periodico di informazione e cultura della Parrocchia Ss. Cosma e Damiano
-Crotone-
LETTERA DEL PAPA AI VESCOVI
LA REMISSIONE DELLA SCOMUNICA AI LEFEBVRIANI E LE DEPRECABILI DICHIARAZIONI
SULLE ‘CAMERAE A GAS’ DI WILLIAMSON: IL PAPA NELLA BUFERA CHIARISCE IL SUO GESTO
so hanno guidato me e gli organi competenti della Santa Sede. Spero di contribuire in questo modo alla pace nella
Chiesa.
Una disavventura per me imprevedibile
è stata il fatto che il caso si è sovrapposto alla remissione della scomunica. Il
gesto discreto di misericordia verso
quattro Vescovi, ordinati validamente ma
non legittimamente, è apparso all’improvviso come una cosa totalmente diversa: come la smentita della riconciliazione tra cristiani ed ebrei, e quindi come
la revoca di ciò che in questa materia il
Concilio aveva chiarito per il cammino
della Chiesa. [...] Mi è stato detto che
seguire con attenzione le notizie raggiungibili mediante l’internet avrebbe
dato la possibilità di venir tempestivamente a conoscenza del problema.
Cari Confratelli nel ministero episcopale,
la remissione della scomunica ai quattro Vescovi, consacrati nell’anno 1988
dall’Arcivescovo Lefebvre senza mandato della Santa Sede, per molteplici ragioni ha suscitato all’interno e fuori della
Chiesa Cattolica una discussione di una
tale veemenza quale da molto tempo
non si era più sperimentata. Molti Vescovi si sono sentiti perplessi davanti a un
avvenimento verificatosi inaspettatamente e difficile da inquadrare positivamente nelle questioni e nei compiti della
Chiesa di oggi. Anche se molti Vescovi e
fedeli in linea di principio erano disposti a
valutare in modo positivo la disposizione
del Papa alla riconciliazione, a ciò tuttavia si contrapponeva la questione circa
la convenienza di un simile gesto a fronte delle vere urgenze di una vita di fede
nel nostro tempo.
Alcuni gruppi, invece, accusavano
apertamente il Papa di voler tornare indietro, a prima del Concilio: si scatenava
così una valanga di proteste, la cui amarezza rivelava ferite risalenti al di là del
momento. Mi sento perciò spinto a rivolgere a voi, cari Confratelli, una parola
chiarificatrice, che deve aiutare a comprendere le intenzioni che in questo pas-
Ne traggo la lezione che in futuro
nella Santa Sede dovremo prestar più
attenzione a quella fonte di notizie. Sono
rimasto rattristato dal fatto che anche
cattolici, che in fondo avrebbero potuto
sapere meglio come stanno le cose,
abbiano pensato di dovermi colpire con
un’ostilità pronta all’attacco. Proprio per
questo ringrazio tanto più gli amici ebrei
che hanno aiutato a togliere di mezzo
prontamente il malinteso e a ristabilire
l’atmosfera di amicizia e di fiducia, che –
come nel tempo di Papa Giovanni Paolo
II – anche durante tutto il periodo del mio
pontificato è esistita e, grazie a Dio, continua ad esistere.
Questo gesto era possibile dopo che
gli interessati avevano espresso il loro
riconoscimento in linea di principio del
Papa e della sua potestà di Pastore,
anche se con delle riserve in materia di
obbedienza alla sua autorità dottrinale e
a quella del Concilio. Con ciò ritorno alla
distinzione tra persona ed istituzione. [...]
Il fatto che la Fraternità San Pio X non
possieda una posizione canonica nella
Chiesa, non si basa in fin dei conti su
ragioni disciplinari ma dottrinali. Finché
la Fraternità non ha una posizione canonica nella Chiesa, anche i suoi ministri
non esercitano ministeri legittimi nella
Chiesa. [...]
Alla luce di questa situazione è mia
intenzione di collegare in futuro la Pontificia Commissione "Ecclesia Dei" – istituzione dal 1988 competente per quelle
comunità e persone che, provenendo
dalla Fraternità San Pio X o da simili
raggruppamenti, vogliono tornare nella
piena comunione col Papa – con la Congregazione per la Dottrina della Fede.
Con ciò viene chiarito che i problemi che
devono ora essere trattati sono di natura
essenzialmente dottrinale e riguardano
soprattutto l’accettazione del Concilio
Vaticano II e del magistero postconciliare dei Papi. [...]
Un altro sbaglio, per il quale mi rammarico sinceramente, consiste nel fatto che
la portata e i limiti del provvedimento del
21 gennaio 2009 non sono stati illustrati
in modo sufficientemente chiaro al momento della sua pubblicazione. La scomunica colpisce persone, non istituzioni.
Un’Ordinazione episcopale senza il
mandato pontificio significa il pericolo di
uno scisma, perché mette in questione
l’unità del collegio episcopale con il Papa. Perciò la Chiesa deve reagire con la
punizione più dura, la scomunica, al fine
di richiamare le persone punite in questo
modo al pentimento e al ritorno all’unità.
A vent’anni dalle Ordinazioni, questo
obiettivo purtroppo non è stato ancora
raggiunto. La remissione della scomunica mira allo stesso scopo a cui serve la
punizione: invitare i quattro Vescovi ancora una volta al ritorno.
Periodico d’informazione e cultura della Parrocchia SS. Cosma e Damiano -Crotone-
il Vescovo che operò lo scisma
osservatorio
annunciare Lui e con Lui il Dio vivente.
Possiamo noi semplicemente
escluderli, come rappresentanti di un
gruppo marginale radicale, dalla ricerca della riconciliazione e dell’unità?
Che ne sarà poi? [...] Cari Confratelli,
nei giorni in cui mi è venuto in mente
di scrivere questa lettera, è capitato
per caso che nel Seminario ho dovuto
interpretare e commentare il brano di
Gal 5, 13—15.
i Vescovi scismatici che sono tornati nella Chiesa Cattolica
Non si può congelare l’autorità magisteriale della Chiesa all’anno 1962 –
ciò deve essere ben chiaro alla Fraternità. Ma ad alcuni di coloro che si
segnalano come grandi difensori del
Concilio deve essere pure richiamato
alla memoria che il Vaticano II porta in
sé l’intera storia dottrinale della Chiesa. [...] Spero, cari Confratelli, che con
ciò sia chiarito il significato positivo
come anche il limite del provvedimento del 21 gennaio 2009.
La priorità per il Successore di Pietro è stata fissata dal Signore nel
Cenacolo in modo inequivocabile:
"Tu … conferma i tuoi fratelli" (Lc
22, 32). Pietro stesso ha formulato
in modo nuovo questa priorità nella
sua prima Lettera: "Siate sempre
pronti a rispondere a chiunque vi
domandi ragione della speranza
che è in voi" (1 Pt 3, 15). Nel nostro
tempo in cui in vaste zone della
terra la fede è nel pericolo di spegnersi come una fiamma che non
trova più nutrimento, la priorità che
sta al di sopra di tutte è di rendere
Dio presente in questo mondo e di
aprire agli uomini l’accesso a Dio.
Non ad un qualsiasi dio, ma a quel
Dio che ha parlato sul Sinai; a quel
Dio il cui volto riconosciamo nell’amore spinto sino alla fine (cfr Gv
13, 1) – in Gesù Cristo crocifisso e
risorto. Il vero problema in questo
nostro momento della storia è che
Dio sparisce dall’orizzonte degli uomini e che con lo spegnersi della luce
proveniente da Dio l’umanità viene
colta dalla mancanza di orientamento,
i cui effetti distruttivi ci si manifestano
sempre di più.
Condurre gli uomini verso Dio, verso il Dio che parla nella Bibbia: questa
è la priorità suprema e fondamentale
della Chiesa e del Successore di Pietro in questo tempo. Da qui deriva
come logica conseguenza che dobbiamo avere a cuore l’unità dei credenti. La loro discordia, infatti, la loro
contrapposizione interna mette in
dubbio la credibilità del loro parlare di
Dio. [...] Se dunque l’impegno faticoso
per la fede, per la speranza e per l’amore nel mondo costituisce in questo
momento (e, in forme diverse, sempre) la vera priorità per la Chiesa, allo-
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ra ne fanno parte anche le riconciliazioni piccole e medie. [...]
Può essere totalmente errato l’impegnarsi per lo scioglimento di irrigidimenti e di restringimenti, così da far
spazio a ciò che vi è di positivo e di
ricuperabile per l’insieme? Io stesso
ho visto, negli anni dopo il 1988, come
mediante il ritorno di comunità prima
Ho notato con sorpresa l’immediatezza con cui queste frasi ci parlano
del momento attuale: "Che la libertà
non divenga un pretesto per vivere
secondo la carne, ma mediante la
carità siate a servizio gli uni degli altri.
Tutta la legge infatti trova la sua pienezza in un solo precetto: amerai il
prossimo tuo come te stesso.
Ma se vi mordete e divorate a vicenda, guardate almeno di non distruggervi del tutto gli uni gli altri!" Sono
stato sempre incline a considerare
questa frase come una delle esagerazioni retoriche che a volte si trovano in
san Paolo. Sotto certi aspetti può
essere anche così.
Ma purtroppo questo "mordere e
divorare" esiste anche oggi nella
Chiesa come espressione di una
libertà mal interpretata. È forse motivo di sorpresa che anche noi non
siamo migliori dei Galati? Che almeno siamo minacciati dalle stesse
tentazioni?
foto della sala del Concilio Vaticano II
separate da Roma sia cambiato il loro
clima interno; come il ritorno nella
grande ed ampia Chiesa comune
abbia fatto superare posizioni unilaterali e sciolto irrigidimenti così che poi
ne sono emerse forze positive per
l’insieme. Può lasciarci totalmente
indifferenti una comunità nella quale si
trovano 491 sacerdoti, 215 seminaristi, 6 seminari, 88 scuole, 2 Istituti
universitari, 117 frati, 164 suore e migliaia di fedeli?
Dobbiamo davvero tranquillamente
lasciarli andare alla deriva lontani dalla
Chiesa? Penso ad esempio ai 491
sacerdoti. Non possiamo conoscere
l’intreccio delle loro motivazioni. Penso
tuttavia che non si sarebbero decisi per
il sacerdozio se, accanto a diversi elementi distorti e malati, non ci fosse stato l’amore per Cristo e la volontà di
Che dobbiamo imparare sempre
di nuovo l’uso giusto della libertà? E
che sempre di nuovo dobbiamo
imparare la priorità suprema: l’amore? Nel giorno in cui ho parlato di
ciò nel Seminario maggiore, a Roma si celebrava la festa della Madonna della Fiducia. Di fatto: Maria
ci insegna la fiducia. Ella ci conduce al Figlio, di cui noi tutti possiamo
fidarci. Egli ci guiderà – anche in
tempi turbolenti. Vorrei così ringraziare di cuore tutti quei numerosi
Vescovi, che in questo tempo mi
hanno donato segni commoventi di
fiducia e di affetto e soprattutto mi
hanno assicurato la loro preghiera.
