Impôt reprisé Tassa riscossa Ufficio di Jesi A PAG. 2 A PAG. 8 Giornata “Pro Orantibus” Il giardino degli angeli A PAG. 6 A PAG. 8 I bambini protagonisti Gli irriducibili del fumo settimanale d’informazione Euro 0,80 “Poste Italiane s.p.a. - Spedizione in Abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (Conv. in L. 27/02/2004 n. 46) art. 1, comma 1, DCB - Jesi” DIREZIONE E REDAZIONE : JESI - PIAZZA FEDERICO II, 8 - TEL. E FAX 0731.208145 ANNO LII - N. 40 Domenica 20 novembre 2005 La rivolta degli emarginati Domenica 20 novembre la celebrazione del “Mandato” Identità? Integrazione? Integralismo? La missione che Gesù affida a tutti noi Anche quest’anno il Vescovo Mons, Oscar Serfilippi incontra catechisti ed educatori della Chiesa, anche quest’anno si rinnova la calebrazione del “Mandato”. Pubblichiamo il messaggio che, per l’occasione, Padre Oscar ha indirizzato ai catechisti ed educatori della Chiesa Jesina: di Vittorio Massaccesi [email protected] La violenza distruttiva che ormai da due settimane tiene in scacco la polizia di oltre 150 città francesi, sta accendendo la miccia in Belgio, Olanda e Grecia. E’ ancora presto per dire se si tratta di pure imitazioni senza effettiva motivazione o l’inizio di un nuovo ’68 europeo. Del resto la terra della rivoluzione della Bastiglia non è nuova ad esportare novità storico-cultu- ne immigrata è intorno al due per cento contro il sei per cento di quella francese, sia perché non sono mancate le iniziative di integrazione, a cominciare dal diritto del voto nelle municipali per finire al lavoro sufficientemente dignitoso per molti. Se è vero che i centri caldi del nostro territorio sono Torino, Milano, Bologna e Roma, credo che un rischio di gran lunga Mi sembra che la violenza degli immigrati in Italia si possa prevenire con l’autorevole presenza delle forze dell’ordine, ma più ancora con un assiduo lavoro degli enti pubblici e del volontariato perché l’integrazione, intesa come reciproca apertura a tutti a valori positivi della tradizione nostra e di quella dei nuovi venuti, sia sempre più una realtà, e perché dall’una e dall’altra parte si eviti di sconfinare dall’integrazione all’integralismo in nome di una identità male interpretata. Al Ferrini Ai carissimi Catechisti ed educatori della Chiesa Jesina Pace e gioia, frutti dello Spirito Vengo sempre con letizia e fiducia ad invitarvi alla celebrazione del “Mandato” per il nostro servizio ai fratelli, nel pomeriggio di domenica 20 novembre in Cattedrale. “Non si può dare più per scontato che tra noi e attorno a noi, in un crescente pluralismo culturale e religioso, sia conosciuto il Vangelo di Gesù” Sono anni che la Chiesa in Italia propone una nuova evangelizzazione; ma bisogna prendere atto che in certi casi si impone una prima evangelizzazione. Da qui la scottante attualità del “primo annuncio” del Vangelo su l’esempio di Gesù, nostra speranza. Nella vostra esperienza quotidiana di vita avrete notato un crescente processo di secolarizzazione, insieme però a un diffuso bisogno religioso. Da qui la necessità di noi cristiani di raccontare ed esprimere con la vita e con la comunicazione la nostra fede cristiana. E al centro del primo annuncio c’è Gesù Cristo, nostra salvezza. E’ certo che siamo missionari prima di tutto per ciò che siamo come Chiesa viva, per cui la nostra testimonianza è la via privilegiata dell’evangelizzazione, come causa prima ed insostituibile. Ma la nostra presenza operosa non basta; dobbiamo aggiungere l’annuncio esplicito, attraverso il dialogo con chiara consapevolezza della nostra identità cristiana. Certamente il Vangelo è da annunciare e non da imporre, perché il messaggio dell’amore non si annuncia se non attraverso l’amore. Nel documento che vi viene offerto troverete elencate per il primo annuncio alcune occasioni particolarmente indicative. Anzitutto la preparazione al matrimonio e alla famiglia, come concreta possibilità di contatto con la comunità cristiana, dopo anni di lontananza, poi l’attesa e la nascita dei figli con la richiesta del battesimo e anche la richiesta di catechesi e degli altri sacramenti per i figli. Troverete poi le situazioni di difficoltà delle famiglie, dovute a sofferenza, anche a mancanza di pace e crisi del vincolo coniugale.. C’è infine una crescita quotidiana di arrivi di persone di altre religioni. Lo stile dell’annuncio sarà caratterizzato dall’accoglienza cordiale gratuita di quelli che in qualche maniera bussano alla porta delle nostre comunità. Questa è la missione che Gesù affida a tutti noi, battezati nel suo nome: anche oggi è bello, buono e giusto vivere l’esistenza umana secondo il Vangelo e così contribuire a renderemo nuova l’intera società. In attesa di rincontrarci, vi saluto e vi benedico + P. Oscar, vescovo Il programma Ore 15,30 presso il Circolo Ferrini assemblea sul tema: “Gesù risorto è la nostra speranza: il primo annuncio per me!” Ore 18 in Cattedrale Eucaristia e celebrazione del Mandato catechistico presieduta dal Vescovo. Impegno dei catechisti davanti alla comunità per svolgere il loro servizio educativo in comunione con Cristo nella Chiesa. Consegna ai singoli catechisti ed educatori del Documento dei Vescovi “Questa è la nostra fede”. Ore 20 nei locali dietro la Cattedrale Agape fraterna. Animazione a cura del Csi. Un risultato inquietante La metà degli studenti italiani non sa leggere Riceviamo dal prof. Fabio Bertarelli: Come cittadino e come professore sono rimasto sconcertato alla lettura del seguente articolo sul giornale La Stampa: “La metà degli studenti italiani non sa leggere: è incapace di applicarsi ad un testo e comprenderne il significato. A rilevarlo è una ricerca del Ministero dell’Istruzione, dopo una rilevazione a tappeto sull’intero universo scolastico nazionale”. Ma cosa sta accadendo? Di chi la colpa di un risultato così disastroso? Del Ministero, della scuola, dei presidi, dei professori, degli alunni, delle famiglie, della società? Forse di tutti, anche se con pesi diversi. Cosa fare? C’è o non c’è rimedio? Sullo stesso giornale, Pierluigi Celli, presidente della Luiss, l’Università della Confindustria, suggerisce: “Non c’è altro modo per conoscere l’italiano che leggere, leggere, leggere. Possibilmente cose che non hanno nulla a che vedere con la propria formazione professionale: romanzi, letteratura. La scuola, io credo, non deve imporre la lettura come obbligo, ma educare, come già molti insegnanti sanno fare, al piacere di leggere. La capacità di capire e di esprimersi verrà da sé”. Anch’io ritengo sia fondamentale leggere, leggere, leggere, e non solo per conoscere l’italiano. Ma la scuola è davvero di questo avviso? Voglio a tale proposito raccontare un episodio. Io sono uno scrittore. Ho pubblicato opere di narrativa e di teatro. Uno dei miei ultimi lavori è un romanzo storico che narra una vicenda d’amore nel triennio giacobino in Jesi, dal titolo “La felice pianta”. Il libro è stato presentato al Salone internazionale del libro di Torino, al Salone del libro Carta Canta di Civitanova Marche e in molte altre Sedi ricevendo pregevoli apprezzamenti da parte di eminenti professori universitari e critici letterari sia per il suo contenuto che per la sua forma. Pensando di fare una buona cosa, ho portato personalmente il romanzo alla preside del Liceo Classico e al preside del Liceo Scientifico offrendo anche la mia disponibilità per eventuali “incontri degli alunni con l’autore”. Non ho ricevuto nemmeno una doverosa risposta di cortesia! Ora, forte anche del parere Segue a pag. 4 -5 Influenza aviaria e salute umana rali con l’aiuto della violenza che, nata nel suo seno, si espande rapidamente nel territorio europeo. Questa volta si tratta della rivolta delle periferie metropolitane, una rivolta dal colore olivastro dei magrebini della seconda e terza generazione, ma per l’anagrafe – e solo per l’anagrafe – cittadini francesi. Le cifre parlano di settemila auto incendiate e di una rilevante distruzione di edifici pubblici e di supermercati. Si è detto che trattasi della liberazione dell’odio di chi è discriminato dalla sua nazione, di chi è disoccupato, di chi non gode, nemmeno lontanamente, del diritto delle pari opportunità. *** Prodi ebbe il coraggio, con meraviglia di molti – e anche mia – di accennare ad una possibile espansione della violenza anche in alcune nostre grandi periferie. Appena quattro giorni più tardi, il nostro ministro degli interni Pisanu fece propria la preoccupazione del leader di opposizione. E fu chiaro a tutti che il momento è tale da non permettere speculazioni politiche o strumentali, ma di costringere tutti noi ad una seria riflessione e a doverose iniziative sociali. A me pare che l’Italia può scongiurare lo sviluppo di tanta violenza sia perché la popolazio- Lavoriamo per voi! meno cinque… Mancano appena cinque numeri del nostro settimanale per la sua… rivoluzione. Sarà una sorpresa per tutti Rinnova subito l’abbonamento Per i nuovi abbonati gratis i numeri di “Voce” dal momento della sottoscrizione alla fine del 2005 Per chi si abbona entro il 31 dicembre – fino ad esaurimento delle copie disponibili - in omaggio il nuovo libro (fuori commercio) del nostro direttore Giuseppe Luconi: “La vecchia Jesi nei giornali dell’epoca”. Quote abbonamento per il 2006 Normale 35 euro – d’amicizia 50 – sostenitore 100 minore troveremo nel Sud, a cominciare da Napoli per finire a Bari e Palermo. Perché? Perché nel Sud – non ce lo dobbiamo nascondere – la parola definitiva se aprire o no le pagine della violenza, la pronuncerà la mafia di ogni tipo. E la mafia non ha alcun interesse ai disordini popolari alla francese. Questo vuol dire che, indirettamente, la malavita organizzata potrà aiutare lo Stato in certi particolari frangenti e che, prima o poi, potrebbe chiedere il conto piuttosto salato. Difficile dire quale possa essere il male minore di fronte a reali pericoli di sollevazione collettiva. “Di fronte alle notizie allarmistiche che invadono giornali e tv è necessario fare il punto jesino su questo argomento - si sono detti al Circolo “Contardo Ferrini” – per questo abbiamo proposto un incontro a livello specialistico tra produttori, consumatori e controllori”. Martedì prossimo, 22 novembre, alle ore 16, nel teatro del “Ferrini” in piazza Federico II si terrà una tavola rotonda sul tema “La malattia da virus dei polli interessa anche la nostra zona? Sono necessarie precauzioni alimentari?”. Dopo l’introduzione del dott. Sandro Girolimini (direttore del servizio veterinario ed igiene degli alimenti di origine animale Asur 5), relazioneranno il dott. Paolo Ottavini (dirigente veterinario Asur 5), sul tema “Situazione locale dell’influenza aviaria” e il dott. Giuseppe Serrani (dirigente veterinario Asur 5) sul tema: “L’influenza aviaria e la salute umana”. Data l’importanza dell’argomento, tutti sono invitati. Da sinistra: Roberta Rosini, Lina Scarafaggi, Nsima Anderson Udo-Umoren, Enrico Ciarimboli e Daniel Amanze. Donne penalizzate due volte Presentato un opuscolo sulle pari opportunità alle donne immigrate fotoservizio Paola Cocola Il fenomeno dell’immigrazione è ormai realtà innegabile e coinvolgente. L’intera quotidianità si disegna nella variegata “fantasia” multietnica e multiculturale che decide, nel complesso gioco delle parti, la qualità del “benessere” collettivo ed individuale, dove benessere non sta per consumismo, ma è referente di una vita spesa in chiave essenzialmente umana. Non può sfuggire, allora, che l’immigrato è, in quanto soggetto di diritti e di doveri, e in quanto cittadino della comunità acquisita, membro effettivo ed attivo della stessa che ha, come fine primario, la tutela e la crescita dei suoi abitanti, possibile solo attraverso la piena integrazione civile e politica di ciascuno, costruttore assie- me all’altro di benessere In questa prospettiva, l’assessore Antonio Balestra ha inquadrato gli obiettivi che l’amministrazione comunale, liberandosi dagli orpelli del passato, già da subito intende perseguire in relazione alle problematiche dell’immigrazione. Nella stessa ottica si pone l’opuscolo - stampato proprio in questi giorni a Jesi – che auspica e sollecita “Pari opportunità per le donne immigrate”. Pubblicato con il contributo della Provincia di Ancona e presentato sabato 12 novembre presso la II Circoscrizione, esso costituisce una raccolta completa degli atti del Convegno tenuto sul tema omonimo il 30 ottobre del 2004 Segue a pag. 4 2 Domenica 20 novembre 2005 Giornata “Pro Orantibus” La data del 21 novembre, festa liturgica della Presentazione al tempio di Maria SS., è la giornata nella quale la Chiesa propone alla considerazione del popolo cristiano la vocazione claustrale di quanti, monaci e monache, si sono completamente dedicati a Dio nella preghiera e nella contemplazione. Una sorella clarissa di Jesi ci ha fatto dono di un’esperienza di preghiera per la Giornata “Pro Orantibus” che celebra la chiamata alla vita claustrale nella fraternità Testimoni delle Beatitudini Adulti Il settore Adulti ha programmato una giornata con don era diverso, ma è sempre stato un dono grande che mi ha fatto vivere un rapporto nuovo col mio Dio: in piedi, davanti a Lui che mi veniva incontro nel nuovo giorno. Le Lectio guidate dal Priore, padre Alessandro, sono state veramente un cammino verso la Pasqua, e mi hanno fatto procedere come Maria, alla ricerca del mio Signore. Così come i discepoli di Emmaus erano spinti dal fuoco che ardeva loro in cuore, anche per me, ogni mattina c’era qualcosa che mi spingeva giù dal letto, fuori dalla camera, per incamminarmi verso la luce. Una volta, mentre ero in piedi, ferma e in attesa, presso lo strapiombo della croce, di fronte alle montagne tra cui sorgeva il sole, una sorella vedendomi e ripensando a San Francesco e Frate Leone, si rivolse a me dicendo: “Signore, apri le mie labbra” e attese una risposta per potersi avvicinare. Ma io non sentii e non risposi. Lei, memore dell’episodio di San Francesco, accolse la non risposta, lasciandomi sola in quell’incontro. Come ogni mattina più tardi mi ritrovai nella piccola cappella a cantare le Lodi con le sorelle e i monaci, in una Liturgia sobria, essenziale e profonda. Anche la liturgia mi avvolgeva: non erano solo il mio cuore, la mia mente, la mia bocca che pregavano, … era tutta me stessa. Un giorno speciale per gli scout: i “Passaggi” settimanale di ispirazione cattolica Associato alla FISC Direttore responsabile Giuseppe Luconi Direzione, redazione amministrazione e pubblicità Piazza Federico II, 8 60035 Jesi telefono e fax: 0731 208145 E-mail: [email protected] Sito: www.vocedellavallesina.it Abbonamento annuo normale: 35 euro di amicizia: 50 euro sostenitore: 100 euro direttamente in redazione (tutti i giorni feriali dalle 9 alle 11) o a mezzo posta (su c/c 13334602) Registrazione Tribunale Ancona n. 143 del 10.1.1953 Stampa Litograf s.r.l. Jesi - Via Abbruzzetti, 12 tel. 0731 211639 - 211694 La presidenza diocesana dell'Azione Cattolica della diocesi di Jesi ha stilato il calendario delle attività che si svolgeranno nell'anno associativo 2005-2006. Questi gli appuntamenti più importanti: 8 dicembre feste parrocchiali di adesione; 20-26 marzo PrimaverAc; 4 giugno festa unitaria; 6-8 agosto esercizi spirituali regionali. Per quanto riguarda la formazione degli educatori il 20 novembre ci sarà una catechesi con don Mariano Piccotti in occasione del mandato, il 27-29 gennaio un incontro pedagogico, il 20-26 marzo un incontro associativo ed il 23-25 aprile l’incontro regionale per educatori. A Treia di Macerata Voce della Vallesina di Giuseppe Papadia Tonino Lasconi il 22 gennaio, la festa della Pace il 12 febbraio, inoltre in Avvento e in Quaresima ci saranno dei pomeriggi di ritiro per l’equipe adulti. I Giovani hanno organizzato dei cineforum (13 gennaio e 24 marzo), delle serate a tema nei pub (22 dicembre e 16 febbraio) ed un’uscita a Roma (30 aprile). Educatori Cammino verso la luce Il 22 e 23 Ottobre si sono svolti a Treia (Macerata) i