28 giugno 2014 - n. 26 - Anno LV FILO DIRETTO CON L’ESPERTO: TRA CONIUGI COMPROPRIETARI NON “SERVE” CONTRATTO D’AFFITTO PRIMO PIANO RIFORME PAC 2015-2020, NUOVO CATASTO, QUANDO L’AGRICOLTORE LA PRIMA TAPPA È ATTIVO AL VIA CONTAMINAZIONE DOSSIER LATTE ALLE AFLATOSSINE NEL PARMIGIANO IRRIGAZIONE E DRENAGGIO, EFFETTO CLIMA www.agricoltura24.com SPECIALE Settimanale - Poste Italiane S.p.A. - sped. A.P. - D.L. 353/2003 conv. L. 46/2004. art. 1. c.1: C/MILANO Insalate Superfici al minimo storico LEGGI, LAVORO E FISCO: VOUCHER, ARRIVA LA PROCEDURA TELEMATICA [ FLASH ] n. 26/2014 28 giugno 2014 UE-CINA Riconoscimento reciproco di 100 «indicazioni geografiche» Terra e Vita 3 «A vanziamo nei negoziati per un accordo bilaterale con la Cina sul riconoscimento reciproco di un pacchetto di 100 indicazioni geografiche». Lo ha detto il commissario europeo all’agricoltura Dacian Ciolos. Ciolos ritiene che «sia ormai una questione di mesi, l’accordo con il governo cinese sul riconoscimento da ambo le parti di 100 indicazioni geografiche, in quanto - dice ci siamo già messi d’accordo sugli elementi principali». Al riguardo, «ho incontrato il ministro dell’agricoltura cinese quando è venuto recentemente in Europa, e ho avuto un colloquio a Bruxelles con Zhang Mao, ministro cinese del Saic (servizi per la protezione industriale e intellettuale)». «Al momento spiega ancora il commissario - siamo nella fase in cui stiamo verificando i conflitti che possono esserci nelle liste dei nostri 100 nomi e dei loro 100. Insomma - conclude - c’è la volontà politica di avanzare e i segnali che vengono da parte cinese fanno intendere che stiamo arrivando alla conclusione di questo accordo». ETICHETTE Al via l’indicazione «prodotto di montagna» ORTOFRUTTA Accordo col Marocco sul regime dei prezzi ESPORTAZIONI Ue leader mondiale con 120 miliardi di euro CEREALI Produzione Ue +2,3% Totale 304,1 milioni di t G P L’ B li agricoltori e i trasformaroduttori europei più gatori europei che operano rantiti rispetto alle impornelle zone di montagna potrantazioni dal Marocco di alcuni orno, se lo desiderano, valorizzare tofrutticoli, in particolare di poil loro prodotto riportando sulmodori. È stato raggiunto infatti l’etichetta l’indicazioun accordo, dopo un ne “prodotto di moncolloquio telefonico tagna”. Si tratta deltra il commissario all’applicazione concre- FILM SENZA l’agricoltura Dacian ta dalla prima menzio- SOLVENTI Ciolos e il ministro Nascono in Italia i ne prevista dal regola- film plastici per im- dell’agricoltura del mento europeo sulla ballaggi prodotti al Marocco, sul regime qualità dei prodotti, il 100% con acqua e del prezzo di entrata privi di solventi. Socui obiettivo di mette- no stari realizzati nell’Ue di questi prore in evidenza alimenti dalla Amb di San Da- dotti. L’accordo doche hanno un valore niele del Friuli, prima vrebbe rassicurare il in Europa, che ha inaggiunto importante vestito 5 milioni. comparto in Europa ma per i quali non è preoccupato dalla previsto nessuna indipossibilità che avevacazione di qualità. In questo cano quegli operatori di fatturare i so l’indicazione “prodotto di loro pomodori qualche giorno montagna” riguarda essenzialdopo l’arrivo in Europa lascianmente i prodotti derivati da anido spazio a eventuali manipolamali allevati, almeno per gli ulzioni di prezzo per evitare il patimi due terzi del loro ciclo di gamento di diritti doganali. vita, in zone di montagna. L’indicazione può essere applicata anche ai prodotti dell’apicoltura, se le api hanno raccolto il nettare e il polline in montagna. Nel commentare la decisione il commissario Ue Dacian Ciolos si è detto convinto che il nuovo strumento possa dare un’impulso supplementare agli agricolto ri delle zone montane. * Ue è diventata il maggiore esportatore di prodotti agricoli e alimentari al mondo. Lo afferma un rapporto della Commissione europea in cui si precisa che «nel 2013 le esportazioni agroalimentari dell’Ue hanno continuato a crescere raggiungendo il valore di 120 miliardi di euro, e ponendo l’Ue al primo posto nell’esportazione agroalimentare mondiale». Allo stesso tempo infatti, le importazioni dell’Unione sono rimaste praticamente stabili, in modo che il saldo commerciale ha registrato un avanzo pari a 18,5 miliardi di euro. Da notare che, mentre l’Ue esporta prodotti finiti ad alto valore aggiunto, la crescita delle esportazioni nel 2013 può essere in gran parte attribuita alle materie prime, in particolare grano e orzo, con una forte espansione delle vendite verso i paesi del Medio Oriente e del Nord Africa. Nel complesso, la relazione segnala che la crescita più veloce sulle esportazioni di prodotti agricoli dell’Ue riguarda la Cina e l’Arabia Saudita, anche se gli Usa continuano a essere la destinazione più importante per le eccellenze agroalimentari comunitarie. uone notizie sul fronte della produzione di cereali europea e italiana. Le stime pubblicate dalle organizzazioni agricole e cooperative dell’Ue (Copa e Cogeca) mostrano che la produzione comunitaria è in crescita del 2,3% rispetto ai livelli dello scorso anno. Il raccolto comunitario di cereali (riso escluso) dovrebbe situarsi a 304,1 milioni di tonnellate (è stato di 297,4 nel 2013), dato che appare in contrasto con il resto del mondo. Buone le stime anche per l’Italia che globalmente vede crescere la propria produzione a 15,94 milioni di tonnellate rispetto ai 15,7 milioni del 2013. In particolare, sempre secondo le stime di Copa e Cogeca, si registra invece una leggera diminuzione a 3,28 milioni di tonnellate per la produzione di grano tenero; tiene invece a 3,9 milioni la produzione di grano duro ed è in aumento a 7,47 milioni quella di mais. Stime più caute per la produzione di semi oleosi anche se già ora Copa e Cogeca annunciano per la colza un raccolto quasi da record a 22,18 milioni di tonnellate. [ METEO ] 4 Terra e Vita n. 26/2014 28 giugno 2014 A CURA DEL GENERALE ALFIO GIUFFRIDA LUNEDÌ 30 E MARTEDÌ 1 MERCOLEDÌ 2 E GIOVEDÌ 3 Variabile Rovesci Temporali Variabile Qualche rovescio Variabile Bel tempo Bel tempo Tempo estivo, con temporali al nord, soprattutto nelle ore pomeridiane e bel tempo al sud. Temperature inizialmente stazionarie poi in aumento. Al nord nuvolosità variabile, più intensa nelle ore pomeridiane, con precipitazioni sparse, specie sui rilievi alpini, prealpini e Triveneto. Al centro e al sud, da poco nuvoloso a localmente nuvoloso sui rilievi, con qualche rovescio, specie su Marche e Abruzzo. Temperature stazionarie o in lieve diminuzione. SERENO VARIABILE VENERDÌ 4, SABATO 5 E DOMENICA 6 Poco nuvoloso Bel tempo Sulle regioni settentrionali da nuvoloso a molto nuvoloso sui rilievi alpini, soprattutto su Trentino e Triveneto. Temporali sparsi nelle ore più calde della giornata, che potranno protrarsi fino alla sera. Al centro e al sud, da poco nuvoloso a nuvoloso sulla dorsale appenninica, con possibilità di locali rovesci sui rilievi di Marche e Abruzzo, nelle ore pomeridiane. Qualche acquazzone anche su Sicilia e Puglia. Temperature stazionarie. NUVOLOSO PIOGGIA Al nord e al centro, poco nuvoloso in mattinata. Aumento della nuvolosità nelle ore pomeridiane, con possibilità di locali rovesci e qualche temporale sui rilievi alpini, specie in Piemonte e Liguria, su quelli dell’Emilia-Romagna e sulla dorsale appenninica, soprattutto su Marche e Abruzzo. Al sud, cielo sereno o poco nuvoloso, salvo locali addensamenti nelle zone interne e sui rilievi. Temperature in aumento soprattutto al sud. NEBBIA TEMPORALI NEVE 6 [ SOMMARIO ] Terra e Vita [ L’IDENTIKIT DELL’AGRICOLTORE ATTIVO ] PAGINA 8 n. 26/2014 28 giugno 2014 [ VIA LIBERA ALLA RIFORMA DEL CATASTO ] PAGINA 11 [ PRIMO PIANO ] PAG. 8 NORMATIVA - Riforma catasto, prima tappa al via DI LUCIANO BOANINI PAG. 11 CONTAMINAZIONE - Latte alle aflaltossine nel Parmigiano DI GIUSEPPE FUGARO PAG. 12 AMBIENTE - Bruciare ramaglie in loco? Si può DI FRANCESCO MARIO AGNOLI PAG. 14 MERCATO - Stoccaggio cereali col freno tirato DI GIORGIO SETTI PAG. 15 CONGRESSO - Copagri: rappresentanza da rifare DI FEDERICA LEVI PAG. 16 MECCANIZZAZIONE - Macchine, mercato imballato DI GIANNI GNUDI PAG. 17 RAPPORTO CSO - Consumi di ortofrutta ancora giù DI DUCCIO R.L. CACCIONI PAG. 18 CAP - Parte l’avventura di Terrepadane DI GIANNI GNUDI PAG. 19 TOMATO WORLD CONGRESS - Pomodoro trasformato, tira la marca DI SIMONE MARTARELLO PAG. 20 Aree edificabili affittate a Cd o Iap. Tasi dovuta anche dall’affittuario DI CORRADO FUSAI PAG. 22 La nuova procedura telematica facilita la gestione dei voucher DI MASSIMO MAZZANTI PAG. 24 Filo diretto - Tra coniugi comproprietari non “serve” contratto d’affitto A CURA DI DULCINEA BIGNAMI PAG. 25 Superfici coltivate, minimo storico nel 2013 DI DARIO CASATI PAG. 34 Quarta gamma, Usa primi DI SILVIA ZUCCONI PAG. 38 Innovazioni tecniche, la sfida DI PAOLO BATTISTEL PAG. 42 Italia, ideale per le lattughe DI GIUSEPPE FRANCESCO SPORTELLI PAG. 46 Sicilia, Iceberg per sette mesi DI MARIANNA MARTORANA PAG. 48 PAC 2015-2020 - Identikit dell’agricoltore attivo DI ANGELO FRASCARELLI &/.$!4/2% Mons. Ernesto Pisoni Anno LV - Numero 26 - 28 giugno 2014 www.agricoltura24.com shopping su: www.edagricole.it [ ATTUALITÀ ] 28 giugno 2014 - n. 26 - Anno LV FILO DIRETTO CON L’ESPERTO: TRA CONIUGI COMPROPRIETARI NON “SERVE” CONTRATTO D’AFFITTO PRIMO PIANO RIFORME PAC 2015-2020, NUOVO CATASTO, QUANDO L’AGRICOLTORE LA PRIMA TAPPA È ATTIVO AL VIA CONTAMINAZIONE DOSSIER LATTE ALLE AFLATOSSINE NEL PARMIGIANO IRRIGAZIONE E DRENAGGIO, EFFETTO CLIMA www.agricoltura24.com SPECIALE Settimanale - Poste Italiane S.p.A. - sped. A.P. - D.L. 353/2003 conv. L. 46/2004. art. 1. c.1: C/MILANO Insalate Superfici al minimo storico LEGGI, LAVORO E FISCO: VOUCHER, ARRIVA LA PROCEDURA TELEMATICA $)2%44/ $! Beatrice Toni 2%$!:)/.% Francesco Bartolozzi, Dulcinea Bignami, Gianni Gnudi (capo redattore), Alessandro Maresca, Giorgio Setti (capo redattore), Lorenzo Tosi $)2%44/2% 2%30/.3!"),% Ivo A. Nardella 3%'2%4%2)! $) 2%$!:)/.% 4EL &AX 0IAZZA 'ALILEO 'ALILEI "/,/'.! REDAZIONEEDAGRICOLE NEWBUSINESSMEDIAIT 5&&)#)/ '2!&)#/ EMMEGI GROUP srl 02/'%44/ '2!&)#/ Cinzia Leone 02/02)%4!2)/ %$ %$)4/2% New Business Media srl 3%$% ,%'!,% Via Eritrea, 21 - 20157 Milano $)2%44/2% %$!'2)#/,% Eugenio Occhialini [ LEGGI, LAVORO E FISCO ] [ SPECIALE INSALATE ] 3%$% /0%2!4)6! Piazza Galileo Galilei, 6 - 40123 Bologna 5&&)#)/ 05"",)#)4® Tel. +39 051/6575.822 - Fax +39 051/6575.853 [email protected] 5&&)#)/ 42!&&)#/ Piazza Galileo Galilei, 6 - 40123 Bologna Tel. +39 051 6575.842 [email protected] [ SOMMARIO ] n. 26/2014 28 giugno 2014 Terra e Vita 7 numero 26/28 giugno 2014 Questo numero è stato chiuso in tipografia e spedito il 26 giugno 2014 [ SPECIALE INSALATE ] PAGINA 34!-0! Arti Grafiche Boccia spa Via Tiberio Claudio Felice, 7 84131 SALERNO 33 [ DOSSIER DRENAGGIO E SUBIRRIGAZIONE ] PAGINA 52 [ DOSSIER DRENAGGIO E SUBIRRIGAZIONE ] 3%26):)/ #,)%.4) 0%2)/$)#) [email protected] Tel. +39 02/3909.0440 - Fax +39 02/3909.0335 Abbonamento annuo cartaceo: Euro 99,00 Abbonamento annuo digitale: Euro 50,00 Estero: Abbonamento annuo prioritaria: Euro 305,00 MODALITÀ DI PAGAMENTO Bonifico bancario su IBAN: IT98G0306909504100000009929 Conto corrente postale: 1017908581 intestati a New Business Media Srl Una pratica in linea con il clima bizzarro DI ALESSANDRO MARESCA PAG. 52 Miglior deflusso grazie al filtraggio DI LEONARDO GATTI PAG. 56 DIFESA DELLE COLTURE - Antocoridi centrali contro la psilla DI MASSIMO BARISELLI E RICCARDO BUGIANI PAG. 61 - Afidi e ragnetti sulle orticole DI FRANCESCO CORVI PAG. 62 - Il controllo della tignoletta DI ARTURO CAPONERO PAG. 63 AZIENDE E PRODOTTI - Il successo di un buon vino dipende anche dall’acqua… DI ALESSANDRO MARESCA PAG. 64 - Così la concia abbina efficacia ed azione biostimolante DI ALESSANDRA SGARBOSSA PAG. 66 METEO PAG. 4 DAL PALAZZO PAG. 10 REGIONI - Piemonte. Giorgio Ferrero è il nuovo assessore all’agricoltura DI JACOPO FONTANETO PAG. 28 MANIFESTAZIONI - Emilia-Romagna. Cpr System rinnova presidente e consiglio di amministrazione PAG. 31 INFORMAZIONI DALLE IMPRESE PAG. 68 ANNUNCI PAG. 70 - Prezzi dei prodotti agricoli PAG. 73 - Il borsino dell’ortofrutta biologica PAG. 77 - Cereali: trend nazionali e internazionali a confronto PAG. 78 - Prezzi dei prodotti ortofrutticoli PAG. 80 [ TECNICA E TECNOLOGIA ] L’abbonamento avrà inizio dal primo numero raggiungibile 2EGISTRAZIONE 4RIBUNALE DI -ILANO N DEL 0RECEDENTEMENTE REGISTRATA PRESSO IL 4RIBUNALE DI "OLOGNA N DEL 2/# h0OSTE ITALIANE 3PA n SPED !0 $, CONV , ARTC$#" -ILANOv 2/# N DELL FEBBRAIO )33. !SSOCIATO A !DERENTE A ED Ò MEMBRO ITALIANO DI %52/&!2- LASSOCIAZIONE DEI PIá IMPORTANTI GIORNALI PERIODICI AGRICOLI EUROPEI Responsabilità: LA RIPRODUZIONE DELLE ILLUSTRAZIONI E ARTICOLI PUBBLICATI DALLA RIVISTA NONCHÏ LA LORO TRADUZIO NE Ò RISERVATA E NON PUÛ AVVENIRE SENZA ESPRESSA AUTORIZZAZIONE DELLA #ASA %DITRICE ) MANOSCRITTI E LE ILLUSTRAZIONI INVIATI ALLA REDAZIONE NON SARANNO RESTITUITI ANCHE SE NON PUBBLICATI E LA #ASA %DITRICE NON SI ASSUME RESPONSABILITË PER IL CASO CHE SI TRATTI DI ESEM PLARI UNICI ,A #ASA %DITRICE NON SI ASSUME RESPONSA BILITË PER I CASI DI EVENTUALI ERRORI CONTENUTI NEGLI ARTICOLI PUBBLICATI O DI ERRORI IN CUI FOSSE INCORSA NELLA LORO RIPRODUZIONE SULLA RIVISTA !I SENSI DEL $,GS GARANTIAMO CHE I DATI FORNITI SARANNO DA NOI CUSTODITI E TRATTATI CON ASSOLUTA RISERVA TEZZA E UTILIZZATI ESCLUSIVAMENTE AI FINI COMMERCIALI E PROMOZIONALI DELLA NOSTRA ATTIVITË ) 3UOI DATI POTRANNO ALTRESÖ ESSERE COMUNICATI A SOGGETTI TERZI PER I QUALI LA CONOSCENZA DEI 3UOI DATI RISULTI NECESSARIA O COMUN QUE FUNZIONALE ALLO SVOLGIMENTO DELLATTIVITË DELLA NO STRA 3OCIETË )L TITOLARE DEL TRATTAMENTO Ò .EW "USINESS Media Srl, Via Eritrea 21, 20157 Milano. Al titolare del TRATTAMENTO ,EI POTRË RIVOLGERSI MEDIANTE IL NUMERO PER FAR VALERE I 3UOI DIRITTI DI RETTIFICAZIO NE CANCELLAZIONE OPPOSIZIONE A PARTICOLARI TRATTAMEN TI DEI PROPRI DATI ESPLICITATI ALLART $,GS [ RUBRICHE ] [ PERISCOPIO ] TENDENZE E MERCATI 8 [ PRIMO PIANO ] Terra e Vita n. 26/2014 28 giugno 2014 SOGLIE SOGLIE 5.000 € per peraziende aziendedi dimontagna montagna e/o e/ozone zonesvantaggiate svantaggiate 1.250 € in inaltre altrezone zone PAC 2015-2020 Occorre avere almeno uno di questi requisiti: Iap, Cd o titolare di partita Iva Identikit dell’agricoltore attivo DI ANGELO FRASCARELLI Nella lista nera (black list) degli esclusi vi sono banche, assicurazioni, società immobiliari ed enti pubblici. Con impatti diversi L a Conferenza Stato-Regioni del 12 giugno 2014 ha adottato le decisioni sulla Pac 2014-2020, tra cui quelle sull’agricoltore attivo, una scelta molto importante e attesa dai beneficiari della Pac. L’introduzione del concetto di “agricoltore attivo” nella nuova Pac ha lo scopo di selezionare i beneficiari dei pagamenti diretti e di limitare la platea dei beneficiari ai soli agricoltori in attività (active farmers), escludendo gli agricoltori “non attivi”, ossia i soggetti per i quali l’agricoltura è una parte insignificante della propria attività economica. La definizione di agricoltore attivo si applica sia ai pagamenti diretti che a molte misure del Psr; inoltre, l’assegnazione dei nuovi titoli e il trasferimento dei titoli possono avvenire unicamente a favore di un agricoltore attivo. GRANDE DISCUSSIONE Il dibattito sull’agricoltore at- tivo è stato molto acceso e contrastato e ha visto uno scontro tra due posizioni: 1) i sostenitori di una selezione forte dei beneficiari della Pac, in modo da concentrare il sostegno nelle mani degli agricoltori che si occupano principalmente di attività agricola; 2) i sostenitori di una selezione debole, per favorire la presenza di un elevato numero di soggetti nel settore agricolo. Alla fine, è scaturito un compromesso che va nella direzione di una selezione sostanzialmente debole. L’Italia doveva adottare tre decisioni: - la lista nera; - la soglia di non applicazione; - i requisiti dell’agricoltore attivo. Vediamo quali sono state le decisioni della Conferenza Stato-Regioni del 12 giugno 2014 (tab. 1). LA LISTA NERA Il Reg. 1307/2013 (art. 9) prevede l’esclusione dai pagamenti diretti dei soggetti che appartengono a una lista nera (black list) ovvero che gestiscono: - aeroporti; - servizi ferroviari; - impianti idrici; - servizi immobiliari, terreni sportivi; - aree ricreative permanenti. Gli Stati membri possono ampliare la black list. A tal fine, le scelte dell’Italia hanno previsto l’allargamento della lista nera ad altre quattro categorie di soggetti: - persone fisiche e giuridiche che svolgono attività di intermediazione creditizia (banche e finanziarie); - persone fisiche e giuridiche che svolgono attività di intermediazione commerciale (es. società immobiliari); - società per azioni, cooperative e mutue assicurazioni che svolgono attività di assicurazione e/o riassicurazione; [ PRIMO PIANO ] n. 26/2014 28 giugno 2014 - Pubblica Amministrazione, fatta eccezione per gli enti che effettuano formazione e sperimentazione in campo agricolo. L’esclusione di questi soggetti è mitigata dalla possibilità di considerare “agricoltori attivi” le loro società partecipate. Inoltre, il Reg. 1307/2013 (art. 9, par. 2) prevede che una persona fisica o giuridica che rientra nella lista nera è tuttavia considerata “agricoltore attivo” se fornisce prove verificabili che dimostrino una delle seguenti situazioni: a) l’importo annuo dei pagamenti diretti è almeno pari al 5% dei proventi totali ottenuti da attività non agricole nell’anno fiscale più recente per cui tali prove siano disponibili; b) le sue attività agricole non sono insignificanti; c) la sua attività principale o il suo oggetto sociale è l’esercizio di un’attività agricola. Dunque, una società immobiliare che dimostri di svolgere prevalentemente attività agricola è considerata “agricoltore attivo”. BANCHE, ASSICURAZIONI E ENTI PUBBLICI La scelta italiana di ampliare la lista nera a banche, assicurazioni ed enti pubblici è suggestiva, ma i risultati di queste esclusioni saranno molto limitati. In Italia esistono importanti aziende agricole controllate da banche e assicurazioni, ma l’attività agricola non è gestita direttamente, ma tramite specifiche società agricole partecipate, che non vengono escluse, in quanto non rientrano nella lista nera. Ben diversa è la situazione degli enti pubblici; in questo caso l’impatto sarà rilevante, in quanto molte amministra- Terra e Vita 9 TAB. 1 – I REQUISITI DELL’AGRICOLTORE ATTIVO SCELTE DESCRIZIONE REG. 1307/2013 DECISIONI NAZIONALI LISTA NERA (black list) Persone fisiche o giuridiche che Esclusione dai gestiscono: pagamenti diretti - aeroporti, dei soggetti che ferroviari, appartengono a una -- servizi impianti idrici, lista nera (black - servizi immobiliari, list) - terreni sportivi e aree ricreative permanenti L’Italia ha ampliato la lista nera ai seguenti soggetti: - banche e società finanziarie; - persone fisiche e giuridiche di intermediazione commerciale; - società che svolgono attività di assicurazione e/o riassicurazione; - Pubblica Amministrazione, fatta eccezione per gli enti che effettuano formazione e sperimentazione in campo agricolo SOGLIA DI NON APPLICAZIONE Soglia di pagamenti diretti, al di sotto della quale gli agricoltori sono considerati attivi Soglia demandata agli Stati membri, comunque non superiore a 5.000 € di pagamenti diretti - 5.000 € per le aziende con superfici prevalentemente ubicate in montagna e/o zone svantaggiate; - 1.250 € in altre zone Scelta totalmente demandata agli Stati membri. I soggetti che dimostrano uno dei seguenti requisiti: - iscrizione come Iap (Imprenditore agricolo professionale), Cd (Coltivatore diretto), coloni e mezzadri; - titolari di partita Iva in campo agricolo con dichiarazione annuale Iva. Per le aziende con superfici prevalentemente ubicate in montagna e/o zone svantaggiate, è sufficiente il possesso della partita Iva in campo agricolo DEFINIZIONE DI AGRICOLTORE ATTIVO Criteri che gli agricoltori devono soddisfare per dimostrare di essere agricoltore attivi. zioni pubbliche (comuni, exIpab) sono proprietarie di terreni agricoli e attualmente beneficiarie della Pac. Per questi casi, si manifesta l’obbligo sostanziale di costituire una società agricola partecipata o di cedere in affitto i terreni, visto che la redditività della gestione diretta non è pensabile senza il sostegno della Pac. Sono fatti salvi dall’esclusione gli enti che effettuano formazione e sperimentazione in campo agricolo, quindi le aziende agricole delle Università, degli Istituti Agrari e dei centri pubblici di ricerca. LE SCELTE NAZIONALI Oltre alla definizione della lista nera, il Reg. Ue 1307/2013 (art. 9, par. 3) prevede la delega agli Stati membri nell’applicazione del concetto di “agricoltore attivo”. Il regolamento comunitario attribuisce agli Stati membri due decisioni: - la soglia di non applicazione; - i criteri di selezione dell’agricoltore attivo. LA SOGLIA DI NON APPLICAZIONE Gli Stati membri possono decidere di non applicare il requisito di “agricoltore attivo” ai soggetti che hanno percepito pagamenti diretti per un importo inferiore a 5.000 € nell’anno precedente. Il documento della Conferenza Stato-Regioni del 12 giugno 2014 prevede questa possibilità. Sono considerati “agricoltori attivi”, tutti i soggetti che nell’anno precedente (quindi nel 2014) hanno percepito pagamenti diretti per un ammontare meno di: - 5.000 € per le aziende prevalentemente ubicate in mon- tagna e/o zone svantaggiate; - 1.250 € nelle altre zone. In altre parole, tutti i “piccoli beneficiari della Pac” sono attivi, con differenziazione tra montagna e/o zone svantaggiate e altre zone. La definizione di “agricoltore attivo”, quindi, è molto ampia in montagna e nelle zone svantaggiate, dove l’agricoltura è fondamentale per la conservazione del paesaggio e la difesa idrogeologica (teniamo conto che, al di sotto di 5.000 euro, in Italia troviamo l’87% dei beneficiari della Pac). Viceversa, nelle altre zone, dove l’agricoltura è più orientata al mercato, è stata adottata una definizione di “agricoltore attivo” più restrittiva. I REQUISITI Gli agricoltori che percepiscono aiuti superiori alle “soglie di non applicazione”, sono 10 Terra e Vita [ PRIMO PIANO ] n. 26/2014 28 giugno 2014 DAL PALAZZO DI MASSIMO ALIPRANDI CAMERA Tra i soggetti esclusi dalla Pac vi sono anche gli aeroporti. considerati attivi, se possiedono uno dei seguenti requisiti: - iscrizione all Inps, come Iap (Imprenditore Agricolo Professionale), Cd (Coltivatore Diretto), coloni o mezzadri; - titolari di partita Iva in campo agricolo con dichiarazione annuale Iva. Per le aziende con superfici prevalentemente ubicate in montagna e/o zone svantaggiate, è sufficiente il possesso della partita Iva in campo agricolo. Questa definizione di “agricoltore attivo” è molto ampia e, di fatto, include quasi tutti gli attuali beneficiari della Pac, purché siano titolari di partita Iva agricola. POCHI ESCLUSI In Italia sono molti i beneficiari dei pagamenti diretti che non sono titolari di partita Iva, ma la maggior parte di essi rientra nella “soglia di non applicazione”. Coloro che sono al di sopra della soglia, possono richiedere l’apertura della partita Iva agricola ed essere agricoltori attivi ricordando che nel nostro sistema tributario il possesso della Partita Iva intende lo svolgimento di attività produttiva rivolta al mercato e che non è consentito detenere Partite Iva “inattive”. Occorre fare attenzione al requisito della “dichiarazione annuale Iva”, che è necessaria per le aziende non ubicate in montagna e/o zone svantaggiate. La normativa fiscale per le imprese agricole prevede che, al di sotto di 7.000 euro di fatturato, è previsto “l’esonero” dalla tenute delle scritture contabili e adempimenti connessi tra i quali la presentazione della “Dichiarazione Annuale Iva” ma che è comunque possibile “optare” per la tenuta della contabilità mediante “rinuncia all’esonero” indipendentemente dalla presenza di fatturato. UNA PRIMA SELEZIONE Quali considerazioni possiamo fare su queste scelte? Le decisioni italiane sull’agricoltore attivo sono andate nella direzione di una selezione debole, finalizzata a includere un elevato numero di agricoltori; ciononostante, la novità dell’agricoltore attivo è importante, in quanto introduce per la prima volta alcuni criteri di selezione della platea dei beneficiari dei pagamenti diretti della Pac. L’Aula di Montecitorio ha dato il via libera definitivo alla conversione in legge del decreto sulla competitività e la giustizia sociale, meglio noto come decreto Irpef in quanto garantisce un bonus da 80 euro ai dipendenti con reddito sotto i 26mila euro. Il provvedimento contiene, tra l’altro, norme sulle energie da fonti rinnovabili e sull’Imu per i terreni agricoli. Con voto pressochè unanime la Camera, e prima ancora il Senato, hanno approvato una risoluzione che ha accolto le proposte della Commissione Antimafia di riforma del sistema dei beni sequestrati e confiscati alle mafie. Uno snodo decisivo della lotta alla criminalità organizzata - come ha rilevato la presidente della Commissione Antimafia Rosy Bindi - perché colpisce le ragioni del consenso sociale che le mafie costruiscono con i loro affari. Il vice ministro delle Politiche agricole Andrea Olivero ha risposto in Aula alla Camera a una interpellanza urgente di Cova (Pd) fornendo chiarimenti in merito alla vicenda delle quote latte, con particolare riferimento alla relazione della Commissione Ue sullo stato dei pagamenti delle multe per gli esuberi del latte nella quale si chiedono all’Italia le motivazioni dei ritardi dei pagamenti delle multe. A Migliore (Sel) ha invece risposto il sottosegretario all’Ambiente Silvia Velo soffermandosi sulle iniziative urgenti in corso per garantire il rispetto della normativa in materia di semina di mais geneticamente modificato in Friuli-Venezia Giulia, anche mediante l’adozione di strumenti amministrativi di urgenza. Sempre numerose in Commissione Agricoltura le audizioni informative legate a provvedimenti in esame. Sono intervenuti Teresa De Matthaeis, dirigente Ufficio Agricoltura biologica del Mipaaf sulla riforma della normativa nazionale e sulle proposte europee in tema di agricoltura biologica e rappresentanti delle organizzazioni agricole e cooperative e del settore vitivinicolo ed enologico in merito alla proposta di legge sulla disciplina organica della coltivazione della vite e della produzione e del commercio del vino. SENATO L’Expo 2015 costituisce una straordinaria occasione di confronto per i rappresentanti della comunità internazionale sui temi fondamentali per il futuro del pianeta riguardanti l’agricoltura, l’alimentazione e l’ambiente. In Italia sono presenti realtà agricole che hanno realizzato una sintesi tra biodiversità, eccellenza, tecnologie agronomiche di precisione e aspetti salutistici: partendo da questi due assunti l’Aula di Palazzo Madama ha approvato tre mozioni e un ordine del giorno riguardanti la promozione di un “patto globale per il cibo” per l’Expo che hanno impegnato il Governo, tra l’altro, a ridurre gli sprechi alimentari affinchè una consistente parte della popolazione mondiale possa alimentarsi in modo corretto e combattere, conseguentemente, la fame nel mondo per rendere effettivo il diritto umano all’alimentazione, un diritto che deve diventare effettivo. In Commissione Agricoltura audizioni sull’atto comunitario riguardante il divieto di pesca con reti da posta derivanti, sulla problematica della diffusione del "punteruolo rosso" delle palme, in particolare in Liguria e sulla tutela della salute degli animali produttori di alimenti. Concluso con parere favorevole l’esame, in sede consultiva, del ddl sulla sperimentazione clinica dei medicinali, di enti vigilati dal ministero della Salute, di sicurezza degli alimenti, di sicurezza veterinaria, nonché di riordino delle professioni sanitarie, di tutela della salute umana e di benessere animale. Nelle osservazioni si pone l’accento su misure per garantire l’incolumità delle persone esposte a sostanze pericolose delle categorie dei rodenticiti e di pesticidi ad uso domestico, civile e agricolo e ad assicurare un buon funzionamento della banca dati degli equidi. n. 26/2014 28 giugno 2014 [ ATTUALITÀ ] Terra e Vita 11 NORMATIVA Approvato il decreto delegato che regola le commissioni censuarie provinciali Riforma catasto, prima tappa al via DI LUCIANO BOANINI I l Consiglio dei Ministri ha approvato il primo decreto delegato sulla riforma del catasto previsto dall’articolo 2, comma 3, lettera a), della L. n. 23/2014. Si tratta delle norme sulla composizione, attribuzioni e funzionamento delle commissioni censuarie. In pratica le commissioni censuarie provinciali saranno composte da un presidente e sei membri di supporto, pescati dall’agenzia del Territorio (2), dall’Anci e dagli Ordini professionali (3). Inoltre ci sarà una commissione censuaria nazionale composta da 25 membri. La riforma del catasto si basa sui seguenti principi base: - rendita patrimoniale: attribuzione anche ai fabbricati di due tipologie di reddito di cui una patrimoniale che rappresenti il valore venale del bene (valore di mercato) e una di potenzialità di reddito che rappresenti il valore locativo del bene. Il suddetto risultato è attuato grazie a due procedure rivoluzionarie e cioè il passaggio dai vani ai metri quadri e l’elaborazione dei dati attraverso un complesso algoritmo. - rendita locativa: in questo campo è stata importante l’attività svolta dall’ex agenzia del Territorio nell’elaborazione di dati dell’Osservatorio del mercato immobiliare: OMI1 e OMI2. - federalismo: coinvolgimento dei Comuni nella gestione del catasto sia attraverso procedure di decentramento delle RENDITA RENDITAPATRIMONIALE PATRIMONIALE --valore valoredi dimercato mercato --valore valorelocativo locativo RENDITA RENDITALOCATIVA LOCATIVA FEDERALISMO FEDERALISMO coinvolgimento coinvolgimento Comuni Comuninella nellagestione gestione COMMISSIONI COMMISSIONICENSUARIE CENSUARIE --revisione revisionedelle dellecommissioni commissioniprovinciali provinciali --creazione di una creazione di unacommissione commissionenazionale nazionale STIME STIMEDIRETTE DIRETTEESTIMATIVE ESTIMATIVE curate curate da daprofessionisti professionisti IMMOBILI IMMOBILISTORICI STORICI riforma riformastrutturale strutturale funzioni dell’ex agenzia del Territorio sia attraverso il coinvolgimento delle amministrazioni locali nelle commissioni censuarie provinciali (con gli obiettivi di controllare il territorio e di combattere l’evasione fiscale). - commissioni censuarie: si procederà alla revisione delle commissioni censuarie provinciali e alla creazione di una commissione censuaria nazionale. RENDITE Verso il doppio raddoppio Le commissioni censuarie saranno la base delle riforma e su di esse si concentrerà l’attività di revisione delle rendite, la loro verifica anche attraverso l’acquisizione di stime e valutazioni estimative esterne, l’aggiornamento e l’implementazione delle zone censuarie omogenee e la correzione di alcuni parametri dell’algoritmo. In parte, tranne le questioni di legittimità L a domanda che tutti si fanno è quanto aumenteranno le rendite catastali con la riforma. Una bella domanda: in genere, le rendite castali sono basse e sarà necessario riadeguarle e quindi per mantenere l’attuale livello impositivo si dovranno abbassare le aliquote di imposta (Imu-Tasi ecc.). A livello nazionale però è assai diverso il livello dell’aumento delle rendite: infatti si passa da zone in cui si procederà a meno del raddoppio dell’attuale livello, a zone in cui il moltiplicatore sarà di oltre quattro volte l’attuale. L.B. che saranno comunque di competenza del Tar, le commissioni avranno anche un ruolo di gestione del contenzioso. - stime dirette: la creazione del catasto patrimoniale presuppone la verifica iniziale dell’algoritmo e la costante azione di aggiornamento delle commissioni censuarie con stime dirette estimative curate da professionisti ed esperti, per verificare la correttezza dei valori sia dal punto di vista del mercato sia delle procedure estimative. - immobili storici: occorreva una riforma strutturale: infatti non solo in molto Comuni non sono neppure previste le categorie catastali proprie ma nella quantificazione della rendita patrimoniale e locativa che deve tenere conto della diversa manutenzione straordinaria e ordinaria e delle soggettività del bene che hanno spesso originato il vincolo storico, monumentale. Il percorso appena iniziato è molto complesso e la firma del primo decreto delegato è un passo importante verso la revisione del sistema catastale. Il fatto che alla base delle scelte ci sia una commissione censuaria provinciale è assai importante. Non è invece per nulla positivo il fatto che rispetto alle attuali commissioni censuarie catastali, siano stati ridotti i membri segnalati dagli Ordini professionali a vantaggio di quelli delle Entrate e dell’Anci; ritengo che questo porterà a commissioni meno tecniche e più sensibili alle esigenze esterne. [ ATTUALITÀ ] 12 Terra e Vita n. 26/2014 28 giugno 2014 CONTAMINAZIONE Sequestrate 2.440 forme dai Nas. Analisi truccate secondo le indagini partite nel 2013 Latte alle aflatossine nel Parmigiano DI GIUSEPPE FUGARO Lorenzin: “pochi” casi. Martina: i controlli funzionano L’ utilizzo del latte contenente aflatossine in misura superiore alle soglie consentite è avvenuto sin dal 2013. Solo ora è stato scoperto che era regolarmente impiegato nella produzione di Parmigiano reggiano Dop. Dopo la prevista stagionatura il prodotto stava per essere immesso sul mercato. Il latte contaminato da aflatossine, ovviamente, è stato ottenuto da vacche alimentate con mangimi contaminati senza che il sistema dei controlli avesse avuto modo di rilevarlo se non tardivamente e dopo che il latte stesso era stata trasformato in formaggi e questi ultimi anche COSA SONO Prima e dopo la raccolta stagionati per oltre un anno. Un fenomeno che si sarebbe ripetuto, quindi, dal febbraio 2013 a oggi, coinvolgendo 2.440 forme di Parmigiano reggiano in diversi caseifici del parmense, permettendo così di immettere nella produzione il prodotto contaminato che, secondo la legge, doveva invece essere consegnato all’Asl di competenza per la distruzione. Analisi truccate e mancate denunce all’Asl su mais contaminato da aflatossine. Con queste accuse, in seguito a controlli sul latte eseguiti dai Nas di Parma, quattro persone, tra cui il direttore del Centro servizi per l’agroalimentare, sono finite L agli arresti domiciliari, mentre altre 63 risultano indagate dalla magistratura di Parma. I Nas hanno sequestrato anche 2.440 forme di Parmigiano reggiano in stagionatura in diverse strutture parmensi. L’operazione è stata condotta e portata a termine dal Nas di Parma e quindi il merito è andato al ministero della Salute la cui titolare ha però voluto gettare acqua sul fuoco e tranquillizzare soprattutto i consumatori minimizzando i numeri dell’operazione e i rischi per la salute: «L’operazione della Procura di Parma dimostra l’efficacia dei controlli sulla sicurezza alimentare nel Paese, priorità assoluta del nostro Governo e del ministero della Salute. I risultati dell’indagine ci rassicurano sulla limitatezza dei casi, che riguardano solo una parte della e aflatossine sono micotossine prodotte da due funghi della specie Aspergillus. Note per le loro proprietà genotossiche e cancerogene e possono essere presenti in prodotti alimentari quali arachidi, frutta a guscio, granoturco, riso, fichi e altra frutta secca, spezie, oli vegetali grezzi e semi di cacao, a seguito di contaminazioni fungine prima e dopo la raccolta. L’aflatossina B1 è la più diffusa nei prodotti alimentari ed è una delle più potenti dal punto di vista genotossico e cancerogeno. L’aflatossina M1 è uno dei principali metaboliti dell’aflatossina B1 nell’uomo e negli animali, e può