28 giugno 2014 - n. 26 - Anno LV
FILO DIRETTO CON L’ESPERTO: TRA CONIUGI COMPROPRIETARI NON “SERVE” CONTRATTO D’AFFITTO
PRIMO PIANO
RIFORME
PAC 2015-2020,
NUOVO CATASTO,
QUANDO L’AGRICOLTORE LA PRIMA TAPPA
È ATTIVO
AL VIA
CONTAMINAZIONE
DOSSIER
LATTE
ALLE AFLATOSSINE
NEL PARMIGIANO
IRRIGAZIONE
E DRENAGGIO,
EFFETTO CLIMA
www.agricoltura24.com
SPECIALE
Settimanale - Poste Italiane S.p.A. - sped. A.P. - D.L. 353/2003 conv. L. 46/2004. art. 1. c.1: C/MILANO
Insalate
Superfici
al minimo storico
LEGGI, LAVORO E FISCO: VOUCHER, ARRIVA LA PROCEDURA TELEMATICA
[ FLASH ]
n. 26/2014
28 giugno 2014
UE-CINA
Riconoscimento
reciproco di 100
«indicazioni
geografiche»
Terra e Vita 3
«A
vanziamo nei negoziati per un accordo bilaterale con la Cina sul riconoscimento reciproco
di un pacchetto di 100 indicazioni geografiche». Lo ha detto il commissario europeo
all’agricoltura Dacian Ciolos. Ciolos ritiene che «sia ormai una questione di mesi, l’accordo con il
governo cinese sul riconoscimento da ambo le parti di 100 indicazioni geografiche, in quanto - dice ci siamo già messi d’accordo sugli elementi principali».
Al riguardo, «ho incontrato il ministro dell’agricoltura cinese
quando è venuto recentemente in Europa, e ho avuto un colloquio a Bruxelles con Zhang Mao, ministro cinese del Saic (servizi
per la protezione industriale e intellettuale)». «Al momento spiega ancora il commissario - siamo nella fase in cui stiamo
verificando i conflitti che possono esserci nelle liste dei nostri 100
nomi e dei loro 100. Insomma - conclude - c’è la volontà politica di
avanzare e i segnali che vengono da parte cinese fanno intendere
che stiamo arrivando alla conclusione di questo accordo».
ETICHETTE
Al via l’indicazione
«prodotto di montagna»
ORTOFRUTTA
Accordo col Marocco
sul regime dei prezzi
ESPORTAZIONI
Ue leader mondiale
con 120 miliardi di euro
CEREALI
Produzione Ue +2,3%
Totale 304,1 milioni di t
G
P
L’
B
li agricoltori e i trasformaroduttori europei più gatori europei che operano
rantiti rispetto alle impornelle zone di montagna potrantazioni dal Marocco di alcuni orno, se lo desiderano, valorizzare
tofrutticoli, in particolare di poil loro prodotto riportando sulmodori. È stato raggiunto infatti
l’etichetta l’indicazioun accordo, dopo un
ne “prodotto di moncolloquio telefonico
tagna”. Si tratta deltra il commissario all’applicazione concre- FILM SENZA
l’agricoltura Dacian
ta dalla prima menzio- SOLVENTI
Ciolos e il ministro
Nascono in Italia i
ne prevista dal regola- film plastici per im- dell’agricoltura del
mento europeo sulla ballaggi prodotti al Marocco, sul regime
qualità dei prodotti, il 100% con acqua e del prezzo di entrata
privi di solventi. Socui obiettivo di mette- no stari realizzati nell’Ue di questi prore in evidenza alimenti dalla Amb di San Da- dotti. L’accordo doche hanno un valore niele del Friuli, prima vrebbe rassicurare il
in Europa, che ha inaggiunto importante vestito 5 milioni. comparto in Europa
ma per i quali non è
preoccupato
dalla
previsto nessuna indipossibilità che avevacazione di qualità. In questo cano quegli operatori di fatturare i
so l’indicazione “prodotto di
loro pomodori qualche giorno
montagna” riguarda essenzialdopo l’arrivo in Europa lascianmente i prodotti derivati da anido spazio a eventuali manipolamali allevati, almeno per gli ulzioni di prezzo per evitare il patimi due terzi del loro ciclo di
gamento di diritti doganali. vita, in zone di montagna. L’indicazione può essere applicata
anche ai prodotti dell’apicoltura, se le api hanno raccolto il
nettare e il polline in montagna.
Nel commentare la decisione il
commissario Ue Dacian Ciolos
si è detto convinto che il nuovo
strumento possa dare un’impulso supplementare agli agricolto
ri delle zone montane.
*
Ue è diventata il maggiore esportatore di prodotti
agricoli e alimentari al mondo.
Lo afferma un rapporto della
Commissione europea in cui si
precisa che «nel 2013 le esportazioni agroalimentari dell’Ue
hanno continuato a crescere
raggiungendo il valore di 120
miliardi di euro, e ponendo
l’Ue al primo posto nell’esportazione agroalimentare mondiale». Allo stesso tempo infatti, le importazioni dell’Unione
sono rimaste praticamente stabili, in modo che il saldo commerciale ha registrato un avanzo pari a 18,5 miliardi di euro.
Da notare che, mentre l’Ue
esporta prodotti finiti ad alto
valore aggiunto, la crescita delle esportazioni nel 2013 può essere in gran parte attribuita alle
materie prime, in particolare
grano e orzo, con una forte
espansione delle vendite verso
i paesi del Medio Oriente e del
Nord Africa. Nel complesso, la
relazione segnala che la crescita
più veloce sulle esportazioni di
prodotti agricoli dell’Ue riguarda la Cina e l’Arabia Saudita, anche se gli Usa continuano a essere la destinazione più
importante per le eccellenze
agroalimentari comunitarie. uone notizie sul fronte
della produzione di cereali europea e italiana.
Le stime pubblicate dalle
organizzazioni agricole e cooperative dell’Ue (Copa e Cogeca) mostrano che la produzione comunitaria è in crescita del
2,3% rispetto ai livelli dello
scorso anno.
Il raccolto comunitario di
cereali (riso escluso) dovrebbe
situarsi a 304,1 milioni di tonnellate (è stato di 297,4 nel
2013), dato che appare in contrasto con il resto del mondo.
Buone le stime anche per
l’Italia che globalmente vede
crescere la propria produzione
a 15,94 milioni di tonnellate rispetto ai 15,7 milioni del 2013.
In particolare, sempre secondo le stime di Copa e Cogeca, si registra invece una leggera diminuzione a 3,28 milioni
di tonnellate per la produzione
di grano tenero; tiene invece a
3,9 milioni la produzione di
grano duro ed è in aumento a
7,47 milioni quella di mais.
Stime più caute per la produzione di semi oleosi anche
se già ora Copa e Cogeca annunciano per la colza un raccolto quasi da record a 22,18
milioni di tonnellate.
[ METEO ]
4 Terra e Vita
n. 26/2014
28 giugno 2014
A CURA DEL GENERALE ALFIO GIUFFRIDA LUNEDÌ 30 E MARTEDÌ 1
MERCOLEDÌ 2 E GIOVEDÌ 3
Variabile
Rovesci
Temporali
Variabile
Qualche
rovescio
Variabile
Bel tempo
Bel tempo
Tempo estivo, con temporali al nord, soprattutto
nelle ore pomeridiane e bel tempo al sud. Temperature inizialmente stazionarie poi in aumento. Al
nord nuvolosità variabile, più intensa nelle ore pomeridiane, con precipitazioni sparse, specie sui rilievi alpini, prealpini e Triveneto. Al centro e al sud,
da poco nuvoloso a localmente nuvoloso sui rilievi,
con qualche rovescio, specie su Marche e Abruzzo.
Temperature stazionarie o in lieve diminuzione.
SERENO
VARIABILE
VENERDÌ 4, SABATO 5 E DOMENICA 6
Poco
nuvoloso
Bel tempo
Sulle regioni settentrionali da nuvoloso a molto
nuvoloso sui rilievi alpini, soprattutto su Trentino
e Triveneto. Temporali sparsi nelle ore più calde
della giornata, che potranno protrarsi fino alla
sera. Al centro e al sud, da poco nuvoloso a nuvoloso sulla dorsale appenninica, con possibilità di
locali rovesci sui rilievi di Marche e Abruzzo, nelle
ore pomeridiane. Qualche acquazzone anche su
Sicilia e Puglia. Temperature stazionarie.
NUVOLOSO
PIOGGIA
Al nord e al centro, poco nuvoloso in mattinata.
Aumento della nuvolosità nelle ore pomeridiane,
con possibilità di locali rovesci e qualche temporale sui rilievi alpini, specie in Piemonte e Liguria,
su quelli dell’Emilia-Romagna e sulla dorsale appenninica, soprattutto su Marche e Abruzzo. Al
sud, cielo sereno o poco nuvoloso, salvo locali
addensamenti nelle zone interne e sui rilievi.
Temperature in aumento soprattutto al sud.
NEBBIA
TEMPORALI
NEVE
6
[ SOMMARIO ]
Terra e Vita
[ L’IDENTIKIT DELL’AGRICOLTORE ATTIVO ]
PAGINA
8
n. 26/2014
28 giugno 2014
[ VIA LIBERA ALLA RIFORMA DEL CATASTO ]
PAGINA
11
[ PRIMO PIANO ]
PAG.
8
NORMATIVA - Riforma catasto, prima tappa al via DI LUCIANO BOANINI
PAG.
11
CONTAMINAZIONE - Latte alle aflaltossine nel Parmigiano DI GIUSEPPE FUGARO
PAG.
12
AMBIENTE - Bruciare ramaglie in loco? Si può DI FRANCESCO MARIO AGNOLI
PAG.
14
MERCATO - Stoccaggio cereali col freno tirato DI GIORGIO SETTI
PAG.
15
CONGRESSO - Copagri: rappresentanza da rifare DI FEDERICA LEVI
PAG.
16
MECCANIZZAZIONE - Macchine, mercato imballato DI GIANNI GNUDI
PAG.
17
RAPPORTO CSO - Consumi di ortofrutta ancora giù DI DUCCIO R.L. CACCIONI
PAG.
18
CAP - Parte l’avventura di Terrepadane DI GIANNI GNUDI
PAG.
19
TOMATO WORLD CONGRESS - Pomodoro trasformato, tira la marca DI SIMONE MARTARELLO
PAG.
20
Aree edificabili affittate a Cd o Iap. Tasi dovuta anche dall’affittuario DI CORRADO FUSAI
PAG.
22
La nuova procedura telematica facilita la gestione dei voucher DI MASSIMO MAZZANTI
PAG.
24
Filo diretto - Tra coniugi comproprietari non “serve” contratto d’affitto A CURA DI DULCINEA BIGNAMI
PAG.
25
Superfici coltivate, minimo storico nel 2013 DI DARIO CASATI
PAG.
34
Quarta gamma, Usa primi DI SILVIA ZUCCONI
PAG.
38
Innovazioni tecniche, la sfida DI PAOLO BATTISTEL
PAG.
42
Italia, ideale per le lattughe DI GIUSEPPE FRANCESCO SPORTELLI
PAG.
46
Sicilia, Iceberg per sette mesi DI MARIANNA MARTORANA
PAG.
48
PAC 2015-2020 - Identikit dell’agricoltore attivo DI ANGELO FRASCARELLI
&/.$!4/2% Mons. Ernesto Pisoni
Anno LV - Numero 26 - 28 giugno 2014
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[ ATTUALITÀ ]
28 giugno 2014 - n. 26 - Anno LV
FILO DIRETTO CON L’ESPERTO: TRA CONIUGI COMPROPRIETARI NON “SERVE” CONTRATTO D’AFFITTO
PRIMO PIANO
RIFORME
PAC 2015-2020,
NUOVO CATASTO,
QUANDO L’AGRICOLTORE LA PRIMA TAPPA
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Gianni Gnudi (capo redattore), Alessandro Maresca,
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4EL &AX 0IAZZA 'ALILEO 'ALILEI "/,/'.!
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[ SOMMARIO ]
n. 26/2014
28 giugno 2014
Terra e Vita
7
numero 26/28 giugno 2014
Questo numero è stato chiuso in tipografia e spedito il 26 giugno 2014
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33
[ DOSSIER DRENAGGIO E SUBIRRIGAZIONE ]
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[ DOSSIER DRENAGGIO E SUBIRRIGAZIONE ]
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Una pratica in linea con il clima bizzarro DI ALESSANDRO MARESCA
PAG.
52
Miglior deflusso grazie al filtraggio DI LEONARDO GATTI
PAG.
56
DIFESA DELLE COLTURE - Antocoridi centrali contro la psilla DI MASSIMO BARISELLI E RICCARDO BUGIANI
PAG.
61
- Afidi e ragnetti sulle orticole DI FRANCESCO CORVI
PAG.
62
- Il controllo della tignoletta DI ARTURO CAPONERO
PAG.
63
AZIENDE E PRODOTTI - Il successo di un buon vino dipende anche dall’acqua… DI ALESSANDRO MARESCA
PAG.
64
- Così la concia abbina efficacia ed azione biostimolante DI ALESSANDRA SGARBOSSA
PAG.
66
METEO
PAG.
4
DAL PALAZZO
PAG.
10
REGIONI - Piemonte. Giorgio Ferrero è il nuovo assessore all’agricoltura DI JACOPO FONTANETO
PAG.
28
MANIFESTAZIONI - Emilia-Romagna. Cpr System rinnova presidente e consiglio di amministrazione
PAG.
31
INFORMAZIONI DALLE IMPRESE
PAG.
68
ANNUNCI
PAG.
70
- Prezzi dei prodotti agricoli
PAG.
73
- Il borsino dell’ortofrutta biologica
PAG.
77
- Cereali: trend nazionali e internazionali a confronto
PAG.
78
- Prezzi dei prodotti ortofrutticoli
PAG.
80
[ TECNICA E TECNOLOGIA ]
L’abbonamento avrà inizio dal primo numero raggiungibile
2EGISTRAZIONE 4RIBUNALE DI -ILANO
N DEL 0RECEDENTEMENTE REGISTRATA PRESSO IL 4RIBUNALE DI
"OLOGNA N DEL 2/# h0OSTE ITALIANE 3PA n SPED !0 $, CONV , ARTC$#" -ILANOv
2/# N DELL FEBBRAIO )33. !SSOCIATO A
!DERENTE A
ED Ò MEMBRO ITALIANO DI %52/&!2-
LASSOCIAZIONE DEI PIá IMPORTANTI GIORNALI
PERIODICI AGRICOLI EUROPEI
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AUTORIZZAZIONE DELLA #ASA %DITRICE ) MANOSCRITTI E LE
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ANCHE SE NON PUBBLICATI E LA #ASA %DITRICE NON SI
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PUBBLICATI O DI ERRORI IN CUI FOSSE INCORSA NELLA LORO
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SARANNO DA NOI CUSTODITI E TRATTATI CON ASSOLUTA RISERVA
TEZZA E UTILIZZATI ESCLUSIVAMENTE AI FINI COMMERCIALI E
PROMOZIONALI DELLA NOSTRA ATTIVITË ) 3UOI DATI POTRANNO
ALTRESÖ ESSERE COMUNICATI A SOGGETTI TERZI PER I QUALI LA
CONOSCENZA DEI 3UOI DATI RISULTI NECESSARIA O COMUN
QUE FUNZIONALE ALLO SVOLGIMENTO DELLATTIVITË DELLA NO
STRA 3OCIETË )L TITOLARE DEL TRATTAMENTO Ò .EW "USINESS
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TRATTAMENTO ,EI POTRË RIVOLGERSI MEDIANTE IL NUMERO
PER FAR VALERE I 3UOI DIRITTI DI RETTIFICAZIO
NE CANCELLAZIONE OPPOSIZIONE A PARTICOLARI TRATTAMEN
TI DEI PROPRI DATI ESPLICITATI ALLART $,GS [ RUBRICHE ]
[ PERISCOPIO ]
TENDENZE E MERCATI
8
[ PRIMO PIANO ]
Terra e Vita
n. 26/2014
28 giugno 2014
SOGLIE
SOGLIE
5.000 €
per
peraziende
aziendedi
dimontagna
montagna
e/o
e/ozone
zonesvantaggiate
svantaggiate
1.250 €
in
inaltre
altrezone
zone
PAC 2015-2020 Occorre avere almeno uno di questi requisiti: Iap, Cd o titolare di partita Iva
Identikit dell’agricoltore attivo
DI ANGELO FRASCARELLI Nella lista nera
(black list)
degli esclusi
vi sono banche,
assicurazioni,
società immobiliari
ed enti pubblici.
Con impatti
diversi
L
a Conferenza Stato-Regioni del 12 giugno 2014
ha adottato le decisioni
sulla Pac 2014-2020, tra cui
quelle sull’agricoltore attivo,
una scelta molto importante e
attesa dai beneficiari della Pac.
L’introduzione del concetto
di “agricoltore attivo” nella
nuova Pac ha lo scopo di selezionare i beneficiari dei pagamenti diretti e di limitare la
platea dei beneficiari ai soli
agricoltori in attività (active
farmers), escludendo gli agricoltori “non attivi”, ossia i soggetti per i quali l’agricoltura è
una parte insignificante della
propria attività economica.
La definizione di agricoltore attivo si applica sia ai pagamenti diretti che a molte misure del Psr; inoltre, l’assegnazione dei nuovi titoli e il
trasferimento dei titoli possono avvenire unicamente a favore di un agricoltore attivo.
GRANDE DISCUSSIONE
Il dibattito sull’agricoltore at-
tivo è stato molto acceso e contrastato e ha visto uno scontro
tra due posizioni:
1) i sostenitori di una selezione forte dei beneficiari della Pac, in modo da concentrare
il sostegno nelle mani degli
agricoltori che si occupano
principalmente di attività
agricola;
2) i sostenitori di una selezione debole, per favorire la
presenza di un elevato numero di soggetti nel settore agricolo.
Alla fine, è scaturito un
compromesso che va nella direzione di una selezione sostanzialmente debole.
L’Italia doveva adottare tre
decisioni:
- la lista nera;
- la soglia di non applicazione;
- i requisiti dell’agricoltore
attivo.
Vediamo quali sono state le
decisioni della Conferenza
Stato-Regioni del 12 giugno
2014 (tab. 1).
LA LISTA NERA
Il Reg. 1307/2013 (art. 9) prevede l’esclusione dai pagamenti
diretti dei soggetti che appartengono a una lista nera (black
list) ovvero che gestiscono:
- aeroporti;
- servizi ferroviari;
- impianti idrici;
- servizi immobiliari, terreni sportivi;
- aree ricreative permanenti.
Gli Stati membri possono
ampliare la black list. A tal fine,
le scelte dell’Italia hanno previsto l’allargamento della lista
nera ad altre quattro categorie
di soggetti:
- persone fisiche e giuridiche che svolgono attività di intermediazione creditizia (banche e finanziarie);
- persone fisiche e giuridiche che svolgono attività di intermediazione commerciale
(es. società immobiliari);
- società per azioni, cooperative e mutue assicurazioni
che svolgono attività di assicurazione e/o riassicurazione;
[ PRIMO PIANO ]
n. 26/2014
28 giugno 2014
- Pubblica Amministrazione, fatta eccezione per gli enti
che effettuano formazione e
sperimentazione in campo
agricolo.
L’esclusione di questi soggetti è mitigata dalla possibilità
di considerare “agricoltori attivi” le loro società partecipate.
Inoltre, il Reg. 1307/2013
(art. 9, par. 2) prevede che una
persona fisica o giuridica che
rientra nella lista nera è tuttavia considerata “agricoltore
attivo” se fornisce prove verificabili che dimostrino una
delle seguenti situazioni:
a) l’importo annuo dei pagamenti diretti è almeno pari
al 5% dei proventi totali ottenuti da attività non agricole
nell’anno fiscale più recente
per cui tali prove siano disponibili;
b) le sue attività agricole
non sono insignificanti;
c) la sua attività principale
o il suo oggetto sociale è l’esercizio di un’attività agricola.
Dunque, una società immobiliare che dimostri di svolgere prevalentemente attività
agricola è considerata “agricoltore attivo”.
BANCHE, ASSICURAZIONI
E ENTI PUBBLICI
La scelta italiana di ampliare
la lista nera a banche, assicurazioni ed enti pubblici è suggestiva, ma i risultati di queste
esclusioni saranno molto limitati.
In Italia esistono importanti aziende agricole controllate
da banche e assicurazioni, ma
l’attività agricola non è gestita
direttamente, ma tramite specifiche società agricole partecipate, che non vengono escluse,
in quanto non rientrano nella
lista nera.
Ben diversa è la situazione
degli enti pubblici; in questo
caso l’impatto sarà rilevante,
in quanto molte amministra-
Terra e Vita
9
TAB. 1 – I REQUISITI DELL’AGRICOLTORE ATTIVO
SCELTE
DESCRIZIONE
REG. 1307/2013
DECISIONI NAZIONALI
LISTA NERA
(black list)
Persone fisiche o
giuridiche che
Esclusione dai
gestiscono:
pagamenti diretti
- aeroporti,
dei soggetti che
ferroviari,
appartengono a una -- servizi
impianti
idrici,
lista nera (black
- servizi immobiliari,
list)
- terreni sportivi e aree
ricreative permanenti
L’Italia ha ampliato la lista nera ai
seguenti soggetti:
- banche e società finanziarie;
- persone fisiche e giuridiche di
intermediazione commerciale;
- società che svolgono attività di
assicurazione e/o riassicurazione;
- Pubblica Amministrazione, fatta
eccezione per gli enti che
effettuano formazione e
sperimentazione in campo agricolo
SOGLIA
DI NON
APPLICAZIONE
Soglia di pagamenti
diretti, al di sotto
della quale gli
agricoltori sono
considerati attivi
Soglia demandata
agli Stati membri,
comunque non
superiore a 5.000 €
di pagamenti diretti
- 5.000 € per le aziende con
superfici prevalentemente ubicate in
montagna e/o zone svantaggiate;
- 1.250 € in altre zone
Scelta totalmente
demandata agli Stati
membri.
I soggetti che dimostrano uno dei
seguenti requisiti:
- iscrizione come Iap (Imprenditore
agricolo professionale), Cd
(Coltivatore diretto), coloni e
mezzadri;
- titolari di partita Iva in campo
agricolo con dichiarazione annuale
Iva. Per le aziende con superfici
prevalentemente ubicate in
montagna e/o zone svantaggiate, è
sufficiente il possesso della partita
Iva in campo agricolo
DEFINIZIONE
DI
AGRICOLTORE
ATTIVO
Criteri che gli
agricoltori devono
soddisfare per
dimostrare di
essere agricoltore
attivi.
zioni pubbliche (comuni, exIpab) sono proprietarie di terreni agricoli e attualmente beneficiarie della Pac. Per questi
casi, si manifesta l’obbligo sostanziale di costituire una società agricola partecipata o di
cedere in affitto i terreni, visto
che la redditività della gestione diretta non è pensabile senza il sostegno della Pac. Sono
fatti salvi dall’esclusione gli
enti che effettuano formazione
e sperimentazione in campo
agricolo, quindi le aziende
agricole delle Università, degli
Istituti Agrari e dei centri pubblici di ricerca.
LE SCELTE NAZIONALI
Oltre alla definizione della lista nera, il Reg. Ue 1307/2013
(art. 9, par. 3) prevede la delega agli Stati membri nell’applicazione del concetto di
“agricoltore attivo”.
Il regolamento comunitario
attribuisce agli Stati membri
due decisioni:
- la soglia di non applicazione;
- i criteri di selezione dell’agricoltore attivo.
LA SOGLIA
DI NON APPLICAZIONE
Gli Stati membri possono decidere di non applicare il requisito di “agricoltore attivo” ai
soggetti che hanno percepito
pagamenti diretti per un importo inferiore a 5.000 € nell’anno precedente.
Il documento della Conferenza Stato-Regioni del 12 giugno 2014 prevede questa possibilità. Sono considerati
“agricoltori attivi”, tutti i soggetti che nell’anno precedente
(quindi nel 2014) hanno percepito pagamenti diretti per un
ammontare meno di:
- 5.000 € per le aziende prevalentemente ubicate in mon-
tagna e/o zone svantaggiate;
- 1.250 € nelle altre zone.
In altre parole, tutti i “piccoli beneficiari della Pac” sono
attivi, con differenziazione tra
montagna e/o zone svantaggiate e altre zone.
La definizione di “agricoltore attivo”, quindi, è molto
ampia in montagna e nelle zone svantaggiate, dove l’agricoltura è fondamentale per la
conservazione del paesaggio e
la difesa idrogeologica (teniamo conto che, al di sotto di
5.000 euro, in Italia troviamo
l’87% dei beneficiari della Pac).
Viceversa, nelle altre zone, dove l’agricoltura è più orientata
al mercato, è stata adottata una
definizione di “agricoltore attivo” più restrittiva.
I REQUISITI
Gli agricoltori che percepiscono aiuti superiori alle “soglie
di non applicazione”, sono
10 Terra e Vita
[ PRIMO PIANO ]
n. 26/2014
28 giugno 2014
DAL PALAZZO
DI MASSIMO ALIPRANDI CAMERA
Tra i soggetti esclusi dalla Pac vi sono anche gli aeroporti.
considerati attivi, se possiedono uno dei seguenti requisiti:
- iscrizione all Inps, come
Iap (Imprenditore Agricolo
Professionale), Cd (Coltivatore Diretto), coloni o mezzadri;
- titolari di partita Iva in
campo agricolo con dichiarazione annuale Iva. Per le
aziende con superfici prevalentemente ubicate in montagna e/o zone svantaggiate, è
sufficiente il possesso della
partita Iva in campo agricolo.
Questa definizione di
“agricoltore attivo” è molto
ampia e, di fatto, include quasi
tutti gli attuali beneficiari della Pac, purché siano titolari di
partita Iva agricola.
POCHI ESCLUSI
In Italia sono molti i beneficiari dei pagamenti diretti che
non sono titolari di partita Iva,
ma la maggior parte di essi
rientra nella “soglia di non applicazione”.
Coloro che sono al di sopra
della soglia, possono richiedere l’apertura della partita Iva
agricola ed essere agricoltori
attivi ricordando che nel nostro sistema tributario il possesso della Partita Iva intende
lo svolgimento di attività produttiva rivolta al mercato e che
non è consentito detenere Partite Iva “inattive”.
Occorre fare attenzione al
requisito della “dichiarazione
annuale Iva”, che è necessaria
per le aziende non ubicate in
montagna e/o zone svantaggiate.
La normativa fiscale per le
imprese agricole prevede che,
al di sotto di 7.000 euro di fatturato, è previsto “l’esonero”
dalla tenute delle scritture
contabili e adempimenti connessi tra i quali la presentazione della “Dichiarazione Annuale Iva” ma che è comunque
possibile “optare” per la tenuta della contabilità mediante
“rinuncia all’esonero” indipendentemente dalla presenza di fatturato.
UNA PRIMA SELEZIONE
Quali considerazioni possiamo fare su queste scelte? Le decisioni italiane sull’agricoltore
attivo sono andate nella direzione di una selezione debole,
finalizzata a includere un elevato numero di agricoltori; ciononostante, la novità dell’agricoltore attivo è importante, in
quanto introduce per la prima
volta alcuni criteri di selezione
della platea dei beneficiari dei
pagamenti diretti della Pac. L’Aula di Montecitorio ha dato il via libera definitivo alla conversione in legge
del decreto sulla competitività e la giustizia sociale, meglio noto come decreto
Irpef in quanto garantisce un bonus da 80 euro ai dipendenti con reddito sotto i
26mila euro. Il provvedimento contiene, tra l’altro, norme sulle energie da fonti
rinnovabili e sull’Imu per i terreni agricoli.
Con voto pressochè unanime la Camera, e prima ancora il Senato, hanno
approvato una risoluzione che ha accolto le proposte della Commissione Antimafia di riforma del sistema dei beni sequestrati e confiscati alle mafie. Uno snodo
decisivo della lotta alla criminalità organizzata - come ha rilevato la presidente della Commissione Antimafia Rosy Bindi - perché colpisce le ragioni del
consenso sociale che le mafie costruiscono con i loro affari.
Il vice ministro delle Politiche agricole Andrea Olivero ha risposto in Aula alla
Camera a una interpellanza urgente di Cova (Pd) fornendo chiarimenti in merito
alla vicenda delle quote latte, con particolare riferimento alla relazione della
Commissione Ue sullo stato dei pagamenti delle multe per gli esuberi del latte
nella quale si chiedono all’Italia le motivazioni dei ritardi dei pagamenti delle
multe. A Migliore (Sel) ha invece risposto il sottosegretario all’Ambiente Silvia
Velo soffermandosi sulle iniziative urgenti in corso per garantire il rispetto della
normativa in materia di semina di mais geneticamente modificato in Friuli-Venezia Giulia, anche mediante l’adozione di strumenti amministrativi di urgenza.
Sempre numerose in Commissione Agricoltura le audizioni informative legate a provvedimenti in esame. Sono intervenuti Teresa De Matthaeis, dirigente
Ufficio Agricoltura biologica del Mipaaf sulla riforma della normativa nazionale e
sulle proposte europee in tema di agricoltura biologica e rappresentanti delle
organizzazioni agricole e cooperative e del settore vitivinicolo ed enologico in
merito alla proposta di legge sulla disciplina organica della coltivazione della vite
e della produzione e del commercio del vino.
SENATO
L’Expo 2015 costituisce una straordinaria occasione di confronto per i rappresentanti della comunità internazionale sui temi fondamentali per il futuro del
pianeta riguardanti l’agricoltura, l’alimentazione e l’ambiente. In Italia sono presenti realtà agricole che hanno realizzato una sintesi tra biodiversità, eccellenza,
tecnologie agronomiche di precisione e aspetti salutistici: partendo da questi due
assunti l’Aula di Palazzo Madama ha approvato tre mozioni e un ordine del giorno
riguardanti la promozione di un “patto globale per il cibo” per l’Expo che hanno
impegnato il Governo, tra l’altro, a ridurre gli sprechi alimentari affinchè una
consistente parte della popolazione mondiale possa alimentarsi in modo corretto
e combattere, conseguentemente, la fame nel mondo per rendere effettivo il
diritto umano all’alimentazione, un diritto che deve diventare effettivo.
In Commissione Agricoltura audizioni sull’atto comunitario riguardante il
divieto di pesca con reti da posta derivanti, sulla problematica della diffusione
del "punteruolo rosso" delle palme, in particolare in Liguria e sulla tutela della
salute degli animali produttori di alimenti. Concluso con parere favorevole
l’esame, in sede consultiva, del ddl sulla sperimentazione clinica dei medicinali,
di enti vigilati dal ministero della Salute, di sicurezza degli alimenti, di
sicurezza veterinaria, nonché di riordino delle professioni sanitarie, di tutela
della salute umana e di benessere animale. Nelle osservazioni si pone l’accento
su misure per garantire l’incolumità delle persone esposte a sostanze pericolose
delle categorie dei rodenticiti e di pesticidi ad uso domestico, civile e agricolo e
ad assicurare un buon funzionamento della banca dati degli equidi.
n. 26/2014
28 giugno 2014
[ ATTUALITÀ ]
Terra e Vita 11
NORMATIVA Approvato il decreto delegato che regola le commissioni censuarie provinciali
Riforma catasto, prima tappa al via
DI LUCIANO BOANINI I
l Consiglio dei Ministri ha
approvato il primo decreto
delegato sulla riforma del
catasto previsto dall’articolo 2,
comma 3, lettera a), della L. n.
23/2014. Si tratta delle norme
sulla composizione, attribuzioni e funzionamento delle commissioni censuarie.
In pratica le commissioni
censuarie provinciali saranno
composte da un presidente e sei
membri di supporto, pescati
dall’agenzia del Territorio (2),
dall’Anci e dagli Ordini professionali (3). Inoltre ci sarà una
commissione censuaria nazionale composta da 25 membri.
La riforma del catasto si basa
sui seguenti principi base:
- rendita patrimoniale: attribuzione anche ai fabbricati di
due tipologie di reddito di cui
una patrimoniale che rappresenti il valore venale del bene
(valore di mercato) e una di potenzialità di reddito che rappresenti il valore locativo del bene.
Il suddetto risultato è attuato
grazie a due procedure rivoluzionarie e cioè il passaggio dai
vani ai metri quadri e l’elaborazione dei dati attraverso un
complesso algoritmo.
- rendita locativa: in questo
campo è stata importante l’attività svolta dall’ex agenzia del
Territorio nell’elaborazione di
dati dell’Osservatorio del mercato immobiliare: OMI1 e
OMI2.
- federalismo: coinvolgimento dei Comuni nella gestione del catasto sia attraverso procedure di decentramento delle
RENDITA
RENDITAPATRIMONIALE
PATRIMONIALE
--valore
valoredi
dimercato
mercato
--valore
valorelocativo
locativo
RENDITA
RENDITALOCATIVA
LOCATIVA
FEDERALISMO
FEDERALISMO
coinvolgimento
coinvolgimento Comuni
Comuninella
nellagestione
gestione
COMMISSIONI
COMMISSIONICENSUARIE
CENSUARIE
--revisione
revisionedelle
dellecommissioni
commissioniprovinciali
provinciali
--creazione
di
una
creazione di unacommissione
commissionenazionale
nazionale
STIME
STIMEDIRETTE
DIRETTEESTIMATIVE
ESTIMATIVE
curate
curate da
daprofessionisti
professionisti
IMMOBILI
IMMOBILISTORICI
STORICI
riforma
riformastrutturale
strutturale
funzioni dell’ex agenzia del Territorio sia attraverso il coinvolgimento delle amministrazioni
locali nelle commissioni censuarie provinciali (con gli obiettivi
di controllare il territorio e di
combattere l’evasione fiscale).
- commissioni censuarie: si
procederà alla revisione delle
commissioni censuarie provinciali e alla creazione di una commissione censuaria nazionale.
RENDITE
Verso il doppio
raddoppio
Le commissioni censuarie saranno la base delle riforma e su
di esse si concentrerà l’attività
di revisione delle rendite, la loro
verifica anche attraverso l’acquisizione di stime e valutazioni estimative esterne, l’aggiornamento e l’implementazione
delle zone censuarie omogenee
e la correzione di alcuni parametri dell’algoritmo. In parte,
tranne le questioni di legittimità
L
a domanda che tutti si fanno
è quanto aumenteranno le
rendite catastali con la riforma.
Una bella domanda: in genere, le
rendite castali sono basse e sarà
necessario riadeguarle e quindi
per mantenere l’attuale livello impositivo si dovranno abbassare le aliquote di imposta (Imu-Tasi ecc.).
A livello nazionale però è assai diverso il livello dell’aumento delle rendite: infatti si passa da zone in cui si procederà a meno del raddoppio dell’attuale livello, a zone in cui il
moltiplicatore sarà di oltre quattro volte l’attuale. L.B.
che saranno comunque di competenza del Tar, le commissioni
avranno anche un ruolo di gestione del contenzioso.
- stime dirette: la creazione
del catasto patrimoniale presuppone la verifica iniziale dell’algoritmo e la costante azione
di aggiornamento delle commissioni censuarie con stime dirette estimative curate da professionisti ed esperti, per verificare la correttezza dei valori sia
dal punto di vista del mercato
sia delle procedure estimative.
- immobili storici: occorreva
una riforma strutturale: infatti
non solo in molto Comuni non
sono neppure previste le categorie catastali proprie ma nella
quantificazione della rendita
patrimoniale e locativa che deve
tenere conto della diversa manutenzione straordinaria e ordinaria e delle soggettività del bene che hanno spesso originato il
vincolo storico, monumentale.
Il percorso appena iniziato è
molto complesso e la firma del
primo decreto delegato è un
passo importante verso la revisione del sistema catastale. Il
fatto che alla base delle scelte ci
sia una commissione censuaria
provinciale è assai importante.
Non è invece per nulla positivo
il fatto che rispetto alle attuali
commissioni censuarie catastali, siano stati ridotti i membri
segnalati dagli Ordini professionali a vantaggio di quelli delle Entrate e dell’Anci; ritengo
che questo porterà a commissioni meno tecniche e più sensibili
alle esigenze esterne.
[ ATTUALITÀ ]
12 Terra e Vita
n. 26/2014
28 giugno 2014
CONTAMINAZIONE Sequestrate 2.440 forme dai Nas. Analisi truccate secondo le indagini partite nel 2013
Latte alle aflatossine nel Parmigiano
DI GIUSEPPE FUGARO Lorenzin:
“pochi” casi.
Martina: i controlli
funzionano
L’
utilizzo del latte contenente aflatossine in
misura superiore alle
soglie consentite è avvenuto sin
dal 2013. Solo ora è stato scoperto che era regolarmente impiegato nella produzione di Parmigiano reggiano Dop. Dopo la
prevista stagionatura il prodotto stava per essere immesso sul
mercato.
Il latte contaminato da aflatossine, ovviamente, è stato ottenuto da vacche alimentate con
mangimi contaminati senza che
il sistema dei controlli avesse
avuto modo di rilevarlo se non
tardivamente e dopo che il latte
stesso era stata trasformato in
formaggi e questi ultimi anche
COSA SONO
Prima e dopo
la raccolta
stagionati per oltre un anno.
Un fenomeno che si sarebbe
ripetuto, quindi, dal febbraio
2013 a oggi, coinvolgendo 2.440
forme di Parmigiano reggiano
in diversi caseifici del parmense, permettendo così di immettere nella produzione il prodotto contaminato che, secondo la
legge, doveva invece essere consegnato all’Asl di competenza
per la distruzione.
Analisi truccate e mancate
denunce all’Asl su mais contaminato da aflatossine. Con queste accuse, in seguito a controlli
sul latte eseguiti dai Nas di Parma, quattro persone, tra cui il
direttore del Centro servizi per
l’agroalimentare, sono finite
L
agli arresti domiciliari, mentre altre 63 risultano indagate dalla magistratura
di
Parma. I Nas hanno
sequestrato
anche 2.440 forme
di
Parmigiano
reggiano in stagionatura in diverse strutture parmensi.
L’operazione è stata condotta e portata a termine dal Nas di
Parma e quindi il merito è andato al ministero della Salute la cui
titolare ha però voluto gettare
acqua sul fuoco e tranquillizzare soprattutto i consumatori minimizzando i numeri dell’operazione e i rischi per la salute:
«L’operazione della Procura di
Parma dimostra l’efficacia dei
controlli sulla sicurezza alimentare nel Paese, priorità assoluta
del nostro Governo e del ministero della Salute. I risultati dell’indagine ci rassicurano sulla limitatezza dei casi, che riguardano solo una parte della
e aflatossine sono micotossine prodotte da due funghi della specie
Aspergillus. Note per le loro proprietà genotossiche e cancerogene e
possono essere presenti in prodotti alimentari quali arachidi, frutta a
guscio, granoturco, riso, fichi e altra frutta secca, spezie, oli vegetali grezzi
e semi di cacao, a seguito di contaminazioni fungine prima e dopo la
raccolta. L’aflatossina B1 è la più diffusa nei prodotti alimentari ed è una
delle più potenti dal punto di vista genotossico e cancerogeno. L’aflatossina M1 è uno dei principali
metaboliti dell’aflatossina B1 nell’uomo e negli animali, e può essere presente nel latte proveniente
da animali nutriti con mangimi contaminati da aflatossina B1.
L’Ue ha introdotto misure per ridurre al minimo la presenza di aflatossine. I livelli massimi sono
stabiliti dal reg. (CE) n. 1881/2006. I prodotti alimentari che superano tali livelli non devono essere
immessi sul mercato Ue. La direttiva 2002/32/CE stabilisce i livelli massimi di aflatossine B1 nelle
materie prime per mangimi.
G.F.
produzione. Possiamo tranquillizzare i consumatori italiani e
stranieri - ha detto il ministro
della Salute, Beatrice Lorenzin
-. Proseguiremo nei controlli
con il massimo del rigore a garanzia del Consorzio Parmigiano reggiano, che è parte lesa»
Anche il ministro Maurizio
Martina, ha voluto tranquillizzare: «L’operazione della Procura di Parma e dei Nas a tutela
della salute dei consumatori e
del Parmigiano reggiano è la
conferma che il nostro sistema
di controlli funziona».
TEMPESTA IN UN BICCHIERE?
Insomma, una tempesta in un
bicchiere d’acqua. Scandalo annegato.
Al coro istituzionale si è aggiunta la Coldiretti affermando
che «l’operazione dei Nas ha individuato prontamente le 2.400
forme a rischio, una parte limitatissima dei 3 milioni prodotti
ogni anno. Ancora una volta il
sistema dei controlli in Italia si
rivela al top dell’efficacia in Europa per tempestività e capillarità».
Secondo Coldiretti, infatti, i
controlli nel nostro Paese sono
«in grado di individuare tutte le
situazioni di potenziale rischio e
di intervenire chirurgicamente
sui prodotti a rischio», a tutela
del 75% delle famiglie italiane
che consuma regolarmente il
Parmigiano, tre su quattro.
«Un’azione a difesa dei 3.500 allevatori che forniscono latte per
produrre 3,25 milioni di forme
per il 2014».
[ ATTUALITÀ ]
n. 26/2014
28 giugno 2014
I CONTROLLI
Come, dove
e quando
I
DIOSSINA
Mais ucraino
nel mirino
I
l nostro sistema di controlli si è dimostrato efficace proprio perché ha consentito la scoperta della frode? È senz’altro
vero, ma per dovere di completezza va
ricordato il lungo tempo intercorso, oltre un
anno, tra l’impiego del latte contaminato e
l’accertamento della frode oltre al fatto che il prodotto coinvolto, il
Parmigiano reggiano Dop, è sottoposto a uno specifico sistema di
controllo.
