VIBO VALENTIA
E PROV.
F. M. 106.1 - 100.5
REP. PUBBLICITA’
&
MARKETING
TEL. 0963-45733
e-mail: [email protected]
VIBO VALENTIA
E PROV.
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REP. PUBBLICITA’
&
MARKETING
TEL. 0963-45733
MENSILE INDIPENDENTE DI INFORMAZIONE-ATTUALITA’-CULTURA
ANNO XI n. 2 Febbraio 2009
IN EDICOLA OGNI MESE
1,00 EURO
Intervista
All’antropologo
MAURO MINERVINO
Francesco Marciano è
il nuovo Comandante
di P.M.
ESCLUSIVA
TROPEA
Rimpasto di giunta
Due nuovi assessori
ELLA LIN
INTERVISTA A
UNA CINESE CHE VIVE A
TROPEA
ALL’INTERNO:
TROPEA
Pag. 4 - Si è svolto il secondo Tavolo Tecnico, i temi: ProLoco e
Depurazione
Pag. 7 - Pronto il depliant per la Bit di Milano: a Tropea ruolo
marginale.
Pag. 10 - Tornano a Tropea le spoglie del capitano Ignazio Toraldo
LA PIAZZA GIOVANI
Pag. 8 - Vogliamo Palestre sicure!
PROVINCIA
Pag.11 - Pubblicato i primo libro della giovane poetessa De Leo
CULTURA
Pag. 14 - Antonio Pugliese racconta in un libro l'esperienza del padre
nei lager nazisti
TROPEA
Il mercato settimanale
nel centro storico?
Il giornale nostro
oggetto di una tesi
all'Università della
Calabria
Pag. 2 - febbraio 2009
- Tropea-
Incontro con l’antropologo
Mauro Francesco Minervino
Perché “la Calabria brucia”...
di Saverio Ciccarelli
1-La Calabria è senza dubbio
bella, ma anche fragile.
Riferendosi al passato, al
presente ed al futuro, con che
aggettivi la definirebbe e
perché?
Impossibile definire per slogan
e per aggettivi una realtà così
complessa come quella della
Calabria, una regione così
dentro la storia e così abusata
dai luoghi comuni. Ecco questa
quando scrivo è una delle cose
che faccio in modo più
convinto: uscire dalle retoriche,
dalle aggettivazioni facili, dalle
ovvietà che nascondono la profondità dei fatti e delle storie
umane. Raccontare è proprio il contrario, significa inoltrarsi
nei significati, rovesciare i punti di vista, analizzarli e farne
tema, non accettarli così come si presentano. Comunque
fragilità e bellezza sono due facce della Calabria che dicono
qualcosa più del passato che del presente della nostra regione,
che presenta aspetti infinitamente più sorprendenti e
complessi. Ci sono moltissime altre cose che meritano di
essere raccontate e conosciute meglio. La normalità della vita
quotidiana, per esempio, in una realtà in cui tutto sembra
esagerato, esasperato, è una storia che nessuno racconta.
2-La criminalità, la classe politica, la gente. In che misura,
secondo lei, ciascuna di queste componenti impedisce lo
sviluppo della nostra regione? Ed è solo questo, o c'è
dell'altro?
Tutto si tiene insieme e tutto fa ostacolo allo sviluppo in una
regione in cui la realtà è opaca e spesso a rovescio di come
appare. Anche se per me l'unico vero sviluppo da perseguire
non è tanto quello economico (non è affatto 'povera' come si
crede la Calabria, questo è uno degli stereotipi contro cui
occorre combattere), ma piuttosto quello del progresso civile
nella libertà. La nostra regione non ama molto la libertà, ama
piuttosto il privilegio e l'esercizio del sopruso, e da noi tutti
sembrano indaffarati a conservare i propri contro quelli degli
altri, contro lo sviluppo delle libertà individuali e sociali, in
tutti i settori. Io sto con quelli che amano la libertà di tutti in un
equilibrio civile.
3- Qual è il messaggio che ha voluto lanciare con il suo libro?
Nessun messaggio, il mio è un viaggio dal vero, una
testimonianza civile, umana e culturale che guarda tanto alle
LA PIAZZA Mensile indipendente
Registrazione Tribunale di V. Valentia n. 82 del 25.02.1994
Editore Radio Lattemiele Soc. Coop. A r.l.
Direttore responsabile: Saverio Ciccarelli
Capo redattore: Pino Carone
Amministratore Unico: Pasquale Mazzeo
Redazione: viale Tondo, 89861 Tropea (VV) Tel/Fax 0963666081
Rep. Pubblicità & Marketing Tel. 096345733
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Progetto grafico di Pino Carone
Stampa: Grafiche PAPRINT via Orazio Falduti
Tel. 0963263703 - Ionadi (VV)
Chiuso in redazione il 22 gennaio 2009
La collaborazione è aperta a tutti. I manoscritti dovranno essere lunghi al massimo
una cartella. La redazione si riserva la facoltà di selezionare gli articoli da
pubblicare. Le opinioni espresse negli articoli appartengono ai singoli autori dei
quali si intende rispettare, entro i limiti del diritto di critica e di cronaca, la libertà di
giudizio. Il materiale anche se non pubblicato, non sarà restituito.
LA PIAZZA
memorie del passato quanto alla realtà di oggi, a quello che
hanno sotto gli occhi tutti; una regione che brucia, come dice il
titolo del libro. Chi dice di amare la Calabria dovrebbe
adoperarsi prima di tutto per spegnere questo incendio,
materiale e ideale, che rischia di incenerire anche le ultime
speranze di chi ancora resiste e non si arrende al peggio.
4-La Calabria brucia per gli incendi, per la mafia, per la noia
dei suoi abitanti. Ma è anche la Calabria del volontariato,
dell'impegno sociale, dei grandi uomini politici e di diritto,
degli artisti. Prevale realmente l'aspetto negativo, o c'è molto
di positivo che semplicemente non viene urlato?
Sì, è vero c'è molto di positivo, in molti settori della vita sociale
e della cultura, molte risorse che stanno però in disparte che
non trovano un motivo per unirsi e lottare per il bene di tutti; ci
sono i giovani e c'è da far rinascer un'idea di normalità, di
laicità, di libertà anche nella situazione di disagio che viviamo
ogni giorno; forse questa è davvero l'impresa per la quale vale
la pena di impegnarsi tutti.
5-Ritorniamo all'antropologo. Che difetti ha l'uomo
calabrese medio nel relazionarsi con la sua terra e nella sua
terra?
Quello di sentirsi nel bene e nel male colpito da una certa
metafisica, una pretesa straordinaria fatalità del suo destino.
Per troppo tempo è bastato questo convincimento a fare di ogni
calabrese una vittima della storia o un eroe solitario. Due
atteggiamenti che non portano da nessuna parte.
6-Da che parte comincerebbe lei a spegnere “gli incendi”
socio-culturali della regione e con quali “estintori”?
Dalla scuola senza dubbio, l'istruzione è la madre di tutte le
battaglie, l'unica vera speranza di cambiamento civile in una
regione come la nostra, che nella scuola e nell'istruzione deve
trovare le ragioni della sua svolta civile per diventare
compiutamente moderna senza per questo rinnegare il suo
passato. Io stesso sono un esempio di questi cambiamenti e
opportunità. Sono il primo figlio laureato di una famiglia di
operai e di contadini (mio nonno è morto in Africa, dove era
immigrato come colono ai tempi del fascismo). I miei genitori
hanno potuto studiare solo fino alle elementari, mentre io
faccio parte della prima generazione di studenti calabresi che
ho potuto studiare all'Università e concludere i suoi studi in
Calabria all'Unical; e oggi che faccio il mio mestiere in giro
per il mondo ho scelto di restare in Calabria per fare il
professore e lo scrittore.
Mi pare che qualcosa comincia a muoversi anche sul piano
delle politiche locali. Mimmo Cersosimo, economista e
intellettuale meridiano, lo sa e sta facendo bene il suo lavoro.
Spero che possa andare avanti.
7-La scuola, la chiesa, la politica, i giovani, gli imprenditori?
Chi non fa la sua parte o la fa male?
Ci sono esempi buoni e cattivi in ognuno di questi elementi
della società calabrese. Il problema però, come dicevo, è
sentirsi società tutti insieme, lavorare per il bene comune; è
questo che manca. Devo dire però che la politica nella nostra
regione negli ultimi anni ha dato prova del peggio, e anche oggi
ai politici vanno riconosciute e addebitate le responsabilità più
gravi. In una regione così male amministrata alla politica
proprio non si possono fare sconti.
8-Qual è il contributo concreto che un intellettuale ha il
dovere di dare per il risollevarsi della regione?
Continua a pag. 15
Il colibrì
Durante un incendio nella foresta, mentre tutti gli animali
fuggivano, un colibrì volava in senso contrario con una goccia
d'acqua nel becco. “Cosa credi di fare?” gli disse il leone.
“Vado a spegnere l'incendio!” rispose il piccolo volatile. “Con una
goccia d'acqua?” Disse il leone con un sogghigno di irrisione. Ed il
colibrì, proseguendo il volo, rispose: “Io faccio la mia parte!”
- Tropea-
LA PIAZZA
LA NUOVA GIUNTA DEL COMUNE DI
TROPEA
Pag. 3 - febbraio 2009
FORMATA LA NUOVA
GIUNTA COMUNALE
di Saverio Ciccarelli
Euticchio
Sindaco, Turismo
Stefanelli
Commercio e
Associazioni
Cortese
Vice sindaco e
Servizi Sociali
De Monte
Lavori Pubblici
La Torre
Sport
Valeri
Viabilità
Vasinton
Personale e
Urbanistica
Il neo assessore al commercio, attività produttive e
associazionismo, Francesco Stefanelli, dovrà vedersela con due
donne: La presidente
dell’associazione
commercianti, Deborah
Valente e la presidente
della Consulta Vittoria
Saccà. Lo attende il non
facile impegno di
rilanciare il settore del
commercio e quello delle
associazioni.
Mercato settimanale del sabato
Nella settimana prima di Natale siamo stati contattati da qualche
commerciante che ci ha proposto di sollevare la questione dello
spostamento del mercato ambulante
del sabato dall'attuale
parcheggio vicino al cimitero (luogo alquanto disagiato) verso la
parte nuova della città. In particolare la proposta indicava la zona di
viale coniugi Crigna, quella c.d. del Piano regolatore (dove fra l'altro
già per alcuni anni il mercato è stato collocato.
Attualmente la proposta è stata ripresa sulle pagine di alcuni
quotidiani, che hanno reso attuale la problematica con diverse
motivazioni.
La nostra opinione, non solo su questa, ma anche su altre
questioni di interesse pubblico, già espressa in altre occasioni e,
oramai da anni, è quella che chi ci amministra deve essere pressato e
tartassato in senso civile da noi cittadini.
Sulla questione del mercato settimanale, siccome abbiamo già
alcune volte dialogato con il Sindaco di Tropea, sappiamo come la
pensa e, riteniamo, dal nostro piccolo osservatorio, che sia
veramente il caso di raccogliere qualche centinaio di firme di
commercianti, anziani e cittadini a sostegno della proposta che, in
ogni caso, deve essere ben articolata.
Finora sull'argomento abbiamo
registrato idee molto confuse e letto
addirittura di portare il mercato nella
“parte antica” della città che se
dovesse essere il centro storico,
costituirebbe un passo indietro di
circa quarant'anni e riporterebbe
problemi di traffico, caos, rumori e
vibrazioni causati dagli automezzi,
pericolosi per la rupe e gli edifici. Il
nostro giornale come sempre rimane
a disposizione per qualunque
intervento. (S.C.)
Ecco la nuova Giunta del Comune di Tropea. Da anni ormai
leggiamo che i Sindaci di Tropea formano la Giunta. Ci
appassioniamo per sapere i nomi dei vari assessori, con deleghe
ed incarichi altisonanti: mostre, gemellaggi, solidarietà, musei,
servizi cimiteriali, sport ed impianti sportivi, turismo e chi più
ne ha più ne metta.
