrò l'onore di recarmi oggi l!!ficialmente alla casa dell'illustre Barone per porgergli leJelicitazioni in nome di tutti i Colleghi eJargligradire il
qui unito indirizzo (steso su pergamena eJregiato da valentissimi artisti), e come ricordo deifau17
Diploma del barone Achill e De
Zigno, di nomina a Socio della
"Società Geologica Italiana",
fondata da G. Capellini e Q.
Sella, il 29 settembre 1881 ,
Giovanni Omboni (1829-1910),
geologo e paleontologo, fu
impegnato al riordino delle
collezioni del Museo di Geologia
e Paleontologia di Padova.
sto anniversario e come espressione dei voti e dei naggio e che volentieri riportiamo: "Agli studi desentimenti dell'intera Accademia, Di ciò ho l'ono- dicò, può dirsi la vita e molta parte altresì dellarre di dar parte alla S, V. Chiarissima, mentre le go patrimonio, Malgrado questa, non dirò inclirinnovo i sensi della più perfetta considerazione,
nazione, ma addirittura passione scientifica, che
Padova, dalle stanze dell'Accademia, addì 23 ordinariamente assorbe ed isola l'individuo, egli
giugno 1885 - Il Presidente G, De Leva"
fii il più compiuto egarbato signore, che sipotesMolte saranno anche le onoreficenze che gli ver- se desiderare in società; gentiluomo di nascita, di
ranno conferite nel corso della sua vita: già nel '43 abitudine, di sentimenti e di modi" ,
aveva ricevuto la Croce Ducale di S. Lodovico di Amò per esempio di artistico e cavalleresco amore
Parma per il merito civile, quindi nel' 52 la Croce di la spada eJi'n quasi in ultimo, la trattò con una
Cavaliere dell'Ordine Austriaco della Corona di certa maestria d'assaltante"" Del resto per lui la
Ferro, sarà decorato del R. Militare Ordine Porto- spada non rappresentava soltanto un 'arma e un
ghese di N,S della Concezione di Villa Viciosa, suc- esercizio, ma tutto un insieme di concetti e di docessivamente nel '75 ricevette la commenda della veri che sempre onorano, qjJorzano ed elevano, , ,
Corona d'Italia ed infine la croce di Cavaliere mantenevasi invariabilmente di carattere dolce e
dell'Ordine del Merito Civile di Savoia nel 189l.
cortese, maJranco ed energico, ricusava pressioAvrà infine numerosi riconoscimenti ed attestati nz~ sentiva alto e soprattutto non recedeva d'una
per la sua attività tra la comunità civile e scienti- /inea dalla idea e dai sentimenti una volta enunfica, e tra l'altro sarà insignito di due medaglie ciati" , A voler ben difinito il perduto Collega nod'oro per meriti scientifici.
stro, bisogna dire chefii un insigne gentiluomo
Achille De Zigno venne a mancare il 15 gennaio della vecchia scuola e un insigne scienziato della
1892, all'età di 75 anni mentre, come abbiamo nuova", i colleghi l'ebbero sempre caro, e lunga
visto, era pienamente intento ai sui studi ed alla memoria serberanno, non soltanto del valorosispreparazione di un nuovo lavoro editoriale,
simo geologo e naturalista, ma altresì del collega
Alla sua morte, nella lettera di comunicazione ai leale e de! cavaliere cortese",
soci, il Segretario del Regio Istituto Veneto di La sua figura verrà ricordata da numerosi suoi
Scienze Lettere ed Arti dr. Fambri si esprime con colleghi botanici o paleontologi che indicheranqueste parole che dicono tutto sul nostro perso- no col suo nome queste loro scoperte ed anche tra
Fotografia di famiglia del 1883:
Achille De Zigno con moglie,
figli e generi.
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le istituzioni LI Comun.e di. Padova ['onorerà dedicandogli una via e.d un' identica nobi le iniziativa avrà Il Comune di Roma, a ricordo e testimonianza di come il valore e L'importan.za scientifica di Achille De Zigno fossero ormai riconosciuti
in tutt'Italia.
Alberto Lonigo
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e
NOTE BIBLIOGRAFICHE
M.W., "Guida di Padova e della sua provincia", Introduzioni di G. Furlanetto, Menin, P. Selvatico, R. De Visiani,
A. De Zigno, N. Da Rio, A. Cittadella Vigodarzere in occasione del IV Congresso degli Scienziati Italiani, ed. Sacchetto, Padova 1842.
}-
2 M.W., "All'indita donna Lucia Emo-Capodilista nata
a
C.ssa Maldura nel giorno che sua.Jiglia Adelaide s'impalma al Cav. Achille Nob. De Zigno Podestà di Padova questi
versi.... A.C. devotamente qfJèrisce ", Tip. Seminario (Pd)-
l-
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.Cl
17 Da Rio Nicolò, "Orittologia Euganea", 75-78, Tip.Cartallier, Padova, 1856, copia.
18 Da Rio Nicolò, "Sopra la causa dellaJormazl'one d'alcune
colline ghiaz'ose che si osservano nel Friuli - Per le auspicatissime nozze del Nob. Cav. Achille De Zigno Podestà di
Padova con la nob. Contessa Adelaide Emo Capodilista",
Ed. Seminario, Padova 1848.
-e
a
a
La Garangola, Padova.
16 Colombara Franco, Pignataro A., PettenellaA., "Unagiomata a Cava Bomba eMonte Cinto" - Il museo di Cava Bomba.
1848.
3 M.W., "Annuario della Nobiltà Italiana", Serie completa
dall'anno 1879 all'anno 1905, ed. del Giornale Araldico
(Pisa).