I prodotti Dop e Igp devono infatti essere ottenuti nel rispetto di
un disciplinare di produzione approvato con apposito regolamento
comunitario nel quale viene delimitata la zona geografica di produzione del latte, le modalità di alimentazione delle bovine, il sistema di
raccolta e trasporto del latte, le tecniche di caseificazione, quelle di
stagionatura e di commercializzazione.
Un disciplinare molto dettagliato in quanto ogni operazione
tecnica incide sul prodotto finale che dev’essere il testimone perfetto del territorio geografico da cui proviene e cui si riferisce. I prodotti
a denominazione geografica sono infatti un patrimonio agronomico, culturale e sociale del territorio e quindi è assolutamente vietato
utilizzare materie prime come il latte non proveniente dalla zona
geografica di riferimento e/o contaminato da sostanze vietate come
le aflatossine. In particolare il regolamento per l’alimentazione delle
bovine allegato al disciplinare di produzione del Parmigiano reggiano
Dop stabilisce che nell’alimentazione è vietato l’impiego di:
• foraggi riscaldati per fermentazione;
• foraggi trattati con additivi;
•foraggi palesemente alterati per muffe e/o altri parassiti, imbrattati oppure contaminati da sostanze tossiche o comunque nocive.
A garantire il rispetto del disciplinare di produzione da parte di
tutti i soggetti coinvolti nel processo produttivo, vi è un apposito
Organismo di controllo designato e incaricato dal Mipaaf. L’organismo svolge poi i controlli relativi a una specifica dop sulla base di un
dettagliato piano di controllo approvato sempre dal Mipaaf.
Organismo controllo qualità produzioni regolamentate (OCQ PR)
è la società cooperativa nata nel 1998 con lo scopo di effettuare il
controllo e la certificazione della dopParmigiano Reggiano. L’OCQ
PR, in base al Reg. (UE) n. 1151/2012 e alla normativa vigente, è
riconosciuto ed autorizzato in esclusiva dal Mipaaf (Decreto Ministe-
controlli del Piano nazionale alimentazione animale hanno portato al riscontro
di una partita di mais ad uso zootecnico,
proveniente dall’Ucraina, non conforme per
presenza di diossine.
Ne dà notizia il ministero della Salute
sottolineando che il mais in questione viene normalmente miscelato
con altri componenti in una percentuale variabile, a seconda della
specie animale a cui è destinato, per produrre mangimi completi. A
seguito della positività riscontrata il 10 giugno – aggiunge il ministero – sono state attivate già l’11 giugno tutte le procedure operative
Terra e Vita 13
riale del 13/10/1998 e successivi rinnovi). Nel caso del Parmigiano
Reggiano Dop, così come per tutte le altre denominazioni d’origine
geografica protette, il sistema dei controlli garantisce che qualsiasi
anomalia venga prontamente rilevata ed eliminata. Lo stesso OCQ
PR dichiara nel suo sito che la sua attività principale è la verifica
della Conformità al Disciplinare del Parmigiano Reggiano in ogni fase
di produzione, trasformazione ed elaborazione del prodotto attraverso il controllo di tutti gli attori della filiera ovvero dalla produzione e
trasformazione del latte in formaggio, fino alla marchiatura a fuoco
delle forme, nonché l’elaborazione del prodotto che ha raggiunto i 12
mesi di stagionatura per la produzione di Parmigiano Reggiano
grattugiato e porzionato. Per la cronaca occorre anche ricordare che
l’OCQ PR nacque per ottemperare alla norma comunitaria che
imponeva l’indipendenza dell’organismo incaricato dei controlli effettuati dal Consorzio di Tutela così come accadeva per i vini Doc e
Docg. Nel caso del Parmigiano reggiano venne costituita una società
cooperativa in grado di svolgere i controlli previsti in maniera
autonoma e svincolata dal Consorzio cui aderiscono tutti i fruitori
della denominazione protetta.
L’occasione (il caso scoperto dai Nas) potrebbe essere utilizzata
per scoprire perché l’Organismo di controllo non ha regolarmente
funzionato e se vi è stata una qualche omissione dolosa o colposa
nell’effettuazione degli stessi. D’altra parte il legislatore italiano nel
disciplinare le modalità di riconoscimento e di funzionamento delle
Organizzazioni di controllo delle Dop ha anche previsto un pesante
regime sanzionatorio a carico di tali organismi per violazioni commesse nell’esecuzione dei controlli. Le sanzioni comportano pene
pecuniarie di decine di migliaia di euro e possono arrivare fino alla
sospensione e/o revoca del riconoscimento. In particolare il Decreto
legislativo 19.11.2004 n. 297 prevede una sanzione di 50mila euro
a carico della struttura di controllo che non adempie alle prescrizioni
o agli obblighi.
L’ultimo rapporto 2013 dell’Icqrf, incaricato di emanare dei
provvedimenti sanzionatori riporta poco più di 300 ordinanze di
pagamento emesse per l’applicazione delle sanzioni pecuniarie, ma
riguardano nella quasi totalità gli utilizzatori della denominazione
protetta e non gli organismi di controllo. Ciò, unitamente all’attività
di vigilanza sugli organismi di controllo svolta dallo stesso Icqrf
dovrebbe confermare che i controlli ci sono e sono efficaci: ma il
G.F.
grave episodio di Parma conferma invece il contrario!
previste dal sistema di “allerta rapido alimenti e mangimi” (RASFF),
che hanno portato, grazie al tempestivo intervento delle Autorità
sanitarie locali, al rintraccio e al blocco dei mangimi a rischio.
Con i rappresentanti delle regioni interessate, Nas e Laboratorio
nazionale di riferimento per le diossine e PCB in mangimi e alimenti
– prosegue il ministero – sono state inoltre definite ulteriori misure a
tutela della salute pubblica che hanno previsto, tra l’altro, il blocco
cautelativo di alimenti provenienti da animali che hanno consumato
mangime contenente una percentuale a rischio di mais ucraino.
Il Comando Carabinieri per la Tutela della salute è stato prontamente coinvolto nella vicenda.
T.V.
14 Terra e Vita
[ ATTUALITÀ ]
n. 26/2014
28 giugno 2014
AMBIENTE Non è più reato per gli agricoltori. Un decreto nazionale risolve il contrasto con le norme locali
Bruciare ramaglie in loco? Si può
DI FRANCESCO MARIO AGNOLI In periodi
e orari individuati
con ordinanze
dei Comuni.
Non più di tre metri
cubi per ettaro
I
l decreto del ministero dell’Ambiente approvato il
13 giugno ha, fra l’altro, finalmente sanato la situazione
kafkiana in cui fino ad oggi
versavano i produttori agricoli
che eliminavano i residui provenienti da attività agricole e
assimilate (disboscamento, potatura, raccolta, pulizia di boschi, campi, giardini, aree verdi ecc.) secondo la tradizionale
prassi della bruciatura sul
campo.
Sull’argomento Terra e Vita
(n. 17/2014) era intervenuta con l’articolo “Bruciare rami e
ramaglie è reato, ma non per tutti”, evidenziando il radicale
contrasto esistente fra la legislazione statale (Dlgs n.
152/2006, cosiddetto “Codice
ambientale”) e non soltanto
l’antica pratica della combustione in campo, ma anche alcune normative locali.
La legislazione statale include i residui vegetali nella
categoria dei rifiuti, definendo “urbani” quelli provenienti
da aree verdi, quali giardini,
parchi, aree cimiteriali, e “speciali” quelli da attività agricole
e agro-industriali. Di conseguenza il loro smaltimento è
regolato dalle particolari procedure previste per le categorie di appartenenza, e viene
sanzionato come reato il loro
mancato rispetto. Per effetto di
questo norme per lo Stato non
è (adesso si può dire “non
era”) più possibile la tradizionale pratica, diffusa in tutta
Italia, di bruciare stoppie e ramaglie sul luogo di produzione, i campi, che vengono poi
concimati con la cenere di risulta.
Tale normativa, ulteriormente aggravata dal Dl. n.
136/2013 (cosiddetto “decreto
Terra dei Fuochi”, perché dettato dalla necessità di porre riparo alla particolare situazione
determinata dalla criminalità
organizzata in alcune zone
della Campania), convertito
con L. n. 6/2014, ha anche
comportato, in concreto,
la condanna penale di alcuni
produttori agricoli.
STATO E REGIONI DIVERSI
Situazione “kafkiana”, perché
alcune normative regionali
(Regione Sicilia, Lombardia e,
con un ddl in corso di approvazione, Veneto) e comunali (è
il caso di Massa in Toscana)
consentivano invece, nel rispetto delle dovute cautele, la
bruciatura sul posto degli scarti derivanti da attività agricole
e da giardinaggio.
Pienamente condivisibile
quindi l’intervento del ministero dell’Ambiente, che, in un
contesto molto più ampio (il
ministro Gian Luca Galletti ha
precisato che si vuole «rendere
più efficiente l’intero sistema
ambientale, su cui è fondamentale investire per il rilancio
del Paese...con norme per fermare gli scempi compiuti sul
territorio nazionale alle spalle
dei cittadini e con misure immediatamente operative per
difendere il nostro ecosistema,
risparmiare soldi e velocizzare
le procedure senza recedere di
un millimetro sulla tutela dell’ambiente), consente la bruciatura in loco di sterpaglie e
ramaglie derivanti da sfalci,
potature o ripuliture dei fondi
agricoli e forestali. Naturalmente in sicurezza».
Adesso si può quindi procedere, senza rischio di venire
incriminati, nei periodi e negli
orari individuati con ordinanza, Comune per Comune, dal
sindaco, alla combustione sul
posto del detto materiale agricolo e forestale, riunito in piccoli cumuli e in quantità giornaliere non superiori a tre metri steri per ettaro (un metro
stero corrisponde a un metro
cubo di materiale ligneo accatastato). La combustione dei
residui è vietata nei periodi, individuati con provvedimenti
delle Regioni, di maggior rischio per gli incendi boschivi.
TUTELA BIODIVERSITÀ
Come si è detto, l’ambito di
operatività del decreto è molto
più ampio. Fra gli scopi perseguiti vi è la semplificazione
delle procedure per gli interventi di bonifica e salvaguardia delle vocazioni ambientali
dei territori, le iniziative per la
conservazione delle specie a rischio e la tutela delle biodiversità. E ancora: gli interventi finalizzati a cancellare e superare le procedure di infrazione e
di informazione iniziate dalla
Commissione europea nei confronti dell’Italia, riguardanti
(fra le altre): la cattura dei “richiami vivi”, i criteri di valutazione dell’impatto ambientale,
i sistemi di cattura e inanellamento delle specie di avifauna,
la protezione della vita selvatica, il commercio di specie protette, la tutela dell’ambien
te marino e delle acque.
[ ATTUALITÀ ]
n. 26/2014
28 giugno 2014
Terra e Vita 15
MERCATO Il punto sull’attività molitoria al convegno organizzato da Italmopa, Assalzoo, Antim ed Edagricole
Stoccaggio cereali col freno tirato
Strutture obsolete,
DI GIORGIO SETTI volatilità di mercato
«I
n Italia l’attività di
stoccaggio dei cereali deve affrontare un
grosso problema, la qualità del
prodotto che viene conservato». È la tesi del presidente Italmopa Ivano Vacondio, che in
un convegno organizzato a Bologna da Italmopa (l’associazione italiana degli industriali mugnai), Assalzoo (l’associazione
dei mangimisti italiani), Antim
(associazione nazionale tecnici
dell’industria molitoria) ed
Edagricole ha spiegato che «il
problema qualitativo» è sempre
più pesante per gli stoccatori
perché comporta più impegno
e nuovi investimenti.
Oggi infatti il problema della qualità non si ferma più soltanto agli aspetti igienico-sanitari, ma si estende anche agli
aspetti di mercato: «Nel caso
del grano duro, l’industria di
trasformazione chiede una differenziazione in base alle proteine. Nel caso del grano tenero, le cose si fanno ancor più
complicate, oggi i rapporti di
chi fa stoccaggio cereali sono
essenzialmente con la grande
industria di trasformazione e
questa impone capitolati molto
rigidi, chiede di dividere i frumenti per varietà e poi all’interno delle varietà per proteine.
Tutto questo comporta un forte
impegno per noi mugnai perché le nostre strutture, le nostre
celle, erano state impostate per
divisioni di tipo quantitativo e
non per queste nuove divisioni
qualitative».
Il problema, ha concluso Vacondio, viene accentuato dal
fatto che «le richieste della trasformazione cambiano di anno
in anno con grande velocità: i
mutamenti di mercato non avvengono più ogni 10-15 anni,
ma sono velocissimi perché oggi le esigenze dell’industria dipendono in modo diretto dalle
volubili richieste dei consumatori. E nel caso dello stoccaggio
del mais i problemi qualitativi
diventano ancora più pesanti».
Come affrontare dunque
questa situazione? Una risposta
è stata data da Giovanni Di Genova, dirigente Mipaaf: «La
qualità degli stoccaggi si raggiunge solo facendo investimenti. Il settore, infatti, è caratterizzato da strutture tutt’altro
che moderne. Solo il 20% circa
delle industrie molitorie ha di-
e capitolati
molto rigidi
penalizzano
il lavoro dei mugnai
chiarato di avere fatto ampliamenti, il 54% si è fermato ad
ammodernamenti e ristrutturazioni, il 25% circa non ha fatto
investimenti. Ed è intuibile
quale sarà il futuro di questi ultimi». Cosimo Montanari di
Ismea ha puntato il dito sulla
necessità di investimenti: «Il
nostro “Censimento delle strutture di stoccaggio” italiane ha
messo in luce la frammentazione dei centri: il 25% della capacità complessiva di stoccaggio è
detenuta da un numero elevato
di centri. L’età media dei centri
di stoccaggio in Italia è particolarmente elevata, segno di obsolescenza delle strutture. Solo
il 50% di chi conserva il frumento tenero lo sottopone a differenziazione. I criteri di differenziazione scelti dai centri di stoccaggio italiani consistono per
tutti nell’umidità, ma solo in
L’OFFERTA E LA DOMANDA NEL 2013 (MLN T)
Frumento tenero
Frumento duro
PRODUZIONE
MONDIALE
PRODUZIONE
ITALIANA
CONSUMI ITALIA
DESTINAZIONE
655 - 660
3,0 - 3,5
6,5 - 7,0
Alim. umana + zootecnia
35 - 37
3,5 - 4,0
5,5 - 6,0
Alimentazione umana
Mais
960 - 965
6,8 - 7,2
9,0 - 10
95% zootecnia
Soia
280 - 285
0,5 - 0,6
5,0 - 5,2
80% zootecnia
Fonte: Ager.
percentuali marginali negli altri
parametri qualitativi».
Non mancano però risorse
di tipo pubblico per finanziare
gli investimenti necessari nel
settore dello stoccaggio, ha aggiunto Di Genova. I filoni sono
quattro: i Psr e i programmi integrati di filiera; le risorse «messe a disposizione dal governo
prendendole dalla Cassa depositi e prestiti: 100-200 milioni
nel prossimo biennio»; dalla
nuova Legge Sabatini potranno
provenire 2 milioni di finanziamenti a tasso 1,82%, con garanzie dello Stato; c’è infine un filone «tutto da valorizzare: la ricerca, con accesso ai fondi
Horizon, anche se a questi fondi potranno accedere reti di imprese più che singole imprese».
Ma c’è un altro pesante problema che frena lo stoccaggio
italiano, ha continuato il dirigente Mipaaf, è il «problema
quantitativo». Le forniture di
materie prime, ha spiegato, «sono in continua contrazione: oggi l’offerta italiana di frumento
è arrivata al 50% della richiesta
nazionale; quella di mais, fra
l’altro penalizzata dal fatto che
l’affermazione delle agroenergie ha tolto prodotto dal mercato, è arrivata al 78-82%. Come
se ne esce? Restituendo redditività alle aziende agricole».
Forniture in contrazione,
problema “quantitativo”, eppure il mercato sarebbe recettivo. Lo ha ricordato (v. tab.) Andrea Villani di Ager Bologna.
«L’Italia resta un Paese importatore».
[ ATTUALITÀ ]
16 Terra e Vita
n. 26/2014
28 giugno 2014
CONGRESSO Parola del presidente Verrascina che rivendica piena legittimità ai tavoli contrattuali
Copagri: rappresentanza da rifare
DI FEDERICA LEVI «C
opagri non delegherà più la rappresentanza dei
propri associati. Copagri è una
realtà che nessuno potrà più
eludere a partire da coloro che
si ostinano a non riconoscere la
nostra legittimità a rappresentare le nostre imprese al tavolo
contrattuale. Ci chiediamo perché la Copagri, con i numeri
certificati che esprime, non
possa ancora rappresentare i
propri associati nella firma del
contratto collettivo nazionale
del lavoro».
Con questa promessa il riconfermato presidente della
Copagri, Franco Verrascina,
ha aperto il IV Congresso dell’associazione, tutto incentrato sul tema del cambiamento.
Per riemergere da un lungo
periodo di difficoltà – questo il
EXPO
Nuovo marchio
top secret
Da sin. Franco Verrascina
presidente Copagri e il ministro
Maurizio Martina.
messaggio – devono cambiare il
Paese, le istituzioni, i rapporti
tra la politica e la
cittadinanza, la
rappresentanza,
ma soprattutto la
linea dell’Ue.
«Il progetto Europa deve essere fondato su una coraggiosa
ricerca della crescita, dello sviluppo e della produttività. Bisogna capire che per contenere
il debito occorre crescere. Lo
dobbiamo pretendere, a partire
dal semestre di presidenza italiana». Ma il nostro Paese deve
essere nella condizione di pretendere: «dobbiamo dimostrare noi per primi affidabilità.
Non è più tollerabile, ad esempio, un uso parziale dei fondi
strutturali, quando c’è fame di
S
orgerà all’interno della Lake
Arena, in un’area di 500 metri quadrati (400 dedicati all’esposizione, 100 alla somministrazione), lo stand della Copagri all’Expo
di Milano. Lo spazio ospiterà oltre
300 eccellenze della produzione agroalimentare italiana,
mentre vi sarà un corner permanente dedicato alla vendita.
Il cuore del progetto Expo di Copagri è però il lancio di
un nuovo marchio di qualità, attualmente top secret e in
fase di registrazione. Un marchio da far conoscere lungo la
Penisola. Dev’essere questo, per Copagri, il modo di interpretare l’appuntamento di Milano: un evento dinamico che
porti i visitatori – in special modo i trader – dal capoluogo
lombardo ai luoghi di origine delle nostre eccellenze. Del
resto, nonostante gli scandali, l’Italia continua ad essere
una potente calamita come dimostrano i 3 milioni di biglietti
già venduti, di cui 500 mila solo in Cina.
F.L.
finanziamenti e di investimenti». A fine 2013, è stato infatti
ricordato, l’Italia non aveva
speso quasi la metà delle risorse messe a disposizione. Ed ora
che i fondi sono stati tagliati, ha
ammonito Verrascina, «sarebbe immorale se non venissero
utilizzati nel migliore dei modi». Certo la base di partenza,
per Copagri, non è ideale: «la
nuova Pac non è quella che volevamo e non può consolarci
l’idea che poteva andarci peggio. Confermiamo tutta la nostra perplessità sia sul primo
che sul secondo pilastro. Di fatto c’è stata una sforbiciata del
7% degli aiuti diretti, cioè quelli che vanno direttamente nelle
tasche degli agricoltori».
Questo, per l’associazione,
il vero nodo della questione:
«si dice che all’agricoltura vanno tanti soldi, ma non è vero. I
soldi arrivano agli enti, non a
chi produce». Da qui la richiesta di un’autentica semplificazione della burocrazia e una
ridefinizione delle strutture, a
partire da Agea. Una prima risposta è arrivata dal ministro
delle Politiche agricole, Maurizio Martina: «su questo fronte
abbiamo dato qualche segnale
di novità. Non è banale impegnare l’Agenzia a far pagare
quanto deve entro il 30 giugno
e su questo – ha promesso –
sarò il primo a presidiare affinché quei tempi siano rispettati». Il ministro, rivendicando il
lavoro fatto in poco più di 100
giorni di Governo, a partire
dalle misure contenute nel decreto Campolibero, non si è
sottratto neanche al tema della
rappresentanza: «la Copagri
ha colto nel segno parlando
dell’esigenza del cambiamento della rappresentanza, di una
maggiore concretezza e dell’abbandono dell’autoreferenzialità nell’interesse del settore. Un pezzo della modernizzazione
del
Paese,
e
soprattutto dell’agricoltura,
passa da qui. Bisogna aprire
una discussione e misurare i
nostri limiti, anche riflettendo
sulle differenze rispetto all’estero».
E proprio dall’estero, per
Copagri, passa il rilancio del
primario: l’associazione ha ribadito l’esigenza di una maggiore spinta all’internazionalizzazione con regole certe e
chiare che pongano un freno ai
fenomeni della contraffazione
e dell’italian sounding. Infine
una stoccata al sistema creditizio: «le banche – ha concluso
Verrascina – devono tornare a
fare le banche, soprattutto con i
giovani. Chiediamo come garanzie non più anacronistici
valori patrimoniali, ma la
“bontà” dei progetti. Per questo è assolutamente necessario
tornare ad avere un credito
agrario specializzato».
[ ATTUALITÀ ]
n. 26/2014
28 giugno 2014
Terra e Vita 17
MECCANIZZAZIONE Nei primi cinque mesi 2014 trattori in calo del 4,6%. Debacle per le mietitrebbie
Macchine, mercato imballato
DI GIANNI GNUDI LE IMMATRICOLAZIONI DI MACCHINE AGRICOLE (GENNAIO-MAGGIO 2014)
TRATTORI
2014
Goldoni: «Dai Psr
può arrivare una
scossa positiva».
Revisione ancora
in alto mare.
Positivo l’export
N
on cambia ancora il ritornello della meccanizzazione agricola italiana: bene l’estero, fermo il mercato interno.
È questa la sintesi emersa
dall’assemblea generale di FederUnacoma (l’associazione dei
costruttori di macchine agricole) dalla quale sono usciti numeri di un certo peso.
La produzione di macchine
agricole in Italia continua la sua
risalita: nel 2013 ha superato infatti quota 7,7 miliardi di euro,
avvicinandosi ai livelli massimi
del 2008 (8,2 miliardi), prima
PROGRAMMI
Eima ed Expo
nel mirino
TOTALE
2013
8.271 8.668
MIETITREBBIE
TRATTRICI CON PIANALE
VAR. %
2014
2013
VAR. %
2014
2013
VAR. %
-4,6
85
146
-41,8
417
435
-4,1
RIMORCHI
2014
2013
3.846 3.826
VAR. %
0,5
Dati: ministero dei Trasporti - Elaborazioni: Ufficio Statistico FederUnacoma
dell’inizio della crisi.
Rispetto al 2012 si è registrato un aumento del 3,3% della
produzione di trattrici, macchine operatrici e attrezzature,
nonché componentistica e ricambi, mentre continua il calo
della produzione di macchine
per il movimento terra che, con
un fatturato di 2,4 miliardi, segna un passivo del 5,5%.
In termini complessivi, l’intero comparto sfiora quota 10,2
miliardi di euro, con un incremento dell’1% sul totale 2012.
Aumento che è da attribuire
al buon andamento delle esportazioni, che segnano nel 2013 un
incremento complessivo in valore del 5,8%, a conferma di un
trend che negli ultimi 4 anni ha
visto una progressione costante:
+9,4% nel 2010, +12% nel 2011,
+7,2% nel 2012. Anche nel primo trimestre del 2014 le esportazioni risultano in crescita, con
O
un incremento in valore del
6,2% per le trattrici e del 3,1%
per le altre macchine agricole.
Nessuna novità sul fronte
del mercato nazionale, ancora
depresso, dopo un calo complessivo per le trattrici pari al
30% negli ultimi sei anni e un
2013 chiuso a 19.017 macchine,
il livello più basso in tutta la
storia della meccanizzazione
dal dopoguerra ad oggi.
Nei primi cinque mesi del
2014 (gennaio-maggio) si registra il calo del 4,6% delle immatricolazioni di trattori, il crollo
delle mietitrebbie, in regresso
del 41,8% e il decremento
(-4,1%) delle trattrici con pianale di carico, mentre in linea con
il risultato dei primi cinque mesi 2013 risulta il comparto dei
rimorchi, che segna +0,5%.
«L’Italia continua a non rispondere adeguatamente e nella
maniera sperata – evidenzia
ltre a guardare fuori dai confini nazionali - si è appena conclusa con
successo in Albania una manifestazione
dedicata alla meccanizzazione agricola FederUnacoma ha nel mirino 2 appuntamenti strategici: Eima 2014 ed Expo 2015.
L’esposizione bolognese di novembre pare non avere problemi:
la 41a edizione (12-16 novembre 2014) ha già raggiunto i 150mila
mq di superficie impegnata con 1.800 industrie espositrici, tanto che
Goldoni rimarca a più riprese la necessità di ampliare il polo fieristico
bolognese «visto che – sottolinea il presidente FederUnacoma – in
tutti i nostri comparti abbiamo già consistenti liste d’attesa. Gli eventi
Massimo Goldoni, presidente
di FederUnacoma – alle esigenze
di innovazione e rinnovamento
del parco macchine. Scendere
nel 2014 sotto i 19mila trattori
immatricolati sarebbe drammatico. Spero in una scossa che potrebbe arrivare dai nuovi Piani di
sviluppo rurale. In tutti i Psr regionali dovrebbe venire inserita
una specifica misura, destinata
anche alle imprese agromeccaniche, che prevede il finanziamento degli investimenti effettuati
per il rinnovo del parco macchine». Un’indicazione precisa che
Goldoni auspica venga recepita
da tutte le amministrazioni.
Intanto si sta perdendo fra le
nebbie la revisione: del decreto
applicativo atteso entro giugno
non ci sono tracce e molti dubitano anche che l’effettivo avvio
della revisione (già prorogata a
gennaio 2015) possa rispettare le
tempistiche.
espositivi rappresentano un fenomeno molto interessante da analizzare perché, proprio in questi anni caratterizzati dall’esplosione delle
reti, dell’economia online e della virtualità, in cui si temeva potessero
avviarsi a un progressivo declino, registrano invece una crescita
costante in termini dimensionali e di fatturato».
E così si guarda già più avanti, all’Expo 2015 di Milano. «Non
possiamo non esserci. Avremo sia una presenza istituzionale, sia un
coinvolgimento attivo con Federalimentare, per sottolineare il ruolo
che ha la meccanizzazione nelle filiere produttive agroindustriali».
«Inoltre – conclude Goldoni – credo fin d’ora di poter dire che la
prossima assemblea della Federazione si terrà proprio a Milano in
ambito Expo».
18 Terra e Vita
[ ATTUALITÀ ]
n. 26/2014
28 giugno 2014
RAPPORTO CSO 30% di frutta e verdura in meno dal 2000 al 2013. A valori invariati
Consumi di ortofrutta ancora giù
DI DUCCIO R.L. CACCIONI SCUOLE
Italia, 30 milioni
per la frutta
C
ontinua a calare il consumo di prodotti ortofrutticoli in Italia. Il dato è
emerso alla presentazione del
rapporto del Cso (Centro servizi
ortofrutticoli). La famiglia italiana tipo consumava nel 2000
461 kg di ortofrutticoli, ma nel
2013 solo 323 kg.
Si tratta del 30% di frutta e
verdura in meno. E del 2% nell’ultimo anno (2013 sul 2012).
Sempre meno frutta e verdura
sulla tavola delle famiglie italiane che però spendono più o meno la stessa cifra: 549 €/anno nel
2000 contro i 542 € del 2013. Se
infatti calano i consumi aumentano invece i prezzi unitari: da
un 1,20 €/kg si è passati a 1,70
€/kg. Non ci si può quindi meravigliare se il consumo è in
contrazione.
Ma l’aumento del prezzo
unitario giustifica solo in piccola parte la radicale modifica delle abitudini alimentari degli italiani. Correva il secondo Dopoguerra quando lo scienziato
statunitense Ancel Keys scoprì
sulle coste del Cilento la dieta
mediterranea: una specie di elisir di lunga vita basato sul consumo di frutta e verdura. Oggi
le popolazioni del sud Italia presentano (assieme a quelle di altri
paesi dell’Europa mediterranea,
Grecia e Malta in testa) i maggiori Body mass index (Indice di
massa corporea) dell’Ue. Come
dire che l’alimentazione mediterranea è sempre più continentale e comprende una gran
quantità di Junk food (cibo spazzatura), alimenti di basso profi-
lo alimentare (dalle merendine
ai gelati industriali) che sostituiscono frutta e verdura.
Cambiano le condizioni socio-economiche ma anche i canali di acquisto. Se nel 2000 il
37% dei prodotti ortofrutticoli
veniva acquistato nella distribuzione moderna (DM: super,
ipermercati, discount…) nell’ultimo anno si è arrivati al 58% a
discapito soprattutto dell’ambulantato e, in misura minore,
dei negozi tradizionali e specializzati. La maggiore decrescita
dei consumi si è avuta nelle regioni meridionali, dove non a
caso la Dm ha più sviluppato a
partire dal 2000. Di certo con la
gdo, responsabile della maggior
parte della distribuzione ortofrutticola al dettaglio, bisogna
confrontarsi. Francesco Pugliese presidente di Adm, Associazione distribuzione moderna,
ha che la pressione promozionale finisce spesso per togliere valore al prodotto.
Una risposta all’annosa crisi
dei consumi può venire dalla
qualità: nasce in campo (e spesso i produttori fanno grandi
sforzi per ottenerla), ma dev’essere mantenuta (e valorizzata)
anche sugli scaffali dei supermercati. Ma per qualità si deve
I
fondi per il programma comunitario “frutta nelle scuole”
sono aumentati da 90 milioni a
150 milioni di € da utilizzare nell’anno scolastico 2014/2015.
All’Italia è andata la fetta
maggiore. Per la prima volta fondi saranno utilizzati anche
per campagne educative volte ad aumentare i consumi.
Nel 2012/2013, 8,6 milioni di bambini hanno ricevuto
frutta e verdura a scuola. Questo che viene sarà il sesto
anno di applicazione; solo Svezia,
Finlandia e Regno Unito non han FONDI ASSEGNATI (000 €)
no aderito. I fondi Ue sono in coItalia
29.200
finanziamento fino al 90% del regime. In Italia, all’80%.
Germania
22.800
Nel 2013/2014, il programma
Polonia
20.500
italiano è partito in ritardo: per
Francia
15.000
evitare la sua mancata realizzazione è stata anticipata la distriSpagna
10.700
buzione della frutta già in fase di
Romania
6.800
definizione delle procedure di aggiudicazione del servizio; di conRepubblica Ceca
5.400
seguenza è stata distribuita solo
Paesi Bassi
5.400
negli ultimi due mesi dell’anno
Ungheria
5.400
scolastico con razioni doppie e
triple per garantire quantitativi e
Bulgaria
3.600
spese previsti...
G.F.
intendere anche una risposta alle esigenze dei consumatori.
Crescono infatti i prodotti con
maggiore praticità di uso/consumo: per la frutta le clementine (+9% dal 2000), le albicocche
(+9%), le nettarine (+21%). Salgono i prodotti ai quali viene
attribuito un valore salutistico
(kiwi: +57%), ma soprattutto
quelli percepiti di maggiore
qualità: è il caso delle fragole
(+34%) e dei meloni (+14%). All’opposto, è vera debàcle per i
frutti meno “pratici” (che richiedono per esempio la sbucciatura) quali le mele (-26% dal 2000)
o le pere (-30%). Se è vero che gli
italiani destinano sempre meno
tempo per acquistare, cucinare
e addirittura consumare il loro
cibo a farne le spese sono soprattutto le verdure: qui il calo
di consumo è pressoché generalizzato e si salvano solo i prodotti della IV gamma (+50% dal
2000) o referenze di “alta gamma” come gli asparagi (+8%) o i
radicchi (+61% dal 2006). L’analisi del Cso fa quindi riflettere
sulla minore incidenza del prezzo quando la qualità percepita si
abbassa: è il caso delle banane: costano assai meno di 15 anni fa (per effetto della deregulation internazionale) eppure hanno registrato una flessione dei
consumi di ben il 20%.
[ ATTUALITÀ ]
n. 26/2014
28 giugno 2014
Terra e Vita 19
CAP La nuova struttura opererà su 5 province. 180 milioni di previsti nel 2014, 200 nel 2015
Parte l’avventura di Terrepadane
DI GIANNI GNUDI Il Consorzio agrario
CAP PIACENZA, EVOLUZIONE DEL FATTURATO
N
ella galassia consortile
arriva un nuovo gigante:
è il Consorzio agrario
Terrepadane, frutto dell’evoluzione in termini di dimensioni e
di copertura territoriale del Consorzio Agrario di Piacenza.
La nuova struttura consortile
si inserisce nella strategia di Cai
(Consorzi agrari d’Italia) e assume un ruolo di rilievo in un’area
strategica per l’agricoltura nazionale: il territorio compreso fra
l’alta Emilia e la Lombardia, nelle province di Milano, Lodi,
Monza e Pavia.
Terrepadane, nelle parole del
presidente Marco Crotti (la governance è da tempo espressione
di Coldiretti) rappresenta un
passaggio di testimone del Cap,
un’innovazione nel segno della
continuità. «Non un cambio di
rotta – sottolinea Crotti – ma un
cambio di marcia imposto dalle
evoluzioni del mercato e dalle
moderne esigenze delle aziende
del comparto agricolo, una realtà
vitale e in continua trasformazione che è il vero grande motivo di
questa nostra svolta. Facciamo
Marco Crotti, presidente
del Consorzio Terrepadane.
modifica il nome
e guarda all ar ea
lombarda, dopo
l ac quisizione
di Milano e Lodi
tesoro del passato e abbracciamo
il futuro, guardando a una pluralità di territori e facendo delle loro tante diversità, colturali e culturali, la sua più grande forza.
Terrepadane ha scritto nel proprio Dna, nel nostro Dna, questo
immenso patrimonio».
L’idea del Consorzio Agrario
Terrepadane nasce dopo l’acquisizione (giugno 2013) da parte
del Cap Piacenza, dello storico
Consorzio di Milano e Lodi. Una
mossa che aveva consentito alla
struttura emiliana di valicare il
territorio regionale e portare i
propri servizi in Lombardia.
I numeri di Terrepadane sono
di un certo rilievo e collocano la
nuova struttura nell’olimpo del
sistema consortile, indicativamente dietro solamente al Consorzio Lombardo-Veneto e al
Consorzio dell’Emilia.
Dopo i 148 milioni di euro fatturati nel 2013 si stima di arrivare
quest’anno oltre quota 180 milioni. Operando in 5 province, con
17 sedi dislocate sul territorio, 8
agenzie, 7 poli logistici, 3 officine
e 1 centro ricambi.
Ma il direttore generale Dante Pattini guarda oltre: «Contiamo di arrivare a un fatturato di
Milioni di €
di Piacenza
200
180
160
140
120
100
80
60
40
20
-
181*
148
95
70
75
2009
2010
[ * obiettivo 2014.
2011
2012
Fatturato
200 milioni di euro nel 2015 e di
perfezionare in un breve arco di
tempo (indicativamente un anno, ndr) il controllo delle agenzie
del Consorzio agrario di Pavia,
ora commissariato».
«Comunque – prosegue Pattini – siamo aperti e pronti a nuovi
allargamenti». E l’idea è quella di
continuare a crescere ragionando
su altre aree lombarde o sui territori del riso, verso Nord-Est.
Il direttore generale rimarca
la volontà di Terrepadane di portare innovazione tecnologica logica e di spingere sul ricambio
generazionale.
«Abbiamo un rapporto proficuo con l’università Cattolica
di Piacenza e solo nell’ultimo
Dante Pattini, direttore
del Consorzio Terrepadane.
104
2013
2014
anno nella nostra struttura sono
entrati una decina di giovani
laureati».
Sul fronte tecnico Pattini evidenzia il grande lavoro effettuato con la fertirrigazione: «Abbiamo già steso qualcosa come
60mila km di manichette nelle
aree a mais, Cremona, Milano e
Lodi in primis: un valore di assoluto rilievo che conferma l’interesse e la soddisfazione degli imprenditori agricoli. Nei prossimi
anni riteniamo che la nuova
frontiera possa essere rappresentata dalla subirrigazione con interramento dei tubi e una ‘vita’
dell’attrezzatura che s’allunga
oltre la decina d’anni. Innovazioni che si inseriscono perfettamente nel solco tracciato dai Piani di sviluppo rurale, che dovrebbero partire a inizio 2015».
Il Consorzio sta poi investendo e lavorando sulla precision farming. «Ormai tutta l’area di Milano-Lodi – conclude Pattini – è
‘coperta’ per la guida satellitare e
sono oltre un centinaio le aziende agricole che hanno macchine
e strumenti operativi in tal senso.
Un risultato notevole raggiunto
dal Consorzio in poco più di un
anno».
[ ATTUALITÀ ]
20 Terra e Vita
n. 26/2014
28 giugno 2014
TOMATO WORLD CONGRESS Nonostante la crisi, il mercato tiene in Italia e all e stero cresce
Pomodoro trasformato, tira la marca
DI SIMONE MARTARELLO Private label ormai
percepite come
C
reare prodotti nuovi,
puntare su qualità, italianità, etica del lavoro e
sostenibilità ambientale. Far capire ai consumatori l’importanza di un’alimentazione sana, basata anche sul pomodoro.
Queste alcune ricette per aumentare la redditività di un mercato “maturo” come quello del
pomodoro trasformato, emersa
dalla tavola rotonda al World
processing tomato congress di Sirmione. Filo conduttore comune:
garantire una sempre maggiore
competitività a un comparto che
in Italia vale 2,5 miliardi di euro,
grazie a una produzione di 38
milioni di t, pari al 12,5% del
totale mondiale.
SVEZIA A DOMICILIO
Attenti e interessati a conoscere
l’origine e le caratteristiche nutrizionali dei prodotti che acquistano oltre al rispetto delle condizioni di lavoro di chi li produce. Attratti dal biologico e
disponibili a spendere di più
per avere una qualità maggiore.
PROGETTI
E i brand
creano valore
prodotti di qualità
Così Ulrica Adamsson, european
sourcing manager per la marca
privata della catena svedese di
supermercati Ica, ha fotografato
i consumatori del suo paese.
Specializzata nella distribuzione di prodotti ortofrutticoli,
con un fatturato di 10 miliardi di
euro, la cooperativa fondata dai
retailer registra una crescita nel
mercato interno dei prodotti di
fascia alta e del biologico del
20% l’anno: «Da noi l’80% del
pomodoro trasformato si vende
sotto le insegne delle private label – ha spiegato Adamsson – il
75% di passate, polpe e pelati è
imballato in tetrapak e il 70%
delle vendite è veicolato da display pallet accattivanti. In Svezia c’è benessere, quindi i consumatori acquistano anche se i
prezzi sono un po’ più alti».
Per aumentare i volumi ci sono iniziative promozionali come “La settimana italiana” di
grande successo, come tutte le
I
Grande successo in Svezia per “La settimana italiana”
organizzata dalla catena di supermercati Ica.
azioni che fanno leva sul valore
salutistico. Di recente Ica ha intrapreso un programma alimentare a domicilio, che invia ad acquirenti selezionati prodotti e
idee per ricette.
GB, PREZZI MOLTO BASSI
Scenario completamente diverso quello tratteggiato per il mercato britannico dal direttore di
categoria per i prodotti alimentari di Tesco Mark Subbady.
Qui i consumatori sono pigri,
poco informati, non amano cucinare. Nel Regno Unito il pomodoro trasformato vale 230
milioni di sterline, di cui il 70%
n un mercato dominato dalle marche
dei distributori, cosa possono fare i
brand? «Innovazione, ricerca, sviluppo e
coinvolgimento del consumatore» secondo
Francesco Mutti, ad di Mutti SpA e presidente del Gruppo derivati pomodoro dell’Associazione italiana industrie prodotti alimentari (Aiipa).
L’azienda parmense ha di recente portato sugli scaffali nuove
referenze come la dadolata, l’aceto di pomodoro e la passata di
datterini. «Dal 1999 siamo certificati per la lotta integrata, ogm free,
abbiamo un progetto con il Wwf e cerchiamo usare meno acqua.
Creiamo valore». E poi c’è il capitolo comunicazione: «Gli italiani non
private label, con una crescita
annuale del 2% trainata dai
brand. «Ma non bisogna lasciarsi ingannare da questo segno
positivo – ha detto Subbady –
sono vendite fatte con politiche
di prezzi molto bassi, che alla
lunga non pagano. Finora la
strategia dei retailer per stimolare il consumo di pomodoro è
stata la promozionalità e l’offerta di prodotti pronti».
Tesco ha deciso di cambiare
strada e puntare su educazione
dei consumatori e vendite on line. «Per un prodotto grocery come il pomodoro dobbiamo fare
in modo che il cliente visiti i no-
conoscono tutti gli usi del pomodoro o la differenza d’impiego tra
passata, polpa o pezzettoni». Nel 2013 la ditta di Montechiarugolo
ha investito 6,7 milioni in comunicazione. Tra i progetti quello del
sommelier del pomodoro, per diffondere la cultura del prodotto.
Secondo il direttore generale di Conserve Italia Angel Sanchez
per restare competitivi serve «pianificare meglio, spingere la cooperazione e l’aggregazione tra aziende e remunerare di più i produttori,
spesso pagati poco e sui quali ricadono le instabilità del mercato». Il
comparto può crescere ancora grazie a promozioni nei punti vendita
e rivisitazioni del packaging. «Bisogna far comprendere al cliente il
valore del pomodoro per alzare i prezzi e aumentare la redditività
anche se a scaffale bisogna per forza essere competitivi». S.M.
n. 26/2014
28 giugno 2014
stri punti vendita e invogliarlo
all’acquisto, anche stimolando
nuovi utilizzi. Per questo serve
una strategia comunicativa diversa, che educhi il consumatore. Dobbiamo offrire esperienza
gastronomica con consigli e ricette». Tra breve Tesco coinvolgerà un milione di bambini delle elementari che saranno accompagnati nei punti vendita e
tramite seminari condotti su
Google classroom, racconterà loro
la filiera agroalimentare.
