Attività delle Istituzioni europee Bollettino mensile G Giiu ug gn noo 2 00 07 7 20 “CONFCOMMERCIO INTERNATIONAL” ASBL 30 AVENUE MARNIX – 1000 BRUXELLES – TEL. +32 2 2896230 – FAX +32 2 2896235 – EMAIL [email protected] CONFEDERAZIONE GENERALE ITALIANA DEL COMMERCIO, DEL TURISMO, DEI SERVIZI E DELLE PMI P.ZZA G.G. BELLI, 2 – 00153 ROMA – TEL. +39 06 58661 – EMAIL [email protected] CONFCOMMERCIO INTERNATIONAL, giugno 2007 PAGINE PRIMO PIANO 01 AGRICOLTURA 05 AMBIENTE 05 COMUNICARE L’EUROPA 06 CONCORRENZA 07 CONSUMATORI, SANITÀ E SICUREZZA ALIMENTARE 08 ECONOMIA E FINANZE 09 FISCALITA’, DOGANE 10 GIUSTIZIA, LIBERTA’ E SICUREZZA 13 IMPRESA, TURISMO 15 MERCATO INTERNO 19 OCCUPAZIONE E AFFARI SOCIALI 21 REGIONALE 24 RELAZIONI ESTERNE, COMMERCIO ESTERO 25 RICERCA 28 SOCIETÀ DELL’INFORMAZIONE 28 TRASPORTI E ENERGIA 29 VARIE 33 Il Bollettino è disponibile sul sito associativo della Confcommercio: www.confcommercio.it 0 CONFCOMMERCIO INTERNATIONAL, giugno 2007 PRIMO PIANO P C D E N Z A O R O G H E S E E O N S G O E U R O E O P DE EN NZ ZA A PPPO OR RTTTO OG GH HE ES SE EE EC CO ON NS SIIIG GLLLIIIO OE EU UR RO OPPPE EO O PRRREEESSSIIID “““U U U O R E O N E Ù O R E E R U N M O N D O M G OR RE E””” UNNN’’’U UNNNIIIO ON NE E PPPIIIÙ Ù FFFO OR RTTTE E PPPE ER RU UN NM MO ON ND DO OM MIIIG GLLLIIIO Presidenza tedesca nel Dopo il successo della paralisi dovuta al doppio liberare l’Unione dalla dell’Olanda al Trattato “No” della Francia e Portogallo, dal primo luglio costituzionale, spetta al e per un periodo di sei mesi, presiedere il Consiglio dell’Unione europea con la principale missione di contribuire al meglio alla stesura del “trattato semplificato” entro fine anno. Il Consiglio europeo di giugno ha, in effetti, dato il mandato alla Conferenza Intergovernativa (CIG), che si aprirà il 23 luglio a Lisbona, di finalizzare l’accordo ottenuto durante il suo Vertice per concludersi in autunno ed essere firmato il 18 e 19 ottobre nell’ambito del Consiglio informale. L’agenda di lavoro della Presidenza portoghese si articola intorno ai quattro grandi pilastri: futuro dell’Unione; strategia di Lisbona; rafforzamento dello spazio di libertà, di sicurezza e di giustizia; Europa e il mondo. Futuro dell’Unione La Presidenza s’impegna a migliorare l’integrazione tra gli Stati membri e le Istituzioni e dovrà, come già accennato nella parte introduttiva, redigere un trattato che modifica quelli attuali al fine di rafforzare l’efficienza e la legittimità democratica dell’Unione ampliata e migliorare la coerenza della sua azione esterna. Una tale riforma dovrebbe permettere il conseguimento degli impegni esistenti per il processo d’ampliamento e poter intravedere, in vista di un approfondimento, una prospettiva europea relativa ai Balcani occidentali. Un forte impegno sarà altresì rivolto alla libera circolazione delle persone in Europa attraverso la completa soppressione entro la fine della Presidenza dei controlli alle frontiere tra gli Stati membri che fanno parte dello spazio Schengen. Strategia di Lisbona Il Portogallo preparerà il nuovo ciclo della strategia, che inizierà nel 2008, attraverso la dimensione economica, quella sociale e occupazionale e quella dell’ambiente e dell’energia. La dimensione economica In tema di qualità delle finanze pubbliche nell’Ue per garantire una crescita economica e la sostenibilità delle politiche economiche e sociali a lunga scadenza, la Presidenza esaminerà l’impatto della modernizzazione delle amministrazioni pubbliche sulla competitività e sulla crescita. In tema di mercato interno, verrà sollecitata la stesura di una comunicazione che permetterà di istituire una nuova agenda del mercato interno con un’attenzione particolare ai servizi finanziari, alla lotta contro le frode e l’evasione fiscale. Sul fronte imprenditoriale, un dibattito sarà avviato sul rafforzamento della competitività delle PMI, nonché l’accesso ai finanziamenti. I settori del turismo e della cultura saranno oggetto ognuno di un grande Forum che metterà l’accento sull’importanza di ambedue i settori sulla crescita e la creazione sostenibile di occupazione. Verrà proseguito il programma “Legiferare meglio” e rafforzato il triangolo delle conoscenze – innovazione, ricerca e istruzione. In particolare, in tema d’innovazione, la Presidenza continuerà il Piano d’azione e promuoverà un dibattito sull’avvenire della politica scientifica e tecnologica in Europa. Contribuirà altresì a definire una politica europea destinata ad attrarre risorse umane qualificate attraverso soprattutto la 1 CONFCOMMERCIO INTERNATIONAL, giugno 2007 modernizzazione dell’insegnamento superiore e l’apprendimento lungo tutta la vita. In tema di coesione e regioni ultraperiferiche, la Presidenza sosterrà la coesione e attiverà una riflessione concettuale in materia. In tale contesto, vuole rivolgere maggiore attenzione alla situazione specifica delle regioni ultraperiferiche dell’Ue. Sul fronte degli affari marittimi, si concentrerà sulla definizione di una politica marittima europea. Una conferenza d’alto livello in materia sarà organizzata a Lisbona. Il dibattito sarà altresì aperto per quanto riguarda la pesca illegale. In tema di trasporto marittimo, i settori chiavi concerneranno il negoziato del 3° pacchetto della sicurezza marittima e le iniziative relative alle “autostrade del mare”. La dimensione sociale e occupazionale Il decimo anniversario della Strategia europea per l’occupazione servirà da catalizzatore al dibattito sul ruolo delle politiche e dei metodi di coordinamento sul piano occupazionale. L’obiettivo essenziale sarà la creazione di maggior posti di lavoro di miglior qualità. In tale contesto, trovare un equilibrio tra flessibilità e sicurezza rispetto al mercato del lavoro esige, secondo la Presidenza, che venga preso in considerazione, inter alia: l’apprendimento lungo tutta la vita; i dispositivi di protezione sociale; le politiche attive del mercato del lavoro; la flessibilità funzionale e la diversità dei modelli e situazioni nei vari Stati membri. La responsabilità sociale rappresenta un elemento fondamentale per il modello europeo, nonché l’inclusione sociale, la lotta alla povertà, la conciliazione tra lavoro e vita privata e di famiglia, la dimensione di genere sono anch’essi temi prioritari per la Presidenza portoghese. La dimensione ambientale ed energetica La Presidenza vuole consolidare le priorità d’azione in tema di cambiamenti climatici, realizzare il mercato interno del gas e dell’elettricità con l’attenzione necessaria alle seguenti questioni: inquadramento giuridico utile per le energie rinnovabili; adozione di un Piano strategico europeo per le tecnologie energetiche (SET-PLAN); efficienza energetica e iniziative della politica energetica dell’Ue sul piano esterno. In tema di biodiversità, la Presidenza organizzerà una conferenza attorno al tema: “Le imprese e la biodiversità”. Rafforzare lo spazio di libertà, sicurezza e giustizia In tale ambito, la priorità portoghese mira a sviluppare un approccio globale alle migrazioni attraverso l’approfondimento dei partenariati tra l’Ue e i paesi di origine e di transito. La Presidenza vuole altresì stimolare un dibattito sulla promozione dei canali legali di immigrazione, sull’inserimento dei migranti sulla salute e le migrazioni, ma anche stabilire i legami tra tali temi e l’aiuto allo sviluppo, le riammissioni e le migrazioni circolari. Una Conferenza sarà organizzata sull’immigrazione legale, nonché una riunione ministeriale Euromed sulle migrazioni. In tema di immigrazione illegale, sarà proseguito il negoziato per una direttiva che istituisce una regolamentazione che prevede sanzioni in merito ai datori di lavoro che assumono cittadini di paesi terzi in soggiorno irregolare. Sul fronte delle frontiere marittime meridionali, la Presidenza auspica rafforzare le capacità di FRONTEX e sviluppare un sistema integrato di gestione delle frontiere esterne dell’Ue. Mettere la giustizia al servizio del cittadino e delle imprese rappresenta un’altra priorità importante della Presidenza attraverso gli strumenti “e-giustizia” e la mediazione. Attenzione particolare verrà data alla decisione quadro relativa alla protezione dei dati a carattere personale trattati nell’ambito della cooperazione di polizia e di giustizia in materia penale. Infine, l’attuazione della strategia dell’Ue in materia di lotta contro il terrorismo è prioritaria in particolare per quanto riguarda la bio-preparazione. L’Europa e il mondo Il Portogallo dedicherà un’attenzione particolare alle questioni relative al disarmamento e alla non proliferazione. Un nuovo sguardo sarà dedicato alla regione del Mediterraneo con la quale si vuole approfondire il dialogo politico per una stabilità delle due sponde del mediterraneo. Africa e Europa hanno ultimamente mancato una serie d’incontri, la Presidenza attraverso 2 CONFCOMMERCIO INTERNATIONAL, giugno 2007 l’organizzazione del Vertice Ue-Africa cercherà di definire una strategia congiunta. Saranno proseguite le politiche per rafforzare e relazioni transatlantiche, i legami con l’America latina e i Caraibi, un inizio di negoziato con l’America centrale e la Comunità andina. Il Portogallo organizzerà il primo vertice Ue-Brasile che servirà da punto di partenza di un dialogo strategico all’altezza del loro peso internazionale. L’approfondimento dei rapporti con Cina, India, Ucraina, Russia sarà continuato. Verrà mantenuto l’impegno europeo nei confronti di un sistema di commercio internazionale multilaterale e l’obiettivo mirante ad integrare i paesi ACP nell’economia mondiale. C C O N S G O E U R O E O ON NS SIIIG GLLLIIIO OE EU UR RO OPPPE EO O CO B 2 1 2 2 2 3 2 0 0 7 G U G N O B 21 1,,, 2 22 2 EEE 2 23 3G GIIIU UG GN NO O2 20 00 07 7 BRRRUUUXXXEEELLLLLLEEESSS,,, 2 Dalla Convenzione al trattato semplificato. Il 15 dicembre 2001, nell’ambito del Consiglio europeo di Laeken, i 15 Stati membri hanno nominato una Convenzione di 105 membri con il fine di preparare una “Costituzione per i cittadini europei”, presieduta da Valéry Giscard d’Estaing. Il 13 giugno 2003, la Convenzione trova un accordo su un progetto di Costituzione. Il 1° maggio 2004, l’Ue 15 si allarga a 25 e approva la Costituzione. Il 29 ottobre 2004, il “trattato che istituisce una Costituzione per l’Unione europea” è firmato a Roma. Il 29 maggio 2005, i francesi dicono NO alla Costituzione (54,68%); il 1° giugno, il 61,6% degli olandesi dicono NO anche loro. Nel corso del 2006, i Capi di Stato e di Governo decidono di prorogare fino al 2008 la riflessione sulla Costituzione. Il 1° gennaio 2007, Bulgaria e Romania entrano nell’Unione europea. Il 25 marzo, la Dichiarazione di Berlino è firmata e si pone l’obiettivo di rinnovare le base comuni dell’Unione entro le elezioni presso il Parlamento europeo nel 2009. Lo scorso 23 giugno, i 27, riuniti in Consiglio europeo, hanno siglato un accordo sulle grandi linee di un trattato istituzionale. Una Conferenza Intergovernativa sarà aperta, il 23 luglio, al fine di redigere il nuovo trattato entro fine anno. Nel dicembre 2007, il Vertice europeo dovrebbe approvare la versione finale del nuovo “trattato sul funzionamento dell’Unione”. Il nuovo trattato dovrebbe essere ratificato dai 27 Stati entro le elezioni del Parlamento europeo del giugno 2009. L’elemento fondamentale del Consiglio europeo, sotto la Presidenza tedesca, è stato pertanto il raggiungimento, dopo lunghissime ore di discussione, dell’accordo su un trattato semplificato. Il futuro trattato emenderà i due trattati esistenti, ossia il trattato sull’Unione europea (nato essenzialmente dal trattato di Maastricht del 1992) e il trattato che istituisce la Comunità europea (trattato di Roma del 1957, emendato dall’Atto Unico del 1986, poi dai trattati di Maastricht nel 1992, di Amsterdam nel 1997 e di Nizza nel 2000). Il primo conterrà tutte le disposizioni istituzionali (ivi compresa la politica estera) e il secondo, che sarà chiamato “trattato sul funzionamento dell’Unione” comprenderà la totalità delle politiche comunitarie attuali. Principali disposizioni: Verranno cancellati: - la parola Costituzione; - il riferimento ai simboli, anche se continuano ad esistere (bandiera, inno, il motto “l’Unione nella diversità” e la menzione “la moneta dell’Unione è l’euro”); - la parte III del trattato costituzionale che fissa le politiche e il funzionamento dell’unione. I suoi articoli che riguardano il mercato interno, la concorrenza, l’agricoltura, l’Unione monetaria, la cooperazione di polizia, ecc, ritroveranno il loro posto nei trattati esistenti. Quello che rimane con leggere modifiche: - le principali innovazioni istituzionali: presidenza stabile dell’Unione per due anni e mezzo invece di ogni 6 mesi; la composizione ridotta della Commissione europea; – Viene cancellato il riferimento, nell’articolo sugli obiettivi dell’Ue, alla concorrenza “libera e non falsata”. Tuttavia, tale principio è mantenuto nei trattati esistenti. E poi aggiunto che l’Unione “contribuisce alla 3 CONFCOMMERCIO INTERNATIONAL, giugno 2007 protezione dei suoi cittadini”; - l’ampliamento dei settori a maggioranza qualificata, in particolare in tema di cooperazione giudiziaria in materia penale e di cooperazione di polizia. Tale riforma aumenta i poteri del Parlamento europeo, colegislatore in tali settori con il Consiglio dei ministri. La riforma è accompagnata dell’attuazione di un meccanismo destinato a facilitare le cooperazioni rafforzate tra gli Stati che vogliono andare avanti; - la delimitazione delle competenze tra l’Unione e gli Stati membri: L’unione doganale, il commercio, la concorrenza, la politica monetaria rimangono delle competenze esclusive dell’Unione. La politica sociale, il mercato interno, l’energia, la ricerca rimangono delle competenze condivise con gli Stati; - la personalità giuridica dell’Unione viene mantenuta, con la fusione dei tre pilastri che permettevano di distinguere le politiche gestite secondo il metodo comunitario (1° pilastro), la politica estera e di sicurezza comune (PESC, 2° pilastro) e la cooperazione giudiziaria e di polizia (3° pilastro). Tuttavia il carattere intergovernativo della PESC viene inciso nel trattato. L’ex ministro degli affari esteri, chiamato “alto rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza”, disporrà di un servizio diplomatico, e manterrà la sua posizione tra la vice presidenza della Commissione e la presidenza del consiglio dei ministri degli affari esteri; - viene mantenuto il diritto d’iniziativa popolare, che permetterà ad un milione di cittadini di invitare la Commissione a formulare una proposta; - il riferimento all’eredità culturale, religiosa e umanista dell’Europa. Quello che è mantenuto ma che evolve: - La Carta dei diritti fondamentali, che costituiva la parte II della Costituzione, non sarà ripresa in extenso nei trattati. Sarà oggetto di un rinvio che le conferisce valore giuridico vincolante. Il Regno Unito è esente dalla sua applicazione; - La supremazia del diritto europeo sul diritto nazionale non è riaffermata nel trattato stesso. Ma tale principio è oggetto di una dichiarazione che rinvia alla giurisprudenza della Corte di giustizia; - la regola della doppia maggioranza, che stipula che una decisione debba essere presa dal 55% degli Stati membri e dal 65% della popolazione, rimane. Tutta la sua applicazione è rimandata al 2014 su richiesta polacca. Durante una fase di transizione, dal 2014 al 2017, un paese potrà richiedere di votare seguendo le regole del trattato di Nizza. Inoltre, un meccanismo permetterà ad un gruppo di Stati che sono vicino alla minoranza di blocco di ottenere un proseguimento del negoziato per una soluzione; il ruolo dei parlamenti nazionali è rafforzato: il periodo concesso per esaminare un testo passerà da sei a otto settimane; la Commissione dovrà giustificare una decisione, rivederla o ritirarla, se è contestata dalla semplice maggioranza dei voti attribuiti ai Parlamenti nazionali. Ciò che è nuovo: - Un protocollo sui servizi pubblici, che sottolinea l’importanza dei servizi di interesse generale, pone l’accento sui “valori comuni” dell’Unione, menziona “il ruolo essenziale e il grande margine di manovra delle autorità nazionali, regionali e locali”; - se i “criteri di Copenaghen” imposti ai paesi candidati all’adesione non sono menzionati esplicitamente, il testo precisa che “i criteri di eleggibilità essendo stato oggetto di un accordo del Consiglio europeo sono presi in considerazione”. 