Sommario mondolions Messaggio del Presidente Internazionale Dicembre arriva a giugno NUMERO 6 - GIUGNO 2011 Direttore responsabile Sirio Marcianò 3 Dicembre arriva a giugno di Sid L. Scruggs III 7 Noi siamo i Lions di Sirio Marcianò 9 Torino e l’unità di… noi Lions di Domenico Messina 13 Un’esperienza di vita di Stefano Camurri Piloni 17 Il capitale umano africano di Ermanno Bocchini MONDOLIONS Ovunque abbiamo visto vite cambiate e nuova speranza sui volti di coloro che avete aiutato. Di Sid L. Scruggs III Seattle ci atte nde S Convocazione ufficia le econdo quanto stabilito dall’Articolo 2 dello Statuto VI, Sezione Internazionale, con la presente comunicazione convoco ufficia vention Internaziona lmente la Conle per l’anno 2011. La nostra 94ª Conve Seattle, Washington ntion Internazionale si terrà a 4 luglio e termin , USA, e avrà inizio alle ore 9 del erà l’8 luglio. Lo scopo della Conve tion è quello di eleggere un presid npresidente, un ente, un primo second vicedel Consiglio Diretti o vice presidente e 17 memb altre eventuali questivo Internazionale, nonché trattarri e oni che potrebbero presen prima della riunio tarsi ne. I partecipanti alla troveranno che Convention quest’anno Seattle è davve meta straordinaria. ro una Conosciuta come “Città di Smera la ldo” e situata a nordovest degli USA, simi ristoranti di Seattle offre moltisalto livello e nume attrazioni turisti rose che. La Convention internazionale è sempre un evento indim entica settimana avrà inizio bile e festoso. La con la parata intern azio- nale, seguita dallo show internaziona da spettacoli straord le, caratterizzato inari e multic della settimana, i Lions avranno ulturali. Nel corso l’opportunità di tecipare a nume rosi seminari. parDurante la prima sessione plenaria, videre con tutti voi avrò l’onore di condiun brillato e hanno rappreanno di service in cui i Lions hanno sentato un “Ragg La settimana si concluderà venerd io di speranza”. dell’ex Segretario ì con un discor so di Stato USA seguito dall’insediam Condoleeza Rice, ento del presid nale 2011-2012 e ente internaziodei govern I Lions del Multiatori distrettuali. ranno gli ospiti distretto 19 accogliee garantiranno soggiorno piacev loro un ole, produttivo menticabile. e indiIncoraggio tutti voi a partecipare a questa evento speciale del lionismo. Sid L. Scruggs III Presidente Interna zionale dell’Associazione dei Lions Clubs Oak Brook, Illinoi s, Stati Uniti d’Am erica 10 maggio 2011 S 19 19 Seattle ci attende di Sid L. Scruggs III 20 I candidati alla carica di 2° Vice Presidente Internazionale 21 Due proposte… in votazione 22 LCIF… a grandi passi MULTIDISTRETTO 25 I Lions… insieme a Torino di Sirio Marcianò 29 Buon compleanno Italia di Stefano Camurri Piloni 32 Il congresso di Torino… in 90 righe 33 Terremoto d’Abruzzo di Antonio Suzzi 34 Ancora il 5 per mille di Giuseppe Innocenti 35 Lions Quest… a Fiumicino di Antonio Saracino 36 L’obbligazione della filantropia di Federico Steinhaus 37 Andare per congressi di Gualberto Del Roso 38 Perché continuare ad essere Lions oggi? di Pietro Manzella 41 L’alba del nuovo giorno di Paolo Mobrici 42 Eh, si fa presto a dire pace! di Roberto Ferretti multidistretto I Lions... rino insieme a To italiana, prima capitale Al Lingotto della gio, dal 27 al 29 mag enienti da tutta Italia prov 1012 delegati i o ai lavor hanno partecipat Nazionale. del 59° Congresso Di Sirio Marcianò 25 59° Congresso Nazionale Servizi alle pagine 25/32 ono sicuro che molti di voi come me troveranno che dicembre è un mese pieno di cose da portare a termine prima della fine dell’anno e delle vacanze. Beh, ecco giugno ed ancora una volta sto cercando di portare a termine i miei impegni prima della fine di questo anno lionistico e della Convention Internazionale. L’anno è passato in fretta. Ci sono ancora molti Lions a cui fare visita e a cui dire “grazie” per essere un “Raggio di speranza”. Questo è stato un anno fortunato. Viaggiando per il mondo, io e Judy abbiamo visto come voi Lions avete risposto alla richiesta di servizio. Dovunque siamo stati abbiamo visto vite cambiate e nuova spe- segue a pagina 8 3 I 10 numeri di questa annata 5 milioni di euro Investiamo in noi stessi e nella nostra immagine o facciamo belli gli altri con i nostri soldi? Alle pagine 55/60 l’opinione di altri lettori. Se noi lions prendessimo l’abitudine di affrontare ogni tanto uno di questi sogni impossibili, il lionismo non vivrebbe, come vive, nel limbo dei “poco famosi”, ma sarebbe in grado di stupire la gente ed elevarsi verso quote più adeguate alle forze che mette in campo… Lion - Edizione italiana Mensile a cura dell’Associazione Internazionale dei Lions Clubs Multidistretto 108 Italy GIUGNO 2011 Numero 6 - Anno LIII Annata lionistica 2010/2011 Direttore responsabile Sirio Marcianò Direttore Amministrativo Luciano Aldo Ferrari Redazione Bartolomeo Lingua (vice direttore) Ferdinando Maria Brami (coordinatore), Vito Cilmi, Alessandro Emiliani, Luigi Foglietti, Giuseppe Innocenti, Antonio Laurenzano, Antonio Marino, Antonio Marziale, Carlo Alberto Tregua, Lucio Vacirca Comitato della rivista Domenico Messina (direttore internazionale) Giorgio De Regibus (presidente) Pasquale D’Innella Capano Domenico Laruffa Collaboratori Ginetta Bergodi, Benvenuto Brambilla, Rosario Cacciola, Antonio Colella, Valeria De Paola, Massimo Fabio, Mario Giuliacci, Angelo Iacovazzi, Chiara Irene Lamanna, Nino Magrini Fioretti, Massimo Maisetti, Achille Melchionda, Dario Nicoli, Carlo Padula, Giuseppe Pajardi, Maria Pia Pascazio Carabba, Paolo Piccolo, Massimo Ridolfi, Umberto Rodda, Francesco Giuseppe Romeo, Mario Santini, Angelo Scialpi, Pietro Vitale Executive Officer Presidente: Sid L. Scruggs III, Vass, Nord Carolina, Usa Immediato Past Presidente: Eberhard J. Wirfs, Kelkheim, Hessen, Germania Primo Vice Presidente: Wing-Kun Tam, Hong Kong, Cina Secondo Vice Presidente: Wayne A. Madden, Indiana, USA Direttori internazionali 2010-2011 Yamandu P. Acosta, Alabama, USA Douglas X. Alexander, New York, USA Gary A. Anderon, Michigan, USA Narendra Bhandari, Pune, India Janez Bohori, Kranj, Slovenia James Cavallaro, Pennsylvania, USA Ta-Lung Chiang, Taiwan Per K. Christensen, Denmark Luis Dominguez, Mijas Pueblo, Spagna Gary B. D’Orazio, Eagle, Idaho, Spagna Yasumasa Furo, Dazaifu, Giappone K.P.A. Haroon, Cochin, India Edisson Karnopp, Santa Cruz Do Sul, Brazil Ronald S. Johnson, Sebago, Maine, USA Byeong-Deok Kim, Seoul, Republic of Korea Horst P. Kirchgatterer, Wels/Thalheim, Austria Carlos A. Ibanez, Panama City, Panama Hamed Olugbenga Babajide Lawal, Ikorodu, Nigeria Domenico Messina, Trapani, Italia Daniel A. O’Reilly, Stickney, Illinois, USA Sonja Pulley, Oregon, USA Krishna Reddy, Bangalore, India Richard Sawyer, Overgaard, Arizona, USA Anne K. Smarsh, Colwich, Kansas, USA Jerry Smith, Wauseon, Ohio, USA Robert G. Smith, California, USA Michael S. So, Makati, The Philippines Eugene M. Spiess, South Carolina, USA Haynes H. Townsend, Dalton, Georgia, USA Eddy Widjanarko, Surabaya, Indonesia Seiki Yamaura, Tokyo, Japan Gudrun Yngvadottir, Gardabaer, Iceland Joseph Young, Claremont, Ontario, Canada International Headquarters Personnel - Editor in Chief: Peter Lynch - Monaging Editor: Dana La Joye - Senior Editor: Jay Copp - Associate Editor: Pamela Mohr - Assistance - Editor: Brett Rush - Graphics Manager: Connie Schuler - Production and - Advertising Manager: Mary Kay Rietz - Circulation Manager: Troy R. Jewell - Advertising Sales Chicago: Mary Kay Rietz Organizzazione redazionale, stampa e distribuzione a cura della Magalini Editrice Due - Rezzato (Brescia) Stampa: Tiber S.p.A. - Brescia - Via Volta 179 Pubblicità: Magalini Editrice 2 - Rezzato (Brescia) - Tel. 030 2792968 - 030 2592125 - Fax 030 2592291. Autorizzazione del Tribunale di Brescia n. 45/2000 del 23 agosto 2000 Redazione: Lion - via Gramsci, 5 - 25086 Rezzato - e-mail: [email protected] Redazione Internet www.rivistalion.it *Gli articoli pubblicati rispecchiano il pensiero degli autori e non necessariamente quello della redazione. 4 43 I Lions di Sicilia ai lampedusani di Franco Amodeo 44 Vivere il lionismo di Alessandro Emiliani, Dario Nicoli, Roberto Olivi Mocenigo, Gian Andrea Chiavegatti MAGAZINE magazine LICENSING D-40-IT Fornitore Ufficiale Lions International Europa si, Europa no? Distintivi 47 Europa si, Europa no? di Antonio Laurenzano 48 Chi rispetta le regole rispetta se stesso di Carlo Alberto Tregua 49 I Lions e la famiglia di Giuseppe Dibenedetto 55 Le lettere dei lettori DISTRETTI E DINTORNI 63 Lifebility Award di Enzo Taranto e Annamaria Simonini 65 I Lions contro l’obesità infantile di Ugo Giuseppe Ciulla 66 Aiutiamo i nostri giovani di Gianni Lo Presti 66 Progetto sordità di Massimo Ridolfi 67 Arrivederci a Martina Franca di Domenico Roscino 68 Rileggere il risorgimento 69 Il cervello… un mistero immenso di Walter Bramanti 71 Motoraduno 2011 71 La ricetta del Lions Quiz di Stefano Bagnasco www.dueffesport.com/lionsshop Area riservata ai soci per preventivi e acquisti on-line Cravatte Guidoncini 5 MILIONI DI EURO D al fronte economico (crisi greca) a quello politico (crisi libica), l’Ue sembra aver smarrito la strada che Robert Schuman tracciò a Parigi il 9 maggio 1950 con la storica dichiarazione: “L’Europa non si farà in un attimo, né in una costruzione d’insieme. Essa si farà attraverso delle realizzazioni concrete, che creino innanzitutto una solidarietà di fatto”. Nei cieli europei c’è tempesta. Da tempo è latitante una governance economica in grado di garantire, con la stabilità del sistema monetario, l’auspicata crescita economica e quindi creazione di lavoro e di occupazione, oltre a un mercato interno meno Gonfaloni Lifebility Award Il 21 aprile scorso, presso la meravigliosa biblioteca Braidense di Milano si è svolta la premiazione della prima edizione del concorso Lifebility Award, organizzato dal Lions Club Bramante Cinque giornate di Milano. Una iniziativa che ha unito nella giornata della premiazione giovani provenienti da tutta Italia. Di Enzo Taranto e Annamaria Simonini Europa, svegliati! E’ l’appello lanciato nel corso del convegno nazionale sul futuro del Vecchio Continente, organizzato in occasione della “Festa dell’Europa 2011”. Di Antonio Laurenzano Campane distretti e dintorni imenti Omaggi e rie coconongscressi per conviviali E’ proprio dello spirito dei Lions condividere non solo un’etica comportamentale e l’amicizia tra i soci, ma anche e soprattutto il concetto di “servizio”=“we serve”. Come sosteneva il mitico socio e amico Giampiero Mosconi, a questo concetto va applicata una visione ampia ed organica (forse meglio interpretata dal termine “vision” anglosassone, da cui i “visionari”, coloro che hanno grandi sogni). I service di grande respiro che abbiamo sviluppato insieme in passato e che anche oggi continuiamo a perseguire - anche se purtroppo senza il suo grande appoggio morale e sostanziale - sono quelli d’opinione. Il Lions club deve essere inserito nel proprio territorio e nel proprio momento storico, dimostrandosi capace di sposarne in toto le esigenze. Cosa significa questo al giorno d’oggi? Quali sono oggi le priorità sociali immancabili per i Lions? Il Lions Club Bramante Cinque giornate di Milano, il nostro club, non ha avuto dubbi nel darsi una semplice risposta: coniugare giovani e lavoro, abbinare l’eccellenza delle giovani menti e le relazioni nel mondo del lavoro, della scuola, dell’associazionismo e delle istituzioni, che i Lions sono in grado di coinvolgere. Ecco cosi facilmente spiegata la genesi ed il successo dell’iniziativa Lifebility Award, che ha coinvolto 20 università ed oltre 5.000 visitatori al sito www.lifebilityaward.com in pochi mesi (dati dai quali possiamo ritenere che non meno di 100.000 studenti italiani siano stati raggiunti dal nostro messaggio). Cosa raccontarvi del progetto se non la fine, ossia i risultati ottenuti? Il 21 aprile scorso, presso la meravigliosa biblioteca Braidense di Milano si è svolta la premiazione della prima edizione del concorso Lifebility Award, organizzato dal Lions Club Bramante Cinque giornate di Milano. Un progetto che è cresciuto pian piano nel corso dello scorso anno, fino a raccogliere sponsor importanti e partecipazioni illustri. Una iniziativa che ha unito nella giornata della premiazione giovani provenienti da tutta Italia. Proprio a loro era infatti rivolta questa iniziativa, che voleva lionisticamente “educare” i giovani a pensare non solo all’innovazione ma anche al sociale, mettendo in palio premi rilevanti in denaro ma anche e soprattutto come stage in aziende tecnologiche di primaria importanza a livello nazionale e non solo. E ingessato. Uno scenario reso ancor più precario dai tragici eventi nel Maghreb che hanno riportato la “frontiera” meridionale dell’Europa in primo piano con l’intervento militare in Libia e la controversa gestione dei flussi migratori dall’Africa. E anche in questa occasione, gli Stati europei sono andati in ordine sparso, spesso guidati da miseri interessi di bottega (calcoli elettorali). Una conferma di come si sia ancora molto lontani da una politica estera comune a livello europeo, la “voce unica” invocata dal Trattato di Lisbona! Gli interessi nazionali continuano a prevalere sull’obiettivo DUEFFE SPORT s.a.sprimario: la costruzione politica di un’Europa unita. Con buona Via Galvani, 7 (Z. Ind. Caselle) 35030 Selvazzano D. (Padova) Tel. 049.632074 - Fax 049.632125 - E-mail: [email protected] 63 47 RUBRICHE I Lions in Italia al 31 maggio 2011 15 Fresco di stampa di Pino Grimaldi 24 Visti da dentro di Sergio Maggi 39 I numeri… dei Lions di Vito Cilmi 72 Libri Lions di Umberto Rodda 74 Lettere 75 Controluce di Antonio Colella Soci 47.957 Uomini 38.490 Donne 9.467 Club 1.324 Soci Leo 4.001 Tra gli esclusivi Spa Resort della collezione laVit... Adam srl - Italy un mondo di benessere esclusivo LUXURY SPA HOTELS & RESORTS www. la-vit.com Clicca su la-vit.com e scopri le offerte dedicate ai soci ‘LIONS ITALIANI’ * 10% di sconto sui soggiorni benessere selezionati per voi * Offerta valida per prenotazioni fino al 31 Ottobre 2011 previa conferma disponibilità da parte dell’hotel. Non cumulabile con altre promozioni. Blau Porto Petro Beach Resort & Spa Maiorca - Spagna Grotta Giusti Natural Spa Resort Monsummano Terme - Italia *Codice Sconto: LIONS2011 valido per acquisti fino al 31 Ottobre 2011 Per ulteriori informazioni: laVit srl - +39 02 006 20250 - [email protected] ad_LIONS_165x110_def.indd 1 16-03-2011 9:56:42 5 6 editoriale Noi siamo i Lions Siamo i Lions e non i paciosi signori e signore in gita per l’Italia. Noi siamo i Lions e non facciamo solo cene e viaggi. Noi siamo i Lions e siamo fieri di esserlo. Di Sirio Marcianò C i abbiamo provato! In questi ultimi mesi centinaia di soci hanno parlato dei 5 milioni di euro, quattro dei quali sarebbero serviti per un grande service tutto italiano e uno per investire, finalmente, sulla nostra immagine. E, credetemi, ce n’è tanto bisogno, basterebbe leggere l’articolo apparso su “La stampa” di Torino, non sul bollettino di una parrocchia qualsiasi, per capire quanto sia urgente passare dalla provocazione, che la nostra rivista porta avanti da mesi, ai fatti e sviluppare un’azione di servizio, con relativa operazione di marketing, per far sapere là fuori che cosa fanno veramente i Lions. Finiamola una volta per tutte di fare belli gli altri con i nostri soldi e pensiamo a noi stessi. Alla provocazione della nostra rivista hanno risposto “soltanto” 232 lettori, ma molti di quei 232 scrivevano a nome dei loro club e, quindi, a nome di tutti i soci che li compongono. 232 sono le lettere pubblicate, ma ci sono state anche centinaia di telefonate giunte in redazione, alle quali non ha fatto seguito uno scritto. Che siano tante o poche le lettere dei nostri soci non ha importanza. E’ importante che ci siano stati segnali positivi in proposito, perché quei segnali positivi confermano che il problema della comunicazione esterna esiste ed è molto sentito. L’aver tastato il polso dei lettori ha dimostrato anche che tra di noi ci sono tanti lions che hanno voglia di partecipare alla vita lionistica e non si accontentano di viverla passivamente. E gli altri soci, quelli che non hanno scritto o telefonato come la pensano? Io non ho dubbi: tra il tirare a campare e il farci conoscere là fuori, i lions sceglieranno la seconda soluzione. E non sarebbe, come qualcuno afferma, un impegno oneroso in più per i club. Sono tutte fantasie! La realtà è che i 100 euro a socio, dovrebbero arrivare dal “taglio” che i club italiani farebbero ai danni di orchestrali, di cantanti, di relatori spesati, di mega feste e di centinaia di associazioni non lionistiche sparse per l’Italia, le quali realizzano, con i nostri soldi, i loro obiettivi infischiandosene dei lions. Leggete quante bestialità è riuscito a scrivere il giornalista (sic) Francesco Rigatelli sul quotidiano “La Stampa” del 29 maggio… “Sono tutti (i lions ndr) paciosi signori e signore in gita a Torino per il weekend”. “E allora capisci che il Lions è questo: una cena, un viaggio, un’associazione per incontrarsi, allargare le proprie conoscenze, magari stringere qualche rapporto lavorativo”. “Si dice siano noiosi, una premassoneria, un Rotary con qualcosa in meno, un club conservatore solo del peggio”. “dalle loro giacche spuntano spilline sempre più grandi al crescere della carica”. Queste fregnacce, e altro ancora, il giornalista Rigatelli (ma da chi avrà avuto informazioni così squallide?) è riuscito a concentrarle in un solo articolo, peraltro corto, pubblicato su uno dei quotidiani più diffusi d’Italia. Vogliamo continuare su questa strada? Vogliamo che altri Rigatelli scrivano stupidaggini sul nostro conto? Se volete questo, la campagna dei “5 milioni di euro” possiamo seppellirla sotto una coltre di indifferenza. Se, invece, siete orgogliosi di appartenere alla nostra associazione e volete far sapere là fuori chi siamo e quanto facciamo datevi da fare. Accantonate i vostri impegni per 30 secondi e scrivete una sola riga: “io ci sto, puntiamo sulla nostra immagine” seguita dal vostro nome, cognome e club di appartenenza. Dopodiché, se le adesioni avranno un peso e avremo il sostegno del Consiglio dei Governatori e il supporto della neonata struttura multidistrettuale per le pubbliche relazioni, imposteremo un progetto per un service tutto italiano e una campagna di sensibilizzazione senza precedenti dal titolo “Noi siamo i lions”. E se non trovassimo un “service tutto italiano” che piaccia ai 50.000 soci, vorrà dire che il “service tutto italiano” sarà l’immagine dei lions italiani. In questo caso, utilizzeremmo solo il milione destinato alla comunicazione esterna e cioè 20 euro a socio. Una cifra modesta per i nostri club. Questo è l’ultimo numero di “Lion” che porta la mia firma. Per un anno, in ottemperanza ad una disposizione internazionale che non vuole un “direttore” sposato con un “governatore” in carica (chissà perché?), passo con piacere il testimone ad un grande professionista del giornalismo italiano. Mi riferisco a Bartolomeo Lingua, vice direttore di “Lion”, che per la sua esperienza e per la sua serietà già avrebbe dovuto dirigere questa rivista. Lo farà per un anno e, ne sono sicuro, manterrà inalterata la linea editoriale di questi ultimi tempi e le puntuali 10 uscite mensili. Inoltre, e pertanto, la rivista non cambierà nella veste e nei contenuti, mantenendo inalterati i principi di quanto si sta già facendo, e cioè stimolare i lettori, informarli su quanto facciamo e come lo facciamo. [email protected] 7 Il nostro mondo Messaggio del Presidente Internazionale Dicembre arriva a giugno Di Sid L. Scruggs III * Continua da pagina 3 ranza sui volti di coloro che avete aiutato. A Sidney vi ho chiesto di accendere un faro su quattro campagne di servizio specifiche. Non solo migliaia di club hanno partecipato a queste campagne di servizio, ma hanno anche prestato assistenza dove i disastri naturali hanno colpito. Di recente tutto il mondo ha assistito al vostro impegno in Nuova Zelanda e in Giappone. Con l’avvicinarsi del termine del nostro incarico, io e Judy vogliamo esprimere ad ognuno di voi la nostra sincera gratitudine per la vostra amicizia, il vostro amore e la vostra fedeltà nel servire chi è nel bisogno. E’ stato un onore servire al vostro fianco come presidente. Voi avete realmente risposto alla richiesta di essere un “Raggio di speranza”. Possano le parole della canzone “Find Us Faithful” ricordarci del nostro impegno nell’essere fedeli come Lions... “Dopo che tutte le nostre speranze e i nostri sogni sono passati e andati via, e lasciati alle spalle coloro che passano tutto al vaglio; possano gli indizi da loro scoperti e i ricordi ritrovati diventare la luce che li guida … (in una vita di servizio). Oh, possano tutti quelli che verranno dopo trovarci fedeli; possa la fiamma della nostra devozione illuminare il loro cammino. Possano le impronte che lasciamo guidarli nel credere e la vita che viviamo ispirarli (nel servizio) ad obbedire. Oh, possano tutti quelli che verranno dopo trovarci fedeli”. I miei migliori saluti. *Presidente Lions Clubs International Lions Club Partnership www.artiscreen.it - [email protected] FORNITORE UFFICIALE BANDIERE • LABARETTI • SET DA TAVOLO EMBLEMI • PINS • LABARI Autorizzato con licenza nominativa concessa da The International Association of Lions Clubs Oak Brook - Illinois - USA VIA PRASSITELE 2 - 20157 MILANO - TEL. 0239007224 FAX 0233204584 8 Il nostro mondo Il Direttore Internazionale… fatti ed impressioni Torino e l’unità di... noi Lions Di Domenico Messina * S i è appena concluso il congresso nazionale del nostro Multidistretto, che quest’anno è stato celebrato a Torino, splendida città, dove in ogni luogo si respira e si rivive la storia del nostro paese. Viali alberati, portici, palazzi imbandierati con il tricolore, gallerie, antichi caffè, andando in giro per Torino, ci si sente un po’ più orgogliosi di essere italiani, orgoglio che i Lions Italiani presenti hanno palesato, con intensa emotività, in particolare durante la cerimonia inaugurale del congresso. Per la serie “il diario di bordo” mi piace scrivere, per il lettore di questa pagina, di alcuni luoghi in cui abbiamo avuto il piacere di essere condotti, dal DG, padrone di casa, Pier Luigi Foglia e dagli impareggiabili amici del comitato organizzatore, capitanati dall’instancabile e straordinaria PDG Maria Elisa Demaria. La cena di presentazione dei Governatori eletti, ad esempio, è stata organizzata al ristorante “del cambio”, famoso ristorante nel centro di Torino, il cui più insigne frequentatore fu Camillo Benso Conte di Cavour, acuto statista e protagonista indiscusso della storia del nostro paese. Il ristorante ha intitolato la sua sala principale a Cavour, identificando, con una targa in bronzo e con un nastro tricolore, il posto prediletto dal Conte. Il 26 aprile 1859, dopo aver letto l’orgoglioso proclama di guerra contro l’Austria, si dice che Cavour abbia esclamato: “Oggi abbiamo fatto la storia e adesso andiamo a mangiare”, rivelando così che egli, l’abilissimo diplomatico, era anche un appassionato di buona cucina, oltre che di buona politica. Certo che migliore ambiente non poteva essere scelto per creare, attorno ai nuovi Governatori Distrettuali, una magica atmosfera al fine di coinvolgerli ed impegnarli nel costruire una solida unità multidistrettuale. Un altro posto straordinario è Palazzo Madama, collocato nel cuore della città storica, nell’ampia piazza Castello, uno degli edifici monumentali più rappresentativi di Torino e di tutto il Piemonte, che subì nel tempo varie trasformazioni sino a divenire fortezza, castello e residenza ufficiale di due duchesse di casa Savoia, le quali, divenute reggenti per i propri figli, vollero fregiarsi del titolo di ‘’Madame Reali’’, motivo per cui nell’Ottocento il palazzo prese il nome che oggi lo rende noto. Fu proprio la seconda Madama Reale a intraprendere le opere di rinnovamento che trasformarono il castello medievale nel palazzo che conosciamo oggi, con l’imponente scalone d’onore, progettato e realizzato da Filippo Juvarra tra il 1718 e il 1721. Nel maggio 1848 vi si tenne la seduta inaugurale del Senato del Regno di Sardegna, che sancì l’impegno della dinastia sabauda a realizzare l’unifi- cazione dell’Italia. Infine, la visita al parlamento subalpino, restaurato proprio dai Lions del Distretto 108 Ia1, ospitato nel Palazzo Carignano, l’edificio torinese progettato da Guarini, luogo simbolo dell’identità nazionale, restituito al pubblico proprio in occasione del 150° anniversario dell’Unità d’Italia. “Fatta l’Italia bisogna fare gli italiani” questa frase fu coniata da Ferdinando Martini, nel 1896, per sintetizzare un concetto di Massimo D’Azeglio, con la quale si voleva mettere in evidenza l’importante e difficile compito che attendeva il nuovo governo del Regno d’Italia. Ed i Lions italiani sono uniti? Cosa fanno per la loro unità? L’esistenza dei Lions Club determina l’esistenza dell’associazione, ma il senso dell’unità e dell’identità associativa tra i soci, come è sentita? Il raggiungimento ed il concretizzarsi di una vera unità di intenti deve essere un obiettivo prioritario e da perseguire ad esempio nel corso delle nostre assise congressuali? Attenzione vorrei sgombrare subito il campo da equivoci o errate interpretazioni, quando penso alla unità dei Lions, non penso ad una comunità appiattita su un pensiero unico o ad una mancanza di confronto, ma rifletto sul fatto che talora perdiamo di vista il motivo del nostro stare insieme. Così come i nostri avi appena costituita l’Italia hanno dovuto cementare una identità nazionale ancora inesistente, noi Lions non dobbiamo dimenticare che l’unità e l’unicità della nostra missione dovrebbe unirci in un unico ed armonico corpo sociale, dove le differenze sono un valore aggiunto, una risorsa. Il senso di unità ci permette di considerare le iniziative e le realizzazioni di alcuni di noi, non come attività di singoli o di gruppi, ma prescindendo da chi li ha realizzati, come patrimonio di tutti. Questa visione ci fa capire che nelle nostre legittime discussioni e/o differenze di opinioni, non dobbiamo pensare di andare contro qualcuno, ma dobbiamo andare sempre in-contro all’altro, ciò permetterà di superare e di comprendere gli errori, che è umano commettere, certamente in buona fede, mai con dolo, perché dove c’è dolo non c’è lionismo. Occorre, quindi, nei rapporti interpersonali, prima di tutto capire gli altri e poi farsi capire dagli altri, mentre di solito noi siamo portati a fare il contrario. E’ necessario, per comprendere fino in fondo cosa ci sta dicendo qualcuno, ascoltarlo più con il cuore che con la ragione. Dobbiamo ricordarci sempre di essere amici tra amici e soprattutto come diceva Mahatma Gandhi “Essere amici di noi stessi, che significa essere amici di tutti gli uomini”. Non esistono quindi, tra noi Lions, punti di vista giusti o sbagliati, se guardiamo tutto sotto una corretta ottica di 9 Il nostro mondo unità associativa, esistono solo punti di osservazione, che legittimamente possono essere differenti. Per essere in una piena sintonia associativa occorre che ciascuno di noi si liberi dai preconcetti quando ascolta qualcun altro, significa, a mio modesto parere, essere disposti ad allentare le proprie difese e ad abbandonare, per un attimo, i propri punti di vista, per accogliere, nella sua pie- nezza, ciò che ci viene detto da chi ci sta di fronte, perché, come scriveva il francese Andrè Gide, premio Nobel per la letteratura nel 1947, “Non si possono scoprire nuove terre se non si accetta di perdere di vista per molto tempo la terraferma”. *Direttore Internazionale 2010-2011 Concorso europeo “Giovane ambasciatore del XXI secolo” Una nuova opportunità L’obiettivo del progetto, che opera all’interno dell’Europa Forum, è quello di riconoscere, incoraggiare e supportare i giovani attivamente coinvolti in progetti di benessere rivolti alla comunità. P er partecipare al concorso, i candidati dovranno essere selezionati da un club Lions o Leo, il club sponsor sarà responsabile del supportare del candidato per tutto l’iter del concorso. Le spese sostenute potranno essere prelevate direttamente dai fondi del club. Il progetto è aperto a candidati di sesso maschile e femminile, in conformità con in seguenti limiti di età: per essere idonei, i candidati devono aver raggiunto il loro 15° anno di età, ma non il 19°, corrispondente o precedente alla data del 30 giugno dell’anno di svolgimento dell’Europa Forum. I membri di club Leo potranno presentarsi come candidati per la selezione purché non sponsorizzati dal club di appartenenza e nei limiti di età specificati. Se ritenuti idonei, i candidati procederanno attraverso i vari livelli del concorso (club e distretto, ecc.) fino alla finale nazionale, con un vincitore proveniente da ogni paese, per arrivare alla finale europea che si svolgerà all’Europa Forum. Ogni club che intenda partecipare dovrà incaricare un rappresentante del club per promuovere il concorso e per ricercare candidati idonei all’interno di scuole, chiese e gruppi giovanili, inclusi scout, guide, cadetti e altri. Ai vincltori del concorso europeo verrà richiesto di impiegare la somma vinta per il loro progetto, piuttosto che per scopi personali. Si consiglia a tutti i paesi di adottare questo principio durante la scelta dei candidati. Le finali di ciascun paese, possono essere organizzate in base alle esigenze dei club che vi prendono parte, a condizione che le informazioni relative ai candidali vengano inviate al Presidente europeo del concorso entro la fine del mese di agosto, o almeno 8 settimane prima dell’Europa Forum. Criteri di valutazione: si applicano le stesse regole a livello di club e distretto, per le finali nazionali e per la finale all’Europa Forum. l candidati vengono valutati da tre giudici non membri lions, di sesso maschile e femminile, in base a istruzione, gruppo giovanile o servizio per la comunita e industria/ commercio. I candidati non possono avere legami di parentela coni membri della commissione valutatrice. II candidato vincitore a livello nazionale deve compilare un modulo di candidatura da inviare al Presidente europeo entro la fine del mese di agosto, o almeno 8 settimane prima dell’inizio dell’Europa Forum. Per una stima del valore 10 della borsa di studio, i candidali devono tenere presente la cifra di euro 3.500 durante la preparazione dell’elenco delle spese. • Le spese di partecipazione del candidato all’Europa Forum vengono pagate dal paese ospitante e includono vitto, alloggio e viaggio. Il paese che ospita il Forum deve organizzare l’alloggio per il candidato con una famiglia lions o Leo locale al fine di ridurre i costi. Il club sponsor deve fornire un accompagnatore al candidato. La finale europea sarà organizzata dalla Commissione europea, e includerà rappresentanti dei paesi che hanno ospitato l’Europa Forum negli anni precedenti, che ospitano quello presente e che ospiteranno quelli successivi, oltre a due membri aggiuntivi per i paesi partecipanti. Il Presidente della commissione è incaricato dal Consiglio Europeo per l’Europa Forum e rimane in carica per 3 anni o più, se invitato a farlo dalla commissione. E’ possibile ammettere un solo finalista per ciascun paese partecipante. La valutazione durante il concorso viene effettuata come descritto in precedenza. Il candidato vincitore presenterà il progetto al Consiglio europeo. Il vincitore riceverà un trofeo e un assegno, e il secondo e il terzo classificato riceveranno doni commemorativi. Tutti i finalisti europei riceveranno un attestato di partecipazione. Per qualsiasi ulteriore informazione o per avere il modulo di iscrizione contattate il PDG Cesare Diazzi, Coordinatore MD 108 Italia, Concorso Giovane Ambasciatore (335 236647 - Email: [email protected]) Residenze Universitarie il COMFORT è un'esigenza irrinunciabile l'ECCELLENZA è un'ambizione possibile il FUTURO l’obiettivo realizzabile Il network di residenze Camplus è un contesto abitativo e formativo di alto livello, in cui ogni studente è accompagnato nella crescita personale attraverso la valorizzazione del talento, verso la costruzione del proprio futuro. Per informazioni chiama il numero verde 800 302 008 L'eccellenza nella formazione, nelle strutture e nei servizi, è l'ingrediente fondamentale dell'offerta di Camplus: una realtà in cui università, cultura e mondo del lavoro si incontrano. Scegli la residenza e la soluzione che fa per te: MILANO CATANIA BOLOGNA TORINO www.camplus.it 11 A San Marino lo shopping ti conquista. Immergiti nell’affascinante atmosfera delle contrade del centro storico e scopri le tante opportunità di acquisto per tutti i gusti, per fare un regalo a te e alle persone che ami. Lasciati sedurre da una terra unica, Patrimonio Mondiale dell’UNESCO. Vieni ad innamorarti. 11-16 Luglio San Marino Etnofestival 12 22-24 Luglio San Marino Jazz Festival 28-31 Luglio Giornate Medioevali www.visitsanmarino.com Il nostro mondo La nota del CC Un’esperienza di vita Di Stefano Camurri Piloni * C arissimi amici, è l'ultima volta che ho il piacere e l'onore di rivolgermi a voi dalle pagine di questa rivista. Oramai per me era diventata una bella consuetudine pensare a cosa trasmettervi con queste poche righe. Il congresso nazionale è un momento di grandissimo impegno per tutti i Lions Italiani, ed è il momento del confronto, il momento delle scelte. Un congresso nazionale richiede al Consiglio dei Governatori ed al suo Presidente un grande sforzo di attenzione. Sostanzialmente, anche se per statuto l'annata lionistica termina alle 12.30 dell'ultimo giorno della convention internazionale, conclude l'anno sociale e, pertanto, il Presidente del Consiglio dei Governatori e i 17 Governatori devono ripercorrere quanto è stato fatto durante l'anno trascorso. Nei brevissimi momenti liberi dagli impegni congressuali mi sono fermato a ripensare a quanto è capitato durante questi ultimi 11 mesi nel nostro multidistretto. Mi pare impossibile che il Consiglio dei Governatori sia riuscito a portare a compimento tante cose in così breve tempo. Sì un anno è un tempo breve quando si devono affrontare numerose questioni tecnico-organizzative molto complesse, ma ho avuto la fortuna di poter contare su collaboratori che hanno svolto con impegno il loro compito alleviandone anche buona parte del mio. L'incarico di Presidente del Consiglio dei Governatori è gravoso ed impegnativo, ma quando è condiviso tra colleghi, pur restando mia la responsabilità finale, è affrontabile con spirito lieve e si dimostra ricco di spunti divertenti. Per me il congresso nazionale, per il quale tutti hanno contribuito per la sua buona riuscita, è stato un momento intenso di lavoro, di soddisfazione e di commozione. Al congresso sono stati scelti due argomenti di estremo interesse ed attualità per il “Tema di studio” e il “Service nazionale” della prossima annata e sono certo che i club e i distretti della nostra bella penisola sapranno svolgerli con la competenza e la passione che li contraddistingue. L'elezione di Naldo Anselmi a mio successore, al quale cedo con affetto ed animo contento e sicuro la guida del multidistretto, è stata un momento di intensa commozione e sincera compartecipazione alla sua gioia. A Naldo ed al Consiglio che guiderà i miei, e con i miei quelli di tutto il lionismo italiano, più affettuosi e sinceri auguri per un buon lavoro, allietato da tanti momenti di gioia e di soddisfazione. Grazie a tutti i colleghi Governatori che con me hanno condiviso questa arricchente ed intensa esperienza di vita. Grazie Pino Grimaldi, grazie Domenico Messina e grazia a tutti i Past Direttori Internazionali che ci hanno aiutato nello svolgimento del lavoro di Consiglio. Grazie a Sirio Marcianò per la pazienza dimostrata nell'ospitarmi nelle pagine di questa rivista. Grazie al lionismo che ci permette di renderci utili. *Presidente del Consiglio dei Governatori. 