"Liste des membres de la Société Géologique de
Franceau 28 Février 1891", pago 27,33, ed. Au siége de la
4 M.W.,
Société.
5 M.W., "Padova 1814-1866-lstituzionivicendeeprotagonisti di una città", a cura di P. Del Negro e N. Agostinetti. pago 88. ed. Programma, Padova 1991.
"La bolla d'oro nella dedizione della città diPadova alla Repubblica Veneta, Per le nozze Zigno-Emo Capodilista, gli impiegati Municipali Q/frono ", ed. Sicca, Padova
6 M.W.,
1848.
7 Alberto De Zigno, "Cenni biogrqjìci sulla gen tildonna Maria De Zigno nata Lady Maguire" - ed. alla Minerva, Padova 1872.
8 Altichieri Luca - Piccoli G., "Il Museo di paleontologia
dell'Università di Padova", in "Padova e il suo territon'o",
pagg.25-27, n. 33 ottobre 1991, ed. La Garangola Padova.
9 Astolfì Giamberto - Colombara Franco, "La Geologia dei
Colli Euganei", pagg. 13, 163, 165,212, 213, ed. Programma Padova, 1990.
lO Astolfi Giamberto - Colombara Franco, "La geologia dei
Colli Euganei", pagg. 13, 163, 165, 212, 213, ed. Programma Padova, 1990.
Il B. G., "Nel giorno lietissimo ... nozze Nob. Lorenzo dr. Lonigo - Baronessa Emma de Zigno", Padova 1891
12 Calore A. - Molllobbio L. - Segato G., "II Salone - Palazzo
detta RC(gionedi Padol/a c suoi ,"omorni", pagg. 140, 141,
cd. Panda. Padova 1998.
13 Cella Sergio, "Stampa e censura a Padova nel periodo della restaurazione" in "Padova ed Il suo territorio" n 1
maggio-giugno 1986, pago 21, ed. La Garangola, pado~a.
14 Colombara Franco, "Colli Euganei - Note naturalistiche",
pagg. 6, 8, IO, Padova 1985.
15 :olombara Franco, "Colli Euganei: prQ/ìlo geologico", in
Padova ed il suo territorio" n. 50, luglio-agosto 1994, ed.
19 Dameta Luciano, "Critica de le lodi de Padoa e dei Padoani
Viventi", 29-65, ed. Seminario, Padova, 1862, copia.
20 Ewald Jules, Catullo Ant., "Quelques Rémarques sur les
Mummolites, dans lejour du mariage De Zigno - Emo Capodi/ista".
21 Galletto Pietro, "Galantuomini padovani dell'Ottocento cenn i biogrqjìci ed istantanee", pagg. 44, 84, 88, ed. Draghi, Padova 1992.
22 Gloria Andrea (?), "Vera storia deiJatti di Padova deigior-
ni XII e XIII del corrente giugno 1848 comprovati con documenti", pagg. 8, 10,23, ed. B. al Santo, Padova s.d. copia.
23 Gloria Andrea, "Cronaca di Padova dalla dicembre 1849
al2giugno 1867", pagg. 19,34,36,41,49,56,60,63,
65,81,84,86,95,98,103,105,115,116,121,137,145,
146, 149, 154, ed. Lint, Trieste 1977.
24 Lazzarini Lino, "I galantuomini padovani dell'ottocento
visti da Pietro Galletto", in "Padova e il suo territorio" - n.
37 giugno 1992 - pago 37 - ed. La Garangola Padova.
25 Lenci Giuliano, "Padova nel trapasso dalla dominazione
austJiaca al Regno d'Italia", in "Padova e il suo territorio"
- n. 99 ottobre 2002, pago 32 - ed. La Garangola (Pd).
26 Leoni Carlo, "Cronaca segreta de' miei tempi", a cura di G.
Toffanin, pago 38, 44, 47, 97, 161, 195,268,326,362,
384,434,448,471,508,510,511,516,543,553,661,
ed. Rebellato, Padova 1976.
27 Lonigo Alberto, "II BaroneAchille DeZigno nobile.Jigura di
scienziato e pubblico amministratore" in "Notiziario
dell'Associazione Nobi/iare Regionale Veneta" pagg. 83 116, anno III, n. 3, La Musa Talia ed., Venezia 2011.
28 Mammino A., "Museo deiJossili diLonedo", ed. Eurografìca, Thiene (Vi) s.d.
29 Omboni Giovanni, "Commemorazione del Barone Achille
de Zigno ", in "Atti del R. Istituto Veneto di scienze, lettere
ed arti", Tomo LV, pagg. 111-150, C. Ferrari ed., Venezia
1897.
30 Penso Giuseppe, "Scienziati Italiani e Unità d'Italia. Storia della Accademia Nazionale dei LX", ed. Bardi, Roma
1978.
31 Pinna Giovanni, "Il grande libro deUossili", pagg. 157162, ed. Rizzoli, Milano 1976.
31 Redi Francesco, "Opuscoli di storia naturale", XVIll,
XXXIV, 476, Le Monnier ed., Firenzel858.
33 Solitro Giuseppe, "Fatti e.Jigure del Risorgimento", pagg.
52,54,95,96, 113, 114, 136, 139,406,456,458,478,
479, 490, 537, ed. Artigrafiche- Cittadella (Pd) - 1978.
34 Università degli Studi di Padova, "Centro interdipartimentale di servizi Musei Scientifici", pago 52 ed. La Garangola, Padova 1991.
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19
Un'incisione del fossile
"Dichopteris Visianica" tratta da:
A. De Zigno "Flora Fossilis
Formationis Oolithicae [oo.}". Vol. I.
Tip. del Seminario. Padova.
Scarica

la vita del barone achille de zigno