Sommario
mondolions
Messaggio del
Presidente Internazionale
Dicembre
arriva a giugno
NUMERO 6 - GIUGNO 2011
Direttore responsabile Sirio Marcianò
3 Dicembre arriva a giugno
di Sid L. Scruggs III
7 Noi siamo i Lions
di Sirio Marcianò
9 Torino e l’unità di… noi Lions
di Domenico Messina
13 Un’esperienza di vita
di Stefano Camurri Piloni
17 Il capitale umano africano
di Ermanno Bocchini
MONDOLIONS
Ovunque abbiamo visto vite
cambiate e nuova speranza
sui volti di coloro che avete
aiutato. Di Sid L. Scruggs III
Seattle ci atte
nde
S
Convocazione ufficia
le
econdo quanto
stabilito dall’Articolo
2 dello Statuto
VI, Sezione
Internazionale,
con la presente
comunicazione
convoco ufficia
vention Internaziona
lmente la Conle per l’anno 2011.
La nostra 94ª
Conve
Seattle, Washington ntion Internazionale si terrà
a
4 luglio e termin , USA, e avrà inizio alle ore
9 del
erà l’8 luglio. Lo
scopo della Conve
tion è quello di
eleggere un presid
npresidente, un
ente, un primo
second
vicedel Consiglio Diretti o vice presidente e 17 memb
altre eventuali questivo Internazionale, nonché trattarri
e
oni
che
potrebbero presen
prima della riunio
tarsi
ne.
I partecipanti alla
troveranno che Convention quest’anno
Seattle è davve
meta straordinaria.
ro una
Conosciuta come
“Città di Smera
la
ldo” e situata
a nordovest degli USA,
simi ristoranti di Seattle offre moltisalto livello e nume
attrazioni turisti
rose
che.
La Convention
internazionale
è sempre
un evento indim
entica
settimana avrà inizio bile e festoso. La
con la parata intern
azio-
nale, seguita dallo
show internaziona
da spettacoli straord
le, caratterizzato
inari e multic
della settimana,
i Lions avranno ulturali. Nel corso
l’opportunità di
tecipare a nume
rosi seminari.
parDurante la prima
sessione plenaria,
videre con tutti voi
avrò l’onore di condiun
brillato e hanno rappreanno di service in cui i Lions hanno
sentato un “Ragg
La settimana si
concluderà venerd io di speranza”.
dell’ex Segretario
ì con un discor
so
di Stato USA
seguito dall’insediam
Condoleeza Rice,
ento del presid
nale 2011-2012 e
ente internaziodei govern
I Lions del Multiatori distrettuali.
ranno gli ospiti distretto 19 accogliee garantiranno
soggiorno piacev
loro un
ole, produttivo
menticabile.
e indiIncoraggio tutti
voi a partecipare
a questa
evento speciale
del lionismo.
Sid L. Scruggs
III
Presidente Interna
zionale
dell’Associazione
dei Lions Clubs
Oak Brook, Illinoi
s, Stati Uniti d’Am
erica
10 maggio 2011
S
19
19 Seattle ci attende
di Sid L. Scruggs III
20 I candidati alla carica
di 2° Vice Presidente Internazionale
21 Due proposte… in votazione
22 LCIF… a grandi passi
MULTIDISTRETTO
25 I Lions… insieme a Torino
di Sirio Marcianò
29 Buon compleanno Italia
di Stefano Camurri Piloni
32 Il congresso di Torino… in 90 righe
33 Terremoto d’Abruzzo
di Antonio Suzzi
34 Ancora il 5 per mille
di Giuseppe Innocenti
35 Lions Quest… a Fiumicino
di Antonio Saracino
36 L’obbligazione della filantropia
di Federico Steinhaus
37 Andare per congressi
di Gualberto Del Roso
38 Perché continuare ad essere Lions oggi?
di Pietro Manzella
41 L’alba del nuovo giorno
di Paolo Mobrici
42 Eh, si fa presto a dire pace!
di Roberto Ferretti
multidistretto
I Lions...
rino
insieme a To
italiana,
prima capitale
Al Lingotto della
gio,
dal 27 al 29 mag enienti da tutta Italia
prov
1012 delegati
i
o ai lavor
hanno partecipat Nazionale.
del 59° Congresso
Di Sirio Marcianò
25
59° Congresso Nazionale
Servizi alle pagine 25/32
ono sicuro
che molti
di voi come
me
troveranno
che
dicembre
è un mese
pieno di cose da portare a
termine prima della fine
dell’anno e delle vacanze. Beh,
ecco giugno ed ancora una
volta sto cercando di portare a
termine i miei impegni prima
della fine di questo anno lionistico e della Convention
Internazionale. L’anno è passato in fretta. Ci sono ancora
molti Lions a cui fare visita e a
cui dire “grazie” per essere un
“Raggio di speranza”.
Questo è stato un anno fortunato. Viaggiando per il mondo,
io e Judy abbiamo visto come
voi Lions avete risposto alla
richiesta di servizio. Dovunque siamo stati abbiamo visto
vite cambiate e nuova spe-
segue a pagina 8
3
I 10 numeri di questa annata
5 milioni di euro
Investiamo in noi stessi e nella nostra immagine o facciamo belli gli altri con i nostri soldi? Alle pagine 55/60
l’opinione di altri lettori. Se noi lions prendessimo l’abitudine di affrontare ogni tanto uno di questi sogni impossibili, il lionismo non vivrebbe, come vive, nel limbo dei “poco famosi”, ma sarebbe in grado di stupire la gente
ed elevarsi verso quote più adeguate alle forze che mette in campo…
Lion - Edizione italiana
Mensile a cura
dell’Associazione Internazionale
dei Lions Clubs Multidistretto 108 Italy
GIUGNO 2011
Numero 6 - Anno LIII
Annata lionistica 2010/2011
Direttore responsabile
Sirio Marcianò
Direttore Amministrativo
Luciano Aldo Ferrari
Redazione
Bartolomeo Lingua
(vice direttore)
Ferdinando Maria Brami (coordinatore), Vito Cilmi, Alessandro Emiliani,
Luigi Foglietti, Giuseppe Innocenti,
Antonio Laurenzano, Antonio Marino,
Antonio Marziale, Carlo Alberto
Tregua, Lucio Vacirca
Comitato della rivista
Domenico Messina
(direttore internazionale)
Giorgio De Regibus
(presidente)
Pasquale D’Innella Capano
Domenico Laruffa
Collaboratori
Ginetta Bergodi, Benvenuto Brambilla, Rosario Cacciola, Antonio Colella, Valeria De Paola, Massimo Fabio,
Mario Giuliacci, Angelo Iacovazzi, Chiara Irene Lamanna, Nino Magrini Fioretti, Massimo Maisetti, Achille
Melchionda, Dario Nicoli, Carlo Padula, Giuseppe Pajardi, Maria Pia Pascazio Carabba, Paolo Piccolo, Massimo
Ridolfi, Umberto Rodda, Francesco Giuseppe Romeo, Mario Santini, Angelo Scialpi, Pietro Vitale
Executive Officer
 Presidente: Sid L. Scruggs III, Vass, Nord Carolina, Usa
 Immediato Past Presidente: Eberhard J. Wirfs, Kelkheim, Hessen, Germania
 Primo Vice Presidente: Wing-Kun Tam, Hong Kong, Cina
 Secondo Vice Presidente: Wayne A. Madden, Indiana, USA
Direttori internazionali 2010-2011
Yamandu P. Acosta, Alabama, USA  Douglas X. Alexander, New York, USA  Gary A. Anderon, Michigan,
USA  Narendra Bhandari, Pune, India  Janez Bohori, Kranj, Slovenia  James Cavallaro, Pennsylvania, USA
 Ta-Lung Chiang, Taiwan  Per K. Christensen, Denmark  Luis Dominguez, Mijas Pueblo, Spagna  Gary B.
D’Orazio, Eagle, Idaho, Spagna  Yasumasa Furo, Dazaifu, Giappone  K.P.A. Haroon, Cochin, India  Edisson Karnopp, Santa Cruz Do Sul, Brazil  Ronald S. Johnson, Sebago, Maine, USA  Byeong-Deok Kim, Seoul,
Republic of Korea  Horst P. Kirchgatterer, Wels/Thalheim, Austria  Carlos A. Ibanez, Panama City, Panama 
Hamed Olugbenga Babajide Lawal, Ikorodu, Nigeria  Domenico Messina, Trapani, Italia  Daniel A. O’Reilly,
Stickney, Illinois, USA  Sonja Pulley, Oregon, USA  Krishna Reddy, Bangalore, India  Richard Sawyer, Overgaard, Arizona, USA  Anne K. Smarsh, Colwich, Kansas, USA  Jerry Smith, Wauseon, Ohio, USA  Robert
G. Smith, California, USA  Michael S. So, Makati, The Philippines  Eugene M. Spiess, South Carolina, USA 
Haynes H. Townsend, Dalton, Georgia, USA  Eddy Widjanarko, Surabaya, Indonesia  Seiki Yamaura, Tokyo,
Japan  Gudrun Yngvadottir, Gardabaer, Iceland  Joseph Young, Claremont, Ontario, Canada
International Headquarters Personnel - Editor in Chief: Peter Lynch - Monaging Editor: Dana La Joye - Senior
Editor: Jay Copp - Associate Editor: Pamela Mohr - Assistance - Editor: Brett Rush - Graphics Manager: Connie
Schuler - Production and - Advertising Manager: Mary Kay Rietz - Circulation Manager: Troy R. Jewell - Advertising Sales Chicago: Mary Kay Rietz
Organizzazione redazionale, stampa e distribuzione a cura della Magalini Editrice Due - Rezzato (Brescia)
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Pubblicità: Magalini Editrice 2 - Rezzato (Brescia) - Tel. 030 2792968 - 030 2592125 - Fax 030 2592291.
Autorizzazione del Tribunale di Brescia n. 45/2000 del 23 agosto 2000
Redazione: Lion - via Gramsci, 5 - 25086 Rezzato - e-mail: [email protected]
Redazione Internet www.rivistalion.it
*Gli articoli pubblicati rispecchiano il pensiero degli autori e non necessariamente quello della redazione.
4
43 I Lions di Sicilia ai lampedusani
di Franco Amodeo
44 Vivere il lionismo
di Alessandro Emiliani, Dario Nicoli,
Roberto Olivi Mocenigo, Gian Andrea
Chiavegatti
MAGAZINE
magazine
LICENSING D-40-IT
Fornitore Ufficiale
Lions International
Europa
si, Europa no?
Distintivi
47 Europa si, Europa no?
di Antonio Laurenzano
48 Chi rispetta le regole rispetta se stesso
di Carlo Alberto Tregua
49 I Lions e la famiglia
di Giuseppe Dibenedetto
55 Le lettere dei lettori
DISTRETTI E DINTORNI
63 Lifebility Award
di Enzo Taranto e Annamaria Simonini
65 I Lions contro l’obesità infantile
di Ugo Giuseppe Ciulla
66 Aiutiamo i nostri giovani
di Gianni Lo Presti
66 Progetto sordità
di Massimo Ridolfi
67 Arrivederci a Martina Franca
di Domenico Roscino
68 Rileggere il risorgimento
69 Il cervello… un mistero immenso
di Walter Bramanti
71 Motoraduno 2011
71 La ricetta del Lions Quiz
di Stefano Bagnasco
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Area riservata ai soci
per preventivi e acquisti on-line
Cravatte
Guidoncini
5 MILIONI DI EURO
D
al fronte economico (crisi greca) a quello
politico (crisi libica), l’Ue sembra aver
smarrito la strada che Robert Schuman tracciò a Parigi il 9 maggio 1950 con la storica dichiarazione: “L’Europa non si farà in un attimo, né in una
costruzione d’insieme. Essa si farà attraverso delle
realizzazioni concrete, che creino innanzitutto una
solidarietà di fatto”.
Nei cieli europei c’è tempesta. Da tempo è latitante
una governance economica in grado di garantire,
con la stabilità del sistema monetario, l’auspicata
crescita economica e quindi creazione di lavoro e
di occupazione, oltre a un mercato interno meno
Gonfaloni
Lifebility Award
Il 21 aprile scorso, presso la meravigliosa biblioteca Braidense di Milano si è svolta la premiazione della prima edizione del concorso Lifebility Award, organizzato dal Lions Club Bramante
Cinque giornate di Milano. Una iniziativa che ha unito nella giornata della premiazione giovani
provenienti da tutta Italia. Di Enzo Taranto e Annamaria Simonini
Europa, svegliati! E’ l’appello lanciato nel corso del
convegno nazionale sul futuro del Vecchio
Continente, organizzato in occasione
della “Festa dell’Europa 2011”.
Di Antonio Laurenzano
Campane
distretti e dintorni
imenti
Omaggi e rie coconongscressi
per conviviali
E’
proprio dello spirito dei Lions condividere non solo un’etica comportamentale e
l’amicizia tra i soci, ma anche e soprattutto
il concetto di “servizio”=“we serve”. Come sosteneva il mitico socio e amico Giampiero Mosconi,
a questo concetto va applicata una visione ampia
ed organica (forse meglio interpretata dal termine
“vision” anglosassone, da cui i “visionari”, coloro
che hanno grandi sogni).
I service di grande respiro che abbiamo sviluppato
insieme in passato e che anche oggi continuiamo a
perseguire - anche se purtroppo senza il suo grande
appoggio morale e sostanziale - sono quelli d’opinione. Il Lions club deve essere inserito nel proprio
territorio e nel proprio momento storico, dimostrandosi capace di sposarne in toto le esigenze.
Cosa significa questo al giorno d’oggi? Quali sono
oggi le priorità sociali immancabili per i Lions?
Il Lions Club Bramante Cinque giornate di Milano,
il nostro club, non ha avuto dubbi nel darsi una
semplice risposta: coniugare giovani e lavoro, abbinare l’eccellenza delle giovani menti e le relazioni nel mondo del lavoro, della
scuola, dell’associazionismo
e delle istituzioni, che i Lions sono in grado di
coinvolgere.
Ecco cosi facilmente spiegata la genesi ed il successo dell’iniziativa Lifebility Award, che ha coinvolto 20 università ed oltre 5.000 visitatori al sito
www.lifebilityaward.com in pochi mesi (dati dai
quali possiamo ritenere che non meno di 100.000
studenti italiani siano stati raggiunti dal nostro
messaggio).
Cosa raccontarvi del progetto se non la fine, ossia
i risultati ottenuti?
Il 21 aprile scorso, presso la meravigliosa biblioteca Braidense di Milano si è svolta la premiazione della prima edizione del concorso Lifebility
Award, organizzato dal Lions Club Bramante
Cinque giornate di Milano. Un progetto che è cresciuto pian piano nel corso dello scorso anno, fino
a raccogliere sponsor importanti e partecipazioni
illustri. Una iniziativa che ha unito nella giornata
della premiazione giovani provenienti da tutta
Italia.
Proprio a loro era infatti rivolta questa iniziativa,
che voleva lionisticamente “educare” i giovani
a pensare non solo all’innovazione ma anche
al sociale, mettendo in palio premi rilevanti in
denaro ma anche e soprattutto come stage in
aziende tecnologiche di primaria importanza a livello nazionale e
non solo. E
ingessato. Uno scenario reso ancor più precario dai
tragici eventi nel Maghreb che hanno riportato la
“frontiera” meridionale dell’Europa in primo piano
con l’intervento militare in Libia e la controversa
gestione dei flussi migratori dall’Africa. E anche in
questa occasione, gli Stati europei sono andati in
ordine sparso, spesso guidati da miseri interessi di
bottega (calcoli elettorali). Una conferma di come
si sia ancora molto lontani da una politica estera
comune a livello europeo, la “voce unica” invocata dal Trattato di Lisbona! Gli interessi nazionali
continuano
a prevalere
sull’obiettivo
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63
47
RUBRICHE
I Lions in Italia
al 31 maggio 2011
15 Fresco di stampa
di Pino Grimaldi
24 Visti da dentro
di Sergio Maggi
39 I numeri… dei Lions
di Vito Cilmi
72 Libri Lions
di Umberto Rodda
74 Lettere
75 Controluce
di Antonio Colella
Soci 47.957
Uomini 38.490
Donne 9.467
Club 1.324
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5
6
editoriale
Noi siamo i Lions
Siamo i Lions e non i paciosi signori e signore in gita per l’Italia. Noi siamo i Lions e
non facciamo solo cene e viaggi. Noi siamo i Lions e siamo fieri di esserlo. Di Sirio
Marcianò
C
i abbiamo provato! In questi ultimi mesi centinaia di soci hanno parlato dei 5 milioni di
euro, quattro dei quali sarebbero serviti per un
grande service tutto italiano e uno per investire, finalmente, sulla nostra immagine. E, credetemi, ce n’è tanto
bisogno, basterebbe leggere l’articolo apparso su “La
stampa” di Torino, non sul bollettino di una parrocchia
qualsiasi, per capire quanto sia urgente passare dalla
provocazione, che la nostra rivista porta avanti da mesi,
ai fatti e sviluppare un’azione di servizio, con relativa
operazione di marketing, per far sapere là fuori che cosa
fanno veramente i Lions.
Finiamola una volta per tutte di fare belli gli altri con i
nostri soldi e pensiamo a noi stessi. Alla provocazione
della nostra rivista hanno risposto “soltanto” 232 lettori,
ma molti di quei 232 scrivevano a nome dei loro club
e, quindi, a nome di tutti i soci che li compongono. 232
sono le lettere pubblicate, ma ci sono state anche centinaia di telefonate giunte in redazione, alle quali non ha
fatto seguito uno scritto.
Che siano tante o poche le lettere dei nostri soci non
ha importanza. E’ importante che ci siano stati segnali
positivi in proposito, perché quei segnali positivi confermano che il problema della comunicazione esterna
esiste ed è molto sentito. L’aver tastato il polso dei lettori
ha dimostrato anche che tra di noi ci sono tanti lions che
hanno voglia di partecipare alla vita lionistica e non si
accontentano di viverla passivamente.
E gli altri soci, quelli che non hanno scritto o telefonato
come la pensano? Io non ho dubbi: tra il tirare a campare e il farci conoscere là fuori, i lions sceglieranno
la seconda soluzione. E non sarebbe, come qualcuno
afferma, un impegno oneroso in più per i club. Sono
tutte fantasie! La realtà è che i 100 euro a socio, dovrebbero arrivare dal “taglio” che i club italiani farebbero ai
danni di orchestrali, di cantanti, di relatori spesati, di
mega feste e di centinaia di associazioni non lionistiche
sparse per l’Italia, le quali realizzano, con i nostri soldi, i
loro obiettivi infischiandosene dei lions.
Leggete quante bestialità è riuscito a scrivere il giornalista (sic) Francesco Rigatelli sul quotidiano “La Stampa”
del 29 maggio… “Sono tutti (i lions ndr) paciosi signori
e signore in gita a Torino per il weekend”. “E allora capisci che il Lions è questo: una cena, un viaggio, un’associazione per incontrarsi, allargare le proprie conoscenze,
magari stringere qualche rapporto lavorativo”. “Si dice
siano noiosi, una premassoneria, un Rotary con qualcosa in meno, un club conservatore solo del peggio”.
“dalle loro giacche spuntano spilline sempre più grandi
al crescere della carica”. Queste fregnacce, e altro ancora,
il giornalista Rigatelli (ma da chi avrà avuto informazioni così squallide?) è riuscito a concentrarle in un solo
articolo, peraltro corto, pubblicato su uno dei quotidiani
più diffusi d’Italia.
Vogliamo continuare su questa strada? Vogliamo che
altri Rigatelli scrivano stupidaggini sul nostro conto?
Se volete questo, la campagna dei “5 milioni di euro”
possiamo seppellirla sotto una coltre di indifferenza.
Se, invece, siete orgogliosi di appartenere alla nostra
associazione e volete far sapere là fuori chi siamo e
quanto facciamo datevi da fare. Accantonate i vostri
impegni per 30 secondi e scrivete una sola riga: “io ci
sto, puntiamo sulla nostra immagine” seguita dal vostro
nome, cognome e club di appartenenza. Dopodiché, se
le adesioni avranno un peso e avremo il sostegno del
Consiglio dei Governatori e il supporto della neonata
struttura multidistrettuale per le pubbliche relazioni,
imposteremo un progetto per un service tutto italiano e
una campagna di sensibilizzazione senza precedenti dal
titolo “Noi siamo i lions”. E se non trovassimo un “service tutto italiano” che piaccia ai 50.000 soci, vorrà dire
che il “service tutto italiano” sarà l’immagine dei lions
italiani. In questo caso, utilizzeremmo solo il milione
destinato alla comunicazione esterna e cioè 20 euro a
socio. Una cifra modesta per i nostri club.
Questo è l’ultimo numero di “Lion” che porta la mia
firma. Per un anno, in ottemperanza ad una disposizione
internazionale che non vuole un “direttore” sposato con
un “governatore” in carica (chissà perché?), passo con
piacere il testimone ad un grande professionista del
giornalismo italiano. Mi riferisco a Bartolomeo Lingua,
vice direttore di “Lion”, che per la sua esperienza e per
la sua serietà già avrebbe dovuto dirigere questa rivista.
Lo farà per un anno e, ne sono sicuro, manterrà inalterata
la linea editoriale di questi ultimi tempi e le puntuali 10
uscite mensili. Inoltre, e pertanto, la rivista non cambierà
nella veste e nei contenuti, mantenendo inalterati i principi di quanto si sta già facendo, e cioè stimolare i lettori,
informarli su quanto facciamo e come lo facciamo.
[email protected]
7
Il nostro mondo
Messaggio del Presidente Internazionale
Dicembre arriva a giugno
Di Sid L. Scruggs III *
Continua da pagina 3
ranza sui volti di coloro che avete aiutato.
A Sidney vi ho chiesto di accendere
un faro su quattro campagne di servizio specifiche. Non solo migliaia
di club hanno partecipato a queste
campagne di servizio, ma hanno anche prestato assistenza dove i disastri naturali hanno colpito. Di recente
tutto il mondo ha assistito al vostro impegno in Nuova
Zelanda e in Giappone.
Con l’avvicinarsi del termine del nostro incarico, io e
Judy vogliamo esprimere ad ognuno di voi la nostra
sincera gratitudine per la vostra amicizia, il vostro
amore e la vostra fedeltà nel servire chi è nel
bisogno. E’ stato un onore servire al vostro
fianco come presidente. Voi avete realmente
risposto alla richiesta di essere un “Raggio di
speranza”.
Possano le parole della canzone “Find Us Faithful” ricordarci del nostro impegno nell’essere
fedeli come Lions...
“Dopo che tutte le nostre speranze e i nostri sogni sono
passati e andati via,
e lasciati alle spalle coloro che passano tutto al vaglio;
possano gli indizi da loro scoperti e i ricordi ritrovati
diventare la luce che li guida … (in una vita di servizio).
Oh, possano tutti quelli che verranno dopo trovarci
fedeli;
possa la fiamma della nostra devozione illuminare il
loro cammino.
Possano le impronte che lasciamo guidarli nel credere
e la vita che viviamo ispirarli (nel servizio) ad
obbedire.
Oh, possano tutti quelli che verranno dopo
trovarci fedeli”.
I miei migliori saluti.
*Presidente Lions Clubs International
Lions Club Partnership
www.artiscreen.it - [email protected]
FORNITORE UFFICIALE
BANDIERE • LABARETTI • SET DA TAVOLO
EMBLEMI • PINS • LABARI
Autorizzato con licenza nominativa concessa da The International
Association of Lions Clubs Oak Brook - Illinois - USA
VIA PRASSITELE 2 - 20157 MILANO - TEL. 0239007224 FAX 0233204584
8
Il nostro mondo
Il Direttore Internazionale… fatti ed impressioni
Torino e l’unità di... noi Lions
Di Domenico Messina *
S
i è appena concluso il congresso
nazionale del nostro Multidistretto,
che quest’anno è stato celebrato a
Torino, splendida città, dove in ogni
luogo si respira e si rivive la storia del
nostro paese.
Viali alberati, portici, palazzi imbandierati con il tricolore, gallerie, antichi caffè, andando in giro
per Torino, ci si sente un po’ più orgogliosi di essere italiani, orgoglio che i Lions Italiani presenti hanno palesato,
con intensa emotività, in particolare durante la cerimonia
inaugurale del congresso.
Per la serie “il diario di bordo” mi piace scrivere, per il
lettore di questa pagina, di alcuni luoghi in cui abbiamo
avuto il piacere di essere condotti, dal DG, padrone di casa,
Pier Luigi Foglia e dagli impareggiabili amici del comitato
organizzatore, capitanati dall’instancabile e straordinaria
PDG Maria Elisa Demaria.
La cena di presentazione dei Governatori eletti, ad esempio, è stata organizzata al ristorante “del cambio”, famoso
ristorante nel centro di Torino, il cui più insigne frequentatore fu Camillo Benso Conte di Cavour, acuto statista e
protagonista indiscusso della storia del nostro paese.
Il ristorante ha intitolato la sua sala principale a Cavour,
identificando, con una targa in bronzo e con un nastro tricolore, il posto prediletto dal Conte. Il 26 aprile 1859, dopo
aver letto l’orgoglioso proclama di guerra contro l’Austria,
si dice che Cavour abbia esclamato: “Oggi abbiamo fatto
la storia e adesso andiamo a mangiare”, rivelando così che
egli, l’abilissimo diplomatico, era anche un appassionato
di buona cucina, oltre che di buona politica.
Certo che migliore ambiente non poteva essere scelto
per creare, attorno ai nuovi Governatori Distrettuali, una
magica atmosfera al fine di coinvolgerli ed impegnarli nel
costruire una solida unità multidistrettuale.
Un altro posto straordinario è Palazzo Madama, collocato
nel cuore della città storica, nell’ampia piazza Castello, uno
degli edifici monumentali più rappresentativi di Torino e
di tutto il Piemonte, che subì nel tempo varie trasformazioni sino a divenire fortezza, castello e residenza ufficiale
di due duchesse di casa Savoia, le quali, divenute reggenti
per i propri figli, vollero fregiarsi del titolo di ‘’Madame
Reali’’, motivo per cui nell’Ottocento il palazzo prese il
nome che oggi lo rende noto.
Fu proprio la seconda Madama Reale a intraprendere
le opere di rinnovamento che trasformarono il castello
medievale nel palazzo che conosciamo oggi, con l’imponente scalone d’onore, progettato e realizzato da Filippo
Juvarra tra il 1718 e il 1721. Nel maggio 1848 vi si tenne la
seduta inaugurale del Senato del Regno di Sardegna, che
sancì l’impegno della dinastia sabauda a realizzare l’unifi-
cazione dell’Italia.
Infine, la visita al parlamento subalpino, restaurato proprio dai Lions del Distretto 108 Ia1, ospitato nel Palazzo
Carignano, l’edificio torinese progettato da Guarini, luogo
simbolo dell’identità nazionale, restituito al pubblico proprio in occasione del 150° anniversario dell’Unità d’Italia.
“Fatta l’Italia bisogna fare gli italiani” questa frase fu
coniata da Ferdinando Martini, nel 1896, per sintetizzare
un concetto di Massimo D’Azeglio, con la quale si voleva
mettere in evidenza l’importante e difficile compito che
attendeva il nuovo governo del Regno d’Italia.
Ed i Lions italiani sono uniti? Cosa fanno per la loro unità?
L’esistenza dei Lions Club determina l’esistenza dell’associazione, ma il senso dell’unità e dell’identità associativa
tra i soci, come è sentita? Il raggiungimento ed il concretizzarsi di una vera unità di intenti deve essere un obiettivo prioritario e da perseguire ad esempio nel corso delle
nostre assise congressuali?
Attenzione vorrei sgombrare subito il campo da equivoci o errate interpretazioni, quando penso alla unità dei
Lions, non penso ad una comunità appiattita su un pensiero unico o ad una mancanza di confronto, ma rifletto
sul fatto che talora perdiamo di vista il motivo del nostro
stare insieme.
Così come i nostri avi appena costituita l’Italia hanno
dovuto cementare una identità nazionale ancora inesistente, noi Lions non dobbiamo dimenticare che l’unità e
l’unicità della nostra missione dovrebbe unirci in un unico
ed armonico corpo sociale, dove le differenze sono un
valore aggiunto, una risorsa.
Il senso di unità ci permette di considerare le iniziative e le
realizzazioni di alcuni di noi, non come attività di singoli
o di gruppi, ma prescindendo da chi li ha realizzati, come
patrimonio di tutti.
Questa visione ci fa capire che nelle nostre legittime discussioni e/o differenze di opinioni, non dobbiamo pensare di
andare contro qualcuno, ma dobbiamo andare sempre
in-contro all’altro, ciò permetterà di superare e di comprendere gli errori, che è umano commettere, certamente
in buona fede, mai con dolo, perché dove c’è dolo non c’è
lionismo.
Occorre, quindi, nei rapporti interpersonali, prima di
tutto capire gli altri e poi farsi capire dagli altri, mentre di
solito noi siamo portati a fare il contrario. E’ necessario, per
comprendere fino in fondo cosa ci sta dicendo qualcuno,
ascoltarlo più con il cuore che con la ragione.
Dobbiamo ricordarci sempre di essere amici tra amici e
soprattutto come diceva Mahatma Gandhi “Essere amici
di noi stessi, che significa essere amici di tutti gli uomini”.
Non esistono quindi, tra noi Lions, punti di vista giusti o
sbagliati, se guardiamo tutto sotto una corretta ottica di
9
Il nostro mondo
unità associativa, esistono solo punti di osservazione, che
legittimamente possono essere differenti.
Per essere in una piena sintonia associativa occorre che ciascuno di noi si liberi dai preconcetti quando ascolta qualcun altro, significa, a mio modesto parere, essere disposti
ad allentare le proprie difese e ad abbandonare, per un
attimo, i propri punti di vista, per accogliere, nella sua pie-
nezza, ciò che ci viene detto da chi ci sta di fronte, perché,
come scriveva il francese Andrè Gide, premio Nobel per la
letteratura nel 1947, “Non si possono scoprire nuove terre
se non si accetta di perdere di vista per molto tempo la terraferma”.
*Direttore Internazionale 2010-2011
Concorso europeo “Giovane ambasciatore del XXI secolo”
Una nuova opportunità
L’obiettivo del progetto, che opera all’interno dell’Europa Forum, è quello di riconoscere, incoraggiare e supportare i giovani attivamente coinvolti in progetti di benessere rivolti alla comunità.
P
er partecipare al concorso, i candidati dovranno essere
selezionati da un club Lions o Leo, il club sponsor sarà
responsabile del supportare del candidato per tutto l’iter
del concorso. Le spese sostenute potranno essere prelevate
direttamente dai fondi del club.
Il progetto è aperto a candidati di sesso maschile e femminile, in conformità con in seguenti limiti di età: per essere
idonei, i candidati devono aver raggiunto il loro 15° anno di
età, ma non il 19°, corrispondente o precedente alla data del
30 giugno dell’anno di svolgimento dell’Europa Forum.
I membri di club Leo potranno presentarsi come candidati per la selezione purché non sponsorizzati dal club di
appartenenza e nei limiti di età specificati.
Se ritenuti idonei, i candidati procederanno attraverso i
vari livelli del concorso (club e distretto, ecc.) fino alla finale
nazionale, con un vincitore proveniente da ogni paese,
per arrivare alla finale europea che si svolgerà all’Europa
Forum.
Ogni club che intenda partecipare dovrà incaricare un rappresentante del club per promuovere il concorso e per ricercare candidati idonei all’interno di scuole, chiese e gruppi
giovanili, inclusi scout, guide, cadetti e altri.
Ai vincltori del concorso europeo verrà richiesto di impiegare la somma vinta per il loro progetto, piuttosto che per
scopi personali. Si consiglia a tutti i paesi di adottare questo
principio durante la scelta dei candidati.
Le finali di ciascun paese, possono essere organizzate in
base alle esigenze dei club che vi prendono parte, a condizione che le informazioni relative ai candidali vengano
inviate al Presidente europeo del concorso entro la fine del
mese di agosto, o almeno 8 settimane prima dell’Europa
Forum.
Criteri di valutazione: si applicano le stesse regole a livello
di club e distretto, per le finali nazionali e per la finale
all’Europa Forum.
l candidati vengono valutati da tre giudici non membri
lions, di sesso maschile e femminile, in base a istruzione,
gruppo giovanile o servizio per la comunita e industria/
commercio. I candidati non possono avere legami di parentela coni membri della commissione valutatrice.
II candidato vincitore a livello nazionale deve compilare un
modulo di candidatura da inviare al Presidente europeo
entro la fine del mese di agosto, o almeno 8 settimane prima
dell’inizio dell’Europa Forum. Per una stima del valore
10
della borsa di studio, i candidali devono tenere presente la
cifra di euro 3.500 durante la preparazione dell’elenco delle
spese.
• Le spese di partecipazione del candidato all’Europa
Forum vengono pagate dal paese ospitante e includono
vitto, alloggio e viaggio. Il paese che ospita il Forum deve
organizzare l’alloggio per il candidato con una famiglia
lions o Leo locale al fine di ridurre i costi. Il club sponsor
deve fornire un accompagnatore al candidato.
La finale europea sarà organizzata dalla Commissione
europea, e includerà rappresentanti dei paesi che hanno
ospitato l’Europa Forum negli anni precedenti, che ospitano quello presente e che ospiteranno quelli successivi,
oltre a due membri aggiuntivi per i paesi partecipanti. Il
Presidente della commissione è incaricato dal Consiglio
Europeo per l’Europa Forum e rimane in carica per 3 anni
o più, se invitato a farlo dalla commissione. E’ possibile
ammettere un solo finalista per ciascun paese partecipante.
La valutazione durante il concorso viene effettuata come
descritto in precedenza.
Il candidato vincitore presenterà il progetto al Consiglio
europeo. Il vincitore riceverà un trofeo e un assegno, e il
secondo e il terzo classificato riceveranno doni commemorativi. Tutti i finalisti europei riceveranno un attestato di
partecipazione.
Per qualsiasi ulteriore informazione o per avere il modulo
di iscrizione contattate il PDG Cesare Diazzi, Coordinatore MD 108 Italia, Concorso Giovane Ambasciatore (335
236647 - Email: [email protected])
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Il nostro mondo
La nota del CC
Un’esperienza di vita
Di Stefano Camurri Piloni *
C
arissimi amici,
è l'ultima volta che ho il piacere
e l'onore di rivolgermi a voi dalle
pagine di questa rivista. Oramai per
me era diventata una bella consuetudine pensare a cosa trasmettervi con
queste poche righe.
Il congresso nazionale è un momento di grandissimo
impegno per tutti i Lions Italiani, ed è il momento del
confronto, il momento delle scelte.
Un congresso nazionale richiede al Consiglio dei
Governatori ed al suo Presidente un grande sforzo di
attenzione. Sostanzialmente, anche se per statuto l'annata lionistica termina alle 12.30 dell'ultimo giorno della
convention internazionale, conclude l'anno sociale e,
pertanto, il Presidente del Consiglio dei Governatori
e i 17 Governatori devono ripercorrere quanto è stato
fatto durante l'anno trascorso.
Nei brevissimi momenti liberi dagli impegni congressuali mi sono fermato a ripensare a quanto è capitato
durante questi ultimi 11 mesi nel nostro multidistretto.
Mi pare impossibile che il Consiglio dei Governatori sia
riuscito a portare a compimento tante cose in così breve
tempo. Sì un anno è un tempo breve quando si devono
affrontare numerose questioni tecnico-organizzative
molto complesse, ma ho avuto la fortuna di poter contare su collaboratori che hanno svolto con impegno il
loro compito alleviandone anche buona parte del mio.
L'incarico di Presidente del Consiglio dei Governatori
è gravoso ed impegnativo, ma quando è condiviso
tra colleghi, pur restando mia la responsabilità finale,
è affrontabile con spirito lieve e si dimostra ricco di
spunti divertenti.
Per me il congresso nazionale, per il quale tutti hanno
contribuito per la sua buona riuscita, è stato un
momento intenso di lavoro, di soddisfazione e di commozione.
Al congresso sono stati scelti due argomenti di estremo
interesse ed attualità per il “Tema di studio” e il “Service nazionale” della prossima annata e sono certo che
i club e i distretti della nostra bella penisola sapranno
svolgerli con la competenza e la passione che li contraddistingue.
L'elezione di Naldo Anselmi a mio successore, al quale
cedo con affetto ed animo contento e sicuro la guida del
multidistretto, è stata un momento di intensa commozione e sincera compartecipazione alla sua gioia.
A Naldo ed al Consiglio che guiderà i miei, e con i miei
quelli di tutto il lionismo italiano, più affettuosi e sinceri
auguri per un buon lavoro, allietato da tanti momenti
di gioia e di soddisfazione.
Grazie a tutti i colleghi Governatori che con me hanno
condiviso questa arricchente ed intensa esperienza di
vita.
Grazie Pino Grimaldi, grazie Domenico Messina e
grazia a tutti i Past Direttori Internazionali che ci hanno
aiutato nello svolgimento del lavoro di Consiglio.
Grazie a Sirio Marcianò per la pazienza dimostrata
nell'ospitarmi nelle pagine di questa rivista.
Grazie al lionismo che ci permette di renderci utili.
*Presidente del Consiglio dei Governatori.
13
È bello quando si torna a casa! E tornare al Grand Hotel Savoia Vi darà la stessa
sensazione di esclusiva familiarità, di lussuoso calore, in una struttura completamente rinnovata. Sul comfort non siamo scesi a nessun compromesso, abbiamo pensato solo a quello che poteva farvi stare bene, con camere e suite di grande pregio,
il ristorante Savoy, il bar Giardino d’inverno, il Cigar Bar, spazi per mostre d’arte
ed eventi musicali, il centro benessere e il centro congressi, storico punto di incontri
della cultura, donato nuovamente a Cortina d’Ampezzo. Grand Hotel Savoia,
il nuovo hotel a 5 stelle di Cortina d’Ampezzo: è qualcosa di meglio,
ed è bello poterlo scegliere!
Sarà mio personale piacere, ai Soci Lions
che chiameranno direttamente
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praticare una riduzione
del 20% sulle tariffe ufficiali nonchè offrire
un esclusivo benvenuto a Cortina.