I vari giornali e siti internet, in maniera acritica, riportano
di volta in volta i nomi della nuova Giunta, dilungandosi in
maniera spropositata sul “totoassessori”… E poi ?
Tutte persone per bene e rispettabili, ci mancherebbe. Ma,
in tanti anni di osservazione della vita politica tropeana, non ho
visto un assessore (tranne pochissimi lodevoli casi), che abbia
fatto qualcosa di compiuto per il paese nel suo settore.
A che serve un assessore agli impianti sportivi se quella
megastruttura del Campo di sopra non è mai entrata in
funzione? A che serve un assessore al gemellaggio, se poi i
gemellaggi non si fanno perché non ci sono soldi, senza parlare
di un assessore al museo (se a Tropea manca il museo
comunale), per non parlare di decine di assessori ai lavori
pubblici che si sono succeduti negli anni che non hanno
nemmeno risolto il problema della rupe, né si sono mai fatti
portatori di alcun disegno di legge in proposito, e l'elenco
potrebbe continuare.
A questo punto, vale quanto detto la scorsa volta: creata la
squadra che deve lavorare, ad ognuno di questi assessori si
diano dei soldi in bilancio per le iniziative e soprattutto… dei
progetti da portare avanti. Il tutto magari reso noto nel corso di
una bella conferenza stampa.
Un assessore al commercio dovrebbe affrontare e risolvere
i problemi con i commercianti, discutere i nuovi regolamenti in
materia. Un assessore al museo che, nel giro di un paio di anni,
portasse a compimento la realizzazione di un museo comunale
(dopo oltre 40 anni), avrebbe un senso, ma sennò… Che senso
ha tutto ciò?
Ancora una volta l'ennesima “Giunta fantasma” ? Ci
auguriamo di no! A metà del suo mandato il Sindaco e la sua
nuova Giunta, sono ancora in tempo per lasciare un segno
tangibile ed innovatore della loro attività. Aspettiamo!
L’Ascot , in collaborazione
con l’Assessorato al turismo
della Provincia di Vibo
Valentia, organizza per
Martedì 24 febbraio,
Con inizio alle ore 14,00 il
Carnevale tropeano
Con premio in danaro ai migliori carri e gruppi.
E poi, artisti di strada, giocolieri, carri e sfilate in
maschera, per informazioni ed iscrizioni,
contattare i seguenti esercizi commerciali:
Animali & Animali Via Libertà - Tropea
3388105815
Agenzia Viaggi Valentour P.zza Vittorio VenetoTropea 3939479339
Arte orafa P.zza Vittorio Veneto Tropea
096361483
LA PIAZZA
- Speciale Tropea-
Pag. 4- febbraio 2009
GUARDIAMO AL FUTURO
SEI QUI CON LA SOLUZIONE O FAI PARTE DEL PROBLEMA?
Si è svolto il secondo Tavolo tecnico, organizzato dal nostro mensile e dall’associazione commercianti di Tropea
PROLOCO
DEPURAZIONE ACQUA E AMBIENTE
Due impiegati saranno applicati dalla Provincia presso la
Depuratori sottodimensionati, condotte sottomarine
Pro loco di Tropea e si dovrebbe aumentare il numero dei soci vecchie e abusive, villaggi senza autorizzazione allo scarico,
iscritti
torrenti e fiumare inquinati, pozzi neri svuotati in mare. Ecco
Erano presenti: l'assessore provinciale al turismo Gianluca perché il mare d’estate è inquinato...
Callipo, il presidente dell'Unpli di Vibo V. Francesco Todaro ed
Erano presenti: il Comandante della Capitaneria di porto di
il presidente della Proloco di Tropea, Mario Lorenzo.
Tropea Giuseppe Colloca, il segretario di Legambiente-Ricadi
Francesco Todaro ha parlato diffusamente delle Proloco e Franco Saragò ed il sig. Alberto
del loro ruolo “a favore” del luogo, chiarendo che esse sono Massara di un Diving di Nicotera.
delle associazioni private, composte da volontari che si reggono
Giuseppe Colloca:il depuratore
con le quote sociali e con eventuali della marina del convento non
f i n a n z i a m e n t i f i n a l i z z a t i c h e funziona al massimo. Di recente è
possono essere elargiti dagli enti s t a t o c r e a t o d a l l a P r e f e t t u r a
pubblici, con obbligo di rendiconto. l ' O s s e r v a t o r i o p e r m a n e n t e
Pertanto, non solo la Proloco di dell'ambiente. A seguito di controlli
Tropea, ma anche tante altre Proloco fatti sui depuratori, è risultato anche
in Italia, rischiano la chiusura perché, che la zona di S. Domenica non ha una
v e n e n d o m e n o i l a v o r a t o r i sufficiente depurazione. Di recente il
socialmente utili, pagati delle Comune di Ricadi ha approvato il
regioni, viene loro meno il personale regolamento sugli scarichi che prima
che non può più garantire il servizio.
mancava e i villaggi turistici non Gianluca Callipo
La sua proposta è stata quella di avevano l'autorizzazione allo scarico, ma solo un allaccio
estendere il più possibile il numero di fognario che non è lo strumento previsto dalla legge.
soci, consentendo così di finanziare il
“Anche i comuni devono dare una mano per risolvere i
Mario Lorenzo
funzionamento dell'ente.
problemi dell'ambiente”. E' un male che la stampa dia notizie
L'assessore Gianluca Callipo ha sottolineato che le Proloco sul mare sporco in estate, nel pieno della stagione turistica.
sono importanti anche quale supporto dell'assessorato al Anche le associazioni potrebbero fare attività preventiva. Il
turismo, ma che la regione trasferisce alla provincia solo porto di Tropea, da settembre dello scorso anno, ha la “nota di
trentamila euro l'anno per finanziare le 42 Proloco esistenti arrivo” che devono compilare tutte le unità da diporto
omologate per più di 12 posti, nella quale annotare quanti
nella provincia.
Comunque una soluzione è stata prospettata da Callipo: la rifiuti hanno al loro arrivo e quanti alla loro partenza.
Franco Saragò, ha ringraziato gli organizzatori del tavolo
regione dovrà collocare nella provincia di Vibo V. quindici
lavoratori in esubero che, se potranno essere utilizzati nelle tecnico per due motivi: perché si parla di mare sporco non in
Proloco, saranno distribuite in numero di due per ciascuna delle estate, ma in pieno inverno e poi perché partecipano le
associazioni di volontariato.
sette principali Proloco della provincia.
Le fonti principali di inquinamento delle acque del nostro
Mario Lorenzo, ha ricordato che, dal 1994, con la sua opera
di volontariato ha arricchito la Proloco di strumenti informatici, mare sono non tanto il mare, quanto l'entroterra, gli scarichi
delle abitazioni private, dei villaggi turistici, i
ha provveduto a realizzare
depuratori sottoutilizzati, il fiume Mesima,
cartine pubblicitarie e a
Angitola e la fiumara della Ruffa, cui, in estate si
fornire notizie ed
aggiunge l'aumento del “carico antropico”, cioè il
informazioni a giornalisti e a
maggior numero di persone presenti sul territorio.
turisti provenienti da ogni
parte del mondo. Ma la
Lo scorso anno a fine luglio il mare era
Proloco di Tropea non può
cristallino, dai primi di agosto, nonostante le
reggersi solo con i volontari,
minori presenze di turisti, è diventato di nuovo
perché deve garantire un
sporco.
servizio per dodici mesi
Le soluzioni di Saragò: conoscere con esattezza
all'anno, anche e soprattutto
il numero dei posti letti, ufficiali, fra alberghi e
nei giorni festivi e nel
case private, l'espurgo dei pozzi neri, la vigilanza
periodo estivo.
degli scarichi nelle fiumare.
Il sindaco di Tropea,
Alberto Massara, del diving di Nicotera, ha
Antonio Euticchio, ha
mostrato un esclusivo filmato girato fra il 13 ed il
Il Tavolo dei relatori
proposto di realizzare un
17 agosto 2008, in possesso anche delle autorità,
Centro comunale per il
che mostrava il mare sporco della scorsa estate ed
turismo che, di concerto con la Proloco, l'Ascot e la Consulta ha comunicato che l'assessore provinciale all'ambiente
delle associazioni, sopperisca alle carenze della stessa Proloco Francesco Marcianò, sta facendo un censimento delle
e si faccia portatore del problema presso la regione Calabria.
condotte sottomarine abusive che, sicuramente prima della
Altra proposta è venuta dalla vice presidente della Consulta prossima estate, saranno eliminate, contribuendo così alla
delle associazioni,Marcella Romano, la quale ha proposto che risoluzione del problema che in ogni caso riguarda tutti i
le circa 40 associazioni presenti a Tropea, prestino la loro opera comuni della costa.Il sindaco di Tropea, ha ricordato che, dal
di volontari presso la Proloco.
2001, i comuni non hanno più competenza sulla gestione dei
In ogni caso, la presidente della Consulta delle associazioni, depuratori e che da allora si sono moltiplicati i problemi che,
Vittoria Saccà, si è detta disponibile a partecipare al “tavolo di il depuratore di Argani, che doveva entrare in funzione sette
studio” che affronti e risolva il problema dell'ufficio di anni fa, sta per andare a regime, in quanto si stanno
promozione turistica, lieta di aver raggiunto un punto di “allevando i fanghi necessari per far funzionare il
depuratore”.
incontro per la risoluzione del problema.
- Speciale Tropea-
LA PIAZZA
TAVOLI TECNICI
Come preannunciato i principali
problemi della città sono stati
affrontati in incontri tematici con
tecnici ed esperti su iniziativa di
Ascot e La piazza
Stabilità della Rupe e dell’Isola
A seguito del tavolo tecnico è stato
presentato in Senato un disegno di legge
dal senatore Bevilacqua il 26 novembre
scorso per un importo di 21 milioni di
euro.
Dopo l’approvazione al Senato, la legge
dovrà essere approvata nello stesso testo
alla Camera.
Nell’attesa il sindaco di Tropea si è detto
favorevole a costituire un Comitato di
tecnici volontari che faccia il
monitoraggio della rupe e dell’isola e ne
studi le soluzioni. Ciò non è ancora
avvenuto.
Raccolta differenziata
Dal primo gennaio, con la costituzione
delle ATO nelle provincie, si inizierà a
parlare seriamente di raccolta
differenziata. Perché tutto vada a regime
ci vorranno un paio di anni.
Ospedale di Tropea
In attesa che venga approvato il nuovo
Piano socio-sanitario dalla regione, si
sa quasi con certezza che l’ospedale di
Tropea non chiuderà, ma rimarrà come
“ospedale per acuti”. Con tanto di
pronto soccorso e servizi per le prime
emergenze.
Pro loco
La Proloco, in quanto associazione
privata che non prende contributi
pubblici, rischia di chiudere per il venir
meno degli impiegati prima pagati dalla
regione. Quanto prima due impiegati
saranno applicati dalla Provincia presso
la Pro loco di Tropea e si dovrebbe
aumentare il numero dei soci iscritti per
consentire, con le quote associative,
nuovi finanziamenti all’ente turistico.
Depurazione e ambiente
A breve dovrebbe entrare a regime il
depuratore in loc. Argani, la Provincia
dovrebbe eliminare alcune condotte
sottomarine che scaricano direttamente
in mare, per le case private ed i villaggi
bisogna controllare che abbiano
l’autorizzazione allo scarico, da
settembre scorso le imbarcazioni che
arrivano al porto di Tropea devono
compilare la “nota di arrivo” per
indicare quali rifiuti hanno, i pozzi neri
non devono essere svuotati in mare. C’è
poi il grosso problema di torrenti e
fiumare inquinati.