4 CONFCOMMERCIO INTERNATIONAL, giugno 2007 AGRICOLTURA R R P A C O R M A D E A RIIIFFFO OR RM MA AD ELLLLLLA AP PA AC C DE I ministri dell'agricoltura dell'Ue hanno raggiunto un accordo politico unanime su un'ampia riforma dell'organizzazione comune dei mercati nel settore ortofrutticolo intesa ad allineare questo settore con il resto della politica agricola comune riformata. La riforma potenzierà la competitività e l'orientamento al mercato dell'ortofrutta europea, ridurrà le fluttuazioni di reddito dovute alle crisi, promuoverà il consumo, contribuendo così al miglioramento della salute pubblica, e rafforzerà la protezione ambientale. I cambiamenti mirano ad incoraggiare un maggior numero di coltivatori ad aderire alle organizzazioni di produttori, ad offrire a tali organizzazioni una gamma più vasta di strumenti per la gestione delle crisi, ad incorporare il settore ortofrutticolo nel regime di pagamento unico (RPU), a rendere obbligatoria una soglia minima di spesa per interventi ambientali, ad aumentare i finanziamenti UE a favore della produzione biologica e per azioni promozionali e ad abolire le sovvenzioni all'esportazione per l'ortofrutta. La riforma entrerà in vigore nel 2008. A A M E N B O O G C ALLLIIIM ME EN NTTTIII B BIIIO OLLLO OG GIIIC CIII I ministri dell’agricoltura dell’Ue hanno raggiunto un accordo politico su un nuovo regolamento relativo alla produzione biologica e all’etichettatura dei prodotti biologici, che semplifica la materia sia per gli agricoltori che per i consumatori. La nuova disciplina reca un insieme coerente di obiettivi, principi e norme fondamentali sulla produzione biologica, compreso un nuovo regime permanente d’importazione e un sistema di controllo più razionale. L’uso del marchio biologico UE è reso obbligatorio, ma può essere accompagnato da marchi nazionali o privati. Un'apposita indicazione informerà i consumatori del luogo di provenienza dei prodotti. Potranno avvalersi del marchio biologico solo i prodotti alimentari che contengono almeno il 95% di ingredienti biologici, ma i prodotti non bio potranno indicare, nella composizione, gli eventuali ingredienti biologici. Resta vietato l’uso di OGM ed ora verrà indicato espressamente che la presenza accidentale di OGM in misura non superiore allo 0,9% vale anche per i prodotti bio. Rimane invariato l’elenco delle sostanze autorizzate in agricoltura biologica. La nuova normativa apre inoltre la possibilità di aggiungere ulteriori disposizioni sull’acquacoltura, sulla vitivinicoltura, sulle alghe e sui lieviti bio. AMBIENTE LLLIIIBBBRRRO C O O V E R D E S U C A M B A M E N O C M A CO O OV VE ER RD DE ES SU ULLL C CA AM MB BIIIA AM ME EN NTTTO OC CLLLIIIM MA ATTTIIIC Il 29 giugno, la Commissione europea ha pubblicato un libro verde sull’adattamento al cambiamento climatico: opzioni per un’azione europea(Com-07-354). Da un lato, infatti, l’Europa deve ridurre considerevolmente le sue emissioni di gas a effetto serra, dall’altro deve intraprendere delle misure di adattamento al cambiamento climatico in modo tale da attenuarne gli effetti sulla popolazione, l’economia e l’ambiente. Tali misure mirano a rispondere all’evoluzione delle condizioni climatiche; un uso più razionale delle risorse da una parte e l’assistenza necessaria alle persone vulnerabili e anziane in caso di ondate di calore estreme. L’obiettivo che l’Ue si prefigge è di limitare a 2° C l’aumento della temperatura terrestre visto che al di là di questa soglia si accrescerebbero sensibilmente i rischi di cambiamento planetario irreversibile e potenzialmente catastrofico. Il libro verde suggerisce quattro linee d’azione da tenere conto in maniera prioritaria: 5 CONFCOMMERCIO INTERNATIONAL, giugno 2007 un’azione preventiva per poter sviluppare delle strategie di adattamento nei settori in cui il livello attuale delle conoscenze é sufficiente. Tale azione riguarderà diversi settori come l’agricoltura e lo sviluppo rurale, l’industria ed i servizi, l’energia, i trasporti, la salute; l’acqua, il mare e la pesca, gli ecosistemi e la biodiversità ed altre risorse naturali; - l’integrazione dei bisogni di adattamento mondiali nelle relazioni esterne dell’UE e la creazione di una nuovo patto con i partner del mondo intero; - la riduzione dell’incertezza tramite il miglioramento delle conoscenze in materia di adattamento grazie alla ricerca a livello comunitario ed allo scambio di informazioni; - la partecipazione della società civile europea, delle imprese e del settore pubblico tramite la creazione di un gruppo consultivo europeo sull’adattamento al cambiamento climatico incaricato di analizzare delle strategie e delle azioni coordinate, che sarà costituito a patire da novembre 2007. Una consultazione pubblica su internet sarà lanciata a breve e resterà aperta fino al 30 novembre 2007. I risultati saranno integrati in una comunicazione sull’adattamento al cambiamento climatico che la Commissione pubblicherà alla fine del 2008. La Commissione organizzerà, inoltre, diversi workshop su questo libro verde negli Stati membri ed eventualmente anche in Paesi terzi. Link: http://ec.europa.eu/environment/climat/future_action.htm - COMUNICARE L’EUROPA IIISSSTTTIIITTTUUUZZZIIIO C H E E U R O E E O N E D E E O N D A Z O N O HE EE EU UR RO OPPPE EE E ON NE ED DE ELLLLLLE E FFFO ON ND DA AZ ZIIIO ON NIII PPPO OLLLIIITTTIIIC CH La Commissione ha presentato il 27 giugno una proposta destinata a favorire l'istituzione di fondazioni politiche europee, nell'intento di creare le condizioni per un dibattito più approfondito e informato sulle questioni europee attuali e future. La proposta va vista nel contesto delle conclusioni tratte dal dibattito che ha avuto luogo durante il periodo di riflessione. Il "Piano D" ha messo in evidenza l'esigenza e la possibilità di adottare misure che contribuiscano ad approfondire e a estendere il dialogo politico. La proposta modifica il regolamento (n. 2004/2003) in vigore relativo ai partiti politici a livello europeo e al loro finanziamento, adottato nel 2003. Si basa sull'articolo 191 del trattato CE, che riconosce che i partiti politici a livello europeo sono un importante fattore per l’integrazione e contribuiscono al formare una coscienza europea e ad esprimere la volontà politica dei cittadini dell'Unione. C C O M U N C A Z O N E A V E O O C A E OM MU UN NIIIC CA AZ ZIIIO ON NE EA A LLLIIIV VE ELLLLLLO O LLLO OC CA ALLLE E CO La Commissione Europea, per via del Commissario per le Relazioni Istituzionali e la Comunicazione, Margot Wallstrom, ha annunciato l’adozione di un quadro per una politica di comunicazione europea. Secondo il Commissario, occorre migliorare la strategia di comunicazione soprattutto a livello locale. Alcuni membri del Comitato delle Regioni e del Parlamento Europeo hanno proposto un decentramento del Piano D, il piano della Commissione Europea per promuovere più Democrazia, più Dialogo e più Dibattito. Data l’eterogeneità dell’UE, il decentramento della strategia di comunicazione è fondamentale e può contribuire a sviluppare un flusso di informazione tra le istituzioni comunitarie e le comunità locali. Per questo motivo, occorre spiegare ai cittadini che l’Europa è un progetto non solo economico ma anche politico. Di conseguenza la comunicazione non deve essere solo razionale ma anche emozionale. 6 CONFCOMMERCIO INTERNATIONAL, giugno 2007 CONCORRENZA R C O N C O R R E N Z A R O N E A N N U A E S U A O C A D CO ON NC CO OR RR RE EN NZ ZA A ON NE EA AN NN NU UA ALLLE ES SU ULLLLLLA A PPPO OLLLIIITTTIIIC CA AD DIII C REEELLLAAAZZZIIIO La Commissione europea ha presentato il 29 giugno la relazione annuale del 2006 sulla politica di concorrenza. Antitrust Nel 2006,la Commissione ha adottato decisioni contro 7 cartelli, infliggendo ammende a 41 imprese per un totale di 1 846 milioni di euro. Per ciò, la Commissione ha adottato i nuovi orientamenti per il calcolo delle ammende. La comunicazione sul trattamento favorevole è stata rivista per fornire maggiori indicazioni alle imprese che collaborano alle indagini e destabilizzare ulteriormente i cartelli. Concentrazioni Il numero di concentrazioni notificate alla Commissione nel 2006 ha raggiunto il livello record di 356. Sono state avviate indagini approfondite in 13 casi, in due casi le parti notificanti hanno rinunciato alla concentrazione nel corso dell’indagine approfondita e non vi sono state decisioni di divieto. 13 operazioni sono state autorizzate subordinatamente a condizioni che garantiscono che la concentrazione non ostacola significativamente la concorrenza. Aiuti di Stato Nel settore degli aiuti di Stato, la Commissione ha compiuto importanti progressi per quanto riguarda le riforme avviate con il piano d’azione nel settore degli aiuti di Stato del 2005. Un nuovo regolamento d’esenzione per categoria ha semplificato l’approvazione degli aiuti a finalità regionale destinati agli investimenti. È stata pubblicata una nuova disciplina in materia d’aiuti di Stato a favore di ricerca, sviluppo e innovazione e sono stati adottati i nuovi orientamenti sugli aiuti a favore del capitale di rischio. Questi due insiemi di norme rappresentano un progresso qualitativo nella destinazione delle sovvenzioni pubbliche per i fallimenti comprovati del mercato, e questo per contribuire a favorire le condizioni per la crescita economica e l’occupazione in Europa. Il nuovo regolamento “de minimis” esonera le sovvenzioni d’importo più ridotto dall’obbligo d’approvazione preventiva della Commissione. Parallelamente a queste riforme, vi è stato un significativo aumento del carico di lavoro in materia di controllo degli aiuti di Stato, con 921 nuovi casi registrati. La relazione illustra inoltre in che modo la politica di concorrenza viene integrata in determinati settori prioritari, come l’energia, i servizi finanziari e le telecomunicazioni, allo scopo di migliorare il funzionamento di mercati che incidono sulla vita quotidiana dei consumatori in tutta Europa. La lotta contro le barriere alla concorrenza in tali settori promuove la crescita economica e dell’occupazione non solo nei settori direttamente interessati, ma in tutti i settori industriali che dipendono da questi fattori essenziali. Link: http://ec.europa.eu/comm/competition/annual_reports/ Q D S Q D R O D V A U A Z O N E D E G A U O DR RO OD DIII V VA ALLLU UTTTA AZ ZIIIO ON NE ED DE EG GLLLIII A AIIIU UTTTIII D DIII S STTTAAATTTO O QUUUAAAD Il 28 giugno, la Commissione ha presentato il quadro di valutazione degli aiuti di Stato, che conclude che gli aiuti di Stato illegali sono in generale molto più nefasti per la concorrenza e gli scambi degli aiuti notificati. L'analisi si basa su circa 600 decisioni adottate dalla Commissione negli ultimi sette anni in materia di aiuti di Stato illegali. Un aiuto di Stato è illegale quando vi è stata data esecuzione in uno Stato membro senza previa notifica alla Commissione o prima dell'adozione di una decisione della Commissione al riguardo. Dal quadro di valutazione si evince che gli aiuti illegali costituiscono un problema particolare nei grandi Stati membri (Francia, Germania, Italia, Spagna e Regno Unito rappresentano circa il 73% dei casi di aiuti illegali) e nei settori dell'industria e dei servizi. Il quadro di valutazione indica inoltre che 7 CONFCOMMERCIO INTERNATIONAL, giugno 2007 l'importo di aiuti illegali effettivamente recuperato è aumentato in maniera significativa negli ultimi anni benché siano necessari ulteriori sforzi per garantire un'esecuzione immediata ed effettiva delle decisioni di recupero. Link: http://ec.europa.eu/comm/competition/state_aid/studies_reports/studies_reports.html A A S E D G A N D O C O N R B U E R E A A R E C C H A U R A A GIIITTTA ALLLIII IIIN N IIITTTA AIIIUUUTTTIII D DIII S STTTAAATTTO O::: C CO ON NTTTR RIIIB BU UTTTIII PPPE ER R LLLE EA APPPPPPA AR RE EC CC CH HIIIA ATTTU UR RE ED ALLLIIIA A DIIIG La Commissione europea ha stabilito, il 28 giugno, che i contributi concessi dall'Italia nel 2007 per le apparecchiature per la ricezione della televisione digitale sono conformi alle norme sugli aiuti di Stato previste dal trattato CE. L'inchiesta della Commissione è giunta alla conclusione che le detrazioni fiscali, accordate per un importo massimo di 40 milioni di euro, sono neutre sotto il profilo tecnologico e proporzionate all'obiettivo di promuovere il passaggio alla televisione digitale e l'interoperabilità. La Commissione incoraggia il passaggio alla radiodiffusione in tecnica digitale, in linea con le proprie comunicazioni del 2003 e del 2005, nella misura in cui le misure di aiuto di Stato sono compatibili con le norme in materia. L'Italia ha notificato la legge 27 dicembre 2006, n. 296 (commi 357 e 361 della legge finanziaria 2007), la quale dispone una detrazione dall'imposta sul reddito a favore dei consumatori che acquistano nel corso del 2007 apparecchi televisivi dotati di sintonizzatore integrato o decoder digitali. La detrazione dall'imposta sul reddito è pari al 20% delle spese sostenute per l'acquisto dell'apparecchiatura, fino a un importo massimo di 200 euro per decoder. La dotazione globale della misura ammonta a 40 milioni di euro. CONSUMATORI, SANITA’ E SICUREZZA ALIMENTARE C C O N S U M A O R O N N E CO ON NS SU UM MA ATTTO OR RIII O ON N---LLLIIIN NE E Il 21 giungo 2007, il PE ha votato una “Proposta di risoluzione propria sulla fiducia dei consumatori nell’ambiente digitale”. Nonostante il potenziale della comunicazione digitale, solo il 6% dei consumatori fa ricorso al commercio elettronico transfrontaliero di merci, servizi e contenuti, sebbene tale dato sia in crescita. Tuttavia, le potenzialità offerte dalla composizione alternativa delle controversie, tali sistemi sono utilizzati regolarmente soltanto dal 3% dei rivenditori, mentre il 41% di essi ignora la possibilità di ricorrere a tali strumenti. La risoluzione pone l’accento, in particolare, su: - la fiducia dei consumatori in un ambiente digitale che deve aumentare anche attraverso: campagne di istruzione e di informazione e progetti di verifica pratica dei servizi on-line (quali il "mystery shopping"); - forme di educazione e formazione per il commercio on-line sia per i consumatori che per le imprese; - la cultura del commercio elettronico da sviluppare anche attraverso: contratti standardizzati a livello UE per i consumatori; - un marchio di fiducia europeo per gli acquisti on-line; - una carta europea per il diritto degli utenti; - la frammentazione del mercato interno nell’ambiente digitale; - il rafforzamento dei diritti dei consumatori anche attraverso vie di ricorso alternative delle controversie (ADR). Link: http://www.europarl.europa.eu/sides/getDoc.do?pubRef=-//EP//NONSGML+REPORT+A62007-0191+0+DOC+PDF+V0//ITIP/07/817. 8 CONFCOMMERCIO INTERNATIONAL, giugno 2007 B B D E A C O C H E N U O V E N D C A Z O N G E O G R A C H E BEEEVVVAAANNND DE EA ALLLC CO OLLLIIIC CH HE E::: N NU UO OV VE E IIIN ND DIIIC CA AZ ZIIIO ON NIII G GE EO OG GR RA AFFFIIIC CH HE E In base a un compromesso con il Consiglio, il Parlamento europeo ha approvato un regolamento sulla definizione, designazione, presentazione e etichettatura degli alcolici. Oltre ad attualizzare le norme sulle indicazioni geografiche, è anche integrato l'elenco di quelle già registrate che salgono a 329, di cui 39 italiane: esordio per due limoncelli campani (Sorrento e Costa d'Amalfi), il Mirto di Sardegna, il Nocino di Modena e due grappe siciliane, nonché per il Genepì del Piemonte e della Val d'Aosta. La proposta della Commissione è stata dettata principalmente dall'esigenza di migliorare l’applicabilità, la leggibilità e la chiarezza del regolamento sulla base della vigente normativa in materia di bevande spiritose. Ma ha anche l'obiettivo di fondere i due attuali regolamenti in materia, istituire una politica chiara per le bevande spiritose, adeguare i regolamenti ai nuovi requisiti tecnici e alle disposizioni dell’OMC, compreso l’accordo TRIPS sulle proprietà intellettuali, e definire criteri per il riconoscimento di nuove indicazioni geografiche. FFFO O R U M E U R O E O S U A C O E S A U E OR RU UM ME EU UR RO OPPPE EO OS SU UA ALLLC CO OLLL E ES SA ALLLU UTTTE E Oltre 40 imprese ed Organizzazioni non Governative (ONG) hanno lanciato un forum su alcolici e salute volto a prevenire l’abuso di bevande etiliche tramite l’educazione dei giovani e la lotta alle pubblicità irresponsabili. La nascita del forum, che si riunirà due volte l’anno, segue a breve distanza una comunicazione della Commissione Europea su una strategia per la riduzione dei danni legati all’alcol. In Europa l’abuso di alcolici causa ogni anno circa 200.000 vittime. Il Commissario alla Sanità, Markos Kiprianou, conta molto sulla responsabilizzazione dell’industria, dei media, dei pubblicitari, dei venditori e dei titolari di esercizi pubblici. Questo permetterebbe anche la prevenzione di danni collaterali come gli incidenti stradali. Per questo motivo, la Commissione Europea è pronta a finanziare programmi di salute pubblica e ricerca che mirino alla prevenzione ed allo scambio di informazioni e buone pratiche. Link: www.ec.europa.eu/health/ph_determinants/life_style/alcohol/alcohol_charter_en.htm ECONOMIA E FINANZE IIITTTAAALLLIIIAAA::: D D C A E N A N Z A R A D P E O C U M E N O D R O G R A M M A Z O N E E C O N O M CA AE E FFFIIIN NA AN NZ ZIIIA AR RIIIA A (((D DO OC CU UM ME EN NTTTO OD DIII PPPR RO OG GR RA AM MM MA AZ ZIIIO ON NE EE EC CO ON NO OM MIIIC DP PE EFFF))) Lo scorso 29 giugno, il commissario Almunia, in una dichiarazione, ha preso nota del fatto che il governo mantiene l'impegno ad assicurarsi che il disavanzo si muova chiaramente sotto il 3% di PIL nel 2007, dal 4.4% nel 2006. In generale, questo rappresenta un miglioramento significativo nel saldo strutturale durante gli ultimi due anni, in un contesto di crescita più dinamica che riflette anche le misure approvate. Tuttavia, il commissario Almunia ha espresso una profonda preoccupazione circa il consolidamento limitato progettato per il 2008 e gli anni successivi, che non rispetta gli Orientamenti dell'Eurogruppo del 20 Aprile. Questo rallenterà la riduzione del livello di debito pubblico, ancora significativamente sopra il 100% di PIL. I pagamenti d'interesse su questo debito, corrispondenti a 68 miliardi di euro nel 2006, assorbono quasi 5 punti del prodotto interno lordo italiano, un importo doppio rispetto alla quota d'investimento pubblico, bloccando risorse che altrimenti potrebbero essere utilizzate più produttivamente. Un ritmo lento nella riduzione