CO11-06 13-07-2006 12:21 Pagina 1 Poste Italiane Spa - Spedizione in Abbonamento Postale - D.L.353/2003 (conv. in L.27/02/2004 n.46) art.1 comma 2, DCB Vicenza 1-15 GIUGNO 2006 - ANNO XXV N.11 CRISTIANI OGGI QUINDICINALE DELLE CHIESE CRISTIANE EVANGELICHE “ASSEMBLEE DI DIO IN ITALIA” Raggiungere Gesù… “...venne dietro tra la folla e gli toccò la veste...” (Marco 5:27) L’O SS E RVATO R I O E VAN G E L I CO Il Codice non convince In palese, e calcolato, ritardo ci accostiamo alla polemica furibonda che si è scatenata attorno all’ormai best-seller “Codice Da Vinci”. La lentezza nell’affrontare l’argomento è attribuibile ad un motivo d’ordine personale, il tema non aveva alcuna attrattiva particolare, e ad uno d’opportunità, ci è sembrato giusto fare raffreddare il clima e delineare le posizioni. Diamo per scontato che i nostri lettori siano informati intorno al motivo del contendere fra i sostenitori dello scrittore americano, autore del libro, e le diverse voci indignate, che si sono levate dalle fila delle varie denominazioni cristiane. In breve esporremo alcune considerazioni distratte, ma, ripetiamo, tanto clamore attorno ad un romanzo, e per giunta non particolarmente ben congegnato, sembra esagerato. Quella che sembra una scoperta dell’ultima ora non è certo una novità. L’esistenza dei Vangeli apocrifi è notoria, nei primi secoli dell’era cristiana circolavano liberamente fra alcune chiese, la loro diffusione fu notevole e sono citati da molti dei primi scrittori cristiani. Il loro contenuto e l’anonimato degli scrittori indussero i credenti ad evitarne la lettura. I motivi per i quali furono redatti possono essere svariati, certo è che in molti casi misero insieme diversi racconti fantasiosi, che riguardavano i periodi della vita di Gesù dei quali i quattro Vangeli canonici non danno notizia. I Vangeli apocrifi sono andati perduti per essere ritrovati in questi ultimi due secoli, durante i quali ogni qualvolta le sabbie del deserto, una biblioteca oppure una grotta hanno restituito un antico scritto è stata una buona occasione per articoli scandalistici, secondo i quali continua a pagina 3 Viviamo in un mondo caotico: caos a livello religioso, sociale, politico, economico. Il caos non è solo esterno all’uomo, ha ormai raggiunto i pensieri, le emozioni, i sentimenti, il suo intero essere. Forse anche quella cui fa riferimento il testo biblico era una giornata caotica, ma in mezzo a tanta confusione c’è una donna, afflitta anch’ella da caotici pensieri, che si propone di raggiungere Gesù per toccarlo. I N Q U E STO N U M E RO Perché senza Lui? ................................ pag.2 Il Codice da Vinci: una favola ben congegnata ........................................ pag.4 Un concetto sobrio ........................... Dio sorprende l’umanità .......... Cronaca Internazionale Cronaca Italiana pag.5 pag.6 pag.6 ....... pag.7 ............................... La testimonianza Non volevo ascoltare....................... pag.8 È tempo di cercare il Signore... mentre lo si può trovare ............ pag.8 Apparentemente non è il momento più opportuno, non sembra il giorno giusto, il modo adatto, ma per lei quella è un’occasione da non perdere... deve raggiungere Gesù. Viviamo in un mondo di incertezze e Gesù è, e resta, l’unica certezza. Egli è Colui che non delude in mezzo alle tempeste della vita, Cristo è il “faro” che guida al “porto sicuro”. Raggiungere Gesù significa trovare salvezza, perché Egli ha pagato il prezzo del nostro riscatto, raggiungere Gesù significa trovare pace vera e gioia profonda, significa trovare guarigione. L’episodio del Vangelo ci presenta una donna ormai malata da dodici anni, che “…molto aveva sofferto da molti medici, e aveva speso tutto ciò che possedeva senza nessun giovamento, anzi era piuttosto peggiorata…” (Marco 5:26), per dimostrarci che è possibile raggiungere Gesù, ma occorre farlo nel modo in cui ella lo fece. Raggiunse Gesù da sola Non cercò l’appoggio di nessuno, l’aiuto di qualcuno, perché l’a- vrebbero scoraggiata, fatta desistere. Quante volte l’uomo vorrebbe andare a Cristo, ma poi viene scoraggiato dall’opinione altrui, dal timore di ciò che gli amici o i parenti possono pensare, dalla paura di perdere chissà che cosa. Quando il cieco di Gerico, Bartimeo, gridò: “Gesù, figlio di Davide, abbi pietà di me!”, molti lo sgridarono perché tacesse (Marco 10:47-48). La donna cananea mette da parte ogni ragionamento, consapevole che è proprio nei pensieri che inizia “l’opera di scoraggiamento”, che il “pessimismo” spirituale è un terribile ostacolo. La donna è spinta da un bisogno personale che ha già condiviso con molti medici, ma non hanno potuto nulla, allora realizza che se il bisogno è personale, deve essere personale anche l’incontro con Colui che la può aiutare. Erano molti quelli che attorniavano Gesù, molti quelli che lo toccavano, ma nessuno di loro l’aveva veramente raggiunto: non è la folla, non sono le masse che vanno a Dio, ma singoli uomini e donne che decidono, in mezzo al caos della propria vita, di raggiungere Gesù. Così come siamo, a volte completamente soli, possiamo raggiungerlo, perché è vicino come non immaginiamo. Se aspettiamo l’aiuto di qualcuno, probabilmente non arriverà, se aspettiamo un momento più opportuno, chissà se ci sarà! Intanto, avremo perso una possibilità di raggiungere Gesù. Raggiunse Gesù con fede vera “Or senza fede è impossibile piacergli; poiché chi si accosta a Dio deve credere che egli è, e che ricompensa tutti quelli che lo cercano” (Ebrei 11:6). Chi desidera raggiungere Gesù deve farlo credendo in Lui, con fede vera: “Accostiamoci dunque con piena fiducia al trono della grazia, per ottenere misericordia e trovar grazia ed essere soccorsi al momento opportuno” (Ebrei 4:16). Sappiamo che la fede nasce dall’udire la Parola di Dio (Romani 10:17) e, difatti, il nostro testo afferma che la donna “avendo udito continua a pagina 3 CO11-06 13-07-2006 12:21 Pagina 2 CRISTIANI OGGI PAGINA 2 1-15 GIUGNO 2006 L’ESIGENZA DI CRISTO DEGLI ADOLESCENTI “Perché senza Lui?” Ogni adolescente è alla ricerca di un’identità e di una coerenza personali: trattandosi di un periodo di “metamorfosi”, si tende ad un modello definitivo al quale aderire La parola “gioventù” in alcuni testi biblici è usata per indicare quella fascia d’età che oggi viene chiamata “adolescenza”. Il più famoso fra questi testi si trova in Ecclesiaste: “Rallégrati pure, o giovane, durante la tua adolescenza, e gioisca pure il tuo cuore durante i giorni della tua giovinezza; cammina pure nelle vie dove ti conduce il cuore e seguendo gli sguardi dei tuoi occhi; ma sappi che, per tutte queste cose, Dio ti chiamerà in giudizio! Bandisci