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1-15 GIUGNO 2006 - ANNO XXV N.11
CRISTIANI OGGI
QUINDICINALE DELLE CHIESE CRISTIANE EVANGELICHE “ASSEMBLEE DI DIO IN ITALIA”
Raggiungere
Gesù…
“...venne dietro tra la folla e gli toccò la veste...”
(Marco 5:27)
L’O SS E RVATO R I O E VAN G E L I CO
Il Codice
non convince
In palese, e calcolato, ritardo ci accostiamo alla polemica furibonda che si è scatenata attorno all’ormai best-seller “Codice Da Vinci”.
La lentezza nell’affrontare l’argomento è attribuibile ad un motivo
d’ordine personale, il tema non aveva alcuna attrattiva particolare, e
ad uno d’opportunità, ci è sembrato giusto fare raffreddare il clima e
delineare le posizioni.
Diamo per scontato che i nostri lettori siano informati intorno al
motivo del contendere fra i sostenitori dello scrittore americano, autore del libro, e le diverse voci indignate, che si sono levate dalle fila
delle varie denominazioni cristiane.
In breve esporremo alcune considerazioni distratte, ma, ripetiamo,
tanto clamore attorno ad un romanzo, e per giunta non particolarmente ben congegnato, sembra esagerato.
Quella che sembra una scoperta dell’ultima ora non è certo una
novità. L’esistenza dei Vangeli apocrifi è notoria, nei primi secoli dell’era cristiana circolavano liberamente fra alcune chiese, la loro diffusione fu notevole e sono citati da molti dei primi scrittori cristiani.
Il loro contenuto e l’anonimato degli scrittori indussero i credenti
ad evitarne la lettura. I motivi per i quali furono redatti possono essere svariati, certo è che in molti casi misero insieme diversi racconti
fantasiosi, che riguardavano i periodi della vita di Gesù dei quali i
quattro Vangeli canonici non danno notizia.
I Vangeli apocrifi sono andati perduti per essere ritrovati in questi
ultimi due secoli, durante i quali ogni qualvolta le sabbie del deserto,
una biblioteca oppure una grotta hanno restituito un antico scritto è
stata una buona occasione per articoli scandalistici, secondo i quali
continua a pagina 3
Viviamo in un mondo caotico:
caos a livello religioso, sociale, politico, economico. Il caos non è
solo esterno all’uomo, ha ormai
raggiunto i pensieri, le emozioni, i
sentimenti, il suo intero essere.
Forse anche quella cui fa riferimento il testo biblico era una giornata caotica, ma in mezzo a tanta
confusione c’è una donna, afflitta
anch’ella da caotici pensieri, che si
propone di raggiungere Gesù per
toccarlo.
I N Q U E STO N U M E RO
Perché senza Lui? ................................ pag.2
Il Codice da Vinci: una favola
ben congegnata ........................................ pag.4
Un concetto sobrio
...........................
Dio sorprende l’umanità
..........
Cronaca Internazionale
Cronaca Italiana
pag.5
pag.6
pag.6
.......
pag.7
...............................
La testimonianza
Non volevo ascoltare....................... pag.8
È tempo di cercare il Signore...
mentre lo si può trovare ............ pag.8
Apparentemente non è il momento più opportuno, non sembra
il giorno giusto, il modo adatto, ma
per lei quella è un’occasione da
non perdere... deve raggiungere
Gesù.
Viviamo in un mondo di incertezze e Gesù è, e resta, l’unica certezza. Egli è Colui che non delude
in mezzo alle tempeste della vita,
Cristo è il “faro” che guida al “porto sicuro”.
Raggiungere Gesù significa trovare salvezza, perché Egli ha pagato il prezzo del nostro riscatto,
raggiungere Gesù significa trovare
pace vera e gioia profonda, significa trovare guarigione.
L’episodio del Vangelo ci presenta una donna ormai malata da
dodici anni, che “…molto aveva
sofferto da molti medici, e aveva
speso tutto ciò che possedeva senza nessun giovamento, anzi era
piuttosto peggiorata…” (Marco
5:26), per dimostrarci che è possibile raggiungere Gesù, ma occorre
farlo nel modo in cui ella lo fece.
Raggiunse Gesù da sola
Non cercò l’appoggio di nessuno, l’aiuto di qualcuno, perché l’a-
vrebbero scoraggiata, fatta desistere.
Quante volte l’uomo vorrebbe
andare a Cristo, ma poi viene scoraggiato dall’opinione altrui, dal timore di ciò che gli amici o i parenti
possono pensare, dalla paura di
perdere chissà che cosa.
Quando il cieco di Gerico, Bartimeo, gridò: “Gesù, figlio di Davide, abbi pietà di me!”, molti lo
sgridarono perché tacesse (Marco
10:47-48).
La donna cananea mette da
parte ogni ragionamento, consapevole che è proprio nei pensieri che
inizia “l’opera di scoraggiamento”,
che il “pessimismo” spirituale è un
terribile ostacolo.
La donna è spinta da un bisogno personale che ha già condiviso
con molti medici, ma non hanno
potuto nulla, allora realizza che se
il bisogno è personale, deve essere
personale anche l’incontro con Colui che la può aiutare.
Erano molti quelli che attorniavano Gesù, molti quelli che lo toccavano, ma nessuno di loro l’aveva veramente raggiunto: non è la
folla, non sono le masse che vanno a Dio, ma singoli uomini e donne che decidono, in mezzo al caos
della propria vita, di raggiungere
Gesù.
Così come siamo, a volte completamente soli, possiamo raggiungerlo, perché è vicino come non
immaginiamo.
Se aspettiamo l’aiuto di qualcuno, probabilmente non arriverà, se
aspettiamo un momento più opportuno, chissà se ci sarà!
Intanto, avremo perso una possibilità di raggiungere Gesù.
Raggiunse Gesù con fede vera
“Or senza fede è impossibile
piacergli; poiché chi si accosta a
Dio deve credere che egli è, e che
ricompensa tutti quelli che lo cercano” (Ebrei 11:6).
Chi desidera raggiungere Gesù
deve farlo credendo in Lui, con
fede vera: “Accostiamoci dunque
con piena fiducia al trono della
grazia, per ottenere misericordia e
trovar grazia ed essere soccorsi al
momento opportuno” (Ebrei
4:16).
Sappiamo che la fede nasce dall’udire la Parola di Dio (Romani
10:17) e, difatti, il nostro testo afferma che la donna “avendo udito
continua a pagina 3
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CRISTIANI OGGI
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1-15 GIUGNO 2006
L’ESIGENZA DI CRISTO DEGLI ADOLESCENTI
“Perché senza Lui?”
Ogni adolescente è alla ricerca di un’identità e di una coerenza personali:
trattandosi di un periodo di “metamorfosi”,
si tende ad un modello definitivo al quale aderire
La parola “gioventù” in alcuni testi
biblici è usata per
indicare quella fascia
d’età che oggi viene
chiamata “adolescenza”.
Il più famoso fra
questi testi si trova
in Ecclesiaste: “Rallégrati pure, o giovane, durante la tua
adolescenza, e gioisca pure il tuo cuore
durante i giorni della tua giovinezza;
cammina pure nelle
vie dove ti conduce il
cuore e seguendo gli
sguardi dei tuoi occhi; ma sappi che, per tutte
queste cose, Dio ti chiamerà in giudizio!