del debito è inoltre molto negativo per le future generazioni, che dovranno affrontare una pressione crescente sui bilanci proveniente dall'invecchiamento della popolazione. Per concludere, il commissario Almunia ha rilevato l'incertezza che persiste per quanto riguarda i cambiamenti del sistema pensionistico. Egli sottolinea il principio che qualsiasi cambiamento all'attuale legislazione sia neutrale sul bilancio nel medio e lungo periodo e non peggiori la sostenibilità delle finanze pubbliche nel lungo 9 CONFCOMMERCIO INTERNATIONAL, giugno 2007 termine. Le precedenti sono osservazioni preliminari, poiché il Commissario Almunia riceverà il documento delle autorità italiane soltanto la settimana prossima. P P O D S A B À E C R E S C A PAAATTTTTTO OD DIII S STTTA AB BIIILLLIIITTTÀ ÀE EC CR RE ES SC CIIITTTA A La Commissione ha presentato una comunicazione al Parlamento e al Consiglio sulle modalità per assicurare l'efficacia del "braccio preventivo" del patto di stabilità e crescita. La comunicazione accompagna l'ottava relazione annuale sulle finanze pubbliche nell'UEM, sui cui risultati essa si basa. Il trattato impone la sorveglianza e il coordinamento delle politiche di bilancio, fissa una soglia pari al 3% del PIL per i disavanzi pubblici e dispone che il debito pubblico sia inferiore al 60% del PIL o si avvicini a tale soglia con un ritmo adeguato. Il patto di stabilità e crescita comprende un braccio preventivo mirante ad evitare disavanzi eccessivi tramite una solida programmazione ed esecuzione del bilancio a medio termine. Il disavanzo medio nell'UE è sceso dal 2,4% nel 2005 all'1,7% (e dal 2,5% all'1,6% nell'area dell'euro), mentre il rapporto debito/PIL è diminuito per la prima volta dal 2002 sia nell'UE che nell'area dell'euro. Questa evoluzione riflette i continui progressi conseguiti nella correzione dei disavanzi eccessivi. Dopo l'abrogazione delle procedure per i disavanzi eccessivi nei confronti di Germania, Grecia e Malta, sette sono ancora i paesi in disavanzo eccessivo, rispetto ai 13 prima della riforma del patto. Dopo la riforma la procedura è stata abrogata anche nei confronti di Paesi Bassi (2005), Cipro (2006) e Francia (gennaio 2007). I sette paesi restanti sono l'Italia e il Portogallo, fra gli Stati membri dell'area dell'euro, nonché il Regno Unito, la Repubblica ceca, l'Ungheria, la Polonia e la Slovacchia. Secondo gli ultimi aggiornamenti dei programmi di stabilità e di convergenza, solo due paesi (Ungheria e Repubblica ceca) dovrebbero ancora registrare disavanzi superiori al 3% del PIL alla fine del 2008. La Commissione è tuttavia preoccupata del fatto che il braccio preventivo del patto non funziona così bene come il braccio correttivo. Le previsioni di primavera dei servizi della Commissione mostrano che a politiche invariate solo 10 dei 27 paesi dell'UE raggiungeranno il rispettivo obiettivo di bilancio a medio termine nel 2008, nonostante tre anni consecutivi di crescita economica superiore al tasso tendenziale. Nella comunicazione, la Commissione presenta pertanto una serie di proposte per migliorare l'efficacia del braccio preventivo del patto. La prima serie di proposte mira soprattutto ad estendere la sorveglianza di bilancio dell'UE. In secondo luogo, la Commissione propone di rafforzare la titolarità nazionale degli obiettivi di bilancio fissati nei programmi di stabilità e di convergenza. La terza serie di proposte mira a rafforzare l'affidabilità e la credibilità degli obiettivi di bilancio a medio termine. Il quarto e ultimo gruppo di proposte riguarda l'obiettivo generale del braccio preventivo del patto, ossia conseguire posizioni di bilancio sostenibili a medio termine. Link: http://ec.europa.eu/economy_finance/news/hotissues/2007/public-finance-report/main_en.htm FISCALITA’, DOGANE FFFRRRO R V A O D E S C A E E G M E M R E S E OD DE E FFFIIIS SC CA ALLLE EE ER REEEG GIIIM ME E IIIV VA A PPPEEERRR LLLEEE IIIM MPPPR RE ES SE E Il Consiglio Ecofin ha adottato e conclusioni sulla frode fiscale e un pacchetto di misure volte a semplificare il regime IVA per le imprese. Per quanto riguarda la frode fiscale, ha chiesto alla Commissione di: - presentare proposte legislative per migliorare l'efficacia di un'ampia serie di misure antifrode convenzionali, e - di studiare misure antifrode di più ampia portata compresa la tassazione nello Stato membro di partenza e l'analisi degli effetti di una procedura d'inversione contabile facoltativa, in base alla quale il debito fiscale per i pagamenti passerebbe dall'impresa fornitrice al beneficiario, quali mezzi eventuali di lotta all'evasione dell'IVA. 10 CONFCOMMERCIO INTERNATIONAL, giugno 2007 Riguardo il regime dell'IVA per le imprese,il Consiglio ha raggiunto un accordo politico sugli elementi del pacchetto IVA riguardanti: il luogo delle prestazioni di servizi (con l'eccezione del punto 2); l mini regime dello sportello unico; il progetto di direttiva relativa al rimborso; gli aspetti della cooperazione amministrativa. L'adozione formale del pacchetto occorra procedere ad ulteriori discussioni sul cambiamento del luogo delle prestazioni di servizi per i servizi di telecomunicazione e di diffusione radiotelevisiva, i servizi forniti per via elettronica e servizi di trasporto marittimo forniti a soggetti non passivi (articoli 56, 58 e 59 bis del progetto di direttiva relativa al luogo delle prestazioni di servizi). Il Consiglio ha ribadito la sua intenzione di adottare formalmente il pacchetto sull’IVA entro il 31 dicembre 2007 con l’intenzione di farlo entrare in vigore al più tardi il 1 gennaio 2010. Link:http://www.consilium.europa.eu/ueDocs/cms_Data/docs/pressData/it/ecofin/94844.pdf. FFFIIISSSCCCAAALLLIIISSS 2 2 0 1 3 20 01 13 3 Il Parlamento ha adottato, il 20 giugno, il suo parere in prima lettura sulla proposta di decisione che istituisce il programma comunitario “Fiscalis 2013” per agevolare la cooperazione tra le amministrazioni fiscali nazionali per il periodo 2008-2013. I deputati europei vogliono limitare la partecipazione a questo programma ai ventisette Stati membri, e non aprirlo ai paesi che partecipano alla Politica di vicinato dell'UE, come proposto dalla Commissione. Seguendo la posizione degli affari economici e monetari del PE, i deputati hanno accettato l'aumento finanziario caldeggiato dalla Commissione. Il bilancio di Fiscalis 2013 dovrebbe aggirarsi attorno ai 157 milioni di euro. In plenaria, sono stati adottati, inoltre, due emendamenti su: la definizione della nozione di “controllo multilaterale” delle tasse dovute da uno o più soggetti con una partecipazione facoltativa, secondo il PE, a questo tipo di azioni; la partecipazione esclusiva dei funzionari nazionali al programma d'azione. Altri emendamenti riguardano la maggiore trasparenza delle azioni intraprese nell'ambito di Fiscalis 2013, tramite in particolare la pubblicazione di dati. Link: http://www.europarl.europa.eu/sides/getDoc.do?pubRef=-//EP//TEXT+TA+P6-TA-20070268+0+DOC+XML+V0//IT. T V A D O T VA A RRRIIID DO OTTTTTTIII TAAASSSSSSIII IIIV La promessa fatta in campagna elettorale dal neopresidente francese, Nicolas Sarkozy, sulla possibilità di applicare un tasso di IVA ridotto per i ristoranti ha avuto il suo eco a Bruxelles. La Commissione Europea dovrebbe pubblicare una relazione sull’applicazione di tassi ridotti di IVA per la prestazione di alcuni servizi. Secondo le prime indiscrezioni sullo studio, condotto da una società danese, i tassi ridotti non hanno causato delle rilevanti distorsioni di mercato. A seguito alla pubblicazione dei risultati dell’esame, la Commissione Europea adotterà una comunicazione sull’IVA, probabilmente senza prendere una posizione netta sull’applicazione di tassi ridotti. Dette pratiche sono in vigore per alcuni beni e servizi dal 1999 e sono tuttora autorizzate grazie a proroghe successive dei ministri delle Finanze degli Stati Membri. A questo punto, la Commissione Europea vorrebbe sapere se i paesi UE intendono rendere l’applicazione di tassi ridotti permanente. In generale, le autorità comunitarie sarebbero favorevoli ad un regime flessibile per l’IVA purché questo non porti a distorsioni del mercato interno. Sebbene per questo genere di decisioni sia richiesta l’unanimità, gli Stati Membri non dovrebbero avere difficoltà ad approvare la possibilità di applicare tassi ridotti. Eventuali problemi potrebbero sorgere allorché si passerebbe alla selezione dei servizi che possono usufruire di tassi IVA ridotti. Attualmente questi sono elencati all’interno della direttiva 2006/112 CE (nota come sesta direttiva IVA) con validità fino al fine 2010. La lista viene rivista e modificata dal Consiglio ogni due anni. I servizi prescelti devono essere ad alta densità di manodopera, forniti a livello locale ai consumatori finali e non distorcere la concorrenza. Inoltre deve essere dimostrato un nesso tra l’applicazione del tasso ridotto e l’aumento della domanda di detti servizi, con una ricaduta sulla crescita occupazionale. I servizi che rispondono a questi criteri 11 CONFCOMMERCIO INTERNATIONAL, giugno 2007 sono quelli relativi alle piccole riparazioni, al lavaggio vetri, alle cure a domicilio ed i parrucchieri. La direttiva 2006/12 CE prevede che altri servizi possono applicare un tasso IVA ridotto, ma non inferiore al 5%. Trattasi dei settori dei generi alimentari, della distribuzione idrica, del trasporto di persone e bagagli, della fornitura libri, giornali e periodici, dell’ammissione a spettacoli e a manifestazioni sportive,degli alberghi, dei beni e servizi forniti a scopo sociale, delle cure mediche, dentarie e termali, della raccolta rifiuti. Il Commissario per la Fiscalità e l’Unione Doganale, Laszlo Kovacs, intende proporre una proroga fino al 2010 della maggior parte delle deroghe su alcune categorie di beni e servizi in scadenza nel 2007. Al contrario, per quanto riguarda i servizi finanziari e le assicurazioni, il commissario ritiene che la legislazione attuale sia superata e per questo motivo intende lanciare una proposta di direttiva dopo l’estate. C C R O N E R E U E O N R O S U D E N A R O Q U D O A E RO ON NTTTIIIE ER RE EU CO ON NTTTR RO OLLLLLLIII S SU ULLL D DE EN NA AR RO O LLLIIIQ QU UIIID DO OA ALLLLLLE E FFFR UE E Il 15 giugno è entrato in vigore il regolamento CE 1889/2005 sui controlli sul denaro liquido in entrata ed in uscita dalle frontiere comunitarie. I viaggiatori con denaro liquido o assegni facilmente convertibili di valore pari o superiore a 10.000 euro dovranno compilare una dichiarazione. Il nuovo regolamento, approvato col solo voto contrario dell’Italia, dà la facoltà ai funzionari delle dogane di confiscare le somme di denaro superiori a 10.000 euro ed attuare verifiche nel caso in cui vi siano sospetti sulla loro provenienza e sul loro uso. Il Commissario alla Fiscalità ed all’Unione Doganale, Laszlo Kovacs, ha detto che le nuove misure contribuiranno alla prevenzione dei reati legati al riciclaggio di denaro o al traffico di stupefacenti grazie alla loro applicazione uniforme sul territorio comunitario. Per informare i viaggiatori sulle nuove regole vigenti la Commissione Europea ha preparato un opuscolo informativo nelle 23 lingue ufficiali più arabo, turco, cinese, giapponese e coreano. Inoltre, saranno trasmessi messaggi audiovisivi in tutti gli aeroporti ed ai valichi di frontiera. D D O G A N E DO OG GA AN NE E Il 25 giugno 2007 nel corso del Consiglio dei ministri è stato raggiunto un accordo politico sulla proposta di regolamento per modernizzare il codice doganale comunitario. Il PE dovrà pronunciarsi in seconda lettura sull’accordo. Il codice comunitario delle dogane riveduto: - Volge a semplificare la legislazione, razionalizzare le procedure e i processi doganali a vantaggio delle autorità doganali e degli operatori; - Introdurrà, in particolare, il sistema di “sdoganamento centralizzato” secondo cui gli operatori autorizzati potranno dichiarare le loro merci tramite via elettronica e pagare i loro dazi doganali nel paese in cui sono stabiliti, quale che sia lo Stato membro dal quale le merci interessate entreranno/usciranno dall’UE, transiteranno o saranno consumate. - Pone ugualmente il problema dell’apertura della professione di rappresentante in dogana incaricato di effettuare le operazioni per conto di operatori economici che rappresenta. - Sviluppa i concetti di “unica interfaccia” e di “unico sportello”, secondo il quale gli operatori economici forniscono le informazioni sui prodotti in un unico punto di contatto (principio di “unica interfaccia”), anche se le informazioni dovrebbero pervenire a diverse amministrazioni e diversi organismi. In tal modo, i controlli di queste merci (controlli doganali, sanitari…) saranno effettuati simultaneamente e in un unico luogo (principio di “sportello unico). L’accordo politico apre la strada per la conclusione di una posizione comune che sarà ufficialmente adottata dal Consiglio nell’ambito della Presidenza Portoghese prima del lancio della seconda lettura. Link: http://ec.europa.eu/taxation_customs/customs/policy_issues/electronic_customs_initiative/ope rational_issues/index_fr.htm http://ec.euorpa.eu/taxation_customs/resources/documents/common/legislation/proposals/cus toms/COM608_F_fr.pdf 12 CONFCOMMERCIO INTERNATIONAL, giugno 2007 GIUSTIZIA, LIBERTA’ E SICUREZZA IIIM M M G R A Z O N E E A S O C O O E R A Z O N E C O N A E S E R Z MM MIIIG GR RA AZ ZIIIO ON NE EE EA AS SIIILLLO O::: C CO OO OPPPE ER RA AZ ZIIIO ON NE EC CO ON N III PPPA AE ES SIII TTTE ER RZ ZIII La Commissione europea ha avviato il 25 giugno un nuovo programma di cooperazione con i paesi terzi nel campo dell’immigrazione e dell’asilo, con uno stanziamento di 380 milioni di euro per il periodo 2007-2013. Sulla scia del programma precedente, AENEAS, il nuovo programma è inteso a sostenere gli sforzi dei paesi terzi per una migliore gestione dei flussi migratori in tutti i suoi aspetti. Il programma si concentrerà principalmente sui paesi situati lungo le rotte migratorie sudorientali che portano verso l’Ue, ma riguarderà anche altre rotte migratorie e le migrazioni sud-sud. Dal punto di vista tematico, il programma contempla tutti gli aspetti fondamentali del fenomeno migratorio: - rafforzamento del legame fra immigrazione e sviluppo; - promozione di una valida gestione dell’immigrazione a fini lavorativi; - lotta contro l’immigrazione clandestina e più facile riammissione degli immigrati irregolari; - protezione degli immigrati contro lo sfruttamento e l’esclusione; - promozione dell’asilo e della protezione internazionale. Il programma è specificamente adattato ai fini di un rafforzamento delle capacità e ai fini della promozione di iniziative di cooperazione nell’ambito delle quali i paesi di origine, di transito e di destinazione sviluppino e condividano esperienze e metodi di lavoro sui vari aspetti della migrazione. Nei primi quattro anni (2007-2010) saranno stanziati per il programma 205 milioni di euro. Tutte le aree geografiche beneficeranno inoltre di cinque iniziative orizzontali riguardanti varie dimensioni del fenomeno migratorio: - Migrazione e sviluppo: 10 milioni di euro; - Migrazione a fini lavorativi: 8 milioni di euro; - Asilo e protezione dei rifugiati: 4 milioni di euro; - Traffico di migranti e tratta degli esseri umani: 3 milioni di euro; - Immigrazione clandestina: 3 milioni di euro. Il programma include anche disposizioni specifiche per reagire a necessità urgenti e situazioni di emergenza legate all’immigrazione che potrebbero verificarsi nei paesi contemplati. Per queste “misure speciali” sono stati stanziati 20 milioni di euro. Dopo una valutazione che avrà luogo nel 2009, il programma entrerà nella seconda fase (l’ultima) nel periodo 2011-2013, con uno stanziamento supplementare di 175 milioni di euro. Link: http://ec.europa.eu/europeaid/projects/migrations/projects_en.htm FFFU A E R A D A S O U U R O R E G M E C O M U N E E U R O E O N M ER RIIIA AD DIII A AS SIIILLLO O UTTTU UR RO OR RE EG GIIIM ME EC CO OM MU UN NE EE EU UR RO OPPPE EO O IIIN NM MA ATTTE Con questo libro verde (Com-07-301), la Commissione apre un ampio dibattito sul futuro assetto del regime europeo comune in materia di asilo, invitando tutte le parti interessate ad esprimere il proprio punto di vista e a formulare suggerimenti costruttivi sulla forma che il regime dovrebbe assumere. Tale regime, quale definito dai programmi di Tampere e dell'Aia, era concepito per essere allestito in due fasi. La prima, che comprendeva quattro strumenti giuridici principali, è ora ultimata. In conformità al programma dell'Aia, gli strumenti della seconda fase dovrebbero essere adottati entro la fine del 2010. Il libro verde illustra in dettaglio un'ampia serie di problematiche da affrontare nella seconda fase e individua, in particolare, quattro settori principali nei quali è necessario prendere ulteriori provvedimenti, settori che costituiscono i quattro capitoli principali del testo: strumenti legislativi; misure attuative di accompagnamento; solidarietà e ripartizione degli oneri; dimensione esterna della politica di asilo. I quattro elementi costitutivi del regime comune europeo in materia di asilo, previsti nella prima fase, sono stati varati. Questi strumenti legislativi mirano a unificare le norme applicabili, ovvero a istituire un sistema che garantisca alle persone autenticamente bisognose di essere protette, l'accesso a un livello elevato di protezione in base a requisiti equivalenti in tutti gli Stati membri, e al tempo