Passaggi. Vi chiederete: ma che cosa sono mai i Passaggi?! Se Le attività dell’Azione Cattolica Giovanissimi Quella che segue è la testimonianza di una nostra consorella che, grazie ad una riunione del Consiglio delle responsabili, ha trascorso alcuni giorni di ritiro spirituale presso l’eremo dei Monaci Camaldolesi di Fonte Avellana. Ve la proponiamo perché ci sembra che sintetizzi il proprium della contemplazione francescana, nella sua duplice veste di preghiera comunitaria quotidiana e di un claustro personale che travalica ogni possibile muro, identificandosi con l’universo intero. Le Sorelle Clarisse di Jesi La Squadriglia Volpi del Reparto Pleiadi del gruppo Scout Jesi 2 (Parrocchia di San Massimiliano Kolbe) ci racconta la cerimonia dei Passaggi, fondamentale momento di crescita nell’iter formativo dei ragazzi che fanno parte dello Scoutismo. XXXIV Domenica del Tempo Ordinario - 20 novembre 2005 IL CALENDARIO 2005-2006 21 novembre 2005 Vorrei essere poeta, o dipingere, o essere follemente innamorata, per potervi partecipare quello che ho negli occhi, negli orecchi, nel cuore. Sono appena tornata e ho nostalgia di quel silenzio, di quei monti, di quei colori, di quel camminare nei sentieri. Ogni mattina quando ancora era buio, mi avviavo dall’eremo dove eravamo ospitate e camminavo …. verso la luce. Sopra di me si stendeva il cielo stellato e tutto era avvolto da un silenzio che era attesa. Camminavo timorosa, ma qualcosa mi spingeva. Era una cammino verso la luce, verso un punto particolare. Il termine del sentiero era costituito da uno strapiombo sulla cui punta stava eretta una semplice croce che si stagliava nel vuoto. Di fronte a me si ampliava l’orizzonte: un nero omogeneo nella notte che lasciava il posto a montagne, colline, rocce, boschi e alberi, quando sorgeva il sole dando forma e colore a quanto mi circondava e a me stessa. Io stavo là, non dicevo parole, non pensavo, eppure ero pienamente partecipe e mi lasciavo avvolgere dal silenzio e dall’attesa di quella luce che ogni mattina sorgeva davanti e sopra di me. Quel silenzio, quell’attesa, erano preghiera e il sorgere del sole un incontro a due che si rinnovava ogni giorno. Ogni mattina lo spettacolo Vita ecclesiale non l’avete capito stiamo parlando di Scout, e del momento per loro forse più importante. È proprio in questa occasione che i più grandi di ogni gruppo muovono un grande passo verso un nuovo cammino: dai lupetti agli esploratori/guide, da questi al clan/fuoco. Dopo varie e divertenti attività ci siamo divisi per branche e sono nate nuove squadriglie e nuovi capi. Come tutti gli anni è stato un giorno davvero speciale, dove abbiamo rimpianto i vecchi capi e le vecchie squadriglie ma soprattutto abbiamo conosciuto le persone con le quali vivremo nuove avventure! Interessante il calendario dei Giovanissimi che il 12 febbraio parteciperanno alla festa della Pace, il 27 febbraio ci sarà la tradizionale festa di Carnevale e concluderanno il cammino con l’uscita del 24 giugno. Ragazzi L’Acr (Azione Cattolica Ragazzi) punterà su tre momenti: la festa del Ciao (26 novembre), la festa della Pace (12 febbraio) e quella degli Incontri prevista per aprile. A Maiolati Spontini Festeggiati i cinquant’anni di don Fabio Belelli di Beatrice Testadiferro I parrocchiani di Maiolati e Scisciano hanno organizzato, giovedì scorso 10 novembre, una grande festa a sorpresa per il cinquantesimo compleanno del loro parroco. Oltre trecento gli invitati, parrocchiani, amici e familiari, che si sono ritrovati alle 19,30 nel salone della Casa Albergo “Paolo VI” di Maiolati, dove, a luci spente, hanno accolto don Fabio Belelli che si è subito trovato circondato dall’affetto dei tanti presenti. La festa è stata allietata dalla musica del complesso giovanile Albatros, alla sua prima uscita ufficiale. L’organizzazione ha preparato per tutti panini con porchetta, bevande e tantissimi dolci che le signo- In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: “Quando il Figlio dell’uomo verrà nella sua gloria con tutti i suoi angeli, si siederà sul trono della sua gloria. E saranno riunite davanti a lui tutte le genti, ed egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dai capri, e porrà le pecore alla sua destra e i capri alla sinistra. Allora il re dirà a quelli che stanno alla sua destra: Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla fondazione del mondo. Perché io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi. Allora i giusti gli risponderanno: Signore, quando mai ti abbiamo veduto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, assetato e ti abbiamo dato da bere? Quando ti abbiamo visto forestiero e ti abbiamo ospitato, o nudo e ti abbiamo vestito? E quando ti abbiamo visto ammalato o in carcere e siamo venuti a visitarti? Rispondendo, il re dirà loro: In verità vi dico: ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me. Poi dirà a quelli posti alla sua sinistra: Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli. Perché ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare; ho avuto sete e non mi avete dato da bere; ero forestiero e non mi avete ospitato, nudo e non mi avete vestito, malato e in carcere e non mi avete visitato. Anch’essi allora risponderanno: Signore, quando mai ti abbiamo visto affamato o assetato o forestiero o nudo o malato o in carcere e non ti abbiamo assistito? Ma egli risponderà: In verità vi dico: ogni volta che non avete fatto queste cose a uno di questi miei fratelli più piccoli, non l’avete fatto a me. E se ne andranno, questi al supplizio eterno, e i giusti alla vita eterna”. Solo i gesti di amore conteranno di Adriana Borgognoni Scena grandiosa e drammatica di un giudizio universale. E al centro, protagonista unico, un giudice a cui è stata data autorità suprema: Gesù Cristo. Il Figlio dell’uomo (ho uiòs toû anthrópou), colui che era venuto nella carne, si era rivestito di debolezza e aveva sperimentato la morte, ora torna nello splendore della sua gloria. Quel Re (ho basileús) che per beffa aveva ricevuto tale titolo, insieme ad oltraggi e a una corona di spine sul capo, adesso si manifesta in tutta la sua divina regalità. Il Pastore (ho poimén) che aveva cercato le pecore smarrite e curato quelle ferite, ora ha radunato “tutte le genti” in un unico immenso recinto per passare uno ad uno in rassegna e operare una separazione definitiva. E’ il momento del premio o del castigo eterno, ed il criterio del giudizio è l’amore. Amore per Cristo, presente nei fratelli bisognosi. Non importa se lo abbiamo o no riconosciuto in chi aveva fame, aveva sete, era forestiero, era nudo, o malato, o carcerato. Quello che conta è aver dato da mangiare, aver dissetato, aver ospitato, vestito, visitato, servito. Se abbiamo fatto tutto questo, lo abbiamo fatto a Gesù; se lo abbiamo negato, lo abbiamo negato a lui. Gesù continua ad identificarsi con i poveri, gli emarginati, i perseguitati, chi è più sfortunato e non conta niente agli occhi del mondo. Sono questi i suoi “fratelli più piccoli”, figli di un Padre che non li dimentica ma è solidale con loro. Io posso evitarli, rimanendo nella mia cieca sazietà, ma in tal modo mi sarò separato da Dio, avrò già compiuto una scelta di cui Gesù, quando lo incontrerò come giudice, non potrà che prendere atto rendendola definitiva. Allora capirò che non serve alzare gli occhi al cielo senza guardare la terra; ma non ci saranno, ormai, nuove occasioni per me. Questo vuole dirmi il brano evangelico: sei ancora in tempo, apri il tuo cuore. A Castelplanio sabato 26 Storie italiane di buona convivenza re del paese hanno cucinato e poi offerto. Al parroco hanno donato come ricordo una macchina fotografica digitale e tanti libri (sulla montagna, su Leonardo da Vinci, su Pasolini …) come segno di riconoscenza, stima ed amicizia. Scuola di taglio e cucito Cri Dal Vangelo secondo Matteo Style di Maria Cristina Cesari (ex Labor di Severina Palermi) Opera da 40 anni con corsi permanenti, professionali e progressivi. Lezioni a carattere individuale con sistema didattico esclusivo. Le iscrizioni sono aperte durante tutto l’anno. Corsi di: hobbistica uso familiare, modellista, sarta - fashion designer. JESI - Via Ugo la Malfa, 24 tel e fax 0731.202894 - 202893 cell. 340-3892799 - 347-5475149 - mail [email protected] Al teatro comunale polivalente di Castelplanio, sabato 26 novembre, alle ore 18, sarà presente il dott. Luigi Accattoli, giornalista del Corriere della Sera. Presenterà il suo libroreportage sull’Islam in Italia con l’intento di far emergere storie di buona convivenza. “La buona convivenza con l’Islam è frequente - afferma - ma il suo racconto è raro”. Sarà una occasione per ascoltare anche rappresentanti dell’Islam che abitano tra noi e per costruire quella rete di dialogo e di reciproco rispetto che è alla base di un futuro di pace. Il giorno dopo Accattoli terrà una conferenza presso il Centro di Spiritualità “Sul monte” sempre a Castelplanio per le coppie che da anni stanno facendo un cammino di spiritualità cristiana ( alle ore 9 sul tema: Il Vangelo in famiglia. La sintesi del “Padre nostro”) Cultura, spettacoli e dintorni Lions Club A Pesaro Il maiolatese Ruggeri ha cantato per Ciampi Piccolo schermo Nel concerto in onore del presidente della Repubblica al teatro Rossini Rock politick di Gianni Bianco Ma alla fine della fiera, Rockpolitick, per dirla alla Celentano, è “rock” o è “lento”? Secondo la nuova dicotomia, l’inedita divisione del mondo tra ciò che è bello e ciò che è brutto, quel che è bene e quel che è male, tra il vero e il falso, come va giudicato l’ultimo programma del Molleggiato? Certamente è un po’ rock, quasi heavy metal, per il rumore delle tante, assordanti polemiche politiche che ha innescato per giorni e giorni. Ma è soprattutto “lento” nel senso di già visto, poco sorprendente, non certamente spiazzante. Senza contare che “lento” è un aggettivo che non è mai stato ritenuto offensivo dal ragazzo della via Gluck che del rifiuto antifuturista della velocità, dei tempi morti e dei silenzi ostinatamente prolungati ha fatto la cifra stilistica del suo fare tv. Messe da parte per un po’ le beghe di Palazzo, le accuse di censura da una parte e gli inni alla libertà dall’altra, c’è da chiedersi infatti se quello che è andato in onda al giovedì sera su Raduno sia stato un ottimo programma tv o una “ciofeca”, come l’ha invece apostrofato il ministro delle comunicazioni Landolfi. Probabilmente non è stato né l’uno né l’altro. Certo un evento per il battage pubblicitario che lo ha preceduto. Ma non un capolavoro da piccolo schermo e neanche il peggio che passi in prima serata. Cementano resta essenziale per dimostrare che un’altra televisione è possibile. Anche questa volta “francamente se ne infischia” dei ritmi in voga oggi. Parla, si ferma, fa una pausa, poi riprende per una tv della parola e del silenzio, dell’ascolto e del dialogo. Senza volgarità e doppi sensi, senza cadute di stile, nani e ballerine. Sfruttando la sua libertà d’azione, riesce a portare in un grande show personaggi ai margini della tv e temi coraggiosi, altrimenti banditi dal primetime: l’Italia sfregiata, la fame nel mondo, le emergenze ecologiche, le regole della democrazia, il decadimento dei reality. Nella sua foga di dire, Cementano però ha anche il suo tallone d’Achille. Rischia ogni momento di dire una delle “125 milioni” di quella roba lì che altre volte ha dispensato al pubblico. La sensazione è di essere allo speaker corner, l’angolo di Hyde Park a Londra, dove ogni oratore può portare il suo palchetto e dire quel che gli pare senza contraddittorio. Così il Molleggiato di Rockpolitick. Nessuno gli chiede di salvare il Paese, Più modestamente gli si domanda di far trascorrere una serata di relax non banale alle famiglie italiane affezionate al primo canale del servizio pubblico. Facesse più rock e meno politick, più musica e meno prediche, più show e meno moralismi, sarebbe perfetto. (da “Città nuova”) www.mattoli.it di Marco Palmolella Il paese di Spontini ha salutato con soddisfazione, giovedì 10 novembre, l’esibizione del baritono majolatese Gianpiero Ruggeri al “Concerto in onore del Presidente della Repubblica” organizzato al teatro Rossini di Pesaro in occasione della visita alla città di Carlo Azeglio Ciampi. Mentre la folla gremiva piazza Lazzarini, l’orchestra del di Pesaro. La celebre e colorata Cavatina di Figaro, cantata con passione ed esperienza dal majolatese, ha scaldato il teatro e lo stesso presidente avrebbe gradito un bis, se non impedito dal rigido protocollo scandito, per motivi di sicurezza, da orari ferrei. Gianpiero Ruggeri è stato scelto ad esibirsi in questa straordinaria occasione per due motivi, (foto Patrizia Ricci) Conservatorio Rossini, diretta dal maestro Luca Ferrara, ha aperto il Concerto con l’Inno di Mameli alla presenza dei trecentocinquanta invitati. Poi è stata la volta di Gianpiero Ruggeri con l’aria di Alidoro tratta da “La Cenerentola” e la Cavatina di Figaro dal “Barbiere di Siviglia”. Di quest’ultima opera Ruggeri è un esperto interprete; basti pensare che solamente la scorsa estate, al Rossini Opera Festival, aveva cantato il “Barbiere”, in un cast stellare, con Juan Diego Florez, Bruno De Simone e Joyce Didonato. L’orchestra ha anche presentato la sinfonia de “La Scala di seta” e l’intermezzo della “Cavalleria Rusticana” per ricordare Mascagni nominato, nel 1895, direttore del conservatorio la prima è l’assoluta eccellenza professionale, l’altro è una ragione affettiva; infatti, il baritono è stato invitato come ex allievo in carriera del Conservatorio. Il cantante aveva già avuto il piacere di essere ascoltato da Ciampi e dalla signora Franca al San Carlo di Napoli, quando si esibì nel “Don Giovanni” di Mozart. Anche a Pesaro Ciampi si è intrattenuto con gli artisti esprimendo il proprio gradimento allo spettacolo in suo onore. Venerdì 12 novembre, nonostante lo sciopero dei giornalisti, la Rai regionale è riuscita ad avere le immagini dal Quirinale ed ha proposto nel servizio di apertura del telegiornale delle Marche, le belle immagini del teatro Rossini e del baritono Gianpiero Ruggeri. Armonie per ricordare Se qualità emblematica di un artista è l’eclettismo, inteso come capacità di far convergere in uno l’interesse per diverse arti, Magdalena Lutka può esserne un esempio. E’ nota la sua abilità di pianista “con Chopin nel cuore”: il che, del resto, è comprensibile, essendo nata a Poznan, nella patria del più grande pianista e compositore di tutti i tempi. E’ però anche organista, clavicembalista, musicologa, direttrice di complessi cameristici, pittrice. Inoltre ha studiato canto, si è interessata di recitazione teatrale e scrive poesie spesso ispirate dalla musica che a volte le invade l’anima. Ha fatto conoscere alcune di queste sua abilità in un concerto organistico dedicato, con una messa, alle famiglie dei soci defunti del Lions Club di Jesi. Di ognuno di loro è stato letto il nome ed è purtroppo lungo l’elenco. La scelta del Santuario delle Grazie non era immotivata. Dieci anni fa fu proprio il Lions Club di Jesi a far restaurare l’organo di questa chiesa. Di autori classici e contemporanei sono state le pagine selezionate dalla stessa Lutka, improntate tutte ad una delicata, elegante compostezza espressiva. A volte accompagnate dal canto dell’organista, venivano intercalate dalla lettura di brevissime poesie definite dall’autrice “piccole icone”. Alcune di queste erano dedicate a Giovanni Paolo II e all’attuale Pontefice, al quale sono state inviate e dal quale di recente la Lutka ha ricevuto un gratificante messaggio di ringraziamento. Altre, con diversa dedica, erano suggerite dalla musica che ne scandisce sempre il ritmo assimilandosi alla parola. Tutto ha contribuito ad evocare un affettuoso ricordo dei defunti in un’atmosfera di sereno raccoglimento e quasi in estraniamento dal mondo. Augusta Franco Cardinali Domenica 20 novembre 2005 L’imperatore svevo nella relazione del prof. Hubert