periodico di informazione e cultura della Parrocchia Ss. Cosma e Damiano -Crotone- LETTERA DEL PAPA AI VESCOVI LA REMISSIONE DELLA SCOMUNICA AI LEFEBVRIANI E LE DEPRECABILI DICHIARAZIONI SULLE ‘CAMERAE A GAS’ DI WILLIAMSON: IL PAPA NELLA BUFERA CHIARISCE IL SUO GESTO so hanno guidato me e gli organi competenti della Santa Sede. Spero di contribuire in questo modo alla pace nella Chiesa. Una disavventura per me imprevedibile è stata il fatto che il caso si è sovrapposto alla remissione della scomunica. Il gesto discreto di misericordia verso quattro Vescovi, ordinati validamente ma non legittimamente, è apparso all’improvviso come una cosa totalmente diversa: come la smentita della riconciliazione tra cristiani ed ebrei, e quindi come la revoca di ciò che in questa materia il Concilio aveva chiarito per il cammino della Chiesa. [...] Mi è stato detto che seguire con attenzione le notizie raggiungibili mediante l’internet avrebbe dato la possibilità di venir tempestivamente a conoscenza del problema. Cari Confratelli nel ministero episcopale, la remissione della scomunica ai quattro Vescovi, consacrati nell’anno 1988 dall’Arcivescovo Lefebvre senza mandato della Santa Sede, per molteplici ragioni ha suscitato all’interno e fuori della Chiesa Cattolica una discussione di una tale veemenza quale da molto tempo non si era più sperimentata. Molti Vescovi si sono sentiti perplessi davanti a un avvenimento verificatosi inaspettatamente e difficile da inquadrare positivamente nelle questioni e nei compiti della Chiesa di oggi. Anche se molti Vescovi e fedeli in linea di principio erano disposti a valutare in modo positivo la disposizione del Papa alla riconciliazione, a ciò tuttavia si contrapponeva la questione circa la convenienza di un simile gesto a fronte delle vere urgenze di una vita di fede nel nostro tempo. Alcuni gruppi, invece, accusavano apertamente il Papa di voler tornare indietro, a prima del Concilio: si scatenava così una valanga di proteste, la cui amarezza rivelava ferite risalenti al di là del momento. Mi sento perciò spinto a rivolgere a voi, cari Confratelli, una parola chiarificatrice, che deve aiutare a comprendere le intenzioni che in questo pas- Ne traggo la lezione che in futuro nella Santa Sede dovremo prestar più attenzione a quella fonte di notizie. Sono rimasto rattristato dal fatto che anche cattolici, che in fondo avrebbero potuto sapere meglio come stanno le cose, abbiano pensato di dovermi colpire con un’ostilità pronta all’attacco. Proprio per questo ringrazio tanto più gli amici ebrei che hanno aiutato a togliere di mezzo prontamente il malinteso e a ristabilire l’atmosfera di amicizia e di fiducia, che – come nel tempo di Papa Giovanni Paolo II – anche durante tutto il periodo del mio pontificato è esistita e, grazie a Dio, continua ad esistere. Questo gesto era possibile dopo che gli interessati avevano espresso il loro riconoscimento in linea di principio del Papa e della sua potestà di Pastore, anche se con delle riserve in materia di obbedienza alla sua autorità dottrinale e a quella del Concilio. Con ciò ritorno alla distinzione tra persona ed istituzione. [...] Il fatto che la Fraternità San Pio X non possieda una posizione canonica nella Chiesa, non si basa in fin dei conti su ragioni disciplinari ma dottrinali. Finché la Fraternità non ha una posizione canonica nella Chiesa, anche i suoi ministri non esercitano ministeri legittimi nella Chiesa. [...] Alla luce di questa situazione è mia intenzione di collegare in futuro la Pontificia Commissione "Ecclesia Dei" – istituzione dal 1988 competente per quelle comunità e persone che, provenendo dalla Fraternità San Pio X o da simili raggruppamenti, vogliono tornare nella piena comunione col Papa – con la Congregazione per la Dottrina della Fede. Con ciò viene chiarito che i problemi che devono ora essere trattati sono di natura essenzialmente dottrinale e riguardano soprattutto l’accettazione del Concilio Vaticano II e del magistero postconciliare dei Papi. [...] Un altro sbaglio, per il quale mi rammarico sinceramente, consiste nel fatto che la portata e i limiti del provvedimento del 21 gennaio 2009 non sono stati illustrati in modo sufficientemente chiaro al momento della sua pubblicazione. La scomunica colpisce persone, non istituzioni. Un’Ordinazione episcopale senza il mandato pontificio significa il pericolo di uno scisma, perché mette in questione l’unità del collegio episcopale con il Papa. Perciò la Chiesa deve reagire con la punizione più dura, la scomunica, al fine di richiamare le persone punite in questo modo al pentimento e al ritorno all’unità. A vent’anni dalle Ordinazioni, questo obiettivo purtroppo non è stato ancora raggiunto. La remissione della scomunica mira allo stesso scopo a cui serve la punizione: invitare i quattro Vescovi ancora una volta al ritorno. Periodico d’informazione e cultura della Parrocchia SS. Cosma e Damiano -Crotone- il Vescovo che operò lo scisma osservatorio annunciare Lui e con Lui il Dio vivente. Possiamo noi semplicemente escluderli, come rappresentanti di un gruppo marginale radicale, dalla ricerca della riconciliazione e dell’unità? Che ne sarà poi? [...] Cari Confratelli, nei giorni in cui mi è venuto in mente di scrivere questa lettera, è capitato per caso che nel Seminario ho dovuto interpretare e commentare il brano di Gal 5, 13—15. i Vescovi scismatici che sono tornati nella Chiesa Cattolica Non si può congelare l’autorità magisteriale della Chiesa all’anno 1962 – ciò deve essere ben chiaro alla Fraternità. Ma ad alcuni di coloro che si segnalano come grandi difensori del Concilio deve essere pure richiamato alla memoria che il Vaticano II porta in sé l’intera storia dottrinale della Chiesa. [...] Spero, cari Confratelli, che con ciò sia chiarito il significato positivo come anche il limite del provvedimento del 21 gennaio 2009. La priorità per il Successore di Pietro è stata fissata dal Signore nel Cenacolo in modo inequivocabile: "Tu … conferma i tuoi fratelli" (Lc 22, 32). Pietro stesso ha formulato in modo nuovo questa priorità nella sua prima Lettera: "Siate sempre pronti a rispondere a chiunque vi domandi ragione della speranza che è in voi" (1 Pt 3, 15). Nel nostro tempo in cui in vaste zone della terra la fede è nel pericolo di spegnersi come una fiamma che non trova più nutrimento, la priorità che sta al di sopra di tutte è di rendere Dio presente in questo mondo e di aprire agli uomini l’accesso a Dio. Non ad un qualsiasi dio, ma a quel Dio che ha parlato sul Sinai; a quel Dio il cui volto riconosciamo nell’amore spinto sino alla fine (cfr Gv 13, 1) – in Gesù Cristo crocifisso e risorto. Il vero problema in questo nostro momento della storia è che Dio sparisce dall’orizzonte degli uomini e che con lo spegnersi della luce proveniente da Dio l’umanità viene colta dalla mancanza di orientamento, i cui effetti distruttivi ci si manifestano sempre di più. Condurre gli uomini verso Dio, verso il Dio che parla nella Bibbia: questa è la priorità suprema e fondamentale della Chiesa e del Successore di Pietro in questo tempo. Da qui deriva come logica conseguenza che dobbiamo avere a cuore l’unità dei credenti. La loro discordia, infatti, la loro contrapposizione interna mette in dubbio la credibilità del loro parlare di Dio. [...] Se dunque l’impegno faticoso per la fede, per la speranza e per l’amore nel mondo costituisce in questo momento (e, in forme diverse, sempre) la vera priorità per la Chiesa, allo- 2 ra ne fanno parte anche le riconciliazioni piccole e medie. [...] Può essere totalmente errato l’impegnarsi per lo scioglimento di irrigidimenti e di restringimenti, così da far spazio a ciò che vi è di positivo e di ricuperabile per l’insieme? Io stesso ho visto, negli anni dopo il 1988, come mediante il ritorno di comunità prima Ho notato con sorpresa l’immediatezza con cui queste frasi ci parlano del momento attuale: "Che la libertà non divenga un pretesto per vivere secondo la carne, ma mediante la carità siate a servizio gli uni degli altri. Tutta la legge infatti trova la sua pienezza in un solo precetto: amerai il prossimo tuo come te stesso. Ma se vi mordete e divorate a vicenda, guardate almeno di non distruggervi del tutto gli uni gli altri!" Sono stato sempre incline a considerare questa frase come una delle esagerazioni retoriche che a volte si trovano in san Paolo. Sotto certi aspetti può essere anche così. Ma purtroppo questo "mordere e divorare" esiste anche oggi nella Chiesa come espressione di una libertà mal interpretata. È forse motivo di sorpresa che anche noi non siamo migliori dei Galati? Che almeno siamo minacciati dalle stesse tentazioni? foto della sala del Concilio Vaticano II separate da Roma sia cambiato il loro clima interno; come il ritorno nella grande ed ampia Chiesa comune abbia fatto superare posizioni unilaterali e sciolto irrigidimenti così che poi ne sono emerse forze positive per l’insieme. Può lasciarci totalmente indifferenti una comunità nella quale si trovano 491 sacerdoti, 215 seminaristi, 6 seminari, 88 scuole, 2 Istituti universitari, 117 frati, 164 suore e migliaia di fedeli? Dobbiamo davvero tranquillamente lasciarli andare alla deriva lontani dalla Chiesa? Penso ad esempio ai 491 sacerdoti. Non possiamo conoscere l’intreccio delle loro motivazioni. Penso tuttavia che non si sarebbero decisi per il sacerdozio se, accanto a diversi elementi distorti e malati, non ci fosse stato l’amore per Cristo e la volontà di Che dobbiamo imparare sempre di nuovo l’uso giusto della libertà? E che sempre di nuovo dobbiamo imparare la priorità suprema: l’amore? Nel giorno in cui ho parlato di ciò nel Seminario maggiore, a Roma si celebrava la festa della Madonna della Fiducia. Di fatto: Maria ci insegna la fiducia. Ella ci conduce al Figlio, di cui noi tutti possiamo fidarci. Egli ci guiderà – anche in tempi turbolenti. Vorrei così ringraziare di cuore tutti quei numerosi Vescovi, che in questo tempo mi hanno donato segni commoventi di fiducia e di affetto e soprattutto mi hanno assicurato la loro preghiera. Questo ringraziamento vale anche per tutti i fedeli che in questo tempo mi hanno dato testimonianza della loro fedeltà immutata verso il Successore di san Pietro. Il Signore protegga tutti noi e ci conduca sulla via della pace. È un augurio che mi sgorga spontaneo dal cuore in questo inizio di Quaresima, che è tempo liturgico particolarmente favorevole alla purificazione interiore e che tutti ci invita a guardare con speranza rinnovata al traguardo luminoso della Pasqua. Con una speciale Benedizione Apostolica mi confermo. Vostro nel Signore BENEDICTUS PP. XVI dal Vaticano, 10 Marzo 2009 Periodico d’informazione e cultura della Parrocchia SS. Cosma e Damiano -Crotone SOMMARIO OSSERVATORI0 No a tutte le mafie di Salvatore Barresi Chiesa dell’Immacolata. Appello di Teresa Liguori pag 4 pag 5 LETTERATURA Sei stata felice oggi? di Angela Caccia Momenti di poesia e ricordi di Antonio Puccio Un pezzetto di cielo di Lucia Bellassai pag 6 pag 7 pag 8 SALUTE Alla ricerca del sonno perduto a cura di Gianfranco Paluccio Il sogno