RASSEGNA STAMPA del 19/07/2010 Sommario Rassegna Stampa dal 17-07-2010 al 19-07-2010 Il Centro: mancato allarme, chiesto il processo per 7 - giampiero giancarli .................................................................... 1 Il Centro: d'ercole, appello alla caritas restate tra i terremotati ....................................................................................... 2 Il Centro: afa, oggi scatta l'allarme rosso .......................................................................................................................... 3 Il Centro: ecco chi non si fidò della grandi rischi .............................................................................................................. 4 Il Centro: morti al convitto, la difesa contrattacca............................................................................................................. 6 Il Centro: salvi per non aver creduto alla protezione civile ............................................................................................... 7 Il Centro: a fuoco un'area di sterpi e bosco fiamme vicine a un agriturismo .................................................................... 8 Il Centro: anci regionale, c'è ferrante confartigianato, il direttivo .................................................................................... 9 Il Centro: alpini, fede e coraggio ...................................................................................................................................... 10 Corriere Fiorentino: Ad Arezzo «la cricca» di Rizzo....................................................................................................... 11 Corriere di Arezzo: R izzo contro la Cricca Stasera in Via Oberdan.............................................................................. 12 Corriere di Bologna: Tregua del caldo: vento e grandine ............................................................................................... 13 La Gazzetta di Parma Online: Pioggia e grandine: allerta della Protezione civile regionale ...................................... 14 La Gazzetta di Parma Online: Maltempo: Protezione civile E-R, allerta pioggia e grandine....................................... 15 La Gazzetta di Parma Online: Caldo: ondate in 12 citta', piogge al Nord .................................................................... 16 La Gazzetta di Parma Online: Terremoti: scossa del 2.8 nell'Aquilano ........................................................................ 17 La Gazzetta di Parma: Gruppo Alpini, riuscita l'esercitazione a Vetto .......................................................................... 18 La Gazzetta di Parma: Borgotaro premia i suoi figli migliori ........................................................................................ 19 La Gazzetta di Parma: Caldo, la vera tregua deve ancora arrivare............................................................................... 21 La Gazzetta di Parma: Il sabato più caldo della stagione .............................................................................................. 22 Gazzetta di Reggio: oggi 2 milioni di giovani non studiano e non lavorano - leana pignedoli senatrice pd .................. 23 Il Giornale della Protezione Civile.it: Ingv, diverse scosse nel fine settimana............................................................... 24 Il Messaggero (Abruzzo): Svolta sull'inchiesta relativa alla Commissione grandi rischi, uno dei filoni sui quali... ..... 25 Il Messaggero (Abruzzo): Ancora una giornata di passione: la Protezione Civile confermato anche per oggi ............ 26 Il Messaggero (Abruzzo): VASTO - Forse il caldo torrido, forse l'errore di qualcuno che ha lasciato in terra un ....... 27 Il Messaggero (Abruzzo): ANCARANO - Un "sos" anti-prostituzione in Val Vibrata. Per contrastarne gli effett... ..... 28 Il Messaggero (Latina): Il caldo di questi giorni sta mettendo a dura prova i nervi e a volte la pazienza della gente. . 29 Il Messaggero (Latina): Week end di fuoco sul lungomare pontino Sabaudia e Circeo. E non è solo una metafora. .... 30 Il Messaggero (Marche): PORTO SAN GIORGIO E' ricoverato nel reparto di rianimazione dell'ospedale di Ferm... 31 Il Messaggero (Metropolitana): Fine dell'emergenza subsidenza a Tivoli e Guidonia, almeno per il Governo. Il........ 32 Il Messaggero (Metropolitana): Distrutto dalle fiamme un casolare nei pressi della Pineta di Ceri, frazione di ......... 33 Il Messaggero (Ostia): Protestano le 28 famiglie sgomberate dall'Idroscalo che dal 23 febbraio sono ospiti del ......... 34 Il Messaggero (Umbria): Sono in quattordici e da un anno sono presenti dove serve. Il più giovane ha ventidue a... .. 35 Il Messaggero (Umbria): PERUGIA - Primi bilanci dal fronte dell'afa, in un'Umbria ancora ad altissima.................. 36 Il Messaggero (Umbria): Afa e ospedale, 25% di interventi in più ................................................................................. 37 Il Messaggero (Viterbo): Maxi operazione della Guardia costiera ieri mattina sulle spiagge di Marina Velka e di..... 38 La Nazione (Arezzo): di ANGELA BALDI DOPO lo scandalo della Protezione civile, arriva un libro-denu................ 39 La Nazione (Firenze): Scuola Sas, corsi di addestramento e agility per far star bene il cane in famiglia ..................... 40 La Nazione (Firenze): Città roventi, altri due morti E le piogge non spazzeranno l'afa................................................. 41 La Nazione (Umbria): Danni del maltempo, sopralluogo in elicottero della Protezione civile ...................................... 42 La Nazione (Umbria): Emergenza-caldo, c'è il piano ..................................................................................................... 43 La Nazione (Umbria): Caldo e afa, giornata del record bollente ................................................................................... 44 La Nuova Ferrara: eolico stoppato dall'indagine g8 - natalia andreani......................................................................... 45 PrimaDaNoi.it: Il fiume Sangro ancora martoriato dalle ruspe, l'allarme del Wwf ........................................................ 46 Quotidiano.net: Allarme incendi: in Sicilia 15 roghi Fuoco in Sardegna ....................................................................... 47 Il Resto del Carlino (Ancona): Nasce la prima comunità islamica «Nel nome dell'integrazione»................................. 51 Il Resto del Carlino (Ascoli): A scuola di prevenzione con la Protezione civile ............................................................. 52 Il Resto del Carlino (Ascoli): Emergenza incendi, pronto un piano'............................................................................... 53 Il Resto del Carlino (Ascoli): La Capitaneria attiva l'ufficio della delegazione di spiaggia .......................................... 54 Il Resto del Carlino (Fermo): L'afa verso quota 40 gradi Strade e piazze si spopolano ................................................ 55 Il Resto del Carlino (Fermo): Entra in funzione la terza postazione fissa ...................................................................... 56 Il Resto del Carlino (Fermo): Risucchiato da un vortice, rischia di affogare................................................................. 57 Il Resto del Carlino (Forlì): Incendio divampa a San Donnino ...................................................................................... 58 Il Resto del Carlino (Modena): Al via da oggi il servizio di avvistamento di incendi boschivi ...................................... 59 Il Resto del Carlino (Ravenna): Distillerie, gpl e zolfo: pronti i Piani in caso di gravi incidenti.................................. 60 Il Resto del Carlino (Rimini): Pompieri e protezione civile: si parte ............................................................................. 61 Il Resto del Carlino (Rimini): Via al centro operativo della Protezione Civile.............................................................. 62 Il Resto del Carlino (Rovigo): Protezione civile, presto un nuovo gruppo in attività ..................................................... 63 Il Resto del Carlino (Rovigo): Volontari polesani in partenza per il Bellunese.............................................................. 64 RomagnaOggi.it: Ravenna, rischio chimico: la Provincia approva i piani di emergenza esterna.................................. 65 Il Tempo: Nella Capitale "soffocati" nel metrò ................................................................................................................ 67 Il Tempo: Mai più tragedie come Ventotene..................................................................................................................... 68 Il Tempo: «Rassicurati dagli esperti» Avvocato fa scattare l'indagine ............................................................................ 69 Il Tempo: Capitale bollente a 42 gradi Distribuite 35mila bottigliette ............................................................................ 70 Il Tempo: Terremoto ......................................................................................................................................................... 71 Il Tempo: Per i sette indagati l'accusa è omicidio colposo plurimo................................................................................. 72 Il Tempo: Frosinone tra le 12 città più roventi................................................................................................................. 73 Il Tempo: Civitavecchia, città ad alto rischio................................................................................................................... 74 Il Tempo: La Regione favorevole alla riconversione........................................................................................................ 75 Il Tirreno: un muro di fuoco sulla collina - francesca gori .............................................................................................. 76 Il Tirreno: la collina brucia vigili del fuoco ancora al lavoro ......................................................................................... 77 Il Tirreno: a fuoco due ettari di sterpaglie - lara loreti.................................................................................................... 78 Il Tirreno: invasi d'acqua con diga c'è l'obbligo della denuncia o scatta una mega multa ............................................. 79 Il Tirreno: una giornata di sport e solidarietà per ricordare sara - ni.nu. ...................................................................... 80 Il Tirreno: soldi per le imprese alluvionate ...................................................................................................................... 81 Data: 18-07-2010 Il Centro Estratto da pagina: 5 mancato allarme, chiesto il processo per 7 - giampiero giancarli - Altre Mancato allarme, chiesto il processo per 7 Commissione Grandi rischi, i pm: «Vittime indotte a rimanere nelle case» Finora sono 32 le parti civili già individuate Udienza preliminare ancora da fissare GIAMPIERO GIANCARLI L'AQUILA. Tutto come previsto. La procura non cambia idea e, nonostante le copiose memorie difensive degli imputati, chiede di processare i 7 componenti della commissione Grandi rischi nell'inchiesta sul mancato allarme. Le accuse: omicidio colposo e lesioni gravi. GLI IMPUTATI. Nulla di nuovo rispetto all'avviso di conclusione delle indagini visto che le imputazioni e gli accusati non sono cambiati: a rischiare il processo in tribunale sono Franco Barberi,vicario della commissione Grandi rischi, il professor Bernardo De Bernardinis, già vice capo della Protezione civile, unico indagato abruzzese essendo originario di Ofena, Mauro Dolce direttore dell'ufficio prevenzione della Protezione civile, Enzo Boschi, (nella foto a sinistra con il suo avvocato) presidente dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, Giuliano Selvaggi direttore del Centro nazionale terremoti dell'Ingv, Gian Michele Calvi, sismologo e direttore dell Eucentre di Pavia, «padre» del Progetto case e Claudio Eva ordinario di fisica dell'Università di Genova. LE ACCUSE. Il verbale redatto subito dopo la riunione del 31 marzo nel quale si riteneva poco probabile un forte terremoto è il punto nodale di tutta l'indagine e per i pm sarebbe carente. Si contesta «una valutazione del rischio sismico approssimativa, generica e inefficace in relazione alla attività della commissione e ai doveri di prevenzione e previsione del rischio sismico». «Sono state fornite dopo la riunione» si legge nel capo di imputazione «informazioni imprecise, incomplete e contraddittorie sulla pericolosità dell'attività sismica vanificando le attività di tutela della popolazione». Secondo i pm gli imputati «sono venuti meno ai doveri di valutazione del rischio connessi alla loro funzione» anche sotto il profilo dell'informazione. Queste notizie rassicuranti «hanno indotto le vittime a restare nelle case». Tra le prove, ovviamente, testi di sismologi che parlano di prevedibiltà dei terremoti, del tutto ignorati, ma anche articoli del nostro giornale che pubblicò in esclusiva la denuncia presentata il 17 agosto 2009 dall'avvocato Antonio Valentini che dette il via alle indagini. LE PARTI CIVILI. Finora sono 32, sulla scorta delle denunce pervenute, le parti civili individuate dai magistrati. Si tratta di persone che hanno avuto dei morti in famiglia. Va anche detto che, al momento, l'unica parte civile tra le persone solo ferite è un giovane rimasto sepolto sotto le macerie della Casa dello studente e salvo per miracolo. Ma in teoria, in occasione della udienza preliminare, chiunque ha avuto morti o feriti restando a casa per le rassicurazioni, potrebbe avanzare richiesta. TEMPI BREVI. I tempi lasciano supporre che la procura fosse molto convinta della linea da seguire. Infatti gli ultimi interrogatori degli accusati ci sono stati a fine di giugno ma la richiesta di rinvio a giudizio è stata firmata già il 9 luglio. Quanto alla fissazione dell'udienza preliminare spetterà fissarla al capo dei gip, Giuseppe Grieco. © RIPRODUZIONE RISERVATA Argomento: CENTRO Pag. 1 Data: Il Centro 18-07-2010 d'ercole, appello alla caritas restate tra i terremotati Il vescovo sollecita le delegazioni. E suor Nazarena scrive a Fini D'Ercole, appello alla Caritas «Restate tra i terremotati» L'AQUILA. La Chiesa schierata in difesa delle popolazioni terremotate. E se la Protezione civile ha smantellato e i vigili del fuoco hanno ridotto gli effettivi il vescovo Giovanni D'Ercole chiede ai volontari delle Caritas di continuare a restare nei paesi colpiti dal sisma. Mentre suor Nazarena Di Paolo, madre superiora della Dottrina Cristiana, scrive a Fini e Cicchitto lamentandosi delle discutibili parole rivolte agli aquilani dal deputato Pdl Giorgio Straquadanio. «Le delegazioni Caritas presenti in Abruzzo hanno svolto in questo anno un ruolo prezioso, ancor più perché svolto nel silenzio. E' stato come mantenere acceso un fuoco alimentandolo per tutti questi mesi. Per questo, se possibile, chiederemo alle delegazioni di restare ancora». A parlare, per l'appunto, è Giovanni D'Ercole, vescovo ausiliare dell'Aquila. Ad oggi sono 14 le delegazioni regionali Caritas impegnate nei Comuni colpiti dal terremoto per un totale di 22 operatori. Le delegazioni, entrate in servizio la scorsa estate, dovrebbero lasciare l'Abruzzo a partire dal prossimo settembre. «Siamo riconoscenti come Chiesa», ha aggiunto monsignor D'Ercole, «a quanti operatori e volontari si sono spesi in questo servizio, un grazie che non è solo nostro ma viene dalla gente che si è sentita accompagnata durante tutti questi mesi». «Nel ringraziare ancora tutte le istituzioni», dice ancora il prelato lanciando un importante messaggio, «per quanto fatto in favore della nostra gente e della nostra città, voglio augurarmi che le stesse continuino ad accompagnarci verso il ritorno alla normalità». Ci sono anche iniziative concrete al riguardo. Inizierà domani un progetto per la promozione turistica del Gran Sasso. L iniziativa, che vedrà alternarsi gruppi di volontari fino a settembre, rientra nelle attività proposte dalla rete Caritas ai volontari in servizio in Abruzzo in estate. Il progetto prevede la riqualificazione di alcuni sentieri e itinerari turistici sul Gran Sasso. Ma anche la superiore generale delle missionarie della Dottrina cristiana vuol dire in una nota al presidente della Camera Gianfranco Fini e al presidente del gruppo Pdl, Fabrizio Cicchitto censura le parole del deputato Giorgio Clelio Stracquadanio il quale in occasione della protesta a roma del 7 luglio disse: «L'Aquila stava morendo indipendentemente dal terremoto e il terremoto che ha certificato la morte civile. Siamo noi che dobbiamo andare all'Aquila a menifestare contro di loro». «Le assicuro», scrive la religiosa a Fini, «che queste parole hanno ferito tutti i cittadini che si stanno impegnando per una ripresa della città. Il nostro Musp, per esempio, lo abbiamo aperto a molte attività compreso un corso di preperazione per 75 operai che saranno riassunti dalla Transcom. Vorrei pregarla di esprimere questi miei sentimenti a Stracquadanio perchè pur rispettando la libera espressione forse il regolamento del parlamento pone limiti di rispetto per tutti i cittadini soprattutto quelli che soffrono».«L'inopportunità di tali espressioni» si legge invece nella lettera a Cicchitto, «sono state un'offesa al presidente Berlusconi e a tanti parlamentari Pdl che si sono impegnati per noi». © RIPRODUZIONE RISERVATA Argomento: CENTRO Pag. 2 Data: 18-07-2010 Il Centro Estratto da pagina: 4 afa, oggi scatta l'allarme rosso - Pescara Pescara nella lista delle città più calde, la protezione civile in allerta Ieri sono raddoppiate le richieste di aiuto alla centrale operativa PESCARA. Oggi, è in vigore lo stato di massima allerta per l'afa. Lo ha confermato ieri l'ultimo bollettino della protezione civile, in cui figurava la richiesta a tutti gli organismi preposti dell'adozione delle opportune misure di prevenzione. Intanto, ieri sono raddoppiate le richieste di intervento al centro operativo sociale (Cos) istituito dal Comune e affidato all'associazione Asso onlus. I volontari hanno provveduto anche alla consegna di bottigliette d'acqua alle famiglie della zona dei Colli, dove si è registrata una momentanea carenza idrica. «La protezione civile», ha spiegato l'assessore alle politiche sociali Guido Cerolini, «ha confermato la presenza di Pescara tra le città a codice rosso dove, per il secondo giorno consecutivo, il livello d'allerta raggiungerà quota 3, la più alta, che richiede l'adozione di interventi per i cittadini a rischio». Per oggi sono previste temperature intorno ai 36 gradi, con un tasso di umidità dell'80 per cento. «L'amministrazione comunale», ha fatto presente l'assessore, «si è già preparata a fronteggiare eventuali emergenze: per l'intero fine settimana è stato potenziato il personale del Cos, predisponendo la presenza del maggior numero possibile di operatori a disposizione per eventuali interventi». Ieri, invece, sono proseguite le telefonate a domicilio dei circa 500 utenti cosiddetti fragili, cioè anziani che vivono da soli, utenti affetti da patologie croniche, come cardiopatie o diabete e persone genericamente prive di una rete di relazioni. Vengono contattati al telefono dagli operatori del Cos, i quali fanno presente che è a disposizione il numero 085-61899, al quale rivolgersi per qualunque necessità. Nella giornata di ieri le telefonate degli utenti si sono raddoppiate. «Tante chiamate», ha rivelato Cerolini, «sono giunte dagli anziani che vivono nel quartiere Colli e che, dinanzi alla carenza idrica, hanno beneficiato della consegna a domicilio di bottiglie d'acqua». Diversi interventi hanno riguardato le consegne effettuate a domicilio della spesa e dei medicinali per sostenere gli anziani, ai quali è stato consigliato di non uscire di casa per evitare colpi di calore. Intanto, per martedì è stata confermata in prefettura la riunione sull'emergenza caldo, alla presenza della Asl, del 118, della Croce rossa e dei sindaci di Pescara, Montesilvano, Città Sant'Angelo e Spoltore, per tracciare un primo bilancio delle iniziative messe in campo per superare eventuali emergenze. SALVATAGGIO IN MARE. Era alla deriva a dodici miglia dalla costa di Giulianova, è stato tratto in salvo dalla guardia costiera. Ieri mattina M.T.G., 49 anni, di Pescara, a bordo della sua barca a vela di nove metri ha constatato che il motore ausiliario era andato in avaria. L'uomo, solo a bordo dell'imbarcazione e diretto alla Torre di Cerrano, alle 7,30 ha dato l'allarme con il cellulare. La motovedetta è giunta sul posto e l'imbarcazione è stata rimorchiata fino al porto. (cr.pe.) © RIPRODUZIONE RISERVATA Argomento: CENTRO Pag. 3 Data: 19-07-2010 Il Centro Estratto da pagina: 5 ecco chi non si fidò della grandi rischi - Altre Ecco chi non si fidò della «Grandi rischi» Centinaia di persone la notte del sei aprile decisero di dormire fuori casa e si salvarono Il racconto degli abitanti del rione Colle di Paganica «Per fortuna non ci facemmo convincere» PAGANICA. La notte fra il 5 e il sei aprile del 2009 molti aquilani, soprattutto dopo la scossa avvenuta intorno a mezzanotte, decisero che non era il caso di restare in casa. Centinaia di persone si sono salvate perché non hanno creduto alle rassicurazioni della commissione Grandi rischi che una settimana prima aveva «previsto» che il terremoto non ci sarebbe stato. La richiesta di rinvio a giudizio per i componenti di quella commissione ha risvegliato i ricordi di quella triste notte. Due giorni fa sono capitato a Paganica. Patrizia e Antonio con i loro sei figli avevano invitato a cena alcuni amministratori del Comune di Corte Franca (7.000 abitanti), nel bresciano, sul lago di Iseo. Un modo per ringraziare loro ma anche i tanti volontari che, da Brescia, sono arrivati a Paganica dopo il terremoto. C'erano il sindaco Giuseppe Fogazzi e gli assessori Massimo Bonardi e Alberto Luciano e numerosi volontari della Protezione civile. Patrizia e Antonio abitavano a Paganica, nel rione Colle, nel centro storico della frazione più grande del Comune dell'Aquila. Patrizia ha ripercorso, parlando con i suoi ospiti, le ore che precedettero la scossa delle 3,32. Un racconto fatto tante volte negli ultimi 16 mesi. Un racconto che in ogni passaggio non nasconde