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15 Giquo 1879
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ABBONAMENTI NEL REGNO.
LI111111 íll
L. 10 Anno — 5 Semestre — 2, 50 trimestre
Fuori Stato aumento spese postali
'Uffizio — Lungarno Meolioeo N. 1.
Centesizni 10 il numero — Arretrato 20.
1 pagamenti non sono validi se non fatti
contro ricevuta firmata dal Direttore proprietario
del Gioniafr Avv. Gaetano Frediani.
ANNUNZI E INSERZIONI
Annunzi commerciali e avvisi nartleolarl cent.
per linea o spazio di linea. Inserzioni nel
corpo del giornale lire una 'or linea o spazio
corrispondente: dopo la firmi del gerente
centesimi 60 per linea o spazio cerrispendente.
- • • ........... •
GIORNALE POLITICO
Pubblicazione Giovedì Domenica.
UFFICIALE PER GLI ATTI DEI CONSIGLI PROVINCIALE E COMUNALE
Non ai assume responsabilità che por le
associazioni fatte all' uffizio del giornale.
DIARIO
La seduta del IO, a Versailles, è terminata alle 8, colla votazioue dei procedimenti contro Cassageaa con 306 voti
contro 195. Questa seduta resterà celebre
negli annali parlamentari per le scene di
violenza straordinaria. Poco mancò non
ei venisse alle mani per le apostrofi virulente indirizzate dai bonapartisti a Le
Royer, ministro della giustizia. Gambetta
aveva l'aria atteirita per un tanto scandalo.
Cassagnae teni un discioíiò- violento,
sconnesso e poco dignitoso. Invocò replicatamente la libertà di stampa, .che i re•
••
t
pobblicani gli negano, mancando ai loro
principii ed imitando l'impero e calzandone gli stivali. Lesse gli articoli da esso
scritti nel Pays e protestò di non volerne ritirare una sillaba. Denunziò quindi
articoli di giornali repubblicabi che pretende debbano pure esser incriminati.
Laveruie, relatore, stigieetizzò il liuguaggio di Cessagi,ac ed espressela speranza
che una unova legge sulla stampa non
lasci impuniti articoli come quelli del Pays.
Talandier, dell' estrema sinistra della
Camera, propugnò la libertà per tatti e
l'annuita per la stampa.
Chie-ta poi la chiusura della discussione viene votata dalla Camera.
Cassagnac, inviperito, grida che la
maggioranza fece ou'opera d'intolleranza,
che il ministro fece un' Opera .di vili à e
Gambetta un'opera di vendetta personale
strozzandogli la difesa.
Ne seguì una scena tumultuosa.
I bouapartisti erano furib , ndí.
Gainhetta, appena si fu ristabilito en
po' di calma, pronunziò contro Cassagnec
la censura con esclusione temporanea dalle
sedute.
Vetagli quindi, in ossequio al regolamuto, la parola per spiegarsi.
Caesagnac, ritirò le sue espressioni
ingiuriose e si dilungò nuovamente in
citazioni; reclamò quindi una riSpoeta
Le l.loyer • ministro della giustizie.. Questi
sdegui? di rispondere.
teeeel- tta, prendendo atto delle spiegazioui di CAssagoac ritira la censura
inflittigli.
La Ceineea procede alle, eceazione e
con 30d contro 195 voti dà facoltà all'autorità gindiziaria di processare Casaeanee
- •
Il processo si svolgerà alle Assise di
Parigi:
-
seco:itlaria classica
Fu d stribuito ei deputati il progetto
di legge, per il . tiordinaineutò
ziou se.-on 'aria classica.
Queste I):.
tto sfea1iece elle i licei
si earaperra otto. classi: cinque per
il liceo itiferiere, tre per il sup e ri o re.
'li ms anaeenti ihl lieto inferiore.
I. no: .pgu.i. iteLana, luna latine, lingua
agre ae sto. a, Matentati, a, ele• - -,
menti di scienze naturali, disegno, calligrafia.
Gli insegnamenti del liceo superiore
sono: lettere italiane, lettere latine, lingua
greca, storia e geografia, filosofia, matematica, fisica ed elementi di chimica, storia naturale.
In ambedue i licei potranno essere insegnate lingue straniere viventi.
Vi sarà un liceo completo in ogni capoluogo di provincia, la quale conti 200
mila abitanti; se questa cifra non sarà
raggiunta, il capoluogo almeno dovrà superare i 60 mila abitanti. Per ogni 300
mila abitanti di più, vi sarà un'altro liceo
completo nel capoluogo o in altra città
Capo del circondario.
I circondarli o le aggregazioni di circoedario di 100 mila abitanti avranno diritto ad un liceo inferiore.
Le provincie ed i cemuni hanno facoltà di aggiungere al liceo inferiore classi
del liceo superiore, purchè rispetto alla
città, che è sede del liceo, sia adempiuta
la legge sull' obbligo dell' istruzione ekmentare.
Nei luoghi che hanno ora il ginnasio
e la scuola tecnica governativa, se le tre
prime classi del ginnasio e le classi della
scuola tecnica non furono frequentate collettivamente da 120 alunni in media nell'ultimo triennio, i due istituti saranno
sostituiti* dal nuovo liceo inferiore.