dal tuo cuore la tristezza, e allontana dalla tua carne la sofferenza; poiché la giovinezza e l’aurora sono vanità. Ma ricòrdati del tuo Creatore nei giorni della tua giovinezza, prima che vengano i cattivi giorni e giungano gli anni dei quali dirai: "Io non ci ho più alcun piacere"” (Ecclesiaste 12:1-3). Il brano elenca con estrema accuratezza le caratteristiche dell’adolescenza, un periodo della vita fortemente condizionato da influenze storiche e da fenomeni sociali, si pensi al periodo delle lotte studentesche negli anni sessanta e settanta, oppure all’avvicendarsi delle “mode” in fatto d’abbigliamento, musica o aggregazione. Gli adolescenti perciò sono particolarmente propensi alla trasgressione ed aperti alle innovazioni. Il punto di ogni adolescente è rappresentato dalla ricerca di un’identità e di una coerenza personali, difatti trattandosi di un periodo di “metamorfosi”, cioè di mutamento fisico, psicologico e spirituale, si tende ad un modello definitivo al quale aderire. Approfondiamo una caratteristica dell’adolescenza suggerita dal testo biblico di partenza, che rivela l’esigenza impellente di Cristo, cioè la fragilità dell’adolescente rispetto le influ- enze esterne: “Rallégrati pure, o giovane, durante la tua adolescenza, e gioisca pure il tuo cuore durante i giorni della tua giovinezza…”. Nel corso della storia sono stati i giovani, spesso abilmente manipolati, a farsi promotori di correnti di pensiero innovatrici, sono stati coinvolti in moti politici e religiosi per i quali hanno anche pagato un prezzo altissimo, si sono resi protagonisti di pagine bellissime ed alte della storia della civiltà. Purtroppo, la cronaca dei nostri giorni conferma che anche oggi come ieri, in nome di radicalismi di diverso genere, vi sono giovani disposti ad uccidere e morire. Questa è una forma d’idolatria! “Figlioli, guardatevi dagl'idoli” (I Giovanni 5:21). Quelle ideologie, convinzioni, posizioni che hanno pretesa di assolutezza e richiedono una dedizione religiosa, a tal punto da sostituirsi alla vera fede in Dio, sono idolatria. Vi sono giovani, forse la maggioranza, che vivono immersi nel vuoto assoluto di valori, una sorta di non pensiero, alcuni fra essi si macchiano delle violenze più assurde, operate su loro stessi, come ad esempio quelle che si perpetrano tramite l’uso di droghe. Nonostante quello che comunemente si crede, è bene ribadire che non esistono sostanze stupefacenti innocue! La violenza si opera anche sugli altri, le sue manifestazioni vanno dal bullismo più becero all’omicidio, e spesso a quel tipo di omicidio che lascia esterefatta l’opinione pubblica e scatena la ridda di opinioni e spiegazioni su giornali e Tv. Per buona parte delle volte, all’origine di tutto non vi è stato altro che una assoluta assenza di valori ed una superficialità da far rabbrividire. Tutti gridano allo scandalo, tutti ne parlano, per breve tempo, pochi si rimboccano le maniche ed iniziano a lavorare per essere coerenti, attenti, ben disposti verso una delle ricchezze più grandi di cui Dio ha provveduto questo mondo: i giovani. Ebbene, per quale motivo Cristo non può essere la soluzione? Nel panorama culturale ed esistenziale vi è una proposta moralmente e spiritualmente alta ed efficace quanto l’Evangelo di Gesù Cristo? Il Vangelo di Marco afferma che Gesù amò un giovane e perciò gli propose di seguirlo: “Gesù, guardatolo, l’amò e gli disse: "Una cosa ti manca! Va’, vendi tutto ciò che hai e dàllo ai poveri e avrai un tesoro in cielo; poi vieni e seguimi"” (Marco 10:21). È proprio su quell’invito focalizziamo l’attenzione. “Segui Me”, il Signore Gesù è il Modello, il Compagno di viaggio lungo il sentiero della vita, nonché la Guida sicura verso il cielo. Chi al pari di Lui ha insegnato ad amare e perdonare, ha donato la Sua vita per tutti gli uomini, ha avuto le parole del cielo che rigenerano e cibano l’anima? “Mentre discorrevano e discutevano insieme, Gesù stesso si avvicinò e cominciò a camminare con loro” (Luca 24:15). S.C. CO11-06 13-07-2006 12:21 Pagina 3 1-15 GIUGNO 2006 CRISTIANI OGGI PAGINA 3 L’O SS E RVATO R I O E VAN G E L I CO prosegue dalla prima pagina prosegue dalla prima pagina Raggiungere Gesù… parlare di Gesù, venne dietro tra la folla…” (Marco 5:27). La Parola di Dio ci mostra il triste stato in cui versa l’uomo, ma ci dichiara anche l’infinito amore di Dio, la salvezza e l’aiuto che Egli è pronto a dare a chi si accosta a Lui. La Parola di Dio ci spinge ad andare a Lui, è “lo stimolo della fede”. La fede di quella donna non si basa sulla logica umana, non ha bisogno di conferme, non è intrappolata dagli impedimenti, benché una grande folla attornia il Maestro, ella semplicemente si fa largo. Mentre la nostra debolezza, lo scoraggiamento interiore e ogni tipo di impedimento possono stringerci da ogni lato, la fede in Cristo apre un varco e ci permette di vederlo e di raggiungerlo. La donna sa con certezza, come dimostrano le parole “se riesco a toccare almeno le sue vesti, sarò salva” (Marco 5:28), che “la fede è certezza di cose che si sperano, dimostrazione di cose che non si vedono” (Ebrei 11:1). Raggiunse Gesù e lo toccò Da sola, e con fede vera, la donna raggiunse finalmente Gesù e lo toccò. Ci fu un contatto con il Salvatore, avrebbe potuto pregare nel suo cuore, avrebbe potuto rivolgere a Gesù il suo pensiero, ma volle toccare “…almeno le sue vesti…”. Quanti cosiddetti religiosi si accontentano di soddisfare la loro coscienza con il pensiero di Dio e, di tanto in tanto, partecipare ad un vuoto e sterile rituale religioso. Essi sono come quella folla che attorniava Gesù, erano presenti ma non ottennero nulla da Lui, non realizzarono neanche in minima parte quello che realizzò la donna. Costoro non hanno mai veramente incontrato il Signore personalmente, non lo hanno mai conosciuto, non lo hanno mai né visto, né toccato. Da lontano non sarebbe accaduto nulla, perché Gesù non dispensa la Sua grazia senza aver avuto prima un contatto personale con chi lo sta cercando. Etica e Famiglia In questo volume sono contenuti dei suggerimenti pratici su alcuni aspetti della vita familiare. La famiglia è come un laboratorio dove si viene messi quotidianamente alla prova, per questo la Parola di Dio fornisce un ricco insegnamento su di essa. Sicuramente, dopo la lettura di questo scritto, si potrà apprezzare e comprendere meglio il valore di ciascun membro della propria famiglia… La famiglia cristiana oggi AA.VV. ADI-Media, pagg. 366 Potete richiederlo a: ADI-Media, Via della Formica, 23 - 00155 Roma Ad un uomo di nome Zaccheo, che aveva il desiderio di vedere Gesù e che per farlo mentre passava, salì su un albero, il Signore disse: “Zaccheo, scendi, presto, perché oggi debbo fermarmi a casa tua” (Luca 19:5). Non è sufficiente, se si desidera realizzare l’opera di Dio nella propria vita, essere uno dei tanti, far parte della folla e mimetizzarsi con essa, occorre invece avere un incontro personale con Cristo Gesù il Signore, un contatto, oggi non più fisico ma spirituale e profondo, che permetta di realizzare come la Sua virtù entri tangibilmente nella vita umana e la trasformi. Quando Gesù chiese chi lo avesse toccato, la donna non poté più restare nell’ombra, giacché subito dopo averlo toccato “la sua emorragia ristagnò; ed ella sentì nel suo corpo di essere guarita da quella malattia” (Marco 5:29). Così, “…ben sapendo quello che era avvenuto in lei, venne, gli si gettò ai piedi e gli disse tutta la verità” (Marco 5:33). Siamo dunque esortati a “farci largo” tra i dubbi, le paure, le incertezze che affollano la nostra mente, ad allungare la mano della fede e “toccare” Gesù, per scoprire che Egli dispensa ancora salvezza, perdono, aiuto, guida e potenza nello Spirito Santo. Virtù emanò da Lui, e Gesù ne fu consapevole, ma voleva conoscere chi lo aveva toccato e aveva espresso così tanta fede in Lui. Quante volte Gesù passa accanto all’uomo, che non fa nulla per raggiungerlo, chiamarlo, incontrarlo, toccarlo. Si aspetta un momento più opportuno, quando è oggi il giorno in cui ricevere quel che si desidera, di cui si ha bisogno. Raggiungilo ora, anche in mezzo al caos della vita, perché se “solo riesci a toccare il lembo della sua veste, sarai salvo”. Samuele Faia G LOSSARIO E VANG E LICO Chiesa Chiesa deriva da ekklesìa (convocazione, riunione), termine tecnico che indica nel greco classico l’assemblea dei cittadini per il governo della città. La LXX (Settanta), la traduzione della Bibbia dall’ebraico al greco, realizzata nel II sec. a.C., usa ekklesìa per tradurre l’ebraico qahal, con cui l’Antico Testamento indica “l’assemblea del popolo riunita per il culto” (Deuteronomio 4:10). I primi cristiani, ricollegandosi a questo significato, hanno usato ekklesìa per indicare la propria “assemblea per il culto” (1 Corinzi 11:18, 22). Il termine è usato per indicare sia la comunità locale (1 Corinzi 1:2), sia la Chiesa universale (Efesini 1:22). Presto ekklesìa avrebbe finito per designare anche il luogo, l’edificio dove si riuniva l’assemblea dei cristiani. Prima dell’emanazione dell’Editto di Milano (313), voluto dall’imperatore Costantino, gli edifici per il culto cristiano erano delle domus ecclesiae, case-chiesa messe a disposizione da alcuni convertiti e architettonicamente non distinguibili dalle normali abitazioni. L’unione tra impero e cristianità, invece, avrebbe segnato l’avvio di un’architettura imponente finalizzata alla celebrazione del culto. Il Codice non convince gli antichi documenti scoperti avrebbero dei contenuti sconvolgenti, che le gerarchie ecclesiastiche di tutto il mondo avrebbero tenuto nascosti. È quanto accaduto, ad esempio, diversi anni fa con la traduzione dei rotoli di Qumran. La pressoché totale ignoranza degli scritti sacri e l’assenza di dimestichezza con i temi attinenti al cristianesimo, hanno fatto sì che il racconto del “Codice” più che un “collage” di storielle ormai secolari, per molti sia una sorta di rivelazione. È bene aggiungere che Gesù viene descritto come un uomo qualunque e tale prospettiva è attraente per molti, soprattutto per le coscienze che come quella di Pilato sono attratte da Cristo ma non si risolvono a credere in Lui. La carenza di spirito critico non aiuta a distinguere la finzione letteraria e le operazioni di “marketing” dalla verità evangelica e storica. Un’ultima considerazione riguarda proprio i credenti. Francamente non ci sentiamo di condividere l’allarmismo di tanti, che paventano lo sviamento di massa e la crisi del cristianesimo. Che genere di conversione è quella di chi vacilla dinanzi ad un romanzo? Un credente dovrebbe essere in grado di distinguere la finzione dalla realtà, ma soprattutto è radicato nella Parola di Dio e tale conoscenza lo metterà in condizione di discernere. A questo punto ben altro è il problema, non il libro in sé ma i lettori. Viene messa in discussione la consistenza della loro fede, delle loro convinzioni ed esperienze spirituali. Le polemiche ed i divieti non allontanano i pericoli. Soltanto una reale esperienza di nuova nascita e la lettura devota e fedele delle Sacre Scritture costituiscono un valido antidoto. “Voi dunque, diletti, sapendo queste cose innanzi, state in guardia, che talora, trascinati anche voi dall’errore degli scellerati, non iscadiate dalla vostra fermezza” (II Pietro 3:17) Salvatore Cusumano CO11-06 13-07-2006 12:21 Pagina 4 PAGINA 4 CRISTIANI OGGI 1-15 GIUGNO 2006 Il Codice Da Vinci: una favola ben congegnata Un’intera generazione, biblicamente analfabeta, crede sempre di più in un Gesù che non è né Dio, né Figlio di Dio è diventato un vero e proprio fenomeno letterario. Pochi libri hanno saputo conquistare la fantasia e l’immaginazione delle persone come questo. Nelle ultime settimane è arrivato nelle sale cinematografiche anche il film tratto dal romanzo, girato a Hollywood. Così com’è accaduto al libro, il film sta avendo un enorme successo, vista anche la massiccia campagna pubblicitaria che ne ha preceduto l’uscita. Come il romanzo cui s’ispira, anche la pellicola sostiene la tesi secondo cui la cristianità è stata fondata su un intrigo elaborato per secoli dalla chiesa ufficiale, e in particolare dall’Opus Dei, per nascondere che Gesù Cristo era in realtà un mortale, che sposò Maria Maddalena ed ebbe figli, i cui discendenti vivrebbero oggi in Francia. La nuova polemica che accompagna il film sul Codice Da Vinci è la stessa che ha trasformato controversi film sulla vita di Gesù in campioni d’incasso ai botteghini. Tra i giovani il Codice è ormai un fenomeno alla Harry Potter. Ma cosa dicono gli interessati? Alle accuse e alla censura che giungono da più parti, Dan Brown non ha tempo per rispondere, impegnato com’è a scrivere il suo nuovo libro. Si limita a sollecitare sul suo sito web delle “polemiche erudite sul libro”. Intanto, numerosi libri pro e anti codice stanno invadendo le librerie con la promessa di svelare o confutare i contenuti del romanzo. Stesso tema, stesso meccanismo, stessa eccellente operazione di mercato. Alla fine è stato un buon affare per tanti. Il Codice Da Vinci... un gran polverone per “il codice della mediocrità”. È bastato rivisitare un tema da sempre oggetto di interesse, confezionarlo bene, pubblicizzarlo anche meglio, insomma compiere un’operazione di mercato impeccabile, ed ecco nascere un singolare e remunerativo fenomeno di massa. Il Codice Da