13 È bello quando si torna a casa! E tornare al Grand Hotel Savoia Vi darà la stessa sensazione di esclusiva familiarità, di lussuoso calore, in una struttura completamente rinnovata. Sul comfort non siamo scesi a nessun compromesso, abbiamo pensato solo a quello che poteva farvi stare bene, con camere e suite di grande pregio, il ristorante Savoy, il bar Giardino d’inverno, il Cigar Bar, spazi per mostre d’arte ed eventi musicali, il centro benessere e il centro congressi, storico punto di incontri della cultura, donato nuovamente a Cortina d’Ampezzo. Grand Hotel Savoia, il nuovo hotel a 5 stelle di Cortina d’Ampezzo: è qualcosa di meglio, ed è bello poterlo scegliere! Sarà mio personale piacere, ai Soci Lions che chiameranno direttamente il nostro centro prenotazioni, praticare una riduzione del 20% sulle tariffe ufficiali nonchè offrire un esclusivo benvenuto a Cortina. Santino Galbiati Past Presidente Lions Club Paderno Dugnano GRAND HOTEL SAVOIA MYTHOS srl Via Roma, 62 - 32043 Cortina d’Ampezzo (BL) Tel. 0436/3201 - Fax 0436/869186 [email protected] - www.grandhotelsavoiacortina.it 14 Fresco di stampa A nche questa è fatta! Come disse Adone Zoli fuori onda, con una sbuffata - commemorando Luigi Sturzo. Il 59° Congresso Nazionale si è chiuso, infatti, a Torino con quanti (non moltissimi) rimasti nell’auditorium del Lingotto, a cantare a squarcia gola e con grande senso di italianità, l’Inno di Mameli e con tanti, dico tanti, con la mano sul cuore: incredibile, dati i tempi, ma vero e bello! Un nuovo Presidente del CdG, Naldo Anselmi (auguri), un Presidente e del Consiglio e del Congresso, Stefano Camurri Piloni (complimenti) in grande forma e felice di avere avuto l’ufficio di presidenza, diciassette Governatori (ammirevoli) in perfetta sintonia, il Direttore Internazionale Domenico Messina (bravo) ispirato ma concreto, un Comitato organizzatore guidato da Elisa De Maria (straordinaria) che ha curato ogni dettaglio in umiltà e pragmatismo piemontese, il tutto su un letto di ben 1012 delegati, in una kermesse che meteorologicamente si potrebbe definire: “soleggiata con annuvolamenti e qualche piovasco pomeridiano sui rilievi… del bilancio (passato)”. Insomma “tutto bene e da rifare” nel senso di averne altri analoghi in futuro senza grida, convulsioni, litigi. Ora, intendo dal primo luglio, c’è da rimboccarsi le maniche. Non perché sarà estate (lapalissiano Watson!), ma perché dobbiamo cercare di recuperare quel paio di migliaia di soci che in breve tempo abbiamo ahimé perduti lungo la strada. E qui il discorso si fa serio. Come è potuto accadere se in apparenza e soprattutto questo anno il credito dell’Associazione e nel mondo e da noi è certamente cresciuto? Parlano forse a vanvera i Capi di Stato - e qui il Presidente Napolitano, uomo saggio e giusto - che elogiano Lions Clubs International per la straordinaria attività umanitaria che svolge ovunque, in favore dell’ambiente, della responsabilità dei singoli cittadini nel creare miglioramenti della qualità della vita, per l’impegno nel campo della difesa dei diritti dell’uomo, della protezione ed aiuto ai rifugiati, per la alfabetizzazione dei bambini abbandonati, per la prevenzione e cura della cecità reversibile, per il sostegno agli anziani ed ai meno fortunati? Parlano a vanvera, o siamo noi che non riusciamo a far bene comprendere ai soci dei 1324 Lions Clubs d’Italia che la nostra è veramente una Organizzazione al servizio dei terzi nel bisogno? E che ogni singolo Club deve essere il punto di riferimento etico, sociale, propositivo di ogni comunità? E che ciascuno di noi, Lions, ha responsabilità - maggiore forse di quella dei politici - nel fare progredire la propria città e cooperare con chi ne ha quella elettiva per trasformare ogni luogo ove siamo presenti nel meglio che ogni citta- di Pino Grimaldi * dino aspiri ad avere? Si pongano queste domande i Presidenti di Clubs e se la pongano, a livello diverso, i Governatori Eletti. E’ meglio dire ai quattro venti che siamo una società di amici che organizzano meeting vari o dimostrare che sappiamo come gruppo elitario di benevolenti capire quali sono le necessità di ogni singola comunità e per essa dare il meglio di noi stessi in progettazioni, opere, lavoro, tempo, denaro come abbiamo promesso di fare associandoci liberamente al Lions International? Chi è andato via evidentemente non ha trovato quella opportunità di essere utile per la quale aveva accettato il nostro invito. Né di certo avrà influito quanto paghiamo per l’Associazione Internazionale e Multidistretto: in totale 3,70 euro al mese! I giovani di oggi ed anche quanti hanno lasciato il lavoro attivo vogliono invece sentirsi utili ed ambiscono essere parte di un’associazione veramente internazionale, operosa, sensibile ai bisogni e non solo parte di un gruppo che si compiace di autoreferenzialità: carta moschicida pericolosa e killer dei buoni propositi. Si sveglino allora le coscienze civiche e si vada a lavorare nella vigna del bisogno. Abbiamo quest’anno dimostrato come lo spirito della Italia Unita ci abbia affascinato e trascinato più di molte altre organizzazioni. La testimonianza fatta da un Distretto (L) con la pubblicazione di un interessante volume sui 150 anni e la sfilata a Modena (Tb) di un tricolore di ben 1797 metri hanno determinato apprezzamento e riconoscimento per il nostro attaccamento alla Patria, Presidente della Repubblica in testa. Ne siamo orgogliosi. Come lo siamo del Campo Italia, del Libro parlato, della scuola cani guida, del campo per disabili, l’intervento all’Aquila, gli innumerevoli atti di “buon governo”, le molteplici attività in Africa, in favore dei terremotati in Giappone, Stati Uniti, Indonesia e tanto ancora. Siamo sulla buona strada. E l’approvazione avvenuta a Torino di una “struttura per l’informazione” - auguri al Governatore Rasi che la curerà nel primo anno - darà finalmente giusta voce a quanto facciamo. Si esprima questo interesse in ogni comunità e si sarà veramente “faro di speranza” ad una voce ciascuno dicendo “Io ci credo” nel progresso della vita civica in armonia, legalità, democrazia, rispetto del prossimo. “We serve”. Lo diciamo dal 1917. Esistiamo per far ciò. Dimostriamolo. P.S. con questo ultimo articolo “mi licenzio e me ne vado”. I mie tre lettori se ne dorranno. Gli altri, se esistono, diranno: era ora. Non posso dar loro torto. *Presidente Internazionale Emerito. 15 16 LION / LABORATORIO INTERNAZIONALE Il capitale umano africano Il Centro internazionale di ricerche “Cittadinanza umanitaria” ritiene che il più grande aiuto umanitario consista nell’investimento nel capitale umano africano. Di Ermanno Bocchini * E’ opinione radicata che gli aiuti umanitari dell’Africa debbano tradursi in opere di carità, specialmente sul piano alimentare e sanitario. Il libro di Dambisa Moio, una giovane africana con master nell’Università di Harward e dottorato nella Università di Oxford, reca il titolo significativo “La carità che uccide” (Rizzoli, 2011). Il libro dimostra che carità non fa rima con libertà e, massimamente, con libertà dal bisogno, perché crea dipendenza e non sviluppo autonomo dei territori aiutati. Noi del “Centro Internazionale di Ricerche Cittadinanza Umanitaria” crediamo che la nostra Missione sia “Aiutiamoli a non chiedere più aiuto”. In questa direzione abbiamo creato il “Centro Internazionale di Ricerche” e stiamo allestendo in Africa (Mali) un campus in grado di vivere autonomamente con il reddito prodotto dalla fattoria alla quale si aggiunge una infermeria e una scuola di avviamento di tipo agrario. Crediamo che il più grande aiuto umanitario consista nell’investimento nel capitale umano africano. Perciò stiamo finanziando lauree specialistiche presso la prestigiosa Università LUISS di Roma in Relazioni Internazionali di persone africane che vogliamo aiutare, creando un capitale umano africano in grado di far camminare l’Africa con le proprie gambe. La nuova carità ai popoli africani si chiama conoscenza: “Il resto - come disse il generale Marshall parlando all’Università di Harward nel 1945 - lo faranno da soli”. Ecco cosa ci ha detto, nel Congresso Distrettuale (Governatore Emilio Cirillo), il giovane africano Yacouba Sabere del Mali, che si sta laureando presso l’Università LUISS di Roma in Scienze Politiche “Relazioni Internazionali” grazie alla nostra borsa di studio... Noi che beneficiamo di questo progetto riteniamo che esso sia appropriato perché capace di creare uno sviluppo autonomo delle nostre terre. E ciò perché non ci sarà democrazia nel mio paese fino a quando non vi sarà uno sviluppo sociale, economico, culturale e civile. Grazie per la “Borsa di studio” che avete messo a mia disposizione in questa molto prestigiosa Università LUISS. Qui io mi vado formando alle lezioni di prestigiosi professori come Sebastiano Maffettone, Giovanni Orsina, David Held, Jean Paul Fitoussi ed altri. Io spero di preparare la mia tesi di laurea sul vostro modello di sviluppo e sul “Campus Cittadinanza Umanitaria”, perché esso rappresenta un metodo originale per creare anzitutto capitale umano in Africa. La laurea specialistica che sto prendendo in Relazioni Internazionali aprirà per me e per la mia terra nuovi orizzonti di sviluppo. Ringrazio i Vostri Governatori Cirillo e Del Vecchio e il Direttore Scientifico del Centro Internazionale Cittadinanza Umanitaria, Ermanno Bocchini, che hanno creduto in me e nella dignità e libertà del mio popolo. I più cari auguri”. *Direttore scientifico del Centro Internazionale di Ricerche “Cittadinanza Umanitaria”, Direttore Internazionale 2007/2009 e Rappresentante del Lions Clubs International presso il Consiglio d'Europa. “E’ per me un grande piacere ed un onore partecipare al Congresso del Distretto 108 Ya perché credo nel progetto “Lions Campus Cittadinanza Umanitaria”. Io parlo perché credo in questo progetto dei Lions per il mio paese, credo in una giustizia sociale mondiale fra i vari popoli e paesi e credo che questo progetto possa costituire un pilastro per un nuovo sviluppo dei popoli africani e del Mali in particolare. 17 18 mondolions Seattle ci attende Convocazione ufficiale S econdo quanto stabilito dall’Articolo VI, Sezione 2 dello Statuto Internazionale, con la presente comunicazione convoco ufficialmente la Convention Internazionale per l’anno 2011. La nostra 94ª Convention Internazionale si terrà a Seattle, Washington, USA, e avrà inizio alle ore 9 del 4 luglio e terminerà l’8 luglio. Lo scopo della Convention è quello di eleggere un presidente, un primo vicepresidente, un secondo vice presidente e 17 membri del Consiglio Direttivo Internazionale, nonché trattare altre eventuali questioni che potrebbero presentarsi prima della riunione. I partecipanti alla Convention quest’anno troveranno che Seattle è davvero una meta straordinaria. Conosciuta come la “Città di Smeraldo” e situata a nordovest degli USA, Seattle offre moltissimi ristoranti di alto livello e numerose attrazioni turistiche. La Convention internazionale è sempre un evento indimenticabile e festoso. La settimana avrà inizio con la parata internazio- nale, seguita dallo show internazionale, caratterizzato da spettacoli straordinari e multiculturali. Nel corso della settimana, i Lions avranno l’opportunità di partecipare a numerosi seminari. Durante la prima sessione plenaria, avrò l’onore di condividere con tutti voi un anno di service in cui i Lions hanno brillato e hanno rappresentato un “Raggio di speranza”. La settimana si concluderà venerdì con un discorso dell’ex Segretario di Stato USA Condoleeza Rice, seguito dall’insediamento del presidente internazionale 2011-2012 e dei governatori distrettuali. I Lions del Multidistretto 19 accoglieranno gli ospiti e garantiranno loro un soggiorno piacevole, produttivo e indimenticabile. Incoraggio tutti voi a partecipare a questa evento speciale del lionismo. Sid L. Scruggs III Presidente Internazionale dell’Associazione dei Lions Clubs Oak Brook, Illinois, Stati Uniti d’America 10 maggio 2011 19 Convention Internazionale I candidati alla carica di 2° Vice Presidente Internazionale Pubblichiamo un sintetico profilo degli 8 candidati alla carica di 2° Vice Presidente Internazionale. L’elezione avrà luogo l’8 luglio nel corso della 94ª Convention Internazionale di Seattle. Harri Ala-Kulju Carlos E. Justiniano Salim Moussan Phil Nathan Harold R. Ott Barry J. Palmer G. Ramaswamy Steven Sherer Socio dell’Espoo Keskusta Lions Club in Finlandia dal 1977, il Past Direttore Internazionale Harri Ala-Kulju è un dirigente assicurativo, attivo in molte organizzazioni comunitarie. E’ stato eletto al Consiglio d’Amministrazione Internazionale alla 84ª convention internazionale dell’associazione, ad Indianapolis, Indiana, nel 2001. Ha servito come direttore di campagna per la Scandinavian Red Feather Campaign in Finlandia e come presidente del Consiglio Nordico. Il dottor Harold R. Ott, di Boalsburg, Pennsylvania, è stato eletto membro del Consiglio di Amministrazione alla 90ª Convention Internazionale di Chicago, Illinois, nel 2007. Amministratore dell’università in pensione, è socio del Harris Township Lions Club ed è Lion dal 1980. Attivo in molte organizzazione professionali e comunitarie, è stato presentatore e moderatore ai Lions leadership forum, group leader per la scuola dei DGE e co-presentatore ai Seminari per Council Chairpersons. 20 Residente a Mayaguez, Puerto Rico, il dottor Justiniano è socio Lion dal 1979 ed è stato direttore internazionale dal 1993 al 1995. E’ socio del Mayaguez Lions Club. E’ un ortodontista e direttore finanziario della Justi Corporation. Il Past Direttore Internazionale Justiniano è attivo in molte associazioni professionali, civiche e comunitarie ed ha ottenuto diversi riconoscimenti. E’ stato moderatore agli USA/Canada Lions Leadership Forums ed ai Latin American and Caribbean Forums. Direttore Internazionale nel 2000-2002, Barry Palmer, residente a Berowra, Australia, è socio del Hornsby Lions Club dal 1976. Ha servito in molti club, distretti, multidistretti e a livello internazionale nell’associazione. Dirigente di una società immobiliare, ha ricevuto dal governo australiano la Australian Medal ed il riconoscimento australiano per la ricerca sui tumori infantili (Australian Childhood Cancer Research Award). Volontario alle Olimpiadi di Sidney, ha ottenuto diverse onorificenze dal Lions Clubs International. Il Past Direttore Internazionale Salim Moussan, di Beirut, Libano, è stato eletto al Board dell’associazione alla 80ª convention internazionale di Philadelphia, Pennsylvania, nel 1997. Titolare di una società commerciale, è impegnato in varie organizzazioni professionali e comunitarie ed è stato presentatore a tre convention internazionali e presidente del 23° South Asia, Africa and Middle East Lions Leadership Forum. E’ il fondatore del Lions Eye Center in Libano. Il Past Direttore Internazionale G. Ramaswamy è entrato nel Annur Town Lions Club nel 1985 e vive a Coimbatore, India. E’ stato direttore internazionale dal 1996 al 1998, ed è stato segnalato per aver sponsorizzato più di 900 nuovi soci nei Club Lions. E’ stato anche selezionato per servire come incaricato al Consiglio di Amministrazione Internazionale dal 1999 al 2000, dal 2005 al 2006 e dal 2006 al 2007. Ramaswamy è un industriale ed ha ottenuto diversi riconoscimenti professionali, civili e comunitari. Phil Nathan, di Earls Colne, Inghilterra, è stato in carica come direttore internazionale nel 19992001. Lion dal 1982, socio fondatore del South Woodham Ferrers Lions Club dal 1989. Mediatore di borsa e dirigente di una società, Nathan ha servito come Presidente di Forum Europeo nel 2006. E’ membro di sette diversi consigli di amministrazione di enti di beneficenza ed è attivo in molte organizzazioni professionali, civiche e comunitarie. Nel 2001 è stato insignito da Sua Maestà la Regina Elisabetta II del titolo di Membro dell’Impero Britannico, MBE. Il Past Direttore Internazionale Steven Sherer, di New Philadelphia, Ohio, commercialista abilitato, è socio del Dover Lions Club dal 1980. Ha preso parte a 19 convention internazionali e a 12 USA/Canada Lions Leadership Forum. E’ un coordinatore di area GMT e ha ricevuto diversi riconoscimenti internazionali inclusi l’Ambassador of Good Will Award e International Leadership. Nella sua comunità gli è stato conferito il Distinguished Citizens Award ed è attivo in molte organizzazioni professionali e comunitarie. Convention Internazionale Convention Internazionale - Avviso Ufficiale Due proposte... in votazione Le seguenti proposte di emendamento allo Statuto e Regolamento Internazionale saranno sottoposte al voto dei delegati nel corso della Convention Internazionale del 2011. Questi emendamenti saranno approvati con la maggioranza dei voti favorevoli alla loro adozione. Proposta numero 1 - Una risoluzione per introdurre l’aumento delle quote associative internazionali, in vigore dall’anno fiscale 2012-2013 e per semplificare il testo relativo alle disposizioni sulle quote associative. L’introduzione di un modico aumento delle quote associative consentirà all’associazione di continuare a servire i propri soci, di mantenere i programmi esistenti e di investire in nuove iniziative per il futuro. Il consiglio d’amministrazione internazionale ha raccomandato all’unanimità l’adozione della seguente risoluzione. Sia stabilito che a partire dall’1 luglio 2012, l’Articolo XII, Sezione 2 del Regolamento Internazionale, sia modificato, cancellando il suo testo e sostituendolo con il seguente: Sezione 2. QUOTE ASSOCIATIVE. (a) Le quote associative semestrali dell’importo di venti dollari e cinquanta centesimi (USD 20,50), in dollaro americano, saranno riscosse per ogni socio di club, in base al numero di soci del club, come risulta dal rapporto soci di giugno e dicembre, e saranno pagate da ciascun club all’ufficio internazionale, come stabilito dal Consiglio di Amministrazione Internazionale, con le eccezioni indicate nelle sotto-sezioni (b) e (c) di seguito riportate. (b) Per i programmi dedicati alle famiglie, come stabilito dal Consiglio di Amministrazione Internazionale, saranno applicate le seguenti quote: (1) Il primo socio membro di un nucleo familiare pagherà le quote associative semestrali, secondo quanto stabilito nella sotto-sezione (a) di cui sopra. (2) I soci membri familiari aggiuntivi, fino a un massimo di quattro membri per nucleo familiare, pagheranno le quote associative annuali per un importo pari alla metà (1/2) della somma pagata dal primo socio membro del nucleo familiare, indicata nella sotto-sezione (b) (1) di cui sopra. (c) Per i programmi dedicati ai soci studenti, come stabilito dal Consiglio di Amministrazione Internazionale, i soci studenti in possesso dei requisiti, pagheranno le quote associative annuali per la metà (1/2) del loro importo, indicato nella sotto-sezione (a) di cui sopra. (d) Una quota annuale sarà pagata da ciascun Lions club per ciascun club Leo da questo sponsorizzato, nella somma e nei tempi stabiliti dal Consiglio di Amministrazione Internazionale. Sia stabilito inoltre che a partire dall’1 luglio 2013, l’Articolo XII, Sezione 2(a) del Regolamento Internazionale sia modificato, rimuovendo il testo “venti dollari e cinquanta centesimi (USD 20,50)”, e sostituendolo con la frase “ventuno dollari e cinquanta centesimi (USD 21,50)”. Proposta numero 2 - Risoluzione per aggiornare i compiti del governatore distrettuale, del primo vice governatore distrettuale e del secondo vice governatore distrettuale, per includere le loro rispettive responsabilità all’interno del globalmembership team e del global leadership team. Sia stabilito che l’Articolo X, Sezioni 2(a)(2) e 2(a)(3) del Regolamento Internazionale, siano emendate, eliminando il testo contenuto e sostituendolo con il seguente: (2) Supervisiona il Global Membership Team a livello distrettuale e incoraggia gli altri officer distrettualI a favorire la crescita associativa e l’organizzazione di nuovi club. (3) Supervisiona il Global Leadership Team a livello distrettuale e incoraggia gli altri officer distrettuali a favorire la crescita della leadership a livello di club e di distretto. Sia stabilito inoltre che l’Articolo X, Sezione 2(b)(2) del Regolamento Internazionale, sia emendato, eliminando il testo esistente e sostituendolo con il seguente: (2) Ricopre un ruolo chiave di collegamento tra il Team del Governatore Distrettuale e il Global Membership Team, e svolge un ruolo attivo per la crescita associativa, la creazione di nuovi club e per garantire il successo dei club esistenti all’interno del distretto. Sia stabilito inoltre che, l’Articolo X, Sezione 2(b) del Regolamento Internazionale sia modificato, aggiungendo il testo seguente come nuovo sotto-paragrafo 2(b) (3) e, quindi, rinumerando i restanti sotto-paragrafi. (3) Collabora con il Governatore Distrettuale, il Secondo Vice Governatore Distrettuale e il Global Leadership Team per lo sviluppo e l’implementazione di un piano di sviluppo della leadership per l’intero distretto. Sia stabilito inoltre che l’Articolo X, Sezioni 2(c)(2) e 2(c) (3) del Regolamento Internazionale, siano modificate, eliminando il testo in esse contenuto e sostituendolo con il seguente: (2) Ricopre un ruolo chiave di collegamento tra il Team del Governatore Distrettuale e il Global Leaderhip Team, partecipa attivamente alle iniziative e incoraggia gli altri officer distrettuali a gestire e promuovere un effettivo sviluppo della leadership. (3) Collabora con il Governatore Distrettuale, il Primo Vice Governatore Distrettuale e il Global Membership Team per lo sviluppo e l’implementazione di un piano di crescita associativa per l’intero distretto. Sia stabilito inoltre che l’Articolo X, Sezione 2 (c) del Regolamento Internazionale sia modificato, aggiungendo il testo seguente come nuovo sotto-paragrafo 2 (4) e, quindi, rinumerando i restanti sotto-paragrafi. (b) Svolge compiti amministrativi assegnati dal governatore distrettuale. 21 Per saperne di più … LCIF... a grandi passi La nostra fondazione internazionale nel 2010-2011 ha risposto alle necessità di milioni di persone nel mondo. 10.000 sussidi per oltre 708 milioni di dollari. all’opera svolta dalla LCIF e a condividere meglio il suo messaggio con gli altri. Il materiale è disponibile sul nuovo sito web. Il Lions Quest in 64 Paesi In 26 anni la LCIF ha portato il suo programma per lo sviluppo della gioventù, il Lions Quest, a più di 12 milioni di giovani in tutto il mondo. Dopo aver sentito da numerosi ragazzi, genitori e docenti quanto questo programma abbia cambiato la loro vita, la LCIF ha aggiunto quattro nuovi paesi alla famiglia Lions Quest, portando il totale dei paesi a 64. Per coinvolgere maggiormente i Lions, la LCIF ha sviluppato un kit su “come fare” che può essere scaricato dal sito web. L a Lions Clubs International Foundation (LCIF) è arrivata al suo 43° anno di attività. Ogni anno la LCIF stabilisce degli obiettivi per perfezionare ed ampliare il suo lavoro e per migliorare la vita di milioni di persone in tutto il mondo. Ma il 2010-2011 è stato anche l’anno durante il quale sono stati compiuti grandi passi sia per condividere il lavoro dei Lions nel mondo, sia per rispondere meglio alle necessità dei Lions. La creazione di un nuovo Comitato Direttivo ha permesso alla LCIF di rinforzarsi. Diretto dal Chairperson Eberhard Wirfs, il Comitato Direttivo ha migliorato la comunicazione con il pubblico ed i Lions, ha ampliato il Lions Quest, il riuscito programma di sviluppo per la gioventù, e si è collegato meglio con i coordinatori Lions. L’obiettivo finale della LCIF è quello di aiutare molta più gente nel bisogno di quanto abbia mai fatto. Di seguito i principali risultati della LCIF nell’anno 2010-2011. La comunicazione è migliorata Riconoscendo l’esigenza di avere un sito web indipendente ed intuitivo, la LCIF ha lanciato in maggio un nuovo sito (www.lcif.org). Il sito mostra immagini sorprendenti, accesso rapido alle ultime notizie LCIF e navigazione facilitata. La LCIF ha sviluppato l’immagine di un nuovo marchio per aggiornare il suo look e comunicare più chiaramente la sua missione. Le nuove pubblicazioni della LCIF contengono colori marcati e contenuti chiari. Le modifiche aiuteranno i Lions a sentirsi più collegati 22 708 milioni di dollari La LCIF non avrebbe potuto assegnare 10.000 sussidi per un importo totale di 708 milioni di dollari di finanziamenti senza il sostegno dei Lions. Infatti, i Lions forniscono la maggior parte dei fondi per aiutare milioni di persone in tutto il mondo. La LCIF ha stabilito nuovi obiettivi di raccolta fondi per potenziare l’impegno dei Lions e coordinatori distrettuali e multidistrettuali hanno giocato ruoli chiave. Lavorando in modo più efficace con i coordinatori, la LCIF potrà aumentare la consapevolezza del suo ruolo, aiutando così più persone in tutto il mondo. La LCIF ha creato nuove risorse per coordinatori come presentazioni in PowerPoint e dettagliati rapporti sui sussidi. Anche questi sono disponibili sul sito. Quest’anno sono anche stati tenuti diversi seminari didattici ed informativi on line. Grazie all’impegno congiunto di Lions e della LCIF, molti più coordinatori quest’anno hanno raggiunto e riportato i loro obiettivi. Questi cambiamenti significativi contribuiranno allo sviluppo del sostegno e dell’impegno dei Lions per la LCIF e ad aumentare la visibilità dei Lions. Per far sapere alla LCIF cosa ne pensate dei cambiamenti, contattate la LCIF all’indirizzo [email protected]. Per saperne di più … 23 Aspetti giuridici del LCI ➡ Visti da dentro Gli organi associativi, le regole di procedura parlamentare, l’Assemblea dei Soci del Club. Completamento di quanto pubblicato sul numero di maggio. Di Sergio Maggi * Nona parte L’approvazione delle delibere assembleari può richiedere, in alcuni casi, un quorum deliberativo particolare. L’art. XIII dello Statuto tipo di Club stabilisce che gli emendamenti statutari devono essere approvati con il voto favorevole “dei 2/3 dei soci fisicamente presenti e votanti”. Inoltre, l’art. VII sez. 2 del Regolamento tipo di Club, stabilisce che “qualunque funzionario di questo club può essere destituito dalla carica per giusta causa e perciò saranno necessari i 2/3 dei voti di tutti i soci riuniti in assemblea”. Un esempio pratico chiarirà il significato di tale maggioranza: • Voti validi 30; 2/3 dei voti validi = 20; maggioranza 20 voti. • Voti validi 31; 2/3 dei voti validi = 20,6; maggioranza 21 voti. • Voti validi 32; 2/3 dei voti validi = 21,3; maggioranza 22 voti. • Voti validi 33; 2/3 dei voti validi = 22; maggioranza 22 voti. (Robert’s rule of order N.R. cap.XII pg 388). La delibera rappresenta l’atto con il quale l’assemblea decide in merito ad una questione riguardante la vita associativa: essa è il risultato del voto espresso dai singoli soci e deve essere adottata con la prevista maggioranza. E’ proprio il cosiddetto principio di maggioranza che dà forza giuridica alle delibere, per cui, quando sono adottate nel rispetto delle norme, acquisiscono valore di obbligatorietà per tutti i soci anche se dissenzienti. D’altra parte, l’approvazione a maggioranza di una delibera non esclude la possibilità che essa venga impugnata. Da un punto di vista generale, le delibere assembleari impugnate “sono da ritenersi nulle allorché prive degli elementi essenziali con oggetto impossibile o illecito (contrario all’ordine pubblico, alla morale e al buon costume), con oggetto che non rientra nella competenza dell’assemblea, che incidono sui diritti individuali…”; sono invece annullabili “le delibere con vizi relativi alla regolare costituzione dell’assemblea, quelle adottate con maggioranza inferiore a quella prescritta dalla legge o dal regolamento…” (Cass. Civ. SS. UU. 07/03/2005 n.4806). Su questa particolare questione, così come si è visto per altre, non vi è alcun riferimento normativo per quanto attiene le associazioni non riconosciute, ed in particolare la nostra; per cui anche in questo caso occorre fare ricorso all’applicazione analogica di norme che si riferiscono a figure affini, in primis quelle sulle associazioni riconosciute (E. de Franchis, G. Giordano - Gli Enti non profit - Maggioli Ed. - 1996) ed alla giurisprudenza (P. Cendon, A. Baldassari - Codice Civile annotato con la giurisprudenza - UTET 2007). Invalidità delle delibere - Eventuali vizi delle delibera- 24 zioni dell’organo di una associazione non riconosciuta e, in particolare, la sospensione della deliberazione stessa, devono essere perseguiti attraverso il ricorso ai tipici rimedi apprestati dalla legge per le associazione riconosciute - in ispecie all’art. 23 comma 3 c.c.… (Trib. Cagliari 12.7.96). Poiché l’art. 23 c.c. prevede soltanto ipotesi di annullabilità e non anche di nullità delle deliberazioni delle associazioni riconosciute, deve ritenersi che con tale norma, applicabile anche alle associazioni non riconosciute, il legislatore abbia convertito, per quanto riguarda le suddette deliberazioni, le cause di nullità in cause di annullabilità (Cass. Civ. 17.5.75, n.1018, Trib. Milano 7.11.88). La possibilità di sostituire la deliberazione impugnata con altra valida, prevista dall’art. 2377, ultimo comma c.c. per le deliberazioni delle società per azioni, è espressione di un principio generale come tale applicabile anche alle associazioni (Trib. Roma 26.6.81). Legittimazione all’impugnazione - Sono legittimati all’impugnativa solo gli associati attuali, con esclusione di quelli che hanno perduto la qualità di associato o di quelli che l’abbiano acquistata successivamente alla data della deliberazione impugnata (Trib. Torino 4.3.85; Cass. Civ. 17.3.75 n. 1018). Sono legittimati all’impugnativa solo i soci assenti o dissenzienti, con esclusione degli assenzienti (Cass. 8.2. 1985 n.1035). Termine dell’impugnazione - Il termine di decadenza dei trenta giorni previsto dall’art. 2377 c.c. per l’impugnativa delle delibere assembleari delle società per azioni non è applicabile alle associazioni (Cass. Civ. 11.3.59 n.702). In mancanza di una norma che ponga il termine di decadenza, l’impugnazione delle delibere dell’assemblea di una associazione è proponibile senza limiti di tempo (Trib. Palermo 9.8.1985). Inapplicabilità della norma - La norma di cui all’art. 23 c.c., la quale prevede che nei procedimenti di annullamento e sospensione delle delibere assembleari della associazione riconosciuta debba intervenire il Pubblico ministero, non trova applicazione diretta o analogica per il caso delle associazioni non riconosciute. In queste ultime, infatti, stante il difetto di riconoscimento giuridico, manca l’interesse pubblico che giustifica l’intervento del P.M. (Cass. Civ. 23.1.2004, n. 1148). Le disposizioni sull’annullamento e sulla sospensione delle deliberazioni delle associazioni riconosciute (art. 23 c.c.) - applicabili in via analogica alle delibere assembleari delle associazioni non riconosciute - non riguardano le delibere che, per vizi talmente gravi da privare l’atto dei requisiti minimi essenziali (come nell’ipotesi in cui siano state adottate con una maggioranza di voti insufficiente rispetto a quella prevista dalla legge o dallo statuto), siano affette da radicale nullità od inesistenza, denunciabile, in ogni tempo, da qualsiasi interessato (Cass. Civ. 42.93, n.1408). *Direttore Internazionale 2004-2006. multidistretto I Lions... insieme a Torino Al Lingotto della prima capitale italiana, dal 27 al 29 maggio, 1012 delegati provenienti da tutta Italia hanno partecipato ai lavori del 59° Congresso Nazionale. Di Sirio Marcianò 25 Congresso Nazionale L’ importante appuntamento annuale dei lions italiani ha preso il via alle 16,45 di venerdì 27 maggio, quando il cerimoniere Nicola Guercio ha aperto ufficialmente il 59° congresso nazionale del multidistretto. La cerimonia inaugurale ha visto la suggestiva sfilata dei cani guida dei lions, con in testa il neo presidente del servizio Gianni Fossati, e l'intervento delle autorità civili e religiose presenti. Si sono succeduti al microfono, per un saluto, il presidente del comitato organizzatore Elisa De Maria, il Governatore delegato al congresso Pier Luigi Foglia - il quale ha mostrato ai delegati presenti la medaglia con la quale il Presidente della Repubblica Napolitano ha insignito il nostro 59° congresso nazionale -, i rappresentanti dei MD di Germania e Svizzera, il Presidente Emerito Pino Grimaldi - che ha ricordato con orgoglio che i lions, nel 1942, sono stati chiamati dalle Nazioni Unite per la stesura della carta dei diritti umani - e il Direttore Internazionale Domenico Messina - che ha portato il saluto della sede centrale ai congressisti e ha sottolineato l'importanza per noi lions di incidere sempre di più sulle campagne globali, senza dimenticare il nostro territorio -. Ha chiuso la giornata inaugurale il Presidente del Consiglio dei Governatori Stefano Camurri Piloni, che ha riassunto quanto è stato realizzato dai Lions quest'anno in Italia, dando per ogni attività di servizio il giusto riconoscimento a chi si è impegnato per realizzarle e ha evidenziato i tanti lati positivi del nostro multidistretto. La seconda giornata congressuale si è aperta con le risultanze di tre seminari svoltisi il giorno precedente su "Affari interni" (DG Carlo Calenda, PDG Girolamo Amadeo), su GLT/GMT (DG Fabio Feudale, PID 26 Giovanni Rigone, PCC Federico Steinhaus), sull'informatizzazione e sull'annuario (DG Carlo Forcina, OTI Domenico Lalli), e con gli interventi sulla LCIF (DG Carla Di Stefano) e sul multidistretto Leo (Mauro Imbrenda) e quello del candidato alla Seconda vice presidenza internazionale PID Giovanni Rigone. A seguire, le relazioni sulle attività del "Servizio cani guida" (Gianni Fossati), del progetto "Sordità" (Rosario Marretta), della "Solidarietà Sanitaria" (Salvatore Trigona), della "Raccolta occhiali usati" (Enrico Baitone), dell"'Acqua per la vita" (Piero Manuelli), de "I Lions italiani contro le malattie killer dei bambini" (Luciano Diversi), dell'''Associazione Italiana Lions per il Diabete" (Paolo Brunetti), della "Banca degli occhi Melvin Jones" (Roberto Linke), dei "Bambini nel bisogno: tutti a scuola in Burkina Faso” (PCC Giancarlo Vecchiati) e del "Libro Parlato Lions", che prevedeva la votazione di un regolamento, successivamente ritirato, comprendente una richiesta di contributo da parte dei soci. Nella stessa giornata ci sono state le risultanze dei seminari "Gioventù" (DG Roberto Olivi Mocenigo), "Proposte di aggiornamento del lionismo italiano alla recente normativa civilistica e fiscale" (PCC Luciano Ferrari) e "Struttura permanente per le pubbliche relazioni", per la quale è stata approvata l'aggiunta dell'articolo 16 bis al regolamento del multidistretto. Si tratta di un nuovo articolo che sancisce ufficialmente la nascita di una importante struttura (voti favorevoli 311), che ci dovrebbe consentire, coordinata l'anno prossimo dal DG Franco Rasi, di uscire dal vuoto di informazione che circonda là fuori il lionismo italiano. La struttura, non "permanente" per decisione assembleare, al congresso di Genova nominerà il "responsabile" per il triennio 2012/2015 su proposta del Consiglio dei Governatori Congresso Nazionale del prossimo anno. E, ancora, le risultanze del seminario "Statuto e regolamento" (DG Carlo Calenda) e del seminario finanziario, con conseguente votazione del bilancio multidistrettuale 2009/2010, presentato dall'IPDG Francesco Sartoretto. Il rendiconto del Multidistretto per il 2009/2010 non è stato approvato dai delegati presenti con 219 voti contrari e 68 favorevoli. In linea con le previsioni la situazione finanziaria 2010/2011 presentata dal DG Guglielmo Lancasteri. Adottati i nuovi regolamenti, pubblicati su Lion di aprile, del Campo Italia (voti favorevoli 297) e del Campo Italia Disabili (voti favorevoli 302). Direttore della nostra rivista per il 2012/2015 sarà il sottoscritto, eletto dai delegati per acclamazione. Per l'anno 2011/2012, in ottemperanza ad una disposizione internazionale, la rivista sarà diretta dal giornalista Bartolomeo Lingua. Sono seguite, presentate rispettivamente dai DG Naldo Anselmi e Roberto Faggi, le risultanze dei seminari per la scelta del tema di studio e del service nazionali. Questi ultimi, tutti - ne sono stati presentati sei - interessanti e degni dell'operatività dei lions italiani. Hanno sul terremoto d'Abruzzo e sul programma Alert (DG Ercole Milani e PDG Fulvio Venturi), sulle attività internazionali (DG Marco Gibin), sul tema di studio nazionale (DG Naldo Anselmi) e sul service nazionale di quest'anno (DG Roberto Faggi), sull'attività di servizio (DG Rocco Saltino), sul Lions Quest Italia (DG Dario Nicoli), sul progetto Italia per i Paesi in via di sviluppo (DG Pier Luigi Tarenghi), sulle attività sportive (DG Giuseppe Scamporrino), sul Campo Italia (relazione morale di Fiorenzo Smalzi), sul campo Italia disabili "La Prateria" (relazione morale di Giuseppe Garzillo, confermato direttore del campo, così come è stata confermata la sede di Domodossola per il triennio 2011/2014), sulla rivista nazionale (relazione morale del sottoscritto), sul Forum Europeo (PID Paolo Bernardi) e sulla conferenza del Mediterraneo (PID Massimo Fabio). Gli ultimi punti all'ordine del giorno riguardano la presentazione della candidatura di Milano a sede della Convention Internazionale del 2018 e proposta di collaborazione con l'Expo (DG Carla Di Stefano e 2° VDG Mario Castellaneta), la presentazione del 60° congresso nazionale, che si svolgerà a Genova, la scelta di Taormina per il 61° congresso nazionale le elezioni dei revisori dei conti nazionali. Fin qui la cronaca schematica dei tre giorni congressuali, ma è giusto segnalare che a Torino si è operato nel segno della concretezza e della buona organizzazione. Il congresso, pur nei tempi stretti concessi per ogni relazione, ha sempre dato informazioni interessanti e complete sull'attività dei lions in tutti i settori che ci hanno contraddistinto in questa annata lionistica, ha premiato con una targa l'opera costante portata avanti da Romolo Tosetto, assente per motivi di salute, ha apprezzato pubblicamente Rosario Cacciola e ha ricordato con affetto il compianto Direttore Internazionale Enrico Cesarotti. Una cosa è certa, al congresso si è operato per dimostrare quanto abbiamo fatto in quest'annata lionistica e quanto potremmo fare se solo fossimo tutti più partecipativi. Il 59° Congresso Nazionale, "assolato con un momento di brezza" - come lo ha definito Pino Grimaldi in uno dei suoi interventi - si è chiuso domenica 29 maggio alle ore 12,30 con la presentazione dei 17 governatori neoeletti e di Naldo Anselmi, Presidente del Consiglio dei Governatori 2011-2012. Pochi sussulti e una stonatura, ma sempre il lionismo protagonista anche e soprattutto attraverso le numerose relazioni che si sono succedute nell'arco dei tre giorni congressuali. raccolto i maggiori consensi dei delegati "La donazione del sangue del cordone ombelicale: informazione e sensibilizzazione" (tema di studio dell'anno prossimo con 254 voti) e “Progetto Martina - Parliamo ai giovani dei tumori. Lezioni contro il silenzio" (service nazionale 2011/2012 con 286 voti). Nella mattinata di domenica ci sono stati gli interventi Nelle fotografie, nell’ordine, il tavolo della presidenza con l’ID Domenico Messina, il CC Stefano Camurri, il Presidente Internazionale Emerito Pino Grimaldi e il candidato alla carica di 2° Presidente Internazionale Giovanni Rigone; l’auditorium del Lingotto colmo di delegati; i governatori Pier Luigi Foglia, Carlo Forcina, Carlo Calenda, Ercole Milani, Pier Luigi Tarenghi, Franco Rasi, Carla Tirelli Di Stefano, Marco Gibin, Fabio Feudale, Dario Nicoli, Roberto Olivi Mocenigo, Guglielmo Lancasteri, Rocco Saltino, Naldo Anselmi, Roberto Faggi, Emilio Cirillo e Giuseppe Scamporrino. 