Santino Galbiati
Past Presidente Lions Club Paderno Dugnano
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14
Fresco di stampa
A
nche questa è fatta! Come disse Adone Zoli fuori onda, con una sbuffata - commemorando
Luigi Sturzo. Il 59° Congresso Nazionale si è chiuso,
infatti, a Torino con quanti (non moltissimi) rimasti
nell’auditorium del Lingotto, a cantare a squarcia
gola e con grande senso di italianità, l’Inno di Mameli
e con tanti, dico tanti, con la mano sul cuore: incredibile, dati i tempi, ma vero e bello!
Un nuovo Presidente del CdG, Naldo Anselmi
(auguri), un Presidente e del Consiglio e del Congresso, Stefano Camurri Piloni (complimenti) in
grande forma e felice di avere avuto l’ufficio di presidenza, diciassette Governatori (ammirevoli) in perfetta sintonia, il Direttore Internazionale Domenico
Messina (bravo) ispirato ma concreto, un Comitato
organizzatore guidato da Elisa De Maria (straordinaria) che ha curato ogni dettaglio in umiltà e pragmatismo piemontese, il tutto su un letto di ben 1012
delegati, in una kermesse che meteorologicamente si
potrebbe definire: “soleggiata con annuvolamenti e
qualche piovasco pomeridiano sui rilievi… del bilancio (passato)”. Insomma “tutto bene e da rifare” nel
senso di averne altri analoghi in futuro senza grida,
convulsioni, litigi.
Ora, intendo dal primo luglio, c’è da rimboccarsi
le maniche. Non perché sarà estate (lapalissiano
Watson!), ma perché dobbiamo cercare di recuperare quel paio di migliaia di soci che in breve
tempo abbiamo ahimé perduti lungo la strada. E
qui il discorso si fa serio. Come è potuto accadere
se in apparenza e soprattutto questo anno il credito
dell’Associazione e nel mondo e da noi è certamente
cresciuto? Parlano forse a vanvera i Capi di Stato - e
qui il Presidente Napolitano, uomo saggio e giusto
- che elogiano Lions Clubs International per la straordinaria attività umanitaria che svolge ovunque, in
favore dell’ambiente, della responsabilità dei singoli
cittadini nel creare miglioramenti della qualità della
vita, per l’impegno nel campo della difesa dei diritti
dell’uomo, della protezione ed aiuto ai rifugiati, per
la alfabetizzazione dei bambini abbandonati, per
la prevenzione e cura della cecità reversibile, per il
sostegno agli anziani ed ai meno fortunati?
Parlano a vanvera, o siamo noi che non riusciamo a
far bene comprendere ai soci dei 1324 Lions Clubs
d’Italia che la nostra è veramente una Organizzazione
al servizio dei terzi nel bisogno? E che ogni singolo
Club deve essere il punto di riferimento etico, sociale,
propositivo di ogni comunità? E che ciascuno di noi,
Lions, ha responsabilità - maggiore forse di quella dei
politici - nel fare progredire la propria città e cooperare con chi ne ha quella elettiva per trasformare ogni
luogo ove siamo presenti nel meglio che ogni citta-
di Pino Grimaldi *
dino aspiri ad avere?
Si pongano queste domande i Presidenti di Clubs e se
la pongano, a livello diverso, i Governatori Eletti. E’
meglio dire ai quattro venti che siamo una società di
amici che organizzano meeting vari o dimostrare che
sappiamo come gruppo elitario di benevolenti capire
quali sono le necessità di ogni singola comunità e per
essa dare il meglio di noi stessi in progettazioni, opere,
lavoro, tempo, denaro come abbiamo promesso di
fare associandoci liberamente al Lions International?
Chi è andato via evidentemente non ha trovato quella
opportunità di essere utile per la quale aveva accettato il nostro invito. Né di certo avrà influito quanto
paghiamo per l’Associazione Internazionale e Multidistretto: in totale 3,70 euro al mese! I giovani di
oggi ed anche quanti hanno lasciato il lavoro attivo
vogliono invece sentirsi utili ed ambiscono essere
parte di un’associazione veramente internazionale,
operosa, sensibile ai bisogni e non solo parte di un
gruppo che si compiace di autoreferenzialità: carta
moschicida pericolosa e killer dei buoni propositi. Si
sveglino allora le coscienze civiche e si vada a lavorare nella vigna del bisogno.
Abbiamo quest’anno dimostrato come lo spirito della
Italia Unita ci abbia affascinato e trascinato più di
molte altre organizzazioni. La testimonianza fatta da
un Distretto (L) con la pubblicazione di un interessante volume sui 150 anni e la sfilata a Modena (Tb)
di un tricolore di ben 1797 metri hanno determinato
apprezzamento e riconoscimento per il nostro attaccamento alla Patria, Presidente della Repubblica in
testa. Ne siamo orgogliosi. Come lo siamo del Campo
Italia, del Libro parlato, della scuola cani guida, del
campo per disabili, l’intervento all’Aquila, gli innumerevoli atti di “buon governo”, le molteplici attività
in Africa, in favore dei terremotati in Giappone, Stati
Uniti, Indonesia e tanto ancora. Siamo sulla buona
strada. E l’approvazione avvenuta a Torino di una
“struttura per l’informazione” - auguri al Governatore Rasi che la curerà nel primo anno - darà finalmente giusta voce a quanto facciamo. Si esprima
questo interesse in ogni comunità e si sarà veramente
“faro di speranza” ad una voce ciascuno dicendo “Io
ci credo” nel progresso della vita civica in armonia,
legalità, democrazia, rispetto del prossimo.
“We serve”. Lo diciamo dal 1917. Esistiamo per far
ciò. Dimostriamolo.
P.S. con questo ultimo articolo “mi licenzio e me ne
vado”. I mie tre lettori se ne dorranno. Gli altri, se esistono, diranno: era ora. Non posso dar loro torto.
*Presidente Internazionale Emerito.
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16
LION / LABORATORIO INTERNAZIONALE
Il capitale umano africano
Il Centro internazionale di ricerche “Cittadinanza
umanitaria” ritiene che il più grande aiuto umanitario consista nell’investimento nel capitale
umano africano. Di Ermanno Bocchini *
E’
opinione radicata che gli aiuti umanitari
dell’Africa debbano tradursi in opere di carità,
specialmente sul piano alimentare e sanitario. Il libro
di Dambisa Moio, una giovane africana con master
nell’Università di Harward e dottorato nella Università di Oxford, reca il titolo significativo “La carità che
uccide” (Rizzoli, 2011). Il libro dimostra che carità non
fa rima con libertà e, massimamente, con libertà dal
bisogno, perché crea dipendenza e non sviluppo autonomo dei territori aiutati.
Noi del “Centro Internazionale di Ricerche Cittadinanza Umanitaria” crediamo che la nostra Missione
sia “Aiutiamoli a non chiedere più aiuto”.
In questa direzione abbiamo creato il “Centro Internazionale di Ricerche” e stiamo allestendo in Africa (Mali)
un campus in grado di vivere autonomamente con il
reddito prodotto dalla fattoria alla quale si aggiunge
una infermeria e una scuola di avviamento di tipo
agrario.
Crediamo che il più grande aiuto umanitario consista
nell’investimento nel capitale umano africano. Perciò
stiamo finanziando lauree specialistiche presso la prestigiosa Università LUISS di Roma in Relazioni Internazionali di persone africane che vogliamo aiutare,
creando un capitale umano africano in grado di far
camminare l’Africa con le proprie gambe.
La nuova carità ai popoli africani si chiama conoscenza: “Il resto - come disse il generale Marshall parlando all’Università di Harward nel 1945 - lo faranno
da soli”.
Ecco cosa ci ha detto, nel Congresso Distrettuale (Governatore Emilio Cirillo), il giovane africano Yacouba
Sabere del Mali, che si sta laureando presso l’Università
LUISS di Roma in Scienze Politiche “Relazioni Internazionali” grazie alla nostra borsa di studio...
Noi che beneficiamo di questo progetto riteniamo che esso sia
appropriato perché capace di creare uno sviluppo autonomo
delle nostre terre. E ciò perché non ci sarà democrazia nel mio
paese fino a quando non vi sarà uno sviluppo sociale, economico, culturale e civile.
Grazie per la “Borsa di studio” che avete messo a mia disposizione in questa molto prestigiosa Università LUISS. Qui io
mi vado formando alle lezioni di prestigiosi professori come
Sebastiano Maffettone, Giovanni Orsina, David Held, Jean
Paul Fitoussi ed altri.
Io spero di preparare la mia tesi di laurea sul vostro modello di
sviluppo e sul “Campus Cittadinanza Umanitaria”, perché
esso rappresenta un metodo originale per creare anzitutto
capitale umano in Africa.
La laurea specialistica che sto prendendo in Relazioni Internazionali aprirà per me e per la mia terra nuovi orizzonti di
sviluppo.
Ringrazio i Vostri Governatori Cirillo e Del Vecchio e il
Direttore Scientifico del Centro Internazionale Cittadinanza
Umanitaria, Ermanno Bocchini, che hanno creduto in me e
nella dignità e libertà del mio popolo.
I più cari auguri”.
*Direttore scientifico del Centro Internazionale di Ricerche “Cittadinanza Umanitaria”, Direttore Internazionale
2007/2009 e Rappresentante del Lions Clubs International
presso il Consiglio d'Europa.
“E’ per me un grande piacere ed un onore partecipare al Congresso del Distretto 108 Ya perché credo nel progetto “Lions
Campus Cittadinanza Umanitaria”.
Io parlo perché credo in questo progetto dei Lions per il mio
paese, credo in una giustizia sociale mondiale fra i vari popoli
e paesi e credo che questo progetto possa costituire un pilastro per un nuovo sviluppo dei popoli africani e del Mali in
particolare.
17
18
mondolions
Seattle ci attende
Convocazione ufficiale
S
econdo quanto stabilito dall’Articolo VI, Sezione
2 dello Statuto Internazionale, con la presente
comunicazione convoco ufficialmente la Convention Internazionale per l’anno 2011.
La nostra 94ª Convention Internazionale si terrà a
Seattle, Washington, USA, e avrà inizio alle ore 9 del
4 luglio e terminerà l’8 luglio. Lo scopo della Convention è quello di eleggere un presidente, un primo vicepresidente, un secondo vice presidente e 17 membri
del Consiglio Direttivo Internazionale, nonché trattare
altre eventuali questioni che potrebbero presentarsi
prima della riunione.
I partecipanti alla Convention quest’anno
troveranno che Seattle è davvero una
meta straordinaria. Conosciuta come la
“Città di Smeraldo” e situata a nordovest degli USA, Seattle offre moltissimi ristoranti di alto livello e numerose
attrazioni turistiche.
La Convention internazionale è sempre
un evento indimenticabile e festoso. La
settimana avrà inizio con la parata internazio-
nale, seguita dallo show internazionale, caratterizzato
da spettacoli straordinari e multiculturali. Nel corso
della settimana, i Lions avranno l’opportunità di partecipare a numerosi seminari.
Durante la prima sessione plenaria, avrò l’onore di condividere con tutti voi un anno di service in cui i Lions hanno
brillato e hanno rappresentato un “Raggio di speranza”.
La settimana si concluderà venerdì con un discorso
dell’ex Segretario di Stato USA Condoleeza Rice,
seguito dall’insediamento del presidente internazionale 2011-2012 e dei governatori distrettuali.
I Lions del Multidistretto 19 accoglieranno gli ospiti e garantiranno loro un
soggiorno piacevole, produttivo e indimenticabile.
Incoraggio tutti voi a partecipare a questa
evento speciale del lionismo.
Sid L. Scruggs III
Presidente Internazionale
dell’Associazione dei Lions Clubs
Oak Brook, Illinois, Stati Uniti d’America
10 maggio 2011
19
Convention Internazionale
I candidati alla carica di 2° Vice Presidente Internazionale
Pubblichiamo un sintetico profilo degli 8 candidati alla carica di 2° Vice Presidente Internazionale.
L’elezione avrà luogo l’8 luglio nel corso della 94ª Convention Internazionale di Seattle.
Harri Ala-Kulju
Carlos E. Justiniano
Salim Moussan
Phil Nathan
Harold R. Ott
Barry J. Palmer
G. Ramaswamy
Steven Sherer
Socio dell’Espoo Keskusta
Lions Club in Finlandia dal
1977, il Past Direttore Internazionale Harri Ala-Kulju
è un dirigente assicurativo,
attivo in molte organizzazioni
comunitarie. E’ stato eletto al
Consiglio d’Amministrazione
Internazionale alla 84ª convention internazionale dell’associazione, ad Indianapolis,
Indiana, nel 2001. Ha servito
come direttore di campagna
per la Scandinavian Red Feather Campaign in Finlandia e
come presidente del Consiglio
Nordico.
Il dottor Harold R. Ott, di
Boalsburg, Pennsylvania, è
stato eletto membro del Consiglio di Amministrazione alla
90ª Convention Internazionale
di Chicago, Illinois, nel 2007.
Amministratore
dell’università in pensione, è socio del
Harris Township Lions Club
ed è Lion dal 1980. Attivo in
molte organizzazione professionali e comunitarie, è stato
presentatore e moderatore ai
Lions leadership forum, group
leader per la scuola dei DGE e
co-presentatore ai Seminari per
Council Chairpersons.
20
Residente a Mayaguez, Puerto
Rico, il dottor Justiniano è socio
Lion dal 1979 ed è stato direttore internazionale dal 1993 al
1995. E’ socio del Mayaguez
Lions Club. E’ un ortodontista e direttore finanziario
della Justi Corporation. Il Past
Direttore Internazionale Justiniano è attivo in molte associazioni professionali, civiche
e comunitarie ed ha ottenuto
diversi riconoscimenti. E’ stato
moderatore agli USA/Canada
Lions Leadership Forums ed ai
Latin American and Caribbean
Forums.
Direttore Internazionale nel
2000-2002, Barry Palmer, residente a Berowra, Australia, è
socio del Hornsby Lions Club
dal 1976. Ha servito in molti club,
distretti, multidistretti e a livello
internazionale nell’associazione.
Dirigente di una società immobiliare, ha ricevuto dal governo
australiano la Australian Medal
ed il riconoscimento australiano
per la ricerca sui tumori infantili
(Australian Childhood Cancer
Research Award). Volontario alle
Olimpiadi di Sidney, ha ottenuto
diverse onorificenze dal Lions
Clubs International.
Il Past Direttore Internazionale Salim Moussan, di
Beirut, Libano, è stato eletto
al Board dell’associazione alla
80ª convention internazionale
di Philadelphia, Pennsylvania, nel 1997. Titolare di una
società commerciale, è impegnato in varie organizzazioni
professionali e comunitarie
ed è stato presentatore a tre
convention internazionali e
presidente del 23° South Asia,
Africa and Middle East Lions
Leadership Forum. E’ il fondatore del Lions Eye Center in
Libano.
Il Past Direttore Internazionale G. Ramaswamy è entrato
nel Annur Town Lions Club
nel 1985 e vive a Coimbatore,
India. E’ stato direttore internazionale dal 1996 al 1998, ed
è stato segnalato per aver sponsorizzato più di 900 nuovi soci
nei Club Lions. E’ stato anche
selezionato per servire come
incaricato al Consiglio di Amministrazione Internazionale dal
1999 al 2000, dal 2005 al 2006 e
dal 2006 al 2007. Ramaswamy
è un industriale ed ha ottenuto
diversi riconoscimenti professionali, civili e comunitari.
Phil Nathan, di Earls Colne,
Inghilterra, è stato in carica come
direttore internazionale nel 19992001. Lion dal 1982, socio fondatore del South Woodham Ferrers
Lions Club dal 1989. Mediatore
di borsa e dirigente di una società,
Nathan ha servito come Presidente di Forum Europeo nel 2006.
E’ membro di sette diversi consigli di amministrazione di enti di
beneficenza ed è attivo in molte
organizzazioni professionali, civiche e comunitarie. Nel 2001 è stato
insignito da Sua Maestà la Regina
Elisabetta II del titolo di Membro
dell’Impero Britannico, MBE.
Il Past Direttore Internazionale
Steven Sherer, di New Philadelphia, Ohio, commercialista abilitato, è socio del Dover Lions
Club dal 1980. Ha preso parte a
19 convention internazionali e a
12 USA/Canada Lions Leadership Forum. E’ un coordinatore
di area GMT e ha ricevuto diversi
riconoscimenti
internazionali
inclusi l’Ambassador of Good
Will Award e International Leadership. Nella sua comunità gli
è stato conferito il Distinguished
Citizens Award ed è attivo in
molte organizzazioni professionali e comunitarie.
Convention Internazionale
Convention Internazionale - Avviso Ufficiale
Due proposte... in votazione
Le seguenti proposte di emendamento allo Statuto e Regolamento Internazionale saranno sottoposte al voto dei delegati nel corso della Convention Internazionale del 2011. Questi emendamenti
saranno approvati con la maggioranza dei voti favorevoli alla loro adozione.
Proposta numero 1 - Una risoluzione per introdurre l’aumento delle quote associative internazionali, in vigore
dall’anno fiscale 2012-2013 e per semplificare il testo
relativo alle disposizioni sulle quote associative. L’introduzione di un modico aumento delle quote associative
consentirà all’associazione di continuare a servire i propri
soci, di mantenere i programmi esistenti e di investire
in nuove iniziative per il futuro. Il consiglio d’amministrazione internazionale ha raccomandato all’unanimità
l’adozione della seguente risoluzione.
Sia stabilito che a partire dall’1 luglio 2012, l’Articolo
XII, Sezione 2 del Regolamento Internazionale, sia modificato, cancellando il suo testo e sostituendolo con il
seguente:
Sezione 2. QUOTE ASSOCIATIVE.
(a) Le quote associative semestrali dell’importo di venti
dollari e cinquanta centesimi (USD 20,50), in dollaro americano, saranno riscosse per ogni socio di club, in base al
numero di soci del club, come risulta dal rapporto soci
di giugno e dicembre, e saranno pagate da ciascun club
all’ufficio internazionale, come stabilito dal Consiglio di
Amministrazione Internazionale, con le eccezioni indicate nelle sotto-sezioni (b) e (c) di seguito riportate.
(b) Per i programmi dedicati alle famiglie, come stabilito dal Consiglio di Amministrazione Internazionale,
saranno applicate le seguenti quote:
(1) Il primo socio membro di un nucleo familiare pagherà
le quote associative semestrali, secondo quanto stabilito
nella sotto-sezione (a) di cui sopra.
(2) I soci membri familiari aggiuntivi, fino a un massimo
di quattro membri per nucleo familiare, pagheranno le
quote associative annuali per un importo pari alla metà
(1/2) della somma pagata dal primo socio membro del
nucleo familiare, indicata nella sotto-sezione (b) (1) di cui
sopra.
(c) Per i programmi dedicati ai soci studenti, come
stabilito dal Consiglio di Amministrazione Internazionale, i soci studenti in possesso dei requisiti,
pagheranno le quote associative annuali per la metà
(1/2) del loro importo, indicato nella sotto-sezione (a)
di cui sopra.
(d) Una quota annuale sarà pagata da ciascun Lions
club per ciascun club Leo da questo sponsorizzato, nella
somma e nei tempi stabiliti dal Consiglio di Amministrazione Internazionale.
Sia stabilito inoltre che a partire dall’1 luglio 2013, l’Articolo XII, Sezione 2(a) del Regolamento Internazionale sia
modificato, rimuovendo il testo “venti dollari e cinquanta
centesimi (USD 20,50)”, e sostituendolo con la frase “ventuno dollari e cinquanta centesimi (USD 21,50)”.
Proposta numero 2 - Risoluzione per aggiornare i compiti
del governatore distrettuale, del primo vice governatore
distrettuale e del secondo vice governatore distrettuale,
per includere le loro rispettive responsabilità all’interno del
globalmembership team e del global leadership team.
Sia stabilito che l’Articolo X, Sezioni 2(a)(2) e 2(a)(3)
del Regolamento Internazionale, siano emendate, eliminando il testo contenuto e sostituendolo con il seguente:
(2) Supervisiona il Global Membership Team a livello
distrettuale e incoraggia gli altri officer distrettualI a favorire la crescita associativa e l’organizzazione di nuovi club.
(3) Supervisiona il Global Leadership Team a livello
distrettuale e incoraggia gli altri officer distrettuali a
favorire la crescita della leadership a livello di club e di
distretto.
Sia stabilito inoltre che l’Articolo X, Sezione 2(b)(2) del
Regolamento Internazionale, sia emendato, eliminando
il testo esistente e sostituendolo con il seguente:
(2) Ricopre un ruolo chiave di collegamento tra il Team
del Governatore Distrettuale e il Global Membership
Team, e svolge un ruolo attivo per la crescita associativa,
la creazione di nuovi club e per garantire il successo dei
club esistenti all’interno del distretto.
Sia stabilito inoltre che, l’Articolo X, Sezione 2(b) del
Regolamento Internazionale sia modificato, aggiungendo il testo seguente come nuovo sotto-paragrafo 2(b)
(3) e, quindi, rinumerando i restanti sotto-paragrafi.
(3) Collabora con il Governatore Distrettuale, il Secondo
Vice Governatore Distrettuale e il Global Leadership
Team per lo sviluppo e l’implementazione di un piano di
sviluppo della leadership per l’intero distretto.
Sia stabilito inoltre che l’Articolo X, Sezioni 2(c)(2) e 2(c)
(3) del Regolamento Internazionale, siano modificate,
eliminando il testo in esse contenuto e sostituendolo con
il seguente:
(2) Ricopre un ruolo chiave di collegamento tra il Team
del Governatore Distrettuale e il Global Leaderhip Team,
partecipa attivamente alle iniziative e incoraggia gli altri
officer distrettuali a gestire e promuovere un effettivo
sviluppo della leadership.
(3) Collabora con il Governatore Distrettuale, il Primo
Vice Governatore Distrettuale e il Global Membership
Team per lo sviluppo e l’implementazione di un piano di
crescita associativa per l’intero distretto.
Sia stabilito inoltre che l’Articolo X, Sezione 2 (c) del
Regolamento Internazionale sia modificato, aggiungendo il testo seguente come nuovo sotto-paragrafo 2 (4)
e, quindi, rinumerando i restanti sotto-paragrafi.
(b) Svolge compiti amministrativi assegnati dal governatore distrettuale.
21
Per saperne di più …
LCIF... a grandi passi
La nostra fondazione internazionale nel 2010-2011 ha risposto alle necessità di milioni di persone
nel mondo. 10.000 sussidi per oltre 708 milioni di dollari.
all’opera svolta dalla LCIF e a condividere meglio il
suo messaggio con gli altri. Il materiale è disponibile
sul nuovo sito web.
Il Lions Quest in 64 Paesi
In 26 anni la LCIF ha portato il suo programma per
lo sviluppo della gioventù, il Lions Quest, a più di 12
milioni di giovani in tutto il mondo. Dopo aver sentito
da numerosi ragazzi, genitori e docenti quanto questo
programma abbia cambiato la loro vita, la LCIF ha
aggiunto quattro nuovi paesi alla famiglia Lions Quest,
portando il totale dei paesi a 64.
Per coinvolgere maggiormente i Lions, la LCIF ha sviluppato
un kit su “come fare” che può essere scaricato dal sito web.
L
a Lions Clubs International Foundation (LCIF)
è arrivata al suo 43° anno di attività. Ogni anno
la LCIF stabilisce degli obiettivi per perfezionare ed
ampliare il suo lavoro e per migliorare la vita di milioni
di persone in tutto il mondo. Ma il 2010-2011 è stato
anche l’anno durante il quale sono stati compiuti grandi
passi sia per condividere il lavoro dei Lions nel mondo,
sia per rispondere meglio alle necessità dei Lions.
La creazione di un nuovo Comitato Direttivo ha permesso alla LCIF di rinforzarsi. Diretto dal Chairperson
Eberhard Wirfs, il Comitato Direttivo ha migliorato la
comunicazione con il pubblico ed i Lions, ha ampliato
il Lions Quest, il riuscito programma di sviluppo per
la gioventù, e si è collegato meglio con i coordinatori
Lions. L’obiettivo finale della LCIF è quello di aiutare
molta più gente nel bisogno di quanto abbia mai fatto.
Di seguito i principali risultati della LCIF nell’anno
2010-2011.
La comunicazione è migliorata
Riconoscendo l’esigenza di avere un sito web indipendente ed intuitivo, la LCIF ha lanciato in maggio
un nuovo sito (www.lcif.org). Il sito mostra immagini
sorprendenti, accesso rapido alle ultime notizie LCIF e
navigazione facilitata.
La LCIF ha sviluppato l’immagine di un nuovo marchio per aggiornare il suo look e comunicare più chiaramente la sua missione. Le nuove pubblicazioni della
LCIF contengono colori marcati e contenuti chiari. Le
modifiche aiuteranno i Lions a sentirsi più collegati
22
708 milioni di dollari
La LCIF non avrebbe potuto assegnare 10.000 sussidi
per un importo totale di 708 milioni di dollari di finanziamenti senza il sostegno dei Lions. Infatti, i Lions forniscono la maggior parte dei fondi per aiutare milioni
di persone in tutto il mondo. La LCIF ha stabilito nuovi
obiettivi di raccolta fondi per potenziare l’impegno
dei Lions e coordinatori distrettuali e multidistrettuali
hanno giocato ruoli chiave. Lavorando in modo più
efficace con i coordinatori, la LCIF potrà aumentare la
consapevolezza del suo ruolo, aiutando così più persone in tutto il mondo.
La LCIF ha creato nuove risorse per coordinatori come
presentazioni in PowerPoint e dettagliati rapporti
sui sussidi. Anche questi sono disponibili sul sito.
Quest’anno sono anche stati tenuti diversi seminari
didattici ed informativi on line. Grazie all’impegno
congiunto di Lions e della LCIF, molti più coordinatori
quest’anno hanno raggiunto e riportato i loro obiettivi.
Questi cambiamenti significativi contribuiranno allo
sviluppo del sostegno e dell’impegno dei Lions per la
LCIF e ad aumentare la visibilità dei Lions.
Per far sapere alla LCIF cosa ne pensate dei cambiamenti,
contattate la LCIF all’indirizzo [email protected].
Per saperne di più …
23
Aspetti giuridici del LCI
➡
Visti da dentro
Gli organi associativi, le regole di procedura parlamentare, l’Assemblea dei Soci del Club.
Completamento di quanto pubblicato sul numero di maggio. Di Sergio Maggi *
Nona parte
L’approvazione delle delibere assembleari può richiedere, in alcuni casi, un quorum deliberativo particolare.
L’art. XIII dello Statuto tipo di Club stabilisce che gli
emendamenti statutari devono essere approvati con il
voto favorevole “dei 2/3 dei soci fisicamente presenti e
votanti”. Inoltre, l’art. VII sez. 2 del Regolamento tipo di
Club, stabilisce che “qualunque funzionario di questo
club può essere destituito dalla carica per giusta causa e
perciò saranno necessari i 2/3 dei voti di tutti i soci riuniti in assemblea”.
Un esempio pratico chiarirà il significato di tale maggioranza:
• Voti validi 30; 2/3 dei voti validi = 20; maggioranza 20
voti.
• Voti validi 31; 2/3 dei voti validi = 20,6; maggioranza
21 voti.
• Voti validi 32; 2/3 dei voti validi = 21,3; maggioranza
22 voti.
• Voti validi 33; 2/3 dei voti validi = 22; maggioranza 22
voti.
(Robert’s rule of order N.R. cap.XII pg 388).
La delibera rappresenta l’atto con il quale l’assemblea
decide in merito ad una questione riguardante la vita
associativa: essa è il risultato del voto espresso dai singoli soci e deve essere adottata con la prevista maggioranza. E’ proprio il cosiddetto principio di maggioranza
che dà forza giuridica alle delibere, per cui, quando sono
adottate nel rispetto delle norme, acquisiscono valore di
obbligatorietà per tutti i soci anche se dissenzienti.
D’altra parte, l’approvazione a maggioranza di una delibera non esclude la possibilità che essa venga impugnata.
Da un punto di vista generale, le delibere assembleari impugnate “sono da ritenersi nulle allorché prive
degli elementi essenziali con oggetto impossibile o
illecito (contrario all’ordine pubblico, alla morale e al
buon costume), con oggetto che non rientra nella competenza dell’assemblea, che incidono sui diritti individuali…”; sono invece annullabili “le delibere con vizi
relativi alla regolare costituzione dell’assemblea, quelle
adottate con maggioranza inferiore a quella prescritta
dalla legge o dal regolamento…” (Cass. Civ. SS. UU.
07/03/2005 n.4806).
Su questa particolare questione, così come si è visto per
altre, non vi è alcun riferimento normativo per quanto
attiene le associazioni non riconosciute, ed in particolare la nostra; per cui anche in questo caso occorre fare
ricorso all’applicazione analogica di norme che si riferiscono a figure affini, in primis quelle sulle associazioni
riconosciute (E. de Franchis, G. Giordano - Gli Enti non
profit - Maggioli Ed. - 1996) ed alla giurisprudenza (P.
Cendon, A. Baldassari - Codice Civile annotato con la
giurisprudenza - UTET 2007).
Invalidità delle delibere - Eventuali vizi delle delibera-
24
zioni dell’organo di una associazione non riconosciuta
e, in particolare, la sospensione della deliberazione
stessa, devono essere perseguiti attraverso il ricorso ai
tipici rimedi apprestati dalla legge per le associazione
riconosciute - in ispecie all’art. 23 comma 3 c.c.… (Trib.
Cagliari 12.7.96).
Poiché l’art. 23 c.c. prevede soltanto ipotesi di annullabilità e non anche di nullità delle deliberazioni delle associazioni riconosciute, deve ritenersi che con tale norma,
applicabile anche alle associazioni non riconosciute, il
legislatore abbia convertito, per quanto riguarda le suddette deliberazioni, le cause di nullità in cause di annullabilità (Cass. Civ. 17.5.75, n.1018, Trib. Milano 7.11.88).
La possibilità di sostituire la deliberazione impugnata
con altra valida, prevista dall’art. 2377, ultimo comma
c.c. per le deliberazioni delle società per azioni, è espressione di un principio generale come tale applicabile
anche alle associazioni (Trib. Roma 26.6.81).
Legittimazione all’impugnazione - Sono legittimati
all’impugnativa solo gli associati attuali, con esclusione
di quelli che hanno perduto la qualità di associato o di
quelli che l’abbiano acquistata successivamente alla
data della deliberazione impugnata (Trib. Torino 4.3.85;
Cass. Civ. 17.3.75 n. 1018). Sono legittimati all’impugnativa solo i soci assenti o dissenzienti, con esclusione
degli assenzienti (Cass. 8.2. 1985 n.1035).
Termine dell’impugnazione - Il termine di decadenza
dei trenta giorni previsto dall’art. 2377 c.c. per l’impugnativa delle delibere assembleari delle società per
azioni non è applicabile alle associazioni (Cass. Civ.
11.3.59 n.702). In mancanza di una norma che ponga il
termine di decadenza, l’impugnazione delle delibere
dell’assemblea di una associazione è proponibile senza
limiti di tempo (Trib. Palermo 9.8.1985).
Inapplicabilità della norma - La norma di cui all’art. 23
c.c., la quale prevede che nei procedimenti di annullamento e sospensione delle delibere assembleari della
associazione riconosciuta debba intervenire il Pubblico
ministero, non trova applicazione diretta o analogica
per il caso delle associazioni non riconosciute. In queste
ultime, infatti, stante il difetto di riconoscimento giuridico, manca l’interesse pubblico che giustifica l’intervento del P.M. (Cass. Civ. 23.1.2004, n. 1148).
Le disposizioni sull’annullamento e sulla sospensione
delle deliberazioni delle associazioni riconosciute (art.
23 c.c.) - applicabili in via analogica alle delibere assembleari delle associazioni non riconosciute - non riguardano le delibere che, per vizi talmente gravi da privare
l’atto dei requisiti minimi essenziali (come nell’ipotesi
in cui siano state adottate con una maggioranza di voti
insufficiente rispetto a quella prevista dalla legge o dallo
statuto), siano affette da radicale nullità od inesistenza,
denunciabile, in ogni tempo, da qualsiasi interessato
(Cass. Civ. 42.93, n.1408).
*Direttore Internazionale 2004-2006.
multidistretto
I Lions...
insieme a Torino
Al Lingotto della prima capitale italiana,
dal 27 al 29 maggio,
1012 delegati provenienti da tutta Italia
hanno partecipato ai lavori
del 59° Congresso Nazionale.
Di Sirio Marcianò
25
Congresso Nazionale
L’
importante appuntamento annuale dei lions
italiani ha preso il via alle 16,45 di venerdì 27
maggio, quando il cerimoniere Nicola Guercio ha aperto ufficialmente il 59° congresso nazionale
del multidistretto. La cerimonia inaugurale ha visto la
suggestiva sfilata dei cani guida dei lions, con in testa
il neo presidente del servizio Gianni Fossati, e l'intervento delle autorità civili e religiose presenti. Si sono
succeduti al microfono, per un saluto, il presidente del
comitato organizzatore Elisa De Maria, il Governatore
delegato al congresso Pier Luigi Foglia - il quale ha
mostrato ai delegati presenti la medaglia con la quale
il Presidente della Repubblica Napolitano ha insignito
il nostro 59° congresso nazionale -, i rappresentanti dei
MD di Germania e Svizzera, il Presidente Emerito Pino
Grimaldi - che ha ricordato con orgoglio che i lions,
nel 1942, sono stati chiamati dalle Nazioni Unite per
la stesura della carta dei diritti umani - e il Direttore
Internazionale Domenico Messina - che ha portato il
saluto della sede centrale ai congressisti e ha sottolineato l'importanza per noi lions di incidere sempre di
più sulle campagne globali, senza dimenticare il nostro
territorio -.
Ha chiuso la giornata inaugurale il Presidente del Consiglio dei Governatori Stefano Camurri Piloni, che ha
riassunto quanto è stato realizzato dai Lions quest'anno
in Italia, dando per ogni attività di servizio il giusto
riconoscimento a chi si è impegnato per realizzarle e
ha evidenziato i tanti lati positivi del nostro multidistretto.
La seconda giornata congressuale si è aperta con le
risultanze di tre seminari svoltisi il giorno precedente
su "Affari interni" (DG Carlo Calenda, PDG Girolamo
Amadeo), su GLT/GMT (DG Fabio Feudale, PID
26
Giovanni Rigone, PCC Federico Steinhaus), sull'informatizzazione e sull'annuario (DG Carlo Forcina,
OTI Domenico Lalli), e con gli interventi sulla LCIF
(DG Carla Di Stefano) e sul multidistretto Leo (Mauro
Imbrenda) e quello del candidato alla Seconda vice
presidenza internazionale PID Giovanni Rigone.
A seguire, le relazioni sulle attività del "Servizio cani
guida" (Gianni Fossati), del progetto "Sordità" (Rosario
Marretta), della "Solidarietà Sanitaria" (Salvatore Trigona), della "Raccolta occhiali usati" (Enrico Baitone),
dell"'Acqua per la vita" (Piero Manuelli), de "I Lions
italiani contro le malattie killer dei bambini" (Luciano
Diversi), dell'''Associazione Italiana Lions per il Diabete" (Paolo Brunetti), della "Banca degli occhi Melvin
Jones" (Roberto Linke), dei "Bambini nel bisogno: tutti
a scuola in Burkina Faso” (PCC Giancarlo Vecchiati) e
del "Libro Parlato Lions", che prevedeva la votazione
di un regolamento, successivamente ritirato, comprendente una richiesta di contributo da parte dei soci.
Nella stessa giornata ci sono state le risultanze dei seminari "Gioventù" (DG Roberto Olivi Mocenigo), "Proposte di aggiornamento del lionismo italiano alla recente
normativa civilistica e fiscale" (PCC Luciano Ferrari)
e "Struttura permanente per le pubbliche relazioni",
per la quale è stata approvata l'aggiunta dell'articolo
16 bis al regolamento del multidistretto. Si tratta di un
nuovo articolo che sancisce ufficialmente la nascita di
una importante struttura (voti favorevoli 311), che ci
dovrebbe consentire, coordinata l'anno prossimo dal
DG Franco Rasi, di uscire dal vuoto di informazione che
circonda là fuori il lionismo italiano. La struttura, non
"permanente" per decisione assembleare, al congresso
di Genova nominerà il "responsabile" per il triennio
2012/2015 su proposta del Consiglio dei Governatori
Congresso Nazionale
del prossimo anno.
E, ancora, le risultanze del seminario "Statuto e regolamento" (DG Carlo Calenda) e del seminario finanziario,
con conseguente votazione del bilancio multidistrettuale 2009/2010, presentato dall'IPDG Francesco Sartoretto. Il rendiconto del Multidistretto per il 2009/2010
non è stato approvato dai delegati presenti con 219
voti contrari e 68 favorevoli. In linea con le previsioni
la situazione finanziaria 2010/2011 presentata dal DG
Guglielmo Lancasteri.
Adottati i nuovi regolamenti, pubblicati su Lion di
aprile, del Campo Italia (voti favorevoli 297) e del
Campo Italia Disabili (voti favorevoli 302).
Direttore della nostra rivista per il 2012/2015 sarà il
sottoscritto, eletto dai delegati per acclamazione. Per
l'anno 2011/2012, in ottemperanza ad una disposizione internazionale, la rivista sarà diretta dal giornalista Bartolomeo Lingua.
Sono seguite, presentate rispettivamente dai DG Naldo
Anselmi e Roberto Faggi, le risultanze dei seminari
per la scelta del tema di studio e del service nazionali.
