20 giugno 2010 anno X n. 5 chiostro Periodico a cura della Scuola di giornalismo diretta da Paolo Mieli nell’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli www.unisob.na.it/inchiostro Treoccasioni daraccontare Napoli, si alza il sipario della speranza di Carlo Gambalonga* Nessuna città italiana sembra essere in crisi totale come Napoli. Violentata dalla criminalità, deturpata dai rifiuti e dall’incuria di chi l’ha amministrata negli ultimi anni, la città e la regione che la ospita sono a un bivio: rinascere o soccombere per sempre. Nella ricerca disperata di un angolo di ottimismo gli allievi del master di giornalismo del Suor Orsola hanno provato a raccontarla in controtendenza: non più solo con l’esercizio della denuncia mediatica, ma anche con l’indicazione di quelle poche “isole” felici della città e della regione a cui aggrapparsi nel cercare di dare risposte concrete all’esigenza di rinascere, piuttosto che alla rassegnazione della fine. Gli sparuti spazi di ottimismo sono legati soprattutto alla speranza che il cambiamento degli amministratori (oggi con Caldoro a Santa Lucia domani con un nuovo sindaco a Palazzo San Giacomo) possa provocare una reazione alle vecchie indignazioni, creando una sintonia forte tra politica, cultura, mondo delle imprese, università e scuola, che consenta a Napoli quanto meno di non fallire gli appuntamenti che da qui a cinque anni “il calendario della speranza” gli mette a disposizione. E le occasioni di certo non mancano per rafforzare il ruolo di cerniera culturale fra l’Europa e il Mediterraneo, per rilanciare l’immagine di una regione fortemente impegnata nel settore aerospaziale, per recuperare il fascino dell’ospitalità sia sul versante sportivo che in quello del turismo congressuale. Il Forum delle culture, l’Expo dello Spazio, i campionati mondiali di nuoto, il recupero della Mostra d’Oltremare rappresentano importanti traguardi da non mancare, veri e propri pilastri su cui far nascere la speranza di una città e di una Regione più moderna, più competitiva, capace di risvegliare intelligenza ed imprenditorialità. Appuntamenti da non sprecare perchè possono trasformarsi in occasioni per la riqualificazione urbana e per risolvere le annose vertenze urbanistiche che hanno contraddistinto la zona di Bagnoli. Il tutto senza dimenticare le periferie ed in particolare quella orientale che può essere rilanciata attraverso il sogno di “NaplEst”. Sedici progetti per il rilancio di quartieri dimenticati come Poggioreale, San Giovanni a Teduccio, Barra e Ponticelli, che finalmente riscopriranno verde e vivibilità. Il calendario è delineato: tocca ora ai registi della vita cittadina e regionale di aprire il sipario della speranza. * Vicedirettore Ansa Spedizione in A.P. - 45% art. 2 - comma 20/b - legge 66/92 - Filiale di Napoli MEdICINA IntervistaalprofessorCotrufo Vainpensioneilpioniere deitrapianti a pagina 4 Noi,gliexragazzidiChiaia Sogni e ambizioni di una generazione napoletana d’oro. È quella che ha vissuto la giovinezza negli anni della guerra.SonoiragazzidiChiaia,comevenneropoisoprannominatiperilfattodiaverfrequentatoquellocheancoraoggiè consideratoilsalottodellacittà. Era il 1938 quando tra questi un giovane varcava la soglia di uno dei licei più prestigiosi della città. Il liceo UmbertoIdiNapoliincutevarispettosoloanominarlo.Ma luiinsiemeaunacomitivadipromettentiragazzinicheun giornoavrebberofattoladifferenzasifecelargotragliallievicheinquegliannidellaguerracominciavanoaindirizzareipassiincertidell’adolescenzaversounfuturoimportante.AdattraversarequeicorridoieraGiorgioNapolitano. OggièilpresidentedellaRepubblica,lafiguraistituzionale rassicurante che dal 10 maggio 2006 siede sulla poltrona più alta del nostro Paese. Allora era un adolescente che, cometestimonianoiregistripubblicationline,collezionavavotialtiintuttelematerie,fattaeccezionepereducazionefisica,ilcuiinsegnamentoeraalloraaffidatoadocenti fascisticheafineannoglidavanopuntualmenteunquattro.TraibanchidellascuoladiChiaiasononateleamicizie importanti,conlepersonecheungiornoavrebberocondivisounpostonellastoriadellacittàdiNapoliedell’intero paese. Giornalisti,registi,scrittoriepolitici.Traigiovaniallievi umbertini degli anni ‘40 c’erano, oltre a Francesco Rosi e Andrea Geremicca, Antonio Ghirelli e Raffaele La Capria, che 70annidopocihannoraccontatolesperanzeeisogni,attesie disattesi,diquellagenerazione. servizioapagina2 IGRANdIEVENTI LaCampaniaaShanghai ExpodelloSpazio eForumdelleculture alle pagina 6 - 7 LaCampaniaindigitale ANapoliunasocietàpubblicadàilbuonesempio:Campaniadigitalefunzionaenonèinrosso.Ilcentrolavoracome agenzia di stampa della Regione Campania. I suoi obiettivi sonolacomunicazioneel’informazioneistituzionale.Ognilavoroèsvoltoall’insegnadellaqualitàedellatecnologia.Piani dicomunicazione,spotperleforzedell’ordine,videoturistici, Facebook,You-tube,Twitter;gliambitieiprodottisonodavveronumerosi.Cosìcomesonotantiiserviziofferti.Nei4pianidelpalazzodelPico,quartiergeneralediCampaniadigitale inviaTerracina,chiunquepuòaccederealletecheRai,allesale studiooprenotarel’auditoriumperconferenzesenzafinilucrativi. IldirettoreStefanoPorroguardaalfuturoeapreilsipario suiprogettiincantiere.InnanzituttoseguireilpremiogiornalisticoIschia,coprendointeramenteogniaspettotecnicodella messainonda,eportarel’informazioneturisticasucellulari eiPad. In preparazione poi altre trasmissioni televisive e documentari. Inoltre una semplificazione on-line degli Ept delle varieprovince:sarannoaccorpatiinununicositoestandardizzatigraficamente. Gli uffici di Campania digitale sono in costante attività. Nuovesale,ideepronteadiventarerealtà;silavorainstancabilmenteeognunodàilpropriocontributo,nondiradomateriale,ancheneipiùpiccoliinterventi:«Èunmodo–hadettoil presidentediCampaniadigitaleLelloSansone–perabbassareicosti,nelcasodipiccoliinterventimanuali,epercrescere, laddove sperimentiamo in campo tecnologico. Risparmiamo edinnoviamo». servizioapagina3 TURISMO daPertosaaBuccino: allascopertadeiborghi nascostidellaregione a pagina 9 Colloquionapoletano almarginedegliinferi ANTONIO: ti sono venuto a trovare, visti i tempi. Né, ma tuo zio Nicola sta sempre sopra a quel mezzanino e parla sempre coi tracchi e con le botte? ROBERTO: Antò, ti stai confondendo. Quello zio Nicola che parlava coi tracchi era lo zio di Alberto Saporito, il protagonista di Le voci dentro; questo mio zio qua si chiama Leonardo, era uno scrittore e non parla proprio più. D’altra parte lui era siciliano, tu capisci, l’omertà... Praticamente è morto. ANTONIO: ma chi è questo Dallo Stagno che si è permesso di attaccarti? Quello non faceva la telecronaca dello sbarco sulla luna? ROBERTO:no, no, quale Dallo Stagno. Questo è Dal Lago, dice che è un professore dell’Università di Genova. ANTONIO: Dallo Stagno, Dal Lago, sempre acqua sporca è... Né, ma che va trovando questo? ROBERTO:secondo me spera di vendere un po’ di copie del suo libro. Quello, questo, fanno questi che non vendono niente. Fecero così pure con Manzoni... segueapag.3 PRIMO PIANO pagina 2 inchiostro n. 5 – 2010 Quandosognareavevaancoraunsenso Ghirelli:“Giovani,andateviadaNapoli” LaCapria:“Èunacittàindecadenza” di Antonio Frascadore di Ernesto Mugione Da via Chiaia al Quirinale, passando per la direzione del Tg2. E’ la strada percorsa negli anni da Antonio Ghirelli, giornalista, editorialista, ex portavoce di Pertini prima e di Craxi poi, esponente socialista e direttore negli anni ‘70 del Corriere dello Sport. È il cursus honorum di uno dei ragazzi napoletani che, insieme con Raffaele La Capria e l’attuale Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, ha frequentato il liceo Umberto I di Napoli. Un susseguirsi di ricordi, di sorrisi passati e attimi di gioventù vissuti alle falde del Vesuvio, che Ghirelli ricorda con piacere. «Sono stati anni bellissimi. Di quei momenti ho solo dei flash back piacevoli. Il caso volle che ci trovassimo insieme, con le stesse passioni, gli stessi sogni, la stessa strada da percorrere e lo stesso quartiere da vivere». Un caso fortuito soprattutto per la cultura italiana, che nel tempo ha imparato ad apprezzare il lavoro dei ragazzi di via Chiaia, che da allora ne hanno fatta e di strada. «Ognuno di noi aveva delle aspirazioni – continua Ghirelli – io amavo il teatro e soprattutto il giornalismo. Allora esisteva un giornale, un settimanale, che fu la mia palestra nei primi mesi di apprendistato. Si chiamava ‘9 Maggio’, erano pagine antifasciste e trattavamo di tutto, dalla critica alla letteratura. Avevamo ovviamente più spazio di quanto ne viene offerto oggi, nonostante il periodo non lo permettesse per motivi di chiara natura politica». Una differenza sostanziale con la condizione attuale, che Ghirelli condivide pienamente. «La cosa meravigliosa era che crescevamo in un momento culturale importantissimo. Seguivamo la presentazione dei libri di Vittorini o quello di Benedetto Croce su Antonio Labriola. La nostra materia era proprio la cultura e in quest’ultimo testo feci la mia prima apparizione letteraria con una prefazione su Marx ed Engels, scritta in maniera tale che nemmeno i fascisti potessero accorgersene. Ci siamo ritrovati in un momento strepitoso nel quale la storia dell’Italia è stata la più coraggiosa». Sorride Ghirelli quando pensa alla sua gioventù per poi ritornare alla realtà e alle 88 primavere portate bene. Mostra la consapevolezza di aver scampato, negli anni migliori una crisi, come quella attuale, che rende tutto più complicato, soprattutto per i giovani. «Noi abbiamo avuto molta fortuna ed è per questo che soffriamo per i ragazzi del 2000. C’è stato il crollo di un sistema e il rischio è che venga completamente bruciata una generazione. Non è demerito di chi vive al passivo ma dello Stato: ecco perché i gio- Tra i più importanti scrittori italiani, Raffaele La Capria era uno dei ragazzi di via Chiaia. Formatosi nel liceo Umberto I di Napoli, l’autore di “Ferito a morte” ha dato vita a un movimento culturale insieme, tra gli altri, con Antonio Ghirelli, Giorgio Napolitano e Francesco Rosi. Sognavano una Napoli che tornasse a essere il centro della cultura europea. I loro sogni, però, si sono dovuti scontrare con tutt’altra realtà. Per questo La Capria, trasferitosi a Roma da diversi anni, sostiene che ai napoletani vada riconosciuto il premio Nobel per la sopravvivenza. Secondo lo scrittore è già un miracolo che la città riesca ad andare avanti, nonostante tutte le difficoltà con cui convive quotidianamente. Quali erano le aspi GlistudentiillustridelLiceoUmberto. razioni che nutri Inalto:G.NapolitanoeR.LaCapria.Inbasso:A.Ghirelli vano i giovani della vani di via Chiaia, quelli di oggi, non hanno sua generazione? le nostre stesse possibilità. La storia non ha «Quelle che poi si sono realizzacattivi, nè buoni. La storia ha problemi e solute: io sognavo di fare lo scrittore, Rosi zioni e oggi la soluzione da trovare è imposdi fare teatro e così via. Abbiamo dovuto sibile. Le grandi ideologie sono state sconfitcombattere per ottenere quello che volevate, non c’è più una classe operaia e le misure mo. Non è stato facile riuscire a imporci tampone per arginare i problemi non esistoa Roma ma la nostra volontà è stata più no». È una visione pessimistica che probaforte di tutto». bilmente si riscontra nella realtà dei fatti. Che differenze ci sono con le ambi «Per chiudere – conclude Ghirelli – zioni dei giovani di oggi? voglio sottolineare una frase di Marx, che «Le nuove generazioni sono alla ridiceva ‘se cambia il modo di produrre, camcerca del benessere, dello sfarzo e dei solbia la cultura’. Oggi si parla con l’Ipad e la di. Non importa come si riesce a ottenerli. cultura che si è trasformata ci ha reso imbeL’aspetto culturale, forse, è passato in secilli e incapaci di progredire». Come consicondo piano. Ai miei tempi, però, c’erano glio ai giovani dice: «Iatavenn’ a Napule. Lì sicuramente più opportunità. Resta il fatto non avete possibilità». Bisognerà crederci? che per realizzarsi ci vuole costanza e [email protected] gno. Tutti abbiamo la possibilità di sognare ma poi serve caparbietà per realizzare quello che si ha in mente». Nonostante questo si è dovuto tra sferire a Roma per dare una svolta alla sua carriera. «I maggiori editori stanno al Nord, i film si fanno a Roma. Ecco perché si è costretti a muoversi. Al Sud non ci sono le strutture che ci sono nel Settentrione, ed è un problema secolare». Quando era giovane come immagi nava la Napoli del futuro? «Sognavamo una città più europea che grazie alla cultura potesse tornare a recitare un ruolo da protagonista. Per questo scrivevamo: volevamo creare un movimento per testimoniare che Napoli era in Europa. Purtroppo non è successo e infatti dobbiamo fare i conti con una città in decadenza». L’idea della rivista “Sud” nasce da queste motivazioni. «Volevamo suscitare una discussione, un dibattito intorno ai temi meridionali. Scrivevamo articoli, poesie per cercare di richiamare l’attenzione. Siamo usciti solo con sette numeri perché non avevamo soldi». Cosa direbbe ai napoletani? «Gli darei il premio Nobel per la sopravvivenza: gliene sono capitate tante che esserci ancora è già qualcosa. A Napoli vivono molti e valenti intellettuali, pochi se paragonati a un mare di plebe che aspira alla modernità senza riuscire a ottenerla per vie legali». Che ricordi ha dell’esperienza all’Um berto? «Conservo ottimi ricordi. Erano gli anni del fascismo e la scuola riusciva a restare lontana da quell’ideologia. Era un istituto laico e indipendente che ci ha aiutato a sviluppare un elevato senso critico». Qual è il suo parere sul giornalismo multimediale? «Non l’ho vissuto e mi spaventa molto perché è un conduttore dove passa di tutto. Anche per questo sono d’accordo con la limitazione delle intercettazioni: rivelare fatti privati delle persone è un modo barbaro di fare giornalismo. L’uso che si fa delle intercettazioni mi ricorda tanto la sorveglianza politica delle dittature sovietiche». [email protected] Gliumbertinidiieriedioggi:generazioniaconfronto Viaggianointuttoilmondo,sonocollegati Un laboratorio di idee e sperimentazioni che non ha più trovato simili talenti negli anni costantementetradiloroepossonoaccederein Lelezioninelleauleumbertine,gliincontri successivi,nonostantel’impegnodialcuneecce- qualsiasimomentoallareteglobaleealleinformazioni. nellaVillacomunaleodurantele“vasche”davia zioni. Bisognausciredaunadimensionediana A parlare di questo enorme divario cultuFilangieriaviadeiMille,lapassioneperilteatroe lisi e accogliere le proposte in termini lamusica.IricordideiragazzidiviaChiaiasi rin- rale è Ivano Russo, un rappresentante di assetto urbanistico e di produttività corrononeglianninelsegnodell’impegnocivile della generazione di giovani e anche Russo: delterritorio».Russodenuncialafasedi e della sensibilità politica, della filosofia e della unesempiodelvaloreancoravivonelLa cultura è decadimento che vivono i partiti politici laNapolicheresistealdegrado riflessione. culturale.Classe1978,èrespon- la chiave del sottolineandocomelarinascitadellaco C’èchihasceltolastradadellaregia, Croce: rilancio munitàpassiperilruolodelleassociaziochihaseguitolapassioneperilgiornali- studiate, sabile del Centro Studi Confinni economiche e culturali.