Attività delle Istituzioni europee
Bollettino mensile
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“CONFCOMMERCIO INTERNATIONAL” ASBL
30 AVENUE MARNIX – 1000 BRUXELLES – TEL. +32 2 2896230 –
FAX +32 2 2896235 – EMAIL [email protected]
CONFEDERAZIONE GENERALE ITALIANA DEL COMMERCIO, DEL
TURISMO, DEI SERVIZI E DELLE PMI
P.ZZA G.G. BELLI, 2 – 00153 ROMA – TEL. +39 06 58661 –
EMAIL [email protected]
CONFCOMMERCIO INTERNATIONAL, giugno 2007
PAGINE
PRIMO PIANO
01
AGRICOLTURA
05
AMBIENTE
05
COMUNICARE L’EUROPA
06
CONCORRENZA
07
CONSUMATORI, SANITÀ E SICUREZZA ALIMENTARE
08
ECONOMIA E FINANZE
09
FISCALITA’, DOGANE
10
GIUSTIZIA, LIBERTA’ E SICUREZZA
13
IMPRESA, TURISMO
15
MERCATO INTERNO
19
OCCUPAZIONE E AFFARI SOCIALI
21
REGIONALE
24
RELAZIONI ESTERNE, COMMERCIO ESTERO
25
RICERCA
28
SOCIETÀ DELL’INFORMAZIONE
28
TRASPORTI E ENERGIA
29
VARIE
33
Il Bollettino è disponibile sul sito associativo della Confcommercio:
www.confcommercio.it
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Presidenza
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Dopo il successo della
paralisi dovuta al doppio
liberare l’Unione dalla
dell’Olanda
al
Trattato
“No” della Francia e
Portogallo, dal primo luglio
costituzionale, spetta al
e per un periodo di sei mesi, presiedere il Consiglio dell’Unione europea con la principale
missione di contribuire al meglio alla stesura del “trattato semplificato” entro fine anno. Il
Consiglio europeo di giugno ha, in effetti, dato il mandato alla Conferenza Intergovernativa
(CIG), che si aprirà il 23 luglio a Lisbona, di finalizzare l’accordo ottenuto durante il suo Vertice
per concludersi in autunno ed essere firmato il 18 e 19 ottobre nell’ambito del Consiglio
informale.
L’agenda di lavoro della Presidenza portoghese si articola intorno ai quattro grandi pilastri:
futuro dell’Unione; strategia di Lisbona; rafforzamento dello spazio di libertà, di sicurezza e di
giustizia; Europa e il mondo.
Futuro dell’Unione
La Presidenza s’impegna a migliorare l’integrazione tra gli Stati membri e le Istituzioni e dovrà,
come già accennato nella parte introduttiva, redigere un trattato che modifica quelli attuali al
fine di rafforzare l’efficienza e la legittimità democratica dell’Unione ampliata e migliorare la
coerenza della sua azione esterna. Una tale riforma dovrebbe permettere il conseguimento
degli impegni esistenti per il processo d’ampliamento e poter intravedere, in vista di un
approfondimento, una prospettiva europea relativa ai Balcani occidentali. Un forte impegno
sarà altresì rivolto alla libera circolazione delle persone in Europa attraverso la completa
soppressione entro la fine della Presidenza dei controlli alle frontiere tra gli Stati membri che
fanno parte dello spazio Schengen.
Strategia di Lisbona
Il Portogallo preparerà il nuovo ciclo della strategia, che inizierà nel 2008, attraverso la
dimensione economica, quella sociale e occupazionale e quella dell’ambiente e dell’energia.
La dimensione economica
In tema di qualità delle finanze pubbliche nell’Ue per garantire una crescita economica e la
sostenibilità delle politiche economiche e sociali a lunga scadenza, la Presidenza esaminerà
l’impatto della modernizzazione delle amministrazioni pubbliche sulla competitività e sulla
crescita. In tema di mercato interno, verrà sollecitata la stesura di una comunicazione che
permetterà di istituire una nuova agenda del mercato interno con un’attenzione particolare ai
servizi finanziari, alla lotta contro le frode e l’evasione fiscale. Sul fronte imprenditoriale, un
dibattito sarà avviato sul rafforzamento della competitività delle PMI, nonché l’accesso ai
finanziamenti. I settori del turismo e della cultura saranno oggetto ognuno di un grande Forum
che metterà l’accento sull’importanza di ambedue i settori sulla crescita e la creazione
sostenibile di occupazione. Verrà proseguito il programma “Legiferare meglio” e rafforzato il
triangolo delle conoscenze – innovazione, ricerca e istruzione. In particolare, in tema
d’innovazione, la Presidenza continuerà il Piano d’azione e promuoverà un dibattito
sull’avvenire della politica scientifica e tecnologica in Europa. Contribuirà altresì a definire una
politica europea destinata ad attrarre risorse umane qualificate attraverso soprattutto la
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CONFCOMMERCIO INTERNATIONAL, giugno 2007
modernizzazione dell’insegnamento superiore e l’apprendimento lungo tutta la vita. In tema di
coesione e regioni ultraperiferiche, la Presidenza sosterrà la coesione e attiverà una riflessione
concettuale in materia. In tale contesto, vuole rivolgere maggiore attenzione alla situazione
specifica delle regioni ultraperiferiche dell’Ue. Sul fronte degli affari marittimi, si concentrerà
sulla definizione di una politica marittima europea. Una conferenza d’alto livello in materia sarà
organizzata a Lisbona. Il dibattito sarà altresì aperto per quanto riguarda la pesca illegale. In
tema di trasporto marittimo, i settori chiavi concerneranno il negoziato del 3° pacchetto della
sicurezza marittima e le iniziative relative alle “autostrade del mare”.
La dimensione sociale e occupazionale
Il decimo anniversario della Strategia europea per l’occupazione servirà da catalizzatore al
dibattito sul ruolo delle politiche e dei metodi di coordinamento sul piano occupazionale.
L’obiettivo essenziale sarà la creazione di maggior posti di lavoro di miglior qualità. In tale
contesto, trovare un equilibrio tra flessibilità e sicurezza rispetto al mercato del lavoro esige,
secondo la Presidenza, che venga preso in considerazione, inter alia: l’apprendimento lungo
tutta la vita; i dispositivi di protezione sociale; le politiche attive del mercato del lavoro; la
flessibilità funzionale e la diversità dei modelli e situazioni nei vari Stati membri. La
responsabilità sociale rappresenta un elemento fondamentale per il modello europeo, nonché
l’inclusione sociale, la lotta alla povertà, la conciliazione tra lavoro e vita privata e di famiglia,
la dimensione di genere sono anch’essi temi prioritari per la Presidenza portoghese.
La dimensione ambientale ed energetica
La Presidenza vuole consolidare le priorità d’azione in tema di cambiamenti climatici, realizzare
il mercato interno del gas e dell’elettricità con l’attenzione necessaria alle seguenti questioni:
inquadramento giuridico utile per le energie rinnovabili; adozione di un Piano strategico
europeo per le tecnologie energetiche (SET-PLAN); efficienza energetica e iniziative della
politica energetica dell’Ue sul piano esterno. In tema di biodiversità, la Presidenza organizzerà
una conferenza attorno al tema: “Le imprese e la biodiversità”.
Rafforzare lo spazio di libertà, sicurezza e giustizia
In tale ambito, la priorità portoghese mira a sviluppare un approccio globale alle migrazioni
attraverso l’approfondimento dei partenariati tra l’Ue e i paesi di origine e di transito. La
Presidenza vuole altresì stimolare un dibattito sulla promozione dei canali legali di
immigrazione, sull’inserimento dei migranti sulla salute e le migrazioni, ma anche stabilire i
legami tra tali temi e l’aiuto allo sviluppo, le riammissioni e le migrazioni circolari. Una
Conferenza sarà organizzata sull’immigrazione legale, nonché una riunione ministeriale
Euromed sulle migrazioni. In tema di immigrazione illegale, sarà proseguito il negoziato per
una direttiva che istituisce una regolamentazione che prevede sanzioni in merito ai datori di
lavoro che assumono cittadini di paesi terzi in soggiorno irregolare. Sul fronte delle frontiere
marittime meridionali, la Presidenza auspica rafforzare le capacità di FRONTEX e sviluppare un
sistema integrato di gestione delle frontiere esterne dell’Ue. Mettere la giustizia al servizio del
cittadino e delle imprese rappresenta un’altra priorità importante della Presidenza attraverso gli
strumenti “e-giustizia” e la mediazione. Attenzione particolare verrà data alla decisione quadro
relativa alla protezione dei dati a carattere personale trattati nell’ambito della cooperazione di
polizia e di giustizia in materia penale. Infine, l’attuazione della strategia dell’Ue in materia di
lotta contro il terrorismo è prioritaria in particolare per quanto riguarda la bio-preparazione.
L’Europa e il mondo
Il Portogallo dedicherà un’attenzione particolare alle questioni relative al disarmamento e alla
non proliferazione. Un nuovo sguardo sarà dedicato alla regione del Mediterraneo con la quale
si vuole approfondire il dialogo politico per una stabilità delle due sponde del mediterraneo.