Questi ultimi, tutti - ne sono stati presentati sei - interessanti e degni dell'operatività dei lions italiani. Hanno
sul terremoto d'Abruzzo e sul programma Alert (DG
Ercole Milani e PDG Fulvio Venturi), sulle attività
internazionali (DG Marco Gibin), sul tema di studio
nazionale (DG Naldo Anselmi) e sul service nazionale
di quest'anno (DG Roberto Faggi), sull'attività di servizio (DG Rocco Saltino), sul Lions Quest Italia (DG
Dario Nicoli), sul progetto Italia per i Paesi in via di
sviluppo (DG Pier Luigi Tarenghi), sulle attività sportive (DG Giuseppe Scamporrino), sul Campo Italia
(relazione morale di Fiorenzo Smalzi), sul campo Italia
disabili "La Prateria" (relazione morale di Giuseppe
Garzillo, confermato direttore del campo, così come è
stata confermata la sede di Domodossola per il triennio
2011/2014), sulla rivista nazionale (relazione morale
del sottoscritto), sul Forum Europeo (PID Paolo Bernardi) e sulla conferenza del Mediterraneo (PID Massimo Fabio).
Gli ultimi punti all'ordine del giorno riguardano la
presentazione della candidatura di Milano a sede della
Convention Internazionale del 2018 e proposta di collaborazione con l'Expo (DG Carla Di Stefano e 2° VDG
Mario Castellaneta), la presentazione del 60° congresso
nazionale, che si svolgerà a Genova, la scelta di Taormina per il 61° congresso nazionale le elezioni dei revisori dei conti nazionali.
Fin qui la cronaca schematica dei tre giorni congressuali, ma è giusto segnalare che a Torino si è operato nel
segno della concretezza e della buona organizzazione.
Il congresso, pur nei tempi stretti concessi per ogni
relazione, ha sempre dato informazioni interessanti
e complete sull'attività dei lions in tutti i settori che ci
hanno contraddistinto in questa annata lionistica, ha
premiato con una targa l'opera costante portata avanti
da Romolo Tosetto, assente per motivi di salute, ha
apprezzato pubblicamente Rosario Cacciola e ha ricordato con affetto il compianto Direttore Internazionale
Enrico Cesarotti.
Una cosa è certa, al congresso si è operato per dimostrare quanto abbiamo fatto in quest'annata lionistica
e quanto potremmo fare se solo fossimo tutti più partecipativi.
Il 59° Congresso Nazionale, "assolato con un momento
di brezza" - come lo ha definito Pino Grimaldi in uno
dei suoi interventi - si è chiuso domenica 29 maggio alle
ore 12,30 con la presentazione dei 17 governatori neoeletti e di Naldo Anselmi, Presidente del Consiglio dei
Governatori 2011-2012. Pochi sussulti e una stonatura,
ma sempre il lionismo protagonista anche e soprattutto
attraverso le numerose relazioni che si sono succedute
nell'arco dei tre giorni congressuali.
raccolto i maggiori consensi dei delegati "La donazione
del sangue del cordone ombelicale: informazione e sensibilizzazione" (tema di studio dell'anno prossimo con
254 voti) e “Progetto Martina - Parliamo ai giovani dei
tumori. Lezioni contro il silenzio" (service nazionale
2011/2012 con 286 voti).
Nella mattinata di domenica ci sono stati gli interventi
Nelle fotografie, nell’ordine, il tavolo della presidenza con l’ID Domenico
Messina, il CC Stefano Camurri, il Presidente Internazionale Emerito
Pino Grimaldi e il candidato alla carica di 2° Presidente Internazionale
Giovanni Rigone; l’auditorium del Lingotto colmo di delegati; i governatori Pier Luigi Foglia, Carlo Forcina, Carlo Calenda, Ercole Milani, Pier
Luigi Tarenghi, Franco Rasi, Carla Tirelli Di Stefano, Marco Gibin, Fabio
Feudale, Dario Nicoli, Roberto Olivi Mocenigo, Guglielmo Lancasteri,
Rocco Saltino, Naldo Anselmi, Roberto Faggi, Emilio Cirillo e Giuseppe
Scamporrino.
27
Congresso Nazionale
Il futuro del lionismo
L’organizzazione
Dalle 14,30 alle 16,30 di sabato 28 maggio il Presidente
del Consiglio dei Governatori Stefano Camurri Piloni
ha presieduto l’open workshop sul “Lionismo del
futuro”. Si è trattato di un approfondito seminario dal
quale sono scaturite proposte idonee ad ottimizzare
e razionalizzare la nostra futura attività di servizio.
Stiamo parlando di un nuovo modo di vivere la nostra
associazione, più vicina alla gente e più adatta ad una
società globalizzata. Ovviamente, dalle parole si deve
passare ai fatti.
Si segnala ai lettori l’ottima organizzazione del congresso nazionale. Il merito è del comitato organizzatore
composto da Elisa De Maria (presidente), Giuseppina Sandri Locati (gestione eventi), Giancarlo Somà
(segretario), Luigi Tarricone (tesoriere), Nicola Guercio
(cerimoniere), Marina Unnia (accoglienza), Gabriella
Ponchia (regia congresso) e da tanti altri. Sempre presenti, disponibili e sorridenti, hanno reso gradevole la
logistica di un congresso pieno di eventi, di slide da
proiettare e frequentato da oltre 1000 delegati.
Al congresso...
una bandiera del 1866
In apertura di congresso, durante la suggestiva sfilata delle bandiere, abbiamo
potuto ammirare un vessillo fuori dal comune. Si tratta della prima bandiera
Italiana issata a Belluno il 15 novembre 1866 dal balcone di Palazzo Piloni,
attualmente sede della Provincia, in occasione della cena offerta al Re, per la
dedicazione al Regno della Città di Belluno, dal conte Francesco Piloni che,
ultimo Podestà Austriaco, primo Sindaco di Belluno Italiana, primo Presidente
della Provincia e cittadino onorario della Città di Torino transitò questo cruciale
momento storico. La storica bandiera è stata messa a disposizione dalla famiglia
Camurri Piloni.
I DGE al Centro occhiali usati
I Governatori neo eletti del nostro multidistretto, mercoledi 25 maggio, hanno
visitato, a Chivasso, la sede del “Centro Italiano Lions per la Raccolta degli
Occhiali Usati”, uno dei 13 centri Lions di riciclaggio occhiali nel mondo. I
DGE sono stati accolti dal presidente del centro, Enrico Baitone, il quale ha
illustrato con orgoglio l’importante attività del centro.
Dalle 9 alle 13 di sabato 28 maggio gli officer del centro raccolta occhiali usati
hanno ottenuto il Guinnes dei primati raccogliendo in 4 ore oltre 156.608 paia
di occhiali usati.
Dal Burkina... a Torino
Amadou Diemdiodà Dicko, ex Ministro dell’educazione e deputato
all’Assemblea Nazionale di Burkina Faso, ha ringraziato i congressisti per quanto i lions italiani stanno facendo in quel povero Paese e per
quanto, operando sul posto, sta facendo il nostro CC Stefano Camurri
Piloni nell’ambito dell’attività de “I lions italiani contro le malattie killer
dei bambini” (MK). Nella foto, oltre al ministro, sono riconoscibili, in abiti
burkinabé, il Direttore Internazionale Domenico Messina, il CC Stefano
Camurri Piloni e il Presidente Internazionale Emerito Pino Grimaldi.
Nel 2013
a Taormina
A Torino stata presentata la candidatura di Taormina
per il 61° congresso nazionale, che si svolgerà nel
maggio del 2013. La splendida cittadina siciliana ha già
organizzato con successo 4 congressi nazionali dal 1965
ad oggi. Nella foto lo staff del comitato promotore con
al centro, vicino al guidoncino del club, Rosario Cacciala e ... qualche “intruso”.
28
Congresso Nazionale
59° Congresso Nazionale.
Relazione del Presidente del Consiglio dei Governatori Stefano Camurri Piloni
Buon compleanno Italia
S
ignor Presidente Internazionale Emerito, carissimo amico Pino Grimaldi, signor Direttore Internazionale, carissimo amico Domenico Messina,
Past Direttori Internazionali, Officer tutti, bentrovati.
In pochi minuti è assai difficile esporre il lavoro e l’impegno di un anno, ma ci proverò.
Il Consiglio dei Governatori, con il quale ho avuto il
piacere di collaborare, è sempre stato unito e coeso e
desidero ringraziarlo per l’aiuto che mi ha dato e per
l’importante lavoro svolto.
Tutti ben sapete che io sono un’umanista e non un tecnico e, pertanto, ho cercato di condurre l’annata lionistica con il taglio che preferisco, appoggiandomi per la
parte tecnica alla eccezionale competenza e professionalità dei miei colleghi governatori.
Quest’anno il Consiglio ha avuto la fortuna di poter
festeggiare due grandi eventi: i 60 anni di lionismo in
Italia ed il 150° compleanno della nostra amata Patria.
In breve vi tratteggerò quanto è stato svolto.
La celebrazione dei 60 anni del lionismo in Italia si è
tenuta a Milano ed è stata organizzata magistralmente
dai quattro Governatori della Lombardia: Carla Di Stefano, Ercole Milani, Gigi Tarenghi e Franco Rasi. Noi
siamo felici dell’arrivo in Italia, dalla vicina Svizzera, di
questa orda di generosi Lanzichenecchi al servizio del
bene comune, che ci hanno invaso 60 anni fa e che ci
hanno trasmeso il piacere di poterci rendere utili.
A dicembre è stata attribuita al multidistretto 108 Italy
la prestigiosa onorificenza dell’Ambrogino d’oro. L’assegnazione ci è arrivata grazie alla segnalazione del
distretto Ib4, la “Grande Milano”, guidato da Carla Di
Stefano.
Il tema di studio Nazionale sulla Costituzione è stato
sviluppato da Naldo Anselmi ed ha trovato la sua conclusione naturale in un grande convegno che si è tenuto
a Tivoli in aprile. A tale tema si sono allacciati i festeggiamenti per il 150° anniversario dell’unità d’Italia.
La campagna “stampa e pubbliche relazioni”, portata
avanti quest’anno per ben due volte, è stata “costruita”
per l’attribuzione dell’Ambrogino d’oro e per la gior29
Congresso Nazionale
nata del “Lions day” a cura di Franco Rasi.
Il “Lions day” è stato celebrato in tutta Italia e coordinato
da Dario Nicoli, che ha altresì portato a compimento
la definitiva sistemazione dell’assetto burocratico del
Lions Quest. Il bilancio sociale del Lions Quest ha
avuto ampio riconoscimento ed è stato ubiquitariamente adottato.
Il service Nazionale, coordinato da Roberto Faggi, a
favore della conoscenza della dislessia, patologia che
colpisce i giovanissimi, si è concluso a Firenze con un
Convegno al quale hanno partecipato oltre 600 persone
e durante il quale sono state presentate delle tecniche
di approccio innovative che forniranno ottimi aiuti agli
affetti da dislessia.
Le “Relazioni Internazionali” coordinate da Marco
Gibin hanno prodotto un protocollo di intesa, denominato “Alpine Lions Cooperation”, tra vari Distretti
tranfrontalieri.
Il MERL, la cui delega è di Fabio Feudale, si è trasformato, con un transito mirato, in GMT e GLT.
La Tesoreria e la Segreteria Nazionale, a cura e particolare merito di Guglielmo Lancasteri e Carlo Forcina, hanno trovato un nuovo, più snello ed operativo
assetto. Tale operazione non è stata facile ed ha richiesto grande impegno e professionalità.
Il mio vice presidente Carlo Calenda mi è sempre stato
vicino, sopportandomi in qualche momento di confessionale. Emilio Cirillo ha curato la “Cittadinanza umanitaria” con competenza, Rocco Saltino ha sovrainteso
i vari aspetti attinenti le onlus e Pippo Scamporrino ha
curato l’aspetto sportivo portando a termine, assieme a
Roberto Olivi Mocenigo, Mauro Imbrenda e Pierluigi
Rosa, la creazione della squadra di calcio Leo-Lions,
grande esempio di aggregazione.
Nel Multidistretto sono stati effettuati oltre 500 convegni e conferenze, sono state portate a compimento moltissime iniziative meritorie che hanno coinvolto singoli
o più Distretti. Il tutto a testimonianza che il nostro
multidistretto è vivacissimo e sempre in prima linea
con idee e metodologie innovative.
La Segreteria al completo, ed in particolare la signora
Guendalina, ha sempre seguito e supportato il Consi30
glio dei Governatori e per questo desidero ringraziarla
a nome di tutti i governatori.
L’Italia è stata sede di due grandi manifestazioni: la
“Conferenza dei Lions del Mediterraneo”, che si è
tenuta a Trieste, nel Ta2, che tra l’altro è il mio Distretto,
e che è stata organizzata dal PDG Ugo Lupattelli, e
la più importante manifestazione europea, il Forum
Europeo, che si è tenuta a Bologna.
Per tali manifestazioni, che hanno dato lustro al nostro
Multidistretto e hanno avuto entrambe l’onore di avere
la presenza del Presidente Internazionale Sid Scruggs,
che si è volentieri trattenuto a conversare con i soci,
ringrazio i Governatori di competenza Fabio Feudale
e Roberto Olivi Mocenigo.
La visita del Presidente Internazionale ha molto assorbito il Consiglio, che si è dimostrato all’altezza, ed oltre,
della situazione. Sid Scruggs, che per la terza volta ci
ha onorato della sua visita, ha infatti ripetutamente
manifestato la soddisfazione per quanto svolto e si è
dimostrato estremamente interessato a quanto il nostro
multidistretto sta facendo.
Desidero ringraziare in particolare Pier Luigi Foglia e
tutto il suo staff per la splendida accoglienza riservataci qui a Torino e per la accurata organizzazione del
Congresso Nazionale. Elisa De Maria, con i suoi collaboratori, mi è sempre stata vicina e tuttora mi sta aiutando ad arrivare in fondo all’impegnativo compito di
presiedere il congresso.
Domenico Messina, che prima di questa esperienza
non conoscevo, ci è sempre stato vicino con l’affetto
ed il prezioso consiglio. Io e lui abbiamo sviluppato un
profondo senso di stima e di amicizia.
Pino Grimaldi, che ho la fortuna di conoscere da
più anni, impareggiabile amico, consigliere ed aiuto
costante, sempre al fianco, sempre costruttivo, con la
sua umanità e cultura, è stato supporto insostituibile al
Consiglio ed a me in particolare.
Giovanni Rigone cura con affetto e perizia la formazione dei Governatori futuri ed è sempre stato generoso nel fornire supporto tecnico di valore assoluto.
Paolo Bernardi, è l’anima del Forum Europeo che ha
condotto con consumata perizia.
Congresso Nazionale
Massimo Fabio è la guida e la “memoria” della Conferenza del Mediterraneo.
I Past Direttori Internazionali che hanno sempre donato
al Consiglio la loro esperienza ed i loro ponderati suggerimenti.
A tutti un grande abbraccio per quanto hanno saputo
investire nel lionismo.
Ho avuto la fortuna di poter svolgere l’incarico di
Presidente del Consiglio dei Governatori tra persone
fantastiche, che mi hanno sempre permesso di essere
tranquillo, sempre me stesso. Assieme siamo riusciti a
lavorare talmente bene ed in sintonia che il più delle
volte ci siamo divertiti.
Ancora una volta voglio ringraziare tutte le persone,
anche quelle che non ho citato, per l’impegno e per
l’amore donato al Lionismo e che vi chiedo di riconoscere con un grande applauso.
E ora desidero dare a tutti noi un piccolo spunto di
riflessione.
Tutti noi abbiamo esperienza del mondo fenomenologico in cui viviamo e di cui abbiamo contezza e ci creiamo quindi delle opinioni. Esiste però il mondo dei
noumena che sono i concetti astratti cui la mente può
giungere per deduzione dall’esperienza.
Esiste quindi un noumena del Lionismo cui il nostro
operato tende, in quanto concetto astratto e perfetto.
L’esperienza però potrebbe talora essere ingannevole.
Vi rammento il mito platonico della caverna in cui
l’esperienza è data dall’ombra della realta ed i suoni
sono l’eco della stessa, ma le persone imprigionate, che
altro non conoscono, sono sicure che la realtà sia quella
che percepiscono.
Uno dei prigionieri fugge dalla caverna e acquisisce
la conoscenza della realtà, potrebbe andarsene per
sempre, ma decide di ritornare dai suoi amici e trasmette loro il vero.
Compie quindi un atto lionistico, condividendo con chi
ne ha necessità ciò che possiede, in questo caso la conoscenza, che è in assoluto una delle cose maggiormente
preziose.
In buona sostanza non dobbiamo essere schiavi della
doxa, la opinione che ci formiamo, ma liberi di poter
scegliere, seguendo il socratico Daimon, che è la buona
voce interiore che ci spinge ad attuare il bene migliorandoci, integrando fenomena e noumena per arrivare
ad una corretta scelta operativa.
Essere volontari, quali siamo noi lions, ci impegna
maggiormente in quanto non operiamo per costrizione di una struttura superiore, ma per libera scelta
e coordinati in una superiore e complessa struttura
operativa.
Oltre alla operatività desidero ricordare con piacere
anche il lato umano ed affettivo che ha contraddistinto
tutta l’annata. Molti, se non tutti, i risultati ottenuti
derivano da una intima condivisione delle metodologie operative da tenere per portare a compimento
quanto scelto con l’intelletto illuminato dalla luce
dell’affetto.
Vicine al mio cuore sono state le mogli dei Governatori, che ci hanno supportato, sopportato, confortato
nei momenti difficili, che comunque in ogni annata si
attraversano. Sono state compagne discrete ma sempre
presenti con l’affetto e l’incoraggiamento.
Durante questo percorso di vita le ho sempre sentite
vicine a mia moglie Adriana ed a me.
Carissime ragazze, grazie di quanto ci avete donato,
ad Adriana devo un ringraziamento grandissimo in
quanto il suo sforzo di supporto dura da due anni.
Sicuramente, durante questi mesi ci saranno state delle
sbavature nell’operato del Consiglio; vita brevis, ars
longa, occasio praeceps, experimentum periculosum,
iudicium difficile.
I problemi sono molti, le vie da intraprendere per la risoluzione dei problemi possono essere difficoltose, spesso
le buone occasioni sono fugaci, il tempo è poco e discernere il vero dal falso ed il bene dal male è arte ardua, la
risoluzione finale può anche non essere la migliore in
assoluto, ma è la migliore che si sia potuta dare.
Cari amici soci grazie per tutto l’impegno donato. Dobbiamo sempre essere fieri ed orgogliosi di essere Lions
e Lions Italiani. Viva il lionismo e viva la nostra Patria.
Buon compleanno Italia.
Stefano Camurri Piloni
Presidente del Consiglio dei Governatori 2010/2011
31
Congresso Nazionale
Il congresso di Torino... in 90 righe
Tema di Studio Nazionale 2011/2012: "La donazione del sangue
del cordone ombelicale: informazione e sensibilizzazione".
Service Nazionale 2011/2012: "Progetto Martina - Parliamo ai
giovani dei tumori. Lezioni contro il silenzio".
Proposte e mozioni... Con 200 voti favorevoli, nessun contrario e nessun astenuto viene ratificata la nomina a componenti
della Commissione Affari Interni dei Lions Maurizio Segala
di Sangallo (Distretto la2) e Luciano Masiero (Distretto Ta2)
per il triennio 2010/2013.
La proposta di regolamentazione del Libro Parlato (Lion di
aprile a pagina 28) viene ritirata e pertanto non si è proceduto
alla votazione.
Con 297 voti favorevoli, 2 contrari e nessun astenuto viene
approvato il Regolamento del Campo Italia (Lion di aprile a
pagina 28).
Con 302 voti favorevoli, nessun contrario e 1 astenuto viene
approvato il Regolamento del Campo “Italia Disabili” (Lion
di aprile a pagina 29).
Con 311 voti favorevoli, 50 contrari e 23 astenuti viene approvata l'istituzione di una struttura per le pubbliche relazioni
multidistrettuali, con conseguente emendamento dell'articolo 16 bis. La quota annua assegnata alla struttura è di euro
0,80 per socio e responsabile per l'anno sociale 2011/2012
viene nominato Franco Rasi. L'Assemblea dei delegati al
Congresso Nazionale di Genova 2012 procederà alla nomina
del “responsabile”, su proposta del Consiglio dei Governatori, per il triennio 2012/2015. Con la stessa votazione viene
modificato l'articolo 20.2 del Regolamento Multidistrettuale
(Revisori dei conti).
Con 74 voti favorevoli, 121 contrari e 82 astenuti non viene
approvata la mozione presentata dal Presidente del LC
L'Aquila tendente a ridimensionare il progetto del Centro
Socio-Sanitario di Navelli.
Con 192 voti favorevoli, 1 contrario e 2 astenuti viene approvata la mozione presentata dal PID Massimo Fabio in difesa
della lingua italiana al Forum Europeo e al Convegno del
Mediterraneo.
Con 93 voti favorevoli, 1 contrario e 3 astenuti viene approvata la mozione presentata dal PDG Bruno Ferraro tendente
a sottoporre all'attenzione dei Governatori 2011/2012 la continuazione dell'impegno nei confronti del Tema Nazionale
2010/2011 sulla Costituzione Italiana.
Udita la relazione alle risultanze del seminario sugli aspetti
civilistici, tributari e statutari riguardanti l’associazione,
tenuta dal PCC Luciano Ferrari, per acclamazione l'Assemblea invita il Consiglio dei Governatori a proseguire gli studi
intrapresi nominando un gruppo di studio scelto fra esperti
32
di provata esperienza e capacità, che abbia a predisporre un
compiuto progetto riformatore degli aspetti istituzionale e
tributario del corpo associativo da esporre e proporre alla
delibera del prossimo Congresso Nazionale.
Rendiconto consuntivo 2009/2010 - Situazione 2010/2011 Con 68 voti favorevoli, 219 contrari e 91 astenuti il rendiconto
consuntivo 2009/2010 non viene approvato e, pertanto,
verrà ripresentato all'Assemblea del Congresso Nazionale di
Genova del 2012. L'Assemblea prende atto per acclamazione
della situazione 2010/2011 al 30 aprile 2011.
La quota multidistrettuale per l'anno 2011/2012 viene confermata in euro 12,00 per socio (invariata rispetto allo scorso
anno).
La quota per la realizzazione dell'Annuario su CD viene
confermata in euro 1,50 per socio (invariata rispetto allo
scorso anno).
Rivista nazionale "Lion" - Per l'anno sociale 2011/2012 ricoprirà il ruolo di direttore della rivista Lion l'attuale vice direttore Bartolomeo Lingua. La quota per il 2011/2012 rimane
invariata: euro 5,00 per socio. Per il triennio 2012/2015 viene
rieletto direttore della rivista per acclamazione il Lion Sirio
Marcianò.
Campo Italia Disabili 2011/2014 - Con 237 voti favorevoli,
nessun contrario e nessun astenuto l'assemblea rinnova l'assegnazione del Campo Italia Disabili per il triennio 2011/2014
al Distretto la1, confermando quale luogo di svolgimento la
Cooperativa Sociale "La Prateria" di Domodossola e quale
Direttore il Lion Giuseppe Garzillo. La quota annua pro socio
viene fissata in euro 1,10.
Congresso Nazionale - Il 60° Congresso Nazionale 2012 si
svolgerà a Genova dal 16 al 20 maggio (quota 2011/2012: 4,50
euro per socio - delibera Congresso di Montecatini Terme).
Con 288 voti favorevoli, nessun contrario e nessun astenuto
viene scelta Taormina quale sede del 61° Congresso Nazionale del 2013 (quota 2012/2013: 4,50 euro a socio).
Quota multidistrettuale - La quota annua pro socio, comprensiva delle partite di giro, dovuta al Multidistretto per
l'anno sociale 2011/2012 ammonta a euro 29,35.
Elezione dei Revisori dei Conti Nazionali 2011/2012 - Con
229 voti favorevoli, 2 contrari e 6 astenuti sono stati eletti Revisori dei Conti Nazionali per l'anno sociale 2011/2012: Michele
Cipriani (Distretto la2), Carlo Simoncelli (Distretto A) e Mario
Casini (Distretto La) effettivi. Maria Pia De Angelis (Distretto
L) e Antonino Gaudioso (Distretto Yb) supplenti.
Naldo Anselmi è stato eletto Presidente del Consiglio dei
Governatori per l'anno sociale 2011/2012.
Delegati presenti al 59° congresso nazionale: 1.012.
In primo piano
Terremoto d’Abruzzo
2009 anno del terremoto, 2011 anno della ricostruzione. Siamo a buon punto per l’inizio lavori del
Centro Socio-Sanitario di Navelli. Di Antonio Suzzi
C
redo ci possa essere soddisfazione fra i Lions nel
vedere che, una dopo l’altra, le iniziative prese
in considerazione all’indomani del sisma stanno
prendendo forma.
Esperite le inevitabili pratiche tecnico-burocratiche,
ha per prima visto la luce la biblioteca per ragazzi a
L’Aquila (di cui avete letto sul numero di maggio della
rivista) e siamo a buon punto per l’inizio lavori della
più impegnativa struttura del Centro Socio-Sanitario
di Navelli.
Dopo che le parti coinvolte nel progetto hanno prodotto
e sottoscritto l’indispensabile convenzione fra Comune
e Lions, si sono potuti attivare tutti i passi successivi e
così a febbraio il Comune ha formalmente proceduto
all’esproprio del terreno che, con apposito atto di concessione di Diritto di Superficie, è stato poi attribuito al
Trust Lions 108 Italy a metà aprile scorso.
In data 3 maggio i tecnici hanno depositato progetto
architettonico, calcoli strutturali e relazione tecnica
relativi alla struttura già concordata, ottenendo il
parere favorevole dalla Commissione Edilizia che lo ha
esaminato in data 10 maggio.
A fronte di tutto ciò, contiamo che entro il corrente anno
sociale potranno prendere l’avvio i lavori di costruzione
del manufatto, del quale potete vedere la piantina qui
riportata, e dove “troverà idonea sistemazione la sede dei
servizi di continuità assistenziale, la postazione del 118, l’ambulatorio del medico di Medicina Generale e quello di Pediatria di Famiglia”, così come espressamente dichiarato
dalla locale ASL.
Vi rimandiamo ai prossimi numeri della rivista per
fornirvi gli aggiornamenti dei lavori auspicando,
come tutti voi, di poter procedere in maniera spedita
e vedere realizzato il Centro Socio-Sanitario dei Lions
Italiani senza dimenticare che, così come formalmente
previsto dall’atto costitutivo del Trust Lions 108 Italy,
altre iniziative potranno vedere la luce anche grazie
all’avanzo dei fondi raccolti a livello nazionale e non
solo ma, forse, anche grazie al contributo di entità
esterne.
33
Per saperne di più …
Ancora il 5 per mille
Pubblichiamo l’elenco dei destinatari Lions del 5 per mille autorizzati dalla sede centrale ad usare
il marchio Lions e identificabili attraverso il codice fiscale. Di Giuseppe Innocenti
C
ome ogni anno mi accingo a scrivere del 5 per mille
che, anche per il 2011, è stato rinnovato senza nessuna importante modifica relativamente a come iscriversi all’elenco dei destinatari e come il contribuente
debba indicare la sua destinazione.
Ma quest’anno una modificazione importante è intervenuta a livello del multidistretto 108 Italy. Il Consiglio dei Governatori il 27 febbraio 2010 ha deliberato
un preciso regolamento per chi, nell’ambito delle iniziative di service, fa uso del marchio Lions. Si chiede
il rispetto di precise norme di comportamento nella
gestione (associazione, o onlus, o fondazione) che deve
essere improntata alla massima trasparenza come pure
al rispetto di alcune precise e inderogabili formalità
o, se vogliamo, regole così individuate e delle quali si
riporta la prima e più significativa:
- Il rappresentante legale di ciascuna associazione, fondazione o altra entità lionistica si impegna a comunicare al competente Gabinetto Distrettuale ed al C.d.G.
• All’inizio dell’anno sociale:
a) Presentazione di progetti avviati o in procinto di
essere;
b) La situazione della eventuale raccolta di fondi;
c) Le iniziative di promozione e di comunicazione.
• Alla conclusione dell’anno sociale:
a) I progetti conclusi e quelli non conclusi con il loro
stato di avanzamento;
b) Il rendiconto d’esercizio;
c) Copia della denuncia dei redditi;
d) La situazione di raccolta fondi;
e) I contratti con istituzioni italiane e dei paesi interessati agli interventi, i nomi dei referenti e relative note
informative degli stessi.
Ora, dopo la doverosa richiesta alla sede centrale del
Lions International, sono in grado di riportare l’elenco
aggiornato che la sede ha trasmesso al Consiglio dei
Governatori. Elenco dove sono indicate le Foundation
(così sono chiamate le nostre varie forme di gestione
del service) che sono ufficialmente autorizzate all’uso
del marchio e che sono le seguenti al marzo 2011 (vedispecchietto in questa pagina).
Ora è necessario l’indispensabile rispetto delle regole,
troppo spesso dimenticate e sostituite da incoerenti
improvvisazioni di officer che non sono in grado di
rispettarle, perché proprio non le conoscono, non solo
per non averle mai lette, ma anche per averle tranquillamente ignorate o criticate se chiamati a rispettarle.
Quindi, in questa occasione, mi limito ai fini della
donazione del 5 per mille, ad elencare solo chi è in possesso del necessario riconoscimento e, quindi, più che
legittimato a richiedere l’aiuto per la propria attività.
Consultando, il 15 maggio 2011, il sito della Agen-
ID
Name
Country
Company Type
84593
76591
76661
76662
76663
109873
76826
76889
76946
Guide Dog Schools for the Blind
Lions Campers Group MD 108 Italy
Lions District 108 A Dante Study Group
Lions District 108 Ta Amateur Bicycle Group
Lions District 108 YB Foundation
Lions Italiani Contro le Malattie Killer dei Bambini
Lions Leader Dogs, MD 108
Lions Tennis Society - 108 L
MD 108 Lions Leading Dogs for the Blind
ITALY
ITALY
ITALY
ITALY
ITALY
ITALY
ITALY
ITALY
ITALY
Foundation
Foundation
Foundation
Foundation
Foundation
Foundation
Foundation
Foundation
Foundation
109626 Insieme ai Lions contro le malattie rare - Aidweb.org Onlus
76106
A.I.L.D. - Italian Lions Diabetes Association
84244
Centro de Riciclaggio degli Occiali da Vista Usati
76241
District 108 L Lions For Assistance in Third
76418
Foundation Melvin Jones Eye Bank of Lions
105842
Foundation of the Lions Clubs of District 108 AB
84251
34
Sanitary Solidarity Lions Organization
ITALY
ITALY
ITALY
ITALY
ITALY
ITALY
ITALY
Foundation
Foundation
Foundation
Foundation
Foundation
Foundation
Foundation
Per saperne di più …
Denominazione
1
2
3
4
5
6
Associazione Italiana Lions per la lotta al diabete
Centro italiano Lions per la raccolta degli occhiali usati
Distretto 108 Tb Lions Club
Fondazione Banca Degli Occhi Mj
Assieme ai Lions contro le malattie rare - Aid Web.Org Onlus-A.I.D.
I Lions italiani contro le malattie killer - Onlus
8
SO.SAN (Solidarieta’ Sanitaria)
7
Servizio Cani Guida
zia delle Entrate ho lanciato la ricerca per estrapolare
dall’elenco dei destinatari del 5 per mille la parola
Lions e ne sono risultati in possesso 26 soggetti.
Fra questi ho potuto abbinare il numero di codice
fiscale solo a 8 dei presenti sull’elenco ufficiale ricevuto
dalla sede centrale e solo questi mi sento di riportare di
seguito e di sollecitare ai lettori la donazione.
Sono certo che questa scelta non troverà generali consensi, ma confido che si possa finalmente aprire un
Codice fiscale
94040090543
91016640012
92011230379
95047960109
97336210154
03795530272
97033970159
92054480394
serio e costruttivo dibattito sul futuro del lionismo italiano e su come attivare i meccanismi più corretti per il
suo riconoscimento ufficiale a livello governativo (vedi
specchietto in alto).
Se altre entità Lions possono dimostrare i loro diritti e
il necessario riconoscimento si facciano avanti così si
potranno avviare momenti di confronto e condividere
assieme come indirizzare al meglio l’impegno di tutti
noi Lions alla promozione sociale.
Lions Quest… a Fiumicino
L’ultima settimana del marzo scorso presso la scuola media “Leonardo Albertini” di Fiumicino si è
tenuto un corso di formazione sul “Progetto adolescenza” Lions Quest. Vi hanno partecipato 25
insegnanti di scuola elementare e media. Di Antonio Saracino
O
biettivo del “Progetto adolescenza” è anche quello
di guidare i ragazzi nella gestione delle emozioni
negative e delle pressioni esterne a comportamenti
distruttivi (come l’uso di alcol, droghe ecc.); a tal fine
mette in atto delle strategie per sviluppare la forza del
carattere e la capacità di perseguire delle mete positive
assumendosi delle responsabilità.
Il metodo si basa su 82 sequenze da realizzare in altrettanti incontri di un’ora e mezza ciascuno. Questi sono
guidati da un animatore e sono intesi per un numero di
circa 25 partecipanti (una classe). Ogni incontro vuole
realizzare una serie circoscritta di obiettivi: l’animatore
guida il gruppo al loro raggiungimento attraverso dei
giochi, dei momenti di riflessione e delle attività di
vario tipo. Al termine di ogni incontro i partecipanti
sono invitati a dimostrare, con diverse modalità, di
aver interiorizzato il messaggio della sequenza e di
saperlo mettere in pratica.
Alcune parole-chiave mi hanno colpito particolarmente e vorrei elencarle qui di seguito, in una specie di
glossario del tutto personale.
Autostima. L’autostima, soprattutto per un adolescente, non è una qualità accessoria. Quasi sempre
dietro una corazza di aggressività e strafottenza o ad
un atteggiamento infido o pettegolo si nasconde una
persona che non ‘vede’ le proprie qualità e potenzialità.
Creare dunque un’atmosfera che accresca la stima di
sé e degli altri in un accumulo di feed-back positivi
non è opzionale: è la base su cui costruire la motivazione all’apprendimento e una socializzazione gratificante.
Il ‘non giudizio’. Ci dovrà pure essere una situazione in
cui si è accettati per quello che si è senza per forza essere
giudicati o messi in competizione con altri! La scuola
continuamente giudicante renderà alcuni superbi e
tutti gli altri insicuri. Certo, l’apprendimento di informazioni e abilità è una scalata e richiede motivazione
e senso di responsabilità. Tuttavia, è importante che gli
alunni possano vivere momenti di socializzazione non
competitivi in cui ciascuno si possa esprimere senza
essere soggetto al giudizio di nessuno. Una volta certi
dell’accettazione degli altri e apprezzati per ciò che
sono, potranno dedicarsi allo sforzo della scalata con
maggiore serenità e fiducia in se stessi.
Per finire: si può intuire che il “Progetto adolescenza”
avrà anche i suoi limiti e necessiterà di ulteriori sviluppi; tuttavia, ciò che si prefigge è altamente condivisibile, e il modo in cui cerca di arrivarci è sottile, vario
e interessante. E soprattutto mi sembra una delle innovazioni di cui la scuola avrebbe bisogno: direi che è il
principale tassello mancante nella programmazione
didattica.
35
A parer mio
L’obbligazione
della filantropia
Ognuno di noi, in quanto socio di un Lions club, ha il
dovere di contribuire con la propria intelligenza e buona
volontà a rendere sempre coerente con le proprie finalità la nostra associazione. Di Federico Steinhaus
U
n saggio di imminente pubblicazione della professoressa Giuliana Gemelli, direttrice del Centro
ricerche PhaSI (Philantropy and Social Innovation)
dell’Università di Bologna, mette in evidenza come stia
cambiando in profondità la percezione della ricchezza
in una parte rilevante dei cosiddetti super-ricchi americani.
I grandi e solidi patrimoni, spesso accumulati nel
corso di svariate generazioni, non sono più considerati meramente un successo personale di chi li ha
saputi guadagnare: essi sono invece visti come il prodotto dell’interazione fra le capacità individuali degli
imprenditori e le condizioni favorevoli della società
nelle sue varie espressioni economiche, politiche, culturali. Questa nuova visione storico-culturale della
creazione di un patrimonio ha un significato etico:
l’individuo da solo non potrebbe arricchirsi se non
agisse in un contesto sociale che accetta e valorizza le
sue capacità; pertanto, chi ha accumulato ricchezza ne
deve restituire una parte alla società.
Possiamo definire questo obbligo di restituzione in
vario modo - carità, solidarietà, promozione sociale ma il termine di filantropia (amore per l’umanità) li racchiude tutti. Incluso, secondo questa interpretazione, il
dovere di pagare le tasse. Già, perché negli Stati Uniti,
diversamente da noi, questi individui consapevoli e
responsabili ritengono che la restituzione alla società di
una parte delle loro ricchezze (restituzione, si badi, non
donazione o maldigerito dovere sorretto da sanzioni)
attraverso il sistema tributario costituisce un modo per
contribuire al miglioramento delle condizioni di vita
future dei segmenti meno fortunati della popolazione.
Le grandi fondazioni filantropiche, da quella recente di
Bill Gates a quella antica dei Rockefeller, non sono pertanto solo un modo di pagare meno tasse riducendo
l’aliquota, ma corrispondono principalmente all’obbligazione morale di quanti percepiscono la loro ricchezza
come un privilegio meritato sì, ma anche destinato
ad essere condiviso per il bene comune. Questa concezione del denaro è parte del puritanesimo di cui si
nutre la democrazia americana, facendo coincidere
l’etica privata con quella pubblica.
Noi Lions siamo dunque dei filantropi, secondo questa
accezione? Direi di no, perché ben pochi di noi possono
vantare un patrimonio paragonabile a quelli di cui ci
siamo occupati. Ma la nostra associazione ha un merito
unico ed indiscutibile, dovuto alla lungimiranza di un
36
visionario come Melvin Jones e degli altri fondatori del
Lions International.
Consapevolezza, responsabilità sociale, senso della
solidarietà e gratitudine per aver potuto prosperare
non sono prerogative dei soli detentori americani di
grandi patrimoni; grazie alle decisioni prese da questo
piccolo gruppo di uomini d’affari nel 1917 anche chi è
“solo” benestante, in qualunque parte del mondo viva,
può divenire parte integrante ed essenziale di questa
visione della società. Il meccanismo della nostra associazione ha un effetto moltiplicatore sulle contribuzioni
e sulle elargizioni, motivo per il quale il Lions International alla fine incide forse ancor più delle grandi fondazioni filantropiche sul progresso economico civile e
culturale dell’umanità.