della donna retrò a cura Bianca Maria Caiazzo Tante voci ed una passione a cura di Stefania Grassi pag 9 pag 10 pag 11 SCUOLA Poesie e scuola a cura della Don Milani L’istituto presente alla conferenza di Antonella Noviello Didona Noi e l’Unione europea di Ilenia Arturi L’occhio felice del Gravina a cura dell’Istituto Gravina L’amara realtà del Gravina di Salvatore Marino pag pag pag pag 13 14 15 16 TERRITORIO Ricordi di iniziative parrocchiali a cura Rodolfo Bava Misericordia di Isola Capo Rizzuto. Replica Non si fa altro che parlare di Gennaro Crugliano pag 17 pag 18 PARROCCHIA Padre Pio. Un frate preghiera a cura del gruppo di Padre Pio Catechismo e comunicazione di Silvana Esposito S. Giuseppe una paternità nella verginità di Nunzia Gentile Capretto ai funghi a cura di Tonino Laratta pag 20 pag 21 pag 22 osservatorio Per commentare qualche articolo, o per affrontare un argomento contattateci all’indirizzo internet: [email protected] Periodico d’informazione e cultura della Parrocchia SS. Cosma e Damiano -Crotone- 3 osservatorio Crotone, 1 Marzo 2009 No a tutte le Mafie Erano in tanti e con bambini a seguito da in migliaia a Crotone ed in Calabria, da tutta l’Italia tutta l’Italia per manifestare contro tutte la mafie. In testa al corteo l’Arcivescovo di Crotone - S. Severina Mons. DomeniS. Barresi co Graziani accompagnato da tanti giovani, commercianti e imprenditori che hanno sfilato in corteo insieme a partecipanti arrivati da tutta l'Italia. C’erano anche tanti artigiani, agricoltori, in una realtà in cui le intimidazioni del racket sono quotidiane, nessuno oggi ha avuto paura di manifestare e gridare allo sviluppo contro la mafia e la massoneria deviata. Una manifestazione bella e colorata piena di gioia che ha visto esporre i segni per uno sviluppo sostenibile annunciando la predisposizione di un progetto concreto che da oggi sarà messo in cantiere come recita il logo dell’evento. Erano almeno 7.000 persone a Crotone, secondo gli organizzatori, per dire "no" a tutte le mafie, provenienti dalla Valle d'Aosta, Lombardia, Emilia Romagna, Toscana e dalla Sardegna, hanno sfilato per le manifesto dell’evento vie della Città di Pitagora aderendo all'iniziativa del consorzio di cooperative sociali "Jobel" sulla scia della prima iniziativa svoltasi lo scorso anno a Locri in pro- concludendo La manifestazione, che quest’anno si è svolta a Crotovincia di Reggio Calabria. ne, “città simbolo di riscatto e di gravi problematiche che ne hanno segnato la cronaca recente”, spiegano tanti gli slogan gli organizzatori, oltre alla marcia per le vie della città e Tanti gli slogan e tante striscioni che inneggiavano alla alla presentazione pubblica di un segno – lo scorso liberazione dalla 'ndrangheta, L’Arcivescovo di Croto- anno legato alla riappropriazione del proprio voto, libene, mons. Domenico Graziani ha ribadito l’importanza rato da clientelismo, poteri occulti e massonerie deviadi essere concreti e impegnati per il bene di tutti, nes- te –, è stata preceduta, il 28 febbraio, da una veglia di preghiera ecumenica in duomo, a cui hanno partecipato il vescovo di Crotone, mons. Domenico Graziani e il vescovo di Prato Mons. Gastone Simoni. Importante è stato il segno di libertà dei giovani che hanno deciso di non vendere la loro vita alla mafia, alla delinquenza organizzata, che non hanno le radici nella cultura mafiosa, che non tollerano l'omertà perché la bocca serve per parlare, gli occhi per guardare e la mente per pensare... Facciamo nostre le parole "E' cosa nostra parlare di libertà". S. B. Particolari della manifestazione al cannocchiale Il Comune di Crotone “ha deciso di adottare un rego- suno può tirarsi indietro per sconfiggere i poteri occulti della mafia. Anche le Acli, i sindacati e il mondo della cooperazione sociale erano presenti con migliaia di aderenti per sconfiggere e dare un contributo a vincere la paura del cancro della criminalità. Per far ciò bisogna convincere i calabresi della loro forza". Padre Zanotelli, dal canto suo ha rivolto un invito ai calabresi a fare attenzione a non farsi espropriare "il bene più prezioso che è l'acqua" e ad evitare che la 'ndrangheta porti in Calabria rifiuti tossici e nocivi''. La manifestazione è partita dallo stadio “Ezio Scida” di Crotone e attraversando tutta la Città è arrivata in piazza della Resistenza dove si sono sentite le testimonianze delle autorità e dei rappresentanti delle associazioni coinvolte nell’organizzazione della marcia contro tutte le mafie. Nel pomeriggio c’è stato uno spazio per le testimonianze, per l’approfondimento e per la musica, con il concerto del gruppo Operai della Fiat 1100. 4 lamento che preveda agevolazioni fiscali in favore delle imprese che sporgeranno denuncia nei confronti di atti estorsivi ai loro danni”: lo ha annunciato il sindaco Peppino Vallone. “Applicheremo sgravi - ha spiegato - rispetto ai tributi dovuti al Comune per quegli esercenti, imprenditori, commercianti che, vittime di un tentativo di estorsione, denuncino all’autorità giudiziaria le richieste estorsive. Siamo pronti anche a costituirci parte civile nei processi contro i reati per estorsione ai danni dei cittadini”. Tra gli altri, in corteo c’erano anche il vescovo di Crotone, monsignor Domenico Graziani, i parlamentari Maria Grazia Laganà e Nicodemo Oliverio, padre Alex Zanotelli, Aldo Pecora del movimento “Ammazzateci tutti”, le Acli, i sindacati e il mondo della cooperazione sociale. “Sono qua - ha detto Laganà - per dare un contributo a vincere lo scoramento, perché sono convinta che il cancro della criminalità può essere sconfitto. Per farlo, bisogna convincere i calabresi della loro forza”. Padre Zanotelli ha rivolto un invito ai calabresi a fare attenzione a non farsi espropriare “il bene più prezioso che è l’acqua” e ad evitare che la ‘ndrangheta porti in Calabria rifiuti tossici e nocivi. Periodico d’informazione e cultura della Parrocchia SS. Cosma e Damiano -Crotone osservatorio un appello Crotone, 7 Marzo 2009 Egregio Sig. Ministro,ci preme segnalare alla del muro perimetrale. Esse potrebbero essere state aggravate da lavori di scavo per la posa di cavi telefonici eseguiti nel 1995. Inoltre dal tetto, che non è mai stato oggetto di rifacimenti o restauri, sempre a cau- Al sig. Ministro on. Sandro Boldi via del Collegio Romano, 27 Ministero Beni ed Attività Culturali 00186 Roma Appello per la Chiesa dell’Immacolata. un appello al ministro Sandro Boldi per salvare la Chiesa dell’Immacolata di Crotone sa delle piogge, si sono pure verificate infiltrazioni di acqua, che stanno deteriorando sempre di più le cornici dei finestroni ed altri elementi decorativi. uno stato di deterioramento la Chiesa dell’Immacolata Sua attenzione le precarie condizioni in cui versa la Chiesa dell’Immacolata di Crotone, uno dei monumenti più rilevanti del nostro Centro Storico, ancora cinto dalle mura viceregnali. Lungo la via Risorgimento, che fiancheggia il lato sinistro della Chiesa, si sono avute, per effetto delle piogge intense di questi ultimi mesi, infiltrazioni di umidità che hanno danneggiato la parete laterale interna L’attuale stato di deterioramento del monumento potrebbe causare problemi ai fini della conservazione delle numerose opere d’arte che vi sono custodite. Tra queste, in particolare, il bellissimo Crocifisso ligneo ad altezza naturale, di armoniosa fattura, risalente al 1640, uno dei pochissimi crocifissi al mondo che raffigurano il Cristo morente con gli occhi aperti. L’interno della Chiesa, ad una sola navata, si presenta pregevole con le sue decorazioni barocche. Al centro del presbiterio, un monumentale altare di marmo scolpito a mano, arricchito da ben 10 varietà di marmi pregiati. Sulle pareti vi è un ciclo di dipinti setteottocenteschi, dedicati alla vita della Vergine. Alcuni di essi sono già stati portati in luogo più sicuro, per evitare i danni causati dall’umidità. un avviso rilevante A nostro avviso, ben altra sorte meriterebbe tale monumento, conosciuto come uno dei luoghi di culto più ricchi di arte e di arredi antichi di grande rilievo. La sua origine potrebbe risalire al 1537, data incisa nel bronzo di una campana tuttora esistente nel campanile. Sicuramente, nel 1554 vi sorgeva un tempietto con cripta-cimitero sottostante. Esso è oggi uno dei cinque cimiteri italiani visitabili all’interno di una Chiesa. Nel 1738, sul sostrato dell’omonimo oratorio cinquecentesco, per volontà di Gerolamo Cariati, fu innalzata l’attuale Chiesa dell’Immacolata, aperta al culto nel 1758 e consacrata nel 1777. La facciata della Chiesa del settecento era diversa da quella attuale, realizzata dopo il 1830, di chiaro stile neoclassico. Vi ebbe sede la Congregazione del Ceto popolare. concludendo Consapevoli del valore storicoartistico-religioso di questo rilevante bene culturale, ci associamo all’appello già lanciato dal rettore della Chiesa dell’Immacolata, Mons. Giuseppe Covelli, chiedendo a Lei, Sig. Ministro, di volere disporre perché siano avviati interventi urgenti atti a salvare tale monumento dal degrado, prima che sia troppo tardi. Distinti saluti Teresa Liguori, Vincenzo Fabiani Consigliere nazionale ItaliaNostra onlus Consigliere nazionale Gruppi Archeologici d’Italia UNA CITAZIONE La custodia del patrimonio storico-artistico è un privilegio collettivo che vuole interpreti coraggiosi ed orgogliosi…. Umberto Zanotti Bianco, fondatore e primo presidente di ItaliaNostra interno della Chiesa dell’Immacolata di Crotone Periodico d’informazione e cultura della Parrocchia SS. Cosma e Damiano -Crotone- 5 letteratura Leggo, ieri sera, l’email di un’amica… Felice del riconoscimento ricevuto? Sono io la prima a metterne in discussione il merito! L'artista - se mi concedo di rientrare in questa cerchia - è solo un Sei stata felice oggi? QUANDO IL CIELO È IN UNA FRASE lando, nella donna e nel medico, quel raro taglio umano all’insegna della generosità. Ho raccolto tra le mie mani una mano risoluta, quella di Antonella Spartà, funzionaria di polizia. Ai miei occhi un alfiere altero, nei suoi, l’energia che si avvale di un intimo senso di giustizia, entrambi branditi come una spada tesa. Tre bimbi soffrono la sua assenza fisica ogni giorno che lei dedica a questa città, ma l'alfiere sa anche essere presenza intima e custode per i suoi figli, a loro prodiga un affetto di qualità più che di quantità, prerogativa squisitamente donna. Una suora, Michela Marchetti, - e in sua rappresentanza il sorriso di luce di un'altra suora - cura l’intima povertà e il dolore di donne abbandonate: la vita le vorrebbe reiette ma, l'amore di pochi, le riscatta e le rigenera e, dagli scalini della casa accoglienza Noemi, le incammina nuovamente sulle strade del mondo. La determinazione di una donna - Nadia Palermo. Conosce bene il valore della legge e riconosce che il suo ruolo di imprenditrice non è minacciato tanto dalle intimidazioni della malavita che punta lei e molti in questo territorio, ma nel cedere alla debolezza della paura e della solitudine. ci si trovava un sorriso può riempire una giornata ed una vita fruitore e un restitutore di quanto