27 Congresso Nazionale Il futuro del lionismo L’organizzazione Dalle 14,30 alle 16,30 di sabato 28 maggio il Presidente del Consiglio dei Governatori Stefano Camurri Piloni ha presieduto l’open workshop sul “Lionismo del futuro”. Si è trattato di un approfondito seminario dal quale sono scaturite proposte idonee ad ottimizzare e razionalizzare la nostra futura attività di servizio. Stiamo parlando di un nuovo modo di vivere la nostra associazione, più vicina alla gente e più adatta ad una società globalizzata. Ovviamente, dalle parole si deve passare ai fatti. Si segnala ai lettori l’ottima organizzazione del congresso nazionale. Il merito è del comitato organizzatore composto da Elisa De Maria (presidente), Giuseppina Sandri Locati (gestione eventi), Giancarlo Somà (segretario), Luigi Tarricone (tesoriere), Nicola Guercio (cerimoniere), Marina Unnia (accoglienza), Gabriella Ponchia (regia congresso) e da tanti altri. Sempre presenti, disponibili e sorridenti, hanno reso gradevole la logistica di un congresso pieno di eventi, di slide da proiettare e frequentato da oltre 1000 delegati. Al congresso... una bandiera del 1866 In apertura di congresso, durante la suggestiva sfilata delle bandiere, abbiamo potuto ammirare un vessillo fuori dal comune. Si tratta della prima bandiera Italiana issata a Belluno il 15 novembre 1866 dal balcone di Palazzo Piloni, attualmente sede della Provincia, in occasione della cena offerta al Re, per la dedicazione al Regno della Città di Belluno, dal conte Francesco Piloni che, ultimo Podestà Austriaco, primo Sindaco di Belluno Italiana, primo Presidente della Provincia e cittadino onorario della Città di Torino transitò questo cruciale momento storico. La storica bandiera è stata messa a disposizione dalla famiglia Camurri Piloni. I DGE al Centro occhiali usati I Governatori neo eletti del nostro multidistretto, mercoledi 25 maggio, hanno visitato, a Chivasso, la sede del “Centro Italiano Lions per la Raccolta degli Occhiali Usati”, uno dei 13 centri Lions di riciclaggio occhiali nel mondo. I DGE sono stati accolti dal presidente del centro, Enrico Baitone, il quale ha illustrato con orgoglio l’importante attività del centro. Dalle 9 alle 13 di sabato 28 maggio gli officer del centro raccolta occhiali usati hanno ottenuto il Guinnes dei primati raccogliendo in 4 ore oltre 156.608 paia di occhiali usati. Dal Burkina... a Torino Amadou Diemdiodà Dicko, ex Ministro dell’educazione e deputato all’Assemblea Nazionale di Burkina Faso, ha ringraziato i congressisti per quanto i lions italiani stanno facendo in quel povero Paese e per quanto, operando sul posto, sta facendo il nostro CC Stefano Camurri Piloni nell’ambito dell’attività de “I lions italiani contro le malattie killer dei bambini” (MK). Nella foto, oltre al ministro, sono riconoscibili, in abiti burkinabé, il Direttore Internazionale Domenico Messina, il CC Stefano Camurri Piloni e il Presidente Internazionale Emerito Pino Grimaldi. Nel 2013 a Taormina A Torino stata presentata la candidatura di Taormina per il 61° congresso nazionale, che si svolgerà nel maggio del 2013. La splendida cittadina siciliana ha già organizzato con successo 4 congressi nazionali dal 1965 ad oggi. Nella foto lo staff del comitato promotore con al centro, vicino al guidoncino del club, Rosario Cacciala e ... qualche “intruso”. 28 Congresso Nazionale 59° Congresso Nazionale. Relazione del Presidente del Consiglio dei Governatori Stefano Camurri Piloni Buon compleanno Italia S ignor Presidente Internazionale Emerito, carissimo amico Pino Grimaldi, signor Direttore Internazionale, carissimo amico Domenico Messina, Past Direttori Internazionali, Officer tutti, bentrovati. In pochi minuti è assai difficile esporre il lavoro e l’impegno di un anno, ma ci proverò. Il Consiglio dei Governatori, con il quale ho avuto il piacere di collaborare, è sempre stato unito e coeso e desidero ringraziarlo per l’aiuto che mi ha dato e per l’importante lavoro svolto. Tutti ben sapete che io sono un’umanista e non un tecnico e, pertanto, ho cercato di condurre l’annata lionistica con il taglio che preferisco, appoggiandomi per la parte tecnica alla eccezionale competenza e professionalità dei miei colleghi governatori. Quest’anno il Consiglio ha avuto la fortuna di poter festeggiare due grandi eventi: i 60 anni di lionismo in Italia ed il 150° compleanno della nostra amata Patria. In breve vi tratteggerò quanto è stato svolto. La celebrazione dei 60 anni del lionismo in Italia si è tenuta a Milano ed è stata organizzata magistralmente dai quattro Governatori della Lombardia: Carla Di Stefano, Ercole Milani, Gigi Tarenghi e Franco Rasi. Noi siamo felici dell’arrivo in Italia, dalla vicina Svizzera, di questa orda di generosi Lanzichenecchi al servizio del bene comune, che ci hanno invaso 60 anni fa e che ci hanno trasmeso il piacere di poterci rendere utili. A dicembre è stata attribuita al multidistretto 108 Italy la prestigiosa onorificenza dell’Ambrogino d’oro. L’assegnazione ci è arrivata grazie alla segnalazione del distretto Ib4, la “Grande Milano”, guidato da Carla Di Stefano. Il tema di studio Nazionale sulla Costituzione è stato sviluppato da Naldo Anselmi ed ha trovato la sua conclusione naturale in un grande convegno che si è tenuto a Tivoli in aprile. A tale tema si sono allacciati i festeggiamenti per il 150° anniversario dell’unità d’Italia. La campagna “stampa e pubbliche relazioni”, portata avanti quest’anno per ben due volte, è stata “costruita” per l’attribuzione dell’Ambrogino d’oro e per la gior29 Congresso Nazionale nata del “Lions day” a cura di Franco Rasi. Il “Lions day” è stato celebrato in tutta Italia e coordinato da Dario Nicoli, che ha altresì portato a compimento la definitiva sistemazione dell’assetto burocratico del Lions Quest. Il bilancio sociale del Lions Quest ha avuto ampio riconoscimento ed è stato ubiquitariamente adottato. Il service Nazionale, coordinato da Roberto Faggi, a favore della conoscenza della dislessia, patologia che colpisce i giovanissimi, si è concluso a Firenze con un Convegno al quale hanno partecipato oltre 600 persone e durante il quale sono state presentate delle tecniche di approccio innovative che forniranno ottimi aiuti agli affetti da dislessia. Le “Relazioni Internazionali” coordinate da Marco Gibin hanno prodotto un protocollo di intesa, denominato “Alpine Lions Cooperation”, tra vari Distretti tranfrontalieri. Il MERL, la cui delega è di Fabio Feudale, si è trasformato, con un transito mirato, in GMT e GLT. La Tesoreria e la Segreteria Nazionale, a cura e particolare merito di Guglielmo Lancasteri e Carlo Forcina, hanno trovato un nuovo, più snello ed operativo assetto. Tale operazione non è stata facile ed ha richiesto grande impegno e professionalità. Il mio vice presidente Carlo Calenda mi è sempre stato vicino, sopportandomi in qualche momento di confessionale. Emilio Cirillo ha curato la “Cittadinanza umanitaria” con competenza, Rocco Saltino ha sovrainteso i vari aspetti attinenti le onlus e Pippo Scamporrino ha curato l’aspetto sportivo portando a termine, assieme a Roberto Olivi Mocenigo, Mauro Imbrenda e Pierluigi Rosa, la creazione della squadra di calcio Leo-Lions, grande esempio di aggregazione. Nel Multidistretto sono stati effettuati oltre 500 convegni e conferenze, sono state portate a compimento moltissime iniziative meritorie che hanno coinvolto singoli o più Distretti. Il tutto a testimonianza che il nostro multidistretto è vivacissimo e sempre in prima linea con idee e metodologie innovative. La Segreteria al completo, ed in particolare la signora Guendalina, ha sempre seguito e supportato il Consi30 glio dei Governatori e per questo desidero ringraziarla a nome di tutti i governatori. L’Italia è stata sede di due grandi manifestazioni: la “Conferenza dei Lions del Mediterraneo”, che si è tenuta a Trieste, nel Ta2, che tra l’altro è il mio Distretto, e che è stata organizzata dal PDG Ugo Lupattelli, e la più importante manifestazione europea, il Forum Europeo, che si è tenuta a Bologna. Per tali manifestazioni, che hanno dato lustro al nostro Multidistretto e hanno avuto entrambe l’onore di avere la presenza del Presidente Internazionale Sid Scruggs, che si è volentieri trattenuto a conversare con i soci, ringrazio i Governatori di competenza Fabio Feudale e Roberto Olivi Mocenigo. La visita del Presidente Internazionale ha molto assorbito il Consiglio, che si è dimostrato all’altezza, ed oltre, della situazione. Sid Scruggs, che per la terza volta ci ha onorato della sua visita, ha infatti ripetutamente manifestato la soddisfazione per quanto svolto e si è dimostrato estremamente interessato a quanto il nostro multidistretto sta facendo. Desidero ringraziare in particolare Pier Luigi Foglia e tutto il suo staff per la splendida accoglienza riservataci qui a Torino e per la accurata organizzazione del Congresso Nazionale. Elisa De Maria, con i suoi collaboratori, mi è sempre stata vicina e tuttora mi sta aiutando ad arrivare in fondo all’impegnativo compito di presiedere il congresso. Domenico Messina, che prima di questa esperienza non conoscevo, ci è sempre stato vicino con l’affetto ed il prezioso consiglio. Io e lui abbiamo sviluppato un profondo senso di stima e di amicizia. Pino Grimaldi, che ho la fortuna di conoscere da più anni, impareggiabile amico, consigliere ed aiuto costante, sempre al fianco, sempre costruttivo, con la sua umanità e cultura, è stato supporto insostituibile al Consiglio ed a me in particolare. Giovanni Rigone cura con affetto e perizia la formazione dei Governatori futuri ed è sempre stato generoso nel fornire supporto tecnico di valore assoluto. Paolo Bernardi, è l’anima del Forum Europeo che ha condotto con consumata perizia. Congresso Nazionale Massimo Fabio è la guida e la “memoria” della Conferenza del Mediterraneo. I Past Direttori Internazionali che hanno sempre donato al Consiglio la loro esperienza ed i loro ponderati suggerimenti. A tutti un grande abbraccio per quanto hanno saputo investire nel lionismo. Ho avuto la fortuna di poter svolgere l’incarico di Presidente del Consiglio dei Governatori tra persone fantastiche, che mi hanno sempre permesso di essere tranquillo, sempre me stesso. Assieme siamo riusciti a lavorare talmente bene ed in sintonia che il più delle volte ci siamo divertiti. Ancora una volta voglio ringraziare tutte le persone, anche quelle che non ho citato, per l’impegno e per l’amore donato al Lionismo e che vi chiedo di riconoscere con un grande applauso. E ora desidero dare a tutti noi un piccolo spunto di riflessione. Tutti noi abbiamo esperienza del mondo fenomenologico in cui viviamo e di cui abbiamo contezza e ci creiamo quindi delle opinioni. Esiste però il mondo dei noumena che sono i concetti astratti cui la mente può giungere per deduzione dall’esperienza. Esiste quindi un noumena del Lionismo cui il nostro operato tende, in quanto concetto astratto e perfetto. L’esperienza però potrebbe talora essere ingannevole. Vi rammento il mito platonico della caverna in cui l’esperienza è data dall’ombra della realta ed i suoni sono l’eco della stessa, ma le persone imprigionate, che altro non conoscono, sono sicure che la realtà sia quella che percepiscono. Uno dei prigionieri fugge dalla caverna e acquisisce la conoscenza della realtà, potrebbe andarsene per sempre, ma decide di ritornare dai suoi amici e trasmette loro il vero. Compie quindi un atto lionistico, condividendo con chi ne ha necessità ciò che possiede, in questo caso la conoscenza, che è in assoluto una delle cose maggiormente preziose. In buona sostanza non dobbiamo essere schiavi della doxa, la opinione che ci formiamo, ma liberi di poter scegliere, seguendo il socratico Daimon, che è la buona voce interiore che ci spinge ad attuare il bene migliorandoci, integrando fenomena e noumena per arrivare ad una corretta scelta operativa. Essere volontari, quali siamo noi lions, ci impegna maggiormente in quanto non operiamo per costrizione di una struttura superiore, ma per libera scelta e coordinati in una superiore e complessa struttura operativa. Oltre alla operatività desidero ricordare con piacere anche il lato umano ed affettivo che ha contraddistinto tutta l’annata. Molti, se non tutti, i risultati ottenuti derivano da una intima condivisione delle metodologie operative da tenere per portare a compimento quanto scelto con l’intelletto illuminato dalla luce dell’affetto. Vicine al mio cuore sono state le mogli dei Governatori, che ci hanno supportato, sopportato, confortato nei momenti difficili, che comunque in ogni annata si attraversano. Sono state compagne discrete ma sempre presenti con l’affetto e l’incoraggiamento. Durante questo percorso di vita le ho sempre sentite vicine a mia moglie Adriana ed a me. Carissime ragazze, grazie di quanto ci avete donato, ad Adriana devo un ringraziamento grandissimo in quanto il suo sforzo di supporto dura da due anni. Sicuramente, durante questi mesi ci saranno state delle sbavature nell’operato del Consiglio; vita brevis, ars longa, occasio praeceps, experimentum periculosum, iudicium difficile. I problemi sono molti, le vie da intraprendere per la risoluzione dei problemi possono essere difficoltose, spesso le buone occasioni sono fugaci, il tempo è poco e discernere il vero dal falso ed il bene dal male è arte ardua, la risoluzione finale può anche non essere la migliore in assoluto, ma è la migliore che si sia potuta dare. Cari amici soci grazie per tutto l’impegno donato. Dobbiamo sempre essere fieri ed orgogliosi di essere Lions e Lions Italiani. Viva il lionismo e viva la nostra Patria. Buon compleanno Italia. Stefano Camurri Piloni Presidente del Consiglio dei Governatori 2010/2011 31 Congresso Nazionale Il congresso di Torino... in 90 righe Tema di Studio Nazionale 2011/2012: "La donazione del sangue del cordone ombelicale: informazione e sensibilizzazione". Service Nazionale 2011/2012: "Progetto Martina - Parliamo ai giovani dei tumori. Lezioni contro il silenzio". Proposte e mozioni... Con 200 voti favorevoli, nessun contrario e nessun astenuto viene ratificata la nomina a componenti della Commissione Affari Interni dei Lions Maurizio Segala di Sangallo (Distretto la2) e Luciano Masiero (Distretto Ta2) per il triennio 2010/2013. La proposta di regolamentazione del Libro Parlato (Lion di aprile a pagina 28) viene ritirata e pertanto non si è proceduto alla votazione. Con 297 voti favorevoli, 2 contrari e nessun astenuto viene approvato il Regolamento del Campo Italia (Lion di aprile a pagina 28). Con 302 voti favorevoli, nessun contrario e 1 astenuto viene approvato il Regolamento del Campo “Italia Disabili” (Lion di aprile a pagina 29). Con 311 voti favorevoli, 50 contrari e 23 astenuti viene approvata l'istituzione di una struttura per le pubbliche relazioni multidistrettuali, con conseguente emendamento dell'articolo 16 bis. La quota annua assegnata alla struttura è di euro 0,80 per socio e responsabile per l'anno sociale 2011/2012 viene nominato Franco Rasi. L'Assemblea dei delegati al Congresso Nazionale di Genova 2012 procederà alla nomina del “responsabile”, su proposta del Consiglio dei Governatori, per il triennio 2012/2015. Con la stessa votazione viene modificato l'articolo 20.2 del Regolamento Multidistrettuale (Revisori dei conti). Con 74 voti favorevoli, 121 contrari e 82 astenuti non viene approvata la mozione presentata dal Presidente del LC L'Aquila tendente a ridimensionare il progetto del Centro Socio-Sanitario di Navelli. Con 192 voti favorevoli, 1 contrario e 2 astenuti viene approvata la mozione presentata dal PID Massimo Fabio in difesa della lingua italiana al Forum Europeo e al Convegno del Mediterraneo. Con 93 voti favorevoli, 1 contrario e 3 astenuti viene approvata la mozione presentata dal PDG Bruno Ferraro tendente a sottoporre all'attenzione dei Governatori 2011/2012 la continuazione dell'impegno nei confronti del Tema Nazionale 2010/2011 sulla Costituzione Italiana. Udita la relazione alle risultanze del seminario sugli aspetti civilistici, tributari e statutari riguardanti l’associazione, tenuta dal PCC Luciano Ferrari, per acclamazione l'Assemblea invita il Consiglio dei Governatori a proseguire gli studi intrapresi nominando un gruppo di studio scelto fra esperti 32 di provata esperienza e capacità, che abbia a predisporre un compiuto progetto riformatore degli aspetti istituzionale e tributario del corpo associativo da esporre e proporre alla delibera del prossimo Congresso Nazionale. Rendiconto consuntivo 2009/2010 - Situazione 2010/2011 Con 68 voti favorevoli, 219 contrari e 91 astenuti il rendiconto consuntivo 2009/2010 non viene approvato e, pertanto, verrà ripresentato all'Assemblea del Congresso Nazionale di Genova del 2012. L'Assemblea prende atto per acclamazione della situazione 2010/2011 al 30 aprile 2011. La quota multidistrettuale per l'anno 2011/2012 viene confermata in euro 12,00 per socio (invariata rispetto allo scorso anno). La quota per la realizzazione dell'Annuario su CD viene confermata in euro 1,50 per socio (invariata rispetto allo scorso anno). Rivista nazionale "Lion" - Per l'anno sociale 2011/2012 ricoprirà il ruolo di direttore della rivista Lion l'attuale vice direttore Bartolomeo Lingua. La quota per il 2011/2012 rimane invariata: euro 5,00 per socio. Per il triennio 2012/2015 viene rieletto direttore della rivista per acclamazione il Lion Sirio Marcianò. Campo Italia Disabili 2011/2014 - Con 237 voti favorevoli, nessun contrario e nessun astenuto l'assemblea rinnova l'assegnazione del Campo Italia Disabili per il triennio 2011/2014 al Distretto la1, confermando quale luogo di svolgimento la Cooperativa Sociale "La Prateria" di Domodossola e quale Direttore il Lion Giuseppe Garzillo. La quota annua pro socio viene fissata in euro 1,10. Congresso Nazionale - Il 60° Congresso Nazionale 2012 si svolgerà a Genova dal 16 al 20 maggio (quota 2011/2012: 4,50 euro per socio - delibera Congresso di Montecatini Terme). Con 288 voti favorevoli, nessun contrario e nessun astenuto viene scelta Taormina quale sede del 61° Congresso Nazionale del 2013 (quota 2012/2013: 4,50 euro a socio). Quota multidistrettuale - La quota annua pro socio, comprensiva delle partite di giro, dovuta al Multidistretto per l'anno sociale 2011/2012 ammonta a euro 29,35. Elezione dei Revisori dei Conti Nazionali 2011/2012 - Con 229 voti favorevoli, 2 contrari e 6 astenuti sono stati eletti Revisori dei Conti Nazionali per l'anno sociale 2011/2012: Michele Cipriani (Distretto la2), Carlo Simoncelli (Distretto A) e Mario Casini (Distretto La) effettivi. Maria Pia De Angelis (Distretto L) e Antonino Gaudioso (Distretto Yb) supplenti. Naldo Anselmi è stato eletto Presidente del Consiglio dei Governatori per l'anno sociale 2011/2012. Delegati presenti al 59° congresso nazionale: 1.012. In primo piano Terremoto d’Abruzzo 2009 anno del terremoto, 2011 anno della ricostruzione. Siamo a buon punto per l’inizio lavori del Centro Socio-Sanitario di Navelli. Di Antonio Suzzi C redo ci possa essere soddisfazione fra i Lions nel vedere che, una dopo l’altra, le iniziative prese in considerazione all’indomani del sisma stanno prendendo forma. Esperite le inevitabili pratiche tecnico-burocratiche, ha per prima visto la luce la biblioteca per ragazzi a L’Aquila (di cui avete letto sul numero di maggio della rivista) e siamo a buon punto per l’inizio lavori della più impegnativa struttura del Centro Socio-Sanitario di Navelli. Dopo che le parti coinvolte nel progetto hanno prodotto e sottoscritto l’indispensabile convenzione fra Comune e Lions, si sono potuti attivare tutti i passi successivi e così a febbraio il Comune ha formalmente proceduto all’esproprio del terreno che, con apposito atto di concessione di Diritto di Superficie, è stato poi attribuito al Trust Lions 108 Italy a metà aprile scorso. In data 3 maggio i tecnici hanno depositato progetto architettonico, calcoli strutturali e relazione tecnica relativi alla struttura già concordata, ottenendo il parere favorevole dalla Commissione Edilizia che lo ha esaminato in data 10 maggio. A fronte di tutto ciò, contiamo che entro il corrente anno sociale potranno prendere l’avvio i lavori di costruzione del manufatto, del quale potete vedere la piantina qui riportata, e dove “troverà idonea sistemazione la sede dei servizi di continuità assistenziale, la postazione del 118, l’ambulatorio del medico di Medicina Generale e quello di Pediatria di Famiglia”, così come espressamente dichiarato dalla locale ASL. Vi rimandiamo ai prossimi numeri della rivista per fornirvi gli aggiornamenti dei lavori auspicando, come tutti voi, di poter procedere in maniera spedita e vedere realizzato il Centro Socio-Sanitario dei Lions Italiani senza dimenticare che, così come formalmente previsto dall’atto costitutivo del Trust Lions 108 Italy, altre iniziative potranno vedere la luce anche grazie all’avanzo dei fondi raccolti a livello nazionale e non solo ma, forse, anche grazie al contributo di entità esterne. 33 Per saperne di più … Ancora il 5 per mille Pubblichiamo l’elenco dei destinatari Lions del 5 per mille autorizzati dalla sede centrale ad usare il marchio Lions e identificabili attraverso il codice fiscale. Di Giuseppe Innocenti C ome ogni anno mi accingo a scrivere del 5 per mille che, anche per il 2011, è stato rinnovato senza nessuna importante modifica relativamente a come iscriversi all’elenco dei destinatari e come il contribuente debba indicare la sua destinazione. Ma quest’anno una modificazione importante è intervenuta a livello del multidistretto 108 Italy. Il Consiglio dei Governatori il 27 febbraio 2010 ha deliberato un preciso regolamento per chi, nell’ambito delle iniziative di service, fa uso del marchio Lions. Si chiede il rispetto di precise norme di comportamento nella gestione (associazione, o onlus, o fondazione) che deve essere improntata alla massima trasparenza come pure al rispetto di alcune precise e inderogabili formalità o, se vogliamo, regole così individuate e delle quali si riporta la prima e più significativa: - Il rappresentante legale di ciascuna associazione, fondazione o altra entità lionistica si impegna a comunicare al competente Gabinetto Distrettuale ed al C.d.G. • All’inizio dell’anno sociale: a) Presentazione di progetti avviati o in procinto di essere; b) La situazione della eventuale raccolta di fondi; c) Le iniziative di promozione e di comunicazione. • Alla conclusione dell’anno sociale: a) I progetti conclusi e quelli non conclusi con il loro stato di avanzamento; b) Il rendiconto d’esercizio; c) Copia della denuncia dei redditi; d) La situazione di raccolta fondi; e) I contratti con istituzioni italiane e dei paesi interessati agli interventi, i nomi dei referenti e relative note informative degli stessi. Ora, dopo la doverosa richiesta alla sede centrale del Lions International, sono in grado di riportare l’elenco aggiornato che la sede ha trasmesso al Consiglio dei Governatori. Elenco dove sono indicate le Foundation (così sono chiamate le nostre varie forme di gestione del service) che sono ufficialmente autorizzate all’uso del marchio e che sono le seguenti al marzo 2011 (vedispecchietto in questa pagina). Ora è necessario l’indispensabile rispetto delle regole, troppo spesso dimenticate e sostituite da incoerenti improvvisazioni di officer che non sono in grado di rispettarle, perché proprio non le conoscono, non solo per non averle mai lette, ma anche per averle tranquillamente ignorate o criticate se chiamati a rispettarle. Quindi, in questa occasione, mi limito ai fini della donazione del 5 per mille, ad elencare solo chi è in possesso del necessario riconoscimento e, quindi, più che legittimato a richiedere l’aiuto per la propria attività. Consultando, il 15 maggio 2011, il sito della Agen- ID Name Country Company Type 84593 76591 76661 76662 76663 109873 76826 76889 76946 Guide Dog Schools for the Blind Lions Campers Group MD 108 Italy Lions District 108 A Dante Study Group Lions District 108 Ta Amateur Bicycle Group Lions District 108 YB Foundation Lions Italiani Contro le Malattie Killer dei Bambini Lions Leader Dogs, MD 108 Lions Tennis Society - 108 L MD 108 Lions Leading Dogs for the Blind ITALY ITALY ITALY ITALY ITALY ITALY ITALY ITALY ITALY Foundation Foundation Foundation Foundation Foundation Foundation Foundation Foundation Foundation 109626 Insieme ai Lions contro le malattie rare - Aidweb.org Onlus 76106 A.I.L.D. - Italian Lions Diabetes Association 84244 Centro de Riciclaggio degli Occiali da Vista Usati 76241 District 108 L Lions For Assistance in Third 76418 Foundation Melvin Jones Eye Bank of Lions 105842 Foundation of the Lions Clubs of District 108 AB 84251 34 Sanitary Solidarity Lions Organization ITALY ITALY ITALY ITALY ITALY ITALY ITALY Foundation Foundation Foundation Foundation Foundation Foundation Foundation Per saperne di più … Denominazione 1 2 3 4 5 6 Associazione Italiana Lions per la lotta al diabete Centro italiano Lions per la raccolta degli occhiali usati Distretto 108 Tb Lions Club Fondazione Banca Degli Occhi Mj Assieme ai Lions contro le malattie rare - Aid Web.Org Onlus-A.I.D. I Lions italiani contro le malattie killer - Onlus 8 SO.SAN (Solidarieta’ Sanitaria) 7 Servizio Cani Guida zia delle Entrate ho lanciato la ricerca per estrapolare dall’elenco dei destinatari del 5 per mille la parola Lions e ne sono risultati in possesso 26 soggetti. Fra questi ho potuto abbinare il numero di codice fiscale solo a 8 dei presenti sull’elenco ufficiale ricevuto dalla sede centrale e solo questi mi sento di riportare di seguito e di sollecitare ai lettori la donazione. Sono certo che questa scelta non troverà generali consensi, ma confido che si possa finalmente aprire un Codice fiscale 94040090543 91016640012 92011230379 95047960109 97336210154 03795530272 97033970159 92054480394 serio e costruttivo dibattito sul futuro del lionismo italiano e su come attivare i meccanismi più corretti per il suo riconoscimento ufficiale a livello governativo (vedi specchietto in alto). Se altre entità Lions possono dimostrare i loro diritti e il necessario riconoscimento si facciano avanti così si potranno avviare momenti di confronto e condividere assieme come indirizzare al meglio l’impegno di tutti noi Lions alla promozione sociale. Lions Quest… a Fiumicino L’ultima settimana del marzo scorso presso la scuola media “Leonardo Albertini” di Fiumicino si è tenuto un corso di formazione sul “Progetto adolescenza” Lions Quest. Vi hanno partecipato 25 insegnanti di scuola elementare e media. Di Antonio Saracino O biettivo del “Progetto adolescenza” è anche quello di guidare i ragazzi nella gestione delle emozioni negative e delle pressioni esterne a comportamenti distruttivi (come l’uso di alcol, droghe ecc.); a tal fine mette in atto delle strategie per sviluppare la forza del carattere e la capacità di perseguire delle mete positive assumendosi delle responsabilità. Il metodo si basa su 82 sequenze da realizzare in altrettanti incontri di un’ora e mezza ciascuno. Questi sono guidati da un animatore e sono intesi per un numero di circa 25 partecipanti (una classe). Ogni incontro vuole realizzare una serie circoscritta di obiettivi: l’animatore guida il gruppo al loro raggiungimento attraverso dei giochi, dei momenti di riflessione e delle attività di vario tipo. Al termine di ogni incontro i partecipanti sono invitati a dimostrare, con diverse modalità, di aver interiorizzato il messaggio della sequenza e di saperlo mettere in pratica. Alcune parole-chiave mi hanno colpito particolarmente e vorrei elencarle qui di seguito, in una specie di glossario del tutto personale. Autostima. L’autostima, soprattutto per un adolescente, non è una qualità accessoria. Quasi sempre dietro una corazza di aggressività e strafottenza o ad un atteggiamento infido o pettegolo si nasconde una persona che non ‘vede’ le proprie qualità e potenzialità. Creare dunque un’atmosfera che accresca la stima di sé e degli altri in un accumulo di feed-back positivi non è opzionale: è la base su cui costruire la motivazione all’apprendimento e una socializzazione gratificante. Il ‘non giudizio’. Ci dovrà pure essere una situazione in cui si è accettati per quello che si è senza per forza essere giudicati o messi in competizione con altri! La scuola continuamente giudicante renderà alcuni superbi e tutti gli altri insicuri. Certo, l’apprendimento di informazioni e abilità è una scalata e richiede motivazione e senso di responsabilità. Tuttavia, è importante che gli alunni possano vivere momenti di socializzazione non competitivi in cui ciascuno si possa esprimere senza essere soggetto al giudizio di nessuno. Una volta certi dell’accettazione degli altri e apprezzati per ciò che sono, potranno dedicarsi allo sforzo della scalata con maggiore serenità e fiducia in se stessi. Per finire: si può intuire che il “Progetto adolescenza” avrà anche i suoi limiti e necessiterà di ulteriori sviluppi; tuttavia, ciò che si prefigge è altamente condivisibile, e il modo in cui cerca di arrivarci è sottile, vario e interessante. E soprattutto mi sembra una delle innovazioni di cui la scuola avrebbe bisogno: direi che è il principale tassello mancante nella programmazione didattica. 35 A parer mio L’obbligazione della filantropia Ognuno di noi, in quanto socio di un Lions club, ha il dovere di contribuire con la propria intelligenza e buona volontà a rendere sempre coerente con le proprie finalità la nostra associazione. Di Federico Steinhaus U n saggio di imminente pubblicazione della professoressa Giuliana Gemelli, direttrice del Centro ricerche PhaSI (Philantropy and Social Innovation) dell’Università di Bologna, mette in evidenza come stia cambiando in profondità la percezione della ricchezza in una parte rilevante dei cosiddetti super-ricchi americani. I grandi e solidi patrimoni, spesso accumulati nel corso di svariate generazioni, non sono più considerati meramente un successo personale di chi li ha saputi guadagnare: essi sono invece visti come il prodotto dell’interazione fra le capacità individuali degli imprenditori e le condizioni favorevoli della società nelle sue varie espressioni economiche, politiche, culturali. Questa nuova visione storico-culturale della creazione di un patrimonio ha un significato etico: l’individuo da solo non potrebbe arricchirsi se non agisse in un contesto sociale che accetta e valorizza le sue capacità; pertanto, chi ha accumulato ricchezza ne deve restituire una parte alla società. Possiamo definire questo obbligo di restituzione in vario modo - carità, solidarietà, promozione sociale ma il termine di filantropia (amore per l’umanità) li racchiude tutti. Incluso, secondo questa interpretazione, il dovere di pagare le tasse. Già, perché negli Stati Uniti, diversamente da noi, questi individui consapevoli e responsabili ritengono che la restituzione alla società di una parte delle loro ricchezze (restituzione, si badi, non donazione o maldigerito dovere sorretto da sanzioni) attraverso il sistema tributario costituisce un modo per contribuire al miglioramento delle condizioni di vita future dei segmenti meno fortunati della popolazione. Le grandi fondazioni filantropiche, da quella recente di Bill Gates a quella antica dei Rockefeller, non sono pertanto solo un modo di pagare meno tasse riducendo l’aliquota, ma corrispondono principalmente all’obbligazione morale di quanti percepiscono la loro ricchezza come un privilegio meritato sì, ma anche destinato ad essere condiviso per il bene comune. Questa concezione del denaro è parte del puritanesimo di cui si nutre la democrazia americana, facendo coincidere l’etica privata con quella pubblica. Noi Lions siamo dunque dei filantropi, secondo questa accezione? Direi di no, perché ben pochi di noi possono vantare un patrimonio paragonabile a quelli di cui ci siamo occupati. Ma la nostra associazione ha un merito unico ed indiscutibile, dovuto alla lungimiranza di un 36 visionario come Melvin Jones e degli altri fondatori del Lions International. Consapevolezza, responsabilità sociale, senso della solidarietà e gratitudine per aver potuto prosperare non sono prerogative dei soli detentori americani di grandi patrimoni; grazie alle decisioni prese da questo piccolo gruppo di uomini d’affari nel 1917 anche chi è “solo” benestante, in qualunque parte del mondo viva, può divenire parte integrante ed essenziale di questa visione della società. Il meccanismo della nostra associazione ha un effetto moltiplicatore sulle contribuzioni e sulle elargizioni, motivo per il quale il Lions International alla fine incide forse ancor più delle grandi fondazioni filantropiche sul progresso economico civile e culturale dell’umanità. Questa analisi ha una morale, o meglio delle conseguenze? Certamente, e non di poco conto. Ognuno di noi è la cellula di un organismo complesso, e queste cellule si devono muovere all’unisono per poter essere veramente efficaci. Ognuno di noi, pertanto, in quanto socio di un Lions club, ha un dovere preciso al quale non deve volersi sottrarre, quello di contribuire con la propria intelligenza e buona volontà a rendere sempre coerente con le proprie finalità la nostra associazione. Non si tratta solo di metter mano al portafoglio, anche se questo è un gesto fortemente apprezzabile; dobbiamo, ognuno secondo le proprie possibilità, fare in modo che il nostro club realizzi delle attività di valore umanitario tali da cambiare la qualità della vita di quante più possibile persone. Per farlo dobbiamo saper analizzare i bisogni del nostro territorio, scegliere un segmento di persone che hanno bisogno di noi, progettare l’intervento e dargli continuità nel tempo. Non è facile, ma se fosse facile non sarebbe degno di noi. A parer mio Andare per congressi Si è parlato troppo di innovazione, senza innovare: è giunta l’ora di agire con ferma volontà ed affrontare seriamente una situazione che sta divenendo veramente preoccupante. Di Gualberto Del Roso “U n congresso nazionale… nuovo, questo il titolo di un mio articolo pubblicato a pag. 58 del numero di settembre 2006 di The Lion (sintetica presentazione: con alcune modifiche al regolamento dei congressi nazionali si avrà una presenza costante di delegati almeno pari al numero dei club del multidistretto e non si avranno più precettazioni di lions “mordi e fuggi”). Tale presentazione è soltanto un frammento del contenuto dell’articolo; ben altri sono gli aspetti che, a parer mio, potrebbero (anzi dovrebbero) essere modificati. Un raggio di speranza per un avvio al cambiamento affiorò al Congresso nazionale di Montecatini Terme (2010), ove nell’ordine del giorno furono inseriti tre dibattiti su temi di rilevante interesse; (“identità”, “innovazione”, “Nuove frontiere del servizio”). Purtroppo il tempo a disposizione non permise una discussione come i temi avrebbero richiesto e i congressisti avrebbero preferito, ma significativa fu l’innovazione, tanto più considerato che nella parte finale dei lavori precongressuali (in ore a parer mio inopportune) vennero organizzati tre workshop (“I Lions italiani per il Sud del Mondo”, “Attività sportive e del tempo libero”, “Lions Clubs International Foundation”); la concessione dell’aula di svolgimento fu limitata inderogabilmente a 90 minuti, per cui non fu possibile discutere tutti i punti. Il dado fu comunque tratto e, sinceramente, pensai che si cercasse veramente un cambiamento atto a migliorare lo svolgimento della più importante assise del multidistretto. A Torino non sono stati previsti particolari dibattiti nel corso dello svolgimento del congresso, però nella parte terminale “precongressuale”, ad un orario sempre inopportuno (14,30-16,30), è stato programmato un Open Workshop su: “Lionismo del futuro”. Non ero presente all’Open workshop (giunsi il 28 mattina alle ore 9 in tempo per l’inizio dei lavori congressuali), né ho raccolto informazioni sul suo svolgimento, per cui non so se tale tema, molto impegnativo, fosse consequenziale ai dibattiti svoltisi a Montecatini Terme (2010); se lo fosse stato, dovremmo considerarlo un segno di continuità innovativa nella consapevolezza di voler dare al “movimento lionistico italiano” una condivisa unitarietà di azione. Un certo scetticismo comunque rimane, perché il workshop non è stato inserito nell’ordine del giorno del congresso? Quali gli ostacoli: forse il rispetto delle ancor vigenti norme del regolamento congressuale? Bene, ma, una parziale deroga argomentata sarebbe stata capita e ratificata dal popolo dei lions che aspira al riconoscimento della “centralità dei club” e conseguente loro coinvolgimento negli affari dei distretti e del multidistretto. La deroga al regolamento avrebbe garantito la presenza attiva di un maggior numero di congressisti ed assicurato contributi utili per giungere a definire, o per lo meno avviare, un percorso ragionato verso il futuro del lionismo operante. Gli organi dirigenti hanno necessità di conoscere il pensiero dei lions di base specie in un momento in cui, nonostante gli sforzi per orientare i lions attraverso seminari di formazione/informazione, non sempre rispondenti alle aspettative, la “forza sociale” continua a scendere. Le strategie per arginare il fenomeno delle “uscite”, almeno sinora, non sembrano idonee a far mutare tendenza. La proposta-provocazione di Sirio Marcianò (5 milioni di euro), visto l’interesse che sta suscitando, avrà costituito lo spunto per iniziare a parlare del “futuro del lionismo”? Nel corso dello svolgimento del congresso non ne ho sentito parlare. Torno a ripetere che le relazioni su qualsiasi argomento (attività di servizio da chiunque o comunque svolte, enti collegati, ecc.) non soggette a discussione e votazione, non dovrebbero costituire punti all’ordine del giorno del congresso annuale, bensì scritte e, raccolte in un dossier (salvo altra comunicazione da valutare in sede di revisione del regolamento congressuale) da consegnare ai congressisti all’atto della verifica dei poteri. Si creerebbero spazi per dibattiti rendendo l’assise una vera occasione di incontro per una verifica dell’operatività svolta e la progettazione di attività future. A chi non può partecipare (i motivi a giustificazione sono di varia natura e tutti plausibili) alla parte precongressuale, si riconoscerebbe il diritto di intervento su tutto quanto forma oggetto del congresso annuale (gli argomenti oggetto dei seminari sono portanti nel contesto associativo). E’ dunque ineluttabile necessità rivisitare il regolamento del congresso annuale. Si è parlato troppo di innovazione, senza innovare: è giunta l’ora di agire con ferma volontà ed affrontare seriamente una situazione che sta divenendo veramente preoccupante. Chiamiamo a raccolta tutti i lions di buona volontà, nello spirito di unitarietà che ci lega e ci deve ancor più legare nell’anno di celebrazione del 150ー anniversario dell’Unità d’Italia, per un pronunciamento sul da farsi se vogliamo risolvere una volta per tutte le problematiche che paralizzano la crescita numerica e qualitativa della nostra grande associazione. Si ricordi che la titolarità dell’appartenenza all’associazione spetta ai club e non ai singoli associati, ed è assolutamente primaria la presenza in congresso di almeno un loro delegato, anche se qualche club beneficia di lions che a norma statutaria possono partecipare a pieno titolo per avere reso grandi servigi all’associazione (Direttori Internazionali, Past Officer Internazionali, Past Governatori) la cui esperienza, è fonte di utili interventi. 