Nei luoghi eh'e sono sede di un liceo
completo, o di un liceo inferiore, i municipi, 'che abbiano adempiuto la legge su l:
l' obbligo dell istruzione' elementare, potranrie istituire scuole elementari, come
preparatorie agì' Istituti di istruzione secondarie, con facoltà di imporre una rninervale nella misura che sarà approvata
dal Conkiglie arenlastico provinciale.
Sarà istituito un ginnasio fenernitrile nelle'
città doVeè
liéeh'toxiipletheínediante
accordi colle provintie e 'Coi" trituriì-, • il
ginnasio feti:inalale potrà essere iitituito
anc lie
ovibl
'aellieeede 'un' liceo
inferiore.
maggiori città del Regno si . potranbe etàbilirta, Y d'àcéotelie celle Preaviiicie
e èo ctnii icuele auPerieri'
A qiiestieeiChole potrai:ai& eggitingersi insegnarlienfi speéiàli j per la f iimeillisiiene a
studi univeriitarii.
,
•
La spesa degli stipendi pel liceo completo, pel liceo interiore e poi ginnasio
femminile:è - sostenuta per 5110 dal Go_ • ,
verno, per 2[10 dalla provincia, per 3[10
dal comune in cui hanno sede gli istitUtiir' . *
Cessano i snssidi governativi per la
istruziórie seconderitai teueietorteanie nei
quali questa leggi'a frend à. iiitittiti governativi.
Le dotazioni per la suppellettile scientifica sono a carico della provincia; il casamento e le spese per gli arredi scolastici. la palestra ginnastica, gli - stampati
e gli altri oggetti uecessari all' ammini-
strazione sono a carico del comune in cui
hanno sede gli istituti.
Il provento delle tasse scolastiche sarà
ripartito fra Governo, provincia e comune.
Il contributo governativo, tre anni
dopo la pubblicazione dì questa legge, diminuisce di 2[10 quiludo nel trienuio gli
alunni del' liceo inferiore non sieno giunti
al numero medio di 14 per classe, di 12
per classe nel liceo superiore e di 8 per
classe nel ginnasio femminile.
A questa diminuzione potranno supplire anno per anno, secondo accordi, la
provincia ed il comune.
Gli attuali istituti classici con convitto
o senza canservano il proprio patrimonio.
Il provento di detto patrimonio, dedotta la spesa necessaria al mantenimento
del convitto, andrà a scarico del contributo governativo, provinciale e comunale
pel mantenimento degli istituti creati colla
presente legge.
Tre anni dopo la pubblicazione delle
legge cesserà il pareggiamento degli istituti municipali o di altri enti morali,
quando nel comune, sede dell'istituto, non
sia attuate l' istruzione obbligatoria: cesserà parilnente, quando, oltre l' adempimento della condizione anzidetta, non vi
sia istituito il ginnasio femminile, se
l'istituto è liceo completo.
IL FATTO DI CALATABIANO
Leggiamo nel Bersagliere:
Torno in questo punto da Giardiui, dove sono andato in ferrovia, e dove
ho raccolto notizie esatte dei dolorosi
avvenimenti del vicino comune di Calatabienn i paese di circa due mila anime della
provincia di Messina. Mi affretto a comunicarveli.
Ieri, 8, verso le 2 pom. si vedevano a
Calatabiano capannelli di persone, che,
discutevano animatarnente. In sulle prime
c'era come una cura speciale di non dare
sospetti, di non farsi vedere • in molta
gente insieme; ma, ad un certo punto,,_
come se una parola .d'ordine fosse corsa,
i vari, gruppi si riunirono in una sola
massa, e una voce primeggiando 'sulle altre, esclamò: — Al -Municipio, a rivendicare i nostri diritti! — Al Municipio! —
risposero gli altri in coro, e- l'attruppamento prese la direzione della Casa comunale.
Erano circa 350 i componenti la processione, e in una parol3 erano tutto il
paese; poichè detratte 'da urla' pepolazioné
di due"ruila nnitne i vecchi, le.edantie, i
'fa-la:naie e la parte attiva non -potrà su'perare la cifra dinanzi iudicata. Innanzi
andava una bandiera coi colori e lo sternala natienal.., e queudo si fu inuairei
Casa comunale .quello della bandiera si
fermò, e gli altri fecero altrettanto. Dalle\
trecento e più bocche uscì un grido conipatto:' riva il'Re!, e quasi come se volessero coonestare la legalità di ciò che
ireLeTW
si disponevano a fare, riva il Re! ripetett,ero molte volte e intanto un grosso
manipolo dei dimostranti invadeva la Casa municipale, dove si trovavi il Sindaco.
Comprenderete la posizione di questo
disgraziato; gli furono addosso in tanti
quanti riuscivano stare nella camera, dov'egli si trovava, e urlando contro le gravezza locali gli imposero di consegnare
il registro dei contribuenti del Comune.
