PIANO INTEGRATO LOCALE DEGLI INTERVENTI DI PROMOZIONE DELLA SALUTE 2012 FEBBRAIO 2012 Area PrevenzioneAmbienti di Vita – Dipartimento di Prevenzione Medico via dei Toscani, 1- 46100 Mantova – Edificio 6 – Tel. 0376 334404 - e-mail [email protected] _______________________ _______________________ ASL Mantova - Sede Legale - via dei Toscani, 1 - 46100 Mantova - Tel. 0376 3341 - www.aslmn.it - CF/PI 01838560207 1. L’ ATTIVITA’ 2011 L’ attività svolta nel corso dell’ anno 2011 ha cercato di percorrere sostanzialmente le indicazioni generali contenuto nel programma approvato all’ inizio dell’ anno e di raggiungere gli Obiettivi di interesse regionale indicati nell’ anno 1.1 INDICAZIONI REGIONALI Attuazione di interventi per la promozione di attività motoria e corrette abitudini alimentari al fine di ridurre l'incidenza di patologie cronico-degenerative. Promuovere corrette abitudini alimentari - Indicazione nei capitolati d’appalto per le ristorazioni collettive a supporto di menù corretti (pane a ridotto contenuto di sale, frutta di stagione, ecc.): * 100% dei pareri espressi dalle ASL , su richiesta di enti/amministrazioni * evidenza di accoglimento dei pareri espressi: > 50% - Sviluppo di in percorso partecipativo per istallare distributori per snack salutari presso le strutture del sistema sanitario regionale e presso le scuole secondarie di 2° grado: * evidenza del percorso avviato (report) a strutture sanitarie : ≥10% b scuole secondarie di 2° grado: ≥1% ATTIVITA’ Sono state riviste completamente le indicazioni riguardo ai menù scolastici riproponendo una nuova allineata con le indicazioni regionali e nazionali e prevedendo almeno una giornata senza carne. Inoltre è stata realizzata una pubblicazione promozionale denominata “I 5 Colori della Salute” completamente dedicata ai menù vegetariani proposta come indicazione integrativa dei menù tradizionali sia per la rilevante quota della popolazione italiana che dichiara di essere vegetariana, sia per supportare le esigenze della popolazione che per ragioni religiose non consuma la carne preparata secondo le nostre consuetudini sia infine per fornire spunti e suggerimenti per piatti vegetariani da inserire nei menù tradizionali. E’ stato raggiunto il 100% di valutazione dei pareri richiesti e oltre il 90% sono stati accolti. Per quanto riguarda i distributori, è stato preparato un capitolato di appalto apposito per questo tipo di prodotto, diffuso a strutture accreditate dal SSN ed agli Istituti Superiori per guidare il processo ed i rapporti con le ditte di Vending presenti sul territorio. Area PrevenzioneAmbienti di Vita – Dipartimento di Prevenzione Medico via dei Toscani, 1- 46100 Mantova – Edificio 6 – Tel. 0376 334404 - e-mail [email protected] _______________________ _______________________ ASL Mantova - Sede Legale - via dei Toscani, 1 - 46100 Mantova - Tel. 0376 3341 - www.aslmn.it - CF/PI 01838560207 Tra le 13 Strutture Accreditate dal SSN 6, pari al 46% hanno aderito formalmente mentre tra i 17 Istituti Scolastici Superiori hanno aderito 2 Istituti, pari all’ 11,8% Sempre in quest’ ambito grande successo ha avuto la campagna per la produzione di pane con ridotto contenuto di sale. Grazie alla grande collaborazione ottenuta dalla Associazione, oltre il 65% dei panifici della provincia di Mantova hanno aderito, ottenendo così il risultato di gran lunga migliore di tutta la regione, tenuto conto che l’ ASL con risultati migliori dopo quella di Mantova non ha superato il 25% . Inoltre, cosa ancor più importante, i panifici anno deciso di produrre tutto il pane con un ridotto contenuto di sale e non solamente di offrire ambedue le tipologie. Promuovere l’attività fisica -Adottare il progetto “scale per la salute” nelle sedi/presidi della ASL: ≥90% -Incrementare i piedibus attivi sul territorio: ≥5% Avviare i piedibus sul territorio laddove non ancora attivati : N° piedibus attivati - Incrementare i gruppi di cammino attivi sul territorio: ≥5% Avviare i gruppi di cammino sul territorio laddove non ancora attivati : N° gruppi di cammino attivati ATTIVITA’: è continuata nell’ anno l’ attività in questo settore,nel quale già da anni l’ ASL ha iniziato ad operare con successo e con risultati notevoli. Per quanto riguarda i gruppi di cammino, grazie anche all’ attività di operatori dei Distretti, soprattutto nel Distretto di Mantova, Suzzara e Guidizzolo si è riusciti a dare un ulteriore notevole impulso alla creazione di gruppi a livello comunale. Area PrevenzioneAmbienti di Vita – Dipartimento di Prevenzione Medico via dei Toscani, 1- 46100 Mantova – Edificio 6 – Tel. 0376 334404 - e-mail [email protected] _______________________ _______________________ ASL Mantova - Sede Legale - via dei Toscani, 1 - 46100 Mantova - Tel. 0376 3341 - www.aslmn.it - CF/PI 01838560207 GRUPPI DI CAMMINO SITUAZIONE DICEMBRE 2011 GRUPPI ATTIVI Si è così passati da circa 30 gruppi attivi con 1200 partecipanti a 40 gruppi con circa 2000 partecipanti con un incremento di circa il 25% Analogamente si è riusciti, anche se con minor successo, data la maggior complessità dell’ attività, ad incrementare i piedibus attivi, passando da 16 A 18 (+ 11%) PIEDIBUS SITUAZIONE DICEMBRE 2011 PIEDIBUS ATTIVI Infine, per quanto riguarda il progetto “scale per la salute” sono state messe a punto alcune immagini in forma adesiva che sono state apposte presso gli ascensori di tutta l’ ASLe d inoltre sono state distribuite a tutti i Comuni ed alle altre istituzioni pubbliche della provincia con notevole adesione anche se non quantificabile. Area PrevenzioneAmbienti di Vita – Dipartimento di Prevenzione Medico via dei Toscani, 1- 46100 Mantova – Edificio 6 – Tel. 0376 334404 - e-mail [email protected] _______________________ _______________________ ASL Mantova - Sede Legale - via dei Toscani, 1 - 46100 Mantova - Tel. 0376 3341 - www.aslmn.it - CF/PI 01838560207 Riduzione di fattori di rischio quali obesità, sedentarietà, tabagismo in gruppi di popolazione adulta con particolare riferimento al tabagismo nel target femminile - Almeno 1 programma di promozione di stili di vita salubri presso una struttura produttiva/di servizio di medie dimensioni con quota significativa di lavoratrici - Realizzazione d’intesa con soggetti sanitari del territorio di almeno 1 programma di comunicazione (counselling breve, ecc.) su stili di vita salutari e cessazione dell’abitudine al fumo nell’ambito di percorsi di screening in essere e/ o percorsi nascita. - Almeno 1 programma di formazione per MMG PDF relativo alla prescrizione di stili di vita favorevoli alla salute ATTIVITA’ Per quanto riguarda il primo aspetto è stata individuata un’ azienda privata che ha dato la sua disponibilità a collaborare al percorso. Si tratta di una azienda del settore della calza, con manodopera prevalentemente femminile e con oltre 200 dipendenti. Sono già state effettuate le prime riunioni ed i primi incontri con i lavoratori. Trattandosi di una attività nuova e ancora in fase sperimentale, si è ritenuto opportuno limitare in un primo tempo l’ esperienza ad una sola azienda per valutare e mettere meglio a punto le iniziative. Per quanto riguarda i percorsi per la cessazione dell’ abitudine al fumo nella popolazione femminile sono stati attivati ambedue i percorsi previsti. All'interno del programma di screening per la prevenzione del cervicocarcinoma uterino si sta svolgendo con regolarità il follow-up telefonico delle 1200 donne reclutate nel trial per la disassuefazione al fumo. Come da protocollo tutte le donne in programma sono state contattate e il follow-up come da programma è terminato il 31.12.2011. Per quanto riguarda i percorsi nascita, con la collaborazione dei distretti è stato messo a punto un progetto coinvolgendo gli ambulatori vaccinali. Il momento delle vaccinazioni e’ l’ unico nel quale e’ possibile incontrare tutte le nuove mamme in un periodo immediatamente successivo alla fine della gravidanza e quindi avere la possibilita’ di raggiungere tutto il target previsto. inoltre per le modalita’ stesse della vaccinazione, le donne debbono rimanere per un certo periodo (20 – 30 minuti dopo la vaccinazione nella struttura. E’ possibile pensare di utilizzare questo tempo ai fini del progetto e per il materiale informativo sulle abitudini al fumo della donna (ed eventualmente del padre) e gli infortuni domestici nell’ infanzia tra 0 e 5 anni e sulle donne. L’ ipotesi di lavoro si fonda sul fatto che la maggior parte delle donne che fumano, smettono di fumare durante la gravidanza ed inoltre vi e’ in questo periodo una maggiore recettività ed attenzione al proprio benessere ed a quello del figlio, sia durante la gravidanza sia nei messi successivi alla nascita Si ritenuto quindi che una azione di rinforzo in questa fase possa ottenere alcuni risultati: - aumentare il numero di donne che smettono di fumare in gravidanza - aumentare il numero di donne che proseguono l’ astinenza dal fumo anche dopo la fine della gravidanza - sensibilizzare per quanto possibile anche il padre a queste problema e limitare l’ esposizione del neonato al fumo passivo. L’ attività è stata avviata con il mese di settembre e verrà proseguita anche per l’ anno 2012. Per quanto riguarda infine la sensibilizzazione dei MMG e dei PDF, questa ASL orami da alcuni anni ha realizzato ogni anno numerose iniziative con ambedue questi target riguardanti al sensibiArea PrevenzioneAmbienti di Vita – Dipartimento di Prevenzione Medico via dei Toscani, 1- 46100 Mantova – Edificio 6 – Tel. 0376 334404 - e-mail [email protected] _______________________ _______________________ ASL Mantova - Sede Legale - via dei Toscani, 1 - 46100 Mantova - Tel. 0376 3341 - www.aslmn.it - CF/PI 01838560207 lizzazione e l’ aggiornamento attorno agli stili di vita sia negli adulti che nell’ infanzia come rilevanti fattori di rischio per l’ incremento delle patologie croniche. Si è progettato quindi per l’ anno 2011 di coinvolgere i Pediatri in percorsi attivi di lavoro, scegliendo come tema l’ obesità infantile. Il progetto, elaborato sulla base delle Linee Guida Regionali e dei documenti FIMP, ha coniugato l’esigenza di fornire sistematicità al monitoraggio dei bambini a rischio di età compresa tra 2 e 14 anni con la necessità di creare i presupposti affinché il pediatra possa realizzare, nel proprio ambulatorio, momenti di educazione alla salute per la promozione di stili di vita sani (alimentazione ed attività motoria). Gli obiettivi di processo hanno previsto l’impegno dei Pediatri di Famiglia (PdF) nell’attività di counseling per promuovere nelle famiglie dei bambini target iscritti corretti stili di vita, avvalendosi anche di un questionario atto a dei bambini e la successiva presa in carico e follow up del bambino in eccesso ponderale attraverso i bilanci al cronico e l’informatizzazione del relativo flusso. L’iniziativa si interseca con un altro progetto delle cure primarie “Continuità assistenziale integrata ospedale-territorio in età pediatrica nell’ambito della patologia cronica”, finanziato dalla Regione Lombardia, nell’ambito del quale è stato condiviso il PDT ospedale-territorio per la gestione del bambino in eccesso ponderale e sono stati realizzati momenti formativi inerenti. Inoltre è stato condotto un progetto sperimentale di gestione di un gruppo di famiglie con bambini in soprappeso od obesi per i quali è stato messo a punto un protocollo di lavoro che li ha coinvolti in un percorso attivo sull’ alimentazione e l’ attività motoria che in una serie di incontri ha alternato momenti di informazione a momenti di partecipazione attiva sia alimentare (cucina didattica) che di attività motoria. Il 23 novembre si è svolto uno specifico incontro di presentazione dei primi risultati del percorso intrapreso con i Pediatri di Famiglia relativi ai tre anni di attività svolta (2008-2010) sulla prevenzione e cura del sovrappeso e obesità infantile, nel contesto del progetto "Continuità Assistenziale Integrata Ospedale-Territorio in età pediatrica nell'ambito della patologia cronica. L'incontro, i cui diretti destinatari erano, in specifico, i Pediatri di Famiglia, è stato rivolto anche ai Medici di Medicina Generale e ai medici del Dipartimento Materno Infantile dell'A.O. Poma. “Scuole che promuovono salute” Partecipazione alle iniziative informative- formative promosse dalla DG Sanità ATTIVITA’ E’ stata garantita la partecipazione degli operatori dell’ ASL a tutte le iniziative regionali in merito a questo processo secondo le indicazioni fornite. Inoltre l’ ASL ha avviato il processo di creazione della Rete delle Scuole Lombarde che promuovoISTITUTI PILOTA CHE PARTECIPANO ALLA FASE SPERIMENTALE PER L’ ANNO SCOLASTICO 2011 - 2012 -Comp1 Castiglione -Comp Asola - Comp Bozzolo - Comp1 Mantova - Comp Curtatone -Comp1 Suzzara -Comp Sermide Area PrevenzioneAmbienti di Vita – Dipartimento di Prevenzione Medico via dei Toscani, 1- 46100 Mantova – Edificio 6 – Tel. 0376 334404 - e-mail [email protected] _______________________ _______________________ ASL Mantova - Sede Legale - via dei Toscani, 1 - 46100 Mantova - Tel. 0376 3341 - www.aslmn.it - CF/PI 01838560207 no Salute nel proprio territorio così come richiesto, reclutando 7 Istituti Comprensivi che svolgeranno nel corso dell’ ano scolastico 2011-2012 la fase pilota prevista dal progetto. E’ stata altresì creata un gruppo di lavoro centrale di cui fanno parte oltre ai Dirigenti scolastici dei 7 Istituti Comprensivi, anche Ufficio Scolastico Provinciale e gli operatori dell’ ASL che seguiranno il processo sia a livello centrale sia come affiancamento ai singoli Istituti. Per comunicare l’ avvio del processo e illustrarne le caratteristiche, si è colta l’ occasione di partecipare a due eventi scientifici importanti. Il primo si è svolto il 6 settembre ed è l’ unico evento dedicato al mondo della Scuola a Mantova e ad esso partecipano oltre 400 insegnanti e dirigenti scolastici di tutta la provincia. Il secondo, si è svolto il 14 dicembre e si è trattato di un Convegno sulla Salute in età pediatrica organizzato dall’ ASL con il patrocinio della regione Lombardia e AIRT. Area PrevenzioneAmbienti di Vita – Dipartimento di Prevenzione Medico via dei Toscani, 1- 46100 Mantova – Edificio 6 – Tel. 0376 334404 - e-mail [email protected] _______________________ _______________________ ASL Mantova - Sede Legale - via dei Toscani, 1 - 46100 Mantova - Tel. 0376 3341 - www.aslmn.it - CF/PI 01838560207 Si può pertanto affermare che tutte le indicazioni regionali sono state dunque raggiunte ed in alcuni casi oltrepassate. 1.2 ALTRE ATTIVITA’ Oltre alle attività indicate dalla regione, durante l’ anno sono state svolte, compatibilmente con le risorse a disposizione, numerose altre attività di promozione della salute. ATTIVITÀ DI EDUCAZIONE ALLA SALUTE NELL’ INFANZIA E’ continuata per tutto l’ anno l’ attività di educazione alla salute portata avanti anche negli anni precedenti, con particolare riguardo al tradizionale target dell’ infanzia in collaborazione con al scuola. Lo schema di azione è stato legato negli ultimi anni ad una offerta da parte dell’ ASL nei confronti delle Scuole di un “catalogo” complessivo delle attività che i diversi Servizi dell’ ASL sono in grado di effettuare, che contiene sia gli elementi principali del progetto, sia gli ambiti territoriali che il numero di destinatari che si è stati in grado di soddisfare con le risorse a disposizione. Già nel corso del 2010 si era provveduto ad una prima revisione dei progetti adeguandoli alle nuove indicazioni proprie della promozione della salute e curandone una maggiore appropriatezza. Nell’ anno 2011, l’ attività dei gruppi di lavoro istituiti ha portato ad una ulteriore revisione radicale dell’ offerta di azioni sui diversi temi nel territorio. Negli anni precedenti era stata organizzata una prima fase di coordinamento del processo riguardante principalmente i progetti per l’ infanzia e la scuola producendo un “catalogo Scuole” contenente tutte le iniziative proposte dai diversi servizi dell’ ASL e pubblicate sul sito aziendale. Dal giugno scorso, in relazione alle indicazioni regionali, si è passati ad una riorganizzazione dell’ offerta in termini di promozione della salute, estesa quindi a tutte le iniziative che sono state preventivamente validate secondo i contenuti previsti dallo schema dell’ Allegato n. 1 alla Circolare Regionale n. 21/08. Ciò ha portato alla consistente riduzione del numero dei progetti, con l’ eliminazione di tutti quelli che palesemente non corrispondevano ai criteri minimi di progettazione. PROGETTO PER IL BENESSERE FISICO NEI PAZIENTI AFFETTI DA DISTURBI MENTALI Nel marzo scorso la Fondazione Cariverona nell’ ambito del Bando 2011, ha proposto la presentazione di progetti per il finanziamento nel campo sanitario. Uno dei temi proposti riguardava il Benessere fisico nei pazienti affetti da disturbi mentali. La realizzazione di progetti per la Promozione della Salute nella popolazione in generale o nei diversi target specifici, particolarmente se condotti in forma collaborativa con altre Istituzioni, rappresenta una delle indicazioni più importanti contenute nel Piano Sanitario Regionale approvato nel novembre 2010 e del Piano Regionale di Prevenzione, approvato nel dicembre successivo. In essi inoltre grande importanza viene attribuita ad azioni intese a promuovere una alimentazione corretta e l’ attività motoria. Area PrevenzioneAmbienti di Vita – Dipartimento di Prevenzione Medico via dei Toscani, 1- 46100 Mantova – Edificio 6 – Tel. 0376 334404 - e-mail [email protected] _______________________ _______________________ ASL Mantova - Sede Legale - via dei Toscani, 1 - 46100 Mantova - Tel. 0376 3341 - www.aslmn.it - CF/PI 01838560207 Per questi motivi l’ ASL di Mantova ha ritenuto utile ed importante presentare un progetto per il territorio della Provincia di Mantova, coinvolgendo in esso come partners il Dipartimento di Salute Mentale dell’ A.O. Poma quale principale attore in questo campo e la Cooperativa Rosso Nano e, soprattutto nell’ ottica propria della Promozione della Salute, le Associazioni dei Familiari dei malati Mentali. Il Progetto è stato ritenuto meritevole di finanziamento dalla Fondazione Cariverona, ha la durata di due anni ed è formalmente partito con l’ 1 ottobre scorso. Il progetto investe tutte le strutture per la salute mentale presenti nel territorio compreso l’ Ospedale Psichiatrico Giudiziario di Castiglione delle Stiviere Il titolo del progetto è: “FISICA…MENTE” Migliorare il Benessere fisico nei pazienti affetti da disturbi mentali L’ obiettivo del progetto è duplice: approfondire la conoscenza degli effetti di sani stili di vita sul benessere dei malati mentali, argomento poco presente il letteratura, strutturare un percorso corretto e sostenibile per le strutture psichiatriche territoriali che si mantenga oltre la fine del progetto e che affronti adeguatamente questi aspetti. Il sovrappeso e l’ obesità tra i pazienti psichiatrici sono oggetto di crescente interesse, per i seguenti motivi: 1. i dati epidemiologici mostrano una maggiore prevalenza di sovrappeso e obesità nei pazienti psichiatrici rispetto alla popolazione generale. In effetti, i pazienti cronici presentano frequenti comportamenti e stili di vita non salutari quali scarsa attività fisica, fumo di sigarette, abuso di bevande alcoliche e alimentazione scorretta; Recenti studi mostrano che i pazienti psichiatrici con problematiche di eccesso di peso corporeo tendono a prediligere alimenti ad alto contenuto calorico rispetto alla popolazione generale e che individui con gravi malattie mentali sono significativamente meno attivi della popolazione generale. 