Vinci deve il suo successo alla scarsità di informazioni corrette possedute dai più su un argomento così importante, ma anche così negletto: la Persona e l’Opera di Cristo Gesù. Grazie a questa carenza è stato facile diffondere informazioni scorrette, legittimate da presunte verità, che sono risultate particolarmente gradite a gran parte della società. Nel libro si afferma che tutte le descrizioni di opere d’arte, architettura, documenti e riti segreti sono accurati, mentre gli studiosi sono di parere contrario, ma questo sembra non importare... Lo spessore del libro è stato giudicato esiguo ma, sembra incredibile, molti hanno abboccato. Il Codice Da Vinci è un’esca ben congegnata per una società che vorrebbe sì sapere, ma soltanto quello che si combina con i suoi valori, le sue aspettative e i suoi disegni. L’INGANNO… L’autore, Dan Brown, associa due figure importanti, simboli illustri di Fede e di Scienza, Gesù Cristo e Leonardo da Vinci, ed elabora un’ipotesi ritenuta suggestiva. Sfrutta il fascino del mistero, di quello che è stato sempre tenuto nascosto, che non si doveva dire, non si poteva sapere, non si riusciva a capire: il matrimonio di Gesù e Maria Maddalena, che sarebbe storicamente documentato dai vangeli gnostici, dove la Maddalena è definita compagna di Gesù. Questa sarebbe, a suo dire, la più grande opera di insabbiamento della storia: Gesù non soltanto era marito, ma anche padre e la discendenza reale di Gesù è la fonte della leggenda più duratura che esista, il Santo Graal! Lo scrittore, che pretende di usare “documenti storici” per legittimare la sua teoria, si richiama innanzi tutto al vangelo apocrifo di Filippo, dove Maria Maddalena è definita “consorte” di Gesù. Il documento, redatto in copto, è stato ritrovato nel 1945 a Nag Hammadi, in Egitto, insieme con altri manoscritti. Composto dopo la metà del III secolo, ma derivato con ogni probabilità da un originale del II secolo, il testo è un insieme di 127 massime, spesso scritte in un linguaggio per iniziati, che al pari di altri apocrifi cerca di colmare il vuoto degli aspetti sconosciuti della vita di Gesù, dei quali non parlano i Vangeli canonici. Alla massima 32 si legge: “Erano tre che andavano sempre con il Signore: sua madre Maria, sua sorella, e la Maddalena, che è detta sua consorte. Infatti era “Maria” sua sorella, sua madre e la sua consorte”. Gli studiosi hanno stabilito che i vangeli apocrifi appartengono allo “gnosticismo”, ossia a quel movimento, sviluppatosi soprattutto nel II e III secolo, i cui seguaci si proponevano di raggiungere una conoscenza di tipo segreto, che poteva essere appresa soltanto dagli iniziati. Il movimento trae nome proprio dalla parola greca gnósis, che significa “conoscenza”. Per gli gnostici, Cristo non sarebbe davvero morto sulla croce, ma un sostituto avrebbe preso il Suo posto mentre Lui guardava sorridente quanto gli uomini stavano facendo nella loro “non conoscenza”. Coloro che avevano conoscenza, invece, sapevano che la missione di Cristo sulla terra era quella di risvegliare nell’uomo la consapevolezza di essere uno spirito emanato dal Padre incorruttibile ma intrappolato in un corpo di carne. Oggi nessuno parlerebbe di gnosticismo, perché è un termine antico e legato ad un periodo storico preciso, ma sebbene non si usi il termine, se ne vede la rinascita sotto forma, ad esempio, di Codice Da Vinci. L’AFFARE… Milioni di copie vendute in tutto il mondo, tradotto in moltissime lingue, il Codice Da Vinci LA SFIDA… In realtà, non sta accadendo nulla di nuovo. Il Codice non minerà i capisaldi del pensiero e della dottrina cristiani, come teme qualcuno, i quali per la verità sembrano in pericolo per ben altro, invece è certo che influenzerà un’intera generazione, biblicamente analfabeta, che crede sempre di più in un Gesù che non è né Dio, né Figlio di Dio. Viceversa, nessun cristiano vero crederà mai che un’operazione commerciale possa essere detentrice della Verità. La sfida che questo evento mediatico di massa lancia ai cristiani è un’altra, è l’evidente bisogno di Verità del nostro tempo. La società che ci circonda è così confusa che accetta persino una favola come questa. La Buona Notizia non è stata affidata a un romanzo o a un film, ma alla testimonianza di uomini e donne la cui vita è stata trasformata dalla potenza salvifica di Cristo, che nessun intrigo romanzesco potrà mai sconfessare. Gesù ha detto: “Conoscerete la verità e la verità vi farà liberi” (Giovanni 8:32). Red. CO11-06 13-07-2006 12:21 Pagina 5 1-15 GIUGNO 2006 CRISTIANI OGGI PAGINA 5 Un concetto sobrio Dobbiamo vincere l’indole o la tentazione ad esagerare, ingigantire le situazioni, aumentare la dimensione dei problemi, ridurre la grandezza di Dio Il verbo “esagerare” viene usato per indicare la volontà di ingrandire con parole allo scopo di far apparire qualcosa maggiore di quanto sia in realtà, accentuare, oltrepassare i limiti della verità, della convenienza, del giusto, eccedere. Un’eccessiva considerazione di sé ha generato in Lucifero, angelo di luce, quella superbia che l’ha spinto a desiderare di essere come Dio. Ciò ha prodotto una terribile conseguenza: l’allontanamento dalla presenza di Dio (cfr. Isaia 14:12-15; Ezechiele 28:14-17). Allo stesso modo si è adoperato per esagerare e travisare la verità di Dio, inducendo al peccato Adamo ed Eva; però Satana è stato vinto da Cristo sulla croce, come anticipato in Genesi capitolo 3, verso 15. Anche noi credenti dobbiamo vincere l’indole o la tentazione ad esagerare, ingigantire le situazioni, aumentare la dimensione dei problemi, ridurre la grandezza di Dio. Non esageriamo nel parlare Gesù insegna ad essere persone che non eccedono nel parlare, ma che si esprimono con chiarezza e certezza, mai ambiguamente: “Ma il vostro parlare sia: ‘Sì, sì; no, no’; poiché il di più viene dal maligno” (Matteo 5:37). Siamo anche invitati a non sparlare gli uni degli altri (cfr. Giacomo 4:11), perché le “ferite” della maldicenza possono essere profonde e, talvolta, permanenti. Infatti, “…un fratello offeso è più inespugnabile di una fortezza; e le liti tra fratelli sono come le sbarre di un castello” (Proverbi 18:19). Non esageriamo col nostro senso di giustizia o sapienza “Non essere troppo giusto, e non farti troppo saggio: perché vorresti rovinarti?” (Ecclesiaste 7:16). Non sentiamoci mai abbastanza giusti e retti da pensare di non aver bisogno di nulla. Agli occhi di Dio la giustizia dell’uomo viene considerata come un “abito sporco” (cfr. Isaia 64:6), mentre il credente è giustificato unicamente per la fede nel sacrificio di Cristo e per i Suoi soli meriti (cfr. Galati 2:16). Quanto all’umana sapienza, davanti a Dio è follia (cfr. I Corinzi 3:19), mentre quella vera risiede solo in Cristo, “…che da Dio è stato fatto per noi sapienza, giustizia, santificazione e redenzione” (I Corinzi 1:30), ed è messa da Lui a disposizione di chi crede. Ancora in tema di giustizia, Gesù ci ha lasciato una storica esortazione, come sempre di grande praticità, a rimuovere la trave che oscura il nostro occhio, prima di pensare eventualmente alla pagliuzza altrui (cfr. Luca 6:42). Non esageriamo nel lamentarci Quante inutili lamentele nel nostro parlare! Ci facciano riflettere il rimpianto per le pentole piene di carne e le cipolle d’Egitto degli Ebrei in viaggio verso la libertà (cfr. Esodo 16:3; Numeri 11:5); gli “ahimè” di Mosè e Geremia timorosi di dover parlare da parte del Signore (cfr. Esodo 4:10; Geremia 1:6); i sospiri di Gedeone, che non aveva certo un coraggio da leoni (cfr. Giudici 6:13-15); il rimprovero del fratello maggiore del “figlio prodigo”, che rinfacciava al padre di non aver mai ricevuto da lui neppure un capretto per far festa con gli amici (cfr. Luca 15:29). La Parola di Dio ci invita a non mormorare tra noi (cfr. Giovanni 6:43; Giacomo 5:9), per non essere giudicati. Proviamo infine a individuare chi sono gli interlocutori della serie di domande che ci pone il libro dei Proverbi, al capitolo 23, il verso 29: “Per chi sono gli ahi? Per chi gli ahimè? Per chi le liti? Per chi i lamenti? Per chi le ferite senza ragione? Per chi gli occhi rossi?”, sono per coloro che non intendono abbandonare il mormorio per afferrare la gioia del Signore e da questa essere caratterizzati! Non esageriamo nel valutare il nostro avversario Mandati a prendere visione delle condizioni della terra di Canaan, promessa da Dio al Suo popolo, dieci dei dodici esploratori riportarono una visione esageratamente pessimistica del nemico e delle difficoltà da affrontare, scoraggiando tutto il popolo: “E screditarono presso i figli d’Israele il paese che avevano esplorato, dicendo: ‘Il paese che abbiamo attraversato per esplorarlo è un paese che divora i suoi abitanti; tutta la gente che vi abbiamo vista, è gente di alta statura; e vi abbiamo visto i giganti, figli di Anac, della razza dei giganti. Di fronte a loro ci pareva di essere cavallette; e tali sembravamo a loro’. Allora tutta la comunità gridò di sgomento e alzò la voce; e il popolo pianse tutta quella notte” (Numeri 13:32, 33; 14:1). Stacchiamoci dal pessimismo che spesso caratterizza la maggioranza e uniamoci allo spirito di forza, di coraggio e di fede di Giosuè e Caleb, gli unici che presentarono al popolo un nemico vincibile con l’aiuto del Signore (cfr. Numeri 14:7-9). Lo stesso sentimento era nell’apostolo Paolo, quando dichiarò: “Che diremo dunque riguardo a queste cose? Se Dio è per noi chi sarà contro di noi?” (Romani 8:31). Abbiamo bisogno “dell’equilibrio della fede” L’apostolo Paolo, nella lettera ai Romani, ci invita ad avere di noi stessi “un concetto sobrio” (cfr. Romani 12:3). Ma tale equilibrio non deve essere il risultato dei nostri sforzi: molti non credenti dicono di riuscirci, ma gli effetti saranno sempre provvisori e comunque superficiali. Occorre, infatti, considerare anche il resto del verso: “…secondo la misura di fede che Dio ha assegnato a ciascuno”. Per mezzo della fede, che è dono di Dio e cresce con l’ubbidienza alla Sua Parola, possiamo sperimentare un cuore calmo, sereno, in pace (cfr. Isaia 26:3), nonché quell’equilibrio che è prerogativa di una condotta cristiana. Elio Varricchione CO11-06 13-07-2006 12:21 Pagina 6 CRISTIANI OGGI PAGINA 6 Dio sorprende l’umanità “Ai dì d’Erode, re della Giudea, v’era un certo sacerdote di nome Zaccaria…” (Luca 1:5,6) L’arrivo di un bambino di nome Giovanni in casa di Zaccaria e di Elisabetta fu per i vicini una sorpresa sconvolgente: “E tutti i loro vicini furono presi da timore; e tutte queste cose si divulgavano per tutta la regione montuosa della Giudea. Tutti quelli che le udirono, le serbarono nel loro cuore e dicevano: «Che sarà mai questo bambino?» Perché la mano del Signore era con lui” (Luca 1:65, 66). La nascita di Giovanni, come quella di Gesù, fu opera di Dio. Le opere di Dio sono sorprendenti, meravigliose, perfette. Solo il Signore è capace di compiere le buone opere che infiammano di gioia il cuore di chi ha fede. Il racconto della nascita di Giovanni prima, e quello della nascita di Gesù dopo, riportati dal Vangelo di Luca, ispirano il credente a ricercare l’intervento onnipotente del Signore nella propria vita. Il Signore continua a sorprendere l’uomo facendogli del bene. Luca, il medico, ispirato dallo Spirito Santo, inizia il racconto dell’annuncio della nascita di Giovanni con le seguenti parole: “Ai dì d’Erode...” (Luca 1:5). Erode era re della Giudea, ma il suo potere era di grado inferiore nel sistema politico del tempo, dove dominava la figura dell’imperatore romano. L’imperatore e la macchina del potere romano erano impegnati ad attuare i loro programmi militari, politici ed economici, ma il Signore, l’Autorità Suprema, sorprese tutti prima con la nascita di Giovanni, la “Voce” (cfr. Isaia 40:3-5; Malachia 4:5,6), e dopo con la nascita di Gesù, la “Parola” (cfr. Giovanni 1:1-3), in quella piccola e poco considerata provincia dell’impero romano che era la Giudea. L’umanità d’allora, come quella di oggi, viveva immersa nei suoi progetti e non vedeva la sorprendete opera di salvezza che il Signore donava all’uomo (cfr. Giovanni 3:16). Il Signore continua ad operare anche ai nostri giorni come “ai dì d’Erode”. Oggi Dio manifesta la Sua opera attraverso il messaggio dell’Evangelo, che produce la salvezza delle anime, la guarigione dei malati, la santificazione dei credenti. Dio continua a portare ad effetto il Suo piano di salvezza fra gli uomini in mezzo a qualsiasi sistema politico, perché nessun potere, umano o angelico, può annullare o impedire la Sua Grazia. Nel tempo fissato da Dio, ai dì... di un qualsiasi sistema politico, Gesù ritornerà a prendere tutti coloro che l’aspettano, come attesta la Sua Parola (cfr. I Tessalonicesi 4:15-18). Dio sorprenderà ancora una volta l’umanità attraverso la seconda venuta del Suo Figliolo Gesù. È utile che oggi l’uomo sia sorpreso e conquistato dall’amore di Dio, che lo rigenera dal peccato e gli dona vita eterna, invece di essere sorpreso e allontanato domani dal Giudizio Eterno di Dio per averne rifiutato la visita per la salvezza dell’umanità: “Benedetto sia il Signore, l’Iddio d’Israele, perché ha visitato e riscattato il suo popolo…” (Luca 1:68). Antonino Manuguerra 1-15 GIUGNO 2006 C RONACA I NTERNAZIONALE Sri Lanka: si avvicina il varo della legge anti-conversione Nonostante le promesse del nuovo governo per il