Pag.5 - febbraio 2009
Il nuovo Comandante di polizia
municipale di Tropea attraverso il
nostro giornale saluta i cittadini
Colgo l'occasione per ringraziare la redazione de “La
piazza” per l'augurio di benvenuto in citta'. L'accoglienza e'
stata ottima da parte dell'amministrazione comunale e da
parte della cittadinanza tutta.Sto prendendo atto delle
problematiche presenti sul territorio. Stiamo lavorando su
tutti i fronti per offrire alla citta' una migliore vivibilita'.Le
priorita' sono tante.
Nel nostro costante lavoro saremo attenti al rispetto dei
regolamenti comunali, alle normative nazionali e regionali
per le materie di nostra competenza, e ci auguriamo di poter
Francesco Marciano lavorare in sinergia con le forze dell'ordine, e in stretta
collaborazione con gli altri uffici comunali.
Personalmente ritengo che per ottenere grandi cambiamenti occorra la
collaborazione di tutti.Nel ringraziarvi nuovamente, colgo l'occasione per salutare la
cittadinanza tutta.
Francesco Marciano Comandante della P.m. Città di Tropea
Chi è il comandante Francesco Marciano
E’ nato a Reggio Calabria, è laureato in Economia e commercio, ha conoscenza della
lingua inglese, oltre ad una buona conoscenza dell’informatica e dei programmi relativi
alla gestione delle infrazioni e dei sinistri stradali. Notevoli le sue esperienze nel settore di
sua competenza:
Coadiutore Amministrativo presso L'A.S.L. sede di Bergamo (Dipartimento di
Prevenzione 1999-2000) contratto a tempo determinato

Giugno 2000 Albano S. A. (BG) Vincitore del concorso di agente di Polizia Locale a
tempo indeterminato presso il “Consorzio dei Colli”

Giugno-ottobre 2000 Bergamo (L.R. 43/85) Corso di formazione di base per agenti di
P.L.

Febbraio 2001 seminario di Polizia Giudiziaria e Pubblica Sicurezza in Albano S.A.
(BG)

Aprile 2001 San Paolo D'Argon (BG) seminario sulla sicurezza dei cantieri edili

Aprile 2003 Albano S.A (BG) L.R. 43/85 (16 ore) seminario su tecniche operative di
Polizia

Febbraio 2004 Vincitore del concorso di Ufficiale di Polizia Locale a tempo
indeterminato presso il Comune di Lallio (BG).

Febbraio 2004 Milano (MI) Seminario sul tema della Somministrazione di alimenti e”
bevande

Marzo 2004 Villa D'Almè (BG) Corso (18 ore) di specializzazione in Legislazione
urbanistica ed edilizia

Aprile/Maggio 2004 Dalmine(BG) L.R. 14-04-2003 n°4 (18 ore) Corso di
specializzazione in infortunistica stradale

Ottobre 2004 (atto n 8848) Nomina a Responsabile del Servizio di Polizia Locale presso
il Settore di Polizia Locale e C.E.D del Comune di Lallio

Ottobre 2004 Bergamo Corso di primo soccorso

Ottobre 2005 Corso di Educazione stradale (40 ore) presso la Scuola Elementare del
Comune di Lallio (BG)
Febbraio 2008 gestione straordinaria presso la città di Nicotera area di polizia municipale
con attestato di “lodevole servizio”
Per Carnevale vietata la vendita, la detenzione, il porto e
l'uso di bombolette spray
Con una propria ordinanza del 12 gennaio di quest'anno, il Sindaco di Tropea,
stigmatizzando l'uso che si fa nella nostra città delle bombolette spray, soprattutto da
parte di minori che, in singoli o in gruppo, bersagliano i passanti, le autovetture e gli
edifici con le bombolette spray schiumogene, per tutelare la sicurezza delle persone ha
ordinato che, nel periodo dal 19 al 24 febbraio, sia vietata la vendita di bombolette spray
ai minori di anni 18 ed a chiunque, la detenzione, il trasporto e l'uso nei luoghi pubblici
e/o aperti al pubblico di uova, arance, farina e bombolette spray.
Per chi vende le bombolette la multa sarà di euro 500,00 e la chiusura e/o sospensione
dell'attività per sette giorni, per il lancio di oggetti la multa sarà di 150,00 euro e, se è
minorenne, ne risponde chi esercita la patria potestà.
0963 61221
è il numero del Comando di polizia urbana di Tropea
- Speciale Tropea-
LA PIAZZA
ESCLUSIVA DEL NOSTRO GIORNALE
ELLA LIN parla della sua esperienza in Italia
Li vediamo per le nostre strade, andiamo a comprare nei loro negozi, ma
non li conosciamo veramente, anche se loro, da almeno venti anni,
vengono a vivere da noi. Ricordate infatti il boom dei ristoranti cinesi di
una quindicina di anni fa, anche dalle nostre parti?
Pag.6 - febbraio 2009
LA FRECCIA
di Saverio Ciccarelli
Era da due anni che cercavo di fare un’intervista con un cinese. Ma un po’ la
diffidenza, un po’ la difficoltà della lingua e la loro riservatezza, mi hanno più
volte impedito di realizzarla.
Noi siamo diffidenti nei loro confronti perché magari su di loro se ne dicono
tante, ma chissà se loro sono anche diffidenti verso di noi, perchè vedono
macchine e negozi bruciati?
Forse anche loro hanno bisogno di sapere con chi hanno a che fare prima di
sciogliere la diffidenza.
Questa intervista comunque è stato il primo timido approccio con la nostra
comunità cinese che, forse per via della lingua, degli usi e della religione diversi
dai nostri, non viene nemmeno “integrata” dalle associazioni o dai gruppi
religiosi. Ho rivisto molto dei nostri emigrati agli inizi del secolo scorso in
America e ho scoperto che la figlia si chiama Caterina, è nata a Napoli e non
saprà mai scrivere in cinese...
Come ti chiami?
Ella Lin e ho 28 anni.
Quando sei arrivata in Italia e quale città hai visto per prima ?
Nel 2002, in nave. Forse al porto di Genova. Non so quale città fosse. Poi sono
arrivata in treno a Roma e poi a Napoli, dove ho lavorato per due anni sempre in
un negozio di abbigliamento che ho preso in affitto da alcuni miei amici cinesi che
stavano a Napoli.
Come hai conosciuto Tropea ?
Un mio amico di Vibo che stava a Napoli, mi ha detto se volevo trasferirmi a
Tropea ed aprire qui un negozio. Nel gennaio del 2005, sono venuta a stare qui con
mio marito e ho preso un negozio ed una casa in affitto, da gente italiana.
Che te ne pare dell'Italia. Ti sei trovata bene?
Dell'Italia conoscevo solo il nome. In Cina
sentivo nominare solo Napoli, Milano , le città
più grandi. Mi son trovata così così. La gente è
brava, ma non mi trovo bene con la lingua, con
la cucina e poi ora c'è anche poco lavoro per cui
dovrò andare via.
Ti piace Tropea?
Tropea mi piace. Sono stata al mare. Nel mio
paese il mare non c'è, ma quello di Tropea mi è
piaciuto.
Cosa ti piace della cucina italiana?
In questi anni ho mangiato più cose cinesi
che italiane. Ho mangiato riso con carne, pesce,
gamberi. Della cucina italiana ho mangiato
spaghetti con il pomodoro ed il formaggio e di
secondo un po' di tutto, carne alla griglia, pesce,
poco formaggio.
Ti piace la mozzarella?
No, non mi piace, mentre invece mi piace la
pizza, che c'è anche da noi in Cina. Poi , mio
fratello e mio marito,bevono anche il vino.
Da quale zona della Cina provieni?
Da una grossa città, Zhejien, che conta circa un milione di abitanti, dove si vive
di commercio e turismo. Ma son dovuta venire in Italia perché lì c'è poco lavoro e
non avevo neanche la casa.
In Cina si sente parlare dell'Italia? Cosa si dice?
Si parla poco dell'Italia, comunque non se ne parla male.
Tua figlia come si chiama? Va a scuola?
Si chiama Caterina, è nata a Napoli nel 2002. A lei l'Italia piace. La Cina non la
conosce; è stata lì con la nonna fino all'età di due anni, poi l'ho portata con me in Italia.
A scuola va con piacere, i suoi compagni le vogliono bene. Parla e scrive in italiano,
parla un po' di cinese con me, ma non sa scrivere in cinese, perché nessuno glielo
insegna ed io ho poco tempo.
Pensi di tornare in Cina?
Si, ci tornerò, ma per adesso no. Ora mi devo trasferire da Tropea perché qui il
lavoro è diminuito molto.
Dopo le nostre segnalazioni, i lampioni
stradali che giacevano a terra lungo la strada e
davano tanto la sensazione di una cittadina
bombardata e abbandonata sono stati eliminati.
Pur rimanendo sempre il problema dei
lampioni sporchi ed in cattivo stato di
manutenzione, segnaliamo anche alcuni segnali
stradali nella zona marina che giacciono divelti
a terra.
OSPEDALE DI TROPEA
Disagi all’Ufficio ticket
Riceviamo una lamentela da, Maria Vittoria, una
nostra lettrice, la quale ci segnala che, dopo aver
prenotato una visita oculistica presso
l'ambulatorio dell'Ospedale di Tropea, tramite il
Centro unico penotazioni dell'Asp, per timbrare
l'impegnativa, ha dovuto, dapprima rinunciare ad
una lunga fila allo sportello dell'ufficio ticket e, il
giorno successivo ha dovuto sopportare una lunga
attesa dalle 9,00 alle 12,30 per riuscire a timbrare
l'impegnativa. Il tutto con tre impiegati, due soli
computer disponibili e nessuno strumento per
organizzare la fila (bigliettini numerati). Pare che
la cosa sia stata segnalata ai superiori, incaricati di
organizzare il servizio e finora non sono stati presi
provvedimenti adeguati.
La nostra lettrice si chiede: ”È possibile che nel
2009, quando, grazie ad internet, mi viene data la
possibilità, immediatamente da casa mia, di
prenotare voli aerei, alberghi, visite a musei, di
contattare direttamente tutti gli uffici pubblici e
non, debba essere costretta ad umilianti ed
inumane file davanti ad uno sportello, con
impiegati che certamente, e non per loro
responsabilità, hanno meno dimestichezza di me
con il computer?”
Pag. 7 - febbraio 2009
- Attualità-
Il giornale “La piazza” è stato
oggetto di una tesi all'Università
della Calabria
Ramona Giuditta, di Drapia è la studentessa del terzo
anno di scienze della comunicazione e della conoscenza
presso l'Università della Calabria di Cosenza nel corso di
laurea in filosofia, che ha realizzato una tesi per la materia di
Storia del giornalismo del prof. Pantaleone Sergi che ha ad
oggetto il nostro giornale.
Da una serie di incontri è venuta fuori un'interessante
tesina che include il nostro giornale fra quelli che hanno
fatto la storia del giornalismo locale. La cosa non può che
farci piacere, anche perché, di solito, i riconoscimenti
avvengono quando le iniziative o
le persone che le portano avanti
f i n i s co n o . I n q u es t o c as o ,
Ramona, ha voluto farci questo
regalo e, con diligenza, ha
ricostruito la storia e le
motivazioni che hanno fatto
nascere questa importante realtà
locale.
Leggere il contenuto della
ricerca ci fa ritornare agli inizi
della vicenda giornalistica.
Quando nel 1994, Pino Carone,
Pasquale Mazzeo, Franca
Maccarone, Salvatore Rizzo,
Marcella Romano, Pino Romeo,
Vittoria Saccà , Ettore Stella ed
Alfredo Vallone, con il nostro Il prof. Pantaleone Sergi
direttore, Saverio Ciccarelli,
iniziarono questa avventura che, ancora oggi, nonostante
internet e i quotidiani locali meglio attrezzati, continua con
successo anche fra i tropeani che vivono fuori.