Questa analisi ha una morale, o meglio delle conseguenze? Certamente, e non di poco conto.
Ognuno di noi è la cellula di un organismo complesso, e
queste cellule si devono muovere all’unisono per poter
essere veramente efficaci. Ognuno di noi, pertanto, in
quanto socio di un Lions club, ha un dovere preciso al
quale non deve volersi sottrarre, quello di contribuire
con la propria intelligenza e buona volontà a rendere
sempre coerente con le proprie finalità la nostra associazione.
Non si tratta solo di metter mano al portafoglio, anche
se questo è un gesto fortemente apprezzabile; dobbiamo, ognuno secondo le proprie possibilità, fare in
modo che il nostro club realizzi delle attività di valore
umanitario tali da cambiare la qualità della vita di
quante più possibile persone. Per farlo dobbiamo saper
analizzare i bisogni del nostro territorio, scegliere un
segmento di persone che hanno bisogno di noi, progettare l’intervento e dargli continuità nel tempo.
Non è facile, ma se fosse facile non sarebbe degno di
noi.
A parer mio
Andare
per congressi
Si è parlato troppo di innovazione, senza innovare: è
giunta l’ora di agire con ferma volontà ed affrontare
seriamente una situazione che sta divenendo veramente preoccupante. Di Gualberto Del Roso
“U
n congresso nazionale… nuovo, questo il
titolo di un mio articolo pubblicato a pag. 58
del numero di settembre 2006 di The Lion (sintetica
presentazione: con alcune modifiche al regolamento
dei congressi nazionali si avrà una presenza costante
di delegati almeno pari al numero dei club del multidistretto e non si avranno più precettazioni di lions
“mordi e fuggi”).
Tale presentazione è soltanto un frammento del contenuto dell’articolo; ben altri sono gli aspetti che, a parer
mio, potrebbero (anzi dovrebbero) essere modificati. Un
raggio di speranza per un avvio al cambiamento affiorò
al Congresso nazionale di Montecatini Terme (2010),
ove nell’ordine del giorno furono inseriti tre dibattiti su
temi di rilevante interesse; (“identità”, “innovazione”,
“Nuove frontiere del servizio”). Purtroppo il tempo a
disposizione non permise una discussione come i temi
avrebbero richiesto e i congressisti avrebbero preferito,
ma significativa fu l’innovazione, tanto più considerato
che nella parte finale dei lavori precongressuali (in ore
a parer mio inopportune) vennero organizzati tre workshop (“I Lions italiani per il Sud del Mondo”, “Attività
sportive e del tempo libero”, “Lions Clubs International
Foundation”); la concessione dell’aula di svolgimento
fu limitata inderogabilmente a 90 minuti, per cui non
fu possibile discutere tutti i punti. Il dado fu comunque
tratto e, sinceramente, pensai che si cercasse veramente
un cambiamento atto a migliorare lo svolgimento della
più importante assise del multidistretto.
A Torino non sono stati previsti particolari dibattiti nel
corso dello svolgimento del congresso, però nella parte
terminale “precongressuale”, ad un orario sempre
inopportuno (14,30-16,30), è stato programmato un
Open Workshop su: “Lionismo del futuro”. Non ero
presente all’Open workshop (giunsi il 28 mattina alle
ore 9 in tempo per l’inizio dei lavori congressuali), né
ho raccolto informazioni sul suo svolgimento, per cui
non so se tale tema, molto impegnativo, fosse consequenziale ai dibattiti svoltisi a Montecatini Terme
(2010); se lo fosse stato, dovremmo considerarlo un
segno di continuità innovativa nella consapevolezza
di voler dare al “movimento lionistico italiano” una
condivisa unitarietà di azione. Un certo scetticismo
comunque rimane, perché il workshop non è stato
inserito nell’ordine del giorno del congresso? Quali
gli ostacoli: forse il rispetto delle ancor vigenti norme
del regolamento congressuale? Bene, ma, una parziale
deroga argomentata sarebbe stata capita e ratificata
dal popolo dei lions che aspira al riconoscimento della
“centralità dei club” e conseguente loro coinvolgimento negli affari dei distretti e del multidistretto. La
deroga al regolamento avrebbe garantito la presenza
attiva di un maggior numero di congressisti ed assicurato contributi utili per giungere a definire, o per lo
meno avviare, un percorso ragionato verso il futuro del
lionismo operante. Gli organi dirigenti hanno necessità
di conoscere il pensiero dei lions di base specie in un
momento in cui, nonostante gli sforzi per orientare i
lions attraverso seminari di formazione/informazione,
non sempre rispondenti alle aspettative, la “forza
sociale” continua a scendere. Le strategie per arginare il
fenomeno delle “uscite”, almeno sinora, non sembrano
idonee a far mutare tendenza.
La proposta-provocazione di Sirio Marcianò (5 milioni
di euro), visto l’interesse che sta suscitando, avrà costituito lo spunto per iniziare a parlare del “futuro del
lionismo”? Nel corso dello svolgimento del congresso
non ne ho sentito parlare. Torno a ripetere che le relazioni su qualsiasi argomento (attività di servizio da
chiunque o comunque svolte, enti collegati, ecc.) non
soggette a discussione e votazione, non dovrebbero
costituire punti all’ordine del giorno del congresso
annuale, bensì scritte e, raccolte in un dossier (salvo
altra comunicazione da valutare in sede di revisione
del regolamento congressuale) da consegnare ai congressisti all’atto della verifica dei poteri. Si creerebbero
spazi per dibattiti rendendo l’assise una vera occasione
di incontro per una verifica dell’operatività svolta e la
progettazione di attività future. A chi non può partecipare (i motivi a giustificazione sono di varia natura
e tutti plausibili) alla parte precongressuale, si riconoscerebbe il diritto di intervento su tutto quanto forma
oggetto del congresso annuale (gli argomenti oggetto
dei seminari sono portanti nel contesto associativo).
E’ dunque ineluttabile necessità rivisitare il regolamento del congresso annuale. Si è parlato troppo di
innovazione, senza innovare: è giunta l’ora di agire
con ferma volontà ed affrontare seriamente una situazione che sta divenendo veramente preoccupante.
Chiamiamo a raccolta tutti i lions di buona volontà,
nello spirito di unitarietà che ci lega e ci deve ancor più
legare nell’anno di celebrazione del 150ー anniversario
dell’Unità d’Italia, per un pronunciamento sul da farsi
se vogliamo risolvere una volta per tutte le problematiche che paralizzano la crescita numerica e qualitativa
della nostra grande associazione.
Si ricordi che la titolarità dell’appartenenza all’associazione spetta ai club e non ai singoli associati, ed è
assolutamente primaria la presenza in congresso di
almeno un loro delegato, anche se qualche club beneficia di lions che a norma statutaria possono partecipare
a pieno titolo per avere reso grandi servigi all’associazione (Direttori Internazionali, Past Officer Internazionali, Past Governatori) la cui esperienza, è fonte di utili
interventi.
37
A parer mio
Perché continuare
ad essere Lions oggi?
Se crediamo in ciò che possediamo di positivo,
abbiamo il dovere di trasmetterlo e condividerlo con
gli altri per camminare insieme e costruire un mondo
migliore per tutti… Di Pietro Manzella
R
itengo che, prima di affrontare la ricerca in generale della crisi del lionismo di oggi, occorra che
ogni lions si ponga una serie di domande, affinché quel
“conosci te stesso”, di socratica memoria, possa iniziare
la trivellazione interiore per tentare di ottenere qualche
risposta positiva.
Ebbene, ci chiediamo ancora:
1) Perché sono entrato a far parte del mio club lions?
a) Per fare un piacere ad una amico che me lo ha chiesto?
b) Per uscire con la famiglia e trovare una scusa per
andare a cena insieme ad altri e fare qualche giocata
a carte, partecipare a qualche festa o altra cosa di tal
genere?
oppure
c) Avevo ideali di solidarietà nei quali credevo e che
volevo realizzare?
d) Avevo preso cognizione delle regole scritte e degli
scopi del lionismo?
Come si può ben comprendere, a seconda della risposta
dataci, avremo avuto un approccio differente sia con il
nostro club che con l’intero universo lionistico.
Infatti, una risposta positiva alle domande di a) e b)
avrà certamente formato un socio immotivato, apatico,
distratto e pronto ad andare via dal club alla prima
occasione di malumore. Mistero, poi, sui motivi dell’ingresso nel club! Ecco una prima causa di “crisi”!
38
Inoltre le domande c) e d) sono correlate perché se la
risposta a c) è positiva la cognizione delle norme regolamentari e comportamentali diverrà indispensabile
e formativa, poiché, diversamente, si camminerebbe
come in un sotterraneo privo di luce ed aria, con il
rischio di asfissia! In questo modo avremo portato
dentro il club un uomo-nuovo, un lion pieno di buoni
propositi e di forza prorompente: avremo un uomo di
qualità, il tanto “agognato” uomo di qualità!
Ma, a questo punto, vi è il 2° momento di indagine
riflessiva, quella cioè da fare da “adepto”.
E quindi:
2) Come mi sono relazionato con gli altri soci del mio
club?
a) Sono stato assente?
b) Sono stato egoisticamente invadente?
c) Ho sempre detto che sono il più bravo, il più bello,
il “più” tutto?
Oppure…
d) Con umiltà ho condiviso le scelte con gli altri, apportando il mio contributo personale senza pretesa di
“ritorno” o apprezzamenti ma solo per aiutare con le
“opere” i bisognosi?
Anche, in questo caso, se le risposte di cui alle lettere
a), b) e c) sono positive, allora, anche se sono entrato
perché avevo un ideale, non avevo capito che anche
quell’ideale era effimero e fittizio, in quanto nascondeva solo egoismo e non prodigalità e, quindi, potrei
diventare in breve tempo una pedina portatrice di
“zizzanie”, con propensione alla distruzione del club
e probabilmente andrò via presto. Se la risposta di cui
alla lettera d) è positiva, allora quel socio va incentivato
perché ha compreso e fatto comprendere che il primo
assioma del lionismo, valido ancora oggi, è “We serve”
e ciò “tu e io = noi” serviamo, cioè l’unione di forze fisiche, intellettuali e psichiche, cioè la vera ed unica forza
del lionismo!
La collaborazione e la comunione tra i soci, la condivisione e l’umiltà tra tutti, l’amicizia all’interno del club
di appartenenza e quella sincera con gli altri, devono
servire per affermare e rinforzare gli scopi comuni:
aiutare il prossimo, ma in modo diverso da qualunque altra organizzazione di beneficenza, poiché non
bisogna dimenticare che il Lions International non è
un’associazione assistenziale e non potrà o dovrà mai
surrogarsi alle forme istituzionali di assistenza all’uopo
preposte in ogni Nazione.
A questo punto mi chiedo…
3) Ma se sono entrato a far parte del mio club animato
da spirito di prodigalità verso il prossimo, perché credo
in taluni ideali e mi sono approcciato ai miei soci con
umiltà ed amicizia, perché allora sono scontento di
questo mondo lionistico e mi lamento?
Ritengo che la riflessione vada rivolta anche verso altri
aspetti del rapporto associativo ed in particolare: ma
gli altri soci si comportano secondo i principi sopra esaminati? Se no, ecco che nasce la crisi d’identità: io non
mi ritrovo più bene all’interno di un’associazione nella
A parer mio
quale ero entrato a fare parte, ritenendo che anche gli
altri condividessero gli “ideali” e gli “scopi” statutari e
morali scritti dal fondatore, ma sono rimasto deluso da
taluni comportamenti.
Allora, il neo cancerogeno da curare è, in primis, nel
club? Quello che va scrupolosamente analizzato è
proprio il club, cellula indispensabile della struttura
esistenziale di tutto il castello lionistico, entità astratta
composta da uomini diversi, accomunati da un unico
intento ed un solo scopo: “We serve”. Ma come si può
tentare di arginare questa piena di “decadimento”,
questa marea di “convulsioni epilettiche di disvalori”?
Dopo un’accurata ulteriore riflessione e dopo avere
letto ed essermi confrontato con altri lions, che vivono
identico disagio esistenziale associazionistico, ho pensato che la scala per la risalita, alberga sempre dentro
ciascuno di noi. Non dobbiamo dare le colpe sempre
ad altri, scrollandoci di dosso le nostre!
Credo, quindi, che per prima cosa occorra “operare”
all’interno del proprio club, partecipando a tutte le
riunioni, apportando il proprio contributo di idee e
cercando di creare sempre più un clima amicale, di
cordialità, di serenità, affinché i diversi problemi possano essere superati nel migliore dei modi. In secondo
luogo, occorre testimoniare, in ogni occasione, con fatti
concreti, i fondamentali principi del lionismo, non
dimenticando che esiste un preciso parallelismo tra il
nostro Codice dell’Etica e la Costituzione Italiana.
Quindi bisogna riprendere una rilettura attenta,
coscienziosa, convinta e testimoniata dei principi lionistici, non come, invece, avviene, a volte senza comprenderne il senso profondo, durante la cerimonia
d’ingresso del socio nuovo. Ciò si può realizzare obbligando quasi, almeno fino a quando non dovesse diventare una normalità, i presidenti dei club ad organizzare
caminetti di formazione lionistica obbligatoria per tutti
i soci con l’intento non solo di informare i nuovi, ma
di creare anche un clima di comunicazione, armonia e
scambi culturali con quelli più anziani. In tal modo il
club si arricchirà di talenti che, spesso, restano nell’ombra per svariati motivi.
4) Ma tanti auspicano ad una modernizzazione dell’as-
I numeri… dei lions
Il Libro Parlato Lions
I
n numeri precedenti della rivista, in questa rubrica, è
stato trattato il service “Il Libro Parlato Lions”. In quei
testi abbiamo illustrato brevemente la storia di questo
importante “Service Nazionale Permanente”.
Il Libro Parlato Lions, unica struttura in Italia, mette gratuitamente a disposizione:
• un’autoblibioteca con un catalogo che ora supera i
7.500 titoli, costituita da libri registrati - tutti da viva voce
- appartenenti a diversi generi letterari e disponibili su
audiocassetta, CD/Mp3 e internet (www.libroparlatolions.
it);
• la registrazione di testi di studio anche in “standard
daisy”, per studenti non e ipovedenti delle scuole superiori e universitari;
• corsi di informatica per non vedenti, (dai corsi base
a quelli per la patente europea ECDL), in aula appositamente attrezzata presso il Centro di Milano;
• l’innovativo progetto “e Leggo” per dislessici. Il Libro
Parlato Lions ha esteso la sua attività anche agli studenti
dislessici coinvolgendo, a livello nazionale, circa un
milione e mezzo di soggetti.
Il progetto consente inoltre:
a) l’abbattimento dei costi in quanto gli utenti non sono
vincolati all’acquisto di particolari software;
b) gli utenti non sono più vincolati ad una postazione fissa
in quanto i file audio possono essere trasferiti su lettori
Mp3.
Il progetto offre un sussidio allo studio ed alla vita relazionale dei dislessici, dando loro la possibilità di leggere
e di ascoltare contemporaneamente qualsiasi testo, attraverso un programma di lettura sintetica modulabile sulle
esigenze individuali.
Il programma è, al momento, accessibile in italiano e in
quattro altre lingue (inglese, francese, spagnolo e tedesco).
Obiettivo del progetto è quello di realizzare una “biblioteca” di tutti i testi scolastici riprodotti nelle previste velocità e in e-book, in modo da offrire a qualsiasi dislessico
iscritto il maggior supporto allo studio con modalità semplificate.
Nuova procedura WEB. Sostituzione della procedura
WEB realizzata nel 2004 con una nuova per rispondere
alle mutate esigenze, migliorare le prestazioni ed accogliere i suggerimenti pervenutici dagli utenti e dalla Direzione Generale per le Biblioteche e gli Istituti culturali.
Le nuove convenzioni stipulate nell’anno 2010 hanno
consentito l’attivazione del Libro Parlato presso altre 122
biblioteche.
Questo importante e prestigioso service merita un sostegno economico da parte dei lions per assicurare un’adeguata copertura finanziaria per garantire all’attività del
service continuità e sviluppo.
Il nuovo conto corrente per versamenti di contributi è il
seguente: intestato a Associazione Amici Libro Parlato
- Onlus - Libro Parlato Lions presso Veneto Banca Holding Sede di Intra - Codice Iban IT09 P050 3522 4102 1057
0247 891
Vito Cilmi
Per maggiori informazioni:
*Associazione amici del Libro Parlato - via Rosmini,5 –
28921- Verbania -Tel. 0323.402355 – Fax. 0323.581280 - e
mail: [email protected]
39
A parer mio
sociazionismo. Assistiamo, così, ad una ricerca spasmodica di identità nuove, diverse dal passato.
Anche questo va ridimensionato e molto riflettuto a
fondo. Cosa significa ammodernarci? Usare internet
o inventarci service, sempre più strani, per “apparire”
diversi ed “alla moda”? Mi piace ricordare, così come
ha fatto l’amico Stefano Zamagni, la massima di Platone: “Il solco sarà diritto se i due cavalli che trainano
l’aratro marciano alla stessa velocità. Se l’un cavallo
corre più veloce dell’altro il solco piega a destra o a
sinistra e l’agricoltore ci informa che il raccolto non
sarà buono”. E’ evidente che i cavalli sono le radici e
l’aratro le ali. Le prime dicono di un attaccamento alla
tradizione ed allo spirito originario e conservatore; le
ali dicono della tensione e propensione verso il nuovo e
dello spirito d’intrapresa. Le radici senza le ali portano
al conservatorismo e le ali senza radici portano all’avventurismo. Pertanto, il lionismo attuale deve essere
dotato di quei cavalli e di quelle ali, applicando regole
di equilibrio nella scelta dei propri service per evitare
ingessature o eccessivi pindaricismi non perdendo di
vista il buon senso e la semplicità. Per altro verso si può
ricordare anche il significato simbolico delle due teste
di leoni che sono raffigurate nel nostro spillino. Certamente non mancano le prospettive ad aprirsi verso
concetti nuovi che non sia la “beneficenza spicciola”,
che si fa con tornei di “burraco”, riducendo i club a circoli di carte e contribuendo così ad una stasi creativa di
ordine propositivo. Non dico di bandire queste forme
di raccolta o di beneficenza, ma ritengo che dovrebbero
essere trovati sistemi, anche alternativi, così come prospettati ad esempio dal socio Tito Berardini con l’ausilio di SMS telefonici, previo accordo nazionale con le
diverse telefonie a livello di Multidistretto. Ma non dobbiamo dimenticare neppure l’esistenza del “Progetto di
cittadinanza umanitaria” attraverso la “Carta della Cit-
tadinanza umanitaria”. “Cittadinanza umanitaria, dice
Ermanno Bocchini, significa che l’aiuto umanitario,
rappresenta solo il primo dei diritti della cittadinanza
umanitaria; consiste, in primo luogo, nella promozione
dei diritti umani fondamentali e della libertà di tutti i
popoli del mondo, fratelli nella libertà. Cittadinanza
umanitaria significa che crediamo in un mondo, nel
quale nessun cittadino dovrà più stendere la mano per
chiedere per carità ciò che gli spetta di diritto.
Quindi non vi è chi non veda che i principi lionistici
mutano, adattandosi ad una maggiore globalizzazione
che non deve scivolare in qualunquismo “tout court”
solo per potere “apparire”, ma nel senso di allargare la
coscienza umanitaria ancora di più verso gli altri per
potere realmente “essere”.
5) Valorizzare tutte le risorse umane e professionali
esistenti all’interno dei club e metterle a servizio della
collettività gratuitamente, così come siamo abituati a
fare, per rigoroso credo, avendo il coraggio di denunziare all’opinione pubblica, al cittadino, ogni cattiva
gestione, ogni malessere sociale, politico, ambientale
per cercare di ottenerne la giusta correzione. In definitiva, maggiore e più incisiva pubblicizzazione della
presenza Lions sul territorio verso la società. A tal proposito è molto innovativo per il nostro Multidistretto
il Lions Alert, poiché potrebbe rappresentare, se così
strutturato, un potente pungolo verso la società.
Per fare questo occorre investire più risorse per farci
conoscere a livello locale e, quindi, con espansione a
macchia d’olio, anche a livello internazionale, dalla
stampa cittadina ma non con la semplice foto ricordo
del presidente che consegna la targa di turno al beneficiato di turno, ma con articoli profondi evidenziando
i motivi che hanno indotto quel presidente a realizzare
quel determinato evento, anche rischiando di diventare un “grillo parlante”.
La tecnologia Amplifon… per i soci lions
D
al 2 maggio di quest’anno Amplifon offre la possibilità, a tutti gli iscritti ed ai loro familiari (esibendo
la propria tessera associativa), di poter usufruire della
miglior tecnologia ad oggi disponibile, quella digitale,
per ogni tipo di esigenza.
Si potrà effettuare un controllo gratuito dell’udito
presso i punti vendita Amplifon oppure, su richiesta,
anche a domicilio.
Sarà possibile provare per un mese qualsiasi tipo di
apparecchio acustico, senza alcun impegno di acquisto.
Si otterrà uno sconto speciale fino al 15% rispetto ai
prezzi di listino praticati nei punti vendita Ampliton,
sia che si tratti di primo acquisto che di rinnovo.
Inoltre, Amplifon fornirà la consulenza sulle nuove
opportunità che il Decreto Ministeriale del 27 agosto
40
1999 concede agli aventi diritto per l’acquisto dell’apparecchio acustico a carico del Servizio Sanitario
Nazionale ed informazioni relative all’avvio della pratica ASL.
Per maggiori informazioni utilizzate il numero verde Amplifon 800 44 44 44, istituito presso la sede di Milano, o consultate, per tutte le novità, i concorsi ed i servizi che riguardano
il Mondo Amplifon, il sito www.amplifon.it.
A parer mio
In tal modo eviteremmo di “parlarci sempre addosso”
riempiendo pagine di riviste che, spesso, non si leggono o si leggono poco!
Infine, sempre in quest’ottica, ritengo importante un
maggiore coordinamento tra i club di una stessa zona
sia tra di essi, che con altre associazioni di servizio, nel
rispetto delle autonomie istituzionali di ciascuno, per
realizzare più coerentemente gli scopi istituzionali.
In definitiva, mi auguro che anch’io, per la mia modesta esperienza, possa contribuire a fornire una chiave
di lettura propositiva del lionismo attuale, scusandomi
se, invece, sono caduto in qualche forma di protagonismo, ma è bene che si sappia che il mio convincimento,
che dovrebbe animare ogni uomo, è “emozionarsi per
emozionare”, poiché solo quando si è convinti della
bontà di qualcosa e la si fa del tutto propria, solo allora
si potranno trasmettere agli altri con forza, convinzione
e coerenza i principi per cui ci si è battuti ed in cui si
crede. Ma un vero lions deve avere anche il coraggio
di testimoniare tali valori. Allora ben vengano tutti i
cambiamenti, ma se le radici sono saldamente ancorate
al terreno coltivato dai valori di Melvin Jones, nessun
temporale potrà mai sradicare le piante buone ed il lionismo avrà sempre radici più robuste.
In conclusione, a mio avviso, bisogna sempre cercare dentro di noi le prime cause dei malumori e
poi, se crediamo in ciò che possediamo di positivo,
abbiamo il dovere di trasmetterlo e condividerlo con
gli altri per camminare insieme e costruire un mondo
migliore per tutti, soprattutto per i bambini che non
godono dei beni e dei privilegi che abbiamo avuto
concessi noi. Pertanto, continuo ad essere lions oggi
ed a “pensare positivo”, contribuendo alla crescita
qualitativa della nostra associazione, rivendicando,
senza temere di essere boicottato, l’orgoglio dell’appartenenza.
modificare ciò che non va.
Ci si arrocca, pervicacemente, a difendere un modus
vivendi ed operandi desueto, non più al passo con i
tempi. Manca il dialogo vero, più intimo, con la gente. La
nostra visuale è rimasta pressoché inalterata nel tempo
e non riusciamo a percepire i bisogni della società di
oggi. Reputiamo sempre di aver dato il meglio di noi,
glorificandoci per i service realizzati, il più delle volte
fini a se stessi, ma non ci poniamo l’interrogativo se essi
hanno fornito un aiuto alla collettività.
Questo mondo è in continua e convulsa evoluzione.
Vengono a cadere sistemi ritenuti inattaccabili, compresi i valori che vengono triturati dalla fame di risposte adeguate e innovative. Le nuove povertà, la crisi
economica, la crisi etica.
Ognuno, contrariamente al passato, non si sente più
parte di un unicum, un mondo di solidarietà, affetti,
comprensione, rispetto reciproco, e si isola in un angosciante, devastante, e spesso non voluto, egoismo.
Manca la guida etico-politica, mancano gli esempi illuminanti, mancano le figure carismatiche capaci d’insegnare, di sorreggere, aiutare, indirizzare, mancano le
idealità e le ideologie cui appigliarsi.
Manca in qualsiasi settore della vita odierna. La maggior parte dei giovani sono allo sbando, vittime del
sistema “o sei dentro o sei fuori”, vittime di un presente, e ancor di più di un futuro, che appare senza
prospettive. Presente e futuro non autogeneratisi, ma
creati da chi, avendone i poteri e le capacità, nel passato, non è riuscito a intravedere ciò che, con i propri
comportamenti, stava creando.
Le nuove e le vecchie povertà sono diventate gigantesche, il divario tra Regioni e Regioni e Nazioni e
Nazioni sta diventando incolmabile. Le famiglie, perno
di una società civile, sopravvivono, affannandosi a far
quadrare, non riuscendoci, il proprio bilancio.
L’alba
del nuovo giorno
Mi sono chiesto mille volte qual è il motivo che mi tiene
legato all’associazione. Certo l’adesione agli scopi e
ai principi, l’averli fatti miei e averli vissuti e praticati.
Però le delusioni che ho provato in tutti questi anni
avrebbero dovuto prevalere, ma non è successo e
non succederà. Di Paolo Mobrici
L
a nostra associazione mi tiene legato a sé, e più
incontro difficoltà, più sento il dovere di restare e
di lottare perché cambi.
Non voglio cadere in sterili e ripetitive argomentazioni,
non perché non possano essere riproposte, ma perché
desidero essere costruttivo, fornire il mio apporto per
41
A parer mio
I ricchi sono sempre più ricchi e i poveri sempre più
poveri.
L’economia mondiale è sempre di più in mano di pochi
e sempre di più tende ad estinguersi la capacità di autodeterminazione dei popoli, la possibilità di vivere una
democrazia partecipativa e deliberativa.
L’appiglio di Dio, che una volta si ricercava, è trascurato, reietto, fino a non richiederlo quasi più.
E’ necessaria una “politica” associativa che si tramuti in
azione forte, concreta e diretta nei confronti di tutte le istituzioni, che faccia sentire in modo assordante il richiamo
a un vivere che rispetti e onori la dignità dell’uomo.
Mentre fuori il mondo esplode noi restiamo chiusi
in una stanzetta, illudendoci che all’esterno ci sia
un’eterna primavera.
Basta! Al nostro interno ci sono le risorse e le capacità
per porci come un vessillo ideale per il prossimo. E’ ora
di svegliarci, di uscire e di confrontarci con il mondo.
Non sono sufficienti gli interventi a macchia d’olio, che
non risolvono decisamente alcun problema, da parte
dell’associazione, ma bisogna intervenire alla radice
dei mali. Ripeto ne abbiamo la forza e le capacità.
Ma prima di tutto ciò dobbiamo fare un’analisi introspettiva, ricercare all’interno le pastoie che impediscono il dono totale di sé:
1) Lo scollamento comunicativo e gli scontri all’interno
dell’associazione, i contrasti futili e logoranti, che ne minano
le serenità sia di comunione che dello stesso agire;
2) Le ingerenze gratuite negli affari interni dei club da
parte di chi, per contro, dovrebbe starsene al proprio
posto, super partes;
3) Le predeterminazioni quasi partitocratiche, imposte,
da vertici associativi, dei candidati a cariche elettive,
che impediscono l’espressione di un voto libero, che
consenta l’affermazione degli elementi più validi alla
guida dell’associazione;
4) La mancanza conseguente di leader veri, capaci, che
fungano da riferimento per i soci. E quando questi ci
sono, vengono quasi sistematicamente discreditati,
vuoi perché non si intende riconoscere in essi quel quid
in più, che viene loro unanimente riconosciuto, vuoi
per sentimenti negativi, vuoi per la ricerca affannosa
dell’affermazione di un gruppo su un altro, per la conquista di un “potere” effimero, in quanto non esiste;
5) La “fuga” dall’associazione di elementi efficaci, che,
fatte le debite eccezioni, lasciano perché non ritrovano
nell’associazione risposte adeguate al loro anelito di
solidarietà. Essi non riscontrano alcuna azione che li
stimoli all’impegno e alla partecipazione attiva, anzi
trovano spesso atmosfere perennemente tese a causa
di insulse diatribe;
6) Molti i governatori, i presidenti, che, al di là dello
sfoggio di un forbito eloquio, mettono in campo attività che si rivelano quanto meno inutili, in una sorta
di smania auto celebrativa che li porta a dimenticare il
reale da farsi;
7) Mancano i momenti premianti per quelli che si
impegnano e, perché no, i momenti ludici che hanno
42
una alta valenza armonizzatrice.
Certo, la mia disamina è riduttiva rispetto alla reale
situazione e ai problemi che sono ben più ampi di
quelli evidenziati.
Il sole declina ad occidente e ci regala, nel suo celeste
percorso quotidiano, giornate luminose, ma noi uomini
riusciamo, con le nostre negatività, a rendere buio ciò
che è splendente.
Non ci resta che sperare in un’alba nuova, in un nuovo
giorno, una nuova era.
Eh, si fa presto
a dire pace!
Dovremmo dire ai ragazzi che partecipano al concorso “Un poster per la pace” che “la pace” è un concetto complesso, che non riguarda solo i cannoni. Di
Roberto Ferretti
H
o assistito recentemente alla cerimonia di consegna, da parte di 3 Lions Club triestini, degli attestati di partecipazione ai ragazzi che hanno presentato
disegni per il concorso “ Un poster per la pace”.
Mentre guardavo l’aula magna del liceo, dove si svolgeva la premiazione, piena di ragazzi, di genitori ed
insegnanti, pensavo che il pomeriggio fosse molto
bello e ben riuscito e la presentazione del Lions avesse
un pubblico ed una occasione di grande impatto.
Chissà quante di queste cerimonie si stavano svolgendo in
giro per l’Italia, dando al lionismo una visibilità di grande
efficacia. Eppure, come molte altre volte, stavamo sprecando una occasione per fare qualcosa di più. Mi spiego.
Ai ragazzi i Lions hanno dato un attestato, qualche
regaletto, condito con pochi “bla bla”di circostanza
del presidente di turno. Sfido chiunque a non essere in
grado di dire “bravi ragazzi che dovete amare la pace”.
Non occorre essere “leader” e portatori di grandi idee,
come dovrebbero essere i Lions.
Noi, invece, dovremmo fare un discorso più completo,
che esalti la pace al di là dei cliché e della inutile retorica,
e questo per dare alla cerimonia un obiettivo diverso e
A parer mio
superiore alla distribuzione di qualche patacca e di qualche complimento sul buon uso dei pennelli e dei colori.
Dovremmo, cioè, dare dei segnali in linea con i nostri
valori (ma abbiamo ancora valori?).
Dovremmo dire ai ragazzi che “la pace” è un concetto
complesso, che non riguarda solo i cannoni e non si
esaurisce nello stringere la mano allo sconosciuto che
ti sta vicino durante la messa.
E’ un sentimento che deve pervadere il comportamento
di ognuno e in ogni tempo ed ogni circostanza, Perché
la “guerra” non la fanno solo gli eserciti, ma migliaia di
individui la fanno in famiglia, nel condominio, nell’autobus, nel traffico, nei tribunali, ingolfati da cause
dovute a contrasti di ogni tipo. Prima di portare in
piazza la bandiera della pace, dovremmo essere capaci
di risolvere pacificamente i nostri problemi quotidiani
con gli altri, senza ricorrere ad atti di violenza.
Infatti, se l’individuo non riesce a vivere in pace nel
suo piccolo mondo, non si vede come possiamo perseguire la pace quando l’orizzonte si allarga ed entrano
in campo interessi ed entità maggiori.
Ma dobbiamo anche essere sinceri con noi e con gli
altri. In classe, quando il violento di turno ti ruba la
merenda o la penna regalo di papà, puoi offrire forse
l’altra guancia una volta, ma successivamente una reazione adeguata, ma forte è giusta e legittima.
Dovunque, quando sei sottoposto ad una violenza,
non è contraria alla natura umana la legittima difesa,
seppure badando a non eccedere nel contrasto.
Vogliamo parlare degli Stati? Vogliamo chiedere agli
strenui difensori della pace se ritengono colpevoli gli
Stati che hanno fatto la guerra a Hitler, impedendo al
folle progetto del nazismo di conquistare il mondo?
Vogliamo vedere quanti sono disposti a denunciare
il comportamento dei partigiani, che non si sono presentati davanti ai panzer con il ramoscello d’ulivo, ma
hanno imbracciato le armi?
Potremmo continuare all’infinito. Ma dovremmo dirlo
ai ragazzi: la pace è un concetto molto complesso e difficile. Chi te la vende con la frase “pace, pace comunque, senza se e senza ma” è tutto ingenuo.
La pace non si conquista solo con un bel disegno, non
si serve mettendo in bella evidenza, senza un’adeguata
critica, una bandiera che sfila per le strade portata da
molti uomini sinceri, ma anche da gruppi dediti alla
più cieca violenza contro persone, auto, banche, ambasciate, poliziotti; la pace non si esalta mettendo nei
disegni il simbolo degli hippies “fate l’amore, non la
guerra”, perché la storia ha già dimostrato la futilità di
queste aspirazioni e, comunque, gli ideali della droga
libera, del sesso libero, dell’essere contro ogni regola,
dell’essere obiettori e disertori, dell’anti patriottismo.
I valori che avevano quei giovani, i Lions non li hanno
e dovrebbero spiegarlo ed invitare i ragazzi a rifiutarli,
altro che metterli nei disegni, magari premiati da commissioni che ci fanno ogni volta perdere un’occasione!
I lions di Sicilia ai lampedusani
Una bella e significativa medaglia d’oro per la solidarietà da assegnare a Lampedusa. La dovrebbero offrire i
Lions del Distretto 108 Yb Sicilia guidati dal governatore Giuseppe Scamporrino. Di Franco Amodeo
M
entre il mondo guardava attonito e l’Europa
metteva in mostra una inquietante indifferenza,
migliaia e migliaia di disperati, fuggiti dalle terre africane, sfidavano e continuano a sfidare la morte per trovare un approdo in quel piccolo lembo di Sicilia, nel
cuore del Mediterraneo, alla ricerca della libertà.
Anche i Lions di Sicilia hanno guardato impotenti e
sgomenti all’impari lotta di questi disperati votati a
tutto pur di fuggire da un mondo dove la democrazia
è lontana millenni.
Lampedusa e i lampedusani hanno saputo superare
momenti difficilissimi e l’Italia ha risposto in modo forte e
deciso dopo aver superato le incertezze e la sordità dell’Europa.
Ma sono stati soprattutto i lampedusani a pagare un duro prezzo per
sostenere la solidarietà concreta e
non fare spegnere in questi poveri
migranti la fiamma della speranza.
Teniamo sempre presente che
“Lionismo è solidarietà”, è un
“atto di amore” e quando non
riusciamo, per motivi di eccezionale contingenza,
dobbiamo interrogare il cuore e trovare le risposte che
possano giustificare con determinati gesti la nostra
presenza.
Anche così possiamo “essere solidali con il prossimo
mediante l’aiuto ai deboli, il soccorso ai bisognosi, la
simpatia ai sofferenti”.
Questo passo importantissimo e significativo del codice
dell’etica lionistica è stato interpretato spontaneamente
dai lampedusani e soprattutto per questo meritano il
nostro significativo riconoscimento e la nostra medaglia
d’oro “I lions di Sicilia ai lampedusani”. E’ giusto che
la consegni il nostro governatore
Scamporrino al primo cittadino
dell’Isola, come sostegno morale
alla straordinaria azione di solidarietà. La lunga via del lionismo,
tracciata in Italia 60 anni addietro,
ha trovato una linea di continuità
senza interruzione alcuna e si è
inserita a pieno titolo nella società
contemporanea.
43
Vivere il lionismo
Come dovrebbe essere il lionismo italiano e
mondiale del terzo millennio? Indagine sulla
crisi dell’associazionismo e proposte per un
rilancio. Due domande ai lettori della rivista. A
cura di Alessandro Emiliani
2 domande ai lettori
1 - l’eventuale crisi associativa
è nei numeri o nelle idee?
2 - Perché ti trovi o non ti trovi bene
nella tua associazione?
➤ Risponde Dario Nicoli,
Governatore del Distretto 108 Ta3
Giovanni vuole lasciare il Lions. Ha 35 anni di anzianità associativa, ha ricoperto tutte le cariche di club, è
stato cerimoniere distrettuale, ma ora non se la sente
più di rimanere in una associazione come la nostra
che giudica ripiegata su se stessa. Giovanni è un
uomo tutto d’un pezzo, e per nulla diplomatico, ma ha
una rara capacità organizzativa, e una volontà di ferro.
Tanto che, con un pugno di volontari trenta - quarantenni, ha creato un’associazione capace di costruire,
nel giro di due anni, un ospedale in Tanzania e una
fabbrica per la lavorazione del cocco in Mozambico.
La sua onlus riceve il 5 per mille dallo Stato, dialoga
con l’Amministrazione provinciale e regionale, riceve
finanziamenti pubblici e privati.