Ottenuto il registro, il sindaco, più morto che vivo, potè credere che la cosa
fosse finita, ma non fu, invece, che il Regna le d'una serie di atti vandalici. Fu
bruciato l'archivio, bruciato il mobilio
municipalità, e un milite a cavallo,
qualche altro della forza pubblica che
teutavauo di ristabilire l'ordine, avendo
fatto segno non già d'opporre resistenza,
ma di fare ascoltare la voce della ragione, riuscirono a salvarsi a stento dalle
furie dei congregati. Ancora un momento
e sarebbero stati massacrati.
Intanto si era telegrafato al sottoprefetto di Acireale, e da Acireale partiva alla volta di Calatabia.no• un distaccamento di circa 80 soldati, comandati
da un capitano. La truppa entrò nel
paese senza difficoltà; e pareva, in sulle
prime che, fatte alla gente agglomerata
le intimazioni • d' uso, si dovessero facilmente restituire eli animi alla calma.
Il delegato Balleriano, messa a tracollo
la fascia, e situatosi innanzi alla truppa,
pronunziò le parole sacramentali: « la
nome della legge, scioglietevi! e: ma, pes-•
simamente ispirati, tetani degli assembrati, principiarono a tempestare di sassi i
poveri soldati. Questi, sulle prime, tentarono di mettere in mezzo quei capi-scarichi, ma fu invano; la resistenza e le
offese facendosi sempre maggiori ,• la
colltitteeione divenne necessità, e durò —
pare quasi incredibile — circa un' ora,
Cioè fino a quando, o per fuga o per arresti, i rivoltosi si arresero alla forza.
Le cifra esatte, dei morti e feriti sono
queste: . quattro soldati feriti, uno di essi
gravemente; ferito un carabiniere. Dei
borghesi - cinque morti. Fu dunque lotta
terribile, .accanita, e hie sentito qualcuno
dei -sòldati, impegnati alla mischia, narrare con colori pietosi- queste • combattimento nel cuore d'un paese, tra le donne sbigottite, che persuadevano gli uomini a ritirarsi e chiamavano a unt.w i toro
cari, e i fanciulli che si nascondevano
sotto i letti, negli angeli più rieo-d, delle
case. •
Verso le 5 poni., altre truppe partivano da Catania e da' Messiva; da Catania, allei; te aotorità preSero posto in un
treno speale.. Ora l'ordine è ristabilite
' e f si procede alt' arresto dei capi della.
sonare:5FM
Stando alle voce elid corrono, movente
principale del fatto sarebbero stati: la
gravezze dello ineeeeta miri:meli, la miseria prodotta (lei danni dell'eruz'one,
previeioue delle scarso raccolto, e la vo.
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— Martedì 10 giugno corrente a ore
2 pone. il sig. Clemente Lupi pose fine
al suo corso di erudite lezioni intorno
alle antichità militari romane e greche,
principiato in sul cominciare di quest'anno
accademico, come già annunziatinno in
questo stesso giornale. Gli scolari che
hanno assistito alle sue lezioni gli sino
debitori di molte belle cognizioni ed utili
ed hanno avuto agio di conoscere la sua
vasta dottrina e la pazienza veramente
instancabile nelle più sottili ricerche. Nè
hanno voluto partirsi da lui senza dimostrargli i: loro grato animo e la loro ammirazione presentandogli una affettuosa
lettera di ringraziamento, di lode e di
addio. E che tali manif stazioni di soddisfazione e di affetto sono sincere, hanno
intenzione di mostrarlo meglio che colle
parole coi fatti, faCendo cioè il possibile
per tornare a frequentare il nuovo corso
di lezioni sulle antichità che sarà dato dal
sig. Lupi nell'anno Venturo.
ce diffusa nel paese che i sussidi del Go-
verno per i danneggiati dall'eruzione sarebbero stati mal divisi o rubati dagli
amministratori municipali. Quest'ultima
voce, in ispecie, conduese gli animi all'esasperazione.
Altro non Aggiungo; i fatti sono talmente gravi che, per conto mio, mi dispenso da ogni sorta di apprezzamenti.
—
51
Da un'altra lettera desumiamo che il
conflitto nacque proprio a questo modo.
Dopo le intimidazioni del delegato un
carabiniere si avvicinò a colui che portava la bandiera. per levarcela di man );
questi, invece di consegnere la bendiera,
rispose con una coltellata.
Nella' mischia, quelli di Calatabiano
adoperarono meno le scuri, di cui erano
arma ti:
.....■■•••■•■••.‘
.3»ii•Veracsam..■
NU:í2ì 1==59UiNtt'g==ahh
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Un uomo tedemerito all' industria non
è più.
AUGUSTO DUMAS
La Banda della Società Filarmonica pisana, sulla Piazza di S. Caterina domenica
15 giugno a ore 12 e mezzo eseguirà
Seguente programma:
1. Carlini
Nicaragua, Marcia Militare.
2. GO"'
Sadonia. dell' Opera Gettira.ny.
3: Benvenuti
Addio all' Ardenza Mazurka.
4. Massenet
Coro Aria e Finale I. dell'Opera Il Re di Lahore.
