Bilancio di genere 2009 Provincia di Ferrara PROVINCIA DI FERRARA BILANCIO DI GENERE Rapporto 2010 Bilancio di genere 2009 Provincia di Ferrara Responsabile del Progetto Benasciutti Nadia Dirigente del Settore Servizi alla Persona della Provincia di Ferrara Realizzazione tecnica De Zordo Manuela Funzionaria Pari Opportunità Si ringraziano tutti gli Uffici della Provincia di Ferrara che hanno collaborato nella raccolta dei dati e delle informazioni per la realizzazione del documento. Un ringraziamento particolare va all'Ufficio Provinciale delle Consigliere di parità, che ha sostenuto e promosso, dal primo anno, la realizzazione di questo documento. Bilancio di genere 2009 Provincia di Ferrara Indice Indice ..................................................................................................................................................... 3 La struttura di rendicontazione ................................................................................................................. 4 1. Il Contesto locale di riferimento ................................................................................................ 6 1.1. Inquadramento demografico ......................................................................................................... 6 1.2. Le pari opportunità nelle istituzioni e nella società civile ................................................................ 14 1.2.1. La rappresentanza politica in un’ottica di genere .................................................................... 14 1.2.2. La presenza degli organismi istituzionali di parità e delle associazioni femminili ....................... 18 1.2.3. La presenza femminile nei CDA delle società partecipate ........................................................ 23 1.3. Situazione occupazionale generale ............................................................................................... 24 1.3.1. Lo stato lavorativo generale della popolazione ....................................................................... 25 1.3.2. Iscrizioni ai Centri per l’Impiego............................................................................................ 30 1.3.3. Imprenditoria femminile ....................................................................................................... 31 1.3.4. Lavoratori/lavoratrici immigrati/e .......................................................................................... 34 1.3.5. Dimissioni convalidate ex art. 55 T.U. n. 151/2000 ................................................................. 35 1.4. Pubblica Istruzione ..................................................................................................................... 37 1.4.1. Dispersione Scolastica .......................................................................................................... 37 1.4.2. Infanzia (0-6 anni) ............................................................................................................... 38 1.4.3. Scuola Superiore ................................................................................................................. 42 1.4.4. Le Iscrizioni all’Università in ottica di genere .......................................................................... 43 1.5. Politiche sociali e sanitarie........................................................................................................... 46 1.5.1. La Violenza in ottica di genere .............................................................................................. 46 1.5.2. L'immigrazione in ottica di genere in provincia di Ferrara ........................................................ 50 1.6. Altro .......................................................................................................................................... 54 1.6.1. Servizio Civile Volontario ...................................................................................................... 54 1.6.2. Osservatorio per l’educazione e la sicurezza stradale della Provincia di Ferrara......................... 55 2. Analisi della composizione del Personale dell’ente in ottica di genere ................................... 57 2.1. Analisi di genere del personale della Provincia per categorie ......................................................... 57 2.2. Analisi del personale per genere e struttura di appartenenza. ........................................................ 58 2.3. Personale per categorie e fasce di età. ......................................................................................... 60 2.4. Personale per genere, titolo di studio e categoria. ........................................................................ 61 2.5. Fruizione dei congedi parentali per genere ................................................................................... 62 2.6. Assenze per genere .................................................................................................................... 63 2.7. La fruizione del part-time in ottica di genere ................................................................................ 63 3. Bilancio di genere consuntivo 2009 ......................................................................................... 64 3.1. Aree direttamente inerenti al genere............................................................................................ 64 3.1.1. Pari opportunità ................................................................................................................... 64 3.1.2. Gestione delle Risorse Umane .............................................................................................. 66 3.1.3. Formazione professionale e politiche per il lavoro .................................................................. 67 3.1.4. Sussidiarietà ........................................................................................................................ 71 3.2. Aree indirettamente inerenti al genere ......................................................................................... 72 3.2.1. Politiche dell’istruzione ......................................................................................................... 72 3.2.2. Formazione Professionale e Politiche per il lavoro................................................................... 77 3.2.3. Politiche Sociali .................................................................................................................... 88 4. Analisi della spesa 2009 in ottica di genere ............................................................................. 90 La struttura di rendicontazione L’elaborazione del modello del Bilancio di Genere della Provincia di Ferrara è stata effettuata, fin dal primo esperimento/pilota del 2005, alla luce delle indicazioni e delle esperienze più rilevanti già in atto a livello nazionale. Sono state cosi individuate delle aree di inerenza al genere: - le aree direttamente inerenti il genere rappresentano impegni di spesa assunti per attività espressamente finalizzate alle pari opportunità e al superamento delle disuguaglianze tra uomo e donna; - le aree indirettamente inerenti il genere riguardano servizi rivolti a target di utenza generici cui, tuttavia, donne e uomini fruiscono di fatto in modo differente in virtù della situazione di contesto. Azioni rivolte a “disoccupati” chiaramente favoriscono maggiormente le donne, poiché queste rappresentano la maggior parte dei lavoratori in cerca di impiego; - le aree di genere ambientale si riferiscono a tutta una serie di servizi prestati dall’ente che non sono destinati direttamente alla persona, ma incidono su aspetti della qualità e sulle scelte di vita delle persone in misura significativa. La Provincia di Ferrara ha scelto di mantenere la rendicontazione su due livelli: a.Aree direttamente inerenti al genere b.Aree indirettamente inerenti al genere. Il Rapporto contiene una ampia indagine di contesto, ritenendo questa parte particolarmente utile al fine dell’analisi dell’impatto delle azioni finali. Elementi essenziali del modello sono: Riclassificazione delle politiche di genere L’analisi dei contenuti dei documenti di programmazione e le interviste con i/le dirigenti e i/le capo/ufficio hanno permesso di individuare gli indirizzi e le priorità in ottica di genere per ciascuno degli assi descritti. Monitoraggio delle attività svolte (indicatori) Il sistema prevede la rendicontazione delle attività svolte dai vari servizi connesse alla realizzazione delle politiche di genere, in particolare tramite l’utilizzo di indici o indicatori di realizzazione. Dove è possibile, sono riportati anche indicatori di esito rispetto agli obiettivi prioritari espressi dalle politiche. Utilizzo del report di bilancio all’interno del processo decisionale. Si tratta di concepire il bilancio come strumento a supporto degli amministratori per valutare ogni anno i risultati e convenire gli ambiti di miglioramento. In altri termini il bilancio va utilizzato non solo come reportistica tecnica ma anche come strumento di policy making. Nel corso del progetto sono stati coinvolti inoltre i seguenti Dirigenti e funzionari, appartenenti a diversi Settori dell’Amministrazione provinciale. Sono stati inoltre coinvolti nel reperimento dati anche uffici esterni all'ente. Cognome e Nome Baglioni Daria Balboni Francesca Bertasi Elisa Berti Laura Boarini Donata Bottazzo Floriana Bovi Vittorio Celati Barbara Cardi Nicoletta Gardellini Patrizia Gatti Maurizia Ghesini Elisabetta Guidi Ethel Morelli Lorenzo Magri Nicoletta Marzola Nicoletta Mazzanti Rita Ufficio Centro Donna Giustizia P.O. Centro per l'Impiego di Ferrara e Coord.to Politiche Attive del Lavoro Ufficio Diritto allo studio e integrazione scolastica Copresc di Ferrara Ufficio Orientamento Imprenditorialità Ufficio Maternità della Direzione Provinciale del Lavoro Comitato per l'Imprenditoria femminile di Ferrara Dirigente del Servizio Politiche del lavoro e formazione professionale Ufficio Organizzazione e Sviluppo Risorse Umane Ufficio Gestione/rendicontazione del Servizio Formazione Professionale Ufficio Statistica UOC Infanzia e Adolescenza, Associazionismo, programmazione socio sanitaria PO Supporto alla Direzione del Settore Servizio Politiche del lavoro e formazione professionale- statistico SIL Ufficio Gestione Formazione Professionale PO Bilancio, partecipazioni e Investimenti Consigliera Provinciale di Parità Mosca Franco Padroni Manuela Policardi Alessandra Serenari Assunta Spettoli Elena Tagliati Alessandro Tancredi Patrizia Terazzi Susanna Venturini Anna Chiara Zucchini Federica Osservatorio Provinciale sull’Immigrazione Ufficio Organizzazione e sviluppo risorse umane Ufficio Diritto allo studio e integrazione scolastica Consigliera Provinciale di Parità UOC Infanzia e Adolescenza, Associazionismo, programmazione socio sanitaria Ufficio Sicurezza stradale, traffico e idrovia Ufficio Statistica dell'Università di Ferrara UOS Programmazione e Qualificazione Scolastica UOC Diritto allo studio, integrazione e scuole per l’infanzia Ufficio Contabilità economica analitica e partecipazioni Gli indicatori inseriti sono di tre tipologie: - indicatori di contesto che descrivono la realtà in cui l’Ente si trova ad operare, con particolare riferimento alle aree della struttura di rendicontazione, - indicatori di attività (output): per il monitoraggio delle azioni messe in atto dall’Amministrazione per la realizzazione delle politiche; - indicatori di esito (outcome): per la valutazione degli esiti delle Politiche dell’Ente I dati raccolti hanno coperto, dove possibile, l’anno di riferimento del Bilancio (2009) e i tre anni precedenti (2006 2007 e 2008), in modo da poter effettuare considerazioni sull’evoluzione delle variabili descritte. La struttura del Bilancio di genere prevede anche una sezione specifica contenente i conti monetari, ossia le spese sostenute dalla Provincia di Ferrara per azioni che si ritiene possano essere direttamente o indirettamente inerenti al genere. Nelle schede delle azioni di Bilancio, da compilare annualmente a cura dei dirigenti, è inserito il campo “Bilancio di genere”; si richiede dunque la compilazione del campo segnalando il grado di inerenza al genere dell'azione di spesa/entrata. Bilancio di genere 2009 Provincia di Ferrara 1. Il Contesto locale di riferimento 1.1. Inquadramento demografico L’inquadramento demografico della provincia di Ferrara è stato affrontato secondo tre direttive principali: La popolazione per genere ed età La popolazione per classi di genere La natalità La popolazione per genere ed eta’ La popolazione residente al 31/12/2009 è costituita da 358.966 persone, di cui 187.264 femmine (il 52%) e 171.702 maschi (il 48%). Tab. Popolazione residente per Comune in provincia di Ferrara. Valori assoluti al 31/12/2009. COMUNI FEMMINE TOTALE 10.857 11.713 22.570 BERRA 2.594 2.751 5.345 BONDENO 7.407 8.040 15.447 17.346 17.804 35.150 CODIGORO 6.027 6.588 12.615 COMACCHIO 11.322 11.762 23.084 COPPARO 8.261 9.147 17.408 FERRARA 63.071 71.891 134.962 1.446 2.817 ARGENTA CENTO FORMIGNANA MASCHI 1.371 GORO 1.926 2.050 3.976 JOLANDA DI SAVOIA 1.538 1.600 3.138 LAGOSANTO 2.337 2.509 4.846 1.267 2.402 MASI TORELLO 1.135 MASSA FISCAGLIA 1.765 MESOLA 3.502 3.685 7.187 MIGLIARINO 1.827 1.886 3.713 MIGLIARO 1.095 MIRABELLO 1.706 1.804 3.510 OSTELLATO 3.212 3.380 6.592 POGGIO RENATICO 4.639 4.807 9.446 PORTOMAGGIORE 5.964 6.433 12.397 RO 1.657 1.767 3.424 SANT'AGOSTINO 3.453 3.626 7.079 TRESIGALLO 2.173 2.440 4.613 VIGARANO MAINARDA 3.599 3.813 7.412 1.974 3.892 187.264 358.966 VOGHIERA TOTALE PROVINCIALE 1.918 171.702 1.917 1.164 3.682 2.259 6 Bilancio di genere 2009 Provincia di Ferrara Si riportano i dati relativi alla distribuzione territoriale della popolazione residente per genere e distretto sociale. Il distretto OVEST comprende i territori comunali di Cento, Bondeno, S. Agostino, Mirabello, Poggio Renatico, e Vigarano Mainarda. Il distretto CENTRO/NORD i territori di Ferrara, Masi Torello, Voghiera, Copparo, Berra, Ro, Formignana, Tresigallo, e Jolanda di Savoia. Il distretto SUD/EST i territori di Portomaggiore, Argenta, Ostellato, Codigoro, Comacchio, Lagosanto, Migliarino, Migliaro, Massafiscaglia, Mesola e Goro. Tab. Popolazione residente in provincia di Ferrara per genere e distretto sociale al 31/12/2009. Tot. % sul di cui di cui DISTRETTI % maschi popolazione totale maschi femmine % femmine Centro/nord 178.001 50 83.718 94.283 47 53 Sud/est 102.921 27 49834 53.087 48 52 Ovest 78.044 23 38150 39.894 49 51 Il 50% della popolazione provinciale è residente in uno dei Comuni del Distretto sociale Centro/Nord, il più popoloso in quanto comprendente il capoluogo, Ferrara, nella quale sono residenti 134.962 persone, pari al 37,5% della intera popolazione. Sempre nel distretto Centro/Nord si registra il maggior differenziale percentuale tra femmine (53%) e maschi (47%). Queste tendenze percentuali rimangono sostanzialmente invariate rispetto alle scorse rilevazioni. Di notevole interesse è la composizione per età della popolazione in base al genere, che evidenzia un generalizzato invecchiamento della popolazione, frutto dell’effetto combinato di aumento della longevità e bassa natalità, nonché una persistente e significativa maggiore presenza delle donne nelle classi di età avanzata. Come possiamo vedere dai valori riportati nel grafico sottostante (la cosiddetta “piramide delle età”) e dal diagramma, nelle classi di età più giovani e fino alla classe di età dei 44 anni, le donne risultano numericamente inferiori ai maschi. Successivamente (intorno ai 50 anni), il rapporto si sbilancia a favore della componente femminile fino alle classi ultraottantenni ove lo stesso sale a 2 a 1 a favore delle donne. L'età media totale (sia la femminile che la maschile) in provincia di Ferrara è la più alta della Regione e netto è il differenziale di genere: 49,16 anni per le donne e 45,61 per gli uomini. 7 Bilancio di genere 2009 Provincia di Ferrara PROVINCIA DI FERRARA Piramide delle età al 31/12/2009 100 e più Da 90 a 94 Da 80 a 84 Da 70 a 74 Da 60 a 64 Da 50 a 54 Da 40 a 44 Da 30 a 34 Da 20 a 24 Da 10 a 14 M eno di 5 20.000 15.000 10.000 5.000 0 MASCHI 5.000 10.000 7.135 6.515 6.344 6.533 6.795 8.434 11.883 14.573 14.922 14.096 12.725 11.679 12.110 10.532 9.990 8.265 5.297 3.050 624 183 17 20.000 FEMMINE Tab. Classi di età per genere. Popolazione residente in provincia di Ferrara al 31/12/2009. Classi di età al 31/12/2009 MASCHI Meno di 5 Da 5 a 9 Da 10 a 14 Da 15 a 19 Da 20 a 24 Da 25 a 29 Da 30 a 34 Da 35 a 39 Da 40 a 44 Da 45 a 49 Da 50 a 54 Da 55 a 59 Da 60 a 64 Da 65 a 69 Da 70 a 74 Da 75 a 79 Da 80 a 84 Da 85 a 89 Da 90 a 94 Da 95 a 99 100 e più 15.000 FEMMINE 6.641 6.375 5.729 6.001 6.643 8.446 11.654 14.114 14.387 14.316 13.497 12.694 13.182 11.862 12.299 11.382 9.074 6.406 1.765 731 66 8 Bilancio di genere 2009 Provincia di Ferrara La popolazione per classi di genere La struttura anagrafica della popolazione residente può essere analizzata per “classi di genere”. La prima classe di età 0-19 viene definita “Area di cura Infanzia Adolescenza”, in questa fascia i soggetti sono “destinatari di lavoro di assistenza e di cura” da parte dei genitori o dei servizi. La seconda classe di età “Area di conciliazione famiglia-lavoro” (20-59 anni) è quella dove si riscontrano maggiori differenziali di genere in termini di pari opportunità di partecipazione alla vita sociale, politica ed economica della comunità e maggiori difficoltà di conciliazione tra tempi di vita e di lavoro. La Classe di età 60-79 è definita di supporto e assistenza, vi rientrano persone, per lo più fuoriuscite dal lavoro, ancora in grado di supportare il lavoro di cura di prima responsabilità dei figli. La Classe di età 80 e oltre è caratterizzata da un ritorno alle necessità di cura e di assistenza. CLASSI DI ETA’ VALORI ASSOLUTI AL 31/12/2009 M F Tot 0-19 Area di cura 26.527 24.746 51.273 20-59 Area di Conciliazione 95.107 95.751 190.858 60-79 Area di Supporto 40.897 48.725 89.622 9.171 18.042 27.213 171.702 187.264 358.966 80 e oltre Area di cura agli anziani Totale complessivo Popolazione per aree demografiche di genere Area di cura Area di Conciliazione M F Area di Supporto Area di cura agli anziani - 20.000 40.000 60.000 80.000 100.000 120.000 Da questa ripartizione per aree anagrafiche il dato da rilevare è la maggioranza evidente di donne che caratterizza l'area anagrafica di supporto, ancora più evidente per la successiva area di cura agli anziani. Queste evidenze sono costanti negli anni presi in considerazione dai Bilanci di Genere (dal 2005). 9 Bilancio di genere 2009 Provincia di Ferrara Distribuzione % delle aree anagrafiche di genere Area di cura 8% 14% Area di conciliazione 25% Area di supporto 53% Area di cura agli anziani La Tabella sottostante riporta una selezione di indicatori demografici1 che si ritengono particolarmente significativi in ottica di genere. Sono stati raffrontati i dati ferraresi con quelli relativi alla Regione EmiliaRomagna. INDICATORI DI STATO al 31/12/2009 PROVINCIA DI FERRARA REGIONE ER DIFFERENZIALI Percentuale Popolazione residente con meno di 5 anni 3,83 4.70 - 0,87 Percentuale Popolazione residente di 80 anni e oltre 7,47 6,96 + 0,51 236,31 170,16 + 66,15 56,97 55,29 + 1,68 91,69 94,53 - 2,84 18,23 21,11 - 2.88 201,79 154,06 + 47,73 Indice di vecchiaia Indice di dipendenza totale Rapporto di mascolinità Indice del carico di figli per donna Indice di ricambio della popolazione attiva Anche da un primo confronto tra gli indici di stato ferraresi e gli indici regionali, è possibile verificare molto frequentemente che i primi dimostrano un valore limite, in negativo o in positivo. A livello regionale la distribuzione della popolazione per classi di età fa emergere quanto segue: o la città più giovane della Regione è Reggio Emilia, con il 15,1% della popolazione sotto i 15 anni e poco meno del 20% anziana, il suo indice di vecchiaia è pari a 130,8 (1,3 anziani per ogni giovane), o Ferrara risulta la provincia più invecchiata dove solo il 10,8% della popolazione ha un’età inferiore a 15 anni, mentre ben il 25,5% è anziana, raggiungendo un indice di vecchiaia di 236% (2,4 anziani per giovane), o Solo Reggio Emilia registra un aumento nella fascia di età 15-39 anni (+3%), mentre tra tutte le altre province con dato negativo, Ferrara, col 10,5% in meno tra i 15-39-enni, è quella col calo maggiore in questa classe di età. L’indice di vecchiaia ferrarese, dato dal rapporto tra la popolazione di 65 anni e più e quella tra 0 e 14 anni è dunque il più alto a livello regionale, lo stesso vale per l'indice di dipendenza, l'indice di carico dei figli per donna e l'indice di ricambio della popolazione attiva. 1 Il valore degli indicatori è stato calcolato attraverso l’utilizzo del servizio “Statistica Self Service” fruibile dal sito www.regione.emilia-romagna.it 10 Bilancio di genere 2009 Provincia di Ferrara Tuttavia, come dimostra il grafico sottostante l’indice di vecchiaia, per genere, ha avuto un trend storico in leggera ma costante diminuzione. L’indice di vecchiaia femminile è sensibilmente più alto di quello maschile. Nel 2009 l’indice di vecchiaia femminile a Ferrara è pari a 285,9 mentre quello maschile è 189,8. L’indice di dipendenza viene considerato un indicatore di rilevanza economica e sociale. Il numeratore è composto dalla popolazione che, a causa dell’età, si ritiene essere non autonoma - cioè dipendente - e il denominatore dalla fascia di popolazione che, essendo in attività, dovrebbe provvedere al suo sostentamento. A Ferrara il valore di questo indicatore è lievemente maggiore dal dato medio regionale. Il rapporto di mascolinità indica il rapporto tra maschi e femmine moltiplicato per cento. Il valore per Ferrara (inferiore a 100) indica la prevalenza demografica femminile. La percentuale di popolazione residente di 80 anni e oltre mantiene valori percentuali piuttosto alti rispetto alla media regionale. Nella annuale analisi delle tendenze demografiche delle province emiliano-romagnole, la Regione registra per tutte un segno positivo nella variazione di popolazione residente, tuttavia Ferrara rimane il fanalino di coda con l'incremento più basso (0,66%). Tab. Trend 1999-2009 Indici di Vecchiaia per genere in Provincia di Ferrara Indice maschile di vecchiaia 201,6 205,5 205,3 205,3 204 202,6 201,9 198,8 196,1 192 189,8 Anno 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 Indice femminile di vecchiaia 324,4 325,7 323,7 322 320,8 317,1 312,5 308,8 301,2 293 285,9 Totale 260,6 263,5 262,5 261,7 260,3 257,8 255,3 251,7 246,8 240,7 236,3 Provincia di Ferrara Indici di vecchiaia (anni 1999 - 2009) 350 300 250 M F T 200 150 100 50 0 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 11 Bilancio di genere 2009 Provincia di Ferrara Natalita’ Il tasso di natalità è il rapporto tra il numero delle nascite e la media della popolazione nello stesso periodo. Dal 1999 al 2008 questo valore, come evidenziato dal grafico sottostante, è stato un lenta e graduale ripresa, passando dal 5,9 a 7,9. La crescita dell’indicatore è stata evidente tra il 2003 e il 2004. L’anno 2009 segna un anno di stallo: il tasso di natalità si è fermato al 7,8, in leggerissimo calo rispetto al 8,00 dell’anno 2008, è il più basso a livello regionale. Si riportano a seguito alcuni dati relativi al distretto sanitario ferrarese, estrapolati dal 7° Rapporto sui dati di Certificato di Assistenza al Parto, Anno 2009. - nel 2009 in particolare è il tasso di natalità riferito al Distretto Sud/est a presentare il valore inferiore (7,3%), mentre quello Ovest la frequenza più elevata (9,8%), tra le madri residenti nell’Ausl si registra la maggior frequenza di madri non coniugate (39%) rispetto ad un dato medio regionale del 30% la frequenza di madri con scolarità medio-bassa non si disposta dal dato regionale ma si registra una notevole variabilità tra i distretti (Centro Nord 22%, Ovest 31,3%, Sud Est 42%), la frequenza delle madri occupate è simile a quella regionale (70,6%), ma la frequenza di madri disoccupate è la più alta a livello regionale (7,7% versus 3,8%), nell’Ausl di Ferrara si registrano i dati minimi di frequenza di madri con cittadinanza straniera e di madri nate all’estero bassa rispetto alla media regionale la frequenza di donne che hanno effettuato tardivamente il primo controllo in gravidanza, tra le residenti nell’Ausl di Ferrara è particolarmente alta. Più che in tutte le altre aziende, la frequenza di donne che hanno utilizzato prevalentemente un servizio pubblico, per i controlli in gravidanza. Provincia di Ferrara Tasso di Natalità (anni 1999 -2009) Fonte Istat 8,1 7,6 7,1 6,6 6,1 5,6 1999 2001 2003 2005 2007 2009 Il TFT (tasso di fecondità totale) corrisponde al numero medio di figli per donna ed è un indicatore che permette confronti tra diversi territori. Il TFT è la somma dei tassi specifici di fecondità. La provincia di Ferrara rimane stabilmente il territorio che registra il TFT più basso a livello regionale con 1,3 figli per donna, a fronte di un TFT regionale di 1,48. Il TFT dell’Emilia Romagna risulta negli ultimi anni in continua crescita, come anche i tassi specifici di fecondità per età in Emilia Romagna risultano in crescita in tutte le fasce di età. Il tasso più elevato è quello relativo alla fascia d’età compresa fra i 30 e i 34 anni e ciò si verifica a partire dalla metà degli anni novanta. Dal 1980 l’andamento del tasso specifico di fecondità, sia in questa classe sia nelle altre superiori ai 35 anni, è costantemente in crescita (è quasi raddoppiato), evidenziando la tendenza delle donne a partorire in età sempre più “avanzata”. Dall’analisi di lungo periodo emerge il cambiamento radicale dei comportamenti 12 Bilancio di genere 2009 Provincia di Ferrara riproduttivi: nel 1980 il tasso della classe compresa fra 15-19 anni era 19,4 contro 3,2 della classe 40-44 anni, nel 2003 le donne tra i 40 e i 44 anni hanno un tasso di fecondità superiore a quello delle donne con meno di 20 anni (rispettivamente 9 e 6). Dagli andamenti degli ultimi anni appare evidente l’esistenza di una relazione positiva tra il livello del TFT delle province e la rispettiva quota di stranieri, che rappresenta quindi un fattore determinante dei futuri scenari provinciali. La provincia di Ferrara copre il 97° posto (su 107) nella classifica delle province italiane in base al tasso di fecondità (elaborazione ISMU su dati ISTAT). Provincia di Ferrara Tasso di Fecondità Totale (anni 1999 -2008) Fonte Istat 1,4 1,3 1,2 1,1 1 0,9 0,8 0,7 0,6 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 Tasso di Fecondità Totale in Emilia Romagna, anno 2008 Fonte Istat 1,80 1,60 1,66 1,42 1,43 Piacenza Parma 1,59 1,38 1,40 1,51 1,3 1,43 1,51 1,48 Rimini Emilia Romagna 1,20 1,00 0,80 0,60 0,40 0,20 0,00 Reggio Emilia Modena Bologna FERRARA Ravenna Forlì Cesena 13 Bilancio di genere 2009 Provincia di Ferrara L’età media al primo parto, in provincia di Ferrara, è pari a 31 anni (ultimo dato disponibile al 31/12/2008). Particolarmente significativo il balzo in avanti dell’età tra il 2002 e il 2003. Dal 2005 questo valore è in calo ma questa tendenza sembra subire un rallentamento proprio in considerazione del valore 2008, che rimane identico rispetto al 2007. Provincia di Ferrara Età media al parto (anni 1999 -2008) Fonte Istat 32 31,8 31,6 31,4 31,2 31 30,8 30,6 30,4 30,2 30 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 Attualmente, sia per la provincia che per il comune di Ferrara, delle donne in età feconda fanno parte i contingenti particolarmente consistenti delle donne nate negli anni del baby boom, che attualmente hanno fra 35 e 45 anni. Per contro, le classi più giovani sono assai meno consistenti, derivando già dai nati dei periodi con la natalità più bassa. Fra 10 anni, e a maggior ragione fra 20 anni, i contingenti più numerosi usciranno dalla fascia feconda, che invece vedrà l’ingresso di contingenti giovani sempre meno numerosi; quindi le donne in età feconda sono destinate inevitabilmente a diminuire in misura consistente. Per contro, aumenteranno gli anziani, soprattutto gli ultra ottantenni; perciò le famiglie ferraresi, oltre ad allevare i propri figli, dovranno occuparsi dei genitori anziani, spesso in maniera esclusiva in quanto in molti casi si tratta di figli unici. 1.2. Le pari opportunità nelle istituzioni e nella società civile La rappresentanza politica in un’ottica di genere nel territorio: Distribuzione per genere delle cariche politiche negli organi istituzionali comunali Presenza femminile nei ruoli istituzionali della Provincia di Ferrara La presenza degli organismi istituzionali di parità e delle associazioni: Gli organismi istituzionali per la promozione delle pari opportunità Le associazioni femminili in provincia di Ferrara La presenza femminile nei CDA delle società partecipate La presenza femminile nei media ferraresi 1.2.1. La rappresentanza politica in un’ottica di genere La rappresentanza politica dei generi nel nostro territorio è stata rilevata come un importante dato di contesto per misurare la realizzazione del principio di pari opportunità tra uomini e donne nella partecipazione alle decisioni della politica pubblica locale. 