«I grandi idesmoelascrittura,chisiècalatonell’ago- guagliù dustria di Napoli e direttore generale della Fondazione Mezzogiorno ali che animavano le generazioni passate, come ne politico e chi ora siede sulla poltrona studiate! Europa, l’associazione che non a caso è quelladeiragazzidiChiaia,hannoaiutatoasupiùaltadellaRepubblicaItaliana. Ognunohaseguitoleproprieinclinazioni, natasuimpulsodiGiorgioNapolitanoedèpre- perare le difficoltà del loro contesto storico che, ma tutti hanno condiviso gli anni della guerra sieduta da Andrea Geremicca. Ivano Russo sot- indubbiamente, si presentava più problematico opponendoall’idealefascistalaculturadell’indi- tolinea l’impossibilità della città di costruire un diquellochevivonoigiovanioggi. Ilproblemadeigiorninostrièpropriol’asfuturosenonsicostituiscecomecomunitàeripendenzadelleidee. Lalezionedelpresided’Alfonso,moderato troval’orgoglio.«Ilcapitalesocialeèstatodilapi- senza di quella vivacità e quell’orgoglio. Finita enoninaugepressoleautoritàdiregime,gliin- datoelasocietànapoletananonhaunracconto l’epoca delle grandi ideologie, non dovevamo segnamentidiBenedettoCroceche,duranteuna dacondividere–spiega–.Losforzoperrilanciare sostituirle, almeno non esclusivamente, con la riunionediexumbertini,allarichiestadiunan- lacittà devepartireinterminidiproposte.Oggii società del consumo. dobbiamo costituire una tidoto alla dittatura rispose: «Studiate, guagliù, giovanihannoadisposizioneunaquantitàeuna comunitàchesiapervasadaidealiedall’incontro studiate!» Tutto questo ha contribuito a creare qualitàdirisorseeconomichesuperioreaquella delleidee». [email protected] cheavevanoiragazzidiChiaia. unagenerazioned’oro. diGiulia Savignano pagina 3 Tg,videoespotpromuovonoilterritorio Campaniadigitalediffondenell’etereleiniziativeeglieventidellaregione di Romolo Napolitano e Pasquale Napolitano possono seguire in regione. Attualmente il portale è disponibile in italiano e in inglese, ma presto sarà lanciata la versione in spagnolo e in cinese, nonché un servizio per i cellulari. Altro programma di promozione del territorio è stata la trasmissione tv “Bada che ti mangio”, condotta da Antonio Lubrano e andata in onda sul canale tv del Gambero Rosso a partire dal dicembre 2009. Commissionate dall’assessorato all’Agricoltura, le 12 puntate hanno percorso i distretti delle eccellenze agroalimentari campane, mostrando “l’altra” parte della regione, quella buona. Campania Digitale ha curato tutta la trasmissione, dall’infografica al montaggio. L’agenzia di comunicazione multimediale La mission principale di Campania Digitale è fare da agenzia di comunicazione alla Regione. L’azienda segue tutti gli eventi legati all’ente, dalla formazione della nuova giunta alle varie attività culturali organizzate sul territorio fino alle manifestazioni di promozione. Una mole di lavoro enorme che Campania Digitale declina in un’ottica multimediale. Un evento viene coperto da un articolo, da un servizio video e spesso anche da un servizio radiofonico che vengono poi caricati sul sito di Campania Digitale nel giro di poche ore. Il modello produttivo L’obiettivo dell’agenzia Campania Digitale ha tripliè di dare la massima visibilità cato il suo fatturato nell’ulalle attività svolte dalla Regiotimo anno, passando da un ne e sul territorio. Oltre al lavomilione e mezzo a quattro ro finito e caricato sul proprio milioni e mezzo di euro. sito, Campania Digitale invia Un esempio positivo e abgratuitamente il materiale vibastanza atipico di azienda deo premontato a 67 tv locali e controllata al 100% dalla a diversi siti, così che anche le Regione. Atipico non solo piccole realtà editoriali possaperché ha i bilanci in attivo, no coprire determinati eventi, ma anche perché non disposemplicemente inserendo una ne di un budget predefinivoce sulle immagini già confeto a inizio anno fornitogli zionate per il tg. dall’ente proprietario. CamAltro capitolo è la copania Digitale guadagna in municazione di servizio, come base a ciò che produce e che gli spot sul passaggio al digitale riesce a vendere alla Regioterrestre o su come si vota alle regionali, anch’essi prodotti da Pico:ilcentrooperativodiCampaniadigitale ne. Può anche capitare che un assessorato non sia conCampania Digitale. Da poco l’agenzia ha cominciato a produrre documentari e trasmissio- tento del prodotto fornitogli dall’azienda e decida di pagargli ni, come il concerto di Vivaldi diretto da Salvatore Accardo in solo parte del lavoro. Oppure che l’ente decida di rivolgersi occasione dell’inaugurazione dell’auditorium Oscar Niemeyer direttamente al mercato per una eventuale campagna infordi Ravello, per cui Campania Digitale ha curato la registrazione mativa, nel qual caso Campania Digitale deve svolgere solo il ruolo di consulente interno per un prodotto che realizzeranno video, la regia e anche la registrazione audio dell’evento. materialmente altri. Nonostante questo l’azienda riesce a procurarsi un La promozione del territorio Un progetto che l’agenzia seguirà fino al 2012 è “In flusso continuo di cassa, non solo fornendo un servizio di Campania”, sito ufficiale del turismo e dei beni culturali della informazione rapido e di copertura degli eventi che sarebbe regione. Il portale si pone come vetrina della Campania, dove difficile appaltare ogni volta all’esterno, ma anche grazie a una informarsi su luoghi, appuntamenti e itinerari. Anche qui la lo- politica di abbattimenti dei costi e di continua innovazione. I giornalisti che lavorano a Campania Digitale sono gica seguita è quella della multimedialità, con articoli corredati di foto e spesso di video. Il sito dispone di un aggiornatissimo autonomi dal punto di vista tecnico. Per riprendere una concalendario con tutte le manifestazioni che giorno per giorno si ferenza, per esempio, si muove una sola persona, che fa le ri- prese, prende le interviste e fa anche il montaggio. I lavori di manutenzione ordinaria della struttura vengono eseguiti direttamente da personale interno, così come le stesse strumentazioni tecnologiche vengono montate dal personale di Campania Digitale. Una sorta di modello “Ikea” che oltre al risparmio di manodopera ha un altro risvolto positivo. Nel momento in cui si installa una nuova tecnologia, infatti, il montaggio della strumentazione eseguito dalle persone che poi la utilizzeranno aumenta la crescita di competenze del personale stesso. Il Pico Dal luglio 2009 la sede di Campania Digitale è al Palazzo dell’Innovazione e della Conoscenza, il Pico, con sede in via Terracina. La struttura di quattro piani è divisa in una zona aperta al pubblica e una zona di stretta pertinenza del personale di Campania Digitale. Gli utili dell’azienda vengono totalmente investiti in attrezzature e strumentazioni che vanno ad arricchire il Pico. Nella parte riservata a Campania Digitale, per esempio, è in allestimento uno studio per fare riprese in 3D, mentre è già in funzione, tra le altre cose, uno studio radiofonico, diverse sale per il montaggio e l’acquisizione di video in HD, una sala proiezione per testare i video e ascoltare l’audio in stereoscopia, e un piccolo studio televisivo per registrare programmi. Nella parte aperta al pubblico invece i servizi all’utenza spaziano dall’accesso alle teche Rai alla ricerca nelle banche dati scientifiche dell’Università Federico II. Inoltre è possibile avere a disposizione gratuitamente l’auditorium del Pico per conferenze o attività che non abbiano fini di lucro. L’auditorium è attrezzato con telecamere e una sala regia, così che l’eventuale convegno possa anche essere registrato e montato. «Per noi – afferma il direttore di Campania Digitale Stefano Porro – è un grande motivo di orgoglio lavorare per la Regione Campania. Ogni giorno dimostriamo con il nostro lavoro che è possibile crescere e fare delle cose positive anche nel Mezzogiorno e a Napoli. Il nostro segreto che permette di confrontarci e di relazionarci con grandi realtà editoriali, come per esempio la Rai, sta nel fatto che riusciamo a unire l’alta qualità dei contenuti con la continua innovazione tecnologica». [email protected] [email protected] unisob.na.it/inchiostro Video: viaggio all’interno del Pico Lenuoveideedeigiovaninaviganosulweb Dalla moda in strada al car pooling su Facebook: la Rete è dominata dalla creatività napoletana diEnrico Parolisi Imagine Cup 2010, vincono studenti della Federico II QuattrolaureandidellafacoltàdiinformaticadellaFedericoIIvinconoilpremioImagineCup2010Italia,garapromossa da Microsoft e destinata ai programmatori che con il loroprodottopossonoportarevantaggiallavivibilitàdelpianeta.Ilteam“Error404”(RaffaeleGaliero,Glorio Clemente, Giulio d’Angelo e Ivana Cipolletta) è arrivato primo nella sezione “Software design” conilprogetto“Lift4U”edifenderàicoloriitaliani allefinaliinternazionalidiVarsaviaprevisteper luglio.Iquattrohannosviluppatounaseriediservizisoftware perinformatizzareilcarpooling.SitrattadiunfenomenodiffusosoprattuttonegliStates:consisteneltrovare“compagni diviaggio”accomunatidaluoghidipartenzaedestinazione perdividerelespesediviaggioeridurrel’inquinamentofacendocircolareunminornumerodiauto.L’ideadelteamdisviluppoèusareimezziinformaticidicomunicazioneperportare ilcarpoolingsulargascala,tramitetelefoniamobile,e-mail esocialnetwork.«Stiamoappuntopreparandol’applicazione perFacebook»dichiaraRaffaeleGaliero.«Ancheseorasiamo impegnatisullefinalidiVarsavia».Ilprogetto“Lift4U”siègià guadagnatol’interessedidiversienti.«CitosututtiilComune diPalermo»continua.Perilfuturo,lasquadrasperadiavviare un’attivitàalivelloimprenditorialeecollaborareconl’ateneo tramiteunlaboratoriomultidisciplinare:«Confrontandocicon altriteamdisviluppo,cisiamoresicontochelapreparazione deglistudentidellanostrafacoltàèmoltobuona». www.imaginecup.com CiaoPeople, il social network made in Naples SiscriveSocialNetwork,sileggeFacebook.Sonocirca 10milioniemezzogliutentiattividelsito,secondolestime datateAgosto2009.Maesistonorealtàpiùpiccolechesifannovalere.E’ilcasodiCiaopeople, communityradicataaNapolicheconta682mila iscrittieoltre268milionidimessaggiscambiati tragliutenti. Ciaopeople,exQbr,èstatounodeiprimisitiainterpretareinlocaleilconcettodisocial-network,migrandolodalla community,leprimecomunitàdellareteriferiteaunsitoe solitamente agli interessi degli iscritti. In primis, l’interesse degliutentidiCiaopeopleèquellodifarenuoveconoscenze, primadifferenzasostanzialeconFacebook,tramitel’utilizzo dellachatedellamessaggisticaistantanea.Macoltempoil portalehaimplementatoaltristrumenti,tracuiilmagazine concuilostaffdiCiaopeoplepubblicanotizieecuriositàdal mondoweb,eiforumdidiscussionetipicidellagranderete. www.ciaopeople.it La gente comune “sfila” per le strade del centro LamodaorasidettasuInternet.dimenticatelevetrineelemaison,lasciateperderelepassarellechecidiranno come si vestirà nel prossimo inverno. La tendenza la fa chi passeggiaperlacittà,eaimmortalareimodelli-passantici pensanoiblogger.dopoNewYorkeLosAngeles,èNapoliche raccontalostileeletendenzetramitelagentecomuneela Rete.Naplestreetstyle.itèilcliccatissimoportalechespopola inquestigiorni.Sulsitowebèpossibileammirare modelle e modelli e come set le vie della città. È possibile consultare foto, cercare per brand dei vestiti in archivio e dare i voti agli improvvisati indossatori/stilisti. Che si stanno riunendo in una community internet, sempre ospitatadalsito,sottoilnomedistreetstyler. www.naplestreetstyle.it [email protected] dapag.1 Ma gli stanno dando addosso tutti quanti. ANTONIO: ho visto, ho visto… Meno male, altro che Dallo Stagno. Lo stanno buttando un’altra volta dentro, allo stagno. Epperò hai visto, appena me ne sono andato io, cominciano ad attaccare le persone serie. Mo’ addirittura sono usciti tre candidati per fare il Rettore alla Federico II. Ai tempi miei chi si permetteva! Quando stavo a capo della democrazia io nominavo un avversario e quello faceva il dovere suo. ROBERTO:sì, sì, hanno fatto fare pure uno spettacolo a quell’altro Roberto addirittura al San Carlo! ANTONIO:cose da pazzi, cose da pazzi... (alzandolavoce) ZIO LEONARdO (dall’ammezzato gridando fortissimo): basta, basta. Da che sono morto mi credevo di stare in pace e di essermi liberato di tutti gli ominicchi e quaquaraquà che già allora abbondavano. Mò questo dice che è mio nipote (ma chi lo conosce?), quest’altro parla parla, parla... Un poco di pace! È vero che sono già morto, ma uno quante volte deve morire? Un poco di pace... Un poco di pace... Lavocesispegneapocoapocomentre si sente in sottofondo il canto lugubre del giorno della civetta e Antonio e Roberto impallidendo finalmente ammutoliscono... E lentamenteesconodiscena… SANITÀ E AMBIENTE pagina 4 inchiostro n. 5 – 2010 Campania:donazioniincalo diFlorio:“Unamigliorecomunicazionepotrebbeinvertirelatendenza” di Ludovica Criscitiello in mente quello di una ragazza rumena che subì un trapianto al Cardarelli, in seguito a un’epatite fulminante. Fu una vicenda che coinvolse molto il centro trapianti dell’ospedale. Il suo nome è Joanna. Credo che potrei chiamarlo così». Il progetto è già attivo e in tanti sperano che possa servire a combattere anche l’aumento delle opposizioni alla donazione di organi. Un problema dovuto sicuramente al cattivo funzionamento del sistema sanitario. Secondo il Di Florio, i trapianti rappresentano la punta dell’iceberg della sanità e dipendono dall’efficien- I dati del ministero della Salute non lasciano dubbi. Rispetto al 2009 c’è stato un calo non indifferente dei trapianti in Campania. Sono stati 130 i potenziali donatori e 57 quelli effettivi nel 2010, rispetto ai 160 e ai 74 nel 2009. La soluzione che invertirebbe questa tendenza potrebbe essere quella di favorire una comunicazione puntuale e continua che renda consapevoli le persone dell’importanza dei trapianti. A proporla è Ernesto Di Florio, direttore del Centro Regionale dei trapianti, che dal 2008 ha sede nell’ospedale Cardarelli di Napoli. «È necessario garantire un sistema idoneo a comunicare con i parenti di chi si trova in rianimazione per metterli di fronte all’eventualità di un trapianto. Soprattutto l’informazione deve essere fatta prima per poter preparare i cittadini a una scelta consapevole del processo di donazione degli organi». È quello che l’ufficio di comunicazione