20 giugno
2010
anno
X
n. 5
chiostro
Periodico a cura della Scuola di giornalismo diretta da Paolo Mieli nell’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli
www.unisob.na.it/inchiostro
Treoccasioni
daraccontare
Napoli,
si alza il sipario
della speranza
di Carlo Gambalonga*
Nessuna città italiana sembra essere in crisi totale
come Napoli. Violentata dalla criminalità, deturpata dai
rifiuti e dall’incuria di chi l’ha amministrata negli ultimi
anni, la città e la regione che la ospita sono a un bivio:
rinascere o soccombere per sempre.
Nella ricerca disperata di un angolo di ottimismo
gli allievi del master di giornalismo del Suor Orsola hanno
provato a raccontarla in controtendenza: non più solo con
l’esercizio della denuncia mediatica, ma anche con l’indicazione di quelle poche “isole” felici della città e della regione a cui aggrapparsi nel cercare di dare risposte concrete
all’esigenza di rinascere, piuttosto che alla rassegnazione
della fine. Gli sparuti spazi di ottimismo sono legati soprattutto alla speranza che il cambiamento degli amministratori (oggi con Caldoro a Santa Lucia domani con un nuovo sindaco a Palazzo San Giacomo) possa provocare una
reazione alle vecchie indignazioni, creando una sintonia
forte tra politica, cultura, mondo delle imprese, università
e scuola, che consenta a Napoli quanto meno di non fallire
gli appuntamenti che da qui a cinque anni “il calendario
della speranza” gli mette a disposizione. E le occasioni di
certo non mancano per rafforzare il ruolo di cerniera culturale fra l’Europa e il Mediterraneo, per rilanciare l’immagine di una regione fortemente impegnata nel settore
aerospaziale, per recuperare il fascino dell’ospitalità sia sul
versante sportivo che in quello del turismo congressuale.
Il Forum delle culture, l’Expo dello Spazio, i campionati
mondiali di nuoto, il recupero della Mostra d’Oltremare
rappresentano importanti traguardi da non mancare, veri
e propri pilastri su cui far nascere la speranza di una città
e di una Regione più moderna, più competitiva, capace di
risvegliare intelligenza ed imprenditorialità.
Appuntamenti da non sprecare perchè possono
trasformarsi in occasioni per la riqualificazione urbana e
per risolvere le annose vertenze urbanistiche che hanno
contraddistinto la zona di Bagnoli. Il tutto senza dimenticare le periferie ed in particolare quella orientale che può
essere rilanciata attraverso il sogno di “NaplEst”. Sedici
progetti per il rilancio di quartieri dimenticati come Poggioreale, San Giovanni a Teduccio, Barra e Ponticelli, che
finalmente riscopriranno verde e vivibilità.
Il calendario è delineato: tocca ora ai registi della
vita cittadina e regionale di aprire il sipario della speranza.
* Vicedirettore Ansa
Spedizione in A.P. - 45% art. 2 - comma 20/b - legge 66/92 - Filiale di Napoli
MEdICINA
IntervistaalprofessorCotrufo
Vainpensioneilpioniere
deitrapianti
a pagina 4
Noi,gliexragazzidiChiaia Sogni e ambizioni di una generazione napoletana
d’oro. È quella che ha vissuto la giovinezza negli anni della
guerra.SonoiragazzidiChiaia,comevenneropoisoprannominatiperilfattodiaverfrequentatoquellocheancoraoggiè
consideratoilsalottodellacittà.
Era il 1938 quando tra questi un giovane varcava
la soglia di uno dei licei più prestigiosi della città. Il liceo
UmbertoIdiNapoliincutevarispettosoloanominarlo.Ma
luiinsiemeaunacomitivadipromettentiragazzinicheun
giornoavrebberofattoladifferenzasifecelargotragliallievicheinquegliannidellaguerracominciavanoaindirizzareipassiincertidell’adolescenzaversounfuturoimportante.AdattraversarequeicorridoieraGiorgioNapolitano.
OggièilpresidentedellaRepubblica,lafiguraistituzionale
rassicurante che dal 10 maggio 2006 siede sulla poltrona
più alta del nostro Paese. Allora era un adolescente che,
cometestimonianoiregistripubblicationline,collezionavavotialtiintuttelematerie,fattaeccezionepereducazionefisica,ilcuiinsegnamentoeraalloraaffidatoadocenti
fascisticheafineannoglidavanopuntualmenteunquattro.TraibanchidellascuoladiChiaiasononateleamicizie
importanti,conlepersonecheungiornoavrebberocondivisounpostonellastoriadellacittàdiNapoliedell’intero
paese.
Giornalisti,registi,scrittoriepolitici.Traigiovaniallievi umbertini degli anni ‘40 c’erano, oltre a Francesco Rosi e
Andrea Geremicca, Antonio Ghirelli e Raffaele La Capria, che
70annidopocihannoraccontatolesperanzeeisogni,attesie
disattesi,diquellagenerazione.
servizioapagina2
IGRANdIEVENTI
LaCampaniaaShanghai
ExpodelloSpazio
eForumdelleculture
alle pagina 6 - 7
LaCampaniaindigitale
ANapoliunasocietàpubblicadàilbuonesempio:Campaniadigitalefunzionaenonèinrosso.Ilcentrolavoracome
agenzia di stampa della Regione Campania. I suoi obiettivi
sonolacomunicazioneel’informazioneistituzionale.Ognilavoroèsvoltoall’insegnadellaqualitàedellatecnologia.Piani
dicomunicazione,spotperleforzedell’ordine,videoturistici,
Facebook,You-tube,Twitter;gliambitieiprodottisonodavveronumerosi.Cosìcomesonotantiiserviziofferti.Nei4pianidelpalazzodelPico,quartiergeneralediCampaniadigitale
inviaTerracina,chiunquepuòaccederealletecheRai,allesale
studiooprenotarel’auditoriumperconferenzesenzafinilucrativi.
IldirettoreStefanoPorroguardaalfuturoeapreilsipario
suiprogettiincantiere.InnanzituttoseguireilpremiogiornalisticoIschia,coprendointeramenteogniaspettotecnicodella
messainonda,eportarel’informazioneturisticasucellulari
eiPad.
In preparazione poi altre trasmissioni televisive e documentari. Inoltre una semplificazione on-line degli Ept delle
varieprovince:sarannoaccorpatiinununicositoestandardizzatigraficamente.
Gli uffici di Campania digitale sono in costante attività.
Nuovesale,ideepronteadiventarerealtà;silavorainstancabilmenteeognunodàilpropriocontributo,nondiradomateriale,ancheneipiùpiccoliinterventi:«Èunmodo–hadettoil
presidentediCampaniadigitaleLelloSansone–perabbassareicosti,nelcasodipiccoliinterventimanuali,epercrescere,
laddove sperimentiamo in campo tecnologico. Risparmiamo
edinnoviamo».
servizioapagina3
TURISMO
daPertosaaBuccino:
allascopertadeiborghi
nascostidellaregione
a pagina 9
Colloquionapoletano
almarginedegliinferi
ANTONIO: ti sono venuto a trovare,
visti i tempi. Né, ma tuo zio Nicola sta
sempre sopra a quel mezzanino e parla sempre coi tracchi e con le botte?
ROBERTO: Antò, ti stai confondendo.
Quello zio Nicola che parlava coi tracchi era lo zio di Alberto Saporito, il
protagonista di Le voci dentro; questo
mio zio qua si chiama Leonardo, era
uno scrittore e non parla proprio più.
D’altra parte lui era siciliano, tu capisci, l’omertà... Praticamente è morto.
ANTONIO: ma chi è questo Dallo Stagno che si è permesso di attaccarti?
Quello non faceva la telecronaca dello
sbarco sulla luna?
ROBERTO:no, no, quale Dallo Stagno.
Questo è Dal Lago, dice che è un professore dell’Università di Genova.
ANTONIO: Dallo Stagno, Dal Lago,
sempre acqua sporca è... Né, ma che
va trovando questo?
ROBERTO:secondo me spera di vendere un po’ di copie del suo libro. Quello,
questo, fanno questi che non vendono
niente. Fecero così pure con Manzoni...
segueapag.3
PRIMO PIANO
pagina
2
inchiostro n. 5 – 2010
Quandosognareavevaancoraunsenso
Ghirelli:“Giovani,andateviadaNapoli”
LaCapria:“Èunacittàindecadenza”
di Antonio Frascadore
di Ernesto Mugione
Da via Chiaia al Quirinale, passando per la direzione del Tg2. E’ la strada
percorsa negli anni da Antonio Ghirelli,
giornalista, editorialista, ex portavoce di
Pertini prima e di Craxi poi, esponente socialista e direttore negli anni ‘70 del Corriere dello Sport. È il cursus honorum di
uno dei ragazzi napoletani che, insieme
con Raffaele La Capria e l’attuale Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, ha
frequentato il liceo Umberto I di Napoli.
Un susseguirsi di ricordi, di sorrisi
passati e attimi di gioventù vissuti alle falde
del Vesuvio, che Ghirelli ricorda con piacere.
«Sono stati anni bellissimi. Di quei momenti ho solo dei flash back piacevoli. Il caso volle che ci trovassimo insieme, con le stesse
passioni, gli stessi sogni, la stessa strada da
percorrere e lo stesso quartiere da vivere».
Un caso fortuito soprattutto per la
cultura italiana, che nel tempo ha imparato
ad apprezzare il lavoro dei ragazzi di via Chiaia, che da allora ne hanno fatta e di strada.
«Ognuno di noi aveva delle aspirazioni – continua Ghirelli – io amavo il teatro
e soprattutto il giornalismo. Allora esisteva
un giornale, un settimanale, che fu la mia
palestra nei primi mesi di apprendistato. Si
chiamava ‘9 Maggio’, erano pagine antifasciste e trattavamo di tutto, dalla critica alla
letteratura. Avevamo ovviamente più spazio
di quanto ne viene offerto oggi, nonostante
il periodo non lo permettesse per motivi di
chiara natura politica». Una differenza sostanziale con la condizione attuale, che Ghirelli condivide pienamente. «La cosa meravigliosa era che crescevamo in un momento
culturale importantissimo. Seguivamo la
presentazione dei libri di Vittorini o quello di Benedetto Croce su Antonio Labriola.
La nostra materia era proprio la cultura e in quest’ultimo testo feci la mia prima
apparizione letteraria con una prefazione
su Marx ed Engels, scritta in maniera tale
che nemmeno i fascisti potessero accorgersene. Ci siamo ritrovati in un momento strepitoso nel quale la storia dell’Italia
è stata la più coraggiosa». Sorride Ghirelli
quando pensa alla sua gioventù per poi ritornare alla realtà e alle 88 primavere portate bene. Mostra la consapevolezza di
aver scampato, negli anni migliori una
crisi, come quella attuale, che rende tutto
più complicato, soprattutto per i giovani.
«Noi abbiamo avuto molta fortuna
ed è per questo che soffriamo per i ragazzi
del 2000. C’è stato il crollo di un sistema e il
rischio è che venga completamente bruciata
una generazione. Non è demerito di chi vive
al passivo ma dello Stato: ecco perché i gio-
Tra i più importanti scrittori italiani, Raffaele La Capria era uno dei ragazzi
di via Chiaia. Formatosi nel liceo Umberto
I di Napoli, l’autore di “Ferito a morte” ha
dato vita a un movimento culturale insieme, tra gli altri, con Antonio Ghirelli, Giorgio Napolitano e Francesco Rosi. Sognavano una Napoli che
tornasse a essere il
centro della cultura
europea. I loro sogni, però, si sono
dovuti
scontrare
con tutt’altra realtà. Per questo La
Capria, trasferitosi
a Roma da diversi anni, sostiene
che ai napoletani
vada riconosciuto il
premio Nobel per
la sopravvivenza.
Secondo lo scrittore è già un miracolo che la città
riesca ad andare
avanti, nonostante
tutte le difficoltà
con cui convive
quotidianamente.
Quali erano le aspi­
GlistudentiillustridelLiceoUmberto.
razioni
che nutri­
Inalto:G.NapolitanoeR.LaCapria.Inbasso:A.Ghirelli
vano i giovani della
vani di via Chiaia, quelli di oggi, non hanno
sua generazione?
le nostre stesse possibilità. La storia non ha
«Quelle che poi si sono realizzacattivi, nè buoni. La storia ha problemi e solute: io sognavo di fare lo scrittore, Rosi
zioni e oggi la soluzione da trovare è imposdi fare teatro e così via. Abbiamo dovuto
sibile. Le grandi ideologie sono state sconfitcombattere per ottenere quello che volevate, non c’è più una classe operaia e le misure
mo. Non è stato facile riuscire a imporci
tampone per arginare i problemi non esistoa Roma ma la nostra volontà è stata più
no». È una visione pessimistica che probaforte di tutto».
bilmente si riscontra nella realtà dei fatti.
Che differenze ci sono con le ambi­
«Per chiudere – conclude Ghirelli –
zioni dei giovani di oggi?
voglio sottolineare una frase di Marx, che
«Le nuove generazioni sono alla ridiceva ‘se cambia il modo di produrre, camcerca del benessere, dello sfarzo e dei solbia la cultura’. Oggi si parla con l’Ipad e la
di. Non importa come si riesce a ottenerli.
cultura che si è trasformata ci ha reso imbeL’aspetto culturale, forse, è passato in secilli e incapaci di progredire». Come consicondo piano. Ai miei tempi, però, c’erano
glio ai giovani dice: «Iatavenn’ a Napule. Lì
sicuramente più opportunità. Resta il fatto
non avete possibilità». Bisognerà crederci?
che per realizzarsi ci vuole costanza e [email protected]
gno. Tutti abbiamo la possibilità di sognare
ma poi serve caparbietà per realizzare quello
che si ha in mente».
Nonostante questo si è dovuto tra­
sferire a Roma per dare una svolta alla sua
carriera.
«I maggiori editori stanno al Nord,
i film si fanno a Roma. Ecco perché si è
costretti a muoversi. Al Sud non ci sono le
strutture che ci sono nel Settentrione, ed è
un problema secolare».
Quando era giovane come immagi­
nava la Napoli del futuro?
«Sognavamo una città più europea
che grazie alla cultura potesse tornare a recitare un ruolo da protagonista. Per questo
scrivevamo: volevamo creare un movimento
per testimoniare che Napoli era in Europa.
Purtroppo non è successo e infatti dobbiamo fare i conti con una città in decadenza».
L’idea della rivista “Sud” nasce da
queste motivazioni.
«Volevamo suscitare una discussione, un dibattito intorno ai temi meridionali.
Scrivevamo articoli, poesie per cercare di richiamare l’attenzione. Siamo usciti solo con
sette numeri perché non avevamo soldi».
Cosa direbbe ai napoletani?
«Gli darei il premio Nobel per la sopravvivenza: gliene sono capitate tante che
esserci ancora è già qualcosa. A Napoli vivono molti e valenti intellettuali, pochi se paragonati a un mare di plebe che aspira alla
modernità senza riuscire a ottenerla per vie
legali».
Che ricordi ha dell’esperienza all’Um­
berto?
«Conservo ottimi ricordi. Erano gli
anni del fascismo e la scuola riusciva a restare lontana da quell’ideologia. Era un istituto
laico e indipendente che ci ha aiutato a sviluppare un elevato senso critico».
Qual è il suo parere sul giornalismo
multimediale?
«Non l’ho vissuto e mi spaventa
molto perché è un conduttore dove passa di
tutto. Anche per questo sono d’accordo con
la limitazione delle intercettazioni: rivelare
fatti privati delle persone è un modo barbaro
di fare giornalismo. L’uso che si fa delle intercettazioni mi ricorda tanto la sorveglianza
politica delle dittature sovietiche».
[email protected]
Gliumbertinidiieriedioggi:generazioniaconfronto
Viaggianointuttoilmondo,sonocollegati
Un laboratorio di idee e sperimentazioni
che non ha più trovato simili talenti negli anni costantementetradiloroepossonoaccederein
Lelezioninelleauleumbertine,gliincontri successivi,nonostantel’impegnodialcuneecce- qualsiasimomentoallareteglobaleealleinformazioni.
nellaVillacomunaleodurantele“vasche”davia zioni.