14 Bilancio di genere 2009 Provincia di Ferrara Un primo focus viene effettuato sulla distribuzione tra uomini e donne delle cariche politiche complessive attribuite in ambito comunale. Sono state prese in considerazione le cariche di sindaco, assessore comunale e consigliere comunale. Tab. Distribuzione per sesso delle Cariche Complessive nei Comuni della provincia di Ferrara. Distribuzione per sesso delle Cariche Maschi Femmine Maschi Complessive nei Comuni della provincia di (V.a.) (v.a.) (%) Ferrara al 31/07/2010 Femmine (%) Sindaci 19 7 74% 26% Assessori 96 43 69% 31% Consiglieri 323 139 70% 30% Media percentuale della distribuzione per sesso delle Cariche politiche complessive 438 189 70% 30% Presso le amministrazioni comunali del territorio ferrarese si contano 7 sindaci donna su un totale di 26 sindaci (il 26%). I comuni retti da una amministratrice sono Codigoro, Formignana, Jolanda di Savoia, Lagosanto, Masitorello, Migliarino e Mirabello. Su un totale di 139 assessori, 43 sono donne (il 31%): questa percentuale è in tendenziale aumento, idem per le elette nei consigli (139 su 462). La media percentuale della distribuzione per genere delle cariche complessive si attesta sul 70% per gli uomini e sul 30% per le donne. Monitoraggio sull’assegnazione delle deleghe politiche alle pari opportunità Comune Argenta Berra Bondeno Cento Codigoro Copparo Ferrara Formignana Goro Jolanda di Savoia Lagosanto Masi Torello Massafiscaglia Mesola Migliarino Migliaro Ostellato Poggiorenatico Portomaggiore Ro Ferrarese Sant’Agostino Tresigallo Vigarano Voghiera Attribuzione della delega PO si si si si si si si no si si si no si si si no no si si si si si si no Nominativo Assessore/a Isabetta Gomedi Giuseppina Favaron Francesca Poltronieri Maria Rosa Grazzi Mirella Brancaleoni Martina Berneschi Deanna Marescotti Laura Biolcati Caterina Palmonari Marika Menegatti Monia Roma Chiara Schincaglia Elettra Garuti Patrizia Pichierri Silvia Brandalesi Olga Scimitarra Rita Ruffoni Giulia Massari - Nell’ambito delle Giunte dei 26 Comuni della Provincia di Ferrara, sono state attribuite 21 deleghe espresse alle pari opportunità ad altrettante assessore (tutte componenti donna). 15 Bilancio di genere 2009 Provincia di Ferrara Tab. Composizione per genere delle Giunte e dei Consigli Comunali in provincia di Ferrara al 30/07/2010. Comuni della provincia di Ferrara Composizione per genere delle Giunte e dei Consigli Comunali Distribuzione delle cariche complessive Sindaco/a Assessori/e Consiglieri/e Totale Donne Uomini Donne Uomini Donne Uomini Donne Uomini V.A. V.A. V.A. V.A. V.A. V.A. V.A % % BERRA 0 1 2 2 4 12 21 28 72 CODIGORO 1 0 4 3 7 13 28 43 57 FORMIGNANA 1 0 1 3 5 12 22 27 73 GORO 0 1 2 4 6 10 23 35 65 JOLANDA DI SAVOIA 1 0 1 4 9 7 22 50 50 LAGOSANTO 1 0 2 3 6 10 22 41 59 MASI TORELLO 1 0 0 3 5 7 16 37 63 MASSA FISCAGLIA 0 1 1 5 4 12 23 22 78 MESOLA 0 1 1 5 6 10 23 30 70 MIGLIARINO 1 0 3 3 5 11 23 39 61 MIGLIARO 0 1 0 4 2 10 17 11 89 MIRABELLO 1 0 1 3 4 12 21 28 72 OSTELLATO 0 1 2 2 10 6 21 57 43 POGGIO RENATICO 0 1 2 4 4 12 23 26 74 PORTOMAGGIORE 0 1 1 6 3 17 28 14 86 RO 0 1 1 5 5 10 22 27 73 SANT'AGOSTINO 0 1 1 4 5 10 22 27 73 TRESIGALLO 0 1 1 3 4 11 20 25 75 VIGARANO MAINARDA 0 1 2 2 5 11 21 33 67 VOGHIERA 0 1 1 3 4 12 21 23 77 ARGENTA 0 1 3 4 8 12 28 39 61 BONDENO 0 1 1 4 9 11 26 38 62 CENTO 0 1 3 4 2 18 28 18 82 COMACCHIO 0 1 1 5 4 16 27 18 82 COPPARO 0 1 2 4 5 15 27 26 74 FERRARA 0 1 4 4 8 32 47 25 75 < 15.000 abitanti > 15.000 abitanti Ad oggetto di un ulteriore approfondimento è la ripartizione delle cariche politiche all’interno dell’amministrazione provinciale. Si sono volute sottolineare anche le nomine del Presidente del Consiglio Provinciale, dei Capigruppo e dei Presidenti delle Commissioni Consigliari. A seguito delle elezioni amministrative del giugno 2009 in consiglio provinciale sono elette n. 6 donne sul totale di 30 consiglieri (pari al 20% degli eletti). Attualmente la giunta provinciale è composta da 3 donne e 5 uomini. La delega alle pari opportunità è detenuta dall'Assessore Caterina Ferri, unitamente alla delega alle politiche del lavoro e formazione professionale. 16 Bilancio di genere 2009 Provincia di Ferrara Tab. Ruoli istituzionali per genere della Provincia di Ferrara. Presenza femminile nei ruoli istituzionali della Provincia di Ferrara al luglio 2010 Totale Di cui Donne Presidente 1 1 Assessore/i 8 3 Presidente del Consiglio Provinciale 1 0 VicePresidente Consiglio Provinciale 1 0 Presidenti Commissioni Consigliari 3 1 Consiglieri/e 30 6 Capigruppo 6 0 Tab. Distribuzione per genere delle cariche politiche presso le Amministrazioni Provinciali in Emilia Romagna. Anno 2010. La composizione per genere dei Consigli Provinciali in Emilia Romagna Ente numero componenti maschi numero componenti femmine % di presenza femminile Bologna 25 11 30 Ferrara 24 6 20 Forli-Cesena 22 8 26 Modena 21 9 30 Piacenza 23 1 4 Reggio Emilia 23 7 23 Rimini 15 9 37 Ravenna 18 12 40 MEDIA 171 63 26.9% La composizione per genere delle Giunte Provinciali2 in Emilia Romagna Ente numero componenti maschi numero componenti femmine % di presenza femminile Bologna 6 3 33 Ferrara 5 4 44 Forli-Cesena 9 2 18 Modena 6 3 33 Piacenza 8 1 11 Reggio Emilia 4 3 42 Rimini 6 2 25 Ravenna 8 3 27 MEDIA 52 21 28,7% 2 Tra i componenti della Giunta è stato conteggiato anche il/la Presidente della Provincia di riferimento. 17 Bilancio di genere 2009 Provincia di Ferrara Quanto alla composizione per genere delle giunte provinciali nella Regione Emilia Romagna, le donne sono presenti in media al 28,7%. La giunta ferrarese, con il suo 44% di presenze femminili si colloca ben al di sopra della media regionale. Le Presidenti di Provincia sono 3 (Ferrara, Bologna e ) sul totale delle 9 Province. Solo una provincia (Ravenna) prevede una donna come Presidente del Consiglio Provinciale. I Consigli Provinciali sono composti da una media di 26,9% donne, su questo fronte il consiglio ferrarese, con il suo 20%, risulta avere una componente femminile numericamente poco rappresentata rispetto alla media. 1.2.2. La presenza degli organismi istituzionali di parità e delle associazioni femminili L’analisi si sposta ora alla rilevazione degli organismi istituzionali del territorio preposti alla promozione delle pari opportunità il cui mandato si basa o su leggi nazionali oppure sugli ordinamenti statutari degli enti. Si è ritenuto importante affiancare all’azione e agli obiettivi di questi organismi anche la mappatura della presenza delle associazioni femminili nel territorio. La presenza di questi organismi sul territorio rafforzano la governance nella elaborazione delle politiche di genere locali. E' possibile affermare senza dubbio che “le politiche pubbliche di genere” trovano legittimazione e sostegno dalla presenza sul territorio di organismi privati e pubblici che promuovo la cultura della parità di genere offrendo alle amministrazioni locali dati ed esperienze sulle quali fondare le proprie azioni positive. Rilevare la presenza e le attività di questi organismi significa valutare l'estensione con cui la prospettiva di genere è presente nel sistema della governance provinciale e misurare “la istituzionalizzazione del genere”. L’Ufficio delle Consigliere di Parità UFFICIO DELLE CONSIGLIERE PROVINCIALI DI PARITA' DI FERRARA: Consigliera di Parità effettiva della Provincia di Ferrara: Avv. Rita Mazzanti Consigliera di Parità supplente: Dott.ssa Maria Assunta Serenari Nominate con decreto ministeriale D.M. 6/4/2001-D.M 20/07/05 c/o Servizi per l’Impiego Via Cairoli, n. 30 Ferrara Tel. 0532.299808 / 299854 Fax: 0532.299822 E-mail: [email protected], [email protected], [email protected] Orario di ricevimento: Lunedì mattina ore 9,00-13,00 Martedì mattina ore 9.30-13.00, pomeriggio ore 14,30-16,30 previo appuntamento. La/il Consigliera/e di parità è una figura istituzionale di nomina ministeriale con funzione di promozione e di controllo dell'attuazione dei principi di uguaglianza di opportunità e non discriminazione tra uomini e donne nel lavoro (art.1, comma 2, D.lvo 196/2000 – vedi ora art. 13 D.lvo 198/2006 “Codice di Pari Opportunità tra uomo e donna”). A livello nazionale, regionale e provinciale sono nominate/i una/un Consigliera/e di Parità effettiva/o e una/un supplente. Per il territorio provinciale di Ferrara sono in carica: la Consigliera Effettiva –Avv. Rita Mazzanti e la Consigliera Supplente- Dott.ssa Maria Assunta Serenari. Tra i compiti che la legge assegna alle/ai Consigliere/i di parità, (art.15, comma 1, D.lvo 198/2006), rientra quello di rilevazione delle situazioni di squilibrio di genere, al fine di svolgere le funzioni promozionali e di garanzia contro le discriminazioni nel lavoro previste dal libro III, titolo I “Le pari opportunità nel lavoro” D.lvo 198/2006), rafforzandone il ruolo nel rispetto delle norme antidiscriminatorie nei luoghi di lavoro. In particolare si configura come discriminazione diretta qualsiasi atto, patto o comportamento che produca un effetto pregiudizievole discriminando le lavoratrici o i lavoratori in ragione del loro sesso e comunque il trattamento meno favorevole rispetto a quello di un’altra lavoratrice o di un altro lavoratore in situazione analoga. 18 Bilancio di genere 2009 Provincia di Ferrara Costituisce discriminazione, ai sensi dell’art. 25, comma 2 bis del Dlgs 198/06 art. 25, anche ogni trattamento meno favorevole in ragione dello stato di gravidanza, nonche’ di maternita’ o paternita’, anche adottive, ovvero in ragione della titolarita’ e dell’esercizio dei relativi diritti. Si ha discriminazione indiretta, invece, nell’ipotesi in cui una disposizione, un criterio, una prassi, un atto, un patto o un comportamento apparentemente neutri mettono e possono mettere i lavoratori di un determinato sesso in una posizione di particolare svantaggio rispetto ai lavoratori dell’altro sesso, salvo che riguardino requisiti essenziali allo svolgimento dell’attività lavorativa, purché l’obiettivo sia legittimo e i mezzi impiegati per il suo conseguimento siano appropriati e necessari. Sono considerate come discriminazioni anche le molestie, ovvero quei comportamenti indesiderati, posti in essere per ragioni connesse al sesso, aventi lo scopo o l’effetto di violare la dignità di una/un lavoratrice/tore e di creare un clima intimidatorio, ostile degradante, umiliante ed offensivo e le molestie sessuali, ovvero quei comportamenti indesiderati a connotazione sessuale, espressi in forma fisica, verbale o non verbale, aventi lo scopo o l’effetto di violare la dignità di una/un lavoratrice/tore e di creare un clima intimidatorio, ostile degradante, umiliante ed offensivo. A fronte di atti, patti, atteggiamenti o comportamenti discriminatori le Consigliere di Parità possono intervenire, nell’ambito territoriale di competenza, su segnalazione e delega della lavoratrice e/o del lavoratore, sia in fase stragiudiziale allo scopo di rimuovere atti e/o comportamenti discriminatori in violazione delle norme a tutela delle/dei lavoratrici/ori favorendo la conciliazione delle controver-sie, sia promuovendo il tentativo obbligatorio di conciliazione ai sensi dell’art. 410 del codice di procedure civile, sia in giudizio, avanti il Giudice del Lavoro o avanti il Tribunale Amministrativo Regionale o intervenendo nei giudizi promossi dalla lavoratrice. Nell’ipotesi di discriminazione collettiva la possibilità di intervento stragiudiziale o giudiziale spetta alla/al Consigliera/e regionale o nazionale. A titolo esemplificativo e non esaustivo, si possono contattare le Consigliere di parità allo scopo di richiedere un loro intervento o una consulenza, qualora: si ritiene di avere subito una discriminazione nell’accesso al lavoro, nella formazione professionale, nella progressione di carriera, nel trattamento economico o nel trattamento contrattuale; se è stato intimato un licenziamento in ragione del sesso in particolare a causa della gravidanza e/o maternità/paternità –o, per le medesime ragioni, è stato irrogato un provvedimento disciplinare. una/un imprenditrice/imprenditore è intenzionata/o a migliorare l’equilibrio tra i generi accedendo ai finanziamenti del D.lvo 198/2006 artt. 45-46-48 o vuole presentare progetti sulla flessibilità per una migliore conciliazione di vita lavorativa e vita famigliare (vedi Legge n. 53/2000 art. 9); si presentano esigenze di conciliazione tra vita lavorativa e vita privata. Nel corso dell’anno 2009, così come negli anni precedenti, molte lavoratrici si sono rivolte direttamente all’Ufficio della Consigliera segnalando problematiche attinenti lo svolgimento dell’attività lavorativa; parimenti all’Ufficio sono giunte segnalazioni tramite le organizzazioni sindacali e la Direzione Provinciale del Lavoro. Le richieste dirette e/o le segnalazioni pervenute hanno riguardato prevalentemente problematiche riguardanti il licenziamento in gravidanza o in maternità e casi di convalida dimissioni delle rassegnate nel primo anno di vita del figlio/a di convalida delle dimissioni con particolare riguardo alla volontarietà o meno delle medesime ed alle eventuali discriminazioni di genere al rientro dalla maternità. Anche nel 2009 si sono rivolte all’Ufficio della Consigliera lavoratrici portatrici di difficoltà di conciliazione tra tempi di vita e di lavoro, discriminazioni di genere sul lavoro, con aumento di donne straniere, di origine extracomunitaria. All’ufficio delle Consigliere di Parità sono giunte anche segnalazioni e/o richieste di informazioni attinenti a casi estranei al loro campo di intervento poiché coinvolgenti problematiche soprattutto di presunto mobbing non fondato sul sesso; in tali casi la Consigliera di Parità pur non potendo attivarsi direttamente per mancanza di legittimazione hanno fornito le informazioni necessarie per consentire alle lavoratrici di attivarsi a tutela dei propri diritti tramite altri percorsi. Nel corso del 2009 non sono state sostenute azioni giudizio in quanto i casi pervenuti hanno trovato spazio di conciliazione stragiudiziale. Varie sono state le richieste di consulenze anche legate alle difficoltà, da parte delle lavoratrici/dei lavoratori, di reperire informazioni sui diritti del lavoro e o inerenti diritti alla maternità e alla parità salariale. Il programma di attività 2009 ha previsto, come già negli anni precedenti, la realizzazione di progetti di priorità organizzati direttamente dall’Ufficio delle Consigliere oltre che di progetti di sostegno ad attività organizzate da altri Organismi di parità, Associazioni Datoriali e Femminili e Organizzazioni Sindacali 19 Bilancio di genere 2009 Provincia di Ferrara In particolare, con riferimento al tema della conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, in collaborazione con l’Assessore alle Politiche e servizi per il lavoro - formazione professionale, nell’ambito del Gruppo di Lavoro avviato con il Protocollo d’ Intesa “Conciliazione Vita e Lavoro” sottoscritto nel 2008, si è concluso il primo percorso formativo. Le Consigliere di parità sono state altresì nuovamente coinvolte dall’Università degli studi di Ferrara, Facoltà di Giurisprudenza, nell’iniziativa del Ministero Pari Opportunità e dell’Ateneo rivolta alle donne con l’obiettivo di accrescere la presenza femminile nelle Istituzioni nazionali e locali, che ha visto la programmazione del Corso di formazione “Donne, politiche, istituzioni. Percorsi formativi per la promozione della cultura di genere e delle pari opportunità” II Edizione 2009 per l’A.A. 2008/2009” realizzato in streaming con l’Università degli studi di Rovigo. Inoltre la Consigliera di Parità effettiva ha collaborato con l’Università degli Studi di Ferrara, la Consigliera di parità effettiva Regionale e con la Fondazione Forense Ferrarese per la realizzazione di un corso di Diritto del Lavoro e Diritto antidiscriminatorio, da realizzare nei primi mesi del 2010 in 8 incontri. Varie sono state le iniziative, organizzate da Associazioni Femminili, Provincia di Ferrara, Comune di Ferrara, Regione Emilia Romagna, altre Province o Istituzioni a cui sono state invitate le Consigliere e hanno partecipato in rappresentanza dell’Ufficio nel corso del 2009. L’Ufficio delle consigliere di Parità ha collaborato con i Comitati Pari Opportunità del Territorio. Anche nel corso dell’anno 2009 l’Ufficio ha continuato la collaborazione con la Direzione provinciale del Lavoro di Ferrara -Servizi Ispettivi e con il Funzionario responsabile della vigilanza sulle Pari Opportunità. e con la Direzione Provinciale del Lavoro di Ferrara – Servizio Politiche attive del Lavoro, collaborazione iniziata fin dalla prima nomina delle Consigliere e sancita formalmente dal Protocollo di Intesa sottoscritto il 19/03/2009. Comitati paritetici per le pari opportunità. I Comitati paritetici aziendali per le pari opportunità sono stati istituiti dalla legge 125/91 denominata “Azioni positive per la realizzazione della parità uomo-donna nel lavoro”, ora abrogata dal D.lgs n. 198/2006 di riordino delle disposizioni in materia di pari opportunità. Si tratta di Comitati a composizione paritetica (con componenti di nomina sindacale e componenti di nomina aziendale) il cui mandato principale è quello dell’assicurare l’applicazione dei principi di pari opportunità e di non discriminazione all’interno dell’azienda di riferimento. Sono stati monitorati solamente i Comitati che hanno una sede e un nucleo organizzativo nel territorio provinciale. Comitati Aziendali Pari Opportunità Sede Azienda Ospedaliera-FE 1. CPO Comparto 2. CPO Dirigenza Corso Giovecca, 203 Ferrara Tel. O532.236570 Università di Ferrara Via Savonarola, 9 Ferrara Tel. 0532. 291744 [email protected] Obiettivi Redigere il bilancio di genere3 (raccolta e analisi dei dati relativi alla popolazione dei dipendenti declinati per genere, in merito alla organizzazione del lavoro, ai percorsi di carriera, alla formazione professionale, alla conciliazione famiglia-lavoro, ai riconoscimenti economici e all'utenza, in merito alle diagnosi di accesso, agli esiti declinati per genere), prevenire e intervenire sulle discriminazioni di genere, promuovere azioni positive nell’organizzazione del lavoro e nei percorsi di carriera, adottare strumenti di conciliazione, adottare ottica di genere nei rapporti con i/le pazienti, costituire rete con altri organismi di parità (istituzionali e non) presenti sul territorio, regionali, nazionali e internazionali. Promuovere la realizzazione di "azioni positive" da parte dell'ateneo per garantire le pari opportunità nel lavoro e nello studio, in sintonia con le politiche europee in materia, con la direttiva del Consiglio dei Ministri del 7 marzo 1997 e con la legge 10 aprile 1991 n.125; Il Comitato individua le forme di discriminazione, dirette o indirette, che ostacolano la piena realizzazione delle pari opportunità nell'ambito dell'attività di lavoro e di studio delle tre componenti universitarie (personale tecnico amministrativo, personale docente e studenti). Il Comitato si fa altresì promotore delle iniziative necessarie per la loro rimozione. 3 Il bilancio di missione dell'Azienda Ospedaliero-Universitaria di Ferrara Sant’Anna contiene un capitolo appositamente dedicato al bilancio di genere (www.ospfe.it bilancio di missione 2009 pag. 191- 203) 20 Bilancio di genere 2009 Azienda USL 1. CPO Dirigenza 2. CPO Comparto Provincia di Ferrara Via Fausto Beretta,7 Ferrara [email protected] raccogliere dati attraverso indagini conoscitive, ricerche e analisi relative alle materie di propria competenza. promuovere iniziative volte a dare attuazione a risoluzione e direttive dell’UE per l’affermazione sul lavoro delle libertà personali ivi comprese quelle relative alle molestie sessuali. migliorare la qualità del lavoro delle donne proponendo strumenti ridurre eventuali ostacoli allo sviluppo professionale e alla progressione di carriere, favorire l’effettiva parità nelle condizioni di lavoro e sviluppo professionale che tengano conto anche della posizione delle lavoratrici in seno alla famiglia. Commissione speciale delle elette (Comune di Ferrara) La Commissione Speciale delle Elette è composta dalle donne elette in Consiglio Comunale. Nella modifica dello Statuto Comunale del 2004 è stato ripuntualizzato il ruolo della Commissione speciale delle elette, tuttavia un Coordinamento delle donne elette esiste fin da prima del 1999. Si tratta di una Commissione Speciale in quanto le componenti non hanno il peso rappresentativo degli altri consiglieri delle altre commissioni ordinarie. E’ previsto il coinvolgimento della Commissione nella discussione delle delibere che hanno attinenza con le pari opportunità. L’obiettivo principale è quello di fare in modo che tutta l’azione amministrativa comunale sia improntata al principio di pari opportunità. Nello statuto comunale è prevista la rendicontazione dell’attività amministrativa comunale in un’ottica di genere. Quindi ogni anno in fase di consuntivo la giunta deve relazionare al consiglio sul raggiungimento degli obiettivi che si sono posti in sede di previsione. La Commissione funge, in questo caso, anche da strumento di controllo e garanzia dell’attuazione di questo principio statutario. Attuale Presidente della Commissione delle elette del Comune è la consigliera Irene Bregola. Forum provinciale per le pari opportunita’ Organismo Consultivo a composizione allargata istituito dalla Provincia di Ferrara nel 2001 e rinnovato dal Consiglio Provinciale su proposta dell’Assessorato Pari Opportunità nel 2005. Viene di regola convocato 3 volte l’anno su diversi temi rilevanti per la promozione della cultura di genere e delle pari opportunità nelle istituzioni e nella società civile. Commissione consigliare provinciale per le pari opportunita’ Con delibera n. 43/32482 del 18/4/2007 il consiglio provinciale ha approvato all’unanimità la istituzione di una Commissione Consigliare per le Pari Opportunità. A monte della istituzione sta l’approvazione di un precedente ordine del giorno nel quale si è sollecitata l’istituzione di una commissione “che si occupi di seguire le questioni relative all’impatto di genere di ogni provvedimento e di promuovere iniziative programmatiche relative ai diritti delle donne e di promozione delle politiche di pari opportunità, in relazione e di concerto con il presidente, la giunta e l’intero consiglio”. I componenti della nuova Commissione Provinciale per le Pari Opportunità sono 18, individuati proporzionalmente alla consistenza numerica dei gruppi consiliari. Ne fanno comunque parte tutte e 6 le consigliere donne presenti in Consiglio. E’ stata nominata Presidente della Commissione la consigliera Stefania Milani. Coordinamenti femminili nelle organizzazioni sindacali All’interno dei Sindacati territoriali maggiormente rappresentativi sono attivi dei Coordinamenti femminili per il confronto con le Istituzioni in particolar modo in materia di discriminazioni di genere in ambito lavorativo. Di seguito sono indicati i riferimenti per contattare i coordinamenti. 21 Bilancio di genere 2009 Provincia di Ferrara Coordinamento femminile CGIL: Manuela Fantoni, delegata alle politiche di genere [email protected], tel. 0532.783243 - Piazzetta Verdi, 44100 Ferrara. Coordinamento femminile SPI – CGIL: Maria Rosa Parenti, [email protected], tel. 0532.783224. Coordinamento Femminile CISL: Il Coordinamento femminile CISL ‘ è organizzato su base regionale con referenti provinciali. La referente provinciale per il territorio ferrarese è Giovanna Camisani, tel. 347/6458933, [email protected], P.tta Toti, 5 – 44100 Ferrara Coordinamento Femminile UIL: Lumturi Kalaya, delegata alle politiche di genere, tel. 0532/764400, cell. 393/9873466 - Via Mulinetto, 63 – 44100 Ferrara. Comitato per l’imprenditoria femminile La costituzione dei Comitati per la promozione dell'imprenditorialità femminile presso le Camere di Commercio è prevista dal protocollo d'intesa sottoscritto il 20 maggio 1999, e successivamente rinnovato nel 2003, tra il Ministero delle Attività produttive e l'Unione Nazionale delle Camere di Commercio. I comitati sono composti da rappresentanti del Consiglio camerale, delle Associazioni di categoria, delle organizzazioni sindacali presenti sul territorio di ciascuna provincia e sono chiamati a svolgere funzioni propositive nell'ambito della programmazione delle attività camerali, per promuovere e favorire lo sviluppo dell'imprenditorialità femminile, personalizzando gli interventi sulla base delle esigenze e delle peculiarità dell'economia provinciale. Il Comitato di Ferrara ha rinnovato la propria composizione dal mese di novembre 2006. Comitato Imprenditoria Femminile c/o la Camera di Commercio di Ferrara Presidente: Irene Sandri Segretario: Vittorio Bovi Sede: Via Borgo Leoni, 11_ Ferrara Telefono: 0532.783821 Associazioni femminili nella provincia di Ferrara Di seguito è riportato un elenco delle associazioni femminili che hanno sede e portano avanti la propria attività in provincia di Ferrara. Ognuna si caratterizza per un proprio particolare ambito di competenza, tuttavia hanno come obiettivo comune il perseguimento degli obiettivi di pari opportunità e di valorizzazione delle differenze tra i generi. Associazioni Femminili di Ferrara Referente ANDE (Ass. Nazionale Donne Elettrici) Presidente: Renata Baraldi Gagliani CIF (Centro Italiano Femminile) Presidente Provinciale: Maria Pia Radice Presidente Comunale: Maria Chiara Annunziata CENTRO DOCUMENTAZIONE DONNA Presidente: Luciana Tufani Sede/ Telefono/Mail Via Ercole I D'Este, 14 [email protected] Via Savonarola, 26 Ferrara Tel. 0532-209238 [email protected] Via Terranuova,12/b 44121 Ferrara Tel. 0532/205046/53186 [email protected] Obiettivi “Promuovere l’acquisizione di una maggior coscienza politica in quanto consapevoli delle responsabilità inerenti al diritto di voto e all’influenza che attraverso di esso si può esercitare per lo sviluppo della società. L’Associazione si batte per assicurare il progresso sociale nella libertà individuale e crede in una Europa Unita e forte” “Raggiungimento di una cultura e democrazia paritaria. Partecipazione delle donne alla vita delle istituzioni Superamento di ogni forma di discriminazione Garanzia dei diritti di tutti i soggetti sociali Attività in favore della famiglia e dei suoi valori” “Diffondere la cultura delle donne”.Gestione della Biblioteca e emeroteca 22 Bilancio di genere 2009 CENTRO DONNA E GIUSTIZIA Provincia di Ferrara Presidente: Paola Castagnotto FIDAPA Federazione Italiana Donne Arti Professioni Presidente: Susanna Giuriatti SOROPTIMIST CLUB FERRARA Presidente: Gigliola Bonora Via Terranova, 12/b 44121 Ferrara Tel. 0532 247440 [email protected] t “Promuovere la cultura della differenza di genere quale forma di prevenzione alla violenza, nelle scuole e nelle diverse istituzioni e quale forma di intervento sulle situazioni di violenza vissute dalle donne del nostro territorio”. Via Vignatagliata, 30 44100 Ferrara, cell 348/5606934 [email protected] rlinnovazione.it “Valorizzazione della presenza delle donne nell’ambito delle arti, professioni e affari nonché promozione delle iniziative che portino ad una maggiore conoscenza delle problematiche femminili” Via Saffi,33 44100 Ferrara Tel. 0532.207913 [email protected] UDI (Unione Donne In Italia) Presidente: Liviana Zagagnoni Via Terranova, 12/b_Ferrara Tel. 0532.203266 [email protected] Ass. MOGLI DEI MEDICI ITALIANI (AMMI) ASSOCIAZIONE NAZIONALE DONNE OPERATE AL SENO (ANDOS) Ass. DONNE E POESIA Ass. Culturale Leggere Donna - Avanzamento della condizione della donna Principi di elevata moralità Diritti umani per tutti Uguaglianza, sviluppo e pace “Sostenere nella politica, nella cultura, nella società, nella famiglia e nel lavoro il diritto all’eguaglianza tra donne e uomini. Costruire insieme alle donne provenienti da altri paesi percorsi di affermazione di diritti sociali, civili e politici. Difendere la salute, l’integrità e l’autodeterminazione delle donne”. “Divulgare la conoscenza di tematiche sanitarie per la prevenzione e l’aggiornamento, favorendo la solidarietà nelle famiglie dei sanitari. Unite per unire” “Fornire alla collettività femminile, e in particolare alle donne operate al seno, una serie di servizi concreti e gratuiti quali attività di prevenzione, sostegni psicologici, visite oncologiche specialistiche, corsi di formazione e incontri di gruppo” Presidente: Anna Maria Poltronieri Grillo c/o Ordine dei Medici, Piazza Sacrati,11 Ferrara [email protected] Presidente: Balducci Maria Luisa Piazzetta San Nicolò, 1/B Ferrara Tel. 0532.764375 Ambulatorio: Via Kennedy, 16 (FE) Tel. 0532.769334 Presidente: Lidia Fiorentini Via Armari, Ferrara tel. 0532. 