Houben I tanti “volti” di Federico II di Cristina Franco Come riferito nel numero scorso, il 5 novembre l’auditorium dell’Hotel Federico II di Jesi ha ospitato le celebrazioni di chiusura dell’810° anniversario della nascita dell’imperatore svevo. Nell’occasione, gli intervenuti hanno potuto seguire una interessante relazione del prof. Hubert Houben, Ordinario di Storia Medievale all’Università di Lecce. «Per lo storico Max Weber la società ha necessità di miti, che non nascono mai per caso. – ha esordito il relatore – Un mito negativo su Federico II iniziò a diffondersi dopo la seconda scomunica dell’imperatore, avvenuta nel 1239 sempre ad opera di Gregorio IX, che dipingeva il suo nemico come un eretico, l’Anticristo in persona o un suo predecessore. L’Imperatore viene paragonato alla furiosa bestia marina uscita dal mare del Libro dell’Apocalisse del profeta Giovanni, un mostro simile ad una pantera, con le zampe di un orso e la bocca da leone, con le fauci aperte solo per oltraggiare Dio e gli artigli pronti a fare a pezzi il mondo. Secondo Gregorio IX Federico II pensava che il mondo fosse stato ingannato da tre impostori: Mosè, Gesù Cristo e Maometto, e riteneva dementi quanti credessero che il Figlio di Dio era nato da una vergine, in quanto l’uomo non doveva prestare fede a nulla che non fosse provato dalle forze della natura. Sembra che Gregorio IX fosse influenzato dalle teorie di Gioacchino da Fiore (1130-1202) sulle tre età del mondo. “Il calavrese abate Giovacchino di spirito profetico dotato”, per dirla coi celebri versi del XIII canto del Paradiso dantesco, riteneva infat- “La coperta del mondo” Il nuovo spettacolo del Gen Verde Al Pergolesi con la “Cavalleria” Per la prima volta “Gianni Schicchi” Gianni Schicchi”, atto unico facente parte del Trittico di Giacomo Puccini (con “Suor Angelica” e “Il Tabarro”), per la prima volta dal debutto (14 dicembre 1918 al Metropolitan di New York), sarà rappresentato al teatro Pergolesi. Andrà in scena venerdì 18 novembre (ore 21), in un nuovo allestimento a cura della Fondazione “Pergolesi Spontini” in coproduzione con il teatro nazionale di Belgrado e con il teatro dell’Aquila di Fermo. Sarà replicata a Jesi domenica 20 (ore 16) e martedì 22 novembre (ore 21), a Fermo il 25 e 27 novembre e a Belgrado a metà gennaio. Il capolavoro pucciniano, ispirato a un breve episodio contenuto nel trentesimo canto dell’Inferno, sarà proposto in dittico con “Cavalleria Rusticana” di Ma scagni; Antonino Fogliani dirigerà l’Orchestra Filarmonica Marchigiana, Carlo Morganti dirigerà il Coro “Bellini”, Ivan Stefanutti curerà la regia delle due opere. Nel cast vocale di “Cavalleria Rusticana” sono Elmira Veda (Santuzza), Federica Bragaglia (Lola), Javier Palacios (Turiddu), Fabio Previati (Alfio), Milena Storti (Lucia) e Alessandra Santoni (una popolana). Per “Gianni Schicchi” nel ruolo del protagonista, a Jesi, Massimiliano Gagliardo; cantano inoltre Alessandra Marianelli (Lauretta), Milena Storti (Zita), Alessandro Codeluppi (Rinuccio), Patrizio Saudelli (Gherardo), Rossana Potenza (Nella), Filippo Bettoschi (Betto), Mauro Corna (Simone), Mauro Utzeri (Marco), Federica Bragaglia (Ciesca), Gianluca Ricci (Spinelloccio, Ser Amantio), Ferruccio Finetti (Pinellino), Giovanni Brecciaroli (Guccio). Michele Sebastianelli è il piccolo Gerardino. Al liceo “Da Vinci” studenti libici Sono stati ricevuti venerdì 11 settembre dal sindaco Fabiano Belcecchi e dall’assessore alle cultura Leonardo Animali gli studenti del liceo El-Fateh di Benghazy, seconda città della Libia dopo la capitale Tripoli. Ospiti del Liceo scientifico e linguistico “Leonardo Da Vinci”, gli studenti libici hanno ricambiato la visita dell’aprile scorso di quindici alunni jesini, insieme a tre insegnanti e alcuni amministratori. Nel periodo di permanenza jesina, gli studenti libici hanno potuto visitare importanti aziende del territorio quali il Gruppo Pieralisi e la Case New Holland. Intrattenutisi a Jesi fino a lunedì 14, anno avuto modo di confrontarsi con il modello di studio italiano, con la nostra cultura e il nostro stile di vita, approfittando anche per una visita turistica ai luoghi più significativi della zona. 3 “Gen Verde” International multi artistic performing group: ventiquattro artiste di tutto il mondo, di quattordici nazioni, che suonano, danzano, cantano, recitano, compongono, alla ricerca instancabile di un “sentire comune”. Dopo “Prime Pagine”, musical tradotto in undicj lingue che ha girato quattro continenti, il Gen Verde torna nelle nostre città con altre “pagine” della storia dei Focolari: lo spettacolo “La coperta del mondo”, un insieme di colori ed emozioni, di valori e di popoli. Brani di vita vissuta, di persone che hanno sperimentato e sperimentano ogni giorno che il dialogo, la solidarietà e la fraternità sono il punto di incontro tra i popoli, “la coperta” che può scaldare, coprire, riparare, avvolgere, proteggere ogni persona, di qualsiasi credo, etnìa, cultura. Dopo il teatro delle Muse (domenica scorsa), Gen Verde sarà al Palacongressi di San Benedetto del Tronto sabato 26 novembre, alle ore 21. ti che in corrispondenza delle tre Persone divine, all’età dell’Antico Testamento, o età del Padre e della legge del timore, seguisse l’età del Nuovo Testamento, o età del Figlio e della Fede nell’obbedienza filiale. La terza età, quella dello Spirito Santo e dell’amore scambievole e della pace, sarebbe iniziata nel 1260, preceduta però da un Anticristo, identificato in Federico II, apportatore di calamità gravissime. Venuto a mancare nel 1241 Gregorio IX, l’Imperatore iniziò ad essere visto invece come un predecessore dell’Anticristo.» Le teorie di Gioacchino da Fiore vengono riassunte nelle magnifiche illustrazioni con didascalie del Liber figurarum, la più rilevante opera di teologia figurale e simbolica del medioevo, riunita immediatamente dopo la morte dell’abate florense. Da quest’opera è stata tratta una delle pittoresche diapositive proiettate nel corso della serata, tutte raffigurazioni del drago apocalittico a sette teste, simbolo dei sei re persecutori della Chiesa, quindi Anticristi: Erode, Nerone, Costanzo, Maometto, Mesemoto, re della Nuova Babilonia e il Saladino. La settima testa del drago, senza nome, è stata identificata in Federico II, che Gioacchino riteneva una minaccia incombente, prima dell’inizio dell’età dello Spirito Santo. Le spire finali della coda del drago rappresentano invece Gog, l’ultimo diabolico oppressore della Chiesa, sconfitto alla fine della terza età. Nel Liber de oneribus prophetarum, manoscritto detto dello Pseudo-Gioacchino, la settima testa del drago, raffigurato secondo modelli più antichi, domina chiaramente la scena come simbolo di Federico II. Curiosa infine l’immagine del drago tratta dal salterio di Scheyern conservato a Monaco di Baviera: qui le sei teste si dipartono dalla sommità del capo del mostro. La propaganda imperiale invece esaltava Federico II con tratti messianici, causando l’accusa di blasfemia da parte della Chiesa. L’Imperatore stesso d’altronde aveva definito Jesi come la sua Betlemme ed in una lettera di Pier delle Vigne aveva annunciato il suo arrivo a Viterbo come quello di un “Cesare” che stava per portare la redenzione. «È difficile stabilire la diffusione dei miti tra la popolazione – ha concluso il prof. Houben – La propaganda imperiale parve raggiungere un pubblico molto limitato, mentre quella papale con i Francescani si diffuse in tutta Europa. Certo è che sembrò avverarsi, come disse Salimbene da Parma, la profezia della Sibilla, secondo la quale l’Imperatore svevo “Chiuderà gli occhi con una morte nascosta e sopravvivrà; e si dirà tra i popoli “Vive, (e) non vive”. Uno dei primi falsi “Federici”, con un seguito di 5000 cavalieri, sarebbe comparso sull’Etna, dove si raccontava che si celasse anche re Artù. Un altro impostore sarebbe comparso nella Bassa Renania nel 1283. Anche due figli dell’Imperatore, che portavano il suo nome, furono scambiati per lui redivivo. Ancora oggi il mito di Federico II sopravvive sotto altra specie.» 4 Domenica 20 novembre 2005 Presentato un opuscolo sulle pari opportunità alle donne immigrate Donne penalizzate due volte Segue da pag. 1 dall’Associazione Immigrati Nigeriani nelle Marche (Ainm), dall’Associazione Centro Servizio Immigrati Marche (Acsim), e dall’Associazione Cristiana Lavoratori Italiani (Acli). L’opuscolo presenta, inoltre, all’interno, un inserto che è una sorta di guida dedicata all’ampia categoria dei collaboratori domestici: colf, governanti, baby-sitter, e tutti coloro che si prendono cura di anziani o di persone incapaci di provvedere alle pro- Ablodun-e-Thomas ro di mons. Guerino di Tora, prie necessità personali. direttore della Caritas romana, Redatta a cura della dott.ssa che definisce la presenza di Lina Scarafaggi, della Direzione donne, uomini, bambini stranieri Provinciale Inps di Ancona, la ed immigrati nel nostro Paese, guida riporta “tutte le informazio“una grande opportunità, un’ocni che riguardano questi lavoratocasione una risorsa”; non un ri e i loro datori di lavoro, i criteri mero bisogno che colmi le nostre e le norme che regolano la loro deficienze, ma una “risorsa percontribuzione e le prestazioni a ché ci costringe a ripensare a dei cui hanno diritto”. diritti dati per scontati, a rivedeDella dott.ssa Roberta Rosini, re un’ organizzazione che spesso della Direzione Provinciale del non riesce a rispondere nemmeLavoro di Ancona, la relazione no ai bisogni degli italiasull’indagine storica e sociologica ni…porre attenzione a questa dell’immigrazione nelle Marche, specifica realtà, significa migliocondotta con particolare attenziorare la qualità dei servizi per ne alla possibilità di pari opportututti, vecchi e nuovi cittadini, in nità per le donne sul mercato del un percorso comune di crescita e lavoro, in un’analisi delle tipolodi feconda convivenza”. gie prevalenti della domanda e Hanno partecipato all’incondell’offerta di lavoro femminile. tro anche Nsima Anderson UdoTra l’altro, si legge “I dati Umoren, presidente dell’Ainm; il Istat, riferiti alla provincia di dott. Daniel Amanze delAncona, hanno rilevato una prel’Acsim.Regionale; Enrico Ciasenza di immigrati residenti pari rimboli, presidente delle Acli. a circa il 4 per cento dell’intera L’opuscolo – che verrà messo popolazione residente. Dall’aa disposizione negli uffici e per nalisi della composizione famichi opera nel mondo dell’immiliare emerge che nel 38 per cento grazione - testimonia l’ attenziodei casi il capofamiglia è di sesso ne e l’ impegno che si stanno femminile, con un’età inferiore ai rivolgendo a tali problematiche quarant’anni nel 75 per cento dei in una regione che pare risulti il casi. Purtroppo, solo il 7 per luogo dove gli immigrati vivono cento delle donne straniere premeglio. senti nella nostra provincia è occupata stabilmente e quasi esclusivamente in occupazioni a basso contenuto professionale Antenne (operaie, domestiche, inservienti); molto più elevata è la percentuale di donne immigrate occupate nel mercato del lavoro nero…e che tante di queste donne immigrate sono laureate: avvocati, medici, architetto, ingegneri, giornalisti…e che hanno già operato nel proprio paese di Siamo a un anno dalla costiorigine, ma qui fanno più diffituzione del Comitato di via coltà, non solo perché non conoTabano e viale Cavallotti, nato scono bene il contesto, ma anche dopo l’annuncio, da parte del perché viene richiesto il riconoComune di Jesi, dell’installascimento del titolo di studio, zione delle antenne di telefonia della propria qualifica, che premobile. “Per ricordare tale vede tempi e passaggi lunghi, evento - fanno sapere i membri tanto da scoraggiare le stesse immigrate che, a volte, abbandonano l’idea accettando così un Conferenza altro lavoro più umile rispetto alle proprie aspettative…situaal Meic zione che a volte sfocia in demoMartedì 22 novembre, ralizzazione , sfiducia nel sistema, insoddisfazione, e nei casi alle ore 18, a Palazzo Ripiù gravi in depressioni…fino a panti (piazza Federico II), ricoveri in case di cura. si svolgerà un incontro Tra gli immigrati che invece organizzato dal Meic sul esercitano un lavoro autonomo, tema “Chiesa e società di le donne costituiscono il 43 per fronte al problema delle cento, e si dedicano soprattutto coppie di fatto”. Relatori: il ai settori dell’abbigliamento, prof. Vittorio Massaccesi e servizi di pulizia e servizi alla persona ”. l’avv. Marcello Pentericci. Donne, dunque, doppiamente Seguirà il dibattito. L’indiscriminate: in quanto donne, e contro è aperto a tutti. quindi succubi di condizionamenti, divieti e mutilazioni; e in del Comitato - si sta organizquanto donne immigrate… zando un’assemblea aperta con Dal febbraio del 2005, tuttavia la popolazione delle due zone - ha aggiunto la dott.ssa Rosini- è interessate e con i genitori dei attivo, presso la Prefettura, lo ragazzi che fanno parte della Sportello Unico, che sta dando società sportiva Aesina srl”. scorrevolezza alle procedure Obiettivo, informare sull’attuarelative alle richieste di assunziole iter del ricorso al Tar presenne dei lavoratori stranieri (ai tato ormai da diverso tempo. quali il datore di lavoro deve Presto, Erulo Eruli, avvocato assicurare, tra l’altro, l’alloggio, difensore del gruppo spontaneo ecc.) e a quelle di ricongiungidei cittadini depositerà l’ultimo mento familiare degli stranieri, atto. “Subito dopo - si legge animportante perché consente, cora nella nota - il Presidente oltretutto, alla donna, di poter dell’ente amministrativo regiocontare sull’aiuto e sull’appoggio nale potrà fissare la data di dei parenti per l’eventuale partediscussione della nostra richiecipazione a corsi di aggiornasta di sospensiva degli atti mento professionale, di lingua, comunali. ecc. Prendiamo atto, poi - contiDi grande respiro - nel capitonua il Comitato - dell’ultimo lo dedicato alla tutela della salute comunicato dell’amministrazioper gli immigrati, curato dalla ne comunale rendendo noto dott.ssa Alessandra Bigonci del C.S.M.Centro Ancona - il pensieall’opinione pubblica, visto che Jesi e Vallesina Concerto omaggio a Luigi Pieralisi Sabato 26 novembre, alle ore 18, presso l’Hotel Federico II di Jesi , si terrà un concerto in omaggio a Luigi Pieralisi, organizzato da Antonio Guarino, Governatore del Distretto 2090 del Rotary International, con la collaborazione del Rotary Club di Jesi. Il programma di massima prevede: 1) Concerto dell’orchestra “Pro Arte Marche” con direttore Massimo Sabbatini e violino solista Antonio Bigonzi. Saranno eseguite musiche di Mozart. Brani lirici cantati dal soprano Mirela Cisman Borgognoni. Il ricavato della serata, sarà utilizzato per il progetto “Negli occhi, nel cuore” che prevede la realizzazione di una scuola per ragazze abbandonate in Romania. L’invito al concerto è apertd a tutti i cittadini. Per i biglietti rivolgersi al segretario del Rotary Club di Jesi, Carlo Alberto Bellagamba, tel. 0731.208419. Al teatro-studio la “Bottega Corale” di Bolzano “Layadira”, terra incantata di Augusta Franco Cardinali L’operetta appare e scompare come una meteora nel cielo della nostra città. La si è vista tanto raramente in questi ultimi anni da far credere che ormai fosse definitivamente tramontata. Una piacevole sorpresa è stato quindi il suo ritorno con “Layadira”, portata in scena al San Floriano il 12 novembre dalla compagnia “Bottega Corale” di Bolzano, Verso un’assemblea aperta Per aggiornare sull’iter del ricorso al Tar di Lucia Romiti gli amministratori pubblici non vogliono capire, che le garanzie richieste da noi non sono state affatto recepite dal regolamento comunale approvato nel maggio scorso. Che poi il regolamento preveda i controlli da parte dell’Arpam e gli autocontrolli dei gestori e che ora il comune voglia realizzare una propria rete di monitoraggio con strumenti fissi di misurazione del campo elettromagnetico, ebbene, allo stato attuale, tale garanzia non risulta affatto