2. La crescente diffusione di terapie farmacologiche, come antipsicotici atipici e stabilizzatori dell'umore, sono responsabili di un incremento ponderale; L’aumento del peso corporeo è un effetto collaterale attribuito a molti farmaci tra cui numerosi psicofarmaci. Il fenomeno, se non contrastato, diminuisce la compliance alle cure e aumenta il rischio di sviluppare una serie di comorbilità somatiche che comprendono, in particolare, le malattie cardiovascolari e il diabete-tipo-2. Inoltre le variazioni del peso corporeo, ed in particolare l’aumento di peso, possono indurre una ridotta aderenza terapeutica nei pazienti in trattamento con antidepressivi; questo comportamento terapeutico, che può arrivare fino all’interruzione arbitraria della terapia consigliata dallo specialista, può determinare una scarsa risposta terapeutica o una ricomparsa della sintomatologia depressiva. Non sono infine da sottovalutare anche le conseguenze psicosociali legate all’ incremento ponderale in termini di potenziale compromissione dell’ attività fisica e relazionale del paziente. 3. Numerosi studi dimostrano che l’attività fisica, condotta con particolare attenzione alla qualità della “relazione”, ha il potenziale di migliorare la qualità della vita delle persone con gravi malattie mentali, attraverso due momenti strettamente collegati: il miglioramento della salute fisica e l’attenuamento della disabilità psichiatrica e sociale. Per alcune persone l’esercizio può anche essere una strategia utile per ridurre i sintomi positivi come le allucinazioni uditive. L’esercizio può anche diminuire sintomi secondari come bassa autostima e ritiro dalla vita sociale. Area PrevenzioneAmbienti di Vita – Dipartimento di Prevenzione Medico via dei Toscani, 1- 46100 Mantova – Edificio 6 – Tel. 0376 334404 - e-mail [email protected] _______________________ _______________________ ASL Mantova - Sede Legale - via dei Toscani, 1 - 46100 Mantova - Tel. 0376 3341 - www.aslmn.it - CF/PI 01838560207 L’alta prevalenza di sovrappeso ed obesità associata ad una dieta sbilanciata, sedentarietà e terapia farmacologica ,che induce ad un aumento di peso, mette questi soggetti a rischio di patologie cardiovascolari. I benefici psicologici dovuti all’esercizio fisico sono molteplici. L’ attività fisica può inoltre avere un ruolo nel ridurre l’isolamento sociale in persone con gravi malattie mentali. Programmi per la modifica dello stile di vita, integrando programmi di attività fisica e corretta alimentazione nei servizi psichiatrici, possono dar luogo a cambiamenti clinicamente significativi nell’ambito della salute mentale. 4. Accanto ai soggetti affetti da patologie psichiatriche maggiori, esiste poi un problema di consumo di questi farmaci da parte di soggetti con problematiche mentali minori o stabilizzate, che si presenta come di grande diffusione nella popolazione. Il fenomeno riguarda soprattutto le donne e soprattutto le fasce più anziane della popolazione dove raggiunge percentuali tra il 40 e il 60%. Le dimensioni del problema si evincono molto chiaramente dallo studio condotto nei mesi scorsi nella nostra ASL di cui si riporta tabella di sintesi riguardante i consumi nella popolazione esclusi i cosiddetti consumatori cronici che corrispondono a coloro che hanno una diagnosi di patologia psichiatrica. Questi soggetti anche se spesso affetti da patologie psichiatriche di minore importanza, utilizzano spesso i medesimi farmaci tra i quali sono presenti anche quelli con potere obesogeno e/o diabesogeno. CARDIOVASCULOPATIE Numerose iniziative sono state realizzate anche in questo campo. La più importante ha visto la collaborazione di ASL, Azienda Ospedaliera Poma, Farmacisti e Associazione Cuore Amico per una grande manifestazione di 3 giorni per la sensibilizzazione della popolazione e la prevenzione di queste patologie. Il tema della manifestazione per quest’ anno è stato la Medicina di Genere ed in particolare le Cardiovasculopatie nella popolazione femminile. Di particolare significato e di grande importanza in questo quadro ha avuto la prosecuzione delle attività collegate al Protocollo di Intesa firmato con le Associazioni dei Farmacisti della Provincia di Mantova, che prevede la partecipazione attiva delle Farmacie alle iniziative di Promozione della Salute. Nell’ ambito del progetto, è stata così effettuata una nuova esperienza, la terza in tre anni Area PrevenzioneAmbienti di Vita – Dipartimento di Prevenzione Medico via dei Toscani, 1- 46100 Mantova – Edificio 6 – Tel. 0376 334404 - e-mail [email protected] _______________________ _______________________ ASL Mantova - Sede Legale - via dei Toscani, 1 - 46100 Mantova - Tel. 0376 3341 - www.aslmn.it - CF/PI 01838560207 con la collaborazione delle farmacie, con la raccolta nel mese di maggio fra donne tra i 40 e 60 anni di oltre 2600 questionari contenenti 29 domande e mirati a valutare la consapevolezza del rischio nella popolazione femminile e gli stili di vita in questa fascia di popolazione. I primi risultati del questionario sono stati presentati in un Convegno assieme a numerose relazioni di esperti che hanno inquadrato il problema delle Cardiovasculopatie nel genere femminile. E’ stata infine svolta una intensa attività di progetti che hanno coinvolto tutte le strutture aziendali e della quale è testimonianza l’ elenco dei progetti che è stato possibile inserire nel sistema di rilevazione regionale online. L’ elenco comprende 29 progetti, che pur non esaurendo l’ intera attività svolta dimostrano con il loro numero la capacità di modifica dell’ attività precedente che ora appare molto più orientata alla realizzazione di progetti coerenti con le indicazioni regionali e la collaborazione in rete di tutte le strutture aziendali. Di seguito l’ elenco dei progetti inseriti: Area PrevenzioneAmbienti di Vita – Dipartimento di Prevenzione Medico via dei Toscani, 1- 46100 Mantova – Edificio 6 – Tel. 0376 334404 - e-mail [email protected] _______________________ _______________________ ASL Mantova - Sede Legale - via dei Toscani, 1 - 46100 Mantova - Tel. 0376 3341 - www.aslmn.it - CF/PI 01838560207 TITOLO RESPONSABILE REALIZZAZIONE 1 Camminare sulle strade della salute Dr. Gabriele Giannella APAV (Dip. Prev. Medico) e Distretti 2 A come amicizia, B come bambini, C come classe, D come dai parliamone insieme Dr.ssa Maria Manganiello Distretto di Viadana 3 Lo sviluppo integrale della dimensione umana attraverso la relazione empatica con l’animale Dr. Alfredo Vallenari Dip. Prev. Veter. Distretto Veterinario di Viadana 4 Promuoviamo insieme la salute AS Elena Bianchera Distretto di Guidizzolo 5 Il futuro non è più quello di una volta Ed. Prof. Valter Drusetta Ser.T - Distretto di Guidizzolo 6 Il mondo delle api Dr.ssa Claudia Capua Dipartimento Prev. Veterinaria 7 Due cuori e quattro zampe Donatella Lasagna Distretto di Suzzara 8 Il viaggio della cicogna A.S Miriam Viviani Distretto di Ostiglia 9 Studio Diana5 Dr. Alberto Fiaccadori SIAN (Dip. Prev. Medica) 10 UNPLUGGED Ed. Prof. Valter Drusetta Dipartimento Dipendenze 11 Dall’accoglienza alla promozione della salute Luigina Pegoraro Ser.T. Distretto di Guidizzolo 12 Affettività e sessualità nell’adolescenza Dr. Bruno Boccaletti Distretto di Asola 13 Peer Education Simona Covizzi Distretto di Suzzara 14 Prevenzione degli incidenti domestici Dr.ssa Antonella Taragnani Distretto di Viadana 15 Trial Clinico Randomizzato sull’efficacia del counseling breve per la disassuefazione da fumo e promozione di sani stili di vita Dr.ssa Emanuela Anghinoni SMPC (Dip. Prev. Medica) 16 Consultorio e scuola: affettività e sessualità nella scuola primaria Dr.ssa Silvana Negrini Distretto di Mantova 17 Teatro Sociale e di comunità A.S Chiara Bongiovanni Distretto di Viadana 18 Cani, gatti e altri animali Dr.ssa Cristina Pelizzoni Dipartimento Prev. Veterinaria 19 Pausa e snack: la salute con gusto Dr. Pietro Bottura SIAN (Dip. Prev. Medica) 20 Star bene in classe: dal consiglio di classe alla classe del consiglio Dr. Antonio Zaniboni Distretto di Guidizzolo 21 Impariamo a volare: un viaggio per conoscersi e amarsi Ostetrica Annamaria Gallina Distretto di Guidizzolo 22 Star bene a scuola: dalla parte degli insegnanti Dr.ssa Fronzoli Elisabetta Distretto di Guidizzolo 23 Sito Web Consultorio Giovani A.S Maura Zanotti Distretto di Asola 24 Le situazioni difficili Dr. Bruno Boccaletti Distretto di Asola 25 Life Skills Training Program Ed. Prof. Valter Drusetta Dipartimento Dipendenze 26 Promozione della salute attraverso le attività degli ambulatori vaccinali Dr.ssa Cecilia Donzelli Distretti Socio Sanitari ASL Mantova 27 Consultorio e scuola: affettività e sessualità nella scuola secondaria di primo grado Dr.ssa Silvana Negrini Distretto di Mantova 28 La mia Vita in te Nicoletta Speziali Direzione Sanitaria – Ufficio Educazione alla Salute 29 Educazione terapeutica al corretto stile di vita rivolta ai bambini in sovrappeso e alle loro famiglie Dr.ssa Emanuela Vetturelli Dipartimento Cure Primarie Area PrevenzioneAmbienti di Vita – Dipartimento di Prevenzione Medico via dei Toscani, 1- 46100 Mantova – Edificio 6 – Tel. 0376 334404 - e-mail [email protected] _______________________ _______________________ ASL Mantova - Sede Legale - via dei Toscani, 1 - 46100 Mantova - Tel. 0376 3341 - www.aslmn.it - CF/PI 01838560207 1.3 ASPETTI ORGANIZZATIVI E GENERALI Rete collaborativa interna aziendale Per raggiungere una maggiore integrazione interna, è proseguita anche per il 2011, con 6 riunioni complessive, il Gruppo Aziendale formato di 30 operatori appartenenti a tutte le strutture aziendali, all’ interno del quale sono state costantemente portate tutte le informazioni principali e sono state dibattute tutte le decisioni. Accanto a questo gruppo sono stati mantenuti anche i 6 Gruppi di Lavoro, uno per Distretto, composti da operatori non solamente appartenenti al Distretto ma individuati con il criterio della territorialità dell’ attività. Questo aspetto è stato quello che ha ottenuto i migliori risultati coinvolgendo più di 100 operatori di diversa qualifica professionale ed appartenenti a tutte le strutture aziendali. Costruzione rete collaborativa esterna Per quanto riguarda la creazione della rete di integrazione con altre organizzazioni si sono ottenuti anche in questo caso significativi progressi: tutte le attività di nuova realizzazione sono state realizzate in collaborazione con partner esterni, in alcuni casi anche più di uno. Particolarmente importante è stata l’ attività avviata con il CSVM che in riunioni periodiche durante l’ anno ha coinvolto la rete delle principali Associazioni di Volontariato che si occupano di Salute in una serie di riunioni che hanno permesso di confrontarsi sui principali temi della promozione della salute e di individuare strategie comuni di intervento che si sono anche tradotte nella presentazione di un progetto costruito assieme sulla salute degli anziani nel Distretto di Ostiglia dal titolo “Reti d’ argento” che coinvolge circa 20 Associazioni di Volontariato, Comuni, ASL, Piano di Zona e alcune RSA e che verrà proposto per il finanziamento in un Bando della Fondazione Cariplo. Altre collaborazioni significative sono state: - La collaborazione con Amministrazione Provinciale e Associazioni di Consumatori che ha portato ad una prima iniziativa con ADICONSUM sull’ alimentazione negli anziani. Area PrevenzioneAmbienti di Vita – Dipartimento di Prevenzione Medico via dei Toscani, 1- 46100 Mantova – Edificio 6 – Tel. 0376 334404 - e-mail [email protected] _______________________ _______________________ ASL Mantova - Sede Legale - via dei Toscani, 1 - 46100 Mantova - Tel. 0376 3341 - www.aslmn.it - CF/PI 01838560207 - - - - la partecipazione come partner ad un progetto dal titolo “Distretto di economia solidale” presentato dai GAL (Gruppo di Azione Locale) della Provincia di Mantova, proposto per il finanziamento della Direzione Regionale all’ Agricoltura che contiene numerose iniziative che possono essere condivise in un ottica di modifica degli stili di vita in senso favorevole alla salute, soprattutto per quanto riguarda gli aspetti di attività motoria ed alimentazione la collaborazione con il Dipartimento di Cardiologia dell’ A.O. Poma e l’ Associazione Cuore Amico, in prosecuzione della Maratona del Cuore 2011, per la presentazione al finanziamento regionale di un progetto dal titolo: “Il contrasto della patologia cronica cardiocerebrovascolare Sperimentazione “gender oriented” di azioni di prevenzione universale/selettiva e di un modello di rete di continuità assistenziale a lungo termine nel paziente affetto da patologie cardiocerebrovascolari” La continuazione del protocollo di collaborazione con CONI e Provincia per “Sport e Salute” con la collaborazione alla pubblicazione con il Giocosport del Passaporto motorio per gli alunni della Scuola Primaria di Primo grado, distribuito in oltre 15.000 copie a tutti i bambini da 6 a 10 anni delle scuole della provincia di Mantova. Nei mesi di ottobre-novembre è stato possibile svolgere una iniziativa di formazione, prevista per il 2011, dal titolo: “La collaborazione che promuove salute metodi di lavoro di rete negli interventi di promozione di stili di vita e ambienti favorevoli alla salute”. Questa iniziativa oltre che un momento importante di formazione ha avuto anche una valenza operativa ed innovativa in quanto, per la prima volta, accanto a oltre 40 operatori dell’ ASL sono stati invitati ed hanno partecipato, operatori appartenenti ad altre istituzioni: Azienda Ospedaliera, Istituzioni Scolastiche, Ufficio Scolastico provinciale, CSVM ed Associazioni di Volontariato, Piani Zona. In questo modo, nell’ arco delle 4 giornate previste è stato possibile sia le basi teoriche del lavoro di rete sia migliorare concretamente le possibilità di lavoro di rete tra le varie istituzioni della provincia di Mantova operanti nel campo della salute e del benessere. - 1.4 CONSIDERAZIONI SULLE ATTIVITA’ 2011 Al di là delle attività svolte, l’ anno si è caratterizzato da: - una ricerca di miglioramento qualitativo delle azioni svolte - il mantenimento ed il consolidamento della rete interna di integrazione trasversale - l’ ampliamento della rete esterna di collaborazione Su tutti questi aspetti sono stati conseguiti risultati tangibili e di rilievo ma ancora ampiamente insufficienti a generare le condizioni per dare vita a un cambiamento radicale e stabile delle attività e dell’ impostazione complessiva nel modo di affrontare la promozione della salute a livello aziendale. Area PrevenzioneAmbienti di Vita – Dipartimento di Prevenzione Medico via dei Toscani, 1- 46100 Mantova – Edificio 6 – Tel. 0376 334404 - e-mail [email protected] _______________________ _______________________ ASL Mantova - Sede Legale - via dei Toscani, 1 - 46100 Mantova - Tel. 0376 3341 - www.aslmn.it - CF/PI 01838560207 Su questo ritardo hanno pesato diversi fattori: - la difficoltà di generare processi trasversali interni solidi e stabili generata soprattutto dalla inadeguata organizzazione che a fronte di una richiesta di attività “trasversali” per processi è invece organizzata “per competenze” frazionando i processi all’ interno di diverse strutture tutte parzialmente competenti e ognuna con la sua progettualità - la necessità di una formazione più approfondita del personale al nuovo modo