Questo ringraziamento vale anche
per tutti i fedeli che in questo tempo mi
hanno dato testimonianza della loro
fedeltà immutata verso il Successore di
san Pietro. Il Signore protegga tutti noi
e ci conduca sulla via della pace. È un
augurio che mi sgorga spontaneo dal
cuore in questo inizio di Quaresima,
che è tempo liturgico particolarmente
favorevole alla purificazione interiore e
che tutti ci invita a guardare con speranza rinnovata al traguardo luminoso
della Pasqua. Con una speciale Benedizione Apostolica mi confermo. Vostro
nel Signore
BENEDICTUS PP. XVI
dal Vaticano, 10 Marzo 2009
Periodico d’informazione e cultura della Parrocchia SS. Cosma e Damiano -Crotone
SOMMARIO
OSSERVATORI0
No a tutte le mafie di Salvatore Barresi
Chiesa dell’Immacolata. Appello di Teresa Liguori
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LETTERATURA
Sei stata felice oggi? di Angela Caccia
Momenti di poesia e ricordi di Antonio Puccio
Un pezzetto di cielo di Lucia Bellassai
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pag 7
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SALUTE
Alla ricerca del sonno perduto a cura di Gianfranco Paluccio
Il sogno della donna retrò a cura Bianca Maria Caiazzo
Tante voci ed una passione a cura di Stefania Grassi
pag 9
pag 10
pag 11
SCUOLA
Poesie e scuola a cura della Don Milani
L’istituto presente alla conferenza di Antonella Noviello Didona
Noi e l’Unione europea di Ilenia Arturi
L’occhio felice del Gravina a cura dell’Istituto Gravina
L’amara realtà del Gravina di Salvatore Marino
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TERRITORIO
Ricordi di iniziative parrocchiali a cura Rodolfo Bava
Misericordia di Isola Capo Rizzuto. Replica
Non si fa altro che parlare di Gennaro Crugliano
pag 17
pag 18
PARROCCHIA
Padre Pio. Un frate preghiera a cura del gruppo di Padre Pio
Catechismo e comunicazione di Silvana Esposito
S. Giuseppe una paternità nella verginità di Nunzia Gentile
Capretto ai funghi a cura di Tonino Laratta
pag 20
pag 21
pag 22
osservatorio
Per commentare qualche articolo, o
per affrontare un argomento
contattateci all’indirizzo internet:
[email protected]
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osservatorio
Crotone, 1 Marzo 2009
No a tutte le Mafie
Erano in tanti e con
bambini a seguito da in migliaia a Crotone ed in Calabria, da tutta l’Italia
tutta l’Italia per manifestare contro tutte la mafie. In testa al corteo l’Arcivescovo di
Crotone - S. Severina Mons. DomeniS. Barresi
co Graziani accompagnato da tanti
giovani, commercianti e imprenditori che hanno sfilato
in corteo insieme a partecipanti arrivati da tutta l'Italia.
C’erano anche tanti artigiani, agricoltori, in una realtà in
cui le intimidazioni del racket sono quotidiane, nessuno
oggi ha avuto paura di manifestare e gridare allo sviluppo contro la mafia e la massoneria deviata. Una
manifestazione bella e colorata piena di gioia che ha
visto esporre i segni per uno sviluppo sostenibile annunciando la predisposizione di un progetto concreto
che da oggi sarà messo in cantiere come recita il logo
dell’evento. Erano almeno 7.000 persone a Crotone,
secondo gli organizzatori, per dire "no" a tutte le mafie,
provenienti dalla Valle d'Aosta, Lombardia, Emilia Romagna, Toscana e dalla Sardegna, hanno sfilato per le
manifesto dell’evento
vie della Città di Pitagora aderendo all'iniziativa del
consorzio di cooperative sociali "Jobel" sulla scia della
prima iniziativa svoltasi lo scorso anno a Locri in pro- concludendo
La manifestazione, che quest’anno si è svolta a Crotovincia di Reggio Calabria.
ne, “città simbolo di riscatto e di gravi problematiche
che ne hanno segnato la cronaca recente”, spiegano
tanti gli slogan
gli organizzatori, oltre alla marcia per le vie della città e
Tanti gli slogan e tante striscioni che inneggiavano alla alla presentazione pubblica di un segno – lo scorso
liberazione dalla 'ndrangheta, L’Arcivescovo di Croto- anno legato alla riappropriazione del proprio voto, libene, mons. Domenico Graziani ha ribadito l’importanza rato da clientelismo, poteri occulti e massonerie deviadi essere concreti e impegnati per il bene di tutti, nes- te –, è stata preceduta, il 28 febbraio, da una veglia di
preghiera ecumenica in duomo, a cui hanno partecipato il vescovo di Crotone, mons. Domenico Graziani e il
vescovo di Prato Mons. Gastone Simoni. Importante è
stato il segno di libertà dei giovani che hanno deciso di
non vendere la loro vita alla mafia, alla delinquenza
organizzata, che non hanno le radici nella cultura mafiosa, che non tollerano l'omertà perché la bocca serve
per parlare, gli occhi per guardare e la mente per pensare... Facciamo nostre le parole "E' cosa nostra parlare di libertà".
S. B.
Particolari della manifestazione al cannocchiale
Il Comune di Crotone “ha deciso di adottare un rego-
suno può tirarsi indietro per sconfiggere i poteri occulti
della mafia. Anche le Acli, i sindacati e il mondo della
cooperazione sociale erano presenti con migliaia di
aderenti per sconfiggere e dare un contributo a vincere
la paura del cancro della criminalità. Per far ciò bisogna convincere i calabresi della loro forza". Padre Zanotelli, dal canto suo ha rivolto un invito ai calabresi a
fare attenzione a non farsi espropriare "il bene più prezioso che è l'acqua" e ad evitare che la 'ndrangheta
porti in Calabria rifiuti tossici e nocivi''. La manifestazione è partita dallo stadio “Ezio Scida” di Crotone e attraversando tutta la Città è arrivata in piazza della Resistenza dove si sono sentite le testimonianze delle autorità e dei rappresentanti delle associazioni coinvolte
nell’organizzazione della marcia contro tutte le mafie.
Nel pomeriggio c’è stato uno spazio per le testimonianze, per l’approfondimento e per la musica, con il concerto del gruppo Operai della Fiat 1100.
4
lamento che preveda agevolazioni fiscali in favore
delle imprese che sporgeranno denuncia nei confronti
di atti estorsivi ai loro danni”: lo ha annunciato il sindaco Peppino Vallone. “Applicheremo sgravi - ha spiegato - rispetto ai tributi dovuti al Comune per quegli
esercenti, imprenditori, commercianti che, vittime di
un tentativo di estorsione, denuncino all’autorità giudiziaria le richieste estorsive. Siamo pronti anche a costituirci parte civile nei processi contro i reati per estorsione ai danni dei cittadini”.
Tra gli altri, in corteo c’erano anche il vescovo di Crotone, monsignor Domenico Graziani, i parlamentari
Maria Grazia Laganà e Nicodemo Oliverio, padre Alex
Zanotelli, Aldo Pecora del movimento “Ammazzateci
tutti”, le Acli, i sindacati e il mondo della cooperazione
sociale. “Sono qua - ha detto Laganà - per dare un
contributo a vincere lo scoramento, perché sono convinta che il cancro della criminalità può essere sconfitto. Per farlo, bisogna convincere i calabresi della loro
forza”. Padre Zanotelli ha rivolto un invito ai calabresi
a fare attenzione a non farsi espropriare “il bene più
prezioso che è l’acqua” e ad evitare che la
‘ndrangheta porti in Calabria rifiuti tossici e nocivi.
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osservatorio
un appello
Crotone, 7 Marzo 2009
Egregio Sig. Ministro,ci
preme segnalare alla
del muro perimetrale. Esse potrebbero essere state aggravate da lavori di scavo per la posa di cavi telefonici eseguiti nel 1995. Inoltre dal
tetto, che non è mai stato oggetto di
rifacimenti o restauri, sempre a cau-
Al sig. Ministro
on. Sandro Boldi
via del Collegio Romano,
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Ministero Beni ed
Attività Culturali
00186 Roma
Appello per la Chiesa
dell’Immacolata.
un appello al ministro Sandro Boldi per salvare la
Chiesa dell’Immacolata di Crotone
sa delle piogge, si sono pure verificate infiltrazioni di acqua, che
stanno deteriorando sempre di
più le cornici dei finestroni ed altri
elementi decorativi.
uno stato di deterioramento
la Chiesa dell’Immacolata
Sua attenzione le precarie condizioni in cui versa la Chiesa dell’Immacolata di Crotone, uno dei monumenti più rilevanti del nostro Centro
Storico, ancora cinto dalle mura
viceregnali.
Lungo la via Risorgimento, che fiancheggia il lato sinistro della Chiesa,
si sono avute, per effetto delle piogge intense di questi ultimi mesi, infiltrazioni di umidità che hanno danneggiato la parete laterale interna
L’attuale stato di deterioramento
del monumento potrebbe causare
problemi ai fini della conservazione delle numerose opere d’arte
che vi sono custodite.
Tra queste, in particolare, il bellissimo Crocifisso ligneo ad altezza
naturale, di armoniosa fattura,
risalente al 1640, uno dei pochissimi crocifissi al mondo che raffigurano il Cristo morente con gli
occhi aperti.
L’interno della Chiesa, ad una
sola navata, si presenta pregevole con le sue decorazioni barocche. Al centro del presbiterio, un
monumentale altare di marmo
scolpito a mano, arricchito da ben
10 varietà di marmi pregiati. Sulle
pareti vi è un ciclo di dipinti setteottocenteschi, dedicati alla vita della
Vergine. Alcuni di essi sono già stati
portati in luogo più sicuro, per evitare i danni causati dall’umidità.
un avviso rilevante
A nostro avviso, ben altra sorte meriterebbe tale monumento, conosciuto come uno dei luoghi di culto
più ricchi di arte e di arredi antichi di
grande rilievo. La sua origine potrebbe risalire al 1537, data incisa
nel bronzo di una campana tuttora
esistente nel campanile. Sicuramente, nel 1554 vi sorgeva un tempietto con cripta-cimitero sottostante. Esso è oggi uno dei cinque cimiteri italiani visitabili all’interno di
una Chiesa. Nel 1738, sul sostrato
dell’omonimo oratorio cinquecentesco, per volontà di Gerolamo Cariati, fu innalzata l’attuale Chiesa dell’Immacolata, aperta al culto nel
1758 e consacrata nel 1777. La
facciata della Chiesa del settecento
era diversa da quella attuale, realizzata dopo il 1830, di chiaro stile
neoclassico. Vi ebbe sede la Congregazione del Ceto popolare.
concludendo
Consapevoli del valore storicoartistico-religioso di questo rilevante
bene culturale, ci associamo all’appello già lanciato dal rettore della
Chiesa dell’Immacolata, Mons. Giuseppe Covelli, chiedendo a Lei, Sig.
Ministro, di volere disporre perché
siano avviati interventi urgenti atti a
salvare tale monumento dal degrado, prima che sia troppo tardi.
Distinti saluti
Teresa Liguori, Vincenzo Fabiani
Consigliere nazionale ItaliaNostra onlus
Consigliere nazionale Gruppi Archeologici
d’Italia
UNA CITAZIONE
La custodia del patrimonio
storico-artistico è un
privilegio collettivo che
vuole interpreti coraggiosi
ed orgogliosi…. Umberto
Zanotti Bianco,
fondatore e primo presidente di ItaliaNostra
interno della Chiesa dell’Immacolata di Crotone
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letteratura
Leggo,
ieri sera, l’email di un’amica…
Felice del riconoscimento ricevuto? Sono io la prima a metterne in discussione
il merito! L'artista - se mi concedo di
rientrare in questa cerchia - è solo un
Sei stata
felice oggi?
QUANDO IL CIELO È IN UNA FRASE
lando, nella donna e nel medico, quel raro taglio umano all’insegna della generosità. Ho raccolto tra le mie
mani una mano risoluta, quella di Antonella Spartà,
funzionaria di polizia. Ai miei occhi un alfiere altero, nei
suoi, l’energia che si avvale di un intimo senso di giustizia, entrambi branditi come una spada tesa. Tre bimbi soffrono la sua assenza fisica ogni giorno che lei
dedica a questa città, ma l'alfiere sa anche essere presenza intima e custode per i suoi figli, a loro prodiga un
affetto di qualità più che di quantità, prerogativa squisitamente donna.
