Impôt reprisé
Tassa riscossa
Ufficio di Jesi
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Giornata
“Pro Orantibus”
Il giardino
degli angeli
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I bambini
protagonisti
Gli irriducibili
del fumo
settimanale d’informazione
Euro 0,80
“Poste Italiane s.p.a. - Spedizione in Abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (Conv. in L. 27/02/2004 n. 46) art. 1, comma 1, DCB - Jesi”
DIREZIONE E REDAZIONE : JESI - PIAZZA FEDERICO II, 8 - TEL. E FAX 0731.208145
ANNO LII - N. 40
Domenica 20 novembre 2005
La rivolta degli emarginati
Domenica 20 novembre la celebrazione del “Mandato”
Identità? Integrazione? Integralismo?
La missione che Gesù affida a tutti noi
Anche quest’anno il Vescovo Mons, Oscar Serfilippi incontra
catechisti ed educatori della Chiesa, anche quest’anno si rinnova
la calebrazione del “Mandato”. Pubblichiamo il messaggio che,
per l’occasione, Padre Oscar ha indirizzato ai catechisti ed educatori della Chiesa Jesina:
di Vittorio Massaccesi
[email protected]
La violenza distruttiva che
ormai da due settimane tiene in
scacco la polizia di oltre 150
città francesi, sta accendendo la
miccia in Belgio, Olanda e
Grecia.
E’ ancora presto per
dire se si tratta di pure imitazioni
senza effettiva motivazione o l’inizio di un nuovo ’68 europeo.
Del resto la terra della rivoluzione della Bastiglia non è nuova
ad esportare novità storico-cultu-
ne immigrata è intorno al due per
cento contro il sei per cento di
quella francese, sia perché non
sono mancate le iniziative di
integrazione, a cominciare dal
diritto del voto nelle municipali
per finire al lavoro sufficientemente dignitoso per molti.
Se è vero che i centri caldi del
nostro territorio sono Torino,
Milano, Bologna e Roma, credo
che un rischio di gran lunga
Mi sembra che la violenza
degli immigrati in Italia si possa
prevenire con l’autorevole presenza delle forze dell’ordine, ma
più ancora con un assiduo lavoro
degli enti pubblici e del volontariato perché l’integrazione, intesa come reciproca apertura a
tutti a valori positivi della tradizione nostra e di quella dei nuovi
venuti, sia sempre più una realtà,
e perché dall’una e dall’altra
parte si eviti di sconfinare dall’integrazione all’integralismo in
nome di una identità male interpretata.
Al Ferrini
Ai carissimi Catechisti ed educatori
della Chiesa Jesina
Pace e gioia, frutti dello Spirito
Vengo sempre con letizia e fiducia ad invitarvi alla celebrazione del “Mandato” per il
nostro servizio ai fratelli, nel pomeriggio di
domenica 20 novembre in Cattedrale.
“Non si può dare più per scontato che tra
noi e attorno a noi, in un crescente pluralismo culturale e religioso, sia conosciuto il
Vangelo di Gesù”
Sono anni che la Chiesa in Italia propone
una nuova evangelizzazione; ma bisogna
prendere atto che in certi casi si impone una
prima evangelizzazione. Da qui la scottante
attualità del “primo annuncio” del Vangelo
su l’esempio di Gesù, nostra speranza.
Nella vostra esperienza quotidiana di vita
avrete notato un crescente processo di secolarizzazione, insieme però a un diffuso bisogno
religioso. Da qui la necessità di noi cristiani
di raccontare ed esprimere con la vita e con
la comunicazione la nostra fede cristiana.
E al centro del primo annuncio c’è Gesù
Cristo, nostra salvezza. E’ certo che siamo
missionari prima di tutto per ciò che siamo
come Chiesa viva, per cui la nostra testimonianza è la via privilegiata dell’evangelizzazione, come causa prima ed insostituibile.
Ma la nostra presenza operosa non basta;
dobbiamo aggiungere l’annuncio esplicito,
attraverso il dialogo con chiara consapevolezza della nostra identità cristiana.
Certamente il Vangelo è da annunciare e non
da imporre, perché il messaggio dell’amore
non si annuncia se non attraverso l’amore.
Nel documento che vi viene offerto troverete elencate per il primo annuncio alcune
occasioni particolarmente indicative.
Anzitutto la preparazione al matrimonio e
alla famiglia, come concreta possibilità di
contatto con la comunità cristiana, dopo anni
di lontananza, poi l’attesa e la nascita dei figli
con la richiesta del battesimo e anche la
richiesta di catechesi e degli altri sacramenti
per i figli. Troverete poi le situazioni di difficoltà delle famiglie, dovute a sofferenza,
anche a mancanza di pace e crisi del vincolo
coniugale..
C’è infine una crescita quotidiana di arrivi di persone di altre religioni.
Lo stile dell’annuncio sarà caratterizzato
dall’accoglienza cordiale gratuita di quelli
che in qualche maniera bussano alla porta
delle nostre comunità.
Questa è la missione che Gesù affida a
tutti noi, battezati nel suo nome: anche oggi è
bello, buono e giusto vivere l’esistenza umana
secondo il Vangelo e così contribuire a renderemo nuova l’intera società.
In attesa di rincontrarci, vi saluto e vi
benedico
+ P. Oscar, vescovo
Il programma
Ore 15,30 presso il Circolo Ferrini
assemblea sul tema: “Gesù risorto è la nostra
speranza: il primo annuncio per me!”
Ore 18 in Cattedrale
Eucaristia e celebrazione del Mandato catechistico presieduta dal Vescovo. Impegno dei
catechisti davanti alla comunità per svolgere il
loro servizio educativo in comunione con Cristo
nella Chiesa. Consegna ai singoli catechisti ed
educatori del Documento dei Vescovi “Questa è
la nostra fede”.
Ore 20 nei locali dietro la Cattedrale
Agape fraterna. Animazione a cura del Csi.
Un risultato inquietante
La metà degli studenti italiani non sa leggere
Riceviamo dal prof. Fabio
Bertarelli:
Come cittadino e come professore sono rimasto sconcertato
alla lettura del seguente articolo
sul giornale La Stampa: “La
metà degli studenti italiani non
sa leggere: è incapace di applicarsi ad un testo e comprenderne
il significato. A rilevarlo è una
ricerca
del
Ministero
dell’Istruzione, dopo una rilevazione a tappeto sull’intero universo scolastico nazionale”.
Ma cosa sta accadendo? Di
chi la colpa di un risultato così
disastroso? Del Ministero, della
scuola, dei presidi, dei professori, degli alunni, delle famiglie,
della società? Forse di tutti,
anche se con pesi diversi.
Cosa fare? C’è o non c’è
rimedio?
Sullo stesso giornale, Pierluigi Celli, presidente della
Luiss, l’Università della Confindustria, suggerisce: “Non c’è
altro modo per conoscere l’italiano che leggere, leggere, leggere. Possibilmente cose che
non hanno nulla a che vedere
con la propria formazione professionale: romanzi, letteratura.
La scuola, io credo, non deve
imporre la lettura come obbligo,
ma educare, come già molti
insegnanti sanno fare, al piacere
di leggere. La capacità di capire
e di esprimersi verrà da sé”.
Anch’io ritengo sia fondamentale leggere, leggere, leggere, e non solo per conoscere l’italiano. Ma la scuola è davvero
di questo avviso?
Voglio a tale proposito raccontare un episodio.
Io sono uno scrittore. Ho
pubblicato opere di narrativa e
di teatro. Uno dei miei ultimi
lavori è un romanzo storico che
narra una vicenda d’amore nel
triennio giacobino in Jesi, dal
titolo “La felice pianta”. Il libro
è stato presentato al Salone
internazionale del libro di
Torino, al Salone del libro Carta
Canta di Civitanova Marche e in
molte altre Sedi ricevendo pregevoli apprezzamenti da parte di
eminenti professori universitari
e critici letterari sia per il suo
contenuto che per la sua forma.
Pensando di fare una buona
cosa, ho portato personalmente
il romanzo alla preside del Liceo
Classico e al preside del Liceo
Scientifico offrendo anche la
mia disponibilità per eventuali
“incontri degli alunni con l’autore”. Non ho ricevuto nemmeno una doverosa risposta di cortesia!
Ora, forte anche del parere
Segue a pag. 4
-5
Influenza aviaria
e salute umana
rali con l’aiuto della violenza
che, nata nel suo seno, si espande rapidamente nel territorio
europeo.
Questa volta si tratta della
rivolta delle periferie metropolitane, una rivolta dal colore olivastro dei magrebini della seconda
e terza generazione, ma per l’anagrafe – e solo per l’anagrafe –
cittadini francesi. Le cifre parlano di settemila auto incendiate e
di una rilevante distruzione di
edifici pubblici e di supermercati.
Si è detto che trattasi della
liberazione dell’odio di chi è
discriminato dalla sua nazione,
di chi è disoccupato, di chi non
gode, nemmeno lontanamente,
del diritto delle pari opportunità.
***
Prodi ebbe il coraggio, con
meraviglia di molti – e anche
mia – di accennare ad una possibile espansione della violenza
anche in alcune nostre grandi
periferie. Appena quattro giorni
più tardi, il nostro ministro degli
interni Pisanu fece propria la
preoccupazione del leader di
opposizione. E fu chiaro a tutti
che il momento è tale da non
permettere speculazioni politiche
o strumentali, ma di costringere
tutti noi ad una seria riflessione e
a doverose iniziative sociali.
A me pare che l’Italia può
scongiurare lo sviluppo di tanta
violenza sia perché la popolazio-
Lavoriamo per voi!
meno cinque…
Mancano appena cinque numeri
del nostro settimanale
per la sua… rivoluzione.
Sarà una sorpresa per tutti
Rinnova subito l’abbonamento
Per i nuovi abbonati gratis i
numeri di “Voce” dal momento
della sottoscrizione alla fine del
2005
Per chi si abbona entro il 31
dicembre – fino ad esaurimento delle copie disponibili - in
omaggio il nuovo libro (fuori
commercio) del nostro direttore Giuseppe Luconi: “La vecchia Jesi nei giornali dell’epoca”.
Quote abbonamento per il 2006
Normale 35 euro – d’amicizia 50 – sostenitore 100
minore troveremo nel Sud, a
cominciare da Napoli per finire
a Bari e Palermo. Perché?
Perché nel Sud – non ce lo dobbiamo nascondere – la parola
definitiva se aprire o no le pagine della violenza, la pronuncerà
la mafia di ogni tipo. E la mafia
non ha alcun interesse ai disordini popolari alla francese. Questo
vuol dire che, indirettamente, la
malavita organizzata potrà aiutare lo Stato in certi particolari
frangenti e che, prima o poi,
potrebbe chiedere il conto piuttosto salato. Difficile dire quale
possa essere il male minore di
fronte a reali pericoli di sollevazione collettiva.
“Di fronte alle notizie
allarmistiche che invadono
giornali e tv è necessario fare
il punto jesino su questo
argomento - si sono detti al
Circolo “Contardo Ferrini” –
per questo abbiamo proposto
un incontro a livello specialistico tra produttori, consumatori e controllori”.
Martedì prossimo, 22
novembre, alle ore 16, nel
teatro del “Ferrini” in piazza
Federico II si terrà una tavola
rotonda sul tema “La malattia
da virus dei polli interessa
anche la nostra zona? Sono
necessarie precauzioni alimentari?”.
Dopo l’introduzione del
dott. Sandro Girolimini (direttore del servizio veterinario ed igiene degli alimenti di
origine animale Asur 5), relazioneranno il dott. Paolo
Ottavini (dirigente veterinario Asur 5), sul tema “Situazione locale dell’influenza
aviaria” e il dott. Giuseppe
Serrani (dirigente veterinario
Asur 5) sul tema: “L’influenza aviaria e la salute
umana”.
Data l’importanza dell’argomento, tutti sono invitati.
Da sinistra: Roberta Rosini, Lina Scarafaggi, Nsima Anderson
Udo-Umoren, Enrico Ciarimboli e Daniel Amanze.
Donne penalizzate due volte
Presentato un opuscolo sulle pari opportunità
alle donne immigrate
fotoservizio Paola Cocola
Il fenomeno dell’immigrazione è ormai realtà innegabile e
coinvolgente. L’intera quotidianità si disegna nella variegata “fantasia” multietnica e multiculturale
che decide, nel complesso gioco
delle parti, la qualità del “benessere” collettivo ed individuale,
dove benessere non sta per consumismo, ma è referente di una
vita spesa in chiave essenzialmente umana.
Non può sfuggire, allora, che
l’immigrato è, in quanto soggetto
di diritti e di doveri, e in quanto
cittadino della comunità acquisita,
membro effettivo ed attivo della
stessa che ha, come fine primario,
la tutela e la crescita dei suoi abitanti, possibile solo attraverso la
piena integrazione civile e politica di ciascuno, costruttore assie-
me all’altro di benessere In questa
prospettiva, l’assessore Antonio
Balestra ha inquadrato gli obiettivi che l’amministrazione comunale, liberandosi dagli orpelli del
passato, già da subito intende perseguire in relazione alle problematiche dell’immigrazione.
Nella stessa ottica si pone l’opuscolo - stampato proprio in
questi giorni a Jesi – che auspica e
sollecita “Pari opportunità per le
donne immigrate”. Pubblicato
con il contributo della Provincia
di Ancona e presentato sabato 12
novembre
presso
la
II
Circoscrizione, esso costituisce
una raccolta completa degli atti
del Convegno tenuto sul tema
omonimo il 30 ottobre del 2004
Segue a pag. 4
2
Domenica 20 novembre 2005
Giornata “Pro Orantibus”
La data del 21 novembre, festa liturgica della
Presentazione al tempio di Maria SS., è la giornata nella
quale la Chiesa propone alla considerazione del popolo cristiano la vocazione claustrale di quanti, monaci e monache,
si sono completamente dedicati a Dio nella preghiera e nella
contemplazione. Una sorella clarissa di Jesi ci ha fatto dono
di un’esperienza di preghiera per la Giornata “Pro
Orantibus” che celebra la chiamata alla vita claustrale nella
fraternità
Testimoni delle Beatitudini
Adulti
Il settore Adulti ha programmato una giornata con don
era diverso, ma è sempre stato
un dono grande che mi ha
fatto vivere un rapporto
nuovo col mio Dio: in piedi,
davanti a Lui che mi veniva
incontro nel nuovo giorno.
Le Lectio guidate dal
Priore, padre Alessandro,
sono state veramente un cammino verso la Pasqua, e mi
hanno fatto procedere come
Maria, alla ricerca del mio
Signore. Così come i discepoli di Emmaus erano spinti dal
fuoco che ardeva loro in
cuore, anche per me, ogni
mattina c’era qualcosa che mi
spingeva giù dal letto, fuori
dalla camera, per incamminarmi verso la luce.
Una volta, mentre ero in
piedi, ferma e in attesa, presso lo strapiombo della croce,
di fronte alle montagne tra cui
sorgeva il sole, una sorella
vedendomi e ripensando a
San Francesco e Frate Leone,
si rivolse a me dicendo:
“Signore, apri le mie labbra”
e attese una risposta per
potersi avvicinare. Ma io non
sentii e non risposi. Lei,
memore dell’episodio di San
Francesco, accolse la non
risposta, lasciandomi sola in
quell’incontro.
Come ogni mattina più
tardi mi ritrovai nella piccola
cappella a cantare le Lodi con
le sorelle e i monaci, in una
Liturgia sobria, essenziale e
profonda. Anche la liturgia mi
avvolgeva: non erano solo il
mio cuore, la mia mente, la
mia bocca che pregavano, …
era tutta me stessa.
Un giorno speciale
per gli scout: i “Passaggi”
settimanale
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Jesi - Via Abbruzzetti, 12
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La presidenza diocesana
dell'Azione Cattolica della diocesi di Jesi ha stilato il calendario delle attività che si svolgeranno nell'anno associativo
2005-2006. Questi gli appuntamenti più importanti: 8 dicembre feste parrocchiali di adesione; 20-26 marzo PrimaverAc; 4
giugno festa unitaria; 6-8 agosto esercizi spirituali regionali.
Per quanto riguarda la formazione degli educatori il 20
novembre ci sarà una catechesi
con don Mariano Piccotti in
occasione del mandato, il 27-29
gennaio un incontro pedagogico, il 20-26 marzo un incontro
associativo ed il 23-25 aprile
l’incontro regionale per educatori.
A Treia di Macerata
Voce della Vallesina
di Giuseppe Papadia
Tonino Lasconi il 22 gennaio, la
festa della Pace il 12 febbraio,
inoltre in Avvento e in
Quaresima ci saranno dei pomeriggi di ritiro per l’equipe adulti.
I Giovani hanno organizzato dei
cineforum (13 gennaio e 24
marzo), delle serate a tema nei
pub (22 dicembre e 16 febbraio)
ed un’uscita a Roma (30 aprile).
Educatori
Cammino verso la luce
Il 22 e 23 Ottobre si sono
svolti a Treia (Macerata) i
Passaggi. Vi chiederete: ma che
cosa sono mai i Passaggi?! Se
Le attività dell’Azione Cattolica
Giovanissimi
Quella che segue è la testimonianza di una nostra consorella che, grazie ad una riunione del Consiglio delle responsabili, ha trascorso alcuni giorni di ritiro spirituale presso l’eremo dei Monaci Camaldolesi
di Fonte Avellana. Ve la proponiamo perché ci sembra che
sintetizzi il proprium della
contemplazione francescana,
nella sua duplice veste di preghiera comunitaria quotidiana
e di un claustro personale che
travalica ogni possibile muro,
identificandosi con l’universo
intero.