Bisognausciredaunadimensionediana A parlare di questo enorme divario cultuFilangieriaviadeiMille,lapassioneperilteatroe
lisi e accogliere le proposte in termini
lamusica.IricordideiragazzidiviaChiaiasi rin- rale è Ivano Russo, un rappresentante
di
assetto urbanistico e di produttività
corrononeglianninelsegnodell’impegnocivile della generazione di giovani e anche
Russo:
delterritorio».Russodenuncialafasedi
e della sensibilità politica, della filosofia e della unesempiodelvaloreancoravivonelLa cultura è decadimento che vivono i partiti politici
laNapolicheresistealdegrado
riflessione.
culturale.Classe1978,èrespon- la chiave del sottolineandocomelarinascitadellaco C’èchihasceltolastradadellaregia, Croce:
rilancio munitàpassiperilruolodelleassociaziochihaseguitolapassioneperilgiornali- studiate, sabile del Centro Studi Confinni economiche e culturali.«I grandi idesmoelascrittura,chisiècalatonell’ago- guagliù dustria di Napoli e direttore
generale della Fondazione Mezzogiorno ali che animavano le generazioni passate, come
ne politico e chi ora siede sulla poltrona
studiate! Europa, l’associazione che non a caso è quelladeiragazzidiChiaia,hannoaiutatoasupiùaltadellaRepubblicaItaliana.
Ognunohaseguitoleproprieinclinazioni, natasuimpulsodiGiorgioNapolitanoedèpre- perare le difficoltà del loro contesto storico che,
ma tutti hanno condiviso gli anni della guerra sieduta da Andrea Geremicca. Ivano Russo sot- indubbiamente, si presentava più problematico
opponendoall’idealefascistalaculturadell’indi- tolinea l’impossibilità della città di costruire un diquellochevivonoigiovanioggi.
Ilproblemadeigiorninostrièpropriol’asfuturosenonsicostituiscecomecomunitàeripendenzadelleidee.
Lalezionedelpresided’Alfonso,moderato troval’orgoglio.«Ilcapitalesocialeèstatodilapi- senza di quella vivacità e quell’orgoglio. Finita
enoninaugepressoleautoritàdiregime,gliin- datoelasocietànapoletananonhaunracconto l’epoca delle grandi ideologie, non dovevamo
segnamentidiBenedettoCroceche,duranteuna dacondividere–spiega–.Losforzoperrilanciare sostituirle, almeno non esclusivamente, con la
riunionediexumbertini,allarichiestadiunan- lacittà devepartireinterminidiproposte.Oggii società del consumo. dobbiamo costituire una
tidoto alla dittatura rispose: «Studiate, guagliù, giovanihannoadisposizioneunaquantitàeuna comunitàchesiapervasadaidealiedall’incontro
studiate!» Tutto questo ha contribuito a creare qualitàdirisorseeconomichesuperioreaquella delleidee».
[email protected]
cheavevanoiragazzidiChiaia.
unagenerazioned’oro.
diGiulia Savignano
pagina
3
Tg,videoespotpromuovonoilterritorio
Campaniadigitalediffondenell’etereleiniziativeeglieventidellaregione
di Romolo Napolitano e Pasquale Napolitano
possono seguire in regione. Attualmente il portale è disponibile
in italiano e in inglese, ma presto sarà lanciata la versione in
spagnolo e in cinese, nonché un servizio per i cellulari.
Altro programma di promozione del territorio è stata
la trasmissione tv “Bada che ti mangio”, condotta da Antonio
Lubrano e andata in onda sul canale tv del Gambero Rosso a
partire dal dicembre 2009. Commissionate dall’assessorato
all’Agricoltura, le 12 puntate hanno percorso i distretti delle
eccellenze agroalimentari campane, mostrando “l’altra” parte
della regione, quella buona. Campania Digitale ha curato tutta
la trasmissione, dall’infografica al montaggio.
L’agenzia di comunicazione multimediale
La mission principale di Campania Digitale è fare da
agenzia di comunicazione alla Regione. L’azienda segue tutti
gli eventi legati all’ente, dalla formazione della nuova giunta
alle varie attività culturali organizzate sul territorio fino alle
manifestazioni di promozione. Una mole di lavoro enorme
che Campania Digitale declina in un’ottica multimediale. Un
evento viene coperto da un articolo, da un servizio video e
spesso anche da un servizio radiofonico che vengono poi caricati sul sito di Campania Digitale nel giro di poche ore.
Il modello produttivo
L’obiettivo dell’agenzia
Campania Digitale ha tripliè di dare la massima visibilità
cato il suo fatturato nell’ulalle attività svolte dalla Regiotimo anno, passando da un
ne e sul territorio. Oltre al lavomilione e mezzo a quattro
ro finito e caricato sul proprio
milioni e mezzo di euro.
sito, Campania Digitale invia
Un esempio positivo e abgratuitamente il materiale vibastanza atipico di azienda
deo premontato a 67 tv locali e
controllata al 100% dalla
a diversi siti, così che anche le
Regione. Atipico non solo
piccole realtà editoriali possaperché ha i bilanci in attivo,
no coprire determinati eventi,
ma anche perché non disposemplicemente inserendo una
ne di un budget predefinivoce sulle immagini già confeto a inizio anno fornitogli
zionate per il tg.
dall’ente proprietario. CamAltro capitolo è la copania Digitale guadagna in
municazione di servizio, come
base a ciò che produce e che
gli spot sul passaggio al digitale
riesce a vendere alla Regioterrestre o su come si vota alle
regionali, anch’essi prodotti da
Pico:ilcentrooperativodiCampaniadigitale ne. Può anche capitare che
un assessorato non sia conCampania Digitale. Da poco
l’agenzia ha cominciato a produrre documentari e trasmissio- tento del prodotto fornitogli dall’azienda e decida di pagargli
ni, come il concerto di Vivaldi diretto da Salvatore Accardo in solo parte del lavoro. Oppure che l’ente decida di rivolgersi
occasione dell’inaugurazione dell’auditorium Oscar Niemeyer direttamente al mercato per una eventuale campagna infordi Ravello, per cui Campania Digitale ha curato la registrazione mativa, nel qual caso Campania Digitale deve svolgere solo il
ruolo di consulente interno per un prodotto che realizzeranno
video, la regia e anche la registrazione audio dell’evento.
materialmente altri.
Nonostante questo l’azienda riesce a procurarsi un
La promozione del territorio
Un progetto che l’agenzia seguirà fino al 2012 è “In flusso continuo di cassa, non solo fornendo un servizio di
Campania”, sito ufficiale del turismo e dei beni culturali della informazione rapido e di copertura degli eventi che sarebbe
regione. Il portale si pone come vetrina della Campania, dove difficile appaltare ogni volta all’esterno, ma anche grazie a una
informarsi su luoghi, appuntamenti e itinerari. Anche qui la lo- politica di abbattimenti dei costi e di continua innovazione.
I giornalisti che lavorano a Campania Digitale sono
gica seguita è quella della multimedialità, con articoli corredati
di foto e spesso di video. Il sito dispone di un aggiornatissimo autonomi dal punto di vista tecnico. Per riprendere una concalendario con tutte le manifestazioni che giorno per giorno si ferenza, per esempio, si muove una sola persona, che fa le ri-
prese, prende le interviste e fa anche il montaggio. I lavori di
manutenzione ordinaria della struttura vengono eseguiti direttamente da personale interno, così come le stesse strumentazioni tecnologiche vengono montate dal personale di Campania Digitale. Una sorta di modello “Ikea” che oltre al risparmio
di manodopera ha un altro risvolto positivo. Nel momento in
cui si installa una nuova tecnologia, infatti, il montaggio della
strumentazione eseguito dalle persone che poi la utilizzeranno
aumenta la crescita di competenze del personale stesso.
Il Pico
Dal luglio 2009 la sede di Campania Digitale è al Palazzo dell’Innovazione e della Conoscenza, il Pico, con sede
in via Terracina. La struttura di quattro piani è divisa in una
zona aperta al pubblica e una zona di stretta pertinenza del
personale di Campania Digitale. Gli utili dell’azienda vengono totalmente investiti in attrezzature e strumentazioni che
vanno ad arricchire il Pico. Nella parte riservata a Campania
Digitale, per esempio, è in allestimento uno studio per fare
riprese in 3D, mentre è già in funzione, tra le altre cose, uno
studio radiofonico, diverse sale per il montaggio e l’acquisizione di video in HD, una sala proiezione per testare i video e
ascoltare l’audio in stereoscopia, e un piccolo studio televisivo
per registrare programmi.
Nella parte aperta al pubblico invece i servizi all’utenza
spaziano dall’accesso alle teche Rai alla ricerca nelle banche
dati scientifiche dell’Università Federico II. Inoltre è possibile
avere a disposizione gratuitamente l’auditorium del Pico per
conferenze o attività che non abbiano fini di lucro. L’auditorium è attrezzato con telecamere e una sala regia, così che
l’eventuale convegno possa anche essere registrato e montato.
«Per noi – afferma il direttore di Campania Digitale
Stefano Porro – è un grande motivo di orgoglio lavorare per
la Regione Campania. Ogni giorno dimostriamo con il nostro
lavoro che è possibile crescere e fare delle cose positive anche
nel Mezzogiorno e a Napoli. Il nostro segreto che permette di
confrontarci e di relazionarci con grandi realtà editoriali, come
per esempio la Rai, sta nel fatto che riusciamo a unire l’alta
qualità dei contenuti con la continua innovazione tecnologica».
[email protected]
[email protected]
unisob.na.it/inchiostro
Video: viaggio all’interno del Pico
Lenuoveideedeigiovaninaviganosulweb
Dalla moda in strada al car pooling su Facebook:
la Rete è dominata dalla creatività napoletana
diEnrico Parolisi
Imagine Cup 2010, vincono studenti della Federico II
QuattrolaureandidellafacoltàdiinformaticadellaFedericoIIvinconoilpremioImagineCup2010Italia,garapromossa da Microsoft e destinata ai programmatori che con il
loroprodottopossonoportarevantaggiallavivibilitàdelpianeta.Ilteam“Error404”(RaffaeleGaliero,Glorio
Clemente, Giulio d’Angelo e Ivana Cipolletta) è
arrivato primo nella sezione “Software design”
conilprogetto“Lift4U”edifenderàicoloriitaliani
allefinaliinternazionalidiVarsaviaprevisteper
luglio.Iquattrohannosviluppatounaseriediservizisoftware
perinformatizzareilcarpooling.SitrattadiunfenomenodiffusosoprattuttonegliStates:consisteneltrovare“compagni
diviaggio”accomunatidaluoghidipartenzaedestinazione
perdividerelespesediviaggioeridurrel’inquinamentofacendocircolareunminornumerodiauto.L’ideadelteamdisviluppoèusareimezziinformaticidicomunicazioneperportare
ilcarpoolingsulargascala,tramitetelefoniamobile,e-mail
esocialnetwork.«Stiamoappuntopreparandol’applicazione
perFacebook»dichiaraRaffaeleGaliero.«Ancheseorasiamo
impegnatisullefinalidiVarsavia».Ilprogetto“Lift4U”siègià
guadagnatol’interessedidiversienti.«CitosututtiilComune
diPalermo»continua.Perilfuturo,lasquadrasperadiavviare
un’attivitàalivelloimprenditorialeecollaborareconl’ateneo
tramiteunlaboratoriomultidisciplinare:«Confrontandocicon
altriteamdisviluppo,cisiamoresicontochelapreparazione
deglistudentidellanostrafacoltàèmoltobuona».
www.imaginecup.com
CiaoPeople, il social network made in Naples
SiscriveSocialNetwork,sileggeFacebook.Sonocirca
10milioniemezzogliutentiattividelsito,secondolestime
datateAgosto2009.Maesistonorealtàpiùpiccolechesifannovalere.E’ilcasodiCiaopeople,
communityradicataaNapolicheconta682mila
iscrittieoltre268milionidimessaggiscambiati
tragliutenti.
Ciaopeople,exQbr,èstatounodeiprimisitiainterpretareinlocaleilconcettodisocial-network,migrandolodalla
community,leprimecomunitàdellareteriferiteaunsitoe
solitamente agli interessi degli iscritti. In primis, l’interesse
degliutentidiCiaopeopleèquellodifarenuoveconoscenze,
primadifferenzasostanzialeconFacebook,tramitel’utilizzo
dellachatedellamessaggisticaistantanea.Macoltempoil
portalehaimplementatoaltristrumenti,tracuiilmagazine
concuilostaffdiCiaopeoplepubblicanotizieecuriositàdal
mondoweb,eiforumdidiscussionetipicidellagranderete.
www.ciaopeople.it
La gente comune “sfila” per le strade del centro
LamodaorasidettasuInternet.dimenticatelevetrineelemaison,lasciateperderelepassarellechecidiranno
come si vestirà nel prossimo inverno. La tendenza la fa chi
passeggiaperlacittà,eaimmortalareimodelli-passantici
pensanoiblogger.dopoNewYorkeLosAngeles,èNapoliche
raccontalostileeletendenzetramitelagentecomuneela
Rete.Naplestreetstyle.itèilcliccatissimoportalechespopola
inquestigiorni.Sulsitowebèpossibileammirare modelle e modelli e come set le vie della
città. È possibile consultare foto, cercare per
brand dei vestiti in archivio e dare i voti agli
improvvisati indossatori/stilisti. Che si stanno
riunendo in una community internet, sempre
ospitatadalsito,sottoilnomedistreetstyler.
www.naplestreetstyle.it
[email protected]
dapag.1
Ma gli stanno dando addosso tutti
quanti.
ANTONIO: ho visto, ho visto… Meno
male, altro che Dallo Stagno. Lo stanno buttando un’altra volta dentro,
allo stagno. Epperò hai visto, appena
me ne sono andato io, cominciano ad
attaccare le persone serie. Mo’ addirittura sono usciti tre candidati per
fare il Rettore alla Federico II. Ai tempi
miei chi si permetteva! Quando stavo
a capo della democrazia io nominavo
un avversario e quello faceva il dovere
suo.
ROBERTO:sì, sì, hanno fatto fare pure
uno spettacolo a quell’altro Roberto
addirittura al San Carlo!
ANTONIO:cose da pazzi, cose da pazzi... (alzandolavoce)
ZIO LEONARdO (dall’ammezzato gridando fortissimo): basta, basta. Da
che sono morto mi credevo di stare
in pace e di essermi liberato di tutti
gli ominicchi e quaquaraquà che già
allora abbondavano. Mò questo dice
che è mio nipote (ma chi lo conosce?),
quest’altro parla parla, parla... Un
poco di pace! È vero che sono già morto, ma uno quante volte deve morire?
Un poco di pace... Un poco di pace...
Lavocesispegneapocoapocomentre si sente in sottofondo il canto
lugubre del giorno della civetta e
Antonio e Roberto impallidendo finalmente ammutoliscono... E lentamenteesconodiscena…
SANITÀ E AMBIENTE pagina 4
inchiostro n. 5 – 2010
Campania:donazioniincalo
diFlorio:“Unamigliorecomunicazionepotrebbeinvertirelatendenza”
di Ludovica Criscitiello
in mente quello di una ragazza rumena che subì un trapianto al Cardarelli, in seguito a un’epatite fulminante.
Fu una vicenda che coinvolse molto il centro trapianti
dell’ospedale. Il suo nome è Joanna. Credo che potrei
chiamarlo così».
Il progetto è già attivo e in tanti sperano che
possa servire a combattere anche l’aumento delle opposizioni alla donazione di organi. Un problema dovuto
sicuramente al cattivo funzionamento del sistema sanitario.
Secondo il Di Florio, i trapianti rappresentano la
punta dell’iceberg della sanità e dipendono dall’efficien-
I dati del ministero della Salute non lasciano
dubbi. Rispetto al 2009 c’è stato un calo non indifferente dei trapianti in Campania. Sono stati 130 i potenziali donatori e 57 quelli effettivi nel 2010, rispetto ai
160 e ai 74 nel 2009.
La soluzione che invertirebbe questa tendenza
potrebbe essere quella di favorire una comunicazione
puntuale e continua che renda consapevoli le persone
dell’importanza dei trapianti. A proporla è Ernesto Di
Florio, direttore del Centro Regionale dei trapianti, che
dal 2008 ha sede nell’ospedale Cardarelli di Napoli. «È necessario garantire un sistema idoneo
a comunicare con i parenti di chi si trova in rianimazione per metterli di fronte all’eventualità
di un trapianto. Soprattutto l’informazione deve
essere fatta prima per poter preparare i cittadini a
una scelta consapevole del processo di donazione
degli organi». È quello che l’ufficio di comunicazione del Centro regionale dei trapianti cerca di
fare, servendosi di operatori che hanno frequentato corsi e sono quindi esperti nel confrontarsi
con il paziente e la famiglia.