Una suora, Michela Marchetti, - e in sua rappresentanza il sorriso di luce di un'altra suora - cura l’intima povertà e il dolore di donne abbandonate: la vita le vorrebbe reiette ma, l'amore di pochi, le riscatta e le rigenera e, dagli scalini della casa accoglienza Noemi, le
incammina nuovamente sulle strade del mondo. La
determinazione di una donna - Nadia Palermo. Conosce bene il valore della legge e riconosce che il suo
ruolo di imprenditrice non è minacciato tanto dalle intimidazioni della malavita che punta lei e molti in questo
territorio, ma nel cedere alla debolezza della paura e
della solitudine.
ci si trovava
un sorriso può riempire una giornata ed una vita
fruitore e un restitutore di quanto intimamente vibra. La
creatività è qualcosa che lui, senza volerlo, si ritrova
dentro, non ne conosce le scaturigini, non l'ha chiesta,
non l'ha nemmeno cercata.
un sogno da piccola
Io, da piccola, volevo fare la ballerina! Mai pensavo
che, un giorno, avrei scritto parole che avrebbero veicolato emozioni e fossero poi degne di nominarsi
'poesia'. Con le parole ci giocavo, mi veniva facile accostarle e 'farle parlare' di cosa mi frullava dentro. A 10
anni ricevetti 800 lire in francobolli per un racconto che
pubblicò un giornale dedicato all'infanzia. Quei francobolli divennero la mia angoscia: non riuscivo a barattarli né col gelataio - era il tempo del paiper al cioccolato
che costava 130 lire, un lusso che la mia paghetta mi
concedeva solo una volta a settimana - né col giornalaio, patito come me dei topolino. Non ci impiegai molto
a capire che la creatività non paga mai in moneta corrente. Ci vollero gli anni dell'adolescenza perché la
rivalutassi: un pensiero che coglievo vergineo, nel senso, nella forma, nei colori, andava, comunque, esternato e partecipato, altrimenti, rimanendo imploso, si trasformava in un bubbone. L’artista, se un merito ha, è
quello di acconsentire a percorrere il sentiero che gli
propone la sua dose di creatività e che inesorabilmente
lo indirizza al centro del suo sé, e lo fa parlare e lo convince a svelarsi.
Eravamo nella sala consiliare del Comune di Crotone,
eppure, chi fungeva da "padrona di casa" - l’Assessore
alle Pari Opportunità e all'Istruzione - l'ha trasfigurato
in un salotto così vissuto da sembrare carico di memoria. Sentivo l’atmosfera dei ciocchi che scoppiettano
allegramente nel camino - una magia la sua, quella di
Eugenia Garritani, che da sempre le invidio.
"Sei stata felice oggi? " - mi chiede Cecilia Pandolfi,
collaboratrice rai, affetta da calabresità, non per scelta,
ma per amore a questa terra, amica de Le Madie, associazione culturale che mi aiuta a camminare i sentieri di cui sopra. Anche lei, come il Questore, dott. Gaetano D’Amato, sa che questa terra merita di più e che il
futuro e la speranza sono in gran parte donna.
pertanto
Non sono stata felice ieri, giorno della premiazione,
giorno della donna – una festa che mi scivola addosso
da sempre perché troppo riduttiva - ma lo sono ora.
Ora che la mia penna ha cercato di raccontare come
rughe di dolore possano, a volte, illuminare un volto e
tributargli la grandezza che merita; felice oggi, che nella mia terra vedo i confini dell'essere donna confondersi all'orizzonte e legarsi ad un cielo finalmente chiaro;
felice ora, che ho trovato un nome a questa luce che
da ieri mi abita dentro: l’orgoglio di donna è un sole a
raggiera!
e le chiavi di lettura dell’anima
Le chiavi di lettura dell'anima che si trovano in quello
scrigno sono perle; il punto di fuga dei sentimenti, sono
oro puro; riuscire a dare un nome all'emozione che gli
passa accanto, è il Cullinam, "il" diamante. "Sei stata
felice oggi? " - mi chiede Cecilia Pandolfi - affetto di
amica. Non felice, ma piena. Una strana densità mi ha
pervaso nel trovarmi accanto a donne come l'oncologa
Prantera. Di lei hanno raccontato, più delle parole, le
lacrime di gratitudine di quanti hanno ricevuto tanto,
tutto. Un aiuto, non solo professionale, ma intimo, sve-
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Angela Caccia
letteratura
Momenti di
poesia e ricordi
rime virtuose e delicate per la propria figlia
momenti di felicità e di commozione
AUTUNNO SENZA TE
NEL DICIOTTESIMO COMPLEANNO
DI MIA FIGLIA MARIA FRANCESCA
2 APRILE 1986
Fra i tepori del risveglio
ogni anno a primavera
col profumo della notte
nel silenzio
di una camera dorata
non ricordo come fu
sotto il segno dell’Ariete
in Aprile sono nata.
Son volati i primi anni
da quel dì
ormai lontano
ero tanto piccolina
non ricordo
non ricordo cosa c’era
c’era tanta primavera!
Diciott’anni
primavera di colori
diciott’anni
la mia festa
il giorno dei miei sogni
diciott’anni
una magica illusione
una pagina infinita
fra le tante
la più bella
dello specchio della vita.
Antonio Puccio
Autunno
odore di pioggia
intrisa di gelo
di vuoto di rondini
spazzate dal cielo
odore di mosto
nell’aria ebbra di gioia
sul tavolo
un vuoto bicchiere
odora del vuoto di te.
Autunno
odore di foglie ingiallite
autunno senza te
fogliolina tremante
sul tronco schiantato
cadendo ti posi
ti pose quel tronco
su un ramo fatato
te prese quel ramo
geloso di te
dal dolce sorriso commosso
ti chiese di stare con se
sognando
l’odore aspettato
d’un nuovo autunno.
un compleanno significativo
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letteratura
Ho avuto un pezzetto di
cielo tra le mani. Un
pezzetto di cielo che mi
proteggeva sempre: nel-
sunti tali attorno, quel pezzetto di
cielo mi avvolgeva rassicurante,
caldo e portatore di preziosa armonia.
Un pezzetto
di cielo
un cielo che
tocca l’anima
Un pezzetto di cielo che mi
capiva sempre; alcune volte non era neanche il caso
che io parlassi; il cielo, che
avevo di fianco, con uno
tra le mani un pezzetto di...
sguardo, comprendeva
quello che avevo nell’animo e, per non contraddirmi
o dirmi parole poco adatte
a quel particolare momento, taceva.
Era un pezzetto di cielo
che mi ha orientato nella
strada della vita, indirizzandomi, guidandomi, fissando traguardi per me
carichi di auspici anche
quando io non ero così
lungimirante da fissarmeli
da sola.
Un pezzetto di cielo che mi
ha nutrito, scaldato, curato
quando sono stata malata,
le avversità, nelle difficoltà. Anche rasserenata sdrammatizzando le
quando non c’erano nemici o pre- situazioni che gonfiavo con le mie
ansie fino a farle divenire insostenibili.
che si rannuvola
Come tutti i cieli, anche il mio pezzetto, a volte, si rannuvolava e non
temeva di farsi scoprire protagonista di pioggerelle e anche di temporali. Quando il mio cielo piangeva era splendido perché non aveva
timore di farsi vedere nudo, con le
sue nuvole cariche di angosce, di
paure, di pensieri neri.
ma si inonda di sole
Poi, però, si preoccupava di farsi
inondare dal sole d’oro e lo ricordo
sorridente, accogliente, in armonia
con quanto di bello, lui, così turchino, azzurrava.
Oggi quel cielo io non ce l’ho più:
mia madre è volata via verso il
grande Cielo.
A noi che abbiamo avuto la fortuna
di averne un frammento resta la
gioia della gratitudine e la tristezza
del vuoto che si è aperto.
Piccoli segni di vita ci indicano che
tale vuoto si colma solo se noi, i
suoi figli, riusciamo a essere un
pezzetto di cielo per qualcun altro.
Lucia Bellassai
Una intellettuale e
la sua formazione
stralci di vita di un’intellettuale che da tempo
collabora attivamente con il nostro Giornale La Vela
C
ome può un giornalista pubblicista uscire dai confini della sua
attività preminente e dare alle stampe altro che non siano le solite
notizie? Come può tradire la condizione asettica della sua principale attività e restare comunque un pubblicista letto, cercato, apprezzato? La sfida è
sottile e avvincente: si gioca con la brevità, con la capacità di fotografare
con un lampo situazioni, contesti, relazioni umane; e si gioca poi con le
parole, rivestendole, sempre brevemente, come la cronaca vuole,
solo di una veste leggera, fatta di pensieri, interpretazioni, prospettive e
sguardi che sono spesso nuovi, inattesi, frutto dell'elaborazione della notizia e dell'informazione puntuali che si impastano con la riflessione.
quando inizia
L'avventura letteraria di Lucia Bellassai è tutta contenuta in questa sfida:
fortemente connotata proprio dal gioco della brevità impastata a quell'introspezione cospicuamente alimentata dalle sue radici che affondano in
Calabria e in Sicilia. Nella prima nasce, nella seconda si forma, nella prima vive e lavora presso un istituto di credito, alla seconda guarda per
attingerne l'estro mentre dalla prima continua ad assorbirne, filtrata dallo
studio, l'abilità del fare, che nasce spesso dalla necessità.
È’ pubblicista da svariati anni e collabora con varie testate; autrice di svariate collaborazioni, che si affiancano alla sua preminente attività di pubblicista, che la vede impegnata a valorizzare la sua terra e non solo, a
denunciare, sempre con garbo e oculatezza, ciò che avverte come negativo, attenta a non utilizzare la scrittura come occasione di terrore, vigilante nell'attenersi ad un criterio di onestà intellettuale.
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Periodico d’informazione e cultura della Parrocchia SS. Cosma e Damiano -Crotone
salute
regole per vincenti?
E si! Perché la regola
dei vincenti è “essere
attivi”. L’attivismo è la
se) nella sua opera
“La teoria della classe agiata” scrisse
che i ricchi di allora
ostentavano il loro
Alla ricerca del
sonno perduto
e ricordate; chi dorme non piglia pesci
dimostrazione della propria forza in
ogni campo. In ogni campo lavorare fino alle due di notte e svegliarsi
alle sei di mattina anche di domenica vuol dire essere produttivi e per
molti, significa anche sentirsi vivi.
Più di 30 anni fa Henry Kissinger
guidava la diplomazia americana in
qualità di segretario di stato sotto la
presidenza Nixon e Ford. Egli si
vantava di dormire solo quattro ore
per notte, era anche un modo per
sottolineare il suo potere. Oggi gli
esperti sono concordi nel dire che
tutta quell’insonnia è stata
fatica sprecata. Ricordate gli
anni della new economy?
Quel periodo di fine secolo
scorso in cui tutti iniziarono a
tuffarsi nel così detto villaggio
globale dove ogni idea veniva
trasformata in dollari per mezzo di internet? Bene, in quel
periodo (ma anche adesso),
come si suol dire, chi si ferma
era perduto.
dolce dormire per tutti gli animali della terra
status, astenendosi dal lavoro, dedicandosi al tempo libero, inventando il concetto stesso di vacanza.
negli ultimi decenni
Negli ultimi decenni questa teoria
era stata capovolta: superlavoro
come sinonimo di soldi e potere. Il
problema. In Italia, ma non solo, è
che di soldi per pagare le pensioni
non c’è ne sono molti, per cui i nostri governi con molta lungimiranza,
ci offrono due strade: posticipare
l’età pensionabile o anticipare quel-
ma un’intervista...
Ma proprio in quel contesto in
cui tutti correvano a mille ci fu
un’intervista in cui Jeff Bezos,
fondatore ed amministratore di
Amazon.com (la libreria virtuale più famosa al mondo) dichiarò:
“devo dormire almeno otto ore per
notte altrimenti non riesco a funzionare”. Apriti cielo. Parole che hanno avuto in quel momento, un effetto dirompente. Il coraggio di ammettere il bisogno di riposo. Piano
piano anche altri esponenti miliardari cominciarono ad ammettere i
loro pisolini e le loro ronfate durante i weekend. Quanlche anno fa lo
stesso Bill Gates (l’uomo più ricco
al mondo) dichiarò che la ragione
per la quale lasciò il posto di amministratore delegato di Microsoft per
restare soltanto presidente era la
necessità di avere una vita più tranquilla e rilassata. Oggi chi ha quarant’anni si accorge improvvisamente di non essere immortale, di
non avere altre vite a disposizione.
Meglio godersi questa risparmiando energie ed invecchiando bene.
Un secolo fa Thorstein Veblen
(economista e sociologo statuniten-
il problema dell’insonnia fa soffrire molte persone
la moritura. Un cuscino allunga la
vita. Nessuno sa perché dormiamo.