raggiunta”. Insomma, la battaglia tra Comune e cittadini sull’installazione delle antenne continua. La campionissima “Valentina Vezzali, l’atleta, la mamma, le vittorie”: questo il tema del convegno tenutosi al Centro direzionale Esagono della Banca Popolare di Ancona martedì scorso e che ha voluto essere un’occasione per testimoniare alla campionessa jesina la stima e l’affetto dei suoi concittadini. Riferiremo del convegno nel prossimo numero. Nella foto, scattata martedì mattina al Centro direzionale Esagono: Valentina Vezzali tra Annalisa Coltorti (a sinistra), preparatrice atletica del Club Scherma Jesi e dal ’92 allnatrice della Vezzali, e Nathalie, sorella maggiore di Valentina. (foto Cristina Franco) ospite della Corale “Pergolesiana” che ha promosso con questa anche altre iniziative per festeggiare i suoi 25 anni di attività. Costituendo una novità assoluta per un teatro-studio destinato a progetti nel segno dell’originalità, non è mancato anche il patrocinio del Comune di Jesi. L’autore di “Layadira”, nome esotico che significa “terra incantata”, è Roman Pola, compositore altoatesino fertilissimo scomparso, quasi centenario, pochi anni fa. Ha lasciato un gran numero di graziose operette (“Natale in montagna”, “Die Kathi”, “La bella bolzanina”, per citare qualche titolo) in lingua tedesca, ma tradotte anche in italiano. Come appunto è “Layadira”, una delle ultime da lui composte. Apparsa per la prima volta nel 1980, è stata ora revisionata da Silvia Felisetti che ha tenuto conto, nel ricostruire i testi, di uno stile e di un gusto più vicini ai nostri. E’ un’operetta che appartiene alla migliore tradizione di questo genere, briosa, fresca, non contaminata da volgarità da avanspettacolo o da comicità di bassa lega. La musica è gradevolmente melodica e denota la non comune maestria dell’autore nel sottolineare appropriatamente situazioni sentimentali o divertenti e festose. Diversi sono i fili della trama e i personaggi che la muovono. Un coup de théâtre nel finale conclude alla grande la vicenda, che si svolge all’inizio sulle rive incantevoli del Garda, poi in Germania, poi di nuovo sul Garda, con la ricomposizione di diverse coppie prima contrastate da complicate peripezie. Singolare è la formazione della compagnia che l’ha portata in scena. E’ composta per metà da bolzanini, per metà da veri professionisti di Reggio Emilia. Chissà come si sono incontrati: evidentemente non ci sono frontiere per chi ama davvero la musica. Festosa è stata l’accoglienza, con applausi per tutti: per i protagonisti, per il coro, per il maestro Luca Schinai (bravissimo) al pianoforte. Non c’è che dire: anche ai grandi piacciono le favole; quando però sono ben scritte, ben recitate e, perché no, anche ben cantate. Nella foto: La “Bottega Corale” di Bolzano e la “Pergolesiana” insieme a San Sebastiano Nell’Associazione Forense Jesina Giovedì 24 novembre alle ore 17,30 presso la sede della Fondazione Colocci in via Angeloni si svolgerà il seminario sulla riforma della legge fallimentare, nell’ambito degli incontri per l’aggiornamento professionale degli avvocati, organizzati dall’associazione Forense Jesina. Sono invitati a partecipare gli avvocati ed i praticanti avvocati. Un risultato inquietante La metà degli studenti italiani non sa leggere Segue da pag. 1 del presidente della Luiss, porterò avanti la mia battaglia per aiutare i giovani a leggere perché sono sinceramente dispiaciuto e soprattutto allarmato per la suddetta situazione. Penso con terrore a questi giovani che un domani, avendo oramai disimparato a leggere, infarciti di informatica e di nuove forme di comunicazione (necessarie, per carità, in questi tempi tecnologici!) avranno irrimediabilmente perduto un patrimonio prezioso di idee, di sentimenti, di fantasia e, perché no, anche di sogni, di tutto ciò, insomma, che ha costituito fino a pochi anni fa, permettetemi di dirlo, “l’humus” dell’animo umano. Vogliamo proprio togliere i sogni ai nostri ragazzi avviandoli così, inconsapevolmente, a ricorrere ai paradisi artificiali? Un buon libro oltre a tante cose ci dona anche i sogni, sapete, e con essi una buona dose di endorfine... Certo, esistono anche i brutti libri, ma ecco la funzione educatrice degli insegnanti e della scuola: insegnare a discernere il buono e il cattivo, a separare cioè “il grano dal loglio”. Un’ultima cosa: da diversi anni ormai tengo un corso di Economia Politica in alcune Università per Adulti: devo ammettere che ha suscitato in me grande piacere e anche meraviglia il notare l’interesse che hanno queste persone mature non solo per la mia materia apparentemente arida (anche se estremamente attuale!) ma anche per gli altri corsi sui più disparati argomenti e il loro desiderio di continuare a crescere culturalmente anche nella non più giovane età. A questo punto mi viene un dubbio: o i giovani studenti non sono abbastanza stimolati e motivati nei confronti dell’arricchimento che potrebbe loro derivare da una buona lettura oppure vorrebbero accedere a questo piacere ma non sono stati dati loro i mezzi efficaci e la chiave per comprendere e gustare un testo letterario. Forse che le nuove generazioni di studenti saranno costrette a trovare le opportunità per leggere o istruirsi soltanto quando saranno anziane? Cordialmente. Prof. Fabio Bertarelli Maiolati premia le atlete del Twirling e della Polisportiva Il Consiglio comunale di Maiolati ha premiato, nei giorni scorsi, le atlete del Fantasy Twirling e della Polisportiva Lorella., due società entrate, una, nella storia internazionale del twirling, l’altra, in quella nazionale della pallavolo. Entrambe le associazioni sportive, infatti, hanno raggiunto nell’ultimo anno traguardi davvero eccezionali: la Polisportiva Lorella ha partecipato alla finale nazionale under 15 femminile di pallavolo a Terni mentre il gruppo Fantasy ha gareggiato ai campionati europei di twirling a Maribor in Slovenia, ottenendo ottimi risulati. Il sindaco Giancarlo Carbini e l’assessore allo Sport Manolo Bucciarelli hanno ringraziato le atlete, a nome dell’intera città, “per aver portato in alto il nome del nostro Comune negli appuntamenti nazionali ed internazionali”, i genitori delle ragazze “per la loro disponibilità” e le società che “rappresentano, al di là degli aspetti sportivi, una risorsa per la comunità soprattutto legata alla prevenzione del disagio”. E’ seguita la consegna delle targhe ai presidenti delle associazioni, Aurelio Mazzarini e Marcello Piccioni, e delle medaglie alle allenatrici Paola Tombolesi e Loredana Guerro, nonché a tutte le atlete a chiamata nominativa. Gruppo Twirling - da sinistra: Lucia Piccioni, Margherita Rocchetti, Satia Ceccacci, Silvia Gabbarrini, il sindaco Giancarlo Carbini, Marcello Piccioni, Manolo Bucciarelli, Ilaria Gabbarrini e Lucia Mimotti (assenti: Alice Ceccacci, Marta Brega, Agnese Scaturro e Sara Capitani). Gruppo Polisportiva - da sinistra: Rosella Ribichini (dirigente), Paola Tombolesi (allenatrice), Lara Campanile, Benedetta Cursi, Giulia Cantiani, Jessica Rosorani, Marta Maurizi, Elena Carnali, Chiara Fabbretti (capitano), Beatrice Bartoloni, Claudia Romiti, Francesca Brunieri, Aurelio Mazzarini (presidente) e Stefania Maiolatesi (dirigente). Domenica 20 novembre 2005 Offerte per il sostentamento dei sacerdoti. Diamo a tutti i sacerdoti uguale sostegno per la loro missione. partecipazione: p Facciamo crescere la p ’i t t condivisione di i i di responsabilità bilità un’importante Intervista al professor Luca Diotallevi, Sociologo dell’Università Roma 3 I iò che fanno i nostri sacerdoti è sotto gli occhi di tutti. Ogni giorno, annunciano il Vangelo offrendo a tutti carità e amore, sono un punto di riferimento sicuro, su cui possiamo sempre contare. Noi fedeli siamo chiamati a sostenerli perché non manchi loro il necessario per vivere e per annunciare la Buona Novella. In qualunque modo, ed ognuno secondo le proprie risorse e capacità, occorre perciò contribuire alla crescita della comunità cristiana universale, affinché sia segno tangibile dell’amore di Dio e della storia della salvezza, anche attraverso un’offerta per il sostentamento dei sacerdoti. La Chiesa vive nello spazio e nel tempo, come i sacerdoti che ne fanno intimamente parte. Essa perciò si serve delle cose temporali nella misura che la propria missione richiede. La Chiesa ha dunque bisogno di risorse umane ed economiche per compiere la sua missione di annuncio del Vangelo. Questa è la strada sulla quale camminano anche i nostri sacerdoti. In Italia sono 39 mila i preti diocesani che, annunciando il Vangelo nelle oltre 25.000 parrocchie, portano ovunque ce ne sia bisogno solidarietà, conforto e speranza. Sono i primi missionari della carità, tenaci nell'annuncio, perseveranti e pazienti nell'offrire aiuto al prossimo, malato nel corpo o nello spirito. Gesù li ha voluti così. Ogni cattolico può dare, quindi, direttamente una mano a tutti i sacerdoti diocesani al servizio di Dio e del prossimo con un'offerta deducibile per il loro sostentamento, contribuendo così concretamente a costruire anche una Chiesa sempre più casa e scuola di comunione. C , p sulle offerte Domande e risposte per il sostentamento dei sacerdoti IL PERCORSO DELLE OFFERTE Sono molti i punti di partenza dell’offerta per i sacerdoti: ogni fedele, famiglia, associazione, gruppo parrocchiale può infatti partecipare con una donazione al sostentamento dei sacerdoti. Quali sono i canali per donare? La p posta. Il numero di conto corrente a cui inviare l’offerta è il n. 57803009; puoi trovare i bollettini di conto corrente postale prestampati nella tua parrocchia o nei maggiori uffici postali della tua città, oppure puoi utilizzare i bollettini di conto corrente postale in bianco che troverai in tutti gli uffici postali. La banca. Ci sono circa 50 conti correnti dedicati alle offerte nelle maggiori banche italiane. La lista di istituti e numeri di conto la trovi su internet al sito www.sovvenire.it La carta di credito CartaSì. Puoi donare chiamando il numero verde 800-825000 o via internet collegandoti al sito www.cartasi.it (sezione “Impegno sociale”) L’offerta diretta. Puoi andare personalmente a donare l’offerta all’Istituto per il Sostentamento del Clero (IDSC) della tua diocesi, individuandolo sull’elenco telefonico o sul sito internet www.sovvenire.it Dove vanno tutte le offerte per i sacerdoti? I quattro canali di raccolta convogliano le offerte verso un unico luogo: l’Istituto Centrale per il Sostentamento del Clero (ICSC), a Roma. Come vengono distribuite e a chi sono destinate? Le offerte raccolte vengono gestite dall’Istituto Centrale Sostentamento Clero, che invia una remunerazione mensile ai 39 mila sacerdoti italiani. Questi comprendono 36.000 preti in attività nelle 25.600 parrocchie italiane, circa 3.000 sacerdoti anziani e malati che dopo una vita di servizio non possono più fare la loro parte attiva e circa 600 preti fidei donum, cioè sacerdoti diocesani inviati per alcuni anni in missione nei paesi in via di sviluppo. PERCHÉ LA TUA OFFERTA È IMPORTANTE Esiste tuttora una forma di sostentamento del prete locale. Perché non basta? È la quota capitaria. Ogni sacerdote può trattenere per sé dalla cassa parrocchiale in media 0,0723 euro (140 vecchie lire) al mese per abitante. Metà delle circa 25.600 parrocchie italiane sono molto popolate, e ai sacerdoti non manca il necessario. Ma l’altra metà conta in media 1.000 abitanti, e i pastori ricevono 72,30 euro mensili, o anche meno. Per questo vengono in aiuto le offerte per i sacerdoti da tutti gli altri fedeli italiani. Così si fa perequazione, cioè parità di mezzi e trattamento tra i sacerdoti. Perché, invece di inviare le offerte all’Istituto per il Sostentamento del Clero, ogni parrocchia non provvede al suo prete? L’offerta per i sacerdoti è nata come strumento ecclesiale di solidarietà nazionale, in modo che tutti i fedeli possano sostenere tutti i sacerdoti italiani, specie quelli di parrocchie piccole o povere. Ogni fedele, quindi, è bene che prima pensi alle necessità della propria parrocchia e del proprio parroco, partecipando con le sue offerte a sostenere la vita economica della propria comunità parrocchiale. Però, se possibile, ogni fedele deve anche pensare ai sacerdoti delle comunità meno prospere, che hanno bisogno, per il loro sostentamento, della solidarietà di tutti. Quant’è il fabbisogno annuale della Chiesa italiana per i sacerdoti? Quant’è il mensile di preti e vescovi? Il fabbisogno annuale della Chiesa per il sostentamento dei sacerdoti è di 517,6 milioni di euro (anno 2004). Si tratta di assicurare ai 39 mila preti italiani un minimo di 811,44 euro netti al mese, che arrivano a 1.244,72 euro netti per un vescovo ai limiti della pensione, oltre alle imposte Irpef e agli oneri previdenziali. Perché le offerte per i sacerdoti sono dette anche “offerte deducibili”? Perché si possono dedurre dalla dichiarazione dei redditi Irpef fino ad un massimo di 1.032,91 euro (pari a due milioni di vecchie lire) ogni anno. INFORMAZIONI UTILI Quando posso fare un’offerta per i sacerdoti? Tutti i giorni dell’anno, e può essere ripetuta anche più volte l’anno. Ognuno dona quanto può e quanto desidera. Con chi posso parlare nella mia diocesi per avere informazioni sul sovvenire? Le prime fonti sono il parroco, i componenti del Consiglio parrocchiale per gli affari economici e, se presenti, gli incaricati parrocchiali per il sovvenire, volontari impegnati nella formazione sui temi della corresponsabilità economica verso la Chiesa. Il parroco potrà anche mettervi in contatto con l’incaricato diocesano per il sovvenire. La rete del sovvenire diffusa in tutte le diocesi italiane fa riferimento al Servizio promozione per il sostegno economico alla Chiesa Cattolica (CEI - Conferenza Episcopale Italiana). 