di operare. La promozione della salute rappresenta un processo innovativo non sola dal punto di vista operativo ma anche culturale e professionale. Cambiamenti di questa ampiezza, all’ interno delle organizzazioni, scontano sempre grosse difficoltà e resistenze, richiedono approfondimenti anche teorici e cozzano contro prassi consolidate che per molti è difficile abbandonare. - la poca attenzione rivolta alla promozione della salute che viene spesso interpretata come una attività supplementare e non “istituzionale” da parte dell’ ASL e di molti Dirigenti, che sono restii a utilizzare risorse in questo settore. Inoltre, la natura stessa delle attività, poco legate alla quotidianità ed alla routinarietà della prestazione, fortemente legata alla relazione esterna ed all’ integrazione con strutture non sanitarie si scontra contro una visione amministrativa e stereotipata delle attività - l’ incertezza delle risorse disponibili sia economiche sia soprattutto di personale preparato e con tempo disponibile a svolgere queste attività. Questo secondo aspetto appare come determinante, in quanto le risorse economiche necessarie sono tutto sommato modeste rispetto a quelle complessivamente disponibili, anche tenendo conto delle attuali riduzioni. Ciò che invece appare come limite determinante è la certezza e la continuità della disponibilità di personale a svolgere queste attività, che limita sia l’ operativo sia, ancor maggiormente, la possibilità di preparare adeguatamente il personale. - la complessità delle relazioni con soggetti esterni necessaria ai diversi progetti di promozione della salute nelle diverse fasce di età e nei diversi setting operativi. Se nell’ infanzia l’ obiettivo può essere raggiunto migliorando ed approfondendo soprattutto il rapporto con la Scuola, come setting nel quale è possibile raggiungere l’ intero universo del target, non così avviene per la popolazione adulta e anziana dove le interrelazioni esterne sono diversificate e complesse e modesto rispetto al totale dei destinatari appare il numero dei soggetti raggiunti. In ragione di ciò si sconta quindi, anche per il 2011, come negli anni precedenti, una lentezza superiore alle attese nella realizzazione delle condizioni di base per la gestione di queste attività, pur riuscendo a mantenere sia gli aspetti organizzativi sia quelli operativi ben centrati sia organizzativamente che operativamente sugli obiettivi principali che si erano individuati e che, alla luce del nuovo quadro programmatorio, risultano sostanzialmente corretti ed attuali. A conferma di ciò le indicazioni regionali per i prossimi anni contenute nella nuova programmazione orientano l’ azione verso i medesimi obiettivi che sono stati perseguiti sino ad oggi, confermando la validità delle scelte iniziali operate. L’ ASL si presenta comunque al nuovo appuntamento programmatorio avendo realizzato un patrimonio di esperienza sia organizzativa che operativa che permette di affrontare le decisioni circa le azioni future con sufficiente chiarezza. Area PrevenzioneAmbienti di Vita – Dipartimento di Prevenzione Medico via dei Toscani, 1- 46100 Mantova – Edificio 6 – Tel. 0376 334404 - e-mail [email protected] _______________________ _______________________ ASL Mantova - Sede Legale - via dei Toscani, 1 - 46100 Mantova - Tel. 0376 3341 - www.aslmn.it - CF/PI 01838560207 2. PROGRAMMAZIONE ATTIVITA’ 2012 2.1 IL QUADRO PROGRAMMATORIO REGIONALE L’ anno 2011 si è caratterizzato per la presenza di una cornice operativa regionale coerente e omogenea rappresentata da una serie di documenti approvati alla fine del 2010 che delineavano molto chiaramente il percorso a medio – breve termine: - Piano Sanitario Regionale 2010 – 2014 - Piano Regionale di Prevenzione - Regole Regionali 2011, in particolare l’ Allegato n 5 “Le attività di prevenzione mediche e veterinarie delle ASL” Questi due documenti, pur non segnando un cambiamento nelle indicazioni che si sono venute consolidando negli ultimi 4 – 5 anni, hanno contribuito a delineare un quadro chiaro e coerente delle attività di promozione della salute e sulla base di una evidente coerenza tra di loro permettono quindi a livello locale di programmare le attività con un arco temporale più profondo. 2.1.1 PIANO SOCIO SANITARIO REGIONALE 2010 – 2014 Approvato con DCG n IX0088 del 17 novembre 2010 Riportiamo di questo documento i passi più significativi relativi alla promozione della salute all’ interno dei contenuti riguardanti la prevenzione. “si proseguirà nei Servizi di Prevenzione delle ASL attraverso percorsi efficaci finalizzati al superamento del tradizionale metodo che comporta l’applicazione di norme spesso obsolete e superate dalle acquisizione tecnico-scientifiche; il rilascio di certificati ed autorizzazioni, l’effettuazione di controlli routinari solo su aspetti formali, la realizzazione di opuscoli o incontri di educazione sanitaria non mirati a modificare comportamenti scorretti, sono da convertire in azioni e strumenti innovativi, anche in raccordo sinergico con istituzioni aventi competenze connesse” ……………… Verranno privilegiate le competenze trasversali, le capacità di relazione e di lavoro interdisciplinare attraverso la promozione di iniziative di formazione interistituzionali. Saranno attivati percorsi di formazione/ accompagnamento a supporto della riorganizzazione dei servizi, della sperimentazione di nuove unità di offerta e modalità di intervento. PREVENZIONE E PROMOZIONE DEL BENESSERE ….azione capillare di corretta informazione, sensibilizzazione e comunicazione sociale rivolta a tutti cittadini, che può scaturire solo dall’integrazione tra il livello normativo, programmatorio e operativo delle azioni in ambito educativo, sociale, sanitario e socio sanitario. ……………….. Oltre alla costante prevenzione dei principali fattori di rischio in ambito sanitario, sarà da perseguire l’obiettivo di individuare i fattori di rischio, sociale e socio sanitario, presenti in un sistema complesso quale è quello odierno, con conseguente possibile misurazione del benessere psico-fisico e del guadagno di salute in senso olistico. a) PROMUOVERE IL BENESSERE l’individuazione di una strategia educativa e preventiva complessiva che …. promuova azioni di formazione diffusa, orienti le azioni di tutti i diversi settori di intervento educativo, culturale, sociale, sanitario, sportivo e preventivo, coinvolgendo il maggior numero possibile di soggetti, istituzionali e non, e i cittadini lombardi. Azioni: - avvio di un programma di sensibilizzazione e formazione diffusa a livello regionale e locale, con coinvolgimento attivo e fattivo delle associazioni familiari presenti a livello territoriale; Area PrevenzioneAmbienti di Vita – Dipartimento di Prevenzione Medico via dei Toscani, 1- 46100 Mantova – Edificio 6 – Tel. 0376 334404 - e-mail [email protected] _______________________ _______________________ ASL Mantova - Sede Legale - via dei Toscani, 1 - 46100 Mantova - Tel. 0376 3341 - www.aslmn.it - CF/PI 01838560207 - realizzazione di una campagna regionale di sensibilizzazione e di informazione rivolta alle famiglie e, in particolare, ai giovani coinvolgendo anche le scuole sul tema dell’educazione alimentare; - diffusione di programmi preventivi validati e buone prassi già in atto a livello territoriale; - attivazione di punti informativi di ascolto nei luoghi aggregativi/educativi con particolare attenzione all’ascolto dei minori effettuato da professionisti con specifica competenza in ambito di prevenzione del disagio; - coinvolgimento delle scuole. b) PREVENZIONE IN AMBITO SANITARIO E SOCIO SANITARIO obiettivi: •politiche ed interventi di prevenzione e contrasto dei fenomeni di violenza e in particolare della violenza sulle donne e sui minori; •riduzione della mortalità in età giovane-adulta, con particolare riguardo ad incidenti stradali e infortuni sul lavoro e tumori •miglior qualità della vita, con stili comportamentali salutari che prevengono a partire dalla prima infanzia comportamenti a rischio, •coinvolgimento delle scuole nelle campagne di sensibilizzazione ed educazione alimentare, motoria e sportiva; •riconoscimento del territorio quale ambito prioritario di prevenzione dove possono convergere politiche integrate che promuovono salute e possono essere sostenuti processi di auto mutuo aiuto e interventi strutturati di prossimità e di coesione sociale; •diagnosi precoce delle malattie neoplastiche; •prevenzione dei fenomeni di polidipendenza; •predisposizione ed attuazione di un programma regionale di prevenzione sanitaria attraverso l’attività motoria secondo i protocolli e gli indirizzi validati a livello scientifico e in accordo, tra l’altro, con la Federazione Medico Sportiva Italiana (FMSI). Per perseguire efficacemente tali obiettivi è necessario che i servizi di prevenzione delle ASL superino il tradizionale metodo di lavoro con azioni e strumenti innovativi. E’ infatti necessario impostare progetti che riguardino la persona e la comunità nella sua interezza, con riferimento al benessere complessivo, derivato multifattoriale da patrimonio genetico, ambiente fisico e sociale, comportamenti e stili di vita individuali e collettivi. Gli indicatori di risultato da valutare sono: •la riduzione percentuale di fumatori e l’incremento di soggetti che accedono a percorsi di disassuefazione al fumo; •il contenimento di livelli di obesità nell’adulto al di sotto dei valori medi nazionali; •il monitoraggio del trattamento dei soggetti ipertesi e il mantenimento in riduzione del trend della mortalità per malattie cardiocerebrovascolari nei soggetti di età inferiore ai sessantacinque anni; •l’incremento della pratica sportiva e dell’attività motoria e dei livelli di efficienza fisica della popolazione secondo i protocolli funzionali validati a livello scientifico e in accordo, tra l’altro, con la FMSI; • il mantenimento in riduzione del trend della mortalità per incidenti stradali; • la riduzione dell’incidenza delle infezioni da HIV e dunque dei casi di AIDS; • la riduzione del numero di episodi di violenza e abuso sessuale; • la riduzione del numero di abusi, violenza e maltrattamento sui minori. LA RETE DEI SERVIZI SOCIO SANITARI E TERRITORIALI ripensamento della rete sociale e socio sanitaria che rimetta al centro la persona e la famiglia nella prospettiva di garantire, all’interno di una rete territoriale integrata di servizi sociali e socio sanitari, Area PrevenzioneAmbienti di Vita – Dipartimento di Prevenzione Medico via dei Toscani, 1- 46100 Mantova – Edificio 6 – Tel. 0376 334404 - e-mail [email protected] _______________________ _______________________ ASL Mantova - Sede Legale - via dei Toscani, 1 - 46100 Mantova - Tel. 0376 3341 - www.aslmn.it - CF/PI 01838560207 interventi flessibili che le sostengano in un ruolo attivo di costruzione del proprio percorso di vita. E’ sempre più necessario, quindi, un approccio sinergico, multidisciplinare, dinamico e olistico nella direzione del “prendersi cura”. Questo compenetra, necessariamente, aspetti di prevenzione, educazione, assistenza, cura, riabilitazione e abilitazione, che implicano la necessità di interrelazione dei servizi e delle prestazioni di carattere sanitario, socio sanitario e sociale in senso lato. 2.1.2 PIANO REGIONALE DI PREVENZIONE Approvato con DGR IX 1175 del 29 dicembre 2010 il Piano prende le mosse dal Piano Nazionale di Prevenzione, approvato nel giugno 2010 e frutto del lavoro comune di tutte le Regioni. Come più volte ribadito a livello regionale il piano della Lombardia rispecchia nelle sue grandi linee le indicazioni nazionali. Riportiamo gli aspetti principali riguardanti la Promozione della Salute che inquadrano e danno significato agli obiettivi annuali contenuti nelle regole 2011. L’approccio col quale Regione Lombardia guarda alla prevenzione è quello dunque di una disciplina che comprende tutte le azioni, implementate sulla base di adeguate analisi epidemiologiche e delle conoscenze circa la loro evidenza di efficacia, che concorrono al benessere complessivo, siano esse “agite” nei confronti della singola persona, siano interventi di sistema sulla comunità e sul territorio. E’ altrettanto evidente come con questo approccio sia superata la concezione delle attività di prevenzione esercitate in modo esclusivo dai Dipartimenti di Prevenzione delle ASL, che invece assumono un ruolo determinante nel governo delle diverse strategie e attività, indipendentemente dal soggetto che poi le realizza. ………………….. promozione della salute e di stili di vita sani. Questo settore ha assunto una rilevanza notevole nell’attuale quadro epidemiologico, caratterizzato da una prevalenza delle malattie cronico-degenerative e dal ruolo assunto nel loro determinismo da numerosi fattori, fra i quali l’aumento dell’attesa di vita e il conseguente invecchiamento della popolazione, i fattori comportamentali o stili di vita e quelli ambientali/organizzativi che li sostengono; è necessario quindi focalizzare l’interesse sulla promozione della salute, basata sullo studio dei determinanti di salute, su programmi di sanità pubblica di provata efficacia e sulla individuazione dei bisogni delle fasce più fragili della popolazione, con particolare attenzione alla prevenzione delle patologie legate all’invecchiamento, e lavorare per la collaborazione del sistema sanitario con altri settori della società, come l’ambito scolastico, le associazioni di categoria e di cittadini, le parti sociali, al fine di sviluppare politiche più incisive nel favorire la salute. ………………… La trasversalità e il coinvolgimento di altre forze negli interventi di prevenzione è, infatti, un altro elemento qualificante dell’impostazione regionale: per dare maggior peso, risonanza ed ampiezza di ricaduta alle attività del SSR è necessario stimolare ed accogliere il contributo di altri enti della pubblica amministrazione e di associazioni, portatori di interessi e gruppi di cittadini, individuando il terreno sul quale la collaborazione reciproca può valorizzare i rispettivi contributi e moltiplicare l’efficacia degli interventi di prevenzione. I princìpi della semplificazione, responsabilità, efficacia, integrazione e trasversalità sono dunque alla base del presente Piano. Per attuare efficacemente le politiche regionali di prevenzione è necessario coinvolgere il più ampio schieramento di risorse e competenze, sviluppando la capacità di dialogo e di valorizzazione degli apporti di soggetti che hanno altre finalità o interessi, ma che su obiettivi concreti e misurabili di guadagno di salute possono fornire un contributo di risorse e competenze molto importante. Area PrevenzioneAmbienti di Vita – Dipartimento di Prevenzione Medico via dei Toscani, 1- 46100 Mantova – Edificio 6 – Tel. 0376 334404 - e-mail [email protected] _______________________ _______________________ ASL Mantova - Sede Legale - via dei Toscani, 1 - 46100 Mantova - Tel. 0376 3341 - www.aslmn.it - CF/PI 01838560207 …………………………. Ne discende che in questo ambito è prioritario: proseguire nel percorso regionale attivato con l’Ufficio Scolastico per la Lombardia, con cui nel 2006 è già stato siglato un protocollo di intesa, affinché le scuole diventino luoghi di promozione della salute sia mediante l’integrazione dei temi dell’educazione alla salute nei programmi curricolari realizzati dagli insegnanti, che attraverso cambiamenti ambientali e organizzativi, nell’ambito di processi sviluppati localmente con il supporto delle ASL; individuare su alcuni temi trasversali e di interesse generale, specifiche campagne regionali di informazione, anche con l’utilizzo dei nuovi canali multimediali, che favoriscano sani stili di vita; sostenere degli interventi che aumentino le opportunità di cessazione al fumo nelle donne e il miglioramento qualitativo dell’offerta di percorsi di disassuefazione al fumo; sviluppare percorsi di attivazione delle comunità locali, attraverso sinergie/collaborazioni con associazioni ed altri gruppi informali, finalizzati all’acquisizione di conoscenze, competenze e consapevolezze in tema di salute e relativamente alla sicurezza in ambito domestico; sostenere la realizzazione, anche da parte di amministrazioni ed enti coinvolti, di interventi di provata efficacia per la promozione della sicurezza stradale e la guida responsabile; attuare accordi con associazioni di categoria per favorire scelte salutari in campo alimentare (es: accordi con panificatori, con grande distribuzione, con settore della distribuzione automatica...) e sostenere Comuni e Province nella predisposizione di interventi favorenti l’attività motoria, anche nell’ambito della pianificazione urbanistica perseguire una maggior consapevolezza del rischio di infezione da HIV tra i gruppi a maggior frequenza di contagio, anche con un’adeguata offerta del test di screening e conseguente incremento dei soggetti diagnosticati precocemente. sostenere la realizzazione, anche da parte di amministrazioni ed enti coinvolti, di interventi di provata efficacia per la promozione della sicurezza stradale e la guida responsabile; …………………………. Azienda Sanitaria Locale, pianifica l’azione a livello locale, sulla base delle caratteristiche del territorio e degli indirizzi regionali, mediante i Piani Integrati Locali degli Interventi di Promozione della Salute (PIL), strumenti di programmazione che le Aziende predispongono annualmente in un’ottica di integrazione istituzionale, gestionale ed operativo-funzionale interna, nell’ambito della più generale attività di programmazione azien-dale, finalizzata a consentire un effettivo e misurabile «guadagno di salute» nella popolazione. Gli interventi di promozione della salute realizzati localmente si caratterizzano per due tipologie: il primo rappresentato da interventi a carattere informativo – comunicativo (quali campagne di comunicazione, cicli di incontri, conferenze, convegni, ecc.), formativo (quali corsi, laboratori, programmi formativi) ed educativo (quali attività didattiche in ambito scolastico realizzate dagli insegnanti con il suppor-to esterno di operatori ASL, counselling, peer education, ecc.), finalizzati ad aumentare conoscenze, compe-tenze e consapevolezze idonee a sostenere comportamenti di salute. Il secondo gruppo raccoglie interventi tesi a promuovere e favorire quei cambiamenti di carattere struttu-rale, ambientale, sociale (aumento di piste ciclabili, aree pedonali, spazi verdi, trasformazione pedonale del percorso casa-scuola, riorientamento dei menù nella ristorazione collettiva scolastica e aziendale, dei consumi, incentivazione all’uso di scale in alternativa all’ascensore in ambienti di vita e di lavoro, aumento della responsabilità della comunità e degli individui, ecc.) necessari a sostenere le scelte individuali e collettive di salute nelle comunità locali al fine di renderli duraturi nel tempo e radicati nella cultura. Area PrevenzioneAmbienti di Vita – Dipartimento di Prevenzione Medico via dei Toscani, 1- 46100 Mantova – Edificio 6 – Tel. 0376 334404 - e-mail [email protected] _______________________ _______________________ ASL Mantova - Sede Legale - via dei Toscani, 1 - 46100 Mantova - Tel. 0376 3341 - www.aslmn.it - CF/PI 01838560207 aspetti di appropriatezza quali: la scelta di interventi di provata efficacia o riferibili a “buone pratiche”; l’approccio integrato che riconosce la multifattorialità dei problemi e supera la visione per singolo determinante; l’intersettorialità che riconoscendo il limite del settore sanitario nel processo di “salute”, attiva la responsabilità di tutti gli attori che vi devono concorrere. 