Africa e Europa hanno ultimamente mancato una serie d’incontri, la Presidenza attraverso
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CONFCOMMERCIO INTERNATIONAL, giugno 2007
l’organizzazione del Vertice Ue-Africa cercherà di definire una strategia congiunta. Saranno
proseguite le politiche per rafforzare e relazioni transatlantiche, i legami con l’America latina e i
Caraibi, un inizio di negoziato con l’America centrale e la Comunità andina. Il Portogallo
organizzerà il primo vertice Ue-Brasile che servirà da punto di partenza di un dialogo strategico
all’altezza del loro peso internazionale. L’approfondimento dei rapporti con Cina, India, Ucraina,
Russia sarà continuato. Verrà mantenuto l’impegno europeo nei confronti di un sistema di
commercio internazionale multilaterale e l’obiettivo mirante ad integrare i paesi ACP
nell’economia mondiale.
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Dalla Convenzione al trattato semplificato. Il 15 dicembre 2001, nell’ambito del Consiglio
europeo di Laeken, i 15 Stati membri hanno nominato una Convenzione di 105 membri con il
fine di preparare una “Costituzione per i cittadini europei”, presieduta da Valéry Giscard
d’Estaing. Il 13 giugno 2003, la Convenzione trova un accordo su un progetto di Costituzione.
Il 1° maggio 2004, l’Ue 15 si allarga a 25 e approva la Costituzione. Il 29 ottobre 2004, il
“trattato che istituisce una Costituzione per l’Unione europea” è firmato a Roma. Il 29 maggio
2005, i francesi dicono NO alla Costituzione (54,68%); il 1° giugno, il 61,6% degli olandesi
dicono NO anche loro. Nel corso del 2006, i Capi di Stato e di Governo decidono di prorogare
fino al 2008 la riflessione sulla Costituzione. Il 1° gennaio 2007, Bulgaria e Romania entrano
nell’Unione europea. Il 25 marzo, la Dichiarazione di Berlino è firmata e si pone l’obiettivo di
rinnovare le base comuni dell’Unione entro le elezioni presso il Parlamento europeo nel 2009.
Lo scorso 23 giugno, i 27, riuniti in Consiglio europeo, hanno siglato un accordo sulle grandi
linee di un trattato istituzionale. Una Conferenza Intergovernativa sarà aperta, il 23 luglio, al
fine di redigere il nuovo trattato entro fine anno. Nel dicembre 2007, il Vertice europeo
dovrebbe approvare la versione finale del nuovo “trattato sul funzionamento dell’Unione”. Il
nuovo trattato dovrebbe essere ratificato dai 27 Stati entro le elezioni del Parlamento europeo
del giugno 2009.
L’elemento fondamentale del Consiglio europeo, sotto la Presidenza tedesca, è stato pertanto il
raggiungimento, dopo lunghissime ore di discussione, dell’accordo su un trattato semplificato.
Il futuro trattato emenderà i due trattati esistenti, ossia il trattato sull’Unione europea (nato
essenzialmente dal trattato di Maastricht del 1992) e il trattato che istituisce la Comunità
europea (trattato di Roma del 1957, emendato dall’Atto Unico del 1986, poi dai trattati di
Maastricht nel 1992, di Amsterdam nel 1997 e di Nizza nel 2000). Il primo conterrà tutte le
disposizioni istituzionali (ivi compresa la politica estera) e il secondo, che sarà chiamato
“trattato sul funzionamento dell’Unione” comprenderà la totalità delle politiche comunitarie
attuali. Principali disposizioni:
Verranno cancellati:
- la parola Costituzione; - il riferimento ai simboli, anche se continuano ad esistere (bandiera,
inno, il motto “l’Unione nella diversità” e la menzione “la moneta dell’Unione è l’euro”); - la
parte III del trattato costituzionale che fissa le politiche e il funzionamento dell’unione. I suoi
articoli che riguardano il mercato interno, la concorrenza, l’agricoltura, l’Unione monetaria, la
cooperazione di polizia, ecc, ritroveranno il loro posto nei trattati esistenti.
Quello che rimane con leggere modifiche:
- le principali innovazioni istituzionali: presidenza stabile dell’Unione per due anni e mezzo
invece di ogni 6 mesi; la composizione ridotta della Commissione europea; – Viene cancellato il
riferimento, nell’articolo sugli obiettivi dell’Ue, alla concorrenza “libera e non falsata”. Tuttavia,
tale principio è mantenuto nei trattati esistenti. E poi aggiunto che l’Unione “contribuisce alla
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CONFCOMMERCIO INTERNATIONAL, giugno 2007
protezione dei suoi cittadini”; - l’ampliamento dei settori a maggioranza qualificata, in
particolare in tema di cooperazione giudiziaria in materia penale e di cooperazione di polizia.
Tale riforma aumenta i poteri del Parlamento europeo, colegislatore in tali settori con il
Consiglio dei ministri. La riforma è accompagnata dell’attuazione di un meccanismo destinato a
facilitare le cooperazioni rafforzate tra gli Stati che vogliono andare avanti; - la delimitazione
delle competenze tra l’Unione e gli Stati membri: L’unione doganale, il commercio, la
concorrenza, la politica monetaria rimangono delle competenze esclusive dell’Unione. La
politica sociale, il mercato interno, l’energia, la ricerca rimangono delle competenze condivise
con gli Stati; - la personalità giuridica dell’Unione viene mantenuta, con la fusione dei tre
pilastri che permettevano di distinguere le politiche gestite secondo il metodo comunitario (1°
pilastro), la politica estera e di sicurezza comune (PESC, 2° pilastro) e la cooperazione
giudiziaria e di polizia (3° pilastro). Tuttavia il carattere intergovernativo della PESC viene
inciso nel trattato. L’ex ministro degli affari esteri, chiamato “alto rappresentante per gli affari
esteri e la politica di sicurezza”, disporrà di un servizio diplomatico, e manterrà la sua posizione
tra la vice presidenza della Commissione e la presidenza del consiglio dei ministri degli affari
esteri; - viene mantenuto il diritto d’iniziativa popolare, che permetterà ad un milione di
cittadini di invitare la Commissione a formulare una proposta; - il riferimento all’eredità
culturale, religiosa e umanista dell’Europa.
Quello che è mantenuto ma che evolve:
- La Carta dei diritti fondamentali, che costituiva la parte II della Costituzione, non sarà ripresa
in extenso nei trattati. Sarà oggetto di un rinvio che le conferisce valore giuridico vincolante. Il
Regno Unito è esente dalla sua applicazione; - La supremazia del diritto europeo sul diritto
nazionale non è riaffermata nel trattato stesso. Ma tale principio è oggetto di una dichiarazione
che rinvia alla giurisprudenza della Corte di giustizia; - la regola della doppia maggioranza, che
stipula che una decisione debba essere presa dal 55% degli Stati membri e dal 65% della
popolazione, rimane. Tutta la sua applicazione è rimandata al 2014 su richiesta polacca.
Durante una fase di transizione, dal 2014 al 2017, un paese potrà richiedere di votare
seguendo le regole del trattato di Nizza. Inoltre, un meccanismo permetterà ad un gruppo di
Stati che sono vicino alla minoranza di blocco di ottenere un proseguimento del negoziato per
una soluzione; il ruolo dei parlamenti nazionali è rafforzato: il periodo concesso per esaminare
un testo passerà da sei a otto settimane; la Commissione dovrà giustificare una decisione,
rivederla o ritirarla, se è contestata dalla semplice maggioranza dei voti attribuiti ai Parlamenti
nazionali.
Ciò che è nuovo:
- Un protocollo sui servizi pubblici, che sottolinea l’importanza dei servizi di interesse generale,
pone l’accento sui “valori comuni” dell’Unione, menziona “il ruolo essenziale e il grande
margine di manovra delle autorità nazionali, regionali e locali”; - se i “criteri di Copenaghen”
imposti ai paesi candidati all’adesione non sono menzionati esplicitamente, il testo precisa che
“i criteri di eleggibilità essendo stato oggetto di un accordo del Consiglio europeo sono presi in
considerazione”.
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I ministri dell'agricoltura dell'Ue hanno raggiunto un accordo politico unanime su un'ampia
riforma dell'organizzazione comune dei mercati nel settore ortofrutticolo intesa ad allineare
questo settore con il resto della politica agricola comune riformata. La riforma potenzierà la
competitività e l'orientamento al mercato dell'ortofrutta europea, ridurrà le fluttuazioni di
reddito dovute alle crisi, promuoverà il consumo, contribuendo così al miglioramento della
salute pubblica, e rafforzerà la protezione ambientale. I cambiamenti mirano ad incoraggiare
un maggior numero di coltivatori ad aderire alle organizzazioni di produttori, ad offrire a tali
organizzazioni una gamma più vasta di strumenti per la gestione delle crisi, ad incorporare il
settore ortofrutticolo nel regime di pagamento unico (RPU), a rendere obbligatoria una soglia
minima di spesa per interventi ambientali, ad aumentare i finanziamenti UE a favore della
produzione biologica e per azioni promozionali e ad abolire le sovvenzioni all'esportazione per
l'ortofrutta. La riforma entrerà in vigore nel 2008.
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I ministri dell’agricoltura dell’Ue hanno raggiunto un accordo politico su un nuovo regolamento
relativo alla produzione biologica e all’etichettatura dei prodotti biologici, che semplifica la
materia sia per gli agricoltori che per i consumatori. La nuova disciplina reca un insieme
coerente di obiettivi, principi e norme fondamentali sulla produzione biologica, compreso un
nuovo regime permanente d’importazione e un sistema di controllo più razionale. L’uso del
marchio biologico UE è reso obbligatorio, ma può essere accompagnato da marchi nazionali o
privati. Un'apposita indicazione informerà i consumatori del luogo di provenienza dei prodotti.