rispetto della libertà religiosa in Sri Lanka, va avanti l’iter per l’approvazione del Bill on Prohibition of Forcible Conversion, meglio conosciuta come legge anti-conversione. Il presidente del Parlamento dello Sri Lanka ha nominato i 19 membri del Comitato legislativo incaricato di esaminare l’ultima versione del disegno di legge, che se approvato sarà sottoposto alla votazione finale in Parlamento. Il Bill on Prohibition of Forcible Conversion è stato proposto nel luglio 2004 da un partito di monaci buddisti e prevede che ogni individuo debba informare della sua conversione le autorità locali entro un periodo stabilito. Per chi infrange la legge, la pena è la detenzione fino a cinque anni o una multa fino a 1500 dollari. La condanna arriva fino a sette anni di prigione e a una multa di oltre 5 mila dollari se i convertiti appartengono alle cosiddette categorie più a rischio: donne, bambini, detenuti, ritardati fisici o mentali, studenti, ricoverati di ospedali e cliniche, rifugiati, membri delle forze armate o della polizia. A maggio 2005 il Bill on Prohibition of Forcible Conversion è già stato approvato in modo parziale dal Parlamento, ma è stato necessario introdurre alcuni emendamenti dopo il fermo della Corte Suprema, che aveva dichiarato non compatibili con la Costituzione due punti del testo legislativo. Ora il Comitato legislativo permanente studierà gli emendamenti proposti e passerà il testo definitivo al Parlamento. Secondo alcuni esperti, ci sono molte probabilità che la legge passi, “nonostante contravvenga i principi stessi della Dichiarazione universale dei diritti dell’Uomo”. Il Parlamento potrebbe fermarla - avvertono gli esperti - solo se il voto sarà segreto, altrimenti nessuno avrà il coraggio di esprimersi contro. Intanto in meno di un mese in Sri Lanka tre chiese evangeliche sono state attaccate dietro incitamento di monaci buddisti. L’incidente più recente è avvenuto il 6 maggio, quando una folla inferocita guidata da un monaco ha attaccato il cantiere di un edificio destinato alle riunioni di una comunità cristiana. La folla ha minacciato il pastore e gli operai presenti sul posto, gridando che avrebbe appiccato il fuoco se i lavori non si fossero fermati. I cristiani hanno sporto denuncia, ma al momento i lavori sono sospesi per paura di altre aggressioni. Il 30 aprile monaci buddisti avevano già guidato un altro attacco, questa volta contro una chiesa evangelica a Piliyandala, a sud-est di Colombo. Secondo testimoni oculari, la folla ha incendiato i pneumatici delle auto parcheggiate davanti alla chiesa per spaventare la gente e non farla entrare. La polizia è intervenuta per invitare i fedeli a non tenere la funzione “nell’interesse della pace”! Sempre a Piliyandala una chiesa delle Assemblee di Dio sta incontrando forti opposizioni. Gli abitanti del posto minacciano proteste di massa se la chiesa non sarà chiusa, dando il via ad una campagna di opposizione con manifesti e volantini. Un gruppo di persone si è riunito davanti alla chiesa e ha recitato preghiere buddiste. Questa stessa chiesa era già stata completamente bruciata il 25 settembre 2003. * CO11-06 13-07-2006 12:22 Pagina 7 1-15 GIUGNO 2006 CRISTIANI OGGI PAGINA 7 C RO NACA I TAL IANA INCONTRO GIOVANILE DELLE CHIESE DELL’ITALIA CENTRALE E SARDEGNA Nei giorni 14, 15 e 16 aprile oltre centocinquanta giovani si sono riuniti a Montesilvano, piccola cittadina dell’Abruzzo, per il consueto Incontro giovanile delle chiese A.D.I. dell’Italia Centrale e della Sardegna. Sin dalla prima riunione, accolti in una struttura ospitale e funzionale, il Signore ha elargito abbondanti benedizioni. Il tema dell’Incontro è stato: “Combatti il buon combattimento della fede…” (I Timoteo 6:12). I giovani credenti sono stati esortati dai vari relatori degli studi a resistere agli attacchi del nemico e, soprattutto, a combattere il buon combattimento della fede. È stata ribadita la necessità di non scendere a compromessi con la mentalità corrente: “…dal punto a cui siamo arrivati, continuiamo a camminare “RADUNO CAMPISTICO” DELLE CHIESE DELLA LOMBARDIA per la stessa via” (Filippesi 3:16). Il predicatore dell’incontro è stato Antonino Mancuso, pastore delle comunità di Milena e Campofranco, in provincia di Caltanissetta, che con semplicità ed efficacia ha raggiunto, attraverso la predicazione dell’Evangelo, ogni giovane presente. Abbiamo la certezza che anche in questi giorni il Signore, nella Sua infinità bontà, abbia salvato e chiamato altri giovani al Suo servizio. Domenica 16 aprile, al termine dell’ultima riunione, ci siamo lasciati con la consapevolezza che è stato buono partecipare a questo Incontro e con la certezza che, se Dio vorrà, l’anno prossimo ci ritroveremo ancora insieme per continuare a condividere le benedizioni divine. Salvatore Pirrera Il 6 gennaio è stato per lungo tempo il giorno dedicato al “Raduno campistico” della Lombardia. Costretti dal blocco della circolazione delle auto previsto per quella data, quest’anno, eccezionalmente, ci siamo ritrovati il 1° maggio presso il Palazzetto dello Sport di Casnate con Bernate, in provincia di Como. Con un pizzico di nostalgia continuiamo a chiamare questo incontro “Raduno campistico”, sebbene le strutture dei centri comunitari di oggi ricordino ben poco le prime spartane sedi degli anni ’60. Infatti, il termine non vuole riferirsi alle strutture ma ai partecipanti: ben pochi di noi direbbero “sono stato al Centro Comunitario”, ma piuttosto “sono stato al campeggio”. Così associamo al “campeggio” quel che là abbiamo ricevuto, vivendo intensamente dieci giorni con altri fratelli di fede, sotto la “nuvola” della benedizione di Dio. Lunga premessa per dire che il “raduno campistico” tutto sommato altro non è che un turno di campeggio concentrato in un solo giorno! Ciò che facciamo al “campeggio”, facciamo al raduno. Il gran daffare comporta per gli organizzatori tanta stanchezza, ma altrettanta soddisfazione per il risultato: la gioia della comunione fraterna viene rinnovata e il nostro Signore ci parla tramite la sua Parola, così la fede viene alimentata. La mattina lo studio biblico, INCONTRO DELLE CHIESE DELL’ABRUZZO E DELLE MARCHE Il primo maggio u.s. è stata una giornata speciale che ha visto riunirsi molti credenti delle chiese A.D.I. residenti nell’Abruzzo e nelle Marche. In un territorio dove spesso le comunità sono divise dalle distanze e dal suggestivo paesaggio montano, si è avvertita la necessità di ritrovarsi insieme per adorare il Signore ed essere ammaestrati dalla Sua Parola. Splendida cornice di questo incontro fraterno, oltre alla bella giornata di sole, è stata l’ampia sala presa in affitto a Folignano (AP), per