essere presente nel latte proveniente da animali nutriti con mangimi contaminati da aflatossina B1. L’Ue ha introdotto misure per ridurre al minimo la presenza di aflatossine. I livelli massimi sono stabiliti dal reg. (CE) n. 1881/2006. I prodotti alimentari che superano tali livelli non devono essere immessi sul mercato Ue. La direttiva 2002/32/CE stabilisce i livelli massimi di aflatossine B1 nelle materie prime per mangimi. G.F. produzione. Possiamo tranquillizzare i consumatori italiani e stranieri - ha detto il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin -. Proseguiremo nei controlli con il massimo del rigore a garanzia del Consorzio Parmigiano reggiano, che è parte lesa» Anche il ministro Maurizio Martina, ha voluto tranquillizzare: «L’operazione della Procura di Parma e dei Nas a tutela della salute dei consumatori e del Parmigiano reggiano è la conferma che il nostro sistema di controlli funziona». TEMPESTA IN UN BICCHIERE? Insomma, una tempesta in un bicchiere d’acqua. Scandalo annegato. Al coro istituzionale si è aggiunta la Coldiretti affermando che «l’operazione dei Nas ha individuato prontamente le 2.400 forme a rischio, una parte limitatissima dei 3 milioni prodotti ogni anno. Ancora una volta il sistema dei controlli in Italia si rivela al top dell’efficacia in Europa per tempestività e capillarità». Secondo Coldiretti, infatti, i controlli nel nostro Paese sono «in grado di individuare tutte le situazioni di potenziale rischio e di intervenire chirurgicamente sui prodotti a rischio», a tutela del 75% delle famiglie italiane che consuma regolarmente il Parmigiano, tre su quattro. «Un’azione a difesa dei 3.500 allevatori che forniscono latte per produrre 3,25 milioni di forme per il 2014». [ ATTUALITÀ ] n. 26/2014 28 giugno 2014 I CONTROLLI Come, dove e quando I DIOSSINA Mais ucraino nel mirino I l nostro sistema di controlli si è dimostrato efficace proprio perché ha consentito la scoperta della frode? È senz’altro vero, ma per dovere di completezza va ricordato il lungo tempo intercorso, oltre un anno, tra l’impiego del latte contaminato e l’accertamento della frode oltre al fatto che il prodotto coinvolto, il Parmigiano reggiano Dop, è sottoposto a uno specifico sistema di controllo. I prodotti Dop e Igp devono infatti essere ottenuti nel rispetto di un disciplinare di produzione approvato con apposito regolamento comunitario nel quale viene delimitata la zona geografica di produzione del latte, le modalità di alimentazione delle bovine, il sistema di raccolta e trasporto del latte, le tecniche di caseificazione, quelle di stagionatura e di commercializzazione. Un disciplinare molto dettagliato in quanto ogni operazione tecnica incide sul prodotto finale che dev’essere il testimone perfetto del territorio geografico da cui proviene e cui si riferisce. I prodotti a denominazione geografica sono infatti un patrimonio agronomico, culturale e sociale del territorio e quindi è assolutamente vietato utilizzare materie prime come il latte non proveniente dalla zona geografica di riferimento e/o contaminato da sostanze vietate come le aflatossine. In particolare il regolamento per l’alimentazione delle bovine allegato al disciplinare di produzione del Parmigiano reggiano Dop stabilisce che nell’alimentazione è vietato l’impiego di: • foraggi riscaldati per fermentazione; • foraggi trattati con additivi; •foraggi palesemente alterati per muffe e/o altri parassiti, imbrattati oppure contaminati da sostanze tossiche o comunque nocive. A garantire il rispetto del disciplinare di produzione da parte di tutti i soggetti coinvolti nel processo produttivo, vi è un apposito Organismo di controllo designato e incaricato dal Mipaaf. L’organismo svolge poi i controlli relativi a una specifica dop sulla base di un dettagliato piano di controllo approvato sempre dal Mipaaf. Organismo controllo qualità produzioni regolamentate (OCQ PR) è la società cooperativa nata nel 1998 con lo scopo di effettuare il controllo e la certificazione della dopParmigiano Reggiano. L’OCQ PR, in base al Reg. (UE) n. 1151/2012 e alla normativa vigente, è riconosciuto ed autorizzato in esclusiva dal Mipaaf (Decreto Ministe- controlli del Piano nazionale alimentazione animale hanno portato al riscontro di una partita di mais ad uso zootecnico, proveniente dall’Ucraina, non conforme per presenza di diossine. Ne dà notizia il ministero della Salute sottolineando che il mais in questione viene normalmente miscelato con altri componenti in una percentuale variabile, a seconda della specie animale a cui è destinato, per produrre mangimi completi. A seguito della positività riscontrata il 10 giugno – aggiunge il ministero – sono state attivate già l’11 giugno tutte le procedure operative Terra e Vita 13 riale del 13/10/1998 e successivi rinnovi). Nel caso del Parmigiano Reggiano Dop, così come per tutte le altre denominazioni d’origine geografica protette, il sistema dei controlli garantisce che qualsiasi anomalia venga prontamente rilevata ed eliminata. Lo stesso OCQ PR dichiara nel suo sito che la sua attività principale è la verifica della Conformità al Disciplinare del Parmigiano Reggiano in ogni fase di produzione, trasformazione ed elaborazione del prodotto attraverso il controllo di tutti gli attori della filiera ovvero dalla produzione e trasformazione del latte in formaggio, fino alla marchiatura a fuoco delle forme, nonché l’elaborazione del prodotto che ha raggiunto i 12 mesi di stagionatura per la produzione di Parmigiano Reggiano grattugiato e porzionato. Per la cronaca occorre anche ricordare che l’OCQ PR nacque per ottemperare alla norma comunitaria che imponeva l’indipendenza dell’organismo incaricato dei controlli effettuati dal Consorzio di Tutela così come accadeva per i vini Doc e Docg. Nel caso del Parmigiano reggiano venne costituita una società cooperativa in grado di svolgere i controlli previsti in maniera autonoma e svincolata dal Consorzio cui aderiscono tutti i fruitori della denominazione protetta. L’occasione (il caso scoperto dai Nas) potrebbe essere utilizzata per scoprire perché l’Organismo di controllo non ha regolarmente funzionato e se vi è stata una qualche omissione dolosa o colposa nell’effettuazione degli stessi. D’altra parte il legislatore italiano nel disciplinare le modalità di riconoscimento e di funzionamento delle Organizzazioni di controllo delle Dop ha anche previsto un pesante regime sanzionatorio a carico di tali organismi per violazioni commesse nell’esecuzione dei controlli. Le sanzioni comportano pene pecuniarie di decine di migliaia di euro e possono arrivare fino alla sospensione e/o revoca del riconoscimento. In particolare il Decreto legislativo 19.11.2004 n. 297 prevede una sanzione di 50mila euro a carico della struttura di controllo che non adempie alle prescrizioni o agli obblighi. L’ultimo rapporto 2013 dell’Icqrf, incaricato di emanare dei provvedimenti sanzionatori riporta poco più di 300 ordinanze di pagamento emesse per l’applicazione delle sanzioni pecuniarie, ma riguardano nella quasi totalità gli utilizzatori della denominazione protetta e non gli organismi di controllo. Ciò, unitamente all’attività di vigilanza sugli organismi di controllo svolta dallo stesso Icqrf dovrebbe confermare che i controlli ci sono e sono efficaci: ma il G.F. grave episodio di Parma conferma invece il contrario! previste dal sistema di “allerta rapido alimenti e mangimi” (RASFF), che hanno portato, grazie al tempestivo intervento delle Autorità sanitarie locali, al rintraccio e al blocco dei mangimi a rischio. Con i rappresentanti delle regioni interessate, Nas e Laboratorio nazionale di riferimento per le diossine e PCB in mangimi e alimenti – prosegue il ministero – sono state inoltre definite ulteriori misure a tutela della salute pubblica che hanno previsto, tra l’altro, il blocco cautelativo di alimenti provenienti da animali che hanno consumato mangime contenente una percentuale a rischio di mais ucraino. Il Comando Carabinieri per la Tutela della salute è stato prontamente coinvolto nella vicenda. T.V. 14 Terra e Vita [ ATTUALITÀ ] n. 26/2014 28 giugno 2014 AMBIENTE Non è più reato per gli agricoltori. Un decreto nazionale risolve il contrasto con le norme locali Bruciare ramaglie in loco? Si può DI FRANCESCO MARIO AGNOLI In periodi e orari individuati con ordinanze dei Comuni. Non più di tre metri cubi per ettaro I l decreto del ministero dell’Ambiente approvato il 13 giugno ha, fra l’altro, finalmente sanato la situazione kafkiana in cui fino ad oggi versavano i produttori agricoli che eliminavano i residui provenienti da attività agricole e assimilate (disboscamento, potatura, raccolta, pulizia di boschi, campi, giardini, aree verdi ecc.) secondo la tradizionale prassi della bruciatura sul campo. Sull’argomento Terra e Vita (n. 17/2014) era intervenuta con l’articolo “Bruciare rami e ramaglie è reato, ma non per tutti”, evidenziando il radicale contrasto esistente fra la legislazione statale (Dlgs n. 152/2006, cosiddetto “Codice ambientale”) e non soltanto l’antica pratica della combustione in campo, ma anche alcune normative locali. La legislazione statale include i residui vegetali nella categoria dei rifiuti, definendo “urbani” quelli provenienti da aree verdi, quali giardini, parchi, aree cimiteriali, e “speciali” quelli da attività agricole e agro-industriali. Di conseguenza il loro smaltimento è regolato dalle particolari procedure previste per le categorie di appartenenza, e viene sanzionato come reato il loro mancato rispetto. Per effetto di questo norme per lo Stato non è (adesso si può dire “non era”) più possibile la tradizionale pratica, diffusa in tutta Italia, di bruciare stoppie e ramaglie sul luogo di produzione, i campi, che vengono poi concimati con la cenere di risulta. Tale normativa, ulteriormente aggravata dal Dl. n. 136/2013 (cosiddetto “decreto Terra dei Fuochi”, perché dettato dalla necessità di porre riparo alla particolare situazione determinata dalla criminalità organizzata in alcune zone della Campania), convertito con L. n. 6/2014, ha anche comportato, in concreto, la condanna penale di alcuni produttori agricoli. STATO E REGIONI DIVERSI Situazione “kafkiana”, perché alcune normative regionali (Regione Sicilia, Lombardia e, con un ddl in corso di approvazione, Veneto) e comunali (è il caso di Massa in Toscana) consentivano invece, nel rispetto delle dovute cautele, la bruciatura sul posto degli scarti derivanti da attività agricole e da giardinaggio. Pienamente condivisibile quindi l’intervento del ministero dell’Ambiente, che, in un contesto molto più ampio (il ministro Gian Luca Galletti ha precisato che si vuole «rendere più efficiente l’intero sistema ambientale, su cui è fondamentale investire per il rilancio del Paese...con norme per fermare gli scempi compiuti sul territorio nazionale alle spalle dei cittadini e con misure immediatamente operative per difendere il nostro ecosistema, risparmiare soldi e velocizzare le procedure senza recedere di un millimetro sulla tutela dell’ambiente), consente la bruciatura in loco di sterpaglie e ramaglie derivanti da sfalci, potature o ripuliture dei fondi agricoli e forestali. Naturalmente in sicurezza». Adesso si può quindi procedere, senza rischio di venire incriminati, nei periodi e negli orari individuati con ordinanza, Comune per Comune, dal sindaco, alla combustione sul posto del detto materiale agricolo e forestale, riunito in piccoli cumuli e in quantità giornaliere non superiori a tre metri steri per ettaro (un metro stero corrisponde a un metro cubo di materiale ligneo accatastato). La combustione dei residui è vietata nei periodi, individuati con provvedimenti delle Regioni, di maggior rischio per gli incendi boschivi. TUTELA BIODIVERSITÀ Come si è detto, l’ambito di operatività del decreto è molto più ampio. Fra gli scopi perseguiti vi è la semplificazione delle procedure per gli interventi di bonifica e salvaguardia delle vocazioni ambientali dei territori, le iniziative per la conservazione delle specie a rischio e la tutela delle biodiversità. E ancora: gli interventi finalizzati a cancellare e superare le procedure di infrazione e di informazione iniziate dalla Commissione europea nei confronti dell’Italia, riguardanti (fra le altre): la cattura dei “richiami vivi”, i criteri di valutazione dell’impatto ambientale, i sistemi di cattura e inanellamento delle specie di avifauna, la protezione della vita selvatica, il commercio di specie protette, la tutela dell’ambien te marino e delle acque. [ ATTUALITÀ ] n. 26/2014 28 giugno 2014 Terra e Vita 15 MERCATO Il punto sull’attività molitoria al convegno organizzato da Italmopa, Assalzoo, Antim ed Edagricole Stoccaggio cereali col freno tirato Strutture obsolete, DI GIORGIO SETTI volatilità di mercato «I n Italia l’attività di stoccaggio dei cereali deve affrontare un grosso problema, la qualità del prodotto che viene conservato». È la tesi del presidente Italmopa Ivano Vacondio, che in un convegno organizzato a Bologna da Italmopa (l’associazione italiana degli industriali mugnai), Assalzoo (l’associazione dei mangimisti italiani), Antim (associazione nazionale tecnici dell’industria molitoria) ed Edagricole ha spiegato che «il problema qualitativo» è sempre più pesante per gli stoccatori perché comporta più impegno e nuovi investimenti. Oggi infatti il problema della qualità non si ferma più soltanto agli aspetti igienico-sanitari, ma si estende anche agli aspetti di mercato: «Nel caso del grano duro, l’industria di trasformazione chiede una differenziazione in base alle proteine. Nel caso del grano tenero, le cose si fanno ancor più complicate, oggi i rapporti di chi fa stoccaggio cereali sono essenzialmente con la grande industria di trasformazione e questa impone capitolati molto rigidi, chiede di dividere i frumenti per varietà e poi all’interno delle varietà per proteine. Tutto questo comporta un forte impegno per noi mugnai perché le nostre strutture, le nostre celle, erano state impostate per divisioni di tipo quantitativo e non per queste nuove divisioni qualitative». Il problema, ha concluso Vacondio, viene accentuato dal fatto che «le richieste della trasformazione cambiano di anno in anno con grande velocità: i mutamenti di mercato non avvengono più ogni 10-15 anni, ma sono velocissimi perché oggi le esigenze dell’industria dipendono in modo diretto dalle volubili richieste dei consumatori. E nel caso dello stoccaggio del mais i problemi qualitativi diventano ancora più pesanti». Come affrontare dunque questa situazione? Una risposta è stata data da Giovanni Di Genova, dirigente Mipaaf: «La qualità degli stoccaggi si raggiunge solo facendo investimenti. Il settore, infatti, è caratterizzato da strutture tutt’altro che moderne. Solo il 20% circa delle industrie molitorie ha di- e capitolati molto rigidi penalizzano il lavoro dei mugnai chiarato di avere fatto ampliamenti, il 54% si è fermato ad ammodernamenti e ristrutturazioni, il 25% circa non ha fatto investimenti. Ed è intuibile quale sarà il futuro di questi ultimi». Cosimo Montanari di Ismea ha puntato il dito sulla necessità di investimenti: «Il nostro “Censimento delle strutture di stoccaggio” italiane ha messo in luce la frammentazione dei centri: il 25% della capacità complessiva di stoccaggio è detenuta da un numero elevato di centri. L’età media dei centri di stoccaggio in Italia è particolarmente elevata, segno di obsolescenza delle strutture. Solo il 50% di chi conserva il frumento tenero lo sottopone a differenziazione. I criteri di differenziazione scelti dai centri di stoccaggio italiani consistono per tutti nell’umidità, ma solo in L’OFFERTA E LA DOMANDA NEL 2013 (MLN T) Frumento tenero Frumento duro PRODUZIONE MONDIALE PRODUZIONE ITALIANA CONSUMI ITALIA DESTINAZIONE 655 - 660 3,0 - 3,5 6,5 - 7,0 Alim. umana + zootecnia 35 - 37 3,5 - 4,0 5,5 - 6,0 Alimentazione umana Mais 960 - 965 6,8 - 7,2 9,0 - 10 95% zootecnia Soia 280 - 285 0,5 - 0,6 5,0 - 5,2 80% zootecnia Fonte: Ager. percentuali marginali negli altri parametri qualitativi». Non mancano però risorse di tipo pubblico per finanziare gli investimenti necessari nel settore dello stoccaggio, ha aggiunto Di Genova. I filoni sono quattro: i Psr e i programmi integrati di filiera; le risorse «messe a disposizione dal governo prendendole dalla Cassa depositi e prestiti: 100-200 milioni nel prossimo biennio»; dalla nuova Legge Sabatini potranno provenire 2 milioni di finanziamenti a tasso 1,82%, con garanzie dello Stato; c’è infine un filone «tutto da valorizzare: la ricerca, con accesso ai fondi Horizon, anche se a questi fondi potranno accedere reti di imprese più che singole imprese». Ma c’è un altro pesante problema che frena lo stoccaggio italiano, ha continuato il dirigente Mipaaf, è il «problema quantitativo». Le forniture di materie prime, ha spiegato, «sono in continua contrazione: oggi l’offerta italiana di frumento è arrivata al 50% della richiesta nazionale; quella di mais, fra l’altro penalizzata dal fatto che l’affermazione delle agroenergie ha tolto prodotto dal mercato, è arrivata al 78-82%. Come se ne esce? Restituendo redditività alle aziende agricole». Forniture in contrazione, problema “quantitativo”, eppure il mercato sarebbe recettivo. Lo ha ricordato (v. tab.) Andrea Villani di Ager Bologna. «L’Italia resta un Paese importatore». [ ATTUALITÀ ] 16 Terra e Vita n. 26/2014 28 giugno 2014 CONGRESSO Parola del presidente Verrascina che rivendica piena legittimità ai tavoli contrattuali Copagri: rappresentanza da rifare DI FEDERICA LEVI «C opagri non delegherà più la rappresentanza dei propri associati. Copagri è una realtà che nessuno potrà più eludere a partire da coloro che si ostinano a non riconoscere la nostra legittimità a rappresentare le nostre imprese al tavolo contrattuale. Ci chiediamo perché la Copagri, con i numeri certificati che esprime, non possa ancora rappresentare i propri associati nella firma del contratto collettivo nazionale del lavoro». Con questa promessa il riconfermato presidente della Copagri, Franco Verrascina, ha aperto il IV Congresso dell’associazione, tutto incentrato sul tema del cambiamento. Per riemergere da un lungo periodo di difficoltà – questo il EXPO Nuovo marchio top secret Da sin. Franco Verrascina presidente Copagri e il ministro Maurizio Martina. messaggio – devono cambiare il Paese, le istituzioni, i rapporti tra la politica e la cittadinanza, la rappresentanza, ma soprattutto la linea dell’Ue. «Il progetto Europa deve essere fondato su una coraggiosa ricerca della crescita, dello sviluppo e della produttività. Bisogna capire che per contenere il debito occorre crescere. Lo dobbiamo pretendere, a partire dal semestre di presidenza italiana». Ma il nostro Paese deve essere nella condizione di pretendere: «dobbiamo dimostrare noi per primi affidabilità. Non è più tollerabile, ad esempio, un uso parziale dei fondi strutturali, quando c’è fame di S orgerà all’interno della Lake Arena, in un’area di 500 metri quadrati (400 dedicati all’esposizione, 100 alla somministrazione), lo stand della Copagri all’Expo di Milano. Lo spazio ospiterà oltre 300 eccellenze della produzione agroalimentare italiana, mentre vi sarà un corner permanente dedicato alla vendita. Il cuore del progetto Expo di Copagri è però il lancio di un nuovo marchio di qualità, attualmente top secret e in fase di registrazione. Un marchio da far conoscere lungo la Penisola. Dev’essere questo, per Copagri, il modo di interpretare l’appuntamento di Milano: un evento dinamico che porti i visitatori – in special modo i trader – dal capoluogo lombardo ai luoghi di origine delle nostre eccellenze. Del resto, nonostante gli scandali, l’Italia continua ad essere una potente calamita come dimostrano i 3 milioni di biglietti già venduti, di cui 500 mila solo in Cina. F.L. finanziamenti e di investimenti». A fine 2013, è stato infatti ricordato, l’Italia non aveva speso quasi la metà delle risorse messe a disposizione. Ed ora che i fondi sono stati tagliati, ha ammonito Verrascina, «sarebbe immorale se non venissero utilizzati nel migliore dei modi». Certo la base di partenza, per Copagri, non è ideale: «la nuova Pac non è quella che volevamo e non può consolarci l’idea che poteva andarci peggio. Confermiamo tutta la nostra perplessità sia sul primo che sul secondo pilastro. Di fatto c’è stata una sforbiciata del 7% degli aiuti diretti, cioè quelli che vanno direttamente nelle tasche degli agricoltori». Questo, per l’associazione, il vero nodo della questione: «si dice che all’agricoltura vanno tanti soldi, ma non è vero. I soldi arrivano agli enti, non a chi produce». Da qui la richiesta di un’autentica semplificazione della burocrazia e una ridefinizione delle strutture, a partire da Agea. Una prima risposta è arrivata dal ministro delle Politiche agricole, Maurizio Martina: «su questo fronte abbiamo dato qualche segnale di novità. Non è banale impegnare l’Agenzia a far pagare quanto deve entro il 30 giugno e su questo – ha promesso – sarò il primo a presidiare affinché quei tempi siano rispettati». Il ministro, rivendicando il lavoro fatto in poco più di 100 giorni di Governo, a partire dalle misure contenute nel decreto Campolibero, non si è sottratto neanche al tema della rappresentanza: «la Copagri ha colto nel segno parlando dell’esigenza del cambiamento della rappresentanza, di una maggiore concretezza e dell’abbandono dell’autoreferenzialità nell’interesse del settore. Un pezzo della modernizzazione del Paese, e soprattutto dell’agricoltura, passa da qui. Bisogna aprire una discussione e misurare i nostri limiti, anche riflettendo sulle differenze rispetto all’estero». E proprio dall’estero, per Copagri, passa il rilancio del primario: l’associazione ha ribadito l’esigenza di una maggiore spinta all’internazionalizzazione con regole certe e chiare che pongano un freno ai fenomeni della contraffazione e dell’italian sounding. Infine una stoccata al sistema creditizio: «le banche – ha concluso Verrascina – devono tornare a fare le banche, soprattutto con i giovani. Chiediamo come garanzie non più anacronistici valori patrimoniali, ma la “bontà” dei progetti. Per questo è assolutamente necessario tornare ad avere un credito agrario specializzato». [ ATTUALITÀ ] n. 26/2014 28 giugno 2014 Terra e Vita 17 MECCANIZZAZIONE Nei primi cinque mesi 2014 trattori in calo del 4,6%. Debacle per le mietitrebbie Macchine, mercato imballato DI GIANNI GNUDI LE IMMATRICOLAZIONI DI MACCHINE AGRICOLE (GENNAIO-MAGGIO 2014) TRATTORI 2014 Goldoni: «Dai Psr può arrivare una scossa positiva». Revisione ancora in alto mare. Positivo l’export N on cambia ancora il ritornello della meccanizzazione agricola italiana: bene l’estero, fermo il mercato interno. È questa la sintesi emersa dall’assemblea generale di FederUnacoma (l’associazione dei costruttori di macchine agricole) dalla quale sono usciti numeri di un certo peso. La produzione di macchine agricole in Italia continua la sua risalita: nel 2013 ha superato infatti quota 7,7 miliardi di euro, avvicinandosi ai livelli massimi del 2008 (8,2 miliardi), prima PROGRAMMI Eima ed Expo nel mirino TOTALE 2013 8.271 8.668 MIETITREBBIE TRATTRICI CON PIANALE VAR. % 2014 2013 VAR. % 2014 2013 VAR. % -4,6 85 146 -41,8 417 435 -4,1 RIMORCHI 2014 2013 3.846 3.826 VAR. % 0,5 Dati: ministero dei Trasporti - Elaborazioni: Ufficio Statistico FederUnacoma dell’inizio della crisi. Rispetto al 2012 si è registrato un aumento del 3,3% della produzione di trattrici, macchine operatrici e attrezzature, nonché componentistica e ricambi, mentre continua il calo della produzione di macchine per il movimento terra che, con un fatturato di 2,4 miliardi, segna un passivo del 5,5%. In termini complessivi, l’intero comparto sfiora quota 10,2 miliardi di euro, con un incremento dell’1% sul totale 2012. Aumento che è da attribuire al buon andamento delle esportazioni, che segnano nel 2013 un incremento complessivo in valore del 5,8%, a conferma di un trend che negli ultimi 4 anni ha visto una progressione costante: +9,4% nel 2010, +12% nel 2011, +7,2% nel 2012. Anche nel primo trimestre del 2014 le esportazioni risultano in crescita, con O un incremento in valore del 6,2% per le trattrici e del 3,1% per le altre macchine agricole. Nessuna novità sul fronte del mercato nazionale, ancora depresso, dopo un calo complessivo per le trattrici pari al 30% negli ultimi sei anni e un 2013 chiuso a 19.017 macchine, il livello più basso in tutta la storia della meccanizzazione dal dopoguerra ad oggi. Nei primi cinque mesi del 2014 (gennaio-maggio) si registra il calo del 4,6% delle immatricolazioni di trattori, il crollo delle mietitrebbie, in regresso del 41,8% e il decremento (-4,1%) delle trattrici con pianale di carico, mentre in linea con il risultato dei primi cinque mesi 2013 risulta il comparto dei rimorchi, che segna +0,5%. «L’Italia continua a non rispondere adeguatamente e nella maniera sperata – evidenzia ltre a guardare fuori dai confini nazionali - si è appena conclusa con successo in Albania una manifestazione dedicata alla meccanizzazione agricola FederUnacoma ha nel mirino 2 appuntamenti strategici: Eima 2014 ed Expo 2015. L’esposizione bolognese di novembre pare non avere problemi: la 41a edizione (12-16 novembre 2014) ha già raggiunto i 150mila mq di superficie impegnata con 1.800 industrie espositrici, tanto che Goldoni rimarca a più riprese la necessità di ampliare il polo fieristico bolognese «visto che – sottolinea il presidente FederUnacoma – in tutti i nostri comparti abbiamo già consistenti liste d’attesa. Gli eventi Massimo Goldoni, presidente di FederUnacoma – alle esigenze di innovazione e rinnovamento del parco macchine. Scendere nel 2014 sotto i 19mila trattori immatricolati sarebbe drammatico. Spero in una scossa che potrebbe arrivare dai nuovi Piani di sviluppo rurale. In tutti i Psr regionali dovrebbe venire inserita una specifica misura, destinata anche alle imprese agromeccaniche, che prevede il finanziamento degli investimenti effettuati per il rinnovo del parco macchine». Un’indicazione precisa che Goldoni auspica venga recepita da tutte le amministrazioni. Intanto si sta perdendo fra le nebbie la revisione: del decreto applicativo atteso entro giugno non ci sono tracce e molti dubitano anche che l’effettivo avvio della revisione (già prorogata a gennaio 2015) possa rispettare le tempistiche. espositivi rappresentano un fenomeno molto interessante da analizzare perché, proprio in questi anni caratterizzati dall’esplosione delle reti, dell’economia online e della virtualità, in cui si temeva potessero avviarsi a un progressivo declino, registrano invece una crescita costante in termini dimensionali e di fatturato». E così si guarda già più avanti, all’Expo 2015 di Milano. «Non possiamo non esserci. Avremo sia una presenza istituzionale, sia un coinvolgimento attivo con Federalimentare, per sottolineare il ruolo che ha la meccanizzazione nelle filiere produttive agroindustriali». «Inoltre – conclude Goldoni – credo fin d’ora di poter dire che la prossima assemblea della Federazione si terrà proprio a Milano in ambito Expo». 18 Terra e Vita [ ATTUALITÀ ] n. 26/2014 28 giugno 2014 RAPPORTO CSO 30% di frutta e verdura in meno dal 2000 al 2013. A valori invariati Consumi di ortofrutta ancora giù DI DUCCIO R.L. CACCIONI SCUOLE Italia, 30 milioni per la frutta C ontinua a calare il consumo di prodotti ortofrutticoli in Italia. Il dato è emerso alla presentazione del rapporto del Cso (Centro servizi ortofrutticoli). La famiglia italiana tipo consumava nel 2000 461 kg di ortofrutticoli, ma nel 2013 solo 323 kg. Si tratta del 30% di frutta e verdura in meno. E del 2% nell’ultimo anno (2013 sul 2012). Sempre meno frutta e verdura sulla tavola delle famiglie italiane che però spendono più o meno la stessa cifra: 549 €/anno nel 2000 contro i 542 € del 2013. Se infatti calano i consumi aumentano invece i prezzi unitari: da un 1,20 €/kg si è passati a 1,70 €/kg. Non ci si può quindi meravigliare se il consumo è in contrazione. Ma l’aumento del prezzo unitario giustifica solo in piccola parte la radicale modifica delle abitudini alimentari degli italiani. Correva il secondo Dopoguerra quando lo scienziato statunitense Ancel Keys scoprì sulle coste del Cilento la dieta mediterranea: una specie di elisir di lunga vita basato sul consumo di frutta e verdura. Oggi le popolazioni del sud Italia presentano (assieme a quelle di altri paesi dell’Europa mediterranea, Grecia e Malta in testa) i maggiori Body mass index (Indice di massa corporea) dell’Ue. Come dire che l’alimentazione mediterranea è sempre più continentale e comprende una gran quantità di Junk food (cibo spazzatura), alimenti di basso profi- lo alimentare (dalle merendine ai gelati industriali) che sostituiscono frutta e verdura. Cambiano le condizioni socio-economiche ma anche i canali di acquisto. Se nel 2000 il 37% dei prodotti ortofrutticoli veniva acquistato nella distribuzione moderna (DM: super, ipermercati, discount…) nell’ultimo anno si è arrivati al 58% a discapito soprattutto dell’ambulantato e, in misura minore, dei negozi tradizionali e specializzati. La maggiore decrescita dei consumi si è avuta nelle regioni meridionali, dove non a caso la Dm ha più sviluppato a partire dal 2000. Di certo con la gdo, responsabile della maggior parte della distribuzione ortofrutticola al dettaglio, bisogna confrontarsi. Francesco Pugliese presidente di Adm, Associazione distribuzione moderna, ha che la pressione promozionale finisce spesso per togliere valore al prodotto. Una risposta all’annosa crisi dei consumi può venire dalla qualità: nasce in campo (e spesso i produttori fanno grandi sforzi per ottenerla), ma dev’essere mantenuta (e valorizzata) anche sugli scaffali dei supermercati. Ma per qualità si deve I fondi per il programma comunitario “frutta nelle scuole” sono aumentati da 90 milioni a 150 milioni di € da utilizzare nell’anno scolastico 2014/2015. All’Italia è andata la fetta maggiore. Per la prima volta fondi saranno utilizzati anche per campagne educative volte ad aumentare i consumi. Nel 2012/2013, 8,6 milioni di bambini hanno ricevuto frutta e verdura a scuola. Questo che viene sarà il sesto anno di applicazione; solo Svezia, Finlandia e Regno Unito non han FONDI ASSEGNATI (000 €) no aderito. I fondi Ue sono in coItalia 29.200 finanziamento fino al 90% del regime. In Italia, all’80%. Germania 22.800 Nel 2013/2014, il programma Polonia 20.500 italiano è partito in ritardo: per Francia 15.000 evitare la sua mancata realizzazione è stata anticipata la distriSpagna 10.700 buzione della frutta già in fase di Romania 6.800 definizione delle procedure di aggiudicazione del servizio; di conRepubblica Ceca 5.400 seguenza è stata distribuita solo Paesi Bassi 5.400 negli ultimi due mesi dell’anno Ungheria 5.400 scolastico con razioni doppie e triple per garantire quantitativi e Bulgaria 3.600 spese previsti... G.F. intendere anche una risposta alle esigenze dei consumatori. Crescono infatti i prodotti con maggiore praticità di uso/consumo: per la frutta le clementine (+9% dal 2000), le albicocche (+9%), le nettarine (+21%). Salgono i prodotti ai quali viene attribuito un valore salutistico (kiwi: +57%), ma soprattutto quelli percepiti di maggiore qualità: è il caso delle fragole (+34%) e dei meloni (+14%). All’opposto, è vera debàcle per i frutti meno “pratici” (che richiedono per esempio la sbucciatura) quali le mele (-26% dal 2000) o le pere (-30%). Se è vero che gli italiani destinano sempre meno tempo per acquistare, cucinare e addirittura consumare il loro cibo a farne le spese sono soprattutto le verdure: qui il calo di consumo è pressoché generalizzato e si salvano solo i prodotti della IV gamma (+50% dal 2000) o referenze di “alta gamma” come gli asparagi (+8%) o i radicchi (+61% dal 2006). L’analisi del Cso fa quindi riflettere sulla minore incidenza del prezzo quando la qualità percepita si abbassa: è il caso delle banane: costano assai meno di 15 anni fa (per effetto della deregulation internazionale) eppure hanno registrato una flessione dei consumi di ben il 20%. [ ATTUALITÀ ] n. 26/2014 28 giugno 2014 Terra e Vita 19 CAP La nuova struttura opererà su 5 province. 180 milioni di previsti nel 2014, 200 nel 2015 Parte l’avventura di Terrepadane DI GIANNI GNUDI Il Consorzio agrario CAP PIACENZA, EVOLUZIONE DEL FATTURATO N ella galassia consortile arriva un nuovo gigante: è il Consorzio agrario Terrepadane, frutto dell’evoluzione in termini di dimensioni e di copertura territoriale del Consorzio Agrario di Piacenza. La nuova struttura consortile si inserisce nella strategia di Cai (Consorzi agrari d’Italia) e assume un ruolo di rilievo in un’area strategica per l’agricoltura nazionale: il territorio compreso fra l’alta Emilia e la Lombardia, nelle province di Milano, Lodi, Monza e Pavia. Terrepadane, nelle parole del presidente Marco Crotti (la governance è da tempo espressione di Coldiretti) rappresenta un passaggio di testimone del Cap, un’innovazione nel segno della continuità. «Non un cambio di rotta – sottolinea Crotti – ma un cambio di marcia imposto dalle evoluzioni del mercato e dalle moderne esigenze delle aziende del comparto agricolo, una realtà vitale e in continua trasformazione che è il vero grande motivo di questa nostra svolta. Facciamo Marco Crotti, presidente del Consorzio Terrepadane. modifica il nome e guarda all ar ea lombarda, dopo l ac quisizione di Milano e Lodi tesoro del passato e abbracciamo il futuro, guardando a una pluralità di territori e facendo delle loro tante diversità, colturali e culturali, la sua più grande forza. Terrepadane ha scritto nel proprio Dna, nel nostro Dna, questo immenso patrimonio». L’idea del Consorzio Agrario Terrepadane nasce dopo l’acquisizione (giugno 2013) da parte del Cap Piacenza, dello storico Consorzio di Milano e Lodi. Una mossa che aveva consentito alla struttura emiliana di valicare il territorio regionale e portare i propri servizi in Lombardia. I numeri di Terrepadane sono di un certo rilievo e collocano la nuova struttura nell’olimpo del sistema consortile, indicativamente dietro solamente al Consorzio Lombardo-Veneto e al Consorzio dell’Emilia. Dopo i 148 milioni di euro fatturati nel 2013 si stima di arrivare quest’anno oltre quota 180 milioni. Operando in 5 province, con 17 sedi dislocate sul territorio, 8 agenzie, 7 poli logistici, 3 officine e 1 centro ricambi. Ma il direttore generale Dante Pattini guarda oltre: «Contiamo di arrivare a un fatturato di Milioni di € di Piacenza 200 180 160 140 120 100 80 60 40 20 - 181* 148 95 70 75 2009 2010 [ * obiettivo 2014. 2011 2012 Fatturato 200 milioni di euro nel 2015 e di perfezionare in un breve arco di tempo (indicativamente un anno, ndr) il controllo delle agenzie del Consorzio agrario di Pavia, ora commissariato». «Comunque – prosegue Pattini – siamo aperti e pronti a nuovi allargamenti». E l’idea è quella di continuare a crescere ragionando su altre aree lombarde o sui territori del riso, verso Nord-Est. Il direttore generale rimarca la volontà di Terrepadane di portare innovazione tecnologica logica e di spingere sul ricambio generazionale. «Abbiamo un rapporto proficuo con l’università Cattolica di Piacenza e solo nell’ultimo Dante Pattini, direttore del Consorzio Terrepadane. 