Risveglio Pentecostale - Anno LXV - numero 9 - Periodico Mensile - Poste Italiane spa - Spedizione in Abbonamento Postale - D.L.353/2003 (conv. in L.27/02/2004 n.46) art.1 comma 2, DCB Vicenza
Risveglio
settembre 2011
“La tua parola è una
lampada al mio piede
e una luce sul mio
sentiero” (Salmo 119:105)
P
E N T E C O S T A L E
Organo ufficiale delle Chiese Cristiane Evangeliche Assemblee di Dio in Italia
gna«Io sono la vera vite e il Padre mio è il vi , lo
iuolo. Ogni tralcio che in me non dà fruttopota
toglie via; e ogni tralcio che dà frutto, lo
affinché ne dia di più» (Giovanni 15:1-2)
Risveglio
P E N T E C O S T A L E
Organo ufficiale
delle Chiese Cristiane Evangeliche
“Assemblee di Dio in Italia”
Ente Morale di Culto
D.P.R. 5.12.1959 n.1349
Legge 22.11.1988 n.517
Pubblicato dal Consiglio
Generale delle Chiese
Presidente: Felice A. Loria
Vice Presidente: Vincenzo Spec­chi
Segretario: Davide Di Iorio
Tesoriere: Giu­sep­pe Tilenni
Consiglieri: Eliseo Cardarelli,
Salvatore Cusumano, Paolo Lombardo,
Gaetano Montante, Vito Nuzzo
Presidente emerito: Francesco Toppi
Consigliere onorario: Francesco Rauti
Direzione, Redazione
e Amministrazione:
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del 1.3.2000 Trib. di Padova
La pubblicazione è distribuita a mem­bri
e simpatizzanti delle Chi­e­se Cri­stiane
Evan­geliche A.D.I. ed è so­stenuta da offerte vo­lon­ta­rie. In con­formità alla Leg­­
ge 675/96 e successive modifiche sulla
tutela dei da­ti personali, la Re­da­zio­ne
di Ri­sveglio Pen­te­co­sta­le ga­rantisce
l’assoluta riservatezza di quelli di cui è
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lo­ro au­tori. I manoscritti non pub­blicati
non si restituiscono.
Direttore Responsabile:
Vincenzo Specchi
Comitato di Redazione Risveglio Pentecostale - Cristiani Oggi: Vincenzo Specchi
(sostituto del presidente ex officio),
Salvatore Esposito, Lorenzo Framarin,
Domenico Modugno, Elio Varricchione
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Risveglio Pentecostale - Settembre 2011
Tra le braccia e
del nostro Dio
NESSUNO È PARI AL NOSTRO DIO
Ogni tanto faremmo bene a considerare la grandezza di Dio.
Quante opere potenti ha realizzato, appositamente per noi!
Pensiamo al creato: un attimo prima non esisteva nulla e dal nulla,
tramite la Parola, Dio ha fatto esistere tutto ciò che vediamo… per darci
una casa… La Sua infinita potenza e
la Sua maestà sono a nostra disposizione: “Sul carro dei cieli, corre in tuo
aiuto… nella sua maestà, avanza sulle nubi” (v. 26).
Commuove pensare al nostro Signore che “corre” in nostro soccorso. Neppure la luce è più veloce del
Suo carro…
Tutto questo ci è stato mostrato in Gesù, il Figlio di Dio “Egli, che è
splendore della sua gloria e impronta della sua essenza, e che sostiene
tutte le cose con la parola della sua
potenza, dopo aver fatto la purificazione dei peccati, si è seduto alla destra della Maestà nei luoghi altissimi” (Ebrei 1:3).
Prova ora ad andare avanti nel
tempo più che puoi: Dio ci sarà.
C’era prima che noi fossimo, e ci
sarà quando noi passeremo… Ma
ancor di più dobbiamo realizzare che
Lui c’è.
C’è nel nostro “oggi”, come Padre
e rifugio.
Signore, quale grazia! Possiamo
anche noi esclamare col salmista Davide: “La sorte mi ha assegnato luoghi deliziosi; una bella eredità mi è
toccata!” (Salmo 16:6).
IL NOSTRO DIO HA DELLE BRACCIA
“…sotto di te stanno le braccia
eterne…”. Significa che proprio il Dio
così grande ed eterno ci sostiene
con la Sua onnipotenza!
Dalle braccia viene il calore del
Padre: lasciamoci scaldare dal nostro Dio, facciamoci stringere al Suo
cuore. Impariamo a riconoscere “il
battito del cuore” del nostro Signore!
Dalle braccia vengono le consolazioni del Padre: permettiamoGli di
IL NOSTRO DIO C’È
prendersi cura di noi anche nei mo“Il Dio eterno è il tuo rifugio”. Dio menti no.
è eterno: quale differenza rispetto a
Dalle braccia viene la sicurezza del
noi stessi e a chiunque altro!
Padre: impariamo a rifugiarci in Lui!
Prova con la fantasia ad andare inAncora oggi qualcuno pensa che
dietro nel tempo più che puoi: ben Dio sia troppo impegnato per poterprima Dio c’era.
ci abbracciare, come ai tempi di Ge-
in questo numero
eterne
o
“Il Dio eterno è il tuo rifugio; e sotto di te
stanno le braccia eterne” (Deuteronomio 33:27)
sù: “Gli presentavano dei bambini perché li toccasse; ma i discepoli
sgridavano coloro che glieli presentavano. Gesù, veduto ciò, si indignò
e disse loro: ‘Lasciate che i bambini vengano da me; non glielo vietate, perché il regno di Dio è per chi
assomiglia a loro. In verità io vi dico che chiunque non avrà ricevuto il
regno di Dio come un bambino, non
vi entrerà affatto’. E, presili in braccio, li benediceva ponendo le mani
su di loro” (Marco 10:13-16).
Se ti hanno insegnato un Dio lontano, disinteressato agli uomini,
lascia che oggi Gesù ti prenda in
braccio, che ponga le Sue mani su
di te.
Non temere il contatto con Lui,
perché ancora oggi nelle grandi
braccia di Dio, in Gesù nostro Sommo Pastore, troviamo abbondanti
benedizioni!
LE BRACCIA ETERNE DI DIO ABBRACCIANO UN POPOLO SPECIALE
“Te beato, Israele! Chi è pari a te,
popolo salvato dal Signore? Egli è
lo scudo che ti protegge, e la spada
che ti fa trionfare” (v. 29).
Nessuno è pari al nostro Dio, ma
altrettanto, nessuno è come il popolo di Dio!
È vero, siamo un popolo piccolo,
forse anche debole, senz’altro insi-
gnificante agli occhi di chi non conosce (e non vuole conoscere) da
vicino l’amore di Dio.
Ma siamo un popolo salvato dal
Signore, che anche in questo verso si presenta col Suo nome più importante: l’Eterno!
In Gesù siamo stati salvati dai legami e dai condizionamenti dello spirito di questo mondo lontano
da Dio.
In Gesù siamo stati lavati dai nostri peccati, da Lui che è l’Autore di
una salvezza eterna.
Dalla croce Gesù ci ha abbracciati ad uno ad uno.
Tramite Gesù siamo stati riconciliati con Dio.
Per mezzo di Gesù, Dio è a noi favorevole ed è la nostra difesa: “Egli
è lo scudo che ti protegge” (v. 29).
Infine, Dio è all’azione per farci vincere le battaglie quotidiane
contro ogni realtà terrena e spirituale, attraverso l’arma più potente mai inventata al mondo: la Parola di Dio… “la spada che ti fa trionfare” (v. 29).
Nessuno è pari a Te, o Dio!
Nessuno ha braccia come le
Tue… sono tanto grandi… c’è posto
per tutti… anche per me… Grazie,
Dio mio!
Elio Varricchione
settembre 2011
TRA LE BRACCIA ETERNE
DEL NOSTRO DIO
Elio Varricchione ................................pag.2-3
HAITI TERREMOTO
DIMENTICATO
Angelo Gargano ............................... pag.4-6
FACIAMO DEL BENE A TUTTI
Giuseppe R. Tilenni . ......................... pag.7-8
UOMINI FEDELI
Alessio Festa . ................................... pag.9-10
I LAVORATORI
DELL'UNDICESIMA ORA
Mauro Stevanato ........................... pag.11-12
CANTATE UN CANTICO
NUOVO
Giuseppe Crapanzano . .............. pag.13-14
UN DISCEPOLO
Fortunato Saja ............................. pag.15-17
UNA PREGHIERA ESAUDITA
EVANGELIZZARE
I NON UDENTII
Leonardo Passamonte . .................... pag.18
NOTIZIE DALLE NOSTRE
COMUNITÀ...............................pag.19-23
APPUNTAMENTI . .................... pag.24
Per notizie aggiornate consultate il sito
www.assembleedidio.org
Risveglio Pentecostale è disponibile anche in edizione per non
vedenti. Gli articoli, salvati in
formato leggibile mediante computer con un programma screen
reader, vengono inviati ai non
vedenti che ne fanno richiesta
all’indirizzo [email protected] (i file
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Risveglio Pentecostale - Settembre 2011
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HAITI:
TERREMOTO
DIMENTICATO
Haiti è una nazione situata nel Mar dei Caraibi. Un tempo colonia francese, è stata - dopo
gli Stati Uniti - una delle prime nazioni delle
Americhe a dichiarare la propria indipendenza.
Il territorio haitiano copre la parte occidentale dell'isola di Hispaniola e confina a est con la
Repubblica Dominicana.
Haiti è il paese più povero delle Americhe.
L'indipendenza dalla Francia è stata dichiarata l'1 gennaio 1804. Venne riconosciuta nel
1825 dalla Francia e nel 1863 dagli Stati Uniti.
Dall'inizio del 2004 Haiti è al centro di una rivolta popolare che ha causato disordini e violenza ed ha portato il 29 febbraio alla partenza
dall'isola del dimissionario presidente JeanBertrand Aristide. Il governo è stato retto ad
interim dal presidente della Corte di Cassazione, Boniface Alexandre, fino alle elezioni presidenziali tenutesi il 7 febbraio 2006 da cui, pur
tra molte proteste ed accuse di broglio da parte
dei suoi avversari, è uscito eletto René Préval.
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Risveglio Pentecostale - Settembre 2011
Haiti è il paese meno sviluppato dell'emisfero settentrionale e uno dei più poveri al mondo, ha circa nove milioni di abitanti il 95% dei
quali è di origine africana.
Il resto della popolazione è formato da mulatti e da sparuti gruppi di europei e levantini (libanesi e siriani).
Il 12 gennaio 2010, alle ore 16:53, ora locale, un violento terremoto di magnitudo 7,3 Mw,
seguito da numerose repliche di intensità superiore a 5,0 Mw, ha colpito l'entroterra di Haiti
in prossimità della capitale Port-au-Prince.
Il numero di vittime e l'entità dei danni materiali provocati sono apparsi subito ingenti.
Il terremoto ha coinvolto più di 3 milioni di
persone; 320.000 persone sarebbero rimaste
uccise e 300.000 ferite. Molti edifici della capitale, compresi i quattro ospedali cittadini, il
Palazzo presidenziale e la sede dell'Assemblea
Nazionale di Haiti, il parlamento, il quartiere
generale della missione ONU, sono andati distrutti o gravemente danneggiati.
Subito la solidarietà internazionale si è fatta sentire e molti hanno cercato di fare qualcosa per poter lenire le sofferenze di una popolazione già gravemente provata ma che ha visto,
con il terribile terremoto verificatosi, peggiorare enormemente la propria condizione.
Inizialmente non è stato facile raggiungere
l’isola a causa della confusione e dei tanti aiuti fatti giungere sul posto da organizzazioni internazionali, molti dei quali non utilizzati, riLa delegazione delle Assemblee di Dio in Italia con il
Presidente e il Segretario delle Assemblee di Dio in Haiti
masti chiusi nei container che li avevano
trasportati.