5. Faust.
Le Margherite, Valtzer.
—
—
-=U
-
—
li Direttore
Cav. 08E3TE at'acret.
STATO CIVILE
dal dì .10 al dì 13 Giugno 1979 inetusive
Nasca; dewinziate
-
Maschi num. 8
Fenn iine num. 7.
Matrimoni
—
-
Padovani Ferdivando celibe di Ponsacco,
con NoninenaVvidi Fortini:ita ,'nubile, di Pisa.
Attuali Pietro con Gagliardi' Crirr; a Mb-Alte
celibi, di r, Matteueci Ernesto, con ilargitini
Maria ambedue Celibi, di Pisa.
Morti
Carniello Giovan Gualberto celibe, di anni 85,
di Livorno. Cardost negli Sbrana Girolina 27,
di san Michele degli Scalzi. Sarnizzi vedova
Ghelarducci Ubaldesea 77, di S. Giusto in Cannicci. Peeori Alainanno celibe 42, di Pisa. Cecchini Maria' nubile '40, di Pisa. Rossellini Giuseppe coniugato 53, di Oratoio: Francescont nei
Barsotti Teresa 42, di Pisa. Cecchini qaterina
nubile 87, di Pisa. MidhéletT Ranieri coniugato
67, di Oratoio. Lupetti ved. Baratti Maria- 68,
di Pisa.
E più 10 al di sotto di 5 anni.
Cambiamenti di residenza
Sardi Federigo da Pietrasarita a Pisa. Sola
Giuseppe da Pisa a Pistoia. Ciabatti Ida Cesira
da Pisa a Livorno. Raglianti Cesare da Pisa a
Livorno. Barsanti Basilio da Pisa a Riparhella.
Giuntini Rinaldo da Pisa a VOlterra.
.
n
— Ospizio e Bagni Marini.
Dal giorno 1 del prossimo mese fino
a tutto il 31 agosto, sarà aperto l'Ospizio Marino a Bocca d'A.rno, ove saranno
ricoverati e mauteuuti per un tempo non
minore di giorni 15 solo coloro che avranno
assoluta necessità di essere curati, perchè
manifestamente affetti da scrofola.
A cominciare dallo stesso giorno saranno pure inviati ai bagni marini, per
mezzo di navicelli, tutti coloro ai quali
la semplice immersione sarà ritenuta cura
sufficiente.
Quelli pertanto che vorranno essere
ammessi all'Ospizio, od inviati ai bagni
marini, dovranno recarsi alla medicheria
dei RR. Spedali Riuniti per subirvi la
visita che verrà fatta da una commissione
di Medici espressamente nominata, previa
consegna
del certificato del Sindaco conie,
provante la tniserabilità del richiedente.
La detta visita avrà luogo nei giorni
18, 19, 20, 21, 23, 24, del corrente
mese, dalle ore 11 antimeridiane alle ore
1 pomeridiane.
Non saranno ricevute nell' Ospizio
quelle persone che accompagneranno gli
ammalati, uè quei malati che avranno
età minore di anni 4 e maggiore di anni
16, qualora questi non vengano direttaMente inviati dalli stabilimenti pii della
città.
Pisa, 12 giugno 1879.
Il Presidente
Prof. CARLO MINATI.
cessava di vivere nelle ore pomeridiane del
13 giugno corrente.
Esso ha acquistato grande diritto all'affetto dei nostri concittadini perchè
fu quello che, insieme a suo pulire, introdusse tra noi l' arte dei tessuti , la
quale è stata una vera sorgente di ricchezza
per la provincia nostra, una vera provvidenza per tante braccia che vi si sono
dedicate.
Un comitato di industriali e di amici
del defunto si è costituito all'oggetto di rendere le ultime onoranze a quest'uotno benemerito che la città nostra non potrà
mai dimenticare ed a cui è giustamente
dovuta la riconoscenza di tutti.
L'a.ccompagnatura della salma del DaInas all' ultima dimora avrà luogo oggi,
14, nelle ore pomeridiane.
•
CiìCVINAC.A.
/4 giugno.
—Lo splendido dono della sua ricca
Libreria fatto dall' illustre Senatore
Prof. Francesco Carrara alla Biblioteca I!Inivergitaria, dono che fu da
noi annunzio nel nostro ultimo
numero, è stato così generalmente
gradito, che il Consiglio Accademico
Il Provveditore
nella, sua adunanza del giorno 12 di
Dott.
A. BALLORI.
questo mese decretò con voti unali Segretorio
nimi, che a nome del Rettore e del
Dott. G. B. CHIOCCONI.
Consiglio fosse indirizzata al Carrara
una lettera di ringraziamento. SapCAMERA DI COMMERCIO ED ARTI
piamo che altrettanto avea già fatto
DI PISA
precedentemente la facoltà legale, e
Mercato dei Bozzoli in Pioli
che la scolaresca volle che una loro
e Pontedero.
deputazione si recasse alla casa del
Mercato di Pontedera del dì 11 giuvenerando e celebre donatore per at- gno 1879.
testargli la loro profonda ammiraBozzoli portati al mercato chilog. 2500.
zione e gratitudine.