37 A parer mio Perché continuare ad essere Lions oggi? Se crediamo in ciò che possediamo di positivo, abbiamo il dovere di trasmetterlo e condividerlo con gli altri per camminare insieme e costruire un mondo migliore per tutti… Di Pietro Manzella R itengo che, prima di affrontare la ricerca in generale della crisi del lionismo di oggi, occorra che ogni lions si ponga una serie di domande, affinché quel “conosci te stesso”, di socratica memoria, possa iniziare la trivellazione interiore per tentare di ottenere qualche risposta positiva. Ebbene, ci chiediamo ancora: 1) Perché sono entrato a far parte del mio club lions? a) Per fare un piacere ad una amico che me lo ha chiesto? b) Per uscire con la famiglia e trovare una scusa per andare a cena insieme ad altri e fare qualche giocata a carte, partecipare a qualche festa o altra cosa di tal genere? oppure c) Avevo ideali di solidarietà nei quali credevo e che volevo realizzare? d) Avevo preso cognizione delle regole scritte e degli scopi del lionismo? Come si può ben comprendere, a seconda della risposta dataci, avremo avuto un approccio differente sia con il nostro club che con l’intero universo lionistico. Infatti, una risposta positiva alle domande di a) e b) avrà certamente formato un socio immotivato, apatico, distratto e pronto ad andare via dal club alla prima occasione di malumore. Mistero, poi, sui motivi dell’ingresso nel club! Ecco una prima causa di “crisi”! 38 Inoltre le domande c) e d) sono correlate perché se la risposta a c) è positiva la cognizione delle norme regolamentari e comportamentali diverrà indispensabile e formativa, poiché, diversamente, si camminerebbe come in un sotterraneo privo di luce ed aria, con il rischio di asfissia! In questo modo avremo portato dentro il club un uomo-nuovo, un lion pieno di buoni propositi e di forza prorompente: avremo un uomo di qualità, il tanto “agognato” uomo di qualità! Ma, a questo punto, vi è il 2° momento di indagine riflessiva, quella cioè da fare da “adepto”. E quindi: 2) Come mi sono relazionato con gli altri soci del mio club? a) Sono stato assente? b) Sono stato egoisticamente invadente? c) Ho sempre detto che sono il più bravo, il più bello, il “più” tutto? Oppure… d) Con umiltà ho condiviso le scelte con gli altri, apportando il mio contributo personale senza pretesa di “ritorno” o apprezzamenti ma solo per aiutare con le “opere” i bisognosi? Anche, in questo caso, se le risposte di cui alle lettere a), b) e c) sono positive, allora, anche se sono entrato perché avevo un ideale, non avevo capito che anche quell’ideale era effimero e fittizio, in quanto nascondeva solo egoismo e non prodigalità e, quindi, potrei diventare in breve tempo una pedina portatrice di “zizzanie”, con propensione alla distruzione del club e probabilmente andrò via presto. Se la risposta di cui alla lettera d) è positiva, allora quel socio va incentivato perché ha compreso e fatto comprendere che il primo assioma del lionismo, valido ancora oggi, è “We serve” e ciò “tu e io = noi” serviamo, cioè l’unione di forze fisiche, intellettuali e psichiche, cioè la vera ed unica forza del lionismo! La collaborazione e la comunione tra i soci, la condivisione e l’umiltà tra tutti, l’amicizia all’interno del club di appartenenza e quella sincera con gli altri, devono servire per affermare e rinforzare gli scopi comuni: aiutare il prossimo, ma in modo diverso da qualunque altra organizzazione di beneficenza, poiché non bisogna dimenticare che il Lions International non è un’associazione assistenziale e non potrà o dovrà mai surrogarsi alle forme istituzionali di assistenza all’uopo preposte in ogni Nazione. A questo punto mi chiedo… 3) Ma se sono entrato a far parte del mio club animato da spirito di prodigalità verso il prossimo, perché credo in taluni ideali e mi sono approcciato ai miei soci con umiltà ed amicizia, perché allora sono scontento di questo mondo lionistico e mi lamento? Ritengo che la riflessione vada rivolta anche verso altri aspetti del rapporto associativo ed in particolare: ma gli altri soci si comportano secondo i principi sopra esaminati? Se no, ecco che nasce la crisi d’identità: io non mi ritrovo più bene all’interno di un’associazione nella A parer mio quale ero entrato a fare parte, ritenendo che anche gli altri condividessero gli “ideali” e gli “scopi” statutari e morali scritti dal fondatore, ma sono rimasto deluso da taluni comportamenti. Allora, il neo cancerogeno da curare è, in primis, nel club? Quello che va scrupolosamente analizzato è proprio il club, cellula indispensabile della struttura esistenziale di tutto il castello lionistico, entità astratta composta da uomini diversi, accomunati da un unico intento ed un solo scopo: “We serve”. Ma come si può tentare di arginare questa piena di “decadimento”, questa marea di “convulsioni epilettiche di disvalori”? Dopo un’accurata ulteriore riflessione e dopo avere letto ed essermi confrontato con altri lions, che vivono identico disagio esistenziale associazionistico, ho pensato che la scala per la risalita, alberga sempre dentro ciascuno di noi. Non dobbiamo dare le colpe sempre ad altri, scrollandoci di dosso le nostre! Credo, quindi, che per prima cosa occorra “operare” all’interno del proprio club, partecipando a tutte le riunioni, apportando il proprio contributo di idee e cercando di creare sempre più un clima amicale, di cordialità, di serenità, affinché i diversi problemi possano essere superati nel migliore dei modi. In secondo luogo, occorre testimoniare, in ogni occasione, con fatti concreti, i fondamentali principi del lionismo, non dimenticando che esiste un preciso parallelismo tra il nostro Codice dell’Etica e la Costituzione Italiana. Quindi bisogna riprendere una rilettura attenta, coscienziosa, convinta e testimoniata dei principi lionistici, non come, invece, avviene, a volte senza comprenderne il senso profondo, durante la cerimonia d’ingresso del socio nuovo. Ciò si può realizzare obbligando quasi, almeno fino a quando non dovesse diventare una normalità, i presidenti dei club ad organizzare caminetti di formazione lionistica obbligatoria per tutti i soci con l’intento non solo di informare i nuovi, ma di creare anche un clima di comunicazione, armonia e scambi culturali con quelli più anziani. In tal modo il club si arricchirà di talenti che, spesso, restano nell’ombra per svariati motivi. 4) Ma tanti auspicano ad una modernizzazione dell’as- I numeri… dei lions Il Libro Parlato Lions I n numeri precedenti della rivista, in questa rubrica, è stato trattato il service “Il Libro Parlato Lions”. In quei testi abbiamo illustrato brevemente la storia di questo importante “Service Nazionale Permanente”. Il Libro Parlato Lions, unica struttura in Italia, mette gratuitamente a disposizione: • un’autoblibioteca con un catalogo che ora supera i 7.500 titoli, costituita da libri registrati - tutti da viva voce - appartenenti a diversi generi letterari e disponibili su audiocassetta, CD/Mp3 e internet (www.libroparlatolions. it); • la registrazione di testi di studio anche in “standard daisy”, per studenti non e ipovedenti delle scuole superiori e universitari; • corsi di informatica per non vedenti, (dai corsi base a quelli per la patente europea ECDL), in aula appositamente attrezzata presso il Centro di Milano; • l’innovativo progetto “e Leggo” per dislessici. Il Libro Parlato Lions ha esteso la sua attività anche agli studenti dislessici coinvolgendo, a livello nazionale, circa un milione e mezzo di soggetti. Il progetto consente inoltre: a) l’abbattimento dei costi in quanto gli utenti non sono vincolati all’acquisto di particolari software; b) gli utenti non sono più vincolati ad una postazione fissa in quanto i file audio possono essere trasferiti su lettori Mp3. Il progetto offre un sussidio allo studio ed alla vita relazionale dei dislessici, dando loro la possibilità di leggere e di ascoltare contemporaneamente qualsiasi testo, attraverso un programma di lettura sintetica modulabile sulle esigenze individuali. Il programma è, al momento, accessibile in italiano e in quattro altre lingue (inglese, francese, spagnolo e tedesco). Obiettivo del progetto è quello di realizzare una “biblioteca” di tutti i testi scolastici riprodotti nelle previste velocità e in e-book, in modo da offrire a qualsiasi dislessico iscritto il maggior supporto allo studio con modalità semplificate. Nuova procedura WEB. Sostituzione della procedura WEB realizzata nel 2004 con una nuova per rispondere alle mutate esigenze, migliorare le prestazioni ed accogliere i suggerimenti pervenutici dagli utenti e dalla Direzione Generale per le Biblioteche e gli Istituti culturali. Le nuove convenzioni stipulate nell’anno 2010 hanno consentito l’attivazione del Libro Parlato presso altre 122 biblioteche. Questo importante e prestigioso service merita un sostegno economico da parte dei lions per assicurare un’adeguata copertura finanziaria per garantire all’attività del service continuità e sviluppo. Il nuovo conto corrente per versamenti di contributi è il seguente: intestato a Associazione Amici Libro Parlato - Onlus - Libro Parlato Lions presso Veneto Banca Holding Sede di Intra - Codice Iban IT09 P050 3522 4102 1057 0247 891 Vito Cilmi Per maggiori informazioni: *Associazione amici del Libro Parlato - via Rosmini,5 – 28921- Verbania -Tel. 0323.402355 – Fax. 0323.581280 - e mail: [email protected] 39 A parer mio sociazionismo. Assistiamo, così, ad una ricerca spasmodica di identità nuove, diverse dal passato. Anche questo va ridimensionato e molto riflettuto a fondo. Cosa significa ammodernarci? Usare internet o inventarci service, sempre più strani, per “apparire” diversi ed “alla moda”? Mi piace ricordare, così come ha fatto l’amico Stefano Zamagni, la massima di Platone: “Il solco sarà diritto se i due cavalli che trainano l’aratro marciano alla stessa velocità. Se l’un cavallo corre più veloce dell’altro il solco piega a destra o a sinistra e l’agricoltore ci informa che il raccolto non sarà buono”. E’ evidente che i cavalli sono le radici e l’aratro le ali. Le prime dicono di un attaccamento alla tradizione ed allo spirito originario e conservatore; le ali dicono della tensione e propensione verso il nuovo e dello spirito d’intrapresa. Le radici senza le ali portano al conservatorismo e le ali senza radici portano all’avventurismo. Pertanto, il lionismo attuale deve essere dotato di quei cavalli e di quelle ali, applicando regole di equilibrio nella scelta dei propri service per evitare ingessature o eccessivi pindaricismi non perdendo di vista il buon senso e la semplicità. Per altro verso si può ricordare anche il significato simbolico delle due teste di leoni che sono raffigurate nel nostro spillino. Certamente non mancano le prospettive ad aprirsi verso concetti nuovi che non sia la “beneficenza spicciola”, che si fa con tornei di “burraco”, riducendo i club a circoli di carte e contribuendo così ad una stasi creativa di ordine propositivo. Non dico di bandire queste forme di raccolta o di beneficenza, ma ritengo che dovrebbero essere trovati sistemi, anche alternativi, così come prospettati ad esempio dal socio Tito Berardini con l’ausilio di SMS telefonici, previo accordo nazionale con le diverse telefonie a livello di Multidistretto. Ma non dobbiamo dimenticare neppure l’esistenza del “Progetto di cittadinanza umanitaria” attraverso la “Carta della Cit- tadinanza umanitaria”. “Cittadinanza umanitaria, dice Ermanno Bocchini, significa che l’aiuto umanitario, rappresenta solo il primo dei diritti della cittadinanza umanitaria; consiste, in primo luogo, nella promozione dei diritti umani fondamentali e della libertà di tutti i popoli del mondo, fratelli nella libertà. Cittadinanza umanitaria significa che crediamo in un mondo, nel quale nessun cittadino dovrà più stendere la mano per chiedere per carità ciò che gli spetta di diritto. Quindi non vi è chi non veda che i principi lionistici mutano, adattandosi ad una maggiore globalizzazione che non deve scivolare in qualunquismo “tout court” solo per potere “apparire”, ma nel senso di allargare la coscienza umanitaria ancora di più verso gli altri per potere realmente “essere”. 5) Valorizzare tutte le risorse umane e professionali esistenti all’interno dei club e metterle a servizio della collettività gratuitamente, così come siamo abituati a fare, per rigoroso credo, avendo il coraggio di denunziare all’opinione pubblica, al cittadino, ogni cattiva gestione, ogni malessere sociale, politico, ambientale per cercare di ottenerne la giusta correzione. In definitiva, maggiore e più incisiva pubblicizzazione della presenza Lions sul territorio verso la società. A tal proposito è molto innovativo per il nostro Multidistretto il Lions Alert, poiché potrebbe rappresentare, se così strutturato, un potente pungolo verso la società. Per fare questo occorre investire più risorse per farci conoscere a livello locale e, quindi, con espansione a macchia d’olio, anche a livello internazionale, dalla stampa cittadina ma non con la semplice foto ricordo del presidente che consegna la targa di turno al beneficiato di turno, ma con articoli profondi evidenziando i motivi che hanno indotto quel presidente a realizzare quel determinato evento, anche rischiando di diventare un “grillo parlante”. La tecnologia Amplifon… per i soci lions D al 2 maggio di quest’anno Amplifon offre la possibilità, a tutti gli iscritti ed ai loro familiari (esibendo la propria tessera associativa), di poter usufruire della miglior tecnologia ad oggi disponibile, quella digitale, per ogni tipo di esigenza. Si potrà effettuare un controllo gratuito dell’udito presso i punti vendita Amplifon oppure, su richiesta, anche a domicilio. Sarà possibile provare per un mese qualsiasi tipo di apparecchio acustico, senza alcun impegno di acquisto. Si otterrà uno sconto speciale fino al 15% rispetto ai prezzi di listino praticati nei punti vendita Ampliton, sia che si tratti di primo acquisto che di rinnovo. Inoltre, Amplifon fornirà la consulenza sulle nuove opportunità che il Decreto Ministeriale del 27 agosto 40 1999 concede agli aventi diritto per l’acquisto dell’apparecchio acustico a carico del Servizio Sanitario Nazionale ed informazioni relative all’avvio della pratica ASL. Per maggiori informazioni utilizzate il numero verde Amplifon 800 44 44 44, istituito presso la sede di Milano, o consultate, per tutte le novità, i concorsi ed i servizi che riguardano il Mondo Amplifon, il sito www.amplifon.it. A parer mio In tal modo eviteremmo di “parlarci sempre addosso” riempiendo pagine di riviste che, spesso, non si leggono o si leggono poco! Infine, sempre in quest’ottica, ritengo importante un maggiore coordinamento tra i club di una stessa zona sia tra di essi, che con altre associazioni di servizio, nel rispetto delle autonomie istituzionali di ciascuno, per realizzare più coerentemente gli scopi istituzionali. In definitiva, mi auguro che anch’io, per la mia modesta esperienza, possa contribuire a fornire una chiave di lettura propositiva del lionismo attuale, scusandomi se, invece, sono caduto in qualche forma di protagonismo, ma è bene che si sappia che il mio convincimento, che dovrebbe animare ogni uomo, è “emozionarsi per emozionare”, poiché solo quando si è convinti della bontà di qualcosa e la si fa del tutto propria, solo allora si potranno trasmettere agli altri con forza, convinzione e coerenza i principi per cui ci si è battuti ed in cui si crede. Ma un vero lions deve avere anche il coraggio di testimoniare tali valori. Allora ben vengano tutti i cambiamenti, ma se le radici sono saldamente ancorate al terreno coltivato dai valori di Melvin Jones, nessun temporale potrà mai sradicare le piante buone ed il lionismo avrà sempre radici più robuste. In conclusione, a mio avviso, bisogna sempre cercare dentro di noi le prime cause dei malumori e poi, se crediamo in ciò che possediamo di positivo, abbiamo il dovere di trasmetterlo e condividerlo con gli altri per camminare insieme e costruire un mondo migliore per tutti, soprattutto per i bambini che non godono dei beni e dei privilegi che abbiamo avuto concessi noi. Pertanto, continuo ad essere lions oggi ed a “pensare positivo”, contribuendo alla crescita qualitativa della nostra associazione, rivendicando, senza temere di essere boicottato, l’orgoglio dell’appartenenza. modificare ciò che non va. Ci si arrocca, pervicacemente, a difendere un modus vivendi ed operandi desueto, non più al passo con i tempi. Manca il dialogo vero, più intimo, con la gente. La nostra visuale è rimasta pressoché inalterata nel tempo e non riusciamo a percepire i bisogni della società di oggi. Reputiamo sempre di aver dato il meglio di noi, glorificandoci per i service realizzati, il più delle volte fini a se stessi, ma non ci poniamo l’interrogativo se essi hanno fornito un aiuto alla collettività. Questo mondo è in continua e convulsa evoluzione. Vengono a cadere sistemi ritenuti inattaccabili, compresi i valori che vengono triturati dalla fame di risposte adeguate e innovative. Le nuove povertà, la crisi economica, la crisi etica. Ognuno, contrariamente al passato, non si sente più parte di un unicum, un mondo di solidarietà, affetti, comprensione, rispetto reciproco, e si isola in un angosciante, devastante, e spesso non voluto, egoismo. Manca la guida etico-politica, mancano gli esempi illuminanti, mancano le figure carismatiche capaci d’insegnare, di sorreggere, aiutare, indirizzare, mancano le idealità e le ideologie cui appigliarsi. Manca in qualsiasi settore della vita odierna. La maggior parte dei giovani sono allo sbando, vittime del sistema “o sei dentro o sei fuori”, vittime di un presente, e ancor di più di un futuro, che appare senza prospettive. Presente e futuro non autogeneratisi, ma creati da chi, avendone i poteri e le capacità, nel passato, non è riuscito a intravedere ciò che, con i propri comportamenti, stava creando. Le nuove e le vecchie povertà sono diventate gigantesche, il divario tra Regioni e Regioni e Nazioni e Nazioni sta diventando incolmabile. Le famiglie, perno di una società civile, sopravvivono, affannandosi a far quadrare, non riuscendoci, il proprio bilancio. L’alba del nuovo giorno Mi sono chiesto mille volte qual è il motivo che mi tiene legato all’associazione. Certo l’adesione agli scopi e ai principi, l’averli fatti miei e averli vissuti e praticati. Però le delusioni che ho provato in tutti questi anni avrebbero dovuto prevalere, ma non è successo e non succederà. Di Paolo Mobrici L a nostra associazione mi tiene legato a sé, e più incontro difficoltà, più sento il dovere di restare e di lottare perché cambi. Non voglio cadere in sterili e ripetitive argomentazioni, non perché non possano essere riproposte, ma perché desidero essere costruttivo, fornire il mio apporto per 41 A parer mio I ricchi sono sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri. L’economia mondiale è sempre di più in mano di pochi e sempre di più tende ad estinguersi la capacità di autodeterminazione dei popoli, la possibilità di vivere una democrazia partecipativa e deliberativa. L’appiglio di Dio, che una volta si ricercava, è trascurato, reietto, fino a non richiederlo quasi più. E’ necessaria una “politica” associativa che si tramuti in azione forte, concreta e diretta nei confronti di tutte le istituzioni, che faccia sentire in modo assordante il richiamo a un vivere che rispetti e onori la dignità dell’uomo. Mentre fuori il mondo esplode noi restiamo chiusi in una stanzetta, illudendoci che all’esterno ci sia un’eterna primavera. Basta! Al nostro interno ci sono le risorse e le capacità per porci come un vessillo ideale per il prossimo. E’ ora di svegliarci, di uscire e di confrontarci con il mondo. Non sono sufficienti gli interventi a macchia d’olio, che non risolvono decisamente alcun problema, da parte dell’associazione, ma bisogna intervenire alla radice dei mali. Ripeto ne abbiamo la forza e le capacità. Ma prima di tutto ciò dobbiamo fare un’analisi introspettiva, ricercare all’interno le pastoie che impediscono il dono totale di sé: 1) Lo scollamento comunicativo e gli scontri all’interno dell’associazione, i contrasti futili e logoranti, che ne minano le serenità sia di comunione che dello stesso agire; 2) Le ingerenze gratuite negli affari interni dei club da parte di chi, per contro, dovrebbe starsene al proprio posto, super partes; 3) Le predeterminazioni quasi partitocratiche, imposte, da vertici associativi, dei candidati a cariche elettive, che impediscono l’espressione di un voto libero, che consenta l’affermazione degli elementi più validi alla guida dell’associazione; 4) La mancanza conseguente di leader veri, capaci, che fungano da riferimento per i soci. E quando questi ci sono, vengono quasi sistematicamente discreditati, vuoi perché non si intende riconoscere in essi quel quid in più, che viene loro unanimente riconosciuto, vuoi per sentimenti negativi, vuoi per la ricerca affannosa dell’affermazione di un gruppo su un altro, per la conquista di un “potere” effimero, in quanto non esiste; 5) La “fuga” dall’associazione di elementi efficaci, che, fatte le debite eccezioni, lasciano perché non ritrovano nell’associazione risposte adeguate al loro anelito di solidarietà. Essi non riscontrano alcuna azione che li stimoli all’impegno e alla partecipazione attiva, anzi trovano spesso atmosfere perennemente tese a causa di insulse diatribe; 6) Molti i governatori, i presidenti, che, al di là dello sfoggio di un forbito eloquio, mettono in campo attività che si rivelano quanto meno inutili, in una sorta di smania auto celebrativa che li porta a dimenticare il reale da farsi; 7) Mancano i momenti premianti per quelli che si impegnano e, perché no, i momenti ludici che hanno 42 una alta valenza armonizzatrice. Certo, la mia disamina è riduttiva rispetto alla reale situazione e ai problemi che sono ben più ampi di quelli evidenziati. Il sole declina ad occidente e ci regala, nel suo celeste percorso quotidiano, giornate luminose, ma noi uomini riusciamo, con le nostre negatività, a rendere buio ciò che è splendente. Non ci resta che sperare in un’alba nuova, in un nuovo giorno, una nuova era. Eh, si fa presto a dire pace! Dovremmo dire ai ragazzi che partecipano al concorso “Un poster per la pace” che “la pace” è un concetto complesso, che non riguarda solo i cannoni. Di Roberto Ferretti H o assistito recentemente alla cerimonia di consegna, da parte di 3 Lions Club triestini, degli attestati di partecipazione ai ragazzi che hanno presentato disegni per il concorso “ Un poster per la pace”. Mentre guardavo l’aula magna del liceo, dove si svolgeva la premiazione, piena di ragazzi, di genitori ed insegnanti, pensavo che il pomeriggio fosse molto bello e ben riuscito e la presentazione del Lions avesse un pubblico ed una occasione di grande impatto. Chissà quante di queste cerimonie si stavano svolgendo in giro per l’Italia, dando al lionismo una visibilità di grande efficacia. Eppure, come molte altre volte, stavamo sprecando una occasione per fare qualcosa di più. Mi spiego. Ai ragazzi i Lions hanno dato un attestato, qualche regaletto, condito con pochi “bla bla”di circostanza del presidente di turno. Sfido chiunque a non essere in grado di dire “bravi ragazzi che dovete amare la pace”. Non occorre essere “leader” e portatori di grandi idee, come dovrebbero essere i Lions. Noi, invece, dovremmo fare un discorso più completo, che esalti la pace al di là dei cliché e della inutile retorica, e questo per dare alla cerimonia un obiettivo diverso e A parer mio superiore alla distribuzione di qualche patacca e di qualche complimento sul buon uso dei pennelli e dei colori. Dovremmo, cioè, dare dei segnali in linea con i nostri valori (ma abbiamo ancora valori?). Dovremmo dire ai ragazzi che “la pace” è un concetto complesso, che non riguarda solo i cannoni e non si esaurisce nello stringere la mano allo sconosciuto che ti sta vicino durante la messa. E’ un sentimento che deve pervadere il comportamento di ognuno e in ogni tempo ed ogni circostanza, Perché la “guerra” non la fanno solo gli eserciti, ma migliaia di individui la fanno in famiglia, nel condominio, nell’autobus, nel traffico, nei tribunali, ingolfati da cause dovute a contrasti di ogni tipo. Prima di portare in piazza la bandiera della pace, dovremmo essere capaci di risolvere pacificamente i nostri problemi quotidiani con gli altri, senza ricorrere ad atti di violenza. Infatti, se l’individuo non riesce a vivere in pace nel suo piccolo mondo, non si vede come possiamo perseguire la pace quando l’orizzonte si allarga ed entrano in campo interessi ed entità maggiori. Ma dobbiamo anche essere sinceri con noi e con gli altri. In classe, quando il violento di turno ti ruba la merenda o la penna regalo di papà, puoi offrire forse l’altra guancia una volta, ma successivamente una reazione adeguata, ma forte è giusta e legittima. Dovunque, quando sei sottoposto ad una violenza, non è contraria alla natura umana la legittima difesa, seppure badando a non eccedere nel contrasto. Vogliamo parlare degli Stati? Vogliamo chiedere agli strenui difensori della pace se ritengono colpevoli gli Stati che hanno fatto la guerra a Hitler, impedendo al folle progetto del nazismo di conquistare il mondo? Vogliamo vedere quanti sono disposti a denunciare il comportamento dei partigiani, che non si sono presentati davanti ai panzer con il ramoscello d’ulivo, ma hanno imbracciato le armi? Potremmo continuare all’infinito. Ma dovremmo dirlo ai ragazzi: la pace è un concetto molto complesso e difficile. Chi te la vende con la frase “pace, pace comunque, senza se e senza ma” è tutto ingenuo. La pace non si conquista solo con un bel disegno, non si serve mettendo in bella evidenza, senza un’adeguata critica, una bandiera che sfila per le strade portata da molti uomini sinceri, ma anche da gruppi dediti alla più cieca violenza contro persone, auto, banche, ambasciate, poliziotti; la pace non si esalta mettendo nei disegni il simbolo degli hippies “fate l’amore, non la guerra”, perché la storia ha già dimostrato la futilità di queste aspirazioni e, comunque, gli ideali della droga libera, del sesso libero, dell’essere contro ogni regola, dell’essere obiettori e disertori, dell’anti patriottismo. I valori che avevano quei giovani, i Lions non li hanno e dovrebbero spiegarlo ed invitare i ragazzi a rifiutarli, altro che metterli nei disegni, magari premiati da commissioni che ci fanno ogni volta perdere un’occasione! I lions di Sicilia ai lampedusani Una bella e significativa medaglia d’oro per la solidarietà da assegnare a Lampedusa. La dovrebbero offrire i Lions del Distretto 108 Yb Sicilia guidati dal governatore Giuseppe Scamporrino. Di Franco Amodeo M entre il mondo guardava attonito e l’Europa metteva in mostra una inquietante indifferenza, migliaia e migliaia di disperati, fuggiti dalle terre africane, sfidavano e continuano a sfidare la morte per trovare un approdo in quel piccolo lembo di Sicilia, nel cuore del Mediterraneo, alla ricerca della libertà. Anche i Lions di Sicilia hanno guardato impotenti e sgomenti all’impari lotta di questi disperati votati a tutto pur di fuggire da un mondo dove la democrazia è lontana millenni. Lampedusa e i lampedusani hanno saputo superare momenti difficilissimi e l’Italia ha risposto in modo forte e deciso dopo aver superato le incertezze e la sordità dell’Europa. Ma sono stati soprattutto i lampedusani a pagare un duro prezzo per sostenere la solidarietà concreta e non fare spegnere in questi poveri migranti la fiamma della speranza. Teniamo sempre presente che “Lionismo è solidarietà”, è un “atto di amore” e quando non riusciamo, per motivi di eccezionale contingenza, dobbiamo interrogare il cuore e trovare le risposte che possano giustificare con determinati gesti la nostra presenza. Anche così possiamo “essere solidali con il prossimo mediante l’aiuto ai deboli, il soccorso ai bisognosi, la simpatia ai sofferenti”. Questo passo importantissimo e significativo del codice dell’etica lionistica è stato interpretato spontaneamente dai lampedusani e soprattutto per questo meritano il nostro significativo riconoscimento e la nostra medaglia d’oro “I lions di Sicilia ai lampedusani”. E’ giusto che la consegni il nostro governatore Scamporrino al primo cittadino dell’Isola, come sostegno morale alla straordinaria azione di solidarietà. La lunga via del lionismo, tracciata in Italia 60 anni addietro, ha trovato una linea di continuità senza interruzione alcuna e si è inserita a pieno titolo nella società contemporanea. 