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editoriale
CELEBRAZIONE DEI SACRAMENTI DI INIZIAZIONE CRISTIANA
(segue dal precedente Notiziario)
2. Famiglia ed educazione
Vediamo dunque in che modo la
famiglia come tale sia capace di
realizzare quell’opera educativa di
cui vi parlavo. Da quanto ho detto
finora deriva una conseguenza
molto importante: educare è molto
di più che istruire; è profondamente diverso che istruire. Fermiamoci
un momento a riflettere su questo
punto. L’istruzione consiste nella
trasmissione di un sapere o teorico
o pratico. Posso insegnare la matematica, e trasmetto un sapere
teorico. Posso insegnare come si
fa l’idraulico, e trasmetto un sapere pratico. L’educazione è di più di
questo. Lo possiamo capire notando che noi possiamo giungere a
conoscere due tipi di verità molto
diverse. Esistono delle verità che
non hanno nessuna rilevanza sul
mio modo di essere libero: sapere
se il fiume più lungo è il Nilo o il
Missisipi non cambia nulla circa il
mio modo di vivere. Ma esistono
verità che hanno una rilevanza
decisiva sul mio modo di essere
libero: sapere se approfittando
della debolezza altrui, posso prevaricare su di lui o non posso,
cambia il mio stile di vita.
L’istruzione trasmette verità che
non hanno rilevanza sulla vita, sul
suo senso; l’educazione trasmette
una proposta di vita ritenuta
l’unica degna di essere realizzata,
se si vuole giungere alla felicità.
Dunque, teniamo ben ferma questa affermazione: educare è diverso da, è ben più che istruire. Da
questa diversità deriva una conseguenza assai importante: chi educa deve vivere con chi è educato.
Non è possibile nessuna educazio-
2 - Notiziario Parrocchiale - Ottobre 2008
ne senza una qualche comunione
di vita. Questo non è vero per
l’istruttore. Al limite, posso imparare le istruzioni anche da un libro.
Perché questa esigenza? Per la
ragione che ho già detto, e che
ora voglio esporre un po’ più lungamente. Chi educa fa una proposta di vita perché ritiene che essa
sia vera e buona: sia via verso la
felicità. Chi educa non è indifferente a che chi è educato accolga o
rifiuti quella proposta: non guarda
con occhi indifferenti al destino
della persona che sta educando.
Desidera che la sua proposta sia
convincente. Ma nello stesso tempo si rivolge ad una persona libera. Questa deve far propria liberamente la proposta di vita fattale
dall’educatore, così come la può
liberamente rifiutare. In che modo
una proposta di vita è persuasiva
senza essere coattiva? È convincente senza essere necessitante?
Non c’è che una via: che
l’educatore possa mostrare nella
propria vita che la proposta fatta è
vera e buona. Che l’educatore possa dire: “questa è la proposta di
vita che ti faccio, e ti assicuro che
io la vivo ed i conti alla fine tornano”. Ora, come si fa a far apparire
“che i conti tornano”? vivendo con
la persona cui si fa la proposta. E
siamo finalmente arrivati … in famiglia. La narrazione della vicenda
educativa appena abbozzata si realizza in grado eminente nella comunità famigliare. Vediamo come
e perché. Ogni genitore è sommamente appassionato al bene del
figlio. Non è indifferente al suo
destino, a che viva una vita buona
o una cattiva vita. Vuole la sua
felicità. È questa la base fondamentale di ogni rapporto educativo. E questa base è naturalmente
Editore
Parrocchia di San Matteo Ap.
Villa d’Ogna
Direttore responsabile
Roberto Vitali
Autorizzazione
Iscrizione Tribunale di Bergamo n.
6 del 05/03/1998
Numeri utili
don Luigi Zanoletti
tel. e fax 0346/21532
cell. 347/7900611
Cine Teatro “Forzenigo”
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Scuola dell’Infanzia
“Teresa Pesenti”
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fax 0346/21532
Asilo Nido
“Il Paese dei Balocchi”
tel. 0346/21339
fax 0346/21532
Casa della Comunità
tel. 0346/20898
Suore delle Poverelle
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Orario delle funzioni
Feriale
07:40 Recita S. Rosario
08:00 S. Messa in Santuario
Festivo
08:00 S. Messa in Parrocchia
11:00 S. Messa in Parrocchia
18:30 S. Messa in Parrocchia
(orario estivo)
18:00 S. Messa in Parrocchia
(orario invernale)
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Ardesio - Gromo n°7
Diocesi di Bergamo
Fotografie
Redazione, Foto ’93,
Elio Baronchelli, Paolo Merelli,
Giuliano Zanoletti.
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editoriale
assai solida nel rapporto genitorefiglio. Poiché non è indifferente al
bene del figlio, il genitore fa una
proposta di vita; indica la via; dà
una risposta alla domanda di felicità che urge nel cuore del figlio.
Nessun genitore darebbe al figlio
che glielo chiede un bicchiere di
acqua, se dubitasse che fosse avvelenata. È una proposta di vita,
quella che fa il genitore, della cui
verità e bontà è certo. Una certezza che gli viene dalla sua esperienza. Ed è a questo punto che si vede la potenza straordinaria che la
famiglia ha di educare. Nessuna
comunità di vita è più intima, è più
prolungata nel tempo, è più continua nella quotidianità, della vita
comune familiare. In un certo senso, all’interno di una normale vita
famigliare i genitori educano quasi
senza accorgersene. Ma da quanto
detto finora risultano evidenti anche le insidie che possono indebolire la forza educativa della famiglia. Devo almeno enunciarle, così
che siate vigilanti nei loro confronti. La prima e la più grave di tutte
è la mancanza nei genitori di una
proposta educativa precisa, seria,
unitaria e continua. Questa mancanza può essere il risultato di una
profonda incertezza interiore presente nei genitori; oppure, e sarebbe il peggio, il risultato di un
vero e proprio relativismo educativo. La mancanza di una proposta
genera degli schiavi, non delle
persone libere. La seconda è la
mancanza di una vera e propria
vita comune familiare. La vita in
comune non è abitare semplicemente sotto lo stesso tetto. È dialogo; è condivisione. La terza è la
mancanza della testimonianza.
Come ho già detto, in fondo l’atto
educativo è una testimonianza di
vita. “La mia vita dice che ciò che
ti propongo è vero”, dice
l’educatore. Quando l’educatore
non può dire questo, l’atto educativo rischia altamente l’inefficacia.
Conclusione
Cari genitori e amate famiglie nella
vostra proposta educativa voi non
partite da zero. Siete dentro ad
una grande tradizione educativa,
quella cristiana, che la Chiesa tiene viva ed operante. Non sradicatevi da essa. Buon cammino allora
a voi e ai vostri bambini che ricevono il Battesimo, ai bambini che
ricevono per la Prima volta Gesù
Eucarestia e ai Ragazzi che hanno
ricevuto il dono dello Spirito. 
Don Luigi
CAMMINO DI CATECHESI 2008/2009
Genitori
Adulti
Chierichetti
Maria Teresa e Manuela
Giovanna e Sr. Agostina
Carmen e Sr. Gervasilla
Letizia e Stefania
Antonella e Lucia
Enrico
Anna e Angela
Susanna
Chiara
Daniele
don Luigi
don Luigi
Tiziano e Daniele
ore
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14.30
14.30
14.30
16.00
16.00
16.00
20.30
20.30
20.30
20.30
20.30
ore 16.00
21.30 da definire
21.30 da definire
21.30 da definire
17.00 sabato
Gli orari e la distribuzione dei catechisti potrebbe essere ancora modificata
per motivi di organizzazione degli incontri.
CINE TEATRO FORZENIGO
PROGRAMMAZIONE FILM
4 e 5 Ottobre - HELLBOY II - THE GOLDEN ARMY
11 e 12 Ottobre - PIACERE DAVE
18 e 19 Ottobre 25 e 26 Ottobre - HANCOCK
Parrocchia San Matteo Apostolo in Villa d’Ogna - 3
dalla diocesi
A
CASA
Un nuovo anno di iniziative
organizzate dal gruppo “La
Casa” per persone separate,
divorziate o risposate
C
on il mese di ottobre riprendono le attività che “La Casa”, gruppo della diocesi di
Bergamo, svolge come accompagnamento spirituale e consulenza
canonica per persone che sono in
situazione di separazione, divorzio
o nuova unione. Sono ormai dieci
anni che nella nostra diocesi si offrono possibilità di incontri e cammini per queste persone, cercando
di creare un luogo di accoglienza,
ascolto e sostegno in un clima di
cordialità e familiarità proprio come suggerisce lo stesso nome del
gruppo organizzatore: “La Casa”.