2.1.3 Le Regole 2012 I contenuti delle regole 2011, che rappresentavano il piano di lavoro annuale, sono stati ampiamente trattati nella prima parte del documento evidenziandone la realizzazione a livello locale.. Per l’ anno 2012 sono state redatte le nuove Regole, che definiscono con evidenza le attività da svolgere per quest’ anno nel segno della continuità rispetto all’ anno precedente. Per la Promozione della Salute le indicazioni sono contenute nell’ allegato 4 Prevenzione Medica e Veterinaria: punto 1.2 Attuazione di interventi per la promozione di stili di vita al fine di ridurre l’ incidenza delle patologie cronico degenerative e per la riduzione dei fattori di rischio quali obesità sedentarietà, tabagismo - Azioni di sostegno all’ iniziativa di produzione e vendita di pane a ridotto contenuto di sale - Prosecuzione ed implementazione di interventi di promozione di stili di vita salubri presso una struttura produttiva di medie dimensioni in coerenza con le linee guida specifiche regionali - Prosecuzione ed implementazione degli interventi su stili di vita salutari e cessazione dell’ abitudine al fumo nell’ambito di percorsi di screening in essere e/ o percorsi nascita (counselling breve, ecc.) già definiti nel corso del 2011 d’intesa con soggetti della rete delle strutture sanitarie anche nell’ ambito della rete HPH - Realizzazione della sperimentazione da parte delle ASL interessate degli interventi di “counselling motivazionale breve” presso le farmacie, sulla promozione di stili di vita sana e riduzione dell’ abitudine tabagica - Consolidamento ed eventuale ulteriore implementazione di interventi già sostenuti con le “regole 2011” nel campo della promozione dell’a attività fisica e di corrette abitudini alimentari Punto 1.3 Realizzazione della Rete delle Scuole Lombarde che promuovono la Salute con realizzazione del relativo report. 2.1.4 I NUOVI DOCUMENTI DI PROGRAMMA La fine del 201 ha inoltre portato altri due documenti importanti in questo campo, che ancora una volta evidenziano e consolidano il percorso individuato dalla Regione, che evidentemente rappresenta ormai la tendenza centrale delle politiche regionali per il prossimo quinquennio. La DGR 2505 del 16/11/2011 “Un welfare della sostenibilità e della conoscenza – linee di indirizzo per la programmazione sociale a livello locale 2012-2014” che racchiude le indicazioni per la programmazione locale triennale 2012 – 2014 dei Piani di Zona, per il quali a dicembre 2011 è scaduta la precedente triennalità di programmazione. Riportamo alcuni punti salienti: Punto 2.2.2. “Integrazione delle politiche” emerge l’urgenza di agire affinché i diversi strumenti di programmazione si parlino ed interagiscano a livello territoriale e che il Piano di Zona si coordini Area PrevenzioneAmbienti di Vita – Dipartimento di Prevenzione Medico via dei Toscani, 1- 46100 Mantova – Edificio 6 – Tel. 0376 334404 - e-mail [email protected] _______________________ _______________________ ASL Mantova - Sede Legale - via dei Toscani, 1 - 46100 Mantova - Tel. 0376 3341 - www.aslmn.it - CF/PI 01838560207 con gli altri strumenti di programmazione quali le Linee regionali di indirizzo per le politiche giovanili, gli Accordi Quadro per lo Sviluppo Territoriale (AQST), la programmazione triennale 2010/2012 delle Province, il Documento di Programmazione e Coordinamento dei servizi sanitari e sociosanitari dell’ASL, i Piani integrati locali di promozione della salute, il Piano di Governo del Territorio, il Piano territoriale degli orari dei servizi, i Patti territoriali per l’occupazione, Nel caso delle politiche per i giovani, ad esempio, è stata condivisa a livello regionale l’opportunità di integrare gli strumenti di programmazione e di progettazione che intercettano la popolazione giovanile e che promuovono gli stessi filoni di intervento, in modo ancora tra loro separato, generando sul territorio la frammentazione degli interventi. La DGR 2508 del 16/11/2011 “Linee di indirizzo per una governance delle politiche giovanili in Lombardia 2012-2015” che definisce per il prossimo quadriennio le politiche giovanili regionali. Anche in questo caso riportiamo alcuni punti principali. Punto 5.4 Gli strumenti di programmazione che intercettano la popolazione giovanile La rappresentazione dell’esistente in materia di interventi per i giovani, mette in evidenza una pluralità di strumenti di programmazione che già intercettano le politiche giovanili; conseguentemente, i contenuti delle iniziative rivolte a questo target possono essere utilmente inseriti negli strumenti già esistenti, consolidati e attivi, dandogli un riconoscimento, una validazione e una dignità istituzionale. L’operazione è tanto più importante se si considera che in tal modo ogni politica potrà di volta in volta interrogarsi sulle esigenze del mondo giovanile, introducendo in tal modo una rinnovata e continua attenzione ai giovani. Di seguito una panoramica di alcuni strumenti di programmazione che in sede locale potranno essere ri-considerati nel momento della programmare in materia di politiche giovanili: Piani di Zona: l’art l’art. 18 della l.r. 3/2008 definisce il Piano di Zona come lo strumento della programmazione in ambito locale della rete d’offerta sociale e dell’attuazione dell’integrazione tra la programmazione sociale e la programmazione sociosanitaria, anche in rapporto al sistema della sanità, dell’istruzione e della formazione, della casa e del lavoro. Il Piano di Zona si configura dunque come lo strumento privilegiato per conseguire forme di integrazione tra le varie politiche mediante l’analisi dei bisogni, la definizione delle priorità, la gestione innovativa, flessibile e partecipata del sistema di risposta alla domanda. Piani di Governo del territorio: strumento introdotto in Lombardia dalla legge regionale n.12 dell’ 11 marzo 2005, cosi come modificata dalla legge regionale n. 3 del 21 febbraio 2011. Il PGT è composto da un documento di piano, che definisce il quadro generale della programmazione urbanistica, dal piano dei servizi, che definisce le strutture pubbliche o di interesse pubblico di cui il comune necessita, del piano delle regole, che definisce le destinazioni delle aree del territorio comunale; Piani territoriali per gli orari: strumento di indirizzo strategico che, a livello comunale o sovracomunale, regola il sistema degli orari dei servizi urbani e promuove la loro graduale armonizzazione e coordinamento, con l’obiettivo di promuovere il coordinamento dei tempi delle città al fine di sostenere le pari opportunità e di favorire la qualità della vita attraverso la conciliazione dei tempi di lavoro, di relazione, di cura parentale, di formazione e del tempo per sé. E’ normato a livello nazionale dalla legge n. 53 del 2000 e a livello regionale dalla legge n. 24/2004, «Politiche regionali per il coordinamento e l’amministrazione dei tempi delle città». Può rappresentare uno strumento a supporto di iniziative di cittadinanza attiva e sviluppo del senso di comunità, promovendo l’uso del tempo per fini di reciproca solidarietà e interesse, in particolare attraverso la costituzione di associazioni denominate «banche del tempo». Piani Integrati Locali degli Interventi di promozione della salute: rappresentano lo strumento di programmazione degli interventi finalizzati alla promozione di stili di vita e ambienti favorevoli alla Area PrevenzioneAmbienti di Vita – Dipartimento di Prevenzione Medico via dei Toscani, 1- 46100 Mantova – Edificio 6 – Tel. 0376 334404 - e-mail [email protected] _______________________ _______________________ ASL Mantova - Sede Legale - via dei Toscani, 1 - 46100 Mantova - Tel. 0376 3341 - www.aslmn.it - CF/PI 01838560207 salute, che le Aziende Sanitarie Locali della Lombardia predispongono annualmente, in un’ottica di integrazione istituzionale, gestionale ed operativo - funzionale interna, nell’ambito della più generale attività di programmazione aziendale, al fine di consentire un effettivo e misurabile «guadagno di salute» nella popolazione. Lo strumento di programmazione individuato per l’attuazione delle politiche giovanili in ambito locale, dovrà trovare legittimità giuridica nella sottoscrizione di uno specifico accordo, o altro idoneo strumento giuridico, in cui gli enti locali e i soggetti con ruolo attivo nello sviluppo degli interventi, si impegnano rispetto a responsabilità condivise. L’atto di sottoscrizione dovrà anche indicare un Ente capofila, da individuarsi in un Comune o forma associata di Comuni di diritto pubblico. Solo laddove non sia presente uno strumento di governance in cui inserire le politiche giovanili potranno essere attivati e formalizzati specifici accordi a livello territoriale, che garantiscano aggregazione di Comuni, partnership pubblico-privato e una regia da parte di un Comune capofila. Rimane confermato che, in una prospettiva di politiche giovanili come politiche «di sistema», i diversi strumenti dovranno essere tra loro sempre più coordinati, dai Piani di Zona, ai Piani Integrati Locali degli interventi di promozione della salute, ai Piani di Governo Territoriale, ai Piani del diritto allo studio, ai Patti Territoriali per l’occupazione, fino ai Piani territoriali degli orari dei servizi, in modo da assicurare, per filoni di intervento che perseguono le stesse finalità, una riduzione della frammentazione e una maggiore incisività. Dal punto di vista metodologico, merita un particolare riferimento, per le sue caratteristiche, lo strumento della coprogettazione, una tra le modalità più innovative che l’Ente Pubblico ha oggi a disposizione e che si afferma come strumento potenzialmente capace di innovare sensibilmente anche le forme di rapporto più consolidate, in quanto il soggetto del terzo settore coinvolto nell’attuazione dei progetti non opera in termini di mero erogatore di servizi , ma è chiamato ad assumere un ruolo attivo, rischiando risorse proprie e proponendo soluzioni progettuali. Area PrevenzioneAmbienti di Vita – Dipartimento di Prevenzione Medico via dei Toscani, 1- 46100 Mantova – Edificio 6 – Tel. 0376 334404 - e-mail [email protected] _______________________ _______________________ ASL Mantova - Sede Legale - via dei Toscani, 1 - 46100 Mantova - Tel. 0376 3341 - www.aslmn.it - CF/PI 01838560207 2.2 LA PROGRAMMAZIONE LOCALE DELL’ ASL DI MANTOVA PER IL 2012 La lettura integrata di tutti questi documenti non fa che confermare, a distanza di un anno dall’ adozione di PSR e PRP, la direzione strategica intrapresa delle politiche regionali di orientare progressivamente le azioni verso scelte intersettoriali e suggerisce quindi la necessità evidente di costruire le azioni per l’ anno 2012 in un quadro integrato e in modo che l’ insieme delle azioni da svolgere nell’ anno siano in grado di raggiungere gli obiettivi “tattici” assegnati, costruendo nel contempo condizioni che favoriscano lo sviluppo operativo degli anni successivi. 2.2.1 ANALISI SITUAZIONE Al di la della tipologia delle singole azioni previste dalle regole per quest’ anno, emergono chiaramente per tutte, ancora una volta, due vincoli ben corrispondenti alle indicazioni generali che condizionano la possibilità di conseguire concretamente questi risultati: 1) sono attività che richiedono trasversalità tra le strutture all’ interno dell’ASL 2) per la loro realizzazione sono richieste alleanze e collaborazioni esterne Occorre quindi in primo luogo utilizzare e potenziare quanto già costruito da questo punto di vista su questi due aspetti: - Trasversalità: la presenza del gruppo aziendale e dei gruppi distrettuali intersettoriali va potenziata adeguatamente formata alle attività da realizzare e dotata di capacità operative concrete. Il personale delle strutture coinvolte nei processi di promozione della salute deve essere in grado di contare con continuità su un significativo numero di ore, adeguato alle esigenze delle azioni di promozione della salute da sviluppare. - Rete collaborativa: utilizzo degli importanti accordi formali con farmacie e nel mondo dello sport e sviluppo del confronto con associazioni di volontariato portato avanti nell’ anno trascorso tramite CSVM. Anche lo sviluppo della Rete Lombarda delle Scuole che promuovono la Salute può rappresentare un importante spunto per rinforzare il legami oltre che con le Istituzioni Scolastiche ma anche per rafforzare o aprire nuovi legami e forme di collaborazione a livello locale. L’ iniziativa a livello centrale può infatti creare le condizioni generali con le organizzazioni di livello provinciale come Azienda Ospedaliera, Provincia, Ufficio Scolastico Provinciale, CSVM, ecc., ma la realizzazione concreta della rete operativa è essenzialmente distrettuale. A questo livello infatti è possibile coinvolgere Piani di Zona, Comuni, Associazioni di Volontariato, Rsa, farmacie e MMG e PDF nella realizzazione effettiva di azioni coerenti con le indicazioni regionali. A questi aspetti va aggiunto un terzo elemento, già manifestatosi l’ anno scorso ma che assume evidenza ancora maggiore per l’ anno 2012. Dopo una prima necessaria fase di alcuni anni dedicata soprattutto al cambiamento metodologico ed all’ approfondimento teorico della Promozione della Salute, caratterizzata sopratutto dalla richiesta di modifica delle impostazioni generali e di correzione dell’ approccio metodologico e programmatorio si è passati ormai alla richiesta regionale di concrete attività di promozione della salute basate sul nuovo modello. Questo nuovo salto di qualità del processo richiede un effettivo e costante impegno delle strutture aziendali senza il quale non sarà possibile mantenere il passo con le indicazioni regionale e con il confronto con le altre ASL. L’ implementazione per il 2011 a titolo sperimentale del programma regionale di rilevazione delle attività (MSPS – bdprosalute), che permette anche confronti tra le attività delle varie ASL e la visibilità ai cittadini, accompagnata dalle richieste puntuali pervenute in questi ultimi mesi di attivazione di percorsi regionali, iniziata con la Rete Lombarda delle Scuole che promuovono Salute, sono un segnale evidente della intenzione regionale di passare ad una maggiore strutturazione e continuità delle attività in questo campo. Area PrevenzioneAmbienti di Vita – Dipartimento di Prevenzione Medico via dei Toscani, 1- 46100 Mantova – Edificio 6 – Tel. 0376 334404 - e-mail [email protected] _______________________ _______________________ ASL Mantova - Sede Legale - via dei Toscani, 1 - 46100 Mantova - Tel. 0376 3341 - www.aslmn.it - CF/PI 01838560207 2.2.2 PREMESSA METODOLOGICA L’ approccio ai problemi di salute in termini di promozione della salute non rappresenta, in ultima analisi, un processo a sé stante da sviluppare accanto agli altri progetti ed attività portati avanti dalle strutture sanitarie ma un modo diverso di vedere i problemi della salute e le azioni necessarie da realizzare. In accordo con la Carta di Ottawa, la promozione della salute è il processo che rende gli individui e le comunità capaci di aumentare il controllo sui determinanti di salute, quindi migliorando la salute e consentendo di vivere una vita sana, attiva e produttiva (WHO, 1986a, 1993; Ziglio et al., 2000). La promozione della salute è un processo culturale, sociale, ambientale, economico, e politico che rappresenta una innovazione radicale rispetto alla precedente visione delle attività di prevenzione. PROMOZIONE DELLA SALUTE