la rabbia e l'indignazione verso chi nella settimana che ha preceduto la tragedia non fece che da un lato rassicurare e dall'altro screditare coloro che invece cercavano di far passare un messaggio quantomeno di allerta. Patrizia e i suoi ex vicini di casa del rione Colle riferiscono di come decisero di passare la notte chi in un furgone e chi nelle macchine. C'erano persone di Paganica, fra cui Patrizia, le quali avevano contatti con una collaboratrice di Giampaolo Giuliani, il ricercatore che aveva elementi per affermare che stava per arrivare una scossa molto forte che avrebbe interessato L'Aquila. Quella collaboratrice, facendo filtrare informazioni che derivavano proprio dai dati in possesso di Giuliani, aveva invitato tutte le persone che conosceva o che era in grado di raggiungere a non restare in casa per quella notte. In un baleno l'invito a uscire fece il giro delle famiglie del rione Colle. E così molti decisero di prendere le loro auto, parcheggiarle in uno spiazzo a ridosso del paese e provare a dormire: scomodi ma almeno tranquilli. Il racconto si fa inquietante quando alcuni amici di Patrizia riferiscono di persone (che non avevano un ruolo istituzionale preciso) che intorno alle 2 della notte sollecitarono lo sgombero immediato dell'area occupata dalle macchine: «Tornatevene a casa, lasciate libero il passaggio, se accade qualcosa non potrà passare nemmeno una ambulanza». Alle 3,32, quando arrivò la scossa devastrice, le auto - e persino il furgone - furono letteralmente sbalzate in aria. Nelle parole di chi non potrà mai dimenticare quella notte, rivivono le immagini di muri che si piegano, di strade con l'asfalto che si contorce come le onde del mare, del boato fortissimo, dell'abbaiare di cani a far da colonna sonora a quella che appariva un'apocalisse. Nel racconto non c'è solo il prima e il durante. Ma anche il dopo. I minuti successivi furono quelli dello smarrimento e della consapevolezza che qualcosa di drammatico era accaduto. E allora ecco che si inizia a fare la conta delle persone che mancano, si cerca di individuare un grido, un lamento. Ci si improvvisa Protezione civile. Sì, ci si improvvisa, perché nelle 5-6 ore che hanno seguito la scossa non è arrivata una indicazione, una direttiva, su dove andare e che cosa fare. “L'ordine” di recarsi nei pressi del campo sportivo di Paganica è stato dato con il passaparola avviato da chi era riuscito a mantenere un minomo di lucidità. E questo spazza via anche tanta retorica sugli aiuti giunti quasi in tempo reale. Basta guardare le foto, fatte dall'alto, dei centri più colpiti per capire che alle 9,30-10 del mattino i soccorsi erano arrivati in maniera del tutto scoordinata e soprattutto in maniera insufficiente rispetto alle necessità. Naturalmente su questo si discuterà a lungo e ci saranno versioni contrastanti. Purtroppo nessuno potrà più raccogliere il parere di chi sotto le macerie ci è rimasto. Ma non solo a Paganica ci furono persone che non diedero retta alla commissione Grandi Rischi e si fidarono più del loro istinto che di una scienza ufficiale che rispetto ai terremoti si dichiara ancora oggi impotente. A Tempera, uno dei borghi letteralmente cancellati, decine di persone quella notte si erano radunate nella piazzetta del paese. «Altre» ricorda oggi Rosanna Scimia presidente della Tempera Onlus «avevano deciso di allontanarsi dalla Argomento: CENTRO Pag. 4 Data: 19-07-2010 Il Centro Estratto da pagina: 5 ecco chi non si fidò della grandi rischi frazione dopo aver chiesto ospitalità in case più sicure di amici e parenti». Durante l'incontro con gli amministratori di Corte Franca si è aggiunto agli ospiti anche Giampaolo Giuliani. Il ricercatore, guardato in cagnesco dalla scienza ufficiale, ha raccontato come passò la notte fra il cinque e sei aprile. Tutti i suoi dati (misurazione del radon, frequenza e intensità delle scosse e altri elementi) convergevano sul fatto che una scossa fra il quinto e sesto grado della Richter non solo era possibile ma altamente probabile. Giuliani ha raccontato della sua impotenza: dopo essere finito sotto inchiesta per procurato allarme e essere stato messo all'indice dalla Protezione civile non poteva più diffondere i dati in suo possesso e doveva evitare di telefonare per dare l'eventuale allerta persino ad amici e familiari. Giuliani ha scritto la sua vicenda in un libro già uscito e in un altro che sta per uscire. Gli ho chiesto solo se aveva una idea di quanta gente quella notte si era salvata dando ascolto in qualche modo alle sue preoccupazioni. Mi ha risposto: alcune centinaia. Su quanto è avvenuto in quelle ore convulse sarà la magistratura a fare chiarezza. Sotto inchiesta sono finiti: Franco Barberi,vicario della commissione Grandi rischi, il professor Bernardo De Bernardinis, già vice capo della Protezione civile, unico indagato abruzzese essendo originario di Ofena, Mauro Dolce direttore dell'ufficio prevenzione della Protezione civile, Enzo Boschi presidente dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, Giuliano Selvaggi direttore del Centro nazionale terremoti dell'Ingv, Gian Michele Calvi, sismologo e direttore dell Eucentre di Pavia, «padre» del Progetto case e Claudio Eva ordinario di fisica dell'Università di Genova. Quella notte in tanti non si fidarono di quanto emerse nella tristemente famosa riunione del 31 marzo. Io, purtroppo, mi fidai. © RIPRODUZIONE RISERVATA Argomento: CENTRO Pag. 5 Data: 19-07-2010 Il Centro Estratto da pagina: 4 morti al convitto, la difesa contrattacca - Altre Gli avvocati: «La scuola mai compresa nella lista degli edifici a rischio sismico» Contestata anche l'impossibilità per gli imputati di accedere a fondi per la ristrutturazione Oggi ultima udienza prima della Cassazione L'AQUILA. Si inasprisce la battaglia legale riguardante l'inchiesta sul crollo del Convitto nazionale dove sotto le macerie sono morti tre minorenni. Sotto accusa per omicidio colposo e lesioni ci sono il preside Livio Bearzi e il dirigente della Provincia Vincenzo Mazzotta. Secondo il difensore del preside è assurdo che si accusi il suo assistito di negligenze quando addirittura pochi mesi prima del terremoto in quella struttura venne aperta un'altra scuola. Questa mattina infatti, è prevista l'ultima udienza preliminare prima della interruzione dei termini. Si riprenderà dopo che la corte di cassazione avrà deciso se continuare a tenere il procedimento all'Aquila o trasferirlo in altro tribunale (forse campobasso) come chiede l'avvocato del preside, Paolo Enrico Guidobaldi. Secondo questo legale ci sono anche altre importanti argomentazioni. Per esempio il fatto che era stata istituita, a livello ministeriale, una commissione per stilare la lista dei cento edifici scolastici insicuri da ristrutturare per rischio sismico sulla scorta delle indicazioni fatte dalle regioni. Di quella lista non si sa nulla e tantomeno vi è stato inserito il Convitto». Inoltre è contestato al preside di non avere chiesto fondi per ristrutturare la scuola. «Ma anche qui la legge è chiara» spiega l'avvocato Guidobaldi, «si tratta di richieste che avrebbe potuto inoltarare l'Università ma non certo il preside». «Va sempre precisato visto che non tutti lo sanno o fingono di ignoraralo» dice ancora il legale, «che il preside non poteva chiudere la scuola in vista del possibile terremoto visto che questo è un potere riservato solo al sindaco». Inoltre è' comunque lo stato che deve sostenere gli oneri della manutenzione straordinaria e ordinaria. Questa mattina, comunque, dopo le citazioni fatte dagli avvocati delle parti civili, nei confronti di Ministero dell'Istruzione, Convitto nazionale e Provincia, potrebbero esserci le risposte di queste istituzioni con delle memorie. Questi enti, comunque, sono stati tirati in ballo (come è normale) per fini risarcitori. Se ci saranno condanne i danni da pagare saranno altissimi e le parti civili potranno essere soddisfatte in pieno (dolore per i loro cari a parte) solo con il coinvolgimento istituzionale. Tiene sempre banco la questione del trafaserimento del processo ma secondo il legale di parte civile Antonio Milo «si tratta di una richiesta priva di fondamento». © RIPRODUZIONE RISERVATA Argomento: CENTRO Pag. 6 Data: 19-07-2010 Il Centro Estratto da pagina: 1 salvi per non aver creduto alla protezione civile - Prima Pagina «» L'Aquila, il racconto di chi dormì fuori casa il 6 aprile 2009 nonostante le rassicurazioni L'AQUILA. La notte fra il 5 e il 6 aprile del 2009 molti aquilani, soprattutto dopo la scossa avvenuta intorno a mezzanotte, decisero che non era il caso di restare in casa. Centinaia di persone si sono salvate perché non hanno creduto alle rassicurazioni della commissione Grandi rischi. Il caso del rione Colle di Paganica. Oggi ultima udienza preliminare sui morti del Convitto nazionale, difesa al contrattacco: «Quella scuola non era nell'elenco degli edifici a rischio sismico». Allarme Api e Confartigianato per le microimprese che dovranno pagare Ires e Irap. (Da pagina 4 a pagina 6) Argomento: CENTRO Pag. 7 Data: 19-07-2010 Il Centro a fuoco un'area di sterpi e bosco fiamme vicine a un agriturismo Tufillo. In azione anche Canadair ed elicottero dei pompieri TUFILLO. Caldo torrido, forte vento e scarso senso civico: sono queste le cause dell'incendio divampato ieri mattina, poco dopo le 9, sulla fondovalle Trigno, nel comune di Tufillo. Il rogo ha tenuto i soccorritori impegnati per ore. Il fuoco ha divorato un'area incolta e un bosco a ridosso della statale 650. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco di Vasto, i colleghi del Nucleo elicotteri di Pescara, i Canadair, gli agenti della Forestale e i volontari della Protezione civile. Per ore aerei ed elicotteri hanno prelevato acqua marina dal litorale gettandola in contrada Amarena, ai piedi della collina di Tufillo. Il fumo ha creato disagi agli automobilisti. Le fiamme, tra l'altro, si erano avvicinate a un agriturismo. La folta vegetazione e la scarsa accessibilità del posto hanno reso necessario l'intervento delle squadre aeree. Nonostante l'impegno di trenta uomini l'incendio è durato più di sette ore. Alle 17 sono stati finalmente soffocati tutti i focolai. (p.c.) © RIPRODUZIONE RISERVATA Argomento: CENTRO Pag. 8 Data: Il Centro 19-07-2010 Estratto da pagina: 2 anci regionale, c'è ferrante confartigianato, il direttivo - Pescara Fulvio Ferrante è stato eletto all'interno del nuovo direttivo dell'Anci regionale (Associazione nazionale comuni italiani) e delegato per la zona della Val Pescara. Roberto Scalella, tenente di polizia municipale di Francavilla, ha ricevuto la nomina a coordinatore del gruppo comunale di Protezione civile di Francavilla. È stato ufficializzato il nuovo consiglio direttivo di Confartigianato Pescara. All'unanimità i membri hanno confermato Luca Di Tecco alla presidenza. Il direttivo: Antonella Consorte, che ricoprirà anche l'incarico di vice presidente; Nunziatina Di Nunzio; Pina Di Peco; Anna Osmi; con funzione di revisori: Loredana Toscano e Clelia Appignani, che condivideranno l'incarico con Paolo Mancini. Sono stati confermati il segretario Nunzio Gagliardi e il vice segretario Lino Cameli. Da citare l'altro vice presidente, Juan Pablo Gobetti. Confermato anche il tesoriere Angelo Giuliani. Revisori Supplenti: Paris De Martino e Nicola Agrippa. Probiviri: Giuseppe De Arcangelis, Franco Di Marco, Sergio Petrella ; probiviri supplenti: Roberto Iannelli e Mauro Ricciardi. Gli altri membri del nuovo direttivo: Andrea Camplone, Fabrizio Ferrone, Carlo Miletti, Emilio Uberti, Florindo Adorante, Gabriele Sillari, Mirko Maiorano, Paolo Verdecchia, Giusepe Morrillo, Leo De Rosa e Mohammad Panahi. © RIPRODUZIONE RISERVATA Argomento: CENTRO Pag. 9 Data: 19-07-2010 Il Centro Estratto da pagina: 1 alpini, fede e coraggio - Chieti «» Orsogna, 800 penne nere sfilano nella città dei Talami Iniziativa in ricordo dell'ex sindaco Luigi D'Alleva Commemorazione con Di Giuseppantonio e D'Alessandro ORSOGNA. Hanno sfilato con l'orgoglio abituale delle penne nere tra due ali di folla che sventolavano bandierine in onore del corpo più amato delle forze armate. Erano oltre 800 gli alpini, provenienti dall'intero Abruzzo e dalle basse Marche, che hanno concluso ieri mattina il raduno più numeroso mai tenuto nella Città dei Talami, il cui gruppo dell'Ana (Associazione nazionale degli alpini) è ora gemellato con quelli di L'Aquila, Penne e Leonessa. Hanno aperto e chiuso la due giorni dedicata alle penne nere l'alzabandiera, sabato pomeriggio, al cimitero dei caduti della Grande Guerra dedicato a Raffaele Paolucci e l'ammainabandiera ieri mattina al monumento ai caduti civili della Seconda Guerra Mondiale. Nel previsto convegno sui compiti delle penne nere nel dispositivo della Protezione civile è stata presentata la “Farmacia mobile” della sezione Abruzzi. Un ricordo per Luigi D'Alleva, alpino e sindaco di Orsogna tra gli anni Ottanta e Novanta, è stato riservato nella cerimonia di inaugurazione del cippo che ricorderà la manifestazione, cui ha presenziato fra gli altri il presidente della Provincia Enrico Di Giuseppantonio. «Il legame tra Orsogna e gli alpini è talmente profondo», osserva il sindaco Alessandro D'Alessandro, «che da sempre i carri dei Talami sono condotti dagli alpini». (f.b.) © RIPRODUZIONE RISERVATA Argomento: CENTRO Pag. 10 Data: 18-07-2010 Corriere Fiorentino Ad Arezzo «la cricca» di Rizzo 18 lug 2010 FirenzeE.S. Dalla casta alla cricca: Sergio Rizzo presenta stasera, ore 21.15 alla Madonna del Duomo di Arezzo, il suo ultimo saggio alla festa di libri e autori «Il giardino profondo». Titolo del volume «La cricca. Perché la Repubblica Italiana è fondata sul conflitto di interessi» (Rizzoli editore). Con Rizzo, inviato del Corriere della Sera e autore del libro-indagine rivelazione del 2007 «La casta» insieme a Gianantonio Stella, interviene il direttore del Corriere Fiorentino Paolo Ermini. «La cricca» è un nuovo atto di denuncia scaturito dallo scandalo della Protezione civile e affronta vari casi di malaffare di politici, avvocati, medici e imprenditori che in ogni campo approfittano del proprio ruolo all'interno delle istituzioni per perseguire interessi personali. Argomento: CENTRO Pag. 11 Data: Corriere di Arezzo 18-07-2010 R izzo contro la Cricca Stasera in Via Oberdan. Il giornalista del Corriere della Sera. Cultura e spettacoli18.07.2010 indietro Sergio Rizzo Presenta il suo libro “La cricca” AREZZO . Il Giardino Profondo, la festa di libri e di autori che sta raccogliendo una straordinaria partecipazione di pubblico, dopo l'eccelsa lezione di Remo Bodei, chiude la sua stagione 2010 con un evento di assoluto rilievo sotto il profilo dell'attualità: il giornalista Sergio Rizzo parlerà della sua ultima inchiesta “La cricca. Perché la Repubblica Italiana è fondata sul conflitto di interessi” (Rizzoli) con l'intervento di Paolo Ermini, direttore del Corriere fiorentino. L'appuntamento è per le 21.15 di stasera alla Madonna del Duomo in Via Oberdan. L'ingresso è gratuito, con 15 euro si può fruire di un ricco buffet all'adiacente Osteria Brancaleone e ottenere così un buon posto per seguire l'evento. Dopo lo scandalo della Protezione civile, un libro-denuncia su una classe dirigente che usa il Paese per fare gli affari propri. Politici, avvocati, medici, imprenditori: in Italia, potenti di ogni campo approfittano del proprio ruolo all'interno delle istituzioni per perseguire il proprio interesse, quasi sempre a scapito di quello pubblico. Quando si nomina il conflitto di interessi il pensiero corre subito a Silvio Berlusconi, al suo strapotere televisivo, alle leggi ad personam. Ma Berlusconi è solo l'ultimo erede di un sistema consolidato, che coinvolge tutti: politici, professionisti, manager, sportivi, giornalisti, dalla potente lobby dei politici nella sanità per arrivare alle cricche e agli scandali della Protezione civile. E i casi si sprecano: politici che rivestono doppi o tripli incarichi e approvano leggi per favorire se stessi o le proprie imprese; professori universitari che utilizzano gli atenei come beni di famiglia, truccando i concorsi per collocare i parenti; imprenditori che siedono in CdA di banche che prestano soldi alle loro aziende. Rizzo, che insieme a Gian Antonio Stella conduce sul "Corriere della Sera" una battaglia giornalistica contro i privilegi e le corporazioni, ci accompagna in questa inchiesta alla scoperta dei mille volti del nostro vizio nazionale Argomento: CENTRO Pag. 12 Data: 18-07-2010 Corriere di Bologna Tregua del caldo: vento e grandine 18 lug 2010 Bologna RIPRODUZIONE RISERVATA La Protezione civile dell'Emilia-Romagna ha diramato un'allerta meteo per annunciare pioggie e temporali fin da ieri notte sull'Emilia-Romagna dopo il caldo dei giorni scorsi. Potranno essere «localmente di forte intensità, con presenza di grandine, intense raffiche di vento e fulmini». I fenomeni previsti si concentreranno sulla riviera romagnola dove si attende anche mare da «mosso» a «molto mosso». Si raccomanda in particolare agli automobilisti di evitare le strade a rischio allagamento. Argomento: CENTRO Pag. 13 Data: 17-07-2010 La Gazzetta di Parma Online Pioggia e grandine: allerta della Protezione civile regionale 17/07/2010 Provincia-Emilia | Condividi! Stampa Invia ad un amico Dopo il grande caldo, la Protezione civile dell'Emilia-Romagna ha diffuso un'allerta per pioggia e grandine dalle 20 di oggi alla stessa ora di domani. Il rapido transito di una perturbazione proveniente dall'Alto Adriatico genererà secondo le previsioni temporali, questa notte e domattina, soprattutto su fascia costiera e settore centroorientale. I temporali potranno essere di forte intensità con grandine, fulmini e raffiche di vento. Moto ondoso in rapido aumento, mare da mosso a molto mosso. La tendenza, nelle 18 ore successive, sarà di esaurimento dei fenomeni. Argomento: CENTRO Pag. 14 Data: 17-07-2010 La Gazzetta di Parma Online Maltempo: Protezione civile E-R, allerta pioggia e grandine 17/07/2010 Italia-Mondo | Condividi! Stampa Invia ad un amico (ANSA) - BOLOGNA, 17 LUG - La Protezione civile dell'Emilia-Romagna ha diffuso un'allerta per pioggia e grandine dalle 20 di oggi alla stessa ora di domani. Il rapido transito di una perturbazione proveniente dall'Alto Adriatico generera' secondo le previsioni temporali, questa notte e domattina, soprattutto su fascia costiera e settore centrorientale. I temporali potranno essere di forte intensita' con grandine, fulmini e raffiche di vento. Moto ondoso in rapido aumento, mare da mosso a molto mosso. Argomento: CENTRO Pag. 15 Data: 18-07-2010 La Gazzetta di Parma Online Caldo: ondate in 12 citta', piogge al Nord 18/07/2010 Italia-Mondo | Condividi! Stampa Invia ad un amico (ANSA) - ROMA, 18 LUG - Temporali, vento e temperature in calo al nord. Ma al centro sud la colonnina resta ferma sui 40 gradi. Ed e' ancora allerta in 12 citta'. Secondo il sistema di monitoraggio delle ondate di calore della Protezione Civile e' allerta a Civitavecchia, Firenze, Frosinone, Genova, Latina, Messina, Napoli, Perugia, Pescara, Rieti, Roma e Viterbo. Al Nord dopo i temporali di ieri sono attese piogge in estensione nel pomeriggio nelle zone appenniniche dell'Italia centrale e sul versante adriatico. Poi,il tempo restera' bello ma un po' meno caldo. La previsione e' del meteorologo Andrea Giuliacci secondo il quale 'dopo una settimana bollente (ieri e' stato il giorno per ora piu' caldo di questa estate) nei prossimi giorni sull'Italia tornera' l'Anticiclone delle Azzorre, un'area di alta pressione che garantisce giornate soleggiate e temperature estive, ma senza i picchi di calore e l'afa intensa che accompagnano invece l'Anticiclone Africano'. Da domani a mercoledi', quindi, 'giornate soleggiate condite da un caldo sopportabile. Poi l'Anticiclone Africano tornera' ad occupare temporaneamente il Mediterraneo e tra giovedi' e venerdi' portera', soprattutto al centro sud, una nuova fiammata, per fortuna breve, di caldo intenso'. Per quanto riguarda le piogge, in base alle proiezioni a lungo periodo, 'tra domenica 25 e sabato 31 qualche perturbazione lambira' la nostra Penisola e soprattutto al centro nord si alterneranno giornate soleggiate ad altre con un po' di nuvole e qualche temporale in piu', mentre le temperature si aggireranno attorno a valori normali per fine luglio (massime intorno a 30 gradi e poca afa)', riferisce ancora Giuliacci. Argomento: CENTRO Pag. 16 Data: 19-07-2010 La Gazzetta di Parma Online Terremoti: scossa del 2.8 nell'Aquilano 19/07/2010 Italia-Mondo | Condividi! Stampa Invia ad un amico (ANSA) - ROMA, 19 LUG - Una scossa sismica di magnitudo 2.8 e' stata avvertita nella notte nella provincia dell'Aquila. Lo riferisce la Protezione civile. Non risultano al momento danni a persone o a cose.Secondo i rilievi registrati dall'Istituto nazionale di Geofisica, l'evento sismico e' stato registrato all' 1:36, con epicentro tra i Comuni di Scoppito, Pizzoli e Cagnano Amiterno. Argomento: CENTRO Pag. 17 Data: 17-07-2010 La Gazzetta di Parma Gruppo Alpini, riuscita l'esercitazione a Vetto PROVINCIA 17-07-2010 PROTEZIONE CIVILE SIMULAZIONE DI UNA CALAMITA' NATURALE SALA BAGANZA I volontari della Protezione Civile Ana di Sala Baganza hanno partecipato, insieme ad una quarantina di colleghi provenienti da tutta la provincia ad unimpegnativa esercitazione a Vetto, organizzata dal 2° Raggruppamento della Protezione Civile dellAssociazione alpini, che comprende i volontari dellEmi - lia Romagna e della Lombardia. Oltre ai volontari del Gruppo di Sala Baganza, erano presenti anche quelli di Borgo Val di Taro, Calestano, Collecchio/Gaiano, Colorno, Fontevivo, Medesano, Trecasali/Sissa e Sorbolo, e la squadra veterinaria per un totale di 40 volontari coordinati da Gianni Guerci. E stato ipotizzato il verificarsi di una calamità naturale nel comune di Vetto ed ai volontari dellEmilia Romagna è stato affidato il compito di montare, gestire e smontare il campo dac - coglienza. I primi volontari arrivati a Vetto hanno quindi montato le tende per laccoglienza degli sfollati, il tendone mensa, la cucina da campo oltre ai container adibiti a bagni e docce. Il giorno dopo i volontari impegnati nella logistica del campo hanno provveduto al montaggio di altre tende e del Posto medico avanzato, e hanno partecipato a vari corsi appositamente organizzati sul corretto uso delle radio, su come affrontare psicologicamente unemergenza, e sull'uso del camion con autogru. La squadra veterinaria ha invece provveduto, sempre durante la simulazione, ad