Qualità nostrali da L. 5, 50 a L. 6, 30 il
Possano tali dimostrazioni vera- chilogrammo.
mente sincere, veramente cordiali
Mercato di Pisa del dì 13 giugno
tornare accette al benemerito profe,s- detto.
sore sì che per lungo tempo produca
Bozzoli portati al mercato chilog. 6700.
ancora la vita, senza invecchiare, Qualità nostrali da L: 6, 00 a L. 6, 70
e del suo felicissimo e fecondissimo il chilogrammo.
ingegno giovi gli ottimi studi e creIl PresidenteIl Segretario
sca gloria al nome italiano.
G. 1Lincom
T. Cuiesi
-
-
•
.
Domani al Politeama pisano la compagnia Bellotti-Bon rappresenterà 1' interessante dramma campestre in 4 atti di
L. Marenco, intitolato Naste Antonio,
nuovissimo.
—
-
•■■■••■■••.......■
Ieri il cav. Luigi Bellotti-Bon dette la
sua beneficiata. Come era da aspettarsi, il
pubblico accorse in gran numero a festeggiare il bravo artista.
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rir n
A. rr
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Tutta Pisa si era data convegno, giovedì scorso, al R. Teatro Nuovo per salutare il grande artista, il comm. Toni-
maso Salvini.
Dire gli entusiasmi che esso seppe destare ci è impossibile; dire come interpretasse la parte di Orosmane nella Zaira di
Voltaire, non lo tentiamo neppure. Bisogna udirlo per farsene una precisa idea;
la nostra parola non potrebbe ritrarre
quello che esso è veramente di sublime,
di grande, di perfetto.
Diremo soltanto che il pubblico, il
quale era accorso in teatro senza distinzione di classi sociali, dalla gran dama
alla modesta operaia, dallo scienziato all'uomo del popolo, proruppe in un solo
grido, in un solo applauso al presentarsi
di Salvini sulla scena, e questi applausi,
queste grida entusiastiche si replicarono
costantemente tutte volte all'indirizzo del
celebre artista. In una parola se Salvini
ha avuto ed ha trionfi pere tutto, non è
inferiore agli altri quello che esso ha ottenuto in Pisa, la cui cittadinanza ha voluto un' altra volta rendere omaggio al
di lui genio potente.
Domani sera, domenica 15, Salvini
darà, al R. Teatro Nuovo, P ultima rappresentazione con la tragedia di Silvio
Pellico Francesca da Rimi4i.
Anche al Politeama pisano vi fu domenica, gran concorso per udire il dramma
di Cosse, /Borgia, di cui non possiamo
parlare oggi.
Sappiamo che il cav. Luigi BellottiBon, generoso quanto bravo, ha promesso
al benemerito Comitato degli Asili Infantili di date quanto prima una serata a
benefizio di quella filantropica istituzione.
A questo nobilissimo tratto dell' illustre
capocomico la città nostra corrisponderà
degnamente e quella serata riuscirà, ne
siam certi, la più splendida della stagione
sotto tutti i rapporti.
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PROGETTO CERRI
Pubblichiamo il seguente scritto aderendo alle preghiere che ce ne fa l'egregio
ingegnere Faustino Cerri:
Carissimo Direttore,
Pisa, giugno 1379.
È, a mio credere, di sommo interesse
per il bene del paese, che divenga popolare il mio vasto disegno già reso di pubblica ragione, ed intitolato:
c Cenni intorno ad un inosservato
• stema pratico, eminentemente economico,
• funzionante pure in Pisa e suoi dintorni
c fino dal secolo xvi per opera del celebre
• Albizzi che lo impiantò in simultanea
• base alle teorie dei vasi ripieni, e dei
c rigurgiti delle acque ideati dal sommo
c Leonardo da Vinci, e che esteso su vasta
c scala alla foce dei fiumi pianeggianti a
• mare diverrebbe largamente produttivo,
• e grandemente svolgente la ricchezza
c pubblica ».
Ed il di cui sommario è questo:
L° Sostituzione immediata della saluberrima alla malaria (a principiare da
Roma, in 2 o 3 anni)
2.° Essiccazione
dei laghi in pianura, e delle paludi
3.. Prosciugamento dei terreni frigidi
4•0 Irrigazione dei terreni ( asciugati in
inverno e bagnati in estate)
5.° Gran
navigazione fluviale e marittima
6.e
Grandi ed esuberanti forze Motrici sì per
le essiccazioni, che per le industrie manifatturiere.
E sempre per raggiungere la desiderata popolarità all' indicato mio disegno,
mentre sono lieto che questo Comizio
Agrario abbia nominata una Commissione
d' ingegneri per esaminarlo, e riferirne,
torno a pregarti di aiutarmi coll'inserire
alla loro volta, nel tuo distinto giornale
le conseguite adesioni, incominciando da
quella che ti compiego del ben noto pratico signor G. A. Chini, e per proseguire
poi con quelle di distinti ingegneri.
Grazie.
L' amico
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FAUSTINO CERRI.