Ramona, crea un legame ideale fra La piazza ed il primo
giornale cittadino, L'eco di Tropea del 1901, cui seguiranno
Il Galluppi del 1903 ed Il Gazzettino di Tropea del 1905,
che ebbe grande successo e ricorda che questo mensile
nasce dopo 51 anni di “silenzio stampa locale” ed in
un'epoca in cui c'era solo La Gazzetta del sud e mancava sia
Il Quotidiano che Internet. Ripercorrendo la storia, ricorda
che la nostra fu una sfida che “ben presto si rivelerà una
vittoria, ma non senza difficoltà” .
Da La piazza, l'antica agorà, come ricorda la
studentessa, “luogo straordinario, escono fuori idee ed
opinioni differenti, che sono senza dubbio, costruttive, in
quanto è proprio mediante il dibattito che ci si arricchisce”.
Anche l'aspetto editoriale non viene trascurato da
Ramona che, oltre a citare il nostro editore, La cooperativa
Radio lattemiele evidenzia che “Si evince chiaramente che
questa attività non è affatto fonte di guadagno; resiste sulla
base di una forte passione giornalistica, sentita da chi ci
lavora”; l'autrice ricorda poi che il giornale è diviso in parti
uguali fra passato (la nostra storia, ma non come rimpianto
dei tempi passati), presente (cosa stanno facendo i nostri
amministratori) e futuro (che città delineare per i prossimi
anni).
Non trascura l'importante realtà de La piazza giovani
con pagine curate direttamente dai ragazzi delle scuole
superiori e ricorda come molti dei giornalisti che oggi
scrivono su altri giornali, hanno iniziato sulle pagine del
nostro giornale.
Al termine del lavoro, la Giuditta, ci descrive come una
“sorta di archivio storico” di ciò che è accaduto nella città
nei quattordici anni trascorsi. Un ringraziamento ancora da
parte di tutta la redazione, con l'augurio di un fortunato
futuro.
LA PIAZZA
Alla Bit un depliant fatto con i... Pit
Dopo quello dell'anno scorso che è stato stampato in
occasione della BIT 2008 e che rappresentava (sembra
incredibile, ma è vero), il primo depliant ufficiale della Costa
degli dei, quest'anno, a cura dell'Ufficio di coordinamento e
gestione del Pit 18 Monteporo, è stato stampato l'opuscolo “La
costa degli dei all'ombra del Poro”.
Una pubblicazione divisa in tre percorsi geografici: la fascia
costiera, la fascia collinare centrale e la fascia collinare
orientale, che racchiudono in tutto ventisei dei cinquanta comuni
della provincia. I comuni costieri vanno da Pizzo a Nicotera,
quelli della fascia collinare centrale comprendono Vibo V.,
Cessaniti, Zungri, Zaccanopoli, Drapia e Spilinga, e quelli di
della fascia collinare orientale sono: Mileto, Jonadi, Limbadi,
Rombiolo, Maierato, Francica, Filandari, Stefanaconi,
sant'Onofrio, san Calogero, San Gregorio d'Ippona e San
Costantino Calabro. Ognuno di questi comuni viene descritto
con le sue bellezze architettoniche, gastronomiche,
naturalistiche e con i suoi eventi estivi. Il tartufo di Pizzo ed il
museo murattiano, l'Infiorata di Potenzoni ed il borgo di
Briatico vecchio. E poi il sito paleoantropologico di Zambrone
di 800 mila anni fa, la tonnara dell'anno Mille di Parghelia, le
torri saracene e Capo vaticano nel comune di Ricadi, la torre di
Parnaso edificata da Carlo V nel XVI secolo a Joppolo, il museo
diocesano, archeologico e paleontologico di Nicotera, il museo
archeologico “Vito Capialbi” ed i palazzi nobiliari di Vibo
Valentia, i mulini idraulici in pietra e le grotte di Cessaniti
(nessun riferimento agli oltre quaranta murales di Favelloni…),
ma anche l'insediamento rupestre, il calvario del '600, le
sorgenti d'acqua di Zungri, la natura incontaminata di
Zaccanopoli, i mulini, la Grotta dell'eremita del XIII sec a
Drapia, le Grotte con le stalattiti di Spilinga, oltre alla 'nduja.
Vengono poi descritte le ricchezze degli altri paesini
dell'entroterra e della stessa Vibo Valentia.
Un solo appunto, non certo dettato dal campanilismo, ma da
motivi di “marketing”: immaginate il visitatore di una fiera che
vede questo bellissimo depliant (stampato anche in inglese), in
copertina non vede l'immagine dell'Isola di Tropea che, se non
vogliamo considerarla il simbolo della Calabria, almeno sarà il
simbolo della Costa degli dei, quindi molto probabilmente
penserà che si tratti di un'anonima Costa degli dei, all'ombra di
un non meglio qualificato “Poro” e non associerà l'immagine di
Tropea (che avrebbe dovuto fare da “esca”) al resto dei paesi
della Costa degli dei.
- La piazza giovani-
Pag.8- febbraio 2009
Palestre sicure
Problematiche, possibili soluzioni e commenti sulle nostre
strutture sportive
di Maria Vittoria Grillo
Alcuni studenti del Liceo classico di Tropea, insieme alla redazione
de La piazza-giovani, si fanno promotori di un'interessanteiniziativa
congiunta che, attraverso un percorso comune di sensibilizzazione ed
informazione, che esalti il beneficio delle pratiche sportive e motoricreative che si svolgono nella “palestra”. Ciò per portare
all'attenzione di tutti l'importanza di questi luoghi nelle scuole italiane.
Ma le palestre ci sono in tutti gli istituti scolastici della provincia di
Vibo Valentia ?
Il presente articolo mira a riprendere l'argomento Palestra del Liceo
classico di Tropea. Ho cercato tutte le informazioni sulla questione,
anche attraverso la collaborazione del mio professore di educazione
fisica. Le strutture scolastiche in genere non godono di buona salute, in
Italia. Certo, la soluzione migliore sarebbe la progettazione e la
costruzione di nuove strutture e, lo si sa , i tempi sono lunghi. Parlando
con il mio insegnante di educazione fisica mi sono venuti in mente i
gruppi di ricerca di “palestre sicure” presenti nelle realtà del nord Italia
composti da membri autorevoli di strutture pubbliche e private, istituti
accademici e scientifici, associazioni, enti istituzionali e culturali
legati più che mai alle pratiche sportive e motorio-ricreative che si
interessano anche fattivamente del mondo della scuola; questi gruppi
trasmettono le loro competenze, promuovono e sostengono le attività
sportive e motorio-ricreative dei giovani, che sono il vivaio di successi
sportivi che poi rappresentano la nostra nazione nelle competizioni
mondiali.
Di cosa avrebbero bisogno dunque gli studenti delle scuole italiane
per poter affiancare disciplina fisica e studio? Spazi idonei, attrezzature
sportive, dispositivi di sicurezza delle attrezzature sportive, salubrità e
sistemi di sicurezza degli ambienti, qualificazione e formazione del
personale preposto, idonea assistenza medico-sanitaria per l'esercizio
dell'attività sportiva e motorio-ricreativa, regolamenti per l'accesso e
l'uso delle palestre per gli utenti disabili. Allora come risolvere il
problema della carenza di strutture sportive nel breve periodo?
Certamente l'uscita di questo articolo non può consentire di fare il
punto della situazione esistente (non voglio citare qui i moltissimi
problemi che accomunano la gran parte di tutte le palestre degli istituti
scolastici della provincia di Vibo Valentia. Sarebbe veramente un lungo
elenco e, certamente, non può essere ridotto ad un solo articolo anzi,
auspico che questo sia motivo d'interesse anche per altri organi di
stampa autorevoli presenti nel territorio), ma può servire per
individuare ciò che è possibile chiedere attualmente in termini di
strutture e di concretezza da parte degli organismi competenti. Questa
pubblicazione potrebbe essere da stimolo per riflettere sulla nascita
magari di un progetto “palestre sicure” della provincia di Vibo Valentia
che possa promuovere un'attività educativa rivolta non solo a
coinvolgere il mondo della scuola che è isolato, ma anche le
organizzazioni pubbliche e private radicate nel territorio vibonese e
magari far partire la campagna di sollecitazione e di collaborazione
avvicinando la popolazione scolastica, imprese ed istituzioni e nella
speranza di un vero inizio della cultura sportiva nelle scuole.
Che male c'è nel pensare ad un'interazione fra le scuole, le istituzioni
e le imprese? In alcuni comuni del nord si può constatare come l'unione
faccia la forza per risolvere il problema della mancanza di strutture nel
breve periodo, infatti nella gestione di una palestra moderna e
all'avanguardia cooperano vari soggetti quali: Comune, Polizia di stato,
imprese e istituti scolastici e tutto sembra funzionare bene. Come
pensate che si possano formare gli atleti dei quali sentiamo il nome
attraverso i mezzi di comunicazione? Questi frequentano le palestre dei
numerosi club sportivi che al nord sono attivi ed efficienti.
LA PIAZZA
ANTONINA DE LEO: CON LA
POESIA RACCONTA LA PROPRIA
MALINCONIA
Minerva vs. Venere' questo è il titolo del libro
autobiografico in cui la giovane poetessa, di soli 22
anni, Antonina De Leo, vuole raccontare il suo
dissidio interiore. La sua cittadina Joppolo, le fa
omaggio organizzando in suo onore la
presentazione della sua raccolta di poesie
di Melania Sterza
Come di fronte ad un cesto di fragole che dal suo
colore e dalla loro fragranza che emanano ti attirano,
altrettanto lo sono le rime di Antonina, che
coinvolgono il lettore ad assaporare il messaggio che
ella vuole dare. Nei suoi componimenti si denota un
sottofondo grigio, il colore che meglio rappresenta la
sua visione angosciosa e malinconica che è, però,
nello stesso tempo, un colore che la giovane scrittrice
dopo le prime esperienze poetiche abbandona, per
tingerle con saggezza, di rosa, il colore che
rappresenta la vita, uno degli altri temi presenti, e che
fanno capire al lettore, che pur essendo molto giovane
ha vissuto diverse esperienze: alcune di esse
negative, ma che in qualche modo l'hanno fatta
crescere e l'hanno ispirata a comporre queste
meravigliose poesie. La cosa più importante è che,
con queste esperienze Antonina ha trovato la forza
per reagire e per superare quel senso di solitudine che
provava dentro se stessa.
Alla presentazione svoltasi nei locali in via
Castello a Joppolo, hanno partecipato le autorità
locali, l'editore, la docente Carmela Albino, la
giornalista Carmen Putruele, il parroco e un folto
numero di persone interessate all'evento. Ognuno di
loro è intervenuto parlando di ciò che le poesie
trattano, ma nessuno immaginava la malinconia che
questa ragazza celava dentro di sé; malinconia che è
venuta fuori soltanto con la pubblicazione del libro,
poichè era sempre vista come una ragazza sempre
solare e piena di vita.
“Ringrazio tutti i presenti e tutti quelli che mi
hanno sostenuta in questo cammino, per me tutto ciò è
veramente un riscatto. Sono soddisfatta dei risultati
raggiunti, perché ho dimostrato a tutti, ma
soprattutto a me stessa di potercela fare malgrado le
difficoltà.”
Con queste parole Antonina conclude. Sperando
che questo sia solo l'inizio di una lunga serie di
traguardi.
La Piazza Giovani è curata da:
Loredana Belvedere, Alessandra Pepè, Elena
Muggeri, Daniela Lonano, Roberta Gagliardi,
Samantha Marino, Daniela Ciccarelli,
Melania Sterzo, Annalisa Fusca, Domenico
Rizzo, Francesco Barone, Vittoria Grillo,
Gloria Lorenzo e Giulia Romano
E-Mail: [email protected]
Pag. 9- febbraio 2009
La situazione edilizia scolastica
tropeana
di Francesco Apriceno
All'indomani del tragico avvenimento al “Liceo
Darwin” di Rivoli di Torino che ha provocato la morte di
uno studente di 17 anni e il ferimento di una ventina di
ragazzi, la questione della sicurezza degli edifici scolastici
si è imposta nuovamente all'attenzione di tutti. E' saltata
fuori una situazione agghiacciante, con statistiche che non
rispettano la tradizionale “differenza” tra Nord e Sud.
