r^
J
M"^
C4RL0 BOTTA E I SUOI TEIMPL
IMDftGRiLB
ORAZIONE
PRONUNCUTA
IL
NEL
XTI
HOVEHIISE
MOCCCLVUI
NAZIONALE
COLLEGIO-CONVITTO
SMS
OJat
^HW^'"JSiA,
^tateiioie
di iJtotiae Geoatafia
EMILIO
LIVERIERO
NOVARA
18»8
di Girolamo
Nella Tipografia
Mìglio.
.7
ALLA
PF.R
GIOVENTÙ'
CONFORTARLA
ALLO
SUBALPINA
STUDIO
DELLA
MAESTRA
DI
VIRTÙ*
CIVILE
E
POLITICA
STORLl
Signorij
xjnva
deve
la
debito
e
del
e
eolla
solennità^
presente
minciamento
bennati
gli animi
tutti
a
quale
omaggio
ad
si
scepoli
Maèstri
e
adunati
a
degli
degB
e
dei
io
^ktì
in
breve
per
da
saluto
si
cui
tempo
traluce
vivo
studi
di
pensiero
festivamente
ricinto
di
prima
degnamente
bene
aDa
loro^
i
affetto
mutuo
quali
sul
e
V
scienza
della
alle
felice
hanno
di
volto
degli
io
leggo
li
studio
per-*
anelando
e
tanto
governa^
rallegrerò
mi
desiderati
premi
debito
mio
meta
chi
modo
V assiduo
e
E
nobile
a
cure
ispecial
In
i
ottenuto
che
sapieioii
ingegno
0ducia.
mutua
giovani^
promettono.
pel
di
e
questi
con
rispondendo
patrja
l'arduo
riprendere
intermesso^
amor
Di-»
dispensano.
si
premi
^
rallegrftrnù
tanto
eo^
stimolo
opportuno
e
,
un
esser
.
augusto
49uesto
amichevole
un
studi
i meritati
giovani
veggo
scambiarsi
cammùiio
uni
migliori
ai
virtùj
curanti
agli annuali
dà
tempo
un
^
alla
deeoro
patrio
con
co-
gli altri
sovra
avvertendoli
che
gnalatisi
se-
questi
^
loro
chi
si
dànnOj
li riceve^
lodevoli
7Ìone.
Né
poterono
ehi
è
quando
conati
tutti
coloro
dell'
debbono
vìriù
4a
altri^
:
ma
può
primato
ingegno.
Non
affaticarsi
i
éò
si*
non
tutti
essere
tali,
e
di
né
possono
lunghi
di
e
i
essere
ardere
non
nella
degni
men
i
sono
tutti
estima-
quelli
come
di
a
rendersi
conseguita
scienza^
domani,
né
impari
a
all' eccellenza
nella
perchè
ma
eccitamento
della
raggiunga,
debbono
vanità^
apprezzata^
tragga
quali
primo
esser
tanto
ne
che
pensmo
per
e
puerile
a
meritevole
sconfortino
si
oggi
il
pascolo
più
sempre
assurgere
pure
sieno
negli
opere
ultimo
la
veggendo
debitamente
pr^arla
con
perchè
non
vita^
lode,
pazienti
primi,
nobile
emù-
ma
e
fazione
né
vicenda
a
educare
da
via
noi
tenersi:
degni portamenti
Volendo
di
e
eccitare
con
vivo
al
e
far sacri
suo
ho
s' abbiano
onore
tollerare
a
in
e
"
al
e
divisato
al mio
la memoria
della
di
ogni
la Gioventù
Istituto di buon
fatiche
di rinfrescare
professarela
a
si concederà
animo
Carlo Botta
io
della moderna
discorso
si creda
le storiche
per
le
tutte
gni
che
diritto alla nostra
tutti coloro
che
civiltà^la lode
Ma
giunsero in
dei loro
e
sé
degli scritti
che
per
quanto eglipotè
Essendo
lui,.
la
di lui
me
si
sua
insegnarcia
e
onorare
di scienza
non
debito di
parlarvidi
la
si
a
potrà
vita
di
abbiano
comprendere
di Dante
Machiavelli.
della
meritarono
Botta
Carlo
o
e
scuola feconda
e
tanta
farò
tempi, in
tempi
piena
essa
e
loro opere
di alti am-^
la
di darvi
e
.
farci
operare
e
più perfetta
visse, mostrandovi
grandi
e
non
che
sovra
sempre
più esperti delle
fortemente
cose
soffrire;essendo
egregie,i giovaniapprenderannoa
patria nostra
cose
Della
fortuna.
quanto questipoterono
di varìi
potrà
patria
parte presero aQe
cui
A
perché pochi con-*"
\ avversa
con
quello
non
e
giustiziapoichéle
lottare
dei
fortemente
gloria.
grandi inge«
,
i suoi
sovra
i suoi scritti opere
più
i
so
non
quello di Niccolò
ragionandovi
,
e
opinione che
^
lo studio
lieti accidenti
umane,
e
ebbero
tanto
ferma
cbe
tanto
^
o
predilezione
si illustrarono
della Nazione
scelsi
tematico,
ma-
un
,
lui doti si vari
come
tempi,
immagine
di
io
o
del mio
^
sorelle^ opperò
augusto il nome
posteriè
nobilissimo
maestramenti.
vita
dei
sieno
citta-
insuperatoe
esclusiva
porto anzi
breve
un
fdosofo
un
ed
parti dell'ingegnobene
coi
vanto
un
io
riverenza;
di Vico
nome
cieca
o
sovranamente
esse
suonare
possa
poeta ^
un
una
le scienze
e
di
qualsivoglia
di Galileo, il
sono
nutra
discipline^
poiché
ad alcuno
come
ch'io
gentiliarti
in
uguale
di tessere
spero,
istoria scrittore
piuttostoche
stoilca
uno
amarezze
patriainsigne.Né perchè io scelga a soggetto
carità
alla
in questo nazionale
storia
,
diiM) per
giovare
per
generosamente si
le opere
con
dolori
lennità
questa lieta so-
fra le
tempi difficilissimi^
gli scritti e
la patria^
amare
i nostri
e
in
quale
lità
abi-
ingiurie
le nostre
^
elogioa
loro
le
della vita
bene
suo
della libertà^in
chiamato
me
la
a^colta^
magnanimamente
illustre Italiano, il
un
inquieta^con
A
travagliò.
é
che mi
momento
medesinu)
meco
di
patriae
vita
una
vilirsi^
av-
mente
nobil-
desse
mi
dire^che
^
causa
volere
ingegno, questa
nostri giovani^coi
i
sappiano
esempio aglistudi
degli uomini
e
lo
A
V
cbe
tale materia
recare
insegnarlecome
dei casi
per poca
mostrarono.
io
ora
-il cuor
meno
non
vicenda.
compatirsi a
e
quanto bene
e
né
,
onorarsi
in
felicità d' ingegno
molta
superbireper
,
di tanti illustri monumenti
sempre
d'arte
7
L*
stesso^
anno
direttore
all'Accademia
San
storici
di
cioè
Berhno,,
addi sei di novembre,
piemontesi Carlo
di
del
Giorgio, cospicuo borgo
il
perdeva
,
sessantasei,nasceva
in
Torino
che
Signori
o
mille
nel
settecento
glia
fami-
onorevole
agiatae
il principe degli
Canavese,
Botta.
Giuseppe Guglielmo
mato
chia-
Lagrange
Il
padre
dì
lui,
volgare coltura, il quale esercitava colà con molta
di dargli la più compiuta educazione.
medicins^ ebbe cura
di
uomo
la
lode
non
pertanto
il Botta
applicò l'animo
agli studi,
di
e
vanissimo
Gio-
mente
svegliatae pronta ch'egliera, e dotato di quella tenacità di propositi,
di quellaalpigianafierezza,
che sono
particolardistintivo delTingegno
canavesano,
di sé. E
un
illustre
ad
apprendere
i
di riverenza
cose
storiche, che
Nacque però
discepolo:
e
dalle
labbra
sue
dottrina
nella
viva
il
il Botta
della medicina, annuendo
studio
da
scito
padre
ed
allievo nel
benemerito
del
e
Piemonte,
al
cura
collegiodi
attendeva
con
zelo
Redi,
l' anno
medicina
ai medici
essa
il
Torino
attese
stesso
scienza,
pellegrinela
dare
stesso
scienza
esempio non
e
eleganze deir
mostrare
arte.
raro
essa
in
per
non
e
mille
anni
dopo
gato
aggre-
indefessa
della musica
nostra
lingua
delle opere
Italia,seppe vestire
col fatto quanto le
bilmente
mira-
le lettere,
beUissima
alla lettura
dicina,
me-
fu nominato
con
trascurava
titoli
alla
ardore
Mentre
studi, della botanica
figlio
pur
abbracciasse.
casa
tre
allo
il quale,uil
che
con
primi
opera
della laurea
e
il maestro,
i suoi
padre,
sua
tra
quellastorica
di
per
nella
pazientei migliori
esemplaridella
quale,con
le
di
nella Università.
nel tempo
amorevoli
padre
primi germi
giovineBotta
invaghitosispecialmentedi
cercava,
i
ai desiderii del
frutto,che
piacevasi;ma
e
il
non
mitissima.
e
sensi
di
in conto
ereditaria
quel collegioripetitoredi
in
buona
Collegiodelle provincie,istituto
tanto
con
l'indole
laureati in medicina, bramava
avo
egli questa professionequasi
Entrato
il Tenivelli
illustrarsi.Terminati
all'Universi tè
Giorgio
nelle
erudizione, specialmente
discepolo ebbe
poi tanto
e^i
ebbe egli
disciplina
la cui
corrispondenza di
eloquentiattinse
San
in
delle lettere. Era
d'affetto per
quale dovea
studia recossi
delle scuole
rettore
per 'la molta
una
sime
lietis-
famìgliasperanze
propizia^poiché,essendo
anche
Tenivelli, sotto
degno
bentosto
alla
dare
a
rudimenti
primi
degno
e
mandato
Carlo
ingegno,
men
maestro
gli fu
la fortuna
giovinetto,fu
ancora
tardò
non
di
di forme
aggiungano
ghezza
va-
8
II.