Potranno avvalersi del marchio biologico solo i prodotti alimentari che contengono almeno il
95% di ingredienti biologici, ma i prodotti non bio potranno indicare, nella composizione, gli
eventuali ingredienti biologici. Resta vietato l’uso di OGM ed ora verrà indicato espressamente
che la presenza accidentale di OGM in misura non superiore allo 0,9% vale anche per i prodotti
bio. Rimane invariato l’elenco delle sostanze autorizzate in agricoltura biologica. La nuova
normativa apre inoltre la possibilità di aggiungere ulteriori disposizioni sull’acquacoltura, sulla
vitivinicoltura, sulle alghe e sui lieviti bio.
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Il 29 giugno, la Commissione europea ha pubblicato un libro verde sull’adattamento al
cambiamento climatico: opzioni per un’azione europea(Com-07-354). Da un lato, infatti,
l’Europa deve ridurre considerevolmente le sue emissioni di gas a effetto serra, dall’altro deve
intraprendere delle misure di adattamento al cambiamento climatico in modo tale da
attenuarne gli effetti sulla popolazione, l’economia e l’ambiente. Tali misure mirano a
rispondere all’evoluzione delle condizioni climatiche; un uso più razionale delle risorse da una
parte e l’assistenza necessaria alle persone vulnerabili e anziane in caso di ondate di calore
estreme. L’obiettivo che l’Ue si prefigge è di limitare a 2° C l’aumento della temperatura
terrestre visto che al di là di questa soglia si accrescerebbero sensibilmente i rischi di
cambiamento planetario irreversibile e potenzialmente catastrofico. Il libro verde suggerisce
quattro linee d’azione da tenere conto in maniera prioritaria:
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CONFCOMMERCIO INTERNATIONAL, giugno 2007
un’azione preventiva per poter sviluppare delle strategie di adattamento nei settori in cui il
livello attuale delle conoscenze é sufficiente. Tale azione riguarderà diversi settori come
l’agricoltura e lo sviluppo rurale, l’industria ed i servizi, l’energia, i trasporti, la salute;
l’acqua, il mare e la pesca, gli ecosistemi e la biodiversità ed altre risorse naturali;
- l’integrazione dei bisogni di adattamento mondiali nelle relazioni esterne dell’UE e la
creazione di una nuovo patto con i partner del mondo intero;
- la riduzione dell’incertezza tramite il miglioramento delle conoscenze in materia di
adattamento grazie alla ricerca a livello comunitario ed allo scambio di informazioni;
- la partecipazione della società civile europea, delle imprese e del settore pubblico tramite la
creazione di un gruppo consultivo europeo sull’adattamento al cambiamento climatico
incaricato di analizzare delle strategie e delle azioni coordinate, che sarà costituito a patire
da novembre 2007.
Una consultazione pubblica su internet sarà lanciata a breve e resterà aperta fino al 30
novembre 2007. I risultati saranno integrati in una comunicazione sull’adattamento al
cambiamento climatico che la Commissione pubblicherà alla fine del 2008. La Commissione
organizzerà, inoltre, diversi workshop su questo libro verde negli Stati membri ed
eventualmente
anche
in
Paesi
terzi.
Link:
http://ec.europa.eu/environment/climat/future_action.htm
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COMUNICARE L’EUROPA
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La Commissione ha presentato il 27 giugno una proposta destinata a favorire l'istituzione di
fondazioni politiche europee, nell'intento di creare le condizioni per un dibattito più
approfondito e informato sulle questioni europee attuali e future. La proposta va vista nel
contesto delle conclusioni tratte dal dibattito che ha avuto luogo durante il periodo di riflessione.
Il "Piano D" ha messo in evidenza l'esigenza e la possibilità di adottare misure che
contribuiscano ad approfondire e a estendere il dialogo politico. La proposta modifica il
regolamento (n. 2004/2003) in vigore relativo ai partiti politici a livello europeo e al loro
finanziamento, adottato nel 2003. Si basa sull'articolo 191 del trattato CE, che riconosce che i
partiti politici a livello europeo sono un importante fattore per l’integrazione e contribuiscono al
formare una coscienza europea e ad esprimere la volontà politica dei cittadini dell'Unione.
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La Commissione Europea, per via del Commissario per le Relazioni Istituzionali e la
Comunicazione, Margot Wallstrom, ha annunciato l’adozione di un quadro per una politica di
comunicazione europea. Secondo il Commissario, occorre migliorare la strategia di
comunicazione soprattutto a livello locale. Alcuni membri del Comitato delle Regioni e del
Parlamento Europeo hanno proposto un decentramento del Piano D, il piano della Commissione
Europea per promuovere più Democrazia, più Dialogo e più Dibattito. Data l’eterogeneità
dell’UE, il decentramento della strategia di comunicazione è fondamentale e può contribuire a
sviluppare un flusso di informazione tra le istituzioni comunitarie e le comunità locali. Per
questo motivo, occorre spiegare ai cittadini che l’Europa è un progetto non solo economico ma
anche politico. Di conseguenza la comunicazione non deve essere solo razionale ma anche
emozionale.
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La Commissione europea ha presentato il 29 giugno la relazione annuale del 2006 sulla politica
di concorrenza.
Antitrust
Nel 2006,la Commissione ha adottato decisioni contro 7 cartelli, infliggendo ammende a 41
imprese per un totale di 1 846 milioni di euro. Per ciò, la Commissione ha adottato i nuovi
orientamenti per il calcolo delle ammende. La comunicazione sul trattamento favorevole è stata
rivista per fornire maggiori indicazioni alle imprese che collaborano alle indagini e destabilizzare
ulteriormente i cartelli.
Concentrazioni
Il numero di concentrazioni notificate alla Commissione nel 2006 ha raggiunto il livello record
di 356. Sono state avviate indagini approfondite in 13 casi, in due casi le parti notificanti hanno
rinunciato alla concentrazione nel corso dell’indagine approfondita e non vi sono state decisioni
di divieto. 13 operazioni sono state autorizzate subordinatamente a condizioni che garantiscono
che la concentrazione non ostacola significativamente la concorrenza.
Aiuti di Stato
Nel settore degli aiuti di Stato, la Commissione ha compiuto importanti progressi per quanto
riguarda le riforme avviate con il piano d’azione nel settore degli aiuti di Stato del 2005. Un
nuovo regolamento d’esenzione per categoria ha semplificato l’approvazione degli aiuti a
finalità regionale destinati agli investimenti. È stata pubblicata una nuova disciplina in materia
d’aiuti di Stato a favore di ricerca, sviluppo e innovazione e sono stati adottati i nuovi
orientamenti sugli aiuti a favore del capitale di rischio. Questi due insiemi di norme
rappresentano un progresso qualitativo nella destinazione delle sovvenzioni pubbliche per i
fallimenti comprovati del mercato, e questo per contribuire a favorire le condizioni per la
crescita economica e l’occupazione in Europa. Il nuovo regolamento “de minimis” esonera le
sovvenzioni d’importo più ridotto dall’obbligo d’approvazione preventiva della Commissione.
Parallelamente a queste riforme, vi è stato un significativo aumento del carico di lavoro in
materia di controllo degli aiuti di Stato, con 921 nuovi casi registrati.
La relazione illustra inoltre in che modo la politica di concorrenza viene integrata in determinati
settori prioritari, come l’energia, i servizi finanziari e le telecomunicazioni, allo scopo di
migliorare il funzionamento di mercati che incidono sulla vita quotidiana dei consumatori in
tutta Europa. La lotta contro le barriere alla concorrenza in tali settori promuove la crescita
economica e dell’occupazione non solo nei settori direttamente interessati, ma in tutti i settori
industriali
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dipendono
da
questi
fattori
essenziali.
Link:
http://ec.europa.eu/comm/competition/annual_reports/
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Il 28 giugno, la Commissione ha presentato il quadro di valutazione degli aiuti di Stato, che
conclude che gli aiuti di Stato illegali sono in generale molto più nefasti per la concorrenza e gli
scambi degli aiuti notificati. L'analisi si basa su circa 600 decisioni adottate dalla Commissione
negli ultimi sette anni in materia di aiuti di Stato illegali. Un aiuto di Stato è illegale quando vi è
stata data esecuzione in uno Stato membro senza previa notifica alla Commissione o prima
dell'adozione di una decisione della Commissione al riguardo. Dal quadro di valutazione si
evince che gli aiuti illegali costituiscono un problema particolare nei grandi Stati membri
(Francia, Germania, Italia, Spagna e Regno Unito rappresentano circa il 73% dei casi di aiuti
illegali) e nei settori dell'industria e dei servizi. Il quadro di valutazione indica inoltre che
7
CONFCOMMERCIO INTERNATIONAL, giugno 2007
l'importo di aiuti illegali effettivamente recuperato è aumentato in maniera significativa negli
ultimi anni benché siano necessari ulteriori sforzi per garantire un'esecuzione immediata ed
effettiva
delle
decisioni
di
recupero.