5 6 Jesi e Vallesina Domenica 20 novembre 2005 La fondatrice delle Carmelitane Missionarie Nuovi spazi di incontro e di crescita Da Moie a Roma per la beatificazione di Madre Maria Crocifissa Curcio L’Oratorio ed altre iniziative a San Massimiliano Kolbe Intervista al parroco don Gianfranco Rossetti La comunità delle suore che da trent’anni opera a Santa Maria di Giancarlo Carbini “Sull’esempio dei nuovi beati la nostra fede deve essere contagiosa, deve essere testimoniata e comunicata agli altri per produrre i suoi frutti, non deve essere innocua e restare sterile”. Così ha chiuso la sua omelia il cardinale Josè Saraiva Martins, Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, domenica 13 novembre in San Pietro al termine del rito della beatificazione di Charles de Foucauld, Maria Pia Mastena e soprattutto di Maria Crocifissa Curcio, la fondatrice della Congregazione delle Carmelitane Missionarie di Santa Teresa del Bambin Gesù. La Congregazione di cui fa parte la Comunità delle Suore che da quasi trent’anni opera nella parrocchia Santa Maria di Moie e nella locale Scuola Materna Domenico Pallavicino. Le cerimonia di beatificazione avrebbe dovuto svolgersi il 24 aprile scorso ma poi la scomparsa di Papa Giovanni Paolo II ne aveva comportato il rinvio. La cerimonia si è svolta in una Basilica di San Pietro gremitissima di fedeli provenienti da ogni parte del mondo, dove hanno operato i beati o dove operano oggi i confratelli e le consorelle delle loro Congregazioni. Fedeli che si distinguevano facilmente per la loro “appartenenza” ad ognuno dei nuovi Beati perché tutti indossavano un foulard colorato con l’immagine del “proprio”. Nutritissima la rappresentanza dei francesi, in onore di Charles de Foucauld. Misteriosa ed affascinante la presenza dei Tuaregs, avvolti nei loro costumi originari, a testimoniare il forte legame del beato francese con l’Africa ed il deserto del Sahara. Tantissimi i fedeli giunti da varie parti d’Italia in onore di Maria Crocifissa Curcio, con in testa i sindaci dei Comuni legati alla sua vita e alle Comunità delle sue suore. Da Ispica (Ragusa), suo paese natale, a Noto dove iniziò la sua missione, da Santa Marinella (Roma) dove si stabilì definitivamente nel 1925, a Maiolati Spontini, dove operano le sue consorelle. La cerimonia è iniziata con la lettura di alcuni cenni biografici dei Servi di Dio, proclamati Beati, da parte di mons. Claude Rault, vescovo di Laghouat, del cardinale Camillo Ruini, Vicario Generale di Sua Santità per la diocesi di Roma e mons. Gino Reali, vescovo di Porto-Santa Rufina, la diocesi di Santa Marinella. Mons. Reali ha delineato la figura di Maria Crocifissa Curcio, con la sua tenacia nel cammino ricco di prove e tribolazioni per realizzare l’ideale di un Carmelo missionario che unisse alla dimensione contemplativa anche quella specificamente apostolica, con l’obietti- la festa sarà celebrata ogni anno il 4 luglio, in ricordo del giorno del 1957 in cui a Santa Marinella si ricongiunse per sempre al Cristo suo Sposo. E’ seguita la presentazione all’altare delle reliquie dei nuovi Beati. La preghiera dei fedeli in italiano, spagnolo, arabo, francese, indonesiano, inglese e portoghese ha sottolineato le maggiori presenze dei fedeli dalle varie parti del mondo. La Liturgia Eucaristica è stata celebrata insieme a centinaia fra vescovi, religiosi e sacerdoti provenienti da ogni parte del mondo. Tra essi, per la (foto A. M. Piersigilli) parrocchia di Moie, il parroco don Gianni Giuliani ed il vice vo fondamentale di “portare parroco don Michele Cozbaru anime a Dio” ed il mandato di che hanno concorso a distribuire “non dimenticare i poveri”. Una l’Eucaristia ai fedeli rimasti in Madre attenta ad ogni necessità, Piazza San Pietro. Una Piazza con carità e giustizia, che ha cergremita, festeggiante ed entusiacato di dare voce a chi non ne sta, coinvolta nel rito di beatifiha, e di scorgere il volto del cazione e che ha testimoniato Crocefisso in quello sfigurato di ancora una volta quello che oraogni sofferente. mai non può più sorprendere e Al termine della presentaziocioè lo straordinario rapporto con il nuovo Pontefice. Un rapporto che aveva contraddistinto il Pontificato di Papa Giovanni Paolo II e che sembrava potesse affievolirsi con la Sua scomparsa. Dopo la Liturgia Eucaristica l’attesa, prima il silenzio, poi il brusio e quindi gli applausi a sottolineare l’arrivo del Santo Padre Benedetto XVI e la sua salita all’Altare della Confessione. Il Santo Padre, dopo aver incensato le Reliquie dei nuovi (foto Anna Maria Piersigilli) Beati, ha rivolto la sua parola ai presenti, più volte interrotto dagli ne dei cenni biografici dei beati applausi. Ha ricordato le virtù il cardinale José Saraiva Martins dei nuovi Beati, esprimendosi in ha dato lettura della Lettera varie lingue e sollevando l’entuApostolica con cui il Papa siasmo delle varie Comunità di Benedetto XVI concedeva che i fedeli ad ogni riferimento ad Venerabili Servi di Dio d’ora in uno dei nuovi Beati. poi siano chiamati Beati e che si Entusiasmo “illuminato” possa celebrare la loro festa nei luoghi e secondo le regole stabiSegue a pag. 10 lite. Per Maria Crocifissa Curcio Iniziativa per i non autosufficienti Illustrate dal dott. Ferrara Nuove tecniche operatorie endoscopiche di Giorgia Barboni Abbiamo intervistato don Gianfranco Rossetti, parroco di San Massimiliano Kolbe, parrocchia ricca di iniziative. organizzato, da Pina Colocci, anche un corso serale per chi lavora - , c’è la disponibilità di esperti di tenere corsi di computer, di ricamo e di inglese; c’è inoltre un servizio di sostegno scolastico per chi lo desidera: i corsi partono nel mese di novembre e si attivano con un minimo di cinque partecipanti”. - Perché avete sentito l’esigenza di creare questi nuovi spazi di incontro e di crescita? ((foto Andrea Cherubini) - Una delle attività principali organizzate dalla parrocchia è l’Oratorio. Quand’è nato e che cosa propone? “L’Oratorio è una proposta che è partita nell’ottobre del 2003, la sua inaugurazione risale precisamente all’11 ottobre di due anni fa, momento al quale presero parte il vescovo ed il sindaco. L’Oratorio è nato dalla mancanza di un ambiente per l’incontro: così è stata creata una sala giochi con l’aiuto di un responsabile ed alcuni volontari, aperta tutti i giorni dal lunedì al venerdì dalle 17,30 alle 20. Abbiamo realizzato poi un’affiliazione con il Csi – Centro Sportivo Italiano -, per cui è ora richiesto un tesseramento che viene pagato dalla parrocchia. Devo ammettere che accanto all’entusiasmo iniziale ora stiamo riscontrando un certo calo di presenze, ma potrebbe essere semplicemente un calo fisiologico”. “Sia io che don Luca – don Luca Giuliani, vice parroco (n.d.r.) - ci siamo impegnati a realizzare queste iniziative tenendo presenti le necessità della parrocchia: tra la chiesa di San Massimiliano Kolbe e quella di Tabano si contano più di seimila persone, e ci è sembrato utile affiancare ai vari gruppi – Azione Cattolica, Scout - anche delle vere e proprie attività per grandi e bambini, al fine di realizzare una crescita anche nell’ambiente parrocchiano”. - Crescita che avviene anche tramite progetti per l’evangelizzazione e la solidarietà. “Stiamo seguendo varie iniziative in questa direzione: la catechesi, rivolta soprattutto agli adulti, attività che si affiancano alla celebrazione, come il coro di voci bianche ed il corso di lettura; infine quella che può essere chiamata ‘l’area della carità’. Si tratta, quest’ultima, di un fondo parrocchiale di solidarietà, di circa quindicimila euro, destinato sia alla realtà circostante sia, allargando gli orizzonti, a tante situazioni di indigenza alle quali cerchiamo di dare sollievo soprattutto grazie alla Caritas Nazionale”. Venerdì 11 novembre, presso l’ospedale di viale della Vittoria, il dottor Vincenzo Ferrara, in un incontro con la stampa ha illustrato le nuove tecniche operatorie endoscopiche adottate dalla Unità operativa di Urologia da lui diretta. Il dott. Ferrara ha spiegato le nuove tecniche usate per la cura dei tumori del rene, surrene e della prostata , tecniche non invasive e che permettono al paziente di recuperare dopo pochi giorni il decorso post-operatorio. Ha riferito che la videolaparoscopia può ritenersi il fiore all’occhiello del reparto urologico di Jesi in quanto ci sono ancora pochi medici che usano queste tecniche particolarmente impegnative per il chirurgo che le esegue. Il dott.. Ferrara ha istituito anche corsi diretti a urologi provenienti da ogni parte d’Italia . (fotoservizio Anna V. Vincenzoni) Concerto d’organo Domenica 20 novembre, alle ore 11, nella chiesa di San Giovanni Battista, concerto per il ciclo “Musica Praecentio”. In programma: “Dies Constituta”, omaggio a J.S Bach, J.Stirlein e M.Praetorius, con la partecipazione del coro “Cardinal Petrucci”, direttore all’organo Mariella Martelli. Cupramontana I bambini protagonisti - L’Oratorio è il centro di un ventaglio più ampio di iniziative che vengono rivolte ai parrocchiani e non solo… ”…Si tratta di una vasta gamma di attività che cercano di rispondere alle attuali esigenze sia di adulti che di bambini: viene organizzato il corso di italiano per stranieri – di cui viene All’Ufficio postale “Jesi Centro” Mutuoaffitto Banco Posta Sabato 12 mattina, in piazza della Repubblica, in un apposito tavolo sono state raccolte firme per sollecitare la creazione di un fondo a tutela dei non autosufficienti. Tra i primi ad aderire all’iniziativa e ad apporre la propria firma l’assessore comunale Antonio Balestra e Anna Virginia Vincenzoni (nella foto), a cui hanno fatto seguito molte delle persone che si trovavano a passare. Sabato 19 al Duomo Diocesano Concerto Amici della Musica Concerto inaugurale degli Amici della Musica “G.B. Pergolesi” di Jesi, sabato 19 novembre (ore 17,30) nel salone del Museo Diocesano, Palazzo Ripanti Nuovo, in piazza Federico II 7: Quartetto d’archi “Postacchini”, Luca Marziale ed Elisabetta Matacena (violino), Claudio Cavalletti (viola), Andrea Agostinelli (violoncello) e Sergio Bosi (clarinetto); in programma musiche di Mozart e Weber. Comperare una casa senza sentirne il peso. Oggi è possibile con mutuo che funziona come un affitto: ne dà notizia l’Ufficio Comunicazione Territoriale delle Poste, che precisa: acquistare o ristrutturare l’abitazione conviene con MutuoAffitto BancoPosta, offerto da Poste Italiane nell’ ufficio postale di “Jesi Centro” (via Mura Occidentali) e fino al 31 dicembre prossimo senza spese di istruttoria e di perizia. Il mutuo affitto a rata costante può avere una durata iniziale compresa tra 120 e 240 mesi. Le variazioni del tasso applicato al mutuo determinano la variazione della sua durata, fino a un minimo di 18 mesi nel caso di diminuzione del tasso e fino a un massimo di 30 anni nel caso di aumento del tasso. Con il mutuo BancoPosta è possibile conoscere subito a quali spese si va incontro e pianificare con sicurezza la propria gestione finanziaria. Tutte le informazioni all’ufficio postale “Jesi Centro”. “La chiesa di san Leonardo di Cupramontana non ha mai visto tanti bambini e ragazzi insieme e che cantano. Quando i bambini cantano, a noi grandi danno speranza!” Così don Maurizio Fileni, parroco e responsabile della zona pastorale ha accolto i numerosissimi parrocchiani che da Maiolati, San Paolo di Jesi, Monteroberto, Castelbellino e Cupramontana si sono ritrovati per l’inizio dell’anno pastorale, domenica scorsa, 13 novembre alle 11. I bambini sono stati i protagonisti di tutta la celebrazione eucaristica, preparata a loro misura dai loro parroci presenti e che si è conclusa con il lancio dei palloncini colorati in piazza. Il messaggio di don Maurizio è stato rivolto a tutti, e soprattutto ai tanti educatori e genitori: attualizzando la parabola dei talenti con una storia di vita familiare odierna, ha invitato ad apprezzare ed utilizzare i tanti doni che ciascuno abbiamo ricevuto. (fotoservizio Beatrice Testadiferro) Domenica 20 novembre 2005 Contrappunti Esultanze di Riccardo Ceccarelli Molti lo ricorderanno. Nel maggio scorso nella débacle delle elezioni amministrative del centro-destra venne festeggiata la vittoria del candidato del Polo quale nuovo sindaco di Bolzano solo per sette voti. Fu però una vittoria senza maggioranza in Consiglio, tanto che domenica 6 novembre si è dovuto andare di nuovo alle urne. Si è avuta l’affermazione del candidato del centrosinistra con il 50,36 per cento dei voti, contro il 45,20 per cento del candidato del Polo, mentre alcune formazioni politiche nel frattempo avevano cambiato bandiera di riferimento. La vittoria di Bolzano ha fatto dire che lì “è cominciata la primavera per l’Unione” e che ha vinto “la coesione del centrosinistra”. Ben detto. La primavera era già cominciata nel maggio scorso. Vuol dire che continua. Per la ”coesione” non so se quella di Bolzano può essere indicata ed estesa a tutto il Paese. I fatti dei giorni passati, purtroppo indicano il contrario. La Margherita con Rutelli ce l’ha con i Ds per la scelta di Rita Borsellino per le elezioni regionali siciliane; l’accordo dei socialisti di Boselli con i radicali non sembra essere digerita dalla Margherita e da Mastella; all’interno dei Ds non si è d’accordo neanche su aspetti della storia d’Italia di sessant’anni fa e si comincia a mugugnare sullo schiacciamento del partito su Prodi; Rifondazione Comunista ed i Verdi sono in rotta di collisione sulla politica estera, e non solo, con il resto della coalizione, ed altro ancora si potrebbe aggiungere. Comunque si parla di “coesione” anche con queste contraddizioni. Ovviamente coesi per vincere perché per governare ci vuole un’altra “coesione”. Il miracolo dovrebbe riuscire a Romano Prodi che si sta attrezzando per farlo. Quando i vari capi di partito del centrosinistra non si accordano ed hanno posizioni contrastanti, se non opposte, rimandano tutto a Prodi e al suo programma che sta elaborando e che dovrà essere ben più preciso che non le linee programmatiche sottoscritte alle primarie. Un lavoro sopraffino e di rara capacità dialettica e lessicale per accordare posizioni certamente non vicine. Sicuramente ci riuscirà. Ci dovrà riuscire. Con molti aggiustamenti di parole e di sfumature. L’accordo sarà trovato. Con le parole si riesce a far tutto. Mi auguro che dietro di esse ci siano anche valori condivisi non a parole ma nei contenuti, cioè in quello che sono e significano. Sono pochi, credo, ad invidiare Prodi per il lavoro che si accinge a fare, veramente “ciclopico”, all’apparenza impossibile. Ci riuscirà. Tutti uniti per vincere e per “cacciare l’anomalia italiana” rappresentata dall’attuale capo del governo, come ormai da tempo viene ripetuto e fatto passare per verità. Ci sarà poi da governare. Giudicheranno comunque gli elettori a tempo debito, ponderando valori, programmi e gli uomini che si proporranno per attuarli e per governare. Quello che ora mi dà a pensare, e non è la prima volta, che lo scrivo, sono i linguaggi usati, spesso ingenuamente incauti, che non ti aspettavi da uomini di stato o di governo, altre volte, “rispondendosi quasi per le rime”, offensivi, spesso volgari al limite della decenza. Sarà pure vero che le parole lasciano il tempo che trovano, creano però dei modelli, depositano patine di incomprensione, sollevano dubbi reciproci, evocano situazioni e atteggiamenti oggettivamente fastidiosi al solo loro ascolto. Come allora si può dialogare e capirsi se ci si comporta in questo modo? Non vorrei invece che si trattasse di una recita collettiva con un copione già scritto, con ruoli ben precisi ed effetti già previsti, con una platea pronta a fischiare o ad applaudire a seconda della scritta luminosa che sia accende. Esultanti sempre anche di fronte alle manipolazioni più chiare, ai revisionismi più indecenti, ai tormentoni televisivi (rock o lento) più invasivi ed eccitanti. Altro non sembra appassionarci. Eppure ce ne sarebbe. A Maiolati e Moie Era nato il 14 novembre 1774 Maiolati celebra l’anniversario della nascita di Spontini Un autografo del musicista per il museo di Marco Palmolella Il 14 novembre del 1774 nasceva Gaspare Spuntini. L’anniversario sarà celebrato domenica 20 novembre, secondo una lunga, ininterrotta tradizione. Il programma prende l’avvio alle ore 11.30, nella chiesa parrocchiale, dove sarà officiata la funzione religiosa di suffragio alla presenza della reggenza delle Opere Pie Spontini, dell’amministrazione comunale, delle suore che conducono “l’Ospizio di Carità” e della popolazione; seguirà il corteo alla casa natale del compositore con la commemorazione e la deposizione di una corona di alloro. Suggestiva sarà l’esecuzione da parte della Società Filarmonica dell’Allegro Marziale, grandioso ballo, posto da Spontini nel primo atto de “La Vestale” per solennizzare il trionfo di Licinio, brano da centocinquant’anni regolarmente eseguito in occasione dell’anniversario della nascita del Maestro. Come accade da alcuni anni, l’amministrazione comunale offrirà al presidente delle Opere Pie, dott. Pierluigi Ruggeri, un cimelio per favorire nuovi studi spontiniani ed incrementare la dotazione dell’Archivio, Biblioteca, Museo Spontini. Dono di quest’anno, un autografo musicale spontiniano: “Mignon’s Lied” o Canto di Mignon tratto dalla splendida lirica di Johann Wolfgang von Goethe: “Kennst du das Land, wo die Zitronen blühn / Conosci la terra dove i limoni mettono il fiore”. Il canto, che appartiene alla maturità di Spontini, fu prima composto nella traduzione dal francese di Deschamps, poi, nell’edizione presente, utilizzando il testo originale di Goethe, per Spontini questo comportò un notevole impegno. L’autografo, quattro splendide pagine di musi- ca manoscritta, riporta il testo in lingua tedesca ed in parte ridimensiona la notizia dell’assoluta ignoranza della lingua di Federico Guglielmo III da parte del Majolatese. Il Lied “Conosci la terra dove crescono i limoni” è stato più volte messo in musica dai più importanti musicisti del tempo, tra l’altro da Beehoven, Liszt, Schubert, Schumann, Spohr, Hugo Wolf e da Gaspare Spontini. Questa raffinata aria rimanda anche all’amicizia e alla profonda stima intercorsa tra