Bandisci dal tuo cuore la tristezza, e allontana
dalla tua carne la sofferenza; poiché la giovinezza e l’aurora sono vanità. Ma ricòrdati del
tuo Creatore nei giorni della tua giovinezza,
prima che vengano i cattivi giorni e giungano
gli anni dei quali dirai: "Io non ci ho più alcun
piacere"” (Ecclesiaste 12:1-3).
Il brano elenca con estrema accuratezza le
caratteristiche dell’adolescenza, un periodo della
vita fortemente condizionato da influenze storiche e da fenomeni sociali, si pensi al periodo
delle lotte studentesche negli anni sessanta e
settanta, oppure all’avvicendarsi delle “mode”
in fatto d’abbigliamento, musica o aggregazione.
Gli adolescenti perciò sono particolarmente
propensi alla trasgressione ed aperti alle innovazioni.
Il punto di ogni adolescente è rappresentato
dalla ricerca di un’identità e di una coerenza
personali, difatti trattandosi di un periodo di
“metamorfosi”, cioè di mutamento fisico, psicologico e spirituale, si tende ad un modello definitivo al quale aderire.
Approfondiamo una caratteristica dell’adolescenza suggerita dal testo biblico di partenza,
che rivela l’esigenza impellente di Cristo, cioè la
fragilità dell’adolescente rispetto le influ-
enze esterne: “Rallégrati pure, o giovane,
durante la tua adolescenza, e gioisca pure il
tuo cuore durante i giorni della tua giovinezza…”.
Nel corso della storia sono stati i giovani,
spesso abilmente manipolati, a farsi promotori
di correnti di pensiero innovatrici, sono stati
coinvolti in moti politici e religiosi per i quali
hanno anche pagato un prezzo altissimo, si sono resi protagonisti di pagine bellissime ed alte
della storia della civiltà.
Purtroppo, la cronaca dei nostri giorni conferma che anche oggi come ieri, in nome di radicalismi di diverso genere, vi sono giovani disposti
ad uccidere e morire.
Questa è una forma d’idolatria! “Figlioli,
guardatevi dagl'idoli” (I Giovanni 5:21).
Quelle ideologie, convinzioni, posizioni che
hanno pretesa di assolutezza e richiedono una
dedizione religiosa, a tal punto da sostituirsi alla
vera fede in Dio, sono idolatria.
Vi sono giovani, forse la maggioranza, che
vivono immersi nel vuoto assoluto di valori,
una sorta di non pensiero, alcuni fra essi si
macchiano delle violenze più assurde, operate
su loro stessi, come ad esempio quelle che si
perpetrano tramite l’uso di droghe.
Nonostante quello che comunemente si crede, è bene ribadire che non esistono sostanze
stupefacenti innocue!
La violenza si
opera anche sugli
altri, le sue manifestazioni vanno dal
bullismo più becero
all’omicidio, e spesso a quel tipo di
omicidio che lascia
esterefatta l’opinione pubblica e scatena la ridda di opinioni e spiegazioni
su giornali e Tv.
Per buona parte
delle volte, all’origine di tutto non vi è
stato altro che una
assoluta assenza di
valori ed una superficialità da far rabbrividire. Tutti gridano allo
scandalo, tutti ne parlano, per breve tempo,
pochi si rimboccano le maniche ed iniziano a
lavorare per essere coerenti, attenti, ben disposti
verso una delle ricchezze più grandi di cui Dio
ha provveduto questo mondo: i giovani.
Ebbene, per quale motivo Cristo non può
essere la soluzione?
Nel panorama culturale ed esistenziale vi è
una proposta moralmente e spiritualmente alta
ed efficace quanto l’Evangelo di Gesù Cristo?
Il Vangelo di Marco afferma che Gesù amò
un giovane e perciò gli propose di seguirlo: “Gesù, guardatolo, l’amò e gli disse: "Una cosa ti
manca! Va’, vendi tutto ciò che hai e dàllo ai
poveri e avrai un tesoro in cielo; poi vieni e seguimi"” (Marco 10:21). È proprio su quell’invito focalizziamo l’attenzione.
“Segui Me”, il Signore Gesù è il Modello, il
Compagno di viaggio lungo il sentiero della vita,
nonché la Guida sicura verso il cielo.
Chi al pari di Lui ha insegnato ad amare e
perdonare, ha donato la Sua vita per tutti gli uomini, ha avuto le parole del cielo che rigenerano
e cibano l’anima?
“Mentre discorrevano e discutevano insieme, Gesù stesso si avvicinò e cominciò a camminare con loro” (Luca 24:15).
S.C.
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CRISTIANI OGGI
PAGINA 3
L’O SS E RVATO R I O E VAN G E L I CO
prosegue
dalla prima pagina
prosegue dalla prima pagina
Raggiungere Gesù…
parlare di Gesù, venne dietro tra la folla…”
(Marco 5:27).
La Parola di Dio ci mostra il triste stato in cui
versa l’uomo, ma ci dichiara anche l’infinito amore
di Dio, la salvezza e l’aiuto che Egli è pronto a dare
a chi si accosta a Lui. La Parola di Dio ci spinge ad
andare a Lui, è “lo stimolo della fede”.
La fede di quella donna non si basa sulla logica
umana, non ha bisogno di conferme, non è intrappolata dagli impedimenti, benché una grande folla
attornia il Maestro, ella semplicemente si fa largo.
Mentre la nostra debolezza, lo scoraggiamento
interiore e ogni tipo di impedimento possono stringerci da ogni lato, la fede in Cristo apre un varco e
ci permette di vederlo e di raggiungerlo.
La donna sa con certezza, come dimostrano le
parole “se riesco a toccare almeno le sue vesti,
sarò salva” (Marco 5:28), che “la fede è certezza
di cose che si sperano, dimostrazione di cose che
non si vedono” (Ebrei 11:1).
Raggiunse Gesù e lo toccò
Da sola, e con fede vera, la donna raggiunse
finalmente Gesù e lo toccò. Ci fu un contatto con il
Salvatore, avrebbe potuto pregare nel suo cuore,
avrebbe potuto rivolgere a Gesù il suo pensiero, ma
volle toccare “…almeno le sue vesti…”.
Quanti cosiddetti religiosi si accontentano di soddisfare la loro coscienza con il pensiero di Dio e, di
tanto in tanto, partecipare ad un vuoto e sterile
rituale religioso.
Essi sono come quella folla che attorniava Gesù,
erano presenti ma non ottennero nulla da Lui, non
realizzarono neanche in minima parte quello che
realizzò la donna. Costoro non hanno mai veramente incontrato il Signore personalmente, non lo
hanno mai conosciuto, non lo hanno mai né visto,
né toccato.
Da lontano non sarebbe accaduto nulla, perché
Gesù non dispensa la Sua grazia senza aver avuto
prima un contatto personale con chi lo sta cercando.
Etica e Famiglia
In questo volume sono contenuti dei suggerimenti
pratici su alcuni aspetti della vita familiare.
La famiglia è come un
laboratorio dove si viene
messi quotidianamente
alla prova, per questo la
Parola di Dio fornisce un
ricco insegnamento su di
essa.