Illustriss. sig. ing. Faustino Cerri.
Pisa, 21 maggio 1879.
Ho letto e studiato attentamente il suo
opuscolo intitolato c Cenni, ec. e, e concordo pienamente in tutto ciò che Ella ha
posto in evidente rilievo.
Il di Lei insigne lavoro, perchè tutto
affatto pratico, accorda a me pure il
1
■■•■■•-■■■-•■•■••"11"011,
7•
ritto di concorrere (per il bene del paese)
a portare la mia convinzione al di Lei
commendabile proponimento.
Per ora mi limito a fare a quella parte
del suo progetto che riguarda Pisa ed i
suoi diutorni, alcuni rilievi che non ho
trovati da Lei accennati, ma che, a 11110
credere, servono a corroborare i suoi criteri maestrevolmente svolti.
L'Arno ha la sua foce distante chilometri undici circa da Pisa, ove la supere
scie d , Ile sue acque magre marca il livello del mare che corrisponde allo zero
dell' idrometro di Porta a Mare, e mentre
in massima piena le stesse acque dell'Arno
si elevano su quell' idrometro metri 6,50
si spianano poi sul mare alla or detta foce,
e così da Pisa al mare discendono nella
loro superficie di una caduta, in obliqua
pendenza, di centim. 60 a chilometro.
Nell' anno 44 dell' era Cristiana secondo che ne scrivono gli storici, e più
specialmente il Muratori, la foce dell'Arno
era a S. Pietro in Grado ed il mare bagnava la terra su della quale è fabbricata
la Chiesa di questo nome. Io quel tempo
le piene dell'Amo attesa la prossimità della
isua foce, e non per verun altro motivo o
causa di minori pioggie ec. non si alzavano mai in Pisa più di metri 2,50. Successivamente e di inauo in mano che per
i nuovi interrameuti littoranei si allontanava la foce del nostro fiume, le altezze
delle sue piene vi si manifestarono salienti,
progressive e proporzionate a cotale allontanamento di foce da Pisa, e fino a
giungervi adesso altezza predetta di
metri 6,50.
Il piano della città di Pisa in quel
tempo antico era metri 2,50 più alto
del livello delle acque magre dell'Amo,
ossia era più basso metri 3 dell' attuale
piano stradale del lungaruo e ciò lo provauo, direttamente, il basso piano della
Chiesa di S. Sepolcro, e le colonne di cui
si vedono i capitelli in via del Monte e
lo provano pure i vecchi muraglioni di
difesa dell'Arno stati elevati a più riprese
siccome quei muraglioni stessi lo esprimevano colle loro demarcate linee di sopracdificazione e riattacchi, cominciando da
metri 2,50 sopra le acque magre, ed indirettamente poi lo provano i bassi e
piccoli argini dell' Arno già costruiti dal
sommo nostro Galileo nel secolo decimosesto (che per lo innanzi non vi erano)
attualmente e per la loro insufficienza
presso che tutti rettificati ed inalzati.
Tutti sappiamo che l' origine di Pisa
si nasconde nel buio di oltre 30 secoli
ma è però da ritenersi che nel suo primo
impianto fosse una città marittima, quando
la storia ci insegna che una flotta di 2000
Pis ini ne andò in soccorso ad Enea salpando da Pisa.
Ed è perciò a ritenersi ancora che i
fondatori di Pisa, di origine greca, non
previdero che in pochi secoli sarebbe accaduto tanto interrimento littoraueo da
occasionarne di essere inondata dalle piene
dell'Amo, e che allontanandosi così la
sua foce si sarebbero creati dei paduli
cui ne emana sempre la malaria, ed a tale
che quando il relativo regime idraulico
non vi aveva provveduto, il Boccaccio
chiamò le donne pisane lucertole verminaie.
Ora, la città di Pisa come lo è non
sarà coll'andare di brevi secoli in quanto
col futuro e progressivo allontanamento
della foce dell'Arno sempre maggiori diverranno le altezze delle sue piene in Pisa
ed è perciò che è necessario provvedere
ai futuri disastri con un opera che tenga
in obbedienza il nostro fiume, e alie da
cattivò padrone lo tramuti in servo fuiele
e lavoratore indefesso, che asciughi tutti
i laghi, paduli, e terreni frigidi che circondano anche a non breve distanza questa nostra città, lo che indubitamente si
può conseguire dal suo bel progetto.
È assioma che ravvicivaudo il mare a
Pisa di cinque chilometri le acque dell'Arno in gran piena si alzerebbero in
questa città soltanto metri tre, o tutt' al
più quattro.
A quest'oggetto saviamente la S. V.
propone di formare nei pressi del mare
un gran bacino a rigurgito o rincollo recipieute delle acque dell' Arno e del Sere
chio, munito di tanti orifici o bocchette
di emissione da assorbire le più grandi
piene, ed ogni orificio sgorghi per un
particolar canaletto_in un consuue e gran
canale che ne conduca al mare tutte le
acque sgorgate dal gran bacino dilatando
così nei suoi effetti (ed immensamente se
si vuole) la respettiva foce di esso fiume.