COOP È TRACCIABILITÀ
Anche secondo Anna Maria Fabbri, product manager di Coop
Italia, il mercato del pomodoro è
molto legato a prezzo e promozioni, per questo serve differenziazione. «Oggi i consumatori sono più attenti alla tracciabilità:
sul nostro sito si possono trovare
tutte le informazioni a riguardo.
Garantiamo ai nostri clienti l’origine italiana della materia prima
dei nostri 26 prodotti a base di
pomodoro, grazie a 7 fornitori e 10 produttori, certificati per il rispetto dei diritti
dei lavoratori».
Per aumentare la
redditività del comparto Coop ha
creato l’angolo
bio, che nel
2013 ha registrato un +15% di fatturato. «C’è poi la
linea “Fiorfiore” – ha
spiegato Fabbri – ma
su questa dobbiamo
aumentare le vendite. Il
consumatore italiano deve
poter scegliere in termini di
praticità di utilizzo, riduzione
di scarti e rifiuti, facilità di smaltimento. Per educare i clienti
pensiamo di inserire pannelli
informativi e diffondere il concetto di italianità, ad esempio
aggregando l’offerta di olio, pasta e pomodoro o altri mix di
alimenti della dieta mediterranea».
[ ATTUALITÀ ]
Con 7,9 milioni di soci consumatori, 13,2 miliardi di euro di
fatturato e una quota di mercato
del pomodoro del 18%, Coop
Italia è un player di primo piano
della grande distribuzione. Fabbri ha sottolineato che l’azienda
ritiene strategica la collaborazione con i produttori delle private
label: «Abbiamo rigidi disciplinari di produzione e chiediamo
forniture regolari per tutta la stagione, ma pensiamo anche a
nuovi modi per trainare le vendite, ad esempio con formati più
piccoli».
UN RICONOSCIMENTO IGP
«Nonostante la crisi, il mercato
del pomodoro tiene in Italia e
all’estero è addirittura in crescita, trainato da salse, passate e
pezzettoni. Aumenta la quota
delle private label, ormai percepite come prodotti di qualità.
Tra le sfide future, migliorare
ancora la qualità ed evidenziare
la sostenibilità del prodotto». Parola di Antonio
Ferraioli amministratore delegato del
gruppo La Doria, primo produttore italiano
di pelati e polpa di pomodoro e secondo di
succhi e bevande a base di frutta, con un
fatturato di oltre 600
milioni di euro.
«Per garantire
l’unicità italiana
– ha aggiunto il
presidente dell’Associazione nazionale
industriali
conserve alimentari vegetali (Anicav) – e preservare l’origine geografica e la tipicità dei
pelati, miriamo a chiedere il riconoscimento dell’Igp per il pomodoro da industria». Per crescere Ferraioli consiglia di puntare su etica e sostenibilità, sulla
qualità, ma anche sui nuove
piazze, soprattutto quelle dell’Europa dell’Est.
Terra e Vita 21
FILIERE
Dalla Grecia
alla California
F
iliere del pomodoro da industria a confronto. Il Farmers
meeting del World processing
tomato congress è stato sponsorizzato da Regione Emilia-Romagna e Oi Pomodoro Nord Italia
«In Grecia – ha spiegato Konstantinos Sotiropoulos, plant manager di Copais – netto calo della produzione. Da 1,2 milioni di t nel 1999 a 360mila t nel 2011. Nel
2013, 425mila t, ma per il 2014 è previsto un incremento del 15-20% sul 2013. Il prezzo (franco stabilimento di
trasformazione) oscilla da 73 €/t con un brix del 3,99 a
106 €/t con brix superiore a 5,6>. Per quanto riguarda
la Turchia, Sotiropoulos ha stimato per il 2014 30mila ha
di pomodoro a prezzi oscillanti tra 80 e 87,4 €/t arrivo
stabilimento; in questo caso superfici in netto calo.
«In Portogallo – ha detto Gonzales Escudeiro segretario generale dell’Op Torriba – vi sono 19 Op e 9
industrie di trasformazione. Nel 2014 l’area coltivata
sarà di 17.389 ha per una produzione prevista di
1.558.585 t e una resa di 89,63 t/ha a 80 €/t per un brix
di 4,80-5,20 e una variazione in più o in meno del 20%
per le fasce di brix superiori o inferiori alla fascia
centrale».
Charles Rivara, direttore del California tomato research institue ha detto che la California coltiva circa
100mila ha, produce circa 12,7 milioni di t e il prezzo
quest’anno è di 68 €/t. «Gli aspetti positivi sono le
notevoli economie di scala, la professionalità degli agricoltori, un sistema di irrigazione efficace, anche se
costoso (a goccia con impianti sottosuolo e almeno tre
anni con la stessa coltura), un clima favorevole (la
raccolta dura oltre tre mesi) e un alto grado di competitività tra i componenti della filiera. Di contro, problemi
arrivano dal costo di carburanti, energia, fertilizzanti e
terreni, dalla presenza di patologie, e soprattutto dalle
problematiche crescenti per la risorsa idrica (con coltivazioni alternative più remunerative, quali mandorli e
pistacchio), oltre che da una crescente introduzione di
vincoli ambientali».
Infine il Nord Italia. Secondo Gabriele Canali dell’Università Cattolica di Piacenza, consulente dell’Oi Pomodoro Nord Italia, è prevista una produzione di
2.400.000 t con un prezzo di riferimento di 92 €/t. Tra i
temi aperti la valutazione del pomodoro alla consegna.
Negli ultimi due anni l’Oi ha istituito un gruppo di verifica
con tecnici dell’Oi che nel corso della campagna hanno
visitato gli stabilimenti di trasformazione per verificare
l’attività di valutazione della materia prima consegnata
dagli agricoltori. In chiave futura l’Oi sta valutando la
costituzione di un ente terzo che gestisca direttamente
la valutazione della materia prima come avviene da
tempo in California e in Spagna. Ciò potrebbe migliorare
sia la trasparenza che la competitività della filiera. T.V.
[ LEGGI, LAVORO E FISCO ]
22 Terra e Vita
n. 26/2014
28 giugno 2014
Aree edificabili affittate a Cd o Iap
Tasi dovuta anche dall’affittuario
Esenzione Imu terreni agricoli, per ora con la circolare 9/1993
DI CORRADO FUSAI I
l Dipartimento delle Finanze del
ministero dell’Economia ha risposto, con una nota del 4 giugno
scorso, ad alcune domande frequenti
poste all’amministrazione finanziaria
per la corretta applicazione della Tasi e
dell’Imu, anche con riferimento al settore agricolo (oltre a chiarimenti vari,
tra cui la base imponibile, le detrazioni
sulla casa di abitazione principale ed
equiparate, che non possiamo trattare
per ragioni di spazio).
Di particolare importanza la risposta al quesito che si riferisce alla aree
edificabili affittate o concesse in comodato a Cd o Iap.
Lo spunto è dato dalla disposizione
dell’ultima legge di stabilità (art. 1, co.
671, della L. n. 147/2013), secondo cui
la Tasi è dovuta da chiunque possieda
o detenga a qualsiasi titolo le unità
IMU E TERRENI
L’altitudine
è quella del ‘93
A
STRUMENTALI
Tasi 1 per mille
e niente Imu
T
utti i fabbricati, pertanto anche quelli
ad uso strumentale, pagano la Tasi.
L’aliquota è fissa all’1 per mille, senza possibilità di aumenti.
Lo confermano le Finanze che alla domanda se il Comune possa aumentarla fino
al 2,5 per mille, hanno risposto: “L’aliquota Tasi da applicare ai fabbricati
rurali ad uso strumentale è pari all’1 per mille e non è possibile in alcun caso
aumentarla, né applicare la maggiorazione dello 0,8 per mille, in quanto il co.
678 dell’art. 1 della L. n. 147/2013, stabilisce che l’aliquota non può comunque
superare l’1 per mille. Si ricorda che per questi fabbricati l’Imu non è dovuta, a
C.F.
norma del successivo comma 708”.
immobiliari di cui al comma 669 della
stessa legge.
E la domanda è: nel caso in cui le
aree edificabili non sono possedute da
coltivatori diretti e da imprenditori
agricoli professionali iscritti alla previ-
proposito di esenzioni dall’Imu, sono stati
chiesti chiarimenti
sulla disposizione (art. 22 c. 2
del Dl. n. 66/2014, che ha sostituito l’art. 4, co. 5-bis dell’art. 4 del Dl. n. 16/2012) che ha previsto un decreto con il
quale siano individuati i Comuni nei quali, a decorrere
dall’anno di imposta 2014, si applica l’esenzione per i
terreni agricoli sulla base della loro altitudine, diversificando eventualmente tra terreni posseduti da coltivatori
diretti e imprenditori agricoli professionali, iscritti nella
previdenza agricola; il problema riguarda il fatto che di
tale decreto non si hanno notizie e, di conseguenza, come
regolarsi per il pagamento della prima rata Imu (già scaduta lo scorso 16 gennaio).
La risposta conferma quanto già anticipato anche su
denza agricola, ma sono date in affitto
a Cd o Iap che coltivano l’area edificabile, la Tasi è dovuta? E se sì, l’utilizzatore del terreno (affittuario o comodatario) è tenuto a pagare la quota di sua
spettanza, come previsto dall’art. 1, co.
queste pagine: se il decreto non viene emanato in tempi
utili per il versamento della prima rata dell’Imu, i contribuenti applicano le norme attualmente in vigore e, quindi, ci si deve continuare a riferire all’elenco allegato alla
Circolare n. 9 del 14 giugno 1993, così come previsto dalla
circolare del Mef n. 3 del 2012.
GIORNI DI POSSESSO
Ai fini dell’Imu è disposto che l’imposta sia calcolata sui
giorni di possesso, e cioè conteggiando per intero il mese
nel quale il possesso o la detenzione si sono protratti per
almeno 15 giorni. Nulla è invece disposto ai fini della Tasi:
secondo le finanze per la Tasi si possono applicare le
regole dell’Imu, anche nel caso di immobile acquistato in
corso d’anno: ad es. il contribuente ha acquistato il fabbricato a maggio deve calcolare la prima rata in ragione del
50% dell’imposta dovuta su otto dodicesimi.
C.F.
n. 26/2014
28 giugno 2014
681, L. n. 147/2013?
La risposta è che la Tasi è dovuta,
poiché il terreno resta area edificabile,
mancando il requisito del possesso da
parte del Cd o Iap (in tal caso, come
noto, ci sarebbe l’esenzione della Tasi,
a condizione che il possessore sia
iscritto alla previdenza agricola). L’imposta complessiva deve essere determinata con riferimento alle condizioni
del proprietario e, successivamente, ripartita tra quest’ultimo e l’affittuario o
il comodatario sulla base delle percentuali stabilite dal Comune.
Per la ripartizione dell’imposta, nel
caso in esame, si devono applicare le
regole stabilite per tutti i casi di immobili dati in locazione.
Come precisato dalle Finanze, il
comma 681 dell’art. 1 della legge di
stabilità 2014, prevede che il titolare
del diritto reale e l’occupante sono titolari di un’autonoma obbligazione tributaria; l’occupante versa la Tasi nella
misura compresa tra il 10 e il 30% dell’ammontare complessivo dell’imposta, in base alla percentuale stabilita
dal Comune nel proprio regolamento,
calcolata applicando l’aliquota determinata dal Comune. La norma prevede, infine, che la restante parte dell’imposta sia corrisposta dal titolare del
diritto reale.
Pertanto, l’imposta complessiva deve essere determinata con riferimento
alle condizioni del titolare del diritto
reale e successivamente ripartita tra
quest’ultimo e l’occupante sulla base
delle percentuali stabilite dal Comune.
Se il Comune nella delibera non ha
indicato la percentuale per il riparto
dell’imposta tra proprietario e affittuario, quest’ultimo deve versare il tributo nella misura minima del 10%, in
quanto si ritiene che una diversa percentuale di imposizione a carico del
detentore debba essere espressamente
deliberata dal Comune stesso.
Il proprietario dell’immobile non è
responsabile in caso di mancato versamento della propria quota Tasi da parte dell’inquilino, poiché ognuna delle
parti è titolare di un’autonoma obbli
gazione tributaria.
[ LEGGI, LAVORO E FISCO ]
LUGLIO
Le scadenze (prima parte)
Inps Datori di lavoro domestico: versamento dei contributi 2° trimestre 2014.
Iva Emissione e registrazione delle fatture differite relative a beni consegnati o
spediti in giugno e risultanti da documenti di trasporto.
Iva – Produttori agricoli in regime normale: annotazione cumulativa dei corrispettivi per i quali in giugno sono stati
rilasciati scontrino o ricevuta fiscale.
Cedolare Secca Persone fisiche titolari
di p. Iva – Saldo 2013 e 1° acconto 2014 – I
proprietari locatori che hanno esercitato
l’opzione per il regime della cedolare secca: a) se hanno scelto il versamento rateale ed effettuato il primo versamento entro il 16 giugno, versano la 2° rata dell’imposta, con interessi dello 0,33%; b)
versamento, per intero o della prima rata, con maggiorazione dello 0,40%.
Inps Titolari delle aziende diretto-coltivatrici, Iap, concedenti a colonia o mezzadria: scade il termine per il versamento
della 1ª rata dei contributi previdenziali e
assistenziali dovuti per l’anno 2014.
Inps Datori di lavoro e sostituti d’imposta, versamento dei contributi dovuti
per i dipendenti diversi dagli operai agricoli occupati in giugno, nonché del contributo previdenziale dovuto alla gestione separata Inps per i compensi ai collaboratori a progetto corrisposti in giugno.
Irpef Datori di lavoro o sostituti d’imposta, versamento di:
a) normali ritenute alla fonte operate in
giugno sui redditi da lav. dipendente e
ass. e sui compensi da lav. autonomo;
b) rata dell’acconto dell’addizionale comunale all’Irpef trattenuta ai lavoratori
dipendenti e pensionati sulle competenze di giugno;
c) rate delle addizionali regionale e comunale all’Irpef trattenuta ai lavoratori
dipendenti e pensionati sulle competen-
Terra e Vita 23
ze di giugno a seguito delle operazioni di
conguaglio di fine anno;
d) in unica soluzione addizionali regionale e comunale all’Irpef trattenuta ai lav.
dipendenti e pensionati sulle competenze di giugno a seguito delle operazioni di
cessazione del rapporto di lavoro.
Iva Contribuenti mensili: versamento
dell’imposta dovuta per il mese di giugno o, in caso di affidamento a terzi della
contabilità, con comunicazione all’Ufficio Iva competente nella dichiarazione
relativa all’anno precedente, dell’imposta dovuta per il mese di maggio.
Iva Presentazione comunicazione dati
contenuti nelle dichiarazioni d’intento ricevute in giugno da esportatori abituali.
Iva Saldo dichiarazione annuale - Contribuenti che rateizzano il saldo dell’imposta relativa al 2013 risultante dalla dichiarazione annuale: versamento della 5ª
rata, con applicazione della maggiorazione per interessi dello 0,33% per mese.
Unico 2014 Versamento rateale per titolari di p. Iva – Termine ordinario – Contribuenti che hanno versato la 1ª rata entro il 16 giugno: versamento della 2ª rata,
con interessi pari allo 0,33%.
Unico 2014 Saldo e acconto con maggiorazione – Termine differito – Contribuenti, titolari e non di p. Iva: versamento del saldo 2013 delle imposte dirette,
nonché dell’eventuale 1° acconto del
2014, con maggiorazione dello 0,40%. Il
versamento può essere rateale: in questo
caso si versa la 1ª rata. I contribuenti che
presentano Unico e non hanno ancora
versato il saldo Iva della dichiarazione
annuale, possono effettuarne il versamento, con gli interessi, assieme alle
somme dovute per le imposte dirette.
Ravvedimento Regolarizzazione dei
versamenti unitari di imposte e contributi dovuti entro il 16 giugno 2014 e non
effettuati, o effettuati in misura insufficiente: maggiorazione degli interessi legali e sanzione ridotta al 3%.
Registro delle imprese Versamento –
Soggetti iscritti al registro imprese: se
non effettuato entro il 16 giugno, scade il
termine per il versamento dei diritti annuali con maggiorazione dello 0,4%.
(a cura di Corrado Fusai)
[ LEGGI, LAVORO E FISCO ]
24 Terra e Vita
n. 26/2014
28 giugno 2014
La nuova procedura telematica
facilita la gestione dei voucher
Grazie all inserimento autonomo e preventivo delle operazioni fondamentali
DI MASSIMO MAZZANTI C
on messaggio n. 5000 del
29/5/2014, l’Inps ha illustrato la
nuova procedura telematica inerente i c.d. voucher (lavoro accessorio).
Questa nuova procedura, denominata
FastPOA, è strutturata in modo da rendere più facile e immediata la gestione
delle operazioni fondamentali di utilizzo dei voucher virtuali, quali la registrazione dei prestatori, la dichiarazione di
inizio prestazione e la consuntivazione
di compensi, attraverso una modalità
che guida l’operatore nelle diverse fasi
di gestione.
La caratteristica della procedura è
quella di consentire una gestione organizzata per liste di prestatori, con riferimento alle quali si può effettuare sia
l’inserimento delle prestazioni di lavoro (con contestuale invio della comunicazione di inizio prestazione all’Inail)
che la gestione operativa di tutti i rap-
MARCHI
Agriturismi
a cinque stelle
porti di lavoro relativi ai lavoratori inseriti nella lista, tramite un’unica operazione. La procedura FastPOA consente
di inserire in maniera autonoma e preventiva le tipologie di prestatori e i luoghi dove verranno svolte le prestazioni
lavorative.
Tale nuova procedura si affianca alla
procedura telematica “ordinaria”; in una
prima fase di sperimentazione è resa accessibile a committenti e a loro delegati
che ne facciano richiesta all’Inps. L’abilitazione dovrà essere richiesta, indicando
il codice fiscale/p. Iva del committente e
l’eventuale codice fiscale del delegato,
obbligatorio per i committenti persone
giuridiche, inoltrando una mail alle caselle di posta dei referenti regionali lavoro accessorio, reperibili su www.inps.it.
Il manuale della procedura è nella sezione “Utilizzare i buoni lavoro”.
Per accedere alla procedura FastPOA
«A
griturismo Italia» è il marchio
di proprietà del
Mipaaf che identificherà le
aziende e le attività agrituristiche autorizzate a norma di
legge e verrà concesso in uso alle Regioni e alle Province
autonome secondo le procedure di cui ad un apposito
regolamento emanato dallo stesso Ministero.
Nel decreto emanato il 3 giugno (G.U. del 13 giugno),
oltre al regolamento che disciplina l’uso del marchio,
viene istituito presso il Mipaaf il repertorio nazionale
dell’agriturismo, che ha la finalità di integrare tutti gli
Elenchi ufficiali di Regioni e Province autonome, monitorare l’offerta nazionale e individuare le aziende abilitate
all’uso del marchio «Agriturismo Italia».
è necessario:
- per i committenti, persone fisiche:
essere titolare di un Pin. L’Inps precisa
che nella prima fase sperimentale, i
committenti dovranno essere abilitati
secondo quanto sopra indicato;
- per i delegati: essere muniti di un
Pin ed essere in possesso di una delega
ad operare. Nella fase sperimentale, i
delegati dovranno essere abilitati secondo quanto prima indicato.
Dopo la verifica del Pin inserito,
l’utente accederà al menù principale dove troverà il link alla procedura FastPOA.
L’Inps comunica, poi, che è in corso di
sviluppo un nuovo sistema di gestione
delle deleghe per consulenti, rappresentanti legali e intermediari autorizzati, a
seguito del quale la procedura telematica
FastPOA sarà resa accessibile direttamente sul sito, senza necessità di abilita
zioni preventive.
Le categorie di riferimento sono 5,
ma il simbolo che le rappresenta non è
costituito da stelle, bensì da soli, e i
simboli assegnati possono essere 1, 2,
3, 4 oppure 5, identificativi della categoria. Si va dall’agriturismo che “offre soltanto le attrezzature e i servizi
minimi”, all’agriturismo “che cura armonicamente il comfort
e la caratterizzazione agricola e naturalistica dell accoglienza,
mettendo a disposizione dell ospite un complesso di attrezzature e servizi di livello elevato in un contesto paesaggistico-ambientale eccellente”. L’inserimento nelle categorie può avvenire o a discrezione della Regione: per autodichiarazione, con la compilazione di un apposito modulo; o per
valutazione «esterna», con un sopralluogo delle autorità
competenti.
A.C.
[ LEGGI, LAVORO E FISCO ]
n. 26/2014
28 giugno 2014
Terra e Vita 25
FILO DIRETTO CON L’ESPERTO Tra coniugi comproprietari
non “serve” contratto d’affitto
Per legittimare l’uso effettuato da uno dei due, sempre che ci sia accordo
C
ome potrebbe essere regolata giuridicamente la situazione in
cui il terreno (coltivato a viti) è di proprietà indivisa di due
coniugi, ma l’azienda agricola è intestata e gestita dalla sola
moglie, mentre il marito si occupa di tutt’altro?
Mi chiedo se sia necessaria la stipula di un contratto di affitto
agrario ai sensi della l. 203/92 tra i coniugi-proprietari e azienda
agricola, oppure solo tra il marito e l’azienda agricola, visto che la
moglie è già titolare dell’azienda stessa.
Oppure, si potrebbe forse pensare che non sia necessario alcun
contratto, e considerare la moglie come mera utilizzatrice della cosa
comune ai sensi dell’art. 1102 c.c.?
R.E. - email
della cosa comune, purÈ preliminarmente opportuno chiariché non ne alteri la destire se per “proprietà indivisa” si intende
nazione e non impedisca
un bene ricadente nella comunione legaagli altri partecipanti di
le tra coniugi o un bene che gli stessi
farne parimenti uso sedetengono in comproprietà semplice ai
condo il loro diritto (art.
sensi degli art. 1102 e ss. c.c.
1102). Come rilevato dalla
Come chiarito anche dalla Cassazione in
giurisprudenza, il compiù occasioni (Cass. civ. 25 ottobre 2011
proprietario che utilizza il
n. 2208), nella comunione legale dei beni
bene in via esclusiva non è
tra i coniugi, a differenza che in quella
tenuto a corrispondere alordinaria, i coniugi non sono individualcunché al comproprietamente titolari di un diritto di quota, benrio che rimanga inerte, salvo che questi
sì solidalmente titolari di un diritto
manifesti l’intenzione di utilizzare anavente per oggetto tutti i beni della coch’egli il bene in mamunione. Nella coniera diretta (Trib.
munione legale tra
Roma sez. VIII
coniugi, quindi, cia23/1/2012).
scun titolare può CODICE CIVILE - ART. 1.102
Uso della cosa comune: “Ciascun partecipante può
utilizzare
libera- servirsi della cosa comune, purché non ne alteri la In entrambi i casi,
mente il bene ed destinazione e non impedisca agli altri partecipan- qualora i coniugi siesercitare atti di or- ti di farne parimenti uso secondo il loro diritto. A ano d’accordo sultal fine può apportare a proprie spese le modificadeldinaria amministra- zioni necessarie per il migliore godimento della l’esercizio
zione, salva la ne- cosa. Il partecipante non può estendere il suo dirit- l’azienda agricola da
sulla cosa comune in danno degli altri parteciparte della moglie,
cessità di ottenere il to
panti, se non compie atti idonei a mutare il Titolo
non sarà necessario
consenso dell’altro del suo possesso”.
formalizzare
un
coniuge (art. 180
contratto di affitto per legittimare l’uso
c.c.) per gli atti di straordinaria amminieffettuato dal coniuge comproprietario.
strazione (in mancanza del quale l’atto
Luca Andretta
può essere annullato, su azione del coniuge escluso, ai sensi dell’art. 184 c.c.,
nel termine di un anno decorrente dalla
COME EVITARE L’USUCAPIONE
conoscenza dell’atto o dalla data di traÈ sconsigliabile stipulare
scrizione).
un contratto stagionale
Nel caso della comproprietà ordinaria,
Ho un terreno agricolo avuto in eredità. Un
invece, ciascun partecipante può servirsi
agricoltore del posto mi ha chiesto di potervi
*
seminare erba medica, visto che è libero da
coltivazioni. Vorrei darglielo senza guadagnarci ma neanche perderci. Mi è stato consigliato, per evitare in futuro un usucapione, di fare un contratto d’affitto stagionale
ad un prezzo irrisorio (es. 10 €). Ho un
dubbio soprattutto sulla stagionalità dell’erba medica: non vorrei poi ricadere nei contratti pluriennali. Va registrato? I costi sono
onerosi?
L’usucapione è un modo di acquisto
della proprietà che opera nel caso in cui
un soggetto, diverso dal proprietario,
possegga un bene per un periodo di tempo ininterrotto (20 anni nei casi di beni
immobili). Affinché si possa perdere la
proprietà in favore di altra persona che
detiene il bene in forza di un contratto
come l’affitto, il comodato o la locazione,
è però sempre necessario che questi manifesti l’intenzione di tenerlo come proprio, attraverso dichiarazioni o atti.
26 Terra e Vita
Il lettore prospetta la possibilità di formalizzare la concessione del fondo a un
coltivatore mediante un contratto. Tale
cautela è corretta. La stipula di un contratto scritto, infatti, faciliterà, in caso di
contestazioni, la prova che il coltivatore
ha detenuto il fondo su concessione del
lettore, riconoscendone, di conseguenza,
la qualifica di proprietario e i relativi
diritti e impedendo così il decorrere del
termine ventennale per l’usucapione.
Con riferimento alla tipologia contrattuale, il proprietario avrà a disposizione
diverse opzioni, tra le quali la possibilità
di stipulare un comodato gratuito, determinandone liberamente la durata, che
potrà essere anche indeterminata. Il contratto di comodato immobiliare, se stipulato in forma scritta, è soggetto agli obblighi di registrazione, con il pagamento
della tassa che ammonta a € 200 circa.
È inoltre possibile stipulare un contratto
stagionale, opzione che tuttavia potrebbe essere sconsigliabile poiché presenta
alcune criticità, come rilevato dal lettore,
legate soprattutto alla durata del rapporto. L’affitto di fondo rustico, nell’ipotesi
generale, è infatti destinato a durare
quindici anni, tacitamente rinnovabili in
caso di mancata disdetta da parte del
proprietario-concedente.
Si evidenzia tuttavia che l’art. 56 della L.
n. 203/82 prevede che le norme in materia di affitto di fondo rustico non si applicano ai “contratti agrari di compartecipazione limitata a singole coltivazioni stagionali … né alla vendita di erbe di durata
inferiore ad un anno quando si tratta di terreni non destinati a pascolo permanente ma
soggetti a rotazione agraria”. L’indicazione
non è del tutto chiara, specialmente
quando fa riferimento alla “compartecipazione”; tale termine potrebbe suggerire che l’applicazione delle norme in materia di affitto di fondo rustico, ivi incluse quelle sulla durata, può essere evitata
solo se il concedente svolge attività agricola sul fondo. La conclusione sembra
essere stata in alcuni casi confermata anche dalla giurisprudenza (Cass. Civ., n.
13631/2004), che ha ritenuto fondamentale “la circostanza che il concedente, negli
intervalli di tempo della sua attività produttiva dedicata a certe colture, conceda ad altri
[ LEGGI, LAVORO E FISCO ]
n. 26/2014
28 giugno 2014
il godimento dei terreni lasciati liberi a far
tempo dal momento del precedente raccolto a
quello della nuova semina o piantagione”.
Luca Andretta
SUCCESSIONE
Affittare il fondo ereditario
è accettazione tacita dell’eredità
Nel caso che il proprietario di un fondo sia
deceduto da tempo (non è stata fatta successione) e gli eredi certi, i fratelli, vogliano
affittare il fondo, si può fare il contratto di
affitto con gli eredi, o per essere sicuri inserire la dicitura che dichiarano di essere eredi?
Interpreto la frase “non è stata fatta
successione” nel senso che non vi è stata
accettazione espressa dell’eredità e non è
stata presentata denuncia di successione. A parte la possibilità che comunque
vi siano già stati degli atti di accettazione
tacita, che si ha “quando il chiamato all’eredità compie un atto che presuppone necessariamente la sua volontà di accettare e che non
avrebbe il diritto di fare se non nella qualità
di erede” (art. 476 c.c.), il fatto stesso di
dare in affitto il fondo ereditario costituisce uno di questi atti di accettazione tacita dell’eredità. Di conseguenza i fratelli
del defunto possono perfettamente e a
pieno diritto definirsi eredi.
Francesco Mario Agnoli
AFFITTUARIO MOROSO
Per avviare l’azione giudiziaria
deve essere passato un anno
Il mio affittuario non mi paga l’affitto e conduce in modo molto trascurato il mio frutteto
di 5 ha. Come posso fare per mandarlo via?
La soluzione del problema del lettore
sta nell’art. 5/2° comma della L. n.
23/82, che così dispone: “La risoluzione
del contratto di affitto a coltivatore diretto
può essere pronunciata nel caso in cui l’affittuario si sia reso colpevole di grave inadempimento contrattuale, particolarmente in relazione agli obblighi inerenti al pagamento del
canone, alla normale e razionale coltivazione
del fondo, alla conservazione e manutenzione
del fondo medesimo e delle attrezzature relative, alla instaurazione di rapporti di subaffitto o di subconcessione”.
Ovviamente per fare risolvere il contrat-
to, se l’affittuario non se ne va spontaneamente, occorre rivolgersi all’autorità
giudiziaria, tenendo però presente che
prima di promuovere la relativa azione
(col patrocinio di un avvocato) il locatore
deve inviare all’affittuario lettera raccomandata con avviso di ricevimento, contestandogli le inadempienze ed esponendo le proprie richieste. Se l’affittuario
entro tre mesi dal ricevimento della lettera sana l’inadempienza (nel caso concreto paga il canone e provvede alla sistemazione del fondo) “non si dà luogo alla
risoluzione del contratto” (art. 5/3° co.).
Inoltre per risolvere il contratto l’inadempienza deve essere “grave” sia per
quanto riguarda la cattiva coltivazione e
manutenzione del fondo, sia per il pagamento del canone. Quanto a quest’ultimo il comma 4 dello stesso art. 5 precisa
che l’inadempienza è considerata grave
quando “si concreti nel mancato pagamento
per almeno un anno”.
Il lettore non dice da quanto tempo l’affittuario non provvede a corrispondergli
l’affitto, nel caso che si tratti di meno di
un anno, ritengo (ma è opinione personale) che, approfittando anche del fatto
che è in ballo anche la cattiva conduzione, per effettuare la contestazione a mezzo lettera raccomanda non occorra (se si
vuole guadagnare un po’ di tempo) attendere il decorso dell’anno, che è invece
necessario sia trascorso (così come i tre
mesi dal ricevimento) per iniziare l’azione giudiziaria.
Francesco Mario Agnoli
IMMOBILE A DIPENDENTE
Il datore di lavoro può concederlo
in comodato, in locazione o in uso
Conduco, come coltivatore diretto, in affitto
(da mio padre) un’azienda vitivinicola con
n. 26/2014
28 giugno 2014
[ LEGGI, LAVORO E FISCO ]
renti il fabbricato stesso, comprese le utenze
non a carico dell’utilizzatore e quanto corrisposto per il godimento del fabbricato stesso.
Per i fabbricati concessi in connessione all’obbligo di dimorare nell’alloggio stesso, si assume il 30% della predetta differenza”. L’imponibile in capo al beneficiario è quindi
calcolato secondo un criterio forfetario.
In base all’art. 9, co. 3-bis, del Dl. n.
557/93 (e succ. mod. e integr.) sono rurali
i fabbricati destinati ad abitazione dei dipendenti esercenti attività agricole nell’azienda, a tempo indeterminato o a
tempo determinato, per un numero annuo di giornate lavorative superiore a
100, assunti in conformità alla normativa
vigente in materia di collocamento.
Barbara Segato
all’interno dei fabbricati rurali. Per uno di
questi vi è la possibilità di darlo in affitto ad
un dipendente otd che svolge circa 150 gg
annue. Ho letto che per mantenere la ruralità
del fabbricato le condizioni sono appunto che
il dipendente svolga almeno 100 gg in azienda. È vero? Vi sono dei facsimile di “contratti
di locazione ad uso abitativo” specifici?
Il datore di lavoro può concedere
l’immobile al dipendente: in comodato
(il dipendente se ne serve per un tempo o
un uso determinato, con obbligo di restituzione), in locazione (a fronte del pagamento di un corrispettivo) o in uso (il
dipendente può abitare l’immobile, limitatamente ai bisogni suoi e della sua famiglia). La possibilità per il dipendente
di utilizzare un immobile costituisce in
ogni caso un “fringe benefit”, cioè un
compenso in natura che fa parte della
retribuzione imponibile, sia ai fini fiscali
che previdenziali. Per la determinazione
del valore di detto benefit, la norma di
Terra e Vita 27
riferimento è l’art. 51 co. 4 lettera c) del
Dpr. n. 917/86 (Tuir): “per i fabbricati concessi in locazione, in uso o in comodato, si
assume la differenza tra la rendita catastale
del fabbricato aumentata di tutte le spese ine-
DOVE INVIARE I QUESITI
New Business Media Srl
Piazza Galileo Galilei, 6 - 40123 Bologna
fax: 051-6575856
e-mail: [email protected]
28 Terra e Vita
[ ATTUALITÀ/REGIONI ]
PIEMONTE Agronomo e imprenditore agricolo
Giorgio Ferrero
è il nuovo assessore
all’agricoltura
28 giugno 2014
LOMBARDIA Un comparto da 20 milardi di euro
Suinicoltura, serve spinta all’export
A
N
on un nome nuovo al
contesto agricolo. Anzi.
L’esperienza di Giorgio
Ferrero, classe ’66, neo assessore
all’agricoltura nella giunta
Chiamparino, non tradisce ma
conferma le attese (è sempre stato in pole position nel toto-assessori): l’assessorato all’agricoltura è dunque affidato a un agrotecnico e imprenditore agricolo
di competenza ed esperienza
provate tanto da condurlo a rico L assessoreGiorgio Ferrero.
prire, in passato, l’incarico di
presidente di Coldiretti Piemonzione (soprattutto cinghiali
te. Però, da qualche anno, Ferree caprioli) sono un proro è anche un uomo di partito:
blema serio per l’operasegretario del Pd e già candidato
tività dell’agricoltura
alle Europee del 2009, Chiampapiemontese.
rino lo ha voluto da subito nel
Infine, un’applica‘listino’ in occasione delle ultime
zione operativa nelelezioni regionali. È stato sindal’erogazione dei fondi
co di Pino d’Asti, suo paese (dostrutturali a completave conduce un’azienda a indirizmento delle filiere
zo prevalentemente vitivinicoagroalimentari e una immediata
lo), e amministratore della
disponibilità e facilitazione alcamera di commercio di Asti.
l’accesso al credito. Ferrero ha
Tra i primi compiti del neo
pure evidenziato la necessità di
assessore c’è l’applicazione del
riformare l’organinuovo piano di svismo pagatore (Arluppo rurale, anche
PROCEDURE
pea) per snellire le
alla luce dell’intesa
PIÙ SNELLE CON
procedure e non peraggiunta sulla Pac
LA RIFORMA
nalizzare in termini
in conferenza StatoDELL’ARPEA,
di pagamento le imRegioni a Roma
ORGANISMO
prese che hanno
(presente ChiampaPAGATORE
chiesto gli aiuti Pac.
rino). Ma per l’agriInfine, aderendo
coltura piemontese
a una richiesta di Coldiretti, ha
restano importanti nodi da riricordato la necessità di una
solvere, circa le tematiche più
modifica del regolamento per
sentite dalle imprese, dagli inl’erogazione dei fondi strutturali
terventi per favorire l’imprendiche debbono privilegiare le imtoria agricola giovanile ai dispoprese condotte da giovani e quelsitivi – anche e soprattutto di
le che hanno avviato contratti di
legge – volti a contenere la sel Jacopo Fontaneto
filiera.
vaggina, i cui eccessi di popola-
n. 26/2014
NORD
lla fine le ragioni dei suinicoltori lombardi arriveranno sul tavolo del ministero. La data è già fissata per il 3 luglio, ore 12.30. Per Gianni Fava, assessore
regionale all’agricoltura, è un positivo riscontro ai tanti appelli lanciati nelle ultime settimane. «In questi
anni la situazione di difficoltà del comparto suinicolo
si è acuita, fino al punto da aver estromesso dalla
filiera la redditività sufficiente a programmare il futuro delle imprese». Non è mistero che la richiesta sostenuta da Palazzo Lombardia sia quella di delegare maggiori poteri di intervento a livello territoriale, assicurando alle Regioni la possibilità di sopperire con
misure specifiche all’inefficienza dell’Unione europea.
Quali siano le carenze lo rimarca lo stesso assessore: «Bruxelles, e non ci spieghiamo il motivo, vieta
qualsiasi misura di aiuto accoppiato alla suinicoltura,
nonostante si tratti di un comparto a forte rischio di
declino e, invero, in crisi da ormai otto anni. Se la Ue
non vuole sostenere una filiera che nei prossimi anni
dovrà fare i conti con un aumento dei consumi di carne
suina, il ministero delle Politiche agricole lasci almeno
i territori liberi di intervenire».
Vanno prese le giuste decisioni, chiosa Fava,
«per assicurare la ripresa delle produzioni
Dop, risollevare l’export di carni e salumi e
restituire redditività all’intera filiera, dagli allevatori ai trasformatori. Solo con progetti tesi
a valorizzare qualità e peculiarità del suino
pesante padano potremo dare certezze e futuro a un comparto che vale, nel suo comJ.F.
plesso, 20 miliardi di euro».
PIEMONTE Consegna progetti entro il 7 luglio
Promozione vino sui Paesi terzi
S
cadono il 15 luglio i termini per la presentazione
di progetti a valere sulla annualità 2014/2015
della Misura “promozione del vino sui paesi terzi”.
Approvato con Det. n. 527 del 12 giugno scorso, il
bando riconduce alla misura che sostiene le attività
promozionali a favore delle produzioni di qualità a
denominazione di origine svolte dalle aziende vitivinicole sui mercati terzi rispetto all’Ue. Le spese ammissibili riguardano le attività di marketing, con una
concessione di aiuti pari al 50% delle spese sostenute.
Sono ammissibili progetti aventi un costo complessivo minimo per paese terzo non inferiore a 100.000,00
euro per anno. Riguardo ai progetti regionali (a valere sui fondi quota regionale), la scadenza è fissata
alle ore 14 del 7 luglio. Il bando è pubblicato in
dettaglio sul sito web della Regione Piemonte. J.F.
n. 26/2014
28 giugno 2014
[ ATTUALITÀ/REGIONI ]
EMILIA-ROMAGNA A luglio bando per le licenze
Marysa, nuova ciliegia
frutto della ricerca
dell’università felsinea
EMILIA-ROMAGNA Ok alla sospensione dei mutui
Sostegno ai territori terremotati
C
F
rutto della ricerca del dipartimento di Scienze
agrarie dell’Università di
Bologna, la nuova varietà di ciliegie Marysa si caratterizza per
un’elevata produttività, che parte da 15 t/ha dal 3° anno dell’impianto con punte di 20-22 (quest’anno, nell’impianto sperimentale alla VII foglia dell’azienda
Maria Rosa Amidei di Vignola
(Mo), la resa è stata di 25 t/ha).
I frutti sono di bella pezzatura, con calibri di 28 e oltre, presentano un peduncolo lungo,
che velocizza le operazioni di
raccolta (28-30 kg/ora), discreta
resistenza allo spacco, acidità
che arriva a 12 e 18 °brix.
I ricercatori dell’Università di
Bologna hanno condotto la sperimentazione nell’azienda Amidei, dove la cultivar Marysa è
stata innestata su Gisela 6 e su
Colt e allevata rispettivamente a
palmetta stretta e a vaso multiasse, e nell’azienda Nino e Marisa
Quartieri (da cui il nome della
cultivar) di Mulino di Savignano
(Mo) innestata su Colt e allevata
a bandiera.
In Emilia-Romagna la varietà
è pronta per la raccolta tra fine
maggio e inizio giugno. A 10
giorni dallo stacco (momento di
raccolta ideale), le ciliegie sono
calate di 0,6-0,7 punti mantenendo brillantezza e acquisendo colorazione leggermente più scura.
In generale, il costo di un impianto di ciliegie varia a seconda
della densità e delle protezioni
che si decide di adottare. Al completo sarebbero tre: anti pioggia
e grandine, anti uccelli e rete
contro la drosofila, la mosca del-
la ciliegia. La spesa può variare
da un minimo di 4-5mila €/ha
per un cereseto di 800 piante/ha
con l’impianto d’irrigazione a
100-120mila €/ha per 5mila
piante/ha con impianto di fertirrigazione e solo la copertura antipioggia. Per Marysa, la
densità delle piante dipende dal portinnesto: meglio con un portinnesto
vigoroso o medio-vigoroso, perciò le distanze
sono quasi obbligate: 5
m tra i filari e non interiori a 3 m nel filare, il
che equivale a 600-700
piante/ha. La distanza tra i filari
deve essere 1 metro più dell’altezza massima della pianta adulta che per Marysa è di 4 m, per
evitare ombreggiamenti. Nei
primi anni dell’impianto va effettuata la potatura lunga per
creare la struttura, poi sulle piante adulte si tagliano anche le
branche per contenere l’altezza.