Spontini e Johann Wolfgang von Goethe, accomunati entrambi dai bronzi di Pierre Jean David d’Angers e fissati anche da un saggio di Vincenzo Errante, letto nella sua visita a Majolati nel giugno 1946. Celebrando l’anniversario della nascita di Spontini torna alla mente uno degli episodi biografici più cari ai majolatesi, accaduto il giorno dell’Epifania 1851, presente, con qualche variazione, in ogni biografia spontiniana. Scrive lo storico majolatese Francesco Colini: “Quell’illustre vegliardo, presentendo la vigilia dell’ultima ora volle ancora una volta rivedere le umili mura ove egli aveva avuto la cuna, e mentre da quelle prendeva commiato baciava quella soglia, e tra le lacrime dei presenti ringraziava la provvidenza che gli avesse dato il poter vivere con onore la vita e di poter esser largo al povero delle sue ricchezze”. Nella nota Colini scrive che: “Fra quelli che piansero al pianto del Venerando Veglio in quella commoventissima scena quando egli piegate le ginocchia sulla soglia della malferma casetta porgeva grazie a Dio che da quel misero stato gli avesse dato ai più alti onori, trovavasi ancora l’amatissimo padre mio Ruggero Colini”. Promozione sociale Un servizio d’informazione per orientare persone e famiglie alle prese con piccoli e grandi disagi: è l’Ufficio di Promozione sociale che il Comune di Maiolati Spontini ha attivato da alcune settimane. Il servizio, gestito da un’assistente sociale, ha due sedi: presso la delegazione comunale di Moie, in via Fornace, il martedì (dalle 9,30 alle 12,30) e presso l’Ufficio servizi sociali del Palazzo civico, a Maiolati, il venerdi (dalle 11 alle 14). Disagi per i lavori sulla statale 76 Sui disagi provocati dai continui lavori sulla Strada Statale 76, i consiglieri regionali Katia Mammoli e Fabio Badiali hanno indirizzato la seguente interrogazione al presidente del Consiglio Regionale: “I sottoscritti consiglieri, considerato che la S.S. 76 risulta essere un cantiere perennemente aperto, con forti disagi per gli automobilisti che la percorrono e con potenziali rischi per la sicurezza della circolazione; constatato che le varie entrate ed uscite di tale arteria stradale vengono spesso chiuse negli orari più frequentati dagli utenti (come alle 8 del mattino), senza preavviso e per di più con una segnaletica fatiscente ed inidonea; rilevato che i lavori sembrano rispondere ad una logica frammentaria e ripetitiva, anziché ad una corretta pianificazione; interrogano il presidente della Giunta Regionale per sapere: 1) se l’Anas disponga di un organico e dettagliato programma degli interventi, finalizzato alla definitiva sistemazione dell’arteria stradale; 2) se non reputi opportuno che i lavori vengano comunque eseguiti con criteri di effettiva razionalità: cioè nelle fasce orarie di minor traffico, riducendo i disagi per gli automobilisti e garantendo una più adeguata segnaletica dei cantieri; 3) quale sia la spesa sostenuta negli ultimi tre anni per i numerosi interventi sulla S.S. 76 e, eventualmente, quella preventivata ed ancora necessaria per l’ultimazione dei lavori”. Maiolati Spontini Il brigadiere Gubinelli cittadino benemerito Una lunga carriera nell’Arma dei Carabinieri di Beatrice Testadiferro Abbiamo incontrato, nella sua abitazione a Moie, il brigadiere capo Mario Gubinelli, il giorno successivo alla delibera del Consiglio comunale che stabiliva, all’unanimità, di conferirgli la cittadinanza benemerita per l’impegno di ventisette anni profusi a servizio della comunità maiolatese, servizio svolto con grande dedizione e discrezione, diventando esempio per i giovani colleghi e ottenendo la stima di tutti i cittadini. La consegna della pergamena è avvenuta poi durante la cerimonia per la commemorazione del 4 novembre, svoltasi il 6 novembre davanti il monumento ai Caduti di Moie. - Ci può raccontare qualcosa della sua carriera? “La mia storia nell’Arma dei Carabinieri è durata quarant’anni, quattro mesi e dieci giorni ed è iniziata come ausiliario di leva nella Scuola Allievi a Torino che ho intrapreso il 24 aprile 1965, a ventuno anni, cogliendo la possibilità di poter contribuire così economicamente alla mia famiglia grazie al servizio di carabiniere ausiliario. Prima di arrivare nella caserma di Moie ero stato due anni a Novafeltria, dieci anni a Ferrara e un anno a Cagliari”. - Che cosa è significato essere carabiniere e come è cambiata la vita in caserma in tutto questo periodo? “Appena arrivato a Moie, ventisette anni fa, i turni di lavoro erano di ventiquattro ore: addirittura in un mese ho trascorso sedici giorni e sedici notti in caserma. Vedevo le mie due figlie, all’epoca piccolissime, solo quando dormivano: tutta la gestione della casa e della famiglia era sulle spalle di mia moglie che, nonostante La protesta dei vigili del fuoco Quattro appuntamenti Musei d’Autunno nel territorio del Verdicchio Quattro appuntamenti per scoprire la storia, i musei ed i monumenti dei Castelli di Jesi, per conoscere meglio uno dei migliori vini bianchi delle Marche e degustare le specialità locali. Li ha promossi l’Associazione Sistema Museale della Provincia di Ancona. Ogni appuntamento, preceduto da una visita guidata al museo, sarà arricchito da interventi di esperti sulla storia, sulla cultura enogastronomica e sulle tradizioni di questo territorio, da spettacoli di musica popolare e da degustazioni guidate da un sommelier professionista. Il ciclo di incontri inizierà domenica 20 novembre a Cupramontana, proseguirà a Castelplanio e Moie domenica 27, a Serra de’ Conti il 3 dicembre e si concluderà domenica 4 a Maiolati Spontini e Staffolo. Per gli orari e i contenuti dei singoli appuntamenti, gl’interessati potranno rivolgersi al numero verde 800.439392, che raccoglierà anche le prenotazioni, obbligatorie per prendere parte agli incontri. Il programma del primo appuntamento a Cupramontana prevede, tra l’altro, alle 11,15 presso l’enoteca comunale, un incontro sul tema: “L’accoglienza e la sacralità delle colline del Verdicchio” con lo storico Riccardo Ceccarelli. I vigili del fuoco della provincia sono scesi in piazza, a Jesi, venerdì 11 novembre: le ragioni che li hanno indotti a manifestare pubblicamente la loro protesta sono state poi esposte al sindaco Fabiano Belcecchi che ha ricevuto, nella residenza municipale, una loro rappresentanza. In particolare i vigili del fuoco hanno sottolineato la grave carenza di organico, pur in presenza di un aumento delle competenze, il costante utilizzo del personale in turno libero per le sostituzioni, la massiccia integrazione della componente volontaria per sopperire ai servizi, la precaria gestione dei mezzi. Problemi, questi, ulteriormente aggravati dalle marcate difficoltà relazionali con la dirigenza locale. Il sindaco ha assicurato l’invio di una lettera al Prefetto di Ancona per rappresentare le aspettative della popolazione a che il servizio dei vigili del fuoco possa essere svolto in maniera qualificata e tempestiva. Ha anche assicurato che la questione sarà portata all’attenzione del Consiglio comunale di Jesi con un ordine del giorno che faccia proprie le richieste già avanzate dall’Anci Marche (Associazione nazionale comuni d’Italia) nel documento indirizzato alle autorità competenti. (foto Anna V.Vincenzoni) Maiolati Fumetto e musica Corso di fumetto e biblioteca musicale al Centro di aggregazione giovanile “Mondrian” di Moie. Il corso (dieci lezioni), tenuto nella sede di via Ariosto da docenti della Scuola internazionale di “Comics” di Jesi, è iniziata venerdì 11 novembre, alle 18. La biblioteca musicale è un 7 distaccamento presso il Centro comunale 6001, in via Carducci, dove ogni venerdì e sabato dalle 15 alle 16,30 sarà possibile prendere in prestito libri e riviste di argomento musicale e non solo. (foto Sauro Maiolini) tanti sacrifici per essere spesso sola, non mi ha mai fatto sentire il peso della mia mancanza, anche quando a Natale e Pasqua venivano in caserma a portare il pranzo della festa al papà. La vita del carabiniere e dei suoi familiari era sempre sotto controllo e facilmente sottoposta a critiche; le mie figlie mi raccontano spesso di aver sentito chi, vedendole, diceva: è la figlia del carabiniere … Prima si camminava a piedi per il paese, ci si incontrava e ci si fermava per chiacchierare. Ora c’è molta più burocrazia e il lavoro più frequente è accogliere le querele per i motivi più diversi, mentre prima si conciliava più spesso dal momento che le querele venivano scritte su carta bollata”. - Come deve essere un carabiniere, ieri come oggi? “La caserma è rimasta sempre un secondo ‘confessionale’ e allora è essenziale essere riservati: mai i miei familiari hanno saputo qualcosa da me se non era già di dominio pubblico. Il carabiniere poi deve mantenere sempre un rapporto di correttezza ed educazione ma anche un po’ distaccato, dando sempre il “lei” al cittadino che viene in caserma per qualsiasi motivo. E’ importante poi parlare con i giovani, soprattutto con coloro che si ritrovano nelle discoteche e nei bar e ascoltarli mentre raccontano i loro problemi. Tante volte, e continuo anche ora, mi sono intrattenuto con i ragazzi e spesso li ho orientati nel risolvere alcune loro situazioni difficili. Mentre domando al brigadiere di raccontarmi qualcosa del rapporto con le figlie, arriva Erica, la secondogenita che risponde al posto del padre. “E’ stato come se io e mia sorella avessimo fatto il militare con papà, ci mancavano solo le stellette. Anche se è stato poco a casa (la sua mancanza si sentiva soprattutto la notte o nei giorni di festa) non ci ha fatto mai mancare il suo affetto, con noi è stato un padre esemplare. Siamo state sempre orgogliose e lo siamo tuttora di avere un padre così”. 8 Varie Domenica 20 novembre 2005 Una iniziativa di Alessandro Renzi missionario laico in Brasile Il primo anniversario del “Giardino degli angeli” fotoservizio Gino Candolfi Alessandro Renzi, jesino in Alessandro ha pensato anche Brasile da dieci anni, ritorna a ad altre forme di sostentamento: casa per pochi giorni. Ritorna, in agosto ha organizzato una per la precisione, dal “Giardino maratona che ha visto seicento degli angeli”, la bella iniziativa partecipanti ed ha reso più di che si è concretizzata a mille euro; la somma è stata Canavieiras, in terra brasiliana, impiegata per allestire un polappunto. Ma andiamo con ordilaio con 150 galline dalle quali ne, si hanno circa cento uova al La storia di Alessandro giorno…. “Il governo di Renzi, missionario laico, inizia Canavieiras - ha detto Alescosì. Arrivato in Brasile incontra sandro - ci ha promesso l’autofrate Cico, che successivamente rizzazione come scuola ufficiale lo fa incontrare con un sacerdoe riconosciuta per poter benefite il quale decide di ospitarlo ciare agevolazioni fiscali”. con l’incarico di seguire un Alessandro ringrazia: in realgruppo di bambini “con probletà siamo noi a dire ad Alesmi di giustizia”. In questo periodo Alessandro fa amicizia con una ragazza di nome Regina, che diventerà la sua compagna. Circa quattro ani fa incontra occasionalmente i coniugi Pasquini che si trovano in vacanza da quelle parti. Parlando dei vari problemi che ci sono in quei luoghi specialmente per i più piccoli, nasce il proSilvio Pasquini e Alessandro Renzi * L’asterisco In Provincia Gli irriducibili del fumo di Giacomo Galeazzi Nove italiani su dieci promuovono il «giro di vite» antifumo e dall’entrata in vigore della legge che proibisce le sigarette in bar e ristoranti, 800 mila persone hanno detto addio alle «bionde». Per la quasi totalità dei tremila intervistati, rivela un’indagine della presidenza del Consiglio, i fumatori non devono imporre il fumo passivo ai non fumatori. Dati alla mano, nel novero c’è anche una metà dei tabagisti. L’85 per cento del campione si sente molto o abbastanza tutelato dalla legge. E la maggioranza degli italiani è contraria all’erogazione di contributi statali per l’adeguamento dei locali, così come alla creazione di locali solo per fumatori. Gli irriducibili delle «bionde» hanno trovato difficoltà ad adeguarsi alle nuove norme soprattutto nei club privati e nelle discoteche. Gli ex fumatori sono il 18 per cento della popolazione. Di questi otto milioni di persone, il 10 per cento ha smesso nell’ultimo anno, soprattutto i più giovani (37 per cenbto). Due italiani su tre, invece, non fumano né l’ha mai fatto in passato (63 per cento). Al contrario, coloro che non sanno proprio rinunciare alle sigarette sono il 19,3 per cento della popolazione (11 milioni di cittadini). Sul dato dei «tabagisti a oltranza» incide anche la dedizione alle sigarette degli immigrati, che hanno una forte propensione al fumo. Le donne fumano meno degli uomini (68 per cento di non fumatrici contro il 56 per cento degli uomini) e a testimoniarlo è pure l’attesa media di vita che è di sei anni maggiore per le donne rispetto agli uomini. Il fumo, infatti, «nuoce gravemente alla salute» e gli italiani dimostrano di esserne sempre più consapevoli. Il 56,4 per cento degli ex-fumatori, infatti, ha detto addio alle «bionde» per motivi di salute. «Segno evidente spiegano i ricercatori - che è entrata nella coscienza collettiva la consapevolezza che il fumo faccia molto male». Nell’ambito del progetto scuola-famiglia Diabete Mellito diagnosi e prevenzione getto di realizzare una scuola materna; il progetto viene portato avanti e la scuola materna, grazie alle tante donazioni raccolte in Italia, diventa una realtà: la chiamano “Jardim dos anjos”, “giardino degli angeli”. Attualmente ospita cinquanta bambini. Nella sua breve rimpatriata dei giorni scorsi, Alessandro, incontrando gli amici che hanno appoggiato la sua iniziativa, ha rinnovato i ringraziamenti a tutti coloro che si sono adoperati in vari modi per poter trovare tutte le risorse necessarie non solo alla realizzazione della struttura ma anche al suo mantenimento. Ha raccontato come si svolge la giornata tipica al “giardino degli angeli”: apertura alle ore 7,30, caffè e latte preparati dalla cuoca, colloquio con le maestre fino alle 10, poi colazione e giochi vari all’interno dell’asilo; alle 11,30 riposino (la scuola è dotata anche di materassini); nel pomeriggio a lezione fino alle 17; la giornata finisce con la cena, dopodiché tutti alle rispettive case. Durante la settimana ci sono diverse attività: dalla lavorazione dell’argilla allo studio dell’arte africana; si frequenta anche una palestra con piscina (un ragazzo italiano si è offerto di tenere corsi gratis). Il “giardino degli angeli può contare anche su tante collaborazioni gratuite: le mamme a turno si prestano per fare le pulizia di tutta la struttura, e fra i tanti: Sergio, medico pediatra, visita i bambini, Reinaldo, parrucchiere, provvede al taglio dei capelli, Nivaldo, pescatore, offre il pesce…. Sono solo alcuni esempi. sandro un grande grazie per aver portato avanti un progetto così importante e con la certezza di aver recuperato e recuperare tanti bambini ai quali la vita ha riservato un cammino a dir poco difficile. Un “in bocca al lupo”, Alessandro. Certamente in questi giorni che sei stato con noi hai fatto felici genitori, fratelli e sorelle, parenti ed amici, ma siano sicuri che sarai mancato moltissimo ai tuoi “angeli”. Giovedì 10 novembre, nella sala della biblioteca della Scuola Media Savoia, si è svolto il primo incontro del ciclo di interventi degli esperti per il Progetto Scuola-Famiglia. La preside prof.ssa Mirella Mazzarini ha illustrato le finalità del Progetto che rientrano in una proposta di collaborazione della scuola con la famiglia per migliorare il dialogo e la capacità di comunicazione e per condividere il valore dell’educazione. Successivamente ha presentato il dott. Walter Piva, responsabile del Cad (Centro Antidiabetico di Jesi), Zona Territoriale n.5 Asur Marche, evidenziando l’importanza del Cad che rappresenta una delle strutture sanitarie eccellenti, da alcuni anni il più importante della provincia di Ancona e tra i più rappresentativi delle Marche. Il