43 Vivere il lionismo Come dovrebbe essere il lionismo italiano e mondiale del terzo millennio? Indagine sulla crisi dell’associazionismo e proposte per un rilancio. Due domande ai lettori della rivista. A cura di Alessandro Emiliani 2 domande ai lettori 1 - l’eventuale crisi associativa è nei numeri o nelle idee? 2 - Perché ti trovi o non ti trovi bene nella tua associazione? ➤ Risponde Dario Nicoli, Governatore del Distretto 108 Ta3 Giovanni vuole lasciare il Lions. Ha 35 anni di anzianità associativa, ha ricoperto tutte le cariche di club, è stato cerimoniere distrettuale, ma ora non se la sente più di rimanere in una associazione come la nostra che giudica ripiegata su se stessa. Giovanni è un uomo tutto d’un pezzo, e per nulla diplomatico, ma ha una rara capacità organizzativa, e una volontà di ferro. Tanto che, con un pugno di volontari trenta - quarantenni, ha creato un’associazione capace di costruire, nel giro di due anni, un ospedale in Tanzania e una fabbrica per la lavorazione del cocco in Mozambico. La sua onlus riceve il 5 per mille dallo Stato, dialoga con l’Amministrazione provinciale e regionale, riceve finanziamenti pubblici e privati. I Lions, portatori di un messaggio universale che parla di solidarietà e speranza, libertà, uguaglianza e tolleranza, non riescono, purtroppo, a muoversi con altrettanta agilità, e perdono progressivamente appeal. Specialmente in Italia, dove sono obbligati a competere con migliaia di agguerrite associazioni di volontariato. La loro complessità organizzativa e un retaggio di glorie che trovano radici soprattutto nel passato, impedisce loro, probabilmente, di modernizzarsi e intercettare le nuove richieste della società contemporanea. Lo comprova un sondaggio di opinione compiuto quest’anno, per la prima volta, nel distretto Ta3, dove sono stati interpellati i soci usciti dai club nell’ultimo periodo. Il 30 per cento degli intervistati ha lasciato l’associazione, manifestando una chiara e forte insoddisfazione. Chi lamentando l’onerosità della quota annuale, chi ritenendo l’attività lionistica sostanzialmente dispersiva e limitata ad incontri pseudo-culturali e alla sola raccolta fondi, chi lamentando la mancanza di un vero rapporto di amicizia e collaborazione fra i soci o parte di essi. Gli intervistati avevano un’età che andava dai 45 ai 60 anni, e una bassa anzianità di club (non più di 5-6 anni). L’indagine del Ta3 spiegherebbe, dunque, perché il lionismo italiano è in crisi. Ma se crisi significa “passaggio”, è lecito sperare che il fenomeno trovi uno sbocco positivo se la leadership dell’associazione saprà suscitare nuovi stimoli nei soci e organizzarli in 44 maniera più moderna ed efficace. Nella sua provocatoria proposta lanciata all’inizio dell’anno sociale, il direttore di Lion, Sirio Marcianò, ha affermato che se ogni socio versasse a una cassa comune 100 euro, il Multidistretto potrebbe disporre annualmente di 5 milioni da destinare a un service significativo. Vogliamo proporre qualcos’altro? Se il Multidistretto si dotasse di una Fondazione Onlus, e ogni socio destinasse a tale Fondazione il cinque per mille attraverso la dichiarazione dei redditi, avremmo altri cinque milioni di euro l’anno da investire per un service. E con dieci milioni ogni anno si potrebbero fare davvero grandi cose. A condizione che le decine di Onlus nate all’ombra del Lions facessero un passo indietro. Ma su questo punto siamo scettici. E allora, non ci resta che andare avanti, confidando nello “stellone” che ci illumina ormai da 60 anni e sperare che “i Giovanni” non lascino la nostra associazione prima di avere raggiunto il traguardo imposto loro dall’età o dalla eventuale salute malferma, che secondo l’indagine del Ta3, colpisce il 20 per cento dei soci l’anno. ➤ Risponde Roberto Olivi Mocenigo, Governatore del Distretto 108 Tb Ma dov’è questa crisi? In questo 2010 celebro le mie nozze d’argento con il lionismo. Arrivato a 25 anni di associazione e ripensando a tutto quello che è successo in tutto questo tempo mi rendo conto che in fondo non molto è cambiato rispetto ai miei inizi. Anche allora, infatti, si diceva che il Lions era in crisi, che bisognava cambiare che si doveva trovare una nuova via. In realtà io penso che il principio lionistico non sia mai stato attuale come oggi e che non sia l’ideale, ma gli uomini che devono cambiare. Chi crede in questo splendido ideale di solidarietà, o come più correttamente diciamo di “servizio”, sa che purtroppo molto c’è ancora da fare per cercare di aiutare le tante, troppe persone che, come dice giustamente il presidente Scruggs, guardano a noi come un faro di luce nel buio della loro vita. Quella che certamente è cambiata, anche non volendo dare giudizi di merito, è sicuramente la società intorno a noi. In periodi di crisi economica, come quelli che stiamo vivendo, diventa sicuramente più difficile vincere la tentazione di occuparci solo di noi stessi e di trascurare gli altri. Per questo forse alcuni scoprono che i valori lionistici sono per loro qualcosa di troppo difficile da applicare realmente nella loro vita. Ma è proprio in questi momenti che i veri soci Lions, quelli che non sono entrati nel club solo per potersene vantare, che sono stati scelti realmente per la loro predisposizione al servizio e non solo perché amici di un socio del club o perché membri importanti della società escono allo scoperto e dimostrano le loro capacità. Credo che il fatto che in molti paesi lontani come India e Cina si viva in questo momento un forte sviluppo del lionismo, possa far riflettere. Lo stesso è accaduto in Italia nell’immediato dopoguerra, quando il paese era distrutto ma la voglia di rinascere era forte e la solidarietà era vista come un valore comune. Se non sappiamo dare l’esempio ai nostri figli occupandoci della loro crescita morale, e instillando nei loro cuori quei valori che fanno di una società “una società civile”, il problema non sarà solo la sopravvivenza del movimento lionistico, ma di tutto il mondo che conosciamo. Ma se, viceversa, da veri Lions, sapremo crescere i giovani nell’ideale e non solo nel benessere economico sarà per loro automatico vedere nel Lions la loro collocazione ideale per crescere e far crescere la società. La presunta crisi del lionismo non è pertanto crisi di un ideale ma crisi di uomini. Impegniamoci, pertanto, specialmente con l’esempio, a ridare fiducia ai soci demotivati, a sostenere ed istruire i Leo ai valori del lionismo, a dimostrare alla società la nostra efficienza e disponibilità e la crisi sarà vinta. ➤ Risponde Gian Andrea Chiavegatti, 2° Vice Governatore del Distretto 108 Ta1 Come dovrebbe essere il lionismo italiano e mondiale del terzo millennio? Riflettendo sulla crisi dell’associazionismo, è bene porsi in una prospettiva corretta. Come affermano i guru dell’economia, non ci sono settori in crisi, bensì imprese in crisi. Infatti, anche quando le crisi economiche colpiscono le imprese di un settore, ve n’è sempre qualcuna, che, attrezzatasi per tempo, cresce, mentre la generalità dei competitors decresce. Quindi, dobbiamo uscire dalle generalizzazioni e focalizzarci sul L.C.I. per valutare obiettivamente e con coscienza critica le ragioni specifiche che incidono negativamente sullo sviluppo della nostra associazione. Una prima constatazione è che i soci aumentano nei Paesi, che vanno assumendo un ruolo rilevante, economico e politico, (BRICS), mentre diminuiscono nei Paesi, che vanno via via perdendo competitività (D.S.A. ed Europa, con l’eccezione della Germania). Tale situazione a macchia di leopardo induce a ritenere che vadano indagate le ragioni dell’indebolimento nella nostra area geografica, lasciando perdere altri contesti con caratteristiche diverse, compresi gli USA. Pensiamo, dunque, all’Italia. Ma anche qui non abbiamo una situazione omogenea. Nord e Sud si differenziano in ragione di struttura organizzativa, dimensione geografica, interpretazione del lionismo, considerazione sociale dell’associazione. Ma anche tra aree del nord, così come tra aree del sud, vi sono sostanziali differenze culturali. Il che significa che la reazione alla crisi va strutturata sulla dimensione locale, poiché, se da un lato la globalizzazione connette e, in una certa misura, omogeneizza aree diverse, il localismo porta le singole comunità a reagire in modo diverso nella ricerca di conservare e difendere la propria realtà. GMT e GLT sono gli strumenti, unitamente al Centro Studi, che devono portare a risposte diverse ed articolate nei singoli Distretti, per individuare le soluzioni corrette per continuare a crescere, bloccando i fattori di crisi. Il generalismo del servire Lions, se da un lato può costituire un handicap nella competizione con un diverso associazionismo specificatamente focalizzato, dalI’altro rappresenta un vantaggio nella misura in cui consente di dare risposte più flessibili ed articolate ai bisogni, che evolvono con la stessa rapidità del mondo che ci circonda e che proprio dal continuo cambiamento è caratterizzato. Senza dimenticare che la globalizzazione esalta la transnazionalità del Lions, che ci permette di intervenire e dare risposte che vanno al di là dei ristretti confini locali, supplendo all’incapacità (o forse impossibilità) delle strutture pubbliche del territorio di inquadrare funzionalmente i fenomeni sociali nel contesto globale, di cui spesso sono diretta od indiretta conseguenza. Quindi, pensiamo al nostro Distretto ed alla sua specifica situazione, guardando però al mondo e valutando prospetticamente come l’evoluzione globale impatterà sulle nostre comunità. Analizziamo il nostro contesto, individuiamo bisogni e proponiamo soluzioni, se possibile coinvolgendo più club per una maggiore efficacia d’azione, comunichiamo tra noi e con il mondo esterno le soluzioni proposte, creiamo una rete di informazioni e di scambi di esperienze, organizziamo azioni comuni come il Sight First. Nella misura in cui saremo più efficaci e più visibili, più trasparenti e capaci di autovalutazione, anche attraverso indagini qualitative sulle motivazioni dei nostri soci entranti ed uscenti, maggiormente connessi tra noi per costituire le maglie di una rete di servizio, esprimeremo la nostra potenzialità e saremo più attrattivi per i nuovi soci. Ma non parliamo più di crisi generali: ogni Distretto ha la sua e deve ad essa rispondere, confidando che la sua risposta, grazie alla globalizzazione ed alla comunicazione in tempo reale, si riverberi senza soluzione di continuità anche su altre realtà locali, più o meno distanti geograficamente. Sul numero di ottobre hanno risposto Antonella Babini, Antonio Suzzi, Roberto Garavini, Gianfranco De Gregorio. Sul numero di novembre Giuseppe Bottino, Giampiero Peddis. A dicembre Gualberto Del Roso, Franco Sami. A gennaio Anna Ardizzoni Magi, Walter Migliore, Gualberto Del Roso. A febbraio Licia Bitritto Polignano e Lucio Vacirca. A marzo Nando Anselmi e Alberto Castellani. Ad aprile Pier Luigi Foglia, Carlo Forcina, Ercole Milani e Pierluigi Tarenghi. Sul numero di maggio hanno risposto Guglielmo Lancasteri, Fabio Feudale e Franco Rasi. 45 46 magazine Europa si, Europa no? Europa, svegliati! E’ l’appello lanciato nel corso del convegno nazionale sul futuro del Vecchio Continente, organizzato in occasione della “Festa dell’Europa 2011”. Di Antonio Laurenzano D al fronte economico (crisi greca) a quello politico (crisi libica), l’Ue sembra aver smarrito la strada che Robert Schuman tracciò a Parigi il 9 maggio 1950 con la storica dichiarazione: “L’Europa non si farà in un attimo, né in una costruzione d’insieme. Essa si farà attraverso delle realizzazioni concrete, che creino innanzitutto una solidarietà di fatto”. Nei cieli europei c’è tempesta. Da tempo è latitante una governance economica in grado di garantire, con la stabilità del sistema monetario, l’auspicata crescita economica e quindi creazione di lavoro e di occupazione, oltre a un mercato interno meno ingessato. Uno scenario reso ancor più precario dai tragici eventi nel Maghreb che hanno riportato la “frontiera” meridionale dell’Europa in primo piano con l’intervento militare in Libia e la controversa gestione dei flussi migratori dall’Africa. E anche in questa occasione, gli Stati europei sono andati in ordine sparso, spesso guidati da miseri interessi di bottega (calcoli elettorali). Una conferma di come si sia ancora molto lontani da una politica estera comune a livello europeo, la “voce unica” invocata dal Trattato di Lisbona! Gli interessi nazionali continuano a prevalere sull’obiettivo primario: la costruzione politica di un’Europa unita. Con buona 47 Magazine pace dei tanti accordi internazionali. Sullo sfondo di una situazione oggettivamente povera di prospettive reali, l’euroscetticismo trova sempre più terreno fertile. C’è chi minaccia di uscire dall’euro (la Grecia) e chi, anche in casa nostra (!), dall’Europa. “Coloro che fanno tali affermazioni sono leader politici che non hanno il senso della Storia, preferiscono inseguire gli opinion polls che indubbiamente riflettono gli umori di un populismo che aumenta, creando così una reazione a catena. Ma significa andare verso un suicidio collettivo”. Così Romano Prodi commentando la scarsa coesione dell’Unione. Un giudizio condiviso sulle colonne del Corriere da Sergio Romano che, censurando certe inquietanti fughe in avanti registrate nei palazzi romani, ha rievocato le motivazioni storiche della scelta fatta dall’Italia post bellica: “abbiamo creduto nell’unità europea perché ci permetteva di riemergere dalla sconfitta, dava un senso alla nostra tardiva e imperfetta unità nazionale, ci spronava a fare ciò che da soli, probabilmente, non saremmo riusciti a realizzare”. Malgrado i piagnistei del momento, il Bel Paese non può fare a meno dell’Europa! A quale sistema di alleanze, non solo politiche, dovremo unirci? E ancora, in tempi di globalizzazione, si può veramente ipotizzare di chiudere… l’uscio di casa e rifugiarsi in uno “splendido isolamento” dietro anacronistiche linee di confine? E' pensabile riesumare la nostra liretta per poter “drogare” una ripresa economica con la svalutazione o aumentare, in termini protezionistici, i dazi doganali per non subire la concorrenza dei mercati stranieri? Siamo seri! Lo richiede l’impegno politico, oltre che la lungimiranza storica di De Gasperi, Spinelli, PadoaSchioppa, Ciampi, Napolitano. “Non scherziamo sull’Europa!”, ha ammonito il Capo dello Stato. “Senza Europa staremmo tutti peggio”. L’Italia più di altri Paesi avrebbe infatti interesse affinché il processo d’integrazione europea riprenda, nella prospettiva di un necessario ammodernamento delle istituzioni nazionali con effetti positivi anche sulla politica interna. Più che parlare alla luna, sarebbe forse più utile impegnarsi per trovare un punto di convergenza con Bruxelles sul gravoso problema dell’accoglienza, “casus belli” di questi mesi. Trovare cioè soluzioni concordate a livello comunitario per vincere l’autolesionismo degli euroscettici, seguendo le indicazioni di Napolitano: “La politica di accoglienza non deve mai essere in contrasto con l’esigenza di fissare delle regole di fronte a ondate di flussi illegali". Spetta all’Europa dare risposte certe sull’immigrazione senza dannosi arroccamenti. Non è possibile affrontare una questione di tale portata con gli egoismi dei singoli paesi. Il problema migratorio va inserito in una cornice europea per una sua equa soluzione nel segno dello spirito europeo dei Padri fondatori. Il futuro dell’Europa non potrà scriversi con l’inchiostro dei nazionalismi! 48 Etica & valori Chi rispetta le regole rispetta se stesso Chi non rispetta le regole non rispetta se stesso. E’ una regoletta elementare, persino banale, disattesa, però, dalla maggior parte delle persone. Di Carlo Alberto Tregua L’ universo funziona in base a regole. Il corpo funziona in base a regole. La matematica e la logica hanno regole ferree. L’organizzazione è basata su regole. Perché le regole ci vogliono? Per consentire a tutti d’avere dei punti fermi. Come si fa a dire che la libertà individuale è libera fino a quando non calpesta la libertà degli altri? Se non c’è una regola o un confine che stabiliscano ove ognuno possa arrivare, che stabiliscano cosa si può fare, nasce l’arbitrio ed il conflitto. Per curare le malattie ci vogliono le regole, quelle che in termine tecnico, si chiamano protocolli. Però, c’è un abuso di protocolli nel senso che molti medici li usano meccanicamente e non li adattano caso per caso e persona per persona. Due malati con la stessa patologia sono due casi diversi e vanno curati in modi diversi. La cultura cinese per la salute è opposta a quella occidentale perché basata sulla prevenzione e sul rafforzamento del sistema immunitario. La malattia del cancro, seconda causa di morte dopo quella dell’infarto, non ha trovato una cura definitiva perché la ricerca è stata orientata sui farmaci che agiscono a valle e non sulle cause che fanno invertire il funzionamento delle cellule. Esse, infatti, da altruiste, cioè fornitrici di energia al corpo, diventano egoiste, cioè succhiano energia al corpo per fortificarsi. Ma perché le cellule altruiste diventano egoiste? Quando sarà data risposta a questo quesito il problema sarà definitivamente risolto. Anche qui è un caso di regole, scoprire cioè quelle che hanno fatto mutare il funzionamento delle cellule. In una collettività, la regola delle regole si racchiude nella legge di primo livello, che di solito è la Carta costituzionale, sovraordinata a qualunque legge. In essa si stabiliscono i principi (regole) in base ai quali i cittadini convivono in modo civile. Le leggi sottostanti dovrebbero essere lo sviluppo naturale della Costituzione, per disciplinare anche in dettaglio doveri e diritti dei cittadini. Quando questi meccanismi funzionali non vengono rispettati, si va fuori dai binari e si commettono atti che violano il principio di equità. Le regole devono esserci nella famiglia, comunque sia composta, etero o omosessuale. Famiglia è infatti il complesso di persone legate fra loro da un rapporto di Magazine parentela e di affinità. Ma è anche, in senso metaforico, l’insieme dei componenti di artisti, di professionisti e di nuclei di vario tipo. Essa non può funzionare se non vi sono regole riconosciute e rispettate da tutti, in modo che, anche in questo caso, ognuno sappia che può agire per non invadere il campo altrui. Ma chi stabilisce le regole? Ecco un’altra questione da analizzare. Esse vanno bilanciate ed equilibrate da tutti coloro che le debbono rispettare, ma anche da altri. Per farlo occorre che vi sia una stella polare riconosciuta da tutti e cioè l’insieme dei valori eterni cui ogni comunità deve fare riferimento, per avere certezza di mantenere il necessario rispetto fra i suoi componenti. Certo, i componenti di un gruppo che stabilisce regole dibattono e discutono, ma poi alla fine bisogna trovare le soluzioni più opportune. Come si fa a trovare le soluzioni più opportune? Anche in questo caso vi sono le regole che stabiliscono il metodo. Un maestro, al riguardo, è stato René Descartes (1596-1650) con il suo Dèscours de la Methode. Ma è anche utile il brainstorming, cioè riversare sul tavolo tutte le possibili idee in modo disordinato apportate da ciascuno dei presenti e poi cominciarle ad ordinare, metterle insieme per cavare le soluzioni più idonee atte a regolare la materia. Spesso non c’è una soluzione, ma un ventaglio di soluzioni. Allora è buona norma cercare la soluzione delle soluzioni cioè prendere il meglio di ciascuna di esse e comporre come un puzzle quella più idonea. Vi è, infine, la questione dell’applicazione delle regole. Anche in questo caso occorre stabilire chi le debba osservare, quali siano i vantaggi e quali le sanzioni. In definitiva, determinare le responsabilità attive e passive. Ha regione il filosofo: chi rispetta le regole rispetta se stesso. Società I Lions e la famiglia Dobbiamo essere attenti alle diverse e svariate forme di sofferenza familiare. Promuovere la famiglia come soggetto titolare di diritti e oggetto di eque politiche sociali. Di Giuseppe Dibenedetto S i parla troppo o niente di famiglia. Troppo, nel senso delle questioni connesse con la famiglia, la coppia, i figli. E' più una faccenda mediatica per parlare e sparlare a proposito e a sproposito. Insomma: la famiglia per far spettacolo e soprattutto per solleticare questioni di prurito istintuale. Poco o niente è dedicato in questa società, alle proposte costruttive per prevenire, affrontare e, quando si può, risolvere le situazioni inedite della famiglia moderna. Nessuno vuole fermare la storia. Bisogna essere consapevoli che molto è cambiato in noi, nell’uomo e nella donna, attorno a noi, nelle nuove generazioni e che tutto questo nasce, ma poi rimbalza, nelle trasformazioni della società attuale. E’ necessario accogliere con passione il fatto che la famiglia oggi sia in continua evoluzione nel suo essere e nel suo vivere. Siamo sorpresi continuamente da situazioni, per lo più dolorose e drammatiche, che ci accadono o che vediamo attorno a noi. Ma sembra, ormai, che tutto sia… normale solo perché avviene e, dopo un “oh!” del momento, la vita continua sperando che non accada a me e ai miei figli, ma Vacanze indimenticabili e rigeneranti alle Terme nella splendida cornice dei Colli Euganei e cOnSultate il SitO Offerta Speciale eState pacchetti BeneSSere 2011 www.grandhotelterme.it alBergO cOnvenziOnatO cOn le aSl Viale Stazione, 21 - 35036 Montegrotto Terme (Padova) Tel. fax 049 8911 444 - [email protected] 49 Magazine portando nell’anima un senso di insicurezza nei nostri rapporti, nei nostri progetti di vita di coppia e di famiglia. Crescono le paure, diciamo di non sapere cosa fare e come comportarci con il coniuge, con i figli. Ci sentiamo quasi falliti e impotenti di fronte a una “inedita famiglia” che non è quella che avevamo sognato. L’amore, la coppia, la generazione di figli: è il sogno naturale, non può diventare il sogno proibito. E’ il sogno possibile per ogni creatura e va coltivato e realizzato a tutti i costi. Quello che, per natura, è desiderio e progetto di unione non può e non deve diventare separabile e separazione. Quello che è amore per sempre non può essere cambiato in provvisorietà ed esperienza a tempo o prove di vita insieme. L’inedito oggi è la crisi coniugale sempre dietro l’angolo, è la provocazione alla persona dell’altro sesso, è il comportamento libero senza regole che dona ebbrezze e non gioie pagate con il sacrificio totale di sé, unica sorgente della felicità. L’inedito è la difficoltà notevole nel dialogo fra generazioni. L’inedito è il relativismo morale per il quale ciascuno personalmente fa legge a se stesso e giustifica così tutti i propri comportamenti. L’inedito è il dolore dei figli, bambini, adolescenti e giovani che faticano a interpretare le “storie” antinaturali dell’amore e non trovano persone di riferimento nelle quali identificarsi. Ma queste analisi e altre sono ormai scritte e dette ovunque: sui libri, in Tv, in Internet dove le solitudini cer- cano continuamente relazioni che legano nella fantasia e poco nella realtà. Dobbiamo tutti fermarci un attimo e, invece di cercare i colpevoli o mettere sempre sotto inchiesta (questo metodo distruttivo attuale troppo di moda!), possiamo riflettere sulla nostra vita di famiglia e cercare nel profondo, tornando alle radici umane, vere, sacre della famiglia. Non chiacchierare, ma interiorizzare. Essere non apparire. Decidere, non mantenere eterne situazioni d’indecisione. C’è bisogno di giovani e giovani-adulti che si giocano la vita non su un problema, ma nell’avventura più alta e realizzante per l’uomo e la donna. Questa è l’epoca storica delle persone coraggiose che non vogliono far notizia o spettacolo, ma semplicemente e nascostamente credono nell’amore possibile di alta qualità e che conduce alla felicità di vivere. I nostri nonni hanno creduto a questo in periodi più o meno difficili di adesso. Occorre che i Lions pongano un'attenzione privilegiata alle realtà concrete delle famiglie, nel territorio. In particolare: la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, la dignità dell'abitazione, l'educazione dei figli, la cura delle persone più deboli. Bisogna essere attenti alle diverse e svariate forme di sofferenza familiare e sociale, facendosi promotori della formazione permanente per i membri delle famiglie e per tutti quelli che con le famiglie operano; nonché di promuovere la famiglia come soggetto titolare di diritti e oggetto di eque politiche familiari. Mythos: cultura del vivere e dell’ospitalità All’appuntamento per l’intervista il Commendatore Santino Galbiati ci saluta con il consueto solare sorriso e con la sua proverbiale gentilezza. Appare soddisfatto. Poi, durante la chiacchierata, si scopre che è molto soddisfatto. La seconda stagione invernale del “suo” Grand Hotel Savoia di Cortina d’Ampezzo, 5 stelle, è stata un successo, addirittura superiore a quanto già di buono era stato fatto nel primo anno. E l’estate 2011 si prospetta positiva. “Sono un uomo esigente - esordisce Galbiati - e cerco di ottenere risultati ogni volta migliori dalle mie aziende e dai miei collaboratori. Ma la situazione di mercato è certamente non facile e quindi mi fa piacere notare che la Mythos Hotels sta ottenendo grandi risultati, in particolare nella mia amata Cortina d’Ampezzo: Le scelte che abbiamo fatto, io e i miei collaboratori, sono state premianti e i risultati si vedono”. Qualche parola su Cortina e la sua situazione generale? “Mi piange il cuore vedere tanta arroganza, tanta presunzione da parte di qualcuno. Si potrebbe fare bene, essere la località più glamour delle Alpi, invece ultimamente il paese è stato spaccato da scelte fatte cadere “dall’alto”, non condivise: un vero peccato!” Grazie alle richieste di prenotazione, l’estate al Grand Hotel Savoia inizierà a metà giugno, prima del solito. Si riapre con il consueto, consolidato copione: bella gente, cucina esclusiva, ottimi vini, cigar bar, stanze e suite d’altissimo livello, atmosfera raffinata ma “familiare”, un grande centro congressi, un’attraente area benessere. Gli eleganti saloni verranno aperti al pubblico desideroso di prendere i cocktail nella panoramica terrazza bar che da sulle Dolomiti, o di ascoltare i molti maître à penser che come ogni anno, presenteranno nel centro congressi dell’albergo i loro libri, discuteranno di politica, cultura, arte e dei temi più cari all’esclusiva clientela della Regina delle Dolomiti. Naturalmente sarà un susseguirsi d’ospiti illustri e meno, d’industriali e imprenditori, di cultori della vacanza attiva in montagna o di amanti del relax e delle passeggiate nei boschi, tutti ospitati con soddisfazione nelle camere o nelle suite che il Grand Hotel Savoia offre, con tariffe ed offerte speciali che si possono trovare nel sito www.grandhotelsavoiacortina.it. E anche quest’estate, per le bambine più esigenti, la possibilità di prenotare l’esclusiva Barbie Suite, la camera realizzata in collaborazione con Mattel, dove giocare con la loro Barbie, in un mondo di giocattoli rosa. Un’ospitalità straordinaria quindi, per i grandi e i piccoli ospiti del Grand Hotel Savoia, una serie di servizi con un denominatore comune: il piacere dell’ospitalità che il Commendatore Galbiati offre personalmente ai suoi Clienti, come un vero padrone di casa. Perché la vera qualità è nelle cose semplici, arricchite dalla perfezione dei dettagli. E la prossima stagione invernale vedrà un nuovo “fiocco azzurro” in casa Mythos Hotels: verrà inaugurato il nuovo Grand Hotel Presolana, una straordinaria struttura 4 stelle superior, dotata di tutti i comfort e i servizi, con un superlativo centro wellness e una sala convegni. L’albergo, nuovo gioiello del Comm. Galbiati, si trova a Castione della Presolana, a soli 46 chilometri da Bergamo e poco più di 100 da Milano. In alto: il Commendatore Santino Galbiati e immagini del Grand Hotel Savoia di Cortina d’Ampezzo 50 51 I COLLEGI DI PAVIA Un campus universitario internazionale e di merito Quattro Collegi specializzati nella valorizzazione dei talenti, un’Università antichissima e l’Istituto Universitario di Studi Superiori. Pavia è una città universitaria davvero unica nel panorama nazionale: richiama i migliori studenti italiani e stranieri in un campus dove ci si forma e si cresce in senso interdisciplinare e internazionale. L’Università, antica e prestigiosa con circa 25.000 iscritti, si propone come Research University, si presenta con 9 facoltà e 103 corsi di laurea; partecipa a progetti internazionali, promuove ricerca in ambito interdisciplinare, dialoga con le imprese. A dare ulteriore valore al campus pavese, anche una Scuola Superiore, l’Istituto Universitario di Studi Superiori (IUSS), che da una dozzina di anni si è affiancato alle Scuole Normale e Sant’Anna di Pisa. Ma è proprio la presenza dei Collegi a caratterizzare la vita della città: sono istituzioni antiche (sorte nel XVI secolo) e più recenti, con strutture e servizi all’avanguardia, che integrano la formazione dell’Ateneo e propongono uno stile di vita in linea coi modelli dei college inglesi e americani. Dall’alto: Rita Levi-Montalcini al Collegio Nuovo; raduno giornata ex-alunne Collegio S. Caterina; studentesse del Nuovo al Dubai Women’s College. A destra: il palazzo con i giardini e una camera del Collegio Borromeo; l’ingresso del Collegio Ghislieri. Pagina seguente: ragazze del S. Caterina e la biblioteca del Ghislieri. 52 Quali sono questi Collegi così speciali? Ai due storici, Borromeo (1561) e Ghislieri (1567), si sono affiancati più di recente i femminili Santa Caterina da Siena (1973), Nuovo - Fondazione Sandra e Enea Mattei (1978) e le sezioni femminili del Ghislieri (1965) e del Borromeo (2009): sono collegi riconosciuti dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca quali “Enti di alta qualificazione culturale”e “Centri di eccellenza per il diritto allo studio”. Perché questo riconoscimento? I Collegi promuovono la formazione di giovani motivati, capaci, intenzionati a laurearsi in tempi rapidi per inserirsi con successo nel mondo accademico e del lavoro. Lo dicono anche i lusinghieri risultati di un’indagine sulle carriere lavorative dei più giovani: laureati praticamente tutti con lode, all’80% hanno trovato lavoro entro sei mesi dalla laurea, senza dimenticare che molti proseguono ancora negli studi. Come e a quali condizioni si entra? Per essere ammessi, occorre superare le selezioni (una prova scritta e due orali) e dimostrare capacità ed entusiasmo. Possono far domanda tutti, indipendemente dal reddito. I Collegi infatti favoriscono il talento, accogliendo alunni di qualsiasi condizione economica purché superino le selezioni di ingresso. Ai migliori, in condizioni economiche svantaggiate, sono riservati posti gratuiti, mentre a tutti, grazie al sostegno dei Collegi stessi e del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, sono garantiti posti economicamente agevolati che prevedono contributi comunque inferiori (anche dell’80%) ai costi di mantenimento. E una volta entrati? Si vive un’esperienza davvero unica e irripetibile. Nei Collegi si organizzano corsi integrativi e interdisciplinari (riconosciuti e accreditati dall’Università); si svolgono le attività dello IUSS, a cui i primi classificati nei concorsi possono accedere in posti riservati; incontri con personalità di spicco del mondo professionale e culturale, anche internazionale. E poi ancora, tornei sportivi e feste, in una comunità ricca di stimoli e di progetti, in cui studiare significa crescere e confrontarsi con gli altri. La vita in collegio è davvero molto stimolante, perché favorisce la nascita di amicizie che spesso durano una vita, e segna quel periodo decisivo della crescita in cui si acquisisce autonomia e si esce dalla famiglia d’origine. Vivere in collegio significa scambio di esperienze, abitudine al confronto con gli altri, libertà di organizzazione del proprio tempo, perseguimento di obiettivi a medio e lungo termine. Non mancano inoltre opportunità per entrare in contatto con aziende e centri di ricerca internazionali o di trascorrere un periodo all’estero (prima e dopo la laurea): si promuovono infatti scambi con istituzioni universitarie in Europa (dalle antiche Università di Mainz e Heidelberg fino ai College di Oxford e Cambridge) e in tutto il mondo (dagli Stati Uniti agli Emirati Arabi sino all’Australia). Come si vive nei collegi di merito a Pavia? Con la sicurezza di condizioni privilegiate di vita e di studio, basate sul merito, in un ambiente stimolante, attento ai bisogni formativi e al benessere degli alunni. I collegi, infatti, offrono strutture residenziali confortevoli e attrezzature didattiche all’avanguardia; gli alunni, ospitati in stanze singole con servizi e accesso gratuito a internet, hanno a disposizione un’accurata mensa interna loro riservata, biblioteca, sale computer, sale musica e televisione, spazi comuni, campi sportivi e palestre, giardini e ampi spazi verdi. I tutor guidano gli alunni nel momento di avvio degli studi, gli ospiti stranieri tengono corsi di lingua, i capitani delle squadre coinvolgono i nuovi arrivati nei tornei intercollegiali. Per far crescere in tutti anche il senso di appartenenza a delle comunità di prestigio che sono anche il primo nucleo di importanti network professionali. Non a caso dai collegi di Pavia sono uscite e continuano a uscire persone che nei rispettivi ambiti professionali danno lustro al nostro Paese. I concorsi per l’assegnazione dei posti nei collegi di merito di Pavia si tengono ogni anno in settembre. Le selezioni consistono in una prova scritta unica (mercoledì 8 settembre 2010, ore 9.30, Aula G1, Palazzo San Tommaso, Piazza del Lino 1, Università degli Studi di Pavia) e in un colloquio orale su due discipline scelte dal candidato, a seconda della Facoltà di iscrizione. Le prove orali si tengono presso i singoli collegi. I posti, un centinaio in totale, vengono assegnati in base al merito e sono tutti gratuiti o semigratuiti in relazione alle condizioni economiche del nucleo familiare. Con modalità diverse di ammissione, sono disponibili anche posti per alunni di anni successivo al primo (compresi gli iscritti per laurea specialistica). Almo Collegio Borromeo Collegio ghiSlieri Fondato nel 1561 da S. Carlo Borromeo, ospita nel palazzo storico e nella recente sezione femminile circa 150 studenti e venti laureati impegnati in attività di perfezionamento. Concorso per l’a.a. 2010/2011: 12 posti di alunno e 12 di alunna, che si iscrivono al primo o al secondo anno di laurea triennale o magistrale a ciclo unico. Requisito per l’ammissione: votazione all’Esame di Stato non inferiore a 80/100 (per i candidati per posti ad anni successivi al primo media dei voti di tutti gli esami del piano di studi non inferiore a 27/30). Domande di ammissione on line da presentare entro lunedì 6 settembre 2010. Fondato nel 1567 da papa Pio V Ghislieri, ha come alto patrono il Presidente della Repubblica. La sezione maschile e quella femminile ospitano un totale di 200 studenti e laureati. Concorso per l’anno accademico 2010/2011: 16 posti di alunno e 18 posti di alunna. Requisiti per l’ammissione: votazione all’Esame di Stato non inferiore a 80/100 (per i candidati iscritti ad anni successivi al primo media non inferiore a 27/30 e nessun voto inferiore a 24/30). Presentazione delle domande di ammissione entro le ore 12 di martedì 7 settembre 2010. Piazza Borromeo, 9 - 27100 Pavia Tel. 0382 3951, fax 0382 395343 [email protected] - www.collegioborromeo.it Piazza Ghislieri, 5 - 27100 Pavia Tel. 0382 3786217, fax 0382 23752 [email protected] - www.ghislieri.it Collegio SAntA CAterinA dA SienA Fondato nel 1973 per espresso desiderio di Papa Paolo VI, si trova nel centro storico di Pavia, nei pressi dell’Università. Ospita 75 alunne italiane e straniere e 6 perfezionande post lauream. Concorso per l’a.a. 2010/2011: almeno 16 posti di alunna. Requisiti per l’ammissione: votazione all’Esame di Stato non inferiore a 80/100. Presentazione delle domande di ammissione entro le ore 12 del 7 settembre 2010. Dall’anno accademico 2010/2011 sarà funzionante la nuova residenza biomedica nel polo universitario Cravino che ospiterà 50 alunni/e. Presentazione delle domande entro le ore 12 del 16 giugno 2010. Via San Martino 17/A – 27100 Pavia Tel. 0382 33423 - 375099, fax 0382 24108 [email protected] - santacaterina.unipv.it Collegio nuovo Fondato nel 1978 da Sandra Bruni Mattei, imprenditrice industriale, sorge al centro del nuovo polo medico-scientifico dell’Università. Ospita 115 alunne italiane e straniere e 50 perfezionandi/e nella sezione laureati. Concorso per l’a.a. 2010/2011: almeno 25 posti di alunna; 5 posti ulteriori per studentesse di anni successivi al primo. Requisiti per l’ammissione: votazione all’Esame di Stato, o esame straniero equipollente, non inferiore a 80/100 per studentesse del primo anno; media globale negli esami di 27/30 per studentesse di anni successivi al primo, di 28/30 per studentesse del primo anno di laurea specialistica. Presentazione delle domande di ammissione entro le ore 12.30 del 7 settembre 2010 per candidate del primo anno; entro le ore 15 del 9 settembre, per le altre (anni successivi al primo, comprese studentesse di laurea specialistica). Via Abbiategrasso, 404 - 27100 Pavia Tel. 0382 5471, 0382 526372, Fax 0382 423235 [email protected] - colnuovo.unipv.it 53 54 5 milioni di euro/223 Caro direttore, ho voluto attendere un poco, prima di esprimere il mio pensiero sulla tua - permettimi di definirla subito - splendida provocazione natalizia. In verità, appena letto l'editoriale, di primo acchito ho temuto che avessi esagerato a cena, tu prima di scriverlo o io prima di leggerlo, con un calice in più del rosso doc che le nostre due splendide regioni ci profondono. Poi leggendo e rileggendo mi sono accorto quanto quel tuo progetto di service da 5 milioni di euro fosse rivoluzionario, direi quasi sovversivo, per il Lionismo di oggi così in difficoltà, in crisi di idee, di numeri, di valori, di qualità. Investire in noi stessi e nella nostra immagine o fare belli gli altri con i nostri soldi? Una domanda non proprio così retorica, come potrebbe apparire, considerato che ogni anno devolviamo una parte piuttosto consistente del nostro budget in service di enti, organizzazioni e associazioni di volontariato e di solidarietà che “absit iniuria verbis”, svolgono praticamente il nostro stesso “mestiere”. Certo restando solo nell'ambito del club, a volte è difficile dire di no al presidente, al consigliere anziano, molto vicino “all'opera pia di, all'associazione solidale per, al centro culturale faidelbene a”. Ma, come confermato dai tantissimi uomini e donne lions che hanno risposto al tuo invito, questo strano, sterile concetto di service che ci fa distribuire a pioggia importanti risorse ad altre realtà non può e direi non deve essere preferito alle attività proprie della nostra associazione e al ricchissimo patrimonio di progettualità, operatività e spirito di servizio della più parte dei club e soci italiani. Corriamo quindi l'avventura di questa nuova sfida, rigeneriamo l'antico entusiasmo e passione unendoci intorno ad uno stesso grande service capace, come già avvenuto in passato per alcuni importanti service distrettuali (vero Cavalieri di Monterotaro?), di ridarci quella credibilità di un tempo quando i Lions Italiani, uniti intorno ad uno stesso progetto, insieme riuscivano a realizzare straordinari sogni che, anche allora, sembravano impossibili. Certo sarà necessario chiarire tanti aspetti anche di natura giuridica, statuali e tecnico amministrativi non semplici e di non facile soluzione. Credo che debba essere necessario ad esempio definire (prima di qualsiasi altra azione successiva all'adesione individuale) in che rapporto si pone questa tua affascinante proposta con il Consiglio dei Governatori del Multidistretto e con gli stessi singoli Distretti. Un anno fa Franco D'Eramo relatore del seminario del Distretto 108 Ab di Cerignola sul tema “Nuova comunicazione ovvero l’altra metà della parola” ebbe ad esprimere con chiarezza alcuni concetti che ti riporto ritenendoli così vicini alla strabiliante idea di voler dare concretezza al service “5 milioni di euro”: “Se all’esterno c’è la percezione che siete un ottima associazione ma che ve la suonate e ve la cantate al vostro interno, scusate la brutalità, mi dite che risonanza può avere all’esterno una cosa che nasce, muore e si consuma nell’ambito ristretto delle vostre illustri professionalità?”