A fine giugno Marysa verrà
brevettata a livello europeo. In
luglio l’Università di Bologna indirà un bando pubblico rivolto ai
vivaisti per l’assegnazione delle
licenze per la moltiplicazione e
in agosto verranno fornite le
gemme. L’obiettivo è mettere in
produzione 50mila piante/anno
nei vivai a livello nazionale.
Jessika Pini
Terra e Vita 29
NORD
Con l’approvazione all’unanimità del Dl EmiliaRomagna, la Camera dei Deputati ha finalmente
concesso il sostegno ai territori colpiti dai terremoti e
dai successivi eventi alluvionali. Tra le norme approvate la sospensione dei mutui per le case inagibili
senza oneri a carico del mutuatario e l’esclusione per il
2014 e il 2015 dal patto di stabilità dei comuni terremoti degli interventi di ristrutturazione e delle donazioni
ricevute. Ma ad attendere da ormai 2 anni erano anche
agricoltori delle province di Bologna, Modena, Ferrara, Mantova, Reggio Emilia e Rovigo che aspettavano
un sostegno, a oggi mai arrivato. È per questo che il
deputato Giuseppe L Abbate(M5S) in Commissione
Agricoltura ha presentato un odg che impegna il Governo Renzi a provvedere con urgenza al trasferimento delle risorse previste dal Dl. n. 74 del 6 giugno 2012.
Il Ministero ha accolto l’impegno e dovrà provvedere entro e non oltre il 31 luglio prossimo. «Dopo gli
eventi sismici del maggio 2012, l’allora Governo Monti
aveva emanato un decreto, poi convertito in legge, per
destinare 5 milioni di euro alla Società gestione fondi
per l’agroalimentare (SGFA, ndr) di Ismea con
l’obiettivo di abbattere le commissioni per l’accesso alle garanzie dirette per gli agricoltori dei
territori colpiti – dichiara L’Abbate –. Sino a
oggi, infatti, non risulta trasferito a SGFA alcun importo per ottemperare ai dettami della
legge del 2012, nonostante il 19 dicembre
dello stesso anno sia pervenuta, dalla Commissione europea, l’autorizzazione al regime di aiuti previsto dal Governo».
T.V.
VENETO Manzato: «Partiremo a gennaio 2015»
Psr, la Giunta dà il via libera
L
a Giunta veneta ha formalmente adottato il Psr
2014-2020. Il documento, frutto di oltre un anno di
confronti con il sistema agricolo e le sue rappresentanze, è stato inviato all’esame del Consiglio e verrà inviato entro il 22 luglio alla Commissione Europea, il cui
visto è preliminare alla sua definitiva approvazione.
Rispetto alla passata programmazione i finanziamenti destinati alle aziende private passano da 480 a
800 milioni. 150 milioni sono destinati ai giovani per
avviare almeno altre 2mila aziende under 40. Alla
montagna è stato garantito oltre il 35% delle risorse,
per un totale di 417 milioni di euro. Il Psr è stato
fortemente semplificato e le misure ridotte da 132 a 44.
«Ci prepariamo a partire entro gennaio 2015» ha detto
l’assessore Franco Manzato alla presentazione alla
stampa del Psr.
Daniela Del Zotto
30 Terra e Vita
[ ATTUALITÀ/REGIONI ]
PUGLIA Serve un’immediata quantificazione
Il maltempo flagella
le coltivazioni, danni
per milioni di euro
ti. Nel Foggiano gli allagamenti hanno compromesso la produzione di grano duro».
Nei comuni leccesi
di Guagnano, Salice Salentino, Campi Salentina, Carmiano e Arnesano si registrano
danni molto gravi nei
vigneti a uva da vino con distruzione fino al 100% dei grappoli –
nota il presidente di Coldiretti
Puglia, Gianni Cantele –. Nel
comprensorio di San Pietro in
Lama, San Cesario di Lecce, San
Donato di Lecce, Lequile e Cavallino ad avere la peggio sono
state le ortive in pieno campo».
Le organizzazioni professionali pugliesi chiedono «l’immediata quantificazione dei danni
con relativo risarcimento per le
aziende colpite dal maltempo,
per consentire loro di riprendere le normali attività, la rapida
disponibilità di fondi straordinari e adeguati, la revisione del
sistema assicurativo di protezione delle colture».
Giuseppe F. Sportelli
28 giugno 2014
CAMPANIA Verifica stato di calamità naturale
Nubifragi, danni al 70% delle colture
D
G
rano duro, pomodoro
da industria, ortive estive, viti da vino e da tavola, olivi. Nessuna coltura è
scampata alla furia del maltempo che ha imperversato sulle
campagne pugliesi pressoché
ininterrottamente per più di
dieci giorni causando perdite e
danni per milioni di euro. Balzano agli occhi i campi di grano
duro della Capitanata, allagati,
allettati, rovinati.
«Le mietitrebbiatrici hanno
smesso di lavorare dopo pochi
giorni che avevano accesso i
motori – afferma il presidente di
Confagricoltura da una Onofrio
Giuliano –. Il grano duro, dove
lo si potrà raccogliere, sarà sicuramente slavato. Ma affogano
nell’acqua anche le piantine di
pomodoro, i vigneti e le coltivazioni ortofrutticole».
Nubifragi continui hanno
sommerso o ridotto a un cumulo di fango migliaia di ettari di
terreno, aggiunge il presidente
della Cia Puglia, Raffaele Carrabba. «Nel Salento interi vigneti per uva da vino sono stati
distrutti dalla grandine. Nel Tarantino gravi danni a frutteti,
agrumeti e vigneti. Nella Bat la
grandine ha compromesso i raccolti di uva da vino e grano duro: da Trinitapoli a Canosa risultano distrutti interi appezzamenti coltivati a ortaggi,
ortofrutta, uva da vino e oliveti;
seri sono i danni alle colture cerealicole non ancora raccolte.
Nel Barese le piogge hanno rovinato ulteriormente la raccolta
delle ciliegie, senza dimenticare
i danni subiti da oliveti e vigne-
n. 26/2014
SUD
opo il recente intenso nubifragio abbattutosi sulla Campania, ora si contano gli ingenti danni in
agricoltura. Distrutto il 70% del raccolto di pomodori,
mais, ortaggi, verdure, nocciole, vigneti e frutteti. Notevoli i danni ai pomodorini del piennolo del Vesuvio
Dop come anche al pomodoro San Marzano dell’Agro
Nocerino-Sarnese Dop, quelli rimasti sulle piante rischiano di non avere più il loro tipico sapore. Gli
agricoltori sono in ginocchio, soprattutto quelli del
perimetro che unisce l’area metropolitana di Napoli al
Casertano. Il clima ha prima accelerato la maturazione
dei frutti e poi con l’intensa pioggia, li ha distrutti sulle
piante. Il lavoro di un anno è sparito in un giorno.
Nella zona del litorale domizio sono stati colpiti i
frutteti, ciliegi, peschi, albicocchi e susini. Nei Comuni
di Villa Literno e Sessa Aurunca, nel casertano, i danni
ingenti sono stati causati da allagamenti. Nel nolano e
in Irpinia si registrano grandinate su noceti e noccioleti. Grande è la preoccupazione per la prossima vendemmia, dato che sono stati danneggiati i vigneti dell’Irpinia, dei Campi Flegrei, del vesuviano e del beneventano. Si sono verificati ingenti danni anche alle
strutture, strade interpoderali, che risultano allagate. Gli agricoltori, sostenuti dalle organizzazioni agricole, stanno valutando i danni e le
azioni da intraprendere.
L’assessore regionale all’Agricoltura, Daniela Nugnes, ha inviato una nota ufficiale
agli Uffici regionali periferici per verificare
se esistono gli estremi per chiedere lo stato
di calamità naturale. Roberto Sorrentino
PUGLIA Deve essere verificato l’esatto conteggio
Contributi bonifica, richiesto lo stop
C
ia, Coldiretti e Confagricoltura di Taranto chiedono l’intervento dell’assessore regionale alle Risorse agroalimentari Fabrizio Nardoni, affinché siano
immediatamente sospesi gli avvisi di pagamento sul
tributo 630 per il 2014, emessi dal Consorzio di bonifica Stornara e Tara, per verificarne la correttezza. Tali
cartelle stanno pervenendo a casa dei titolari di terreni
e immobili ricadenti nel comprensorio del consorzio
con importi da 35 a 200 €/ha, nonostante le organizzazioni avessero fatto pressanti richieste, disattese, per
ricevere le simulazioni e conoscere a priori l’impatto
che la nuova classificazione dei piani di riparto avrebbe avuto sull’utenza. Poiché in alcune realtà gli importi degli avvisi sono elevati e per verificare la correttezza dei conteggi, le tre organizzazioni agricole chiedono la sospensione del pagamento.
G.F.S.
n. 26/2014
28 giugno 2014
[ MANIFESTAZIONI ]
EMILIA-ROMAGNA Entrano Latini e Artosi
Cpr System rinnova
presidente e consiglio
di amministrazione
S
i è riunita a Bologna
l’Assemblea dei Soci di
Cpr System per eleggere il nuovo cda e il presidente
che succede a Renzo Piraccini,
in carica da due mandati e non
più eleggibile. Alla presidenza
è stata eletta Maura Latini, direttore generale di Coop Italia
che affiancherà il direttore generale Monica Artosi.
Un ricambio che pone ai
vertici della Cooperativa Cpr
System, leader italiana degli
imballaggi riutilizzabili a sponde abbattibili, un rappresentante della Distribuzione, in una
logica successione tra i componenti della base sociale composta da produttori, dalla distribuzione e da altri fornitori di
servizi.
«Giunto alla conclusione del
secondo mandato alla presidenza – dichiara Piraccini – voglio
esprimere la mia grande soddisfazione per questa straordinaria esperienza e fare i miei più
calorosi auguri alla neo Presidente Maura Latini. Lascio
un’azienda in salute, efficiente
ben gestita e ben capitalizzata
che, ritengo, saprà vincere con
lei in futuro altre grandi sfide
nell’ interesse dei Soci». E di sfide per il Cpr System se ne profilano tante considerando i numerosi progetti messi in campo
l’anno scorso e portati a termine con tempismo ed efficienza.
Nel corso dell’ultimo anno
Cpr System ha centrato numerosi obiettivi realizzando importanti progetti innovativi su
tutto il territorio nazionale.
«Abbiamo realizzato tutti i
Progetti messi in campo –
dichiara Monica Artosi –
e stiamo predisponendo
nuove importanti attività tutte orientate a
raggiungere l’obiettivo
dell’efficienza economica ed ambientale».
«Sono orgogliosa
– dichiara Maura Latini – presidente di Cpr System
di entrare a far parte di questa
azienda che rappresenta un
modello importante di gestione
capace di unire produttori e di T.V.
stributori».
Da sinistra: Maura Latini, presidente Cpr System, Renzo
Piraccini, presidente uscente e Monica Artosi, direttore generale.
Terra e Vita 31
PUGLIA Nel Castello Aragonese di Otranto (Le)
Aivv premia 18 etichette eccellenti
«A
ITALIA
seguito di un’attenta riflessione sull’attuale
tendenza dei consumi l’Accademia italiana
della vite e del vino (Aivv) ha individuato nei vini
rosati un mercato in crescita. I consumatori, infatti,
hanno iniziato a prediligere vini facili da bere, più
leggeri, equilibrati ed eleganti. E c’è da sottolineare che
questa tendenza ha radici lontane: infatti, leggendo
attentamente gli autori antichi, già si percepisce una
predilezione per questi vini».
Le parole di Antonio Calò, presidente dell’Aivv,
hanno dato il via alla cerimonia di premiazione, nel
castello Aragonese di Otranto (Le), dei vini vincitori
del 3° Concorso enologico nazionale vini rosati d’Italia, promosso dall’assessorato alle Risorse agroalimentari della Regione Puglia, in partenariato con Assoenologi, Aivv e Unioncamere Puglia, e autorizzato dal
Mipaaf per celebrare la migliore produzione italiana di
vino rosato.
18 etichette eccellenti, tre per ciascuna delle sei
categorie in concorso, sono state scelte, fra 319 presentate da 245 cantine delle 20 regioni italiane, quali migliori espressioni dei vini rosati d’Italia. Nella categoria “Tranquilli Doc-Dop” si sono affermati
due vini lombardi (medaglia d’oro al Valtenesi
Dop Chiaretto “Ca’ Maiol” 2013 dell’Agricola
Provenza di Desenzano del Garda (Bs); secondo posto per l’Abruzzo.
La Puglia ha piazzato due vini su tre nel
medagliere dei “Tranquilli Igt-Igp”: l’oro al
Puglia Igt Susumaniello Rosato “Tre Tomoli
Rosa” 2013 della Vignaflora di Castellana
Grotte (Ba); secondo posto a un rosato abruzzese.
Podio tutto emiliano per la categoria “Frizzanti
Doc-Dop”: medaglia d’oro per le cantine Lombardini
di Novellara (Re) con il Reggiano Doc Lambrusco Rosato vino frizzante secco “Rosato del Campanone”
2013. Il Veneto ha brillato nella categoria “Frizzanti
Igt-Igp” con il primo e il terzo posto: medaglia d’oro
per il Marca Trevigiana Igt Rosé vino frizzante “Aura
Letitiae” 2013 dell’azienda Manera Luigi di Castelfranco Veneto (Tv); medaglia d’argento alla Puglia.
Due aziende veronesi ai primi posti nella categoria
“Spumanti Doc-Dop”: al primo l’azienda agricola Benazzoli Fulvio di Pastrengo (Vr) con il Bardolino Doc
Chiaretto vino spumante brut “Ruffiano” 2013; medaglia di bronzo alla Puglia.
Infine nella categoria “Spumanti Igt-Vsq” medaglia d’oro al Veneto, con il Manzoni Moscato Rosato
vino spumante di qualità dolce 2013 dell’azienda
agricola Ca’ Salina di Valdobbiadene (Tv); medaglia
d’argento e di bronzo rispettivamente a Puglia e Lombardia.
G.F.S.
SPECIALE Insalate
COORDINAMENTO DI BEATRICE TONI Superfici coltivate, minimo storico nel 2013
PAGINA
34
Quarta gamma, Usa primi
PAGINA
38
Innovazioni tecniche, la sfida
PAGINA
42
Italia, ideale per le lattughe
PAGINA
46
Sicilia, Iceberg per sette mesi
PAGINA
48
34
[ SPECIALE INSALATE ]
Terra e Vita
Superfici coltivate,
minimo storico nel 2013
Calo del 20%
DI DARIO CASATI per le aree
destinate a indivia.
Perde meno
la lattuga (-12%)
che rischia
il primato storico
per le buone
performance
del radicchio
A
nche nel 2013, per le insalate, è proseguito l’andamento in
flessione delle superfici che presentano, rispetto al 2012, un
calo di circa 4.400 ha (dai 38.800 dell’anno precedente ai
34.500 del 2013) con una perdita dell’11%. Le insalate toccano così un
nuovo minimo storico, dopo quello del 2012, dando consistenza a un
vero e proprio trend negativo che fa seguito a un periodo caratterizzato da oscillazioni attorno alla quota di 40mila ha.
Accanto a questo andamento si fa strada una differenziazione
sempre più marcata delle diverse insalate. Il calo di superficie si è
tradotto in una riduzione della produttività,.
L’andamento del comparto, peraltro, ha risentito nel suo insieme
di quattro ordini di fattori: la minore redditività delle orticole in
generale rispetto ad altre colture che presentano costi colturali inferiori, una dinamica negativa dei prezzi agricoli, specialmente evidente nelle orticole, un andamento climatico poco favorevole in
particolare nel periodo tra la tarda primavera e la prima parte
dell’estate, un calo della domanda dei beni alimentari legato alla fase
di recessione dell’economia.
Le previsioni formulate lo scorso anno hanno trovato conferma e
quindi, se quelle sul 2014 fossero altrettanto verificate, la timida
ripresa della domanda che si preannuncia per la seconda metà
dell’anno potrebbe favorire la risalita dei consumi dopo gli anni più
bui della crisi.
PRODUZIONI
Il fenomeno più evidente è dunque il consolidamento del trend delle
superfici in calo per il quinto anno consecutivo. Tuttavia esso si
presenta in modo articolato per le diverse insalate (fig. 1). È maggiore in assoluto per l’indivia che
FIG. 1 - DINAMICA DELLE SUPERFICI IN ITALIA
perde quasi 2mila ha pari a circa
il 20%, meno forte nella lattuga
19.000
che cala di 1.900 ha e, in percen17.000
tuale, del 12%. Ancor più modesto il calo per il radicchio che si
15.000
riduce di 750 ha e in percentuale
13.000
del 5%.
11.000
Nel complesso cambia la ri9.000
partizione delle diverse insalate, con la lattuga che scende dal
7.000
Indivia (riccia e scarola)
Lattuga
Radicchio o cicoria
39,8% del 2013 al 39,6%, l’indi5.000
via dal 24% al 22% scarso e il
2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013
radicchio che sale dal 36% al
[ Fonte: nostre elaborazioni su dati Istat
38,5% e insidia in assoluto e in
n. 26/2014
28 giugno 2014
n. 26/2014
28 giugno 2014
[ SPECIALE INSALATE ]
Terra e Vita
35
AREE COLTIVATE (2013)
INSALATE
LATTUGA
Nord
32%
Mezzogiorno
53%
Nord
25%
Mezzogiorno
59%
Centro
15%
Centro
16%
[ Fonte: nostre elaborazioni su dati Istat
[ Fonte: nostre elaborazioni su dati Istat
INDIVIA
RADICCHIO
Nord
12%
Mezzogiorno
23%
Centro
14%
Mezzogiorno
74%
[ Fonte: nostre elaborazioni su dati Istat
Centro
12%
[ Fonte: nostre elaborazioni su dati Istat
Nord
65%
[ SPECIALE INSALATE ]
FIG. 2 - ITALIA, DINAMICA PRODUTTIVA (Q)
4.000.000
Indivia (riccia e scarola)
Lattuga
Radicchio o cicoria
3.500.000
3.000.000
2.500.000
2.000.000
1.500.000
1.000.000
500.000
-
2010
2011
2012
[ Fonte: nostre elaborazioni su dati Istat
2013
n. 26/2014
28 giugno 2014
FIG. 3 - PRODUZIONE AI PREZZI DI BASE
450.000
400.000
350.000
300.000
250.000
200.000
150.000
100.000
50.000
-
Indivia
Lattuga
Radicchio
19
8
19 0
82
19
8
19 4
86
19
8
19 8
9
19 0
9
19 2
9
19 4
96
19
9
20 8
0
20 0
0
20 2
0
20 4
06
20
0
20 8
1
20 0
12
36 Terra e Vita
[ Fonte: nostre elaborazioni su dati Istat 1) Valori concatenati - anno di riferimento
2005 (migliaia di euro dal 1999; migliaia di eurolire per gli anni precedenti)
percentuale lo storico primato della lattuga. Siamo dunque in presenza di un’espansione relativa dei radicchi, di una limitata contrazione della lattuga e di un deciso calo dell’indivia. In termini quantitativi si perde circa un milione di quintali, cioè il 13%.
Il gruppo dell’indivia presenta il maggior calo, assoluto e percentuale, con una riduzione di 400mila q pari al 19% in linea con la
riduzione della superficie. La lattuga perde 350mila q rispetto al
2012 e cioè circa l’1% del quantitativo, confermando un miglioramento della produttività.
Infine il radicchio ha un calo di produzione di 230mila q pari al
10% scarso del totale dell’anno precedente, ma vede ridursi la sua
produttività, probabilmente a causa della dislocazione produttiva in
aree meno tradizionali Il protagonista di quello che appare come un
nuovo trend è il gruppo del radicchio che vede l’introduzione di
novità ed è premiato dal consumatore in maniera crescente.
LE INSALATE VANNO AL NORD
GLI ASPETTI ECONOMICI
La situazione economica del comparto delle insalate nel 2013 risente
in misura minore della morsa costituita dal calo produttivo di cui
abbiamo già parlato e dal livello generalmente basso dei prezzi
agricoli.
Il valore della produzione (fig. 3) è pari a 629 milioni di €, in
leggera flessione rispetto al 2012 quando aveva toccato 635,8 milioni
(-1% circa), quindi inferiore al calo della produzione. In altri termini i
prezzi dei prodotti del comparto hanno avuto un andamento più
favorevole di quello medio dei prodotti agricoli. Nella composizione
della produzione le indivie risentono maggiormente del doppio
effetto del calo produttivo e dei prezzi e scendono di mezzo punto
percentuale sul totale, dal 17,9%
PREZZI IN ITALIA
al 17,4%, mentre la lattuga conserva un peso economico del
56,4% e il radicchio sale di mezRadicchio
zo punto al 26,2%.
I prezzi nel corso dell’anno
hanno mantenuto un andamento sostanzialmente tipico del
comparto (fig. 4). All’interno
trova conferma una lieve tendenza al ribasso anche rispetto
al 2012. Ciò vale sia per l’indivia
e la lattuga sia per il radicchio.
Per quest’ultimo appare la consueta variabilità dei prezzi lega-
se
gi
u/
11
t/
11
di
c/
11
m
ar
/1
2
gi
u/
12
se
t/
12
di
c/
12
m
ar
/1
3
gi
u/
13
se
t/
13
di
c/
13
m
ar
/1
4
€/kg
La distribuzione territoriale della superficie coltivata a insalate nel
2013, anche in connessione alla contrazione verificata, mostra segni
di cambiamento interessanti. Si riduce l’incidenza delle aree meridionali in assoluto, con un calo di 900mila q, e in percentuale passando sul totale nazionale dal 56% al 53%. Il Centro arretra di circa
200mila q e scende dal 16% al 15%, mentre il Nord aumenta la
produzione di 60mila q e sale in percentuale dal 28% al 32%.
Anche la distribuzione delle singole insalate cambia. La lattuga e
l’indivia si confermano al Sud rispettivamente con il 59% della
produzione, in aumento di un
FIG. 4 - DINAMICA DEI
punto rispetto al 2012 e, con il
74%, in flessione di due punti
2,5
sul 2012. Ma le quantità prodotIndivia
Lattuga
te sono in forte contrazione. La
2,0
lattuga al Sud scende da 2,180
1,5
milioni a 1,980 milioni di q e al
Centro da 362mila a 248mila,
1,0
pari rispettivamente al 17% e al
16%.
0,5
Per l’indivia la contrazione
al Sud è ancora maggiore: in as0,0
soluto si perdono oltre 360mila
q passando da 1,66 milioni di q a
[ Fonte: nostre elaborazioni su dati ISMEA
1,30 milioni e, in percentuale, da
76% a 74%. Al Centro il calo è di 30mila q, in linea con il 14%
nazionale. Il radicchio al Sud, scende di 300mila q, dal 33% al 23%
nazionale e al Centro di 55mila e una riduzione percentuale dal 14%
al 12%. Al Nord la lattuga perde 115mila q, ma mantiene la percentuale del 25% del 2012. L’indivia aumenta di 20mila q salendo a
187mila e, in percentuale, dal 10% al 12%. Aumenta anche la produzione dei radicchi che salgono di 100mila q arrivando a 1,337 milioni
di q e passando dal 53% al 65% del 2013.
Complessivamente, dunque, la crisi delle insalate è meno evidente al Nord del paese, mentre al Sud assume un andamento più
chiaro. Il radicchio si rafforza al Nord e appare come il gruppo di
insalate più vitale anche grazie alla dinamica dei consumi che è
positiva in un quadro di generale difficoltà.
n. 26/2014
28 giugno 2014
[ SPECIALE INSALATE ]
Terra e Vita 37
ta alla stagionalità. Rispetto al
2012 la media degli ultimi dodiiù chiarezza ai consumatori e certezza giuridica agli operatori. È
ci mesi è superiore. Tuttavia, a
quanto prevede il decreto interministeriale sul commercio dei prodotpartire dagli ultimi mesi del
ti ortofrutticoli di IV gamma, emanato per attuare la legge 13/5/2011 n. 77.
2013 fino ai primi del 2014, tutti i
Il provvedimento definisce i parametri chimico-fisici e igienico-sanitari
prezzi delle insalate sono infedel ciclo produttivo, del confezionamento, della conservazione e della
riori a quelli dei corrispondenti
distribuzione delle “insalate pronte”, nonché i requisiti qualitativi minimi e
mesi dell’anno precedente. Su
le informazioni che devono essere riportate sulle confezioni a tutela del consumatore, oltre a
questa situazione fanno sentire i
prevedere l'utilizzo obbligatorio di imballaggi ecocompatibili.
loro effetti sia la dinamica com«Ringraziamo ministeri e istituzioni intervenuti per la sensibilità mostrata nei confronti della
plessiva dei prezzi dei beni di
nuova disciplina di settore – dichiara Gianfranco D Amico, presidente di Aiipa IV gamma –. Questo
consumo, inclusi gli alimentari,
quadramento colma un vuoto presente nella regolamentazione europea e valorizza ruolo e
sia fattori stagionali connessi al
dimensioni del mercato italiano della IV gamma nell’ambito del mercato unico europeo».
l’andamento climatico relativamente mite dei mesi invernali.
Come per tutti i prodotti alimentari la flessione della domanda si
Le insalate, grazie al loro modesto prezzo unitario, dovrebbero
è rivelata un fenomeno imprevisto. In genere questi prodotti assusoffrire meno di altri consumi pregiati la stasi della domanda, allo
mono nelle fasi di crisi un tipico andamento anticiclico legato alla
stesso tempo hanno risentito positivamente del traino esercitato dai
loro natura di beni essenziali. Tuttavia le modalità dell’attuale crisi
prodotti di IV gamma meno colpiti dalla crisi e che rappresentano
che hanno condotto ad una vera e propria recessione che dura ormai
un’importante fattore di innovazione per il comparto.
da tre trimestri hanno inciso anche su questo comportamento.
IV GAMMA
Varato decreto
per commercio
TRAINATA DALLE CONFEZIONI
La principale incognita perciò si individua nell’evoluzione della
domanda nei prossimi mesi che rimane limitata nelle previsioni ad
una timida ripresa, in particolare nel secondo semestre 2014.
P
ERRATA CORRIGE
Sul n° 23 di Terra e Vita, speciale albicocco, a pag. 47 le ultime tre
righe delle tabb. 3 e 4 vanno lette come costo di produzione espresso
in €/kg. Ci scusiamo per il disguido con i lettori.
38 Terra e Vita
[ SPECIALE INSALATE ]
n. 26/2014
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Quarta gamma, Usa primi
DI SILVIA ZUCCONI(*) Primato
indiscusso
O
consolidarsi di nuove tendenze.
ggi, gli Stati Uniti sono il primo mercanelle vendite.
Il mercato statunitense appare più maturo,
to per la vendita di prodotti fresh cut e
con una crescita media annua a volume nell’uldi insalate preparate: con 368mila t
Italia in testa
timo quinquennio moderata (+0,3%) a cui è convendute e con un giro d’affari pari a 3,3 miliardi
seguita una crescita complessiva nel periodo di
di € rappresentano in maniera indiscussa il merin Europa
poco superiore al 3%. A valore la crescita è stata
cato con il più alto consumo a livello mondiale.
invece più sostenuta (+8,4% nel periodo 2008A livello europeo guida l’Italia, con vendite a
2013), segno che il prezzo medio unitario dei prodotti di IV
volume pari a poco più di 100mila t che hanno generato nel 2013
gamma è stato in crescita.
un giro d’affari di 899 milioni di € (per circa il 90% realizzati nella
I consumatori statunitensi acquistano insalate di IV gamma
grande distribuzione). Seguono Regno Unito (91mila t) e Francia
poiché riconoscono la stessa freschezza e salubrità rispetto al
(69mila). Tra i principali Paesi europei, chiude la Germania i cui
prodotto home made; inoltre l’incremento medio dei redditi ha
consumi di prodotti di IV gamma raggiungono 43mila t, con una
contribuito alla scelta di pagare un differenziale di prezzo a
spesa complessiva per i prodotti di IV gamma che raggiunge, nel
fronte del servizio e della comodità d’uso.
2013, i 320 milioni di €.
Innovazione di prodotto, freschezza e naturalità delle insalate
I valori assoluti inquadrano certamente il livello dei consumi
di IV gamma sono certamente i fattori di successo riconosciuti
ma non individuano i trend che invece segnalano l’affermarsi o il
dal consumatore del mercato statunitense, tanto è vero che le
FIG. 1 - VENDITE 2013
stesse performance non riguardano l’intera categoria di prodotti
ready meal, in cui rientrano anche i prodotti surgelati, la pizza, i
320
piatti pronti in scatola e refrigerati. I piatti pronti mostrano infatGER
43
Valori (milioni di €)
ti, tra il 2008 e il 2013, un calo a volume del 2% con un giro d’affari
Volumi (000 di t)
611
positivo ma meno brillante rispetto a quello della IV gamma.
FRA
69
760
UK
91
899
ITA
101
USA
368
0
500
1000
FIG. 2 - RUOLO
50
40
30
20
17
18
10
0
USA
19
IN EUROPA
I principali mercati europei segnalano ottimi ritmi di crescita.
Italia e Regno Unito sono accomunati da tendenze evolutive
molto positive: nel periodo 2008-2013 la crescita delle vendite a
volume è simile (+15% e +14% rispettivamente). Più brillante
3.347
invece l’incremento a valore della categoria nel Regno Unito
(+25%) rispetto all’Italia (+21%). Il successo dei prodotti di IV
1500 2000 2500 3000 3500 4000
gamma anche in questi mercati è supportato sia dalla capacità di
proporre prodotti freschi, sia
IV GAMMA SUL TOTALE DEI READY MEAL (%)
dalla capacità di proporre in
assortimento brand convenien47
ti e prodotti premium in grado
43 44
2008
2013
2018
di connotare il prodotto di alta
qualità.
La Germania è invece il
mercato con la domanda più
dinamica. Le vendite in quan17
15 15 15
15
tità sul mercato tedesco sono
13
10
9
cresciute nell’ultimo quin5
quennio del 57%, con un incremento medio annuo pari al
9,5%.
ITA
UK
FRA
GER
Anche nei valori, le vendite
n. 26/2014
28 giugno 2014
[ SPECIALE INSALATE ]
hanno mostrato tassi di crescita assolutamente positivi
(+12% in media all’anno e
+77% complessivamente tra il
2008 e il 2013).
Tanti i fattori che hanno inciso su tali performance: la crescente ricerca di prodotti freschi, l’incremento del numero
di famiglie single (nel 2013 si
contavano in Germania oltre
15 milioni di nuclei familiari
Qualità e freschezza sono
mono-componente) e, soprattutto nell’ultimo anno, lo
riconosciute dai consumatori.
scandalo della carne di cavallo
che ha coinvolto altri prodotti della categoria ready meal (contraddistinti infatti da dinamiche positive ma assolutamente meno vivaci).
Sul fronte opposto la Francia. Le vendite di prodotti di IV
gamma sul mercato francese sono crescita ma lieve (+1,1% la
variazione media annuale 2008-2013 a volume e +2,8% quella a
valore). Il risultato è comunque apprezzabile, soprattutto se letto
in parallelo a quello dell’intera categoria dei prodotti pronti.
Il mercato francese per i prodotti di IV gamma è caratterizzato
da alcune peculiarità importanti: da un lato, il sistema distributivo (la distribuzione moderna ha una quota rilevante nella vendi-
Terra e Vita 39
FIG. 3 - STIME VENDITE (2018)
GER
+20,2
51
Volumi (000 di t)
FRA
76
UK
+10,4
105
ITA
121
+15,5
+20,1
393
USA
0
50
100
150
200
250
300
350
+6,8
400
450
[ In rosso aumento percentuale delle vendite 2013-2018
ta dei prodotti pronti e di IV gamma - 79% - ma decisamente
inferiore a quella degli altri paesi – in media pari al 90%, poiché è
significativo il ruolo del dettaglio tradizionale nonché dei non
store retailing, internet in primis) e, dall’altro, il ruolo delle private
label (a cui va associato il 36% delle vendite a valore).
Che i prodotti di IV gamma stiano assumendo un ruolo sempre più di primo piano tra quelli pronti all’uso è chiaro anche
dall’individuazione del “peso” che rivestono nell’ambito dell’insieme dei prodotti ready meal, che secondo la classificazione adottata, includono prodotti ready to eat refrigerati, in scatola, surgelati, pizza. Oggi l’incidenza sul totale della categoria, calcolata a
40 Terra e Vita
[ SPECIALE INSALATE ]
TREND DELLE VENDITE DI IV GAMMA E READY MEAL (%)*
n. 26/2014
28 giugno 2014
In Germania, invece, la
quota
delle vendite dei proIV GAMMA
READY MEAL
dotti fresh cut sul totale è quasi
VOLUMI
VALORI
VOLUMI
VALORI
raddoppiata, passando dal 5%
2008-13
2008/13
2008-13
2008/13
2008-13
2008/13
2008-13
2008/13
del 2008 al 9% del 2013, con un
CAGR**
TOTALE
CAGR**
TOTALE
CAGR**
TOTALE
CAGR**
TOTALE
ruolo che sarà confermato anUSA
0,6
3,3
1,6
8,4
-0,4
-2,0
0,6
2,8
che per il prossimo quinquennio.
ITA
2,8
15,0
3,9
20,9
2,0
10,3
3,2
17,1
Anche in termini assoluti
UK
2,6
13,9
4,6
24,9
2,6
13,5
3,6
19,4
sono positive le previsioni:
FRA
1,1
5,7
2,8
15,0
-1,6
-7,7
0,5
2,5
continua a crescere la domanGER
9,5
57,1
12,1
76,7
0,8
4,2
1,0
4,9
da di prodotti di IV gamma e
Germania e Italia sono i mer* Variazioni medie annue e variazioni totali 2008-2013 in volume e valorie
** Compound annual growth rate (Tasso di crescita medio annuo)
cati più dinamici.
Fonte: elaborazioni Nomisma
Sul mercato italiano le vendite supereranno le 120mila t
segnando una crescita media annua a volume del 4% per un
volume, è di fatto simile sia negli Stati Uniti (18%) che in Francia
complessivo +20% rispetto al 2013. Stesse considerazioni per il
(15%) e Regno Unito (15%), anche se nel mercato britannico
mercato tedesco: le variazioni tendenziali delle vendite sono
l’incidenza è stabile rispetto al 2008, mentre negli altri due mercapreviste di entità analoga, con un giro d’affari che supererà le
ti è in crescita.
50mila t. Anche Francia e Regno Unito avranno vendite in cresciMa sono i dati relativi a Italia e Germania quelli che più
ta per i prodotti di IV gamma (+10,4% e +15,5% nel 2018 rispetto
sorprendono. I prodotti di IV gamma rappresentano il 44% delle
ad oggi) mentre gli Stati Uniti si confermeranno un mercato
vendite a volume della categoria ready meal (che rispetto agli altri
maturo (+1,3% in media all’anno a volume).
Paesi ha dimensioni di mercato molto più modeste), segno sia
della centralità del ruolo di tali prodotti, sia di uno stile a tavola
(*)Coordinatore area Agricoltura e industria alimentare - Nomisma
improntato su uno schema alimentare radicalmente differente.
42 Terra e Vita
[ SPECIALE INSALATE ]
n. 26/2014
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Innovazioni tecniche, la sfida
DI PAOLO BATTISTEL N
Sono un valore
aggiunto anche
chire continuamente il terreno di sostanza orgaon c’è dubbio che la crisi economica genel commercio
nica di alto valore fisico e biologico.
nerale che stiamo vivendo da alcuni anni
Risultati interessanti sono stati osservati reabbia colpito anche il settore dei prodotti
e rappresentano
centemente con il compostato da biomasse.
da foglia per insalate.
L’importante è partire da matrici di qualità, quali
Per chi ancora non vede la fine del tunnel, la
un valido strumento paglia o, soprattutto, pula di riso, fermentate con
situazione è effettivamente critica.
letame e/o liquame per circa 2 mesi nel digestoChi invece sa dare alla crisi il giusto significaper uscire dalla crisi re, quindi il digestato viene rivoltato e ossigenato, saprà sicuramente utilizzarla come uno stito per altri 6-7 mesi in platea. Se ne ottiene un
molo di rinnovamento. Specializzazione, qualieconomica
prodotto maturo, vivo, che sta dando risultati
tà, servizio, sostenibilità, saranno sempre più in
straordinari nelle colture da foglia.
futuro le giuste parole d’ordine, ma soprattutto
“innovazione tecnica continua”.
La necessità di una specializzazione sempre più spinta, da
LE ALTERNATIVE ALLA CHIMICA
una parte, che porta sempre più verso la quasi mono-coltura e le
Le restrizioni interessano, ovviamente, anche il settore dei pesticisempre maggiori restrizioni della legislazione comunitaria in
di, quindi le possibilità di intervenire chimicamente saranno semfatto di presidi chimici di sintesi dall’altra, stanno creando delle
pre più ridotte in futuro, fino ad annullarsi. Se non ci saranno
sfide veramente importanti per i coltivatori di prodotti da foinversioni di rotta all’ultimo minuto, sotto la pressione di problemi
glia.
veramente irrisolvibili, è facile prevedere che, entro pochi anni, le
molecole impiegabili nelle insalate si ridurranno a una manciata.
Fortunatamente molte aziende del settore operano già da tem SALVAGUARDARE LA FERTILITÀ DEL TERRENO
po secondo i criteri della difesa integrata, assistite in genere da
Il primo problema, ovviamente, è quello della salvaguardia della
professionisti preparati, quindi dovrebbero risentire meno di altri
fertilità del terreno, sia in termini di mantenimento della struttura
comparti dei regolamenti sempre più restrittivi.
e del contenuto di sostanza organica, ovvero dell’attività biologiUna pratica interessante che si sta diffondendo è il sovescio,
ca, sia nell’evitare l’insediamento di patogeni radicali, poi difficili
soprattutto usando Brassica juncea, in quanto arricchisce il suolo di
da eradicare.
sostanza organica e ne attua anche una buona disinfezione. Non è
Si tratta di una problematica fondamentale per il coltivatore, in
facile da “digerire”, però, in quanto determina su quel dato appezquanto le aziende di questo settore arrivano a fare tranquillamente
zamento la perdita di un ciclo colturale.
6-8 cicli l’anno, in rapida successione, quindi è importante arric-
Controllo dei costi e sostenibilità: trapianto meccanico
di lattuga da cespo in cubetto di torba pressata su terreno
con pacciamatura biodegradabile.
La stessa coltura della foto a sinistra a tre settimane dal
trapianto: la pacciamatura rende omogeneo il profilo idrico
e termico del terreno e permette di evitare il diserbo chimico.
n. 26/2014
28 giugno 2014
[ SPECIALE INSALATE ]
La tipologia serricola prevalente nelle colture di IV gamma è
tuttora rappresentata dal tunnel ad archi in ferro zincato senza
finestre. Pur essendo economiche, queste strutture danno alte
prestazioni nella coltivazione di prodotti da taglio: sono sempre
dotate di impianti di fertirrigazione automatizzati e permettono
la meccanizzazione integrale del ciclo.
Terra e Vita 43
I multi-tunnel di ampio volume, dotati di ventilazione
di colmo, permettono migliori rese e qualità, agevolano
la meccanizzazione, hanno un costo circa doppio rispetto ai
tunnel ad arco. L’uso degli schermi mobili in alluminio permette
sia di regolare meglio la temperatura in estate, sia di ridurre
le dispersioni termiche in inverno.
Validissima alternativa al
diserbo chimico per le lattughe
da cespo è sicuramente la pacciamatura ad aiuole con materiali plastici biodegradabili.
Stesura del telo e trapianto assistito da macchine sempre più
precise e automatizzate sono
anche importanti fattori per il
rigido controllo dei costi di
produzione, senza il quale in
un attimo si può finire fuori
mercato.
QUARTA GAMMA,
LE NUOVE SFIDE
Taglio di precisione di baby leaf su baulature: seme di altissima qualità e perfetta preparazione
Dal punto di vista commerciadel letto di semina sono due colonne portanti di ogni coltura da taglio.
le, non vi è alcun dubbio che la
post-raccolta: approccio con mentalità industriale, programmaIV gamma sia uno dei pochi settori agricoli nel campo delle insalazione estremamente meticolosa e precisa dei cicli colturali, unità
te che ancora “tira”, e che abbia ancora molte potenzialità da
produttive sempre più grandi (si stima che oggi la soglia minima
esprimere, anche se recentemente ha subito un rallentamento.
d’ingresso sia già oltre i 5 ha!).
I dati confermano che genera profitto, visto che rappresenta
Un settore, dunque, dove sarà ancora possibile fare reddito nel
solo poco più dell’1% del settore ortofrutticolo in volume, ma ben
medio-termine, ma solo adottando le giuste strategie aziendali.
il 5% in valore, ma è chiaro che i margini di guadagno si stanno
Aiuta il fatto che si sia già concentrato in poche aree altamente
sempre più assottigliando e, quindi, nuove sfide si pongono.
vocate, essenzialmente nelle provincie di Bergamo e Brescia al
Il settore, per reggere la scena, anzi per incrementare il proprio
Nord per le produzioni primaverili-estive, e la Piana del Sele al
ruolo, in futuro dovrà focalizzarsi sempre più su specifici aspetti,
Sud soprattutto per quelle invernali (dell’areale nazionale il 30%
due in particolare:
ciascuna lo troviamo infatti in Lombardia e Campania, seguite a
- aumentare l’assortimento e il contenuto di servizi, al fine di
distanza dal Veneto con circa il 10% e dall’area di Latina).
instaurare e consolidare relazioni stabili con la grande distribuzione (marchi, marketing, innovazione e unicità dei prodotti);
- garantire il massimo livello qualitativo, pur in presenza di
CLIMA E TERRENO
prezzi all’origine sempre più bassi.
La vocazione è sia climatica (estati non troppo calde al Nord,
Tali necessità commerciali, ovviamente, avranno anche riperinverni non troppo rigidi al Sud), sia pedologica: ampia disponibicussioni sulle scelte tecniche, sia a livello di coltivazione che di
lità di terreni irrigui, con tessitura leggera e ottimo drenaggio.