104 2013 2014 anno nella nostra struttura sono entrati una decina di giovani laureati». Sul fronte tecnico Pattini evidenzia il grande lavoro effettuato con la fertirrigazione: «Abbiamo già steso qualcosa come 60mila km di manichette nelle aree a mais, Cremona, Milano e Lodi in primis: un valore di assoluto rilievo che conferma l’interesse e la soddisfazione degli imprenditori agricoli. Nei prossimi anni riteniamo che la nuova frontiera possa essere rappresentata dalla subirrigazione con interramento dei tubi e una ‘vita’ dell’attrezzatura che s’allunga oltre la decina d’anni. Innovazioni che si inseriscono perfettamente nel solco tracciato dai Piani di sviluppo rurale, che dovrebbero partire a inizio 2015». Il Consorzio sta poi investendo e lavorando sulla precision farming. «Ormai tutta l’area di Milano-Lodi – conclude Pattini – è ‘coperta’ per la guida satellitare e sono oltre un centinaio le aziende agricole che hanno macchine e strumenti operativi in tal senso. Un risultato notevole raggiunto dal Consorzio in poco più di un anno». [ ATTUALITÀ ] 20 Terra e Vita n. 26/2014 28 giugno 2014 TOMATO WORLD CONGRESS Nonostante la crisi, il mercato tiene in Italia e all e stero cresce Pomodoro trasformato, tira la marca DI SIMONE MARTARELLO Private label ormai percepite come C reare prodotti nuovi, puntare su qualità, italianità, etica del lavoro e sostenibilità ambientale. Far capire ai consumatori l’importanza di un’alimentazione sana, basata anche sul pomodoro. Queste alcune ricette per aumentare la redditività di un mercato “maturo” come quello del pomodoro trasformato, emersa dalla tavola rotonda al World processing tomato congress di Sirmione. Filo conduttore comune: garantire una sempre maggiore competitività a un comparto che in Italia vale 2,5 miliardi di euro, grazie a una produzione di 38 milioni di t, pari al 12,5% del totale mondiale. SVEZIA A DOMICILIO Attenti e interessati a conoscere l’origine e le caratteristiche nutrizionali dei prodotti che acquistano oltre al rispetto delle condizioni di lavoro di chi li produce. Attratti dal biologico e disponibili a spendere di più per avere una qualità maggiore. PROGETTI E i brand creano valore prodotti di qualità Così Ulrica Adamsson, european sourcing manager per la marca privata della catena svedese di supermercati Ica, ha fotografato i consumatori del suo paese. Specializzata nella distribuzione di prodotti ortofrutticoli, con un fatturato di 10 miliardi di euro, la cooperativa fondata dai retailer registra una crescita nel mercato interno dei prodotti di fascia alta e del biologico del 20% l’anno: «Da noi l’80% del pomodoro trasformato si vende sotto le insegne delle private label – ha spiegato Adamsson – il 75% di passate, polpe e pelati è imballato in tetrapak e il 70% delle vendite è veicolato da display pallet accattivanti. In Svezia c’è benessere, quindi i consumatori acquistano anche se i prezzi sono un po’ più alti». Per aumentare i volumi ci sono iniziative promozionali come “La settimana italiana” di grande successo, come tutte le I Grande successo in Svezia per “La settimana italiana” organizzata dalla catena di supermercati Ica. azioni che fanno leva sul valore salutistico. Di recente Ica ha intrapreso un programma alimentare a domicilio, che invia ad acquirenti selezionati prodotti e idee per ricette. GB, PREZZI MOLTO BASSI Scenario completamente diverso quello tratteggiato per il mercato britannico dal direttore di categoria per i prodotti alimentari di Tesco Mark Subbady. Qui i consumatori sono pigri, poco informati, non amano cucinare. Nel Regno Unito il pomodoro trasformato vale 230 milioni di sterline, di cui il 70% n un mercato dominato dalle marche dei distributori, cosa possono fare i brand? «Innovazione, ricerca, sviluppo e coinvolgimento del consumatore» secondo Francesco Mutti, ad di Mutti SpA e presidente del Gruppo derivati pomodoro dell’Associazione italiana industrie prodotti alimentari (Aiipa). L’azienda parmense ha di recente portato sugli scaffali nuove referenze come la dadolata, l’aceto di pomodoro e la passata di datterini. «Dal 1999 siamo certificati per la lotta integrata, ogm free, abbiamo un progetto con il Wwf e cerchiamo usare meno acqua. Creiamo valore». E poi c’è il capitolo comunicazione: «Gli italiani non private label, con una crescita annuale del 2% trainata dai brand. «Ma non bisogna lasciarsi ingannare da questo segno positivo – ha detto Subbady – sono vendite fatte con politiche di prezzi molto bassi, che alla lunga non pagano. Finora la strategia dei retailer per stimolare il consumo di pomodoro è stata la promozionalità e l’offerta di prodotti pronti». Tesco ha deciso di cambiare strada e puntare su educazione dei consumatori e vendite on line. «Per un prodotto grocery come il pomodoro dobbiamo fare in modo che il cliente visiti i no- conoscono tutti gli usi del pomodoro o la differenza d’impiego tra passata, polpa o pezzettoni». Nel 2013 la ditta di Montechiarugolo ha investito 6,7 milioni in comunicazione. Tra i progetti quello del sommelier del pomodoro, per diffondere la cultura del prodotto. Secondo il direttore generale di Conserve Italia Angel Sanchez per restare competitivi serve «pianificare meglio, spingere la cooperazione e l’aggregazione tra aziende e remunerare di più i produttori, spesso pagati poco e sui quali ricadono le instabilità del mercato». Il comparto può crescere ancora grazie a promozioni nei punti vendita e rivisitazioni del packaging. «Bisogna far comprendere al cliente il valore del pomodoro per alzare i prezzi e aumentare la redditività anche se a scaffale bisogna per forza essere competitivi». S.M. n. 26/2014 28 giugno 2014 stri punti vendita e invogliarlo all’acquisto, anche stimolando nuovi utilizzi. Per questo serve una strategia comunicativa diversa, che educhi il consumatore. Dobbiamo offrire esperienza gastronomica con consigli e ricette». Tra breve Tesco coinvolgerà un milione di bambini delle elementari che saranno accompagnati nei punti vendita e tramite seminari condotti su Google classroom, racconterà loro la filiera agroalimentare. COOP È TRACCIABILITÀ Anche secondo Anna Maria Fabbri, product manager di Coop Italia, il mercato del pomodoro è molto legato a prezzo e promozioni, per questo serve differenziazione. «Oggi i consumatori sono più attenti alla tracciabilità: sul nostro sito si possono trovare tutte le informazioni a riguardo. Garantiamo ai nostri clienti l’origine italiana della materia prima dei nostri 26 prodotti a base di pomodoro, grazie a 7 fornitori e 10 produttori, certificati per il rispetto dei diritti dei lavoratori». Per aumentare la redditività del comparto Coop ha creato l’angolo bio, che nel 2013 ha registrato un +15% di fatturato. «C’è poi la linea “Fiorfiore” – ha spiegato Fabbri – ma su questa dobbiamo aumentare le vendite. Il consumatore italiano deve poter scegliere in termini di praticità di utilizzo, riduzione di scarti e rifiuti, facilità di smaltimento. Per educare i clienti pensiamo di inserire pannelli informativi e diffondere il concetto di italianità, ad esempio aggregando l’offerta di olio, pasta e pomodoro o altri mix di alimenti della dieta mediterranea». [ ATTUALITÀ ] Con 7,9 milioni di soci consumatori, 13,2 miliardi di euro di fatturato e una quota di mercato del pomodoro del 18%, Coop Italia è un player di primo piano della grande distribuzione. Fabbri ha sottolineato che l’azienda ritiene strategica la collaborazione con i produttori delle private label: «Abbiamo rigidi disciplinari di produzione e chiediamo forniture regolari per tutta la stagione, ma pensiamo anche a nuovi modi per trainare le vendite, ad esempio con formati più piccoli». UN RICONOSCIMENTO IGP «Nonostante la crisi, il mercato del pomodoro tiene in Italia e all’estero è addirittura in crescita, trainato da salse, passate e pezzettoni. Aumenta la quota delle private label, ormai percepite come prodotti di qualità. Tra le sfide future, migliorare ancora la qualità ed evidenziare la sostenibilità del prodotto». Parola di Antonio Ferraioli amministratore delegato del gruppo La Doria, primo produttore italiano di pelati e polpa di pomodoro e secondo di succhi e bevande a base di frutta, con un fatturato di oltre 600 milioni di euro. «Per garantire l’unicità italiana – ha aggiunto il presidente dell’Associazione nazionale industriali conserve alimentari vegetali (Anicav) – e preservare l’origine geografica e la tipicità dei pelati, miriamo a chiedere il riconoscimento dell’Igp per il pomodoro da industria». Per crescere Ferraioli consiglia di puntare su etica e sostenibilità, sulla qualità, ma anche sui nuove piazze, soprattutto quelle dell’Europa dell’Est. Terra e Vita 21 FILIERE Dalla Grecia alla California F iliere del pomodoro da industria a confronto. Il Farmers meeting del World processing tomato congress è stato sponsorizzato da Regione Emilia-Romagna e Oi Pomodoro Nord Italia «In Grecia – ha spiegato Konstantinos Sotiropoulos, plant manager di Copais – netto calo della produzione. Da 1,2 milioni di t nel 1999 a 360mila t nel 2011. Nel 2013, 425mila t, ma per il 2014 è previsto un incremento del 15-20% sul 2013. Il prezzo (franco stabilimento di trasformazione) oscilla da 73 €/t con un brix del 3,99 a 106 €/t con brix superiore a 5,6>. Per quanto riguarda la Turchia, Sotiropoulos ha stimato per il 2014 30mila ha di pomodoro a prezzi oscillanti tra 80 e 87,4 €/t arrivo stabilimento; in questo caso superfici in netto calo. «In Portogallo – ha detto Gonzales Escudeiro segretario generale dell’Op Torriba – vi sono 19 Op e 9 industrie di trasformazione. Nel 2014 l’area coltivata sarà di 17.389 ha per una produzione prevista di 1.558.585 t e una resa di 89,63 t/ha a 80 €/t per un brix di 4,80-5,20 e una variazione in più o in meno del 20% per le fasce di brix superiori o inferiori alla fascia centrale». Charles Rivara, direttore del California tomato research institue ha detto che la California coltiva circa 100mila ha, produce circa 12,7 milioni di t e il prezzo quest’anno è di 68 €/t. «Gli aspetti positivi sono le notevoli economie di scala, la professionalità degli agricoltori, un sistema di irrigazione efficace, anche se costoso (a goccia con impianti sottosuolo e almeno tre anni con la stessa coltura), un clima favorevole (la raccolta dura oltre tre mesi) e un alto grado di competitività tra i componenti della filiera. Di contro, problemi arrivano dal costo di carburanti, energia, fertilizzanti e terreni, dalla presenza di patologie, e soprattutto dalle problematiche crescenti per la risorsa idrica (con coltivazioni alternative più remunerative, quali mandorli e pistacchio), oltre che da una crescente introduzione di vincoli ambientali». Infine il Nord Italia. Secondo Gabriele Canali dell’Università Cattolica di Piacenza, consulente dell’Oi Pomodoro Nord Italia, è prevista una produzione di 2.400.000 t con un prezzo di riferimento di 92 €/t. Tra i temi aperti la valutazione del pomodoro alla consegna. Negli ultimi due anni l’Oi ha istituito un gruppo di verifica con tecnici dell’Oi che nel corso della campagna hanno visitato gli stabilimenti di trasformazione per verificare l’attività di valutazione della materia prima consegnata dagli agricoltori. In chiave futura l’Oi sta valutando la costituzione di un ente terzo che gestisca direttamente la valutazione della materia prima come avviene da tempo in California e in Spagna. Ciò potrebbe migliorare sia la trasparenza che la competitività della filiera. T.V. [ LEGGI, LAVORO E FISCO ] 22 Terra e Vita n. 26/2014 28 giugno 2014 Aree edificabili affittate a Cd o Iap Tasi dovuta anche dall’affittuario Esenzione Imu terreni agricoli, per ora con la circolare 9/1993 DI CORRADO FUSAI I l Dipartimento delle Finanze del ministero dell’Economia ha risposto, con una nota del 4 giugno scorso, ad alcune domande frequenti poste all’amministrazione finanziaria per la corretta applicazione della Tasi e dell’Imu, anche con riferimento al settore agricolo (oltre a chiarimenti vari, tra cui la base imponibile, le detrazioni sulla casa di abitazione principale ed equiparate, che non possiamo trattare per ragioni di spazio). Di particolare importanza la risposta al quesito che si riferisce alla aree edificabili affittate o concesse in comodato a Cd o Iap. Lo spunto è dato dalla disposizione dell’ultima legge di stabilità (art. 1, co. 671, della L. n. 147/2013), secondo cui la Tasi è dovuta da chiunque possieda o detenga a qualsiasi titolo le unità IMU E TERRENI L’altitudine è quella del ‘93 A STRUMENTALI Tasi 1 per mille e niente Imu T utti i fabbricati, pertanto anche quelli ad uso strumentale, pagano la Tasi. L’aliquota è fissa all’1 per mille, senza possibilità di aumenti. Lo confermano le Finanze che alla domanda se il Comune possa aumentarla fino al 2,5 per mille, hanno risposto: “L’aliquota Tasi da applicare ai fabbricati rurali ad uso strumentale è pari all’1 per mille e non è possibile in alcun caso aumentarla, né applicare la maggiorazione dello 0,8 per mille, in quanto il co. 678 dell’art. 1 della L. n. 147/2013, stabilisce che l’aliquota non può comunque superare l’1 per mille. Si ricorda che per questi fabbricati l’Imu non è dovuta, a C.F. norma del successivo comma 708”. immobiliari di cui al comma 669 della stessa legge. E la domanda è: nel caso in cui le aree edificabili non sono possedute da coltivatori diretti e da imprenditori agricoli professionali iscritti alla previ- proposito di esenzioni dall’Imu, sono stati chiesti chiarimenti sulla disposizione (art. 22 c. 2 del Dl. n. 66/2014, che ha sostituito l’art. 4, co. 5-bis dell’art. 4 del Dl. n. 16/2012) che ha previsto un decreto con il quale siano individuati i Comuni nei quali, a decorrere dall’anno di imposta 2014, si applica l’esenzione per i terreni agricoli sulla base della loro altitudine, diversificando eventualmente tra terreni posseduti da coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali, iscritti nella previdenza agricola; il problema riguarda il fatto che di tale decreto non si hanno notizie e, di conseguenza, come regolarsi per il pagamento della prima rata Imu (già scaduta lo scorso 16 gennaio). La risposta conferma quanto già anticipato anche su denza agricola, ma sono date in affitto a Cd o Iap che coltivano l’area edificabile, la Tasi è dovuta? E se sì, l’utilizzatore del terreno (affittuario o comodatario) è tenuto a pagare la quota di sua spettanza, come previsto dall’art. 1, co. queste pagine: se il decreto non viene emanato in tempi utili per il versamento della prima rata dell’Imu, i contribuenti applicano le norme attualmente in vigore e, quindi, ci si deve continuare a riferire all’elenco allegato alla Circolare n. 9 del 14 giugno 1993, così come previsto dalla circolare del Mef n. 3 del 2012. GIORNI DI POSSESSO Ai fini dell’Imu è disposto che l’imposta sia calcolata sui giorni di possesso, e cioè conteggiando per intero il mese nel quale il possesso o la detenzione si sono protratti per almeno 15 giorni. Nulla è invece disposto ai fini della Tasi: secondo le finanze per la Tasi si possono applicare le regole dell’Imu, anche nel caso di immobile acquistato in corso d’anno: ad es. il contribuente ha acquistato il fabbricato a maggio deve calcolare la prima rata in ragione del 50% dell’imposta dovuta su otto dodicesimi. C.F. n. 26/2014 28 giugno 2014 681, L. n. 147/2013? La risposta è che la Tasi è dovuta, poiché il terreno resta area edificabile, mancando il requisito del possesso da parte del Cd o Iap (in tal caso, come noto, ci sarebbe l’esenzione della Tasi, a condizione che il possessore sia iscritto alla previdenza agricola). L’imposta complessiva deve essere determinata con riferimento alle condizioni del proprietario e, successivamente, ripartita tra quest’ultimo e l’affittuario o il comodatario sulla base delle percentuali stabilite dal Comune. Per la ripartizione dell’imposta, nel caso in esame, si devono applicare le regole stabilite per tutti i casi di immobili dati in locazione. Come precisato dalle Finanze, il comma 681 dell’art. 1 della legge di stabilità 2014, prevede che il titolare del diritto reale e l’occupante sono titolari di un’autonoma obbligazione tributaria; l’occupante versa la Tasi nella misura compresa tra il 10 e il 30% dell’ammontare complessivo dell’imposta, in base alla percentuale stabilita dal Comune nel proprio regolamento, calcolata applicando l’aliquota determinata dal Comune. La norma prevede, infine, che la restante parte dell’imposta sia corrisposta dal titolare del diritto reale. Pertanto, l’imposta complessiva deve essere determinata con riferimento alle condizioni del titolare del diritto reale e successivamente ripartita tra quest’ultimo e l’occupante sulla base delle percentuali stabilite dal Comune. Se il Comune nella delibera non ha indicato la percentuale per il riparto dell’imposta tra proprietario e affittuario, quest’ultimo deve versare il tributo nella misura minima del 10%, in quanto si ritiene che una diversa percentuale di imposizione a carico del detentore debba essere espressamente deliberata dal Comune stesso. Il proprietario dell’immobile non è responsabile in caso di mancato versamento della propria quota Tasi da parte dell’inquilino, poiché ognuna delle parti è titolare di un’autonoma obbli gazione tributaria. [ LEGGI, LAVORO E FISCO ] LUGLIO Le scadenze (prima parte) Inps Datori di lavoro domestico: versamento dei contributi 2° trimestre 2014. Iva Emissione e registrazione delle fatture differite relative a beni consegnati o spediti in giugno e risultanti da documenti di trasporto. Iva – Produttori agricoli in regime normale: annotazione cumulativa dei corrispettivi per i quali in giugno sono stati rilasciati scontrino o ricevuta fiscale. Cedolare Secca Persone fisiche titolari di p. Iva – Saldo 2013 e 1° acconto 2014 – I proprietari locatori che hanno esercitato l’opzione per il regime della cedolare secca: a) se hanno scelto il versamento rateale ed effettuato il primo versamento entro il 16 giugno, versano la 2° rata dell’imposta, con interessi dello 0,33%; b) versamento, per intero o della prima rata, con maggiorazione dello 0,40%. Inps Titolari delle aziende diretto-coltivatrici, Iap, concedenti a colonia o mezzadria: scade il termine per il versamento della 1ª rata dei contributi previdenziali e assistenziali dovuti per l’anno 2014. Inps Datori di lavoro e sostituti d’imposta, versamento dei contributi dovuti per i dipendenti diversi dagli operai agricoli occupati in giugno, nonché del contributo previdenziale dovuto alla gestione separata Inps per i compensi ai collaboratori a progetto corrisposti in giugno. Irpef Datori di lavoro o sostituti d’imposta, versamento di: a) normali ritenute alla fonte operate in giugno sui redditi da lav. dipendente e ass. e sui compensi da lav. autonomo; b) rata dell’acconto dell’addizionale comunale all’Irpef trattenuta ai lavoratori dipendenti e pensionati sulle competenze di giugno; c) rate delle addizionali regionale e comunale all’Irpef trattenuta ai lavoratori dipendenti e pensionati sulle competen- Terra e Vita 23 ze di giugno a seguito delle operazioni di conguaglio di fine anno; d) in unica soluzione addizionali regionale e comunale all’Irpef trattenuta ai lav. dipendenti e pensionati sulle competenze di giugno a seguito delle operazioni di cessazione del rapporto di lavoro. Iva Contribuenti mensili: versamento dell’imposta dovuta per il mese di giugno o, in caso di affidamento a terzi della contabilità, con comunicazione all’Ufficio Iva competente nella dichiarazione relativa all’anno precedente, dell’imposta dovuta per il mese di maggio. Iva Presentazione comunicazione dati contenuti nelle dichiarazioni d’intento ricevute in giugno da esportatori abituali. Iva Saldo dichiarazione annuale - Contribuenti che rateizzano il saldo dell’imposta relativa al 2013 risultante dalla dichiarazione annuale: versamento della 5ª rata, con applicazione della maggiorazione per interessi dello 0,33% per mese. Unico 2014 Versamento rateale per titolari di p. Iva – Termine ordinario – Contribuenti che hanno versato la 1ª rata entro il 16 giugno: versamento della 2ª rata, con interessi pari allo 0,33%. Unico 2014 Saldo e acconto con maggiorazione – Termine differito – Contribuenti, titolari e non di p. Iva: versamento del saldo 2013 delle imposte dirette, nonché dell’eventuale 1° acconto del 2014, con maggiorazione dello 0,40%. Il versamento può essere rateale: in questo caso si versa la 1ª rata. I contribuenti che presentano Unico e non hanno ancora versato il saldo Iva della dichiarazione annuale, possono effettuarne il versamento, con gli interessi, assieme alle somme dovute per le imposte dirette. Ravvedimento Regolarizzazione dei versamenti unitari di imposte e contributi dovuti entro il 16 giugno 2014 e non effettuati, o effettuati in misura insufficiente: maggiorazione degli interessi legali e sanzione ridotta al 3%. Registro delle imprese Versamento – Soggetti iscritti al registro imprese: se non effettuato entro il 16 giugno, scade il termine per il versamento dei diritti annuali con maggiorazione dello 0,4%. (a cura di Corrado Fusai) [ LEGGI, LAVORO E FISCO ] 24 Terra e Vita n. 26/2014 28 giugno 2014 La nuova procedura telematica facilita la gestione dei voucher Grazie all inserimento autonomo e preventivo delle operazioni fondamentali DI MASSIMO MAZZANTI C on messaggio n. 5000 del 29/5/2014, l’Inps ha illustrato la nuova procedura telematica inerente i c.d. voucher (lavoro accessorio). Questa nuova procedura, denominata FastPOA, è strutturata in modo da rendere più facile e immediata la gestione delle operazioni fondamentali di utilizzo dei voucher virtuali, quali la registrazione dei prestatori, la dichiarazione di inizio prestazione e la consuntivazione di compensi, attraverso una modalità che guida l’operatore nelle diverse fasi di gestione. La caratteristica della procedura è quella di consentire una gestione organizzata per liste di prestatori, con riferimento alle quali si può effettuare sia l’inserimento delle prestazioni di lavoro (con contestuale invio della comunicazione di inizio prestazione all’Inail) che la gestione operativa di tutti i rap- MARCHI Agriturismi a cinque stelle porti di lavoro relativi ai lavoratori inseriti nella lista, tramite un’unica operazione. La procedura FastPOA consente di inserire in maniera autonoma e preventiva le tipologie di prestatori e i luoghi dove verranno svolte le prestazioni lavorative. Tale nuova procedura si affianca alla procedura telematica “ordinaria”; in una prima fase di sperimentazione è resa accessibile a committenti e a loro delegati che ne facciano richiesta all’Inps. L’abilitazione dovrà essere richiesta, indicando il codice fiscale/p. Iva del committente e l’eventuale codice fiscale del delegato, obbligatorio per i committenti persone giuridiche, inoltrando una mail alle caselle di posta dei referenti regionali lavoro accessorio, reperibili su www.inps.it. Il manuale della procedura è nella sezione “Utilizzare i buoni lavoro”. Per accedere alla procedura FastPOA «A griturismo Italia» è il marchio di proprietà del Mipaaf che identificherà le aziende e le attività agrituristiche autorizzate a norma di legge e verrà concesso in uso alle Regioni e alle Province autonome secondo le procedure di cui ad un apposito regolamento emanato dallo stesso Ministero. Nel decreto emanato il 3 giugno (G.U. del 13 giugno), oltre al regolamento che disciplina l’uso del marchio, viene istituito presso il Mipaaf il repertorio nazionale dell’agriturismo, che ha la finalità di integrare tutti gli Elenchi ufficiali di Regioni e Province autonome, monitorare l’offerta nazionale e individuare le aziende abilitate all’uso del marchio «Agriturismo Italia». è necessario: - per i committenti, persone fisiche: essere titolare di un Pin. L’Inps precisa che nella prima fase sperimentale, i committenti dovranno essere abilitati secondo quanto sopra indicato; - per i delegati: essere muniti di un Pin ed essere in possesso di una delega ad operare. Nella fase sperimentale, i delegati dovranno essere abilitati secondo quanto prima indicato. Dopo la verifica del Pin inserito, l’utente accederà al menù principale dove troverà il link alla procedura FastPOA. L’Inps comunica, poi, che è in corso di sviluppo un nuovo sistema di gestione delle deleghe per consulenti, rappresentanti legali e intermediari autorizzati, a seguito del quale la procedura telematica FastPOA sarà resa accessibile direttamente sul sito, senza necessità di abilita zioni preventive. Le categorie di riferimento sono 5, ma il simbolo che le rappresenta non è costituito da stelle, bensì da soli, e i simboli assegnati possono essere 1, 2, 3, 4 oppure 5, identificativi della categoria. Si va dall’agriturismo che “offre soltanto le attrezzature e i servizi minimi”, all’agriturismo “che cura armonicamente il comfort e la caratterizzazione agricola e naturalistica dell accoglienza, mettendo a disposizione dell ospite un complesso di attrezzature e servizi di livello elevato in un contesto paesaggistico-ambientale eccellente”. L’inserimento nelle categorie può avvenire o a discrezione della Regione: per autodichiarazione, con la compilazione di un apposito modulo; o per valutazione «esterna», con un sopralluogo delle autorità competenti. A.C. [ LEGGI, LAVORO E FISCO ] n. 26/2014 28 giugno 2014 Terra e Vita 25 FILO DIRETTO CON L’ESPERTO Tra coniugi comproprietari non “serve” contratto d’affitto Per legittimare l’uso effettuato da uno dei due, sempre che ci sia accordo C ome potrebbe essere regolata giuridicamente la situazione in cui il terreno (coltivato a viti) è di proprietà indivisa di due coniugi, ma l’azienda agricola è intestata e gestita dalla sola moglie, mentre il marito si occupa di tutt’altro? Mi chiedo se sia necessaria la stipula di un contratto di affitto agrario ai sensi della l. 203/92 tra i coniugi-proprietari e azienda agricola, oppure solo tra il marito e l’azienda agricola, visto che la moglie è già titolare dell’azienda stessa. Oppure, si potrebbe forse pensare che non sia necessario alcun contratto, e considerare la moglie come mera utilizzatrice della cosa comune ai sensi dell’art. 1102 c.c.? R.E. - email della cosa comune, purÈ preliminarmente opportuno chiariché non ne alteri la destire se per “proprietà indivisa” si intende nazione e non impedisca un bene ricadente nella comunione legaagli altri partecipanti di le tra coniugi o un bene che gli stessi farne parimenti uso sedetengono in comproprietà semplice ai condo il loro diritto (art. sensi degli art. 1102 e ss. c.c. 1102). Come rilevato dalla Come chiarito anche dalla Cassazione in giurisprudenza, il compiù occasioni (Cass. civ. 25 ottobre 2011 proprietario che utilizza il n. 2208), nella comunione legale dei beni bene in via esclusiva non è tra i coniugi, a differenza che in quella tenuto a corrispondere alordinaria, i coniugi non sono individualcunché al comproprietamente titolari di un diritto di quota, benrio che rimanga inerte, salvo che questi sì solidalmente titolari di un diritto manifesti l’intenzione di utilizzare anavente per oggetto tutti i beni della coch’egli il bene in mamunione. Nella coniera diretta (Trib. munione legale tra Roma sez. VIII coniugi, quindi, cia23/1/2012). scun titolare può CODICE CIVILE - ART. 1.102 Uso della cosa comune: “Ciascun partecipante può utilizzare libera- servirsi della cosa comune, purché non ne alteri la In entrambi i casi, mente il bene ed destinazione e non impedisca agli altri partecipan- qualora i coniugi siesercitare atti di or- ti di farne parimenti uso secondo il loro diritto. A ano d’accordo sultal fine può apportare a proprie spese le modificadeldinaria amministra- zioni necessarie per il migliore godimento della l’esercizio zione, salva la ne- cosa. Il partecipante non può estendere il suo dirit- l’azienda agricola da sulla cosa comune in danno degli altri parteciparte della moglie, cessità di ottenere il to panti, se non compie atti idonei a mutare il Titolo non sarà necessario consenso dell’altro del suo possesso”. formalizzare un coniuge (art. 180 contratto di affitto per legittimare l’uso c.c.) per gli atti di straordinaria amminieffettuato dal coniuge comproprietario. strazione (in mancanza del quale l’atto Luca Andretta può essere annullato, su azione del coniuge escluso, ai sensi dell’art. 184 c.c., nel termine di un anno decorrente dalla COME EVITARE L’USUCAPIONE conoscenza dell’atto o dalla data di traÈ sconsigliabile stipulare scrizione). un contratto stagionale Nel caso della comproprietà ordinaria, Ho un terreno agricolo avuto in eredità. Un invece, ciascun partecipante può servirsi agricoltore del posto mi ha chiesto di potervi * seminare erba medica, visto che è libero da coltivazioni. Vorrei darglielo senza guadagnarci ma neanche perderci. Mi è stato consigliato, per evitare in futuro un usucapione, di fare un contratto d’affitto stagionale ad un prezzo irrisorio (es. 10 €). Ho un dubbio soprattutto sulla stagionalità dell’erba medica: non vorrei poi ricadere nei contratti pluriennali. Va registrato? I costi sono onerosi? L’usucapione è un modo di acquisto della proprietà che opera nel caso in cui un soggetto, diverso dal proprietario, possegga un bene per un periodo di tempo ininterrotto (20 anni nei casi di beni immobili). Affinché si possa perdere la proprietà in favore di altra persona che detiene il bene in forza di un contratto come l’affitto, il comodato o la locazione, è però sempre necessario che questi manifesti l’intenzione di tenerlo come proprio, attraverso dichiarazioni o atti. 26 Terra e Vita Il lettore prospetta la possibilità di formalizzare la concessione del fondo a un coltivatore mediante un contratto. Tale cautela è corretta. La stipula di un contratto scritto, infatti, faciliterà, in caso di contestazioni, la prova che il coltivatore ha detenuto il fondo su concessione del lettore, riconoscendone, di conseguenza, la qualifica di proprietario e i relativi diritti e impedendo così il decorrere del termine ventennale per l’usucapione. Con riferimento alla tipologia contrattuale, il proprietario avrà a disposizione diverse opzioni, tra le quali la possibilità di stipulare un comodato gratuito, determinandone liberamente la durata, che potrà essere anche indeterminata. Il contratto di comodato immobiliare, se stipulato in forma scritta, è soggetto agli obblighi di registrazione, con il pagamento della tassa che ammonta a € 200 circa. È inoltre possibile stipulare un contratto stagionale, opzione che tuttavia potrebbe essere sconsigliabile poiché presenta alcune criticità, come rilevato dal lettore, legate soprattutto alla durata del rapporto. L’affitto di fondo rustico, nell’ipotesi generale, è infatti destinato a durare quindici anni, tacitamente rinnovabili in caso di mancata disdetta da parte del proprietario-concedente. Si evidenzia tuttavia che l’art. 56 della L. n. 203/82 prevede che le norme in materia di affitto di fondo rustico non si applicano ai “contratti agrari di compartecipazione limitata a singole coltivazioni stagionali … né alla vendita di erbe di durata inferiore ad un anno quando si tratta di terreni non destinati a pascolo permanente ma soggetti a rotazione agraria”. L’indicazione non è del tutto chiara, specialmente quando fa riferimento alla “compartecipazione”; tale termine potrebbe suggerire che l’applicazione delle norme in materia di affitto di fondo rustico, ivi incluse quelle sulla durata, può essere evitata solo se il concedente svolge attività agricola sul fondo. La conclusione sembra essere stata in alcuni casi confermata anche dalla giurisprudenza (Cass. Civ., n. 13631/2004), che ha ritenuto fondamentale “la circostanza che il concedente, negli intervalli di tempo della sua attività produttiva dedicata a certe colture, conceda ad altri [ LEGGI, LAVORO E FISCO ] n. 26/2014 28 giugno 2014 il godimento dei terreni lasciati liberi a far tempo dal momento del precedente raccolto a quello della nuova semina o piantagione”. Luca Andretta SUCCESSIONE Affittare il fondo ereditario è accettazione tacita dell’eredità Nel caso che il proprietario di un fondo sia deceduto da tempo (non è stata fatta successione) e gli eredi certi, i fratelli, vogliano affittare il fondo, si può fare il contratto di affitto con gli eredi, o per essere sicuri inserire la dicitura che dichiarano di essere eredi? Interpreto la frase “non è stata fatta successione” nel senso che non vi è stata accettazione espressa dell’eredità e non è stata presentata denuncia di successione. A parte la possibilità che comunque vi siano già stati degli atti di accettazione tacita, che si ha “quando il chiamato all’eredità compie un atto che presuppone necessariamente la sua volontà di accettare e che non avrebbe il diritto di fare se non nella qualità di erede” (art. 476 c.c.), il fatto stesso di dare in affitto il fondo ereditario costituisce uno di questi atti di accettazione tacita dell’eredità. Di conseguenza i fratelli del defunto possono perfettamente e a pieno diritto definirsi eredi. Francesco Mario Agnoli AFFITTUARIO MOROSO Per avviare l’azione giudiziaria deve essere passato un anno Il mio affittuario non mi paga l’affitto e conduce in modo molto trascurato il mio frutteto di 5 ha. Come posso fare per mandarlo via? La soluzione del problema del lettore sta nell’art. 5/2° comma della L. n. 23/82, che così dispone: “La risoluzione del contratto di affitto a coltivatore diretto può essere pronunciata nel caso in cui l’affittuario si sia reso colpevole di grave inadempimento contrattuale, particolarmente in relazione agli obblighi inerenti al pagamento del canone, alla normale e razionale coltivazione del fondo, alla conservazione e manutenzione del fondo medesimo e delle attrezzature relative, alla instaurazione di rapporti di subaffitto o di subconcessione”. Ovviamente per fare risolvere il contrat- to, se l’affittuario non se ne va spontaneamente, occorre rivolgersi all’autorità giudiziaria, tenendo però presente che prima di promuovere la relativa azione (col patrocinio di un avvocato) il locatore deve inviare all’affittuario lettera raccomandata con avviso di ricevimento, contestandogli le inadempienze ed esponendo le proprie richieste. Se l’affittuario entro tre mesi dal ricevimento della lettera sana l’inadempienza (nel caso concreto paga il canone e provvede alla sistemazione del fondo) “non si dà luogo alla risoluzione del contratto” (art. 5/3° co.). Inoltre per risolvere il contratto l’inadempienza deve essere “grave” sia per quanto riguarda la cattiva coltivazione e manutenzione del fondo, sia per il pagamento del canone. Quanto a quest’ultimo il comma 4 dello stesso art. 5 precisa che l’inadempienza è considerata grave quando “si concreti nel mancato pagamento per almeno un anno”. Il lettore non dice da quanto tempo l’affittuario non provvede a corrispondergli l’affitto, nel caso che si tratti di meno di un anno, ritengo (ma è opinione personale) che, approfittando anche del fatto che è in ballo anche la cattiva conduzione, per effettuare la contestazione a mezzo lettera raccomanda non occorra (se si vuole guadagnare un po’ di tempo) attendere il decorso dell’anno, che è invece necessario sia trascorso (così come i tre mesi dal ricevimento) per iniziare l’azione giudiziaria. Francesco Mario Agnoli IMMOBILE A DIPENDENTE Il datore di lavoro può concederlo in comodato, in locazione o in uso Conduco, come coltivatore diretto, in affitto (da mio padre) un’azienda vitivinicola con n. 26/2014 28 giugno 2014 [ LEGGI, LAVORO E FISCO ] renti il fabbricato stesso, comprese le utenze non a carico dell’utilizzatore e quanto corrisposto per il godimento del fabbricato stesso. Per i fabbricati concessi in connessione all’obbligo di dimorare nell’alloggio stesso, si assume il 30% della predetta differenza”. L’imponibile in capo al beneficiario è quindi calcolato secondo un criterio forfetario. In base all’art. 9, co. 3-bis, del Dl. n. 557/93 (e succ. mod. e integr.) sono rurali i fabbricati destinati ad abitazione dei dipendenti esercenti attività agricole nell’azienda, a tempo indeterminato o a tempo determinato, per un numero annuo di giornate lavorative superiore a 100, assunti in conformità alla normativa vigente in materia di collocamento. Barbara Segato all’interno dei fabbricati rurali. Per uno di questi vi è la possibilità di darlo in affitto ad un dipendente otd che svolge circa 150 gg annue. Ho letto che per mantenere la