Le Sorelle Clarisse di Jesi
La Squadriglia Volpi del
Reparto Pleiadi del gruppo
Scout Jesi 2 (Parrocchia di San
Massimiliano Kolbe) ci racconta la cerimonia dei Passaggi,
fondamentale momento di crescita nell’iter formativo dei
ragazzi che fanno parte dello
Scoutismo.
XXXIV Domenica del Tempo Ordinario - 20 novembre 2005
IL CALENDARIO 2005-2006
21 novembre 2005
Vorrei essere poeta, o
dipingere, o essere follemente
innamorata, per potervi partecipare quello che ho negli
occhi, negli orecchi, nel
cuore. Sono appena tornata e
ho nostalgia di quel silenzio,
di quei monti, di quei colori,
di quel camminare nei sentieri.
Ogni mattina quando
ancora era buio, mi avviavo
dall’eremo dove eravamo
ospitate e camminavo ….
verso la luce. Sopra di me si
stendeva il cielo stellato e
tutto era avvolto da un silenzio che era attesa.
Camminavo timorosa, ma
qualcosa mi spingeva. Era
una cammino verso la luce,
verso un punto particolare. Il
termine del sentiero era costituito da uno strapiombo sulla
cui punta stava eretta una
semplice croce che si stagliava nel vuoto. Di fronte a me si
ampliava l’orizzonte: un nero
omogeneo nella notte che
lasciava il posto a montagne,
colline, rocce, boschi e alberi,
quando sorgeva il sole dando
forma e colore a quanto mi
circondava e a me stessa.
Io stavo là, non dicevo
parole, non pensavo, eppure
ero pienamente partecipe e mi
lasciavo avvolgere dal silenzio e dall’attesa di quella luce
che ogni mattina sorgeva
davanti e sopra di me. Quel
silenzio, quell’attesa, erano
preghiera e il sorgere del sole
un incontro a due che si rinnovava ogni giorno.
Ogni mattina lo spettacolo
Vita ecclesiale
non l’avete capito stiamo parlando di Scout, e del momento per
loro forse più importante.
È proprio in questa occasione
che i più grandi di ogni gruppo
muovono un grande passo verso
un nuovo cammino: dai lupetti
agli esploratori/guide, da questi
al clan/fuoco.
Dopo varie e divertenti attività ci siamo divisi per branche e
sono nate nuove squadriglie e
nuovi capi. Come tutti gli anni è
stato un giorno davvero speciale,
dove abbiamo rimpianto i vecchi
capi e le vecchie squadriglie ma
soprattutto abbiamo conosciuto
le persone con le quali vivremo
nuove avventure!
Interessante il calendario dei
Giovanissimi che il 12 febbraio
parteciperanno alla festa della
Pace, il 27 febbraio ci sarà la
tradizionale festa di Carnevale e
concluderanno il cammino con
l’uscita del 24 giugno.
Ragazzi
L’Acr (Azione Cattolica
Ragazzi) punterà su tre momenti: la festa del Ciao (26 novembre), la festa della Pace (12 febbraio) e quella degli Incontri
prevista per aprile.
A Maiolati Spontini
Festeggiati i cinquant’anni
di don Fabio Belelli
di Beatrice Testadiferro
I parrocchiani
di Maiolati e
Scisciano hanno
organizzato, giovedì scorso 10
novembre, una
grande festa a sorpresa per il cinquantesimo compleanno del loro
parroco. Oltre trecento gli invitati,
parrocchiani,
amici e familiari,
che si sono ritrovati alle 19,30 nel
salone della Casa
Albergo “Paolo
VI” di Maiolati,
dove, a luci spente, hanno accolto
don Fabio Belelli
che si è subito trovato circondato
dall’affetto dei tanti presenti. La
festa è stata allietata dalla musica
del complesso giovanile Albatros,
alla sua prima uscita ufficiale.
L’organizzazione ha preparato per
tutti panini con porchetta, bevande e tantissimi dolci che le signo-
In quel tempo, Gesù disse ai suoi
discepoli: “Quando il Figlio dell’uomo
verrà nella sua gloria con tutti i suoi
angeli, si siederà sul trono della sua gloria. E saranno riunite davanti a lui tutte le
genti, ed egli separerà gli uni dagli altri,
come il pastore separa le pecore dai
capri, e porrà le pecore alla sua destra e i
capri alla sinistra. Allora il re dirà a quelli che stanno alla sua destra: Venite,
benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla
fondazione del mondo. Perché io ho avuto fame e mi avete dato da
mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi
avete ospitato, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi.
Allora i giusti gli risponderanno: Signore, quando mai ti abbiamo
veduto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, assetato e ti abbiamo
dato da bere? Quando ti abbiamo visto forestiero e ti abbiamo ospitato, o nudo e ti abbiamo vestito? E quando ti abbiamo visto ammalato o
in carcere e siamo venuti a visitarti? Rispondendo, il re dirà loro: In
verità vi dico: ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me.
Poi dirà a quelli posti alla sua sinistra: Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli. Perché
ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare; ho avuto sete e non mi
avete dato da bere; ero forestiero e non mi avete ospitato, nudo e non
mi avete vestito, malato e in carcere e non mi avete visitato. Anch’essi
allora risponderanno: Signore, quando mai ti abbiamo visto affamato o
assetato o forestiero o nudo o malato o in carcere e non ti abbiamo assistito? Ma egli risponderà: In verità vi dico: ogni volta che non avete
fatto queste cose a uno di questi miei fratelli più piccoli, non l’avete
fatto a me. E se ne andranno, questi al supplizio eterno, e i giusti alla
vita eterna”.
Solo i gesti di amore conteranno
di Adriana Borgognoni
Scena grandiosa e drammatica di un giudizio universale. E al centro, protagonista unico, un giudice a cui è stata data autorità suprema:
Gesù Cristo. Il Figlio dell’uomo (ho uiòs toû anthrópou), colui che era
venuto nella carne, si era rivestito di debolezza e aveva sperimentato la
morte, ora torna nello splendore della sua gloria. Quel Re (ho basileús)
che per beffa aveva ricevuto tale titolo, insieme ad oltraggi e a una
corona di spine sul capo, adesso si manifesta in tutta la sua divina regalità. Il Pastore (ho poimén) che aveva cercato le pecore smarrite e curato quelle ferite, ora ha radunato “tutte le genti” in un unico immenso
recinto per passare uno ad uno in rassegna e operare una separazione
definitiva.
E’ il momento del premio o del castigo eterno, ed il criterio del giudizio è l’amore. Amore per Cristo, presente nei fratelli bisognosi. Non
importa se lo abbiamo o no riconosciuto in chi aveva fame, aveva sete,
era forestiero, era nudo, o malato, o carcerato. Quello che conta è aver
dato da mangiare, aver dissetato, aver ospitato, vestito, visitato, servito. Se abbiamo fatto tutto questo, lo abbiamo fatto a Gesù; se lo abbiamo negato, lo abbiamo negato a lui.
Gesù continua ad identificarsi con i poveri, gli emarginati, i perseguitati, chi è più sfortunato e non conta niente agli occhi del mondo.
Sono questi i suoi “fratelli più piccoli”, figli di un Padre che non li
dimentica ma è solidale con loro. Io posso evitarli, rimanendo nella
mia cieca sazietà, ma in tal modo mi sarò separato da Dio, avrò già
compiuto una scelta di cui Gesù, quando lo incontrerò come giudice,
non potrà che prendere atto rendendola definitiva. Allora capirò che
non serve alzare gli occhi al cielo senza guardare la terra; ma non ci
saranno, ormai, nuove occasioni per me.
Questo vuole dirmi il brano evangelico: sei ancora in tempo, apri il
tuo cuore.
A Castelplanio sabato 26
Storie italiane
di buona convivenza
re del paese hanno cucinato e poi
offerto.
Al parroco hanno donato come
ricordo una macchina fotografica
digitale e tanti libri (sulla montagna, su Leonardo da Vinci, su
Pasolini …) come segno di riconoscenza, stima ed amicizia.
Scuola di taglio e cucito
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Dal Vangelo secondo Matteo
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Opera da 40 anni con corsi permanenti, professionali e progressivi.
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Al teatro comunale polivalente di Castelplanio, sabato 26
novembre, alle ore 18, sarà presente il dott. Luigi Accattoli,
giornalista del Corriere della
Sera. Presenterà il suo libroreportage sull’Islam in Italia con
l’intento di far emergere storie di
buona convivenza. “La buona
convivenza con l’Islam è frequente - afferma - ma il suo racconto è raro”.
Sarà una occasione per ascoltare anche rappresentanti dell’Islam che abitano tra noi e per
costruire quella rete di dialogo e
di reciproco rispetto che è alla
base di un
futuro di
pace.
Il
giorno dopo Accattoli terrà
una conferenza presso il Centro
di Spiritualità “Sul monte” sempre a Castelplanio per le coppie che da
anni stanno facendo un cammino
di spiritualità cristiana ( alle ore
9 sul tema: Il Vangelo in famiglia. La sintesi del “Padre
nostro”)
Cultura, spettacoli e dintorni
Lions Club
A Pesaro
Il maiolatese Ruggeri
ha cantato per Ciampi
Piccolo schermo
Nel concerto in onore del presidente della
Repubblica al teatro Rossini
Rock politick
di Gianni Bianco
Ma alla fine della fiera,
Rockpolitick, per dirla alla Celentano, è “rock” o è “lento”?
Secondo la nuova dicotomia, l’inedita divisione del mondo tra ciò
che è bello e ciò che è brutto, quel
che è bene e quel che è male, tra il
vero e il falso, come va giudicato
l’ultimo programma del Molleggiato? Certamente è un po’ rock,
quasi heavy metal, per il rumore
delle tante, assordanti polemiche
politiche che ha innescato per
giorni e giorni.
Ma è soprattutto “lento” nel
senso di già visto, poco sorprendente, non certamente spiazzante.
Senza contare che “lento” è un
aggettivo che non è mai stato ritenuto offensivo dal ragazzo della
via Gluck che del rifiuto antifuturista della velocità, dei tempi morti
e dei silenzi ostinatamente prolungati ha fatto la cifra stilistica del
suo fare tv.
Messe da parte per un po’ le
beghe di Palazzo, le accuse di censura da una parte e gli inni alla
libertà dall’altra, c’è da chiedersi
infatti se quello che è andato in
onda al giovedì sera su Raduno
sia stato un ottimo programma tv
o una “ciofeca”, come l’ha invece
apostrofato il ministro delle comunicazioni Landolfi. Probabilmente
non è stato né l’uno né l’altro.
Certo un evento per il battage
pubblicitario che lo ha preceduto.
Ma non un capolavoro da piccolo
schermo e neanche il peggio che
passi in prima serata.
Cementano resta essenziale per
dimostrare che un’altra televisione è possibile.
Anche
questa volta
“francamente se ne infischia” dei
ritmi in voga
oggi. Parla,
si ferma, fa
una pausa,
poi riprende
per una tv
della parola e
del silenzio, dell’ascolto e del dialogo. Senza volgarità e doppi
sensi, senza cadute di stile, nani e
ballerine. Sfruttando la sua libertà
d’azione, riesce a portare in un
grande show personaggi ai margini della tv e temi coraggiosi, altrimenti banditi dal primetime:
l’Italia sfregiata, la fame nel
mondo, le emergenze ecologiche,
le regole della democrazia, il
decadimento dei reality.
Nella sua foga di dire,
Cementano però ha anche il suo
tallone d’Achille. Rischia ogni
momento di dire una delle “125
milioni” di quella roba lì che altre
volte ha dispensato al pubblico.
La sensazione è di essere allo
speaker corner, l’angolo di Hyde
Park a Londra, dove ogni oratore
può portare il suo palchetto e dire
quel che gli pare senza contraddittorio. Così il Molleggiato di
Rockpolitick.
Nessuno gli chiede di salvare il
Paese, Più modestamente gli si
domanda di far trascorrere una
serata di relax non banale alle
famiglie italiane affezionate al
primo canale del servizio pubblico. Facesse più rock e meno politick, più musica e meno prediche,
più show e meno moralismi,
sarebbe perfetto.
(da “Città nuova”)
www.mattoli.it
di Marco Palmolella
Il paese di Spontini ha salutato con soddisfazione, giovedì 10
novembre, l’esibizione del baritono majolatese Gianpiero
Ruggeri al “Concerto in onore
del Presidente della Repubblica”
organizzato al teatro Rossini di
Pesaro in occasione della visita
alla città di Carlo Azeglio
Ciampi.
Mentre la folla gremiva piazza Lazzarini, l’orchestra del
di Pesaro.
La celebre e colorata
Cavatina di Figaro, cantata con
passione ed esperienza dal majolatese, ha scaldato il teatro e lo
stesso presidente avrebbe gradito
un bis, se non impedito dal rigido
protocollo scandito, per motivi di
sicurezza, da orari ferrei.
Gianpiero Ruggeri è stato
scelto ad esibirsi in questa straordinaria occasione per due motivi,
(foto Patrizia Ricci)
Conservatorio Rossini, diretta
dal maestro Luca Ferrara, ha
aperto il Concerto con l’Inno di
Mameli alla presenza dei trecentocinquanta invitati. Poi è stata la
volta di Gianpiero Ruggeri con
l’aria di Alidoro tratta da “La
Cenerentola” e la Cavatina di
Figaro dal “Barbiere di
Siviglia”. Di quest’ultima opera
Ruggeri è un esperto interprete;
basti pensare che solamente la
scorsa estate, al Rossini Opera
Festival, aveva cantato il
“Barbiere”, in un cast stellare,
con Juan Diego Florez, Bruno De
Simone e Joyce Didonato.
L’orchestra ha anche presentato la sinfonia de “La Scala di
seta” e l’intermezzo della
“Cavalleria Rusticana” per ricordare Mascagni nominato, nel
1895, direttore del conservatorio
la prima è l’assoluta eccellenza
professionale, l’altro è una ragione affettiva; infatti, il baritono è
stato invitato come ex allievo in
carriera del Conservatorio. Il
cantante aveva già avuto il piacere di essere ascoltato da Ciampi e
dalla signora Franca al San Carlo
di Napoli, quando si esibì nel
“Don Giovanni” di Mozart.
Anche a Pesaro Ciampi si è
intrattenuto con gli artisti esprimendo il proprio gradimento allo
spettacolo in suo onore.
Venerdì 12 novembre, nonostante lo sciopero dei giornalisti, la Rai regionale è riuscita ad
avere le immagini dal Quirinale
ed ha proposto nel servizio di
apertura del telegiornale delle
Marche, le belle immagini del
teatro Rossini e del baritono
Gianpiero Ruggeri.
Armonie
per ricordare
Se qualità emblematica di un
artista è l’eclettismo, inteso come
capacità di far convergere in uno
l’interesse per diverse arti,
Magdalena Lutka può esserne un
esempio. E’ nota la sua abilità di
pianista “con Chopin nel cuore”: il
che, del resto, è comprensibile,
essendo nata a Poznan, nella patria
del più grande pianista e compositore di tutti i tempi. E’ però anche
organista, clavicembalista, musicologa, direttrice di complessi
cameristici, pittrice. Inoltre ha studiato canto, si è interessata di recitazione teatrale e scrive poesie
spesso ispirate dalla musica che a
volte le invade l’anima.
Ha fatto conoscere alcune di
queste sua abilità in un concerto
organistico dedicato, con una
messa, alle famiglie dei soci
defunti del Lions Club di Jesi. Di
ognuno di loro è stato letto il nome
ed è purtroppo lungo l’elenco. La
scelta del Santuario delle Grazie
non era immotivata. Dieci anni fa
fu proprio il Lions Club di Jesi a
far restaurare l’organo di questa
chiesa.
Di autori classici e contemporanei sono state le pagine selezionate dalla stessa Lutka, improntate
tutte ad una delicata, elegante
compostezza espressiva. A volte
accompagnate dal canto dell’organista, venivano intercalate dalla
lettura di brevissime poesie definite dall’autrice “piccole icone”.
Alcune di queste erano dedicate a
Giovanni Paolo II e all’attuale
Pontefice, al quale sono state
inviate e dal quale di recente la
Lutka ha ricevuto un gratificante
messaggio di ringraziamento.
Altre, con diversa dedica, erano
suggerite dalla musica che ne
scandisce sempre il ritmo assimilandosi alla parola.
Tutto ha contribuito ad evocare
un affettuoso ricordo dei defunti in
un’atmosfera di sereno raccoglimento e quasi in estraniamento dal
mondo.
Augusta Franco Cardinali
Domenica 20 novembre 2005
L’imperatore svevo nella relazione
del prof. Hubert Houben
I tanti “volti” di Federico II
di Cristina Franco
Come riferito nel numero
scorso, il 5 novembre l’auditorium dell’Hotel Federico II di
Jesi ha ospitato le celebrazioni
di chiusura dell’810° anniversario della nascita dell’imperatore
svevo. Nell’occasione, gli intervenuti hanno potuto seguire una
interessante relazione del prof.
Hubert Houben, Ordinario di
Storia Medievale all’Università
di Lecce.
«Per lo storico Max Weber la
società ha necessità di miti, che
non nascono mai per caso. – ha
esordito il relatore – Un mito
negativo su Federico II iniziò a
diffondersi dopo la seconda scomunica dell’imperatore, avvenuta nel 1239 sempre ad opera di
Gregorio IX, che dipingeva il suo
nemico come un eretico,
l’Anticristo in persona o un suo
predecessore.