44 Terra e Vita
[ SPECIALE INSALATE ]
n. 26/2014
28 giugno 2014
Coltivazione di lattughe in
Nft con illuminazione artificiale
e automazione integrale del
ciclo produttivo: moltiplica di
4-5 volte le rese e di ottenere
prodotti di altissima qualità.
La tipologia prevalente, infatti, è tutt’ora rappresentata dal semplice tunnel freddo, ad archi in ferro zincato, senza finestre e
coperto con teli in PE o PVC, rapido e facile da montare, anche
senza maestranze particolarmente specializzate.
Nonostante ciò, vista la spiccata microtermìa della maggior
parte delle colture da foglia praticate, è una struttura che nel giusto
contesto dà ottime prestazioni climatiche e consente anche la meccanizzazione integrale del ciclo di coltivazione.
L’innalzamento delle sfide,
tuttavia, ha spinto negli ultimi
anni molti serricoltori verso
tunnel di maggior volume,
spesso anche con ventilazione
laterale, alcuni pure verso multi-tunnel di grande volume,
spesso dotati anche di ventilazione di colmo, riscaldamento ad aria calda e schermi mobili misti
ombreggianti – energetici.
A livello impiantistico, per garantire rese e qualità, quasi tutte
le serre per la IV gamma sono oggi dotate di impianti di microirrigazione sovra-chioma e miscelatori più o meno automatizzati, per
poter praticare la fertirrigazione, come pure molta attenzione viene posta sul controllo della temperatura: imbiancamento o uso di
reti ombreggianti sui tunnel più semplici, schermi mobili in alluminio nei multi-tunnel.
A livello tecnologico, infine, non vanno dimenticate le tante
piccole-medie aziende, dislocate soprattutto nel Nord-Est, che
sono cresciute in questi anni assieme alla IV gamma, in quanto
hanno saputo soddisfare in tempi rapidi la richiesta di “cantieri di
lavoro” sempre più specializzati e dedicati: vangatrici, macchine
per l’affinamento del terreno, aiuolatrici, seminatrici e trapiantatrici di precisione, sfalciatrici e raccoglitrici. Per alcune di queste
sono addirittura già disponibili macchine a controllo numerico o
assistite da sistemi computerizzati. Alcune di queste aziende realizzano oggi più del 70% del loro fatturato all’estero e sono diventate leader mondiali in questo settore di nicchia.
Altro importante fattore è infine la qualità del seme. Una
buona, rapida e omogenea germinazione è una colonna impor-
Lattughe in cubetto di torba allevate in Nft: perfetta
colorazione anche delle tipologie rosse, grazie ai materiali
di copertura ad alta trasmissività nell’UV.
Perfetta coltivazione di rucola da taglio in una vasca con
floating system (idroponica galleggiante): consente il ciclo
continuo e rese da primato.
Anche l’ampia disponibilità di acqua di falda a bassa salinità ed
esente da inquinanti è un tratto peculiare di questa vocazione.
Ad essa si è aggiunto un tessuto imprenditoriale con lunga
esperienza nell’orticoltura specializzata, mentalità industriale e
sufficiente dimensione aziendale. Non è un segreto, infatti, che il
primo requisito per avere successo con la IV gamma, prima ancora
che il livello delle tecniche impiegate, siano le doti di organizzazione e pianificazione dell’imprenditore.
Un altro importante fattore di successo, infine, è dato dal fatto
che le colture protette per la IV gamma, pur essendo un prodotto
ad alto valore aggiunto, hanno potuto svilupparsi rapidamente in
strutture protette relativamente economiche.
COLTURE PROTETTE
n. 26/2014
28 giugno 2014
[ SPECIALE INSALATE ]
Particolare delle radici
bianche della rucola
in floating, grazie
all’ossigenazione ottimale
della soluzione nutritiva.
tante di qualsiasi coltura da taglio. È fondamentale quindi
che il seme sia di provenienza
nota, accompagnato dal certificato della ditta sementiera che
l’ha prodotto, di altissima purezza e conciato solo con sostanze ammesse dai disciplinari di settore.
FUORI SUOLO: NFT
E FLOATING SYSTEM
Un’innovazione tecnica ancora
più spinta, per massimizzare
rese e qualità delle insalate, è
rappresentata sicuramente dalle colture fuori suolo, in particolare
l’Nft (Nutrient Film Technique), più indicato per le colture da cespo,
e il cosiddetto floating system o idroponica galleggiante, perfetto
per quelle da taglio.
Vista l’elevata densità colturale e la rapida successione dei cicli,
senza soluzione di continuità, per queste specie da foglia a sviluppo orizzontale non è proponibile la coltura in substrati artificiali in
sacchetto, adatta invece alle colture da frutto, soprattutto a sviluppo verticale.
Qualcuno ha proposto anche sistemi multi-strato, data la compattezza e leggerezza delle colture da foglia. Tuttavia, finché la
radiazione solare continuerà ad arrivare a m² e non a m³ sul nostro
pianeta Terra, nessun sistema multi-strato sarà in grado di eguagliarne o superarne uno mono-strato ad alta densità. A meno che
non si faccia uso dell’illuminazione artificiale ad alta intensità che
però, a oggi, non ha ancora dimostrato la sua fattibilità economica,
anche impiegando lampade a Led, a causa degli altissimi costi
energetici che comporta il sostegno della fotosintesi applicando in
massima o totale parte l’illuminazione supplementare o sostitutiva.
Nft e floating non rappresentano in realtà delle vere innovazioni
tecnologiche: il primo è stato messo a punto in Inghilterra addirittura 50 anni fa, mentre il secondo, nato in Italia, viaggia pure sulla
trentina.
AUTOMAZIONE
La vera innovazione tecnica
consiste nella loro quasi integrale possibilità di automazione, senza la quale oggi se ne
perdono i principali benefici.
In entrambi i sistemi è possibile la movimentazione automatica continua degli elementi
di coltivazione, canalette (Nft)
o pannelli di polistirolo galleggianti (floating), da un lato all’altro della serra, ovvero dalla
testata di trapianto a quella di
raccolta. In questo modo si può
anche adattare la densità colturale allo stadio di crescita, mas-
Terra e Vita 45
simizzando l’assorbimento e
utilizzazione della radiazione
solare, e quasi azzerare le tare
improduttive all’interno della
serra.
Esistono oggi a livello mondiale anche diversi esempi su
larga scala di robotizzazione
integrale, in cui pure le operazioni di trapianto e raccolta sono gestite da macchine.
Si tratta ovviamente di sistemi che richiedono investimenti
molto elevati, non solo per gli impianti di coltivazione, ma anche
per quelli di fertirrigazione a ciclo chiuso integrale, di climatizzazione e, molto spesso, anche di illuminazione artificiale. Tali elevati investimenti, tuttavia, possono venire compensati da rese fino a
4-5 volte quelle ottenibili su terreno con tecniche tradizionali.
A ciò si possono aggiungere anche gli aspetti qualitativi superiori (maggiore contenuto di sostanza secca, quindi maggiore
shelf-life e croccantezza; omogeneità, pulizia) e pure i benefici
ambientali (il ciclo chiuso minimizza il consumo idrico e azzera la
dispersione di fertilizzanti nei corsi d’acqua superficiali o nelle
falde profonde).
DIFFUSIONE LIMITATA IN ITALIA
Da non trascurare infine anche gli aspetti commerciali, in quanto
tali sistemi permettono di presentare sul mercato prodotti innovativi ad alto valore aggiunto.
Nonostante i numerosi vantaggi che possono comportare, tuttavia la loro diffusione in Italia è ancora assai limitata. Diversa la
situazione all’estero: comparsi dapprima in Nord Europa (Inghilterra, Olanda, Belgio, Scandinavia), stanno oggi riscoprendo invece un rinnovato interesse anche
Rucola croccante e soda. È stata ottenuta in floating, ideale per
in Nord America, Giappone,
Korea, Russia.
le colture da taglio, ed è pronta per il lavaggio e il confezionamento
Da notare curiosamente ancome prodotto di IV gamma.
che la loro accettazione come
prodotti biologici (organic) negli
Stati Uniti dove, a differenza dell’Europa, il fuori suolo ha sempre avuto, fin dagli inizi, una
maggiore accettazione culturale
e sociale, in quanto può consentire il ciclo chiuso e l’azzeramento dei pesticidi di sintesi.
La regola è sempre la stessa:
dalle crisi si esce solo guardando avanti.
L’autore è del Ceres srl - Società di Consulenza in Agricoltura
46 Terra e Vita
[ SPECIALE INSALATE ]
n. 26/2014
28 giugno 2014
Italia, ideale per le lattughe
DI GIUSEPPE FRANCESCO SPORTELLI T
L’offerta di tutte le
tipologie, da campo
attraente come le rosse per creare mix di insalate
utte le tipologie, prodotte in pieno campo
o serra, è garantita sia per il mercato fresco sia per la IV gamma. Fra
e/o in coltura protetta, per tutti i giorni
le tipologie più importanti la cappuccina, la gentidell’anno. È completa l’offerta di lattughe
tutto l’anno
lina o batavia, la romana e l’iceberg, seguono la
che l’Italia, grazie alle diverse, e comunque semfoglia di quercia e la lollo, comunque rilevanti per
pre favorevoli, condizioni climatiche della lunga
l’export. La cappuccina mostra un leggero calo,
penisola, riesce sempre a garantire per l’intero
dovuto soprattutto all’incapacità di fronteggiare
anno, senza interruzioni. Sulla vocazione dell’Itagli attacchi di tracheofusariosi in estate: mancano
lia per la coltivazione delle lattughe Samuele
varietà completamente resistenti. La gentilina
Balboni, responsabile di prodotto per Rijk
manifesta una certa crescita, la romana è abbaZwaan Italia, esprime piena certezza.
stanza stabile, l’iceberg segna anch’essa un incre«Si coltivano in tutta Italia, ma soprattutto in
mento di superficie coltivata, dovuto alla domanVeneto nelle zone di Verona, Lusia e Cavallino, in
da dell’industria di IV gamma».
Lombardia nelle province di Mantova, Bergamo e
La foglia di quercia mostra una tendenza al
Milano, in Piemonte intorno a Brà, in Emilia a
calo delle superfici, benché sia molto richiesta
Bologna, in Romagna, in Toscana, nel Lazio a
dai mercati locali in Piemonte e Liguria e da
Latina, in Campania nelle aree di Caserta, Napoli
alcuni mercati esteri. «La lollo viene coltivata
e Salerno, in Puglia, Calabria, Sicilia e Sardegna.
soprattutto per l’export, oltre che per il mercato
La lattuga è un’ortiva interessante perché si coltidi Milano, però manifesta una riduzione di suva tutto l’anno sia in pieno campo sia in serra
Campo di lattuga romana.
perfici a causa dello spostamento dei mercati del
fredda. In pieno campo Puglia, Sicilia e Sardegna
Centro-Nord Europa verso la Salanova®, nuova
producono in autunno, inverno e primavera, invece il Centro-Nord in primavera, estate e autunno. In
tipologia di lattuga protetta da marchio di proprietà
coltura protetta il Centro-Sud in autunno,
di Rijk Zwaan, caratterizzata da tantissime
inverno e primavera, il Nord in primafoglioline pronte all’uso con un unico
vera, estate e autunno».
taglio alla base del cespo e proposta
Ecco perché l’offerta italiana di
con mix interessanti per colore e
lattughe copre invariabilmente
tipologia di foglie. Inoltre si di365 giorni all’anno e per tutte le
stingue per l’alto valore orgatipologie. «La domanda si orienta
nolettico».
verso tipologie sempre più compat Lattuga Salanova®.
te, con elevata shelf-life, colorazione
INNOVAZIONE
sotto copertura
senza suolo
L
e lattughe sotto copertura
vengono coltivate tutte in
serre fredde, su terreno, osserva
Balboni. «Almeno finora. Fra le
possibili innovazioni c’è la coltivazione senza suolo, già praticata
con successo nel Centro-Nord Europa. Le soluzioni possibili sono due: il floating system, con allevamento delle
piante su supporti flottanti (pannelli di polistirolo) posti su
vasche di coltivazione riempite con soluzione nutritiva
arieggiata, e le canalette di plastica, fisse o mobili, sistemate su bancali».
G.F.S.
Lollo bionda, coltivata soprattutto per l’esportazione.
Terra e Vita
n. 26/2014
28 giugno 2014
PATOLOGIE
La ricerca
per combatterle
47
U
na patologia di estrema rilevanza in Italia, informa
Balboni, è la tracheofusariosi della lattuga (Fusarium oxysporum
f.sp lactucae).
«Gli attacchi sono partiti nelle
coltivazioni in pieno campo, favoriti dalla specializzazione e
dall’assenza di rotazioni. Si sono verificati prima in estate,
poi anche in primavera e in autunno, fino a manifestarsi in
alcune zone anche in serra. Oggi la patologia è pressoché
endemica. Per combatterla bisogna utilizzare le giuste pratiche agronomiche, rotazioni ampie e rispetto della struttura del terreno. Ma anche la ricerca può dare le giuste
risposte fornendo varietà dotate di elevate resistenze genetiche. Diffusa è la presenza di virosi, come la Lettuce
big-vein disease e quella causata dal Lettuce ring necrosis
virus: diffuse un po’ dovunque e favorite, più che dall’andamento climatico, dal giorno corto e dall’elevata umidità del
terreno. Infine la ricerca è molto attiva nel mettere a punto
resistenze alle razze della peronospora della lattuga (Bremia lactucae): da pochi mesi sono state registrate tre nuove
G.F.S.
razze, che quindi in totale sono salite a 31».
FR 28
FR 32
FR 38
FR 38
Special
FR 100
FR 100
Special
Lollo rossa, ideale per l’export.
Il mercato nazionale è fondamentale, ma è importante anche
l’esportazione sia per i prodotti di serra, sia di pieno campo. «Il
consumatore italiano è legato alle tradizioni locali. Le varie tipologie di lattuga vengono consumate un po’ dappertutto: le cappuccine e le iceberg ovunque, le gentiline per lo più nel Nord Italia, le
romane al Centro-Sud. Le lollo e le foglie di quercia sono più tipiche
del Nord-Ovest. La domanda della IV gamma è in crescita, l’industria italiana mostra forte interesse verso prodotti di qualità. Per
l’esportazione vengono molto apprezzate le cappuccine, le lollo, le
gentiline, le foglie di quercia e le romane. I mercati più interessati
alle lattughe italiane nel periodo da fine autunno a inizio primavera
sono il Centro-Nord Europa (Germania, Austria, Svizzera e Scandinavia), l’Est europeo (Polonia), i Balcani (Romania, Ungheria, Bulgaria) e i Paesi dell’ex-Jugoslavia».
FR 140
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Agro
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48 Terra e Vita
[ SPECIALE INSALATE ]
n. 26/2014
28 giugno 2014
Sicilia, Iceberg per sette mesi
DI MARIANNA MARTORANA L
Sul mercato
da novembre
l’ultima somministrazione è prevista fino a 20-30
a Sicilia, grazie alla propria ubicazione gea maggio è la più
giorni prima della raccolta.
ografica e all’elevata qualità delle aziende,
Per assicurare il mantenimento della fertilità
produce delle ottime lattughe. Negli ultimi
coltivata sull’Isola. dei terreni si effettuano rotazioni, come nelanni, gli agricoltori hanno puntato sulla tipologia
l’azienda Malandrino, dove si succedono lattuga,
Iceberg. «È ormai la tipologia più diffusa - afferPer consumo fresco patata e grano in modo che in tre anni il cereale
ma Maurizio Malandrino dell’omonima azienda
venga coltivato in ogni area. È molto diffuso anagricola che coltiva a Siracusa circa 50 ha, di cui
e IV gamma
che l’abbandono del terreno: viene coltivato per 2
25 destinati a lattuga - perché trova un ottimo
o 3 anni a lattuga per poi spostarsi e continuare la
riscontro sul mercato. È amata per la forma sfericoltivazione in nuovi appezzamenti di terreno.
ca compatta, le foglie croccanti dal colore chiaro. Ha un’azione
rinfrescante e digestiva, mostra un buon contenuto di vitamina A e
C, sali minerali come potassio, ferro e fosforo. Presenta una buona
LA DIFESA
resistenza all’ossidazione, un gusto dolce, una bassa incidenza
In generale l’agricoltura italiana è molto attenta alle questioni
degli scarti e una lunga durata in frigorifero, circa 7-10 giorni» .
fitosanitarie e, non solo per l’imminente attuazione del Piano di
azione nazionale sull’uso sostenibile dei fitofarmaci, già è molto
diffuso l’uso di formulati dal basso impatto ambientale, spesso
LA COLTIVAZIONE, DAL TRAPIANTO ALLE ROTAZIONI
ammessi in agricoltura biologica. Tra l’altro, è importante gestire la
I trapianti si effettuano dalla fine di agosto fino a febbraio per
resistenza ai fungicidi e quindi l’insorgenza di ceppi resistenti in
portare i prodotti sul mercato dall’inizio di novembre a fine magcampo. Il fenomeno non riguarda esclusivamente i fungicidi imgio, garantendo un calendario di offerta di circa 6-7 mesi. La durata
piegati, ma anche le specie fungine che, come le molecole chimiche,
del ciclo colturale oscilla da 70-90 giorni del periodo invernale a
possono essere a elevato, medio e basso rischio di resistenza. Ad
40-60 giorni del periodo primaverile. L’Iceberg è destinata ai meresempio la botrite, agente della muffa grigia, è ad alto rischio.
cati all’ingrosso, alla grande distribuzione e alla IV gamma.
Tra gli altri patogeni che possono interessare la coltura, la SclerotiPrima dell’impianto è prevista una lavorazione del terreno e
nia spp., agente del mal dello sclerozio e la Bremia lactucae, agente
una concimazione di base con un concime ternario 20 : 10 : 10
della peronospora. Quest’ultima si riscontra soprattutto in condiziodistribuendo circa 300-400 kg/ha. L’impianto avviene in solchi
ni climatiche fresche e umide, tipiche del periodo autunno vernino.
larghi 1,7 m su cui vengono messe a dimora tre file di lattughe
«Per botrite e sclerotinia – spiega Sebastian Nigro, agronomo di
distanti tra loro 30 cm.
Costantia srl di Vittoria (Rg) – tra i principi attivi ad azione prevenDurante il ciclo colturale si interviene con circa due concimaziotiva si impiegano tiram e fenexamid, entrambi attivi per contatto
ni fogliari a base di aminoacidi e microelementi. In ogni caso, per
fogliare. Per la botrite sono impiegati anche prodotti a base di
evitare accumuli di elementi potenzialmente tossici nelle foglie,
Lattughe in fase di accrescimento.
Attacchi di lepidotteri su lattuga.
Prime fasi dopo il trapianto.
n. 26/2014
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Terra e Vita
49
Campo coltivato nel territorio ibleo.
Bacillus amyloliquefaciens e Bacillus subtilis che mostrano degli effetti
collaterali su peronospora, o a base di Clonostachiys rosea che agiscono contro la Sclerotinia spp.».
Contro la peronospora, si utilizzano propamocarb, fungicida ad
azione preventiva, a sistemia acropeta, che impedisce l’inizio delle
infezioni. Solitamente è utilizzato per trattare il substrato di coltivazione, è molto selettivo e stimolante sulla vegetazione e sullo
sviluppo radicale. Svolge un’azione preventiva e curativa, il cimoxanil che agisce sia per contatto sui propaguli che all’interno della
pianta, dove inibisce lo sviluppo del micelio. Il fosetil di alluminio è
un fungicida sistemico che svolge la sua attività dopo essere stato
metabolizzato dalle piante sulle quali stimola la formazione di
fenoli e fitoalessine, naturali sostanze di difesa sintetizzate dalle
piante stesse.
Il rame nelle sue varie forme, ad esempio l’ossicloruro, che
agisce per contatto e svolge un’azione preventiva impedendo la
germinazione di spore e conici, rappresenta la forma più attiva di
rame nei confronti delle batteriosi (nel caso della lattuga l’agente è
lo Pseudomonas cichorii e Erwinia carotovora subsp. carotovora). Il rame
chelato, invece, svolge azione endoterapica ed essendo somministrato come concime esula dalla problematica dei tempi di carenza.
Per quanto riguarda gli insetti, gli attacchi di nottua sia fogliare
che terricola, sono molto frequenti e «devono essere controllati in
tempo, soprattutto nel periodo di ottobre-novembre – spiega Malandrino – quando nel Siracusano si registra un clima caldo umido». Si impiegano piretrine, indoxacarb, clorantraniliprole e, per le
limacce, esche lumachicide da distribuire nel terreno in maniera
localizzata o nei perimetri dell’appezzamento.
DOPO LA RACCOLTA
La lattuga Iceberg resiste molto bene al caldo e, quando destinata al
mercato del fresco, è riposta in buste plastificate che mantengono
l’umidità del cespo senza provocare nessun decadimento della qualità del prodotto. Le singole buste sono posizionate in cassette di
cartone 30x50 e, in base al peso che può essere anche superiore ai 400
g, ne contengono da 9 a un massimo di 12. Se destinato ai mercati del
Nord, il prodotto viene refrigerato e inviato in giornata o al massimo il giorno successivo. Nel caso della IV gamma, il prodotto è
sempre refrigerato e spedito alle aziende di trasformazione.
Le foto sono di E. Finocchiaro
52 Terra e Vita
[ DOSSIER ]
n. 26/2014
28 giugno 2014
COORDINAMENTO
COORDINAMENTO DI
DI ALESSANDRO
LESSANDRO MARESCA
ARESCA Una pratica in linea
con il clima bizzarro
N
Strumento ideale
sono rimaste alte gli apparati radicali sono rimaegli ultimi anni il clima sembra aver assti superficiali con il risultato che nei terreni soffesunto un andamento anomalo con forti
per un miglior
renti per i ristagni si è dovuto intervenire prima
siccità intervallate da piogge torrenziali.
degli altri con l’irrigazione. Complessivamente
In questo contesto sicuramente si sono verificate
erapporto
questo è stato sicuramente un anno emblematico
importanti ripercussioni sulla propensione degli
per quanto riguarda la regimazione idrica dei
agricoltori al drenaggio sotterraneo ed eventualtra produzione
terreni».
mente alla subirrigazione. Ne abbiamo parlato
con Leonardo Gatti, tecnico esperto del settore,
e ambiente naturale. OLTRE 120MILA ETTARI DRENATI
che da molti anni si occupa direttamente sul campo di problemi irrigui e di drenaggio
In questo contesto qual è, a oggi, lo stato dell’arPratica in crescita,
«Quando parliamo di clima in agricoltura
te del drenaggio sotterraneo?
ogni annata ha la sua storia – avverte Gatti –.
«In Italia il drenaggio si è particolarmente svirecord nel 2012
Quest’anno, abbiamo avuto un autunno particoluppato, dall’inizio degli anni ’80, in tutta la pialarmente piovoso e anche i primi cinque mesi del
nura emiliano-veneta, in prossimità della laguna
2014 si sono caratterizzati da lunghi periodi di maltempo. Le singodi Venezia, nel grossetano, nell’agro-pontino e in generale in tutte le
le precipitazioni non sono state particolarmente intense. Piogge
aree dove le falde naturali sono molto superficiali.
relativamente deboli ma per periodi lunghi.
Sono i terreni che da sempre hanno avuto bisogno di un’efficienQuesto ha fatto si che i terreni privi di fossi o dreni, si siano
te regimazione delle acque in eccesso per garantirsi un adeguato
imbibiti facendo percolare le acque verso le falde freatiche che si
franco di coltivazione, necessario per una razionale gestione di
sono innalzate. Il risultato è stato che nei terreni senza drenaggio
tutte le colture. È difficile fare una stima delle superfici drenate in
sotterraneo ci sono stati problemi, anche consistenti, di ristagno. I
Italia da 35 anni a questa parte ma, credo di non sbagliare se
terreni con la sistemazione tradizionale a scoline non sono esenti da
affermo che hanno complessivamente superato i 120mila ettari. In
problemi e hanno mostrato asfissie, in particolare nelle vicinanze
province come Bologna, Ferrara, Ravenna le aziende drenate supedei fossi. Le colture sui terreni drenati si sono dimostrate più
rano il 20-30% della Sau di pianura.
omogenee e le trebbiature del grano che si stanno svolgendo in
Il trend del drenaggio è da sempre in crescita e, per quanto ci
questo periodo dimostrano che dal punto di vista produttivo i
riguarda, l’anno record, nella realizzazione di nuovi impianti, è
terreni drenati hanno i migliori risultati».
stato il 2012.
«Il forte incremento delle temperature che si è avuto dai primi
Sono sicuramente cambiate le singole dimensioni unitarie integiorni di giugno ha portato a stressare le colture già sofferenti per i
ressate ai lavori. Fino agli anni ‘90 s’interveniva su singole parcelle
ristagni dei periodi precedenti – continua Gatti –. Dove le falde
da 5-20 ha ciascuna, oggi si realizzano impianti che coinvolgono
n. 26/2014
28 giugno 2014
[ DRENAGGIO E SUBIRRIGAZIONE ]
l’intera azienda con interventi
singoli che in alcuni casi superano i 100 ettari. Per questo è
indispensabile avere la disponibilità di più macchine posadreni
in grado di realizzare tempestivamente i lavori.
Le interdistanze dei dreni
variano, naturalmente, in base
alla natura del terreno (così come l’utilizzo dei filtri di protezione sui tubi) e dalla possibilità o meno di utilizzare l’impianto per la sub-irrigazione. In
generale il drenaggio per lo scolo dei terreni si sono realizzati con interasse compresi tra 10 e 14
metri, mentre per gli impianti misti “scolo e sub-irrigazione” si è
arrivati anche ai 6-7 metri di interdistanza.
La vera novità di questi ultimi anni è la possibilità di utilizzare i
sistemi satellitari gps, per il momento esclusivamente per realizzare
dei precisi piani quotati nei terreni da livellare , ma in prospettiva i
sistemi gps saranno utilizzati anche per guidare la posa del tubo e
per avere traccia digitale del reale posizionamento del dreno. Significa che a fine lavoro si avrà un “file grafico” dove i dreni effettivamente posati sono indicati con una precisione centimetrica. Chi ha
impiantato del frutteto, ha fatto scavi, ha posato condotte, ecc. sui
terreni drenati sa bene quanto è rischioso intervenire senza conoscere l’esatta posizione dei tubi. Ma nonostante i buoni numeri e le
prospettive positive non mancano le “ombre” in questo lavoro…».
ATTENZIONE AGLI IMPIANTI FAI-DA-TE
Terra e Vita 53
Urea dentro una scolina
(si vedono i granuli).
con 3 da 150 e poi con uno unico
da 300 cavalli. Gli estirpatori
sono diventati sempre più larghi, le barre da diserbo più lunghe, le seminatrici hanno sempre più elementi, ecc. Il risultato è che oggi i costi di
lavorazione si sono più che dimezzati e questo ha permesso
all’agricoltura di sopravvivere
lo stesso, nonostante i cali nei
prezzi di realizzo dei prodotti.
La casa si costruisce dalle fondamenta e la sistemazione idraulicoagraria è stata il punto di partenza per creare delle aziende agricole
moderne».
Rispetto al drenaggio superficiale quello sotterraneo offre
notevoli vantaggi in più. Anche i costi, immagino, risultano diversi (più alti). Lei ritiene che questi costi vengano ripagati?
«Certamente il drenaggio è un costo determinabile ma ci sono
anche costi occulti che non sono considerati nei terreni scolinati. La
manutenzione delle affossature e delle tubazioni, gli sfalci, le infestanti che si propagano. Tutto questo non è niente al confronto dei
tempi di lavorazione. Nei terreni drenati si può intervenire con
macchine di maggiori dimensioni e la mancanza di ostacoli permette di ridurre al minimo i tempi morti. È questo, di fatto, il vero
successo del drenaggio che lo rende conveniente da subito e ammortizzabile in tempi molto brevi».
Cosa intende dire?
LA SCELTA DELLA SUBIRRIGAZIONE
«Intendo dire che dopo 35 anni di realizzazioni, la stragrande
Nello specifico, la subirrigazione è in via di diffusione o rimane
ancora una pratica ancora abbastanza limitata? Quali sono i suoi
maggioranza degli impianti sono ancora perfettamente funzionanprincipali vantaggi e gli eventuali limiti?
ti, ma l’utilizzo di grandi posadreni cingolate a ripper è visto da parte
d’alcuni agricoltori come un lusso o peggio come qualcosa di su«Ogni cliente interessato all’acquisto di un drenaggio sotterraneo vuole sapere se è possibile realizzare l’impianto anche con
perfluo. Si tenta il drenaggio fai-da-te con sistemi improbabili fatto
finalità sub-irrigue. L’interesse per questa pratica è molto forte.
di trattori gommati che trainano “tubi da stufa” spacciati per ripper
Dove è stato possibile realizzarlo in modo correta laser con la convinzione di risparmiare. Il risul Una scolina diserbata
to i risultati produttivi sono stati molto interestato è puntualmente quello di avere tubi troppo
santi. Dobbiamo subito dire che la sub-irrigaziosuperficiali per fare le normali lavorazioni, posti
utilizzando mezzi chimici.
ne è un sistema d’irrigazione di soccorso dove
in opera senza un reale piano di posa. Ma, a parte
l’incremento della resa produttiva sulla coltura
questo, credo che il drenaggio, in questi anni,
dipende da diversi fattori. La natura del terreno,
abbia portato un modo nuovo di coltivare, più
innanzitutto. I terreni leggeri sabbiosi e sabbiosoindustriale, economico e anche più rispettoso dellimosi sono quelli che risultano più sensibili a
l’ambiente».
questa pratica. Altro aspetto fondamentale è la
In che senso?
giacitura dei terreni. Per una buona sub-irrigazio«Quando ho in iniziato questo lavoro, trenne i terreni devono essere pressoché orizzontali,
t’anni fa, le campagne erano piene di trattori da
questo per permettere che l’innalzamento della
60-80 CV al massimo (tipico il 640 o l’880 Fiat). A
falda provocata dalla sub-irrigazione sia omogecosa servivano potenze maggiori quando anche
neamente utilizzata dalla coltura. Questa tecnica
nelle aziende da 1.000 ettari i singoli appezzaè quasi esclusivamente utilizzata invasando i fosmenti erano di 1 ettaro?
si di scolo per permettere all’acqua di risalire
L’aver portato le dimensioni, delle singole
lungo i dreni. Il processo d’imbibimento del terreparcelle all’ordine delle decine d’ettari ha perno sarà più o meno veloce se vi è presenza o meno
messo di sostituire prima i 10 trattori da 60 cavalli
54 Terra e Vita
[ DOSSIER ]
di una falda freatica o di uno strato impermeabile poco sotto il
livello di posa dei dreni. Il sistema darà i migliori risultati intervenendo con notevole anticipo rispetto ai sistemi tradizionali e alternando i periodi di riempimento a quelli di svuotamento dell’impianto».
Drenaggio da una parte, irrigazione dall’altra. Qual è, secondo
lei, il sistema migliore per gestire e bilanciare queste due pratiche
che hanno effetti diametralmente opposti?
«Non esiste una risposta univoca a questa domanda. Molto
dipende dal tipo di azienda e dalle colture che si prevede di produrre. Per un’azienda cerealicola con terreni piani, buona disponibilità
d’acqua e che alterna colture autunnali a colture primaverili probabilmente la scelta economicamente più conveniente è un drenaggio
con predisposizione alla sub-irrigazione. Il risultato produttivo
sarà comunque buono anche negli anni più siccitosi. Per un’azienda che non ha queste caratteristiche la ricerca di un sistema di
sub-irrigazione attraverso il drenaggio tubolare può dimostrarsi
molto costoso ed economicamente controproducente. Le grandi
aziende che in questi anni hanno fatto importanti sistemazioni
idraulico-agrarie si stanno orientando verso questo semplice concetto: dove l’appezzamento lo permette, perché privo di pali e di
ostruzioni, meglio progettare impianti di solo drenaggio e predisporsi per un’irrigazione del tipo “a torri semoventi” (pivot, renger)
che danno garanzie produttive, permettono secondi raccolti e colture specializzate. Dove la conformazione non lo permette o nelle
zone non coperte dagli impianti fissi d’irrigazione allora occorre
predisporre i terreni alla sub-irrigazione».
RISPETTO DELL’AMBIENTE
Oggi si parla tanto d’ambiente, un po’ per moda ma soprattutto
per evitare di impoverire e “avvelenare” il mondo in cui viviamo.
Nello specifico, com’è il rapporto tra drenaggio e ambiente ?
«La trasformazione agraria di cui parlo è avvenuta senza che le
Istituzioni (Comuni, Regioni, Consorzi di Bonifica ecc.) mostrassero, nel migliore dei casi, interesse e troppo spesso l’hanno osteggiata in nome di una “generica difesa dell’esistente” come “scelta
rispettosa dell’ambiente”.
Innanzi tutto è ora di fare chiarezza tra chi ha fatto una vera
miglioria agraria eliminando le
Dreni in scolo
scoline ma garantendosi uguala 3 giorni dalle piogge.
mente lo scolo dei terreni con il
drenaggio e con fossi collettori
adeguati, e chi ha semplicemente chiuso i fossi senza alcun’alternativa reale di scolo. I
primi hanno terreni più permeabili e riescono a regimare correttamente le falde sotto-superficiali, mentre gli altri troppo
spesso si ritrovano, durante i
periodi piovosi, i terreni saturi
con le acque piovane che possono solo ruscellare superficialmente. Eliminare i fossi senza
drenare significa creare compattazioni, impermeabilizza-
n. 26/2014
28 giugno 2014
zioni e spesso si arriva alla riduzione della fertilità e della produttività dei terreni. Le condizioni climatiche sono cambiate e le poche
piogge si concentrano in brevi ma intensi periodi dell’anno. Il bravo
agricoltore è consapevole che se vuole anticipare le semine primaverili e avere meno problemi irrigui, deve avere i terreni scolati per
tempo e non solo superficialmente e questo è possibile solo con i
dreni.
E poi cos’hanno di così “ecologico” le sistemazioni a scoline? Il
primo aspetto chiamato in causa dai fautori dello status quo è la
scolina intesa come invaso che trattiene le acque superficiali durante le piogge riducendo i rischi d’innondazione del territorio circostante. Vorrei ricordare a questi signori che le sistemazioni tipo
“larga ferrarese” sono frutto dell’intervento dell’uomo, furono introdotte negli anni ’50-60, spesso con l’ausilio delle ruspe cingolate,
quale miglioria agraria per favorire l’utilizzo dei primi trattori con
motori a scoppio. Queste sistemazioni prevedono la formazione
delle baulature che servono proprio per lo sgrondo delle acque
superficiali verso la scolina e poi verso i canali consortili.
A questi signori consiglio anche un giretto in campagna quando
gli agricoltori spargono i concimi o quando diserbano i fossi con dosi
massicce di prodotti chimici per combattere le infestanti per ricredersi sulla correttezza ambientale di questo tipo di sistemazione.
Troppo spesso l’equazione vecchio uguale ad ecologico è male
interpretato. Io credo che il vero metro di misura passi attraverso il
risparmio energetico (gasolio dei trattori) e dal minor utilizzo di
prodotti chimici e fertilizzanti. Tutto questo, è bene ripeterlo, oggi è
possibile grazie alle nuove sistemazioni agrarie».
Quindi si può dire che il drenaggio sia sinonimo di rispetto
dell’ambiente?
«Si tratta sicuramente di un buono strumento per un miglior
rapporto tra produzione e ambiente naturale.
Come cittadino, però, devo riconoscere che è giusto poter fruire
di un paesaggio agricolo piacevole anche da un punto di vista
estetico, nel rispetto della flora e della fauna esistente, sicuro dal
punto di vista ambientale. La ricetta globale non esiste, ma spesso
le scelte semplici sono le più efficaci. In alcune regioni il contributo
regionale ai lavori di drenaggio si può ottenere solo impegnandosi
alla creazione di zone verdi e a bosco. In Emilia Romagna alcuni
Consorzi di Bonifica impongono il sotto-dimensionamento delle
nuove prese di scolo per ridurne le portate nei momenti di piena.
Sono scelte e comportamenti concreti ed oggettivi che possono
incidere più d’assurde alchimie
soggettive troppo spesso messe
in atto da Enti e Consorzi con
l’unico scopo di intralciare un
processo d’ammodernamento
che non riescono a governare.
Mi permetta una considerazione finale, che mi ha sempre
permesso misurare il successo
del drenaggio, da 35 anni a questa parte: ho sempre visto
aziende drenate che comprano i
terreni di quelle non drenate,
ma mai il contrario. Vorrà pur
A.M.
dire qualcosa!...».
56 Terra e Vita
[ DOSSIER ]
n. 26/2014
28 giugno 2014
Miglior deflusso
grazie al filtraggio
DI LEONARDO GATTI P
Come limitare
i rischi
Solo valori elevati di azoto e una notevole aeraer una buona riuscita dell’impianto e per
d i ncrostazioni
zione del terreno hanno portato a un più rapido
garantirne la durata nel tempo devono esdegrado. Indipendentemente dai tempo di putresere impiegati tubi di buona qualità. In Itae garantire
fazione del filtro si è potuto osservare che all’interlia, però, purtoppo, non esiste una normativa che
no del tubo il valore di intasamento legato alle
attesti le caratteristiche dei tubi da drenaggio. Si
un az ione durevole infiltrazioni dì terreno, salvo casi isolati, era molto
tende quindi a fare riferimento alle normative stramodesto, mediamente nell’ordine dell’1-3%. Il riniere (Din tedesche, Asfor francesi, ecc.). Queste
sultato è legato alla grossa porosità del filtro in fibra di cocco. In teoria
stabiliscono, tra l’altro, lo spessore e il peso unitario dello stesso, la
esso permette il passaggio di qualsiasi gronulometria di terreno,
sua resistenza al piegamento e allo schiacciamento, il numero e le
compreso sabbie a grana media e grossa.
dimensioni dei fori, le modalità di stoccaggio, ecc.
Nonostante ciò la quantità di materiale infiltrato rimane modesta.
Per evitare l’intasamento dei tubi da drenaggio causato da parIn seguito a queste constatazioni si è dedotto che oltre a un’azione
ticelle fini di terreno, dal ferro e da altri elementi, esistono appositi
meccanica del filtro era presente un’azione idraulica.
materiali filtranti che vengono prefabbricati sul tubo al fine di proteggerlo.
Esperienze sui più svariati materiali filtranti (torba, paglia, poliu AZIONE MECCANICA E IDRAULICA
retano, materassini in lana di vetro e di roccia, ecc.) hanno portato alla
L’azione meccanica del filtro consiste nella “setacciatura” del terreno,
sostanziale affermazione di due diversi tipi di materiale filtrante: la
quella idraulica si manifesta nella riduzione della resistenza d’entrata
fibra di noce di cocco e la fibra di polipropilene (PP).
dell’acqua (una specie di effetto “carta assorbente”) che aumenta in
II filtro in fibra di cocco viene prodotto con fibre naturali organiche
proporzione al volume ed alla “tramatura” dei pori. Questi permettodi diverso diametro, crespate e parzialmente degradabili che vengono la creazione di uno spazio sufficiente per la compensazione delno avvolte e legate intorno al tubo con uno speciale procedimento.
l’acqua e la sedimentazione delle particelle di terreno, portando a una
Le buone caratteristiche idrauliche e di filtraggio di questo mascarsa resistenza al flusso. Si ottiene così la presenza di un’acqua
teriale sono confermate da una lunga e comprovata sperimentazione,
all’interno del tubo pressoché priva di particelle in sospensione e
su modelli di laboratorio prima e nella verifica con scavi a pieno
quindi con scarsa predisposizione alla sedimentazione.
campo poi. Queste verifiche hanno permesso di constatare che il
L’efficacia di un drenaggio può venire seriamente pregiudicata
degrado nel terreno di questo materiale avviene molto lentamente.
dalle incrostazioni. Queste sono quasi esclusivamente legate alla
Tubo di drenaggio, di tipo nudo.
Tubo ricoperto di fibra di cocco.
Terra e Vita
n. 26/2014
28 giugno 2014
57
TAB. 1 - IL TERRENO DELLE PROVE
DIAMETRO MIN.
PARTICELLE (MM)
DIAMETRO MAX.
PARTICELLE (MM)
%
Sabbia grossa
0,6
2
5
Sabbia media
0,2
0,6
40
Sabbia fine
0,1
0,2
35
Sabbia finissima
0,06
0,1
6
Limo grosso
0,02
0,06
10
Limo medio-fine
0,002
0,02
1
Argilla
oltre
-
3
TIPOLOGIA
ossidazione chimica e biochimica del ferro bivalente (Fe++).
Un altro aspetto tipico del filtro in fibra di cocco è quello della
protezione dal rischio dì formazione di incrostazioni sui fori d’entrata
dei tubi di drenaggio.
Nei terreni asfittici i batteri sottraggono l’ossigeno agli ossidi di
ferro trivalente; ciò porta alla formazione di ossidulo di ferro (FeO) o
idrossidulo di ferro (Fe(OH)2) che sono composti bivalenti di ferro
ridotti, solubili in acqua e perciò molto mobili. Sono i terreni coerenti
quelli in genere più ricchi di ferro e quindi più «a rischio» rispetto ai
terreni sabbiosi e a quelli poveri di elementi colloidali. Tali terreni
presentano la tipica colorazione blù-grigioverde. Se questi terreni
vengono prosciugati e con ciò ventilati, si ottiene la formazione di
idrossido di ferro (Fe(OH)3) che è insolubile e tende a formare pellicole e «crosticine» impemeabili in prossimità dei fori dei tubi da drenaggio, compromettendone il funzionamento. L’incrostazione dipende
quindi dalle condizioni del terreno, dalla sua struttura e dalle
composizioni chimiche presente.