Sicuramente, dopo la lettura di questo scritto, si
potrà apprezzare e comprendere meglio il valore
di ciascun membro della
propria famiglia…
La famiglia cristiana oggi
AA.VV. ADI-Media, pagg. 366
Potete richiederlo a:
ADI-Media, Via della Formica, 23 - 00155 Roma
Ad un uomo di nome Zaccheo, che aveva il desiderio di vedere Gesù e che per farlo mentre passava, salì su un albero, il Signore disse: “Zaccheo,
scendi, presto, perché oggi debbo fermarmi a casa
tua” (Luca 19:5).
Non è sufficiente, se si desidera realizzare l’opera
di Dio nella propria vita, essere uno dei tanti, far
parte della folla e mimetizzarsi con essa, occorre invece avere un incontro personale con Cristo Gesù il
Signore, un contatto, oggi non più fisico ma spirituale e profondo, che permetta di realizzare come la
Sua virtù entri tangibilmente nella vita umana e la
trasformi.
Quando Gesù chiese chi lo avesse toccato, la
donna non poté più restare nell’ombra, giacché
subito dopo averlo toccato “la sua emorragia ristagnò; ed ella sentì nel suo corpo di essere guarita
da quella malattia” (Marco 5:29).
Così, “…ben sapendo quello che era avvenuto in
lei, venne, gli si gettò ai piedi e gli disse tutta la
verità” (Marco 5:33).
Siamo dunque esortati a “farci largo” tra i dubbi,
le paure, le incertezze che affollano la nostra mente,
ad allungare la mano della fede e “toccare” Gesù,
per scoprire che Egli dispensa ancora salvezza, perdono, aiuto, guida e potenza nello Spirito Santo.
Virtù emanò da Lui, e Gesù ne fu consapevole,
ma voleva conoscere chi lo aveva toccato e aveva
espresso così tanta fede in Lui.
Quante volte Gesù passa accanto all’uomo, che
non fa nulla per raggiungerlo, chiamarlo, incontrarlo, toccarlo.
Si aspetta un momento più opportuno, quando è
oggi il giorno in cui ricevere quel che si desidera, di
cui si ha bisogno.
Raggiungilo ora, anche in mezzo al caos della
vita, perché se “solo riesci a toccare il lembo della
sua veste, sarai salvo”.
Samuele Faia
G LOSSARIO E VANG E LICO
Chiesa
Chiesa deriva da ekklesìa (convocazione, riunione), termine
tecnico che indica nel greco classico l’assemblea dei cittadini per il governo della città. La LXX (Settanta), la traduzione
della Bibbia dall’ebraico al greco, realizzata nel II sec. a.C.,
usa ekklesìa per tradurre l’ebraico qahal, con cui l’Antico
Testamento indica “l’assemblea del popolo riunita per il culto” (Deuteronomio 4:10). I primi cristiani, ricollegandosi a
questo significato, hanno usato ekklesìa per indicare la propria “assemblea per il culto” (1 Corinzi 11:18, 22). Il termine
è usato per indicare sia la comunità locale (1 Corinzi 1:2), sia
la Chiesa universale (Efesini 1:22). Presto ekklesìa avrebbe
finito per designare anche il luogo, l’edificio dove si riuniva
l’assemblea dei cristiani. Prima dell’emanazione dell’Editto di
Milano (313), voluto dall’imperatore Costantino, gli edifici
per il culto cristiano erano delle domus ecclesiae, case-chiesa messe a disposizione da alcuni convertiti e architettonicamente non distinguibili dalle normali abitazioni. L’unione tra
impero e cristianità, invece, avrebbe segnato l’avvio di un’architettura imponente finalizzata alla celebrazione del culto.
Il Codice
non
convince
gli antichi documenti scoperti avrebbero dei contenuti sconvolgenti, che le gerarchie ecclesiastiche di tutto il mondo avrebbero tenuto nascosti. È quanto
accaduto, ad esempio, diversi
anni fa con la traduzione dei rotoli di Qumran.
La pressoché totale ignoranza degli scritti sacri e l’assenza
di dimestichezza con i temi attinenti al cristianesimo, hanno
fatto sì che il racconto del “Codice” più che un “collage” di
storielle ormai secolari, per
molti sia una sorta di rivelazione.
È bene aggiungere che Gesù
viene descritto come un uomo
qualunque e tale prospettiva è
attraente per molti, soprattutto
per le coscienze che come
quella di Pilato sono attratte da
Cristo ma non si risolvono a
credere in Lui. La carenza di
spirito critico non aiuta a distinguere la finzione letteraria e le
operazioni di “marketing” dalla
verità evangelica e storica.
Un’ultima considerazione
riguarda proprio i credenti.
Francamente non ci sentiamo di condividere l’allarmismo
di tanti, che paventano lo sviamento di massa e la crisi del cristianesimo.
Che genere di conversione è
quella di chi vacilla dinanzi ad
un romanzo? Un credente
dovrebbe essere in grado di
distinguere la finzione dalla
realtà, ma soprattutto è radicato
nella Parola di Dio e tale conoscenza lo metterà in condizione
di discernere. A questo punto
ben altro è il problema, non il
libro in sé ma i lettori. Viene
messa in discussione la consistenza della loro fede, delle loro
convinzioni ed esperienze spirituali.
Le polemiche ed i divieti non
allontanano i pericoli. Soltanto
una reale esperienza di nuova
nascita e la lettura devota e fedele delle Sacre Scritture costituiscono un valido antidoto.
“Voi dunque, diletti, sapendo
queste cose innanzi, state in
guardia, che talora, trascinati
anche voi dall’errore degli scellerati, non iscadiate dalla vostra
fermezza” (II Pietro 3:17)
Salvatore Cusumano
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CRISTIANI OGGI
1-15 GIUGNO 2006
Il Codice Da Vinci:
una favola ben congegnata
Un’intera generazione, biblicamente analfabeta,
crede sempre di più in un Gesù che non è né Dio, né Figlio di Dio
è diventato un vero e proprio fenomeno letterario. Pochi libri hanno saputo conquistare la fantasia e l’immaginazione delle persone come
questo.
Nelle ultime settimane è arrivato nelle sale
cinematografiche anche il film tratto dal romanzo, girato a Hollywood. Così com’è accaduto al libro, il film sta avendo un enorme successo, vista anche la massiccia campagna pubblicitaria che ne ha preceduto l’uscita.
Come il romanzo cui s’ispira, anche la pellicola sostiene la tesi secondo cui la cristianità è
stata fondata su un intrigo elaborato per secoli
dalla chiesa ufficiale, e in particolare dall’Opus
Dei, per nascondere che Gesù Cristo era in realtà un mortale, che sposò Maria Maddalena ed
ebbe figli, i cui discendenti vivrebbero oggi in
Francia.
La nuova polemica che accompagna il film
sul Codice Da Vinci è la stessa che ha trasformato controversi film sulla vita di Gesù in campioni d’incasso ai botteghini. Tra i giovani il Codice è ormai un fenomeno alla Harry Potter.
Ma cosa dicono gli interessati? Alle accuse e
alla censura che giungono da più parti, Dan
Brown non ha tempo per rispondere, impegnato
com’è a scrivere il suo nuovo libro. Si limita a
sollecitare sul suo sito web delle “polemiche
erudite sul libro”.
Intanto, numerosi libri pro e anti codice
stanno invadendo le librerie con la promessa di
svelare o confutare i contenuti del romanzo.
Stesso tema, stesso meccanismo, stessa eccellente operazione di mercato.
Alla fine è stato un buon affare per tanti.