. E ancora: “Se all’esterno arriva solo il rumore di bicchieri e posate, questo intristisce chi vorrebbe trovare la forza proprio nella capacità elaborativa e operativa delle idee di cui siete portatori. Ho guardato il vostro annuario. Con le vostre competenze e professionalità siete una potenza a livello regionale e nazionale, non so se ve ne rendete conto. Operate quindi in modo tale che tutti all’esterno vi identifichino, da Lions veri, per le scelte che fate, per la valenza delle vostre iniziative e sopratutto se sarete capaci di creare un’emozione attorno a quel che fate". Infine, il monito finale da parte del relatore, non socio, ma con un cuore da Lions: “Non siete una risorsa solo per voi, ma per il paese. Dall’esterno, abbiamo bisogno di essere colpiti dall’impegno con cui voi svolgete la vostra attività e dalla efficacia delle vostre realizzazioni. Fate uno sforzo: stupiteci”. Sì direttore, stupire, ma anche stupirci per quello che saremmo sicuramente capaci di fare per migliorare anche la nostra scarsa immagine. Forza allora amici Lions del multidistretto Italy: Melvin Jones ed Helen Keller grazie ai loro “sogni” ci donarono gli ideali che sono alla base della nostra organizzazione, ne sono certo, questa splendida utopia potrebbe donare un futuro diverso al lionismo italiano. Angelo Iacovazzi Lions Club Bari Aragonese 5 milioni di euro... il parere dei lettori 5 milioni di euro/224 Caro direttore, tu hai lanciato, con successo, una proposta/ provocazione che ci spinge a non porci limiti e raccogliere 5 milioni di euro per avere la possibilità di destinarne un milione alla diffusione della nostra immagine e ben quattro per un service che faccia notizia e di grande utilità sul nostro territorio italiano. Io sono perfettamente d'accordo e concordo con quanti hanno espresso positività per la tua iniziativa. Bene, tu hai lanciato una proposta mirante a costruire ed a rendere la nostra associazione visibile e soprattutto a far conoscere a tutti l'importanza che potremmo avere se solo fossimo meglio percepiti. Come non essere d'accordo? Corrado Calabrese Lions Club Treviglio Host 5 milioni di euro/225 Caro Sirio, la tua “provocazione” è stata presa talmente seriamente dal nostro club che è stata ultimamente oggetto di ampia discussione all'interno del Consiglio Direttivo. Il nostro club sarebbe ben lieto di appoggiare la proposta alle seguenti condizioni: a) ci sia l'adesione di almeno i 2/3 dei club del Multidistretto senza possibilità di revoca; b) venga istituita una Commissione composta dai Governatori dei club aderenti; c) vengano proposti almeno 3 service (con i necessari dettagli) tra i quali decidere il service da portare a termine; d) vengano richiesti i fondi solo dopo che il service scelto 55 La presidenza nazionale deve essere la guida, sia stato deliberato e comunicato. 5 milioni di euro... il parere dei lettori l'asse motore nei nostri club, sempre presente, Penso che una iniziativa di questo tipo, qualora deve avere tutto in mano, non un organismo di portata a termine, possa aiutare a motivare ancor facciata, che si riunisce una volta ogni tanto. Una più tutti noi Lions. presidenza che gestisca le attività a livello nazioCon stima ti invio un caro saluto. Paolo Zappa nale attraverso una unica fondazione in grado di reperire Presidente del Lions Club Bergamo San Marco fondi dall'esterno e dal cinque per mille. Cinquantamila firme, hai idea di quanto potremmo fare senza intaccare le altre risorse? Così avremmo anche visibilità all'esterno, 5 milioni di euro/226 potremmo essere più apprezzati ed incrementare l'adeCaro Sirio, nell'ultimo numero di Lion il messaggio del sione all'associazione. E, ripetendomi, risparmiare prima Presidente Internazionale, che penso abbia tutte le carte di metter mano al portafoglio. in regola per aver assunto la nostra massima carica, si Gianni Carnevale esprime in termini inequivocabili: cambiamo la rotta, Lions Club Bra Host disinseriamo il pilota automatico. In altre parole, usciamo dal nostro tran tran, e diamoci veramente una scossa 5 milioni di euro/227 decisa. E' quanto si legge anche in tante lettere di soci che lamentano l'autocelebrazione di molti interventi, l'inutile E’ il caso di dire che c’è bisogno di notizie eclatanti per pomposità dei congressi, la corsa alla carica di molti Lion, svegliare il popolo lionistico italiano; ne è una dimostraper incarichi con soli onori senza oneri, come dimostra la zione la “provocatoria proposta” del direttore di Lion che incomprensibile decisione di rinunciare alla costituzione ha dato il via ad una serie di interventi che non accenna a di una unica onlus nazionale. fermarsi: lions di base, presidenti di club (in proprio ed in Per non avere problemi, come si legge chiaramente nome dei soci), lions più titolati continuano ad esprimersi nell'articolo a suo tempo pubblicato su Lion, siamo solo in merito all’iniziativa Marcianò, iniziativa certamente diventati degli osservatori che hanno perso la sensibilità e da approfondire sia in termini applicativi che di pratica la capacità di volare come dice il nostro Presidente? Scu- attuazione. Non è facile rimuovere consuetudini consosami se sono critico, ma non è che versando cento euro lidate che vedono i club (specialmente quelli di piccole risolviamo i nostri problemi, dobbiamo agire a fondo sulle dimensioni) per radicata tradizione o perché strumennostre strutture, parere anche di altri Lion, di quelli che talizzati da “movimenti” che temono la sterilizzazione hanno disinserito il pilota automatico. Altrimenti tra un delle iniziative dei club (discutibile interpretazione della anno, due, tre, dieci saremmo di nuovo allo stesso punto. centralità dei club) a seguito di una “eccessiva impo- Telesorveglianza Via Caboto, 18/1 - Trieste Tel. 040 383 589 Tel. 040 830 346 Fax 040 383 213 www.telesorveglianza.it [email protected] Telesorveglianza Agenzia Città di Udine Via Marinoni, 23 Tel. 0432 25795 Tel. 0432 297009 Fax 0432 25795 Per maggiori informazioni contattaci: Trieste - tel. 040 383 589 / 637717 • Udine - tel. 0432 25795 / 297009 56 sizione di service dall’alto, a privilegiare il servizio alla propria comunità mediante modesti contributi finanziari a favore di una o più associazioni caritatevoli e solidaristiche sorte (numerosissime) nel corso degli anni post bellici sul territorio. Tale considerazione può giustificare il prudenziale silenzio (che comunque mi rammarica) del Consiglio dei Governatori in carica? Non sta a me giudicare, però non posso esimermi da qualche osservazione: non dico che la “proposta Marcianò” dovesse essere inserita nell’ordine del giorno del Congresso Nazionale di Torino, ma, almeno menzionata come argomento da approfondire in futuro, sì (spero che la questione sia presa in considerazione durante l’"Open Workshop su Lionismo del futuro” che si svolgerà dalle 14,30 alle 16,30 di venerdì 27, ultimo appuntamento dei lavori precongressuali, a cura del CC Stefano Camurri Piloni). Anche se ciò avvenisse, rimarrebbe un argomento trattato “fuori congresso” atteso che l’apertura del Congresso è stabilita per le ore 17 dello stesso giorno e la gran parte dei congressisti giungono il sabato mattina 28 maggio a risparmio di spese. Dalla lettura dei lavori congressuali emerge che la discussione sugli argomenti più interessanti avvengono nel corso dei “seminari” e non durante le vere sessioni della convention. Quando si capirà che occorre rivedere l’organizzazione dei congressi e ridurre le spese di partecipazione a coloro che vogliono partecipare ai lavori per le decisioni assembleari, e non precongressuali non deliberative? E’ augurabile che il “Workshop” partorisca l’intenzione di affidare alla “Commissione permanente Affari interni” 1 loPAG_ITA_205x135_0311.qxd studio teso a modificare2-03-2011 le norme 18:27 vigenti,Pagina ad esempio, circa le attività di servizio (proposta di temi e service nuovi per non ripetere quanto già trattato in passato). Dunque, a parer mio, nulla di nuovo sotto il sole! Eppure si continua a parlare di innovazione e, in questo contesto, della necessità di riesaminare il nostro modo di servire la società che, rispetto al 1917, si è notevolmente trasformata! Mi auguro, quindi, che almeno il prossimo Consiglio dei Governatori, prenda in seria considerazione l’opportunità di rivisitare un settore di particolare importanza, attesa la demotivazione dei lions che sembra essere la causa primaria della tendenza negativa del trend associativo, con attenzione, però, a non iniziare un’opera di disgregazione nell’anno in cui si celebra il 150° anniversario dell’unità d’Italia. In questa azione di sensibilizzazione verso il “lionismo del futuro”, azione, a parer mio, di consolidamento dell’universalità del movimento lionistico quale appare dalla lettura della sua “mission” perseguibile attraverso la dizione della sua “vision”, potrebbe essere inquadrata anche la “proposta provocatoria” di Sirio Marcianò. Gualberto Del Roso PDG - Lions Club Lucca Host 5 milioni di euro/228 Carissimo Sirio, che dire della provocatoria proposta da 5 milioni di euro? E' bellissima… coraggiosa e rivoluzionaria! Bellissima perché esalta il concetto del “We serve together”, ovvero la necessità di coniugare l’autonoma proget- Un gioiello prestigioso, senza un investimento troppo impegnativo. Una gemma incredibilmente simile al diamante, che fa nascere le stesse, intense emozioni. La Moissanite Charles &Colvard, creata in laboratorio da una magica alchimia tra arte e scienza valica oggi nuove frontiere. Seguila. Moissanite di sintesi Diamante Indice di rifrazione 2,65 - 2,69 2,42 0,044 Dispersione (fuoco) 0,104 Durezza (scala di Mohs) 9 1/4 10 Resistenza eccellente eccellente Richiedi gratuitamente il nuovo catalogo di gioielli ”Sintesi di emozioni” e tutte le informazioni che desideri a: distributore esclusivo per l’Italia tel. e fax 02 427604 - 02 42292318 www.moissaniteitalia.com e-mail: [email protected] 57 tualità operativa del club con la consapevolezza rivoluzionaria non è quella delle scelte conte5 milioni di euro... il parere dei lettori di appartenere ad una grande associazione nutistiche e programmatiche, seppure imporinternazionale. E' vero la nostra forza è nei club. tanti, ma è una spinta che viene da dentro, è Sono loro che consentono di realizzare i nostri una spinta interiore che comporta un mutamento del nostro modo di essere e di commisurarci con gli ideali e di raggiungere i nostri obiettivi, sono loro le nostre antenne sul territorio, ma sono come tessere di altri, come uomini e come lions. un mosaico splendente e bellissimo di per sé, che devono E' una proposta rivoluzionaria perché contrappone al armonizzarsi fra loro, per esprimere un disegno di grande deprecato sillogismo del videor ergo sum la saggezza visibilità e di grande impatto comunicativo. Quando i dell’umiltà, quell’umiltà che è qualità importante per club collaborano in armonia e in amicizia, acquistano una ogni uomo, ma prerogativa indispensabile per un lions… “forza di influenza”, diventano una forza d’urto, sprigio- ubi humilitas ibi et sapientia. nano tutte le potenzialità di una associazione di servizio In questa bella sfida a volare alto ancora una volta saranno che il Financial Time nel famoso articolo ha collocato al i club, se la faranno propria, ad avere il ruolo di protagonisti, saranno loro a servire con gioia, saranno loro a dare primo posto nel mondo. Non c’è conquista importante e duratura se il singolo club di più, a fare sempre meglio nel rispetto della tradizione e tende ad emergere di per sé, se pecca di protagonismo, se all’insegna del rinnovamento. non ha l’umiltà di far parte di un team, se non riconosce la A Sirio, splendido direttore delle nostre riviste, il compito di continuare a farci sognare. generosità del gioco di squadra. Lavinia Beneventi E' una proposta coraggiosa e rivoluzionaria perché Lions Club Garda Occidentale scuote le nostre coscienze di lions assopiti nella routine, ci richiama alla lungimiranza ovvero la capacità di guardare 5 milioni di euro/229 lontano, di superare la limitatezza del contingente, vedere in prospettiva, quella lungimiranza che contraddistingue Caro direttore, aderisco con entusiasmo alla tua iniziativa. i lions d’eccellenza. I club lungimiranti sanno coniugare la continuità con la A fronte di indiscutibili difficoltà organizzative (ma le sfida al cambiamento, sanno essere custodi tenaci e severi difficoltà sono fatte per essere superate) c’è la concreta dei grandi valori del lionismo, quelli racchiusi nei nostri possibilità di coagulare le forze dei lions italiani per il pertesti sacri, ma anche felicemente innovatori nelle moda- fezionamento di un service nel quale riconoscerci. lità del servizio, sanno coniugare il rigore operativo con la Lamentiamo la poca attenzione riservataci dai media? Ci risentiamo dell’accusa di essere un’associazione ove si connotazione gioiosa dell’incontro fra amici. D’altra parte la sfida al cambiamento più innovativa e parla tanto e si fa poco? 58 La tua idea è la risposta concreta. Ecco perché io sono con te. Roberto Benevenia Lions Club Valtrompia 5 milioni di euro/230 Caro direttore, chi le scrive non è un socio lions, ma il marito o, come si dovrebbe dire ora, il compagno adulto, di una socia prossima presidente del club Verona Host. Leggo volentieri la sua rivista, in particolare apprezzando il Presidente Emerito Pino Grimaldi per la sua chiarezza ed onestà intellettuale. Da mesi seguo tutte le considerazioni che emergono circa la sua proposta sui 5 milioni di euro. Detto velocemente che sostanzialmente sono anch'io dell'idea che sarebbe utile unire le forze per un intervento comune e più efficace, mi permetto di esprimere tutto il mio dissenso circa la motivazione di farsi vedere che sotto sotto è alla base. Penso che già si viva in una società dove l'aspetto di visibilità e le motivazioni economiche siano già troppo esposte e proposte come unico o prevalente modello di vita. Quando alle varie riunioni sento la lettura del codice lionistico penso che il lionismo e i soci lions non abbiano solo obiettivi di service economici, ma dovrebbero farsi vedere, essere esemplari in altri settori della loro attività. Credo che potrebbero essere veramente e maggiormente visti ed indicati da tutti se seguissero il codice etico lionistico nella loro professione e nella vita. Dimostrare con l'eccellenza delle opere e la solerzia del lavoro la serietà della vocazione al servire, essere leali con tutti, sinceri con se stessi… essere solidale con il prossimo mirando a costruire e non a distruggere. Ho fatto una sintesi estrema per arrivare a dire che mi piacerebbe molto di più una campagna che non percorra la solita strada economica, ma che sia veramente esempio civile, sociale, oltrettutto a costo zero, di una reale adesione a questi principi nella vita, nel lavoro di ogni giorno. In un mondo alla deriva sul piano etico, si potrebbe lanciare la campagna del tipo “sono Lion e ne seguo l'etica”. O un altro slogan che meglio di me potrebbero proporre gli addetti ai lavori nella comunicazione. Sarebbe splendido se i giornali potessero dire “un Lion ha regalato il suo tempo e la sua professionalità per un service” e questo già succede, forse sempre più di rado, oppure dire “un Lion si è proposto nel Consigiio d'amministrazione dell'azienda per un giusto livello di profitto dell'azienda”, “un Lion ha contribuito alla difesa dei posti di lavoro nell'azienda che dirige rinunciando a quote di profitto dell'azienda” ecc. Forse si dimezzerebbero i soci in dieci giorni, ma meglio pochi eccellenti che molti nascosti. Rinnovandole la mia stima e la lettura della sua rivista le invio distinti saluti Luigi Trabucchi Non socio del Lions International 5 milioni di euro/231 Ti ringrazio per avere pubblicato le mie due righe di adesione di massima alla tua idea “provocatoria” di una raccolta di 5 milioni di euro per la realizzazione di un grandioso, tutt’ora ipotetico, progetto. Mi sembra cor- BMW Serie 3 Berlina www.bmw.it Piacere di guidare Concessionaria BMW Battiston - Via Masi Simonetti, 1 - Tel. 0437 930930 - BELLUNO 59 al famoso “fiorellino all’occhiello” del quale non retto, nei confronti tuoi e dei lettori della rivista, 5 milioni di euro... il parere dei lettori mancano i coltivatori. precisare il mio pensiero in ordine alla riserva Potrebbe risultarne un “service” di grande uticontenutavi. lità sociale e, perché no, di ottima visibilità a livello Si tratta, a mio avviso, della improponibilità di nazionale per questo nostro lionismo. chiedere a tutti i soci il contributo “una tantum” di Renato Uguccioni 100 euro tenendo conto che molti sono anziani, pensionati Lions Club Bologna S.Vitale Valle dell’Idice a reddito fisso per i quali spesso è già gravoso l’impegno della quota associativa che, tuttavia, per l’amore all’associazione, continuano a versare. 5 milioni di euro/232 Stando così le cose potrebbe tornare alla luce la mia proposta che molti anni fa riuscii a portare alla discussione in Caro direttore, sono assolutamente favorevole alla tua aula di un Congresso Multidistrettuale ma che, orfana di proposta “5 milioni di euro”. L’ipotetico progetto da condividere sarebbe senza dubbio così importante e significaun “buon” patrocinio, morì con 17 voti. Perché, allora, non dividere i 100 euro in 10 annualità, tivo da aumentare in noi l’orgoglio di appartenenza alla impegnando i soci del sopportabile onere di 10 euro in nostra associazione, rafforzando quella carica di entusiabase ad una apposita deliberazione del Congresso Mul- smo e quella gioia di servire che deve essere nel nostro spirito. Mi complimento con te per l’idea che mi auguro tidistrettuale? Sarebbe garantita la raccolta di 500.000 euro all’anno da venga, innanzitutto, condivisa dai soci ed attuata poi con destinare, ad esempio, ad un programma pluriennale di impegno e successo. Marisa Corsini finanziamento di una importante ricerca medica, oppure Lions Club Clisis Brixia al sostegno, sempre pluriennale, di una significativa iniziativa per il terzo mondo (anche se non mancano necessità nella nostra piccola Italia) e a qualsiasi altra buona Le prime 222 lettere dei lettori sono state pubblicate sui numeri di gennaio (pagine 79-82), febbraio (pagine 15-29), iniziativa da individuare collegialmente. Ritengo assolutamente indispensabile la pluriannualità, marzo (pagine 57-67), aprile (pagine 63-72) e maggio come tale deliberata congressualmente, per eliminare (pagine 59-66). qualsiasi possibile tentazione di uso distorto finalizzato [email protected] Il grande pubblico per l’Unità d’Italia Il 7 gennaio il Presidente della Repubblica ha inaugurato a Reggio Emilia, città del tricolore, i festeggiamenti per i centocinquant’anni dell’Unità d’Italia. Da allora sono state molteplici le manifestazioni organizzate in ogni città italiana ed anche Bologna ha voluto dare il proprio contributo. Infatti, alcune Associazioni, fra cui l’ANIOC - Delegazione di Bologna, hanno presentato al teatro Dehon in Bologna, lo spettacolo storico-musicale “150 anni fa: l’Unità d’Italia”, ideato e diretto da Giorgio Albéri. L’autore ha preso in considerazione uno spaccato del periodo che va dalla metà del 1800 all’inizio del 1900, intervallando il testo con cori, musiche e canzoni che hanno rievocato momenti di lotte intestine e periodi più allegri di pace. Sul palcoscenico la “Corale Lirica San Rocco”, diretta da Maria Luce Monari, al pianoforte Lamberto Lipparini che ha magistralmente accompagnato il soprano Tiziana Scaciga Della Silva e, come attrice e voce recitante Gaia Ferrara che ha fatto da trait-d’union tra un brano musicale e l’altro. Il regista ha evidenziato, fra le altre cose, il sacrificio di coloro che hanno dato la vita per un ideale, anche per quei soldati che vestivano una diversa uniforme. Verdi, Bellini, Rossini, Strauss, Di Capua, alcuni dei compositori risorgimentali che hanno dato le musiche alla piéce di Albéri. Uno dei momenti più emozionanti si è avuto quando è stato intonato l’Inno di Mameli ed il tricolore ha attraversato tutta la sala per essere poi issato sul palcoscenico. 60 Grande è stata la partecipazione, tra cui numerose autorità civili e militari, che hanno applaudito ripetutamente gli artisti sia per la bravura, sia per i ricordi che hanno saputo evocare. Lo spettacolo ha chiuso con un auspicio che ci piace riportare integralmente: “Ci auguriamo che le celebrazioni dell’unità nazionale non siano condizionate da esigenze politiche, né tanto meno partitiche, legate all’attualità, ma siano mosse soltanto dal dovere di custodire la memoria storica nella fedeltà dei principi di ciascuno. Onoriamo i caduti di tutte le parti, senza recare inutile offesa ad alcuno. La classe politica ricordi che una nazione non può sopravvivere se disprezza il suo passato”. Estate in Val di Sole Una meravigliosa vacanza nel cuore delle Dolomiti del Brenta L’Hotel Tevini in mezzo alla Val di Sole, in Trentino, vi propone una vacanza unica, con ogni comfort, a tutto relax, fra natura, benessere e sport. Circondato dal Parco Naturale Adamello Brenta e dal Parco Nazionale dello Stelvio, è il luogo ideale per rigenerarsi. Beauty 1000 mq dedicati a benessere e relax, trattamenti estetici di alta qualità; piscina, sauna finlandese, biosauna, bagno di vapore in doppia cabina, grotta del ghiaccio, le due zone relax e la romantica grotta nella quale si effettuano i massaggi embrionali in acqua. Activity Nordic Walking, escursioni nei Parchi Naturali, discese in mountain bike, rafting sul fiume Noce, il tutto accompagnati da una guida dell’Hotel. www.hoteltevini.com Sconto riservato ai Soci Lions 10% 61 WELLNESS&RELAX Commezzadura Val di Sole (Trento) Tel. 0463974985 - Fax 0463974892 [email protected] LICENSING D-40-IT Fornitore Ufficiale Lions International Distintivi Campane www.dueffesport.com/lionsshop Area riservata ai soci per preventivi e acquisti on-line Cravatte Guidoncini Gonfaloni i t n e m i c s o n o c i r e i gg a Om i ss re g n o c e i l a i v i v n o c per DUEFFE SPORT s.a.s 62 Via Galvani, 7 (Z. Ind. Caselle) 35030 Selvazzano D. (Padova) Tel. 049.632074 - Fax 049.632125 - E-mail: [email protected] distretti e dintorni Lifebility Award Il 21 aprile scorso, presso la meravigliosa biblioteca Braidense di Milano si è svolta la premiazione della prima edizione del concorso Lifebility Award, organizzato dal Lions Club Bramante Cinque giornate di Milano. Una iniziativa che ha unito nella giornata della premiazione giovani provenienti da tutta Italia. Di Enzo Taranto e Annamaria Simonini E’ proprio dello spirito dei Lions condividere non solo un’etica comportamentale e l’amicizia tra i soci, ma anche e soprattutto il concetto di “servizio”=“we serve”. Come sosteneva il mitico socio e amico Giampiero Mosconi, a questo concetto va applicata una visione ampia ed organica (forse meglio interpretata dal termine “vision” anglosassone, da cui i “visionari”, coloro che hanno grandi sogni). I service di grande respiro che abbiamo sviluppato insieme in passato e che anche oggi continuiamo a perseguire - anche se purtroppo senza il suo grande appoggio morale e sostanziale - sono quelli d’opinione. Il Lions club deve essere inserito nel proprio territorio e nel proprio momento storico, dimostrandosi capace di sposarne in toto le esigenze. Cosa significa questo al giorno d’oggi? Quali sono oggi le priorità sociali immancabili per i Lions? Il Lions Club Bramante Cinque giornate di Milano, il nostro club, non ha avuto dubbi nel darsi una semplice risposta: coniugare giovani e lavoro, abbinare l’eccellenza delle giovani menti e le relazioni nel mondo del lavoro, della scuola, dell’associazionismo e delle istituzioni, che i Lions sono in grado di coinvolgere. Ecco cosi facilmente spiegata la genesi ed il successo dell’iniziativa Lifebility Award, che ha coinvolto 20 università ed oltre 5.000 visitatori al sito www.lifebilityaward.com in pochi mesi (dati dai quali possiamo ritenere che non meno di 100.000 studenti italiani siano stati raggiunti dal nostro messaggio). Cosa raccontarvi del progetto se non la fine, ossia i risultati ottenuti? Il 21 aprile scorso, presso la meravigliosa biblioteca Braidense di Milano si è svolta la premiazione della prima edizione del concorso Lifebility Award, organizzato dal Lions Club Bramante Cinque giornate di Milano. Un progetto che è cresciuto pian piano nel corso dello scorso anno, fino a raccogliere sponsor importanti e partecipazioni illustri. Una iniziativa che ha unito nella giornata della premiazione giovani provenienti da tutta Italia. Proprio a loro era infatti rivolta questa iniziativa, che voleva lionisticamente “educare” i giovani a pensare non solo all’innovazione ma anche al sociale, mettendo in palio premi rilevanti in denaro ma anche e soprattutto come stage in aziende tecnologiche di primaria importanza a livello nazionale e non solo. E 63 Service sono stati tanti i giovani che hanno risposto all’appello: la partecipazione al concorso è stata consistente per il primo anno, permettendo di raccogliere più di 50 progetti. La giuria che ha definito i vincitori, davanti al notaio D’Avino di Milano (un rotary dalle ampie vedute), aveva al proprio interno professori universitari, manager aziendali, avvocati, medici, commercialisti, psicologi e pedagoghi e proprio questa sua caratteristica di unire competenze a 360° ha permesso di valutare i progetti al meglio. 10 sono stati dunque i vincitori di questa edizione, premiati dal comitato d’eccezione del premio, tra i quali ricordiamo l’assessore Mariolina Moioli, il Segretario generale della Camera di Commercio di Milano Pier Andrea Chevallard ed Enzo Taranto, membro Lions, segretario dell’organizzazione dell’evento. La cerimonia, a cui erano stati invitati anche numerosi giornalisti, si è svolta in un ambiente ricco di storia e se vogliamo di formalità, che non ha mancato di emozionare i giovani innovatori. Chiamati sul palco per descrivere i propri progetti e ricevere pergamena e premio dalle aziende sponsor, che hanno finanziato i premi in denaro o che li accoglieranno in qualità di stagisti, si sono dimostrati tutti all’altezza della situazione, dimostrando però una grande emozione ed una grande gioia per il risultato ottenuto. Sono stati vari, anche a distanza di giorni, i messaggi di ringraziamento ricevuti e condivisi via Internet. Orgogliosi dei risultati ottenuti, vi riportiamo i contenuti dei progetti vincitori, che mostrano come i giovani siano ricchi di idee e di fantasia e come sia sempre più importante lavorare per dare loro opportunità di crescita professionale e non solo. 64 Nella categoria “Energia e ambiente” hanno vinto i progetti dedicati alla creazione di energia dalla metropolitana, alla formazione di compost da suolo contaminato e ad un uso più diffuso di igienizzante per mani, in vista dell’Expo 2015 di Milano. Per la categoria “Trasporti e comunicazione” sono stati premiati il progetto per abiti da motociclisti con airbag integrati, un sistema per la lettura e quindi il pagamento automatico da casa delle bollette ed un social network per i mezzi pubblici. Nella categoria “Bioingegneria” sono stati premiati i progetti dedicati ad un cemento speciale per la rigenerazione del tessuto osseo, una originale carrozzina dal design innovativo ed uno spazio interattivo per coloro che sono sulle sedie a rotelle, oltre ad un sistema di monitoraggio continuo glicemico per i malati di diabete. Da ultimo, la categoria dedicata ai disabili e non autosufficienti è stata vinta dai progetti per un telecomando a codice identificativo per i parcheggi riservati ai disabili, con una menzione particolare per vestiti brevettati dedicati alla vestizione e svestizione dei disabili stessi. La cerimonia si è svolta con grande partecipazione non solo da parte dei giovani, ma anche delle autorità, che hanno espresso nuovamente il proprio interesse per un’iniziativa nuova e capace di portare frutti concreti. La buona riuscita della prima edizione, che ha contribuito anche a creare un network virtuoso di relazioni, può essere visto come la punta di un iceberg: se un piccolo club milanese ha smosso tali montagne, cosa potrebbe fare l’insieme dei club italiani ciascuno nel proprio distretto e poi tutti insieme a livello nazionale? Il nostro auspicio è quello di poter lavorare insieme a voi alla prossima edizione. Service I Lions contro l’obesità infantile Da anni i Lions del distretto 108 Yb sono impegnati per combattere questo problema sociale. Il trend di aumento dell’incidenza dell’obesità infantile si raddoppia ogni 10 anni. L’indagine portata avanti dal Lions Club di Caltagirone. Di Ugo Giuseppe Ciulla I l Ministero della Salute già da diverso tempo ha promosso, con cadenza annuale, studi a campione su bambini italiani della scuola primaria (okkio alla salute), rilevando, con una certa precisione, la distribuzione della prevalenza media di soggetti in sovrappeso e obesi nelle varie regioni d’Italia. E’ noto, infatti, come queste condizioni di obesità possano permanere, in questi soggetti, anche in età adulta, dando luogo, a lungo termine, a possibili complicanze come il diabete di tipo II, la dislipidemia, I'ipertensione, la cardiopatia coronarica, la steatosi epatica, I'iperuricemia, la gotta, i tumori. Inoltre, si possono verificare, anche frequentemente, le complicanze a breve e medio termine in età adolescenziale: ridotta resistenza all’esercizio fisico, problemi ortopedici (ginocchio valgo, epifisiolisi della testa del femore), problemi psicologici, complicanze cutanee (strie rubrae, acantosis nigricans, foruncolosi, intertrigine), pubarca precoce, irregolarità mestruali, iperinsulinemia e resistenza insulinica, alterazione degli indici di infiammazione, apnea ostruttiva nel sonno. Risulta quindi evidente come questa problematica debba essere considerata un vero e proprio problema sociale nell’immediato, ma soprattutto per il futuro. Ecco perché i Lions del distretto 108 Yb non vogliono abbassare la guardia, anzi continuamente vogliono favorire, con il proprio contributo, un movimento culturale al fine di informare, formare ed educare la popolazione. Certamente la scuola potrebbe fare da volano per promuovere stili di vita idonei e per mettere in sincronia con la stessa scuola, la famiglia, le istituzioni sanitarie, l’industria ed il Ministero della Salute. Il 19 maggio, presso l’aula magna dell’istituto tecnico statale commerciale “Giorgio Arcoleo” di Caltagirone, il Lions Club di Caltagirone ha promosso il convegno sul tema: “Obesità infantile: un problema sociale”. Al convegno hanno partecipato oltre ad un numero elevato di soci Lions, la quasi totalità degli insegnanti di scuola primaria di Caltagirone, con i relativi dirigenti scolastici, e numerosissimi genitori con a seguito i figli frequentanti la scuola primaria. Dopo una brevissima presentazione del presidente del club Gaetano Cammarata, hanno preso parte attiva, per un saluto ed una breve riflessione sulla tematica, il vescovo di Caltagirone S.E. Mons. Calogero Peri ed il sindaco di Caltagirone Francesco Pignataro. I relatori (Ugo G. Ciulla, pediatra di famiglia, ha presentato uno studio sulla prevalenza della obesità infantile a Caltagirone; G. Roberto Giugno (Direttore U.O.C. di Pediatria Ospedale Gravina di Caltagirone, che ha illustrato le cause e le complicanze dell’obesità infantile; Luigi Ieno, biologo nutrizionista, che ha fornito degli spunti per indicazioni dietetiche) hanno intrattenuto gli attenti intervenuti affrontando in modo brillante ed esaustivo i temi loro assegnati, a completamento e coronamento di un service iniziato all’inizio dell’anno sociale 2010-2011 e che ha visto numerosi interventi effettuati nelle varie scuole primarie in tutto l’anno. In un primo tempo, sono stati formati per questa tematica tutti i docenti di scuola primaria; successivamente, è stato distribuito un questionario ai bambini al fine di valutarne abitudini alimentari e stili di vita. Da una rilevazione su bambini di Caltagirone si è scoperto che, su una popolazione complessiva di 1392 bambini delle prime quattro classi delle primarie, 1303 bambini, di cui 667 di sesso maschile e 636 di sesso femminile, praticamente la quasi totalità dei bambini della scuola primaria di Caltagirone, si sono ottenuti i seguenti risultati: sottopeso solo il 3%; normopeso il 57%; sovrappeso il 20%; obesi il 20% della totalità esa- minata. Praticamente, a Caltagirone un bambino su cinque si trova nella condizione di sovrappeso e un bambino su cinque è obeso. Questi dati mostrano un incremento preoccupante della percentuale di obesi e sono statisticamente sovrapponibili agli ultimi dati regionali pubblicati su "okkio alla salute 2008". Inoltre, i dati emersi dai questionari somministrati ai bambini, sulle loro abitudini alimentari e sui loro stili di vita, indicano una tendenza alla non corretta alimentazione, ad un eccessivo uso di cibi impropri per l’età sia per qualità che per quantità, (scarsa assunzione di fibre, alto consumo di proteine, grassi e sali) ed una non adeguata attività fisica. Quanto sopra fa riflettere sull'impegno e sul lavoro che dovrà essere svolto costantemente ed intensamente in futuro da tutti gli operatori coinvolti, sia in termini di prevenzione che di informazione, per ricondurre tutta 65 Service la popolazione a stili di vita ottimali, al fine di raggiungere traguardi più rassicuranti. Solo così il problema sociale potrà cominciare a vedere la sua soluzione. A completamento del service il club ha pubblicato un opuscolo riassuntivo di quanto fatto, di facile lettura e ricco di fumetti riassuntivi contenenti suggerimenti sulla dieta e sugli stili di vita da seguire. Detto opuscolo, in migliaia di copie, è stato distribuito nelle scuole primarie a tutti i docenti, a tutti gli alunni ed ai loro genitori ed è stato pubblicato integralmente sulla rivista Lions 108 Yb News e consultabile sul link nonsololions.wordpress.com/ Aiutiamo i nostri giovani Anche la musica e il teatro dei giovani contro “Le stragi del sabato sera”. Sono 13.500 ogni anno i giovani tra i 15 e i 24 anni che perdono la vita o rimangono invalidi a causa di incidenti stradali! Di Gianni Lo Presti I n 10 anni abbiamo perduto un numero tale di giovani che è come se fossero state cancellati tutti gli abitanti di intere città capoluogo del nostro paese, da Ancona a Cagliari, da Foggia a Rimini. Gli incidenti stradali sono la prima causa di morte per questa fascia di età. Davanti alla entità di questa vera e propria strage, noi lions non possiamo stare a guardare! Ma qualcosa si può fare: lasciamo spazio anche ai giovani! Ma che cosa possiamo concretamente fare per convincere i giovani a non uccidere e a non uccidersi sulle strade? Ce lo siamo chiesto e lo abbiamo chiesto ad alcuni giovani, primi fra tutti i nostri figli: il messaggio che i giovani sono davvero disponibili ad ascoltare e forse a recepire deve essere trasmesso da giovani, così come giovani sono i destinatari; deve usare un linguaggio adatto a loro e facilmente comprensibile. Il linguaggio che assolutamente ha più chanche di essere ascoltato dai giovani è il messaggio musicale e teatrale. E così hanno creato lo spettacolo musicale teatrale “TG Crash!”, che ha suscitato anche l’interesse della RAI e che sta riscuotendo, in varie città italiane, grande successo fra i giovani spettatori: i quali alla fine, intervistati, hanno detto: “certo che ti fa riflettere - se stasera adopero l’auto, starò attento a non spingere sull’acceleratore” …. Era proprio quello che volevamo ottenere! Il service sulla sicurezza stradale è stato presentato al Congresso di Torino da 9 club del Distretto A, classificandosi al 2° posto. Lo spettacolo “TG Crash!” fa parte integrante di un più completo piano di azione, frutto di una pluriennale e collaudata esperienza operativa. Il piano, finalizzato a coinvolgere i giovani di tutte le età, è indirizzato a - genitori dei bambini piccolissimi: come si portano i bambini in auto con la massima sicurezza; - i bambini delle scuole elementari e medie; - i ragazzi degli istituti scolastici superiori, con particolare attenzione alle classi IV e V (età di patente). Questo piano esiste già, e funziona. Non possiamo continuare a stare a guardare! E’ colpevole per noi lions! Se tutto questo riuscirà a salvare una, anche una sola giovane vita, sarà stato il più grande dei service: è meglio donare una carrozzina ad un giovane invalido oppure riuscire a prevenire che questo giovane abbia bisogno della carrozzina che gli doniamo? Progetto sordità Il Distretto 108 Ia2 ha ritenuto prioritaria una azione di prevenzione da svolgersi sulle fasce di popolazione interessate e attraverso i canali più appropriati. Di Massimo Ridolfi L’ importanza del service nazionale “Progetto sordità” è testimoniata da pochi essenziali numeri: il 12% della popolazione nazionale, cioè circa 7 milioni di individui, soffre di ipoacusia. Di questi, per il 75% si tratta di persone over 65 anni, il restante 25% è rappresentato da bambini e adolescenti. Si tratta di numeri che fanno riflettere, tanto più che il fenomeno si sta spostando in avanti per le fasce giovanili a causa dei danni derivanti dai “suoni ludici dannosi” quali l’uso incontrollato degli iPod, l’ascolto di musica in auto e in abitazione a livelli esagerati, la frequentazione di locali e discoteche dove il suono esasperato e martellante si unisce allo stordimento dovuto all’alcol, alle luci stroboscopiche anche, talvolta, ad altro. I rischi sono gravissimi. 