intimamente vibra. La creatività è qualcosa che lui, senza volerlo, si ritrova dentro, non ne conosce le scaturigini, non l'ha chiesta, non l'ha nemmeno cercata. un sogno da piccola Io, da piccola, volevo fare la ballerina! Mai pensavo che, un giorno, avrei scritto parole che avrebbero veicolato emozioni e fossero poi degne di nominarsi 'poesia'. Con le parole ci giocavo, mi veniva facile accostarle e 'farle parlare' di cosa mi frullava dentro. A 10 anni ricevetti 800 lire in francobolli per un racconto che pubblicò un giornale dedicato all'infanzia. Quei francobolli divennero la mia angoscia: non riuscivo a barattarli né col gelataio - era il tempo del paiper al cioccolato che costava 130 lire, un lusso che la mia paghetta mi concedeva solo una volta a settimana - né col giornalaio, patito come me dei topolino. Non ci impiegai molto a capire che la creatività non paga mai in moneta corrente. Ci vollero gli anni dell'adolescenza perché la rivalutassi: un pensiero che coglievo vergineo, nel senso, nella forma, nei colori, andava, comunque, esternato e partecipato, altrimenti, rimanendo imploso, si trasformava in un bubbone. L’artista, se un merito ha, è quello di acconsentire a percorrere il sentiero che gli propone la sua dose di creatività e che inesorabilmente lo indirizza al centro del suo sé, e lo fa parlare e lo convince a svelarsi. Eravamo nella sala consiliare del Comune di Crotone, eppure, chi fungeva da "padrona di casa" - l’Assessore alle Pari Opportunità e all'Istruzione - l'ha trasfigurato in un salotto così vissuto da sembrare carico di memoria. Sentivo l’atmosfera dei ciocchi che scoppiettano allegramente nel camino - una magia la sua, quella di Eugenia Garritani, che da sempre le invidio. "Sei stata felice oggi? " - mi chiede Cecilia Pandolfi, collaboratrice rai, affetta da calabresità, non per scelta, ma per amore a questa terra, amica de Le Madie, associazione culturale che mi aiuta a camminare i sentieri di cui sopra. Anche lei, come il Questore, dott. Gaetano D’Amato, sa che questa terra merita di più e che il futuro e la speranza sono in gran parte donna. pertanto Non sono stata felice ieri, giorno della premiazione, giorno della donna – una festa che mi scivola addosso da sempre perché troppo riduttiva - ma lo sono ora. Ora che la mia penna ha cercato di raccontare come rughe di dolore possano, a volte, illuminare un volto e tributargli la grandezza che merita; felice oggi, che nella mia terra vedo i confini dell'essere donna confondersi all'orizzonte e legarsi ad un cielo finalmente chiaro; felice ora, che ho trovato un nome a questa luce che da ieri mi abita dentro: l’orgoglio di donna è un sole a raggiera! e le chiavi di lettura dell’anima Le chiavi di lettura dell'anima che si trovano in quello scrigno sono perle; il punto di fuga dei sentimenti, sono oro puro; riuscire a dare un nome all'emozione che gli passa accanto, è il Cullinam, "il" diamante. "Sei stata felice oggi? " - mi chiede Cecilia Pandolfi - affetto di amica. Non felice, ma piena. Una strana densità mi ha pervaso nel trovarmi accanto a donne come l'oncologa Prantera. Di lei hanno raccontato, più delle parole, le lacrime di gratitudine di quanti hanno ricevuto tanto, tutto. Un aiuto, non solo professionale, ma intimo, sve- 6 Periodico d’informazione e cultura della Parrocchia SS. Cosma e Damiano -Crotone Angela Caccia letteratura Momenti di poesia e ricordi rime virtuose e delicate per la propria figlia momenti di felicità e di commozione AUTUNNO SENZA TE NEL DICIOTTESIMO COMPLEANNO DI MIA FIGLIA MARIA FRANCESCA 2 APRILE 1986 Fra i tepori del risveglio ogni anno a primavera col profumo della notte nel silenzio di una camera dorata non ricordo come fu sotto il segno dell’Ariete in Aprile sono nata. Son volati i primi anni da quel dì ormai lontano ero tanto piccolina non ricordo non ricordo cosa c’era c’era tanta primavera! Diciott’anni primavera di colori diciott’anni la mia festa il giorno dei miei sogni diciott’anni una magica illusione una pagina infinita fra le tante la più bella dello specchio della vita. Antonio Puccio Autunno odore di pioggia intrisa di gelo di vuoto di rondini spazzate dal cielo odore di mosto nell’aria ebbra di gioia sul tavolo un vuoto bicchiere odora del vuoto di te. Autunno odore di foglie ingiallite autunno senza te fogliolina tremante sul tronco schiantato cadendo ti posi ti pose quel tronco su un ramo fatato te prese quel ramo geloso di te dal dolce sorriso commosso ti chiese di stare con se sognando l’odore aspettato d’un nuovo autunno. un compleanno significativo Periodico d’informazione e cultura della Parrocchia SS. Cosma e Damiano -Crotone- 7 letteratura Ho avuto un pezzetto di cielo tra le mani. Un pezzetto di cielo che mi proteggeva sempre: nel- sunti tali attorno, quel pezzetto di cielo mi avvolgeva rassicurante, caldo e portatore di preziosa armonia. Un pezzetto di cielo un cielo che tocca l’anima Un pezzetto di cielo che mi capiva sempre; alcune volte non era neanche il caso che io parlassi; il cielo, che avevo di fianco, con uno tra le mani un pezzetto di... sguardo, comprendeva quello che avevo nell’animo e, per non contraddirmi o dirmi parole poco adatte a quel particolare momento, taceva. Era un pezzetto di cielo che mi ha orientato nella strada della vita, indirizzandomi, guidandomi, fissando traguardi per me carichi di auspici anche quando io non ero così lungimirante da fissarmeli da sola. Un pezzetto di cielo che mi ha nutrito, scaldato, curato quando sono stata malata, le avversità, nelle difficoltà. Anche rasserenata sdrammatizzando le quando non c’erano nemici o pre- situazioni che gonfiavo con le mie ansie fino a farle divenire insostenibili. che si rannuvola Come tutti i cieli, anche il mio pezzetto, a volte, si rannuvolava e non temeva di farsi scoprire protagonista di pioggerelle e anche di temporali. Quando il mio cielo piangeva era splendido perché non aveva timore di farsi vedere nudo, con le sue nuvole cariche di angosce, di paure, di pensieri neri. ma si inonda di sole Poi, però, si preoccupava di farsi inondare dal sole d’oro e lo ricordo sorridente, accogliente, in armonia con quanto di bello, lui, così turchino, azzurrava. Oggi quel cielo io non ce l’ho più: mia madre è volata via verso il grande Cielo. A noi che abbiamo avuto la fortuna di averne un frammento resta la gioia della gratitudine e la tristezza del vuoto che si è aperto. Piccoli segni di vita ci indicano che tale vuoto si colma solo se noi, i suoi figli, riusciamo a essere un pezzetto di cielo per qualcun altro. Lucia Bellassai Una intellettuale e la sua formazione stralci di vita di un’intellettuale che da tempo collabora attivamente con il nostro Giornale La Vela C ome può un giornalista pubblicista uscire dai confini della sua attività preminente e dare alle stampe altro che non siano le solite notizie? Come può tradire la condizione asettica della sua principale attività e restare comunque un pubblicista letto, cercato, apprezzato? La sfida è sottile e avvincente: si gioca con la brevità, con la capacità di fotografare con un lampo situazioni, contesti, relazioni umane; e si gioca poi con le parole, rivestendole, sempre brevemente, come la cronaca vuole, solo di una veste leggera, fatta di pensieri, interpretazioni, prospettive e sguardi che sono spesso nuovi, inattesi, frutto dell'elaborazione della notizia e dell'informazione puntuali che si impastano con la riflessione. quando inizia L'avventura letteraria di Lucia Bellassai è tutta contenuta in questa sfida: fortemente connotata proprio dal gioco della brevità impastata a quell'introspezione cospicuamente alimentata dalle sue radici che affondano in Calabria e in Sicilia. Nella prima nasce, nella seconda si forma, nella prima vive e lavora presso un istituto di credito, alla seconda guarda per attingerne l'estro mentre dalla prima continua ad assorbirne, filtrata dallo studio, l'abilità del fare, che nasce spesso dalla necessità. È’ pubblicista da svariati anni e collabora con varie testate; autrice di svariate collaborazioni, che si affiancano alla sua preminente attività di pubblicista, che la vede impegnata a valorizzare la sua terra e non solo, a denunciare, sempre con garbo e oculatezza, ciò che avverte come negativo, attenta a non utilizzare la scrittura come occasione di terrore, vigilante nell'attenersi ad un criterio di onestà intellettuale. 8 Periodico d’informazione e cultura della Parrocchia SS. Cosma e Damiano -Crotone salute regole per vincenti? E si! Perché la regola dei vincenti è “essere attivi”. L’attivismo è la se) nella sua opera “La teoria della classe agiata” scrisse che i ricchi di allora ostentavano il loro Alla ricerca del sonno perduto e ricordate; chi dorme non piglia pesci dimostrazione della propria forza in ogni campo. In ogni campo lavorare fino alle due di notte e svegliarsi alle sei di mattina anche di domenica vuol dire essere produttivi e per molti, significa anche sentirsi vivi. Più di 30 anni fa Henry Kissinger guidava la diplomazia americana in qualità di segretario di stato sotto la presidenza Nixon e Ford. Egli si vantava di dormire solo quattro ore per notte, era anche un modo per sottolineare il suo potere. Oggi gli esperti sono concordi nel dire che tutta quell’insonnia è stata fatica sprecata. Ricordate gli anni della new economy? Quel periodo di fine secolo scorso in cui tutti iniziarono a tuffarsi nel così detto villaggio globale dove ogni idea veniva trasformata in dollari per mezzo di internet? Bene, in quel periodo (ma anche adesso), come si suol dire, chi si ferma era perduto. dolce dormire per tutti gli animali della terra status, astenendosi dal lavoro, dedicandosi al tempo libero, inventando il concetto stesso di vacanza. negli ultimi decenni Negli ultimi decenni questa teoria era stata capovolta: superlavoro come sinonimo di soldi e potere. Il problema. In Italia, ma non solo, è che di soldi per pagare le pensioni non c’è ne sono molti, per cui i nostri governi con molta lungimiranza, ci offrono due strade: posticipare l’età pensionabile o anticipare quel- ma un’intervista... Ma proprio in quel contesto in cui tutti correvano a mille ci fu un’intervista in cui Jeff Bezos, fondatore ed amministratore di Amazon.com (la libreria virtuale più famosa al mondo) dichiarò: “devo dormire almeno otto ore per notte altrimenti non riesco a funzionare”. Apriti cielo. Parole che hanno avuto in quel momento, un effetto dirompente. Il coraggio di ammettere il bisogno di riposo. Piano piano anche altri esponenti miliardari cominciarono ad ammettere i loro pisolini e le loro ronfate durante i weekend. Quanlche anno fa lo stesso Bill Gates (l’uomo più ricco al mondo) dichiarò che la ragione per la quale lasciò il posto di amministratore delegato di Microsoft per restare soltanto presidente era la necessità di avere una vita più tranquilla e rilassata. Oggi chi ha quarant’anni si accorge improvvisamente di non essere immortale, di non avere altre vite a disposizione. Meglio godersi questa risparmiando energie ed invecchiando bene. Un secolo fa Thorstein Veblen (economista e sociologo