C’è molto di più. Con il Centro regionale
dei prelievi, struttura integrata nel Centro regionale dei trapianti, il Di Florio ha messo a punto
Primepaginede‘IlGiornaledinapoli’-‘Ultimissime’del12gennaio1988
un progetto che prevede il coinvolgimento di
mediatori culturali di altre etnie per aiutare donatori za e dal suo funzionamento. Se il numero di trapianti
extracomunitari. «In più occasioni si sono presentati cresce, vuol dire che alla base c’è un sistema fondato
cittadini extracomunitari con l’intenzione di donare su una rete organizzata che possa garantire un’adeguaorgani di un loro congiunto. Ma ci sono stati proble- ta assistenza ai pazienti in lista attesa. Nel momento
mi di comprensione, dovuti alla lingua e alle differen- in cui il corretto funzionamento viene meno, è ovvio
ze culturali». Gli intermediari culturali sarebbero utili che se ne avvertono gli effetti. Nel caso dei trapianti le
non solo per le donazioni, ma anche per assicurare a conseguenze sono immediate, perché il numero di doquesti cittadini non integrati un servizio adeguato, nel natori è già di per sé esiguo, a causa dell’aumento delle
momento in cui si presentano a fare la richiesta. Il pro- opposizioni da parte della cittadinanza alla possibilità
getto che riconosce la trasformazione di stampo multi- di donare organi in caso di morte.
[email protected]
culturale che sta investendo la nostra società. «Non ho
ancora pensato a un nome per il progetto, ma mi viene
IlPascaleètraiprimiospedali
inEuropanellacuradelmelanoma
diCristiano M.G. Faranna
Settecentoricoveriall’anno,piùdi4000interventi,3500eseguitiin
daysurgery.L’Istitutonazionaleperlostudioelacuradeitumori,“FondazionePascale”diNapoliètraiprimiospedaliinEuropaneltrattamentodei
pazientiaffettidamelanoma,uncancromalignochesisviluppadallecellule della pelle. In 12 mesi vengono effettuate 25mila visite con macchinariall’avanguardiacheconsentonotecnichedidiagnosticaprecoce.Medici,
chirurghiericercatorilavoranoinequipeperassicurarealpazienteunciclo
completonellacomprensionedelmaledacuièaffetto.
L’aumentodeimelanominegliultimidieciannièdovutoalcambiamentodelleabitudininell’esposizionesolareealladiminuzionedellecaratteristichefisichetipichedellepopolazionilatine.
Lamigliorcuraècomesemprelaprevenzione.Lepersoneamaggior
rischiodovrebberosottoporsiannualmenteallamappaturadeinei.
«Illavorodisquadraciconsentediformareunamassacriticacheragionaintornoalmaledacurare,studiandoloinognisuoaspetto-diceNicolaMozzillo,responsabiledelrepartodiChirurgiaOncologicaB-.Maradona
pervincereavevabisognodialtridiecigiocatori.Abbiamocapitocheogni
melanomaèdiversodall’altro.Peraffrontarloabbiamobisognodifarmaci
specificicheagiscanoversounospecificonemico».
Il suo entourage ha sviluppato due progetti tesi a sensibilizzare la
cittadinanzaversolaprevenzione.Alugliopartiràperilsecondoannol’iniziativa“Quandoilsoletisorride”:incollaborazioneconl’agenziaEneaun
satelliterileveràleradiazioniultravioletteinogniterritoriocampano.IcittadinipotrannopoiinseriresulsitodelPascalelepropriecaratteristichedi
carnagioneconl’indicazionedidovesirecherannoinvacanzaericeveranno
immediatamenteconsiglisucomeprendereilsole.dalprossimoautunno
sarannoinveceinstallatealcunetelecamerein100farmaciecampanedove
saràpossibilefotografareineiericevereunadiagnosi.
Laprevenzionehaportatoall’80%lasogliadeipazientiancorainvita
cinqueannidopocheglièstatapronosticatalaprimadiagnosi.IlPascaleha
fattodelladiagnosiedell’assistenzaisuoifioriall’occhiello.E’l’unicoistitutodiricercasulcancrodivisoperdipartimenti,operazionecheconsente
diportarelaricercael’attivitàclinicadirettamentesullettodell’ammalato.
L’ospedaleèdotatodiunserviziopsico-oncologicorivoltoaipazientiesoprattuttoaimedici,anch’essinonimmunidalloscoraggiamentoe,cosada
nonsottovalutare,èl’unicastrutturasanitariainCampaniaadaverpagato
tuttigliarretratiaidipendenti.
[email protected]
Cotrufo,vainpensione
ilpionieredeitrapianti
di Lorenzo Marinelli
A pochi mesi dal pensionamento, Maurizio Cotrufo, direttore
del dipartimento di chirurgia cardiovascolare e trapianti dell’ospedale
Monaldi di Napoli, racconta i passaggi più importanti della sua carriera. Dal primo trapianto alla crisi della sanità campana; dal blocco del
turnover alla carenza dei donatori; dalla fuga di laureati all’estero alle
regole fondamentali per intraprendere la sua stessa professione.
Qual è stato il contributo della scuola napoletana alla storia dei
trapianti di cuore in Italia?
«Il primo trapianto al Sud risale al gennaio del 1988. Nel 1987 i
centri di cardiochirurgia autorizzati a effettuare interventi di quel tipo
erano cinque, quattro al Nord e uno a Roma. Il Sud era stato dimenticato. Attaccai sulla stampa e in tv l’allora ministro della Sanità, il veneto Costante Degan, e riuscii a ottenere un decreto legge. Da allora in
Campania sono stati effettuati oltre 550 trapianti».
Qual è l’attuale situazione della chirurgia cardiovascolare alla
luce delle difficoltà economiche della Sanità campana?
«Corriamo il rischio di tagli al personale infermieristico e tecnico. Non ci sono concorsi e la sostituzione di chi va in pensione è
bloccata».
Come rendere più organico il sistema dei trapianti in Campa­
nia?
«Il problema di questa regione è la carenza di donazioni. C’è
una scarsa cultura in tal senso. Il centro di cardiochirurgia del Monaldi
ha dimostrato di poter effettuare anche 40 trapianti in un anno, ma
fino a fine maggio 2010 gli interventi sono stati soltanto 8».
Qual è il traguardo più importante di una così lunga carriera?
«Quello di aver portato il centro di cardiochirurgia del Monaldi
ai primi posti della scala nazionale. L’ospedale può eseguire interventi
dall’età prenatale fino all’età centenaria. Un ulteriore motivo di soddisfazione è quello di aver formato una squadra di allievi che dirigono
Centri prestigiosi in Italia e all’estero».
Restando in tema di giovani, qual è la situazione occupazionale
nel settore cardochirurgico italiano?
«Il mercato italiano è saturo. Molte strutture private stanno
chiudendo, mentre quelle pubbliche sono al completo. Quasi tutti i
neolaureati in questa branca medica sono costretti a emigrare all’estero, per lo più in Inghilterra, in Francia e in Germania».
Quali consigli darebbe ai giovani che intendono intraprendere
la sua attività professionale?
«Di scegliere questo lavoro se motivati da una passione che rasenta i limiti della follia. Il fallimento dei miei due precedenti matrimoni è la testimonianza di quanto questo mestiere sia totalizzante e di
come non lasci spazio ad altri interessi. I giovani di oggi pretendono
una vita comoda. Un’affermazione professionale in questo settore è
destinata, purtroppo, a pochi».
[email protected]
Laterapiaiperbaricaaiutaibambiniautistici
di Violetta Luongo
Antonella Iavarone, napoletana, da cinque
anni combatte contro la malattia del figlio. Elios
ha 10 anni e soffre di autismo. È una delle tante
mamme che fanno parte dell’associazione Onlus
“La forza del silenzio”, che raggruppa circa 50
bambini affetti dal disturbo del comportamento.
Il presidente dell’associazione Vincenzo
Abate non è immune da questo problema, i suoi
gemelli di dodici anni sono affetti dalla stessa patologia. Da giugno del 2009 hanno cominciato a
sperare. Ad Acerra, nel Napoletano, la Villa dei
Fiori è l’unico centro in Campania, e anche uno
dei pochi in Italia, a utilizzare la terapia iperbarica
sui bambini autistici. «È un’opportunità in quanto si basa sulla somministrazione di ossigeno che
sembra carente in alcune aree del cervello dei
bambini autistici. In essi è stata riscontrata spesso una grave infiammazione dell’intestino che
l’iperbarica attenuerebbe», spiega Carlo Luongo
della Seconda Università di Napoli che da anni si
dedica alla ricerca scientifica dei gas terapeutici.
Raffaele Costanzo. tecnico del centro
iperbarico racconta le fasi del trattamento: «L’età
media dei bambini in cura è di 8 anni. Alcuni
barcollavano, non riuscivano ad avere un buon
equilibrio, ora invece corrono e sollecitano i genitori per entrare nella camera iperbarica. Mi ricordo un padre commosso dopo aver sentito per la
prima volta il figlio chiamarlo papà. I trattamenti
sono quotidiani, i pazienti arrivano da varie parti
d’Italia e sono costretti ad alloggiare qui o dover
fare la trasferta». Finora sono venti i pazienti in
cura da giugno, con un miglioramento medio del
33%. Nessun bambino è peggiorato. Motivo questo che sprona i genitori a insistere con la terapia.
Antonella Iavarone racconta la sua storia:
«Mio figlio parlava due lingue, era precoce e intelligente. Dopo sei mesi dai vaccini ha cominciato
a regredire. Le prime manifestazioni riguardavano l’intestino. Vari sono stati i trattamenti che
ha fatto, ma i miglioramenti erano scarsi e lenti.
L’iperbarica ha allungato i suoi tempi di attenzione già dopo il primo ciclo di terapie. La maestra,
ignara della cura, ne è rimasta stupita. Oggi lavora
al computer, gioca con gli altri coetanei, è partecipativo a scuola».
L’associazione “La forza del silenzio” ha
come sede la villa di Casal di Principe, in provincia di Caserta, confiscata al boss della camorra
Francesco Schiavone, soprannominato “Sandokan”. Duecentocinquanta metri quadrati dedicati
al sociale. Un muro li divide dalla famiglia Schiavone che abita ancora lì. È strutturata in varie sezioni: una reception al primo piano e di fronte un
grande salone è usato ora per corsi e seminari. In
futuro sarà diviso in aule con un laboratorio tera-
Lacameradellasperanza
peutico e riabilitativo, uno ludico-creativo e una
sezione per la formazione e il sostegno dei genitori coinvolti con progetti di psicoterapia di gruppo.
Il secondo piano sarà occupato dall’ufficio amministrativo, un laboratorio scientifico, il terzo piano
ospiterà la cucina e la sala mensa.
Le stanze per i bambini sono dotate di
specchi magici per controllarli. Lo scantinato diventerà la palestra e l’auditorium dell’associazione. In futuro, all’esterno, sarà allestita una camera
iperbarica. Il centro si inaugurerà il 1 luglio con
un convegno sui “Disturbi dello spettro autistico” organizzato dal Dipartimento salute mentale
dell’Asl di Caserta.
[email protected]
pagina
5
dasole,ventoecalorel’energiadelfuturo
PerCaldorol’obiettivoèintegrarenucleareefontirinnovabili
di Francesca Saccenti
Dai mulini a vento ai pannelli fotovoltaici, dalla stampante a fondi di caffè al fornello solare: i miracoli della tecnologia diventano realtà nel rispetto dell’ambiente. Così lo sfruttamento delle fonti di energia rinnovabile diventa necessario
per la sopravvivenza del pianeta.
Secondo la fotografia dell’Italia sostenibile, scattata da Legambiente l’86%
dei comuni investe sull’energia alternativa.
A vincere il primato è il solare, con un totale di impianti presenti in 6.801 comuni. Al
secondo posto si classifica l’idro-elettrico in
799 comuni, seguito dall’eolico (297) e dalla geotermica (181). Le biomasse si trovano
invece in 788 municipi, 286 dei quali utilizzano materiale di origine organica animale
o vegetale.
Il neogovernatore Stefano Caldoro
mostra il suo piano di sfruttamento delle
risorse ambientali per salvaguardare la Regione Campania in deficit di produzione di
energia elettrica rispetto alla domanda.
I dati statistici del 2008 vedono la Campania nella lista
delle dodici regioni a rischio con un passivo del 51,6% dopo la
Basilicata che si classifica al primo posto con il 52,2%. Lo scopo del presidente Caldoro è di ricercare un’integrazione tra le
diverse fonti di energia rinnovabili e tradizionali. Un tentativo
di aprirsi alle nuove risorse coniugandole con la creazione di
nuove fabbriche nucleari in Campania.
Nola e Capua
ai primi posti
nel fotovoltaico
diEgidio Lofrano
Millesettecentoimpianticheproducono 31 mw di energia verde: questo in sintesi lo stato del fotovoltaico
inCampania,chesiposiziona12esima
tra le regioni italiane nel rapporto
sull’energia solare del 2009 fornito
dal Gse, il gestore servizi energetici.
Il 2010 può essere però l’anno della
definitiva affermazione in Campania
dell’energiaverde;nonmancanoidee
perlosviluppodelsettoreefinanziamentinazionali,comegli8milionidi
euro del programma operativo interregionale,misuraapprovatadalministerodelloSviluppoeconomicoafine
maggio per la creazione di impianti
cheutilizzanofontirinnovabili.
Tra i grandi progetti per il fotovoltaico in Italia spicca l’impianto
che sarà costruito a Nola. L’Enel ha
stanziato80milionidieuroperlacostruzione entro il 2010 di un impianto che raddoppierà la produzione di
energiasolareinCampaniaconisuoi
25mw.Tramitel’installazionedipannelli fotovoltaici sui tetti degli edifici
commercialidellacittàsiprevedeuna
produzionedienergiaverdesufficienteacoprireiconsumidiunterzodegli
abitantidiNola.Ilpiùgrandeimpiantoatettialmondopotrebbeessereun
primopassoperrisolvereunodeiproblemi dell’Italia, il costo dell’energia
chesuperadel30%lamediaeuropea
echehaisuoipicchinelMeridione.
Nellastessadirezionesimuoveil
progetto “Mille tetti per Capua”, una
delleultimepropostecampaneperlo
sfruttamento dell’energia solare. Sostenuto dal ComunediCapua,
unisob.na.it/inchiostro
Sul sito: energia, i priin accordo con
mati italiani.
la
Savenergy
group, prevede
Il ventre di Napoli diventa il luogo ideale per lo sfruttamento della Terra: la zona dei Campi Flegrei, di origine vulcanica, secondo il progetto, sarà utilizzata per sfruttare l’energia geotermica in modo da generare elettricità e utilizzo del
calore, come avviene in Islanda. Un processo di salvaguardia
ambientale che si occupa anche di sistemi di mobilità sostenibile, sia pubblici che privati, incentivando l’acquisto di veicoli con alimentazione
elettrica, ibrida e a metano. E poi è il turno
delle Biocase: entro il 31 dicembre del 2020
tutti gli edifici di nuova costruzione dovranno essere “a energia quasi zero”, secondo la
nuova normativa dell’efficienza energetica
approvata dagli eurodeputati.
Gli Stati membri dell’Unione europea dovranno infatti adottare misure per
raggiungere requisiti di rendimento energetico a costi ottimali, secondo la metodologia comparativa. Un tentativo di adeguare i
vecchi immobili che assorbono circa il 40%
di consumo e i nuovi che prevedono un risparmio del 20%, migliorando le emissioni
di CO2. Una parte di questi lavori sarà finanziata dall’Unione Europea che promuoverà anche la creazione di contatori intelligenti”, che sostituiranno gli impianti
di riscaldamento. Per avvicinare la gente al rispetto dell’ambiente, la lezione sull’ecologia approda anche nelle scuole,
potenziando la rete dei Centri di Educazione Ambientali attivati presso i comuni della regione, e realizzando ecomusei.