accogliere i credenti convenuti. La riunione mattutina, presieduta da Gianpaolo Santoro, pastore delle comunità di Ascoli Piceno e S. Egidio alla Vibrata (TE), è cominciata con il corale ringraziamento a Dio di tutti i presenti ed è continuata con lo studio della Parola del Signore, esposto da Paolo Faia, pastore delle chiese di Parma, Piacenza e Fidenza. Il tema sviluppato è stato quello sempre attuale del combattimento della fede, in cui il cristiano si trova impegnato ogni giorno (cfr. I Timoteo 6:12; Giuda 3). La vittoria ci è già assicurata dall’opera di redenzione di Cristo, ma ne possiamo essere totalmente partecipi se veglieremo per non scendere a compromessi col peccato e saremo disposti a consacrarci a Dio interamente, ubbidendo alla Sua Parola (cfr. Giudici 5). Lo sprone giunto dalla Scrittura ha sospinto ciascuno ad un esame profondo del cuore e ci ha accompagnato anche nella pausa prevista per il pranzo, consumato nella bella area attrezzata antistante la sala del convegno. Alle ore 16 in punto la sala è tornata a gremirsi per il culto. Salvatore Pirrera, pastore della chiesa di Montesilvano (PE), ha presieduto la riunione. In preparazione all’ascolto della predicazione della Parola, abbiamo avuto la gioia di ascoltare alcuni inni cantati dal coro della comunità di Montesilvano e edificanti testimonianze che ci hanno confermato come Cristo salvi e liberi tutti coloro che lo invocano con cuore sincero. Con l’animo ben disposto, abbiamo letto la Bibbia in Genesi, capitolo 28, versi 10-22, brano attraverso il quale Dio, guidando il pastore Faia, ci ha parlato. Come Giacobbe, Dio ci invita a scegliere la “pietra” giusta, che è Cristo, sulla quale posare il capo e fondare la nostra vita. Questa scelta ci spalanca le porte delle promesse di Dio e della Sua preziosa presenza: “…Io sono con te, e ti guarderò dovunque tu andrai …io non ti abbandonerò prima d’aver fatto quello che t’ho detto” (v. 15). Chinando il capo in preghiera, abbiamo gustato l’opera profonda di convinzione e consolazione dello Spirito Santo, che accompagna sempre la proclamazione fedele dell’Evangelo. Ringraziamo il Signore per questa meravigliosa occasione, nella speranza che possiamo averne altre prima del Suo imminente ritorno. La nostra preghiera è che il Signore faccia crescere e progredire l’Opera Sua anche in questa zona d’Italia. Roberto Vella dal titolo “Come essere guidati da Dio”, ci è stato presentato da Angelo Gargano, pastore a Torino. Il verso 8 del Salmo 32, “Io ti istruirò e ti insegnerò la via per la quale devi camminare; io ti consiglierò e avrò gli occhi su di te”, è la base dell’insegnamento, che si sviluppa approfondendo l’importanza e il valore della guida che Dio ha promesso al credente. Abbiamo poi considerato le condizioni necessarie per essere da Lui condotti in quanto figli di Dio, le numerose situazioni che possono ostacolare la comprensione della guida di Dio e, infine, la maniera in cui Egli ci vuol guidare. Lo studio si è concluso con l’esortazione a creare le condizioni perché la voce dello Spirito Santo giunga con chiarezza al nostro cuore e alla nostra mente, per camminare nel modo in cui il nostro Padre Celeste vuole che camminiamo. Il pomeriggio è stato celebrato il culto, durante il quale siamo stati allietati prima dal canto del coro della chiesa di Bollate e poi dalla predicazione della Parola di Dio esposta da Angelo Gargano, che ha preso spunto da Atti 9:1-6; 10-16. Saulo non era proprio il candidato ideale per servire il Signore, eppure Egli lo cambiò e lo usò come apostolo delle genti. Così può fare con noi: perché nonostante le circostanze del passato, Egli può perdonare le nostre trasgressioni; perché nel presente, nonostante le nostre caratteristiche o problemi personali, Dio può usare per la Sua gloria “le cose che non sono”. In chiusura, c’è stata la gioiosa sorpresa del coro improvvisato dai bambini presenti al raduno: bravi, anzi bravissimi, e toccanti come sempre. Il “Raduno dei campisti” della Lombardia finisce qui, ma a breve ci ritroveremo al “campeggio”, di nuovo sotto “la nuvola”, che naturalmente il Signore aggiunge a quanto già ci provvede nelle nostre comunità. Elio Varricchione INCONTRO GIOVANILE DELLE CHIESE DEL LAZIO Sabato 27 maggio 2006 si è tenuta, nei locali della chiesa di Roma - Via Repetti, una riunione di culto a carattere evangelistico che ha visto coinvolti i giovani delle comunità A.D.I. del Lazio. Questo incontro è ormai divenuto, da un anno a questa parte, un appuntamento regolare che sarà temporaneamente sospeso in vista delle intense attività evangelistiche (culti all’aperto, tende, distribuzione di opuscoli) che vedono impegnata ogni chiesa, in modo particolare durante il periodo estivo. La riunione, presieduta da Antonino Manuguerra, pastore della chiesa di Roma - Romanina, è stata una preziosa occasione per ringraziare e lodare il Signore con la preghiera, il canto e le testimonianze, ma soprattutto per ascoltare il consiglio della Parola di Dio. Il messaggio dell’Evangelo, predicato da Francesco Zullo, è stato un invito ad accettare la salvezza in Cristo Gesù, ma anche uno sprone efficace per tutti i credenti ad essere utili nell’opera del Signore. Il testo preso in considerazione è stato quello dell’epistola di Paolo a Filemone, in cui è narrata la storia della conversione dello schiavo Onesimo: come lui, tutti gli uomini aspirano alla libertà, ma non la raggiungono finché non si rivolgono a Gesù, l’unico che possa salvare e liberare il cuore dal peccato. È questa meravigliosa libertà interiore che permette ai credenti di servire il Signore con gioia ed efficacia nonostante le difficoltà esterne, proprio come l’apostolo Paolo che, pur essendo prigioniero, seppe condurre Onesimo ai piedi del Signore. Siamo grati al Signore perché, in un mondo pieno di distrazioni e false soddisfazioni, riunirsi attorno alla Sua Parola è per i nostri giovani fonte di grazia, edificazione ed ammaestramento. * CO11-06 13-07-2006 12:22 Pagina 8 CRISTIANI OGGI PAGINA 8 L A T E STI M O N IAN ZA 1-15 GIUGNO 2006 Non volevo ascoltare Quella sera lo Spirito Santo mi ha convinta di peccato, qualcosa è successo… Il Signore mi ha purificata… Nella mia famiglia ho sempre sentito parlare di Gesù. Mio padre me ne parlava continuamente, ma non volevo ascoltarlo, gli ridevo in faccia, non m’interessava. Mi sono sposata molto giovane, ad appena 18 anni. Tre mesi dopo la nascita del mio primo bambino sono stata male: mi hanno riscontrato dei calcoli alla colecisti e una pancreatite acuta, infezione che se non curata porta alla morte. Inizialmente non si pensava a qualcosa di grave, ma il dolore si faceva sempre più lancinante, così quando