L’Imperatore viene paragonato alla furiosa bestia marina uscita dal mare del Libro
dell’Apocalisse del profeta
Giovanni, un mostro simile ad
una pantera, con le zampe di un
orso e la bocca da leone, con le
fauci aperte solo per oltraggiare
Dio e gli artigli pronti a fare a
pezzi il mondo. Secondo
Gregorio IX Federico II pensava
che il mondo fosse stato ingannato da tre impostori: Mosè, Gesù
Cristo e Maometto, e riteneva
dementi quanti credessero che il
Figlio di Dio era nato da una vergine, in quanto l’uomo non doveva prestare fede a nulla che non
fosse provato dalle forze della
natura.
Sembra che Gregorio IX fosse
influenzato dalle teorie di
Gioacchino da Fiore (1130-1202)
sulle tre età del mondo. “Il calavrese abate Giovacchino di spirito profetico dotato”, per dirla coi
celebri versi del XIII canto del
Paradiso dantesco, riteneva infat-
“La coperta del mondo”
Il nuovo spettacolo del Gen Verde
Al Pergolesi con la “Cavalleria”
Per la prima volta
“Gianni Schicchi”
Gianni Schicchi”, atto unico
facente parte del Trittico di
Giacomo Puccini (con “Suor
Angelica” e “Il Tabarro”), per la
prima volta dal debutto (14
dicembre 1918 al Metropolitan
di New York), sarà rappresentato
al teatro Pergolesi. Andrà in
scena venerdì 18 novembre (ore
21), in un nuovo allestimento a
cura della Fondazione “Pergolesi
Spontini” in coproduzione con il
teatro nazionale di Belgrado e
con il teatro dell’Aquila di
Fermo. Sarà replicata a Jesi
domenica 20 (ore 16) e martedì
22 novembre (ore 21), a Fermo il
25 e 27 novembre e a Belgrado a
metà gennaio.
Il capolavoro pucciniano,
ispirato a un breve episodio contenuto nel trentesimo canto
dell’Inferno, sarà proposto in dittico con “Cavalleria Rusticana”
di Ma scagni; Antonino Fogliani
dirigerà l’Orchestra Filarmonica
Marchigiana, Carlo Morganti
dirigerà il Coro “Bellini”, Ivan
Stefanutti curerà la regia delle
due opere.
Nel cast vocale di “Cavalleria
Rusticana” sono Elmira Veda
(Santuzza), Federica Bragaglia
(Lola), Javier Palacios (Turiddu),
Fabio Previati (Alfio), Milena
Storti (Lucia) e Alessandra
Santoni (una popolana). Per
“Gianni Schicchi” nel ruolo del
protagonista, a Jesi, Massimiliano Gagliardo; cantano inoltre
Alessandra
Marianelli
(Lauretta), Milena Storti (Zita),
Alessandro Codeluppi (Rinuccio), Patrizio Saudelli (Gherardo), Rossana Potenza (Nella),
Filippo Bettoschi (Betto), Mauro
Corna (Simone), Mauro Utzeri
(Marco), Federica Bragaglia
(Ciesca), Gianluca Ricci (Spinelloccio, Ser Amantio), Ferruccio Finetti (Pinellino), Giovanni
Brecciaroli (Guccio). Michele
Sebastianelli è il piccolo
Gerardino.
Al liceo “Da Vinci”
studenti libici
Sono stati ricevuti venerdì 11
settembre dal sindaco Fabiano
Belcecchi e dall’assessore alle
cultura Leonardo Animali gli studenti del liceo El-Fateh di
Benghazy, seconda città della
Libia dopo la capitale Tripoli.
Ospiti del Liceo scientifico e linguistico “Leonardo Da Vinci”, gli
studenti libici hanno ricambiato
la visita dell’aprile scorso di
quindici alunni jesini, insieme a
tre insegnanti e alcuni amministratori.
Nel periodo di permanenza
jesina, gli studenti libici hanno
potuto visitare importanti aziende
del territorio quali il Gruppo
Pieralisi e la Case New Holland.
Intrattenutisi a Jesi fino a lunedì
14, anno avuto modo di confrontarsi con il modello di studio italiano, con la nostra cultura e il
nostro stile di vita, approfittando
anche per una visita turistica ai
luoghi più significativi della
zona.
3
“Gen Verde” International multi artistic performing group: ventiquattro artiste di tutto il mondo, di quattordici nazioni, che suonano,
danzano, cantano, recitano, compongono, alla ricerca instancabile di
un “sentire comune”. Dopo “Prime Pagine”, musical tradotto in
undicj lingue che ha girato quattro continenti, il Gen Verde torna
nelle nostre città con altre “pagine” della storia dei Focolari: lo spettacolo “La coperta del mondo”, un insieme di colori ed emozioni, di
valori e di popoli.
Brani di vita vissuta, di persone che hanno sperimentato e sperimentano ogni giorno che il dialogo, la solidarietà e la fraternità sono
il punto di incontro tra i popoli, “la coperta” che può scaldare, coprire, riparare, avvolgere, proteggere ogni persona, di qualsiasi credo,
etnìa, cultura.
Dopo il teatro delle Muse (domenica scorsa), Gen Verde sarà al
Palacongressi di San Benedetto del Tronto sabato 26 novembre, alle
ore 21.
ti che in corrispondenza delle tre
Persone
divine,
all’età
dell’Antico Testamento, o età del
Padre e della legge del timore,
seguisse l’età del Nuovo
Testamento, o età del Figlio e
della Fede nell’obbedienza filiale. La terza età, quella dello
Spirito Santo e dell’amore scambievole e della pace, sarebbe iniziata nel 1260, preceduta però da
un Anticristo, identificato in
Federico II, apportatore di calamità gravissime. Venuto a mancare nel 1241 Gregorio IX,
l’Imperatore iniziò ad essere
visto invece come un predecessore dell’Anticristo.»
Le teorie di Gioacchino da
Fiore vengono riassunte nelle
magnifiche illustrazioni con
didascalie del Liber figurarum,
la più rilevante opera di teologia
figurale e simbolica del medioevo, riunita immediatamente
dopo la morte dell’abate florense. Da quest’opera è stata tratta
una delle pittoresche diapositive
proiettate nel corso della serata,
tutte raffigurazioni del drago
apocalittico a sette teste, simbolo dei sei re persecutori della
Chiesa, quindi Anticristi: Erode,
Nerone, Costanzo, Maometto,
Mesemoto, re della Nuova
Babilonia e il Saladino.
La settima testa del drago,
senza nome, è stata identificata
in Federico II, che Gioacchino
riteneva una minaccia incombente, prima dell’inizio dell’età
dello Spirito Santo. Le spire
finali della coda del drago rappresentano invece Gog, l’ultimo
diabolico oppressore della
Chiesa, sconfitto alla fine della
terza età. Nel Liber de oneribus
prophetarum, manoscritto detto
dello Pseudo-Gioacchino, la settima testa del drago, raffigurato
secondo modelli più antichi,
domina chiaramente la scena
come simbolo di Federico II.
Curiosa infine l’immagine del
drago tratta dal salterio di
Scheyern conservato a Monaco
di Baviera: qui le sei teste si
dipartono dalla sommità del
capo del mostro.
La propaganda imperiale
invece esaltava Federico II con
tratti messianici, causando l’accusa di blasfemia da parte della
Chiesa. L’Imperatore stesso d’altronde aveva definito Jesi come
la sua Betlemme ed in una lettera
di Pier delle Vigne aveva annunciato il suo arrivo a Viterbo come
quello di un “Cesare” che stava
per portare la redenzione. «È difficile stabilire la diffusione dei
miti tra la popolazione – ha concluso il prof. Houben – La propaganda imperiale parve raggiungere un pubblico molto limitato,
mentre quella papale con i
Francescani si diffuse in tutta
Europa. Certo è che sembrò
avverarsi, come disse Salimbene
da Parma, la profezia della
Sibilla, secondo la quale
l’Imperatore svevo “Chiuderà gli
occhi con una morte nascosta e
sopravvivrà; e si dirà tra i popoli
“Vive, (e) non vive”.
Uno dei primi falsi “Federici”, con un seguito di 5000
cavalieri, sarebbe comparso
sull’Etna, dove si raccontava che
si celasse anche re Artù. Un altro
impostore sarebbe comparso
nella Bassa Renania nel 1283.
Anche due figli dell’Imperatore,
che portavano il suo nome, furono scambiati per lui redivivo.
Ancora oggi il mito di Federico
II sopravvive sotto altra specie.»
4
Domenica 20 novembre 2005
Presentato un opuscolo sulle pari opportunità
alle donne immigrate
Donne penalizzate due volte
Segue da pag. 1
dall’Associazione Immigrati Nigeriani nelle Marche (Ainm), dall’Associazione Centro Servizio
Immigrati Marche (Acsim),
e dall’Associazione Cristiana Lavoratori Italiani
(Acli).
L’opuscolo presenta,
inoltre, all’interno, un
inserto che è una sorta di
guida dedicata all’ampia
categoria dei collaboratori
domestici: colf, governanti,
baby-sitter, e tutti coloro
che si prendono cura di
anziani o di persone incapaci di provvedere alle pro- Ablodun-e-Thomas
ro di mons. Guerino di Tora,
prie necessità personali.
direttore della Caritas romana,
Redatta a cura della dott.ssa
che definisce la presenza di
Lina Scarafaggi, della Direzione
donne, uomini, bambini stranieri
Provinciale Inps di Ancona, la
ed immigrati nel nostro Paese,
guida riporta “tutte le informazio“una grande opportunità, un’ocni che riguardano questi lavoratocasione una risorsa”; non un
ri e i loro datori di lavoro, i criteri
mero bisogno che colmi le nostre
e le norme che regolano la loro
deficienze, ma una “risorsa percontribuzione e le prestazioni a
ché ci costringe a ripensare a dei
cui hanno diritto”.
diritti dati per scontati, a rivedeDella dott.ssa Roberta Rosini,
re un’ organizzazione che spesso
della Direzione Provinciale del
non riesce a rispondere nemmeLavoro di Ancona, la relazione
no ai bisogni degli italiasull’indagine storica e sociologica
ni…porre attenzione a questa
dell’immigrazione nelle Marche,
specifica realtà, significa migliocondotta con particolare attenziorare la qualità dei servizi per
ne alla possibilità di pari opportututti, vecchi e nuovi cittadini, in
nità per le donne sul mercato del
un percorso comune di crescita e
lavoro, in un’analisi delle tipolodi feconda convivenza”.
gie prevalenti della domanda e
Hanno partecipato all’incondell’offerta di lavoro femminile.
tro anche Nsima Anderson UdoTra l’altro, si legge “I dati
Umoren, presidente dell’Ainm; il
Istat, riferiti alla provincia di
dott. Daniel Amanze delAncona, hanno rilevato una prel’Acsim.Regionale; Enrico Ciasenza di immigrati residenti pari
rimboli, presidente delle Acli.
a circa il 4 per cento dell’intera
L’opuscolo – che verrà messo
popolazione residente. Dall’aa disposizione negli uffici e per
nalisi della composizione famichi opera nel mondo dell’immiliare emerge che nel 38 per cento
grazione - testimonia l’ attenziodei casi il capofamiglia è di sesso
ne e l’ impegno che si stanno
femminile, con un’età inferiore ai
rivolgendo a tali problematiche
quarant’anni nel 75 per cento dei
in una regione che pare risulti il
casi. Purtroppo, solo il 7 per
luogo dove gli immigrati vivono
cento delle donne straniere premeglio.
senti nella nostra provincia è
occupata stabilmente e quasi
esclusivamente in occupazioni a
basso contenuto professionale
Antenne
(operaie, domestiche, inservienti); molto più elevata è la percentuale di donne immigrate occupate nel mercato del lavoro
nero…e che tante di queste
donne immigrate sono laureate:
avvocati, medici, architetto, ingegneri, giornalisti…e che hanno
già operato nel proprio paese di
Siamo a un anno dalla costiorigine, ma qui fanno più diffituzione del Comitato di via
coltà, non solo perché non conoTabano e viale Cavallotti, nato
scono bene il contesto, ma anche
dopo l’annuncio, da parte del
perché viene richiesto il riconoComune di Jesi, dell’installascimento del titolo di studio,
zione delle antenne di telefonia
della propria qualifica, che premobile. “Per ricordare tale
vede tempi e passaggi lunghi,
evento - fanno sapere i membri
tanto da scoraggiare le stesse
immigrate che, a volte, abbandonano l’idea accettando così un
Conferenza
altro lavoro più umile rispetto
alle proprie aspettative…situaal Meic
zione che a volte sfocia in demoMartedì 22 novembre,
ralizzazione , sfiducia nel sistema, insoddisfazione, e nei casi
alle ore 18, a Palazzo Ripiù gravi in depressioni…fino a
panti (piazza Federico II),
ricoveri in case di cura.
si svolgerà un incontro
Tra gli immigrati che invece
organizzato dal Meic sul
esercitano un lavoro autonomo,
tema “Chiesa e società di
le donne costituiscono il 43 per
fronte al problema delle
cento, e si dedicano soprattutto
coppie di fatto”. Relatori: il
ai settori dell’abbigliamento,
prof. Vittorio Massaccesi e
servizi di pulizia e servizi alla
persona ”.
l’avv. Marcello Pentericci.
Donne, dunque, doppiamente
Seguirà il dibattito. L’indiscriminate: in quanto donne, e
contro è aperto a tutti.
quindi succubi di condizionamenti, divieti e mutilazioni; e in
del Comitato - si sta organizquanto donne immigrate…
zando un’assemblea aperta con
Dal febbraio del 2005, tuttavia
la popolazione delle due zone
- ha aggiunto la dott.ssa Rosini- è
interessate e con i genitori dei
attivo, presso la Prefettura, lo
ragazzi che fanno parte della
Sportello Unico, che sta dando
società sportiva Aesina srl”.
scorrevolezza alle procedure
Obiettivo, informare sull’attuarelative alle richieste di assunziole iter del ricorso al Tar presenne dei lavoratori stranieri (ai
tato ormai da diverso tempo.
quali il datore di lavoro deve
Presto, Erulo Eruli, avvocato
assicurare, tra l’altro, l’alloggio,
difensore del gruppo spontaneo
ecc.) e a quelle di ricongiungidei cittadini depositerà l’ultimo
mento familiare degli stranieri,
atto. “Subito dopo - si legge animportante perché consente,
cora nella nota - il Presidente
oltretutto, alla donna, di poter
dell’ente amministrativo regiocontare sull’aiuto e sull’appoggio
nale potrà fissare la data di
dei parenti per l’eventuale partediscussione della nostra richiecipazione a corsi di aggiornasta di sospensiva degli atti
mento professionale, di lingua,
comunali.
ecc.
Prendiamo atto, poi - contiDi grande respiro - nel capitonua il Comitato - dell’ultimo
lo dedicato alla tutela della salute
comunicato dell’amministrazioper gli immigrati, curato dalla
ne comunale rendendo noto
dott.ssa Alessandra Bigonci del
C.S.M.Centro Ancona - il pensieall’opinione pubblica, visto che
Jesi e Vallesina
Concerto omaggio
a Luigi Pieralisi
Sabato 26 novembre, alle ore 18, presso l’Hotel Federico II
di Jesi , si terrà un concerto in omaggio a Luigi Pieralisi, organizzato da Antonio Guarino, Governatore del Distretto 2090 del
Rotary International, con la collaborazione del Rotary Club di
Jesi. Il programma di massima prevede: 1) Concerto dell’orchestra “Pro Arte Marche” con direttore Massimo Sabbatini e violino solista Antonio Bigonzi. Saranno eseguite musiche di
Mozart. Brani lirici cantati dal soprano Mirela Cisman
Borgognoni.
Il ricavato della serata, sarà utilizzato per il progetto “Negli
occhi, nel cuore” che prevede la realizzazione di una scuola per
ragazze abbandonate in Romania. L’invito al concerto è apertd
a tutti i cittadini. Per i biglietti rivolgersi al segretario del
Rotary Club di Jesi, Carlo Alberto Bellagamba, tel.
0731.208419.
Al teatro-studio la “Bottega Corale” di Bolzano
“Layadira”, terra incantata
di Augusta Franco Cardinali
L’operetta appare e scompare
come una meteora nel cielo della
nostra città. La si è vista tanto
raramente in questi ultimi anni
da far credere che ormai fosse
definitivamente tramontata. Una
piacevole sorpresa è stato quindi
il suo ritorno con “Layadira”,
portata in scena al San Floriano il
12 novembre dalla compagnia
“Bottega Corale” di Bolzano,
Verso un’assemblea aperta
Per aggiornare sull’iter del ricorso al Tar
di Lucia Romiti
gli amministratori pubblici non
vogliono capire, che le garanzie
richieste da noi non sono state
affatto recepite dal regolamento
comunale approvato nel maggio
scorso. Che poi il regolamento
preveda i controlli da parte dell’Arpam e gli autocontrolli dei
gestori e che ora il comune
voglia realizzare una propria
rete di monitoraggio con strumenti fissi di misurazione del
campo elettromagnetico, ebbene, allo stato attuale, tale garanzia non risulta affatto raggiunta”.
Insomma, la battaglia tra
Comune e cittadini sull’installazione delle antenne continua.
La campionissima
“Valentina Vezzali, l’atleta,
la mamma, le vittorie”: questo
il tema del convegno tenutosi al
Centro direzionale Esagono
della Banca Popolare di
Ancona martedì scorso e che
ha voluto essere un’occasione
per testimoniare alla campionessa jesina la stima e l’affetto
dei
suoi
concittadini.
Riferiremo del convegno nel
prossimo numero.