[email protected]
l’installazione di pannelli solari di almeno3kwsuedificipubblicieprivati.
diminuire le emmissioni di anidride
carbonica e diffondere tra i cittadini
l’utilizzodell’energiaprodottadafontirinnovabilinonsonogliunicipregi
della proposta. Tutti i proprietari di
immobili che decideranno di partecipare al progetto riceveranno un contributo annuo di 450 euro per venti
anni senza sostenere alcun costo per
l’impianto.
I primati di Lombardia e Puglia,
rispettivamente 10.814 strutture e
unaproduzionedi214mwtotali,sono
lontanimalaCampaniahaincrementato il numero di impianti, in media
di18,5kw,el’energiasolareprodotta
del 173% e del 105% rispetto al 2008,
afrontedel123%e165%dimedianazionale.L’incrementodelfotovoltaico
dell’ultimo biennio ha portato l’Italia
alsecondopostoalivelloeuropeoalle
spalle della Germania e davanti alla
Spagna. dai 32 mila impianti fotovoltaici attivi nel 2008 si è passati ai
71miladel2009,conunaumentodel
123%eunaproduzionedienergiache
èraddoppiatainunsoloanno.L’Italia
ha inoltre raggiunto il traguardo del
gigawatt di energia verde prodotta a
costo zero, che equivale alla potenza
media di una centrale nucleare, con
laprevisionediarrivareai2gwtotalientrolafinedel2010.InCampania
sonopresentiil2,4%degliimpiantifotovoltaicinazionalievieneprodottail
2,8%dell’energiatotale,datoinferiore
rispetto a tutte le regioni del Settentrione,conleeccezionidiValled’Aosta
eLiguria,eallaPuglia,allaSiciliaealla
Sardegna nel Meridione. Il maggior
numerodiimpianticampani,lo0,8%
del totale, si trovano nel
Salernitanomentresololo
0,24%sonosituatinelBeneventano.
[email protected]
Come risparmiare in bolletta
Lampadine
Preferire quelle a basso consumo o a led: richiedono circa 6 watt ma hanno una resa
equivalente a 80/90 watt.
Impianto elettrico
Dotarsi di un sistema di spegnimento automatico delle luci. In alternativa, installare un
interruttore generale che scolleghi in un solo
click luci, stand-by e prese elettriche.
Caldaia
Scegliere quelle a pannelli solari, abbassare il
termostato di 1-2 gradi, regolare la temperatura dell’acqua non oltre i 45° e, per la doccia,
non superare i 40°.
Lavatrici e lavastoviglie
Comprare elettrodomenstici di classe energetica A. Programmare cicli economici, a pieno
carico, senza prelavaggio e asciugatura, preferibilmente in fascia serale o nei weekend.
A Bagnoli un pozzo
per monitorare
l’attività vulcanica
diFrancesca Romaldo
Pochi centimetri di diametro per
quattro chilometri di profondità.
Sono le caratteristiche del pozzo che
a Bagnoli permetterà lo studio dei
fenomenivulcaniciedellepotenzialità geotermiche dell’area a Sud-Est di
Pozzuoli.
CampiFlegreideepdrillingProject
èunprogettonato5annifaecoordinatodaGiuseppedeNataleeClaudia
Troise dell’Istituto nazionaledigeofisicaevulcanologiadiNapolichecoinvolge istituti di ricerca svizzeri, tedeschi,inglesiedamericani.
Il pozzo sarà scavato nell’area di
Bagnolifutura.Loscavopiùsuperficialeserviràperilcampionamentodelle
rocce. dopo alcune centinaia di metri il pozzo devierà verso il mare, con
un’angolazione di 25 gradi. Sarà possibile studiare i processi di interazionetraacquaemagmaestabilirecon
precisionelaprofonditàdellacamera
magmatica.
A settembre inizieranno i lavori
perilpozzopilota,profondocirca500
metri.Costerà800milaeuroeservirà
per testare il sottosuolo e installare
sensoriutiliperilmonitoraggiovulcanico.Ilpozzoprofondo,invece,avrebbeuncostodimercatodicirca15milionidieuro.
«La Germania ci darà in gestione,
aprezzodicosto,latrivellanecessaria
perloscavo-diceGiuseppedeNatale,
Pannellifotovoltaici
dirigente dell’Osservatorio Vesuviano
e responsabile del progetto -. In questomodolespesesarannodimezzate.
Circa8milioniemezzoper6mesidi
lavoro».
A finanziare, in parte, il progetto
sarà l’International Continental drillingProgram,unconsorziointernazionale che sponsorizza grandi progetti
con finalità scientifiche e del quale
l’Italiafadapocoparteufficialmente.
«L’Ingv e l’Amra, l’istituto geofisico e
il consorzio ambiente della Regione
Campania - continua il responsabile
delprogetto-,sisonofatticaricodella
quotaassociativaitaliana».
Il consorzio è finanziato dagli stati membri in base al proprio reddito.
L’Italia paga una quota che è circa
la metà di quella che le spetterebbe.
«Tutti i paesi maggiormente evoluti
hanno un’agenzia che finanzia la ricercascientifica–commentadeNatale-,mentreinItalianonesisteunente
del genere. Il nostro istituto cerca di
supplireaquestamancanzacoprendo
partedellespese».
Ilpozzopermetteràanchediraccogliere utili informazioni per lo sfruttamento dell’energia che deriva dal
calore del sottosuolo. L’Italia è stata
laprimanazioneadinvestirenelgeotermico.Iprimistabilimentirisalgono
all’iniziodel‘900.Oggigliimpiantidi
Larderello, Radicondoli ed Amiata, in
Toscana, producono più di 5 miliardi
dikilowattoraall’anno.
L’areaflegreaèuncampovulcanicochesiestendeperseichilometriintornoaPozzuoli.Èunadelleareepiù
esplosive al mondo, sprofondata migliaia di anni fa in seguito a violente
eruzioni. Le potenzialità geotermiche
dei Campi Flegrei sono maggiori di
quelledeglistabilimentitoscani.
«ANapoli-concludedeNatale-il
sottosuolohatemperaturemoltoelevateancheabasseprofondità.Questo
permetteràunaresamiglioreeunrisparmiosuicostidell’impianto».
[email protected]
GRANDI EVENTI pagina 6
inchiostro n. 5 – 2010
Napolidal2010al2013:tuttigli
Il2012èl’annodelloSpazio
di Annalisa Perla
Più di quattromila i visitatori che giungeranno in
città, tra cui ricercatori e scienziati provenienti dalle più
prestigiose Università. I delegati delle agenzie spaziali internazionali e le più importanti aziende aerospaziali del
mondo si riuniranno a Napoli. Nel 2012 la città partenopea ospiterà la 63esima edizione dell’Expo dello Spazio, la
principale manifestazione del settore.
Ad ospitarli sarà la Mostra d’Oltremare. All’interno
dei 9 padiglioni del polo fieristico napoletano, gli operatori
allestiranno stand per promuovere e spiegare il loro lavoro.
L’intera struttura fieristica, infatti, sarà a disposizione dell’Agenzia spaziale italiana, l’ente organizzatore
dell’incontro.
L’Agenzia è già a lavoro per la realizzazione di un
protocollo d’intesa con Regione, Provincia e Comune di
Napoli, che dovrà essere pronto per il prossimo giugno,
data in cui verrà sottoposto alla Federazione astronautica
internazionale, ente promotore dell’evento.
La Federazione ogni anno, a partire dal 1951, organizza un congresso aerospaziale in una città differente allo
scopo di promuovere il contatto tra i vari operatori del settore
e al contempo avvicinare, per così dire, i cittadini allo Spazio.
Secondo il professore Giovanni Squame, presidente del comitato operativo del Polo High Tech di Napoli est,
che rappresenta le numerose industrie del settore aerospaziale presenti sul territorio campano, la città è pronta per
affrontare questa “avventura spaziale”.
«Il Comune metterà a disposizione i luoghi per lo
svolgimento della kermesse e i servizi necessari per ospitare il gran numero di visitatori, - spiega Squame - mentre
i finanziamenti maggiori verranno sostanzialmente dalla
Regione.
Il cambio di governo non rappresenterà un problema. Il neoassessore ai Trasporti ed alle Attività produttive
Sergio Vetrella ha già espresso un parere favorevole
in merito all’organizzazione dell’evento a Napoli».
Il Polo High Tech è stato tra i soggetti
che hanno proposto la candidatura di Napoli
all’evento. Candidatura dimostratasi poi vincente, nonostante la difficile competizione
con città all’avanguardia come Vienna, Parigi, Lisbona e Bruxelles.
Intanto, l’Agenzia spaziale italiana ha come obiettivo l’organizzazione di
una serie di iniziative preparatorie, di qui
al 2012, per favorire l’alfabetizzazione dei
cittadini ai temi dello spazio. Prima tra tutte
è stata la mostra: “Astri e particelle, le parole
dell’Universo”, inaugurata il 18 marzo a Città
della Scienza.
Una grande esposizione realizzata insieme
all’Istituto nazionale di Fisica Nucleare e all’Istituto nazionale di Astrofisica, che consente al pubblico di guardare da
vicino e toccare con mano la scienza e i grandi esperimenti
che oggi studiano l’Universo.
[email protected]
LaCampaniavolaaShanghai
dasettembreinCinaperl’Expo
diPaola Cacace
L’Italiaètrai189paesiospitatinei5km2dell’ExpodiShanghai.Il
padiglionecostruitodaGiampaoloImbrighi,dalprimomaggio,giornodi
inaugurazionedell’Expo,haospitatooltreunmilionedivisitatori.I20modulidellostanditaliano,collegatidaballatoichericordanoibastoncinidel
giocodelloShanghai,sononellazonaCdell’esposizioneesiestendonoper
3600m2eun’altezzadi18metri.Achiudereilpadiglionesutrelatiuno
specchiod’acquacherimandaallaposizionepeninsularedell’Italia,mentreilsuointernoevocavicoli,borghiepiazzeitaliane.Permotivilogisticiil
padiglioneospitadivoltainvoltaunaregioneitaliana,mentreincontemporanealavetrinadiShanghaièusatadaindustrie,impreseeartisticome
trampolinointernazionale.
Il turno della Campania sarà a fine settembre con Napoli, che oltre a
RomaeMilanosaràunadellesole3cittàitalianeadavereunospazioproprio,
epoiduranteleprimeduesettimanediottobreconlaRegionecomeprotagonista.L’apripistadellaCampaniasarà“L’Italiadegliinnovatori”,chepromuove
leeccellenzenostranedurantel’esposizione,dal24luglioal7agosto.Trai265
progettiitalianiselezionatinelsettembre2009,infatti,13sonocampani.
Un Biogas più pulito del metano
ÈquellodellaMagnegasitalia,aziendanataunannofa.Oltreagliusi
deigasnoti,quellodellaMagnegasèutilizzabileancheperiltagliodimetalli.Nonèquesta,però,laverainnovazionemailfattocheilgassiaricavato
dailiquami,gliolii,gliscartiindustrialichesolitamenteinquinerebbero.
Il gusto dell’innovazione
ÈquellodellimoncelloVillaMassa,chepuntaallastandardizzazionedellaqualitàdelproprioprodotto,grazieaunsoftwarecheregolagli
aromi e gli altri ingredienti, rigorosamente naturali, per avere bottiglie
di limoncello il cui sapore sia sempre quanto più simile possibile. Saporetradizionalechehafattovincereall’impresasorrentinagiàilpremiodi
Confindustriaperl’innovazione.
Il nocciolo del problema
ÈquellodipescheealbicocchechelaCtifoodtechtoglieutilizzandoil
Ct800,robotprogettatoaSalerno,chesaràall’esposizionediShanghai.Non
unutensiledatenereincucina,datelesuedimensioniimponenti,mautile
perrisparmiaretemponelleaziendealimentari,vistochesembrasiaingradodiriconoscereeeliminareanchegliossirottienonsoloquelliintegri.
La finestra che non si vede
OperadellaSerramentItalialafinestra“Live”èunafacciatacontinua,
senzainterruzionirispettoalleparetieche,nonostantesiacompostada2
ante, rende l’effetto visivo di un palazzo
denocciolatoredialbicocche,inmostraaShanghai
di vetro, senza apparenti aperture, ancheagliocchipiùattenti.dueinnovazioniperchéilquarzononsembritale.Sono
operadellaSeieffe,industriadiBenevento.Laprimafasomigliareilquarzoalmarmo, con le sue caratteristiche venature,
maconunamaggioreduratatemporale.
2010-2011FestivaldellecittàdelMediterraneo
settembre-ottobre2010
laCampaniainesposizioneaShanghai
Ilsecondotipodiquarzo,invecesiilluminaecambiacolore.Entrambiitipidi
quarzosonousatineldesigndiinterni,inparticolareperitopdellecucine.
Una pasta più ricca
Èl’ideaportataaShanghaidaldipartimentodiScienzeAlimentari
dellaFedericoII.Arricchendol’alimento,legatoall’Italianell’immaginario
gastronomicomondiale,difibreevitaminesisperadipoterprevenirealcunedellemalattiedegenerative,cardiovascolariecronichepiùcomuni.
Cantieri più sicuri
Undipartimentod’Architetturahacreatounsistemaautomatizzatochecondeglispecialisensorièingradoprimadivalutarelerealicondizionidiunedificiodegradatoepoidieliminareicomponentidanneggiati
riducendotempiepericoloperglioperatorichelavoranonelsettore.
Il primo esempio di E-government
Tra i pochissimi casi di pubblica amministrazione in vetrina c’è il
TribunaledeiminoridiSalerno.Chehaautomatizzatolagestionedelproprio lavoro e dei processi per velocizzare il tutto, grazie all’introduzione
dei“fascicolidigitali”,eperavereunmaggiorecontattoconilterritorio
attraversoilsuonuovosportelloreclamitelematico.Misuraeanalizzale
polverisottilivelocemente.ÈAE-PMQCMilprototipodellaNovaetechche
rendeeconomicoeveloce,ilprocessodicampionaturadellepolverisottili,
portandoavantituttoilprocessodallamisurazionedellaloroconcentrazionenell’atmosferaalleanalisidilaboratorio.
No agli elettrodomestici a base di calcestruzzo
LaPasel,aziendaavellinese,haideatounalineadielettrodomestici
completamentericiclabili,grazieallaspecialetermoplasticachelicompone.Ecomesenonbastasse,primadiesserericiclatiicomponentideinuovi
elettrodomesticinondevononeancheesseretrattatiopuliti.
Restauro ecocompatibile
GrazieadeinuovimaterialigiàtrattatidalCnrdiPozzuolichegrazieallostudiodipolimerisinteticipermetteagliedificigiàrestauratidi
essererimossieriutilizzatidopoessergiàstatitrattati.
Molecole previdenti
Sonoipeptidiciclici,ossialemolecolechelaPharmaBullethaintenzionediutilizzareperindividuareconlargoanticipol’adenocarcinoma
prostatico.Esarebberoancheingradodiaiutarenellaterapia.
Campania-Cinaandataeritorno.GliinnovatoripresentiaShanghai
sarannoperòsolounprimoassaggiodiquantocisipreparaafare.Con
l’autunnolaCampaniapuntanonsoloalmercatocinesemaaquellointernazionale,oltrecheallapromozioneattraversopresentazionivirtuali
dellaRegioneconunaseriedieventiparalleli
allospazioallestitoall’internodelpadiglione
unisob.na.it/inchiostro
italiano.
Sul sito: gli altri eventi in
[email protected]
programma a Shanghai.
pagina
7
appuntamenticlouincittà
Forumdelleculture,101giornididialogotraipopoli
di Emanuele De Lucia
Napoli capitale mondiale delle culture.