L'
in
anno
il Botta
cui
veniva
Torino^ iniziavasi quel dramma
in
francese.Un'
della moltiforme
stanca
perduta
essa,
la fede
colle pompe
mali
coi
zata
da
Provincie
della
vami,
dei
da
della
dall' enorme
Luigi XIY
pubblicimali
notavano
aizzata
vogliosa
commentavano,
quella lotta terribile
d'Europa
e
che
che
pel
,
la fece che
chi
la
chi
a
fu
importantissimiv«ri conquistatrice,
che
diede ai principie
ai
princìpiil calpestarei
ritti dei
principi.Io
negli esordii
èra
dei
di
locare
la licenza
della dea
trionfando
che
francesi
prudenti,
grave
e
venne
ma
funesto
i di-*
inaugurare
spavento
e
,
una
ed altare
,
la violenza
per col-*
magine
questo la ridevole im-
bensì
cosi vicina
in molti
eco
animi
si rivoltarono
esulare
quando
colla prepotenza delle armi
la tradizionale
so-*
l'ansietà
e
infranto
era
e
saviezza
i
contro
la rivoluzione
cacciameli.
a
nerosi
ge-
L' ìndole
di loro filosofiche
,
Leopoldo I
già
di Toscana
di
,
con
civilidei
Giuseppe II di
opportune
e
Austria
,
Mentre
Sardegna,
la Penisola
ivi la fede
neUa
di
che spontaneamente
sapientileggiprovveduto in parte ai
popoli preservarono
la Francia.
III di
Emanuele
,
immersa
lo
su
popoli non
dottrine, i provvidi regni di Carlo
aveano
per
trono
e
trovarono
i
benché
sia
solo che in Italia , benché
solo dovettero
degli Italiani
mite
atterravano
Dirò
Ragione
fatale
meno
cessati i dubbii
•
queiraccordo
,
principi,e questi allora
di Francia
accordare
del Terrorismo
scure
alla Francia, le idee
più
francese, quando,
che
ingiu^
dell'Europa
Signori,le espettazioni
parvero
re
si seppe
quello la
su
e
o
maggiori
feudali
popoli il violare
ai
popoli
temperata libertà alla Francia;
popoli quando
e
dirò,
dei
quanto
,
della rivoluzione
pitigli sdegni, popolo
nuova
diritti dei
non
diritto,
e
terribile lezione
una
popoli,mostrando
che
conseguire
deplorarsiin ogni secolo
pati, da
ai
di
fu
non
sparso
di molti
Dio
mercimonio
finanze,scon«*
uno
vestigidelle
sangue
separavano
è desiderio
abbattere
doveva
distruggeregli ultimi
stizie: Quella rivoluzione
a
scandolez-
dagliscrittori
,
e
sanguata
dis-
bipartiti
gra^
dissesto delie
che d'ogni gente
quella egualitàcivile e politica
troni
mal
sovr*^
l'avea
giustizia,del
dell' avvenire
cese,
fran-
pesava
vittorie,e Luigi XY
inuguale amministrazione
del presente, paurosa
eominciÒL
secoli
cittadini,dei
provincie,cittadini da
medicina
nazione
che
costumi, sdegnata degliiniquiprivilegi
,
i
La
Europa.
principidacché
colle ruinose
e
pubbliciuflBzi spaventata
tenta
air
oppressioneche
ne' suoi
collegiodi
che si disse Rivoluzione
di sangue
si preparava
nuova
epoca
al
aggregato
orrori
«tagli
monarchia
era
in
sogni
bi-
cui fu
spenta
,
9
gli Italiani
tettati da
i loro
amavano
ire turbolente
alla libertà
gli Italiani
j
e
rivoluzione
santo
che
nome
eranO
in
Piemonte
fecero
plauso
i futuri
vedendone
Botta
il
manifesto
reggimento
alle calde
«ella
la
e
onesta
occultarli. La
capeva
da
cui
per
due
per
la
Botta
e
anni
che
la
prigionia
j primo
lenire
cercò
e
delle
r esercito
alpi,fu
dal Piemonte,
Reietto
egli risolse
francese,
da
cui
sperava,
utili
chiarirono, la salute d'Italia. E
inalberato
lo stendardo
ganza
dei
monarchi
confini,e portare
distrutto
ad
il trono
abbattere
a
o
del loro
in'
nome
paese,
di
una
parti d'Italia
Indi
contrade.
militare
e
indi
in
la
poi
i fatti
ragione
tutte
di
quei
di
costretta
rivolte in
fieri
ad
del-
Gap.
il vessillo
posteriori
avere
città, fu
sue
passò
sincero
Francia, dopo
le
ai
gnana,
l'antesi-
essere
e dalla
proselitismo,
di
di scandali
soffrire
a
cognizioniintorno
pareva
veramente
esterrefatti d' Europa
semi
severo
dalla Francia,
seguire da
sete
delie idee
militare
all'ospedale
repubblicano in
prepotenza dei casi, e dalla
il governo
mostrare
al servizio
governo
torto
a
se
mal
varie
per
la Francia
di
stesso
per
del Piemonte^ il povero
cortesemente
cui
di
e
schiettezza
parentiebbe
quelledue
medico
accolto
seco
più
lodevoli
alla invasione
ai
viaggiando
quel
inviato
quellalibertà
di
amatore
di
si convenisse
punita:
venne
uscirà
a
artisticiMi
ascritto da
ove,
che
doversi
e
per la Svizzera^ raccogliendo intanto
Francia,
più
dubitò
non
insignesacrificio ch'eglicompieva
Forzato
dolori
i suoi
e
topografici
particolari
in
di
strappato agli amici
della Ubertà.
causa
imprudenza
minacciato^ credette
^
Carlo
forme
paese
intempestivi^ma
opporsi gagliardamente
era
il Botta
contro
Piemonte
magnanima
piemontese^ volendo
francesi
suo
Torino^
di citi li nutriva^ e per la innata
intenzione
pre-^
fu
quelligiovanilie incomposti desiderii
del
condizione
incerta
Francia^ non
costoro
in
scritti
sfogo negli
Erano
brame.
sue
di
ardenti
compilazione4ilinn giornate
pericolo di vagheggiare pel
dare
augusto
:
Eppenciòquanti
Tra
eccessi.
pubblicavasiallora
che
migliorìe.
e
patrioamore
idee
altri alla
con
di
vano^
tende-
meta
della libertà
e
nuove
pervertimenti ed
letterario
e
scientìfico
libero
segreto alle
quale^ attendendo
^
con
loro
stessa
generoso.
di liberi sensi
in-^
la violenza
riforme
nome
animo
gli animi
giungere con
governi
nel
sorta
era
giovani
nel
loro
palpitareogni
fa
di
temperato affetto alla
con
francese
in Francia
mentre
argomentavano
fiducia dai
aspettando*con
La
si
principi;
dalla
ostile colle-*
uscire
Italia ed
da'suoì
altrove:
repubblicanisi disponevano
intollerante
libertà i troni
deUe
altre Nazioni.
francese, incominciarono
del governo
la cacciata
addussero
che
della Sovranità
la
e
quei
nobilissime
due
brev'ora
io
contea
di
vincali
di
Nizza
^
vansi
le sorti del
chiamando
di
disperdere d'un
confederati
gli eserciti
Lombardia,
ogni
eserciti l'un
gente
I
di
cenno
nien
assai
generale
rei di troppo liberi sensi
che
le armi
vincitrici dei Francesi
il
sempre
quale
più
danno
ad
salute
popolo
un
propria
austriaca
generose
Proposizione
pagine,
egli portasse
Egli
alle
l'Italia;ma
le
d'Italia
che
più
armi
tardi
e
Piemonte,
più gio^
il
in
quanto
è
cinque egli
innanzi
tremante
Lombardia
di
lo saluta^
coloro
cose
essi il Botta,
vide
sapendo quanto
strani
e
gran
di sottrarsi
un
breve
desiderasse
alla
opuscolo
libero
j
poche
quanto affetto
la
denza.