Le Assemblee di Dio in Italia, che sono state il riferimento di tanti che hanno voluto
dare un tangibile contributo per aiutare la
popolazione haitiana, hanno voluto attendere che la situazione si stabilizzasse e, all’inizio di quest’anno, il Consiglio Generale delle
Chiese ha incaricato il Dipartimento Missioni Esteri di fare un sopralluogo per verificare
il modo di far giungere gli aiuti disponibili.
Preso contatto con due importanti organizzazioni che operano sul posto a favore dei
bisognosi, la New Missions e le Assemblee di
Dio in Haiti, lunedì 20 giugno chi vi scrive,
i fratelli Giuseppe Tilenni e Antonino Mortelliti ci siomo recati sul posto per rendersi conto della situazione. Arrivando a Port
au Prince, capitale di Haiti, la prima cosa
che colpisce è il degrado e le precarie condizioni in cui vivono i superstiti del terremoto. Sembra che l’evento sismico si sia verificato appena da qualche settimana e non un
anno e mezzo fa. Infatti un milione e mezzo di persone vivono ancora sotto le tende
in condizioni igienico-sanitarie impossibili e la ricostruzione non sembra neanche essere iniziata.
Arrivati sul posto, abbiamo incontrato il fratello Tim De Tellis, Presidente della New Missions, un’organizzazione missionaria evangelica nata all’inizio del 1983 per
la visione dei suoi genitori, figli di immigrati italiani, proveniente dalla chiesa di Boston
(Boston Christian Assembly, una delle prime chiese dell’opera di origine italiana delle
C.C.N.A. negli USA) e i fratelli Davide Mortelliti e Davide Di Staulo delle Assemblee di
Dio Canadesi, anch’essi impegnati nella missione e, insieme, abbiamo raggiunto la sede
della New Missions. In mezzo a tanto degrado, la modesta sede della missione appariva
come un’oasi nel deserto, un luogo dove erano evidenti ordine e pulizia, condizioni rare
nell’isola haitiana.
Siamo stati colpiti dalla grande mole di lavoro che gli aderenti alla New Missions svolgono. Anche loro, benché colpiti dal terribile terremoto, hanno cercato di rimettersi
subito in piedi per continuare il lavoro e, attualmente, si prendono cura di undicimila bambini tra i cinque e i tredici anni, provvedendo loro da mangiare, da vestire e delle
scuole dove ricevere istruzione scolastica ed
anche biblica.
Tutti gli insegnanti sono credenti e la maggior parte di loro sono stati istruiti e formati
nelle scuole della missione stessa, accolti sin
da bambini e portati a un livello di istruzione tale da poter, a loro volta, istruire altri.
Il cinquanta per cento dei bambini haitiani non va a scuola, in quanto l’istruzione è a
pagamento e non tutti possono permettersela.
Nelle foto qui sopra
a sinistra l’attuale
luogo di culto di una
chiesa il cui locale è
stato interamente distrutto. A destra in
alto uno dei tanti edifici crollati a causa
del terremoto e sotto
una delle tante tendopoli dove ancora
oggi vivono circa tre
milioni di haitiani.
Risveglio Pentecostale - Settembre 2011
5
Nelle foto qui sopra a
sinistra uno dei locali
di culto delle Assemblee di Dio andanti
distrutti a causa del
terremoto.
In centr o un’aula
provvisoria di scuola
gestita dalle Assemblee di Dio. L’edificio
scolastico è andato
completamente distrutto.
A destra studenti di
una scuola gestita da
New Missions
6
Le scuole sono frequentate da chi può e da
chi usufruisce di una concessione governativa che provvede a pagarne i costi.
Oltre ad essere impegnati nella cura dei
bambini poveri, la New Missions è impegnata nella costituzione di chiese e, attualmente, conta ventisei comunità con altrettanti
pastori sostenuti a pieno tempo.
Altro impegno della New Missions è la
costituzione di cliniche in posti strategici
dell’isola. Attualmente ne gestiscono alcune,
mentre altri locali necessitano di essere riparati a causa dei danni subiti dal terremoto.
La Missione ha anche una Scuola Biblica,
nella quale vengono formati gli operai cristiani del posto che vengono poi impegnati
nell’attività di cure spirituale.
Tutto il lavoro svolto dalla New Missions
è il frutto dell’amore di credenti degli Stati Uniti e diverse altre nazioni, che si manifesta sostenendo quest’opera cristiana che
onora il Vangelo e il nostro caro Padre celeste.
Dopo aver incontrato i fratelli della New
Missions, ci siamo recati nella capitale, Port
au Prince, per parlare con i fratelli responsabili delle Assemblee di Dio locali. Ci ha accolto il fratello Calixte Fleuridor, Presidente
delle Assemblee di Dio haitiane. Anch’egli
ci ha fornito un resoconto dei danni causati dal terremoto informandoci, tra l’altro,
che sono andate distrutte diverse scuole gestite da chiese facenti parte delle Assemblee
di Dio, molti locali di culto e la sede della Scuola Biblica. Oltre a ciò diversi credenti hanno perso la casa. Fra loro anche alcuni pastori dal giorno del sisma vivono nelle
tendopoli, pur continuando a servire e onorare il Signore.
Attualmente le Assemblee di Dio in Hai-
Risveglio Pentecostale - Settembre 2011
ti contano circa duecentoventi chiese, di cui
trentacinque nella capitale, trecento pastori
e circa sessantaseimila membri.
Le necessità della popolazione haitiana,
compresi i nostri fratelli, sono certamente
tante, ma l’amore del popolo di Dio e l’amore del nostro Padre celeste continua a manifestarsi concretamente.
Secondo le possibilità che abbiamo e secondo la generosità manifestata nei confronti di questo popolo da molti credenti e non,
attraverso le Assemblee di Dio in Italia, siamo in attesa di ricevere alcuni urgenti progetti sia dalla New Mission che dalle Assemblee di Dio in Haiti, al fine di verificare dove
e come poterci impegnare per far del bene ai
nostri fratelli che sono nel bisogno.
Lasciando Haiti giovedì, dopo tre giorni dal nostro arrivo, l’impressione comune
è stata che quello di quest’isola sia un terremoto dimenticato dagli uomini. La nostra
certezza riposa sulla fedeltà di Dio che continua a dire a ogni Suo figlio: “Una donna
può forse dimenticare il bimbo che allatta,
smettere di avere pietà del frutto delle sue viscere? Anche se le madri dimenticassero, non
io dimenticherò te” (Isaia 49:15).
Da parte nostra e di quanti si fregiano del
nome di Cristo, rimanga chiaro nel cuore e nella mente il monito e l’insegnamento del nostro Maestro: “Ebbi fame e mi deste
da mangiare; ebbi sete e mi deste da bere; fui
straniero e mi accoglieste; fui nudo e mi vestiste; fui ammalato e mi visitaste; fui in prigione e veniste a trovarmi … In verità vi dico che in quanto lo avete fatto a uno di questi
miei minimi fratelli, l'avete fatto a me” (Matteo 25:36,40).
Il Signore ci aiuti ad aiutare coloro che sono nel bisogno.
Angelo Gargano
Facciamo
del bene a tutti
RESOCONTO SULL'UTILIZZO DEI FONDI DERIVANTI
DALL'OTTO PER MILLE DELL'IRPEF
sto nella sinteticità delle cifre, racconta poco delle
preghiere, dell’impegno, della dedizione di quanti
offrendo o distribuendo hanno collaborato, anche
a diverso titolo, al progresso del Vangelo in maniera così pratica, sempre sospinti dalla consapevolezza
che “l’opera mia è per il Re” (Sal.45:1).
Nella piena trasparenza sulle modalità di utilizzo di
questi fondi, le Chiese Cristiane Evangeliche Assemblee di Dio in Italia offrono la garanzia che ogni euro cent corrisposto dallo Stato Italiano per gli effetti
della Legge che regola l’Intesa con l’Ente Morale di
Culto (Legge n.517 del 22.11.1988) viene utilizzato
unicamente con scopi a carattere sociale e umanitario.
Le Chiese Cristiane Evangeliche Assemblee di Dio in
UN’OPERA DI AIUTO UMANITARIO
Il S.E.A.S. promuove e sostiene programmi di aiuto Italia, nell’essere vicine praticamente a quanti sono
nel bisogno, svolgono questa opera sociale e umain vari Paesi del mondo con progetti nei settori alimentare, medico, sociale e scolastico per le popola- nitaria, che favorisce la diffusione del messaggio di
zioni dell’Asia e dell’Africa e nelle situazioni di emer- “Tutto l’Evangelo” verso tutti, senza fare distinzioni
genza umanitaria facendo giungere sul posto gli aiuti di religione, lingua, razza e compiono questo servizio
da distribuire a quanti sono in situazioni di bisogno. di volontariato alla gloria del Signore.
Per mezzo del progetto ADI-Aid di adozioni a distanza sostiene realtà in India e in Africa con centinaia di
bambini accolti, vestiti, sfamati, istruiti, facendo pervenire aiuti a sostegno anche delle loro famiglie senza fare discriminazioni fra credenti e non, mostrando anche in questo modo, praticamente, l’amore del
Signore Gesù. Nel 2010 alcuni aiuti sono pervenuti
anche alle popolazioni di Haiti, duramente colpite da
terremoti e epidemie, alle popolazioni della Romania nelle zone colpite dall’inondazione, a quelle nelle
Filippine fino a raggiungere anche l’Afganistan.
In Italia il S.E.A.S. è intervenuto per l’Istituto Evangelico Betania-Emmaus attivo nell’assistenza a infanzia
e anziani e per l’Istituto Evangelico Betesda per anziani; per il Centro Kades, comunità terapeutica per
il recupero e la riabilitazione per quanti hanno dipendenza da droghe, alcool e medicinali, oltre in altre situazioni di grave bisogno.
Nel 2010 il S.E.A.S., il Servizio Evangelico di Assistenza Sociale delle Chiese Cristiane Evangeliche Assemblee di Dio in Italia, con il Fondo Amministrazione
dei proventi derivanti dall’otto per mille dell’IRPEF
ha avuto, per grazia di Dio, la possibilità di erogare
aiuti a favore di persone in gravi e disagiate situazioni in Italia e all’estero, per un ammontare complessivo che ha superato il milione di euro, intervenendo così per fare del bene a poveri, bambini delle zone disastrate da guerre e calamità naturali, profughi,
anziani, emarginati, tossicodipendenti e a quanti di
qualsiasi razza, nazione o religione, hanno bisogno di
assistenza.