Non si tratta certo di sminuire il
valore del matrimonio e della famiglia, anzi sono proprio la sofferenza e le problematiche sollevate da
una separazione che ribadiscono
l’importanza e la bellezza del matrimonio cristiano. Le persone che
si rivolgono al gruppo, pur raccontando di situazioni critiche, pesanti
e a volte rischiose, tuttavia manifestano il rammarico di non aver
potuto realizzare un progetto di
amore nel quale spesso avevano
creduto e avevano investito la loro
vita. Il dato di fatto, purtroppo, è
che ci troviamo di fronte sempre di
più a famiglie divise, con o senza
figli, da poco o da tanto tempo,
con coniugi che poi non hanno
avviato una nuova relazione oppure che al contrario hanno stretto
un nuovo legame affettivo. Dal
punto di vista morale e religioso, si
tratta di situazioni matrimoniali
difficili o irregolari, come si sottolinea nell’insegnamento della Chiesa
cattolica. La comunità cristiana,
4 - Notiziario Parrocchiale - Ottobre 2008
che ha accompagnato queste persone al matrimonio e poi negli anni della vita familiare magari col
battesimo dei figli, oggi non può
restare indifferente al dolore, al
disorientamento, alla fatica di riorganizzare nel modo migliore la
propria vita da parte di questi co-
niugi e di questi figli (ma anche di
coloro che sono loro più vicini: genitori, fratelli, amici). Proprio questa è la finalità che anima
l’iniziativa diocesana del gruppo
“La Casa”: essere segno e strumento affinché l’amore di Dio continui a dare senso e vigore alla vita
di queste famiglie pur in un situazioni particolari. Le attività organizzate dal gruppo continuano ad
essere di due tipi: incontri individuali per approfondire aspetti morali, spirituali o canonici (cfr. eventuale causa di nullità), e itinerari di
gruppo sia di preghiera che di confronto e formazione. Per i primi
occorre prendere appuntamento
telefonando al n.035/278224 (cfr.
don Eugenio Zanetti); per i secondi basta presentarsi al luogo prestabilito: per la preghiera in uno
degli otto centri sparsi in diocesi e
per la formazione nel centro della
Comunità del Paradiso a Bergamo
(via Cattaneo, 7). Alcuni incontri
si scolgeranno anche a Villa
d’Ogna un lunedì al mese
presso Casa delle Suore delle
Poverelle nelle seguenti date:
6/10/08; 3/11/08; 1/12/08;
12/01/09; 2/02/09; 2/03/09;
(l’incontro del 2 aprile 2009 sarà
per “tutti” a Bergamo presso il Monastero delle Clarisse in via Lunga
20);
4/05/09; 1/06/09;
6/07/09. Proprio alle persone
separate, divorziate o risposate
che leggeranno queste poche righe vogliamo rivolgere una parola
di profonda comprensione ed incoraggiamento; a volte forse la Chiesa non vi è sembrata sufficientemente attenta e sensibile alle vostre situazioni di vita, forse vi siete
sentiti giudicati o emarginati...
Proprio per questo val la pena di
accogliere le proposte che la nostra diocesi fa e di partecipare attivamente a queste iniziative: il primo passo è sempre il più difficile,
ma poi ci si trova contenti. Ve lo
dicono le stesse persone che, nella
vostra medesima situazione, hanno avuto il coraggio di entrare alla
“Casa” e di condividere tanti bei
momenti di spiritualità, di dialogo
e di amicizia. Vi aspettiamo! 
Gli amici del Gruppo
BENEDIZIONE CASE
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dalla diocesi
STRANIERI
I
nizia con questo articolo
il percorso “Stranieri ma
concittadini”: un secondo cammino di riflessione
che il Centro Diocesano per
la Pastorale Sociale intende
destinare ai nostri Lettori,
proponendo una riflessione
attorno alle tematiche della
giustizia, del confronto e
dell’incontro tra popoli e culture. Come ciascuno di voi
potrà constatare nella propria realtà quotidiana, la
società italiana va rapidamente evolvendosi: la presenza di
significative pluralità etniche si colloca nella tradizione di molteplicità
religiosa e culturale affermatasi
all’interno dell’Epoca moderna e
contemporanea. Nella variegata
realtà del nostro tempo, la questione della multiculturalità diviene, invero, terreno fondante per il
dibattito tra differenziati saperi e
correnti di pensiero. La nostra società, sempre più segnata da processi migratori, è forzata ad interrogarsi anzitutto sulla sua stessa
identità: la conoscenza reciproca e
l’incontro delle diverse tradizioni di
fede costituiscono, invero, attività
essenziali e fondanti qualsivoglia
rete sociale e collettiva. Riflettere
attorno all’incontro tra i popoli è
una questione indubbiamente pregnante ed urgente, che chiama
ciascun Cristiano a prendere posizione, a farsi portatore di testimonianza
del
Vangelo,
nell’accoglienza dello Straniero e
del Diverso. La fede cristiana si
connota per l’accettazione, il rispetto e l’incontro con l’Altro. Ciò
implica che si ripensino attivamente le matrici del nostro Essere, oltrepassando i limiti localistici e accogliendo, inversamente, una nuo-
va unità fraterna. La grande sfida
che ci vede oggigiorno attori protagonisti del nostro futuro sociale
è il riconoscimento dell’Altro, nel
rispetto e nell’aiuto reciproco: oltrepassare i conflitti, i contrasti e
le diatribe costituisce l’unica via
percorribile al fine di costruire
un’autentica società globale, insegnamento di Fratellanza tra gli uomini. Questo nuovo percorso ci
permetterà di dialogare con le realtà Parrocchiali cercando di promuovere alcuni spunti di riflessione: crediamo fortemente che
l’impegno di ciascuno, anche
all’interno delle nostre Parrocchie
e delle realtà di vita collettiva, possa costituire la matrice fondamentale per un cambiamento sociale
tanto oneroso quanto necessario.
Speranzosi che il nostro contributo
MA
CONCITTADINI
possa costituire una risorsa
per tutti i coloro che vorranno farne buon uso, apriamo
una possibile riflessione attraverso le parole di Papa
Giovanni Paolo II: «Pur tra
difficoltà e incertezze, ogni
uomo sinceramente aperto
alla verità e al bene, con la
luce della ragione e non
senza il segreto influsso della grazia, può arrivare a riconoscere nella legge naturale scritta nel cuore il valore sacro della vita umana
dal primo inizio fino al suo termine, e ad affermare il diritto di ogni
essere umano a vedere sommamente rispettato questo suo bene
primario. Sul riconoscimento di
tale diritto si fonda l'umana convivenza e la stessa comunità politica». (Giovanni Paolo II, Enciclica
Evangelium Vitae del 25 Marzo
1995)
A cura di Claudia Proserpio per il
Centro Diocesano per la Pastorale
Sociale
www.pastoralesocialebg.it
Il nostro indirizzo e-mail
[email protected]
è a disposizione per uno scambio
continuo di idee e pensieri, non
esitate a contattarci. 
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Parrocchia San Matteo Apostolo in Villa d’Ogna - 5
l’argomento
ORATORIO
EATO
ALBERTO
A
qualche mese di distanza
dalla firma della convenzione stipulata tra la Parrocchia ed il Comune di Villa d’Ogna,
con la quale il secondo ha ceduto
alla prima la proprietà del “Centro
Sociale”, è arrivato il momento di
rispondere alla domanda che da
più parti è stata posta in questi
mesi alla Parrocchia: a che punto
siamo con il nuovo Oratorio? Per
rispondere a questa domanda è
necessario ripercorrere brevemente quanto fatto fino ad ora ed anticipare quanto in previsione
nell’immediato futuro: quello che
è certo è che, pur senza dare eccessivo risalto alla cosa, la Parrocchia ha rapidamente riattivato
tutte le procedure necessarie affinché il sogno del nuovo Oratorio
di Villa d’Ogna, che da lungo
tempo rappresenta l’obiettivo di
questa nostra comunità, trovi finalmente pronta realizzazione.
Per non disperdere tutto il patrimonio di studi preliminari che
aveva portato alla redazione, nel
2005, del progetto per il nuovo
oratorio, è stato ritenuto opportuno affidare l’incarico del nuovo
progetto al medesimo gruppo di
progettazione, costituito dallo
studio EPS-Architetti Associati di
Bergamo (architetti Elisabetta Bertocchi, Stefania Magaldi, Paolo Masotti). Va ricordato infatti che il
progetto di allora, che non fu possibile approfondire per le note vicende legate all’intervento di tutela da parte della Soprintendenza,
era già stato approvato e sostenuto dalla Curia Vescovile di Bergamo ed in particolare dal suo Ufficio
per la Pastorale dell’Età Evolutiva
(UPEE) per la sua rispondenza alle
esigenze della comunità ed alle
necessità pastorali; benché da al-
6 - Notiziario Parrocchiale - Ottobre 2008
lora siano cambiati in modo sostanziale i termini del progetto,
passando da una nuova costruzione al riutilizzo di un edificio esistente, la nuova proposta sarà arricchita da tutte le considerazioni
fatte all’epoca. In particolare, saranno sostenute ed approfondite
le peculiarità già individuate in
precedenza: in accordo con le
“Linee progettuali dell’Oratorio”
fornite dalla Diocesi di Bergamo, il
p rog et t o sa r à es pr e ss io ne
dell’accoglienza, della carità verso
il prossimo e della testimonianza
per le giovani generazioni.