dott. Piva, ha poi, tenuto una relazione sul tema “Il Diabete Mellito oggi: dalla diagnosi alla prevenzione”. I contenuti della relazione hanno riguardato la tematica del Diabete Mellito che è una delle malattie croniche più diffuse a livello mondiale, e la sua continua crescita è probabilmente dovuta al progressivo invecchiamento della popolazione ed all’aumento dell’obesità. Negli ultimi anni il diabete “tipo 2”, la forma più diffusa, che in passato interessava prevalentemente gli adulti, si sta manifestando anche tra i bambini e gli adolescenti che sono in Articoli - Arredi - Statue - Icone - Quadri - Paramenti sacri Santina Buoncompagni Tuniche ed oggetti per Comunioni - Cresime - Nozze - RIcordiamo, inoltre il nostro servizio “cortesia” riservato al clero, che consiste nel recapito a domicilio delle merci ordinateci e che verrà effettuato nel primo e terzo lunedì di ogni mese, completamente gratuito. ANCONA Via Matteotti 9 tel e fax 071.201297 e-mail [email protected] SENIGALLIA Via A. Costa 27 tel e fax 071.60597 e-mail [email protected] sovrappeso. Le complicanza coronariche e cerebro-vascolari sono la prima causa di morte per diabetico. La retinopatia ed il piede diabetico sono rispettivamente la prima causa di cecità in età lavorativa e di amputazione. La nefropatia diabetica è al terzo posto di tutte le cause di dialisi e di trapianto. Negli ultimi decenni, grazie ai progressi scientifici ed alla realizzazione in Italia dei servizi di diabetologia, si è ridotta sensibilmente, sia la mortalità sia l’incidenza delle complicanze diabetiche. In Italia la cura per il diabete assorbe il 6.65 per cento della spesa sanitaria complessiva. Un modico investimento nell’assistenza diabetologica, con riferimento ai servizi di diabetologia, e la collaborazione dei medici di base, può consentire un ulteriore riduzione della morbilità e mortalità dei diabetici, migliorando anche la qualità della loro vita, con una prevedibile significativa riduzione della spesa sanitaria. Nell’ambito della discussione sono emerse varie problematiche, tra le quali: l’incidenza nei ragazzi del diabete e la necessità di intervenire in maniera tempestiva nei soggetti a rischio facendo riferimento al medico di base o allo specialista diabetologo. Inoltre sono state approfondite le problematiche nutrizionali che sono sempre di grande attualità e di difficile attuazione. Nuovo corso universitario Le sfide imposte dalla competizione globale, richiedono alle aziende di dimensioni più piccole (la realtà più diffusa nel territorio regionale marchigiano) di dotarsi di strumenti che consentano di affrontare un mercato sempre più concorrenziale. In ambito giuridico la gestione dei processi di crescita delle piccole e medie imprese - richiede figure altamente professionali, con competenze specifiche nel settore di riferimento. La Fondazione “Angelo Colocci”, che gestisce corsi universitari a Jesi, nell’ambito delle attività collaterali che completano l’offerta didattica, ha collaborato con la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Macerata per l’istituzione di un master di secondo livello in “Diritto ed economia delle piccole e medie imprese”. La finalità del corso - una novità assoluta per la specificità della formazione mirata alle piccole e medie imprese - è quella di fornire ai partecipanti una conoscenza giuridica, economica ed aziendale calibrata sulle esigenze di crescita e sviluppo delle imprese di piccole e medie dimensioni. Giancarli incontra il nuovo Prefetto Il nuovo Prefetto di Ancona, dott. Giovanni D’Onofrio, è stato ricevuto dal presidente della Provincia Enzo Giancarli. Tra i numerosi aspetti affrontati nell’incontro non è mancato un accenno al problema della sicurezza, tra i più sentiti, sia a livello istituzionale sia a livello popolare, per il quale il presidente della Provincia è, da sempre, attivo componente del competente comitato insediato presso la Prefettura. Le mura diserbate Rinviate di una settimana per la pioggia, nella notte tra sabato e domenica scorsa sono proseguite le operazioni di diserbo delle mura cittadine. Si tratta, com’è noto, della seconda fase di ripulitura delle mura programmata dall’ufficio tecnico comunale, tramite la ditta Quark di Jesi. L’intervento si sostanzia attraverso un trattamento chimico capace di devitalizzare i nuovi germogli proprio nel periodo in cui è maggiore lo sviluppo vegetativo. Qui sopra, un tratto delle mura, ad operazione compiuta, così come si presentava nella mattinata di domenica scorsa. (foto Paola Cocola) Gli Orti Pace sul podio Il progetto del Comune di Jesi per la riqualificazione dei giardini Orti Pace è giunto terzo nella graduatoria stilata dalla Provincia di Ancona per la concessione di finanziamenti destinati all’abbattimento delle barriere architettoniche nelle aree verdi di quartiere. Un risultato, questo, che ha permesso all’amministrazione comunale di beneficiare di un contributo pari a 47.620 euro e dunque di poter dare il via (con l’aggiunta di 12 mila euro di fondi propri) al primo dei due stralci del progetto complessivo che ammonta a 120 mila euro. Nell’area verde sottostante il Montirozzo verrà realizzato (per la prossima estate) tutto ciò che occorre per rendere il parco maggiormente fruibile da parte di disabili, anziani e bambini e cioè camminamenti con rampe agevoli per le carrozzelle, percorsi botanici delineati da piante aromatiche etichettate con scritte in rilievo per consentire il riconoscimento anche ai non vedenti, un gioco multifunzionale. (foto Paola Cocola) Sport Rotary Club Domenica 20 novembre 2005 Calcio Pattinaggio Le iniziative per la famiglia, per la scuola, per la cultura Grandi campioni in erba A Fossombrone, dopo un lungo bilanciarsi tra Jesina e padroni di casa, il loro bomber fa crollare ogni speranza (1-0). Invece il Real Vallesina quasi in contemporanea manda al tappeto il forte Caldarola (1-0). di Augusta Franco Cardinali occorra, anche attraverso i media, far conoscere l’etica rotariana perché sia di stimolo ad altri, nonché le iniziative promosse nel suo nome. Tra queste non di scarso rilievo sono quelle apprestate in favore della famiglia, dell’alfabetizzazione in paesi carenti di strutture scolastiche, del lavoro giovanile, della salute, della promozione di scambi culturali. Al discorso del Governatore si è aggiunta una cerimonia che ha confermato le sue parole, costituendo una testimonianza dell’applicazione concreta dei valori fondamentali del club: la consegna, da parte del presidente Stefano Santini, della più alta onorificenza, il “Paul Harris Yellow” alla prof.ssa Gilia Volpotti, menzionata fra i primi iscritti all’associazione di Jesi, e al dott. Graziano Cucchi, entrambi attivissimi rotariani. Maiolati Real Vallesina Opposti sul proprio terreno ad un grintoso e offensivo Caldarola, i realisti, pur orfani di Gabrielloni infortunato, si sono dati da fare in modo egregio per spuntare le unghie agli intraprendenti ospiti. Questi, ben disposti e pronti al contropiede, hanno visto spegnersi le loro Medaglia d’oro, coppa e “Gagliardino degli italiani” hanno meritato due giovanissimi jesini, primi assoluti di due diverse categorie del Campionato Nazionale Uisp di Pattinaggio Artistico le cui finali si sono svolte il 5 e 6 novembre scorso a Calenzano (Firenze). Sono Nicolas Sonara, di nove anni (Prima Categoria) e Athos Sonara, di undici anni (Seconda Categoria), due fratellini che ormai non sono più soltanto delle lusinghiere promesse dello sport. Frequentano entrambi la scuola di pattinaggio Roller Marche di Jesi e sono allenati dalle campionesse italiane Stefania e Pamela Priori. Auguri e congratulazioni vivissime. Continuate a guardare lontano, ragazzi! Volley La Monte Schiavo si gode la vetta Oggi a Santeramo c’è l’All Star Game di Giuseppe Papadia (foto Alessandro Testadiferro) Nuovi marciapiedi e recupero delle mura castellane Il 18 novembre del 1933 dovrà essere ricordato come uno dei giorni più tristi per il patrimonio storico di Majolati; infatti, fu deciso di demolire la torre campanaria dell’orologio che caratterizzava l’entrata al Castello. Nel 1946 altri “monumenti” erano destinati a subire la stessa sorte di quella torre, altri simboli del “castrum Majuleti”; infatti, furono abbattuti: il mastio, una fortezza di tre piani, a forma di torre, riadattata ad alloggi popolari, e altri tratti di mura castellane, ritenute pericolanti. Da alcuni anni, le varie amministrazioni comunali hanno cercato di recuperare e rendere pienamente vivibile questa parte di abitato esposta a Sud. Dopo il consolidamento ed il recupero del muro di cinta del castello svolto all’inizio dell’estate, in questi giorni si sta lavorando lungo via Roma. Su progetto dell’ing. Raffaele Solustri, la ditta Belogi di Ripe ha provveduto al consolidamento di parte delle mura castellane in via Damiano Chiesa e via Roma, valorizzando anche le mura che delimitano il giardino della “Scuola pia” di Gaspare Spontini. Lungo via Roma (nella foto) sono stati rifatti gli allacci fognari per ogni abitazione ed è stata realizzata una nuova fognatura da parte della Multiservizi, ente che gestisce gli acquedotti e le Fiocco rosa a Pianello Vallesina Benvenuta alla vita, piccola e cara Anna Centanni, nata a Jesi il 29 ottobre scorso per la gioia di papà Luigi e mamma Marta, dei nonni Sergio Fantini, Vittoria Pirani ed Anna Centanni e dei tanti congiunti di Jesi e della Vallesina. Ha tanta strada davanti da percorrere con il sorriso e la dolcezza, accompagnata dall’amore e da tanti auguri di felicità. fognature praticamente di tutta la provincia. Non appena saranno ultimati gli impianti idrici, con la messa in opera anche di due nuovi idranti a colonna all’inizio di via Roma, verso piazza della Vittoria, e vicino l’incrocio con via Nazario Sauro, al fine di migliorare la possibilità di utilizzo dell’acqua in caso di incendi nel centro storico, sarà realizzata una soletta per il posizionamento del nuovo marciapiede. In questo modo tutto il tratto sotto la “scarpa” delle mura non sarà più in terra, ma, in continuità con altri tratti di marciapiede; sarà stesa una cordonatura in pietra chiara e la pavimentazione sarà in selci di arenaria locale di dimensioni diverse. L’importo del progetto ha un costo di oltre duecentomila euro ed è stato finanziato dalla Regione Marche. Molti residenti hanno approfittato degli incentivi per il recupero della facciata, la sostituzione dei canali e degli infissi; pertanto già dal prossimo anno il recupero del centro storico sarà evidente. Rimane il problema di uno dei luoghi spontiniani più significativi, la “Scuola pia”. Per trovare i primi finanziamenti, almeno per la messa in sicurezza ed il consolidamento statico, si potrebbe stringere un accordo con la Regione; il Comune di Majolati, per conto delle Opere Pie Spontini, potrebbe anticipare i fondi che saranno poi restituiti dalla Regione con i fondi del terremoto del 1997. Fermo il campionato fino al 27 novembre per la Women Gran Champions Cup, la Monte Schiavo Banca Marche si gode la vetta della classifica, raggiunta grazie ad un cammino impeccabile: cinque vittorie e nessuna sconfitta. Nonostante questo momento magico, le “prilline” hanno gradito questa pausa, come ha spiegato il libero rossoblù Isabella Zilio. “La pausa arriva al momento giusto – ha detto – Abbiamo qualche problema e un po’ di riposo ci può fare bene. Dobbiamo migliorare e non avere impegni di campionato ci aiuterà a lavorare bene, curando quello a cui non puoi pensare se hai due partite a settimana”. Questi giorni di novembre non sono comunque, di totale relax. Mercoledì scorso le jesine hanno disputato un’amichevole speciale contro la formazione maschile della Cnh, campione d’Italia nel torneo dell’Assindustria. Lunedì 21 e martedì 22 Ritschelova e compagne saranno a Lucca per un torneo quadrangolare con Padova, Forlì e le francesi del Cannes. Intanto oggi, sabato 19 novembre, si gioca a Santeramo il “Kenwood All Star Game” (ore 15.15, diretta Rai Tre), la tradizionale partita che mette di fronte la nazionale italiana e una selezione delle migliori straniere del nostro campionato. Per la Monte Schiavo sono presenti Elisa Togut tra le azzurre e l’americana Erin Aldrich (nella foto) nel Resto del Mondo. (foto Candolfi) Da sabato 19 a domenica 27 novembre si potrà visitare al Palazzo dei Convegni la mostra fotografica di Mario Boccia: “Poveri per forza”, riflessioni sul concetto di sviluppo che genera crescente disuguaglianza. Orario 10-13, 16-20. Nuovo “mister” per la Jesina La Società Sportiva Jesina Calcio, nella serata di domenica, ha deciso di interrompere il rapporto di collaborazione con l’allenatore Dino Giuliani e il direttore generale Alessandro Cossu. Nel pomeriggio di martedì il nuovo allenatore, Antonio Ceccarini, ha guidato il primo allenamento dei leoncelli. Ceccarini, 46 anni, ha iniziato la carriera da Lunano (Eccellenza), e ha proseguito ad Urbania (Eccellenza), dove ha vinto il campionato. Poi, tanta serie D a Urbania, Tolentino, Bastia Umbra, Senigallia, Macerata e Roseto. Con la Rosetana (20022003) ha vinto il campionato di Serie D. L’anno dopo, in C.2, per problemi societari, ha lasciato l’incarico. Arriva a Jesi dopo un anno di stop. azioni tra le braccia dell’ottimo portiere Montini. Poi al ritorno in campo i realisti diventano sempre più vivaci nel ribattere le azioni avversarie e finalmente giungono alla realizzazione con perfetta manovra di Rusca, che fugge veloce ed intelligentemente apre su Gasparetti, che trova l’angolino: 1-0 al 73’ tra l’esultanza di 300 tifosi. Il Caldarola, che ha spinto a fondo fino a quel momento, si trova a corto di energie e frustrato nei suoi progetti. Non si rialza più dal … tappeto. Il Real in classifica è quarto con punti 23. Ed oggi sarà a Jesi. Jesina Presentavamo la partita in casa del Fossombrone come non facile e come banco di prova per confermare le speranze suscitate dal 3-0 realizzato contro la Monturanese. Ed i forsempronesi, che proprio in questi ultimi turni si sono rinforzati ottenendo ben nove risultati positivi senza interruzione, non nascondevano la volontà di proseguire: ecco quindi il tatticismo esasperato di ambedue le contendenti, dato che la Jesina si presentava imbattuta. Più che un grande gioco, gli spettatori hanno visto un’altalena di episodi, che facevano pensare ad un pareggio. Ad onor del vero, qualche merito in più dovremmo registrarlo per i leoncelli, specialmente per fugaci incursioni di Castorina e Polverari, alquanto imprecisi. Invece i metaurensi, che sono stati quasi continuamente sull’orlo della débacle, trovano nel bomber Michele Fiore l’inventore del gol vincente: 1-0 al 75’ con bella giocata ed un pizzico di fortuna. Oggi, derby con il Real Vallesina, al Carotti di Jesi. Speriamo in un incontro tutto da godere. Vir Prima categoria Bel risultato casalingo del San Marcello contro un Castelplanio per nulla arrendevole (3-2). La Spes Jesi ha tenuto a freno il Marina (2-1). Pareggio senza reti tra Labor e Monserra (0-0). Risultato di parità anche per Borgo Jesi–Albacina (1-1) e Cupramontana–San Lorenzo in Campo (2-2). Seconda categoria Vince la Sampaolese sul Filottrano col minimo scarto (10). Risveglio del Monsano contro l’Usap (2-1). Buoni i tre punti dell’Aurora in casa del rude fanalino Serradica (1-3). Positivo il pari dell’Aesina a Chiaravalle (0-0). Terza categoria Sempre in solitaria supremazia il Castelbellino, che supera il Casebruciate (1-0). A Jesi l’Acli San Giuseppe cede al Pianello (0-2). Libertas batte il Poggio San Marcello (2-1). Campioni di bowling e biliardo Basket Al PalaTriccoli arriva la capolista Ferrara Il momento nero della Sicc Bpa prosegue. Domenica scorsa i gialloverdi hanno incassato la terza sconfitta consecutiva, la seconda in casa. Ad espugnare il PalaTriccoli questa volta è toccato al Caserta che ha approfittato della serataccia dell’attacco jesino (31 Nel corso di un’amichevole giocata la settima scorsa Chris Mortellaro si è infortunato al ginocchio destro. Per