Nella foto, scattata martedì
mattina al Centro direzionale
Esagono: Valentina Vezzali tra
Annalisa Coltorti (a sinistra),
preparatrice atletica del Club
Scherma Jesi e dal ’92 allnatrice della Vezzali, e Nathalie,
sorella maggiore di Valentina.
(foto Cristina Franco)
ospite della Corale “Pergolesiana” che ha promosso con questa anche altre iniziative per
festeggiare i suoi 25 anni di attività. Costituendo una novità
assoluta per un teatro-studio
destinato a progetti nel segno
dell’originalità, non è mancato
anche il patrocinio del Comune
di Jesi.
L’autore di “Layadira”, nome
esotico che significa “terra
incantata”, è Roman Pola, compositore altoatesino fertilissimo
scomparso, quasi centenario,
pochi anni fa. Ha lasciato un gran
numero di graziose operette
(“Natale in montagna”, “Die
Kathi”, “La bella bolzanina”, per
citare qualche titolo) in lingua
tedesca, ma tradotte anche in italiano.
Come
appunto
è
“Layadira”, una delle ultime da
lui composte. Apparsa per la
prima volta nel 1980, è stata ora
revisionata da Silvia Felisetti che
ha tenuto conto, nel ricostruire i
testi, di uno stile e di un gusto più
vicini ai nostri.
E’ un’operetta che appartiene
alla migliore tradizione di questo
genere, briosa, fresca, non contaminata da volgarità da avanspettacolo o da comicità di bassa
lega. La musica è gradevolmente
melodica e denota la non comune
maestria dell’autore nel sottolineare appropriatamente situazioni sentimentali o divertenti e
festose. Diversi sono i fili della
trama e i personaggi che la muovono. Un coup de théâtre nel
finale conclude alla grande la
vicenda, che si svolge all’inizio
sulle rive incantevoli del Garda,
poi in Germania, poi di nuovo sul
Garda, con la ricomposizione di
diverse coppie prima contrastate
da complicate peripezie.
Singolare è la formazione
della compagnia che l’ha portata
in scena. E’ composta per metà
da bolzanini, per metà da veri
professionisti di Reggio Emilia.
Chissà come si sono incontrati:
evidentemente non ci sono frontiere per chi ama davvero la
musica. Festosa è stata l’accoglienza, con applausi per tutti:
per i protagonisti, per il coro, per
il maestro Luca Schinai (bravissimo) al pianoforte. Non c’è che
dire: anche ai grandi piacciono le
favole; quando però sono ben
scritte, ben recitate e, perché no,
anche ben cantate.
Nella foto: La “Bottega Corale” di Bolzano e la “Pergolesiana” insieme a San Sebastiano
Nell’Associazione
Forense Jesina
Giovedì 24 novembre alle ore
17,30 presso la sede della
Fondazione Colocci in via Angeloni si svolgerà il seminario
sulla riforma della legge fallimentare, nell’ambito degli incontri per l’aggiornamento professionale degli avvocati, organizzati dall’associazione Forense
Jesina.
Sono invitati a partecipare gli
avvocati ed i praticanti avvocati.
Un risultato inquietante
La metà degli studenti italiani
non sa leggere
Segue da pag. 1
del presidente della Luiss, porterò avanti la mia battaglia per
aiutare i giovani a leggere perché sono sinceramente dispiaciuto e soprattutto allarmato per
la suddetta situazione. Penso
con terrore a questi giovani che
un domani, avendo oramai
disimparato a leggere, infarciti
di informatica e di nuove forme
di comunicazione (necessarie,
per carità, in questi tempi tecnologici!) avranno irrimediabilmente perduto un patrimonio
prezioso di idee, di sentimenti,
di fantasia e, perché no, anche di
sogni, di tutto ciò, insomma, che
ha costituito fino a pochi anni
fa, permettetemi di dirlo, “l’humus”
dell’animo
umano.
Vogliamo proprio togliere i
sogni ai nostri ragazzi avviandoli così, inconsapevolmente, a
ricorrere ai paradisi artificiali?
Un buon libro oltre a tante cose
ci dona anche i sogni, sapete, e
con essi una buona dose di
endorfine...
Certo, esistono anche i brutti
libri, ma ecco la funzione educatrice degli insegnanti e della
scuola: insegnare a discernere il
buono e il cattivo, a separare
cioè “il grano dal loglio”.
Un’ultima cosa: da diversi
anni ormai tengo un corso di
Economia Politica in alcune
Università per Adulti: devo
ammettere che ha suscitato in
me grande piacere e anche
meraviglia il notare l’interesse
che hanno queste persone mature non solo per la mia materia
apparentemente arida (anche se
estremamente attuale!) ma
anche per gli altri corsi sui più
disparati argomenti e il loro
desiderio di continuare a crescere culturalmente anche nella non
più giovane età.
A questo punto mi viene un
dubbio: o i giovani studenti non
sono abbastanza stimolati e
motivati nei confronti dell’arricchimento che potrebbe loro derivare da una buona lettura oppure vorrebbero accedere a questo
piacere ma non sono stati dati
loro i mezzi efficaci e la chiave
per comprendere e gustare un
testo letterario. Forse che le
nuove generazioni di studenti
saranno costrette a trovare le opportunità per leggere o istruirsi
soltanto quando saranno anziane?
Cordialmente.
Prof. Fabio Bertarelli
Maiolati premia le atlete
del Twirling e della Polisportiva
Il Consiglio comunale di Maiolati ha premiato, nei giorni scorsi, le
atlete del Fantasy Twirling e della Polisportiva Lorella., due società
entrate, una, nella storia internazionale del twirling, l’altra, in quella
nazionale della pallavolo. Entrambe le associazioni sportive, infatti,
hanno raggiunto nell’ultimo anno traguardi davvero eccezionali: la
Polisportiva Lorella ha partecipato alla finale nazionale under 15 femminile di pallavolo a Terni mentre il gruppo Fantasy ha gareggiato ai
campionati europei di twirling a Maribor in Slovenia, ottenendo ottimi
risulati.
Il sindaco Giancarlo Carbini e l’assessore allo Sport Manolo
Bucciarelli hanno ringraziato le atlete, a nome dell’intera città, “per
aver portato in alto il nome del nostro Comune negli appuntamenti
nazionali ed internazionali”, i genitori delle ragazze “per la loro disponibilità” e le società che “rappresentano, al di là degli aspetti sportivi,
una risorsa per la comunità soprattutto legata alla prevenzione del disagio”. E’ seguita la consegna delle targhe ai presidenti delle associazioni, Aurelio Mazzarini e Marcello Piccioni, e delle medaglie alle allenatrici Paola Tombolesi e Loredana Guerro, nonché a tutte le atlete a
chiamata nominativa.
Gruppo Twirling - da sinistra: Lucia Piccioni, Margherita
Rocchetti, Satia Ceccacci, Silvia Gabbarrini, il sindaco Giancarlo
Carbini, Marcello Piccioni, Manolo Bucciarelli, Ilaria Gabbarrini
e Lucia Mimotti (assenti: Alice Ceccacci, Marta Brega, Agnese
Scaturro e Sara Capitani).
Gruppo Polisportiva - da sinistra: Rosella Ribichini (dirigente),
Paola Tombolesi (allenatrice), Lara Campanile, Benedetta Cursi,
Giulia Cantiani, Jessica Rosorani, Marta Maurizi, Elena Carnali,
Chiara Fabbretti (capitano), Beatrice Bartoloni, Claudia Romiti,
Francesca Brunieri, Aurelio Mazzarini (presidente) e Stefania
Maiolatesi (dirigente).
Domenica 20 novembre 2005
Offerte per il sostentamento dei sacerdoti.
Diamo a tutti i sacerdoti
uguale sostegno per la loro missione.
partecipazione:
p
Facciamo crescere la p
’i
t t condivisione
di i i
di responsabilità
bilità
un’importante
Intervista al professor Luca Diotallevi, Sociologo dell’Università Roma 3
I
iò che fanno i nostri sacerdoti è sotto gli occhi
di tutti. Ogni giorno, annunciano il Vangelo
offrendo a tutti carità e amore, sono un punto
di riferimento sicuro, su cui possiamo sempre contare.
Noi fedeli siamo chiamati a sostenerli perché non
manchi loro il necessario per vivere e per annunciare
la Buona Novella. In qualunque modo, ed ognuno
secondo le proprie risorse e capacità, occorre perciò
contribuire alla crescita della comunità cristiana universale, affinché sia segno tangibile dell’amore di Dio
e della storia della salvezza, anche attraverso un’offerta per il sostentamento dei sacerdoti.
La Chiesa vive nello spazio e nel tempo, come i sacerdoti che ne fanno intimamente parte. Essa perciò si
serve delle cose temporali nella misura che la propria
missione richiede. La Chiesa ha dunque bisogno di
risorse umane ed economiche per compiere la sua
missione di annuncio del Vangelo. Questa è la strada
sulla quale camminano anche i nostri sacerdoti.
In Italia sono 39 mila i preti diocesani che, annunciando il Vangelo nelle oltre 25.000 parrocchie, portano ovunque ce ne sia bisogno solidarietà, conforto e
speranza. Sono i primi missionari della carità, tenaci
nell'annuncio, perseveranti e pazienti nell'offrire
aiuto al prossimo, malato nel corpo o nello spirito.
Gesù li ha voluti così. Ogni cattolico può dare, quindi,
direttamente una mano a tutti i sacerdoti diocesani al
servizio di Dio e del prossimo con un'offerta deducibile per il loro sostentamento, contribuendo così concretamente a costruire anche una Chiesa sempre più
casa e scuola di comunione.
C
,
p
sulle offerte
Domande e risposte
per il sostentamento dei sacerdoti
IL PERCORSO DELLE OFFERTE
Sono molti i punti di partenza dell’offerta per i sacerdoti:
ogni fedele, famiglia, associazione, gruppo parrocchiale può
infatti partecipare con una donazione al sostentamento
dei sacerdoti.
Quali sono i canali per donare?
La p
posta. Il numero di conto corrente a cui inviare l’offerta è
il n. 57803009; puoi trovare i bollettini di conto corrente
postale prestampati nella tua parrocchia o nei maggiori uffici
postali della tua città, oppure puoi utilizzare i bollettini di
conto corrente postale in bianco che troverai in tutti gli uffici
postali.
La banca. Ci sono circa 50 conti correnti dedicati alle offerte
nelle maggiori banche italiane. La lista di istituti e numeri di
conto la trovi su internet al sito www.sovvenire.it
La carta di credito CartaSì. Puoi donare chiamando il numero verde 800-825000 o via internet collegandoti al sito
www.cartasi.it (sezione “Impegno sociale”)
L’offerta diretta. Puoi andare personalmente a donare
l’offerta all’Istituto per il Sostentamento del Clero (IDSC) della
tua diocesi, individuandolo sull’elenco telefonico o sul sito
internet www.sovvenire.it
Dove vanno tutte le offerte per i sacerdoti?
I quattro canali di raccolta convogliano le offerte verso un unico
luogo: l’Istituto Centrale per il Sostentamento del Clero
(ICSC), a Roma.
Come vengono distribuite e a chi sono destinate?
Le offerte raccolte vengono gestite dall’Istituto Centrale
Sostentamento Clero, che invia una remunerazione mensile
ai 39 mila sacerdoti italiani.
Questi comprendono 36.000 preti in attività nelle 25.600
parrocchie italiane, circa 3.000 sacerdoti anziani e malati
che dopo una vita di servizio non possono più fare la loro
parte attiva e circa 600 preti fidei donum, cioè sacerdoti
diocesani inviati per alcuni anni in missione nei paesi in via
di sviluppo.
PERCHÉ LA TUA OFFERTA È IMPORTANTE
Esiste tuttora una forma di sostentamento del prete locale.
Perché non basta?
È la quota capitaria. Ogni sacerdote può trattenere per sé
dalla cassa parrocchiale in media 0,0723 euro (140 vecchie
lire) al mese per abitante. Metà delle circa 25.600 parrocchie
italiane sono molto popolate, e ai sacerdoti non manca il
necessario. Ma l’altra metà conta in media 1.000 abitanti,
e i pastori ricevono 72,30 euro mensili, o anche meno. Per
questo vengono in aiuto le offerte per i sacerdoti da tutti gli
altri fedeli italiani. Così si fa perequazione, cioè parità di
mezzi e trattamento tra i sacerdoti.
Perché, invece di inviare le offerte all’Istituto per il Sostentamento del Clero, ogni parrocchia non provvede al suo prete?
L’offerta per i sacerdoti è nata come strumento ecclesiale di
solidarietà nazionale, in modo che tutti i fedeli possano
sostenere tutti i sacerdoti italiani, specie quelli di parrocchie
piccole o povere. Ogni fedele, quindi, è bene che prima pensi
alle necessità della propria parrocchia e del proprio parroco,
partecipando con le sue offerte a sostenere la vita economica della propria comunità parrocchiale. Però, se possibile,
ogni fedele deve anche pensare ai sacerdoti delle comunità
meno prospere, che hanno bisogno, per il loro sostentamento, della solidarietà di tutti.
Quant’è il fabbisogno annuale della Chiesa italiana per
i sacerdoti? Quant’è il mensile di preti e vescovi?
Il fabbisogno annuale della Chiesa per il sostentamento dei sacerdoti è di 517,6 milioni di euro (anno 2004). Si tratta di assicurare ai 39 mila preti italiani un minimo di 811,44 euro netti al
mese, che arrivano a 1.244,72 euro netti per un vescovo ai limiti
della pensione, oltre alle imposte Irpef e agli oneri previdenziali.
Perché le offerte per i sacerdoti sono dette anche “offerte
deducibili”?
Perché si possono dedurre dalla dichiarazione dei redditi Irpef
fino ad un massimo di 1.032,91 euro (pari a due milioni di vecchie
lire) ogni anno.
INFORMAZIONI UTILI
Quando posso fare un’offerta per i sacerdoti?
Tutti i giorni dell’anno, e può essere ripetuta anche più volte
l’anno. Ognuno dona quanto può e quanto desidera.
Con chi posso parlare nella mia diocesi per avere informazioni sul sovvenire?
Le prime fonti sono il parroco, i componenti del Consiglio parrocchiale per gli affari economici e, se presenti, gli incaricati
parrocchiali per il sovvenire, volontari impegnati nella formazione sui temi della corresponsabilità economica verso la
Chiesa. Il parroco potrà anche mettervi in contatto con l’incaricato diocesano per il sovvenire.
La rete del sovvenire diffusa in tutte le diocesi italiane fa
riferimento al Servizio promozione per il sostegno economico
alla Chiesa Cattolica (CEI - Conferenza Episcopale Italiana).
5
6
Jesi e Vallesina
Domenica 20 novembre 2005
La fondatrice delle Carmelitane Missionarie
Nuovi spazi di incontro e di crescita
Da Moie a Roma per la beatificazione
di Madre Maria Crocifissa Curcio
L’Oratorio ed altre iniziative
a San Massimiliano Kolbe
Intervista al parroco don Gianfranco Rossetti
La comunità delle suore che da trent’anni opera a Santa Maria
di Giancarlo Carbini
“Sull’esempio dei nuovi
beati la nostra fede deve essere
contagiosa, deve essere testimoniata e comunicata agli altri per
produrre i suoi frutti, non deve
essere innocua e restare sterile”.
Così ha chiuso la sua omelia il
cardinale Josè Saraiva Martins,
Prefetto della Congregazione
delle Cause dei Santi, domenica
13 novembre in San Pietro al
termine del rito della beatificazione di Charles de Foucauld,
Maria Pia Mastena e soprattutto
di Maria Crocifissa Curcio, la
fondatrice della Congregazione
delle Carmelitane Missionarie
di Santa Teresa del Bambin
Gesù. La Congregazione di cui
fa parte la Comunità delle Suore
che da quasi trent’anni opera
nella parrocchia Santa Maria di
Moie e nella locale Scuola
Materna Domenico Pallavicino.
Le cerimonia di beatificazione avrebbe dovuto svolgersi il
24 aprile scorso ma poi la scomparsa di Papa Giovanni Paolo II
ne aveva comportato il rinvio.
La cerimonia si è svolta in
una Basilica di San Pietro gremitissima di fedeli provenienti
da ogni parte del mondo, dove
hanno operato i beati o dove
operano oggi i confratelli e le
consorelle
delle
loro
Congregazioni. Fedeli che si
distinguevano facilmente per la
loro “appartenenza” ad ognuno
dei nuovi Beati perché tutti
indossavano un foulard colorato
con l’immagine del “proprio”.
Nutritissima la rappresentanza dei francesi, in onore di
Charles de Foucauld. Misteriosa
ed affascinante la presenza dei
Tuaregs, avvolti nei loro costumi originari, a testimoniare il
forte legame del beato francese
con l’Africa ed il deserto del
Sahara.
Tantissimi i fedeli giunti da
varie parti d’Italia in onore di
Maria Crocifissa Curcio, con in
testa i sindaci dei Comuni legati
alla sua vita e alle Comunità
delle sue suore. Da Ispica
(Ragusa), suo paese natale, a
Noto dove iniziò la sua missione, da Santa Marinella (Roma)
dove si stabilì definitivamente
nel 1925, a Maiolati Spontini,
dove operano le sue consorelle.
La cerimonia è iniziata con la
lettura di alcuni cenni biografici
dei Servi di Dio, proclamati
Beati, da parte di mons. Claude
Rault, vescovo di Laghouat, del
cardinale Camillo Ruini, Vicario
Generale di Sua Santità per la
diocesi di Roma e mons. Gino
Reali, vescovo di Porto-Santa
Rufina, la diocesi di Santa
Marinella.