ruralità del fabbricato le condizioni sono appunto che il dipendente svolga almeno 100 gg in azienda. È vero? Vi sono dei facsimile di “contratti di locazione ad uso abitativo” specifici? Il datore di lavoro può concedere l’immobile al dipendente: in comodato (il dipendente se ne serve per un tempo o un uso determinato, con obbligo di restituzione), in locazione (a fronte del pagamento di un corrispettivo) o in uso (il dipendente può abitare l’immobile, limitatamente ai bisogni suoi e della sua famiglia). La possibilità per il dipendente di utilizzare un immobile costituisce in ogni caso un “fringe benefit”, cioè un compenso in natura che fa parte della retribuzione imponibile, sia ai fini fiscali che previdenziali. Per la determinazione del valore di detto benefit, la norma di Terra e Vita 27 riferimento è l’art. 51 co. 4 lettera c) del Dpr. n. 917/86 (Tuir): “per i fabbricati concessi in locazione, in uso o in comodato, si assume la differenza tra la rendita catastale del fabbricato aumentata di tutte le spese ine- DOVE INVIARE I QUESITI New Business Media Srl Piazza Galileo Galilei, 6 - 40123 Bologna fax: 051-6575856 e-mail: [email protected] 28 Terra e Vita [ ATTUALITÀ/REGIONI ] PIEMONTE Agronomo e imprenditore agricolo Giorgio Ferrero è il nuovo assessore all’agricoltura 28 giugno 2014 LOMBARDIA Un comparto da 20 milardi di euro Suinicoltura, serve spinta all’export A N on un nome nuovo al contesto agricolo. Anzi. L’esperienza di Giorgio Ferrero, classe ’66, neo assessore all’agricoltura nella giunta Chiamparino, non tradisce ma conferma le attese (è sempre stato in pole position nel toto-assessori): l’assessorato all’agricoltura è dunque affidato a un agrotecnico e imprenditore agricolo di competenza ed esperienza provate tanto da condurlo a rico L assessoreGiorgio Ferrero. prire, in passato, l’incarico di presidente di Coldiretti Piemonzione (soprattutto cinghiali te. Però, da qualche anno, Ferree caprioli) sono un proro è anche un uomo di partito: blema serio per l’operasegretario del Pd e già candidato tività dell’agricoltura alle Europee del 2009, Chiampapiemontese. rino lo ha voluto da subito nel Infine, un’applica‘listino’ in occasione delle ultime zione operativa nelelezioni regionali. È stato sindal’erogazione dei fondi co di Pino d’Asti, suo paese (dostrutturali a completave conduce un’azienda a indirizmento delle filiere zo prevalentemente vitivinicoagroalimentari e una immediata lo), e amministratore della disponibilità e facilitazione alcamera di commercio di Asti. l’accesso al credito. Ferrero ha Tra i primi compiti del neo pure evidenziato la necessità di assessore c’è l’applicazione del riformare l’organinuovo piano di svismo pagatore (Arluppo rurale, anche PROCEDURE pea) per snellire le alla luce dell’intesa PIÙ SNELLE CON procedure e non peraggiunta sulla Pac LA RIFORMA nalizzare in termini in conferenza StatoDELL’ARPEA, di pagamento le imRegioni a Roma ORGANISMO prese che hanno (presente ChiampaPAGATORE chiesto gli aiuti Pac. rino). Ma per l’agriInfine, aderendo coltura piemontese a una richiesta di Coldiretti, ha restano importanti nodi da riricordato la necessità di una solvere, circa le tematiche più modifica del regolamento per sentite dalle imprese, dagli inl’erogazione dei fondi strutturali terventi per favorire l’imprendiche debbono privilegiare le imtoria agricola giovanile ai dispoprese condotte da giovani e quelsitivi – anche e soprattutto di le che hanno avviato contratti di legge – volti a contenere la sel Jacopo Fontaneto filiera. vaggina, i cui eccessi di popola- n. 26/2014 NORD lla fine le ragioni dei suinicoltori lombardi arriveranno sul tavolo del ministero. La data è già fissata per il 3 luglio, ore 12.30. Per Gianni Fava, assessore regionale all’agricoltura, è un positivo riscontro ai tanti appelli lanciati nelle ultime settimane. «In questi anni la situazione di difficoltà del comparto suinicolo si è acuita, fino al punto da aver estromesso dalla filiera la redditività sufficiente a programmare il futuro delle imprese». Non è mistero che la richiesta sostenuta da Palazzo Lombardia sia quella di delegare maggiori poteri di intervento a livello territoriale, assicurando alle Regioni la possibilità di sopperire con misure specifiche all’inefficienza dell’Unione europea. Quali siano le carenze lo rimarca lo stesso assessore: «Bruxelles, e non ci spieghiamo il motivo, vieta qualsiasi misura di aiuto accoppiato alla suinicoltura, nonostante si tratti di un comparto a forte rischio di declino e, invero, in crisi da ormai otto anni. Se la Ue non vuole sostenere una filiera che nei prossimi anni dovrà fare i conti con un aumento dei consumi di carne suina, il ministero delle Politiche agricole lasci almeno i territori liberi di intervenire». Vanno prese le giuste decisioni, chiosa Fava, «per assicurare la ripresa delle produzioni Dop, risollevare l’export di carni e salumi e restituire redditività all’intera filiera, dagli allevatori ai trasformatori. Solo con progetti tesi a valorizzare qualità e peculiarità del suino pesante padano potremo dare certezze e futuro a un comparto che vale, nel suo comJ.F. plesso, 20 miliardi di euro». PIEMONTE Consegna progetti entro il 7 luglio Promozione vino sui Paesi terzi S cadono il 15 luglio i termini per la presentazione di progetti a valere sulla annualità 2014/2015 della Misura “promozione del vino sui paesi terzi”. Approvato con Det. n. 527 del 12 giugno scorso, il bando riconduce alla misura che sostiene le attività promozionali a favore delle produzioni di qualità a denominazione di origine svolte dalle aziende vitivinicole sui mercati terzi rispetto all’Ue. Le spese ammissibili riguardano le attività di marketing, con una concessione di aiuti pari al 50% delle spese sostenute. Sono ammissibili progetti aventi un costo complessivo minimo per paese terzo non inferiore a 100.000,00 euro per anno. Riguardo ai progetti regionali (a valere sui fondi quota regionale), la scadenza è fissata alle ore 14 del 7 luglio. Il bando è pubblicato in dettaglio sul sito web della Regione Piemonte. J.F. n. 26/2014 28 giugno 2014 [ ATTUALITÀ/REGIONI ] EMILIA-ROMAGNA A luglio bando per le licenze Marysa, nuova ciliegia frutto della ricerca dell’università felsinea EMILIA-ROMAGNA Ok alla sospensione dei mutui Sostegno ai territori terremotati C F rutto della ricerca del dipartimento di Scienze agrarie dell’Università di Bologna, la nuova varietà di ciliegie Marysa si caratterizza per un’elevata produttività, che parte da 15 t/ha dal 3° anno dell’impianto con punte di 20-22 (quest’anno, nell’impianto sperimentale alla VII foglia dell’azienda Maria Rosa Amidei di Vignola (Mo), la resa è stata di 25 t/ha). I frutti sono di bella pezzatura, con calibri di 28 e oltre, presentano un peduncolo lungo, che velocizza le operazioni di raccolta (28-30 kg/ora), discreta resistenza allo spacco, acidità che arriva a 12 e 18 °brix. I ricercatori dell’Università di Bologna hanno condotto la sperimentazione nell’azienda Amidei, dove la cultivar Marysa è stata innestata su Gisela 6 e su Colt e allevata rispettivamente a palmetta stretta e a vaso multiasse, e nell’azienda Nino e Marisa Quartieri (da cui il nome della cultivar) di Mulino di Savignano (Mo) innestata su Colt e allevata a bandiera. In Emilia-Romagna la varietà è pronta per la raccolta tra fine maggio e inizio giugno. A 10 giorni dallo stacco (momento di raccolta ideale), le ciliegie sono calate di 0,6-0,7 punti mantenendo brillantezza e acquisendo colorazione leggermente più scura. In generale, il costo di un impianto di ciliegie varia a seconda della densità e delle protezioni che si decide di adottare. Al completo sarebbero tre: anti pioggia e grandine, anti uccelli e rete contro la drosofila, la mosca del- la ciliegia. La spesa può variare da un minimo di 4-5mila €/ha per un cereseto di 800 piante/ha con l’impianto d’irrigazione a 100-120mila €/ha per 5mila piante/ha con impianto di fertirrigazione e solo la copertura antipioggia. Per Marysa, la densità delle piante dipende dal portinnesto: meglio con un portinnesto vigoroso o medio-vigoroso, perciò le distanze sono quasi obbligate: 5 m tra i filari e non interiori a 3 m nel filare, il che equivale a 600-700 piante/ha. La distanza tra i filari deve essere 1 metro più dell’altezza massima della pianta adulta che per Marysa è di 4 m, per evitare ombreggiamenti. Nei primi anni dell’impianto va effettuata la potatura lunga per creare la struttura, poi sulle piante adulte si tagliano anche le branche per contenere l’altezza. A fine giugno Marysa verrà brevettata a livello europeo. In luglio l’Università di Bologna indirà un bando pubblico rivolto ai vivaisti per l’assegnazione delle licenze per la moltiplicazione e in agosto verranno fornite le gemme. L’obiettivo è mettere in produzione 50mila piante/anno nei vivai a livello nazionale. Jessika Pini Terra e Vita 29 NORD Con l’approvazione all’unanimità del Dl EmiliaRomagna, la Camera dei Deputati ha finalmente concesso il sostegno ai territori colpiti dai terremoti e dai successivi eventi alluvionali. Tra le norme approvate la sospensione dei mutui per le case inagibili senza oneri a carico del mutuatario e l’esclusione per il 2014 e il 2015 dal patto di stabilità dei comuni terremoti degli interventi di ristrutturazione e delle donazioni ricevute. Ma ad attendere da ormai 2 anni erano anche agricoltori delle province di Bologna, Modena, Ferrara, Mantova, Reggio Emilia e Rovigo che aspettavano un sostegno, a oggi mai arrivato. È per questo che il deputato Giuseppe L Abbate(M5S) in Commissione Agricoltura ha presentato un odg che impegna il Governo Renzi a provvedere con urgenza al trasferimento delle risorse previste dal Dl. n. 74 del 6 giugno 2012. Il Ministero ha accolto l’impegno e dovrà provvedere entro e non oltre il 31 luglio prossimo. «Dopo gli eventi sismici del maggio 2012, l’allora Governo Monti aveva emanato un decreto, poi convertito in legge, per destinare 5 milioni di euro alla Società gestione fondi per l’agroalimentare (SGFA, ndr) di Ismea con l’obiettivo di abbattere le commissioni per l’accesso alle garanzie dirette per gli agricoltori dei territori colpiti – dichiara L’Abbate –. Sino a oggi, infatti, non risulta trasferito a SGFA alcun importo per ottemperare ai dettami della legge del 2012, nonostante il 19 dicembre dello stesso anno sia pervenuta, dalla Commissione europea, l’autorizzazione al regime di aiuti previsto dal Governo». T.V. VENETO Manzato: «Partiremo a gennaio 2015» Psr, la Giunta dà il via libera L a Giunta veneta ha formalmente adottato il Psr 2014-2020. Il documento, frutto di oltre un anno di confronti con il sistema agricolo e le sue rappresentanze, è stato inviato all’esame del Consiglio e verrà inviato entro il 22 luglio alla Commissione Europea, il cui visto è preliminare alla sua definitiva approvazione. Rispetto alla passata programmazione i finanziamenti destinati alle aziende private passano da 480 a 800 milioni. 150 milioni sono destinati ai giovani per avviare almeno altre 2mila aziende under 40. Alla montagna è stato garantito oltre il 35% delle risorse, per un totale di 417 milioni di euro. Il Psr è stato fortemente semplificato e le misure ridotte da 132 a 44. «Ci prepariamo a partire entro gennaio 2015» ha detto l’assessore Franco Manzato alla presentazione alla stampa del Psr. Daniela Del Zotto 30 Terra e Vita [ ATTUALITÀ/REGIONI ] PUGLIA Serve un’immediata quantificazione Il maltempo flagella le coltivazioni, danni per milioni di euro ti. Nel Foggiano gli allagamenti hanno compromesso la produzione di grano duro». Nei comuni leccesi di Guagnano, Salice Salentino, Campi Salentina, Carmiano e Arnesano si registrano danni molto gravi nei vigneti a uva da vino con distruzione fino al 100% dei grappoli – nota il presidente di Coldiretti Puglia, Gianni Cantele –. Nel comprensorio di San Pietro in Lama, San Cesario di Lecce, San Donato di Lecce, Lequile e Cavallino ad avere la peggio sono state le ortive in pieno campo». Le organizzazioni professionali pugliesi chiedono «l’immediata quantificazione dei danni con relativo risarcimento per le aziende colpite dal maltempo, per consentire loro di riprendere le normali attività, la rapida disponibilità di fondi straordinari e adeguati, la revisione del sistema assicurativo di protezione delle colture». Giuseppe F. Sportelli 28 giugno 2014 CAMPANIA Verifica stato di calamità naturale Nubifragi, danni al 70% delle colture D G rano duro, pomodoro da industria, ortive estive, viti da vino e da tavola, olivi. Nessuna coltura è scampata alla furia del maltempo che ha imperversato sulle campagne pugliesi pressoché ininterrottamente per più di dieci giorni causando perdite e danni per milioni di euro. Balzano agli occhi i campi di grano duro della Capitanata, allagati, allettati, rovinati. «Le mietitrebbiatrici hanno smesso di lavorare dopo pochi giorni che avevano accesso i motori – afferma il presidente di Confagricoltura da una Onofrio Giuliano –. Il grano duro, dove lo si potrà raccogliere, sarà sicuramente slavato. Ma affogano nell’acqua anche le piantine di pomodoro, i vigneti e le coltivazioni ortofrutticole». Nubifragi continui hanno sommerso o ridotto a un cumulo di fango migliaia di ettari di terreno, aggiunge il presidente della Cia Puglia, Raffaele Carrabba. «Nel Salento interi vigneti per uva da vino sono stati distrutti dalla grandine. Nel Tarantino gravi danni a frutteti, agrumeti e vigneti. Nella Bat la grandine ha compromesso i raccolti di uva da vino e grano duro: da Trinitapoli a Canosa risultano distrutti interi appezzamenti coltivati a ortaggi, ortofrutta, uva da vino e oliveti; seri sono i danni alle colture cerealicole non ancora raccolte. Nel Barese le piogge hanno rovinato ulteriormente la raccolta delle ciliegie, senza dimenticare i danni subiti da oliveti e vigne- n. 26/2014 SUD opo il recente intenso nubifragio abbattutosi sulla Campania, ora si contano gli ingenti danni in agricoltura. Distrutto il 70% del raccolto di pomodori, mais, ortaggi, verdure, nocciole, vigneti e frutteti. Notevoli i danni ai pomodorini del piennolo del Vesuvio Dop come anche al pomodoro San Marzano dell’Agro Nocerino-Sarnese Dop, quelli rimasti sulle piante rischiano di non avere più il loro tipico sapore. Gli agricoltori sono in ginocchio, soprattutto quelli del perimetro che unisce l’area metropolitana di Napoli al Casertano. Il clima ha prima accelerato la maturazione dei frutti e poi con l’intensa pioggia, li ha distrutti sulle piante. Il lavoro di un anno è sparito in un giorno. Nella zona del litorale domizio sono stati colpiti i frutteti, ciliegi, peschi, albicocchi e susini. Nei Comuni di Villa Literno e Sessa Aurunca, nel casertano, i danni ingenti sono stati causati da allagamenti. Nel nolano e in Irpinia si registrano grandinate su noceti e noccioleti. Grande è la preoccupazione per la prossima vendemmia, dato che sono stati danneggiati i vigneti dell’Irpinia, dei Campi Flegrei, del vesuviano e del beneventano. Si sono verificati ingenti danni anche alle strutture, strade interpoderali, che risultano allagate. Gli agricoltori, sostenuti dalle organizzazioni agricole, stanno valutando i danni e le azioni da intraprendere. L’assessore regionale all’Agricoltura, Daniela Nugnes, ha inviato una nota ufficiale agli Uffici regionali periferici per verificare se esistono gli estremi per chiedere lo stato di calamità naturale. Roberto Sorrentino PUGLIA Deve essere verificato l’esatto conteggio Contributi bonifica, richiesto lo stop C ia, Coldiretti e Confagricoltura di Taranto chiedono l’intervento dell’assessore regionale alle Risorse agroalimentari Fabrizio Nardoni, affinché siano immediatamente sospesi gli avvisi di pagamento sul tributo 630 per il 2014, emessi dal Consorzio di bonifica Stornara e Tara, per verificarne la correttezza. Tali cartelle stanno pervenendo a casa dei titolari di terreni e immobili ricadenti nel comprensorio del consorzio con importi da 35 a 200 €/ha, nonostante le organizzazioni avessero fatto pressanti richieste, disattese, per ricevere le simulazioni e conoscere a priori l’impatto che la nuova classificazione dei piani di riparto avrebbe avuto sull’utenza. Poiché in alcune realtà gli importi degli avvisi sono elevati e per verificare la correttezza dei conteggi, le tre organizzazioni agricole chiedono la sospensione del pagamento. G.F.S. n. 26/2014 28 giugno 2014 [ MANIFESTAZIONI ] EMILIA-ROMAGNA Entrano Latini e Artosi Cpr System rinnova presidente e consiglio di amministrazione S i è riunita a Bologna l’Assemblea dei Soci di Cpr System per eleggere il nuovo cda e il presidente che succede a Renzo Piraccini, in carica da due mandati e non più eleggibile. Alla presidenza è stata eletta Maura Latini, direttore generale di Coop Italia che affiancherà il direttore generale Monica Artosi. Un ricambio che pone ai vertici della Cooperativa Cpr System, leader italiana degli imballaggi riutilizzabili a sponde abbattibili, un rappresentante della Distribuzione, in una logica successione tra i componenti della base sociale composta da produttori, dalla distribuzione e da altri fornitori di servizi. «Giunto alla conclusione del secondo mandato alla presidenza – dichiara Piraccini – voglio esprimere la mia grande soddisfazione per questa straordinaria esperienza e fare i miei più calorosi auguri alla neo Presidente Maura Latini. Lascio un’azienda in salute, efficiente ben gestita e ben capitalizzata che, ritengo, saprà vincere con lei in futuro altre grandi sfide nell’ interesse dei Soci». E di sfide per il Cpr System se ne profilano tante considerando i numerosi progetti messi in campo l’anno scorso e portati a termine con tempismo ed efficienza. Nel corso dell’ultimo anno Cpr System ha centrato numerosi obiettivi realizzando importanti progetti innovativi su tutto il territorio nazionale. «Abbiamo realizzato tutti i Progetti messi in campo – dichiara Monica Artosi – e stiamo predisponendo nuove importanti attività tutte orientate a raggiungere l’obiettivo dell’efficienza economica ed ambientale». «Sono orgogliosa – dichiara Maura Latini – presidente di Cpr System di entrare a far parte di questa azienda che rappresenta un modello importante di gestione capace di unire produttori e di T.V. stributori». Da sinistra: Maura Latini, presidente Cpr System, Renzo Piraccini, presidente uscente e Monica Artosi, direttore generale. Terra e Vita 31 PUGLIA Nel Castello Aragonese di Otranto (Le) Aivv premia 18 etichette eccellenti «A ITALIA seguito di un’attenta riflessione sull’attuale tendenza dei consumi l’Accademia italiana della vite e del vino (Aivv) ha individuato nei vini rosati un mercato in crescita. I consumatori, infatti, hanno iniziato a prediligere vini facili da bere, più leggeri, equilibrati ed eleganti. E c’è da sottolineare che questa tendenza ha radici lontane: infatti, leggendo attentamente gli autori antichi, già si percepisce una predilezione per questi vini». Le parole di Antonio Calò, presidente dell’Aivv, hanno dato il via alla cerimonia di premiazione, nel castello Aragonese di Otranto (Le), dei vini vincitori del 3° Concorso enologico nazionale vini rosati d’Italia, promosso dall’assessorato alle Risorse agroalimentari della Regione Puglia, in partenariato con Assoenologi, Aivv e Unioncamere Puglia, e autorizzato dal Mipaaf per celebrare la migliore produzione italiana di vino rosato. 18 etichette eccellenti, tre per ciascuna delle sei categorie in concorso, sono state scelte, fra 319 presentate da 245 cantine delle 20 regioni italiane, quali migliori espressioni dei vini rosati d’Italia. Nella categoria “Tranquilli Doc-Dop” si sono affermati due vini lombardi (medaglia d’oro al Valtenesi Dop Chiaretto “Ca’ Maiol” 2013 dell’Agricola Provenza di Desenzano del Garda (Bs); secondo posto per l’Abruzzo. La Puglia ha piazzato due vini su tre nel medagliere dei “Tranquilli Igt-Igp”: l’oro al Puglia Igt Susumaniello Rosato “Tre Tomoli Rosa” 2013 della Vignaflora di Castellana Grotte (Ba); secondo posto a un rosato abruzzese. Podio tutto emiliano per la categoria “Frizzanti Doc-Dop”: medaglia d’oro per le cantine Lombardini di Novellara (Re) con il Reggiano Doc Lambrusco Rosato vino frizzante secco “Rosato del Campanone” 2013. Il Veneto ha brillato nella categoria “Frizzanti Igt-Igp” con il primo e il terzo posto: medaglia d’oro per il Marca Trevigiana Igt Rosé vino frizzante “Aura Letitiae” 2013 dell’azienda Manera Luigi di Castelfranco Veneto (Tv); medaglia d’argento alla Puglia. Due aziende veronesi ai primi posti nella categoria “Spumanti Doc-Dop”: al primo l’azienda agricola Benazzoli Fulvio di Pastrengo (Vr) con il Bardolino Doc Chiaretto vino spumante brut “Ruffiano” 2013; medaglia di bronzo alla Puglia. Infine nella categoria “Spumanti Igt-Vsq” medaglia d’oro al Veneto, con il Manzoni Moscato Rosato vino spumante di qualità dolce 2013 dell’azienda agricola Ca’ Salina di Valdobbiadene (Tv); medaglia d’argento e di bronzo rispettivamente a Puglia e Lombardia. G.F.S. SPECIALE Insalate COORDINAMENTO DI BEATRICE TONI Superfici coltivate, minimo storico nel 2013 PAGINA 34 Quarta gamma, Usa primi PAGINA 38 Innovazioni tecniche, la sfida PAGINA 42 Italia, ideale per le lattughe PAGINA 46 Sicilia, Iceberg per sette mesi PAGINA 48 34 [ SPECIALE INSALATE ] Terra e Vita Superfici coltivate, minimo storico nel 2013 Calo del 20% DI DARIO CASATI per le aree destinate a indivia. Perde meno la lattuga (-12%) che rischia il primato storico per le buone performance del radicchio A nche nel 2013, per le insalate, è proseguito l’andamento in flessione delle superfici che presentano, rispetto al 2012, un calo di circa 4.400 ha (dai 38.800 dell’anno precedente ai 34.500 del 2013) con una perdita dell’11%. Le insalate toccano così un nuovo minimo storico, dopo quello del 2012, dando consistenza a un vero e proprio trend negativo che fa seguito a un periodo caratterizzato da oscillazioni attorno alla quota di 40mila ha. Accanto a questo andamento si fa strada una differenziazione sempre più marcata delle diverse insalate. Il calo di superficie si è tradotto in una riduzione della produttività,. L’andamento del comparto, peraltro, ha risentito nel suo insieme di quattro ordini di fattori: la minore redditività delle orticole in generale rispetto ad altre colture che presentano costi colturali inferiori, una dinamica negativa dei prezzi agricoli, specialmente evidente nelle orticole, un andamento climatico poco favorevole in particolare nel periodo tra la tarda primavera e la prima parte dell’estate, un calo della domanda dei beni alimentari legato alla fase di recessione dell’economia. Le previsioni formulate lo scorso anno hanno trovato conferma e quindi, se quelle sul 2014 fossero altrettanto verificate, la timida ripresa della domanda che si preannuncia per la seconda metà dell’anno potrebbe favorire la risalita dei consumi dopo gli anni più bui della crisi. PRODUZIONI Il fenomeno più evidente è dunque il consolidamento del trend delle superfici in calo per il quinto anno consecutivo. Tuttavia esso si presenta in modo articolato per le diverse insalate (fig. 1). È maggiore in assoluto per l’indivia che FIG. 1 - DINAMICA DELLE SUPERFICI IN ITALIA perde quasi 2mila ha pari a circa il 20%, meno forte nella lattuga 19.000 che cala di 1.900 ha e, in percen17.000 tuale, del 12%. Ancor più modesto il calo per il radicchio che si 15.000 riduce di 750 ha e in percentuale 13.000 del 5%. 11.000 Nel complesso cambia la ri9.000 partizione delle diverse insalate, con la lattuga che scende dal 7.000 Indivia (riccia e scarola) Lattuga Radicchio o cicoria 39,8% del 2013 al 39,6%, l’indi5.000 via dal 24% al 22% scarso e il 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 radicchio che sale dal 36% al [ Fonte: nostre elaborazioni su dati Istat 38,5% e insidia in assoluto e in n. 26/2014 28 giugno 2014 n. 26/2014 28 giugno 2014 [ SPECIALE INSALATE ] Terra e Vita 35 AREE COLTIVATE (2013) INSALATE LATTUGA Nord 32% Mezzogiorno 53% Nord 25% Mezzogiorno 59% Centro 15% Centro 16% [ Fonte: nostre elaborazioni su dati Istat [ Fonte: nostre elaborazioni su dati Istat INDIVIA RADICCHIO Nord 12% Mezzogiorno 23% Centro 14% Mezzogiorno 74% [ Fonte: nostre elaborazioni su dati Istat Centro 12% [ Fonte: nostre elaborazioni su dati Istat Nord 65% [ SPECIALE INSALATE ] FIG. 2 - ITALIA, DINAMICA PRODUTTIVA (Q) 4.000.000 Indivia (riccia e scarola) Lattuga Radicchio o cicoria 3.500.000 3.000.000 2.500.000 2.000.000 1.500.000 1.000.000 500.000 - 2010 2011 2012 [ Fonte: nostre elaborazioni su dati Istat 2013 n. 26/2014 28 giugno 2014 FIG. 3 - PRODUZIONE AI PREZZI DI BASE 450.000 400.000 350.000 300.000 250.000 200.000 150.000 100.000 50.000 - Indivia Lattuga Radicchio 19 8 19 0 82 19 8 19 4 86 19 8 19 8 9 19 0 9 19 2 9 19 4 96 19 9 20 8 0 20 0 0 20 2 0 20 4 06 20 0 20 8 1 20 0 12 36 Terra e Vita [ Fonte: nostre elaborazioni su dati Istat 1) Valori concatenati - anno di riferimento 2005 (migliaia di euro dal 1999; migliaia di eurolire per gli anni precedenti) percentuale lo storico primato della lattuga. Siamo dunque in presenza di un’espansione relativa dei radicchi, di una limitata contrazione della lattuga e di un deciso calo dell’indivia. In termini quantitativi si perde circa un milione di quintali, cioè il 13%. Il gruppo dell’indivia presenta il maggior calo, assoluto e percentuale, con una riduzione di 400mila q pari al 19% in linea con la riduzione della superficie. La lattuga perde 350mila q rispetto al 2012 e cioè circa l’1% del quantitativo, confermando un miglioramento della produttività. Infine il radicchio ha un calo di produzione di 230mila q pari al 10% scarso del totale dell’anno precedente, ma vede ridursi la sua produttività, probabilmente a causa della dislocazione produttiva in aree meno tradizionali Il protagonista di quello che appare come un nuovo trend è il gruppo del radicchio che vede l’introduzione di novità ed è premiato dal consumatore in maniera crescente. LE INSALATE VANNO AL NORD GLI ASPETTI ECONOMICI La situazione economica del comparto delle insalate nel 2013 risente in misura minore della morsa costituita dal calo produttivo di cui abbiamo già parlato e dal livello generalmente basso dei prezzi agricoli. Il valore della produzione (fig. 3) è pari a 629 milioni di €, in leggera flessione rispetto al 2012 quando aveva toccato 635,8 milioni (-1% circa), quindi inferiore al calo della produzione. In altri termini i prezzi dei prodotti del comparto hanno avuto un andamento più favorevole di quello medio dei prodotti agricoli. Nella composizione della produzione le indivie risentono maggiormente del doppio effetto del calo produttivo e dei prezzi e scendono di mezzo punto percentuale sul totale, dal 17,9% PREZZI IN ITALIA al 17,4%, mentre la lattuga conserva un peso economico del 56,4% e il radicchio sale di mezRadicchio zo punto al 26,2%. I prezzi nel corso dell’anno hanno mantenuto un andamento sostanzialmente tipico del comparto (fig. 4). All’interno trova conferma una lieve tendenza al ribasso anche rispetto al 2012. Ciò vale sia per l’indivia e la lattuga sia per il radicchio. Per quest’ultimo appare la consueta variabilità dei prezzi lega- se gi u/ 11 t/ 11 di c/ 11 m ar /1 2 gi u/ 12 se t/ 12 di c/ 12 m ar /1 3 gi u/ 13 se t/ 13 di c/ 13 m ar /1 4 €/kg La distribuzione territoriale della superficie coltivata a insalate nel 2013, anche in connessione alla contrazione verificata, mostra segni di cambiamento interessanti. Si riduce l’incidenza delle aree meridionali in assoluto, con un calo di 900mila q, e in percentuale passando sul totale nazionale dal 56% al 53%. Il Centro arretra di circa 200mila q e scende dal 16% al 15%, mentre il Nord aumenta la produzione di 60mila q e sale in percentuale dal 28% al 32%. Anche la distribuzione delle singole insalate cambia. La lattuga e l’indivia si confermano al Sud rispettivamente con il 59% della produzione, in aumento di un FIG. 4 - DINAMICA DEI punto rispetto al 2012 e, con il 74%, in flessione di due punti 2,5 sul 2012. Ma le quantità prodotIndivia Lattuga te sono in forte contrazione. La 2,0 lattuga al Sud scende da 2,180 1,5 milioni a 1,980 milioni di q e al Centro da 362mila a 248mila, 1,0 pari rispettivamente al 17% e al 16%. 0,5 Per l’indivia la contrazione al Sud è ancora maggiore: in as0,0 soluto si perdono oltre 360mila q passando da 1,66 milioni di q a [ Fonte: nostre elaborazioni su dati ISMEA 1,30 milioni e, in percentuale, da 76% a 74%. Al Centro il calo è di 30mila q, in linea con il 14% nazionale. Il radicchio al Sud, scende di 300mila q, dal 33% al 23% nazionale e al Centro di 55mila e una riduzione percentuale dal 14% al 12%. Al Nord la lattuga perde 115mila q, ma mantiene la percentuale del 25% del 2012. L’indivia aumenta di 20mila q salendo a 187mila e, in percentuale, dal 10% al 12%. Aumenta anche la produzione dei radicchi che salgono di 100mila q arrivando a 1,337 milioni di q e passando dal 53% al 65% del 2013. Complessivamente, dunque, la crisi delle insalate è meno evidente al Nord del paese, mentre al Sud assume un andamento più chiaro. Il radicchio si rafforza al Nord e appare come il gruppo di insalate più vitale anche grazie alla dinamica dei consumi che è positiva in un quadro di generale difficoltà. n. 26/2014 28 giugno 2014 [ SPECIALE INSALATE ] Terra e Vita 37 ta alla stagionalità. Rispetto al 2012 la media degli ultimi dodiiù chiarezza ai consumatori e certezza giuridica agli operatori. È ci mesi è superiore. Tuttavia, a quanto prevede il decreto interministeriale sul commercio dei prodotpartire dagli ultimi mesi del ti ortofrutticoli di IV gamma, emanato per attuare la legge 13/5/2011 n. 77. 2013 fino ai primi del 2014, tutti i Il provvedimento definisce i parametri chimico-fisici e igienico-sanitari prezzi delle insalate sono infedel ciclo produttivo, del confezionamento, della conservazione e della riori a quelli dei corrispondenti distribuzione delle “insalate pronte”, nonché i requisiti qualitativi minimi e mesi dell’anno precedente. Su le informazioni che devono essere riportate sulle confezioni a tutela del consumatore, oltre a questa situazione fanno sentire i prevedere l'utilizzo obbligatorio di imballaggi ecocompatibili. loro effetti sia la dinamica com«Ringraziamo ministeri e istituzioni intervenuti per la sensibilità mostrata nei confronti della plessiva dei prezzi dei beni di nuova disciplina di settore – dichiara Gianfranco D Amico, presidente di Aiipa IV gamma –. Questo consumo, inclusi gli alimentari, quadramento colma un vuoto presente nella regolamentazione europea e valorizza ruolo e sia fattori stagionali connessi al dimensioni del mercato italiano della IV gamma nell’ambito del mercato unico europeo». l’andamento climatico relativamente mite dei mesi invernali. Come per tutti i prodotti alimentari la flessione della domanda si Le insalate, grazie al loro modesto prezzo unitario, dovrebbero è rivelata un fenomeno imprevisto. In genere questi prodotti assusoffrire meno di altri consumi pregiati la stasi della domanda, allo mono nelle fasi di crisi un tipico andamento anticiclico legato alla stesso tempo hanno risentito positivamente del traino esercitato dai loro natura di beni essenziali. Tuttavia le modalità dell’attuale crisi prodotti di IV gamma meno colpiti dalla crisi e che rappresentano che hanno condotto ad una vera e propria recessione che dura ormai un’importante fattore di innovazione per il comparto. da tre trimestri hanno inciso anche su questo comportamento. IV GAMMA Varato decreto per commercio TRAINATA DALLE CONFEZIONI La principale incognita perciò si individua nell’evoluzione della domanda nei prossimi mesi che rimane limitata nelle previsioni ad una timida ripresa, in particolare nel secondo semestre 2014. P ERRATA CORRIGE Sul n° 23 di Terra e Vita, speciale albicocco, a pag. 47 le ultime tre righe delle tabb. 3 e 4 vanno lette come costo di produzione espresso in €/kg. Ci scusiamo per il disguido con i lettori. 38 Terra e Vita [ SPECIALE INSALATE ] n. 26/2014 28 giugno 2014 Quarta gamma, Usa primi DI SILVIA ZUCCONI(*) Primato indiscusso O consolidarsi di nuove tendenze. ggi, gli Stati Uniti sono il primo mercanelle vendite. Il mercato statunitense appare più maturo, to per la vendita di prodotti fresh cut e con una crescita media annua a volume nell’uldi insalate preparate: con 368mila t Italia in testa timo quinquennio moderata (+0,3%) a cui è convendute e con un giro d’affari pari a 3,3 miliardi seguita una crescita complessiva nel periodo di di € rappresentano in maniera indiscussa il merin Europa poco superiore al 3%. A valore la crescita è stata cato con il più alto consumo a livello mondiale. invece più sostenuta (+8,4% nel periodo 2008A livello europeo guida l’Italia, con vendite a 2013), segno che il prezzo medio unitario dei prodotti di IV volume pari a poco più di 100mila t che hanno generato nel 2013 gamma è stato in crescita. un giro d’affari di 899 milioni di € (per circa il 90% realizzati nella I consumatori statunitensi acquistano insalate di IV gamma grande distribuzione). Seguono Regno Unito (91mila t) e Francia poiché riconoscono la stessa freschezza e salubrità rispetto al (69mila). Tra i principali Paesi europei, chiude la Germania i cui prodotto home made; inoltre l’incremento medio dei redditi ha consumi di prodotti di IV gamma raggiungono 43mila t, con una contribuito alla scelta di pagare un differenziale di prezzo a spesa complessiva per i prodotti di IV gamma che raggiunge, nel fronte del servizio e della comodità d’uso. 2013, i 320 milioni di €. Innovazione di prodotto, freschezza e naturalità delle insalate I valori assoluti inquadrano certamente il livello dei consumi di IV gamma sono certamente i fattori di successo riconosciuti ma non individuano i trend che invece segnalano l’affermarsi o il dal consumatore del mercato statunitense, tanto è vero che le FIG. 1 - VENDITE 2013 stesse performance non riguardano l’intera categoria di prodotti ready meal, in cui rientrano anche i prodotti surgelati, la pizza, i 320 piatti pronti in scatola e refrigerati. I piatti pronti mostrano infatGER 43 Valori (milioni di €) ti, tra il 2008 e il 2013, un calo a volume del 2% con un giro d’affari Volumi (000 di t) 611 positivo ma meno brillante rispetto a quello della IV gamma. FRA 69 760 UK 91 899 ITA 101 USA 368 0 500 1000 FIG. 2 - RUOLO 50 40 30 20 17 18 10 0 USA 19 IN EUROPA I principali mercati europei segnalano ottimi ritmi di crescita. Italia e Regno Unito sono accomunati da tendenze evolutive molto positive: nel periodo 2008-2013 la crescita delle vendite a volume è simile (+15% e +14% rispettivamente). Più brillante 3.347 invece l’incremento a valore della categoria nel Regno Unito (+25%) rispetto all’Italia (+21%). Il successo dei prodotti di IV 1500 2000 2500 3000 3500 4000 gamma anche in questi mercati è supportato sia dalla capacità di proporre prodotti freschi, sia IV GAMMA SUL TOTALE DEI READY MEAL (%) dalla capacità di proporre in assortimento brand convenien47 ti e prodotti premium in grado 43 44 2008 2013 2018 di connotare il prodotto di alta qualità. La Germania è invece il mercato con la domanda più dinamica. Le vendite in quan17 15 15 15 15 tità sul mercato tedesco sono 13 10 9 cresciute nell’ultimo quin5 quennio del 57%, con un incremento medio annuo pari al 9,5%. ITA UK FRA GER Anche nei valori, le vendite n. 26/2014 28 giugno 2014 [ SPECIALE INSALATE ] hanno mostrato tassi di crescita assolutamente positivi (+12% in media all’anno e +77% complessivamente tra il 2008 e il 2013). Tanti i fattori che hanno inciso su tali performance: la crescente ricerca di prodotti freschi, l’incremento del numero di famiglie single (nel 2013 si contavano in Germania oltre 15 milioni di nuclei familiari Qualità e freschezza sono mono-componente) e, soprattutto nell’ultimo anno, lo riconosciute dai consumatori. scandalo della carne di cavallo che ha coinvolto altri prodotti della categoria ready meal (contraddistinti infatti da dinamiche positive ma assolutamente meno vivaci). Sul fronte opposto la Francia. Le vendite di prodotti di IV gamma sul mercato francese sono crescita ma lieve (+1,1% la variazione media annuale 2008-2013 a volume e +2,8% quella a valore). Il risultato è comunque apprezzabile, soprattutto se letto in parallelo a quello dell’intera categoria dei prodotti pronti. Il mercato francese per i prodotti di IV gamma è caratterizzato da alcune peculiarità importanti: da un lato, il sistema distributivo (la distribuzione moderna ha una quota rilevante nella vendi- Terra e Vita 39 FIG. 3 - STIME VENDITE (2018) GER +20,2 51 Volumi (000 di t) FRA 76 UK +10,4 105 ITA 121 +15,5 +20,1 393 USA 0 50 100 150 200 250 300 350 +6,8 400 450 [ In rosso aumento percentuale delle vendite 2013-2018 ta dei prodotti pronti e di IV gamma - 79% - ma decisamente inferiore a quella degli altri paesi – in media pari al 90%, poiché è significativo il ruolo del dettaglio tradizionale nonché dei non store retailing, internet in primis) e, dall’altro, il ruolo delle private label (a cui va associato il 36% delle vendite a valore). Che i prodotti di IV gamma stiano assumendo un ruolo sempre più di primo piano tra quelli pronti all’uso è chiaro anche dall’individuazione del “peso” che rivestono nell’ambito dell’insieme dei prodotti ready meal, che secondo la classificazione adottata, includono prodotti ready to eat refrigerati, in scatola, surgelati, pizza. Oggi l’incidenza sul totale della categoria, calcolata a 40 Terra e Vita [ SPECIALE INSALATE ] TREND DELLE VENDITE DI IV GAMMA E READY MEAL (%)* n. 26/2014 28 giugno 2014 In Germania, invece, la quota delle vendite dei proIV GAMMA READY MEAL dotti fresh cut sul totale è quasi VOLUMI VALORI VOLUMI VALORI raddoppiata, passando dal 5% 2008-13 2008/13 2008-13 2008/13 2008-13 2008/13 2008-13 2008/13 del 2008 al 9% del 2013, con un CAGR** TOTALE CAGR** TOTALE CAGR** TOTALE CAGR** TOTALE ruolo che sarà confermato anUSA 0,6 3,3 1,6 8,4 -0,4 -2,0 0,6 2,8 che per il prossimo quinquennio. ITA 2,8 15,0 3,9 20,9 2,0 10,3 3,2 17,1 Anche in termini assoluti UK 2,6 13,9 4,6 24,9 2,6 13,5 3,6 19,4 sono positive le previsioni: FRA 1,1 5,7 2,8 15,0 -1,6 -7,7 0,5 2,5 continua a crescere la domanGER 9,5 57,1 12,1 76,7 0,8 4,2 1,0 4,9 da di prodotti di IV gamma e Germania e Italia sono i mer* Variazioni medie annue e variazioni totali 2008-2013 in volume e valorie ** Compound annual growth rate (Tasso di crescita medio annuo) cati più dinamici. Fonte: elaborazioni Nomisma Sul mercato italiano le vendite supereranno le 120mila t segnando una crescita media annua a volume del 4% per un volume, è di fatto simile sia negli Stati Uniti (18%) che in Francia complessivo +20% rispetto al 2013. Stesse considerazioni per il (15%) e Regno Unito (15%), anche se nel mercato britannico mercato tedesco: le variazioni tendenziali delle vendite sono l’incidenza è stabile rispetto al 2008, mentre negli altri due mercapreviste di entità analoga, con un giro d’affari che supererà le ti è in crescita. 