effettuare interventi sul territorio per il recupero, a seguito di segnalazioni, di cani randagi e di carcasse di animali. Conclusa l'esercitazione, i volontari hanno smontato le tendopoli e tutte le strutture annesse. Un'esperienza «sicuramente positiva», come la commenta Marco Pizzacchera della Protezione civile ana salese, perché «abbiamo lavorato bene, grazie anche all'affiatamento che a bbiamo raggiunto lo scorso anno durante lemergenza Abruzzo fra i volontari di tutta la Regione, che per 7 mesi si sono alternati nella gestione del campo di Villa S.Angelo». Le esercitazioni aiutano molto anche alla socializzazione e riservano molte sorprese: «io ad esempio ho rivisto in questa occasione dopo 16 anni un mio ex compagno di militare... le esercitazioni servono anche a questo! ». Argomento: CENTRO Pag. 18 Data: 17-07-2010 La Gazzetta di Parma Borgotaro premia i suoi figli migliori PROVINCIA 17-07-2010 Borgotaro APPUNTAMENTO DA OGGI A LUNEDI' IL CAPOLUOGO DELLA VALTARO FESTEGGIA LA MADONNA DEL CARMINE Oggi in piazzetta La Quara la consegna degli attestati alle associazioni e ai cittadini benemeriti BORGOTARO Franco Brugnoli Il capoluogo valtarese entra oggi nel vivo delle celebrazioni per la sagra della Madonna del Carmine, patrona del paese. Oggi in piazzetta La Quara alle 18.30 verranno consegnate le medaglie e gli attestati di benemerenza a cittadini ed associazioni per limpegno a favore della comunità. Questanno verranno premiati Mons. Giorgio Corbellini «per il brillante percorso ecclesiale - si legge nella motivazione - che tuttavia non lo ha mai allontanato da Borgotaro nello spirito, nel pensiero e nella costante attenzione nei confronti della comunità»; Don Lelio Costa, parroco di Tiedoli, «per i 50 anni di sacerdozio»; Maria Lazzarato, ex direttore generale dellAusl di Parma, «per limpegno dedicato allOspedale «Santa Maria»; Giuseppina Rossi, borgotarese vissuta tanti anni a New York, «per avere tenuto alto il nome di Borgotaro nella Grande Mela»; Elisa Tambini, «per i brillanti risultati nel karate». E ancora: Anna Querzola, «per il successo ottenuto vincendo il Campionato regionale di ginnastica artistica»; Lara Delnevo, «per limpegno profuso nella disciplina sportiva dellarrampicata, dove si è classificata per le finali regionali»; l«Avac» (Associazione valtarese amici del cavallo) «per il non comune impegno dimostrato nella pratica dellequitazione, nella cura del cavallo e per il contributo offerto nellorganizzazione dei concorsi ippici»; la Valtarese Basket, «per il brillante risultato ottenuto con il meritato ritorno in Promozione». Sempre in ambito sportivo il Borgotaro Calcio, «per la vittoria nel Campionato provinciale Csi»; Luca Bazzani «per limpe- gno profuso come allenatore dellAssociazione Sport Outdoor Valtaro in favore della preparazione dei ragazzi delle scuole medie, diventati campioni regionali ». In campo studentesco Loren - zo Benedetti, «per l'impegno profuso nello studio e per i brillanti risultati ottenuti»; Samuele Grilli, «per essersi distinto nello studio della matematica e per la capacità di eccellere, sia a livello nazionale che internazionale ». Quindi saranno premiati: il Comitato per la sagra del Fungo Igp di Borgotaro, «nel decimo anno della sua costituzione, per limpegno profuso a favore della nostra Comunità e per la valorizzazione dei prodotti tipici locali »; l'Associazione Carnevale Borgotarese , «per la passione e limportante contributo profusi a favore della promozione turistica del Paese»; i Vigili del fuoco in congedo (alla memoria di Giancarlo Pesci), «per labnegazione, impegno ed altruismo, profusi al servizio della nostra Comunità aderendo al Comitato provinciale della Protezione Civile »; Mirko Carretta, «per la capacità organizzativa e limpegno profusi in tanti anni di volontariato nella Protezione Civile». Quindi riceveranno l'attestato Renato Zecca, barista, «per lattività profusa con dedizione, passione e raffinata garbatezza, nel settore dei pubblici esercizi »; Gino Tagliavini, mitico salumiere ormai in pensione, «per lattività profusa con abnegazione e passione nel Argomento: CENTRO Pag. 19 Data: 17-07-2010 La Gazzetta di Parma Borgotaro premia i suoi figli migliori settore del commercio»; Antonio Pellegrini, ingegnere, «per leccellente realizzazione tecnica ed il generoso contributo, profusi per i nostri anziani nel Progetto Le Case di Tiedoli»; Elena Cacchioli «per aver onorato Borgotaro nel settore della gestione del personale in diverse importanti aziende della provincia». Premiati Renato Zecca e Gino Tagliavini. Argomento: CENTRO Pag. 20 Data: 18-07-2010 La Gazzetta di Parma Caldo, la vera tregua deve ancora arrivare CRONACHE 18-07-2010 AFA LE TEMPERATURE DOVREBBERO ABBASSARSI MA DI POCO. PER UN CALO SIGNIFICATIVO SI DOVRA' ATTENDERE ALMENO UNA SETTIMANA ROMA Città bollenti anche ieri: colonnina di mercurio vicina ai 40 gradi. Morti due anziani Italia sotto la morsa di caldo e afa, con le città bollenti con temperature vicine ai 40 gradi lasciate in mano ai turisti e le località di vacanza, il mare in particolare, prese dassalto da Nord a Sud. Nel weekend più caldo dallanno, con 21 città segnate con il «bollino rosso» della Protezione civile, lauspicio di un po' di refrigerio è affidato ai temporali, anche di forte intensità (con tanto di allerta meteo della Protezione civile) che venivano previsti a partire da ieri sera. Ma le previsioni non lasciano molte speranze: nonostante il calo delle temperature annunciato per oggi, al Centro-Sud la situazione cambierà poco, con ben 12 città che manterranno il «bollino rosso». Mentre, secondo gli esperti del Cnr, bisognerà attendere il prossimo fine settimana per avere una diminuzione significativa delle temperatura, passando tuttavia per un altro picco di calore annunciato per giovedì e venerdi. Non sono mancati i malori (20% interventi in più a Milano, picco anche a Perugia) con un pensionato ottantenne di Milano che è stato stroncato da un improvviso malore, probabilmente per un infarto cardiocircolatorio, mentre passeggiava lungo la spiaggia di Loano, in Liguria. E unaltro anziano, di 76 anni, è morto probabilmente per un malore dovuto alleccessivo caldo dopo essersi tuffato in mare a Taranto. E' record di caldo anche per lacqua del mare: a Trieste sono stati raggiunti i 30,2 gradi, a due metri di profondità al molo Bandiera. Soltanto due settimane fa le rilevazioni dellOsmer-Arpa segnavano una temperatura dellacqua che sfiorava appena i 19 gradi. Argomento: CENTRO Pag. 21 Data: 18-07-2010 La Gazzetta di Parma Il sabato più caldo della stagione PARMA 18-07-2010 METEO SECONDO L'ARPA LE TEMPERATURE DI IERI ERANO LE PIU' ELEVATE. OGGI SI ABBASSERANNO Questa mattina ci saranno delle nuvole. Al pomeriggio tornerà il sereno Le temperature di ieri? Le più elevate di tutte la stagione. Secondo i dati dell'Arpa è stato il sabato più caldo fino a questo momento: 25,2 la minima e 37,2 la massima. Già verso le 18 però il cielo ha cominciato a coprirsi di nuvole ed è arrivato il vento: non sono mancati i previsti fenomeni temporaleschi. Per cui, dopo il caldo insopportabile dei giorni scorsi l'aria in pianura si è leggermente rinfrescata. E per oggi le temperature dovrebbero scendere, così come dovrebbe diminuire l'umidità, almeno secondo gli esperti. Il cielo rimarrà sereno, con la possibilità di qualche nube: una situazione che dovrebbe mantenersi fino a mercoledì, quando anche sul nostro territorio sono previste deboli precipitazioni. Ma al di là delle piogge, pare proprio che il caldo africano sia finito. «Le temperature dovrebbero abbassarsi, almeno per qualche giorno - spiega Paolo Fantini dell'osservatorio dell'università di Parma -. Il vento di ieri sera ha comunque tolto l'umidità e il caldo che proprio ieri era soffocante». Non a caso secondo i dati dell'Arpa, la minima era sui 25,2 e la massima 37,2. «Certo - continua Fantini - le temperature più alte della stagione ». E per quanto riguarda l'allerta pioggia e grandine diramata dalla protezione civile regionale? «In teoria la nostra zona non dovrebbe essere coinvolta - risponde Fantini -, ma con i fenomeni atmosferici non si può mai dire. Questa mattina ci sarà ancora qualche nube poi dovrebbe tornare il sole». Argomento: CENTRO Pag. 22 Data: 18-07-2010 Gazzetta di Reggio oggi 2 milioni di giovani non studiano e non lavorano - leana pignedoli senatrice pd L'INTERVENTO Oggi 2 milioni di giovani non studiano e non lavorano LEANA PIGNEDOLI SENATRICE PD Ancora un voto di fiducia nei giorni scorsi al Senato sulla manovra economica. Il Governo si chiude in difesa, si arrocca nel proprio fortino pieno di veleni e battaglie intestine. Ministri nominati per evitare processi, la corruzione che invade il cuore più nobile del paese come la Protezione civile, ministri ostaggi degli irriducibili delle quote latte e il futuro del governo discusso a cena nel salotto extra televisivo di Vespa con il coinvolgimento, a dir poco inquietante di autorità morali e di garanzia. Questo devastante spettacolo, proprio ora in questo paese, che avrebbe come unica possibilità di farcela una politica fatta di competenze, coraggio, rigore perché è in uno dei passaggi difficili degli ultimi decenni. Non lo dice un sentimento catastrofista, i dati parlano del buio di prospettive di questo Paese di cui occorre avere conoscenza e consapevolezza, avere una reazione proporzionata. Sono 2 milioni i giovani in Italia che non studiano, che non lavorano, che non cercano neppure lavoro. Il 79% dei posti di lavoro persi nell'ultimo anno riguarda giovani con meno di 30 anni. L'Italia è il primo paese per immobilismo sociale. Nella classifica mondiale della competitività siamo crollati al 48º posto insieme all'Azerbaigian e la Giordania, questo dopo gli anni di cura del governo «del fare». La partecipazione delle donne al lavoro è tra le più basse in Europa, mentre il debito pubblico è stato portato, quest'anno, al 118 per cento, il livello della Grecia. La pressione fiscale, a seguito dell'urlo elettorale berlusconiano «meno tasse per tutti», ha raggiunto il picco storico del 43,2 per cento e questa manovra aggiungerà ancora costi e aumenti nei servizi ai cittadini. E' un momento di obiettiva difficoltà che richiede svolte di proporzioni storiche. Tutto porterebbe a fare un discorso di grande lealtà verso il Paese, di un dialogo aperto con le opposizioni, a proporre sacrifici a fronte di un disegno futuro, e non certo a una politichetta di giornata da autogalleggiamento dei regnanti. Questo meriterebbe un Paese che, nonostante tutto, ha dentro di sé molte potenzialità ed energie inespresse. Il Partito Democratico non si è limitato a urlare il proprio dissenso, ha fatto proposte concrete sulla manovra basate su tre pilastri con dettagliate misure ed azioni concrete, con costi e possibili entrate: una maggiore equità fiscale, urgentissima. Troppo pochi oggi pagano troppe tasse. Una tassazione più equa delle rendite finanziare iniqua rispetto a i redditi da lavoro e impresa. Secondo pilastro è la riforma della spesa pubblica non intesa come taglio orizzontale pesante sugli enti locali come ha previsto la manovra caricando su di loro oltre il 50 per cento del peso, ma l'aggressione coraggiosa al sistema ingessato dei ministeri attraverso strumenti di valutazione, responsabilizzazione dei dirigenti politici ed amministrativi, premi per chi merita e penalizzazioni dure per chi non è capace di fare il suo mestiere, riduzione drastica di auto blu e voli di Stato, l'unificazione degli istituti revidenziali Inps e Inpdap, razionalizzazione degli uffici statali periferici. Terzo pilastro: misure per lo sviluppo. In senso esattamente opposto a quello che la manovra prevede ovvero agevolazioni sull'efficentamento energetico degli edifici, delle fonti rinnovabili, dei certificati verdi, crediti d'imposta per chi fa innovazione, sblocco del patto di stabilità per sbloccare i pagamenti alle imprese,per avviare tanti cantieri diffusi. Soprattutto, prima di tutto, un'azione straordinaria su scuola e università il ramo su cui è appoggiata la crescita di qualità di questo paese. I momenti di crisi - è un fatto - non si superano senza competenze e coraggio. La mancanza di coraggio, questa maggioranza l'ha dimostrata ancora una volta in questi giorni. Nel chiedere fiducia per sè il Governo ha dichiarato tutta la sua mancanza di fiducia verso questo Paese, verso le sue migliori energie, verso il suo futuro. Argomento: CENTRO Pag. 23 Data: 19-07-2010 Il Giornale della Protezione Civile.it Ingv, diverse scosse nel fine settimana Colpito in particolare l'aquilano Lunedi 19 Luglio 2010 - Dal territorio Diverse scosse di terremoto sono state registrate nel corso del fine settimana dall'INGV - Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia. Due scosse hanno interessato la Sicilia: la prima, di magnitudo 2.7, è stata registrata intorno alle 10:30 di sabato 17 luglio in provincia di Enna, nel distretto sismico Etna, con epicentro a 11 chilometri di profondità nei pressi dei Comuni di Centuripe (EN) e Adrano (CT). La seconda scossa, di magnitudo 2.5, si è verificata alle 11:57 di ieri in provincia di Messina, nel distretto sismico Monti Nebrodi, con epicentro a 6 chilometri di profondità nei pressi dei Comuni di Capizzi (ME) e Cerami (EN). Un lieve evento sismico, di magnituto 2.7, ha interessato la Provincia di Reggio Calabria. La scossa è stata registrata ieri alle 15:17, con epicentro a oltre 47 chilometri di profondità nei pressi dei Comuni di Melito di Porto Salvo, Montebello Ionico e Roghudi. L'evento non è stato avvertito dalla popolazione. Una serie di scosse ha infine colpito l'aquilano nel corso della notte, nei pressi di Scoppito, Pizzoli e Cagnano Amiterno. La prima scossa, di magnitudo 2.3, è stata registrata ieri sera intorno alle 22. A questa ne sono seguite altre 4 durante la notte: quella più forte, di magnitudo 2.8, si è verificata all'1:36 a quasi 10 chilometri di profondità; pochi minuti dopo si è verificata una scossa di magnitudo 2, e un'altra di pari entità alle 2:31; l'ultima, di magnitudo 2.1, è stata registrata poco prima delle 4 del mattino, sempre ad una profondità di circa 10 chilometri. Secondo quanto riferito dal Dipartimento della Protezione Civile, gli eventi sono stati lievemente avvertiti dalla popolazione, ma non sono giunte notizie di danni a persone o cose. (red - eb) Argomento: CENTRO Pag. 24 Data: 18-07-2010 Il Messaggero (Abruzzo) Svolta sull'inchiesta relativa alla Commissione grandi rischi, uno dei filoni sui quali... Domenica 18 Luglio 2010 Chiudi di MARCELLO IANNI Svolta sull'inchiesta relativa alla Commissione grandi rischi, uno dei filoni sui quali la Procura dell'Aquila, già impegnata a fare luce sui crolli dei duecento edifici finiti sotto inchiesta, ha deciso di accelerare. Sarà infatti esaminata nei prossimi giorni la richiesta di rinvio a giudizio presentata dalla Procura per i componenti della Commissione grandi rischi, indagati per omicidio colposo plurimo in quanto, «pur avendo le conoscenze», non indicarono che si sarebbe dovuto evacuare L'Aquila, sottoposta da mesi a un intenso sciame sismico. La richiesta, depositata presso l'ufficio del Gup, sarà notificata entro la prossima settimana in quanto deve ancora essere scelto quale dei due giudici dovrà esaminarla: Giuseppe Grieco o Marco Belli. Secondo il procuratore Alfredo Rossini e il suo sostituto, Fabio Picuti, gli scienziati della Commissione Grandi Rischi - organo consultivo e propositivo della Protezione civile - il 31 marzo del 2009, sei giorni prima della devastante scossa, pur riunendosi all'Aquila per analizzare lo sciame sismico, non attivarono le necessarie misure, perciò i suoi componenti avrebbero compiuto «negligenze fatali». Il 3 giugno scorso la Procura aquilana notificò l'avviso di chiusura indagine - che ha valore di informazione di garanzia - a sette componenti di quella Commissione: Franco Barberi (presidente vicario), Enzo Boschi (presidente dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia), Bernardo De Bernardinis (vice capo della protezione civile), Mauro Dolce, (responsabile dell'ufficio rischio sismico della Protezione Civile), Giulio Selvaggi (direttore del Centro nazionale terremoti), Gian Michele Calvi (direttore della fondazione Eucentre) e Claudio Eva (ordinario di fisica terrestre dell'Università di Genova). Il provvedimento suscitò numerosissime polemiche anche da parte dello stesso premier Silvio Berlusconi che temendo per la loro incolumità invitò gli addetti del Dipartimento di Protezione civile a lasciare L'Aquila. La richiesta di rinvio a giudizio del pubblico ministero segue la fase degli interrogatori richiesti alcune settimane fa da Boschi, Eva e Selvaggi. I primi due dopo tre ore di interrogatorio ciascuno si erano chiamati fuori e avevano presentato anche delle memorie difensive. «Il mio cliente non ha mai fatto dichiarazioni in termini di rassicurazione» aveva dichiarato l'avvocato Marcello Melandri del foro di Roma, ribattendo che comunque nel documento lo stesso Boschi precisò che non è possibile fare previsioni e ribadendo che L'Aquila è una città caratterizzata da una sismicità che richiede particolari attenzioni. Boschi, a sostegno della imprevedibilità dei terremoti, aveva presentato anche delle pubblicazioni scientifiche. L'avvocato Alfredo Biondi, già ministro della Giustizia, parlamentare Pdl, legale di fiducia del professor Eva, si era limitato a dire, a fine interrogatorio che «i terremoti non sono prevedibili e questo non è affatto elemento di rassicurazione, chi lo ha valutato in tal senso ha agito in maniera auto consolatoria». Ultimo indagato ascoltato dal pm titolare dell'inchiesta Fabio Picuti è Giuliano Selvaggi che ha sostanzialmente negato di far parte della Commissione. Sia l'avvocato Biondi che il collega Melandri hanno assicurato che almeno per i loro assistiti è fuori luogo pensare di inoltrare una richiesta in Cassazione per trasferire il processo altrove. RIPRODUZIONE RISERVATA Argomento: CENTRO Pag. 25 Data: 18-07-2010 Il Messaggero (Abruzzo) Ancora una giornata di passione: la Protezione Civile confermato anche per oggi Pescara in z... Domenica 18 Luglio 2010 Chiudi di ROBERTA FRANCHI Ancora una giornata di passione: la Protezione Civile confermato anche per oggi Pescara in zona rossa, ovvero in allerta, per le ondate di calore che colpiranno altre 11 città della Penisola. Ma il massimo livello di rischio è scattato già ieri, con le temperature che hanno superato i 34 gradi, fino ai 36 nelle ore di punta. Spiagge prese d'assalto e strade deserte: è la fotografia della città andata a caccia di un fresco tuffo in acqua o di ventole e condizionatori, in casa, centri commerciali e bar. Ma non per tutti è sempre facile in questi giorni trovare sollievo: non lo è per i lavoratori esposti al sole, nei campi e nei cantieri; non lo è per i pendolari dei bus con i condizionatori spesso guasti. La guardia del rischio è alta soprattutto per le categorie deboli: anziani, malati, bambini. Così da ieri il Comune ha dato il via al protocollo delle emergenze, mentre per martedì è convocato un vertice in Prefettura. “Per il fine settimana è stato potenziato il personale del Centro operativo sociale -spiega l'assessore Guido Cerolini-; gli utenti fragili, anziani soli o persone affette da patologie croniche, sono stati informati della disponibilità del numero 08561899 al quale rivolgersi. Tante chiamate giungono dagli anziani che vivono ai Colli e che dinanzi alla carenza idrica hanno beneficiato della consegna a domicilio di bottigliette d'acqua”. Il servizio, che prevede anche la consegna di spesa o medicinali, è affidato all'Asso Onlus. Impegnata anche la Caritas. “Attraverso la parrocchia, raccogliamo le richieste degli anziani -dice don Marco Pagniello-; alla mensa stiamo distribuendo in maggiori quantità frutta e acqua ai senza fissa dimora, che arrivano stremati”. La Asl, invece, ha messo a disposizione sul web una pagina sulle “Ondate di calore”, con previsioni meteo della protezione civile ma anche opuscoli informativi per fronteggiare il grande caldo. Perchè il rischio-malore è in agguato. “Negli ultimi 4-5 giorni c'è stato un incremento di richieste di interventi del 30% legati al caldo-dice Fabio Nieddu, della Croce Rossa-, come succede di solito quando le temperature arrivano ai 35 gradi. Ci sono stati anche interventi in spiaggia”. “Le raccomandazioni sono: bere molta acqua, da un litro e mezzo ai due litri, ossia 8-15 bicchieri d'acqua, indipendentemente dal senso di sete -dice Enrico Lanciotti, presidente dell'Ordine dei Medici-; usare reintegratori; vestirsi con fibre naturali; non esporsi al sole nelle ore più calde, dalle 12 alle 16; mangiare cibi leggeri, pesce, frutta e verdura; evitare alcolici; cercare di stare in ambienti ventilati e refrigerati, per dare tregua all'organismo almeno per qualche ora”. Ma non sempre è facile sfuggire al grande caldo. “In questo periodo c'è la raccolta di cocomeri e pomodori -dice Patrick Goubadia, Flai Cgil-: con il caldo, il lavoro nei campi diventa ancor più pesante, con il rischio di svenimenti”. Così per chi lavora nei cantieri. Il caldo si fa sentire anche nelle strutture sanitarie, ovvero nei reparti ospedalieri privi di condizionatori (ad esempio ortopedia, ginecologia -a parte la sala parto-, ambulatori). “L'estate è il periodo più difficile per i detenuti -dice anche Nieddu, garante per i diritti dei detenuti-, a causa del caldo e del sovraffollamento delle carceri”. Ma nel viaggio nella città che soffre di più l'afa, si incontrano anche i pendolari dei bus. “Il 40% del parco auto della Gtm è dotata di condizionatore, di cui un 40% però non è funzionante -dice Franco Rolandi, Filt Cgil-. In questi giorni ci sono state proteste di viaggiatori, ad esempio sulla linea 38: il condizionatore guasto e i finestrini sigillati hanno creato un effetto da serra”. RIPRODUZIONE RISERVATA Argomento: CENTRO Pag. 26 Data: 19-07-2010 Il Messaggero (Abruzzo) VASTO - Forse il caldo torrido, forse l'errore di qualcuno che ha lasciato in terra un mozzicon... Lunedì 19 Luglio 2010 Chiudi VASTO - Forse il caldo torrido, forse l'errore di qualcuno che ha lasciato in terra un mozzicone di sigaretta. Un vasto incendio di sterpaglie si è verificato ieri nelle campagne di Tufillo, nel Vastese. L'incendio di sterpaglie è stato domato dai Vigili del Fuoco del comando provinciale di Chieti, ma visto che le le fiamme si stavano avvicinando a un agriturismo della zona, è stato necessario l'intervento di un elicottero dei Vigili, partito da Pescara, e di un