Mons. Reali ha delineato la
figura di Maria Crocifissa
Curcio, con la sua tenacia nel
cammino ricco di prove e tribolazioni per realizzare l’ideale di
un Carmelo missionario che
unisse alla dimensione contemplativa anche quella specificamente apostolica, con l’obietti-
la festa sarà celebrata ogni anno
il 4 luglio, in ricordo del giorno
del 1957 in cui a Santa
Marinella si ricongiunse per
sempre al Cristo suo Sposo.
E’ seguita la presentazione
all’altare delle reliquie dei nuovi
Beati.
La preghiera dei fedeli in italiano, spagnolo, arabo, francese,
indonesiano, inglese e portoghese ha sottolineato le maggiori
presenze dei fedeli dalle varie
parti del mondo.
La Liturgia Eucaristica è
stata celebrata insieme a centinaia fra vescovi, religiosi e
sacerdoti provenienti da ogni
parte del mondo. Tra essi, per la
(foto A. M. Piersigilli)
parrocchia di Moie, il parroco
don Gianni Giuliani ed il vice
vo fondamentale di “portare
parroco don Michele Cozbaru
anime a Dio” ed il mandato di
che hanno concorso a distribuire
“non dimenticare i poveri”. Una
l’Eucaristia ai fedeli rimasti in
Madre attenta ad ogni necessità,
Piazza San Pietro. Una Piazza
con carità e giustizia, che ha cergremita, festeggiante ed entusiacato di dare voce a chi non ne
sta, coinvolta nel rito di beatifiha, e di scorgere il volto del
cazione e che ha testimoniato
Crocefisso in quello sfigurato di
ancora una volta quello che oraogni sofferente.
mai non può più sorprendere e
Al termine della presentaziocioè lo straordinario
rapporto con il
nuovo Pontefice. Un
rapporto che aveva
contraddistinto il
Pontificato di Papa
Giovanni Paolo II e
che sembrava potesse affievolirsi con la
Sua scomparsa.
Dopo la Liturgia
Eucaristica l’attesa,
prima il silenzio, poi
il brusio e quindi gli
applausi a sottolineare l’arrivo del
Santo
Padre
Benedetto XVI e la
sua salita all’Altare
della Confessione.
Il Santo Padre,
dopo aver incensato
le Reliquie dei nuovi
(foto Anna Maria Piersigilli) Beati, ha rivolto la
sua parola ai presenti, più volte interrotto dagli
ne dei cenni biografici dei beati
applausi. Ha ricordato le virtù
il cardinale José Saraiva Martins
dei nuovi Beati, esprimendosi in
ha dato lettura della Lettera
varie lingue e sollevando l’entuApostolica con cui il Papa
siasmo delle varie Comunità di
Benedetto XVI concedeva che i
fedeli ad ogni riferimento ad
Venerabili Servi di Dio d’ora in
uno dei nuovi Beati.
poi siano chiamati Beati e che si
Entusiasmo
“illuminato”
possa celebrare la loro festa nei
luoghi e secondo le regole stabiSegue a pag. 10
lite. Per Maria Crocifissa Curcio
Iniziativa per i non autosufficienti
Illustrate
dal dott. Ferrara
Nuove tecniche
operatorie
endoscopiche
di Giorgia Barboni
Abbiamo intervistato don
Gianfranco Rossetti, parroco di
San Massimiliano Kolbe, parrocchia ricca di iniziative.
organizzato, da Pina Colocci,
anche un corso serale per chi
lavora - , c’è la disponibilità di
esperti di tenere corsi di computer, di ricamo e di inglese; c’è
inoltre un servizio di sostegno
scolastico per chi lo desidera: i
corsi partono nel mese di
novembre e si attivano con un
minimo di cinque partecipanti”.
- Perché avete sentito l’esigenza di creare questi nuovi
spazi di incontro e di crescita?
((foto Andrea Cherubini)
- Una delle attività principali organizzate dalla parrocchia è l’Oratorio. Quand’è
nato e che cosa propone?
“L’Oratorio è una proposta
che è partita nell’ottobre del
2003, la sua inaugurazione risale precisamente all’11 ottobre di
due anni fa, momento al quale
presero parte il vescovo ed il
sindaco. L’Oratorio è nato dalla
mancanza di un ambiente per
l’incontro: così è stata creata
una sala giochi con l’aiuto di un
responsabile ed alcuni volontari,
aperta tutti i giorni dal lunedì al
venerdì dalle 17,30 alle 20.
Abbiamo realizzato poi un’affiliazione con il Csi – Centro
Sportivo Italiano -, per cui è ora
richiesto un tesseramento che
viene pagato dalla parrocchia.
Devo ammettere che accanto
all’entusiasmo iniziale ora stiamo riscontrando un certo calo di
presenze, ma potrebbe essere
semplicemente un calo fisiologico”.
“Sia io che don Luca – don
Luca Giuliani, vice parroco
(n.d.r.) - ci siamo impegnati a
realizzare queste iniziative
tenendo presenti le necessità
della parrocchia: tra la chiesa di
San Massimiliano Kolbe e quella di Tabano si contano più di
seimila persone, e ci è sembrato
utile affiancare ai vari gruppi –
Azione Cattolica, Scout - anche
delle vere e proprie attività per
grandi e bambini, al fine di realizzare una crescita anche nell’ambiente parrocchiano”.
- Crescita che avviene
anche tramite progetti per l’evangelizzazione e la solidarietà.
“Stiamo seguendo varie iniziative in questa direzione: la
catechesi, rivolta soprattutto
agli adulti, attività che si affiancano alla celebrazione, come il
coro di voci bianche ed il corso
di lettura; infine quella che può
essere chiamata ‘l’area della
carità’. Si tratta, quest’ultima,
di un fondo parrocchiale di solidarietà, di circa quindicimila
euro, destinato sia alla realtà circostante sia, allargando gli orizzonti, a tante situazioni di indigenza alle quali cerchiamo di
dare sollievo soprattutto grazie
alla Caritas Nazionale”.
Venerdì 11 novembre, presso
l’ospedale di viale della Vittoria,
il dottor Vincenzo Ferrara, in un
incontro con la stampa ha illustrato le nuove tecniche operatorie
endoscopiche adottate dalla Unità
operativa di Urologia da lui diretta. Il dott. Ferrara ha spiegato le
nuove tecniche usate per la cura
dei tumori del rene, surrene e
della prostata , tecniche non invasive e che permettono al paziente
di recuperare dopo pochi giorni il
decorso post-operatorio. Ha riferito che la videolaparoscopia può
ritenersi il fiore all’occhiello del
reparto urologico di Jesi in quanto ci sono ancora pochi medici
che usano queste tecniche particolarmente impegnative per il
chirurgo che le esegue. Il dott..
Ferrara ha istituito anche corsi
diretti a urologi provenienti da
ogni parte d’Italia .
(fotoservizio Anna V.
Vincenzoni)
Concerto d’organo
Domenica 20 novembre, alle
ore 11, nella chiesa di San
Giovanni Battista, concerto per il
ciclo “Musica Praecentio”. In programma: “Dies Constituta”,
omaggio a J.S Bach, J.Stirlein e
M.Praetorius, con la partecipazione del coro “Cardinal Petrucci”,
direttore all’organo Mariella
Martelli.
Cupramontana
I bambini protagonisti
- L’Oratorio è il centro di
un ventaglio più ampio di iniziative che vengono rivolte ai
parrocchiani e non solo…
”…Si tratta di una vasta
gamma di attività che cercano di
rispondere alle attuali esigenze
sia di adulti che di bambini:
viene organizzato il corso di italiano per stranieri – di cui viene
All’Ufficio postale
“Jesi Centro”
Mutuoaffitto
Banco Posta
Sabato 12 mattina, in piazza della Repubblica, in un apposito
tavolo sono state raccolte firme per sollecitare la creazione di un
fondo a tutela dei non autosufficienti. Tra i primi ad aderire all’iniziativa e ad apporre la propria firma l’assessore comunale Antonio
Balestra e Anna Virginia Vincenzoni (nella foto), a cui hanno fatto
seguito molte delle persone che si trovavano a passare.
Sabato 19 al Duomo Diocesano
Concerto Amici della Musica
Concerto inaugurale degli
Amici della Musica “G.B.
Pergolesi” di Jesi, sabato 19
novembre (ore 17,30) nel salone
del Museo Diocesano, Palazzo
Ripanti Nuovo, in piazza
Federico II 7: Quartetto d’archi
“Postacchini”, Luca Marziale ed
Elisabetta Matacena (violino),
Claudio Cavalletti (viola),
Andrea Agostinelli (violoncello)
e Sergio Bosi (clarinetto); in programma musiche di Mozart e
Weber.
Comperare una casa senza
sentirne il peso. Oggi è possibile
con mutuo che funziona come un
affitto: ne dà notizia l’Ufficio
Comunicazione Territoriale delle
Poste, che precisa: acquistare o
ristrutturare l’abitazione conviene con MutuoAffitto BancoPosta, offerto da Poste Italiane
nell’ ufficio postale di “Jesi
Centro” (via Mura Occidentali) e
fino al 31 dicembre prossimo
senza spese di istruttoria e di
perizia.
Il mutuo affitto a rata costante
può avere una durata iniziale
compresa tra 120 e 240 mesi. Le
variazioni del tasso applicato al
mutuo determinano la variazione
della sua durata, fino a un minimo di 18 mesi nel caso di diminuzione del tasso e fino a un
massimo di 30 anni nel caso di
aumento del tasso.
Con il mutuo BancoPosta è
possibile conoscere subito a
quali spese si va incontro e pianificare con sicurezza la propria
gestione finanziaria. Tutte le
informazioni all’ufficio postale
“Jesi Centro”.
“La chiesa di san Leonardo di Cupramontana non ha mai visto
tanti bambini e ragazzi insieme e che cantano. Quando i bambini
cantano, a noi grandi danno speranza!” Così don Maurizio Fileni,
parroco e responsabile della zona pastorale ha accolto i numerosissimi parrocchiani che da Maiolati, San Paolo di Jesi, Monteroberto, Castelbellino e Cupramontana si sono ritrovati per l’inizio dell’anno pastorale, domenica scorsa, 13 novembre alle 11. I
bambini sono stati i protagonisti di tutta la celebrazione eucaristica, preparata a loro misura dai loro parroci presenti e che si è conclusa con il lancio dei palloncini colorati in piazza. Il messaggio di
don Maurizio è stato rivolto a tutti, e soprattutto ai tanti educatori e genitori: attualizzando la parabola dei talenti con una storia di
vita familiare odierna, ha invitato ad apprezzare ed utilizzare i
tanti doni che ciascuno abbiamo ricevuto.
(fotoservizio Beatrice Testadiferro)
Domenica 20 novembre 2005
Contrappunti
Esultanze
di Riccardo Ceccarelli
Molti lo ricorderanno. Nel
maggio scorso nella débacle
delle elezioni amministrative
del centro-destra venne festeggiata la vittoria del candidato
del Polo quale nuovo sindaco di
Bolzano solo per sette voti. Fu
però una vittoria senza maggioranza in Consiglio, tanto che
domenica 6 novembre si è dovuto andare di nuovo alle urne. Si
è avuta l’affermazione del candidato del centrosinistra con il
50,36 per cento dei voti, contro
il 45,20 per cento del candidato
del Polo, mentre alcune formazioni politiche nel frattempo
avevano cambiato bandiera di
riferimento.
La vittoria di Bolzano ha
fatto dire che lì “è cominciata
la primavera per l’Unione” e
che ha vinto “la coesione del
centrosinistra”. Ben detto. La
primavera era già cominciata
nel maggio scorso. Vuol dire
che continua. Per la ”coesione” non so se quella di Bolzano
può essere indicata ed estesa a
tutto il Paese. I fatti dei giorni
passati, purtroppo indicano il
contrario. La Margherita con
Rutelli ce l’ha con i Ds per la
scelta di Rita Borsellino per le
elezioni regionali siciliane;
l’accordo dei socialisti di
Boselli con i radicali non sembra essere digerita dalla
Margherita e da Mastella;
all’interno dei Ds non si è d’accordo neanche su aspetti della
storia d’Italia di sessant’anni fa
e si comincia a mugugnare sullo
schiacciamento del partito su
Prodi; Rifondazione Comunista
ed i Verdi sono in rotta di collisione sulla politica estera, e
non solo, con il resto della
coalizione, ed altro ancora si
potrebbe aggiungere.
Comunque si parla di
“coesione” anche con queste
contraddizioni. Ovviamente coesi per vincere perché per
governare ci vuole un’altra
“coesione”. Il miracolo dovrebbe riuscire a Romano Prodi che
si sta attrezzando per farlo.
Quando i vari capi di partito
del centrosinistra non si accordano ed hanno posizioni contrastanti, se non opposte,
rimandano tutto a Prodi e al
suo programma che sta elaborando e che dovrà essere ben
più preciso che non le linee programmatiche sottoscritte alle
primarie. Un lavoro sopraffino
e di rara capacità dialettica e
lessicale per accordare posizioni certamente non vicine.
Sicuramente ci riuscirà. Ci
dovrà riuscire. Con molti
aggiustamenti di parole e di
sfumature. L’accordo sarà trovato. Con le parole si riesce a
far tutto. Mi auguro che dietro
di esse ci siano anche valori
condivisi non a parole ma nei
contenuti, cioè in quello che
sono e significano. Sono pochi,
credo, ad invidiare Prodi per il
lavoro che si accinge a fare,
veramente “ciclopico”, all’apparenza impossibile. Ci riuscirà. Tutti uniti per vincere e per
“cacciare l’anomalia italiana”
rappresentata dall’attuale capo
del governo, come ormai da
tempo viene ripetuto e fatto passare per verità. Ci sarà poi da
governare.
Giudicheranno
comunque gli elettori a tempo
debito, ponderando valori, programmi e gli uomini che si proporranno per attuarli e per
governare.
Quello che ora mi dà a pensare, e non è la prima volta, che
lo scrivo, sono i linguaggi
usati, spesso ingenuamente
incauti, che non ti aspettavi da
uomini di stato o di governo,
altre volte, “rispondendosi
quasi per le rime”, offensivi,
spesso volgari al limite della
decenza. Sarà pure vero che le
parole lasciano il tempo che
trovano, creano però dei modelli, depositano patine di incomprensione, sollevano dubbi reciproci, evocano situazioni e
atteggiamenti oggettivamente
fastidiosi al solo loro ascolto.
Come allora si può dialogare e
capirsi se ci si comporta in questo modo?
Non vorrei invece che si trattasse di una recita collettiva
con un copione già scritto, con
ruoli ben precisi ed effetti già
previsti, con una platea pronta
a fischiare o ad applaudire a
seconda della scritta luminosa
che sia accende. Esultanti sempre anche di fronte alle manipolazioni più chiare, ai revisionismi più indecenti, ai tormentoni
televisivi (rock o lento) più
invasivi ed eccitanti. Altro non
sembra appassionarci. Eppure
ce ne sarebbe.
A Maiolati e Moie
Era nato il 14 novembre 1774
Maiolati celebra l’anniversario
della nascita di Spontini
Un autografo del musicista per il museo
di Marco Palmolella
Il 14 novembre del 1774
nasceva Gaspare Spuntini.
L’anniversario sarà celebrato
domenica 20 novembre, secondo
una lunga, ininterrotta tradizione.
Il programma prende l’avvio alle
ore 11.30, nella chiesa parrocchiale, dove sarà officiata la funzione religiosa di suffragio alla
presenza della reggenza delle
Opere Pie Spontini, dell’amministrazione comunale, delle suore
che conducono “l’Ospizio di
Carità” e della popolazione;
seguirà il corteo alla casa natale
del compositore con la commemorazione e la deposizione di una
corona di alloro.
Suggestiva sarà l’esecuzione
da parte della Società Filarmonica
dell’Allegro
Marziale,
grandioso
ballo, posto da
Spontini nel
primo atto de
“La Vestale”
per
solennizzare il trionfo di Licinio, brano da
centocinquant’anni regolarmente eseguito
in occasione
dell’anniversario della nascita del Maestro.
Come accade da alcuni
anni, l’amministrazione
comunale offrirà al presidente
delle Opere Pie, dott. Pierluigi
Ruggeri, un cimelio per favorire
nuovi studi spontiniani ed incrementare la dotazione dell’Archivio, Biblioteca, Museo Spontini. Dono di quest’anno, un autografo musicale spontiniano:
“Mignon’s Lied” o Canto di
Mignon tratto dalla splendida lirica di Johann Wolfgang von
Goethe: “Kennst du das Land, wo
die Zitronen blühn / Conosci la
terra dove i limoni mettono il
fiore”.
Il canto, che appartiene alla
maturità di Spontini, fu prima
composto nella traduzione dal
francese di Deschamps, poi, nell’edizione presente, utilizzando il
testo originale di Goethe, per
Spontini questo comportò un
notevole impegno. L’autografo,
quattro splendide pagine di musi-
ca manoscritta, riporta il testo in
lingua tedesca ed in parte ridimensiona la notizia dell’assoluta
ignoranza della lingua di Federico
Guglielmo III da parte del
Majolatese.