indipen-
potessero liberare dallo
la
un
quanto perciò,
ci attestano
conoscere
al
d'Italia,dietro
patria.Tra
loro
in
abba-r
noto
e
di governo
ne
sciatovi
la-
e
precipitevolefuga.
ai Lombardi
maniera
più
proprii possedimenti.
aspirazioni, come
a
strarsi,
mo-
più battaglie
i
tutti
esulare
in
nobili
a
di
vittoria;cinque
succedersi
tanto
straniere
ebbe
e
il capo
quali chiaramente
cose
sperava
volse
e
indirizzato
una
in
Signori, vi
o
dipendenza dagli
di
dominii
il
scese
difendere
a
ben
all'Italia,
scrisse
i suoi
vinti
incontro,
d'Italia, importasse
e
dominazione,
col titolo di
e
sia la
improvvide
passò rapidamente
dovuto
sue
trova-
presto mostrarsi
di re,
rientrarono
dischiudersi
lieto avvenire
In
aveano
nelle
costante
le
alleata del
Austriaci
ben
curvarono
libertà.
stringe-
partito
il segnale d'una
vinse
numerosa
loro
addietro
mal
a
ed
ritratti
gli stettero
Savoia
pochi giorniil Piemonte
in
era
la
patti giuratie
della
repubblica; leggenti
della
della
vindice
rono
dei
ed
allora,
Napoleone
l'altro
dopo
lo
per
di preservare
dovea
eransi
avvenisse
che
ne*
quei popolie di^trug^ndo
amica
soltanto
principid' Italia sgomentati
felice
a
che
sottomesso
gli Austriaci
ove
trovando
e
reame,
Bonaparte. Questi,
un'ombra
Quello
con
leale
,
sul trono
stanza:
più
Piemontesi
e
di tutti. Napoleone
grande
nostro
la santità
generalifrancesi, ma
dei
vine
tratto
Savoia
di
generalidella repubblica
quando già
osservare
e
della ri*
cose
ridotte^ specialmente per
schietta
la caduta
Reali
i
e
Sardegna,
libertà
a
austriaca, avida
della corte
qual dovea,
a
di
d' affetto che
e
Piemonte
estenderli, che
ed
Re
principi.Finalmente
ai loro
i
provincie del
devozione
soldo
inesperienzaa resistere,occuparono'
e
,
vanli
esitanze
del
Lombardia,
Francia
,
parati per fiacchezza
mal
mici
dalla
dell' Austria
dominii
impetuosi sui
al
messo
scompiglio nelle
la
tra
guerra
erasi
quei maravigliosirìvolgimeuti
tanto
e
troppo fidenti nelle promesse
scesero
Botta
degli Austriaci
Piemonte,
in
Italia. Rottasi
manente
Carlo
Impertanto^ appena
fallacia delle
niero
strasue
a
speranze
proprio
Infatti
sangue.
vendette
giustizia
kre
la sonante
varie
stato
sia
non
Io ho
accennato
vissero
credei
necessario
additare
sé
a
in
T
il
avea
natura
ragione
sere
esvo-
di siaio^
ragione di
la storia dei
essendo
tempi
si
scrittori^
svolgesseroe
Botta. L'aver
fatti,
e
veduto
antiche idee
formarsi
speranze
tante
e
moderni.
che, per
combere
socnire,
sva-
anno
appresso
dovuto
far pace
uomini
de' suoi
so
vatori. Colà
quale
da
storico^a
di
poi
in
o malvagi, che spintida
irrequieti
di suscitare torbidi
e
rivolte.
molestia
sedici
di tasse,
anni
viveva
più
e
il maestro
nel
vìnto da
mancarono
altre teiTe, cosi in Moncalieri
in alcune
dello
corso
leone,
Napo-
alcune
città
sfrenate
idee
Nacque pertanto,
un'infausta
sedizione
le eccitazioni
per
cui
colla pro-»
per assecurarsi
padri, non
cordare
ri-
confessione,assai
sua
Sardegna,
colla Francia
quello
io debbo
qui
si attenne
di
ti Re
E
carriera
preparato
che
divenire
prepararloa
umane,
cose
dai casi
e
tentassero
repubblicane
non
tante
,
avvenimento
di lei il trono
del Piemonte
per
di
ciò che è
e
di Carlo
cuore
principedegli storici
doloroso
della vita. L^
come
quanto possa
qualieventi
a
persuaderlo d'intraprenderela
sortito dà
lezione
e
so
,
cosi solenni
e
non
,
di
degno
^
di politica
grande tesoro
arrecargli
esperienza,
innestarvi forti e profondeconvinzioni, avvezzarlo
intelletto,
un
a
fausto
stipularel'in-
certo
poseia fu,
valse
il
tanti
giudicaresapientementele
che
medesimo
anno
della vita dei sommi
mezzo
e
germinare
nuove
dovette
acuirne
gliItaliani
cui
fatto
qual
vi siano
miglior commentario
compiersiintorno
e
e
di diritto.
equità e
M' ingegno
travagliassero
si
da
dovea
campo
questi fatti perchè
a
il
in cui
a
di
ragione
ragioni
di
maniere
in
altri pose
che
parola
quasi che
il
scusare
riprovato dagliItaliani
secolo
ogni
À
Vene^àa.
repubblicadi
in
propri! sudori
neir
gli Austriaci
popolo non
un
Campoformio, in cui con solenne violazione di ogni
austriaca l'antica e gloriosa
all'astuta politica
e innocente
di
trattato
dei
prezzo
la prometteva,
dalla Lombardia
cacciato
avea
a
che
quel Napoleone stèsso
aspettavano salute^ ed egli loro
Che
divino decreto
essere
acquistarela indipendenza che
possa
del
imperciocchépare
;
di Botta
dei
Carlo
no-^
Teni-
,
il quale,da San Giorgiochiamato
velli,
città,s' avea
co' suoi
guadagnata
afiezione- e, dando
era
salito in fama
dei
tempi,
avverso
in luce
di
all'ufficiodi
modi
ingènui ed
cinque dotti volumi
elegante scrittore.
per
natura,
siccome
«
di
professorein quella
umani
la
pubblica
biografie
piemontesi,
Alieno
quegliche
eglidalle opinioni
italianissimo era.
*12
che
non
uomo^
sandosi
fare^
a
il buon
che
deravano
Tenivelli tornasse
buono
tanto
di
levare
(^) «^
casa
e^
fattolo montar
in
lode
del
sulle
popolo
lai inscio
e
ai voleri
acconciandosi
avvi**
che
desi-*
^
in
trassero
piazza
gligridarono: parlasse
comestibili
dei
era
lo andarono
tutti
forza
per
di ciò
con
d' ogni parte
panche^
le tasse
e
e
mano
non
i sollevati ^
in acconcio
alla
ed
égli era
,
a
rivolazioni. Ma
sognar
a
di Savoia^
alla Casa
divoto
quanto venisse d'oltr'alpi^
da
condannasse.
U
velli^
Teni-
dellafuriosa moltitudine^eloquentemente
perorò e disse le lodi del popolo e tasse più miti ordinò^ senza
in quell'animo^ le conseguenze
era
prevedere^tanta semplicità
suo
operato. Le qualiinvero furono tristissime^poiché tradito
da
guari dopo
falso amico
un
giudicio^cadde
maestro^
suo
fine di lui
desti^ esclama
mi
diedero
civili
Cosi
morte.
^i
uni
pur
storie
mie
di
io
(^)
mie
bontà
e
tanto
un
di
Le
».
del
o
giovine che
memoria;
sua
storico. E
è
mi
ampia
con
Carlo
Botta
Tenivelli ebbe
di cose!
un
(•) V.
e
nel
vita
con
una
quando
detto
momento
a
leggeràqueste
indegno
il tempo
seggio^ ed
le fatiche
e
che
quel
intese la morte
maestri
io vendicherò
stesso:
Italia
a
Carlo
e
I.
e.
il
avesse
suo
si trasmise
discepoli;
perciocché
Tenivelli^e
Denina; e^
ricevettero
quei gloriosi
al
fiero
del buon
storica in Piemonte
scienza
polo
disce-
attestino la
credo
se
^
for^p
prospera
celeste tuo
la moderna
Botta, Storia d^ Italia dal 1789,
("*)
Botta, op,
rosa
gene-
funesti^ fonte
chi
se
me
per
lo storico Carlo
tre
nti
caso^
mirabile
Carlo
danza
concor-
al fonte battesimale
medesimo.
nome
Carlo
tutti
atroce
troppo
indarno
discepolodello storico
maestro
a
^
di affetto da
eredità
fu
il Botta
dirlo^la
coi
più luminosamente
se
Io
discepolo.
quel
il
caro
so
lagrima avrji
da
e
goderai
non
quelladell'anima
sia del tutto
mi
impiegato
era
parentimiei
apprendessinella
non
Tu
fosti di utili precettiy
confortarmi;e
ne
quali parole non
TeniveUi^ tergendo una
la
tu
aver
non
del maestro
sensitivo
^
a
alla sciagurata
«
per
me
a
gii altri pur
nell' avversa
maestro^
ma
un' innocente
corso
la morte
gratitudine.
che i
ancora
morendo
potrà giudicarech'io
crederò
mi
questo mortai
temperarmi^
a
e
troppo amorevoli,
ond' io durante
tuna
vivendo
e
di
e
rivolgendosi^più
concludere
si possa
come
d' affetto
desti; e morendo
bitaneo
su-
tima
Mòncalieri^ vit-
di
storie dettò intomo
,
non
con
pianse amaramente
la vita del corpo
non
insegnamentimi
mostrasti
lui
eglia
perchè
^
Botta
caldissime
pagine
condannato
del
,
piazza stessa
tardi nelle, sue
più
e
mi
fucilato sulla
Il
improptitudini.
delle altrui
del
per lire trecento
pur
1814, libro
.