In tutta Italia esistono “bombe ad orologeria” pronte ad
esplodere e a provocare gravi danni, se prima qchi di
dovere non se ne accorgerà e si deciderà a disporre i
necessari interventi. Anche nella provincia di Vibo
Valentia e anche a Tropea il problema è più che mai vivo,
ma ha assicurato l'assessore della nuova Giunta
provinciale, Giuseppe Barbuto, di aver preso a cuore tutte
le situazioni e di attivarsi per la pronta risoluzione di tutte
queste problematiche. Nelle recenti indagini la nostra
Provincia presenta un indice di precarietà delle strutture
adibite a scuola molto alto. A Tropea, cittadina con un
bacino d'utenza abbastanza grande, soltanto uno dei cinque
indirizzi si trova nelle migliori condizioni: il Liceo
Classico “P.Galluppi” Gli altri istituti scolastici si trovano
in situazioni abbastanza precarie, uno di essi addirittura in
allarme. Partendo dalla situazione “meno grave”, vi è il
Liceo Scientifico “Vianeo”, i cui studenti hanno più volte
denunciato negli anni infiltrazioni durante le piogge,
problemi con le fognature, ambienti privi di sicurezza.
Sembra che queste situazioni sono state più o meno
tamponate con interventi disposti dalla precedente
amministrazione provinciale, più volte sollecitati con
scioperi e manifestazioni.
Poi vi è un caso particolare: studenti dell'indirizzo
turistico ed economico-aziendale sono riuniti insieme in
una struttura che presenta molte problematicità e rischi.
Infatti, il terzo piano è stato dichiarato inagibile dai vigili
del fuoco viste le continue infiltrazioni di acqua e per
questo sette classi sono state "accampate" alla meno
peggio nei laboratori, nell'atrio nella presidenza e persino
nell'aula dei bidelli. Il rappresentante degli studenti
Domenico Loiacono, ha dichiarato "la nostra situazione è
veramente ai limiti della sopportazione, dopo aver
rischiato il peggio, sembra che i lavori di ristrutturazione
siano ripresi dopo oltre quattro anni di interruzione totale.
Tutto questo si sarebbe potuto evitare, se i vari enti
competenti avessero fatto il proprio dovere ascoltando le
nostre richieste che continuiamo a inviare da tempo, senza
ricevere alcuna risposta, oltre che le solite prese in giro".
La situazione peggiore è però, ormai nota, quella
dell'Alberghiero” diviso in due plessi, entrambi precari.
Uno, quello di viale Stazione, in cui il pavimento della sala
bar è completamente saltato, le classi non hanno finestre,
alcuni muri presentano vistose crepe e muffe, la dispensa in
pessime condizioni igieniche e la cucina chiusa dai vigili
del fuoco per problemi all'impianto del gas, che sembra
non a norma. Il plesso di largo Mercato che ospita aule in
garage, senza riscaldamenti, colpiti da infiltrazioni d'acqua
e con un impianto elettrico fatiscente. Il tutto, quando già
esiste una struttura nuovissima, pronta già dal 2005, ma
oggetto di numerose lungaggini che hanno sempre
allontanato la data di consegna agli studenti per lo
svolgimento di una regolare attività didattica.
Problemi con l'allaccio alla rete elettrica in via di
risoluzione, collaudo in fieri, certificazioni di idoneità
quasi tutte in possesso. L'assessore ha promesso ai genitori
degli studenti in un incontro che prima del mese di febbraio
gli studenti si potranno già trasferire nella nuova, adeguata
e sicura struttura scolastica. Il rappresentante, Andrea
Soriano, ha fatto sapere che il loro sciopero continuerà
finchè non metteranno piede nel nuovo edificio. Sarebbe
un buon risultato dunque, nell'impegno per la risoluzione
del problema dell'edilizia scolastica. Gli studenti
attendono fiduciosi.
LA PIAZZA
- La piazza giovani-
FITILI
NUMEROSE LE MANIFESTAZIONI NATALIZIE
di Francesco Cuturello
Il giorno della befana a Fitili sono stati premiati i migliori presepi realizzati
dalle famiglie.
Hanno partecipato in venti, tutti allestiti con fantasia ed originalità. Il
primo premio è stato aggiudicato dalla famiglia Onofrio Fiumara che ha
realizzato il cielo con un drappo di raso azzurro trapuntato da una miriade di
stelline d'argento; le montagne
realizzate con sacchi di juta che si
stagliavano verso il cielo con cime
ineguali ed ammantate di candida
neve (in realtà farina).
La capannna della natività, come
un miraggio, faceva intravedere, in
lontananza, attraverso una finestra, un
paesaggio orientale con
caratteristiche scene pastorali. La
ricchezza dei personaggi e degli
animali davano l'impressione di una
vita movimentata e fervente di lavoro. Notevoli anche i doviziosi
accorgimenti prospettici che facevano del manufatto una godibile opera
d'arte, realizzata da mani esperte. Vi erano insomma tutti gli attributi perché
quest'opera meritasse il primo premio che è consistito in una ceramica
artistica ed in un attestato di merito. Al secondo e terzo posto si sono
classificati ex aequo i presepi della famiglia Antonio Biancardi e Roberto
Caracciolo, che hanno ricevuto degli oggetti a ricordo della vincita. Ma la
Befana ha anche distribuito doni a tutti i bimbi da uno a dodici anni.
Le belle signore Antonella Crigna e Anna Costa, per l'occasione hanno
interpretato magistralmente due “vecchie streghe”, facendo divertire i
bambini che hanno percorso tutte le vie del
paese a seguito delle due esuberanti befane
che hanno rallegrato i cuoi di tutta la gente:
uno spettacolo veramente entusiasmante.Il
presidente del Circolo, Franco Cuturello ,
organizzatore e coordinatore della
manifestazione, assieme al Comitato, dopo
aver fatto una breve introduzione ha salutato
tutti i presenti, poi è seguita la distribuzione
dei doni ai bambini, alle due “befane” per
aver assolto egregiamente al loro incarico ed
alla signora Domenica Grillo per aver
preparato prelibati manicaretti in diverse occasioni conviviali.
Dopo i doni, una tombolata, balli e danze, hanno coinvolto fino a tarda
notte tutti i partecipanti. Dei mini fuochi di artificio hanno concluso la serata.
Liceo scientifico: a scuola non solo studio
Di Roberta Gagliardi
Tornati dalle vacanze natalizie, gli studenti del liceo scientifico di Tropea,
non hanno ripreso l'attività scolastica: spiegare, studiare, interrogare.
Sebbene si trattasse di argomenti trattati e ritrattati durante le ore di lezione, i
ragazzi hanno pensato di approfondire il discorso su bullismo, sesso e droga
in modo più interessante, facendolo spiegare proprio a chi lo fa per mestiere.
Nelle giornate dal 7 al 10 gennaio, gli studenti hanno organizzato tre dibattiti:
con una sessuologa, che ha catturato l'attenzione dei ragazzi e suscitato la
loro curiosità, uno con uno psicologo e infine uno con un ex
tossicodipendente, che ha raccontato la sua storia e invitato i liceali a non fare
uso di alcun tipo di droga o alcool. Ma la “settimana dello studente” non si è
limita ai dibattiti. Ci sono stati argomenti di interesse di vario genere e gruppi
di lavoro scelti secondo un sondaggio di interesse, ognuno dei quali diretto
dai ragazzi dei diversi quinti. Tra i vari gruppi, vanno ricordati il gruppo di
musica, il gruppo di arte, il gruppo di giochi ecc. “E' stata una bella
esperienza- dice una professoressa del liceo- i ragazzi si sono molto divertiti
e soprattutto hanno avuto modo di confrontarsi tra di loro senza alcuna
vergogna” . Ha precisato inoltre che questa settimana di incontri è stata
organizzata dai ragazzi del 5° C, i quali hanno messo molto impegno per far
riuscire tutto nel migliore dei modi,e poi, ha ben sottolineato, che non è stato
qualcosa per far perdere quattro giorni di scuola agli studenti, come molti
pensano, ma è qualcosa che è stato organizzato per tempo. Infatti l'idea è
venuta fuori nel mese di ottobre. Dice ancora la docente :”Anche i film che
sono stati proiettati, erano scelti con cura ed erano tutti coerenti al tema
trattato in giornata”
LA PIAZZA
- Attualità-
PROBLEMATICHE DELLA CITTA’ DI TROPEA IN
UNA LETTERA DI PASQUALE SCORDO
Con una lettera indirizzata agli organi di stampa, nel mese di
dicembre scorso, l'ex consigliere comunale di opposizione Pasquale
Scordo, iscritto al partito dei Verdi, fino al giugno del 2006, ma ora
fuori da ogni compagine politica o di partito, ha richiamato
l'attenzione della cittadinanza sulla situazione politicoamministrativa in cui si trova la città di Tropea, soprattutto perché
sollecitato da tempo “ da ospiti di Tropea, tropeani, tropeane,
vibonesi, calabresi ecc…”. Il suo intervento che, in verità interrompe
un “dignitoso silenzio” da lui tenuto negli ultimi tempi, non è dettato
da polemica, per come tiene precisare, ma da ragioni di ordine
morale e per dare il proprio contributo verso la comunità cittadina.
Da diversi anni, si sente dire- dice Scordo-da parte di chi ha avuto
le sorti della città e del suo comprensorio la frase “Io amo Tropea e
dintorni, per il bene di Tropea e dintorni…”, ma di fatto non si
approda mai a niente di serio. Da quaranta anni le “nottate artiche” in
cui si trova la città, presa da un inspiegabile letargo, si succedono
con la conseguenza che “i figli dei nostri nipoti, saranno costretti a
porsi la stessa domanda” : Quanti altri lustri devono passare ancora
sulla pelle di tutti?
Con ironia, Scordo passa in rassegna tutta una serie di personaggi
tropeani che la “sparavano grossa” per la loro particolare ingenuità e,
a proposito della situazione in cui si trova la città, stigmatizza il
comportamento di chi si erge a dire “io ho fatto, io ho detto”,
annotando come ognuno, nel suo piccolo, fa quello che sa fare, nel
bene e nel male.
L'ex Consigliere comunale fa riferimento a dibattiti che si sono
aperti in città, sottolineando però la necessità che essi siano pubblici,
per fare in modo che l'amministrazione rendiconti il proprio operato
alla cittadinanza.
In maniera analitica, per dare il proprio contributo al dibattito
TORNANO A TROPEA LE SPOGLIE
DEL CAPITANO MURATTIANO,
IGNAZIO TORALDO
Il 14 gennaio scorso, con una semplice cerimonia nel cimitero,
alla presenza del Sindaco di Tropea, del nuovo comandante
della Polizia municipale, dell’associazione carabinieri in
pensione e di alcuni discendenti, sono state riposte nella
cappella di famiglia, in due urne,i resti del nostro concittadino
capitano Ignazio Toraldo e della moglie Vittoria Mormile.
Si conclude così un lungo iter burocratico portato avanti per
trent’anni con la città di Napoli, da parte del dr. Gianluca
Giorgetti,cultore e appassionato della storia tropeana.
Pag. 10- febbraio2009
sulla situazione cittadina, il geom. Scordo passa poi in rassegna le
“attrattive di Tropea” a partire dai millecinquecento posti letto che
essa offre, per far notare che, nel resto della Costa degli dei, la
ricettività è di molto superiore rispetto a quella della nostra città.