stesso a far avere un trattamento equo ed efficiente a quanti non rispondono ai criteri per beneficiare di una protezione specifica. L'obiettivo ultimo del regime comune europeo in materia di asilo, quale prospettato dal programma dell'Aia, consiste nell'istituire una procedura comune e uno status uniforme per tutte le persone bisognose di protezione internazionale, validi all'interno dell'intera Unione. Per 13 CONFCOMMERCIO INTERNATIONAL, giugno 2007 concretare questo obiettivo, il programma dell'Aia invitava la Commissione a presentare gli strumenti per la seconda fase al Consiglio e al Parlamento europeo per tempo, onde permetterne l'adozione entro la fine del 2010. L'obiettivo perseguito nella prima fase era quello di armonizzare gli ordinamenti giuridici degli Stati membri sulla base di norme minime comuni. Gli obiettivi nella seconda fase consisteranno nel conseguire sia un livello comune più elevato che una maggiore parità di trattamento nei vari paesi dell'Unione, garantendo nel contempo un grado maggiore di solidarietà fra gli Stati membri. Per conseguire questi obiettivi sarà necessario colmare i divari esistenti tra le legislazioni vigenti in materia di asilo, armonizzandole in base a criteri più ambiziosi. I risultati di questa ampia consultazione serviranno a preparare una strategia politica da adottare nel primo trimestre del 2008, nella quale la Commissione specificherà i provvedimenti che intende prendere per varare il regime comune europeo in materia di asilo, unitamente ai tempi da rispettare. Al fine di preparare un'audizione pubblica che si terrà il 18 ottobre 2007, la Commissione invita tutte le parti interessate a inviare i loro contributi per iscritto, non oltre il 31 agosto 2007, all'indirizzo seguente: Unità immigrazione e asilo – "Libro verde in materia di asilo" Direzione generale Giustizia, libertà e sicurezza, Commissione europea, B-1049 Bruxelles; e-mail: [email protected]. LLLO R V A O O A A A C O R R U Z O N E N E S E O R E RIIIV VA ATTTO O OTTTTTTA AA ALLLLLLA AC CO OR RR RU UZ ZIIIO ON NE EN NE ELLL S SE ETTTTTTO OR RE E PPPR La Commissione europea ha presentato, lo scorso 18 giugno, una relazione sull'attuazione della decisione quadro 2003/568/GAI del Consiglio, del 22 luglio 2003, relativa alla lotta contro la corruzione nel settore privato, dalla quale emerge che la maggior parte degli Stati membri non ha ancora qualificato come illecito penale tutte le possibili fattispecie di corruzione nel settore privato. Il Belgio e il Regno Unito hanno dato piena attuazione alle principali disposizioni della decisione quadro. L'obiettivo della decisione quadro del Consiglio è garantire che in ogni Stato membro costituiscano un illecito penale sia il "promettere, offrire o concedere" (corruzione attiva) sia il "sollecitare o ricevere" (corruzione passiva) un indebito vantaggio di qualsiasi natura nell'ambito di attività professionali nel settore privato. La decisione quadro, che si applica alle entità con e senza scopo di lucro, prevede inoltre che anche le persone giuridiche possano essere dichiarate colpevoli di tali reali. La relazione, che si basa sulle informazioni ricevute dagli Stati membri, constata principalmente che è ancora nella fase iniziale il recepimento da parte degli Stati membri della decisione quadro del Consiglio. La Commissione invita gli Stati membri, compresi quelli che hanno comunicato di essere impegnati nell'elaborazione della normativa, a fornirle al più presto ogni ulteriore informazione utile. Nel corso dell'autunno la Commissione europea pubblicherà un documento di lavoro sui rapporti tra corruzione e criminalità organizzata. Link: http://eurlex.europa.eu/LexUriServ/site/it/com/2007/com2007_0328it01.pdf. V V VIIITTTAAA PPPRRRIIIVVVAAATTTAAA Il Commissario europeo Franco Frattini ha accolto favorevolmente la decisione della società americana Google Inc. di limitare a 18 mesi, anziché due anni, il periodo di conservazione delle tracce delle ricerche degli utenti. La decisione di Google è stata presa dopo che alcune associazioni l’avevano accusata di violare le disposizioni sulla protezione della vita privata. La società americana si è inoltre impegnata a collaborare con il “Comitato Articolo 29” della Commissione Europea sulla protezione dei dati personali. 14 CONFCOMMERCIO INTERNATIONAL, giugno 2007 IMPRESE, TURISMO C C P M O M M S S O N E CO OM MM MIIIS SS SIIIO ON NE EP PM MIII E 7 0 0 0 E 1 2 O C O M M R C O 7 07 0 LLLUUUGGGLLLIIIO 00 EUUURRRO OC CO OM MM MEEER RC CEEE,,, 1 10 O2 20 Revisione della politica delle PMI: Nel 2005, la Commissione europea ha adottato un documento di consultazione sulla futura politica delle PMI. Una comunicazione della Commissione al riguardo dovrebbe essere adottata nel settembre 2007 al fine di revisionare la politica europea delle PMI. Eurcommerce nel 2005 ha adottato una posizione come contributo alla consultazione. La discussione nell’ambito della riunione ha riguardato gli argomenti su cui puntare l’attenzione a livello comunitario. La nuova posizione di Eurcommerce si concentrerà su: l’accesso al finanziamento e la migliore regolamentazione. Le aree d’azione proposte dalla Commissione nell’ambito della politica delle PMI sono: - Promuovere l’imprenditorialità e le competenze; - Migliorare l’accesso ai mercati per le PMI; - Ridurre gli oneri amministrativi; Rafforzare il dialogo e la consultazione con le organizzazioni imprenditoriali. Panel di discussione sulle migliori pratiche nazionali: I membri olandesi, tedeschi e italiani hanno presentato alcune migliori pratiche nell’ambito della better regulation. Le migliori pratiche presentate dalla Confcommercio sono state: - Finanziaria 2007: Piena attuazione dello sportello (UNIG) delle imprese. Tale sportello è composto dalle camere di commercio dall’INPS e dall’INAIL. Assolve a tutti gli obblighi amministrativi; - Miglioramento del versamento contributivo attraverso l’utilizzo via elettronica da parte degli enti previdenziali. Obiettivo: semplificazione degli obblighi contributivi; - Dichiarazione unica di regolarità contributiva (DURC) fatta dagli enti previdenziali. Obiettivo: Semplificare la partecipazione a gare pubbliche e d’appalto. R E R U R S M O O V A R E A O C A C O M U N A R A R ER R IIILLL TTTU UR RIIIS SM MO O OV VA AR RE E LLLA A PPPO OLLLIIITTTIIIC CA AC CO OM MU UN NIIITTTA AR RIIIA A PPPE RIIINNNNNNO L’On. Costa, presidente della Commissione Trasporti e Turismo (TRAN) del Parlamento Europeo, ha presentato il 26 giugno un progetto di relazione sul turismo. L’Europarlamentare ha specificato che lo scopo del suo rapporto non è di disegnare le basi per una politica europea del turismo, in quanto questa è di competenza nazionale e regionale e molto probabilmente resterà tale anche negli anni a venire, tenuto conto dell’eterogeneità delle risorse turistiche degli Stati Membri. L’ambizione di detta azione è piuttosto quella di individuare all’interno delle politiche comunitarie tutti quegli aspetti che interessano direttamente ed indirettamente il turismo e cercare di attrarre l’attenzione della Commissione Europea e degli Stati Membri sull’influenza che certe azioni comunitarie possono avere sul settore. A tal proposito l’On. Costa ha individuato le azioni che egli ritiene prioritarie per sostenere lo sviluppo del settore. 1) Politiche dei visti In contesto in cui la mobilità delle persone è fortemente aumentata, distinguere coloro che vengono in Europa per motivi di lavoro da coloro che vengono per fini turistici è essenziale. Le politiche europee sui visti esistono già sono molto eterogenee. Alcuni stati sono piuttosto rigidi e lenti nell’emettere i propri visti. Il turismo extraeuropeo è in crescita e proviene da quei paesi, quali la Cina e l’India, che stanno attraversando una forte crescita economica. Tale forma di turismo va incoraggiata. Il Commissario per la Sicurezza, la Giustizia e gli Affari Interni, Franco Frattini, sta già lavorando in questa direzione. 2) Statistiche sul turismo L’On. Costa ha incoraggiato l’adozione di una soluzione europea. Allo stato attuale i dati disponibili sono difficilmente comparabili perché i criteri usati per ottenerli sono diversi da stato 15 CONFCOMMERCIO INTERNATIONAL, giugno 2007 a stato. Molte delle parti interessate si sono già espresse a favore di una revisione delle modalità che regolano le statistiche nel settore del turismo 3) Standard L’obiettivo è quello di incoraggiare gli standard di qualità che sono diversi da quelli di prodotto. L’On. Costa è consapevole che molti degli operatori del settore sono contrari e, d’altra parte, le destinazioni turistiche europee si sviluppano in funzione delle diverse caratteristiche geografiche e climatiche. Ad esempio le località turistiche scandinave hanno strutture diverse da quelle delle coste del Mediterraneo. Tuttavia, se è quasi impossibile trovare ed imporre certi tipi standard strutturali a tutti, alcuni tipi di standard che riguardano la qualità dei servizi offerti possono essere individuati. Questo è nell’interesse sia del consumatore, che può orientare meglio la propria scelta economica, sia dell’operatore turistico che può esser meglio identificato e vendere meglio i propri servizi. 3) Label ed etichettature In Europa c’è un pullulare di label ed etichettature su base volontaristica, che certificano la qualità delle acque, delle spiagge, dei servizi offerti. Non sarebbe meglio uniformare tutti questi tipi di certificazione? Il consumatore/turista spesso è fuorviato dai diversi tipi di label ed etichette. Egli ha diritto ad essere informato su ciò che compra e questo è particolarmente importante per i turisti portatori di handicap e per coloro che acquistano pacchetti vacanze online. 4) Diritti dei passeggeri Al momento sono in revisione alcune direttive concernenti i diritti dei passeggeri. Occorre chiarire ed aumentare le garanzie per ritardi, cancellazioni, cambiamenti di programma.... 5) Premio destinazioni di eccellenza L’Europa come destinazione turistica deve essere promossa. L’istituzione di un tale riconoscimento può essere un incentivo a migliorare l’attrattività delle destinazioni europee. La Commissione TRAN dovrebbe votare il rapporto definitivo in settembre mentre il voto della plenaria è previsto per ottobre. A A B Q U E D O N E ACCCQ QU UE ED DIII B BAAALLLNNNEEEAAAZZZIIIO ON NE E I dati del 2006 contenuti nella relazione annuale della Commissione Europea hanno rivelato il buono stato di salute delle acque di balneazione. La percentuale delle acque con valori conformi alle soglie imperative è stata del 96% per quelle costiere e dell’89% per quelle di laghi e fiumi. Tuttavia, la percentuale di zone costiere che rispettano criteri più rigidi è diminuita passando dall’89,1% del 2005 all’88,4% del 2006 mentre è aumentata per le acque interne passando dal 63,1% del 2005 al 63,8% del 2006. Anche il numero dei siti di balneazione cancellati dalle liste è diminuito, a testimonianza della migliore qualità delle acque. Nel 2006 gli Stati Membri hanno cancellato dalla lista dei siti di balneazione 88 località costiere e 166 aree interne. Ciononostante, la Commissione Europea teme che i buoni risultati del 2006 occultino i seri problemi relativi all’inquinamento delle acque. La relazione evidenzia ancora una volta il gap esistente tra vecchi e nuovi Stati Membri. I primi si conformano maggiormente rispetto ai secondi, anche se questi ultimi stanno facendo molti sforzi per migliorare l’osservanza dei criteri comunitari. Link: http://www.ec.europa.eu/water/waterbathing/index_en.html D D O M O E U R O E DAAATTTIII SSSTTTAAATTTIIISSSTTTIIICCCIII SSSUUULLL TTTUUURRRIIISSSM MO OE EU UR RO OPPPE EO O Il settore turistico europeo cresce sebbene in maniera più lenta rispetto ai suoi concorrenti. Secondo i dati messi a disposizione dall’European Traval Commission (ECT), associazione che 16 CONFCOMMERCIO INTERNATIONAL, giugno 2007 raggruppa 38 associazioni nazionali del turismo, nel 2006 gli arrivi di turisti in Europa hanno registrato un aumento del 4%. Sebbene nello stesso arco di tempo le regioni dell’Africa, dell’Asia e del Pacifico abbiano registrato una crescita media dell’8%, i dati mostrano che le destinazioni turistiche europee hanno una tradizione consolidata e che si stanno avviando ad una ripresa. L’Europa pertanto è riuscita a mantenere piuttosto facilmente una posizione di privilegio rispetto ad altre destinazioni raccogliendo il 54% totale degli arrivi. I dati del 2006 sono un segnale incoraggiante per quelli del 2007. Quest’anno l’incremento degli arrivi dovrebbe attestarsi tra il 3% ed il 3,5%. I dati dell’ECT sono stati seguiti da quelli pubblicati dall’Eurostat a fine giugno. Le statistiche si riferiscono al 2006 e prendono in considerazione i 27 Stati Membri dell’UE. Secondo l’Eurostat il numero di notti spese in strutture alberghiere è aumentato del 4,7%. Gli Stati Membri che hanno registrato il maggior numero di pernottamenti sono l’Italia, la Spagna, la Germania, la Francia ed il Regno Unito. Tuttavia, in termini percentuali gli incrementi più significativi sono stati in Lettonia, Lituania, Paesi Bassi e Spagna mentre si sono registrati dei cali nel Regno Unito e a Cipro. Link: http://epp.eurostat.ec.europa.eu/pls/portal/docs/PAGE/PGP_PRD_CAT_PREREL/PGE_CAT_PRE REL_YEAR_2007/PGE_CAT_PREREL_YEAR_2007_MONTH_06/4-29062007-EN-BP.PDF P P O E Z O N E C O N S O A R E PRRRO OTTTE EZ ZIIIO ON NE EC CO ON NS SO OLLLA AR RE E La Commissione Europea è pronta a sostenere finanziariamente le attività legate alla protezione consolare dei cittadini europei che si trovino a viaggiare in paesi terzi per turismo o per motivi professionali. Secondo le disposizioni in vigore, i cittadini comunitari che si trovano in un paese terzo in cui il proprio paese di origine non è rappresentato a livello diplomatico, possono rivolgersi a qualunque rappresentanza di uno Stato Membro dell’UE, beneficiare di protezione ed ottenere assistenza, in casi di malattia, incidente, morte, arresto o detenzione e, attacco terroristico... In particolare verranno finanziate campagne di informazione dirette sia al pubblico sia al personale consolare degli Stati Membri. Alcuni opuscoli informativi sono già stati distribuiti presso le associazioni di agenzie di viaggio nazionali e saranno presto disponibili presso porti ed aeroporti. Inoltre, a breve è prevista la creazione di un numero verde. La Commissione Europea vorrebbe anche inserire i siti nazionali dedicati all’informazione dei viaggiatori sul proprio sito ma alcuni Stati Membri sono contrari in quanto ritengono di poter provvedere meglio alla protezione dei propri cittadini. N N A Z O N A D V A G G A O R N O V E R E G O E E R R A S O R N E R AZ ZIIIO ON NA ALLLIII D DIII V VIIIA AG GG GIIIA ATTTO OR RIII OV VE ER RE EG GO OLLLE E PPPE ER R III TTTR RA AS SPPPO OR RTTTIII IIIN NTTTE ER RN NA NUUUO La Commissione Europea ha presentato al Consiglio una proposta di modifica della direttiva 1996/26 CE e dei regolamenti CEE 684/1992 e CE 12/1998 che riguardano le norme applicabili ai trasporti internazionali di viaggiatori. In effetti, le regole vigenti devono adeguarsi al nuovo quadro giuridico sui trasporti pubblici in aereo, treno e autobus che è in fase di adozione. La proposta della Commissione Europea mira ad una semplificazione tramite l’unificazione dei due regolamenti sull’accesso al mercato del trasporto stradale. Nello specifico si vuol introdurre una procedura più semplice e più celere per le autorizzazioni dei servizi regolari internazionali. In futuro, il rigetto di una domanda sarà possibile solo se il richiedente danneggerebbe un servizio simile di carattere pubblico ed obbligatorio. Inoltre, si sta pensando ad una licenza comunitaria semplificata e normalizzata per ridurre i costi amministrativi e diminuire i ritardi. Si prevedono inoltre disposizioni rafforzate che obbligano uno Stato Membro ad agire su richiesta di un altro Stato Membro nel caso in cui un trasportatore, cui ha rilasciato la licenza, commetta infrazioni in un altro paese. Il nuovo regolamento prevede anche un miglioramento nello scambio di informazioni tra i paesi UE per quanto riguarda l’accesso alla professione di trasportatore stradale. La proposta della Commissione Europea è consultabile on-line: http://www.eur-lex.europa.eu/LexUriServ/site/en/com/2007/com2007_0264en01.pdf 17 CONFCOMMERCIO INTERNATIONAL, giugno 2007 R R O C À D E V S REEECCCIIIPPPRRRO OC CIIITTTÀ ÀD DE EIII V VIIIS STTTIII La Commissione Europea intende rimandare a dopo l’estate la pubblicazione della relazione sulla reciprocità dei visti in quanto il Congresso USA sta attualmente modificando il Visa Waiver Program (VWP). Il sistema di reciprocità permette ai cittadini europei di entrare negli USA e di restarvi per 90 giorni senza bisogno di un visto. Allo stato attuale, però, solo i cittadini dei vecchi Stati Membri possono usufruire di questa possibilità, il che rende il sistema imperfetto in quanto i cittadini statunitensi possono viaggiare su tutto il territorio comunitario senza necessitare di visto. La revisione del VWP dovrebbe dare ad altri 5 Stati Membri la possibilità di usufruire della reciprocità. Il sistema ETA (Electronic Travel Authority) dovrebbe sostituire il sistema di visto. ETA prevede il riempimento di un formulario on-line da parte dei viaggiatori che acquistano un biglietto. I dati del passaporto e della carta di credito verranno successivamente controllati per verificare che il viaggiatore non sia sulla lista dei sospetti. D D O N A D E A