UTILIZZO DEI FONDI DELL’8X1000
Il semplice rendiconto riepilogativo della gestione
effettuata dal Fondo Amministrazione dei proventi derivanti dall’otto per mille dell’IRPEF, qui propoRisveglio Pentecostale - Settembre 2011
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RENDICONTO RIEPILOGATIVO DEL FONDO AMMINISTRAZIONE OTTO PER MILLE PER L’ANNO 2010
Descrizione Operazione
Entrate
Riporto dal 31 dicembre 2009
€ 372.020,13
Interessi Netti - anno 2010
€ 423,30
Bonifico da Economia e Finanze - Dipartimento del Tesoro
relativo alla quota otto per mille IRPEF
dovuto per l'anno d'imposta 2006 - Dichiarazioni anno 2007 € 999.881,84
EROGAZIONI PER INTERVENTI UMANITARI A PERSONE E ASSOCIAZIONI EFFETTUATE IN ITALIA
Descrizione Operazione
Uscite
Erogazione a favore Istituto Evangelico "BETESDA" - per assistenza anziani € 178.000,00
Erogazione a Istituto Evangelico "Betania-Emmaus" Fonte Nuova (Roma)
- per assistenza anziani e ristrutturazione immobile € 660.000,00
Erogazione a favore Associazione "Amici di Valentina" onlus - Grugliasco (To) € 2.000,00
Erogazione a favore "Patologi oltre frontiera"- A.P.O.F. onlus ong € 5.000,00
Erogazione a favore di Individui
€ 15.666,67
Erogazione a favore ADI-Aid (Adozione a distanza) € 25.876,90
Erogazione a favore Centro Kades - Melazzo (Al) - Recupero tossicodipendenti
€ 131.000,00
Totale Erogazioni per interventi in Italia
€ 1.017.543,57
EROGAZIONI PER INTERVENTI UMANITARI A PERSONE E ASSOCIAZIONI EFFETTUATE AL'ESTERO
Descrizione Operazione
Erogazione a favore WAGRA - per aiuti umanitari alla popolazione di Haiti
Erogazione a favore Convoy of Hope Europe - per aiuti alla popolazione dell'Afghanistan Erogazione a favore PGCAG - Filippine - per aiuti umanitari alle popolazioni Erogazione a favore New Mission Inc. Orlando - per aiuti umanitari alla popolazione di Haiti
Erogazioni a favore alluvionati della Romania
Totale Erogazioni per interventi Estero
Spese bancarie (imposte, commissioni e interessi passivi)
RIEPILOGO
Descrizione Operazione
Entrate
Entrate anno 2010
€ 1.000.305,14
Uscite anno 2010
Passivo anno 2010
Riporto dal 31 dicembre 2009
€ 372.020,13
Rimanenza attiva al 31 dicembre 2010
€ 304.656,17
Il Tesoriere delle Assemblee di Dio in Italia
Giuseppe Risignolo Tilenni
8
Risveglio Pentecostale - Settembre 2011
Uscite
€ 10.000,00
€ 10.000,00
€ 10.000,00
€ 5.000,00
€ 15.000,00
€ 50.000,00
€ 125,53
Uscite
€ 1.067.669,10
-€ 67.363,96
Firenze, 31 dicembre 2010
Fedeli
UOMINI
in vista di eventi cruciali
lo prese. In Ebrei 11:5 leggiamo:
“Per fede Enoc fu rapito perché
non vedesse la morte¸e non fu più
trovato, perché Dio lo aveva portato via; infatti prima che fosse
portato via ebbe la testimonianza
di essere stato gradito a Dio”. La
sua fede, la costante comunione con Dio e il suo rapimento
rappresentavano, per la gente
della sua generazione, un potente
messaggio.
In Genesi 6:3 leggiamo: Il
Signore disse: “Lo Spirito mio non
DIO CHIAMA ENOC
Nei primi capitoli della Genesi, contenderà per sempre con l’uomo
poiché, nel suo traviamento, egli
troviamo un primo testimone,
non è che carne; i suoi giorni duEnoc “il settimo da Adamo”.
reranno quindi centoventi anni”.
Questo credente, figlio di Iared,
Questo era il giudizio che si sasi distinse per la sua vita vissuta
in perfetta comunione con Dio. Il rebbe abbattuto sugli uomini: la
suo modo di vivere parlava della loro vita sarebbe stata accorciata
drasticamente da circa 1000 anni
sua fede nel Dio di Adamo, di
a 120 anni!
Abele, di Set...
Enoc si distinse, nei trecento
DIO CHIAMA NOÈ
anni che seguirono al suo maDieci secoli dopo, la condizione
trimonio, perché camminò con
degli uomini era quella descritta
Dio, poi scomparve perché Dio
Considerando i vari periodi che
si sono alternati e di cui troviamo traccia nelle Scritture, notiamo che Dio ha sempre chiamato,
alla vigilia di eventi straordinari,
degli uomini fedeli e giusti che
avevano il compito di annunciare e testimoniare della verità.
Questi uomini dovevano svolgere
il loro ministerio in nazioni in
cui stava per abbattersi il giudizio
di Dio.
Risveglio Pentecostale - Settembre 2011
9
in Genesi 6:5-7 “Il Signore vide che la malvagità
degli uomini era grande sulla terra e che il loro cuore
concepiva soltanto disegni malvagi sulla terra, e se ne
addolorò in cuor suo. E il Signore disse: “Io sterminerò
dalla faccia della terra l’uomo che ho creato: dall’uomo al bestiame, ai rettili, agli uccelli dei cieli; perché
mi pento di averli fatti”. Prima che il giusto giudizio
cadesse sulla terra, Dio chiamò Noè, un uomo di
fede! Allora Dio disse a Noè: “nei miei decreti, la
fine di ogni essere vivente è giunta poiché la terra,
a causa degli uomini, è piena di violenza; ecco io li
distruggerò, insieme con la terra”. “Noè divinamente
avvertito di cose che non si vedevano ancora, con pio
timore, preparò un’arca per la salvezza della propria
famiglia; con la sua fede condannò il mondo e fu
fatto erede della giustizia che si ha per mezzo della
fede”. Lamec, parlando di Noè suo figlio, profetizzò
dicendo: “Questo ci consolerà della nostra opera e
della fatica delle nostre mani a causa del suolo che
il Signore ha maledetto”. Un credente arreso nelle
mani del Signore è sempre uno strumento di consolazione.
be dato a quella gente una possibilità per conoscere
la verità e ravvedersi dal suo peccato? La Scrittura
riserva a questo credente del vecchio testamento
delle belle parole. Lo Spirito Santo ispirò Pietro a
presentarlo al mondo intero dicendo: “E se salvò il
giusto Lot che era rattristato dalla condotta dissoluta di quegli uomini scellerati (quel giusto, infatti, per
quanto vedeva e udiva, quando abitava tra di loro,
si tormentava ogni giorno nella sua anima giusta a
motivo delle opere inique), ciò vuol dire che il Signore sa liberare i pii dalla prova e riservare gli ingiusti
per la punizione nel giorno del giudizio”. Le persone
di Sodoma e Gomorra odiavano Lot perché era
giusto.
OGGI DIO CHIAMA TE
La Parola di Dio afferma che presto Gesù tornerà come Giudice e tutta la terra sarà sottoposta al
suo Suo giusto giudizio. In attesa di questo evento
cruciale, ad ognuno di noi è stato affidato il compito di avvisare le persone. Come sentinelle dobbiamo suonare la tromba dell’Evangelo della grazia e
fare sentire a tutti in modo forte e continuo che la
salvezza è vicina, proprio a portata di mano.
LOT IN SODOMA E GOMORR A
Fratelli, affrettiamoci, usciamo e “costringiamoli
La separazione avvenuta in seguito alle ripetute
contese tra i pastori di Lot e quelli di suo zio Abra- con amore irresistibile” ad entrare, perché il tempo
sta per scadere!
mo, separazione dovuta non a ragioni di fede ma
I discepoli dissero: “Maestro, vuoi che facciamo
per motivi economici, indusse Lot a trasferirsi nella
ricca pianura del Giordano che si estendeva fino al tre tende una per Te, una per Elia e una per Mose?”.
Ma Gesù prese i discepoli e scese dal monte lì dove
Mare Morto, sulle cui rive sorgevano due fiorenti
città marittime, Sodoma e Gomorra, e qui si stabilì c’era un papà disperato e un figlio gravemente malato che aspettavano di essere soccorsi.
definitivamente. In queste città Lot si distinse per
Non c’è più tempo da perdere, andiamo e testila sua morale e per la sua fede, tanto che le autorità
lo elessero ad anziano della Porta che equivaleva al moniamo a tutti.
Come il giusto Lot, dobbiamo vivere nel “fango”
titolo di Giudice. Lot, l’allevatore di bestiame, si ritrovò in poco tempo ad occupare una posizione im- senza sporcarci.
Come Gesù, dobbiamo vivere in mezzo ai peccaportante nella pubblica amministrazione da dove
tori rimanendo santi.
potè testimoniare alla popolazione della sua fede.
Come Paolo vogliamo “sentire una grande tristezLa Scrittura afferma che tutte le cose cooperano
za e una sofferenza continua nel mio cuore; perché
al bene di quelli che amano il Signore. Dio aveva
io stesso vorrei essere anatema, separato da Cristo,
bisogno in quelle città corrotte di un testimone
fedele, proprio come aveva avuto bisogno di Enoc e per amore dei miei fratelli, miei parenti nella carne”
(Rom.9:1-2).
di Noè.
Mi rivolgo personalmente a te, caro prezioso creLot portò nel suo cuore la fede nell’Iddio di
Abramo, che era diventato anche il suo Dio; egli era dente, e ti chiedo di unirti a me nella lettura di questi versetti che si trovano in Proverbi 24:11-12 “Libeconvinto che la fede non dovesse essere nascosta
ma manifestata concretamente nel mondo. Il lungo ra quelli che sono condotti a morte, e salva quelli che
vacillando, vanno al supplizio. Se dici: “ Ma noi non
periodo vissuto sui monti con lo zio Abramo lo
aveva arricchito e preparato; ora era pronto a pren- ne sapevamo nulla!....” Colui che pesa i cuori non lo
vede forse? Colui che veglia su di te non lo sa forse?
dersi le responsabilità di un vero credente.
E non renderà Egli a ciascuno secondo le sue opere?
Se Lot fosse rimasto nascosto sul monte, chi
avrebbe testimoniato a quelle città peccatrici del
Alessio Festa
Dio Creatore e Signore di tutta la terra? Chi avreb-
10 R i s v e g l i o P e n t e c o s t a l e - S e t t e m b r e 2 0 1 1
I LAVORATORI DELL’UNDICESIMA ORA
[MATTEO 20:1-16]
Nella parabola dei lavoratori delle diverse ore, il
Signore Gesù mette enfasi sui “lavoratori dell’undicesima ora”, cioè sui “lavoratori dell’ultima ora”.
Perché la loro figura viene evidenziata più delle
altre? Perché ricevono lo stesso premio degli altri?
Perché Gesù termina questa parabola dicendo: “Così
gli ultimi saranno primi e i primi ultimi”?
Probabilmente perché ogni credente, ma soprattutto ognuno che si dispone nei vari modi a servire
Dio, dovrebbe in cuor suo considerarsi un “lavoratore
dell’undicesima ora”. Vogliamo quindi riflettere su
quali possano essere le attitudini che caratterizzano
un “lavoratore dell’undicesima ora”.
PROFONDA GRATITUDINE VERSO COLUI CHE L’HA
CHIAMATO
Il padrone della parabola si avvicinò ai lavoratori
dell’undicesima ora chiedendo loro perché fossero
inoperosi. La risposta fu chiara e triste al contempo:
“Perché nessuno ci ha presi a giornata”.
È come se quei lavoratori avessero ammesso: “Nessuno ha rivolto la sua attenzione su noi… Non vi
sono in noi spiccate qualità, eccellenze tali da attirare
l’interesse altrui… In poche parole non vi è valore in
noi!”
Così anche noi riconosciamo di non essere stati
un granché, prima che il vero Signore della Vigna ci
chiamasse, e altresì non ci sentiamo chissà chi neppure ora.
Non confondiamoci, non abbiamo fatto un favore
a Dio rispondendo alla Sua chiamata! Non facciamo
un favore a Dio lavorando nella Sua Vigna.
Anzi, Dio ci ha fatto l’onore di cercarci, di raggiungerci nei fallimenti della nostra vita, nelle nostre
pusillanimità e di chiamarci al Suo cospetto e al Suo
servizio, donandoci una dignità e delle capacità che
prima non avevamo.
Non scordiamo al riguardo le parole di Gesù: “Non
siete voi che avete scelto me, ma sono io che ho scelto
voi, e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto
e il vostro frutto rimanga…” (Vangelo di Giovanni
15:16).
ZELO ARDENTE AL SUO SERVIZIO
“Questi ultimi hanno fatto un'ora sola e tu li hai
trattati come noi che abbiamo sopportato il peso della
giornata e sofferto il caldo” (verso 12). Questa è stata
l’obiezione degli altri lavoratori.