Il Lied “Conosci la terra dove
crescono i limoni” è stato più
volte messo in musica dai più
importanti musicisti del tempo,
tra l’altro da Beehoven, Liszt,
Schubert, Schumann, Spohr,
Hugo Wolf e da Gaspare
Spontini. Questa raffinata aria
rimanda anche all’amicizia e alla
profonda stima intercorsa tra
Spontini e Johann Wolfgang von
Goethe, accomunati entrambi dai
bronzi di Pierre Jean David
d’Angers e fissati anche da un
saggio
di
Vincenzo
Errante, letto
nella sua visita a Majolati
nel
giugno
1946. Celebrando l’anniversario della
nascita
di
Spontini torna
alla
mente
uno degli episodi biografici
più cari ai
majolatesi,
accaduto il
giorno dell’Epifania 1851,
presente, con
qualche variazione, in ogni
biografia spontiniana. Scrive lo
storico majolatese Francesco
Colini: “Quell’illustre vegliardo,
presentendo la vigilia dell’ultima
ora volle ancora una volta rivedere le umili mura ove egli aveva
avuto la cuna, e mentre da quelle
prendeva commiato baciava quella soglia, e tra le lacrime dei presenti ringraziava la provvidenza
che gli avesse dato il poter vivere
con onore la vita e di poter esser
largo al povero delle sue ricchezze”. Nella nota Colini scrive che:
“Fra quelli che piansero al pianto
del Venerando Veglio in quella
commoventissima scena quando
egli piegate le ginocchia sulla
soglia della malferma casetta porgeva grazie a Dio che da quel
misero stato gli avesse dato ai più
alti onori, trovavasi ancora l’amatissimo padre mio Ruggero
Colini”.
Promozione sociale
Un servizio d’informazione per
orientare persone e famiglie alle
prese con piccoli e grandi disagi: è
l’Ufficio di Promozione sociale
che il Comune di Maiolati
Spontini ha attivato da alcune settimane. Il servizio, gestito da
un’assistente sociale, ha due sedi:
presso la delegazione comunale di
Moie, in via Fornace, il martedì
(dalle 9,30 alle 12,30) e presso
l’Ufficio servizi sociali del
Palazzo civico, a Maiolati, il
venerdi (dalle 11 alle 14).
Disagi per i lavori
sulla statale 76
Sui disagi provocati dai continui lavori sulla Strada Statale 76,
i consiglieri regionali Katia
Mammoli e Fabio Badiali hanno
indirizzato la seguente interrogazione al presidente del Consiglio
Regionale:
“I sottoscritti consiglieri, considerato che la S.S. 76 risulta essere
un cantiere perennemente aperto,
con forti disagi per gli automobilisti che la percorrono e con potenziali rischi per la sicurezza della
circolazione; constatato che le
varie entrate ed uscite di tale arteria stradale vengono spesso chiuse
negli orari più frequentati dagli
utenti (come alle 8 del mattino),
senza preavviso e per di più con
una segnaletica fatiscente ed inidonea; rilevato che i lavori sembrano rispondere ad una logica
frammentaria e ripetitiva, anziché
ad una corretta pianificazione;
interrogano il presidente della
Giunta Regionale per sapere:
1) se l’Anas disponga di un
organico e dettagliato programma
degli interventi, finalizzato alla
definitiva sistemazione dell’arteria stradale; 2) se non reputi
opportuno che i lavori vengano
comunque eseguiti con criteri di
effettiva razionalità: cioè nelle
fasce orarie di minor traffico, riducendo i disagi per gli automobilisti
e garantendo una più adeguata
segnaletica dei cantieri; 3) quale
sia la spesa sostenuta negli ultimi
tre anni per i numerosi interventi
sulla S.S. 76 e, eventualmente,
quella preventivata ed ancora
necessaria per l’ultimazione dei
lavori”.
Maiolati Spontini
Il brigadiere Gubinelli
cittadino benemerito
Una lunga carriera nell’Arma dei Carabinieri
di Beatrice Testadiferro
Abbiamo incontrato, nella sua abitazione a Moie, il brigadiere capo Mario Gubinelli, il giorno successivo alla
delibera del Consiglio comunale che stabiliva, all’unanimità, di conferirgli la cittadinanza benemerita per l’impegno di ventisette anni profusi a servizio della comunità
maiolatese, servizio svolto con grande dedizione e discrezione, diventando esempio per i giovani colleghi e ottenendo la stima di tutti i cittadini. La consegna della pergamena è avvenuta poi durante la cerimonia per la commemorazione del 4 novembre, svoltasi il 6 novembre davanti il
monumento ai Caduti di Moie.
- Ci può raccontare qualcosa della
sua carriera?
“La mia storia
nell’Arma dei Carabinieri è durata quarant’anni, quattro mesi e dieci giorni ed è
iniziata come ausiliario di leva nella
Scuola Allievi a Torino che ho intrapreso
il 24 aprile 1965, a
ventuno anni, cogliendo la possibilità
di poter contribuire
così economicamente
alla mia famiglia grazie al servizio di carabiniere
ausiliario.
Prima di arrivare nella caserma di Moie
ero stato due anni a Novafeltria, dieci anni a Ferrara e un
anno a Cagliari”.
- Che cosa è significato
essere carabiniere e come è
cambiata la vita in caserma in
tutto questo periodo?
“Appena arrivato a Moie,
ventisette anni fa, i turni di
lavoro erano di ventiquattro
ore: addirittura in un mese ho
trascorso sedici giorni e sedici
notti in caserma. Vedevo le mie
due figlie, all’epoca piccolissime, solo quando dormivano:
tutta la gestione della casa e
della famiglia era sulle spalle di
mia moglie che, nonostante
La protesta dei vigili del fuoco
Quattro appuntamenti
Musei d’Autunno
nel territorio del Verdicchio
Quattro appuntamenti per
scoprire la storia, i musei ed i
monumenti dei Castelli di Jesi,
per conoscere meglio uno dei
migliori vini bianchi delle
Marche e degustare le specialità
locali. Li ha promossi l’Associazione Sistema Museale
della Provincia di Ancona. Ogni
appuntamento, preceduto da una
visita guidata al museo, sarà
arricchito da interventi di esperti
sulla storia, sulla cultura enogastronomica e sulle tradizioni di
questo territorio, da spettacoli di
musica popolare e da degustazioni guidate da un sommelier professionista.
Il ciclo di incontri inizierà
domenica 20 novembre a
Cupramontana, proseguirà a
Castelplanio e Moie domenica
27, a Serra de’ Conti il 3 dicembre e si concluderà domenica 4 a
Maiolati Spontini e Staffolo. Per
gli orari e i contenuti dei singoli
appuntamenti, gl’interessati potranno rivolgersi al numero verde
800.439392, che raccoglierà
anche le prenotazioni, obbligatorie per prendere parte agli incontri.
Il programma del primo
appuntamento a Cupramontana
prevede, tra l’altro, alle 11,15
presso l’enoteca comunale, un
incontro sul tema: “L’accoglienza e la sacralità delle colline
del Verdicchio” con lo storico
Riccardo Ceccarelli.
I vigili del fuoco della provincia sono scesi in piazza, a Jesi, venerdì 11 novembre: le ragioni che li hanno indotti a manifestare pubblicamente la loro protesta sono state poi esposte al sindaco Fabiano
Belcecchi che ha ricevuto, nella residenza municipale, una loro rappresentanza. In particolare i vigili del fuoco hanno sottolineato la grave
carenza di organico, pur in presenza di un aumento delle competenze,
il costante utilizzo del personale in turno libero per le sostituzioni, la
massiccia integrazione della componente volontaria per sopperire ai
servizi, la precaria gestione dei mezzi. Problemi, questi, ulteriormente
aggravati dalle marcate difficoltà relazionali con la dirigenza locale.
Il sindaco ha assicurato l’invio di una lettera al Prefetto di Ancona
per rappresentare le aspettative della popolazione a che il servizio dei
vigili del fuoco possa essere svolto in maniera qualificata e tempestiva. Ha anche assicurato che la questione sarà portata all’attenzione del
Consiglio comunale di Jesi con un ordine del giorno che faccia proprie
le richieste già avanzate dall’Anci Marche (Associazione nazionale
comuni d’Italia) nel documento indirizzato alle autorità competenti.
(foto Anna V.Vincenzoni)
Maiolati
Fumetto
e musica
Corso di fumetto e biblioteca
musicale al Centro di aggregazione giovanile “Mondrian” di
Moie. Il corso (dieci lezioni),
tenuto nella sede di via Ariosto
da docenti della Scuola internazionale di “Comics” di Jesi, è iniziata venerdì 11 novembre, alle
18. La biblioteca musicale è un
7
distaccamento presso il Centro
comunale 6001, in via Carducci,
dove ogni venerdì e sabato dalle
15 alle 16,30 sarà possibile prendere in prestito libri e riviste di
argomento musicale e non solo.
(foto Sauro Maiolini)
tanti sacrifici per essere spesso
sola, non mi ha mai fatto sentire il peso della mia mancanza,
anche quando a Natale e Pasqua
venivano in caserma a portare il
pranzo della festa al papà. La
vita del carabiniere e dei suoi
familiari era sempre sotto controllo e facilmente sottoposta a
critiche; le mie figlie mi raccontano spesso di aver sentito
chi, vedendole, diceva: è la
figlia del carabiniere … Prima
si camminava a piedi per il
paese, ci si incontrava e ci si
fermava per chiacchierare. Ora
c’è molta più burocrazia e il
lavoro più frequente è accogliere le querele per i motivi più
diversi, mentre prima si conciliava più spesso dal momento
che le querele venivano scritte
su carta bollata”.
- Come deve essere un
carabiniere, ieri come oggi?
“La caserma è rimasta sempre un secondo ‘confessionale’
e allora è essenziale essere
riservati: mai i miei familiari
hanno saputo qualcosa da me se
non era già di dominio pubblico. Il carabiniere poi deve mantenere sempre un rapporto di
correttezza ed educazione ma
anche un po’ distaccato, dando
sempre il “lei” al cittadino che
viene in caserma per qualsiasi
motivo. E’ importante poi parlare con i giovani, soprattutto
con coloro che si ritrovano
nelle discoteche e nei bar e
ascoltarli mentre raccontano i
loro problemi. Tante volte, e
continuo anche ora, mi sono
intrattenuto con i ragazzi e
spesso li ho orientati nel risolvere alcune loro situazioni difficili.
Mentre domando al brigadiere di raccontarmi qualcosa
del rapporto con le figlie, arriva Erica, la secondogenita che
risponde al posto del padre.
“E’ stato come se io e mia
sorella avessimo fatto il militare con papà, ci mancavano solo
le stellette. Anche se è stato
poco a casa (la sua mancanza si
sentiva soprattutto la notte o
nei giorni di festa) non ci ha
fatto mai mancare il suo affetto,
con noi è stato un padre esemplare. Siamo state sempre orgogliose e lo siamo tuttora di
avere un padre così”.
8
Varie
Domenica 20 novembre 2005
Una iniziativa di Alessandro Renzi
missionario laico in Brasile
Il primo anniversario
del “Giardino degli angeli”
fotoservizio Gino Candolfi
Alessandro Renzi, jesino in
Alessandro ha pensato anche
Brasile da dieci anni, ritorna a
ad altre forme di sostentamento:
casa per pochi giorni. Ritorna,
in agosto ha organizzato una
per la precisione, dal “Giardino
maratona che ha visto seicento
degli angeli”, la bella iniziativa
partecipanti ed ha reso più di
che si è concretizzata a
mille euro; la somma è stata
Canavieiras, in terra brasiliana,
impiegata per allestire un polappunto. Ma andiamo con ordilaio con 150 galline dalle quali
ne,
si hanno circa cento uova al
La storia di Alessandro
giorno…. “Il governo di
Renzi, missionario laico, inizia
Canavieiras - ha detto Alescosì. Arrivato in Brasile incontra
sandro - ci ha promesso l’autofrate Cico, che successivamente
rizzazione come scuola ufficiale
lo fa incontrare con un sacerdoe riconosciuta per poter benefite il quale decide di ospitarlo
ciare agevolazioni fiscali”.
con l’incarico di seguire un
Alessandro ringrazia: in realgruppo di bambini “con probletà siamo noi a dire ad Alesmi di giustizia”. In
questo
periodo
Alessandro fa amicizia con una ragazza
di nome Regina, che
diventerà la sua compagna.
Circa quattro ani
fa incontra occasionalmente i coniugi
Pasquini che si trovano in vacanza da
quelle parti. Parlando
dei vari problemi che
ci sono in quei luoghi
specialmente per i più
piccoli, nasce il proSilvio Pasquini e Alessandro Renzi
* L’asterisco
In Provincia
Gli irriducibili del fumo
di Giacomo Galeazzi
Nove italiani su dieci promuovono il «giro di vite» antifumo e dall’entrata in vigore
della legge che proibisce le
sigarette in bar e ristoranti,
800 mila persone hanno detto
addio alle «bionde». Per la
quasi totalità dei tremila intervistati, rivela un’indagine della
presidenza del Consiglio, i fumatori non devono imporre il
fumo passivo ai non fumatori.
Dati alla mano, nel novero c’è
anche una metà dei tabagisti.
L’85 per cento del campione si
sente molto o abbastanza tutelato dalla legge. E la maggioranza degli italiani è contraria all’erogazione di contributi statali
per l’adeguamento dei locali, così come alla creazione di locali solo per fumatori. Gli irriducibili delle «bionde» hanno trovato difficoltà ad adeguarsi alle nuove norme soprattutto nei
club privati e nelle discoteche.
Gli ex fumatori sono il 18 per cento della popolazione. Di
questi otto milioni di persone, il 10 per cento ha smesso nell’ultimo anno, soprattutto i più giovani (37 per cenbto). Due italiani su tre, invece, non fumano né l’ha mai fatto in passato (63
per cento). Al contrario, coloro che non sanno proprio rinunciare alle sigarette sono il 19,3 per cento della popolazione (11
milioni di cittadini). Sul dato dei «tabagisti a oltranza» incide
anche la dedizione alle sigarette degli immigrati, che hanno
una forte propensione al fumo.
Le donne fumano meno degli uomini (68 per cento di non
fumatrici contro il 56 per cento degli uomini) e a testimoniarlo
è pure l’attesa media di vita che è di sei anni maggiore per le
donne rispetto agli uomini. Il fumo, infatti, «nuoce gravemente
alla salute» e gli italiani dimostrano di esserne sempre più consapevoli. Il 56,4 per cento degli ex-fumatori, infatti, ha detto
addio alle «bionde» per motivi di salute. «Segno evidente spiegano i ricercatori - che è entrata nella coscienza collettiva
la consapevolezza che il fumo faccia molto male».
Nell’ambito del progetto scuola-famiglia
Diabete Mellito
diagnosi e prevenzione
getto di realizzare una scuola
materna; il progetto viene portato avanti e la scuola materna,
grazie alle tante donazioni raccolte in Italia, diventa una realtà: la chiamano “Jardim dos
anjos”, “giardino degli angeli”.
Attualmente ospita cinquanta
bambini.
Nella sua breve rimpatriata
dei giorni scorsi, Alessandro,
incontrando gli amici che hanno
appoggiato la sua iniziativa, ha
rinnovato i ringraziamenti a tutti
coloro che si sono adoperati in
vari modi per poter trovare tutte
le risorse necessarie non solo
alla realizzazione della struttura
ma anche al suo mantenimento.
Ha raccontato come si svolge
la giornata tipica al “giardino
degli angeli”: apertura alle ore
7,30, caffè e latte preparati dalla
cuoca, colloquio con le maestre
fino alle 10, poi colazione e giochi vari all’interno dell’asilo;
alle 11,30 riposino (la scuola è
dotata anche di materassini); nel
pomeriggio a lezione fino alle
17; la giornata finisce con la
cena, dopodiché tutti alle rispettive case.
Durante la settimana ci sono
diverse attività: dalla lavorazione dell’argilla allo studio dell’arte africana; si frequenta
anche una palestra con piscina
(un ragazzo italiano si è offerto
di tenere corsi gratis). Il “giardino degli angeli può contare
anche su tante collaborazioni
gratuite: le mamme a turno si
prestano per fare le pulizia di
tutta la struttura, e fra i tanti:
Sergio, medico pediatra, visita i
bambini, Reinaldo, parrucchiere, provvede al taglio dei capelli, Nivaldo, pescatore, offre il
pesce…. Sono solo alcuni
esempi.
sandro un grande grazie per
aver portato avanti un progetto
così importante e con la certezza di aver recuperato e recuperare tanti bambini ai quali la
vita ha riservato un cammino a
dir poco difficile. Un “in bocca
al lupo”, Alessandro. Certamente in questi giorni che sei
stato con noi hai fatto felici
genitori, fratelli e sorelle,
parenti ed amici, ma siano sicuri che sarai mancato moltissimo
ai tuoi “angeli”.
Giovedì 10 novembre, nella
sala della biblioteca della Scuola
Media Savoia, si è svolto il
primo incontro del ciclo di interventi degli esperti per il Progetto
Scuola-Famiglia. La preside
prof.ssa Mirella Mazzarini ha
illustrato le finalità del Progetto
che rientrano in una proposta di
collaborazione della scuola con
la famiglia per migliorare il dialogo e la capacità di comunicazione e per condividere il valore
dell’educazione.
Successivamente ha presentato il dott. Walter Piva, responsabile del Cad (Centro Antidiabetico di Jesi), Zona Territoriale n.5 Asur Marche, evidenziando l’importanza del Cad
che rappresenta una delle strutture sanitarie eccellenti, da alcuni anni il più importante della
provincia di Ancona e tra i più
rappresentativi delle Marche.
Il dott. Piva, ha poi, tenuto
una relazione sul tema “Il Diabete Mellito oggi: dalla diagnosi
alla prevenzione”. I contenuti
della relazione hanno riguardato
la tematica del Diabete Mellito
che è una delle malattie croniche
più diffuse a livello mondiale, e
la sua continua crescita è probabilmente dovuta al progressivo
invecchiamento della popolazione ed all’aumento dell’obesità.