del Centro regionale dei trapianti cerca di fare, servendosi di operatori che hanno frequentato corsi e sono quindi esperti nel confrontarsi con il paziente e la famiglia. C’è molto di più. Con il Centro regionale dei prelievi, struttura integrata nel Centro regionale dei trapianti, il Di Florio ha messo a punto Primepaginede‘IlGiornaledinapoli’-‘Ultimissime’del12gennaio1988 un progetto che prevede il coinvolgimento di mediatori culturali di altre etnie per aiutare donatori za e dal suo funzionamento. Se il numero di trapianti extracomunitari. «In più occasioni si sono presentati cresce, vuol dire che alla base c’è un sistema fondato cittadini extracomunitari con l’intenzione di donare su una rete organizzata che possa garantire un’adeguaorgani di un loro congiunto. Ma ci sono stati proble- ta assistenza ai pazienti in lista attesa. Nel momento mi di comprensione, dovuti alla lingua e alle differen- in cui il corretto funzionamento viene meno, è ovvio ze culturali». Gli intermediari culturali sarebbero utili che se ne avvertono gli effetti. Nel caso dei trapianti le non solo per le donazioni, ma anche per assicurare a conseguenze sono immediate, perché il numero di doquesti cittadini non integrati un servizio adeguato, nel natori è già di per sé esiguo, a causa dell’aumento delle momento in cui si presentano a fare la richiesta. Il pro- opposizioni da parte della cittadinanza alla possibilità getto che riconosce la trasformazione di stampo multi- di donare organi in caso di morte. [email protected] culturale che sta investendo la nostra società. «Non ho ancora pensato a un nome per il progetto, ma mi viene IlPascaleètraiprimiospedali inEuropanellacuradelmelanoma diCristiano M.G. Faranna Settecentoricoveriall’anno,piùdi4000interventi,3500eseguitiin daysurgery.L’Istitutonazionaleperlostudioelacuradeitumori,“FondazionePascale”diNapoliètraiprimiospedaliinEuropaneltrattamentodei pazientiaffettidamelanoma,uncancromalignochesisviluppadallecellule della pelle. In 12 mesi vengono effettuate 25mila visite con macchinariall’avanguardiacheconsentonotecnichedidiagnosticaprecoce.Medici, chirurghiericercatorilavoranoinequipeperassicurarealpazienteunciclo completonellacomprensionedelmaledacuièaffetto. L’aumentodeimelanominegliultimidieciannièdovutoalcambiamentodelleabitudininell’esposizionesolareealladiminuzionedellecaratteristichefisichetipichedellepopolazionilatine. Lamigliorcuraècomesemprelaprevenzione.Lepersoneamaggior rischiodovrebberosottoporsiannualmenteallamappaturadeinei. «Illavorodisquadraciconsentediformareunamassacriticacheragionaintornoalmaledacurare,studiandoloinognisuoaspetto-diceNicolaMozzillo,responsabiledelrepartodiChirurgiaOncologicaB-.Maradona pervincereavevabisognodialtridiecigiocatori.Abbiamocapitocheogni melanomaèdiversodall’altro.Peraffrontarloabbiamobisognodifarmaci specificicheagiscanoversounospecificonemico». Il suo entourage ha sviluppato due progetti tesi a sensibilizzare la cittadinanzaversolaprevenzione.Alugliopartiràperilsecondoannol’iniziativa“Quandoilsoletisorride”:incollaborazioneconl’agenziaEneaun satelliterileveràleradiazioniultravioletteinogniterritoriocampano.IcittadinipotrannopoiinseriresulsitodelPascalelepropriecaratteristichedi carnagioneconl’indicazionedidovesirecherannoinvacanzaericeveranno immediatamenteconsiglisucomeprendereilsole.dalprossimoautunno sarannoinveceinstallatealcunetelecamerein100farmaciecampanedove saràpossibilefotografareineiericevereunadiagnosi. Laprevenzionehaportatoall’80%lasogliadeipazientiancorainvita cinqueannidopocheglièstatapronosticatalaprimadiagnosi.IlPascaleha fattodelladiagnosiedell’assistenzaisuoifioriall’occhiello.E’l’unicoistitutodiricercasulcancrodivisoperdipartimenti,operazionecheconsente diportarelaricercael’attivitàclinicadirettamentesullettodell’ammalato. L’ospedaleèdotatodiunserviziopsico-oncologicorivoltoaipazientiesoprattuttoaimedici,anch’essinonimmunidalloscoraggiamentoe,cosada nonsottovalutare,èl’unicastrutturasanitariainCampaniaadaverpagato tuttigliarretratiaidipendenti. [email protected] Cotrufo,vainpensione ilpionieredeitrapianti di Lorenzo Marinelli A pochi mesi dal pensionamento, Maurizio Cotrufo, direttore del dipartimento di chirurgia cardiovascolare e trapianti dell’ospedale Monaldi di Napoli, racconta i passaggi più importanti della sua carriera. Dal primo trapianto alla crisi della sanità campana; dal blocco del turnover alla carenza dei donatori; dalla fuga di laureati all’estero alle regole fondamentali per intraprendere la sua stessa professione. Qual è stato il contributo della scuola napoletana alla storia dei trapianti di cuore in Italia? «Il primo trapianto al Sud risale al gennaio del 1988. Nel 1987 i centri di cardiochirurgia autorizzati a effettuare interventi di quel tipo erano cinque, quattro al Nord e uno a Roma. Il Sud era stato dimenticato. Attaccai sulla stampa e in tv l’allora ministro della Sanità, il veneto Costante Degan, e riuscii a ottenere un decreto legge. Da allora in Campania sono stati effettuati oltre 550 trapianti». Qual è l’attuale situazione della chirurgia cardiovascolare alla luce delle difficoltà economiche della Sanità campana? «Corriamo il rischio di tagli al personale infermieristico e tecnico. Non ci sono concorsi e la sostituzione di chi va in pensione è bloccata». Come rendere più organico il sistema dei trapianti in Campa nia? «Il problema di questa regione è la carenza di donazioni. C’è una scarsa cultura in tal senso. Il centro di cardiochirurgia del Monaldi ha dimostrato di poter effettuare anche 40 trapianti in un anno, ma fino a fine maggio 2010 gli interventi sono stati soltanto 8». Qual è il traguardo più importante di una così lunga carriera? «Quello di aver portato il centro di cardiochirurgia del Monaldi ai primi posti della scala nazionale. L’ospedale può eseguire interventi dall’età prenatale fino all’età centenaria. Un ulteriore motivo di soddisfazione è quello di aver formato una squadra di allievi che dirigono Centri prestigiosi in Italia e all’estero». Restando in tema di giovani, qual è la situazione occupazionale nel settore cardochirurgico italiano? «Il mercato italiano è saturo. Molte strutture private stanno chiudendo, mentre quelle pubbliche sono al completo. Quasi tutti i neolaureati in questa branca medica sono costretti a emigrare all’estero, per lo più in Inghilterra, in Francia e in Germania». Quali consigli darebbe ai giovani che intendono intraprendere la sua attività professionale? «Di scegliere questo lavoro se motivati da una passione che rasenta i limiti della follia. Il fallimento dei miei due precedenti matrimoni è la testimonianza di quanto questo mestiere sia totalizzante e di come non lasci spazio ad altri interessi. I giovani di oggi pretendono una vita comoda. Un’affermazione professionale in questo settore è destinata, purtroppo, a pochi». [email protected] Laterapiaiperbaricaaiutaibambiniautistici di Violetta Luongo Antonella Iavarone, napoletana, da cinque anni combatte contro la malattia del figlio. Elios ha 10 anni e soffre di autismo. È una delle tante mamme che fanno parte dell’associazione Onlus “La forza del silenzio”, che raggruppa circa 50 bambini affetti dal disturbo del comportamento. Il presidente dell’associazione Vincenzo Abate non è immune da questo problema, i suoi gemelli di dodici anni sono affetti dalla stessa patologia. Da giugno del 2009 hanno cominciato a sperare. Ad Acerra, nel Napoletano, la Villa dei Fiori è l’unico centro in Campania, e anche uno dei pochi in Italia, a utilizzare la terapia iperbarica sui bambini autistici. «È un’opportunità in quanto si basa sulla somministrazione di ossigeno che sembra carente in alcune aree del cervello dei bambini autistici. In essi è stata riscontrata spesso una grave infiammazione dell’intestino che l’iperbarica attenuerebbe», spiega Carlo Luongo della Seconda Università di Napoli che da anni si dedica alla ricerca scientifica dei gas terapeutici. Raffaele Costanzo. tecnico del centro iperbarico racconta le fasi del trattamento: «L’età media dei bambini in cura è di 8 anni. Alcuni barcollavano, non riuscivano ad avere un buon equilibrio, ora invece corrono e sollecitano i genitori per entrare nella camera iperbarica. Mi ricordo un padre commosso dopo aver sentito per la prima volta il figlio chiamarlo papà. I trattamenti sono quotidiani, i pazienti arrivano da varie parti d’Italia e sono costretti ad alloggiare qui o dover fare la trasferta». Finora sono venti i pazienti in cura da giugno, con un miglioramento medio del 33%. Nessun bambino è peggiorato. Motivo questo che sprona i genitori a insistere con la terapia. Antonella Iavarone racconta la sua storia: «Mio figlio parlava due lingue, era precoce e intelligente. Dopo sei mesi dai vaccini ha cominciato a regredire. Le prime manifestazioni riguardavano l’intestino. Vari sono stati i trattamenti che ha fatto, ma i miglioramenti erano scarsi e lenti. L’iperbarica ha allungato i suoi tempi di attenzione già dopo il primo ciclo di terapie. La maestra, ignara della cura, ne è rimasta stupita. Oggi lavora al computer, gioca con gli altri coetanei, è partecipativo a scuola». L’associazione “La forza del silenzio” ha come sede la villa di Casal di Principe, in provincia di Caserta, confiscata al boss della camorra Francesco Schiavone, soprannominato “Sandokan”. Duecentocinquanta metri quadrati dedicati al sociale. Un muro li divide dalla famiglia Schiavone che abita ancora lì. È strutturata in varie sezioni: una reception al primo piano e di fronte un grande salone è usato ora per corsi e seminari. In futuro sarà diviso in aule con un laboratorio tera- Lacameradellasperanza peutico e riabilitativo, uno ludico-creativo e una sezione per la formazione e il sostegno dei genitori coinvolti con progetti di psicoterapia di gruppo. Il secondo piano sarà occupato dall’ufficio amministrativo, un laboratorio scientifico, il terzo piano ospiterà la cucina e la sala mensa. Le stanze per i bambini sono dotate di specchi magici per controllarli. Lo scantinato diventerà la palestra e l’auditorium dell’associazione. In futuro, all’esterno, sarà allestita una camera iperbarica. Il centro si inaugurerà il 1 luglio con un convegno sui “Disturbi dello spettro autistico” organizzato dal Dipartimento salute mentale dell’Asl di Caserta. [email protected] pagina 5 dasole,ventoecalorel’energiadelfuturo PerCaldorol’obiettivoèintegrarenucleareefontirinnovabili di Francesca Saccenti Dai mulini a vento ai pannelli fotovoltaici, dalla stampante a fondi di caffè al fornello solare: i miracoli della tecnologia diventano realtà nel rispetto dell’ambiente. Così lo sfruttamento delle fonti di energia rinnovabile diventa necessario per la sopravvivenza del pianeta. Secondo la fotografia dell’Italia sostenibile, scattata da Legambiente l’86% dei comuni investe sull’energia alternativa. A vincere il primato è il solare, con un totale di impianti presenti in 6.801 comuni. Al secondo posto si classifica l’idro-elettrico in 799 comuni, seguito dall’eolico (297) e dalla geotermica (181). Le biomasse si trovano invece in 788 municipi, 286 dei quali utilizzano materiale di origine organica animale o vegetale. Il neogovernatore Stefano Caldoro mostra il suo piano di sfruttamento delle risorse ambientali per salvaguardare la Regione Campania in deficit di produzione di energia elettrica rispetto alla domanda. I dati statistici del 2008 vedono la Campania nella lista delle dodici regioni a rischio con un passivo del 51,6% dopo la Basilicata che si classifica al primo posto con il 52,2%. Lo scopo del presidente Caldoro è di ricercare un’integrazione tra le diverse fonti di energia rinnovabili e tradizionali. Un tentativo di aprirsi alle nuove risorse coniugandole con la creazione di nuove fabbriche nucleari in Campania. Nola e Capua ai primi posti nel fotovoltaico diEgidio Lofrano Millesettecentoimpianticheproducono 31 mw di energia verde: questo in sintesi lo stato del fotovoltaico inCampania,chesiposiziona12esima tra le regioni italiane nel rapporto sull’energia solare del 2009 fornito dal Gse, il gestore servizi energetici. Il 2010 può essere però l’anno della definitiva affermazione in Campania dell’energiaverde;nonmancanoidee perlosviluppodelsettoreefinanziamentinazionali,comegli8milionidi euro del programma operativo interregionale,misuraapprovatadalministerodelloSviluppoeconomicoafine maggio per la creazione di impianti cheutilizzanofontirinnovabili. Tra i grandi progetti per il fotovoltaico in Italia spicca l’impianto che sarà costruito a Nola. L’Enel ha stanziato80milionidieuroperlacostruzione entro il 2010 di un impianto che raddoppierà la produzione di energiasolareinCampaniaconisuoi 25mw.Tramitel’installazionedipannelli fotovoltaici sui tetti degli edifici commercialidellacittàsiprevedeuna produzionedienergiaverdesufficienteacoprireiconsumidiunterzodegli abitantidiNola.Ilpiùgrandeimpiantoatettialmondopotrebbeessereun primopassoperrisolvereunodeiproblemi dell’Italia, il costo dell’energia chesuperadel30%lamediaeuropea echehaisuoipicchinelMeridione. Nellastessadirezionesimuoveil progetto “Mille tetti per Capua”, una delleultimepropostecampaneperlo sfruttamento dell’energia solare. Sostenuto dal ComunediCapua, unisob.na.it/inchiostro Sul sito: energia, i priin accordo con mati italiani. la Savenergy group, prevede Il ventre di Napoli diventa il luogo ideale per lo sfruttamento della Terra: la zona dei Campi Flegrei, di origine vulcanica, secondo il progetto, sarà utilizzata per sfruttare l’energia geotermica in modo da generare elettricità e utilizzo del calore, come avviene in Islanda. Un processo di salvaguardia ambientale che si occupa anche di sistemi di mobilità sostenibile, sia pubblici che privati, incentivando l’acquisto di veicoli con alimentazione elettrica, ibrida e a metano. E poi è il turno delle Biocase: entro il 31 dicembre del 2020 tutti gli edifici di nuova costruzione dovranno essere “a energia quasi zero”, secondo la nuova normativa dell’efficienza energetica approvata dagli eurodeputati. Gli Stati membri dell’Unione europea dovranno infatti adottare misure per raggiungere requisiti di rendimento energetico a costi ottimali, secondo la metodologia comparativa. Un tentativo di adeguare i vecchi immobili che assorbono circa il 40% di consumo e i nuovi che prevedono un risparmio del 20%, migliorando le emissioni di CO2. Una parte di questi lavori sarà finanziata dall’Unione Europea che promuoverà anche la creazione di contatori intelligenti”, che sostituiranno gli impianti di riscaldamento. Per avvicinare la gente al rispetto dell’ambiente, la lezione sull’ecologia approda anche nelle scuole, potenziando la rete dei Centri di Educazione Ambientali attivati presso i comuni della regione, e realizzando