204033 “Promuovere la poesia al femminile, valorizzando le emozioni, pensieri e problematiche delle donne” Via Ticchioni, 38/1 44122 Ferrara [email protected] www.tufani.net “Diffondere la cultura delle donne attraverso riviste e pubblicazioni. Organizzazione di incontri e convegni” Presidente: Luciana Tufani 1.2.3. La presenza femminile nei CDA delle società partecipate Di seguito si riporta una tabella che riporta la composizione per genere dei Consigli di Amministrazione delle Società Partecipate e dei Consorzi dalla Provincia di Ferrara. I dati sono aggiornati al 30/07/2010. SOCIETA' N. Componenti CDA Maschi Femmine % di Partecipazione Femminile Delta 2000 8 8 0 0 S.I.PRO 5 4 1 20 A.T.C. SPA 5 5 0 0 Ferrara Arte S.P.A. 1 1 0 0 23 Bilancio di genere 2009 Provincia di Ferrara F.E.R. 3 3 0 0 NUOVA QUASCO 1 1 0 0 3 3 0 0 13 11 2 15 17 17 0 0 Parco Scientifico per le tecnologie industriali 3 3 0 0 Ferrara Fiera Congressi 7 6 1 14 Lepida 3 3 0 0 CONSORZI N. Componenti CDA Maschi Femmine % di Partecipazione Femminile CONSORZIO PARCO REGIONALE DEL DELTA DEL PO 7 6 1 14 AMI 8 8 0 0 Consorzio Ferrara Ricerche 12 12 0 0 TOT 96 91 5 5,2% Consorzio Agroalimentare Basso Ferrarese Banca Popolare Etica Centro Ricerche Produzioni Vegetali Le donne presenti nei Consigli di Amministrazione delle Società e dei Consorzi partecipati dalla Provincia di Ferrara sono, al 30/07/2010, il 5,2% del totale dei Consiglieri, per un totale di 5 consigliere su 96 componenti totali. Questa percentuale rimane praticamente invariata rispetto all’anno precedente (5,1%) mentre ricordiamo che, rispetto all'anno 2007, si è verificato uno scarto in negativo sulla presenza femminile di quasi tre punti (da 7,9 a 5,1). 24 Bilancio di genere 2009 Provincia di Ferrara 1.3. Situazione occupazionale generale 1.3.1. Lo stato lavorativo generale della popolazione Si riportano di seguito gli indicatori di contesto relativi allo stato lavorativo della provincia di Ferrara nell’anno 2009 raffrontati agli anni 2008 e 2007 e suddivisi per genere. In sintesi gli indicatori utilizzati sono: o Forze di lavoro (occupati e in cerca di occupazione) o Non Forze di lavoro o Tasso di attività o Tasso di occupazione o Tasso di disoccupazione. I grafici sottostanti riportano inoltre il trend di valore del tasso di disoccupazione e di occupazione, maschile e femminile, nel periodo 1996-2009. Tab. Indicatori generali di contesto sullo stato lavorativo della popolazione migliaia. Anni 2007/2009. Stato lavorativo provinciale Unità di Valore 2007 misura M F Forze di lavoro Migliaia 93 73 di cui occupati/e migliaia 91 70 di cui in cerca di occupazione migliaia 2 3 Non forze di lavoro migliaia 57 93 Di cui in età lavorativa (15-64 ) migliaia 24 41 Di cui non in età lavorativa migliaia 33 52 Tasso di attività % 61,7 43,9 (Forze di lavoro/Pop. 15 anni e oltre) x 100 Regione ER Italia Tasso di occupazione (Occupati/Pop. 15 anni e oltre) x 100 Regione ER Italia Tasso di disoccupazione (persone in cerca di lavoro/forze di lavoro) x 100 Regione ER Italia in provincia di Ferrara. Valori Istat espressi in M 91 88 2 60 26 34 Valore 2008 F 77 71 6 89 37 52 M 93 87 5 58 24 34 Valore 2009 F 77 71 6 90 38 52 60,4 46,4 61,4 46,1 % % 63,8 60,7 46,4 38,0 64,1 60,6 46,9 38,7 63 59,9 47,1 38,3 % 60,6 42,2 58,7 43 57,8 42,8 % % 62,5 57,7 44,6 35,0 62,6 57,3 44,9 35,4 60.3 44,5 44,5 34,7 % 1,9 3,8 2,7 7,3 5,8 7,3 % % 2,1 4,9 3,9 7,9 2,4 5,5 4,3 8,5 4,2 6,8 5,5 8,5 25 Bilancio di genere 2009 Provincia di Ferrara Graf. Trend Tasso di Disoccupazione maschile. Anni 1996-2009. Ferrara e Emilia-Romagna Trend Tasso di disoccupazione maschile. Anni 1996/2009. 7,0 6,0 5,0 4,0 Ferrara 3,0 RER 2,0 1,0 0,0 1996 1997 1998 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 Graf. Trend Tasso di Disoccupazione femminile. Anni 1996-2009. Ferrara e Emilia-Romagna Trend Tas s o di dis occupazione fem m inile. Anni 1996/2009. 18,0 16,0 14,0 12,0 10,0 Ferrara 8,0 RER 6,0 4,0 2,0 0,0 1996 1998 2000 2002 2004 2006 2008 Graf. Trend Tasso di Occupazione maschile. Anni 1996-2009. Ferrara e Emilia-Romagna Trend Tasso di Occupazione maschile. Anni 1996/2009. 64,0 63,0 62,0 61,0 60,0 59,0 58,0 57,0 56,0 55,0 54,0 53,0 ferrara rer 1996 1997 1998 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 26 Bilancio di genere 2009 Provincia di Ferrara Graf. Trend Tasso di Occupazione femminile. Anni 1996-2008. Ferrara e Emilia-Romagna Trend Tasso di occupazione femminile. Anni 1996/2009. 50,0 45,0 40,0 35,0 30,0 ferrara 25,0 rer 20,0 15,0 10,0 5,0 0,0 1996 1997 1998 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 Tasso di occupazione per età e genere Tab. Tasso di occupazione per fasce di età e genere in Provincia di Ferrara. Anni 2007/2009 Fasce di età 15-24 25-29 30-64 15-64 Anno 2007 M 40,1 91,8 81,5 76,8 F 27,9 64,6 66,6 61,6 Anno 2008 M 35,5 78,3 80,4 75,1 F 30,5 76,9 65,9 62,3 Anno 2009 M 39,6 75,9 78,7 73,9 F 22,8 66,4 66,8 61,7 Quanto alle caratteristiche della popolazione ferrarese in età lavorativa, il 2009 presenta delle caratteristiche che, già presenti nelle annualità precedenti, si sono comunque rimarcate e presentano delle rilevanze sotto l’aspetto di genere: - scarsa dinamicità demografica (ferrara presenta l’indice di incremento della popolazione in età lavorativa più basso di tutta la Regione, - maggiore femminilizzazione: la quota delle donne arriva al 52,5% ed è la più elevata fra tutte le province della Regione, - alto grado di invecchiamento: le fasce in età matura ed anziana sono aumentate del 4%, a fronte del solo 0,8 della media regionale. Quanto al grado di partecipazione al mercato del lavoro, quello della componente femminile risulta quindi particolarmente elevato: Ferrara è seconda solo a Bologna a livello regionale. Come da tabella sopra riportata, il tasso di occupazione provinciale per la fascia di età 15-64 è del 67,8% (73,9 per gli uomini e 61,7 per le donne, complessivamente rispetto alla media regionale è inferiore di un punto, ma per le donne è lievemente superiore. L’obiettivo di Lisbona (tasso di occupazione femminile al 60% entro il 2010) è un traguardo superato per le donne anche in provincia di Ferrara. Delle significative differenze di genere si rilevano se consideriamo il tasso di occupazione per età: tra uomini e donne la differenza è massima per i giovani fino a 24 anni (39,6% i primi e 22,9% le seconde) e per la popolazione da 45 a 54 anni (92,7 e 77,5): come rilevato dal Rapporto OML 2010 nel primo caso “si può supporre per i diversi tassi di scolarità, nel secondo caso per il diverso impegno per la casa e i famigliari (figli e genitori) che di fatto rappresenta ancora un fattore discriminante nell’accesso all’impiego". Quanto alle dinamiche del tasso di disoccupazione in ottica di genere, Ferrara presenta il tasso di disoccupazione più elevato in assoluto fra tutte le province, mentre per le donne (7,3%) figura in terza posizione. Il tasso di disoccupazione giovanile (15-24) supera in termini assoluti di 3,5 punti percentuali la media regionale, con rilevanti differenze di genere: le donne, con il 31,5% per il 2009 superano di qualsi 11 punti la media regionale. L’Osservatorio sul MDL riscontra quindi una particolare penalizzazione per le giovani donne fino a 24 anni di età, presenti sul MDL. 27 Bilancio di genere 2009 Provincia di Ferrara Quanto alla composizione e andamento degli occupati per genere, uomini e donne occupati alla dipendenze si ripartiscono, a fine 2009, nella misura del 56,8 e del 43,2% rispettivamente. Questa distribuzione rispetto alla media regionale appare leggermente spostata a favore degli uomini. Tuttavia la dinamica occupazionale dell’ultimo anno, negativa per entrambi, è stata meno sfavorevole per le donne. I rapporti di composizione si stanno spostando a favore delle donne non solo rispetto all’ultimo anno (la crisi ha certamente meno svantaggiato gli occupati nei servizi, che sono in maggioranza donne) ma è una costante degli ultimi anni: l’Osservatorio MDL ricorda che in 4 anni le donne hanno eroso un punto e mezzo alla quota della occupazione maschile. Graf. Distribuzione di genere Forze lavoro e non Forze lavoro in Provincia di Ferrara. Anno 2009. Forze lavoro e Non Forze lavoro per genere. Anno 2009. FL occupati FL in cerca di occupazione maschi femmine NFL in età lav NFL in età non lav 0% 10% 20% 30% 40% 50% 60% 70% Occupati e Occupate per Settore d’Impiego Tab. Distribuzione degli occupati per settore d’impiego e genere in provincia di Ferrara. Anni 2007/2009. OCCUPATI /E PER SETTORE Anno 2007 Anno 2008 Anno 2009 Unità di misura M F M F M F Occupati/e in complesso migliaia 91 70 89 72 87 71 di cui in agricoltura migliaia 9 4 10 5 11 6 di cui in industria migliaia 38 13 34 11 35 11 di cui commercio migliaia 16 11 16 10 13 11 di cui altre attività e servizi migliaia 28 42 29 46 28 43 28 Bilancio di genere 2009 Provincia di Ferrara Distribuzione Settori di impiego femminile . Anno 2009 8% 15% agricoltura industria commercio 62% 15% altre attività e servizi Distribuzione Settori di impiego maschile. Anno 2009 13% 32% agricoltura industria commercio altre attività e servizi 40% 15% “…Nelle costruzioni la componenti maschile supera ampiamente il 90% degli addetti nel settore, in agricoltura arriva al 72,5% ed è quasi il 70% nel resto dell’industria. Più equilibrato il rapporto nel terziario dove prevale la componente femminile che rappresenta il 51,4% degli addetti complessivi del settore . La composizione descritta è però il risultato di situazioni opposte nel commercio e nel resto del terziario: nel commercio continua a prevalere la componente maschile con il 52,2% degli addetti, mentre nelle altre attività dei servizi è nettamente più marcata la presenza femminile che rappresenta il 53,65 degli addetti totali del settore, oltre 7 punti percentuali in più rispetto alla componente maschile. Alcuni settori dei servizi si presentano infatti a quasi totalità di impieghi femminili: sanità e servizi sociali (84%) istruzione (71%) noleggio, agenzie viaggio e supporto alla imprese (64%) alloggio e ristorazione (59%)” Avviamenti e Cessazioni extraagricoli Tab. Avviamenti e Cessazioni extraagricoli per genere. Anno 2006-2009 Numero di Avviamenti nei settori Valore Valore Valore extra-agricoli 2006 2007 2008 Valore 2009 Variazione % (2006-2009) Totali 35.154 47.645 45.183 36.068 + 2,5% Uomini 16.005 19.750 18.550 13.914 - 13% Donne 19.149 27.895 26.633 22.154 + 15% Totali 34.185 41.856 44.850 37.203 + 8,8% Uomini 15.966 18.161 18.899 15.546 - 2,6% Donne 18.219 23.695 25.951 21.657 + 18,8% Numero di Cessazioni nei settori extra-agricoli 29 Bilancio di genere 2009 Provincia di Ferrara Saldo anni 2006/09 Totali 969 5.789 333 - 1135 Uomini 39 1.589 -349 - 1632 Donne 930 4.000 682 497 La tabella seguente propone, per le annualità 2007, 2008 e 2009, la tipologia contrattuale con la quale è avvenuto l'avviamento al lavoro distinta per genere, secondo la composizione percentuale. Tab. Avviamenti per tipologia contrattuale e genere. Composizione percentuale. Tipo di Anno 2007 Anno 2008 contratto M F T M F T Apprendistato Di cui a tempo parziale Contratto di formazione Di cui a tempo parziale Tempo determinato Di cui a tempo parziale Tempo indeterminato Di cui a tempo parziale Lavoro a domicilio Anno 2009 M F T 5,6 2,8 4 4,7 2,1 3,2 3,7 1,6 2,4 1 1,8 1,5 1 1,5 1,3 1,1 1,6 1,4 0,2 0,2 0,2 0,3 0,2 0,2 0,1 0,1 0,1 0 0,2 0,1 0,1 0,2 0,1 0,0 0,1 0,1 55,9 42,5 48,1 53,1 40,5 45,7 51,4 38,4 43,4 13,9 33,5 25,3 18,7 36,7 29,3 25,1 38,5 33,3 19 7,7 12,4 17,2 7,6 11,5 12,2 6,6 8,8 4,4 11,3 8,4 4,9 11,2 8,6 6,4 13 10,5 0 0,1 0,1 0 0,1 0,1 0,0 0,0 0,0 100 100 100 100 100 100 100 100 100 E’ sopratutto il genere femminile ad essere interessato dal tempo parziale: il triplo di avviamenti a tempo parziale per le donne rispetto agli uomini nel 2009. Il tempo parziale si diffonde particolarmente per soddisfare le esigenze, ancora molto femminili, di conciliazione tra i tempi di cura e lavoro e la forza lavoro delle donne viene sempre più occupata nel settore terziario. 1.3.2. Iscrizioni ai Centri per l’Impiego Tab. Numero dei/lle disoccupati/e iscritti ai centri per l'impiego diviso per genere. Anni 2004-2009. Iscrizioni ai Centri 20044 2005 2006 2007 2008 per l’Impiego 2009 Totale iscritte/i ai CPI provinciali 15.021 19.062 22.044 22.548 21.742 25.130 Donne 9.865 12.364 14.055 14.001 13.157 14.432 Uomini 5.156 6.698 7.989 8.547 8.585 10.691 4 Il Decreto n. 297/03 ha modificato dal punto di vista amministrativo la gestione delle persone in cerca di occupazione determinando una variazione nella metodologia di elaborazione dei dati. Pertanto i dati non sono immediatamente confrontabili 30 Bilancio di genere 2009 Provincia di Ferrara Tab. Persone in cerca di occupazione per titolo di studio e genere in Provincia di Ferrara al 31/12/2009. TITOLO DI STUDIO M F T %M %F T %M %F %T 347 429 776 44.7 55.3 100 3.2 3.0 3.1 Licenza Elementare 989 1156 2145 46.1 53.9 100 9.3 8.0 8.5 Licenza Media Titolo di istruzione secondaria Diploma di istruzione secondaria Attestato post diploma 4199 5382 9581 43.8 56.2 100 39.3 37.3 38.1 414 683 1097 37.7 62.3 100 3.9 4.7 4.4 2284 3453 5737 39.8 60.2 100 21.4 23.9 22.8 12 33 45 26.7 73.3 100 0.1 0.2 0.2 laurea 564 1112 1676 33.7 66.3 100 5.3 7.7 6.7 Non presente 1882 2191 4073 46.2 53.8 100 17.6 15.2 16.2 10691 14439 25130 42.5 57.5 100 100 100 100 Nessun titolo Totale Nel 2009 le donne sono il 57% degli iscritti, questa prevalenza è stata costante negli anni in considerazione. Tuttavia il divario tra il numero delle iscrizioni maschili e quelle femminili si è leggermente ridotto, passando da una percentuale di iscrizioni femminili pari al 67% del totale del 2003 al 57% del 2009. Nel 2009 si registra un consistente aumento generale delle iscrizioni di donne e uomini ai Centri per l’impiego, ma per gli uomini l’aumento è del 24% e per le donne è del 9,6%. La tabella sopra riporta inoltre le persone in cerca di occupazione per titolo di studio e genere al 31/12/2009. La maggior parte delle persone in cerca di occupazione possiedono la licenza media (il 38,1%) e, in secondo ordine, il diploma (il 22,8%). In entrambi i casi il numero di donne in cerca di occupazione è maggiore (con rispettivamente il 56,2% e il 60.2%). Il 7% degli iscritti possiede il diploma di laurea, di questi il 66.3 % è donna. 1.3.3. Imprenditoria femminile I dati che seguono riguardano l’imprenditoria ferrarese al femminile e sono stati forniti dal Comitato di promozione dell’Imprenditoria femminile istituito presso la Camera di Commercio. Per Impresa Femminile deve essere intesa qualsiasi impresa la cui percentuale di partecipazione femminile è superiore al 50%. Tra queste è opportuno distinguere tra impresa a partecipazione “maggioritaria” femminile, imprese a “forte” partecipazione femminile e imprese “esclusivamente “ femminili”. A seguito della Legge 28 gennaio 2009 n. 2 in cui si prevede l’abolizione del libro soci per le società a responsabilità limitata e consortili a responsabilità limitata, alcuni dati dell’Osservatorio Imprenditoria Femminile che tengono conto delle informazioni contenute nell’elenco soci (in particolare i dati relativi alle imprese costituite in forma di società di capitali) non sono stati elaborati. In attesa della conclusione del procedimento di revisione di un algoritmo di calcolo, i dati a seguire sono aggiornati al 2009 limitatamente per le società in forma di imprese individuali. 31 Bilancio di genere 2009 Provincia di Ferrara Tab. Il Quadro regionale della presenza di imprese femminili. Anno 2007-2008.5 N. imprese femminili attive % sul totale delle imprese %di imprese con esclusiva presenza femminile Var. % 2007/08 % sul totale regionale 2007 2008 2007 2008 2007 2008 Bologna 18333 20,6 20,7 20,8 20,8 93 93,1 1,2 Ferrara 7555 21,3 21,4 8,5 8,6 93,7 93,7 1,6 Forlì-Cesena 8671 21 21,2 9,9 9,8 92,2 92,2 0,5 13987 20,1 20,3 15,8 15,8 92,4 93,2 1,7 Parma 8581 19,4 19,6 9,6 9,7 94,8 94,8 2,6 Piacenza 6491 22,2 22,4 7,3 7,3 95,6 95,8 2,4 Ravenna 7895 20,3 20,6 8,9 8,9 95 95 1,6 Reggio Emilia 9379 17,3 17,5 10,6 10,6 93,8 93,8 1,2 Rimini 7442 22,1 22,1 8,5 8,4 94,3 94,4 0,4 Totale 88331 20,3 20,5 100 100 93,8 93,8 1,4 Modena Tab. Imprese femminili in Provincia di Ferrara per natura giuridica. Anni 2007/2008 Anno 2007 Imprese femminili Anno 2008 Totale imprese Imprese femminili Totale imprese v.a. % v.a. % v.a. % v.a. % Società di capitale 503 6,8 3546 10,1 650 8,6 4094 11,6 Società di persone 1253 16,8 6413 18,3 1264 16,7 6626 18,8 37 0,5 330 0,9 41 0,5 328 0,9 5606 75,4 24177 69,1 5556 73,5 23616 67 38 0,5 521 105 44 0,6 579 106 7437 100 34987 100 7555 100 35243 100 Cooperative Imprese individuali Altre forme totale Nel 2008 il tessuto imprenditoriale ferrarese è composto da un 21,4 % di imprese qualificabili come “femminili” (n. 7555 attività), dato in lieve crescita rispetto al 2007 e in linea con la tendenza regionale. Le imprese femminili ferraresi, rappresentano, al 2008, l'8,6% delle imprese femminili regionali. Per quanto riguarda la forma giuridica, nel 2008 le imprese femminili si costituiscono per il 73,5% come imprese individuali, per il 16,7% delle società di persone, per l'8,6% delle società di capitali e per lo 0,5% cooperative o altre forme. Rispetto alla stessa composizione percentuale sul totale delle imprese, quelle femminili si caratterizzano per un maggior numero di imprese individuali. Rispetto al 2007, si può sottolineare una maggiore presenza di società di capitali al femminile (dal 6,8% all'8,6%). 5 Fonte: Elaborazione su dati INFOCAMERA 32 Bilancio di genere 2009 Provincia di Ferrara Tab. Imprese femminili e imprese complessive per settore di attività economica. Anni 2007 e 2008. Anno 2007 Settore di attività economica Imprese femminili Anno 2008 Totale imprese Imprese femminili Totale imprese v.a. % v.a. % v.a. % v.a. % 1.727 23,2 8.271 23,6 1.707 22,6 8.064 22,9 Pesca 55 0,7 1.337 3,8 64 0,8 1.401 4 Estrazioni di minerali 2 ... 12 ... 2 ... 13 ... Attività manifatturiere 741 10 3.483 10 745 9,9 3.644 10,3 Prod. E distrib. energia 1 ... 11 0,03 2 ... 13 0 172 2,3 5.262 15 195 2,6 5.219 14,8 2.085 28 7.427 21,2 2.103 27,8 7.514 21,3 Alberghi e ristoranti 596 8 1.651 4,7 616 8,2 1.729 4,9 Trasporti e magazzinaggio 120 1,6 1.303 3,7 125 1,7 1.267 3,6 Interm. Monet. E finanz. 140 1,9 635 1,8 140 1,9 637 1,8 Attiv. Immob., noleggio 773 10,4 3.531 10,1 828 11 3.654 10,4 Istruzione 24 0,3 118 0,3 26 0,6 119 0,3 Sanità e altri serv.sociali 41 0,6 125 0,4 42 12,6 129 0,4 Altri servizi pubblici 955 12,8 1.781 5,1 951 0,1 1.794 5,1 5 0,1 40 0,1 9 0,1 46 0,1 7.437 100 34.987 100 7.555 100 35.243 100 Agricoltura, caccia e silvic. Costruzioni Comm. Ingr. E dett. -riparaz. Imprese non classificate TOTALE Var. %2007/2008 1,6 0,7 Imprese femminili e totali per settore di attività economica. v.percentuali. anno 2008 Agricoltura Pesca Estrazioni minerali Attiv. Manifatturiere prod. E distr. Energia costruzioni Commercio Ingrosso e dett. imprese femminili imprese totali Alberghi e ristoranti Trasporti e magazzinaggio Interm. Monet e finanz Attività immobiliare e nol. Istruzione Sanità e altri serv. Sociali altri servizi pubblici imprese non qualificate 0 5 10 15 20 25 30 35 33 Bilancio di genere 2009 Provincia di Ferrara Il grafico posto sopra evidenzia le percentuali di imprese femminili e di imprese totali per ogni settore d’impiego. Con il 27,8%, il maggiore ambito di attività delle imprese femminili della provincia di Ferrara rimane, come per il 2007, il commercio all'ingrosso e al dettaglio, seguito dall'agricoltura. Buone percentuali vengono rilevate per la sanità e altri servizi sociali, l'attività immobiliare, le attività manifatturiere e il settore della ristorazione. I maggiore differenziali tra la percentuale femminile e quella totale si evidenziano per il settore delle costruzioni (dove le imprese femminili sono quasi assenti) e il settore della sanità e servizi sociali. Tab. Titolari di imprese individuali per sesso e attività economica. Anno 2009. Attività economica Anno 2009 Var. Assolute 2008/2009 F M T F M T Agricoltura caccia e silvicoltura Pesca e servizi connessi Attività manifatturiere Costruzioni Comm. Ingr e dett rip beni Alberghi e ristoranti Trasporti magazzinaggio Intermediazione monetaria Attiv. Immobil noleggio informatica e ricerca Istruzione Sanità e altri servizi sociali Altri servizi pubblici, sociali e personali Var. % 2008/2009 F M T 1.533 69 438 74 1.680 388 68 109 5.288 1.276 1.274 3.605 3.625 402 876 360 6.821 1.345 1.712 3.679 5.305 790 944 469 -58 9 -13 -2 -19 -7 -9 -6 -174 48 -64 -143 -4 11 -35 -22 -232 57 -77 -145 -23 4 -44 -28 -3,6 15 -2,9 -2,6 -1,1 -1,8 -11,7 -5,2 -3,2 3.9 -4,8 -3,8 -0,1 2,8 -3,8 -5,8 -3,3 4,4 -4,3 -3,8 -0,4 0,5 -4,5 -5,6 294 675 969 4 -2 2 1,4 -0,3 0,2 11 10 10 12 21 22 0 3 1 -1 1 2 0,0 42,9 11,1 -7,7 5,0 10,0 812 301 1.113 13 0 13 1,6 0,0 1,2 5.510 17.734 23.244 -76 -380 -456 -1,4 -2,1 -1,9 1.3.4. Lavoratori/lavoratrici immigrati/e Per quanto riguarda i lavoratori e le lavoratrici immigrati/e, si riportano i dati dei Centri per l’Impiego provinciali elaborati dall’Osservatorio Provinciale per l’immigrazione anni 2005-2008. Situazione occupazionale popolazione straniera residente Annualità 2006 2007 2008 2009 Variaz. % Stranieri/e disoccupati/e iscritti/e ai CPI provinciali 2845 3182 2774 3881 + 36% Di cui Donne 1691 1890 1611 2202 + 44% Di cui Uomini 1154 1292 1163 1679 +45% 6491 8599 9975 11063 + 70% Di cui Donne 3.263 4523 5268 6101 +46% Di cui Uomini 3.228 4076 4707 4962 +53% Avviamenti extragricoli pop. straniera 5155 9171 8828 7397 +43% Di cui Donne 2357 4734 4351 4125 +75% Di cui Uomini 2798 4437 4477 3272 +16% Cessazioni extragricoli pop. straniera - 6811 8021 6598 -3% Di cui Donne - 3276 3816 3179 -2% Di cui Uomini - 3535 4205 3419 -3% Stranieri/e occupati/e 34 Bilancio di genere 2009 Provincia di Ferrara La situazione lavorativa dei cittadini stranieri, desumibile dai dati dei Centri per l’Impiego della Provincia di Ferrara, evidenzia n° 11063 occupati/e nel 2009, + 16% rispetto al 2007 e +70% se consideriamo il quadriennio 2006/2009. Di questo totale di occupati stranieri, 6101 sono donne (pari circa al 55%): il divario tra i generi è cresciuto nell'ultimo anno di due punti percentuali, a favore dell'occupazione straniera femminile. Gli iscritti in cerca di occupazione sono, nel 2009, 3881, di cui 2202 donne (pari al 56%). e 1679 uomini. L’incremento occupazionale della popolazione straniera, piuttosto regolare nell'ultimo quadriennio, ha interessato in prevalenza la parte femminile. Il numero di occupate rimane comunque maggiore degli occupati. Per ulteriori approfondimenti sull’immigrazione in ottica di genere, anche dal punto di vista occupazionale, si rimanda al paragrafo elaborato dall’Osservatorio provinciale sull’immigrazione. 1.3.5. Dimissioni convalidate ex art. 55 T.U. n. 151/2000 Le dimissioni rappresentano una delle cause di estinzione del rapporto di lavoro per recesso del lavoratore. In particolare le disposizioni del codice civile dispongono che in caso di contratto a tempo indeterminato, il lavoratore può sempre dimettersi, purché venga rispettato, pena il pagamento dell'indennità di mancato preavviso - il termine di preavviso fissato dal contratto collettivo o dagli usi. Contro eventuali pressioni del datore di lavoro affinché il lavoratore rassegni volontariamente le dimissioni sussiste una specifica tutela per i casi di più evidente “forzatura”. Devono essere convalidate dal servizio ispettivo del Ministero del lavoro, le dimissioni presentate durante il periodo di gravidanza dalla lavoratrice rassegnate durante il primo anno di vita del bambino o nel primo anno di accoglienza del minore adottato o in affidamento (art. 55 D.lgs. 151/2000). Le tabelle a seguito riportano i dati riguardanti i provvedimento di convalida emessi dal Dipartimento Provinciale del Lavoro di Ferrara per l’anno 2009. Tab. Provvedimenti di convalida di dimissioni delle lavoratrici madri per qualifica, settore aziendale e classe aziendale. Anno 2009. Ampiezza aziendale Fino a 15 Da 16 a 50 Da 51 a 100 46 9 2 Settore produttivo Agricoltura Industria 4 3 Qualifica Da 101 a 200 Oltre 200 5 8 Commercio Credito e assicurazioni altro 21 0 42 Operaie Impiegate 22 48 Tab. Provvedimenti di convalida di dimissioni delle lavoratrici madri per motivazione, numero di figli e classe di età. Anno 2009. Motivazione A1 A2 A3 B C D 5 25 3 21 1 15 Figli 1 2 48 Fasce di età Fino a 18 Da 19 a 25 >2 18 Da 26 a 35 2 Da 36 a 45 Oltre i 45 35 Bilancio di genere 2009 Provincia di Ferrara 0 Anzianità di servizio 11 45 13 1 Fino a 3 anni Da 4 a 10 anni Da 11 a 15 anni Da 16 a 20 anni Oltre i 20 anni 41 24 3 1 1 Legenda delle Motivazioni: A: Incompatibilità tra occupazione lavorativa e assistenza al neonato per A1 mancato accoglimento al nido A2 Assenza di parenti di supporto A3 elevata incidenza dei costi di assistenza al neonato B: Passaggio ad altra azienda C: Mancata concessione del part-time D: Altro (es ricongiungimento al coniuge, desiderio di cura della prole in via esclusiva..) Emergono i seguenti dati statistici: la maggior parte delle donne soggette a dimissioni nel primo anno di vita del bambino ricoprono un ruolo impiegatizio, in linea con l'anno precedente; Il numero totale delle dimissioni convalidate è diminuito rispetto al 2008 (da 90 a 70 casi); per il 65% per cento dei casi, l’azienda di riferimento è di piccole dimissioni (con 0/15 dipendenti); per il 47% dei casi la motivazione è ricondotta alla categoria A) ossia quella relativa alle incompatibilità tra occupazione lavorativa e assistenza al neonato. In particolare la gran parte delle madri ha motivato la dimissione con l’assenza di parenti di supporto; dalla lettura dettagliata delle motivazioni riportate dalle lavoratrici emerge che anche il cambio di attività (il passaggio ad altra azienda) è spesso dettato dalla ricerca di un lavoro che permetta una migliore conciliazione dei tempi di vita. La maggior parte delle dimissionarie ha un’età compresa tra i 26 e i 35 anni e un bassa anzianità di servizio 36 Bilancio di genere 2009 Provincia di Ferrara 1.4. Pubblica Istruzione 1.4.1. Dispersione Scolastica La legge nazionale n. 53 del 2003 (legge Moratti) ha ridefinito ed ampliato l´obbligo formativo insieme all’obbligo scolastico, introducendo il concetto di diritto/dovere alla istruzione e alla formazione per almeno dodici anni o, comunque, sino al conseguimento di una qualifica o di un diploma entro il diciottesimo anno di età. Al termine della scuola secondaria di primo grado (scuola media) ogni giovane può scegliere se proseguire: 1) nel sistema di istruzione scolastica (scuole secondarie superiori statali e paritarie, pareggiate o legalmente riconosciute); 2) nell’istruzione scolastica integrata con la formazione professionale; 3) nel sistema della formazione professionale di competenza regionale; 4) nell’apprendistato, dopo i 15 anni, dove sono previsti, per l’assolvimento dell’obbligo formativo, moduli formativi aggiuntivi della durata di 120 ore, per cui le ore di formazione esterna all’azienda arrivano fin a 240 ore. Si riportano di seguito i dati sull’obbligo formativo e sull’abbandono scolastico nella Provincia di Ferrara raccolti dal Servizio Politiche del Lavoro. I DATI RELATIVI ALL’ANNUALITA’ 2009 NON SONO ATTUALMENTE A DISPOSIZIONE PER UN INTERVENUTO CAMBIO DI SISTEMA DI GESTIONE DEI DATI. SI RIPORTA COMUNQUE LA TABELLA CON I DATI ANTECEDENTI. Tab. Scelte formulate dalla popolazione in obbligo formativo che non prosegue la scuola, divise per genere. Trend Anni 2006/2008 Scelte formulate dalla popolazione in obbligo formativo che non prosegue nella Scuola (05-08) 2006 2007 2008 Formazione Professionale 370 397 418 Donne 152 162 151 Uomini 218 235 267 Scuola Superiore 27 115 0 Donne 10 51 0 Uomini 17 64 0 Apprendistato 27 26 26 Donne 6 5 3 Uomini 10 21 23 Trasferimenti 49 49 0 Donne 33 32 0 Uomini 16 17 0 Abbandoni 337 237 331 Donne 137 104 137 Uomini 200 133 194 2009 37 Bilancio di genere 2009 Provincia di Ferrara Analizzando i dati dei giovani in “abbandono”, inteso nel senso del compimento di nessuna scelta di formazione o apprendistato, emerge come il numero dei maschi superi costantemente negli anni quello delle femmine. Per chi non prosegue la scuola, la scelta più ricorrente, è quella dei percorsi di formazione professionale, frequentati maggiormente dai maschi (es. 267 maschi su 151 femmine nel 2008). L'analisi dei dati evidenzia comunque una controtendenza con il dato assodato della maggiore partecipazione femminile, in generale, alla formazione professionale. La riflessione potrebbe essere puntato allo stabilire se le preferenze femminili incontrino favorevolmente i profili ai quali fanno riferimento i corsi formativi offerti dagli enti accreditati e se c'è una buona dislocazione territoriale delle sedi dei corsi. 