Link:
http://ec.europa.eu/comm/competition/state_aid/studies_reports/studies_reports.html
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La Commissione europea ha stabilito, il 28 giugno, che i contributi concessi dall'Italia nel 2007
per le apparecchiature per la ricezione della televisione digitale sono conformi alle norme sugli
aiuti di Stato previste dal trattato CE. L'inchiesta della Commissione è giunta alla conclusione
che le detrazioni fiscali, accordate per un importo massimo di 40 milioni di euro, sono neutre
sotto il profilo tecnologico e proporzionate all'obiettivo di promuovere il passaggio alla
televisione digitale e l'interoperabilità. La Commissione incoraggia il passaggio alla
radiodiffusione in tecnica digitale, in linea con le proprie comunicazioni del 2003 e del 2005,
nella misura in cui le misure di aiuto di Stato sono compatibili con le norme in materia. L'Italia
ha notificato la legge 27 dicembre 2006, n. 296 (commi 357 e 361 della legge finanziaria 2007),
la quale dispone una detrazione dall'imposta sul reddito a favore dei consumatori che
acquistano nel corso del 2007 apparecchi televisivi dotati di sintonizzatore integrato o decoder
digitali. La detrazione dall'imposta sul reddito è pari al 20% delle spese sostenute per l'acquisto
dell'apparecchiatura, fino a un importo massimo di 200 euro per decoder. La dotazione globale
della misura ammonta a 40 milioni di euro.
CONSUMATORI, SANITA’ E SICUREZZA ALIMENTARE
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Il 21 giungo 2007, il PE ha votato una “Proposta di risoluzione propria sulla fiducia dei
consumatori nell’ambiente digitale”. Nonostante il potenziale della comunicazione digitale, solo
il 6% dei consumatori fa ricorso al commercio elettronico transfrontaliero di merci, servizi e
contenuti, sebbene tale dato sia in crescita. Tuttavia, le potenzialità offerte dalla composizione
alternativa delle controversie, tali sistemi sono utilizzati regolarmente soltanto dal 3% dei
rivenditori, mentre il 41% di essi ignora la possibilità di ricorrere a tali strumenti. La risoluzione
pone l’accento, in particolare, su:
- la fiducia dei consumatori in un ambiente digitale che deve aumentare anche attraverso:
campagne di istruzione e di informazione e progetti di verifica pratica dei servizi on-line (quali
il "mystery shopping");
- forme di educazione e formazione per il commercio on-line sia per i consumatori che per le
imprese;
- la cultura del commercio elettronico da sviluppare anche attraverso: contratti standardizzati a
livello UE per i consumatori;
- un marchio di fiducia europeo per gli acquisti on-line;
- una carta europea per il diritto degli utenti;
- la frammentazione del mercato interno nell’ambiente digitale;
- il rafforzamento dei diritti dei consumatori anche attraverso vie di ricorso alternative delle
controversie (ADR).
Link: http://www.europarl.europa.eu/sides/getDoc.do?pubRef=-//EP//NONSGML+REPORT+A62007-0191+0+DOC+PDF+V0//ITIP/07/817.
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In base a un compromesso con il Consiglio, il Parlamento europeo ha approvato un
regolamento sulla definizione, designazione, presentazione e etichettatura degli alcolici. Oltre
ad attualizzare le norme sulle indicazioni geografiche, è anche integrato l'elenco di quelle già
registrate che salgono a 329, di cui 39 italiane: esordio per due limoncelli campani (Sorrento e
Costa d'Amalfi), il Mirto di Sardegna, il Nocino di Modena e due grappe siciliane, nonché per il
Genepì del Piemonte e della Val d'Aosta. La proposta della Commissione è stata dettata
principalmente dall'esigenza di migliorare l’applicabilità, la leggibilità e la chiarezza del
regolamento sulla base della vigente normativa in materia di bevande spiritose. Ma ha anche
l'obiettivo di fondere i due attuali regolamenti in materia, istituire una politica chiara per le
bevande spiritose, adeguare i regolamenti ai nuovi requisiti tecnici e alle disposizioni dell’OMC,
compreso l’accordo TRIPS sulle proprietà intellettuali, e definire criteri per il riconoscimento di
nuove indicazioni geografiche.
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Oltre 40 imprese ed Organizzazioni non Governative (ONG) hanno lanciato un forum su alcolici
e salute volto a prevenire l’abuso di bevande etiliche tramite l’educazione dei giovani e la lotta
alle pubblicità irresponsabili. La nascita del forum, che si riunirà due volte l’anno, segue a
breve distanza una comunicazione della Commissione Europea su una strategia per la riduzione
dei danni legati all’alcol. In Europa l’abuso di alcolici causa ogni anno circa 200.000 vittime. Il
Commissario alla Sanità, Markos Kiprianou, conta molto sulla responsabilizzazione dell’industria,
dei media, dei pubblicitari, dei venditori e dei titolari di esercizi pubblici. Questo permetterebbe
anche la prevenzione di danni collaterali come gli incidenti stradali. Per questo motivo, la
Commissione Europea è pronta a finanziare programmi di salute pubblica e ricerca che mirino
alla prevenzione ed allo scambio di informazioni e buone pratiche.
Link:
www.ec.europa.eu/health/ph_determinants/life_style/alcohol/alcohol_charter_en.htm
ECONOMIA E FINANZE
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Lo scorso 29 giugno, il commissario Almunia, in una dichiarazione, ha preso nota del fatto che
il governo mantiene l'impegno ad assicurarsi che il disavanzo si muova chiaramente sotto il 3%
di PIL nel 2007, dal 4.4% nel 2006. In generale, questo rappresenta un miglioramento
significativo nel saldo strutturale durante gli ultimi due anni, in un contesto di crescita più
dinamica che riflette anche le misure approvate. Tuttavia, il commissario Almunia ha espresso
una profonda preoccupazione circa il consolidamento limitato progettato per il 2008 e gli anni
successivi, che non rispetta gli Orientamenti dell'Eurogruppo del 20 Aprile. Questo rallenterà la
riduzione del livello di debito pubblico, ancora significativamente sopra il 100% di PIL. I
pagamenti d'interesse su questo debito, corrispondenti a 68 miliardi di euro nel 2006,
assorbono quasi 5 punti del prodotto interno lordo italiano, un importo doppio rispetto alla
quota d'investimento pubblico, bloccando risorse che altrimenti potrebbero essere utilizzate più
produttivamente. Un ritmo lento nella riduzione del debito è inoltre molto negativo per le future
generazioni, che dovranno affrontare una pressione crescente sui bilanci proveniente
dall'invecchiamento della popolazione. Per concludere, il commissario Almunia ha rilevato
l'incertezza che persiste per quanto riguarda i cambiamenti del sistema pensionistico. Egli
sottolinea il principio che qualsiasi cambiamento all'attuale legislazione sia neutrale sul bilancio
nel medio e lungo periodo e non peggiori la sostenibilità delle finanze pubbliche nel lungo
9
CONFCOMMERCIO INTERNATIONAL, giugno 2007
termine. Le precedenti sono osservazioni preliminari, poiché il Commissario Almunia riceverà il
documento delle autorità italiane soltanto la settimana prossima.
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La Commissione ha presentato una comunicazione al Parlamento e al Consiglio sulle modalità
per assicurare l'efficacia del "braccio preventivo" del patto di stabilità e crescita. La
comunicazione accompagna l'ottava relazione annuale sulle finanze pubbliche nell'UEM, sui cui
risultati essa si basa. Il trattato impone la sorveglianza e il coordinamento delle politiche di
bilancio, fissa una soglia pari al 3% del PIL per i disavanzi pubblici e dispone che il debito
pubblico sia inferiore al 60% del PIL o si avvicini a tale soglia con un ritmo adeguato. Il patto di
stabilità e crescita comprende un braccio preventivo mirante ad evitare disavanzi eccessivi
tramite una solida programmazione ed esecuzione del bilancio a medio termine. Il disavanzo
medio nell'UE è sceso dal 2,4% nel 2005 all'1,7% (e dal 2,5% all'1,6% nell'area dell'euro),
mentre il rapporto debito/PIL è diminuito per la prima volta dal 2002 sia nell'UE che nell'area
dell'euro. Questa evoluzione riflette i continui progressi conseguiti nella correzione dei
disavanzi eccessivi. Dopo l'abrogazione delle procedure per i disavanzi eccessivi nei confronti di
Germania, Grecia e Malta, sette sono ancora i paesi in disavanzo eccessivo, rispetto ai 13
prima della riforma del patto. Dopo la riforma la procedura è stata abrogata anche nei confronti
di Paesi Bassi (2005), Cipro (2006) e Francia (gennaio 2007). I sette paesi restanti sono
l'Italia e il Portogallo, fra gli Stati membri dell'area dell'euro, nonché il Regno Unito, la
Repubblica ceca, l'Ungheria, la Polonia e la Slovacchia. Secondo gli ultimi aggiornamenti dei
programmi di stabilità e di convergenza, solo due paesi (Ungheria e Repubblica ceca)
dovrebbero ancora registrare disavanzi superiori al 3% del PIL alla fine del 2008. La
Commissione è tuttavia preoccupata del fatto che il braccio preventivo del patto non funziona
così bene come il braccio correttivo. Le previsioni di primavera dei servizi della Commissione
mostrano che a politiche invariate solo 10 dei 27 paesi dell'UE raggiungeranno il rispettivo
obiettivo di bilancio a medio termine nel 2008, nonostante tre anni consecutivi di crescita
economica superiore al tasso tendenziale. Nella comunicazione, la Commissione presenta
pertanto una serie di proposte per migliorare l'efficacia del braccio preventivo del patto. La
prima serie di proposte mira soprattutto ad estendere la sorveglianza di bilancio dell'UE. In
secondo luogo, la Commissione propone di rafforzare la titolarità nazionale degli obiettivi di
bilancio fissati nei programmi di stabilità e di convergenza. La terza serie di proposte mira a
rafforzare l'affidabilità e la credibilità degli obiettivi di bilancio a medio termine. Il quarto e
ultimo gruppo di proposte riguarda l'obiettivo generale del braccio preventivo del patto, ossia
conseguire
posizioni
di
bilancio
sostenibili
a
medio
termine.