XI.
1*5
Intattole
di guerra
cose
Leoben
a
stipulati
infausti
Bouaparte
tra
di
preliminari
pubblicamente confermati
in
dal
quei
Francia
ed
Austria
di
di
ad
presero
assaltarono
sottomisero
e
la Dalmazia
r austriaca
^^
d'accordo
).
^
insegna, E
essa
con
di
ad
veneziana
A
nel
dolore
e
posto inalberarsi
suo
Venezia
a
videro^
i
Francesi^,
le isole venete
del
(pirnelor preda. Per
antichi
cadevano
essendo
potestà dei
direttore
dell'Ospedale;militare.
di fraudi
macchiavano
studi dell' arte
Essendo
sua^
e
l' isola povera
soldati
per
,
parzialeo
deglistudi
con
delle
(^)
fatti nell'isola
appresso
opera,
per
la
«
essa,
di lui
salutari-
ne
di
»
^
e
medico
era
e
si
l'affidatogli
ministero.
cura
di^iueimiseri
fu bentosto
ne
avido
Gorfiii
a
agli umani
provveduta.
procacciarsifama
frequente e numerosa
questo o queir altro famoso
ed
operoso
con
pratica^ né'
medico
onesto.
fosse
^
Frutto
della acquistataesperienza,pubblicòegli
Storia
naturale
dopo
e
medica
dell'isola di
dei dotti, delia fama
consentimento
comune
indegna. In
sua
parte il
terra
alla
occorrenti
cose
alla
potenti della
con
che di
detrattore
l'anno
probitàesercitò
rara
danaro
i
mentre
rapine^egli attese
parole sue^
alcuno
grazia presso
di
intercessione
generosa
Egli non
era^ sono
opinionistrane^ né
e
Là^
Ve-»*
Francesi.
dell'esercito d'Italia fu piandato
medico
a
possedimenti, e
suoi
in
mar
tal modo
questa^ che fu detta Spedizionedi levante^prese puranco
Bottaliche
non
sgomento
viemeglio assicurfire il possesso
Zante
e
provinciedi Venezia^ Tlstria^
con
repubblicasi rapivano gli
Corfù^ Gefalonia^Itaca
ppsaya;
Francesi
e
il Bonaparte^
imperiali^annuente
occupare
realtà deliberati di
in
ma
,
mentre
fintisi amici
frattanto
Jonio^ col pretesto di volerne
nezia
Bonaparte^ Tedeschi
S. Marco^
moveano
^
di
quali
strappato il gloriosovessillo
\ \
statuito
Venezia
fraude,
floridissime
tre
1' Albania^ le
e
1m*o
tra
la
Gli
i dominii.
occuparne
avendo
infelice repubblica*
di quell'
le spoglie
spartirsi
fidente nella benevolenza
e
essere,
Gampoformio. Corapievasi"
Venezia^
Impertanto^aggiuntasialla rapina
sicura
quegli
dopo doveano
mese
di
trattato
preliminariil mercato
Imperatore d' Austria
qualche
che
pace
Y
e
altrove^ Eransi*
Botta
il nostro
chiamarono
avere
di tanto
Corfù:,
uomo
ragionato da principio(son molta
.
e
varia
descrive
erudizione
con
dell'isola
lodata
si manifestavano
(*)N. Tommaseo,
in
accuratezza
e
della città di Gorfù
le malattìe
queir ospedale,
Dizionario
e
eslelicf)
,
che
e
del
suo
clima,
più frequentemente;
speciahnente 1' epidemìa ch^^
rà\h
Beila.
/
u
x
il
durante
soggiorno neli' isola imperversò^ della
suo
potè scoprireil
assidue ricerche
Mostrasi
curarla.
il Botta
leggi con
trarre
sa
di Brown,
Scozzese
sommo
medicali
la
acume
il
caduta
scrittore
della
di
in medicina
dottrina
del
la teorica
se
indaginie le
nuove
di Botta
perte
sco-
nuove
secondochèd
a
^
espertiintesi dire^sarebbe
uomini
Seguace
sostiene;tal che
le
nome
^
fedele
ingegnoso perchè dai
^
fosse per
non
ai fatti
le
con
cessi
prosperisuc-
con
e
libro
questo
rigorosa induzione.
grande
con
in
si attiene
medicina^ prudente perchè
fatti
carattere
vero
quale
quasi
siccome
venerato
nella
è
storia.
¥1.
necessità
delle
IV
di
in Piemonte^
cose
Sardegna
e
di rivolte nei
spargendo semi
il
contristato^mandava
mandato^
suo
fine abdicare^
Piemonte
fu creato
un
di
il tristo incarico
era
i membri
Furono
uno
essi ^
di
egregiamente
o
per
erano
o
nobiltà
certamente
stiera servitù
fatto
avrebbero
(«)Bolla,
e
si.
generale francese
esegui
Emanuele
dovette
il diritto cedeva
ad
il campo
amministrare
coloro
governo^
o
per
qualitàed
virtù
bene
Poco
o
^
per tutte
il
ebbero
che
queir epoca
fausta
in-
scrive il Botta
i
per
fecero
e
in
ridotta
essi al Piemonte
ogni modo
fra la invadente
di mansuetudine.
cil. libro XV.
Se
molto
male
né
in fora-
ma
molto
impedirono
,
nequizia
degna
di cariche^
queste qualitàinsieme;
,
^
che
più splendevano
altezza
là patria loro
degni di governare
potendo
alla
tivi.
agli uffici amministra-
assunto
d' onorate
di natali^ e molti
(*)•».
di spegnere
Cosi
quel nuovo
dottrina^
specialmentecol. dare
temperanza
ed
medico
di
uomini
per
e
il quale^salito-per
l'alto ingegno in chiara
^
fama^ fu tolto all'ufficiodi
«
guise molestato
piemontesi in
cose
,
avea
ordine
provvisorio.Tra
le
reggere
che
esigenzestancandolo
Allora
ingiustizia.
governo
Botta
fu il nostro
Sardegna.
alla
alla forza^ Y innocenza
Il
sperava
suo^
francese
Italia con
in
Emanuele
^
in mille
l'infelice Carlo
e
ritirarsi in
e
sudditi^
avea^
pietà adempiendo
e
strane
con
di Savoia.
Casa
Carlo
re.
Il governo
generale Joubert
la potenza della
il
di
Bonapartedal padre
caduta^ dopo averlo^
sua
fedelmente
una
dalla
repubblicafrancese
larva
sul tr«no.
indarno^ di conservarsi
giurato la
la*
principed' insigne rettitudine
,
religiosamenteai pattisegnaticon
ma
Ioniche^il Botta fu chiamato
ove
lasciato sussistere
vedemmo^
come
dalle isole
al continente
Tornato
cosa
è
imitabili
servire
esempi
alla
di
patria
15
difficili bene
e
tempi procellosi
in
della benevolenza
il nuovo
fatto.
dei cieli
formato
stato
quellabarbarica
dispersida
ch'essi
glistati
parti seguito
sentier
E uno
deiresiglio.
dal
dovettero
i
Francesi^ poiché
rifuggirsene
oltr'alpi
:
tutti coloro
e
che
incamminarsi
a
erano
dell'esigte
deli'Italia :
tristi condizioni
le
vedere
loro
dis-
le sorti
mutarne
a
questi^o Signori^voi già
di
i dolori
cui
a
in Italia
costretti
rando
dispe-
dalla violenza
venne
ruinarono^
si videro
le loro
^
colluvie
suo
degliuomini.
senno
si opposero
fondato
aveano
fu Carlo Botta
del
e
al
aiuto^ non
porgere
dalla violenza
Inutilmente
Russi.
e
cercò
la Francia^ scesero
GoUegatisicontro
Austriaci
lodarsi il Botta che
,
ridotto in tristissimo stato
Piemonte
Ma
da
è
pel
lo
inaspriti
Piemonte
suo
tristo
immaginate^
miseramente
il
aveano
lacero
^
di
deserto^straziato dalla fame^ contristato
i Tedeschi
mentre
Re
che
ebbe
avi
potuto
dall' infida
era
Napoli
Austria
tenuto
invaso
le
contro
senza
le mentii
e
ingiustizie
imperavano
qualche
lenimento
lontano
dal
suo
mali
a
reame
funestata
vendette
Perciocché
numero.
si che i
Principi^i
le ire della
iniquiesempi imitandone^
la santità della loro
vi
il buon
e
si
grandi
le terre
j
di
deturpate di arsioni, saccheggi e profanazioni;
le borboniche
per
confische
e
supplizii^
aveva
recare
dalle ire ducali
Toscana
processie
isdegnosa insolenza
con
di persecuzioni
y
una
rivoluzione^
troppo
fedelmente
rendessero
come
al cospetto dei
causa
e
vertiginefatale
qualipoc' anzi protestavano
s' accorgevano
non
di carcerazioni
gli
dubbia
popoli.