Tropea a questa moltitudine di visitatori, cosa offre? Il turista, dice
Scordo, racconterà ai suoi amici di aver fatto la vacanza a Tropea e di
averla trovata bella, ma rimarcherà la mancanza di servizi, il
disordine diffuso, la sporcizia, la mancanza di parcheggi, la
mancanza di un'area attrezzata per i pullman dei visitatori, il traffico
caotico, le strade rotte, la mancanza di servizi igienici pubblici,
ecc…
L'ex esponente dei Verdi sottolinea poi che la nostra città debba
essere vissuta dignitosamente per dodici mesi l'anno e la paragona
ad una bella donna :”Se la donna più bella del mondo non ha cura di
sé per mesi, infine, non può che essere assimilata ad una misera
barbone. La misera barbona più bella del mondo?”
Nella sua lettera Scordo parla anche dell'insufficienza del
depuratore della zona di Rocca nettuno e del depuratore consortile de
La Grazia, e si chiede come e quando entrerà in funzione il
depuratore Argani. La nota continua con la questione dei Piani di
riqualificazione edilizia delle periferie e delle aree degradate, il
recupero del centro storico, la canne fumarie in acciaio inox che
dovrebbero essere sostituite con quelle fatte di rame, come si usa nei
centri storici, il sostegno all'imprenditoria giovanile, un sito
provvisorio per lo stoccaggio dei rifiuti ingombranti, la collocazione
di piccole celle frigorifere per i ristoratori dove collocare i rifiuti
maleodoranti, la promozione delle attività culturali e la lotta alla
corruzione, alle mafie, collaborando con gli organi di polizia. Tutta
una serie di problematiche enunciate e descritte con una tenacia che
ben evidenziano la passione dello Scordo, il quale si augura che
“Tropea divenga lo scrigno che contiene le gemme più preziose che
il Padreterno ha voluto regalarle” e che il suo futuro venga deciso in
dibattiti pubblici.
NOTIZIE SULLA CARRIERA MILITARE
del Capitano D. Ignazio
Toraldo di Gilberto
(Tropea 1778-Napoli
1865)
“La carriera militare di D.
Ignazio Toraldo di Gilberto,
patrizio di Tropea, passa
ugualmente ininterrotta
attraverso il periodo Giuseppino
e murattiano e il successivo
periodo della restaurazione, con
frequenti promozioni di grado.
Nel luglio 1809, il tenente
della Guardia provinciale
Ignazio Toraldo viene nominato
“Aiutante della Piazza di
Tropea” con decreto sovrano.
Nel 1810 è nominato Tenente
del “Secondo reggimento
fanteria di linea”; nel 1812 viene promosso Capitano dello stesso
corpo. Ma ancora nel 1816 egli, con nuovo decreto reale, è
nominato “Capitano al seguito della 13^ Compagnia dei Fucilieri
Reali”. Dopo essersi distinti nella Battaglia di Tolentino del 3
maggio 1815, “dove ebbe due ferite, restò prigioniero in mano de'
Tedeschi”, lo ritroviamo al servizio delle reali armi borboniche,
quando, nel 1820, prende parte alla spedizione di Sicilia, inviata
dal governo costituzionale napoletano per reprimere militarmente
la rivolta separatistica carmelitana. E così di seguito, fino al 1848,
quando si trova a Napoli in qualità di Aiutante maggiore della
Piazza di S. Elmo.”
(Tratto da “Geografia e storia dell'Idea di libertà” 1799-1999.
AAVV a cura di L.Lombardi Satriani- Falzea editore, 2000- Notizie
provenienti dall'Archivio Toraldo di Francia di Tropea)
Pag. 11 -febbraio 2009
- Attualità-
LA PIAZZA
porta avanti il nome di questa nostra terra>> generosa e
bella che ha ispirato diversi autori <<e della poetessa,
Antonina De Leo, che ha saputo prendere le parole -strumento
e
arma più potente che l'uomo ha per rendere possibile
È il caso della giovanissima Antonina De Leo che ha
l'espressione
di ogni umano sentimento -direttamente dal suo
pubblicato il suo primo libro
cuore>>
amazzone
e gitano <<per delle poesie nelle quali
Prossimamente al concorso per il Premio
incontriamo
intelligenza,
passione, sentimenti ed animo>>.
”Tropea: Onde Mediterranee”
L'accesa fantasia della De Leo rievoca nei versi l'odio antico
di Carmen Putruele
<<che non avrà fine ha continuato De Luca- di due potenti Dee
dell'Olimpo omerico: Minerva- Athena, che fa da copertina
“[…] Non sapete che più si è soli e più si diventa selvaggi?
alla raccolta, e Venere- Afrodite, saggezza e bellezza. È
“.[…]In una fredda sera con la mia malinconia… Ma per
meglio essere intelligenti e saggi, o belli e vacui? Con questa
fortuna ad ogni notte succede un'alba”. È questo il quadro
domanda e altre, la solitudine non disperata permette alla De
emotivo fissato in versi dalla giovanissima poetessa di
Leo di leggere dentro l'animo della gente e dentro se stessa>>.
Joppolo, Antonina De Leo nata a Tropea nel 1986 e diplomata
<<Si avverte nella lettura delle poesie della giovane Nina - ha
all'Istituto Professionale per i Servizi commerciali, turistici,
affermato la professoressa Carmela Albino - la tristezza e
sociali e della pubblicità di Vibo Valentia. Ispirata dagli antichi
l'inadeguatezza a questa vita, ma, alla fine, si respira pure
miti e da poeti illustri come Omero e Leopardi, la De Leo, detta
un'atmosfera di speranzoso avvenire quando scrive ad
Nina, ha scritto il suo primo libro di poesie dal titolo ”Minerva
esempio che ”la vita è un dono…è poesia…>>. Che “la vita è
vs Venere -saggezza e bellezza” edito nel dicembre 2008 da
un sogno” come recitano altri versi, lo aveva detto anche
Giuseppe Meligrana di Tropea. Poesie del tormento,
Calderòn de la Barca, drammaturgo spagnolo del'600; ovvero
inizialmente, che cercano di
la vita si basa su illusioni
penetrare in profondità
fantastiche, sospese tra
nell'anima, scavandone e
illusione e disillusione tra
mettendone a nudo le
inganno e innocenza. <<E
debolezze di una donna dai 17
Nina, che viaggia solitaria
ai 22 anni, i primi errori, le
per diversi anni ha chiosato
prime personali disfatte in
la relatrice, Carmen
amicizia , in amore, vissuto
Putruele, de ”Il
come fonte di bene, le
Quotidiano”- ci rivela
aspirazioni, il penoso oscuro
come ha vissuto le sue
soffrire. Il senso poetico,
primavere, estati, autunni e
storico e cattolico fanno come
inverni. Fino al momento
da sfondo e insieme da
in cui, la comunicazione,
sostegno alle 66 poesie di cui 3
incomincia a sciogliere il
in dialetto in versi liberi e
dissidio interiore della
legati da rime. Ben s'intende Il tavolo dei relatori da sinstra: De Luca , Albino, Putruele, Rodolico, giovane; è il rinascere
che la poetessa tratta i suoi De Leo (poetessa), Meligrana.
dell'io, del tempo sospeso,
temi con umbratile sensibilità
oggi, infatti, per la poetessa
e seppure ”Con gli occhi rossi d'amar gonfiati, solo da penna e
”il desiderio di esserci sboccia come un fiore a primavera…”
righe confortati”, Nina, poi, ventenne, grazie ad una sempre
per fuggire i lacci e le insidie dell'esistenza>>.
conculcata aspirazione intima ad una vita migliore, finisce col
Sull'importanza di simili iniziative culturali per la crescita del
riscattarsi mercé l'aiuto delle parole, della scrittura.
nostro territorio è intervenuto l'editore Giuseppe Meligrana
che ha <<deciso di pubblicare le poesie sin dalla prima lettura,
La De Leo, visibilmente commossa, ha incontrato per la
perché, non è certo facile esternare i propri sentimenti, le
prima volta un pubblico numeroso e attento lo scorso 11
proprie angosce così come ha fatto, con coraggio, Nina.
gennaio presso i locali della “chiesola” messi a disposizione da
don Agostino Pugliese parroco di Joppolo in occasione della
Convinto che il libro, inoltre, costituisca una sorta di
serata di presentazione della raccolta di poesie, coordinata dal
riscatto sociale, intimo e culturale>>. Intanto, Antonina De
presidente dell'Associazione culturale “Agostino Nifo”,
Leo prosegue la sua strada partecipando, il prossimo 25 aprile,
Pasquale Rodolico e organizzata dal gruppo giovanile
al Premio “ Tropea: Onde Mediterranee”, il concorso
joppolese “ Pinocchio” di cui la poetessa fa parte e che si
internazionale di poesia, che ha in corso le iscrizioni 2009,
ricorderà a lungo per il crescendo di emozioni che ha suscitato
sino al 28 febbraio. Una piacevolissima serata si è conclusa
tra l'uditorio, così pure l'iniziale reading di poesia avviato
con il merito di aver dato spazio e lustro alla poesia <<che di
dall'autrice e alternato da una serie di interventi molto
tutte le arti- ha sottolineato De Luca- è la più difficile, la più
applauditi. Il professore e stimato poeta, Pasquale De Luca, ha
dimenticata. Ma aiuta ad essere migliori, aiuta a riflettere sui
delineato in proposito <<la figura dell'editore, Giuseppe
perché della propria vita e sulla vita degli altri>>.
Meligrana che con il suo lavoro in silenzio e in tutta onestà
Quando l'arte della poesia aiuta ad
essere migliori
IL GRUPPO FERMODELLISTICO TROPEANO
Si è fatto promotore, presso la Scuola media di Tropea e con la
collaborazione del preside Francesco Laganà, di una Scuola di
modellismo ferroviario, gratuita, riservata ad un gruppo di dieci ragazzi
fra i 12 ed i 13 anni, per insegnare loro le tecniche di modellismo e la
realizzazione di plastici ferroviari e diorami.
Lo scopo della scuola è quello di costituire un gruppo di appassionati che
possa dare vita a manifestazioni e mostre, sull’onda del successo ottenuto
dalla mostra del 7 e 8 dicembre dello scorso anno.
LA PIAZZA
Pag. 12 - febbraio2009
- Attualità-
CRONACHE DEL NATALE 2008
La Consulta delle associazioni, in collaborazione con
l'assessorato alle politiche sociali, di cui è titolare il vicesindaco
Sandro Cortese, con l'associazione Inner Wheel, la Fidapa ed il
gruppo folk Le chiazzarole ha organizzato, in occasione del Natale,
una festa per gli anziani, cui hanno partecipato anche alcuni ospiti
della casa di riposo Villaggio don Mottola e durante la quale, oltre al
consueto scambio di auguri, sono stati distribuiti panettoni, con
l'augurio che l'occasione possa ripetersi anche durante l'anno per
consentire ai nostri anziani di trascorrere qualche momento in
compagnia.
L'amministrazione comunale di Tropea, con la Consulta delle
associazioni, hanno fatto un brindisi e gli auguri di inizio anno ai
cittadini, il giorno di Capodanno in piazza Ercole.
Il Natale è stato allietato dalle musiche del Coro polifonico “Don
Giosuè Macrì” e da quelle organizzate da Tropea musica, da un
gruppo spontaneo di musicisti vestiti da Babbo Natale e dagli
zampognari che hanno percorso le vie della città suonando le nenie
natalizie.
Quest'anno una Befana alta diversi metri è arrivata anche alla
chiesa dell'Annunziata, per iniziativa del seminarista padre Felice
Palamara che, con l'aiuto de I giganti, del Gruppo folk Le Chiazzarole
diretto da Marcella Romano, oltre ai numerosi bambini e genitori, ha
realizzato un pomeriggio di giochi e canti, con degustazione di
zeppole, per raccogliere fondi per la costruzione di un centro di
accoglienza fra le favelas brasiliane.
QUARTA MOSTRA DEI PRESEPI
Organizzata dalla Consulta delle Associazioni
Alla quarta edizione della Mostra dei presepi hanno
partecipato diversi artisti tropeani, ma anche Alfredo Lo
B i a n c o e G re g o r i o
Pannace, provenienti da
fuori città. Anche
quest'anno padre
Francesco La Ruffa, il
missionario tropeano che
opera nel Madagascar, ha
inviato alcuni presepi
provenienti dall'Africa.