Tale opera corrisponde benissimo nei
suoi effetti a ravvicinare il mare a Pisa
iuquantochè per mezzo dell'apertura di un
desiderato ed anche, se si vuole, esuberante numero di orifici si ha in mano il
modo di frenare l' orgoglio al fiame in
acque straordinariamente piene, come viceversameute abbiamo pure in mano l'altro mezzo di inalzare a piacere le loro
acque magre rigurgitate o rincollate onde
servano di bellezza alla città nostra, alla
estesa navigazione, alla irrigazione dei
terreni ed alla creazione di colossali forze
motrici idrauliche da erogarsi parte al
prosciugamento di tutti i laghi e paduli,
e terreni frigidi, che questa pianura pisana e quella viareggina contiene, rendendoli tatti coltivabili, e salubri, e l'altra parte da erogarsi pello sviluppo delle
industrie manifatturiere.
Il suo progetto io lo ritengo di grande
utilità e facilmente eseguibile, non solo
qui fra noi quanto anche in altre località che si trovino in condizioni simili a
quello di Pisa e suoi dintorni.
E disgredendo brevemente dal mio concetto dirò che se i Romani accetteranno
il di Lei progetto, oltre ogni altro benefizio, la città eterna conseguirà la sua
aria salubre che gli storici ci narrano
aver possoduto quando la foce del Tevere
arrivava soltanto a Ponte Galera.
Ed è per ciò che io non mi limito ad
una piena adesione al suo stupendo progetto, ma faccio voto onde venga presto
effettuato, e nel volgersi di due o tre ananni si raggiunga la trasformazione delle
località da Lei 'saviamente predetta.
(Continua)
SociotU Toscana di Scionzo Naturali
Seduta del dì, 9 marzo 1879.
(Continuazione).
-
Nella porzione più settentrionale esso
è coperto quà e là con molta discordanza
da (15) uno schisto argilloso rosso o biancastro, in straterelli, friabile, simile a galestro, che pel carattere litologico e pelle
posizione stratigrafica credo poter attribuire alla creta. Lo si trova sempre molto
limitato a destra del Roglio sotto Poggio
al Colle, pendente verso N., poi sulla destra
e sulla sinistra del Botro maggiore ad
E. di Camporena colla medesima pendenza,
quiudi per brevissimo tratto ad O. di quel
casale, e finalmente quasi al bivio di Soiauo. E iticerte se appartenga a questa
medesima roccia o più facilmente al trias
una roccia che si trova poco dopo, prime'
della via di Soiauo, cioè una quarzite rosea
molto spugnosa e cariata, a etreti sottili,
pendenti veiso N. N. E., alternati con
straterelli di limonite o foree manganite, e
coperti da un diaspro fragile, chiaro, di
coloro rosso epatico.
Tutto intorno alla cupola delle rocce
antiche stanno gli alletresi e Peufotide appartenenti al piano mettici) superiore, al
solito con discerdanze grandissima di tempo e di stra,t ficazione. Il J6) calcare marnoso o sehisto calcareo forma prevalentemente, come altrove, lit zona inferiore dell' Eocene superiore; ma è in strati poco
sviluppati inclinati verso E. S. E., ad O.
della strada (h Vigilale fra il Poggio del
Colle .ed il R iglio, sopra l'infedele o sopra lo schisto rosso: sopra l' Mediai si
incontra anche >nelle porsione più tueridiouale di quei poggi sul Baro delle Penere.
L'alberese (17) vero e proprio è assai
poco sviluppato, ed alterua come Latrava
coll'enfotide (18). A S. O. 1' alberese, nascosto quasi regolarmeete dal pliocetie,
comparisce però a M. Lucio e intorno alla
strada delfasino di 'Porri in strati direttamente a contatto col Carbonifero e sovrapposti con inclinazione perpendicolare agli
strati di questo.
L' Enfotide è la roccia più sviluppata
in quei dintorni e si estende, per non
parlare se non della massa continua, fino
verso a Vignale, S. Vivaldo, Montaione,
Figline, Garnbassi, Pancole e Moutignoso,
presso ai quali luoghi esistono parecchie
miniere di rame, alcune delle quali in attività. Intorno al Poggio di Iano Penfotitle
occupa quasi soltanto la porzione orientale,
sovrapposta o al trias come nella porzione
meridionale, o più spesso all' infralias sia
direttamente sia più di rado per mezzo del
calcare marnoso sopra accennato, con quella
discordanza assoluta che dappertutto è
propria delle rocce eoceuiche. A settentrione piccoli banchi dell'enfotide accompagnati da galestri verdi o scuri e da calcari, ed isolati dal pl ocene, stanno un
poco lontani dall'infralias, sotto il Poggio
del Colle e Vigilale. A mezzogiorno soltanto presso il Casicello si trova un piccolo lembo di roccia alterata che in origine sembra fesse eufotide, ed reso•i
ee è
convertita in una resinite o casciolougo,
nel quale il posto del diallagio sembra occupato da ossido di cromo, accompagnato
anche da cromato di ferro. Questa roccia
è a contatto col carbonifero, e sebbene non
abbia una posiz'one diversa da quella del
contiguo alberese di monte Lucio, fece
credere ad altri che Peufotide fosse sottostante al carbonifero stesso. Più recente dell'eufotide, perchè sovrapposta, almeno in quella regine, sembra (19) la
serpentina dallagica sviluppata ne' poggi
di Montignoso e di San Leonardo.