Il Codice Da Vinci... un gran polverone per
“il codice della mediocrità”. È bastato rivisitare
un tema da sempre oggetto di interesse, confezionarlo bene, pubblicizzarlo anche meglio,
insomma compiere un’operazione di mercato
impeccabile, ed ecco nascere un singolare e
remunerativo fenomeno di massa.
Il Codice Da Vinci deve il suo successo alla
scarsità di informazioni corrette possedute dai
più su un argomento così importante, ma
anche così negletto: la Persona e l’Opera di
Cristo Gesù. Grazie a questa carenza è stato
facile diffondere informazioni scorrette, legittimate da presunte verità, che sono risultate particolarmente gradite a gran parte della società.
Nel libro si afferma che tutte le descrizioni di
opere d’arte, architettura, documenti e riti
segreti sono accurati, mentre gli studiosi sono
di parere contrario, ma questo sembra non
importare... Lo spessore del libro è stato giudicato esiguo ma, sembra incredibile, molti hanno abboccato. Il Codice Da Vinci è un’esca ben
congegnata per una società che vorrebbe sì
sapere, ma soltanto quello che si combina con i
suoi valori, le sue aspettative e i suoi disegni.
L’INGANNO…
L’autore, Dan Brown, associa due figure importanti, simboli illustri di Fede e di Scienza,
Gesù Cristo e Leonardo da Vinci, ed elabora
un’ipotesi ritenuta suggestiva. Sfrutta il fascino
del mistero, di quello che è stato sempre tenuto
nascosto, che non si doveva dire, non si poteva
sapere, non si riusciva a capire: il matrimonio
di Gesù e Maria Maddalena, che sarebbe storicamente documentato dai vangeli gnostici,
dove la Maddalena è definita compagna di
Gesù.
Questa sarebbe, a suo dire, la più grande opera di insabbiamento della storia: Gesù non
soltanto era marito, ma anche padre e la discendenza reale di Gesù è la fonte della leggenda più
duratura che esista, il Santo Graal!
Lo scrittore, che pretende di usare “documenti storici” per legittimare la sua teoria, si richiama innanzi tutto al vangelo apocrifo di Filippo, dove Maria Maddalena è definita “consorte” di Gesù. Il documento, redatto in copto, è
stato ritrovato nel 1945 a Nag Hammadi, in Egitto, insieme con altri manoscritti. Composto
dopo la metà del III secolo, ma derivato con ogni probabilità da un originale del II secolo, il
testo è un insieme di 127 massime, spesso
scritte in un linguaggio per iniziati, che al pari
di altri apocrifi cerca di colmare il vuoto degli
aspetti sconosciuti della vita di Gesù, dei quali
non parlano i Vangeli canonici. Alla massima
32 si legge: “Erano tre che andavano sempre
con il Signore: sua madre Maria, sua sorella, e
la Maddalena, che è detta sua consorte. Infatti
era “Maria” sua sorella, sua madre e la sua consorte”.
Gli studiosi hanno stabilito che i vangeli apocrifi appartengono allo “gnosticismo”, ossia a
quel movimento, sviluppatosi soprattutto nel II
e III secolo, i cui seguaci si proponevano di raggiungere una conoscenza di tipo segreto, che
poteva essere appresa soltanto dagli iniziati. Il
movimento trae nome proprio dalla parola greca
gnósis, che significa “conoscenza”.
Per gli gnostici, Cristo non sarebbe davvero
morto sulla croce, ma un sostituto avrebbe preso il Suo posto mentre Lui guardava sorridente
quanto gli uomini stavano facendo nella loro
“non conoscenza”. Coloro che avevano conoscenza, invece, sapevano che la missione di Cristo sulla terra era quella di risvegliare nell’uomo
la consapevolezza di essere uno spirito emanato
dal Padre incorruttibile ma intrappolato in un
corpo di carne. Oggi nessuno parlerebbe di gnosticismo, perché è un termine antico e legato ad
un periodo storico preciso, ma sebbene non si
usi il termine, se ne vede la rinascita sotto forma, ad esempio, di Codice Da Vinci.
L’AFFARE…
Milioni di copie vendute in tutto il mondo,
tradotto in moltissime lingue, il Codice Da Vinci
LA SFIDA…
In realtà, non sta accadendo nulla di nuovo.
Il Codice non minerà i capisaldi del pensiero e
della dottrina cristiani, come teme qualcuno, i
quali per la verità sembrano in pericolo per ben
altro, invece è certo che influenzerà un’intera
generazione, biblicamente analfabeta, che crede
sempre di più in un Gesù che non è né Dio, né
Figlio di Dio.
Viceversa, nessun cristiano vero crederà mai
che un’operazione commerciale possa essere
detentrice della Verità.
La sfida che questo evento mediatico di massa lancia ai cristiani è un’altra, è l’evidente bisogno di Verità del nostro tempo. La società che
ci circonda è così confusa che accetta persino
una favola come questa.
La Buona Notizia non è stata affidata a un
romanzo o a un film, ma alla testimonianza di
uomini e donne la cui vita è stata trasformata
dalla potenza salvifica di Cristo, che nessun intrigo romanzesco potrà mai sconfessare.
Gesù ha detto: “Conoscerete la verità e la
verità vi farà liberi” (Giovanni 8:32).
Red.
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CRISTIANI OGGI
PAGINA 5
Un concetto sobrio
Dobbiamo vincere l’indole o la tentazione ad esagerare,
ingigantire le situazioni, aumentare la dimensione dei problemi,
ridurre la grandezza di Dio
Il verbo “esagerare” viene usato per indicare
la volontà di ingrandire con parole allo scopo di
far apparire qualcosa maggiore di quanto sia in
realtà, accentuare, oltrepassare i limiti della verità, della convenienza, del giusto, eccedere.
Un’eccessiva considerazione di sé ha generato in Lucifero, angelo di luce, quella superbia
che l’ha spinto a desiderare di essere come Dio.
Ciò ha prodotto una terribile conseguenza: l’allontanamento dalla presenza di
Dio (cfr. Isaia 14:12-15;
Ezechiele 28:14-17).
Allo stesso modo si è adoperato per esagerare e travisare la
verità di Dio, inducendo al peccato Adamo ed Eva; però
Satana è stato vinto da Cristo
sulla croce, come anticipato in
Genesi capitolo 3, verso 15.
Anche noi credenti dobbiamo vincere l’indole o la tentazione ad esagerare, ingigantire
le situazioni, aumentare la
dimensione dei problemi, ridurre la grandezza di Dio.
Non esageriamo
nel parlare
Gesù insegna ad essere persone che non eccedono nel parlare, ma che si esprimono con
chiarezza e certezza, mai ambiguamente: “Ma il vostro parlare sia: ‘Sì, sì; no, no’; poiché il
di più viene dal maligno”
(Matteo 5:37).
Siamo anche invitati a non
sparlare gli uni degli altri (cfr.
Giacomo 4:11), perché le “ferite” della maldicenza possono
essere profonde e, talvolta, permanenti. Infatti, “…un fratello
offeso è più inespugnabile di
una fortezza; e le liti tra fratelli sono come le
sbarre di un castello” (Proverbi 18:19).
Non esageriamo col nostro senso
di giustizia o sapienza
“Non essere troppo giusto, e non farti troppo saggio: perché vorresti rovinarti?” (Ecclesiaste 7:16). Non sentiamoci mai abbastanza
giusti e retti da pensare di non aver bisogno di
nulla. Agli occhi di Dio la giustizia dell’uomo
viene considerata come un “abito sporco” (cfr.