Sappiamo che tutto gli animali del
pianeta dormono. Sappiamo anche
che tutti i mammiferi dormono ed
oltre a dormire, sognano. L’organismo privato di sonno è come una
macchina fuori controllo, consuma
tutte le riserve e si autodistrugge.
In Italia si dorme il 20% in meno di
un secolo fa (fonte, Università di
Pisa).
il sorgere dell’insonnia cronica
L’insonnia cronica riguarda un adulto su cinque. Il sonno è un bene
prezioso (sicuramente da riscoprire); un modo insostituibile di recuperare energie psichiche e fisiche. I
bambini che dal 3 febbraio 1957 al
1977 andavano a letto dopo carosello (ore 21 massimo), oggi vanno
a letto dopo Porta a Porta (ore 24
minimo). È cambiato il modo di dormire, sia in qualità che in quantità
e, per molti, questo si ripercuote
sulla efficienza quotidiana. Nel cervello abbiamo due grandi sistemi:
uno che facilita il sonno ed uno che
regola la veglia. L’importante è che
quando funziona uno, l’altro deve
essere inibito. La mente, durante il
sonno, recupera la memoria, anche
remota, rivive esperienze affettive
ed emozionali. È il sogno? La nostra mente utilizza i sogni per riogannizarsi ed affrontare la vita diurna.
l’abbiocco
La sonnolenza diurna è uno
dei problemi legati alla scarsa
qualità del sonno anche se fra
le due e le quattro del pomeriggio un pisolino (breve) può essere salutare. Le regole per un
dolce dormire: evitare affaticamento, fumo, alcool, caffè, Cocacola, fin dal primo pomeriggio; consumare una cena leggera (sicuramente non alla
calabrese). Le apnee notturne.
Chi soffre di questa patologia
(più di mezzo milione d’individui in Italia) ha il sonno interrotto anche centinaia di volte
per periodi, variabili da pochi
secondi a poche decine di secondi, la respirazione irregolare
provoca una scarsa ossigenizzazione del sangue, degli organi. Il
cuore è sotto sforzo, aumenta la
pressione arteriosa, i reni devono
lavorare di più, il sonno profondo è
raggiunto con gravi difficoltà.
causa più frequente
La causa più frequente è la lassità
dei muscoli della faringe, la quale si
affloscia ed impedisce il passaggio
dell’aria. Questi pazienti usano un
apparecchio chiamato cpap (una
piccola macchina che attraverso
una mascherina immette aria a leggera pressione nella gola durante il
sonno impedendo la chiusura delle
pareti della faringe).
E ricordate che la vera felicità è
svegliarsi la mattina, guardare l’orologio e scoprire che hai ancora
due ore di sonno.
Periodico d’informazione e cultura della Parrocchia SS. Cosma e Damiano -Crotone-
Gianfranco Paluccio
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Salute: psicologia
Il sogno della
donna retrò
un sogno ha un significato preciso che
esprime a pieno il vissuto
dei danni ma, le persone, anzi ,neanche
mi notano”.
considerazioni
Considerando
la
storia
raccontata
dalla persona, poscapire il senso del sogno di un divertimento in discoteca
siamo affermare che
attraverso il sogno, essa ha messo
in scena alcuni pensieri e desideri
il sogno in particolare
Ho sognato di andare a scuola (la della propria personalità. La papaziente è insegnante di latino e ziente è una donna di 40 anni visgreco); la scuola era una costruzio- suta e cresciuta secondo un’educane moderna con le pareti grigie zione molto rigida e severa che
vetrate e gli infissi rossi. Percorro il lasciava poco spazio al divertimencorridoio ed incontro un amico e to e alla creatività. Ora che è adulcollega, che mi dice che c’è una ta, dopo il matrimonio, ha inizio un
riunione. Ad un certo punto mi tro- processo di revanscismo. Va a balvo nel giardino di questa scuola e lì lare, frequenta tanti corsi e, nondiall’interno c’è una macchina sportiva rossa. Io salgo su e vado con
questa macchina in un locale buio
arredato con mobili e mobiletti che
sembrava una discoteca con musiche commerciali. All’interno, però,
sembrava un cinema con delle sedie messe in fila ed uno schermo
sul quale venivano proiettati delle
immagini geometriche, tipo dei
triangoli e cerchi che si muovevano . Tali figure geometriche erano
di colore bianco e nero ed avevano
un effetto ipnotizzante. Io non guardavo queste immagini, ma gli altri
si ed avevano uno sguardo fisso.
Ero entrata in questo locale con
tutta la macchina e, quindi, l’arredamento veniva danneggiato e dicevo a me stessa: “non posso stare
qua con la macchina perché faccio
meno, cerca di vestirsi alla moda.
Nonostante la sua ancora giovane
età, questa donna sembra una figura del secolo scorso, sia per il look
che per il comportamento. La trama
del sogno sembrerebbe mettere in
scena questo processo di cambiamento, dall’antico al moderno ed il
desiderio di riscattarsi dalle inibizioni pesanti e dai forti tabù, dettati
dall’educazione repressiva tipica di
una famiglia borghese che ha cresciuto questa ragazza. In sintesi
per farci capire, come una signorina dell’800 secondo i canoni dell’età vittoriana. I mobili nuovi della
discoteca e quelli classici di casa
sua, ereditati dai nonni, sembrerebbero indicare proprio questo passaggio e questo desiderio di cambiamento. Le persone che se ne
stanno immobili nel locale, a fissare
lo schermo quasi ipnotizzate mentre lei è in movimento ed irrompe
nel locale con questa macchia rosso sgargiante, sottolinea il desiderio di essere una donna del nostro
tempo, attiva e dinamica, attribuendo nello stesso tempo agli altri le
sue limitazioni psicofisiche.
Anche i colori: il grigio della scuola,
in contrasto con i colori forti e vivaci
della discoteca e della macchina
rossa, altro non rappresentano che
il contrasto tra come lei è, in realtà,
e come desidererebbe essere. Un
chiaro passaggio, nel sogno, dal
mondo classico (la scuola dove
insegna) al mondo moderno (la
discoteca).
Bianca Maria Caiazzo
donna dell’800
Psicologia L
del lavoro
a psicologia del lavoro o psicologia delle organizzazioni è lo studio dei comportamenti delle persone nel contesto lavorativo e nello
svolgimento della loro attività professionale in rapporto alle relazioni interpersonali, ai compiti da svolgere, alle regole e al funzionamento dell'organizzazione.
altre parole, la psicologia delle organizzazioni prende i modelli e
quale è il suo oggetto di studio? In
le teorie della psicologia e li
applica all'ambiente di lavoro,
cercando di: favorire sia il massimo benessere per le persone che lavorano,
sia il massimo vantaggio per l'organizzazione per cui lavorano; migliorare le
condizioni psicologiche, la motivazione ed i rapporti con gli interlocutori di
ruolo, con l'azienda e con l'ambiente di lavoro in genere. La psicologia delle
organizzazioni, quindi, utilizza molti degli aspetti propri della psicologia generale nell'ambito organizzativo-gestionale. I campi d'applicazione della psicologia delle organizzazioni sono soprattutto: la gestione del personale, la
leadership, la selezione, la valutazione, la formazione professionale, la comunicazione e i rapporti, le dinamiche di gruppo, la motivazione al lavoro, il
sistema premi punizioni, lo sviluppo della carriera.
importante tutelare il lavoro
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Periodico d’informazione e cultura della Parrocchia SS. Cosma e Damiano -Crotone
Salute: anzianità
Tante voci e
una passione
da Villa Ermelinda
Seconda parte
divertiamoci insieme a loro
Circa due volte a settimana noi Educatori svolgiamo
degli esercizi di memoria che possono riguardare semplici domande poste all’ospite per esempio: “in che stagione ci troviamo, quali sono i mesi dell’anno”, al fine di
constatare l’orientamento, oppure: “in quale mese si
raccoglie l’uva, a che età morì Gesù” e così via. Domande queste che stimolano la loro mente e alle quali
rispondono con entusiasmo e tanta tanta simpatia. A
volte svolgiamo il gioco noto a molti ragazzi, Il gioco
cioè del “nome- cosa- animale- città”, dove per ogni
lettera dell’alfabeto i nostri nonni devono dire un nome
di persona, di un animale, di un oggetto, di una città.
Ora tutti pronti perché nel corso di questo gioco i nostri
nonni sono così simpatici che ci fanno fare un sacco di
risate. Dai divertiamoci insieme a loro.
pronti, via, iniziano le domande
Un oggetto con la lettera “A”. Da lontano risponde una
signora: “asciucacapelle” (asciugacapelli). Una balleri-
Villa Ermelinda
“bisonto” (bisonte). Un oggetto con la lettera “F”.
“Fornaggia” (il forno). Nomi con la lettera “emme”. una
signora con sicurezza risponde: “Emma”. Un oggetto
con la “M”. “‘mbottita” (piumone). Animale con la “F”.
visto il silenzio parte l’aiutino fu, fu, fu. Da lontano, fingo. Si racconta di un animale che dopo aver mangiato
la testa delle sue prede piange.
Di che animale si tratta?. Sicuramente si tratta del:
“coccotriglio” (Coccodrillo). Animali con la lettera “D”.
la risposta questa volta è perfetta: “donnola”. Ma non è
mica finita qui perché dopo aver udito quella parola
una signora comincia a cantare:” Guarda come donnolo, guarda come donnolo”. Un oggetto con la lettera
“S”. Decisamente la “sbeglia” (sveglia). Chi canta “la
pappa col pomodoro”? Una signora si trovò subito
pronta nel dare la risposta: “Rita Pagone” (Rita Pavone). Animali con la lettera “C”. La Ciavula. (civetta).
Dove si raccolgono i soldi?Nel Salvadanario. Oggetti
con la lettera “L”. La risposta è stata: “ La borsa”. Città
con la lettera “C”. Casamelinda. Nomi di persona con
la lettera “ B”. Babbo Natale. Un frutto con la lettera
“B”. Le bricocche (albicocche) . Chi non le conosce! Un
grande cantante. Indovinate un po’, Claudio Villo. Ci
indica le ore. La risposta è : “Relogia”. Per concludere
ora faccio io una domanda a chi starà leggendo questo
giornale. Chi sarà mai “Nino Frasca”? Sicuramente non
sarete così bravi a indovinare di chi si tratta. I nostri
nonni sanno bene come cambiare i nomi dei personaggi famosi. Si tratta di Nino Frassica, che fortezze i nostri nonni. Vero? Sono veramente molto simpatici e a
volte sono loro che con tanta gioia regalano a tutti noi
dei grandi sorrisi.
dott.ssa Stefania Grassi
importante la tutela dell’anzianità
na molto famosa, il suo nome comincia con la “L”. Beh!
Chi non conosce Lorella Cucchiarina (Lorella Cuccarini). Una città con la “L”. Sarà sicuramente
“Leccio” (Lecco). Un animale con la “C”. Un signore
con decisione risponde Il “cano” (il cane), e chi altro.
Un nome di persona con la “M”. Sarà Certamente
“Mattè” (Matteo), è la risposta di una piccola signora
che se ne sta tranquillamente seduta su una poltrona.
Alla domanda dove si trova la Tour Eiffel? Una signora
dal tono di voce molto chiaro e deciso risponde: “a Torre Melissa”. Una pianta grassa: “ u cachis” (il cactus).
Un pesce con la lettera “P”: la risposta è “Pesce squatro”. Un animale con la lettera “S” che striscia. Da lontano una voce “scorzone” ( Serpente). Un oggetto con
la lettera “A”: con molta disinvoltura una signora simpaticissima risponde: “A seggia” (la sedia). Un animale
con la lettera “B”. Con sicurezza risponde un signore:
spazio per anziani, sempre di più una priorità
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Scuola
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Periodico d’informazione e cultura della Parrocchia SS. Cosma e Damiano -Crotone
scuola - Don Milani
Poesia e
gli alunni dell’Istituto comprensivo Don
Milani offrono poesie e riflessioni
La Vita
La vita è come un’avventura meravigliosa,
non bisogna sciuparla
come una semplice cosa.
Che sia bella o che sia brutta
Si deve viverla tutta.
Le gioie e i dolori sono tanti,
l’importante è non abbattersi mai.