statuniten- il problema dell’insonnia fa soffrire molte persone la moritura. Un cuscino allunga la vita. Nessuno sa perché dormiamo. Sappiamo che tutto gli animali del pianeta dormono. Sappiamo anche che tutti i mammiferi dormono ed oltre a dormire, sognano. L’organismo privato di sonno è come una macchina fuori controllo, consuma tutte le riserve e si autodistrugge. In Italia si dorme il 20% in meno di un secolo fa (fonte, Università di Pisa). il sorgere dell’insonnia cronica L’insonnia cronica riguarda un adulto su cinque. Il sonno è un bene prezioso (sicuramente da riscoprire); un modo insostituibile di recuperare energie psichiche e fisiche. I bambini che dal 3 febbraio 1957 al 1977 andavano a letto dopo carosello (ore 21 massimo), oggi vanno a letto dopo Porta a Porta (ore 24 minimo). È cambiato il modo di dormire, sia in qualità che in quantità e, per molti, questo si ripercuote sulla efficienza quotidiana. Nel cervello abbiamo due grandi sistemi: uno che facilita il sonno ed uno che regola la veglia. L’importante è che quando funziona uno, l’altro deve essere inibito. La mente, durante il sonno, recupera la memoria, anche remota, rivive esperienze affettive ed emozionali. È il sogno? La nostra mente utilizza i sogni per riogannizarsi ed affrontare la vita diurna. l’abbiocco La sonnolenza diurna è uno dei problemi legati alla scarsa qualità del sonno anche se fra le due e le quattro del pomeriggio un pisolino (breve) può essere salutare. Le regole per un dolce dormire: evitare affaticamento, fumo, alcool, caffè, Cocacola, fin dal primo pomeriggio; consumare una cena leggera (sicuramente non alla calabrese). Le apnee notturne. Chi soffre di questa patologia (più di mezzo milione d’individui in Italia) ha il sonno interrotto anche centinaia di volte per periodi, variabili da pochi secondi a poche decine di secondi, la respirazione irregolare provoca una scarsa ossigenizzazione del sangue, degli organi. Il cuore è sotto sforzo, aumenta la pressione arteriosa, i reni devono lavorare di più, il sonno profondo è raggiunto con gravi difficoltà. causa più frequente La causa più frequente è la lassità dei muscoli della faringe, la quale si affloscia ed impedisce il passaggio dell’aria. Questi pazienti usano un apparecchio chiamato cpap (una piccola macchina che attraverso una mascherina immette aria a leggera pressione nella gola durante il sonno impedendo la chiusura delle pareti della faringe). E ricordate che la vera felicità è svegliarsi la mattina, guardare l’orologio e scoprire che hai ancora due ore di sonno. Periodico d’informazione e cultura della Parrocchia SS. Cosma e Damiano -Crotone- Gianfranco Paluccio 9 Salute: psicologia Il sogno della donna retrò un sogno ha un significato preciso che esprime a pieno il vissuto dei danni ma, le persone, anzi ,neanche mi notano”. considerazioni Considerando la storia raccontata dalla persona, poscapire il senso del sogno di un divertimento in discoteca siamo affermare che attraverso il sogno, essa ha messo in scena alcuni pensieri e desideri il sogno in particolare Ho sognato di andare a scuola (la della propria personalità. La papaziente è insegnante di latino e ziente è una donna di 40 anni visgreco); la scuola era una costruzio- suta e cresciuta secondo un’educane moderna con le pareti grigie zione molto rigida e severa che vetrate e gli infissi rossi. Percorro il lasciava poco spazio al divertimencorridoio ed incontro un amico e to e alla creatività. Ora che è adulcollega, che mi dice che c’è una ta, dopo il matrimonio, ha inizio un riunione. Ad un certo punto mi tro- processo di revanscismo. Va a balvo nel giardino di questa scuola e lì lare, frequenta tanti corsi e, nondiall’interno c’è una macchina sportiva rossa. Io salgo su e vado con questa macchina in un locale buio arredato con mobili e mobiletti che sembrava una discoteca con musiche commerciali. All’interno, però, sembrava un cinema con delle sedie messe in fila ed uno schermo sul quale venivano proiettati delle immagini geometriche, tipo dei triangoli e cerchi che si muovevano . Tali figure geometriche erano di colore bianco e nero ed avevano un effetto ipnotizzante. Io non guardavo queste immagini, ma gli altri si ed avevano uno sguardo fisso. Ero entrata in questo locale con tutta la macchina e, quindi, l’arredamento veniva danneggiato e dicevo a me stessa: “non posso stare qua con la macchina perché faccio meno, cerca di vestirsi alla moda. Nonostante la sua ancora giovane età, questa donna sembra una figura del secolo scorso, sia per il look che per il comportamento. La trama del sogno sembrerebbe mettere in scena questo processo di cambiamento, dall’antico al moderno ed il desiderio di riscattarsi dalle inibizioni pesanti e dai forti tabù, dettati dall’educazione repressiva tipica di una famiglia borghese che ha cresciuto questa ragazza. In sintesi per farci capire, come una signorina dell’800 secondo i canoni dell’età vittoriana. I mobili nuovi della discoteca e quelli classici di casa sua, ereditati dai nonni, sembrerebbero indicare proprio questo passaggio e questo desiderio di cambiamento. Le persone che se ne stanno immobili nel locale, a fissare lo schermo quasi ipnotizzate mentre lei è in movimento ed irrompe nel locale con questa macchia rosso sgargiante, sottolinea il desiderio di essere una donna del nostro tempo, attiva e dinamica, attribuendo nello stesso tempo agli altri le sue limitazioni psicofisiche. Anche i colori: il grigio della scuola, in contrasto con i colori forti e vivaci della discoteca e della macchina rossa, altro non rappresentano che il contrasto tra come lei è, in realtà, e come desidererebbe essere. Un chiaro passaggio, nel sogno, dal mondo classico (la scuola dove insegna) al mondo moderno (la discoteca). Bianca Maria Caiazzo donna dell’800 Psicologia L del lavoro a psicologia del lavoro o psicologia delle organizzazioni è lo studio dei comportamenti delle persone nel contesto lavorativo e nello svolgimento della loro attività professionale in rapporto alle relazioni interpersonali, ai compiti da svolgere, alle regole e al funzionamento dell'organizzazione. altre parole, la psicologia delle organizzazioni prende i modelli e quale è il suo oggetto di studio? In le teorie della psicologia e li applica all'ambiente di lavoro, cercando di: favorire sia il massimo benessere per le persone che lavorano, sia il massimo vantaggio per l'organizzazione per cui lavorano; migliorare le condizioni psicologiche, la motivazione ed i rapporti con gli interlocutori di ruolo, con l'azienda e con l'ambiente di lavoro in genere. La psicologia delle organizzazioni, quindi, utilizza molti degli aspetti propri della psicologia generale nell'ambito organizzativo-gestionale. I campi d'applicazione della psicologia delle organizzazioni sono soprattutto: la gestione del personale, la leadership, la selezione, la valutazione, la formazione professionale, la comunicazione e i rapporti, le dinamiche di gruppo, la motivazione al lavoro, il sistema premi punizioni, lo sviluppo della carriera. importante tutelare il lavoro 10 Periodico d’informazione e cultura della Parrocchia SS. Cosma e Damiano -Crotone Salute: anzianità Tante voci e una passione da Villa Ermelinda Seconda parte divertiamoci insieme a loro Circa due volte a settimana noi Educatori svolgiamo degli esercizi di memoria che possono riguardare semplici domande poste all’ospite per esempio: “in che stagione ci troviamo, quali sono i mesi dell’anno”, al fine di constatare l’orientamento, oppure: “in quale mese si raccoglie l’uva, a che età morì Gesù” e così via. Domande queste che stimolano la loro mente e alle quali rispondono con entusiasmo e tanta tanta simpatia. A volte svolgiamo il gioco noto a molti ragazzi, Il gioco cioè del “nome- cosa- animale- città”, dove per ogni lettera dell’alfabeto i nostri nonni devono dire un nome di persona, di un animale, di un oggetto, di una città. Ora tutti pronti perché nel corso di questo gioco i nostri nonni sono così simpatici che ci fanno fare un sacco di risate. Dai divertiamoci insieme a loro. pronti, via, iniziano le domande Un oggetto con la lettera “A”. Da lontano risponde una signora: “asciucacapelle” (asciugacapelli). Una balleri- Villa Ermelinda “bisonto” (bisonte). Un oggetto con la lettera “F”. “Fornaggia” (il forno). Nomi con la lettera “emme”. una signora con sicurezza risponde: “Emma”. Un oggetto con la “M”. “‘mbottita” (piumone). Animale con la “F”. visto il silenzio parte l’aiutino fu, fu, fu. Da lontano, fingo. Si racconta di un animale che dopo aver mangiato la testa delle sue prede piange. Di che animale si tratta?. Sicuramente si tratta del: “coccotriglio” (Coccodrillo). Animali con la lettera “D”. la risposta questa volta è perfetta: “donnola”. Ma non è mica finita qui perché dopo aver udito quella parola una signora comincia a cantare:” Guarda come donnolo, guarda come donnolo”. Un oggetto con la lettera “S”. Decisamente la “sbeglia” (sveglia). Chi canta “la pappa col pomodoro”? Una signora si trovò subito pronta nel dare la risposta: “Rita Pagone” (Rita Pavone). Animali con la lettera “C”. La Ciavula. (civetta). Dove si raccolgono i soldi?Nel Salvadanario. Oggetti con la lettera “L”. La risposta è stata: “ La borsa”. Città con la lettera “C”. Casamelinda. Nomi di persona con la lettera “ B”. Babbo Natale. Un frutto con la lettera “B”. Le bricocche (albicocche) . Chi non le conosce! Un grande cantante. Indovinate un po’, Claudio Villo. Ci indica le ore. La risposta è : “Relogia”. Per concludere ora faccio io una domanda a chi starà leggendo questo giornale. Chi sarà mai “Nino Frasca”? Sicuramente non sarete così bravi a indovinare di chi si tratta. I nostri nonni sanno bene come cambiare i nomi dei personaggi famosi. Si tratta di Nino Frassica, che fortezze i nostri nonni. Vero? Sono veramente molto simpatici e a volte sono loro che con tanta gioia regalano a tutti noi dei grandi sorrisi. dott.ssa Stefania Grassi importante la tutela dell’anzianità na molto famosa, il suo nome comincia con la “L”. Beh! Chi non conosce Lorella Cucchiarina (Lorella Cuccarini). Una città con la “L”. Sarà sicuramente “Leccio” (Lecco). Un animale con la “C”. Un signore con decisione risponde Il “cano” (il cane), e chi altro. Un nome di persona con la “M”. Sarà Certamente “Mattè” (Matteo), è la risposta di una piccola signora che se ne sta tranquillamente seduta su una poltrona. Alla domanda dove si trova la Tour Eiffel? Una signora dal tono di voce molto chiaro e deciso risponde: “a Torre Melissa”. Una pianta grassa: “ u cachis” (il cactus). Un pesce con la lettera “P”: la risposta è “Pesce squatro”. Un animale con la lettera “S” che striscia. Da lontano una voce “scorzone” ( Serpente). Un oggetto con la lettera “A”: con molta disinvoltura una signora simpaticissima risponde: “A seggia” (la sedia). Un animale con la lettera “B”. Con sicurezza risponde un signore: spazio per anziani, sempre di più una priorità Periodico d’informazione e cultura della Parrocchia SS. Cosma e Damiano -Crotone- 11 Scuola 12 Periodico d’informazione e cultura della Parrocchia SS. Cosma e Damiano -Crotone