Isaia 64:6), mentre il credente è giustificato
unicamente per la fede nel sacrificio di Cristo e
per i Suoi soli meriti (cfr. Galati 2:16).
Quanto all’umana sapienza, davanti a Dio è
follia (cfr. I Corinzi 3:19), mentre quella vera
risiede solo in Cristo, “…che da Dio è stato fatto per noi sapienza, giustizia, santificazione e
redenzione” (I Corinzi 1:30), ed è messa da Lui
a disposizione di chi crede.
Ancora in tema di giustizia, Gesù ci ha lasciato una storica esortazione, come sempre di
grande praticità, a rimuovere la trave che oscura il nostro occhio, prima di pensare eventualmente alla pagliuzza altrui (cfr. Luca 6:42).
Non esageriamo nel lamentarci
Quante inutili lamentele nel nostro parlare!
Ci facciano riflettere il rimpianto per le pentole
piene di carne e le cipolle d’Egitto degli Ebrei in
viaggio verso la libertà (cfr. Esodo 16:3; Numeri 11:5); gli “ahimè” di Mosè e Geremia timorosi di dover parlare da parte del Signore (cfr.
Esodo 4:10; Geremia 1:6); i sospiri di Gedeone,
che non aveva certo un coraggio da leoni (cfr.
Giudici 6:13-15); il rimprovero del fratello
maggiore del “figlio prodigo”, che rinfacciava al
padre di non aver mai ricevuto da lui neppure
un capretto per far festa con gli amici (cfr. Luca
15:29).
La Parola di Dio ci invita a non mormorare
tra noi (cfr. Giovanni 6:43; Giacomo 5:9), per
non essere giudicati.
Proviamo infine a individuare chi sono gli
interlocutori della serie di domande che ci pone
il libro dei Proverbi, al capitolo 23, il verso 29:
“Per chi sono gli ahi? Per chi gli ahimè? Per
chi le liti? Per chi i lamenti? Per chi le ferite
senza ragione? Per chi gli occhi rossi?”, sono
per coloro che non intendono abbandonare il
mormorio per afferrare la gioia del Signore e da
questa essere caratterizzati!
Non esageriamo
nel valutare il nostro avversario
Mandati a prendere visione delle condizioni
della terra di Canaan, promessa da Dio al Suo
popolo, dieci dei dodici esploratori riportarono
una visione esageratamente
pessimistica del nemico e delle
difficoltà da affrontare, scoraggiando tutto il popolo: “E screditarono presso i figli d’Israele
il paese che avevano esplorato,
dicendo: ‘Il paese che abbiamo
attraversato per esplorarlo è
un paese che divora i suoi abitanti; tutta la gente che vi
abbiamo vista, è gente di alta
statura; e vi abbiamo visto i
giganti, figli di Anac, della
razza dei giganti. Di fronte a
loro ci pareva di essere cavallette; e tali sembravamo a
loro’. Allora tutta la comunità
gridò di sgomento e alzò la
voce; e il popolo pianse tutta
quella notte” (Numeri 13:32,
33; 14:1).
Stacchiamoci dal pessimismo che spesso caratterizza la
maggioranza e uniamoci allo
spirito di forza, di coraggio e di
fede di Giosuè e Caleb, gli unici
che presentarono al popolo un
nemico vincibile con l’aiuto del
Signore (cfr. Numeri 14:7-9).
Lo stesso sentimento era nell’apostolo Paolo, quando
dichiarò: “Che diremo dunque
riguardo a queste cose? Se Dio
è per noi chi sarà contro di
noi?” (Romani 8:31).
Abbiamo bisogno
“dell’equilibrio della fede”
L’apostolo Paolo, nella lettera ai Romani, ci
invita ad avere di noi stessi “un concetto
sobrio” (cfr. Romani 12:3). Ma tale equilibrio
non deve essere il risultato dei nostri sforzi:
molti non credenti dicono di riuscirci, ma gli effetti saranno sempre provvisori e comunque superficiali. Occorre, infatti, considerare anche il
resto del verso: “…secondo la misura di fede
che Dio ha assegnato a ciascuno”. Per mezzo
della fede, che è dono di Dio e cresce con l’ubbidienza alla Sua Parola, possiamo sperimentare
un cuore calmo, sereno, in pace (cfr. Isaia
26:3), nonché quell’equilibrio che è prerogativa
di una condotta cristiana.
Elio Varricchione
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CRISTIANI OGGI
PAGINA 6
Dio sorprende
l’umanità
“Ai dì d’Erode, re della Giudea, v’era
un certo sacerdote di nome Zaccaria…” (Luca 1:5,6)
L’arrivo di un bambino di nome Giovanni in casa di Zaccaria
e di Elisabetta fu per i
vicini una sorpresa
sconvolgente: “E tutti
i loro vicini furono
presi da timore; e tutte queste cose si divulgavano per tutta
la regione montuosa
della Giudea. Tutti
quelli che le udirono,
le serbarono nel loro
cuore e dicevano:
«Che sarà mai questo
bambino?» Perché la
mano del Signore era
con lui” (Luca 1:65,
66).
La nascita di Giovanni, come quella di
Gesù, fu opera di Dio.
Le opere di Dio sono
sorprendenti, meravigliose, perfette. Solo il
Signore è capace di
compiere le buone opere che infiammano
di gioia il cuore di chi
ha fede.
Il racconto della
nascita di Giovanni
prima, e quello della
nascita di Gesù dopo,
riportati dal Vangelo
di Luca, ispirano il
credente a ricercare
l’intervento onnipotente del Signore nella
propria vita. Il Signore
continua a sorprendere l’uomo facendogli del
bene.
Luca, il medico, ispirato dallo Spirito Santo,
inizia il racconto dell’annuncio della nascita di
Giovanni con le seguenti parole: “Ai dì d’Erode...” (Luca 1:5). Erode era re della Giudea,
ma il suo potere era di grado inferiore nel sistema politico del tempo, dove dominava la figura
dell’imperatore romano. L’imperatore e la macchina del potere romano erano impegnati ad attuare i loro programmi militari, politici ed economici, ma il Signore, l’Autorità Suprema, sorprese tutti prima con la nascita di Giovanni, la
“Voce” (cfr. Isaia 40:3-5; Malachia 4:5,6), e
dopo con la nascita di Gesù, la “Parola” (cfr.
Giovanni 1:1-3), in quella piccola e poco considerata provincia dell’impero romano che era la
Giudea.
L’umanità d’allora, come quella di oggi, viveva immersa nei suoi progetti e non vedeva la
sorprendete opera di salvezza che il Signore donava all’uomo (cfr. Giovanni 3:16).
Il Signore continua ad operare anche ai nostri giorni come “ai dì d’Erode”.
Oggi Dio manifesta la Sua opera attraverso il
messaggio dell’Evangelo, che produce la salvezza delle anime, la guarigione dei malati, la
santificazione dei credenti.
Dio continua a portare ad effetto il Suo piano
di salvezza fra gli uomini in mezzo a qualsiasi
sistema politico, perché nessun potere, umano o
angelico, può annullare o impedire la Sua Grazia.
Nel tempo fissato da Dio, ai dì... di un qualsiasi sistema politico, Gesù ritornerà a prendere
tutti coloro che l’aspettano, come attesta la Sua
Parola (cfr. I Tessalonicesi 4:15-18). Dio sorprenderà ancora una volta l’umanità attraverso
la seconda venuta del Suo Figliolo Gesù.