50mila t. Anche Francia e Regno Unito avranno vendite in cresciMa sono i dati relativi a Italia e Germania quelli che più ta per i prodotti di IV gamma (+10,4% e +15,5% nel 2018 rispetto sorprendono. I prodotti di IV gamma rappresentano il 44% delle ad oggi) mentre gli Stati Uniti si confermeranno un mercato vendite a volume della categoria ready meal (che rispetto agli altri maturo (+1,3% in media all’anno a volume). Paesi ha dimensioni di mercato molto più modeste), segno sia della centralità del ruolo di tali prodotti, sia di uno stile a tavola (*)Coordinatore area Agricoltura e industria alimentare - Nomisma improntato su uno schema alimentare radicalmente differente. 42 Terra e Vita [ SPECIALE INSALATE ] n. 26/2014 28 giugno 2014 Innovazioni tecniche, la sfida DI PAOLO BATTISTEL N Sono un valore aggiunto anche chire continuamente il terreno di sostanza orgaon c’è dubbio che la crisi economica genel commercio nica di alto valore fisico e biologico. nerale che stiamo vivendo da alcuni anni Risultati interessanti sono stati osservati reabbia colpito anche il settore dei prodotti e rappresentano centemente con il compostato da biomasse. da foglia per insalate. L’importante è partire da matrici di qualità, quali Per chi ancora non vede la fine del tunnel, la un valido strumento paglia o, soprattutto, pula di riso, fermentate con situazione è effettivamente critica. letame e/o liquame per circa 2 mesi nel digestoChi invece sa dare alla crisi il giusto significaper uscire dalla crisi re, quindi il digestato viene rivoltato e ossigenato, saprà sicuramente utilizzarla come uno stito per altri 6-7 mesi in platea. Se ne ottiene un molo di rinnovamento. Specializzazione, qualieconomica prodotto maturo, vivo, che sta dando risultati tà, servizio, sostenibilità, saranno sempre più in straordinari nelle colture da foglia. futuro le giuste parole d’ordine, ma soprattutto “innovazione tecnica continua”. La necessità di una specializzazione sempre più spinta, da LE ALTERNATIVE ALLA CHIMICA una parte, che porta sempre più verso la quasi mono-coltura e le Le restrizioni interessano, ovviamente, anche il settore dei pesticisempre maggiori restrizioni della legislazione comunitaria in di, quindi le possibilità di intervenire chimicamente saranno semfatto di presidi chimici di sintesi dall’altra, stanno creando delle pre più ridotte in futuro, fino ad annullarsi. Se non ci saranno sfide veramente importanti per i coltivatori di prodotti da foinversioni di rotta all’ultimo minuto, sotto la pressione di problemi glia. veramente irrisolvibili, è facile prevedere che, entro pochi anni, le molecole impiegabili nelle insalate si ridurranno a una manciata. Fortunatamente molte aziende del settore operano già da tem SALVAGUARDARE LA FERTILITÀ DEL TERRENO po secondo i criteri della difesa integrata, assistite in genere da Il primo problema, ovviamente, è quello della salvaguardia della professionisti preparati, quindi dovrebbero risentire meno di altri fertilità del terreno, sia in termini di mantenimento della struttura comparti dei regolamenti sempre più restrittivi. e del contenuto di sostanza organica, ovvero dell’attività biologiUna pratica interessante che si sta diffondendo è il sovescio, ca, sia nell’evitare l’insediamento di patogeni radicali, poi difficili soprattutto usando Brassica juncea, in quanto arricchisce il suolo di da eradicare. sostanza organica e ne attua anche una buona disinfezione. Non è Si tratta di una problematica fondamentale per il coltivatore, in facile da “digerire”, però, in quanto determina su quel dato appezquanto le aziende di questo settore arrivano a fare tranquillamente zamento la perdita di un ciclo colturale. 6-8 cicli l’anno, in rapida successione, quindi è importante arric- Controllo dei costi e sostenibilità: trapianto meccanico di lattuga da cespo in cubetto di torba pressata su terreno con pacciamatura biodegradabile. La stessa coltura della foto a sinistra a tre settimane dal trapianto: la pacciamatura rende omogeneo il profilo idrico e termico del terreno e permette di evitare il diserbo chimico. n. 26/2014 28 giugno 2014 [ SPECIALE INSALATE ] La tipologia serricola prevalente nelle colture di IV gamma è tuttora rappresentata dal tunnel ad archi in ferro zincato senza finestre. Pur essendo economiche, queste strutture danno alte prestazioni nella coltivazione di prodotti da taglio: sono sempre dotate di impianti di fertirrigazione automatizzati e permettono la meccanizzazione integrale del ciclo. Terra e Vita 43 I multi-tunnel di ampio volume, dotati di ventilazione di colmo, permettono migliori rese e qualità, agevolano la meccanizzazione, hanno un costo circa doppio rispetto ai tunnel ad arco. L’uso degli schermi mobili in alluminio permette sia di regolare meglio la temperatura in estate, sia di ridurre le dispersioni termiche in inverno. Validissima alternativa al diserbo chimico per le lattughe da cespo è sicuramente la pacciamatura ad aiuole con materiali plastici biodegradabili. Stesura del telo e trapianto assistito da macchine sempre più precise e automatizzate sono anche importanti fattori per il rigido controllo dei costi di produzione, senza il quale in un attimo si può finire fuori mercato. QUARTA GAMMA, LE NUOVE SFIDE Taglio di precisione di baby leaf su baulature: seme di altissima qualità e perfetta preparazione Dal punto di vista commerciadel letto di semina sono due colonne portanti di ogni coltura da taglio. le, non vi è alcun dubbio che la post-raccolta: approccio con mentalità industriale, programmaIV gamma sia uno dei pochi settori agricoli nel campo delle insalazione estremamente meticolosa e precisa dei cicli colturali, unità te che ancora “tira”, e che abbia ancora molte potenzialità da produttive sempre più grandi (si stima che oggi la soglia minima esprimere, anche se recentemente ha subito un rallentamento. d’ingresso sia già oltre i 5 ha!). I dati confermano che genera profitto, visto che rappresenta Un settore, dunque, dove sarà ancora possibile fare reddito nel solo poco più dell’1% del settore ortofrutticolo in volume, ma ben medio-termine, ma solo adottando le giuste strategie aziendali. il 5% in valore, ma è chiaro che i margini di guadagno si stanno Aiuta il fatto che si sia già concentrato in poche aree altamente sempre più assottigliando e, quindi, nuove sfide si pongono. vocate, essenzialmente nelle provincie di Bergamo e Brescia al Il settore, per reggere la scena, anzi per incrementare il proprio Nord per le produzioni primaverili-estive, e la Piana del Sele al ruolo, in futuro dovrà focalizzarsi sempre più su specifici aspetti, Sud soprattutto per quelle invernali (dell’areale nazionale il 30% due in particolare: ciascuna lo troviamo infatti in Lombardia e Campania, seguite a - aumentare l’assortimento e il contenuto di servizi, al fine di distanza dal Veneto con circa il 10% e dall’area di Latina). instaurare e consolidare relazioni stabili con la grande distribuzione (marchi, marketing, innovazione e unicità dei prodotti); - garantire il massimo livello qualitativo, pur in presenza di CLIMA E TERRENO prezzi all’origine sempre più bassi. La vocazione è sia climatica (estati non troppo calde al Nord, Tali necessità commerciali, ovviamente, avranno anche riperinverni non troppo rigidi al Sud), sia pedologica: ampia disponibicussioni sulle scelte tecniche, sia a livello di coltivazione che di lità di terreni irrigui, con tessitura leggera e ottimo drenaggio. 44 Terra e Vita [ SPECIALE INSALATE ] n. 26/2014 28 giugno 2014 Coltivazione di lattughe in Nft con illuminazione artificiale e automazione integrale del ciclo produttivo: moltiplica di 4-5 volte le rese e di ottenere prodotti di altissima qualità. La tipologia prevalente, infatti, è tutt’ora rappresentata dal semplice tunnel freddo, ad archi in ferro zincato, senza finestre e coperto con teli in PE o PVC, rapido e facile da montare, anche senza maestranze particolarmente specializzate. Nonostante ciò, vista la spiccata microtermìa della maggior parte delle colture da foglia praticate, è una struttura che nel giusto contesto dà ottime prestazioni climatiche e consente anche la meccanizzazione integrale del ciclo di coltivazione. L’innalzamento delle sfide, tuttavia, ha spinto negli ultimi anni molti serricoltori verso tunnel di maggior volume, spesso anche con ventilazione laterale, alcuni pure verso multi-tunnel di grande volume, spesso dotati anche di ventilazione di colmo, riscaldamento ad aria calda e schermi mobili misti ombreggianti – energetici. A livello impiantistico, per garantire rese e qualità, quasi tutte le serre per la IV gamma sono oggi dotate di impianti di microirrigazione sovra-chioma e miscelatori più o meno automatizzati, per poter praticare la fertirrigazione, come pure molta attenzione viene posta sul controllo della temperatura: imbiancamento o uso di reti ombreggianti sui tunnel più semplici, schermi mobili in alluminio nei multi-tunnel. A livello tecnologico, infine, non vanno dimenticate le tante piccole-medie aziende, dislocate soprattutto nel Nord-Est, che sono cresciute in questi anni assieme alla IV gamma, in quanto hanno saputo soddisfare in tempi rapidi la richiesta di “cantieri di lavoro” sempre più specializzati e dedicati: vangatrici, macchine per l’affinamento del terreno, aiuolatrici, seminatrici e trapiantatrici di precisione, sfalciatrici e raccoglitrici. Per alcune di queste sono addirittura già disponibili macchine a controllo numerico o assistite da sistemi computerizzati. Alcune di queste aziende realizzano oggi più del 70% del loro fatturato all’estero e sono diventate leader mondiali in questo settore di nicchia. Altro importante fattore è infine la qualità del seme. Una buona, rapida e omogenea germinazione è una colonna impor- Lattughe in cubetto di torba allevate in Nft: perfetta colorazione anche delle tipologie rosse, grazie ai materiali di copertura ad alta trasmissività nell’UV. Perfetta coltivazione di rucola da taglio in una vasca con floating system (idroponica galleggiante): consente il ciclo continuo e rese da primato. Anche l’ampia disponibilità di acqua di falda a bassa salinità ed esente da inquinanti è un tratto peculiare di questa vocazione. Ad essa si è aggiunto un tessuto imprenditoriale con lunga esperienza nell’orticoltura specializzata, mentalità industriale e sufficiente dimensione aziendale. Non è un segreto, infatti, che il primo requisito per avere successo con la IV gamma, prima ancora che il livello delle tecniche impiegate, siano le doti di organizzazione e pianificazione dell’imprenditore. Un altro importante fattore di successo, infine, è dato dal fatto che le colture protette per la IV gamma, pur essendo un prodotto ad alto valore aggiunto, hanno potuto svilupparsi rapidamente in strutture protette relativamente economiche. COLTURE PROTETTE n. 26/2014 28 giugno 2014 [ SPECIALE INSALATE ] Particolare delle radici bianche della rucola in floating, grazie all’ossigenazione ottimale della soluzione nutritiva. tante di qualsiasi coltura da taglio. È fondamentale quindi che il seme sia di provenienza nota, accompagnato dal certificato della ditta sementiera che l’ha prodotto, di altissima purezza e conciato solo con sostanze ammesse dai disciplinari di settore. FUORI SUOLO: NFT E FLOATING SYSTEM Un’innovazione tecnica ancora più spinta, per massimizzare rese e qualità delle insalate, è rappresentata sicuramente dalle colture fuori suolo, in particolare l’Nft (Nutrient Film Technique), più indicato per le colture da cespo, e il cosiddetto floating system o idroponica galleggiante, perfetto per quelle da taglio. Vista l’elevata densità colturale e la rapida successione dei cicli, senza soluzione di continuità, per queste specie da foglia a sviluppo orizzontale non è proponibile la coltura in substrati artificiali in sacchetto, adatta invece alle colture da frutto, soprattutto a sviluppo verticale. Qualcuno ha proposto anche sistemi multi-strato, data la compattezza e leggerezza delle colture da foglia. Tuttavia, finché la radiazione solare continuerà ad arrivare a m² e non a m³ sul nostro pianeta Terra, nessun sistema multi-strato sarà in grado di eguagliarne o superarne uno mono-strato ad alta densità. A meno che non si faccia uso dell’illuminazione artificiale ad alta intensità che però, a oggi, non ha ancora dimostrato la sua fattibilità economica, anche impiegando lampade a Led, a causa degli altissimi costi energetici che comporta il sostegno della fotosintesi applicando in massima o totale parte l’illuminazione supplementare o sostitutiva. Nft e floating non rappresentano in realtà delle vere innovazioni tecnologiche: il primo è stato messo a punto in Inghilterra addirittura 50 anni fa, mentre il secondo, nato in Italia, viaggia pure sulla trentina. AUTOMAZIONE La vera innovazione tecnica consiste nella loro quasi integrale possibilità di automazione, senza la quale oggi se ne perdono i principali benefici. In entrambi i sistemi è possibile la movimentazione automatica continua degli elementi di coltivazione, canalette (Nft) o pannelli di polistirolo galleggianti (floating), da un lato all’altro della serra, ovvero dalla testata di trapianto a quella di raccolta. In questo modo si può anche adattare la densità colturale allo stadio di crescita, mas- Terra e Vita 45 simizzando l’assorbimento e utilizzazione della radiazione solare, e quasi azzerare le tare improduttive all’interno della serra. Esistono oggi a livello mondiale anche diversi esempi su larga scala di robotizzazione integrale, in cui pure le operazioni di trapianto e raccolta sono gestite da macchine. Si tratta ovviamente di sistemi che richiedono investimenti molto elevati, non solo per gli impianti di coltivazione, ma anche per quelli di fertirrigazione a ciclo chiuso integrale, di climatizzazione e, molto spesso, anche di illuminazione artificiale. Tali elevati investimenti, tuttavia, possono venire compensati da rese fino a 4-5 volte quelle ottenibili su terreno con tecniche tradizionali. A ciò si possono aggiungere anche gli aspetti qualitativi superiori (maggiore contenuto di sostanza secca, quindi maggiore shelf-life e croccantezza; omogeneità, pulizia) e pure i benefici ambientali (il ciclo chiuso minimizza il consumo idrico e azzera la dispersione di fertilizzanti nei corsi d’acqua superficiali o nelle falde profonde). DIFFUSIONE LIMITATA IN ITALIA Da non trascurare infine anche gli aspetti commerciali, in quanto tali sistemi permettono di presentare sul mercato prodotti innovativi ad alto valore aggiunto. Nonostante i numerosi vantaggi che possono comportare, tuttavia la loro diffusione in Italia è ancora assai limitata. Diversa la situazione all’estero: comparsi dapprima in Nord Europa (Inghilterra, Olanda, Belgio, Scandinavia), stanno oggi riscoprendo invece un rinnovato interesse anche Rucola croccante e soda. È stata ottenuta in floating, ideale per in Nord America, Giappone, Korea, Russia. le colture da taglio, ed è pronta per il lavaggio e il confezionamento Da notare curiosamente ancome prodotto di IV gamma. che la loro accettazione come prodotti biologici (organic) negli Stati Uniti dove, a differenza dell’Europa, il fuori suolo ha sempre avuto, fin dagli inizi, una maggiore accettazione culturale e sociale, in quanto può consentire il ciclo chiuso e l’azzeramento dei pesticidi di sintesi. La regola è sempre la stessa: dalle crisi si esce solo guardando avanti. L’autore è del Ceres srl - Società di Consulenza in Agricoltura 46 Terra e Vita [ SPECIALE INSALATE ] n. 26/2014 28 giugno 2014 Italia, ideale per le lattughe DI GIUSEPPE FRANCESCO SPORTELLI T L’offerta di tutte le tipologie, da campo attraente come le rosse per creare mix di insalate utte le tipologie, prodotte in pieno campo o serra, è garantita sia per il mercato fresco sia per la IV gamma. Fra e/o in coltura protetta, per tutti i giorni le tipologie più importanti la cappuccina, la gentidell’anno. È completa l’offerta di lattughe tutto l’anno lina o batavia, la romana e l’iceberg, seguono la che l’Italia, grazie alle diverse, e comunque semfoglia di quercia e la lollo, comunque rilevanti per pre favorevoli, condizioni climatiche della lunga l’export. La cappuccina mostra un leggero calo, penisola, riesce sempre a garantire per l’intero dovuto soprattutto all’incapacità di fronteggiare anno, senza interruzioni. Sulla vocazione dell’Itagli attacchi di tracheofusariosi in estate: mancano lia per la coltivazione delle lattughe Samuele varietà completamente resistenti. La gentilina Balboni, responsabile di prodotto per Rijk manifesta una certa crescita, la romana è abbaZwaan Italia, esprime piena certezza. stanza stabile, l’iceberg segna anch’essa un incre«Si coltivano in tutta Italia, ma soprattutto in mento di superficie coltivata, dovuto alla domanVeneto nelle zone di Verona, Lusia e Cavallino, in da dell’industria di IV gamma». Lombardia nelle province di Mantova, Bergamo e La foglia di quercia mostra una tendenza al Milano, in Piemonte intorno a Brà, in Emilia a calo delle superfici, benché sia molto richiesta Bologna, in Romagna, in Toscana, nel Lazio a dai mercati locali in Piemonte e Liguria e da Latina, in Campania nelle aree di Caserta, Napoli alcuni mercati esteri. «La lollo viene coltivata e Salerno, in Puglia, Calabria, Sicilia e Sardegna. soprattutto per l’export, oltre che per il mercato La lattuga è un’ortiva interessante perché si coltidi Milano, però manifesta una riduzione di suva tutto l’anno sia in pieno campo sia in serra Campo di lattuga romana. perfici a causa dello spostamento dei mercati del fredda. In pieno campo Puglia, Sicilia e Sardegna Centro-Nord Europa verso la Salanova®, nuova producono in autunno, inverno e primavera, invece il Centro-Nord in primavera, estate e autunno. In tipologia di lattuga protetta da marchio di proprietà coltura protetta il Centro-Sud in autunno, di Rijk Zwaan, caratterizzata da tantissime inverno e primavera, il Nord in primafoglioline pronte all’uso con un unico vera, estate e autunno». taglio alla base del cespo e proposta Ecco perché l’offerta italiana di con mix interessanti per colore e lattughe copre invariabilmente tipologia di foglie. Inoltre si di365 giorni all’anno e per tutte le stingue per l’alto valore orgatipologie. «La domanda si orienta nolettico». verso tipologie sempre più compat Lattuga Salanova®. te, con elevata shelf-life, colorazione INNOVAZIONE sotto copertura senza suolo L e lattughe sotto copertura vengono coltivate tutte in serre fredde, su terreno, osserva Balboni. «Almeno finora. Fra le possibili innovazioni c’è la coltivazione senza suolo, già praticata con successo nel Centro-Nord Europa. Le soluzioni possibili sono due: il floating system, con allevamento delle piante su supporti flottanti (pannelli di polistirolo) posti su vasche di coltivazione riempite con soluzione nutritiva arieggiata, e le canalette di plastica, fisse o mobili, sistemate su bancali». G.F.S. Lollo bionda, coltivata soprattutto per l’esportazione. Terra e Vita n. 26/2014 28 giugno 2014 PATOLOGIE La ricerca per combatterle 47 U na patologia di estrema rilevanza in Italia, informa Balboni, è la tracheofusariosi della lattuga (Fusarium oxysporum f.sp lactucae). «Gli attacchi sono partiti nelle coltivazioni in pieno campo, favoriti dalla specializzazione e dall’assenza di rotazioni. Si sono verificati prima in estate, poi anche in primavera e in autunno, fino a manifestarsi in alcune zone anche in serra. Oggi la patologia è pressoché endemica. Per combatterla bisogna utilizzare le giuste pratiche agronomiche, rotazioni ampie e rispetto della struttura del terreno. Ma anche la ricerca può dare le giuste risposte fornendo varietà dotate di elevate resistenze genetiche. Diffusa è la presenza di virosi, come la Lettuce big-vein disease e quella causata dal Lettuce ring necrosis virus: diffuse un po’ dovunque e favorite, più che dall’andamento climatico, dal giorno corto e dall’elevata umidità del terreno. Infine la ricerca è molto attiva nel mettere a punto resistenze alle razze della peronospora della lattuga (Bremia lactucae): da pochi mesi sono state registrate tre nuove G.F.S. razze, che quindi in totale sono salite a 31». FR 28 FR 32 FR 38 FR 38 Special FR 100 FR 100 Special Lollo rossa, ideale per l’export. Il mercato nazionale è fondamentale, ma è importante anche l’esportazione sia per i prodotti di serra, sia di pieno campo. «Il consumatore italiano è legato alle tradizioni locali. Le varie tipologie di lattuga vengono consumate un po’ dappertutto: le cappuccine e le iceberg ovunque, le gentiline per lo più nel Nord Italia, le romane al Centro-Sud. Le lollo e le foglie di quercia sono più tipiche del Nord-Ovest. La domanda della IV gamma è in crescita, l’industria italiana mostra forte interesse verso prodotti di qualità. Per l’esportazione vengono molto apprezzate le cappuccine, le lollo, le gentiline, le foglie di quercia e le romane. I mercati più interessati alle lattughe italiane nel periodo da fine autunno a inizio primavera sono il Centro-Nord Europa (Germania, Austria, Svizzera e Scandinavia), l’Est europeo (Polonia), i Balcani (Romania, Ungheria, Bulgaria) e i Paesi dell’ex-Jugoslavia». FR 140 FR 140 Special Agro Equipment De Pietri s.r.l. - 43020 Vezzano s/c (RE) Tel. 0522 606181 - Fax 0522 601425 - www.dpdepietri.it - [email protected] 48 Terra e Vita [ SPECIALE INSALATE ] n. 26/2014 28 giugno 2014 Sicilia, Iceberg per sette mesi DI MARIANNA MARTORANA L Sul mercato da novembre l’ultima somministrazione è prevista fino a 20-30 a Sicilia, grazie alla propria ubicazione gea maggio è la più giorni prima della raccolta. ografica e all’elevata qualità delle aziende, Per assicurare il mantenimento della fertilità produce delle ottime lattughe. Negli ultimi coltivata sull’Isola. dei terreni si effettuano rotazioni, come nelanni, gli agricoltori hanno puntato sulla tipologia l’azienda Malandrino, dove si succedono lattuga, Iceberg. «È ormai la tipologia più diffusa - afferPer consumo fresco patata e grano in modo che in tre anni il cereale ma Maurizio Malandrino dell’omonima azienda venga coltivato in ogni area. È molto diffuso anagricola che coltiva a Siracusa circa 50 ha, di cui e IV gamma che l’abbandono del terreno: viene coltivato per 2 25 destinati a lattuga - perché trova un ottimo o 3 anni a lattuga per poi spostarsi e continuare la riscontro sul mercato. È amata per la forma sfericoltivazione in nuovi appezzamenti di terreno. ca compatta, le foglie croccanti dal colore chiaro. Ha un’azione rinfrescante e digestiva, mostra un buon contenuto di vitamina A e C, sali minerali come potassio, ferro e fosforo. Presenta una buona LA DIFESA resistenza all’ossidazione, un gusto dolce, una bassa incidenza In generale l’agricoltura italiana è molto attenta alle questioni degli scarti e una lunga durata in frigorifero, circa 7-10 giorni» . fitosanitarie e, non solo per l’imminente attuazione del Piano di azione nazionale sull’uso sostenibile dei fitofarmaci, già è molto diffuso l’uso di formulati dal basso impatto ambientale, spesso LA COLTIVAZIONE, DAL TRAPIANTO ALLE ROTAZIONI ammessi in agricoltura biologica. Tra l’altro, è importante gestire la I trapianti si effettuano dalla fine di agosto fino a febbraio per resistenza ai fungicidi e quindi l’insorgenza di ceppi resistenti in portare i prodotti sul mercato dall’inizio di novembre a fine magcampo. Il fenomeno non riguarda esclusivamente i fungicidi imgio, garantendo un calendario di offerta di circa 6-7 mesi. La durata piegati, ma anche le specie fungine che, come le molecole chimiche, del ciclo colturale oscilla da 70-90 giorni del periodo invernale a possono essere a elevato, medio e basso rischio di resistenza. Ad 40-60 giorni del periodo primaverile. L’Iceberg è destinata ai meresempio la botrite, agente della muffa grigia, è ad alto rischio. cati all’ingrosso, alla grande distribuzione e alla IV gamma. Tra gli altri patogeni che possono interessare la coltura, la SclerotiPrima dell’impianto è prevista una lavorazione del terreno e nia spp., agente del mal dello sclerozio e la Bremia lactucae, agente una concimazione di base con un concime ternario 20 : 10 : 10 della peronospora. Quest’ultima si riscontra soprattutto in condiziodistribuendo circa 300-400 kg/ha. L’impianto avviene in solchi ni climatiche fresche e umide, tipiche del periodo autunno vernino. larghi 1,7 m su cui vengono messe a dimora tre file di lattughe «Per botrite e sclerotinia – spiega Sebastian Nigro, agronomo di distanti tra loro 30 cm. Costantia srl di Vittoria (Rg) – tra i principi attivi ad azione prevenDurante il ciclo colturale si interviene con circa due concimaziotiva si impiegano tiram e fenexamid, entrambi attivi per contatto ni fogliari a base di aminoacidi e microelementi. In ogni caso, per fogliare. Per la botrite sono impiegati anche prodotti a base di evitare accumuli di elementi potenzialmente tossici nelle foglie, Lattughe in fase di accrescimento. Attacchi di lepidotteri su lattuga. Prime fasi dopo il trapianto. n. 26/2014 28 giugno 2014 Terra e Vita 49 Campo coltivato nel territorio ibleo. Bacillus amyloliquefaciens e Bacillus subtilis che mostrano degli effetti collaterali su peronospora, o a base di Clonostachiys rosea che agiscono contro la Sclerotinia spp.». Contro la peronospora, si utilizzano propamocarb, fungicida ad azione preventiva, a sistemia acropeta, che impedisce l’inizio delle infezioni. Solitamente è utilizzato per trattare il substrato di coltivazione, è molto selettivo e stimolante sulla vegetazione e sullo sviluppo radicale. Svolge un’azione preventiva e curativa, il cimoxanil che agisce sia per contatto sui propaguli che all’interno della pianta, dove inibisce lo sviluppo del micelio. Il fosetil di alluminio è un fungicida sistemico che svolge la sua attività dopo essere stato metabolizzato dalle piante sulle quali stimola la formazione di fenoli e fitoalessine, naturali sostanze di difesa sintetizzate dalle piante stesse. Il rame nelle sue varie forme, ad esempio l’ossicloruro, che agisce per contatto e svolge un’azione preventiva impedendo la germinazione di spore e conici, rappresenta la forma più attiva di rame nei confronti delle batteriosi (nel caso della lattuga l’agente è lo Pseudomonas cichorii e Erwinia carotovora subsp. carotovora). Il rame chelato, invece, svolge azione endoterapica ed essendo somministrato come concime esula dalla problematica dei tempi di carenza. Per quanto riguarda gli insetti, gli attacchi di nottua sia fogliare che terricola, sono molto frequenti e «devono essere controllati in tempo, soprattutto nel periodo di ottobre-novembre – spiega Malandrino – quando nel Siracusano si registra un clima caldo umido». Si impiegano piretrine, indoxacarb, clorantraniliprole e, per le limacce, esche lumachicide da distribuire nel terreno in maniera localizzata o nei perimetri dell’appezzamento. DOPO LA RACCOLTA La lattuga Iceberg resiste molto bene al caldo e, quando destinata al mercato del fresco, è riposta in buste plastificate che mantengono l’umidità del cespo senza provocare nessun decadimento della qualità del prodotto. Le singole buste sono posizionate in cassette di cartone 30x50 e, in base al peso che può essere anche superiore ai 400 g, ne contengono da 9 a un massimo di 12. Se destinato ai mercati del Nord, il prodotto viene refrigerato e inviato in giornata o al massimo il giorno successivo. Nel caso della IV gamma, il prodotto è sempre refrigerato e spedito alle aziende di trasformazione. Le foto sono di E. Finocchiaro 52 Terra e Vita [ DOSSIER ] n. 26/2014 28 giugno 2014 COORDINAMENTO COORDINAMENTO DI DI ALESSANDRO LESSANDRO MARESCA ARESCA Una pratica in linea con il clima bizzarro N Strumento ideale sono rimaste alte gli apparati radicali sono rimaegli ultimi anni il clima sembra aver assti superficiali con il risultato che nei terreni soffesunto un andamento anomalo con forti per un miglior renti per i ristagni si è dovuto intervenire prima siccità intervallate da piogge torrenziali. degli altri con l’irrigazione. Complessivamente In questo contesto sicuramente si sono verificate erapporto questo è stato sicuramente un anno emblematico importanti ripercussioni sulla propensione degli per quanto riguarda la regimazione idrica dei agricoltori al drenaggio sotterraneo ed eventualtra produzione terreni». mente alla subirrigazione. Ne abbiamo parlato con Leonardo Gatti, tecnico esperto del settore, e ambiente naturale. OLTRE 120MILA ETTARI DRENATI che da molti anni si occupa direttamente sul campo di problemi irrigui e di drenaggio In questo contesto qual è, a oggi, lo stato dell’arPratica in crescita, «Quando parliamo di clima in agricoltura te del drenaggio sotterraneo? ogni annata ha la sua storia – avverte Gatti –. «In Italia il drenaggio si è particolarmente svirecord nel 2012 Quest’anno, abbiamo avuto un autunno particoluppato, dall’inizio degli anni ’80, in tutta la pialarmente piovoso e anche i primi cinque mesi del nura emiliano-veneta, in prossimità della laguna 2014 si sono caratterizzati da lunghi periodi di maltempo. Le singodi Venezia, nel grossetano, nell’agro-pontino e in generale in tutte le le precipitazioni non sono state particolarmente intense. Piogge aree dove le falde naturali sono molto superficiali. relativamente deboli ma per periodi lunghi. Sono i terreni che da sempre hanno avuto bisogno di un’efficienQuesto ha fatto si che i terreni privi di fossi o dreni, si siano te regimazione delle acque in eccesso per garantirsi un adeguato imbibiti facendo percolare le acque verso le falde freatiche che si franco di coltivazione, necessario per una razionale gestione di sono innalzate. Il risultato è stato che nei terreni senza drenaggio tutte le colture. È difficile fare una stima delle superfici drenate in sotterraneo ci sono stati problemi, anche consistenti, di ristagno. I Italia da 35 anni a questa parte ma, credo di non sbagliare se terreni con la sistemazione tradizionale a scoline non sono esenti da affermo che hanno complessivamente superato i 120mila ettari. In problemi e hanno mostrato asfissie, in particolare nelle vicinanze province come Bologna, Ferrara, Ravenna le aziende drenate supedei fossi. Le colture sui terreni drenati si sono dimostrate più rano il 20-30% della Sau di pianura. omogenee e le trebbiature del grano che si stanno svolgendo in Il trend del drenaggio è da sempre in crescita e, per quanto ci questo periodo dimostrano che dal punto di vista produttivo i riguarda, l’anno record, nella realizzazione di nuovi impianti, è terreni drenati hanno i migliori risultati». stato il 2012. «Il forte incremento delle temperature che si è avuto dai primi Sono sicuramente cambiate le singole dimensioni unitarie integiorni di giugno ha portato a stressare le colture già sofferenti per i ressate ai lavori. Fino agli anni ‘90 s’interveniva su singole parcelle ristagni dei periodi precedenti – continua Gatti –. Dove le falde da 5-20 ha ciascuna, oggi si realizzano impianti che coinvolgono n. 26/2014 28 giugno 2014 [ DRENAGGIO E SUBIRRIGAZIONE ] l’intera azienda con interventi singoli che in alcuni casi superano i 100 ettari. Per questo è indispensabile avere la disponibilità di più macchine posadreni in grado di realizzare tempestivamente i lavori. Le interdistanze dei dreni variano, naturalmente, in base alla natura del terreno (così come l’utilizzo dei filtri di protezione sui tubi) e dalla possibilità o meno di utilizzare l’impianto per la sub-irrigazione. In generale il drenaggio per lo scolo dei terreni si sono realizzati con interasse compresi tra 10 e 14 metri, mentre per gli impianti misti “scolo e sub-irrigazione” si è arrivati anche ai 6-7 metri di interdistanza. La vera novità di questi ultimi anni è la possibilità di utilizzare i sistemi satellitari gps, per il momento esclusivamente per realizzare dei precisi piani quotati nei terreni da livellare , ma in prospettiva i sistemi gps saranno utilizzati anche per guidare la posa del tubo e per avere traccia digitale del reale posizionamento del dreno. Significa che a fine lavoro si avrà un “file grafico” dove i dreni effettivamente posati sono indicati con una precisione centimetrica. Chi ha impiantato del frutteto, ha fatto scavi, ha posato condotte, ecc. sui terreni drenati sa bene quanto è rischioso intervenire senza conoscere l’esatta posizione dei tubi. Ma nonostante i buoni numeri e le prospettive positive non mancano le “ombre” in questo lavoro…». ATTENZIONE AGLI IMPIANTI FAI-DA-TE Terra e Vita 53 Urea dentro una scolina (si vedono i granuli). con 3 da 150 e poi con uno unico da 300 cavalli. Gli estirpatori sono diventati sempre più larghi, le barre da diserbo più lunghe, le seminatrici hanno sempre più elementi, ecc. Il risultato è che oggi i costi di lavorazione si sono più che dimezzati e questo ha permesso all’agricoltura