’ogna villa d’ogna villa d’ogna villa d’ogna villa d’ogna villa d’ogna villa d’ogn villa d’ogna villa d’ogna villa d’ogna villa d’ogna villa d’ogna villa d’ogna villa ’ogna villa d’ogna villa d’ogna villa d’ogna villa d’ogna villa d’ogna villa d’ogn villa d’ogna villa d’ogna villa d’ogna villa d’ogna villa d’ogna villa d’ogna villa ’ogna villa d’ogna villa d’ogna villa d’ogna villa d’ogna villa d’ogna villa d’ogn villa d’ogna villa d’ogna villa d’ogna villa d’ogna villa d’ogna villa d’ogna villa ’ogna villa d’ogna villa d’ogna villa d’ogna villa d’ogna villa d’ogna villa d’ogn villa d’ogna villa d’ogna villa d’ogna villa d’ogna villa d’ogna villa d’ogna villa ’ogna villa d’ogna villa d’ogna villa d’ogna villa d’ogna villa d’ogna villa d’ogn villa d’ogna villa d’ogna villa d’ogna villa d’ogna villa d’ogna villa d’ogna villa ’ogna villa d’ogna villa d’ogna villa d’ogna villa d’ogna villa d’ogna villa d’ogn villa d’ogna villa d’ogna villa d’ogna villa d’ogna villa d’ogna villa d’ogna villa ’ogna villa d’ogna villa d’ogna villa d’ogna villa d’ogna villa d’ogna villa d’ogn villa d’ogna villa d’ogna villa d’ogna villa d’ogna villa d’ogna villa d’ogna villa ’ogna villa d’ogna villa d’ogna villa d’ogna villa d’ogna villa d’ogna villa d’ogn villa d’ogna villa d’ogna villa d’ogna villa d’ogna villa d’ogna villa d’ogna villa ’ogna villa d’ogna villa d’ogna villa d’ogna villa d’ogna villa d’ogna villa d’ogn villa d’ogna villa d’ogna villa d’ogna villa d’ogna villa d’ogna villa d’ogna villa ’ogna villa d’ogna villa d’ogna villa d’ogna villa d’ogna villa d’ogna villa d’ogn villa d’ogna villa d’ogna villa d’ogna villa d’ogna villa d’ogna villa d’ogna villa ’ogna villa d’ogna villa d’ogna villa d’ogna villa d’ogna villa d’ogna villa d’ogn villa d’ogna villa d’ogna villa d’ogna villa d’ogna villa d’ogna villa d’ogna villa ’ogna villa d’ogna villa d’ogna villa d’ogna villa d’ogna villa d’ogna villa d’ogn villa d’ogna villa d’ogna villa d’ogna villa d’ogna villa d’ogna villa d’ogna villa ’ogna villa d’ogna villa d’ogna villa d’ogna villa d’ogna villa d’ogna villa d’ogn d’ogna villa d’ogna villa d’ogna villa d’ogna villa d’ogna villa d’ogna villa villa ’ogna villa d’ogna villa d’ogna villa d’ogna villa d’ogna villa d’ogna villa d’ogn villa d’ogna villa d’ogna villa d’ogna villa d’ogna villa d’ogna villa d’ogna villa ’ogna villa d’ogna villa d’ogna villa d’ogna villa d’ogna villa d’ogna villa d’ogn villa d’ogna villa d’ogna villa d’ogna villa d’ogna villa d’ogna villa d’ogna villa editoriale CELEBRAZIONE DEI SACRAMENTI DI INIZIAZIONE CRISTIANA (segue dal precedente Notiziario) 2. Famiglia ed educazione Vediamo dunque in che modo la famiglia come tale sia capace di realizzare quell’opera educativa di cui vi parlavo. Da quanto ho detto finora deriva una conseguenza molto importante: educare è molto di più che istruire; è profondamente diverso che istruire. Fermiamoci un momento a riflettere su questo punto. L’istruzione consiste nella trasmissione di un sapere o teorico o pratico. Posso insegnare la matematica, e trasmetto un sapere teorico. Posso insegnare come si fa l’idraulico, e trasmetto un sapere pratico. L’educazione è di più di questo. Lo possiamo capire notando che noi possiamo giungere a conoscere due tipi di verità molto diverse. Esistono delle verità che non hanno nessuna rilevanza sul mio modo di essere libero: sapere se il fiume più lungo è il Nilo o il Missisipi non cambia nulla circa il mio modo di vivere. Ma esistono verità che hanno una rilevanza decisiva sul mio modo di essere libero: sapere se approfittando della debolezza altrui, posso prevaricare su di lui o non posso, cambia il mio stile di vita. L’istruzione trasmette verità che non hanno rilevanza sulla vita, sul suo senso; l’educazione trasmette una proposta di vita ritenuta l’unica degna di essere realizzata, se si vuole giungere alla felicità. Dunque, teniamo ben ferma questa affermazione: educare è diverso da, è ben più che istruire. Da questa diversità deriva una conseguenza assai importante: chi educa deve vivere con chi è educato. Non è possibile nessuna educazio- 2 - Notiziario Parrocchiale - Ottobre 2008 ne senza una qualche comunione di vita. Questo non è vero per l’istruttore. Al limite, posso imparare le istruzioni anche da un libro. Perché questa esigenza? Per la ragione che ho già detto, e che ora voglio esporre un po’ più lungamente. Chi educa fa una proposta di vita perché ritiene che essa sia vera e buona: sia via verso la felicità. Chi educa non è indifferente a che chi è educato accolga o rifiuti quella proposta: non guarda con occhi indifferenti al destino della persona che sta educando. Desidera che la sua proposta sia convincente. Ma nello stesso tempo si rivolge ad una persona libera. Questa deve far propria liberamente la proposta di vita fattale dall’educatore, così come la può liberamente rifiutare. In che modo una proposta di vita è persuasiva senza essere coattiva? È convincente senza essere necessitante? Non c’è che una via: che l’educatore possa mostrare nella propria vita che la proposta fatta è vera e buona. Che l’educatore possa dire: “questa è la proposta di vita che ti faccio, e ti assicuro che io la vivo ed i conti alla fine tornano”. Ora, come si fa a far apparire “che i conti tornano”? vivendo con la persona cui si fa la proposta. E siamo finalmente arrivati … in famiglia. La narrazione della vicenda educativa appena abbozzata si realizza in grado eminente nella comunità famigliare. Vediamo come e perché. Ogni genitore è sommamente appassionato al bene del figlio. Non è indifferente al suo destino, a che viva una vita buona o una cattiva vita. Vuole la sua felicità. È questa la base fondamentale di ogni rapporto educativo. E questa base è naturalmente Editore Parrocchia di San Matteo Ap. Villa d’Ogna Direttore responsabile Roberto Vitali Autorizzazione Iscrizione Tribunale di Bergamo n. 6 del 05/03/1998 Numeri utili don Luigi Zanoletti tel. e fax 0346/21532 cell. 347/7900611 Cine Teatro “Forzenigo” tel. 339/1303976 Scuola dell’Infanzia “Teresa Pesenti” tel. 0346/21339 fax 0346/21532 Asilo Nido “Il Paese dei Balocchi” tel. 0346/21339 fax 0346/21532 Casa della Comunità tel. 0346/20898 Suore delle Poverelle tel. 0346/25624 Recapito postale via Beato Alberto, 150 24020 Villa d’Ogna BG Indirizzi di posta elettronica [email protected] www.webalice.it/luzanole Orario delle funzioni Feriale 07:40 Recita S. Rosario 08:00 S. Messa in Santuario Festivo 08:00 S. Messa in Parrocchia 11:00 S. Messa in Parrocchia 18:30 S. Messa in Parrocchia (orario estivo) 18:00 S. Messa in Parrocchia (orario invernale) Vicariato Locale Ardesio - Gromo n°7 Diocesi di Bergamo Fotografie Redazione, Foto ’93, Elio Baronchelli, Paolo Merelli, Giuliano Zanoletti. Grafica & Stampa Mail Boxes Etc. 614 Darfo Boario Terme BS tel. 0364/532782 fax 0364/527027 [email protected] editoriale assai solida nel rapporto genitorefiglio. Poiché non è indifferente al bene del figlio, il genitore fa una proposta di vita; indica la via; dà una risposta alla domanda di felicità che urge nel cuore del figlio. Nessun genitore darebbe al figlio che glielo chiede un bicchiere di acqua, se dubitasse che fosse avvelenata. È una proposta di vita, quella che fa il genitore, della cui verità e bontà è certo. Una certezza che gli viene dalla sua esperienza. Ed è a questo punto che si vede la potenza straordinaria che la famiglia ha di educare. Nessuna comunità di vita è più intima, è più prolungata nel tempo, è più continua nella quotidianità, della vita comune familiare. In un certo senso, all’interno di una normale vita famigliare i genitori educano quasi senza accorgersene. Ma da quanto detto finora risultano evidenti anche le insidie che possono indebolire la forza educativa della famiglia. Devo almeno enunciarle, così che siate vigilanti nei loro confronti. La prima e la più grave di tutte è la mancanza nei genitori di una proposta educativa precisa, seria, unitaria e continua. Questa mancanza può essere il risultato di una profonda incertezza interiore presente nei genitori; oppure, e sarebbe il peggio, il risultato di un vero e proprio relativismo educativo. La mancanza di una proposta genera degli schiavi, non delle persone libere. La seconda è la mancanza di una vera e propria vita comune familiare. La vita in comune non è abitare semplicemente sotto lo stesso tetto. È dialogo; è condivisione. La terza è la mancanza della testimonianza. Come ho già detto, in fondo l’atto educativo è una testimonianza di vita. “La mia vita dice che ciò che ti propongo è vero”, dice l’educatore. Quando l’educatore non può dire questo, l’atto educativo rischia altamente l’inefficacia. Conclusione Cari genitori e amate famiglie nella vostra proposta educativa voi non partite da zero. Siete dentro ad una grande tradizione educativa, quella cristiana, che la Chiesa tiene viva ed operante. Non sradicatevi da essa. Buon cammino allora a voi e ai vostri bambini che ricevono il Battesimo, ai bambini che ricevono per la Prima volta Gesù Eucarestia e ai Ragazzi che hanno ricevuto il dono dello Spirito. Don Luigi CAMMINO DI CATECHESI 2008/2009 Genitori Adulti Chierichetti Maria Teresa e Manuela Giovanna e Sr. Agostina Carmen e Sr. Gervasilla Letizia e Stefania Antonella e Lucia Enrico Anna e Angela