I Lions, portatori di un messaggio universale che
parla di solidarietà e speranza, libertà, uguaglianza
e tolleranza, non riescono, purtroppo, a muoversi
con altrettanta agilità, e perdono progressivamente
appeal. Specialmente in Italia, dove sono obbligati a
competere con migliaia di agguerrite associazioni di
volontariato. La loro complessità organizzativa e un
retaggio di glorie che trovano radici soprattutto nel
passato, impedisce loro, probabilmente, di modernizzarsi e intercettare le nuove richieste della società contemporanea. Lo comprova un sondaggio di opinione
compiuto quest’anno, per la prima volta, nel distretto
Ta3, dove sono stati interpellati i soci usciti dai club
nell’ultimo periodo. Il 30 per cento degli intervistati
ha lasciato l’associazione, manifestando una chiara
e forte insoddisfazione. Chi lamentando l’onerosità
della quota annuale, chi ritenendo l’attività lionistica
sostanzialmente dispersiva e limitata ad incontri
pseudo-culturali e alla sola raccolta fondi, chi lamentando la mancanza di un vero rapporto di amicizia e
collaborazione fra i soci o parte di essi. Gli intervistati
avevano un’età che andava dai 45 ai 60 anni, e una
bassa anzianità di club (non più di 5-6 anni).
L’indagine del Ta3 spiegherebbe, dunque, perché il
lionismo italiano è in crisi. Ma se crisi significa “passaggio”, è lecito sperare che il fenomeno trovi uno
sbocco positivo se la leadership dell’associazione
saprà suscitare nuovi stimoli nei soci e organizzarli in
44
maniera più moderna ed efficace.
Nella sua provocatoria proposta lanciata all’inizio
dell’anno sociale, il direttore di Lion, Sirio Marcianò,
ha affermato che se ogni socio versasse a una cassa
comune 100 euro, il Multidistretto potrebbe disporre
annualmente di 5 milioni da destinare a un service
significativo. Vogliamo proporre qualcos’altro? Se il
Multidistretto si dotasse di una Fondazione Onlus, e
ogni socio destinasse a tale Fondazione il cinque per
mille attraverso la dichiarazione dei redditi, avremmo
altri cinque milioni di euro l’anno da investire per un
service. E con dieci milioni ogni anno si potrebbero
fare davvero grandi cose. A condizione che le decine
di Onlus nate all’ombra del Lions facessero un passo
indietro. Ma su questo punto siamo scettici.
E allora, non ci resta che andare avanti, confidando
nello “stellone” che ci illumina ormai da 60 anni e
sperare che “i Giovanni” non lascino la nostra associazione prima di avere raggiunto il traguardo imposto
loro dall’età o dalla eventuale salute malferma, che
secondo l’indagine del Ta3, colpisce il 20 per cento dei
soci l’anno.
➤ Risponde Roberto Olivi Mocenigo,
Governatore del Distretto 108 Tb
Ma dov’è questa crisi? In questo 2010 celebro le mie
nozze d’argento con il lionismo. Arrivato a 25 anni di
associazione e ripensando a tutto quello che è successo
in tutto questo tempo mi rendo conto che in fondo non
molto è cambiato rispetto ai miei inizi. Anche allora,
infatti, si diceva che il Lions era in crisi, che bisognava
cambiare che si doveva trovare una nuova via.
In realtà io penso che il principio lionistico non sia
mai stato attuale come oggi e che non sia l’ideale, ma
gli uomini che devono cambiare.
Chi crede in questo splendido ideale di solidarietà,
o come più correttamente diciamo di “servizio”, sa
che purtroppo molto c’è ancora da fare per cercare di
aiutare le tante, troppe persone che, come dice giustamente il presidente Scruggs, guardano a noi come un
faro di luce nel buio della loro vita.
Quella che certamente è cambiata, anche non volendo
dare giudizi di merito, è sicuramente la società intorno
a noi.
In periodi di crisi economica, come quelli che stiamo
vivendo, diventa sicuramente più difficile vincere la
tentazione di occuparci solo di noi stessi e di trascurare gli altri.
Per questo forse alcuni scoprono che i valori lionistici
sono per loro qualcosa di troppo difficile da applicare
realmente nella loro vita.
Ma è proprio in questi momenti che i veri soci Lions,
quelli che non sono entrati nel club solo per potersene
vantare, che sono stati scelti realmente per la loro predisposizione al servizio e non solo perché amici di
un socio del club o perché membri importanti della
società escono allo scoperto e dimostrano le loro capacità.
Credo che il fatto che in molti paesi lontani come India
e Cina si viva in questo momento un forte sviluppo
del lionismo, possa far riflettere. Lo stesso è accaduto
in Italia nell’immediato dopoguerra, quando il paese
era distrutto ma la voglia di rinascere era forte e la solidarietà era vista come un valore comune.
Se non sappiamo dare l’esempio ai nostri figli occupandoci della loro crescita morale, e instillando nei
loro cuori quei valori che fanno di una società “una
società civile”, il problema non sarà solo la sopravvivenza del movimento lionistico, ma di tutto il mondo
che conosciamo.
Ma se, viceversa, da veri Lions, sapremo crescere i giovani nell’ideale e non solo nel benessere economico
sarà per loro automatico vedere nel Lions la loro collocazione ideale per crescere e far crescere la società.
La presunta crisi del lionismo non è pertanto crisi di
un ideale ma crisi di uomini. Impegniamoci, pertanto,
specialmente con l’esempio, a ridare fiducia ai soci
demotivati, a sostenere ed istruire i Leo ai valori del
lionismo, a dimostrare alla società la nostra efficienza
e disponibilità e la crisi sarà vinta.
➤ Risponde Gian Andrea Chiavegatti,
2° Vice Governatore del Distretto 108 Ta1
Come dovrebbe essere il lionismo italiano e mondiale
del terzo millennio? Riflettendo sulla crisi dell’associazionismo, è bene porsi in una prospettiva corretta.
Come affermano i guru dell’economia, non ci sono
settori in crisi, bensì imprese in crisi. Infatti, anche
quando le crisi economiche colpiscono le imprese di
un settore, ve n’è sempre qualcuna, che, attrezzatasi
per tempo, cresce, mentre la generalità dei competitors
decresce.
Quindi, dobbiamo uscire dalle generalizzazioni e
focalizzarci sul L.C.I. per valutare obiettivamente e
con coscienza critica le ragioni specifiche che incidono
negativamente sullo sviluppo della nostra associazione.
Una prima constatazione è che i soci aumentano nei
Paesi, che vanno assumendo un ruolo rilevante, economico e politico, (BRICS), mentre diminuiscono
nei Paesi, che vanno via via perdendo competitività
(D.S.A. ed Europa, con l’eccezione della Germania).
Tale situazione a macchia di leopardo induce a ritenere che vadano indagate le ragioni dell’indebolimento nella nostra area geografica, lasciando perdere
altri contesti con caratteristiche diverse, compresi gli
USA. Pensiamo, dunque, all’Italia.
Ma anche qui non abbiamo una situazione omogenea.
Nord e Sud si differenziano in ragione di struttura
organizzativa, dimensione geografica, interpretazione
del lionismo, considerazione sociale dell’associazione. Ma anche tra aree del nord, così come tra aree
del sud, vi sono sostanziali differenze culturali. Il che
significa che la reazione alla crisi va strutturata sulla
dimensione locale, poiché, se da un lato la globalizzazione connette e, in una certa misura, omogeneizza
aree diverse, il localismo porta le singole comunità a
reagire in modo diverso nella ricerca di conservare e
difendere la propria realtà.
GMT e GLT sono gli strumenti, unitamente al Centro
Studi, che devono portare a risposte diverse ed articolate nei singoli Distretti, per individuare le soluzioni
corrette per continuare a crescere, bloccando i fattori di
crisi.
Il generalismo del servire Lions, se da un lato può
costituire un handicap nella competizione con un
diverso associazionismo specificatamente focalizzato,
dalI’altro rappresenta un vantaggio nella misura in cui
consente di dare risposte più flessibili ed articolate ai
bisogni, che evolvono con la stessa rapidità del mondo
che ci circonda e che proprio dal continuo cambiamento è caratterizzato.
Senza dimenticare che la globalizzazione esalta la transnazionalità del Lions, che ci permette di intervenire
e dare risposte che vanno al di là dei ristretti confini
locali, supplendo all’incapacità (o forse impossibilità)
delle strutture pubbliche del territorio di inquadrare
funzionalmente i fenomeni sociali nel contesto globale,
di cui spesso sono diretta od indiretta conseguenza.
Quindi, pensiamo al nostro Distretto ed alla sua specifica situazione, guardando però al mondo e valutando
prospetticamente come l’evoluzione globale impatterà
sulle nostre comunità. Analizziamo il nostro contesto,
individuiamo bisogni e proponiamo soluzioni, se possibile coinvolgendo più club per una maggiore efficacia d’azione, comunichiamo tra noi e con il mondo
esterno le soluzioni proposte, creiamo una rete di
informazioni e di scambi di esperienze, organizziamo
azioni comuni come il Sight First.
Nella misura in cui saremo più efficaci e più visibili,
più trasparenti e capaci di autovalutazione, anche
attraverso indagini qualitative sulle motivazioni dei
nostri soci entranti ed uscenti, maggiormente connessi
tra noi per costituire le maglie di una rete di servizio,
esprimeremo la nostra potenzialità e saremo più attrattivi per i nuovi soci.
Ma non parliamo più di crisi generali: ogni Distretto
ha la sua e deve ad essa rispondere, confidando che la
sua risposta, grazie alla globalizzazione ed alla comunicazione in tempo reale, si riverberi senza soluzione
di continuità anche su altre realtà locali, più o meno
distanti geograficamente.
Sul numero di ottobre hanno risposto Antonella
Babini, Antonio Suzzi, Roberto Garavini, Gianfranco
De Gregorio. Sul numero di novembre Giuseppe Bottino, Giampiero Peddis. A dicembre Gualberto Del
Roso, Franco Sami. A gennaio Anna Ardizzoni Magi,
Walter Migliore, Gualberto Del Roso. A febbraio Licia
Bitritto Polignano e Lucio Vacirca. A marzo Nando
Anselmi e Alberto Castellani. Ad aprile Pier Luigi
Foglia, Carlo Forcina, Ercole Milani e Pierluigi Tarenghi. Sul numero di maggio hanno risposto Guglielmo
Lancasteri, Fabio Feudale e Franco Rasi.
45
46
magazine
Europa si, Europa no?
Europa, svegliati! E’ l’appello lanciato nel corso del
convegno nazionale sul futuro del Vecchio
Continente, organizzato in occasione
della “Festa dell’Europa 2011”.
Di Antonio Laurenzano
D
al fronte economico (crisi greca) a quello
politico (crisi libica), l’Ue sembra aver
smarrito la strada che Robert Schuman tracciò a Parigi il 9 maggio 1950 con la storica dichiarazione: “L’Europa non si farà in un attimo, né in una
costruzione d’insieme. Essa si farà attraverso delle
realizzazioni concrete, che creino innanzitutto una
solidarietà di fatto”.
Nei cieli europei c’è tempesta. Da tempo è latitante
una governance economica in grado di garantire,
con la stabilità del sistema monetario, l’auspicata
crescita economica e quindi creazione di lavoro e
di occupazione, oltre a un mercato interno meno
ingessato. Uno scenario reso ancor più precario dai
tragici eventi nel Maghreb che hanno riportato la
“frontiera” meridionale dell’Europa in primo piano
con l’intervento militare in Libia e la controversa
gestione dei flussi migratori dall’Africa. E anche in
questa occasione, gli Stati europei sono andati in
ordine sparso, spesso guidati da miseri interessi di
bottega (calcoli elettorali). Una conferma di come
si sia ancora molto lontani da una politica estera
comune a livello europeo, la “voce unica” invocata dal Trattato di Lisbona! Gli interessi nazionali
continuano a prevalere sull’obiettivo primario: la
costruzione politica di un’Europa unita. Con buona
47
Magazine
pace dei tanti accordi internazionali.
Sullo sfondo di una situazione oggettivamente povera
di prospettive reali, l’euroscetticismo trova sempre più
terreno fertile.
C’è chi minaccia di uscire dall’euro (la Grecia) e chi,
anche in casa nostra (!), dall’Europa. “Coloro che fanno
tali affermazioni sono leader politici che non hanno il
senso della Storia, preferiscono inseguire gli opinion
polls che indubbiamente riflettono gli umori di un
populismo che aumenta, creando così una reazione a
catena. Ma significa andare verso un suicidio collettivo”. Così Romano Prodi commentando la scarsa coesione dell’Unione.
Un giudizio condiviso sulle colonne del Corriere da
Sergio Romano che, censurando certe inquietanti fughe
in avanti registrate nei palazzi romani, ha rievocato le
motivazioni storiche della scelta fatta dall’Italia post
bellica: “abbiamo creduto nell’unità europea perché
ci permetteva di riemergere dalla sconfitta, dava un
senso alla nostra tardiva e imperfetta unità nazionale,
ci spronava a fare ciò che da soli, probabilmente, non
saremmo riusciti a realizzare”.
Malgrado i piagnistei del momento, il Bel Paese non
può fare a meno dell’Europa! A quale sistema di alleanze, non solo politiche, dovremo unirci? E ancora, in
tempi di globalizzazione, si può veramente ipotizzare
di chiudere… l’uscio di casa e rifugiarsi in uno “splendido isolamento” dietro anacronistiche linee di confine? E' pensabile riesumare la nostra liretta per poter
“drogare” una ripresa economica con la svalutazione
o aumentare, in termini protezionistici, i dazi doganali
per non subire la concorrenza dei mercati stranieri?
Siamo seri! Lo richiede l’impegno politico, oltre che la
lungimiranza storica di De Gasperi, Spinelli, PadoaSchioppa, Ciampi, Napolitano.
“Non scherziamo sull’Europa!”, ha ammonito il Capo
dello Stato. “Senza Europa staremmo tutti peggio”.
L’Italia più di altri Paesi avrebbe infatti interesse affinché il processo d’integrazione europea riprenda, nella
prospettiva di un necessario ammodernamento delle
istituzioni nazionali con effetti positivi anche sulla politica interna.
Più che parlare alla luna, sarebbe forse più utile impegnarsi per trovare un punto di convergenza con Bruxelles sul gravoso problema dell’accoglienza, “casus
belli” di questi mesi. Trovare cioè soluzioni concordate
a livello comunitario per vincere l’autolesionismo degli
euroscettici, seguendo le indicazioni di Napolitano: “La
politica di accoglienza non deve mai essere in contrasto
con l’esigenza di fissare delle regole di fronte a ondate
di flussi illegali". Spetta all’Europa dare risposte certe
sull’immigrazione senza dannosi arroccamenti. Non è
possibile affrontare una questione di tale portata con
gli egoismi dei singoli paesi. Il problema migratorio
va inserito in una cornice europea per una sua equa
soluzione nel segno dello spirito europeo dei Padri
fondatori. Il futuro dell’Europa non potrà scriversi con
l’inchiostro dei nazionalismi!
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 Etica & valori
Chi rispetta le regole
rispetta se stesso
Chi non rispetta le regole non rispetta se stesso. E’
una regoletta elementare, persino banale, disattesa,
però, dalla maggior parte delle persone. Di Carlo
Alberto Tregua
L’
universo funziona in base a regole. Il corpo funziona in base a regole. La matematica e la logica
hanno regole ferree. L’organizzazione è basata su
regole.
Perché le regole ci vogliono? Per consentire a tutti
d’avere dei punti fermi. Come si fa a dire che la libertà
individuale è libera fino a quando non calpesta la
libertà degli altri?
Se non c’è una regola o un confine che stabiliscano ove
ognuno possa arrivare, che stabiliscano cosa si può
fare, nasce l’arbitrio ed il conflitto.
Per curare le malattie ci vogliono le regole, quelle che
in termine tecnico, si chiamano protocolli. Però, c’è un
abuso di protocolli nel senso che molti medici li usano
meccanicamente e non li adattano caso per caso e persona per persona. Due malati con la stessa patologia
sono due casi diversi e vanno curati in modi diversi.
La cultura cinese per la salute è opposta a quella occidentale perché basata sulla prevenzione e sul rafforzamento del sistema immunitario.
La malattia del cancro, seconda causa di morte dopo
quella dell’infarto, non ha trovato una cura definitiva
perché la ricerca è stata orientata sui farmaci che agiscono a valle e non sulle cause che fanno invertire il
funzionamento delle cellule. Esse, infatti, da altruiste,
cioè fornitrici di energia al corpo, diventano egoiste,
cioè succhiano energia al corpo per fortificarsi. Ma
perché le cellule altruiste diventano egoiste? Quando
sarà data risposta a questo quesito il problema sarà
definitivamente risolto. Anche qui è un caso di regole,
scoprire cioè quelle che hanno fatto mutare il funzionamento delle cellule.
In una collettività, la regola delle regole si racchiude
nella legge di primo livello, che di solito è la Carta
costituzionale, sovraordinata a qualunque legge.
In essa si stabiliscono i principi (regole) in base ai quali i
cittadini convivono in modo civile. Le leggi sottostanti
dovrebbero essere lo sviluppo naturale della Costituzione, per disciplinare anche in dettaglio doveri e
diritti dei cittadini. Quando questi meccanismi funzionali non vengono rispettati, si va fuori dai binari e si
commettono atti che violano il principio di equità.
Le regole devono esserci nella famiglia, comunque sia
composta, etero o omosessuale. Famiglia è infatti il
complesso di persone legate fra loro da un rapporto di
Magazine
parentela e di affinità. Ma è anche, in senso metaforico,
l’insieme dei componenti di artisti, di professionisti e di
nuclei di vario tipo. Essa non può funzionare se non vi
sono regole riconosciute e rispettate da tutti, in modo
che, anche in questo caso, ognuno sappia che può agire
per non invadere il campo altrui.
Ma chi stabilisce le regole? Ecco un’altra questione da
analizzare. Esse vanno bilanciate ed equilibrate da tutti
coloro che le debbono rispettare, ma anche da altri. Per
farlo occorre che vi sia una stella polare riconosciuta da
tutti e cioè l’insieme dei valori eterni cui ogni comunità
deve fare riferimento, per avere certezza di mantenere
il necessario rispetto fra i suoi componenti. Certo, i
componenti di un gruppo che stabilisce regole dibattono e discutono, ma poi alla fine bisogna trovare le
soluzioni più opportune.
Come si fa a trovare le soluzioni più opportune? Anche
in questo caso vi sono le regole che stabiliscono il
metodo. Un maestro, al riguardo, è stato René Descartes (1596-1650) con il suo Dèscours de la Methode. Ma
è anche utile il brainstorming, cioè riversare sul tavolo
tutte le possibili idee in modo disordinato apportate
da ciascuno dei presenti e poi cominciarle ad ordinare,
metterle insieme per cavare le soluzioni più idonee atte
a regolare la materia.
Spesso non c’è una soluzione, ma un ventaglio di soluzioni. Allora è buona norma cercare la soluzione delle
soluzioni cioè prendere il meglio di ciascuna di esse e
comporre come un puzzle quella più idonea.
Vi è, infine, la questione dell’applicazione delle regole.
Anche in questo caso occorre stabilire chi le debba
osservare, quali siano i vantaggi e quali le sanzioni. In
definitiva, determinare le responsabilità attive e passive. Ha regione il filosofo: chi rispetta le regole rispetta
se stesso.
 Società
I Lions
e la famiglia
Dobbiamo essere attenti alle diverse e svariate forme
di sofferenza familiare. Promuovere la famiglia come
soggetto titolare di diritti e oggetto di eque politiche
sociali. Di Giuseppe Dibenedetto
S
i parla troppo o niente di famiglia. Troppo, nel senso
delle questioni connesse con la famiglia, la coppia, i
figli. E' più una faccenda mediatica per parlare e sparlare a proposito e a sproposito. Insomma: la famiglia
per far spettacolo e soprattutto per solleticare questioni
di prurito istintuale. Poco o niente è dedicato in questa
società, alle proposte costruttive per prevenire, affrontare e, quando si può, risolvere le situazioni inedite
della famiglia moderna.
Nessuno vuole fermare la storia. Bisogna essere consapevoli che molto è cambiato in noi, nell’uomo e nella
donna, attorno a noi, nelle nuove generazioni e che
tutto questo nasce, ma poi rimbalza, nelle trasformazioni della società attuale. E’ necessario accogliere con
passione il fatto che la famiglia oggi sia in continua
evoluzione nel suo essere e nel suo vivere. Siamo sorpresi continuamente da situazioni, per lo più dolorose
e drammatiche, che ci accadono o che vediamo attorno
a noi.
Ma sembra, ormai, che tutto sia… normale solo perché
avviene e, dopo un “oh!” del momento, la vita continua sperando che non accada a me e ai miei figli, ma
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Magazine
portando nell’anima un senso di insicurezza nei nostri
rapporti, nei nostri progetti di vita di coppia e di famiglia.
Crescono le paure, diciamo di non sapere cosa fare e
come comportarci con il coniuge, con i figli. Ci sentiamo
quasi falliti e impotenti di fronte a una “inedita famiglia” che non è quella che avevamo sognato. L’amore,
la coppia, la generazione di figli: è il sogno naturale,
non può diventare il sogno proibito. E’ il sogno possibile per ogni creatura e va coltivato e realizzato a tutti
i costi.
Quello che, per natura, è desiderio e progetto di unione
non può e non deve diventare separabile e separazione.
Quello che è amore per sempre non può essere cambiato in provvisorietà ed esperienza a tempo o prove di
vita insieme. L’inedito oggi è la crisi coniugale sempre
dietro l’angolo, è la provocazione alla persona dell’altro
sesso, è il comportamento libero senza regole che dona
ebbrezze e non gioie pagate con il sacrificio totale di
sé, unica sorgente della felicità. L’inedito è la difficoltà
notevole nel dialogo fra generazioni. L’inedito è il relativismo morale per il quale ciascuno personalmente fa
legge a se stesso e giustifica così tutti i propri comportamenti. L’inedito è il dolore dei figli, bambini, adolescenti e giovani che faticano a interpretare le “storie”
antinaturali dell’amore e non trovano persone di riferimento nelle quali identificarsi.
Ma queste analisi e altre sono ormai scritte e dette ovunque: sui libri, in Tv, in Internet dove le solitudini cer-
cano continuamente relazioni che legano nella fantasia
e poco nella realtà. Dobbiamo tutti fermarci un attimo
e, invece di cercare i colpevoli o mettere sempre sotto
inchiesta (questo metodo distruttivo attuale troppo di
moda!), possiamo riflettere sulla nostra vita di famiglia
e cercare nel profondo, tornando alle radici umane,
vere, sacre della famiglia.
Non chiacchierare, ma interiorizzare. Essere non apparire. Decidere, non mantenere eterne situazioni d’indecisione. C’è bisogno di giovani e giovani-adulti che si
giocano la vita non su un problema, ma nell’avventura
più alta e realizzante per l’uomo e la donna.
Questa è l’epoca storica delle persone coraggiose che
non vogliono far notizia o spettacolo, ma semplicemente e nascostamente credono nell’amore possibile
di alta qualità e che conduce alla felicità di vivere. I
nostri nonni hanno creduto a questo in periodi più o
meno difficili di adesso. Occorre che i Lions pongano
un'attenzione privilegiata alle realtà concrete delle
famiglie, nel territorio. In particolare: la conciliazione
dei tempi di vita e di lavoro, la dignità dell'abitazione, l'educazione dei figli, la cura delle persone più
deboli.
Bisogna essere attenti alle diverse e svariate forme di
sofferenza familiare e sociale, facendosi promotori della
formazione permanente per i membri delle famiglie e
per tutti quelli che con le famiglie operano; nonché di
promuovere la famiglia come soggetto titolare di diritti
e oggetto di eque politiche familiari.
Mythos: cultura del vivere e dell’ospitalità
All’appuntamento per l’intervista il Commendatore Santino Galbiati ci saluta con il consueto solare sorriso e con la sua proverbiale gentilezza. Appare soddisfatto. Poi, durante la chiacchierata,
si scopre che è molto soddisfatto. La seconda stagione invernale del “suo” Grand Hotel Savoia di
Cortina d’Ampezzo, 5 stelle, è stata un successo, addirittura superiore a quanto già di
buono era stato fatto nel primo anno. E l’estate 2011 si prospetta positiva.
“Sono un uomo esigente - esordisce Galbiati - e cerco di ottenere risultati ogni volta
migliori dalle mie aziende e dai miei collaboratori. Ma la situazione di mercato è certamente non facile e quindi mi fa piacere notare che la Mythos Hotels sta ottenendo
grandi risultati, in particolare nella mia amata Cortina d’Ampezzo: Le scelte che abbiamo fatto, io e i miei collaboratori, sono state premianti e i risultati si vedono”. Qualche
parola su Cortina e la sua situazione generale? “Mi piange il cuore vedere tanta arroganza, tanta presunzione da parte di qualcuno. Si potrebbe fare bene, essere la località
più glamour delle Alpi, invece ultimamente il paese è stato spaccato da scelte fatte
cadere “dall’alto”, non condivise: un vero peccato!”
Grazie alle richieste di prenotazione, l’estate al Grand Hotel Savoia inizierà a metà
giugno, prima del solito. Si riapre con il consueto, consolidato copione: bella gente, cucina esclusiva, ottimi vini, cigar bar, stanze e suite d’altissimo livello, atmosfera raffinata ma “familiare”, un grande centro congressi, un’attraente area benessere. Gli eleganti saloni verranno aperti al pubblico desideroso di prendere i cocktail nella panoramica
terrazza bar che da sulle Dolomiti, o di ascoltare i molti maître à penser che come ogni anno, presenteranno nel centro congressi
dell’albergo i loro libri, discuteranno di politica, cultura, arte e dei temi più cari all’esclusiva clientela della Regina delle Dolomiti.
Naturalmente sarà un susseguirsi d’ospiti illustri e meno, d’industriali e imprenditori, di cultori della vacanza attiva in montagna
o di amanti del relax e delle passeggiate nei boschi, tutti ospitati con soddisfazione nelle camere o nelle suite che il Grand Hotel
Savoia offre, con tariffe ed offerte speciali che si possono trovare nel sito www.grandhotelsavoiacortina.it. E anche quest’estate,
per le bambine più esigenti, la possibilità di prenotare l’esclusiva Barbie Suite, la camera realizzata in collaborazione con Mattel,
dove giocare con la loro Barbie, in un mondo di giocattoli rosa. Un’ospitalità straordinaria quindi, per i grandi e i piccoli ospiti
del Grand Hotel Savoia, una serie di servizi con un denominatore comune: il piacere dell’ospitalità che il Commendatore Galbiati
offre personalmente ai suoi Clienti, come un vero padrone di casa. Perché la vera qualità è nelle cose semplici, arricchite dalla
perfezione dei dettagli. E la prossima stagione invernale vedrà un nuovo “fiocco azzurro” in casa Mythos Hotels: verrà inaugurato
il nuovo Grand Hotel Presolana, una straordinaria struttura 4 stelle superior, dotata di tutti i comfort e i servizi, con un superlativo
centro wellness e una sala convegni. L’albergo, nuovo gioiello del Comm. Galbiati, si trova a Castione della Presolana, a soli 46
chilometri da Bergamo e poco più di 100 da Milano.
In alto: il Commendatore Santino Galbiati e immagini del Grand Hotel Savoia di Cortina d’Ampezzo
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51
I COLLEGI DI PAVIA
Un campus universitario
internazionale e di merito
Quattro Collegi specializzati nella valorizzazione dei talenti,
un’Università antichissima e l’Istituto Universitario di Studi Superiori.
Pavia è una città universitaria davvero unica nel panorama nazionale:
richiama i migliori studenti italiani e stranieri in un campus dove ci si
forma e si cresce in senso interdisciplinare e internazionale. L’Università,
antica e prestigiosa con circa 25.000 iscritti, si propone come Research
University, si presenta con 9 facoltà e 103 corsi di laurea; partecipa a
progetti internazionali, promuove ricerca in ambito interdisciplinare,
dialoga con le imprese. A dare ulteriore valore al campus pavese, anche
una Scuola Superiore, l’Istituto Universitario di Studi Superiori (IUSS), che
da una dozzina di anni si è affiancato alle Scuole Normale e Sant’Anna
di Pisa. Ma è proprio la presenza dei Collegi a caratterizzare la vita
della città: sono istituzioni antiche
(sorte nel XVI secolo) e più recenti, con
strutture e servizi all’avanguardia, che
integrano la formazione dell’Ateneo e
propongono uno stile di vita in linea
coi modelli dei college inglesi e americani.
Dall’alto:
Rita Levi-Montalcini al
Collegio Nuovo;
raduno giornata ex-alunne
Collegio S. Caterina;
studentesse del Nuovo al
Dubai Women’s College.
A destra: il palazzo con
i giardini e una camera
del Collegio Borromeo;
l’ingresso del Collegio
Ghislieri.
Pagina seguente:
ragazze del S. Caterina e la
biblioteca del Ghislieri.
52
Quali sono questi Collegi così speciali?
Ai due storici, Borromeo (1561) e Ghislieri (1567), si sono affiancati più di
recente i femminili Santa Caterina da Siena (1973), Nuovo - Fondazione
Sandra e Enea Mattei (1978) e le sezioni femminili del Ghislieri (1965) e del
Borromeo (2009): sono collegi riconosciuti dal Ministero dell’Istruzione,
dell’Università e della Ricerca quali “Enti di alta qualificazione culturale”e
“Centri di eccellenza per il diritto allo studio”.
Perché questo riconoscimento?
I Collegi promuovono la formazione di giovani motivati, capaci,
intenzionati a laurearsi in tempi rapidi per inserirsi con successo nel
mondo accademico e del lavoro. Lo dicono anche i lusinghieri risultati di
un’indagine sulle carriere lavorative dei più giovani: laureati praticamente
tutti con lode, all’80% hanno trovato lavoro entro sei mesi dalla
laurea, senza dimenticare che molti proseguono ancora negli studi.
Come e a quali condizioni si entra?
Per essere ammessi, occorre superare le selezioni (una prova scritta e
due orali) e dimostrare capacità ed entusiasmo. Possono far domanda
tutti, indipendemente dal reddito. I Collegi infatti favoriscono il talento,
accogliendo alunni di qualsiasi condizione economica purché superino le selezioni
di ingresso. Ai migliori, in condizioni economiche svantaggiate, sono riservati
posti gratuiti, mentre a tutti, grazie al sostegno dei Collegi stessi e del Ministero
dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, sono
garantiti posti economicamente agevolati che
prevedono contributi comunque inferiori (anche
dell’80%) ai costi di mantenimento.
E una volta entrati?
Si vive un’esperienza davvero unica e irripetibile. Nei
Collegi si organizzano corsi integrativi e interdisciplinari (riconosciuti e accreditati dall’Università); si
svolgono le attività dello IUSS, a cui i primi classificati
nei concorsi possono accedere in posti riservati; incontri con personalità di
spicco del mondo professionale e culturale, anche internazionale.
E poi ancora, tornei sportivi e feste, in una comunità ricca di stimoli e di
progetti, in cui studiare significa crescere e confrontarsi con gli altri.
La vita in collegio è davvero molto stimolante, perché favorisce la nascita
di amicizie che spesso durano una vita, e segna quel periodo decisivo
della crescita in cui si acquisisce autonomia e si esce dalla famiglia
d’origine. Vivere in collegio significa scambio di esperienze, abitudine
al confronto con gli altri, libertà di organizzazione del proprio tempo,
perseguimento di obiettivi a medio e lungo termine.
Non mancano inoltre opportunità per entrare in contatto con aziende
e centri di ricerca internazionali o di trascorrere un periodo all’estero
(prima e dopo la laurea): si promuovono infatti scambi con istituzioni
universitarie in Europa (dalle antiche
Università di Mainz e Heidelberg fino ai
College di Oxford e Cambridge) e in tutto
il mondo (dagli Stati Uniti agli Emirati Arabi
sino all’Australia).
Come si vive nei collegi di merito a
Pavia?
Con la sicurezza di condizioni privilegiate
di vita e di studio, basate sul merito, in un
ambiente stimolante, attento ai bisogni
formativi e al benessere degli alunni. I collegi, infatti, offrono strutture residenziali confortevoli
e attrezzature didattiche all’avanguardia; gli alunni, ospitati in stanze singole con servizi e
accesso gratuito a internet, hanno a disposizione un’accurata mensa interna loro riservata,
biblioteca, sale computer, sale musica e televisione, spazi comuni, campi sportivi e palestre,
giardini e ampi spazi verdi.
I tutor guidano gli alunni nel momento di avvio degli studi, gli ospiti stranieri tengono corsi di lingua,
i capitani delle squadre coinvolgono i nuovi arrivati nei tornei intercollegiali. Per far crescere in tutti
anche il senso di appartenenza a delle comunità di prestigio che sono anche il primo nucleo di
importanti network professionali. Non a caso dai collegi di Pavia sono uscite e continuano a
uscire persone che nei rispettivi ambiti professionali danno lustro al nostro Paese.
I concorsi per l’assegnazione dei posti nei collegi di merito di Pavia si tengono ogni anno in settembre. Le selezioni consistono
in una prova scritta unica (mercoledì 8 settembre 2010, ore 9.30, Aula G1, Palazzo San Tommaso, Piazza del Lino 1, Università
degli Studi di Pavia) e in un colloquio orale su due discipline scelte dal candidato, a seconda della Facoltà di iscrizione. Le prove
orali si tengono presso i singoli collegi. I posti, un centinaio in totale, vengono assegnati in base al merito e sono tutti gratuiti o
semigratuiti in relazione alle condizioni economiche del nucleo familiare. Con modalità diverse di ammissione, sono disponibili
anche posti per alunni di anni successivo al primo (compresi gli iscritti per laurea specialistica).
Almo Collegio Borromeo
Collegio ghiSlieri
Fondato nel 1561 da S. Carlo Borromeo, ospita nel palazzo storico e nella recente sezione femminile circa 150
studenti e venti laureati impegnati in attività di perfezionamento. Concorso per l’a.a. 2010/2011: 12 posti di alunno e 12 di
alunna, che si iscrivono al primo o al secondo anno di laurea triennale o
magistrale a ciclo unico. Requisito per l’ammissione: votazione all’Esame di Stato non inferiore a 80/100 (per i candidati per posti ad anni
successivi al primo media dei voti di tutti gli esami del piano di studi non
inferiore a 27/30). Domande di ammissione on line da presentare entro
lunedì 6 settembre 2010.
Fondato nel 1567 da papa Pio V Ghislieri, ha come alto
patrono il Presidente della Repubblica. La sezione maschile e quella femminile ospitano un totale di 200 studenti e laureati.
Concorso per l’anno accademico 2010/2011: 16 posti di alunno e
18 posti di alunna. Requisiti per l’ammissione: votazione all’Esame di
Stato non inferiore a 80/100 (per i candidati iscritti ad anni successivi
al primo media non inferiore a 27/30 e nessun voto inferiore a 24/30).
Presentazione delle domande di ammissione entro le ore 12 di martedì
7 settembre 2010.
Piazza Borromeo, 9 - 27100 Pavia
Tel. 0382 3951, fax 0382 395343
[email protected] - www.collegioborromeo.it
Piazza Ghislieri, 5 - 27100 Pavia
Tel. 0382 3786217, fax 0382 23752
[email protected] - www.ghislieri.it
Collegio SAntA CAterinA dA SienA
Fondato nel 1973 per espresso desiderio di Papa Paolo VI,
si trova nel centro storico di Pavia, nei pressi dell’Università.
Ospita 75 alunne italiane e straniere e 6 perfezionande post
lauream. Concorso per l’a.a. 2010/2011: almeno 16 posti di
alunna. Requisiti per l’ammissione: votazione all’Esame di Stato non
inferiore a 80/100. Presentazione delle domande di ammissione entro
le ore 12 del 7 settembre 2010. Dall’anno accademico 2010/2011 sarà
funzionante la nuova residenza biomedica nel polo universitario Cravino che ospiterà 50 alunni/e. Presentazione delle domande entro le ore
12 del 16 giugno 2010.
Via San Martino 17/A – 27100 Pavia
Tel. 0382 33423 - 375099, fax 0382 24108
[email protected] - santacaterina.unipv.it
Collegio nuovo
Fondato nel 1978 da Sandra Bruni Mattei, imprenditrice industriale, sorge al centro del nuovo polo medico-scientifico
dell’Università. Ospita 115 alunne italiane e straniere e 50
perfezionandi/e nella sezione laureati. Concorso per l’a.a.
2010/2011: almeno 25 posti di alunna; 5 posti ulteriori per
studentesse di anni successivi al primo. Requisiti per l’ammissione: votazione all’Esame di Stato, o esame straniero equipollente, non inferiore
a 80/100 per studentesse del primo anno; media globale negli esami di
27/30 per studentesse di anni successivi al primo, di 28/30 per studentesse del primo anno di laurea specialistica. Presentazione delle domande
di ammissione entro le ore 12.30 del 7 settembre 2010 per candidate del
primo anno; entro le ore 15 del 9 settembre, per le altre (anni successivi al
primo, comprese studentesse di laurea specialistica).
Via Abbiategrasso, 404 - 27100 Pavia
Tel. 0382 5471, 0382 526372, Fax 0382 423235
[email protected] - colnuovo.unipv.it
53
54
5 milioni di euro/223
Caro direttore, ho voluto attendere un poco, prima di esprimere il mio pensiero sulla tua
- permettimi di definirla subito
- splendida provocazione natalizia. In verità, appena letto
l'editoriale, di primo acchito
ho temuto che avessi esagerato
a cena, tu prima di scriverlo o io
prima di leggerlo, con un calice in
più del rosso doc che le nostre due
splendide regioni ci profondono. Poi
leggendo e rileggendo mi sono accorto
quanto quel tuo progetto di service da 5
milioni di euro fosse rivoluzionario, direi quasi
sovversivo, per il Lionismo di oggi così in difficoltà, in
crisi di idee, di numeri, di valori, di qualità.
Investire in noi stessi e nella nostra immagine o fare belli
gli altri con i nostri soldi? Una domanda non proprio così
retorica, come potrebbe apparire, considerato che ogni
anno devolviamo una parte piuttosto consistente del
nostro budget in service di enti, organizzazioni e associazioni di volontariato e di solidarietà che “absit iniuria
verbis”, svolgono praticamente il nostro stesso “mestiere”.