scuola - Don Milani Poesia e gli alunni dell’Istituto comprensivo Don Milani offrono poesie e riflessioni La Vita La vita è come un’avventura meravigliosa, non bisogna sciuparla come una semplice cosa. Che sia bella o che sia brutta Si deve viverla tutta. Le gioie e i dolori sono tanti, l’importante è non abbattersi mai. Il motto è: andare avanti. Aiutate i Bambini Aiutate i Bambini del mondo, fate che siano felici, che abbiano una casa dove ripararsi. Aiutate i bambini e fate che abbiano una famiglia, qualcosa da amare e da mangiare dategli un gesto con tutto il vostro cuore aiutate i bambini. Riga Marcello 5°C I. C. Giochi matematici una manifestazione per far notare le eccellenze nel campo della matematica Marco Marino 5°C I. C. L’Antica Crotone Crotone nata sullo Ionio, il mare azzurro brilla e le dà uno sguardo mentre i greci sbarcano e la creano. Insieme agli Aragonesi hanno costruito muri, castelli e fortezze. La nostra città, piena di bontà e tanta generosità è nata proprio qua i personaggi di questa città sono: Pitagora un matematico, inventò le tabelline e Milone, nato proprio a Crotone, le olimpiadi. Ipparco e Ippocrate, due grandi medici, Ipparco fondò la prima scuola medica, Ippocrate scrisse il giuramento dei medici. chi ha partecipato alla manifestazione Il 21/11/08 si è svolta presso la scuola Don Milani la manifestazione dei giochi matematici,istituiti dall’università Bocconi di Milano. Hanno partecipato alla competizione le classi 4° e 5° elementare e 1° e 2° media. Secondo noi,che abbiamo partecipato nella categoria c1, i giochi matematici sono stati molto istruttivi in quanto ci hanno spinto verso lo studio della matematica,infatti essi ci hanno permesso di sviluppare la logica. in cosa consisteva Partecipare al concorso ci ha permesso di essere più pronti nell’affrontare una prova e in più ci ha permesso di confrontarci con molti altri studenti di diverse scuole italiane. Gli esercizi da svolgere erano abbastanza complicati,ci si doveva ragionare un po’ su. Non tutti sono riusciti a completare gli esercizi perché c’era un tempo limitato(circa un’ora). La premiazione è avvenuta alle idi di febbraio nella scuola elementare. La cerimonia è iniziata con “L’inno di Mameli”,cantate dalle classi prime e accompagnato al pianoforte dal prof. Agostino Lobono. tre classificati sono state assegnate le coppe. concludendo Tutti i ragazzi che hanno partecipato sono stati premiati con medaglie e attestati di partecipazione. In più a primi Periodico d’informazione e cultura della Parrocchia SS. Cosma e Damiano -Crotone- Armando Vecchio Longo Francesco Cristina Torchia Filippo D’Agostino Silvia Strigaro I.C. Don Milani 13 scuola - Istituto Maria Grazia Cutuli ed il momento centrale Momento centrale della Conferenza è stata la cerimonia di premiazione nel corso della quale sono stati assegnati i Premi eTwinning 2009. E’ stato un fine settimana brillante per tutti i partecipanti, che fin dal loro arrivo sono stati accolti nel Clarion Congress Hotel con garbo e sollecitudine, l’Agenzia ceca ha dimostrato grande disponibilità e un’ottima organizzazione. Sin dal primo giorno della conferenza è stato offerto a tutti i partecipanti una grande occasione per confrontarsi con docenti di altri paesi che hanno lavorato sui loro progetti eTwinning. In ogni zona della mostra sono state esposte le 'opere” dei ragazzi europei, opuscoli colorati, molte foto, e tutti erano estremamente impegnati a decorare il loro spazio nel modo più originale possibile. E anche Crotone ha fatto la sua parte preIstituto Maria Grazia Cutuli sentando il Progetto “Incontriamoci ad Auschwitz” realizzato nello scorso anno scolastico dagli alunni della Classe III B dell’Istituto Comprensivo “Maria Grazia Cutuli” con la guida della professoressa Antonella Novello. Dunque un altro grande riconoscimento alla Cutuli, che ormai da diversi anni fa parte l’Istituto Maria Grazia Cutuli presente al convegno della grande famiglia eTwinning, e conferma il suo lavoro in rete con le eTwinning 2009. un’esperienza significativa scuole di tutti i Paesi europei conseguendo ottimi risultati e numerosi attestati di qualità europei, entrando a pieno titolo nella la delegazione italiana Quest’anno la Conferenza annuale eTwinning, l’ e- Conferenza di Praga. Twinning Conference 2009 “Creativity & Innovation in eTwinning si è tenuta nella splendida città di Praga dal alla scoperta dell’altro 13 al 15 febbraio 2009 , presso il Clarion Congress E’ stata una full immersion nella meravigliosa atmosfeHotel”. Per far parte della delegazione italiana, per rappresentare l’Istituto Comprensivo “Maria Grazia Cutuli” e naturalmente la città e la provincia di Crotone, è stata selezionata la Professoressa Antonella Noviello. Il tema della Conferenza di quest’anno è stato "eTwinning e la creatività", sia per celebrare il lavoro creativo che gli insegnanti hanno svolto in eTwinning, sia per festeggiare il nuovo Anno Europeo della Creatività e dell’Innovazione. L’Istituto presente alla conferenza la conferenza in particolare I lavori della Conferenza sono stati aperti da Ján Figel', Commissario Europeo per l’Educazione, la Formazione, la Cultura e il Multilinguismo. E’ stato subito dato il benvenuto agli oltre 400 invitati da tutta Europa, insegnanti, esperti e rappresentanti dell’Unità Europea eTwinning, delle Unità Nazionali e della Commissione Europea, con grande festa e calore E’ stato ospite il ministro dell’istruzione ceco Ondrej Liska. Dopo una breve pausa Helene Clark ha fatto il suo intervento mentre il discorso chiave è stato tenuto dal Dr. Edward de Bono, da molti considerato un’autorità nel campo del pensiero creativo, dell’innovazione e dell’insegnamento diretto del pensiero come competenza. Partecipare ad un incontro multiculturale come quello della conferenza annuale costringe a rileggersi in chiave europea. Dove ci collochiamo rispetto alle indicazioni della Comunità Europea? e cosa pensiamo di attivare per raggiungere almeno alcuni obiettivi individuati in materia di politica scolastica? Unica e impagabile è stata la possibilità offerta dal programma eTwinning di vivere questi giorni a stretto contatto con chi la scuola la vive tutti i giorni. Si ha avuto la sensazione di vivere contemporaneamente due dimensioni: quella locale e quella più globale europea. 14 prof Pasquale Carrieri (Italia) prof Zuzana Meszarosova (Slovacchia) .prof. Antonella Noviello (Italia) ra del mondo etwinning La visita agli stands allestiti dai colleghi delle varie nazioni, è stata una scoperta di suoni e sapori, ma ciò che soprattutto si è apprezzato è stata la scoperta di persone motivate, serie ed entusiaste che desiderano adoperarsi, in modo costruttivo, alla nascita di una coscienza culturale europea comune che viene fuori non solo dalla scoperta delle similarità che ci accomunano ai paesi partners europei, ma anche dalla scoperta delle differenze, arrivando così all’idea comune di accettazione e tolleranza. Le conferenze plenarie e i workshop sono stati di alta qualità e Periodico d’informazione e cultura della Parrocchia SS. Cosma e Damiano -Crotone scuola - Istituto Maria Grazia Cutuli hanno dato un chiaro e lucido resoconto della crescita e del successo di etwinning in Europa anche grazie all’entrata nel mondo etwinning di paesi dell’Est, del valore pedagogico che i progetti etwinning rivestono sempre di più nelle scuole Europee sia per la loro valenza culturale sia per l’ introduzione crescente dell’ uso delle nuove tecnologie nei tradizionali curricoli scolastici . Nello sviluppo dei progetti etwinning un grosso ruolo viene giocato dalla capacità innovativa e creatrice degli insegnanti e degli alunni coinvolti nel progetto. Gli studenti del corso B dell’Istituto Cutuli hanno ampliato e approfondito le conoscenze culturali e personali, migliorato le competenze nell’uso delle TIC, allargato le competenze in lingua inglese e mostrano maggiore apprezzamento di ciò che è diverso o simile e, quindi, una migliore comprensione dei valori, degli usi, delle tradizioni dei paesi partners. e del ruolo insegnate Per l’ insegnante c’è stato un: nuovo slancio nell’offerta didattica, arricchimento degli aspetti metodologici/didattici, ampliamento della propria azione didattica in una dimensione europea Questa conferenza è stata una nuova sfida per tutti i partecipanti e ha dato loro nuova linfa, più chiarezza e impulsi positivi per il loro lavoro. cittadini europei La carta geografica dell’Unione Europea assomiglia ad un mosaico fatto di tante tessere di colori e culture diverse ed ognuno rappresenta uno stato membro. Tutto ciò si è creato nel corso di secoli di sviluppo storico, formando il “mosaico” che oggi è il futuro dei giovani europei. Grazie a ciò, noi ragazzi della Cutuli di Crotone, ci sentiamo cittadini europei. Oggi in un’Europa senza frontiere, sempre più giovani hanno la possibilità di scambiarsi opinioni, ricchezze culturali, lingue, usi e costumi con altri studenti europei. Noi ragazzi della classe II B dell’Istituto Cutuli, con la guida della Professoressa Antonella Noviello, stiamo attuando vari progetti con scuole polacche e di svariati altri stati, per conoscerci meglio e rinsaldare quei legami che l’Unione ha creato. Naturalmente speriamo anche di poter incontrare personalmente alcuni compagni polacchi, se si riescono a superare degli ostacoli burocratici ed economici. teso verso un incontro La mia opinione su questi lavori non può che essere positiva e mi riterrei veramente fortunata se l’incontro si potesse realizzare. Per Natale abbiamo raccolto tanti regali e tutto l’occorrente per la realizzazione di un presepe italiano, che la professoressa ha spedito a Starym Narice in Polonia, naturalmente con delle difficoltà, ma si sa le cose difficili sono quelle che danno maggiori soddisfazioni! Se penso all’emozione che hanno provato i nostri compagni all’arrivo dei tre grandi pacchi, il cuore mi si riempie di E ancora una volta ci si è resi conto che possiamo tutti arricchire le nostre vite e la nostra pratica di insegnamento, quando si accetta la diversità e vengono rispettate le nostre differenze. Il fatto che i progetti eTwinning sono altamente creativi è fuor di dubbio: si sono visti ottimi esempi a Praga, ove fra odori, profumi, colori e risate allegre sono stati posti i sigilli di future collaborazioni fra le scuole. concludendo Le riunioni di colleghi provenienti da tutta Europa, lo scambio di idee su progetti, prendere parte a workshop e, perché no, fare nuove amicizie, sono solo alcune delle grandi opportunità avute durante questa conferenza: oggi la città di Crotone è conosciuta meglio da tanti e così, molti prodotti tipici che la prof.ssa Noviello ha portato per allestire lo stand italiano; sono stati sfogliati i materiali illustrativi della città e i depliant offerti dagli orafi Corrado e Mongiardo e da Michele Affidato. Anzi dal 13 febbraio, al collo della professoressa Zuzana Meszarosova della Slovacchia, brilla un collier dell’arte orafa crotonese gentilmente donato dagli orafi Corrado e Mongiardo. E’ stata una bella soddisfazione per la città