È utile che oggi l’uomo sia sorpreso e conquistato dall’amore di Dio, che lo rigenera dal
peccato e gli dona vita eterna, invece di essere
sorpreso e allontanato domani dal Giudizio Eterno di Dio per averne rifiutato la visita per la
salvezza dell’umanità: “Benedetto sia il Signore, l’Iddio d’Israele, perché ha visitato e riscattato il suo popolo…” (Luca 1:68).
Antonino Manuguerra
1-15 GIUGNO 2006
C RONACA I NTERNAZIONALE
Sri Lanka: si avvicina il varo
della legge anti-conversione
Nonostante le promesse del nuovo governo
per il rispetto della libertà religiosa in Sri Lanka,
va avanti l’iter per l’approvazione del Bill on
Prohibition of Forcible Conversion, meglio conosciuta come legge anti-conversione.
Il presidente del Parlamento dello Sri Lanka
ha nominato i 19 membri del Comitato legislativo incaricato di esaminare l’ultima versione del
disegno di legge, che se approvato sarà sottoposto alla votazione finale in Parlamento.
Il Bill on Prohibition of Forcible Conversion è
stato proposto nel luglio 2004 da un partito di
monaci buddisti e prevede che ogni individuo
debba informare della sua conversione le autorità locali entro un periodo stabilito.
Per chi infrange la legge, la pena è la detenzione fino a cinque anni o una multa fino a
1500 dollari. La condanna arriva fino a sette anni di prigione e a una multa di oltre 5 mila dollari
se i convertiti appartengono alle cosiddette categorie più a rischio: donne, bambini, detenuti,
ritardati fisici o mentali, studenti, ricoverati di ospedali e cliniche, rifugiati, membri delle forze
armate o della polizia.
A maggio 2005 il Bill on Prohibition of Forcible Conversion è già stato approvato in modo
parziale dal Parlamento, ma è stato necessario
introdurre alcuni emendamenti dopo il fermo
della Corte Suprema, che aveva dichiarato non
compatibili con la Costituzione due punti del testo legislativo. Ora il Comitato legislativo permanente studierà gli emendamenti proposti e passerà il testo definitivo al Parlamento.
Secondo alcuni esperti, ci sono molte probabilità che la legge passi, “nonostante contravvenga i principi stessi della Dichiarazione
universale dei diritti dell’Uomo”. Il Parlamento
potrebbe fermarla - avvertono gli esperti - solo
se il voto sarà segreto, altrimenti nessuno avrà il
coraggio di esprimersi contro.
Intanto in meno di un mese in Sri Lanka tre
chiese evangeliche sono state attaccate dietro
incitamento di monaci buddisti. L’incidente più
recente è avvenuto il 6 maggio, quando una folla inferocita guidata da un monaco ha attaccato
il cantiere di un edificio destinato alle riunioni di
una comunità cristiana. La folla ha minacciato il
pastore e gli operai presenti sul posto, gridando
che avrebbe appiccato il fuoco se i lavori non si
fossero fermati. I cristiani hanno sporto denuncia, ma al momento i lavori sono sospesi per
paura di altre aggressioni.
Il 30 aprile monaci buddisti avevano già guidato un altro attacco, questa volta contro una
chiesa evangelica a Piliyandala, a sud-est di Colombo. Secondo testimoni oculari, la folla ha incendiato i pneumatici delle auto parcheggiate
davanti alla chiesa per spaventare la gente e non
farla entrare. La polizia è intervenuta per invitare
i fedeli a non tenere la funzione “nell’interesse
della pace”!
Sempre a Piliyandala una chiesa delle Assemblee di Dio sta incontrando forti opposizioni.
Gli abitanti del posto minacciano proteste di
massa se la chiesa non sarà chiusa, dando il via
ad una campagna di opposizione con manifesti e
volantini. Un gruppo di persone si è riunito davanti alla chiesa e ha recitato preghiere buddiste.
Questa stessa chiesa era già stata completamente bruciata il 25 settembre 2003.
*
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1-15 GIUGNO 2006
CRISTIANI OGGI
PAGINA 7
C RO NACA I TAL IANA
INCONTRO GIOVANILE DELLE CHIESE
DELL’ITALIA CENTRALE E SARDEGNA
Nei giorni 14, 15 e 16 aprile oltre
centocinquanta giovani si sono riuniti
a Montesilvano, piccola cittadina dell’Abruzzo, per il consueto Incontro
giovanile delle chiese A.D.I. dell’Italia
Centrale e della Sardegna. Sin dalla
prima riunione, accolti in una struttura ospitale e funzionale, il Signore ha
elargito abbondanti benedizioni. Il
tema dell’Incontro è stato: “Combatti
il buon combattimento della fede…”
(I Timoteo 6:12). I giovani credenti
sono stati esortati dai vari relatori
degli studi a resistere agli attacchi del
nemico e, soprattutto, a combattere il
buon combattimento della fede. È
stata ribadita la necessità di non
scendere a compromessi con la mentalità corrente: “…dal punto a cui siamo arrivati, continuiamo a camminare
“RADUNO CAMPISTICO”
DELLE CHIESE DELLA LOMBARDIA
per la stessa via” (Filippesi 3:16).
Il predicatore dell’incontro è stato
Antonino Mancuso, pastore delle
comunità di Milena e Campofranco,
in provincia di Caltanissetta, che con
semplicità ed efficacia ha raggiunto,
attraverso la predicazione dell’Evangelo, ogni giovane presente. Abbiamo
la certezza che anche in questi giorni
il Signore, nella Sua infinità bontà,
abbia salvato e chiamato altri giovani
al Suo servizio. Domenica 16 aprile,
al termine dell’ultima riunione, ci siamo lasciati con la consapevolezza che
è stato buono partecipare a questo
Incontro e con la certezza che, se Dio
vorrà, l’anno prossimo ci ritroveremo
ancora insieme per continuare a condividere le benedizioni divine.
Salvatore Pirrera
Il 6 gennaio è stato per lungo tempo il
giorno dedicato al “Raduno campistico” della Lombardia. Costretti dal
blocco della circolazione delle auto
previsto per quella data, quest’anno,
eccezionalmente, ci siamo ritrovati il
1° maggio presso il Palazzetto dello
Sport di Casnate con Bernate, in provincia di Como. Con un pizzico di
nostalgia continuiamo a chiamare
questo incontro “Raduno campistico”, sebbene le strutture dei centri
comunitari di oggi ricordino ben poco
le prime spartane sedi degli anni ’60.
Infatti, il termine non vuole riferirsi
alle strutture ma ai partecipanti: ben
pochi di noi direbbero “sono stato al
Centro Comunitario”, ma piuttosto
“sono stato al campeggio”. Così associamo al “campeggio” quel che là
abbiamo ricevuto, vivendo intensamente dieci giorni con altri fratelli di
fede, sotto la “nuvola” della benedizione di Dio. Lunga premessa per
dire che il “raduno campistico” tutto
sommato altro non è che un turno di
campeggio concentrato in un solo
giorno! Ciò che facciamo al “campeggio”, facciamo al raduno. Il gran daffare comporta per gli organizzatori tanta stanchezza, ma altrettanta soddisfazione per il risultato: la gioia della
comunione fraterna viene rinnovata e
il nostro Signore ci parla tramite la
sua Parola, così la fede viene alimentata. La mattina lo studio biblico,
INCONTRO DELLE CHIESE
DELL’ABRUZZO E DELLE MARCHE
Il primo maggio u.s. è stata una giornata speciale che ha visto riunirsi
molti credenti delle chiese A.D.I. residenti nell’Abruzzo e nelle Marche. In
un territorio dove spesso le comunità
sono divise dalle distanze e dal suggestivo paesaggio montano, si è
avvertita la necessità di ritrovarsi
insieme per adorare il Signore ed
essere ammaestrati dalla Sua Parola.