S S E G G E R DAAATTTIII PPPEEERRRSSSO ON NA ALLLIII D DE EIII PPPA AS SS SE EG GG GE ER RIII I negoziati tra UE ed USA sulla trasmissione dei dati personali dei passeggeri (Passenger Name Record, PNR) procedono verso il raggiungimento di un nuovo accordo che modifichi e sostituisca quello vigente il cui termine naturale è il prossimo 31 di luglio. Attualmente le compagnie aeree sono tenute a trasmettere alle autorità statunitensi 34 tipi di dati personali. L’UE vorrebbe diminuire il numero dei dati trasmessi e limitare lo stoccaggio di questi ai tre anni e mezzo attuali. Le autorità USA vorrebbero invece prolungare tale periodo di conservazione. Secondo fonti diplomatiche, il nuovo accordo, con validità sette anni, prevede la trasmissione di 19 tipi di dati ed uno stoccaggio ad un periodo inferiore agli otto anni, passato il quale dovranno esser cancellati. Inoltre, i dati verrebbero trasmessi solo per finalità relative alla lotta al terrorismo internazionale ed alla criminalità organizzata nonché in caso di gravi reati. I dati relativi all’origine razziale ed etnica, alle idee religiose, alle opinioni politiche, allo stato di salute ed alla vita sessuale potranno esser trasmessi solo in circostanze eccezionali. Il nuovo accordo è stato criticato da deputati europei di diverso schieramento e giudicato poco efficace nella protezione dei dati personali. B B D A B O M E R C A BAAANNNCCCAAA D DA ATTTIII B BIIIO OM ME ETTTR RIIIC CA A Dopo mesi di discussione è stato raggiunto un compromesso tra Parlamento Europeo ed il Consiglio sulla proposta di regolamento che crea una banca dati biometrica, consultabile dagli Stati Membri, per lo scambio di informazioni sulle richieste di visti e sui visti concessi per brevi periodi a cittadini di stati terzi. Il Sistema di Informazione sui Visti (VIS) sarà attivo dal 2009 opererà nello spazio Schengen. Anche Europol potrà accedere alla banca dati nell’ambito di indagini criminali o di azioni antiterrorismo. S S S O G E N SPPPAAAZZZIIIO OS SCCCHHHEEENNNG GE EN N La Commissione Europea ha annunciato l’allargamento delle frontiere dello spazio Schengen ai 10 paesi che sono diventati Membri dell’UE nel 2004. Questi dovrebbero unirsi agli altri paesi del gruppo Schengen alla fine del 2007 previa una positiva valutazione della loro capacità di controllare le frontiere esterne ed integrarsi nella banca dati comune (SIS) che collega polizia, giustizia e dogane degli Stati Membri. Nel frattempo, proseguono i lavori per l’avvio del sistema SIS II che potenzierà l’attuale banca dati. LLLIIISSSTTTAAA NNNEEERRRAAA D D E E C O M A G N E A E R E E DE ELLLLLLE EC CO OM MPPPA AG GN NIIIE EA AE ER RE EE E La Commissione Europea ha attuato la revisione della “lista nera” delle compagnie aeree da e verso l’UE. Le misure riguardano in particolar modo le compagnie indonesiane, tutte inserite 18 CONFCOMMERCIO INTERNATIONAL, giugno 2007 nella “lista nera”. Il divieto non ha tuttavia valenza extraterritoriale, ovvero rimane circoscritto al territorio UE. Di conseguenza tali compagnie possono continuare ad operare voli locali e voli da e verso altri paesi non comunitari. Le agenzie di viaggio sono tenute ad informare i clienti in partenza per l’Indonesia che eventuali corrispondenze possono essere effettuate da compagnie non conformi ai criteri di sicurezza europei. Tra le altre compagnie aeree elencate nella “lista nera”, ve ne sono una dell’Angola per il trasporto passeggeri, una dell’Ucraina per il trasporto merci, tre del Kirghizistan. Alcuni paesi come la Russia, la Bulgaria, la Moldavia e l’Albania hanno preso misure unilaterali proibendo o limitando i voli merci e passeggeri da e verso il territorio comunitario. S S O M O N D A E STTTAAATTTIIISSSTTTIIICCCHHHEEE AAA LLLIIIVVVEEELLLLLLO OM MO ON ND DIIIA ALLLE E L’Organizzazione Mondiale del Turismo (UNWTO), costituita in seno alle Nazioni Unite, ha recentemente pubblicato una raccolta di statistiche sul turismo relative al periodo 2001-2005. Il documento, disponibile solo in lingua inglese, può essere acquistato via Internet: http://pub.unwto.org:81/epages/Store.sf/?ObjectPath=/Shops/Infoshop/Products/1430/SubPr oducts/1430-1 MERCATO INTERNO D D O R S A D E E S O C E À Q U O A E N B RS SA A DIIIRRRIIITTTTTTIII D DE ELLLLLLE ES SO OC CIIIE ETTTÀ ÀQ QU UO OTTTA ATTTE E IIIN NB BO OR La Commissione Europea ha pubblicato i risultati di un’analisi esterna sui meccanismi di rafforzamento del controllo dei diritti delle società quotate in borsa (control-enhancing mechanisms – CEM). Questi meccanismi rendono possibili le azioni di voto multiplo, la limitazione del diritto di voto, le azioni preferenziali senza diritto di voto, gli accordi tra azionisti, le partecipazioni incrociate e le piramidi di società. Dalle 19 giurisdizioni analizzate, 16 europee e 3 extraeuropee (Austrialia, Giappone e USA), si evince che in nessuno stato sostiene esclusivamente il principio “un’azione, un voto”o la libertà totale nell’organizzazione del diritto di voto. Le 646 società intervistate per il sondaggio hanno dichiarato di utilizzare diversi meccanismi di voto anche se la maggioranza si dichiara insoddisfatta dei CEM. L’analisi, che integrerà quella d’incidenza della Commissione Europa, smentisce quindi i sostenitori “dell’attivismo azionistico”. IIISSSTTTIIITTTUUUTTTIII D D C R E D O DIII C CR RE ED DIIITTTO O La Commissione Europea ha lanciato una consultazione pubblica per l’attuazione della direttiva 2001/24 CE relativa al risanamento ed alla liquidazione di istituti di credito per avere un riscontro sulla legislazione europea e la presenza di eventuali carenze. Secondo le norme vigenti, che riguardano solo banche con succursali, risanamento e liquidazione degli istituti bancari seguono i principi di universalità e unità. La consultazione è aperta fino al 30 settembre del 2007 ed è consultabile on-line: http://www.ec.europa.eu/internal_market/bank/docs/windingup/consultation_questionaire_en.pdf U U U M S S O N E D A B A N C A R UEEE///U USSSAAA::: TTTRRRAAASSSM MIIIS SS SIIIO ON NE ED DA ATTTIII B BA AN NC CA AR RIII I negoziati tra UE ed USA sulla trasmissione dei dati bancari (Swift) hanno portato ad un accordo. Le autorità comunitarie miravano a stabilire delle regole comuni per la protezione delle transazioni bancarie da quando hanno scoperto che Swift, la società intermediaria per i movimenti bancari, ha fornito illegalmente dati privati relativi ai conti bancari alle autorità statunitensi. L’accordo raggiunto è un impegno unilaterale, invece dell’accordo-quadro sostenuto dall’UE. Swift finalizzerà le discussioni con gli USA per il trasferimento dei dati a 19 CONFCOMMERCIO INTERNATIONAL, giugno 2007 metà luglio. Le autorità statunitensi potranno stoccare i dati per un periodo massimo di 5 anni. Inoltre, esse creeranno un meccanismo di sorveglianza con un eminente rappresentante UE e redigeranno una relazione sulla protezione dei dati. L’accordo attualmente esistente risale al 2001 e riguarda i dati soggetti ad una direttiva del 1995. Il testo contente l’impegno unilaterale degli USA sarà presentato agli ambasciatori UE il prossimo mese di ottobre. FFFO O O N D S E C U A V E D N V E S M E N ON ND DIII S SPPPE EC CU ULLLA ATTTIIIV VIII E ED DIII IIIN NV VE ES STTTIIIM ME EN NTTTO O Il Partito Socialista Europeo (PSE) ed il Partito Democratico Americano hanno lanciato un’iniziativa congiunta per una maggiore regolamentazione sui fondi speculativi e sui fondi di investimento. Nella loro richiesta i due partiti chiedono che siano intraprese azioni per raggiungere tre obiettivi concreti. Il primo riguarda la necessità di trasparenza completa circa le attività di detti fondi attraverso la pubblicazione di documenti finanziari e la responsabilizzazione degli operatori di settore. Il secondo mira a “tutelare i diritti dei lavoratori in materia di contrattazioni collettive e di formazione professionale”. Il terzo concerne la formazione di un “gruppo di lavoro internazionale”, cui partecipi anche l’ILO, che presenti “raccomandazioni sulle azioni normative adeguate”. IIITTTAAALLLIIIAAA::: P P D S E R V Z O O C E D M E N O D N R A Z O N E N M A E R A D S A Z O N SE ER RV VIIIZ ZIIIO O PRRRO OC CE ED DIIIM ME EN NTTTO OD D’’’IIIN NFFFR RA AZ ZIIIO ON NE E IIIN NM MA ATTTE ER RIIIA AD DIII S STTTA AZ ZIIIO ON NIII D DIII S La Commissione europea ha deciso, il 27 giugno, di chiedere formalmente all'Italia di modificare le norme nazionali relative all'installazione di stazioni di servizio. La richiesta della Commissione assume la forma di un "parere motivato" che costituisce la seconda fase della procedura di infrazione ai sensi dell'articolo 226 del trattato CE. In mancanza di una risposta soddisfacente entro due mesi, la Commissione potrà adire la Corte di giustizia. Il procedimento nei confronti dell’Italia verte sulle norme vigenti a livello statale e regionale nel settore della commercializzazione di carburanti e che, attraverso una serie di limitazioni, rendono impossibile o estremamente difficile l'ingresso nel mercato italiano di nuovi concorrenti provenienti da altri Stati membri dell'UE. Nel contempo, la Commissione ha deciso di archiviare il procedimento di infrazione avente per oggetto la legislazione nazionale relativa alle concessioni idroelettriche nel Trentino-Alto Adige. La Commissione ritiene che le norme nazionali e regionali relative all'installazione e all’esercizio di stazioni di servizio siano incompatibili con l'articolo 43 del trattato CE che sancisce la libertà di stabilimento nel mercato interno. Il quadro legislativo nazionale è costituito da: decreto legislativo n. 32 dell'11 febbraio 1998 modificato dal decreto legislativo n. 346 dell’8 settembre 1999, legge n. 496 del 28 dicembre 1999 di conversione del decreto legge n. 383 del 29 ottobre 1999, legge n. 57 del 5 marzo 2001 recante "Disposizioni in materia di apertura e regolazione dei mercati" e Piano nazionale contenente le linee guida per l'ammodernamento del sistema distributivo dei carburanti approvato con decreto del 31 ottobre 2001. Le disposizioni nazionali sono attuate e integrate da una serie di norme adottate dalle regioni italiane. In particolare, la Commissione contesta: a) le condizioni da soddisfare ai fini dell'apertura di nuove stazioni di servizio. La Corte di giustizia si è già pronunciata sulle limitazioni imposte dal rispetto di documenti di programmazione regionale, dichiarando che disposizioni di tale natura possono rendere più difficile l'esercizio di una libertà fondamentale (Cfr. sentenza del 15 gennaio 2002, Commissione contro Repubblica italiana Italia, in materia di fiere, esposizioni, mostre e mercati, C-439/99, punto 33); b) Requisiti strutturali imposti alle nuove stazioni di servizio: superficie minima dei nuovi impianti (variabile da 200 a 4000 m2) e presenza di attività commerciali integrative (c.d. servizi "non oil"); c) Distanze minime; d) Requisiti in materia di orari di apertura; e) Autocertificazione. Link: http://ec.europa.eu/community_law/eulaw/index_fr.htm. 20 CONFCOMMERCIO INTERNATIONAL, giugno 2007 C N II M O N O O C O NTTR RO OV VE ER RS SIIE ED D M OD DE ES STTA AE E NTTIITTÀ À::: PPPOSIZIONE OS SIIZ ZIIO ON NE EC C OM MU UN NE E CO ONTROVERSIE DI MODESTA ENTITÀ COMUNE Il Consiglio ha adottato, il 13 giugno, la posizione comune sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce un procedimento europeo per le controversie di modesta entità. Il regolamento mira a semplificare e accelerare i procedimenti relativi alle controversie di modesta entità e a ridurne le spese, istituendo un sistema europeo che offra ai cittadini un'alternativa ai procedimenti previsti dalla normativa vigente negli Stati membri. La posizione comune mantiene gli elementi essenziali della proposta della Commissione del 15 marzo 2005. Il procedimento si applicherà, in materia civile e commerciale, alle controversie il cui valore non eccede i 2 000 euro, che abbiano o meno per oggetto il pagamento di una somma di denaro. Nell'intento di ridurre costi e ritardi, il procedimento europeo per le controversie di modesta entità prevede varie semplificazioni procedurali: l'uso di moduli standard e fissa termini per le parti e l'organo giurisdizionale in modo da semplificare e accelerare il contenzioso. Il procedimento dovrebbe svolgersi in forma scritta, a meno che il giudice non ritenga necessaria un'udienza. Questi può tenere l'udienza o assumere prove tramite videoconferenza o altri mezzi tecnologici di comunicazione, se disponibili. Le parti non sono obbligate a farsi rappresentare da un avvocato o altro professionista legale ed è il giudice a determinare i mezzi di assunzione delle prove e l’ambito delle prove indispensabili ai fini della sentenza secondo le norme applicabili in materia di ammissibilità delle prove. Sempre il giudice può ammettere l’assunzione di prove tramite dichiarazioni scritte di testimoni, esperti o parti. La sentenza è esecutiva indipendentemente dalla possibilità d’impugnazione e non è necessario prestare cauzione. Infine, il regolamento elimina le misure intermedie necessarie per il riconoscimento e l’esecuzione di una sentenza resa nell’ambito di un procedimento europeo per controversie di modesta entità. La sentenza è riconosciuta ed eseguita in un altro Stato membro automaticamente, senza possibilità di opposizione. Il nuovo procedimento entrerà in vigore a partire dal 1º gennaio 2009. Link: http://www.consilium.europa.eu/ueDocs/cms_Data/docs/pressData/it/jha/95081.pdf. OCCUPAZIONE E AFFARI SOCIALI FFFLLLEEESSSSSSIIICCCUUURRREEEZZZZZZAAA La Commissione europea ha presentato il 27 giugno u.s. la comunicazione “Verso principi comuni in materia di Flessicurezza: lavori migliori e più numerosi tramite la flessibilità e la sicurezza”. La flessicurezza viene definita come una strategia integrata per aumentare, allo stesso tempo, la flessibilità e la sicurezza nel mercato del lavoro. Flessibilità intesa come transizioni di successo nel corso della vita di un individuo: dalla scuola al lavoro, da un lavoro all’altro, dalla disoccupazione all’impiego, dall’impiego alla pensione. Sicurezza, dall’altra parte, in relazione alle capacità che garantiscono ai lavoratori facilità nel trovare un impiego. L'Europa deve trovare nuove modalità per rendere i suoi mercati del lavoro più flessibili garantendo nel contempo la sicurezza dell'occupazione anche nell’ottica della Strategia di Lisbona. Le strategie di flessicurezza possono contribuire a modernizzare i mercati del lavoro europei e a meglio affrontare le sfide e le opportunità della globalizzazione. La flessicurezza è una strategia globale di politica del mercato del lavoro che combina una sufficiente flessibilità nei dispositivi contrattuali – per consentire alle imprese e ai lavoratori di affrontare il cambiamento – e la sicurezza per i lavoratori di mantenere il loro posto di lavoro o di essere in grado di trovarne uno nuovo in tempi brevi oltre all'assicurazione di un reddito adeguato nei periodi di transizione tra due lavori. La comunicazione ribadisce come ciò possa essere positivo sia per i lavoratori che per le imprese. La flessibilità significa assicurare che i lavoratori possano trovare agevolmente un lavoro e passare agevolmente da un lavoro all'altro; il concetto copre la flessicurezza esterna e quella interna nella stessa impresa. La sicurezza non interessa soltanto i 21 CONFCOMMERCIO INTERNATIONAL, giugno 2007 lavoratori ma anche le imprese: migliorare le abilità dei lavoratori è anche fonte di sicurezza addizionale e di vantaggi per i datori di lavoro. La flessibilità e la sicurezza possono rafforzarsi reciprocamente. I quattro componenti fondamentali della flessicurezza sono: - disposizioni contrattuali flessibili e affidabili; - apprendimento lungo tutto l'arco della vita; - politiche attive del mercato del lavoro; - sistemi moderni di sicurezza sociale. Secondo gli studi OCSE una stretta legislazione di protezione dell’impiego riduce i licenziamenti ma, allo stesso tempo, diminuisce anche il tasso di entrata nel mercato del lavoro dei disoccupati. Al momento di assumere nuovo personale, le imprese (soprattutto le PMI) terranno conto degli alti costi di licenziamento esistenti. La soluzione è rappresentata da un maggiore investimento nelle risorse umane. Un’alta partecipazione alla formazione permanente è associata ad un alto tasso di occupazione. Ma anche sistemi moderni di sicurezza sociale che offrano adeguati sussidi alla disoccupazione e politiche attive del mercato del lavoro possono facilitare la transizione da un lavoro all’altro. Secondo la comunicazione i lavoratori si sentono meglio protetti da un adeguato sussidio alla disoccupazione piuttosto che da una rigida protezione contro il licenziamento. L’OCSE definisce a grandi linee la flessicurezza come caratterizzata da: una moderata legislazione di protezione dell’impiego, un’alta partecipazione alla formazione lungo tutto l’arco della vita, un’elevata spesa pubblica in politiche del mercato del lavoro, sussidi di disoccupazione generosi che tengano conto dei diritti e dei doveri, alta copertura dei sistemi di sicurezza sociale ed un’alta copertura sindacale. Ruolo centrale è affidato al dialogo sociale, il miglior modo per sviluppare la flessicurezza è un approccio basato al partenariato. Anche se le politiche di flessicurezza devono rispecchiare le diverse situazioni dei vari Stati membri, tutti gli Stati membri si trovano di fronte alla stessa sfida della modernizzazione e adattamento alla