processo che consente alla gente di esercitare un maggiore controllo sulla propria salute e di migliorarla” (OMS), 1986 – CARTA di OTTAWA PRINCIPI - Costruire una politica pubblica per la tutela della salute che coinvolga tutti i settori della società non solo quello sanitario - Creare ambienti favorevoli alla salute - Rafforzare l’azione della comunità - Sviluppare le capacità personali per rendere i cittadini interlocutori responsabili - Riorientare i servizi sanitari verso un percorso che va oltre l’ erogazione di assistenza sanitaria La prospettiva “protettiva” sino ad ora praticata nell’ ambito di quel che viene definito il modello della “patogenesi”, tipica del modello “biomedico” ha significato ritenere che gli interventi debbano essere mirati a limitare i rischi di malattia. Gli sforzi e gli interventi adottano un approccio “passivo” e mirano a rimuovere o a ridurre i fattori ritenuti potenzialmente danno si per la salute. In questo senso l’educazione alla salute ha una lunga tradizione nel settore della sanità pubblica ed è stata per lo più vista come un compito dei professionisti sanitari di informare i cittadini dei rischi sanitari e di dare consigli sugli stili di vita. La prospettiva “preventiva” propria della promozione della salute, mira invece a prevenire le malattie con interventi attivi e l’ azione è quindi rivolta anche al potenziamento dei fattori positivi capaci di incrementare e migliorare la salute ed è caratterizzata da un atteggiamento di empowerment che prevede che le persone siano attivamente coinvolte. L’individuo quindi è soggetto attivo ed il professionista supporta, fornisce opportunità, rende le persone in grado di scegliere in modo consapevole rispetto a quelli che sono i determinanti di salute (Lindstrom and Eriksson, 2006). Questa diversa prospettiva trova la sua radice culturale nell’ approccio “Salutogenico” (Antonovsky) che invece ha proprio come obiettivo rafforzare il potenziale di salute delle persone in modo che la buona salute sia il mezzo per avere una vita felice e produttiva. La Carta di Bangkok per la Promozione della Salute è il primo aggiornamento della Carta di Ottawa (WHO, 2005). Area PrevenzioneAmbienti di Vita – Dipartimento di Prevenzione Medico via dei Toscani, 1- 46100 Mantova – Edificio 6 – Tel. 0376 334404 - e-mail [email protected] _______________________ _______________________ ASL Mantova - Sede Legale - via dei Toscani, 1 - 46100 Mantova - Tel. 0376 3341 - www.aslmn.it - CF/PI 01838560207 Secondo questo nuovo approccio la domanda fondamentale non è più solamente: «Quali sono le cause della malattia, e come si possono prevenire?» bensì: «Quali sono le fonti della salute, come si crea, e come può essere rinforzata?» L’ approccio concreto alle attività di promozione della salute trae ulteriori elementi metodologici: a) da Green e Kreuter (PREDECE-PROCEED), b) da Nutbeam (gerarchia degli obiettivi e dei risultati), c) da Goodstadt e Kahan, dalla European Foundation for Quality Management (EFQM) (qualità nella gestione delle organizzazioni d) dalla teoria della complessità e dei sistemi. Particolarmente importante appare in questo processo la metodologia del modello di Green (precede – proceed) Modello PRECEDE/PROCEED p r o c e s s o (L.W.Green) PRECEDE V FASE IV FASE III FASE II FASE I FASE DIAGNOSI AMMINISTRATIVA E POLITICA DIAGNOSI EDUCATIVA E ORGANIZZATIVA DIAGNOSI DEI COMPORTAMENTI E DELL’AMBIENTE DIAGNOSI EPIDEMIOLOGICA DIAGNOSI SOCIALE PROMOZIONE DELLA SALUTE Fattori predisponenti Educazione alla salute Comportamenti e stili di vita Fattori rinforzanti Definizione del piano e delle politiche di intervento Qualità della vita Salute Ambiente Fattori abilitanti VI FASE VII FASE VIII FASE IX FASE IMPLEMENTAZIONE DELL’INTERVENTO VALUTAZIONE DI PROCESSO VALUTAZIONE DI IMPATTO VALUTAZIONE DI RISULTATO output esiti intermedi impatto impatto sui fattori fattori su impatto impatto sui e amb su comp. comp.-amb. PROCEED outcome Modello PRECEDE-PROCEED (mod. da Green LW e Kreuter MW, 1999) Il modello di pianificazione PRECEDE-PROCEED prende avvio da due assunti fondamentali: la salute è un processo multidimensionale e multipli sono i fattori di rischio; multidimensionale e multidisciplinare deve di conseguenza essere l’approccio di chi lavora per promuovere salute. L’utilizzo del modello richiede quindi non solo la conoscenza delle basi teoriche su cui si fonda la promozione della salute ma anche la possibilità di avvantaggiarsi dell’apporto di diverse discipline. Le prime due fasi e parte della terza richiedono capacità d’uso dei metodi epidemiologici; lavorare efficacemente nelle fasi 3 e 4 richiede familiarità con le regole che governano le relazioni e i comportamenti tra gli individui, le organizzazioni e le comunità; avanzare nelle successive fasi richiede capacità di utilizzo di tecniche educative e formative ed esperienze di rapporti e collaborazione con la politica e l’amministrazione pubblica e privata. Il modello di Green consente di individuare i diversi livelli della programmazione permettendo di lavorare (attraverso la diagnosi di comunità), sulla qualità della vita, sulla salute, sui comportamenti e stili di vita, sull’ ambiente. Area PrevenzioneAmbienti di Vita – Dipartimento di Prevenzione Medico via dei Toscani, 1- 46100 Mantova – Edificio 6 – Tel. 0376 334404 - e-mail [email protected] _______________________ _______________________ ASL Mantova - Sede Legale - via dei Toscani, 1 - 46100 Mantova - Tel. 0376 3341 - www.aslmn.it - CF/PI 01838560207 Un ulteriore aspetto rilevante del modello è la costante e continua valutazione: di processo, che permette di valutare l’ andamento del lavoro e di apportare correzioni che si rendano necessarie; di impatto e di risultato. Si tratta di intraprendere un processo che implica un cambiamento radicale dalla attuale situazione nella quale buona parte delle persone che hanno operato nel settore dell’educazione alla salute, della prevenzione e della promozione della salute, implementando progetti e programmi senza la necessaria giustificazione intorno alla scelta del problema e della popolazione su cui si è scelto di intervenire. Gli interventi vengono per lo più scelti in base alla percezione dei problemi e alle preferenze tecniche degli operatori del settore. Il fallimento registrato da questo tipo di interventi nell’ultima decade è prevalentemente da ricondursi alla mancanza di una sistematica e critica analisi delle priorità di intervento e all’operare secondo l’assunto che all’implementazione di un intervento seguirà automaticamente un output (un risultato) in termini di miglioramento della salute e della qualità della vita.Il modello forza invece il progettista a focalizzare da subito la sua attenzione sull’output desiderato interrogandosi sul perché ricercare quel risultato prima ancora di chiedersi come raggiungerlo. Esso prevede di procedere deduttivamente iniziando dall’analisi del risultato atteso ed avanzando verso le sue “possibili cause” prima di passare alla progettazione dell’intervento e della sua valutazione. Di grande importanza anche l’ approccio di analisi dei determinanti in gioco in ciascun comportamento la cui identificazione deve precedere la scelta delle azioni. Il modello identifica te grandi gruppi di fattori. Predisponenti: fattori «interni» alle persone e includono conoscenze (informazioni, percorso educativo e formativo), atteggiamenti, credenze, valori e percezioni di individui, gruppi e comunità, che facilitano od ostacolano la motivazione al cambiamento. Abilitanti: fattori «esterni» alle persone e si riferiscono a risorse e ostacoli (aspetti organizzativi, opportunità offerte, impegno istituzionale, leggi, norme, etc.) che aiutano o impediscono l'acquisizione di nuove abilità necessarie al cambiamento comportamentale e ambientale Rinforzanti: fattori «esterni» alle persone e alle organizzazioni e consistono in apprezzamenti, ricompense e stimoli ricevuti da persone significative (famiglia, pari, insegnanti, operatori, etc.) in seguito all'adozione di un nuovo comportamento e che possono incoraggiarne o scoraggiarne il mantenimento. Le azioni debbono essere mirate chiaramente ai fattori identificati e se possibile, come suggerito dalla letteratura, debbono essere strutturate in modo da agire su cascuno dei gruppi. Queste azioni muoveranno da un modello di modificazione del comportamento sufficientemente condiviso, identificato nel Modello Transteorico (TTM) della Modificazione del Comportamento sviluppato da Prochaska e DiClemente (1982) e sviluppato da Bunton (2000) e Maurischat (2002) in ambiente europeo. Area PrevenzioneAmbienti di Vita – Dipartimento di Prevenzione Medico via dei Toscani, 1- 46100 Mantova – Edificio 6 – Tel. 0376 334404 - e-mail [email protected] _______________________ _______________________ ASL Mantova - Sede Legale - via dei Toscani, 1 - 46100 Mantova - Tel. 0376 3341 - www.aslmn.it - CF/PI 01838560207 Fattori della motivazione al cambiamento Autoefficacia La Fiducia nella propria capacità di raggiungere un obiettivo, (Bandura, 1977) Frattura interiore La percezione delle contraddizioni esistenti tra il comportamento e le intenzioni (Festinger, 1977) Disponibilità al cambiamento Cambiare è un processo (Prochaska, Di Clemente) Non si ha intenzione di cambiare Si sta considerando la possibilità di cambiare Si desidera il cambiamento Possibile ricaduta Si mantiene il cambiamento nel tempo Si è attivamente impegnati in un nuovo comportamento E’ importante infine sottolineare come la Promozione della Salute non vada identificata unicamente con gli aspetti di Educazione alla Salute, che pure ne costituiscono uno degli elementi principali. Le azioni realizzabili sono di diversa entità e debbono essere individuate in relazione al problema da affrontare, alla sua relazione effettiva con gli atteggiamenti del target ed ad una realistica valutazione dell’ efficacia degli interventi. In linea di massima, in analogia con i gruppi di fattori del modello di Green e Kreuter, in ciascuna situazione occorrerà individuare azioni diversificate, modulandone l’ importanza sulla fattibilità e la capacità di ottenere risultati. Area PrevenzioneAmbienti di Vita – Dipartimento di Prevenzione Medico via dei Toscani, 1- 46100 Mantova – Edificio 6 – Tel. 0376 334404 - e-mail [email protected] _______________________ _______________________ ASL Mantova - Sede Legale - via dei Toscani, 1 - 46100 Mantova - Tel. 0376 3341 - www.aslmn.it - CF/PI 01838560207 Particolare importanza assume la capacità di sperimentare in quest’ ambito azioni di “Marketing Sociale” Il Marketing Sociale consiste sostanzialmente nell'utilizzo dei principi e delle tecniche del marketing per influenzare un gruppo target ad accettare, rifiutare, modificare o abbandonare un comportamento in modo volontario, allo scopo di ottenere un vantaggio per i singoli, i gruppi o la società nel suo complesso. (Kotler P., Roberto N., Lee N. Social Marketing – Improving the Quality of Life, 2002) L’utilizzo del marketing sociale per favorire l’adozione di sani stili di vita si inserisce in un percorso di sperimentazione di modalità efficaci di promozione della salute. Accanto alle tradizionali attività di educazione alla salute e comunicazione sociale, si propone di consentire ai cittadini di acquisire abilità e competenze per scegliere in modo libero e consapevole cosa è bene per la propria salute, coerentemente con gli obiettivi indicati dalla Carta di Ottawa Area PrevenzioneAmbienti di Vita – Dipartimento di Prevenzione Medico via dei Toscani, 1- 46100 Mantova – Edificio 6 – Tel. 0376 334404 - e-mail [email protected] _______________________ _______________________ ASL Mantova - Sede Legale - via dei Toscani, 1 - 46100 Mantova - Tel. 0376 3341 - www.aslmn.it - CF/PI 01838560207 Il marketing sociale “basa la propria azione sulla TEORIA DELLO SCAMBIO e sulla SEGMENTAZIONE dell’universo della popolazione, individuando benefici ricercati e costi percepiti in ciascun segmento e posizionando di conseguenza il prodotto offerto” (Curzel V2006) In pratica, l’ iposei sottesa è che siamo disposti ad adottare un nuovo comportamento solo se riteniamo che i BENEFICI che ci vengono prospettati siano pari o maggiori (e i COSTI pari o minori) di quelli che avremmo continuando a mantenere le abitudini che ci si chiede di cambiare… In pratica ci si propone attraverso queste tecniche, sostanziamente simili a quella utilizzate dall’ industria per promuovere i propri prodotti a “Favorire la sensazione di ricevere più di quanto si dà”. I processi di valutazione Le indicazioni regionali per l’ anno 2012 indicano con precisione e puntualità azioni ed indicatori per la loro misura e per la misura del guadagno di salute connesso a tali azioni. La complessità e la pluriennalità del processo rende tuttavia difficile misurare a breve scostamenti apprezzabili negli indicatori di risultato riferibili a guadagni di salute. Mentre per alcuni eventi acuti, in particolare quelli legati alla sicurezza, è possibile pensare di misurare sul breve periodo il risultato di salute, per alcuni aspetti, soprattutto legati a tumori e malattie coronariche, non è ragionevolmente possibile valutare indicatori di guadagno di salute per quasi tutte le azioni previste, in quanto le patologie sottese non si prestano a valutazioni su tempi brevi. Nondimeno, per alcune azioni, possono essere individuati specifici indicatori riferiti al benessere soggettivo ed alla modifica di comportamenti sicuramente collegati a tali patologie, che possono essere valorizzati nel processo di valutazione a beve e medio termine. In linea di massima, ove possibile, si farà riferimento anche a quanto indicato nell’ Allegato alla Delibera 6222/07 della Regione Lombardia “Valutazione di efficacia e definizione di modello integrato di promozione della salute”. Si ritiene tuttavia di poter utilizzare in questa fase sopratutto indicatori di processo, attinenti sia agli aspetti generali del Piano sia ai programmi specifici. Per i processi generali sarà possibile valutare il grado di raggiungimento degli obiettivi: - gruppo aziendale: frequenza riunioni, partecipazione componenti alla progettazione delle azioni - gruppi distrettuali: frequenza riunioni, numero di soggetti esterni partecipanti all’ attività dei gruppi, n. di iniziative coerenti con i programmi, n. di partner locali coinvolti attivamente n. partecipanti del target coinvolti Per i programmi e le azioni previste è possibile prevedere una serie di indicatori generali: - n. di azioni progettate che ottemperano ai criteri indicati nel presente documento sul totale - n. di programmi completati sul totale di quelli previsti - n. di azioni effettuate sul totale di quelle progettate - n. di azioni effettuate dall’ ASL ancora al di fuori del Piano Integrato sul totale delle azioni svolte - n. di iniziative sul territorio per ciascuna azione. Appare opportuno in ogni caso che il processo di valutazione accompagni tutto il percorso progettuale, dalla fase di ideazione alla fase di verifica dell’impatto passando attraverso la fase organizzativa del progetto. Particolare importanza assume tuttavia, in questa prima fase di revisione e riprogettazione dell’ attività, valorizzare gli aspetti di valutazione “ex ante”. E’ chiaro che è possibile procedere alla valutazione delle caratteristiche e degli effetti dei progetti “ex post”, ma il lavoro perde di efficacia, occorrono molte più risorse e gli operatori potrebbero avere la sensazione di un intervento solamente giudicante. La previsione della valutazione già in fase di progettazione, ha il vantaggio di aiutare coloro che sono coinvolti nell’ attività di promozione della salute a migliorare la redazione del progetto stesso durante la sua realizzazione, prendendo in considerazione anche tutte quelle parti che spesso non Area PrevenzioneAmbienti di Vita – Dipartimento di Prevenzione Medico via dei Toscani, 1- 46100 Mantova – Edificio 6 – Tel. 0376 334404 - e-mail [email protected] _______________________ _______________________ ASL Mantova - Sede Legale - via dei Toscani, 1 - 46100 Mantova - Tel. 0376 3341 - www.aslmn.it - CF/PI 01838560207 venivano prese in considerazione nei progetti e venendo quindi ad assumere una duplice funzione, di valutazione e di formazione sul campo. Nell’ ultimo quinquennio si è progressivamente imposto e allargato nel tempo un approccio ai problemi di tutela della salute sempre più coerente ai criteri della Carta di Ottawa. La realizzazione di questo processo è ancora in fase di perfezionamento ma si concretizza sempre con maggiore importanza accanto alle attività di prevenzione più tradizionali. Per alcune delle attività affrontate il guadagno di salute ottenibile con queste attività è quasi immediatamente misurabile (eventi acuti) mentre per le malattie croniche la valutazione dei progressi è misurabile a breve solo attraverso la valutazione della riduzione dei comportamenti a rischio nella popolazione e l’ implementazione di programmi di attività basati su azioni “evidence based” o sulle cosiddette “buone pratiche”. 