In primo luogo la bontà del Signore mise a tacere
queste lamentele: “Vedi tu di mal occhio che io sia
buono?” (verso 15), ma non solo… Credo che il servo
di Dio che realizza in cuor suo di essere un “lavoratore dell’undicesima o dell’ultima ora” ha un cuore che
arde, non si dà posa, non bada agli sforzi, alle fatiche,
non calcola le rinunce, i sacrifici. Anche davanti agli
ostacoli, alle opposizioni, alle delusioni, non si ferma, non toglie “la mano dall’aratro”, ma continua a
lavorare con zelo!
Il “lavoratore dell’undicesima ora” sa che presto la
fatica finirà, sa che poi potrà solo rimpiangere quello
che non ha fatto e non ha dato a Gesù.
È toccante il racconto di quell’uomo che si impegnò
personalmente con tutti i suoi beni a salvare migliaia
di ebrei dai campi di sterminio nazisti. Vendendo i
Risveglio Pentecostale - Settembre 2011
11
suoi cospicui averi, le sue proprietà, riuscì a
ottenere una lunga lista di scampati.
Quando venne la fine del regime nazista
sembra che quell’uomo, anziché sentirsi soddisfatto per quello che aveva fatto, pianse per
quello che non era riuscito a fare.
Anziché gioire per la lunga lista di sopravvissuti, si disperò vedendo che gli era rimasto
un anello d’oro e una costosa automobile…
Per evitare rimpianti, spendiamo e spendiamoci ora per Gesù! “Tutto quello che la
tua mano trova da fare, fallo con tutte le tue
forze…” (Ecclesiaste 9:10).
GIOIA E STUPORE PER IL PREMIO
Con gli altri lavoratori il padrone della
parabola ha preso degli accordi, degli impegni: “Si accordò con i lavoratori per un denaro
al giorno… Andate anche voi nella vigna e vi
darò quello che sarà giusto” (versi 2 e 4).
Con i “lavoratori dell’undicesima ora” non
vi è stato accordo sul compenso. Chissà, forse
loro si aspettavano al massimo un po’ di cibo,
un piatto di minestra, un pezzo di pane…
Non vi era accordo, non c’erano garanzie
contrattuali, tra loro e il padrone non erano
legati da un “dare e avere”.
C’è stata solo una chiamata e una risposta.
Alla fine vi fu la gioia e lo stupore di ricevere
un premio inatteso, che è andato ben al di là
di ogni più rosea aspettativa.
Chi serve Dio non rivendica alcunché, ma
riceve ogni cosa sempre con gioia e con stupore, perché si ritiene al più un “servo disutile”.
Non agisce per convenienza, non serve per
ottenere… perché chi ha conosciuto veramente il Signore, non può non amarLo e chi Lo
ama non può fare a meno di servirLo.
Nel giorno in cui saremo faccia a faccia con
Lui, nel giorno in cui vedremo e comprenderemo tutto chiaramente, in quel giorno saremo
i primi ad essere colmi di stupore quando,
solo per la Sua grazia, sentiremo rivolte a noi
queste parole dal nostro Signore Gesù: “Va
bene, buono e fedel servitore; sei stato fedele in
poca cosa, ti costituirò sopra molte cose; entra
nella gioia del tuo Signore” (Vangelo di Matteo
25:21).
Fratelli, disponiamoci affinché, volgendo lo
sguardo verso noi, il Signore della Vigna possa
vedere dei “lavoratori dell’undicesima ora”,
che Lo servono con profonda gratitudine, zelo
ardente e gioia piena di stupore.
Mauro Stevanato
12 R i s v e g l i o P e n t e c o s t a l e - S e t t e m b r e 2 0 1 1
ARTICOLI DI FEDE
dell’olio e l’imposizione delle mani
(Isa.53:4-5; Matt.8:16-17; I Pie.2:24;
Mar.16:17-18; Giac.5:14-16).
Crediamo al battesimo nello Spi­rito
Santo come esperienza susseguente a quella della nuova nascita, che
si manifesta, secondo le Scrit­ture,
con il segno del parlare in altre lingue e, praticamente, con una vita di
progressiva santificazione, nell’ubbidienza a tutta la verità delle SaCrediamo nell’unico vero Dio, E­
cre Scritture, nella potenza del­l’an­
ter­no, Onnipotente, Creatore e
nun­cio di “Tutto l’E­van­ge­lo” al monSigno­re di tutte le cose e che nel- do (Atti 2:4; 2:42-46, 8:12-17; 10:44la Sua u­nità vi sono tre distinte Per­ 46; 11:14-16; 15: 7-9; 19:2-6; Mar.
sone: Pa­dre, Fi­glio e Spirito San­to 16:20; Gio­v.16:13; Matt.28:19-20).
(Efe.4:6; Matt.28:19; Luca 3:21-22, I
Crediamo ai carismi e alle grazie
Gio­v.5:7).
dello Spirito Santo nella vita dei criCrediamo che il Signore Gesù Cri­ stiani che, nell’esercizio del sacerdosto fu concepito dallo Spirito San- zio universale dei credenti, si manito e assunse la natura umana in se- festano per l’edificazione, l’esortano di Maria vergine. Vero Dio e vero zione e la consolazione della comuuomo (Gio­v.1:1,2,14; Luca 1:34,35; nità cristiana e, conseguentemente,
Matt.1:23).
della società umana (I Cor.12:4-11;
Crediamo nella Sua vita senza pec- Gal.5:22; Ebr.13:15; Rom.12:1).
cato, nei Suoi miracoli, nella Sua
Crediamo ai ministeri del Signore
morte vicaria, come “prezzo di riglo­rificato quali strumenti autorescatto per tutti” gli uomini, nella
voli di guida, d’insegnamento, di e­
Sua resurrezione, nella Sua ascen- dificazione e di servizio nella comusione alla destra del Padre, quale
nità cristiana, rifuggendo da qualunico mediatore, nel Suo persona- siasi forma gerarchica (Efe.1:22-23;
le e imminente ritorno per i redenti 4:11-13; 5:23; Col.1:18).
e poi sulla terra in potenza e gloria
per stabilire il Suo regno (I Pie.2:22; Crediamo all’attualità e alla validità delle deliberazioni del Con­cilio
II Cor.5:21; Atti 2:22; I Pie.3:18;
Rom.1:4; 2:24; I Cor.15:4; Atti 1:9-11, di Ge­ru­sa­lem­me, riportate in Atti
Gio­v.14:1-3; I Cor.15:25; I Tim.2:5). 15:28-29; 16:4.
Crediamo e accettiamo l’intera Bib­
bia come l’ispirata Parola di Dio,
unica, infallibile e autorevole regola della nostra fede e condotta (II
Tim.3: 15 -17; II Pie.1:21; Ro­m.1:16; I
Tes­s.2:13).
Crediamo all’esistenza degli angeli
creati puri e che una parte di questi,
caduti in una corruzione e perdizione irreparabili, per diretta azione di
Satana, angelo ribelle, saranno con
lui eternamente puniti (Mat­t.25:41;
Efe.6:11-12).
Crediamo alla resurrezione dei
morti, alla condanna dei reprobi e
alla glorificazione dei redenti, i quali hanno perseverato nella fede fino alla fine (Atti 24:15; Matt.25:46;
24:12,13).
Celebriamo il battesimo in acqua
per immersione nel nome del Pa­
dre, del Figlio e dello Spirito San­
to per coloro che fanno professione
della propria fede nel Si­gnore Gesù Cristo come personale Salvatore
(Matt.28:18-19; Atti 2:38; 8:12).
Crediamo che soltanto il ravvedimento e la fede nel prezioso sangue
di Cristo, siano indispensabili per la
purificazione dal peccato di chiunque Lo ac­cetta come personale Sal­
va­tore e Si­­gnore (Rom.3:22-25; Atti
2:38; I Pie.1:18,19; Efe.2:8).
Celebriamo la cena del Signore o
San­ta Cena, sotto le due specie del
Crediamo che la rigenerazione
(nuo­va nascita) per opera dello Spi­ pa­ne e del vino, ricordando così la
morte del Signore e annunziando il
rito San­­to è assolutamente essenziale per la sal­vezza (Giov.3:3; I Suo ritorno, amministrata a chi­un­
que sia stato battezzato secondo le
Pie.1:23; Tito 3:5).
regole dell’Evangelo e viva una vita degna e santa davanti a Dio e alla
Crediamo alla guarigione divina, secondo le Sacre Scritture me- società (I Cor.11:23-29; Luca 22:1920).
diante la preghiera, l’unzione
Cantate
un cantico
nuovo
[SALMO 96:1-4]
“Il canto”, quale meravigliosa capacità espressiva ha donato Dio all’uomo! Quante volte nella vita ci sarà capitato di
leggere un testo poetico e particolarmente nella nostra infanzia ci è stato anche richiesto di impararne il contenuto a
memoria.
Anche le più belle espressioni, però, tendono ad essere dimenticate, mentre, quando vengono associate ad un’armonia di suoni, rimangono maggiormente impresse nella mente
anche a motivo delle emozioni che destano nell’animo.
I Salmi che oggi leggiamo nelle Sacre Scritture venivano, a
tal proposito, cantati in melodie con l’accompagnamento degli strumenti dell’epoca.
Il Salmo 96 è stato composto dal Re Davide per celebrare il ritorno dell’arca del patto a Gerusalemme (1 Cronache
16), esprimendo così la sua grande allegrezza poiché la presenza di Dio era ritornata fra il popolo d’Israele: “Cantate al
Signore un cantico nuovo, cantate al Signore, abitanti di tutta la terra!”.
Come Davide, anche noi oggi possiamo cantare un cantico nuovo per dei validi motivi. Uno di questi è sicuramente
la salvezza dell’anima, un altro è la costante presenza del Signore nella nostra vita, oppure la certezza della vita eterna.
La salvezza dell’anima
Quando l’individuo esperimenta la benedizione della nuova nascita non può sottrarsi dal cantare all’Eterno “un cantico nuovo”. Gesù è “l’Agnello di Dio che toglie il peccato del
mondo” (Giov. 1:29), attraverso la Sua morte Egli ha pagato
il prezzo di riscatto dell’intera umanità dalla perdizione eterna (Giov.3:16). Quando l’essere umano riesce a comprendere
il piano divino per la propria salvezza, ad accettare la validità
del sacrificio di Cristo, a realizzare il perdono dei propri peccati, la liberazione dalla malvagità e dalla perversione, allora
può affermare con convinzione d’essere nato di nuovo, in altre parole, d’essere una nuova creatura (Giov.3:3-5).
Egli può quindi esclamare con gioia: “Le cose vecchie sono
passate: ecco, sono diventate nuove” (2 Cor.5:17).
Quando si diventa una nuova creatura in Cristo, l’individuo
è completamente trasformato poiché cambia il suo modo di
parlare ed il suo modo di pensare, cambia la visione delle cose terrene e la visione di quelle celesti.
L’uomo acquista una natura spirituale che si contrappone
alla vecchia natura carnale. Attraverso questa nuova spiriRisveglio Pentecostale - Settembre 2011
13
tualità gli è permesso di accedere alle grandi verità celesti,
a lui prima sconosciute ed incomprensibili, divenendo così
partecipe della natura divina (2 Pietro 1:4).
Gesù con il Suo sacrificio ha potuto cancellare la macchia del peccato nel cuore dell’uomo (Ebrei 10:10), abolendo così quei sacrifici figurativi e ripetitivi dell’Antico Testamento. Grazie a quel sacrificio unico, perfetto ed irripetibile, l’uomo riceve un cuore nuovo, lavato e rigenerato
dall’opera redentrice di Gesù Cristo il Signore (Efes.5:26) e,
quale figlio di Dio (Giov.1:12), viene reso capace di cantare
un cantico nuovo a motivo della salvezza ricevuta per grazia (Efes.2:8).