globalizzazione. E’, dunque, auspicabile che anche in vista del raggiungimento degli obiettivi della Strategia per la crescita e l’occupazione, tutti gli Stati membri raggiungano un consenso sui principi comuni della flessicurezza. Tali principi comprendono: - rafforzare l'attuazione della strategia UE per la crescita e l'occupazione e corroborare il modello sociale europeo; - trovare un equilibrio tra diritti e responsabilità; - adattare la flessicurezza alle circostanze, esigenze e sfide diverse che gli Stati membri si trovano ad affrontare; - ridurre il divario tra coloro che hanno un'occupazione atipica, a volte precaria (i cosiddetti "outsider") da un lato e coloro che hanno un'occupazione permanente a tempo pieno (gli "insider"); - sviluppare la flessicurezza interna e esterna aiutando i lavoratori ad avanzare nella carriera (interna) come anche a progredire attraverso il mercato del lavoro (esterna); - sostenere la parità dei generi e promuovere le pari opportunità per tutti; - produrre pacchetti politici equilibrati per determinare una situazione che vada a vantaggio di tutti e alimentare un clima di fiducia tra le parti sociali, le autorità pubbliche e gli altri interessati; - assicurare un'equa distribuzione dei costi e benefici derivanti dalle politiche di flessicurezza e contribuire a politiche finanziarie valide ed economicamente sostenibili. La comunicazione presenta inoltre quattro "percorsi" tipici, atti a consentire agli Stati membri di sviluppare strategie proprie di flessicurezza adattate alle sfide che essi si trovano ad affrontare a livello nazionale. Non esiste chiaramente una soluzione unica che vada bene a tutti – le situazioni del mercato del lavoro variano notevolmente all'interno dell'UE. Gli strumenti finanziari dell'UE per la coesione – in particolare il Fondo sociale europeo per il periodo di programmazione 2007-2013 – possono contribuire in modo significativo agli aspetti finanziari della flessicurezza, appoggiando ad esempio iniziative di formazione a livello aziendale, programmi di apprendimento permanente o incoraggiando l'imprenditorialità. La flessicurezza ha un posto preminente negli orientamenti integrati concordati all'unanimità dagli Stati membri e che sottendono l'attuazione a livello sia europeo che nazionale della strategia di Lisbona per la crescita e l'occupazione. La flessicurezza può avere successo soltanto se vi si impegneranno 22 CONFCOMMERCIO INTERNATIONAL, giugno 2007 tutti gli attori interessati. La Commissione incoraggia gli Stati membri a collaborare con le parti sociali al fine di includere i loro approcci in materia di flessicurezza nei loro programmi di riforma nazionali facenti capo a detta strategia. Link: http://eurlex.europa.eu/LexUriServ/site/en/com/2007/com2007_0359en01.pdf D D Z O D E A V O R A O R N E A M B O D E A R E S A Z O N E D E S E R V ZIII DIIISSSTTTAAACCCCCCO OD DE EIII LLLA AV VO OR RA ATTTO OR RIII N NE ELLLLLL’’’A AM MB BIIITTTO OD DE ELLLLLLA A PPPR RE ES STTTA AZ ZIIIO ON NE ED DE EIII S SE ER RV VIIIZ La Commissione ha pubblicato, il 13 giugno scorso, una Comunicazione (Com-07-304) sul “distaccamento dei lavoratori” il cui scopo é quello di esaminare la situazione attuale e verificare i progressi fatti dal 2006 sulla base delle linee guida emesse dalla Commissione. Il problema principale che continua a persistere é che molti Stati membri tendono a riferirsi solamente alle loro misure nazionali e ai loro strumenti per verificare il rispetto della Direttiva non prendendo in considerazione le possibilità offerte da una cooperazione amministrativa o da forme più lievi di controllo. Un certo numero di Stati membri richiedono ancora un permesso di lavoro o impongono di avere un visto per accedere al mercato del lavoro a quei lavoratori distaccati provenienti dai Paesi terzi che risiedono legalmente e sono legalmente impiegati in un altro Stato membro. Altri Stati membri impongono condizioni stringenti circa il bisogno di avere un rappresentante legale domiciliato nel territorio del Paese ospitante o la disponibilità di tutti i documenti di sicurezza sociale nella forma normalmente richiesta alle imprese interne. In breve i problemi principali individuati nell’implementazione della direttiva ed evidenziati nell’ultima comunicazione, sono: Interpretazione eccessivamente restrittiva: alcune disposizioni della direttiva, come per esempio la natura temporanea del distaccamento, la distinzione tra lavoratori autonomi ed impiegati e le regole applicabili quando gli accordi collettivi non sono universalmente applicabili, sono stati interpretati da alcuni Stati membri in modo da effettivamente ostacolare la libera circolazione de servizi. Alcuni di questi casi sono stati portati davanti ai Tribunali nazionali o alla Corte europea di Giustizia. Misure di controllo eccessive: le misure di controllo in certi Stati membri sono andate al di là di quanto strettamente necessario e giustificabile per verificare il rispetto della direttiva ed assicurare la protezione dei lavoratori distaccati. Anche tali misure possono ostacolare la libera circolazione dei servizi. Informazione: Secondo la Commissione alcuni Stati membri forniscono informazioni insufficienti o insufficientemente accessibili ai lavoratori ed alle imprese. In alcuni casi il cuore del problema risiede nella mancanza di cooperazione amministrativa tra gli Stati membri. La Commissione propone, dunque, una serie di misure per far fronte a tali problemi, tra cui lo scambio di buone pratiche: - La creazione di uffici di collegamento e di monitoraggio dove possono essere dirette richieste di informazione e di cooperazione, al di là del luogo di fornitura dei servizi; - La creazione o il miglioramento, ove esistenti, di siti web dedicati al distaccamento dei lavoratori; - Il lancio di campagne volte a facilitare la presa di coscienza; - L’impegno a sottoscrivere accordi bilaterali volti a garantire una migliore cooperazione tra gli ispettorati del lavoro. 5 5 0 FFO D O N D O S O C A E E U R O E O 50 0 AAANNNNNNIII D DIII F ON ND DO OS SO OC CIIIA ALLLE EE EU UR RO OPPPE EO O Il 28 giugno, una Conferenza è stato organizzata a Postdam in Germania nell’ambito dei 50 anno del Fondo sociale europeo (FSE). Da mezzo secolo, la Commissione europea collabora con gli Stati membri per dare la possibilità ai cittadini di migliorare le loro prospettive di lavoro. Nei prossimi sette anni, i Fondo inietterà oltre 10 miliardi di euro all’anno negli Stati membri. Tale ammontare rappresenta circa il 10% del budget totale dell’Ue. I principali settori di attività saranno: - lavoratori e nuove competenze; imprese in mutamento; accesso all’occupazione e inserimento sociale; - istruzione e formazione; - donne e occupazione; lotta contro la 23 CONFCOMMERCIO INTERNATIONAL, giugno 2007 discriminazione; - lavoro in partenariato; - miglioramento dei servizi pubblici; - progetti e reti transnazionali. Link : http://ec.europa.eu/employment_social/esf2000/index_fr.html. N E C O M E M E N A R E N O R M E M N M E S U D R A E N S O N OM MPPPLLLE EM ME EN NTTTA AR RE E NO OR RM ME EM MIIIN NIIIM ME ES SU UIII D DIIIR RIIITTTTTTIII A A PPPE EN NS SIIIO ON NE EC CO Il Parlamento si è pronunciato in prima lettura sulla direttiva volta a migliorare la trasferibilità dei diritti a pensione complementare. I deputati chiariscono il campo d'applicazione e le condizioni di acquisizione dei diritti e chiedono di garantire un trattamento equo ai lavoratori che cessino un lavoro prima di aver maturato il diritto alla pensione complementare. Nel respingere l'esplicito riferimento al diritto di trasferibilità, ne chiedono un miglioramento graduale. Scopo della proposta è ridurre gli ostacoli - sia alla libera circolazione tra Stati membri che alla mobilità all'interno di uno Stato membro - dovuti a certe disposizioni dei regimi pensionistici complementari. Tali ostacoli riguardano: le condizioni d'acquisizione dei diritti a pensione, le condizioni di salvaguardia dei diritti a pensione in sospeso e la trasferibilità dei diritti acquisiti. La proposta mira inoltre a migliorare le informazioni fornite ai lavoratori sulle conseguenze della mobilità sui loro diritti a pensione complementare. REGIONALE IIITTTAAALLLIIIAAA::: P P R R N O G R A M M A O N A E PRRRO OG GR RA AM MM MA AR REEETTTEEE R RUUURRRAAALLLEEE N NAAAZZZIIIO ON NA ALLLE E La rete rurale nazionale, intesa a favorire i contatti e gli scambi di informazioni tra agricoltori e altri attori presenti nei territori rurali, nonché la diffusione di conoscenze e buone pratiche, rappresenta uno strumento privilegiato per la realizzazione e la buona riuscita dei programmi di sviluppo rurale avviati in Italia a livello regionale. Nel contempo, il trasferimento di competenze e il rafforzamento della capacità di gestione a livello dei vari soggetti e organismi implicati nella gestione dei 21 programmi regionali italiani (regioni, gruppi di azione locale e altri partenariati) esplicano un ruolo decisivo per l’esecuzione degli interventi e l’attuazione della strategia di sviluppo rurale in Italia, finalizzati al potenziamento della competitività del settore agricolo e forestale, alla tutela dell’ambiente e dello spazio rurale, al miglioramento della qualità di vita e alla diversificazione dell’economia rurale. Il programma “Rete rurale nazionale”, in collegamento con la Rete europea per lo sviluppo rurale, rappresenta inoltre un elemento chiave per la realizzazione degli interventi basati sul modello Leader e su altre modalità di integrazione delle misure di sviluppo delle aree rurali e del settore agricolo e forestale che saranno poste in essere secondo un approccio ascendente. In tale contesto, la rete rurale favorirà in particolare la cooperazione interterritoriale e transnazionale. Formata dalle organizzazioni e amministrazioni operanti nel campo dello sviluppo rurale, questa rete nazionale supporterà gli interventi previsti dai programmi regionali italiani in materia di governance, sviluppo delle capacità e scambio di informazioni e di buone prassi in ambito rurale. La rete rurale nazionale funzionerà con una dotazione di 82,9 milioni di euro di fondi pubblici, per il 50% provenienti dall’Ue e per l'altra metà a carico del governo italiano. La partecipazione comunitaria a questo programma rappresenta lo 0,5% dello stanziamento globale assegnato all’Italia per i programmi di sviluppo rurale per il periodo 2007-2013 (8,292 miliardi di euro per 22 programmi). 24 CONFCOMMERCIO INTERNATIONAL, giugno 2007 RELAZIONI ESTERNE U U A M E R C A C E N R A E UEEE///A AM ME ER RIIIC CA AC CE EN NTTTR RA ALLLE E Il 29 giugno, negoziati tra Ue e comunità dei paesi dell’America centrale sono stati iniziati a Bruxelles per preparare un accordo di associazione globale. Accordo concepito come un accordo generale, che copre l’insieme delle relazioni multidimensionali dell’Ue con l’America centrale. L’obiettivo è di promuovere il dialogo politico, intensificare e migliorare la cooperazione in numerosi settori, rafforzare e facilitare i rapporti economici, in particolare gli scambi e gli investimenti, tra le due regioni. L’accordo sarà negoziato con il Costa Rica, il Salvador, il Guatemala, l’Honduras e il Nicaragua. Di recente, la Commissione europea ha approvato un programma di aiuto di circa 840 milioni di euro per il periodo 2007-2013, mirante ad aiutare la regione e i suoi paesi ad affrontare le principali sfide della regione. Link: http://ec.europa.eu/external_relations/ca/index.htm FFFUUUTTTUUURRRO U A O S R A E G C O OS STTTR RA ATTTE EG GIIIC CO OU UEEE///A AFFFRRRIIICCCAAA La Commissione europea ha presentato il 27 giugno una proposta relativa alle iniziative principali sul nuovo orientamento dei rapporti Ue/Africa. Tali iniziative saranno proposte nell’ambito della futura strategia congiunta Ue-Africa e avviate a Lisbona ne corso del secondo vertice Ue-Africa il prossimo dicembre. La strategia mira a rafforzare il dialogo politico tra l’Ue e l’Africa in modo che il partenariato Ue-Africa: - Oltrepassi il quadro della cooperazione allo sviluppo aprendo il dialogo Ue/Africa a preoccupazioni politiche comuni e a questioni di interesse comune; - Vada oltre il quadro del continente africano allontanandosi da una strategia esclusivamente centrata sulle questioni africane per avvicinare apertamente temi di interesse europeo e planetario e agire in conseguenza nei forum competenti affinché la mondializzazione sia un vantaggio per tutti; - Vada oltre la frammentazione sostenendo gli sforzi iniziati dall’Africa per affrontare alcune sfide in particolare importanti attraverso risposte regionali e continentali; - Vada oltre il quadro delle istituzioni garantendo una partecipazione rafforzata dei cittadini africani e europei nell’ambito di un rafforzamento globale della società civile sui due continenti. Le cinque iniziative comuni proposte dalla Commissione sono: Partenariato Ue-Africa sull’energia; partenariato sul cambiamento climatico; partenariato sulle migrazioni, la mobilità e l’occupazione; partenariato sulla governance democratica e architettura politica e istituzionali Ue/Africa. T E U E C O A R O O N D A D E A S O C E À C V T OLLLA AR RO OTTTO ON ND DA AD DE ELLLLLLA AS SO OC CIIIE ETTTÀ ÀC CIIIV VIIILLLE EU UE E---C CIIINNNAAA TAAAVVVO Il 22 giugno si è svolta a Pechino,la prima riunione del forum di dialogo bilaterale della società civile. Prima dell'apertura dei lavori, il presidente della Conferenza consultiva politica del popolo cinese Jia Qinglin ha accolto i delegati cinesi e europei e i due copresidenti della Tavola rotonda, il presidente del Consiglio economico e sociale cinese Jinhua e il Presidente del CESE Dimitriadis. Nel suo discorso introduttivo, Dimitriadis ha espresso l'auspicio che i membri della Tavola rotonda lavorino in un'atmosfera di comprensione reciproca e che la Tavola rotonda diventi un elemento essenziale delle relazioni UE-Cina. Nel corso della riunione, i delegati si sono confrontati sui temi dello sviluppo sostenibile e del cambiamento climatico. Essi sono stati unanimi nel giudicare lo sviluppo sostenibile un elemento chiave della coesione economica, sociale e regionale, ma anche un modo di esprimere la solidarietà tra le generazioni e le regioni del mondo. Quanto alla delicata questione del cambiamento climatico - una preoccupazione ambientale condivisa dalle due parti - i delegati hanno insistito sulla necessità di intensificare il dialogo attuale e di promuovere il contributo che UE e Cina possono insieme apportare al 25 CONFCOMMERCIO INTERNATIONAL, giugno 2007 consolidamento del processo multilaterale sul cambiamento climatico. I delegati hanno ribadito l'importanza di consultare e di coinvolgere attivamente la società civile organizzata per poter far fronte alle sfide nei due diversi campi. I partecipanti alla Tavola rotonda hanno quindi deciso di tenere una seconda riunione in novembre, in vista del prossimo vertice UE-Cina. « » « C O M M E R C O N E R N A Z O N A E OM MM ME ER RC CIIIO O IIIN NTTTE ER RN NA AZ ZIIIO ON NA ALLLE E» » «C CO E 7 0 5 0 E 2 2 O C O M M R C O 7 07 5 GGGIIIUUUGGGNNNO 00 EUUURRRO OC CO OM MM MEEER RC CEEE,,, 2 25 O2 20 Regole delle preferenze generalizzate (GSP) e regole di origine: L’attuale schema del GSP si concluderà nel 2008 e sarà sostituito dal nuovo per il periodo gennaio 2009 - dicembre 2011. Eurocommerce nella sua presa di posizione adottata nel maggio 2006 ha richiesto un sistema semplice ed un anno di prevedibilità. Eurcommerce è riuscita ad ottenere un anno di prevedibilità dalla Commissione prima dell’applicazione delle regole previste dal nuovo sistema. La nuova proposta sarà adottata nell’autunno 2007. Essa prevede il ritiro delle preferenze concesse al Cile. GSP plus: La Commissione sta aspettando da parte degli Stati Ue l’attuazione delle 27 convenzioni sociali, ambientali e della buona governance. La lista dei Paesi beneficiari del sistema GSP sarà resa pubblica alla fine del 2008. Regole di origine preferenziali: La Commissione europea sta ancora lavorando sulla riforma delle regole di origine preferenziali. A partire dalla pubblicazione della comunicazione della Commissione sulle regole di origine preferenziali (marzo 2005) sono emersi due principali idee di riforma: Un nuovo criterio di valore aggiunto per la determinazione dell’origine; l’abolizione del certificato di origine Form A e l’istituzione della lista degli esportatori registrati che sposta la responsabilità dall’autorità nazionale al commerciante). La Commissione sta effettuando la valutazione d’impatto per studiare i criteri di valore aggiunto da essa proposti e la lista degli esportatori registrati nei settori sensibili quali: tessile, pesca e agricoltura. Eurcommerce nel corso della riunione ha adottato la presa di posizione sul GSP e sulle regole di origine preferenziali. Il documento è stato inviato alla Commissione. Strumenti europei di difesa commerciale. Follow-up del Libro verde sulla riforma degli strumenti di difesa commerciale: La consultazione sul Libro verde sugli strumenti di difesa commerciale si è conclusa il 31 marzo 2007. I risultati della consultazione hanno messo in evidenza una contrapposizione netta tra gli interessi del settore del commercio propenso ad una riforma dell’attuale sistema degli strumenti europei di difesa commerciale e quelli dell’industria interessata al mantenimento dello status quo o ad una modifica del sistema attraverso un accordo multilaterale a livello di OMC e non in via unilaterale. Il 16 luglio 2007 il Parlamento