66 Service Il Governatore del Distretto 108 Ia2 Giancarlo Forcina, in accordo col responsabile del service, il Lion Francesco Di Gioia, ha ritenuto prioritaria una azione di prevenzione da svolgersi sulle fasce di popolazione interessate e attraverso i canali più appropriati. E’ stato tralasciato l’ambito neonatale, in quanto ormai è protocollo la diagnosi strumentale già nei primi giorni di vita dei bimbi neonati. Il programma di prevenzione ha quindi riguardato gli anziani e i giovani con la partecipazione attiva delle UNITRE, le Università della terza Età e le Scuole Medie e Medie Superiori. Un comitato di lavoro, guidato da Francesco Di Gioia, ha coinvolto efficacemente queste strutture e ha avuto un prezioso contributo dagli officer di Zona e di Circoscrizione. Ha provveduto alla necessaria organizzazione e programmazione, al reperimento degli ausili tecnologici e della collaborazione, indispensabile, di specialisti del ramo. Si sono prestati, con vero spirito collaborativo, medici Lions ma anche specialisti esterni che hanno dedicato al service, spontaneamente, il loro tempo e la loro professionalità. Il tema trattato principalmente nelle UNITRE è stato la presbioacusia, cioè la sordità dovuta alla età, con interventi di specialisti otorinolaringoiatri, di tecnici audiometrici e di un ingegnere specializzato in fisica acustica. Particolarmente graditi gli screening audiometrici: ne sono stati eseguiti oltre 200. Nelle scuole medie, inferiori e superiori, gli interventi hanno avuto essenzialmente il carattere di informazione e educazione a un corretto controllo dell’ascolto, quale fondamentale strumento di prevenzione. Grazie a un protocollo di intesa tra i due Governatori dei Distretti Ia2 e Ia3, il gruppo di lavoro ha potuto effettuare nei due territori di competenza ben 18 conferenze presso le UNITRE con un totale di oltre 1.000 presenze e 9 conferenze in scuole con oltre 2.500 uditori. La frequenza agli incontri e gli apprezzamenti ricevuti hanno convinto il Governatore Forcina e i responsabili del service della bontà della formula adottata. Una esperienza sicuramente positiva che, ulteriormente perfezionata e divulgata, potrà dare ancora miglior successo. tradizionale, del “Piccolo Teatro” di Milano la 37ª Edizione, alla presenza delle massime autorità nazionali, regionali e della Provincia di Taranto, fra cui il sen. De Biase della Commissione Cultura e il neo commissario prefettizio del Comune di Martina Franca, Michele Campanaro, insieme con i rappresentanti dei Comuni di Cisternino (Br) e di Noci (Ba). Si inizierà il 15 luglio prossimo per concludersi il 6 agosto con un susseguirsi di 19 spettacoli, fra cui ben sei opere di rarissimo ascolto. E’ questa la peculiarità fondamentale che caratterizza la Valle d’Itria, uno dei più originali festival musicali italiani, di cui è presidente l’infaticabile prof. Franco Punzi (già sindaco della città e lions d’onore e MJF di Martina Franca Host), e, soprattutto, da decenni sostenuto con orgoglio dai Lions del Distretto 108 Ab “Apulia” su iniziativa del club trainer di Martina F. Host, che proprio quest’anno, dopo l’indimenticabile Nino Caroli Casavola, DG a.s. 1981-82, vede con onore e soddisfazione salire al vertice distrettuale un suo socio, Luigi Desiati, eletto Governatore per l’a.s. 2011-12 dall’assemblea congressuale di Polignano a Mare e ufficialmente presentato al Congresso Nazionale di Torino. Sarà la riscoperta dell’Aureliano in Palmira del geniale Gioacchino Rossini l’opera lirica che inaugurerà la rassegna estiva musicale il 15 luglio (ore 21, replica il 17 luglio) nello splendido e storico atrio del Palazzo Ducale della barocca Martina Franca (che farà anche da suggestivo scenario, nel pomeriggio del 16 luglio, alla solenne cerimonia lionistica delle “consegne” tra l’im- Arrivederci a Martina Franca Presentato al Piccolo Teatro di Milano la 37ª Edizione del “Festival Musicale Internazionale della Valle d’Itria”. Di Domenico Roscino Nello spirito dell’Unità d’Italia, celebrandosi il suo 150° anniversario, e sul filo conduttore “La coscienza del Potere”, eloquentemente scelto per l’interessante cartellone del Festival Musicale Internazionale della Valle d’Itria 2011, è stata presentata nella sede, ormai 67 Service mediato PDG Rocco Saltino e il neo DG Luigi Desiati) sotto la direzione del M° Giacomo Segripanti con protagonista principale il controtenore Franco Fagioli, assegnatario quale migliore cantante per l’anno 2010 del prestigioso Premio della Critica “Franco Abbiati”. Sarà, poi, Daniela Dessì, vincitrice del Premio “Rodolfo Celletti” 2010, protagonista della prima mondiale in epoca moderna dell’opera Il novello Giasone di Francesco Cavalli elaborato da Alessandro Stradella, che andrà in scena il 29 e 31 luglio (ore 21) e che riporta alla luce il più acclamato capolavoro del XVII secolo. L’inedito dittico germanico, “L’anello di Policrate” di Korngold, e la fiaba lirica Il Castello Incantato di Krenek, (in scena il 24 e 26 luglio-ore 21), realizzato in collaborazione con il Teatro di Lubecca, sarà la vera occasione di richiamo internazionale sul tema del potere politico essendo state le due operine rappresentate negli anni centrali dell’ascesa hitleriana. A tale proposito - sottolinea il Direttore Artistico del Festival, il M° Alberto Triola - la coscienza del potere è una scelta etico-morale, che punta sulla consapevolezza delle responsabilità di chi ci rappresenta per guardare con fiducia al futuro dello spettacolo nel segno del grande Paolo Grassi. originario di Martina Franca”. Ma al Festival di Martina Franca anche ai compositori pugliesi viene rivolta attenzione e dato il dovuto spazio, recuperando, fra l’altro, “Il convitato di pietra” di Giacomo Tritta con attore-protagonista il cantante barese Domenico Colaianni a fare da chioccia ai giovani dell’Accademia del Belcanto “Rodolfo Celletti”. Infine, nemmeno la musica sacra, come da tradizione pure da tenere nella Basilica di S. Martino e nelle altre chiese dei Comuni decentrati (Noci, Cisternino, ecc.), viene dimenticata: infatti, sono in programma quattro concerti, uno la sera del 16 luglio per rendere omaggio all’Orchestra Internazionale d’Italia per il suo XXV anniversario, l’altro corale con musiche di Rossini il 23 luglio, il terzo patriottico per celebrare i 150 anni dell’Unità d’Italia, il 28 luglio e poi, il 1° agosto il concerto sinfonico con musiche di Wolpe, Strauss e Mahler. Il Festival propone anche tre serate di grande cinema e una mostra di pittura ed arte grafica di Rafael Olbinski, autore del prezioso manifesto della 37ª edizione (vedere foto), che illustra con suggestiva visionarietà il tema della rassegna. Allora, arrivederci a Martina Franca. Rileggere il risorgimento Il 30 aprile si è svolta la cerimonia di premiazione dei vincitori del concorso di composizione scritta “Rileggere il Risorgimento”, bandito dal LC Cecina nel quadro delle attività legate ai festeggiamenti per il 150° Anniversario dell’Unità d’Italia. I l concorso fu lanciato dal club in occasione del convegno “Rileggere il Risorgimento”, svoltosi nell’ottobre scorso presso il Teatro Solvay con la partecipazione di storici di levatura nazionale, tra i quali Cosimo Ceccuti, presidente della Fondazione Spadolini - Nuova Antologia, e Carla Bolloli, Presidente del Comitato Provinciale di Alessandria e Asti dell’Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano. Visita al centro del libro parlato Lions ad Intra U n gruppo di soci del Lions Club Albinea L. Ariosto di Reggio Emilia, che ha scelto di dedicare un proprio service all’attivazione del servizio del “Libro Parlato Lions” presso l’istituto per i ciechi Garibaldi di Reggio Emilia, la cui biblioteca è in rete con le biblioteche del Comune, si è recato a Verbania per visitare la sede del Libro Parlato Lions. Ha accolto il gruppo con grande disponibilità Pier Riccardo Dazzi, vicepresidente dell’Associazione Amici del Libro Parlato per i Ciechi d’Italia “Robert Hollman” del Lions Club Verbania. Giunti alla sede, il gruppo ha incontrato le operatrici del centro e la presidente del Lions Club di Verbania, Carla Chiaberta. L’incontro è stato di grandissimo interesse e ha fatto sentire tutti orgogliosi di questo service Lions. Alla visita ha fatto seguito il pranzo e la visita ad un bellissimo chiostro. In serata l’incontro si è allargato con la presenza del Presidente dell’Associazione Amici del Libro Parlato, Sergio Montanara, del Delegato Distrettuale per il Libro Parlato, Giulio Gasparini, 68 delle amiche del Lions Club Matilde di Canossa, degli amici del Lions Club Laveno Mombello. La proiezione di un filmato sulla storia del Libro Parlato Lions, lo scambio di esperienze tra i club, il clima di amicizia che si è creato, hanno lasciato in tutti grande soddisfazione e l’intenzione di dare seguito alla positiva esperienza. Service Riservato agli studenti delle classi IV e V delle scuole secondarie superiori di Cecina e Rosignano Marittimo perché fosse “motivo di stimolo per un’analisi più approfondita delle tematiche affrontate” e contribuisse “a rinsaldare il sentimento di unità nazionale”, il concorso ha visto la partecipazione di numerosi concorrenti, soprattutto del Liceo “Fermi” di Cecina e dell’ISIS “Mattei” di Rosignano Solvay. Il tema della composizione era “I 150 anni dell’Unità d’Italia come occasione per rinnovare l’orgoglio di essere uniti sotto un’unica bandiera” e si riallacciava quindi perfettamente ai festeggiamenti per l’importante compleanno della nostra Patria. L’iniziativa “Rileggere il Risorgimento” nel suo complesso ha avuto infatti lo scopo di ricordare, soprattutto alle generazioni più giovani, la nostra storia, in quanto forse un po’ dimenticata, presi come siamo dalla vita di oggi senza memoria. Il LC Cecina ha voluto consegnare ai giovani il passato ancora prossimo di una Italia che creava la sua Unità attraverso ideali, errori ed eroismi straordinari per far riflettere sul percorso di una nazione che, divisa dal 476 d. C., si unifica in 50 anni, e nel giudizio valutare gli enormi problemi che subito si presentarono e continuano ai giorni nostri. La cerimonia di premiazione si è svolta presso l’hotel “I Ginepri” a Marina di Castagneto, alla presenza dei soci del club e dei coordinatori del progetto, Aldo Simone per il Liceo Fermi e Silva Ambra Sardi per l’ISIS Mattei. Il presidente del club, Piero Fontana, dopo aver introdotto la serata ricordando le numerose iniziative organizzate durante l’annata sul tema del 150° anniversario dell’Unità, ha dato lettura di alcuni brani tratti da composizioni risultate non vincitrici ma degne di nota ed è quindi passato alla premiazione. Vincitrice del Concorso è risultata Leila El Falahi, della 5ª B del Liceo Fermi, con una composizione che, con chiarezza ed organicità di pensiero, ha evidenziato la necessità che gli antichi valori non vadano perduti, ma diventino invece patrimonio delle giovani generazioni. Si sono poi classificati, rispettivamente 2° e 3° Davide Fabbri, anch’egli del Liceo Fermi, e Saverio Cambioni, dell’ISIS Mattei. Il cervello… un mistero immenso Le capacità del cervello sono in gran parte sconosciute e le capacità e le potenzialità ancora non utilizzate sono rilevanti. Di Walter Bramanti T ra gli organi del corpo umano, il cervello è l’organo meno conosciuto con capacità e potenzialità enormi Tommaso Campanella e i fatti “E rrò Aristotele, annunciando e credendo che il singolare non faccia scienza, qualunque singolare, in quanto viene sentito, è forza che sia vero e certo: ne abbiamo pertanto una notizia necessaria, vale a dire scientifica. Ben deve dirsi, noi non sappiamo le cose quali esistono in sé, ma quali ci appariscono: talvolta quell’apparenza fa vero scibile, perché in essa è vera entità. Adunque sentire e sapere…”. Così il filosofo rinascimentale Tommaso Campanella nella sua “Philosophiaet rationalis et realis (1637-1638) difendeva la tesi secondo la quale la conoscenza consiste nell’“identità del soggetto conoscente e dell’oggetto conosciuto” cioè nel fatto. Aderendo a simile interpretazione, il Distretto 108 Ta1 lancia, per l’anno 2011-2012, un progetto di rinnovamento culturale, organizzando cicli di conferenze chiamate “lezioni” su temi di varia scienza, dislocate nelle quattro province (Bolzano, Trento, Verona e Vicenza), in sedi aperte al pubblico e/o in intermeeting zonali o plurizonali con ospiti e invitati. Elementi distintivi delle “lezioni” saranno i fatti, descritti con chiarezza e commentati con equilibrio, da esponenti delle cultura accademica, da ricercatori e studiosi delle varie discipline, che costituiranno il “Forum delle scienze”, così sarà chiamata la manifestazione nel suo complesso. Per poter costituire, nelle “lezioni”, una buona forma di discorso, si dovrà porre, da parte dei relatori una buona domanda, un giusto inizio, e poi articolare la corrispondenza delle parti fra di loro e una giusta conclusione. Se sapremo così agire, risponderemo con i fatti, alle continue richieste dei concittadini di sapere, di essere informati sui progressi della scienza in generale, e saremo fedeli al nostro motto “We serve”. Da sempre i grandi problemi nel mondo e l’aiuto alla ricerca in campi specifici, sono temi seguiti dai lions. Lo scopo dei convegni Lions nel passato, ed ora delle lezioni del Forum, è stato e sarà quello di portare l’informazione specifica verso un più ampio numero di persone e famiglie, con precisione tematica e ampiezza di orizzonti. Eugenio Chiarelli 69 Service tutte da esplorare. Su tale tracciato ha sviluppato i percorsi scientifici con una lectio magistralis, il Magnifico Rettore dell’Università di Messina, prof. Franco Tomasello, neurochirurgo di grande fama. E, grazie all’apporto meraviglioso dell’elettronica applicata alla ricerca ed alle esplorazioni delle vari parti, è emerso in quali zone della massa celebrale hanno luogo le sensazioni, le informazioni e le reazioni che provengono dal mondo esterno. Queste conoscenze fanno ben sperare, ha asserito nell’introdurre i lavori Giacomo Maisano, docente di Chimica all’Università di Messina, proprio perché le sofisticate strumentazioni hanno consentito di visualizzare ed individuare la morfologia e la localizzazione delle zone che vengono interessate durante l’impegno operativo dell’organo celebrale. Però, ha puntualizzato Tomasello, come, con quali strategie e con quali collegamenti, con quali meccanismi funziona il cervello è da capire. L’illustre relatore, con estrema chiarezza e con il supporto di ausili visivi si è soffermato sui tanti misteri che restano da scoprire, per esempio, come avviene la conoscenza, come avvengono i collegamenti e le interconnessioni per dare risposte appropriate alle domande esterne e come l’organo cervello riesce a ricordare. Ecco i misteri che da sempre appassionano gli studiosi delle diverse branche della medicina: dai neurologi, ai Casa vacanze per disabili L a “casa vacanze” per giovani disabili è nata dalla campagna “un mattone per i disabili” lanciata nel Distretto siciliano ed è stata inaugurata ufficialmente il 6 marzo 2010 dal Presidente Internazionale Eberhard Wirfs. E’ un service del Distretto 108 Yb e ospita giovani disabili da luglio a settembre. Si trova a Linguaglossa, un comune alle pendici dell’Etna in provincia di Catania, e opera in collaborazione con la comunità di Capodarco. Per maggiori informazioni contattate Francesco Mancuso telefonando al numero 095647979 o al cellulare 3485173305. 70 neurochirurghi, agli anatomici, agli psicologi ed agli anestesisti. Circa le potenzialità e le capacità del cervello, rispondendo alle domande argute e mirate del presidente del Lions Club Messina Host, Fortunato G. Picciolo, che ha fortemente voluto e organizzato la conferenza, Tomasello con estrema schiettezza ha asserito che “le capacità del cervello sono in gran parte sconosciute”. Non si esclude, anzi è possibile - secondo il relatore - che le capacità e le potenzialità ancora non utilizzate siano rilevanti, così come Picciolo aveva premesso. Un uditorio attento e qualificato ha seguito in modo visibilmente partecipativo, le ricerche scientifiche, inerenti al tema della conferenza: “Quali capacità ignote del nostro cervello”, illustrate, da par suo, in modo appassionante da Tomasello. L’argomento è stato di per se affascinante, perché motivato dalla naturale esigenza degli esseri umani di sapere e di capire, ma anche dalla speranza di affrontare con terapie d’avanguardia le patologie crescenti che aggrediscono il meraviglioso “laboratorio” chiamato cervello. Ed tal proposito, alla domanda posta da Donato Mannina - Responsabile del D H. di ematologia dell’Ospedale Papardo - circa le prospettive per sconfiggere i danni cerebrali, Tomasello ha risposto che passi avanti si sono fatti, ma resta ancora molto da sapere, da capire e da fare con l’ausilio delle nano tecnologie. Il discussant della Conferenza, prof. Antonimo Toscano - neurologo del Policlinico Universitario di Messina - ha incentrato il suo intervento sulla riabilitazione praticata nei soggetti colpiti da danni cerebrali, per agevolare e migliorare i processi di apprendimento mediante i quali si raggiungono significativi risultati, frutto di studi della scuola di neurologia del Policlinico Universitario di Messina. In definitiva, questa struttura complessa e meravigliosa - il cervello - che riceve la cooperazione e l’influenza di altri organi, quali l’udito, la vista ed il tatto - ha asserito Tomasello - citando una massima, “è una realtà più grande del cielo perché - l’uno e l’altro - conterrà con facilità e te in aggiunta”. E’ una sfida con noi stessi e con chi ci subentrerà - ha concluso Tomasello - squar- Service ciare gli orizzonti del mistero, per scoprire, per capire e per curare l’uomo, entrando nelle strutture del suo corpo, dei suoi pensieri e della sua anima, anche perché il tutto serve ad avvicinarci a Dio. Motoraduno 2011 Dal 13 al 15 maggio si è svolto il 5° motoraduno Lions organizzato dal LC Montalcino Valli d’Arbia e d’Orcia. I club più numerosi: Cecina e Sanremo Host. I proventi per un service del club organnizzatore. 63 motociclette con 2 sidecar più 5 scooter e 98 persone tra piloti e passeggeri di cui 5 provenienti dalla Germania e 2 dall’Olanda. Questi sono i numeri del 5° Motoraduno Lions organizzato dal LC Montalcino Valli d’Arbia e d’Orcia. Grande lavoro di squadra, una discreta fatica ma tanta soddisfazione. La manifestazione si è svolta a Chianciano Terme ed il grosso dei partecipanti è arrivato negli hotel già dal venerdì sera e subito è calata su tutti un’atmosfera particolare che lega gli appassionati delle due ruote, ma che in questo caso con il collante Lions diventa molto più forte e mette una gran carica addosso. La provenienza, oltre che Germania e Olanda, ha compreso molte regioni italiane e ci sono stati arrivi dalla Val d’Aosta al Lazio, dall’Abruzzo alla Lombardia, dal Veneto all’Emilia Romagna, dalla Liguria alle Marche ed il numero più consistente era naturalmente di noi toscani ma giocavamo in casa quindi era troppo facile. La ricetta del Lions Quiz Imparare giocando e giocare imparando... . Di Stefano Bagnasco Q uando sono stato invitato a preparare un articolo sul Lions Quiz, LQ per gli amici, ho pensato che il modo migliore per descrivere ciò che insieme ai tre componenti storici Sandra (Santamaria), Franco (Zunino) e Roberto (Fresia) portiamo a casa dei club del nostro distretto e non solo fosse raccontarlo come una ricetta. E allora... Prendete un certo numero di partecipanti appartenenti a vari club (senza distinzione di ruolo) e mescolateli in squadre di 5/6 elementi grazie alla sorte. Applicate la pin della serata ben visibile sul petto. Aggiungete trenta domande a risposte multiple e lasciate che tutti si agitino per un’ora e poi fermateli per un buffet. Rimetteteli insieme aggiungendo alle risposte la giusta multimedialità, le spiegazioni, la simpatia a volontà, allegria-competenza-professionaltà-conoscenza q.b. e alla fine proclamate una squadra vincente. Questa è, in sintesi, la formula del LQ: una serata apparentemente leggera che in realtà è un’occasione da non perdere per poter, come dice l'occhiello, imparare giocando e giocare imparando, anche per chi, come noi, la propone perché ogni serata del LQ è diversa dalle altre in quanto differenti sono le persone che vi partecipano con le loro caratteristiche e peculiarità che le contraddistinguono. E' differente e dedicata anche la preparazione delle domande visto che, almeno in parte, devono rispecchiare la realtà distrettuale in cui ci troviamo e stimolare i concorrenti (abbiamo in cantiere almeno 1500 domante/risposte con relative slide). Sappiamo benissimo tutti come in età lionistica, ma lo è per qualsiasi età della vita, sia realmente impegnativo trovare il modo per “studiare” ancora e sia veramente faticoso trovare anche solo il tempo, e in alcuni casi anche le motivazioni, per poter approfondire le conoscenze sulla nostra organizzazione, conoscenze che, a volte, si fermano al momento dell’ingresso nei Lions quando ognuno di noi ha ricevuto, da un altro socio, una serie di informazioni-base, esaustive per la finalità, su cui ognuno di noi avrebbe dovuto costruire la sua cultura associazionistica, anche con i mezzi che gli sono messi a disposizione. Ecco allora la genialità del LQ: trasformare l'apprendimento in un gioco rendendolo leggero ma importante, scherzoso ma serio, nozionistico ma ragionato, e il gioco in apprendimento perché cercare le risposte sui testi diventa competizione con chi lo trova prima, perchè maieuticamente riflettendo sulle tanto temute domande le nostre conoscenze ed i nostri ragionamenti emergono e vengono commentati anche dagli altri componenti la squadra, riaccendendo e rinnovando la nostra voglia di conoscere. Perchè, mentre si gioca per un'ora, impariamo qualcosa che non sapevamo e soprattutto impariamo a fare squadra affiancandoci ad un altro Lions, con il quale, complice la casualità, intraprendiamo una reciproca conoscenza che, diversamente non avremmo avuto! Non voglio sottrarre tempo alla lettura degli altri articoli della rivista (… magari potreste trovare la risposta ad una futura domanda del LQ) e quindi chiudo con l’invito ad immaginare se non fosse il caso di fare un pensierino ad una serata diversa per sperimentare una nuova ricetta di cui avete sentito parlare bene e della quale oggi avete anche letto… Un abbraccio a tutti. 71 Libri Lions Un delitto a Trastevere Se il romanzo è un racconto di vaste dimensioni con intrecci di avvenimenti e la presentazione delle vicende di numerosi personaggi, “Un delitto a Trastevere” ha le caratteristiche per inserirsi a pieno titolo fra i romanzi gialli di maggior respiro, con la sospensione di un finale che più volte sembra a portata di pagina, e sempre si allontana fra le inquietudini ed i sospiri degli inquirenti e l’inappagata curiosità dei lettori. I fatti, ambientati a Roma in Trastevere, si estendono sia oltre la stessa vita e sia nell’arco di molti anni nella vita dei personaggi. Dall’iniziale presentazione come di un delitto senza storia Maria Palma Migliorini costruisce un’intricata vicenda che sembra non avere fine. La Migliorini, da scrittrice brava ed esperta, arricchisce progressivamente il tronco centrale del racconto con numerosi rami fra i quali si moltiplicano i significati, le allusioni ed i riferimenti. Nel romanzo si respira l’aria sinistra di un cupo romanticismo, se è possibile formulare un concetto del genere, formatosi nell’oscurità degli ambienti e delle persone che vivono in un palazzo reso particolarmente tenebroso dai fatti e dagli anni. La Migliorini ha superato la difficoltà di mantenere la tensione inappagata per tutte le pagine del volume, arricchito dai molti percorsi iniziati con abilità e coerenza di racconto. Il finale è sorprendente ed è possibile chiudere questa breve presentazione con la stessa conclusione del libro: “Uno dopo l’altro i testimoni dell’epilogo inaspettato uscirono in silenzio dalla stanza, ciascuno attribuendo in cuor suo un significato diverso a quel disperato gesto d’amore”. L’autrice vive e lavora a Todi. Ha pubblicato numerose opere che hanno ottenuto i favori della critica, ha vinto il premio “Fiore di roccia” con il racconto “Una stagione esemplare” e, fra l’altro, “Segmenti di donne”, “Miracoli metropolitani”, “Le case della memoria”, “Oltre la strada”. Umberto Rodda Maria Palma Capobianco Migliorini Un delitto a Trastevere L’Autore Libri Firenze Euro 14,60 (www.firenzelibri.com 2010) I vecchi, una volta, avevano cinquant’anni Sullo sfondo dell’incantevole panorama dello Stretto di Messina, in un paesino sui monti denominato “la perla dei Peloritani” per la bellezza del paesaggio, si staglia la vicenda del barone don Lorenzo vissuto, come un novello Gattopardo, a cavallo tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento. Una vita intensa e straordinaria che tocca i momenti salienti della prima metà del Novecento, raccontata con sguardo partecipe e una scrittura lucida e attenta, e al tempo stesso ricercata ed emotiva, talora densa di lirismo; un potente affresco d’epoca che proietta il lettore in un caleidoscopio di eventi e personaggi sino ad un finale non scontato e già gravido di tutte le sue conseguenze storiche. Antonino Crisafi, già autore de “Il Mal d’Arma”, “Il Mal d’Alma, “Misteri e leggende di Sicilia” e “Giustizia imperfetta, probabile ed ingiusta”, questa volta, pubblicato dalla nota Casa editrice Kimerik, offre ai suoi lettori, fresco di stampa, un romanzo veramente accattivante. Il volume (prezzo di copertina euro 14), oltre che nelle varie librerie a specifica richiesta, è disponibile nei distributori online e può essere richiesto alla Casa Editrice (tel. 094121503) [email protected] o [email protected] Donnafugata… passione siciliana I vini di Donnafugata interpretano la Sicilia, rispettano l'ambiente e valorizzano il territorio… Donnafugata nasce in Sicilia dall'iniziativa di una famiglia che conta oltre 150 anni di esperienza nel vino di qualità. Giacomo Rallo e la moglie Gabriella, con i figli Josè e Antonio portano avanti un progetto imprenditoriale che punta alla cura dei particolari e mette l'uomo al servizio della natura per produrre vini sempre più rispondenti alle potenzialità del territorio. L'avventura di Donnafugata prende avvio nel 1983 dalle storiche cantine della famiglia Rallo a Marsala e nelle vigne di Contessa Entellina, nel cuore della Sicilia occidentale; nel 1989 Donnafugata giunge sull'isola di Pantelleria dove inizia a produrre vini naturali dolci. Il nome Donnafugata, letteralmente “donna in fuga”, fa riferimento alla storia della regina Maria Carolina, moglie di Ferdinando IV di Borbone che ai primi dell'800 - fuggita da Napoli per l'arrivo delle truppe napoleoni che - si rifugiò in quella parte della Sicilia dove oggi si trovano i vigneti aziendali. Questa vicenda ha ispirato il logo aziendale, ovvero l'effige della testa di donna con i capelli al vento che campeggia su ogni bottiglia. Fu lo scrittore Giuseppe Tomasi di Lampedusa, nel romanzo Il Gattopardo, ad indicare con il nome Donnafugata quei possedimenti di campagna del Principe di Salina che accolsero la regina in fuga e che oggi ospitano i vigneti aziendali. L'eccellenza nel vino di qualità non conosce traguardi. Si conquista giorno dopo giorno attraverso la cura dei particolari: nel vigneto, in cantina. Uno stile che rende riconoscibile l'azienda ed i propri vini. La vigna di Pantelleria tra cielo e mare. 72 Libri Lions Immigrazione… Un fenomeno epocale E’ noto quanto sia preoccupante l’argomento immigrazione. La sensibilità storica del Lion MJF Gaetano Allotta ne ha tempestivamente sottolineato la gravità con il volume “Immigrazione: un fenomeno epocale”. Pubblicato nel 2007 mantiene l’attualità dei fatti, delle cifre e delle dimensioni del fenomeno che in questi ultimi mesi ha subito accelerazioni impressionanti. Le cifre pubblicate sul 2006 inducono alla riflessione. Nell’anno sono sbarcati sulle coste italiane 22.016 clandestini. I numeri sono sconcertanti: nel 2004 l’Europa sino agli Urali contava 694 milioni di abitanti e l’Africa oltre 818 milioni. Nel 1904 il rapporto era diverso: l’Europa 392 milioni e l’Africa appena 170. Lo squilibrio tende ad appesantirsi, determinerà conseguenze imprevedibili che potranno essere attenuate solamente con politiche o provvedimenti adeguati. Allotta ha evidenziato come ai tradizionali comportamenti umanitari dell’Italia si siano contrapposti quelli più rigidi di qualche paese europeo, senza entrare nel merito dell’Australia e del Kenya che hanno sigillato le frontiere. Soluzioni definitive non sembrano possibili o realizzabili. Il libro costituisce il documento di un fenomeno che per le sue dimensioni non ha precedenti e preoccupa il futuro energetico per le possibili conseguenze negative sull’economia occidentale. Le posizioni dell’Europa e degli Usa si palesano distanti e non obiettive nei confronti dell’Italia, impegnata in prima linea. E’ grave la mancanza di una politica comunitaria: è una debolezza che potrà avere rilevanti effetti negativi. E’ interessante l’appendice in calce al volume, dedicata alla “Normativa nazionale e comunitaria in materia” e ad una rassegna stampa arricchita dalle numerose fotografie dei fatti esposti. Il dott. Vincenzo Fontana, Presidente della Provincia Regionale di Agrigento, ha scritto fra l’altro nella presentazione: “Questo volume offre uno spaccato molto interessante e descrive con dovizia di particolari alcuni interventi, in special modo nel campo della difesa delle coste e di interventi di soccorso in mare, che quotidianamente mettono a dura prova la Marina Militare e tutte le altre forze di Polizia”. Umberto Rodda Gaetano Allotta Immigrazione: Un fenomeno epocale Massimo Lombardo Editore – 2007 - Euro 10 Industria e innovazioni In ogni periodo storico, l’innovazione rappresenta il pilastro essenziale per ogni paese del mondo. Le attività economiche devono essere pensate e attuate, in relazione a politiche industriali e vincoli istituzionali profondamente diversi in ambito nazionale ed internazionale. Mai come in questo momento, chi opera per l’insediamento, lo spostamento o l’ampliamento di un’attività di piccole, medie e grandi dimensioni, deve obbligatoriamente considerare con estrema attenzione un insieme di vincoli politici, economici e operativi per il successo dell’iniziativa. Le politiche industriali, la competitività, il sistema giustizia, l’impatto ambientale, la ricerca e gli aspetti sociali rappresentano i punti essenziali da esaminare prima di progettare una qualsiasi iniziativa industriale. Un vademecum elenca oltre duecento vincoli da prendere in considerazione in modo prioritario ed evidenzia per ognuno di essi il grado di rischio insito nella realizzazione dell’iniziativa. Questa parte è frutto di una pluridecennale esperienza sul campo. Si tratta di uno strumento di lavoro per imprenditori, ingegneri, economisti, manager, sindacalisti, tecnici e controller industriali, nonché per studenti di economia e ingegneria. Sauro Amboni e Monica Rovaris Industria e innovazioni… vademecum per la gestione dei punti critici. Editrice Uni Service - Trento K_word operative + manager system di Manerba premiato con il Good Design Award 2010 Il sistema K_word operative + manager system, design Giovanni Giacobone+Massimo Roj di Progetto CMR, realizzato da Manerba, azienda storica mantovana nel settore arredi per ufficio dal 1969, ha ottenuto il prestigioso riconoscimento Good Design Award 2010. Il premio, nato a Chicago nel 1950 per opera di Edgar J. Kaufmann Jr. e grazie alla partecipazione di alcuni tra i più grandi designer di quegli anni, viene assegnato ogni anno dal “The Chicago Athenaeum Museum of Architecture and Design”, una delle istituzioni culturali americane più prestigiose. La giuria, attualmente composta da una selezione dei più importanti e celebri designer americani, ha selezionato il sistema realizzato da Manerba fra oltre 3.000 prodotti di più di 1.000 aziende, inserendolo nella collezione permanente del Museo. Il progetto si distingue per versatilità nel creare soluzioni d’arredo legate da un’identità formale unica ma estremamente diversificate dal punto di vista funzionale: dagli ambienti direzionali e semidirezionali, agli operativi intensivi fino agli open space e alle break area più informali. Una collezione di elevata qualità, disponibile in un’originale gamma cromatica, composta da elementi di grande impatto estetico. Dopo il Good Design Award 2008 conferito alla collezione Revo, Manerba viene nuovamente premiata con lo stesso prestigioso riconoscimento a conferma della sua grande specializzazione nella produzione di arredi di design per ufficio. (Li.Ma) 73 Lettere Tra sconcerto ed indignazione Sto tornando da Torino, con l’animo disteso nonostante una serie di contrarietà che mi hanno accompagnato durante i due viaggi di trasferimento in treno. A Torino, sedici anni fa, nel Congresso di chiusura della mia annata governatoriale, l’assemblea varò la terza fase del lionismo, quella del lionismo di “pressione” in cui ho sempre creduto e credo tuttora. A Torino, quest’anno, si sono tra l’altro verificati due eventi che, in varia misura, hanno reso positive le due giornate piemontesi. E’ stata approvata la mozione con cui ho ritenuto (grazie ai delegati) di sensibilizzare i Governatori 2011-2012 perché proseguano nell’impegno sui temi concernenti la Costituzione. E’ stato eletto Presidente del Consiglio dei Governatori l’amico Governatore Naldo Anselmi, colmando un vuoto ed un’assenza di sempre a questi livelli del Distretto 108 L. Mentre attendo l’orario della partenza, mi punge però la curiosità di verificare in qual modo la stampa della città abbia interpretato il senso di una presenza così massiccia di lions nella città della Mole. Resto francamente allibito. Sotto il titolo beneaugurante “Nel guinnes dei primati grazie agli occhiali. Al congresso dei Lions una grande raccolta per beneficenza” leggo a pag. 64 de La Stampa le frasi seguenti e ne rimango trasecolato:”si dice siano noiosi, una premassoneria, un Rotary con qualcosa in meno, un club conservatore solo del peggio. E a tratti mentre giri tra i 1300 delegati arrivati da tutt’Italia, dalle cui giacche spuntano spilline sempre più grandi al crescere della carica, senti parlare di tutto questo. Le hostess ti raccontano del caos prodotto dai convegnisti perché qualche albergo non andava bene. Ti guardi intorno ed in effetti vedi la borghesia di solito invisibile. Un po’ appannata, per carità, ma sono tutti paciosi signori e signore in gita a Torino per il weekend in occasione del Centocinquantenario. E allora capisci che il Lions è questo: una cena, un viaggio, un’associazione per incontrarsi, allargare le proprie conoscenze, magari stringere qualche rapporto lavorativo, è anche rendere questi momenti utili pure ad altro”. Mi chiedo: chi è l’estensore di questo articolo presuntuosamente battezzato “la storia”? con chi ha avuto contatti Francesco Rigatelli? E' vero che il Governatore Nicoli “responsabile delle pubbliche relazioni ed ex dirigente Telecom” ha dichiarato che i massoni “ci sono pure tra noi, è ovvio”. Quanto simile aberrante descrizione è compatibile con la struttura permanente per le comunicazioni che abbiamo varata proprio a Torino con una modifica delle norme regolamentari? A chi far risalire la responsabilità di tutelare l’immagine dei lions, descritti come un insieme di soggetti noiosi, esibizionisti, polemici, gitevoli, riuniti in un club di affaristi, una premassoneria dedita solo alla conservazione del peggio? Amici lions, svegliamoci e facciamo sentire tutta la nostra indignazione. La libertà di pensiero e di critica sono sacrosante, il vituperio ed il disprezzo francamente no. Si inviti 74 il signor Rigatelli a fare pubblica ammenda delle sue farneticanti esternazioni, magari dopo averlo informato sulla natura del lionismo e sui grandi service realizzati dalla nostra associazione! Bruno Ferraro “Improvvisi” dal congresso nazionale di Torino Per quanti non avessero familiarità con il gergo giornalistico, chiariamo che la locuzione “improvvisi” sta a significare una serie di composizioni, notizie o annotazioni estemporanee, e, per l’appunto, improvvisate. Quindi queste note non vogliono essere una cronaca del congresso: altri più qualificati