Nel 2013, per 101 giorni il capoluogo
campano dovrebbe diventare l’epicentro internazionale del
sapere, la summa delle
scienze e dell’umana conoscenza. Il condizionale è d’obbligo alla
luce del programma
dei contenimenti
delle spese redatto dal neo
presidente
Caldoro. Il
Forum universale delle Culture arriva alla sua quarta edizione
nella città di Napoli. L’evento è nato in Spagna nel 2004 e ha
ricevuto il patrocinio dell’Unesco e nello stesso anno è nata la
Fondazione Forum per la gestione dell’evento. La prima rassegna nella città della Costa Brava accolse 3 milioni e 800mila
visitatori, mentre la seconda edizione ebbe un incremento di
un milione di persone. «È un evento internazionale e importante per due obiettivi – spiega l’assessore alla Cultura Nicola
Oddati, presidente del Forum –. Stiamo portando avanti un
progetto culturale di respiro internazionale per rivendicare il
ruolo di Napoli nel mondo. E puntiamo a una razionalizzazione e a uno sviluppo urbanistico della città». Il Forum si snoderà intorno a quattro assi principali: le condizioni per la pace, lo
sviluppo sostenibile e la diversità culturale. Napoli ha aggiunto
un quinto filone, quello della «Memoria del futuro: conoscere
le proprie radici per progettare il futuro comune». L’evento è
organizzato in tre sezioni: dialoghi, esposizioni ed espressioni
culturali. I dialoghi sono convegni e dibattiti sui temi più urgenti del nostro tempo. Le esposizioni indicano arti figurative,
simboli dei cinque continenti. Le espressioni culturali vanno
dalla musica al teatro, dalla danza a esibizioni artistiche
e forme di partecipazione libera, anche virtuale. Dal
10 aprile al 21 luglio 2013 Napoli vivrà 101 giorni
di confronto e incontro tra le diverse culture
del mondo. Ogni giorno sarà dedicato a
una città diversa. Mille saranno i dialoghi, cominciati già nel 2008.
Nel mese di ottobre di due
anni fa fu organizdel forum
zato l’Accam-
Napoli 2013
Gli altri luoghi
Napoli / Piazza del Plebiscito
luglio2010WorldCitiesManagement
ottobre2012ExpodelloSpazio
forum
odimonte
/ Pompei
2013Forumdelleculture
Tradizione e creatività:
la ricetta per promuovere l’economia
Napoli 2013
Gli altri luoghi del forum
Napoli / Piazza del Plebiscito
diAlberto Canonico
Promuovere un confronto sulle problematiche che investono le
singolecittànell’eraglobale,facen,5dolevasuunmodellodisviluppocentratosulbinomiocreativitàepatrimonio.Questoèl’obiettivo
delterzoWorldCitiesManagementinprogrammaaNapoli,il2e3
luglio. Un appuntamento internazionale che vedrà riunirsi in città
amministratorilocaliedespertidituttoilmondo,prontiaimpegnarsipersostenereunarivitalizzazioneurbanaattraversolacreativitàe
lacultura.
Il workshop rappresenta una delle tappe di avvicinamento al
Forum Universale delle Culture 2013 che vedrà Napoli protagonista
esiinseriscetralavarietàdiiniziativeche,apartiredal2008,hanno
organizzato momenti di partecipazione e di elaborazione comune.
Moltedelleiniziativesisonorivolteinquestianniallacostruzionee
alrafforzamentodellereticittadinenazionalieinternazionali,attivandoaccordiconquellecittàcheospiterannograndieventi.Napoli
hagiàpromossoiniziativeconMilanoperl’Expodel2015econTorino
per Italia 150 (2011).Reggia
In particolare
con quest’ultima
è stato firmato
Reggia
di Caserta
/ Capodimonte
/ Pompei
un protocollo d’intesa volto a creare occasioni di promozione reciproca.InquellaoccasionelacittàpartenopeasaràospitediTorinoe
realizzerà,nell’ambitodellacommemorazionedell’unitàd’Italia,un
“Festivaldelleculture”.LacittàporteràaTorinoilmegliodelproprio
patrimonioculturale:unarassegnateatralededicataaEduardode
Filippo,unamostrasulruolodiNapolinellastoriaitaliana,lapresentazionedelprogettodiriqualificazionedellacittàinvistadelForum
delleCulture,concertidedicatiallamusicanapoletanadalbaroccoal
jazzcontemporaneoeunfocussull’enogastronomianapoletana.
IltemaprincipaledelWorldCitiesManagementsaràlacreatività
socialecheattendesolodiessereutilizzatapermigliorarelecondizioni economiche e sociali del vivere comune. Ma in quale modo e
a quale idea di creatività fare riferimento? È questa la domanda a
cui gli esperti di tutto il mondo cercheranno di dare una risposta.
Siaffronterannoiproblemideigrandiagglomeratiurbanitenendo
contodellerisorseambientaliematerialidellecomunità.Ilproblemaprincipaleèchetroppospessolecittàperdonomemoriaesmarrisconoidentità,incapacidifareculturaecrearesaperi,diinnovare,
diavereunavisionedelfuturoetuttociòconduceall’indebolimento
dellacoesionesociale.Unappuntamentoimportanteaspettalacittà
diNapoli,cheneiprossimitreannisaràsottolalentediingrandimento,inunmomentoincuiletrasformazionisonosemprepiùvelociec’èlanecessitàdirifletteresulrapportotrapatrimoniostorico
diunacittàedesigenzelegatearipensareiconcettidimodernizzazioneedisviluppo.
[email protected]
pamento della pace, una prima tappa di avvicinamento al
Forum e rappresentò un laboratorio artistico–culturale a cui
parteciparono 200 ragazzi provenienti da tutto il mondo. A
marzo del 2009 sindaci e rappresentanti locali di tutti i Paesi
si incontrarono a Napoli per discutere di inclusione sociale.
Dodici saranno le esposizioni durante il Forum. È
prevista la realizzazione di una mostra archeologica del mondo, che farà luce sulla civiltà Maya, quella Azteca, le antiche
civiltà orientali e occidentali. Per raccontare la storia del capoluogo partenopeo, sarà allestita una mostra sulle stratificazioni storico-artistiche di Napoli dal ‘200 al ‘900. Ci sarà spazio
anche per una mostra d’arte contemporanea europea, che
raccoglierà i capolavori dei principali musei mondiali. Sono
previste 1500 espressioni culturali nelle forme artistiche più
disparate e le esibizioni avverranno tra Fuorigrotta e Bagnoli.
Le cornici dell’evento mondiale saranno la Mostra d’Oltremare, la Città della Scienza e piazza del Plebiscito. Sono previsti
cinque milioni di visitatori, il 35% dall’area napoletana, il 30%
dal resto della Campania, il 20% dalle altre regioni d’Italia
e il 15% dall’estero. «È un evento internazionale – dichiara
l’assessore –. Napoli si riconfermerà la capitale culturale del
mondo». Il Forum dovrebbe rappresentare anche un canale
privilegiato di entrate nel bilancio della città. Il Comune stima
in un miliardo e 325 milioni il valore complessivo della spesa
dei visitatori e in due miliardi di euro il complessivo fatturato
dell’evento. Tanto entusiasmo deve però fare i conti con le
difficoltà del momento. Nei mesi scorsi il Forum sembrava
poter saltare da un momento all’altro. «Non c’è rischio – spiega Oddati –. Non c’è relazione tra patto di Stabilità e fondi
comunitari destinati al Forum. Quelle risorse sono vincolate
e sono supportate dal grande valore che l’evento rappresenta
per Napoli». Nelle ultime settimane i vertici delle istituzioni
locali si sono incontrati per fare il punto della situazione. Il
presidente della Regione Caldoro ha detto di voler annullare
le delibere con le quali sono stati stanziati alcuni fondi pubblici per rientrare nel Patto di Stabilità. Sarebbero a rischio
400 milioni di euro, di cui 220 destinati alla valorizzazione
del centro storico, 65 alla riqualificazione di Bagnoli e 35 per
il Forum. Il Comune dice che quei fondi finanziati in parte
dall’Ue sono vincolati, mentre la Regione sottolinea che il finanziamento di matrice nazionale e locale può subire tagli.
Nei prossimi mesi saranno esaminate le carte e valutate le
priorità, ma una cosa è certa: la Regione deve risparmiare e a
farne la spesa saranno anche gli eventi culturali dei prossimi
anni. Secondo l’Istituto per la finanza e l’economia locale, i
tagli previsti per il capoluogo campano nel 2011 ammontano a 142 milioni di euro, che diventeranno 207 tra due anni.
Questi sono i costi della manovra finanziaria in Campania e
il motivo per cui il Forum o alcuni degli eventi previsti per il
2013 sono in odore di tagli.
[email protected]
NaplEst,gliimprenditori
investonosulterritorio
di Ludovica Criscitiello
Napoli 2013
Napoli 2013
Gli altri luoghi del forum
Gli altri luoghi del forum
di Caserta
Napolièunacittàviva,dovesipuòancorainvestireperlavalorizzazionedelterritorio.Èquestal’idea
chehaguidatoilgruppodiimprenditoricoinvoltinel
progettoNaplEst.
/ Capodimonte
/ Pompei
Lasfidaraccoltadaiprivatièquelladirealizzare
investimentiperlariqualificazionedellazonaorientalediNapoli.
Un’area, secondo Marilù Faraone Mennella, costruttriceepresidentedelcomitatopromotorediNaplest, che sorge nelle vicinanze delle ferrovie e della
zona costiera e che proprio per questo non va sottovalutata.
IquartiericoinvoltinelprogettosonoPoggioreale,SanGiovanni,BarraePonticelli.Ilprogettocomprenderà, oltre alla ristrutturazione delle aree Q8,
anche il recupero di diverse realtà, dai complessi industrialiaquelliabitaticomeilRionediSant’Alfonso.
La ripresa del Quartiere ecosostenibile di Granturco,
il completamento del centro direzionale, la Città del
Libro.Sonoquestealcunedelle18iniziative,previste
dalNaplEst.Alcunesarannoprontenel2013,altrenel
2018.SoloperleareeQ8bisogneràaspettareil2020.
In molti guardano con favore l’iniziativa, dal
sindaco Iervolino al presidente dell’Acen Andrea Pacifico.«Èunmodoperfavorirepiùcollaborazionetra
aziendeeistituzioni–haaffermatoPacifico–maanchepercrearenuovipostidilavoro».
Iluoghidelforum
[email protected]
MEDITERRANEO E TURISMO
pagina
8
inchiostro n. 5 – 2010
NapolisfidaMilanoperlasedeEuromed
Caldoro:“Vinciamoiprovincialismi.LavoriamoaunastrategiaperlaCampania”
di Gennaro Di Biase
Che il sogno passato formi le spalle del futuro, che
le potenze incompiute si materializzino in risultati che si
toccano: stando alle intenzioni della neogenerazione politica campana, la prima azione è un’esigenza, la seconda una
priorità. Lo dimostra l’impegno “mediterraneo” dell’onorevole Erminia Mazzoni, Ppe-Pdl, Presidente della Commissione
Petizioni e membro della Commissione Sviluppo Regionale
gono riconosciute al mezzogiorno d’Italia: bellezze naturali,
beni culturali, posizione strategica nel mediterraneo e una capacità di accoglienza dei suoi cittadini che ha pochi eguali in
Europa». L’impellenza attuale è convincere e convincersi che
l’area mediterranea conti sia nella sfera commerciale sia nella
formulazione d’identità culturale europea. Ecco perché dalla
commissione Ue non verranno toccate le risorse dell’agenda
2007/2013 relative ai progetti regionali euro mediterranei; e
per l’agenda 2014/2020 si prevede un aumento delle finanze destinate alla componente
meridionale della politica europea di vicinato e dei contributi
Unsognovenutodalontano
Suuncarrodorato,precedutodatubiciniemusici,connasoirregolare,pupille
vivide,pellepallida,nel1442,AlfonsoV,sovranodelgroviglioditerrenotocome“Coronad’Aragona”,lascialasedebarcelloneseedentraaNapolidaPortaMercato,deciso
a fare della città la capitale sociale e politica di un regno mediterraneo economicamenteseparatodalrestodeidominidell’imperospagnolo.Glistorici,comealsolito,
si dividono sulla felicità della scelta. I detrattori ipotizzano che il sogno napoletano
sianatodaunadebolezzasentimentaleversoLucreziad’Alagno;esostenengonoche
ilMagnanimo,percompiacerelasuafavorita,diedeordinediabbatterel’allorapopolarissimoSeggiodipiazzadellaSellariaperchéleingombravailpanoramadicasa.Gli
storiciamicidiconoalcontrariochefosseredotatodilucidalungimiranza,portatore
aipiedidelVesuviodisofisticatetecnichegovernative,razionalitàburocraticaedefficienzaamministrativa.Certamente,adiecigiornidall’entrata,ilavoriparlamentari
lascianoilsorrisosullelabbradisovranoebaroni.Ilprimoèsicurocheiltronosarà
ereditatodalfiglioFerrante;isecondivedonoconfermatifederalismifiscalievantaggi
giuridicidaunlato,esonosoddisfattidellosmaltimentoditantopersonalespagnolo
dall’altro,datochemoltemansionistatalivengonoaffidateaifedelissimidiAlfonso.
Latopografiaurbanaèriplasmatasullacittàanticapiuttostochesuquellamedievale,
i beni fondiari sono definiti e tutelati, e i ceti medi cittadini diventano per la prima
voltaproprietariterrieri.Alfonsofaedificareortieaiuole,promuovecentridiproduzione,
lavorazioneecircolazionediprodottitipicimediterranei.RendeNapoliunacittàmercato
elamettealcentrodelmarechestaalcentrogeopoliticodelmondo.Muorementrein
cittàstaentrandolapeste,36anniprimacheColomborivelil’Americaespostiilcentrodel
mondo.
del Parlamento Europeo; lo dimostra la linea “mediterranea”
premessa e promessa dal Governatore Stefano Caldoro. Nei
mercati come nell’immaginario continentale, serve stabilire
elementi di credibilità del nuovo viso di Napoli: «La credibilità
che oggi rivendichiamo come esigenza primaria, non è merce
in vendita - afferma Mazzoni - ma è il prodotto di una comunicazione da ingenerare nei più attraverso una serie continua
di comportamenti positivi. Protagoniste assolute dovranno
essere le istituzioni. La politica ha il dovere di tradurre promesse e ipotesi in fatti concreti modernizzando approcci e
metodologie». L’asso del meridione è sfruttare la tradizione
secondo nuove modalità: «Le carte per il rilancio economico
– prosegue Mazzoni - sono quelle che tradizionalmente ven-
SchizzodiinchiostrodiA.L.Esposito
all’UPM. Ambiente, autostrade
di mare e di terra, disinquinamento del mare, università
euro mediterranea, piano solare mediterraneo e iniziative
di sviluppo degli affari nell’area, sono i settori strategici del
partenariato Euromed. Dati i presupposti, è inevitabile la
scelta di una città del Mezzogiorno come sede dello sportello Euromed: «Ho proposto la Campania - afferma Mazzoni
- per le sue caratteristiche storiche e geografiche rispetto alla
Lombardia, che si è candidata come sede sostenuta dal Sottosegretario Urso. Salerno o Napoli non credo faccia differenza
se iniziamo finalmente a ragionare in una logica regionale e
comprimiamo le vocazioni delle diverse aree in un progetto
unitario». I tratti somatici del nuovo reame mediterraneo non
possono prescindere né dall’adeguamento delle infrastrutture né dall’idea di una fiscalità differenziata: «La misura ‘Irap
zero’ contenuta nella manovra in corso di approvazione è un
buon segnale per promuovere la nascita di nuove imprese.
Per le imprese del sud, oltre agli interventi sul lato del credito, è necessario garantire l’utilizzazione selettiva delle risorse.
La fiscalità differenziata va in questa direzione. Poter operare
utilizzando la leva fiscale consente, senza risorse aggiuntive,
di invertire la tendenza distributiva dei contributi, indirizzando gli aiuti verso la produttività. Ho chiesto alla Commissione esecutiva di rivedere la posizione di contrarietà rispetto
all’ipotesi di una fiscalità di vantaggio per le regioni del Sud,
a tutt’oggi considerata confliggente con la regolamentazione
comunitaria degli aiuti di stato».
Analoghe basi di risveglio meridionale vengono proclamate da Caldoro: come riferisce in una recente intervista
pubblicata sul sito Ansamed, serve evitare la gabbia dei particolarismi provinciali per una proiezione mediterranea della
Regione: «Parlo non solo di istituzioni, ma anche di forze economiche che lavorano d’impatto sul Mediterraneo. C’è una
certa tendenza a governare questi sottosistemi più che a far
squadra. Dobbiamo guardare ad una nuova regia sul Mediterraneo. Continuo a ripetere: il piano Sud può essere un punto
nel quale la politica del nostro paese, guardando sempre ai
grandi progetti europei e passando per i programmi nazionali, veda al Sud anche una grande cabina di regia, di attacco,
modernizzazione, sviluppo, crescita, che chiaramente parte
dal nostro paese e va oltre. Pensiamo alla forte attrazione che
può esercitare una regione costiera così importante come la
nostra, con una logistica significativa, grandi porti, interporti.