1.4.2. Infanzia (0-6 anni) Si riportano di seguito alcuni dati di contesto su: 1.Popolazione ferrarese in età prescolare e indice di copertura potenziale; 2.Iscrizioni ai servizi 0-6 anni; 3.Liste d’attesa nidi; 4.Offerta di servizi. Tab. Popolazione residente 0-5 anni e indice di copertura potenziale. differenza % rispetto ad anno precedente indice copertura potenziale anno maschi femmine totali 0-6 anni 2003 6.964 6.544 13.508 2004 7.120 6.834 13.954 3,30 60,18% 2005 7.392 7.138 14.530 4,13 60,21% 2006 7.717 7.303 15.020 3,37 59,51% 2007 8.014 7.535 15.549 3,52 61,43% 2008 8.324 7.735 16.059 3,28 58,48% 2009 8.518 7.945 16.463 2,52 61,10% Tab. Scuole d'Infanzia 0-6 anni della provincia di Ferrara. Numero Iscrizioni per gli anni scolastici 2004/05 – 2008/09. a.s. 2004/05 iscritti nidi e spazi bambini (pubblici e privati autorizzati e convenzionati) iscritti scuole d'infanzia pubbliche(statali e comunali) iscritti scuole d'infanzia private (e alle relative sezioni di nido aggregate) totali iscritti servizi 0-6 anni a.s. 2005/06 a.s. 2006/07 a.s. 2007/08 a.s. 2008/09 totali aumento percentuale dal 2004/05 al 2008/09 1513 1614 1712 2176 1846 8861 22% 3376 3431 3578 3675 3762 17822 11% 3508 3703 3649 3700 3783 28620 7,8% 8397 8748 8939 9551 9391 45026 11,8% 38 Bilancio di genere 2009 Provincia di Ferrara Tab. Consistenza delle liste d'attesa nei servizi e scuole 0-6 anni. Lista attesa nidi Lista attesa scuole d'infanzia pubbliche (statali e comunali) totale liste d'attesa servizi età 0-6 anni6 a.s. 2004/05 a.s. 2005/06 a.s. 2006/07 a.s. 2007/08 a.s. 2008/09 aumento percentuale dal 2004/05 al 2008/09 854 892 771 891 651 - 20,3% 184 271 410 297 384 + 108% 1038 1163 1181 1188 1035 0% Tab. Incidenza delle liste d'attesa – servizi 0-6 anni. domanda inevasa 0-6 (liste attesa) domanda totale 0-6 (liste attesa + iscritti) incidenza domanda inevasa su domande TOT a.s. 2004/05 a.s. 2005/06 a.s. 2006/07 a.s. 2007/08 a.s. 2008/09 1038 1163 1181 1188 1035 9435 9911 10120 10739 10426 11,00% 11,73% 11,67% 11,06% 9,93% Tab. Incidenza delle liste d'attesa – servizi 0-3 anni. domanda inevasa 0-3 (liste attesa) domanda totale 0-3 (liste attesa + iscritti) incidenza domanda inevasa su domande TOT a.s. 2004/05 a.s. 2005/06 a.s. 2006/07 a.s. 2007/08 a.s. 2008/09 854 892 771 891 651 2367 2506 2483 3067 2497 36,08% 35,59% 31,05% 29,05% 26,07% Nel 2009 la popolazione 0-5 anni è cresciuta un punto percentuale in meno rispetto al trend dell’ultimo quinquennio. Nonostante ciò, l’indice di copertura dei servizi, dato dal rapporto tra iscritti e utenza potenziale, ha subito una diminuzione. L’a.s. 2008/09 registra anche una diminuzione del numero di iscrizione ai nidi, nonché una consistente diminuzione della consistenza della relativa lista di attesa. La domanda non soddisfatta cresce invece costantemente nelle scuole d’infanzia pubbliche (fascia 0-6 anni) anche se è stata in parte assorbita dalle scuole private. Nell’ultimo quinquennio scolastico preso in considerazione sono più che raddoppiate le domande inevase. Tuttavia, nonostante l’aumento di servizi, la domanda non soddisfatta (liste di attesa) è aumentata, soprattutto nelle scuole dell’infanzia pubbliche (fascia 3-6), anche se è stata in parte assorbita dalle scuole private. A livello percentuale, l’incidenza delle liste di attesa sul totale delle domande di servizi e scuole 0-6 anni risulta contenuta e in diminuzione, attestandosi sul 9,93%. Nello specifico dei servizi 0-3 anni, l’incidenza delle liste di attesa risulta significativamente più consistente (anche se in diminuzione negli anni), segno di un costante fabbisogno di posti nei servizi per la prima infanzia. In particolare, tuttavia l’anno registra un calo dell’incidenza delle liste d’attesa di tre punti percentuali. 6 Le liste d'attesa dei nidi privati e delle scuole d'infanzia private non sono pervenute. 39 Bilancio di genere 2009 Provincia di Ferrara Di seguito sono riportati i dati relativi alla presenza di strutture per l’infanzia sul territorio provinciale, divisi per tipologia di servizio. Si distinguono i servizi relativi alla fascia 0-3 anni e quelli relativi alla fascia 3-6. SERVIZI 0-3 ANNI La rete dei servizi dedicati all’infanzia in età 0-3 anni costituisce una risorsa importante di ogni territorio non solo in grado di sostenere la crescita dei bambini e delle bambine ma anche strategica nel facilitare la conciliazione dei tempi di lavoro, di cura e di vita delle famiglie. L´intera "mappa" dei servizi educativi per la prima infanzia è rappresentata oggi dalle seguenti tipologie: - nidi d´infanzia (secondo la loro configurazione o della loro collocazione possono essere: part-time, tempo pieno, micro-nidi, nidi nei luoghi di lavoro) - servizi integrativi (spazi bambini e centri per bambini e genitori) - servizi sperimentali (educatrice familiare; educatrice domiciliare o piccolo gruppo educativo). La Provincia si occupa di programmare e coordinare l'attività di qualificazione e miglioramento del sistema delle scuole dell'infanzia, dove gli interlocutori sono i gestori delle scuole per l'infanzia statali e paritarie. Ripartisce le risorse provenienti dalla Regione attraverso l'elaborazione, l'approvazione e l'attuazione di Piani annuali di qualificazione con assegnazione di fondi ai progetti presentati dagli enti gestori delle scuole su apposite schede. La tabella sottostante riporta, comune per comune, il numero di strutture divise per tipologia di servizio offerto sia per il target 0-3 anni che per il target 3-6 anni. A.S. 2008/2009. Per servizi educativi rivolti alla fascia 0-3 anni autorizzati al funzionamento si intendono le seguenti tipologie: -educatore domiciliare -sezioni di nido aggregate alla scuola d’infanzia -micro-nidi -sezioni primavera -servizi ricreativi I servizi integrativi 0-3 anni sono gestiti o direttamente dai Comuni o nei posti in Convenzione con privati e comprendono gli Spazi bambini e i Centri Bambini e Genitori. 40 Bilancio di genere 2009 Provincia di Ferrara Tab. Numero di strutture divise per tipologia di servizio offerto per il target 0-3 anni e per il target 3-6 anni. A.s. 2008/2009. SERVIZI EDUCATIVI 0-3 SERVIZI EDUCATIVI 0-6 NIDI E MICRONIDI D’INFANZIA PUBBLICI E IN CONVENZIO NE /APPALTO SERVIZI INTEGRATIVI (Centri per bambini e genitori, Spazi bambini) E SERVIZI SPERIMENTALI NIDI / MICRONIDI / SEZIONI PRIMAVERA PRIVATI AUTORIZZATI ARGENTA 5 3 2 BERRA 1 BONDENO 1 CENTO 3 CODIGORO 1 COMACCHIO 1 COPPARO 2 FERRARA 14 FORMIGNANA 1 GORO 1 COMUNI JOLANDA DI SAVOIA LAGOSANTO 2 SCUOLE D’INFANZIA COMUNALI SCUOLE D’INFANZIA STATALI SCUOLE D’INFANZIA PRIVATE 4 6 2 1 3 2 4 2 12 4 3 2 2 6 2 6 3 2 2 3 8 12 6 25 1 1 1 MASITORELLO 1 2 1 1 1 1 MASSAFISCAGLIA 1 MESOLA 1 MIGLIARINO 1 1 1 2 3 2 2 1 MIGLIARO 1 1 MIRABELLO 1 1 OSTELLATO 1 POGGIORENATICO 2 PORTOMAGGIORE 2 SANT’AGOSTINO 1 TRESIGALLO 1 VIGARANO MAINARDA VOGHIERA TOTALI PROVINCIALI 3 1 RO 1 1 1 1 2 1 1 3 1 2 1 43 1 1 1 2 2 1 17 26 1 14 49 74 41 Bilancio di genere 2009 Provincia di Ferrara 1.4.3. Scuola Superiore Lo schema sottostante riporta i dati delle iscrizioni alla scuole secondarie di secondo grado per gli anni scolastici 06/07, 07/08 08/09, 09/10 come forniti dall’Ufficio Servizi alle Scuole della Provincia di Ferrara 7. alunni frequentanti 06/07 totale %maschi maschi femmine %femmine % sul totale licei classici 909 2.326 3.249 27,9 72,1 24,5 licei scientifici 949 1.083 2.032 46,7 53,3 15,3 Tecnici 2.736 1.318 4.054 67,4 32,6 30,6 Professionali 1.882 1.600 3.482 54 46 26,3 128 278 406 31,6 68,4 3,0 6.604 6.605 13.223 50 50 100 maschi femmine % femmine % sul totale licei classici 965 2424 3389 28,5 71,5 24,9 licei scientifici 1031 1087 2118 48,7 51,3 15,6 Tecnici 2958 1350 4308 68,7 31,3 31,7 Professionali 1793 1556 3349 53,5 46,5 24,6 Arte 113 289 402 28,1 71,9 2,9 6860 6706 13566 50,6 49,4 100 Arte totale Totale alunni frequentanti 07/08 totale % maschi alunni frequentanti 08/09 maschi femmine totale % maschi % femmine % sul totale licei classici 959 2486 3445 27,9 72,1 25,1 licei scientifici 1053 1081 2134 49,4 50,6 15,5 Tecnici 2967 1407 4374 67,9 32,1 31,8 Professionali 1792 1564 3356 53,3 46,6 24,4 Arte 114 298 412 27,6 72,3 3 6885 6836 13721 50,2 49,8 100 Totale alunni frequentanti 09/10 maschi femmine totale % maschi % femmine % sul totale licei classici 983 2534 3517 27,9 72.1 25,3 licei scientifici 1067 1098 2165 49,2 50.8 15,6 Tecnici 2988 1434 4422 67,6 32,4 31,90 Professionali 1804 1535 3339 54 46 24,09 Arte 122 297 419 29.1 70,9 3,02 6964 6898 13862 50.2 49.8 100 Totale 7 Elaborazione da “MIUR - Rilevazione Integrativa 05/06, 06/07, 07/08. 42 Bilancio di genere 2009 Provincia di Ferrara Iscrizioni per genere alla scuola superiore statale in provincia di Ferrara. Anno scolastico 2009/10 80 70 60 50 maschi 40 femmine 30 20 10 0 licei classici licei scientifici Tecnici Professionali Arte Da questi dati è possibile desumere il permanere della tendenza alla segregazione orizzontale dei generi sin dalle scelte formative, con la conseguente propensione delle ragazze a scegliere percorsi scolastici tipicamente e tradizionalmente femminili. Il numero delle alunne frequentanti si conferma, nel trend delle quattro annualità prese in considerazione, lievemente inferiore a quello degli alunni. Complessivamente gli istituiti più frequentati sono gli istituti tecnici con il 31,8%, seguiti da licei classici e professionali. I più vasti gap di iscrizioni tra i due generi si verificano nei classici (con una netta prevalenza femminile) e , al contrario, negli istituti tecnici. Gli istituti d’arte rappresentano una scelta tipicamente femminile, considerata la provenienza costante del 70% delle iscrizioni. Nelle ultime tre annualità scolastiche non sono rilevabili delle modificazioni del trend sufficientemente apprezzabili e degni di nota. Il Diagramma a seguito si riferisce al solo 2009/10 e visualizza le propensioni dei due generi. 1.4.4. Le Iscrizioni all’Università in ottica di genere8 Tab. Iscritti ai Corsi di Laurea dell'Università di Ferrara per facoltà e genere. Anni accademici 2007/08 – 2008/09 – 2009/10. A.A. 2007/08 8 FACOLTA' UOMINI DONNE TOTALE % UOMINI % DONNE Farmacia 437 900 1337 33 67 Giurisprudenza 1093 1737 2830 39 61 Ingegneria 1694 411 2105 80 20 Lettere e filosofia 809 1818 2627 31 69 Medicina e chirurgia 1325 1894 3219 41 59 I dati relativi alle iscrizioni alle Facoltà dell’Ateneo ferrarese sono stati forniti dall’Ufficio Statistica dell’Università di Ferrara. 43 Bilancio di genere 2009 Provincia di Ferrara Sc. matematiche 1056 879 1935 54 46 Architettura 401 488 889 45 55 Economia 777 699 1476 53 47 Interfacolta' 105 229 334 46 54 totali 7697 9055 16752 46 54 A.A. 2008/09 FACOLTA' UOMINI DONNE TOTALE % UOMINI % DONNE Farmacia 498 1076 1574 32 68 Giurisprudenza 1096 1683 2779 39 61 Ingegneria 1687 405 2092 81 19 Lettere e filosofia 784 1778 2562 31 69 Medicina e chirurgia 1347 1929 3276 41 59 Sc. matematiche 1106 939 2045 54 46 Architettura 394 466 860 45 55 Economia 824 751 1575 53 47 Interfacolta' 109 279 388 29 71 Totali 7845 9306 17151 46 54 A.A. 2009/10 FACOLTA' UOMINI DONNE TOTALE % UOMINI % DONNE Farmacia 572 1275 1847 31 69 Giurisprudenza 1097 1646 2743 40 60 Ingegneria 1619 391 2010 81 19 Lettere e filosofia 747 1766 2513 30 70 Medicina e chirurgia 1423 2036 3459 41 59 Sc. Matematiche 1128 1067 2195 51 49 Architettura 385 473 858 45 55 Economia 878 834 1712 51 49 Interfacolta' 154 311 465 33 67 Totali 8003 9799 17802 45 55 44 Bilancio di genere 2009 Provincia di Ferrara Tab. Iscritti ai corsi post/laurea dell'Università di Ferrara per tipologia del corso e genere. Anni Accademici dal 2007/089 al 2009/2010. Anno Accademico 2007/08 Tipo Corso di Studi M F T %M %F Corso di dottorato 192 212 404 47 53 Corso di Formazione 209 938 1147 18 82 Corso di Perfezionamento 129 208 337 38 62 Master di primo livello 144 636 780 19 81 Master di secondo livello 39 94 133 29 71 Scuola di specializzazione 216 368 584 40 60 totale 929 2456 3385 27 73 Anno Accademico 2008/09 Tipo Corso di Studi M F T %M %F Corso di dottorato 186 209 395 47 53 Corso di Formazione 33 340 373 9 91 Corso di Perfezionamento 85 180 265 32 68 Master di primo livello 109 339 448 24 76 Master di secondo livello 38 100 138 27 73 Scuola di specializzazione 162 295 457 35 65 totale 613 1463 2076 29 71 Anno Accademico 2009/10 Tipo Corso di Studi M F T %M %F Corso di dottorato 179 191 370 48 52 Corso di Formazione 71 334 405 17 83 Corso di Perfezionamento 20 87 107 19 81 Master di primo livello 48 51 99 48 52 Master di secondo livello 57 120 177 32 68 Scuola di specializzazione 152 285 437 35 65 totale 527 1068 1595 33 67 Per quanto riguarda l’andamento in ottica di genere delle iscrizioni ai corsi di laurea dell'ateneo ferrarese, dall’analisi delle tabelle sopra che riportano i dati disaggregati per genere e materia del corso, è possibile trarre le seguenti considerazioni: Il numero totale di iscrizioni all’Università di Ferrara per l’anno accademico 2009/10 è stato di 17.802 (55% di iscritte donne e il 45% di iscritti uomini). L’andamento del numero delle iscrizioni totali è negli anni sempre crescente. Analizzando la scelta delle facoltà in ottica di genere risulta ancora presente la segregazione orizzontale che le caratterizza, specie per talune facoltà. La facoltà di ingegneria, tradizionalmente maschile, riscontra la differenza maggiore tra iscrizioni maschili e femminili (81 % degli iscritti sono uomini). Una netta prevalenza di iscrizioni femminili (sul 69/70%) continua a verificarsi per le facoltà di farmacia e lettere e filosofia. La prevalenza femminile si verifica anche per le facoltà di medicina e giurisprudenza, pur se meno netta della precedente. Architettura ed Economia hanno un numero tendenzialmente paritario di iscritti donne e uomini. La tradizionale prevalenza maschile per la facoltà di scienze matematiche e fisica si sta mano a mano molto assottigliando. 9 Sono inseriti anche i Corsi di Formazione , per quanto sia possibile accedervi con il solo diploma di scuola superiore. 45 Bilancio di genere 2009 Provincia di Ferrara Per quanto riguarda l'andamento in ottica di genere delle iscrizioni ai corsi post laurea, dall'analisi della tabella sopra è possibile evidenziare che: Il numero totale delle iscrizioni per l’ultimo a.a. è in netto calo rispetto all'anno precedente: in tre anno il numero totale di iscritti ai corsi post laurea è diminuito del 50%. La prevalenza delle iscrizioni delle donne si riscontra per tutte le tipologie di corso. Il gap di genere minore si registra per i corsi di dottorato (con il 52% delle donne) I gap di genere maggiori (con iscrizioni femminili circa all'80%) si registra per i corsi di formazione e di perfezionamento. Si ricorda che ai corsi di formazione è possibile accedere con il solo diploma di scuola superiore. 1.5. Politiche sociali e sanitarie In relazione alla descrizione del contesto provinciale correlato alle politiche sociali dell’ente sono state indagate le seguenti aree: La Violenza in ottica di genere L’Immigrazione in ottica di genere 1.5.1. La Violenza in ottica di genere Per quanto riguarda i dati di contesto provinciale sulla violenza contro le donne l'amministrazione ha scelto di riportare i dati di attività del Centro Donna e Giustizia di Ferrara nel sessennio 2003-2009. Il Centro di accoglienza e il progetto “Uscire dalla Violenza” entrambi gestiti dal Centro Donna Giustizia di Ferrara, perseguono i seguenti obiettivi cosi deliberati dalla Regione Emilia Romagna: 1)Contrastare la violenza fisica, psicologica, sessuale contro le donne attraverso interventi differenziati rivolti al supporto delle vittime di tali violenze; 2)Offrire sostegno alle donne, con o senza figli, vittime o minacciate di violenza fisica, psicologica o sessuale attraverso in interventi economici, di accoglienza, consulenza e ospitalità residenziale. Il “Centro di accoglienza” è l’insieme di tutti i progetti. L’operatrice o la volontaria accoglie la donna che ne fa richiesta, redige una scheda e individua i bisogni. In seguito la indirizza ad uno degli ulteriori servizi offerti quali la consulenza legale, la consulenza psicologica oppure al percorso dei due progetti specifici (che prevedono anche l’accoglienza nelle rispettive case, una per progetto) 1) “Uscire dalla violenza” per le donne che hanno subito violenza e 2) “Oltre la Strada” per le donne vittime della tratta. Nel mese di Ottobre 2006 si è aperta un’altra casa di accoglienza per mamme con bambini piccoli che provengono da entrambi questi progetti. I Servizi del Centro Donna Giustizia di Ferrara. Dati sulla fruizione 03/09. Tab. Trend sulla fruizione dei servizi offerti dal CDG di Ferrara per tipologia e progetto. Anni 03-09 Violenza Domestica Anno Telefono Donna Prima Accoglienza Tratta Uscire dalla Violenza Casa Rifugio Oltre la Strada Casa di Accoglienza 2003 624 332 49 7+2minori 101 15 2004 603 335 69 7+2minori 97 16 2005 1500 298 70 7+4minori 81 13 2006 1704 326 96 7+7minori 80 15 2007 1917 352 94 7+7minori 90 17 2008 2920 367 96 9+6minori 114 19 2009 3198 389 117 13+9 minori 118 18 46 Bilancio di genere 2009 Provincia di Ferrara Tab. Trend sulla fruizione della consulenza legale e psicologica offerta dal CDG di Ferrara. Dettaglio sulla fruizione per violenza. Anni 03-09. Anno Consulenza psicologica Consulenza legale N. totale Di cui per violenza N. totale Di cui per violenza 2003 23 20 224 53 2004 45 27 215 50 2005 32 17 192 45 2006 46 23 166 18 2007 57 32 140 21 2008 50 26 190 22 2009 59 31 143 20 I dati sopra riportati in tabelle riscontrano il trend dell'ultimo settennio sulla fruizione dei progetti del Centro Donna e Giustizia di Ferrara. E' possibile notare quanto segue: dal 2003 al 2009 le telefonate giunte da donne in difficoltà alla linea riservata sono più che quadruplicate, solo nel 2008 vi è verificato un aumento di circa mille chiamate in più rispetto all'anno precedente; nel 2009 le telefonate sono ancora aumentate. Le donne che sono state inserite nel progetto “Uscire dalla violenza” sono passate dalla 49 del 2003 alle 117 del 2009. Si mantiene stabile il numero di utenti di “Oltre la strada”, con un aumento significativo nell'ultimo anno In costante aumento la fruizione della consulenza psicologica, mentre il trend della consulenza legale è in diminuzione piuttosto netta, specie nell’ultimo anno. Nel 2009, delle 389 donne accolte dal Centro, 186 sono italiane e 203 straniere Dati riferiti al tipo di violenza subita dalle donne e all'età delle vittime. La tabella e il grafico sottostante si riferisce al tipo di violenza denunciata al Centro dalle donne, è necessario tenere in considerazione che una donna può essere vittima di più tipologie di violenze. La tabella riporta i numeri in valore assoluto degli ultimi due anni, mentre il grafico evidenzia l'andamento del numero dei casi per tipologia nell'ultimo sessennio. La seconda tabella e grafico si riferiscono all'età delle donne che hanno denunciato un episodio di violenza. Tab. Numero dei casi di violenza assistiti dal progetto “Uscire dalla violenza” per tipologia. Triennio 2007/2009 Anno 2007 Tipologia di Violenza Numero casi nell'ambito del progetto “uscire dalla violenza” Violenza economica Violenza Sessuale 39 10 Violenza psicologica 75 Violenza fisica 57 Anno 2008 Tipologia di Violenza Numero casi nell'ambito del progetto “uscire dalla violenza” Violenza economica Violenza Sessuale 50 12 Violenza psicologica 91 Violenza fisica 77 Anno 2009 Tipologia di Violenza Numero casi nell'ambito del progetto “uscire dalla violenza” Violenza economica Violenza Sessuale 37 13 Violenza psicologica 89 Violenza fisica 70 47 Bilancio di genere 2009 Provincia di Ferrara Tipologie di violenza assistite dal CDG, anni 2003/2009 100 80 violenza psicologica 60 violenza fisica violenza economica 40 violenza sessuale 20 disagio 0 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 Tab. Numero dei casi di violenza assistiti dal progetto “Uscire dalla violenza” per fascia di età della vittima. Biennio 2007/08. Anno 2007 Età della vittima Numero casi nell'ambito del progetto “Uscire dalla violenza” <18 18-29 30-39 40-49 50-68 >70 1 20 38 23 11 1 Anno 2008 Età della vittima Numero casi nell'ambito del progetto “Uscire dalla violenza” <18 18-29 30-39 40-49 50-68 >70 - 17 43 24 27 - Anno 2009 Età della vittima Numero casi nell'ambito del progetto “Uscire dalla violenza” <18 18-29 30-39 40-49 50-68 >70 - 34 52 29 21 - Fasce di età delle donne assistite dal CDG. Anni 03/09 60 50 <18 40 18-29 anni 30-39anni 30 40-49anni 20 50-68 10 >70 0 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 48 Bilancio di genere 2009 Provincia di Ferrara Quanto alle diverse tipologie di violenza seguite dal Centro Donna Giustizia, è possibile rilevare che, più frequentemente, i casi vengono classificati come violenza psicologia, seguita dalla violenza fisica e poi dalla economica. Le operatrice rilevano che è necessario tener conto che le donne sono spesso vittime di più tipologie di violenza contestualmente. L'età più a rischio i violenza risulta essere tra i 30 e i 39 anni. Nell’ultimo anno si è verificato un notevole aumento di donne giovani, tra i 18 e i 29 anni. In ulteriore aumento i casi relativi a donne tra i 40 e i 49 anni. In diminuzione, invece, il numero di donne tra i 50 e i 68 anni. Dati riferiti alla situazione lavorativa delle donne in prima accoglienza presso il CDG (escluso donne che provengono dalla tratta) Tab. Situazione lavorativa donne in prima accoglienza al CDG. Valori in percentuale. Anni 2003/2009. Dati occupazional Occupata Disoccupata Pensionata Studentessa Casalinga Altro i 2003 68 % 19 % 5% 1% 5% 2% 2004 56 % 27 % 6% 1% 3% 7% 2005 57 % 24 % 8% 7% 5% 2006 44 % 34 % 6% 1% 6.5% 8% 2007 47 % 30 % 7% 2% 7,4 % 4,9 % 2008 51% 27% 5% 1% 5% 11% 2009 53,5% 28,4% 9,3% 7% 7% Impiegata, Operaia, Coadiuvante Servizi alla Lavoro in Professione Insegnante categorie inserviente, in impresa altro persona proprio intermedie lav. dip. familiare 2003 7% 25 % 40 % 5% 5% 3% 2004 1% 23 % 33 % 7% 13 % 2005 3% 27 % 43 % 4% 6% 2006 6% 26% 34.5% 12% 4.5% 2007 5,3% 32,2% 32,2% 7,9 % 6,9 % 2008 4% 33% 36% 6% 8% 2009 5,5% 26,2% 33,8% 0,7% 8,3% 1,4% 15 % 23 % 17 % 17% 11% 24,01% Quanto alla situazione occupazionale delle donne vittime di violenza, è possibile riscontrare negli anni un aumento tendenziale delle disoccupate, che nel 2007/08 aveva avuto una battuta di arresto, assestandosi con una percentuale al 28%. La percentuale maggior parte delle donne ha una occupazione (53,5%). Tra le occupate, nel 2009 aumentano lievemente le insegnanti, mentre diminuiscono sia le impiegate che le operaie. Aumenta di molto la percentuale che si colloca nell’ “altro”. Dati riferiti alla provenienza delle donne accolte. Divisione per distretto e provincia. Tab. Provenienza delle donne in prima accoglienza e inserite nel progetto “Uscire dalla violenza” presso il CDG. Divisione per distretto e provincia. Anni 2005/09. Provenienza 2005 2006 2007 2008 2009 Distretto Nord 136 176 160 153 161 Distretto Sud/est 44 33 40 52 50 Distretto/Ovest 27 36 31 35 43 Fuori Provincia 10 14 16 18 17 49 Bilancio di genere 2009 Provincia di Ferrara Dalla tabella relativa alle provenienze si può dedurre che la netta maggioranza delle donne accolte provengono dal Distretto Nord, in quanto è il distretto che include la città di Ferrara, il più densamente popolato e sede del Centro. 1.5.2. L'immigrazione in ottica di genere in provincia di Ferrara10 Da alcuni anni, i dati inerenti i permessi di soggiorno, non offrono più un quadro adeguato della presenza straniera nelle diverse province italiane. Le modifiche normative e procedurali introdotte negli ultimi anni, infatti, consentono di rilevare solo i permessi di soggiorno in vigore, per cui sfugge ai fini statistici la quantità delle autorizzazioni a soggiornare in Italia in fase di rinnovo o non rilasciate in virtù della brevità del soggiorno. E’ opportuno, quindi, concentrare l’analisi sulle caratteristiche quantitative e qualitative delle residenze registrate da ogni Comune e pubblicati dall’Istat. Se si considera il periodo dall’1.1.95 all’1.1.2009 nella regione Emilia Romagna, il trend di crescita dei residenti stranieri appare molto più consistente della media nazionale: dalle 52.397 alle 421.482 unità (804,4%, contro + 567,7% dell’Italia), con un’incidenza sul totale della popolazione regionale che è salita dall’1,33% al 9,72%; soprattutto per effetto dell’incremento delle presenze straniere, infatti, i residenti complessivi sono passati da 3.924.952 a 4.337.979, con un incremento di 413.027 (+ 10,5%); mentre al netto della popolazione straniera si sarebbe verificata una crescita di appena 43.942 unità (+ 1,12%). Nel territorio ferrarese, invece, pur considerando che all’inizio del 1995 il numero di stranieri presenti era molto esiguo e che questo aspetto può accentuare i valori percentuali di crescita, l’incremento degli stranieri residenti è risultato ancora più sostenuto (Tabella 1): dalle 1.841 unità alle 21.985 unità (1.194,2%), con un’incidenza sul totale della popolazione provinciale che è salita dallo 0,52% al 6,14%. Si è trattato di un trend di crescita degli stranieri che ha consentito alla provincia di Ferrara di registrare, dall’1-1-1995 all’1-1-2009, un incremento dei residenti pari a 2.642 unità (+ 0,74%), mentre senza l’apporto degli stranieri si sarebbe registrato un calo di 17.502 unità (– 4,93%). Nell’ultimo anno (dal 31.12.2008 al 31.12.2009) la fase espansiva degli insediamenti registra un evidente rallentamento: i residenti stranieri sono aumentati di 2.552 unità (3.127 nel 2008), passando da 21.985 a 24.537 (+ 11,6%). Tale rallentamento è certamente legato ad almeno quattro variabili: la scelta del Governo di non emanare alcun decreto flussi per lavoro a tempo indeterminato nel corso 2009; la scarsa incidenza del decreto 102/09 di “regolarizzazione” delle domestiche e delle assistenti familiari (considerato che la maggior parte delle domande di emersione saranno esaminate nel corso del 2010); la diminuzione delle opportunità di lavoro e, quindi, della forza attrattiva del mercato del lavoro italiano, stante la crisi economica in atto; la minor disponibilità di reddito di molti stranieri che, probabilmente, ha rallentato i processi di ricongiungimento familiare (considerate le difficoltà occupazionali emerse nella seconda metà del 2008 e nel 2009). Le variegate situazioni migratorie che hanno caratterizzato il 2009 si sono riflesse sulle presenze di genere, portando ad un ulteriore rafforzamento delle donne straniere residenti. Queste sono salite dal 54,1% del 2008 al 54,9% del 2009 sul totale dei residenti stranieri ed hanno coinvolto soprattutto i Paesi connotati da una forte e consolidata emigrazione femminile, quali l’Ucraina (da 2.188 a 2.590 unità), la Moldavia (da 1.323 a 1.615 unità) e la Romania (da 3.075 a 3.468 unità). Sono, inoltre, aumentati oltre la media provinciale anche i residenti di origine pakistana, passando da 1.623 a 2.027 unità (+24,9%), in virtù degli elevati flussi d’ingresso per ricongiungimento familiare (+ 131 unità) e della crescente attrazione che sembra esercitare la comunità pakistana verso i connazionali presenti in altre province italiane (con migrazioni interne, verso la provincia di Ferrara, stimabili in almeno 250 unità). Alla fine del 2009, i residenti stranieri s’attestano al 6,8% (6,1% nel 2008) della popolazione residente nel territorio ferrarese, con una punta massima nel territorio dell’Alto Ferrarese, pari al 9,5%. Il Comune che ha evidenziato l’incidenza più elevata della provincia è quello di Portomaggiore (11,3%), seguito a distanza dal Comune di Cento (9,8%) e dal Comune di Argenta (9,5%), mentre l’incidenza più bassa si è riscontrata nel Comune di Goro (1,6%). 10 Il seguente contributo scritto di analisi è stato fornito dal dott. Franco Mosca, Responsabile dell’Osservatorio provinciale dell’immigrazione. 50 Bilancio di genere 2009 Provincia di Ferrara 31/12/1999 31/12/2007 31/12/2009 M F Tot. Ind.(*) M F Tot. Ind.(*) M F Tot. Ind.(*) Argenta 153 122 275 1,25 813 874 1.687 0,93 1.019 1.122 2.141 0,91 Berra 17 18 35 0,94 147 161 308 0,91 138 185 323 0,75 Bondeno 98 87 185 1,13 564 482 1.046 1,17 672 666 1.338 1,01 Cento 246 227 473 1,08 1.342 1.209 2.551 1,11 1.711 1.746 3.457 0,98 Codigoro 10 20 30 0,50 200 242 442 0,83 248 330 578 0,75 Comacchio 83 107 190 0,78 329 514 843 0,64 356 625 981 0,57 Copparo 31 43 74 0,72 204 306 510 0,67 244 402 646 0,61 Ferrara 752 716 1.468 1,05 3.043 3.895 6.938 0,78 4.005 5.301 9.306 0,76 Formignana 10 14 24 0,71 30 48 78 0,63 34 72 106 0,47 Goro 8 5 13 1,60 15 33 48 0,45 16 47 63 0,34 Jolanda di Savoia 5 7 12 0,71 61 58 119 1,05 64 77 141 0,83 Lagosanto 9 11 20 0,82 31 72 103 0,43 60 100 160 0,60 Masi Torello 6 6 12 1,00 37 46 83 0,80 47 71 118 0,66 Massafiscaglia 8 8 16 1,00 32 51 83 0,63 44 66 110 0,67 Mesola 49 55 104 0,89 102 130 232 0,78 108 175 283 0,62 Migliarino 13 10 23 1,30 109 100 209 1,09 136 136 272 1,00 Migliaro 11 3 14 3,67 59 47 106 1,26 61 65 126 0,94 Mirabello 15 17 32 0,88 130 108 238 1,20 172 177 349 0,97 Ostellato 22 26 48 0,85 97 152 249 0,64 124 175 299 0,71 Poggio Renatico 25 29 54 0,86 313 313 626 1,00 392 412 804 0,95 Portomaggiore 56 52 108 1,08 561 525 1.086 1,07 716 685 1.401 1,05 Ro Ferrarese 25 23 48 1,09 59 68 127 0,87 68 81 149 0,84 Sant'Agostino 53 42 95 1,26 285 281 566 1,01 318 353 671 0,90 Tresigallo 15 26 41 0,58 90 119 209 0,76 107 153 260 0,70 Vigarano Mainarda 8 16 24 0,50 137 158 295 0,87 166 195 361 0,85 Voghiera 6 8 14 0,75 24 52 76 0,46 33 61 94 0,54 TOT. PROVINCIA 1.734 1.698 3.432 1,02 8.814 10.044 18.858 0,88 11.059 13.478 24.537 0,82 di cui comunitari 219 261 480 0,84 1.483 2.414 3.897 0,61 2.070 3.278 5.348 0,63 di cui non comunit. 