di Crotone che speriamo mostri sempre maggiore disponibilità per questi eventi. gioia e la loro felicità traspariva dalle foto che ci hanno inviato mentre li aprivano e poi durante la realizzazione del presepe. Ora insieme per ci è giunta una comunicazione che abbiamo ottenuto un premio europeo e la nostra professoressa è stata invitata alla Conferenza di Praga per rappresentare la nostra scuola e la Calabria. Essere scelti per un incontro del genere è veramente importante, noi abbiamo rappresentato la Calabria in modo positivo, dimostrando anche che le scuole del sud valgono! La nostra prof.ssa ha portato a Praga cibi, prodotti tipici, depliants della nostra città e monili vari che ha esposto nello stand italiano, così che i quattrocento docenti degli altri stati hanno potuto apprezzarli, e.. chi lo sa, magari in Calabria arriveranno più turisti!... Noi e l’Unione Europea la costruzione dell’Europa dai tanti significati Evviva i gemellaggi! Sono andata a vedere su Internet cosa significa la parola gemellaggio e ho capito che è piena di tanti significati, e ho trovato una frase dello scienziato Albert Einstein che dice: “ Il nostro secolo ha risposto all’esplosione demografica con l’esplosione delle comunicazioni. Comunica per distruggere le barriere territoriali, per creare ponti tra i Paesi superando la geografia, la diffidenza verso le culture straniere e l’impasse delle lingue.” Questa massima mi ha colpito tanto: comunicare tra i popoli è fondamentale, affinché ci sia crescita in ogni direzione: culturale, il manifesto della conferenza sociale, individuale ecc, quindi il gemellaggio è un’azione complessa e ricca di prospettive, ma anche uno strumento straordinario di azione interculturale tra le Nazioni dell’Europa. Grazie alla nostra insegnante noi siamo i protagonisti di questo evento: siamo cittadini europei! Periodico d’informazione e cultura della Parrocchia SS. Cosma e Damiano -Crotone- Ilenia Arturi Classe II sez. B 15 scuola - Liceo Gravina L’occhio felice del Gravina una riflessione importante con lettera una lettera insolita Gentilissima redazione, troverete insolita la nostra lettera. Essa rappresenta lo sfogo di un istituto “Il Gravina” alle prese con una difficile situazione in parte sanata, ma appesantita e sempre più ingarbugliata. Lo scenario preoccupa un po’ tutti. È’ un momento particolare di alterazione di un equilibrio, eppure nel suo impianto drammatico esso è fortemente costruttivo, perché non compromette assolutamente la vita del “Gravina” in quanto sotto l’incalzare degli eventi, pur se pervade un senso di ribellione e di indefinibile rabbia, la dirigenza, dott. prof. Alberto D’Ettoris, forte per volontà, determinazione e obiettivi, pianifica, agisce, dirige, offre certezze, con vigore continua una lotta serena. per lottare con volontà E’ la forza di chi combatte per cambiare il mondo, di chi, pronto a sacrificarsi, si fa carico di ripristinare lo studio interrotto e recuperare il clima artistico - culturale. Inoltre, la collettività al di là del ruolo, particolarmente sensibile ed unita, lavora alacremente con lo sguardo rivolto alla capacità comunicativa, ricca di idee, ai valori, alle immagini, ai progetti. La missiva si chiude con una delle più belle speranze: l’immediatezza e la rapidità di una soluzione, perché è duro sopravvivere in tali condizioni. Comprendendo quanto è avvenuto e sta per avvenire il significato essenziale: il “Gravina” va avanti sorridendo, eppure essendo partito da scarsi appoggi, dopo dibattiti, promesse, lunghe attese, al di là delle tensioni create in un contesto come il nostro, mette in luce nel più assoluto rispetto un comportamento corretto che lo porterà a superare i problemi che si sono presentati, con occhio felice. 4°A S. d. F autore: Salvatore Marinoi 16 Periodico d’informazione e cultura della Parrocchia SS. Cosma e Damiano -Crotone territorio esempio, è un mendicante, lo invita a continuare nella sua attività. Ma, nel contempo, nel ricevere l’obolo, lo sollecita ad offrire qualcosa, ad esempio una penna, un giocattolidelle caramelle e via dila “Banca dei Poveri”, in Italia, forse, non potrebbe funzionare no, cendo, fin quando non riesce a conquistare l’indipendenza. A tal punto, ci viene in mente un noto proverbio cinese: “Offri al povero non il pesce, ma una canna per potere Mister Yunus a pescare”. Infatti, sono le necessità “vere” a Muhammed Yunus, di nazionalità indiana, è andare determinare, una spinta ad agire, a progredire. diventato banchiere, nell’arco di 20 anni, con- Ecco spiegatoinil noi, perché del boom economico del dopo cedendo dei piccoli prestiti a persone povere, (anni 50). Oggi giorno, quasi tutti i giovani dima desiderose di potersi realizzare, guadagnando. guerra di tutto e, quindi, sono poco inclini alla Mister Yunus, per la sua meritoria attività, è riuscito a spongono del fare”. Ma, anche, i meno giovani non sono vincere, nel 2006, il Premio Nobel. Come funziona la “politica cosa? Il banchiere indiano, nel concedere 20 o 30 dol- tanto disponibili. lari ad un povero, cerca di responsabilizzarlo. Se, ad Ricordi di “iniziative” parrocchiali nella nostra parrocchia Ricordiamo un episodio che è avvenuto nella nostra parrocchia. Il nostro amato parroco, don Riccardo, alcuni anni or sono, al fine di non fare sentire obbligati, verso la chiesa, coloro i quali beneficiavano degli alimenti distribuiti dagli addetti della Caritas, aveva chiesto a “qualcuno” di recarsi nella parrocchia per svolgere qualche lavoretto (pulizia della chiesa, lavori di giardinaggio e via dicendo). Ebbene, nessuno si è dichiarato disponibile a prestare un “aiuto” a chi dava loro un notevole “aiuto”. pertanto Quindi, la proposta del senatore Mario Baccini, Presidente del Comitato Italiano per il Mediocredito, che, sulla falsariga del banchiere indiano, intenderebbe affrontare l’attuale crisi economica, facendo concedere dalle Banche dei piccoli prestiti a tutti coloro che si dovessero trovare in difficoltà (disoccupati, immigrati, ex detenuti, casalinghe), difficilmente, secondo noi, verrebbe recepito. Anche perché, il pur nobile intendimento, cozzerebbe contro il volere ferreo delle banche italiane di volere concedere prestiti soltanto a coloro i quali posseggono degli immobili. Rodolfo Bava l’indiano Mister Yunus Dall’Ufficio Stampa e Relazioni pubbliche Resp. Consuelo Ruggiero [email protected] uffuciostampa@misericordiai cr.it cell. 329/1553733 tel. fax: 0962/791307 Misericordia d’Isola Capo Rizzuto. Replica chiarimento in ordine all’articolo apparso sul periodico “ La Vela” di Marzo 2009 – anno V n°3, dal titolo “I vari beni della Chiesa in opportunità di lavoro?” di pag. 18 replica Spett. Redazione “La Vela” La Misericordia di Isola Capo Rizzuto, in ottemperanza al diritto di replica, intende esprimere le proprie precisazioni e rimostranze in merito alle inesattezze riportate sul vostro periodico “La Vela” nel numero di Marzo 2009 nell’articolo di pag. 18, a firma di Rodolfo Bava e alle conseguenti e gratuite affermazioni dell’autore, degne di querela per diffamazione: “Le prestazioni lavorative gestite dalla Misericordia, non sono affidate a volontari, ma a dipendenti regolari, assunti con contratti e paghe a norma di legge secondo il contratto nazionale delle Misericordie d’Italia, la convenzione con la Prefettura e le indicazioni dell’Ispettorato del lavoro. Questo mentre numerosissimi volontari continuano la loro opera gratuita e disinteressata svolgendo altrettante mansioni di servizio al territorio e alle persone (disabili, malati a domicilio, anziani, ambulanza, oratorio, minori a rischio, centro di ascolto ecc.) nel tempo libero poiché hanno già un proprio lavoro che li occupa onestamente. Noi Misericordia non abbiamo dunque preso il posto di altri, ma abbiamo risposto più di altri alle istanze del territorio creando là dov’era necessario e possibile, con progetti, lavoro e capovolgendo una situazione che manifestava un altissimo tasso di disoccupazione. Per quanto riguarda i giovani del servizio civile a cui si fa riferimento nell’articolo, il disinformato autore afferma: “Per quanto ci è dato sapere la Misericordia disporrebbe annualmente di 80 (?) giovani del servizio civile pagati Periodico d’informazione e cultura della Parrocchia SS. Cosma e Damiano -Crotone- 17 territorio dallo Stato, che verrebbero impiegati all’interno del Cda di S.Anna”: Precisiamo intanto che, quale organo di informazione, il periodico “LA Vela” e l’autore dell’articolo “Rodolfo Bava” secondo il codice deontologico degli operatori della comunicazione, sono chiamati a verificare sempre le fonti prima di fornire una sbagliata informazione ai lettori e non esprimere voci di corridoio. I giovani, a cui si fa riferimento in- fatti, non sono 80 ma, purtroppo, solo 45, come ampiamente pubblicizzato su tutti gli organi di stampa regionali, risultati vincitori di sei diverse proposte formative che la Confraternita di Isola si è aggiudicata, partecipando ai bandi indetti dal Ministero dell’Interno. Sei progetti che toccano i diversi ambiti della vita sociale del territorio, per incoraggiare i giovani a dedicare un anno della propria vita a favore di un impegno solidaristico inteso come impegno per il bene di tutti e di ciascuno e, quindi, come valore della ricerca di pace. I progetti sono: “Giro girotondo”, nell’ambito della promozione culturale dei centri di aggregazione per minori; “Punto e a capo” rivolto all’assistenza ai minori; “Insieme per vincere 2008” a favore della donazione del sangue; “Anni d’argento” per la valorizzazione dei centri di aggregazione per anziani; “Protezione civile”, per il monitoraggio delle zone a rischio; “Welcome 2008”, rivolto all’assistenza all’immigrazione. Quest’ultimo progetto, prevede l’impiego di 5 ragazzi all’interno del Cda di S.Anna, i quali non tolgono il lavoro agli altri dipendenti, ma svolgono attività di supporto in un ambiente che sicuramente ha da offrire importanti possibilità di crescita personale. Siamo aperti a qualunque forma di libertà di espressione e a qualunque giudizio democratico, ma solo quando si relaziona su fatti concreti e veritieri e non volutamente intenzionati a distruggere il lavoro che con molti sacrifici si porta avanti in un territorio difficile come il nostro. Quanto ai riferimenti al discorso del Vescovo sembra che anche qui il nostro giornalista non abbia letto le precisazioni che il Vescovo stesso ha fatto sul “Quotidiano” esprimendo apprezzamento per l’opera della Misericordia e distinguendo tra ruolo pastorale della Caritas e gestionale della Misericordia uniti dallo stesso progetto di servizio alla persona nel CDA di S. Anna. Isola Capo Rizzuto, 12 marzo 2009 Consuelo Ruggiero Resp. Ufficio Stampa Misericordia Isola Capo Rizzuto Non si fa altro che parlare cambiare la politica del territorio per fare coniugare rispetto della persona e diritto alla sicurezza territoriale porre un nuovo verbo Non si fa altro che parlare, parlare e parlare, quasi come fosse l’unico verbo che si sa coniugare, ma questo territorio ha bisogno del verbo fare. Fare qualcosa prima che sia troppo