IL PROBLEMA DELL'ILLUMINAZIONE
PUBBLICA A TROPEA
Lampioni solari alimentati con pannelli fotovoltaici
E’ FANTASCIENZA?
Ci sono zone della città che da anni non hanno l'illuminazione
pubblica, i vari amministratori da anni promettono, ma poi,
davanti al problema economico si fermano. Di fatto, non ci risulta
che abbiano mai programmato degli interventi di illuminazione
pubblica c,osti che, chi costruisce, paga sotto forma di oneri di
urbanizzazione.
Oggi la soluzione più economica
forse c'è già, basterebbe solo che gli
amministratori provassero a farla
propria o a studiarci un po'.
Sono i cosiddetti lampioni solari,
alimentati con pannelli fotovoltaici.
Senza dilungarci sull'argomento,
basta consultare i siti internet delle
numerose aziende italiane che li
producono.
Ne abbiamo preso uno ad
esempio: ogni lampione ha una sua
centralina che ricarica l'accumulatore,
alimenta ed accende automaticamente
la lampada che si accende al
crepuscolo e si spegne quando
stabilirà il timer inserito.
I vantaggi sono: ambientali (minore emissione di Co2-gas
responsabile dell'effetto serra), ciascun lampione è autonomo dal
punto di vista elettrico, l'energia è ricavata esclusivamente dalla
luce del sole, immagazzinata di giorno e ceduta di notte,non è
necessario l'intervento di nessun operatore, anche in assenza di
sole, viene garantito un minimo di autonomia di circa una
settimana. E che dire del risparmio di energia elettrica, del fatto
che non bisogna fare scavi per portare i cavi elettrici e della
mancanza di manutenzione? Il costo di ogni singolo lampione è di
circa
duemila euro, e se si provasse a comprare solo
l'impiantistica, lasciando i vecchi lampioni e rendendoli tutti
fotovoltaici? Che risparmio avrebbe l'amministrazione comunale
e quindi noi cittadini sulla bolletta elettrica del Comune? Su
questo vorremmo che i nostri amministratori si confrontassero e
dessero risposte.
Il Sindaco e la presidente della Consulta e, dall’alto verso il
basso, alcuni dei partecipanti con le loro creazioni: Pino
Laureana che prosegue una tradizione paterna, Francesco
Gentile e Francesco Laganà
Francesco Stefanelli
ancora una volta ha
organizzato una propria
befana assieme
all’Associazione “Kuore”
di Teresa Grimaldi, in un
ristorante fuori Tropea,
consegnando decine di doni
ai bambini bielorussi, ospiti
delle famiglie tropeane.La
serata è stata presentata
dalla brillante Ann a Sambiase.
Il 11 febbraio alle ore
17,30, per iniziativa
dell’Associazione
Accademia degli
affaticati, sarà presentato
nelle sale del Museo
diocesano, il libro “La
Calabria brucia” dell’antropologo Mauro
Francesco Minervino. Sarà presente l’autore.
LA PIAZZA
- Attualità-
Il giovane regista tropeano Vincenzo
Carone premiato in Lombardia
“Il mio sogno è girare un lungometraggio ambientato e
girato sulla gente di Calabria”
A metà aprile dello scoro anno Enzo Carone veniva chiamato dal
regista Giancarlo Di Fede, vibonese ma che vive ormai da anni a
Pavia, per coprire il ruolo di direttore della fotografia per le riprese di
un cortometraggio patrocinato dal Comune di Cava Manara (PV) e
diretto dallo stesso Di Fede.
Il film si intitola Veleno e prende spunto da una poesia di Charles
Baudelaire, è il racconto, spiega il regista, di due monaci che si
imbattono in una vestale la quale farà di tutto per farli cadere in
tentazione. Inizialmente ed inutilmente con il denaro,
successivamente e con maggior successo con il vino. I due monaci
ubriachi si addormenteranno. Dai loro sogni emergeranno due figure
diverse, uno che rivelerà il suo
desiderio intimo di diventare Dio,
l'altro che manifesterà il suo essere
stolto.
“In Lombardia hanno accolto la
mia troupe benissimo-dichiara
soddisfatto Enzo Carone -e sono
rimasto veramente colpito dalla
cordiale ospitalità riservatami dai
lombardi,inoltre, lavorare con Di
Fede per me è stato un piacere
poiché lo ritengo un gran
professionista dal quale ho imparato
molto”.
Il regista Carone
Forte è stata la mia emozione
quando ho ricevuto la telefonata dall'Assessorato alla Cultura del
comune di Cava Manara che mi informava non solo che il
cortometraggio stava ottenendo gran successo in Lombardia ma
anche che l'Assessore alla Cultura Dott. Michele Pini aveva deciso
di assegnarmi il premio alla cultura 2008, poiché con questo film,
girato nei pressi di un poligono abbandonato da oltre sessant'anni,
abbiamo valorizzato così tanto quei luoghi in disuso da oltre mezzo
secolo, che gli amministratori locali hanno deciso a breve di iniziare
i lavori di ristrutturazione per trasformarlo in parco giochi per
bambini.
La cerimonia di premiazione è stata una gran festa alla quale
erano presenti rappresentanze di tutte le scuole e le massime autorità
locali.”Non ho mai ricevuto un premio e riceverlo a 1300 chilometri
da casa mia e per giunta in maniera inaspettata…fa un certo effetto,
di certo lo custodirò tra le cose più preziose che ho…”.In Calabria
spesso siamo abituati a ricevere grosse troupe cinematografiche
provenienti dal nord Italia a girare nella nostra terra, in questo
caso,invece, è una piccola troupe che da Tropea parte verso la
Lombardia per realizzare un lavoro di spessore artistico-culturale
elevato. Questo è per me un segno che gratifica il mio lavoro e la mia
terra di Calabria …ha commentato Enzo Carone.
Programmi futuri?: “Avrei una sceneggiatura ambientata in
Calabria e pronta per essere girata, spero di trovare al più presto i
fondi necessari per dare il via al questo progetto”.
Gli attori? : Penso che con l'aiuto di Bruno Cimino, che saluto
con molta stima, il “Tropea Film Festival” sia un'ottima “miniera”
da dove attingere bravi personaggi.
Pag. 13 -febbraio 2009
Concorso di arte grafica
“Prevenzione e sicurezza stradale”
per ricordare Paola e Dario
Con una manifestazione cui hanno
partecipato il Sindaco di Tropea, Antonio
Euticchio ed il nuovo Comandante dei Vigili
urbani, Francesco Marciano, sono stati premiati i
primi tre classificati al Concorso di arte grafica
“Prevenzione e sicurezza stradale”, realizzato
per ricordare il decennale della scomparsa di
Paola e Dario, i due giovani che persero la vita nel
giorno di Natale del 1998, in un incidente
stradale. La manifestazione, che si è svolta nella
chiesa dell'Annunziata e che ha visto la
partecipazione dell'associazione Tropeamusica,
è stata organizzata dalla Consulta delle
associazioni e dall'associazione “Paola e Dario
onlus” ed aveva lo scopo di sensibilizzare i
giovani sul tema della sicurezza stradale e dei
comportamenti da tenere durante la guida. Al
primo posto si è classificato Candido
Santaguida, che ha vinto un premio in denaro ed
una targa, al secondo posto ex aequo, Ilaria Asturi
e Ivan Limardo tutti del liceo scientifico di Vibo,
mentre al terzo posto si è classificata la classe
quinta del Liceo scientifico di Tropea. Viva
commozione per il presidente dell'associazione
Paola e Dario, Nino Valeri, padre della giovane
scomparsa.
Il cippo commemorativo lungo la SS 522 dove
persero la vita i due giovani
Il terzo tavolo tecnico
organizzato dall’Ascot e
dal nostro giornale, si
svolgerà il 14 febbraio
alle ore 16,30 presso il
Museo diocesano e
tratterà ancora di
depurazione ed ambiente
L’incontro non sarà aperto al pubblico
LA PIAZZA
- Storia-
Pag. 14- febbraio 2009
del lager?
R. - Il campo di
Luckenwalde era
una famigerata
struttura in cui si
rastrellavano
gli
Un libro di Antonio Pugliese racconta
sbandati e gli si
l'esperienza del padre nei lager nazisti
attribuivano delle
identità. È stato un
percorso bello tra
Foto e testo di Anna Sambiase
virgolette proprio
Fresca di stampa, l'ultima pubblicazione di Pugliese è lp ear cvh éo rf ai c e v adn oi
una testimonianza che va conservata come indicatore dei r a s t r e l l a m e n t o Antonio Pugliese con il padre Giuseppe
valori di libertà e civiltà. Il libro contiene uno scritto positivo, c'era la speranza di tornare, anche se l'angoscia
inedito sui forni crematori di Costantino Simonov che subentrava nel momento in cui un convoglio partiva e loro
rimanevano lì. Erano ragazzi sgomenti che non avevano contatti
visse con Giuseppe Pugliese quel triste periodo.
con i genitori, erano completamente isolati, raramente
Tropea 8 dicembre 2008- Non sono mancati momenti di riuscivano a spedire qualche cartolina per informare i familiari
commozione durante l'intervista al Professore Ordinario di che erano vivi.
D. - Quando Lei raggiunse la maturità piena per
Clinica Medica Veterinaria di Messina Antonio Pugliese.
comprendere
cosa significasse una guerra e ancor di più aver
L'occasione, che non potevamo lasciarci sfuggire, è stata la
pubblicazione del suo ultimo libro “Mio Padre nel Lager”. È un avuto un padre prigioniero in Germania, quali furono le
memoriale inedito che racconta il vissuto di Giuseppe Pugliese, sensazioni avute? In altre parole, l'esperienza di suo padre ha
un uomo internat nei campi di concentramento, in un periodo influito sulla sua crescita culturale?
R. - Sicuramente quando ho iniziato a capire quanta
epocale che ha preceduto la nostra formazione e che abbiamo il
sofferenza
ha dovuto subire mio padre, la sua esperienza ha
diritto e il dovere di conoscere.
Domanda - Cosa spinge un uomo a ripercorrere le influito sulla mia vita.
D. - Ha mai visitato il campo di Luckenwalde o i luoghi del
sofferenze patite dal proprio padre in un campo di
“Massacro
di Treuembrientzen?”
concentramento nazista e a riportarle in una apposita
R. - Ancora non ho avuto tempo di recarmi in questi luoghi,
pubblicazione?
Risposta - La maturità mi ha portato a rispolverare la storia di però sono stato vicino a Monaco di Baviera dove ho visitato
mio padre che per mancanza di tempo solo ora sono riuscito a alcuni campi di concentramento. Lì ho visto una realtà che
raccontare, raccogliendo documenti e ascoltando le nessuno immaginerebbe mai, si sentiva ancora la puzza dei
testimonianze della sua esperienza nei campi nazisti. Un giorno cadaveri dentro i locali dei forni crematori. Costantino Simonov,
ero a casa mia e pensavo: ”ho scritto diversi libri, perché non il compagno di mio padre, ha trattato questo particolare, ossia il
fatto che non riuscivano a smaltire i cadaveri, la
scrivere il vissuto di un uomo che è il prototipo di
massa di carne umana. Uno dei miei obiettivi è
tanta gente delle classi '20,'22,'24 protagonisti di
quello di andare nei posti in cui è stato mio
questa infelice sorte?”. È quel senso della vita che
padre anche perché ho scritto un libro
ti tocca in un momento particolare e ti spinge a
intrinseco di emotività pensando a lui.
raccontare e a portare alla luce il vissuto di un
D. - Il Campo dello sterminio è una
uomo attraverso una comunicazione scritta ma
o
testimonianza sull'esperienza di quel lager
soprattutto indelebile.
che Lei ha inserito nel suo libro. L'autore di
D. - In che circostanza e perché suo padre
questo
scritto è Costantino Simonov,
Giuseppe Pugliese fu internato?
compagno di suo padre in quei duri anni. Lei
R. - Nel '41, da giovane, mio padre si arruolò
lo ha conosciuto personalmente?
nei Carabinieri con l'obiettivo di avere una vita
R. - Non ho mai conosciuto Costantino
diversa, considerando che l'economia in Calabria
Antonio Pugliese
Simonov, pare che sia morto negli anni '90, lui
era in crisi. Era il periodo dei grandi esodi. Partì
con la speranza di trovare fortuna invece si ritrovarono in Grecia. era più grande di mio padre, però tramite un ambasciatore ho
Lì passarono due anni. Tutto sommato stavano bene e la paga, saputo che è stato un grande letterato e un grande scrittore.