Certo restando solo nell'ambito del club, a volte è difficile dire di no al presidente, al consigliere anziano, molto
vicino “all'opera pia di, all'associazione solidale per, al
centro culturale faidelbene a”. Ma, come confermato dai
tantissimi uomini e donne lions che hanno risposto al tuo
invito, questo strano, sterile concetto di service che ci fa
distribuire a pioggia importanti risorse ad altre realtà non
può e direi non deve essere preferito alle attività proprie
della nostra associazione e al ricchissimo patrimonio di
progettualità, operatività e spirito di servizio della più
parte dei club e soci italiani. Corriamo quindi l'avventura
di questa nuova sfida, rigeneriamo l'antico entusiasmo e
passione unendoci intorno ad uno stesso grande service
capace, come già avvenuto in passato per alcuni importanti service distrettuali (vero Cavalieri di Monterotaro?),
di ridarci quella credibilità di un tempo quando i Lions
Italiani, uniti intorno ad uno stesso progetto, insieme riuscivano a realizzare straordinari sogni che, anche allora,
sembravano impossibili.
Certo sarà necessario chiarire tanti aspetti anche di natura
giuridica, statuali e tecnico amministrativi non semplici
e di non facile soluzione. Credo che debba essere necessario ad esempio definire (prima di qualsiasi altra azione
successiva all'adesione individuale) in che rapporto si
pone questa tua affascinante proposta con il Consiglio
dei Governatori del Multidistretto e con gli stessi singoli
Distretti.
Un anno fa Franco D'Eramo relatore del seminario del
Distretto 108 Ab di Cerignola sul tema “Nuova comunicazione ovvero l’altra metà della parola” ebbe ad esprimere
con chiarezza alcuni concetti che ti riporto ritenendoli così
vicini alla strabiliante idea di voler dare concretezza al service “5 milioni di euro”: “Se all’esterno c’è la percezione
che siete un ottima associazione ma che ve la suonate e
ve la cantate al vostro interno, scusate la brutalità, mi dite
che risonanza può avere all’esterno una cosa che nasce,
muore e si consuma nell’ambito ristretto delle vostre illustri professionalità?”. E ancora: “Se all’esterno arriva solo
il rumore di bicchieri e posate,
questo intristisce chi vorrebbe
trovare la forza proprio nella
capacità elaborativa e operativa delle idee di cui siete portatori. Ho guardato il vostro
annuario. Con le vostre competenze e professionalità siete
una potenza a livello regionale
e nazionale, non so se ve ne
rendete conto. Operate quindi
in modo tale che tutti all’esterno
vi identifichino, da Lions veri, per
le scelte che fate, per la valenza delle
vostre iniziative e sopratutto se sarete
capaci di creare un’emozione attorno a quel
che fate". Infine, il monito finale da parte del relatore,
non socio, ma con un cuore da Lions: “Non siete una
risorsa solo per voi, ma per il paese. Dall’esterno, abbiamo
bisogno di essere colpiti dall’impegno con cui voi svolgete
la vostra attività e dalla efficacia delle vostre realizzazioni.
Fate uno sforzo: stupiteci”.
Sì direttore, stupire, ma anche stupirci per quello che
saremmo sicuramente capaci di fare per migliorare anche
la nostra scarsa immagine. Forza allora amici Lions del
multidistretto Italy: Melvin Jones ed Helen Keller grazie
ai loro “sogni” ci donarono gli ideali che sono alla base
della nostra organizzazione, ne sono certo, questa splendida utopia potrebbe donare un futuro diverso al lionismo italiano.
Angelo Iacovazzi
Lions Club Bari Aragonese
5 milioni di euro...
il parere dei lettori
5 milioni di euro/224
Caro direttore, tu hai lanciato, con successo, una proposta/
provocazione che ci spinge a non porci limiti e raccogliere
5 milioni di euro per avere la possibilità di destinarne un
milione alla diffusione della nostra immagine e ben quattro per un service che faccia notizia e di grande utilità sul
nostro territorio italiano.
Io sono perfettamente d'accordo e concordo con quanti
hanno espresso positività per la tua iniziativa.
Bene, tu hai lanciato una proposta mirante a costruire ed
a rendere la nostra associazione visibile e soprattutto a far
conoscere a tutti l'importanza che potremmo avere se solo
fossimo meglio percepiti. Come non essere d'accordo?
Corrado Calabrese
Lions Club Treviglio Host
5 milioni di euro/225
Caro Sirio, la tua “provocazione” è stata presa talmente
seriamente dal nostro club che è stata ultimamente oggetto
di ampia discussione all'interno del Consiglio Direttivo.
Il nostro club sarebbe ben lieto di appoggiare la proposta
alle seguenti condizioni:
a) ci sia l'adesione di almeno i 2/3 dei club del Multidistretto senza possibilità di revoca;
b) venga istituita una Commissione composta dai Governatori dei club aderenti;
c) vengano proposti almeno 3 service (con i necessari dettagli) tra i quali decidere il service da portare a termine;
d) vengano richiesti i fondi solo dopo che il service scelto
55
La presidenza nazionale deve essere la guida,
sia stato deliberato e comunicato.
5 milioni di euro...
il parere dei lettori
l'asse motore nei nostri club, sempre presente,
Penso che una iniziativa di questo tipo, qualora
deve avere tutto in mano, non un organismo di
portata a termine, possa aiutare a motivare ancor
facciata, che si riunisce una volta ogni tanto. Una
più tutti noi Lions.
presidenza che gestisca le attività a livello nazioCon stima ti invio un caro saluto.
Paolo Zappa nale attraverso una unica fondazione in grado di reperire
Presidente del Lions Club Bergamo San Marco fondi dall'esterno e dal cinque per mille. Cinquantamila
firme, hai idea di quanto potremmo fare senza intaccare
le altre risorse? Così avremmo anche visibilità all'esterno,
5 milioni di euro/226
potremmo essere più apprezzati ed incrementare l'adeCaro Sirio, nell'ultimo numero di Lion il messaggio del sione all'associazione. E, ripetendomi, risparmiare prima
Presidente Internazionale, che penso abbia tutte le carte di metter mano al portafoglio.
in regola per aver assunto la nostra massima carica, si
Gianni Carnevale
esprime in termini inequivocabili: cambiamo la rotta,
Lions Club Bra Host
disinseriamo il pilota automatico. In altre parole, usciamo
dal nostro tran tran, e diamoci veramente una scossa 5 milioni di euro/227
decisa. E' quanto si legge anche in tante lettere di soci che
lamentano l'autocelebrazione di molti interventi, l'inutile E’ il caso di dire che c’è bisogno di notizie eclatanti per
pomposità dei congressi, la corsa alla carica di molti Lion, svegliare il popolo lionistico italiano; ne è una dimostraper incarichi con soli onori senza oneri, come dimostra la zione la “provocatoria proposta” del direttore di Lion che
incomprensibile decisione di rinunciare alla costituzione ha dato il via ad una serie di interventi che non accenna a
di una unica onlus nazionale.
fermarsi: lions di base, presidenti di club (in proprio ed in
Per non avere problemi, come si legge chiaramente nome dei soci), lions più titolati continuano ad esprimersi
nell'articolo a suo tempo pubblicato su Lion, siamo solo in merito all’iniziativa Marcianò, iniziativa certamente
diventati degli osservatori che hanno perso la sensibilità e da approfondire sia in termini applicativi che di pratica
la capacità di volare come dice il nostro Presidente? Scu- attuazione. Non è facile rimuovere consuetudini consosami se sono critico, ma non è che versando cento euro lidate che vedono i club (specialmente quelli di piccole
risolviamo i nostri problemi, dobbiamo agire a fondo sulle dimensioni) per radicata tradizione o perché strumennostre strutture, parere anche di altri Lion, di quelli che talizzati da “movimenti” che temono la sterilizzazione
hanno disinserito il pilota automatico. Altrimenti tra un delle iniziative dei club (discutibile interpretazione della
anno, due, tre, dieci saremmo di nuovo allo stesso punto. centralità dei club) a seguito di una “eccessiva impo-
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56
sizione di service dall’alto, a privilegiare il servizio alla
propria comunità mediante modesti contributi finanziari
a favore di una o più associazioni caritatevoli e solidaristiche sorte (numerosissime) nel corso degli anni post
bellici sul territorio.
Tale considerazione può giustificare il prudenziale silenzio (che comunque mi rammarica) del Consiglio dei
Governatori in carica? Non sta a me giudicare, però non
posso esimermi da qualche osservazione: non dico che
la “proposta Marcianò” dovesse essere inserita nell’ordine del giorno del Congresso Nazionale di Torino, ma,
almeno menzionata come argomento da approfondire in
futuro, sì (spero che la questione sia presa in considerazione durante l’"Open Workshop su Lionismo del futuro”
che si svolgerà dalle 14,30 alle 16,30 di venerdì 27, ultimo
appuntamento dei lavori precongressuali, a cura del CC
Stefano Camurri Piloni). Anche se ciò avvenisse, rimarrebbe un argomento trattato “fuori congresso” atteso
che l’apertura del Congresso è stabilita per le ore 17 dello
stesso giorno e la gran parte dei congressisti giungono
il sabato mattina 28 maggio a risparmio di spese. Dalla
lettura dei lavori congressuali emerge che la discussione
sugli argomenti più interessanti avvengono nel corso dei
“seminari” e non durante le vere sessioni della convention. Quando si capirà che occorre rivedere l’organizzazione dei congressi e ridurre le spese di partecipazione a
coloro che vogliono partecipare ai lavori per le decisioni
assembleari, e non precongressuali non deliberative? E’
augurabile che il “Workshop” partorisca l’intenzione di
affidare alla “Commissione permanente Affari interni”
1
loPAG_ITA_205x135_0311.qxd
studio teso a modificare2-03-2011
le norme 18:27
vigenti,Pagina
ad esempio,
circa le attività di servizio (proposta di temi e service nuovi
per non ripetere quanto già trattato in passato).
Dunque, a parer mio, nulla di nuovo sotto il sole! Eppure
si continua a parlare di innovazione e, in questo contesto,
della necessità di riesaminare il nostro modo di servire
la società che, rispetto al 1917, si è notevolmente trasformata!
Mi auguro, quindi, che almeno il prossimo Consiglio dei
Governatori, prenda in seria considerazione l’opportunità
di rivisitare un settore di particolare importanza, attesa la
demotivazione dei lions che sembra essere la causa primaria della tendenza negativa del trend associativo, con
attenzione, però, a non iniziare un’opera di disgregazione
nell’anno in cui si celebra il 150° anniversario dell’unità
d’Italia.
In questa azione di sensibilizzazione verso il “lionismo del
futuro”, azione, a parer mio, di consolidamento dell’universalità del movimento lionistico quale appare dalla lettura della sua “mission” perseguibile attraverso la dizione
della sua “vision”, potrebbe essere inquadrata anche la
“proposta provocatoria” di Sirio Marcianò.
Gualberto Del Roso
PDG - Lions Club Lucca Host
5 milioni di euro/228
Carissimo Sirio, che dire della provocatoria proposta da 5
milioni di euro?
E' bellissima… coraggiosa e rivoluzionaria!
Bellissima perché esalta il concetto del “We serve together”, ovvero la necessità di coniugare l’autonoma proget-
Un gioiello prestigioso,
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57
tualità operativa del club con la consapevolezza
rivoluzionaria non è quella delle scelte conte5 milioni di euro...
il parere dei lettori
di appartenere ad una grande associazione
nutistiche e programmatiche, seppure imporinternazionale. E' vero la nostra forza è nei club.
tanti, ma è una spinta che viene da dentro, è
Sono loro che consentono di realizzare i nostri
una spinta interiore che comporta un mutamento
del nostro modo di essere e di commisurarci con gli
ideali e di raggiungere i nostri obiettivi, sono loro
le nostre antenne sul territorio, ma sono come tessere di altri, come uomini e come lions.
un mosaico splendente e bellissimo di per sé, che devono E' una proposta rivoluzionaria perché contrappone al
armonizzarsi fra loro, per esprimere un disegno di grande deprecato sillogismo del videor ergo sum la saggezza
visibilità e di grande impatto comunicativo. Quando i dell’umiltà, quell’umiltà che è qualità importante per
club collaborano in armonia e in amicizia, acquistano una ogni uomo, ma prerogativa indispensabile per un lions…
“forza di influenza”, diventano una forza d’urto, sprigio- ubi humilitas ibi et sapientia.
nano tutte le potenzialità di una associazione di servizio In questa bella sfida a volare alto ancora una volta saranno
che il Financial Time nel famoso articolo ha collocato al i club, se la faranno propria, ad avere il ruolo di protagonisti, saranno loro a servire con gioia, saranno loro a dare
primo posto nel mondo.
Non c’è conquista importante e duratura se il singolo club di più, a fare sempre meglio nel rispetto della tradizione e
tende ad emergere di per sé, se pecca di protagonismo, se all’insegna del rinnovamento.
non ha l’umiltà di far parte di un team, se non riconosce la A Sirio, splendido direttore delle nostre riviste, il compito
di continuare a farci sognare.
generosità del gioco di squadra.
Lavinia Beneventi
E' una proposta coraggiosa e rivoluzionaria perché
Lions Club Garda Occidentale
scuote le nostre coscienze di lions assopiti nella routine, ci
richiama alla lungimiranza ovvero la capacità di guardare 5 milioni di euro/229
lontano, di superare la limitatezza del contingente, vedere
in prospettiva, quella lungimiranza che contraddistingue Caro direttore, aderisco con entusiasmo alla tua iniziativa.
i lions d’eccellenza.
I club lungimiranti sanno coniugare la continuità con la A fronte di indiscutibili difficoltà organizzative (ma le
sfida al cambiamento, sanno essere custodi tenaci e severi difficoltà sono fatte per essere superate) c’è la concreta
dei grandi valori del lionismo, quelli racchiusi nei nostri possibilità di coagulare le forze dei lions italiani per il pertesti sacri, ma anche felicemente innovatori nelle moda- fezionamento di un service nel quale riconoscerci.
lità del servizio, sanno coniugare il rigore operativo con la Lamentiamo la poca attenzione riservataci dai media? Ci
risentiamo dell’accusa di essere un’associazione ove si
connotazione gioiosa dell’incontro fra amici.
D’altra parte la sfida al cambiamento più innovativa e parla tanto e si fa poco?
58
La tua idea è la risposta concreta. Ecco perché io sono con
te.
Roberto Benevenia
Lions Club Valtrompia
5 milioni di euro/230
Caro direttore, chi le scrive non è un socio lions, ma il
marito o, come si dovrebbe dire ora, il compagno adulto,
di una socia prossima presidente del club Verona Host.
Leggo volentieri la sua rivista, in particolare apprezzando
il Presidente Emerito Pino Grimaldi per la sua chiarezza
ed onestà intellettuale.
Da mesi seguo tutte le considerazioni che emergono circa
la sua proposta sui 5 milioni di euro.
Detto velocemente che sostanzialmente sono anch'io
dell'idea che sarebbe utile unire le forze per un intervento
comune e più efficace, mi permetto di esprimere tutto il
mio dissenso circa la motivazione di farsi vedere che sotto
sotto è alla base.
Penso che già si viva in una società dove l'aspetto di visibilità e le motivazioni economiche siano già troppo esposte
e proposte come unico o prevalente modello di vita.
Quando alle varie riunioni sento la lettura del codice lionistico penso che il lionismo e i soci lions non abbiano solo
obiettivi di service economici, ma dovrebbero farsi vedere,
essere esemplari in altri settori della loro attività.
Credo che potrebbero essere veramente e maggiormente
visti ed indicati da tutti se seguissero il codice etico lionistico nella loro professione e nella vita.
Dimostrare con l'eccellenza delle opere e la solerzia del
lavoro la serietà della vocazione al servire, essere leali con
tutti, sinceri con se stessi… essere solidale con il prossimo
mirando a costruire e non a distruggere.
Ho fatto una sintesi estrema per arrivare a dire che mi piacerebbe molto di più una campagna che non percorra la
solita strada economica, ma che sia veramente esempio
civile, sociale, oltrettutto a costo zero, di una reale adesione
a questi principi nella vita, nel lavoro di ogni giorno.
In un mondo alla deriva sul piano etico, si potrebbe lanciare la campagna del tipo “sono Lion e ne seguo l'etica”.
O un altro slogan che meglio di me potrebbero proporre
gli addetti ai lavori nella comunicazione.
Sarebbe splendido se i giornali potessero dire “un Lion
ha regalato il suo tempo e la sua professionalità per un
service” e questo già succede, forse sempre più di rado,
oppure dire “un Lion si è proposto nel Consigiio d'amministrazione dell'azienda per un giusto livello di profitto
dell'azienda”, “un Lion ha contribuito alla difesa dei posti
di lavoro nell'azienda che dirige rinunciando a quote di
profitto dell'azienda” ecc.
Forse si dimezzerebbero i soci in dieci giorni, ma meglio
pochi eccellenti che molti nascosti.
Rinnovandole la mia stima e la lettura della sua rivista le
invio distinti saluti
Luigi Trabucchi
Non socio del Lions International
5 milioni di euro/231
Ti ringrazio per avere pubblicato le mie due righe di
adesione di massima alla tua idea “provocatoria” di una
raccolta di 5 milioni di euro per la realizzazione di un
grandioso, tutt’ora ipotetico, progetto. Mi sembra cor-
BMW Serie 3 Berlina
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Piacere di guidare
Concessionaria BMW Battiston - Via Masi Simonetti, 1 - Tel. 0437 930930 - BELLUNO
59
al famoso “fiorellino all’occhiello” del quale non
retto, nei confronti tuoi e dei lettori della rivista,
5 milioni di euro...
il parere dei lettori
mancano i coltivatori.
precisare il mio pensiero in ordine alla riserva
Potrebbe risultarne un “service” di grande uticontenutavi.
lità sociale e, perché no, di ottima visibilità a livello
Si tratta, a mio avviso, della improponibilità di
nazionale per questo nostro lionismo.
chiedere a tutti i soci il contributo “una tantum” di
Renato Uguccioni
100 euro tenendo conto che molti sono anziani, pensionati
Lions Club Bologna S.Vitale Valle dell’Idice
a reddito fisso per i quali spesso è già gravoso l’impegno
della quota associativa che, tuttavia, per l’amore all’associazione, continuano a versare.
5 milioni di euro/232
Stando così le cose potrebbe tornare alla luce la mia proposta che molti anni fa riuscii a portare alla discussione in Caro direttore, sono assolutamente favorevole alla tua
aula di un Congresso Multidistrettuale ma che, orfana di proposta “5 milioni di euro”. L’ipotetico progetto da condividere sarebbe senza dubbio così importante e significaun “buon” patrocinio, morì con 17 voti.
Perché, allora, non dividere i 100 euro in 10 annualità, tivo da aumentare in noi l’orgoglio di appartenenza alla
impegnando i soci del sopportabile onere di 10 euro in nostra associazione, rafforzando quella carica di entusiabase ad una apposita deliberazione del Congresso Mul- smo e quella gioia di servire che deve essere nel nostro
spirito. Mi complimento con te per l’idea che mi auguro
tidistrettuale?
Sarebbe garantita la raccolta di 500.000 euro all’anno da venga, innanzitutto, condivisa dai soci ed attuata poi con
destinare, ad esempio, ad un programma pluriennale di impegno e successo.
Marisa Corsini
finanziamento di una importante ricerca medica, oppure
Lions Club Clisis Brixia
al sostegno, sempre pluriennale, di una significativa iniziativa per il terzo mondo (anche se non mancano necessità nella nostra piccola Italia) e a qualsiasi altra buona Le prime 222 lettere dei lettori sono state pubblicate sui
numeri di gennaio (pagine 79-82), febbraio (pagine 15-29),
iniziativa da individuare collegialmente.
Ritengo assolutamente indispensabile la pluriannualità, marzo (pagine 57-67), aprile (pagine 63-72) e maggio
come tale deliberata congressualmente, per eliminare (pagine 59-66).
qualsiasi possibile tentazione di uso distorto finalizzato [email protected]
Il grande pubblico per l’Unità d’Italia
Il 7 gennaio il Presidente della Repubblica ha inaugurato a Reggio Emilia, città del tricolore, i festeggiamenti
per i centocinquant’anni dell’Unità d’Italia. Da allora
sono state molteplici le manifestazioni organizzate in
ogni città italiana ed anche Bologna ha voluto dare il
proprio contributo. Infatti, alcune Associazioni, fra cui
l’ANIOC - Delegazione di Bologna, hanno presentato al
teatro Dehon in Bologna, lo spettacolo storico-musicale
“150 anni fa: l’Unità d’Italia”, ideato e diretto da Giorgio
Albéri. L’autore ha preso in considerazione uno spaccato
del periodo che va dalla metà del 1800 all’inizio del 1900,
intervallando il testo con cori, musiche e canzoni che
hanno rievocato momenti di lotte intestine e periodi più
allegri di pace.
Sul palcoscenico la “Corale Lirica San Rocco”, diretta da
Maria Luce Monari, al pianoforte Lamberto Lipparini
che ha magistralmente accompagnato il soprano Tiziana
Scaciga Della Silva e, come attrice e voce recitante Gaia
Ferrara che ha fatto da trait-d’union tra un brano musicale
e l’altro.
Il regista ha evidenziato, fra le altre cose, il sacrificio di
coloro che hanno dato la vita per un ideale, anche per
quei soldati che vestivano una diversa uniforme.
Verdi, Bellini, Rossini, Strauss, Di Capua, alcuni dei compositori risorgimentali che hanno dato le musiche alla
piéce di Albéri.
Uno dei momenti più emozionanti si è avuto quando è
stato intonato l’Inno di Mameli ed il tricolore ha attraversato tutta la sala per essere poi issato sul palcoscenico.
60
Grande è stata la partecipazione, tra cui numerose autorità civili e militari, che hanno applaudito ripetutamente
gli artisti sia per la bravura, sia per i ricordi che hanno
saputo evocare.
Lo spettacolo ha chiuso con un auspicio che ci piace riportare integralmente:
“Ci auguriamo che le celebrazioni dell’unità nazionale
non siano condizionate da esigenze politiche, né tanto
meno partitiche, legate all’attualità, ma siano mosse soltanto dal dovere di custodire la memoria storica nella
fedeltà dei principi di ciascuno. Onoriamo i caduti di tutte
le parti, senza recare inutile offesa ad alcuno. La classe
politica ricordi che una nazione non può sopravvivere se
disprezza il suo passato”.
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distretti e dintorni
Lifebility Award
Il 21 aprile scorso, presso la meravigliosa biblioteca Braidense di Milano si è svolta la premiazione della prima edizione del concorso Lifebility Award, organizzato dal Lions Club Bramante
Cinque giornate di Milano. Una iniziativa che ha unito nella giornata della premiazione giovani
provenienti da tutta Italia. Di Enzo Taranto e Annamaria Simonini
E’
proprio dello spirito dei Lions condividere non solo un’etica comportamentale e
l’amicizia tra i soci, ma anche e soprattutto
il concetto di “servizio”=“we serve”. Come sosteneva il mitico socio e amico Giampiero Mosconi,
a questo concetto va applicata una visione ampia
ed organica (forse meglio interpretata dal termine
“vision” anglosassone, da cui i “visionari”, coloro
che hanno grandi sogni).
I service di grande respiro che abbiamo sviluppato
insieme in passato e che anche oggi continuiamo a
perseguire - anche se purtroppo senza il suo grande
appoggio morale e sostanziale - sono quelli d’opinione. Il Lions club deve essere inserito nel proprio
territorio e nel proprio momento storico, dimostrandosi capace di sposarne in toto le esigenze.
Cosa significa questo al giorno d’oggi? Quali sono
oggi le priorità sociali immancabili per i Lions?
Il Lions Club Bramante Cinque giornate di Milano,
il nostro club, non ha avuto dubbi nel darsi una
semplice risposta: coniugare giovani e lavoro, abbinare l’eccellenza delle giovani menti e le relazioni nel mondo del lavoro, della
scuola, dell’associazionismo
e delle istituzioni, che i Lions sono in grado di
coinvolgere.
Ecco cosi facilmente spiegata la genesi ed il successo dell’iniziativa Lifebility Award, che ha coinvolto 20 università ed oltre 5.000 visitatori al sito
www.lifebilityaward.com in pochi mesi (dati dai
quali possiamo ritenere che non meno di 100.000
studenti italiani siano stati raggiunti dal nostro
messaggio).
Cosa raccontarvi del progetto se non la fine, ossia
i risultati ottenuti?
Il 21 aprile scorso, presso la meravigliosa biblioteca Braidense di Milano si è svolta la premiazione della prima edizione del concorso Lifebility
Award, organizzato dal Lions Club Bramante
Cinque giornate di Milano. Un progetto che è cresciuto pian piano nel corso dello scorso anno, fino
a raccogliere sponsor importanti e partecipazioni
illustri. Una iniziativa che ha unito nella giornata
della premiazione giovani provenienti da tutta
Italia.
Proprio a loro era infatti rivolta questa iniziativa,
che voleva lionisticamente “educare” i giovani
a pensare non solo all’innovazione ma anche
al sociale, mettendo in palio premi rilevanti in
denaro ma anche e soprattutto come stage in
aziende tecnologiche di primaria importanza a livello nazionale e
non solo. E
63
Service
sono stati tanti i giovani che hanno risposto all’appello:
la partecipazione al concorso è stata consistente per
il primo anno, permettendo di raccogliere più di 50
progetti. La giuria che ha definito i vincitori, davanti
al notaio D’Avino di Milano (un rotary dalle ampie
vedute), aveva al proprio interno professori universitari, manager aziendali, avvocati, medici, commercialisti, psicologi e pedagoghi e proprio questa sua
caratteristica di unire competenze a 360° ha permesso
di valutare i progetti al meglio.
10 sono stati dunque i vincitori di questa edizione, premiati dal comitato d’eccezione del premio, tra i quali
ricordiamo l’assessore Mariolina Moioli, il Segretario
generale della Camera di Commercio di Milano Pier
Andrea Chevallard ed Enzo Taranto, membro Lions,
segretario dell’organizzazione dell’evento.
La cerimonia, a cui erano stati invitati anche numerosi
giornalisti, si è svolta in un ambiente ricco di storia e se
vogliamo di formalità, che non ha mancato di emozionare i giovani innovatori.
Chiamati sul palco per descrivere i propri progetti e
ricevere pergamena e premio dalle aziende sponsor,
che hanno finanziato i premi in denaro o che li accoglieranno in qualità di stagisti, si sono dimostrati tutti
all’altezza della situazione, dimostrando però una
grande emozione ed una grande gioia per il risultato
ottenuto.
Sono stati vari, anche a distanza di giorni, i messaggi di
ringraziamento ricevuti e condivisi via Internet.
Orgogliosi dei risultati ottenuti, vi riportiamo i contenuti dei progetti vincitori, che mostrano come i giovani
siano ricchi di idee e di fantasia e come sia sempre più
importante lavorare per dare loro opportunità di crescita professionale e non solo.
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Nella categoria “Energia e ambiente” hanno vinto i
progetti dedicati alla creazione di energia dalla metropolitana, alla formazione di compost da suolo contaminato e ad un uso più diffuso di igienizzante per mani,
in vista dell’Expo 2015 di Milano.
Per la categoria “Trasporti e comunicazione” sono stati
premiati il progetto per abiti da motociclisti con airbag
integrati, un sistema per la lettura e quindi il pagamento automatico da casa delle bollette ed un social
network per i mezzi pubblici.
Nella categoria “Bioingegneria” sono stati premiati i
progetti dedicati ad un cemento speciale per la rigenerazione del tessuto osseo, una originale carrozzina dal
design innovativo ed uno spazio interattivo per coloro
che sono sulle sedie a rotelle, oltre ad un sistema di
monitoraggio continuo glicemico per i malati di diabete.
Da ultimo, la categoria dedicata ai disabili e non autosufficienti è stata vinta dai progetti per un telecomando
a codice identificativo per i parcheggi riservati ai disabili, con una menzione particolare per vestiti brevettati
dedicati alla vestizione e svestizione dei disabili stessi.
La cerimonia si è svolta con grande partecipazione non
solo da parte dei giovani, ma anche delle autorità, che
hanno espresso nuovamente il proprio interesse per
un’iniziativa nuova e capace di portare frutti concreti.
La buona riuscita della prima edizione, che ha contribuito anche a creare un network virtuoso di relazioni,
può essere visto come la punta di un iceberg: se un
piccolo club milanese ha smosso tali montagne, cosa
potrebbe fare l’insieme dei club italiani ciascuno nel
proprio distretto e poi tutti insieme a livello nazionale?
Il nostro auspicio è quello di poter lavorare insieme a
voi alla prossima edizione.
Service
I Lions contro
l’obesità infantile
Da anni i Lions del distretto 108 Yb sono impegnati
per combattere questo problema sociale. Il trend di
aumento dell’incidenza dell’obesità infantile si raddoppia ogni 10 anni. L’indagine portata avanti dal Lions
Club di Caltagirone. Di Ugo Giuseppe Ciulla
I
l Ministero della Salute già da diverso tempo ha
promosso, con cadenza annuale, studi a campione
su bambini italiani della scuola primaria (okkio alla
salute), rilevando, con una certa precisione, la distribuzione della prevalenza media di soggetti in sovrappeso e obesi nelle varie regioni d’Italia.
E’ noto, infatti, come queste condizioni di obesità possano permanere, in questi soggetti, anche in età adulta,
dando luogo, a lungo termine, a possibili complicanze
come il diabete di tipo II, la dislipidemia, I'ipertensione,
la cardiopatia coronarica, la steatosi epatica, I'iperuricemia, la gotta, i tumori.
Inoltre, si possono verificare, anche frequentemente, le
complicanze a breve e medio termine in età adolescenziale: ridotta resistenza all’esercizio fisico, problemi
ortopedici (ginocchio valgo, epifisiolisi della testa del
femore), problemi psicologici, complicanze cutanee
(strie rubrae, acantosis nigricans, foruncolosi, intertrigine), pubarca precoce, irregolarità mestruali, iperinsulinemia e resistenza insulinica, alterazione degli
indici di infiammazione, apnea ostruttiva nel sonno.
Risulta quindi evidente come questa problematica
debba essere considerata un vero e proprio problema
sociale nell’immediato, ma soprattutto per il futuro.
Ecco perché i Lions del distretto 108 Yb non vogliono
abbassare la guardia, anzi continuamente vogliono
favorire, con il proprio contributo, un movimento culturale al fine di informare, formare ed educare la popolazione. Certamente la scuola potrebbe fare da volano
per promuovere stili di vita idonei e per mettere in
sincronia con la stessa scuola, la famiglia, le istituzioni
sanitarie, l’industria ed il Ministero della Salute.
Il 19 maggio, presso l’aula magna dell’istituto tecnico
statale commerciale “Giorgio Arcoleo” di Caltagirone,
il Lions Club di Caltagirone ha promosso il convegno
sul tema: “Obesità infantile: un problema sociale”. Al
convegno hanno partecipato oltre ad un numero elevato di soci Lions, la quasi totalità degli insegnanti di
scuola primaria di Caltagirone, con i relativi dirigenti
scolastici, e numerosissimi genitori con a seguito i figli
frequentanti la scuola primaria.
Dopo una brevissima presentazione del presidente del
club Gaetano Cammarata, hanno preso parte attiva,
per un saluto ed una breve riflessione sulla tematica,
il vescovo di Caltagirone S.E. Mons. Calogero Peri ed
il sindaco di Caltagirone Francesco Pignataro. I relatori (Ugo G. Ciulla, pediatra di famiglia, ha presentato
uno studio sulla prevalenza della obesità infantile a
Caltagirone; G. Roberto Giugno (Direttore U.O.C. di
Pediatria Ospedale Gravina di Caltagirone, che ha illustrato le cause e le complicanze dell’obesità infantile;
Luigi Ieno, biologo nutrizionista, che ha fornito degli
spunti per indicazioni dietetiche) hanno intrattenuto
gli attenti intervenuti affrontando in modo brillante
ed esaustivo i temi loro assegnati, a completamento e
coronamento di un service iniziato all’inizio dell’anno
sociale 2010-2011 e che ha visto numerosi interventi
effettuati nelle varie scuole primarie in tutto l’anno. In
un primo tempo, sono stati formati per questa tematica
tutti i docenti di scuola primaria; successivamente, è
stato distribuito un questionario ai bambini al fine di
valutarne abitudini alimentari e stili di vita.
Da una rilevazione su bambini di Caltagirone si è scoperto che, su una popolazione complessiva di 1392
bambini delle prime quattro classi delle primarie, 1303
bambini, di cui 667 di sesso maschile e 636 di sesso
femminile, praticamente la quasi totalità dei bambini
della scuola primaria di Caltagirone, si sono ottenuti
i seguenti risultati: sottopeso solo il 3%; normopeso il
57%; sovrappeso il 20%; obesi il 20% della totalità esa-
minata. Praticamente, a Caltagirone un bambino su
cinque si trova nella condizione di sovrappeso e un
bambino su cinque è obeso.
Questi dati mostrano un incremento preoccupante
della percentuale di obesi e sono statisticamente
sovrapponibili agli ultimi dati regionali pubblicati su
"okkio alla salute 2008".
Inoltre, i dati emersi dai questionari somministrati ai
bambini, sulle loro abitudini alimentari e sui loro stili
di vita, indicano una tendenza alla non corretta alimentazione, ad un eccessivo uso di cibi impropri per l’età
sia per qualità che per quantità, (scarsa assunzione di
fibre, alto consumo di proteine, grassi e sali) ed una
non adeguata attività fisica.
Quanto sopra fa riflettere sull'impegno e sul lavoro che
dovrà essere svolto costantemente ed intensamente in
futuro da tutti gli operatori coinvolti, sia in termini di
prevenzione che di informazione, per ricondurre tutta
65
Service
la popolazione a stili di vita ottimali, al fine di raggiungere traguardi più rassicuranti. Solo così il problema
sociale potrà cominciare a vedere la sua soluzione.
A completamento del service il club ha pubblicato
un opuscolo riassuntivo di quanto fatto, di facile lettura e ricco di fumetti riassuntivi contenenti suggerimenti sulla dieta e sugli stili di vita da seguire. Detto
opuscolo, in migliaia di copie, è stato distribuito nelle
scuole primarie a tutti i docenti, a tutti gli alunni ed ai
loro genitori ed è stato pubblicato integralmente sulla
rivista Lions 108 Yb News e consultabile sul link nonsololions.wordpress.com/
Aiutiamo
i nostri giovani
Anche la musica e il teatro dei giovani contro “Le stragi
del sabato sera”. Sono 13.500 ogni anno i giovani tra i
15 e i 24 anni che perdono la vita o rimangono invalidi
a causa di incidenti stradali! Di Gianni Lo Presti
I
n 10 anni abbiamo perduto un numero tale di giovani
che è come se fossero state cancellati tutti gli abitanti
di intere città capoluogo del nostro paese, da Ancona a
Cagliari, da Foggia a Rimini. Gli incidenti stradali sono
la prima causa di morte per questa fascia di età.
Davanti alla entità di questa vera e propria strage, noi
lions non possiamo stare a guardare! Ma qualcosa si
può fare: lasciamo spazio anche ai giovani!
Ma che cosa possiamo concretamente fare per convincere
i giovani a non uccidere e a non uccidersi sulle strade?
Ce lo siamo chiesto e lo abbiamo chiesto ad alcuni
giovani, primi fra tutti i nostri figli: il messaggio che i
giovani sono davvero disponibili ad ascoltare e forse a
recepire deve essere trasmesso da giovani, così come giovani sono i destinatari; deve usare un linguaggio adatto
a loro e facilmente comprensibile.
Il linguaggio che assolutamente ha più chanche di essere
ascoltato dai giovani è il messaggio musicale e teatrale. E
così hanno creato lo spettacolo musicale teatrale “TG
Crash!”, che ha suscitato anche l’interesse della RAI
e che sta riscuotendo, in varie città italiane, grande
successo fra i giovani spettatori: i quali alla fine, intervistati, hanno detto: “certo che ti fa riflettere - se stasera
adopero l’auto, starò attento a non spingere sull’acceleratore”
…. Era proprio quello che volevamo ottenere!
Il service sulla sicurezza stradale è stato presentato al
Congresso di Torino da 9 club del Distretto A, classificandosi al 2° posto.
Lo spettacolo “TG Crash!” fa parte integrante di un più
completo piano di azione, frutto di una pluriennale e
collaudata esperienza operativa. Il piano, finalizzato a
coinvolgere i giovani di tutte le età, è indirizzato a
- genitori dei bambini piccolissimi: come si portano i
bambini in auto con la massima sicurezza;
- i bambini delle scuole elementari e medie;
- i ragazzi degli istituti scolastici superiori, con particolare attenzione alle classi IV e V (età di patente).
Questo piano esiste già, e funziona.
Non possiamo continuare a stare a guardare! E’ colpevole per noi lions!
Se tutto questo riuscirà a salvare una, anche una sola
giovane vita, sarà stato il più grande dei service: è
meglio donare una carrozzina ad un giovane invalido
oppure riuscire a prevenire che questo giovane abbia
bisogno della carrozzina che gli doniamo?
Progetto sordità
Il Distretto 108 Ia2 ha ritenuto prioritaria una azione di
prevenzione da svolgersi sulle fasce di popolazione
interessate e attraverso i canali più appropriati. Di
Massimo Ridolfi
L’
importanza del service nazionale “Progetto sordità” è testimoniata da pochi essenziali numeri: il
12% della popolazione nazionale, cioè circa 7 milioni
di individui, soffre di ipoacusia. Di questi, per il 75%
si tratta di persone over 65 anni, il restante 25% è rappresentato da bambini e adolescenti. Si tratta di numeri
che fanno riflettere, tanto più che il fenomeno si sta
spostando in avanti per le fasce giovanili a causa dei
danni derivanti dai “suoni ludici dannosi” quali l’uso
incontrollato degli iPod, l’ascolto di musica in auto e in
abitazione a livelli esagerati, la frequentazione di locali
e discoteche dove il suono esasperato e martellante si
unisce allo stordimento dovuto all’alcol, alle luci stroboscopiche anche, talvolta, ad altro. I rischi sono gravissimi.