ecomusei. [email protected] l’installazione di pannelli solari di almeno3kwsuedificipubblicieprivati. diminuire le emmissioni di anidride carbonica e diffondere tra i cittadini l’utilizzodell’energiaprodottadafontirinnovabilinonsonogliunicipregi della proposta. Tutti i proprietari di immobili che decideranno di partecipare al progetto riceveranno un contributo annuo di 450 euro per venti anni senza sostenere alcun costo per l’impianto. I primati di Lombardia e Puglia, rispettivamente 10.814 strutture e unaproduzionedi214mwtotali,sono lontanimalaCampaniahaincrementato il numero di impianti, in media di18,5kw,el’energiasolareprodotta del 173% e del 105% rispetto al 2008, afrontedel123%e165%dimedianazionale.L’incrementodelfotovoltaico dell’ultimo biennio ha portato l’Italia alsecondopostoalivelloeuropeoalle spalle della Germania e davanti alla Spagna. dai 32 mila impianti fotovoltaici attivi nel 2008 si è passati ai 71miladel2009,conunaumentodel 123%eunaproduzionedienergiache èraddoppiatainunsoloanno.L’Italia ha inoltre raggiunto il traguardo del gigawatt di energia verde prodotta a costo zero, che equivale alla potenza media di una centrale nucleare, con laprevisionediarrivareai2gwtotalientrolafinedel2010.InCampania sonopresentiil2,4%degliimpiantifotovoltaicinazionalievieneprodottail 2,8%dell’energiatotale,datoinferiore rispetto a tutte le regioni del Settentrione,conleeccezionidiValled’Aosta eLiguria,eallaPuglia,allaSiciliaealla Sardegna nel Meridione. Il maggior numerodiimpianticampani,lo0,8% del totale, si trovano nel Salernitanomentresololo 0,24%sonosituatinelBeneventano. [email protected] Come risparmiare in bolletta Lampadine Preferire quelle a basso consumo o a led: richiedono circa 6 watt ma hanno una resa equivalente a 80/90 watt. Impianto elettrico Dotarsi di un sistema di spegnimento automatico delle luci. In alternativa, installare un interruttore generale che scolleghi in un solo click luci, stand-by e prese elettriche. Caldaia Scegliere quelle a pannelli solari, abbassare il termostato di 1-2 gradi, regolare la temperatura dell’acqua non oltre i 45° e, per la doccia, non superare i 40°. Lavatrici e lavastoviglie Comprare elettrodomenstici di classe energetica A. Programmare cicli economici, a pieno carico, senza prelavaggio e asciugatura, preferibilmente in fascia serale o nei weekend. A Bagnoli un pozzo per monitorare l’attività vulcanica diFrancesca Romaldo Pochi centimetri di diametro per quattro chilometri di profondità. Sono le caratteristiche del pozzo che a Bagnoli permetterà lo studio dei fenomenivulcaniciedellepotenzialità geotermiche dell’area a Sud-Est di Pozzuoli. CampiFlegreideepdrillingProject èunprogettonato5annifaecoordinatodaGiuseppedeNataleeClaudia Troise dell’Istituto nazionaledigeofisicaevulcanologiadiNapolichecoinvolge istituti di ricerca svizzeri, tedeschi,inglesiedamericani. Il pozzo sarà scavato nell’area di Bagnolifutura.Loscavopiùsuperficialeserviràperilcampionamentodelle rocce. dopo alcune centinaia di metri il pozzo devierà verso il mare, con un’angolazione di 25 gradi. Sarà possibile studiare i processi di interazionetraacquaemagmaestabilirecon precisionelaprofonditàdellacamera magmatica. A settembre inizieranno i lavori perilpozzopilota,profondocirca500 metri.Costerà800milaeuroeservirà per testare il sottosuolo e installare sensoriutiliperilmonitoraggiovulcanico.Ilpozzoprofondo,invece,avrebbeuncostodimercatodicirca15milionidieuro. «La Germania ci darà in gestione, aprezzodicosto,latrivellanecessaria perloscavo-diceGiuseppedeNatale, Pannellifotovoltaici dirigente dell’Osservatorio Vesuviano e responsabile del progetto -. In questomodolespesesarannodimezzate. Circa8milioniemezzoper6mesidi lavoro». A finanziare, in parte, il progetto sarà l’International Continental drillingProgram,unconsorziointernazionale che sponsorizza grandi progetti con finalità scientifiche e del quale l’Italiafadapocoparteufficialmente. «L’Ingv e l’Amra, l’istituto geofisico e il consorzio ambiente della Regione Campania - continua il responsabile delprogetto-,sisonofatticaricodella quotaassociativaitaliana». Il consorzio è finanziato dagli stati membri in base al proprio reddito. L’Italia paga una quota che è circa la metà di quella che le spetterebbe. «Tutti i paesi maggiormente evoluti hanno un’agenzia che finanzia la ricercascientifica–commentadeNatale-,mentreinItalianonesisteunente del genere. Il nostro istituto cerca di supplireaquestamancanzacoprendo partedellespese». Ilpozzopermetteràanchediraccogliere utili informazioni per lo sfruttamento dell’energia che deriva dal calore del sottosuolo. L’Italia è stata laprimanazioneadinvestirenelgeotermico.Iprimistabilimentirisalgono all’iniziodel‘900.Oggigliimpiantidi Larderello, Radicondoli ed Amiata, in Toscana, producono più di 5 miliardi dikilowattoraall’anno. L’areaflegreaèuncampovulcanicochesiestendeperseichilometriintornoaPozzuoli.Èunadelleareepiù esplosive al mondo, sprofondata migliaia di anni fa in seguito a violente eruzioni. Le potenzialità geotermiche dei Campi Flegrei sono maggiori di quelledeglistabilimentitoscani. «ANapoli-concludedeNatale-il sottosuolohatemperaturemoltoelevateancheabasseprofondità.Questo permetteràunaresamiglioreeunrisparmiosuicostidell’impianto». [email protected] GRANDI EVENTI pagina 6 inchiostro n. 5 – 2010 Napolidal2010al2013:tuttigli Il2012èl’annodelloSpazio di Annalisa Perla Più di quattromila i visitatori che giungeranno in città, tra cui ricercatori e scienziati provenienti dalle più prestigiose Università. I delegati delle agenzie spaziali internazionali e le più importanti aziende aerospaziali del mondo si riuniranno a Napoli. Nel 2012 la città partenopea ospiterà la 63esima edizione dell’Expo dello Spazio, la principale manifestazione del settore. Ad ospitarli sarà la Mostra d’Oltremare. All’interno dei 9 padiglioni del polo fieristico napoletano, gli operatori allestiranno stand per promuovere e spiegare il loro lavoro. L’intera struttura fieristica, infatti, sarà a disposizione dell’Agenzia spaziale italiana, l’ente organizzatore dell’incontro. L’Agenzia è già a lavoro per la realizzazione di un protocollo d’intesa con Regione, Provincia e Comune di Napoli, che dovrà essere pronto per il prossimo giugno, data in cui verrà sottoposto alla Federazione astronautica internazionale, ente promotore dell’evento. La Federazione ogni anno, a partire dal 1951, organizza un congresso aerospaziale in una città differente allo scopo di promuovere il contatto tra i vari operatori del settore e al contempo avvicinare, per così dire, i cittadini allo Spazio. Secondo il professore Giovanni Squame, presidente del comitato operativo del Polo High Tech di Napoli est, che rappresenta le numerose industrie del settore aerospaziale presenti sul territorio campano, la città è pronta per affrontare questa “avventura spaziale”. «Il Comune metterà a disposizione i luoghi per lo svolgimento della kermesse e i servizi necessari per ospitare il gran numero di visitatori, - spiega Squame - mentre i finanziamenti maggiori verranno sostanzialmente dalla Regione. Il cambio di governo non rappresenterà un problema. Il neoassessore ai Trasporti ed alle Attività produttive Sergio Vetrella ha già espresso un parere favorevole in merito all’organizzazione dell’evento a Napoli». Il Polo High Tech è stato tra i soggetti che hanno proposto la candidatura di Napoli all’evento. Candidatura dimostratasi poi vincente, nonostante la difficile competizione con città all’avanguardia come Vienna, Parigi, Lisbona e Bruxelles. Intanto, l’Agenzia spaziale italiana ha come obiettivo l’organizzazione di una serie di iniziative preparatorie, di qui al 2012, per favorire l’alfabetizzazione dei cittadini ai temi dello spazio. Prima tra tutte è stata la mostra: “Astri e particelle, le parole dell’Universo”, inaugurata il 18 marzo a Città della Scienza. Una grande esposizione realizzata insieme all’Istituto nazionale di Fisica Nucleare e all’Istituto nazionale di Astrofisica, che consente al pubblico di guardare da vicino e toccare con mano la scienza e i grandi esperimenti che oggi studiano l’Universo. [email protected] LaCampaniavolaaShanghai dasettembreinCinaperl’Expo diPaola Cacace L’Italiaètrai189paesiospitatinei5km2dell’ExpodiShanghai.Il padiglionecostruitodaGiampaoloImbrighi,dalprimomaggio,giornodi inaugurazionedell’Expo,haospitatooltreunmilionedivisitatori.I20modulidellostanditaliano,collegatidaballatoichericordanoibastoncinidel giocodelloShanghai,sononellazonaCdell’esposizioneesiestendonoper 3600m2eun’altezzadi18metri.Achiudereilpadiglionesutrelatiuno specchiod’acquacherimandaallaposizionepeninsularedell’Italia,mentreilsuointernoevocavicoli,borghiepiazzeitaliane.Permotivilogisticiil padiglioneospitadivoltainvoltaunaregioneitaliana,mentreincontemporanealavetrinadiShanghaièusatadaindustrie,impreseeartisticome trampolinointernazionale. Il turno della Campania sarà a fine settembre con Napoli, che oltre a RomaeMilanosaràunadellesole3cittàitalianeadavereunospazioproprio, epoiduranteleprimeduesettimanediottobreconlaRegionecomeprotagonista.L’apripistadellaCampaniasarà“L’Italiadegliinnovatori”,chepromuove leeccellenzenostranedurantel’esposizione,dal24luglioal7agosto.Trai265 progettiitalianiselezionatinelsettembre2009,infatti,13sonocampani. Un Biogas più pulito del metano ÈquellodellaMagnegasitalia,aziendanataunannofa.Oltreagliusi deigasnoti,quellodellaMagnegasèutilizzabileancheperiltagliodimetalli.Nonèquesta,però,laverainnovazionemailfattocheilgassiaricavato dailiquami,gliolii,gliscartiindustrialichesolitamenteinquinerebbero. Il gusto dell’innovazione ÈquellodellimoncelloVillaMassa,chepuntaallastandardizzazionedellaqualitàdelproprioprodotto,grazieaunsoftwarecheregolagli aromi e gli altri ingredienti, rigorosamente naturali, per avere bottiglie di limoncello il cui sapore sia sempre quanto più simile possibile. Saporetradizionalechehafattovincereall’impresasorrentinagiàilpremiodi Confindustriaperl’innovazione. Il nocciolo del problema ÈquellodipescheealbicocchechelaCtifoodtechtoglieutilizzandoil Ct800,robotprogettatoaSalerno,chesaràall’esposizionediShanghai.Non unutensiledatenereincucina,datelesuedimensioniimponenti,mautile perrisparmiaretemponelleaziendealimentari,vistochesembrasiaingradodiriconoscereeeliminareanchegliossirottienonsoloquelliintegri. La finestra che non si vede OperadellaSerramentItalialafinestra“Live”èunafacciatacontinua, senzainterruzionirispettoalleparetieche,nonostantesiacompostada2 ante, rende l’effetto visivo di un palazzo denocciolatoredialbicocche,inmostraaShanghai di vetro, senza apparenti aperture, ancheagliocchipiùattenti.dueinnovazioniperchéilquarzononsembritale.Sono operadellaSeieffe,industriadiBenevento.Laprimafasomigliareilquarzoalmarmo, con le sue caratteristiche venature, maconunamaggioreduratatemporale. 2010-2011FestivaldellecittàdelMediterraneo settembre-ottobre2010 laCampaniainesposizioneaShanghai Ilsecondotipodiquarzo,invecesiilluminaecambiacolore.Entrambiitipidi quarzosonousatineldesigndiinterni,inparticolareperitopdellecucine. Una pasta più ricca Èl’ideaportataaShanghaidaldipartimentodiScienzeAlimentari dellaFedericoII.Arricchendol’alimento,legatoall’Italianell’immaginario gastronomicomondiale,difibreevitaminesisperadipoterprevenirealcunedellemalattiedegenerative,cardiovascolariecronichepiùcomuni. Cantieri più sicuri Undipartimentod’Architetturahacreatounsistemaautomatizzatochecondeglispecialisensorièingradoprimadivalutarelerealicondizionidiunedificiodegradatoepoidieliminareicomponentidanneggiati riducendotempiepericoloperglioperatorichelavoranonelsettore. Il primo esempio di E-government Tra i pochissimi casi di pubblica amministrazione in vetrina c’è il TribunaledeiminoridiSalerno.Chehaautomatizzatolagestionedelproprio lavoro e dei processi per velocizzare il tutto, grazie all’introduzione dei“fascicolidigitali”,eperavereunmaggiorecontattoconilterritorio attraversoilsuonuovosportelloreclamitelematico.Misuraeanalizzale polverisottilivelocemente.ÈAE-PMQCMilprototipodellaNovaetechche rendeeconomicoeveloce,ilprocessodicampionaturadellepolverisottili, portandoavantituttoilprocessodallamisurazionedellaloroconcentrazionenell’atmosferaalleanalisidilaboratorio. No agli elettrodomestici a base di calcestruzzo LaPasel,aziendaavellinese,haideatounalineadielettrodomestici completamentericiclabili,grazieallaspecialetermoplasticachelicompone.Ecomesenonbastasse,primadiesserericiclatiicomponentideinuovi elettrodomesticinondevononeancheesseretrattatiopuliti. Restauro ecocompatibile GrazieadeinuovimaterialigiàtrattatidalCnrdiPozzuolichegrazieallostudiodipolimerisinteticipermetteagliedificigiàrestauratidi essererimossieriutilizzatidopoessergiàstatitrattati. Molecole previdenti Sonoipeptidiciclici,ossialemolecolechelaPharmaBullethaintenzionediutilizzareperindividuareconlargoanticipol’adenocarcinoma prostatico.Esarebberoancheingradodiaiutarenellaterapia. Campania-Cinaandataeritorno.GliinnovatoripresentiaShanghai sarannoperòsolounprimoassaggiodiquantocisipreparaafare.Con l’autunnolaCampaniapuntanonsoloalmercatocinesemaaquellointernazionale,oltrecheallapromozioneattraversopresentazionivirtuali dellaRegioneconunaseriedieventiparalleli allospazioallestitoall’internodelpadiglione unisob.na.it/inchiostro italiano. Sul sito: gli altri eventi in [email protected] programma a Shanghai. pagina 7 appuntamenticlouincittà Forumdelleculture,101giornididialogotraipopoli di Emanuele De Lucia Napoli capitale mondiale delle culture. Nel 2013, per 101 giorni il capoluogo campano dovrebbe diventare l’epicentro internazionale del sapere, la summa delle scienze e dell’umana conoscenza. Il condizionale è d’obbligo alla luce del programma dei contenimenti delle spese redatto dal neo presidente Caldoro. Il Forum universale delle Culture arriva alla sua quarta edizione nella città di Napoli. L’evento è nato in Spagna nel 2004 e ha ricevuto il patrocinio dell’Unesco e nello stesso anno è nata la Fondazione Forum per la gestione dell’evento. La prima rassegna nella città della Costa Brava accolse 3 milioni e 800mila visitatori, mentre la seconda edizione ebbe un incremento di un milione di persone. «È un evento internazionale e importante per due obiettivi – spiega l’assessore alla Cultura Nicola Oddati, presidente del Forum –. Stiamo portando avanti un progetto culturale di respiro internazionale per rivendicare il ruolo di Napoli nel mondo. E puntiamo a una razionalizzazione e a uno sviluppo urbanistico della città». Il Forum si snoderà intorno a quattro assi principali: le condizioni per la pace, lo sviluppo sostenibile e la diversità culturale. Napoli ha aggiunto un quinto filone, quello della «Memoria del futuro: conoscere le proprie radici per progettare il futuro comune». L’evento è organizzato in tre sezioni: dialoghi, esposizioni ed espressioni culturali. I dialoghi sono convegni e dibattiti sui temi più urgenti del nostro tempo. Le esposizioni indicano arti figurative, simboli dei cinque continenti. Le espressioni culturali vanno dalla musica al teatro, dalla danza a esibizioni artistiche e forme di partecipazione libera, anche virtuale. Dal 10 aprile al 21 luglio 2013 Napoli vivrà 101 giorni di confronto e incontro tra le diverse culture del mondo. Ogni giorno sarà dedicato a una città diversa. Mille saranno i dialoghi, cominciati già nel 2008. Nel mese di ottobre di due anni fa fu organizdel forum zato l’Accam- Napoli 2013 Gli altri luoghi Napoli / Piazza del Plebiscito luglio2010WorldCitiesManagement ottobre2012ExpodelloSpazio forum odimonte / Pompei 2013Forumdelleculture Tradizione e creatività: la ricetta per promuovere l’economia Napoli 2013 Gli altri luoghi del forum Napoli / Piazza del Plebiscito diAlberto Canonico Promuovere un confronto sulle problematiche che investono le singolecittànell’eraglobale,facen,5dolevasuunmodellodisviluppocentratosulbinomiocreativitàepatrimonio.Questoèl’obiettivo delterzoWorldCitiesManagementinprogrammaaNapoli,il2e3 luglio. Un appuntamento internazionale che vedrà riunirsi in città amministratorilocaliedespertidituttoilmondo,prontiaimpegnarsipersostenereunarivitalizzazioneurbanaattraversolacreativitàe lacultura. Il workshop rappresenta una delle tappe di avvicinamento al Forum Universale delle Culture 2013 che vedrà Napoli protagonista esiinseriscetralavarietàdiiniziativeche,apartiredal2008,hanno organizzato momenti di partecipazione e di elaborazione comune. Moltedelleiniziativesisonorivolteinquestianniallacostruzionee alrafforzamentodellereticittadinenazionalieinternazionali,attivandoaccordiconquellecittàcheospiterannograndieventi.Napoli hagiàpromossoiniziativeconMilanoperl’Expodel2015econTorino per Italia 150 (2011).Reggia In particolare con quest’ultima è stato firmato Reggia di Caserta / Capodimonte / Pompei un protocollo d’intesa volto a creare occasioni di promozione reciproca.InquellaoccasionelacittàpartenopeasaràospitediTorinoe realizzerà,nell’ambitodellacommemorazionedell’unitàd’Italia,un “Festivaldelleculture”.LacittàporteràaTorinoilmegliodelproprio patrimonioculturale:unarassegnateatralededicataaEduardode Filippo,unamostrasulruolodiNapolinellastoriaitaliana,lapresentazionedelprogettodiriqualificazionedellacittàinvistadelForum delleCulture,concertidedicatiallamusicanapoletanadalbaroccoal jazzcontemporaneoeunfocussull’enogastronomianapoletana. IltemaprincipaledelWorldCitiesManagementsaràlacreatività socialecheattendesolodiessereutilizzatapermigliorarelecondizioni economiche e sociali del vivere comune. Ma in quale modo e a quale idea di creatività fare riferimento? È questa la domanda a cui gli esperti di tutto il mondo cercheranno di dare una risposta. Siaffronterannoiproblemideigrandiagglomeratiurbanitenendo contodellerisorseambientaliematerialidellecomunità.Ilproblemaprincipaleèchetroppospessolecittàperdonomemoriaesmarrisconoidentità,incapacidifareculturaecrearesaperi,diinnovare, diavereunavisionedelfuturoetuttociòconduceall’indebolimento dellacoesionesociale.Unappuntamentoimportanteaspettalacittà diNapoli,cheneiprossimitreannisaràsottolalentediingrandimento,inunmomentoincuiletrasformazionisonosemprepiùvelociec’èlanecessitàdirifletteresulrapportotrapatrimoniostorico diunacittàedesigenzelegatearipensareiconcettidimodernizzazioneedisviluppo. [email protected] pamento della pace, una prima tappa di avvicinamento al Forum e rappresentò un laboratorio artistico–culturale a cui parteciparono 200 ragazzi provenienti da tutto il mondo. A marzo del 2009 sindaci e rappresentanti locali di tutti i Paesi si incontrarono a Napoli per discutere di inclusione sociale. Dodici saranno le esposizioni durante il Forum. È prevista la realizzazione di una mostra archeologica del mondo, che farà luce sulla civiltà Maya, quella Azteca, le antiche civiltà orientali e occidentali. Per raccontare la storia del capoluogo partenopeo, sarà allestita una mostra sulle stratificazioni storico-artistiche di Napoli dal ‘200 al ‘900. Ci sarà spazio anche per una mostra d’arte contemporanea europea, che raccoglierà i capolavori dei principali musei mondiali. Sono previste 1500 espressioni culturali nelle forme artistiche più disparate e le esibizioni avverranno tra Fuorigrotta e Bagnoli. Le cornici dell’evento mondiale saranno la Mostra d’Oltremare, la Città della Scienza e piazza del Plebiscito. Sono previsti cinque milioni di visitatori, il 35% dall’area napoletana, il 30% dal resto della Campania, il 20% dalle altre regioni d’Italia e il 15% dall’estero. «È un evento internazionale – dichiara l’assessore –. Napoli si riconfermerà la capitale culturale del mondo». Il Forum dovrebbe rappresentare anche un canale privilegiato di entrate nel bilancio della città. Il Comune stima in un miliardo e 325 milioni il valore complessivo della spesa dei visitatori e in due miliardi di euro il complessivo fatturato dell’evento. Tanto entusiasmo deve però fare i conti con le difficoltà del momento. Nei mesi scorsi il Forum sembrava poter saltare da un momento all’altro. «Non c’è rischio – spiega Oddati –. Non c’è relazione tra patto di Stabilità e fondi comunitari destinati al Forum. Quelle risorse sono vincolate e sono supportate dal grande valore che l’evento rappresenta per Napoli». Nelle ultime settimane i vertici delle istituzioni locali si sono incontrati per fare il punto della situazione. Il presidente della Regione Caldoro ha detto di voler annullare le delibere con le quali sono stati stanziati alcuni fondi pubblici per rientrare nel Patto di Stabilità. Sarebbero a rischio 400 milioni di euro, di cui 220 destinati alla valorizzazione del centro storico, 65 alla riqualificazione di Bagnoli e 35 per il Forum. Il Comune dice che quei fondi finanziati in parte dall’Ue sono vincolati, mentre la Regione sottolinea che il finanziamento di matrice nazionale e locale può subire tagli. Nei prossimi mesi saranno esaminate le carte e valutate le priorità, ma una cosa è certa: la Regione deve risparmiare e a farne la spesa saranno anche gli eventi culturali dei prossimi anni. Secondo l’Istituto per la finanza e l’economia locale, i tagli previsti per il capoluogo campano nel 2011 ammontano a 142 milioni di euro, che diventeranno 207 tra due anni. Questi sono i costi della manovra finanziaria in Campania e il motivo per cui il Forum o alcuni degli eventi previsti per il 2013 sono in odore di tagli. [email protected] NaplEst,gliimprenditori investonosulterritorio di Ludovica Criscitiello Napoli 2013 Napoli 2013 Gli altri luoghi del forum Gli altri luoghi del forum di Caserta Napolièunacittàviva,dovesipuòancorainvestireperlavalorizzazionedelterritorio.Èquestal’idea chehaguidatoilgruppodiimprenditoricoinvoltinel progettoNaplEst. / Capodimonte / Pompei Lasfidaraccoltadaiprivatièquelladirealizzare investimentiperlariqualificazionedellazonaorientalediNapoli. Un’area, secondo Marilù Faraone Mennella, costruttriceepresidentedelcomitatopromotorediNaplest, che sorge nelle vicinanze delle ferrovie e della zona costiera e che proprio per questo non va sottovalutata. IquartiericoinvoltinelprogettosonoPoggioreale,SanGiovanni,BarraePonticelli.Ilprogettocomprenderà, oltre alla ristrutturazione delle aree Q8, anche il recupero di diverse realtà, dai complessi industrialiaquelliabitaticomeilRionediSant’Alfonso. La ripresa del Quartiere ecosostenibile di Granturco, il completamento del centro direzionale, la Città del Libro.Sonoquestealcunedelle18iniziative,previste dalNaplEst.Alcunesarannoprontenel2013,altrenel 2018.SoloperleareeQ8bisogneràaspettareil2020. In molti guardano con favore l’iniziativa, dal sindaco Iervolino al presidente dell’Acen Andrea Pacifico.«Èunmodoperfavorirepiùcollaborazionetra aziendeeistituzioni–haaffermatoPacifico–maanchepercrearenuovipostidilavoro». Iluoghidelforum [email protected] MEDITERRANEO E TURISMO pagina 8 inchiostro n. 5 – 2010 NapolisfidaMilanoperlasedeEuromed Caldoro:“Vinciamoiprovincialismi.LavoriamoaunastrategiaperlaCampania” di Gennaro Di Biase Che il sogno passato formi le spalle del futuro, che le potenze incompiute si materializzino in risultati che si toccano: stando alle intenzioni della neogenerazione politica campana, la prima azione è un’esigenza, la seconda una priorità. Lo dimostra l’impegno “mediterraneo” dell’onorevole Erminia Mazzoni, Ppe-Pdl, Presidente della Commissione Petizioni e membro della Commissione Sviluppo Regionale gono riconosciute al mezzogiorno d’Italia: bellezze naturali, beni culturali, posizione strategica nel mediterraneo e una capacità di accoglienza dei suoi cittadini che ha pochi eguali in Europa». L’impellenza attuale è convincere e convincersi che l’area mediterranea conti sia nella sfera commerciale sia nella formulazione d’identità culturale europea. Ecco perché dalla commissione Ue non verranno toccate le risorse dell’agenda 2007/2013 relative ai progetti regionali euro mediterranei; e per l’agenda 2014/2020 si prevede un aumento delle finanze destinate alla componente meridionale della politica europea di vicinato e dei contributi Unsognovenutodalontano Suuncarrodorato,precedutodatubiciniemusici,connasoirregolare,pupille vivide,pellepallida,nel1442,AlfonsoV,sovranodelgroviglioditerrenotocome“Coronad’Aragona”,lascialasedebarcelloneseedentraaNapolidaPortaMercato,deciso a fare della città la capitale sociale e politica di un regno mediterraneo economicamenteseparatodalrestodeidominidell’imperospagnolo.Glistorici,comealsolito, si dividono sulla felicità della scelta. I detrattori ipotizzano che il sogno napoletano sianatodaunadebolezzasentimentaleversoLucreziad’Alagno;esostenengonoche ilMagnanimo,percompiacerelasuafavorita,diedeordinediabbatterel’allorapopolarissimoSeggiodipiazzadellaSellariaperchéleingombravailpanoramadicasa.Gli storiciamicidiconoalcontrariochefosseredotatodilucidalungimiranza,portatore aipiedidelVesuviodisofisticatetecnichegovernative,razionalitàburocraticaedefficienzaamministrativa.Certamente,adiecigiornidall’entrata,ilavoriparlamentari lascianoilsorrisosullelabbradisovranoebaroni.Ilprimoèsicurocheiltronosarà ereditatodalfiglioFerrante;isecondivedonoconfermatifederalismifiscalievantaggi giuridicidaunlato,esonosoddisfattidellosmaltimentoditantopersonalespagnolo dall’altro,datochemoltemansionistatalivengonoaffidateaifedelissimidiAlfonso. Latopografiaurbanaèriplasmatasullacittàanticapiuttostochesuquellamedievale, i beni fondiari sono definiti e tutelati, e i ceti medi cittadini diventano per la prima voltaproprietariterrieri.Alfonsofaedificareortieaiuole,promuovecentridiproduzione, lavorazioneecircolazionediprodottitipicimediterranei.RendeNapoliunacittàmercato elamettealcentrodelmarechestaalcentrogeopoliticodelmondo.Muorementrein cittàstaentrandolapeste,36anniprimacheColomborivelil’Americaespostiilcentrodel mondo. del Parlamento Europeo; lo dimostra la linea “mediterranea” premessa e promessa dal Governatore Stefano Caldoro. Nei mercati come nell’immaginario continentale, serve stabilire elementi di credibilità del nuovo viso di Napoli: «La credibilità che oggi rivendichiamo come esigenza primaria, non è merce in vendita - afferma Mazzoni - ma è il prodotto di una comunicazione da ingenerare nei più attraverso una serie continua di comportamenti positivi. Protagoniste assolute dovranno essere le istituzioni. La politica ha il dovere di tradurre promesse e ipotesi in fatti concreti modernizzando approcci e metodologie». L’asso del meridione è sfruttare la tradizione secondo nuove modalità: «Le carte per il rilancio economico – prosegue Mazzoni - sono quelle che tradizionalmente ven- SchizzodiinchiostrodiA.L.Esposito all’UPM. Ambiente, autostrade di mare e di terra, disinquinamento del mare, università euro mediterranea, piano solare mediterraneo e iniziative di sviluppo degli affari nell’area, sono i settori strategici del partenariato Euromed. Dati i presupposti, è inevitabile la scelta di una città del Mezzogiorno come sede dello sportello Euromed: «Ho proposto la Campania - afferma Mazzoni - per le sue caratteristiche storiche e geografiche rispetto alla Lombardia, che si è candidata come sede sostenuta dal Sottosegretario Urso. Salerno o Napoli non credo faccia differenza se iniziamo finalmente a ragionare in una logica regionale e comprimiamo le vocazioni delle diverse aree in un progetto unitario». I tratti somatici del nuovo reame mediterraneo non possono prescindere né dall’adeguamento delle infrastrutture né dall’idea di una fiscalità differenziata: «La misura ‘Irap zero’ contenuta nella manovra in corso di approvazione è un buon segnale per promuovere la nascita di nuove imprese. Per le imprese del sud, oltre agli interventi sul lato del credito, è necessario garantire l’utilizzazione selettiva delle risorse. La fiscalità differenziata va in questa direzione. Poter operare utilizzando la leva fiscale consente, senza risorse aggiuntive, di invertire la tendenza distributiva dei contributi, indirizzando gli aiuti verso la produttività. Ho chiesto alla Commissione esecutiva di rivedere la posizione di contrarietà rispetto all’ipotesi di una fiscalità di vantaggio per le regioni del Sud, a tutt’oggi considerata confliggente con la regolamentazione comunitaria degli aiuti di stato». Analoghe basi di risveglio meridionale vengono proclamate da Caldoro: come riferisce in una recente intervista pubblicata sul sito Ansamed, serve evitare la gabbia dei particolarismi provinciali per una proiezione mediterranea della Regione: «Parlo non solo di istituzioni, ma anche di forze economiche che lavorano d’impatto sul Mediterraneo. C’è una certa tendenza a governare questi sottosistemi più che a far squadra. Dobbiamo guardare ad una nuova regia sul Mediterraneo. Continuo a ripetere: il piano Sud può essere un punto nel quale la politica del nostro paese, guardando sempre ai grandi progetti europei e passando per i programmi nazionali, veda al Sud anche una grande cabina di regia, di attacco, modernizzazione, sviluppo, crescita, che chiaramente parte dal nostro paese e va oltre. Pensiamo alla forte attrazione che può esercitare una regione costiera così importante come la nostra, con una logistica significativa, grandi porti, interporti. La parte logistica ha un valore essenziale per quanto riguarda l’attrazione del mercato che è attorno al Mediterraneo». Cultura e infrastrutture siano discorsi paralleli: «l’azione di coordinamento sul Mediterraneo va fatta dall’intera Giunta, anche perché c’è la necessità di un forte collegamento con le politiche nazionali ed europee». Si alternano governi e stagioni, ma lo sforzo congiunto di Stato e Regione resta condizione fondamentale del risveglio del