¥11.
le speranze
Tutte
in
le
si
ebbero
arbitro
i
stabili in
Piemonte
un
di
nuovo
stata,
cortesi addolcita
il
dottrina
e
tornato
cessò
di
Volendo
egligratificarsi
glorioso suo
una
Consulta
benevolenza
alla Consulta.
In
adoperarsipel bene della patria.Ma
scettro,
quasi autonomo,
di stato.
nero
opinioniven-
la cui
dall' esigilo,
,
non
nuovamente
politici
per pacatezza d'
egli scrive, dalla
fu chiamato
ed
,
ordinamenti
il Piemonte.
di Governo
al potere. Il Botta
siccome
Nuovi
in apparenza
governo,
Commissione
una
e
Marengo
a
sotto
raccoglierli
egregi, reputatiper
assunti
gli era
lui la Lombardia
popoH prima
consistente in
Uomini
da
italiani si appuntarono
ardimento
maraviglìoso
con
Italia e, vincitore
dei destini della Penisola.
quindi
degli esuli
e
Bonaparte^ il quale^superale
improvviso in
scese
alpi,
rese
allora dei Francesi
amarezza
di molte
quel supremo
eran
tempi
anime
ufficio
tristis-
io
cui
in
6imi
le
e
penuria;
e
mal
soldati
messo
rapine
tutti
in
dei
incertezza
era
piemontese
piaghe
le diuturne
cupola di Superga, con
gli uomini'
giardino del Re,
ddi
potendo ({uesto
non
istituirne
un
del Botta
e
ed
rendita
una
sita
e
feee
specialmente
almeno
ebbe
opera
fra
quel
governo,
alle
si opposero;
i
piombi
alia
il
graditopasseggio
e
li conservò.
dovette
esecutiva,e fu composto
il bossi.
lire
qual
questo governo
stanziato
benefizio dell'Univer-
a
giovali dirlo,
cosd,
in tanta
qualche
porgere
Fu
l'avere
onora
del Botta, che
opportunitàdi
che
tempi durare, si
ed
La
più
miserie
tante
si oppose
assai lo
delle scienze.
per
Pure
demolire
Commissione
di cinquecento mila
annua
Francesi^ sempre
strappare
e
la infelicità dei
effimero,
deir Accademia
cose
di essa,
ma
estrema
gittavasiil tempo
volta efficacemente
altri Carli, il Giulio
di due
di
il governo
^
si disse
altro,che
impotente
per
i
stoltamente
rovina
certa
intanto
dominavano.
si volle dai Francesi
quando
di
molesti
in
restia
ca-
clii italiano^chi
diffidenza;
/e
francesi più d'una
pretensioni
come
il Piemonte
rimarginavano e
del Piemonte
meritarono
strane
Ma
si
fare. La
che
sapevano
e
paura
voleva
esser
non
più
superbienti^
sempre
bene
aveano
^
francese /chi
e
governanti e govevnati
si
perturbazione
alleviamento
alle
pubblichesciagure.
di subitanee
Epoca ,di repentinisorgimenti e
Bonaparte
stancato
di
per
,
{spianarela
via a' suoi ambiziosi
forme
politicoreggimento
varie
con
di
quella apparenza
togliergli
d' Italia,
chiave
tal modo
sei
^gli
il nostro
che
di autonomia
divenne
dall'arena
si ritrasse
il Piemonte^
che
gli
ancor
cosi
il dominio
provincia
deliberò
restava,
del Piemonte
Eletto
politica.
al
di questa. Per
Francia,
di
acconciavasi.
rappresentante del dipartimentodella
Né
e
per
diviso in
questo
di
Corpo legislativo
Dora
,
cosi seppe
e
acquistarsila pubblicaestimazione
incarico^
gli fu conferto
quattro anni dopo, in queir illustre Parlamento
ufficio di Vice-presidente,
del suo
e
giunto il termine
avvenne
alle
elezione
nuova
.
voglie del
membro
dimostrò
che
caso
forte
^
della Commissione
portato sulla
lo cancellò.
terna
Poi
dell' ordine
quasi
nel posto di
sia
che^
revole
l'onodato,
Man-
E qui
legislatore.
pericolosoal debole l'opporsi
il Botta, specialmente quand'era
glidie venia, sicché
in
cia
Fran-
esecutiva^fatto opposizioneal Bonaparte
per la
ddla
quanto
poiché avendo
questi,imperatore, non
croce
lo confermò
il
il dif-
egliaccettonne
Scile
una
avei^e
,
dipartimentialla foggia francese
Botta
quella.Il
disegni dopo
assicurandosi
;
già vagheggiava
paese
era
,
francese
allo stato
aggregandolo
cadute
Questura
compenso
Riunione.
con
,
del
essendo
il nome
di Botta
pigliosoldatesco Napoleone
ufficio gli diede la
niegatogli
18
IX.
Le
sorti
intanto volgevanoal
napoleoniche
essersi curvata
ai
felice
piedi del
lui per rìstaurare le oppresse
legislativo
quando
fu in
e
Botta
soleva
posto il partito di
il mondo
giorni de'
suoi trionfi le
le vittorie,
di
la Francia
privato:
vedrà
non
gloria del Legislatoree
del
b
dichiarare
Tempo
«
più
nel
leone^
Napo-
quei giorni fatali.Invasa
nei
francese pagar
nel mille ottocento
il
che
ramente
ca-
Signori, i rapidi
ignorate, o
non
secoli
noi vedemmo
il sangue
e
che
lo sappiamo,
noi
dei
traverso
a
a
Consiglio
caduto
verrà,
Conquistatore;ma
leggivelarsi
Voi
il Botta
incontro
pronunciato pubblicamenteciò
dire in
sempre
£uropa, dopo
Conquistatore,levavasi
nazionalità. Sedeva
quella adunanza
in cui
la
fu
basso. L'
venimenti
av-
quattordici
dai
Collegatiil grande edificio napoleonico si sfasciò,fu
sul trono
avito ripostala discendenza
e
Corpo legislativo
,
sciolto il
dei Borboni.
avéa
la
caduta
stata
suoi
Napoleone restare
dal desiderio
mossa
stati
s'
che
uomo
un
pubblicaamministrazione
universale.
Cento
Poco
»
le sorti
pugno
epoca
il
Privo
casa
ÌB
e
«
che
opere
il
sopravvenne
lei,nei
la stima
meritato
avevano
tratto
nuovo
dell'Accademia
di
dalla. oscurità
rientrati i Borboni,
Nancy.
gli fu
Ma
Dovette
della seconda
quale,di vivissimo
della vita
separarsida
a
lui
lei
e
discesa
di
di
reselo
consentire
che
bel
suo
picciolo
podere
di San
Giorgio,e
Napoleone,
padre
carica.
di
di
una
ritoitio
avea
sato^
spo-
infino allora
tre
si ritirasse in
per
tunosa
for-
nuovo
la
rassegnare
*
e
minato
Lacèpede,no-
di
affettoproseguendolo,aveva
mitigato e
nuovo
il Botta, avendolo
caduto
forza
dei
tragico periodo
della Università, che fu il conte
patria, al tempo
gli affanni
nel
in
cospicui servigi nella
segnalato per
per
Maestà
sua
d'impiego,né potendo più reggere al mantenimento
in Parigi,dovette separarsidalla moglie che nel suo
la
.
di
venne
rettore
Napoleone
Luigi XYIII
di bel
Napoleone credette un istante avere
della Francia
d' Europa. In quella breve
e
direttore
nuovo
egli anche
che
leggevasi:
sere
es-
non
in cui
giorni
,
in
bramando
Francia, il Re
in
ove
dopo
tempo
poteva
di fissare,per quanto stava
era
e
però
e
di lui,
dità
piccola ere-
una
Signori,non
o
ammirato,
lettere di naturalità
gli concesse
era
tal uomo,
di
esempio
fortuna
unica
si splendidi
carichi,era
e
avversari
di
mirabile
tolse,e,
si
non
privata, dalla quale
nella vita
ì
Corpo legislativo
dal
natale. Un
da* suoi
anche
più
tanti
sostenuto
nel paese
dopo
età
! all'uscire
continenza
che
allora rientrò
la restante
tutta
per
Il Botta
figliuoli.