II filtro in fibra di cocco, nel suo processo di decomposizione
intorno al tubo, richiama a sé una forte quantità di ossigeno sottraendolo a quel processo di ossidazione chimica del ferro che è, come
abbiamo visto, causa di non trascurabili inconvenienti all’impianto di
drenaggio.
Le incrostazioni dei fori del tubo da drenaggio sono particolarmente presenti, nei terreni «a rischio», dopo 3-4 anni dalla messa in
opera dei tubi, dopodiché la situazione sembra stabilizzarsi. Anche
per questo la scelta di un filtro organico, che proprio dal 3° al 5° anno
Tubo con copertura in polipropilene.
Terra e Vita
n. 26/2014
28 giugno 2014
59
FIG. 1 - RESISTENZA CON PORTATA RIDOTTA
0,07
0,06
0,05
0,04
0,03
0,02
0,01
0
nudo
cocco
pp
[ Coefficiente di resistenza dell’acqua all’entrata dei tubi di drenaggio
(a valore più alto corrisponde maggiore resistenza).
subisce la trasformazione biologica di decomposizione e di alterazione humica, può risultare determinante per la buona riuscita del
drenaggio.
Come detto inizialmente, il degrado del filtro in fibra di cocco è
particolarmente rapido nei terreni ricchi di sostanza organica. Questo
inconveniente è soprattutto sentito nei terreni torbosi e di recente
bonifica, dove spesso l’abbinamento torba-terreno sabbioso/limoso
rappresentano elementi di grosso rischio per la posa in opera di tubi
senza filtri di protezione.
Ci si è quindi posto il problema di come realizzare un filtro che
raccogliesse in sé le caratteristiche idrauliche e meccaniche della fibra
di cocco senza avere l’inconveniente della decomposizione. Nasceva
così il filtro in materiale sintetico.
IL FILTRO IN MATERIALE SINTETICO
La struttura del già affermato filtro in fibra di cocco veniva preso ad
esempio. Una sua riproposizione era possibile utilizzando una miscia
di fibre in Polipropilene (PP) di diverso diametro.
Questo tipo di filtro era in grado di garantire durate pressoché
illimitate dello strato filtrante, indipendentemente dalle condizioni
chimiche e bio-chimiche del terreno. Di contro non era in grado di
interferire nei confronti dei precipitati ferrosi. Rimaneva da dimostrare la validità del filtro in PP dal punto di vista idraulico e per questo
sono state fatte accurate prove pratiche e di laboratorio. Una di queste
ultime, eseguita dal professor W. Burghardt di Brema, è stata proprio
svolta ponendo a confronto campioni di tubo nudo, tubo con filtro in
fibra di cocco e tubo con filtro in PP.
II tipo di terreno scelto per la prova aveva la composizione riportata in tab. 1. II terreno conteneva volutamente componenti facilmente
movibili quali sabbia e limo per permettere una più facile verifica
sull’efficacia dei filtri.I risultati della ricerca dimostrano come sia con
il filtro in fibra di cocco che con quello in PP si sia ridotto a 1/3 il
valore di resistenza all’entrata dell’acqua (fig. 1 e 2). Questo dato è
confermato sia dalle prove accelerate che da quelle a lunga durata.
Ancor più interessanti sono i dati relativi al grado di sedimentazione
dei tubi dopo la prova di lunga durata (fig. 3).
La quantità di terreno presente nelle acque scolate dei tubi era
pressoché identica; tuttavia la sedimentazione all’interno del tubo
nudo era 8 volte superiore a quello del tubo con il filtro di cocco e 25
volte superiore rispetto al tubo con il filtro in PP. Nelle acque di scolo
sono state espulse prevalentemente le componenti argillose e limose.
60 Terra e Vita
[ DRENAGGIO E SUBIRRIGAZIONE ]
FIG. 2 - RESISTENZA CON PORTATA PIENA
28 giugno 2014
FIG. 3 - TERRENO SEDIMENTATO E SCOLATO (*)
80
0,03
tubo nudo
tubo cocco
tubo pp
70
0,025
60
0,02
50
0,015
40
0,01
30
20
0,005
0
n. 26/2014
10
nudo
cocco
pp
[ Coefficiente di resistenza dell’acqua all’entrata dei tubi di drenaggio
(a valore più alto corrisponde maggiore resistenza).
Nel deposito del tubo nudo si è potuto rilevare una composizione
delle particelle similare a quello del terreno di prova. Soltanto la presenza di argilla e limo era maggiore, a scapito della sabbia grossolana.
Nel tubo con il filtro in cocco il deposito era composto per il 60%
da sabbia finissima (0,06-0,1 mm).
Questa forte selezione delle particelle del terreno si è manifestata
ancor più marcatamente con il tubo rivestito in fibra di PP. Qui la
presenza di sabbia finissima raggiungeva I’80% del totale sedimentato.
I risultati ottenuti dimostrano che anche le fibre di PP. possono
fornire prestazioni idrauliche e filtranti similari a quelle dei filtri in
cocco. In generale, con l’impiego di un rivestimento per tubi da
0
sedimentato nel tubo
evacuato dal tubo
[ (*) dopo le prove di lunga durata (g/100 l).
drenaggio poroso e sufficientemente voluminoso, sia esso organico o
sintetico, è possibile risolvere gran parte dei problemi relativi all’intasamento dell’impianto di drenaggio.
Solo in presenza di terreni prevalentemente composti da particelle
molto fini, il filtro da drenaggio, pur riducendo notevolmente il
rischio, non può dirsi totalmente risolutivo. In questi casi occorrerà,
in fase di progetto dell’impianto di drenaggio, associare all’azione
indispensabile dei filtri un’adeguata pendenza di posa del tubo. È
infatti anche aumentando la velocità di deflusso dell’acqua alI’inteno
dei tubi che si ridurrà l’effetto di sedimentazione delle particelle di
terreno, innescando un’azione efficace di autovaggio dei dreni.
n. 26/2014
28 giugno 2014
[ TECNICA E TECNOLOGIA ]
Antocoridi centrali
contro la psilla
NORD ITALIA
G
li Antocoridi sono una
famiglia di insetti appartenenti all'ordine
degli Emitteri, importanti come organismi ausiliari in
quanto predatori di Artropodi
dannosi alle piante. Le prede
attaccate dagli Antocoridi sono uova e artropodi di piccole
dimensioni, quali Acari, Tisanotteri
(Tripidi),
Rincoti
Omotteri (Psille, Aleurodidi e
Afidi) e Lepidotteri (uova e
larve di microlepidotteri). Le
specie più comuni e più attive
fanno capo ai generi Anthocoris e Orius; agli stessi generi
appartengono anche alcune
specie allevate in biofabbriche
e commercializzate per il controllo di organismi dannosi
(Anthocoris nemoralis e Orius
laevigatus).
Fra queste specie Anthocoris nemoralis è il più noto ed
efficace agente di controllo naturale della psilla del pero (Cacopsylla pyri). Si tratta di una
specie ampiamente diffusa in
Europa, Nord Africa, Asia mediterranea e Caucaso che vive
sul pero ma anche su diverse
specie coltivate o spontanee.
Attualmente è presente anche
in Nord America ma, probabilmente si tratta di una introduzione accidentale.
L’Antocoride sverna come
adulto riparato all’interno dei
frutteti o nell’ambiente esterno avvantaggiandosi della
presenza di siepi, lettiere e di
altri ricoveri. Nel nord Italia la
specie compie di norma 2-3
generazioni annuali. La prima
DI MASSIMO BARISELLI E RICCARDO BUGIANI BORDURE
Siepi
come riserve
I
n frutteti a conduzione biologica o integrata, Anthocoris nemoralis può contribuire a limitare
efficacemente le popolazioni di
psilla, soprattutto in annate caratterizzate da condizioni climatiche
favorevoli (frequenti piogge, temperature non particolarmente elevate). Per questa sua attività può essere aiutato
dalla presenza di alcune piante spontanee e ornamentali
come Albero di Giuda, Olmo, Frassino e Biancospino che
offrono prede alternative in momenti di scarsa disponibilità
di Psilla sul pero. Per questo motivo potrebbe risultare molto
utile la presenza di queste piante ai margini dei frutteti sia
per facilitare la permanenza di questi predatori ma anche
per sincronizzare il loro ciclo con la Psilla del pero.
generazione si sviluppa nei
mesi di aprile-maggio, quando le temperature minime salgono sopra i 10 °C. Le femmine iniziano a deporre le uova
inserendole nei tessuti al di
sotto dell'epidermide della
prima vegetazione verde (foglie o gemme) e ognuna può
deporre oltre 200 uova. Le pri-
me forme giovanili iniziano a
svilupparsi predando piccoli
individui (uova e giovani psille). Per arrivare allo stadio di
adulto vi sono 5 stadi giovanili
(2 da neanide e 3 da ninfa). Le
generazioni successive compaiono nel frutteto da giugno
a settembre.
A. nemoralis oltre ad essere
Le forme giovanili di antocoride sono delle formidabili
predatrici di uova e neanidi di psilla (foto Marzocchi).
Terra e Vita 61
un predatore della psilla si nutre attivamente anche di altri
fitofagi: è stato calcolato che
un adulto nella sua vita può
cibarsi fino a 300 forme giovanili di psilla mentre, una forma
giovanile, può consumare fino
a 600 acari, da 100 a 200 afidi, o
60-100 neanidi di psilla.
Attualmente la capacità
“regolarizzatrice” degli Antocoridi è ben conosciuta e viene
valorizzata nelle moderne
strategie di difesa con una
oculata scelta delle sostanze
attive impiegate in primo luogo nella lotta alla psilla ma anche nella lotta a Carpocapsa e
Tortricidi ricamatori. La difesa
contro la psilla si esegue quando il rapporto fra i germogli
infestati dalla psilla e quelli
con presenza di Antocoridi
(Anthocoris spp. e Orius spp.) è
maggiore di 5.
Per ottenere un efficace
controllo naturale della psilla,
spesso un limite è rappresentato dall’iniziale lentezza di
sviluppo dei predatori che devono avere a disposizione del
cibo (la psilla) per incrementare velocemente la propria presenza nel pereto. Dal punto di
vista pratico questo determina
che, nel periodo maggio-giugno, occorre sopportare una
certa presenza del fitofago per
ottenere un soddisfacente sviluppo numerico dell’Antocoride sulla coltura. Infatti, se la
presenza della psilla aumenta
rapidamente nella terza decade di maggio, di norma l’incremento delle popolazioni di
Antocoridi avviene all’incirca
due - tre settimane dopo. In
questi casi può essere d’aiuto
il “lancio” di Antocoridi che
permettono di anticipare l'insediamento di una buona popolazione del predatore nel
pereto, prima di quando non
avvenga naturalmente e limitare così al massimo lo sviluppo della psilla.
[ TECNICA E TECNOLOGIA ]
62 Terra e Vita
n. 26/2014
28 giugno 2014
Afidi e ragnetti
sulle orticole
CENTRO ITALIA
L
e cucurbitacee possono
essere infestate da alcuni fitofagi in grado di arrecare alle piante sia danni diretti per sottrazione di sostanze nutritive, sia indiretti in
quanto alcuni producono abbondante melata e sono potenziali vettori di malattie di natura virale.
Seppure diverse specie afidiche vivono a spese di queste
colture, l’afide delle cucurbitacee è sicuramente la specie
più diffusa e maggiormente
dannosa essendo in grado di
sviluppare, in presenza di elevate temperature, numerose
generazioni in un arco di tempo relativamente breve. Vive e
si riproduce a spese dell’apparato vegetativo delle piante
determinando il rallentamento della loro crescita, l’accartocciamento ed il disseccamento delle foglie, la colatura
dei fiori, l’aborto dei frutticini
in corso di allegazione e la
mancata maturazione di quelli
in fase più avanzata di cresci-
FAGIOLO
Afide nero
e virus
DI FRANCESCO CORVI FAGIOLO E FAGIOLINO
AVVERSITÀ
Afide nero
(Aphis fabae)
PRINCIPIO ATTIVO
(%)
DOSE
G O CC/HL
Acetamiprid 5
130-160
Pirimicarb 17,5
200
Cipermetrina 5,52
100
Deltametrina 1,63
50
Fluvalinate 21,4
200-300 ml/ha
Imidacloprid 17,1
50
Spirotetramat 4,54
165
In rosso sono indicati i prodotti di recente commercializzazione
ta. In caso di forti attacchi il
fitomizo produce abbondante
melata sulla quale si sviluppa
la fusaggine che ricopre la vegetazione. Il parassita è inoltre
molto temibile in quanto è potenzialmente vettore di alcune
affezioni di natura virale, tra
cui il virus del mosaico del cetriolo (CMV), il virus del mosaico giallo dello zucchino
(ZYMV) ed il virus 2 del mosaico del cocomero (WMV-2).
N
Le popolazioni di Aphis
gossypii sono tenute a freno da
numerosi predatori e parassitoidi. nonostante ciò possono
sfuggire all’azione di controllo
esercitata dai nemici naturali
costringendo il coltivatore a
fare ricorso alla lotta chimica
in modo tempestivo e all’inizio dell’infestazione. Qualora
nell’arco del ciclo colturale necessita intervenire con più
trattamenti, è opportuno im-
egli appezzamenti in cui si coltivano il fagiolo ed il fagiolino è
possibile osservare diffuse infestazioni prodotte dall’afide nero. Le
colonie di questo parassita invadono le foglie, i fiori ed i baccelli di
entrambe le leguminose e causano rallentamenti e disseccamenti vegetativi, accartocciamenti fogliari, aborti fiorali, deformazione dei baccelli;
producono inoltre abbondante melata che imbratta la vegetazione sulla
quale si sviluppa uno spesso strato di fumaggine. Il fitomizo è temibile, oltre che per i danni diretti,
anche per il ruolo che riveste nella trasmissione di diverse affezioni di natura virale, ed in particolare
del virus del mosaico comune del fagiolo (BCMV) e del virus del mosaico giallo di fagiolo (BYMV). In
presenza di significative infestazioni è opportuno intervenire effettuando un trattamento insetticida
con un preparato a base di acetamiprid, pirimicarb, imidacloprid, spirotetramat o mediante l’utilizzo
di un piretroide di sintesi purché le foglie non si presentano accartocciate.
F.C.
Pianta di fagiolo gravemente
infestata dall’afide nero.
piegare prodotti insetticidi
con diverso meccanismo di
azione onde evitare l’insorgenza della resistenza del fitomizo nei loro confronti.
Il ragnetto rosso comune o
bimaculato è un acaro estremamente polifago potendo risultare dannoso alle cucurbitacee ed a numerose altre ortive. I danni sono causati sia
dagli adulti sia dalle forme
giovanili e consistono nella
sottrazione di sostanze nutritive tramite gli stiletti dell’apparato boccale; è inoltre responsabile della bronzatura e del
disseccamento del lembo fogliare. Le foglie infestate vengono spesso ricoperte da fitte
ragnatele sericee sotto le quali
si possono osservare, con l’ausilio di una lente di ingrandimento, uova, forme giovanili
ed adulti del fitomizo. Qualora fosse necessario effettuare
la lotta contro questo parassita
mediante l’uso di prodotti acaricidi, è buona norma evitare
di intervenire ripetutamente
con preparati nella cui composizione è presente il medesimo
principio attivo per non incorrere nel rischio di selezionare
individui resistenti in seno alle
popolazioni del parassita. [ TECNICA E TECNOLOGIA ]
n. 26/2014
28 giugno 2014
SUD ITALIA
Il controllo
della tignoletta
COCCINIGLIE
Monitorare
il planococco
DI ARTURO CAPONERO N
N
elle aree più calde, gli
adulti della I generazione della tignoletta
(Lobesia botrana) della vite sono
sfarfallati tra la fine di maggio
e l’inizio di giugno dando origine alla II generazione larvale
(la I carpofaga).
Il controllo della tignoletta
mediante confusione sessuale
si sta diffondendo in molte
aree dell’Italia meridionale,
con buoni risultati che arrivano anche alla completa eliminazione dell’uso degli insetticidi di sintesi. Chi utilizza questo metodo dovrà proseguire il
monitoraggio per verificare la
“tenuta” dei diffusori e, eventualmente, intervenire per
contenere l’infestazione. Si ricorda che, oltre a seguire l’andamento delle popolazioni
mediante trappole sessuali, è
essenziale il monitoraggio dei
danni agli acini. Per le uve da
tavola la soglia indicativa di
intervento si raggiunge al
3-4% di grappoli colpiti, men-
Terra e Vita 63
Larva di tignoletta della vite.
tre per le uve da vino al 1015%. Il monitoraggio dei danni consente di posizionare con
maggiore efficacia i prodotti
insetticidi, sia biologici (spinosad e Bacillus thuringiensis) che
chimici.
GLI INTERVENTI
Oltre alle trappole a feromoni
installate nel vigneto in cui si
applica la confusione sessuale,
Grappolo infestato da planococco.
è utile disporre delle trappole
nelle vicinanze del vigneto,
per avere comunque un’idea
della quantità di adulti nell’area e seguirne la curva di
volo. Ove disponibili a livello
comprensoriale, i modelli previsionali saranno particolarmente utili per il corretto posizionamento dei trattamenti.
Il controllo della tignoletta
potrà essere impostato con
criteri curativi o preventivi e
dipenderà dalla scelta del
principio attivo: 8-10 giorni
dall’inizio delle catture se
s’impiegano esteri fosforici,
dopo 3-4 giorni se si utilizzano regolatori di crescita (tebufenozide,
flufenoxuron,
metossifenozide) o clorantriniliprolo, 4-6 giorni se s’impiega etofenprox, spinosad,
indoxacarb, clorantraniliprole, emamectina o Bacillus thuringiensis (var. Kurstaki e var.
Aizawai). In quest’ultimo caso
è consigliabile ripetere il trat-
ei vigneti infestati da planococco (Planococcus
citri e P. ficus) bisognerà monitorare la popolazione dell’insetto (la migrazione delle neanidi è
piuttosto lunga e scalare e si
protrae tra maggio e giugno) per
valutare l’opportunità di un intervento specifico, limitato alle
piante infestate se queste non
sono molte, per evitare che gli
insetti si portino sui grappoli imbrattandoli con la melata e la
conseguente fumaggine. Si potrà ricorrere a prodotti con discreta persistenza, attivi anche
contro altri fitofagi (es. thiametoxam, clorpirifos, spirotetramat, quest’ultimo dotato di doppia sistemia), e ripetere un trattamento in pre-chiusura
grappolo con prodotti meno residuali e più “gassificanti (es.
clorpirifos-metile) per colpire gli
individui migrati sul grappolo
prima che questo si serri. A.C.
tamento dopo 7-8 giorni dal
primo.
LA CURVA DI VOLO
Nelle aree dove la tignoletta
raggiunge solitamente popolazioni elevate e la curva di volo della II generazione è piuttosto lunga (in alcune zone
meridionali spesso i voli della
II e della III generazione si accavallano), indipendentemente dalla sostanza attiva utilizzata, potrebbe rendersi necessario eseguire un secondo
trattamento a distanza di 1015 giorni dal primo (in funzione della curva di volo) preferendo prodotti dotati di buona
persistenza e resistenza alle alte temperature estive.
64 Terra e Vita
[ AZIENDE E PRODOTTI ]
n. 26/2014
28 giugno 2014
IRRIGAZIONE Nell azienda Banfi ci sono 700 ettari di vigneto irrigati con impianto a goccia
Il successo di un buon vino
dipende anche dall acqua
DI ALESSANDRO MARESCA Panoramica sui vigneti
dell aziendaBanfi.
Il “tool” irrigazione
Banfi, esisteva un impianto di
irrigazione, di quelli che al temgarantisce una
po solo le aziende più avanzate
si potevano permettere.
produzione costante
Prevedeva un canale centrale di adduzione in eternit nel
e di qualità anche
quale l’acqua veniva pompata
dai due fiumi vicini: Ombrone e
in caso di siccità
Orcia. L’acqua venina poi distribuita attraverso idranti di presa
con i quali veniva portata nel
filare, nel quale poi scorreva atisogna sfatare il mito setraverso solchetti fatti con la
condo il quale la vite
zappa.
non deve essere irrigata
Questi impianti servivano
e che questa dia buon vino solo
per lo più i frutteti (200 ha pese coltivata su terreno rustico e
schi e 100 di susipietroso!
ni), mentre di acIn certe fasi
IN COLLABORAZIONE CON
qua sul vigneto
della coltura, inNAANDANJAIN ITALIA
non se ne parlavece, l’acqua è
va. I primi impianti pilota del
fondamentale, non tanto come
tipo a goccia sono comparsi nei
risorsa irrigua tal quale ma, covigneti dell’azienda Banfi (Banfi
me dicono gli israeliani, come
soc. agr.) nei primi anni ‘80, ma
“tool”, ossia come strumento.
si trattava praticamente di un
Vediamo un caso esemplare.
esperimento. Successivamente
Nel ’75, nel Castello di Villa
si iniziò invece a farli su larga
scala, e a oggi nell’azienda Banfi
sono circa 700 gli ettari di vigneto e 100 quelli dei frutteti (susini
e ciliegi) irrigati a goccia.
B
ENTRATA IN PRODUZIONE
L’irrigazione dell’azienda è suddivisa in una ventina di comprensori, ognuno dei quali è di
50-100 ettari ed è servito da un
impianto completo.
Vigneto con impianto
a goccia.
L’introduzione su larga scala
dell’irrigazione del vigneto è legata soprattutto al sostegno della radicazione delle talee, specie
se queste vengono impiantate in
un periodo nel quale non piove.
Inoltre, grazie all’irrigazione, si risparmia un anno per
l’entrata in produzione (3 anni
invece di 4) e si evitano le eventuali fallanze.
Con l’irrigazione a goccia,
grazie a dosi specifiche di acqua
e fertilizzanti, si riescono a gestire anche produzioni effettuate
su terreni disomogenei. Oggi,
dunque, tutti i reimpianti, a garanzia della perfetta riuscita,
vengono fatti installando parallelamente l’irrigazione a goccia.
Oltre ai problemi legati all’attecchimento dobbiamo ricordare
che, nella fase vegetativa della
pianta, ci sono due fasi importanti nelle quali l’acqua gioca un
ruolo determinante. Si tratta dell’invaiatura, che richiede una
buona dotazione d’acqua, e della
maturazione.
Il costo di un impianto irri-
guo è abbastanza elevato, così
come è elevato quello delle concimazioni, ma la qualità e la produzione ottenute così permettono di sostenere i costi.
Nel 2012 c’è stata un’estate
estremamente calda e siccitosa;
solo intervenendo al momento
opportuno con l’irrigazione si è
potuta salvare la produzione e
soprattutto si è riusciti a garantire la qualità delle uve e quindi
del vino.
In diversi casi si sono riuscite
a garantire annate di qualità
quando molti avevano perso la
produzione o questa si era dimostrata di scarsa qualità.
Lo scorso anno, addirittura,
nel quale le precipitazioni non
sono mancate, sembrava che
non si dovesse irrigare; sono poi
bastati 15 giorni di caldo intenso
e oltretutto ventosi (il vento, come si sa, alimenta la siccità), e
l’intervento irriguo è stato fondamentale per poter contare, alla
fine, su una buona produzione.
La decisione di irrigare in un
vigneto (e qui ritorna il concetto
n. 26/2014
28 giugno 2014
[ AZIENDE E PRODOTTI ]
COSTI
Impianto
a goccia
La manutenzione dell’impianto è fondamentale.
di irrigazione come “tool”) deve
essere presa dall’agronomo che
si deve consultare con l’enologo
per avviare un programma irriguo teso a ottimizzare, oltre alla
quantità della produzione di
uva, le caratteristiche organolettiche del vino che si vuole produrre.
POLMONE IRRIGUO
Nella tenuta di Villa Banfi sono
presenti divesi invasi artificiali,
che rappresentano un importante polmone di scorta per l’irrigazione. Esistono sistemi di prelievo per il pompaggio dell’acqua
dall’Orcia e dall’Ombrone (in
punti autorizzati), come si diceva, ma se viene un temporale
l’acqua si carica di fango e, nonostante l’eventuale filtrazione,
l’acqua risulta inutilizzabile.
In questo caso l’uso dell’acqua contenuta negli invasi diventa indispensabile.
L’acqua viene pompata con
motopompe ed elettropompe in
una rete principale di adduzione in pvc. Prima di essere immessa in campo l’acqua viene
sempre filtrata; il filtraggio è
fondamentale e viene fatto in
funzione del tipo di acqua utilizzato. I filtri a quarzite (sabbia
silicea con una pezzatura di 1-2
mm) sono i più efficaci ai quali
segue un filtro a rete (si parla di
elementi filtranti in acciaio inox
a 120 mesh).
Gran parte dei componenti
delgi impanti sono di produzione israeliana con particolare riguardo alle ali gocciolanti autocompensanti NaanDanJain che
offrono ottime garanzie di funzionalità nel tempo.
Esistono vari tipi di ala gocciolante, di vari spessori, anche
sotto il millimetro: ovviamente
meno è spessa più è economica.
Negli impianti di Villa Banfi
viene utilizzata solo ala gocciolante da 1 mm in su perché questa offre maggiori garanzie di
durata e, in genere, mette al riparo l’impianto da problemi che
si vengono a delineare nel tempo, come screpolatura e piegature che portano a disuniformità di distribuzione e rotture.
È vero, viene speso qualcosa
di più ma la garanzia di funzionalità e la durata nel tempo ripagano ampiamente la maggior
spesa.
La distribuzione in campo
viene fatta con tubi in polietilene
(da 63 a 110 mm). L’acqua deve
essere governata in modo da
avere una pressione costante nel
tempo per mezzo di regolatori
di pressione e gocciolatori autocompensanti. A tale proposito è
interessante segnalare che in un
vigneto che doveva essere rifatto, quando è stata tolta l’ala gocciolante Naan PC messa in opera 29 anni fa, si è visto che questa
risultava ancora integra e garan-
Terra e Vita 65
I
l costo a ettaro per un impianto
d’irrigazione a goccia chiavi in
mano varia a secondo delle aree
geografiche, alla morfologia del
territorio e soprattutto alla qualità
dei prodotti utilizzati. In linea di
massima possiamo affermare che per un impianto in pianura il costo medio è di circa 3.000-3.500 €. Nel caso di un
impianto in collina il costo a medio sale a 4.500- 5.000 €.
Ecco il materiale che generalmente viene utilizzato per
la realizzazione di un impianto su vigneto di un ettaro:
- ala gocciolante auto compensante: dai 3.600 a 4.500
metri (in base al sesto d’impianto);
- idrovalvola di riduzione pressione;
- valvole di spurgo di fine linea (una peri filare);
- tubazione in Pead – polietilene ad alta densità – (in
misura variabile in funzione della topografia del terreno).
Naturalmente al costo a ettaro concorrono anche, in
misura proporzionale, i costi del filtro, dell’automazione e
di tutta la manodopera per la posa.
Ala gocciolante Naan Pc.
tiva ancora una perfetta uniformità di distribuzione irrigua.
D’altra parte l’impianto irriguo dovrebbe durare quanto il
vigneto per evitare di rimetterci
mano prima del reimpianto.
LA MANUTENZIONE
Ma il segreto per il buon funzionamento di un impianto è una
costante e corretta manutenzione. Nell’azienda Banfi c’è una
persona che segue ogni comprensorio irriguo (o al massimo
ne segue due se non sono troppo grandi) che si preoccupa di
tenere l’impianto in perfette
condizioni grazie alla pulitura
delle ali la cui durata e funzionalità nel tempo risulta così garantita. Certamente la manodopera ha un costo notevole ma
anche questo viene ampiamento ammortizzato.
La tempestività d’intervento
è uno degli aspetti più importanti dell’irrigazione a goccia,
che è quindi in grado di reagire
prontamente alle condizioni atmosferiche ambientali nonché
alla fisiologia della pianta.
L’abbinamento della fertirrigazione, che garantisce perfetti
dosaggi di fertilizzanti a seconda della necessità è un altro
aspetto fondamentale.
66 Terra e Vita
[ AZIENDE E PRODOTTI ]
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DIFESA La novità Vibrance Gold, conciante per cereali a base di sedaxane, fludioxonil e difenoconazolo
Così la concia abbina efficacia
e azione biostimolante
DI ALESSANDRA SGARBOSSA Più radici, più resa e
FIG. 1 - I RISULTATI
Sviluppo vegetativo
Produzione t/ha
Attività di sperimentazione
2012/13
Attività di sperimentazione
2012/13
queste considerazioni prende
spunto la ricerca applicata che
niente mal del
molte aziende di prodotti per
l’agricoltura sperimentano nei
piede: la conferma
loro laboratori. Tra queste, Syngenta. La multinazionale svizzedalle prove
ra è attiva anche nel settore della
concia delle sementi è ha appena lanciato un fungicida per la
concia ad azione biostimolante.
iogge persistenti per
Vibrance Gold, questo il nome
giorni e giorni come nei
del nuovo prodotto, è una noviclimi monsonici, seguite
tà di recente registrazione predall’aumento repentino delle
sentata nei giorni scorsi a Letemperature. Semine tutte da rignaro, alle porte di Padova, ad
fare per l’eccessiva umidità del
Agripolis, nell’azienda agraria
terreno. Sviluppo di malattie
universitaria che ne ha analizzafungine come il mal del piede,
to gli effetti su dinemico numero
IN COLLABORAZIONE CON
versi tipi di terreuno di frumento
SYNGENTA
ni nei campi spee altri cereali, oprimentali.
pure, a seconda
del periodo, piante sfibrate dall’eccessiva siccità. Anche in Ita TRATTAMENTI DEL SEME
lia gli agricoltori sono alle prese
Alla convention erano presenti
con problematiche dovute a stagli agenti delle principali ditte
gioni sempre più imprevedibili,
sementiere d’Italia. Perché orcon le inevitabili ricadute sulle
mai la concia artigianale, fatta
colture e sui redditi aziendali,
dagli stessi agricoltori, è una
già spesso risicati. Anche da
pratica quasi scomparsa e sono
soprattutto i sementieri a fare i
trattamenti.
Si stima infatti che nel nostro
paese la concia industriale sfiori
l’95% del totale, mentre a livello
europeo la percentuale è di poco
minore, l’80%. In generale il
mercato della concia è in evolu-
Il vistoso vantaggio di Vibrance Gold nelle emergenze (5 dic.)
Un vantaggio che si mantiene in fase di levata (4 aprile).
P
0,94
7,2
6,6
0,91
B
A
B
A
Standard
VIBRANCE GOLD
Standard
VIBRANCE GOLD
[ Fonte: sperimentazione interna Syngenta.
*I VANTAGGI
• Investimento ottimale fin dall’inizio
• Massima vigoria delle plantule
• Migliore assorbimento di acqua ed
elementi nutritivi
• Superiore resistenza agli stress idrici
• Radici più sane per massimizzare le rese
zione, secondo Syngenta è destinato ad aumentare del 10% fino
al 2016.
Studiato specificatamente
per la concia delle sementi di
cereali come frumento, orzo, segale, triticale e avena, il nuovo
fungicida ad ampio spettro
d’azione riesce a controllare i
principali agenti patogeni e, al
contempo, ad aumentare la vigoria delle plantule con benefici
alla produttività.
UNA MISCELA
BEN CALIBRATA
I principi attivi che lo compongono sono il sedaxane, il fludio-
[ AZIENDE E PRODOTTI ]
n. 26/2014
28 giugno 2014
LE PROVE
Rhizobox
e rhizodrone
L’
Azienda agraria del Dipartimento di
Agronomia dell’Università di Padova
ha valutato l’effetto del nuovo conciante
sullo sviluppo radicale precoce del frumento tenero in diversi tipi di terreno. La sperimentazione è stata condotta da Giuliano
Mosca e Teofilo Vamerali. Le prove con i rhizobox, dotati di pareti
trasparenti per l’osservazione delle radici e posti in serra, nella
stagione 2012-2013 e 2013-2014 sono state effettuate su suoli non
sterilizzati e sterilizzati per un periodo di circa 60 giorni, fino al
raggiungimento dello stadio di inizio accrescimento. Nonostante i
risultati non omogenei tra le due prove, è stato confermato in
entrambe l’aumento del numero di apici in suolo sabbioso, un
parametro importante della capacità di esplorazione della radice e
del conseguente assorbimento di acqua e nutrienti.
Una seconda indagine su densità di piante, resa e parametri qualitativi della granella e apparato radicale, quest’ultimo aspetto monitorato con carotaggi e uso di un rhizodrone con telecamera, è stato fatto su
sementi di frumento tenero varietà Illico conciate col nuovo prodotto e
xonil e il difenoconazolo. Su frumento il sedaxane è efficace contro fusariosi (Microdochium
nivale e Fusarium culmorum), rizottoniosi (Rhizoctonia cerealis),
carie (Tilletia caries e Tilletia controversa), carbone (Ustilago tritici), su orzo è efficace invece contro carbone (Ustilago hordei) e
striatura bruna (Pyrenophora
graminis). Ha una buona performance anche contro Cochliobolus
sativus, Septoria nodorum, Puccinia recondita, Erysiphe graminis e
Gaeumannomyces graminis. In
pratica il prodotto assicura protezione contro le principali malattie del seme, le più insidiose
per i coltivatori – si pensi che il
cosiddetto “mal del piede” dal
tipico annerimento alla base
della plantula, una fusariosi largamente diffusa, nei casi estremi può danneggiare la produzione anche fino al 60-70% – e
contro i patogeni diffusi nel terreno, come la Rhizoctoniai cui
sintomi cominciano a manifestarsi nei campi italiani. L’azione fungicida è attiva dalla semina alla levata del cereale, successivamente per malattie fogliari
sono più adatti trattamenti mirati e localizzati, come nel caso
Terra e Vita 67
della septoriosi che si manifesta
in terreni umidi con temperature relativamente elevate. Tuttavia le piante meglio nutrite grazie a un apparato radicale più
sviluppato si approcciano meglio ai patogeni.
La vera innovazione di questo prodotto è infatti, l’abbinamento dell’attività fungicida all’azione biostimolante sugli apparati radicali che ha effetti
sulla fase germinativa anche in
assenza di patologie. Lo si riscontra nella maggiore vigoria
delle singole piante e nella loro
più alta densità nell’area di coltura, in una maggiore capacità
di assorbimento dei nutrienti e
una maggiore resistenza agli
stress abiotici, come nel caso de-
Rhizobox. Inclinati e dotati di pareti trasparenti
per l’osservazione delle radici.
messe a dimora in otto lisimetri con quattro tipi di suolo (sabbioso,
organico, medio impasto-limoso, argilloso). Il controllo è stato fatto su
sementi non conciate. I risultati hanno evidenziato per le piante da semi
conciati una maggiore densità in tutti i suoli e un maggiore numero di
spighe/metro quadro in suolo organico. Per quanto riguarda il profilo di
densità e superficie radicale nei terreni a medio impasto-limoso, la
concia supera il controllo nell’orizzonte 50-60 cm.
gli stress idrici in zone di forte
siccità. Questi effetti fisiologici
sono stati studiati da Syngenta
nella Stazione sperimentale di
Foggia per quasi tre anni.
GLI AUMENTI DI RESA
A Carmagnola, nel Centro sperimentale delle Scuola di agraria
dell’ateneo torinese, si sono monitorati gli effetti del sedaxane
su grano varietà Altezza (coltura da biomassa) e varietà Arezzo (panificabile) seminati su
suolo franco sabbioso durante la
campagna 2012-2013. Come
confronto sono state usate sementi trattate con fludioxonil.
La ricerca guidata da Amedeo
Reyneri dell’Università di Torino ha parametrato, oltre alla re-
TAB. 1 - DOSI E MODALITÀ D’IMPIEGO
COLTURA
PATOGENI
DOSE ML PER
100 KG DI SEME
Frumento
Fusariosi (Microdochium nivale,
Fusarium culmorum),
Rizottoniosi (Rhizoctonia cerealis),
Carie (Tilletia caries,Tilletia
controversa),
Carbone (Ustilago tritici)
200
Carbone (Ustilago hordei),
Striatura bruna (Pyrenophora graminis)
200
Orzo
sistenza ai patogeni, anche altri
fattori, quali la resa produttiva,
il peso ettolitrico, il colore fogliare e il contenuto di glutine. È
emerso che nelle plantule da semi trattati con sedaxane si sono
manifestati pochi attacchi del
“mal del piede” e si sono riscontrati benefici e maggiori effetti
sull’area fogliare attiva delle
piante, evidenti aumenti di resa
dal 3 al 5%, tendenziali miglioramenti dei parametri qualitativi e del contenuto di glutine. «In
sintesi il sedaxane rappresenta
una soluzione che amplia il benessere della coltura – ha concluso Reyneri – Non trascurabile nemmeno la possibilità di ricalibrare
i
trattamenti
agrotecnici successivi, come la
fertilizzazione».
La formulazione nota come
Formula M del Vibrance Gold
permette un perfetto scorrimento dei semi al momento della
concia e della semina e l’assenza
di polverosità, aumentando la
sicurezza per gli operatori che
maneggiano prodotto conciante
prima o semi conciati poi. Nel
dossier di registrazione infine
non risultano effetti fitotossici a
carico della coltura.
68
[ INFORMAZIONI DALLE IMPRESE ]
Terra e Vita
n. 26/2014
28 giugno 2014
ORTOFRUTTA Una divisione per macro-categorie di prodotto e non semplicemente per specie
Il nuovo catalogo di Rijk Zwaan
R
ijk Zwaan Italia presenta il nuovo catalogo della propria gamma varietale particolarmente
adatta alle produzioni per il
mercato italiano.
La continua attività di ricerca e sviluppo ha permesso
alla società multinazionale
olandese di offrire un ventaglio di varietà caratterizzata
da performance sempre più
elevate e in grado di soddisfare i vari target di mercato.
Differenziandosi
dalle
precedenti edizioni, questa
volta Rijk Zwaan ha scelto di
dedicare ampio spazio a
quelli che sono i suoi valori
etici, racchiusi nel nuovo slogan aziendale: Sharing a Healthy Future.
Stiamo parlando delle sfide mondiali per un futuro
più sostenibile per tutti e per
il benessere delle persone e il
rispetto del nostro pianeta. Il
social network Love my Salad
e la filiale Afrisem sita in
Pomodoro RZ
malattie e condizioTanzania sono alcune
ni
climatiche. Inoltestimonianze del noRijk Zwaan Italia
tre diverse sono le
stro impegno in questa
innovazioni
che
direzione.
possono essere troSfogliando il catalovare nelle pagine di
go, la presentazione
questo catalogo codelle varietà risulta sume le Open Heart
bito di facile consultaCos, una nuova tipozione in quanto è prelogia di romane molto
sente una divisione
adatte per il procesper macro-categorie
sing e che possono esdi prodotto e non
sere raccolte meccanisemplicemente per
camente grazie al loro
specie come fanno i
“sviluppo aperto”.
cataloghi tradizioCatalogo Gam
Da segnalare anche
nali.
ma Varietale la lattuga
Salanova® diÈ stata prevista
anche una brochure
venuta ormai un must
separata annessa al
per praticità e gusto e
catalogo, con i
costantemente arricchiprincipali cicli di
ta di nuove proposte
coltivazione delle varietà.
dalle attraenti coloraziotutto il catalogo.
Questo strumento, estreni verdi e rosse e dal saLa gamma Rijk Zwaan si
mamente pratico e manegpore estremamente dolce.
distingue per l’alto spettro di
gevole, può dimostrarsi
Entrando nel vivo dei
resistenze genetiche alle
strategico per valutare le
prodotti a frutto, dopo il sucprincipali avversità legate a
produzioni senza doversi
cesso del pomodoro dal guportare con sé
sto eccezionale Rugantino
RZ F1, Rijk Zwaan replica
con un’ulteriore varietà di
Cuore di bue che promette
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n. 26/2014
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[ INFORMAZIONI DALLE IMPRESE ]
Terra e Vita
69
DIFESA Primo prodotto a base di terre diatomacee registrato in Italia. Per i cereali stoccati
SilicoSec controlla insetti e acari
M
olti avranno notato
che alcuni animali,
come gli uccelli, si
fanno “bagni di polvere” nella
sabbia o nel terreno asciutto con
lo scopo di liberarsi di alcuni
parassiti del loro corpo come
pulci o acari. Forse la stessa osservazione ha portato circa
4.000 anni fa gli antichi Cinesi a
usare le terre diatomacee contro
alcuni fitofagi. Solo però dal
1930 sono iniziati gli studi per
metterne a punto l’impiego. Infatti la prima formulazione
commerciale di terre diatomacee divenne disponibile solo negli anni ’50. Da allora le ricerche
si sono intensificate ottenendo
risultati lusinghieri, affinando
in modo sostanziale le applicazioni di terre diatomacee.
Come spesso accade per i
mezzi di controllo biologico o,
meglio in questo caso, non chimici, l’impiego delle diatomee
si perde nella notte dei tempi e il
recupero di vecchie tradizioni
porta alla riscoperta di tecnologie considerate desuete.
Le terre diatomacee, chiamate anche farine fossili, sono un
prodotto di origine naturale costituito di miliardi di diatomee
fossilizzate, tipiche alghe verdi
unicellulari, fondamentali componenti del fitoplancton e dotate di una struttura scheletrica silicea. Si sviluppano sia nell’acqua dolce dei laghi sia in
ambienti salmastri dove assorbono l’ossido di silicio disciolto
nell’acqua per produrre il proprio scheletro.
Alla loro morte lo scheletro si
deposita sul fondo degli oceani,
dei fiumi o dei laghi e nel giro di
qualche milione di anni si trasforma fossilizzandosi in terre
diatomacee. Tali depositi si originano molto lentamente (30 cm
in circa 30mila anni), stratificandosi in un soffice e spesso sedimento di natura gessosa. I giacimenti sono distribuiti in diverse
parti del mondo e risalgono fino
a 80 milioni di anni fa.