e documentati provvederanno certamente in merito. Coloro che non avessero avuto l’opportunità di partecipare al congresso, potranno trovare questi pochi appunti, informali, di più facile lettura degli atti ufficiali. Intanto un doveroso grazie agli amici del Distretto Ia1, che hanno organizzato il Congresso, e l’accoglienza ai delegati, come meglio non si poteva: bisogna anche dire che la sede congressuale, lo storico Lingotto, è di certo uno dei più begli esempi di riconversione di un edificio industriale che si veda in Italia. I delegati: registrati oltre mille - quasi un record -, ma presenti in aula per le votazioni…. meno della metà. Attratti dalle bellezze di Torino? Probabile. A proposito di Torino: splendida la nuova metropolitana, che collega il Lingotto con la stazione ferroviaria di Porta Nuova: senza eguali in Europa. Veniamo ai lavori congressuali: l’ordine del giorno presentava 51 punti. Tutti certamente giusti e interessanti; ma 12 “risultanze” dei seminari che hanno preceduto le due giornate conclusive, e 18 “relazioni” sulle varie attività e service hanno richiesto ai delegati una notevole dose di buona volontà. Uno spunto per il prossimo congresso? Lo lasciamo a chi di dovere. A proposito, si svolgerà a Genova, e gli amici genovesi non vorranno essere da meno! Già a Torino si sono presentati con un’ottima documentazione della loro città, e un gradito omaggio: un vasetto del mitico “pesto alla genovese”. Tutto bene dunque? “Si, ma….”: il classico modo per dire che proprio tutto non è “andato via liscio”. Una annotazione personale: a colpo d’occhio - non dispongo di cifre ufficiali in merito - almeno tre quarti dei presenti erano ID, PIP, CC, PID, DG, VDG, PDG, ZC, DMC, DO, CAMPI, DIT, DRD, MCM, MERC, YEC (la leggenda è a pag. 4 dell’annuario). E inoltre: Governatori incoming, relatori e altri officer di vario ordine e grado. Ora, questi bravissimi Lions, che tanto hanno fatto e tanto faranno ancora per l’associazione, sono forse tra coloro che hanno meno bisogno di ascoltare le molte notizie che ci sono state fornite. Sono i “soldati semplici”, i Lions, e magari anche gli eventuali candidati ad entrare nell’associazione, che dovrebbero partecipare ad un congresso nazionale: è qui che si trova, o si ritrova, la motivazione di cui tanto si parla. Quindi “una domanda sorge spontanea”: quanto si è parlato nei vari club del congresso di Torino, quali iniziative sono state prese per portarvi gruppi di soci, specialmente quelli entrati di recente? Lettere Ai lettori la risposta…. Concludo queste note con due notizie flash: non è stato approvato il rendiconto dell’anno 2009/10 del MD, in quanto alcuni esborsi non erano chiaramente giustificati; è già successo in passato, e sicuramente si rimedierà al prossimo congresso. La seconda: una gran bella notizia. Nel TIR che stazionava sul piazzale antistante il Lingotto sono stati raccolti in un giorno oltre 157.000 paia di occhiali usati. Un evento da Guiness dei Record. Nel presentare questo risultato, il coordinatore del service Enrico Baitone ha spiegato come, alcuni secoli fa, con 80 grammi di vetro fu inventato il microscopio, con 70 grammi il cannocchiale, e con soli 40 grammi, quanti ne bastano per un paio di lenti, si è ridata la vista a milioni di persone. In trent’anni sono stati consegnati, in 51 paesi, 34.511.155 paia di occhiali; i Lions Italiani, tramite 700 Club, hanno contribuito con oltre 350.000 paia, consegnati, debitamente rigenerati nel Centro di Chivasso, in 30 diverse missioni. Un service che ci fa onore! Renzo Bracco Considerazioni di un delegato... quasi qualunque Bello! Bella la città, bello l’auditorium del Lingotto, bello il ritrovare molti amici e sin qui è ovvio. Belle molte relazioni, quelle operative, quelle che ci hanno relazionato su quanto realmente facciamo, con la LCIF (a cominciare dalle grandi campagne S.F. I e II, per continuare con quanto fatto nel Sud Est Asiatico, ad Haiti, in Giappone e così via), in Africa con le nostre organizzazioni onlus (Tutti a scuola in Burkina, Matattie killer, l’acqua per la vita, solo per citare le più rappresentative), con la Sosan, e da noi con la scuola di Limbiate, con gli aiuti in tante grandi e piccole calamità, con il nostro impegno nella scuola, per i giovani, e così via. Sono cose che fanno bene allo spirito, sulle quali ogni Lions dovrebbe riflettere, che ci danno forza per continuare nel nostro impegno. Meno bella la partecipazione. Anche quest’anno, come sempre, si è dimostrato che la partecipazione dei delegati è altissima solo quando si deve votare per il Direttore Internazionale, come se per i Lions fosse molto più importante mandare un amico ad Oak Brook che non decidere che service fare, quali temi discutere, sapere e controllare come vengono spesi i soldi, come vengono utilizzate le quote versate, quali sono le linee lungo le quali la nostra associazione si muove. E questo non mi pare bello né edificante. Non mi è parso bello, e non lo trovo in sintonia con l’essere Lions né con i nostri scopi e la nostra bellissima etica, spesso recitata come un’inutile giaculatoria e assai raramente vissuta, neppure lo spirito che ha animato molti interventi, specialmente quelli sul bilancio, non approvato, presentato dal precedente Consiglio. Non approvarlo, sia chiaro, mi sembrava giusto; alcuni punti erano discutibili, non erano stati correttamente illustrati né al seminario né in aula, spiegazioni tardive lasciavano perplessi e potevano alimentare dubbi ma c’è modo e modo di contestare, c’è modo e modo di esprimere il dissenso. Io sono certo della correttezza di quel consiglio, sono certo che i soldi siano stati spesi correttamente ma… le regole vanno osservate, scrupolosamente quando qualcuno spende soldi non suoi, i bilanci non sono una mera espressione numerica senza valore, le variazioni e gli scostamenti possono esserci ma devono essere motivati, spiegati ed aver seguito procedure corrette. Sono certo che il prossimo anno quel bilancio verrà ripresentato, correttamente illustrato, ed approvato, perché penso sia giusto così, perché sono certo che i Governatori di quell’annata abbiano agito per il bene del multidistretto, ma il dibattito di Torino su questo punto non mi è piaciuto, né da una parte né dall’altra. E siccome purtroppo in oltre 20 anni di vita Lions ed oltre 10 Congressi Nazionali consecutivi cui ho partecipato non è la prima volta che vedo simili fatti voglio ricordare due cose, una ai governatori, una ai soci: ai primi ricordo che non basta servire e servire bene, senza interesse personale, occorrono anche quella chiarezza e quella trasparenza che la base associativa, giustamente, pretende; ai secondi ricordo che bloccare un bilancio che non convince è un diritto ed un dovere, ma basta alzare una scheda dopo un intervento pacato e corretto, toni da rissa, parole che si sovrappongono, offese ed insinuazioni non sono da Lions. Meditiamo tutti su queste cose e ricordiamoci di essere “Cauti nella critica… Sempre mirando a costruire, non a distruggere” Alberto Castellani Controluce Personaggi alla porta Di Antonio Colella E’ il 10 di Downing Street. Solitario, vi staziona un policeman. Passa il primo ministro il policeman imperturbabile guarda la facciata del palazzo di fronte, passano i secondi, i sotto, i collaterali e gli affini, altrettanto imperturbabilmente il policeman continua a fissare il palazzo di fronte, braccia conserte, con calma autorità. Davanti agli ingressi dei nostri mille poteri si affolla un campionario di varia forza. All’arrivo del personaggio un fremito li percorre: uno ferma i passanti con gesto imperioso, uno indica la direzione di marcia all’auto di testa mulinando il braccio, due presentano le armi, uno sventola una paletta uno si schiera in parata, uno più in là sorveglia circospetto in grigioferro e occhiali neri, uno ombreggia la riservatezza della scena protendendo la mano a dita distese a grata davanti alla telecamera. Tutti, al passaggio, scattano in saluti militari; qualcuno si spinge a combinarlo con un accenno d’inchino in stile militar-riverenziale. Tanto zelo non trova il più piccolo riscontro nei personaggi salutati e inchinati, i quali, in assoluta indifferenza, mai che ricambino quei bravi ragazzi col benché minimo cenno. Al più, adocchiano il fotografo o il cronista amico al quale atteggiare un sorriso compiacente o porgere una fugace stretta di mano. Che dite: glielo diciamo, a quei nostri bravi ragazzi, che anche da noi, davanti al Palazzo, c’è un palazzo da guardare: imperturbabilmente? 75 Lettere Congresso nazionale e bilancio multidistrettuale Caro direttore, ho partecipato al congresso e nel congratularmi con gli amici lions di Torino per come è stato organizzato e per il successo di pubblico così attento e numeroso, desidero fare alcune riflessioni sul bilancio 2010 che non è stato provato dall’assemblea. Ogni bilancio deve essenzialmente rispondere ai criteri di massima trasparenza e di pubblicità. Non basta leggere il bilancio consultivo e chiederne l’approvazione ad un’assemblea che non ha il testo e che quindi non può approvarlo; inoltre manca il confronto con l’anno precedente e le eventuali discordanze contabili (in più o in meno). Vi è inoltre da eccepire che il bilancio in generale può essere di cassa (se tutte le scritture contabili avvengono nello stesso periodo preso in considerazione) oppure di competenza in caso contrario. E’ inutile, come si è goffamente tentato di dire, che il bilancio è per cassa, ma però alcune partite contabili si riferiscono all’anno successivo. Vi è da dire, altresì, che in quella sede si doveva predisporre anche il bilancio preventivo delle spese (che una volta approvato, lo dico per i non addetti ai lavori) vincola i gestori (vedi consiglio dei Governatori) ad operare nei limiti previsti dal bilancio ed approvati dall’assemblea dei delegati. Sempre per il succitato principio della trasparenza (non obbligatorio in questo caso) il bilancio del multidistretto è un bilancio consolidato ove intervengono varie voci differenti tra loro e sarebbe opportuno conoscere (queste è la trasparenza!) singolarmente i bilanci delle varie voci che compongono il bilancio del multidistretto. Che cosa costa, mi domando - per la verità un po’ ingenuamente - pubblicare tutti i bilanci della nostra associazione sulla rivista in tempo utile per andare al Congresso Nazionale coscienti che il voto sul bilancio sia massimamente pubblicizzato e che venga dato a tutti i delegati copia dello stesso in modo da potersi esprimere con la conoscenza che è richiesta? Un ultimo appunto mi sia consentito sui revisori (categoria di cui faccio parte). Per motivi di amicizia, e molto difficile intervenire sull’operato degli altri, per cui affiderei ad un terzo, sia esso una società di revisione che non ha alcun contatto con la nostra associazione la revisione e la certificazione del bilancio. Quanto sopra è una proposta che sin da ora mi sento di portare al prossimo Congresso Distrettuale per aumentare la fiducia nell’istituzione che è alla base del nostro operato. Antonino Travia Caro Antonino, grazie per le tue precisazioni. Comunque, il bilancio dell’annata 2009/2010 è stato pubblicato sul numero di aprile, alle pagine 32-34. Avviene tutti gli anni proprio per farlo leggere ai delegati prima dell’inizio del Congresso e del relativo seminario finanziario che lo precede. (S.M.) 76 Decine di mail tutti i giorni La posta elettronica si è molto “evoluta” negli ultimi anni. Numerose sono i club che utilizzano la posta elettronica per comunicare, e che si affidano ad essa per tantissime operazioni quotidiane. E tutto questo è un bene per i club, visto il costo relativamente basso, la convenienza, la semplicità di utilizzo e il fatto che sia in qualsiasi momento a propria disposizione, anche sul proprio telefonino. Insomma, si velocizza la comunicazione tra i club, e si contengono i costi. Tuttavia, non tutti sanno come utilizzarla correttamente. Giornalmente ricevo decine e decine di e-mail dagli addetti ai club lions, e spesso noto che lo stesso messaggio viene inviato da più Lions senza coordinamento alcuno. Il problema comunque non è soltanto il ricevere mail ripetute più volte, ma la privacy dei destinatari è legata ad un problema ben più serio, quello dello spam, e della sicurezza in generale. Inviare lo stesso messaggio a più destinatari, anche se si utilizza il campo Cc, cioè il campo copia carbone, può facilitare la vita agli spammer. Infatti, uno o più destinatari potrebbero avere il proprio computer già infettato da programmi (virus) in grado di recuperare tutti i nominativi e gli indirizzi e-mail presenti nel software di mailing utilizzato. E il gioco è fatto. Decine e decine di nuovi indirizzi e-mail a cui inviare tonnellate di spam ogni giorno! La soluzione a questo abuso è l’utilizzo del campo chiamato Ccn (in inglese Bcc), cioè il campo copia carbone nascosta, che solitamente si trova subito dopo il campo copia carbone. Il campo Ccn a differenza del campo Cc, permette di inviare il messaggio a più destinatari contemporaneamente, ma senza rendere pubblici tutti i nominativi e gli indirizzi e-mail dei destinatari stessi. Tuttavia il mio personale suggerimento è quello di non utilizzare neppure il campo copia carbone nascosta, ma bensì un software apposito che invia il messaggio singolarmente ad ogni destinatario. Aspetto non trascurabile questo, infatti è preferibile inviare sempre un messaggio personalizzato al destinatario. E’ stato dimostrato che i messaggi di gruppo vengono spesso cestinati immediatamente dai destinatari, o nel peggiore dei casi addirittura bloccati dai sistemi antispam. Pertanto, sarebbe opportuno che i club coordinassero la trasmissioni di mail designando un socio a tale compito e non indiscriminatamente; nei club esiste la carica o l’incarico di addetto informatico: utilizzatelo! Sabato Ruggiero Nuove povertà e solidarietà lionistica Egregio direttore, sono Maurizio Calì, Lion e prossimo Segretario del LC Genova Host, Distretto 108 Ia2, e le scrivo in merito all’articolo pubblicato dal Governatore Franco Rasi sulla nostra rivista “Lion” dal titolo “Nuove povertà e solidarietà Lionistica”. Articolo che ho letto con par- Lettere ticolare interesse perché, oltre alla condivisione dei contenuti, è andato a toccare un problema tanto silente quanto profondo e, quel che è peggio, in continua espansione. Non sono certo a proporre una riflessione improntata ad una facile retorica, ma si tratta di un problema ove ho dei ricorrenti riscontri in quanto la mia attività di volontariato - sono Presidente e Soccorritore d’urgenza della Croce Verde di Recco, la più grande Pubblica Assistenza del Golfo Paradiso - mi porta quotidianamente a contatto col disagio e la precarietà socioeconomica. Nello scritto, l’autore ha centrato il fulcro del problema: spesso si tratta di soggetti che non stanno per strada ma che si rivolgono ai centri di ascolto per arrivare a fine mese o per far fronte a situazioni che appaiono difficili e insostenibili. A marzo, in occasione del nostro meeting mensile Lions avente per tema proprio la povertà, ho avuto modo di effettuare una ricerca su questo argomento al fine di preparare una traccia per una efficace e concreta discussione delle relazioni dei nostri ospiti (Assessori alle Finanze ed ai Servizi Sociali del Comune di Genova). La Caritas riporta come nel 2010 le persone che vivono al di sotto della soglia di “forte fragilità economica” siano 8.370.000. Alle stime sui poveri, va aggiunto un 10%, quindi circa 800 mila italiani, di ‘impoveriti’ e cioè persone che, pur non essendo povere, hanno però cambiato il proprio tenore di vita e vivono in “forte fra- gilità economica”. Persone che, soprattutto in questo periodo di crisi, hanno dovuto modificare, in modo anche sostanziale, il proprio tenore di vita, privandosi di primari beni e servizi e tra le quali cresce del 40% la presenza di italiani. Sono sempre meno singoli individui e sempre più interi nuclei familiari, ove sono particolarmente vulnerabili le persone di mezza età, i separati e i divorziati, le donne sole con figli, i precari, i licenziati, le famiglie monoreddito. Le varie mense sociali stanno salvando dalla fame migliaia di persone che pur svolgendo attività lavorative di tutto rispetto sono costrette a fare la fila ogni giorno per un piatto di pasta. A questo punto, se è vero che la solidarietà deve essere un valore sentito da un’intera nazione e che dare soldi non serve (se tu oggi dai 5, domani ti chiedono 10, e la dipendenza aumenta e i problemi non si risolvono…), è forse il caso di chiedersi se un concreto intervento sociale potrebbe essere operato da noi Lions, e peraltro a “costo zero”. Come cercare di arginare il problema “a monte” e, quindi, di prevenirlo? E’ possibile considerare che il recupero del ruolo fattivo nella socialità attiva e, quindi, dell’occupazione del soggetto è certamente il viatico più sicuro e che i Lions sono strutturati in un’ampia rete di interesse e penetrazione sociale che abbraccia ogni territorio con una presenza incisiva di molteplici professionalità. 77 Lettere Visto che assai spesso lo stato di bisogno è generato dalla mancanza di lavoro, o dalla improvvisa rinuncia anche forzata ad esso (è il caso di malattie invalidanti, anche a seguito di infortuni), e che le potenzialità professionali dei disoccupati sono talvolta anche di notevole rilievo, la “rete della solidarietà Lions” potrebbe costruire un data-base ove segnalare ogni opportunità di impiego, dalle più umili alle più quotate o mirate, dando così opportunità al mondo Lions di attingere e rendere così disponibili a terzi in stato di bisogno queste preziose informazioni. Analogamente si potrebbe considerare la possibilità di una collaborazione attiva con l’istituzione. La segnalazione di un’opportunità lavorativa e la successiva reintroduzione al lavoro del soggetto potrebbe portare ad un riconoscimento al socio Lions di varie forme di agevolazioni istituzionali e, quindi, non di un premio in “denaro”. Sconti o biglietti omaggio per trasporti urbani, interurbani, ferroviari; accessi agevolati a strutture di pubblico interesse (musei, biblioteche, mostre, teatri) o eventi sportivi, ticket per manifestazioni (stadi, cinema), buoni spesa (ticket restaurant). E’ come dire che, cercando, la soluzione si trova… Giovanni Paolo II, in occasione di un’udienza accordata alle Associazioni Non Governative, parlando del volontariato lo definì “l’attività diretta a beneficio dell’uomo, vera palestra di maturazione umana”. E, noi Lions, di questa “palestra” siamo, da sempre, “atleti”. La ringrazio per l’attenzione che mi ha voluto dedicare nel mio apprezzamento allo scritto di Franco Rasi così pieno di contenuti. Maurizio Calì Conferenza del Mediterraneo Caro direttore, ho appena ricevuto il numero di maggio della nostra prestigiosa rivista ed il mio sguardo si è posato sul resoconto della 14 ª Conferenza dei Lions del Mediterraneo, redatto da Maria Pia Pascazio Carrubba. Ho avuto così modo di rendermi conto di come, alla fine, l’informazione da più parti richiesta, possa divenire stucchevole e, di conseguenza poco letta, poco apprezzata e dunque improduttiva. Informare dovrebbe significare dare notizie, dettagliatamente. Senza voler entrare in polemica, la relazione è stata imperniata sulla descrizione di una serie di interventi di personalità che nulla hanno dato ai temi proposti dalla Conferenza, ma hanno dato luce e gran decoro all’eccezionale e magnifica organizzazione. Si apprezzano i nomi dell’IP, del 2° Prefetto, del Presidente della regione, del Sindaco, ell’ID, dei PIP presenti, del CC, del Direttore dell’international center, del Preside della Facoltà di farmacia, del Premio Nobel per gli studi sull’ambiente. Tutti hanno avuto ed espresso parole di elogio per l’organizzazione e, qualcuno anche, di speranza per il futuro del lionismo e del mondo. Nella cronaca segue poi un’indicazione: “Sono seguite 78 le relazioni” con l’elenco dei nomi e cognomi dei relatori e l’indicazione del distretto di provenienza e di appartenenza. Per tutti costoro che hanno lavorato per l’ottima riuscita della Conferenza, come di regola, nessuna valutazione o riconoscimento. Eppure tutti questi Lions relatori, accettati dopo un severo esame delle loro relazioni, hanno lavorato, prodotto e comunicato il risultato di ricerche impegnative, non filosofeggianti, ma tendenti a dare indicazioni operative in ciascuno dei temi trattati e proposti. Dove era la redattrice dell’articolo quando un Lion, a nome del Lions international, ha proposto una realizzazione possibile ai Lions di tutti i paesi che si affacciano sul Mediterraneo, senza esborso economico, proprio per rispondere alla citazione del Premio Nobel “Ci aspettiamo un generale inaridimento?”. Chi leggerà la nostra rivista verrà a conoscenza, ove mai non fosse riuscito a farlo prima, del pensiero dei vertici del Lionismo, ma ignorerà le indicazioni e le possibilità offerte da più relatori ad operare per dare aiuto alle popolazioni del mondo, e dare una mano “a quelli che piangono”, offrendo la possibilità di gridare “viva la vita nel Mediterraneo”, aiutando i giovani in agricoltura ed i paesi desertificati. E’ opportuno ricordare quanto ha avuto modo di scrivere il PIP Pino Grimaldi: “E poi diciamo che se qualcuno ignora è perché non legge”. Ma se non si scrivono le cose utili, i soci Lions si rifiutano di leggere, anche perché stanchi dei soliti imbonimenti. Con Eduardo mi piace citare il celebre “Adda passà a nuttata”. Spero solo che la nottata passi presto e me lo auguro per il bene di tutti e del nostro amato lionismo. Carlo Sartorio Caro Carlo, hai ragione, ma la colpa è solo mia. L’articolista aveva riassunto anche tutti gli interventi dei numerosi relatori, ma la lunghezza del pezzo mi ha costretto al doloroso, se pur necessario taglio. Quando accadono avvenimenti importanti è necessario predisporre gli atti o la realizzazione di uno “speciale”, perché le riviste hanno un numero di pagine bloccato in base al timone predisposto all’inizio di ogni annata. (S.M.) Good Will Ambassador Gentilissimo direttore, leggo con stupore a pagina 8 del numero di maggio che il più alto riconoscimento Lions, la GWA, viene definito “significativo riconoscimento”. Credo che sarebbe giusto complimentarsi come si deve con Domenico Messina per aver ricevuto un premio conferito a meno di trenta italiani, l’occasione potrebbe essere giusta per fare un articolo sui riconoscimenti Lions. Alessandro Sironi Caro Alessandro, significativo vuol dire “che ha particolare importanza” e, per- Lettere tanto, un “significativo riconoscimento” per me vuol dire “un importante riconoscimento”. Comunque, hai ragione: è un premio conferito solo a 27 italiani e se ne deve parlare di più. La qualifica di “Ambasciatore di buona volontà” (GWA) è la massima onorificenza attribuita dal Lions International. Essa viene conferita dal Presidente Internazionale con l’approvazione del Board Internazionale. La GWA viene assegnata ogni anno soltanto a 35 lions di tutto il mondo che si sono particolarmente distinti nella loro attività a favore dell’Associazione. Nel nostro multidistretto sono soltanto 26 i lions ai quali è stata attribuita più una, eccezione delle eccezioni, a Loredana Mandelli, che non essendo lion, l’ha ottenuta per votazione unanime del Board Internazionale. Le elenchiamo nell’ordine cronologico di assegnazione. PIP Giuseppe Grimaldi, PID Giuseppe Taranto, PID Giovanni Rigone, Loredana Mandelli, PDG Carlo Martinenghi, PDG Gisleno Leopardi, PDG Ruggiero Paderni, PID Massimo Fabio, PCC Giuseppe Jaculli, PCC Sossio Guarnaccia, PDG Cesare Fulci, PDG Giuseppe Cantafio, PDG Romolo Tosetto, PCC Danilo Pavan, PID Paolo Bernardi, PID Sergio Maggi, PDG Enrico Mussini, PDG Osvaldo de Tullio, PID Antonio Massimo Perrot, PDG Aldo Villani, PCC Giorgio De Regibus, PDG Enrico Cesarotti, PCC Federico Steinhaus, PID Ermanno Bocchini, PDG Renato De Giacomo, PDG Carmelo Lupo. E… da qualche mese, il nostro Direttore Internazionale Domenico Messina. (S.M.) I Lions nel mondo Caro direttore, come preannunciato a Torino ti chiedo di correggere il dato comparso a pag. 33 della rivista nazionale di maggio relativo al numero di soci dell’Area costituzionale Stati Uniti e affiliati, che non pare consono al numero dei club in essa presenti. Si tratta dell'articolo “I Lions nel mondo” a firma di Gualberto Del Roso. Anna Ardizzoni Risponde Gualberto Del Roso Anna Ardizzoni ha fatto rilevare una "svista" nella quale sono incorso nel riportare i dati di cui al prospetto "I Lions nel mondo". La ringrazio per l'attenzione riservata all'argomento da attenta lettrice (non ve ne sono molti) e per avermi fatto rilevare che prima di inoltrare qualsiasi scritto per la relativa pubblicazione è necessario rileggere per non incorrere in errori che possono determinare interpretazioni sbagliate. Dopo tanti anni di collaborazione, ritengo, che sia la prima volta che incorro in situazioni del genere. Quale potrebbe essere stata l'origine della svista? Stavo predisponenendo i dati per parlare del fenomeno delle "uscite" che da anni caratterizza in negativo l'andamento associativo, dato l'evolversi del trend mi fece rinunciare all'idea di intervenire sull'argomento riservandomi, però, di esprimere un'opinione al riguardo Terme e Relax… e la Toscana intorno Hotel Settentrionale Esplanade Montecatini Terme Dal 1930 il quattro stelle più vicino agli stabilimenti termali, 99 camere con il massimo del comfort, un ristorante con ottima cucina creativa e della tradizione toscana. Tel. 0572 70021 - Fax 0572 767486 Viale Grocco 2 - 51016 Montecatini Terme [email protected] www.settentrionaleesplanade.it OFFERTA SPECIALE PER I SOCI LIONS euro 75 al giorno per persona in camera doppia con pensione completa, bevande della casa comprese e garage; euro 80 in camera singola. 79 Lettere sulla scorta dei dati di fine anno sociale. La bozza dei dati raccolti servì per redigere il prospetto dei dati riesposti e pubblicati su “Lion” e, purtroppo, l'occhio battè sui "soci usciti" (33.178) anziché sui soci a fine febbraio 2011, pari a 365.715 con le conseguenze del caso. Mi scuso per l'involontaria svista e se Sirio Marcianò - che non ha nessuna responsabilità al riguardo, e ciò nonostante chiedo scusa anche a lui - vuole intervenire con una "errata corrige" può farlo, non andrà menomata, almeno spero, la mia figura di attento osservatore dell'andamento associativo nell'Associazione. E’ lì dal 1943 Caro direttore, nell’ultimo numero (maggio 2011), a pagina 11 della nostra rivista, si vede una foto della lapide che a Trinidad (Cuba) ricorda Bartolomeo de las Casas, viaggiatore, religioso e tra i primi colonizzatori delle Antille. Per quanto mi ricordo, Bartolomeo morì nel 1566, dopo aver lottato contro il colonialismo avido degli europei, di cui peraltro era stato parte attiva nei suoi primi anni in quelle zone. Leggendo la lapide, si nota che si allude alla fondazione di Trinidad, e si ricorda il suo senso “etico”. Il Lions (anzi, los leones) di Trinidad, molto probabilmente, si limitò a ricordare la fondazione della città di Trinidad, magari nel quattrocentesimo anniversario... oppure il sant’uomo fece il miracolo di fondare un club quattro secoli dopo essere morto? Adriana Poggiali Grazie Adriana per la tua precisazione. In redazione ci siamo fatti prendere dall’entusiasmo e abbiamo fatto fondare un club da “un sant’uomo vissuto quattro secoli prima”. Il “giorno della memoria” dei magistrati assassinati Il 9 maggio (che nel 1978 segnò l’omicidio di Aldo Moro) è stato proclamato “Giorno della memoria” delle centinaia di vittima del terrorismo degli anni ’70, ’80, ad iniziativa dell’On. Sabina Rossa, orfana dell’operaio Guido Rossa di Cornigliano, ammazzato dalle BR per avere testimoniato sulle presenze di terroristi rossi nell’Italsider di Genova. Quest’anno il Presidente della Repubblica ha esortato gli italiani a dedicarlo soprattutto ai magistrati assassinati in quegli anni del massacro di innocenti. Un po’ dovunque, infatti, si sono svolte cerimonie di commemorazione di quei Caduti, ad iniziativa dei familiari (quelli che nel mio libro “Piombo contro la Giustizia” ho definito “I condannati all’ergastolo del dolore”), di numerose associazioni pubbliche e private, di cittadini sensibili e IX festa nazionale del nonno L’11 settembre 2011 a Carmagnola, presso il Parco Cascina Vigna, in viale Melvin Jones. R itorna puntualmente la manifestazione, nata e cresciuta per opera dei Lions, durante la quale, dal 2003, si riconosce il “Nonno dell’anno”, che può essere un ente, un’associazione od una persona fisica. Quest’anno, “Anno europeo del volontariato”, il comitato preposto, vagliate le molte nominations pervenute ha deliberato di riconoscere “Nonno dell’anno 2011” la “LCIF: Lions Clubs International Foundation” nella sua realtà di “massima espressione del volontariato e della solidarietà mondiale”. Con il consenso del DG e del DGE del Distretto 108 Ia3, il LC Carmagnola ha invitato il Presidente Internazionale Sid L. Scruggs III come presdente (dal luglio prossimo) della LCIF, con l’ambizioso obiettivo di consegnare a lui personalmente, peraltro nonno di ben 16 nipoti, l’ambito riconoscimento consistente nella riproduzione in scala del monumento “al nonno”, trofeo ormai noto come l’“Oscar del nonno”. Alla manifestazione, patrocinata da tutte le Regioni Italiane e dalle più alte cariche dello Stato, sarà presente una rappresentanza della Comunità Europea. L’invito, visto l’eccezionalità dell’evento, è di essere presenti in molti con l’auspicio che quel giorno sia anche l’occasione per dimostrare ufficialmente ai media presenti (la pubblicità non guasta mai) la nostra solidarietà alla Fondazione con la presentazione di riconoscimenti MJF, 80 che potrebbero essere consegnati dalle autorità lionistiche presenti, od anche solo con piccole donazioni personali. Il motto della festa del nonno è “un aiuto dei nonni per i nipoti che hanno… meno”. Confidando che questo appello coinvolga molti lions e non solo lions, per la logistica della giornata sono a disposizione il coordinatore, PDG Ermanno Turletti (cell. 3490681533) e il lions Sergio Ludi (cell. 3493540054). Armadio Quinta battente Estel s.p.a Via Santa Rosa, 70 - 36016 Thiene, Vicenza, Italy Tel. +39 0445 389611 - Fax +39 0445 808801 www.estel.com 800 52 53 54 81 Lettere rispettosi. Anche l’Associazione Nazionale Magistrati è stata scrupolosa testimone di fraterno cordoglio. A Bologna, in particolare, l’A.N.M. ha deposto una corona di fiori ed ha affisso un manifesto personalizzato, con i particolari delle azioni omicidiarie e dei terroristi responsabili, per ciascuno dei Colleghi assassinati, sotto le targhe marmoree in undici aule della Corte d’Appello, con il logo del leone ancipite attorno alla “L”, affisse anni or sono a cura degli avvocati dei Lions Club cittadini. E’ l’unico palazzo di giustizia italiano nel quale i Lions hanno voluto tramandare il ricordo e la gratitudine della nazione per il sacrificio di silenziosi eroi che si sono immolati per conservare libertà e giustizia a tutti gli italiani. Ricordiamoli, allora, anche noi, su queste pagine, precisando per ciascuno l’ufficio ricoperto, il luogo, e la sigla del gruppo terroristico assassino: Francesco Coco, Proc. Gen., Genova 8 giugno 1976 (BR); Vittorio Occorsio, Sost. Proc., Roma 10 luglio 1976 (Ordine Nuovo); Riccardo Palma, Cons. Cassaz., Dir. Gen. Istituti di pena, Roma 14 febbraio 1978 (BR); Girolamo Tartaglione, Cons. Cassaz., Dir.Gen.Istituti di pena, Roma 10 ottobre 1978 (BR); Fedele Calvosa, Proc. Rep., Frosinone 8 novembre 1978 (BR); Emilio Alessandrini, Sost. Proc., Milano 29 gennaio 1979 (PL); Vittorio Bachelet, V. Pres. C.S.M., Roma 12 febbraio 1980 (BR); Nicola Giacumbi, Proc. Rep., Salerno, 16 marzo 1980 (BR); Girolamo Minervini, Con. Cass., Dir. Gen. Istituti di pena, Roma 18 marzo 1980 (BR); Guido Galli, Giud. Istr., Milano 19 marzo 1980 (PL); Mario Amato, Sost. Proc., Roma 23 giugno 1980 (NAR). Achille Melchionda Il Distretto Ab… per il Giappone Nella splendida cornice del Teatro Petruzzelli di Bari, il 10 maggio, il numerosissimo pubblico di lions e non lions, è rimasto estasiato dalla stupenda esibizione de “La banda territoriale del comando scuole dell’aeronautica militare-terza regione aerea” con sede a Bari, composta da avieri musicisti volontari in ferma prefissata ed in servizio permanente, opportunamente selezionati tra i migliori diplomati presso Conservatori di musica. L’alto profilo artistico e la qualità del programma proposto, diretto magistralmente da Nicola Cotugno e cantato brillantemente dal lions tenore Francesco Zingariello, hanno entusiasmato e coinvolto il pubblico, presente anche nei palchi e nel loggione. La forza dello “spirito lionistico” espressa nell’ottima organizzazione e nella presenza del Governatore del Distretto 108 Ab Rocco Saltino, del PID Sergio Maggi, del PCC Michele Biancofiore, del Primo Vice Governatore Luigi De Siati, ha permesso di effettuare il service internazionale a favore della nostra LCIF, impegnata nel soccorso delle popolazioni del Giappone, duramente colpite dalle calamità naturali. Maria Pia Pascazio Carabba L’università forma, Camplus costruisce Camplus è la rete di residenze universitarie di eccellenza per studenti dall’alto potenziale, che propone alloggi e servizi alla persona, all’interno di un contesto di alto livello in cui poter vivere e approfondire l’esperienza universitaria. Le residenze Camplus nascono dall’intento di assicurare agli studenti e alle loro famiglie, la crescita integrale e la valorizzazione del talento di ogni ragazzo. Un’esperienza universitaria a 360°, basata sull’eccellenza della formazione, sull’alta qualità della vita e dei luoghi in cui essa si svolge, su una grande vivacità di proposte culturali e sull’orientamento verso il mondo del lavoro. La persona come patrimonio è al centro della proposta di Camplus: all’interno delle residenze ogni aspetto della vita degli studenti è coltivato con attenzione e cura, per favorire Gli studenti del Camplus Città Studi la crescita e lo sviluppo delle capacità e delle potenzialità di di Milano durante l’incontro ciascuno. La formazione, nucleo fondamentale dell’especon il celebre imprenditore Santo Versace. rienza universitaria, è integrata e personalizzata grazie alla presenza di tutor in grado di seguire lo studente durante l’intero ciclo degli studi. Questo metodo è un valore aggiunto realmente misurabile: chi frequenta Camplus ha una media voto superiore alla norma e la percentuale di laureati in corso è altissima. Le strutture Camplus offrono, inoltre, la possibilità di un’esperienza potenziata: cultura e svago sono incoraggiati grazie ad un ambiente vivo e ricco di stimoli e ad una vera e propria community in cui la persona può formarsi attraverso esperienze di socialità, parallele alla pura didattica. L’elevato livello La biblioteca della sede Camplus Turro a Milano. delle strutture, il comfort dei luoghi e l’ampiezza degli spazi aggregativi rappresentano uno standard in tutte le sedi Camplus e assicurano la necessaria concentrazione sullo studio e la possibilità di vivere pienamente i momenti di svago. La valorizzazione del talento può diventare un passo verso la costruzione di un futuro solido: Camplus costruisce un ponte tra studenti e mondo del lavoro, già dai primi anni dell’Università. Visite in azienda e incontri con professionisti facilitano la comprensione della strada da seguire per il futuro. Workshop e concorsi, organizzati con la partecipazione di importanti aziende, sono preziose occasioni di collaborazione tra Università e impresa, per una formazione professionale degli studenti e per la valorizzazione del merito. Tra i diversi momenti di incontro tra aziende e studenti, l’ultima edizione del Concorso Nazionale Camplus, svoltosi dal 5 al 6 maggio presso il Camplus Alma Mater di Bologna, è un esempio concreto di come i ragazzi possano coinvolgersi in un lavoro appassionante. In tale occasione studenti provenienti da tutte le sedi nazionali Camplus hanno affrontato il tema del “team working”, risolvendo business cases proposti dalle aziende partner dell’iniziativa: Altran, ma anche Ducati, Rai, Pfizer, The Colomer Group, Gruppo Atomix. I vincitori si sono aggiudicati una borsa di studio finalizzata a coprire parte della formazione specializzata. Le residenze Camplus sono presenti a Milano, Torino, Bologna e Catania: un’ampia offerta di strutture e servizi d’eccellenza, tra cui poter scegliere la soluzione più adatta alle esigenze di ogni studente e di ogni famiglia. Per rispondere alle esigenze più diverse e per premiare il talento, quest’anno Camplus ha deciso di assegnare alcune borse di studio agli studenti più meritevoli. Per entrare in Camplus è necessario sostenere un test d’ingresso per la verifica dell’idoneità: le selezioni sono previste nei mesi di luglio e settembre. 82