di sopravvivere lo stesso, nonostante i cali nei prezzi di realizzo dei prodotti. La casa si costruisce dalle fondamenta e la sistemazione idraulicoagraria è stata il punto di partenza per creare delle aziende agricole moderne». Rispetto al drenaggio superficiale quello sotterraneo offre notevoli vantaggi in più. Anche i costi, immagino, risultano diversi (più alti). Lei ritiene che questi costi vengano ripagati? «Certamente il drenaggio è un costo determinabile ma ci sono anche costi occulti che non sono considerati nei terreni scolinati. La manutenzione delle affossature e delle tubazioni, gli sfalci, le infestanti che si propagano. Tutto questo non è niente al confronto dei tempi di lavorazione. Nei terreni drenati si può intervenire con macchine di maggiori dimensioni e la mancanza di ostacoli permette di ridurre al minimo i tempi morti. È questo, di fatto, il vero successo del drenaggio che lo rende conveniente da subito e ammortizzabile in tempi molto brevi». Cosa intende dire? LA SCELTA DELLA SUBIRRIGAZIONE «Intendo dire che dopo 35 anni di realizzazioni, la stragrande Nello specifico, la subirrigazione è in via di diffusione o rimane ancora una pratica ancora abbastanza limitata? Quali sono i suoi maggioranza degli impianti sono ancora perfettamente funzionanprincipali vantaggi e gli eventuali limiti? ti, ma l’utilizzo di grandi posadreni cingolate a ripper è visto da parte d’alcuni agricoltori come un lusso o peggio come qualcosa di su«Ogni cliente interessato all’acquisto di un drenaggio sotterraneo vuole sapere se è possibile realizzare l’impianto anche con perfluo. Si tenta il drenaggio fai-da-te con sistemi improbabili fatto finalità sub-irrigue. L’interesse per questa pratica è molto forte. di trattori gommati che trainano “tubi da stufa” spacciati per ripper Dove è stato possibile realizzarlo in modo correta laser con la convinzione di risparmiare. Il risul Una scolina diserbata to i risultati produttivi sono stati molto interestato è puntualmente quello di avere tubi troppo santi. Dobbiamo subito dire che la sub-irrigaziosuperficiali per fare le normali lavorazioni, posti utilizzando mezzi chimici. ne è un sistema d’irrigazione di soccorso dove in opera senza un reale piano di posa. Ma, a parte l’incremento della resa produttiva sulla coltura questo, credo che il drenaggio, in questi anni, dipende da diversi fattori. La natura del terreno, abbia portato un modo nuovo di coltivare, più innanzitutto. I terreni leggeri sabbiosi e sabbiosoindustriale, economico e anche più rispettoso dellimosi sono quelli che risultano più sensibili a l’ambiente». questa pratica. Altro aspetto fondamentale è la In che senso? giacitura dei terreni. Per una buona sub-irrigazio«Quando ho in iniziato questo lavoro, trenne i terreni devono essere pressoché orizzontali, t’anni fa, le campagne erano piene di trattori da questo per permettere che l’innalzamento della 60-80 CV al massimo (tipico il 640 o l’880 Fiat). A falda provocata dalla sub-irrigazione sia omogecosa servivano potenze maggiori quando anche neamente utilizzata dalla coltura. Questa tecnica nelle aziende da 1.000 ettari i singoli appezzaè quasi esclusivamente utilizzata invasando i fosmenti erano di 1 ettaro? si di scolo per permettere all’acqua di risalire L’aver portato le dimensioni, delle singole lungo i dreni. Il processo d’imbibimento del terreparcelle all’ordine delle decine d’ettari ha perno sarà più o meno veloce se vi è presenza o meno messo di sostituire prima i 10 trattori da 60 cavalli 54 Terra e Vita [ DOSSIER ] di una falda freatica o di uno strato impermeabile poco sotto il livello di posa dei dreni. Il sistema darà i migliori risultati intervenendo con notevole anticipo rispetto ai sistemi tradizionali e alternando i periodi di riempimento a quelli di svuotamento dell’impianto». Drenaggio da una parte, irrigazione dall’altra. Qual è, secondo lei, il sistema migliore per gestire e bilanciare queste due pratiche che hanno effetti diametralmente opposti? «Non esiste una risposta univoca a questa domanda. Molto dipende dal tipo di azienda e dalle colture che si prevede di produrre. Per un’azienda cerealicola con terreni piani, buona disponibilità d’acqua e che alterna colture autunnali a colture primaverili probabilmente la scelta economicamente più conveniente è un drenaggio con predisposizione alla sub-irrigazione. Il risultato produttivo sarà comunque buono anche negli anni più siccitosi. Per un’azienda che non ha queste caratteristiche la ricerca di un sistema di sub-irrigazione attraverso il drenaggio tubolare può dimostrarsi molto costoso ed economicamente controproducente. Le grandi aziende che in questi anni hanno fatto importanti sistemazioni idraulico-agrarie si stanno orientando verso questo semplice concetto: dove l’appezzamento lo permette, perché privo di pali e di ostruzioni, meglio progettare impianti di solo drenaggio e predisporsi per un’irrigazione del tipo “a torri semoventi” (pivot, renger) che danno garanzie produttive, permettono secondi raccolti e colture specializzate. Dove la conformazione non lo permette o nelle zone non coperte dagli impianti fissi d’irrigazione allora occorre predisporre i terreni alla sub-irrigazione». RISPETTO DELL’AMBIENTE Oggi si parla tanto d’ambiente, un po’ per moda ma soprattutto per evitare di impoverire e “avvelenare” il mondo in cui viviamo. Nello specifico, com’è il rapporto tra drenaggio e ambiente ? «La trasformazione agraria di cui parlo è avvenuta senza che le Istituzioni (Comuni, Regioni, Consorzi di Bonifica ecc.) mostrassero, nel migliore dei casi, interesse e troppo spesso l’hanno osteggiata in nome di una “generica difesa dell’esistente” come “scelta rispettosa dell’ambiente”. Innanzi tutto è ora di fare chiarezza tra chi ha fatto una vera miglioria agraria eliminando le Dreni in scolo scoline ma garantendosi uguala 3 giorni dalle piogge. mente lo scolo dei terreni con il drenaggio e con fossi collettori adeguati, e chi ha semplicemente chiuso i fossi senza alcun’alternativa reale di scolo. I primi hanno terreni più permeabili e riescono a regimare correttamente le falde sotto-superficiali, mentre gli altri troppo spesso si ritrovano, durante i periodi piovosi, i terreni saturi con le acque piovane che possono solo ruscellare superficialmente. Eliminare i fossi senza drenare significa creare compattazioni, impermeabilizza- n. 26/2014 28 giugno 2014 zioni e spesso si arriva alla riduzione della fertilità e della produttività dei terreni. Le condizioni climatiche sono cambiate e le poche piogge si concentrano in brevi ma intensi periodi dell’anno. Il bravo agricoltore è consapevole che se vuole anticipare le semine primaverili e avere meno problemi irrigui, deve avere i terreni scolati per tempo e non solo superficialmente e questo è possibile solo con i dreni. E poi cos’hanno di così “ecologico” le sistemazioni a scoline? Il primo aspetto chiamato in causa dai fautori dello status quo è la scolina intesa come invaso che trattiene le acque superficiali durante le piogge riducendo i rischi d’innondazione del territorio circostante. Vorrei ricordare a questi signori che le sistemazioni tipo “larga ferrarese” sono frutto dell’intervento dell’uomo, furono introdotte negli anni ’50-60, spesso con l’ausilio delle ruspe cingolate, quale miglioria agraria per favorire l’utilizzo dei primi trattori con motori a scoppio. Queste sistemazioni prevedono la formazione delle baulature che servono proprio per lo sgrondo delle acque superficiali verso la scolina e poi verso i canali consortili. A questi signori consiglio anche un giretto in campagna quando gli agricoltori spargono i concimi o quando diserbano i fossi con dosi massicce di prodotti chimici per combattere le infestanti per ricredersi sulla correttezza ambientale di questo tipo di sistemazione. Troppo spesso l’equazione vecchio uguale ad ecologico è male interpretato. Io credo che il vero metro di misura passi attraverso il risparmio energetico (gasolio dei trattori) e dal minor utilizzo di prodotti chimici e fertilizzanti. Tutto questo, è bene ripeterlo, oggi è possibile grazie alle nuove sistemazioni agrarie». Quindi si può dire che il drenaggio sia sinonimo di rispetto dell’ambiente? «Si tratta sicuramente di un buono strumento per un miglior rapporto tra produzione e ambiente naturale. Come cittadino, però, devo riconoscere che è giusto poter fruire di un paesaggio agricolo piacevole anche da un punto di vista estetico, nel rispetto della flora e della fauna esistente, sicuro dal punto di vista ambientale. La ricetta globale non esiste, ma spesso le scelte semplici sono le più efficaci. In alcune regioni il contributo regionale ai lavori di drenaggio si può ottenere solo impegnandosi alla creazione di zone verdi e a bosco. In Emilia Romagna alcuni Consorzi di Bonifica impongono il sotto-dimensionamento delle nuove prese di scolo per ridurne le portate nei momenti di piena. Sono scelte e comportamenti concreti ed oggettivi che possono incidere più d’assurde alchimie soggettive troppo spesso messe in atto da Enti e Consorzi con l’unico scopo di intralciare un processo d’ammodernamento che non riescono a governare. Mi permetta una considerazione finale, che mi ha sempre permesso misurare il successo del drenaggio, da 35 anni a questa parte: ho sempre visto aziende drenate che comprano i terreni di quelle non drenate, ma mai il contrario. Vorrà pur A.M. dire qualcosa!...». 56 Terra e Vita [ DOSSIER ] n. 26/2014 28 giugno 2014 Miglior deflusso grazie al filtraggio DI LEONARDO GATTI P Come limitare i rischi Solo valori elevati di azoto e una notevole aeraer una buona riuscita dell’impianto e per d i ncrostazioni zione del terreno hanno portato a un più rapido garantirne la durata nel tempo devono esdegrado. Indipendentemente dai tempo di putresere impiegati tubi di buona qualità. In Itae garantire fazione del filtro si è potuto osservare che all’interlia, però, purtoppo, non esiste una normativa che no del tubo il valore di intasamento legato alle attesti le caratteristiche dei tubi da drenaggio. Si un az ione durevole infiltrazioni dì terreno, salvo casi isolati, era molto tende quindi a fare riferimento alle normative stramodesto, mediamente nell’ordine dell’1-3%. Il riniere (Din tedesche, Asfor francesi, ecc.). Queste sultato è legato alla grossa porosità del filtro in fibra di cocco. In teoria stabiliscono, tra l’altro, lo spessore e il peso unitario dello stesso, la esso permette il passaggio di qualsiasi gronulometria di terreno, sua resistenza al piegamento e allo schiacciamento, il numero e le compreso sabbie a grana media e grossa. dimensioni dei fori, le modalità di stoccaggio, ecc. Nonostante ciò la quantità di materiale infiltrato rimane modesta. Per evitare l’intasamento dei tubi da drenaggio causato da parIn seguito a queste constatazioni si è dedotto che oltre a un’azione ticelle fini di terreno, dal ferro e da altri elementi, esistono appositi meccanica del filtro era presente un’azione idraulica. materiali filtranti che vengono prefabbricati sul tubo al fine di proteggerlo. Esperienze sui più svariati materiali filtranti (torba, paglia, poliu AZIONE MECCANICA E IDRAULICA retano, materassini in lana di vetro e di roccia, ecc.) hanno portato alla L’azione meccanica del filtro consiste nella “setacciatura” del terreno, sostanziale affermazione di due diversi tipi di materiale filtrante: la quella idraulica si manifesta nella riduzione della resistenza d’entrata fibra di noce di cocco e la fibra di polipropilene (PP). dell’acqua (una specie di effetto “carta assorbente”) che aumenta in II filtro in fibra di cocco viene prodotto con fibre naturali organiche proporzione al volume ed alla “tramatura” dei pori. Questi permettodi diverso diametro, crespate e parzialmente degradabili che vengono la creazione di uno spazio sufficiente per la compensazione delno avvolte e legate intorno al tubo con uno speciale procedimento. l’acqua e la sedimentazione delle particelle di terreno, portando a una Le buone caratteristiche idrauliche e di filtraggio di questo mascarsa resistenza al flusso. Si ottiene così la presenza di un’acqua teriale sono confermate da una lunga e comprovata sperimentazione, all’interno del tubo pressoché priva di particelle in sospensione e su modelli di laboratorio prima e nella verifica con scavi a pieno quindi con scarsa predisposizione alla sedimentazione. campo poi. Queste verifiche hanno permesso di constatare che il L’efficacia di un drenaggio può venire seriamente pregiudicata degrado nel terreno di questo materiale avviene molto lentamente. dalle incrostazioni. Queste sono quasi esclusivamente legate alla Tubo di drenaggio, di tipo nudo. Tubo ricoperto di fibra di cocco. Terra e Vita n. 26/2014 28 giugno 2014 57 TAB. 1 - IL TERRENO DELLE PROVE DIAMETRO MIN. PARTICELLE (MM) DIAMETRO MAX. PARTICELLE (MM) % Sabbia grossa 0,6 2 5 Sabbia media 0,2 0,6 40 Sabbia fine 0,1 0,2 35 Sabbia finissima 0,06 0,1 6 Limo grosso 0,02 0,06 10 Limo medio-fine 0,002 0,02 1 Argilla oltre - 3 TIPOLOGIA ossidazione chimica e biochimica del ferro bivalente (Fe++). Un altro aspetto tipico del filtro in fibra di cocco è quello della protezione dal rischio dì formazione di incrostazioni sui fori d’entrata dei tubi di drenaggio. Nei terreni asfittici i batteri sottraggono l’ossigeno agli ossidi di ferro trivalente; ciò porta alla formazione di ossidulo di ferro (FeO) o idrossidulo di ferro (Fe(OH)2) che sono composti bivalenti di ferro ridotti, solubili in acqua e perciò molto mobili. Sono i terreni coerenti quelli in genere più ricchi di ferro e quindi più «a rischio» rispetto ai terreni sabbiosi e a quelli poveri di elementi colloidali. Tali terreni presentano la tipica colorazione blù-grigioverde. Se questi terreni vengono prosciugati e con ciò ventilati, si ottiene la formazione di idrossido di ferro (Fe(OH)3) che è insolubile e tende a formare pellicole e «crosticine» impemeabili in prossimità dei fori dei tubi da drenaggio, compromettendone il funzionamento. L’incrostazione dipende quindi dalle condizioni del terreno, dalla sua struttura e dalle composizioni chimiche presente. II filtro in fibra di cocco, nel suo processo di decomposizione intorno al tubo, richiama a sé una forte quantità di ossigeno sottraendolo a quel processo di ossidazione chimica del ferro che è, come abbiamo visto, causa di non trascurabili inconvenienti all’impianto di drenaggio. Le incrostazioni dei fori del tubo da drenaggio sono particolarmente presenti, nei terreni «a rischio», dopo 3-4 anni dalla messa in opera dei tubi, dopodiché la situazione sembra stabilizzarsi. Anche per questo la scelta di un filtro organico, che proprio dal 3° al 5° anno Tubo con copertura in polipropilene. Terra e Vita n. 26/2014 28 giugno 2014 59 FIG. 1 - RESISTENZA CON PORTATA RIDOTTA 0,07 0,06 0,05 0,04 0,03 0,02 0,01 0 nudo cocco pp [ Coefficiente di resistenza dell’acqua all’entrata dei tubi di drenaggio (a valore più alto corrisponde maggiore resistenza). subisce la trasformazione biologica di decomposizione e di alterazione humica, può risultare determinante per la buona riuscita del drenaggio. Come detto inizialmente, il degrado del filtro in fibra di cocco è particolarmente rapido nei terreni ricchi di sostanza organica. Questo inconveniente è soprattutto sentito nei terreni torbosi e di recente bonifica, dove spesso l’abbinamento torba-terreno sabbioso/limoso rappresentano elementi di grosso rischio per la posa in opera di tubi senza filtri di protezione. Ci si è quindi posto il problema di come realizzare un filtro che raccogliesse in sé le caratteristiche idrauliche e meccaniche della fibra di cocco senza avere l’inconveniente della decomposizione. Nasceva così il filtro in materiale sintetico. IL FILTRO IN MATERIALE SINTETICO La struttura del già affermato filtro in fibra di cocco veniva preso ad esempio. Una sua riproposizione era possibile utilizzando una miscia di fibre in Polipropilene (PP) di diverso diametro. Questo tipo di filtro era in grado di garantire durate pressoché illimitate dello strato filtrante, indipendentemente dalle condizioni chimiche e bio-chimiche del terreno. Di contro non era in grado di interferire nei confronti dei precipitati ferrosi. Rimaneva da dimostrare la validità del filtro in PP dal punto di vista idraulico e per questo sono state fatte accurate prove pratiche e di laboratorio. Una di queste ultime, eseguita dal professor W. Burghardt di Brema, è stata proprio svolta ponendo a confronto campioni di tubo nudo, tubo con filtro in fibra di cocco e tubo con filtro in PP. II tipo di terreno scelto per la prova aveva la composizione riportata in tab. 1. II terreno conteneva volutamente componenti facilmente movibili quali sabbia e limo per permettere una più facile verifica sull’efficacia dei filtri.I risultati della ricerca dimostrano come sia con il filtro in fibra di cocco che con quello in PP si sia ridotto a 1/3 il valore di resistenza all’entrata dell’acqua (fig. 1 e 2). Questo dato è confermato sia dalle prove accelerate che da quelle a lunga durata. Ancor più interessanti sono i dati relativi al grado di sedimentazione dei tubi dopo la prova di lunga durata (fig. 3). La quantità di terreno presente nelle acque scolate dei tubi era pressoché identica; tuttavia la sedimentazione all’interno del tubo nudo era 8 volte superiore a quello del tubo con il filtro di cocco e 25 volte superiore rispetto al tubo con il filtro in PP. Nelle acque di scolo sono state espulse prevalentemente le componenti argillose e limose. 60 Terra e Vita [ DRENAGGIO E SUBIRRIGAZIONE ] FIG. 2 - RESISTENZA CON PORTATA PIENA 28 giugno 2014 FIG. 3 - TERRENO SEDIMENTATO E SCOLATO (*) 80 0,03 tubo nudo tubo cocco tubo pp 70 0,025 60 0,02 50 0,015 40 0,01 30 20 0,005 0 n. 26/2014 10 nudo cocco pp [ Coefficiente di resistenza dell’acqua all’entrata dei tubi di drenaggio (a valore più alto corrisponde maggiore resistenza). Nel deposito del tubo nudo si è potuto rilevare una composizione delle particelle similare a quello del terreno di prova. Soltanto la presenza di argilla e limo era maggiore, a scapito della sabbia grossolana. Nel tubo con il filtro in cocco il deposito era composto per il 60% da sabbia finissima (0,06-0,1 mm). Questa forte selezione delle particelle del terreno si è manifestata ancor più marcatamente con il tubo rivestito in fibra di PP. Qui la presenza di sabbia finissima raggiungeva I’80% del totale sedimentato. I risultati ottenuti dimostrano che anche le fibre di PP. possono fornire prestazioni idrauliche e filtranti similari a quelle dei filtri in cocco. In generale, con l’impiego di un rivestimento per tubi da 0 sedimentato nel tubo evacuato dal tubo [ (*) dopo le prove di lunga durata (g/100 l). drenaggio poroso e sufficientemente voluminoso, sia esso organico o sintetico, è possibile risolvere gran parte dei problemi relativi all’intasamento dell’impianto di drenaggio. Solo in presenza di terreni prevalentemente composti da particelle molto fini, il filtro da drenaggio, pur riducendo notevolmente il rischio, non può dirsi totalmente risolutivo. In questi casi occorrerà, in fase di progetto dell’impianto di drenaggio, associare all’azione indispensabile dei filtri un’adeguata pendenza di posa del tubo. È infatti anche aumentando la velocità di deflusso dell’acqua alI’inteno dei tubi che si ridurrà l’effetto di sedimentazione delle particelle di terreno, innescando un’azione efficace di autovaggio dei dreni. n. 26/2014 28 giugno 2014 [ TECNICA E TECNOLOGIA ] Antocoridi centrali contro la psilla NORD ITALIA G li Antocoridi sono una famiglia di insetti appartenenti all'ordine degli Emitteri, importanti come organismi ausiliari in quanto predatori di Artropodi dannosi alle piante. Le prede attaccate dagli Antocoridi sono uova e artropodi di piccole dimensioni, quali Acari, Tisanotteri (Tripidi), Rincoti Omotteri (Psille, Aleurodidi e Afidi) e Lepidotteri (uova e larve di microlepidotteri). Le specie più comuni e più attive fanno capo ai generi Anthocoris e Orius; agli stessi generi appartengono anche alcune specie allevate in biofabbriche e commercializzate per il controllo di organismi dannosi (Anthocoris nemoralis e Orius laevigatus). Fra queste specie Anthocoris nemoralis è il più noto ed efficace agente di controllo naturale della psilla del pero (Cacopsylla pyri). Si tratta di una specie ampiamente diffusa in Europa, Nord Africa, Asia mediterranea e Caucaso che vive sul pero ma anche su diverse specie coltivate o spontanee. Attualmente è presente anche in Nord America ma, probabilmente si tratta di una introduzione accidentale. L’Antocoride sverna come adulto riparato all’interno dei frutteti o nell’ambiente esterno avvantaggiandosi della presenza di siepi, lettiere e di altri ricoveri. Nel nord Italia la specie compie di norma 2-3 generazioni annuali. La prima DI MASSIMO BARISELLI E RICCARDO BUGIANI BORDURE Siepi come riserve I n frutteti a conduzione biologica o integrata, Anthocoris nemoralis può contribuire a limitare efficacemente le popolazioni di psilla, soprattutto in annate caratterizzate da condizioni climatiche favorevoli (frequenti piogge, temperature non particolarmente elevate). Per questa sua attività può essere aiutato dalla presenza di alcune piante spontanee e ornamentali come Albero di Giuda, Olmo, Frassino e Biancospino che offrono prede alternative in momenti di scarsa disponibilità di Psilla sul pero. Per questo motivo potrebbe risultare molto utile la presenza di queste piante ai margini dei frutteti sia per facilitare la permanenza di questi predatori ma anche per sincronizzare il loro ciclo con la Psilla del pero. generazione si sviluppa nei mesi di aprile-maggio, quando le temperature minime salgono sopra i 10 °C. Le femmine iniziano a deporre le uova inserendole nei tessuti al di sotto dell'epidermide della prima vegetazione verde (foglie o gemme) e ognuna può deporre oltre 200 uova. Le pri- me forme giovanili iniziano a svilupparsi predando piccoli individui (uova e giovani psille). Per arrivare allo stadio di adulto vi sono 5 stadi giovanili (2 da neanide e 3 da ninfa). Le generazioni successive compaiono nel frutteto da giugno a settembre. A. nemoralis oltre ad essere Le forme giovanili di antocoride sono delle formidabili predatrici di uova e neanidi di psilla (foto Marzocchi). Terra e Vita 61 un predatore della psilla si nutre attivamente anche di altri fitofagi: è stato calcolato che un adulto nella sua vita può cibarsi fino a 300 forme giovanili di psilla mentre, una forma giovanile, può consumare fino a 600 acari, da 100 a 200 afidi, o 60-100 neanidi di psilla. Attualmente la capacità “regolarizzatrice” degli Antocoridi è ben conosciuta e viene valorizzata nelle moderne strategie di difesa con una oculata scelta delle sostanze attive impiegate in primo luogo nella lotta alla psilla ma anche nella lotta a Carpocapsa e Tortricidi ricamatori. La difesa contro la psilla si esegue quando il rapporto fra i germogli infestati dalla psilla e quelli con presenza di Antocoridi (Anthocoris spp. e Orius spp.) è maggiore di 5. Per ottenere un efficace controllo naturale della psilla, spesso un limite è rappresentato dall’iniziale lentezza di sviluppo dei predatori che devono avere a disposizione del cibo (la psilla) per incrementare velocemente la propria presenza nel pereto. Dal punto di vista pratico questo determina che, nel periodo maggio-giugno, occorre sopportare una certa presenza del fitofago per ottenere un soddisfacente sviluppo numerico dell’Antocoride sulla coltura. Infatti, se la presenza della psilla aumenta rapidamente nella terza decade di maggio, di norma l’incremento delle popolazioni di Antocoridi avviene all’incirca due - tre settimane dopo. In questi casi può essere d’aiuto il “lancio” di Antocoridi che permettono di anticipare l'insediamento di una buona popolazione del predatore nel pereto, prima di quando non avvenga naturalmente e limitare così al massimo lo sviluppo della psilla. [ TECNICA E TECNOLOGIA ] 62 Terra e Vita n. 26/2014 28 giugno 2014 Afidi e ragnetti sulle orticole CENTRO ITALIA L e cucurbitacee possono essere infestate da alcuni fitofagi in grado di arrecare alle piante sia danni diretti per sottrazione di sostanze nutritive, sia indiretti in quanto alcuni producono abbondante melata e sono potenziali vettori di malattie di natura virale. Seppure diverse specie afidiche vivono a spese di queste colture, l’afide delle cucurbitacee è sicuramente la specie più diffusa e maggiormente dannosa essendo in grado di sviluppare, in presenza di elevate temperature, numerose generazioni in un arco di tempo relativamente breve. Vive e si riproduce a spese dell’apparato vegetativo delle piante determinando il rallentamento della loro crescita, l’accartocciamento ed il disseccamento delle foglie, la colatura dei fiori, l’aborto dei frutticini in corso di allegazione e la mancata maturazione di quelli in fase più avanzata di cresci- FAGIOLO Afide nero e virus DI FRANCESCO CORVI FAGIOLO E FAGIOLINO AVVERSITÀ Afide nero (Aphis fabae) PRINCIPIO ATTIVO (%) DOSE G O CC/HL Acetamiprid 5 130-160 Pirimicarb 17,5 200 Cipermetrina 5,52 100 Deltametrina 1,63 50 Fluvalinate 21,4 200-300 ml/ha Imidacloprid 17,1 50 Spirotetramat 4,54 165 In rosso sono indicati i prodotti di recente commercializzazione ta. In caso di forti attacchi il fitomizo produce abbondante melata sulla quale si sviluppa la fusaggine che ricopre la vegetazione. Il parassita è inoltre molto temibile in quanto è potenzialmente vettore di alcune affezioni di natura virale, tra cui il virus del mosaico del cetriolo (CMV), il virus del mosaico giallo dello zucchino (ZYMV) ed il virus 2 del mosaico del cocomero (WMV-2). N Le popolazioni di Aphis gossypii sono tenute a freno da numerosi predatori e parassitoidi. nonostante ciò possono sfuggire all’azione di controllo esercitata dai nemici naturali costringendo il coltivatore a fare ricorso alla lotta chimica in modo tempestivo e all’inizio dell’infestazione. Qualora nell’arco del ciclo colturale necessita intervenire con più trattamenti, è opportuno im- egli appezzamenti in cui si coltivano il fagiolo ed il fagiolino è possibile osservare diffuse infestazioni prodotte dall’afide nero. Le colonie di questo parassita invadono le foglie, i fiori ed i baccelli di entrambe le leguminose e causano rallentamenti e disseccamenti vegetativi, accartocciamenti fogliari, aborti fiorali, deformazione dei baccelli; producono inoltre abbondante melata che imbratta la vegetazione sulla quale si sviluppa uno spesso strato di fumaggine. Il fitomizo è temibile, oltre che per i danni diretti, anche per il ruolo che riveste nella trasmissione di diverse affezioni di natura virale, ed in particolare del virus del mosaico comune del fagiolo (BCMV) e del virus del mosaico giallo di fagiolo (BYMV). In presenza di significative infestazioni è opportuno intervenire effettuando un trattamento insetticida con un preparato a base di acetamiprid, pirimicarb, imidacloprid, spirotetramat o mediante l’utilizzo di un piretroide di sintesi purché le foglie non si presentano accartocciate. F.C. Pianta di fagiolo gravemente infestata dall’afide nero. piegare prodotti insetticidi con diverso meccanismo di azione onde evitare l’insorgenza della resistenza del fitomizo nei loro confronti. Il ragnetto rosso comune o bimaculato è un acaro estremamente polifago potendo risultare dannoso alle cucurbitacee ed a numerose altre ortive. I danni sono causati sia dagli adulti sia dalle forme giovanili e consistono nella sottrazione di sostanze nutritive tramite gli stiletti dell’apparato boccale; è inoltre responsabile della bronzatura e del disseccamento del lembo fogliare. Le foglie infestate vengono spesso ricoperte da fitte ragnatele sericee sotto le quali si possono osservare, con l’ausilio di una lente di ingrandimento, uova, forme giovanili ed adulti del fitomizo. Qualora fosse necessario effettuare la lotta contro questo parassita mediante l’uso di prodotti acaricidi, è buona norma evitare di intervenire ripetutamente con preparati nella cui composizione è presente il medesimo principio attivo per non incorrere nel rischio di selezionare individui resistenti in seno alle popolazioni del parassita. [ TECNICA E TECNOLOGIA ] n. 26/2014 28 giugno 2014 SUD ITALIA Il controllo della tignoletta COCCINIGLIE Monitorare il planococco DI ARTURO CAPONERO N N elle aree più calde, gli adulti della I generazione della tignoletta (Lobesia botrana) della vite sono sfarfallati tra la fine di maggio e l’inizio di giugno dando origine alla II generazione larvale (la I carpofaga). Il controllo della tignoletta mediante confusione sessuale si sta diffondendo in molte aree dell’Italia meridionale, con buoni risultati che arrivano anche alla completa eliminazione dell’uso degli insetticidi di sintesi. Chi utilizza questo metodo dovrà proseguire il monitoraggio per verificare la “tenuta” dei diffusori e, eventualmente, intervenire per contenere l’infestazione. Si ricorda che, oltre a seguire l’andamento delle popolazioni mediante trappole sessuali, è essenziale il monitoraggio dei danni agli acini. Per le uve da tavola la soglia indicativa di intervento si raggiunge al 3-4% di grappoli colpiti, men- Terra e Vita 63 Larva di tignoletta della vite. tre per le uve da vino al 1015%. Il monitoraggio dei danni consente di posizionare con maggiore efficacia i prodotti insetticidi, sia biologici (spinosad e Bacillus thuringiensis) che chimici. GLI INTERVENTI Oltre alle trappole a feromoni installate nel vigneto in cui si applica la confusione sessuale, Grappolo infestato da planococco. è utile disporre delle trappole nelle vicinanze del vigneto, per avere comunque un’idea della quantità di adulti nell’area e seguirne la curva di volo. Ove disponibili a livello comprensoriale, i modelli previsionali saranno particolarmente utili per il corretto posizionamento dei trattamenti. Il controllo della tignoletta potrà essere impostato con criteri curativi o preventivi e dipenderà dalla scelta del principio attivo: 8-10 giorni dall’inizio delle catture se s’impiegano esteri fosforici, dopo 3-4 giorni se si utilizzano regolatori di crescita (tebufenozide, flufenoxuron, metossifenozide) o clorantriniliprolo, 4-6 giorni se s’impiega etofenprox, spinosad, indoxacarb, clorantraniliprole, emamectina o Bacillus thuringiensis (var. Kurstaki e var. Aizawai). In quest’ultimo caso è consigliabile ripetere il trat- ei vigneti infestati da planococco (Planococcus citri e P. ficus) bisognerà monitorare la popolazione dell’insetto (la migrazione delle neanidi è piuttosto lunga e scalare e si protrae tra maggio e giugno) per valutare l’opportunità di un intervento specifico, limitato alle piante infestate se queste non sono molte, per evitare che gli insetti si portino sui grappoli imbrattandoli con la melata e la conseguente fumaggine. Si potrà ricorrere a prodotti con discreta persistenza, attivi anche contro altri fitofagi (es. thiametoxam, clorpirifos, spirotetramat, quest’ultimo dotato di doppia sistemia), e ripetere un trattamento in pre-chiusura grappolo con prodotti meno residuali e più “gassificanti (es. clorpirifos-metile) per colpire gli individui migrati sul grappolo prima che questo si serri. A.C. tamento dopo 7-8 giorni dal primo. LA CURVA DI VOLO Nelle aree dove la tignoletta raggiunge solitamente popolazioni elevate e la curva di volo della II generazione è piuttosto lunga (in alcune zone meridionali spesso i voli della II e della III generazione si accavallano), indipendentemente dalla sostanza attiva utilizzata, potrebbe rendersi necessario eseguire un secondo trattamento a distanza di 1015 giorni dal primo (in funzione della curva di volo) preferendo prodotti dotati di buona persistenza e resistenza alle alte temperature estive. 64 Terra e Vita [ AZIENDE E PRODOTTI ] n. 26/2014 28 giugno 2014 IRRIGAZIONE Nell azienda Banfi ci sono 700 ettari di vigneto irrigati con impianto a goccia Il successo di un buon vino dipende anche dall acqua DI ALESSANDRO MARESCA Panoramica sui vigneti dell aziendaBanfi. Il “tool” irrigazione Banfi, esisteva un impianto di irrigazione, di quelli che al temgarantisce una po solo le aziende più avanzate si potevano permettere. produzione costante Prevedeva un canale centrale di adduzione in eternit nel e di qualità anche quale l’acqua veniva pompata dai due fiumi vicini: Ombrone e in caso di siccità Orcia. L’acqua venina poi distribuita attraverso idranti di presa con i quali veniva portata nel filare, nel quale poi scorreva atisogna sfatare il mito setraverso solchetti fatti con la condo il quale la vite zappa. non deve essere irrigata Questi impianti servivano e che questa dia buon vino solo per lo più i frutteti (200 ha pese coltivata su terreno rustico e schi e 100 di susipietroso! ni), mentre di acIn certe fasi IN COLLABORAZIONE CON qua sul vigneto della coltura, inNAANDANJAIN ITALIA non se ne parlavece, l’acqua è va. I primi impianti pilota del fondamentale, non tanto come tipo a goccia sono comparsi nei risorsa irrigua tal quale ma, covigneti dell’azienda Banfi (Banfi me dicono gli israeliani, come soc. agr.) nei primi anni ‘80, ma “tool”, ossia come strumento. si trattava praticamente di un Vediamo un caso esemplare. esperimento. Successivamente Nel ’75, nel Castello di Villa si iniziò invece a farli su larga scala, e a oggi nell’azienda Banfi sono circa 700 gli ettari di vigneto e 100 quelli dei frutteti (susini e ciliegi) irrigati a goccia. B ENTRATA IN PRODUZIONE L’irrigazione dell’azienda è suddivisa in una ventina di comprensori, ognuno dei quali è di 50-100 ettari ed è servito da un impianto completo. Vigneto con impianto a goccia. L’introduzione su larga scala dell’irrigazione del vigneto è legata soprattutto al sostegno della radicazione delle talee, specie se queste vengono impiantate in un periodo nel quale non piove. Inoltre, grazie all’irrigazione, si risparmia un anno per l’entrata in produzione (3 anni invece di 4) e si evitano le eventuali fallanze. Con l’irrigazione a goccia, grazie a dosi specifiche di acqua e fertilizzanti, si riescono a gestire anche produzioni effettuate su terreni disomogenei. Oggi, dunque, tutti i reimpianti, a garanzia della perfetta riuscita, vengono fatti installando parallelamente l’irrigazione a goccia. Oltre ai problemi legati all’attecchimento dobbiamo ricordare che, nella fase vegetativa della pianta, ci sono due fasi importanti nelle quali l’acqua gioca un ruolo determinante. Si tratta dell’invaiatura, che richiede una buona dotazione d’acqua, e della maturazione. Il costo di un impianto irri- guo è abbastanza elevato, così come è elevato quello delle concimazioni, ma la qualità e la produzione ottenute così permettono di sostenere i costi. Nel 2012 c’è stata un’estate estremamente calda e siccitosa; solo intervenendo al momento opportuno con l’irrigazione si è potuta salvare la produzione e soprattutto si è riusciti a garantire la qualità delle uve e quindi del vino. In diversi casi si sono riuscite a garantire annate di qualità quando molti avevano perso la produzione o questa si era dimostrata di scarsa qualità. Lo scorso anno, addirittura, nel quale le precipitazioni non sono mancate, sembrava che non si dovesse irrigare; sono poi bastati 15 giorni di caldo intenso e oltretutto ventosi (il vento, come si sa, alimenta la siccità), e l’intervento irriguo è stato fondamentale per poter contare, alla fine, su una buona produzione. La decisione di irrigare in un vigneto (e qui ritorna il concetto n. 26/2014 28 giugno 2014 [ AZIENDE E PRODOTTI ] COSTI Impianto a goccia La manutenzione dell’impianto è fondamentale. di irrigazione come “tool”) deve essere presa dall’agronomo che si deve consultare con l’enologo per avviare un programma irriguo teso a ottimizzare, oltre alla quantità della produzione di uva, le caratteristiche organolettiche del vino che si vuole produrre. POLMONE IRRIGUO Nella tenuta di Villa Banfi sono presenti divesi invasi artificiali, che rappresentano un importante polmone di scorta per l’irrigazione. Esistono sistemi di prelievo per il pompaggio dell’acqua dall’Orcia e dall’Ombrone (in punti autorizzati), come si diceva, ma se viene un temporale l’acqua si carica di fango e, nonostante l’eventuale filtrazione, l’acqua risulta inutilizzabile. In questo caso l’uso dell’acqua contenuta negli invasi diventa indispensabile. L’acqua viene pompata con motopompe ed elettropompe in una rete principale di adduzione in pvc. Prima di essere immessa in campo l’acqua viene sempre filtrata; il filtraggio è fondamentale e viene fatto in funzione del tipo di acqua utilizzato. I filtri a quarzite (sabbia silicea con una pezzatura di 1-2 mm) sono i più efficaci ai quali segue un filtro a rete (si parla di elementi filtranti in acciaio inox a 120 mesh). Gran parte dei componenti delgi impanti sono di produzione israeliana con particolare riguardo alle ali gocciolanti autocompensanti NaanDanJain che offrono ottime garanzie di funzionalità nel tempo. Esistono vari tipi di ala gocciolante, di vari spessori, anche sotto il millimetro: ovviamente meno è spessa più è economica. Negli impianti di Villa Banfi viene utilizzata solo ala gocciolante da 1 mm in su perché questa offre maggiori garanzie di durata e, in genere, mette al riparo l’impianto da problemi che si vengono a delineare nel tempo, come screpolatura e piegature che portano a disuniformità di distribuzione e rotture. È vero, viene speso qualcosa di più ma la garanzia di funzionalità e la durata nel tempo ripagano ampiamente la maggior spesa. La distribuzione in campo viene fatta con tubi in polietilene (da 63 a 110 mm). L’acqua deve essere governata in modo da avere una pressione costante nel tempo per mezzo di regolatori di pressione e gocciolatori autocompensanti. A tale proposito è interessante segnalare che in un vigneto che doveva essere rifatto, quando è stata tolta l’ala gocciolante Naan PC messa in opera 29 anni fa, si è visto che questa risultava ancora integra e garan- Terra e Vita 65 I l costo a ettaro per un impianto d’irrigazione a goccia chiavi in mano varia a secondo delle aree geografiche, alla morfologia del territorio e soprattutto alla qualità dei prodotti utilizzati. In linea di massima possiamo affermare che per un impianto in pianura il costo medio è di circa 3.000-3.500 €. Nel caso di un impianto in collina il costo a medio sale a 4.500- 5.000 €. Ecco il materiale che generalmente viene utilizzato per la realizzazione di un impianto su vigneto di un ettaro: - ala gocciolante auto compensante: dai 3.600 a 4.500 metri (in base al sesto d’impianto); - idrovalvola di riduzione pressione; - valvole di spurgo di fine linea (una peri filare); - tubazione in Pead – polietilene ad alta densità – (in misura variabile in funzione della topografia del terreno). Naturalmente al costo a ettaro concorrono anche, in misura proporzionale, i costi del filtro, dell’automazione e di tutta la manodopera per la posa. Ala gocciolante Naan Pc. tiva ancora una perfetta uniformità di distribuzione irrigua. D’altra parte l’impianto irriguo dovrebbe durare quanto il vigneto per evitare di rimetterci mano prima del reimpianto. LA MANUTENZIONE Ma il segreto per il buon funzionamento di un impianto è una costante e corretta manutenzione. Nell’azienda Banfi c’è una persona che segue ogni comprensorio irriguo (o al massimo ne segue due se non sono troppo grandi) che si preoccupa di tenere l’impianto in perfette condizioni grazie alla pulitura delle ali la cui durata e funzionalità nel tempo risulta così garantita. Certamente la manodopera ha un costo notevole ma anche questo viene ampiamento ammortizzato. La tempestività d’intervento è uno degli aspetti più importanti dell’irrigazione a goccia, che è quindi in grado di reagire prontamente alle condizioni atmosferiche ambientali nonché alla fisiologia della pianta. L’abbinamento della fertirrigazione, che garantisce perfetti dosaggi di fertilizzanti a seconda della necessità è un altro aspetto fondamentale. 