Negli ultimi anni il diabete
“tipo 2”, la forma più diffusa,
che in passato interessava prevalentemente gli adulti, si sta
manifestando anche tra i bambini e gli adolescenti che sono in
Articoli - Arredi - Statue - Icone - Quadri - Paramenti sacri
Santina Buoncompagni
Tuniche ed oggetti per Comunioni - Cresime - Nozze - RIcordiamo,
inoltre il nostro servizio “cortesia” riservato al clero, che consiste nel
recapito a domicilio delle merci ordinateci e che verrà effettuato nel
primo e terzo lunedì di ogni mese, completamente gratuito.
ANCONA Via Matteotti 9
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SENIGALLIA Via A. Costa 27
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sovrappeso. Le complicanza
coronariche e cerebro-vascolari
sono la prima causa di morte per
diabetico. La retinopatia ed il
piede diabetico sono rispettivamente la prima causa di cecità in
età lavorativa e di amputazione.
La nefropatia diabetica è al terzo
posto di tutte le cause di dialisi e
di trapianto.
Negli ultimi decenni, grazie
ai progressi scientifici ed alla
realizzazione in Italia dei servizi
di diabetologia, si è ridotta sensibilmente, sia la mortalità sia l’incidenza delle complicanze diabetiche. In Italia la cura per il
diabete assorbe il 6.65 per cento
della spesa sanitaria complessiva.
Un modico investimento nell’assistenza diabetologica, con
riferimento ai servizi di diabetologia, e la collaborazione dei
medici di base, può consentire
un ulteriore riduzione della morbilità e mortalità dei diabetici,
migliorando anche la qualità
della loro vita, con una prevedibile significativa riduzione della
spesa sanitaria. Nell’ambito
della discussione sono emerse
varie problematiche, tra le quali:
l’incidenza nei ragazzi del diabete e la necessità di intervenire
in maniera tempestiva nei soggetti a rischio facendo riferimento al medico di base o allo specialista diabetologo.
Inoltre sono state approfondite le problematiche nutrizionali
che sono sempre di grande attualità e di difficile attuazione.
Nuovo corso
universitario
Le sfide imposte dalla competizione globale, richiedono alle
aziende di dimensioni più piccole (la realtà più diffusa nel territorio regionale marchigiano) di
dotarsi di strumenti che consentano di affrontare un mercato
sempre più concorrenziale. In
ambito giuridico la gestione dei
processi di crescita delle piccole
e medie imprese - richiede figure altamente professionali, con
competenze specifiche nel settore di riferimento.
La Fondazione “Angelo Colocci”, che gestisce corsi universitari a Jesi, nell’ambito delle
attività collaterali che completano l’offerta didattica, ha collaborato con la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di
Macerata per l’istituzione di un
master di secondo livello in
“Diritto ed economia delle piccole e medie imprese”.
La finalità del corso - una novità assoluta per la specificità
della formazione mirata alle piccole e medie imprese - è quella di
fornire ai partecipanti una conoscenza giuridica, economica ed
aziendale calibrata sulle esigenze
di crescita e sviluppo delle
imprese di piccole e medie
dimensioni.
Giancarli incontra
il nuovo Prefetto
Il nuovo Prefetto di Ancona,
dott. Giovanni D’Onofrio, è
stato ricevuto dal presidente
della Provincia Enzo Giancarli.
Tra i numerosi aspetti affrontati
nell’incontro non è mancato un
accenno al problema della sicurezza, tra i più sentiti, sia a livello istituzionale sia a livello popolare, per il quale il presidente
della Provincia è, da sempre,
attivo componente del competente comitato insediato presso
la Prefettura.
Le mura diserbate
Rinviate di una settimana per la pioggia, nella notte tra
sabato e domenica scorsa sono proseguite le operazioni di
diserbo delle mura cittadine. Si tratta, com’è noto, della
seconda fase di ripulitura delle mura programmata dall’ufficio tecnico comunale, tramite la ditta Quark di Jesi.
L’intervento si sostanzia attraverso un trattamento chimico
capace di devitalizzare i nuovi germogli proprio nel periodo in cui è maggiore lo sviluppo vegetativo. Qui sopra, un
tratto delle mura, ad operazione compiuta, così come si
presentava nella mattinata di domenica scorsa.
(foto Paola Cocola)
Gli Orti Pace sul podio
Il progetto del Comune di Jesi per la riqualificazione dei
giardini Orti Pace è giunto terzo nella graduatoria stilata
dalla Provincia di Ancona per la concessione di finanziamenti destinati all’abbattimento delle barriere architettoniche
nelle aree verdi di quartiere. Un risultato, questo, che ha permesso all’amministrazione comunale di beneficiare di un contributo pari a 47.620 euro e dunque di poter dare il via (con
l’aggiunta di 12 mila euro di fondi propri) al primo dei due
stralci del progetto complessivo che ammonta a 120 mila
euro.
Nell’area verde sottostante il Montirozzo verrà realizzato
(per la prossima estate) tutto ciò che occorre per rendere il
parco maggiormente fruibile da parte di disabili, anziani e
bambini e cioè camminamenti con rampe agevoli per le carrozzelle, percorsi botanici delineati da piante aromatiche etichettate con scritte in rilievo per consentire il riconoscimento anche ai non vedenti, un gioco multifunzionale.
(foto Paola Cocola)
Sport
Rotary Club
Domenica 20 novembre 2005
Calcio
Pattinaggio
Le iniziative per la famiglia,
per la scuola, per la cultura
Grandi campioni in erba
A Fossombrone, dopo un
lungo bilanciarsi tra Jesina e
padroni di casa, il loro bomber
fa crollare ogni speranza (1-0).
Invece il Real Vallesina quasi in
contemporanea manda al tappeto il forte Caldarola (1-0).
di Augusta Franco Cardinali
occorra, anche attraverso i media,
far conoscere l’etica rotariana
perché sia di stimolo ad altri,
nonché le iniziative promosse nel
suo nome. Tra queste non di scarso rilievo sono quelle apprestate
in favore della famiglia, dell’alfabetizzazione in paesi carenti di
strutture scolastiche, del lavoro
giovanile, della salute, della promozione di scambi culturali.
Al discorso del Governatore si
è aggiunta una cerimonia che ha
confermato le sue parole, costituendo una testimonianza dell’applicazione concreta dei valori
fondamentali del club: la consegna, da parte del presidente
Stefano Santini, della più alta
onorificenza, il “Paul Harris
Yellow” alla prof.ssa Gilia
Volpotti, menzionata fra i primi
iscritti all’associazione di Jesi, e
al dott. Graziano Cucchi, entrambi attivissimi rotariani.
Maiolati
Real Vallesina
Opposti sul proprio terreno
ad un grintoso e offensivo
Caldarola, i realisti, pur orfani
di Gabrielloni infortunato, si
sono dati da fare in modo egregio per spuntare le unghie agli
intraprendenti ospiti. Questi, ben
disposti e pronti al contropiede,
hanno visto spegnersi le loro
Medaglia d’oro, coppa e “Gagliardino degli italiani”
hanno meritato due giovanissimi jesini, primi assoluti di
due diverse categorie del Campionato Nazionale Uisp di
Pattinaggio Artistico le cui finali si sono svolte il 5 e 6 novembre scorso a Calenzano (Firenze). Sono Nicolas Sonara, di
nove anni (Prima Categoria) e Athos Sonara, di undici anni
(Seconda Categoria), due fratellini che ormai non sono più
soltanto delle lusinghiere promesse dello sport. Frequentano entrambi la scuola di pattinaggio Roller Marche
di Jesi e sono allenati dalle campionesse italiane Stefania e
Pamela Priori. Auguri e congratulazioni vivissime. Continuate a guardare lontano, ragazzi!
Volley
La Monte Schiavo si gode la vetta
Oggi a Santeramo c’è l’All Star Game
di Giuseppe Papadia
(foto Alessandro Testadiferro)
Nuovi marciapiedi e recupero
delle mura castellane
Il 18 novembre del 1933
dovrà essere ricordato come uno
dei giorni più tristi per il patrimonio storico di Majolati; infatti,
fu deciso di demolire la torre
campanaria dell’orologio che
caratterizzava
l’entrata
al
Castello. Nel 1946 altri “monumenti” erano destinati a subire la
stessa sorte di quella torre, altri
simboli del “castrum Majuleti”;
infatti, furono abbattuti: il
mastio, una fortezza di tre piani,
a forma di torre, riadattata ad
alloggi popolari, e altri tratti di
mura castellane, ritenute pericolanti.
Da alcuni anni, le varie amministrazioni comunali hanno cercato di recuperare e rendere pienamente vivibile questa parte di
abitato esposta a Sud. Dopo il
consolidamento ed il recupero
del muro di cinta del castello
svolto all’inizio dell’estate, in
questi giorni si sta lavorando
lungo via Roma. Su progetto dell’ing. Raffaele Solustri, la ditta
Belogi di Ripe ha provveduto al
consolidamento di parte delle
mura castellane in via Damiano
Chiesa e via Roma, valorizzando
anche le mura che delimitano il
giardino della “Scuola pia” di
Gaspare Spontini.
Lungo via Roma (nella foto)
sono stati rifatti gli allacci fognari per ogni abitazione ed è stata
realizzata una nuova fognatura
da parte della Multiservizi, ente
che gestisce gli acquedotti e le
Fiocco rosa
a Pianello Vallesina
Benvenuta alla vita, piccola e
cara Anna Centanni, nata a Jesi
il 29 ottobre scorso per la gioia
di papà Luigi e mamma Marta,
dei nonni Sergio Fantini, Vittoria Pirani ed Anna Centanni e
dei tanti congiunti di Jesi e della
Vallesina. Ha tanta strada davanti da percorrere con il sorriso e la dolcezza, accompagnata
dall’amore e da tanti auguri di
felicità.
fognature praticamente di tutta la
provincia.
Non appena saranno ultimati
gli impianti idrici, con la messa
in opera anche di due nuovi
idranti a colonna all’inizio di via
Roma, verso piazza della
Vittoria, e vicino l’incrocio con
via Nazario Sauro, al fine di
migliorare la possibilità di utilizzo dell’acqua in caso di incendi
nel centro storico, sarà realizzata
una soletta per il posizionamento
del nuovo marciapiede. In questo
modo tutto il tratto sotto la “scarpa” delle mura non sarà più in
terra, ma, in continuità con altri
tratti di marciapiede; sarà stesa
una cordonatura in pietra chiara e
la pavimentazione sarà in selci
di arenaria locale di dimensioni
diverse. L’importo del progetto
ha un costo di oltre duecentomila
euro ed è stato finanziato dalla
Regione Marche.
Molti residenti hanno approfittato degli incentivi per il recupero della facciata, la sostituzione dei canali e degli infissi; pertanto già dal prossimo anno il
recupero del centro storico sarà
evidente. Rimane il problema di
uno dei luoghi spontiniani più
significativi, la “Scuola pia”. Per
trovare i primi finanziamenti,
almeno per la messa in sicurezza
ed il consolidamento statico, si
potrebbe stringere un accordo
con la Regione; il Comune di
Majolati, per conto delle Opere
Pie Spontini, potrebbe anticipare
i fondi che saranno poi restituiti
dalla Regione con i fondi del terremoto del 1997.
Fermo il campionato fino al 27
novembre per la Women Gran
Champions Cup, la Monte
Schiavo Banca Marche si gode la
vetta della classifica, raggiunta
grazie ad un cammino impeccabile: cinque vittorie e nessuna sconfitta.
Nonostante questo momento
magico, le “prilline” hanno gradito questa pausa, come ha spiegato
il libero rossoblù Isabella Zilio.
“La pausa arriva al momento giusto – ha detto – Abbiamo qualche
problema e un po’ di riposo ci può
fare bene. Dobbiamo migliorare e
non avere impegni di campionato
ci aiuterà a lavorare bene, curando quello a cui non puoi pensare
se hai due partite a settimana”.
Questi giorni di novembre non
sono comunque, di totale relax.
Mercoledì scorso le jesine hanno
disputato un’amichevole speciale
contro la formazione maschile
della Cnh, campione d’Italia nel
torneo dell’Assindustria. Lunedì
21 e martedì 22 Ritschelova e
compagne saranno a Lucca per un
torneo
quadrangolare
con
Padova, Forlì e le francesi del
Cannes.
Intanto oggi, sabato 19
novembre, si gioca a Santeramo il
“Kenwood
All Star Game”
(ore
15.15, diretta
Rai Tre), la
tradizionale
partita che
mette
di
fronte la nazionale italiana e una
selezione
delle migliori
straniere del nostro campionato.
Per la Monte Schiavo sono presenti Elisa Togut tra le azzurre e
l’americana Erin Aldrich (nella
foto) nel Resto del Mondo.
(foto Candolfi)
Da sabato 19 a domenica 27
novembre si potrà visitare al
Palazzo dei Convegni la mostra
fotografica di Mario Boccia:
“Poveri per forza”, riflessioni sul
concetto di sviluppo che genera
crescente disuguaglianza. Orario
10-13, 16-20.
Nuovo “mister”
per la Jesina
La Società Sportiva
Jesina Calcio, nella serata di
domenica, ha deciso di interrompere il rapporto di collaborazione con l’allenatore
Dino Giuliani e il direttore
generale Alessandro Cossu.
Nel pomeriggio di martedì il
nuovo allenatore, Antonio
Ceccarini, ha guidato il
primo allenamento dei leoncelli.
Ceccarini, 46 anni, ha iniziato la carriera da Lunano
(Eccellenza), e ha proseguito
ad Urbania (Eccellenza),
dove ha vinto il campionato.
Poi, tanta serie D a Urbania,
Tolentino, Bastia Umbra,
Senigallia, Macerata e Roseto. Con la Rosetana (20022003) ha vinto il campionato
di Serie D. L’anno dopo, in
C.2, per problemi societari,
ha lasciato l’incarico. Arriva
a Jesi dopo un anno di stop.
azioni tra le braccia dell’ottimo
portiere Montini. Poi al ritorno
in campo i realisti diventano
sempre più vivaci nel ribattere le
azioni avversarie e finalmente
giungono alla realizzazione con
perfetta manovra di Rusca, che
fugge veloce ed intelligentemente
apre su Gasparetti, che trova
l’angolino: 1-0 al 73’ tra l’esultanza di 300 tifosi. Il Caldarola,
che ha spinto a fondo fino a quel
momento, si trova a corto di
energie e frustrato nei suoi progetti. Non si rialza più dal … tappeto.
Il Real in classifica è quarto
con punti 23. Ed oggi sarà a Jesi.
Jesina
Presentavamo la partita in
casa del Fossombrone come non
facile e come banco di prova per
confermare le speranze suscitate
dal 3-0 realizzato contro la
Monturanese. Ed i forsempronesi, che proprio in questi ultimi
turni si sono rinforzati ottenendo
ben nove risultati positivi senza
interruzione, non nascondevano
la volontà di proseguire: ecco
quindi il tatticismo esasperato di
ambedue le contendenti, dato che
la Jesina si presentava imbattuta. Più che un grande gioco, gli
spettatori hanno visto un’altalena di episodi, che facevano pensare ad un pareggio.
Ad onor del vero, qualche
merito in più dovremmo registrarlo per i leoncelli, specialmente per fugaci incursioni di
Castorina e Polverari, alquanto
imprecisi. Invece i metaurensi,
che sono stati quasi continuamente sull’orlo della débacle,
trovano nel bomber Michele
Fiore l’inventore del gol vincente: 1-0 al 75’ con bella giocata ed
un pizzico di fortuna.
Oggi, derby con il Real
Vallesina, al Carotti di Jesi.
Speriamo in un incontro tutto da
godere.
Vir
Prima categoria
Bel risultato casalingo del San
Marcello contro un Castelplanio
per nulla arrendevole (3-2). La
Spes Jesi ha tenuto a freno il
Marina (2-1). Pareggio senza reti
tra Labor e Monserra (0-0).
Risultato di parità anche per
Borgo Jesi–Albacina (1-1) e
Cupramontana–San Lorenzo in
Campo (2-2).
Seconda categoria
Vince la Sampaolese sul
Filottrano col minimo scarto (10). Risveglio del Monsano contro
l’Usap (2-1). Buoni i tre punti
dell’Aurora in casa del rude
fanalino Serradica (1-3). Positivo
il pari dell’Aesina a Chiaravalle
(0-0).
Terza categoria
Sempre in solitaria supremazia il Castelbellino, che supera il
Casebruciate (1-0). A Jesi l’Acli
San Giuseppe cede al Pianello
(0-2). Libertas batte il Poggio
San Marcello (2-1).
Campioni di bowling e biliardo
Basket
Al PalaTriccoli arriva
la capolista Ferrara
Il momento nero della Sicc Bpa
prosegue. Domenica scorsa i gialloverdi hanno incassato la terza
sconfitta consecutiva, la seconda
in casa. Ad espugnare il
PalaTriccoli questa volta è toccato
al Caserta che ha approfittato della
serataccia dell’attacco jesino (31
Nel corso di un’amichevole giocata la settima scorsa Chris
Mortellaro si è infortunato al
ginocchio destro. Per l’italo-americano, che dovrà essere operato, i
tempi di recupero sono molto lunghi: sei mesi di stop.