1.515 1.437 2.952 1,05 7.331 7.630 14.961 0,96 8.989 10.200 19.189 0,88 (*) Indice della presenza femminile rispetto a quella maschile: - se maggiore di 1 è più alta quella maschile; - se minore di 1 è più alta quella femminile. Fonte: elaborazione dell'Osservatorio Provinciale sull'Immigrazione su dati degli Uffici anagrafe dei Comuni ferraresi. Comuni ferraresi I livelli di presenza femminile, naturalmente, variano da Comune a Comune, in stretta connessione con le specificità sociali ed economiche dei diversi ambiti locali. Così, ad esempio (tra parentesi i dati 2008): nell’Alto Ferrarese, che vanta 5.815 residenti stranieri (5.206), le donne s’attestano a 2.942 unità (2.541), pari al 50,6% del totale (48,8%), con un incremento dei livelli di presenza femminile legati probabilmente alla diminuzione degli ingressi maschili per lavoro subordinato e all’accentuarsi dei processi di ricongiungimento familiare di mogli e figli; nell’area di Ferrara, che vanta 10.589 residenti stranieri (9.312), le donne raggiungono le 5.979 unità (5.229), pari al 56,5% del totale (56,2%), per cui trova conferma l’orientamento ad insediarsi nel Comune capoluogo di numerose donne entrate in Italia per lavoro domestico e/o di assistenza familiare; nell’area del Basso Ferrarese, che denota 2.872 residenti stranieri (2.654), le donne s’attestano a 1.719 unità (1.559), pari al 59,9% del totale (58,7%), con una crescita ulteriore dell’incidenza femminile legata al lavoro reperibile sui lidi ferraresi e nell’ambito dell’assistenza familiare; nell’area del Medio Ferrarese, relativamente ai Comuni di Argenta, Portomaggiore e Voghiera, dove sono insediati 3.636 residenti stranieri (3.293), le donne raggiungono le 1.868 unità (1.679), pari al 51,4% del totale (51,0%), con un’incidenza nettamente inferiore alla media provinciale (54,9%), legata alla considerevole presenza di pakistani e marocchini, la cui migrazione è prettamente maschile; nell’area del Medio Ferrarese, relativamente ai Comuni di Berra, Copparo, Formignana, Jolanda di Savoia, Ro e Tresigallo, dove sono insediati 1.625 residenti stranieri (1.520), le donne s’attestano a 970 unità (892), pari al 59,7% del totale (58,7%), con una presenza legata prevalentemente alle opportunità di lavoro nell’ambito dell’assistenza familiare. 51 Bilancio di genere 2009 Provincia di Ferrara ANDAMENTO DELL'OCCUPAZIONE E DELLE RESIDENZE DAL 2001 AL 2009 - PER COMPONENTI DI GENERE Femmine residenti 13.478 X Maschi residenti 11.900 Femmine occupate 10.044 11.059 Maschi occupati 10.085 8.145 Domestico/Assist. Famil. Occupati 8.814 7.092 7.383 5.999 6.350 5.609 5.268 4.371 4.523 5.295 4.707 3.224 2.443 2.171 2.969 1.334 1.073 574 160 678 145 31-12-2001 31-12-2002 4.078 2.671 2.098 3.140 1.791 1.986 2.512 31-12-2003 31-12-2004 3.010 2.934 1.900 3.263 4.684 4.076 3.121 3.228 3.536 2.620 1.938 31-12-2005 31-12-2006 31-12-2007 31-12-2008 31-12-2009 Fonte: elaborazioni dell’Osservatorio Provinciale sull’Immigrazione su dati degli Uffici Anagrafe dei Comuni ferraresi e dei Centri per l’Impiego della Provincia di Ferrara. Per quanto concerne le presenze nel mercato del lavoro, le recenti scelte del Governo di consentire ingressi per lavoro quasi esclusivamente nell’ambito dell’assistenza familiare, hanno ulteriormente incrementato l’incidenza e l’importanza della componente femminile. Infatti, al traino degli inserimenti nel settore domestico/assistenziale (+ 415 dipendenti nel corso del 2009), secondo i dati dei Centri per l’Impiego della Provincia di Ferrara, l’occupazione straniera passa dalle 9.975 unità del 2008 alle 10.293 unità del 2009 (+ 318 dipendenti, pari a + 3,2%). Senza l’apporto degli inserimenti lavorativi delle donne, però, gli occupati uomini sarebbero calati da 4.707 a 4.684 unità (- 0,5%). L’incidenza dell’occupazione femminile, infatti, sale dal 52,8% del 2008 (5.268 unità) al 54,5% del 2009 (5.609 unità), con un inserimento nell’ambito dei lavori domestici e di assistenza familiare che sale dalle 3.121 unità alle 3.536 unità, per cui si può affermare che attualmente sono le donne migranti a sostenere l’economia familiare sia dei gruppi familiari rimasti all’estero, sia dei gruppi familiari ricongiunti in Italia. Naturalmente, ai primi posti nella graduatoria per gruppi nazionali, si notano: le ucraine con 1.739 occupate (1.736), pari al 92,1% (92,0%) del totale degli ucraini al lavoro, inserite quasi esclusivamente nelle attività di assistenza familiare; le rumene con 877 occupate (788), pari al 58,2% (53,3%) del totale dei rumeni al lavoro, in prevalenza avviate al lavoro agricolo e/o di selezione ortofrutticoli e nel settore turistico/alberghiero; le moldave con 702 occupate (648), pari al 73,7% (73,8%) del totale dei moldavi al lavoro, inserite, analogamente alle ucraine, nell’ambito dell’assistenza familiare; le polacche con 420 occupate (337), pari all’85,2% (80,8%) del totale dei polacchi al lavoro, in gran parte avviate nei settori agricolo e/o di selezione ortofrutticoli e turistico/alberghiero (analogamente alle rumene); le cinesi con 257 occupate (219), pari al 42,1% (40,0%) del totale dei cinesi al lavoro, coinvolte soprattutto in attività lavorative dei settori della ristorazione e dell’abbigliamento (gestite principalmente da connazionali); le albanesi con 231 occupate (229), pari al 30,5% (30,1%) del totale degli albanesi al lavoro, inserite in vari contesti lavorativi, con una lieve preminenza nei settori delle pulizie e di cura della persona; 52 Bilancio di genere 2009 Provincia di Ferrara le marocchine con 202 occupate (200), pari al 16,9% (16,4%) del totale dei marocchini al lavoro, inserite in vari settori (come per le albanesi si nota una lieve preminenza nell’ambito delle pulizie e della cura delle persone); le russe con 139 occupate (134), pari all’86,9% (87,6%) del totale dei russi al lavoro, avviate in particolare nelle attività di assistenza familiare; le filippine con 127 occupate (114), pari al 65,8% (64,4%) del totale dei filippini al lavoro, assunte come lavoratrici domestiche e/o assistenti familiari. Sul versante della ricerca di un’occupazione, le donne iscritte ai Centri per l’Impiego della Provincia di Ferrara aumentano di 550 unità (+ 33,8%), passando da 1.626 a 2.176, evidenziando come le difficoltà indotte dall’attuale crisi economica abbiamo effetti consistenti anche sulla componente femminile. Tale incremento, però, risulta percentualmente inferiore a quello che ha coinvolto la componente maschile: + 503 unità (+ 42,8%, da 1.174 a 1.677). Si tratta di un aumento che, analogamente alla più modesta crescita dell’occupazione, può essere imputato alle caratteristiche assunte da due importanti variabili: i flussi d’ingresso in provincia di Ferrara incentrati nel 2009 sui ricongiungimenti familiari di donne e minori e sugli ingressi femminili autorizzati in ambito domestico-assistenziale; il mercato del lavoro ferrarese, che da un lato ha continuato ad offrire lavoro alle donne straniere nei settori domestico-assistenziale (anche se il settore evidenzia ormai situazioni di saturazione occupazionale, con una crescente contrazione delle possibilità occupazionali) e dall’altro ha ridotto le opportunità di lavoro per gli uomini stranieri nei settori della metalmeccanica e delle costruzioni, in stretta relazione con l’attuale fase di crisi economica e occupazionale. 750 616 Cittadini stranieri (comunitari e non comunitari) iscritti ai Centri per l'Impiego al 31-12-2009 in cerca di un'occupazione, per genere e cittadinanza 713 Femmine in cerca di occupazione 2.176 501 429 321 431 Maschi in cerca di occupazione 1.677 Totale in cerca di occupazione 3.853 440 392 273 282 253 224 217 145 137 240 159 70 81 36 147 136 75 61 MAROCCO ROMANIA UCRAINA ALBANIA PAKISTAN MOLDOVA NIGERIA 151 125 113 34 64 26 26 38 TUNISIA POLONIA SERBIA/M. Altri PAESI Fonte: elaborazioni dell’Osservatorio Provinciale sull’Immigrazione su dati dei Centri per l’Impiego della Provincia di Ferrara. Ai primi posti tra gli iscritti ai Centri per l’Impiego per la ricerca di un’occupazione si notano: - le donne di origine ucraina con 431 unità (281), pari al 19,8% (10,0%) del totale disoccupate; un incremento considerevole che segnala ormai una situazione di “saturazione” delle opportunità di 53 Bilancio di genere 2009 - - Provincia di Ferrara lavoro nell’ambito domestico e dell’assistenza familiare, con una domanda che, da un lato tende a crescere più dell’offerta effettiva delle famiglie, dall’altro si va facendo sempre più selettiva (chi è regolarmente presente accetta solo le opportunità di lavoro che si conciliano con le proprie esigenze personali: possibilmente non in situazioni di convivenza, in luoghi adeguatamente serviti da mezzi di trasporto pubblico, con persone da assistere semi-autonome e/o non troppo difficili da gestire); le donne di origine rumena con 392 unità (279), pari al 18,0% (10,0%) del totale disoccupate, con una crescita che si lega sia alle sopra indicate “difficoltà” del mercato del lavoro domestico e dell’assistenza familiare, sia ai notevoli flussi in ingresso emersi con l’inserimento della Romania nell’Unione Europea; le donne di origine marocchina con 321 unità (283), pari al 14,8% (10,1%) del totale delle non occupate, con un aumento legato alle difficoltà di reperire un lavoro sia per la condizione familiare (spesso si tratta di madri giovani e con più figli che non possono contare sull’ausilio di altri familiari), sia per la scarsità delle offerte di lavoro al di fuori dell’assistenza familiare, dove ormai si è fatta forte la concorrenza delle cittadine provenienti dall’Europa dell’est. 1.6. Altro In questa sezione si riportano i dati di contesto relativi ad assi che non sono attualmente oggetto di bilancio. Tuttavia, la lettura di contesto in chiave di genere evidenzia elementi interessanti che possono essere presi in considerazione nella definizione di obiettivi e priorità relativi alle attività interessate. 1.6.1. Servizio Civile Volontario Nel dicembre del 2004, su iniziativa della Provincia di Ferrara, si è costituito il Coordinamento Provinciale degli Enti di Servizio Civile (Co.Pr.E.S.C.) di Ferrara che, ad oggi, associa circa 55 enti tra enti pubblici e enti del privato sociale con l’intento di promuovere il Servizio Civile Nazionale ( L.64/2001) nell'intero territorio. Tra le attività peculiari del Copresc rientra anche il coordinamento degli enti al momento della pubblicazione del bando per la promozione dei progetti e l’apertura di uno sportello di orientamento per i/le giovani interessati ad aderire. Tab. Numero di giovani avviati per genere (SCN). Trend 2007/09. Genere Anno 2007 2008 2009 TOTALE VA % VA % VA % Totale Maschio Femmina 73 26,3 59 30,9 46 31% 205 73,7 132 69,1 98 69% 278 100 191 100 144 100 VA 178 435 613 % 29% 71% 100 Tab. Domande pervenute per settore di progettazione e genere del candidato/a. Trend 2007/09 54 Bilancio di genere 2009 Provincia di Ferrara 2007 Settore progettuale Ambiente Assistenza Educazione e promozione culturale Estero Patrimonio artistico e culturale Totale 2008 2009 Maschio Femmina Totale Maschio Femmina Totale Maschio Femmina Totale N. 11 19 30 12 3 15 18 12 30 % 36,7% 63,3% 100,0% 80,0% 20,0% 100,0% 60% 40% 100% N. 51 140 191 39 86 125 55 87 142 % 26,7% 73,3% 100,0% 31,2% 68,8% 100,0% 38,7% 61,3% 100% N. 35 81 116 30 99 129 46 100 146 % 30,2% 69,8% 100,0% 23,3% 76,7% 100,0% 31,5% 68,5% 100% N. 31 65 96 55 65 120 35 65 100 % 32,3% 67,7% 100,0% 45,8% 54,2% 100,0% 35% 65% 100% N. 42 115 157 34 64 98 60 74 134 % 26,8% 73,2% 100,0% 34,7% 65,3% 100,0% 44% 56% 100% N. 170 420 590 170 317 487 214 338 552 % 28,8% 71,2% 100,0% 34,9% 65,1% 100,0% 38% 62% 100% Nel 2009, se consideriamo le domande di servizio civile pervenute agli enti, suddivise per ambito di intervento, è possibile rilevare quanto segue: - l’adesione a progetti di servizio civile rimane un ambito d’impiego preferito più dalle donne che dagli uomini, - nell’ultimo triennio tutta è innegabile un trend di assottigliamento del gap di genere, partendo dal 2007 con oltre il 70& di domande pervenute da ragazze fino ad arrivare al 2009 con il 62% - si va assottigliando anche la differenza di genere che caratterizzava fortemente l’adesione a progetti di assistenza. - i progetti di ambito “patrimonio artistico e culturale” sono richiesti, per il 2009, in maniera tendenzialmente paritaria, da ragazzi e ragazze. - l’unico progetto che, per il 2009, interessava l’ambito ambientale, è stato richiesto da una maggioranza maschile. Altro dato da rilavare è che nell’ultimo triennio, per tutti gli anni, la differenza di genere aumenta di qualche punto percentuale passando dalle domande pervenute agli avvii, ossia coloro che, dopo una selezione positiva, sono stati avviati al progetto. Per il 2009 gli avvii sono stati per il 69% femminili. 1.6.2. Osservatorio per l’educazione e la sicurezza stradale della Provincia di Ferrara L’Osservatorio per l’educazione stradale della Provincia di Ferrara ha come finalità il reperimento, l’elahborazione e l’analisi dei dati statistici sugli incidenti stradali. Sotto sono riportati alcuni dati sull’incidentalità disaggregati per genere nell’anno 2009. 55 Bilancio di genere 2009 Provincia di Ferrara Tab. Incidentalità. Utenti deboli per genere anno 2009. Maschi Femmine Totale Utenti deboli Feriti Morti Feriti Morti Feriti morti pedoni 27 1 35 1 62 2 Ciclisti 134 6 138 2 272 8 scooter 103 0 30 0 133 0 motociclisti 172 8 26 1 198 9 totale 436 15 229 4 665 19 Tab. Incidentalità passeggeri dei veicoli per genere e fascia di età. Anno 2009. Fascia di età Passeggeri feriti Passeggeri morti Maschi Femmine Totale Maschi Femmine 0/13 32 33 65 14/20 18 26 44 3 21/39 58 72 130 1 40/64 14 75 89 65 e oltre 3 28 31 1 1 Nc 8 4 12 - . totale 133 238 371 5 2 Totale 0 1 4 1 0 2 7 Tab. Incidentalità conducenti dei veicoli per genere e fascia di età. Anno 2009. Fascia di età Conducenti feriti Conducenti morti Maschi Femmine Totale Maschi Femmine Totale 0/13 2 5 7 0 0 0 14/20 88 30 118 1 21/39 322 181 503 11 3 14 40/64 336 201 537 2 1 3 65 e oltre 149 79 228 7 4 11 897 496 1393 21 8 29 1 Np totale Quanto agli utenti deboli, si conferma anche per il 2009 un grande differenziale di genere all'interno delle categorie degli scooter e dei motocicli, in queste categorie solo il 15% è un utente donna. I ciclisti vittime di incidenti sono sia uomini che donne, con una differenza di genere a favore delle donne non rilevante; I passeggeri incidentati sono al 64% donne (percentuale in aumento rispetto all’anno precedente); il differenziale di genere è più alto per le fasce di età maggiori I conducenti incidentati, tra morti e feriti, sono al 65% uomini. 56 Bilancio di genere 2009 Provincia di Ferrara 2. Analisi della composizione del Personale dell’ente in ottica di genere L’analisi è stata condotta in collaborazione con l’Ufficio responsabile della Gestione delle Risorse Umane della Provincia di Ferrara, che ha permesso la raccolta dei dati sui/lle dipendenti a tempo indeterminato e determinato, analizzati per genere, categorie e struttura di appartenenza. 2.1. Analisi di genere del personale della Provincia per categorie I Dipendenti a tempo indeterminato della Provincia di Ferrara al 31/12/2009 risultano complessivamente pari a 474 unità (184 uomini e 290 donne). Le donne sono dunque pari al 61% del totale dei dipendenti. Al 31/12/2009, come per l’anno precedente, la categoria economica più diffusa è la D, la più elevata per retribuzione e qualifica di accesso, sia per le donne che per gli uomini. Sul totale delle donne impiegate, ben il 41% è qualificata in D, un po’ sotto la percentuale in D sul totale maschile (38%). Le posizioni dirigenziali sono complessivamente 16, suddivise tra 8 uomini e 8 donne: parità assoluta di genere. Di seguito si propongono le tabelle della distribuzione numerica dei dipendenti per categoria economica e genere relative al 31/12/2006, al 31/12/2007, al 31/12/2008 e al 31/12/2009. Tab. Dipendenti dell'amministrazione provinciale di Ferrara per categoria economica e genere. Anni 2006/2009. Dato al 31/12/2006 Genere/categorie A B C D Donne 5 59 105 96 9 274 Uomini 3 54 59 63 11 190 Totale 8 113 164 159 20 464 Genere/categorie A B C D Donne 3 48 148 74 8 281 Uomini 2 50 72 54 11 189 Totale 5 98 220 128 19 470 Genere/Categorie A B C D Donne 5 45 115 122 8 295 Uomini 3 49 60 70 10 192 Totale 8 94 175 192 18 487 Genere/Categorie A B C D Donne 3 47 112 120 8 290 Uomini 0 49 56 71 8 184 Totale 3 96 168 191 16 474 Dirigenti Totale Dato al 31/12/2007 Dirigenti Totale Dato al 31/12/2008 Dirigenti Totale Dato al 31/12/2009 Dirigenti Totale 57 Bilancio di genere 2009 Provincia di Ferrara 2.2. Analisi del personale per genere e struttura di appartenenza. Attraverso l’analisi del personale secondo la struttura di appartenenza è possibile evidenziare possibili segregazioni orizzontali tra i generi, ossia un persistere della divisione tra impieghi tipicamente maschili, che attengono solitamente all’utilizzo di nuove tecnologie o ai settori più tecnici, e impieghi tipicamente femminili, che ruotano intorno ai servizi alla persona o a mansioni di segreteria. Nella fattispecie dell’impiego pubblico all’interno della amministrazione provinciale, si riporta il dato riferito alla situazione al 31/12/2009. In continuità con gli anni passati, i maggiore differenziali in assoluto tra impiego femminile e maschile si riscontrano nel Settore Servizi alla Persona (che, con 92 dipendenti donne impiega il 31 % del totale delle occupate), nel Settore Bilancio ed economia (dove l'86% del personale è donna) e il Settore Tecnico (che impiega il 36 % del totale degli occupati). Il settore Tecnico e il settore Agricoltura e Ambiente impiegano insieme il 67% del totale dei 192 dipendenti uomini. Tab. Dipendenti dell'amministrazione provinciale per genere e struttura di appartenenza al 31/12/2009. Valori assoluti. Numero M Settore Istituzione Castello 3 Numero F 4 Servizi Nessun Servizio 4 15 10 4 10 10 7 3 7 Risorse Idriche e tutela ambientale 13 16 Nessun servizio 11 13 Servizio Bilancio ed economia 1 9 Servizio Turismo, Sport, Att. Produttive 2 19 Nessun Servizio 3 8 Servizio Amministrazione 6 13 Nessun Servizio 6 15 Servizio Gestione Risorse Umane 0 13 Servizio Sistemi informativi 7 10 Servizio Politiche della sostenibilità 56 63 Servizio produzione e sviluppo agricolo Servizio Protezione flora e fauna Settore Bilancio ed economia Settore Risorse Umane-Servizi informaticiSemplificazione 6 19 36 51 Numero F 3 Servizio Aiuti alle imprese Settore Agricoltura e Ambiente Numero M 58 Bilancio di genere 2009 Provincia di Ferrara telematici Settore Tecnico 65 38 Nessun Servizio 8 22 Servizio Appalti e Gare 2 12 48 4 7 0 1 2 Servizio Urbanistica 5 4 Nessun Servizio 9 5 Servizio Pubblica Istruzione 2 5 Servizio Formazione professionale e politiche del lavoro 17 72 1 12 Servizio Edilizia, Impianti, Sicurezza Servizio Grandi Infrastrutture Settore Uffici di Piano Nessun Servizio 1 Settore Pianificazione, Mobilità Energia Settore Servizi alla persona, formazione professionale politiche del lavoro 14 20 2 9 89 Nessun Servizio Quanto alla verifica sulla distribuzione omogenea di professionalità maschili e femminili nei vari settori di impiego (verifica volta ad accertare la presenza di segregazioni orizzontali di genere) dalla precedente tabella possiamo trarre le seguenti considerazioni: - Quanto alla distribuzione femminile, verifichiamo che l’area per eccellenza tipicamente femminile (quella relativa al Settore Servizi alla Persona) impiega il 30% delle risorse femminili complessive dell’ente (89 donne sul totale delle 290) - Tuttavia le rimanenti risorse sono distribuite in maniera significativamente omogenea e varia (il servizio bilancio ed economia è interamente femminile, anche nel servizio informatico e telematico le donne sono molto presenti e per entrambi i servizi abbiamo una dirigente donna) - Il totale dei 184 uomini è invece distribuito in maniera meno omogenea se consideriamo che ben il 65% degli uomini impiegati ricopre una mansione per due soli servizi (Settore Tecnico in particolare servizio edilizia impianti e sicurezza e Settore Agricoltura e Ambiente). 59 Bilancio di genere 2009 Provincia di Ferrara 2.3. Personale per categorie e fasce di età. Tab. Personale della Provincia di Ferrara per categorie e fasce di età al 31/12/2009. Categorie/fasce di età Fino a 29 anni F v.a. Da 30 a 39 anni M % v.a. F % v.a. Dal 40 a 49 anni M % v.a. F % v.a. Oltre i 50 anni M % v.a. F % v.a. M % v.a. % A 0 0 0 0 0 0 0 0 2 2 0 0 1 1 0 0 B 1 17 1 100 3 5 3 12 9 9 23 27 33 25 20 27 C 1 17 0 0 23 40 11 42 39 40 29 34 50 39 18 24 D 4 66 0 0 32 55 11 42 46 47 30 36 38 29 30 41 Dirigenti 0 0 0 0 0 0 1 4 1 1 2 2 7 5 5 7 Segretari 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 1 1 Totale Valori Assoluti 6 1 58 26 97 84 129 74 La tabella sopra evidenzia la composizione del personale della Provincia con riferimento a quattro fasce di età, al genere e alla categoria economica. Come da trend dell’anno precedente, una percentuale piuttosto alta della componente femminile totale, che ammonta a 290 dipendenti donne, rientra nell'ultima fascia di età (il 45%) contro il 40% degli uomini. A fine carriera la maggioranza delle donne sono in categoria C (39%) e la maggioranza degli uomini sono in D, con una percentuale (il 41%) in aumento rispetto all’anno precedente. Questo dato è graficamente visibile dai grafici sotto riportati, che disegnano le curve di carriera in relazione al passaggio degli anni per le categorie C e D. Graf. Donne per fasce di età e categorie c e d Donne per categorie c/d e fascia di età 50% 45% 40% 35% 30% C 25% D 20% 15% 10% 5% 0% <29 anni >30 >40 >50 60 Bilancio di genere 2009 Provincia di Ferrara Graf. Uomini per fasce di età e categorie c e d Uomini per categorie c e d e fasce di età 60% 50% 40% C 30% D 20% 10% 0% <29 anni >30 >40 >50 2.4. Personale per genere, titolo di studio e categoria. Tab. Personale totale della Provincia di Ferrara per genere, categoria e titolo di studio al 31/12/2009 Categorie/fasce di età Scuola dell'obbligo Lic. Media Superiore Laurea breve Laurea F M F M F M F M A 0 1 2 0 0 0 0 0 B 17 16 26 31 1 0 4 1 C 6 5 79 43 1 1 26 7 D 1 0 40 32 1 0 78 39 Dirigenti 0 0 0 0 0 0 8 8 Segretari 0 0 0 0 0 0 0 1 24 22 147 106 3 1 116 56 Totale Tab. Donne dipendenti per titolo di studio e categorie. Valori Percentuali. Categorie/titolo di studio Scuola dell'obbligo Licenza Superiore Laurea Breve Laurea A 0% 100% 0% 0% B 36% 54% 2% 8% C 5% 71% 1% 23% D 1% 33% 1% 65% Dirigente 0% 0% 0% 100% Segretario 0% 0% 0% 100% 61 Bilancio di genere 2009 Provincia di Ferrara Tab. Uomini dipendenti per titolo di studio e categorie. Valori Percentuali. Categorie/titolo di studio Scuola dell'obbligo Licenza Superiore Laurea Breve Laurea A 100% 0% 0% 0% B 33% 65% 0% 2% C 9% 77% 2% 12% D 0% 45% 0% 55% Dirigente 0% 0% 0% 100% Segretario 0% 0% 0% 100% In linea rispetto all’anno precedente, le donne dipendenti sono in generale maggiormente scolarizzate rispetto ai colleghi maschi: il 40% di loro è in possesso di un diploma di laurea contro il 30% dei dipendenti uomini. Confrontando questo stato di fatto con la composizione di genere delle categorie economiche, come reso evidente dalle tabelle sopra, è possibile verificare che sono in possesso del massimo titolo il 65% delle donne presenti nella categoria D (tre punti percentuali in più rispetto all’anno precedente), per gli uomini questa stessa percentuale cala al 55%. I posti in D al maschile quindi sono distribuiti (46% e 54%) tra chi è laureato e chi è in possesso della licenza superiore con un divario di 10 punti percentuali, un divario di 32 punti percentuali esiste invece tra i medesimi titoli se consideriamo le dipendenti donne. Quanto alla categoria C, il 77% degli uomini e il 71% delle donne possiede un diploma di scuola superiore e il 12%per gli uomini e il 23% per le donne un diploma di laurea. 2.5. Fruizione dei congedi parentali per genere Per “Congedo parentale”, secondo la terminologia della legge n. 53/2000, si intende un periodo di astensione facoltativa dal lavoro nei primi otto anni del bambino, per un periodo complessivo di sei mesi, continuativi o frazionati, fruibile dai padri e dalle madri. Nel caso il padre abbia effettuato almeno tre mesi di astensione è previsto un premio, un mese di congedo in più, che così arriva a 7 mesi. La volontà legislativa, con la legge nazionale sulla conciliazione tra i tempi di vita e di lavoro, ha rivisto e ampliato questo istituto attraverso una diversa articolazione temporale del congedo parentale (fruibile fino al 8° anno di vita del bambino), la flessibilizzazione del congedo di maternità (scegliendo la distribuzione dei 5 mesi di periodo obbligatorio), la previsione dello stesso congedo anche per i lavoratori dipendenti padri. Favorire la fruizione del congedo parentale anche da parte dei lavoratori padri è una delle azioni positive di conciliazione più perseguite da enti e associazioni che si occupano di politiche di genere. La tabella sottostante riporta, per tre periodi di riferimento, le unità di personale dipendente della provincia, distinto per genere, che ha fruito di congedi parentali. 62 Bilancio di genere 2009 Provincia di Ferrara Anche nell’ente provinciale, come è evidenziato dalla tabella e dal grafico sottostante, sono le donne a fruire maggiormente dei periodo di congedo parentale per le proprie esigenze di conciliazione dei tempi di cura e di lavoro. Tab. Dati sulla fruizione del Congedo parentale da parte del personale dipendente della Provincia di Ferrara. Trend 2005/2009 FRUIZIONE DEI CONGEDI PARENTALI PER GENERE Periodo N. Donne Tot Giorni Media GG N. Uomini Tot. Giorni Media GG Anno 2005 15 781 52 1 12 12 Anno 2006 18 1387 77 3 36 12 Anno 2007 17 427 25 2 35 17,5 Anno 2008 19 538 28 3 27 9 Anno 2009 24 5 2.6. Assenze per genere La tabella sottostante riporta i dati riguardati le assenze (in giornate) del personale per genere, per categoria e per tipologia di assenze al 31/12/2009. Le tipologie di assenze prese in considerazione sono state le ferie, la malattia, i permessi retribuiti, i permessi per la fruizione della legge 104/92, le maternità e congedi parentali, gli scioperi, le assenze non retribuite. L’ultima riga riporta, in media, i giorni di assenza di donne e uomini nel corso dell’anno 2009. Tab. Giorni di assenza dei dipendenti per genere, tipologia, categoria economica. Anno 2009. categorie Presenti al 31/12/2009 M F Ferie M A 0 3 B 49 47 C F M F Maternità, congedo p. M 146 36 17 1639 1528 345 906 0 56 112 1789 3703 349 1157 D 71 120 2315 3871 226 DIR 8 260 6133 9508 Totale GG assenza Media GG assenza 8 55 Malattia 335 33 32 F 0 LEGGE 104/92 M F Permessi retribuiti M F Assenze non retribuite Scioperi M F M F 0 0 51 11 8 0 0 0 0 61 112 507 151 78 8 11 103 0 51 1185 276 245 463 420 19 28 191 75 1021 96 1232 101 323 175 556 12 24 254 186 12 14 0 0 0 0 10 1 1 4 0 0 968 3115 810 1063 40 67 548 261 5 10 4 4 0.2 0.2 3 0.9 147 2478 0.7 8 489 1126 2 4 2.7. La fruizione del part-time in ottica di genere Il numero di dipendenti di sesso femminile che usufruiscono di orario part-time è molto più alto (81% del totale) di quello dei dipendenti di sesso maschile. Il notevole ricorso a questa forma di flessibilità da parte delle lavoratrici donne indica come la riduzione 63 Bilancio di genere 2009 Provincia di Ferrara d’orario resti a tutt’oggi uno degli strumenti più adottati per conciliare la vita familiare con quella lavorativa. Tra le 29 lavoratrici donne che, al 31/12/2009, hanno scelto il part-time ben 26 fruiscono della modalità “orizzontale” che comporta una riduzione dell’orario lavorativo in tutti i giorni della settimana. Tradizionalmente proprio il part-time orizzontale è la modalità d’impiego richiesta dalle donne per esigenze conciliative. Tra i 7 uomini in part-time,diversamente, 5 fruiscono della modalità verticale, che comporta una riduzione delle giornate lavorative. Tale opzione viene richiesta, prevalentemente, per poter “liberare” tempo da finalizzare ad attività diverse dal lavoro abituale. Tendenzialmente le 29 donne in part time sono inquadrate prevalentemente nelle categorie c e d, i pochi uomini, invece, nella categoria b. Fruizione della modalita’ part-time per genere Categoria Ec. al 31/12/2007 al 31/12/2008 Al 31/12/2009 A B C D TOT Uomini 4 2 1 7 Uomini 4 1 1 6 Uomini 3 3 1 7 Donne 1 5 10 11 27 Donne 1 3 11 11 26 Donne 4 13 12 29 3. Bilancio di genere consuntivo 2009 La struttura della rendicontazione è articolata su tre livelli: per ciascuna delle assi di intervento vengono riportati gli indirizzi e le priorità in ottica di genere, le attività realizzate, gli indicatori di monitoraggio e, dove possibile, quelli di esito. I conti monetari sono trattati in un capitolo a parte. 