tardi, prima che diventiamo un avamposto per la colonizzazione del popolo di emigranti che avanza, per necessità, alla ricerca di nuovi territori dove pensano di trovare una vita migliore. L’ultima azione, intrapresa dall’Amministrazione Comunale, nella persona del Sindaco, per cercare di arginare il fenomeno dilagante dell’accattonaggio da parte degli immigrati del Campo Profughi di S. Anna, ha un macroscopico difetto, commina pene pecuniarie ai contravventori di una ordinanza che vieta l’accattonaggio. Ma se gli immigrati chiedono l’elemosina certamente non navigano nell’oro e se, colti a fare accattonaggio, non pagano la sanzione che si fa? Si pignorano i beni? Credo che la soluzione non debba essere e non possa essere di tale natura. ed alcune particolarità di libera uscita dal campo di accoglienza. E per quanto riguarda il fenomeno della prostituzione, che iniziative si intende prendere? Spero non dello stesso tenore. La prostituzione delle immigrate è una vera e propria emergenza sanitaria. Forse i “clienti” locali non si rendono conto di potere diventare delle mine vaganti, pericolosi per sé stessi e per i propri familiari, dato che esiste un’incidenza elevatissima di Aids ed altre malattie sessualmente trasmissibili di cui gli immigrati, specialmente provenienti dai territori africani, sono portatori. non moralismo Questo non vuole essere un atteggiamento moralistico, ma un grido di allarme, per salvaguardare tutti gli esseri umani coinvolti, immigrati o residenti che siano. Non dimentichiamo i recenti casi di morte a Brindisi ed a Milano di due persone affette da tubercolosi la prima e da lebbra la seconda. Sono tutte malattie a cui il nostro sistema immunitario non è preparato. basta mettersi a fare Basta mettersi a tavolino e le soluzioni sono facili da trovare. Esistono, infatti, degli esperti locali che sicuramente potrebbero suggerire le soluzioni migliori, nel rispetto di tutti. A proposito, l’ordinanza non ha risolto nulla, perché nulla è cambiato nel comportamento degli immigrati. Un deterrente potrebbe essere la confisca del provento dell’accattonaggio o l’azione limitativa della possibilità 18 Periodico d’informazione e cultura della Parrocchia SS. Cosma e Damiano -Crotone Gennaro Crugliano Vita della parrocchia Periodico d’informazione e cultura della Parrocchia SS. Cosma e Damiano -Crotone- 19 Parrocchia: gruppo di Padre Pio Padre Pio. Un frate preghiera il Santo da Pietrelcina e la sua vocazione demerito, ha scelto anche la mia per essere aiutato nel grande negozio dell’umana salvezza”. Un’importante raccomandazione E’ nota la raccomandazione di San Pio:” La preghiera umile, accompagnata dalle lacrime commuove il cuore di Dio e da giudice lo rende amico”. Egli si sentì in tutta la vita “Un povero frate” che non aveva altro compito che quello di pregare e far pregare. La sua gioia più grande certamente oggi nel cielo è sapere che vi sono nel mondo migliaia e migliaia di Gruppi di preghiera, cioè, un fiume di preghiera che attraversa i cinque continenti e sfocia nell’alto dei cieli. La loro origine risale al 1942, quando Pio XII lanciò un appello al popolo cristiano perché molti si riunissero a pregare, insieme, per la pace. Padre Pio rispose prontamente a questo appello e invitò anche i suoi figli spirituali a farlo. Nacquero così spontaneamente i primi Gruppi di preghiera di Padre Pio che attingevano da lui le esortazioni a pregare ed ebbero come riferimento la costruendo Casa Sollievo della Sofferenza. Il Santo fondatore li definiva:”Vivai di fede, focolai d’amore, nei quali Cristo stesso è presente ogni volta che si riuniscono per la preghiera e l’agape fraterna sotto la guida dei loro Pastori e Direttori spirituali” (5maggio 1966). S. P. M. F. Padre Pio e la bilocazione foto di Padre Pio con militari la preghiera in Gesù e... La sintesi di tutto l’insegnamento di Gesù sulla preghiera è nelle celebri parole: “Pregate sempre, senza stancarvi mai”, fatte proprie dall’apostolo Paolo: “Perseverate nella preghiera e vegliate in essa” e “Pregate senza stancarvi mai, incessantemente”. Padre Pio questi testi li teneva continuamente presenti e nelle sue lettere ci sono centinaia e centinaia di riferimenti alla preghiera, al dovere di pregare e alle varie modalità di pregare. A leggere il suo Epistolario, si capisce subito che per lui la preghiera non era occupazione fra le occupazioni, ma era la vita stessa, la sua esistenza reale e continua. il ritmo della preghiera Pregava giorno e notte, notte e giorno; era costantemente unito al Signore mediante un’ incessante preghiera. Eppure, avrebbe voluto dedicare a Dio un tempo maggiore. Al suo direttore spirituale, infatti, scrisse: “Il tempo sembrami che sfugge rapidamente e mai averne a sufficienza per pregare”. Nel “decennio scuro” se ha resistito, senza diventare matto, è perché si è abbandonato alla preghiera costante ed ha vissuto quegli anni tristi con la serenità di chi è in contatto costante con il Signore. Per San Pio la preghiera non era la recita di formule, ma abbandono totale al Signore che tutto sa e tutto può. In una lettera del 1° novembre 1913, aveva appena 26 anni, parla di una “orazione di quiete, di assorbimento di Dio, di conoscenza della divina grandezza e della propria miseria...”( Epist.I, 420-425). In queste parole c’è la storia della preghiera del nostro Santo ed anche l’insegnamento che Egli ci ha lasciato in eredità. Era un rapporto personale con Dio; rapporto fatto di ascolto, accoglienza, risposta, meditazione, contemplazione. Nella preghiera continua, egli maturò una consapevolezza straordinaria: “Dio si sceglie le anime e tra queste, contro ogni mio 20 un fenomeno da capire e comprendere in cosa consiste il fenomeno La Bilocazione può essere definita come la presenza simultanea di una persona in due luoghi diversi. Numerose testimonianze collegate alla tradizione religiosa cristiana riportano eventi di bilocazione attribuiti a numerosi Santi. Padre Pio è stato visto in bilocazione in numerose occasioni.. Di seguito vengono segnalate alcune testimonianze. La signora Maria, figlia spirituale di Padre Pio, su questo argomento raccontava che suo fratello, una sera, mentre pregava, venne colto da un colpo di sonno, improvvisamente ricevette uno schiaffo sulla guancia destra ed ebbe l'impressione di sentire che la mano che lo colpiva fosse coperta da un mezzo guanto. Pensò subito a Padre Pio e il giorno dopo gli chiese se era stato lui a colpirlo: "Così si manda via il sonno quando si prega?", rispose Padre Pio. Era stato Padre Pio che in bilocazione aveva "risvegliato" l'attenzione dell'orante. Un ex ufficiale dell'esercito, un giorno entrò in sacrestia e guardando Padre Pio disse "Si, è proprio lui, non mi sbaglio". Si avvicinò, cadde in ginocchio e piangendo ripeteva - Padre grazie di avermi salvato dalla morte. In seguito l'uomo raccontò ai presenti: "ero un Capitano di fanteria e un giorno, sul campo di battaglia, in un'ora terribile di fuoco, poco distante da me vidi un frate, pallido e dagli occhi espressivi, disse: "Signor Capitano, si allontani da quel posto" - andai verso di lui e, prima ancora di arrivare, sul posto dove mi trovavo prima, scoppiò una granata che aprì una voragine. Mi girai verso il fraticello, ma non c'era più". Periodico d’informazione e cultura della Parrocchia SS. Cosma e Damiano -Crotone parrocchia: catechesi Catechismo e comunicazione aspetti significativi del catechista da comprendere il problema Per riuscire nella vita professionale o privata, è necessario saper comunicare. È’ tanto più necessario per un catechista, che si assume di far passare valori, idee e comportamenti ad altre persone, soprattutto quando si tratta di bambini e ragazzi. Non tutte le persone sanno comunicare. O perlomeno altro che comunicare. Tutto il nostro essere, tutto il nostro comportamento comunica: invia cioè continuamente dei messaggi. Se mentre una persona ci parla giriamo gli occhi altrove, ondeggiamo appoggiandoci prima su un piede e poi su un altro e sbadigliamo, stiamo comunicando chiaramente: “quello che dici non mi interessa e mi annoia mortalmente”. imparare a comunicare La famosa scuola di Paolo Alto in California, che si occupa di comunicazione interpersonale in modo professionale, afferma: “dato che tutto il comportamento è comunicazione, non si può non comunicare”. Da questa sorta di legge possiamo trarre una prima conseguenza: se non possiamo non comunicare, tanto vale imparare a comunicare meglio. Ci sono persone dotate, predisposte ad avere comunicativa ed altre che invece devono costruirsela con il tempo, con fatica ed esercizio. Oggi esistono istituti specializzati, scuole e libri in gran numero che si ripromettono proprio d’insegnare la così detta competenza comunicativa, cioè la capacità dell’uomo di mettersi in relazione con gli altri. Questo ci dice chiaramente che la competenza comunicativa si può imparare. sicuro di sé; ha un aspetto che si nota; ha il dono della parola. Se ci si chiede perché certe persone hanno difficoltà nell’esprimersi, si avrà come risposta: non hanno nulla d’interessante da dire; non hanno esperienza; il pubblico li spaventa, li rende nerprocessione dei ministranti: comunicare con il corpo... vosi; non hanno tempo di prepararsi; parlano con un forte accento dialettale; non sono estro- grante della comunicazione. Comuversi e non sanno affrontare il pub- nicare significa scegliere tra due blico; mancano di fiducia in se stes- alternative: scambiare qualcosa o si. La vanità, la presunzione, il pre- cercare d’imporsi sull’altro per dooccuparsi eccessivamente del co- minarlo e vincerlo. La comunicaziome me la caverò, tralasciando il ne è una realtà complessa. Il procome se la caverà il mio pubblico, cesso di comunicazione non è un fenomeno lineare: non si può penè alla base del problema. sarlo come un percorso rettilineo tra chi parla da una parte e l’ascolcomunione e comunicazione La comunicazione è un processo tatore. Si tratta, invece, di un sistefinalizzato alla messa in comune, ma circolare, fatto di parole, occhi, mani, vestiti, gesti, rapporti fra le persone, intenzioni. Nel senso di un’azione che si sviluppa e fa la spola avanti e dietro per tessere i fili del linguaggio verbale, del linguaggio espressivo, del linguaggio dell’ascolto. una buona comunicazione un sogno realizzabile Nel mondo, milioni di persone sognano d’avere il dono di parlare con successo in pubblico. Che cosa impedisce di alzarsi, oggi stesso, e tenere un bel discorso? Nelle risposte a questa domanda la prima in classifica è la paura, il terrore cieco all’idea di dover parlare. Perché? Quando si descrivono le caratteristiche di un oratore bravo, di solito la gente enumera le seguenti: ha qualcosa di interessante da dire; ha il tempo di prepararsi; ha esperienza; ha personalità; è un ministrante della parrocchia tra due o più interlocutori, di esperienze, informazioni, pensieri, emozioni. La messa in comune non è questione di poco conto. Corrisponde all’aprirsi all’altro e non sempre risulta facile. Molto spesso non capiamo gli altri, perché non vogliamo capire, e gli altri non ci