Susanna Chiara Daniele don Luigi don Luigi Tiziano e Daniele ore ore ore ore ore ore ore ore ore ore ore 14.30 14.30 14.30 16.00 16.00 16.00 20.30 20.30 20.30 20.30 20.30 ore 16.00 21.30 da definire 21.30 da definire 21.30 da definire 17.00 sabato Gli orari e la distribuzione dei catechisti potrebbe essere ancora modificata per motivi di organizzazione degli incontri. CINE TEATRO FORZENIGO PROGRAMMAZIONE FILM 4 e 5 Ottobre - HELLBOY II - THE GOLDEN ARMY 11 e 12 Ottobre - PIACERE DAVE 18 e 19 Ottobre 25 e 26 Ottobre - HANCOCK Parrocchia San Matteo Apostolo in Villa d’Ogna - 3 dalla diocesi A CASA Un nuovo anno di iniziative organizzate dal gruppo “La Casa” per persone separate, divorziate o risposate C on il mese di ottobre riprendono le attività che “La Casa”, gruppo della diocesi di Bergamo, svolge come accompagnamento spirituale e consulenza canonica per persone che sono in situazione di separazione, divorzio o nuova unione. Sono ormai dieci anni che nella nostra diocesi si offrono possibilità di incontri e cammini per queste persone, cercando di creare un luogo di accoglienza, ascolto e sostegno in un clima di cordialità e familiarità proprio come suggerisce lo stesso nome del gruppo organizzatore: “La Casa”. Non si tratta certo di sminuire il valore del matrimonio e della famiglia, anzi sono proprio la sofferenza e le problematiche sollevate da una separazione che ribadiscono l’importanza e la bellezza del matrimonio cristiano. Le persone che si rivolgono al gruppo, pur raccontando di situazioni critiche, pesanti e a volte rischiose, tuttavia manifestano il rammarico di non aver potuto realizzare un progetto di amore nel quale spesso avevano creduto e avevano investito la loro vita. Il dato di fatto, purtroppo, è che ci troviamo di fronte sempre di più a famiglie divise, con o senza figli, da poco o da tanto tempo, con coniugi che poi non hanno avviato una nuova relazione oppure che al contrario hanno stretto un nuovo legame affettivo. Dal punto di vista morale e religioso, si tratta di situazioni matrimoniali difficili o irregolari, come si sottolinea nell’insegnamento della Chiesa cattolica. La comunità cristiana, 4 - Notiziario Parrocchiale - Ottobre 2008 che ha accompagnato queste persone al matrimonio e poi negli anni della vita familiare magari col battesimo dei figli, oggi non può restare indifferente al dolore, al disorientamento, alla fatica di riorganizzare nel modo migliore la propria vita da parte di questi co- niugi e di questi figli (ma anche di coloro che sono loro più vicini: genitori, fratelli, amici). Proprio questa è la finalità che anima l’iniziativa diocesana del gruppo “La Casa”: essere segno e strumento affinché l’amore di Dio continui a dare senso e vigore alla vita di queste famiglie pur in un situazioni particolari. Le attività organizzate dal gruppo continuano ad essere di due tipi: incontri individuali per approfondire aspetti morali, spirituali o canonici (cfr. eventuale causa di nullità), e itinerari di gruppo sia di preghiera che di confronto e formazione. Per i primi occorre prendere appuntamento telefonando al n.035/278224 (cfr. don Eugenio Zanetti); per i secondi basta presentarsi al luogo prestabilito: per la preghiera in uno degli otto centri sparsi in diocesi e per la formazione nel centro della Comunità del Paradiso a Bergamo (via Cattaneo, 7). Alcuni incontri si scolgeranno anche a Villa d’Ogna un lunedì al mese presso Casa delle Suore delle Poverelle nelle seguenti date: 6/10/08; 3/11/08; 1/12/08; 12/01/09; 2/02/09; 2/03/09; (l’incontro del 2 aprile 2009 sarà per “tutti” a Bergamo presso il Monastero delle Clarisse in via Lunga 20); 4/05/09; 1/06/09; 6/07/09. Proprio alle persone separate, divorziate o risposate che leggeranno queste poche righe vogliamo rivolgere una parola di profonda comprensione ed incoraggiamento; a volte forse la Chiesa non vi è sembrata sufficientemente attenta e sensibile alle vostre situazioni di vita, forse vi siete sentiti giudicati o emarginati... Proprio per questo val la pena di accogliere le proposte che la nostra diocesi fa e di partecipare attivamente a queste iniziative: il primo passo è sempre il più difficile, ma poi ci si trova contenti. Ve lo dicono le stesse persone che, nella vostra medesima situazione, hanno avuto il coraggio di entrare alla “Casa” e di condividere tanti bei momenti di spiritualità, di dialogo e di amicizia. Vi aspettiamo! Gli amici del Gruppo BENEDIZIONE CASE ENTRATE (giugno 2008 - settembre 2008) Offerte in via Gas e via Provinciale 1.165,00 € Totale Conto 1.165,00 € dalla diocesi STRANIERI I nizia con questo articolo il percorso “Stranieri ma concittadini”: un secondo cammino di riflessione che il Centro Diocesano per la Pastorale Sociale intende destinare ai nostri Lettori, proponendo una riflessione attorno alle tematiche della giustizia, del confronto e dell’incontro tra popoli e culture. Come ciascuno di voi potrà constatare nella propria realtà quotidiana, la società italiana va rapidamente evolvendosi: la presenza di significative pluralità etniche si colloca nella tradizione di molteplicità religiosa e culturale affermatasi all’interno dell’Epoca moderna e contemporanea. Nella variegata realtà del nostro tempo, la questione della multiculturalità diviene, invero, terreno fondante per il dibattito tra differenziati saperi e correnti di pensiero. La nostra società, sempre più segnata da processi migratori, è forzata ad interrogarsi anzitutto sulla sua stessa identità: la conoscenza reciproca e l’incontro delle diverse tradizioni di fede costituiscono, invero, attività essenziali e fondanti qualsivoglia rete sociale e collettiva. Riflettere attorno all’incontro tra i popoli è una questione indubbiamente pregnante ed urgente, che chiama ciascun Cristiano a prendere posizione, a farsi portatore di testimonianza del Vangelo, nell’accoglienza dello Straniero e del Diverso. La fede cristiana si connota per l’accettazione, il rispetto e l’incontro con l’Altro. Ciò implica che si ripensino attivamente le matrici del nostro Essere, oltrepassando i limiti localistici e accogliendo, inversamente, una nuo- va unità fraterna. La grande sfida che ci vede oggigiorno attori protagonisti del nostro futuro sociale è il riconoscimento dell’Altro, nel rispetto e nell’aiuto reciproco: oltrepassare i conflitti, i contrasti e le diatribe costituisce l’unica via percorribile al fine di costruire un’autentica società globale, insegnamento di Fratellanza tra gli uomini. Questo nuovo percorso ci permetterà di dialogare con le realtà Parrocchiali cercando di promuovere alcuni spunti di riflessione: crediamo fortemente che l’impegno di ciascuno, anche all’interno delle nostre Parrocchie e delle realtà di vita collettiva, possa costituire la matrice fondamentale per un cambiamento sociale tanto oneroso quanto necessario. Speranzosi che il nostro contributo MA CONCITTADINI possa costituire una risorsa per tutti i coloro che vorranno farne buon uso, apriamo una possibile riflessione attraverso le parole di Papa Giovanni Paolo II: «Pur tra difficoltà e incertezze, ogni uomo sinceramente aperto alla verità e al bene, con la luce della ragione e non senza il segreto influsso della grazia, può arrivare a riconoscere nella legge naturale scritta nel cuore il valore sacro della vita umana dal primo inizio fino al suo termine, e ad affermare il diritto di ogni essere umano a vedere sommamente rispettato questo suo bene primario. Sul riconoscimento di tale diritto si fonda l'umana convivenza e la stessa comunità politica». (Giovanni Paolo II, Enciclica Evangelium Vitae del 25 Marzo 1995) A cura di Claudia Proserpio per il Centro Diocesano per la Pastorale Sociale www.pastoralesocialebg.it Il nostro indirizzo e-mail [email protected] è a disposizione per uno scambio continuo di idee e pensieri, non esitate a contattarci. PROGETTO NUOVO ORATORIO ENTRATE (giugno 2008 - settembre 2008) N.N. Totale Conto 250,00 € 250,00 € TOTALE ENTRATE 250,00 € USCITE (giugno 2008 - settembre 2008) Acconto progettisti Totale Conto 1.836,00 € 1.836,00 € TOTALE USCITE 1.836,00 € Parrocchia San Matteo Apostolo in Villa d’Ogna - 5 l’argomento ORATORIO EATO ALBERTO A qualche mese di distanza dalla firma della convenzione stipulata tra la Parrocchia ed il Comune di Villa d’Ogna, con la quale il secondo ha ceduto alla prima la proprietà del “Centro Sociale”, è arrivato il momento di rispondere alla domanda che da più parti è stata posta in questi mesi alla Parrocchia: a che punto siamo con il nuovo Oratorio? Per rispondere a questa domanda è necessario ripercorrere brevemente quanto fatto fino ad ora ed anticipare quanto in previsione nell’immediato futuro: quello che è certo è che, pur senza dare eccessivo risalto alla cosa, la Parrocchia ha rapidamente riattivato tutte le procedure necessarie affinché il sogno del nuovo Oratorio di Villa d’Ogna, che da lungo tempo rappresenta l’obiettivo di questa nostra comunità, trovi finalmente pronta realizzazione. Per non disperdere tutto il patrimonio di studi preliminari che aveva portato alla redazione, nel 2005, del progetto per il nuovo oratorio, è stato ritenuto opportuno affidare l’incarico del nuovo progetto al medesimo gruppo di progettazione, costituito dallo studio EPS-Architetti Associati di Bergamo (architetti