3.1. Aree direttamente inerenti al genere 3.1.1. Pari opportunità All’interno della amministrazione provinciale le Politiche di Pari opportunità vengono presidiate nell’ambito del Settore Servizi alla Persona. Indirizzi e priorità in ottica di genere Sostenere azioni di promozione delle pari opportunità sotto l'aspetto teorico culturale del concetto della differenza e della storia dei generi Promuovere e convocare il Forum Provinciale per le pari Opportunità Promuovere lo strumento del Bilancio di Genere quale principale mezzo per la realizzazione del Mainstreming di Genere nelle elaborazione di politiche pubbliche Promuovere ricerche, convegni e tavoli di lavoro sulla tematica della violenza di genere Promuovere il coordinamento e la diffusione a livello provinciale delle iniziative locali in tema di pari opportunità Promuovere la cultura dell’ottica di genere nella programmazione pubblica dei sistemi di tutela della salute Indirizzi di riferimento Promuovere ricerche, convegni e tavoli di lavoro sulla tematica della violenza di genere Attività del Servizio 64 Bilancio di genere 2009 Provincia di Ferrara Stampa e diffusione di un opuscolo dal titolo “Violenza di genere: la nostra rete per fermarla” contenente tutte le iniziative contro la violenza sul territorio provinciale; Diffusione di un “Ordine del giorno” comune sulla violenza di genere e promozione della sua approvazione congiunta in tutti i comuni della provincia di Ferrara; 25/11 Organizzazione di una seduta di Consiglio congiunta con il Comune di Ferrara per il giorno 25 novembre 2009 presso la sede della sala consiliare del Castello Estense, con la partecipazione della scrittrice Lidia Ravera. 25/11 Organizzazione, in collaborazione con l’Istituto di storia contemporanea, della messa in scena del recital “Arriere Pensee” di Roberta Pazi, tratto da “Una donna spezzata” di Simon De Beauvoir. 12/11 Sottoscrizione del “Protocollo d'intesa per la promozione di strategie condivise finalizzate alla prevenzione ed al contrasto del fenomeno della violenza nei confronti di donne e minori” promosso dalla Prefettura di Ferrara. Indirizzi di riferimento Promuovere il coordinamento provinciale delle iniziative in tema di pari opportunità Attività del Servizio Diffusione di un opuscolo/calendario con tutte le iniziative del mese di marzo legate alla festa della donna. Titolo dell'opuscolo “Un Marzo di gran vento”. A partire da elaborazione e diffusione di una NEWSLETTER dal titolo “Le pari opportunità in Provincia di Ferrara” a cadenza bimestrale 65 Bilancio di genere 2009 Provincia di Ferrara Indirizzi di riferimento Promuovere lo strumento del Bilancio di Genere quale principale mezzo per la realizzazione del Mainstreming di Genere nelle elaborazione di politiche pubbliche Attività del Servizio Assicurata la continuità alla redazione annuale a consuntivo del Bilancio di genere, proponendo la presentazione dei suoi contenuti presso le sedi istituzionali e le associazioni cittadine. Indirizzi di riferimento Sostenere azioni di promozione delle pari opportunità sotto l'aspetto teorico culturale del concetto della differenza e della storia dei generi Attività del Servizio 17/03/2010 Organizzazione di un incontro dal titolo “La luce dei giorni di Marzo. Il cinema di genere” . Proiezione pubblica di cortometraggi e conversazioni con le registe Elisabetta Lodoli e Daria Menozzi. In compartecipazione con Istituto di Storia contemporanea e Arci Ferrara. 21/03/2010 Organizzazione di una Giornata di Studi e Formazione su Goliarda Sapienza dal titolo “Appassionata Sapienza”. In compartecipazione con Comune di Ferrara, Biblioteca Ariostea, e Centro Documentazione Donna. 25/11/2009 Organizzazione della presentazione pubblica del libro “La donna Gigante” di Lidia Ravera alla presenza dell’autrice. Indirizzi di riferimento Promuovere la cultura dell’ottica di genere nella programmazione pubblica dei sistemi di tutela della salute Attività del Servizio 01/04/2009 Organizzazione del primo workshop interistituzionale “La Medicina di Genere” in collaborazione con i Comitati Aziendali per le pari opportunità di Azienda USL, Azienda Ospedaliero/universitaria Sant’Anna e Università di Ferrara. 01/04/2009 Istituzione del Gruppo Attivo per la Medicina di Genere e realizzazione di un focus group sulla percezione delle discriminazioni di genere. 3.1.2. Gestione delle Risorse Umane L’Amministrazione nel rispetto delle norme si è dotata di un Piano di Azioni Positive per promuovere iniziative utili all’effettiva realizzazione di pari opportunità fra lavoratrici e lavoratori, insieme al miglioramento del benessere dei propri dipendenti e della funzionalità della struttura. Il Piano triennale (2007/09) è stato adottato con delibera G.P. nn 382/91074 del 06/11/2007. A seguito si riportano le azioni previste e lo stato di avanzamento sulla realizzazione. AZIONI Sviluppare un’attenta conoscenza della situazione lavorativa all’interno dell’ente con raccolta sistematica e monitoraggio dei dati, rilevati per genere, relativi al personale e attivare un’indagine sul benessere organizzativo in un’ottica di genere Approvazione della regolamentazione relativa al mobbing e alle molestie sessuali, secondo le previsioni del CCNL in vigore Elaborazione ed invio al personale dipendente di un questionario per raccogliere informazioni sul tema delle tematiche di pari opportunità e conciliazione Mantenere e promuovere strumenti organizzativi e di valutazione che non penalizzino le assenze per congedi parentali e che STATO DI REALIZZAZIONE nel triennio 07/09 Raccolta dei dati di contesto effettuata annualmente nel Report di bilancio di genere Attivata una consulenza per l’attivazione della indagine sul Benessere organizzativo e Stress/correlato Approvazione del Codice di condotta e tutela della dignità del personale della Provincia di Ferrara con deliberazione n. 46/10385 del 11/02/2008 Indagine da effettuarsi prossimamente collegata all’indagine sul benessere organizzativo di cui sopra Orario flessibile mantenuto nel periodo per tutti i lavoratori e le lavoratrici 66 Bilancio di genere 2009 agevolino, come l’orario flessibile, la conciliazione fra orario di lavoro e organizzazione familiare Realizzazione di attività formative specifiche rivolte a tutti i dipendenti, all’interno del piano pluriennale di formazione, per sviluppare le conoscenze delle norme in materia di parità e valorizzazione delle differenze, nonche presentazione del Codice di condotta Promozione della partecipazione delle donne e degli uomini ai corsi di formazione attivati dall’ente, sia a sostegno delle attività svolte, sia per sviluppare nuove competenze Sviluppare il sostegno al reinserimento lavorativo delle donne in maternità e delle donne e degli uomini con responsabilità di cura nei primi anni di vita del bambino, prevedendo al rientro modalità di affiancamento Attivare interventi di counseling finalizzati a promuovere e supportare ruoli di responsabilità affidati a donne Promozione di donne a livelli di responsabilità interni all’ente, raggiungimento tendenziale di parità fra uomini e donne per i titolari di PO particolarmente complesse e mantenimento almeno dell’attuale percentuale di donne per responsabile d’ufficio e titolari di posizioni dirigenziali Realizzazione di iniziative di sensibilizzazione sul tema della parità fra generi rivolte a tutti Nomina del nuovo Comitato per le pari opportunità Provincia di Ferrara In particolare orari personalizzati per le donne al rientro dalla maternità e per donne e uomini con particolari responsabilità di cura di famigliari disabili Realizzati numero 2 incontri formativi dedicati esclusivamente alle tematiche della parità di genere e alla presentazione del Codice di condotta, con la partecipazione della consigliera di fiducia Progettazione in via sperimentale di reinserimenti personalizzati sulle esigenze specifiche del lavoratore/trice e del settore lavorativo Realizzato incontro formativo con le dirigenti in via sperimentale il 22 settembre 2010 titolo “La gestione delle relazioni e delle emozioni in azienda” tenuto da Roberto Ciabatti (conselor biosistemico e responsabile del Managment relazionale presso Overnet Education MI) L’analisi del contesto conferma una situazione di tendenziale parità nella attribuzione dei carichi di responsabilità, sia a livello dirigenziale che a livello di posizione organizzative - Atto di conferma delle nomine dei Comitati e della Consigliera di Fiducia prot. 66310 del 18/08/2009 con Delibera GP 167/38465 del 19/05/2009 è stato approvato il regolamento di funzionamento dei Comitati Selezione pubblica e nomina successiva con atto prot. 8179/2009 della Consigliera di Fiducia avv. Michela Fugaro 3.1.3. Formazione professionale e politiche per il lavoro Con l'anno 2007 si è aperto un nuovo ciclo di programmazione del Fondo Sociale Europeo caratterizzato da nuove regole imposte dalla Comunità europea, minori quantità di risorse e diverse priorità. Attraverso il Programma Provinciale delle Politiche del lavoro e della formazione professionale, l'assessorato delinea strategie e priorità di intervento per il triennio 2007/09, attenendosi alle scelte della programmazione regionale. Le risorse del FSE per il territorio ferrarese sono articolate secondo tre assi di intervento: ASSE 1) OCCUPABILITA': Finanzia operazioni formative rivolte ai disoccupati ASSE 2) ADATTABILITA': Finanzia operazioni formative rivolte a occupati ASSE 3) INCLUSIONE SOCIALE: Finanzia operazioni formative rivolte ai disabili. La Provincia di Ferrara ha ritenuto utile di riservare, all'interno di queste risorse, una quota al just in time e a bandi rivolti alle sole donne e immigrati. Di seguito ci riportano tutti i macro obiettivi posti a base posti a base del programma provinciale per il periodo 2007/2009 suddivisi per gli Assi prioritari di intervento in ambito FSE: questi macro obiettivi sono risultati da una declinazione degli orientamenti strategici generali posti a livello regionale congiuntamente ad una analisi del contesto socio economico e da una valutazione dei risultati delle programmazioni precedenti. Successivamente questi macro obiettivi verranno citati nel report relazionandoli alla operazione formativa in rendicontazione. ASSE I ADATTABILITA' - Consolidare i sistemi di formazione continua e sostenere l’adattabilità dei lavoratori con interventi flessibili e coerenti alle specificità delle imprese; - Salvaguardare i livelli occupazionali, favorire l’innovazione e la produttività attraverso una migliore 67 Bilancio di genere 2009 Provincia di Ferrara organizzazione, sicurezza e qualità del lavoro; - Sostenere la competitività dei sistemi produttivi anche attraverso politiche di anticipazione dei cambiamenti, la promozione dell’imprenditorialità e lo sviluppo dei servizi; - Sviluppare un approccio di sistema volto a favorire la formazione permanente, che integri il filone tradizionale delle formazione continua con le iniziative di formazione per l'acquisizione delle competenze chiave di base, trasversali e professionali, al fine di favorire l'occupabilità e la mobilità dei lavoratori, anche attraverso lo sviluppo degli strumenti a sostegno delle scelte e delle domande individuali di formazione (orientamento, analisi delle competenze, percorsi di formazione al di fuori delle strategie aziendali, catalogo corsuale e voucher formativi); - Favorire la flessibilità nell’erogazione della formazione, tenendo conto delle esigenze delle imprese e dei lavoratori, mediante una pluralità di metodi e strumenti formativi anche integrati tra loro, come l’articolazione dei percorsi per UFC, il riconoscimento di crediti, l’impiego di metodologie didattiche attive (ad es. action learning, tutor on the job, analisi di casi, simulazione) e di metodologie di e-learning; - Assicurare la sinergia e, insieme, evitare la duplicazione rispetto alle attività finanziate con i Fondi interprofessionali gestiti dagli enti bilaterali ASSE II – OCCUPABILITÀ - realizzare misure per il lavoro attive e preventive, coerenti con le tendenze produttive settoriali e locali, anche in coerenza con i fabbisogni professionali emersi dalle principali indagini (ad es. Provincia di Ferrara – Programma FSE 2007-2009 Pagina 61 xcelsior), per garantire a giovani e adulti disoccupati l’entrata e il reinserimento nel mercato del lavoro, in particolare con varie forme e attività di orientamento, esperienze guidate in ambienti lavorativi, alternanza tra istruzione, formazione e lavoro, formazione mirata, adeguata ai livelli di competenza in ingresso delle persone e finalizzata all’inserimento lavorativo, forme di incentivazione all'accesso e alla stabilizzazione del lavoro, sostegno al lavoro autonomo e alla creazione d'impresa, ecc. - programmare azioni formative e di incentivazione economica per il conseguimento da parte delle persone in giovane età di un livello minimo di competenze, coerenti con le esigenze del sistema produttivo regionale, attraverso il diploma o una qualifica professionale; - sviluppare l'integrazione sociale e la valorizzazione professionale e occupazionale degli immigrati quale risorsa per gli obiettivi di sviluppo economico e di coesione sociale all'interno del contesto provinciale; - promuovere la partecipazione delle donne all’occupazione, attraverso azioni specifiche e iniziative finalizzate allo sviluppo del mainstreaming di genere, centrate in particolare sulla conciliazione tra tempi di lavoro, di vita e di cura; - favorire la flessibilità nell’erogazione della formazione, tenendo conto delle caratteristiche dei destinatari, mediante una pluralità di metodi e strumenti formativi anche integrati tra loro, come l’articolazione dei percorsi per UFC, il riconoscimento di crediti, l’impiego di metodologie didattiche attive (ad es. action learning, tutor on the job, analisi di casi, simulazione) e di metodologie di e-learning. ASSE III – INCLUSIONE SOCIALE - Assicurare pari opportunità di formazione e lavoro a tutti i cittadini, con specifico riguardo allepersone disabili e a rischio di emarginazione sociale, e attenzione ai fenomeni di nuova povertà,sviluppando anche misure di supporto per creare condizioni di contesto favorevoli all’inclusionesociale; - favorire la flessibilità nell’erogazione della formazione, tenendo conto delle caratteristiche dei destinatari, mediante una pluralità di metodi e strumenti formativi anche integrati tra loro, come l’articolazione dei percorsi per UFC, il riconoscimento di crediti, l’impiego di metodologie didattiche attive (ad es. action learning, tutor on the job, analisi di casi, simulazione) e di metodologie di e-learning. Di seguito è indicata le priorità trasversali relativi agli assi di intervento come riportate nel POR, ossia le pari opportunità e la interculturalita'. 68 Bilancio di genere 2009 Provincia di Ferrara PARI OPPORTUNITA' Va assicurata a tutte le persone la pari opportunità nell’accesso all’istruzione, alla formazione e al lavoro. In questa logica, occorre perseguire le pari opportunità con politiche che contraddistinguono tutti gli interventi, accompagnate da un’adeguata progettazione rivolta a target specifici. Si tratta, quindi, di perseguire il successo formativo e l’inclusione lavorativa delle persone in condizioni di svantaggio, per prevenire ogni forma di discriminazione nel mercato del lavoro e di marginalizzazione dal contesto sociale. In particolare, una delle principali priorità dell’azione strategica del FSE riguarda la valorizzazione della componente femminile della popolazione. Le azioni per le pari opportunità tra uomini e donne saranno sviluppate come nella precedente programmazione, in linea anche con quanto dettato da SEO (Strategia Europea per l’Occupazione), in un'ottica di mainstreaming, e saranno finalizzate ai seguenti obiettivi: - adottare l’approccio del mainstreaming nell’insieme delle priorità di intervento previste per ciascun Asse del programma, garantendo una presenza della popolazione femminile che orientativamente rifletta la situazione del mercato del lavoro, ed eventualmente promuovendo azioni specifiche e dedicate alle donne in tutte le Misure; - promuovere azioni positive come elemento di rafforzamento del mainstreaming, attraverso l’intervento sui fattori che possono favorire e agevolare l’ingresso, il reinserimento, la permanenza e l’avanzamento di carriera delle donne; - promuovere un’offerta di servizi alle persone e ai sistemi volti alla conciliazione, flessibili nei tempi e nelle modalità di erogazione e sostenibili nei costi; - promuovere interventi finalizzati alla disaggregazione orizzontale della partecipazione femminile ai processi di innovazione, di sviluppo e di trasferimento tecnologico; - azioni volte a sostenere l’imprenditorialità femminile e l’avvio di lavoro autonomo, con particolare attenzione ai settori ad alta innovazione. INTERCULTURALITA' Gli interventi inerenti l’interculturalità devono guardare alle politiche di integrazione, inclusione evalorizzazione di culture differenti quale strumento per cogliere e per valorizzare tutte le risorse chiamate a contribuire al raggiungimento degli obiettivi di sviluppo economico e di coesione sociale. La Provincia intende favorire l’interculturalità sia a livello di sistema in integrazione e complementarietà con la Regione, sia a livello di filiera di intervento, agendo sui versanti dell’integrazione educativa, formativa e sociale, nonché della valorizzazione professionale e occupazionale degli immigrati, avvalendosi a tal fine di tutti gli strumenti normativi esistenti. I macro-obiettivi sopra citati sono stati di seguito confrontati con gli obiettivi operativi e con le priorità del POR e tradotti in azioni, linee prioritarie specifiche, destinatari e fonti di finanziamento all’interno di ciascun Asse di intervento. La nuova programmazione 2007-2013 non permette i raffronti con anni precedenti al 2007. Indirizzi di riferimento asse occupabilità Sostenere l'occupazione delle donne in condizione di debolezza nel mercato del lavoro, in particolare delle lavoratrici atipiche a basso reddito, disoccupate over45 ed in generale tutte coloro che si trovano in situazione di svantaggio occupazionale Indirizzi di riferimento asse adattabilità Sviluppare sistemi di formazione continua e sostenere l’adattabilità dei lavoratori Favorire l’innovazione e la produttività attraverso una migliore organizzazione e qualità del lavoro. Contrastare le discriminazioni e i divari di genere e favorire le pari opportunità di genere nel mondo del lavoro, con misure atte a sostenere i percorsi di riqualificazione e di sviluppo di carriera delle occupate, a supportarne la partecipazione al lavoro attraverso la diffusione di modelli organizzativi aziendali orientati alla conciliazione tra vita familiare e vita lavorativa; 69 Bilancio di genere 2009 Provincia di Ferrara Attività approvate dal Servizio – asse occupabilità Interventi di formazione rivolte a donne giovani e adulte (over 45) non occupate e con contratti atipici, senza titolo di studio, con titolo di studio medio/basso o non congruente alle necessità del mercato, a rischio di emarginazione dal MDL, per l'inserimento o il reinserimento in tutti i settori produttivi, finalizzati in particolare all'acquisizione di qualifiche di accesso; Interventi di formazione rivolti a donne in possesso di titolo di studio medio-alti, per l'inserimento lavorativo nei settori delle nuove tecnologie informatiche e telematiche e dei servizi alle imprese e nel campo della tutela ambientale, Interventi di formazione rivolti a donne per la creazione di impresa e di lavoro autonomo con particolare riferimento allo sviluppo di attività artigianali, dell'economia sociale, delle tradizioni locali, commerciali, e turistiche nel settore dell'informatica e della telematica. Attività approvate dal Servizio – asse adattabilità Operazioni per l’adeguamento della professionalità delle lavoratrici ai cambiamenti tecnologici, Operazioni rivolte a lavoratrici occupate in imprese a rischio di perdita di competitività con particolare riferimento alle lavoratrici di età superiore a 45 anni, con professionalità debole e/o a rischio di espulsione dai processi produttivi; Operazioni rivolte ad imprenditrici, dirigenti e quadri intermedi di impresa, Operazioni rivolte ad occupate con contratti atipici, Operazioni formative a sostegno e consolidamento delle neo-imprese al femminile Operazioni per lo sviluppo di carriera delle donne nell’ambito dell’attività aziendale Tab. Indicatori di attività relativi alle azioni formative finanziate nell'ambito di bandi rivolti esclusivamente alle donne. Anni 2007/2008/2009. Attività formative rivolte alle donne anni 2007/2008/2009 – Asse Occupabilità Inserimento e reinserimento lavorativo di donne giovani e adulte Valore 2007 Valore 2008 Valore 2009 Operazioni totali 4 4 3 Partecipanti totali 56 63 48 1900 1800 800 € 236.670,00 € 216.270,00 € 107.616,72 di cui operazioni a qualifica 3 3 1 Di cui partecipanti a qualifica 42 45 15 Valore 2007 Valore 2008 Valore 2009 7 5 2 Partecipanti totali 366 181 29 Ore totali 904 661 800 Spesa totale € 283.766,50 € 129.058,40 € 24.780,00 Di cui finanziamento pubblico € 210.110,90 € 100.000,00 € 19.824 Valore 2007 Valore 2008 Valore 2009 Ore totali di attività Spesa totale Attività formative rivolte alle donne anni 2007/2008/2009 – Asse Adattabilità Formazione continua per utenza femminile a sostegno delle strategie aziendali Attività totali Attività formative rivolte alle donne anni 2007 /2008/2009– Asse Adattabilità Formazione per occupate con fabbisogni individuali non riconducibili a strategie aziendali 70 Bilancio di genere 2009 Attività totali Provincia di Ferrara 4 - - Partecipanti totali 241 - - Ore totali 550 - - Spesa totale € 97.777,80 - - Di cui finanziamento pubblico € 97.472,80 - - Sintesi del Progetto “Diritti e Doveri dei Giovani dell’Emilia Romagna: lavoro e sicurezza stradale” promosso da UPI Emilia Romagna nell’ambito del Bando Province Giovani AZIONE RIVOLTA AL SOSTEGNO DELL’OCCUPABILITA’ FEMMINILE DELLA PROVINCIA DI FERRARA Tab. Progetto Un Ponte Rosa. Il Tirocinio come percorso professionale protetto. Indicatori di realizzazione. PRIORITA’ Contrasto all’instaurazione della disoccupazione di lungo periodo nel target delle giovani donne diplomate DENOMINAZIONE PROGETTO Un ponte rosa. Il tirocinio come percorso professionale protetto AZIONE Finanziamento di Borse di tirocinio di sei mesi DESTINATARIE Donne tra i 18 e i 30 anni Numero Candidate in Graduatoria 44 Numero Tirocini attivati e completati 14 Numero Tirocini Prolugati 7 Numero Tirocini che hanno dato seguito ad assunzione 5 Data di conclusione dei tirocini 20/05/2009 € assegno mensile versato alle tirocinanti 500 Servizi Responsabili del Progetto Servizio Politiche Giovanili e Servizio Politiche del lavoro 3.1.4. Sussidiarietà Indirizzi e priorità in ottica di genere Sostenere le attività delle associazioni che svolgono i progetti con un particolare impatto in un'ottica di genere e di promozione della cultura di genere Partecipare a Progetti nazionali e transnazionali in partenariato Aderire a RETI provinciali e interprovinciali Indirizzi di riferimento Sostenere le attività delle associazioni che svolgono i progetti con un particolare impatto in un'ottica di genere e di promozione della cultura di genere Attività del Servizio Attività di coordinamento dei 26 Comuni della Provincia finalizzata all’inserimento del sostegno al Progetto “Uscire dalla Violenza” del Centro Donna Giustizia all’interno della programmazione sociale inserita nei Piani di Zona (legge regionale 2/2003 art. 5 prevede come servizi essenziali l’attività svolta dai Centri AntiViolenza). A fronte della rendicontazione finanziaria annuale dell’attività del Progetto, la compartecipazione dei Comuni è stata definita, su proposta della Provincia, sulla base di una ripartizione che ha tenuto conto del numero di donne dai 15 ai 65 anni residenti nei territori comunali. Erogazione di contributi semestrali alle associazioni del terzo settore che presentino un progetto rilevante per la promozione delle pari opportunità (le erogazioni sono vincolate all’articolato disposto dal Regolamento provinciale sulle contributi) 71 Bilancio di genere 2009 Provincia di Ferrara Compartecipazione al progetto “Scateniamo la vita” dell’Associazione Papa Giovanni XXIII a sostegno delle donne vittime di tratta (progetto di unità di strada e accoglienza alle donne ex art, 18 D.lgs 286/98). Tab. Indicatori di attività relativi all'asse “Sussidiarietà” Sussidiarietà Valore Valore 2005 2006 Fondi Provinciali erogati a favore del Centro Donna e Giustizia per il progetto “Uscire dalla Violenza” Ammontare complessivo dei contributi semestrali ad approvazione di Giunta erogati sull’azione Pari Opportunità Valore 2007 Valore 2008 Valore 2009 € 10.000,00 € 13.000,00 € 13.000,00 € 20.000,00 € 20.000,00 € 5.000,00 € 7.700,00 € 16.466,00 € 2.980,00 € 2.000,00 Compartecipazione al progetto “Scateniamo la vota” dell’Associazione Papa Giovanni XXIII € 1.500,00 3.2. Aree indirettamente inerenti al genere All’interno di questa sezione rientrano le politiche e attività portate avanti dall’Amministrazione che, pur non essendo esplicitamente e prioritariamente rivolte alle donne, hanno su diverso impatto sui generi che può dipendere: - dal contesto: ad esempio, alle attività formative rivolte genericamente a disoccupati partecipano più donne che uomini; - dalla tipologia di intervento, che per sua natura va ad agire in ambiti connotati da una prevalenza femminile (es. attività relative al potenziamento e al miglioramento degli asili nido hanno in generale un’influenza indiretta maggiore sulle donne rispetto agli uomini) 3.2.1. Politiche dell’istruzione Indirizzi e priorità in ottica di genere Assicurare pari opportunità di accesso al sistema dell’istruzione e di contrasto alla dispersione scolastica; Assicurare alle persone disabili o in disagio un’adeguata integrazione per il pieno esercizio del diritto allo studio e per l’apprendimento durante tutto l’arco della vita; Assicurare agli alunni stranieri l’integrazione nel percorso scolastico mediante azioni di mediazione linguistica e culturale; Assicurare un adeguato livello qualitativo ai servizi educativi per la prima infanzia. Erogazione Borse di studio Indirizzi di riferimento Assicurare pari opportunità di accesso al sistema dell’istruzione e di contrasto alla dispersione scolastica. Attività del Servizio Assegnazione annuale di borse di studio concesse agli/lle alunni/e delle scuole secondarie superiori della provincia di Ferrara in attuazione della L.R. n. 26/2001 “Diritto allo studio e all’apprendimento per tutta la vita” 72 Bilancio di genere 2009 Provincia di Ferrara Tab. Indicatore di attività. Numero delle assegnazione delle borse di studio ex L.R. n. 26/2000 per genere e a.s. Assegnazioni delle borse di studio per n. Ragazzi n. Ragazze % Ragazzi % Ragazze genere 2003/04 2004/05 2005/06 2006/07 2007/08 2008/09 2009/10 497 561 442 463 274 346 420 666 677 545 526 309 409 497 43% 45% 45% 47% 47% 46% 45% 57% 55% 55% 54% 53% 54% 55% Per l’anno scolastico 2009/2010 sono state erogate complessive 917 borse di studio agli/lle studenti/sse delle scuole medie superiori della Provincia. L’istruttoria per concessione prevede che la famiglia assegnataria presenti un valore ISEE non superiore ad una determinata soglia. In ottica di genere, gli assegnatari maschi sono generalmente meno delle femmine (in media di 4-5 punti percentuali). Per la valutazione di questo dato, si premetta che la popolazione scolastica, per l’a.s. di riferimento, è composta da un 50,2% di maschi e da un 49,8% di femmine. Tra gli assegnatari maschi il 34,5% per l’ultimo a.s. ha conseguito una media di rendimento pari o superiore al sette, con conseguente maggiorazione dell’entità del beneficio. Questa percentuale sale al 50% se consideriamo le femmine. La misura di questo divario è rimasta all'incirca invariata negli ultimi anni.. Integrazione Scolastica di alunni disabili e stranieri. Indirizzi di riferimento Assicurare alle persone disabili o in disagio un’adeguata integrazione per il pieno esercizio del diritto allo studio e per l’apprendimento durante tutto l’arco della vita Assicurare agli alunni stranieri l’integrazione nel percorso scolastico mediante azioni di mediazione linguistica e culturale Attività del Servizio Riparto e assegnazione dei fondi regionali (ex L.R. 12/2003) destinati alla realizzazione di interventi per l'inserimento e l'integrazione degli alunni disabili e degli stranieri Tab. 1 - Indicatore di Attività. Erogazione dei Fondi LR 12/03. A.S. 2004/05_ 2005/06_2006/07_2007/08-_2008/09 A.S. 2004/05 ORDINI DI GRADO Alunni stranieri Alunni disabili Disabili (*4) + stranieri Budget stranieri Budget disabili TOTALI Scuole Primarie 778 319 2.054 Scuola Secondaria di I grado € 66.664,08 € 0,00 € 176.000,03 387 233 1.319 € 33.160,67 € 79.859,80 € 113.020,47 Scuola Secondaria