La costante presenza del Signore nella nostra vita
Questo “cantico nuovo” è il patrimonio di un cuore rigenerato, che non deve invecchiare né deteriorarsi. Un cuore nuovo deve quotidianamente essere rinnovato (Tito
3:5) per mezzo delle consolazioni dello Spirito Santo.
Come il re Davide aveva preparato un luogo ove riporre
e custodire nel tabernacolo l’arca del patto (1 Cron.15:1),
allo stesso modo un cuore rigenerato dalla presenza di Dio
deve preservare questo inestimabile dono, rimanendo in
comunione con Dio e condividendo le benedizioni che riceve giorno per giorno nella Chiesa con i fratelli (Ebrei
10:24-25).
La certezza della vita eterna
Possiamo poi affermare che c’è motivo di sprone nel
rammentarci vicendevolmente la certezza del nostro futuro eterno con il Signore. È un inno corale di lode che ci incoraggia a proseguire il cammino, poiché lodando Dio ci
accorgiamo di non essere più soli, in quanto realizziamo in
noi stessi l’adempimento della promessa di Cristo fatta ai
Suoi discepoli: “Ecco, io sono con voi tutti i giorni, sino alla
fine dell'età presente” (Matteo 28:20).
Per la presenza di Dio e per l’incoraggiamento dei fratelli, per mezzo di una sincera e sentita lode ed adorazione al
Signore, possiamo proseguire, con rinnovate forze, il viaggio di fede che terminerà un giorno nella gloria del cielo.
Chi riuscirà a tener vivo un nuovo cantico nel proprio
cuore potrà vedere, per fede, il glorioso futuro che gli
spetta unitamente a tutti i redenti, potrà cioè essere trasformato e accolto nella gloria celeste per gioire in eterno
nella presenza del Signore (2 Pietro 3:10-13).
Facciamo nostre, infine, le parole del salmista: “Tutte le
fonti della mia gioia sono in te” (Salmo 87:7) e cerchiamo
le giuste motivazioni per rallegrarci nella lode e nell’adorazione a Dio.
Cantiamo un “cantico nuovo” al fine di realizzare sin
d’ora i benefici della salvezza in Cristo Gesù, per poi goderne appieno i privilegi nel cielo insieme alla Sposa del Signore.
Giuseppe Crapanzano
14 R i s v e g l i o P e n t e c o s t a l e - S e t t e m b r e 2 0 1 1
ABC
della
Salvezza
A
AMMETTI DI ESSERE
PECCATORE!
Solo Gesù è morto sulla croce
per il perdono dei tuoi peccati.
"Non c'è nessun giusto, neppure
uno" (Romani 3:10).
"Tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio" (Romani 3:23).
B
BISOGNA NASCERE
DI NUOVO!
"Se uno non è nato di nuovo
non può vedere il regno di Dio"
(Giovanni 3:3).
"Perché Dio ha tanto amato il
mondo che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque
crede in lui non perisca ma abbia vita eterna" (Giovanni 3:16).
"A tutti quelli che lo hanno ricevuto egli ha dato il diritto di diventare figli di Dio" (Giovanni
1:12).
"Io sono la via, la verità e la vita; nessuno viene al Padre se
non per mezzo di me" (Giovanni 14:6).
C
CREDI NEL SIGNORE GESÙ,
CONFESSALO COME TUO
PERSONALE SALVATORE!
"In nessun altro è la salvezza"
(Atti 4:12).
"Perché se con la bocca avrai
confessato Gesù come Signore
e avrai creduto con il cuore che
Dio lo ha risuscitato dai morti
sarai salvato" (Romani 10:9).
"Credi nel Signore Gesù e sarai
salvato tu e la tua famiglia" (Atti 16:31).
Un discepolo
Or a Damasco c'era un discepolo di
nome Anania; e il Signore gli disse in
visione: «Anania!» Egli rispose: «Eccomi, Signore». (Atti 9:10)
provvedeva ai bisogni dei suoi. Era un
buon marito, un buon padre e un buon
discepolo cristiano.
Forse il pastore della chiesa non lo
aveva molto notato, ma Dio lo guardava con interesse.
Un discepolo è letteralmente, colui
La Bibbia dice che “Dio conosce la via
che professa i principi appresi, direttadei giusti”. Se vivi nell’ombra, Dio ti
mente o indirettamente, da un Maestro, al quale si sente legato da partico- vede, conosce la tua vita, i tuoi bisogni, vede le tue lacrime, ascolta la tua
lari motivi di affinità spirituale.
Un discepolo di nome Anania viveva a preghiera e ti è vicino.
“Un certo Anania, uomo pio seconDamasco. Dio aveva un piano per una
do la legge, al quale tutti i Giudei che
certa persona.
abitavano là rendevano buona testiQuasi sempre, quando Dio desidera
compiere un’opera, cerca qualcuno che monianza”. Questo verso della Parola
collabori con Lui, perciò dà mandato a di Dio descrive le caratteristiche di
quest’uomo: era pio, devoto secondo la
qualche Suo figliolo perché agisca nel
legge e aveva una buona testimonianSuo nome.
za da parte di tutte le persone che lo
Dio non dà incarico soltanto agli
evangelisti, ai pastori, o ai diaconi, ma conoscevano.
Era devoto, anche le piccole cose erasceglie quella persona che è disposta,
no importanti per lui. Era un Giudeo,
pronta, volenterosa a compiere la Sua
ma principalmente un Cristiano. Era
volontà.
È quanto possiamo vedere nel nostro disciplinato, osservava i comandamentesto: Dio sceglie un discepolo di nome ti di Dio.
I comandi divini, che regolano la
Anania.
La Bibbia non ci dice che Anania fos- vita del pastore, regolano anche la vita
di ogni credente, le regole che ci sono
se un predicatore, un evangelista o un
in Chiesa valgono anche a scuola, sul
diacono, ma dice soltanto che era un
posto di lavoro e nella vita quotidiana.
discepolo che abitava in Damasco.
Ci sono persone che in chiesa semAnania è ricordato, nel Nuovo Tebrano degli angeli e fuori vivono come
stamento, soltanto due volte: la prima
se Dio non ci fosse.
nel nostro testo (Atti 9:10), la seconda
Ma Dio cerca uomini coerenti con la
al capitolo 22:12. “Un certo Anania,
uomo pio secondo la legge, al quale tutti loro professione di fede.
Non soltanto Anania era un uomo
i Giudei che abitavano là rendevano
pio, ma aveva anche una buona testibuona testimonianza, venne da me, e,
accostatosi, mi disse: "Fratello Saulo, ri- monianza da parte di tutte le persone
cupera la vista". E in quell'istante riebbi che lo conoscevano.
È da notare che il periodo in cui
la vista e lo guardai”
Anania viveva era un periodo difficile
Anania viveva a Damasco, andava
per chiunque fosse un vero credente:
in chiesa durante la settimana, lavoc’era la persecuzione e Saulo da Tarso
rava e, come buon padre di famiglia,
Risveglio Pentecostale - Settembre 2011
15
cercava di distruggere la Chiesa, seminando
terrore e morte.
Molti compagni di lavoro e vicini di casa
di Anania non erano credenti cristiani, ma,
quando guardavano i comportamenti di
Anania e vedevano che tipo di marito, padre
e lavoratore egli fosse, vedevano una persona speciale e nei suoi comportamenti la
fedeltà a Dio.
Vedevano l’assiduità con la quale frequentava la chiesa, vedevano il suo amore per
il prossimo e non potevano fare a meno di
testimoniare: “È un cristiano... un uomo
speciale!” Sono certo che questa testimonianza non può essere il frutto di qualche
settimana di vita.
La Bibbia afferma che siamo come delle epistole viventi fra le persone, lettere di
Cristo.
Molti non leggono la Bibbia, però possono
“leggere” la mia e la tua vita.
Dio parla ad Anania, che è subito pronto a
rispondere alla chiamata.
Da questo possiamo ricevere qualche insegnamento.
Primo: era ubbidiente. Dio disse ad Anania: “Voglio che tu vada a cercare in casa di
Giuda un uomo, Saulo da Tarso”.
Era un nome che, da solo, già incuteva in
ogni credente una grande paura in quanto
si conosceva bene la persecuzione verso la
Chiesa che quest’uomo stava conducendo.
Non era un compito facile, Saulo aveva portato tanti credenti in prigione.
“Ma Anania rispose: «Signore, ho sentito
dire da molti di quest'uomo quanto male abbia fatto ai tuoi santi in Gerusalemme. E qui
ha ricevuto autorità dai capi dei sacerdoti
per incatenare tutti coloro che invocano il tuo
nome». Ma il Signore gli disse: «Va', perché
egli è uno strumento che ho scelto per portare
il mio nome davanti ai popoli, ai re, e ai figli
d'Israele”.
Quante obiezioni avrebbe potuto avanzare Anania! “Perché mandi me?... Quanto
dovrò combattere con Saulo? Andrò verso la
morte?” Ma Anania stava servendo il Signore e viveva fedelmente desiderando solo fare
la volontà di Dio. Questo è dimostrato dalla
sua ubbidienza.
16 R i s v e g l i o P e n t e c o s t a l e - S e t t e m b r e 2 0 1 1
Secondo: era leale. Leale verso Dio e leale
verso Saulo. Al cap.9:17 “Allora Anania
andò, entrò in quella casa, gli impose le mani
e disse: «Fratello Saulo, il Signore, quel Gesù
che ti è apparso sulla strada per la quale
venivi, mi ha mandato perché tu riacquisti la
vista e sia riempito di Spirito Santo»”.
Molte persone giudee avevano una certa
stima di Gesù: alcuni Lo consideravano
Giovanni Battista, altri Elia ed altri Geremia
o uno dei profeti.
Presso gli Israeliti il ministerio profetico
era un ministerio importate.
Forse anche Saulo da Tarso riconosceva
che Gesù era stato un buon maestro, un
profeta, ma stava perseguitando i cristiani
perché essi credevano che Gesù era il Signore, il Figlio di Dio, il Messia.
Anania, appena entrato da Saulo, per prima cosa annunziò: “Il Signore, Gesù ... mi ha
mandato”.
Forse noi, al posto di Anania , saremmo
stati più prudenti. Ma Anania era un uomo
convinto, un uomo devoto, un uomo ubbidiente, un uomo leale con la sua testimonianza.
“Fratello Saulo, il Signore Gesù mi ha mandato...”
Non era disposto a nascondere la sua testimonianza neanche a quell’uomo che aveva
mandato in prigione tanti suoi confratelli.
Dio, ancora oggi, cerca nella Sua Chiesa
persone come Anania.
Anania non era molto differente da noi;
Dio ha visto la sua volontà, la sua ubbidienza, la sua umiltà e la sua disponibilità a fare
quanto richiesto.
Nel Giorno della Pentecoste Pietro è stato
un brillante predicatore, la cui predicazione
produsse un gran numero di convertiti.
Pietro in quei giorni era ancora vivo, ma
Dio mandò Anania e non Pietro da Saulo.
Era vivo anche Giovanni, l’apostolo
dell’amore, ma Dio non scelse Pietro o Giovanni, né altri fra gli apostoli.
Dio chiamò un certo discepolo ordinario
di Damasco.
Dio guarda anche alle persone ordinarie
che offrono un servizio leale, che non è sempre quello più in evidenza.
Se un cieco entra in una stanza
dove c’è una rosa, non può vederla, ma percepisce la fragranza
che essa emana. Non è necessario essere in vista, in prima
fila, ma la fragranza della nostra
vita cristiana deve essere come il
profumo di una rosa, in casa, in
chiesa, sul nostro posto di lavoro. Dio si diletta nella fragranza
della nostra vita devota a Lui.