Mezzoggiorno. Chiudendo sui dati, i paesi della sponda Sud del Mediterraneo, dal 1995 al 2007, hanno registrato una crescita media del 4,2%, superiore a quella delle economie “mature” dell’UE (più 2,4%), e allo sviluppo di aree emergenti come l’America Latina. Con un interscambio di circa 50 miliardi di euro, nel 2008, l’Italia copre una quota non marginale di importazioni ed esportazioni dei Paesi mediterranei. È inopportuno che un paese abbandonato dalla storia si ostini a non abbandonarla. Ma non è ancora questo il caso. [email protected] unisob.na.it/inchiostro Sul sito: Festival “Le città del Mediterraneo” Maddaloni:“LiberidallezavorreperesserecapitaledelMediterraneo” Ilneo-presidentedellaCameradiCommercioscommettesulfuturocommercialedellacittàepuntasuigiovani diAnna Lucia Esposito Napoli rinascerà capitale del Mediterraneo. Lo profetizza il neo-presidente della Camera di Commercio di Napoli, Maurizio Maddaloni. Imprenditore del settore turistico che scommette sul futuro commerciale della Partenopenell’areaEuromed.La sfidaèliberarsidellezavorreburocraticheeculturalichecaratterizzano negativamente la Campania per puntare sui giovani cervellonicostrettiaemigrare.Il primopassosaràlapiattaforma logistica integrata nei piani del governatore Caldoro. La Camera di Commercio si prepara ad appoggiareilprogettocheinternazionalizzeràleimprese giàesistentipercreareindotto,occupazioneedexport. Può essere il Mediterraneo la soluzione per la crisi economica della Campania e in che modo? «LaregioneCampaniaeinparticolarelacittàdi Napoli, giocano un ruolo cruciale nell’area mediterranea. Non solo per un’evidente rendita geografica ma soprattuttoperunruolobaricentricocommercialeeculturalestrategicochehannofattodiNapoli,luogodiconfrontoconipopolieipaesivicini.L’areaeuromediterraneadiliberoscambioèrappresentatadaunbacinodi 40paesie600milionidiabitanti.Tuttipotenzialiclienti epartnerdellaCampaniaenaturalmentedelleimprese diNapolieprovincia.Considerandochegliscambi,nonostante la crisi, crescono in media del 6% l’anno e la nostraregioneneintercettaunaparteconsistente,ecco cheilMediterraneorappresentaun’opportunitàfondamentaledirilancioecrescitadeinostriterritori». Quali progetti ha la Camera di Commercio di Napoli per aprire una prospettiva mediterranea? «dadecenniilnostroentecameraleèpromotorediiniziative perfavorireloscambioconipaesi del Mediterraneo e lavora in strettacollaborazioneconleistituzioni governative che si occupano dell’internazionalizzazione delleimprese.Nelmiodiscorsodi insediamento al vertice dell’ente camerale, ho sottolineato con forzalanecessitàdiriposizionare l’areametropolitanadiNapolial centro dei traffici del Mediterraneo, attraverso la realizzazione di una grande piattaforma logistica. Siamo prontialavorareinquestadirezioneconfrontandoci,da subito,contuttigliattoriistituzionali,socialiedeconomicidelnostroterritorio». Napoli può essere considerata la città delle città del Mediterraneo? «Indubbiamente sì. A patto che il posizionamento strategico della città di Napoli sia accompagnato da unaprofondaecondivisarevisionedituttiifattoriche impedisconolosviluppo.Apartiredalletroppezavorre legateaicostidifareimpresaeall’eccessivaburocratizzazionedellamacchinapubblica.Maildiscorsovaallargatoancheall’utilizzoinsufficientedellerisorsenaturaliestorico-culturaliinchiaveturisticaenaturalmente ancheallanonsufficientedotazioneinfrastrutturalee logistica dell’area metropolitana. E ancora: scontiamo una carenza rilevante di profili professionali di alta specializzazione,acausadiunaconsistentemigrazione dellemigliorienergielavorativealCentro-Nord». Come si può invertire questa tendenza? «Sicuramenteconsolidandoiltessutoimprenditorialelocale,puntandosull’innovazioneesullacompetizione,intercettandotuttiisegnalichedovrannoarrivaredallanuovaamministrazioneregionale,maanche dallealtreistituzionilocali.Bisognacrearelecondizioni perfavorirenuoviinvestimentinazionalieinternazionalinelnostroterritorioepuntaresullavalorizzazione dellenostrespecificitàproduttive,maancheculturalie ambientali». Cosa ne pensa del progetto del governatore Caldoro sulla piattaforma logistica integrata del Mediterraneo? «Si tratta di un progetto incentrato sulla razionalizzazione delle competenze esistenti e sull’ internazionalizzazione delle nostre imprese. Questa piattaforma punta sull’integrazione con le infrastrutture già esistenti e con una serie di aree di retro porto che andrannoindividuateattraversoaccordidiprogramma perlespecifichedefinizionid’uso.Cosìcomeindividuato,èsicuramenteunsistemainnovativochegarantirà indotto,nuovaoccupazioneestimoloall’export.Mac’è bisognodiungiocodisquadratratutti,forzepolitiche, economicheesocialipertrasformareilprogettoinuna realtàsolidaebaricentricanell’areadelMediterraneo». [email protected] pagina 9 Allascopertadegliitinerarinascosti Viaggioattraversoiborghi:ilturismoalternativodellaregione di Francesca Marra Non solo Pompei, Positano e Capri. La Campania è ricca di luoghi da scoprire dei quali si conosce molto poco ma sui quali sarebbe necessario imporre la stessa risonanza concessa solo ai “parenti” più illustri. Il borgo di Cusano Mutri, il castello di Limatola, gli scavi archeologici di Buccino sono solo alcuni degli itinerari dell’Italia nascosta molto apprezzata dagli stranieri. «I borghi sono lontani dai grandi e più conosciuti luoghi del turismo della regione, ma è proprio questa la loro forza: riescono in questo modo a conservare le tradizioni, le abitudini, l’artigianato e soprattutto la gastronomia che la loro terra offre». Ettore Cucari, presidente della Federazione Viaggi Imprese e Turismo della Campania commenta le bellezze nascoste della regione: «Siamo di fronte a un tipo di turismo che potremmo definire alternativo perché guarda alla riscoperta dei luoghi inconsueti». I borghi sconosciuti rappresentano le classiche mete da “gita fuori porta”. Non sono attrezzati con strutture ricettive di alto livello, ma i turisti vengono ospitati in piccole case rurali e agriturismi poco fuori le mura del borgo dove è più facile apprezzare la cucina tipica e l’artigianato locale. Il Cilento sfida la Costiera Amalfitana La costa del Cilento è ricca di contrasti, si passa dalle acque cristalline della costa, alle colline ricoperte di ulivi, fino a giungere alla natura incontaminata del Parco Nazionale Vallo di Diano. È lì che si trovano le Grotte dell’Angelo di Pertosa: le gallerie, i cunicoli e le caverne fino al 30 novembre si vestono di un’atmosfera che le rende uniche al mondo poiché ospitano l’iniziativa “L’inferno di Dante”. Con la guida del poeta si incontrano Paolo e Francesca, Ulisse, Minosse e tanti altri personaggi della prima cantica della Divina commedia. E non c’è bisogno di artifizi scenici, le grotte offrono uno scenario infernale. Il Cilento, negli ultimi anni, è riuscito ad imporsi nel panorama dell’offerta turistica in provincia di Salerno e non solo, grazie alla varietà del suo territorio, e all’apprezzatissima gastronomia, simbolo della dieta mediterraea. I ristoranti del luogo appongono accanto ai prezzi dei menù le calorie delle pietanze. I prodotti genuini della zona costiera hanno ispirato il lavoro dell’americano Ancel Keys, padre della dieta mediterranea. L’entroterra cilentano è una meta preferita dai turisti stranieri perché particolarmente adatta al trekking e alle passeggiate in altura. L’antica Volcei tra storia e memoria Nel parco archeologico in provincia di Salerno, oggi Buccino, si può seguire un percorso molto particolare snodato tra case private e cantine lungo tutto il centro storico, al di sotto del borgo medievale. Tappe obbligate sono le tre porte della città il complesso rupestre di via Egito, il tempio di via S. Spirito, noto come Caesareum, l’area sacra di Santo Stefano. La visita termina alla sommità della collina dove si trovano i resti di un castello normanno-angioino. Il parco archeologico di Liternum Nei pressi del Lago Patria si snoda una delle colonie romane più antiche, la città di Luiternum, fondata nel 194 d.C. su un area di 85mila mq. Dopo un declino durato secoli, solo nel 1932 furono avviate le operazioni di scavo che diedero alla luce notevoli testimonianze archeologiche: resti del foro con annessi capitolium, basilica e teatro; quartieri abitativi e tracce di strade urbane; resti di un santuario, di un complesso termale e di un anfiteatro, che non hanno nulla da invidiare ai soliti quanto scontati scavi di Pompei. Il borgo di Cusano Mutri Adagiata su uno sperone roccioso alle falde del monte, lembo orientale del massiccio del Matese al confine tra Campania e Molise, Cusano Mutri è la perla di una zona travagliata e spesso colpita da eventi sismici. Il borgo di pietra bianca del matese si erge su montagne alte tra i 1000 e i 1800 metri, arroccato attorno ai resti del castello medievale, è coperto da neve dall’autunno alla primavera. [email protected] 1.Lacostieracilentana2.“Infernodidante”nellegrottediPertosa 3.Buccino4.Liternum,LagoPatria5.CusanoMutri LaBorsadiPaestumparlaasiatico Turismocongressuale:lenuovesfide di Sergio Napolitano di Livio Pane La Borsa mediterranea del turismo archeologico, in programma dal 18 al 21 novembre, giunge alla sua XIII edizione. Un evento unico al mondo – sostiene Ugo Picarelli, ideatore e direttore della Bmta –. È la prima mostra internazionale di tecnologie virtuali applicate all’archeologia. Imprenditore campano nel settore del turismo e dei beni culturali, Picarelli spiega la genesi dell’evento che ‹‹nasce dal desiderio di offrire al territorio, in cui vivo e opero, un evento capace di determinare un indotto economico e proiettare la provincia di Salerno alla ribalta internazionale. Oltre, ovviamente, a contribuire a un processo di destagionalizzazione del turismo che si va rendendo sempre più necessario››. Quali sono gli obiettivi e quali le novità di questa XIII edizione? ‹‹I progetti in mostra all’interno di Archeovirtual, la sezione della Borsa dedicata all’innovazione tecnologica applicata ai beni culturali, acquistano un respiro internazionale sempre maggiore. Quest’anno la vera novità è rappresentata dal Paese ospite che è la Cambogia: per la prima volta la Bmta apre al Sud Est Asiatico. Una nuova iniziativa in programma è anche il Festival dell’Archeologia Sperimentale, la cui valenza didattica è accresciuta dalle numerose realtà invitate a presentare la quotidianità domestica e sociale dei nostri antenati››. In che modo la Borsa mediterranea del turismo archeologico influisce positi vamente sul Mezzogiorno d’Italia? ‹‹Si tratta di un evento unico al mondo nel suo genere, per questo dà lustro al Sud Italia. Inoltre l’offerta degli operatori turistici del Mezzogiorno incontra circa 100 buyers esteri provenienti da 15 Paesi. Una grande opportunità per loro››. E in Campania? ‹‹La Campania svolge al meglio il suo ruolo di padrona di casa. È il primo museo a cielo aperto del Paese con ricchezze uniche quali Pompei ed Ercolano, l’area Flegrea, Napoli, la Longobardia Minor con Benevento e Salerno, Paestum e lo straordinario patrimonio culturale minore che si estende dalle aree costiere alle aree interne. Per lo spessore dei suoi beni culturali resta sotto i riflettori di un’ampia platea mediatica, con circa 100 giornalisti accreditati››. Ha risvolti economici? ‹‹Sicuramente la Borsa di Paestum, nei quattro giorni di allestimento, genera un notevole indotto economico determinato dall’occupazione alberghiera da parte di addetti ai lavori, appassionati e visitatori provenienti da tutto il mondo e da tutte le regioni italiane››. [email protected] Un settore fino a pochi anni fa sconosciuto, ora traino dell’indotto turistico specializzato. Negli ultimi dieci anni il mercato della congressistica in Italia è cresciuto, affermandosi sia dal punto di vista qualitativo che quantitativo, come uno dei segmenti portanti del mercato italiano. I dati sull’andamento del turismo congressuale nel nostro Paese sono elaborati annualmente dall’Osservatorio Congressuale Italiano. L’elevato fatturato, la consistente spesa media dei congressisti, la fornitura di servizi ad alto valore aggiunto sono alcune tra le caratteristiche più importanti di un settore in continua evoluzione. La Campania nel turismo congressuale vive una contraddizione. È una delle location preferite per la bellezza del paesaggio, confermato da un continuo aumento della domanda, ma trova seri problemi nell’offerta. Strutture di piccola e media grandezza ce ne sono, ma mancano i servizi di supporto: mobilità, sicurezza e accessibilità. Inoltre, sconta la mancanza di un palazzo dei congressi capace di ospitare eventi fino a 5.000 partecipanti, il che preclude di fatto la candidatura a manifestazioni congressuali di grandi dimensioni. In media la durata degli eventi, dopo essersi precedentemente contratta, si è portata negli ultimi tre anni a circa 4,4 giorni, ma sembra pronta ad aumentare sensibilmente. Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna, Toscana e Lazio sono le prime 5 regioni per numero di strutture, dove si localizza circa il 60% dei complessi. Con un totale di 173 strutture, rispetto alle 2.829 presenti sulle guide italiane di settore, la Campania occupa soltanto la sesta posizione, costituendo il 6,1% delle sedi congressuali attive in Italia. La provincia di Napoli possiede 775 location congressuali, un numero superiore rispetto alle altre province campane, che vanno dai 369 posti di Benevento ai 250 di Caserta. Spostando l’analisi dal complesso delle strutture che ospitano convegni, ai soli centri congressuali (non alberghi) si nota che la percentuale regionale scende al 2,7 del totale nazionale. Oggi i punti di forza di una struttura congressuale sono rappresentati da una moltitudine di qualità, soprattutto sulla disponibilità delle soluzioni offerte rispetto a ognuna delle richieste. Quanto più l’elasticità nelle risposte riesce a fornire un sistema territoriale, tanto più aumenta la probabilità di essere scelti come sede di un evento. [email protected] SPORT E CULTURA pagina 10 inchiostro n. 5 – 2010 Ilsognoèunavascaperimondiali LapropostadelpatrondiCarpisa:“Un’occasioneunicaperlacittà” di Marco Cavero Immaginate Michael Phelps e Federica Pellegrini che collezionano record e medaglie nuotando nella piscina Scandone, o Tania Cagnotto che sfida i più grandi tuffandosi dai trampolini della Mostra d’Oltremare. L’idea è accattivante: portare a Napoli i mondiali di nuoto del 2015. La proposta è arrivata all’improvviso, e non da ambienti sportivi. È stato Luciano Cimmino, patron di Jacked, Yamamay e Carpisa a suggerire il capoluogo campano come città che potrebbe ospitare uno degli eventi sportivi più importanti del panorama mondiale. Inizialmente presa in contropiede, la Federazione Italiana Nuoto ha trovato il progetto affascinante. investimento da 12 milioni di euro, e diventerebbe così la base logistica dei campionati, considerando tra l’altro la vicinanza con i principali impianti sportivi che verrebbero utilizzati. Napoli è città di mare, da sempre legata agli sport acquatici. Nonostante sia il calcio lo sport più amato e seguito dagli appassionati, è la pallanuoto la disciplina che ha portato più titoli. Il Circolo Nautico Posillipo, il club rossoverde, ha vinto ben 11 titoli nazionali e 3 coppe dei campioni. In seconda serie c’è l’Acquachiara, sponsorizzata proprio da Carpisa-Yamamay di Cimmino. E poi il nuoto, con Massimiliano Rosolino portabandiera di una tradizione di atleti senza pari in Italia. Il seguito di cui il nuoto gode a Napoli anche a livello amatoriale è fuori discussione, e garantirebbe un sicuro successo di pubbli- IlnuotatoredavideLombardi L’obiettivo iniziale era quello di puntare all’edizione 2013 ma, dopo l’incontro del 31 maggio tra Cimmino e il presidente della Federnuoto Paolo Barelli, si è deciso di puntare al 2015 considerando il vantaggio delle candidature di Mosca e Amburgo, battute l’anno scorso da Dubai che ha poi rinunciato all’organizzazione. Nonostante l’arretratezza delle strutture sportive a Napoli, non sarebbero necessari stravolgimenti epocali per poter ospitare l’evento. La piscina Scandone di Fuorigrotta, che ha ospitato il 14 e 15 maggio scorso la Final Four dell’Euroleague (la Champions League della pallanuoto), sarebbe la sede naturale per le principali gare di nuoto e di pallanuoto. Nel complesso sportivo all’interno della Mostra d’Oltremare, sempre a Fuorigrotta, la piscina olimpica scoperta può fare da scenario alle gare di tuffi, mentre quella da 25 metri è un ideale “campo” di allenamento per gli atleti. Inoltre, c’è la possibilità di costruire due piscine smontabili nei grandi spazi della Mostra, che così diventerebbe la cittadella sportiva, l’epicentro della manifestazione. Palazzo Canino, al suo interno, sta per diventare un hotel a quattro stelle con oltre 100 camere per un co e la partecipazione dell’intera città. Come se non bastasse, il fattore economico: i mondiali di Roma nel 2009 sono stati seguiti da 230mila spettatori (mentre chi non c’era ha potuto godere di 1.400 ore di trasmissione televisiva), per un aumento di flusso turistico del 12%. Le ripercussioni sarebbero enormi, per il settore alberghiero, della ristorazione e per l’economia dell’intera regione. L’ostacolo più grande che potrebbe incontrare la candidatura di Napoli è però proprio la sua posizione geografica. L’Italia, anche se sono le sole città a gestire questo tipo di eventi, ha già ospitato i mondiali di nuoto l’anno scorso a Roma. Nel 2011 i campionati si terranno a Shangai, in Cina, dopodiché in caso di successo della candidatura partenopea si tornerebbe a nuotare nelle vasche dello Stivale per la seconda volta nel giro di 4 anni. Una scelta che potrebbe essere meno praticabile di quanto si potrebbe immaginare, considerando che è accaduto solo una volta nella storia: nel 1998 Perth, la “città delle luci” australiana, ospitò per la seconda volta in 6 anni la manifestazione iridata, per mancanza di altre candidature. [email protected] dalparquetall’acqua:eccoitalentididomani di Marco Borrillo TENNIS La giovane promessa del tennis napoletano si chiama Enrico Fioravante, classe 1990.L’ultimo prodotto dello storico vivaio Tennis Club Napoli è considerato l’erede naturale di Potito Starace, il tennista avellinese numero uno in Italia. Gioca in serie A2 sotto la guida di Antonio Izzo, il suo allenatore. Fisico imponente e colpi pesanti. Grazie ai suoi 193 centimetri di altezza riesce a mettere a segno ottime combinazioni: molto buono il diritto, soprattutto quando parte dal lato sinistro del campo. Il ventenne di San Pietro a Patierno si divide tra tornei nazionali e internazionali ottenendo ottimi risultati: ha chiuso il 2009 alla posizione 960 della classifica Atp. BASkET Sul parquet azzurro la speranza partenopea arriva dalla serie A2 femminile: si tratta di Sara Bocchetti, classe ’93, stella della General Coconuda Napoli. Il gioiellino del Gymnasium, guardia di 1,75 cm, è il fiore all’occhiello del basket napoletano. Centra il canestro come pochi e la sua media realizzativa è notevole. Da due anni lo Spartak Mosca, il club più forte e ricco del mondo, è sulle sue tracce, da quando i suoi tecnici la videro giocare in Coppa dei Campioni giovanile a Mosca. SCHERMA Dalla grande tradizione della sciabola a Napoli si impone nel panorama della scherma italiana Massimiliano Murolo, classe 1988. L’atleta di Posillipo ha iniziato all’età di undici anni come fiorettista. È poi passato all’arma della sciabola iniziando a ottenere risultati di rilievo sia in campo nazionale che internazionale. È entrato nel giro della nazionale under 20 partecipando a diverse edizioni dei campionati europei e mondiali di sciabola sia individuale che a squadre. Attualmente milita nel Gruppo Sportivo Carabinieri. NUoTo Il Circolo Canottieri Napoli continua a sfornare talenti. La promessa si chiama Stefania Pirozzi, classe 1993. La nuotatrice di Apollosa si è avvicinata al nuoto alla tenera età di 7 anni. Dalla semplice voglia di fare sport alle gare il passo è stato breve. La sirenetta sannita si è messa in luce agli europei juniores di Praga conquistando due bronzi nei 200 e 400 misti e un argento nei 400 stile libero. Occhi puntati sulla giovane campionessa: parteciperà agli europei estivi di Budapest in agosto. PUGILATo Ciro Cipriano è di sicuro uno dei giovani più promettenti della boxe campana. Il pugile salernitano classe 1990 è stato già campione interregionale 2008 e Guanto d’Oro nel 2009. Nel suo palmarès un bronzo ai Giochi del Mediterraneo e un secondo posto ai campinati italiani dilettanti di Tarquinia, perdendo solo in finale. Muove i primi passi sul ring a 16 anni, nella palestra “Metroplis” del maestro Mario Collina. Poi una lunga scalata verso mete sempre più prestigiose. Buon sangue non mente: Ciro Cipriano, suo nonno, è stato campione italiano, ha vinto gli europei a Belgrado e ha combattuto contro Nino Benvenuti. [email protected] Campioni in cerca di strutture di Alessandro Di Liegro Napoli è da sempre una fucina di medaglie per lo sport italiano. Ma quali sono le strutture in cui crescono e nascono i futuri campioni? NUoTo Una sola piscina a vasca lunga: la piscina Scandone. I fondi post terremoto hanno fatto nascere diverse piscine date in gestione ai club cittadini. Il problema è spesso l’agibilità. Molte di queste non possono ospitare più di 100 persone. Nonostante questo il movimento napoletano è vivace e foriero di vittorie. Si allenano a Napoli, fra gli altri, Caterina Giacchetti, bronzo agli europei del 2006 (a 18 anni) e Joseph Davide Natullo, recordman italiano dei 200 pur se in due società diverse. Il rinnovamento delle strutture passa anche per l’approvazione della candidatura ad ospitare i campionati mondiali di nuoto del 2015. TENNIS I campi di via Dohrn sono la struttura principale del Tennis campano. Gli internazionali di Napoli sono un avvenimento annuale di grande attrazione e il Tennis Club Napoli ha recentemente festeggiato il ritorno nella serie A nazionale. Thomas Fabbiano è la punta di lancia del club partenopeo, ha di recente staccato la wild card per la partecipazione agli internazionali di Napoli. E se Napoli ha da poco fatto ritorno nel “tennis che conta”, Capri è la realtà più felice del movimento tennistico campano. Campione d’Italia da quattro anni consecutivamente, iscrive fra i suoi membri gli atleti di punta della federazione tennistica italiana: Andreas Seppi, bolzanino, numero uno azzurro, Filippo Volandri e Potito Starace di Andretta (Av), plurivincitore del torneo di via Dohrn. SCHERMA Sandro Cuomo, napoletano, è l’allenatore della nazionale italiana di scherma. Nel 1996, ad Atlanta vince la medaglia d’oro nella specialità della spada. Subito dopo va dall’allora assessore allo sport di Napoli Giulia Parente per proporre di creare un centro specializzato per la scherma che nasce 13 anni dopo grazie alla volontà decisiva del successore della Parente: l’assessore Ponticelli. All’interno dello stadio Collana del Vomero c’è il centro, il più attrezzato in Campania, fulcro della scherma regionale. Scherma che ha regalato all’Italia più di un’emozione: per esempio, la finale dei mondiali del 1998 fu giocata tra due napoletani: Raffaello Caserta e Luigi Tarantino. L’anno scorso Napoli ha organizzato la coppa Europa femminile a squadre, nella struttura della polisportiva Partenope. PUGILATo A Napoli e in provincia esistono numerose palestre dove si può praticare la “noble art”. Tutte private, sono gestite dai maestri di boxe come delle società sportive private. Fra queste la Napoli pugilistica di Michele Di Luisa e la polisportiva Fulgor. Chi pratica boxe può farlo a due livelli: dilettanti e professionisti. Fra i pro il napoletano Andrea Di Luisa è campione nazionale dei pesi supermedi e combatte per una società viterbese. In Campania c’è anche la “capitale” del pugilato italiano: Marcianise. Lì è nato e ha dato i primi pugni Clemente Russo, argento alle olimpiadi di Pechino del 2008, oro ai mondiali di Chicago nel 2007, secondo al reality “La Talpa” nel 2009 e il vicecampione mondiale del 2007 Domenico Valentino. Entrambi provengono dalla palestra Exclesior del maestro Mimmo Brillantino. BASkET Per quanto riguarda la pallacanestro, il secondo sport italiano per diffusione dopo il calcio, Napoli è un passo indietro rispetto a Caserta e Avellino. Pur se la quantità di società della provincia di Napoli è numericamente superiore rispetto a quelle delle province limitrofe, le strutture di Caserta e Avellino sono maggiormente adatte ad ospitare gare di alto livello. Il PalaBarbuto, tempio del basket partenopeo, è una struttura temporanea che doveva asservire in attesa della fine dei lavori al Pala Mario Argento, lavori che non solo non sono mai finiti, ma neanche mai iniziati. Nonostante ciò è stato teatro dei più recenti successi del basket napoletano, come la Coppa Italia 2007, vinta dalla squadra maschile e lo scudetto femminile nello stesso anno. Esistono molti altri impianti a Napoli dedicati alla pallacanestro, come il PalaVesuvio a Soccavo e il PalaTagliatatela a Ischia, ma hanno tutti una limitata capacità di posti a sedere. Il primo ospita le gare della Coconuda Napoli, vicecampione d’Italia under 17 femminile. [email protected] pagina 11 Culturapartenopea:èl’oradellarinascita Lacittàviveunperiododifermento Laretedeinarratoriunder40 di Emanuela Vernetti di Jessica Mariana Masucci Potrebbe essere un nuovo Rinascimento ciò che si sta verificando nel panorama letterario napoletano. Ne sono convinti Maurizio De Giovanni e Pino Imperatore, due scrittori che osservano i fermenti artistici della propria città con speranza ma anche con la criticità di chi li vive dall’interno. «Napoli è in un momento di grande fertilità- afferma Imperatoreci sono molti autori giovani e non, che stanno ricevendo consensi e alcuni di loro sono anche tradotti all’estero». Scrittore umoristico e vincitore del Premio Troisi nel 2001, Imperatore conduce con Eduardo Bellini il Laboratorio di scrittura comica e umoristica “Achille Campanile” e dal 2005 è responsabile della sezione scrittura comica del Premio “Massimo Troisi”. Secondo l’umorista casertano a dare forza ai talenti partenopei sono stati soprattutto i privati: associazioni culturali, laboratori di scrittura creativa. «Queste realtà sono diventate terreno fertile per la creazione di un movimento letterario forte che sta riportando la città all’attenzione nazionale grazie a una serie di scrittori come Maurizio De Giovanni». Il giallista che con il suo commissario Ricciardi ha tenuto desta la suspense dei lettori di tutta Italia, condivide con Pino Imperatore lo stesso ottimismo sulla ricchezza e varietà delle energie intellettuali partenopee ma non si lascia andare a facili illusioni. La sua analisi è impietosa: «Napoli vive di esuberanze naturali e incidentali, realtà provvisorie che nascono, crescono e muoiono perché non sono in contatto tra di loro». Questo è il primo grande problema: la mancanza di una connettività tra le varie iniziative, il limitarsi a coltivare interessi particolaristici in un momento in cui la città vivrebbe un momento di grande fermento culturale. Il dito è puntato contro quelle case editrici che senza alcuna attitudine al rischio hanno come vero cliente lo scrittore e non il lettore. Infatti se sul territorio campano esistono circa 74 case editrici, quelle che effetti- vamente danno spazio ai talenti senza chiedere il contributo spese sono davvero poche. «La grande contraddizione –aggiunge- è che manca una casa editrice che pubblichi a livello nazionale. Bari che è la metà di Napoli ha la storica Laterza». Ecco perché costituiscono un grande passo in avanti iniziative in grado di aggregare e far confrontare diverse realtà. È questo il caso del progetto “Napoli città della Letteratura” una Qualcuno l’ha chiamata nouvelle vague napoletana. Ma è una comunità nata spontaneamente. Sono narratori a trecentosessanta gradi, scrittori e anche sceneggiatori, fotografi e registi. La generazione di under quaranta fa cultura a Napoli attraverso uno scambio di idee e collaborazioni che unisce linguaggi Leprovedi“Lacittàdifuori”(FotodiCarmineLuino) unisob.na.it/inchiostro artistici diversi. «Si è creata proposta avanzata da un comitato Sul sito: il panorama una rete che non vive solo cittadino per ottenere il prestigioso in funzione delle prospettive letterario e teatrale riconoscimento dell’Unesco. «La siprofessionali. Tra di noi siatuazione è rosea ma sono energie demo soprattutto amici» dice stinate a morire di inedia se non susRiccardo Brun, trentasei anni e alle spalle siste lo sforzo a canalizzarle verso un terreno tre romanzi, diversi racconti e tra le scenegcomune - conclude De Giovanni -. È come una giature quella di “Racconto di guerra”, cormetropolitana di cui sono state costruite solo le tometraggio vincitore del David di Donatello stazioni ma da sole non servono a nulla». nel 2003. [email protected] Ilteatrositrasferisceinbirreria diAnna Elena Caputano L’ideainnovativaèmettereinscenaspettacoli in luoghi alternativi. Nuove sperimentazioni nel capoluogo partenopeo, da sempre al centro della promozione teatrale e artistica. Spesso i luoghi dove avvengono gli spettacoli sonofuoridalcomuneecolpisconoproprioper l’originalitàelacreatività.Inalcunicasisitratta del riutilizzo e ripristino di aree e spazi abbandonatiochiusialpubblico,inaltridiluoghiche nessunoimmaginapossanoessereadattiperla messainscenadiopereteatrali. Unesempioèl’exBirreriadiMiano,una fabbrica dismessa degli anni Cinquanta che si trovanellaperiferianorddiNapoli,sceltacome locationperottospettacolidalNapoliTeatroFestival. Si tratta di una fabbrica chiusa nel 2004 e smantellata dei macchinari e silos per la produzionedellabirrachevantanumeridarecord: misura complessivamente centomila metri quadratiehaoltrenovecentometriquadratidi palcoscenicodivisoinduespaziper850postia sedere.Ilprimositrovanellazonadoveavveniva l’imbottigliamento della birra, ha una tribuna progettataperunavisionefrontaledicirca500 postiedèdestinatoaspettacolicherichiedono spaziteatraliparticolari.Ilsecondonelcorpodi fabbricacheospitavalostoccaggioehaunaplatea da 350 posti. Questo spazio ospiterà presto lospettacolo-maratonadiPeterStein:ilregista tedescohatrattodalcapolavorodidostoevskij“I demoni”un’operachedurerà9ore. disicurononpassainosservatounexlanificiodiventatocentrodiproduzioneartistica eculturale.