è stata fatta la diagnosi corretta, la malattia era ormai ad uno stadio avanzato. Una sera, ero ricoverata in ospedale, ho visto il primario, i medici e gli infermieri tutti intorno a me, mentre nel corridoio c’erano persone che conoscevo, ma non vedevo da tempo. Era evidente che quella avrebbe potuto essere “la mia ultima ora”, ma per grazia di Dio non è stato così, perché c’era chi pregava intensamente per me. Dopo quaranta giorni di sofferenza in ospedale, il primario mi ha indicato un suo collega che avrebbe dovuto eseguire due interventi diversi. Sono stata trasferita perciò nell’ospedale di un’altra città, ma con mia grande sorpresa il chirurgo che doveva operarmi mi ha detto che non avevo più bisogno di due interventi, ne bastava uno, peraltro di routine, alla coleci- sti. Dopo soltanto 18 giorni sono tornata a casa da mio figlio, sana e salva. Avrei dovuto dire almeno “grazie” al Signore per quello che aveva fatto, invece sono rimasta indifferente. Nonostante mio padre continuasse a dirmi che era stato il Signore ha fare questo miracolo nella mia vita, ad avermi risparmiata dalla morte, io rimanevo indifferente. Ho ripreso la mia solita esistenza, ma moralmente andava sempre peggio: non facevo altro che bestemmiare, ogni parola era una bestemmia. Ho iniziato a credere al malocchio, alle fatture, alle iettature, sono andata anche da un mago e ho imparato a “togliere il malocchio”. Era un’esperienza che mi gratificava: chi pensava di stare male veniva da me e io gli scacciavo il malocchio… almeno credevo. Sono andata avanti così per circa dieci anni. Dopo quest’infelice decennio mio marito, che era molto aperto verso il Signore, e che aveva pregato per me in occasione della mia malattia, aveva iniziato a frequentare assiduamente la chiesa evangelica. È stato in occasione del suo battesimo che ho accettato, per la prima volta, di andare nella chiesa che frequentava. La prima risposta al suo invito era stata negativa, non m’interessava, non volevo. Poi, invece, ho preso la decisione di andarvi: “Verrò solo quella domenica!” - risposi. Non sapevo che questa decisione avrebbe cambiato la mia vita. Ricordo bene quel momento come fosse ora: mi sono seduta all’ultimo banco, in un angolino in ultima fila, e ho messo i miei due bambini davanti a me come se provassi vergogna, quasi a farmi scudo. Provavo un senso di disagio nel vedere tutte quelle donne che lodavano il Signore, nell’ascoltare quei bei cantici, l’atmosfera spirituale. Mi sentivo come in una stanza dove tutto era in ordine, eppure qualcosa sembrava fuori posto: ero io quella fuori posto, mi sentivo un panno sporco. Mi veniva da piangere, mi sono trattenuta a stento perché non volevo che i miei bambini e quelli che mi stavano accanto mi vedessero. Quella sera lo Spirito Santo mi ha convinta di peccato, è successo qualcosa sin dal primo momento che ho messo piede nella chiesa. Il Signore mi ha purificata e dalla mia bocca non è più uscita una bestemmia. Ho continuato a frequentare la chiesa per un anno, durante il quale il Signore mi ha liberata da tutto il fango che avevo addosso, da tutte le cose che erano “in abominio all’Eterno”, ha spezzato le catene del male che tenevano legata la mia vita. Poi ho deciso di chiedere il battesimo in acqua e dopo cinque mesi il Signore mi ha battezzata anche nello Spirito Santo. Sono ormai dodici anni che lo servo e da quando Egli è entrato nella mia vita ha fatto cose grandi, meravigliose. Di recente ho visto ancora una volta la mano di Dio su di me. Mi è stata riscontrata una cisti al seno che, non essendo scomparsa dopo le prime cure, richiedeva l’asportazione chirurgica. Mi è stato indicato un noto centro oncologico di Milano, dove avrei dovuto essere operata. Una volta giunta a casa ho temuto per la mia vita e sono stata assalita dallo sconforto, dimenticando che avevo visto molti credenti guariti dall’intervento divino. Ho cercato di reagire con la forza della fede e ho telefonato al pastore della comunità per chiedergli l’unzione dell’olio, secondo l’insegnamento biblico (cfr. Giacomo 5:14). Il giorno dopo aver ricevuto l’unzione e aver pregato con fede sono andata per la mammografia il dottore ha voluto farmi anche l’ecografia - e la cisti non c’era più, era scomparsa. Ancora una volta il Signore ha operato e mi ha toccata con la Sua mano potente. Cosa aspetti dunque, accetta il Signore come tuo personale Salvatore e vedrai tu stesso le cose grandi e meravigliose che Egli può fare. Ester Ielo È tempo di cercare il Signore... mentre lo si può trovare Troviamo scritto nella Bibbia: “Molti van dicendo: Chi ci farà vedere la prosperità?” (Salmo 4:6) Oggi tanti cercano qualcosa che possa dare soddisfazione alla loro esistenza. Sentono un vuoto interiore e non c’è attività abbastanza frenetica che possa far cessare l’eco nel cuore: nel silenzio della solitudine non sanno a chi rivolgersi per avere conforto. Tanti cercano qualcosa che non sanno nemmeno definire con precisione e non trovando Cristiani Oggi - Quindicinale delle Chiese Cristiane Evangeliche “Assemblee di Dio in Italia” Direttore Responsabile ai sensi di legge: Francesco Toppi Comitato di Redazione di Cristiani Oggi - Risveglio Pentecostale: Francesco Toppi, Eliseo Cardarelli, Salvatore Cusumano, Vincenzo Martucci, Vincenzo Specchi pace, vivono una vita di insoddisfazione. Ma c’è una soluzione a questo malessere che pervade l’anima dell’uomo, c’è una via che dà la vita! È una vita vera, esuberante, da vivere con la prospettiva eterna di un avvenire e di una speranza. La Parola di Dio incoraggia all’azione personale: “Cercate il Signore, mentre lo si può trovare; invocatelo, mentre è vicino” (Isaia 55:6). Può anche darsi che, diversamente dai molti che cercano a vuoto, sei convinto che la tua vita Direzione e Amministrazione: Via dei Bruzi, 11 00185 Roma - Tel. 06.491518/491165 e mail:[email protected] Redazione: Via Monti, 96 - 14100 Asti Amministrazione: Anna Maria Di Giuseppe Registrazione n.12/82 del 7/1/1982 Tribunale di Roma Versamenti sul c/c postale n.72198005 intestato a Cristiani Oggi, Via dei Bruzi 11 - 00185 Roma Stampa: Cooperativa Tipografica Operai srl - Vicenza sia già ben indirizzata e non senti il bisogno di cercare altre soluzioni, di percorrere altre vie. Chiediti: “So con certezza dove sto andando? So qual è il futuro che mi attende?” Qualunque sia la tua posizione, vieni al Signore finché è il tempo in cui lo si può trovare, non esitare! Lui stesso ha preparato un incontro con te, sta alla porta del tuo cuore: ascolta Colui che sta bussando, Gesù Cristo, il Signore. Lui è vicino e vuole farsi trovare ora, proprio da te. 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