La parte logistica ha un valore essenziale per quanto riguarda l’attrazione del mercato che è attorno al Mediterraneo».
Cultura e infrastrutture siano discorsi paralleli: «l’azione di
coordinamento sul Mediterraneo va fatta dall’intera Giunta,
anche perché c’è la necessità di un forte collegamento con le
politiche nazionali ed europee». Si alternano governi e stagioni, ma lo sforzo congiunto di Stato e Regione resta condizione
fondamentale del risveglio del Mezzoggiorno.
Chiudendo sui dati, i paesi della sponda Sud del Mediterraneo, dal 1995 al 2007, hanno registrato una crescita
media del 4,2%, superiore a quella delle economie “mature”
dell’UE (più 2,4%), e allo sviluppo di aree emergenti come
l’America Latina. Con un interscambio di circa 50 miliardi
di euro, nel 2008, l’Italia copre una quota non marginale di
importazioni ed esportazioni dei Paesi mediterranei. È inopportuno che un paese abbandonato dalla storia si ostini a non
abbandonarla. Ma non è ancora questo il caso.
[email protected]
unisob.na.it/inchiostro
Sul sito: Festival “Le
città del Mediterraneo”
Maddaloni:“LiberidallezavorreperesserecapitaledelMediterraneo”
Ilneo-presidentedellaCameradiCommercioscommettesulfuturocommercialedellacittàepuntasuigiovani
diAnna Lucia Esposito
Napoli rinascerà capitale del Mediterraneo. Lo
profetizza il neo-presidente della Camera di Commercio di Napoli, Maurizio Maddaloni. Imprenditore del
settore turistico che scommette sul futuro commerciale della
Partenopenell’areaEuromed.La
sfidaèliberarsidellezavorreburocraticheeculturalichecaratterizzano negativamente la Campania per puntare sui giovani
cervellonicostrettiaemigrare.Il
primopassosaràlapiattaforma
logistica integrata nei piani del
governatore Caldoro. La Camera
di Commercio si prepara ad appoggiareilprogettocheinternazionalizzeràleimprese
giàesistentipercreareindotto,occupazioneedexport.
Può essere il Mediterraneo la soluzione per la crisi economica della Campania e in che modo?
«LaregioneCampaniaeinparticolarelacittàdi
Napoli, giocano un ruolo cruciale nell’area mediterranea. Non solo per un’evidente rendita geografica ma
soprattuttoperunruolobaricentricocommercialeeculturalestrategicochehannofattodiNapoli,luogodiconfrontoconipopolieipaesivicini.L’areaeuromediterraneadiliberoscambioèrappresentatadaunbacinodi
40paesie600milionidiabitanti.Tuttipotenzialiclienti
epartnerdellaCampaniaenaturalmentedelleimprese
diNapolieprovincia.Considerandochegliscambi,nonostante la crisi, crescono in media del 6% l’anno e la
nostraregioneneintercettaunaparteconsistente,ecco
cheilMediterraneorappresentaun’opportunitàfondamentaledirilancioecrescitadeinostriterritori».
Quali progetti ha la Camera di Commercio di Napoli per aprire una prospettiva mediterranea?
«dadecenniilnostroentecameraleèpromotorediiniziative
perfavorireloscambioconipaesi del Mediterraneo e lavora in
strettacollaborazioneconleistituzioni governative che si occupano dell’internazionalizzazione
delleimprese.Nelmiodiscorsodi
insediamento al vertice dell’ente camerale, ho sottolineato con
forzalanecessitàdiriposizionare
l’areametropolitanadiNapolial
centro dei traffici del Mediterraneo, attraverso la realizzazione di una grande piattaforma logistica. Siamo
prontialavorareinquestadirezioneconfrontandoci,da
subito,contuttigliattoriistituzionali,socialiedeconomicidelnostroterritorio».
Napoli può essere considerata la città delle città
del Mediterraneo?
«Indubbiamente sì. A patto che il posizionamento
strategico della città di Napoli sia accompagnato da
unaprofondaecondivisarevisionedituttiifattoriche
impedisconolosviluppo.Apartiredalletroppezavorre
legateaicostidifareimpresaeall’eccessivaburocratizzazionedellamacchinapubblica.Maildiscorsovaallargatoancheall’utilizzoinsufficientedellerisorsenaturaliestorico-culturaliinchiaveturisticaenaturalmente
ancheallanonsufficientedotazioneinfrastrutturalee
logistica dell’area metropolitana. E ancora: scontiamo
una carenza rilevante di profili professionali di alta
specializzazione,acausadiunaconsistentemigrazione
dellemigliorienergielavorativealCentro-Nord».
Come si può invertire questa tendenza?
«Sicuramenteconsolidandoiltessutoimprenditorialelocale,puntandosull’innovazioneesullacompetizione,intercettandotuttiisegnalichedovrannoarrivaredallanuovaamministrazioneregionale,maanche
dallealtreistituzionilocali.Bisognacrearelecondizioni
perfavorirenuoviinvestimentinazionalieinternazionalinelnostroterritorioepuntaresullavalorizzazione
dellenostrespecificitàproduttive,maancheculturalie
ambientali».
Cosa ne pensa del progetto del governatore Caldoro sulla piattaforma logistica integrata del Mediterraneo?
«Si tratta di un progetto incentrato sulla razionalizzazione delle competenze esistenti e sull’ internazionalizzazione delle nostre imprese. Questa piattaforma punta sull’integrazione con le infrastrutture
già esistenti e con una serie di aree di retro porto che
andrannoindividuateattraversoaccordidiprogramma
perlespecifichedefinizionid’uso.Cosìcomeindividuato,èsicuramenteunsistemainnovativochegarantirà
indotto,nuovaoccupazioneestimoloall’export.Mac’è
bisognodiungiocodisquadratratutti,forzepolitiche,
economicheesocialipertrasformareilprogettoinuna
realtàsolidaebaricentricanell’areadelMediterraneo».
[email protected]
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9
Allascopertadegliitinerarinascosti
Viaggioattraversoiborghi:ilturismoalternativodellaregione
di Francesca Marra
Non solo Pompei, Positano e Capri. La Campania è ricca di luoghi da scoprire dei quali si conosce molto poco ma sui
quali sarebbe necessario imporre la stessa risonanza concessa
solo ai “parenti” più illustri. Il borgo di Cusano Mutri, il castello
di Limatola, gli scavi archeologici di Buccino sono solo alcuni
degli itinerari dell’Italia nascosta molto apprezzata dagli stranieri. «I borghi sono lontani dai grandi e più conosciuti luoghi
del turismo della regione, ma è proprio questa la loro forza: riescono in questo modo a conservare le tradizioni, le abitudini,
l’artigianato e soprattutto la gastronomia che la loro terra offre».
Ettore Cucari, presidente della Federazione Viaggi Imprese e
Turismo della Campania commenta le bellezze nascoste della
regione: «Siamo di fronte a un tipo di turismo che potremmo
definire alternativo perché guarda alla riscoperta dei luoghi inconsueti». I borghi sconosciuti rappresentano le classiche mete
da “gita fuori porta”. Non sono attrezzati con strutture ricettive
di alto livello, ma i turisti vengono ospitati in piccole case rurali
e agriturismi poco fuori le mura del borgo dove è più facile apprezzare la cucina tipica e l’artigianato locale.
Il Cilento sfida la Costiera Amalfitana
La costa del Cilento è ricca di contrasti, si passa dalle acque cristalline della costa, alle colline ricoperte di ulivi,
fino a giungere alla natura incontaminata del Parco Nazionale Vallo di Diano. È lì che si trovano le Grotte dell’Angelo di
Pertosa: le gallerie, i cunicoli e le caverne fino al 30 novembre si vestono di un’atmosfera che le rende uniche al mondo
poiché ospitano l’iniziativa “L’inferno di Dante”. Con la guida del poeta si incontrano Paolo e Francesca, Ulisse, Minosse
e tanti altri personaggi della prima cantica della Divina commedia. E non c’è bisogno di artifizi scenici, le grotte offrono
uno scenario infernale. Il Cilento, negli ultimi anni, è riuscito ad imporsi nel panorama dell’offerta turistica in provincia
di Salerno e non solo, grazie alla varietà del suo territorio, e
all’apprezzatissima gastronomia, simbolo della dieta mediterraea. I ristoranti del luogo appongono accanto ai prezzi dei
menù le calorie delle pietanze. I prodotti genuini della zona
costiera hanno ispirato il lavoro dell’americano Ancel Keys,
padre della dieta mediterranea. L’entroterra cilentano è una
meta preferita dai turisti stranieri perché particolarmente
adatta al trekking e alle passeggiate in altura.
L’antica Volcei tra storia e memoria
Nel parco archeologico in provincia di Salerno, oggi
Buccino, si può seguire un percorso molto particolare snodato tra case private e cantine lungo tutto il centro storico,
al di sotto del borgo medievale. Tappe obbligate sono le tre
porte della città il complesso rupestre di via Egito, il tempio
di via S. Spirito, noto come Caesareum, l’area sacra di Santo
Stefano. La visita termina alla sommità della collina dove si
trovano i resti di un castello normanno-angioino.
Il parco archeologico di Liternum
Nei pressi del Lago Patria si snoda una delle colonie
romane più antiche, la città di Luiternum, fondata nel 194
d.C. su un area di 85mila mq. Dopo un declino durato secoli, solo nel 1932 furono avviate le operazioni di scavo che
diedero alla luce notevoli testimonianze archeologiche: resti
del foro con annessi capitolium, basilica e teatro; quartieri
abitativi e tracce di strade urbane; resti di un santuario, di un
complesso termale e di un anfiteatro, che non hanno nulla
da invidiare ai soliti quanto scontati scavi di Pompei.
Il borgo di Cusano Mutri
Adagiata su uno sperone roccioso alle falde del monte, lembo orientale del massiccio del Matese al confine tra
Campania e Molise, Cusano Mutri è la perla di una zona travagliata e spesso colpita da eventi sismici. Il borgo di pietra
bianca del matese si erge su montagne alte tra i 1000 e i
1800 metri, arroccato attorno ai resti del castello medievale,
è coperto da neve dall’autunno alla primavera.
[email protected]
1.Lacostieracilentana2.“Infernodidante”nellegrottediPertosa
3.Buccino4.Liternum,LagoPatria5.CusanoMutri
LaBorsadiPaestumparlaasiatico
Turismocongressuale:lenuovesfide
di Sergio Napolitano
di Livio Pane
La Borsa mediterranea del turismo archeologico, in programma dal 18 al
21 novembre, giunge alla sua XIII edizione. Un evento unico al mondo – sostiene
Ugo Picarelli, ideatore e direttore della Bmta –. È la prima mostra internazionale di
tecnologie virtuali applicate all’archeologia. Imprenditore campano nel settore del
turismo e dei beni culturali, Picarelli spiega la genesi dell’evento che ‹‹nasce dal
desiderio di offrire al territorio, in cui vivo e opero, un evento capace di determinare
un indotto economico e proiettare la provincia di Salerno alla ribalta internazionale.
Oltre, ovviamente, a contribuire a un processo di destagionalizzazione del turismo
che si va rendendo sempre più necessario››.
Quali sono gli obiettivi e quali le novità di questa XIII edizione?
‹‹I progetti in mostra all’interno di Archeovirtual, la sezione della Borsa dedicata all’innovazione tecnologica applicata ai beni culturali, acquistano un respiro
internazionale sempre maggiore. Quest’anno la vera novità è rappresentata dal Paese ospite che è la Cambogia: per la prima volta la Bmta apre al Sud Est Asiatico. Una
nuova iniziativa in programma è anche il Festival dell’Archeologia Sperimentale,
la cui valenza didattica è accresciuta dalle numerose realtà invitate a presentare la
quotidianità domestica e sociale dei nostri antenati››.
In che modo la Borsa mediterranea del turismo archeologico influisce positi­
vamente sul Mezzogiorno d’Italia?
‹‹Si tratta di un evento unico al mondo nel suo genere, per questo dà lustro
al Sud Italia. Inoltre l’offerta degli operatori turistici del Mezzogiorno incontra circa
100 buyers esteri provenienti da 15 Paesi. Una grande opportunità per loro››.
E in Campania?
‹‹La Campania svolge al meglio il suo ruolo di padrona di casa. È il primo museo
a cielo aperto del Paese con ricchezze uniche quali Pompei ed Ercolano, l’area Flegrea,
Napoli, la Longobardia Minor con Benevento e Salerno, Paestum e lo straordinario patrimonio culturale minore che si
estende dalle aree costiere alle aree interne. Per lo spessore
dei suoi beni culturali resta sotto i riflettori di un’ampia platea
mediatica, con circa 100 giornalisti accreditati››.
Ha risvolti economici?
‹‹Sicuramente la Borsa di Paestum, nei quattro
giorni di allestimento, genera un notevole indotto economico determinato dall’occupazione alberghiera da parte di
addetti ai lavori, appassionati e visitatori provenienti da tutto il mondo e da tutte le regioni italiane››.
[email protected]
Un settore fino a pochi anni fa sconosciuto, ora traino dell’indotto turistico
specializzato. Negli ultimi dieci anni il mercato della congressistica in Italia è cresciuto, affermandosi sia dal punto di vista qualitativo che quantitativo, come uno dei
segmenti portanti del mercato italiano. I dati sull’andamento del turismo congressuale nel nostro Paese sono elaborati annualmente dall’Osservatorio Congressuale
Italiano. L’elevato fatturato, la consistente spesa media dei congressisti, la fornitura
di servizi ad alto valore aggiunto sono alcune tra le caratteristiche più importanti di
un settore in continua evoluzione.
La Campania nel turismo congressuale vive una contraddizione. È una delle
location preferite per la bellezza del paesaggio, confermato da un continuo aumento
della domanda, ma trova seri problemi nell’offerta. Strutture di piccola e media grandezza ce ne sono, ma mancano i servizi di supporto: mobilità, sicurezza e accessibilità. Inoltre, sconta la mancanza di un palazzo dei congressi capace di ospitare eventi
fino a 5.000 partecipanti, il che preclude di fatto la candidatura a manifestazioni
congressuali di grandi dimensioni.
In media la durata degli eventi, dopo essersi precedentemente contratta, si
è portata negli ultimi tre anni a circa 4,4 giorni, ma sembra pronta ad aumentare
sensibilmente.
Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna, Toscana e Lazio sono le prime 5 regioni per numero di strutture, dove si localizza circa il 60% dei complessi. Con un
totale di 173 strutture, rispetto alle 2.829 presenti sulle guide italiane di settore, la
Campania occupa soltanto la sesta posizione, costituendo il 6,1% delle sedi congressuali attive in Italia.
La provincia di Napoli possiede 775 location congressuali, un numero superiore rispetto alle altre province campane, che vanno dai 369 posti di Benevento ai
250 di Caserta.
Spostando l’analisi dal complesso delle strutture che ospitano
convegni, ai soli centri congressuali (non alberghi) si nota che
la percentuale regionale scende al 2,7 del totale nazionale.
Oggi i punti di forza di una struttura congressuale sono
rappresentati da una moltitudine di qualità, soprattutto
sulla disponibilità delle soluzioni offerte rispetto a ognuna
delle richieste.
Quanto più l’elasticità nelle risposte riesce a fornire un
sistema territoriale, tanto più aumenta la probabilità di essere scelti come sede di un evento.
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SPORT E CULTURA
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inchiostro n. 5 – 2010
Ilsognoèunavascaperimondiali
LapropostadelpatrondiCarpisa:“Un’occasioneunicaperlacittà”
di Marco Cavero
Immaginate Michael Phelps e Federica Pellegrini che
collezionano record e medaglie nuotando nella piscina Scandone, o Tania Cagnotto che sfida i più grandi tuffandosi dai
trampolini della Mostra d’Oltremare. L’idea è accattivante: portare a Napoli i mondiali di nuoto del 2015.
La proposta è arrivata all’improvviso, e non da ambienti
sportivi. È stato Luciano Cimmino, patron di Jacked, Yamamay e Carpisa a suggerire il capoluogo campano come città
che potrebbe ospitare uno degli eventi sportivi più importanti
del panorama mondiale. Inizialmente presa in contropiede, la
Federazione Italiana Nuoto ha trovato il progetto affascinante.
investimento da 12 milioni di euro, e diventerebbe così la base
logistica dei campionati, considerando tra l’altro la vicinanza
con i principali impianti sportivi che verrebbero utilizzati.