Piemonte
provvederealle spese
1.
19
del
ad
viaggio vendere
(fremo nel dirio)a peso di carta
esemplarideUa sua storia d'America^
ghiere seicento
risparmi di molti
i
di
queiropera
Sevelingescinque
alla cui
mentre
sacrificato;
avea
incredibile
cosa
^
anni
dovea
vera
e
dro-»
un
fruttare al
^
migliaiadi scudi.
blicazione
pub-
la traduzione
*
H.
Al vedere
la penna
gittatovia
propriidanni.
la tenacità
via
Ma
dei
virtù indivisa dai sommi
anziché
^
cose.
diedi
Il
«
a
valore^ la
e
dice
cuore
Cantò
(^)».
dell'antichità
moderazione
romano
abbiano
il
nel Camillo
saputo in
la clemenza
ricevuto
3
primo
^
cantò
^
che scrive^
secolo
zioso
ambi-
sentendomi
dei
uno
più
congiungere
se
una
soldo
fu passatempo
: ma
che
so
non
versi
liane
epicamente d'ita-
cantare
di
il Botta
che
e
avendo
pochi a
egli^pieno
^
che da
in
egli^secondo
pensieripiù quieti il
a
invogliarei
e
»
far versi
chiari uomini
sercito
dolci studi
più
a
turbolento
alla luce il
diede
per passatempo
come
intendeva
e
perturbarsi dalla
e
consiglio^compose
mutato
esso
la costanza
conquistata.Quel poema
scrivere
a
preso
di lui. Con
degno
ritrarre
rima^ poi^
ottava
egli avea
e
ossia Feio
affaticarsipei
più
non
ingegni è
il Botta
^
principioin
il
ìndegnazione avrebbe
di
stesso
se
Perciò
propositi.
del Camillo
poema
scioltiy
mi
giurato a
e
iscusabile
con
intrapresarimoversi^in quell'annomedesimo
suo
«
jattura altri
tanta
Te-
ove
guerra
fece il primo passo
alla
sviscerato delle forme
conquistadel mondo. Amante
greche e
il
Botta
desunse
dalla mitologiail meraviglioso
latine^
e studiossi di
atteggiarei
concetti
nel Camillo
caratteri
lo stile alla maniera
e
ben
disegnati^narrazioni
descrizioni animate
e
E
corretto.
basta
non
stile pieno di nobiltà spesso
poeta il
la scienza,
abbondavano,
questo libro è caduto
a
suo
il buon
non
diventare
La
autore.
gusto,
poeti quando
^
sempre
neir obblio
ragione è,
può dar
lodevole
lavoro
0
vita perenne
come
sforzo d*
alle
Signori,che
(•)Tommaseo,
all'aurea
ap.
e
I.
—
che
non
che
Signori,
0
l'arte, che al Botta
non
quel
quell'estro,
manca
giova
mediocrità
mediocrità
e.
puro
ed io
creatrice^
poetichecreazioni. Il libro del Botta
ingegno,
poeticoal disopra della
tiva^
attrat-
assai bello
soffio,
quella scintilla che, indefinibile raggio della virtù
sola
lodano
prive di
non
qualche graziosoritratto^
uno
nondimeno
ardirei chiamare
classici. Si
un
^
finalmente
e
episodio^
dei
non
dissimularlo?
si eleva
e
,
il regno
della
—
^
come
voi sapete
,
poesiaè niegato.
XI.-
?:
•?
'
l
?
Poco
che il Botta
dopo
le ire
iiìitigarsi
della
sua
la Commissione
d'istruzione
Eletto
di Rouen.
alfine trovato
il
trascorso
malevolenze
vivo
di Rouen
di cui
obbliarlo
potuto mai
gloria,di
a
ritornare
la
in
era
a
Parigi
d'
la Società
e
eh' ella
«
:
lui debitrice
di
agricoltura
avrebbe
non
della
ricordanza
cercò
di
pare
Di che sentirono
rimosso.
scrivere
perdendo
non
per ciò che
vittima
avere
s'ingannò; perciocché
ma
,
delle scienze
parte della quale
gran
il Botta
se
demia
dell'Acca-
ufficio,
sperava eglidi
carica
prima gli fece
la
,
seguente
rettore
la vecchiezza:
sua
tercession
in-
per
(^),accordavagli uno
nominavalo
primo quinquennio
1*Accademia
rammarico
parvero
Luigi XVIII,
re
francese
pubblica
dalla
alquanto
dei letterati^
e neiranno
prò
asilo per
venne
,
il
queir onorevole
a
quèto
^n
,
blèse
gentiluomo
sussidi stanziati in
degli annui
.
trista fortuna:
illustre
^i un
•
il Camillo
pubblicato
ebbe
propria
Costretto
».
tanto
peralle
alleviamento
nuovo
,
nelle lettere,e
sventure
la Storia
lunga
d'Italia
lavorava.
mano
T!entp ventidue;
mandarla
ma
grande
fecero,e
ne
da tutte
lodandolo
dello
dalla invadente
|yochi anni
dopo gli decretò
iinnunziandogliper
in
vent'
barbarie, lo
avere
apni
quella d'America,
è
l'autore
fatti che
avea
non
preso
spesso
tutto
raccontò
con
e
guerre
coi
una
e
mutazioni
Il duca
(*) 11
cav.
di Decazcs.
Poggi.
lavoro
e
battaglie
d' idee
di
mille scudi,
cadute
dì consuetudini
e
veduto,
calda
con
di
vòlta
E così
ai
essa
quali
eloquenza
avvenimenti,
trionfi
e
In
e
e
in
quell'epoca;poiché
era
epopea,
del Botta.
avea
li raccontò
meditata
se
meritava, la quale, dopo
proprii occhi
e
un
corrispondentee
quella la prima
Fertilissima
imparzialità.
,
C)
si
più compiuto
picciolaparte,
somigliantead
governi
il
forse
generosa
Innumerevoli
socio
suo
spartitoquel premio.
avesse
quella Storia
veramente
curiosità, fu
premio quinquennale
non
recenti trattando
l'esempio difesa la
con
essere
del segretario
mezzo
l'Accademia
che
insigni onori
il
creò
(^).
spese
elogiall'autore. L'Ac-
vennero
,
lingua
non
edizioni in breve
quei tempi. Quattordici
ne
sue
tanto
cose
l'universale
eccitare
partid'Europa
della Crusca
•cademia
di
da
1 autore
amico
suo
a
pubblicarla
di
Storia,che
vivamente
potuto
italiano
un
quale
nel mille otto-
avrebbe
non
nanzi
in-
trarre
a
alla
termine
a
dopo,
il carico
nuova
per
sua
diessì
intorno
condotta
anni
assunto
avvenimento
aMSl^^
povertà
due
se,
L'apparizionedi questa
cosi
i789
questa
la
per
sì fosse generosamente
dovea
dal
Fu
alle stampe
raddoppiatoardore
con
di
e
ristaurazioni
leggiavvennero
di
dai
il
primordii della rivoluzione
di cose^
quellavicenda
il
tutte
come
l'Ercole
le
dalle altre
une
nella
lui Pio
Y
del
vennero
a
debbono
Vi
YII^ i qualicon
Pio
e
dalle
che
scusa
qualiio
che, dopo
infine
aveale
lo
rimanente, giusto per
né
che
buon
e
Carlo
condanna
3
descrive,e
osò darle
scambiato
mentre
effimera
r Italia che
Sdegno
a
coi
cose
e
di essa,
come
Non
inspirati.
essi
avviso
mio
con
poca
nella
e
con
poco
,
tuttavia che
degna
dell'*opera
e.
giudica
la caduta
e
XV.
della
di Venezia
scrittore
Italia sia
uguaglianza;
rivolgimentialtro
le
strette
'
dominante
abbia
forma, la libertà
non
proprie
con
abbia
catene.
nobilissimi,perchè da patria
la conclusione
e
dell' autore
conclude:
agliStati italiani,
libri XII
memoria
alle apparenze,
di pensieroegliaccenna
perspicuità
nella
ferto
sof-
niera
d'ogni ma-
severamente
e
coUa
più
vede
legge civile,non
Bona, op.