di II grado 407 194 1.183 € 34.847,40 € 66.492,71 € 101.367,11 totale 1572 746 4.556 € 134.699,15 € 255.688,45 € 390.387,60 ORDINI DI GRADO Alunni stranieri Alunni disabili Budget disabili TOTALI A.S. 2005/06 Disabili (*4) + stranieri Budget stranieri Scuole Primarie 881 313 2.133 € 64.564,56 € 91.490,60 € 156.055,16 Scuola Secondaria di I grado 466 245 1.446 € 34.236,59 € 71.513,21 € 105.749,80 Scuola Secondaria di 557 215 1.417 € 40.316,68 € 62.248,32 € 102.565,00 73 Bilancio di genere 2009 Provincia di Ferrara II grado totale 4.996 € 139.117,83 € 225.252,13 € 364.369,96 1.904 773 ORDINI DI GRADO Alunni stranieri Alunni disabili Disabili (*4) + stranieri Budget stranieri Budget disabili Scuole Primarie 332 2400 € 54.948,13 € 68.070,11 € 123.018,21 Scuola Secondaria di I 590 grado 285 1730 € 30.241,97 € 58.433,66 € 88.675,63 Scuola Secondaria di II grado 685 257 1713 € 35.111,44 € 52.692,79 € 87.804,23 totale 2347 874 5843 € 120.301,54 € 179.196,56 € 299.498,10 ORDINI DI GRADO Alunni stranieri Alunni disabili Disabili (*4) + stranieri Budget stranieri Budget disabili Scuole Primarie 362 2731 € 55.978,75 € 63.188.05 € 119.175,80 Scuola Secondaria di I 666 grado 310 1906 € 29.063,01 € 54.111,31 € 83.174,32 Scuola Secondaria di II grado 822 273 1914 € 35.870,57 € 47.652,86 € 83.523,43 2771 945 6551 € 120.921,33 € 164.952,22 €285.873,55 A.S. 2006/07 1072 TOTALI A.S. 2007/08 totale 1283 TOTALI A.S. 2008/09 ORDINI DI GRADO Alunni stranieri Alunni disabili Disabili (*4) + stranieri Budget stranieri Budget disabili TOTALI Scuole Primarie 1.304 403 1.707 51.908,47 64.169,06 116.077,53 Scuola Secondaria di I grado 804 336 1.140 32.004,91 53.500,75 85.505,66 Scuola Secondaria di II grado 906 303 1.209 36.065,24 48.246,21 84.311,45 totale 3.014 1-042 4.056 119.978,62 165.916,02 285.894,64 In applicazione della L.R. 12/2003, la Provincia eroga annualmente fondi regionali, che integra con proprie risorse in proporzione alle disponibilità in bilancio, sia alle autonomie scolastiche che ai Comuni. Tali fondi sono destinati alla realizzazione dei percorsi educativi di integrazione degli alunni disabili e/o stranieri. La programmazione di questi interventi viene condivisa su un tavolo di concertazione territoriale coordinato dalla Provincia, come prevede il vigente Accordo di programma provinciale per l'integrazione degli alunni disabili (2006/2007-2010/2011). L'attività d'integrazione per gli alunni disabili e stranieri si ritiene possa essere monitorata come indirettamente inerente il genere. La progettualità, che non tiene conto della differenza di genere, e la presenza di una rete territoriale di supporto all'integrazione scolastica assicura il sostegno al nucleo famigliare supportando i genitori nella cura dei figli. In quest’ottica attuativa che contribuisce in generale ad arricchire e ad assicurare il livello qualitativo della vita di relazione dei ragazzi e delle ragazze, la Provincia coordina, organizza e sostiene finanziariamente progettualità specifiche con alcune scuole secondarie superiori che hanno per finalità l’integrazione degli alunni con deficit, mediante esperienze di tipo laboratoriale e l’attivazione di tirocini che durano un intero anno scolastico. Sono attività che incontrano sempre più il gradimento delle famiglie e sono vissute con soddisfazione anche dai docenti coinvolti. Le famiglie hanno riscontrato che la permanenza a scuola dei propri figli viene vissuta con maggiore serenità e accresciuta motivazione. Una prima progettualità è dedicata all’organizzazione di laboratori nelle scuole, che vede il coinvolgimento di 74 Bilancio di genere 2009 Provincia di Ferrara una rete di istituzioni scolastiche di 2° grado che mettono a disposizione tutors, professionalità e locali attrezzati in cui svolgere i laboratori. I ragazzi disabili coinvolti sono in prevalenza maschi. E’ per loro un’occasione importante attraverso la quale sviluppano una maggiore autonomia personale e sono portati a vivere la scuola in una forma più accogliente e più socializzante, interfacciando l’esperienza di lezione frontale con pacchetti applicativi che condividono con altri compagni sia della medesima classe o scuola sia delle scuole. Possono fare esperienze nel verde, attività di tipo creativo, psicomotorio, smontano e riciclano strumenti informatici e sono affiancati soprattutto nelle attività teatrali anche dagli allievi frequentanti il corso di studi in servizi sociali attivati nelle scuole della rete. Per gli allievi “tutors”, in prevalenza ragazze, quest’esperienza ha anche una valenza orientativa per la loro futura scelta professionale. Si è fatta inoltre la scelta di accogliere anche quegli alunni che in corso d’anno hanno avuto problemi disciplinari e che possono recuperare la situazione in questa attività educativa, molto socializzante ricavandone un’esperienza costruttiva e compensativa. La Provincia promuove anche una collaborazione con la locale Università degli Studi (corso di laurea in scienze dell’educazione) attivando tirocini dedicati agli alunni disabili frequentanti le scuole secondarie superiori. I tirocini sono richiesti solo da studentesse laureande che dedicano a tale scopo un monte ore stabilito dall’Università e calendariato con la scuola ospitante. Collaborano nella definizione del progetto educativo del ragazzo disabile e lo seguono per l’intero anno scolastico, supportano l’insegnante di sostegno con la quale definiscono le fasi di accoglienza dell’alunno, verificandone insieme il percorso di integrazione. Si tratta di un’esperienza molto arricchente sia per le tirocinanti che si trovano ad operare in situazione, sia per i ragazzi che vengono seguiti in un clima di relazione costruttivo, per certi aspetti amicale e diverso da quello tradizionalmente attribuito al ritmo scolastico e che non sempre incontra il fabbisogno di relazione e di spontaneità di cui i soggetti con deficit hanno bisogno. Nidi e scuole di infanzia Indirizzi di riferimento Assicurare un adeguato livello qualitativo ai servizi educativi per la prima infanzia. Attività del Servizio Riparto e assegnazione delle risorse della L.R. 1/2000 e successive modifiche per la qualificazione, il consolidamento e l'ampliamento dei nidi (fascia 0-3 anni) Riparto e assegnazione delle risorse della L.R. 26/2001 per progetti di qualificazione e miglioramento delle scuole dell'infanzia Riparto e assegnazione delle risorse della L.R. 12/2003 per coordinamenti pedagogici delle scuole dell’infanzia private e statali Tab. 2- Indicatore di attività. Assegnazione delle risorse L.R. 1/2000 e successive modifiche per interventi di qualificazione, consolidamento e ampliamento dei nidi d’infanzia. Anni 2005-2009. Nidi d’infanzia e servizi 0-3 anni Fondi regionali per il consolidamento e la qualificazione dei servizi educativi 0-3 anni Fondi regionali per interventi di ampliamento dell'offerta di servizi fascia 0-3 anni (conto capitale) Anno 2005 Anno 2006 Anno 2007 Anno 2008 Anno 2009 € 435.661,91 € 539.279,10 € 678.009,43 € 614.739,71 € 570.760,52* € 567.899,80 € 921.172,80 € 1.202.279,21 € 1.542.153,69 € 819.529,36 * non comprende la quota per le scuole dell’infanzia (3-6 anni) che viene invece conteggiata, a far tempo dall’anno 2009, nella tabella 4intitolata “Andamento dei fondi regionali LL.RR.26/2001 e 12/2003 assegnati dalla Provincia per la qualificazione delle scuole dell’infanzia”. Tab.3 - Indicatore di esito. Numero dei posti in aumento nei nidi d’infanzia a seguito di interventi di ampliamento sulle strutture accoglienti i servizi. Trend anni 2005-2009. Offerta dei posti nei servizi 0-3 Aumento dell'offerta dei posti 2005 2006 2007 2008 2009 +13 + 125 0 + 77 + 52 n. posti 75 Bilancio di genere 2009 Provincia di Ferrara L’aspetto di maggiore interesse in ottica di genere delle attività della Provincia in questo settore è rappresentato dall’impegno della Provincia nella programmazione annuale degli interventi per l’ampliamento dell’offerta educativa nei servizi educativi per la prima infanzia, sia pubblici che privati autorizzati, per il consolidamento della loro gestione e per la qualificazione dell’offerta educativa. Le risorse finalizzate a questi interventi sono di provenienza interamente regionale (L.R. 1/2000 e successive modifiche): Sono inoltre assegnate risorse ex LL.RR. 26/2001 e 12/2003 per supportare le progettualità e le attività dei coordinamenti pedagogici nelle scuole dell’infanzia (3/6 anni), pubbliche e private. Considerato che l’attività di cura è prevalentemente in carico alle donne, tra gli obiettivi prioritari della programmazione provinciale vi è quello di corrispondere in maniera efficace alle esigenze delle lavoratrici e delle loro famiglie, adeguando sempre più l’offerta dei servizi al pieno inserimento di ciascun bambino. L'attività svolta dai coordinatori pedagogici negli spazi della prima e seconda infanzia contribuisce a valorizzare lo sviluppo e il benessere di quelle bambine e di quei bambini che, figli di giovani donne straniere, presentano esigenze sociali e di sostegno particolari che necessitano talora di specifici percorsi di integrazione educativa realizzati nel rispetto dei loro ritmi di crescita, diventando un’esperienza rassicurante per i rispettivi contesti famigliari. Nello scenario di riferimento, che fa da sfondo al fabbisogno rilevato per la programmazione dell’Ente, sono tenuti in considerazione l’incidenza e gli effetti evolutivi dal punto di vista sociale ed economico dei nuovi insediamenti abitativi nelle varie realtà comunali e sovracomunali, le problematiche derivanti dalla mobilità e dal traffico, che sono così direttamente connesse con il tempo lavoro soprattutto femminile, la stessa sostenibilità ambientale delle strutture accoglienti i servizi per l’infanzia. Come si nota nella tabella n. 3 che riporta il trend dell'aumento di posti disponibili a seguito dell'assegnazione di risorse regionali per progetti di ampliamento dei servizi educativi per la prima infanzia, risulta sostanziale la differenza fra il dato 2007 (anno di crescita zero dei posti bambino per mancanza di istanze) e quello del 2008, anno invece nel quale si è registrata una maggiore richiesta di interventi da parte di soggetti pubblici e privati, definendo una programmazione territoriale degli interventi per la fascia 0/3 anni capace di realizzare un aumento di 77 posti bambino, seppure a fronte di una leggera contrazione dei fondi regionali trasferiti alla Provincia di Ferrara nell'annualità di riferimento. Tale contrazione è stata del 5,34% rispetto al 2007 per gli interventi di ampliamento e, per quelli finalizzati alla gestione dei servizi (nidi e servizi integrativi), del 7% per i nidi, del 28% per i servizi integrativi. L’aumento di 52 posti che caratterizza invece gli investimenti del 2009 risulta inferiore a quello pianificato nel 2008, ma è comunque da considerarsi significativo se si valuta che è stato programmato tenendo conto dei limiti finanziari esercitati dal patto di stabilità sui bilanci degli enti e dalla più generale contrazione degli investimenti sui canali di finanziamento tradizionali che ha interessato ovviamente anche i soggetti privati. Tab. 4 - Andamento dei fondi regionali LL.RR.26/2001 e 12/2003 assegnati dalla Provincia per la qualificazione delle scuole dell’infanzia. Annualità 2005 2006 2007 2008 Progetti di qualificazione scuole d'infanzia pubbliche € 62.952,70 € 47.140,40 € 54.384,60 € 53.026,86 Progetti di miglioramento scuole d'infanzia private paritarie € 277.644,20 € 295.349,90 € 294.533,54 € 295.038,15 Progetto sperimentazione coordinamento scuole dell’infanzia statali € 10.000,00 Attività di coordinamento pedagogico nelle scuole dell’infanzia paritarie € 43.979,19 Fin dall'annualità 2005 è evidente che la maggior parte dei finanziamenti regionali assegnati alla Provincia di Ferrara dalla L.R. 26/2001 sono finalizzati al sostegno delle azioni di miglioramento nelle scuole dell’infanzia private paritarie. L'assegnazione dei contributi regionali è pianificata sulla base del numero delle sezioni dell'infanzia funzionanti, come previsto dalla direttiva regionale, e gestita mediante il coordinamento della FISM cui ciascuna scuola è iscritta. I fondi regionali destinati alle scuole dell’infanzia pubbliche sono erogati in base invece ad una 76 Bilancio di genere 2009 Provincia di Ferrara progettazione che punta ogni anno ad arricchire il quadro complessivo dell'attività educativa programmata, individuando elementi innovativi e sperimentali alla cui definizione collaborano i rispettivi coordinatori pedagogici e i docenti. Uno dei temi ricorrenti è la partecipazione delle famiglie alla vita scolastica ed al progetto educativo, individuata per condividere il principio che ciascuna attività educativa offerta in ambiente scolastico deve sia potersi incrociare in modo costruttivo con i contesti familiari, culturali e sociali di provenienza di ciascun bambino frequentante, sia tener conto delle esigenze genitoriali che motivano sempre più i soggetti gestori ad erogare il servizio adottando modalità organizzative flessibili. 3.2.2. Formazione Professionale e Politiche per il lavoro Per quanto riguarda le Politiche per il Lavoro e la Formazione Professionale, si è scelto di rendicontare rispetto a tutte le politiche e le attività realizzate dalla Provincia, poiché entrambi gli ambiti sono fortemente strategici per l’obiettivo delle pari opportunità nella partecipazione al mondo del lavoro e nella crescita professionale. Anche negli interventi non direttamente inerenti al genere, infatti considerazioni sul contesto e sulla partecipazione in ottica di genere stanno alla base della definizione di politiche e attività che possano agire in modo incisivo ed efficace sulla situazione formativa e lavorativa della popolazione. Si riporta di seguito una breve descrizione dei compiti e delle attività dei due servizi. A livello provinciale, i compiti attribuiti per legge (D.Lgs 469/97) in materia di politiche per il lavoro, riguardano: - Collocamento: ordinario, agricolo, obbligatorio, di lavoratori/trici non appartenenti all'Unione Europea, di lavoratori/trici a domicilio, di lavoratori/trici domestici; - Preselezione e incrocio tra domanda e offerta di lavoro; - Attività di informazione e orientamento su percorsi formativi scolastici, universitari e al lavoro; - Iniziative di politica attiva del lavoro (es. tirocini, incentivi all'occupazione, ecc.). Al fine di gestire tali competenze, la Provincia di Ferrara ha dato vita a quattro Centri per l’Impiego: - Ferrara - Alto ferrarese (Cento) - Medio ferrarese (Argenta e Copparo) - Basso ferrarese (Codigoro). I Centri per l’Impiego sono inseriti nella struttura organizzativa del Servizio Politiche del Lavoro e Formazione Professionale che, oltre a programmare e coordinare le attività di tutti i Centri per l’Impiego, gestisce direttamente e per tutto il territorio provinciale alcune attività quali: - inserimento lavorativo mirato di persone disabili (gestione della L.68/99) - osservatorio sull’immigrazione - osservatorio sul mercato del lavoro - ufficio statistico Il servizio Formazione Professionale, come già detto precedentemente, promuove interventi volti alla realizzazione degli obiettivi degli assi del Fondo Sociale Europeo. Mentre nell'area del Bilancio dedicata alle attività direttamente inerenti il genere, è stata rendicontata l'approvazione e il finanziamento degli interventi formativi rivolti alle sole donne, sia nell'ambito dell'asse adattabilità che nell'ambito dell'asse occupabilità, in quest'area troveranno sede tutti i dati di partecipazione (disaggregati per genere) relativi agli interventi formativi finanziati dal Servizio e rivolti sia a donne che uomini Il Servizio Formazione Professionale programma, approva e finanzia inoltre, secondo le vigenti norme nazionali e regionali, attività integrate con la scuola media superiore (obbligo formativo integrato), attività di aggiornamento per il settore primario, aggiornamento nel settore sociosanitario ecc., con risorse assegnate dalla Regione, non facenti capo al Fondo sociale Europeo. 77 Bilancio di genere 2009 Provincia di Ferrara Tab. Riepilogo delle operazioni di formazione professionale approvate nell'anno 2008. Operazioni approvate Numero operazioni Risorse finanziarie Numero Destinatari Occupabilità (pil alternanza giovani just) 22 € 1.682.442,00 555 Occupabilità Immigrati 3 € 185.535,00 45 Occupabiltà Donne 4 € 216.270,00 60 Inclusione sociale/tirocini 19 € 1.057.364,80 307 OF (obbligo formativo)biennio 11 € 1.306.794,50 245 Adattabilità (compresi just in time) 66 € 1.708.438,36 3327 Adattabilità ROSS (riqualificazione operatori socio/sanitari) 2 € 116.617,50 50 L.n 144/99 Percorsi integrati scuola /formazione 20 € 499.922,00 375 Tab. Riepilogo delle operazioni di formazione professionale approvate nell'anno 2009 Operazioni approvate Numero operazioni Risorse finanziarie Numero Destinatari Occupabilità (pil alternanza giovani just) 29 1.666.639,56 785 Occupabilità Immigrati 3 127.482,00 60 Occupabiltà Donne 3 107.616,72 48 Inclusione sociale/tirocini 19 1.169.396,69 284 OF (obbligo formativo)biennio 12 3.112.010,00 291 Adattabilità (compresi just in time) 72 1779707,27 3.140 Adattabilità ROSS (riqualificazione operatori socio/sanitari) 1 137.345 100 L.n 144/99 Percorsi integrati scuola /formazione 17 467.066,00 347 Le attività del Servizio politiche del lavoro e formazione professionale sono rendicontate in ottica di genere proponendone la seguente suddivisione per classe di destinatari: Attività Attività Attività Attività Attività rivolte a disoccupati/e e a studenti/sse in uscita dalla scuola superiore svolte nell'ambito dell'obbligo formativo e finalizzate a contrastare l'abbandono scolastico; rivolte a persone a rischio di esclusione sociale; rivolta ad occupati/e; di promozione dell'Imprenditorialità Attività rivolte a disoccupati/e e a studenti/sse in uscita dalla scuola superiore Indirizzi di riferimento alle/ai disoccupate/i e a chi cerca lavoro misure efficaci ed incisive per aumentarne l’occupabilità e le prospettive di inserimento o reinserimento nel mercato del lavoro, intervenendo sia dal lato della domanda che dell’offerta. Promuovere una forza lavoro competente, qualificata ed adattabile, dell’innovazione nell’organizzazione del lavoro, dell’autoimprenditorialità, del rafforzamento delle competenze scientifico-tecnologiche Garantire 78 Bilancio di genere 2009 Provincia di Ferrara ATTIVITA’ DEL SERVIZIO POLITICHE DEL LAVORO Servizi di consulenza ed orientamento o di assistenza per la ricerca di un impiego con piani d’azione personalizzati; Proposizione ai disoccupati del patto per la ricerca attiva del lavoro Interventi più complessivi e specifici di informazione e orientamento, anche all’imprenditorialità e ai lavoratori “atipici” Incontro tra domanda ed offerta di lavoro e preselezione per le aziende Definizione di progetti di tirocinio Promozione di altre iniziative utili alla transizione al lavoro, sviluppando momenti di alternanza fra formazione e lavoro. (es: stages attivati direttamente dall’Ente a favore di giovani studenti degli Istituti secondari superiori) Implementazione dell’ Osservatorio sul mercato del lavoro ATTIVITÀ APPROVATE DAL SERVIZIO FORMAZIONE PROFESSIONALE Azioni di inserimento o reinserimento lavorativo di giovani e adulti Attività di sperimentazione nell'ambito di cicli universitari (formazione integrata nell'ambito di corsi di laurea e di laurea specialistica) Azioni di accompagnamento per Alternanza Scuola/Lavoro Azioni di inserimento o reinserimento lavorativo di cittadini immigrati Procedure “Just in time” Tab. Indicatori di Attività per Disoccupati/e del Servizio Politiche del lavoro. Partecipazione ai colloqui e tirocini. Disaggregazioni per genere e tipologia di colloquio. Trend anni 2005-2008. Attività Politiche per il Lavoro per Valore Valore Valore Valore % per genere disoccupati/e 2006 2007 2008 2009 (2009) Colloqui di presa in carico per sottoscrizione patto servizio Colloqui di orientamento (professionale, orientamento scolastico, per tirocini e imprenditorialità) Colloqui di preselezione totali 7.105 6.500 8.727 13.706 100% uomini 2.520 2.373 3.438 6.120 44% donne 4.585 4.127 5.289 7.586 56% totali 2.585 2.781 2.802 4.053 100% uomini 868 982 1.116 1.728 42% donne 1.717 1.799 1.686 2.325 58% totali 5.141 4.744 6.277 7.411 100% uomini 1.943 1.807 2.644 3.658 49% donne 3.198 2.937 3.633 3.753 51% 79 Bilancio di genere 2009 Provincia di Ferrara Graf. Partecipanti alle attività dei Centri per l’impiego per genere. Anno 2009. Partecipanti alle attività dei CPI per genere. Anno 2009. sottoscrizione patto di servizio M colloqui di orientamento F colloqui di preselezione 0 1000 2000 3000 4000 5000 6000 7000 8000 Tab. Indicatori di Risultato delle attività per Disoccupati/e del Servizio Politiche del lavoro. Attività Politiche per il Lavoro per Valore 2007 Valore 2008 Valore 2009 disoccupati/e Tirocini attivati (n.) Esiti tirocini (assunti/e) Esiti preselezioni (Assunti/e) totali 656 480 372 uomini 275 197 227 donne 381 283 145 totali 233 204 171 uomini 109 80 65 donne 124 124 106 totali 620 643 364 uomini 279 235 144 donne 341 408 220 In linea con gli anni passati, anche per il 2009 le maggiori fruitrici dei servizi del CPI sono le donne, in quasi tutte le tipologie, tuttavia per quest’ultimo anno notiamo un differenziale di genere minimo. Constatiamo quindi un progressivo aumento della fruizione maschile dei servizi Quanto agli indicatori di risultato sopra descritti, notiamo che si invertono le percentuali di genere quanto alla attivazione dei tirocini, più tirocini attivati per gli uomini che per le donne. I colloqui di preselezione sono effettuati da una quasi parità di utenti maschili e femminili. 80 Bilancio di genere 2009 Provincia di Ferrara Tab, Indicatore di attività per disoccupati/e approvate dal Servizio Formazione Professionale. Dati di partecipazione per genere e tipologia di intervento formativo. Anni 2007/2009. % di Attività per disoccupati/e approvate Anno Anno % di Anno % di genere dal Servizio Formazione 2007 2008 genere 2009 genere Professionale Operazioni formative di inserimento e reinserimento lavorativo di giovani e adulti 17 Partecipanti totali 297 Di cui donne 13 20 100 243 579 187 63% 148 60% 265 45% Di cui uomini 110 37% 95 40% 314 55% Progetti di qualifica professionale 12 12 11 totale persone qualificate 225 227 239 Di cui donne 126 56% 132 58% 148 70% Di cui uomini 99 44% 95 42% 91 30% Percorso di formazione per l’Inserimento lavorativo di laureandi dell’Università di Ferrara 1 1 1 Partecipanti 86 65 88 Di cui Donne 40 46% 37 57% 51 58% Di cui Uomini 46 54% 28 43% 37 42% Percorsi di Alternanza Scuola-Lavoro (per le classi quinte della scuola superiore) 4 Partecipanti 90 100 51 Di cui Donne 39 43% 13 25% 19 41% Di cui Uomini 51 57% 38 75% 27 59% Azioni formative di inserimento e reinserimento lavorativo di cittadini immigrati 3 Partecipanti 48 Di cui Donne 3 46 3 3 100 52 56 28 58% 10 19% 5 8% Di cui Uomini 20 42% 42 81% 51 91% Procedure Just in Time 1 Partecipanti 21 Di cui Donne Di cui Uomini 4 5 100 135 116 15 71% 95 70% 53 45% 6 29% 40 30% 63 55% Tab. Schema riepilogativo azioni formative per disoccupati/e. raffronto anni 2008/2009. Riepilogo attività disoccupati/e Percentuale di genere Valore 2008 Valore 2009 Percentuale di genere Partecipanti totali 546 100% 866 100% Di cui donne 303 55% 374 43% Di cui uomini 243 45% 492 57% 81 Bilancio di genere 2009 Provincia di Ferrara Tab. Indicatore di Attività. Corsi di Qualifica professionale per genere. Assi occupabilità/Inclusione. Anno 2009. Qualifica Professionale Partecipanti donne Partecipanti uomini % donne % uomini Tecnico contabile 17 0 100% 0% Operatore socio sanitario 46 12 79% 21% Operatore amministrativo segretariale 32 5 84% 16% Operatore amministrativo segretariale L.68 10 7 58% 42% Operatore della ristorazione 15 5 75% 25% Operatore della ristorazione L. 68 12 6 66% 34% Costruttore su macchine utensili 2 22 9% 91% Disegnatore CAD 6 24 20% 80% Gestore del Sistema Qualità Aziendale 8 10 45% 55% Le tabelle sopra riportano alcuni indicatori riguardanti la partecipazioni ai corsi di formazione per disoccupati/e approvati dal Servizio Formazione Professionale per l'anno 2008 e 2009. Si ricorda che non è possibile, se non per linee generali, analizzare il trend rispetto agli anni precedenti al 2007 in quanto con il 2007 ha preso avvio la nuova programmazione del FSE, caratterizzata da nuovi assi di finanziamento. Non è più presente un'asse, come l'asse E della programmazione 2000-2006 dedicata alla sola utenza femminile. Tuttavia il programma provinciale ha riservato alcune graduatorie alla presentazioni di progetti per la sola utenza femminile, sia nell'ambito dell'asse adattabilità (per occupati) che nell'ambito dell'asse occupabilità (per disoccupati). Per l'area del bilancio di genere dedicata alle azioni indirettamente inerenti il genere ci occupiamo di analizzare la partecipazione per genere ai corsi di formazione destinati ad una utenza generica in stato di disoccupazione. Lo schema riepilogativo sopra riporta che l'utenza per l'anno 2009 è stata al 57% maschile. Con il 2009 quindi si realizza un ribaltamento del genere di prevalenza nella partecipazione ai corsi che, con diverse tipologie, sono dedicati ai/lle disoccupati/e. Il 2008 riportava un dato di utenza femminile piuttosto elevato (il 58%), il dato percentuale dell’utenza femminile dell’anno ancora precedente era del 66%. E' possibile quindi stabilire che la parabola della partecipazione femminile ai corsi per disoccupati/e è in discesa. Presumibilmente, questo dato è in linea con quanto descritto nella parte di contesto relativamente alla crisi dei settori d’impiego a più elevata partecipazione maschile. Nell'ultima tabella si riportano i dati delle partecipazione per genere ai corsi di qualifica, con la specifica del la tipologia di qualifica conseguita. Il corso a qualifica per tecnico contabile è stato seguito da una platea esclusivamente femminile. Con una media dell’80% di platea femminile sono stati seguiti i corsi per Operatore Socio Sanitario e per Operatore amministrativo segretariale. Quasi del tutto maschili sono anche i le partecipazioni ai corsi di disegnatore meccanico e costruttore su macchine utensili. Bilanciata tra i generi la partecipazione al corso per ottenere la qualifica di gestore del sistema qualità aziendale. 82 Bilancio di genere 2009 Provincia di Ferrara Attività svolte nell'obbligo formativo e finalizzate al contrasto dell'abbandono scolastico Attività del Servizio Politiche per il Lavoro Servizio di Orientamento, supporto e tutoraggio per i giovani in obbligo formativo. Vigilanza e monitoraggio sull'abbandono scolastico sia in o.f. che in istruzione con la consultazione dell'anagrafe regionale studenti. Gestione di una banca dati specifica sulla popolazione in abbandono. Attività del Servizio Formazione professionale Approvazione di percorsi integrati tra scuola e formazione professionale (O.F.I) Approvazione di percorsi biennali in obbligo formativo (O.F.) Tab. Indicatore di attività. Partecipazione ai colloqui di orientamento formativo del Servizio Politiche del Lavoro in ottica di genere. Attività in ambito obbligo formativo Valore 2006 Valore 2007 Valore 2008 Valore 2009 Servizio Politiche per il Lavoro Colloqui orientamento obbligo formativo 164 88 95 147 Fruitrici Donne 81 17 19 67 Fruitori Uomini 83 71 76 80 Con il termine “Orientamento” devono essere intese varie articolazioni di informazione e consulenza orientativa (orientamento scolastico e professionale, orientamento all’imprenditorialità, all’acquisizione di tecniche e strumenti per la ricerca attiva del lavoro, alla promozione dell’inserimento lavorativo) . Come precisato nel nuovo Programma Provinciale delle Politiche del lavoro e della formazione professionaleTriennio 2007-09 “nell’organizzazione degli interventi e nella modalità di erogazione dei servizi è stata posta particolare attenzione nei confronti delle donne, che rappresentano i due terzi degli utenti dei Centri per l’Impiego, per agevolare il loro accesso al lavoro con attività informative, formative o di sostegno”. In particolare, la tabella sopra si riferisce a interventi di orientamento rivolti ai ragazzi e alle ragazze, per consentire loro di cogliere le opportunità date dall’Obbligo Formativo, attraverso percorsi di orientamento e di tutoraggio, in relazione anche alla normativa regionale che amplia l’offerta formativa con l’attivazione di corsi integrati. E’ stata, inoltre, creata una banca dati in collaborazione con il C.S.A., le scuole, e gli enti di formazione, relativa a tutti i soggetti in OF. I colloqui di orientamento all’obbligo formativo sono in aumento, la loro fruizione non ha rilevato significative differenze tra i generi fino al 2006. Nel 2007 si rileva un forte aumento della fruizione maschile all'obbligo formativo, confermata nel 2008 con il 72% sul totale. Con il 2009 assistiamo ad un riequilibrio in termini di fruizione di genere, pur permanendo una maggioranza di utenti maschi. 