ÈLanificio25,unlaboratorioinmostra.LalocationèilLanificioSava,moltoattivo nell’ottocento e conta uno spazio di circa seicentometriquadrati(dicui230mqinternie347 esterni),recuperatosalvaguardandolastruttura originaria. Sono ancora presenti all’interno una ciminiera, l’antica iscrizione “lanificio”, le trave lignee e le vasche dove si lavava la lana. La ciminiera è quella che, dal 1824 al 1860, ha alimentatoillanificioesiinnalzaperquaranta metri sopra la zona di Porta Capuana. In Lanificio 25 si alternano work in progress, eventi e performanced’arte,incontri,conferenze,proiezioni.Agliartistivengonooffertiservizidisupporto fondamentali come alloggio, postazione per il montaggio audio e video, atelier, ufficio stampa. Altrospaziod’attrazioneèilfoyerdelTeatroSanCarlo,dovenormalmenteglispettatori possono intrattenersi prima, durante e dopo le pause dello spettacolo. Nel foyer del Massimo napoletano è stata organizzata una nuova iniziativa,intitolata«Extra,musicaedaltronelFoyer»,unaperitivoculturalenellafasciapreserale coninprogrammaspettacoli,concerti,incontri, proiezioni,presentazionidilibriemostre. Anche l’Orto Botanico diventa location d’eccezioneperspettacoliedeventi.OgnispettacoloavvieneinunodeiparchipiùbellidiNapoli. Lacornicenaturalediventapalcoperspettacoli incuilenumerosepossibilitàscenografichedel parcodiventanoparteintegrantedellamessain scena delle varie opere che vi vengono rappresentate. Nell’orto sono state organizzate eventi come “Brividi d’estate”, una rassegna di teatro eletteraturadedicataalgiallo,e“LaScenaSensibile”,unaseriedispettacoliriservatiaipiccoli spettatori delle scuole della Campania in cui vengonorilettietraspostiscenicamenteiclassicidellaletteraturaperl’infanziagrazieall’interpretazione di alcune compagnie del panorama italianodelTeatroperiragazzi. [email protected] Un momento di aggregazione è stata la nascita tre anni fa della casa editrice “Ad est dell’equatore”, fondata a Ponticelli da Ciro e Marco Marino. «Avevano venticinque anni uno e ventidue l’altro – racconta Brun - A noi che già scrivevamo da un po’ sembrava una follia, ma gli abbiamo dato una mano e adesso giocano una parte importante nel panorama dell’editoria campana e meridionale». Scrittore e regista, Luigi Pingitore fa parte di questo progetto. Spiega che “Ad est dell’equatore” è autofinanziata; dalle istituzioni non riceve sovvenzioni, né queste cercano di tessere un dialogo. «È nato un movimento trasversale», secondo Pingitore. «Il mestiere dello scrittore continua a vivere di solitudine, ma i percorsi si incrociano». A luglio uscirà il suo documentario per il progetto “Scampìa Trip”, che si completa con il cd degli ‘A67 e un libro di racconti. Pingitore sta anche collaborando con Angelo Petrella e Andrea Cotti alla stesura della sceneggiatura per una versione cinematografica de “La città perfetta”. Petrella è l’autore del romanzo, pubblicato nel 2008 da Garzanti, che adesso sta vivendo una prima reincarnazione sotto forma di doppia opera teatrale. “La città di fuori - La città di dentro” debutta quest’anno in una vetrina come il Napoli Teatro Italia Festival, con la regia di due registi partenopei, Mario Gelardi e Giuseppe Miale Di Mauro. «Come nel romanzo, anche in questi spettacoli l’intento è descrivere le dinamiche del potere, dall’ascesa alla caduta di chi lo detiene», dice l’autore. Facendo ritorno alla scena culturale napoletana, aggiunge: «Non è una nuova scuola, ma un laboratorio del fare. Ognuno con il suo messaggio insiste nel fare cultura a Napoli, dove non c’è supporto. Siamo uniti anche per sopperire alle mancanze della città». [email protected] Inchiostro Anno X numero 5 20 Giugno 2010 chiuso in redazione il 10 Giugno 2010 www.unisob.na.it/inchiostro Alessandro Di Liegro, Anna Lucia Esposito, Cristiano M.G. Faranna, Antonio Frascadore, Egidio Lofrano, Violetta Luongo, Lorenzo Marinelli, Jessica Mariana Masucci, Ernesto Mugione, Pasquale Napolitano, Sergio Napolitano, Livio Pane, Periodico a cura Francesca Romaldo, Francesca Sacdella Scuola di giornalismo diretta da Paolo Mieli nell’Università centi, Giulia Savignano, Emanuela Vernetti. degli Studi Suor Orsola Benincasa Direttore editoriale Francesco M. De Sanctis Condirettore Lucio d’Alessandro Direttore responsabile Pierluigi Camilli Coordinamento scientifico-didattico Arturo Lando Coordinamento redazionale Alfredo d’Agnese, Carla Mannelli, Alessandra Origo, Guido Pocobelli Ragosta Caporedattore Annalisa Perla Capi servizio Marco Borrillo, Francesca Marra, Romolo Napolitano, Enrico Parolisi In redazione Paola Cacace, Alberto Canonico, Anna Elena Caputano, Marco Cavero, Ludovica Criscitiello, Raffaele de Chiara, Emenuele De Lucia, Angelo De Nicola, Gennaro Di Biase, Spedizioni Vincenzo Crispino, Ciro Crispino, Alessandra Cacace tel. 081-2522232 Editore Università degli Studi Suor Orsola Benincasa 80135 Napoli via Suor Orsola 10 Partita Iva 03375800632 Redazione 80135 Napoli via Suor Orsola 10 tel. 081.2522229/226/234 fax 081.2522212 Registrazione Tribunale di Napoli n. 5210 del 2/5/2001 Stampa Imago sas di Elisabetta Prozzillo 80123 Napoli via del Marzano 6 Partita Iva 05499970639 Progetto grafico Sergio Prozzillo Impaginazione Biagio Di Stefano INNOVAZIONE pagina 12 inchiostro n. 5 – 2010 Sarannofamosi:giovanitalenticrescono designer,imprenditoriericercatorinapoletanisifannostradanelpanoramanazionale “GrifoIr10”èlasigladiunprototipoautomobilisticocherivisitala“IsoGrifo”vetturasportivadeglianniSettantaprodotta dalla casa automobilistica “Iso Rivolta”.Il progetto realizzato dalgiovanedesignercampanodavidePanarellaincollaborazioneconLuigiSantibacciePatrickSinichèstatopresentatoal salone internazionale “Supercar 2010” di Bobbio una mostra dell’auto interamente dedicata alle fuoriserie del passato e a quelle del futuro. Nonostante la giovane età, Panarella ha all’attivoaltriprogettipresiinconsiderazionedallacasaautomobilisticadell’Audi.ÈsempredelgiovanedesignerdiAversa ilprototipoQxPsviluppatopartendodalpianaledell’attuale dAVIdEPANARELLA Q7 il Suv di lusso tra i modelli di punta della casa tedesca. 25anni «L’Audisièmostrataentusiastaenonescludeungiornodi Designer poterlaprodurre»diceildesignerchesottolineaquantoanautomobilistico cora sia difficile l’inserimento nel mondo del lavoro. Nonostanteunmasterin“Carendmobilitydesign”«leaziendeautomobilistichepreferisconoinvestiresuigiovanistranieri;all’esterol’attenzioneperlaformazione nelcampodelcardesignèsenz’altromaggiore.Mentredanoi–sottolinea–si continuaadintendereildesignautomobilisticoallastreguadiquarant’annifa quandoperottenereunbuonprodottobastavasolol’estro». Raffaele de Chiara [email protected] In7anniharealizzatoun’aziendadivenutaunpoloculturale,unalibreria,uncaffèletterario,unristorante,un b&b.MariaTeresaLanza,34anni,casertana,èdelegato nazionaleFisar,l’organizzazionedeisommelierbenpresente al Nord e che adesso sta prendendo piede anche in Campania. È anche proprietaria di “Ex Libris” a Capua,ilcentroculturalepiùimportantedellaprovinciadi Caserta.Nel2002haapertounafilialeGuida,nel2006 hainauguratoilCaffèRistoranteExLibrischeprendeil nomedall’enormelibreriapresentenellocale,altapiùdi 5metrielargapiùdi4.Coniugadasemprelapassione delvinoedellacultura,chiunquepuòconsultareiteMARIATERESALANZA stimentrecena,prendendouncaffèocomodamente 34anni rilassatosuldivanodelsalotto. Sommelier «Aungiovanechehaunsognonelcassettoconsiglied’eccellenza rei–dice–dinonmollaremai,credercifinoinfondo con tenacia e passione, ma soprattutto impegnarsi studiandoedocumentandosi».Nel2008,premiataperilmigliorcaffèletterario d’Italia,nel2009ilsuolocaleèannoveratonellaGuidaVeronelliperivini.Concludescherzosamente:«Perilfuturo?Ambiscoadiventareunastrega,macidevo ancoralavorare». Violetta Luongo Sono3579icittadiniiscrittiallacomunitàvirtuosa chiamata Città di Partenope. Claudio Agrelli, trentacinquenne direttore creativo dell’azienda “AgrellieBasta”,hadatoilviaaunprogettoche miraamigliorarelavitadeglistessicittadinipartenopei. L’idea di ribaltare l’immagine di Napoli, dando vitaadunaCittànuova,riscuotesuccessosindalla suafondazionenelgiugnodel2008concentinaiadiiscritti.IntornoalnomediCittàdiPartenope si sono radunati e continuano a radunarsi molti professionisti, imprenditori, giornalisti, studenti, impiegati,mammeepapà,maanchepresidenti, docenti universitari, personaggi pubblici e dello spettacolo. Tutti gli iscritti vengono automaticamentericonosciutinoncomesocimacome“cittadini”ericevonouna“cartad’identità”.L’unicoma vincolanteimpegnoperchiviaderisceèquellodi sottoscrivereeosservareilcodiceeticodellaCittà. Unaspeciedigalateonelqualericonoscersitutti. Angelo De Nicola [email protected] L’associazioneSportivadim-MakdiMarianoèuno dei sette centri italiani in cui s’insegna un’arte marzialequasisconosciuta:ilNunjutsu.Untempo conosciutacome“artedell’invisibilitàdeiguerrierigiapponesi”,oggièdiventataunadisciplinadi lottaorientalediffusaintuttoilmondo. IlmaestroGaetanoSepe,chedaquattroanniinsegna questa disciplina marziale, è il pioniere in Campaniadellatecnicadeininja.CinquantairagazzipartenopeichepraticanolatecnicanelcentroaffiliatoconArtiMarzialiSalerno,utilizzando anchearmicomeilbastone,laspadaelacatena. Loscopodiquest’arteèinsegnareladifesapersonale, contrariamente a quanto mostrato dai film sui ninja. La Federazione non prevede gare per questa disciplina marziale ma il centro dim-Mak organizzastageformativi,almenoduevoltel’anno,conloscopodicoinvolgereunnumerosempre maggiorediappassionati. Angelo De Nicola [email protected] CLAUdIOAGRELLI 35anni Fondatore Città di Partenope GAETANOSEPE 30anni Maestro diNunjutsu Guidanovità Prima pagina collana diretta da Giuseppe Galasso Buono regalo Servizi Per regalare un buono spendibile in tutti i nostri punti vendita. Per i dettagli consulta il folder preposto o chiedi al personale del negozio. Prima pagina fa subito pensare alla notizia “sbattuta” (come suol dirsi) dai giornali in prima pagina, a volte con giusto criterio perché si tratta di qualcosa che è fuori dell’ordinario, a volte con criteri del tutto discutibili di rilevanza e di singolarità. È sempre attuale l’apologo del direttore di giornale che ammonisce i suoi collaboratori e redattori in materia ricordando che quella di un cane che morde un uomo non è una notizia, mentre lo è quella di un uomo che morde un cane. La nostra collana – ma… molto metaforicamente! – vorrebbe, per l’appunto, mordere un po’, e non solo nell’attualità, né soltanto per le questioni di più comune interesse. Non la qualificheremmo, infatti, né come una collana di reportages o di pamphlets o di instant books o di denuncia o di protesta e simili altre delizie della religione delle news, anche se in essa nessuna di queste delizie è intenzionalmente esclusa; né come una collana di “libri brevi” o di “letture veloci” o di “piccole opere” o di opuscoli, anche se neppure a questa tipologia di scritti essa vuole in alcun modo negarsi. La definiamo, piuttosto, come una collana di scritti su temi, spunti, problemi, cose, questioni, idee (o anche ideuzze: non si può ogni giorno scoprire un’America) che in qualsiasi settore della vita sociale e della cultura mostrino di avere non solo e non tanto una certa attualità quanto una certa validità, un certo interesse concettuale o sociale (anche solo in retrospettiva o in prospettiva), una certa dimensione di ricerca o di proposta, una certa forza di intervento, una certa capacità di sollecitazione intellettuale o pratica che sia, in campi di immediata attualità e di comune notizia che nei campi dell’erudizione o della filologia o delle scienze (nessuna esclusa). Una formula che può apparire comoda o generica, e che invece – secondo le intenzioni dell’editore che l’ha promossa e che poi me ne ha affidato la direzione – è (e, comunque, vuol essere) molto impegnativa, attenta e, soprattutto, speranzosa che nei titoli di “primapagina” il lettore, di qualunque figura intellettuale o sociale sia, si ritrovi coinvolto e partecipe e senta di aver guadagnato qualcosa. Giuseppe Galasso Freschi di stampa pp. 148 euro 11,00 pp. 496 E 29,50 Dal viaggio di Wolfgang Amedeus Mozart del 1770 alla ricerca sulla tradizione orale, dalla produzione di Di Giacomo alle matrici della festa di Piedigrotta, dal teatro popolare di sceneggiata alla sperimentazione di Raffaele Viviani, Pasquale Scialò ci accompagna lungo un percorso che attraversa la scena musicale della Napoli europea per ricostruire l’affascinante immagine di una città cantante che da sempre mescola passato e presente, tipicità culturali e dialogo europeo. Un viaggio intenso e un racconto affascinate guidato dall’osservazione partecipante dell’autore, etnomusicologo e compositore, che svela e delinea un territorio che ha fatto del suono e del canto uno strumento di adattamento e di comunicazione emotiva dell’umanità. pp. 184 euro 11,50 pp. 452 E 28,00 Il Meridione non va considerato come un peso, ma come principale e forse unico Questo volume raccoglie per la prima volta l’opera in versi di Raffaele Viviani, dalla prima edizione Tavolozza (1931) fino all’ultima Poesie (1990) e si propone di far conoscere, non solo al grande pubblico, ma anche al lettore esperto, un poeta rimasto troppo a lungo sulle “soglie” della letteratura minore. Nell’Introduzione Antonia Lezza ricostruisce – attraverso una collazione sistematica delle varie raccolte – la questione delle edizioni, le impostazioni metodologiche e le scelte operate di volta in volta nella complessa elaborazione formale dei testi, tracciando così la storia della fortuna critica delle Poesie, la cui lettura risulta, qui, facilitata dalla presenza di un rilevante sistema di noteglossario. Completa il volume un denso apparato bio-bibliografico e un’Appendice, che testimonia l’accurato lavoro filologico posto alla base di questa edizione. Si potrebbe scrivere la storia degli ultimi quarant’anni leggendo, ascoltando e