Elisabetta Bertocchi, Stefania Magaldi, Paolo Masotti). Va ricordato infatti che il progetto di allora, che non fu possibile approfondire per le note vicende legate all’intervento di tutela da parte della Soprintendenza, era già stato approvato e sostenuto dalla Curia Vescovile di Bergamo ed in particolare dal suo Ufficio per la Pastorale dell’Età Evolutiva (UPEE) per la sua rispondenza alle esigenze della comunità ed alle necessità pastorali; benché da al- 6 - Notiziario Parrocchiale - Ottobre 2008 lora siano cambiati in modo sostanziale i termini del progetto, passando da una nuova costruzione al riutilizzo di un edificio esistente, la nuova proposta sarà arricchita da tutte le considerazioni fatte all’epoca. In particolare, saranno sostenute ed approfondite le peculiarità già individuate in precedenza: in accordo con le “Linee progettuali dell’Oratorio” fornite dalla Diocesi di Bergamo, il p rog et t o sa r à es pr e ss io ne dell’accoglienza, della carità verso il prossimo e della testimonianza per le giovani generazioni. L’obiettivo di conferire all’Oratorio le qualità di un luogo pensato per la vita in comune e di gruppo, casa capace di accogliere tutti, luogo di incontro lontano da logiche commerciali nel quale è possibile condividere i valori della fede e della carità, rimarrà il punto fermo della nuova proposta progettuale, anche alla luce delle esigenze già evidenziate nel 2005. La dedicazione al “Beato Alberto” ed il logo dell’Oratorio, studiati allora, accompagneranno anche la nuova proposta progettuale, rimanendo i riferimenti fondanti della nuova realizzazione. La prima questione che è stata affrontata dalla Parrocchia e dai Tecnici progettisti è stata quella di decidere se riutilizzare la struttura esistente del “Centro Sociale”, adattandola alle nuove esigenze distributive ed adeguandola agli attuali obblighi di legge, oppure se demolire completamente l’edificio per ricostruire al suo posto una struttura completamente nuova. La conosc enza dell’edificio attuale, ottenuta per mezzo di numerosi sopralluoghi e rilievi sul posto, oltre che dello studio della documentazione progettuale esistente, ha permesso di valutare la soluzione più corretta sia dal punto di vista architettonico che economico. La consulenza del tecnico specialista in materia strutturale ed impiantistica ing. Bortolo Balduzzi , ha consentito di ricostruire con precisione il “quadro clinico” dell’edificio esistente, evidenziandone le attuali carenze dal punto di vista della normativa antisismica, per il risparmio energetico e per la prevenzione degli incendi. La valutazione degli aspetti formali e distributivi dell’architettura dell’attuale “Centro Sociale” ha inoltre permesso di verificare la possibilità di trasformazione del corpo di fabbrica per adeguarlo alle esigenze, sostanzialmente differenti dalle attuali, richieste per l’insediamento di un Oratorio. Sono infine state fatte alcune considerazioni dal punto di vista strettamente economico e di velocità realizzativa, confrontando tra di loro le due ipotesi. La scelta definitiva, alla luce di tutto quanto sopra esposto, è stata quella di riutilizzare l’argomento la struttura attuale, conservando gran parte dell’involucro esistente e limitando il sacrificio delle parti non conservabili al minimo indispensabile. Questa soluzione, oltre ad essersi rivelata come la più razionale, ha consentito di evitare la dispersione di un patrimonio immobiliare che la Parrocchia ha acquisito a fronte di notevoli sacrifici e che, pur con qualche significativa eccezione, può essere adeguato a tutte le richieste normative e funzionali grazie ad un’attenta progettazione; solo dove gli interventi di adeguamento dell’esistente dovessero rivelarsi eccessivamente onerosi si procederà ad alcune parziali demolizioni e successive ricostruzioni in forma più rispondente alle nuove necessità. E’ comunque doveroso ricordare che le caratteristiche degli spazi e delle modalità di utilizzo dell’Oratorio sono differenti da quelle degli ambienti attualmente utilizzati dal “Centro Sociale”; pertanto il mantenimento di un’ampia porzione del fabbricato esistente comporterà comunque un complessivo ridisegno degli spazi interni ed un adeguamento strutturale, impiantistico ed architettonico che rinnoverà profondamente l’attuale edificio. Gli attuali spazi di ritrovo per gli anziani saranno integrati nella nuova struttura, in modo che tutte le fasce di età presenti nella Comunità trovino adeguata collocazione nel nuovo Oratorio; i due piccoli appartamenti attualmente ubicati al piano superiore del “Centro Sociale” saranno mantenuti in modo da limitare al minimo i disagi per gli attuali ospiti. L’acquisizione delle nuove aree da parte della Parrocchia ha consentito la creazione di un unico spazio organico ed interconnesso all’interno del quale si troveranno tutte le funzioni di riferimento della Comunità: l’antica Parrocchiale di San Matteo con il suo Sagrato, il Cine Teatro Forzenigo, i campi sportivi ed infine il nuovo Oratorio saranno collegati tra di loro da percorsi protetti e tutti interamente sviluppati all’interno della proprietà parrocchiale. Gli spazi così ottenuti saranno rappresentazione formale della missione educativa della Chiesa, unitaria perché capace di comprendere ed integrare le funzioni liturgiche (il Santuario), caritative e di accoglienza (l’Oratorio) e ricreative (il Cineteatro e le strutture sportive) che sono tre aspetti del medesimo obiettivo: la formazione morale ed etica della Comunità. Dal punto di vista formale, sarà studiato un percorso che unirà gli edifici del Santuario, del Cineteatro e dell’Oratorio per mezzo di passaggi porticati coperti; saranno inoltre predisposti i collegamenti con gli spazi esterni di completamento attuali e di nuova realizzazione: campi da gioco, aree a verde, spazio giochi per i bambini, arena all’aperto e spazi per la convivialità. Una particolare attenzione sarà rivolta allo studio degli ingressi dell’Oratorio ed al volto esterno dell’edificio, che intende proporsi come cuore vivo dell’intero complesso; grazie all’asportazione del terrapieno che attualmente circonda l’edificio, gli attuali vani interrati potranno ricevere luce ed aria direttamente dall’esterno e costituire gli spazi destinati alla vita sociale in collegamento con tutte le altre funzioni presenti nell’area. Nel mese di Agosto è stato effettuato un incontro con don Michele Falabretti Direttore dell’Ufficio Pastorale dell’Età Evolutiva della Diocesi, che ha condiviso la proposta progettuale suggerendo alcuni piccoli approfondimenti alla luce dell’osservazione di altre realtà della nostra Diocesi; in quella occasione il progetto è stato sottoposto anche all’attenzione di Mons. Maurizio Gervasoni Delegato Vescovile per la Formazione ed Educazione del Popolo di Dio. Nei prossimi mesi l’iter progettuale proseguirà spedito: entro ottobre sarà possibile sottoporre il progetto preliminare alle prime valutazioni da parte del Consiglio Pastorale Parrocchiale; esso sarà confrontato attentamente con tutte le necessità della Parrocchia e sottoposto ad eventuali “messe a punto”. Solo a questo punto sarà possibile contattatare l’”Organismo esterno di Validazione” incaricato dalla Curia Vescovile di seguire e verificare tutte le successive fasi progettuali; coordinandosi con tale organismo, i progettisti predisporranno il progetto definitivo che dovrà essere sottoposto alle verifiche della Soprintendenza per ciò che riguarda la compatibilità del nuovo sagrato con il Santuario. Ottenuto anche quest’ultimo nulla osta, il progetto sarà consegnato all’ufficio tecnico comunale per l’acquisizione degli indispensabili permessi, ottenuti i quali la Parrocchia sarà in possesso di tutti i requisiti necessari per iniziare la fase dei lavori veri e propri. Se tutti i vari passaggi si svolgeranno senza particolari complicazioni si può ipotizzare che, nella tarda estate del 2009 sarà possibile inaugurare il cantiere del nuovo Oratorio, dando così finalmente l’avvio ufficiale alla fase realizzativa. Parrocchia San Matteo Apostolo in Villa d’Ogna - 7 scuola dell’infanzia ANCHE A SETTEMBRE ARRIVATA LA PRIMAVERA C he succede? Alla Scuola dell’Infanzia hanno perso la trebisonda? No amici, nel mese di agosto è arrivata la comunicazione dal Ministero dell’Istruzione che ci assicurava di aver accolto la nostra domanda per l’attivazione della “Sezione Primavera”. Il primo giorno di settembre quindi è iniziata l’attività al Nido “Il paese dei balocchi” per i bambini da pochi mesi fino ai due anni d’età, alla Scuola dell’Infanzia per i bambini di tre anni e alla Sezione “Cuccioli” per i diciannove bambini iscritti, con età fra i ventiquattro e i trentasei mesi di età. Con loro ci sono due educatrici: Lara, di Castione della Presolana e Michela, che l’anno scorso aveva sostituito la maestra Silvia nella sezione “coccinelle”. Formuliamo i nostri migliori auguri di benvenuto e di buon anno scolastico a Lara e SCUOLA PARITARIA E salutiamo la nostra Chiara, che per due anni è stata con noi e che per motivi normativi è ora costretta a svolgere la sua attività lavorativa in altri ambiti. Nei primi giorni di settembre abbiamo accompagnato e sostenuto i bambini nella difficoltà di imparare a stare alla Scuola dell’Infanzia e al Nido senza