Canadair della protezione civile. Per bloccare l'incendio i vigili hanno dovuto lavorare per diverse ore fin dal primo mattino. Spento il fuoco, nel pomeriggio sono cominciate le operazioni di bonifica a terra. Argomento: CENTRO Pag. 27 Data: 19-07-2010 Il Messaggero (Abruzzo) ANCARANO - Un "sos" anti-prostituzione in Val Vibrata. Per contrastarne gli effett... Lunedì 19 Luglio 2010 Chiudi di MICHELE NARCISI ANCARANO - Un “sos” anti-prostituzione in Val Vibrata. Per contrastarne gli effetti si arriva ad ogni mezzo (lecito), con decisioni (e atti) sicuramente innovative se non “rivoluzionarie”. Venti aziende su ventitre ubicate nel territorio di Ancarano hanno aderito ad un progetto di collaborazione con il Comune e con il “Comitato di Pubblica Sicurezza” istituito presso la Prefettura di Teramo con le Forze dell'ordine, per arginare la prostituzione nei luoghi pubblici lungo la Bonifica del Tronto. Come? Autotassandosi per dare un contributo fattivo sul piano della vigilanza. La decisione è stata presa nel corso di un'affollata assemblea svoltasi all'auditorium di Ancarano, centro vibratiano che, insieme a Controguerra, subisce maggiormente i riflessi negatici che provoca l'attività del meretricio, alla presenza del sindaco Pietrangelo Panichi e di altri amministratori locali e dei centri vicini. I proprietari delle venti ditte che si trovano lungo la “strada dell'amore”, evidentemente esasperati, si sono dichiarati pure d'accordo in merito ad una convenzione da stipulare insieme all'Ente locale di riferimento per arrivare a costituire un consorzio pubblico-privato. Un patto, insomma, tra Comune e privati per mettere in atto azioni veramente efficaci per contrastare la prostituzione. Ogni azione messa in campo fin qui, compresa quella dell'inasprimento, attraverso apposite ordinanze, delle multe a chi contratta la prestazione e a chi poi la offre, ha dato risultati parziali, comunque non pienamente soddisfacenti, anche perchè chi deve controllare tutta l'area interessata al “traffico” non può farlo capillarmente. Il perchè è presto spiegato: le forze dell'ordine, vigili urbani ovviamente compresi, non sono assolutamente sufficienti. Di qui la decisione di coinvolgere industriali e artigiani in un'azione sinergica. L'installazione di più telecamere di sorveglianza appare una delle azioni da attuare subito. Da aggiungere che anche 25 volontari della Protezione civile di Ancarano hanno aderito all'appello di Panichi per controllare il territorio. Una rete di protezione e controllo, quindi, che in molti sperano possa risultare efficace. RIPRODUZIONE RISERVATA Argomento: CENTRO Pag. 28 Data: 18-07-2010 Il Messaggero (Latina) Il caldo di questi giorni sta mettendo a dura prova i nervi e a volte la pazienza della gente. Senza... Domenica 18 Luglio 2010 Chiudi Il caldo di questi giorni sta mettendo a dura prova i nervi e a volte la pazienza della gente. Senza contare le persone che hanno dovuto fare ricorso alle cure mediche. Ma il disagio più grande lo sopportano viaggiatori e pendolari costretti ad utilizzare spesso mezzi inadeguati, sporchi, affollati e senza climatizzazione. E così la pazienza salta e le proteste fioccano. L'altro pomeriggio è toccato ai viaggiatori dell'Intercity 561 Roma-Reggio Calabria. Appena lasciata Termini gli occupanti delle due carrozze di coda si sono accorti che non funzionava l'aria condizionata. E alle 17,30 alla fermata di Formia sono scesi sul marciapiedi impedendo la ripartenza del treno. Chiedevano con insistenza l'intervento di un tecnico delle Ferrovie per riparare il guasto e ripristinare il servizio di aria condizionata negli scompartimenti invasi dalla calura. Ma allo scalo ferroviario di Formia non esiste un tecnico specializzato nel settore e la protesta dei passeggeri è continuata per un'altra decina di minuti, provocando l'intervento degli agenti della polizia ferroviaria e del personale della stazione. Ci sono stati attimi concitati, l'intervento di alcuni addetti della Protezione civile di Formia che hanno distribuito bottiglie di acqua minerale poi la protesta è rientrata, almeno a Formia, e l'Intercity è potuto ripartire. Ma i viaggiatori sono decisi a far arrivare le proprie rimostranze alla direzione di Trenitalia. S.Gion. RIPRODUZIONE RISERVATA Argomento: CENTRO Pag. 29 Data: 19-07-2010 Il Messaggero (Latina) Week end di fuoco sul lungomare pontino Sabaudia e Circeo. E non è solo una metafora. C... Lunedì 19 Luglio 2010 Chiudi di EBE PIERINI Week end di fuoco sul lungomare pontino Sabaudia e Circeo. E non è solo una metafora. Caldo sulle spiagge prese d'assalto da migliaia di bagnanti e fiamme in due zone di Sabaudia. Pienone nel fine settimana sia a Sabaudia che al Circeo dove cittadini e turisti si sono riversati sull'arenile già alle prime ore del mattino. Lungomare di Sabaudia off limits già alle 8. Fortunatamente la protezione civile non è stata impegnata in interventi o salvataggi. Tutto tranquillo nonostante l'enorme afflusso quindi e anche l'invasione di immondizia sembra aver regalato una tregua dopo il passaggio della barca spazza rifiuti di un paio di giorni fa. Quest'anno però la novità è rappresentata dall'invasione di bagnanti attrezzati con gazebo. Molti infatti montano queste voluminose tende sulla sabbia occupando non poco spazio e di fatto restringendo l'arenile libero. Secondo la capitaneria di porto i gazebo non possono essere montati. I bagnini della protezione civile però non hanno nessun titolo per farli smontare. Dovrebbero intervenire gli agenti della polizia locale trattandosi di demanio comunale ma l'ordinanza sindacale sulla balneazione parla di divieto di campeggiare. I gazebo sono tende o ombrelloni? Una difficoltà interpretativa lascia spazio all'invasione della spiaggia da parte di questi tendoni. Spesso vengono montati la sera, le persone vi dormono all'interno e l'indomani mattina sono ancora lì in spiaggia. Nei prossimi giorni Comune e Capitaneria di porto addiverranno a un'interpretazione unanime per ovviare al problema. A San Felice Circeo invece, ieri mattina, i volontari dell'Anc sono stati costretti ad allertare i militari della Guardia di Finanza di Latina per l'eccessiva presenza di venditori ambulanti abusivi in spiaggia. I finanzieri hanno sequestrato merce contraffatta e denunciato diversi ambulanti. Alla situazione bollente sul litorale si sono aggiunti due incendi. Il primo è scoppiato sabato a Molella III, tra via Massimiliano Kolbe e via Santa Chiara. Sotto a un mucchio di rami, residui di potature, qualcuno ha pensato bene di accendere il fuoco utilizzando una vaschetta di citronella. Il caldo e il vento hanno favorito l'espandersi delle fiamme che hanno minacciato alcune abitazioni e distrutto decine di querce. Sul posto forestale e volontari dell'Anc. Altro incendio ieri pomeriggio nella zona di Belsito. In questo caso sono intervenuti forestale, vigili del fuoco di Latina e gruppo “Giuseppe Petrucci” di Borgo Vodice. RIPRODUZIONE RISERVATA Argomento: CENTRO Pag. 30 Data: 19-07-2010 Il Messaggero (Marche) PORTO SAN GIORGIO E' ricoverato nel reparto di rianimazione dell'osped ale di Ferm... Lunedì 19 Luglio 2010 Chiudi di SANDRO RENZI PORTO SAN GIORGIO E' ricoverato nel reparto di rianimazione dell'ospedale di Fermo l'uomo che ha rischiato di annegare ieri mattina all'interno del porto turistico. Lo hanno tratto in salvo due operatori del Marina, la società che ha in gestione l'approdo sangiorgese. Erano circa le 12.15 quando i due si sono accorti delle grida di aiuto che provenivano dalla scogliera che delimita l'imboccatura del porto. F.M., queste le iniziali del 58enne residente a Montegranaro, si era tuffato poco prima in mare da uno degli scivoli utilizzati dalle imbarcazioni più piccole, in un tratto dove vige il divieto di balneazione. Improvvisamente pare che il bagnante sia finito in una buca molto profonda ed abbia iniziato a bere, perdendo quasi subito conoscenza. Prontamente i ragazzi del Marina si sono gettati in acqua per recuperare a nuoto F.M.. Le sue condizioni sono apparse subito gravi. In volto era cianotico ed è stato necessario praticargli un lungo massaggio cardiaco. Sul posto sono intervenuti anche gli operatori della Protezione Civile ed i sanitari del 118 che hanno trasportato l'uomo in ospedale. Sempre ieri mattina è scattato in spiaggia l'allarme per la scomparsa di un bambino belga di 5 anni. Il piccolo si trovava allo chalet Florinda insieme alla famiglia. Improvvisamente si è allontanato facendo perdere ogni traccia. I genitori hanno allertato i bagnini del Marina Service e grazie al passaparola il bambino è stato ritrovato a circa 3 km di distanza a nord. La giornata di mare registra anche un salvataggio a Lido di Fermo. Protagonista un catamarano proveniente da Porto Sant'Elpidio e diretto in Abruzzo. Verso le 13 il natante si è bloccato per la rottura dell'albero. Illesa l'unica persona a bordo. L'imbarcazione è stata trainata fino al porto dalla Protezione Civile. Nel pomeriggio, in due diversi salvataggi, sono stati recuperati altrettanti bambini che rischiavano di annegare a causa del mare agitato. E sabato notte un ragazzo è stato soccorso dal 118 dopo un tuffo notturno in mare. Un malore, forse, all'origine dell'improvvisa perdita di sensi da parte del giovane. RIPRODUZIONE RISERVATA Argomento: CENTRO Pag. 31 Data: 17-07-2010 Il Messaggero (Metropolitana) Fine dell'emergenza subsidenza a Tivoli e Guidonia, almeno per il Governo. Il Consiglio... Sabato 17 Luglio 2010 Chiudi di ELENA CERAVOLO e FULVIO VENTURA Fine dell'emergenza subsidenza a Tivoli e Guidonia, almeno per il Governo. Il Consiglio dei ministri ieri «in considerazione del venir meno delle esigenze che avevano indotto a dichiararla» ne ha infatti deciso la revoca. I dissesti idrogeologici che hanno messo a rischio centinaia di edifici sono quindi considerati ufficialmente un “caso chiuso” proprio mentre dalla piana delle Acque Albule scatta di nuovo l'allarme. Centicinquantasette le nuove richieste già raccolte a Villalba dal comitato Città termale: gente che chiede di riaprire i termini del bando di consolidamento, per problemi manifestati ex novo e casi in cui sono peggiorati. Arrivano anche da zone prima considerate fuori dalla zona critica: Corso Italia, via Trento E via Bari. Un nuovo “fronte” si è aperto intanto pure a Tivoli Terme: in via Orazio e in via Cesare Augusto. Tanto che pochi giorni fa il Consiglio comunale tiburtino aveva approvato un ordine del giorno per impegnare il sindaco a sollecitare interventi, a cercare una proroga all'emergenza, a promuovere un coordinamento con Comune di Guidonia e Regione per studiare una riperimetrazione delle aree di subsidenza. E un primo incontro con i vertici della Protezione civile regionale è stato già fissato per la prossima settimana. Ma la novità arrivata dal Consiglio dei ministri ha messo in ulteriore allarme gli amministratori. «Faremo di tutto - ha detto l'assessore tiburtino alla Protezione civile, Riccardo Luciani - per trovare una soluzione. Chiederemo con forza che lo stato di emergenza venga di nuovo riconosciuto alla luce delle nuove richieste». Intanto a Villalba, dove sono ancora aperti i cantieri per la messa in sicurezza su 88 edifici per un totale di 24 mila metri quadrati, l'emergenza è tutt'altro che archiviata: a un anno dall'inizio dei lavori di consolidamento i contributi previsti per gli affitti non sono ancora arrivati. Significa che chi è rimasto fuori casa sta anticipando le spese di alloggio. Cento euro pro capite al mese fino a un massimo di 400 per ogni nucleo familiare “sfollato”. I dissesti idrogeologici della Piana delle Acque Albule erano diventati emergenza nazionale a ottobre del 2006. Con un decreto del Consiglio dei ministri che chiedeva «urgenti interventi di monitoraggio e messa in sicurezza dell'area, caratterizzata da un'intensa urbanizzazione». La dichiarazione dello stato di emergenza - che seguì al riconoscimento dello stato di calamità deliberato dalla Regione Lazio su richiesta dei sindaci di Tivoli e Guidonia - teneva conto di una serie di fattori allarmanti: «Negli ultimi mesi - era il testo del decreto - il fenomeno ha subito una notevole accelerazione raggiungendo valori di abbassamento del terreno dieci volte superiori alla media; il territorio interessato, già fortemente disastrato e compromesso, è classificabile come area a “subsidenza catastrofica”». Motivi per cui il Governo ravvisava la «necessità di procedere con urgenza allo studio e al monitoraggio del fenomeno, passo necessario per la successiva realizzazione dei primi interventi finalizzati a rimuovere il pericolo e a mettere in sicurezza i luoghi». RIPRODUZIONE RISERVATA Argomento: CENTRO Pag. 32 Data: 19-07-2010 Il Messaggero (Metropolitana) Distrutto dalle fiamme un casolare nei pressi della Pineta di Ceri, frazione di Cerveteri. Sono anda... Lunedì 19 Luglio 2010 Chiudi Distrutto dalle fiamme un casolare nei pressi della Pineta di Ceri, frazione di Cerveteri. Sono andati a fuoco, oltre all'edificio che ospitava macchinari ed attrezzi agricoli, anche diversi ettari di vegetazione tra cui vigneti ed oliveti. Superlavoro, l'altra mattina, per i vigili del fuoco del distaccamento di Cerenova e per la protezione civile che sono stati impegnati per ore, supportati dal dispiegamento di mezzi aerei della Regione, nel tentativo di arginare l'incendio scoppiato per causa ancora non precisate. Già nei giorni precedenti i pompieri e le squadre antincendio della protezione civile avevano eseguito numerose azioni contro le fiamme, che hanno interessato il quadrante nord delle zone rurali del territorio cerveterano. Dall'inizio della stagione estiva gli interventi messi in atto per salvaguardare il patrimonio boschivo tra Cerveteri e Santa Marinella sono stati una ventina. La maggior parte dei quali, molto probabilmente, provocati da chi brucia, senza ottenere l'autorizzazione del corpo della forestale, sterpaglie o cumuli di rifiuti. E.Ro. RIPRODUZIONE RISERVATA Argomento: CENTRO Pag. 33 Data: 18-07-2010 Il Messaggero (Ostia) Protestano le 28 famiglie sgomberate dall'Idroscalo che dal 23 febbraio sono ospiti del Campido... Domenica 18 Luglio 2010 Chiudi Protestano le 28 famiglie sgomberate dall'Idroscalo che dal 23 febbraio sono ospiti del Campidoglio presso il residence “Borgo del Poggio”. La direzione da ieri ha spento su richiesta del Comune di Roma i condizionatori negli appartamenti. «Precisiamo contesta il Comitato Civico 2013 che i condizionatori sono stati sempre in funzione, sono dotazione degli appartamenti e sono necessari per l'esposizione e la tipologia degli appartamenti stessi. Mentre la Protezione Civile distribuisce oggi gratis 130 mila bottiglie di acqua minerale ai turisti a causa dell'eccezionale ondata di caldo, il Comune di Roma agisce contro i suoi cittadini che dovrebbe invece tutelare». Argomento: CENTRO Pag. 34 Data: 19-07-2010 Il Messaggero (Umbria) Sono in quattordici e da un anno sono presenti dove serve. Il più giovane ha ventidue a... Lunedì 19 Luglio 2010 Chiudi di NICOLETTA GIGLI Sono in quattordici e da un anno sono presenti dove serve. Il più giovane ha ventidue anni, il più anziano settanta. A fianco i loro fedeli cani, specializzati nella ricerca di persone disperse in superficie o sotto le macerie. L'associazione si chiama Le orme di Askan, la sede è a Narni in via Flaminia Romana, a casa del coordinatore Marcello Tamburrini. Il nuovo gruppo di protezione civile, specializzato grazie all'esperto gruppo cinofilo da soccorso, è una onlus iscritta negli elenchi nazionali e regionali. Ha partecipato a ricerche di dispersi in tutta Italia. A partire dal terremoto in Abruzzo, dove alcuni volontari narnesi e i loro inseparabili cani hanno operato dopo il sisma a l'Aquila e Onna. E' un'attività delicata quella dell'associazione Le orme di Askan. «Spesso interveniamo nella ricerca di persone che sono scomparse da casa -spiega Marcello Tamburrini- di solito si tratta di anziani o bambini. Poi c'è la specializzazione meno piacevole: la ricerca di persone sepolte dalle macerie, conseguenza di terremoti e crolli di edifici. Che spesso si conclude col ritrovamento di persone decedute. Fortuna che qualche volta c'è il lieto fine. Come a Narni, dove abbiamo ritrovato in ottima salute una persona sparita». Marcello ha messo insieme un gruppo di persone che lavora con passione per formare i cani. Del resto i protagonisti veri dell'associazione sono loro, i cani: Korin, Betty, Jack, Bianca, Lady, Mirò, Jago, Nala, Nessie e la mascotte Ettore. Andreina Agostini, segretaria dell'associazione, racconta che «ogni settimana ci sono tre giorni di allenamento dei cani. Due hanno ottenuto il brevetto e due sono prossimi ad averlo». L' addestramento si fa ad Itieli, in località Acerella. Non avendo a disposizione un campo macerie per formare i cani alla ricerca di persone sepolte, i volontari narnesi vanno in trasferta ad Anzio. Loro fanno il possibile per rispondere a ogni richiesta ma dicono di aver bisogno del sostegno di tutti, perché l'autofinanziamento non basta. «Da un anno ci spostiamo con le nostre auto. L'equipaggiamento costa molto. Servono sacchi a pelo, brandine, elmetti. Speriamo di trovare persone disponibili a darci una mano». E servono volontari specializzati. «A settembre -dice Andreina- la Regione organizza a Narni un corso base di protezione civile». Sarà l'occasione per formare altri volontari. RIPRODUZIONE RISERVATA Argomento: CENTRO Pag. 35 Data: 19-07-2010 Il Messaggero (Umbria) PERUGIA - Primi bilanci dal fronte dell'afa, in un'Umbria ancora ad altissima &#14... Lunedì 19 Luglio 2010 Chiudi di MICHELE MILLETTI PERUGIA - Primi bilanci dal fronte dell'afa, in un'Umbria ancora ad altissima “gradazione” di calore ma finalmente con una più accettabile ventilazione. «Il piano predisposto dalla Regione con sanità e protezione civile ha dimostrato di funzionare», dice Mario Capruzzi che è stato in prima linea come direttore del pronto soccorso dell'ospedale regionale di Perugia, che ha avuto il maggior numero dei casi ed è stato al centro della “rete” umbra per assistere chi ha avuto problemi con il caldo. «Superlavoro? Diciamo lavoro intenso», spiega Capruzzi. «I numeri? Il luglio bollente, rispetto allo scorso anno, è stato di 4-5 gradi più caldo. E questo ha fatto lievitare gli interventi del Pronto soccorso e delle strutture che sono direttamente interessate a queste patologie di almeno un 25%». L'impatto però è stato assorbito bene dalla struttura sanitaria, che si è mostrata all'altezza grazie all'impegno di tutto il personale. «Non abbiamo dovuto potenziare i turni, ma abbiamo chiesto la massima dedizione al personale». Il risultato è confortante, in attesa di un'altra settimana che si annuncia di ben poco più fresca di quella precedente. Va detto che sono state segnalate diverse particolarità per quanto riguarda gli interventi richiesti in questo periodo di canicola. Per gli anziani, infatti, si è visto subito che la capillare informazione e la prevenzione varata dalla Regione, dalla protezione civile e dalla struttura sanitaria ha iniziato a dare frutti concreti. C'è stato allarme ma mai panico. I medici di famiglia hanno fatto il loro lavoro di selezione delle diverse situazioni sanitarie. Questo ha portato ad avere il “tutto esaurito” all'Obi (l'Osservazione breve) ma è normale. E però le altre strutture hanno potuto lavorare intensamente ma senza particolari stress. Dalla Cardiologia (sia dal “lato” Cavallini che a quello Alunni), alla Pneumologia (responsabile Pensa, con il nuovo “ventilatore intelligente” che è stato donato alla struttura) fino alla Medicina del lavoro. Più preoccupante è stata la recrudescenza delle polmoniti, dimostrazione che è necessario avere maggiore attenzione nell'uso del condizionamento dell'aria, come pure le due ragazze venute in Umbria dal Belgio e ricoverate con ustioni serie da abbronzatura stanno a dimostrare come sia ancora necessario fare informazione dermatologica per spiegare i problemi che possono insorgere da una esposizione al sole senza protezione. L'ultima novità segnalata pone altre rilevanti questioni per chi deve fare prevenzione anti-afa. Bisogna evidentemente sensibilizzare la popolazione dei cinquantenni umbri sulle insidie, anche per loro, del supercaldo, magari mixato malamente al condizionamento d'aria: al pronto soccorso sono stati segnalati decine di casi di persone, relativamente giovani, vittime di sbalzi di pressione, con nausee, tachicardie, giramenti di testa. Il piano regionale funziona, ma bisogna sempre modularlo sulle nuove esigenze. Argomento: CENTRO Pag. 36 Data: 19-07-2010 Il Messaggero (Umbria) Afa e ospedale, 25% di interventi in più Lunedì 19 Luglio 2010 Chiudi Primi bilanci, in attesa di un'altra settimana bollente. «Buon lavoro di prevenzione tra sanità e protezione civile» «» Capruzzi: «Superlavoro per i 4-5 gradi in più di luglio, ma il piano funziona» Argomento: CENTRO Pag. 37 Data: 18-07-2010 Il Messaggero (Viterbo) Maxi operazione della Guardia costiera ieri mattina sulle spiagge di Marina Velka e di Tarquinia Lid... Domenica 18 Luglio 2010 Chiudi Maxi operazione della Guardia costiera ieri mattina sulle spiagge di Marina Velka e di Tarquinia Lido. Passate al setaccio decine di tratti di spiagge libere e sequestrati circa centotrenta ombrelloni e moltissima attrezzatura da mare (sdraie, lettini, materassini ed altro) che i bagnanti erano soliti lasciare sull'arenile per tutta la stagione balneare. L'ordinanza comunale in materia di demanio (articolo 2.2.2) impone il divieto di lasciare nelle spiagge libere qualsiasi attrezzatura oltre il tramonto. Sul litorale tarquiniese i bagnanti avevano oramai preso la cattiva abitudine di circoscrivere la loro posizione sull'arenile lasciando ombrelloni e quant'altro. Ieri mattina una inaspettata sorpresa: quando si sono resi recati in spiaggia non hanno trovato più nulla. Gli uomini della Guardia costiera, coadiuvati da una massiccia schiera di volontari della Protezione Civile, alle prime luci dell'alba avevano provveduto a bonificare l'intera area procedendo al sequestro di tutto il materiale. Ma oltre ai pochi bagnanti arrabbiati, in molti hanno applaudito l'intervento della Guardia costiera che ha così ristabilito un po' di ordine nelle aree dove la legge della prepotenza la fa da padrona. I trasgressori, se individuati, rischiano fino a 200 euro di sanzione amministrativa. Un'operazione pianificata da tempo, coordinata dal comando locale della Guardia costiera diretto dal maresciallo Lamberto Alessandro e concordata con il sindaco e con la