l’italo-americano, che dovrà essere operato, i tempi di recupero sono molto lunghi: sei mesi di stop. La classifica dopo il settimo Si sono svolte nei giorni scorsi al Paradise Playcenter di Monsano le gare sociali - bowling e biliardino (o calcio balilla) – organizzate con successo, grazie anche al particolare interessamento del socio Attilio Priori, dal Cral-Banca Popolare di Ancona, gruppo Bpu. Silvano Arzoni è risultato primo nel bowling, seguito da Paolo Ciccarelli, Simone Zampetti e Valdemiro Saraceni; la coppia Sergio Gherardi e Massimo Barchiesi ha primeggiato nel biliardino; al secondo posto la coppia Giacomo Cotichella e Giorgio Federici, al terzo Luisiano Cardinali e Lino Micci, al quarto Giovanni Rotili e Mauro Barchiesi. Marco Palmolella “Poveri per forza” Chi festeggia e chi mugugna Oggi a Jesi il derby tra leoncelli e Real Onorificenza alla professoressa Volpotti Il Rotary Club di Jesi ha accolto l’8 novembre in visita ufficiale il Governatore del Distretto 2090 Italia–Albania, dott. Antonio Guarino. Data l’importanza dell’evento erano presenti al meeting, tenuto presso l’hôtel Federico II, molti associati rotariani provenienti anche da numerosi altri club della regione. Con il suo saluto il dott. Guarino ha rivolto ai convenuti l’invito ad onorare sempre i principi costituenti il fondamento etico del Rotary Club International, sintetizzabili in un impegno e in un servizio non sporadici, ma costanti, diversificati e al di sopra di interessi personali. Ha inoltre ricordato che il campo d’azione del club è molto vasto, abbracciando una realtà non solo locale, ma nazionale e internazionale. Ha sottolineato inoltre come 9 per cento). “Abbiamo faticato a tenere testa a Caserta – ha detto un deluso Banchi – Contro la loro difesa fisica ed energica il nostro attacco ha stentato. Quando la situazione era delicata loro hanno sempre trovato tiri importanti che hanno fermato i nostri tentativi di rimonta”. Contro Caserta ha debuttato in gialloverde nonostante i postumi di un’influenza, Ray Weathers. turno: Ferrara, Caserta e Scafati 10 punti, Imola, Fabriano, Rimini, Novara, Montecatini e Rieti 8, Montegranaro, Pavia, Sicc Bpa Jesi e Casale Monferrato 6, Castelletto Ticino e Sassari 4, Trapani 2 punti. Oggi, domenica 20 novembre, al PalaTriccoli arriva la capolista Ferrara (ore 18.15). Partita per puntare alla salvezza, la formazione estense allenata da coach Dalmonte, già ad Avellino e Reggio Emilia, sta stupendo tutti. Giocatori esperti come Foiera e Ghiacci, assieme ai due americani Thomas e Darby hanno portato i ferraresi in cima alla classifica. Conclusa anche la campagna abbonamenti riservata agli alunni delle scuole elementari e medie, l’Aurora Basket ha comunicato che sono 1306 gli abbonamenti venduti per questa stagione. Gip (foto Giaccaglini) Jesi e Vallesina 10 Domenica 20 novembre 2005 LETTERE Agenda Il prof. Molinelli e la “sua Jesi” Il santo del giorno Venerdì 18 novembre Dedicazione Basiliche dei Santi Pietro e Paolo – San Frediano – Sabato 19 San Fausto – Domenica 20 Cristo Re dell’Universo – San Basilio – Sant’Ottavio – Lunedì 21 Presentazione della Beata Vergine Maria – Martedì 22 Santa Cecilia – Mercoledì 23 San Clemente – San Colombano – Santa Lucrezia – Giovedì 24 Santa Firmina – Sante Flora e Maria – Venerdì 25 Santa Caterina d’Alessandria – Sabato 26 San Leonardo – Domenica 27 San Virgilio – San Valeriano. Agenda Venerdì 18 novembre Jesi . teatro Pergolesi (ore 21): “Cavalleria rusticana” di Mascagni e “Gianni Schicchi” di Puccini. Domenica 20 novembre Giornata nazionale delle migrazioni Jesi – chiesa di San Giovanni Battista (ore 11) concerto d’organo “Musica Praecentio” Jesi – Cattedrale: conferimento del “Mandato” a catechisti ed educatori Jesi – teatro Pergolesi (ore 16) “Cavalleria rusticana” e “Gianni Schicchi” (repliche) Jesi – teatro– studio Moriconi (ore 17,30) “Il tesoro dei pirati” (Teatro Pirata) Dal professor Michele Millozzi dell’Università di Macerata: Prendo visione con ritardo di un articolo apparso su “il Resto del Carlino” il 4 novembre scorso dal titolo “Intitoliamo la piazza a Molinelli”, nel quale leggo che i Repubblicani Europei – secondo quanto dichiara il loro segretario cittadino Rudi Curzi nell’intervista rilasciata al giornale - intendono o intenderebbero proporre la intestazione al suo nome del Piazzale della Stazione di Jesi, già destinata a Papa Giovanni Paolo II. Ritengo di avere un qualche diritto di intervento sulla questione con alcune considerazioni e precisazioni, in questa sede essenziali, che nascono, in un certo senso, dalla mia appartenenza - certamente non anagrafica o domiciliare - alla comunità posito, basti rievocare soltanto due episodi. Il primo è relativo al suo- al solito- scarno discorso di ringraziamento all’amministrazione comunale di Jesi per il conferimento della cittadinanza benemerita, cerimonia che chiuse con queste parole.” Con questo riconoscimento, viene smentito, per quanto mi riguarda, il detto nemo propheta in patria. Nel ringraziare l’Amministrazione Comunale ringrazio tutta la città che mi ha voluto onorare”. Il secondo risale all’anno successivo, al 1991: nella riunione di fondazione del Centro Studi Marchigiano egli pose a condizione della sua adesione a quello che doveva diventare un istituto di studi storici che fosse aperto ad ogni percorso culturale, e che Jesi fosse il principale scenario dell’attività del Centro in quanto istituzione mirata anzitutto all’ulteriore crescita culturale della città. Non è un caso che la collana “Quaderni” del Centro Studi Marchigiano sia stata aperta nel 2004 da Raffaele Molinelli con il saggio “Jesi città regia”. Lunedì 21 novembre Giornata delle claustrali Com’è strutturata la Margherita Martedì 22 novembre Jesi – teatro Pergolesi (ore 21) “Cavalleria rusticana” e “Gianni Schicchi” (repliche) Dal dr. Giorgio Berti: Sabato 26 novembre Jesi – teatro Pergolesi (ore 21) “La donna vendicativa” di Goldoni con Maddalena Crippa Domenica 27 novembre Jesi – teatro Pergolesi (ore 17) “La donna vendicativa” (replica) Jesi – teatro – studio Moriconi (ore 17,30) “Il ragazzo con il violino” (Teatro del Mangiafuoco) In televisione Sabato 19 novembre – ore 10,30 (Rai Due) “Sulla via di Damasco” con don Giovanni D’Ercole – ore 17,15 (Rai Uno) “A sua immagine” con Andrea Sarubbi Domenica 20 – ore 8,40 (Canale 5) “Le frontiere dello spirito” con mons. Gianfranco Ravasi e Maria Cecilia Sangiorgi – 10 Santa Messa (Retequattro) – ore 10,30 (Rai Uno) “A sua immagine” con Andrea Sarubbi – ore 10,55 (Rai Uno) Santa Messa dal Santuario del Divino Amore di Roma – ore 12 (Rai Uno) Recita dell’Angelus. Farmacie di turno Venerdì 18 novembre Coppi – sabato 19 Moretti – domenica 20 Barba – lunedì 21 Martini – martedì 22 Calcatelli – mercoledì 23 Delle Grazie – giovedì 24 Comunale 1 – venerdì 25 Cerni – sabato 26 Comunale 2 – domenica 27 Grammercato. A Roma per la beatificazione di Maria Crocifissa Curcio Segue da pag. 6 continuamente dai flash delle macchine fotografiche con scatti provenienti da ogni settore, dai religiosi e dai sacerdoti, fino ai Vescovi (anche se qualcuno dimostrava scarsa dimestichezza con le nuove tecnologie!), ai militari (numerosissimi quelli francesi, in alte e variopinte uniformi), alle autorità civili e diplomatiche e chi non disponeva di macchina fotografica, altro segno dei “nuovi” tempi, non poteva che usare i nuovi telefonini con macchina fotografica incorporata. Al termine del rito il Papa ha ricevuto l’omaggio di varie delegazioni. Toccante e significativo quello delle Suore Carmelitane Missionarie che comprendeva anche Suor Gloria Conti, di Moie, che con tanta tenacia, fede e devozione ha lavorato in questi anni per portare la sua Madre Maria Crocifissa agli onori dell’Altare. Domenica per lei si è concretizzato un grande progetto e, al momento dell’incontro con il Santo Padre, non poteva mancare la commozione di mamma Gina, la sua mamma naturale che, insieme al babbo Giovanni faceva parte del gruppo di fedeli provenienti da Moie. E per gli amici di Moie è Agrochimica giardinaggio e agricoltura Via Roma, 6 - Località Macine tel. 0731.813058 - 60032 CASTELPLANIO (AN) - Settore agricoltura - Settore vinicolo - Laboratorio analisi vini - Giarninaggio - Macchine e attezzi - Impianti di irrigazione stata una festa ancora più intensa nel riabbracciare le tante suore che negli anni si sono succedute a Moie a cominciare dalle Madri Superiori: Suor Augusta, Suor Sabina e Suor Adriana. Una grande festa in una giornata intensa, favorita da uno splendido sole e con l’unica, oramai consueta, nota stonata legata ai tempi che stiamo vivendo: le fila per passare attraverso il metal detector, i controlli delle borse, la presenza massiccia delle forze dell’ordine fino a contornare l’Altare dove celebrava il Papa ed a fare ala al suo passaggio. Una presenza segno dei tempi in cui neanche il nome di Dio garantisce la sicurezza e riesce a creare un clima di serenità e pace. Dopo il rito nella Basilica di San Pietro, le celebrazioni per la beatificazione di Madre Maria Crocifissa Curcio si sono concluse con il musical “Il respiro del Cielo” all’Auditorium Conciliazione. Un musical che prima ha ripercorso le principali tappe della vita di Rosa Curcio, poi Madre Maria Crocifissa, dalla sua Ispica fino a Santa Marinella, quindi ha sottolineato il forte messaggio, la grande testimonianza di fede della nuova Beata mentre scorrevano le immagini della presenza delle sue Suore nel mondo (Italia, Canada, Malta, Tanzania, Romania, Filippine, Brasile). Un musical con brani recitati, fra i quali le più significative lettere di Madre Maria Crocifissa alle sue consorelle, balli, filmati e canti. Un modo originale, coinvolgente, in parte un po’ insolito per celebrare una nuova Beata. Corale la conclusione con tutte le suore in platea a cantare insieme al numeroso coro “La risposta al mistero”, che costituisce una specie di inno ufficiale delle Suore Carmelitane Missionarie di Santa Teresa del Bambin Gesù. Giancarlo Carbini jesina, in particolare a quella comunità culturale jesina nella quale Raffaele Molinelli operava con la competenza , la sobrietà e l’eleganza a tutti nota, e nella quale volle introdurmi dai primi anni Settanta Trentacinque anni di frequentazione assidua, all’inizio come suo allievo e, nel tempo, con legami di intima, assai intima amicizia personale e familiare, tradotta abitualmente in lunghe e settimanali conversazioni di carattere culturale e professionale. In queste si intrecciavano però, senza soluzione di continuità, colloqui su momenti ed aspetti del nostro “privato”- ma nello specifico di questo intervento del “suo privato”- nei quali assai spesso esternava i rapporti interiori che intratteneva con Jesi, con la sua città di nascita e di residenza, città che non aveva mai pensato di poter abbandonare e alla quale ha dedicato buona parte dei suoi studi a testimonianza, per così dire,“ indiretta” ma significativa, e della sua natura riservata e dell’amore che portava alla “sua Jesi”. Preambolo d’obbligo, questo sopra espresso, per giustificare il mio intervento che cercherò di esporre secondo quei canoni di sintesi, storiografica e non, che gli erano propri e che raccomandava sempre ai suoi allievi. Una prima considerazione attiene, appunto, alla proposta dell’intitolazione a suo nome di un luogo della sua città già destinato a Giovanni Paolo II: una tale proposta lo avrebbe, allo stesso tempo, scandalizzato e amareggiato Scandalizzato, al di là dell’anomalia della procedura ( si torna su una decisione già assunta con delibera ) che avrebbe amaramente stigmatizzato, soprattutto dal fatto che si potesse comunque anteporre la sua figura a quella dello scomparso Pontefice nei confronti del quale, pur nella sua formazione culturale laica, nutriva sentimenti di grande rispetto e ammirazione. Raffaele Molinelli, come storico e come uomo, aveva un senso della misura assai spiccato. Amareggiato perché, in linea più generale e di principio, rifuggiva dall’idea di poter essere anteposto a chiunque sia che, per diritto, lo precedesse. In secondo luogo, non avrebbe certamente gradito un riconoscimento che nascesse da un’iniziativa di parte e, di ciò, testimonia la sua vita tutta appartata dalla politica militante, egualmente attenta e rispettosa di tutti i filoni di pensiero ai quali egli guardava soltanto con gli occhi e l’attenzione dello studioso, orgoglioso, certamente, della sua collocazione di storico nel solco della grande tradizione del pensiero liberal-democratico, ma non meno orgoglioso del fatto che la comunità jesina lo considerasse un uomo “super partes”, alieno da coinvolgimenti o posizionamenti politici. A questo pro- In qualità di presidente della Margherita di Jesi, informo i mass-media locali che il 5 novembre u.s. si è conclusa la procedura per le iscrizioni alla Margherita nazionale. Il partito è strutturato con una assemblea degli iscritti e un ufficio di presidenza. Lo statuto nazionale del partito prevede inoltre la costituzione di Circoli Margherita che possono essere formati da iscritti al partito e/o simpatizzanti non iscritti. La rappresentanza politica del partito a livello locale è pertanto in via esclusiva dell’assemblea degli iscritti e dell’ufficio di presidenza, organi statutari da me rapppresentati. I lettori segnalano I lettori segnalano…. La targa decaduta. O appiedata, se preferite. Stanca di stare appesa ad un palo, esposta alle intemperie e alle scorie del traffico, la targa si è concessa una pausa di… riflessione e se ne sta ad altezza di marciapiede: si direbbe, in attesa di tempi migliori. La trovate in una traversa di viale Don Minzioni; si fregia della scritta “via della Filatura” (la strada che porta all’ex Cascamificio). (foto Anna V.Vincenzoni) Spettacolo interattivo al teaatro-studio Il Circo più piccolo che c’è Continuano gli spettacoli con burattini al teatro-studio San Floriano, nell’ambito dell’iniziativa “Otello Sarzi. Maestro burattinaio del ‘900”, promossa dalla Provincia di Ancona con Leggere il ‘900. Domenica scorsa è andato di scena “Il circo più piccolo che c’è “, spettacolo d’azione del Teatrino dell ‘Es per la regia di Vittorio Zanella sulla psicomotricità con burattini, marionette e pupazzi mossi a vista. Nel corso dello spettacolo sono stati presentati circa quindici numeri di cinque minuti ciascuno, nei quali è stata richiesta la partecipazione dei bambini, attiva non solo a livello verbale ma anche motorio. Un evento destinato ai piccoli spettatori, soprattutto ai più piccoli di questi. Il Teatrino dell’Es, compagnia fondata dallo stesso Zanella nel 1982 cui si è unita due anni più tardi la moglie Rita Pasqualini autrice di numerosi testi per burattini -, ha infatti un pregio particolare: quello di realizzare spettacoli proprio per i bambini piccoli, e questa volta, piccolissimi con l’utilizzo di elementi semplici come sedie, cappelli, pupazzi, oggetti che hanno lo straordinario potere di fare leva sulla fantasia e l’immaginazione del giovane pubblico. Ed il nome, singolare, della compagnia vuol dire proprio questo: “Es” è un pronome personale tedesco, con il quale si indica la prima fonte psichica impersonale nelle manifestazioni istintive. Quindi Teatrino dell’inconscio, dei sogni, della fantasia e dei desideri, portato avanti da due direttori artistici che vivono da anni nel mondo dei burattini: Vittorio Zanella, infatti, dal ‘79 ha lavorato col “T.S.B.M.” (Reggio Emilia) diretto da Otello Sarzi (nella foto), partecipando a diciotto allestimenti e, nel periodo Sarziano, ha collaborato con il regista Giorgio Strehler. Chiaro segnale, confermato dal grande successo dell’iniziativa promossa dal Comune di Jesi e dal Teatro Pirata, di come l’eredità lasciataci da Otello Sarzi sia punto di partenza e di ispirazione per tanti grandi maestri burattinai. Giorgia Barboni Anniversario 13.8.1924 22.11.1998 Mons. Mario Bagnacavalli di Dio è sempre vissuto e Dio ha sempre a tutti donato con sua Fede Amore Cultura Poesia