ragiona,
avea
sdegnasi che
libertà
adescare
tanti
il
storia
sua
affetto
da
nobiltà di dolore
della
ognun
tacerò
lui reputate opportune
essere
nella
così infausta
amico,
la sostanza
nomi,
,
guai,non
che qualche venale
d'imprudenza
nome
Colui
indipendenza.Del
tribolazioni
della indipendenza :
al
gli
accuse
serie di
sincero
dì
suo
avvolgersi intorno
dolore
la parola
patir dalla Francia, e quel
a
Ginguenè
tanta
con
il desiderio
é
le
larva
carità
ebbe
cfie la gioventù, lasciandosi
duolsi
fatto
il
e
dalla taccia
ridotta in servitù
stata
é
IV
avea
il Botta,certo
difende (^)«
Il sentimento
quellainfelice repubblica
nel Botta
una
Emanuele
quando
e
gravi
rivolgeegli che pur
piemontese,quantunque
corte
di ciò
mostrasi
con
nome
Sol mi sia lecito notare
ed esiglio;quando raccontale
re
ingiustaè
in tanta
generoso
e
loro
principecompiange,
per la
unità,
più
di rammarico
carcere
anche
libertà,né
né
Reali di Savoia
dei
quando
parola
potente che
patria qual era
l'Italiae immersala
litare
mi-
deboli quantunque
applaudireagliambiziosi disegnidi
^nimo
procacciatoné
Botta, come
della
genio
dignitàin
,
sconvolto
avere
cui
riverenti. Di rincontro
quellamano
lo difenderò.
non
Su
campeggia^
sicché
resìstergli^
domarli
a
italiano amante
un
innanzi
mansueta
Europa. Severa, e talvolta amara, od
Botta contro
NapoleoneBonaparte, e
poteva di buon
non
valse
stato
serie di fatali
una
il capo
chinare
animosamente
oppressinon
mosse^
sua
fu che
mitologia^Napoleone Bonaparte^al
dei violati dirittiosarono
domato
pia terrìbile sia
se
vertiginosarapiditàgenerate.
con
avversari
fautori ed
tutta
e
dell'Imperio;
in quellastoria ci si schierano
figure che
ed
sai
più lagrimevole^non
,
le
a
quale non
della
la fine
principioo
conseguenze
alla caduta
francese
politica
»,
e
di
quellastoria
:
perciocché
,
alle riforme
dovere
«
da
l'egualità
le istituzioni parlaci)
22
può esser» il suo concetto^ a modo'niuno
ai dì nostri^al
conveuirsì all'Italia(*^) Se il Botta vivesse ancora
eh' egliappella
chimera
Y egualità
mente
siasifacilvedere come
politica
dal Piemonte^ e come
ivi le istituzioni da lui condannate^
conseguita
mcntari^ che altro
non
«
».
,
j
benefizio del regno e d' Italia^ prosperamentefioriscano,
libro quelle
mal ponderate
certo eh' eglicancellerebbe dal suo
a
io
son
sentenze,
e
farebbe
che quelle
plausoal magnanimo Principe
noi
con
feliciistituzionispontaneamente ci diede.
ancora
prima
di por
di
prima
queste è
quale scritta contro
a
alla
termine
sua
opere
voglia nell'unico
Popoli
fine di trarne
,
d' Italia
qualchelucro
gli
lo stile non
dì idee;ma
l'inesattezza di
ridotto
anco
ai
e
in quellastoria
intelligenti
a
finimento
teriali
ma-
provvide.
indipendenzadi animo e
qualchestorico particolare
la fretta
accusano
delle
la scrisse l'autore,il quale,giudiceseverissimo
sue
con
cui
opere, mai
dimostrossi. La seconda, che fu pur
di questa contento non
Aveva il Botta da lungotempo
è d'assai maggioreimportanza.
immensa
l'idea di empierequella
la
_,
della famiglia,
se in partesovvenne
bisognidell'autore, alla fama di luì non abbastanza
qualchenovità
compose
storica (carriera il Botta. La
storia in francese dei
una
di sé
sostentamento
Lodano
e
altre due
indefesso ne' suoi lavori,
Perseverando
l'ultima,
giato
vagheg-
lacuna,che nella storia d'Italia
incontravasi dal punto in cui l'avea lasciata il Guicciardini insino al
cioè dal 4534
tempo della rivoluzione francese,
al
178"j e
molti
e
giàraccolto per si difficileimpresa: ma premuto
dal bisognodi provvederecon più rapidi
lavori alle sue domestiche
ormai depostoil pensiero,
maso
ne
avea
necessità,
quando il conte TomLittardi immaginò, per fornirgli
i mezzi di compiefla,
una
sottoscrizione. Il generoso disegno
ebbe effetto,
poichéraccoltisialcuni,
varii materiali avea
tra italianie
misero
francesi,
insieme
una
somma
di sessanta
mila
Botta,il resto fu destinato alle spese
di stampa. Impresagravissima
Tautore chiamolla,
e veramente, come
il narrare
la storia di quei tre secoli pienidi tanti
atlantica era
accettò
e così varii avvenimenti. Ma il Botta punto non
isgomentatosi
r arduo mandato, e nel mille ottocento
trentadue,dopo sei anni di
continue fatiche,
in tutte
la sua storia. Nella quale, come
pubblicò
le altre di lui,sono
anzitutto da commendarsi
di libertà,
queiprincipii
che
di
del
continuo
d'umanità,
d'indipendenza,
giustìzia
propugna,
n
obile
cui
delle
italiane
con
cose
amantissimo^
quella
imparzialità,
egli
lire, di
cui seimila
tosto
Bolla,op.
(»"^)
e.
annue
al
libro XXVII.
35
lasciarsi dall' affetto acciecare
senza
Lodevole
sociali mutazioni
chiaro
dei fatti
i
e
^
di guerre
del paro
mettere
Botta
j e
quellafunesta
lingua assai
di
non
a
attingendoli
ch'egli,
giudiciid'uomini
talvolta fallaci
e
^
fonte di poca
di cose,
ripudiano.Anche
riverenti di
stato
ignominiosa^ né
che convenga
quel
ai
dell'autore,
potrebbero
di fatali
occasione
faccia
l'andar
biare
la
dignitàdella
guardinghinella
l'oro
con
con
cui
mi
poc'anzi
Botta, quantunque
per la mole
e
quando
«
bieco
La
»
salito al trono
del
di
meditati
atrocità
cui
'inoltre certe
frasi
di
Egli
prendoli
comen
dimento
l'inten-
di
scemarsi
a
per
giovanilidare
inespertementi
venisse
o
solo
le quali, contro
Pontefici,
alle
e
troppa
con
accennar
me;2;lio
assai
pregio
in
pertanto savio consiglio
é
afiine
quest'opera,
contraddire
sia,
per la novità
anni
é
priva
degli accennali
di
iscam-
non
ciecamente
il
questibiasimi
alle
l'antico ardore
del viver
Sardegna
Carlo
Botta, istituito V
Ordine
di mende,
e
non
difetti,
si breve
ponderare,e
com'
con
in età
tempo
di
cessa
da
é
che
plorarsi
de-
i suoi
,
glimancava.
finalmente
Alberto,
sere,
es-
già sessagenaria
egli scrive,a guardarlocon
suo
del
questa
Bene
ammiranda.
sua,
compierla in
solita sempre,
negli ultimi
per certi,e molti
questa istoria, poiché nessun' opera
pazientiricerche
fortuna
la debita
celebrai
potè maturatamente
nelle
sufficiente
di
che l'autore dovesse
non
giudizii
del
si accusi
macchiata
e
storia
veri ritrovano
non
scoria, e pervertire così
è
eccellente
per quanto
umana,
o
loro
enorme
mancano
Chiesa.
lettura
quelloche
Né
giudizio.
nostro
lodi
loro
a
sofismi,per
si
abbastanza
non
la
per
credono
questicon
fatti s' incontrano
certi
turpitudine,sarebbe
di ombra
di
autorità, narra
qualicome
i
non
quest'ultima
sicché molti fatti dubbii
compiacenza narrati, i quali,o
la eccessiva
versati
la natura
e
sue
coloro che
pregi distinta^
certa, consultato
dalla fama
,
ponderatezza esaminato
glieffetti
e
parte per fretta,parte per
avere,
F autenticità
e
meno
quellad'America
sicurezza che viene
documenti
copia di
ragioni
che nelle altre
con
Tautore
accusano
intime
loro
cause
lodevole
;
delia
Eppure^ quantunque di tanti
sono
discipline
profondamente nelle storici]^
possa
racconto
politiche
talvolta deblama-
ricercata.
opere
serie di
magnificenza^ benché
la
e la purezza
trice^dello stile^
le
e
^
e
il suo
nostrani.
e
Stati d' Italia
penetra spesso nelle
*cuì
con
infine
in tanta
e
legami degliuni coglialtri
lodevole
indaga;
dei varii
cose
speditoconduce
e
discernimento
quell'acuto
le
cui
con
succedersi
in tanto
dispone^ e
e
V ordine^
è
pure
stranieri
giudica e
^
da
gliarrise.
lungo tempo
civile di Savoia,
ne
lo
viso
Essendo
ratore
ammi-
insigni
,
u
sul privato suo
assegnandogli
tremila.
Allora
settembre
il Botta
deir
r Accademia
delle scienze
a
sava
alfine dalle
di
Giorgio5 poi
san
perciocchénel
dei francesi lo creava
re
il
dopo
di
re
Svezia
di
da
conoscere
patria loro
dovea
nobilissime
sé
il
scienza
speranze^
onestissimo
bearsi
per
nella nascente
console
Emilio,
del
gli antichi regni
giorno
ammalato.