Polizia locale, che rientra nell'ambito della campagna di prevenzione “Mare sicuro 2010”. Sono oramai mesi che la Guardia costiera ha intrapreso su tutto il territorio comunale una capillare opera di prevenzione e di tutela dell'ambiente. E proprio in questa ottica rientra l'intervento di ieri che ancora una volta ha messo in evidenza la sinergia tra forze dell'ordine, istituzioni e mondo del volontariato. Durante questo periodo di massimo afflusso verrà tenuto alto il livello di guardia per garantire a tutti i bagnanti una sicurezza totale su più fronti. Argomento: CENTRO Pag. 38 Data: 18-07-2010 La Nazione (Arezzo) di ANGELA BALDI DOPO lo scandalo della Protezione civile, arriva un libro-denu... AGENDA AREZZO pag. 18 di ANGELA BALDI DOPO lo scandalo della Protezione civile, arriva un libro-denuncia sulla classe dirigente e il conflitto d'interesse. Lo presenterà proprio ad Arezzo nel corso delgi incontri con gli autori organizzati da Il Giardino Profondo, Sergio Rizzo. Titolo del volume di cui si parlerà come di consueto nella chiesa della Madonna del Duomo di Arezzo in via Oberdan, La cricca. Perché la Repubblica Italiana è fondata sul conflitto di interessi'. L'appuntamento è per questa sera alle 21,15 quando Sergio Rizzo presenterà il suo ultimo volume con l'intervento di Paolo Ermini, direttore del Corriere fiorentino. E' così infatti che Il Giardino Profondo, la festa di libri e di autori che sta raccogliendo una straordinaria partecipazione di pubblico, dopo la lezione magistrale di Remo Bodei, ha deciso di chiudere la sua stagione 2010. L'evento è di quelli di assoluto rilievo sotto il profilo dell'attualità: il giornalista Sergio Rizzo infatti parlerà della sua ultima inchiesta La cricca. Perché la Repubblica Italiana è fondata sul conflitto di interessi edito da Rizzoli. Dopo lo scandalo della Protezione civile, il libro di Rizzo si presenta come denuncia verso una classe dirigente che usa il Paese per fare gli affari propri. E dalla sua analisi non si salva nessuno. Politici, avvocati, medici, imprenditori: in Italia, potenti di ogni campo approfittano del proprio ruolo all'interno delle istituzioni per perseguire il proprio interesse, quasi sempre a scapito di quello pubblico. Rizzo analizza nella sua inchiesta anche la posizione di Silvio Berlusconi, ma coinvolge anche politici, professionisti, manager, sportivi, giornalisti. Tanti anche i casi documentati presenti nel libro che ha per tema principale il conflitto d'interessi. Una realtà che fiorisce nelle aziende pubbliche, tra i magistrati, nel mondo dello sport e in televisione. Rizzo, che insieme a Gian Antonio Stella conduce sul "Corriere della Sera" una battaglia giornalistica contro i privilegi e le corporazioni, sarà l'ospite d'onore di questa inchiesta alla scoperta dei mille volti del nostro vizio nazionale. Appuntamento alle 21.15 in via Oberdan 61 con l'autore de La Casta. L'ingresso all'incotro è gratuito inoltre è possibile consumare un ricco buffet a partire dalle 20 al prezzo di 15 euro nell'adiacente Osteria Brancaleone e avere diritto ad un buono per il posto a sedere all'evento. Info:0575 401500, 335 5352096. Argomento: CENTRO Pag. 39 Data: 18-07-2010 La Nazione (Firenze) Scuola Sas, corsi di addestramento e agility per far star bene il cane in famiglia 24 ORE FIRENZE pag. 14 OGGI A BROZZI RADUNO NAZIONALE Creare a Firenze un gruppo di cani, di proprietà privata, in grado di lavorare con la Protezione Civile. E' l'obiettivo che si pone per il 2010 la Scuola Sas di largo Madonna di Loreto. Molti non lo sanno ma da più di trent'anni a Brozzi c'è questa scuola per l'addestramento e l'agility dei cani ed è anche sezione fiorentina per lo sviluppo della razza del pastore tedesco. I soci sono oltre 150. Presidente della Sas Firenze è Mauro Baldanzi, il vicepresidente Vittorio Conti e con loro c'è un pool di esperti in comportamento animale. "Il cucciolo spiega Barbara Nincheri a 4 mesi può iniziare il corso di obbedienza cioè imparare a camminare a fianco del padrone, stare seduto. Poi si passa alle prove di agility, i percorsi-gioco che stimolano l'apprendimento dell'animale e possono essere utili, ad esempio, nel corso di protezione civile. La sezione dedicata ai pastori tedeschi ha lo scopo di studiare la morfologia del cane, il pelo, la dentizione e selezionare gli esemplari. E' importante sottolineare che tutti i nostri 50 cani che frequentano la struttura sono cani che vivono in famiglia, con i padroni, i bambini, gli anziani. Non formiamo cani da difesa o da guardia per le ville che normalmente vivono a distanza dalle famiglie. La scuola sviluppa le attitudini del cane e migliora la socialità". Oggi a Brozzi si terrà il raduno nazionale degli allevamenti del pastore tedesco con la presenza di due giudici, uno tedesco e uno italiano. Il 12 settembre, invece, campionato di agility.La Sas Firenze è aperta ogni domenica mattina. M. Serena Quercioli Argomento: CENTRO Pag. 40 Data: 18-07-2010 La Nazione (Firenze) Città roventi, altri due morti E le piogge non spazzeranno l'afa PRIMO PIANO pag. 7 Ancora malori e disagi: caos anche sulle autostrade ROMA LA MORSA di afa e caldo non molla l'Italia. Nel weekend più caldo dall'anno sono state 21 le città segnate con il bollino rosso' dalla Protezione Civile, ossia quelle con l'allarme al livello* 3 dell'ondata di calore. Altre due persone sono morte a causa di malori provocati dalle temperature roventi. Problemi anche per chi si è messo in viaggio, con code sulle autostrade, e disagi persino per chi ha scelto di volare. L'auspicio di un po' di refrigerio è affidato ai temporali, anche di forte intensità (con tanto di allerta meteo della Protezioni civile) iniziati, dalla serata di ieri, sulle Alpi e nelle regioni del Nord, fino ad arrivare all'Emilia Romagna. Ma le previsioni non lasciano molte speranze: nonostante il calo delle temperature annunciato per oggi, al Centrosud la situazione cambierà poco, con ben 12 città che manterranno il bollino rosso', la maggior parte fino a domani. «Invece, da venerdì spiega l'esperto dell'Istituto di biometeorologia del Cnr di Firenze, Massimiliano Pasqui la diminuzione delle temperature e soprattutto la riduzione dell'umidità, dovrebbero assicurare una fine di luglio meno soffocante. In ogni caso, anche se nell'ultima settimana le temperature sono state di quattro gradi superiori alla media, nel 2003 era andata peggio». OLTRE a ricorrere ai condizionatori d'aria, con picco di consumi elettrici del 2010, tanti gli italiani hanno cercato di difendersi dal caldo opprimente mettendosi in viaggio verso il mare: consolari romane con code fin dalle prime ore del giorno, un serpentone di 10 chilometri sulla A4 verso Trieste, strade del Veneto intasate in direzione della costa, e tante auto dal Nord, con gli inevitabili rallentamenti, in direzione di Liguria e soprattutto della riviera romagnola. Traffico anche sulle strade di montagna, verso il fresco di Alpi e Dolomiti, con un incidente mortale che ha paralizzato il traffico sulla Autobrennero a Nord di Bolzano, con tanto di intervento della Protezione civile in soccorso degli automobilisti rimasti bloccati. Ma il viaggio più tribolato è stato quello dei passeggeri di un volo della compagnia AirItaly. Per andare da Verona a Bari, causa guasti vari e uno scalo non previsto a Roma, hanno impiegato otto ore, molte delle quali trascorse perdippiù dentro al velivolo fermo, con i portelloni chiusi e senza aria condizionata, con temperatura e aria interne diventate presto insopportabili. MILANO ha fatto registrare il 20 per cento in più di interventi sanitari per malori (un picco anche a Peurgia). Un pensionato ottantenne di Milano è deceduto per un infarto cardiocircolatorio, mentre passeggiava lungo la spiaggia di Loano, in Liguria. E un altro anziano, di 76 anni, è morto per un malore dovuto all'eccessivo caldo dopo essersi tuffato in mare a Taranto. Mentre un donna di 72 è deceduta in Puglia, asfissiata dalle fiamme del suo aranceto. È record di caldo anche per l'acqua del mare: a Trieste anche sono stati raggiunti i 30,2 gradi, a due metri di profondità molo Bandiera. Soltanto due settimane le rilevazioni dell'Osmer-Arpa segnavano una temperatura dell'acqua che sfiorava appena i 19 gradi. r. r. Argomento: CENTRO Pag. 41 Data: 17-07-2010 La Nazione (Umbria) Danni del maltempo, sopralluogo in elicottero della Protezione civile SPOLETO pag. 19 RILIEVI Il velivolo ha effettuato una mappa della zona NORCIA A BORDO di un elicottero del Corpo forestale dello Stato, il servizio della Protezione civile della Regione Umbria ha effettuato ieri mattina un sopralluogo aereo sulla frazione di Campi di Norcia per verificare l'importanza della colata di detriti rocciosi (circa tremila metri cubi) che lo scorso lunedì pomeriggio è scesa a valle dal fosso che costeggia il paese. I funzionari della Regione hanno potuto verificare come la quantità di materiale che ha attraversato parte del paese, fortunatamente senza fare particolari danni, sia rilevante e debba essere rimossa quanto prima. L'unico ostacolo pare sia quello dei soldi. Da qui la probabile richiesta di stato di calamità da parte del Comune che potrebbe indurre il Governo a uno stanziamento ad hoc. Image: 20100717/foto/10629.jpg Argomento: CENTRO Pag. 42 Data: 18-07-2010 La Nazione (Umbria) Emergenza-caldo, c'è il piano GUBBIO / GUALDO / NOCERA pag. 12 L'autorità sanitaria attiva sul fronte della prevenzione GUBBIO GLI ACCORGIMENTI DA ADOTTARE IN CASO DI SITUAZIONI ALLARMANTI DIRIGENTI MOBILITATI Vertici dell'Azienda ospedaliera monitorizzano la situazione GUBBIO LOCALI climatizzati sono stati individuati all'interno del territorio dell'Alto Chiascio nel quadro del piano predisposto dall'autorità sanitaria per fronteggiare l'emergenza caldo, anche se fino ad ora, per fortuna, la situazione sta scivolando via in maniera abbastanza tranquilla. Il piano di prevenzione calore varato dal Distretto Alto Chiascio, in collaborazione con i Comuni e la Protezione Civile, prevede l'attivazione di una serie di accorgimenti e di misure preventive ritenute efficaci soprattutto a tutela della popolazione considerata più esposta ai disagi ed ai problemi legati alle alte temperature. Il riferimento riguarda gli anziani sopra gli ottanta anni, i neonati, i bambini piccoli e le persone alle prese con malattie croniche. Queste alcune delle raccomandazioni diffuse dai Centri di Salute e dagli uffici della cittadinanza, rivolte ed utili per tutta la popolazione. Le misure per ridurre gli effetti del caldo sulla salute consistono nel bere acqua frequentemente durante la giornata, anche se non se ne sente il bisogno, al fine di reintegrare le perdite quotidiane di minerali e liquidi; nell'evitare le bevande gasate, zuccherate e, soprattutto, troppo fredde che, in contrasto con la temperatura corporea, potrebbero provocare l'insorgenza di congestioni gravi; nell'evitare o ridurre quelle alcoliche e caffè che, aumentando la sudorazione e la sensazione di calore, contribuiscono alla disidratazione. PER QUANTO riguarda l'alimentazione, considerato che in estate c'è bisogno di meno calorie, vengono consigliati pasti leggeri, preferendo alla carne ed ai fritti la pasta, la frutta ben matura e la verdura. Sul piano dei comportamenti dall'autorità sanitaria arriva la sollecitazione ad indossare indumenti chiari, non aderenti, di cotone o lino o comunque in fibre naturali, perché quelle sintetiche impediscono la traspirazione e potrebbero provocare irritazioni di tipo allergico, fastidiosi pruriti e arrossamenti che andrebbero a complicare la situazione. Sono stati inoltre individuati locali climatizzati e minimamente attrezzati, come punto di raccolta e di accoglienza dei soggetti più a rischio nell'eventualità che venga dichiarato lo stato di emergenza. Per informazioni ed ogni evenienza, possono essere contattati i Centri di Salute, l'Ufficio Protezione Civile e gli Uffici della Cittadinanza di Gubbio, Gualdo Tadino, Scheggia, Costacciaro, Sigillo e Fossato di Vico. In caso di malore, il primo ad essere contattato dovrà essere il medico di famiglia oppure la guardia medica notturna e festiva; in situazioni critiche, occorre attivare immediatamente il servizio di emergenza sanitaria, chiamando il 118. G.B. Image: 20100718/foto/10716.jpg Argomento: CENTRO Pag. 43 Data: 18-07-2010 La Nazione (Umbria) Caldo e afa, giornata del record bollente PRIMO PIANO PERUGIA pag. 5 Nel capoluogo toccati i 39 gradi. Molti cinquantenni al pronto soccorso SOFFERENZA A... QUATTRO ZAMPE Anche gli animali domestici boccheggiano' PERUGIA TUTTO come previsto. Ieri è stata la giornata più calda di questo 2010. Almeno per adesso. Vale la pena ricordare però che stiamo per entrare nel periodo statisticamente più stabile e caldo dell'anno e che quindi le temperature potrebbero avere altri picchi da qui alla prima metà di agosto. Insomma l'estate non è affatto finita. E meno male visto che in molti devono ancora partire per le vacanze. Soffrirà di certo, invece, chi sarà costretto a restare in città. PERUGIA, intanto, si conferma tra le città più calde in Italia. Per fortuna però fino adesso il tasso di umidità non è stato eccessivo. Ieri la temperatura massima ufficiale, quella registrata all'aeroporto di Sant'Egidio, è stata di 38 gradi. Ma qua e la per la città ci sono diverse stazioni meteo che hanno fatto rilevare numeri diversi, ma sempre alti. In centro per esempio 35.1 gradi, a Ponte Felcino 37.3, a Montelaguardia 37.2 mentre il record, non c'è dubbio, ieri è toccato a Pontevalleceppi con 38.9 gradi. In giro per l'Umbria di sicuro non è andata meglio: Marsciano 36.6, Foligno 37.5, Palazzo di Assisi 37.9, Terni 38, Castiglione del Lago 37.3, Umbertide 36.8 e Città di Castello 36.5. NELLA GIORNATA del picco del caldo, intanto, è però cambiata la tipologia di coloro che sono ricorsi alle cure mediche per gli effetti della calura sulla salute fisica: al pronto soccorso dell'ospedale di Perugia, infatti, si è presentata dalla mattinata di ieri una ventina di persone, tra i 50 ed i 60 anni, senza patologie pregresse. Nei giorni scorsi invece, il caldo e l'afa avevano costretto soprattutto ultrottantenni con patologie pregresse a recarsi in ospedale. Quelli che ieri hanno raggiunto il pronto soccorso perugino hanno una ventina d'anni in meno e nessuna patologia particolare dunque, ma hanno accusato debolezza fisica e pressione bassa, con una grande senso di spossatezza. I medici li hanno trattenuti fino a che non hanno ripreso il vigore minimo necessario ad affrontare la calura. Durante la settimana sono state complessivamente una decina i ricoveri, mentre centinaia e centinaia le persone che hanno fatto ricorso al sostegno e ai controlli dei medici. IERI, tra la'ltro, era la seconda giornata, dopo vnerdì, in cui la presidente della Giunta regionale, Catiuscia Marini, aveva decretato in tutto il territorio umbro, per oggi, lo stato di emergenza calore I bollettini emessi negli ultimi giorni dalla Sala operativa del servizio protezione civile della Regione Umbria indicavano infatti temperature massime oltre i 33 gradi nella maggior parte dei comuni umbri, facendo così scattare il cosidetto «livello di attivazione 3 - emergenza». La Sala operativa, in collegamento con il Servizio regionale di programmazione socio-sanitaria, ha gestito le attività previste nelle Linee di azione e direttive per l'emergenza calore 2010 in coordinamento con le competenti strutture locali. m.n. Image: 20100718/foto/10645.jpg Argomento: CENTRO Pag. 44 Data: La Nuova Ferrara 19-07-2010 Estratto da pagina: 3 eolico stoppato dall'indagine g8 - natalia andreani - Attualità Eolico stoppato dall'indagine G8 Si allarga l'inchiesta P3, probabili nuovi indagati E sul Lodo Dell'Utri disse a Carboni: «Sì, sì l'uomo è soddisfatto» NATALIA ANDREANI ROMA. L'inchiesta sulla P3 si allarga. Si profilano nuove iscrizioni al registro degli indagati e nuovi interrogatori. Tra i nomi attesi quello di Roberto Formigoni, dell'ex presidente di Cassazione Vincenzo Carbone, del presidente della corte d'Appello di Milano Alfonso Marra e poi Caliendo, Miller e Martone. Intanto si fa sempre più chiaro il legame fra le varie inchieste. Una sorta di cricca contro cricca. Fu l'inchiesta sui Grandi eventi all'ombra della protezione civile, e non altro, a fermare il progetto eolico che il gruppo di Flavio Carboni stava portando avanti in Sardegna con «la consapevole collaborazione» del governatore dell'isola, Ugo Cappellacci, e l'appoggio degli onorevoli Marcello Dell'Utri e Denis Verdini. Lo scrivono i carabinieri nelle duemila pagine di informativa sulla P3. Dopo aver ottenuto la nomina di Ignazio Farris al vertice dell'Arpa, si legge nelle carte, i componenti dell'associazione segreta «hanno tentato di conseguire, con la consapevole collaborazione di Cappellacci, di suoi stretti collaboratori e il sostegno dei parlamentari Verdini e Dell'Utri, a loro volta coinvolti nell'operazione, l'approvazione di una delibera che essi avevano contribuito a redigere in maniera da favorire l'iniziativa imprenditoriale in corso». Ma a rovinare i giochi sono arrivati i pm di Firenze. Un tornado investigativo che travolge Verdini «per condotte del tutto analoghe» a quelle oggi contestate e che «con ogni probabilità ha consigliato i vertici della Regione Sardegna ad abbandonare il progetto fin lì perseguito e ad adottare un provvedimento non più favorevole al sodalizio». Ma in primo piano, assieme al filone dell'eolico, nell'inchiesta sulla P3 ci sono anche le manovre esercitate dal sodalizio di Carboni per pilotare il verdetto della Consulta sul Lodo Alfano. Il gruppo affronta l'argomento nella riunione che si tiene a casa di Verdini il 23 settembre 2009 e alla quale partecipano, oltre a Carboni e Dell'Utri, i giudici Arcibaldo Miller e Antonio Martone e il sottosegretario alla giustizia Giacomo Caliendo (presenti anche Pasquale Lombardi e Arcangelo Martino, arrestati con Carboni). Alle sette di sera, tre ore dopo l'incontro, Carboni telefona a Dell'Utri per commentare l'esito della riunione. Carboni: «Credo che... che potrà avvenire ciò che si è detto». Dell'Utri: «Eh no, infatti, sì sì. E comunque è stato un ottimo incontro». Carboni: «Ecco questa è la parola che mi fa più piacere caro. Va bene amico mio. Ti informo perché domani mi daranno altre notizie». Dell'Utri: «Ecco aspetto tue notizie al riguardo. Grazie ancora». Poi Carboni prima di chiudere: «Era soddisfatto l'uomo sì?». «Sì sì, comunque soddisfatto», rassicura Dell'Utri. © RIPRODUZIONE RISERVATA Argomento: CENTRO Pag. 45 Data: 19-07-2010 PrimaDaNoi.it Il fiume Sangro ancora martoriato dalle ruspe, l'allarme del Wwf CRONACA - Chieti PAGLIETA. Il Wwf denuncia lavori di messa in sicurezza «obsoleti e dannosi». In località Zamenca, nei pressi dell'omonimo ponte sulla strada provinciale del Sangro è in azione da alcuni giorni un escavatore che sta provvedendo all'asportazione di tutta la vegetazione presente lungo gli argini del fiume Sangro. Le guardie giurate volontarie del Wwf, su segnalazione di diversi cittadini, hanno provveduto ad inviare un esposto al Corpo Forestale dello Stato ed alla Polizia Provinciale di Chieti. L'associazione non è ancora riuscita a risalire ai responsabili in quanto, l'area interessata, è priva del cartello indicatore dei lavori che bisogna esporre nei cantieri. Di solito queste operazioni vengono svolte per la sistemazione idraulica o “messa in sicurezza” dei fiumi. Il Wwf ha potuto verificare che la pertinenza demaniale sul lato del comune di Paglieta, a monte del ponte, presenta un'ampia area golenale di esondazione dove le ruspe hanno prodotto il ribaltamento del substrato e l'abbattimento di alberi, annientando uno dei pochi sopravvissuti boschi igrofili ripariali del fiume Sangro. Questo bosco assolveva il fondamentale ruolo di ridurre la capacità erosiva delle piene, dissipando al suo interno, per attrito, l'energia delle piene, senza compromettere in alcun modo la stabilità delle opere umane e senza produrre alcun fenomeno di rottura degli argini od esondazioni. Questa area è già storicamente stata messa in sicurezza mediante la posa di arginature a margine del territorio demaniale. Oltretutto le strutture di protezione delle sponde non sono state sovrastate dall'impeto delle acque della piena straordinaria del 2004, per cui è del tutto sovradimensionato un intervento di messa in sicurezza del ponte in un'area dove non si sono verificate esondazioni al di fuori dell'area arginata, nemmeno in occasione di eventi meteorici straordinari. Anche per l'area a valle, nel comune di Fossacesia l'intervento di sbancamento «appare ingiustificato» per le finalità di messa in sicurezza del ponte, dicono dal Wwf. Un recente documento (giugno 2010) dell'Università degli Studi de L'Aquila afferma che «esiste una enorme mole di documentazione scientifica e una serie di tragiche esperienze di dissesti e inondazioni sul territorio nazionale che testimoniamo in tutti i modi possibili l'erroneità tecnica e l'aberrazione ecologica dei lavori di ripulitura delle sponde fluviali dalla vegetazione ripariale e l'edificazione negli ambiti di pertinenza fluviale. Mentre in alcuni paesi d'Europa si sta provvedendo ad una riqualificazione dei fiumi canalizzati e artificializzati, in Italia ed in Abruzzo in particolare, si lavora ancora di ruspa prima e di cemento poi per “tombinare” i corsi d'acqua, senza nessuna logica programmatoria, senza nessun riguardo per l'ecosistema fluviale nel suo complesso, disattendendo alle normative comunitarie ed in particolare alla Direttiva Quadro Acque, 2000/60/CE». Le guardie giurate del Wwf hanno chiesto agli Uffici competenti della Regione, della Provincia e degli altri enti territorialmente competenti, di fermare in primo luogo le operazioni e poi di «porre fine, una volta per tutte, a questi sistemi di intervento obsoleti e dannosi per la sicurezza idraulica e per l'ecosistema fluviale». 19/07/2010 9.09 Argomento: CENTRO Pag. 46 Data: Quotidiano.net 17-07-2010 Allarme incendi: in Sicilia 15 roghi Fuoco in Sardegna Quotidiano Net Oltre 15 i fronti che hanno richiesto l'intervento dei mezzi aerei. particolarmente colpiti il Palermitano e l'Ennese. In Sardegna ;le fiamme sono ;pericolosamente ;vicine a un campeggio ; " /> Quotidiano.net "Allarme incendi: in Sicilia 15 roghi Fuoco in Sardegna" Data: 17/07/2010 Indietro Quotidiano Net Il Resto del Carlino LA NAZIONE IL GIORNO QS Sport QN Motori il caffè Cavallo Magazine ecquo DietaClub Quotidiano Net Cronaca prontoimprese sito web cerca italianews Home Cronache locali Il Resto del Carlino Bologna Ancona Ascoli Cesena Civitanova M. 