Essere è più importante che
fare. Immagina: vai in casa di
un amico ammalato, costretto a
letto, e lui ti chiede un po’ d’acqua da bere. Sul tavolo ci sono
due bicchieri, uno di cristallo,
arricchito con qualche fregio
di valore, ma sporco, pieno di
polvere. Accanto c’è un altro
bicchiere, di vetro ordinario,
semplice, ma lindo e trasparente. In quale dei due bicchieri
metteresti l’acqua da offrire al
tuo amico? In quello sporco o in
quello pulito?
Quali sono le persone che Dio
cerca? Cercherà quelle brillanti,
o utilizzerà quelle ordinarie se
pulite? Quello che siamo è importante a volte più di quello che
facciamo.
Anania, pur menzionato poche
volte nella Bibbia, ha fatto un
buon lavoro!
Dopo la preghiera, la guarigione e il battesimo, Saulo ha
iniziato un lavoro straordinario
per il Signore Gesù. Leggendo
il Nuovo Testamento vediamo
quante lettere ha scritto… Come
Anania ha fatto un buon lavoro,
pur essendo soltanto un discepolo ordinario, così noi, o Signore,
anche se siamo uomini ordinari,
desideriamo essere uomini pii,
devoti e di buona testimonianza!
Fortunato Saja
Risveglio Pentecostale - Settembre 2011
17
Una preghiera esaudita:
evangelizzare i non udenti
Culti interpretati in LIS, la Lingua Italiana dei Segni
“Un uomo mi si presentò davanti,
in veste risplendente e disse: Cornelio, la tua preghiera è stata esaudita”
(Atti 10:30-31)
Da una telecamera giocattolo…
Nel 2010 abbiamo installato nella
sala di culto della nostra comunità
una telecamera giocattolo, acquistata
una trentina d’anni prima. Lo scopo
era di far sentire i culti, alle sorelle
che accudivano i bambini, nel salone
soprastante la chiesa; che gioia per le
sorelle! Un giorno il fratello Davide,
un tutto fare in gamba, ha registrato
il culto tramite un PC e dopo una
settimana lo ha reso disponibile in
internet. Diversi fedeli espressero
così il desiderio di rendere disponibili i culti con continuità. Avevamo
necessità di un sito web che una coppia di giovani, Gianluca e Serena,
hanno realizzato in tre giorni e tre
notti. Così per sei mesi abbiamo
“trasmesso” i culti settimana dopo
settimana. Con gioia abbiamo notato che diversi fedeli ci seguivano con
assiduità. Un giorno ho ricevuto una
telefonata da mio fratello Francesco, che abita negli USA che mi ha
deto: “Ho visto il culto con i suoceri
e abbiamo pianto di gioia, abbiamo
cantato con la comunità i cantici che
sessant’anni prima si cantavano in
Italia. È stata una grande allegrezza
vederli tanto commuovere gustando
il messaggio della Parola di Dio in
italiano”. Questi cari fratelli novantenni e italiani non possono più
uscire per andare in chiesa per ragioni di salute e, inconsapevolmente,
abbiamo dato loro tanta gioia.
sone non udenti? Una sera, a tavola
la sorella Lionella lanciò un’idea,
quasi una sfida: “Perché non trasmettere insieme ai culti anche un
culto “interpretato” in LIS, la Lingua
Italiana dei Segni? Occorreva acquistare un’altra telecamera per riprendere l’operatore LIS, studiare come
creare un file unico con le immagini
provenienti dalle due telecamere,
trovare un operatore LIS che fosse
presente ogni domenica ai culti e
trovare il modo di non essere invasivi, durante i culti, nei confronti della
chiesa, per la presenza dell’operatore
LIS. Quante difficoltà!
Per prima cosa abbiamo messo in
preghiera tutto nelle mani di Dio.
La domenica successiva, alla fine
del culto, presentammo questo
progetto alla comunità raccogliendo
ampi consensi.
Abbiamo contattato la sorella
Patrizia di Palermo il cui marito, Benedetto, è non udente. Lei conosce
Evangelizzare i non udenti...
Da più di un anno si faceva strada bene la “Lingua Italiana dei Segni”,
un pensiero: come evangelizzare, far così, domenica 3 aprile 2011 è stato
“ascoltare” la Parola di Dio alle per- registrato il primo culto interpre18 R i s v e g l i o P e n t e c o s t a l e - S e t t e m b r e 2 0 1 1
tato in LIS, trasmesso domenica 10
aprile.
Nella prima settimana di trasmissione del culto LIS i contatti al
nostro sito sono saliti a quota 238,
stabilizzandosi oggi in circa un
centinaio di contatti settimanali fra
culti interpretati in LIS e culti in
audiovideo.
Abbiamo anche ricevuto telefonate
da famiglie con qualche familiare
non udente, che ci hanno incoraggiato facendoci sapere che le loro
preghiere sono state esaudite.
È bello comprendere come l'Amore di Dio ci abbia spinto a fare cose
che non pensavamo fino a qualche
mese fa. Questa continua ad essere
una esperienza meravigliosa che sta
arricchendo tanto la chiesa di Belmonte Mezzagno. Quanti conoscono
persone non udenti comunichino
loro l’indirizzo del sito www.adibelmontemezzagno.it affinché possano
“ascoltare”, con il cuore, il messaggio
della Parola di Dio.
Leonardo Passamonte
Notizie dalle nostre Comunità
42° INCONTRO GIOVANILE CALABRO
Giovedì 2 giugno presso il Gran Teatro Tenda sito nell’area del
Parco Commerciale Le Fontane di Catanzaro Lido, si sono dati
appuntamento i giovani delle Chiese Cristiane Evangeliche
della Calabria per il 42° Incontro Giovanile Calabro. Auto e pullman hanno condotto circa 2000 credenti provenienti da tutte
le province calabre per partecipare attivamente all’Incontro in
un’atmosfera di solenne adorazione e meditazione. L’Incontro
è stato caratterizzato da musica e canti cristiani, testimonianze
e studio biblico su un tema molto caro ai pentecostali: Il battesimo nello Spirito Santo. Il relatore, nonché predicatore anche
al culto conclusivo del pomeriggio, è stato il fratello Sebastiano
Bozzon, pastore delle chiese di Civitavecchia e Ostia Lido (RM).
In una società secolarizzata ed edonista che si fonda su piaceri,
profitti e prepotenze che coinvolgono anche il mondo religioso, questo Incontro ha richiamato i presenti ad una maggiore
considerazione dei valori etici e spirituali, insistendo sul valore
e l’importanza della Parola di Dio (la Sacra Bibbia). Una delle
locandine sottolineava una verità molto sentita ed attuale: “150
anni fa è cominciata l’unità d’Italia, ma ancora molti Italiani sono
divisi, altri si dividono giorno per giorno, famiglie distrutte, matrimoni in crisi, figli abbandonati, e altre simili divisioni creano
profondi disagi”. Un messaggio forte ma vero. L’opuscolo concludeva così: Gesù è ancora la risposta e la soluzione al disastro
provocato dal peccato.
Severino Nicastro
BATTESIMI A NAPOLI SANTA LUCIA
Desideriamo condividere con la fratellanza la gioia per la salvezza delle anime. Domenica 5 giugno è stato un giorno di grande
festa per la Chiesa di Napoli Santa Lucia. Quattro credenti di
questa comunità hanno testimoniato pubblicamente la loro
fede in Cristo mediante il battesimo in acqua, secondo l'insegnamento dell'Evangelo. La predicazione della Parola di Dio, tratta
da Giovanni 2, ha ricordato ai presenti l'importanza di invitare
Gesù nella nostra vita, perché di Lui noi abbiamo e avremo sem-
pre bisogno. Fare ciò che Egli ci dice ci consente di vedere risolto
ogni problema e anche gli eventuali imprevisti, che la vita ci
riserva, vengono superati per l'intervento del divin Salvatore.
La domenica successiva, 12 giugno, abbiamo celebrato la Cena
del Signore, consolati ed edificati dalla Parola di Dio. Possiamo
avere piena fiducia nel fatto che il Signore porterà a compimento l'opera da Lui iniziata.
Paolo Vitulli
INCONTRO FRATERNO COMUNITÀ DEL NOVARESE
Vogliamo ringraziare, e lodare il Signore, perché nella Sua fedeltà continua a portare avanti l’opera Sua e nonostante i nostri
limiti e le nostre imperfezioni Egli continua a largirci la Sua
preziosa benedizione. Domenica 5 Giugno 2011, presso l’Aula
Magna dell’Università di Novara, si è tenuto un incontro fraterno tra alcune comunità del novarese. La sala dell’Università era
gremita da oltre 500 persone ed è stato incoraggiante vedere
il desiderio di comunione tra i membri delle nostre comunità.
Presenti anche simpatizzanti e amici di credenti. Fino dall'inizio
del culto, iniziato alle ore 18.00, abbiamo avvertito la presenza
del Signore, la benedizione di Dio è arrivata a ciascuno dei presenti attraverso i cantici e le preghiere che sono state elevate
a Dio da molti cuori desiderosi di lodarLo. Il fratello Antonino
Mortelliti, pastore a Novara, ha presieduto il culto; i giovani del-
la stessa comunità hanno suonato e cantato, lasciandosi usare
dallo Spirito Santo per edificare i presenti. Per l’occasione sono
stati nostri ospiti il fratello Mike Player, sovrintendente della
I.F.C.A. (C.C.N.A.), e la sua consorte. La predicazione della Parola
di Dio ha toccato tutti, il testo predicato ricordava la storia del
Figliuol Prodigo e metteva in evidenza sia l’indifferenza del fratello rimasto nella casa del Padre, sia il grande amore del Padre,
che ha bramato con tutto il suo cuore il ritorno a casa del figlio
perduto. La presenza di Dio è scesa su ogni persona presente,
portando nuova speranza in ogni cuore.
Ringraziamo il Signore per ogni bene che ci è stato largito in
questa giornata, riconoscendo che dobbiamo tutto alla Sua
grazia, ed a Lui ci affidiamo.
Michele Mango
BATTESIMI A NAPOLI VIA MIRAGLIA
Con grande gioia ringraziamo il Signore per l'occasione che ci ha
dato Domenica 5 giugno di vedere 19 tra fratelli e sorelle scendere nelle acque battesimali nella comunità di Napoli del quartiere Poggioreale. Il Signore ci ha concesso una giornata di benedizioni, perché tante persone per la prima volta hanno potuto
constatare l’opera di Dio nei cuori ed hanno ascoltato il messaggio della Parola di Dio, che per l’occasione ci è stato esposto dal
fratello Daniele Scarallo, pastore a Sorrento (NA). Tra i neofiti
alcuni sono giovani cresciuti nella chiesa e coppie convertitesi
negli ultimi 2 anni. Siamo grati al Signore perché possiamo testimoniare come la chiesa cresca ancora oggi per la grazia e l’opera
di Dio. Pregate per noi.
Antonio Barone
Risveglio Pentecostale - Settembre 2011
19
Notizie dalle nostre Comunità
DEDICAZIONE A SCALEA (CS)
Con gioia desideriamo ringraziare il Signore perché Egli sostiene
l’opera Sua. Sabato 11 giugno è stato celebrato il culto di dedicazione del nuovo locale a Scalea. Questa piccola cittadina si
dispone su un vasto promontorio che si affaccia sul mare, diventando in estate una meta turistica e balneare anche per molti
credenti, che vengono a farci visita. Essendo Scalea una località
marina, la sua popolazione si moltiplica in estate in modo esponenziale, passando da circa 11.000 abitanti a 100.000 unità. Da
diversi anni ormai è presente in questa zona la testimonianza
dell’opera di Dio, sostenuta sia dai membri della chiesa che dai
molti “fratelli turisti”. I credenti che vengono a trovarci durante
il periodo estivo soggiornano nei diversi paesi della zona tra
cui: Cittadella del Capo, Diamante, Cirella, Belvedere M.mo, S.