L’obiettivo di conferire all’Oratorio
le qualità di un luogo pensato per
la vita in comune e di gruppo, casa capace di accogliere tutti, luogo
di incontro lontano da logiche
commerciali nel quale è possibile
condividere i valori della fede e
della carità, rimarrà il punto fermo
della nuova proposta progettuale,
anche alla luce delle esigenze già
evidenziate nel 2005. La dedicazione al “Beato Alberto” ed il logo
dell’Oratorio, studiati allora, accompagneranno anche la nuova
proposta progettuale, rimanendo i
riferimenti fondanti della nuova
realizzazione. La prima questione
che è stata affrontata dalla Parrocchia e dai Tecnici progettisti è stata quella di decidere se riutilizzare
la struttura esistente del “Centro
Sociale”, adattandola alle nuove
esigenze distributive ed adeguandola agli attuali obblighi di legge,
oppure se demolire completamente l’edificio per ricostruire al suo
posto una struttura completamente nuova. La conosc enza
dell’edificio attuale, ottenuta per
mezzo di numerosi sopralluoghi e
rilievi sul posto, oltre che dello
studio della documentazione progettuale esistente, ha permesso
di valutare la soluzione più corretta sia dal punto di vista architettonico che economico. La consulenza del tecnico specialista in
materia strutturale ed impiantistica ing. Bortolo Balduzzi , ha consentito di ricostruire con precisione il “quadro clinico” dell’edificio
esistente, evidenziandone le attuali carenze dal punto di vista
della normativa antisismica, per il
risparmio energetico e per la prevenzione degli incendi. La valutazione degli aspetti formali e distributivi dell’architettura
dell’attuale “Centro Sociale” ha
inoltre permesso di verificare la
possibilità di trasformazione del
corpo di fabbrica per adeguarlo
alle esigenze, sostanzialmente differenti dalle attuali, richieste per
l’insediamento di un Oratorio. Sono infine state fatte alcune considerazioni dal punto di vista strettamente economico e di velocità realizzativa, confrontando tra di loro
le due ipotesi. La scelta definitiva,
alla luce di tutto quanto sopra esposto, è stata quella di riutilizzare
l’argomento
la struttura attuale, conservando
gran parte dell’involucro esistente
e limitando il sacrificio delle parti
non conservabili al minimo indispensabile. Questa soluzione, oltre
ad essersi rivelata come la più razionale, ha consentito di evitare la
dispersione di un patrimonio immobiliare che la Parrocchia ha acquisito a fronte di notevoli sacrifici
e che, pur con qualche significativa eccezione, può essere adeguato
a tutte le richieste normative e
funzionali grazie ad un’attenta progettazione; solo dove gli interventi
di adeguamento dell’esistente dovessero rivelarsi eccessivamente
onerosi si procederà ad alcune
parziali demolizioni e successive
ricostruzioni in forma più rispondente alle nuove necessità. E’ comunque doveroso ricordare che le
caratteristiche degli spazi e delle
modalità di utilizzo dell’Oratorio
sono differenti da quelle degli ambienti attualmente utilizzati dal
“Centro Sociale”; pertanto il mantenimento di un’ampia porzione
del fabbricato esistente comporterà comunque un complessivo ridisegno degli spazi interni ed un adeguamento strutturale, impiantistico ed architettonico che rinnoverà profondamente l’attuale edificio. Gli attuali spazi di ritrovo per
gli anziani saranno integrati nella
nuova struttura, in modo che tutte
le fasce di età presenti nella Comunità trovino adeguata collocazione nel nuovo Oratorio; i due
piccoli appartamenti attualmente
ubicati al piano superiore del
“Centro Sociale” saranno mantenuti in modo da limitare al minimo
i disagi per gli attuali ospiti.
L’acquisizione delle nuove aree da
parte della Parrocchia ha consentito la creazione di un unico spazio
organico ed interconnesso
all’interno del quale si troveranno
tutte le funzioni di riferimento della Comunità: l’antica Parrocchiale
di San Matteo con il suo Sagrato, il
Cine Teatro Forzenigo, i campi
sportivi ed infine il nuovo Oratorio
saranno collegati tra di loro da
percorsi protetti e tutti interamente sviluppati all’interno della proprietà parrocchiale. Gli spazi così
ottenuti saranno rappresentazione
formale della missione educativa
della Chiesa, unitaria perché capace di comprendere ed integrare le
funzioni liturgiche (il Santuario),
caritative e di accoglienza
(l’Oratorio) e ricreative (il Cineteatro e le strutture sportive) che
sono tre aspetti del medesimo obiettivo: la formazione morale ed
etica della Comunità. Dal punto di
vista formale, sarà studiato un
percorso che unirà gli edifici del
Santuario, del Cineteatro e
dell’Oratorio per mezzo di passaggi
porticati coperti; saranno inoltre
predisposti i collegamenti con gli
spazi esterni di completamento
attuali e di nuova realizzazione:
campi da gioco, aree a verde, spazio giochi per i bambini, arena
all’aperto e spazi per la convivialità. Una particolare attenzione sarà
rivolta allo studio degli ingressi
dell’Oratorio ed al volto esterno
dell’edificio, che intende proporsi
come cuore vivo dell’intero complesso; grazie all’asportazione del
terrapieno che attualmente circonda l’edificio, gli attuali vani interrati potranno ricevere luce ed aria
direttamente dall’esterno e costituire gli spazi destinati alla vita sociale in collegamento con tutte le
altre funzioni presenti nell’area.
Nel mese di Agosto è stato effettuato un incontro con don Michele
Falabretti Direttore dell’Ufficio Pastorale dell’Età Evolutiva della Diocesi, che ha condiviso la proposta
progettuale suggerendo alcuni piccoli approfondimenti alla luce
dell’osservazione di altre realtà
della nostra Diocesi; in quella occasione il progetto è stato sottoposto anche all’attenzione di Mons.
Maurizio Gervasoni Delegato Vescovile per la Formazione ed Educazione del Popolo di Dio. Nei
prossimi mesi l’iter progettuale
proseguirà spedito: entro ottobre
sarà possibile sottoporre il progetto preliminare alle prime valutazioni da parte del Consiglio Pastorale
Parrocchiale; esso sarà confrontato attentamente con tutte le necessità della Parrocchia e sottoposto ad eventuali “messe a punto”.
Solo a questo punto sarà possibile
contattatare l’”Organismo esterno di Validazione” incaricato
dalla Curia Vescovile di seguire
e verificare tutte le successive fasi
progettuali; coordinandosi con tale
organismo, i progettisti predisporranno il progetto definitivo che
dovrà essere sottoposto alle verifiche della Soprintendenza per ciò
che riguarda la compatibilità del
nuovo sagrato con il Santuario.
Ottenuto anche quest’ultimo nulla
osta, il progetto sarà consegnato
all’ufficio tecnico comunale per
l’acquisizione degli indispensabili
permessi, ottenuti i quali la Parrocchia sarà in possesso di tutti i requisiti necessari per iniziare la fase
dei lavori veri e propri. Se tutti i
vari passaggi si svolgeranno senza
particolari complicazioni si può ipotizzare che, nella tarda estate del
2009 sarà possibile inaugurare il
cantiere del nuovo Oratorio, dando
così finalmente l’avvio ufficiale alla
fase realizzativa. 
Parrocchia San Matteo Apostolo in Villa d’Ogna - 7
scuola dell’infanzia
ANCHE
A SETTEMBRE
ARRIVATA LA PRIMAVERA
C
he succede? Alla Scuola
dell’Infanzia hanno perso la
trebisonda? No amici, nel
mese di agosto è arrivata la comunicazione dal Ministero
dell’Istruzione che ci assicurava di
aver accolto la nostra domanda
per l’attivazione della “Sezione
Primavera”. Il primo giorno di
settembre quindi è iniziata l’attività
al Nido “Il paese dei balocchi” per i
bambini da pochi mesi fino ai due
anni d’età, alla Scuola dell’Infanzia
per i bambini di tre anni e alla Sezione “Cuccioli” per i diciannove
bambini iscritti, con età fra i ventiquattro e i trentasei mesi di età.
Con loro ci sono due educatrici:
Lara, di Castione della Presolana e
Michela, che l’anno scorso aveva
sostituito la maestra Silvia nella
sezione “coccinelle”. Formuliamo i
nostri migliori auguri di benvenuto
e di buon anno scolastico a Lara e
SCUOLA PARITARIA
E
salutiamo la nostra Chiara, che per
due anni è stata con noi e che per
motivi normativi è ora costretta a
svolgere la sua attività lavorativa
in altri ambiti. Nei primi giorni di
settembre abbiamo accompagnato
e sostenuto i bambini nella difficoltà di imparare a stare alla Scuola
dell’Infanzia e al Nido senza mamma e papà; i pianti erano frequenti
e rendevano difficile anche ai genitori andarsene lasciando i loro piccoli, magari per la prima volta, a
persone nuove. Gli ambientamenti
effettuati in modo graduale allevviano la fatica, ma non riescono a
cancellarla; è il primo scotto da
pagare per diventare grandi… Dal
mese di ottobre non sarà più la
cuoca Paola a preparare i pasti
nella nostra cucina; infatti la Scuola dell’Infanzia del suo paese è
rimasta senza cuoca e Paola ha
trovato la possibilità di lavorare
vicino a casa, per i bambini del
suo paese. A lei che ha lavorato
con serietà, impegno e costanza
alla nostra Scuola dell’Infanzia auguriamo di trovarsi bene nel nuovo
lavoro e la ringraziamo per essere
stata con noi e per averci avvisato
in anticipo, dandoci la possibilità di
poterci attivare per trovare
un’altra cuoca. Dal mese di ottobre
la cucina della nostra Scuola
dell’Infanzia sarà il “regno” di Stefania, che sosituirà la cuoca Dony
fino al suo rientro dalla maternità;
le diamo il nostro più caloroso
benvenuto! Ci aspetta ora un nuovo anno scolastico: nuove amicizie
da instaurare, vecchi amici da ritrovare, tante cose da imparare,
mille occasioni per divertirsi insieme; questo e molto altro ve lo racconteremo nel prossimo articolo. A
presto e un gioioso ciao! Ve lo dicono 120 allegre vocine… 
RISORSE FINANZIARIE
N
el numero precedente del
notiziario parrocchiale
(giugno 2008), è stata proposta al lettore una breve riflessione riguardante i notevoli risparmi
delle finanze pubbliche grazie alle
scuole paritarie, riconosciute come
parte del sistema nazionale di istruzione, quindi alla pari delle
scuole pubbliche, senza però che
abbiano la medesima parità in
campo economico, accollando alla
scuola locale l’onere di molte spese. In questo numero viene riproposta un’ulteriore riflessione osservando alcuni dati riguardanti, come si era anticipato nel precedente notiziario, le risorse finanziarie
delle Scuole derivanti dai contribu-
8 - Notiziario Parrocchiale - Ottobre 2008
ti dei Comuni che hanno sul loro
territorio una Scuola dell’Infanzia
Paritaria:
■ Clusone:
contributo
€150.00,00 per n. 7 sezioni
(pertanto € 21.428,00 per sezione) ;
■ Parre: contributo €60.000,00
per n. 3 sezioni (pertanto €
20.000,00 per sezione) ;
■ Valbondione : contributo
€32.000,00 per n. 18 alunni
(pertanto € 32.000,00 per sezione);
■ Gromo: contributo €19.000,00
per n. 19 alunni (pertanto €
19.000,00 per sezione);
■ Ponte
Nossa: contributo
€43.700,00 per n. 2 sezioni
(pertanto € 21.850,00 per sezione);
■ Ardesio:
contributo
€63.000,00 per n. 3 sezioni
(pertanto € 21.000,00 per sezione);
(fonti “Piani Diritto
allo studio” dei Comuni).