2.2.3 CARATTERISTICHE GENERALI DELL’ ATTIVITÀ Al di la della specificità e puntualità degli obiettivi posti dalla programmazione 2012, l’ insieme delle indicazioni che emerge dalla lettura integrata dei diversi orientamenti indica chiaramente alcuni temi di fondo che appaiono prioritari. Il principale obiettivo è evidentemente costituito dalla lotta alle patologie croniche rappresentate da tumori, malattie cardiovascolari, diabete, demenza, malattie respiratorie e malattie osteoarticolari, che raccolgono gran parte della mortalità e della disabilità presenti nella popolazione. Su di esse vi è la necessità di agire precocemente nella fascia infantile della popolazione, sia con la promozione della salute negli adulti ed anziani, agendo sui comportamenti a rischio e verificando i modelli assistenziali. Centrale appare, per la sua valenza nei confronti di tutte queste patologie, l’ obiettivo del contenimento dell’ eccesso ponderale nella popolazione centrato evidentemente sull’ azione nei confronti dei due fattori più rilevanti: alimentazione ed attività motorie. Su questo aspetto occorre tuttavia definire un progetto di più ampio respiro che dia continuità e significato concreto alle singole attività e si ponga l’obiettivo di contenimento dell’aumento dei soggetti in eccesso ponderale già nell’ infanzia. L’esame della situazione evidenzia con chiarezza che a fronte di una offerta privata massiccia e qualitativamente molto variegata, l’ offerta pubblica di percorsi corretti e continuati nel tempo di gestione del problema è praticamente assente. L’ azione su questi due temi, stante la loro larga diffusione nella popolazione e l’ attenzione ad essa dedicata dai media, si presenta anche come quella più capace di aggregazione e consenso e può contribuire con il suo successo a consolidare una rete che può successivamente funzionare anche sugli altri fattori rilevanti per queste patologie, come fumo ed alcol. L’ azione inoltre dovrà svilupparsi tenendo conto di quanto ormai consolidato in letteratura: - impegno polispecialistico (medico, nutrizionista, motorio, psicopedagogico) per affrontare il problema in tutti i suoi aspetti rilevanti - continuità nel tempo dell’ azione: è noto infatti che attraverso diete e interventi brevi si ottengono successi nel calo ponderale sul breve termine, che non vengono per lo più mantenuti nel tempo. L’obesità è un’ affezione multifattoriale, spesso a decorso cronico, che necessita di una gestione a lungo termine. - Necessità di affiancare ai metodi prescrittivi (es. dieta) anche modelli psico-educativi di tipo cognitivo-comportamentali (il solo modello comportamentale si è dimostrato insufficiente) - La valutazione della motivazione del soggetto ed eventualmente della sua famiglia è il presupposto per avviare un progetto terapeutico Area PrevenzioneAmbienti di Vita – Dipartimento di Prevenzione Medico via dei Toscani, 1- 46100 Mantova – Edificio 6 – Tel. 0376 334404 - e-mail [email protected] _______________________ _______________________ ASL Mantova - Sede Legale - via dei Toscani, 1 - 46100 Mantova - Tel. 0376 3341 - www.aslmn.it - CF/PI 01838560207 - Estensione sia alle fasce di popolazione infantili che adulte/anziane con modalità appropriate ai diversi target Un secondo obiettivo è rappresentato dalle dipendenze, intese nel senso più ampio del termine così come definito nelle Linee Guida Regionali. Accanto alle tradizionali attività verso le sostanze illegali, occorrerà organizzare un forte impegno nei confronti delle atre dipendenze come alcol e fumo, ma anche farmaci, cibo, gioco, internet e le altre dipendenze emergenti. Per questo aspetto appare sempre più importante un legame organizzativo e operativo con il Dipartimento Dipendenze e la necessità che questi aspetti siano gestiti come azioni trasversali che coinvolgono una pluralità di strutture aziendali. Le azioni da costruire per il 2012 debbono essere correlate a questi problemi ed ai loro determinanti principali. 2.3. PROGRAMMI DI ATTIVITÀ 2.3.1 ASPETTI ORGANIZZATIVI La realizzazione concreta e gioco che è rappresentato dalla operatività concreta e dalla capacità di articolare azioni ed iniziative coerenti con gli obiettivi generali. Si delinea infatti un quadro che inizia ad essere più definito ed operativo e che richiederà quindi adeguata dimostrazione di percorsi concreti, condotti secondo quanto indicato dalle regole e dagli obiettivi di interesse regionale, di cui si dovrà rendicontare sempre più puntualmente in quanto, nel quadro regionale, questa attività riveste le caratteristiche di normale attività istituzionale in capo all’ ASL. In questo primo periodo, trattandosi di attività che innovava profondamente nei contenuti e nelle modalità operative attività già svolte anche in precedenza dalle ASL (educazione sanitaria), ma spesso identificate come aspetti “facoltativi” a fronte degli altri impegni, lo sforzo principale è stato diretto alla diffusione dei nuovi contenuti tra gli operatori, alla integrazione delle strutture aziendali sul tema, alla ricerca della creazione delle maglie basilari della rete esterna necessaria alla realizzazione di queste attività secondo le indicazioni regionali. Questa prima fase deve ormai considerarsi insufficiente a garantire una attività concreta e le iniziative non episodiche a livello territoriale, che appaiono invece necessarie per sostanziare il Piano con evidenze tangibili di attività di promozione della salute, realizzate secondo i criteri e le metodologie indicate dalla Regione. Sino ad oggi molti aspetti hanno dovuto necessariamente trovare gestione prevalentemente a livello centrale. Ciò corrispondeva alle esigenze di un momento operativo in cui la costruzione teorica dei progetti in termini innovativi e la realizzazione degli elementi principali della rete interna e di connessione con l’ esterno risultavano sufficienti a concretizzare l’ intervento in questo settore e a offrire a livello di rendicontazione regionale un quadro positivo e sufficiente a realizzare le indicazioni contenute nelle Regole di questi anni e quindi a conseguire gli obiettivi di interesse regionale posti alla Direzione. Questo aspetto richiede ora di realizzare una più forte azione a livello centrale per l’ integrazione effettiva dei piani di lavoro delle diverse strutture aziendali capaci di rendere concreta la trasversalità e l’ integrazione aziendale e di raccordare l’ azione con la rete esterna. Ma richiede anche una articolazione territoriale di livello distrettuale che operi sinergicamente e costantemente sul campo per realizzare le azioni su tutto il territorio e dare sostanza concreta alla rete esterna ed alle sinergie necessarie con tutti i soggetti presenti sul territorio. Nell’attuale momento ci troviamo ad operare in un quadro di riduzione delle risorse, sia umane che economiche che riguarda direttamente l’ ASL ma anche tutti gli altri possibili interlocutori. Area PrevenzioneAmbienti di Vita – Dipartimento di Prevenzione Medico via dei Toscani, 1- 46100 Mantova – Edificio 6 – Tel. 0376 334404 - e-mail [email protected] _______________________ _______________________ ASL Mantova - Sede Legale - via dei Toscani, 1 - 46100 Mantova - Tel. 0376 3341 - www.aslmn.it - CF/PI 01838560207 Questa situazione impone evidentemente di operare scelte compatibili anche con le risorse a disposizione. E’ però opportuno sottolineare come sia impossibile conseguire alcun risultato e perseguire alcun obiettivo a zero risorse . Senza risorse certe, anche gli obiettivi delle regole 2012 non risultano conseguibili. Tutte le attività presuppongono azioni in cooperazione con altri enti/istanze, alle quali si chiede di collaborare anche in termini di risorse e quindi è improponibile richiedere agli altri di mettere a disposizione risorse in obiettivi che sono principalmente di questa azienda, senza partecipare in alcun modo con proprie risorse professionali od economiche. Occorre predisporre anche le risorse minime necessarie per la realizzazione dei progetti singoli e delle azioni previste. Per quanto riguarda le risorse umane occorre, come già sottolineato, che anche questa attività, che ormai fa parte integrante delle attività allo stesso titolo delle altre, venga ricompresa nella normale attività da svolgere e compatibilmente con le altre le venga riservata una quota di attività nel monte ore del personale. Per quanto riguarda gli aspetti economici è da sottolineare che, pur non essendo rilevanti nel contesto di tutte le attività aziendali da svolgere, in quanto non prevedono in generale apparecchiature od acquisti onerosi, purtuttavia rivestono un ruolo cruciale sopratutto al momento di realizzare attività in collaborazione con altri. Le azioni di accompagnamento a livello centrale sono: A) Revisione del Gruppo Aziendale: va nuovamente rivista innanzitutto la composizione del gruppo aziendale, sostituendo eventuali membri che non hanno garantito presenza o non hanno fornito contributi attivi. In secondo luogo va rafforzato il suo ruolo e quello dei partecipanti che debbono effettivamente rappresentare ed essere referenti delle strutture di provenienza in modo da garantire i requisiti minimi di trasversalità ed unitarietà all’ azione aziendale sulla promozione della salute. Si conferma la ipotesi avanzata anche per l 2011 che, al livello centrale, devono rimanere unicamente le competenze, previste sin dall’ inizio, che è necessario assicurare a livello aziendale, e che principalmente possono essere così elencate: - collegamento con la regione sia per la diffusione delle informazioni e dei materiali sia per il coordinamento delle rendicontazioni - integrazione strutture aziendali attraverso l’ attività del Gruppo di Lavoro Aziendale - gestione rete provinciale per i rapporti con le altre istituzioni e associazioni coinvolte di dimensione provinciale (ad esempio: Provincia, USP, CONI, CSVM, ecc.) - gestione progetti aziendali, cioè di quei progetti che superano la dimensione distrettuale e coinvolgono l’ intero territorio aziendale o riguardano aspetti particolari non riferibili al territorio. - Supporto tecnico distretti garantendo per quanto possibile il supporto sia tecnico/specialistico che di risorse all’ attività di promozione della salute effettuata nei singoli distretti. - omogeneita’/efficacia programmi collaborazione per l’ omogeneità sul territorio aziendale dei progetti tematici ed alla valutazione in merito alla loro corrispondenza ai requisiti regionali di efficacia e “buona pratica” - Formazione predisposizione di programmi di formazione ed aggiornamento per il personale delle diverse strutture aziendali in tema di promozione della salute. B) Riorganizzazione dei gruppi di lavoro distrettuali Come previsto dalla normativa e dalle indicazioni regionali, le attività di promozione della salute rappresentano una delle attività istituzionali della prevenzione e vanno svolte a livello distrettuale. Anche a livello distrettuale l’ azione deve essere caratterizzata da trasversalità e da collaborazione con i soggetti esterni. Area PrevenzioneAmbienti di Vita – Dipartimento di Prevenzione Medico via dei Toscani, 1- 46100 Mantova – Edificio 6 – Tel. 0376 334404 - e-mail [email protected] _______________________ _______________________ ASL Mantova - Sede Legale - via dei Toscani, 1 - 46100 Mantova - Tel. 0376 3341 - www.aslmn.it - CF/PI 01838560207 Il Distretto, in quest’ ottica, deve passare da una concezione legata unicamente all’ azione del proprio personale ed all’ esercizio dei propri compiti diretti, ad una interpretazione più “ecologica” e comunitaria del proprio mandato, come catalizzatore delle iniziative in campo sanitario di tutte le risorse presenti sul territorio. I gruppi, formati sin dal 2009 a livello distrettuale, assieme ad una presa in carico della regia locale da parte delle Direzioni di Distretto, rappresentano quindi lo strumento fondamentale attraverso il quale trovare le vie per realizzare concretamente a livello locale i progetti elaborati a livello aziendale. Ogni zona dovrà infatti trovare nell’ insieme delle risorse locali le opportunità migliori per realizzare i progetti. Il Gruppo Distrettuale per la Promozione della Salute è uno strumento di lavoro che va composto con il personale cui è attribuito, nell’ambito della propria professionalità e delle proprie competenze, il compito di dedicare parte della propria attività lavorativa alle attività di promozione della salute. Pertanto la partecipazione al gruppo non deve rappresentare una scelta individuale facoltativa ma una attività lavorativa che integra lo svolgimento delle attività operative in questo campo. L’ esistenza del Gruppo ha due obiettivi precisi : a) Formativi informare e preparare adeguatamente il personale a programmare e svolgere le attività di promozione della salute secondo i programmi aziendali e con le caratteristiche richieste dalle indicazioni regionali b) Operativi: implementare concretamente nel territorio distrettuale di appartenenza le azioni e le iniziative di promozione della salute individuate. Sarà compito delle Direzioni di Distretto supportarne direttamente l’ azione e creare le condizioni per la formazione della rete locale, che potrà davvero prendere forma solamente attraverso la proposta di attività concrete sulle quali far convergere il consenso e l’ operatività. Pertanto anche per il 2012, vengono mantenuti i Gruppi di Distretto e ne viene proposta la continuazione anche come Gruppi di Formazione sul campo. In tale direzione è opportuno che i gruppi sperimentino forme di integrazione all’ interno del gruppo di operatori provenienti da altre strutture coinvolte (scuola, comuni, piani di zona, ecc) o momenti di laboratorio comune. Per quanto riguarda la rete collaborativa esterna di integrazione con altre organizzazioni, anche se permangono notevoli difficoltà legate alla poca dimestichezza a queste forme di collaborazione, non solo per l’ASL, ma in generale per tutte le organizzazioni, occorre realizzare significativi progressi nella estensione a livello distrettuale della collaborazione . Considerata la molteplicità degli interlocutori e le diverse opportunità/specificità di ciascun territorio, si ribadisce ancora una volta come la possibilità, sia di sostegno concreto e continuativo alla rete complessa sia di azione effettiva collaborativa, risieda nella capacità di ciascun distretto di operare in sintonia con tale visione e di farsi carico effettivo di questo aspetto. Già alcuni importanti passi sono stati tuttavia compiuti in questo senso negli ultimi due anni - accordo formale di collaborazione con le farmacie che ha già portato a due iniziative di alto livello con la raccolta di dati preziosi sullo stile di vita dei mantovani e sui consumi di psicofarmaci nella popolazione - accordo formale con provincia e CONI per la creazione di un centro denominato Sport e Salute con il quale attivare in comune tutte le iniziative utili alla promozione dell’ attività motoria e sportiva nella popolazione e per la lotta al doping Area PrevenzioneAmbienti di Vita – Dipartimento di Prevenzione Medico via dei Toscani, 1- 46100 Mantova – Edificio 6 – Tel. 0376 334404 - e-mail [email protected] _______________________ _______________________ ASL Mantova - Sede Legale - via dei Toscani, 1 - 46100 Mantova - Tel. 0376 3341 - www.aslmn.it - CF/PI 01838560207 - - tavolo di lavoro permanente con le associazioni di volontariato attraverso il CSVM per la individuazione di progetti collaborativi in tema di promozione della salute esperienze collaborative concrete con la scuola che hanno portato nell’ anno scorso alla prima strutturazione di una rete collaborativa per la somministrazione dei farmaci a scuola collaborazione con i Comuni della provincia, iniziata già da alcuni anni, per la realizzazione di gruppi di cammino per adulti/anziani che sono ormai attivi in quasi la metà dei comuni della provincia numerose esperienze formative ed operative con Medici di Famiglia e Pediatri di Famiglia, centrate soprattutto sulle patologie croniche e l’ obesità. Occorre in primo luogo potenziare e consolidare questa attività con i soggetti già coinvolti ed estenderla anche verso le altre numerose componenti potenziali della rete come ad esempio: - Associazioni di Consumatori - Piani di Zona - mondo del lavoro e associazioni di categoria - strutture per anziani: RSA, Centri Diurni, Centri Sociali , ecc. - altri potenziali stakeholders In secondo luogo è necessario cercare una progressiva convergenza su alcuni grandi temi di maggior interesse di queste sottoreti, al fine di renderne coerente e convergente l’azione. Una occasione da non perdere è rappresentata dalla Programmazione Triennale dei Piani di Zona che deve essere redatta entro il 31/03/2012. L’ integrazione, esplicitamente prevista dalle indicazioni regionali, va perseguita sia a livello centrale, identificando alcuni temi prioritari comuni su cui far convergere le scelte e quindi a livello locale di distretto, per implementare le azioni tenendo conto dello specifico territoriale sia in termini di importanza che di opportunità, cercando di coinvolgere attorno a queste azioni anche il resto degli stakeholders 2.3.2 ATTIVITÀ Già negli anni trascorsi è stata adottata una ripartizione delle azioni in 4 macroaree che si ritiene tutt’ ora valida per facilitare un approccio meno frammentato alle singole problematiche: a) Benessere fisico comprende prioritariamente alimentazione ed attività motoria come fatori dell’eccesso ponderale b) Affettività relazioni, affettività, sessualità, bullismo, diversità, interculturalità c) Dipendenze Alcool, Fumo,Sostanze illecite, Abuso di farmaci, Lotta al Doping d) Sicurezza incidenti domestici e incidenti stradali ed una articolazione per target di fascia età: 1 gravidanza e puerperio 2 0 -2 anni 3 3 – 5 anni 4 6 – 10 anni 5 11 – 13 anni 6 14 – 18 anni 7 19 – 34 anni 8 35 – 59 anni 9 60 anni e oltre Area PrevenzioneAmbienti di