Splendida cornice di questo incontro
fraterno, oltre alla bella giornata di
sole, è stata l’ampia sala presa in affitto a Folignano (AP), per accogliere i
credenti convenuti. La riunione mattutina, presieduta da Gianpaolo Santoro, pastore delle comunità di Ascoli
Piceno e S. Egidio alla Vibrata (TE), è
cominciata con il corale ringraziamento a Dio di tutti i presenti ed è continuata con lo studio della Parola del
Signore, esposto da Paolo Faia, pastore delle chiese di Parma, Piacenza e
Fidenza. Il tema sviluppato è stato
quello sempre attuale del combattimento della fede, in cui il cristiano si
trova impegnato ogni giorno (cfr. I
Timoteo 6:12; Giuda 3). La vittoria ci
è già assicurata dall’opera di redenzione di Cristo, ma ne possiamo essere totalmente partecipi se veglieremo
per non scendere a compromessi col
peccato e saremo disposti a consacrarci a Dio interamente, ubbidendo
alla Sua Parola (cfr. Giudici 5). Lo
sprone giunto dalla Scrittura ha
sospinto ciascuno ad un esame
profondo del cuore e ci ha accompagnato anche nella pausa prevista per
il pranzo, consumato nella bella area
attrezzata antistante la sala del convegno. Alle ore 16 in punto la sala è tornata a gremirsi per il culto. Salvatore
Pirrera, pastore della chiesa di Montesilvano (PE), ha presieduto la riunione. In preparazione all’ascolto della
predicazione della Parola, abbiamo
avuto la gioia di ascoltare alcuni inni
cantati dal coro della comunità di
Montesilvano e edificanti testimonianze che ci hanno confermato come
Cristo salvi e liberi tutti coloro che lo
invocano con cuore sincero.
Con l’animo ben disposto, abbiamo
letto la Bibbia in Genesi, capitolo 28,
versi 10-22, brano attraverso il quale
Dio, guidando il pastore Faia, ci ha
parlato. Come Giacobbe, Dio ci invita
a scegliere la “pietra” giusta, che è
Cristo, sulla quale posare il capo e
fondare la nostra vita. Questa scelta
ci spalanca le porte delle promesse di
Dio e della Sua preziosa presenza:
“…Io sono con te, e ti guarderò
dovunque tu andrai …io non ti
abbandonerò prima d’aver fatto quello che t’ho detto” (v. 15). Chinando il
capo in preghiera, abbiamo gustato
l’opera profonda di convinzione e
consolazione dello Spirito Santo, che
accompagna sempre la proclamazione fedele dell’Evangelo. Ringraziamo
il Signore per questa meravigliosa
occasione, nella speranza che possiamo averne altre prima del Suo imminente ritorno. La nostra preghiera è
che il Signore faccia crescere e progredire l’Opera Sua anche in questa
zona d’Italia.
Roberto Vella
dal titolo “Come essere guidati da
Dio”, ci è stato presentato da Angelo
Gargano, pastore a Torino. Il verso 8
del Salmo 32, “Io ti istruirò e ti insegnerò la via per la quale devi camminare; io ti consiglierò e avrò gli occhi
su di te”, è la base dell’insegnamento,
che si sviluppa approfondendo l’importanza e il valore della guida che
Dio ha promesso al credente. Abbiamo poi considerato le condizioni
necessarie per essere da Lui condotti
in quanto figli di Dio, le numerose
situazioni che possono ostacolare la
comprensione della guida di Dio e,
infine, la maniera in cui Egli ci vuol
guidare. Lo studio si è concluso con
l’esortazione a creare le condizioni
perché la voce dello Spirito Santo
giunga con chiarezza al nostro cuore
e alla nostra mente, per camminare
nel modo in cui il nostro Padre Celeste vuole che camminiamo. Il pomeriggio è stato celebrato il culto, durante il quale siamo stati allietati prima
dal canto del coro della chiesa di Bollate e poi dalla predicazione della
Parola di Dio esposta da Angelo Gargano, che ha preso spunto da Atti
9:1-6; 10-16. Saulo non era proprio
il candidato ideale per servire il
Signore, eppure Egli lo cambiò e lo
usò come apostolo delle genti. Così
può fare con noi: perché nonostante
le circostanze del passato, Egli può
perdonare le nostre trasgressioni;
perché nel presente, nonostante le
nostre caratteristiche o problemi personali, Dio può usare per la Sua gloria
“le cose che non sono”. In chiusura,
c’è stata la gioiosa sorpresa del coro
improvvisato dai bambini presenti al
raduno: bravi, anzi bravissimi, e toccanti come sempre. Il “Raduno dei
campisti” della Lombardia finisce qui,
ma a breve ci ritroveremo al “campeggio”, di nuovo sotto “la nuvola”,
che naturalmente il Signore aggiunge
a quanto già ci provvede nelle nostre
comunità.
Elio Varricchione
INCONTRO GIOVANILE
DELLE CHIESE DEL LAZIO
Sabato 27 maggio 2006 si è tenuta,
nei locali della chiesa di Roma - Via
Repetti, una riunione di culto a carattere evangelistico che ha visto coinvolti i giovani delle comunità A.D.I.
del Lazio. Questo incontro è ormai
divenuto, da un anno a questa parte,
un appuntamento regolare che sarà
temporaneamente sospeso in vista
delle intense attività evangelistiche
(culti all’aperto, tende, distribuzione di
opuscoli) che vedono impegnata ogni
chiesa, in modo particolare durante il
periodo estivo. La riunione, presieduta da Antonino Manuguerra, pastore
della chiesa di Roma - Romanina, è
stata una preziosa occasione per ringraziare e lodare il Signore con la preghiera, il canto e le testimonianze, ma
soprattutto per ascoltare il consiglio
della Parola di Dio. Il messaggio dell’Evangelo, predicato da Francesco
Zullo, è stato un invito ad accettare la
salvezza in Cristo Gesù, ma anche
uno sprone efficace per tutti i credenti ad essere utili nell’opera del Signore. Il testo preso in considerazione è
stato quello dell’epistola di Paolo a Filemone, in cui è narrata la storia della
conversione dello schiavo Onesimo:
come lui, tutti gli uomini aspirano alla
libertà, ma non la raggiungono finché
non si rivolgono a Gesù, l’unico che
possa salvare e liberare il cuore dal
peccato. È questa meravigliosa libertà
interiore che permette ai credenti di
servire il Signore con gioia ed efficacia nonostante le difficoltà esterne,
proprio come l’apostolo Paolo che,
pur essendo prigioniero, seppe condurre Onesimo ai piedi del Signore.
Siamo grati al Signore perché, in un
mondo pieno di distrazioni e false
soddisfazioni, riunirsi attorno alla Sua
Parola è per i nostri giovani fonte di
grazia, edificazione ed ammaestramento.