■ Villa
d’Ogna: contributo
€40.000,00 per n. 3 sezioni
(pertanto € 13.333,33 per sezione)
■ Oltressenda Alta: contributo
anno scolastico 2007/2008
€1.200,00
dalla parrocchia
IL CINE-TEATRO FORZENIGO,
“La comunità cristiana è impegnata da
sempre nel compito di annunciare il
Vangelo e in ogni epoca ricerca forme
nuove e più adeguate per comunicare
agli uomini e alle donne il messaggio
di salvezza. Questa vasta e articolata
opera di evangelizzazione passa anche attraverso prospettive culturali
capaci di intercettare le domande del
tempo e di proporre risposte originali
e pertinenti. In questo contesto diventa sempre più urgente innestare nella
pastorale ordinaria attenzioni nuove
dal punto di vista dei linguaggi e delle
modalità di comunicazione”.
S
ono queste le parole con cui
inizia la nota pastorale “La
sala della comunità, un servizio pastorale e culturale” della
Commissione Ecclesiale per le Comunicazioni Sociali della CEI. Anche se questa nota compie quasi
dieci anni di età, è estremamente
attuale e ci richiama con fermezza
al compito e al ruolo che anche la
nostra comunità, nel suo piccolo, è
chiamata a svolgere: dare il sapore di Gesù Cristo alle relazioni di
ogni giorno; testimoniare uno stile
di vita secondo un modello ben
preciso, quello del Vangelo. Questo compito così difficile e insieme
entusiasmante non può non tener
conto delle condizioni in cui deve
tradursi: deve essere attento osservatore dei continui progressi
che il mondo d’oggi vive. Tra i più
evidenti lo sviluppo tecnologico e il
ruolo sempre potenziato dei media
(si pensi a TV, Internet, videotelefonia, i-pod) occupano nella vita
quotidiana di tanta gente il ruolo
primario di informazione e ormai
anche di formazione. Ecco allora
l’importanza di proporre e offrire
luoghi adatti alle esigenze di oggi,
con un linguaggio adatto all’uomo
del nostro tempo che tuttavia non
INVESTIMENTO DI SPERANZE
vengano meno al grande compito
di educare ad una vita buona, nel
rispetto delle regole del vivere sociale e dell’Altro. Nella nostra comunità occupa questo grande posto il Cine-Teatro Forzenigo. Tra i
battiti cardiaci davanti ad un bel
film d’azione o tra le risate e gli
applausi di una rappresentazione
teatrale sono tante le cose che
anche un po’ inconsciamente accadono: si impara ad apprezzare la
bellezza delle cose, si sviluppa un
buon senso critico che permette di
capire se una cosa è utile e sana
per la vita, si intessono legami più
o meno implicanti con il proprio
vicino di poltrona o mentre si assapora un caffè nei dieci minuti di
intervallo. Insomma abbiamo a
disposizione della nostra comunità
e di tutti coloro che vogliono, una
grande ricchezza che mette in
campo una vasta gamma di possibilità per aiutarci a crescere e maturare. Una possibilità che permette ai più piccoli di divertirsi senza
che vadano incontro al pericolo, e
agli adulti di dare sfogo alle risate
di gusto senza rinnegare i sani
principi. La gratitudine allora nei
confronti di don Pietro Forzenigo è
grande e con lui il nostro grazie va
a tutti coloro che negli anni a seguire hanno visto nel Cine-Teatro
una risorsa importante di comunicazione, di impegno culturale,
un’occasione di incontro e di sti-
molo per tanta gente e per questo
si sono dedicati silenziosamente e
con tanto spirito di servizio a mantenerlo e gestirlo nei più differenti
aspetti (in sala proiezioni, nella
pulizia, nel servizio al bar o alla
cassa e nei più diversi ambiti sicuramente impegnativi che lo costituiscono). In questa scia si inseriscono tutti coloro che in svariati
modi lo hanno continuamente migliorato e abbellito, rendendolo
una delle sale della comunità più
moderne e avanzate della zona
tanto da meritare dello spazio su
una rivista cinematografica provinciale e cosa inaspettata anche su
una nazionale. Il percorso che ha
condotto il Cine-teatro ad essere
come è adesso ha comportato un
grande sforzo di energie e risorse,
il costo definitivo per restituire a Villa d’Ogna il “Forzenigo”
bello e capace di ospitare quasi 300 persone è stato di €
819.116,57. Un impegno non
indifferente per una piccola comunità come la nostra. Ora sta a noi
la scelta. Quella di vedere nel nostro cinema solo una perdita di
tempo o con occhi fiduciosi e volti
al futuro, scorgerne le immense
potenzialità e ricchezze che solo
con il nostro consenso potranno
attuarsi. È davvero un investimento di tempo, di risorse, di energie
e soprattutto di speranze, ma se ci
si crede, ne vale davvero la pena.
BILANCIO DEL CINE TEATRO FORZENIGO
ENTRATE (giugno 2008 - settembre 2008)
Buste distribuite nel Notiziario
N.N. in memoria vivi e defunti
Totale Conto
1.509,00 €
3.000,00 €
4.509,00 €
243.264,56 €
USCITE
Saldo progettisti
13.918,36 €
TOTALE USCITE conclusivo
819.116,57 €
Parrocchia San Matteo Apostolo in Villa d’Ogna - 9
CALENDARIO PASTORALE DI OTTOBRE
14:30 Conferenza S. Vincenzo
SS. ANGELI CUSTODI
PRIMO VENERDI DEL MESE
7.30 Esposizione e Adorazione del SS. Sacramento
Sabato 4
Domenica 5
SAN FRANCESCO D`ASSISI, PATRONO D`ITALIA
BEATA MARIA VERGINE DEL ROSARIO
Mandato ai catechisti
16.00 Incontro con tutti i bambini e le famiglie della Catechesi in Parrocchia
17.00 Processione con la Statua della Madonna e al termine S. Messa in Parrocchia
20.30 Incontro con i genitori dei bambini di 1 elementare
20.30 Incontro Gruppo Catechisti
Inizio Catechismo per bambini e ragazzi
20.30 Consiglio Parrocchiale Affari economici
Sabato 11
BEATO GIOVANNI XXIII, PAPA
Indulgenza Plenaria
20.30 Incontro con i genitori dei bambini di 2 elementare
20.30 Scuola di Preghiera in Seminario
Sabato 18
Domenica 19
SAN LUCA, EVANGELISTA
LXXXII GIORNATA MISSIONARIA MONDIALE
16.00 Conferenza S. Vincenzo
20.30 Incontro con i genitori dei bambini di 3 elementare
20.30 Incontro Gruppo Catechisti
20.30 Incontro del Consiglio Pastorale Parrocchiale
Sabato 25
Domenica 26
7.30 S. Rosario Meditato
8.00 S. Messa per la Medaglia Miracolosa
20.30 Confessioni comunitarie in Santuario
7.30 S. Confessioni
15.00 Confessioni per le elementari
16.00 Confessioni per le medie
7.30 S. Confessioni
14.30-
dal Sinodo Diocesano
IL RITO DELL’EUCARESTIA (segue dal precedente Notiziario)
185 La raccolta delle offerte è segno di partecipazione al sacrificio eucaristico, di
corresponsabilità nella carità verso i fratelli bisognosi e di attenzione alle concrete
esigenze della comunità. Più persone siano disponibili per questo servizio in modo
che sia contenuta nei limiti di tempo dei limiti offertoriali. È auspicabile che, quando
sia possibile, le offerte raccolte e gli altri doni vengano presentati al presidente
nell’unica processione offertoriale, senza comunque deporli sulla mensa eucaristica.
Le offerte in
Denaro
186 La preghiera eucaristica, momento centrale e culminante dell’intera celebrazione, azione di grazia e santificazione, è per sua natura di competenza del sacerdote
celebrante. Si ricorda la possibilità di un utilizzo vario delle diverse Preghiere Eucaristiche contenute nel Messale Romano, secondo quanto consentito alle rubriche. I
fedeli partecipano con il sacro silenzio, rispondendo al dialogo iniziale, cantando il
Santo, l’acclamazione all’anamnesi e l’Amen della dossologia finale. Sono espressamente riprovate preghiere eucaristiche fantasiose o inventate: ci si attenga ai testi
liturgici. Per quanto riguarda la Messa dei fanciulli, si faccia riferimenti all’apposito
Direttorio. Nelle preghiere eucaristiche delle Messe dei fanciulli sono previste anche
altre acclamazioni.
La preghiera
Eucaristica
187 La preghiera del Signore è espressione di tutta l’assemblea liturgica. Può essere pregata tenendo le braccia allargate, antico gesto che, nella Bibbia e nella prima
comunità cristiana, caratterizzava l’atteggiamento dell’orante.
Il Padre nostro
188 La partecipazione piena alla celebrazione si ha con la comunione sacramentale. Per quanto possibile si faccia in modo che i fedeli ricevano la Comunione con il
pane consacrato nella stessa Messa e, nei soli casi previsti, facciano la comunione
anche al calice, affinché, anche per mezzo dei segni, sia meglio espressiva della
partecipazione al sacrificio di Cristo.