mamma e papà; i pianti erano frequenti e rendevano difficile anche ai genitori andarsene lasciando i loro piccoli, magari per la prima volta, a persone nuove. Gli ambientamenti effettuati in modo graduale allevviano la fatica, ma non riescono a cancellarla; è il primo scotto da pagare per diventare grandi… Dal mese di ottobre non sarà più la cuoca Paola a preparare i pasti nella nostra cucina; infatti la Scuola dell’Infanzia del suo paese è rimasta senza cuoca e Paola ha trovato la possibilità di lavorare vicino a casa, per i bambini del suo paese. A lei che ha lavorato con serietà, impegno e costanza alla nostra Scuola dell’Infanzia auguriamo di trovarsi bene nel nuovo lavoro e la ringraziamo per essere stata con noi e per averci avvisato in anticipo, dandoci la possibilità di poterci attivare per trovare un’altra cuoca. Dal mese di ottobre la cucina della nostra Scuola dell’Infanzia sarà il “regno” di Stefania, che sosituirà la cuoca Dony fino al suo rientro dalla maternità; le diamo il nostro più caloroso benvenuto! Ci aspetta ora un nuovo anno scolastico: nuove amicizie da instaurare, vecchi amici da ritrovare, tante cose da imparare, mille occasioni per divertirsi insieme; questo e molto altro ve lo racconteremo nel prossimo articolo. A presto e un gioioso ciao! Ve lo dicono 120 allegre vocine… RISORSE FINANZIARIE N el numero precedente del notiziario parrocchiale (giugno 2008), è stata proposta al lettore una breve riflessione riguardante i notevoli risparmi delle finanze pubbliche grazie alle scuole paritarie, riconosciute come parte del sistema nazionale di istruzione, quindi alla pari delle scuole pubbliche, senza però che abbiano la medesima parità in campo economico, accollando alla scuola locale l’onere di molte spese. In questo numero viene riproposta un’ulteriore riflessione osservando alcuni dati riguardanti, come si era anticipato nel precedente notiziario, le risorse finanziarie delle Scuole derivanti dai contribu- 8 - Notiziario Parrocchiale - Ottobre 2008 ti dei Comuni che hanno sul loro territorio una Scuola dell’Infanzia Paritaria: ■ Clusone: contributo €150.00,00 per n. 7 sezioni (pertanto € 21.428,00 per sezione) ; ■ Parre: contributo €60.000,00 per n. 3 sezioni (pertanto € 20.000,00 per sezione) ; ■ Valbondione : contributo €32.000,00 per n. 18 alunni (pertanto € 32.000,00 per sezione); ■ Gromo: contributo €19.000,00 per n. 19 alunni (pertanto € 19.000,00 per sezione); ■ Ponte Nossa: contributo €43.700,00 per n. 2 sezioni (pertanto € 21.850,00 per sezione); ■ Ardesio: contributo €63.000,00 per n. 3 sezioni (pertanto € 21.000,00 per sezione); (fonti “Piani Diritto allo studio” dei Comuni). ■ Villa d’Ogna: contributo €40.000,00 per n. 3 sezioni (pertanto € 13.333,33 per sezione) ■ Oltressenda Alta: contributo anno scolastico 2007/2008 €1.200,00 dalla parrocchia IL CINE-TEATRO FORZENIGO, “La comunità cristiana è impegnata da sempre nel compito di annunciare il Vangelo e in ogni epoca ricerca forme nuove e più adeguate per comunicare agli uomini e alle donne il messaggio di salvezza. Questa vasta e articolata opera di evangelizzazione passa anche attraverso prospettive culturali capaci di intercettare le domande del tempo e di proporre risposte originali e pertinenti. In questo contesto diventa sempre più urgente innestare nella pastorale ordinaria attenzioni nuove dal punto di vista dei linguaggi e delle modalità di comunicazione”. S ono queste le parole con cui inizia la nota pastorale “La sala della comunità, un servizio pastorale e culturale” della Commissione Ecclesiale per le Comunicazioni Sociali della CEI. Anche se questa nota compie quasi dieci anni di età, è estremamente attuale e ci richiama con fermezza al compito e al ruolo che anche la nostra comunità, nel suo piccolo, è chiamata a svolgere: dare il sapore di Gesù Cristo alle relazioni di ogni giorno; testimoniare uno stile di vita secondo un modello ben preciso, quello del Vangelo. Questo compito così difficile e insieme entusiasmante non può non tener conto delle condizioni in cui deve tradursi: deve essere attento osservatore dei continui progressi che il mondo d’oggi vive. Tra i più evidenti lo sviluppo tecnologico e il ruolo sempre potenziato dei media (si pensi a TV, Internet, videotelefonia, i-pod) occupano nella vita quotidiana di tanta gente il ruolo primario di informazione e ormai anche di formazione. Ecco allora l’importanza di proporre e offrire luoghi adatti alle esigenze di oggi, con un linguaggio adatto all’uomo del nostro tempo che tuttavia non INVESTIMENTO DI SPERANZE vengano meno al grande compito di educare ad una vita buona, nel rispetto delle regole del vivere sociale e dell’Altro. Nella nostra comunità occupa questo grande posto il Cine-Teatro Forzenigo. Tra i battiti cardiaci davanti ad un bel film d’azione o tra le risate e gli applausi di una rappresentazione teatrale sono tante le cose che anche un po’ inconsciamente accadono: si impara ad apprezzare la bellezza delle cose, si sviluppa un buon senso critico che permette di capire se una cosa è utile e sana per la vita, si intessono legami più o meno implicanti con il proprio vicino di poltrona o mentre si assapora un caffè nei dieci minuti di intervallo. Insomma abbiamo a disposizione della nostra comunità e di tutti coloro che vogliono, una grande ricchezza che mette in campo una vasta gamma di possibilità per aiutarci a crescere e maturare. Una possibilità che permette ai più piccoli di divertirsi senza che vadano incontro al pericolo, e agli adulti di dare sfogo alle risate di gusto senza rinnegare i sani principi. La gratitudine allora nei confronti di don Pietro Forzenigo è grande e con lui il nostro grazie va a tutti coloro che negli anni a seguire hanno visto nel Cine-Teatro una risorsa importante di comunicazione, di impegno culturale, un’occasione di incontro e di sti- molo per tanta gente e per questo si sono dedicati silenziosamente e con tanto spirito di servizio a mantenerlo e gestirlo nei più differenti aspetti (in sala proiezioni, nella pulizia, nel servizio al bar o alla cassa e nei più diversi ambiti sicuramente impegnativi che lo costituiscono). In questa scia si inseriscono tutti coloro che in svariati modi lo hanno continuamente migliorato e abbellito, rendendolo una delle sale della comunità più moderne e avanzate della zona tanto da meritare dello spazio su una rivista cinematografica provinciale e cosa inaspettata anche su una nazionale. Il percorso che ha condotto il Cine-teatro ad essere come è adesso ha comportato un grande sforzo di energie e risorse, il costo definitivo per restituire a Villa d’Ogna il “Forzenigo” bello e capace di ospitare quasi 300 persone è stato di € 819.116,57. Un impegno non indifferente per una piccola comunità come la nostra. Ora sta a noi la scelta. Quella di vedere nel nostro cinema solo una perdita di tempo o con occhi fiduciosi e volti al futuro, scorgerne le immense potenzialità e ricchezze che solo con il nostro consenso potranno attuarsi. È davvero un investimento di tempo, di risorse, di energie e soprattutto di speranze, ma se ci si crede, ne vale davvero la pena. BILANCIO DEL CINE TEATRO FORZENIGO ENTRATE (giugno 2008 - settembre 2008) Buste distribuite nel Notiziario N.N. in memoria vivi e defunti Totale Conto 1.509,00 € 3.000,00 € 4.509,00 € 243.264,56 € USCITE Saldo progettisti 13.918,36 € TOTALE USCITE conclusivo 819.116,57 € Parrocchia San Matteo Apostolo in Villa d’Ogna - 9 CALENDARIO PASTORALE DI OTTOBRE 14:30 Conferenza S. Vincenzo SS. ANGELI CUSTODI PRIMO VENERDI DEL MESE 7.30 Esposizione e Adorazione del SS. Sacramento Sabato 4 Domenica 5 SAN FRANCESCO D`ASSISI, PATRONO D`ITALIA BEATA MARIA VERGINE DEL ROSARIO Mandato ai catechisti 16.00 Incontro con tutti i bambini e le famiglie della Catechesi in Parrocchia 17.00 Processione con la Statua della Madonna e al termine S. Messa in Parrocchia 20.30 Incontro con i genitori dei bambini di 1 elementare 20.30 Incontro Gruppo Catechisti Inizio Catechismo per bambini e ragazzi 20.30 Consiglio Parrocchiale Affari economici Sabato 11 BEATO GIOVANNI XXIII, PAPA Indulgenza Plenaria 20.30 Incontro con i genitori dei bambini di 2 elementare 20.30 Scuola di Preghiera in Seminario Sabato 18 Domenica 19 SAN LUCA, EVANGELISTA LXXXII GIORNATA MISSIONARIA MONDIALE 16.00 Conferenza S. Vincenzo 20.30 Incontro con i genitori dei bambini di 3 elementare 20.30 Incontro Gruppo Catechisti 20.30 Incontro del Consiglio Pastorale Parrocchiale Sabato 25 Domenica 26 7.30 S. Rosario Meditato 8.00 S. Messa per la Medaglia Miracolosa 20.30 Confessioni comunitarie in Santuario 7.30 S. Confessioni 15.00 Confessioni per le elementari 16.00 Confessioni per le medie 7.30 S. Confessioni 14.30- dal Sinodo Diocesano IL RITO DELL’EUCARESTIA (segue dal precedente Notiziario) 185 La raccolta delle offerte è segno di partecipazione al sacrificio eucaristico, di corresponsabilità nella carità verso i fratelli bisognosi e di attenzione alle concrete esigenze della comunità. Più persone siano disponibili per questo servizio in modo che sia contenuta nei limiti di tempo dei limiti offertoriali. È auspicabile che, quando sia possibile, le offerte raccolte e gli altri doni vengano presentati al presidente nell’unica processione offertoriale, senza comunque deporli sulla mensa