La
di
protestava d'
«ignora
a
Clotilde
quel tempo
:
ijuidem promtus
di novembre
che
posso
ancor
aggiunge
vita
e
una
dura
feci per
Ma
logoro
egli era
di corpo;
Minutolo
omai
il
a
nel 4836,
siamo
fare
già
autetn
caro
dalle fatiche.
con
da
e
questi tre
molto
due
inabile ad
Y Italia scrivendo
ogni
:
erasi
sua
sando
conver-
carriera. Alla
infatti scriveva
verso
tissima.
pregia-
parole: spiritus
sacre
nel 4766
nato
son
Peggio poi
sei addosso.
quest'è
bene.
mi
una
Negli
a
poco
ai
però Ella può giudicare di
dolor9sache
anni
a
scrivere,signora mia
infirma.Io
gono
invol-
che
incontanente
della
Napoli così
esorta
Paolo
suo
cogli amie!
sicché
al termine
di
quasi
barsi
potuto ser-
quelletenebre
Lussemburgo
al
giunto
Ella mi
infermità
sfruttato ed
io
essere
est^
e
^
cese
fran-
Mossoùl, scopriva le rovine
a
questo propositole risponderòcolle
In
6
spiritoe
«
poichéin
infermità, fattasi cronica, gli tolse
Gapece
—
di lui. Fonte
avesse
se
Cilly^
tradurla
a
pre^e
di
capitano
stesso
")
^
parte di
tanta
sofferto
tediosa
ogni vigore
poco
francese
dava
per cagione di
menzione
al Botta
anni
Emilio^ che
quarantatre^ quando
d' Oriente!
freddo
per
Paolo
con
manca-*
capitano Duhault
Oh!
gloria del figlio.
così
Ninivp, rompendo
Un
ultimi
gli
non
francese
onorata
quellastoria
governo
la
avea
archeologia^già
nave
sempre
suoi
stetta
riverenti^bra-*
quel viaggio dallo
vita fino al mille ottocento
in
di
orgoglio era
della
su
di
frequentee
scritta^egli ne'
era
Frattanto
coir ardito
globo
nella storia
che
si facesse
descritta
di
del nostro
giro
meritato
avea
facendo
e
della
anfit
cogliamici lontani^ e aprir loro
benemerito
tanto
da
perciò superbiva.Pìa-^
suo
domestiche^ poiché il figliuol
rendersi
poi
due
e
co' suoi scritti
modestissimo
segretidell' anima.
i
consolazioni
vano*
egli
cercati
onore^
dell' ordine
tanto
re-«
trentaquattro
lo visitavano
colui che
indi
glorioso^pò-*
più
non
legioned'
insegne
americani
lettere
per
confidenza
ingenua
vicino
nobilitato. Né
bevagliconversare
le
mandavagli
e
mille ottocento
cavaliere della
polare. I più illustriitaliani e
mosi
farìgi.Vecchio
a
mezzo
Torino^ ove
accoglienza3
lunghe agitazioni^e gli onori
ogni parte gliaffluivano
il
nuovo
a
e
in
venne
solenne
decretò
^i
Piemonte^
trentadue
di lire
pensione
annua
il
rivedere
desiderò
mille ottocento
anno
cossi
patrimonio un'
rende
poco
miei
quanto io poteva fare
:
ora
si
lieta la
disuria. Sono
anni
se
ciò
più
tanto
perverdi
la debolezza
28
dell' ingegno ,
alti
non
della
gradi
fu
meno
repubblica,ne
Machiavelli
e
entrambi,
integritàdell'
la
maestro
discese povero
fu del
ben
del ben
pur
dire
animo
salito ai
:
grande;
e
maestro,
più
ciardini
Guic-
come
di
migliore
ma,
fare.
XV.
Signori! Io
Botta:
vi ho
non
altre minori
molte
ma
opuscolo,a giudiziodi
un
di Savoia
di Piemonte
e
di fisica. Di
né
esse
dimostrarvi
occupò : fu medico,
si
poeta. Non
esser
poteva
Né
basta
rendere
monumento,
mondo
j
onore
ne
la
dello
allo
aveano
dell'uno
scopritoredel
e
modesta
una
dare alla memoria
perpetua
ma
,
italiano illustre artefice italiano
(^^)compose,
per
fu eretto,
perché
ma
magnanimi
r intendimento
mio
di lui. Io r ho
studi,e
si
un
la
già per
nome
gloria del
studi conforti
nel
perché
aggiunga,
Marocchelli.
sommo
necessaria
-
una
virtù
faccia di
esempio
con
all'illustre
ardente
leggesi:
esso
o
«
i suoi
valorosi
e
a
la
,
tadini
concit-
degli scritti
a
magnanime
zelo
»
giovani,fu
ci sìa stimolo
conseguenza,
rilievo
basso-
propria immortale
istorico
altro,
un
mostrazio
di-
é testimonianza
io feci della vita
il suo
coltivare
a
Né
».
parlarvieh'
celebrato
apprendiamo
(*^)Carlo
carità cittadina. Sovra
eternare
incognito
dell'altro,doppio e insigne
che
non
lui vivo,
loro
Giorgio vollero
di San
tanei
coecon
avere
imprese,gliconsecrarono,
monumento,
che
é tal
sommo
gratitudinedei
lui riconoscenti
a
niuno
glorioso.
nome
riverenza, innalzandogliun
gloriae
siccome
così diverse opere
e
rappresentante la Storia. Questo
di
lui
suo
tardò
Conterraneo
grande
dole
eglid' in-
persinovojle
e
sopra
nobilissima
a
nome
il
e
accenno
cose,
busto
di
«
il suo
gliabitanti
Anche
venne.
del loro
storico
secoli
madre
perché all'Italia,
varie
lavori storici
grandi
nei
già fatto
Dotato
storico
lode tante
con
le loro nobili
come
e
le
raggiunse la eccellenza,che
posteri.Gli Americani,
dei
eloquenzanarrato
tanta
Da
a
in molte
fu
politico,
sempre
l'aver
; ma
giustamenteonorare
a
e
un
tanto
né
fu
l'essere riuscito in tre
e
che
merito
in tutto
da
esser
compiuto
perseverante,
e
verso
insufficiente,
solamente
:
meravigliosa dell'autore.
l'operosità
bollente,animosa
vedemmo,
ciò
sul
medicina
materie
coteste
questo é luogo da
,
questioni di
a
giudice in
me,
né
spetta discorrere
per
a
intorno
alle Case
dissertazione
ingegnosa
una
tutte
versano
—
si eccettui
se
—
lo lesse, pregevole,intorno
chi
ed
di Carlo
principali
opere
egli,le quali
scrìsse
,
sciolto italiano
delle
parlato che
nimi
magnaopere.
scienza;
a
chiedere
la
libertà
la
e
più
di
fortuna
nell'avversa
lei
dB
patria
;
ad
caro;
consolazioni
sacrificar
a
sia
ove
qualunque
in
essere
loro^
e
fortezza
d'
;
amare
biala
ab-
quanto
uopo^
condizione
ad
di
nei
cose
^
alti
più
0
di
storia
e
di
lui
Da
generosi.
tanti
sue
glorie
di
migliori
umili
più
questa
di
Italia
destini;
a.
che
nostra^
in
le
sue
poiché
megho
uomini
meditare
di
tante
noi
un
giusto
secolari
T
amara
all'avvenire
onesti
divine
Le
miserie
ci
'esperienza
della
e
un'
la
fu
cuna
innumerabili
utile
speranza
di
commoveranno
del
cittadini
amore
intelligenze
teatro.
orgoglio
e
profondo
con
miserando
avvenimenti
ispireranno
provveder
società^
apprendiamo
tristissimi
infecondo^
non
della
gradi
passato
patria.
.
e'
lore
do-
gnerà
inse-
1
y
2«
AVVERTENZA.
Fra
cui
gliscrittiche
ebbe tra
si giovòsono:
maggiormente
mani
di
Fautore di questa orazione,
quelli
il discorso intorno
nel Dizionario estetico di Niccolò Tommaseo, la
aella Enciclopedia
popolaredel Pomba^
Felice
professore
debbe
Dance
eglia' suoi amici
Emanuele
Ghersi^ì
nel
suo
e
a
C. Botta
del
biografia
quellapiù recente
Panteon
piccolo
GiuseppeMaggiora Verganoe
quali
dal
pubblicata
avvocato
Giovanni
cortesiagK procurarono librie do-^
ispontanea
cumenti relativialla vita del Botta, quantùnquenon
opportuni
per Y indole del lavoro che
biografici*
particolari
Botta-ìnsevìidi
Molte grazie
poi
Subalpino.
-
con
che si legge
non
tutti glisieno (ornati
di scendere ai minuti
glipermetteva
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Carlo Botta e i Suoi Tempi: Orazione Inaugurale Pronunciata IL XVI