Vita – Dipartimento di Prevenzione Medico via dei Toscani, 1- 46100 Mantova – Edificio 6 – Tel. 0376 334404 - e-mail [email protected] _______________________ _______________________ ASL Mantova - Sede Legale - via dei Toscani, 1 - 46100 Mantova - Tel. 0376 3341 - www.aslmn.it - CF/PI 01838560207 utile per strutturare le singole azioni in relazione alle caratteristiche ed alle esigenze diverse di ciascuna fascia. Se intersettorialità ed integrazione sono fattori che presidiano l’ appropriatezza organizzativa delle attività, occorre anche rispettare requisiti di appropriatezza professionale. Tutte le azioni da svolgere pertanto, debbono essere prima di tutto realizzate in termini “evidence based” o quantomeno di “buona pratica”, così come richiesto dalle indicazioni regionali. Oltre a questo, deve essere compiuto un sforzo per scegliere tra le possibili alternative quelle che presentano caratteristiche di sostenibilità, riproducibilità e durata nel tempo. Queste tre caratteristiche sono determinanti per ottenere risultati tangibili sia nei confronti dei singoli soggetti come pure a livello complessivo di popolazione. Il raggiungimento di cambiamenti nei fattori e nelle condizioni di rischio, che porterà ad un guadagno di salute per le popolazioni, richiede l’implementazione di azioni di promozione della salute continuate negli anni e pertanto è necessario, dopo essere state valutate e ritenute efficaci, porre attenzione nella progettazione di azioni che abbiano le potenzialità per una diffusione ed un’istituzionalizzazione continua,. Sino ad oggi molte delle azioni, anche se di buona qualità, sono state improntate ad episodicità ed estemporaneità, limitate nel tempo e nello spazio, in modo tale che la loro utilità ai fini di un guadagno di salute concreto della popolazione diveniva insignificante. Occorre quindi superare questa concezione di azioni affidate all’ interesse del momento od alla sperimentazione, se non per iniziative pilota di cui si intende valutare l’efficacia. Bisogna invece avere il coraggio di effettuare scelte di priorità su cui rendere operative azioni che vanno mantenute nel tempo ed estese a quote significative della popolazione target . Per modalità a caratteristiche si differenziano due aree principali di intervento distinte da un approccio molto diverso: a) infanzia, target classico dell’ educazione alla salute, per il quale la necessità di miglioramento era identificata come di tipo qualitativo b) adulti/anziani per il quale la necessità permane anche di tipo quantitativo dato che ben pochi progetti di promozione della salute sono stati finora realizzati. Pare opportuno definire quindi, in relazione a queste due aree, quali sono gli obiettivi principali da perseguire nei quali vanno inquadrate le singole azioni e realizzati gli obiettivi annuali proposti dalla regione. 2.3.2.1 Strategie di azione nell’ infanzia Le attività di prevenzione, svolte dagli operatori sanitari e sociali in collaborazione con docenti e istituzioni scolastiche, rappresentano il patrimonio storico dell’ attività di educazione alla salute, che da sempre si è orientata verso il target della popolazione infantile. Sono sempre state guidate dalla piena consapevolezza del primario ed essenziale ruolo della scuola nello sviluppo e nel mantenimento di processi di salute. Negli anni più recenti l’orientamento degli interventi è sempre più stato indirizzato ad una forte attenzione ai processi educativi sviluppati dalla scuola con strumenti propri dell’attività didattica e formativa. Al di là dunque della continuazione e del miglioramento delle singole iniziative portate avanti dagli operatori nelle diverse scuole di ogni ordine e grado, di cui già negli ultimi due anni cominciato un Area PrevenzioneAmbienti di Vita – Dipartimento di Prevenzione Medico via dei Toscani, 1- 46100 Mantova – Edificio 6 – Tel. 0376 334404 - e-mail [email protected] _______________________ _______________________ ASL Mantova - Sede Legale - via dei Toscani, 1 - 46100 Mantova - Tel. 0376 3341 - www.aslmn.it - CF/PI 01838560207 processo di revisione ed adeguamento alle nuove indicazioni, l’ obiettivo strategico da perseguire è rappresentato dalla creazione di un nuovo modello di rete collaborativa tra strutture sanitarie e mondo della scuola secondo le indicazioni della Regione. Regione Lombardia e Ufficio Scolastico per la Lombardia, già nel 2006, hanno sottoscritto un primo “Protocollo d’Intesa relativo alle attività di Promozione della Salute ed Educazione alla Salute nelle scuole” L’intensa collaborazione in Lombardia tra i due sistemi, ha portato, all’inizio del 2011, a condividere, , l’esigenza di dare un nuovo impulso agli obiettivi comuni orientandoli secondo l’ approccio operativo riconducibile al network europeo “School for Health in Europe” quale cornice di riferimento per lo sviluppo di una “Rete Lombarda delle Scuole che promuovono Salute”. Alla base del processo sono due documenti e l’ analisi della esperienza condotta in molti paesi europei da oltre un decennio Pilastro centrale del processo è l’ approccio ad una EDUCAZIONE OLISTICA che consiste nel riconoscere il bambino come essere completo, capace di energie creative e possessore di disposizione morali (es. giustizia e amore), significa porci come adulti in modo più consapevole, per non rendere inattive queste capacità, via via che si progredisce nella propria vita. La promozione della salute del presente Piano, ispirandosi ad una concezione olistica dell’educazione, intende rispettare l’essere umano nella sua interezza e riconoscere come risorsa dell’apprendimento il suo potenziale creativo. E’ pertanto rivolta ai bambini, ma anche agli adulti, ai genitori, ai nonni poiché si preoccupa del benessere delle persone sotto tutti i punti di vista: fisico, psicologico, emozionale e spirituale. Questi aspetti infatti sono strettamente interconnessi e si condizionano a vicenda. Nell’ambito della salute (e della malattia) l’ interconnessione tra fisico e psichico è ancora più evidente. Secondo questo approccio, dunque, il bambino è un essere completo, competente, che porta con sé tutta la saggezza della natura e dell’istinto. L’educazione deve aiutarlo durante la crescita ad acquisire, stimolare e coltivare tutti gli strumenti utili per mantenere la propria salute. Ovvero deve insegnargli a custodire gelosamente quelle doti intuitive di cui egli è massimamente dotato, ma che di solito si esauriscono con la crescita e il passaggio all’età adulta. E’ evidente che in questa ottica la promozione della salute non pone l’enfasi sullo sviluppo di programmi educativi, ma sullo sviluppo umano. Per questo motivo: Area PrevenzioneAmbienti di Vita – Dipartimento di Prevenzione Medico via dei Toscani, 1- 46100 Mantova – Edificio 6 – Tel. 0376 334404 - e-mail [email protected] _______________________ _______________________ ASL Mantova - Sede Legale - via dei Toscani, 1 - 46100 Mantova - Tel. 0376 3341 - www.aslmn.it - CF/PI 01838560207 - riguarda tutte le età si avvale della comunità locale per assicurare un apprendimento globale e permanente. Sulla base di questi presupposti è stato condotto un processo condiviso fra Istituzioni Sanitarie e scolastiche che ha portato nel luglio alla firma di un nuovo protocollo di intesa regionale che delinea il quadro di un processo di cambiamento, strutturato su di un triennio, preceduto da processi di formazione condivisa a livello regionale Strumento centrale di questo processo è il tema delle “life skills” . Le LIFE SKILLS (WHO) sono l'insieme di abilità personali e relazionali che servono per governare i rapporti con il resto del mondo e per affrontare positivamente la vita quotidiana, "competenze sociali e relazionali che permettono ai ragazzi di affrontare in modo efficace le esigenze della vita quotidiana, rapportandosi con fiducia a se stessi, agli altri e alla comunità", abilità e competenze "che è necessario apprendere per mettersi in relazione con gli altri e per affrontare i problemi, le pressioni e gli stress della vita quotidiana. La mancanza di tali skills socio-emotive può causare, in particolare nei giovani, l'instaurarsi di comportamenti negativi e a rischio in risposta agli stress" La ricerca ha dimostrato che la “Life skills Education” è in grado di influenzare positivamente la percezione di sè e degli altri, di migliorare la percezione dell’efficacia personale, di far crescere la fiducia in sé e l’autostima, di rinforzare la motivazione personale. Si tratta di competenze che vanno considerate premesse per il conseguimento di obiettivi fondamentali di promozione della salute. In particolare attraverso il coinvolgimento diretto degli alunni in un processo dinamico di insegnamento e apprendimento, essa mira a mettere il soggetto in grado di tradurre conoscenze, atteggiamenti e valori in vere e proprie abilità. Il "nucleo fondamentale" di life skills è costituito da: 1. Capacità di leggere dentro se stessi (Autocoscienza): conoscere se stessi, il proprio carattere, i propri bisogni e desideri, i propri punti deboli e i propri punti forti; è la condizione indispensabile per la gestione dello stress, la com unicazione efficace, le relazioni interpersonali positive e l'empatia; 2. Capacità di riconoscere le proprie emozioni e quelle degli altri (Gestione delle emozioni): "essere consapevoli di come le emozioni influenzano il comportamento" in modo da "riuscire a gestirle in modo appropriato"e a regolarle opportunamente; 3. Capacità di governare le tensioni (Gestione dello stress): saper conoscere e controllare le fonti di tensione "sia tramite cambiamenti nell'ambiente o nello stile di vita, sia tramite la capacità di rilassarsi"; 4. Capacità di analizzare e valutare le situazioni (Senso critico): saper "analizzare informazioni ed esperienze in modo oggettivo, valutandone vantaggi e svantaggi, al fine di arrivare a una decisione più consapevole", riconoscendo e valutando "i diversi fattori che influenzano gli atteggiamenti e il comportamento, quali ad esempio le pressioni dei coetanei e l'influenza dei mass media"; 5. Capacità di prendere decisioni (Decision making): saper decidere in modo consapevole e costruttivo "nelle diverse situazioni e contesti di vita"; saper elaborare "in modo attivo il processo decisionale può avere implicazioni positive sulla salute attraverso una valutazione delle diverse opzioni e delle conseguenze che esse implicano"; 6. Capacità di risolvere problemi (Problem solving): saper affrontare e risolvere in modo costruttivo i diversi problemi che "se lasciati irrisolti, possono causare stress mentale e tensioni fisiche"; 7. Capacità di affondare in modo flessibile ogni genere di situazione (Creatività): saper trovare soluzioni e idee originali, competenza che "contribuisce sia al decision making che al problem solvine, permettendo di esplorare le alternative possibili e le conseguenze delle diverse opzioni"; 8. Capacità di esprimersi (Comunicazione efficace): sapersi esprimere in ogni situazione particolare sia a livello verbale che non verbale "in modo efficace e congruo alla propria cultura", dichiaranArea PrevenzioneAmbienti di Vita – Dipartimento di Prevenzione Medico via dei Toscani, 1- 46100 Mantova – Edificio 6 – Tel. 0376 334404 - e-mail [email protected] _______________________ _______________________ ASL Mantova - Sede Legale - via dei Toscani, 1 - 46100 Mantova - Tel. 0376 3341 - www.aslmn.it - CF/PI 01838560207 do "opinioni e desideri, ma anche bisogni e sentimenti, ascoltando con attenzione gli altri per capirli, chiedendo, se necessario, aiuto; 9. Capacità di comprendere gli altri (Empatia): saper comprendere e ascoltare gli altri, immedesimandosi in loro "anche in situazioni non familiari", accettandoli e comprendendoli e migliorando le relazioni sociali "soprattutto nei confronti di diversità etniche e culturali"; 10. Capacità di interagire e relazionarsi con gli altri in modo positivo (Skill per le relazioni interpersonali): sapersi mettere in relazione costruttiva con gli altri, "saper creare e mantenere relazioni significative" ma anche "essere in grado di interrompere le relazioni in modo costruttivo" Strumento regionale di lavoro è il nuovo Protocollo di Intesa tra Regione e Ufficio Scolastico Regionale firmato il 14/07/2011. L’ intesa, oltre che gli aspetti formali, contiene anche un dettagliato programma per avviare il processo sin dall’ anno scolastico 2011 – 2012. Come già detto nella nostra provincia saranno 7 gli Istituti Comprensivi che parteciperanno sin da questo anno scolastico all’ esperienza pilota. Non appena portata a compimento questo prima fase sarà necessario dare seguito stabile al lavoro, procedendo alle fasi successive ed adattando alla realtà locale il processo regionale. L’ obiettivo prioritario per quest’ anno di lavoro è rappresentato dalla costruzione e dalla sperimentazione di una bozza di PROFILO DI SALUTE di ciascun Istituto, contenente i dati fondamentali per la comprensione della situazione di benessere di ciascuna scuola e sulla base del quale definire le azioni adeguate per affrontare i temi più importanti. Come previsto dal Documento di Intesa, le aree strategiche di intervento sono 4 : Area PrevenzioneAmbienti di Vita – Dipartimento di Prevenzione Medico via dei Toscani, 1- 46100 Mantova – Edificio 6 – Tel. 0376 334404 - e-mail [email protected] _______________________ _______________________ ASL Mantova - Sede Legale - via dei Toscani, 1 - 46100 Mantova - Tel. 0376 3341 - www.aslmn.it - CF/PI 01838560207 Le azioni dovranno inoltre essere sviluppate in maniera collaborativa tra operatori scolastici e della sanità e dovranno affrontare il setting scolastico in tutte le sue componenti, orientandosi quindi non solo verso il benessere degli studenti ma di tutte le componenti della comunità scolastica. Inoltre ogni azione dovrà essere costruita in termine di “evidenza” di risultato o di “buona pratica”, prevedendo gli opportuni indicatori di valutazione sia di processo che di risultato. Oltre al setting scolastico, tenuto conto delle tipologie prevalenti degli obiettivi proposti, si ritiene che debbano essere sviluppati, compatibilmente con le risorse a disposizione, progetti specifici per questa fascia di età cercando in interagire con altri setting possibili come quelli dell’ ambiente sportivo e del tempo libero. 2.3.2.2. Strategie di azione negli Adulti/anziani La numerosità della popolazione over 65 nella provincia di Mantova raggiunge quasi ¼ della popolazione totale ed è destinata nei prossimi anni ad aumentare ancora. In questa fascia appare già cospicua, la quota di ultraottantenni che sono ormai più di 25.000, cioè il 6% della popolazione. Area PrevenzioneAmbienti di Vita – Dipartimento di Prevenzione Medico via dei Toscani, 1- 46100 Mantova – Edificio 6 – Tel. 0376 334404 - e-mail [email protected] _______________________ _______________________ ASL Mantova - Sede Legale - via dei Toscani, 1 - 46100 Mantova - Tel. 0376 3341 - www.aslmn.it - CF/PI 01838560207 Anche le proiezioni per i prossimi 20 anni, in numeri assoluti, evidenziano chiaramente come il carico sia in continuo aumento sia generale che per singoli distretti, con particolare riguardo a quelli dell’ alto mantovano, che attualmente hanno la popolazione più giovane della provincia. Anche i carico di ultra ottantacinquenni, e cioè di una popolazione particolarmente fragile, saranno in aumento per molti anni. 92.231 92.664 93.089 2019 2020 99.386 98.029 96.649 95.633 92.124 2018 94.768 91.885 2017 94.241 91.747 2016 93.600 91.372 90.750 89.847 2015 90.000 88.681 95.000 2014 100.000 87.372 numerosità 102.896 105.000 100.914 108.828 106.782 110.000 104.856 115.000 111.048 PROVINCIA DI MANTOVA POPOLAZIONE > 65 ANNI proiezione 2010 - 2033 85.000 2030 2031 2032 2033 2029 2030 2031 2032 2029 2028 2027 2026 2025 2024 2023 2022 2021 2013 2012 2011 2010 80.000 anno PROVINCIA DI MANTOVA INCREMENTO POPOLAZIONE > 65 ANNI PER DISTRETTO BASE 2008 = 100 155 145 INCREMENTO 135 125 115 105 2033 2028 2027 2026 2025 2024 2023 2022 2021 2020 2019 2018 2017 2016 2015 2014 2013 2012 2011 2010 2009 2008 95 DISTRETTI ASOLA GUIDIZZOLO MANTOVA OSTIGLIA SUZZARA VIADANA Area PrevenzioneAmbienti di Vita – Dipartimento di Prevenzione Medico via dei Toscani, 1- 46100 Mantova – Edificio 6 – Tel. 0376 334404 - e-mail [email protected] _______________________ _______________________ ASL Mantova - Sede Legale - via dei Toscani, 1 - 46100 Mantova - Tel. 0376 3341 - www.aslmn.it - CF/PI 01838560207 15.250 14.907 14.442 14.421 13.943 14.823 14.626 15.107 14.962 14.824 14.570 2022 14.668 14.529 14.425 2018 14.520 14.443 14.431 2017 14.288 2016 14.144 12.791 13.500 12.269 13.000 12.500 13.875 13.647 14.000 13.296 NUMERO 14.500 14.081 15.000 2021 15.500 15.000 PROVINCIA DI MANTOVA PROIEZIONE NUMERO ANZIANI > 85 ANNI 2008 - 2033 2033 2032 2031 2030 2029 2028 2027 2026 2025 2024 2023 2020 2019 2015 2014 2013 2012 2011 2010 2009 2008 12.000 ANNI Inoltre, a rendere particolarmente problematica la situazione, è ormai assolutamente rilevante il numero di famiglie monocomponenti, tra le quali, sono evidentemente la maggior parte quelle composte da un soggetto anziano. PROVINCIA DI MANTOVA PERCENTUALE DI FAMIGLIE PER NUMERO DI COMPONENTI 30,00 28,33 28,86 25,00 22,17 PERCENTUALE 20,00 14,74 15,00 10,00 4,10 5,00 1,22 0,37 0,22 0,00 1 2 3 4 5 6 7 8+ N COMPONENT I La condizione anziana è caratterizzata dal punto di vista della salute da un ovvio progressivo deterioramento delle funzioni fisiologiche e dal manifestarsi di una serie di patologie croniche spesso coesistenti nello stesso soggetto: cardiovasculopatie, diabete, patologie respiratorie, osteoarticolari, disturbi intellettivi. Area PrevenzioneAmbienti di Vita – Dipartimento di Prevenzione Medico via dei Toscani, 1- 46100 Mantova – Edificio 6 – Tel. 0376 334404 - e-mail [email protected] _______________________ _______________________ ASL Mantova - Sede Legale - via dei Toscani, 1 - 46100 Mantova - Tel. 0376 3341 - www.aslmn.it - CF/PI 01838560207 Se una buona parte, soprattutto nei primi 10 – 15 anni, continua a godere di una discreta salute complessiva, una parte non irrilevante soffre di disabilità più o meno gravi sino alla non autosufficienza. Non solo fisiche ma anche sociali in una società non adatta : mezzi trasporto, negozi, punti di riferimento. Il cambiamento verificatosi progressivamente negli ultimi decenni ha portato ad una abnorme crescita di situazioni che necessariamente richiedono una gestione sociale, dilatando enormemente strutture e costi. Utilizzando il tasso di ricovero in RSA attuale, è possibile disegnare un possibile scenario dei prossimi 20 anni da cui si evince molto chiaramente la crescita continua e notevole del fabbisogno di posti letti in RSA, con i relativi scosti di costruzione delle strutture e gestione, che in una situazione di forte calo economico legata anche alla situazione economica generale, appare decisamente poco accettabile. 