Il pane
Eucaristico
189 Si ricordi ai fedeli la possibilità di ricevere la Comunione in bocca o in mano e
li si istruisca, con periodici richiami, a farlo nel debito modo. In ogni caso è il ministro a dare il pane consacrato e a porgere il calice. Non è consentito ai fedeli, né ai
ministri straordinari della Comunione, né ai diaconi in nessuna celebrazione, prendere con le proprie mani il pane consacrato direttamente dalla patena e nemmeno
intingerlo nel calice del vino o passare le specie eucaristiche da una persona
all’altra. Ogni fedele che riceve sulla mano il pane eucaristico lo assuma nel debito
modo davanti al ministro: non è consentito a nessuno tornare al posto con il pane
eucaristico. Sono pertanto urgenti sia l’azione educativa che la vigilanza, onde evitare mancanze di rispetto e sempre possibili gravi profanazioni dell’Eucaristia
La distribuzione
della Comunione
190 Non dovrà essere trascurata l’attenzione missionaria verso gli assenti, affinché
non siano esclusi dalla piena comunione sacramentale. Pertanto è significativo che
la Comunione agli ammalati e agli anziani impediti a partecipare, portata dai ministri straordinari, parta dall’assemblea eucaristica domenicale.
Comunione agli
ammalati
191 La celebrazione sia opportunamente attuata per evidenziare in modo più esplicito l’unità del sacerdozio, del sacrificio e del popolo di Dio. Si rifugga però
dall’equivoco che concelebrare significhi maggiore solennità. La verità e intensità
della preghiera della Chiesa non dipendono dal numero dei concelebranti.
La
Concelebrazione
dal Sinodo Diocesano
192 Indirizzi di saluto, auguri, interventi particolari siano a seguito dell’orazione
dopo la Comunione. Per gli interventi di autorità politiche, amministrative o militari,
nell’esercizio delle loro funzioni, si trovino momenti opportuni non durante la celebrazione e ordinariamente fuori di chiesa. In particolari circostanze è consentita ai
militari la preghiera loro propria, approvata dall’Ordinario, da recitarsi a conclusione
dell’orazione dopo la Comunione e prima della benedizione finale. Bandiere, labari e
stendardi non occupino mai il presbiterio.
Interventi
Particolari
4. LUOGO E TEMPI DELLE CELEBRAZIONI EUCARISTICHE
193 Circa il luogo proprio della celebrazione dell’eucaristia si ricordi che, senza una
vera necessità di cui è giudice l’Ordinario del luogo, non è consentito celebrare
l’Eucaristia fuori dal luogo sacro, soprattutto nel giorno del Signore. Qualora
l’ordinario del luogo lo permetta, si abbia cura di scegliere un luogo degno e
l’azione sacra si svolga sopra una mensa conveniente.
Luogo della
Celebrazione
194 «L’unità della Chiesa esige, tra l’altro, molta attenzione per non dividere o disperdere la comunità che celebra l’ eucaristia. Si eviti pertanto la moltiplicazione
immotivata e inopportuna della messe, che spesso comporta l’uso non giustificato
della “binazione” o della “trinazione”, e che finisce per convocare assemblee frazionate e frettolose in orari troppo ravvicinati. Non si consente così ai fedeli di condividere consapevolmente gli impegni apostolici di tutta la comunità cristiana».
Numero e orari
delle Messe
195 Per favorire una viva partecipazione dei fedeli alla messa e una dignitosa celebrazione da parte del prete, fra l’inizio di una celebrazione eucaristica e quella seguente, nel giorno del Signore, intercorra un lasso di tempo non inferiore a un’ora
e mezza.
Tempo tra una
Messa e l’altra
196 La messa festiva del sabato sera o delle vigilie delle feste sia programmata là
dove è pastoralmente necessario, in coordinamento con le parrocchie vicine. La
prossimità di alcune parrocchie, e anche il numero variabile dei partecipanti, possono suggerire di non stabilire queste Messe in ogni parrocchia.
Messe al sabato
sera
197 Si tenga conto della mobilità della popolazione (turismo, vacanze.) in determinati periodi dell’anno e si garantiscano celebrazioni adatte ai fedeli che sopraggiungono. Si valuti con il consiglio pastorale l’opportunità di mantenere la celebrazione
eucaristica festiva in tutte la chiese sussidiarie. Nelle chiese dei religiosi le Messe
non coincidano con quelle della chiesa parrocchiale, ma siano celebrate in orari integrativi. Il triduo pasquale sia possibilmente celebrato solo nella chiesa parrocchiale.
Messe in estate,
in chiese succursali, rettorie, istituti religiosi
198 Le Messe per gruppi particolari si celebrino di norma non di domenica ma, per
quanto è possibile, nei giorni feriali, favorendo la loro partecipazione alla Messa comunitaria nel giorno del Signore.
Messe per gruppi
e associazioni
199 È opportuno che non vengano celebrate altre Messe nella stessa chiesa, fuori
dagli orari stabiliti, in occasioni di feste, raduni o circostanze straordinarie. Questi
casi devono sempre rivestire carattere di straordinarietà. Si esortino i fedeli a celebrare i loro anniversari dentro le normali Messe di orario, anche per evidenziare la
partecipazione della comunità alle gioie e ai dolori di ciascuno.
Interventi
Particolari
dal Sinodo Diocesano
La comunità parrocchiale valuti piuttosto l’opportunità, in alcune ricorrenze, di fare
celebrazioni della Parola o momenti di preghiera d’altro genere per non snaturare la
celebrazione eucaristica.
200 Nei giorni feriali se si celebra nei quartieri o alle edicole mariane, si verifichi la
dignità del luogo, affinché l’azione sacra avvenga sempre e comunque sopra una
mensa conveniente.
Messe Feriali
201 Nel programmare gli orari delle celebrazioni eucaristiche si cerchi l’accordo con
i parroci vicini, specialmente nelle città e nei paese dove ci sono più chiese, per evitare la concentrazione di più Messe negli stessi orari. Questa collaborazione permetterà un fraterno aiuto fra i preti dello stesso vicariato, particolarmente in occasione di feste, di iniziative nel periodo estivo, di malattia di qualche confratello.
Orari da concordare con le parrocchie vicine o
con il vicariato
202 In ogni vicariato si curi la stampa e l’affissione alle porte delle chiese di manifesti con gli orari estivi e invernali delle Messe festive celebrate nelle varie chiese
del vicariato stesso.
Avviso con orari
delle Messe vicariali
5. CELEBRAZIONI IN LATINO
203 È data la possibilità, consultato l’Ordinario tramite la Cancelleria vescovile, di
celebrare in lingua latina con il Messale di Paolo VI editato nella sua Termia Edito
Tipica nel 2004.
Messe in latino
con il Messale di
Paolo VI
204 Qualora un congruo gruppo di fedeli richieda al parroco la celebrazione della
Messa secondo il Messale di Pio V, nella edizione del 1962 rivista dal Beato Giovanni XXIII, in questi si rivolga alla Cancelleria vescovile che verificherà la congruità
delle motivazioni alle disposizioni del Motu Proprio Summorum Pontificum e si attenga alle indicazioni ricevute.
6. INTENZIONI DELLE MESSE
205 Ogni parroco ha l’obbligo alla domenica di celebrare una Messa pro populo. Si
abbia cura che ogni eucaristia domenicale sia celebrata per la comunità e per tutti
come segno preminente del giorno del Signore e annuncio del mistero della sua
alleanza con il mondo intero. È compito dei pastori provvedere alla formazione ecclesiale dei fedeli per evitare rischi di una privatizzazione dell’eucaristia del giorno
del Signore.
Messa
pro populo
206 Si presti ogni cura affinché la celebrazione eucaristica sia l’azione di grazie di
tutta la Chiesa, e più precisamente dell’assemblea liturgica, per l’opera salvifica di
Cristo. Primaria resta l’intenzione ecclesiale di tutta l’assemblea riunita intorno alla
quale si collocano e si giustificano particolari intenzioni e preghiere, tra cui il ricordo
dei defunti della comunità. Pur rivestendo una certa importanza, le “ tradizioni “ di
ogni parrocchia e la buona abitudine dei fedeli di offrire il Santo sacrificio in suffragio dei cari defunti non possono essere i criteri ispiratori nel predisporre il numero
delle Messe feriali. A tale proposito si ricorda di educare i fedeli a offrire intenzioni
di Messe da far celebrare ai missionari.
Intenzioni delle
Messe
dal Sinodo Diocesano
207 Nelle domeniche e nei giorni festivi, anche nel pomeriggio del sabato o vigilia
di festa, si eviti di far menzione particolare dei defunti, soprattutto nelle preghiera
eucaristica, a meno che non si tratti della Messa esequiale, per evitare che
l’assemblea domenicale e festiva del popolo di Dio assuma una dimensione privatistica. In tutte le celebrazioni il nome del defunto può essere ricordato in una intenzione della preghiera universale. Il nome del defunto in suffragio del quale viene
celebrata la Messa può essere ricordato nella preghiera eucaristica solo nelle messe
rituali dei defunti (dopo la notizia della morte, nelle esequie, in occasione della sepoltura, nel primo anniversario della morte).
Messe per i
Defunti
208 Per quanto riguarda la Messa plurintenzionale ci si attenga alla disciplina diocesana. In particolare questa celebrazione è consentita, previa autorizzazione
dell’Ordinario:
■ nel caso in cui gli offerenti, previamente ed esplicitamente avvertiti, consentano
liberamente che le loro offerte siano cumulate con altre in un’unica offerta per
una santa Messa celebrata secondo un’intenzione collettiva;
■ non più di due volte per settimana;
■ solo nei giorni feriali (non nelle domeniche, nelle feste di precetto, nelle solennità, pomeriggio di sabato o della vigilia di tali feste o solennità);
■ indicando pubblicamente il giorno, il luogo (la chiesa parrocchiale e l’orario ).
Messe
plurintenzionali
o collettive
Si ricorda che al celebrante è lecito trattenere la sola elemosina stabilita dalla diocesi. La somma residua eccedente tale offerta sarà consegnata all’Ordinario tramite
l’Ufficio competente della curia diocesana.
7. IL CULTO EUCARISTICO
209 I fedeli, quando venerano Cristo presente nel sacramento, ricordino che questa presenta deriva dal sacrificio e tende alla comunione sacramentale e spirituale.