Nicola Arcella, Praia a Mare e Tortora. È bello poter constatare
come, pur provenendo da diverse parti d’Italia, ciò che ci unisce
è l’amore di Dio e la testimonianza di ciò che il Signore ha fatto
nella nostra vita, famiglia e chiesa in modo da poter dare gloria
al nostro Salvatore. È stata una gioia poter condividere con la
fratellanza questo momento di letizia, il Signore ha manifestato
la Sua bontà ed ha ascoltato le nostre preghiere, dandoci la
possibilità di aprire al centro della cittadina di Scalea una testi-
monianza. Al culto hanno partecipato diversi ospiti ed alcuni di essi
hanno ascoltato per la prima volta
il messaggio della parola del Signore, predicato dal fratello Bruno
Carchedi, pastore della comunità
di Gioiosa Ionica e Siderno, che
ha invitato quanti erano presenti
a confidare in Dio e nella Sua salvezza. Abbiamo inoltre ricevuto
la gradita visita dei credenti delle
comunità vicine tra cui Mormanno, Trebisacce e Saracena che ci
hanno supportato con la loro collaborazione. Nei giorni successivi
abbiamo avuto altre riunioni in cui
il Signore ha continuato a benedire. La nostra preghiera è che
la Sua parola faccia breccia nei cuori di coloro che per la prima
volta hanno ascoltato il messaggio di salvezza e che il Signore
continui a portare avanti l’opera Sua.
Franco Liguori
BRESCIA: BATTESIMI
Con gioia condividiamo con la fratellanza l’opera di salvezza
che il Signore continua a compiere nelle anime che accolgono e
sperimentano la Grazia di Dio. Domenica 12 giugno 2011, quattro credenti della comunità di Brescia hanno pubblicamente
dichiarato la loro fede nel Salvatore Gesù Cristo, manifestando,
con il patto del battesimo in acqua, la loro scelta di servirLo
secondo l’insegnamento dell’Evangelo. Il messaggio della Parola di Dio è stato ministrato dal fratello Lorenzo Framarin, pastore
della comunità ADI di Lonigo (VI). La meditazione, basata sul
testo di Isaia 8:17-20, ha enfatizzato il bisogno di aspettare il
Signore per lasciarsi condurre nei Suoi sentieri. Fuori da essi vi
sono soltanto inganni e pericoli mortali, ma per chi sa aspettare il Signore si leva sempre la luce della vita, delle Sue mirabili
testimonianze. La predicazione dell’Evangelo e la narrazione
delle opere divine hanno raggiunto i numerosi ascoltatori, sensibilizzando i cuori degli amici intervenuti per l’occasione, ad
aprire fiduciosamente il cuore a Cristo. Continuiamo a pregare,
affinché mentre esaltiamo il Signore e testimoniamo delle Sue
meraviglie, tanti altri possano gustare l’adempimento del Suo
piano di redenzione per ogni creatura umana.
Al nostro Dio e Salvatore siano la gratitudine, la lode e la gloria!
Alessandro Cravana
CASTELLANZA: BATTESIMI
Desideriamo condividere con la fratellanza la gioia che il Signore ci ha dato domenica 19 giugno nel vedere sei giovani
scendere nelle acque battesimali. Nonostante il dilagare dell’immoralità, della confusione nella nostra società, siamo grati a Dio
come la potenza della predicazione dell'Evangelo raggiunge il
cuore delle persone, cambiando radicalmente la loro vita: da
peccatori, perduti, depressi, stanchi e delusi, in figli di Dio, nati
di nuovo. L’Auditorium della cittadina di Gorla Minore,
utilizzato per l’occasione, era gremito di credenti e di
tante persone nuove, alcune delle quali dopo la riunione hanno manifestato interesse per la nostra fede.
Abbiamo potuto ascoltare il messaggio della Parola
di Dio dal libro degli Atti 8:26, ministrato dal fratello
Antonino Mortelliti, pastore della chiesa di Novara che
ha toccato i nostri cuori. Era presente anche il fratello
Rocco Giovinazzo della chiesa di Melbourne (Australia), che ha illustrato brevemente l’opera del Signore
nelle chiese italiane in Australia, testimoniando della
fedeltà di Dio. Durante la riunione, siamo stati allietati
da alcuni brani eseguiti dal coro della chiesa di Castellanza. Le commosse testimonianze dei neo battezzati
20 R i s v e g l i o P e n t e c o s t a l e - S e t t e m b r e 2 0 1 1
hanno fatto da cornice a una giornata meravigliosa, dai loro
volti traspariva la gioia della salvezza, e il desiderio di servire il
nostro caro Gesù. Vi chiediamo di unirvi a noi nelle preghiere,
in modo che il Signore continui a chiamare altre anime perdute
nel mondo e le conduca alla Sua grazia donando, vita eterna.
Silvano Basile
BATTESIMI A PARMA E CENA DEL SIGNORE A PIACENZA
“Il Signore ha fatto cose grandi per noi, e noi siamo nella gioia”
(Salmo 126:3). Le parole di questo salmo esprimono in maniera
esaustiva i sentimenti di gratitudine realizzati dai credenti di
Parma e Piacenza per le meraviglie che il Signore continua a
compiere per il Suo popolo nelle città emiliane. Domenica 12
Giugno in un’atmosfera di commozione e di gratitudine a Dio
ci siamo riuniti nel locale di Parma per offrire il culto al Signore. Siamo stati molto edificati nel vedere sette credenti, che si
vanno a sommare ai dieci della volta scorsa, testimoniare della
loro esperienza di conversione con l’ubbidienza al comando del
Signore del battesimo in acqua. Per l’occasione abbiamo avuto
la gradita visita del fratello Vito Nuzzo, pastore della comunità
di Messina, coi noi per alcuni giorni e che il Signore ha usato per
la nostra edificazione. Il passo della Scrittura letto e meditato
è stato Ebrei 12:1-3. La predicazione ha marcato l’importanza
della fede in Dio, nella Sua Parola, nell’opera e nella Persona di
Gesù Cristo il Salvatore e Signore. Traendo spunto dal capitolo
undici dell’epistola agli Ebrei, il fratello Nuzzo ha evidenziato
cinque aspetti della fede. Prima di tutto il riferimento è stato ad
Abele e al suo sacrificio “più eccellente”, questo ci parla della
necessità di offrire a Dio il proprio cuore. Il secondo esempio è
stato tratto da Enoc, il quale camminò con Dio e questo lo rese
gradito al Signore. In terzo luogo il fratello ha considerato Noè
che per fede “preparò un’arca per sé e per la propria famiglia”.
La fede in Dio induce i credenti ad agire sempre secondo la Sua
volontà, rivelata attraverso la Sua Parola, e a preparare ciò che
Lui richiede. Il quarto esempio considerato è stato quello di
Abramo, il quale per fede fu disponibile a fare tutto quello che
Dio gli chiedeva; in questo possiamo considerare l’importanza
dell’ubbidienza.
Infine è
stata considerata
la decisione di
Mosè di
onorare
il Signore
a costo di
essere maltrattato con il popolo di Dio.
Nel pomeriggio ci siamo nuovamente riuniti alla presenza del
Signore nel locale di culto di Piacenza, dove abbiamo “adorato
Dio in Spirito e verità” e ricordato la morte e la resurrezione di
Gesù nell’attesa del Suo ritorno, attraverso i simboli del pane e
del vino. Lo strumento usato da Dio per ministrarci la Sua Parola
è stato ancora il fratello Vito Nuzzo. Il passo letto e predicato è
stato quello di Giobbe 33:19-24. Il Signore attraverso l’esposizione della Sua Parola ci ha ricordato che Gesù ha pagato il prezzo
del nostro riscatto e per questo i redenti si accostano alla cena
del Signore con profonda gratitudine e grande riconoscenza
a Gesù, “autore di una salvezza eterna”. In una società in crisi, in
un mondo di continui e repentini cambiamenti, il desiderio, la
preghiera e l’impegno dei credenti di Parma e Piacenza sono
quelli di rimanere radicati e fermi nella Parola di Dio, onorare il
Signore e testimoniare fedelmente di Cristo alle centinaia di migliaia di parmigiani e piacentini, nell’attesa del ritorno di Gesù il
Signore. Paolo Faia
BATTESIMI A MONTESILVANO – PESCARA
Per la Grazia di Dio, domenica 19 Giugno 2011, il Signore ci ha
concesso di partecipare ad una giornata di festa, in cui 10 credenti, 2 fratelli e 8 sorelle, hanno testimoniato della loro fede in
Gesù con il battesimo in acqua per immersione secondo l’insegnamento della Parola di Dio (Matteo 28:19,20). Durante il culto
il Signore ha edificato le nostre anime con la preghiera, il canto
della nostra corale, le testimonianze dei neofiti, ma soprattutto
con il lieto messaggio dell’Evangelo, il cui
testo è stato preso dal libro dal profeta
Isaia 43:14-21. Gradito ospite è stato il fratello Eliseo Fragnito, accompagnato dalla
moglie, che ha sottolineato la volontà
di Dio di fare “una cosa nuova” (v.19). La
nostra preghiera continua ad essere
rivolta a Dio, affinché Egli non cessi di
“creare” delle nuove vite dal punto di
vista spirituale, ma anche che ci conceda
di vedere un’opera nuova nelle nostre
zone: “dimenticando le cose che stanno
dietro e protendendomi verso quelle che
stanno davanti, corro verso la meta per
ottenere il premio della celeste vocazione
di Dio in Cristo Gesù” (Filippesi 3:13,14). Alla
fine del culto abbiamo ancora goduto
della comunione fraterna con un’agape,
intrattenendoci con credenti e simpatizzanti. Ancora una volta possiamo
testimoniare che l’opera di Dio avanza non per i nostri meriti, ma
per l’azione efficace dello Spirito di Dio. Tante possono essere le
difficoltà che una chiesa locale si trova ad affrontare e tale realtà
era già presente negli Atti degli Apostoli, ma la nostra preghiera
è che non manchi mai l’intervento dello Spirito di Dio. Preghiamo gli uni per gli altri.
Michele Venditti
Risveglio Pentecostale - Settembre 2011
21
Notizie dalle nostre Comunità
NOTIZIE DA SANTO STEFANO DI CAMASTRA
Con gioia comunichiamo ai lettori del Risveglio Pentecostale
che la Comunità di Santo Stefano di Camastra, con la fattiva
collaborazione del gruppo evangelistico della Chiesa
di Milazzo e i credenti della zona, ha tenuto un culto
di evangelizzazione all’aperto l’11 giugno 2011 nella
piazza principale del paese. Il tema della predicazione è stato l’invito alla salvezza, meditando dal libro
degli Atti 2:37-47. Numerose sono le persone che
hanno ascoltato la Parola di Dio in quella sera. Il 9
luglio 2011 nella cittadina di Castel di Tusa (ME) è stato esposto il consiglio di Dio riguardante il piano del
Signore per il Suo Figlio Gesù, il Quale, adempiendo la
Sua volontà, ha fatto tutto ciò che è necessario per la
salvezza dei perduti. È stato annunciato il messaggio
dell’Evangelo. Preghiamo che il Signore possa aggiun-
gere alla Sua Chiesa “quelli che sono sulla Via della salvezza”.
Antonino Vitale
NOTIZIE DA SAVA (TA)
Con gioia comunichiamo che, dopo tre anni dall’apertura di un
piccolo locale di culto, il Signore ci ha dato grazia di installare dal
2 all’8 Luglio un gazebo in una piazza centrale di Sava.