IL PRODOTTO
Il processo di produzione di SilicoSec
(reg.
15899
del
19/12/2013) prevede, oltre all’estrazione, il disseccamentoriscaldamento e la macinazione.
L’unica modifica rispetto al prodotto naturale consiste nella riduzione del contenuto in acqua
(dal 30 al 5%) grazie al riscaldamento. Per questa operazione è
fondamentale superare i 400 °C
così da evitare la formazione di
silice cristallina e mantenere la
totalità della struttura silicea
sotto forma amorfa, innocua per
i mammiferi. Inoltre la granulometria delle particelle si deve limitare non oltre ai 13-15 μm, così da evitare l’accumulo negli alveoli polmonari e allo stesso
tempo mantenere elevata l’efficacia contro gli insetti.
SilicoSec (identificabile chimicamente come biossido di silicio) è
una soffice polvere biancastra
simile al talco che può essere
agevolmente impiegata contro
gli insetti e gli acari dei cereali in
conservazione. La distribuzione
viene effettuata per aspersione a
secco (sulle pareti dei silos) o
tramite macchine dosatrici nei
nastri trasportatori delle granaglie. Le particelle di SilicoSec
aderiscono al corpo dell’insettoacaro mentre quest’ultimo si
sposta sulle superfici o all’interno delle derrate trattate. Il prodotto agisce per contatto: le par-
ticelle vengono assorbite dallo
strato lipidico che ricopre l’esoscheletro dell’insetto, così che
quest’ultimo muoia per disidratazione nel giro di alcuni giorni.
Per raggiungere questo obiettivo il livello di umidità relativa
dei cereali stoccati deve essere
inferiore al 14% (cosa che succede abitualmente per lo stoccaggio delle granaglie).
L APPLICAZIONE
SilicoSec può essere applicato
con due modalità:
- sulle pareti dei mulini e/o
dei silos vuoti;
- miscelato ai cereali in ingresso prima dello stoccaggio.
Nel primo caso si deve usare
un dosaggio di 10-20 g/m2, da
applicare con impolveratrice
(pistola per aspirazione e soffiaggio) azionata da compressore o a motore (pressione di 5-8
bar). SilicoSec va distribuito in
modo accurato e uniforme, facendo attenzione a trattare bene
soprattutto anfratti, crepe, fessure, giunti e cavità dove si annidano gli insetti dannosi.
Nel secondo caso SilicoSec
può essere aggiunto ai cereali in
entrata in magazzino manualmente o con metodi meccanici
(dosatori, attrezzature adatte
per la distribuzione di formulati
polverulenti). Il processo di miscelazione deve avvenire durante il trasporto dei cereali tramite elevatore, nastro trasportatore, vite di Archimede o
cinghia.
I dosaggi variano da 1 kg di
SilicoSec per tonnellata, applicato preventivamente a 2 kg/t
in caso di attacco già in atto.
Il trattamento non comporta
alcun cambiamento del colore
della farina e non influisce sulle
sue caratteristiche qualitative.
Invece è bene considerare che i
cereali trattati con SilicoSec possono subire una riduzione della
massa volumetrica e quindi della densità.
Contrariamente a quanto
fanno i comuni mezzi chimici le
terre diatomacee non lasciano
residui indesiderati nelle derrate. Inoltre, non provocano alcun
effetto sulla molitura del cereale, nella panificazione o nella
produzione di pasta o di malto.
Le derrate trattate possono essere tranquillamente usate per
l’alimentazione del bestiame.
I VANTAGGI
SilicoSec manifesta una buona
efficacia nel contenimento di diversi fitofagi delle derrate quali
Coleotteri (Sitofilo, Calandre, Triboli, Tenebrione, Silvano, Criptoleste e Punteruolo, ecc.), Lepidotteri
(Efestia e Tignole) e acari delle
derrate. Preferibilmente viene
applicato con un approccio preventivo, ma in caso di necessità
anche curativamente e manifesta (trattandosi di scheletri fossilizzati) una prolungata attività. Il prodotto è inodore e le aree
trattate sono accessibili fin da
subito una volta eseguito il trattamento. Le terre diatomacee
sono in corso di inserimento
nell’all. II del reg. Ce 834/2007
per l’agricoltura biologica, anche se, secondo i regolamenti
del Fibl, il prodotto SilicoSec è
già impiegabile in Germania e
in Svizzera per i produttori biologici.
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DI VISTA AGRONOMICO E COMMERCIALE. IL CANDIDATO DOVREBBE ESSERE
RESIDENTE NELLA ZONA.
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PERITO AGRARIO
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comunicati a soggetti terzi per i quali la conoscienza dei Suoi dati risulti necessaria o comunque funzionale allo svolgimento
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n. 26/2014
28 giugno 2014
[ TENDENZE E MERCATI ]
Terra e Vita
73
Periscopio
Prezzi dei prodotti agricoli
T
erza ottava di giugno caratterizzata da un ulteriore rialzo per i baliotti per i
quali a fronte di una domanda
costante, abbiamo un’offerta
che va sempre più contraendosi;
risultano invece cedenti i prezzi
dei vitelli da ristallo (Limousine
e Charolaise in particolare) per i
quali l’offerta è in lento ma graduale aumento.
GIÙ I BOVINI DA RISTALLO
Per il mercato dei bovini da macello che continua a versare in
una situazione di difficoltà, abbiamo prezzi nuovamente in calo per molte tipologie di vitelloni che a seconda delle piazze subiscono flessioni più o meno
importanti. In calo anche le quotazioni delle vacche da macello
che cedono sulle maggiori piazze di rilevazione eccetto Montichiari. Stabili le manze ed vitelli.
SUINETTI, CALO STAGIONALE
Prosegue il calo stagionale dei
suinetti fino a 40 kg con segnali
più stabili per la pezzatura dei
15 kg; insiste invece un leggero
aumento per i magroni da 65 a
100 kg. Relativamente ai suini
da macello un aumento dei listini ha caratterizzato l’ inizio della settimana con la quotazione
classica che si è attestata ad 1,53
€/kg (+2 cent) favorita dal non
equilibrio presente tra domanda
e offerta. La CUN non è riuscita
ad arrivare ad un’indicazione
del prezzo e la quotazione è stata rinviata al prossimo lunedì.
La Borsa di Parma a fine settimana ha, in linea con la CUN,
espresso il non quotato. Nella
fase attuale si registra, come abbiamo sottolineato, un leggero
disequilibrio fra domanda e offerta, ma il mercato resta condizionato dall’andamento dei tagli, ancora poco brillante.
POLLI, CALANO I CONSUMI
La settimana fa registrare un andamento contenuto per i consumi di carne di pollo, per il mercato del vivo, le quotazioni rimangono stabili, subendo un
rallentamento rispetto alle precedenti, fattore che ha inciso,
l’aumento delle temperature.
Situazione che continua ad
essere difficoltosa per il settore
cunicolo, principalmente per i
consumi; contemporaneamente
l’offerta di conigli vivi sul mercato nazionale continua ad essere superiore rispetto alla domanda, tutto questo si ripercuote sulle quotazioni che calano
ulteriormente di circa 3 cent su
base congiunturale. Stessa tendenza per i prezzi del macellato
(dal 16 al 23 giugno)
che perdono circa 5 cent rispetto
alla settimana precedente. Le
importazioni da oltre confine a
prezzi più competitivi continuano a penalizzare il nostro prodotto che a detta degli operatori
col sopraggiungere del caldo
potrebbe subire ulteriori ribassi.
ANCORA GIÙ I GRANA
Prosegue l’andamento calmo
del comparto. La terza ottava di
giugno è stata contraddistinta,
come la precedente, da una flessione dei listini dei due formaggi grana a denominazione. Per
ciò che concerne il Grana Padano ha mostrato, listini stabili solo su Cremona e Milano, palesando uno stato di sofferenza su
Mantova e Piacenza dove, per
tutte le stagionature commercializzate, i prezzi hanno subito
una contrazione di 5 cent. Segnali poco incoraggianti anche
per il Parmigiano Reggiano, il
quale ha lasciato al mercato diversi centesimi e su diverse
piazze di quotazione. Le flessioni più marcate per il Parmigiano
Reggiano si sono avute sulla
piazza Mantova (-10 cent per
entrambe le stagionature). Più
ridimensionati i cali su Milano
(-5 cent). Sulle piazze emiliane si
registra, sempre in presenza di
scambi calmi, un andamento
più stazionario, ma con ancora
cali per la produzione 12 mesi,
la più penalizzata.
OLI, MERCATO ATTIVO
La terza settimana di giugno ha
evidenziato un mercato degli oli
di oliva piuttosto attivo.
Dopo un lungo periodo caratterizzato da aumenti le quotazioni medie dell’extravergine
di oliva sono rimaste stabili sui
gli ultimi valori rilevati. Si sono,
invece, annotati rialzi per il vergine e, in particolare, per il lampante (+1,5%) sulla scorta degli
aumenti registrati sul mercato
comunitario. Scambi in lieve ripresa, ma sempre per coperture
immediate, la prudenza continua comunque ad orientare gli
operatori. Stabili le quotazioni
degli oli Dop e Igp.
VINI, SCAMBI LIMITATI
Il mercato vitivinicolo è ancora
caratterizzato da scambi piuttosto limitati.
I vini bianchi comuni sono
quotati a 3,03 €/ettogrado, mentre i rossi a 3,81 rimanendo sostanzialmente invariati rispetto
alla scorsa settimana.
In collaborazione con Ismea - Istituto
di servizi per il mercato agricolo alimentare
[ TENDENZE E MERCATI ]
74 Terra e Vita
n. 26/2014
28 giugno 2014
PREZZI DEI PRODOTTI AGRICOLI
In collaborazione con ISMEA - Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare
ANIMALI VIVI
AGNELLI DA MACELLO
€/KG
KG. 12-20
CAMPOBASSO
3,50/6,00
GROSSETO
3,40/3,50
NAPOLI
3,50/6,00
SIENA
2,00/2,20
VITERBO
3,00/3,30
KG. 8-12
CAGLIARI
FERRARA
3,00/3,20
FIRENZE
1,75/1,80
FOGGIA
3,50/3,60
GROSSETO
3,80/4,00
MACOMER
NOCI
3,40/3,50
SIENA
3,00/3,20
AGNELLONI DA MACELLO
€/KG
KG. 20-30
CAMPOBASSO
FERRARA
FOGGIA
NAPOLI
NOCI
VITERBO
ANATRE
3,00/5,50
2,80/3,00
2,90/3,15
3,50/4,80
2,90/3,05
-
€/KG
GENERALE
AREZZO
2,20/2,29
CUNEO
2,20/2,29
FORLI'
2,20/2,29
TREVISO
2,20/2,29
VERONA
2,20/2,29
BALIOTTI DA RISTALLO
€/KG/PESO VIVO
INCROCIO
CREMONA
VICENZA
PEZZATA NERA
CREMONA
MODENA
PADOVA
VICENZA
PEZZATA ROSSA
VICENZA
RAZZE DA CARNE
MODENA
PADOVA
RAZZE VARIE
MONTICHIARI
R. EMILIA
CONIGLI
3,10/4,40
2,70/3,00
1,90/2,30
2,05/2,70
1,75/2,55
1,85/2,25
3,50/4,50
3,89/4,60
3,00/3,50
2,00/2,20
2,70/2,83
€/KG
LEGGERI
AREZZO
CUNEO
FORLI'
MACERATA
PERUGIA
TREVISO
VERONA
PESANTI
AREZZO
CUNEO
FORLI'
MACERATA
PERUGIA
TREVISO
VERONA
FARAONE
1,48/1,52
1,50/1,55
1,48/1,52
1,38/1,44
1,40/1,46
1,38/1,44
1,55/1,61
1,55/1,60
1,55/1,61
1,65/1,75
1,44/1,50
1,46/1,52
1,44/1,50
€/KG
TAGLIA LEGGERA
CUNEO
PADOVA
PERUGIA
TREVISO
VERONA
TAGLIA PESANTE
AREZZO
FORLI'
TREVISO
2,00/2,04
1,95/1,99
1,93/2,07
1,90/1,95
2,00/2,04
1,93/2,07
1,93/2,07
1,95/2,00
SCROFE
GALLINE
€/KG
€/KG
TAGLIA MEDIA
AREZZO
0,30/0,32
CUNEO
0,30/0,32
PERUGIA
0,33/0,35
TREVISO
0,26/0,28
VERONA
0,30/0,32
TAGLIA PESANTE
AREZZO
0,39/0,43
CUNEO
0,39/0,43
FORLI'
0,39/0,43
PADOVA
0,38/0,40
TREVISO
0,38/0,40
VERONA
0,39/0,43
MANZE DA MACELLO
€/KG/PESO VIVO
CHAROLAISE
CARMAGNOLA
2,10/2,10
MODENA
2,52/2,60
MONTICHIARI
2,54/2,64
VICENZA
2,70/2,80
FRISONA/PEZZ. NERA
CREMONA
1,03/1,35
MODENA
1,40/1,55
INCROCIO FRANCESE
CREMONA
1,81/2,19
MONTICHIARI
2,48/2,58
VICENZA
2,25/2,50
LIMOUSINE
CARMAGNOLA
2,45/2,65
MODENA
2,82/2,97
MONTICHIARI
2,86/2,96
VICENZA
2,90/3,05
MARCHIGIANA
MACERATA
3,25/3,40
PEZZATA ROSSA
MODENA
2,00/2,15
PIEMONTESE/COSCIA
CUNEO
2,70/3,40
RAZZE DA CARNE
MILANO
3,23/3,43
MODENA
RAZZE VARIE
MILANO
1,93/2,00
PECORE DA MACELLO
€/KG
KG. 30-50
CAGLIARI
CAMPOBASSO
FERRARA
FOGGIA
GROSSETO
NAPOLI
NOCI
VITERBO
PICCIONI
0,45/0,50
0,30/0,45
1,00/1,10
0,90/1,20
0,40/0,60
0,45/0,45
0,90/1,10
0,50/1,10
GENERALE
AREZZO
CUNEO
FORLI'
POLLI
5,30/5,50
5,90/6,10
5,30/5,50
€/KG
€/KG
TAGLIA LEGGERA
AREZZO
CUNEO
FORLI'
MACERATA
PADOVA
PERUGIA
TREVISO
VERONA
TAGLIA PESANTE
AREZZO
CUNEO
FORLI'
MACERATA
PADOVA
PERUGIA
TREVISO
VERONA
1,21/1,23
1,21/1,23
1,21/1,23
1,21/1,23
1,21/1,23
1,20/1,22
1,21/1,23
1,21/1,23
1,21/1,23
1,21/1,23
1,14/1,18
1,21/1,23
1,21/1,23
1,20/1,22
1,21/1,23
GENERALE
AREZZO
FORLI'
0,64/0,74
MACERATA
SUINI DA MACELLO
€/KG
115/130 KG
AREZZO
CREMONA
1,44/1,47
MACERATA
MILANO
MODENA
PERUGIA
R. EMILIA
SIENA
1,43/1,51
130/144 KG
CREMONA
1,47/1,53
FORLI'
MACERATA
MILANO
MODENA
PARMA
PERUGIA
R. EMILIA
SIENA
1,43/1,51
144/156 KG
CREMONA
1,53/1,53
FORLI'
MILANO
MODENA
PARMA
PERUGIA
R. EMILIA
SIENA
1,43/1,51
145/160 KG
MACERATA
156/176 KG
CREMONA
1,53/1,53
FORLI'
MILANO
MODENA
PARMA
PERUGIA
R. EMILIA
SIENA
1,43/1,51
160/180 KG
MACERATA
176/180 KG
CREMONA
1,50/1,53
MILANO
MODENA
PARMA
PERUGIA
R. EMILIA
SIENA
1,43/1,51
180/185 KG
AREZZO
CREMONA
1,50/1,50
MILANO
MODENA
1,45
PARMA
1,51
PERUGIA
1,45
R. EMILIA
1,51
90/115 KG
MACERATA
1,60
MILANO
MODENA
1,67
PERUGIA
1,65
R. EMILIA
1,58
SIENA
1,66
OLTRE 185 KG
CREMONA
1,50/1,50
MILANO
MODENA
1,40
PARMA
1,48
PERUGIA
1,40
R. EMILIA
1,48
SUINI D’ALLEVAMENTO
€/KG
100 KG
CREMONA
MACERATA
MANTOVA
MILANO
MODENA
PARMA
1,60
1,63
1,59
1,61
1,62
PERUGIA
R. EMILIA
15 KG
CREMONA
MANTOVA
MILANO
MODENA
PARMA
PERUGIA
R. EMILIA
20 KG
AREZZO
FORLI'
25 KG
CREMONA
MACERATA
MANTOVA
MILANO
MODENA
PARMA
PERUGIA
R. EMILIA
SIENA
30 KG
AREZZO
CREMONA
FORLI'
MACERATA
MANTOVA
MILANO
MODENA
PARMA
PERUGIA
R. EMILIA
40 KG
AREZZO
CREMONA
FORLI'
MACERATA
MANTOVA
MILANO
MODENA
PARMA
PERUGIA
R. EMILIA
SIENA
50 KG
CREMONA
FORLI'
MACERATA
MANTOVA
MILANO
MODENA
PARMA
PERUGIA
R. EMILIA
60 KG
FORLI'
65 KG
AREZZO
CREMONA
MACERATA
MANTOVA
MILANO
MODENA
PARMA
PERUGIA
R. EMILIA
SIENA
80 KG
CREMONA
MACERATA
MANTOVA
MILANO
MODENA
PARMA
PERUGIA
R. EMILIA
SIENA
TACCHINI
1,55
1,64
4,25
4,20
4,29
4,21
4,20
4,30
4,21
3,68
3,64
3,15
3,35
3,04
3,12
3,06
3,04
3,15
3,06
2,82/4,21
2,87
2,85
2,82
3,00
2,79
2,87
2,82
2,78
2,90
2,79
2,45
2,43
2,38
2,50
2,35
2,42
2,37
2,35
2,40
2,36
2,12/2,82
2,09
2,12
2,10
2,10
2,10
2,12
2,08
2,10
2,09
1,93
1,85
1,90
1,85
1,91
1,85
1,91
1,80
1,80
1,90
1,91/2,12
1,71
1,65
1,71
1,68
1,72
1,65
1,60
1,71
1,72/1,91
€/KG
TAGLIA MEDIA
MACERATA
PERUGIA
TREVISO
TAGLIA PESANTE
AREZZO
FORLI'
PADOVA
VERONA
1,43/1,45
1,43/1,45
1,38/1,40
1,43/1,45
1,43/1,45
1,40/1,42
1,40/1,42
TORI DA MACELLO
€/KG/PESO VIVO
PIEMONTESE
CARMAGNOLA
1,20/1,43
CUNEO
1,93/2,63
RAZZE DA CARNE
CREMONA
1,23/1,23
MILANO
1,25/1,38
VACCHE DA MACELLO
€/KG/PESO VIVO
BRUNA
VICENZA
0,85/1,15
CHIANINA
GROSSETO
1,25/1,35
PERUGIA
1,33/1,50
FRISONA/PEZZ. NERA
MODENA
CARMAGNOLA
0,57/0,81
CREMONA
0,68/0,80
FORLI'
0,95/1,05
MONTICHIARI
1,15/1,28
PERUGIA
0,43/0,55
R. EMILIA
1,05/1,21
VICENZA
0,90/1,05
MARCHIGIANA
MACERATA
1,25/1,43
MAREMMANA
GROSSETO
0,78/0,98
PEZZATA ROSSA
FORLI'
1,10/1,15
PERUGIA
VICENZA
1,20/1,30
PIEMONTESE
CARMAGNOLA
1,35/1,58
CUNEO
1,23/2,28
RAZZE DA CARNE
MODENA
MILANO
0,63/0,65
ROMAGNOLA
FORLI'
1,25/1,35
VARIE RAZZE
CARMAGNOLA
MILANO
0,80/0,92
PADOVA
1,04/1,15
VICENZA
0,50/0,60
VITELLI DA RISTALLO
€/KG/PESO VIVO
CHAROLAISE
MODENA
1,40/1,56
MONTICHIARI
2,94/3,04
PADOVA
3,09/3,14
INCROCIO FRANCESE
MONTICHIARI
2,94/3,04
PADOVA
3,11/3,16
LIMOUSINE
MODENA
2,98/3,37
MONTICHIARI
3,12/3,22
POLACCHI
MODENA
VITELLI/E DA MACELLO
€/KG/PESO MORTO
FRISONA/PEZZ. NERA
MODENA
MONTICHIARI
R. EMILIA
INCROCI
CUNEO
GROSSETO
PERUGIA
MARCHIGIANA
MACERATA
PIEMONTESE/COSCIA
CUNEO
POLACCHI
MODENA
RAZZE DA CARNE
MODENA
MILANO
VARIE RAZZE
MILANO
PADOVA
VICENZA
1,25/1,38
0,73/0,97
2,55/4,40
3,50/3,60
3,35/3,50
4,13/4,30
4,35/5,63
3,80/3,90
2,50/2,68
3,46/3,70
3,10/3,33
[ TENDENZE E MERCATI ]
n. 26/2014
28 giugno 2014
Terra e Vita 75
PREZZI DEI PRODOTTI AGRICOLI
VITELLONI/MANZI DA MACELLO
€/KG/PESO VIVO
CHAROLAISE
CARMAGNOLA
FORLI'
MODENA
MONTICHIARI
PADOVA
VICENZA
CHIANINA
GROSSETO
PERUGIA
FRISONA/PEZZ. NERA
CARMAGNOLA
CREMONA
MODENA
MONTICHIARI
PADOVA
R. EMILIA
VICENZA
INCROCI
CREMONA
GROSSETO
MACERATA
MODENA
PADOVA
PERUGIA
VICENZA
INCROCIO FRANCESE
MONTICHIARI
LIMOUSINE
CARMAGNOLA
FORLI'
MODENA
MONTICHIARI
PADOVA
VICENZA
MARCHIGIANA
MACERATA
PEZZATA ROSSA
FORLI'
MODENA
MONTICHIARI
VICENZA
PIEMONTESE
CARMAGNOLA
CUNEO
PIEMONTESE/COSCIA
CUNEO
POLACCHI
MODENA
MONTICHIARI
PADOVA
RAZZE DA CARNE
GROSSETO
MILANO
ROMAGNOLA
FORLI'
VARIE RAZZE
MILANO
2,40/2,60
2,35/2,45
1,16/1,21
2,35/2,45
2,35/2,41
2,65/2,80
2,80/2,90
2,80/2,93
1,45/1,60
1,29/1,48
0,72/0,78
1,48/1,65
0,74/0,80
1,60/1,80
1,72/1,88
1,73/1,85
2,45/2,53
1,93/2,04
2,08/2,13
1,60/1,73
2,20/2,35
2,25/2,35
2,50/2,70
2,75/2,83
2,52/2,80
2,62/2,72
2,65/2,83
2,80/2,90
2,70/2,90
1,63/1,73
1,91/2,00
2,10/2,20
2,40/2,55
2,70/3,18
1,66/1,77
1,90/2,00
1,97/2,11
2,30/2,40
2,43/2,58
2,50/2,70
1,38/1,48
CARNI FRESCHE
CARNI BOVINI ADULTI
€/KG
MEZZENE
MILANO
MODENA
QUARTI ANTERIORI
MILANO
QUARTI POSTERIORI
MILANO
MODENA
CARNI DI AGNELLO
2,22/2,47
3,43/3,67
1,27/1,37
2,20/2,53
4,34/4,64
€/KG
KG. 5-7
CAGLIARI
FOGGIA
6,90/7,00
MILANO
8,00/8,50
NAPOLI
12,00/12,00
KG. 7-9
FIRENZE
3,10/3,40
GROSSETO
7,80/8,00
CARNI DI AGNELLONE
€/KG
KG. 13-15
NAPOLI
8,00/8,00
KG. 15-18
FOGGIA
MILANO
CARNI DI ANATRA
5,50/5,70
6,80/7,00
€/KG
EVISCERATE
FIRENZE
3,60/3,90
MILANO
4,40/4,50
CARNI DI CONIGLIO
€/KG
INTERI
PALERMO
4,10/4,20
SCUOIATI
FIRENZE
3,70/3,90
MILANO
2,80/3,20
CARNI DI FARAONA
€/KG
EVISCERATE
FIRENZE
4,22/4,37
MILANO
3,30/3,40
INTERE
VERONA
3,00/3,10
CARNI DI GALLINA
€/KG
EVISCERATE
FIRENZE
MILANO
INTERE
VERONA
CARNI DI PECORA
1,30/1,45
1,70/1,90
1,85/1,95
€/KG
KG. 18-25
CAGLIARI
3,00/3,30
FOGGIA
2,50/3,00
GROSSETO
2,63/3,40
MILANO
CARNI DI PICCIONE
€/KG
EVISCERATE
FIRENZE
MILANO
CARNI DI POLLO
9,65/10,30
11,30/11,60
€/KG
BUSTI
FIRENZE
MILANO
PALERMO
VERONA
COSCE
FIRENZE
MILANO
VERONA
EVISCER.IN
FIRENZE
MILANO
PALERMO
VERONA
PETTI NAZIONALE
FIRENZE
MILANO
VERONA
CARNI DI TACCHINO
2,55/2,60
2,30/2,40
2,35/2,45
2,20/2,30
4,20/4,25
1,85/1,95
2,05/2,15
2,45/2,60
1,95/2,05
2,25/2,35
2,10/2,20
5,80/6,10
4,60/4,70
4,75/4,85
€/KG
EVISCERATE
FIRENZE
MILANO
FESA
FIRENZE
MILANO
VERONA
INTERE
VERONA
CARNI DI VITELLO
3,78/3,88
2,15/2,25
5,80/6,00
4,70/4,90
4,85/4,95
2,25/2,35
€/KG
MEZZENE
FIRENZE
MILANO
MODENA
PALERMO
QUARTI ANTERIORI
FIRENZE
MILANO
MODENA
PALERMO
QUARTI POSTERIORI
FIRENZE
MILANO
MODENA
PALERMO
COPPA FRESCA
5,65/5,85
3,49/3,89
5,58/5,82
5,00/5,20
4,05/4,15
2,71/3,01
2,93/2,98
4,20/4,70
7,75/7,85
4,73/5,23
8,19/8,62
5,20/5,70
€/KG
NON SPECIFICATO
MODENA
4,63
LOMBO INTERO SENZA
COSTATO
€/KG
NON SPECIFICATO
MODENA
LOMBO MODENA
4,80
3,20/3,47
4,73/4,98
5,00/5,20
7,15/7,35
6,35/7,02
7,68/7,96
5,20/5,70
AVENA
€/TONNELLATE
BARI
GROSSETO
AVENA ESTERA
190,00/200,00
BOLOGNA
CATANIA
191,00/201,00
MILANO
190,00/202,00
PADOVA
202,00/205,00
TREVISO
197,00/205,00
FRUMENTO DURO
€/TONNELLATE
BUONO MERCANTILE
BARI
CATANIA
245,00/250,00
FOGGIA
270,00/275,00
GROSSETO
270,00/275,00
PALERMO
245,00/250,00
PESCARA
270,00/280,00
FINO
CATANIA
255,00/260,00
FOGGIA
280,00/285,00
GROSSETO
280,00/290,00
PALERMO
255,00/260,00
PESCARA
290,00/295,00
MERCANTILE
BARI
CATANIA
235,00/240,00
FOGGIA
260,00/265,00
PALERMO
235,00/240,00
FRUMENTO DURO ESTERO
€/TONNELLATE
€/KG
NON SPECIFICATO
MODENA
LOMBO PADOVA
4,85
NON SPECIFICATO
MODENA
PANCETTA FRESCA
5,20
€/KG
€/KG
NON SPECIFICATO
MODENA
3,47
PANCETTONE CON BRONZA
€/KG
NON SPECIFICATO
MODENA
PROSCIUTTO COTTO
CEREALI E DERIVATI
€/TONNELLATE
1,91
€/KG
NON SPECIFICATO
MODENA
6,50/7,40
PROSCIUTTO COTTO DI ALTA
QUALITA'
€/KG
NON SPECIFICATO
MODENA
13,00/14,20
PROSCIUTTO COTTO SCELTO
€/KG
NON SPECIFICATO
MODENA
10,80/12,00
PROSCIUTTO FRESCO PER CRUDO
COMUNITARIO
MILANO
NON COMUNITARIO
MILANO
300,00/323,00
FRUMENTO TENERO
€/TONNELLATE
BUONO MERCANTILE
ALESSANDRIA
GROSSETO
220,00/225,00
PADOVA
182,00/185,00
PESCARA
215,00/220,00
TREVISO
181,00/183,00
FINO
GROSSETO
225,00/230,00
PESCARA
230,00/235,00
FRUMENTO TENERO ESTERO
€/TONNELLATE
COMUNITARIO
BARI
MILANO
NAPOLI
TORINO
VERONA
EXTRACOMUNITARIO
ALESSANDRIA
BOLOGNA
MILANO
NAPOLI
PADOVA
TORINO
VERONA
MAIS
10/12 KG
MODENA
3,52
12/15 KG
MODENA
3,89
SPALLA SENZA OSSO
NON SPECIFICATO
MODENA
COMUNITARIO
ALESSANDRIA
10/12 KG
MODENA
2,71
12/15 KG
MODENA
3,18
PROSCIUTTO PER PROD. TIPICHE
€/KG
2,93
103,50/104,50
114,50/115,00
205,00/207,00
205,00/206,00
290,00/291,00
293,00/295,00
307,00/311,00
304,00/305,00
147,50/148,50
309,00/313,00
295,00/298,00
€/TONNELLATE
ALESSANDRIA
ANCONA
BOLOGNA
BRESCIA
GROSSETO
MILANO
MODENA
NAPOLI
PADOVA
PERUGIA
R. EMILIA
ROMA
TORINO
TREVISO
UDINE
VERONA
MAIS ESTERO
€/KG
€/KG
€/KG
BUSTI
MILANO
MODENA
PALERMO
MEZZENE
FIRENZE
MILANO
MODENA
PALERMO
SELLE
FIRENZE
9,70/9,90
MILANO
7,97/8,60
MODENA
10,73/10,93
PALERMO
5,70/6,20
CARNI DI VITELLONE
178,00/181,00
170,00/175,00
190,00/194,00
185,00/186,00
187,00/193,00
189,00/190,00
198,00/199,00
215,00/220,00
184,00/186,00
170,00/175,00
181,00/183,00
187,00/191,00
178,00/180,00
182,00/184,00
179,00/181,00
186,00/187,00
BOLOGNA
CATANIA
MILANO
NAPOLI
ORZO
202,00/204,00
198,00/200,00
198,00/200,00
205,00/206,00
ANCONA
BOLOGNA
BRESCIA
FOGGIA
GROSSETO
MILANO
MODENA
NAPOLI
PADOVA
R. EMILIA
TORINO
TREVISO
UDINE
VERONA
ORZO ESTERO
180,00/184,00
171,00/175,00
160,00/165,00
179,00/
191,00/193,00
183,00/185,00
168,00/170,00
175,00/177,00
173,00/175,00
166,00/168,00
161,00/166,00
175,00/178,00
ANCONA
BOLOGNA
BRESCIA
CATANIA
MILANO
PADOVA
VERONA
RISONE
192,00/194,00
191,00/200,00
195,00/200,00
190,00/201,00
175,00/177,00
181,00/183,00
€/TONNELLATE
€/TONNELLATE
€/TONNELLATE
ARIETE E SIM.
MILANO
350,00/390,00
NOVARA
360,00/395,00
VERCELLI
375,00/385,00
BALILLA
MILANO
250,00/260,00
NOVARA
255,00/265,00
VERCELLI
260,00/265,00
CARNAROLI E SIM.
MILANO
510,00/530,00
NOVARA
550,00/570,00
INDICA, THAIBONNET E SIM.
MILANO
215,00/225,00
NOVARA
215,00/225,00
VERCELLI
210,00/220,00
LOTO E SIM.
MILANO
350,00/390,00
NOVARA
360,00/395,00
VERCELLI
345,00/425,00
ROMA
MILANO
510,00/540,00
NOVARA
550,00/570,00
SELENIO
MILANO
255,00/275,00
NOVARA
265,00/280,00
VERCELLI
270,00/280,00
VIALONE NANO E SIM.
MILANO
915,00/950,00
DERIVATI DI COLTURE
INDUSTRIALI
POLPE DI BARBABIETOLA
€/TONNELLATE
MODENA
PADOVA
TREVISO
222,00/225,00
236,00/238,00
FORAGGI ED ALIMENTI PER IL
BESTIAME
FIENO DI ERBA MEDICA
€/TONNELLATE
BRESCIA
CREMONA
115,00/130,00
MODENA
90,00/110,00
UDINE
120,00/140,00
FIENO DI PRATO STABILE
€/TONNELLATE
BRESCIA
CREMONA
105,00/115,00
UDINE
100,00/120,00
PAGLIA DI FRUMENTO
€/TONNELLATE
€/TONNELLATE
-
BRESCIA
UDINE
85,00/95,00
100,00/120,00
[ TENDENZE E MERCATI ]
76 Terra e Vita
n. 26/2014
28 giugno 2014
PREZZI DEI PRODOTTI AGRICOLI
LATTE E DERIVATI
€/KG
€/KG
8,70/8,70
7,70/7,70
€/KG
€/KG
8,50/8,72
10,00/11,00
€/KG
LATTE MISTO
FOGGIA
GROSSETO
LATTE OVINO 20/40GG.
CAGLIARI
ROMA
LATTE OVINO 3-6 MESI
ROMA
CACIOTTONE
5,70/6,20
5,69/8,07
6,00/6,30
6,80/8,20
8,50/9,80
€/KG
LATTE OVINO
CAGLIARI
6,30/6,80
CANESTRATO PUGLIESE
€/KG
6 MESI
FOGGIA
FRESCO
FOGGIA
CASTELMAGNO
4,50/5,00
€/KG
25-30 GG
MACOMER
7,00/7,00
40-60 GG
MACOMER
9,50/9,50
FORMAGGI MOLLI PECORINI
8,80/9,80
7,40/7,90
€/KG
MATURO
CUNEO
CREMA DI LATTE
11,00/11,00
40 % SOST. GRASSA
MILANO
CRESCENZA
1,78/1,78
MATURA
MILANO
UDINE
FIORE SARDO
4,35/4,60
6,00/6,40
OLTRE 180 GG
MACOMER
9,00/9,50
€/KG
€/KG
€/KG
25-30 GG
MACOMER
40-60 GG
MACOMER
GORGONZOLA
7,50/7,50
8,50/8,50
4,00/4,10
4,25/4,45
5,35/5,65
6,00/6,30
€/KG
STAGIONATO 12/15 MESI
CREMONA
7,50/7,65
MANTOVA
7,45/7,70
MILANO
7,45/8,10
PIACENZA
7,65/7,95
STAGIONATO 16/24 MESI
CREMONA
7,85/8,40
MANTOVA
7,95/8,20
STAGIONATO 4/12 MESI
CREMONA
6,85/7,05
MANTOVA
6,65/6,90
MILANO
6,85/6,95
PIACENZA
6,85/7,05
ITALICO
€/KG
FRESCO
BRESCIA
MILANO
MATURO
MILANO
LATTE DI PECORA
4,50/4,65
4,45/4,55
5,20/5,50
€/HL
LAZIO
LAZIO
SARDEGNA
SARDEGNA
TOSCANA
TOSCANA
MONTASIO
80,00/95,00
85,00/86,00
88,00/92,00
MATURO
CUNEO
RICOTTA
STAGIONATO 12 MESI
MANTOVA
7,75/8,10
MILANO
8,05/8,35
MODENA
8,05/8,40
PARMA
7,85/8,20
R. EMILIA
7,90/8,25
STAGIONATO 18 MESI
MANTOVA
8,60/8,85
MILANO
9,15/9,70
MODENA
8,75/9,10
PARMA
8,75/9,10
R. EMILIA
8,85/9,20
STAGIONATO 24 MESI
MANTOVA
9,35/9,55
MILANO
9,80/10,55
MODENA
9,35/9,70
PARMA
9,35/9,70
R. EMILIA
9,45/9,80
PECORINO GENERICO
LATTE MISTO
FOGGIA
3,00/3,40
GROSSETO
2,90/3,70
LATTE OVINO
CAGLIARI
1,80/2,10
FOGGIA
4,30/4,70
MACOMER
3,20/3,20
ROMA
3,50/6,00
SASSARI
2,20/2,50
RICOTTA STAGIONATA
20/40 GIORNI
CAGLIARI
6,20/6,50
FOGGIA
5,80/6,40
SASSARI
6,00/6,10
6 MESI
CAGLIARI
7,70/7,80
FOGGIA
7,90/8,50
SASSARI
7,40/7,60
MISTO
FIRENZE
6,80/7,90
STAGIONATO FINO A 3 MESI
FIRENZE
8,90/9,60
SIENA
8,20/8,90
STAGIONATO OLTRE 3 MESI
FIRENZE
9,80/10,90
SIENA
9,00/9,90
PECORINO ROMANO
€/KG
DESTINAZIONE EXPORT
CAGLIARI
7,70/7,90
MACOMER
7,50/7,50
SASSARI
7,00/7,20
DESTINAZIONE ITALIA
ROMA
8,00/9,00
ITALIA PROD. SARDA
ROMA
8,00/9,00
SASSARI
7,50/7,60
PECORINO SEMICOTTO
€/KG
30 GG
SASSARI
6,00/6,10
FINO A 60 GG
CAGLIARI
6,50/6,70
SASSARI
7,40/7,60
OLTRE 60 GG
CAGLIARI
7,50/7,70
PECORINO TOSCANO
€/KG
€/KG
FRESCO STAGIONATO FINO 2 MESI
UDINE
6,30/6,80
STAGIONATO 12-15 MESI
UDINE
8,10/8,40
STAGIONATO 4-6 MESI
UDINE
7,30/7,70
MOZZARELLA
€/KG
125 GR
MILANO
4,70/4,80
250 GR
FOGGIA
5,80/6,25
MOZZARELLA DI BUFALA
CAMPANA
€/KG
FROSINONE
LATINA
FRESCO
CUNEO
11,00/11,00
PARMIGIANO REGGIANO
€/KG
€/KG
FRESCO DOP
MILANO
NOVARA
MATURO DOP
MILANO
NOVARA
GRANA PADANO
€/KG
€/KG
€/KG
MATURA
AOSTA
8,00/9,95
FORMAGGI MOLLI CAPRINI
€/KG
AFFIORAMENTO
PIACENZA
2,60/2,70
CEE
MANTOVA
3,20/3,20
MILANO
3,20/3,20
DI CENTRIFUGA
MILANO
3,40/3,40
PASTORIZZATO
CREMONA
3,05/3,05
ZANGOLATO DI CREME FRESCHE
MANTOVA
2,10/2,10
MILANO
2,35/2,35
MODENA
1,95/1,95
PARMA
1,95/1,95
R. EMILIA
1,95/1,95
CACIOCAVALLO
FRESCO
FOGGIA
MATURO
FOGGIA
CACIOTTA
ESTERO
UDINE
FONTINA
RASCHERA
€/KG
€/KG
FRESCO 20 GG DI MATURAZIONE
THIENE
5,18/5,18
STAGIONATO 2-3 MESI
THIENE
5,81/5,81
STAGIONATO 4-6 MESI
THIENE
6,48/6,48
BRA
DURO
CUNEO
TENERO
CUNEO
BURRO
MURAZZANO
FONTAL
ASIAGO
8,00/8,80
7,70/8,00
FRESCO
GROSSETO
8,06/10,37
STAGIONATO FINO A 3 MESI
GROSSETO
8,00/11,09
STAGIONATO OLTRE 1 ANNO
GROSSETO
8,51/11,91
PRIMO SALE
€/KG
LATTE OVINO
MACOMER
8,00/8,00
ROMA
6,20/7,80
PROVOLONE VAL PADANA
€/KG
FRESCO
CREMONA
MILANO
MATURO
CREMONA
MILANO
5,55/5,70
5,65/5,80
5,75/6,00
5,85/6,10
7,70/7,70
€/KG
€/KG
LATTE OVINO
CAGLIARI
MACOMER
SASSARI
TALEGGIO
3,00/3,50
3,40/3,40
2,50/3,00
€/KG
FRESCO
BRESCIA
4,55/4,70
MILANO
4,40/4,65
MATURO
MILANO
5,10/5,55
TOMA PIEMONTESE
€/KG
MATURO
CUNEO
7,70/7,70
OLII E GRASSI VEGETALI
OLIO EXTRAVERGINE DI OLIVA
€/KG
ALTO TAVOLIERE
3,48/3,52
ANDRIA
3,65/3,70
BASSO TAVOLIERE
3,48/3,52
BITONTO
3,65/3,70
BRINDISI
2,90/3,50
CAGLIARI
4,00/4,20
CATANIA
4,40
CATANZARO
3,10/3,50
CHIETI
3,70/3,80
COSENZA
3,10/3,40
GARGANO
3,61/3,63
GROSSETO
6,00
LAMETIA TERME
3,20/3,60
LECCE
2,90/3,50
MILANO
3,78/3,88
PALERMO
3,50/3,70
PESCARA
3,70/3,80
R. CALABRIA
3,60
RAGUSA
6,00/6,50
ROSSANO
3,15/3,50
SABINA(RIETI)
5,60/6,40
SALERNO
3,40/3,80
SCIACCA
4,10/4,30
TARANTO
2,90/3,50
TERNI
7,95
TRAPANI
3,70/3,90
VITERBO
5,20
NAZIONALE
PERUGIA
3,70/3,85
SIENA
3,95
PROVENIENZA PUGLIA
FIRENZE
3,85/4,05
OLIO LAMPANTE DI OLIVA
€/KG
ANDRIA
1,75
BARI
1,73/1,75
BITONTO
1,75
BRINDISI
1,63/1,66
CATANZARO
1,45/1,50
COSENZA
1,50/1,55
CROTONE
1,60
GIOIA TAURO
1,53/1,73
GROSSETO
2,00
LECCE
1,63/1,66
R. CALABRIA
1,60
ROSSANO
1,50/1,55
TARANTO
1,63/1,66
OLIO VERGINE DI OLIVA
€/KG
ANDRIA
BARI
BITONTO
BRINDISI
CATANZARO
2,30
2,30/2,40
2,30
2,20/2,70
2,50/2,60
COSENZA
CROTONE
FOGGIA
GROSSETO
LECCE
R. CALABRIA
ROSSANO
SALERNO
TARANTO
2,50/2,60
2,40
2,62/2,72
2,00
2,20/2,70
2,20
2,50/2,60
1,80/2,00
2,20/2,70
SEMI OLEOSI
SOIA
€/TONNELLATE
BOLOGNA
MILANO
415,00/420,00
430,00/433,00
UOVA FRESCHE IN GUSCIO
UOVA DI GALLINA DA
CONSUMO
€/100 UNITÀ
L (TRA 63 E 73 GR)
AREZZO
CUNEO
FIRENZE
MILANO
PADOVA
PALERMO
PERUGIA
TREVISO
VERONA
M (TRA 53 E 63 GR)
AREZZO
CUNEO
FIRENZE
FORLI'
MACERATA
MILANO
PADOVA
PALERMO
PERUGIA
TREVISO
VERONA
S (MENO DI 53 GR)
AREZZO
CUNEO
FIRENZE
FORLI'
MACERATA
MILANO
PADOVA
PALERMO
PERUGIA
TREVISO
VERONA
XL (OLTRE 73 GR)
AREZZO
CUNEO
MILANO
PADOVA
PALERMO
TREVISO
VERONA
13,35/13,55
13,00
13,35/13,55
12,70
13,30/13,30
13,35/13,55
13,35/13,55
12,80/13,00
13,00/13,00
12,75/12,95
12,80
12,75/12,95
12,75/12,95
12,35/13,20
12,10
12,80/12,80
12,75/12,95
12,75/12,95
12,30/12,50
12,80/12,80
10,75/10,95
10,80
10,75/10,95
10,75/10,95
11,35/11,50
10,50
11,00/11,00
10,75/10,95
10,75/10,95
10,50/10,70
10,80/10,80
15,15/15,35
15,10
14,90
15,20/15,20
15,15/15,35
15,00/15,20
15,10/15,10
VINI
VINI COMUNI BIANCHI
€/ETTOGRADO
12/13°
CAGLIARI
TRAPANI
2,20/2,30
9/11°
BARI
2,35/2,45
FAENZA
2,50/3,40
LUGO
2,40/2,70
MODENA
4,00/4,30
PESCARA
3,18/3,28
ROMA
3,50/3,80
S.BENEDETTO
4,00/4,50
TREVISO
5,50/6,00
VERONA
5,00/5,50
VINI COMUNI ROSSI E ROSATI
€/ETTOGRADO
12/13°
BARI
LECCE
NORD PUGLIA
PESCARA
SALENTO
TREVISO
9/11°
FAENZA
FIRENZE
LUGO
MODENA
PESCARA
R. EMILIA
S.BENEDETTO
TOSCANA CENTRALE
2,40/2,50
4,30/4,50
3,00/3,25
3,80/4,20
4,30/4,50
5,55/6,00
2,70/3,30
4,50/6,40
2,60/3,10
5,80/6,20
3,80/4,00
5,70/6,00
2,80/3,30
4,50/6,40
[ TENDENZE E MERCATI ]
n. 26/2014
28 giugno 2014
Terra e Vita 77
IL BORSINO DELL’ORTOFRUTTA BIOLOGICA*
A cura di Duccio Caccioni
S
empre buono il tono
di mercato dei prodotti ortofrutticoli bio che
presenta una forte evoluzione
dell’assortimento. Ormai cessata l’offerta di asparagi, fragole, carote novelle, patate di
provenienza estera. Irrisori
anche i quantitativi presenti
sul mercato di bietole e sedani, non quotati per carenza di
offerta. Non quotate anche le
melanzane e i pomodori ciliegini: per questi ultimi la situazione nel bio è differente dal
convenzionale, dove si è evidenziata una forte offerta con
prezzi assai bassi. Stessa cosa
per le zucchine: molto forte
l’offerta nel convenzionale, ridotte raccolte e prezzi alti nel
bio. In leggera riduzione (-10
cent kg) i prezzi dei pomodori
insalatari e a grappolo.