La classifica dopo il settimo
Si sono svolte nei giorni scorsi al Paradise Playcenter di
Monsano le gare sociali - bowling e biliardino (o calcio balilla) –
organizzate con successo, grazie anche al particolare interessamento del socio Attilio Priori, dal Cral-Banca Popolare di Ancona,
gruppo Bpu. Silvano Arzoni è risultato primo nel bowling, seguito
da Paolo Ciccarelli, Simone Zampetti e Valdemiro Saraceni; la
coppia Sergio Gherardi e Massimo Barchiesi ha primeggiato nel
biliardino; al secondo posto la coppia Giacomo Cotichella e
Giorgio Federici, al terzo Luisiano Cardinali e Lino Micci, al quarto Giovanni Rotili e Mauro Barchiesi.
Marco Palmolella
“Poveri per forza”
Chi festeggia e chi mugugna
Oggi a Jesi il derby tra leoncelli e Real
Onorificenza alla professoressa Volpotti
Il Rotary Club di Jesi ha accolto l’8 novembre in visita ufficiale
il Governatore del Distretto 2090
Italia–Albania, dott. Antonio
Guarino. Data l’importanza dell’evento erano presenti al meeting, tenuto presso l’hôtel
Federico II, molti associati rotariani provenienti anche da numerosi altri club della regione.
Con il suo saluto il dott.
Guarino ha rivolto ai convenuti
l’invito ad onorare sempre i principi costituenti il fondamento
etico del Rotary Club International, sintetizzabili in un
impegno e in un servizio non sporadici, ma costanti, diversificati e
al di sopra di interessi personali.
Ha inoltre ricordato che il campo
d’azione del club è molto vasto,
abbracciando una realtà non solo
locale, ma nazionale e internazionale.
Ha sottolineato inoltre come
9
per cento). “Abbiamo faticato a
tenere testa a Caserta – ha detto un
deluso Banchi – Contro la loro
difesa fisica ed energica il nostro
attacco ha stentato. Quando la
situazione era delicata loro hanno
sempre trovato tiri importanti che
hanno fermato i nostri tentativi di
rimonta”.
Contro Caserta ha debuttato in
gialloverde nonostante i postumi
di un’influenza, Ray Weathers.
turno: Ferrara, Caserta e Scafati
10 punti, Imola, Fabriano, Rimini,
Novara, Montecatini e Rieti 8,
Montegranaro, Pavia, Sicc Bpa
Jesi e Casale Monferrato 6,
Castelletto Ticino e Sassari 4,
Trapani 2 punti.
Oggi, domenica 20 novembre,
al PalaTriccoli arriva la capolista
Ferrara (ore 18.15). Partita per
puntare alla salvezza, la formazione estense allenata da coach
Dalmonte, già ad Avellino e
Reggio Emilia, sta stupendo tutti.
Giocatori esperti come Foiera e
Ghiacci, assieme ai due americani
Thomas e Darby hanno portato i
ferraresi in cima alla classifica.
Conclusa anche la campagna
abbonamenti riservata agli alunni
delle scuole elementari e medie,
l’Aurora Basket ha comunicato
che sono 1306 gli abbonamenti
venduti per questa stagione.
Gip
(foto Giaccaglini)
Jesi e Vallesina
10 Domenica 20 novembre 2005
LETTERE
Agenda
Il prof. Molinelli
e la “sua Jesi”
Il santo del giorno
Venerdì 18 novembre Dedicazione Basiliche dei Santi Pietro
e Paolo – San Frediano – Sabato 19 San Fausto – Domenica
20 Cristo Re dell’Universo – San Basilio – Sant’Ottavio – Lunedì
21 Presentazione della Beata Vergine Maria – Martedì 22 Santa
Cecilia – Mercoledì 23 San Clemente – San Colombano – Santa
Lucrezia – Giovedì 24 Santa Firmina – Sante Flora e Maria –
Venerdì 25 Santa Caterina d’Alessandria – Sabato 26 San
Leonardo – Domenica 27 San Virgilio – San Valeriano.
Agenda
Venerdì 18 novembre
Jesi . teatro Pergolesi (ore 21): “Cavalleria rusticana” di
Mascagni e “Gianni Schicchi” di Puccini.
Domenica 20 novembre
Giornata nazionale delle migrazioni
Jesi – chiesa di San Giovanni Battista (ore 11) concerto d’organo “Musica Praecentio”
Jesi – Cattedrale: conferimento del “Mandato” a catechisti ed
educatori
Jesi – teatro Pergolesi (ore 16) “Cavalleria rusticana” e
“Gianni Schicchi” (repliche)
Jesi – teatro– studio Moriconi (ore 17,30) “Il tesoro dei pirati”
(Teatro Pirata)
Dal
professor
Michele
Millozzi dell’Università di
Macerata:
Prendo visione con ritardo di
un articolo apparso su “il Resto
del Carlino” il 4 novembre scorso dal titolo “Intitoliamo la piazza a Molinelli”, nel quale leggo
che i Repubblicani Europei –
secondo quanto dichiara il loro
segretario cittadino Rudi Curzi
nell’intervista rilasciata al giornale - intendono o intenderebbero proporre la intestazione al suo
nome del Piazzale della Stazione
di Jesi, già destinata a Papa
Giovanni Paolo II.
Ritengo di avere un qualche
diritto di intervento sulla questione con alcune considerazioni e
precisazioni, in questa sede
essenziali, che nascono, in un
certo senso, dalla mia appartenenza - certamente non anagrafica o domiciliare - alla comunità
posito, basti rievocare soltanto
due episodi.
Il primo è relativo al suo- al
solito- scarno discorso di ringraziamento all’amministrazione
comunale di Jesi per il conferimento della cittadinanza benemerita, cerimonia che chiuse con
queste parole.” Con questo riconoscimento, viene smentito, per
quanto mi riguarda, il detto nemo
propheta in patria. Nel ringraziare l’Amministrazione Comunale
ringrazio tutta la città che mi ha
voluto onorare”.
Il secondo risale all’anno successivo, al 1991: nella riunione
di fondazione del Centro Studi
Marchigiano egli pose a condizione della sua adesione a quello
che doveva diventare un istituto
di studi storici che fosse aperto
ad ogni percorso culturale, e che
Jesi fosse il principale scenario
dell’attività del Centro in quanto
istituzione mirata
anzitutto
all’ulteriore crescita culturale
della città.
Non è un caso che la collana
“Quaderni” del Centro Studi
Marchigiano sia stata aperta nel
2004 da Raffaele Molinelli con il
saggio “Jesi città regia”.
Lunedì 21 novembre
Giornata delle claustrali
Com’è strutturata
la Margherita
Martedì 22 novembre
Jesi – teatro Pergolesi (ore 21) “Cavalleria rusticana” e
“Gianni Schicchi” (repliche)
Dal dr. Giorgio Berti:
Sabato 26 novembre
Jesi – teatro Pergolesi (ore 21) “La donna vendicativa” di
Goldoni con Maddalena Crippa
Domenica 27 novembre
Jesi – teatro Pergolesi (ore 17) “La donna vendicativa” (replica)
Jesi – teatro – studio Moriconi (ore 17,30) “Il ragazzo con il
violino” (Teatro del Mangiafuoco)
In televisione
Sabato 19 novembre – ore 10,30 (Rai Due) “Sulla via di
Damasco” con don Giovanni D’Ercole – ore 17,15 (Rai Uno) “A
sua immagine” con Andrea Sarubbi
Domenica 20 – ore 8,40 (Canale 5) “Le frontiere dello spirito”
con mons. Gianfranco Ravasi e Maria Cecilia Sangiorgi – 10
Santa Messa (Retequattro) – ore 10,30 (Rai Uno) “A sua immagine” con Andrea Sarubbi – ore 10,55 (Rai Uno) Santa Messa dal
Santuario del Divino Amore di Roma – ore 12 (Rai Uno) Recita
dell’Angelus.
Farmacie di turno
Venerdì 18 novembre Coppi – sabato 19 Moretti – domenica 20 Barba – lunedì 21 Martini – martedì 22 Calcatelli – mercoledì 23 Delle Grazie – giovedì 24 Comunale 1 – venerdì 25
Cerni – sabato 26 Comunale 2 – domenica 27 Grammercato.
A Roma per la beatificazione
di Maria Crocifissa Curcio
Segue da pag. 6
continuamente dai flash delle
macchine fotografiche con scatti provenienti da ogni settore,
dai religiosi e dai sacerdoti, fino
ai Vescovi (anche se qualcuno
dimostrava scarsa dimestichezza con le nuove tecnologie!), ai
militari (numerosissimi quelli
francesi, in alte e variopinte uniformi), alle autorità civili e
diplomatiche e chi non disponeva di macchina fotografica, altro
segno dei “nuovi” tempi, non
poteva che usare i nuovi telefonini con macchina fotografica
incorporata.
Al termine del rito il Papa ha
ricevuto l’omaggio di varie
delegazioni. Toccante e significativo quello delle Suore
Carmelitane Missionarie che
comprendeva anche Suor Gloria
Conti, di Moie, che con tanta
tenacia, fede e devozione ha
lavorato in questi anni per portare la sua Madre Maria Crocifissa
agli onori dell’Altare. Domenica
per lei si è concretizzato un
grande progetto e, al momento
dell’incontro con il Santo Padre,
non poteva mancare la commozione di mamma Gina, la sua
mamma naturale che, insieme al
babbo Giovanni faceva parte del
gruppo di fedeli provenienti da
Moie.
E per gli amici di Moie è
Agrochimica
giardinaggio e agricoltura
Via Roma, 6 - Località Macine
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stata una festa ancora più intensa nel riabbracciare le tante
suore che negli anni si sono succedute a Moie a cominciare
dalle Madri Superiori: Suor
Augusta, Suor Sabina e Suor
Adriana.
Una grande festa in una giornata intensa, favorita da uno
splendido sole e con l’unica,
oramai consueta, nota stonata
legata ai tempi che stiamo
vivendo: le fila per passare
attraverso il metal detector, i
controlli delle borse, la presenza
massiccia delle forze dell’ordine
fino a contornare l’Altare dove
celebrava il Papa ed a fare ala al
suo passaggio. Una presenza
segno dei tempi in cui neanche il
nome di Dio garantisce la sicurezza e riesce a creare un clima
di serenità e pace.
Dopo il rito nella Basilica di
San Pietro, le celebrazioni per la
beatificazione di Madre Maria
Crocifissa Curcio si sono concluse con il musical “Il respiro
del Cielo” all’Auditorium
Conciliazione. Un musical che
prima ha ripercorso le principali
tappe della vita di Rosa Curcio,
poi Madre Maria Crocifissa,
dalla sua Ispica fino a Santa
Marinella, quindi ha sottolineato
il forte messaggio, la grande
testimonianza di fede della
nuova Beata mentre scorrevano
le immagini della presenza delle
sue Suore nel mondo (Italia,
Canada,
Malta,
Tanzania,
Romania, Filippine, Brasile).
Un musical con brani recitati,
fra i quali le più significative
lettere
di
Madre
Maria
Crocifissa alle sue consorelle,
balli, filmati e canti. Un modo
originale, coinvolgente, in parte
un po’ insolito per celebrare una
nuova Beata. Corale la conclusione con tutte le suore in platea
a cantare insieme al numeroso
coro “La risposta al mistero”,
che costituisce una specie di
inno ufficiale delle Suore
Carmelitane Missionarie di
Santa Teresa del Bambin Gesù.
Giancarlo Carbini
jesina, in particolare a quella
comunità culturale jesina nella
quale Raffaele Molinelli operava
con la competenza , la sobrietà e
l’eleganza a tutti nota, e nella
quale volle introdurmi dai primi
anni Settanta
Trentacinque anni di frequentazione assidua, all’inizio come
suo allievo e, nel tempo, con
legami di intima, assai intima
amicizia personale e familiare,
tradotta abitualmente in lunghe e
settimanali conversazioni di
carattere culturale e professionale. In queste si intrecciavano
però, senza soluzione di continuità, colloqui su momenti ed
aspetti del nostro “privato”- ma
nello specifico di questo intervento del “suo privato”- nei quali
assai spesso esternava i rapporti
interiori che intratteneva con
Jesi, con la sua città di nascita e
di residenza, città che non aveva
mai pensato di poter abbandonare e alla quale ha dedicato buona
parte dei suoi studi a testimonianza, per così dire,“ indiretta”
ma significativa, e della sua natura riservata e dell’amore che portava alla “sua Jesi”.
Preambolo d’obbligo, questo
sopra espresso, per giustificare il
mio intervento che cercherò di
esporre secondo quei canoni di
sintesi, storiografica e non, che
gli erano propri e che raccomandava sempre ai suoi allievi.
Una prima considerazione
attiene, appunto, alla proposta
dell’intitolazione a suo nome di
un luogo della sua città già destinato a Giovanni Paolo II: una
tale proposta lo avrebbe, allo
stesso tempo, scandalizzato e
amareggiato Scandalizzato, al di
là dell’anomalia della procedura
( si torna su una decisione già
assunta con delibera ) che avrebbe amaramente stigmatizzato,
soprattutto dal fatto che si potesse comunque anteporre la sua
figura a quella dello scomparso
Pontefice nei confronti del quale,
pur nella sua formazione culturale laica, nutriva sentimenti di
grande rispetto e ammirazione.
Raffaele Molinelli, come storico
e come uomo, aveva un senso
della misura assai spiccato.
Amareggiato perché, in linea più
generale e di principio, rifuggiva
dall’idea di poter essere anteposto a chiunque sia che, per diritto, lo precedesse.
In secondo luogo, non avrebbe certamente gradito un riconoscimento che nascesse da un’iniziativa di parte e, di ciò, testimonia la sua vita tutta appartata
dalla politica militante, egualmente attenta e rispettosa di tutti
i filoni di pensiero ai quali egli
guardava soltanto con gli occhi e
l’attenzione dello studioso, orgoglioso, certamente, della sua collocazione di storico nel solco
della grande tradizione del pensiero liberal-democratico, ma
non meno orgoglioso del fatto
che la comunità jesina lo considerasse un uomo “super partes”,
alieno da coinvolgimenti o posizionamenti politici. A questo pro-
In qualità di presidente della
Margherita di Jesi, informo i
mass-media locali che il 5
novembre u.s. si è conclusa la
procedura per le iscrizioni alla
Margherita nazionale. Il partito è
strutturato con una assemblea
degli iscritti e un ufficio di presidenza. Lo statuto nazionale del
partito prevede inoltre la costituzione di Circoli Margherita che
possono essere formati da iscritti
al partito e/o simpatizzanti non
iscritti. La rappresentanza politica del partito a livello locale è
pertanto in via esclusiva dell’assemblea degli iscritti e dell’ufficio di presidenza, organi statutari
da me rapppresentati.
I lettori segnalano
I lettori segnalano…. La targa decaduta. O appiedata, se
preferite. Stanca di stare appesa ad un palo, esposta alle
intemperie e alle scorie del traffico, la targa si è concessa
una pausa di… riflessione e se ne sta ad altezza di marciapiede: si direbbe, in attesa di tempi migliori. La trovate in
una traversa di viale Don Minzioni; si fregia della scritta
“via della Filatura” (la strada che porta all’ex
Cascamificio).
(foto Anna V.Vincenzoni)
Spettacolo interattivo al teaatro-studio
Il Circo più piccolo che c’è
Continuano
gli spettacoli
con burattini
al teatro-studio San Floriano, nell’ambito dell’iniziativa “Otello Sarzi. Maestro burattinaio
del
‘900”, promossa dalla Provincia
di Ancona con Leggere il ‘900.
Domenica scorsa è andato di
scena “Il circo più piccolo che
c’è “, spettacolo d’azione del
Teatrino dell ‘Es per la regia di
Vittorio Zanella sulla psicomotricità con burattini, marionette e
pupazzi mossi a vista.
Nel corso dello spettacolo
sono stati presentati circa quindici numeri di cinque minuti ciascuno, nei quali è stata richiesta
la partecipazione dei bambini,
attiva non solo a livello verbale
ma anche motorio. Un evento
destinato ai piccoli spettatori,
soprattutto ai più piccoli di questi.
Il Teatrino dell’Es, compagnia
fondata dallo stesso Zanella nel
1982 cui si è unita due anni più
tardi la moglie Rita Pasqualini autrice di numerosi testi per
burattini -, ha infatti un pregio
particolare: quello di realizzare
spettacoli proprio per i bambini
piccoli, e questa volta, piccolissimi con l’utilizzo di elementi
semplici come sedie, cappelli,
pupazzi, oggetti che hanno lo
straordinario potere di fare leva
sulla fantasia e l’immaginazione
del giovane pubblico.
Ed il nome, singolare, della
compagnia vuol dire proprio
questo: “Es” è un pronome personale tedesco, con il quale si
indica la prima fonte psichica
impersonale nelle manifestazioni
istintive.
Quindi Teatrino dell’inconscio, dei sogni, della fantasia e
dei desideri, portato avanti da
due direttori artistici che vivono
da anni nel mondo dei burattini:
Vittorio Zanella, infatti, dal ‘79
ha lavorato col “T.S.B.M.”
(Reggio Emilia) diretto da Otello
Sarzi (nella foto), partecipando a
diciotto allestimenti e, nel periodo Sarziano, ha collaborato con il
regista Giorgio Strehler.
Chiaro segnale, confermato
dal grande successo dell’iniziativa promossa dal Comune di Jesi
e dal Teatro Pirata, di come l’eredità lasciataci da Otello Sarzi sia
punto di partenza e di ispirazione
per tanti grandi maestri burattinai.
Giorgia Barboni
Anniversario
13.8.1924
22.11.1998
Mons. Mario Bagnacavalli
di Dio è sempre vissuto
e Dio ha sempre
a tutti donato
con sua Fede Amore
Cultura Poesia
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