La pietà che spinge i fedeli a prostrarsi in adorazione dinanzi alla Santissima Eucaristia li attrae a partecipare più profondamente al mistero pasquale e a rispondere
con gratitudine al dono di coli che con la sua umanità infonde incessantemente la
vita divina nelle membra del suo corpo.
Il culto
Eucaristico
210 Scopi della conservazione dell’eucaristia fuori dalla Messa sono
l’amministrazione del Viatico, la distribuzione della Comunione agli infermi e
l’adorazione di nostro Signore Gesù Cristo, presente nel Sacramento. Nella storia
della Chiesa la conservazione delle sacre specie per gli infermi portò alla lodevole
abitudine di adorare questo celeste alimento riposto e custodito nelle chiese. Il culto di adorazione poggia su valida e salda base, soprattutto perché la fede nella presenza reale del Signore porta naturalmente alla manifestazione esterna e pubblica
di questa stessa fede. A questo scopo le tradizionali forme di pietà eucaristica non
dovranno essere abbandonate, ma ripensate con attenta sensibilità biblica. Ogni
comunità stabilisca alcuni appuntamenti di adorazione eucaristica con cadenza
mensile.
Viatico,
Comunione agli
infermi,
adorazione
(segue sul prossimo Notiziario)
CALENDARIO PASTORALE DI NOVEMBRE
Sabato 1
TUTTI I SANTI
S. Messe con orario festivo
15.00 Vespri e processione al Cimitero e questua dei morti
Domenica 2
COMMEMORAZIONE DI TUTTI I FEDELI DEFUNTI
Da oggi al 9 ottavario dei morti: S. Messe alle 8.00 e alle 18.00
11.00 S. Messa al Cimitero
In settimana visita e comunione agli ammalati
14.30 Conferenza S. Vincenzo
20.30 Incontro dei genitori dei ragazzi di 1 media
20.30 Corso Fidanzati a Valgoglio
PRIMO VENERDI DEL MESE
15.00 Esposizione Eucaristica e Adorazione
18.00 Benedizione Eucaristica e S. Messa
Sabato 8
20.30 Corso Fidanzati a Valgoglio
Domenica 9
20.30 Incontro con i genitori dei ragazzi 4 e 5 elementare
20.30 Corso Fidanzati a Valgoglio
20.30 Incontro Gruppo Catechisti
20.30 Consiglio Pastorale Parrocchiale
Sabato 15
20.30 Corso Fidanzati a Valgoglio
Domenica 16
11.00 S. Messa e Festa degli anniversari di matrimonio
16.00 Conferenza S. Vincenzo
20.30 Incontro con i genitori dei ragazzi di 2 e 3 media
20.30 Corso Fidanzati a Valgoglio
PRESENTAZIONE DELLA BEATA VERGINE MARIA
20.30 Scuola di Preghiera in Seminario
Sabato 22
20.30 Corso Fidanzati a Valgoglio
Domenica 23
Festa della Medaglia Miracolosa
14.30 20.30 Corso Fidanzati a Valgoglio
16.30 S. Rosario Meditato con supplica
17.00 S. Messa per la Medaglia MIracolosa
Sabato 29
20.30 Corso Fidanzati a Valgoglio
Domenica 30
I DOMENICA DI AVVENTO
Ritiro di chiusura Corso Fidanzati
Indulgenza plenaria per i defunti
dalla parrocchia
PRIME
SANTE
COMUNIONI
S
edici bambini della nostra
comunità, domenica 25
maggio hanno raggiunto un
traguardo, sicuramente uno dei
più importanti della loro vita cristiana: il primo incontro con Gesù.
Questo è stato l’apice di un tempo
di preparazione e di trepida attesa
per loro e per chi gli è stato vicino,
comprese noi catechiste. Accompagnare questi bambini verso il
loro primo incontro con Gesù è
stato per noi una grande responsabilità e quindi, a volte, anche noi
abbiamo avuto paura di non essere all’altezza e di non riuscire a far
concretizzare gli insegnamenti cristiani trasmessi durante la catechesi. È stata davvero una grossa
responsabilità, ma è stato bello e
stimolante camminare insieme,
commuoverci e gioire per quel Dono che Gesù ci ha dato e continua
a darci ogni giorno. Auguriamo a
tutti i bambini che questa gioia e
questa emozione li accompagni in
ogni Eucaristia e a ricordare che
Gesù è loro amico…sempre e che
questa amicizia è bella se coltivata
e condivisa con la comunità. 
Le impressioni dei bambini
Marco C.: Non dimenticherò mai il
Sara: Appena venne il momento di
momento in cui ho ricevuto Gesù.
ricevere Gesù, mi batteva forte il cuore e pensai: “e se mi cade? Che sapore avrà?”.
Davide G.: Ho aperto tutti i regali,
tutti erano belli, ma il più bello era
Gesù nel mio cuore.
Maria Chiara: Ho ricevuto molti re-
gali, ma il più bello è stato Gesù nel
mio cuore.
Nicholas: Il giorno 25 maggio noi
della classe 3^, per la prima volta
abbiamo ricevuto Gesù, cioè la Prima
Comunione.
Filippo: Appena ho visto il Don che si
Giuseppe: Quando il Don iniziò a
distribuire la Comunione dove ero seduto io, mi batteva forte il cuore, e
quando finalmente fu il mio turno mi
dissi: “E se mi cade? Che sapore avrà?”
Gabriele: Siamo entrati dal portone
della chiesa e tutti ci guardavano con
sguardo fisso e attento. Mi tremavano
le gambe perché ero emozionato.
avvicinava mi sono messo a tremare;
quando poi ho ricevuto la particola mi
sono messo a pregare.
Luca B.: Quando penso a quel giorno
il 25 maggio, mi viene da saltare come un matto. Era il giorno, il primo
giorno che ho incontrato Gesù nel mio
cuore, la Prima Comunione!!!
Sofia: La sera dopo messa ho pensa-
to: “Finalmente ho ricevuto Gesù”
Marco B.: Domenica scorsa ho rice-
vuto per la prima volta Gesù Cristo,
cioè ho fatto la mia prima S. Comunione. Che bello.
16 - Notiziario Parrocchiale - Ottobre 2008
Lisa: Io mi sono emozionata tantissi-
mo e anche i miei genitori che avevano gli occhi lucidi.
Andrea: Il giorno della mia Prima
Comunione ero emozionato perché il
sacerdote mi stava per dare la mia
Prima Comunione. Non riuscivo più a
smettere di muovermi per l’emozione
di prendere la particola.
Laura: Quando è arrivato il momento
di ricevere Gesù, mi sono emozionata
molto, quindi mi sono girata verso mia
madre per dirle che di lì a poco toccava a me.
Davide B.: All’inizio non mi sembrava
vero di poterla fare, ma poi, dopo che
il prete ci ha dato la crocetta, dopo la
processione e la predica, ero emozionatissimo; non mi sembrava ancora
vero, ma poi l’ho ricevuta: per la prima volta… sì per la prima volta, ho
ricevuto Gesù.
dalla parrocchia
DI ORDINAZIONE DI
La gioia del “per sempre”
C
atenelle di nastro giallo e
bianco per le vie Villa
d’Ogna, il sagrato della
Chiesa Parrocchiale attorniato da
numerosi fiori di carta, un andirivieni di gente in paese: l’aria frizzante che si respirava domenica
22 giugno era un’aria di festa.
Venticinque anni prima Diego Pelizzari, veniva ordinato sacerdote
della congregazione dei Padri Saveriani. Da anni ormai, Padre Diego Pelizzari vive con le popolazioni Indios dell’Amazzonia, accompagnandole e proteggendo i loro diritti spesso calpestati, affinché la
loro identità culturale, patrimonio
di tutti, non sia annientata. Così
in quella soleggiata domenica di
giugno la nostra comunità si è raccolta con gioia per accompagnarlo
in corteo verso la Chiesa Parrocchiale dove abbiamo celebrato
l’Eucarestia (che, come si sa, significa “rendimento di grazie”). Eravamo in tanti a dire il nostro grazie
al Signore per il raro e prezioso
dono nella nostra comunità di una
vocazione sacerdotale che dopo
molti anni di faticoso lavoro e di
difficile cammino in terra straniera
si è mantenuta fedele al Signore e
alla sua Chiesa. Sono queste scelte
che fanno riflettere. Soprattutto in
questi anni, nei quali si percepiscono tanti cambiamenti e nei
quali sembra spesso vincere la frenesia del “provvisorio”; sono molti
oggi coloro che sono intimoriti a
dire “per sempre”, tanti i giovani e
meno giovani che faticano a restare ancorati, saldi e fedeli a un impegno forte che dirige tutta la propria storia. Tutti noi siamo quotidianamente chiamati a fare una
miriade di piccole scelte che condi-
zionano le nostre giornate, ma ve
n’è una che sta alla base, detta
“Fondamentale”, proprio perché è
il fondamento di tutte le altre, che
va a direzionare tutta la nostra
vita. Lo sa bene questo chi è da
parecchi anni sposato o sacerdote
come Padre Diego. Ecco il grande
motivo per ringraziare il Signore
della vocazione di Padre Diego:
l’esempio di una vita vissuta nella
fedeltà ad una scelta grande e
fondamentale, quella di seguire
Gesù là dove si è sentiti chiamati,
là dove si è strumenti preziosi e
insieme “servi inutili” del Vangelo
e dell’uomo. La testimonianza di
Padre Diego e di tanta gente che
ha detto un «Si definitivo nella
propria vita ci incoraggia a guardare fiduciosi il domani. Queste persone, e sono veramente tante, ci
insegnano ad avere coraggio, a
fidarci degli altri, della vita, e di
Dio. Ci dicono, forse senza tante
parole, ma con un sorriso o anche
solo con la loro semplice storia che
si può essere davvero felici impegnandosi con serietà e gioia
(quella vera) nel dire con decisio-
PADRE DIEGO
ne un «Si!» che sia PER SEMPRE.