Il motto è:
andare avanti.
Aiutate i Bambini
Aiutate i Bambini del mondo,
fate che siano felici,
che abbiano una casa
dove ripararsi.
Aiutate i bambini
e fate che abbiano una famiglia,
qualcosa da amare
e da mangiare
dategli un gesto
con tutto
il vostro cuore
aiutate i bambini.
Riga Marcello 5°C
I. C.
Giochi
matematici
una manifestazione per far notare le
eccellenze nel campo della matematica
Marco Marino 5°C
I. C.
L’Antica Crotone
Crotone nata sullo Ionio,
il mare azzurro brilla
e le dà uno sguardo
mentre i greci sbarcano
e la creano.
Insieme agli Aragonesi hanno costruito
muri, castelli e fortezze.
La nostra città,
piena di bontà
e tanta generosità
è nata proprio qua
i personaggi di questa città sono:
Pitagora un matematico,
inventò le tabelline e Milone,
nato proprio a Crotone,
le olimpiadi.
Ipparco e Ippocrate,
due grandi medici,
Ipparco fondò la prima scuola medica,
Ippocrate scrisse il giuramento dei medici.
chi ha partecipato alla manifestazione
Il 21/11/08 si è svolta presso la scuola Don Milani la
manifestazione dei giochi matematici,istituiti dall’università Bocconi di Milano. Hanno partecipato alla competizione le classi 4° e 5° elementare e 1° e 2° media. Secondo noi,che abbiamo partecipato nella categoria c1, i
giochi matematici sono stati molto istruttivi in quanto ci
hanno spinto verso lo studio della matematica,infatti
essi ci hanno permesso di sviluppare la logica.
in cosa consisteva
Partecipare al concorso ci ha permesso di essere più
pronti nell’affrontare una prova e in più ci ha permesso
di confrontarci con molti altri studenti di diverse scuole
italiane. Gli esercizi da svolgere erano abbastanza
complicati,ci si doveva ragionare un po’ su. Non tutti
sono riusciti a completare gli esercizi perché c’era un
tempo limitato(circa un’ora). La premiazione è avvenuta
alle idi di febbraio nella scuola elementare. La cerimonia è iniziata con “L’inno di Mameli”,cantate dalle classi
prime e accompagnato al pianoforte dal prof. Agostino
Lobono.
tre classificati sono state assegnate le coppe.
concludendo
Tutti i ragazzi che hanno partecipato sono stati premiati
con medaglie e attestati di partecipazione. In più a primi
Periodico d’informazione e cultura della Parrocchia SS. Cosma e Damiano -Crotone-
Armando Vecchio
Longo Francesco Cristina Torchia
Filippo D’Agostino Silvia Strigaro
I.C. Don Milani
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scuola - Istituto Maria Grazia Cutuli
ed il momento centrale
Momento centrale della Conferenza è
stata la cerimonia di premiazione nel
corso della quale sono stati assegnati
i Premi eTwinning 2009. E’ stato un
fine settimana brillante per tutti i partecipanti, che fin dal loro arrivo sono stati accolti nel Clarion Congress Hotel con garbo e sollecitudine, l’Agenzia ceca ha dimostrato grande disponibilità e un’ottima
organizzazione.
Sin dal primo giorno della conferenza è stato offerto a
tutti i partecipanti una grande occasione per confrontarsi con docenti di altri paesi che hanno lavorato sui
loro progetti eTwinning. In ogni zona della mostra sono
state esposte le 'opere” dei ragazzi europei, opuscoli
colorati, molte foto, e tutti erano estremamente impegnati a decorare il loro spazio nel modo più originale
possibile. E anche Crotone ha fatto la sua parte preIstituto Maria Grazia Cutuli
sentando il Progetto “Incontriamoci ad Auschwitz” realizzato nello scorso anno scolastico
dagli alunni della Classe III B dell’Istituto Comprensivo “Maria Grazia Cutuli” con la guida della professoressa
Antonella Novello. Dunque un altro
grande riconoscimento alla Cutuli,
che ormai da diversi anni fa parte
l’Istituto Maria Grazia Cutuli presente al convegno
della grande famiglia eTwinning, e
conferma il suo lavoro in rete con le
eTwinning 2009. un’esperienza significativa
scuole di tutti i Paesi europei conseguendo ottimi risultati e numerosi attestati di qualità europei, entrando a pieno titolo nella
la delegazione italiana
Quest’anno la Conferenza annuale eTwinning, l’ e- Conferenza di Praga.
Twinning Conference 2009 “Creativity & Innovation in
eTwinning si è tenuta nella splendida città di Praga dal alla scoperta dell’altro
13 al 15 febbraio 2009 , presso il Clarion Congress E’ stata una full immersion nella meravigliosa atmosfeHotel”.
Per far parte della delegazione italiana, per rappresentare l’Istituto Comprensivo “Maria Grazia Cutuli” e naturalmente la città e la provincia di Crotone, è stata selezionata la Professoressa Antonella Noviello. Il tema
della Conferenza di quest’anno è stato "eTwinning e la
creatività", sia per celebrare il lavoro creativo che gli
insegnanti hanno svolto in eTwinning, sia per festeggiare il nuovo Anno Europeo della Creatività e dell’Innovazione.
L’Istituto presente
alla conferenza
la conferenza in particolare
I lavori della Conferenza sono stati aperti da Ján Figel',
Commissario Europeo per l’Educazione, la Formazione, la Cultura e il Multilinguismo. E’ stato subito dato il
benvenuto agli oltre 400 invitati da tutta Europa, insegnanti, esperti e rappresentanti dell’Unità Europea eTwinning, delle Unità Nazionali e della Commissione
Europea, con grande festa e calore E’ stato ospite il
ministro dell’istruzione ceco Ondrej Liska. Dopo una
breve pausa Helene Clark ha fatto il suo intervento
mentre il discorso chiave è stato tenuto dal Dr. Edward
de Bono, da molti considerato un’autorità nel campo
del pensiero creativo, dell’innovazione e dell’insegnamento diretto del pensiero come competenza.
Partecipare ad un incontro multiculturale come quello
della conferenza annuale costringe a rileggersi in chiave europea. Dove ci collochiamo rispetto alle indicazioni della Comunità Europea? e cosa pensiamo di attivare per raggiungere almeno alcuni obiettivi individuati in
materia di politica scolastica?
Unica e impagabile è stata la possibilità offerta dal programma eTwinning di vivere questi giorni a stretto
contatto con chi la scuola la vive tutti i giorni. Si ha avuto la sensazione di vivere contemporaneamente due
dimensioni: quella locale e quella più globale europea.
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prof Pasquale Carrieri (Italia) prof Zuzana Meszarosova
(Slovacchia) .prof. Antonella Noviello (Italia)
ra del mondo etwinning La visita agli stands allestiti dai
colleghi delle varie nazioni, è stata una scoperta di
suoni e sapori, ma ciò che soprattutto si è apprezzato
è stata la scoperta di persone motivate, serie ed entusiaste che desiderano adoperarsi, in modo costruttivo,
alla nascita di una coscienza culturale europea comune che viene fuori non solo dalla scoperta delle similarità che ci accomunano ai paesi partners europei, ma
anche dalla scoperta delle differenze, arrivando così
all’idea comune di accettazione e tolleranza. Le conferenze plenarie e i workshop sono stati di alta qualità e
Periodico d’informazione e cultura della Parrocchia SS. Cosma e Damiano -Crotone
scuola - Istituto Maria Grazia Cutuli
hanno dato un chiaro e lucido resoconto della crescita e
del successo di etwinning in Europa anche grazie all’entrata nel mondo etwinning di paesi dell’Est, del valore pedagogico che i progetti etwinning rivestono sempre di più
nelle scuole Europee sia per la loro valenza culturale sia
per l’ introduzione crescente dell’ uso delle nuove tecnologie nei tradizionali curricoli scolastici . Nello sviluppo dei
progetti etwinning un grosso ruolo viene giocato dalla capacità innovativa e creatrice degli insegnanti e degli alunni
coinvolti nel progetto. Gli studenti del corso B dell’Istituto
Cutuli hanno ampliato e approfondito le conoscenze culturali e personali, migliorato le competenze nell’uso delle
TIC, allargato le competenze in lingua inglese e mostrano
maggiore apprezzamento di ciò che è diverso o simile e,
quindi, una migliore comprensione dei valori, degli usi,
delle tradizioni dei paesi partners.
e del ruolo insegnate
Per l’ insegnante c’è stato un: nuovo slancio nell’offerta
didattica, arricchimento degli aspetti metodologici/didattici,
ampliamento della propria azione didattica in una dimensione europea
Questa conferenza è stata una nuova sfida per tutti i partecipanti e ha dato loro nuova linfa, più chiarezza e impulsi positivi per il loro lavoro.
cittadini europei
La carta geografica dell’Unione
Europea assomiglia ad un mosaico
fatto di tante tessere di colori e culture diverse ed ognuno rappresenta uno stato membro. Tutto ciò si è
creato nel corso di secoli di sviluppo storico, formando il “mosaico”
che oggi è il futuro dei giovani europei. Grazie a ciò, noi ragazzi della Cutuli di Crotone, ci sentiamo
cittadini europei. Oggi in un’Europa
senza frontiere, sempre più giovani
hanno la possibilità di scambiarsi
opinioni, ricchezze culturali, lingue,
usi e costumi con altri studenti europei. Noi ragazzi della classe II B
dell’Istituto Cutuli, con la guida della Professoressa Antonella Noviello, stiamo attuando vari progetti
con scuole polacche e di svariati
altri stati, per conoscerci meglio e
rinsaldare quei legami che l’Unione
ha creato. Naturalmente speriamo
anche di poter incontrare personalmente alcuni compagni polacchi,
se si riescono a superare degli ostacoli burocratici ed economici.
teso verso un incontro
La mia opinione su questi lavori
non può che essere positiva e mi
riterrei veramente fortunata se l’incontro si potesse realizzare. Per
Natale abbiamo raccolto tanti regali
e tutto l’occorrente per la realizzazione di un presepe italiano, che la
professoressa ha spedito a Starym
Narice in Polonia, naturalmente
con delle difficoltà, ma si sa le cose
difficili sono quelle che danno maggiori soddisfazioni! Se penso all’emozione che hanno provato i nostri
compagni all’arrivo dei tre grandi
pacchi, il cuore mi si riempie di
E ancora una volta ci si è resi conto che possiamo tutti
arricchire le nostre vite e la nostra pratica di insegnamento, quando si accetta la diversità e vengono rispettate le
nostre differenze.
Il fatto che i progetti eTwinning sono altamente creativi è
fuor di dubbio: si sono visti ottimi esempi a Praga, ove fra
odori, profumi, colori e risate allegre sono stati posti i sigilli
di future collaborazioni fra le scuole.
concludendo
Le riunioni di colleghi provenienti da tutta Europa, lo
scambio di idee su progetti, prendere parte a workshop e,
perché no, fare nuove amicizie, sono solo alcune delle
grandi opportunità avute durante questa conferenza: oggi
la città di Crotone è conosciuta meglio da tanti e così,
molti prodotti tipici che la prof.ssa Noviello ha portato per
allestire lo stand italiano; sono stati sfogliati i materiali illustrativi della città e i depliant offerti dagli orafi Corrado e
Mongiardo e da Michele Affidato. Anzi dal 13 febbraio, al
collo della professoressa Zuzana Meszarosova della Slovacchia, brilla un collier dell’arte orafa crotonese gentilmente donato dagli orafi Corrado e Mongiardo. E’ stata
una bella soddisfazione per la città di Crotone che speriamo mostri sempre maggiore disponibilità per questi eventi.
gioia e la loro
felicità traspariva
dalle foto che ci
hanno
inviato
mentre li aprivano e poi durante
la realizzazione
del presepe. Ora insieme per
ci è giunta una
comunicazione che abbiamo ottenuto un premio europeo e la nostra
professoressa è stata invitata alla
Conferenza di Praga per rappresentare la nostra scuola e la Calabria. Essere scelti per un incontro
del genere è veramente importante, noi abbiamo rappresentato la
Calabria in modo positivo, dimostrando anche che le scuole del
sud valgono! La nostra prof.ssa ha
portato a Praga cibi, prodotti tipici,
depliants della nostra città e monili
vari che ha esposto nello stand
italiano, così che i quattrocento
docenti degli altri stati hanno potuto
apprezzarli, e.. chi lo sa, magari in
Calabria arriveranno più turisti!...