Tutte le roccuricordate vengono cinte
e coperte dal pliocene (20) che è per lo più
sabbioso nella regione orientale, argilloso
e meno litorale in quella occidentale.
.
•
Toscana
—
(Provincia di Pisa)
Fino dal primo maggio si è riaperto
il grandioso Stabilimento balneari° posto
sopra una delle più amene colline di Pisa,
conosciuta col nome di « Bagni di Casciane, i>.
Vi si accede facilmente dalle linee
ferroviarie di Livorno e di Pisa per la
linea Collesalvetti stazione di Fauglia;
Firenze per la linea Firenze-Pisa stazione
di Pontedera. Tanto a Fauglia che a Poutedera, ad ogni arrivo di treno, si trovano
delle vetture che a prezzi fissi e modici
conducono i bagnanti al rinomato Stabilimento..
• • • ••• •.«.• •.•,• • • , • • e •
La direzione dei liAgni, Per la parte
medica, è affidata dott. Carlo
Minati professore nelPITnivereità di Pisa,
coadiuvato da altri dne dietinti
conoscitori profondi dell'efficacia e della
virtù di quelle acque che fino dai tempi
più remoti si riputarono miracolose.
La direzione amminietrativa fu sffideta
a persone competenti, onde tutto proceda
con ordine e convenienza.
Le varie pensioni che si ti•oveno nei
paese, offrono tutto il confortevole, unito
alla discretezza dei prezei.
Lo stabilimento, ppe> di più
belli e forse il più bello d'Italia nel suo
geuere. Oltre ad una quantità di tinozza
in marmo, divise per Azioni,' trintochè
secondo i caei si do:insieme: delle prodigiosa Ude con più o meno gradi di calorico naturale, bevvi un C 'sino composto
di una gran 9113 eonttioiam•tnte lobhata
per feste da ballo, coece•ti, ec. e di etanze
per lettura di giornali e di un altra con
biliardo con annesso belliesirno ceffè.
Ciò rispetto al materiale, che è pure
qualche cosa per un povero ammalato,
che nelle ore d'ozio sa di trovare il tneazo di cacciarle come, un essere importuno.
Rispetto' all'efliCacia delle acque, la
detta relezio ne, .beiata 'sui resultati statistici di 4 anni, .compilata dall'egregio
professore Minati, bestia; a provare come
quelle acque abbiano ritornato alla vita persone le quali per affezioni artritiche erano
ahbendonate dei rappresentanti l'arte medica, e così dicasi degli affetti da gotta,
da reuelle, e da affezioni cutanee le piè
inveterate.
Questo Stabilimento ha vieinto di vita
propria senza mai essere etrombazzeto ai
lontani , ma oggi sarebbe egoismo il
non additarlo a quegli infelici., che .afflitti
dai mali suindicati, non trovano rimedio a
vincerli con l'arte, ma che lo troveranno
senza dubbio colle risorse della natura,
giovandosi dslle acque provvidenziali dei
Bagni di Casciana.
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,
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comodità di ara ne pesseggiate, onesti
paseetempi e bneu trattamento a modici
prezzi. - Efficacia gratelieeitna di queste
acque particolarmente indicate nei inerbi
che rieleiedoeo .una metamerfasirieolvente
massime nei teeteerainenti linfatici ed in
tutte le malattie derivanti d Illa diatoeí
scrofolosa: ingorghi glandelari e prestatici,
apparato digeetivo,
catarri subacuti
epatite interstiziale, lente nietrifi é terrali,
adenometriti croniche, lente evariti,
sarcia, ec.
Altresì bagni sortirei coll'acqua della
sorgente dello stabili instito; e cura ferruginosa colla sorgente del paese.
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In tal guisa anche l'artista meno ag at.o potrà da me comperare qualunque sistema di
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si macchine da cucire; le quali SODO incaricate per le dovute .istruzioni da darsi ;t celere
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croniche .dei!' ielestino.
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alla 'ero 'perniciosa 'isistiliza fatalissuna. finalmentessere questo pieparato l'antidoto dalle stornatiti mérCuriali e di quaiunqLe :altra l'orina di idnigirusi fenoineui del
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incontestabile aziohe refrigerante e tenica trÚniente che riesce utilissimo Stia •flelinlezza
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tanto nelle■: Mini& che 'netid seconde affezioni.V efficacia del rimedio è. sfata evidentissima
e dura tuttora;
Prof. G. BARZELLOTTI.
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Mazzolini di Gubbio, e di congratularmi secolid elcilla bontà' del sun Liquere df
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Pariglina e della sua efficscia, per cui io non trascuro di consigliarla.
Prof, C. PA01.1.
Firenze, 24 aprile 186-t,
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