66
Service
Il Governatore del Distretto 108 Ia2 Giancarlo Forcina,
in accordo col responsabile del service, il Lion Francesco Di Gioia, ha ritenuto prioritaria una azione di
prevenzione da svolgersi sulle fasce di popolazione
interessate e attraverso i canali più appropriati. E’ stato
tralasciato l’ambito neonatale, in quanto ormai è protocollo la diagnosi strumentale già nei primi giorni di
vita dei bimbi neonati.
Il programma di prevenzione ha quindi riguardato gli
anziani e i giovani con la partecipazione attiva delle
UNITRE, le Università della terza Età e le Scuole Medie
e Medie Superiori. Un comitato di lavoro, guidato da
Francesco Di Gioia, ha coinvolto efficacemente queste
strutture e ha avuto un prezioso contributo dagli officer di Zona e di Circoscrizione. Ha provveduto alla
necessaria organizzazione e programmazione, al reperimento degli ausili tecnologici e della collaborazione,
indispensabile, di specialisti del ramo. Si sono prestati,
con vero spirito collaborativo, medici Lions ma anche
specialisti esterni che hanno dedicato al service, spontaneamente, il loro tempo e la loro professionalità.
Il tema trattato principalmente nelle UNITRE è stato
la presbioacusia, cioè la sordità dovuta alla età, con
interventi di specialisti otorinolaringoiatri, di tecnici
audiometrici e di un ingegnere specializzato in fisica
acustica. Particolarmente graditi gli screening audiometrici: ne sono stati eseguiti oltre 200. Nelle scuole
medie, inferiori e superiori, gli interventi hanno avuto
essenzialmente il carattere di informazione e educazione a un corretto controllo dell’ascolto, quale fondamentale strumento di prevenzione.
Grazie a un protocollo di intesa tra i due Governatori
dei Distretti Ia2 e Ia3, il gruppo di lavoro ha potuto
effettuare nei due territori di competenza ben 18 conferenze presso le UNITRE con un totale di oltre 1.000 presenze e 9 conferenze in scuole con oltre 2.500 uditori.
La frequenza agli incontri e gli apprezzamenti ricevuti
hanno convinto il Governatore Forcina e i responsabili del service della bontà della formula adottata. Una
esperienza sicuramente positiva che, ulteriormente
perfezionata e divulgata, potrà dare ancora miglior
successo.
tradizionale, del “Piccolo Teatro” di Milano la 37ª Edizione, alla presenza delle massime autorità nazionali,
regionali e della Provincia di Taranto, fra cui il sen. De
Biase della Commissione Cultura e il neo commissario prefettizio del Comune di Martina Franca, Michele
Campanaro, insieme con i rappresentanti dei Comuni
di Cisternino (Br) e di Noci (Ba).
Si inizierà il 15 luglio prossimo per concludersi il 6
agosto con un susseguirsi di 19 spettacoli, fra cui ben
sei opere di rarissimo ascolto. E’ questa la peculiarità
fondamentale che caratterizza la Valle d’Itria, uno dei
più originali festival musicali italiani, di cui è presidente
l’infaticabile prof. Franco Punzi (già sindaco della città e
lions d’onore e MJF di Martina Franca Host), e, soprattutto, da decenni sostenuto con orgoglio dai Lions del
Distretto 108 Ab “Apulia” su iniziativa del club trainer
di Martina F. Host, che proprio quest’anno, dopo l’indimenticabile Nino Caroli Casavola, DG a.s. 1981-82,
vede con onore e soddisfazione salire al vertice distrettuale un suo socio, Luigi Desiati, eletto Governatore
per l’a.s. 2011-12 dall’assemblea congressuale di Polignano a Mare e ufficialmente presentato al Congresso
Nazionale di Torino.
Sarà la riscoperta dell’Aureliano in Palmira del geniale
Gioacchino Rossini l’opera lirica che inaugurerà la
rassegna estiva musicale il 15 luglio (ore 21, replica il
17 luglio) nello splendido e storico atrio del Palazzo
Ducale della barocca Martina Franca (che farà anche da
suggestivo scenario, nel pomeriggio del 16 luglio, alla
solenne cerimonia lionistica delle “consegne” tra l’im-
Arrivederci
a Martina Franca
Presentato al Piccolo Teatro di Milano la 37ª Edizione
del “Festival Musicale Internazionale della Valle
d’Itria”. Di Domenico Roscino
Nello spirito dell’Unità d’Italia, celebrandosi il suo
150° anniversario, e sul filo conduttore “La coscienza
del Potere”, eloquentemente scelto per l’interessante
cartellone del Festival Musicale Internazionale della
Valle d’Itria 2011, è stata presentata nella sede, ormai
67
Service
mediato PDG Rocco Saltino e il neo DG Luigi Desiati)
sotto la direzione del M° Giacomo Segripanti con protagonista principale il controtenore Franco Fagioli,
assegnatario quale migliore cantante per l’anno 2010
del prestigioso Premio della Critica “Franco Abbiati”.
Sarà, poi, Daniela Dessì, vincitrice del Premio “Rodolfo
Celletti” 2010, protagonista della prima mondiale in
epoca moderna dell’opera Il novello Giasone di Francesco Cavalli elaborato da Alessandro Stradella, che
andrà in scena il 29 e 31 luglio (ore 21) e che riporta alla
luce il più acclamato capolavoro del XVII secolo. L’inedito dittico germanico, “L’anello di Policrate” di Korngold, e la fiaba lirica Il Castello Incantato di Krenek,
(in scena il 24 e 26 luglio-ore 21), realizzato in collaborazione con il Teatro di Lubecca, sarà la vera occasione
di richiamo internazionale sul tema del potere politico
essendo state le due operine rappresentate negli anni
centrali dell’ascesa hitleriana. A tale proposito - sottolinea il Direttore Artistico del Festival, il M° Alberto
Triola - la coscienza del potere è una scelta etico-morale,
che punta sulla consapevolezza delle responsabilità di
chi ci rappresenta per guardare con fiducia al futuro
dello spettacolo nel segno del grande Paolo Grassi. originario di Martina Franca”.
Ma al Festival di Martina Franca anche ai compositori pugliesi viene rivolta attenzione e dato il dovuto
spazio, recuperando, fra l’altro, “Il convitato di pietra”
di Giacomo Tritta con attore-protagonista il cantante
barese Domenico Colaianni a fare da chioccia ai giovani dell’Accademia del Belcanto “Rodolfo Celletti”.
Infine, nemmeno la musica sacra, come da tradizione
pure da tenere nella Basilica di S. Martino e nelle altre
chiese dei Comuni decentrati (Noci, Cisternino, ecc.),
viene dimenticata: infatti, sono in programma quattro
concerti, uno la sera del 16 luglio per rendere omaggio all’Orchestra Internazionale d’Italia per il suo XXV
anniversario, l’altro corale con musiche di Rossini il
23 luglio, il terzo patriottico per celebrare i 150 anni
dell’Unità d’Italia, il 28 luglio e poi, il 1° agosto il concerto sinfonico con musiche di Wolpe, Strauss e Mahler.
Il Festival propone anche tre serate di grande cinema e
una mostra di pittura ed arte grafica di Rafael Olbinski,
autore del prezioso manifesto della 37ª edizione (vedere
foto), che illustra con suggestiva visionarietà il tema
della rassegna. Allora, arrivederci a Martina Franca.
Rileggere
il risorgimento
Il 30 aprile si è svolta la cerimonia di premiazione
dei vincitori del concorso di composizione scritta
“Rileggere il Risorgimento”, bandito dal LC Cecina
nel quadro delle attività legate ai festeggiamenti per il
150° Anniversario dell’Unità d’Italia.
I
l concorso fu lanciato dal club in occasione del convegno “Rileggere il Risorgimento”, svoltosi nell’ottobre scorso presso il Teatro Solvay con la partecipazione
di storici di levatura nazionale, tra i quali Cosimo Ceccuti, presidente della Fondazione Spadolini - Nuova
Antologia, e Carla Bolloli, Presidente del Comitato
Provinciale di Alessandria e Asti dell’Istituto per la
Storia del Risorgimento Italiano.
Visita al centro del libro parlato Lions ad Intra
U
n gruppo di soci del Lions Club Albinea L. Ariosto di Reggio Emilia, che ha scelto di dedicare un
proprio service all’attivazione del servizio del “Libro
Parlato Lions” presso l’istituto per i ciechi Garibaldi di
Reggio Emilia, la cui biblioteca è in rete con le biblioteche del Comune, si è recato a Verbania per visitare
la sede del Libro Parlato Lions. Ha accolto il gruppo
con grande disponibilità Pier Riccardo Dazzi, vicepresidente dell’Associazione Amici del Libro Parlato per i
Ciechi d’Italia “Robert Hollman” del Lions Club Verbania.
Giunti alla sede, il gruppo ha incontrato le operatrici
del centro e la presidente del Lions Club di Verbania,
Carla Chiaberta. L’incontro è stato di grandissimo interesse e ha fatto sentire tutti orgogliosi di questo service
Lions. Alla visita ha fatto seguito il pranzo e la visita
ad un bellissimo chiostro. In serata l’incontro si è allargato con la presenza del Presidente dell’Associazione
Amici del Libro Parlato, Sergio Montanara, del Delegato Distrettuale per il Libro Parlato, Giulio Gasparini,
68
delle amiche del Lions Club Matilde di Canossa, degli
amici del Lions Club Laveno Mombello. La proiezione
di un filmato sulla storia del Libro Parlato Lions, lo
scambio di esperienze tra i club, il clima di amicizia che
si è creato, hanno lasciato in tutti grande soddisfazione
e l’intenzione di dare seguito alla positiva esperienza.
Service
Riservato agli studenti delle classi IV e V delle scuole
secondarie superiori di Cecina e Rosignano Marittimo
perché fosse “motivo di stimolo per un’analisi più
approfondita delle tematiche affrontate” e contribuisse “a rinsaldare il sentimento di unità nazionale”, il
concorso ha visto la partecipazione di numerosi concorrenti, soprattutto del Liceo “Fermi” di Cecina e
dell’ISIS “Mattei” di Rosignano Solvay.
Il tema della composizione era “I 150 anni dell’Unità
d’Italia come occasione per rinnovare l’orgoglio di
essere uniti sotto un’unica bandiera” e si riallacciava
quindi perfettamente ai festeggiamenti per l’importante compleanno della nostra Patria.
L’iniziativa “Rileggere il Risorgimento” nel suo complesso ha avuto infatti lo scopo di ricordare, soprattutto
alle generazioni più giovani, la nostra storia, in quanto
forse un po’ dimenticata, presi come siamo dalla vita
di oggi senza memoria. Il LC Cecina ha voluto consegnare ai giovani il passato ancora prossimo di una
Italia che creava la sua Unità attraverso ideali, errori
ed eroismi straordinari per far riflettere sul percorso di
una nazione che, divisa dal 476 d. C., si unifica in 50
anni, e nel giudizio valutare gli enormi problemi che
subito si presentarono e continuano ai giorni nostri.
La cerimonia di premiazione si è svolta presso l’hotel “I
Ginepri” a Marina di Castagneto, alla presenza dei soci
del club e dei coordinatori del progetto, Aldo Simone
per il Liceo Fermi e Silva Ambra Sardi per l’ISIS Mattei.
Il presidente del club, Piero Fontana, dopo aver introdotto la serata ricordando le numerose iniziative organizzate durante l’annata sul tema del 150° anniversario
dell’Unità, ha dato lettura di alcuni brani tratti da composizioni risultate non vincitrici ma degne di nota ed è
quindi passato alla premiazione.
Vincitrice del Concorso è risultata Leila El Falahi, della
5ª B del Liceo Fermi, con una composizione che, con
chiarezza ed organicità di pensiero, ha evidenziato la
necessità che gli antichi valori non vadano perduti, ma
diventino invece patrimonio delle giovani generazioni.
Si sono poi classificati, rispettivamente 2° e 3° Davide
Fabbri, anch’egli del Liceo Fermi, e Saverio Cambioni,
dell’ISIS Mattei.
Il cervello…
un mistero immenso
Le capacità del cervello sono in gran parte sconosciute e le capacità e le potenzialità ancora non utilizzate sono rilevanti. Di Walter Bramanti
T
ra gli organi del corpo umano, il cervello è l’organo
meno conosciuto con capacità e potenzialità enormi
Tommaso Campanella e i fatti
“E
rrò Aristotele, annunciando e credendo che il singolare non faccia scienza, qualunque singolare,
in quanto viene sentito, è forza che sia vero e certo: ne
abbiamo pertanto una notizia necessaria, vale a dire
scientifica. Ben deve dirsi, noi non sappiamo le cose quali
esistono in sé, ma quali ci appariscono: talvolta quell’apparenza fa vero scibile, perché in essa è vera entità. Adunque sentire e sapere…”. Così il filosofo rinascimentale
Tommaso Campanella nella sua “Philosophiaet rationalis et realis (1637-1638) difendeva la tesi secondo la quale
la conoscenza consiste nell’“identità del soggetto conoscente e dell’oggetto conosciuto” cioè nel fatto.
Aderendo a simile interpretazione, il Distretto 108 Ta1
lancia, per l’anno 2011-2012, un progetto di rinnovamento culturale, organizzando cicli di conferenze chiamate “lezioni” su temi di varia scienza, dislocate nelle
quattro province (Bolzano, Trento, Verona e Vicenza),
in sedi aperte al pubblico e/o in intermeeting zonali o
plurizonali con ospiti e invitati.
Elementi distintivi delle “lezioni” saranno i fatti,
descritti con chiarezza e commentati con equilibrio, da
esponenti delle cultura accademica, da ricercatori e studiosi delle varie discipline, che costituiranno il “Forum
delle scienze”, così sarà chiamata la manifestazione nel
suo complesso.
Per poter costituire, nelle “lezioni”, una buona forma di
discorso, si dovrà porre, da parte dei relatori una buona
domanda, un giusto inizio, e poi articolare la corrispondenza delle parti fra di loro e una giusta conclusione.
Se sapremo così agire, risponderemo con i fatti, alle
continue richieste dei concittadini di sapere, di essere
informati sui progressi della scienza in generale, e
saremo fedeli al nostro motto “We serve”. Da sempre
i grandi problemi nel mondo e l’aiuto alla ricerca in
campi specifici, sono temi seguiti dai lions.
Lo scopo dei convegni Lions nel passato, ed ora delle lezioni
del Forum, è stato e sarà quello di portare l’informazione
specifica verso un più ampio numero di persone e famiglie,
con precisione tematica e ampiezza di orizzonti.
Eugenio Chiarelli
69
Service
tutte da esplorare. Su tale tracciato ha sviluppato i percorsi scientifici con una lectio magistralis, il Magnifico
Rettore dell’Università di Messina, prof. Franco Tomasello, neurochirurgo di grande fama.
E, grazie all’apporto meraviglioso dell’elettronica applicata alla ricerca ed alle esplorazioni delle vari parti, è
emerso in quali zone della massa celebrale hanno luogo
le sensazioni, le informazioni e le reazioni che provengono dal mondo esterno. Queste conoscenze fanno ben
sperare, ha asserito nell’introdurre i lavori Giacomo
Maisano, docente di Chimica all’Università di Messina,
proprio perché le sofisticate strumentazioni hanno consentito di visualizzare ed individuare la morfologia e
la localizzazione delle zone che vengono interessate
durante l’impegno operativo dell’organo celebrale.
Però, ha puntualizzato Tomasello, come, con quali strategie e con quali collegamenti, con quali meccanismi
funziona il cervello è da capire.
L’illustre relatore, con estrema chiarezza e con il supporto di ausili visivi si è soffermato sui tanti misteri
che restano da scoprire, per esempio, come avviene la
conoscenza, come avvengono i collegamenti e le interconnessioni per dare risposte appropriate alle domande
esterne e come l’organo cervello riesce a ricordare.
Ecco i misteri che da sempre appassionano gli studiosi
delle diverse branche della medicina: dai neurologi, ai
Casa vacanze per disabili
L
a “casa vacanze” per giovani disabili è nata dalla
campagna “un mattone per i disabili” lanciata nel
Distretto siciliano ed è stata inaugurata ufficialmente
il 6 marzo 2010 dal Presidente Internazionale Eberhard
Wirfs. E’ un service del Distretto 108 Yb e ospita giovani disabili da luglio a settembre. Si trova a Linguaglossa, un comune alle pendici dell’Etna in provincia
di Catania, e opera in collaborazione con la comunità
di Capodarco.
Per maggiori informazioni contattate Francesco Mancuso telefonando al numero 095647979 o al cellulare
3485173305.
70
neurochirurghi, agli anatomici, agli psicologi ed agli
anestesisti.
Circa le potenzialità e le capacità del cervello, rispondendo alle domande argute e mirate del presidente del
Lions Club Messina Host, Fortunato G. Picciolo, che ha
fortemente voluto e organizzato la conferenza, Tomasello con estrema schiettezza ha asserito che “le capacità del cervello sono in gran parte sconosciute”. Non
si esclude, anzi è possibile - secondo il relatore - che le
capacità e le potenzialità ancora non utilizzate siano
rilevanti, così come Picciolo aveva premesso.
Un uditorio attento e qualificato ha seguito in modo
visibilmente partecipativo, le ricerche scientifiche, inerenti al tema della conferenza: “Quali capacità ignote
del nostro cervello”, illustrate, da par suo, in modo
appassionante da Tomasello. L’argomento è stato di
per se affascinante, perché motivato dalla naturale esigenza degli esseri umani di sapere e di capire, ma anche
dalla speranza di affrontare con terapie d’avanguardia
le patologie crescenti che aggrediscono il meraviglioso
“laboratorio” chiamato cervello. Ed tal proposito, alla
domanda posta da Donato Mannina - Responsabile
del D H. di ematologia dell’Ospedale Papardo - circa
le prospettive per sconfiggere i danni cerebrali, Tomasello ha risposto che passi avanti si sono fatti, ma resta
ancora molto da sapere, da capire e da fare con l’ausilio
delle nano tecnologie.
Il discussant della Conferenza, prof. Antonimo
Toscano - neurologo del Policlinico Universitario di
Messina - ha incentrato il suo intervento sulla riabilitazione praticata nei soggetti colpiti da danni cerebrali,
per agevolare e migliorare i processi di apprendimento
mediante i quali si raggiungono significativi risultati,
frutto di studi della scuola di neurologia del Policlinico
Universitario di Messina.
In definitiva, questa struttura complessa e meravigliosa
- il cervello - che riceve la cooperazione e l’influenza di
altri organi, quali l’udito, la vista ed il tatto - ha asserito Tomasello - citando una massima, “è una realtà più
grande del cielo perché - l’uno e l’altro - conterrà con
facilità e te in aggiunta”. E’ una sfida con noi stessi e
con chi ci subentrerà - ha concluso Tomasello - squar-
Service
ciare gli orizzonti del mistero, per scoprire, per capire
e per curare l’uomo, entrando nelle strutture del suo
corpo, dei suoi pensieri e della sua anima, anche perché
il tutto serve ad avvicinarci a Dio.
Motoraduno 2011
Dal 13 al 15 maggio si è svolto il 5° motoraduno Lions
organizzato dal LC Montalcino Valli d’Arbia e d’Orcia. I club più numerosi: Cecina e Sanremo Host. I
proventi per un service del club organnizzatore.
63
motociclette con 2 sidecar più 5 scooter e 98 persone tra piloti e passeggeri di cui 5 provenienti
dalla Germania e 2 dall’Olanda. Questi sono i numeri
del 5° Motoraduno Lions organizzato dal LC Montalcino Valli d’Arbia e d’Orcia. Grande lavoro di squadra,
una discreta fatica ma tanta soddisfazione.
La manifestazione si è svolta a Chianciano Terme ed
il grosso dei partecipanti è arrivato negli hotel già dal
venerdì sera e subito è calata su tutti un’atmosfera particolare che lega gli appassionati delle due ruote, ma
che in questo caso con il collante Lions diventa molto
più forte e mette una gran carica addosso. La provenienza, oltre che Germania e Olanda, ha compreso
molte regioni italiane e ci sono stati arrivi dalla Val
d’Aosta al Lazio, dall’Abruzzo alla Lombardia, dal
Veneto all’Emilia Romagna, dalla Liguria alle Marche
ed il numero più consistente era naturalmente di noi
toscani ma giocavamo in casa quindi era troppo facile.
La ricetta
del Lions Quiz
Imparare giocando e giocare imparando... . Di Stefano Bagnasco
Q
uando sono stato invitato a preparare un articolo
sul Lions Quiz, LQ per gli amici, ho pensato che
il modo migliore per descrivere ciò che insieme ai
tre componenti storici Sandra (Santamaria), Franco
(Zunino) e Roberto (Fresia) portiamo a casa dei club
del nostro distretto e non solo fosse raccontarlo come
una ricetta. E allora...
Prendete un certo numero di partecipanti appartenenti
a vari club (senza distinzione di ruolo) e mescolateli
in squadre di 5/6 elementi grazie alla sorte. Applicate la pin della serata ben visibile sul petto. Aggiungete trenta domande a risposte multiple e lasciate che
tutti si agitino per un’ora e poi fermateli per un buffet.
Rimetteteli insieme aggiungendo alle risposte la giusta
multimedialità, le spiegazioni, la simpatia a volontà,
allegria-competenza-professionaltà-conoscenza q.b. e
alla fine proclamate una squadra vincente.
Questa è, in sintesi, la formula del LQ: una serata apparentemente leggera che in realtà è un’occasione da non
perdere per poter, come dice l'occhiello, imparare giocando e giocare imparando, anche per chi, come noi,
la propone perché ogni serata del LQ è diversa dalle
altre in quanto differenti sono le persone che vi partecipano con le loro caratteristiche e peculiarità che
le contraddistinguono. E' differente e dedicata anche
la preparazione delle domande visto che, almeno in
parte, devono rispecchiare la realtà distrettuale in cui ci
troviamo e stimolare i concorrenti (abbiamo in cantiere
almeno 1500 domante/risposte con relative slide).
Sappiamo benissimo tutti come in età lionistica, ma lo
è per qualsiasi età della vita, sia realmente impegnativo
trovare il modo per “studiare” ancora e sia veramente
faticoso trovare anche solo il tempo, e in alcuni casi
anche le motivazioni, per poter approfondire le conoscenze sulla nostra organizzazione, conoscenze che, a
volte, si fermano al momento dell’ingresso nei Lions
quando ognuno di noi ha ricevuto, da un altro socio,
una serie di informazioni-base, esaustive per la finalità, su cui ognuno di noi avrebbe dovuto costruire la
sua cultura associazionistica, anche con i mezzi che gli
sono messi a disposizione.
Ecco allora la genialità del LQ: trasformare l'apprendimento in un gioco rendendolo leggero ma importante, scherzoso ma serio, nozionistico ma ragionato,
e il gioco in apprendimento perché cercare le risposte
sui testi diventa competizione con chi lo trova prima,
perchè maieuticamente riflettendo sulle tanto temute
domande le nostre conoscenze ed i nostri ragionamenti
emergono e vengono commentati anche dagli altri
componenti la squadra, riaccendendo e rinnovando la
nostra voglia di conoscere.
Perchè, mentre si gioca per un'ora, impariamo qualcosa che non sapevamo e soprattutto impariamo a fare
squadra affiancandoci ad un altro Lions, con il quale,
complice la casualità, intraprendiamo una reciproca
conoscenza che, diversamente non avremmo avuto!
Non voglio sottrarre tempo alla lettura degli altri articoli della rivista (… magari potreste trovare la risposta
ad una futura domanda del LQ) e quindi chiudo con
l’invito ad immaginare se
non fosse il caso di
fare un pensierino
ad una serata
diversa per sperimentare una
nuova ricetta
di cui avete
sentito parlare
bene e della
quale
oggi
avete
anche
letto…
Un abbraccio a
tutti.
71
Libri Lions
Un delitto a Trastevere
Se il romanzo è un racconto di vaste
dimensioni con intrecci di avvenimenti e la presentazione delle vicende
di numerosi personaggi, “Un delitto
a Trastevere” ha le caratteristiche per
inserirsi a pieno titolo fra i romanzi
gialli di maggior respiro, con la
sospensione di un finale che più volte
sembra a portata di pagina, e sempre
si allontana fra le inquietudini ed i
sospiri degli inquirenti e l’inappagata
curiosità dei lettori.
I fatti, ambientati a Roma in Trastevere, si estendono sia oltre
la stessa vita e sia nell’arco di molti anni nella vita dei personaggi.
Dall’iniziale presentazione come di un delitto senza storia
Maria Palma Migliorini costruisce un’intricata vicenda che
sembra non avere fine. La Migliorini, da scrittrice brava ed
esperta, arricchisce progressivamente il tronco centrale del
racconto con numerosi rami fra i quali si moltiplicano i significati, le allusioni ed i riferimenti.
Nel romanzo si respira l’aria sinistra di un cupo romanticismo, se è possibile formulare un concetto del genere, formatosi nell’oscurità degli ambienti e delle persone che vivono
in un palazzo reso particolarmente tenebroso dai fatti e dagli
anni.
La Migliorini ha superato la difficoltà di mantenere la tensione inappagata per tutte le pagine del volume, arricchito
dai molti percorsi iniziati con abilità e coerenza di racconto.
Il finale è sorprendente ed è possibile chiudere questa breve
presentazione con la stessa conclusione del libro: “Uno dopo
l’altro i testimoni dell’epilogo inaspettato uscirono in silenzio
dalla stanza, ciascuno attribuendo in cuor suo un significato
diverso a quel disperato gesto d’amore”.
L’autrice vive e lavora a Todi. Ha pubblicato numerose opere
che hanno ottenuto i favori della critica, ha vinto il premio
“Fiore di roccia” con il racconto “Una stagione esemplare”
e, fra l’altro, “Segmenti di donne”, “Miracoli metropolitani”,
“Le case della memoria”, “Oltre la strada”.
Umberto Rodda
Maria Palma Capobianco Migliorini
Un delitto a Trastevere
L’Autore Libri Firenze
Euro 14,60 (www.firenzelibri.com 2010)
I vecchi, una volta,
avevano cinquant’anni
Sullo sfondo dell’incantevole panorama dello Stretto di Messina, in un
paesino sui monti denominato “la
perla dei Peloritani” per la bellezza
del paesaggio, si staglia la vicenda del
barone don Lorenzo vissuto, come un
novello Gattopardo, a cavallo tra la
fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento.
Una vita intensa e straordinaria che
tocca i momenti salienti della prima
metà del Novecento, raccontata
con sguardo partecipe e una scrittura lucida e attenta, e
al tempo stesso ricercata ed emotiva, talora densa di lirismo; un potente affresco d’epoca che proietta il lettore in
un caleidoscopio di eventi e personaggi sino ad un finale
non scontato e già gravido di tutte le sue conseguenze storiche.
Antonino Crisafi, già autore de “Il Mal d’Arma”, “Il Mal
d’Alma, “Misteri e leggende di Sicilia” e “Giustizia imperfetta, probabile ed ingiusta”, questa volta, pubblicato dalla
nota Casa editrice Kimerik, offre ai suoi lettori, fresco di
stampa, un romanzo veramente accattivante.
Il volume (prezzo di copertina euro 14), oltre che nelle varie
librerie a specifica richiesta, è disponibile nei distributori online e può essere richiesto alla Casa Editrice (tel. 094121503)
[email protected] o [email protected]
Donnafugata… passione siciliana
I vini di Donnafugata interpretano la Sicilia, rispettano l'ambiente e valorizzano il territorio…
Donnafugata nasce in Sicilia dall'iniziativa di una famiglia che conta oltre 150 anni di esperienza nel vino di qualità. Giacomo Rallo e la moglie Gabriella, con i figli Josè e Antonio
portano avanti un progetto imprenditoriale che punta alla cura dei particolari e mette l'uomo al servizio della natura per produrre vini sempre più rispondenti alle potenzialità del
territorio. L'avventura di Donnafugata prende avvio nel 1983 dalle storiche cantine della
famiglia Rallo a Marsala e nelle vigne di Contessa Entellina, nel cuore della Sicilia occidentale; nel 1989 Donnafugata giunge sull'isola di Pantelleria dove inizia a produrre vini
naturali dolci. Il nome Donnafugata, letteralmente “donna in fuga”, fa riferimento alla storia della regina Maria Carolina, moglie di Ferdinando IV di Borbone che ai primi dell'800
- fuggita da Napoli per l'arrivo delle truppe napoleoni che - si rifugiò in quella parte della
Sicilia dove oggi si trovano i vigneti aziendali. Questa vicenda ha ispirato il logo aziendale,
ovvero l'effige della testa di donna con i capelli al vento che campeggia su ogni bottiglia. Fu
lo scrittore Giuseppe Tomasi di Lampedusa, nel romanzo Il Gattopardo, ad indicare con il
nome Donnafugata quei possedimenti di campagna del Principe di Salina che accolsero la
regina in fuga e che oggi ospitano i vigneti aziendali. L'eccellenza nel vino di qualità non
conosce traguardi. Si conquista giorno dopo giorno attraverso la cura dei particolari: nel
vigneto, in cantina. Uno stile che rende riconoscibile l'azienda ed i propri vini.
La vigna di Pantelleria tra cielo e mare.
72
Libri Lions
Immigrazione…
Un fenomeno epocale
E’ noto quanto sia preoccupante l’argomento immigrazione. La sensibilità
storica del Lion MJF Gaetano Allotta
ne ha tempestivamente sottolineato la
gravità con il volume “Immigrazione:
un fenomeno epocale”. Pubblicato nel
2007 mantiene l’attualità dei fatti, delle
cifre e delle dimensioni del fenomeno
che in questi ultimi mesi ha subito accelerazioni impressionanti.
Le cifre pubblicate sul 2006 inducono
alla riflessione. Nell’anno sono sbarcati sulle coste italiane 22.016
clandestini. I numeri sono sconcertanti: nel 2004 l’Europa sino
agli Urali contava 694 milioni di abitanti e l’Africa oltre 818
milioni. Nel 1904 il rapporto era diverso: l’Europa 392 milioni e
l’Africa appena 170. Lo squilibrio tende ad appesantirsi, determinerà conseguenze imprevedibili che potranno essere attenuate solamente con politiche o provvedimenti adeguati.
Allotta ha evidenziato come ai tradizionali comportamenti
umanitari dell’Italia si siano contrapposti quelli più rigidi di
qualche paese europeo, senza entrare nel merito dell’Australia e del Kenya che hanno sigillato le frontiere.
Soluzioni definitive non sembrano possibili o realizzabili. Il libro
costituisce il documento di un fenomeno che per le sue dimensioni non ha precedenti e preoccupa il futuro energetico per le
possibili conseguenze negative sull’economia occidentale.
Le posizioni dell’Europa e degli Usa si palesano distanti e
non obiettive nei confronti dell’Italia, impegnata in prima
linea. E’ grave la mancanza di una politica comunitaria: è una
debolezza che potrà avere rilevanti effetti negativi.
E’ interessante l’appendice in calce al volume, dedicata alla “Normativa nazionale e comunitaria in materia” e ad una rassegna stampa
arricchita dalle numerose fotografie dei fatti esposti. Il dott. Vincenzo Fontana, Presidente della Provincia Regionale di Agrigento,
ha scritto fra l’altro nella presentazione: “Questo volume offre uno
spaccato molto interessante e descrive con dovizia di particolari
alcuni interventi, in special modo nel campo della difesa delle coste
e di interventi di soccorso in mare, che quotidianamente mettono a
dura prova la Marina Militare e tutte le altre forze di Polizia”.
Umberto Rodda
Gaetano Allotta
Immigrazione: Un fenomeno epocale
Massimo Lombardo Editore – 2007 - Euro 10
Industria e innovazioni
In ogni periodo storico, l’innovazione
rappresenta il pilastro essenziale per
ogni paese del mondo. Le attività
economiche devono essere pensate e
attuate, in relazione a politiche industriali e vincoli istituzionali profondamente diversi in ambito nazionale ed
internazionale. Mai come in questo
momento, chi opera per l’insediamento, lo spostamento o l’ampliamento di un’attività di piccole, medie
e grandi dimensioni, deve obbligatoriamente considerare con estrema attenzione un insieme di
vincoli politici, economici e operativi per il successo dell’iniziativa. Le politiche industriali, la competitività, il sistema
giustizia, l’impatto ambientale, la ricerca e gli aspetti sociali
rappresentano i punti essenziali da esaminare prima di progettare una qualsiasi iniziativa industriale. Un vademecum
elenca oltre duecento vincoli da prendere in considerazione
in modo prioritario ed evidenzia per ognuno di essi il grado
di rischio insito nella realizzazione dell’iniziativa. Questa
parte è frutto di una pluridecennale esperienza sul campo.
Si tratta di uno strumento di lavoro per imprenditori, ingegneri, economisti, manager, sindacalisti, tecnici e controller
industriali, nonché per studenti di economia e ingegneria.
Sauro Amboni e Monica Rovaris
Industria e innovazioni… vademecum per la gestione dei
punti critici. Editrice Uni Service - Trento
K_word operative + manager
system di Manerba premiato
con il Good Design Award 2010
Il sistema K_word operative + manager system, design Giovanni
Giacobone+Massimo Roj di Progetto CMR, realizzato da Manerba, azienda storica mantovana nel settore arredi per ufficio dal 1969, ha ottenuto il prestigioso
riconoscimento Good Design Award 2010. Il premio, nato a Chicago nel 1950
per opera di Edgar J. Kaufmann Jr. e grazie alla partecipazione di alcuni tra i
più grandi designer di quegli anni, viene assegnato ogni anno dal “The Chicago
Athenaeum Museum of Architecture and Design”, una delle istituzioni culturali
americane più prestigiose. La giuria, attualmente composta da una selezione dei
più importanti e celebri designer americani, ha selezionato il sistema realizzato
da Manerba fra oltre 3.000 prodotti di più di 1.000 aziende, inserendolo nella collezione permanente del Museo. Il progetto si distingue per versatilità nel creare
soluzioni d’arredo legate da un’identità formale unica ma estremamente diversificate dal punto di vista funzionale: dagli ambienti direzionali e semidirezionali, agli operativi intensivi fino agli open space e alle break area più informali.
Una collezione di elevata qualità, disponibile in un’originale gamma cromatica,
composta da elementi di grande impatto estetico. Dopo il Good Design Award
2008 conferito alla collezione Revo, Manerba viene nuovamente premiata con lo
stesso prestigioso riconoscimento a conferma della sua grande specializzazione
nella produzione di arredi di design per ufficio. (Li.Ma)
73
Lettere
Tra sconcerto
ed indignazione
Sto tornando da Torino, con l’animo disteso nonostante
una serie di contrarietà che mi hanno accompagnato
durante i due viaggi di trasferimento in treno. A Torino,
sedici anni fa, nel Congresso di chiusura della mia annata
governatoriale, l’assemblea varò la terza fase del lionismo, quella del lionismo di “pressione” in cui ho sempre
creduto e credo tuttora. A Torino, quest’anno, si sono tra
l’altro verificati due eventi che, in varia misura, hanno
reso positive le due giornate piemontesi. E’ stata approvata la mozione con cui ho ritenuto (grazie ai delegati) di
sensibilizzare i Governatori 2011-2012 perché proseguano
nell’impegno sui temi concernenti la Costituzione. E’ stato
eletto Presidente del Consiglio dei Governatori l’amico
Governatore Naldo Anselmi, colmando un vuoto ed
un’assenza di sempre a questi livelli del Distretto 108 L.
Mentre attendo l’orario della partenza, mi punge però la
curiosità di verificare in qual modo la stampa della città
abbia interpretato il senso di una presenza così massiccia
di lions nella città della Mole.
Resto francamente allibito. Sotto il titolo beneaugurante
“Nel guinnes dei primati grazie agli occhiali. Al congresso
dei Lions una grande raccolta per beneficenza” leggo a
pag. 64 de La Stampa le frasi seguenti e ne rimango
trasecolato:”si dice siano noiosi, una premassoneria, un
Rotary con qualcosa in meno, un club conservatore solo
del peggio. E a tratti mentre giri tra i 1300 delegati arrivati
da tutt’Italia, dalle cui giacche spuntano spilline sempre
più grandi al crescere della carica, senti parlare di tutto
questo. Le hostess ti raccontano del caos prodotto dai convegnisti perché qualche albergo non andava bene.
Ti guardi intorno ed in effetti vedi la borghesia di solito
invisibile. Un po’ appannata, per carità, ma sono tutti
paciosi signori e signore in gita a Torino per il weekend in
occasione del Centocinquantenario.
E allora capisci che il Lions è questo: una cena, un viaggio,
un’associazione per incontrarsi, allargare le proprie conoscenze, magari stringere qualche rapporto lavorativo, è
anche rendere questi momenti utili pure ad altro”.
Mi chiedo: chi è l’estensore di questo articolo presuntuosamente battezzato “la storia”? con chi ha avuto contatti
Francesco Rigatelli? E' vero che il Governatore Nicoli
“responsabile delle pubbliche relazioni ed ex dirigente
Telecom” ha dichiarato che i massoni “ci sono pure tra noi,
è ovvio”. Quanto simile aberrante descrizione è compatibile con la struttura permanente per le comunicazioni che
abbiamo varata proprio a Torino con una modifica delle
norme regolamentari? A chi far risalire la responsabilità
di tutelare l’immagine dei lions, descritti come un insieme
di soggetti noiosi, esibizionisti, polemici, gitevoli, riuniti
in un club di affaristi, una premassoneria dedita solo alla
conservazione del peggio?
Amici lions, svegliamoci e facciamo sentire tutta la nostra
indignazione. La libertà di pensiero e di critica sono sacrosante, il vituperio ed il disprezzo francamente no. Si inviti
74
il signor Rigatelli a fare pubblica ammenda delle sue farneticanti esternazioni, magari dopo averlo informato sulla
natura del lionismo e sui grandi service realizzati dalla
nostra associazione!
Bruno Ferraro
“Improvvisi” dal
congresso nazionale di Torino
Per quanti non avessero familiarità con il gergo giornalistico,
chiariamo che la locuzione “improvvisi” sta a significare
una serie di composizioni, notizie o annotazioni estemporanee, e, per l’appunto, improvvisate. Quindi queste note non
vogliono essere una cronaca del congresso: altri più qualificati
e documentati provvederanno certamente in merito. Coloro
che non avessero avuto l’opportunità di partecipare al congresso, potranno trovare questi pochi appunti, informali, di
più facile lettura degli atti ufficiali.