66 Terra e Vita [ AZIENDE E PRODOTTI ] n. 26/2014 28 giugno 2014 DIFESA La novità Vibrance Gold, conciante per cereali a base di sedaxane, fludioxonil e difenoconazolo Così la concia abbina efficacia e azione biostimolante DI ALESSANDRA SGARBOSSA Più radici, più resa e FIG. 1 - I RISULTATI Sviluppo vegetativo Produzione t/ha Attività di sperimentazione 2012/13 Attività di sperimentazione 2012/13 queste considerazioni prende spunto la ricerca applicata che niente mal del molte aziende di prodotti per l’agricoltura sperimentano nei piede: la conferma loro laboratori. Tra queste, Syngenta. La multinazionale svizzedalle prove ra è attiva anche nel settore della concia delle sementi è ha appena lanciato un fungicida per la concia ad azione biostimolante. iogge persistenti per Vibrance Gold, questo il nome giorni e giorni come nei del nuovo prodotto, è una noviclimi monsonici, seguite tà di recente registrazione predall’aumento repentino delle sentata nei giorni scorsi a Letemperature. Semine tutte da rignaro, alle porte di Padova, ad fare per l’eccessiva umidità del Agripolis, nell’azienda agraria terreno. Sviluppo di malattie universitaria che ne ha analizzafungine come il mal del piede, to gli effetti su dinemico numero IN COLLABORAZIONE CON versi tipi di terreuno di frumento SYNGENTA ni nei campi spee altri cereali, oprimentali. pure, a seconda del periodo, piante sfibrate dall’eccessiva siccità. Anche in Ita TRATTAMENTI DEL SEME lia gli agricoltori sono alle prese Alla convention erano presenti con problematiche dovute a stagli agenti delle principali ditte gioni sempre più imprevedibili, sementiere d’Italia. Perché orcon le inevitabili ricadute sulle mai la concia artigianale, fatta colture e sui redditi aziendali, dagli stessi agricoltori, è una già spesso risicati. Anche da pratica quasi scomparsa e sono soprattutto i sementieri a fare i trattamenti. Si stima infatti che nel nostro paese la concia industriale sfiori l’95% del totale, mentre a livello europeo la percentuale è di poco minore, l’80%. In generale il mercato della concia è in evolu- Il vistoso vantaggio di Vibrance Gold nelle emergenze (5 dic.) Un vantaggio che si mantiene in fase di levata (4 aprile). P 0,94 7,2 6,6 0,91 B A B A Standard VIBRANCE GOLD Standard VIBRANCE GOLD [ Fonte: sperimentazione interna Syngenta. *I VANTAGGI • Investimento ottimale fin dall’inizio • Massima vigoria delle plantule • Migliore assorbimento di acqua ed elementi nutritivi • Superiore resistenza agli stress idrici • Radici più sane per massimizzare le rese zione, secondo Syngenta è destinato ad aumentare del 10% fino al 2016. Studiato specificatamente per la concia delle sementi di cereali come frumento, orzo, segale, triticale e avena, il nuovo fungicida ad ampio spettro d’azione riesce a controllare i principali agenti patogeni e, al contempo, ad aumentare la vigoria delle plantule con benefici alla produttività. UNA MISCELA BEN CALIBRATA I principi attivi che lo compongono sono il sedaxane, il fludio- [ AZIENDE E PRODOTTI ] n. 26/2014 28 giugno 2014 LE PROVE Rhizobox e rhizodrone L’ Azienda agraria del Dipartimento di Agronomia dell’Università di Padova ha valutato l’effetto del nuovo conciante sullo sviluppo radicale precoce del frumento tenero in diversi tipi di terreno. La sperimentazione è stata condotta da Giuliano Mosca e Teofilo Vamerali. Le prove con i rhizobox, dotati di pareti trasparenti per l’osservazione delle radici e posti in serra, nella stagione 2012-2013 e 2013-2014 sono state effettuate su suoli non sterilizzati e sterilizzati per un periodo di circa 60 giorni, fino al raggiungimento dello stadio di inizio accrescimento. Nonostante i risultati non omogenei tra le due prove, è stato confermato in entrambe l’aumento del numero di apici in suolo sabbioso, un parametro importante della capacità di esplorazione della radice e del conseguente assorbimento di acqua e nutrienti. Una seconda indagine su densità di piante, resa e parametri qualitativi della granella e apparato radicale, quest’ultimo aspetto monitorato con carotaggi e uso di un rhizodrone con telecamera, è stato fatto su sementi di frumento tenero varietà Illico conciate col nuovo prodotto e xonil e il difenoconazolo. Su frumento il sedaxane è efficace contro fusariosi (Microdochium nivale e Fusarium culmorum), rizottoniosi (Rhizoctonia cerealis), carie (Tilletia caries e Tilletia controversa), carbone (Ustilago tritici), su orzo è efficace invece contro carbone (Ustilago hordei) e striatura bruna (Pyrenophora graminis). Ha una buona performance anche contro Cochliobolus sativus, Septoria nodorum, Puccinia recondita, Erysiphe graminis e Gaeumannomyces graminis. In pratica il prodotto assicura protezione contro le principali malattie del seme, le più insidiose per i coltivatori – si pensi che il cosiddetto “mal del piede” dal tipico annerimento alla base della plantula, una fusariosi largamente diffusa, nei casi estremi può danneggiare la produzione anche fino al 60-70% – e contro i patogeni diffusi nel terreno, come la Rhizoctoniai cui sintomi cominciano a manifestarsi nei campi italiani. L’azione fungicida è attiva dalla semina alla levata del cereale, successivamente per malattie fogliari sono più adatti trattamenti mirati e localizzati, come nel caso Terra e Vita 67 della septoriosi che si manifesta in terreni umidi con temperature relativamente elevate. Tuttavia le piante meglio nutrite grazie a un apparato radicale più sviluppato si approcciano meglio ai patogeni. La vera innovazione di questo prodotto è infatti, l’abbinamento dell’attività fungicida all’azione biostimolante sugli apparati radicali che ha effetti sulla fase germinativa anche in assenza di patologie. Lo si riscontra nella maggiore vigoria delle singole piante e nella loro più alta densità nell’area di coltura, in una maggiore capacità di assorbimento dei nutrienti e una maggiore resistenza agli stress abiotici, come nel caso de- Rhizobox. Inclinati e dotati di pareti trasparenti per l’osservazione delle radici. messe a dimora in otto lisimetri con quattro tipi di suolo (sabbioso, organico, medio impasto-limoso, argilloso). Il controllo è stato fatto su sementi non conciate. I risultati hanno evidenziato per le piante da semi conciati una maggiore densità in tutti i suoli e un maggiore numero di spighe/metro quadro in suolo organico. Per quanto riguarda il profilo di densità e superficie radicale nei terreni a medio impasto-limoso, la concia supera il controllo nell’orizzonte 50-60 cm. gli stress idrici in zone di forte siccità. Questi effetti fisiologici sono stati studiati da Syngenta nella Stazione sperimentale di Foggia per quasi tre anni. GLI AUMENTI DI RESA A Carmagnola, nel Centro sperimentale delle Scuola di agraria dell’ateneo torinese, si sono monitorati gli effetti del sedaxane su grano varietà Altezza (coltura da biomassa) e varietà Arezzo (panificabile) seminati su suolo franco sabbioso durante la campagna 2012-2013. Come confronto sono state usate sementi trattate con fludioxonil. La ricerca guidata da Amedeo Reyneri dell’Università di Torino ha parametrato, oltre alla re- TAB. 1 - DOSI E MODALITÀ D’IMPIEGO COLTURA PATOGENI DOSE ML PER 100 KG DI SEME Frumento Fusariosi (Microdochium nivale, Fusarium culmorum), Rizottoniosi (Rhizoctonia cerealis), Carie (Tilletia caries,Tilletia controversa), Carbone (Ustilago tritici) 200 Carbone (Ustilago hordei), Striatura bruna (Pyrenophora graminis) 200 Orzo sistenza ai patogeni, anche altri fattori, quali la resa produttiva, il peso ettolitrico, il colore fogliare e il contenuto di glutine. È emerso che nelle plantule da semi trattati con sedaxane si sono manifestati pochi attacchi del “mal del piede” e si sono riscontrati benefici e maggiori effetti sull’area fogliare attiva delle piante, evidenti aumenti di resa dal 3 al 5%, tendenziali miglioramenti dei parametri qualitativi e del contenuto di glutine. «In sintesi il sedaxane rappresenta una soluzione che amplia il benessere della coltura – ha concluso Reyneri – Non trascurabile nemmeno la possibilità di ricalibrare i trattamenti agrotecnici successivi, come la fertilizzazione». La formulazione nota come Formula M del Vibrance Gold permette un perfetto scorrimento dei semi al momento della concia e della semina e l’assenza di polverosità, aumentando la sicurezza per gli operatori che maneggiano prodotto conciante prima o semi conciati poi. Nel dossier di registrazione infine non risultano effetti fitotossici a carico della coltura. 68 [ INFORMAZIONI DALLE IMPRESE ] Terra e Vita n. 26/2014 28 giugno 2014 ORTOFRUTTA Una divisione per macro-categorie di prodotto e non semplicemente per specie Il nuovo catalogo di Rijk Zwaan R ijk Zwaan Italia presenta il nuovo catalogo della propria gamma varietale particolarmente adatta alle produzioni per il mercato italiano. La continua attività di ricerca e sviluppo ha permesso alla società multinazionale olandese di offrire un ventaglio di varietà caratterizzata da performance sempre più elevate e in grado di soddisfare i vari target di mercato. Differenziandosi dalle precedenti edizioni, questa volta Rijk Zwaan ha scelto di dedicare ampio spazio a quelli che sono i suoi valori etici, racchiusi nel nuovo slogan aziendale: Sharing a Healthy Future. Stiamo parlando delle sfide mondiali per un futuro più sostenibile per tutti e per il benessere delle persone e il rispetto del nostro pianeta. Il social network Love my Salad e la filiale Afrisem sita in Pomodoro RZ malattie e condizioTanzania sono alcune ni climatiche. Inoltestimonianze del noRijk Zwaan Italia tre diverse sono le stro impegno in questa innovazioni che direzione. possono essere troSfogliando il catalovare nelle pagine di go, la presentazione questo catalogo codelle varietà risulta sume le Open Heart bito di facile consultaCos, una nuova tipozione in quanto è prelogia di romane molto sente una divisione adatte per il procesper macro-categorie sing e che possono esdi prodotto e non sere raccolte meccanisemplicemente per camente grazie al loro specie come fanno i “sviluppo aperto”. cataloghi tradizioCatalogo Gam Da segnalare anche nali. ma Varietale la lattuga Salanova® diÈ stata prevista anche una brochure venuta ormai un must separata annessa al per praticità e gusto e catalogo, con i costantemente arricchiprincipali cicli di ta di nuove proposte coltivazione delle varietà. dalle attraenti coloraziotutto il catalogo. Questo strumento, estreni verdi e rosse e dal saLa gamma Rijk Zwaan si mamente pratico e manegpore estremamente dolce. distingue per l’alto spettro di gevole, può dimostrarsi Entrando nel vivo dei resistenze genetiche alle strategico per valutare le prodotti a frutto, dopo il sucprincipali avversità legate a produzioni senza doversi cesso del pomodoro dal guportare con sé sto eccezionale Rugantino RZ F1, Rijk Zwaan replica con un’ulteriore varietà di Cuore di bue che promette risultati altrettanto sorprendenti e le cui caratteristiche sono ben illustrate all’interno del catalogo. L’assortimento varietale completo di Rijk Zwaan è presente in questa pubblicazione che si contraddistingue per le proposte qualitativamente elevate in fatto di produttività nonché di valori nutrizionali ed organolettici. Il catalogo può essere richiesto direttamente a Rijk cocktail Zwaan. 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Per i cereali stoccati SilicoSec controlla insetti e acari M olti avranno notato che alcuni animali, come gli uccelli, si fanno “bagni di polvere” nella sabbia o nel terreno asciutto con lo scopo di liberarsi di alcuni parassiti del loro corpo come pulci o acari. Forse la stessa osservazione ha portato circa 4.000 anni fa gli antichi Cinesi a usare le terre diatomacee contro alcuni fitofagi. Solo però dal 1930 sono iniziati gli studi per metterne a punto l’impiego. Infatti la prima formulazione commerciale di terre diatomacee divenne disponibile solo negli anni ’50. Da allora le ricerche si sono intensificate ottenendo risultati lusinghieri, affinando in modo sostanziale le applicazioni di terre diatomacee. Come spesso accade per i mezzi di controllo biologico o, meglio in questo caso, non chimici, l’impiego delle diatomee si perde nella notte dei tempi e il recupero di vecchie tradizioni porta alla riscoperta di tecnologie considerate desuete. Le terre diatomacee, chiamate anche farine fossili, sono un prodotto di origine naturale costituito di miliardi di diatomee fossilizzate, tipiche alghe verdi unicellulari, fondamentali componenti del fitoplancton e dotate di una struttura scheletrica silicea. Si sviluppano sia nell’acqua dolce dei laghi sia in ambienti salmastri dove assorbono l’ossido di silicio disciolto nell’acqua per produrre il proprio scheletro. Alla loro morte lo scheletro si deposita sul fondo degli oceani, dei fiumi o dei laghi e nel giro di qualche milione di anni si trasforma fossilizzandosi in terre diatomacee. Tali depositi si originano molto lentamente (30 cm in circa 30mila anni), stratificandosi in un soffice e spesso sedimento di natura gessosa. I giacimenti sono distribuiti in diverse parti del mondo e risalgono fino a 80 milioni di anni fa. IL PRODOTTO Il processo di produzione di SilicoSec (reg. 15899 del 19/12/2013) prevede, oltre all’estrazione, il disseccamentoriscaldamento e la macinazione. L’unica modifica rispetto al prodotto naturale consiste nella riduzione del contenuto in acqua (dal 30 al 5%) grazie al riscaldamento. Per questa operazione è fondamentale superare i 400 °C così da evitare la formazione di silice cristallina e mantenere la totalità della struttura silicea sotto forma amorfa, innocua per i mammiferi. Inoltre la granulometria delle particelle si deve limitare non oltre ai 13-15 μm, così da evitare l’accumulo negli alveoli polmonari e allo stesso tempo mantenere elevata l’efficacia contro gli insetti. SilicoSec (identificabile chimicamente come biossido di silicio) è una soffice polvere biancastra simile al talco che può essere agevolmente impiegata contro gli insetti e gli acari dei cereali in conservazione. La distribuzione viene effettuata per aspersione a secco (sulle pareti dei silos) o tramite macchine dosatrici nei nastri trasportatori delle granaglie. Le particelle di SilicoSec aderiscono al corpo dell’insettoacaro mentre quest’ultimo si sposta sulle superfici o all’interno delle derrate trattate. Il prodotto agisce per contatto: le par- ticelle vengono assorbite dallo strato lipidico che ricopre l’esoscheletro dell’insetto, così che quest’ultimo muoia per disidratazione nel giro di alcuni giorni. Per raggiungere questo obiettivo il livello di umidità relativa dei cereali stoccati deve essere inferiore al 14% (cosa che succede abitualmente per lo stoccaggio delle granaglie). L APPLICAZIONE SilicoSec può essere applicato con due modalità: - sulle pareti dei mulini e/o dei silos vuoti; - miscelato ai cereali in ingresso prima dello stoccaggio. Nel primo caso si deve usare un dosaggio di 10-20 g/m2, da applicare con impolveratrice (pistola per aspirazione e soffiaggio) azionata da compressore o a motore (pressione di 5-8 bar). SilicoSec va distribuito in modo accurato e uniforme, facendo attenzione a trattare bene soprattutto anfratti, crepe, fessure, giunti e cavità dove si annidano gli insetti dannosi. Nel secondo caso SilicoSec può essere aggiunto ai cereali in entrata in magazzino manualmente o con metodi meccanici (dosatori, attrezzature adatte per la distribuzione di formulati polverulenti). Il processo di miscelazione deve avvenire durante il trasporto dei cereali tramite elevatore, nastro trasportatore, vite di Archimede o cinghia. I dosaggi variano da 1 kg di SilicoSec per tonnellata, applicato preventivamente a 2 kg/t in caso di attacco già in atto. Il trattamento non comporta alcun cambiamento del colore della farina e non influisce sulle sue caratteristiche qualitative. Invece è bene considerare che i cereali trattati con SilicoSec possono subire una riduzione della massa volumetrica e quindi della densità. Contrariamente a quanto fanno i comuni mezzi chimici le terre diatomacee non lasciano residui indesiderati nelle derrate. Inoltre, non provocano alcun effetto sulla molitura del cereale, nella panificazione o nella produzione di pasta o di malto. Le derrate trattate possono essere tranquillamente usate per l’alimentazione del bestiame. I VANTAGGI SilicoSec manifesta una buona efficacia nel contenimento di diversi fitofagi delle derrate quali Coleotteri (Sitofilo, Calandre, Triboli, Tenebrione, Silvano, Criptoleste e Punteruolo, ecc.), Lepidotteri (Efestia e Tignole) e acari delle derrate. Preferibilmente viene applicato con un approccio preventivo, ma in caso di necessità anche curativamente e manifesta (trattandosi di scheletri fossilizzati) una prolungata attività. Il prodotto è inodore e le aree trattate sono accessibili fin da subito una volta eseguito il trattamento. Le terre diatomacee sono in corso di inserimento nell’all. II del reg. Ce 834/2007 per l’agricoltura biologica, anche se, secondo i regolamenti del Fibl, il prodotto SilicoSec è già impiegabile in Germania e in Svizzera per i produttori biologici. Per informazioni: Area Tecnica Biogard, tel. 0547-630336, fax 0547-632685; e-mail: [email protected]. TARIFFE: minima 9,00. Oltre 15 parole 0,70 a parola, in neretto L. 0,80 a parola. Modulo (cm 4 × 4) 126,00 per TERRA E VITA e INFORMATORE ZOOTECNICO Tutti i prezzi si intendono Iva inclusa. I testi degli annunci dovranno pervenire almeno 30 giorni prima della data di copertina. Indirizzare domande e risposte a: New Business Media srl Piazza Galileo Galilei 6, 40123 Bologna (sede operativa) Per il pagamento attendere la fattura ATTREZZATURE CARRO MISCELATORE SEMOVENTE FARESIN - METRI CUBI 27 – HP 240 – ORE 2500 – ANNO 2009 IN CONDIZIONI PERFETTE . RICHIESTA 70.000 EURO FULL OPTIONAL. CELL 335 6850369 Ann. 764/14/G VENDO SPANDICONCIME INTERRATO 5 FILI DOLMEC, VASCA INOX, MOTORE IDRAULICO. PERFETTO MAI USATO. 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Ann. 752/13/P Ann. 751/13/G DOMANDE DI LAVORO SOCIETÀ AGRICOLA BLUSOL SRL A LAMEZIA TERME, 30 ETTARI, DI CUI 6 ETTARI DI SERRE FOTOVOLTAICHE, CERCA DIRETTORE TECNICO/COMMERCIALE AGRONOMO O PERITO AGRARIO PER CONDUZIONE AZIENDA, DAL PUNTO DI VISTA AGRONOMICO E COMMERCIALE. IL CANDIDATO DOVREBBE ESSERE RESIDENTE NELLA ZONA. COMPETENZE ED ESPERIENZA - LAUREA IN AGRARIA O DIPLOMA DI PERITO AGRARIO - ESPERIENZA PIU’ DI DUE ANNI - BUONE DOTI DI PROBLEM SOLVING INVIARE CURRICULUM A: [email protected] Ann. 759/14/P AZIENDA ZOOTECNICA ANCELLOTTI SERGIO E ROBERTO, DI PRIMARIA IMPORTANZA, CERCA PERSONA DA INSERIRE NEL PROPRIO ORGANICO COME ADDETTO ALL’ALIMENTAZIONE E TUTTOFARE. INVIARE CURRICULUM A: [email protected] O FAX 0525/975050. VENDESI PROVINCIA DI PALERMO MAGNIFICO ULIVETO HA 33, IMPIANTO GOCCIA – LAGO ARTIFICIALE – STRADA – CASEGGIATO. TELEFONARE ALLO 091/321875. 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I Suoi dati potranno altresì essere comunicati a soggetti terzi per i quali la conoscienza dei Suoi dati risulti necessaria o comunque funzionale allo svolgimento dell’attività della nostra Società. Il titolare del trattamento è: New Business Media Srl - Via Eritrea 21, 20157 Milano. Al titolare del trattamento Lei potrà rivolgersi mediante il numero 02/3909.0349 per far valere i Suoi diritti di rettificazione, cancellazione, opposizione a particolari trattamenti dei propri dati, esplicitati all’art. 7 D.Lgs 196/03. Ritagliate e spedite in busta chiusa: New Business Media srl Piazza Galileo Galilei 6, 40123 Bologna (sede operativa) n. 26/2014 28 giugno 2014 [ TENDENZE E MERCATI ] Terra e Vita 73 Periscopio Prezzi dei prodotti agricoli T erza ottava di giugno caratterizzata da un ulteriore rialzo per i baliotti per i quali a fronte di una domanda costante, abbiamo un’offerta che va sempre più contraendosi; risultano invece cedenti i prezzi dei vitelli da ristallo (Limousine e Charolaise in particolare) per i quali l’offerta è in lento ma graduale aumento. GIÙ I BOVINI DA RISTALLO Per il mercato dei bovini da macello che continua a versare in una situazione di difficoltà, abbiamo prezzi nuovamente in calo per molte tipologie di vitelloni che a seconda delle piazze subiscono flessioni più o meno importanti. In calo anche le quotazioni delle vacche da macello che cedono sulle maggiori piazze di rilevazione eccetto Montichiari. Stabili le manze ed vitelli. SUINETTI, CALO STAGIONALE Prosegue il calo stagionale dei suinetti fino a 40 kg con segnali più stabili per la pezzatura dei 15 kg; insiste invece un leggero aumento per i magroni da 65 a 100 kg. Relativamente ai suini da macello un aumento dei listini ha caratterizzato l’ inizio della settimana con la quotazione classica che si è attestata ad 1,53 €/kg (+2 cent) favorita dal non equilibrio presente tra domanda e offerta. La CUN non è riuscita ad arrivare ad un’indicazione del prezzo e la quotazione è stata rinviata al prossimo lunedì. La Borsa di Parma a fine settimana ha, in linea con la CUN, espresso il non quotato. Nella fase attuale si registra, come abbiamo sottolineato, un leggero disequilibrio fra domanda e offerta, ma il mercato resta condizionato dall’andamento dei tagli, ancora poco brillante. POLLI, CALANO I CONSUMI La settimana fa registrare un andamento contenuto per i consumi di carne di pollo, per il mercato del vivo, le quotazioni rimangono stabili, subendo un rallentamento rispetto alle precedenti, fattore che ha inciso, l’aumento delle temperature. Situazione che continua ad essere difficoltosa per il settore cunicolo, principalmente per i consumi; contemporaneamente l’offerta di conigli vivi sul mercato nazionale continua ad essere superiore rispetto alla domanda, tutto questo si ripercuote sulle quotazioni che calano ulteriormente di circa 3 cent su base congiunturale. Stessa tendenza per i prezzi del macellato (dal 16 al 23 giugno) che perdono circa 5 cent rispetto alla settimana precedente. Le importazioni da oltre confine a prezzi più competitivi continuano a penalizzare il nostro prodotto che a detta degli operatori col sopraggiungere del caldo potrebbe subire ulteriori ribassi. ANCORA GIÙ I GRANA Prosegue l’andamento calmo del comparto. La terza ottava di giugno è stata contraddistinta, come la precedente, da una flessione dei listini dei due formaggi grana a denominazione. Per ciò che concerne il Grana Padano ha mostrato, listini stabili solo su Cremona e Milano, palesando uno stato di sofferenza su Mantova e Piacenza dove, per tutte le stagionature commercializzate, i prezzi hanno subito una contrazione di 5 cent. Segnali poco incoraggianti anche per il Parmigiano Reggiano, il quale ha lasciato al mercato diversi centesimi e su diverse piazze di quotazione. Le flessioni più marcate per il Parmigiano Reggiano si sono avute sulla piazza Mantova (-10 cent per entrambe le stagionature). Più ridimensionati i cali su Milano (-5 cent). Sulle piazze emiliane si registra, sempre in presenza di scambi calmi, un andamento più stazionario, ma con ancora cali per la produzione 12 mesi, la più penalizzata. OLI, MERCATO ATTIVO La terza settimana di giugno ha evidenziato un mercato degli oli di oliva piuttosto attivo. Dopo un lungo periodo caratterizzato da aumenti le quotazioni medie dell’extravergine di oliva sono rimaste stabili sui gli ultimi valori rilevati. Si sono, invece, annotati rialzi per il vergine e, in particolare, per il lampante (+1,5%) sulla scorta degli aumenti registrati sul mercato comunitario. Scambi in lieve ripresa, ma sempre per coperture immediate, la prudenza continua comunque ad orientare gli operatori. Stabili le quotazioni degli oli Dop e Igp. VINI, SCAMBI LIMITATI Il mercato vitivinicolo è ancora caratterizzato da scambi piuttosto limitati. I vini bianchi comuni sono quotati a 3,03 €/ettogrado, mentre i rossi a 3,81 rimanendo sostanzialmente invariati rispetto alla scorsa settimana. In collaborazione con Ismea - Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare [ TENDENZE E MERCATI ] 74 Terra e Vita n. 26/2014 28 giugno 2014 PREZZI DEI PRODOTTI AGRICOLI In collaborazione con ISMEA - Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare ANIMALI VIVI AGNELLI DA MACELLO €/KG KG. 12-20 CAMPOBASSO 3,50/6,00 GROSSETO 3,40/3,50 NAPOLI 3,50/6,00 SIENA 2,00/2,20 VITERBO 3,00/3,30 KG. 8-12 CAGLIARI FERRARA 3,00/3,20 FIRENZE 1,75/1,80 FOGGIA 3,50/3,60 GROSSETO 3,80/4,00 MACOMER NOCI 3,40/3,50 SIENA 3,00/3,20 AGNELLONI DA MACELLO €/KG KG. 20-30 CAMPOBASSO FERRARA FOGGIA NAPOLI NOCI VITERBO ANATRE 3,00/5,50 2,80/3,00 2,90/3,15 3,50/4,80 2,90/3,05 - €/KG GENERALE AREZZO 2,20/2,29 CUNEO 2,20/2,29 FORLI' 2,20/2,29 TREVISO 2,20/2,29 VERONA 2,20/2,29 BALIOTTI DA RISTALLO €/KG/PESO VIVO INCROCIO CREMONA VICENZA PEZZATA NERA CREMONA MODENA PADOVA VICENZA PEZZATA ROSSA VICENZA RAZZE DA CARNE MODENA PADOVA RAZZE VARIE MONTICHIARI R. EMILIA CONIGLI 3,10/4,40 2,70/3,00 1,90/2,30 2,05/2,70 1,75/2,55 1,85/2,25 3,50/4,50 3,89/4,60 3,00/3,50 2,00/2,20 2,70/2,83 €/KG LEGGERI AREZZO CUNEO FORLI' MACERATA PERUGIA TREVISO VERONA PESANTI AREZZO CUNEO FORLI' MACERATA PERUGIA TREVISO VERONA FARAONE 1,48/1,52 1,50/1,55 1,48/1,52 1,38/1,44 1,40/1,46 1,38/1,44 1,55/1,61 1,55/1,60 1,55/1,61 1,65/1,75 1,44/1,50 1,46/1,52 1,44/1,50 €/KG TAGLIA LEGGERA CUNEO PADOVA PERUGIA TREVISO VERONA TAGLIA PESANTE AREZZO FORLI' TREVISO 2,00/2,04 1,95/1,99 1,93/2,07 1,90/1,95 2,00/2,04 1,93/2,07 1,93/2,07 1,95/2,00 SCROFE GALLINE €/KG €/KG TAGLIA MEDIA AREZZO 0,30/0,32 CUNEO 0,30/0,32 PERUGIA 0,33/0,35 TREVISO 0,26/0,28 VERONA 0,30/0,32 TAGLIA PESANTE AREZZO 0,39/0,43 CUNEO 0,39/0,43 FORLI' 0,39/0,43 PADOVA 0,38/0,40 TREVISO 0,38/0,40 VERONA 0,39/0,43 MANZE DA MACELLO €/KG/PESO VIVO CHAROLAISE CARMAGNOLA 2,10/2,10 MODENA 2,52/2,60 MONTICHIARI 2,54/2,64 VICENZA 2,70/2,80 FRISONA/PEZZ. NERA CREMONA 1,03/1,35 MODENA 1,40/1,55 INCROCIO FRANCESE CREMONA 1,81/2,19 MONTICHIARI 2,48/2,58 VICENZA 2,25/2,50 LIMOUSINE CARMAGNOLA 2,45/2,65 MODENA 2,82/2,97 MONTICHIARI 2,86/2,96 VICENZA 2,90/3,05 MARCHIGIANA MACERATA 3,25/3,40 PEZZATA ROSSA MODENA 2,00/2,15 PIEMONTESE/COSCIA CUNEO 2,70/3,40 RAZZE DA CARNE MILANO 3,23/3,43 MODENA RAZZE VARIE MILANO 1,93/2,00 PECORE DA MACELLO €/KG KG. 30-50 CAGLIARI CAMPOBASSO FERRARA FOGGIA GROSSETO NAPOLI NOCI VITERBO PICCIONI 0,45/0,50 0,30/0,45 1,00/1,10 0,90/1,20 0,40/0,60 0,45/0,45 0,90/1,10 0,50/1,10 GENERALE AREZZO CUNEO FORLI' POLLI 5,30/5,50 5,90/6,10 5,30/5,50 €/KG €/KG TAGLIA LEGGERA AREZZO CUNEO FORLI' MACERATA PADOVA PERUGIA TREVISO VERONA TAGLIA PESANTE AREZZO CUNEO FORLI' MACERATA PADOVA PERUGIA TREVISO VERONA 1,21/1,23 1,21/1,23 1,21/1,23 1,21/1,23 1,21/1,23 1,20/1,22 1,21/1,23 1,21/1,23 1,21/1,23 1,21/1,23 1,14/1,18 1,21/1,23 1,21/1,23 1,20/1,22 1,21/1,23 GENERALE AREZZO FORLI' 0,64/0,74 MACERATA SUINI DA MACELLO €/KG 115/130 KG AREZZO CREMONA 1,44/1,47 MACERATA MILANO MODENA PERUGIA R. EMILIA SIENA 1,43/1,51 130/144 KG CREMONA 1,47/1,53 FORLI' MACERATA MILANO MODENA PARMA PERUGIA R. EMILIA SIENA 1,43/1,51 144/156 KG CREMONA 1,53/1,53 FORLI' MILANO MODENA PARMA PERUGIA R. EMILIA SIENA 1,43/1,51 145/160 KG MACERATA 156/176 KG CREMONA 1,53/1,53 FORLI' MILANO MODENA PARMA PERUGIA R. EMILIA SIENA 1,43/1,51 160/180 KG MACERATA 176/180 KG CREMONA 1,50/1,53 MILANO MODENA PARMA PERUGIA R. EMILIA SIENA 1,43/1,51 180/185 KG AREZZO CREMONA 1,50/1,50 MILANO MODENA 1,45 PARMA 1,51 PERUGIA 1,45 R. EMILIA 1,51 90/115 KG MACERATA 1,60 MILANO MODENA 1,67 PERUGIA 1,65 R. EMILIA 1,58 SIENA 1,66 OLTRE 185 KG CREMONA 1,50/1,50 MILANO MODENA 1,40 PARMA 1,48 PERUGIA 1,40 R. EMILIA 1,48 SUINI D’ALLEVAMENTO €/KG 100 KG CREMONA MACERATA MANTOVA MILANO MODENA PARMA 1,60 1,63 1,59 1,61 1,62 PERUGIA R. EMILIA 15 KG CREMONA MANTOVA MILANO MODENA PARMA PERUGIA R. EMILIA 20 KG AREZZO FORLI' 25 KG CREMONA MACERATA MANTOVA MILANO MODENA PARMA PERUGIA R. EMILIA SIENA 30 KG AREZZO CREMONA FORLI' MACERATA MANTOVA MILANO MODENA PARMA PERUGIA R. EMILIA 40 KG AREZZO CREMONA FORLI' MACERATA MANTOVA MILANO MODENA PARMA PERUGIA R. EMILIA SIENA 50 KG CREMONA FORLI' MACERATA MANTOVA MILANO MODENA PARMA PERUGIA R. EMILIA 60 KG FORLI' 65 KG AREZZO CREMONA MACERATA MANTOVA MILANO MODENA PARMA PERUGIA R. EMILIA SIENA 80 KG CREMONA MACERATA MANTOVA MILANO MODENA PARMA PERUGIA R. EMILIA SIENA TACCHINI 1,55 1,64 4,25 4,20 4,29 4,21 4,20 4,30 4,21 3,68 3,64 3,15 3,35 3,04 3,12 3,06 3,04 3,15 3,06 2,82/4,21 2,87 2,85 2,82 3,00 2,79 2,87 2,82 2,78 2,90 2,79 2,45 2,43 2,38 2,50 2,35 2,42 2,37 2,35 2,40 2,36 2,12/2,82 2,09 2,12 2,10 2,10 2,10 2,12 2,08 2,10 2,09 1,93 1,85 1,90 1,85 1,91 1,85 1,91 1,80 1,80 1,90 1,91/2,12 1,71 1,65 1,71 1,68 1,72 1,65 1,60 1,71 1,72/1,91 €/KG TAGLIA MEDIA MACERATA PERUGIA TREVISO TAGLIA PESANTE AREZZO FORLI' PADOVA VERONA 1,43/1,45 1,43/1,45 1,38/1,40 1,43/1,45 1,43/1,45 1,40/1,42 1,40/1,42 TORI DA MACELLO €/KG/PESO VIVO PIEMONTESE CARMAGNOLA 1,20/1,43 CUNEO 1,93/2,63 RAZZE DA CARNE CREMONA 1,23/1,23 MILANO 1,25/1,38 VACCHE DA MACELLO €/KG/PESO VIVO BRUNA VICENZA 0,85/1,15 CHIANINA GROSSETO 1,25/1,35 PERUGIA 1,33/1,50 FRISONA/PEZZ. NERA MODENA CARMAGNOLA 0,57/0,81 CREMONA 0,68/0,80 FORLI' 0,95/1,05 MONTICHIARI 1,15/1,28 PERUGIA 0,43/0,55 R. EMILIA 1,05/1,21 VICENZA 0,90/1,05 MARCHIGIANA MACERATA 1,25/1,43 MAREMMANA GROSSETO 0,78/0,98 PEZZATA ROSSA FORLI' 1,10/1,15 PERUGIA VICENZA 1,20/1,30 PIEMONTESE CARMAGNOLA 1,35/1,58 CUNEO 1,23/2,28 RAZZE DA CARNE MODENA MILANO 0,63/0,65 ROMAGNOLA FORLI' 1,25/1,35 VARIE RAZZE CARMAGNOLA MILANO 0,80/0,92 PADOVA 1,04/1,15 VICENZA 0,50/0,60 VITELLI DA RISTALLO €/KG/PESO VIVO CHAROLAISE MODENA 1,40/1,56 MONTICHIARI 2,94/3,04 PADOVA 3,09/3,14 INCROCIO FRANCESE MONTICHIARI 2,94/3,04 PADOVA 3,11/3,16 LIMOUSINE MODENA 2,98/3,37 MONTICHIARI 3,12/3,22 POLACCHI MODENA VITELLI/E DA MACELLO €/KG/PESO MORTO FRISONA/PEZZ. NERA MODENA MONTICHIARI R. EMILIA INCROCI CUNEO GROSSETO PERUGIA MARCHIGIANA MACERATA PIEMONTESE/COSCIA CUNEO POLACCHI MODENA RAZZE DA CARNE MODENA MILANO VARIE RAZZE MILANO PADOVA VICENZA 1,25/1,38 0,73/0,97 2,55/4,40 3,50/3,60 3,35/3,50 4,13/4,30 4,35/5,63 3,80/3,90 2,50/2,68 3,46/3,70 3,10/3,33 [ TENDENZE E MERCATI ] n. 26/2014 28 giugno 2014 Terra e Vita 75 PREZZI DEI PRODOTTI AGRICOLI VITELLONI/MANZI DA MACELLO €/KG/PESO VIVO CHAROLAISE CARMAGNOLA FORLI' MODENA MONTICHIARI PADOVA VICENZA CHIANINA GROSSETO PERUGIA FRISONA/PEZZ. NERA CARMAGNOLA CREMONA MODENA MONTICHIARI PADOVA R. EMILIA VICENZA INCROCI CREMONA GROSSETO MACERATA MODENA PADOVA PERUGIA VICENZA INCROCIO FRANCESE MONTICHIARI LIMOUSINE CARMAGNOLA FORLI' MODENA MONTICHIARI PADOVA VICENZA MARCHIGIANA MACERATA PEZZATA ROSSA FORLI' MODENA MONTICHIARI VICENZA PIEMONTESE CARMAGNOLA CUNEO PIEMONTESE/COSCIA CUNEO POLACCHI MODENA MONTICHIARI PADOVA RAZZE DA CARNE GROSSETO MILANO ROMAGNOLA FORLI' VARIE RAZZE MILANO 2,40/2,60 2,35/2,45 1,16/1,21 2,35/2,45 2,35/2,41 2,65/2,80 2,80/2,90 2,80/2,93 1,45/1,60 1,29/1,48 0,72/0,78 1,48/1,65 0,74/0,80 1,60/1,80 1,72/1,88 1,73/1,85 2,45/2,53 1,93/2,04 2,08/2,13 1,60/1,73 2,20/2,35 2,25/2,35 2,50/2,70 2,75/2,83 2,52/2,80 2,62/2,72 2,65/2,83 2,80/2,90 2,70/2,90 1,63/1,73 1,91/2,00 2,10/2,20 2,40/2,55 2,70/3,18 1,66/1,77 1,90/2,00 1,97/2,11 2,30/2,40 2,43/2,58 2,50/2,70 1,38/1,48 CARNI FRESCHE CARNI BOVINI ADULTI €/KG MEZZENE MILANO MODENA QUARTI ANTERIORI MILANO QUARTI POSTERIORI MILANO MODENA CARNI DI AGNELLO 2,22/2,47 3,43/3,67 1,27/1,37 2,20/2,53 4,34/4,64 €/KG KG. 5-7 CAGLIARI FOGGIA 6,90/7,00 MILANO 8,00/8,50 NAPOLI 12,00/12,00 KG. 7-9 FIRENZE 3,10/3,40 GROSSETO 7,80/8,00 CARNI DI AGNELLONE €/KG KG. 13-15 NAPOLI 8,00/8,00 KG. 15-18 FOGGIA MILANO CARNI DI ANATRA 5,50/5,70 6,80/7,00 €/KG EVISCERATE FIRENZE 3,60/3,90 MILANO 4,40/4,50 CARNI DI CONIGLIO €/KG INTERI PALERMO 4,10/4,20 SCUOIATI FIRENZE 3,70/3,90 MILANO 2,80/3,20 CARNI DI FARAONA €/KG EVISCERATE FIRENZE 4,22/4,37 MILANO 3,30/3,40 INTERE VERONA 3,00/3,10 CARNI DI GALLINA €/KG EVISCERATE