D. - Si parla molto spesso della necessità che la “memoria
visti i tempi, era accettabile. Nel libro non ho voluto riportare
l'esperienza della Grecia anche se poteva essere interessante storica” debba rimanere sempre viva per ricordare gli errori
descrivere i paesaggi, le persone sulle montagne … anche questo dell'uomo affinché non si ripetano, eppure le dittature sono
è uno spaccato di quella realtà truce che caratterizza questo sempre dietro l'angolo a paventare minacce di immani
battaglione di Italiani mandati dal regime. Dopo due anni, ossia catastrofi. Qual è il Suo pensiero?
R. - Secondo me è importantissimo perché con il succedersi
nel '43, il convoglio stava ritornando in Italia, ma durante il
percorso, a Novalise, fu bloccato e portato in Germania, senza delle generazioni ogni cosa scompare lasciando poche tracce.
che nessuno dei soldati conoscesse la propria sorte. I Tedeschi li Solo la memoria ci permette di tenere sempre vivo il ricordo.
destinarono nei campi di concentramento per lavorare nelle Infatti il mio libro inizialmente doveva intitolarsi “Le Carte
fabbriche e così mio padre venne internato e rimase nei lager. Si della Memoria”. A proposito di memoria ricordo con piacere
scavavano la fossa non sapendo che fosse una fossa comune. l'incontro con una comunità di cento adolescenti curiosi di
Lavoravano in una fabbrica di munizioni per la 40 millimetri, era conoscere l'esperienza di mio padre. I ragazzi mi hanno travolto
una mitraglia. Il rancio era molto scarso, due patate e una fetta di di domande e la sensibilità di alcuni alla fine era sfociata in
pane. Passarono due anni fino a quando il 25 aprile del '45 ci fu lacrime.
l'armistizio. Furono portati a Berlino con l'intento di visitare la
D. - A chi è dedicato questo suo libro?
città, invece si ritrovarono a dormire all'interno di alcuni casolari
R. - È un messaggio alla gente del posto, alla gente con cui
diroccati, mentre Berlino bruciava, era un fumo di morti. Nel sono cresciuto e che ti continua a vedere bambino. E' una
frattempo le guide tedesche erano scappate e per mio padre ed i testimonianza per coloro i quali pensano che tutto si evolva
commilitoni italiani iniziò un pellegrinare da sbandati, così si senza alcun peso. E' una consegna alle attuali generazioni
definivano loro. Alla fine giunsero in un campo di affinché non dimentichino i sacrifici che i nostri genitori hanno
concentramento sovietico.
dovuto subire per garantire una società migliore.
D. - Quando suo padre si trovò nel campo di Luckenwalde (a
L'intervista è stata rilasciata da Antonio Pugliese l'otto
sud di Berlino) probabilmente pensò che non sarebbe più dicembre scorso, poco prima che il padre Giuseppe Pugliese, ci
ritornato in Calabria. Poi il miracolo. Parlava spesso a casa di lasciasse. Protagonista del libro “Mio padre nel lager”.
quel periodo? Ossia: come reggeva psicologicamente il peso
Dai campi di sterminio…
i ricordi agghiaccianti
LA PIAZZA
“La Calabria brucia”
di Mauro Francesco Minervino - Ediesse
s.r.l. Casa editrice
Prefazione di Franco Arminio. Racconti e
descrizioni impietose di una realtà locale dominata
dalla 'ndrangheta.La Calabria degli incendiselvaggi,
della criminalità, della noia degli abitanti oppressi
da un'afa che è innanzi tutto cappa sociale.
Non esiste regione più ustionata della Calabria.
Sono bruciature inferte dalla malavita organizzata e
dal malgoverno delle città al paesaggio, al corpo
sociale, all'economia.
«La Calabria brucia, la Calabria va a fuoco, in tutti i
sensi» scrive con sguardo allucinato Mauro
Minervino, l'autore diquesto prezioso libro, «ci sono
immagini, archetipi, che in questi giorni di roghi
d iv amp an ti r iemerg o n o co n in q u ietu d in e
dall'inconscio collettivo.
Sembra una prova generale dell'Apocalisse di
Giovanni, in cuil'elemento dominante, come ricorda
spesso James Hillman, è proprio quello del fuoco
che viene dal cielo e del fumo nero che sale dalla
terra e brucia ogni cosa».
Scritta da un antropologo prestato alla letteratura,
nato nell'officina di «Nuovi Argomenti», questa
raccolta di scritti pendolareggia tra passato e
presente, notazioni storiche e filosofiche, echi
letterari, diario di viaggio e fatti di attualità
commentati in presa diretta, in un flusso lavico che
ricompone lo spirito di un luogo, la sua presunta e
perduta identità. Con una lingua tesa, affilata, e un
tono sempre caldo e partecipatol'autore racconta i
ragazzi di Paola, la città dove vive, «ibridi di questi
tempi e di questi paesi senza più memoria..Si
rassomigliano e basta, si rassomigliano tutti e non
ne riconosci mai nessuno», quelli feroci di
Duisburg,il mare tanto amato da Enzo Siciliano, la
Calabria di Mario Soldati e i suoi vini, le campagne
mediatiche di Oliviero Toscani, e naturalmente i
fuochi che divampano nel paesaggio arcaico e
insieme «modernissimo”.
Come ha scritto Franco Arminio nella prefazione a
questo libro: «La Calabria di Minervino è una
regione potente, un luogo in cui la bellezza e la
devastazione della bellezza sembrano sfuggire a
ogni tentativo di cercarne rimedi e ragione».
Mauro Francesco Minervino, giornalista e scrittore,
professore di Antropologia culturale ed Etnologia.
Il peperoncino fa campare
cent'anni
Una delle specialità della nostra regione è il
peperoncino. Pensate che, da un recente
studio, risulta che in Italia esistono circa
duecento qualità e, nel mondo intero,
duemila.
Il peperoncino ha la più grande
concentrazione di vitamina C e fra le
proprietà più importanti ha quelle
vasodilatatrici e anticolesterolo. La
vitamina PP rende elastici i capillari, mentre
la vitamina E aumenta l'ossigenazione del
sangue e la fecondità; la vitamina K2, poi,
ha qualità antiemorragiche e cicatrizzanti.
Avevano capito tutti i nostri avi che
facevano grande uso di questa solanacea,
tanto che essa non manca mai nella dieta dei
centenari.
- Attualità-
Pag. 15- febbraio2009
Continua da pag. 2
Quello di sempre. Non lasciarsi trascinare dalla corrente ed essere contro.
Dire la verità sempre e testimoniare comunque un altro punto di vista.
L'intelligenza e il senso di responsabilità della critica civile servono a
costruire le coscienze libere dei cittadini; a dare fiato alla propaganda ci
pensano già un mucchio di accoliti.
9-Dice mons. Bregantini :”La vera antimafia è il lavoro”. Secondo Lei,
perché non si sostengono e si introducono i giovani nelle attività
produttive?
Il lavoro è una delle questioni, non l'unica e nemmeno quella risolutiva. Non
sono certo mancati i soldi a sostegno del lavoro in Calabria, anche per i
giovani. Il problema è capire dove finiscono i finanziamenti e a beneficio di
chi va tutta questa ricchezza. Troppi soldi sono passati di tasca senza
produrre altro che malaffare, corruzione, prepotenza mafiosa e disastri
colossali in una regione che, ripeto, più che di lavoro, deve sentire necessario
innanzitutto il bisogno di liberarsi, deve aver fame di legalità.
10- Un giovane deve restare in questa Calabria che brucia e per fare cosa, o
deve andare via?
E' difficile rispondere; troppe ragioni individuali, troppi desideri, giocano in
una scelta che non può essere determinata solo da obblighi e rigidità 'etniche':
andare o restare (e perché no, anche ritornare o ripartire) dovrebbe essere
normale in una società libera. I giovani devono diventare cittadini attivi e
disubbidienti, devono conoscere il mondo per amare davvero i propri luoghi.
Nessuno può chiedere loro delle abiure antistoriche. La fedeltà alla Calabria
si misura nella libertà delle scelte. La Calabria fa parte del mondo come
qualsiasi altro posto e nessuno deve rinchiudersi per forza o per paura nel
recinto di una società da villaggio, e nemmeno deve sentirsi inutile e fuori
posto nella sua collettività, alla stregua di un estraneo a casa propria.
11-Lei è stato definito un “antropologo prestato alla letteratura”. E' così?
Pensa che la letteratura e l'antropologia, siano compartimenti stagni,
incomunicabili fra loro?
L'Antropologia nella modernità è diventata un sapere ibrido, che mette
insieme lo sguardo della scienza con l'obbligo di dire la verità, e il tentativo di
ritrovare attraverso il racconto una dimensione umana, uno spazio di
soggettività, forse l'unico possibile nel caos della complessità e nel
livellamento individuale che contraddistingue le società di massa. Credo che
nella nostra cultura professionale si contraggono prestiti con la scrittura e la
narrazione che non finiscono mai. Il mio debito con la letteratura resterà e
sarà sempre uno dei punti di snodo del mio lavoro. Del resto esistono grandi
esempi di antropologi-scrittori che a me piace seguire: lo stesso Levi Strauss
è autore di pagine di grande forza narrativa, ma anche Michel Leiris, che
invece ha fatto il cammino contrario; uno scrittore surrealista che attraverso
il viaggio e l'esperienza sul campo diventa etnografo in Africa. Tra gli esempi
contemporanei di scrittura etnologica che più si avvicina alla letteratura in
una sorta di rapporto mimetico tra saperi, c'è Marc Augé grande analista della
complessità sociale nella contemporaneità e nello stesso tempo scrittore di
romanzi e narrazioni che raccontano la solitudine e la ricerca di senso degli
individui nella realtà dei giorni nostri, come ha fatto da magistralmente ne
'La madre di Arthur'. Per fare esempi che considero più vicini alla mia
esperienza, Enzo Siciliano in Italia è stato più attento di altri nello sforzo di
scrivere romanzi che affrontassero una “letteratura delle cose”; era un
narratore-antropologo, che voluto includere costantemente nella sua
letteratura civile memorie e problemi che appartengono alla storia e
all'attualità della Calabria. Nel mio lavoro apprezzo molto la scrittura
etnologica di un collega antropologo come Vito Teti, che è anche un narratore
acuto e sensibile delle vicende e delle storie della Calabria contemporanea.
No non ci sono affatto diaframmi a separare la buona letteratura e le scienze
umane; entrambe cooperano al tentativo di dare senso a ciò che accade
nell'umano. Personalmente quando scrivo ho sempre in mente che narrare
non è un mestiere retorico, fatto per persuadere e manipolare le coscienze e i
dati della realtà, ma una forma di racconto che consente di mettere in luce e
partecipare più profondamente alla verità della vita, la mia in mezzo a quella
degli altri.
12-Che futuro socio-politico vede per la nostra regione?
Quello che noi sapremo costruirci.
Ringraziamo il dott. Minervino per le riflessioni che ci ha rilasciato.
Pag. 16 - febbraio 2009
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Febbraio 09 - Mensile La Piazza