Napoli è città di mare, da sempre legata agli sport acquatici. Nonostante sia il calcio lo sport più amato e seguito dagli appassionati, è la pallanuoto la disciplina che ha portato più
titoli. Il Circolo Nautico Posillipo, il club rossoverde, ha vinto
ben 11 titoli nazionali e 3 coppe dei campioni. In seconda serie
c’è l’Acquachiara, sponsorizzata proprio da Carpisa-Yamamay
di Cimmino. E poi il nuoto, con Massimiliano Rosolino portabandiera di una tradizione di atleti senza pari in Italia. Il seguito di cui il nuoto gode a Napoli anche a livello amatoriale è
fuori discussione, e garantirebbe un sicuro successo di pubbli-
IlnuotatoredavideLombardi
L’obiettivo iniziale era quello di puntare all’edizione 2013 ma,
dopo l’incontro del 31 maggio tra Cimmino e il presidente della
Federnuoto Paolo Barelli, si è deciso di puntare al 2015 considerando il vantaggio delle candidature di Mosca e Amburgo,
battute l’anno scorso da Dubai che ha poi rinunciato all’organizzazione.
Nonostante l’arretratezza delle strutture sportive a Napoli, non sarebbero necessari stravolgimenti epocali per poter
ospitare l’evento. La piscina Scandone di Fuorigrotta, che ha
ospitato il 14 e 15 maggio scorso la Final Four dell’Euroleague (la Champions League della pallanuoto), sarebbe la sede
naturale per le principali gare di nuoto e di pallanuoto. Nel
complesso sportivo all’interno della Mostra d’Oltremare, sempre a Fuorigrotta, la piscina olimpica scoperta può fare da scenario alle gare di tuffi, mentre quella da 25 metri è un ideale
“campo” di allenamento per gli atleti. Inoltre, c’è la possibilità di costruire due piscine smontabili nei grandi spazi della
Mostra, che così diventerebbe la cittadella sportiva, l’epicentro
della manifestazione. Palazzo Canino, al suo interno, sta per
diventare un hotel a quattro stelle con oltre 100 camere per un
co e la partecipazione dell’intera città. Come se non bastasse,
il fattore economico: i mondiali di Roma nel 2009 sono stati
seguiti da 230mila spettatori (mentre chi non c’era ha potuto
godere di 1.400 ore di trasmissione televisiva), per un aumento
di flusso turistico del 12%. Le ripercussioni sarebbero enormi,
per il settore alberghiero, della ristorazione e per l’economia
dell’intera regione.
L’ostacolo più grande che potrebbe incontrare la candidatura di Napoli è però proprio la sua posizione geografica.
L’Italia, anche se sono le sole città a gestire questo tipo di eventi, ha già ospitato i mondiali di nuoto l’anno scorso a Roma. Nel
2011 i campionati si terranno a Shangai, in Cina, dopodiché in
caso di successo della candidatura partenopea si tornerebbe a
nuotare nelle vasche dello Stivale per la seconda volta nel giro
di 4 anni. Una scelta che potrebbe essere meno praticabile di
quanto si potrebbe immaginare, considerando che è accaduto
solo una volta nella storia: nel 1998 Perth, la “città delle luci”
australiana, ospitò per la seconda volta in 6 anni la manifestazione iridata, per mancanza di altre candidature.
[email protected]
dalparquetall’acqua:eccoitalentididomani
di Marco Borrillo
TENNIS
La giovane promessa del tennis
napoletano si chiama Enrico Fioravante, classe 1990.L’ultimo prodotto dello storico vivaio Tennis Club
Napoli è considerato
l’erede naturale di Potito Starace, il tennista
avellinese numero uno
in Italia. Gioca in serie
A2 sotto la guida di
Antonio Izzo, il suo allenatore. Fisico imponente e colpi pesanti. Grazie ai suoi 193
centimetri di altezza riesce a mettere a
segno ottime combinazioni: molto buono il diritto, soprattutto quando parte
dal lato sinistro del campo. Il ventenne
di San Pietro a Patierno si divide tra tornei nazionali e internazionali ottenendo ottimi risultati: ha chiuso il 2009
alla posizione 960 della classifica Atp.
BASkET
Sul parquet azzurro la speranza partenopea arriva dalla serie
A2 femminile: si tratta di Sara Bocchetti,
classe ’93, stella della
General Coconuda Napoli. Il gioiellino del
Gymnasium, guardia
di 1,75 cm, è il fiore
all’occhiello del basket
napoletano. Centra il canestro come
pochi e la sua media realizzativa è notevole. Da due anni lo Spartak Mosca, il
club più forte e ricco del mondo, è sulle
sue tracce, da quando i suoi tecnici la
videro giocare in Coppa dei Campioni
giovanile a Mosca.
SCHERMA
Dalla grande tradizione della sciabola a Napoli si impone nel panorama
della scherma italiana Massimiliano
Murolo, classe 1988.
L’atleta di Posillipo
ha iniziato all’età di
undici anni come fiorettista. È poi passato
all’arma della sciabola iniziando a ottenere risultati di rilievo
sia in campo nazionale che internazionale. È entrato nel giro della nazionale
under 20 partecipando a diverse edizioni dei campionati europei e mondiali di
sciabola sia individuale che a squadre.
Attualmente milita nel Gruppo Sportivo Carabinieri.
NUoTo
Il Circolo Canottieri Napoli continua a sfornare talenti. La promessa
si chiama Stefania
Pirozzi,
classe
1993. La nuotatrice di Apollosa
si è avvicinata al nuoto alla tenera età
di 7 anni. Dalla semplice voglia di fare
sport alle gare il passo è stato breve. La
sirenetta sannita si è messa in luce agli
europei juniores di Praga conquistando
due bronzi nei 200 e 400 misti e un
argento nei 400 stile libero. Occhi puntati sulla giovane campionessa: parteciperà agli europei estivi di Budapest in
agosto.
PUGILATo
Ciro Cipriano è di sicuro uno
dei giovani più promettenti della boxe
campana.
Il
pugile
salernitano classe
1990 è stato
già campione
interregionale 2008 e
Guanto d’Oro
nel 2009. Nel
suo palmarès
un bronzo ai
Giochi del Mediterraneo e un secondo
posto ai campinati italiani dilettanti
di Tarquinia, perdendo solo in finale.
Muove i primi passi sul ring a 16 anni,
nella palestra “Metroplis” del maestro
Mario Collina. Poi una lunga scalata
verso mete sempre più prestigiose.
Buon sangue non mente: Ciro Cipriano, suo nonno, è stato campione italiano, ha vinto gli europei a Belgrado e ha
combattuto contro Nino Benvenuti.
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Campioni in cerca di strutture
di Alessandro Di Liegro
Napoli è da sempre una fucina di medaglie per lo
sport italiano. Ma quali sono le strutture in cui crescono
e nascono i futuri campioni?
NUoTo
Una sola piscina a vasca lunga: la piscina Scandone. I fondi post terremoto hanno fatto nascere diverse
piscine date in gestione ai club cittadini. Il problema è
spesso l’agibilità. Molte di queste non possono ospitare
più di 100 persone. Nonostante questo il movimento
napoletano è vivace e foriero di vittorie. Si allenano a
Napoli, fra gli altri, Caterina Giacchetti, bronzo agli
europei del 2006 (a 18 anni) e Joseph Davide Natullo,
recordman italiano dei 200 pur se in due società diverse. Il rinnovamento delle strutture passa anche per l’approvazione della candidatura ad ospitare i campionati
mondiali di nuoto del 2015.
TENNIS
I campi di via Dohrn sono la struttura principale
del Tennis campano. Gli internazionali di Napoli sono
un avvenimento annuale di grande attrazione e il Tennis Club Napoli ha recentemente festeggiato il ritorno
nella serie A nazionale. Thomas Fabbiano è la punta di
lancia del club partenopeo, ha di recente staccato la wild
card per la partecipazione agli internazionali di Napoli.
E se Napoli ha da poco fatto ritorno nel “tennis che conta”, Capri è la realtà più felice del movimento tennistico
campano. Campione d’Italia da quattro anni consecutivamente, iscrive fra i suoi membri gli atleti di punta
della federazione tennistica italiana: Andreas Seppi,
bolzanino, numero uno azzurro, Filippo Volandri e Potito Starace di Andretta (Av), plurivincitore del torneo di
via Dohrn.
SCHERMA
Sandro Cuomo, napoletano, è l’allenatore della nazionale italiana di scherma. Nel 1996, ad Atlanta vince
la medaglia d’oro nella specialità della spada. Subito
dopo va dall’allora assessore allo sport di Napoli Giulia
Parente per proporre di creare un centro specializzato
per la scherma che nasce 13 anni dopo grazie alla volontà decisiva del successore della Parente: l’assessore
Ponticelli. All’interno dello stadio Collana del Vomero
c’è il centro, il più attrezzato in Campania, fulcro della
scherma regionale. Scherma che ha regalato all’Italia
più di un’emozione: per esempio, la finale dei mondiali
del 1998 fu giocata tra due napoletani: Raffaello Caserta
e Luigi Tarantino. L’anno scorso Napoli ha organizzato
la coppa Europa femminile a squadre, nella struttura
della polisportiva Partenope.
PUGILATo
A Napoli e in provincia esistono numerose palestre
dove si può praticare la “noble art”. Tutte private, sono
gestite dai maestri di boxe come delle società sportive
private. Fra queste la Napoli pugilistica di Michele Di
Luisa e la polisportiva Fulgor. Chi pratica boxe può
farlo a due livelli: dilettanti e professionisti. Fra i pro il
napoletano Andrea Di Luisa è campione nazionale dei
pesi supermedi e combatte per una società viterbese. In
Campania c’è anche la “capitale” del pugilato italiano:
Marcianise. Lì è nato e ha dato i primi pugni Clemente
Russo, argento alle olimpiadi di Pechino del 2008, oro
ai mondiali di Chicago nel 2007, secondo al reality “La
Talpa” nel 2009 e il vicecampione mondiale del 2007
Domenico Valentino. Entrambi provengono dalla palestra Exclesior del maestro Mimmo Brillantino.
BASkET
Per quanto riguarda la pallacanestro, il secondo
sport italiano per diffusione dopo il calcio, Napoli è un
passo indietro rispetto a Caserta e Avellino. Pur se la
quantità di società della provincia di Napoli è numericamente superiore rispetto a quelle delle province limitrofe, le strutture di Caserta e Avellino sono maggiormente adatte ad ospitare gare di alto livello. Il PalaBarbuto,
tempio del basket partenopeo, è una struttura temporanea che doveva asservire in attesa della fine dei lavori al
Pala Mario Argento, lavori che non solo non sono mai
finiti, ma neanche mai iniziati. Nonostante ciò è stato
teatro dei più recenti successi del basket napoletano,
come la Coppa Italia 2007, vinta dalla squadra maschile e lo scudetto femminile nello stesso anno. Esistono
molti altri impianti a Napoli dedicati alla pallacanestro,
come il PalaVesuvio a Soccavo e il PalaTagliatatela a
Ischia, ma hanno tutti una limitata capacità di posti a
sedere. Il primo ospita le gare della Coconuda Napoli,
vicecampione d’Italia under 17 femminile.
[email protected]
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Culturapartenopea:èl’oradellarinascita
Lacittàviveunperiododifermento
Laretedeinarratoriunder40
di Emanuela Vernetti
di Jessica Mariana Masucci
Potrebbe essere un nuovo Rinascimento ciò che si sta verificando nel panorama letterario napoletano. Ne sono convinti Maurizio
De Giovanni e Pino Imperatore, due scrittori
che osservano i fermenti artistici della propria
città con speranza ma anche con la criticità di
chi li vive dall’interno. «Napoli è in un momento di grande fertilità- afferma Imperatoreci sono molti autori giovani e non, che stanno
ricevendo consensi e alcuni di loro sono anche
tradotti all’estero». Scrittore umoristico e vincitore del Premio Troisi nel 2001, Imperatore
conduce con Eduardo Bellini il Laboratorio di
scrittura comica e umoristica “Achille Campanile” e dal 2005 è responsabile della sezione
scrittura comica del Premio “Massimo Troisi”.
Secondo l’umorista casertano a dare forza ai
talenti partenopei sono stati soprattutto i privati: associazioni culturali, laboratori di scrittura
creativa. «Queste realtà sono diventate terreno
fertile per la creazione di un movimento letterario forte che sta riportando la città all’attenzione nazionale grazie a una serie di scrittori
come Maurizio De Giovanni».
Il giallista che con il suo commissario Ricciardi ha tenuto desta la suspense dei
lettori di tutta Italia, condivide con Pino Imperatore lo stesso ottimismo sulla ricchezza
e varietà delle energie intellettuali partenopee ma non si lascia andare a facili illusioni. La sua analisi è impietosa: «Napoli vive
di esuberanze naturali e incidentali, realtà
provvisorie che nascono, crescono e muoiono perché non sono in contatto tra di loro».
Questo è il primo grande problema: la
mancanza di una connettività tra le varie iniziative, il limitarsi a coltivare interessi particolaristici in un momento in cui la città vivrebbe
un momento di grande fermento culturale. Il
dito è puntato contro quelle case editrici che
senza alcuna attitudine al rischio hanno come
vero cliente lo scrittore e non il lettore.
Infatti se sul territorio campano esistono circa 74 case editrici, quelle che effetti-
vamente danno spazio ai talenti senza chiedere il contributo spese sono davvero poche.
«La grande contraddizione –aggiunge- è che
manca una casa editrice che pubblichi a livello nazionale. Bari che è la metà di Napoli ha
la storica Laterza».
Ecco perché costituiscono un grande
passo in avanti iniziative in grado di aggregare
e far confrontare diverse realtà. È questo il caso
del progetto “Napoli città della Letteratura” una
Qualcuno l’ha chiamata nouvelle
vague napoletana. Ma è una comunità nata
spontaneamente. Sono narratori a trecentosessanta gradi, scrittori e anche sceneggiatori, fotografi e registi.
La generazione di under quaranta fa
cultura a Napoli attraverso uno scambio di
idee e collaborazioni che unisce linguaggi
Leprovedi“Lacittàdifuori”(FotodiCarmineLuino)
unisob.na.it/inchiostro
artistici diversi. «Si è creata
proposta avanzata da un comitato
Sul sito: il panorama
una rete che non vive solo
cittadino per ottenere il prestigioso
in funzione delle prospettive
letterario e teatrale
riconoscimento dell’Unesco. «La siprofessionali. Tra di noi siatuazione è rosea ma sono energie demo soprattutto amici» dice
stinate a morire di inedia se non susRiccardo Brun, trentasei anni e alle spalle
siste lo sforzo a canalizzarle verso un terreno
tre romanzi, diversi racconti e tra le scenegcomune - conclude De Giovanni -. È come una
giature quella di “Racconto di guerra”, cormetropolitana di cui sono state costruite solo le
tometraggio vincitore del David di Donatello
stazioni ma da sole non servono a nulla».
nel 2003.
[email protected]
Ilteatrositrasferisceinbirreria
diAnna Elena Caputano
L’ideainnovativaèmettereinscenaspettacoli in luoghi alternativi. Nuove sperimentazioni nel capoluogo partenopeo, da sempre
al centro della promozione teatrale e artistica.
Spesso i luoghi dove avvengono gli spettacoli
sonofuoridalcomuneecolpisconoproprioper
l’originalitàelacreatività.Inalcunicasisitratta
del riutilizzo e ripristino di aree e spazi abbandonatiochiusialpubblico,inaltridiluoghiche
nessunoimmaginapossanoessereadattiperla
messainscenadiopereteatrali.