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In Sardegna le fiamme sono pericolosamente vicine a un campeggio stampa | dizionario Trova significati nei dizionari Zanichelli In questa pagina è attivo il servizio ZanTip: Facendo doppio click su una qualsiasi parola presente nell'articolo, sarà visualizzata la definizione della parola, così come è stata pubblicata all'interno del Vocabolario della Lingua Italiana Zingarelli 2010. Alla fine del riquadro di spiegazione ne sarà proposta anche la traduzione in inglese, ripresa dal lemmario Argomento: CENTRO Pag. 47 Data: Quotidiano.net 17-07-2010 Allarme incendi: in Sicilia 15 roghi Fuoco in Sardegna Italiano-Inglese del Ragazzini 2010. | invia per E-mail | condividi Vigili del fuoco (foto Germogli) Palermo, 17 lugLIO 2010 - È pesantissimo il bilancio sul fronte degli incendi che da ieri divampano in Sicilia. Oltre 15 i fronti che hanno richiesto l'intervento dei mezzi aerei sotto il coordinamento della centrale operativa regionale del Corpo forestale. Brucia ancora dalle 14 di ieri contrada Intronata a Nicosia (Enna) dove stanno è stato fatto confluire un canadair e un elicottero regionale. All'alba di oggi è stato segnalato un fronte di fuoco di oltre 3 chilometri. Roghi anche nel palermitano, nei i territori, in particolare, di Altofonte, Monreale, Corleone, Gangi, con il fuoco che si è diretto anche verso Nicosia. In azione squadre di vigili del fuoco. Per tutto il pomeriggio di ieri e fino a quando le condizioni di visibilità lo hanno permesso, i canadair della protezione civile e gli elicotteri della forestale avevano effettuato decine di lanci senza riuscire a spegnere le fiamme, che durante la notte le squadre da terra hanno tentato di arginare. Nella zona si trovano aziende agricole ed allevamenti, oltre ad un'area di macchia mediterranea ed un bosco di roverella. Nell'ennese sono divampati una cinquantina di incendi e ben tre fronti hanno richiesto l'intervento dei mezzi aerei; preoccupazione a Gagliano Castelferrato dove ieri per il secondo giorno consecutivo il fronte ha circondato il centro abitato con focolai appiccati da vari punti. ALLARME IN SARDEGNA - E scatta l'allarme anche in Sardegna, dove le fiamme sono divampate nel primo pomeriggio nella pineta di Aglientu (Olbia-Tempio): la Protezione civile ha inviato sul posto due Canadair, un elitanker e un elicottero del servizio regionale, oltre a squadre a terra che stanno monitorando la situazione. Il fuoco è pericolosamente vicino al campeggio "Marina delle rose", che tuttavia ancora non è stato sgomberato. Dal tratto di spiaggia antistante numerosi bagnanti osservano preoccupati l'attività dei velivoli che si riforniscono d'acqua e poi la scaricano sulle fiamme. Un altro incendio, provocato dal cattivo funzionamento di una pompa per il sollevamento dell'acqua, e' divampato a Bassacutena, lungo la strada Arzachena-Tempio. Le fiamme hanno distrutto circa un ettaro e mezzo di macchia mediterranea.Nelle operazioni di spegnimento sono stati impegnati vigili del fuoco,protezione civile e Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale della Regione Autonoma della Sardegna. AGI QuotidianoNet 18:18 - Politica P3, Cosentino in procura: "Non ho screditato Caldoro" 15:48 - Esteri Una protesi al silicone removibile: volto nuovo per Chrissy, sfigurata 16:19 - Cronaca commenti Milano, ospedale rifiuta Argomento: CENTRO Pag. 48 Data: Quotidiano.net 17-07-2010 Allarme incendi: in Sicilia 15 roghi Fuoco in Sardegna sangue donato dai gay Edicola On Line I nostri giornali Abbonamento cartaceo Abbonamento digitale Prova GRATIS Acquista una copia Quotidiano.net su Facebook Le offerte di Quotidiano.net DietaClub Inserisci il tuo peso e altezza per ottenere il tuo profilo dieta Altezza: cm Peso: kg YOOX.COM PROMOZIONI D'ESTATE fino al -60% extra SHOP NOW! Visualizza tutte le offerte powered by Yoox Samsung SGH-i900 Omnia prezzo:270,99 € Album di Figurine Per chi fa gruppo nello sport o nella vita. Per chi vuole divertirsi. Per chi fa promotion. Per chi studia e per chi suda. 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Chi vincerà il Mondiale tra Olanda e Spagna? E' finita l'alleanza Berlusconi-Fini? Archivio notizie Seleziona l'anno: 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 Ricerca libera: Pubblicità Contatti Mappa del sito e feed RSS Informativa privacy Archivio Copyright © 2010 MONRIF NET S.r.l. P.Iva 12741650159, a company of MONRIF GROUP - Powered by Softec Argomento: CENTRO Pag. 50 Data: 18-07-2010 Il Resto del Carlino (Ancona) Nasce la prima comunità islamica «Nel nome dell'integrazione» ANCONA pag. 5 LA PRESENTAZIONE IERI IN COMUNE TRENTASETTE anni fa muovevano i primi passi nelle Marche e da allora sono cresciuti fino a diventare una grande comunità. Il Centro Islamico delle Marche, da sempre al servizio della comunità islamica e della collettività, si allarga e diventa la prima Comunità Islamica delle Marche. Un nuovo organismo con un direttivo e uno Statuto, con sede alla Baraccola di Ancona, che risponde alle esigenze di una comunità in crescita, ormai ramificata anche nei comuni più piccoli, ma che non rinuncia ai suoi valori e alla sua identità. Nelle Marche oggi sono presenti circa 65mila musulmani provenienti da tutta l'area islamica, dal Bangladesh fino al Marocco. La prima presenza nel nostro territorio risale al 1973 con la fondazione della prima moschea proprio nel capoluogo (zona Pinocchio) che è, poi, rimasto l'unico centro islamico fino al 1992. Da allora, nelle Marche sono sorti più di trenta luoghi di preghiera. «Siamo un'associazione indipendente ha ribadito Mohamed Dachan, presidente del Centro Islamico di Ancona sappiamo autogestirci finanziariamente e non apparteniamo a nessun ceppo politico». L'obiettivo della comunità sarà quello di consolidare ancora di più il già ottimo rapporto di integrazione con la realtà sociale marchigiana. «La comunità islamica dovrà avere una crescita morale e civile ha spiegato Luciano Antonietti, presidente del Consiglio della Provincia di Ancona e credo che i marchigiani la accoglieranno a braccia aperte con il fine di migliorare la convivenza sociale tra le religioni». Alla presentazione di ieri in Comune, c'erano tutti i rappresentanti degli enti pubblici e delle forze dell'ordine. «Da quando il questore, Giorgio Iacobone, si è insediato abbiamo avuto sempre un ottimo rapporto di collaborazione con la comunità islamica ha precisato Antonio Nicolli, vicequestore aggiunto di Ancona Ci hanno aiutato anche nei momenti più difficili, come in occasione di alcuni rapimenti avvenuti in territori islamici e questo ha dimostrato il loro attaccamento alla nostra terra». In occasione della presentazione sono stati consegnati i diplomi di socio onorario della comunità ai rappresentanti politici Renato Galeazzi, David Favia, Silvana Amati, Carlo Ciccioli, Raffaele Bucciarelli, Patrizia Casagrande Esposto; al rettore della Politecnica Marco Pacetti; all'ex generale dei Carabinieri di Ancona, Antonio Reu; al dirigente della Protezione Civile Marche, Roberto Oreficini e al giornalista Giancarlo Trapanese. Insieme a loro tanti altri tra avvocati, commercialisti e imprenditori locali. Luca Borgognoni Image: 20100718/foto/74.jpg Argomento: CENTRO Pag. 51 Data: 17-07-2010 Il Resto del Carlino (Ascoli) A scuola di prevenzione con la Protezione civile ASCOLI PROVINCIA pag. 9 APPIGNANO FORMARE nuovi volontari per riuscire a gestire le emergenze e dare informazioni utili alla cittadinanza sul tema della prevenzione come il rischio sismico e il rischio idrogeologico, è questo uno degli obiettivi del nuovo Gruppo Comunale di Protezione Civile di Appignano del Tronto. Grazie all'entusiasmo di numerosi volontari e del nuovo coordinatore Massimo Vitangeli e del vice coordinatore Giuseppe Bastiani, si sta creando un interesse su tematiche che ormai riguardano tutti i cittadini, soprattutto in merito ad argomenti come l'ambiente o la viabilità. Dopo aver aderito, sabato scorso, all'iniziativa "Non scherzate con il fuoco" organizzata da Legambiente e Protezione Civile Nazionale, e avente come scopo quello di sensibilizzare la cittadinanza sul tema del rischio incendi e prevenzione, il nuovo Gruppo di Volontari ha pensato di mettersi subito al lavoro organizzando corsi formativi rivolti ai cittadini di Appignano ed estesi anche ai nuovi Gruppi Comunali dei paesi limitrofi. La prima lezione si è svolta il 12 luglio presso la sala consiliare di Appignano del Tronto e il tema affrontato è stato quello delle radiocomunicazioni di emergenza, come per esempio si trasmettono messaggi via radio o i vari codici utilizzati dagli operatori. Il prossimo incontro si terrà lunedi 19 luglio, in sala consiliare alle ore 21 e il vigile urbano del comune di Appignano, Francesca Ameli, darà informazioni utili sul tema della viabilità pubblica. In attesa della nuova sede in Circonvallazione Carosi che prossimamente verrà inaugurata e che si trova in un punto strategico per tutti i casi di emergenze, il Gruppo potrà anche usufruire a breve di nuove divise e attrezzature di base, e di un pickup acquistato grazie ai fondi messi a disposizione dalla Fondazione Carisap. Argomento: CENTRO Pag. 52 Data: 18-07-2010 Il Resto del Carlino (Ascoli) Emergenza incendi, pronto un piano' ASCOLI PRIMO PIANO pag. 3 Vigili del Fuoco in allerta per scongiurare il pericolo dei roghi. Quattro sedi in funzione di NICOLETTA TEMPERA C'E' VOLUTA una catastrofe ambientale per educare gli ascolani alla prevenzione. La catastrofe rappresentata dagli incendi di tre anni fa, che hanno messo in ginocchio il Piceno, distruggendone un terzo del patrimonio boschivo e danneggiando irreparabilimente l'aspetto di luoghi suggestivi come le montagne intorno ad Acquasanta e Roccafluvione. Se la paura è servita a spingere gli ascolani a non giocare col fuoco', a non abbassare mai la guardia, né tre anni fa né oggi, sono i vigili del fuoco del comando provinciale di Ascoli. Se in quei giorni del 2007 sono stati in prima linea notte e giorno per spegnere i roghi che si sviluppavano un po' ovunque in provincia, oggi i vigili sono pronti all'emergenza: «Come più o meno ogni anno spiega il comandante Marco Ghimenti abbiamo all'attivo squadre integrative in tutte e tre le nostre sedi (Ascoli, San Benedetto e Fermo) e, dal 10 luglio, è operativa anche la sede distaccata di Amandola, con personale volontario e permanente. Inoltre, lavoriamo in stretta sinergia con le altre forze di soccorso del territorio, partecipando alla Sala operativa unificata permanente della Regione e coordinandoci con la Protezione Civile regionale». Com'è quest'anno la situazione? «Grazie al clima piovoso che si è protratto fino a metà giugno le condizioni per il generarsi di incendi come quelli di tre anni fa non si sono create: tuttavia, in questi ultimi giorni di forte afa l'allerta è alta, anche perché il precedente clima umido ha fatto proliferare la vegetazione». Come bisogna agire in caso di avvistamento incendi? «Allertare immediatamente i vigili del fuoco al numero d'emergenza 115 o la Guardia Forestale. E' fondamentale, infatti, agire subito per evitare che le fiamme si propaghino». C'è un modo per prevenire catastrofi come quella del 2007? «La Protezione civile ha allestito un piano di prevenzione che tutti i Comuni della provincia dovrebbero aver già attuato: si tratta di interventi di pulizia del sottobosco, delle strade frangifuoco e di eliminazione della sterpaglie ai margini delle strade più trafficate». E i cittadini invece? «I cittadini devono evitare atteggiamenti a rischio'. Mi riferisco all'accensione di fuochi, anche controllati, all'aperto nelle giornate calde come queste o all'abbandono indiscriminato di cicche di sigarette: in questo sicuramente le Amministrazioni comunali, che conoscono meglio il tessuto sociale di competenza, possono fare molto, sensibilizzando la popolazione verso atteggiamenti consapevoli». Image: 20100718/foto/838.jpg Argomento: CENTRO Pag. 53 Data: 18-07-2010 Il Resto del Carlino (Ascoli) La Capitaneria attiva l'ufficio della delegazione di spiaggia FERMANO pag. 19 PEDASO PEDASO DA IERI è operativo l'Ufficio della delegazione di spiaggia di Pedaso, dipendente dalla Capitaneria di porto di San Benedetto. Il vice sindaco Barbara Toce ha spiegato i compiti e l'utilità dell'ufficio realizzato nella struttura portuale pedasina, secondo un progetto condiviso dalla Provincia di Fermo e dalla Regione. Il comandante della Capitaneria sambenedettese Daniele Di Guardo, affiancato dal maresciallo Antonio Valente, titolare dell'ufficio, ha precisato che nella sede di Pedaso opereranno due militari in divisa dotati di un gommone che per fino a tutto agosto vigileranno su piccola pesca, bagnanti e sui diportisti. L'ufficio sarà aperto al pubblico martedì e giovedì. Il sindaco di Campofilone D'Ercoli e il vice sindaco di Altidona Ferretti hanno ringraziato per l'iniziativa, auspicando che, ai fini delle sicurezza, possa essere estesa a terra attraverso la Protezione civile. Gaetano Troyli Image: 20100718/foto/1041.jpg Argomento: CENTRO Pag. 54 Data: Il Resto del Carlino (Fermo) 18-07-2010 L'afa verso quota 40 gradi Strade e piazze si spopolano FERMO pag. 2 DISERTATO ANCHE IL MERCATO L'ANTICICLONE africano si fa sentire anche in città. La foto qui sopra, scattata ieri alle 11.30 al termometro digitale della farmacia di Mario Paolo Nasini, in piazza Ostilio Ricci, dice più di tante parole: 39 gradi, per una temperatura percepita, visto l'alto tasso di umidità, senz'altro superiore ai 40. Per fortuna, nonostante il caldo duri da oltre una settimana, non si sono registrati malori di una qualche gravità: Croce Verde e vigili del fuoco hanno trascorso una mattinata serena, con soli interventi di routine. Al pronto soccorso del "Murri", per problemi legati al caldo, si sono presentate solo due persone; un giovane e una donna anziana, quest'ultima per problemi di respirazione. Certo è che in città hanno circolato davvero poche persone: tutti quelli che hanno potuto sono rimasti in casa o si sono riversati sulla costa per cercare refrigerio in mare. Lungo la strada nuova e in piazza poco movimento per il mercato del sabato, con gli ambulanti che già verso le 12 hanno smontato e se ne sono andati, non prima di aver trovato un po' di refrigerio nella fontana pubblica all'altezza del curvone del tunnel. Pochissimi gli anziani e i bambini piccoli in giro. Tutti stanno osservano le raccomandazioni, in questi giorni diffuse anche dalla Protezione civile. Buon segno, grazie al quale, come accennato, nonostante i 40 gradi, non si sono registrati malori gravi. Mauro Nucci Image: 20100718/foto/4974.jpg Argomento: CENTRO Pag. 55 Data: 19-07-2010 Il Resto del Carlino (Fermo) Entra in funzione la terza postazione fissa FERMO pag. 5 Tutto il territorio continuamente sotto controllo EMERGENZA INCENDI SALA OPERATIVA ALL'EX CIRCONDARIO Da luglio è attivo il Programma di prevenzione provinciale GIORNI difficili, giorni di caldo opprimente, giorni in cui basta un niente per far scoppiare un incendio. E allora dall'inizio del mese di luglio la Provincia di Fermo è operativa con il Programma di prevenzione degli incendi boschivi', con l'apertura della Sala Operativa Integrata (S.O.I.) presso gli uffici dell'ex Circondario, lungo viale Trento, la quale coordina le varie postazioni presenti nel territorio: due fisse denominate picchi' ed una terza che entrerà in funzione nei prossimi giorni, oltre a due mobili che controllano il territorio dell'intera provincia, di cui una (Nucleo Operazioni Spegnimento) in collaborazione con la regione Marche, dotata di personale specializzato nello spegnimento, che in caso di incendio interverrà a supporto del Corpo Forestale dello Stato e dei vigili del fuoco. I turni sono coperti dai volontari della Protezione Civile, con la supervisione del personale del Servizio Protezione Civile provinciale. E proprio uno dei picchi' lo scorso 13 luglio, accortosi di un incendio sviluppatosi lungo una scarpata in prossimità del Comune di Monterubbiano, ha immediatamente allertato la S.O.I., la quale ha avvertito la Sala Operativa Unificata Permanente della Regione Marche, integrata con una postazione dei vigili del fuoco e della Forestale. Gli stessi vigili del fuoco di Fermo asono intervenuti tempestivamente per spegnere il focolaio ed evitare la prima emergenza fermana di questa estate 2010. Image: 20100719/foto/3723.jpg Argomento: CENTRO Pag. 56 Data: 19-07-2010 Il Resto del Carlino (Fermo) Risucchiato da un vortice, rischia di affogare FERMO pag. 2 PORTO TURISTICO UN 55ENNE DI MONTEGRANARO IN RIANIMAZIONE PORTO SAN GIORGIO SI È TUFFATO per farsi un bagno all'imbocco del porto turistico ed è stato risucchiato da un vortice che l'ha fatto precipitare verso il fondale. E' grave F.M., un 55 enne di Montegranaro, che si trova nel reparto di rianimazione del Murri' dopo aver rischiato di affogare. Il dramma si è consumato ieri mattina e, grazie all'intervento della Protezione civile, la Guardia Costiera di Porto San Giorgio e i sanitari del 118, si è riusciti ad avvitare la tragedia. Era da poco passato mezzogiorno quando l'uomo, nonostante la forte corrente e il mare mosso, ha deciso di tuffarsi in una zona del porto turistico dove, oltretutto, è anche vietata la balneazione. Ad un certo punto F.M. è stato risucchiato da un mulinello ed è andato in difficoltà. Alcuni persone che si trovavano sul molo si sono accorte della situazione pericolosa ed hanno immediatamente lanciato l'allarme. Sul posto è intervenuta la Protezione civile che, coadiuvata dagli uomini della Capitaneria di porto, è riuscita a trarre in salvo il 55enne. L'uomo era privo di sensi e i sanitari della Croce Verde di Fermo hanno provveduto a trasportarlo d'urgenza al pronto soccorso. I medici, dopo averlo rianimato, lo hanno ricoverato in rianimazione. f. c. Image: 20100719/foto/43.jpg Argomento: CENTRO Pag. 57 Data: 18-07-2010 Il Resto del Carlino (Forlì) Incendio divampa a San Donnino FORLI' PROVINCIA pag. 15 ROCCA SAN CASCIANO BRUCIATO UN ETTARO E MEZZO DI STERPAGLIE FIAMME Vigili del fuoco (foto di repertorio) UN ETTARO e mezzo di sterpaglie ha preso fuoco, alzando il suo fumo nero a San Donnino, località di Rocca San Casciano, alle 6.30 di ieri mattina. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco del distaccamento di Rocca San Casciano e la squadra antincendio boschivo del comando dei vigili del fuoco di Forlì-Cesena (operativa da ieri grazie ad una convenzione con la Regione Emilia Romagna), che insieme sono riusciti a spegnere l'incendio solamente dopo cinque ore di lavoro, alle 11.30. Gli uomini della Forestale sono poi tempestivamente accorsa sul posto per accertare la natura dolosa o colposa del rogo. E PROPRIO ieri scattava la fase di preallarme Rischio incendi boschivi' indicata dall'Agenzia regionale della Protezione civile, fase che si concluderà il 25 agosto prossimo. Durante tutto quest'arco di tempo, secondo quanto indicato dalle autorità, non sarà possibile accendere fuochi se non in zone attrezzate. ANCHE il taglio del bosco è sottoposto a una precisa normativa: interventi quali la pulitura e il ripristino dei castagneti, l'utilizzo di motoseghe, la distruzione di sterpaglie, rami o legna di qualsiasi tipo o la conversione del bosco ceduo ad alto fusto possono essere fatti anche in estate, ma non nei periodi di massima allerta, pena multe salate. Image: 20100718/foto/5831.jpg Argomento: CENTRO Pag. 58 Data: 18-07-2010 Il Resto del Carlino (Modena) Al via da oggi il servizio di avvistamento di incendi boschivi APPENNINO pag. 33 PAVULLO Un intervento anti-incendio nel nostro Appennino PAVULLO SCATTA oggi il periodo di grave pericolosità' per gli incendi boschivi, dichiarato dalla Regione fino al 25 agosto a causa delle condizioni meteo-climatiche, della vegetazione secca e del maggior afflusso di persone nelle zone montane. Per l'Appennino modenese diventa pienamente operativo il servizio di avvistamento che si svolge tutti i fine settimana fino a settembre col coinvolgimento di oltre 200 volontari di protezione civile. Il servizio è coordinato dalla protezione civile provinciale e dalla Consulta provinciale del volontariato in collaborazione col Corpo forestale dello Stato. Per le segnalazioni di avvistamenti di un incendio sono attivi 24 ore su 24 i numeri telefonici 1515 della Forestale e 115 dei Vigili del Fuoco: è importante fornire informazioni precise rispetto alla localizzazione. Lo scorso anno gli incendi nel periodo estivo sono stati una decina, in calo rispetto alla ventina dell'anno precedente. Dal 2003 a oggi gli ettari di terreno bruciati sono oltre una cinquantina. g.p. Image: 20100718/foto/8387.jpg Argomento: CENTRO Pag. 59 Data: 19-07-2010 Il Resto del Carlino (Ravenna) Distillerie, gpl e zolfo: pronti i Piani in caso di gravi incidenti FAENZA - LUGO pag. 4 RIGUARDANO DUE INDUSTRIE DI COTIGNOLA, UNA DI S.AGATA E DUE DI FAENZA La Caviro, inserita con Tampieri' nell'elenco delle industrie a rischio di incidente rilevante SONO cinque le aziende della provincia di Ravenna per le quali la Provincia ha predisposto i Piani di emergenza esterna, in relazione al rischio di incidente rilevante al quale per la propria struttura e le lavorazioni queste industrie sono esposte. I Piani approvati dal consiglio provinciale riguardano la Sti Solfotecnica Italiana spa e l'Autogas Veneto Emiliana di Cotignola, le distillerie Mazzari di S.Agata, Caviro e Tampieri spa a Faenza. In provincia gli stabilimenti a rischio di incidente rilevante sono 9, ma per Bunge Italia spa ed Hera Ambiente spa di Ravenna e Villapana di Faenza non è stato necessario predisporre Piani: questi insediamenti sono caratterizzati da uno scenario incidentale interno al proprio perimetro. Resta da definire una situazione a Bagnacavallo. La delibere relative ai Piani sono considerate molto importanti dalla Provincia. Spiega l'assessore alla Protezione civile Eugenio Fusignani: «Incidenti rilevanti sono considerati tutti gli eventi (emissioni tossiche, incendio, esplosione) dovuti a sviluppi incontrollati che si verificano durante l'attività di uno stabilimento, che diano luogo a un pericolo grave, immediato o differito per la salute umana o per l'ambiente, anche all'esterno dello stabilimento, e quindi coinvolgendo la popolazione. Occorrono interventi urgenti di difesa per la popolazione e la difesa dell'ambiente, con azioni tempestive e qualificate, con una risposta organizzata da parte di enti e strutture che intervengono in emergenza». I Piani