Link:
http://ec.europa.eu/economy_finance/news/hotissues/2007/public-finance-report/main_en.htm
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Il Consiglio Ecofin ha adottato e conclusioni sulla frode fiscale e un pacchetto di misure volte a
semplificare il regime IVA per le imprese. Per quanto riguarda la frode fiscale, ha chiesto alla
Commissione di:
- presentare proposte legislative per migliorare l'efficacia di un'ampia serie di misure antifrode
convenzionali, e
- di studiare misure antifrode di più ampia portata compresa la tassazione nello Stato membro
di partenza e l'analisi degli effetti di una procedura d'inversione contabile facoltativa, in base
alla quale il debito fiscale per i pagamenti passerebbe dall'impresa fornitrice al beneficiario,
quali mezzi eventuali di lotta all'evasione dell'IVA.
10
CONFCOMMERCIO INTERNATIONAL, giugno 2007
Riguardo il regime dell'IVA per le imprese,il Consiglio ha raggiunto un accordo politico sugli
elementi del pacchetto IVA riguardanti: il luogo delle prestazioni di servizi (con l'eccezione del
punto 2); l mini regime dello sportello unico; il progetto di direttiva relativa al rimborso; gli
aspetti della cooperazione amministrativa. L'adozione formale del pacchetto occorra procedere
ad ulteriori discussioni sul cambiamento del luogo delle prestazioni di servizi per i servizi di
telecomunicazione e di diffusione radiotelevisiva, i servizi forniti per via elettronica e servizi di
trasporto marittimo forniti a soggetti non passivi (articoli 56, 58 e 59 bis del progetto di
direttiva relativa al luogo delle prestazioni di servizi). Il Consiglio ha ribadito la sua intenzione
di adottare formalmente il pacchetto sull’IVA entro il 31 dicembre 2007 con l’intenzione di farlo
entrare
in
vigore
al
più
tardi
il
1
gennaio
2010.
Link:http://www.consilium.europa.eu/ueDocs/cms_Data/docs/pressData/it/ecofin/94844.pdf.
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Il Parlamento ha adottato, il 20 giugno, il suo parere in prima lettura sulla proposta di
decisione che istituisce il programma comunitario “Fiscalis 2013” per agevolare la cooperazione
tra le amministrazioni fiscali nazionali per il periodo 2008-2013. I deputati europei vogliono
limitare la partecipazione a questo programma ai ventisette Stati membri, e non aprirlo ai
paesi che partecipano alla Politica di vicinato dell'UE, come proposto dalla Commissione.
Seguendo la posizione degli affari economici e monetari del PE, i deputati hanno accettato
l'aumento finanziario caldeggiato dalla Commissione. Il bilancio di Fiscalis 2013 dovrebbe
aggirarsi attorno ai 157 milioni di euro. In plenaria, sono stati adottati, inoltre, due
emendamenti su: la definizione della nozione di “controllo multilaterale” delle tasse dovute da
uno o più soggetti con una partecipazione facoltativa, secondo il PE, a questo tipo di azioni; la
partecipazione esclusiva dei funzionari nazionali al programma d'azione. Altri emendamenti
riguardano la maggiore trasparenza delle azioni intraprese nell'ambito di Fiscalis 2013, tramite
in
particolare
la
pubblicazione
di
dati.
Link:
http://www.europarl.europa.eu/sides/getDoc.do?pubRef=-//EP//TEXT+TA+P6-TA-20070268+0+DOC+XML+V0//IT.
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La promessa fatta in campagna elettorale dal neopresidente francese, Nicolas Sarkozy, sulla
possibilità di applicare un tasso di IVA ridotto per i ristoranti ha avuto il suo eco a Bruxelles. La
Commissione Europea dovrebbe pubblicare una relazione sull’applicazione di tassi ridotti di IVA
per la prestazione di alcuni servizi. Secondo le prime indiscrezioni sullo studio, condotto da una
società danese, i tassi ridotti non hanno causato delle rilevanti distorsioni di mercato. A seguito
alla pubblicazione dei risultati dell’esame, la Commissione Europea adotterà una comunicazione
sull’IVA, probabilmente senza prendere una posizione netta sull’applicazione di tassi ridotti.
Dette pratiche sono in vigore per alcuni beni e servizi dal 1999 e sono tuttora autorizzate
grazie a proroghe successive dei ministri delle Finanze degli Stati Membri. A questo punto, la
Commissione Europea vorrebbe sapere se i paesi UE intendono rendere l’applicazione di tassi
ridotti permanente. In generale, le autorità comunitarie sarebbero favorevoli ad un regime
flessibile per l’IVA purché questo non porti a distorsioni del mercato interno. Sebbene per
questo genere di decisioni sia richiesta l’unanimità, gli Stati Membri non dovrebbero avere
difficoltà ad approvare la possibilità di applicare tassi ridotti. Eventuali problemi potrebbero
sorgere allorché si passerebbe alla selezione dei servizi che possono usufruire di tassi IVA
ridotti. Attualmente questi sono elencati all’interno della direttiva 2006/112 CE (nota come
sesta direttiva IVA) con validità fino al fine 2010. La lista viene rivista e modificata dal
Consiglio ogni due anni. I servizi prescelti devono essere ad alta densità di manodopera, forniti
a livello locale ai consumatori finali e non distorcere la concorrenza. Inoltre deve essere
dimostrato un nesso tra l’applicazione del tasso ridotto e l’aumento della domanda di detti
servizi, con una ricaduta sulla crescita occupazionale. I servizi che rispondono a questi criteri
11
CONFCOMMERCIO INTERNATIONAL, giugno 2007
sono quelli relativi alle piccole riparazioni, al lavaggio vetri, alle cure a domicilio ed i
parrucchieri. La direttiva 2006/12 CE prevede che altri servizi possono applicare un tasso IVA
ridotto, ma non inferiore al 5%. Trattasi dei settori dei generi alimentari, della distribuzione
idrica, del trasporto di persone e bagagli, della fornitura libri, giornali e periodici,
dell’ammissione a spettacoli e a manifestazioni sportive,degli alberghi, dei beni e servizi forniti
a scopo sociale, delle cure mediche, dentarie e termali, della raccolta rifiuti. Il Commissario per
la Fiscalità e l’Unione Doganale, Laszlo Kovacs, intende proporre una proroga fino al 2010 della
maggior parte delle deroghe su alcune categorie di beni e servizi in scadenza nel 2007. Al
contrario, per quanto riguarda i servizi finanziari e le assicurazioni, il commissario ritiene che la
legislazione attuale sia superata e per questo motivo intende lanciare una proposta di direttiva
dopo l’estate.
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Il 15 giugno è entrato in vigore il regolamento CE 1889/2005 sui controlli sul denaro liquido in
entrata ed in uscita dalle frontiere comunitarie. I viaggiatori con denaro liquido o assegni
facilmente convertibili di valore pari o superiore a 10.000 euro dovranno compilare una
dichiarazione. Il nuovo regolamento, approvato col solo voto contrario dell’Italia, dà la facoltà
ai funzionari delle dogane di confiscare le somme di denaro superiori a 10.000 euro ed attuare
verifiche nel caso in cui vi siano sospetti sulla loro provenienza e sul loro uso. Il Commissario
alla Fiscalità ed all’Unione Doganale, Laszlo Kovacs, ha detto che le nuove misure
contribuiranno alla prevenzione dei reati legati al riciclaggio di denaro o al traffico di
stupefacenti grazie alla loro applicazione uniforme sul territorio comunitario. Per informare i
viaggiatori sulle nuove regole vigenti la Commissione Europea ha preparato un opuscolo
informativo nelle 23 lingue ufficiali più arabo, turco, cinese, giapponese e coreano. Inoltre,
saranno trasmessi messaggi audiovisivi in tutti gli aeroporti ed ai valichi di frontiera.
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Il 25 giugno 2007 nel corso del Consiglio dei ministri è stato raggiunto un accordo politico sulla
proposta di regolamento per modernizzare il codice doganale comunitario. Il PE dovrà
pronunciarsi in seconda lettura sull’accordo. Il codice comunitario delle dogane riveduto:
- Volge a semplificare la legislazione, razionalizzare le procedure e i processi doganali a
vantaggio delle autorità doganali e degli operatori;
- Introdurrà, in particolare, il sistema di “sdoganamento centralizzato” secondo cui gli operatori
autorizzati potranno dichiarare le loro merci tramite via elettronica e pagare i loro dazi
doganali nel paese in cui sono stabiliti, quale che sia lo Stato membro dal quale le merci
interessate entreranno/usciranno dall’UE, transiteranno o saranno consumate.
- Pone ugualmente il problema dell’apertura della professione di rappresentante in dogana
incaricato di effettuare le operazioni per conto di operatori economici che rappresenta.
- Sviluppa i concetti di “unica interfaccia” e di “unico sportello”, secondo il quale gli operatori
economici forniscono le informazioni sui prodotti in un unico punto di contatto (principio di
“unica interfaccia”), anche se le informazioni dovrebbero pervenire a diverse amministrazioni
e diversi organismi. In tal modo, i controlli di queste merci (controlli doganali, sanitari…)
saranno effettuati simultaneamente e in un unico luogo (principio di “sportello unico).
L’accordo politico apre la strada per la conclusione di una posizione comune che sarà
ufficialmente adottata dal Consiglio nell’ambito della Presidenza Portoghese prima del lancio
della
seconda
lettura.