eucaristica. Le offerte in Denaro 186 La preghiera eucaristica, momento centrale e culminante dell’intera celebrazione, azione di grazia e santificazione, è per sua natura di competenza del sacerdote celebrante. Si ricorda la possibilità di un utilizzo vario delle diverse Preghiere Eucaristiche contenute nel Messale Romano, secondo quanto consentito alle rubriche. I fedeli partecipano con il sacro silenzio, rispondendo al dialogo iniziale, cantando il Santo, l’acclamazione all’anamnesi e l’Amen della dossologia finale. Sono espressamente riprovate preghiere eucaristiche fantasiose o inventate: ci si attenga ai testi liturgici. Per quanto riguarda la Messa dei fanciulli, si faccia riferimenti all’apposito Direttorio. Nelle preghiere eucaristiche delle Messe dei fanciulli sono previste anche altre acclamazioni. La preghiera Eucaristica 187 La preghiera del Signore è espressione di tutta l’assemblea liturgica. Può essere pregata tenendo le braccia allargate, antico gesto che, nella Bibbia e nella prima comunità cristiana, caratterizzava l’atteggiamento dell’orante. Il Padre nostro 188 La partecipazione piena alla celebrazione si ha con la comunione sacramentale. Per quanto possibile si faccia in modo che i fedeli ricevano la Comunione con il pane consacrato nella stessa Messa e, nei soli casi previsti, facciano la comunione anche al calice, affinché, anche per mezzo dei segni, sia meglio espressiva della partecipazione al sacrificio di Cristo. Il pane Eucaristico 189 Si ricordi ai fedeli la possibilità di ricevere la Comunione in bocca o in mano e li si istruisca, con periodici richiami, a farlo nel debito modo. In ogni caso è il ministro a dare il pane consacrato e a porgere il calice. Non è consentito ai fedeli, né ai ministri straordinari della Comunione, né ai diaconi in nessuna celebrazione, prendere con le proprie mani il pane consacrato direttamente dalla patena e nemmeno intingerlo nel calice del vino o passare le specie eucaristiche da una persona all’altra. Ogni fedele che riceve sulla mano il pane eucaristico lo assuma nel debito modo davanti al ministro: non è consentito a nessuno tornare al posto con il pane eucaristico. Sono pertanto urgenti sia l’azione educativa che la vigilanza, onde evitare mancanze di rispetto e sempre possibili gravi profanazioni dell’Eucaristia La distribuzione della Comunione 190 Non dovrà essere trascurata l’attenzione missionaria verso gli assenti, affinché non siano esclusi dalla piena comunione sacramentale. Pertanto è significativo che la Comunione agli ammalati e agli anziani impediti a partecipare, portata dai ministri straordinari, parta dall’assemblea eucaristica domenicale. Comunione agli ammalati 191 La celebrazione sia opportunamente attuata per evidenziare in modo più esplicito l’unità del sacerdozio, del sacrificio e del popolo di Dio. Si rifugga però dall’equivoco che concelebrare significhi maggiore solennità. La verità e intensità della preghiera della Chiesa non dipendono dal numero dei concelebranti. La Concelebrazione dal Sinodo Diocesano 192 Indirizzi di saluto, auguri, interventi particolari siano a seguito dell’orazione dopo la Comunione. Per gli interventi di autorità politiche, amministrative o militari, nell’esercizio delle loro funzioni, si trovino momenti opportuni non durante la celebrazione e ordinariamente fuori di chiesa. In particolari circostanze è consentita ai militari la preghiera loro propria, approvata dall’Ordinario, da recitarsi a conclusione dell’orazione dopo la Comunione e prima della benedizione finale. Bandiere, labari e stendardi non occupino mai il presbiterio. Interventi Particolari 4. LUOGO E TEMPI DELLE CELEBRAZIONI EUCARISTICHE 193 Circa il luogo proprio della celebrazione dell’eucaristia si ricordi che, senza una vera necessità di cui è giudice l’Ordinario del luogo, non è consentito celebrare l’Eucaristia fuori dal luogo sacro, soprattutto nel giorno del Signore. Qualora l’ordinario del luogo lo permetta, si abbia cura di scegliere un luogo degno e l’azione sacra si svolga sopra una mensa conveniente. Luogo della Celebrazione 194 «L’unità della Chiesa esige, tra l’altro, molta attenzione per non dividere o disperdere la comunità che celebra l’ eucaristia. Si eviti pertanto la moltiplicazione immotivata e inopportuna della messe, che spesso comporta l’uso non giustificato della “binazione” o della “trinazione”, e che finisce per convocare assemblee frazionate e frettolose in orari troppo ravvicinati. Non si consente così ai fedeli di condividere consapevolmente gli impegni apostolici di tutta la comunità cristiana». Numero e orari delle Messe 195 Per favorire una viva partecipazione dei fedeli alla messa e una dignitosa celebrazione da parte del prete, fra l’inizio di una celebrazione eucaristica e quella seguente, nel giorno del Signore, intercorra un lasso di tempo non inferiore a un’ora e mezza. Tempo tra una Messa e l’altra 196 La messa festiva del sabato sera o delle vigilie delle feste sia programmata là dove è pastoralmente necessario, in coordinamento con le parrocchie vicine. La prossimità di alcune parrocchie, e anche il numero variabile dei partecipanti, possono suggerire di non stabilire queste Messe in ogni parrocchia. Messe al sabato sera 197 Si tenga conto della mobilità della popolazione (turismo, vacanze.) in determinati periodi dell’anno e si garantiscano celebrazioni adatte ai fedeli che sopraggiungono. Si valuti con il consiglio pastorale l’opportunità di mantenere la celebrazione eucaristica festiva in tutte la chiese sussidiarie. Nelle chiese dei religiosi le Messe non coincidano con quelle della chiesa parrocchiale, ma siano celebrate in orari integrativi. Il triduo pasquale sia possibilmente celebrato solo nella chiesa parrocchiale. Messe in estate, in chiese succursali, rettorie, istituti religiosi 198 Le Messe per gruppi particolari si celebrino di norma non di domenica ma, per quanto è possibile, nei giorni feriali, favorendo la loro partecipazione alla Messa comunitaria nel giorno del Signore. Messe per gruppi e associazioni 199 È opportuno che non vengano celebrate altre Messe nella stessa chiesa, fuori dagli orari stabiliti, in occasioni di feste, raduni o circostanze straordinarie. Questi casi devono sempre rivestire carattere di straordinarietà. Si esortino i fedeli a celebrare i loro anniversari dentro le normali Messe di orario, anche per evidenziare la partecipazione della comunità alle gioie e ai dolori di ciascuno. Interventi Particolari dal Sinodo Diocesano La comunità parrocchiale valuti piuttosto l’opportunità, in alcune ricorrenze, di fare celebrazioni della Parola o momenti di preghiera d’altro genere per non snaturare la celebrazione eucaristica. 200 Nei giorni feriali se si celebra nei quartieri o alle edicole mariane, si verifichi la dignità del luogo, affinché l’azione sacra avvenga sempre e comunque sopra una mensa conveniente. Messe Feriali 201 Nel programmare gli orari delle celebrazioni eucaristiche si cerchi l’accordo con i parroci vicini, specialmente nelle città e nei paese dove ci sono più chiese, per evitare la concentrazione di più Messe negli stessi orari. Questa collaborazione permetterà un fraterno aiuto fra i preti dello stesso vicariato, particolarmente in occasione di feste, di iniziative nel periodo estivo, di malattia di qualche confratello. Orari da concordare con le parrocchie vicine o con il vicariato 202 In ogni vicariato si curi la stampa e l’affissione alle porte delle chiese di manifesti con gli orari estivi e invernali delle Messe festive celebrate nelle varie chiese del vicariato stesso. Avviso con orari delle Messe vicariali 5. CELEBRAZIONI IN LATINO 203 È data la possibilità, consultato l’Ordinario tramite la Cancelleria vescovile, di celebrare in lingua latina con il Messale di Paolo VI editato nella sua Termia Edito Tipica nel 2004. Messe in latino con il Messale di Paolo VI 204 Qualora un congruo gruppo di fedeli richieda al parroco la celebrazione della Messa secondo il Messale di Pio V, nella edizione del 1962 rivista dal Beato Giovanni XXIII, in questi si rivolga alla Cancelleria vescovile che verificherà la congruità delle motivazioni alle disposizioni del Motu Proprio Summorum Pontificum e si attenga alle indicazioni ricevute. 