Noi e l’Unione
Europea
la costruzione dell’Europa
dai tanti significati
Evviva i gemellaggi! Sono andata a
vedere su Internet cosa significa la
parola gemellaggio e ho capito che
è piena di tanti significati, e ho trovato una frase dello scienziato Albert Einstein che dice: “ Il nostro
secolo ha risposto all’esplosione
demografica con l’esplosione delle
comunicazioni. Comunica per distruggere le barriere territoriali, per
creare ponti tra i Paesi superando
la geografia, la diffidenza verso le
culture straniere e l’impasse delle
lingue.” Questa massima mi ha
colpito tanto: comunicare tra i popoli è fondamentale, affinché ci sia
crescita in ogni direzione: culturale,
il manifesto della conferenza
sociale, individuale ecc, quindi il
gemellaggio è un’azione complessa e ricca di prospettive, ma anche
uno strumento straordinario di azione interculturale tra le Nazioni dell’Europa. Grazie alla nostra insegnante noi siamo i protagonisti di
questo evento: siamo cittadini europei!
Periodico d’informazione e cultura della Parrocchia SS. Cosma e Damiano -Crotone-
Ilenia Arturi
Classe II sez. B
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scuola - Liceo Gravina
L’occhio felice
del Gravina
una riflessione importante con lettera
una lettera insolita
Gentilissima redazione, troverete insolita la nostra lettera.
Essa rappresenta lo sfogo di un istituto “Il Gravina” alle
prese con una difficile situazione in parte sanata, ma appesantita e sempre più ingarbugliata. Lo scenario preoccupa
un po’ tutti. È’ un momento particolare di alterazione di un
equilibrio, eppure nel suo impianto drammatico esso è fortemente costruttivo, perché non compromette assolutamente la vita del “Gravina” in quanto sotto l’incalzare degli
eventi, pur se pervade un senso di ribellione e di indefinibile rabbia, la dirigenza, dott. prof. Alberto D’Ettoris, forte
per volontà, determinazione e obiettivi, pianifica, agisce, dirige, offre
certezze, con vigore continua una lotta serena.
per lottare con volontà
E’ la forza di chi combatte per cambiare il mondo, di chi, pronto a sacrificarsi, si fa carico di ripristinare lo studio interrotto e recuperare il
clima artistico - culturale. Inoltre, la collettività al di là del ruolo, particolarmente sensibile ed unita, lavora alacremente con lo sguardo rivolto alla capacità comunicativa, ricca di idee, ai valori, alle immagini,
ai progetti. La missiva si chiude con una delle più belle speranze: l’immediatezza e la rapidità di una soluzione, perché è duro sopravvivere
in tali condizioni. Comprendendo quanto è avvenuto e sta per avvenire il significato essenziale: il “Gravina” va avanti sorridendo, eppure
essendo partito da scarsi appoggi, dopo dibattiti, promesse, lunghe
attese, al di là delle tensioni create in un contesto come il nostro, mette in luce nel più assoluto rispetto un comportamento corretto che lo
porterà a superare i problemi che si sono presentati, con occhio felice.
4°A S. d. F
autore: Salvatore Marinoi
16
Periodico d’informazione e cultura della Parrocchia SS. Cosma e Damiano -Crotone
territorio
esempio, è un mendicante, lo
invita a continuare nella sua
attività. Ma, nel contempo, nel
ricevere l’obolo, lo sollecita
ad offrire qualcosa, ad esempio una penna, un giocattolidelle caramelle e via dila “Banca dei Poveri”, in Italia, forse, non potrebbe funzionare no,
cendo, fin quando non riesce
a conquistare l’indipendenza.
A tal punto, ci viene in mente un noto proverbio cinese:
“Offri al povero non il pesce, ma una canna per potere
Mister Yunus
a pescare”. Infatti, sono le necessità “vere” a
Muhammed Yunus, di nazionalità indiana, è andare
determinare,
una spinta ad agire, a progredire.
diventato banchiere, nell’arco di 20 anni, con- Ecco spiegatoinil noi,
perché
del boom economico del dopo
cedendo dei piccoli prestiti a persone povere,
(anni 50). Oggi giorno, quasi tutti i giovani dima desiderose di potersi realizzare, guadagnando. guerra
di tutto e, quindi, sono poco inclini alla
Mister Yunus, per la sua meritoria attività, è riuscito a spongono
del fare”. Ma, anche, i meno giovani non sono
vincere, nel 2006, il Premio Nobel. Come funziona la “politica
cosa? Il banchiere indiano, nel concedere 20 o 30 dol- tanto disponibili.
lari ad un povero, cerca di responsabilizzarlo. Se, ad
Ricordi di “iniziative”
parrocchiali
nella nostra parrocchia
Ricordiamo un episodio che è avvenuto nella nostra
parrocchia. Il nostro amato parroco, don Riccardo, alcuni anni or sono, al fine di non fare sentire obbligati,
verso la chiesa, coloro i quali beneficiavano degli alimenti distribuiti dagli addetti della Caritas, aveva chiesto a “qualcuno” di recarsi nella parrocchia per svolgere qualche lavoretto (pulizia della chiesa, lavori di giardinaggio e via dicendo). Ebbene, nessuno si è dichiarato disponibile a prestare un “aiuto” a chi dava loro un
notevole “aiuto”.
pertanto
Quindi, la proposta del senatore Mario Baccini, Presidente del Comitato Italiano per il Mediocredito, che,
sulla falsariga del banchiere indiano, intenderebbe affrontare l’attuale crisi economica, facendo concedere
dalle Banche dei piccoli prestiti a tutti coloro che si
dovessero trovare in difficoltà (disoccupati, immigrati,
ex detenuti, casalinghe), difficilmente, secondo noi,
verrebbe recepito. Anche perché, il pur nobile intendimento, cozzerebbe contro il volere ferreo delle banche
italiane di volere concedere prestiti soltanto a coloro i
quali posseggono degli immobili.
Rodolfo Bava
l’indiano Mister Yunus
Dall’Ufficio Stampa e Relazioni pubbliche
Resp. Consuelo Ruggiero
[email protected]
uffuciostampa@misericordiai
cr.it
cell. 329/1553733
tel. fax: 0962/791307
Misericordia d’Isola
Capo Rizzuto. Replica
chiarimento in ordine all’articolo apparso sul periodico “
La Vela” di Marzo 2009 – anno V n°3, dal titolo “I vari beni
della Chiesa in opportunità di lavoro?” di pag. 18
replica
Spett. Redazione “La Vela”
La Misericordia di Isola Capo Rizzuto, in ottemperanza al diritto di
replica, intende esprimere le proprie precisazioni e rimostranze in
merito alle inesattezze riportate sul
vostro periodico “La Vela” nel numero di Marzo 2009 nell’articolo di
pag. 18, a firma di Rodolfo Bava e
alle conseguenti e gratuite affermazioni dell’autore, degne di querela
per diffamazione:
“Le prestazioni lavorative gestite
dalla Misericordia, non sono affidate a volontari, ma a dipendenti regolari, assunti con contratti e paghe
a norma di legge secondo il contratto nazionale delle Misericordie
d’Italia, la convenzione con la Prefettura e le indicazioni dell’Ispettorato del lavoro. Questo mentre numerosissimi volontari continuano la
loro opera gratuita e disinteressata
svolgendo altrettante mansioni di
servizio al territorio e alle persone
(disabili, malati a domicilio, anziani,
ambulanza, oratorio, minori a rischio, centro di ascolto ecc.) nel
tempo libero poiché hanno già un
proprio lavoro che li occupa onestamente. Noi Misericordia non
abbiamo dunque preso il posto di
altri, ma abbiamo risposto più di
altri alle istanze del territorio creando là dov’era necessario e possibile, con progetti, lavoro e capovolgendo una situazione che manifestava un altissimo tasso di disoccupazione. Per quanto riguarda i giovani del servizio civile a cui si fa
riferimento nell’articolo, il disinformato autore afferma: “Per quanto ci
è dato sapere la Misericordia disporrebbe annualmente di 80 (?)
giovani del servizio civile pagati
Periodico d’informazione e cultura della Parrocchia SS. Cosma e Damiano -Crotone-
17
territorio
dallo Stato, che verrebbero impiegati all’interno del Cda di S.Anna”:
Precisiamo intanto che, quale organo di informazione, il periodico “LA
Vela” e l’autore dell’articolo
“Rodolfo Bava” secondo il codice
deontologico degli operatori della
comunicazione, sono chiamati a
verificare sempre le fonti prima di
fornire una sbagliata informazione
ai lettori e non esprimere voci di
corridoio.
I giovani, a cui si fa riferimento in-
fatti, non sono 80 ma, purtroppo,
solo 45, come ampiamente pubblicizzato su tutti gli organi di stampa
regionali, risultati vincitori di sei
diverse proposte formative che la
Confraternita di Isola si è aggiudicata, partecipando ai bandi indetti
dal Ministero dell’Interno. Sei progetti che toccano i diversi ambiti
della vita sociale del territorio, per
incoraggiare i giovani a dedicare un
anno della propria vita a favore di
un impegno solidaristico inteso come impegno per il bene di tutti e di
ciascuno e, quindi, come valore
della ricerca di pace. I progetti sono: “Giro girotondo”, nell’ambito
della promozione culturale dei centri di aggregazione per minori;
“Punto e a capo” rivolto all’assistenza ai minori; “Insieme per vincere 2008” a favore della donazione del sangue; “Anni d’argento” per
la valorizzazione dei centri di aggregazione per anziani; “Protezione
civile”, per il monitoraggio delle zone a rischio; “Welcome 2008”, rivolto all’assistenza all’immigrazione.
Quest’ultimo progetto, prevede l’impiego di 5 ragazzi all’interno del
Cda di S.Anna, i quali non tolgono
il lavoro agli altri dipendenti, ma
svolgono attività di supporto in un
ambiente che sicuramente ha da
offrire importanti possibilità di crescita personale. Siamo aperti a
qualunque forma di libertà di espressione e a qualunque giudizio
democratico, ma solo quando si
relaziona su fatti concreti e veritieri
e non volutamente intenzionati a
distruggere il lavoro che con molti
sacrifici si porta avanti in un territorio difficile come il nostro.
Quanto ai riferimenti al discorso del
Vescovo sembra che anche qui il
nostro giornalista non abbia letto le
precisazioni che il Vescovo stesso
ha fatto sul “Quotidiano” esprimendo apprezzamento per l’opera della
Misericordia e distinguendo tra ruolo pastorale della Caritas e gestionale della Misericordia uniti dallo
stesso progetto di servizio alla persona nel CDA di S. Anna.
Isola Capo Rizzuto, 12 marzo 2009
Consuelo Ruggiero
Resp. Ufficio Stampa
Misericordia Isola Capo Rizzuto
Non si fa altro
che parlare
cambiare la politica del territorio per fare
coniugare rispetto della persona e diritto alla sicurezza territoriale
porre un nuovo verbo
Non si fa altro che parlare, parlare e parlare, quasi come fosse l’unico verbo che si sa coniugare, ma questo
territorio ha bisogno del verbo fare. Fare qualcosa prima che sia troppo tardi, prima che diventiamo un avamposto per la colonizzazione del popolo di emigranti
che avanza, per necessità, alla ricerca di nuovi territori
dove pensano di trovare una vita migliore.
L’ultima azione, intrapresa dall’Amministrazione Comunale, nella persona del Sindaco, per cercare di arginare il fenomeno dilagante dell’accattonaggio da parte
degli immigrati del Campo Profughi di S. Anna, ha un
macroscopico difetto, commina pene pecuniarie ai contravventori di una ordinanza che vieta l’accattonaggio.
Ma se gli immigrati chiedono l’elemosina certamente
non navigano nell’oro e se, colti a fare accattonaggio,
non pagano la sanzione che si fa? Si pignorano i beni?