Con immensa commozione abbiamo visto sera dopo sera l’interessamento di molti cittadini alla Parola di Dio. Un grande lavoro
di Evangelizzazione è stato svolto dal gruppo dei credenti locali
che in questo tempo si è avvicinato al Signore, collaborando
nell’impegno di custodia del gazebo e distribuendo letteratura
cristiana e inviti non solo in Sava, ma anche nei vicini paesi di
Manduria e Torricella, di cui alcuni credenti di Sava fanno parte.
Il Signore ci ha benedetto in un modo meraviglioso in tutte le
serate, usando diversi fratelli nella predicazione della Parola di
Dio. In questo grande paese e nei paesi limitrofi il Signore sta
compiendo una bella opera, e con l’aiuto del nostro Dio vogliamo andare avanti uniti nella fede e continuando a predicare
l’Evangelo con franchezza, aspettando con gioia il ritorno del
nostro amato Salvatore e Signore, Cristo Gesù.
Scorrano Daniele
BATTESIMI A VILLAFRANCA TIRRENA
Con un cuore grato al Signore, vogliamo condividere con la
fratellanza la gioia che abbiamo avuto a Villafranca Tirrena il
giorno 3 luglio di vedere altre quattro anime scendere nelle
acque battesimali e testimoniare della loro scelta di seguire
Cristo. Per l'occasione il locale di culto era gremito per la presenza di tanti parenti e amici dei neofiti che hanno avuto modo
di ascoltare la parola del Signore, che ci è stata ministrata dal
fratello Grancagnolo, pastore delle comunità di Letojanni e
Catania, via Mirko. Il testo della predicazione, "avendo fiducia in
questo: che Colui che ha cominciato in voi un'opera buona, la con-
durrà a compimento fino al giorno di Cristo Gesù" (Fil.1:6) è stato
di grande incoraggiamento non solo per i nuovi credenti ma
per tutti a confidare nell'aiuto del Signore che, avendo iniziato
in noi un'opera buona, ci aiuterà sicuramente a restarGli fedeli
fino alla fine. Invitamo i fratelli a pregare per la nostra comunità,
perchè stiamo svolgendo una campagna evangelistica con dei
culti all'aperto e, Dio volendo, anche con la tenda di evangelizzazione con il desiderio di vedere presto altre anime aggiungersi alla schiera dei credenti.
Armando Sofia
BATTESIMI A VILLA LITERNO (CE)
Comunichiamo con gioia alla fratellanza che domenica 3 luglio è
stata una festa per la comunità di Villa Literno (CE). Una credente
di età avanzata che da pochi anni frequenta detta comunità, ha
testimoniato con il battesimo la sua conversione, ubbidendo al
comandamento del Signore. Per l'occasione è stata offerta dal
comune di Villa Literno una sala comunale molto ampia che
era gremita di credenti e persone che per la prima volta hanno
ascoltato la Parola. Strumento che Dio ha usato per la predicazione della Parola è stato il fratello Daniele Di Iorio pastore della
comunità di San Cipriano D'Aversa e Vomero.
Il testo predicato è stato tratto da Atti 16:22-34. La domenica
successiva abbiamo celebrato un culto di Santa Cena e per
l'occasione è stato invitato il fratello Antonio Fenicia, pastore
di Frattaminore e Orta di Atella. Il testo della Parola, tratto da 1
Sam. 30:1-15 ha messo in risalto la figura dell'Egiziano, dell'uomo
22 R i s v e g l i o P e n t e c o s t a l e - S e t t e m b r e 2 0 1 1
che vive nel
peccato ed è
prossimo alla
morte, e la figura di Davide
accostandola a
quella di Cristo
che ci ha trovati, guariti e
salvati.
Natale Giosué
EVANGELIZZAZIONE A FIUGGI
Siamo grati al Signore che anche quest’ anno ci ha dato la possibilità di predicare l’Evangelo nella cittadina di Fiuggi nota a
tutta la fratellanza in quanto meta di numerosi appuntamenti
a livello nazionale. Il giorno 30 luglio nel centralissimo Parco
Helstedt, sito in via Prenestina, abbiamo avuto la gioia di poter
fare un culto all’aperto. Nella settimana che ha preceduto la
riunione abbiamo potuto distribuire numerosi volantini che
preannunciavano l’avvenimento, accompagnati da opuscoli
che parlavano della salvezza e di come Dio ha fatto cose grandi
per noi. Anche il pomeriggio prima del culto ci siamo posizionati con un banchetto e numerosissime persone si sono avvicinate
e con interesse hanno ricevuto in dono opuscoli, copie del Vangelo di Giovanni e del Nuovo Testamento ricevendo un invito
per la serata. All’orario di inizio del culto molte persone si sono
avvicinate con interesse, alcune si sono sedute con noi ed altre
hanno ascoltato a distanza mentre passeggiavano.
Il Signore non ha mancato di parlare ai nostri cuori attraverso la
Sua Santa , Divina e Benedetta Parola che per l’occasione è stata
predicata dal fratello Antonio Campisi, pastore a Sonnino
Scalo e Terracina. Alla fine del culto abbiamo allacciato diversi
contatti con persone alle quali abbiamo rivolto l’invito a partecipare ai culti che settimanalmente teniamo a Fiuggi, per il
momento in una casa messa a disposizione da una famiglia di
credenti che abita proprio nella cittadina termale. Invitiamo
voi tutti a pregare per noi affinché, quando piacerà al Signore,
ci possa essere data grazia di aprire anche a Fiuggi un locale di
culto a Lode e Gloria del nostro Dio.
Francesco Alboreto
INCONTRO CON I NON UDENTI CRISTIANI EVANGELICI A BELMONTE MEZZAGNO (PA)
Sabato 30 luglio abbiamo avuto un Incontro con i non udenti
cristiani evangelici nella chiesa di Belmonte Mezzagno, in provincia di Palermo. Erano presenti fratelli da tutta Italia, dall’Emilia Romagna, dalla Toscana, dal Lazio e dalla Sicilia.
Abbiamo goduto di una giornata intensa in comunione con
Dio ed è stato bello gioire alla Sua presenza insieme ai nostri
fratelli non udenti. Quanto amore fraterno, commozione e
emozione abbiamo provato per tutta la durata dell’incontro
essendo insieme a lodare il nome del Signore! Vedere le barriere della discriminazione crollare e al loro posto godere di un
abbraccio divino ed un calore fraterno ed amore spirituale ci ha
dato grande gioia, forza e consolazione. Nel culto di mattina, il
fratello Ernesto Brolo, pastore a Paceco (TP), ha portato il messaggio della Parola di Dio in 2 Re 4:1-7 ricordando quell’olio che
si fermò solo quando tutti i vasi della vedova furono pieni. La
sera il messaggio della Parola è stato portato dal fratello Paolo
Mercante, pastore a Francofonte (SR), leggendo in Isaia 57:15-21,
ha sottolineato che a coloro che decidono per Dio e sono a Lui
ubbidienti, Egli darà guarigione, li guiderà e darà le Sue consolazioni nell'afflizione. Alcuni giovani, nei giorni precedenti, hanno imparato alcuni cantici nella Lingua Italiana dei Segni (LIS) e
durante i culti hanno lodato Iddio con questi canti. Tanti hanno
pianto dalla gioia e dalla gloriosa presenza di Dio. Abbiamo
ascoltato diverse testimonianze da parte dei nostri fratelli non
udenti che hanno esposto il grande bisogno di raggiungere
le migliaia di persone non udenti, e annunziare loro la Parola
di Dio. I non udenti evangelici pentecostali in Italia, ad oggi,
arrivano a una quarantina. Considerando che la popolazione
dei sordi in Italia è di circa 90.000 persone, si comprende quanto lavoro c’è ancora da compiere. Il Signore possa sempre più
sensibilizzare tanti credenti e servi di Dio a dedicarsi a questa
opera, mentre continuiamo a trafficare i talenti da Lui ricevuti e
attendiamo il Suo glorioso ritorno.
Leonardo Passamonte
BATTESIMI A BAGHERIA
Vogliamo rendere partecipi della gioia della Chiesa ADI di Bagheria, via Spataro, perchè domenica 31 Luglio sono scesi nelle
acque battesimali due neofiti, confessando il Signore Gesù Cristo
come personale Salvatore. Nella certezza che Dio continuerà la
sua opera di salvezza, Lo ringraziamo perchè la nostra comunità
è frequentata da altri simpatizzanti. Poichè Dio ha fatto cose
grandi, noi siamo nella gioia. Vogliate pregare per noi, affinchè
il Signore ci dia grazia di far festa ancora con altri che trovano la
pace e la salvezza in Cristo Gesù, Benedetto in eterno.
Tommaso Incandela
Risveglio Pentecostale - Settembre 2011
23
appuntamenti
INCONTRO
CAMPISTICO
ITALIA N.E.
Sabato 10 settembre presso l'Hotel
Bologna di Pieve di Cento (BO):
Incontro Campistico Italia Nord
Est. Predicatore il fratello Felice
Antonio Loria, presidente ADI.
RADUNO GIOVANILE
LOMBARDIA
Sabato 24 settembre 2011, presso
il locale di culto di Milano - Via
delle Forze Armate 338: Raduno
Giovanile della zona Lombardia.
Predicatore e relatore dello studio biblico il pastore Terry Peretti.
INCONTRO CAMPISTI
EMMANUEL
Sabato 15 ottobre 2011, presso la
chiesa evangelica ADI via Boito a
Mottola (TA): Incontro dei Campisti Emmanuel.
Predicatore e relatore dello studio biblico sarà il fratello Sergiopaolo Chiribiri, pastore a NapoliRADUNO OVER 40
INCONTRO INTERPROVINCIALE Secondigliano.
PUGLIA E BASILICATA
CALTANISSETTA - ENNA
Sabato 24 settembre 2011, presso Domenica 25 settembre 2011, a
RIUNIONE PASTORALE E CONl’Hotel Villaggio Porto Giardino
Serradifalco (CL): Incontro Inter- SIGLI DI CHIESA NORD-OVEST
di Monopoli: Incontro Fraterno
provinciale delle chiese delle pro- Sabato 15 ottobre 2011, a Torinoper credenti “over” 40 della Zona vince di Caltanissetta ed Enna.
Via Spalato: Convegno per paPuglia e Basilicata. Predicatore il Ospite il fratello Calogero Palum- stori e consiglieri di chiesa Italia
fratello Abele Trosino, pastore a bo, pastore a Paternò (CT).
Nord Ovest.
Crotone.
INCONTRO NAZIONALE
GIOVANILE ADI-IBI
Da sabato 29 ottobre a martedì 1
novembre 2011, a Fiuggi Terme
(FR), presso la tensostruttura
del PalaFiuggi, in Via IV Giugno:
XXXVI Incontro Nazionale Giovanile ADI-IBI.
Predicatore nei culti serali il fratello Alton Garrison, Assistente
Sovrintendente delle Assemblies
of God negli Stati Uniti.
INCONTRO NAZIONALE GIOVANILE ADI-IBI
Dal 29 ottobre al 1 novembre 2011, a Fiuggi Terme (FR), il XXXVI Incontro Nazionale Giovanile ADI-IBI
Il PalaFiuggi è la sede in cui si terranno gli incontri e i culti. Predicatore ufficiale
sarà il fratello
Alton Garrison,
Assistente Sovrintendente
delle Assemblee
Risveglio
P E N T E C O S T A L E
di Dio negli Stati Uniti d’America.
Vogliamo fin d’ora pregare per l’affluenza a questo appuntamento
riservato ai credenti di età compresa
fra i 18 e i 40 anni, a cui possono anche accedere minorenni dai 15 ai 17
anni, accompagnati da responsabili
di comunità o dai genitori, e giovani
famiglie con figli più piccoli, fino ai
14 anni, per i quali si proporranno
delle attività opportunamente studiate per fasce d’età. Preghiamo che
l’effusione di Spirito Santo vivifichi,
compunga, potenzi dall’alto un giovane popolo che si raduna ai piedi
del Signore per cercare la Sua faccia.
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