6. INTENZIONI DELLE MESSE 205 Ogni parroco ha l’obbligo alla domenica di celebrare una Messa pro populo. Si abbia cura che ogni eucaristia domenicale sia celebrata per la comunità e per tutti come segno preminente del giorno del Signore e annuncio del mistero della sua alleanza con il mondo intero. È compito dei pastori provvedere alla formazione ecclesiale dei fedeli per evitare rischi di una privatizzazione dell’eucaristia del giorno del Signore. Messa pro populo 206 Si presti ogni cura affinché la celebrazione eucaristica sia l’azione di grazie di tutta la Chiesa, e più precisamente dell’assemblea liturgica, per l’opera salvifica di Cristo. Primaria resta l’intenzione ecclesiale di tutta l’assemblea riunita intorno alla quale si collocano e si giustificano particolari intenzioni e preghiere, tra cui il ricordo dei defunti della comunità. Pur rivestendo una certa importanza, le “ tradizioni “ di ogni parrocchia e la buona abitudine dei fedeli di offrire il Santo sacrificio in suffragio dei cari defunti non possono essere i criteri ispiratori nel predisporre il numero delle Messe feriali. A tale proposito si ricorda di educare i fedeli a offrire intenzioni di Messe da far celebrare ai missionari. Intenzioni delle Messe dal Sinodo Diocesano 207 Nelle domeniche e nei giorni festivi, anche nel pomeriggio del sabato o vigilia di festa, si eviti di far menzione particolare dei defunti, soprattutto nelle preghiera eucaristica, a meno che non si tratti della Messa esequiale, per evitare che l’assemblea domenicale e festiva del popolo di Dio assuma una dimensione privatistica. In tutte le celebrazioni il nome del defunto può essere ricordato in una intenzione della preghiera universale. Il nome del defunto in suffragio del quale viene celebrata la Messa può essere ricordato nella preghiera eucaristica solo nelle messe rituali dei defunti (dopo la notizia della morte, nelle esequie, in occasione della sepoltura, nel primo anniversario della morte). Messe per i Defunti 208 Per quanto riguarda la Messa plurintenzionale ci si attenga alla disciplina diocesana. In particolare questa celebrazione è consentita, previa autorizzazione dell’Ordinario: ■ nel caso in cui gli offerenti, previamente ed esplicitamente avvertiti, consentano liberamente che le loro offerte siano cumulate con altre in un’unica offerta per una santa Messa celebrata secondo un’intenzione collettiva; ■ non più di due volte per settimana; ■ solo nei giorni feriali (non nelle domeniche, nelle feste di precetto, nelle solennità, pomeriggio di sabato o della vigilia di tali feste o solennità); ■ indicando pubblicamente il giorno, il luogo (la chiesa parrocchiale e l’orario ). Messe plurintenzionali o collettive Si ricorda che al celebrante è lecito trattenere la sola elemosina stabilita dalla diocesi. La somma residua eccedente tale offerta sarà consegnata all’Ordinario tramite l’Ufficio competente della curia diocesana. 7. IL CULTO EUCARISTICO 209 I fedeli, quando venerano Cristo presente nel sacramento, ricordino che questa presenta deriva dal sacrificio e tende alla comunione sacramentale e spirituale. La pietà che spinge i fedeli a prostrarsi in adorazione dinanzi alla Santissima Eucaristia li attrae a partecipare più profondamente al mistero pasquale e a rispondere con gratitudine al dono di coli che con la sua umanità infonde incessantemente la vita divina nelle membra del suo corpo. Il culto Eucaristico 210 Scopi della conservazione dell’eucaristia fuori dalla Messa sono l’amministrazione del Viatico, la distribuzione della Comunione agli infermi e l’adorazione di nostro Signore Gesù Cristo, presente nel Sacramento. Nella storia della Chiesa la conservazione delle sacre specie per gli infermi portò alla lodevole abitudine di adorare questo celeste alimento riposto e custodito nelle chiese. Il culto di adorazione poggia su valida e salda base, soprattutto perché la fede nella presenza reale del Signore porta naturalmente alla manifestazione esterna e pubblica di questa stessa fede. A questo scopo le tradizionali forme di pietà eucaristica non dovranno essere abbandonate, ma ripensate con attenta sensibilità biblica. Ogni comunità stabilisca alcuni appuntamenti di adorazione eucaristica con cadenza mensile. Viatico, Comunione agli infermi, adorazione (segue sul prossimo Notiziario) CALENDARIO PASTORALE DI NOVEMBRE Sabato 1 TUTTI I SANTI S. Messe con orario festivo 15.00 Vespri e processione al Cimitero e questua dei morti Domenica 2 COMMEMORAZIONE DI TUTTI I FEDELI DEFUNTI Da oggi al 9 ottavario dei morti: S. Messe alle 8.00 e alle 18.00 11.00 S. Messa al Cimitero In settimana visita e comunione agli ammalati 14.30 Conferenza S. Vincenzo 20.30 Incontro dei genitori dei ragazzi di 1 media 20.30 Corso Fidanzati a Valgoglio PRIMO VENERDI DEL MESE 15.00 Esposizione Eucaristica e Adorazione 18.00 Benedizione Eucaristica e S. Messa Sabato 8 20.30 Corso Fidanzati a Valgoglio Domenica 9 20.30 Incontro con i genitori dei ragazzi 4 e 5 elementare 20.30 Corso Fidanzati a Valgoglio 20.30 Incontro Gruppo Catechisti 20.30 Consiglio Pastorale Parrocchiale Sabato 15 20.30 Corso Fidanzati a Valgoglio Domenica 16 11.00 S. Messa e Festa degli anniversari di matrimonio 16.00 Conferenza S. Vincenzo 20.30 Incontro con i genitori dei ragazzi di 2 e 3 media 20.30 Corso Fidanzati a Valgoglio PRESENTAZIONE DELLA BEATA VERGINE MARIA 20.30 Scuola di Preghiera in Seminario Sabato 22 20.30 Corso Fidanzati a Valgoglio Domenica 23 Festa della Medaglia Miracolosa 14.30 20.30 Corso Fidanzati a Valgoglio 16.30 S. Rosario Meditato con supplica 17.00 S. Messa per la Medaglia MIracolosa Sabato 29 20.30 Corso Fidanzati a Valgoglio Domenica 30 I DOMENICA DI AVVENTO Ritiro di chiusura Corso Fidanzati Indulgenza plenaria per i defunti dalla parrocchia PRIME SANTE COMUNIONI S edici bambini della nostra comunità, domenica 25 maggio hanno raggiunto un traguardo, sicuramente uno dei più importanti della loro vita cristiana: il primo incontro con Gesù. Questo è stato l’apice di un tempo di preparazione e di trepida attesa per loro e per chi gli è stato vicino, comprese noi catechiste. Accompagnare questi bambini verso il loro primo incontro con Gesù è stato per noi una grande responsabilità e quindi, a volte, anche noi abbiamo avuto paura di non essere all’altezza e di non riuscire a far concretizzare gli insegnamenti cristiani trasmessi durante la catechesi. È stata davvero una grossa responsabilità, ma è stato bello e stimolante camminare insieme, commuoverci e gioire per quel Dono che Gesù ci ha dato e continua a darci ogni giorno. Auguriamo a tutti i bambini che questa gioia e questa emozione li accompagni in ogni Eucaristia e a ricordare che Gesù è loro amico…sempre e che questa amicizia è bella se coltivata e condivisa con la comunità. Le impressioni dei bambini Marco C.: Non dimenticherò mai il Sara: Appena venne il momento di momento in cui ho ricevuto Gesù. ricevere Gesù, mi batteva forte il cuore e pensai: “e se mi cade? Che sapore avrà?”. Davide G.: Ho aperto tutti i regali, tutti erano belli, ma il più bello era Gesù nel mio cuore. Maria Chiara: Ho ricevuto molti re- gali, ma il più bello è stato Gesù nel mio cuore. Nicholas: Il giorno 25 maggio noi della classe 3^, per la prima volta abbiamo ricevuto Gesù, cioè la Prima Comunione. Filippo: Appena ho visto il Don che si Giuseppe: Quando il Don iniziò a distribuire la Comunione dove ero seduto io, mi batteva forte il cuore, e quando finalmente fu il mio turno mi dissi: “E se mi cade? Che sapore avrà?” Gabriele: Siamo entrati dal portone della chiesa e tutti ci guardavano con sguardo fisso e attento. Mi tremavano le gambe perché ero emozionato. avvicinava mi sono messo a tremare; quando poi ho ricevuto la particola mi sono messo a pregare. Luca B.: Quando penso a quel giorno il 25 maggio, mi viene da saltare come un matto. Era il giorno, il primo giorno che ho incontrato Gesù nel mio cuore, la Prima Comunione!!! Sofia: La sera dopo messa ho pensa- to: “Finalmente ho ricevuto Gesù” Marco B.: Domenica scorsa ho rice- vuto per la prima volta Gesù Cristo, cioè ho fatto la mia prima S. Comunione. Che bello. 16 - Notiziario Parrocchiale - Ottobre 2008 Lisa: Io mi sono emozionata tantissi- mo e anche i miei genitori che avevano gli occhi lucidi. Andrea: Il giorno della mia Prima Comunione ero emozionato perché il sacerdote mi stava per dare la mia Prima Comunione. Non riuscivo più a smettere di muovermi per l’emozione di prendere la particola. Laura: Quando è arrivato il momento di ricevere Gesù, mi sono emozionata molto, quindi mi sono girata verso mia madre per dirle che di lì a poco toccava a me. Davide B.: All’inizio non mi sembrava vero di poterla fare, ma poi, dopo che il prete ci ha dato la crocetta, dopo la processione e la predica, ero emozionatissimo; non mi sembrava ancora vero, ma poi l’ho ricevuta: per la prima volta… sì per la prima volta, ho ricevuto Gesù. dalla parrocchia DI ORDINAZIONE DI La gioia del “per sempre” C atenelle di nastro giallo e bianco per le vie Villa d’Ogna, il sagrato della Chiesa Parrocchiale attorniato da numerosi fiori di carta, un andirivieni di gente in paese: l’aria frizzante che si respirava domenica 22 giugno era un’aria di festa. Venticinque anni prima Diego Pelizzari, veniva ordinato sacerdote della congregazione dei Padri Saveriani. Da anni ormai, Padre Diego Pelizzari vive con le popolazioni Indios dell’Amazzonia, accompagnandole e proteggendo i loro diritti spesso calpestati, affinché la loro identità culturale, patrimonio di tutti, non sia annientata. Così in quella soleggiata domenica di giugno la nostra comunità si è raccolta con gioia per accompagnarlo in corteo verso la Chiesa Parrocchiale dove abbiamo celebrato l’Eucarestia (che, come si sa, significa “rendimento di grazie”). Eravamo in tanti a dire il nostro grazie al Signore per il raro e prezioso dono nella nostra comunità di una vocazione sacerdotale che dopo molti anni di faticoso lavoro e di difficile cammino in terra straniera si è mantenuta fedele al Signore e alla sua Chiesa. Sono queste scelte che fanno riflettere. Soprattutto in questi anni, nei quali si percepiscono tanti cambiamenti e nei quali sembra spesso vincere la frenesia del “provvisorio”; sono molti oggi coloro che sono intimoriti a dire “per sempre”, tanti i giovani e meno