83 Bilancio di genere 2009 Provincia di Ferrara Tab, Indicatori di attività. Partecipazione ai percorsi OFI e O.F. per genere. Anni 2006/2009 Attività in ambito obbligo formativo Servizio Formazione Professionale Valore 2006 Valore 2007 Valore 2008 Valore 2009 % per genere nel 2009 Percorsi OFI approvati 22 22 20 17 partecipanti gestiti 376 435 390 386 100% Di cui Donne 85 89 51 42 10% Di cui Uomini 291 346 339 344 90% Percorsi biennali di formazione professionale in obbligo formativo. 1° anno. O.F. 11 13 Partecipanti gestiti 158 248 246 291 100% Di cui Donne 63 91 78 99 34% Di cui Uomini 95 157 168 192 66% 12 Percorsi biennali di formazione professionale in obbligo formativo. 2° anno. O.F. 11 Partecipanti al termine 180 163 299 100% Di cui Donne 72 54 105 35% Di cui Uomini 108 109 194 65% 12 Attraverso i fondi ministeriali della Legge 144/99, la Regione Emilia-Romagna ha delegato alle Province il compito di avviare la sperimentazione di percorsi integrati triennali tra scuola e formazione professionale, rivolti ad allievi del primo triennio degli istituti tecnici e degli istituti professionali di Stato Per l’assolvimento dell’obbligo formativo, La Provincia dunque sostiene le istituzioni scolastiche autonome che, sulla base di accordi stipulati con organismi di formazione professionale accreditati, realizzano un percorso formativo integrato (O.F.I.) destinato agli alunni che frequentano il primo e il secondo anno dell’istruzione secondaria superiore. L’obiettivo è di accompagnare tutti al successo formativo, attraverso un’offerta che utilizza le potenzialità dei due sistemi – istruzione e formazione - per contrastare la dispersione, l’abbandono e il “disagio”. Il percorso integrato può articolarsi secondo le seguenti opzioni: - primo anno integrato nell’istruzione + due anni di formazione professionale; - biennio integrato nell’istruzione + un anno di formazione professionale; - triennio integrato nell’istruzione (solo in collaborazione con gli Istituti professionali). I percorsi formativi integrati tra l’istruzione e la formazione professionale sono stati avviati nell’anno scolastico 2003-04. Come riportato dal Programma Provinciale delle Politiche del lavoro e della Formazione professionale del nuovo triennio 2007-09, il vecchio sessennio di programmazione ha visto una partecipazione femminile ai percorsi integrati O.F.I. molto minore rispetto a quella maschile. Se contiamo i destinatari finali degli interventi avremmo il 70% di destinatari uomini. La nuova programmazione per l'anno 2007 vedeva una partecipazione maschile ancora in crescita, con l'80%, ulteriormente in aumento la percentuale del 2008, con l'87% e ulteriormente in aumento quella del 2009 con il 90%. Il dato è in stretta correlazione con il target scolastico di riferimento, in quanto la sperimentazione è stata avviata nei trienni degli istituti tecnici e professionali, frequentati da una popolazione scolastica maggiormente maschile. Sono stati inoltre realizzati percorsi rivolti agli adolescenti 15-17enni che lasciano la scuola dopo l’assolvimento dell’obbligo scolastico e scelgono l’obbligo formativo all’interno della F.P. Seppur più ridotto, il divario di genere a favore della popolazione scolastica maschile esiste anche in questo ambito. 84 Bilancio di genere 2009 Provincia di Ferrara Attività rivolta alle persone svantaggiate o a rischio di esclusione sociale Indirizzi di riferimento Promuovere le pari opportunità per tutti nell’accesso al mercato del lavoro, con particolare attenzione per le persone che rischiano l’esclusione sociale Rafforzare e diversificare gli interventi di formazione continua sostenendo la capacità di adattamento dei lavoratori con priorità ai lavoratori e alle lavoratrici anziane, agli immigrati, ai lavoratori con bassa qualificazione, ai lavoratori e lavoratrici precarie, ai lavoratori occupati in imprese a rischio di perdita di competitività, ai lavoratori in CIG. Attività del Servizio Politiche per il Lavoro Servizio di inserimento lavorativo mirato per disabili Utilizzo dei fondi della Legge 68/99 per il contributo alle aziende o del fondo regionale per le attività di sostegno negli inserimenti Colloqui orientativi informativi rivolti sia ai singoli cittadini stranieri che ai datori di lavoro e consulenti interessati ad avviare al lavoro cittadini stranieri Approfondimento della conoscenza del fenomeno migratorio con l'implementazione dell'Osservatorio sull'immigrazione Incentivi alle assunzioni per l’inserimento lavorativo di soggetti svantaggiati (Programma P.A.R.I.) Tab. Indicatore di attività. Partecipazione alle attività del Servizio Politiche del lavoro destinate a disabili per genere. Trend 2006/09. Collocamento persone disabili per genere % per genere 2009 2006 2007 2008 2009 Totale Iscrizioni al collocamento mirato L. 68/99 2424 2740 2979 2770 Di cui Donne 1428 1613 1722 1413 51% Di cui Uomini 996 1127 1257 1357 49% Totale avviamenti al lavoro 227 210 243 166 Di cui Donne 103 118 117 81 48% Di cui Uomini 124 92 126 85 52% Tirocini disabili 48 34 36 40 Donne 22 13 19 22 55% Uomini 26 21 17 18 45% Fino al 2008, con una percentuale media nel quadriennio precedente che si aggirava intorno al 60%, le iscrizioni delle donne disabili all’elenco per il collocamento legge 68/99 erano la maggioranza. Il gap di genere si schiaccia nel 2009, con il 51% di iscrizioni femminili. Quanto ad avviamenti al lavoro, per il 2009 si verifica una leggera prevalenza maschile. L’ufficio rileva che il mercato del lavoro per i disabili evidenzia le stesse peculiarità di genere del mercato del lavoro in generale. Le donne disabili affrontano le medesime difficoltà di inserimento e di conciliazione dei tempi durante la vita lavorativa. 85 Bilancio di genere 2009 Provincia di Ferrara Attività del Servizio Formazione Professionale Approvazione di azione formative per l'inserimento e il reinserimento lavorativo di cittadini immigrati; Approvazione di azione formative per l'inserimento e il reinserimento lavorativo di persone disabili e di soggetti svantaggiati; Approvazione di Tirocini nella transizione al lavoro rivolti a disabili (L. 68/99) e persone in stato di svantaggio sociale(L.R.17/05); Approvazione di percorsi di formazione continua per cittadini immigrati a sostegno delle strategie aziendali. Tab. Indicatore di attività. Partecipanti per genere alle azioni formative approvate nell'ambito della programmazione FSE a favore di cittadini immigrati, svantaggiati e a rischio di esclusione sociale. Tipologia di attività e destinatari Valore 2006 Valore 2007 Valore 2008 Valore 2009 % per genere del 2009 Disabili e svantaggiati/e fisici o psichici N. Azioni formative di inserimento e reinserimento di persone disabili e soggetti svantaggiati 10 11 9 14 Partecipanti totali 169 169 193 286 Di cui Donne 66 75 62 127 44% Di cui Uomini 103 94 131 159 56% N. Tirocini formativi nella transizione al lavoro rivolti a disabili (L. 68/99) e persone in stato di svantaggio sociale(L.R.17/05) - 7 5 4 Partecipanti totali - 14 36 41 Di cui Donne - 14 13 14 34% Di cui Uomini - 0 23 27 66% N. Progetti formativi per l'inserimento e il reinserimento lavorativo di cittadini immigrati 3 3 3 1 Partecipanti totali 42 48 45 14 Di cui Donne 31 20 45 14 Di cui Uomini 11 28 0 - N. percorsi di formazione continua per cittadini immigrati a sostegno delle strategie aziendali. 2 3 - Partecipanti totali 35 72 - Di cui Donne - 64 - Di cui Uomini - 6 - 100% La tabella sopra riporta le partecipazioni, per genere, alle attività formative rivolte a favorire l’occupabilità e l’inclusione sociale dei soggetti in stato di disoccupazione appartenenti a gruppi svantaggiati, in particolare persone disabili e immigrati. In generale la Misura B1, nel corso dello scorso sessennio di programmazione, è stata “partecipata” da un target di ambo i sessi, anche se con una leggera prevalenza maschile. Gli anni 2007, 2008 e 2009 confermano questa tendenza. Nel 2009 l'utenza maschile è del 56% sul totale, rispetto al 2008 il divario di genere si è abbassato. 86 Bilancio di genere 2009 Provincia di Ferrara Attività rivolte ad occupati/e Indirizzi di riferimento Sviluppare sistemi di formazione continua e sostenere l'adattabilità dei lavoratori, Favorire l'innovazione e la produttività attraverso una migliore organizzazione e qualità del lavoro; Sviluppare politiche e servizi per l'anticipazione e gestione dei cambiamento, promuovere la competitività e l'imprenditorialità Attività approvate dal Servizio Formazione Professionale Operazioni rivolte a lavoratori/trici atipici e stagionali Operazioni rivolte a imprenditori, dirigenti e quadri d'impresa; Operazioni di formazione continua a sostegno della adattabilità dei lavoratori di imprese operanti in tutti i settori. Percorsi di riqualificazione di Operatore Socio sanitario (ROSS) Tab. Indicatore di attività. Partecipazione alle operazioni formative approvate dal Servizio Formazione professionale per occupati/e. Attività rivolte ad occupati/e Valore Valore Valore Valore % di genere Servizio Formazione professionale 2006 2007 2008 2009 2009 Operazioni di formazione continua a sostegno delle strategie aziendali 78 47 106 55 Partecipanti gestiti 2254 1754 3515 1754 Di cui Donne 684 744 1440 691 40% Di cui Uomini 1570 1010 2075 1063 60% Operazioni di formazione rivolta ad occupati con fabbisogni individuali non riconducibili a strategie aziendali 7 17 11 Partecipanti gestiti 659 639 782 Di cui Donne 444 313 354 45% Di cui Uomini 215 326 428 55% Progetti di riqualificazione operatori Socio sanitari (ROSS) 6 2 1 partecipanti gestiti 172 181 48 92 Di cui Donne 158 178 48 92 Di cui Uomini 14 3 0 0 100% Gli utenti dei progetti di formazione continua, collegati alle strategie aziendali, sono stati, costantemente negli anni, frequentati prevalentemente da maschi: da sottolineare il fatto che gli utenti sono identificati dai datori di lavoro. Questo gap di genere (che nel 2009 si connota in 20 punti percentuali) non si verifica per le operazioni di formazione rivolta ad occupati con fabbisogni individuali: in questo caso il 2007 registrava una prevalenza femminile, che si è appianata nel 2008 e che si sbilancia a favore di un’utenza prevalentemente maschile nel 2009. La Riqualificazione degli Operatori Socio Sanitari continua ad essere frequentata esclusivamente dalle donne, essendo gli Operatori Socio Sanitari prevalentemente donne. 87 Bilancio di genere 2009 Provincia di Ferrara 3.2.3. Politiche Sociali Le politiche e le attività dell’Asse Servizi Sociali, che si è scelto di rendicontare come indirettamente inerenti al genere, riguardano l’integrazione della popolazione immigrata, la tutela dei diritti dei minori, la promozione delle pratiche di adozione e affido. Si ritiene infatti che tali ambiti siano quelli nei quali è più riconoscibile un’ottica di genere, o per ragioni di contesto (ad es. l’immigrazione femminile è preponderante nella nostra provincia, con ripercussioni significative sul piano sociale e sulle politiche settoriali), o per ragioni legate ai settori di intervento, dove il ruolo della donna risulta particolarmente significativo (tutela ed accoglienza dei minori, adozione e affido). Indirizzi e priorità in ottica di genere Assicurare il coordinamento degli interventi e delle politiche di accoglienza, tutela, protezione e promozione dei diritti e delle opportunità per l’infanzia e l’adolescenza. Promuovere l'affidamento e il volontariato familiare, nonché le altre forme di sostegno, solidarietà e mutuo-aiuto fra le famiglie. Sensibilizzazione ad una cultura dell’ospitalità, dell’accoglienza, della solidarietà, della legalità e del rispetto reciproco delle persone e delle culture. Attività dell'Ufficio Politiche Sociali Area Tutela dei Minori Conclusa la elaborazione di un Protocollo di buone prassi comportamentali nella rilevazione, segnalazione e presa in carico dei casi di maltrattamento/danno ai minori in ambito sanitario. Organizzazione di un Seminario Formativo Provinciale sulle Buone pratiche di segnalazione, diagnosi e trattamento dei casi di violenza nell’infanzia in ambito sanitario, articolato in due livelli: 1) Sensibilizzazione e formazione di base 2) Semeiotica medico/legale del minore maltrattato Predisposizione di un percorso formativo altamente specialistico riservato agli operatori dell’area giudiziaria, sanitaria, sociale in campo di tutela per condividere le buone prassi da seguire per la messa in sicurezza e tutela del minore vittima di abuso/maltrattamento (Percorso formativo “Agire la sicurezza”) Promozione e implementazione di iniziative integrate di formazione, informazione e sensibilizzazione rivolte agli operatori socio-sanitari-educativi - pubblici e privati - quale strumento della qualificazione dei servizi territoriali e per la prevenzione, la tutela e la protezione dei minori. Nell’ambito del progetto di rilevanza provinciale “Bulli e Pupe. Cyberbullismo e bullismo di genere” , ammesso al finanziamento regionale ex art. 5 L.R. n. 24/2003, sono state implementate alcune azioni che riguardano un Protocollo d’intesa con tutte le istituzioni territoriali interessate (Prefettura, Questura, Guardia di Finanza, Carabinieri, Provincia, Ufficio Scolastico Provinciale , AUSL, Comune di Ferrara) e l’impostazione e attivazione di un sito web per consultazione on-line ed eventuali segnalazioni. Sono state inoltre elaborate delle Linee Guida per la prevenzione e il contrasto del bullismo elaborate da un tavolo Interistituzionale coordinato dalla Prefettura. E’ stata data operatività al progetto provinciale dell’Ufficio Giuridico comune per la tutela dei minori ai sensi della L.R. 14/2008”. Il servizio offerto dall’Ufficio Giuridico Legale, coordinato da questo ente, fa parte di una consuetudine acquisita da tempo dagli operatori psico-sociali del territorio che, nei casi complessi e nelle situazioni più critiche, si avvalgono dell’esperienza del consulente giuridico. Il progetto provinciale così impostato, mira ad omogeneizzare e strutturare l’operato dell’Ufficio, mediante l’utilizzo di strumenti condivisi. Le modalità operative sono state illustrate nei vari distretti agli operatori sociali interessati e sono attive da luglio 2009. L’utenza della consulenza giuridica è per la quasi totalità femminile, essendo fortemente femminilizzato il settore d’impiego delle assistenti sociali. Area Affidamenti familiari e in comunità 88 Bilancio di genere 2009 Provincia di Ferrara Ai sensi della Direttiva Reg.le 846/2007 recante “Direttiva in materia di affidamento familiare e accoglienza in comunità di bambini e ragazzi” questa Provincia ha promosso e coordinato la programmazione di appositi corsi di preparazione-informazione a persone (singole o in coppia) che sono interessate all’affidamento o a coloro che intendono gestire comunità familiari e comunità casafamiglia. I 5 incontri previsti si sono svolti presso il Centro per le Famiglie di Ferrara, per un totale di 15 ore con la presenza di 21 partecipanti su 24 iscritti. Per chi aveva necessità di collocare i figli, al fine di facilitare la partecipazione al corso, è stato allestito un servizio gratuito di babysittyng dentro gli spazi del Centro per le Famiglie a cui hanno aderito due famiglie per un totale di 5 minori (6-10 anni di età). Predisposizione di un modulo formativo aggiuntivo, sempre previsto dalla direttiva regionale, per quelle persone che, dopo aver acquisito le prime informazioni di base, sono interessate alla gestione di comunità familiari o case-famiglia. Predisposizione di un percorso formativo, rivolto agli operatori psicosociali del territorio al fine di fornire conoscenze e indicazioni operative di come lavorare sulle famiglie di origine, con il minore e con la famiglia affidataria, dal momento della rilevazione della situazione di pregiudizio all’attivazione dell’affido familiare. L’attività si è svolta nel corso di 4 giornate full time a cura del dott. Marco Chistolini. La Provincia ha collaborato, attraverso un sostegno economico, con l’Università di Ferrara, Dipartimento Scienze Umane, al progetto di ricerca su “Rilevazione dell’accoglienza residenziale per minori fuori dalla famiglia nella provincia di Ferrara” promosso dalla Prof.ssa Paola Bastianoni e dott. Federico Zullo. La Provincia di Ferrara ha inoltre collaborato al progetto “PAIDEIA - Dare una famiglia ad una famiglia” progetto sperimentale di affiancamento familiare promosso dal Comune di Ferrara e la Fondazione Paideia di Torino Area adozione nazionale e internazionale E’ stata data continuità ai corsi di preparazione e formazione alle coppie aspiranti all’adozione nazionale ed internazionale, per un totale di 5 corsi a cui hanno partecipato 8 coppie per corso. Organizzazione della formazione di base e specialistica per gli operatori psicosociali area adozione Si è conclusa una ricerca studio su famiglie ferraresi che dal 2003 al 2007 hanno adottato uno o più minori (n.217) ed è stato organizzato a novembre 2009, un convegno regionale dal titolo “Il traguardo dell’adozione e le sue sfide” che ha riscosso notevole successo di partecipazione e di gradimento E’ stato elaborato e sottoscritto un Protocollo di Buone pratiche per l’accoglienza dei minori adottati nel contesto socio educativo di riferimento, concertato con le istituzioni scolastiche, l’associazione di volontariato Dammi la mano e i referenti degli Enti autorizzati convenzionati con la Provincia di Ferrara Area Immigrazione E’ stata consolidata la Rete territoriale contro le discriminazioni con iniziative di raccordo, coordinamento e formazione e con azioni di informazione e divulgazione attraverso le pagine web del sito istituzionale. Sono stati promossi e realizzati i corsi previsti nei piani per la diffusione della lingua italiana per i cittadini stranieri immigrati extra-comunitari. In ottica di genere si sottolinea che l’Atto Triennale di indirizzo e coordinamento per i Piani per la salute e il benessere sociale ha individuato come prima priorità programmatoria la salute e il benessere delle donne. Questo imput è stato importante per l'attivazione di un canale di ricerca e lavoro sulla medicina di genere e sul perdurare della attenzione di istituzioni e associazioni al miglioramento dei servizi socio sanitari dedicati alle donne. 89 Bilancio di genere 2009 Provincia di Ferrara 4. Analisi della spesa 2009 in ottica di genere Da una analisi del Bilancio Consuntivo 2009, sono state evidenziate le spese direttamente e indirettamente inerenti al genere. Al momento della redazioni delle schede di bilancio, ogni responsabile ha potuto segnalare il grado di inerenza al genere della azioni di spesa. Sono state considerate spese direttamente inerenti al genere quelle spese per attività espressamente dirette al genere femminile e al raggiungimento delle pari opportunità. Sono state,invece, inserite come indirettamente inerenti al genere le spese sostenute per azioni non indirizzate al genere ma che possono indirettamente avere un effetto differente sui due generi. Dal Consuntivo 2009 sono stati inseriti gli importi relativi all’impegnato delle spese correnti. La metodologia condivisa per l’individuazione delle spese prevede che non vengano disaggregate: - le spese per le utenze e la manutenzione degli uffici e dei materiali di cancelleria, tranne quelle per l’Ufficio delle Pari Opportunità; - le spese relative alle retribuzioni, gli oneri e trasferte del personale non direttamente implicato in attività per le pari opportunità. Azioni di spesa direttamente inerenti il genere AZIONE OGGETTO IMPORTO 2009 INIZIATIVE IN MATERIA DI PARI OPPORTUNITA' Pari opp CONTRIBUTI IN MATERIA DI PARI OPPORTUNITA' Pari opp FUNZIONAMENTO E ATTIVITÀ DELL'UFFICIO DELLA CONSIGLIERA DI PARITÀ Politiche del lavoro 6290 5815 AREA € 5.676,93 € 2.000.00 € 31.514,36 Azioni di spesa indirettamente inerenti il genere AZIONE OGGETTO AREA TEMATICA DIVULGAZIONE TELEVISIVA Amministrazione 4619 DEI LAVORI DEL CONSIGLIO ATTIVITA’ DI INFORMAZIONE 641 ISTITUZIONALE DELL’ENTE Amministrazione PUBBLICAZIONE BILANCIO PROVINCIAL Amministrazione 90 PROGETTI DI PREVENZIONE 4898 E TRATTAM ABUSI Politiche sociali INCEN.A ZONE SOCIALI X COSTIT.F.D: SOLIDARIETA'X PAGAM RETTE MINORI RICOV.COMUN 5557 EDUCAT.CONTRI.COMUN Politiche sociali PARTECIP.A PROG RILEVANZA PROV.LE PREVENZIONE DISAGIO MINORILE PRO OZ.AUTONOM GIOVANI 5826 TRAF.COMUNI Politiche sociali IMPEGNATO 2009 Totali per area tematica € 7.680,00 € 23.532,00 € 9.398,26 € 40.610,26 € 20.000,00 € 20.566,00 € 200.000,00 PIANO PROV.LE Politiche sociali TERRITORIALE IMMIGRAZIONE-TRASFERIM. 5895 DI F.DI RER -AZ GARANTE DEI DIRITTI DEI PRIVATI DELLA LIBERTA 5980 PERSONALE Politiche sociali OSSERVATORIO DOCUMENTAZIONE 6049 PROGETTI LEGGE 285 Politiche sociali Fondi di RER per attività e 6151 interventi Politiche sociali REALIZZAZIONE GUIDA 6192 SERVIZI INFANZIA Pubblica Istruzione CONTRIBUTI OER LA GESTIONE SERVIZI 3985 INFANZIA Pubblica Istruzione € 33.214,76 € 7.500,00 € 10.000,00 € 27.509,65 € 318.790,41 € 3.900,00 € 473.345,62 90 Bilancio di genere 2009 Provincia di Ferrara CONTRIBUTO PER INTERVENTI STRUTTURALI 4478 INFANZIA Pubblica Istruzione CONTRIBUTI PER COORDINAMENTI PEDA 4684 GOGICI 0/3 ANNI AZ.694 Pubblica istruzione CONTRIBUTI PER COORDINAMENTI PEDA 4685 GOGICI Pubblica istruzione SERVIZI 0/6 ANNI CONTRIBUTI PER PROGETTI DI QUALIFICAZ.E 4688 MIGLIORAMENTO Pubblica istruzione LR.12/03 CONTR. PER COORDINAMENTI PEDAGOGICI SCUOLE INFANZIA STATALI E 5489 PARITARIE Pubblica istruzione L.R.26/01 FONDO REG.LE BORSE DI S: : 5748 TUDIO -MEZZI STATALI- Pubblica istruzione F.DO PROV.LE PER INTERVENTI DI IN TEGRAZIONE DI ALUNNI 5755 DISABILI NELLE SCUOLE Pubblica istruzione INCARICO TUTOR COORDINAMENTO 5770 PEDAGOGICO Pubblica istruzione CONTRIBUTO PER IL COORDINAMENTO 5986 PEDAGOGICO Pubblica istruzione PROGRAMMA F.P. 4765 2000/2006 (FSE-FNR: Formazione professionale FONDI ATTIVITA' FORMATIVE INTEGRA: TE TRA SCUOLA E F.P.5363 L.144/99- AZ: Formazione professionale FONDI LIBERI PER LA RIQUALIFICAZIONE SUL 5147 LAVORO DEGLI ADB Formazione professionale REALIZZAZIONE ESPERIENZE DI STUDI: OLAVORO/STUDENTI SCUOLE 647 MEDIE SUPERIORI € 559.533,14 € 80.000,00 € 10.000,00 € 5.500,00 € 2.691.040,59 € 7.358.700,00 € 467.066,00 € 137.345,00 € 7.963.111,00 Politiche del lavoro € 2.650,00 Politiche del lavoro F.DI PER PROMOZ.ACCESSO 5178 AL LAVORO PERSONE DISABILIE SVANTAGGIATE- Politiche del lavoro REALIZZAZIONE 5441 OSSERVATORIO MERCATO DEL LAVORO Politiche del lavoro CONVENZIONE CON Politiche del lavoro CONSORZIO INTERUN: 5443 IVERSIT.ALMALAUR EA (UNIVERSITA' FERRARA) PER L'UTILIZZO BANCA DATi POTENZIAMENTO DELLA 5727 RETE BIBLIOTE CARIA ATTRAVERSO INTERVENTI € 11485,17 € 43.979,19 ATTIVITA' PER FAVORIRE L'INSERIMENTO DEGLI 4909 IMMIGRATI ORGANIZZAZIONE CORSI DI AGGIORNAM ENTO € 17.154,00 € 348.065,01 TIROCINI Politiche del lavoro FORMAT/ORIENTAM ASSICURA Z.INAIL A CARICO PROV.A FAVORE IMpRESE OSPITANTI DM 23/3/98 N 4709 142 5620 € 1.138.078,46 Cultura Cultura € 22.800,94 € 2.004,48 € 347.220,56 € 35.000,00 € 1.020,00 € 410.695,98 € 3833,42 € 24.928,00 91 Bilancio di genere 2009 Provincia di Ferrara DIVERSI. CONTRIB.ARCHIVIO 5885 BIBLIOTECA UDI SU CONVENZIONE Cultura FONDI UPI PROGETTO “I GIOVANI E LA GESTIONE CREATIVA DEL PROPRIO 6074 FUTURO” Cultura COFINANZIAMENTO PROGETTO UPI “I GIOVANI E LA GESTIONE CREATIVA 6085 DEL FUTURO” Cultura € 2.600,00 € 18.500,00 € 500,00 € 55.361,42 Aree di spesa neutre Amministrazione (compreso le elezioni amministrative 2009) € 1.189.153,23 Protezione flora fauna € 531.820,9 Appalti e gare € 25.827,10 Spese Supporto alla Presidenza, Comunicazione €940.471,47 Politiche Sociali € 146.389,68 Risorse umane € 18.502.027,46 Pubblica istruzione € 27.345,00 Formazione Professionale € 93.631,53 Politiche del lavoro Bilancio ed economia AZIONI NEUTRE € 661.318,81 € 11286736,37 Sistemi informativi € 279.220,22 Turismo e sport € 1385758,92 Aiuti alle imprese € 14.000,00 Attività produttive € 545.125,42 Risorse idriche e tutela ambientale € 611.261,26 Urbanistica € 4.680,00 Politiche sostenibilità € 32730,00 Energia e mobilità € 298.663,51 Viabilità €709.553,42 Grandi infrastrutture Edilizia impianti € 13003,47 € 1.020.659,72 Tecnico € 581.371,95 Agricoltura € 454.947,73 Pianificazione territoriale € 158472,84 Cultura/PI/Musei e Biblioteche Servizio Piani provinciali € 1.890.912,48 € 84.099,09 92 Bilancio di genere 2009 Provincia di Ferrara Tab. Riepilogo complessivo delle spese per aree tematiche di genere TIPOLOGIA DI SPESA DIRETTAMENTE INERENTE IL GENERE INDIRETTAMENTE INERENTE IL GENERE NEUTRE AREE PARI OPPORTUNITA’ FORMAZIONE PROFESSIONALE POLITICHE DEL LAVORO SUSSIDIARIETA’ TOTALE AMMINISTRAZIONE POLITICHE SOCIALI POLITICHE DEL LAVORO FORMAZIONE PROFESSIONALE CULTURA/BIBLIOTECHE PUBBLICA ISTRUZIONE TOTALE TOTALE IMPEGNATO 2009 € 32.676,93 € 132.396,72 € 31.514,36 € 21.500,00 € 218.088,01 € 40.610,26 € 318.790,41 € 410.695,98 € 7.830714,28 € 55.361,42 € 2.691.040,59 € 11.347.212,94 € 41.489.181,58 Il totale delle spese sostenute dalla Provincia di Ferrara per interventi direttamente ed indirettamente inerenti al genere ammonta a euro € 11.565.300,95 dei quali circa il 98% sono spese correnti per azioni indirettamente inerenti al genere (€ 11.347.212,94 ) e 2% per azioni direttamente inerenti al genere (€ 218.088,01 ). Il totale delle spese correnti impegnate da tutta l’Amministrazione provinciale nel 2009 è pari a € 53.034.407,53 euro e pertanto la quota di spese inerenti al genere (direttamente o indirettamente) rappresenta il 21% della spesa totale. Considerando esclusivamente gli interventi direttamente inerenti al genere, le spese relative ad essi rappresentano invece il 0,41% della spesa totale. Se consideriamo il totale delle spese dell’ente escludendo le spese del personale (pari a euro 18.581.030,22) e di funzionamento 11 (€ 6.460.933,3), il totale impegnato risulta pari a 27.992.444,01. In tal caso, la quota degli interventi direttamente inerenti al genere (euro 218.088.01) risulta pari al 0.77% Le spese della Provincia per azioni inerenti al genere sono esclusivamente, per l’anno 2009, spese correnti mentre non sono stati riscontrati investimenti negli assi di intervento considerati in ottica di genere. Le spese correnti nell’anno 2009 per aree direttamente inerenti al genere si concentrano esclusivamente su quattro assi di intervento: Pari Opportunità, Formazione Professionale, Politiche del lavoro e Sussidiarietà. Dall'anno 2007 è terminata la programmazione europea del FSE 2000-2006, ciò ha determinato la eliminazione del canale di finanziamento di corsi di formazione professionale per sole donne (asse e). Questa è la ragione per la quale l'ammontare delle spese direttamente inerenti il genere sono diminuite di una buona percentuale. Tuttavia la voce della formazione professionale compare ugualmente tra gli assi delle aree direttamente inerenti il genere in considerazione del fatto che il programma provinciale ha previsto di riservare alcune graduatorie di corsi ad una utenza solo femminile (sia per l'asse adattabilità che per l'asse occupabilità). Le spese per l’ambito delle Pari Opportunità comprendono le spese per iniziative di promozione delle pari opportunità e di erogazione di contributi specifici in materia, il totale riportato in tabella comprende anche le spese per il personale e per il materiale dell’Ufficio Pari Opportunità. Le spese della Provincia di Ferrara per aree indirettamente inerenti al genere nell’anno 2009 sono popolate per sei assi di intervento: Formazione professionale, Politiche del lavoro, Pubblica istruzione, Politiche Sociali, Amministrazione e Cultura. Le spese relative alle Politiche dell’istruzione riguardano azioni per progetti scolastici, borse di studio, facilitazione all’accesso scolastico, coordinamento pedagogico e qualificazione servizi 0/6 anni. Le spese relative alle Politiche Sociali riguardano principalmente i programmi provinciale per in materia di affido, abuso e tutela dei minori e l’attuazione di politiche per l’integrazione degli immigrati. 11 Per Funzionamenti si intendono spese per: riscaldamento, acqua, energia elettrica, telefono, assicurazioni, pulizie, cancelleria, materiale informatico, spese postali, manutenzione fabbricati 93 Bilancio di genere 2009 Provincia di Ferrara Le spese relative alle Politiche del lavoro riguardano i servizi dei Centri per l'impiego rivolti ai/alle disoccupati/e, ricerca attiva del lavoro e implementazione dell'Osservatorio del mercato del lavoro. Le spese dell'Amministrazione considerate rilevanti in un'ottica di genere sono quelle relative alla diffusione dei lavori del Consiglio provinciale attraverso i media e le spese per la pubblicazione del bilancio. Le spese del settore Cultura sono invece quelle relative all'ambito bibliotecario, in considerazione del fatto che l'ufficio biblioteche ha rilevato una differenza di genere nella fruizione di questi servizi. Il resto della spesa non è stata rilevata dai servizi come inerente al genere e classificata come neutra. 94