europeo organizzerà un seminario su tale argomento. Una comunicazione sarà presentata dalla Commissione entro fine ottobre. Eurcommerce preparerà una nuova presa di posizione che farà circolare, emendare e adottare dai membri per via elettronica. Un istituto svedese ha condotto uno studio dal titolo: “Dare valore all’economia europea: come l’antidumping puo’ annientare la catena di approvvigionamento delle imprese europee globalizzate”. Tale documento potrebbe essere un valido strumento per difendere le idee di Eurcommerce in ambito comunitario. Infatti, utilizzando cinque casi provenienti dall’industria delle scarpe, lo studio mostra che le imprese europee sono danneggiate e non protette dall’anti-dumping. Lo studio è reperibile su richiesta. Nuovi accordi commerciali bilaterali: Eurcommerce ha inviato alla Commissione europea le posizioni sui negoziati di libero scambio con i Paesi dell’ASEAN, l’India, la Korea del sud, l’America latina, la comunità Andina e l’Ukraina. I negoziati tra l’UE e la Korea del sud sono iniziati il 7 maggio 2007 mentre gli altri negoziati inizieranno nel corso delle prossime 26 CONFCOMMERCIO INTERNATIONAL, giugno 2007 settimane. I risultati dei negoziati sono previsti tra un anno per la Korea del sud o diversi anni per le altre regioni. Organizzazione mondiale del commercio (Doha Round): I Paesi del G8 (USA, Giappone, Germania, Francia, Regno Unito, Italia, Canada e Russia) hanno riaffermato il loro impegno generale nell’ambito dell’Organizzazione mondiale del commercio. Il 21 giugno 2007 a Potsdam le negoziazioni per l’eliminazione delle tariffe doganali per i beni industriali tra i Paesi del G4 (UE, USA, India e Brasile) sono risultate un fallimento. L’UE e gli USA hanno incolpato il Brasile e l’India di non aver presentato sufficienti offerte per eliminare le tariffe industriali rispetto alle riduzioni proposte dagli USA e dell’UE. Attualmente è improbabile che un accordo possa essere raggiunto prima dell’estate. Bisognerà aspettare il periodo successivo alle elezioni Presidenziali in America (inizio del 2008). Azioni: - Il 7 dicembre 2007, Conferenza ministeriale dell’OMC; il 4 e 5 ottobre 2007, Symposium dell’OMC. Al riguardo Eurochambres assieme ad Eurcommerce ha proposto di organizzare un panel. Un argomento da difendere potrebbe essere la “prevedibilità” la “certezza legale” negli accordi preferenziali. I membri si sono dichiarati d’accordo sull’argomento: “il ruolo delle PMI nella globalizzazione”. Diritti di proprietà intellettuale e Contraffazione: Un rappresentante della DG Trade ha presentato le attività in ambito comunitario della Commissione. In particolare: - L’applicazione delle regole sui diritti di proprietà intellettuale. Il ruolo dell’UE; - L’applicazione delle regole all’interno dell’UE e dei paesi terzi; - La cooperazione bilaterale, multilaterale; - L’assistenza tecnica; - La cooperazione con il settore privato. La Commissione ha insistito sul fatto che esistono legislazioni europee in vigore e che è competenza degli Stati membri di lavorare a stretto contatto con le autorità doganali e di polizia. C C O M M E R C O A E X O R CO OM MM ME ER RC CIIIO OA ALLLLLL’’’E EX XPPPO OR RTTT Il 26 giugno 2007 si è riunito il gruppo di lavoro Eurocommerce sul commercio all’export. Nel corso dell’incontro, Eurocommerce ha sottolineato ai membri che il commercio all’export costituisce una parte importante del settore e accentua la credibilità dello stesso a livello europeo. Il commercio all’export non rappresenta solamente l’esportazione dei beni ma anche dei servizi e la strategia europea di accesso al mercato rappresenta un’azione importante per il gruppo di lavoro di Eurocommerce. Eurocommerce parteciperà ad una riunione del Comitato consultivo della Commissione sull’accesso al mercato. I punti che saranno discussi: il lavoro effettuato nei paesi terzi dalle parti coinvolte (Commissione, Stati membri e organizzazioni europee del mondo imprenditoriale) nell’ambito dell’accesso al mercato. Obiettivo della riunione è di migliorare la partnership esistente tra la Commissione, gli Stati membri e le organizzazioni europee del mondo imprenditoriale attraverso uno scambio di idee e proposte. La Commissione sta preparando il lancio di alcuni programmi di sostegno imprenditoriale per il commercio all’export in Asia centrale, Cina e India. Al riguardo Eurocommerce invierà la sua posizione su quelle che possono essere le esigenze del settore del commercio in questi paesi. T T G A M E N O TEEESSSSSSIIILLLEEE EEE AAABBBBBBIIIG GLLLIIIA AM ME EN NTTTO O Nel giugno 2005, l’UE e la Cina hanno concluso un accordo che istituisce restrizioni quantitative su 10 categorie di prodotto. L’accordo, modificato nel settembre 2005, si conclude a dicembre dello stesso anno. Eurocommerce non è a favore per un’ulteriore estensione delle quote nel 2008. Tale posizione è stata messa in evidenza nel corso di un incontro con il commissario al commercio Mandelson. La Commissione ha commissionato due studi: - Uno studio redatto per conto della Commissione europea dall’Istituto per l’economia mondiale Kiel (Germania) dove vengono posti in evidenza gli effetti della liberalizzazione dei settori del tessile e dell’abbigliamento sui prezzi. Lo studio esamina l’impatto che il progressivo esaurimento dell’accordo multifibre ha avuto sui produttori e consumatori europei. Lo studio puo’ essere reperito al seguente Indirizzo Internet: 27 CONFCOMMERCIO INTERNATIONAL, giugno 2007 http://trade.ec.europa.eu/doclib/docs/2007/june/tradoc_134778.pdf relazioni imprenditoriali (non ancora concluso). - Uno studio sulle RICERCA S S A E S V U O N E U E O D E G N V E S M E N N R C E R C ES SV VIIILLLU UPPPPPPO ON NE ELLLLLL’’’U STTTAAATTTO OD DE EG GLLLIII IIIN NV VE ES STTTIIIM ME EN NTTTIII IIIN NR RIIIC CE ER RC CA AE UE E La Commissione Europea ha pubblicato una relazione relativa agli investimenti in ricerca ed innovazione. Il documento conferma che gli investimenti europei sono fermi dalla metà degli anni ‘90 e che l’Europa difficilmente riesce a distinguersi per l’uso di alte tecnologie. Il Vecchio Continente si posiziona quindi dietro ai suoi diretti concorrenti ed in particolare a quelli asiatici, ovvero Cina, Giappone e Corea del Sud. In questi tre paesi dette spese sono cresciute. Per quanto riguarda gli investimenti delle imprese, l’Europa è ancora molto lontana dagli USA, il che rende il sistema imprenditoriale comunitario più debole e meno competitivo. Da un lato, occorre considerare che le imprese europee hanno in media una dimensione medio-piccola. Dall’altro occorre ricordare che sebbene l’Europa supera gli USA in termini di conoscenze scientifiche, questi ultimi superano il Vecchio Continente in termini di opere prodotte. Vi è quindi un mancato uso del potenziale scientifico disponibile. Secondo le previsioni, se l’Europa non investe maggiormente in ricerca e sviluppo, sarà raggiunta dalla Cina già nel 2009 in termini di spese in innovazione. La relazione della Commissione Europea è disponibile on-line: www.ec.europa.eu/invest-in-research/monitoring/statistical01_en.htm SOCIETA’ DELL’INFORMAZIONE “““IIINNNVVVEEECCCCCCHHHIIIAAARRREEE BBBEEENNNEEE NNNEEELLLLLLAAA SSSO O C E À D E N O R M A Z O N E OC CIIIE ETTTÀ ÀD DE ELLLLLL’’’IIIN NFFFO OR RM MA AZ ZIIIO ON NE E””” La Commissione Europea ha adottato un piano dal titolo “Invecchiare bene nella Società dell’Informazione” (Com-07-332) destinato ad agevolare l’uso delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione (TIC) da parte dei cittadini anziani con problemi di vista ed udito. Il piano rientra nella strategia i2010 e cerca di dare una risposta all’invecchiamento demografico. Si calcola che nel 2020 il 25% della popolazione europea avrà più di 65 anni di cui il mercato dovrà tener conto. Gli obiettivi fissati sono tre: migliorare la qualità della vita e l’inclusione sociale degli anziani, offrire servizi sanitari e sociali efficienti, creare un ambiente favorevole per la nascita di imprese del settore. Le autorità comunitarie intendono favorire lo scambio di buone pratiche tramite la creazione di un portale internet e sostenere progetti pilota o contribuiti. Inoltre saranno sostenuti programmi di ricerca ed innovazione sull’assistenza e l’autonomia a domicilio. Gli investimenti previsti in quest’ultimo tipo di programma ammontano a circa 600 milioni di euro per il periodo 2007/2013. Inoltre, sono stati stanziati 400 milioni di euro per programmi di ricerca quadro e 30 milioni di euro per il sostegno strategico alle TIC. Link : http://ec.europa.eu/information_society/newsroom/cf/itemlongdetail.cfm?item_id=3457 FFFUUUTTTUUURRRO E N S A O D E OD DE ELLLLLL’’’E EN NIIIS SA A La Commissione Europea ha intenzione di avviare una consultazione pubblica per valutare i costi ed i benefici dell’Agenzia Europea per la Sicurezza delle Reti de dell’Informazione (ENISA). Dovrebbero essere valutate diverse opzioni. La più importante riguarda la proroga del mandato dell’ENISA o la sua sostituzione con un forum permanente tra le parti interessate. Nel primo caso si devono prendere decisioni che riguardano l’effettiva portata del mandato per garantire 28 CONFCOMMERCIO INTERNATIONAL, giugno 2007 all’ENISA un’operatività efficiente. Un punto molto importante concerne i rapporti tra l’ENISA, le autorità regolatrici nazionali ed il settore privato. La Commissione Europea è per un mandato più preciso che possa offrire un valido supporto alla sicurezza delle reti e dell’informazione in vista della revisione del regolamento sulle comunicazioni elettroniche. Secondo le autorità comunitarie il lavoro dell’agenzia dovrebbe concentrarsi sull’impatto di dette comunicazioni e non sulle prestazioni fornite. R R O A M N G RO OA AM MIIIN NG G Come previsto, il Consiglio ha approvato a larga maggioranza il nuovo regolamento sui costi del roaming internazionale. Il testo era già stato licenziato dal Parlamento Europeo a fine maggio. Questo permette l’entrata in vigore delle nuove norme già a fine giugno, come promesso dal Commissario per la Società dell’Informazione Viviane Reding. Il regolamento durerà 3 anni (clausola sunset) salvo proroga. I futuri costi del roaming scenderanno gradualmente nei prossimi anni secondo un piano prestabilito. Per il primo anno si prevedono i seguenti costi: 49 centesimi di euro per le chiamate effettuate dall’estero, 24 centesimi di euro per quelle ricevute all’estero; il secondo.anno i costi diminuiranno rispettivamente a 46 e 22 centesimi di euro ed il terzo a 43 e 19 centesimi di euro. I massimali di tariffe all’ingrosso sono invece fissati a 30, 28 e 26 centesimi di euro. Naturalmente, si spera che gli operatori di telefonia mobile fissino tariffe inferiori ai massimali per dar vita ad un mercato più concorrenziale. Il Commissario Reding non crede che i nuovi massimali sul roaming non portino ad un aumento delle tariffe per le chiamate nazionali in quanto vi è una forte concorrenza nelle tariffe interne. Inoltre, le autorità nazionali di regolamentazione vigileranno affinché il mercato della telefonia mobile funzioni correttamente. S S O G E O E D U S O D E E N U O V E E C N O GIIIE E SVVVIIILLLUUUPPPPPPO OE ED DU US SO OD DE ELLLLLLE EN NU UO OV VE E TTTE EC CN NO OLLLO OG In seguito ad una comunicazione della Commissione Europea, il Consiglio dei Ministri delle Telecomunicazioni ha adottato alcune conclusioni sulla strategia i2010 per la crescita e l’occupazione. Secondo la comunicazione, si prevede un’analisi di i2010 per la metà del 2008. Il riesame deve prendere in considerazione gli ostacoli che frenano gli investimenti nelle nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione (TIC), tra le quali i servizi internet, le reti ad altissimo flusso, le tecnologie wireless e web 2.0. La Commissione Europea ha inoltre auspicato un rapido sviluppo delle tecnologie a radiofrequenza (RFID), della televisione e del commercio mobili. Per quanto riguarda lo spettro radioelettrico, si mira ad incoraggiare la standardizzazione delle norme tecniche attraverso il sostegno degli organi di normalizzazione europei ed internazionali. Una maggiore sicurezza delle TIC aumenterebbe la fiducia del consumatore e porrebbe le basi per uno spazio dell’informazione unico e per un mercato europeo per la fornitura di servizi. TRASPORTI, ENERGIA R R T E O RT TE E VVVIIICCCIIINNNAAATTTO O Il Consiglio Trasporti, Telecomunicazioni ed Energia ha approvato, il 7 giugno 2007, le conclusioni sull’estensione delle principali reti transeuropee di trasporto alle regioni ed ai Paesi vicini. Link: http://www.consilium.europa.eu/uedocs/cms_Data/docs/pressdata/en/trans/94530.pdf. R R T E O N E D N A N Z A M E N G E N E R A E R A C O N C E S S RT TE E::: PPPRRRIIINNNCCCIIIPPPIII G GE EN NE ER RA ALLLIII PPPE ER R LLLA AC CO ON NC CE ES SS SIIIO ON NE ED DIII FFFIIIN NA AN NZ ZIIIA AM ME EN NTTTIII Il Regolamento CE n .680/2007 che stabilisce i principi generali per la concessione di un contributo finanziario della Comunità nel settore delle reti transeuropee dei trasporti e 29 CONFCOMMERCIO INTERNATIONAL, giugno 2007 dell’energia è stato pubblicato sulla GUUE L 162. Il regolamento definisce le condizioni, le modalità e le procedure di erogazione del contributo finanziario comunitario a favore di progetti d'interesse comune nel settore delle reti transeuropee dei trasporti e dell'energia, ai sensi dell'articolo 155, paragrafo 1, del trattato. Possono beneficiare di un contributo finanziario della Comunità ai sensi del presente regolamento unicamente i progetti di interesse comune. L'ammissibilità delle richieste di contributo finanziario della Comunità relative a questi progetti è subordinata al rispetto del diritto comunitario. Unicamente nel settore dei trasporti, l'ammissibilità è inoltre subordinata all'impegno, da parte del richiedente il contributo finanziario della Comunità e, ove opportuno, degli Stati membri interessati, di contribuire finanziariamente al progetto candidato al contributo finanziario della Comunità, mobilitando eventualmente fondi privati. I progetti relativi ai trasporti riguardanti una sezione transfrontaliera o una parte di tale sezione possono beneficiare di un contributo finanziario della Comunità se esiste un accordo scritto fra gli Stati membri interessati o fra gli Stati membri e i paesi terzi interessati concernente il completamento della sezione transfrontaliera. Eccezionalmente, quando un progetto è necessario per il collegamento alla rete di uno Stato membro o di un paese terzo limitrofi ma non attraversa realmente la frontiera, l'accordo scritto di cui sopra non è richiesto. Le domande di contributo finanziario della Comunità sono presentate alla Commissione da uno o più Stati membri o, previo accordo degli Stati membri interessati, dalle organizzazioni internazionali, dalle imprese comuni o da imprese oppure organismi pubblici o privati. I progetti di interesse comune beneficiano di un contributo finanziario della Comunità in funzione del grado in cui contribuiscono agli obiettivi e alle priorità definite dalle decisioni n. 1692/96/CE e n. 1364/2006/CE. Nel settore dei trasporti è rivolta particolare attenzione ai seguenti progetti: - progetti prioritari; progetti volti ad eliminare le strozzature, in particolare nel quadro di progetti prioritari; - progetti presentati o sostenuti congiuntamente da almeno due Stati membri, in particolare quelli che riguardano sezioni transfrontaliere; - progetti che contribuiscono alla continuità della rete e all'ottimizzazione della sua capacità; - progetti che contribuiscono al miglioramento della qualità del servizio offerto sulla RTE-T e che favoriscono, tra l'altro attraverso interventi infrastrutturali, la sicurezza e la protezione degli utenti e assicurano l'interoperabilità tra le reti nazionali; - progetti riguardanti lo sviluppo e la realizzazione dei sistemi di gestione del traffico nell'ambito del trasporto ferroviario, stradale, aereo, marittimo, fluviale e costiero che garantiscono l'interoperabilità fra le reti nazionali; - progetti che contribuiscono al completamento del mercato interno; e progetti che contribuiscono al riequilibrio delle modalità di trasporto, privilegiando quelle più rispettose dell'ambiente, quali i trasporti per vie di navigazione interne. Il contributo finanziario della Comunità relativo ai progetti d'interesse comune, può assumere una o più delle forme seguenti: - sovvenzioni per studi o lavori; - nel settore dei trasporti, sovvenzioni per lavori nel quadro dei meccanismi di remunerazione per la disponibilità dell'opera; - abbuoni di interessi sui prestiti concessi dalla BEI o da altri organismi finanziari pubblici o privati; - contributo finanziario all'accantonamento e all'allocazione dei capitali per garanzie che la BEI dovrà emettere sulle risorse proprie a titolo dello strumento di garanzia dei prestiti. La dotazione finanziaria per il periodo 2007-2013 è di 8 168 000 000 EUR, di cui 8 013 000 000 EUR per la RTE-T e 155 000 000 EUR per la RTE-E. Link: http://eurlex.europa.eu/LexUriServ/site/it/oj/2007/l_162/l_16220070622it00010010.pdf. T E T O R O M E R C A V E O R E G O N A OR RTTTO OM ME ER RC CIII A A LLLIIIV VE ELLLLLLO OR RE EG GIIIO ON NA ALLLE E TRRRAAASSSPPPO Dal 1999, I dati statistici sul trasporto merci sono stati raccolti da Eurostat nell’ambito del Regolamento 1172/98 del Consiglio relativo alla rilevazione statistica dei trasporti di merci su strada. Per la prima volta, i dati del 2004 sono stati analizzati attraverso un modello