FIRENZE MILANO INTERE VERONA CARNI DI PECORA 1,30/1,45 1,70/1,90 1,85/1,95 €/KG KG. 18-25 CAGLIARI 3,00/3,30 FOGGIA 2,50/3,00 GROSSETO 2,63/3,40 MILANO CARNI DI PICCIONE €/KG EVISCERATE FIRENZE MILANO CARNI DI POLLO 9,65/10,30 11,30/11,60 €/KG BUSTI FIRENZE MILANO PALERMO VERONA COSCE FIRENZE MILANO VERONA EVISCER.IN FIRENZE MILANO PALERMO VERONA PETTI NAZIONALE FIRENZE MILANO VERONA CARNI DI TACCHINO 2,55/2,60 2,30/2,40 2,35/2,45 2,20/2,30 4,20/4,25 1,85/1,95 2,05/2,15 2,45/2,60 1,95/2,05 2,25/2,35 2,10/2,20 5,80/6,10 4,60/4,70 4,75/4,85 €/KG EVISCERATE FIRENZE MILANO FESA FIRENZE MILANO VERONA INTERE VERONA CARNI DI VITELLO 3,78/3,88 2,15/2,25 5,80/6,00 4,70/4,90 4,85/4,95 2,25/2,35 €/KG MEZZENE FIRENZE MILANO MODENA PALERMO QUARTI ANTERIORI FIRENZE MILANO MODENA PALERMO QUARTI POSTERIORI FIRENZE MILANO MODENA PALERMO COPPA FRESCA 5,65/5,85 3,49/3,89 5,58/5,82 5,00/5,20 4,05/4,15 2,71/3,01 2,93/2,98 4,20/4,70 7,75/7,85 4,73/5,23 8,19/8,62 5,20/5,70 €/KG NON SPECIFICATO MODENA 4,63 LOMBO INTERO SENZA COSTATO €/KG NON SPECIFICATO MODENA LOMBO MODENA 4,80 3,20/3,47 4,73/4,98 5,00/5,20 7,15/7,35 6,35/7,02 7,68/7,96 5,20/5,70 AVENA €/TONNELLATE BARI GROSSETO AVENA ESTERA 190,00/200,00 BOLOGNA CATANIA 191,00/201,00 MILANO 190,00/202,00 PADOVA 202,00/205,00 TREVISO 197,00/205,00 FRUMENTO DURO €/TONNELLATE BUONO MERCANTILE BARI CATANIA 245,00/250,00 FOGGIA 270,00/275,00 GROSSETO 270,00/275,00 PALERMO 245,00/250,00 PESCARA 270,00/280,00 FINO CATANIA 255,00/260,00 FOGGIA 280,00/285,00 GROSSETO 280,00/290,00 PALERMO 255,00/260,00 PESCARA 290,00/295,00 MERCANTILE BARI CATANIA 235,00/240,00 FOGGIA 260,00/265,00 PALERMO 235,00/240,00 FRUMENTO DURO ESTERO €/TONNELLATE €/KG NON SPECIFICATO MODENA LOMBO PADOVA 4,85 NON SPECIFICATO MODENA PANCETTA FRESCA 5,20 €/KG €/KG NON SPECIFICATO MODENA 3,47 PANCETTONE CON BRONZA €/KG NON SPECIFICATO MODENA PROSCIUTTO COTTO CEREALI E DERIVATI €/TONNELLATE 1,91 €/KG NON SPECIFICATO MODENA 6,50/7,40 PROSCIUTTO COTTO DI ALTA QUALITA' €/KG NON SPECIFICATO MODENA 13,00/14,20 PROSCIUTTO COTTO SCELTO €/KG NON SPECIFICATO MODENA 10,80/12,00 PROSCIUTTO FRESCO PER CRUDO COMUNITARIO MILANO NON COMUNITARIO MILANO 300,00/323,00 FRUMENTO TENERO €/TONNELLATE BUONO MERCANTILE ALESSANDRIA GROSSETO 220,00/225,00 PADOVA 182,00/185,00 PESCARA 215,00/220,00 TREVISO 181,00/183,00 FINO GROSSETO 225,00/230,00 PESCARA 230,00/235,00 FRUMENTO TENERO ESTERO €/TONNELLATE COMUNITARIO BARI MILANO NAPOLI TORINO VERONA EXTRACOMUNITARIO ALESSANDRIA BOLOGNA MILANO NAPOLI PADOVA TORINO VERONA MAIS 10/12 KG MODENA 3,52 12/15 KG MODENA 3,89 SPALLA SENZA OSSO NON SPECIFICATO MODENA COMUNITARIO ALESSANDRIA 10/12 KG MODENA 2,71 12/15 KG MODENA 3,18 PROSCIUTTO PER PROD. TIPICHE €/KG 2,93 103,50/104,50 114,50/115,00 205,00/207,00 205,00/206,00 290,00/291,00 293,00/295,00 307,00/311,00 304,00/305,00 147,50/148,50 309,00/313,00 295,00/298,00 €/TONNELLATE ALESSANDRIA ANCONA BOLOGNA BRESCIA GROSSETO MILANO MODENA NAPOLI PADOVA PERUGIA R. EMILIA ROMA TORINO TREVISO UDINE VERONA MAIS ESTERO €/KG €/KG €/KG BUSTI MILANO MODENA PALERMO MEZZENE FIRENZE MILANO MODENA PALERMO SELLE FIRENZE 9,70/9,90 MILANO 7,97/8,60 MODENA 10,73/10,93 PALERMO 5,70/6,20 CARNI DI VITELLONE 178,00/181,00 170,00/175,00 190,00/194,00 185,00/186,00 187,00/193,00 189,00/190,00 198,00/199,00 215,00/220,00 184,00/186,00 170,00/175,00 181,00/183,00 187,00/191,00 178,00/180,00 182,00/184,00 179,00/181,00 186,00/187,00 BOLOGNA CATANIA MILANO NAPOLI ORZO 202,00/204,00 198,00/200,00 198,00/200,00 205,00/206,00 ANCONA BOLOGNA BRESCIA FOGGIA GROSSETO MILANO MODENA NAPOLI PADOVA R. EMILIA TORINO TREVISO UDINE VERONA ORZO ESTERO 180,00/184,00 171,00/175,00 160,00/165,00 179,00/ 191,00/193,00 183,00/185,00 168,00/170,00 175,00/177,00 173,00/175,00 166,00/168,00 161,00/166,00 175,00/178,00 ANCONA BOLOGNA BRESCIA CATANIA MILANO PADOVA VERONA RISONE 192,00/194,00 191,00/200,00 195,00/200,00 190,00/201,00 175,00/177,00 181,00/183,00 €/TONNELLATE €/TONNELLATE €/TONNELLATE ARIETE E SIM. MILANO 350,00/390,00 NOVARA 360,00/395,00 VERCELLI 375,00/385,00 BALILLA MILANO 250,00/260,00 NOVARA 255,00/265,00 VERCELLI 260,00/265,00 CARNAROLI E SIM. MILANO 510,00/530,00 NOVARA 550,00/570,00 INDICA, THAIBONNET E SIM. MILANO 215,00/225,00 NOVARA 215,00/225,00 VERCELLI 210,00/220,00 LOTO E SIM. MILANO 350,00/390,00 NOVARA 360,00/395,00 VERCELLI 345,00/425,00 ROMA MILANO 510,00/540,00 NOVARA 550,00/570,00 SELENIO MILANO 255,00/275,00 NOVARA 265,00/280,00 VERCELLI 270,00/280,00 VIALONE NANO E SIM. MILANO 915,00/950,00 DERIVATI DI COLTURE INDUSTRIALI POLPE DI BARBABIETOLA €/TONNELLATE MODENA PADOVA TREVISO 222,00/225,00 236,00/238,00 FORAGGI ED ALIMENTI PER IL BESTIAME FIENO DI ERBA MEDICA €/TONNELLATE BRESCIA CREMONA 115,00/130,00 MODENA 90,00/110,00 UDINE 120,00/140,00 FIENO DI PRATO STABILE €/TONNELLATE BRESCIA CREMONA 105,00/115,00 UDINE 100,00/120,00 PAGLIA DI FRUMENTO €/TONNELLATE €/TONNELLATE - BRESCIA UDINE 85,00/95,00 100,00/120,00 [ TENDENZE E MERCATI ] 76 Terra e Vita n. 26/2014 28 giugno 2014 PREZZI DEI PRODOTTI AGRICOLI LATTE E DERIVATI €/KG €/KG 8,70/8,70 7,70/7,70 €/KG €/KG 8,50/8,72 10,00/11,00 €/KG LATTE MISTO FOGGIA GROSSETO LATTE OVINO 20/40GG. CAGLIARI ROMA LATTE OVINO 3-6 MESI ROMA CACIOTTONE 5,70/6,20 5,69/8,07 6,00/6,30 6,80/8,20 8,50/9,80 €/KG LATTE OVINO CAGLIARI 6,30/6,80 CANESTRATO PUGLIESE €/KG 6 MESI FOGGIA FRESCO FOGGIA CASTELMAGNO 4,50/5,00 €/KG 25-30 GG MACOMER 7,00/7,00 40-60 GG MACOMER 9,50/9,50 FORMAGGI MOLLI PECORINI 8,80/9,80 7,40/7,90 €/KG MATURO CUNEO CREMA DI LATTE 11,00/11,00 40 % SOST. GRASSA MILANO CRESCENZA 1,78/1,78 MATURA MILANO UDINE FIORE SARDO 4,35/4,60 6,00/6,40 OLTRE 180 GG MACOMER 9,00/9,50 €/KG €/KG €/KG 25-30 GG MACOMER 40-60 GG MACOMER GORGONZOLA 7,50/7,50 8,50/8,50 4,00/4,10 4,25/4,45 5,35/5,65 6,00/6,30 €/KG STAGIONATO 12/15 MESI CREMONA 7,50/7,65 MANTOVA 7,45/7,70 MILANO 7,45/8,10 PIACENZA 7,65/7,95 STAGIONATO 16/24 MESI CREMONA 7,85/8,40 MANTOVA 7,95/8,20 STAGIONATO 4/12 MESI CREMONA 6,85/7,05 MANTOVA 6,65/6,90 MILANO 6,85/6,95 PIACENZA 6,85/7,05 ITALICO €/KG FRESCO BRESCIA MILANO MATURO MILANO LATTE DI PECORA 4,50/4,65 4,45/4,55 5,20/5,50 €/HL LAZIO LAZIO SARDEGNA SARDEGNA TOSCANA TOSCANA MONTASIO 80,00/95,00 85,00/86,00 88,00/92,00 MATURO CUNEO RICOTTA STAGIONATO 12 MESI MANTOVA 7,75/8,10 MILANO 8,05/8,35 MODENA 8,05/8,40 PARMA 7,85/8,20 R. EMILIA 7,90/8,25 STAGIONATO 18 MESI MANTOVA 8,60/8,85 MILANO 9,15/9,70 MODENA 8,75/9,10 PARMA 8,75/9,10 R. EMILIA 8,85/9,20 STAGIONATO 24 MESI MANTOVA 9,35/9,55 MILANO 9,80/10,55 MODENA 9,35/9,70 PARMA 9,35/9,70 R. EMILIA 9,45/9,80 PECORINO GENERICO LATTE MISTO FOGGIA 3,00/3,40 GROSSETO 2,90/3,70 LATTE OVINO CAGLIARI 1,80/2,10 FOGGIA 4,30/4,70 MACOMER 3,20/3,20 ROMA 3,50/6,00 SASSARI 2,20/2,50 RICOTTA STAGIONATA 20/40 GIORNI CAGLIARI 6,20/6,50 FOGGIA 5,80/6,40 SASSARI 6,00/6,10 6 MESI CAGLIARI 7,70/7,80 FOGGIA 7,90/8,50 SASSARI 7,40/7,60 MISTO FIRENZE 6,80/7,90 STAGIONATO FINO A 3 MESI FIRENZE 8,90/9,60 SIENA 8,20/8,90 STAGIONATO OLTRE 3 MESI FIRENZE 9,80/10,90 SIENA 9,00/9,90 PECORINO ROMANO €/KG DESTINAZIONE EXPORT CAGLIARI 7,70/7,90 MACOMER 7,50/7,50 SASSARI 7,00/7,20 DESTINAZIONE ITALIA ROMA 8,00/9,00 ITALIA PROD. SARDA ROMA 8,00/9,00 SASSARI 7,50/7,60 PECORINO SEMICOTTO €/KG 30 GG SASSARI 6,00/6,10 FINO A 60 GG CAGLIARI 6,50/6,70 SASSARI 7,40/7,60 OLTRE 60 GG CAGLIARI 7,50/7,70 PECORINO TOSCANO €/KG €/KG FRESCO STAGIONATO FINO 2 MESI UDINE 6,30/6,80 STAGIONATO 12-15 MESI UDINE 8,10/8,40 STAGIONATO 4-6 MESI UDINE 7,30/7,70 MOZZARELLA €/KG 125 GR MILANO 4,70/4,80 250 GR FOGGIA 5,80/6,25 MOZZARELLA DI BUFALA CAMPANA €/KG FROSINONE LATINA FRESCO CUNEO 11,00/11,00 PARMIGIANO REGGIANO €/KG €/KG FRESCO DOP MILANO NOVARA MATURO DOP MILANO NOVARA GRANA PADANO €/KG €/KG €/KG MATURA AOSTA 8,00/9,95 FORMAGGI MOLLI CAPRINI €/KG AFFIORAMENTO PIACENZA 2,60/2,70 CEE MANTOVA 3,20/3,20 MILANO 3,20/3,20 DI CENTRIFUGA MILANO 3,40/3,40 PASTORIZZATO CREMONA 3,05/3,05 ZANGOLATO DI CREME FRESCHE MANTOVA 2,10/2,10 MILANO 2,35/2,35 MODENA 1,95/1,95 PARMA 1,95/1,95 R. EMILIA 1,95/1,95 CACIOCAVALLO FRESCO FOGGIA MATURO FOGGIA CACIOTTA ESTERO UDINE FONTINA RASCHERA €/KG €/KG FRESCO 20 GG DI MATURAZIONE THIENE 5,18/5,18 STAGIONATO 2-3 MESI THIENE 5,81/5,81 STAGIONATO 4-6 MESI THIENE 6,48/6,48 BRA DURO CUNEO TENERO CUNEO BURRO MURAZZANO FONTAL ASIAGO 8,00/8,80 7,70/8,00 FRESCO GROSSETO 8,06/10,37 STAGIONATO FINO A 3 MESI GROSSETO 8,00/11,09 STAGIONATO OLTRE 1 ANNO GROSSETO 8,51/11,91 PRIMO SALE €/KG LATTE OVINO MACOMER 8,00/8,00 ROMA 6,20/7,80 PROVOLONE VAL PADANA €/KG FRESCO CREMONA MILANO MATURO CREMONA MILANO 5,55/5,70 5,65/5,80 5,75/6,00 5,85/6,10 7,70/7,70 €/KG €/KG LATTE OVINO CAGLIARI MACOMER SASSARI TALEGGIO 3,00/3,50 3,40/3,40 2,50/3,00 €/KG FRESCO BRESCIA 4,55/4,70 MILANO 4,40/4,65 MATURO MILANO 5,10/5,55 TOMA PIEMONTESE €/KG MATURO CUNEO 7,70/7,70 OLII E GRASSI VEGETALI OLIO EXTRAVERGINE DI OLIVA €/KG ALTO TAVOLIERE 3,48/3,52 ANDRIA 3,65/3,70 BASSO TAVOLIERE 3,48/3,52 BITONTO 3,65/3,70 BRINDISI 2,90/3,50 CAGLIARI 4,00/4,20 CATANIA 4,40 CATANZARO 3,10/3,50 CHIETI 3,70/3,80 COSENZA 3,10/3,40 GARGANO 3,61/3,63 GROSSETO 6,00 LAMETIA TERME 3,20/3,60 LECCE 2,90/3,50 MILANO 3,78/3,88 PALERMO 3,50/3,70 PESCARA 3,70/3,80 R. CALABRIA 3,60 RAGUSA 6,00/6,50 ROSSANO 3,15/3,50 SABINA(RIETI) 5,60/6,40 SALERNO 3,40/3,80 SCIACCA 4,10/4,30 TARANTO 2,90/3,50 TERNI 7,95 TRAPANI 3,70/3,90 VITERBO 5,20 NAZIONALE PERUGIA 3,70/3,85 SIENA 3,95 PROVENIENZA PUGLIA FIRENZE 3,85/4,05 OLIO LAMPANTE DI OLIVA €/KG ANDRIA 1,75 BARI 1,73/1,75 BITONTO 1,75 BRINDISI 1,63/1,66 CATANZARO 1,45/1,50 COSENZA 1,50/1,55 CROTONE 1,60 GIOIA TAURO 1,53/1,73 GROSSETO 2,00 LECCE 1,63/1,66 R. CALABRIA 1,60 ROSSANO 1,50/1,55 TARANTO 1,63/1,66 OLIO VERGINE DI OLIVA €/KG ANDRIA BARI BITONTO BRINDISI CATANZARO 2,30 2,30/2,40 2,30 2,20/2,70 2,50/2,60 COSENZA CROTONE FOGGIA GROSSETO LECCE R. CALABRIA ROSSANO SALERNO TARANTO 2,50/2,60 2,40 2,62/2,72 2,00 2,20/2,70 2,20 2,50/2,60 1,80/2,00 2,20/2,70 SEMI OLEOSI SOIA €/TONNELLATE BOLOGNA MILANO 415,00/420,00 430,00/433,00 UOVA FRESCHE IN GUSCIO UOVA DI GALLINA DA CONSUMO €/100 UNITÀ L (TRA 63 E 73 GR) AREZZO CUNEO FIRENZE MILANO PADOVA PALERMO PERUGIA TREVISO VERONA M (TRA 53 E 63 GR) AREZZO CUNEO FIRENZE FORLI' MACERATA MILANO PADOVA PALERMO PERUGIA TREVISO VERONA S (MENO DI 53 GR) AREZZO CUNEO FIRENZE FORLI' MACERATA MILANO PADOVA PALERMO PERUGIA TREVISO VERONA XL (OLTRE 73 GR) AREZZO CUNEO MILANO PADOVA PALERMO TREVISO VERONA 13,35/13,55 13,00 13,35/13,55 12,70 13,30/13,30 13,35/13,55 13,35/13,55 12,80/13,00 13,00/13,00 12,75/12,95 12,80 12,75/12,95 12,75/12,95 12,35/13,20 12,10 12,80/12,80 12,75/12,95 12,75/12,95 12,30/12,50 12,80/12,80 10,75/10,95 10,80 10,75/10,95 10,75/10,95 11,35/11,50 10,50 11,00/11,00 10,75/10,95 10,75/10,95 10,50/10,70 10,80/10,80 15,15/15,35 15,10 14,90 15,20/15,20 15,15/15,35 15,00/15,20 15,10/15,10 VINI VINI COMUNI BIANCHI €/ETTOGRADO 12/13° CAGLIARI TRAPANI 2,20/2,30 9/11° BARI 2,35/2,45 FAENZA 2,50/3,40 LUGO 2,40/2,70 MODENA 4,00/4,30 PESCARA 3,18/3,28 ROMA 3,50/3,80 S.BENEDETTO 4,00/4,50 TREVISO 5,50/6,00 VERONA 5,00/5,50 VINI COMUNI ROSSI E ROSATI €/ETTOGRADO 12/13° BARI LECCE NORD PUGLIA PESCARA SALENTO TREVISO 9/11° FAENZA FIRENZE LUGO MODENA PESCARA R. EMILIA S.BENEDETTO TOSCANA CENTRALE 2,40/2,50 4,30/4,50 3,00/3,25 3,80/4,20 4,30/4,50 5,55/6,00 2,70/3,30 4,50/6,40 2,60/3,10 5,80/6,20 3,80/4,00 5,70/6,00 2,80/3,30 4,50/6,40 [ TENDENZE E MERCATI ] n. 26/2014 28 giugno 2014 Terra e Vita 77 IL BORSINO DELL’ORTOFRUTTA BIOLOGICA* A cura di Duccio Caccioni S empre buono il tono di mercato dei prodotti ortofrutticoli bio che presenta una forte evoluzione dell’assortimento. Ormai cessata l’offerta di asparagi, fragole, carote novelle, patate di provenienza estera. Irrisori anche i quantitativi presenti sul mercato di bietole e sedani, non quotati per carenza di offerta. Non quotate anche le melanzane e i pomodori ciliegini: per questi ultimi la situazione nel bio è differente dal convenzionale, dove si è evidenziata una forte offerta con prezzi assai bassi. Stessa cosa per le zucchine: molto forte l’offerta nel convenzionale, ridotte raccolte e prezzi alti nel bio. In leggera riduzione (-10 cent kg) i prezzi dei pomodori insalatari e a grappolo. Per la frutta: le albicocche si mantengono stabili su quotazioni abbastanza elevate – si nota tuttavia un’elevata forbice di prezzi in relazione alle varietà. In aumento i prezzi dei limoni (+10 cent kg). Una ventina di cent/kg in meno per i meloni retati. In riduzione (-10 cent kg) anche i prezzi di nettarine e pesche da tavola. All’esordio le angurie, con prezzi in linea rispetto alla media degli anni scorsi. LE QUOTAZIONI (19 GIUGNO) SPECIE VARIETÀ fa parte del Comitato della Borsa Merci della Camera di Commercio Ind. Agricoltura e Art. di Bologna (Presidente Bruno Filetti). Membri della Commissione: La Commissione prodotti ortofrutticoli biologici fa parte del Comitato della Borsa Merci della Camera di Commercio Ind. Agricoltura e Art. di Bologna (Presidente Bruno Filetti). Membri della Commissione: Naturitalia (Simone Beghelli), APO FRUT (Ilenio Bastoni), Gruppo AGRIBOLOGNA (Cinzia Ferrari), BioService Italia (Gianluigi Trama), Brio Spa (Alessandro Stagnoli), Ecor spa (Gabriele Borghesan), Copagri (Luigi Andrea Gallerani), Coop. Agrobiologica, Verdefrutta, DiPisa, CORER-PEMPA (Ivo Lanconelli), UNACOA-AFE (Marco Salvi), Consorzio Mercabio, PROBER (Paolo Carnemolla), CSO (Elisa Macchi). Presidente: Duccio Caccioni. Segretario: Nadia Trudaiu (CCIIAA di Bologna). CAL. CONFEZIONE MIN. MAX. PREV. VAR ° ORTICOLE Aglio secco Pvn Rete 3 teste Aglio secco Pve Sfuso in casse da 10 kg 4,8 Bietole Pvn Casse 7 kg n.q. Carote Pvn Cartoni 10 kg 2 Carote 5,7 6 5,9 = 5 4,9 = n.q. n.q. / 2,2 2,1 = Pve Cartoni 10 kg n.q. n.q. n.q. / Cetrioli 1 cat Pvn Plateaux 1 strato n.q. n.q. n.q. / Cipolle Dorate Pvn 60/80 Cassa 10 kg n.q. n.q. n.q. / Cipolle Dorate Pvn 40/60 Cassa 10 kg n.q. n.q. n.q. / Cipolle Dorate Pve 60/80 Cassa 10 kg 1,65 1,75 1,7 = Cipolle Dorate Pve 40/60 Cassa 10 kg 1,5 1,6 1,65 = Indivia Scarola Pvn Plateaux 5 kg n.q. n.q. n.q. / Lattuga Trocadero Pvn Cassa 1 strato 2,2 2,4 2,3 = Lattuga Gentile Pvn Cassa 1 strato 2,3 2,5 2,45 = Melanzane Ovale Pvn Cassa 1 strato n.q. n.q. n.q. / Patate Novelle Sicilia Casse 12 kg 1,7 1,85 1,8 = Patate Peperoni Comuni Pvn Sacchi 10 kg 1,5 1,65 1,6 = Lunghi gialli/rossi Sud Italia Rinfusa cassa 5 kg n.q. n.q. n.q. / Peperoni Verdi Pvn Rinfusa cassa 5 kg n.q. n.q. n.q. / Pomodori Ciliegino Pvn Vaschetta 500 g n.q. n.q. n.q. / Pomodori Insalataro tondo liscio verde Pvn Plateaux 5 kg 2,3 2,6 2,5 - Pomodori T.l. grappolo Sud Italia Rinfusa cassa 5 kg 2,4 2,7 2,6 / Porro Pvn Casse 8/10 kg n.q. n.q. n.q. Sedano Verde Pvn Casse 8 kg n.q. n.q. n.q. / Zucche Varie cvv Pvn Casse 8 kg n.q. n.q. n.q. / Scure medie Pvn Doppio strato cassa 5 kg 2,3 2,4 2,35 = Zucchine FRUTTICOLE Albicocche Varie cvv Pvn Angurie Varie cvv Pvn Arance Valencia Pvn Banane Equosolidali Pve Primofiore Sicilia 58/67 3/4 Banane *La Commissione prodotti ortofrutticoli biologici PROV. Limoni Mandarini 40+ 8 Pve Casse 3 4 3,5 - Casse 1,2 1,4 1,3 - Casse 1,45 1,65 1,55 = Cartoni 18 kg 1,95 2,35 2,2 = Cartoni 18 kg 1,85 2,15 2,05 = Casse multistrato 10 kg 1,65 1,8 1,75 + Casse n.q. n.q. n.q. / Casse 2,8 3,2 3 - Casse 2,2 2,4 2,3 = Avana Pvn Varie cvv Pvn Mele Rosse varie cvv Montagna 70/75 Mele Golden Pianura 70+ Casse n.q. n.q. n.q. / Mele Golden Montagna 70+ Casse 2,35 2,45 2,4 = Nettarine Varie cvv Pvn C+ Plateaux 2,9 3,4 3,1 - Pesche Varie cvv Pvn C+ Plateaux 2,7 3,2 2,9 - Meloni ° legenda colonna VAR. (variazione): = prezzo invariato, + prezzo in aumento, - prezzo in diminuzione. PVN provenienza varia nazionale PVE prov.varia estera NQ non quotato 78 Terra e Vita [ TENDENZE E MERCATI ] n. 26/2014 28 giugno 2014 PREZZI NAZIONALI E MONDIALI A CONFRONTO (DAL 13 AL 19 GIUGNO 2014) a cura di Stefano Serra Frumento tenero, quotazioni base Est 340 295,0 310 (euro / t) Italia NQ panorama immutato e prospettive di deficit Italia “nella media” con le origini centro europee a quotare (in assenza di prezzi sulle nostre mercuriali). Il misto rosso “generico” viene scambiato attorno ai 195 €/t reso molino, mentre i grani superiori e di forza si collocherebbero sui 235-240 €/t. Nell’attesa del responso del campo, i molini non allungano le scorte e ritardano l’inizio delle negoziazioni con un’offerta ancora titubante sul da farsi. Su Bologna e Milano si quotano solo gli esteri con gli “spring” che restano ai valori della scorsa settimana. Europa con i molini disinteressati ad allungare le scorte anche per l’anticipo della trebbiatura nelle aree più siccitose della Comunità, il mercato si concentra sul nuovo raccolto che entra nella delicatissima fase di chiusura del ciclo agronomico. Francia: si stima per i primi di luglio la raccolta nel Sud-Ovest (ove le temperature sono da giorni oltre la norma). Al momento le stime di resa e qualità sono buone, ma l’offerta è attendista e la domanda coperta fino a tutto luglio. Il 76 kg/hl – 220 Hag. e 11% proteina vale 178 €/t (-2) Fob Rouen. Altri UE: offre, ma non preme l’area Est della Comunità. L’offerta del 76-220-12,5% resta attorno ai 190-192 €/t reso treno Nord Italia, ma la domanda si fa attendista. Più interesse per i grani “tenaci” austriaci e tedeschi sui 235 €/t reso Nord Italia. 280 234,0 209,5 250 183,8 220 190 173,0 160 GEN-13 MAR-13 MAG-13 LUG-13 SET-13 NOV-13 GEN-14 MAR-14 MAG-14 Fino Panificabile 3 Ager BO 1 DNS 16% pro CIF N° 1 Speciali Forza Ager BO Francia partenza Eure et Loir Black Sea Milling FOB Mercato mondiale l’arrivo di piogge tardive nelle aree dei grani “winter” Usa si somma con un’inversione di prezzi (dopo molte settimane di calo) che in parte era atteso ma che potrebbe non durare. Gli “spring” crescono bene e al momento coprono il rischio “qualità” degli Hard Red Winter. Cina: la raccolta è al 80% e ci si attende un’ennesima produzione record. Brasile: inaspettatamente compra 0,5 mio/t di HRW dagli Usa e fa volare la borsa di Kansan City. Duro, la grande incertezza 310 292,0 Italia NQ il perdurare di condizioni climatiche negative al CentroSud preoccupa gli operatori e soprattutto gli utilizzatori finali che, in attesa di condizioni di mercato più favorevoli, hanno iniziato la campagna con scorte risicate. La domanda si rafforza e l’offerta è sempre più sulla difensiva, anche per la concomitante limitata offerta di prodotto sia dall’Europa che dal Nord America. Le borse del Nord non quotano ancora in attesa di capire rese e qualità del raccolto Italiano; Foggia dopo un’inaspettata apertura al ribasso recupera un 10 €/t, tornando ad un valore di 275-280 €/t che rispecchia maggiormente l’odierno scenario di grande incertezza. Gli arrivi di merce estera al momento calmierano il corso, ma la tendenza è rialzista. Europa si conferma una produzione 2014 che dovrebbe attestarsi sui 7,5 mio/t per un deficit, rispetto ai consumi, di oltre 2 mio/t. Francia: per l’attuale campagna rappresenta la sola fonte Europea di volumi e qualità (anche se da confermare a luglio). L’offerta è guardinga e sempre meno disposta a forzare le vendite; la domanda locale si copre senza esitazione, timorosa della concorrenza all’acquisto dell’Italia e Nord Europa. Spagna: la produzione copre consumi ed export (pregresso) ma poco o nulla di nuove vendite. Grecia: il (euro / t) 290 270 257,4 250 250,0 230 210 GEN-13 MAR-13 MAG-13 LUG-13 SET-13 NOV-13 GEN-14 MAR-14 MAG-14 Centro fino Ager BO Francia partenza Sud-Ovest # 2 HAD FOB USA raccolto è con qualità medio-bassa e proteina tra i 9% e il 12%. Prezzi “reso Cif Italia”: il tipo Fino Francese per luglio sui 285 €/t (+5), il Fino basso proteico Spagnolo a 280 €/t (+3), il Greco sui 275 €/t. Mercato mondiale semine in Usa e Canada completate in ritardo ma il recupero agronomico è veloce. Il mercato Usa è sempre in tensione sul luglio-settembre, ma resta ben tenuto fino a dicembre con offerta di nuovi imbarchi non prima di ottobre 2014. Messico: forte richiesta dai traders per quanto ancora resta da vendere. Prezzi Cif Italia: il 3 Cwad a 290 €/t (+10), il Messicano a 295 €/t (+10). Legenda: 1 DNS 14 pro CIF : 1 Dark Northern Spring con 16% di proteina sulla s.s. reso porto di sbarco Rotterdam - Partenza Francia (E&L) Eure & Loire - HAD FOB USA : 2 Hard Amber Durum reso porto imbarco Laghi USA/Canada - YC 3 CIF Rotterdam : 3 Yellow Corn reso porto di sbarco Rotterdam [ TENDENZE E MERCATI ] n. 26/2014 28 giugno 2014 Terra e Vita 79 PREZZI NAZIONALI E MONDIALI A CONFRONTO (DAL 13 AL 19 GIUGNO 2014) Mais, tira già aria di ribasso Italia La domanda trova con facilità prodotto, grazie alla costanza degli arrivi di merce comunitaria e (soprattutto) estera; l’offerta si concentra sul nuovo raccolto che si prevede con elevata competizione intra-EU e quotazioni sotto i 190 €/t. In carenza di locale, è il prodotto “origine opzionale” a fare mercato con le borse di Bologna e Milano che quotano il nazionale arrivo a 190-192 €/t. Europa il clima rientra nella media stagionale e si consolida l’opinione di un raccolto oltre i 66 mio/t; preoccupa la scarsa competitività del prodotto comunitario rispetto all’Ucraina e al Sud America. Francia: l’offerta soffre, ma non accetta, il basso livello dei prezzi Cif dell’ucraino reso Spagna e Nord Europa. L’industria locale è coperta e le quotazioni per il luglio-dicembre non si muovono Botta e risposta dai 170 €/t (inv) reso Bordeaux. Altri UE: i raccolti nell’Est della Comunità sono stimati ai massimi degli ultimi anni e le quotazioni ne risentono consolidandosi sui 200 €/t. Mondiale L’ampia offerta dalle americhe, spinge molti paesi Asiatici a preferirla rispetto all’India. Usa: il Cbot cede ulteriore terreno con l’arrivo delle piogge nel “corn belt” e la dismissione di molte posizioni future da parte degli speculatori. Brasile il secondo raccolto (safrinha) è in fase di trebbiatura e le ottime rese forzeranno il paese all’aggressività commerciale sull’export. Prezzi: argentino 200 $/t (-4) Fob “Up-river”, # 3YC 210 $/t (-1) Fob Golfo, brasiliano 205 $/t (-2). Mar Nero “spot” 235 $/t (-4) e novembre sotto i 200 $/t. Cereali foraggeri e oleaginose Italia Cereali foraggeri: dopo l’apertura di campagna al ribasso, l’orzo sembra stabilizzarsi sui 190-192 €/t arrivo Nord. Il tenero non quota ma la sensazione è di prezzi in calo sul 2013 e sotto quota 200 €/t partenza. Oleaginose: il mercato sconta le rassicuranti notizie Usda da oltreoceano e la soia nostrana, come l’estera, cede subito un 10 €/t passando toccando i 420 €/t partenza; l’estera incrementa lo sconto a 3-5 €/t. Europa Cereali foraggeri: il mercato registra un’attività scarsa, soprattutto per il vecchio raccolto che incontra solo una domanda di “completamento” delle coperture. I teneri perdono decisamente terreno in tutte le piazze Europee, incluso il Uk che cede e tocca i 172 €/t (-7); l’orzo francese è richiesto, ma l’eccesso di offerta sul pronto lo fa scivolare a 162 €/t (-1) reso Rouen Fob. Oleaginose: sul pronto domanda puntuale per la colza, ma disponibilità resta limitata; le quotazioni reggono con la francese per giugno a 338 €/t (inv) per il luglio-agosto reso Rouen; girasole: mercato atono ma mantiene quota 340 €/t su Saint Nazaire. Mondiale Cereali foraggeri: dall’orzo al tenero fino al sorgo, quotazioni deboli con il tenero “feed” Russo a 225 $/t (-5); il Soft Red Winter a 240 $/t (-6), l’orzo Australiano a 249 $/t (-2) Fob Adelaide; il sorgo Argentino a 163 $/t (-2) Fob Up River. Soia: gli stock Usa coprono i fabbisogni fino a nuova campagna e la notizia di una loro produzione prossima ai 100 mio/t deprime il Cbot. Prezzi Fob: Usa 548 $/t (-22), Argentina 499 $/t (-22) Brasiliana 514 $/t (-10). NOLI FLASH Oceanici:datemposemprein calo, ma la settimana vede il crollo di domanda e quotazioni per le panamax con alcuni armatori che preferiscono fermare le navi per limitare la perdita. Cedenti anche le handysize dal Sud America sull’Europa e le supramax dal Golfo sul Mediteraneo. L’indice Baltic perdeun15%evale858punti. EU Germania: fonte associativa agricola vede al rialzo a 25,5 mio/t la stima del raccolto di grano 2014, con un incremento del 3% sul 2013. Russia: fonte SovEcon rivede al ribasso la produzione cerealicola a 87-90 mio/t, in calo di 2-5 mio/t sul 2013. Il raccolto di grano è stimato a 49 mio/t (meno 3 mio/t) per le non ottimali rese a seguito della recente siccità e del perdurare di base temperature nelle aree seminate a colture primaverili in Siberia. Ucraina: fonte UkrAgroConsult infor- Notizie negative sui raccolti di grano duro in Europa e in Italia. Un altro 2007/08? Se nel Centro-Sud dell’Italia si dovessero confermare le notizie di seri danni alle colture, stante un livello di scorte minimo presso i molini e l’impossibilità di “coprirsi” subito (causa la logistica ancora in ritardo in Canada), la situazione potrebbe degenerare. È consigliabile la massima cautela nell’affrontare il solo vero fornitore (il Canada) con ampia disponibilità, ma spesso l’ansia porta ad accelerare i tempi e per contro non è da escludersi una ritenzione (per il duro) da parte degli agricoltori d’oltreoceano se il mercato dei teneri e della canola (o colza) cominciassero a cedere. Il produttore delle pianure canadesi ha essenzialmente quattro prodotti per finanziarsi: grano spring, duro, orzo e colza. Oggi la colza e i teneri sono in calo e pertanto potrebbero decidere di vendere questa parte della produzione aziendale e attendere a commercializzare il duro. INVIATE LE VOSTRE DOMANDE A: [email protected] ma che è iniziata nelle aree più a sud del paese la raccolta dei cereali vernini. L’inizio della trebbiatura è in anticipo di un 2-3 settimane sul 2013. Marocco: una delle principali banche locali ha siglato un accordo con la Federazione del commercio dei cereali (FIAC) per garantire fino a un massimo di 300 mio/$ le importazioni di grano dalla Russia. Usa: l’Agenzia per la protezione ambientale ha concesso ai produttori di bioenergia una deroga fino al 30 settembre per adeguarsi alle norme del 2013. RIPRODUZIONE RISERVATA [ TENDENZE E MERCATI ] 80 Terra e Vita n. 26/2014 28 giugno 2014 PREZZI DEI PRODOTTI ORTOFRUTTICOLI (16 GIUGNO) LISTINO BMTI (€/KG) SPECIE ARANCE ARANCE ARANCE ARANCE ARANCE LIMONI LIMONI POMPELMI ACTINIDIA ACTINIDIA ACTINIDIA ACTINIDIA ACTINIDIA ACTINIDIA ALBICOCCHE ALBICOCCHE ALBICOCCHE ALBICOCCHE ALBICOCCHE CILIEGE CILIEGE CILIEGE CILIEGE CILIEGE CILIEGE FICHI FRAGOLE FRAGOLE LAMPONI MELE MELE MELE MELE MELE MELE MIRTILLI MORE DI ROVO NETTARINE NETTARINE NETTARINE NETTARINE PERE PERE PESCHE PESCHE PESCHE PESCHE PESCHE PESCHE PESCHE PESCHE PESCHE SUSINE SUSINE SUSINE UVA DA TAVOLA UVA DA TAVOLA AGLI FRESCHI AGLI AGLI ANGURIE ANGURIE ANGURIE ANGURIE ASPARAGI BIETOLE CAROTE CAROTE VARIETÀ NAVELINA VALENCIA LATE VALENCIA LATE VALENCIA LATE VALENCIA LATE EUREKA VERNA ROSATI HAYWARD HAYWARD HAYWARD HAYWARD HAYWARD HAYWARD PELLECCHIELLA TIPO COTT TIPO COTT TIPO ORANGE TIPO ORANGE DURONE DURONE DURONE DURONE DURONE FERROVIA VERDI FIORONI GOLDEN DELICIOUS GOLDEN DELICIOUS GOLDEN DELICIOUS GRANNY SMITH ROYAL GALA STARK DELICIOUS PASTA GIALLA PASTA GIALLA PASTA GIALLA PASTA GIALLA ABATE FETEL PACKHAM'S TRIUMPH P. BIANCA P. GIALLA P. GIALLA P. GIALLA P. GIALLA P. GIALLA P. GIALLA SATURNINA SATURNINA SANTA ROSA SORRISO DI PRIMAVERA SORRISO DI PRIMAVERA BIANCA VITTORIA NERA BLACK MAGIC BIANCHI BIANCHI BABY VERDI DA COSTA coordinamento di Fabrizio De Giacomi CALIBRO PRESENTAZIONE 70-80 (6) 64-73 (8) 70-80 (6) 70-80 (6) 77-88 (4) 58-67 (4) 58-67 (4) 105-110 100-110 G 110-120 G 110-120 G 120-130 G 120-130 G 130-140 G 45-50 45-50 50-55 45-50 50-55 22-24 22-24 24-26 26-28 28-30 28-30 N.C. 30-40 30-40 N.C. 70-80 80-85 80-85 80-85 75-80 80-85 N.C. N.C. 61-67 (B) 67-73 (A) 73-80 (AA) 73-80 (AA) 75-80 70-75 73-80(AA) 61-67(B) 67-73(A) 73-80(AA) 73-80(AA) 80-90(AAA) 80-90(AAA) 73-80(AA) 73-80(AA) 45-50 45-50 45-50 N.C. N.C. A PIÙ STRATI A PIÙ STRATI A PIÙ STRATI A PIÙ STRATI A PIÙ STRATI A PIÙ STRATI A PIÙ STRATI A PIÙ STRATI ALLA RINFUSA ALLA RINFUSA ALLA RINFUSA ALLA RINFUSA ALLA RINFUSA ALLA RINFUSA IN VASCHETTE IN VASCHETTE IN VASCHETTE IN VASCHETTE IN VASCHETTE ALLA RINFUSA ALLA RINFUSA ALLA RINFUSA ALLA RINFUSA ALLA RINFUSA ALLA RINFUSA MONOSTRATO IN VASCHETTE IN VASCHETTE IN VASCHETTE ALLA RINFUSA MONOSTRATO MONOSTRATO A PIÙ STRATI A PIÙ STRATI A PIÙ STRATI IN VASCHETTE IN VASCHETTE MONOSTRATO MONOSTRATO MONOSTRATO MONOSTRATO A PIÙ STRATI 35 PZ. A PIÙ STRATI 90 PZ. MONOSTRATO MONOSTRATO MONOSTRATO MONOSTRATO MONOSTRATO MONOSTRATO MONOSTRATO ALLA RINFUSA ALLA RINFUSA IN VASCHETTE ALLA RINFUSA IN VASCHETTE MONOSTRATO MONOSTRATO N.C. 45-65 50-70 12-16 KG 12-16 KG 8-12 KG 2-3 KG 12-16 N.C. N.C. N.C. IN MAZZI ALLA RINFUSA ALLA RINFUSA ALLA RINFUSA ALLA RINFUSA ALLA RINFUSA MONOSTRATO IN MAZZI A PIÙ STRATI ALLA RINFUSA VASSOI FILMATI BOLOGNA PROVENIENZA FRUTTICOLE SUD AFRICA SICILIA SICILIA SPAGNA SPAGNA SUD AFRICA SPAGNA SUD AFRICA NUOVA ZELANDA CILE NUOVA ZELANDA CILE NUOVA ZELANDA NUOVA ZELANDA ITALIA ITALIA ITALIA ITALIA ITALIA ITALIA ITALIA ITALIA ITALIA ITALIA ITALIA ITALIA ITALIA TRENTINO ITALIA ALTO ADIGE ALTO ADIGE TRENTINO CILE CILE CILE ITALIA ITALIA ITALIA ITALIA ITALIA SPAGNA CILE ARGENTINA ITALIA ITALIA ITALIA ITALIA SPAGNA ITALIA SPAGNA ITALIA SPAGNA ITALIA ITALIA SICILIA SICILIA ORTICOLE ITALIA ARGENTINA SPAGNA ITALIA LOMBARDIA ITALIA SICILIA ITALIA ITALIA ITALIA PREZZO 0.90 0.85 1.00 0.90 1.10 1.55 1.20 1.40 2.40 2.20 2.60 2.30 2.70 2.80 0.85 1.30 1.50 1.00 1.20 2.00 1.30 2.50 3.00 3.50 3.70 1.20 4.30 5.50 13.00 0.80 1.30 1.70 1.60 1.40 1.60 14.00 14.00 0.60 1.20 1.35 1.00 1.50 1.30 1.80 0.70 1.30 1.50 1.00 2.10 1.20 2.00 1.20 1.70 1.30 PADOVA PROVENIENZA PREZZO SUD AFRICA SICILIA SICILIA 0.90 0.78 0.85 SUD AFRICA SPAGNA SUD AFRICA NUOVA ZELANDA CILE NUOVA ZELANDA CILE NUOVA ZELANDA NUOVA ZELANDA 1.55 1.40 0.82 2.30 2.10 2.55 2.25 2.65 2.80 ITALIA ITALIA ITALIA ITALIA ITALIA ITALIA ITALIA ITALIA ITALIA ITALIA 1.60 1.80 1.85 1.80 1.50 1.10 1.70 2.40 3.60 3.70 ITALIA TRENTINO 3.20 4.20 ALTO ADIGE ALTO ADIGE TRENTINO CILE CILE CILE 0.90 1.35 1.62 1.31 1.50 1.22 VERONA PROVENIENZA PREZZO SUD AFRICA SICILIA SICILIA 0.95 0.65 0.75 SPAGNA SUD AFRICA NUOVA ZELANDA CILE NUOVA ZELANDA 1.10 0.88 2.35 1.95 2.45 NUOVA ZELANDA 2.55 ITALIA ITALIA 1.20 1.20 ITALIA 1.30 ITALIA 2.20 ITALIA TRENTINO ITALIA 1.70 4.75 9.00 ITALIA ITALIA ITALIA ITALIA ITALIA SPAGNA CILE 9.00 9.00 0.80 1.10 1.50 1.60 1.65 ITALIA ITALIA ITALIA 0.65 0.80 1.07 ITALIA 1.50 ITALIA SPAGNA 1.50 1.30 ITALIA ITALIA ITALIA SPAGNA CILE ARGENTINA ITALIA ITALIA ITALIA ITALIA SPAGNA ITALIA SPAGNA ITALIA SPAGNA 1.00 1.30 1.50 1.45 1.10 0.95 2.00 0.90 0.90 1.40 1.40 1.60 1.60 1.40 1.25 2.00 2.50 SICILIA SICILIA 2.20 1.80 SICILIA 1.70 1.60 3.00 2.00 0.50 0.70 0.60 0.60 ITALIA ARGENTINA 2.00 3.50 ITALIA ARGENTINA SPAGNA 1.25 2.70 2.20 ITALIA 0.80 ITALIA SICILIA 0.55 0.85 LOMBARDIA ITALIA 0.45 0.33 0.60 0.50 0.60 ITALIA ITALIA ITALIA 0.85 0.55 0.60 ITALIA ITALIA ITALIA 0.75 0.38 0.50 [ TENDENZE E MERCATI ] n. 26/2014 28 giugno 2014 Terra e Vita 81 LISTINO BMTI (€/KG) SPECIE VARIETÀ CAVOLFIORE BIANCO CAVOLFIORE BIANCO CAVOLI CAPPUCCI BIANCHI CAVOLI VERZA CETRIOLI CICORIA WITLOOF CICORIA BIANCA LUNGA DI MILANO CICORIA CATALOGNA CIPOLLE PIATTE BIANCHE CIPOLLE ROSSE DI TROPEA CIPOLLE ROSSE DI TROPEA CIPOLLE TONDE DORATE CIPOLLOTTI BIANCHI FAGIOLI BORLOTTI RAMPICANTI FAGIOLINI FAGIOLINI FAGIOLINI PIATTI VERDI FINOCCHI FINOCCHI FUNGHI PRATAIOLI BIANCHI INDIVIE SCAROLA LATTUGHE CAPPUCCIO LATTUGHE GENTILE LATTUGHE ICEBERG LATTUGHE ROMANA MELANZANE CHIARE MELANZANE LUNGHE MELANZANE MELANZANE MELONI LISCI MELONI LISCI MELONI RETATI MELONI RETATI MELONI RETATI MELONI RETATI PATATE P. GIALLA PATATE P. GIALLA PATATE P. GIALLA PEPERONI LUNGHI GIALLI PEPERONI LUNGHI GIALLI PEPERONI LUNGHI ROSSI PEPERONI LUNGHI ROSSI PEPERONI QUADRATI GIALLI PEPERONI QUADRATI ROSSI POMODORI CILIEGINI POMODORI CILIEGINI POMODORI CILIEGINI POMODORI CUORE DI BUE VERDI POMODORI DATTERINI POMODORI LUNGHI ROSSI POMODORI LUNGHI VERDI POMODORI TIPO PICCADILLY POMODORI TIPO PIXEL POMODORI TONDI LISCI ROSSI A GRAPPOLO POMODORI TONDI LISCI ROSSI A GRAPPOLO POMODORI TONDI LISCI VERDI PORRI PREZZEMOLI RADICCHIO ROSSO LUNGO PRECOCE RADICCHIO ROSSO TONDO RAVANELLI TONDI ROSSI SCALOGNO COMUNE SEDANI DA COSTA VERDI SPINACI RICCI ZUCCHE TONDE DELICA ZUCCHINE COSTOLUTE ZUCCHINE SCURE LUNGHE ZUCCHINE SCURE LUNGHE ZUCCHINE TONDE coordinamento di Fabrizio De Giacomi CALIBRO PRESENTAZIONE 6 PZ. (30X50) 6 PZ. (30X50) 6 PZ. (30X50) 6 PZ. (30X50) 14-21 CM N.C. N.C. N.C. 30-50 N.C. N.C. 60-80 N.C. N.C. N.C. N.C. N.C. 10 PZ. (30X50) 10 PZ. (30X50) 40-50 8 PZ. (30X50) 6 PZ. (30X50) 8 PZ. (30X50) 10 PZ. (40X60) 8 PZ. (30X50) N.C. N.C. N.C. N.C. 1000-1250 G 750-1000 G 1000-1250 G 1000-1250 G 1250-1600 G 1250-1600 G 40-60 40-60 50-70 N.C. N.C. N.C. N.C. GG (90-110) GG (90-110) MEDI MEDI PICCOLI 82-102 N.C. N.C. N.C. N.C. N.C. 67-82 67-82 82-102 40-60 N.C. N.C. 12 PZ. (30X50) N.C. N.C. MEDI N.C. MEDIE 14-21 CM 14-21 CM 21-28 CM N.C. MONOSTRATO MONOSTRATO MONOSTRATO MONOSTRATO A PIÙ STRATI VASSOI FILMATI MONOSTRATO A PIÙ STRATI MONOSTRATO ALLA RINFUSA IN TRECCE ALLA RINFUSA IN MAZZI ALLA RINFUSA ALLA RINFUSA ALLA RINFUSA ALLA RINFUSA MONOSTRATO MONOSTRATO MONOSTRATO MONOSTRATO MONOSTRATO MONOSTRATO MONOSTRATO FILMATO MONOSTRATO MONOSTRATO DOPPIO STRATO DOPPIO STRATO MONOSTRATO MONOSTRATO MONOSTRATO MONOSTRATO MONOSTRATO MONOSTRATO MONOSTRATO ALLA RINFUSA ALLA RINFUSA ALLA RINFUSA A PIÙ STRATI MONOSTRATO A PIÙ STRATI MONOSTRATO ALLA RINFUSA ALLA RINFUSA A PIÙ STRATI IN VASCHETTE IN VASCHETTE MONOSTRATO IN VASCHETTE DOPPIO STRATO A PIÙ STRATI A PIÙ STRATI ALLA RINFUSA DOPPIO STRATO DOPPIO STRATO MONOSTRATO ALLA RINFUSA IN MAZZI A PIÙ STRATI MONOSTRATO 20 MAZZI ALLA RINFUSA MONOSTRATO ALLA RINFUSA ALLA RINFUSA A PIÙ STRATI A PIÙ STRATI A PIÙ STRATI MONOSTRATO BOLOGNA PROVENIENZA PREZZO VENETO ITALIA ITALIA ITALIA FRANCIA ITALIA ITALIA ITALIA CALABRIA CALABRIA ITALIA ITALIA ITALIA ITALIA ITALIA ITALIA ITALIA ITALIA ITALIA ITALIA ITALIA ITALIA OLANDA ITALIA ITALIA ITALIA ITALIA ITALIA LOMBARDIA LOMBARDIA ITALIA LOMBARDIA ITALIA LOMBARDIA FRANCIA OLANDA ITALIA ITALIA ITALIA ITALIA ITALIA OLANDA OLANDA ITALIA ITALIA ITALIA ITALIA SICILIA ITALIA ITALIA SICILIA SICILIA ITALIA OLANDA ITALIA ITALIA ITALIA VENETO ITALIA ITALIA FRANCIA ITALIA ITALIA ITALIA 1.00 0.40 0.50 0.40 1.40 1.20 0.80 0.50 1.00 1.20 0.50 0.70 2.20 1.30 2.00 1.40 1.00 1.30 1.60 1.10 0.80 0.80 1.10 0.80 0.70 0.80 0.60 0.70 1.40 1.20 0.40 1.00 0.70 1.10 0.45 0.40 0.45 1.50 1.70 1.50 1.70 3.30 3.00 1.00 1.20 1.30 0.80 1.50 0.60 1.00 0.80 0.80 1.00 1.10 0.90 1.00 1.20 1.00 1.00 0.35 1.80 0.50 1.20 0.80 ITALIA ITALIA ITALIA 0.50 0.35 0.80 N.B. I prezzi si riferiscono a prodotti di 1a categoria (regolamento Ue 2251/92); calibratura in mm e imballaggi base 30x50 cm. PADOVA PROVENIENZA PREZZO VENETO ITALIA 0.80 0.45 ITALIA 1.10 ITALIA 0.55 CALABRIA 1.60 ITALIA ITALIA 1.90 1.20 ITALIA ITALIA ITALIA ITALIA ITALIA ITALIA ITALIA OLANDA 1.50 0.80 1.20 1.77 1.50 0.55 0.60 0.95 ITALIA ITALIA ITALIA ITALIA LOMBARDIA LOMBARDIA ITALIA LOMBARDIA ITALIA LOMBARDIA FRANCIA OLANDA ITALIA ITALIA ITALIA ITALIA ITALIA OLANDA OLANDA ITALIA ITALIA ITALIA ITALIA SICILIA 1.10 1.00 0.70 0.90 1.40 1.00 1.20 1.40 1.20 1.40 0.38 0.36 0.25 1.30 1.75 1.20 1.50 2.30 2.30 1.30 1.10 1.55 0.85 1.70 ITALIA SICILIA SICILIA ITALIA OLANDA ITALIA 0.70 0.90 0.95 0.90 0.95 0.85 ITALIA VENETO ITALIA ITALIA 1.23 1.20 1.00 0.25 ITALIA 0.65 ITALIA ITALIA ITALIA 0.45 0.60 0.95 VERONA PROVENIENZA PREZZO ITALIA ITALIA ITALIA FRANCIA ITALIA ITALIA 0.35 0.35 0.65 1.30 0.50 0.65 ITALIA ITALIA ITALIA 0.48 1.20 1.60 ITALIA ITALIA 1.45 1.20 ITALIA ITALIA ITALIA ITALIA OLANDA 1.90 1.55 0.60 0.60 1.00 ITALIA LOMBARDIA 0.60 0.85 ITALIA LOMBARDIA 0.40 0.55 LOMBARDIA 0.70 OLANDA 0.37 ITALIA 1.10 ITALIA SICILIA 0.55 1.60 ITALIA 0.55 OLANDA 0.97 ITALIA 1.05 ITALIA FRANCIA ITALIA ITALIA 0.32 1.80 0.65 1.20 ITALIA 0.40