4846 4851 4874 4896 2017 2018 2019 2020 5156 5084 4985 4833 2016 4773 4726 4957 4826 2015 4596 4800 4665 5000 4923 4806 2014 5200 5030 5412 5308 5400 5228 5600 5515 5724 5800 5617 6000 5841 ricoveri in RSA a tassi attuali (5,26% ) di soggetti > 65 4600 4400 4200 2033 2032 2031 2030 2029 2028 2027 2026 2025 2024 2023 2022 2021 2013 2012 2011 2010 4000 Area PrevenzioneAmbienti di Vita – Dipartimento di Prevenzione Medico via dei Toscani, 1- 46100 Mantova – Edificio 6 – Tel. 0376 334404 - e-mail [email protected] _______________________ _______________________ ASL Mantova - Sede Legale - via dei Toscani, 1 - 46100 Mantova - Tel. 0376 3341 - www.aslmn.it - CF/PI 01838560207 Evidente quindi la necessità di strutturare risposte diversificate e di rinforzare gli aspetti di promozione della salute come strumento fondamentale per il contenimento della patologia cronica e delle conseguenti disabilità. Già ora 1/3 dei soggetti accolti in RSA presenta un quadro clinico/funzionale classificabile in Classe SOSIA 3 (mobilità gravemente compromessa, disturbi moderati della cognitività /comportamento e comorbilità grave), mentre un altro terzoappartiene alla classe 1 SOSIA (utenti con mobilità gravemente compromessa, compromissione grave della cognitività /comportamento e comorbilità grave). Oltre l’ intervento a monte nelle età giovanili e nei giovani adulti per il cambiamento degli stili di vita, è necessario strutturare politiche complessive in grado anche di affrontare la situazione degli anziani aggredendo il fattori di rischio più rilevanti e gestendo in maniera più attiva le situazioni di danno. Mentre per la fase acuta-subacuta e per le situazioni di conclamata difficoltà, che necessitano di assistenza continuativa, sono state strutturate delle risposte: - per la prima gli aspetti ospedalieri di cura e riabilitazione e quindi la gestione di assistenza domiciliare e territoriale, sulle quali peraltro occorre migliorare gli aspetti di continuità - per la seconda, fondamentalmente, le Residenze Sanitarie Assistenziali e le strutture simili per la restante massa di oltre l’ 80 % di soggetti ultrasessantenni in buono stato di salute o comunque affetti da patologie croniche ma non ancora particolarmente compromessi non sono presenti programmi adeguati. Il problema sociale più importante è ormai non esclusivamente l’ allungamento della vita, ma il miglioramento della qualità degli anni, riducendo la durata delle disabilità e/o limitandone la gravità per il maggior tempo possibile. Lo snodo fondamentale sul quale ruota un peggioramento delle condizioni predisponenti, sembra essere quello del momento del ritiro dal lavoro, attorno all’ età di 60 anni, quando il soggetto ha ancora davanti a sé oltre un quarto della vita. Giocano in questo molti fattori: le abitudini di vita e il peso dello stile di vita precedente, la perdita di autostima legata alla “inutilità sociale”, la perdita di gran parte delle relazioni sociali che spesso erano incentrate sui colleghi di lavoro, la diminuzione delle capacità economiche, l’ aumento dell’ età con la riduzione delle capacità fisiologiche e l’ apparire di processi patologici cronici, la frequente adozione di stili di vita peggiorativi rispetto ai precedenti, che condizionano negativamente il decorso delle patologie croniche. Tutti questi fattori entrano evidentemente in gioco nel generare e peggiorare stati di disabilità in tempi e con una diffusione più precoce rispetto a quanto ottenibile con una azione precoce di promozione della salute. La logica dell’ intervento che si vuole mettere a punto è quindi rivolta a strutturare iniziative di promozione della salute in termini di: - prevenzione primaria, attraverso il miglioramento degli stili di vita come elemento fondamentale per mantenere il più possibile a lungo lo stato di buona salute, I fattori giudicati più rilevanti su cui agire sono: alimentazione (sia in termini quantitativi che qualitativi) attività fisica incidenti domestici fumo consumo di alcool Area PrevenzioneAmbienti di Vita – Dipartimento di Prevenzione Medico via dei Toscani, 1- 46100 Mantova – Edificio 6 – Tel. 0376 334404 - e-mail [email protected] _______________________ _______________________ ASL Mantova - Sede Legale - via dei Toscani, 1 - 46100 Mantova - Tel. 0376 3341 - www.aslmn.it - CF/PI 01838560207 aspetti relazionali e sociali - prevenzione secondaria rivolti alla sensibilizzazione al controllo del proprio stato di salute utilizzando tecniche “appropriate” ed evitando il ricorso ad esami ed accertamenti di non provata predittività ed efficacia - prevenzione terziaria, rivolta a coloro che sono affetti già da patologie croniche per sostenere malati e famiglie nella gestione corretta della patologia sia in ordine agli stili di vita sia in ordine alla continuità e correttezza nella gestione degli aspetti del controllo e della cura delle patologie. Anche in questo caso i fattori di rischio che si intendono affrontare sono quelli indicati in precedenza. Oltre agli altri fattori (alcol, fumo,incidenti domestici e stradali) che dovranno essere comunque perseguiti, appaiono tuttavia determinanti, perchè baricentrici rispetto al complesso di malattie che vanno sotto questo nome, la lotta all’eccesso ponderale (alimentazione e attività motorie) e l’ aspetto cognitivo (literacy e relazioni sociali) Sarà in ogni caso importante proseguire le azioni già intraprese, particolarmente quella per la creazione di Gruppi di Cammino. Al di là della sua utilità specifica, il progetto permette di instaurare rapporti non episodici con numerosi componenti della rete collaborativi, quali Comuni ed Associazioni di Volontariato e Sportive, di attivare l’ azione a livello locale e distrettuale e di creare le premesse per organizzare ulteriori azioni rivolte a questi target di popolazione. Un aspetto importante riguarda la prosecuzione del Progetto per il Benessere Fisico nei Malati di Mente. Pur essendo un target particolare, l’ azione si rivolge una quota non irrilevante della popolazione adulta composta da parecchie migliaia di persone Questo progetto, finanziato dalla Fondazione Cariverona, può portare oltre che alla messa a punto di un protocollo di gestione sanitaria di questi pazienti che tenga conto anche dei rilevanti problemi collaterali di benessere legati alla patologia principale, ma può servire anche a stimolare una maggiore attenzione verso l’ utilizzo diffuso e sempre più esteso di psicofarmaci nella popolazione anche per patologie mentali minori o per semplici situazioni di disagio, che induce effetti negativi sia in relazione alla dipendenza da farmaci sia di fattore concausale all’ incremento di soprappeso ed obesità nella popolazione. Sintesi del Progetto Il progetto, di durata biennale, si propone di utilizzare le risorse a disposizione per avviare le attività necessarie al benessere fisico e di strutturare una serie di strumenti organizzativi, formativi e tecnici che permettano in una fase successiva la sostenibilità e la continuità nel tempo dell’ azione, unica garanzia per ottenere risultati concreti in termini di guadagno di salute. Alle attività motorie che costituiscono l’ aspetto centrale del progetto dovrà essere associata necessariamente anche una appropriata azione per la promozione di una corretta alimentazione. Gli obiettivi da perseguire sono: 1) Induzione di una alimentazione corretta 2) Aumento della pratica di attività fisiche e motorie e riduzione dei momenti di sedentarietà 3) Migliorare la percezione corporea: Presa di coscienza del proprio corpo e del corpo come “strumento” di relazione con gli altri e con l’ ambiente sociale 4) Stimolare alla partecipazione attiva: far conoscere i vari sport, cercare dei vissuti sull’ attività sportiva, premiare la partecipazione, creare obiettivi a breve e lungo termine Sono stati individuati 3 sottoprogetti operativi specifici rivolti a questi differenti tipi di target Area PrevenzioneAmbienti di Vita – Dipartimento di Prevenzione Medico via dei Toscani, 1- 46100 Mantova – Edificio 6 – Tel. 0376 334404 - e-mail [email protected] _______________________ _______________________ ASL Mantova - Sede Legale - via dei Toscani, 1 - 46100 Mantova - Tel. 0376 3341 - www.aslmn.it - CF/PI 01838560207 Sottoprogetto A) Pazienti residenziali/semiresidenziali La presenza costante dei pazienti in ambiente controllato permette in questo caso di progettare azioni più complesse e strutturate. Le azioni dovranno tuttavia avere carattere di continuità nel tempo e coinvolgere il maggior numero di pazienti possibile. La tipologia delle attività motorie dovrà inoltre tener conto delle diverse capacità fisiche ed essere adattata alle possibilità motorie dei soggetti presenti. A1) miglioramento degli aspetti legati all’ alimentazione A2) incremento delle attività fisiche/motorie A3) momenti di informazione ai pazienti sulla e sulle caratteristiche ed utilità delle attività motorie A4) Formazione del personale delle strutture su alimentazione ed attività motoria ed inserimento organico di questi aspetti nel progetto terapeutico. Sottoprogetto B) Pazienti ambulatoriali Il contatto periodico ma prolungato nel tempo permette di strutturare anche in questo caso azioni specifiche anche se meno strutturate e complesse che per i pazienti residenziali. Fondamentale appare in questo caso il coinvolgimento anche della famiglia nel progetto educativo. Le singole azioni vanno quindi inserite in un progetto complessivo che coinvolga nel tempo il paziente e i suoi familiari. B1) Strutturazione di un percorso educativo per paziente e familiari su alimentazione ed attività motoria B2) Formazione del personale delle strutture su alimentazione ed attività motoria ed inserimento organico di questi aspetti nel progetto terapeutico. Sottoprogetto C) Popolazione di consumatori abituali di psicofarmaci C1) Sensibilizzazione/informazione delle popolazione attraverso la predisposizione di materiali informativi circa gli effetti dei farmaci e le misure da adottare per l’ alimentazione e l’ attività fisica utili a contrastare il rischio di aumento ponderale. C2) Azione di sensibilizzazione e di informazione di MMG e Farmacisti diretta ad evidenziare l’ importanza del problema C3) Costruzione di una sezione sul sito web dell’ ASL e dell’ Azienda Ospedaliera con informazioni e istruzioni in merito a questo problema C4) Iniziative di informazione attraverso i media rivolte alla popolazione in generale per migliorare la conoscenza di questo problema TEMPI Le fasi temporali principali possono essere così suddivise: 0 – 3 MESI creazione gruppo di lavoro , individuazione delle risorse e dei materiali, creazione database di rilevamento dati definizione del protocollo operativo ecc. acquisizione materiali 4 – 6 MESI arruolamento soggetti, formazione di base del personale, avvio delle attività sull’ alimentazione e attività motorie per le strutture residenziali. Prima valutazione del progetto ed eventuali correzioni/integrazioni 7 – 12 MESI Avvio del progetto per le attività ambulatoriali, arruolamento soggetti e formazione del personale. Strutturazione delle attività per la popolazione a rischio (sottoprogetto C) 13 – 24 MESI prosecuzione delle attività dei sottoprogetti a) e b) e completamento delle attività sulla popolazione (sottoprogetto c). Valutazione del progetto e proposta per la stabilizzazione delle attività. Area PrevenzioneAmbienti di Vita – Dipartimento di Prevenzione Medico via dei Toscani, 1- 46100 Mantova – Edificio 6 – Tel. 0376 334404 - e-mail [email protected] _______________________ _______________________ ASL Mantova - Sede Legale - via dei Toscani, 1 - 46100 Mantova - Tel. 0376 3341 - www.aslmn.it - CF/PI 01838560207 Altre azioni possono essere adeguatamente realizzate nel target femminile, in stretta collaborazione con i Consultori Familiari - nelle fasi di gravidanza e puerperio: in questo periodo di vita si ritiene possibile: a)intervenire sull’ abitudine tabagica, in considerazione del fatto che durante la gravidanza la maggior parte delle donne fumatrici sospende il fumo e pertanto l’ occasione è importante per supportare la decisione di continuare nell’ abbandono di questa abitudine. b) affrontare i temi dell’ allattamento al seno, dell’ alimentazione e degli infortuni domestici anticipando il più possibile l’ informazione e la consapevolezza su questi rischi - gli aspetti legati alla menopausa: l’ allungamento della durata della vita e l’ invecchiamento della popolazione hanno aumentato grandemente il numero di donne in questa condizione, che ormai rappresenta la situazione fisiologica più frequente nella popolazione femminile. Questo passaggio condiziona tutta una serie di problemi e di rischi legati all’ insorgere della patologia cronica nel genere femminile e pertanto occorre strutturare strategie di intervento di lunga durata che superino il semplice accompagnamento all’ insorgere di questo stato. TIPOLOGIA DESCRIZIONE AZIONE PREVISIONE (standard) INDICATORE quantitativo quantitativo qualitativo qualitativo quantitativo qualitativo sostegno all’ iniziativa di produzio- Mantenimento dell’ adesione oltre ne e vendita di pane a ridotto con- 65% tenuto di sale Riduzione ulteriore del contenuto di sale a 1,7 % implementazione degli interventi Completamento studio SPRINT su stili di vita salutari e cessazione Continuazione dell’ attività di promodell’ abitudine al fumo nell’ambito zione della cessazione dell’ abitudine di percorsi di screening in essere tabagica negli ambulatori vaccinali e/ o percorsi nascita implementazione di interventi di promozione di stili di vita salubri presso una struttura produttiva di medie dimensioni in coerenza con le linee guida specifiche regionali sperimentazione degli interventi di “counselling motivazionale breve” presso le farmacie, sulla promozione di stili di vita sana e riduzione dell’ abitudine tabagica Consolidamento ed eventuale ulteriore implementazione di interventi già sostenuti con le “regole 2011” nel campo della promozione dell’a attività fisica e di corrette abitudini alimentari Presenza di progetto di promozione della salute per almeno una struttura produttiva Realizzazione delle attività secondo programma regionale Mantenimento di almeno 40 gruppi di cammino attivi Mantenimento di almeno 18 piedibus attivi Prosecuzione della campagna per la distribuzione di snack salutari in almeno 3 scuole superiori Realizzazione della Rete delle Realizzazione delle attività secondo Scuole Lombarde che promuovo- programma regionale in tutti gli Istituti no la Salute comprensivi pilota Area PrevenzioneAmbienti di Vita – Dipartimento di Prevenzione Medico via dei Toscani, 1- 46100 Mantova – Edificio 6 – Tel. 0376 334404 - e-mail [email protected] _______________________ _______________________ ASL Mantova - Sede Legale - via dei Toscani, 1 - 46100 Mantova - Tel. 0376 3341 - www.aslmn.it - CF/PI 01838560207 qualitativo Rendicontazione annuale degli in- Rendicontazione entro i termini previterventi mediante specifico sti dei progetti database BD_PROSALUTE qualitativo Progetto Fisica…mente” Avvio nell’ anno dei sottoprogetti su Benessere fisico nei malati mentali pazienti residenziali in tutte le strutture e sui pazienti ambulatoriali in tutte le aree provinciali Attività di promozione della salute Predisposizione di un progetto per la per gli anziani promozione di sani stili di vita nella popolazione anziana centrato su alimentazione, attività motoria e stimolo cognitivo Gestione rete organizzativa azien- Almeno 5 riunioni del gruppo aziendale Mantenimento del dale. Gruppo aziendale di promozione Presenza di gruppi distrettuali in tutti della salute e dei Gruppi distret- e 6 i distretti tuali Almeno n 5 riunioni per gruppo nell’anno. qualitativo quantitativo Area PrevenzioneAmbienti di Vita – Dipartimento di Prevenzione Medico via dei Toscani, 1- 46100 Mantova – Edificio 6 – Tel. 0376 334404 - e-mail [email protected] _______________________ _______________________ ASL Mantova - Sede Legale - via dei Toscani, 1 - 46100 Mantova - Tel. 0376 3341 - www.aslmn.it - CF/PI 01838560207