*
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CRISTIANI OGGI
PAGINA 8
L A T E STI M O N IAN ZA
1-15 GIUGNO 2006
Non volevo ascoltare
Quella sera lo Spirito Santo mi ha convinta di peccato,
qualcosa è successo… Il Signore mi ha purificata…
Nella mia famiglia ho sempre
sentito parlare di Gesù. Mio padre
me ne parlava continuamente, ma
non volevo ascoltarlo, gli ridevo in
faccia, non m’interessava.
Mi sono sposata molto giovane,
ad appena 18 anni. Tre mesi dopo
la nascita del mio primo bambino
sono stata male: mi hanno riscontrato dei calcoli alla colecisti e una
pancreatite acuta, infezione che se
non curata porta alla morte. Inizialmente non si pensava a qualcosa di grave, ma il dolore si faceva sempre più lancinante, così
quando è stata fatta la diagnosi
corretta, la malattia era ormai ad
uno stadio avanzato.
Una sera, ero ricoverata in ospedale, ho visto il primario, i medici e gli infermieri tutti intorno a
me, mentre nel corridoio c’erano
persone che conoscevo, ma non
vedevo da tempo. Era evidente
che quella avrebbe potuto essere
“la mia ultima ora”, ma per grazia
di Dio non è stato così, perché c’era chi pregava intensamente per
me.
Dopo quaranta giorni di sofferenza in ospedale, il primario mi
ha indicato un suo collega che avrebbe dovuto eseguire due interventi diversi. Sono stata trasferita
perciò nell’ospedale di un’altra
città, ma con mia grande sorpresa
il chirurgo che doveva operarmi mi
ha detto che non avevo più bisogno di due interventi, ne bastava
uno, peraltro di routine, alla coleci-
sti. Dopo soltanto 18 giorni sono
tornata a casa da mio figlio, sana e
salva.
Avrei dovuto dire almeno “grazie” al Signore per quello che aveva fatto, invece sono rimasta indifferente. Nonostante mio padre
continuasse a dirmi che era stato il
Signore ha fare questo miracolo
nella mia vita, ad avermi risparmiata dalla morte, io rimanevo indifferente.
Ho ripreso la mia solita esistenza, ma moralmente andava sempre peggio: non facevo altro che
bestemmiare, ogni parola era una
bestemmia. Ho iniziato a credere al
malocchio, alle fatture, alle iettature, sono andata anche da un mago
e ho imparato a “togliere il malocchio”. Era un’esperienza che mi
gratificava: chi pensava di stare
male veniva da me e io gli scacciavo il malocchio… almeno credevo.
Sono andata avanti così per circa
dieci anni.
Dopo quest’infelice decennio
mio marito, che era molto aperto
verso il Signore, e che aveva pregato per me in occasione della mia
malattia, aveva iniziato a frequentare assiduamente la chiesa evangelica.
È stato in occasione del suo
battesimo che ho accettato, per la
prima volta, di andare nella chiesa
che frequentava. La prima risposta
al suo invito era stata negativa,
non m’interessava, non volevo.
Poi, invece, ho preso la decisione
di andarvi: “Verrò solo quella domenica!” - risposi. Non sapevo che
questa decisione avrebbe cambiato
la mia vita.
Ricordo bene quel momento come fosse ora: mi sono seduta all’ultimo banco, in un angolino in
ultima fila, e ho messo i miei due
bambini davanti a me come se
provassi vergogna, quasi a farmi
scudo. Provavo un senso di disagio nel vedere tutte quelle donne
che lodavano il Signore, nell’ascoltare quei bei cantici, l’atmosfera
spirituale. Mi sentivo come in una
stanza dove tutto era in ordine,
eppure qualcosa sembrava fuori
posto: ero io quella fuori posto, mi
sentivo un panno sporco. Mi veniva da piangere, mi sono trattenuta
a stento perché non volevo che i
miei bambini e quelli che mi stavano accanto mi vedessero.
Quella sera lo Spirito Santo mi
ha convinta di peccato, è successo
qualcosa sin dal primo momento
che ho messo piede nella chiesa. Il
Signore mi ha purificata e dalla
mia bocca non è più uscita una bestemmia.
Ho continuato a frequentare la
chiesa per un anno, durante il
quale il Signore mi ha liberata da
tutto il fango che avevo addosso,
da tutte le cose che erano “in abominio all’Eterno”, ha spezzato le
catene del male che tenevano legata la mia vita. Poi ho deciso di
chiedere il battesimo in acqua e
dopo cinque mesi il Signore mi ha
battezzata anche nello Spirito Santo. Sono ormai dodici anni che lo
servo e da quando Egli è entrato
nella mia vita ha fatto cose grandi,
meravigliose.
Di recente ho visto ancora una
volta la mano di Dio su di me. Mi
è stata riscontrata una cisti al seno
che, non essendo scomparsa dopo
le prime cure, richiedeva l’asportazione chirurgica. Mi è stato indicato un noto centro oncologico di
Milano, dove avrei dovuto essere
operata. Una volta giunta a casa
ho temuto per la mia vita e sono
stata assalita dallo sconforto, dimenticando che avevo visto molti
credenti guariti dall’intervento divino.
Ho cercato di reagire con la forza della fede e ho telefonato al pastore della comunità per chiedergli
l’unzione dell’olio, secondo l’insegnamento biblico (cfr. Giacomo
5:14). Il giorno dopo aver ricevuto
l’unzione e aver pregato con fede
sono andata per la mammografia il dottore ha voluto farmi anche
l’ecografia - e la cisti non c’era più,
era scomparsa. Ancora una volta il
Signore ha operato e mi ha toccata
con la Sua mano potente.
Cosa aspetti dunque, accetta il
Signore come tuo personale Salvatore e vedrai tu stesso le cose
grandi e meravigliose che Egli può
fare.
Ester Ielo
È tempo di cercare il Signore...
mentre lo si può trovare
Troviamo scritto nella Bibbia: “Molti van
dicendo: Chi ci farà vedere la prosperità?”
(Salmo 4:6) Oggi tanti cercano qualcosa che
possa dare soddisfazione alla loro esistenza.
Sentono un vuoto interiore e non c’è attività
abbastanza frenetica che possa far cessare l’eco
nel cuore: nel silenzio della solitudine non sanno
a chi rivolgersi per avere conforto.
Tanti cercano qualcosa che non sanno nemmeno definire con precisione e non trovando
Cristiani Oggi - Quindicinale delle Chiese Cristiane Evangeliche “Assemblee di Dio in Italia”
Direttore Responsabile ai sensi di legge: Francesco Toppi
Comitato di Redazione di Cristiani Oggi - Risveglio Pentecostale: Francesco Toppi, Eliseo Cardarelli, Salvatore
Cusumano, Vincenzo Martucci, Vincenzo Specchi
pace, vivono una vita di insoddisfazione. Ma c’è
una soluzione a questo malessere che pervade
l’anima dell’uomo, c’è una via che dà la vita! È
una vita vera, esuberante, da vivere con la prospettiva eterna di un avvenire e di una speranza.
La Parola di Dio incoraggia all’azione personale: “Cercate il Signore, mentre lo si può trovare; invocatelo, mentre è vicino” (Isaia 55:6).
Può anche darsi che, diversamente dai molti
che cercano a vuoto, sei convinto che la tua vita
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