capiscono perché non siamo veramente interessati a farci capire. La volontà e la motivazione fanno parte inte- Tre importanti elementi devono essere tenuti in conto per la definizione di una buona comunicazione: il verbale, il vocale, il visivo. Per esempio. Se qualcuno guarda verso terra, parla con voce esitante e tremante, tormentandosi le mani e dice nello stesso tempo: “sono felice di trovarmi qui”, emette un messaggio non coerente. Per continuare il discorso sulla comunicazione è rilevante parlare singolarmente dei tre aspetti sopra citati. Si dice che viviamo nell’epoca dell’immagine. Questo significa che oggi, più che in altre epoche, ha importanza ciò che gli uditori vedono. C’è chi ha voluto misurare l’importanza relativa dei tre fattori: parole, tono di voce, ed altri comportamenti non verbali quando non c’era coerenza tra loro. Si è visto, in sostanza, se il tono di voce ed il comportamento non verbale contraddicono le parole, il messaggio non passa o passa solo parzialmente, mentre l’effetto è il massimo quando i canali si rinforzano tra di loro. Quindi per concludere: vale quello che si dice, ma vale più il modo in cui lo si dice. Periodico d’informazione e cultura della Parrocchia SS. Cosma e Damiano -Crotone- Silvana Esposito 21 parrocchia: catechesi S.Giuseppe,una paternità nella verginità riflessione su una festa che spiega il cuore di Dio e la sua Rivelazione una perplessità E’ sicuro che Maria e Giuseppe avevano preso l’impegno di vivere la loro vita insieme nella castità e nella verginità? I padri della Chiesa non avevano dubbi: oggi molti sono perplessi e alcuni lo negano. Ma c’è una piccola frase che lo dice chiaramente, all’angelo che le annuncia la nascita del Messia, Maria risponde:- Com’è possibile? Non conosco uomo. (Lc 1,34 ). Certamente Maria non dice una bugia. Allora, cosa intende dire con queste parole? La conoscenza di cui parla non è quella dei normali rapporti sociali, perché a questo livello conosceva tanti compaesani e conosceva Giuseppe. Lei un’ingiustizia nei suoi confronti . Due mancanze che bisogna assolutamente escludere in Maria “ PIENA DI GRAZIA” Non resta,quindi di accettare l’ipotesi più semplice nella sua luminosa grandezza. Maria e Giuseppe, nell’esperienza di un amore totale verso Dio e di un amore spirituale tra di loro, avevano fatto dono di se stessi a Dio nella verginità. Maria non voleva ritirare questo dono senza commettere peccato e Lei non voleva peccare. Dio, a cui nulla è impossibile, fece nascere questo figlio in un modo del tutto straordinario. Maria ora capisce e risponde:- Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto. ed il suo parto La nascita verginale di Gesù indica chiaramente che quel “ SALVATORE “, che l’umanità non avrebbe mai potuto procurarsi da se , le viene dato in un modo straordinario e gratuito da Dio, come dice chiaramente il nome di Gesù: Dio salva. Dio però vede la difficoltà in cui si trova Giuseppe e non lo abbandona. Lo prepara ad accogliere la sua parola e gli viene incontro con la sua grazia, perché abbia una risposta spirituale al problema . Dio non lascia soli, nella ricerca del bene da fare, va incontro ad ognuno con la sua grazia e dà i segni giusti per riconoscere la sua volontà: durante il sonno manda a Giuseppe un angelo, il quale gli conferma che il figlio atteso da Maria è opera dello Spirito Santo; non deve avere nessun timore ad entrare in questo disegno di salvezza, perché Lui ha un compito importante, quasi quanto quello di Maria: Lei sta dando la vita fisica al Messia; Lui gli deve dare la vita sociale e religiosa. La decisione di Giuseppe fa nascere la famiglia di Nazaret. Essa, così normale tra le tante famiglie del paese, e cosi’ eccezionale per la vocazione e la missione rimane il prototipo di ogni famiglia cristiana. Nunzia Gentile Gesù al lavoro. Molto spesso si tralascia di guardare al modello della sacra famiglia. Vera natura della famiglia cristiana si riferisce a quella conoscenza interpersonale tra uomo e donna che si ha nell’intimità dei rapporti coniugali. Lei però era fidanzata e non dice:- ancora non conosco uomo , in questo caso l’Angelo l’avrebbe tranquillizzata, dicendole tra poco lo conoscerai e avrai un figlio. Maria invece dice: - Come è possibile, non conosco uomo. ma certamente Maria Naturalmente Maria sapeva bene come nascono i bambini, qualcuno glielo aveva spiegato nell’infanzia o nell’adolescenza, per farle comprendere le trasformazioni che avvenivano nel suo corpo. Oppure lo avrà capito da sola. Se Santa Teresa di Gesu’ Bambino lo intui’ guardando gli uccellini sul prato, anche Maria di Nazaret potè impararlo collegando i segni della natura e i discorsi degli adulti. La difficoltà di Maria riguarda quindi il suo rapporto con Dio. L’Angelo non può chiederle di mancare di parola , di ritirare la promessa fatta, Questo impegno di Maria non può non coinvolgere Giuseppe .L’Angelo le annunzia la nascita di un figlio quando Lei è già “ promessa sposa “ di Giuseppe ( Lc 1,27) se le sue parole significano che non conosce e non intende conoscere uomo , vuol dire che questa decisione è condivisa da Giuseppe, altrimenti lei avrebbe tratto in inganno il fidanzato e avrebbe commesso 22 LA VERGINITÀ DI MARIA Al giorno d’oggi, la verginità non è di moda, è disprezzata nelle nostre società e c’è , persino, chi arrivi a contestare la verginità della Vergine Maria. Prima di Maria, presso gli Ebrei, anche se la sterilità della donna era considerata vergognosa, molti elementi preparavano la verginità cristiana: la grande importanza, per esempio, attribuita alla verginità della fidanzata; essa appare, anche, nel contesto delle Promesse dell’Alleanza. Ma, con Maria, la verginità assume la sua vera dimensione. Maria è la sola donna del Nuovo Testamento alla quale è dato il titolo di vergine (Lc 1,27; Mt 1,23). Conviene esaminare, poi, due fatti che sono corollari, ma che possono apparire indipendenti: il concepimento verginale (Lc 1,35) e la verginità perpetua di Maria (Lc 1, 34) A questo proposito, occorre distinguere l’Immacolata Concezione dal concepimento verginale. La prima si riferisce al fatto che Maria è stata concepita senza peccato e, la seconda, consiste nel fatto che Maria ha concepito Gesù dallo Spirito Santo, conservando la sua verginità. Periodico d’informazione e cultura della Parrocchia SS. Cosma e Damiano -Crotone parrocchia: cucina e... a cura di Tonino Laratta Ingredienti per 6\ 10 persone: poverino Mezzo capretto, 1 Kg. di funghi freschi, sale, prezzemolo , aglio , cipolla fresca, vino , olio di oliva e pepe nero q.b. Lavate il capretto molto accuratamente, dopo averlo tagliato a pezzi (non molto grossi) e fatelo scolare per circa un’ora in uno scolapasta. In una casseruola bassa (40/42 cm) mettete due spicchi d’aglio a pezzettini e tre/quattro cipolle fresche tagliate sottili con tutte le code, aggiungete l’olio e fate soffriggere molto lentamente. A questo punto immergete il capretto e fate rosolare a lungo, alzando leggermente il fuoco. Sfumate con un grosso bicchiere di vino, aggiustate di sale e pepe e aggiungete il prezzemolo tritato e a fuoco moderato fate cuocere per un’ora circa, dopodiché, aggiungete i funghi trifolati a parte e completate la cottura, per circa 25/30 minuti , tutto questo con la pentola coperta. Servite in un piatto di portata avendo cura di mettere sui pezzi di capretto i funghi, guarnendo con fantasia verde e rossa. Vini rossi consigliati:Librandi Rosato -Rosato Enotria ingredienti per una famiglia 2 Kg. di farina 00, 800 gr. di zucchero, 16 uova fresche, 4 limoni grattugiati, 4 bustine di pan degl’angeli, 1/2 kg di strutto, glassa e vermouth bianco q.b. come dovrebbe venire... dalla Pasqua con furore Su un marmo mettete la farina a fontanella, quindi, mettete dentro lo zucchero, i limoni grattuggiati , le uova (avendo cura di metterne due solo il tuorlo, recuperando i bianchi)e incominciate a sbattere con le mani, quando vi accorgete che dovete prendere un poco di farina, aggiungete lo strutto (in alternativa margarina opp. Olio di semi) e mezzo bicchiere di vermuoth. Impastate il tutto molto bene e lentamente fino ad ottenere un impasto abbastanza compatto e uniforme, quindi, aggiungete le bustine di pan degl’angeli, completate l’impasto fino ad ottenere una pasta manovrabile, tale da realizzare al meglio le forme. Ottenute le forme che piacciono a voi, li adagiate nelle tortiere, sopra la carta forno, con temperatura tra 160° e 180° a secondo della grandezza delle cuzzupe. I bianchi delle uova recuperate, assieme 1/2 kg di zucchero (non menzionato nelle quantità) più il succo di due limoni , in una ciotola rimestate con una forchetta e molta forza fino ad ottenere una glassa omogenea. Dopodichè, con un pennellino passate la glassa sulle cuzzupe quando sono ancora calde e se preferite guarnendole con fantasia. Auguri dal vostro cuoco e ricordatevi che“la cucina è la palestra dell’anima” Periodico d’informazione e cultura della Parrocchia SS. Cosma e Damiano -Crotone- 23 COMUNICAZIONI COMUNICAZIONI Aprile 2009 5 APRILE (DOMENICA DELLE PALME) ORE 9,30 BENEDIZIONE DELLE PALME PRESSO EDICOLA COOP. SETTEMBRE 291 ORE 10,00 S. MESSA SOLENNE. ORE 19,00 S.MESSA VESPERTINA. 9 APRILE (GIOVEDÌ SANTO). ORE 7,00 CELEBRAZIONE DELLE LODI. ORE 9,00 CONSACRAZIONE DEGLI OLII (in Duomo) (concelebrazione eucaristica con tutto il clero e il popolo presieduta dall‘Arcivescovo) ORE 17,00: Confessioni ORE 19.00 S. MESSA DELLA “CENA DEL SIGNORE” (lavanda dei piedi) ORE 22,30 ADORAZIONE EUCARISTICA. 10 APRILE (VENERDI’ SANTO) ORE 7,00 CELEBRAZIONE DELLE LODI. ORE 9,00-12,00 Confessioni. ORE 17,30 Via Crucis. ORE 19,00 SOLENNE LITURGIA DELLA PASSIONE DEL SIGNORE. 11 APRILE (SABATO SANTO) ORE 7,00 CELEBRAZIONE DELLE LODI. ORE 17,00-19,00 CONFESSIONI. ORE 22,00 SOLENNE VEGLIA PASQUALE. 12 APRILE (PASQUA DI RESURREZIONE) ORE 10,00 S. MESSA SOLENNE.— ORE 19,00 S. MESSA VESPERTINA 13 APRILE (LUNEDI’ dell’angelo) ORE 19,00 s. messa VESPERTINA C.F.C. Corso di Formazione Cristiana Venerdì alle ore 20.00 ORARI PARROCCHIALI Periodico Periodicod’informazione d’informazionee cultura e culturadella della Parrocchia ParrocchiaSs.Ss.Cosma Cosmae Damiano e Damiano DIRETTORE DIRETTORE Salvatore Salvatore Barresi Barresi COMPOSIZIONE COMPOSIZIONE la la Parrocchia Parrocchia CELEBRAZIONI E S. MESSE: S. Messe festive: ore 10. 00, ore 19.00 S. Messe feriali: ore 8.00; ore 19.00 preghiere della sera Adorazione Eucaristica: ogni Venerdì alle ore 19.00 Ufficio parrocchiale Lunedì, Mercoledì, Venerdì: dalle ore 18.00 alle ore 19.00 Oratorio Feriale: dalle ore 19.00 nella saletta parrocchiale. Festivo: Domenica: ore 11.00 24 Periodico d’informazione e cultura della Parrocchia SS. Cosma e Damiano -Crotone STAMPA STAMPA La La Parrocchia Parrocchia DISTRIBUZIONE DISTRIBUZIONE i Referenti i Referenti deidei palazzi palazzi e ieGiovani i Giovani EDITORE EDITORE Parrocchia Parrocchia Ss.Ss. Cosma Cosma e Damia e Damia nono @ @info@cosmaeda info@cosmaeda miano miano.191.it .191.it Reg. Reg.presso pressoil ilTribunale Tribunaledi di Crotone Crotone N.107/05 N.107/05 deldel 20-09-05 20-09-05