Per la frutta: le albicocche
si mantengono stabili su quotazioni abbastanza elevate – si
nota tuttavia un’elevata forbice di prezzi in relazione alle
varietà. In aumento i prezzi
dei limoni (+10 cent kg). Una
ventina di cent/kg in meno
per i meloni retati. In riduzione (-10 cent kg) anche i prezzi
di nettarine e pesche da tavola. All’esordio le angurie, con
prezzi in linea rispetto alla
media degli anni scorsi.
LE QUOTAZIONI (19 GIUGNO)
SPECIE
VARIETÀ
fa parte del Comitato della Borsa Merci della
Camera di Commercio Ind. Agricoltura e Art. di
Bologna (Presidente Bruno Filetti). Membri della Commissione: La Commissione prodotti ortofrutticoli biologici fa parte del Comitato della
Borsa Merci della Camera di Commercio Ind.
Agricoltura e Art. di Bologna (Presidente Bruno
Filetti). Membri della Commissione: Naturitalia
(Simone Beghelli), APO FRUT (Ilenio Bastoni),
Gruppo AGRIBOLOGNA (Cinzia Ferrari), BioService Italia (Gianluigi Trama), Brio Spa (Alessandro Stagnoli), Ecor spa (Gabriele Borghesan),
Copagri (Luigi Andrea Gallerani), Coop. Agrobiologica, Verdefrutta, DiPisa, CORER-PEMPA
(Ivo Lanconelli), UNACOA-AFE (Marco Salvi),
Consorzio Mercabio, PROBER (Paolo Carnemolla), CSO (Elisa Macchi). Presidente: Duccio
Caccioni. Segretario: Nadia Trudaiu (CCIIAA di
Bologna).
CAL.
CONFEZIONE
MIN. MAX. PREV. VAR °
ORTICOLE
Aglio secco
Pvn
Rete 3 teste
Aglio secco
Pve
Sfuso in casse da 10 kg
4,8
Bietole
Pvn
Casse 7 kg
n.q.
Carote
Pvn
Cartoni 10 kg
2
Carote
5,7
6
5,9
=
5
4,9
=
n.q.
n.q.
/
2,2
2,1
=
Pve
Cartoni 10 kg
n.q.
n.q.
n.q.
/
Cetrioli
1 cat
Pvn
Plateaux 1 strato
n.q.
n.q.
n.q.
/
Cipolle
Dorate
Pvn
60/80
Cassa 10 kg
n.q.
n.q.
n.q.
/
Cipolle
Dorate
Pvn
40/60
Cassa 10 kg
n.q.
n.q.
n.q.
/
Cipolle
Dorate
Pve
60/80
Cassa 10 kg
1,65
1,75
1,7
=
Cipolle
Dorate
Pve
40/60
Cassa 10 kg
1,5
1,6
1,65
=
Indivia
Scarola
Pvn
Plateaux 5 kg
n.q.
n.q.
n.q.
/
Lattuga
Trocadero
Pvn
Cassa 1 strato
2,2
2,4
2,3
=
Lattuga
Gentile
Pvn
Cassa 1 strato
2,3
2,5
2,45
=
Melanzane
Ovale
Pvn
Cassa 1 strato
n.q.
n.q.
n.q.
/
Patate
Novelle
Sicilia
Casse 12 kg
1,7
1,85
1,8
=
Patate
Peperoni
Comuni
Pvn
Sacchi 10 kg
1,5
1,65
1,6
=
Lunghi gialli/rossi
Sud Italia
Rinfusa cassa 5 kg
n.q.
n.q.
n.q.
/
Peperoni
Verdi
Pvn
Rinfusa cassa 5 kg
n.q.
n.q.
n.q.
/
Pomodori
Ciliegino
Pvn
Vaschetta 500 g
n.q.
n.q.
n.q.
/
Pomodori
Insalataro tondo liscio verde
Pvn
Plateaux 5 kg
2,3
2,6
2,5
-
Pomodori
T.l. grappolo
Sud Italia
Rinfusa cassa 5 kg
2,4
2,7
2,6
/
Porro
Pvn
Casse 8/10 kg
n.q.
n.q.
n.q.
Sedano
Verde
Pvn
Casse 8 kg
n.q.
n.q.
n.q.
/
Zucche
Varie cvv
Pvn
Casse 8 kg
n.q.
n.q.
n.q.
/
Scure medie
Pvn
Doppio strato cassa 5 kg
2,3
2,4
2,35
=
Zucchine
FRUTTICOLE
Albicocche
Varie cvv
Pvn
Angurie
Varie cvv
Pvn
Arance
Valencia
Pvn
Banane
Equosolidali
Pve
Primofiore
Sicilia
58/67
3/4
Banane
*La Commissione prodotti ortofrutticoli biologici
PROV.
Limoni
Mandarini
40+
8
Pve
Casse
3
4
3,5
-
Casse
1,2
1,4
1,3
-
Casse
1,45
1,65
1,55
=
Cartoni 18 kg
1,95
2,35
2,2
=
Cartoni 18 kg
1,85
2,15
2,05
=
Casse multistrato 10 kg
1,65
1,8
1,75
+
Casse
n.q.
n.q.
n.q.
/
Casse
2,8
3,2
3
-
Casse
2,2
2,4
2,3
=
Avana
Pvn
Varie cvv
Pvn
Mele
Rosse varie cvv
Montagna
70/75
Mele
Golden
Pianura
70+
Casse
n.q.
n.q.
n.q.
/
Mele
Golden
Montagna
70+
Casse
2,35
2,45
2,4
=
Nettarine
Varie cvv
Pvn
C+
Plateaux
2,9
3,4
3,1
-
Pesche
Varie cvv
Pvn
C+
Plateaux
2,7
3,2
2,9
-
Meloni
° legenda colonna VAR. (variazione): = prezzo invariato, + prezzo in aumento, - prezzo in diminuzione.
PVN provenienza varia nazionale PVE prov.varia estera NQ non quotato
78
Terra e Vita
[ TENDENZE E MERCATI ]
n. 26/2014
28 giugno 2014
PREZZI NAZIONALI E MONDIALI A CONFRONTO (DAL 13 AL 19 GIUGNO 2014)
a cura di Stefano Serra
Frumento tenero, quotazioni base Est
340
295,0
310
(euro / t)
Italia NQ panorama immutato e prospettive di deficit Italia “nella
media” con le origini centro europee a quotare (in assenza di prezzi
sulle nostre mercuriali). Il misto rosso “generico” viene scambiato
attorno ai 195 €/t reso molino, mentre i grani superiori e di forza si
collocherebbero sui 235-240 €/t. Nell’attesa del responso del campo, i molini non allungano le scorte e ritardano l’inizio delle negoziazioni con un’offerta ancora titubante sul da farsi. Su Bologna e
Milano si quotano solo gli esteri con gli “spring” che restano ai valori
della scorsa settimana.
Europa con i molini disinteressati ad allungare le scorte anche
per l’anticipo della trebbiatura nelle aree più siccitose della Comunità, il mercato si concentra sul nuovo raccolto che entra nella delicatissima fase di chiusura del ciclo agronomico. Francia: si stima per i
primi di luglio la raccolta nel Sud-Ovest (ove le temperature sono da
giorni oltre la norma). Al momento le stime di resa e qualità sono
buone, ma l’offerta è attendista e la domanda coperta fino a tutto
luglio. Il 76 kg/hl – 220 Hag. e 11% proteina vale 178 €/t (-2) Fob
Rouen. Altri UE: offre, ma non preme l’area Est della Comunità.
L’offerta del 76-220-12,5% resta attorno ai 190-192 €/t reso treno
Nord Italia, ma la domanda si fa attendista. Più interesse per i grani
“tenaci” austriaci e tedeschi sui 235 €/t reso Nord Italia.
280
234,0
209,5
250
183,8
220
190
173,0
160
GEN-13 MAR-13 MAG-13 LUG-13 SET-13 NOV-13 GEN-14 MAR-14 MAG-14
Fino Panificabile 3 Ager BO
1 DNS 16% pro CIF
N° 1 Speciali Forza Ager BO
Francia partenza Eure et Loir
Black Sea Milling FOB
Mercato mondiale l’arrivo di piogge tardive nelle aree dei grani
“winter” Usa si somma con un’inversione di prezzi (dopo molte
settimane di calo) che in parte era atteso ma che potrebbe non
durare. Gli “spring” crescono bene e al momento coprono il rischio
“qualità” degli Hard Red Winter. Cina: la raccolta è al 80% e ci si
attende un’ennesima produzione record. Brasile: inaspettatamente
compra 0,5 mio/t di HRW dagli Usa e fa volare la borsa di Kansan City.
Duro, la grande incertezza
310
292,0
Italia NQ il perdurare di condizioni climatiche negative al CentroSud preoccupa gli operatori e soprattutto gli utilizzatori finali che, in
attesa di condizioni di mercato più favorevoli, hanno iniziato la
campagna con scorte risicate. La domanda si rafforza e l’offerta è
sempre più sulla difensiva, anche per la concomitante limitata offerta di prodotto sia dall’Europa che dal Nord America. Le borse del
Nord non quotano ancora in attesa di capire rese e qualità del
raccolto Italiano; Foggia dopo un’inaspettata apertura al ribasso
recupera un 10 €/t, tornando ad un valore di 275-280 €/t che
rispecchia maggiormente l’odierno scenario di grande incertezza. Gli
arrivi di merce estera al momento calmierano il corso, ma la tendenza
è rialzista.
Europa si conferma una produzione 2014 che dovrebbe attestarsi sui 7,5 mio/t per un deficit, rispetto ai consumi, di oltre 2 mio/t.
Francia: per l’attuale campagna rappresenta la sola fonte Europea di
volumi e qualità (anche se da confermare a luglio). L’offerta è guardinga e sempre meno disposta a forzare le vendite; la domanda
locale si copre senza esitazione, timorosa della concorrenza all’acquisto dell’Italia e Nord Europa. Spagna: la produzione copre consumi ed export (pregresso) ma poco o nulla di nuove vendite. Grecia: il
(euro / t)
290
270
257,4
250
250,0
230
210
GEN-13 MAR-13 MAG-13 LUG-13 SET-13 NOV-13 GEN-14 MAR-14 MAG-14
Centro fino Ager BO
Francia partenza Sud-Ovest
# 2 HAD FOB USA
raccolto è con qualità medio-bassa e proteina tra i 9% e il 12%. Prezzi
“reso Cif Italia”: il tipo Fino Francese per luglio sui 285 €/t (+5), il Fino
basso proteico Spagnolo a 280 €/t (+3), il Greco sui 275 €/t.
Mercato mondiale semine in Usa e Canada completate in ritardo
ma il recupero agronomico è veloce. Il mercato Usa è sempre in
tensione sul luglio-settembre, ma resta ben tenuto fino a dicembre
con offerta di nuovi imbarchi non prima di ottobre 2014. Messico:
forte richiesta dai traders per quanto ancora resta da vendere. Prezzi
Cif Italia: il 3 Cwad a 290 €/t (+10), il Messicano a 295 €/t (+10).
Legenda: 1 DNS 14 pro CIF : 1 Dark Northern Spring con 16% di proteina sulla s.s. reso porto di sbarco Rotterdam - Partenza Francia (E&L) Eure & Loire - HAD FOB USA : 2 Hard Amber
Durum reso porto imbarco Laghi USA/Canada - YC 3 CIF Rotterdam : 3 Yellow Corn reso porto di sbarco Rotterdam
[ TENDENZE E MERCATI ]
n. 26/2014
28 giugno 2014
Terra e Vita
79
PREZZI NAZIONALI E MONDIALI A CONFRONTO (DAL 13 AL 19 GIUGNO 2014)
Mais, tira già aria di ribasso
Italia La domanda trova con facilità prodotto, grazie alla costanza degli arrivi di merce comunitaria e (soprattutto) estera; l’offerta si concentra
sul nuovo raccolto che si prevede con elevata competizione intra-EU e quotazioni sotto i 190 €/t. In
carenza di locale, è il prodotto “origine opzionale”
a fare mercato con le borse di Bologna e Milano
che quotano il nazionale arrivo a 190-192 €/t.
Europa il clima rientra nella media stagionale e si consolida l’opinione di un raccolto oltre i 66
mio/t; preoccupa la scarsa competitività del prodotto comunitario rispetto all’Ucraina e al Sud
America. Francia: l’offerta soffre, ma non accetta, il
basso livello dei prezzi Cif dell’ucraino reso Spagna e Nord Europa. L’industria locale è coperta e le
quotazioni per il luglio-dicembre non si muovono
Botta e risposta
dai 170 €/t (inv) reso Bordeaux. Altri UE: i raccolti
nell’Est della Comunità sono stimati ai massimi
degli ultimi anni e le quotazioni ne risentono consolidandosi sui 200 €/t.
Mondiale L’ampia offerta dalle americhe,
spinge molti paesi Asiatici a preferirla rispetto
all’India. Usa: il Cbot cede ulteriore terreno con
l’arrivo delle piogge nel “corn belt” e la dismissione di molte posizioni future da parte degli speculatori. Brasile il secondo raccolto (safrinha) è in
fase di trebbiatura e le ottime rese forzeranno il
paese all’aggressività commerciale sull’export.
Prezzi: argentino 200 $/t (-4) Fob “Up-river”, # 3YC
210 $/t (-1) Fob Golfo, brasiliano 205 $/t (-2). Mar
Nero “spot” 235 $/t (-4) e novembre sotto i 200
$/t.
Cereali foraggeri e oleaginose
Italia Cereali foraggeri: dopo l’apertura di
campagna al ribasso, l’orzo sembra stabilizzarsi
sui 190-192 €/t arrivo Nord. Il tenero non quota ma
la sensazione è di prezzi in calo sul 2013 e sotto
quota 200 €/t partenza. Oleaginose: il mercato
sconta le rassicuranti notizie Usda da oltreoceano
e la soia nostrana, come l’estera, cede subito un 10
€/t passando toccando i 420 €/t partenza; l’estera incrementa lo sconto a 3-5 €/t.
Europa Cereali foraggeri: il mercato registra
un’attività scarsa, soprattutto per il vecchio raccolto che incontra solo una domanda di “completamento” delle coperture. I teneri perdono decisamente terreno in tutte le piazze Europee, incluso il
Uk che cede e tocca i 172 €/t (-7); l’orzo francese è
richiesto, ma l’eccesso di offerta sul pronto lo fa
scivolare a 162 €/t (-1) reso Rouen Fob. Oleaginose: sul pronto domanda puntuale per la colza, ma
disponibilità resta limitata; le quotazioni reggono
con la francese per giugno a 338 €/t (inv) per il
luglio-agosto reso Rouen; girasole: mercato atono
ma mantiene quota 340 €/t su Saint Nazaire.
Mondiale Cereali foraggeri: dall’orzo al tenero fino al sorgo, quotazioni deboli con il tenero
“feed” Russo a 225 $/t (-5); il Soft Red Winter a 240
$/t (-6), l’orzo Australiano a 249 $/t (-2) Fob Adelaide; il sorgo Argentino a 163 $/t (-2) Fob Up River.
Soia: gli stock Usa coprono i fabbisogni fino a
nuova campagna e la notizia di una loro produzione prossima ai 100 mio/t deprime il Cbot. Prezzi
Fob: Usa 548 $/t (-22), Argentina 499 $/t (-22)
Brasiliana 514 $/t (-10).
NOLI
FLASH
Oceanici:datemposemprein
calo, ma la settimana vede il crollo
di domanda e quotazioni per le
panamax con alcuni armatori che
preferiscono fermare le navi per limitare la perdita. Cedenti anche le
handysize dal Sud America sull’Europa e le supramax dal Golfo
sul Mediteraneo. L’indice Baltic
perdeun15%evale858punti.
EU Germania: fonte associativa agricola vede al
rialzo a 25,5 mio/t la stima del raccolto di grano
2014, con un incremento del 3% sul 2013. Russia: fonte SovEcon rivede al ribasso la produzione cerealicola a 87-90 mio/t, in calo di 2-5 mio/t
sul 2013. Il raccolto di grano è stimato a 49 mio/t
(meno 3 mio/t) per le non ottimali rese a seguito
della recente siccità e del perdurare di base temperature nelle aree seminate a colture primaverili
in Siberia. Ucraina: fonte UkrAgroConsult infor-
Notizie negative sui raccolti
di grano duro in Europa e in
Italia. Un altro 2007/08?
Se nel Centro-Sud dell’Italia
si dovessero confermare le
notizie di seri danni alle colture, stante un livello di scorte
minimo presso i molini e l’impossibilità di “coprirsi” subito (causa la logistica ancora
in ritardo in Canada), la situazione potrebbe degenerare. È
consigliabile la massima cautela nell’affrontare il solo vero
fornitore (il Canada) con ampia disponibilità, ma spesso
l’ansia porta ad accelerare i
tempi e per contro non è da
escludersi una ritenzione (per
il duro) da parte degli agricoltori d’oltreoceano se il mercato dei teneri e della canola (o
colza) cominciassero a cedere. Il produttore delle pianure
canadesi ha essenzialmente
quattro prodotti per finanziarsi: grano spring, duro, orzo e
colza. Oggi la colza e i teneri
sono in calo e pertanto potrebbero decidere di vendere
questa parte della produzione aziendale e attendere a
commercializzare il duro. INVIATE LE VOSTRE DOMANDE A:
[email protected]
ma che è iniziata nelle aree più a sud del paese la
raccolta dei cereali vernini. L’inizio della trebbiatura è in anticipo di un 2-3 settimane sul 2013.
Marocco: una delle principali banche locali ha
siglato un accordo con la Federazione del commercio dei cereali (FIAC) per garantire fino a un
massimo di 300 mio/$ le importazioni di grano
dalla Russia. Usa: l’Agenzia per la protezione
ambientale ha concesso ai produttori di bioenergia una deroga fino al 30 settembre per adeguarsi alle norme del 2013. RIPRODUZIONE RISERVATA
[ TENDENZE E MERCATI ]
80 Terra e Vita
n. 26/2014
28 giugno 2014
PREZZI DEI PRODOTTI ORTOFRUTTICOLI (16 GIUGNO)
LISTINO BMTI (€/KG)
SPECIE
ARANCE
ARANCE
ARANCE
ARANCE
ARANCE
LIMONI
LIMONI
POMPELMI
ACTINIDIA
ACTINIDIA
ACTINIDIA
ACTINIDIA
ACTINIDIA
ACTINIDIA
ALBICOCCHE
ALBICOCCHE
ALBICOCCHE
ALBICOCCHE
ALBICOCCHE
CILIEGE
CILIEGE
CILIEGE
CILIEGE
CILIEGE
CILIEGE
FICHI
FRAGOLE
FRAGOLE
LAMPONI
MELE
MELE
MELE
MELE
MELE
MELE
MIRTILLI
MORE DI ROVO
NETTARINE
NETTARINE
NETTARINE
NETTARINE
PERE
PERE
PESCHE
PESCHE
PESCHE
PESCHE
PESCHE
PESCHE
PESCHE
PESCHE
PESCHE
SUSINE
SUSINE
SUSINE
UVA DA TAVOLA
UVA DA TAVOLA
AGLI FRESCHI
AGLI
AGLI
ANGURIE
ANGURIE
ANGURIE
ANGURIE
ASPARAGI
BIETOLE
CAROTE
CAROTE
VARIETÀ
NAVELINA
VALENCIA LATE
VALENCIA LATE
VALENCIA LATE
VALENCIA LATE
EUREKA
VERNA
ROSATI
HAYWARD
HAYWARD
HAYWARD
HAYWARD
HAYWARD
HAYWARD
PELLECCHIELLA
TIPO COTT
TIPO COTT
TIPO ORANGE
TIPO ORANGE
DURONE
DURONE
DURONE
DURONE
DURONE
FERROVIA
VERDI FIORONI
GOLDEN DELICIOUS
GOLDEN DELICIOUS
GOLDEN DELICIOUS
GRANNY SMITH
ROYAL GALA
STARK DELICIOUS
PASTA GIALLA
PASTA GIALLA
PASTA GIALLA
PASTA GIALLA
ABATE FETEL
PACKHAM'S TRIUMPH
P. BIANCA
P. GIALLA
P. GIALLA
P. GIALLA
P. GIALLA
P. GIALLA
P. GIALLA
SATURNINA
SATURNINA
SANTA ROSA
SORRISO DI PRIMAVERA
SORRISO DI PRIMAVERA
BIANCA VITTORIA
NERA BLACK MAGIC
BIANCHI
BIANCHI
BABY
VERDI
DA COSTA
coordinamento di Fabrizio De Giacomi
CALIBRO
PRESENTAZIONE
70-80 (6)
64-73 (8)
70-80 (6)
70-80 (6)
77-88 (4)
58-67 (4)
58-67 (4)
105-110
100-110 G
110-120 G
110-120 G
120-130 G
120-130 G
130-140 G
45-50
45-50
50-55
45-50
50-55
22-24
22-24
24-26
26-28
28-30
28-30
N.C.
30-40
30-40
N.C.
70-80
80-85
80-85
80-85
75-80
80-85
N.C.
N.C.
61-67 (B)
67-73 (A)
73-80 (AA)
73-80 (AA)
75-80
70-75
73-80(AA)
61-67(B)
67-73(A)
73-80(AA)
73-80(AA)
80-90(AAA)
80-90(AAA)
73-80(AA)
73-80(AA)
45-50
45-50
45-50
N.C.
N.C.
A PIÙ STRATI
A PIÙ STRATI
A PIÙ STRATI
A PIÙ STRATI
A PIÙ STRATI
A PIÙ STRATI
A PIÙ STRATI
A PIÙ STRATI
ALLA RINFUSA
ALLA RINFUSA
ALLA RINFUSA
ALLA RINFUSA
ALLA RINFUSA
ALLA RINFUSA
IN VASCHETTE
IN VASCHETTE
IN VASCHETTE
IN VASCHETTE
IN VASCHETTE
ALLA RINFUSA
ALLA RINFUSA
ALLA RINFUSA
ALLA RINFUSA
ALLA RINFUSA
ALLA RINFUSA
MONOSTRATO
IN VASCHETTE
IN VASCHETTE
IN VASCHETTE
ALLA RINFUSA
MONOSTRATO
MONOSTRATO
A PIÙ STRATI
A PIÙ STRATI
A PIÙ STRATI
IN VASCHETTE
IN VASCHETTE
MONOSTRATO
MONOSTRATO
MONOSTRATO
MONOSTRATO
A PIÙ STRATI 35 PZ.
A PIÙ STRATI 90 PZ.
MONOSTRATO
MONOSTRATO
MONOSTRATO
MONOSTRATO
MONOSTRATO
MONOSTRATO
MONOSTRATO
ALLA RINFUSA
ALLA RINFUSA
IN VASCHETTE
ALLA RINFUSA
IN VASCHETTE
MONOSTRATO
MONOSTRATO
N.C.
45-65
50-70
12-16 KG
12-16 KG
8-12 KG
2-3 KG
12-16
N.C.
N.C.
N.C.
IN MAZZI
ALLA RINFUSA
ALLA RINFUSA
ALLA RINFUSA
ALLA RINFUSA
ALLA RINFUSA
MONOSTRATO
IN MAZZI
A PIÙ STRATI
ALLA RINFUSA
VASSOI FILMATI
BOLOGNA
PROVENIENZA
FRUTTICOLE
SUD AFRICA
SICILIA
SICILIA
SPAGNA
SPAGNA
SUD AFRICA
SPAGNA
SUD AFRICA
NUOVA ZELANDA
CILE
NUOVA ZELANDA
CILE
NUOVA ZELANDA
NUOVA ZELANDA
ITALIA
ITALIA
ITALIA
ITALIA
ITALIA
ITALIA
ITALIA
ITALIA
ITALIA
ITALIA
ITALIA
ITALIA
ITALIA
TRENTINO
ITALIA
ALTO ADIGE
ALTO ADIGE
TRENTINO
CILE
CILE
CILE
ITALIA
ITALIA
ITALIA
ITALIA
ITALIA
SPAGNA
CILE
ARGENTINA
ITALIA
ITALIA
ITALIA
ITALIA
SPAGNA
ITALIA
SPAGNA
ITALIA
SPAGNA
ITALIA
ITALIA
SICILIA
SICILIA
ORTICOLE
ITALIA
ARGENTINA
SPAGNA
ITALIA
LOMBARDIA
ITALIA
SICILIA
ITALIA
ITALIA
ITALIA
PREZZO
0.90
0.85
1.00
0.90
1.10
1.55
1.20
1.40
2.40
2.20
2.60
2.30
2.70
2.80
0.85
1.30
1.50
1.00
1.20
2.00
1.30
2.50
3.00
3.50
3.70
1.20
4.30
5.50
13.00
0.80
1.30
1.70
1.60
1.40
1.60
14.00
14.00
0.60
1.20
1.35
1.00
1.50
1.30
1.80
0.70
1.30
1.50
1.00
2.10
1.20
2.00
1.20
1.70
1.30
PADOVA
PROVENIENZA
PREZZO
SUD AFRICA
SICILIA
SICILIA
0.90
0.78
0.85
SUD AFRICA
SPAGNA
SUD AFRICA
NUOVA ZELANDA
CILE
NUOVA ZELANDA
CILE
NUOVA ZELANDA
NUOVA ZELANDA
1.55
1.40
0.82
2.30
2.10
2.55
2.25
2.65
2.80
ITALIA
ITALIA
ITALIA
ITALIA
ITALIA
ITALIA
ITALIA
ITALIA
ITALIA
ITALIA
1.60
1.80
1.85
1.80
1.50
1.10
1.70
2.40
3.60
3.70
ITALIA
TRENTINO
3.20
4.20
ALTO ADIGE
ALTO ADIGE
TRENTINO
CILE
CILE
CILE
0.90
1.35
1.62
1.31
1.50
1.22
VERONA
PROVENIENZA
PREZZO
SUD AFRICA
SICILIA
SICILIA
0.95
0.65
0.75
SPAGNA
SUD AFRICA
NUOVA ZELANDA
CILE
NUOVA ZELANDA
1.10
0.88
2.35
1.95
2.45
NUOVA ZELANDA
2.55
ITALIA
ITALIA
1.20
1.20
ITALIA
1.30
ITALIA
2.20
ITALIA
TRENTINO
ITALIA
1.70
4.75
9.00
ITALIA
ITALIA
ITALIA
ITALIA
ITALIA
SPAGNA
CILE
9.00
9.00
0.80
1.10
1.50
1.60
1.65
ITALIA
ITALIA
ITALIA
0.65
0.80
1.07
ITALIA
1.50
ITALIA
SPAGNA
1.50
1.30
ITALIA
ITALIA
ITALIA
SPAGNA
CILE
ARGENTINA
ITALIA
ITALIA
ITALIA
ITALIA
SPAGNA
ITALIA
SPAGNA
ITALIA
SPAGNA
1.00
1.30
1.50
1.45
1.10
0.95
2.00
0.90
0.90
1.40
1.40
1.60
1.60
1.40
1.25
2.00
2.50
SICILIA
SICILIA
2.20
1.80
SICILIA
1.70
1.60
3.00
2.00
0.50
0.70
0.60
0.60
ITALIA
ARGENTINA
2.00
3.50
ITALIA
ARGENTINA
SPAGNA
1.25
2.70
2.20
ITALIA
0.80
ITALIA
SICILIA
0.55
0.85
LOMBARDIA
ITALIA
0.45
0.33
0.60
0.50
0.60
ITALIA
ITALIA
ITALIA
0.85
0.55
0.60
ITALIA
ITALIA
ITALIA
0.75
0.38
0.50
[ TENDENZE E MERCATI ]
n. 26/2014
28 giugno 2014
Terra e Vita 81
LISTINO BMTI (€/KG)
SPECIE
VARIETÀ
CAVOLFIORE
BIANCO
CAVOLFIORE
BIANCO
CAVOLI CAPPUCCI
BIANCHI
CAVOLI VERZA
CETRIOLI
CICORIA WITLOOF
CICORIA
BIANCA LUNGA DI MILANO
CICORIA
CATALOGNA
CIPOLLE
PIATTE BIANCHE
CIPOLLE
ROSSE DI TROPEA
CIPOLLE
ROSSE DI TROPEA
CIPOLLE
TONDE DORATE
CIPOLLOTTI
BIANCHI
FAGIOLI
BORLOTTI RAMPICANTI
FAGIOLINI
FAGIOLINI
FAGIOLINI
PIATTI VERDI
FINOCCHI
FINOCCHI
FUNGHI
PRATAIOLI BIANCHI
INDIVIE
SCAROLA
LATTUGHE
CAPPUCCIO
LATTUGHE
GENTILE
LATTUGHE
ICEBERG
LATTUGHE
ROMANA
MELANZANE
CHIARE
MELANZANE
LUNGHE
MELANZANE
MELANZANE
MELONI
LISCI
MELONI
LISCI
MELONI
RETATI
MELONI
RETATI
MELONI
RETATI
MELONI
RETATI
PATATE
P. GIALLA
PATATE
P. GIALLA
PATATE
P. GIALLA
PEPERONI
LUNGHI GIALLI
PEPERONI
LUNGHI GIALLI
PEPERONI
LUNGHI ROSSI
PEPERONI
LUNGHI ROSSI
PEPERONI
QUADRATI GIALLI
PEPERONI
QUADRATI ROSSI
POMODORI
CILIEGINI
POMODORI
CILIEGINI
POMODORI
CILIEGINI
POMODORI
CUORE DI BUE VERDI
POMODORI
DATTERINI
POMODORI
LUNGHI ROSSI
POMODORI
LUNGHI VERDI
POMODORI
TIPO PICCADILLY
POMODORI
TIPO PIXEL
POMODORI
TONDI LISCI ROSSI A GRAPPOLO
POMODORI
TONDI LISCI ROSSI A GRAPPOLO
POMODORI
TONDI LISCI VERDI
PORRI
PREZZEMOLI
RADICCHIO
ROSSO LUNGO PRECOCE
RADICCHIO
ROSSO TONDO
RAVANELLI
TONDI ROSSI
SCALOGNO
COMUNE
SEDANI
DA COSTA VERDI
SPINACI
RICCI
ZUCCHE
TONDE DELICA
ZUCCHINE
COSTOLUTE
ZUCCHINE
SCURE LUNGHE
ZUCCHINE
SCURE LUNGHE
ZUCCHINE
TONDE
coordinamento di Fabrizio De Giacomi
CALIBRO
PRESENTAZIONE
6 PZ. (30X50)
6 PZ. (30X50)
6 PZ. (30X50)
6 PZ. (30X50)
14-21 CM
N.C.
N.C.
N.C.
30-50
N.C.
N.C.
60-80
N.C.
N.C.
N.C.
N.C.
N.C.
10 PZ. (30X50)
10 PZ. (30X50)
40-50
8 PZ. (30X50)
6 PZ. (30X50)
8 PZ. (30X50)
10 PZ. (40X60)
8 PZ. (30X50)
N.C.
N.C.
N.C.
N.C.
1000-1250 G
750-1000 G
1000-1250 G
1000-1250 G
1250-1600 G
1250-1600 G
40-60
40-60
50-70
N.C.
N.C.
N.C.
N.C.
GG (90-110)
GG (90-110)
MEDI
MEDI
PICCOLI
82-102
N.C.
N.C.
N.C.
N.C.
N.C.
67-82
67-82
82-102
40-60
N.C.
N.C.
12 PZ. (30X50)
N.C.
N.C.
MEDI
N.C.
MEDIE
14-21 CM
14-21 CM
21-28 CM
N.C.
MONOSTRATO
MONOSTRATO
MONOSTRATO
MONOSTRATO
A PIÙ STRATI
VASSOI FILMATI
MONOSTRATO
A PIÙ STRATI
MONOSTRATO
ALLA RINFUSA
IN TRECCE
ALLA RINFUSA
IN MAZZI
ALLA RINFUSA
ALLA RINFUSA
ALLA RINFUSA
ALLA RINFUSA
MONOSTRATO
MONOSTRATO
MONOSTRATO
MONOSTRATO
MONOSTRATO
MONOSTRATO
MONOSTRATO FILMATO
MONOSTRATO
MONOSTRATO
DOPPIO STRATO
DOPPIO STRATO
MONOSTRATO
MONOSTRATO
MONOSTRATO
MONOSTRATO
MONOSTRATO
MONOSTRATO
MONOSTRATO
ALLA RINFUSA
ALLA RINFUSA
ALLA RINFUSA
A PIÙ STRATI
MONOSTRATO
A PIÙ STRATI
MONOSTRATO
ALLA RINFUSA
ALLA RINFUSA
A PIÙ STRATI
IN VASCHETTE
IN VASCHETTE
MONOSTRATO
IN VASCHETTE
DOPPIO STRATO
A PIÙ STRATI
A PIÙ STRATI
ALLA RINFUSA
DOPPIO STRATO
DOPPIO STRATO
MONOSTRATO
ALLA RINFUSA
IN MAZZI
A PIÙ STRATI
MONOSTRATO
20 MAZZI
ALLA RINFUSA
MONOSTRATO
ALLA RINFUSA
ALLA RINFUSA
A PIÙ STRATI
A PIÙ STRATI
A PIÙ STRATI
MONOSTRATO
BOLOGNA
PROVENIENZA
PREZZO
VENETO
ITALIA
ITALIA
ITALIA
FRANCIA
ITALIA
ITALIA
ITALIA
CALABRIA
CALABRIA
ITALIA
ITALIA
ITALIA
ITALIA
ITALIA
ITALIA
ITALIA
ITALIA
ITALIA
ITALIA
ITALIA
ITALIA
OLANDA
ITALIA
ITALIA
ITALIA
ITALIA
ITALIA
LOMBARDIA
LOMBARDIA
ITALIA
LOMBARDIA
ITALIA
LOMBARDIA
FRANCIA
OLANDA
ITALIA
ITALIA
ITALIA
ITALIA
ITALIA
OLANDA
OLANDA
ITALIA
ITALIA
ITALIA
ITALIA
SICILIA
ITALIA
ITALIA
SICILIA
SICILIA
ITALIA
OLANDA
ITALIA
ITALIA
ITALIA
VENETO
ITALIA
ITALIA
FRANCIA
ITALIA
ITALIA
ITALIA
1.00
0.40
0.50
0.40
1.40
1.20
0.80
0.50
1.00
1.20
0.50
0.70
2.20
1.30
2.00
1.40
1.00
1.30
1.60
1.10
0.80
0.80
1.10
0.80
0.70
0.80
0.60
0.70
1.40
1.20
0.40
1.00
0.70
1.10
0.45
0.40
0.45
1.50
1.70
1.50
1.70
3.30
3.00
1.00
1.20
1.30
0.80
1.50
0.60
1.00
0.80
0.80
1.00
1.10
0.90
1.00
1.20
1.00
1.00
0.35
1.80
0.50
1.20
0.80
ITALIA
ITALIA
ITALIA
0.50
0.35
0.80
N.B. I prezzi si riferiscono a prodotti di 1a categoria (regolamento Ue 2251/92); calibratura in mm e imballaggi base 30x50 cm.
PADOVA
PROVENIENZA
PREZZO
VENETO
ITALIA
0.80
0.45
ITALIA
1.10
ITALIA
0.55
CALABRIA
1.60
ITALIA
ITALIA
1.90
1.20
ITALIA
ITALIA
ITALIA
ITALIA
ITALIA
ITALIA
ITALIA
OLANDA
1.50
0.80
1.20
1.77
1.50
0.55
0.60
0.95
ITALIA
ITALIA
ITALIA
ITALIA
LOMBARDIA
LOMBARDIA
ITALIA
LOMBARDIA
ITALIA
LOMBARDIA
FRANCIA
OLANDA
ITALIA
ITALIA
ITALIA
ITALIA
ITALIA
OLANDA
OLANDA
ITALIA
ITALIA
ITALIA
ITALIA
SICILIA
1.10
1.00
0.70
0.90
1.40
1.00
1.20
1.40
1.20
1.40
0.38
0.36
0.25
1.30
1.75
1.20
1.50
2.30
2.30
1.30
1.10
1.55
0.85
1.70
ITALIA
SICILIA
SICILIA
ITALIA
OLANDA
ITALIA
0.70
0.90
0.95
0.90
0.95
0.85
ITALIA
VENETO
ITALIA
ITALIA
1.23
1.20
1.00
0.25
ITALIA
0.65
ITALIA
ITALIA
ITALIA
0.45
0.60
0.95
VERONA
PROVENIENZA
PREZZO
ITALIA
ITALIA
ITALIA
FRANCIA
ITALIA
ITALIA
0.35
0.35
0.65
1.30
0.50
0.65
ITALIA
ITALIA
ITALIA
0.48
1.20
1.60
ITALIA
ITALIA
1.45
1.20
ITALIA
ITALIA
ITALIA
ITALIA
OLANDA
1.90
1.55
0.60
0.60
1.00
ITALIA
LOMBARDIA
0.60
0.85
ITALIA
LOMBARDIA
0.40
0.55
LOMBARDIA
0.70
OLANDA
0.37
ITALIA
1.10
ITALIA
SICILIA
0.55
1.60
ITALIA
0.55
OLANDA
0.97
ITALIA
1.05
ITALIA
FRANCIA
ITALIA
ITALIA
0.32
1.80
0.65
1.20
ITALIA
0.40
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