sono approntati dalla Provincia, in collaborazione con Arpa, Ausl, Vigili del fuoco, con consultazione della popolazione e d'intesa con prefettura e i Comuni. Comprendono l'analisi del sito, gli scenari incidentali, le sostanze coinvolte, il modello organizzativo dell'intervento con la ripartizione precisa dei ruoli di enti e strutture ecc.. Importanza fondamentale riveste l'informazione alla popolazione. I Piani devono essere aggiornate al massimo entro 3 anni. «Una volta definite tutte le situazioni sul territorio conclude Fusignani la Provincia promuoverà esercitazioni per testare e rodare la capacità di intervento del sistema di protezione civile, in particolare del volontariato». Image: 20100719/foto/7132.jpg Argomento: CENTRO Pag. 60 Data: 17-07-2010 Il Resto del Carlino (Rimini) Pompieri e protezione civile: si parte BELLARIA E VALMARECCHIA pag. 25 Bellaria Igea Marina: apre oggi a Belverde il centro operativo con elisoccorso STAMATTINA inaugurazione ufficiale, con apertura e consegna dei locali del nuovo Centro operativo di protezione civile e vigili del fuoco, in piazza Falcone e Borsellino a Belverde di Igea Marina. Un passo importante per la sicurezza e la tutela della cittadina turistica, a pochi giorni dall' apertura del nuovo posto estivo di polizia in piazza Falcone e Borsellino, a Igea apertura e consegna dei locali del nuovo centro operativo di protezione civile e vigili del fuoco, con annesso servizio di elisoccorso. Costruita in via Ferreri, la struttura è frutto di un investimento da parte del Comune di circa 225 mila euro, sommati a un contributo regionale di 150 mila euro, legato al piano di potenziamento regionale del sistema di protezione civile. Un investimento totale di circa 375 mila euro, in cui rientra la costruzione dell'edificio con annessi allacciamenti di luce e acqua, oltre all'installazione delle fibre ottiche, che saranno cablate direttamente con quelle già presenti sul territorio comunale. Questa mattina, alla presenza dell'ingegner Dino Poggiali, comandante provinciale dei vigili del fuoco, del sindaco Enzo Ceccarelli e delle autorità, si terrà la consegna dei locali. La struttura, che ha dimensioni di circa 20 x 12 m. e presenta un'intelaiatura in profilati di ferro, è stata costruita secondo le più moderne tecniche, finalizzate fra l'altro a garantirle l'isolamento termo acustico e conformarla alle normative in tema di risparmio energetico. Nell'edificio, coerente anche con il programma provinciale di potenziamento dei servizi di protezione civile, si svolgeranno attività di centro operativo sovracomunale e centro di prima assistenza. Metà sarà destinata all'alloggio degli automezzi, e presenta quindi le peculiarità classiche di un edificio operativo. Metà accoglierà sala operativa, uffici e spogliatoi con relativi servizi. I lavori iniziati lo scorso novembre «hanno così consegnato alla città una nuova, importante risorsa di valore altamente strategico rispetto alle esigenze di una realtà, quella di Bellaria Igea Marina, in crescita costante e che è protagonista di un aumento esponenziale delle presenze in occasione della stagione balneare». Argomento: CENTRO Pag. 61 Data: 18-07-2010 Il Resto del Carlino (Rimini) Via al centro operativo della Protezione Civile BELLARIA E VALMARECCHIA pag. 19 Ha aperto ieri i battenti il nuovo centro operativo di Protezione Civile e dei Vigili del Fuoco alla presenza del sindaco, Enzo Ceccarelli, del comandante provinciale dei Vigili del Fuoco, Dino Poggiali e del capo del nucleo elicotteri Vigili del Fuoco di Bologna, Mirco Breschi. La struttura, costruita in via Ferreri a Igea Marina, è frutto di un investimento da parte del Comune di circa 225mila euro, sommati ad un contributo regionale di 150mila euro per un totale di 375mila euro.La struttura è stata costruita secondo le più moderne tecniche. Argomento: CENTRO Pag. 62 Data: Il Resto del Carlino (Rovigo) 18-07-2010 Protezione civile, presto un nuovo gruppo in attività OCCHIOBELLO pag. 11 CANARO I PRIMI PASSI per la costituzione del gruppo comunale di protezione civile. Si è tenuto nella sala consiliare del teatro comunale di Canaro il primo incontro informativo, promossa dall'amministrazione comunale con la partecipazione del coordinamento provinciale della Protezione Civile, con presenza della responsabile Monica Gambardella. Alla serata erano presenti l'assessore provinciale alla protezione civile, Claudio Bellan, il direttore generale della Protezione Civile dott. Bellonzi, oltre al responsabile del distretto RO4, dove è inserito anche comune di Canaro. In apertura il sindaco di Canaro, Claudio Giorgio Garbellini ha ricordato come «sia ormai necessario che anche nel nostro territorio sorga un gruppo di Protezione Civile, un impegno tangibile per tutta a comunità e non solo comunale. E' volontà di quest'amministrazione sostenere questa costituzione del gruppo di Protezione Civile, con stanziamento nel bilancio comunale». Il gruppo dovrà costituirsi con un minimo di 15 volontari «questo necessario ha spiegato Monica Gambardella per garantire la copertura dei tre turni quotidiani di servizio». obbiettivo di qualsiasi gruppo." Nel suo intervento l'assessore Claudio Bellan ha ricordato che «nella nostra Provincia, la realtà della Protezione Civile ha registrato un'importante crescita, con partecipazione responsabile di molti volontari, il territorio è stato suddiviso in diversi distretti quello in cui è inserito Canaro, attende un'effettiva attuazione sul piano formale». Argomento: CENTRO Pag. 63 Data: 18-07-2010 Il Resto del Carlino (Rovigo) Volontari polesani in partenza per il Bellunese OCCHIOBELLO pag. 11 OCCHIOBELLO RICHIESTA LA PARTECIPAZIONE IN LOCALITA' BORCA DI CADORE IL 18 LUGLIO 2009 in località Concia, frazione di Borca di Cadore nel bellunese, una frana d'acqua e roccia si è staccata travolgendo un'abitazione e causando la morte di una madre e un figlio. I lavori di ripristino sono stati eseguiti, ma non ancora del tutto completati, pertanto la Provincia di Belluno ha chiesto collaborazione a tutti i volontari del Veneto. E' giunta la disponibilità di un gruppo volontari Polesani, la prima squadra della Provincia di Rovigo a partire sarà una squadra mista del Distretto RO6 composta da due volontari di Occhiobello e due di Ficarolo, che fino a sabato 24 luglio rimarranno in Cadore. La partenza con un mezzo del gruppo di Occhiobello completamente attrezzato per interventi a rischio idrogeologico, Fabrizio Secchieri capo squadra si dice emozionato pur «nella semplicità dell'intervento la memoria mi porta alle partenze e ai turni settimanali a Roio Piano frazione di L'Aquila, la un terremoto qui una frana, ma in comune ci sono due vittime». Image: 20100718/foto/13720.jpg Argomento: CENTRO Pag. 64 Data: 17-07-2010 RomagnaOggi.it Ravenna, rischio chimico: la Provincia approva i piani di emergenza esterna 17 luglio 2010 - 12.12 (Ultima Modifica: 17 luglio 2010) RAVENNA - Il consiglio provinciale ha approvato all'unanimità i piani di emergenza esterna (P.E.E.) per cinque stabilimenti a rischio di incidente rilevante: la S.T.I. Solfotecnica Italiana SpA e l'Autogas Nord Veneto Emiliana di Cotignola, le Distillerie Mazzari di S. Agata sul Santerno, le distillerie Caviro e la Tampieri SpA di Faenza. "Si tratta di due delibere molto importanti - ha spiegato l'assessore provinciale alla protezione civile Eugenio Fusignani poichè hanno un'incidenza diretta sull'incolumità fisica e materiale dei cittadini. Infatti, nell'ambito del Piano generale per il rischio chimico industriale della provincia devono essere redatti piani esterni specifici per le singole aziende potenzialmente a rischio. Sono 9 gli stabilimenti a rischio di incidente rilevante. Per cinque di essi la Provincia ha predisposto i relativi P.E.E. Invece, per gli stabilimenti Bunge Italia S.p.a e Hera Ambiente S.p.a di Ravenna e Villapana S.p.a. di Faenza non è stato necessario predisporre un P.E.E.; questi tre insediamenti sono infatti caratterizzati da uno scenario incidentale interno al proprio perimetro. Solo nel territorio di Bagnacavallo resta una situazione ancora da definire." "Incidenti rilevanti - continua Fusignani - sono considerati tutti gli eventi (emissioni tossiche, incendio, esplosione) dovuti a sviluppi incontrollati che si verificano durante l'attività di uno stabilimento, che diano luogo a un pericolo grave, immediato o differito, per la salute umana o per l'ambiente, anche all'esterno dello stabilimento e quindi col coinvolgimernto della popolazione residente. Quindi un evento che richiede urgenti provvedimenti di difesa per la popolazione e la tutela dell'ambiente mediante tempestive e qualificate azioni e che necessità di una risposta organizzata da parte di enti e strutture che intervengono in emergenza." La legislazione vigente ha inserito nuovi importanti adempimenti per una sempre maggiore tutela dell'ambiente, nei confronti di stabilimenti che, per la presenza di sostanze pericolose in determinati quantitativi, sono classificati " a rischio di incidente rilevante" (RIR). La legge regionale specifica che per gli stabilimenti i piani sono predisposti dalla Provincia, sentita l'Arpa, l'Azienda unità sanitaria locale e il Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco, previa consultazione della popolazione, d'intesa con il Prefetto e i Comuni interessati. Tali Piani sono redatti sulla base delle conclusioni della valutazione della Scheda Tecnica, oppure, in mancanza di tali risultanze, sulla base delle informazioni fornite dal gestore . Inoltre la legge regionale specifica che i P.E.E. sono parte integrante dei Piani Provinciali di emergenza in materia di protezione civile. Un P.E.E. deve essere strutturato in modo da contenere alcune parti fondamentali che possono essere brevemente così riassunte: una prima parte generale comprendente una descrizione del sito che deve comprendere almeno tre componenti fondamentali quali l'inquadramento territoriale, le informazioni sullo stabilimento, e l'individuazione degli elementi territoriali ed ambientali vulnerabili; una seconda parte che descriva gli eventi incidentali, le sostanze coinvolte, gli scenari incidentali, la valutazione delle conseguenze e la relativa individuazione delle Zone di pianificazione di emergenza e misure di protezione nonché la rappresentazione cartografica di tali Zone di pianificazione esterna dell'emergenza al fine di individuare gli elementi sensibili; una terza parte contenente il modello organizzativo di intervento, comprendente la definizione dei livelli di allerta, l'organizzazione delle procedure di intervento e dei flussi comunicativi da attivare in relazione ai diversi livelli di allerta, i ruoli , compiti, ed attività degli enti/strutture interessate distinte per le fasi di attenzione, preallarme, allarme-emergenza esterna, cessato allarme e gestione post emergenza. La parte finale è la più significativa perché contiene l' "Informazione alla popolazione". Essa raccoglie elementi specifici riguardanti la campagna informativa preventiva curata dal Comune sul cui territorio sono ubicati gli stabilimenti a rischio di incidente rilevante, i comportamenti da adottare in caso di allarme che segnali un evento incidentale in corso. I P.E.E. devono inoltre essere riesaminati e se necessario riveduti e aggiornati a intervalli appropriati e comunque non superiori a tre anni." "E' ovvio - conclude Fusignani - che, una volta definite tutte le situazioni analoghe sul territorio, la Provincia promuoverà adeguate esercitazioni specifiche che serviranno per testare e rodare la capacità d'intervento del sistema di protezione civile, in particolare del volontariato, in caso di emergenze reali riconducibili a questo tipo di rischio." Argomento: CENTRO Pag. 65 Data: 17-07-2010 RomagnaOggi.it Ravenna, rischio chimico: la Provincia approva i piani di emergenza esterna Argomento: CENTRO Pag. 66 Data: 17-07-2010 Il Tempo Nella Capitale "soffocati" nel metrò Roma infuocata 50 gradi in metrò Svenimenti e malori sulla linea B nei vagoni senza aria condizionate. Il centralino del 118 preso d'assalto da anziani e turisti. Motociclisti disidratati soccorsi ai semafori. Home Contenuti correlati Termometro vicino ai 40° Frosinone tra le venti città più calde d'Italia Metro leggera ferma fra ritardi e «avvertimenti» L'assistenza a 360 gradi per gli over 65 Oggi e domani si supereranno i 40 gradi Venerdì nero Stop a treni bus e metro Storie di ordinaria follia metropolitana Lo sguardo allucinato di chi si guarda intorno per capire se quel senso di soffocamento che prende alla gola lo percepiscono pure gli altri, il count-down mentale delle fermate che mancano mentre il sudore cola giù per la schiena e le narici sono aggredite dai fetori umani. Benevenuti sulla linea metro B di Roma, modello vagone senz'aria condizionata. Ieri là dentro sembrava di stare nell'altoforno con le temperature che sfioravano i 50 gradi e i finestrini ermeticamente chiusi. Decine di passeggeri si sono sentiti male, molti hanno denunciato il disservizio all'associazione dei consumatori Adoc che ora «sta valutando insieme ai suoi legali la possibilità di intentare cause di risarcimento dei danni subiti durante il percorso effettuato in metropolitana». Chi viaggia sulla linea B, in questi giorni, sa che la media del traffico veicolare (più o meno) è un passaggio di treno con l'aria condizionata e di uno senza. E così chi teme di svenire per la callara, aspetta l'arrivo del mezzo climatizzato. Chi ha fretta, invece, rischia il coccolone. Il problema è serio. Secondo il presidente dell'Adoc Carlo Pilieri non basta neanche distribuire bottigliette d'acqua (finora ne sono state erogate 260 mila) alla stazione «una scena da Paese del Terzo mondo» ma occorre ammodernare tutto il parco vetture e le stazioni. Risponde l'Atac: abbiamo messo in servizio altri due convogli climatizzati: per un totale di sei treni. Intanto però, la Capitale è stretta nella morsa del caldo torrido: 38 gradi la temperatura rilevata ieri dal Servizio Meteo della Protezione civile ma quella effettivamente percepita dai cittadini è stata di 43 gradi (a causa dell'umidità superiore al 38%). L'ondata di calore non rallenterà, dicono gli esperti, almeno fino a domani. Permane così lo stato di allerta per i soggetti più deboli e sempre fino a domani il potenziamento dei servizi d'ambulanza predisposto dalla Protezione civile del Campidoglio. Le telefonate giornaliere al 118 sono cresciute del 50%. I ricoveri 2000: più 35 per cento. «Ieri le chiamate sono state 4.500 - ha confermato Livio De Angelis, direttore della sala operativa dell'Ares 118 - A chiedere soccorso anziani e malati cronici ma anche turisti che camminano per ore sotto il sole per le strade del centro storico. Il 20% delle chiamate arrivano proprio da loro, giovani e non, alle prese con svenimenti e cali di pressione». In tanti, infatti, si sono accasciati sull'asfalto. Alcuni sono stati soccorsi anche in metro e sugli autobus. Il caldo non fa sconti neanche ai motociclisti, quelli fermi nel traffico e ai semafori, che per colpa del casco sudono più di tutti. De Angelis: «A volta basta soccorrerli sul posto, a volte sono necessarie anche flebo di acqua e sali minerali». E oggi chi può scapperà al mare. Vai alla homepage Natalia Poggi 17/07/2010 Argomento: CENTRO Pag. 67 Data: 17-07-2010 Il Tempo Mai più tragedie come Ventotene Il piano A Roma bonificate la collina dei Parioli e le cavità sotterranee di via Valli Sara e Francesca, probabilmente, avranno accennato un sorriso Home Roma prec succ Contenuti correlati Per la morte di Stefano Cucchi sorella, genitori e nipoti saranno parte civile In nero sei affitti su dieci Da agosto Roma sarà più cara Cade il muro della vergogna Da soccorritori a vittime Ponti in fumo. Spazio ai fumetti . Lassù, loro, morte lo scorso aprile sotto i massi crollati dalla parete di Cala Rossano, a Ventotene, sono ancora il brutto ricordo del rischio idrogeologico nel Lazio. Ma quella tragedia, che ha toccato il cuore di tutti, dagli abitanti di Morena, dove le due quattordicenni andavano a scuola, al sindaco Alemanno, ha dato una spinta in più allo stanziamento dei fondi per mettere in sicurezza le aree più a rischio della regione. Centoventi milioni di euro finanzieranno i cinquantanove interventi per i pericoli idrogeologi (90 milioni) e i dodici interventi per le esondazioni (30 milioni). Tutto partirà in autunno, si legge nell'accordo firmato dalla Governatrice Renata Polverini e il ministro dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo. Novanta milioni saranno infatti a carico del ministero, trenta graveranno sul bilancio della Regione. «Da oggi programmiamo e non interveniamo più sulle urgenze - dice Polverini -, le gare partiranno dal mese di ottobre e l'accordo prevede la figura di un commissario proprio per intervenire con rapidità e non aspettare le lungaggini della pubblica amministrazione. Nascerà inoltre - continua la Governatrice - una comitato di indirizzo e di controllo per la gestione dell'accordo, mentre il monitoraggio degli interventi sarà attuato col supporto dell'Ispra». Stefania Prestigiacomo ricorda che questo è il primo accordo che il ministero sottoscrive con le Regioni. Poi si sofferma su Ventotene: «Vicende come quelle, è triste dirlo, sono servite ad aprire gli occhi e a smuovere qualcosa che in passato sembrava impossibile nel settore della difesa del suolo. Intervenire nelle emergenze - continua il ministro - costa molto di più. Deve passare la logica della prevenzione. Quando siamo a conoscenza di rischi, come quello di Ventotene, o in altre località molto frequentate, si ha il dovere di intervenire o di interdire la frequentazione di queste aree». I soldi, dunque. All'isola di Ventotene sono dedicati sei interventi per un totale di 6 milioni e 400 mila euro e che prevedono, in località Cala Nave, il consolidamento della falesia di Cala Nave, nei tratti di Marillo al Faro, zia Bettina e Grottone al Marillo (un milione e 520), la rifioritura del frangiflutti esterno del molo Foraneo al Porto Nuovo e le opere di difesa costiera alla Punta di Mamma Bianca in zona cimitero e eliosuperficie (770 mila euro). A Parata Grande il consolidamento della falesia (770 mila euro) e poi il consolidamento di quelle di Capo Rossano e della scarpata sopra al porto romano in zona Granilli (670 mila reuro); il consolidamento della falesia di Cala Battaglia e in località Fontanelle (570 mila euro) oltre ad interventi di messa in sicurezza di varie zone (slargo via Iacono, via Polveriera, zona Sala polivalente, via Cala Nave, Muro Nuovo, Muro Paratella, muro di fronte acquedotto, Moggio di Terra, terrapieno Calanone. Grande attenzione anche ai rischi idrogeologici sull'isola di Ponza. Qui sono cinque gli interventi previsti, per uno stanziamento di 5 milioni e 275 mila euro. I lavori riguarderanno il consolidamento delle scarpate a Cala Feola, Cala delle Felci e Grotte di Pilato (965 mila euro); il consolidamento della falesia a Cala Inferno e Cala Fonte (2 milioni); interventi anche a Frontone, Parata e Bagno Vecchio (715 mila); il consolidamento delle scarpate del cimitero (665 mila);la regimentazione idrogeologica dell'area di monte Guardia e Tunnel Romano. Regione e ministero provvedono a stanziare fondi anche per alcuni lavori a Roma. Sarà messa in sicurezza la collina dei Parioli, con quasi cinque milioni. Verrà sistemato il Canale Ponente delle acque basse (1,6 milioni) e in XV Municipio saranno consolidate le cavità sottorranee di via Valli (3,3 milioni). Sarà bonificato il movimento franoso a monte di via Labriola, tra il XVII e il XIX Municipio, con un milione e mezzo di euro. Il piano di normalizzazione delle aree più a rischio è un tassello importante, dopo le polemiche sulla tragedia di Ventotene. Non è un caso se chi aveva lottato per la difesa del suono, come Fareambiente, è soddisfatto dell'accordo Polverini-Prestigiacomo. Soddisfatto per aver dato un senso al «sacrificio» di due giovani anime.Vai alla homepage 17/07/2010 Argomento: CENTRO Pag. 68 Data: Il Tempo 18-07-2010 «Rassicurati dagli esperti» Avvocato fa scattare l'indagine L'inchiesta ha suscitato la dura reazione di Bertolaso Home Abruzzo prec succ Contenuti correlati Cassazione, il commento dell'avvocato Messere Rischio frane, la Regione invia un gruppo di esperti VIA BAKU' Lavori socialmente utili per uno dei coinvolti É stato «destinato» ai lavori socialmente utili F.C., uno dei ragazzi coinvolti nella vasta operazione anti droga denominata Via Bakù e difeso in giudizio dall'avvocato Stefano Sabatini. Leoncini e Gerbino indagati a Rieti L'avvocato Angeletti: «Accuse flebili» Oggi dovrebbe scattare la riduzione a 12 h del pronto soccorso mentre utenti e amministratori preparano denunce Ecco come è nata l'indagine nella nostra redazione L'AQUILA Aspre polemiche sono scoppiate il 3 giugno scorso, quando la Procura della Repubblica dell'Aquila ha notificato l'avviso di chiusura indagine (che ha valore di informazione di garanzia) ai sette componenti della Commissione GrandI Rischi, Franco Barberi (presidente vicario), Enzo Boschi (presidente dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia), Bernardo De Bernardinis (vice capo della Protezione civile), Mauro Dolce, (responsabile dell'ufficio rischio sismico della Protezione civile), Giulio Selvaggi (direttore del Centro nazionale terremoti), Gian Michele Calvi (direttore della fondazione "Eucentre") e Claudio Eva (ordinario di fisica terrestre dell'Università di Genova). «Abbiamo indagato sulla Commissione Grandi Rischi - disse allora Rossini - perchè ci sono state denunce di persone che hanno subito questa situazione. È un lavoro serio e molto importante, speriamo di arrivare a un risultato conforme a quello che la gente si aspetta». Questa dichiarazione fu contestata, tra gli altri, dal capo della Protezione Civile, Guido Bertolaso, e da buona parte del Dipartimento che in una nota affermò: «Davvero non si comprende quale sia l'obiettivo della magistratura aquilana: non può infatti che auspicarsi che l'operato della magistratura inquirente non sia diretto, come invece afferma il procuratore capo, "ad un risultato conforme a ciò che la gente si aspetta" perchè, così facendo, si arriverebbe all'assurdo che la giustizia non persegue l'applicazione delle norme, ma gli umori e i desideri di una parte della popolazione, seppur colpita da lutti e sofferenze enormi». L'inchiesta della Procura era stata avviata in seguito a un esposto presentato dall'avvocato aquilano Antonio Valentini e firmato poi da molti cittadini. Alla