Insieme alla gratitudine per tutti
coloro che si sono resi disponibili a
rendere bella e gioiosa questa domenica di festa è doveroso da parte di tutta la comunità un particolare ricordo nella preghiera per
Padre Diego e per la sua missione
e, perché no, per tutti gli indecisi
della nostra comunità, perché grazie anche all’aiuto dello Spirito di
Consiglio e di Fortezza sappiano
dirigere il timone della loro vita
verso le rotte di un’esistenza felice. 
Pelizzari per festeggiare con lui il 25mo anno di sacerdozio. Ci siamo trovati
insieme in chiesa alla S. Messa per ringraziare Dio di averci donato una vocasacerdoti che come lui svolgono il loro apostolato in terre lontane. Con un
caloroso, simbolico abbraccio, ci ha accolto tutti regalandoci la sua comunicane hanno bisogno. Dopo la messa, Don Diego con la sua famiglia, ci ha voluca quanto ha sempre raccomandato: stare insieme, comunicare per scambiare
idee, esperienze, iniziative. Questo significa essere missionari anche qui,
migliorarsi. Grazie Padre Diego!
Parrocchia San Matteo Apostolo in Villa d’Ogna - 17
cronaca delle attività
ORATORIADI 2008
A
nche quest’anno le Oratoriadi, l’evento sportivo che
segna da ormai sedici anni
l’estate del nostro vicariato, è arrivato e come sempre ha riunito tutto gli oratori nel segno dello sport,
del divertimento ma anche della
collaborazione, come ci suggerisce
il tema che ha guidato questa edizione: “camminiamo insieme”. Sì,
perché è importante sentirsi parte
del proprio paese, ma è ancora più
bello sentirsi parte di una famiglia
più ampia, che comprende tutti i
nostri oratori e che permette ai
nostri ragazzi di crescere insieme
in un clima di collaborazione. Le
discipline sportive che hanno visti
impegnati i nostri piccoli (e non)
atleti sono le più diverse per dare
a tutti la possibilità di confrontarsi
con gli altri, e magari di ricevere
anche grandi soddisfazioni, ma
anche delle delusioni che tuttavia
non intaccano il clima di festa che
si respira durante tutta la manifestazione. Come oratorio di Villa
d’Ogna quest’anno ce l’abbiamo
messa tutta, e non importa se il
responso finale del medagliere non
è dei più esaltanti, aspettiamo già
con ansia la prossima edizione dei
giochi degli oratori, per dimostrare
a tutti (e soprattutto a noi) che
non ci arrendiamo mai e che il nostro obiettivo è quello di migliorarsi sempre di più. Presentiamo qui
di seguito il medagliere di
quest’anno che si presta a fare da
riassunto di questa XVI edizione
delle Oratoriadi. 
ORATORIO
ORO
ARGENTO
BRONZO
TOTALE
Ardesio
24
12
13
49
Piario
22
10
14
46
Gromo S. Marino
9
19
17
45
Valgoglio
8
6
3
17
Boario
7
3
4
14
Gandellino
5
7
3
15
Valcanale
4
6
15
25
Valbondione
3
9
6
18
3
4
1
8
1
2
5
8
Gromo
18 - Notiziario Parrocchiale - Ottobre 2008
cronaca delle attività
PRITI SESAMO
D
escrivere il CRE è ogni anno sempre più difficile, non
solo perché le attività si
fanno sempre più diverse e quindi
elencarle ad una ad una sarebbe
un’impresa titanica nonché noiosa,
ma anche perché ogni anno che
passa ci si accorge sempre di più
dell’importanza fondamentale che
questa esperienza sta acquisendo,
non solo per i ragazzi e le loro fa-
miglie, ma anche per la nostra
stessa comunità. Infatti il Centro
Ricreativo Estivo non si limita a
tenere occupati i ragazzi con giochi e attività, ma si sta ponendo
come simbolo di un cambiamento
che sta investendo i nostri oratori
da un po’ di tempo a questa parte.
I genitori dei nostri ragazzi si ricorderanno i loro oratori, che sembravano delle copie della scuola, con
aule dove invece di matematica e
italiano si insegnava il Catechismo,
e solo all’esterno si trovavano degli spazi di gioco. Con il passare
degli anni non solo l’obiettivo degli
oratori si è evoluto e ampliato, ma
con esso anche la sua struttura: si
sono creati sempre di più spazi
che non sono né aule né campi da
gioco, dove i ragazzi si possono
semplicemente “trovare per stare
insieme” e dedicarsi a varie attività. Dopo tutto il percorso compiuto
si può ormai dire che in oratorio,
non solo si gioca e si insegna catechismo, ma ormai si vive. Riassumendo si può affermare che la catechesi si è “umanizzata” e, viceversa, che l’esperienza umana si è
“cristianizzata”. Ma torniamo al
nostro punto di partenza, il CRE.
Quest’anno il tema guida era
“Apritisesamo – chi trova un amico
trova un tesoro”, e proprio a partire da qui si può
capire
come
l’esperienza della
vita in Oratorio sia
cambiata, perché
durante il CRE i
bambini e ragazzi
non si sono limitati a divertirsi con
le uscite ai parchi
acquatici, con i
grandi giochi organizzati dagli animatori né si sono fermati a produrre lavoretti da portare a casa
come ricordo dell’esperienza o a
preparare lo spettacolo per la serata finale con i
genitori, ma soprattutto
sono
stati
insieme,
hanno
passato
dei momenti durante i quali semplicemente parlavano e facevano
amicizia con bambini e ragazzi che
magari prima non
conoscevano
e
scoprire, come dice il motto, il tesoro di esperienza e di amicizia
che stava dentro ognuno di loro. E
anche per gli animatori è stato così: passare tutto il pomeriggio per
un mese con dei bambini che ti
regalavano un “grazie” o un sorri-
so semplicemente per essere lì con
loro è stata un’esperienza di vita a
dir poco magnifica e certamente
edificante, soprattutto per i più
giovani che per la prima volta si
cimentavano nell’avventura del
trovarsi a seguire qualcuno che si
mette completamente nelle tue
mani. Ma non dimentichiamoci che
il CRE è soprattutto un’esperienza
di vita cristiana, dove accanto allo
svago e al lavoro viene posto come obiettivo il trasmettere ai ragazzi dei valori che (si spera) diventeranno parte della loro persona e così il CRE si rivela come
un’esperienza gioiosa e che si pone come esempio per tutta la loro
vita . Proprio per questo riteniamo
importante l’esperienza del CRE e
puntiamo ad investire sempre più
risorse ed energie in questo progetto che ogni anno aumenta di
dimensione, basti pensare che
quest’anno i bambini e ragazzi iscritti soni stati in totale 233
(suddivisi in 74 del CRE asilo, 130
del CRE ragazzi e 29 del CRE Ado)
che sono stati seguiti da 42 tra
animatori ed aiuto animatori, per
un totale di 275 persone, una
cifra notevole che ci rende consapevoli di una realtà in continua
evoluzione e che speriamo cresca
ancora negli anni a seguire. 
Parrocchia San Matteo Apostolo in Villa d’Ogna - 19
cronaca delle attività
SAGRA
DEL
BEATO
ALBERTO
E
ccoci qua…è triste da dire
ma un’altra estate sta per
finire. Tuttavia non possiamo lamentarci perché anche
quest’anno ci siamo dati da fare
per riempire le nostre giornate e
quelle della comunità, in particolare attraverso la sagra del Beato
Alberto. Infatti da ormai cinque
anni un numeroso gruppo di volontari si impegna per 9 giorni
all’organizzazione della festa che
quest’anno si è svolta dal 9 al 17
agosto. Dietro ad ogni manifestazione però c’è una preparazione
che inizia settimane prima per decidere le date, per contattare i fornitori e per dividersi i compiti: c’è
chi fa i lavori pesanti montando
tendoni e cucine, chi prepara da
mangiare, chi serve ai tavoli, chi è
alla cassa, chi al bar, chi ai gonfiabili e chi vende gli “sbuccia e vinci”. Definiti i particolari, che la festa abbia inizio! La prima sera siamo tutti in fermento perché nonostante sappiamo che arriveremo
alla fine stanchi, abbiamo anche la
certezza che ci divertiremo un sacco. Tutte le sere ci si ritrova verso
le 18 per prepararsi al lavoro e ad
20 - Notiziario Parrocchiale - Ottobre 2008
accogliere la gente. Quando poi
verso le 19 cominciano ad arrivare
i clienti, tutti all’opera! Alla cassa si
formano le prime code, i camerieri
corrono da una parte all’altra del
tendone per prendere le ordinazioni, in cucina cominciano a volare
ordini e vassoi pieni di strinù, polenta, spiedini, ravioli e le immancabili patatine fritte, i ragazzi al
bar distribuiscono birre, dal forno
a legna (specialità della nostra festa) escono le prime pizze e noi
ragazze degli sbuccia e vinci dobbiamo iniziare il nostro ingrato
compito di persuadere le persone
a tentare la fortuna. Nel corso della serata tutti a turno ci concediamo una piccola pausa per cenare e
riposarci, per poi riprendere fino a
sera inoltrata. Questo via vai si
ripete per tutta la durata della festa fra un intrattenimento e l’altro,
dai Blascover che hanno aperto la
settimana, passando per le spettacolari acrobazie in aria dei motociclisti professionisti, arrivando alla
grande tombolata dell’ultima sera.
E così in un batter d’occhio quella
che sembrava un’interminabile settimana giunge al termine fra la
soddisfazione ma anche il dispiacere di tutti. Il giorno dopo il tendone viene smontato, il campo e
le giornate tornano ad essere
quelle di sempre. Quello che rimane è una bella esperienza di volontariato: quello che non abbiamo
riscosso materialmente, l’abbiamo
però guadagnato in amicizie e tanto divertimento. Non possiamo che
ringraziare tutti coloro che hanno
partecipato e ovviamente voi che
siete venuti sempre numerosi:
senza la vostra presenza tutti i nostri sforzi sarebbero stati vani. Arrivederci alla prossima estate! 