econometrico per i trasporti che elabora i dati e fa delle stime anche per quelli mancanti. L’analisi rivela, in particolare, che: 30 CONFCOMMERCIO INTERNATIONAL, giugno 2007 - l’intensità dei trasporti ( espresso dal numero di inizio dei viaggi in rapporto alla superfici e dello Stato) la più elevate spetta all’Olanda, la meno ali Paesi Baltici, Finlandia e Svezia; - la percentuale di tragitti merci internazionali su strada più elevata si è rilevata nelle regioni frontaliere di Belgio ed Olanda, alcune regioni danesi ed austriache presentano anche una percentuale elevata; - il numero più elevato di tragitti internazionali a lunga distanza nel trasporto merci (viaggi oltre i 500 km) hanno origine a Barcellona, Madrid e Valencia. Link: http://epp.eurostat.ec.europa.eu/cache/ITY_OFFPUB/KS-SF-07-062/EN/KS-SF-07-062EN.PDF P O N U N O R M E R O M O O G A Z O N E D V E C O P ON NIII U UN NIIIFFFO OR RM MIII PPPE ER R LLL’’’O OM MO OLLLO OG GA AZ ZIIIO ON NE ED DIII V VE EIIIC CO OLLLIII PRRREEESSSCCCRRRIIIZZZIIIO Sulla GUUE L 158 del 19 giugno 2007, é stato pubblicato il Regolamento n. 89 della Commissione economica per l’Europa delle Nazioni Unite (UN/ECE) relativo alle prescrizioni uniformi per l’omologazione di: I. veicoli, per quanto concerne la limitazione della loro velocità massima o la funzione di limitazione regolabile della velocità; II. veicoli, per quanto concerne l’installazione di un dispositivo di limitazione della velocità (DLV) o di un dispositivo regolabile di limitazione della velocità (DRLV) di tipo omologato; III. dispositivi di limitazione della velocità (DLV) o dispositivi regolabili di limitazione della velocità (DRLV). Link: http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/site/it/oj/2007/l_158/l_15820070619it00010033.pdf. T T O R O U R B A N O TRRRAAASSSPPPO OR RTTTO OU UR RB BA AN NO O Chiudendo il 4 giugno 2007 le consultazioni per preparare il Libro verde sui trasporti urbani il vicepresidente della Commissione responsabile dei trasporti Barrot ne ha presentato la struttura di base. Restano da definire l'importanza de trasporti pubblici e risolvere la problematica legata alla sussidiarietà. Il libro verde dovrà esaminare i problemi relativi a: - il finanziamento delle infrastrutture e del materiale rotabile. Con l'aiuto della BEI o dei programmi di coesione Barrot si è impegnato ad esaminare le misure che ne agevoleranno il finanziamento; - un approccio solistico che riguardi il trasporto passeggeri e merci; - l’uso di bio-carburanti e l'uso di strumento come trasporti intelligenti promossi nel quadro del programma CIITAS dove la Commissione co-finanzia progetti che riguardano trasporti ed energia o la promozione di veicoli puliti nei trasporti pubblici; - l'invecchiamento della popolazione e i diritti dei passeggeri che utilizzano i trasporti pubblici i quali dovrebbero essere valorizzarti in una carta dei diritti dei viaggiatori. Un osservatorio UE dei trasporti urbani potrebbe nascere per dare ai ricercatori le informazioni e le statistiche necessarie. Uno scambio di buone pratiche deve inserirsi nelle future politiche urbane per inquadrare personale e metodi di gestione del traffico urbano. Dovrebbe essere messo a punto un programma del tipo Erasmus che agevoli gli incontri tra pianificatori del traffico per identificare gli ostacoli allo sviluppo di una politica durevole di trasporto. Un tale sistema contribuirà allo sviluppo di trasporti puliti, alla sicurezza e all'organizzazione del traffico merci nelle città. La presidenza portoghese porrà l'accento sul coordinamento delle politiche di trasporto pubblico e privato. Link: http://ec.europa.eu/transport/clean/green_paper_urban_transport/preparation_en.htm. T T R M A O A C C H E O S U A S C U R E Z Z A M A MA A TEEERRRZZZO O PPPA AC CC CH HE ETTTTTTO OS SU ULLLLLLA AS SIIIC CU UR RE EZ ZZ ZA AM MA AR RIIITTTTTTIIIM Il Consiglio trasporti ha raggiunto tre accordi politici sul pacchetto sulla sicurezza marittima. Il Consiglio conferma i principali disaccordi coni il PE e la Commissione in materia. Malgrado gli emendamenti al testo votati dal PE in prima lettura nella Plenaria di aprile, gli Stati membri 31 CONFCOMMERCIO INTERNATIONAL, giugno 2007 hanno ribadito il loro approccio del giugno 2006 sulla proposta di direttiva per creare un sistema di seguito delle navi e di informazione e a quello del dicembre scorso sulla proposta di direttiva sul controllo dello Stato diporto. Persiste il disaccordo: - per le regole di ricezione delle navi in avaria. Le opinioni di Consiglio e PE divergono per le attrezzature dei pescherecci e i sistemi automatici di identificazione (AIS). I paesi UE accettano che gli AIS funzionino sempre salvo casi eccezionali se il capitano pensa sia meglio staccarli per motivi di sicurezza; - sul controllo dello Stato diporto il Consiglio ha approvato (salvo Malta) il regime di ispezione delle navi che fanno scalo nei porti UE in base al rischio. Le ispezioni si concentrano sulle navi non conformi che saranno controllate più spesso (non più di 6 mesi per le navi ad alto rischio). Il Consiglio ritiene che le ispezioni devono riguardare solo porti e ormeggi della giurisdizione dei paesi UE mentre il PE ritiene che devono attuarsi anche in alto mare; - sulla proposta di direttiva sulle inchieste dopo incidenti il Consiglio accetta l'idea di creare una entità investigativa permanente per decidere in modo indipendente l'opportunità di aprire una inchiesta di sicurezza per determinare cause e circostanze di un incidente marittimo. Su richiesta della Repubblica ceca il Consiglio introduce una esenzione per i Paesi UE che non hanno litorale e che non hanno una bandiera navale. Invece di creare un organo permanente designeranno un servizio di collaborazione. Il Consiglio ha adottato anche la relazione valutativa dei lavori sulla proposta di regolamento per la responsabilità di imprese che trasportano persone e bagagli in mare e nelle vie navigabili. La maggior parte dei paesi UE è per l'esclusione dalla direttiva delle vie interne navigabili. Il Consiglio continuerà i lavori sotto la Presidenza portoghese. Altre 4 proposte (responsabilità dello Stato di bandiera, società di classificazione, indennizzo dei danni, responsabilità relativa alla proprietà delle navi) che completano il pacchetto, restano per ora sospese. Gli Stati membri le esamineranno singolarmente mentre PE e Commissione vogliono invece esaminare le proposte parallelamente. S S E R G A E R S E O R E D E R A S O R G A E U R O E A N M A E R A D E N RG GIIIA A PPPE ER R IIILLL S SE ETTTTTTO OR RE ED DE EIII TTTR RA AS SPPPO OR RTTTIII STTTRRRAAATTTEEEG GIIIA AE EU UR RO OPPPE EA A IIIN NM MA ATTTE ER RIIIA AD DIII E EN NE ER In base alle conclusioni del Consiglio europeo del 9 marzo sull'efficienza energetica, il Consiglio Trasporti si è associato all'iniziativa della Presidenza tedesca adottando, l’ 8 giugno 2007, le conclusioni sulla strategia europea in materia di energia per il settore dei trasporti. Il Consiglio ha, anche, riveduto, riducendole, le sue ambizioni riguardanti il tasso di riduzione delle emissioni di CO2 dei veicoli nuovi destinati al mercato europeo. Il sostegno alla riduzione delle emissioni a 120 g/km, proposto dalla Commissione per il 2012, questa è invitata a “definire (...) il quadro previsto per raggiungere il tasso di riferimento medio di emissioni di CO2 per i veicoli nuovi venduti nell'UE nel modo più neutro possibile dal punto di vista della concorrenza”. Per colmare le carenze di un accordo volontaristico concluso nel 1998 con i fabbricanti automobilistici europei, coreani e giapponesi, la Commissione, infatti, si è impegnata a presentare un quadro legislativo volto a ridurre, entro il 2012, del 25% (cioè 120 g/km) il tassi di CO2 emesso dai veicoli nuovi, vale a dire una riduzione del 25% rispetto al livello attuale. La tecnologia dei motori dovrebbe, da sola, vegliare a riportare questo livello medio di emissioni a 130 g/km. Misure complementari permetterebbero di raggiungere una riduzione supplementare di 10% (miglioramento dell'efficacia dei componenti automobilistici che hanno un'incidenza importante sul consumo, come i pneumatici, i sistemi di aria condizionata, e una riduzione graduale della percentuale in carbonio dei carburanti, in particolare tramite un ricorso maggiore ai biocarburanti). Priorità per la strategia energetica europea per i trasporti: - il miglioramento dell’efficienza energetica di tutti i modi di trasporto; - l’aumento di carburanti alternativi e rinnovabili; - disegnare strumenti per promuovere l’utilizzo di trasporti che tengano conto del risparmio energetico e del cambiamento climatico; - promuovere sistemi di trasporto integrati e la pianificazione per ridurre l’uso di energie nei trasporti. 32 CONFCOMMERCIO INTERNATIONAL, giugno 2007 G G O GAAALLLIIILLLEEEO O Nella sua risoluzione riguardante i programmi di navigazione via satellite Galileo e EGNOS (quattro satelliti precursori del sistema di navigazione che devono essere operativi nel 2008), il Consiglio dei ministri dei trasporti dell'UE ha constatato il fallimento dei negoziati con il settore privato a proposito dell'attribuzione delle concessioni dei progetti e stabilito che la loro attuazione da parte del settore pubblico avrebbe richiesto un finanziamento pubblico supplementare. I Ventisette hanno espresso peraltro il loro sostegno allo spiegamento del sistema entro la fine del 2012, “senza (tuttavia) pregiudicare la decisione definitiva”. In queste condizioni, il Consiglio ha chiesto alla Commissione di presentargli entro il mese di settembre 2007: - proposte alternative dettagliate di finanziamento, “comprese tutte le opzioni possibili in materia di finanziamento pubblico”; - proposte in materia di strategia per l'attuazione e l'acquisizione, da parte del settore pubblico, dei 30 satelliti rimanenti per completare il sistema; - “concetti per la fase (...) di sfruttamento commerciale di Galileo, coinvolgendo, se necessario, il settore privato”; - proposte relative ad una struttura di gestione pubblica “sana” del programma sulla base di una ripartizione chiara delle responsabilità tra la Commissione, l'Agenzia spaziale europea, l'autorità di sorveglianza del GNSS europeo, gli Stati membri e il Consiglio. Sulla base di queste proposte, il Consiglio intende prendere una decisione concertata sull'attuazione di Galileo, ivi compreso sul finanziamento pubblico e le modalità di lancio di gare d'appalto, all'inizio dell'autunno 2007. Link: http://www.consilium.europa.eu/ueDocs/cms_Data/docs/pressData/it/trans/94884.pdf S S O V S O R OV VIIIS SO OR RIII SPPPEEECCCCCCHHHIIIEEETTTTTTIII RRREEETTTRRRO Il Consiglio Competitività ha adottato, il 25 giugno 2007, senza dibattito la proposta di direttiva riguardante l'installazione a posteriori di specchi sui veicoli commerciali immatricolati nell'UE. Frutto di un compromesso tra il Parlamento e gli Stati membri, questa direttiva completa la direttiva 2003/97 che obbliga i proprietari di camion nuovi (immatricolati nell'UE dopo il 1° gennaio 2007) a munire i loro camion di retrovisori che riducono gli angoli morti. Adottato dal Parlamento in prima lettura nel mese di maggio, il nuovo testo legislativo volge quindi a munire, entro il 31 marzo 2009 come termine ultimo, i camion di più di 3,5 tonnellate e immatricolati dal 1° gennaio 2000 di retrovisori laterali che riducono gli angoli morti. Sono previste deroghe per i veicoli la cui durata di vita resta breve e per i veicoli muniti di retrovisori laterali il cui campo visivo è lievemente inferiore a quello previsto dalla direttiva del 2003. Quattro anni dopo l'entrata in vigore di questa nuova direttiva, la Commissione dovrà presentare una relazione di valutazione della sua applicazione e un'analisi sulla possibilità di estendere il suo campo d'applicazione a tutti i veicoli. Secondo le stime della Commissione, questa misura permetterà di salvare 1200 vite umane entro il 2020 e di proteggere le categorie più esposte e vulnerabili, vale a dire ciclisti e pedoni. Il costo previsto dell'introduzione di questa misura varia tra 100 e 150 euro per camion. Link: http://www.consilium.europa.eu/ueDocs/cms_Data/docs/pressData/en/intm/94967.pdf VARIE LLLAAA C C E 1 9 5 8 1 9 7 2 – O M M S S O N E O E A O R A E M E M O R E D U N S U Z O N E CO OM MM MIIIS SS SIIIO ON NE EE EUUURRRO OPPPE EA A (((1 19 95 58 8---1 19 97 72 2))) – – SSSTTTO OR RIIIA AE EM ME EM MO OR RIIIE ED DIII U UN N'''IIIS STTTIIITTTU UZ ZIIIO ON NE E Per i 50 anni dei trattati di Roma, il 29 giugno la Commissione pubblica un libro che documenta i suoi primi anni (1958-1972). Il testo è stato redatto da storici europei sulla scorta di circa 120 testimonianze di protagonisti dell'epoca. Esso illustra la creazione della Commissione, i suoi primi cimenti e il suo sviluppo politico e amministrativo. In occasione del vertice del 21-22 giugno, il presidente Barroso ha offerto la pubblicazione ai membri del Consiglio europeo, per 33 CONFCOMMERCIO INTERNATIONAL, giugno 2007 sottolineare il ruolo più che mai centrale della Commissione. Per far luce su quest'epoca poco nota la Commissione ha invitato alcuni storici europei a scriverne la storia. In seguito a un bando di gara, il compito è stato affidato a un consorzio guidato dal professor Michel Dumoulin, dell'università cattolica di Louvain-la-Neuve, in Belgio. Si tratta di un lavoro unico in cui viene raccolta la memoria viva dell'istituzione. Oltre 120 testimonianze di protagonisti dell'epoca sono state registrate e verranno depositate presso gli archivi storici dell'Unione europea, a Firenze. È la storia di un'invenzione affinata giorno per giorno nel 1958: far lavorare insieme sei paesi, creare un'amministrazione pluriculturale, trovare la sua collocazione fra il Consiglio e il Parlamento europeo, impostare una serie di politiche (mercato comune, concorrenza, politica agricola comune), definire il metodo comunitario, predisporre il primo ampliamento. Infine, l'opera illustra il funzionamento delle prime commissioni: l'assegnazione dei portafogli, le influenze nazionali, il problema della sede, i primi presidenti, la creazione delle direzioni generali e dei gabinetti, … III CCCIIITTTTTTAAAD A R G A M E N D E U D N A C E N R O D E U U R A O N E AR RG GA AM ME EN NTTTIII D DE ELLLLLL'''U DIIIN NIII A ALLL C CE EN NTTTR RO OD DE EIII FFFU UTTTU UR RIII A ALLLLLLA UNNNIIIO ON NE E Il dibattito sulla capacità dell'UE di integrare i nuovi Stati membri ha un'importanza fondamentale, ma non deve diventare un pretesto per opporsi a ulteriori allargamenti dell'Unione. Nel parere adottato oggi all'unanimità il CdR chiede che i cittadini continuino a trarre vantaggio dal processo di adesione di nuovi paesi, che va guidato con un approccio più partecipativo. "Il processo di adesione, così come è oggi strutturato, tende ad essere imposto dall'alto, dalle istanze politiche nazionali o europee ai cittadini. Troppo spesso non si cura degli elettori, dei partiti politici, dei poteri locali...". Per il relatore Isidoro Gottardo (presidente del gruppo PPE del CdR, consigliere comunale di Sacile (PN) e consigliere regionale del FriuliVenezia Giulia), l'allargamento dell'Unione europea costituisce un'opportunità per i cittadini e quindi è giusto che essi facciano udire la propria voce: è questa, del resto, la condizione per ottenere il loro appoggio. Non si può certo condurre una politica di allargamento ad oltranza senza chiedersi se vi sono i mezzi finanziari e istituzionali necessari. La verifica della "capacità di integrazione" proposta dalla Commissione europea va accolta con favore, tanto più che si tratta di "un elemento fondamentale di trasparenza ed uno strumento in grado di influenzare il ritmo del processo di allargamento". L'analisi della politica agricola comune, della gestione dei fondi regionali, dell'equilibrio dei mercati del lavoro o del funzionamento delle istituzioni serve senz'altro a valutare la capacità dell'Unione europea di integrare dei nuovi Stati membri e di dotarsi di politiche adeguate. Il dibattito sulle reali capacità di integrazione è quindi utile, purché non venga sviato dalla sua finalità. Secondo Gottardo, "non si può rimettere in discussione il valore del progetto comune europeo in funzione degli allargamenti già realizzati o di quelli futuri. È questo progetto comune la ragion d'essere dell'Unione europea così come delle candidature per l'adesione ad essa". Bisogna quindi ripensare la questione dell'allargamento in una prospettiva politica che coinvolga i cittadini. È in quest'ottica che "le autorità regionali e locali, i parlamenti nazionali e la società civile hanno un ruolo importante da svolgere in termini di condivisione sociale (capacità della società di integrare nuovi cittadini europei che condividono gli stessi valori e formano una identità ed una cittadinanza comuni)". Occorre tener presente che l'allargamento resta uno dei più grandi successi dell'UE, la quale grazie ad esso è oramai in grado di garantire pace e prosperità ad oltre 450 milioni di persone. Per continuare a trarre vantaggio da questo processo, bisogna però fare in modo di assicurargli il maggior sostegno possibile dei cittadini. Secondo Gottardo, in questa ottica il decentramento svolge un ruolo importante, in quanto avvicina i cittadini al potere politico. Grazie alla loro attività di ravvicinamento delle popolazioni, come gemellaggi e associazioni, le autorità locali e regionali contribuiscono anch'esse all'allargamento dell'Unione. 34