riunione della Commissione parteciparono anche l'assessore alla Protezione civile della Regione Abruzzo Daniela Stati, il sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente e il dirigente della Protezione civile abruzzese Altero Leone. «Quella sera - ha ricordato Cialente ai primi di giugno - io ero il vaso di coccio che faceva domande. Ma ricordo molto bene le parole di Enzo Boschi dell'Ingv: ma che volete, all'Aquila prima o poi un terremoto arriva...».Vai alla homepage 18/07/2010 Argomento: CENTRO Pag. 69 Data: Il Tempo 18-07-2010 Capitale bollente a 42 gradi Distribuite 35mila bottigliette Ancora una giornata terribile. Home Roma prec succ Contenuti correlati Funivie, parchi a tema e servizi Le nuove offerte della Capitale Roma infuocata 50 gradi in metrò Earth Day, Ben Harper: "La tecnologia ci salverà" L'assistenza a 360 gradi per gli over 65 Bilancio capitolino, precari protestano nell'acqua della Fontana di Trevi Pettoranello si trasforma in capitale della moda Le centraline della Protezione civile ieri hanno registrato una temperatura massima di 36 gradi che, associata al 60% di umidità, ha fatto salire quella percepita a 42 gradi. «Siamo al quinto giorno consecutivo di stato di allerta per il caldo - ha detto Tommaso Profeta, direttore della Protezione Civile del Campidoglio - e il bollettino sulle ondate di calore, diffuso dal Dipartimento Nazionale della Protezione Civile, segnala il perdurare della criticità fino a lunedì». Per affrontare questa situazione il Campidoglio ha rafforzato tutte le misure previste dal Piano di emergenza, potenziando i servizi di soccorso sanitario coordinati dall'Ares 118 e aumentando le scorte d'acqua distribuite agli utenti delle metropolitane e alle persone in visita ai principali musei. Ieri, dalle 10 alle 16, sono state distribuite 35 mila bottiglie e la stessa quantità è stata stoccata nelle celle frigorifere per la giornata di oggi. Gli operatori dell'Atac, nelle stazioni di Piramide e Termini, hanno distribuito quindicimila litri d'acqua a chi ha preso i treni della metro B e della Roma-Lido. Con l'entrata in servizio di altri due convogli climatizzati, attualmente sulla linea B circa il 50 per cento delle corse sono effettuate con treni dotati di condizionatori d'aria. Atac fa sapere che nelle ultime 48 ore sulla metro, solo un viaggiatore ha chiesto soccorso, rivolgendosi al personale e al 118 a causa, comunque, di una terapia medica già in atto. Secondo l'amministratore delegato di Atac spa, Adalberto Bertucci, «rispetto allo scorso anno c'è un miglioramento e si vede: oggi la metà delle corse proprio della linea B sono state effettuate con treni climatizzati mentre dodici mesi fa, nessun convoglio era condizionato». Ma le associazioni dei consumatori non sono dello stesso avviso. Il presidente dell'Adoc, Carlo Pileri, «pur apprezzando il fatto che l'Atac abbia fatto una verifica delle condizioni climatiche sui mezzi di trasporto pubblici», ritiene che «la replica dell'azienda sia insufficiente. Infatti si raggiungono ancora temperature record sia sulle vetture non climatizzate dei bus e dei treni sia nelle stazioni della metro». Riguardo la richiesta di soccorsi, per l'Adoc non ha senso basarsi solo sui dati del 118. «Ci auguriamo - conclude il presidente dell'Adoc - che con l'Atac si possa presto aprire un dialogo sui programmi per migliorare il sistema dei trasporti urbani, e sulla gestione degli eventuali reclami degli utenti». Infine, Pileri propone ad Atac di misurare «insieme la temperatura sui mezzi pubblici e nelle stazioni».Vai alla homepage 18/07/2010 Argomento: CENTRO Pag. 70 Data: 18-07-2010 Il Tempo Terremoto «La Grandi rischi sotto processo» Home Abruzzo prec succ Contenuti correlati I black bloc del terremoto Due lievi scosse di terremoto nella Sabina Protesta degli aquilani a Roma Terremoto nella Marsica Note da camera tra passato e presente al Museo Colonna Pd rosso per la figuraccia L'AQUILA Potrebbe essere esaminata a giorni la richiesta di rinvio a giudizio presentata dalla Procura della Repubblica dell'Aquila per i componenti della Commissione Grandi Rischi, indagati per omicidio colposo plurimo. La notizia circola con insistenza nei corridoi della Procura della Repubblica dell'Aquila, impegnata anche nell'inchiesta sui crolli di oltre 200 edifici e nella conduzione delle indagini sui rischi di infiltrazioni malavitose nella difficile ricostruzione. La data di fissazione della richiesta di rinvio a giudizio si conoscerà non appenna si saprà quale dei due Gup del Tribunale dell'Aquila, Giuseppe Grieco o Marco Billi, dovrà presiedere l'udienza. Gli indagati sono Franco Barberi, vicario della Commissione Grandi Rischi, Bernardo De Bernardinis, già vice capo della Protezione civile, Mauro Dolce, direttore dell'ufficio prevenzione della Protezione civile, Enzo Boschi, presidente dell Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, Giuliano Selvaggi, direttore del Centro nazionale terremoti Ingv, Gian Michele Calvi , sismologo, e Claudio Eva, ordinario di fisica terrestre dell'Università di Genova. Secondo l'accusa gli esperti, durante una riunione della Commissione convocata all'Aquila qualche giorno prima del sisma del 6 aprile 2009 proprio per fare il punto della situazione (nel capoluogo le scosse si susseguivano da mesi) lanciarono messaggi tranquillizzanti alla popolazione. In sostanza per il procuratore della Repubblica dell'Aquila Alfredo Rossini e per il suo sostituto, Fabio Picuti, gli scienziati della Commissione Grandi Rischi - organo consultivo e propositivo della Protezione civile su tutte le attività di previsione e prevenzione delle varie ipotesi di rischio - il 31 marzo del 2009, sei giorni prima della devastante scossa, pur riunendosi all'Aquila per analizzare lo sciame sismico, non attivarono le necessarie misure, compiendo dunque «negligenze fatali». Vai alla homepage 18/07/2010 Argomento: CENTRO Pag. 71 Data: Il Tempo 18-07-2010 Per i sette indagati l'accusa è omicidio colposo plurimo L'AQUILA Sono sette gli esperti accusati del reato di omicidio colposo plurimo. Home Abruzzo succ Contenuti correlati Omicidio Moro, determinanti gli accertamenti sui cellulari Omicidio Moro, indagato Pradissitto Spaccio di droga, otto arresti e nove indagati Leoncini e Gerbino indagati a Rieti L'avvocato Angeletti: «Accuse flebili» Alla guida con alcol e droga, 17 denunce Anche se non si può plaudere al tempismo, visto che il maestro della psicanalisi è morto a Londra nel settembre del 1939, la scelta del luogo è significativa. Sono Franco Barberi, vicario della Grandi Rischi, Bernardo De Bernardinis, già vice capo della Protezione civile, Mauro Dolce, direttore dell'ufficio prevenzione della Protezione civile, Enzo Boschi, presidente dell Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, Giuliano Selvaggi, direttore del Centro nazionale terremoti Ingv, Gian Michele Calvi, sismologo, e Claudio Eva, ordinario di fisica terrestre dell'Università di Genova.Vai alla homepage 18/07/2010 Argomento: CENTRO Pag. 72 Data: 18-07-2010 Il Tempo Frosinone tra le 12 città più roventi Allarme afa: oggi e domani le temperature resteranno bollenti nel capoluogo ciociaro. Home Frosinone Contenuti correlati La Milano del mattone si sgretola Annullati i consigli comunali aperti alla cittadinanza, l'ira di Caligiore Era iniziata come una vera e propria dichiarazione d'amore per la sua città ma è bastato che il numero 10 della Roma, Francesco Totti, aggiungesse poche altre parole per creare uno scontro senza precedenti con il "Popolo del Nord": «Se la Lega Nord ce l'h Sanità, utenti insoddisfatti Il teatro che sarà: Frosinone diventerà davvero una città normale? Momenti di panico ieri mattina in via Brighindi una delle strade più trafficate della città, a causa di una vipera che si era attorcigliata sulla ruota di un passeggino con tanto di bimbo a bordo. L'ultimo aggiornamento del sistema delle ondate di calore del dipartimento della Protezione civile, che ieri ha segnalato ventuno città a rischio sulle ventisette monitorate, ne ha individuate dodici oggi e dieci domani. L'allerta di "livello 3" (il più elevato, che rende necessari interventi mirati per le popolazioni a rischio) riguarderà Civitavecchia, Firenze, Frosinone, Genova, Latina, Messina, Napoli, Perugia, Pescara, Rieti, Roma e Viterbo; domani ancora "bollino rosso" a Frosinone e Latina. Vai alla homepage 18/07/2010 Argomento: CENTRO Pag. 73 Data: 19-07-2010 Il Tempo Civitavecchia, città ad alto rischio Ancora afa e caldo sull'Italia. Home Lazio nord Contenuti correlati L'ultimo rifugio dei nonni sono i centri commerciali Rifiuti in mare, De Vito: «I cittadini possono stare tranquilli» In arrivo nuovi ricorsi della sanità privata Ora il piano è a rischio Malori per il caldo, preso d'assalto il pronto soccorso CAMPOBASSO In partenza per l'esodo estivo senza il rischio di incappare in code e rallentamenti sulla Bifernina dovuti all'installazione del semaforo e al senso unico alternato. Città in festa per la sfilata Sono 10 le città in allerta 3, secondo il bollettino della Protezione Civile. L'ondata di calore tocca Civitavecchia, Firenze, Frosinone, Genova, Latina, Messina, Napoli, Perugia, Rieti e Roma mentre sulle zone alpine e sulle zone più interne ed appenniniche centro-meridionali sono previste precipitazioni e isolati rovesci o temporali. E per difendersi dal caldo nei giorni di rischio elevato 2 o 3 e per le successive 24 o 36 ore, la Protezione Civile consiglia di non uscire nelle ore più calde, dalle 12 alle 18, soprattutto ad anziani, bambini molto piccoli, persone non autosufficienti o convalescenti. Per proteggersi dal calore del sole in casa utilizzare tende o persiane e mantenere il climatizzatore a 25-27 gradi. Se si usa un ventilatore non indirizzarlo direttamente sul proprio corpo. È importante, ricorda la Protezione Civile, bere e mangiare molta frutta ed evitare bevande alcoliche e caffeina oltre a consumare pasti leggeri. Infine la Protezione Civile consiglia di indossare abiti e cappelli leggeri e di colore chiaro all'aperto evitando le fibre sintetiche. Se si ha una persona in casa malata fare attenzione che non sia troppo coperta.Vai alla homepage 19/07/2010 Argomento: CENTRO Pag. 74 Data: 19-07-2010 Il Tempo La Regione favorevole alla riconversione PRATOLA Passerà attraverso un ordine del giorno in consiglio regionale la proposta di riconvertire Monte S.Cosimo in polo della Protezione Civile. Home Abruzzo prec succ Contenuti correlati Formula 1. Romba la Regione Opere pubbliche, richiesta di fondi alla Regione Vertenza Meccano, nuove opportunità alla Regione Lazio "È emergenza, ma si lavora" La proposta della Regione agli Stati generali dell'economia I campeggiatori chiedono l'intervento della Regione È il risultato raggiunto da amministratori locali e comitato Valle Futura in un incontro pubblico, sabato a Pratola, sul futuro della base militare. La richiesta è parte di un documento approvato dai partecipanti, nel quale si ribadisce il no all'ipotesi di farne un centro ricerca sul nucleare pulito e alla paventata trasformazione in deposito di scorie radioattive. «Chiediamo che la Regione approvi una proposta che è la volontà del territorio - ha detto Roberto Santilli del comitato Valle Futura - e poi la promuova al governo». A sottoscrivere il documento, anche i consiglieri regionali Franco Caramanico (Pd) e Emiliano Di Matteo (Pdl). «Disponibilità della Regione sulla questione», hanno detto, chiarendo che la risoluzione del consiglio per ospitare in Abruzzo il centro ricerca non esclude la riconversione della base. Su questa, però, l'ultima parola spetterà a Ministero della Difesa e Protezione Civile. A.D.G.Vai alla homepage 19/07/2010 Argomento: CENTRO Pag. 75 Data: 17-07-2010 Il Tirreno Estratto da pagina: 1 un muro di fuoco sulla collina - francesca gori - Grosseto Un muro di fuoco sulla collina Incendio a Talamonaccio, il rogo lambisce le case vicine MAREMMA IN FIAMME Giornata di superlavoro per i vigili arrivano i rinforzi anche da Roma FRANCESCA GORI ALBINIA. Un muro di fuoco e fumo. Un incendio di dimensioni colossali. Con le fiamme che hanno lambito le case tutte intorno. E che si è sviluppato ieri all'ora di pranzo dalla zona del ponte sull'Aurelia, al lato della ferrovia. Impegnate cinque autobotti, quindici vigili del fuoco, due canadair, due elicotteri, due fuoristrada. E anche la protezione civile. Qualcuno, dalle case sul poggio, è uscito fuori. Ha cercato di attaccare la sistola, di dare una mano con i secchi dell'acqua. Ma il fuoco, con il caldo che ieri infiammava l'aria, non si è fermato. I vigili del fuoco si sono messi a fare da barriera tra le abitazioni e il rogo. Che dalla ferrovia è arrivato fino all'Hotel Osa, è passato dietro alle Terme di Fonte Ermosa. Ha mangiato ettari ed ettari di sterpaglie. Per fortuna, il fronte delle fiamme si è diretto dalla parte opposta rispetto a Talamonaccio. Ma ha comunque sfiorato le abitazioni che si trovano sul poggio. Non ha imboccato la gola che separa il colle. È salito su spedito. I vigili del fuoco hanno lavorato tutto il giorno per spegnere quelle fiamme che hanno aperto una lingua di fuoco nella zona. Sono intervenuti con le autobotti. Cinque. Con gli elicotteri, due, arrivati poco dopo. Non ce l'hanno fatta nemmeno con quelli. Hanno chiamato rinforzi, sono arrivati due fuoristrada dei pompieri. È arrivata la protezione civile per aiutare i pompieri. Sono arrivati anche i canadair. Due, in volo da Roma. I piloti, che ieri sera sono arrivati sopra a quel muro di fiamme e fumo, hanno lanciato acqua e liquido ritardante sui roghi. Un incendio che ha mandato in tilt anche parte della linea telefonica. Perché le fiamme hanno lambito anche i ripetitori che si trovano proprio a cinquanta metri dalla linea ferroviaria. E che servono tutto l'Argentario. Zona collinare. Tra Talamone e Fonte Blanda. Distese di campi coltivali, vigneti e oliveti. Qualche casa qua e là. E quelle fiamme contro le quali le squadre dei vigili del fuoco hanno dovuto combattere per tutta la giornata. Da terra e dal cielo, per cercare di domare quel muro di fuoco che ha mangiato ettari di piante, sterpaglie, terreno. Sul posto è arrivato anche il vicecomandante dei vigili del fuoco di Grosseto a coordinare le operazioni. E oltre alle squadre del comando di Orbetello e a quelle di Grosseto che ieri erano in servizio, sono stati richiamati anche i pompieri che avevano già finito il loro turno ed erano tornati a casa. Nella zona di Talamonaccio, le fiamme hanno trovato ieri la strada spianata. Sterpaglie, piante ormai seccate dal sole. Che hanno fatto da combustibile, che sono bruciate in un attimo scatenando un inferno di fuoco e fiamme diventato difficilissimo da domare. © RIPRODUZIONE RISERVATA Argomento: CENTRO Pag. 76 Data: Il Tirreno 18-07-2010 la collina brucia vigili del fuoco ancora al lavoro Ieri altri ettari di sterpaglie in fumo ORBETELLO. Questa volta le fiammoa si sono mangiate sette ettari di macchia mediterranea alle Grotte, dietro la Parrina. L'incendio è scoppiato ieri mattina, e i vigili del fuoco del distaccamento di Orbetello hanno dovuto fronteggiare un fronte che si è portato via tre ettari di macchia. Tutto questo mentre i tecnici della provincia erano al lavoro per bonificare la zona dell'Osa, dove venerdì è scoppiato l'incendio che ha distrutto oltre 40 ettari di macchia. Ieri mattina i vigili del fuoco di Orbetello hanno fatto in tempo a domare le fiamme e a fermare quindi il fuoco che stava risalendo sulla collina. Nessun pericolo per le due case che si trovano alle Grotte, che non sono state evacuate. Mentre la squadra dei pompieri, con due autobotti e con la collaborazione dei volontari della Racchetta stavano spegnendo l'incendio, un altro rogo è scoppiato a Patanella. Proprio sotto i pini che costituiscono la bellezza di quella zona. Gli elicotteri che stavano portando acqua alle Grotte si sono fermati nella zona di tutela del Wwf, dove è stato impegnato poi anche il personale del distaccamento di Orbetello, i volontari della protezione civile e quelli della Racchetta. Argomento: CENTRO Pag. 77 Data: 18-07-2010 Il Tirreno Estratto da pagina: 10 a fuoco due ettari di sterpaglie - lara loreti - Livorno A fuoco due ettari di sterpaglie Rogo a Vicarello, i pompieri lo spengono con 12mila litri di acqua Il rogo ha sfiorato la ferrovia a Colle Nessun ferito LARA LORETI LIVORNO. Grande rogo ieri a Vicarello, tra l'autostrada e la Fi-Pi-Li: sono bruciati due ettari di sterpaglie e vegetazione alta. Il fuoco è arrivato ai limiti della feroiva che passa per Colle. Intervenuti i vigili del fuoco, i volontari del Crocino, quelli dell'Ampas e la protezione civile della Svs di Colle. Tutto è iniziato alle 13 nella zona che si estende tra la Fi-Pi-Li e il canale dello Scolmatore. Denso fumo, visibile anche da lontano, che ha messo in allarme tanti automobilisti, che hanno chiamato in massa il 115. Due i punti dell'incendio segnalati dai cittadini, a distanza di circa 200 metri l'uno dall'altro, sulla stessa direttrice. La zona viene adibita alla pesca sportiva lungo lo Scolmatore, ma per fortuna non c'era nessuno. Grande lavoro per i pompieri e per i volonati, che sono rimasti sul posto fino alle 16.30. Sul posto sono arrivate due autobotti e tre “campagnole” dei vigili del fuoco: in tutto per spegnere il rogo sono stati necessari circa 12mila litri di acqua. Dopo aver estinto le fiamme, i vigili del fuoco hanno bonificato l'area. Non sono chiare le origini del rogo. Il posto dove è nato l'incendio è molto isoltato e ci si può arrivare solo da una stradina di campagna, lungo lo Scolmatore, dal lato del Mortaiolo. Non è escluso che l'origine possa essere dolosa. In ogni caso, le cause sono da accertare. © RIPRODUZIONE RISERVATA Argomento: CENTRO Pag. 78 Data: 18-07-2010 Il Tirreno Estratto da pagina: 3 invasi d'acqua con diga c'è l'obbligo della denuncia o scatta una mega multa - Pontedera C'è tempo fino al 14 settembre. La Provincia organizza un incontro PISA. Si avvicina una scadenza molto importante per i proprietari degli invasi con sbarramento, i bacini di accumulo. Secondo la legge regionale, entro il 14 settembre occorre presentare la “Denuncia di esistenza delle opere”. Chiunque non dovesse rispettare tale procedura, rischia una sanzione da 3mila a 21mila euro. Sono 99, in provincia: 46 si trovano tra la Valdera e la zona del Cuoio, 43 in Valdicecina, 10 nell'Area Pisana. Il loro impiego avviene sostanzialmente a fini irrigui, nell'ambito di attività agricole o di protezione civile; in pochi casi sono destinati alla pesca sportiva; diversi invece non sono utilizzati. «La presentazione delle denunce - dichiara l'assessore provinciale all'ambiente Valter Picchi - risponde anche all'esigenza della messa in sicurezza di questi invasi che sono dighe di dimensioni contenute, ma non trascurabili». Alla denuncia da inoltrare alla Provincia di Pisa entro il 14 settembre, va allegata la domanda di regolarizzazione (se i bacini sono realizzati in maniera difforme dal progetto originario) o di autorizzazione in sanatoria (se non sono state regolarmente autorizzate: in questo caso la scadenza è il 13 marzo 2011). Tuttavia la Provincia avrà un incontro, con le associazioni di categoria degli agricoltori, il 28 luglio. Argomento: CENTRO Pag. 79 Data: 18-07-2010 Il Tirreno una giornata di sport e solidarietà per ricordare sara - ni.nu. TIFOSI ROSSONERI IN CAMPO Una giornata di sport e solidarietà per ricordare Sara Il ricavato dell'iniziativa impiegato per l'acquisto di materiale pediatrico NI.NU. LUCCA. Oggi a Capannori terza edizione del memorial “Sara con noi”, tra calcio, solidarietà e passione per i colori rossoneri. La Lucchese era nel cuore di Sara Di Piazza (figlia dello storico tifoso “Il Porcarese”), scomparsa troppo presto. Anche quest'anno nel suo ricordo viene organizzato un torneo di calcio allo stadio di Capannori che vedrà la partecipazione di quattro formazioni: Forzalucchese.net, la Misericordia di Capannori, gli amici di Sara e i tifosi della Lucchese. Dopo le gare da 30 minuti la premiazione al piazzale della Misericordia con una cena di beneficenza (20 euro). Il ricavato, come negli anni passati, sarà impiegato nell'acquisto di materiale di primo soccorso destinato ad uso pediatrico, dal momento che Sara amava molto i bambini. L'iniziativa si svolge in collaborazione con la Protezione civile e la Confraternità delle Misericordie. “Fare del bene fa stare bene” è lo slogan che accompagna la manifestazione. Una giornata di allegria e gioia come lo era il sorriso di Sara. Intanto venerdì 23 luglio, con inizio alle 18.30, la Lucchese disputerà al campo sportivo di San Romano in Garfagnana, una gara amichevole contro la Rappresentativa Garfagnana. Dopo la partita avrà luogo la Festa Rossonera, alla quale parteciperanno anche lo staff e i giocatori della Lucchese. Un'occasione per i tifosi di stare assieme e degustare prodotti tipici garfagnini. Questo il menù: grigliata mista, affettati con pane di patate cotto a legna, formaggi e dolci. Il tutto annaffiato da vino delle Colline lucchesi e bibite per ragazzi. La quota di partecipazione è 15 euro per gli adulti e 10 euro per i ragazzi. La società Lucchese Libertas informa che la campagna abbonamenti della stagione calcistica 2010/2011 proseguirà martedì, giovedì e venerdì dalle 17 alle 20. Si ribadisce che il rilascio degli abbonamenti avverrà ai soli possessori della “Tessera del tifoso”. Per la sottoscrizione è sufficiente un documento d'identità ed una foto tessera. Argomento: CENTRO Pag. 80 Data: 18-07-2010 Il Tirreno Estratto da pagina: 9 soldi per le imprese alluvionate - Lucca Villa Basilica, domande entro la fine del mese di luglio VILLA BASILICA. Scade il 31 luglio il termine per presentare agli uffici del Comune la richiesta per i contributi regionali per tutti gli imprenditori e gli agricoltori che sono stati interessati dalle alluvione di Natale e dello scorso gennaio. Lo rendono noto l'assessore Giovanni Bertilacchi e il consigliere di maggioranza con delega alla protezione civile Katia Pocai. «I danni subiti da imprese e imprese agricole a causa delle intense piogge verificatesi nell'inverno scroso ammontano a circa 140mila euro - dicono Pocai e Bertilacchi -. La Regione dovrebbe essere in grado, attraverso i fondi messi a disposizione, di finanziarne circa il 50 per cento (finanziamenti a fondo perduto), dando così modo agli imprenditori di entrambi i settori di rimettere in sesto la propria attività e di ricominciare a lavorare a pieno regime». Argomento: CENTRO Pag. 81