Giulia e Laura
anagrafe
BATTESIMI
Zangirolami Desirè
di Roberto e Testa Mara
Il 1 giugno 2008
Legrenzi Marina
Brusetti Claudia
di Adriano e Balduzzi Mirella
Il 1 giugno 2008
Cedroni Giacomo
Cominelli Pietro
di Christian e Piacenza Michela
Il 6 luglio 2008
MATRIMONI
di Luigi e Bigoni Linda
Il 22 giugno 2008
di Gian Luigi e Calzaferri Chiara
Il 6 luglio 2008
Del Bono Rossella
di Andrea e Zanoletti Noemi
Il 6 luglio 2008
giovani dei nostri paesi esibirsi brillantemente in uno spettacolo molto impegnativo, e nel contempo divertente. Si trattava della conclusione di una rassegna teatrale del nostro gruppo locale
questi giovani, oltre il lavoro e lo studio, trovino tempo ed energia da impiegare nella recitazioserie e comiche, hanno voluto provare a mettere in scena, durante il periodo pasquale, una sacra
rappresentazione con musica e letture di brani di Vangelo. E anche in questo si sono fatti onore.
Il merito non va tuttavia solo a chi sale sul palcoscenico, ma anche a chi, attorno a loro, prepara
zia, senza invidie o voglia di emergere, ma solo spinto dalla passione e dal volere stare insie-
Alessia Mapelli e
Roberto Bellini
Auguri ragazzi!! Siamo con voi.
6 settembre 2008
Parrocchia San Matteo Apostolo in Villa d’Ogna - 21
anagrafe
DEFUNTI
Legrenzi Giovanni
n. 29/12/1941
m. 05/07/2008
Caro papà Giovanni, ci
sembra strano doverti
scrivere una lettera. Prima era sufficiente uno sguardo, un sorriso, una
parola sussurrata per dirci grandi cose. Vogliamo dirti grazie per tutto ciò
che ci hai insegnato durante il nostro
cammino insieme, quando, tenendoci
per mano ci hai accompagnato e sostenuto con rispetto in tutte le nostre
scelte, se pur diverse, per te sempre
importanti. Ci hai salutato con il tuo
sguardo pieno d’amore e ti assicuriamo lo porteremo sempre nel nostro
cuore. GRAZIE per la tua testimonianza di fede, che nel silenzio e nella
semplicità ci hai trasmesso fino
all’ultimo momento della tua vita terrena. GRAZIE per averci insegnato ad
apprezzare la semplicità, la gentilezza,
la disponibilità verso gli altri, la tranquillità quotidiana facendoci capire
che forse è inutile rincorrere sempre
tutto con frenesia e confusione. GRAZIE papà per averci voluto bene. Certi
della tua nuova vita celeste, ringrazia-
mo il Signore per averti dato a noi
come papà e ti chiediamo di vegliare
su tutti noi, sulla mamma, sui tuoi
adorati nipotini e sulle nostre famiglie
come hai sempre fatto, in punta di
piedi come un angelo, fino al giorno in
cui potremo riabbracciarti. Sappiamo
che le lacrime si asciugheranno, i fiori
appassiranno ma la tua presenza rimarrà sempre nei nostri cuori.
Ciao papà
Brusetti Luigina
n. 12/05/1925
m. 12/06/2008
“Iddio conceda a te nel
cielo la pace dei giusti”
Legrenzi Luigi
n. 12/07/1937
m. 29/06/2008
La partecipazione e le
tante dimostrazioni di
affetto e di stima, sono prova di come
tu abbia vissuto con massima disponibilità ed impegno per gli altri e sono,
soprattutto, per noi motivo di orgoglio
nel riconoscere la veridicità del tuo
esserci. Che il tuo esempio sia per noi
costante fonte di insegnamento.
Grazie papà
Dorati Luigi
n. 26/03/1953
m. 30/07/2008
“Non si perdono mai
coloro che amiamo, perché possiamo amarli in colui che non
si può perdere.” La moglie e i figli
Pezzotta Giuseppe
n. 20/09/1947
m. 24/08/2008
Trussardi Ottavio
n. 04/04/1939
m. 04/08/2008
Cortiana Loredana
n. 26/07/1956
m. 11/09/2008
Signore, l’hai voluta in
cielo, fai di lei un Angelo
degno, per sua sofferenza e bontà, di
sedersi accanto a te. Rimarrai nei nostri cuori. I tuoi fratelli.
Telefono amico - Una voce amica per gli anziani
È
oe
-
asso-
ciazioni di pubblica assistenza, informazioni sui turni dei medici curanti o delle farmacie, un consiglio per ottenere assistenza domiciliare o semplicemente per scambiare due chiacchiere e un saluto. Quando la situazione lo richiede i volontari provvedono ad allertare
quali a volte
basta una voce amica per trovare conforto e sentirsi meno soli. Il gruppo di volontari che si succedono a turni nei locali dei servizi
esperresentava
ne, spescaratteristiche
na, nel nostro
olto solo ai
possibili fruitori del servizio, ma anche a chi sa di persone che si trovano in situazione di bisogno assistenziale.
22 - Notiziario Parrocchiale - Ottobre 2008
anagrafe
DEFUNTI
Padre Aurelio
del Purissimo Cuore di Maria
(Giovanni Brusetti)
Giovanni Brusetti nacque a Villa D'Ogna il 21 luglio 1920, da Giuseppe e
Martina Lazzari. Entrato ad 11 anni
nel seminario di Basella vi rimase
quattro anni e quindi passò a Carpesino per il Noviziato (dove pronunciò la
sua prima professione religiosa il 09
settembre 1936). I tre anni successivi
visse a Pegli (GE) dove attese agli
studi filosofici e nei quattro anni seguenti a Pianezza per gli studi teologici. Finalmente, il 19 giugno 1943, a
Torino, raggiunse la meravigliosa meta dell’ordinazione sacerdotale per
l’imposizione delle mani di Sua Em. il
Card. Fossati. Iniziò quindi i suoi molteplici servizi in Provincia: dapprima
come insegnante nelle medie a Carpesino (1943-1945) poi in IV e V ginnasio a Basella(1945-1946) e quindi di
nuovo a Carpesino (1946-1952) sia
nelle medie che in IV e V ginnasio.
Dal 1952 al 1954 servì la chiesa insegnando latino e greco nel Liceo interno di Caravate. Alla fine del 1954 venne trasferito alle Rocche di Molare da
dove inizia la sua brillante carriera di
Missionario e di Predicatore. Nel settembre del 1960 si stabilì a S. Pancrazio dove gli viene assegnato l'incarico
di Direttore del Bollettino, proseguendo al contempo la sua attività predicatoria. Nel 1964 venne inviato a Basella
dove riprese ad insegnare nella scuola
professionale interna (trovava anche il
tempo per frequentare la scuola di
pianoforte presso il prof. Legramanti
di Bergamo, meritando nel 1965,
presso il Conservatorio 'Verdi' di Milano, la licenza in teoria e solfeggio e la
licenza di V° anno di pianoforte e di
storia della musica nel 1968 presso
l'istituto 'Pollini' di Padova). Dal 1969
al '76 venne nominato superiore nel
convento della Basella mantenendo
l’incarico di predicatore e missionario
dedito a missioni popolari e corsi di
esercizi spirituali prevalentemente a
suore. (NB: da una sua lista, trovata
tra le sue carte, risultano registrate
ben 207 Missioni popolari a cui ha
preso parte in 40 anni, tra il 1954 ed il
1994). Dal 1976 visse a Cameri (No)
come missionario e predicatore a tempo pieno. P. Aurelio oltre ad una buona vena musicale aveva anche quella
di scrittore. Parlava in maniera forbita,
corretta ed attraente. Ha lasciato diversi opuscoli scritti come le presentazioni dei Santuari di Basella e di Cameri, ma anche altri scritti e racconti
delle e sulle sue avventure missionarie. Da Cameri tornò a Basella come
aiutante e confessore in Santuario,
sino al 2005, quando cominciando a
venir meno le energie e la salute è
trasferito presso l’Infermeria passionista di San Pancrazio in Pianezza. Martedì 08 luglio, alle 03.30 circa, p. Aurelio Brusetti del Purissimo Cuore di
Maria Rosa Fraccaro è tornato alla
casa del Padre. L’ultimo saluto a Padre Aurelio ha avuto luogo Giovedì 10
luglio presso il santuario di San Pancrazio in Pianezza (To), alla presenza
della famiglia, di don Luigi e alcuni
rappresentanti della comunità di Villa
d’Ogna e dei suoi numerosi confratelli.
Ringraziamo il Signore per il
lio, figura tanto significativa ed
esemplare per la nostra famiglia, insieme alla cara Sr. Cristina, monaca benedettina, che
gioia in cielo il suo caro fratello. Intelligente e molto vivace,
a undici anni, ultimo di dodici
figli, conquistato da un predicatore passionista durante una
missione chiese al padre di
che ben lo conosceva, gli disse:
Questa
testimonianza
voce della mamma, la sorella
Maria, che chiese a Padre Aurelio come aveva potuto resistere
nel rigoroso ordine passionista,
il suo. Egli rispose che il carattere non si cambia, ma la grazia aiuta e modella la natura.
Lo vogliamo quindi ricordare
Cristo e il suo Ordine, nei quali
energie. Ora ha terminato la
zie Padre Aurelio, benedici tutte le nostre famiglie.
ziare il Rev. parroco Don Luigi
Zanoletti, i seminaristi e quanti
hanno voluto esserci cristianamente vicini in questo momento.
I Nipoti di Padre Aurelio
Parrocchia San Matteo Apostolo in Villa d’Ogna - 23
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