giovani che faticano a restare ancorati, saldi e fedeli a un impegno forte che dirige tutta la propria storia. Tutti noi siamo quotidianamente chiamati a fare una miriade di piccole scelte che condi- zionano le nostre giornate, ma ve n’è una che sta alla base, detta “Fondamentale”, proprio perché è il fondamento di tutte le altre, che va a direzionare tutta la nostra vita. Lo sa bene questo chi è da parecchi anni sposato o sacerdote come Padre Diego. Ecco il grande motivo per ringraziare il Signore della vocazione di Padre Diego: l’esempio di una vita vissuta nella fedeltà ad una scelta grande e fondamentale, quella di seguire Gesù là dove si è sentiti chiamati, là dove si è strumenti preziosi e insieme “servi inutili” del Vangelo e dell’uomo. La testimonianza di Padre Diego e di tanta gente che ha detto un «Si definitivo nella propria vita ci incoraggia a guardare fiduciosi il domani. Queste persone, e sono veramente tante, ci insegnano ad avere coraggio, a fidarci degli altri, della vita, e di Dio. Ci dicono, forse senza tante parole, ma con un sorriso o anche solo con la loro semplice storia che si può essere davvero felici impegnandosi con serietà e gioia (quella vera) nel dire con decisio- PADRE DIEGO ne un «Si!» che sia PER SEMPRE. Insieme alla gratitudine per tutti coloro che si sono resi disponibili a rendere bella e gioiosa questa domenica di festa è doveroso da parte di tutta la comunità un particolare ricordo nella preghiera per Padre Diego e per la sua missione e, perché no, per tutti gli indecisi della nostra comunità, perché grazie anche all’aiuto dello Spirito di Consiglio e di Fortezza sappiano dirigere il timone della loro vita verso le rotte di un’esistenza felice. Pelizzari per festeggiare con lui il 25mo anno di sacerdozio. Ci siamo trovati insieme in chiesa alla S. Messa per ringraziare Dio di averci donato una vocasacerdoti che come lui svolgono il loro apostolato in terre lontane. Con un caloroso, simbolico abbraccio, ci ha accolto tutti regalandoci la sua comunicane hanno bisogno. Dopo la messa, Don Diego con la sua famiglia, ci ha voluca quanto ha sempre raccomandato: stare insieme, comunicare per scambiare idee, esperienze, iniziative. Questo significa essere missionari anche qui, migliorarsi. Grazie Padre Diego! Parrocchia San Matteo Apostolo in Villa d’Ogna - 17 cronaca delle attività ORATORIADI 2008 A nche quest’anno le Oratoriadi, l’evento sportivo che segna da ormai sedici anni l’estate del nostro vicariato, è arrivato e come sempre ha riunito tutto gli oratori nel segno dello sport, del divertimento ma anche della collaborazione, come ci suggerisce il tema che ha guidato questa edizione: “camminiamo insieme”. Sì, perché è importante sentirsi parte del proprio paese, ma è ancora più bello sentirsi parte di una famiglia più ampia, che comprende tutti i nostri oratori e che permette ai nostri ragazzi di crescere insieme in un clima di collaborazione. Le discipline sportive che hanno visti impegnati i nostri piccoli (e non) atleti sono le più diverse per dare a tutti la possibilità di confrontarsi con gli altri, e magari di ricevere anche grandi soddisfazioni, ma anche delle delusioni che tuttavia non intaccano il clima di festa che si respira durante tutta la manifestazione. Come oratorio di Villa d’Ogna quest’anno ce l’abbiamo messa tutta, e non importa se il responso finale del medagliere non è dei più esaltanti, aspettiamo già con ansia la prossima edizione dei giochi degli oratori, per dimostrare a tutti (e soprattutto a noi) che non ci arrendiamo mai e che il nostro obiettivo è quello di migliorarsi sempre di più. Presentiamo qui di seguito il medagliere di quest’anno che si presta a fare da riassunto di questa XVI edizione delle Oratoriadi. ORATORIO ORO ARGENTO BRONZO TOTALE Ardesio 24 12 13 49 Piario 22 10 14 46 Gromo S. Marino 9 19 17 45 Valgoglio 8 6 3 17 Boario 7 3 4 14 Gandellino 5 7 3 15 Valcanale 4 6 15 25 Valbondione 3 9 6 18 3 4 1 8 1 2 5 8 Gromo 18 - Notiziario Parrocchiale - Ottobre 2008 cronaca delle attività PRITI SESAMO D escrivere il CRE è ogni anno sempre più difficile, non solo perché le attività si fanno sempre più diverse e quindi elencarle ad una ad una sarebbe un’impresa titanica nonché noiosa, ma anche perché ogni anno che passa ci si accorge sempre di più dell’importanza fondamentale che questa esperienza sta acquisendo, non solo per i ragazzi e le loro fa- miglie, ma anche per la nostra stessa comunità. Infatti il Centro Ricreativo Estivo non si limita a tenere occupati i ragazzi con giochi e attività, ma si sta ponendo come simbolo di un cambiamento che sta investendo i nostri oratori da un po’ di tempo a questa parte. I genitori dei nostri ragazzi si ricorderanno i loro oratori, che sembravano delle copie della scuola, con aule dove invece di matematica e italiano si insegnava il Catechismo, e solo all’esterno si trovavano degli spazi di gioco. Con il passare degli anni non solo l’obiettivo degli oratori si è evoluto e ampliato, ma con esso anche la sua struttura: si sono creati sempre di più spazi che non sono né aule né campi da gioco, dove i ragazzi si possono semplicemente “trovare per stare insieme” e dedicarsi a varie attività. Dopo tutto il percorso compiuto si può ormai dire che in oratorio, non solo si gioca e si insegna catechismo, ma ormai si vive. Riassumendo si può affermare che la catechesi si è “umanizzata” e, viceversa, che l’esperienza umana si è “cristianizzata”. Ma torniamo al nostro punto di partenza, il CRE. Quest’anno il tema guida era “Apritisesamo – chi trova un amico trova un tesoro”, e proprio a partire da qui si può capire come l’esperienza della vita in Oratorio sia cambiata, perché durante il CRE i bambini e ragazzi non si sono limitati a divertirsi con le uscite ai parchi acquatici, con i grandi giochi organizzati dagli animatori né si sono fermati a produrre lavoretti da portare a casa come ricordo dell’esperienza o a preparare lo spettacolo per la serata finale con i genitori, ma soprattutto sono stati insieme, hanno passato dei momenti durante i quali semplicemente parlavano e facevano amicizia con bambini e ragazzi che magari prima non conoscevano e scoprire, come dice il motto, il tesoro di esperienza e di amicizia che stava dentro ognuno di loro. E anche per gli animatori è stato così: passare tutto il pomeriggio per un mese con dei bambini che ti regalavano un “grazie” o un sorri- so semplicemente per essere lì con loro è stata un’esperienza di vita a dir poco magnifica e certamente edificante, soprattutto per i più giovani che per la prima volta si cimentavano nell’avventura del trovarsi a seguire qualcuno che si mette completamente nelle tue mani. Ma non dimentichiamoci che il CRE è soprattutto un’esperienza di vita cristiana, dove accanto allo svago e al lavoro viene posto come obiettivo il trasmettere ai ragazzi dei valori che (si spera) diventeranno parte della loro persona e così il CRE si rivela come un’esperienza gioiosa e che si pone come esempio per tutta la loro vita . Proprio per questo riteniamo importante l’esperienza del CRE e puntiamo ad investire sempre più risorse ed energie in questo progetto che ogni anno aumenta di dimensione, basti pensare che quest’anno i bambini e ragazzi iscritti soni stati in totale 233 (suddivisi in 74 del CRE asilo, 130 del CRE ragazzi e 29 del CRE Ado) che sono stati seguiti da 42 tra animatori ed aiuto animatori, per un totale di 275 persone, una cifra notevole che ci rende consapevoli di una realtà in continua evoluzione e che speriamo cresca ancora negli anni a seguire. Parrocchia San Matteo Apostolo in Villa d’Ogna - 19 cronaca delle attività SAGRA DEL BEATO ALBERTO E ccoci qua…è triste da dire ma un’altra estate sta per finire. Tuttavia non possiamo lamentarci perché anche quest’anno ci siamo dati da fare per riempire le nostre giornate e quelle della comunità, in particolare attraverso la sagra del Beato Alberto. Infatti da ormai cinque anni un numeroso gruppo di volontari si impegna per 9 giorni all’organizzazione della festa che quest’anno si è svolta dal 9 al 17 agosto. Dietro ad ogni manifestazione però c’è una preparazione che inizia settimane prima per decidere le date, per contattare i fornitori e per dividersi i compiti: c’è chi fa i lavori pesanti montando tendoni e cucine, chi prepara da mangiare, chi serve ai tavoli, chi è alla cassa, chi al bar, chi ai gonfiabili e chi vende gli “sbuccia e vinci”. Definiti i particolari, che la festa abbia inizio! La prima sera siamo tutti in fermento perché nonostante sappiamo che arriveremo alla fine stanchi, abbiamo anche la certezza che ci divertiremo un sacco. Tutte le sere ci si ritrova verso le 18 per prepararsi al lavoro e ad 20 - Notiziario Parrocchiale - Ottobre 2008 accogliere la gente. Quando poi verso le 19 cominciano ad arrivare i clienti, tutti all’opera! Alla cassa si formano le prime code, i camerieri corrono da una parte all’altra del tendone per prendere le ordinazioni, in cucina cominciano a volare ordini e vassoi pieni di strinù, polenta, spiedini, ravioli e le immancabili patatine fritte, i ragazzi al bar distribuiscono birre, dal forno a legna (specialità della nostra festa) escono le prime pizze e noi ragazze degli sbuccia e vinci dobbiamo iniziare il nostro ingrato compito di persuadere le