Unesempioèl’exBirreriadiMiano,una
fabbrica dismessa degli anni Cinquanta che si
trovanellaperiferianorddiNapoli,sceltacome
locationperottospettacolidalNapoliTeatroFestival. Si tratta di una fabbrica chiusa nel 2004
e smantellata dei macchinari e silos per la produzionedellabirrachevantanumeridarecord:
misura complessivamente centomila metri
quadratiehaoltrenovecentometriquadratidi
palcoscenicodivisoinduespaziper850postia
sedere.Ilprimositrovanellazonadoveavveniva
l’imbottigliamento della birra, ha una tribuna
progettataperunavisionefrontaledicirca500
postiedèdestinatoaspettacolicherichiedono
spaziteatraliparticolari.Ilsecondonelcorpodi
fabbricacheospitavalostoccaggioehaunaplatea da 350 posti. Questo spazio ospiterà presto
lospettacolo-maratonadiPeterStein:ilregista
tedescohatrattodalcapolavorodidostoevskij“I
demoni”un’operachedurerà9ore.
disicurononpassainosservatounexlanificiodiventatocentrodiproduzioneartistica
eculturale.ÈLanificio25,unlaboratorioinmostra.LalocationèilLanificioSava,moltoattivo
nell’ottocento e conta uno spazio di circa seicentometriquadrati(dicui230mqinternie347
esterni),recuperatosalvaguardandolastruttura originaria. Sono ancora presenti all’interno
una ciminiera, l’antica iscrizione “lanificio”, le
trave lignee e le vasche dove si lavava la lana.
La ciminiera è quella che, dal 1824 al 1860, ha
alimentatoillanificioesiinnalzaperquaranta
metri sopra la zona di Porta Capuana. In Lanificio 25 si alternano work in progress, eventi e
performanced’arte,incontri,conferenze,proiezioni.Agliartistivengonooffertiservizidisupporto fondamentali come alloggio, postazione
per il montaggio audio e video, atelier, ufficio
stampa.
Altrospaziod’attrazioneèilfoyerdelTeatroSanCarlo,dovenormalmenteglispettatori
possono intrattenersi prima, durante e dopo le
pause dello spettacolo. Nel foyer del Massimo
napoletano è stata organizzata una nuova iniziativa,intitolata«Extra,musicaedaltronelFoyer»,unaperitivoculturalenellafasciapreserale
coninprogrammaspettacoli,concerti,incontri,
proiezioni,presentazionidilibriemostre.
Anche l’Orto Botanico diventa location
d’eccezioneperspettacoliedeventi.OgnispettacoloavvieneinunodeiparchipiùbellidiNapoli.
Lacornicenaturalediventapalcoperspettacoli
incuilenumerosepossibilitàscenografichedel
parcodiventanoparteintegrantedellamessain
scena delle varie opere che vi vengono rappresentate. Nell’orto sono state organizzate eventi
come “Brividi d’estate”, una rassegna di teatro
eletteraturadedicataalgiallo,e“LaScenaSensibile”,unaseriedispettacoliriservatiaipiccoli spettatori delle scuole della Campania in cui
vengonorilettietraspostiscenicamenteiclassicidellaletteraturaperl’infanziagrazieall’interpretazione di alcune compagnie del panorama
italianodelTeatroperiragazzi.
[email protected]
Un momento di aggregazione è stata la nascita tre anni fa della casa editrice
“Ad est dell’equatore”, fondata a Ponticelli
da Ciro e Marco Marino. «Avevano venticinque anni uno e ventidue l’altro – racconta Brun - A noi che già scrivevamo da un
po’ sembrava una follia, ma gli abbiamo
dato una mano e adesso giocano una parte importante nel panorama dell’editoria
campana e meridionale».
Scrittore e regista, Luigi Pingitore fa
parte di questo progetto. Spiega che “Ad est
dell’equatore” è autofinanziata; dalle istituzioni non riceve sovvenzioni, né queste
cercano di tessere un dialogo. «È nato un
movimento trasversale», secondo Pingitore. «Il mestiere dello scrittore continua a
vivere di solitudine, ma i percorsi si incrociano». A luglio uscirà il suo documentario per il progetto “Scampìa Trip”, che si
completa con il cd degli ‘A67 e un libro di
racconti.
Pingitore sta anche collaborando con
Angelo Petrella e Andrea Cotti alla stesura
della sceneggiatura per una versione cinematografica de “La città perfetta”. Petrella è
l’autore del romanzo, pubblicato nel 2008
da Garzanti, che adesso sta vivendo una prima reincarnazione sotto forma di doppia
opera teatrale.
“La città di fuori - La città di dentro”
debutta quest’anno in una vetrina come il
Napoli Teatro Italia Festival, con la regia di
due registi partenopei, Mario Gelardi e Giuseppe Miale Di Mauro. «Come nel romanzo,
anche in questi spettacoli l’intento è descrivere le dinamiche del potere, dall’ascesa alla
caduta di chi lo detiene», dice l’autore.
Facendo ritorno alla scena culturale
napoletana, aggiunge: «Non è una nuova
scuola, ma un laboratorio del fare. Ognuno
con il suo messaggio insiste nel fare cultura a Napoli, dove non c’è supporto. Siamo
uniti anche per sopperire alle mancanze
della città».
[email protected]
Inchiostro
Anno X numero 5
20 Giugno 2010
chiuso in redazione il 10 Giugno
2010
www.unisob.na.it/inchiostro
Alessandro Di Liegro, Anna Lucia
Esposito, Cristiano M.G. Faranna,
Antonio Frascadore, Egidio Lofrano,
Violetta Luongo, Lorenzo Marinelli,
Jessica Mariana Masucci, Ernesto
Mugione, Pasquale Napolitano,
Sergio Napolitano, Livio Pane,
Periodico a cura
Francesca Romaldo, Francesca Sacdella Scuola di giornalismo
diretta da Paolo Mieli nell’Università centi, Giulia Savignano, Emanuela
Vernetti.
degli Studi Suor Orsola Benincasa
Direttore editoriale
Francesco M. De Sanctis
Condirettore
Lucio d’Alessandro
Direttore responsabile
Pierluigi Camilli
Coordinamento scientifico-didattico
Arturo Lando
Coordinamento redazionale
Alfredo d’Agnese, Carla Mannelli,
Alessandra Origo, Guido Pocobelli
Ragosta
Caporedattore
Annalisa Perla
Capi servizio
Marco Borrillo, Francesca Marra,
Romolo Napolitano, Enrico Parolisi
In redazione
Paola Cacace, Alberto Canonico,
Anna Elena Caputano, Marco Cavero, Ludovica Criscitiello, Raffaele de
Chiara, Emenuele De Lucia, Angelo
De Nicola, Gennaro Di Biase,
Spedizioni
Vincenzo Crispino, Ciro Crispino,
Alessandra Cacace
tel. 081-2522232
Editore
Università degli Studi
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80135 Napoli via Suor Orsola 10
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Redazione
80135 Napoli via Suor Orsola 10
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fax 081.2522212
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Tribunale di Napoli n. 5210 del
2/5/2001
Stampa
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Progetto grafico
Sergio Prozzillo
Impaginazione
Biagio Di Stefano
INNOVAZIONE pagina 12
inchiostro n. 5 – 2010
Sarannofamosi:giovanitalenticrescono
designer,imprenditoriericercatorinapoletanisifannostradanelpanoramanazionale
“GrifoIr10”èlasigladiunprototipoautomobilisticocherivisitala“IsoGrifo”vetturasportivadeglianniSettantaprodotta
dalla casa automobilistica “Iso Rivolta”.Il progetto realizzato
dalgiovanedesignercampanodavidePanarellaincollaborazioneconLuigiSantibacciePatrickSinichèstatopresentatoal
salone internazionale “Supercar 2010” di Bobbio una mostra
dell’auto interamente dedicata alle fuoriserie del passato e
a quelle del futuro. Nonostante la giovane età, Panarella ha
all’attivoaltriprogettipresiinconsiderazionedallacasaautomobilisticadell’Audi.ÈsempredelgiovanedesignerdiAversa
ilprototipoQxPsviluppatopartendodalpianaledell’attuale
dAVIdEPANARELLA Q7 il Suv di lusso tra i modelli di punta della casa tedesca.
25anni
«L’Audisièmostrataentusiastaenonescludeungiornodi
Designer poterlaprodurre»diceildesignerchesottolineaquantoanautomobilistico cora sia difficile l’inserimento nel mondo del lavoro. Nonostanteunmasterin“Carendmobilitydesign”«leaziendeautomobilistichepreferisconoinvestiresuigiovanistranieri;all’esterol’attenzioneperlaformazione
nelcampodelcardesignèsenz’altromaggiore.Mentredanoi–sottolinea–si
continuaadintendereildesignautomobilisticoallastreguadiquarant’annifa
quandoperottenereunbuonprodottobastavasolol’estro».
Raffaele de Chiara
[email protected]
In7anniharealizzatoun’aziendadivenutaunpoloculturale,unalibreria,uncaffèletterario,unristorante,un
b&b.MariaTeresaLanza,34anni,casertana,èdelegato
nazionaleFisar,l’organizzazionedeisommelierbenpresente al Nord e che adesso sta prendendo piede anche
in Campania. È anche proprietaria di “Ex Libris” a Capua,ilcentroculturalepiùimportantedellaprovinciadi
Caserta.Nel2002haapertounafilialeGuida,nel2006
hainauguratoilCaffèRistoranteExLibrischeprendeil
nomedall’enormelibreriapresentenellocale,altapiùdi
5metrielargapiùdi4.Coniugadasemprelapassione
delvinoedellacultura,chiunquepuòconsultareiteMARIATERESALANZA
stimentrecena,prendendouncaffèocomodamente
34anni
rilassatosuldivanodelsalotto.
Sommelier
«Aungiovanechehaunsognonelcassettoconsiglied’eccellenza
rei–dice–dinonmollaremai,credercifinoinfondo
con tenacia e passione, ma soprattutto impegnarsi
studiandoedocumentandosi».Nel2008,premiataperilmigliorcaffèletterario
d’Italia,nel2009ilsuolocaleèannoveratonellaGuidaVeronelliperivini.Concludescherzosamente:«Perilfuturo?Ambiscoadiventareunastrega,macidevo
ancoralavorare».
Violetta Luongo
Sono3579icittadiniiscrittiallacomunitàvirtuosa chiamata Città di Partenope. Claudio Agrelli,
trentacinquenne direttore creativo dell’azienda
“AgrellieBasta”,hadatoilviaaunprogettoche
miraamigliorarelavitadeglistessicittadinipartenopei.
L’idea di ribaltare l’immagine di Napoli, dando
vitaadunaCittànuova,riscuotesuccessosindalla
suafondazionenelgiugnodel2008concentinaiadiiscritti.IntornoalnomediCittàdiPartenope
si sono radunati e continuano a radunarsi molti
professionisti, imprenditori, giornalisti, studenti,
impiegati,mammeepapà,maanchepresidenti,
docenti universitari, personaggi pubblici e dello
spettacolo. Tutti gli iscritti vengono automaticamentericonosciutinoncomesocimacome“cittadini”ericevonouna“cartad’identità”.L’unicoma
vincolanteimpegnoperchiviaderisceèquellodi
sottoscrivereeosservareilcodiceeticodellaCittà.
Unaspeciedigalateonelqualericonoscersitutti.
Angelo De Nicola
[email protected]
L’associazioneSportivadim-MakdiMarianoèuno
dei sette centri italiani in cui s’insegna un’arte
marzialequasisconosciuta:ilNunjutsu.Untempo
conosciutacome“artedell’invisibilitàdeiguerrierigiapponesi”,oggièdiventataunadisciplinadi
lottaorientalediffusaintuttoilmondo.
IlmaestroGaetanoSepe,chedaquattroanniinsegna questa disciplina marziale, è il pioniere in
Campaniadellatecnicadeininja.CinquantairagazzipartenopeichepraticanolatecnicanelcentroaffiliatoconArtiMarzialiSalerno,utilizzando
anchearmicomeilbastone,laspadaelacatena.
Loscopodiquest’arteèinsegnareladifesapersonale, contrariamente a quanto mostrato dai film
sui ninja. La Federazione non prevede gare per
questa disciplina marziale ma il centro dim-Mak
organizzastageformativi,almenoduevoltel’anno,conloscopodicoinvolgereunnumerosempre
maggiorediappassionati.
Angelo De Nicola
[email protected]
CLAUdIOAGRELLI
35anni
Fondatore Città
di Partenope
GAETANOSEPE
30anni
Maestro
diNunjutsu
Guidanovità
Prima pagina
collana diretta da Giuseppe Galasso
Buono regalo
Servizi
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Prima pagina fa subito pensare alla notizia
“sbattuta” (come suol dirsi) dai giornali in prima
pagina, a volte con giusto criterio perché si tratta di
qualcosa che è fuori dell’ordinario, a volte con criteri del tutto discutibili di rilevanza e di singolarità.
È sempre attuale l’apologo del direttore di giornale
che ammonisce i suoi collaboratori e redattori in
materia ricordando che quella di un cane che morde un uomo non è una notizia, mentre lo è quella di
un uomo che morde un cane.
La nostra collana – ma… molto metaforicamente! – vorrebbe, per l’appunto, mordere un po’,
e non solo nell’attualità, né soltanto per le questioni di più comune interesse. Non la qualificheremmo, infatti, né come una collana di reportages o di
pamphlets o di instant books o di denuncia o di protesta e simili altre delizie della religione delle news,
anche se in essa nessuna di queste delizie è intenzionalmente esclusa; né come una collana di “libri
brevi” o di “letture veloci” o di “piccole opere” o di
opuscoli, anche se neppure a questa tipologia di
scritti essa vuole in alcun modo negarsi. La definiamo, piuttosto, come una collana di scritti su temi,
spunti, problemi, cose, questioni, idee (o anche
ideuzze: non si può ogni giorno scoprire un’America) che in qualsiasi settore della vita sociale e della
cultura mostrino di avere non solo e non tanto una
certa attualità quanto una certa validità, un certo
interesse concettuale o sociale (anche solo in retrospettiva o in prospettiva), una certa dimensione di
ricerca o di proposta, una certa forza di intervento,
una certa capacità di sollecitazione intellettuale o
pratica che sia, in campi di immediata attualità e di
comune notizia che nei campi dell’erudizione o
della filologia o delle scienze (nessuna esclusa).
Una formula che può apparire comoda o
generica, e che invece – secondo le intenzioni dell’editore che l’ha promossa e che poi me ne ha affidato la direzione – è (e, comunque, vuol essere)
molto impegnativa, attenta e, soprattutto, speranzosa che nei titoli di “primapagina” il lettore, di qualunque figura intellettuale o sociale sia, si ritrovi
coinvolto e partecipe e senta di aver guadagnato
qualcosa.
Giuseppe Galasso
Freschi di stampa
pp. 148 euro 11,00
pp. 496 E 29,50
Dal viaggio di Wolfgang Amedeus
Mozart del 1770 alla ricerca sulla
tradizione orale, dalla produzione di Di
Giacomo alle matrici della festa di
Piedigrotta, dal teatro popolare di
sceneggiata alla sperimentazione di
Raffaele Viviani, Pasquale Scialò ci
accompagna lungo un percorso che
attraversa la scena musicale della Napoli
europea per ricostruire l’affascinante
immagine di una città cantante che da
sempre mescola passato e presente,
tipicità culturali e dialogo europeo.
Un viaggio intenso e un racconto
affascinate guidato dall’osservazione
partecipante dell’autore, etnomusicologo
e compositore, che svela e delinea un
territorio che ha fatto del suono e del
canto uno strumento di adattamento e di
comunicazione emotiva dell’umanità.
pp. 184 euro 11,50
pp. 452 E 28,00
Il Meridione non va considerato come un
peso, ma come principale e forse unico
Questo volume raccoglie per la prima
volta l’opera in versi di Raffaele Viviani,
dalla prima edizione Tavolozza (1931)
fino all’ultima Poesie (1990) e si propone di far conoscere, non solo al grande
pubblico, ma anche al lettore esperto, un
poeta rimasto troppo a lungo sulle
“soglie” della letteratura minore.
Nell’Introduzione Antonia Lezza ricostruisce – attraverso una collazione sistematica delle varie raccolte – la questione delle edizioni, le impostazioni
metodologiche e le scelte operate di volta
in volta nella complessa elaborazione
formale dei testi, tracciando così la storia
della fortuna critica delle Poesie, la cui
lettura risulta, qui, facilitata dalla presenza di un rilevante sistema di noteglossario. Completa il volume un denso
apparato bio-bibliografico e un’Appendice, che testimonia l’accurato lavoro
filologico posto alla base di questa
edizione.
Si potrebbe scrivere la storia degli ultimi
quarant’anni leggendo, ascoltando e
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chiostro - Suor Orsola Benincasa