Link:
http://ec.europa.eu/taxation_customs/customs/policy_issues/electronic_customs_initiative/ope
rational_issues/index_fr.htm
http://ec.euorpa.eu/taxation_customs/resources/documents/common/legislation/proposals/cus
toms/COM608_F_fr.pdf
12
CONFCOMMERCIO INTERNATIONAL, giugno 2007
GIUSTIZIA, LIBERTA’ E SICUREZZA
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La Commissione europea ha avviato il 25 giugno un nuovo programma di cooperazione con i
paesi terzi nel campo dell’immigrazione e dell’asilo, con uno stanziamento di 380 milioni di euro
per il periodo 2007-2013. Sulla scia del programma precedente, AENEAS, il nuovo programma
è inteso a sostenere gli sforzi dei paesi terzi per una migliore gestione dei flussi migratori in
tutti i suoi aspetti. Il programma si concentrerà principalmente sui paesi situati lungo le rotte
migratorie sudorientali che portano verso l’Ue, ma riguarderà anche altre rotte migratorie e le
migrazioni sud-sud. Dal punto di vista tematico, il programma contempla tutti gli aspetti
fondamentali del fenomeno migratorio: - rafforzamento del legame fra immigrazione e sviluppo;
- promozione di una valida gestione dell’immigrazione a fini lavorativi; - lotta contro
l’immigrazione clandestina e più facile riammissione degli immigrati irregolari; - protezione
degli immigrati contro lo sfruttamento e l’esclusione; - promozione dell’asilo e della protezione
internazionale. Il programma è specificamente adattato ai fini di un rafforzamento delle
capacità e ai fini della promozione di iniziative di cooperazione nell’ambito delle quali i paesi di
origine, di transito e di destinazione sviluppino e condividano esperienze e metodi di lavoro sui
vari aspetti della migrazione. Nei primi quattro anni (2007-2010) saranno stanziati per il
programma 205 milioni di euro. Tutte le aree geografiche beneficeranno inoltre di cinque
iniziative orizzontali riguardanti varie dimensioni del fenomeno migratorio: - Migrazione e
sviluppo: 10 milioni di euro; - Migrazione a fini lavorativi: 8 milioni di euro; - Asilo e protezione
dei rifugiati: 4 milioni di euro; - Traffico di migranti e tratta degli esseri umani: 3 milioni di
euro; - Immigrazione clandestina: 3 milioni di euro. Il programma include anche disposizioni
specifiche per reagire a necessità urgenti e situazioni di emergenza legate all’immigrazione che
potrebbero verificarsi nei paesi contemplati. Per queste “misure speciali” sono stati stanziati 20
milioni di euro. Dopo una valutazione che avrà luogo nel 2009, il programma entrerà nella
seconda fase (l’ultima) nel periodo 2011-2013, con uno stanziamento supplementare di 175
milioni di euro. Link: http://ec.europa.eu/europeaid/projects/migrations/projects_en.htm
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Con questo libro verde (Com-07-301), la Commissione apre un ampio dibattito sul futuro assetto
del regime europeo comune in materia di asilo, invitando tutte le parti interessate ad esprimere
il proprio punto di vista e a formulare suggerimenti costruttivi sulla forma che il regime
dovrebbe assumere. Tale regime, quale definito dai programmi di Tampere e dell'Aia, era
concepito per essere allestito in due fasi. La prima, che comprendeva quattro strumenti
giuridici principali, è ora ultimata. In conformità al programma dell'Aia, gli strumenti della
seconda fase dovrebbero essere adottati entro la fine del 2010. Il libro verde illustra in
dettaglio un'ampia serie di problematiche da affrontare nella seconda fase e individua, in
particolare, quattro settori principali nei quali è necessario prendere ulteriori provvedimenti,
settori che costituiscono i quattro capitoli principali del testo: strumenti legislativi; misure
attuative di accompagnamento; solidarietà e ripartizione degli oneri; dimensione esterna della
politica di asilo. I quattro elementi costitutivi del regime comune europeo in materia di asilo,
previsti nella prima fase, sono stati varati. Questi strumenti legislativi mirano a unificare le
norme applicabili, ovvero a istituire un sistema che garantisca alle persone autenticamente
bisognose di essere protette, l'accesso a un livello elevato di protezione in base a requisiti
equivalenti in tutti gli Stati membri, e al tempo stesso a far avere un trattamento equo ed
efficiente a quanti non rispondono ai criteri per beneficiare di una protezione specifica.
L'obiettivo ultimo del regime comune europeo in materia di asilo, quale prospettato dal
programma dell'Aia, consiste nell'istituire una procedura comune e uno status uniforme per
tutte le persone bisognose di protezione internazionale, validi all'interno dell'intera Unione. Per
13
CONFCOMMERCIO INTERNATIONAL, giugno 2007
concretare questo obiettivo, il programma dell'Aia invitava la Commissione a presentare gli
strumenti per la seconda fase al Consiglio e al Parlamento europeo per tempo, onde
permetterne l'adozione entro la fine del 2010. L'obiettivo perseguito nella prima fase era quello
di armonizzare gli ordinamenti giuridici degli Stati membri sulla base di norme minime comuni.
Gli obiettivi nella seconda fase consisteranno nel conseguire sia un livello comune più elevato
che una maggiore parità di trattamento nei vari paesi dell'Unione, garantendo nel contempo un
grado maggiore di solidarietà fra gli Stati membri. Per conseguire questi obiettivi sarà
necessario colmare i divari esistenti tra le legislazioni vigenti in materia di asilo,
armonizzandole in base a criteri più ambiziosi. I risultati di questa ampia consultazione
serviranno a preparare una strategia politica da adottare nel primo trimestre del 2008, nella
quale la Commissione specificherà i provvedimenti che intende prendere per varare il regime
comune europeo in materia di asilo, unitamente ai tempi da rispettare. Al fine di preparare
un'audizione pubblica che si terrà il 18 ottobre 2007, la Commissione invita tutte le parti
interessate a inviare i loro contributi per iscritto, non oltre il 31 agosto 2007, all'indirizzo
seguente: Unità immigrazione e asilo – "Libro verde in materia di asilo" Direzione generale
Giustizia, libertà e sicurezza, Commissione europea, B-1049 Bruxelles; e-mail: [email protected].
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La Commissione europea ha presentato, lo scorso 18 giugno, una relazione sull'attuazione della
decisione quadro 2003/568/GAI del Consiglio, del 22 luglio 2003, relativa alla lotta contro la
corruzione nel settore privato, dalla quale emerge che la maggior parte degli Stati membri non
ha ancora qualificato come illecito penale tutte le possibili fattispecie di corruzione nel settore
privato. Il Belgio e il Regno Unito hanno dato piena attuazione alle principali disposizioni della
decisione quadro. L'obiettivo della decisione quadro del Consiglio è garantire che in ogni Stato
membro costituiscano un illecito penale sia il "promettere, offrire o concedere" (corruzione
attiva) sia il "sollecitare o ricevere" (corruzione passiva) un indebito vantaggio di qualsiasi
natura nell'ambito di attività professionali nel settore privato. La decisione quadro, che si
applica alle entità con e senza scopo di lucro, prevede inoltre che anche le persone giuridiche
possano essere dichiarate colpevoli di tali reali. La relazione, che si basa sulle informazioni
ricevute dagli Stati membri, constata principalmente che è ancora nella fase iniziale il
recepimento da parte degli Stati membri della decisione quadro del Consiglio. La Commissione
invita gli Stati membri, compresi quelli che hanno comunicato di essere impegnati
nell'elaborazione della normativa, a fornirle al più presto ogni ulteriore informazione utile. Nel
corso dell'autunno la Commissione europea pubblicherà un documento di lavoro sui rapporti tra
corruzione
e
criminalità
organizzata.
Link:
http://eurlex.europa.eu/LexUriServ/site/it/com/2007/com2007_0328it01.pdf.
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Il Commissario europeo Franco Frattini ha accolto favorevolmente la decisione della società
americana Google Inc. di limitare a 18 mesi, anziché due anni, il periodo di conservazione delle
tracce delle ricerche degli utenti. La decisione di Google è stata presa dopo che alcune
associazioni l’avevano accusata di violare le disposizioni sulla protezione della vita privata. La
società americana si è inoltre impegnata a collaborare con il “Comitato Articolo 29” della
Commissione Europea sulla protezione dei dati personali.
14
CONFCOMMERCIO INTERNATIONAL, giugno 2007
IMPRESE, TURISMO
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Revisione della politica delle PMI: Nel 2005, la Commissione europea ha adottato un
documento di consultazione sulla futura politica delle PMI. Una comunicazione della
Commissione al riguardo dovrebbe essere adottata nel settembre 2007 al fine di revisionare la
politica europea delle PMI. Eurcommerce nel 2005 ha adottato una posizione come contributo
alla consultazione. La discussione nell’ambito della riunione ha riguardato gli argomenti su cui
puntare l’attenzione a livello comunitario. La nuova posizione di Eurcommerce si concentrerà su:
l’accesso al finanziamento e la migliore regolamentazione. Le aree d’azione proposte dalla
Commissione nell’ambito della politica delle PMI sono: - Promuovere l’imprenditorialità e le
competenze; - Migliorare l’accesso ai mercati per le PMI; - Ridurre gli oneri amministrativi; Rafforzare il dialogo e la consultazione con le organizzazioni imprenditoriali.