Credo che la soluzione non debba essere e non possa
essere di tale natura.
ed alcune particolarità
di libera uscita dal campo di accoglienza. E
per quanto riguarda il fenomeno della prostituzione, che iniziative si intende prendere? Spero non dello stesso tenore. La prostituzione delle immigrate è una vera e propria emergenza sanitaria.
Forse i “clienti” locali non si rendono conto di potere
diventare delle mine vaganti, pericolosi per sé stessi e
per i propri familiari, dato che esiste un’incidenza elevatissima di Aids ed altre malattie sessualmente trasmissibili di cui gli immigrati, specialmente provenienti
dai territori africani, sono portatori.
non moralismo
Questo non vuole essere un atteggiamento moralistico,
ma un grido di allarme, per salvaguardare tutti gli esseri umani coinvolti, immigrati o residenti che siano. Non
dimentichiamo i recenti casi di morte a Brindisi ed a
Milano di due persone affette da tubercolosi la prima e
da lebbra la seconda. Sono tutte malattie a cui il nostro
sistema immunitario non è preparato.
basta mettersi a fare
Basta mettersi a tavolino e le soluzioni sono facili da
trovare. Esistono, infatti, degli esperti locali che sicuramente potrebbero suggerire le soluzioni migliori, nel
rispetto di tutti. A proposito, l’ordinanza non ha risolto
nulla, perché nulla è cambiato nel comportamento degli immigrati.
Un deterrente potrebbe essere la confisca del provento
dell’accattonaggio o l’azione limitativa della possibilità
18
Periodico d’informazione e cultura della Parrocchia SS. Cosma e Damiano -Crotone
Gennaro Crugliano
Vita della
parrocchia
Periodico d’informazione e cultura della Parrocchia SS. Cosma e Damiano -Crotone-
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Parrocchia: gruppo di Padre Pio
Padre Pio. Un
frate preghiera
il Santo da Pietrelcina e la sua vocazione
demerito, ha scelto anche la mia per essere aiutato
nel grande negozio dell’umana salvezza”.
Un’importante raccomandazione
E’ nota la raccomandazione di San Pio:” La preghiera umile, accompagnata dalle lacrime commuove il
cuore di Dio e da giudice lo rende amico”. Egli si
sentì in tutta la vita “Un povero frate” che non aveva
altro compito che quello di pregare e far pregare. La
sua gioia più grande certamente oggi nel cielo è sapere che vi sono nel mondo migliaia e migliaia di Gruppi
di preghiera, cioè, un fiume di preghiera che attraversa
i cinque continenti e sfocia nell’alto dei cieli. La loro
origine risale al 1942, quando Pio XII lanciò un appello
al popolo cristiano perché molti si riunissero a pregare,
insieme, per la pace. Padre Pio rispose prontamente a
questo appello e invitò anche i suoi figli spirituali a farlo. Nacquero così spontaneamente i primi Gruppi di
preghiera di Padre Pio che attingevano da lui le esortazioni a pregare ed ebbero come riferimento la costruendo Casa Sollievo della Sofferenza. Il Santo fondatore li definiva:”Vivai di fede, focolai d’amore, nei
quali Cristo stesso è presente ogni volta che si riuniscono per la preghiera e l’agape fraterna sotto la guida
dei loro Pastori e Direttori spirituali” (5maggio 1966).
S. P.
M. F.
Padre Pio e la
bilocazione
foto di Padre Pio con militari
la preghiera in Gesù e...
La sintesi di tutto l’insegnamento di Gesù sulla preghiera è nelle celebri parole: “Pregate sempre, senza
stancarvi mai”, fatte proprie dall’apostolo Paolo:
“Perseverate nella preghiera e vegliate in essa” e
“Pregate senza stancarvi mai, incessantemente”. Padre Pio questi testi li teneva continuamente presenti e
nelle sue lettere ci sono centinaia e centinaia di riferimenti alla preghiera, al dovere di pregare e alle varie
modalità di pregare. A leggere il suo Epistolario, si capisce subito che per lui la preghiera non era occupazione fra le occupazioni, ma era la vita stessa, la sua
esistenza reale e continua.
il ritmo della preghiera
Pregava giorno e notte, notte e giorno; era costantemente unito al Signore mediante un’ incessante preghiera. Eppure, avrebbe voluto dedicare a Dio un tempo maggiore. Al suo direttore spirituale, infatti, scrisse:
“Il tempo sembrami che sfugge rapidamente e mai averne a sufficienza per pregare”. Nel “decennio scuro”
se ha resistito, senza diventare matto, è perché si è
abbandonato alla preghiera costante ed ha vissuto
quegli anni tristi con la serenità di chi è in contatto costante con il Signore. Per San Pio la preghiera non era
la recita di formule, ma abbandono totale al Signore
che tutto sa e tutto può. In una lettera del 1° novembre
1913, aveva appena 26 anni, parla di una “orazione di
quiete, di assorbimento di Dio, di conoscenza della
divina grandezza e della propria miseria...”( Epist.I,
420-425). In queste parole c’è la storia della preghiera
del nostro Santo ed anche l’insegnamento che Egli ci
ha lasciato in eredità. Era un rapporto personale con
Dio; rapporto fatto di ascolto, accoglienza, risposta,
meditazione, contemplazione. Nella preghiera continua, egli maturò una consapevolezza straordinaria:
“Dio si sceglie le anime e tra queste, contro ogni mio
20
un fenomeno da capire e comprendere
in cosa consiste il fenomeno
La Bilocazione può essere definita come la presenza
simultanea di una persona in due luoghi diversi. Numerose testimonianze collegate alla tradizione religiosa cristiana riportano eventi di bilocazione attribuiti a
numerosi Santi. Padre Pio è stato visto in bilocazione
in numerose occasioni.. Di seguito vengono segnalate
alcune testimonianze. La signora Maria, figlia spirituale di Padre Pio, su questo argomento raccontava che
suo fratello, una sera, mentre pregava, venne colto da
un colpo di sonno, improvvisamente ricevette uno
schiaffo sulla guancia destra ed ebbe l'impressione di
sentire che la mano che lo colpiva fosse coperta da
un mezzo guanto. Pensò subito a Padre Pio e il giorno dopo gli chiese se era stato lui a colpirlo: "Così si
manda via il sonno quando si prega?", rispose Padre
Pio. Era stato Padre Pio che in bilocazione aveva
"risvegliato" l'attenzione dell'orante.
Un ex ufficiale dell'esercito, un giorno entrò in sacrestia e guardando Padre Pio disse "Si, è proprio lui,
non mi sbaglio". Si avvicinò, cadde in ginocchio e
piangendo ripeteva - Padre grazie di avermi salvato
dalla morte. In seguito l'uomo raccontò ai presenti:
"ero un Capitano di fanteria e un giorno, sul campo di
battaglia, in un'ora terribile di
fuoco, poco distante da me
vidi un frate, pallido e dagli
occhi espressivi, disse: "Signor
Capitano, si allontani da quel
posto" - andai verso di lui e,
prima ancora di arrivare, sul
posto dove mi trovavo prima,
scoppiò una granata che aprì
una voragine. Mi girai verso il
fraticello, ma non c'era più".
Periodico d’informazione e cultura della Parrocchia SS. Cosma e Damiano -Crotone
parrocchia: catechesi
Catechismo e
comunicazione
aspetti significativi del catechista da comprendere
il problema
Per riuscire nella vita
professionale o privata, è necessario saper
comunicare. È’ tanto più necessario per un catechista, che si assume di far passare valori, idee e
comportamenti ad altre persone,
soprattutto quando si tratta di bambini e ragazzi. Non tutte le persone
sanno comunicare. O perlomeno
altro che comunicare. Tutto il nostro essere, tutto il nostro comportamento comunica: invia cioè continuamente dei messaggi. Se mentre
una persona ci parla giriamo gli
occhi altrove, ondeggiamo appoggiandoci prima su un piede e poi su
un altro e sbadigliamo, stiamo comunicando chiaramente: “quello
che dici non mi interessa e mi annoia mortalmente”.
imparare a comunicare
La famosa scuola di Paolo Alto in
California, che si occupa di comunicazione interpersonale in modo
professionale, afferma: “dato che
tutto il comportamento è comunicazione, non si può non comunicare”. Da questa sorta di legge
possiamo trarre una prima conseguenza: se non possiamo non
comunicare, tanto vale imparare
a comunicare meglio. Ci sono
persone dotate, predisposte ad
avere comunicativa ed altre che
invece devono costruirsela con il
tempo, con fatica ed esercizio.
Oggi esistono istituti specializzati,
scuole e libri in gran numero che
si ripromettono proprio d’insegnare la così detta competenza comunicativa, cioè la capacità dell’uomo di mettersi in relazione
con gli altri. Questo ci dice chiaramente che la competenza comunicativa si può imparare.
sicuro di sé; ha un aspetto che si nota; ha il
dono della parola. Se ci
si chiede perché certe
persone hanno difficoltà
nell’esprimersi, si avrà
come risposta: non hanno nulla d’interessante
da dire; non hanno esperienza; il pubblico li
spaventa, li rende nerprocessione dei ministranti: comunicare con il corpo...
vosi; non hanno tempo
di prepararsi; parlano con un forte
accento dialettale; non sono estro- grante della comunicazione. Comuversi e non sanno affrontare il pub- nicare significa scegliere tra due
blico; mancano di fiducia in se stes- alternative: scambiare qualcosa o
si. La vanità, la presunzione, il pre- cercare d’imporsi sull’altro per dooccuparsi eccessivamente del co- minarlo e vincerlo. La comunicaziome me la caverò, tralasciando il ne è una realtà complessa. Il procome se la caverà il mio pubblico, cesso di comunicazione non è un
fenomeno lineare: non si può penè alla base del problema.
sarlo come un percorso rettilineo
tra chi parla da una parte e l’ascolcomunione e comunicazione
La comunicazione è un processo tatore. Si tratta, invece, di un sistefinalizzato alla messa in comune, ma circolare, fatto di parole, occhi,
mani, vestiti, gesti, rapporti fra le
persone, intenzioni. Nel senso di
un’azione che si sviluppa e fa la
spola avanti e dietro per tessere i
fili del linguaggio verbale, del linguaggio espressivo, del linguaggio
dell’ascolto.
una buona comunicazione
un sogno realizzabile
Nel mondo, milioni di persone
sognano d’avere il dono di parlare con successo in pubblico. Che
cosa impedisce di alzarsi, oggi
stesso, e tenere un bel discorso?
Nelle risposte a questa domanda la
prima in classifica è la paura, il terrore cieco all’idea di dover parlare.
Perché? Quando si descrivono le
caratteristiche di un oratore bravo,
di solito la gente enumera le seguenti: ha qualcosa di interessante
da dire; ha il tempo di prepararsi;
ha esperienza; ha personalità; è
un ministrante della parrocchia
tra due o più interlocutori, di esperienze, informazioni, pensieri, emozioni. La messa in comune non è
questione di poco conto. Corrisponde all’aprirsi all’altro e non sempre
risulta facile. Molto spesso non capiamo gli altri, perché non vogliamo
capire, e gli altri non ci capiscono
perché non siamo veramente interessati a farci capire. La volontà e
la motivazione fanno parte inte-
Tre importanti elementi devono
essere tenuti in conto per la definizione di una buona comunicazione:
il verbale, il vocale, il visivo. Per
esempio. Se qualcuno guarda verso terra, parla con voce esitante e
tremante, tormentandosi le mani e
dice nello stesso tempo: “sono felice di trovarmi qui”, emette un messaggio non coerente. Per continuare il discorso sulla comunicazione è
rilevante parlare singolarmente dei
tre aspetti sopra citati. Si dice che
viviamo nell’epoca dell’immagine.
Questo significa che oggi, più che
in altre epoche, ha importanza ciò
che gli uditori vedono. C’è chi ha
voluto misurare l’importanza relativa dei tre fattori: parole, tono di
voce, ed altri comportamenti non
verbali quando non c’era coerenza
tra loro. Si è visto, in sostanza, se il
tono di voce ed il comportamento
non verbale contraddicono le parole, il messaggio non passa o passa
solo parzialmente, mentre l’effetto
è il massimo quando i canali si rinforzano tra di loro. Quindi per concludere: vale quello che si dice, ma
vale più il modo in cui lo si dice.