persone a tentare la fortuna. Nel corso della serata tutti a turno ci concediamo una piccola pausa per cenare e riposarci, per poi riprendere fino a sera inoltrata. Questo via vai si ripete per tutta la durata della festa fra un intrattenimento e l’altro, dai Blascover che hanno aperto la settimana, passando per le spettacolari acrobazie in aria dei motociclisti professionisti, arrivando alla grande tombolata dell’ultima sera. E così in un batter d’occhio quella che sembrava un’interminabile settimana giunge al termine fra la soddisfazione ma anche il dispiacere di tutti. Il giorno dopo il tendone viene smontato, il campo e le giornate tornano ad essere quelle di sempre. Quello che rimane è una bella esperienza di volontariato: quello che non abbiamo riscosso materialmente, l’abbiamo però guadagnato in amicizie e tanto divertimento. Non possiamo che ringraziare tutti coloro che hanno partecipato e ovviamente voi che siete venuti sempre numerosi: senza la vostra presenza tutti i nostri sforzi sarebbero stati vani. Arrivederci alla prossima estate! Giulia e Laura anagrafe BATTESIMI Zangirolami Desirè di Roberto e Testa Mara Il 1 giugno 2008 Legrenzi Marina Brusetti Claudia di Adriano e Balduzzi Mirella Il 1 giugno 2008 Cedroni Giacomo Cominelli Pietro di Christian e Piacenza Michela Il 6 luglio 2008 MATRIMONI di Luigi e Bigoni Linda Il 22 giugno 2008 di Gian Luigi e Calzaferri Chiara Il 6 luglio 2008 Del Bono Rossella di Andrea e Zanoletti Noemi Il 6 luglio 2008 giovani dei nostri paesi esibirsi brillantemente in uno spettacolo molto impegnativo, e nel contempo divertente. Si trattava della conclusione di una rassegna teatrale del nostro gruppo locale questi giovani, oltre il lavoro e lo studio, trovino tempo ed energia da impiegare nella recitazioserie e comiche, hanno voluto provare a mettere in scena, durante il periodo pasquale, una sacra rappresentazione con musica e letture di brani di Vangelo. E anche in questo si sono fatti onore. Il merito non va tuttavia solo a chi sale sul palcoscenico, ma anche a chi, attorno a loro, prepara zia, senza invidie o voglia di emergere, ma solo spinto dalla passione e dal volere stare insie- Alessia Mapelli e Roberto Bellini Auguri ragazzi!! Siamo con voi. 6 settembre 2008 Parrocchia San Matteo Apostolo in Villa d’Ogna - 21 anagrafe DEFUNTI Legrenzi Giovanni n. 29/12/1941 m. 05/07/2008 Caro papà Giovanni, ci sembra strano doverti scrivere una lettera. Prima era sufficiente uno sguardo, un sorriso, una parola sussurrata per dirci grandi cose. Vogliamo dirti grazie per tutto ciò che ci hai insegnato durante il nostro cammino insieme, quando, tenendoci per mano ci hai accompagnato e sostenuto con rispetto in tutte le nostre scelte, se pur diverse, per te sempre importanti. Ci hai salutato con il tuo sguardo pieno d’amore e ti assicuriamo lo porteremo sempre nel nostro cuore. GRAZIE per la tua testimonianza di fede, che nel silenzio e nella semplicità ci hai trasmesso fino all’ultimo momento della tua vita terrena. GRAZIE per averci insegnato ad apprezzare la semplicità, la gentilezza, la disponibilità verso gli altri, la tranquillità quotidiana facendoci capire che forse è inutile rincorrere sempre tutto con frenesia e confusione. GRAZIE papà per averci voluto bene. Certi della tua nuova vita celeste, ringrazia- mo il Signore per averti dato a noi come papà e ti chiediamo di vegliare su tutti noi, sulla mamma, sui tuoi adorati nipotini e sulle nostre famiglie come hai sempre fatto, in punta di piedi come un angelo, fino al giorno in cui potremo riabbracciarti. Sappiamo che le lacrime si asciugheranno, i fiori appassiranno ma la tua presenza rimarrà sempre nei nostri cuori. Ciao papà Brusetti Luigina n. 12/05/1925 m. 12/06/2008 “Iddio conceda a te nel cielo la pace dei giusti” Legrenzi Luigi n. 12/07/1937 m. 29/06/2008 La partecipazione e le tante dimostrazioni di affetto e di stima, sono prova di come tu abbia vissuto con massima disponibilità ed impegno per gli altri e sono, soprattutto, per noi motivo di orgoglio nel riconoscere la veridicità del tuo esserci. Che il tuo esempio sia per noi costante fonte di insegnamento. Grazie papà Dorati Luigi n. 26/03/1953 m. 30/07/2008 “Non si perdono mai coloro che amiamo, perché possiamo amarli in colui che non si può perdere.” La moglie e i figli Pezzotta Giuseppe n. 20/09/1947 m. 24/08/2008 Trussardi Ottavio n. 04/04/1939 m. 04/08/2008 Cortiana Loredana n. 26/07/1956 m. 11/09/2008 Signore, l’hai voluta in cielo, fai di lei un Angelo degno, per sua sofferenza e bontà, di sedersi accanto a te. Rimarrai nei nostri cuori. I tuoi fratelli. Telefono amico - Una voce amica per gli anziani È oe - asso- ciazioni di pubblica assistenza, informazioni sui turni dei medici curanti o delle farmacie, un consiglio per ottenere assistenza domiciliare o semplicemente per scambiare due chiacchiere e un saluto. Quando la situazione lo richiede i volontari provvedono ad allertare quali a volte basta una voce amica per trovare conforto e sentirsi meno soli. Il gruppo di volontari che si succedono a turni nei locali dei servizi esperresentava ne, spescaratteristiche na, nel nostro olto solo ai possibili fruitori del servizio, ma anche a chi sa di persone che si trovano in situazione di bisogno assistenziale. 22 - Notiziario Parrocchiale - Ottobre 2008 anagrafe DEFUNTI Padre Aurelio del Purissimo Cuore di Maria (Giovanni Brusetti) Giovanni Brusetti nacque a Villa D'Ogna il 21 luglio 1920, da Giuseppe e Martina Lazzari. Entrato ad 11 anni nel seminario di Basella vi rimase quattro anni e quindi passò a Carpesino per il Noviziato (dove pronunciò la sua prima professione religiosa il 09 settembre 1936). I tre anni successivi visse a Pegli (GE) dove attese agli studi filosofici e nei quattro anni seguenti a Pianezza per gli studi teologici. Finalmente, il 19 giugno 1943, a Torino, raggiunse la meravigliosa meta dell’ordinazione sacerdotale per l’imposizione delle mani di Sua Em. il Card. Fossati. Iniziò quindi i suoi molteplici servizi in Provincia: dapprima come insegnante nelle medie a Carpesino (1943-1945) poi in IV e V ginnasio a Basella(1945-1946) e quindi di nuovo a Carpesino (1946-1952) sia nelle medie che in IV e V ginnasio. Dal 1952 al 1954 servì la chiesa insegnando latino e greco nel Liceo interno di Caravate. Alla fine del 1954 venne trasferito alle Rocche di Molare da dove inizia la sua brillante carriera di Missionario e di Predicatore. Nel settembre del 1960 si stabilì a S. Pancrazio dove gli viene assegnato l'incarico di Direttore del Bollettino, proseguendo al contempo la sua attività predicatoria. Nel 1964 venne inviato a Basella dove riprese ad insegnare nella scuola professionale interna (trovava anche il tempo per frequentare la scuola di pianoforte presso il prof. Legramanti di Bergamo, meritando nel 1965, presso il Conservatorio 'Verdi' di Milano, la licenza in teoria e solfeggio e la licenza di V° anno di pianoforte e di storia della musica nel 1968 presso l'istituto 'Pollini' di Padova). Dal 1969 al '76 venne nominato superiore nel convento della Basella mantenendo l’incarico di predicatore e missionario dedito a missioni popolari e corsi di esercizi spirituali prevalentemente a suore. (NB: da una sua lista, trovata tra le sue carte, risultano registrate ben 207 Missioni popolari a cui ha preso parte in 40 anni, tra il 1954 ed il 1994). Dal 1976 visse a Cameri (No) come missionario e predicatore a tempo pieno. P. Aurelio oltre ad una buona vena musicale aveva anche quella di scrittore. Parlava in maniera forbita, corretta ed attraente. Ha lasciato diversi opuscoli scritti come le presentazioni dei Santuari di Basella e di Cameri, ma anche altri scritti e racconti delle e sulle sue avventure missionarie. Da Cameri tornò a Basella come aiutante e confessore in Santuario, sino al 2005, quando cominciando a venir meno le energie e la salute è trasferito presso l’Infermeria passionista di San Pancrazio in Pianezza. Martedì 08 luglio, alle 03.30 circa, p. Aurelio Brusetti del Purissimo Cuore di Maria Rosa Fraccaro è tornato alla casa del Padre. L’ultimo saluto a Padre Aurelio ha avuto luogo Giovedì 10 luglio presso il santuario di San Pancrazio in Pianezza (To), alla presenza della famiglia, di don Luigi e alcuni rappresentanti della comunità di Villa d’Ogna e dei suoi numerosi confratelli. Ringraziamo il Signore per il lio, figura tanto significativa ed esemplare per la nostra famiglia, insieme alla cara Sr. Cristina, monaca benedettina, che gioia in cielo il suo caro fratello. Intelligente e molto vivace, a undici anni, ultimo di dodici figli, conquistato da un predicatore passionista durante una missione chiese al padre di che ben lo conosceva, gli disse: Questa testimonianza voce della mamma, la sorella Maria, che chiese a Padre Aurelio come aveva potuto resistere nel rigoroso ordine passionista, il suo. Egli rispose che il carattere non si cambia, ma la grazia aiuta e modella la natura. Lo vogliamo quindi ricordare Cristo e il suo Ordine, nei quali energie. Ora ha terminato la zie Padre Aurelio, benedici tutte le nostre famiglie. ziare il Rev. parroco Don Luigi Zanoletti, i seminaristi e quanti hanno voluto esserci cristianamente vicini in questo momento. I Nipoti di Padre Aurelio Parrocchia San Matteo Apostolo in Villa d’Ogna - 23