Panel di discussione sulle migliori pratiche nazionali: I membri olandesi, tedeschi e
italiani hanno presentato alcune migliori pratiche nell’ambito della better regulation. Le migliori
pratiche presentate dalla Confcommercio sono state:
- Finanziaria 2007: Piena attuazione dello sportello (UNIG) delle imprese. Tale sportello è
composto dalle camere di commercio dall’INPS e dall’INAIL. Assolve a tutti gli obblighi
amministrativi;
- Miglioramento del versamento contributivo attraverso l’utilizzo via elettronica da parte degli
enti previdenziali. Obiettivo: semplificazione degli obblighi contributivi;
- Dichiarazione unica di regolarità contributiva (DURC) fatta dagli enti previdenziali. Obiettivo:
Semplificare la partecipazione a gare pubbliche e d’appalto.
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L’On. Costa, presidente della Commissione Trasporti e Turismo (TRAN) del Parlamento Europeo,
ha presentato il 26 giugno un progetto di relazione sul turismo. L’Europarlamentare ha
specificato che lo scopo del suo rapporto non è di disegnare le basi per una politica europea del
turismo, in quanto questa è di competenza nazionale e regionale e molto probabilmente resterà
tale anche negli anni a venire, tenuto conto dell’eterogeneità delle risorse turistiche degli Stati
Membri. L’ambizione di detta azione è piuttosto quella di individuare all’interno delle politiche
comunitarie tutti quegli aspetti che interessano direttamente ed indirettamente il turismo e
cercare di attrarre l’attenzione della Commissione Europea e degli Stati Membri sull’influenza
che certe azioni comunitarie possono avere sul settore. A tal proposito l’On. Costa ha
individuato le azioni che egli ritiene prioritarie per sostenere lo sviluppo del settore.
1) Politiche dei visti
In contesto in cui la mobilità delle persone è fortemente aumentata, distinguere coloro che
vengono in Europa per motivi di lavoro da coloro che vengono per fini turistici è essenziale. Le
politiche europee sui visti esistono già sono molto eterogenee. Alcuni stati sono piuttosto rigidi
e lenti nell’emettere i propri visti. Il turismo extraeuropeo è in crescita e proviene da quei paesi,
quali la Cina e l’India, che stanno attraversando una forte crescita economica. Tale forma di
turismo va incoraggiata. Il Commissario per la Sicurezza, la Giustizia e gli Affari Interni, Franco
Frattini, sta già lavorando in questa direzione.
2) Statistiche sul turismo
L’On. Costa ha incoraggiato l’adozione di una soluzione europea. Allo stato attuale i dati
disponibili sono difficilmente comparabili perché i criteri usati per ottenerli sono diversi da stato
15
CONFCOMMERCIO INTERNATIONAL, giugno 2007
a stato. Molte delle parti interessate si sono già espresse a favore di una revisione delle
modalità che regolano le statistiche nel settore del turismo
3) Standard
L’obiettivo è quello di incoraggiare gli standard di qualità che sono diversi da quelli di prodotto.
L’On. Costa è consapevole che molti degli operatori del settore sono contrari e, d’altra parte, le
destinazioni turistiche europee si sviluppano in funzione delle diverse caratteristiche
geografiche e climatiche. Ad esempio le località turistiche scandinave hanno strutture diverse
da quelle delle coste del Mediterraneo. Tuttavia, se è quasi impossibile trovare ed imporre certi
tipi standard strutturali a tutti, alcuni tipi di standard che riguardano la qualità dei servizi offerti
possono essere individuati. Questo è nell’interesse sia del consumatore, che può orientare
meglio la propria scelta economica, sia dell’operatore turistico che può esser meglio identificato
e vendere meglio i propri servizi.
3) Label ed etichettature
In Europa c’è un pullulare di label ed etichettature su base volontaristica, che certificano la
qualità delle acque, delle spiagge, dei servizi offerti. Non sarebbe meglio uniformare tutti questi
tipi di certificazione? Il consumatore/turista spesso è fuorviato dai diversi tipi di label ed
etichette. Egli ha diritto ad essere informato su ciò che compra e questo è particolarmente
importante per i turisti portatori di handicap e per coloro che acquistano pacchetti vacanze online.
4) Diritti dei passeggeri
Al momento sono in revisione alcune direttive concernenti i diritti dei passeggeri. Occorre
chiarire ed aumentare le garanzie per ritardi, cancellazioni, cambiamenti di programma....
5) Premio destinazioni di eccellenza
L’Europa come destinazione turistica deve essere promossa. L’istituzione di un tale
riconoscimento può essere un incentivo a migliorare l’attrattività delle destinazioni europee.
La Commissione TRAN dovrebbe votare il rapporto definitivo in settembre mentre il voto della
plenaria è previsto per ottobre.
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I dati del 2006 contenuti nella relazione annuale della Commissione Europea hanno rivelato il
buono stato di salute delle acque di balneazione. La percentuale delle acque con valori
conformi alle soglie imperative è stata del 96% per quelle costiere e dell’89% per quelle di
laghi e fiumi. Tuttavia, la percentuale di zone costiere che rispettano criteri più rigidi è
diminuita passando dall’89,1% del 2005 all’88,4% del 2006 mentre è aumentata per le acque
interne passando dal 63,1% del 2005 al 63,8% del 2006. Anche il numero dei siti di
balneazione cancellati dalle liste è diminuito, a testimonianza della migliore qualità delle acque.
Nel 2006 gli Stati Membri hanno cancellato dalla lista dei siti di balneazione 88 località costiere
e 166 aree interne. Ciononostante, la Commissione Europea teme che i buoni risultati del 2006
occultino i seri problemi relativi all’inquinamento delle acque. La relazione evidenzia ancora una
volta il gap esistente tra vecchi e nuovi Stati Membri. I primi si conformano maggiormente
rispetto ai secondi, anche se questi ultimi stanno facendo molti sforzi per migliorare
l’osservanza
dei
criteri
comunitari.
Link:
http://www.ec.europa.eu/water/waterbathing/index_en.html
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Il settore turistico europeo cresce sebbene in maniera più lenta rispetto ai suoi concorrenti.
Secondo i dati messi a disposizione dall’European Traval Commission (ECT), associazione che
16
CONFCOMMERCIO INTERNATIONAL, giugno 2007
raggruppa 38 associazioni nazionali del turismo, nel 2006 gli arrivi di turisti in Europa hanno
registrato un aumento del 4%. Sebbene nello stesso arco di tempo le regioni dell’Africa,
dell’Asia e del Pacifico abbiano registrato una crescita media dell’8%, i dati mostrano che le
destinazioni turistiche europee hanno una tradizione consolidata e che si stanno avviando ad
una ripresa. L’Europa pertanto è riuscita a mantenere piuttosto facilmente una posizione di
privilegio rispetto ad altre destinazioni raccogliendo il 54% totale degli arrivi. I dati del 2006
sono un segnale incoraggiante per quelli del 2007. Quest’anno l’incremento degli arrivi
dovrebbe attestarsi tra il 3% ed il 3,5%. I dati dell’ECT sono stati seguiti da quelli pubblicati
dall’Eurostat a fine giugno. Le statistiche si riferiscono al 2006 e prendono in considerazione i
27 Stati Membri dell’UE. Secondo l’Eurostat il numero di notti spese in strutture alberghiere è
aumentato del 4,7%. Gli Stati Membri che hanno registrato il maggior numero di pernottamenti
sono l’Italia, la Spagna, la Germania, la Francia ed il Regno Unito. Tuttavia, in termini
percentuali gli incrementi più significativi sono stati in Lettonia, Lituania, Paesi Bassi e Spagna
mentre
si
sono
registrati
dei
cali
nel
Regno
Unito
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Cipro.
Link:
http://epp.eurostat.ec.europa.eu/pls/portal/docs/PAGE/PGP_PRD_CAT_PREREL/PGE_CAT_PRE
REL_YEAR_2007/PGE_CAT_PREREL_YEAR_2007_MONTH_06/4-29062007-EN-BP.PDF
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La Commissione Europea è pronta a sostenere finanziariamente le attività legate alla
protezione consolare dei cittadini europei che si trovino a viaggiare in paesi terzi per turismo o
per motivi professionali. Secondo le disposizioni in vigore, i cittadini comunitari che si trovano
in un paese terzo in cui il proprio paese di origine non è rappresentato a livello diplomatico,
possono rivolgersi a qualunque rappresentanza di uno Stato Membro dell’UE, beneficiare di
protezione ed ottenere assistenza, in casi di malattia, incidente, morte, arresto o detenzione e,
attacco terroristico... In particolare verranno finanziate campagne di informazione dirette sia al
pubblico sia al personale consolare degli Stati Membri. Alcuni opuscoli informativi sono già stati
distribuiti presso le associazioni di agenzie di viaggio nazionali e saranno presto disponibili
presso porti ed aeroporti. Inoltre, a breve è prevista la creazione di un numero verde. La
Commissione Europea vorrebbe anche inserire i siti nazionali dedicati all’informazione dei
viaggiatori sul proprio sito ma alcuni Stati Membri sono contrari in quanto ritengono di poter
provvedere meglio alla protezione dei propri cittadini.