Intanto un doveroso grazie agli amici del Distretto Ia1, che
hanno organizzato il Congresso, e l’accoglienza ai delegati,
come meglio non si poteva: bisogna anche dire che la sede
congressuale, lo storico Lingotto, è di certo uno dei più begli
esempi di riconversione di un edificio industriale che si veda
in Italia.
I delegati: registrati oltre mille - quasi un record -, ma presenti
in aula per le votazioni…. meno della metà. Attratti dalle bellezze di Torino? Probabile. A proposito di Torino: splendida la
nuova metropolitana, che collega il Lingotto con la stazione
ferroviaria di Porta Nuova: senza eguali in Europa.
Veniamo ai lavori congressuali: l’ordine del giorno presentava 51 punti. Tutti certamente giusti e interessanti; ma 12
“risultanze” dei seminari che hanno preceduto le due giornate conclusive, e 18 “relazioni” sulle varie attività e service hanno richiesto ai delegati una notevole dose di buona
volontà. Uno spunto per il prossimo congresso? Lo lasciamo
a chi di dovere.
A proposito, si svolgerà a Genova, e gli amici genovesi non
vorranno essere da meno! Già a Torino si sono presentati
con un’ottima documentazione della loro città, e un gradito
omaggio: un vasetto del mitico “pesto alla genovese”.
Tutto bene dunque? “Si, ma….”: il classico modo per dire
che proprio tutto non è “andato via liscio”. Una annotazione
personale: a colpo d’occhio - non dispongo di cifre ufficiali in
merito - almeno tre quarti dei presenti erano ID, PIP, CC, PID,
DG, VDG, PDG, ZC, DMC, DO, CAMPI, DIT, DRD, MCM,
MERC, YEC (la leggenda è a pag. 4 dell’annuario).
E inoltre: Governatori incoming, relatori e altri officer di vario
ordine e grado. Ora, questi bravissimi Lions, che tanto hanno
fatto e tanto faranno ancora per l’associazione, sono forse tra
coloro che hanno meno bisogno di ascoltare le molte notizie
che ci sono state fornite. Sono i “soldati semplici”, i Lions, e
magari anche gli eventuali candidati ad entrare nell’associazione, che dovrebbero partecipare ad un congresso nazionale:
è qui che si trova, o si ritrova, la motivazione di cui tanto si
parla. Quindi “una domanda sorge spontanea”: quanto si è
parlato nei vari club del congresso di Torino, quali iniziative
sono state prese per portarvi gruppi di soci, specialmente
quelli entrati di recente?
Lettere
Ai lettori la risposta….
Concludo queste note con due notizie flash: non è stato approvato il rendiconto dell’anno 2009/10 del MD, in quanto alcuni
esborsi non erano chiaramente giustificati; è già successo in
passato, e sicuramente si rimedierà al prossimo congresso.
La seconda: una gran bella notizia. Nel TIR che stazionava sul
piazzale antistante il Lingotto sono stati raccolti in un giorno
oltre 157.000 paia di occhiali usati. Un evento da Guiness dei
Record. Nel presentare questo risultato, il coordinatore del service Enrico Baitone ha spiegato come, alcuni secoli fa, con 80
grammi di vetro fu inventato il microscopio, con 70 grammi
il cannocchiale, e con soli 40 grammi, quanti ne bastano per
un paio di lenti, si è ridata la vista a milioni di persone. In
trent’anni sono stati consegnati, in 51 paesi, 34.511.155 paia di
occhiali; i Lions Italiani, tramite 700 Club, hanno contribuito
con oltre 350.000 paia, consegnati, debitamente rigenerati nel
Centro di Chivasso, in 30 diverse missioni. Un service che ci
fa onore!
Renzo Bracco
Considerazioni di un delegato...
quasi qualunque
Bello! Bella la città, bello l’auditorium del Lingotto, bello
il ritrovare molti amici e sin qui è ovvio. Belle molte relazioni, quelle operative, quelle che ci hanno relazionato
su quanto realmente facciamo, con la LCIF (a cominciare dalle grandi campagne S.F. I e II, per continuare con
quanto fatto nel Sud Est Asiatico, ad Haiti, in Giappone e
così via), in Africa con le nostre organizzazioni onlus (Tutti
a scuola in Burkina, Matattie killer, l’acqua per la vita, solo
per citare le più rappresentative), con la Sosan, e da noi
con la scuola di Limbiate, con gli aiuti in tante grandi e
piccole calamità, con il nostro impegno nella scuola, per i
giovani, e così via. Sono cose che fanno bene allo spirito,
sulle quali ogni Lions dovrebbe riflettere, che ci danno
forza per continuare nel nostro impegno.
Meno bella la partecipazione. Anche quest’anno, come
sempre, si è dimostrato che la partecipazione dei delegati è altissima solo quando si deve votare per il Direttore
Internazionale, come se per i Lions fosse molto più importante mandare un amico ad Oak Brook che non decidere
che service fare, quali temi discutere, sapere e controllare
come vengono spesi i soldi, come vengono utilizzate le
quote versate, quali sono le linee lungo le quali la nostra
associazione si muove. E questo non mi pare bello né edificante.
Non mi è parso bello, e non lo trovo in sintonia con l’essere Lions né con i nostri scopi e la nostra bellissima etica,
spesso recitata come un’inutile giaculatoria e assai raramente vissuta, neppure lo spirito che ha animato molti
interventi, specialmente quelli sul bilancio, non approvato, presentato dal precedente Consiglio. Non approvarlo, sia chiaro, mi sembrava giusto; alcuni punti erano
discutibili, non erano stati correttamente illustrati né al
seminario né in aula, spiegazioni tardive lasciavano perplessi e potevano alimentare dubbi ma c’è modo e modo
di contestare, c’è modo e modo di esprimere il dissenso.
Io sono certo della correttezza di quel consiglio, sono
certo che i soldi siano stati spesi correttamente ma… le
regole vanno osservate, scrupolosamente quando qualcuno spende soldi non suoi, i bilanci non sono una mera
espressione numerica senza valore, le variazioni e gli
scostamenti possono esserci ma devono essere motivati,
spiegati ed aver seguito procedure corrette. Sono certo che
il prossimo anno quel bilancio verrà ripresentato, correttamente illustrato, ed approvato, perché penso sia giusto
così, perché sono certo che i Governatori di quell’annata
abbiano agito per il bene del multidistretto, ma il dibattito
di Torino su questo punto non mi è piaciuto, né da una
parte né dall’altra. E siccome purtroppo in oltre 20 anni di
vita Lions ed oltre 10 Congressi Nazionali consecutivi cui
ho partecipato non è la prima volta che vedo simili fatti
voglio ricordare due cose, una ai governatori, una ai soci:
ai primi ricordo che non basta servire e servire bene, senza
interesse personale, occorrono anche quella chiarezza e
quella trasparenza che la base associativa, giustamente,
pretende; ai secondi ricordo che bloccare un bilancio che
non convince è un diritto ed un dovere, ma basta alzare
una scheda dopo un intervento pacato e corretto, toni da
rissa, parole che si sovrappongono, offese ed insinuazioni
non sono da Lions. Meditiamo tutti su queste cose e ricordiamoci di essere “Cauti nella critica… Sempre mirando a
costruire, non a distruggere”
Alberto Castellani
 Controluce
Personaggi alla porta
Di Antonio Colella
E’
il 10 di Downing Street. Solitario, vi staziona un policeman. Passa il primo ministro il policeman imperturbabile guarda la facciata del palazzo di fronte, passano
i secondi, i sotto, i collaterali e gli affini, altrettanto imperturbabilmente il policeman continua a fissare il palazzo di
fronte, braccia conserte, con calma autorità.
Davanti agli ingressi dei nostri mille poteri si affolla un
campionario di varia forza. All’arrivo del personaggio un
fremito li percorre: uno ferma i passanti con gesto imperioso,
uno indica la direzione di marcia all’auto di testa mulinando
il braccio, due presentano le armi, uno sventola una paletta
uno si schiera in parata, uno più in là sorveglia circospetto
in grigioferro e occhiali neri, uno ombreggia la riservatezza
della scena protendendo la mano a dita distese a grata
davanti alla telecamera. Tutti, al passaggio, scattano in saluti
militari; qualcuno si spinge a combinarlo con un accenno
d’inchino in stile militar-riverenziale. Tanto zelo non trova
il più piccolo riscontro nei personaggi salutati e inchinati,
i quali, in assoluta indifferenza, mai che ricambino quei
bravi ragazzi col benché minimo cenno. Al più, adocchiano
il fotografo o il cronista amico al quale atteggiare un sorriso
compiacente o porgere una fugace stretta di mano.
Che dite: glielo diciamo, a quei nostri bravi ragazzi, che
anche da noi, davanti al Palazzo, c’è un palazzo da guardare:
imperturbabilmente?
75
Lettere
Congresso nazionale
e bilancio multidistrettuale
Caro direttore,
ho partecipato al congresso e nel congratularmi con gli
amici lions di Torino per come è stato organizzato e per
il successo di pubblico così attento e numeroso, desidero fare alcune riflessioni sul bilancio 2010 che non è
stato provato dall’assemblea.
Ogni bilancio deve essenzialmente rispondere ai criteri
di massima trasparenza e di pubblicità. Non basta leggere il bilancio consultivo e chiederne l’approvazione
ad un’assemblea che non ha il testo e che quindi non
può approvarlo; inoltre manca il confronto con l’anno
precedente e le eventuali discordanze contabili (in più
o in meno).
Vi è inoltre da eccepire che il bilancio in generale può
essere di cassa (se tutte le scritture contabili avvengono
nello stesso periodo preso in considerazione) oppure
di competenza in caso contrario. E’ inutile, come si è
goffamente tentato di dire, che il bilancio è per cassa,
ma però alcune partite contabili si riferiscono all’anno
successivo.
Vi è da dire, altresì, che in quella sede si doveva predisporre anche il bilancio preventivo delle spese (che
una volta approvato, lo dico per i non addetti ai lavori)
vincola i gestori (vedi consiglio dei Governatori) ad
operare nei limiti previsti dal bilancio ed approvati
dall’assemblea dei delegati.
Sempre per il succitato principio della trasparenza (non
obbligatorio in questo caso) il bilancio del multidistretto
è un bilancio consolidato ove intervengono varie voci
differenti tra loro e sarebbe opportuno conoscere (queste
è la trasparenza!) singolarmente i bilanci delle varie voci
che compongono il bilancio del multidistretto.
Che cosa costa, mi domando - per la verità un po’
ingenuamente - pubblicare tutti i bilanci della nostra
associazione sulla rivista in tempo utile per andare al
Congresso Nazionale coscienti che il voto sul bilancio
sia massimamente pubblicizzato e che venga dato a
tutti i delegati copia dello stesso in modo da potersi
esprimere con la conoscenza che è richiesta?
Un ultimo appunto mi sia consentito sui revisori (categoria di cui faccio parte). Per motivi di amicizia, e molto
difficile intervenire sull’operato degli altri, per cui affiderei ad un terzo, sia esso una società di revisione che
non ha alcun contatto con la nostra associazione la revisione e la certificazione del bilancio.
Quanto sopra è una proposta che sin da ora mi sento di
portare al prossimo Congresso Distrettuale per aumentare
la fiducia nell’istituzione che è alla base del nostro operato.
Antonino Travia
Caro Antonino, grazie per le tue precisazioni. Comunque, il
bilancio dell’annata 2009/2010 è stato pubblicato sul numero
di aprile, alle pagine 32-34. Avviene tutti gli anni proprio per
farlo leggere ai delegati prima dell’inizio del Congresso e del
relativo seminario finanziario che lo precede. (S.M.)
76
Decine di mail tutti i giorni
La posta elettronica si è molto “evoluta” negli ultimi
anni. Numerose sono i club che utilizzano la posta elettronica per comunicare, e che si affidano ad essa per
tantissime operazioni quotidiane. E tutto questo è un
bene per i club, visto il costo relativamente basso, la
convenienza, la semplicità di utilizzo e il fatto che sia
in qualsiasi momento a propria disposizione, anche sul
proprio telefonino. Insomma, si velocizza la comunicazione tra i club, e si contengono i costi. Tuttavia, non
tutti sanno come utilizzarla correttamente. Giornalmente ricevo decine e decine di e-mail dagli addetti ai
club lions, e spesso noto che lo stesso messaggio viene
inviato da più Lions senza coordinamento alcuno.
Il problema comunque non è soltanto il ricevere mail
ripetute più volte, ma la privacy dei destinatari è legata
ad un problema ben più serio, quello dello spam, e
della sicurezza in generale. Inviare lo stesso messaggio
a più destinatari, anche se si utilizza il campo Cc, cioè
il campo copia carbone, può facilitare la vita agli spammer. Infatti, uno o più destinatari potrebbero avere il
proprio computer già infettato da programmi (virus)
in grado di recuperare tutti i nominativi e gli indirizzi
e-mail presenti nel software di mailing utilizzato. E il
gioco è fatto. Decine e decine di nuovi indirizzi e-mail
a cui inviare tonnellate di spam ogni giorno!
La soluzione a questo abuso è l’utilizzo del campo chiamato Ccn (in inglese Bcc), cioè il campo copia carbone
nascosta, che solitamente si trova subito dopo il campo
copia carbone. Il campo Ccn a differenza del campo
Cc, permette di inviare il messaggio a più destinatari
contemporaneamente, ma senza rendere pubblici tutti
i nominativi e gli indirizzi e-mail dei destinatari stessi.
Tuttavia il mio personale suggerimento è quello di non
utilizzare neppure il campo copia carbone nascosta,
ma bensì un software apposito che invia il messaggio
singolarmente ad ogni destinatario. Aspetto non trascurabile questo, infatti è preferibile inviare sempre
un messaggio personalizzato al destinatario. E’ stato
dimostrato che i messaggi di gruppo vengono spesso
cestinati immediatamente dai destinatari, o nel peggiore dei casi addirittura bloccati dai sistemi antispam.
Pertanto, sarebbe opportuno che i club coordinassero
la trasmissioni di mail designando un socio a tale compito e non indiscriminatamente; nei club esiste la carica
o l’incarico di addetto informatico: utilizzatelo!
Sabato Ruggiero
Nuove povertà
e solidarietà lionistica
Egregio direttore,
sono Maurizio Calì, Lion e prossimo Segretario del LC
Genova Host, Distretto 108 Ia2, e le scrivo in merito
all’articolo pubblicato dal Governatore Franco Rasi
sulla nostra rivista “Lion” dal titolo “Nuove povertà
e solidarietà Lionistica”. Articolo che ho letto con par-
Lettere
ticolare interesse perché, oltre alla condivisione dei
contenuti, è andato a toccare un problema tanto silente
quanto profondo e, quel che è peggio, in continua
espansione.
Non sono certo a proporre una riflessione improntata
ad una facile retorica, ma si tratta di un problema ove
ho dei ricorrenti riscontri in quanto la mia attività di
volontariato - sono Presidente e Soccorritore d’urgenza
della Croce Verde di Recco, la più grande Pubblica Assistenza del Golfo Paradiso - mi porta quotidianamente
a contatto col disagio e la precarietà socioeconomica.
Nello scritto, l’autore ha centrato il fulcro del problema:
spesso si tratta di soggetti che non stanno per strada
ma che si rivolgono ai centri di ascolto per arrivare a
fine mese o per far fronte a situazioni che appaiono difficili e insostenibili.
A marzo, in occasione del nostro meeting mensile
Lions avente per tema proprio la povertà, ho avuto
modo di effettuare una ricerca su questo argomento al
fine di preparare una traccia per una efficace e concreta
discussione delle relazioni dei nostri ospiti (Assessori alle Finanze ed ai Servizi Sociali del Comune di
Genova).
La Caritas riporta come nel 2010 le persone che vivono
al di sotto della soglia di “forte fragilità economica”
siano 8.370.000. Alle stime sui poveri, va aggiunto un
10%, quindi circa 800 mila italiani, di ‘impoveriti’ e
cioè persone che, pur non essendo povere, hanno però
cambiato il proprio tenore di vita e vivono in “forte fra-
gilità economica”. Persone che, soprattutto in questo
periodo di crisi, hanno dovuto modificare, in modo
anche sostanziale, il proprio tenore di vita, privandosi
di primari beni e servizi e tra le quali cresce del 40% la
presenza di italiani.
Sono sempre meno singoli individui e sempre più
interi nuclei familiari, ove sono particolarmente vulnerabili le persone di mezza età, i separati e i divorziati,
le donne sole con figli, i precari, i licenziati, le famiglie
monoreddito.
Le varie mense sociali stanno salvando dalla fame
migliaia di persone che pur svolgendo attività lavorative di tutto rispetto sono costrette a fare la fila ogni
giorno per un piatto di pasta.
A questo punto, se è vero che la solidarietà deve essere
un valore sentito da un’intera nazione e che dare soldi
non serve (se tu oggi dai 5, domani ti chiedono 10, e la
dipendenza aumenta e i problemi non si risolvono…),
è forse il caso di chiedersi se un concreto intervento
sociale potrebbe essere operato da noi Lions, e peraltro
a “costo zero”.
Come cercare di arginare il problema “a monte” e,
quindi, di prevenirlo?
E’ possibile considerare che il recupero del ruolo fattivo nella socialità attiva e, quindi, dell’occupazione del
soggetto è certamente il viatico più sicuro e che i Lions
sono strutturati in un’ampia rete di interesse e penetrazione sociale che abbraccia ogni territorio con una
presenza incisiva di molteplici professionalità.
77
Lettere
Visto che assai spesso lo stato di bisogno è generato
dalla mancanza di lavoro, o dalla improvvisa rinuncia
anche forzata ad esso (è il caso di malattie invalidanti,
anche a seguito di infortuni), e che le potenzialità professionali dei disoccupati sono talvolta anche di notevole rilievo, la “rete della solidarietà Lions” potrebbe
costruire un data-base ove segnalare ogni opportunità
di impiego, dalle più umili alle più quotate o mirate,
dando così opportunità al mondo Lions di attingere
e rendere così disponibili a terzi in stato di bisogno
queste preziose informazioni.
Analogamente si potrebbe considerare la possibilità di
una collaborazione attiva con l’istituzione. La segnalazione di un’opportunità lavorativa e la successiva
reintroduzione al lavoro del soggetto potrebbe portare
ad un riconoscimento al socio Lions di varie forme di
agevolazioni istituzionali e, quindi, non di un premio
in “denaro”. Sconti o biglietti omaggio per trasporti
urbani, interurbani, ferroviari; accessi agevolati a strutture di pubblico interesse (musei, biblioteche, mostre,
teatri) o eventi sportivi, ticket per manifestazioni (stadi,
cinema), buoni spesa (ticket restaurant).
E’ come dire che, cercando, la soluzione si trova… Giovanni Paolo II, in occasione di un’udienza accordata alle
Associazioni Non Governative, parlando del volontariato lo definì “l’attività diretta a beneficio dell’uomo,
vera palestra di maturazione umana”. E, noi Lions, di
questa “palestra” siamo, da sempre, “atleti”.
La ringrazio per l’attenzione che mi ha voluto dedicare
nel mio apprezzamento allo scritto di Franco Rasi così
pieno di contenuti.
Maurizio Calì
Conferenza del Mediterraneo
Caro direttore,
ho appena ricevuto il numero di maggio della nostra
prestigiosa rivista ed il mio sguardo si è posato sul
resoconto della 14 ª Conferenza dei Lions del Mediterraneo, redatto da Maria Pia Pascazio Carrubba. Ho
avuto così modo di rendermi conto di come, alla fine,
l’informazione da più parti richiesta, possa divenire
stucchevole e, di conseguenza poco letta, poco apprezzata e dunque improduttiva.
Informare dovrebbe significare dare notizie, dettagliatamente. Senza voler entrare in polemica, la relazione
è stata imperniata sulla descrizione di una serie di
interventi di personalità che nulla hanno dato ai temi
proposti dalla Conferenza, ma hanno dato luce e gran
decoro all’eccezionale e magnifica organizzazione.
Si apprezzano i nomi dell’IP, del 2° Prefetto, del Presidente della regione, del Sindaco, ell’ID, dei PIP presenti, del CC, del Direttore dell’international center, del
Preside della Facoltà di farmacia, del Premio Nobel per
gli studi sull’ambiente. Tutti hanno avuto ed espresso
parole di elogio per l’organizzazione e, qualcuno anche,
di speranza per il futuro del lionismo e del mondo.
Nella cronaca segue poi un’indicazione: “Sono seguite
78
le relazioni” con l’elenco dei nomi e cognomi dei relatori e l’indicazione del distretto di provenienza e di
appartenenza. Per tutti costoro che hanno lavorato per
l’ottima riuscita della Conferenza, come di regola, nessuna valutazione o riconoscimento. Eppure tutti questi
Lions relatori, accettati dopo un severo esame delle
loro relazioni, hanno lavorato, prodotto e comunicato
il risultato di ricerche impegnative, non filosofeggianti,
ma tendenti a dare indicazioni operative in ciascuno
dei temi trattati e proposti.
Dove era la redattrice dell’articolo quando un Lion, a
nome del Lions international, ha proposto una realizzazione possibile ai Lions di tutti i paesi che si affacciano sul Mediterraneo, senza esborso economico,
proprio per rispondere alla citazione del Premio Nobel
“Ci aspettiamo un generale inaridimento?”.
Chi leggerà la nostra rivista verrà a conoscenza, ove
mai non fosse riuscito a farlo prima, del pensiero dei
vertici del Lionismo, ma ignorerà le indicazioni e le
possibilità offerte da più relatori ad operare per dare
aiuto alle popolazioni del mondo, e dare una mano “a
quelli che piangono”, offrendo la possibilità di gridare
“viva la vita nel Mediterraneo”, aiutando i giovani in
agricoltura ed i paesi desertificati. E’ opportuno ricordare quanto ha avuto modo di scrivere il PIP Pino Grimaldi: “E poi diciamo che se qualcuno ignora è perché
non legge”. Ma se non si scrivono le cose utili, i soci
Lions si rifiutano di leggere, anche perché stanchi dei
soliti imbonimenti.
Con Eduardo mi piace citare il celebre “Adda passà a
nuttata”.
Spero solo che la nottata passi presto e me lo auguro
per il bene di tutti e del nostro amato lionismo.
Carlo Sartorio
Caro Carlo, hai ragione, ma la colpa è solo mia. L’articolista
aveva riassunto anche tutti gli interventi dei numerosi relatori, ma la lunghezza del pezzo mi ha costretto al doloroso, se
pur necessario taglio. Quando accadono avvenimenti importanti è necessario predisporre gli atti o la realizzazione di uno
“speciale”, perché le riviste hanno un numero di pagine bloccato in base al timone predisposto all’inizio di ogni annata.
(S.M.)
Good Will Ambassador
Gentilissimo direttore,
leggo con stupore a pagina 8 del numero di maggio che
il più alto riconoscimento Lions, la GWA, viene definito “significativo riconoscimento”.
Credo che sarebbe giusto complimentarsi come si deve
con Domenico Messina per aver ricevuto un premio conferito a meno di trenta italiani, l’occasione potrebbe essere
giusta per fare un articolo sui riconoscimenti Lions.
Alessandro Sironi
Caro Alessandro,
significativo vuol dire “che ha particolare importanza” e, per-
Lettere
tanto, un “significativo riconoscimento” per me vuol dire “un
importante riconoscimento”. Comunque, hai ragione: è un
premio conferito solo a 27 italiani e se ne deve parlare di più.
La qualifica di “Ambasciatore di buona volontà” (GWA) è
la massima onorificenza attribuita dal Lions International.
Essa viene conferita dal Presidente Internazionale con l’approvazione del Board Internazionale. La GWA viene assegnata ogni anno soltanto a 35 lions di tutto il mondo che
si sono particolarmente distinti nella loro attività a favore
dell’Associazione.
Nel nostro multidistretto sono soltanto 26 i lions ai quali è
stata attribuita più una, eccezione delle eccezioni, a Loredana
Mandelli, che non essendo lion, l’ha ottenuta per votazione
unanime del Board Internazionale. Le elenchiamo nell’ordine
cronologico di assegnazione.
PIP Giuseppe Grimaldi, PID Giuseppe Taranto, PID Giovanni Rigone, Loredana Mandelli, PDG Carlo Martinenghi,
PDG Gisleno Leopardi, PDG Ruggiero Paderni, PID Massimo Fabio, PCC Giuseppe Jaculli, PCC Sossio Guarnaccia,
PDG Cesare Fulci, PDG Giuseppe Cantafio, PDG Romolo
Tosetto, PCC Danilo Pavan, PID Paolo Bernardi, PID Sergio
Maggi, PDG Enrico Mussini, PDG Osvaldo de Tullio, PID
Antonio Massimo Perrot, PDG Aldo Villani, PCC Giorgio
De Regibus, PDG Enrico Cesarotti, PCC Federico Steinhaus, PID Ermanno Bocchini, PDG Renato De Giacomo,
PDG Carmelo Lupo.
E… da qualche mese, il nostro Direttore Internazionale
Domenico Messina. (S.M.)
I Lions nel mondo
Caro direttore,
come preannunciato a Torino ti chiedo di correggere
il dato comparso a pag. 33 della rivista nazionale di
maggio relativo al numero di soci dell’Area costituzionale Stati Uniti e affiliati, che non pare consono al
numero dei club in essa presenti. Si tratta dell'articolo
“I Lions nel mondo” a firma di Gualberto Del Roso.
Anna Ardizzoni
Risponde Gualberto Del Roso
Anna Ardizzoni ha fatto rilevare una "svista" nella
quale sono incorso nel riportare i dati di cui al prospetto
"I Lions nel mondo". La ringrazio per l'attenzione riservata all'argomento da attenta lettrice (non ve ne sono
molti) e per avermi fatto rilevare che prima di inoltrare
qualsiasi scritto per la relativa pubblicazione è necessario rileggere per non incorrere in errori che possono
determinare interpretazioni sbagliate.
Dopo tanti anni di collaborazione, ritengo, che sia la
prima volta che incorro in situazioni del genere. Quale
potrebbe essere stata l'origine della svista? Stavo predisponenendo i dati per parlare del fenomeno delle
"uscite" che da anni caratterizza in negativo l'andamento associativo, dato l'evolversi del trend mi fece
rinunciare all'idea di intervenire sull'argomento riservandomi, però, di esprimere un'opinione al riguardo
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79
Lettere
sulla scorta dei dati di fine anno sociale. La bozza dei
dati raccolti servì per redigere il prospetto dei dati riesposti e pubblicati su “Lion” e, purtroppo, l'occhio battè
sui "soci usciti" (33.178) anziché sui soci a fine febbraio
2011, pari a 365.715 con le conseguenze del caso.
Mi scuso per l'involontaria svista e se Sirio Marcianò
- che non ha nessuna responsabilità al riguardo, e ciò
nonostante chiedo scusa anche a lui - vuole intervenire
con una "errata corrige" può farlo, non andrà menomata, almeno spero, la mia figura di attento osservatore dell'andamento associativo nell'Associazione.
E’ lì dal 1943
Caro direttore,
nell’ultimo numero (maggio 2011), a pagina 11 della
nostra rivista, si vede una foto della lapide che a Trinidad (Cuba) ricorda Bartolomeo de las Casas, viaggiatore, religioso e tra i primi colonizzatori delle Antille.
Per quanto mi ricordo, Bartolomeo morì nel 1566, dopo
aver lottato contro il colonialismo avido degli europei,
di cui peraltro era stato parte attiva nei suoi primi anni
in quelle zone.
Leggendo la lapide, si nota che si allude alla fondazione
di Trinidad, e si ricorda il suo senso “etico”.
Il Lions (anzi, los leones) di Trinidad, molto probabilmente, si limitò a ricordare la fondazione della città di
Trinidad, magari nel quattrocentesimo anniversario...
oppure il sant’uomo fece il miracolo di fondare un club
quattro secoli dopo essere morto?
Adriana Poggiali
Grazie Adriana per la tua precisazione. In redazione ci siamo
fatti prendere dall’entusiasmo e abbiamo fatto fondare un
club da “un sant’uomo vissuto quattro secoli prima”.
Il “giorno della memoria”
dei magistrati assassinati
Il 9 maggio (che nel 1978 segnò l’omicidio di Aldo
Moro) è stato proclamato “Giorno della memoria”
delle centinaia di vittima del terrorismo degli anni ’70,
’80, ad iniziativa dell’On. Sabina Rossa, orfana dell’operaio Guido Rossa di Cornigliano, ammazzato dalle BR
per avere testimoniato sulle presenze di terroristi rossi
nell’Italsider di Genova.
Quest’anno il Presidente della Repubblica ha esortato gli
italiani a dedicarlo soprattutto ai magistrati assassinati
in quegli anni del massacro di innocenti. Un po’ dovunque, infatti, si sono svolte cerimonie di commemorazione di quei Caduti, ad iniziativa dei familiari (quelli
che nel mio libro “Piombo contro la Giustizia” ho definito “I condannati all’ergastolo del dolore”), di numerose
associazioni pubbliche e private, di cittadini sensibili e
IX festa nazionale del nonno
L’11 settembre 2011 a Carmagnola, presso il Parco Cascina Vigna, in viale Melvin Jones.
R
itorna puntualmente la manifestazione, nata e cresciuta per opera dei Lions, durante la quale, dal 2003,
si riconosce il “Nonno dell’anno”, che può essere un ente,
un’associazione od una persona fisica.
Quest’anno, “Anno europeo del volontariato”, il comitato preposto, vagliate le molte nominations pervenute
ha deliberato di riconoscere “Nonno dell’anno 2011” la
“LCIF: Lions Clubs International Foundation” nella sua
realtà di “massima espressione del volontariato e della
solidarietà mondiale”.
Con il consenso del DG e del DGE del Distretto 108 Ia3, il LC
Carmagnola ha invitato il Presidente Internazionale Sid L.
Scruggs III come presdente (dal luglio prossimo) della LCIF,
con l’ambizioso obiettivo di consegnare a lui personalmente,
peraltro nonno di ben 16 nipoti, l’ambito riconoscimento
consistente nella riproduzione in scala del monumento “al
nonno”, trofeo ormai noto come l’“Oscar del nonno”.
Alla manifestazione, patrocinata da tutte le Regioni Italiane e dalle più alte cariche dello Stato, sarà presente una
rappresentanza della Comunità Europea.
L’invito, visto l’eccezionalità dell’evento, è di essere presenti in molti con l’auspicio che quel giorno sia anche l’occasione per dimostrare ufficialmente ai media presenti
(la pubblicità non guasta mai) la nostra solidarietà alla
Fondazione con la presentazione di riconoscimenti MJF,
80
che potrebbero essere consegnati dalle autorità lionistiche
presenti, od anche solo con piccole donazioni personali.
Il motto della festa del nonno è “un aiuto dei nonni per i
nipoti che hanno… meno”.
Confidando che questo appello coinvolga molti lions
e non solo lions, per la logistica della giornata sono a
disposizione il coordinatore, PDG Ermanno Turletti (cell.
3490681533) e il lions Sergio Ludi (cell. 3493540054).
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81
Lettere
rispettosi. Anche l’Associazione Nazionale Magistrati è
stata scrupolosa testimone di fraterno cordoglio.
A Bologna, in particolare, l’A.N.M. ha deposto una
corona di fiori ed ha affisso un manifesto personalizzato, con i particolari delle azioni omicidiarie e dei
terroristi responsabili, per ciascuno dei Colleghi assassinati, sotto le targhe marmoree in undici aule della
Corte d’Appello, con il logo del leone ancipite attorno
alla “L”, affisse anni or sono a cura degli avvocati dei
Lions Club cittadini. E’ l’unico palazzo di giustizia
italiano nel quale i Lions hanno voluto tramandare il
ricordo e la gratitudine della nazione per il sacrificio
di silenziosi eroi che si sono immolati per conservare
libertà e giustizia a tutti gli italiani.
Ricordiamoli, allora, anche noi, su queste pagine, precisando per ciascuno l’ufficio ricoperto, il luogo, e la sigla
del gruppo terroristico assassino:
Francesco Coco, Proc. Gen., Genova 8 giugno 1976
(BR); Vittorio Occorsio, Sost. Proc., Roma 10 luglio
1976 (Ordine Nuovo); Riccardo Palma, Cons. Cassaz.,
Dir. Gen. Istituti di pena, Roma 14 febbraio 1978 (BR);
Girolamo Tartaglione, Cons. Cassaz., Dir.Gen.Istituti
di pena, Roma 10 ottobre 1978 (BR); Fedele Calvosa,
Proc. Rep., Frosinone 8 novembre 1978 (BR); Emilio
Alessandrini, Sost. Proc., Milano 29 gennaio 1979 (PL);
Vittorio Bachelet, V. Pres. C.S.M., Roma 12 febbraio
1980 (BR); Nicola Giacumbi, Proc. Rep., Salerno, 16
marzo 1980 (BR); Girolamo Minervini, Con. Cass., Dir.
Gen. Istituti di pena, Roma 18 marzo 1980 (BR); Guido
Galli, Giud. Istr., Milano 19 marzo 1980 (PL); Mario
Amato, Sost. Proc., Roma 23 giugno 1980 (NAR).
Achille Melchionda
Il Distretto Ab…
per il Giappone
Nella splendida cornice del Teatro Petruzzelli di Bari, il 10
maggio, il numerosissimo pubblico di lions e non lions, è
rimasto estasiato dalla stupenda esibizione de “La banda territoriale del comando scuole dell’aeronautica militare-terza
regione aerea” con sede a Bari, composta da avieri musicisti volontari in ferma prefissata ed in servizio permanente,
opportunamente selezionati tra i migliori diplomati presso
Conservatori di musica. L’alto profilo artistico e la qualità
del programma proposto, diretto magistralmente da Nicola
Cotugno e cantato brillantemente dal lions tenore Francesco
Zingariello, hanno entusiasmato e coinvolto il pubblico, presente anche nei palchi e nel loggione.
La forza dello “spirito lionistico” espressa nell’ottima organizzazione e nella presenza del Governatore del Distretto 108
Ab Rocco Saltino, del PID Sergio Maggi, del PCC Michele
Biancofiore, del Primo Vice Governatore Luigi De Siati, ha
permesso di effettuare il service internazionale a favore della
nostra LCIF, impegnata nel soccorso delle popolazioni del
Giappone, duramente colpite dalle calamità naturali.
Maria Pia Pascazio Carabba
L’università forma, Camplus costruisce
Camplus è la rete di residenze universitarie di eccellenza per studenti dall’alto potenziale, che propone alloggi e servizi
alla persona, all’interno di un contesto di alto livello in cui poter vivere e approfondire l’esperienza universitaria.
Le residenze Camplus nascono dall’intento di assicurare
agli studenti e alle loro famiglie, la crescita integrale e la
valorizzazione del talento di ogni ragazzo. Un’esperienza
universitaria a 360°, basata sull’eccellenza della formazione, sull’alta qualità della vita e dei luoghi in cui essa
si svolge, su una grande vivacità di proposte culturali e
sull’orientamento verso il mondo del lavoro.
La persona come patrimonio è al centro della proposta di
Camplus: all’interno delle residenze ogni aspetto della vita
degli studenti è coltivato con attenzione e cura, per favorire
Gli studenti del Camplus Città Studi
la crescita e lo sviluppo delle capacità e delle potenzialità di
di Milano durante l’incontro
ciascuno. La formazione, nucleo fondamentale dell’especon il celebre imprenditore Santo Versace.
rienza universitaria, è integrata e personalizzata grazie alla
presenza di tutor in grado di seguire lo studente durante
l’intero ciclo degli studi. Questo metodo è un valore aggiunto realmente misurabile: chi frequenta
Camplus ha una media voto superiore alla norma e la percentuale di laureati in corso è altissima. Le
strutture Camplus offrono, inoltre, la possibilità di un’esperienza potenziata: cultura e svago sono
incoraggiati grazie ad un ambiente vivo e ricco di stimoli e ad una vera e propria community in cui la
persona può formarsi attraverso esperienze di socialità, parallele alla pura didattica. L’elevato livello La biblioteca della sede Camplus Turro a Milano.
delle strutture, il comfort dei luoghi e l’ampiezza degli spazi aggregativi rappresentano uno standard
in tutte le sedi Camplus e assicurano la necessaria concentrazione sullo studio e la possibilità di vivere pienamente i momenti di svago.
La valorizzazione del talento può diventare un passo verso la costruzione di un futuro solido: Camplus costruisce un ponte tra studenti e
mondo del lavoro, già dai primi anni dell’Università. Visite in azienda e incontri con professionisti facilitano la comprensione della strada
da seguire per il futuro. Workshop e concorsi, organizzati con la partecipazione di importanti aziende, sono preziose occasioni di collaborazione tra Università e impresa, per una formazione professionale degli studenti e per la valorizzazione del merito. Tra i diversi momenti di
incontro tra aziende e studenti, l’ultima edizione del Concorso Nazionale Camplus, svoltosi dal 5 al 6 maggio presso il Camplus Alma Mater
di Bologna, è un esempio concreto di come i ragazzi possano coinvolgersi in un lavoro appassionante. In tale occasione studenti provenienti
da tutte le sedi nazionali Camplus hanno affrontato il tema del “team working”, risolvendo business cases proposti dalle aziende partner
dell’iniziativa: Altran, ma anche Ducati, Rai, Pfizer, The Colomer Group, Gruppo Atomix. I vincitori si sono aggiudicati una borsa di studio
finalizzata a coprire parte della formazione specializzata.
Le residenze Camplus sono presenti a Milano, Torino, Bologna e Catania: un’ampia offerta di strutture e servizi d’eccellenza, tra cui poter
scegliere la soluzione più adatta alle esigenze di ogni studente e di ogni famiglia. Per rispondere alle esigenze più diverse e per premiare il
talento, quest’anno Camplus ha deciso di assegnare alcune borse di studio agli studenti più meritevoli. Per entrare in Camplus è necessario
sostenere un test d’ingresso per la verifica dell’idoneità: le selezioni sono previste nei mesi di luglio e settembre.
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LION GIUGNO 2011 - Rivista ufficiale dei Lions Italiani