Periodico d’informazione e cultura della Parrocchia SS. Cosma e Damiano -Crotone-
Silvana Esposito
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parrocchia: catechesi
S.Giuseppe,una paternità
nella verginità
riflessione su una festa che spiega il cuore di Dio e la sua Rivelazione
una perplessità
E’ sicuro che Maria e Giuseppe avevano preso l’impegno
di vivere la loro vita insieme nella castità e nella verginità? I padri della Chiesa non avevano dubbi: oggi molti sono perplessi e alcuni lo negano. Ma c’è una piccola
frase che lo dice chiaramente, all’angelo che le annuncia la nascita del Messia, Maria risponde:- Com’è possibile? Non conosco uomo. (Lc 1,34 ). Certamente Maria non dice una bugia. Allora, cosa intende dire con
queste parole? La conoscenza di cui parla non è quella
dei normali rapporti sociali, perché a questo livello conosceva tanti compaesani e conosceva Giuseppe. Lei
un’ingiustizia nei suoi confronti . Due mancanze che bisogna assolutamente escludere in Maria “ PIENA DI GRAZIA” Non resta,quindi di accettare l’ipotesi più semplice
nella sua luminosa grandezza. Maria e Giuseppe, nell’esperienza di un amore totale verso Dio e
di un amore spirituale tra di loro, avevano fatto dono di
se stessi a Dio nella verginità. Maria non voleva ritirare
questo dono senza commettere peccato e Lei non voleva peccare. Dio, a cui nulla è impossibile, fece nascere questo figlio in un modo del tutto straordinario.
Maria ora capisce e risponde:- Eccomi, sono la serva
del Signore, avvenga di me quello che hai detto.
ed il suo parto
La nascita verginale di Gesù indica chiaramente che
quel “ SALVATORE “, che l’umanità non avrebbe mai
potuto procurarsi da se , le viene dato in un modo straordinario e gratuito da Dio, come dice chiaramente il
nome di Gesù: Dio salva. Dio però vede la difficoltà in
cui si trova Giuseppe e non lo abbandona. Lo prepara
ad accogliere la sua parola e gli viene incontro con la
sua grazia, perché abbia una risposta spirituale al problema . Dio non lascia soli, nella ricerca del bene da
fare, va incontro ad ognuno con la sua grazia e dà i
segni giusti per riconoscere la sua volontà: durante il
sonno manda a Giuseppe un angelo, il quale gli conferma che il figlio atteso da Maria è opera dello Spirito
Santo; non deve avere nessun timore ad entrare in
questo disegno di salvezza, perché Lui ha un compito
importante, quasi quanto quello di Maria: Lei sta dando
la vita fisica al Messia; Lui gli deve dare la vita sociale
e religiosa. La decisione di Giuseppe fa nascere la famiglia di Nazaret. Essa, così normale tra le tante famiglie del paese, e cosi’ eccezionale per la vocazione e
la missione rimane il prototipo di ogni famiglia cristiana.
Nunzia Gentile
Gesù al lavoro. Molto spesso si tralascia di guardare al modello della
sacra famiglia. Vera natura della famiglia cristiana
si riferisce a quella conoscenza interpersonale tra uomo e donna che si ha nell’intimità dei rapporti coniugali. Lei però era fidanzata e non dice:- ancora non conosco uomo , in questo caso l’Angelo l’avrebbe tranquillizzata, dicendole tra poco lo conoscerai e avrai un figlio. Maria invece dice: - Come è possibile, non conosco uomo.
ma certamente Maria
Naturalmente Maria sapeva bene come nascono i
bambini, qualcuno glielo aveva spiegato nell’infanzia o
nell’adolescenza, per farle comprendere le trasformazioni che avvenivano nel suo corpo. Oppure lo avrà
capito da sola. Se Santa Teresa di Gesu’ Bambino lo
intui’ guardando gli uccellini sul prato, anche Maria di
Nazaret potè impararlo collegando i segni della natura
e i discorsi degli adulti. La difficoltà di Maria riguarda
quindi il suo rapporto con Dio. L’Angelo non può chiederle di mancare di parola , di ritirare la promessa fatta, Questo impegno di Maria non può non coinvolgere
Giuseppe .L’Angelo le annunzia la nascita di un figlio
quando Lei è già “ promessa sposa “ di Giuseppe ( Lc
1,27) se le sue parole significano che non conosce e
non intende conoscere uomo , vuol dire che questa
decisione è condivisa da Giuseppe, altrimenti lei avrebbe tratto in inganno il fidanzato e avrebbe commesso
22
LA VERGINITÀ DI MARIA
Al
giorno d’oggi, la verginità non è di moda, è disprezzata nelle nostre società e c’è , persino, chi arrivi
a contestare la verginità della Vergine Maria. Prima di
Maria, presso gli Ebrei, anche se la sterilità della donna era considerata vergognosa, molti elementi preparavano la verginità cristiana: la grande importanza,
per esempio, attribuita alla verginità della fidanzata;
essa appare, anche, nel contesto delle Promesse dell’Alleanza. Ma, con Maria, la verginità assume la sua
vera dimensione.
Maria è la sola donna del Nuovo Testamento alla quale è dato il titolo di vergine (Lc 1,27; Mt 1,23). Conviene esaminare, poi, due fatti che sono corollari, ma che
possono apparire indipendenti: il concepimento verginale (Lc 1,35) e la verginità perpetua di Maria (Lc 1,
34) A questo proposito, occorre distinguere l’Immacolata Concezione dal concepimento verginale. La prima si riferisce al fatto che Maria è stata concepita
senza peccato e, la seconda, consiste nel fatto che
Maria ha concepito Gesù dallo Spirito Santo, conservando la sua verginità.
Periodico d’informazione e cultura della Parrocchia SS. Cosma e Damiano -Crotone
parrocchia: cucina e...
a cura di Tonino Laratta
Ingredienti
per 6\ 10
persone:
poverino
Mezzo capretto, 1 Kg. di funghi freschi, sale, prezzemolo , aglio ,
cipolla fresca, vino , olio di oliva e pepe nero q.b.
Lavate il capretto molto accuratamente, dopo averlo tagliato a pezzi (non molto grossi) e fatelo scolare
per circa un’ora in uno scolapasta. In una casseruola bassa (40/42 cm) mettete due spicchi d’aglio a
pezzettini e tre/quattro cipolle fresche tagliate sottili con tutte le code, aggiungete l’olio e fate soffriggere molto lentamente. A questo punto immergete il capretto e fate rosolare a lungo, alzando leggermente
il fuoco. Sfumate con un grosso bicchiere di vino, aggiustate di sale e pepe e aggiungete il prezzemolo
tritato e a fuoco moderato fate cuocere per un’ora circa, dopodiché, aggiungete i funghi trifolati a parte
e completate la cottura, per circa 25/30 minuti , tutto questo con la pentola coperta. Servite in un piatto
di portata avendo cura di mettere sui pezzi di capretto i funghi, guarnendo con fantasia verde e rossa.
Vini rossi consigliati:Librandi Rosato -Rosato Enotria
ingredienti per una famiglia
2 Kg. di farina 00, 800 gr. di zucchero, 16 uova fresche,
4 limoni grattugiati, 4 bustine di pan degl’angeli, 1/2 kg
di strutto, glassa e vermouth bianco q.b.
come dovrebbe venire...
dalla Pasqua con furore
Su un marmo mettete la farina a fontanella, quindi, mettete
dentro lo zucchero, i limoni grattuggiati , le uova (avendo cura
di metterne due solo il tuorlo, recuperando i bianchi)e incominciate a sbattere con le mani, quando vi accorgete che dovete prendere un poco di farina, aggiungete lo strutto (in alternativa margarina opp. Olio di semi) e mezzo bicchiere di vermuoth.
Impastate il tutto molto bene e lentamente fino ad ottenere un
impasto abbastanza compatto e uniforme, quindi, aggiungete
le bustine di pan degl’angeli, completate l’impasto fino ad ottenere una pasta manovrabile, tale da realizzare al meglio le
forme. Ottenute le forme che piacciono a voi, li adagiate nelle
tortiere, sopra la carta forno, con temperatura tra 160° e 180° a
secondo della grandezza delle cuzzupe.
I bianchi delle uova recuperate, assieme 1/2 kg di zucchero (non menzionato nelle quantità)
più il succo di due limoni , in una ciotola rimestate con una forchetta e
molta forza fino ad ottenere una glassa omogenea. Dopodichè, con un
pennellino passate la glassa sulle cuzzupe quando sono ancora calde e
se preferite guarnendole con fantasia.
Auguri dal vostro cuoco e ricordatevi che“la cucina è la palestra dell’anima”
Periodico d’informazione e cultura della Parrocchia SS. Cosma e Damiano -Crotone-
23
COMUNICAZIONI
COMUNICAZIONI
Aprile 2009
5 APRILE (DOMENICA DELLE PALME)
ORE 9,30
BENEDIZIONE DELLE PALME
PRESSO EDICOLA COOP. SETTEMBRE 291
ORE 10,00
S. MESSA SOLENNE.
ORE 19,00
S.MESSA VESPERTINA.
9 APRILE (GIOVEDÌ SANTO).
ORE 7,00
CELEBRAZIONE DELLE LODI.
ORE 9,00
CONSACRAZIONE DEGLI OLII (in Duomo)
(concelebrazione eucaristica con tutto il clero e il popolo presieduta dall‘Arcivescovo)
ORE 17,00:
Confessioni
ORE 19.00
S. MESSA DELLA “CENA DEL SIGNORE” (lavanda dei piedi)
ORE 22,30
ADORAZIONE EUCARISTICA.
10 APRILE (VENERDI’ SANTO)
ORE 7,00
CELEBRAZIONE DELLE LODI.
ORE 9,00-12,00
Confessioni.
ORE 17,30
Via Crucis.
ORE 19,00
SOLENNE LITURGIA DELLA PASSIONE DEL SIGNORE.
11 APRILE (SABATO SANTO)
ORE 7,00
CELEBRAZIONE DELLE LODI.
ORE 17,00-19,00
CONFESSIONI.
ORE 22,00
SOLENNE VEGLIA PASQUALE.
12 APRILE (PASQUA DI RESURREZIONE)
ORE 10,00
S. MESSA SOLENNE.— ORE 19,00 S. MESSA VESPERTINA
13 APRILE (LUNEDI’ dell’angelo)
ORE 19,00 s. messa VESPERTINA
C.F.C. Corso di Formazione Cristiana
Venerdì alle ore 20.00
ORARI PARROCCHIALI
Periodico
Periodicod’informazione
d’informazionee cultura
e culturadella
della
Parrocchia
ParrocchiaSs.Ss.Cosma
Cosmae Damiano
e Damiano
DIRETTORE
DIRETTORE
Salvatore
Salvatore
Barresi
Barresi
COMPOSIZIONE
COMPOSIZIONE
la la
Parrocchia
Parrocchia
CELEBRAZIONI E S. MESSE:
S. Messe festive: ore 10. 00, ore 19.00
S. Messe feriali: ore 8.00; ore 19.00 preghiere della sera
Adorazione Eucaristica: ogni Venerdì alle ore 19.00
Ufficio parrocchiale
Lunedì, Mercoledì, Venerdì: dalle ore 18.00 alle ore 19.00
Oratorio
Feriale: dalle ore 19.00 nella saletta parrocchiale.
Festivo: Domenica: ore 11.00
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Periodico d’informazione e cultura della Parrocchia SS. Cosma e Damiano -Crotone
STAMPA
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La La
Parrocchia
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DISTRIBUZIONE
DISTRIBUZIONE
i Referenti
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palazzi
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e ieGiovani
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EDITORE
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Parrocchia
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Ss.Ss.
Cosma
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miano
miano.191.it
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Reg.
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pressoil ilTribunale
Tribunaledi di
Crotone
Crotone
N.107/05
N.107/05
deldel
20-09-05
20-09-05
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09 Aprile giornale - `Santi COSMA E DAMIANO`