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La Commissione Europea ha presentato al Consiglio una proposta di modifica della direttiva
1996/26 CE e dei regolamenti CEE 684/1992 e CE 12/1998 che riguardano le norme applicabili
ai trasporti internazionali di viaggiatori. In effetti, le regole vigenti devono adeguarsi al nuovo
quadro giuridico sui trasporti pubblici in aereo, treno e autobus che è in fase di adozione. La
proposta della Commissione Europea mira ad una semplificazione tramite l’unificazione dei due
regolamenti sull’accesso al mercato del trasporto stradale. Nello specifico si vuol introdurre una
procedura più semplice e più celere per le autorizzazioni dei servizi regolari internazionali. In
futuro, il rigetto di una domanda sarà possibile solo se il richiedente danneggerebbe un servizio
simile di carattere pubblico ed obbligatorio. Inoltre, si sta pensando ad una licenza comunitaria
semplificata e normalizzata per ridurre i costi amministrativi e diminuire i ritardi. Si prevedono
inoltre disposizioni rafforzate che obbligano uno Stato Membro ad agire su richiesta di un altro
Stato Membro nel caso in cui un trasportatore, cui ha rilasciato la licenza, commetta infrazioni
in un altro paese. Il nuovo regolamento prevede anche un miglioramento nello scambio di
informazioni tra i paesi UE per quanto riguarda l’accesso alla professione di trasportatore
stradale. La proposta della Commissione Europea è consultabile on-line:
http://www.eur-lex.europa.eu/LexUriServ/site/en/com/2007/com2007_0264en01.pdf
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La Commissione Europea intende rimandare a dopo l’estate la pubblicazione della relazione
sulla reciprocità dei visti in quanto il Congresso USA sta attualmente modificando il Visa Waiver
Program (VWP). Il sistema di reciprocità permette ai cittadini europei di entrare negli USA e di
restarvi per 90 giorni senza bisogno di un visto. Allo stato attuale, però, solo i cittadini dei
vecchi Stati Membri possono usufruire di questa possibilità, il che rende il sistema imperfetto in
quanto i cittadini statunitensi possono viaggiare su tutto il territorio comunitario senza
necessitare di visto. La revisione del VWP dovrebbe dare ad altri 5 Stati Membri la possibilità di
usufruire della reciprocità. Il sistema ETA (Electronic Travel Authority) dovrebbe sostituire il
sistema di visto. ETA prevede il riempimento di un formulario on-line da parte dei viaggiatori
che acquistano un biglietto. I dati del passaporto e della carta di credito verranno
successivamente controllati per verificare che il viaggiatore non sia sulla lista dei sospetti.
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I negoziati tra UE ed USA sulla trasmissione dei dati personali dei passeggeri (Passenger Name
Record, PNR) procedono verso il raggiungimento di un nuovo accordo che modifichi e
sostituisca quello vigente il cui termine naturale è il prossimo 31 di luglio. Attualmente le
compagnie aeree sono tenute a trasmettere alle autorità statunitensi 34 tipi di dati personali.
L’UE vorrebbe diminuire il numero dei dati trasmessi e limitare lo stoccaggio di questi ai tre
anni e mezzo attuali. Le autorità USA vorrebbero invece prolungare tale periodo di
conservazione. Secondo fonti diplomatiche, il nuovo accordo, con validità sette anni, prevede
la trasmissione di 19 tipi di dati ed uno stoccaggio ad un periodo inferiore agli otto anni,
passato il quale dovranno esser cancellati. Inoltre, i dati verrebbero trasmessi solo per finalità
relative alla lotta al terrorismo internazionale ed alla criminalità organizzata nonché in caso di
gravi reati. I dati relativi all’origine razziale ed etnica, alle idee religiose, alle opinioni politiche,
allo stato di salute ed alla vita sessuale potranno esser trasmessi solo in circostanze eccezionali.
Il nuovo accordo è stato criticato da deputati europei di diverso schieramento e giudicato poco
efficace nella protezione dei dati personali.
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Dopo mesi di discussione è stato raggiunto un compromesso tra Parlamento Europeo ed il
Consiglio sulla proposta di regolamento che crea una banca dati biometrica, consultabile dagli
Stati Membri, per lo scambio di informazioni sulle richieste di visti e sui visti concessi per brevi
periodi a cittadini di stati terzi. Il Sistema di Informazione sui Visti (VIS) sarà attivo dal 2009
opererà nello spazio Schengen. Anche Europol potrà accedere alla banca dati nell’ambito di
indagini criminali o di azioni antiterrorismo.
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La Commissione Europea ha annunciato l’allargamento delle frontiere dello spazio Schengen ai
10 paesi che sono diventati Membri dell’UE nel 2004. Questi dovrebbero unirsi agli altri paesi
del gruppo Schengen alla fine del 2007 previa una positiva valutazione della loro capacità di
controllare le frontiere esterne ed integrarsi nella banca dati comune (SIS) che collega polizia,
giustizia e dogane degli Stati Membri. Nel frattempo, proseguono i lavori per l’avvio del sistema
SIS II che potenzierà l’attuale banca dati.
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La Commissione Europea ha attuato la revisione della “lista nera” delle compagnie aeree da e
verso l’UE. Le misure riguardano in particolar modo le compagnie indonesiane, tutte inserite
18
CONFCOMMERCIO INTERNATIONAL, giugno 2007
nella “lista nera”. Il divieto non ha tuttavia valenza extraterritoriale, ovvero rimane circoscritto
al territorio UE. Di conseguenza tali compagnie possono continuare ad operare voli locali e voli
da e verso altri paesi non comunitari. Le agenzie di viaggio sono tenute ad informare i clienti in
partenza per l’Indonesia che eventuali corrispondenze possono essere effettuate da compagnie
non conformi ai criteri di sicurezza europei. Tra le altre compagnie aeree elencate nella “lista
nera”, ve ne sono una dell’Angola per il trasporto passeggeri, una dell’Ucraina per il trasporto
merci, tre del Kirghizistan. Alcuni paesi come la Russia, la Bulgaria, la Moldavia e l’Albania
hanno preso misure unilaterali proibendo o limitando i voli merci e passeggeri da e verso il
territorio comunitario.
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L’Organizzazione Mondiale del Turismo (UNWTO), costituita in seno alle Nazioni Unite, ha
recentemente pubblicato una raccolta di statistiche sul turismo relative al periodo 2001-2005.
Il documento, disponibile solo in lingua inglese, può essere acquistato via Internet:
http://pub.unwto.org:81/epages/Store.sf/?ObjectPath=/Shops/Infoshop/Products/1430/SubPr
oducts/1430-1
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La Commissione Europea ha pubblicato i risultati di un’analisi esterna sui meccanismi di
rafforzamento del controllo dei diritti delle società quotate in borsa (control-enhancing
mechanisms – CEM). Questi meccanismi rendono possibili le azioni di voto multiplo, la
limitazione del diritto di voto, le azioni preferenziali senza diritto di voto, gli accordi tra azionisti,
le partecipazioni incrociate e le piramidi di società. Dalle 19 giurisdizioni analizzate, 16 europee
e 3 extraeuropee (Austrialia, Giappone e USA), si evince che in nessuno stato sostiene
esclusivamente il principio “un’azione, un voto”o la libertà totale nell’organizzazione del diritto
di voto. Le 646 società intervistate per il sondaggio hanno dichiarato di utilizzare diversi
meccanismi di voto anche se la maggioranza si dichiara insoddisfatta dei CEM. L’analisi, che
integrerà quella d’incidenza della Commissione Europa, smentisce quindi i sostenitori
“dell’attivismo azionistico”.
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La Commissione Europea ha lanciato una consultazione pubblica per l’attuazione della direttiva
2001/24 CE relativa al risanamento ed alla liquidazione di istituti di credito per avere un
riscontro sulla legislazione europea e la presenza di eventuali carenze. Secondo le norme
vigenti, che riguardano solo banche con succursali, risanamento e liquidazione degli istituti
bancari seguono i principi di universalità e unità. La consultazione è aperta fino al 30 settembre
del
2007
ed
è
consultabile
on-line:
http://www.ec.europa.eu/internal_market/bank/docs/windingup/consultation_questionaire_en.pdf
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I negoziati tra UE ed USA sulla trasmissione dei dati bancari (Swift) hanno portato ad un
accordo. Le autorità comunitarie miravano a stabilire delle regole comuni per la protezione
delle transazioni bancarie da quando hanno scoperto che Swift, la società intermediaria per i
movimenti bancari, ha fornito illegalmente dati privati relativi ai conti bancari alle autorità
statunitensi. L’accordo raggiunto è un impegno unilaterale, invece dell’accordo-quadro
sostenuto dall’UE. Swift finalizzerà le discussioni con gli USA per il trasferimento dei dati a
19
CONFCOMMERCIO INTERNATIONAL, giugno 2007
metà luglio. Le autorità statunitensi potranno stoccare i dati per un periodo massimo di 5 anni.
Inoltre, esse creeranno un meccanismo di sorveglianza con un eminente rappresentante UE e
redigeranno una relazione sulla protezione dei dati. L’accordo attualmente esistente risale al
2001 e riguarda i dati soggetti ad una direttiva del 1995. Il testo contente l’impegno unilaterale
degli USA sarà presentato agli ambasciatori UE il prossimo mese di ottobre.
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Il Partito Socialista Europeo (PSE) ed il Partito Democratico Americano hanno lanciato
un’iniziativa congiunta per una maggiore regolamentazione sui fondi speculativi e sui fondi di
investimento. Nella loro richiesta i due partiti chiedono che siano intraprese azioni per
raggiungere tre obiettivi concreti. Il primo riguarda la necessità di trasparenza completa circa
le attività di detti fondi attraverso la pubblicazione di documenti finanziari e la
responsabilizzazione degli operatori di settore. Il secondo mira a “tutelare i diritti dei lavoratori
in materia di contrattazioni collettive e di formazione professionale”. Il terzo concerne la
formazione di un “gruppo di lavoro internazionale”, cui partecipi anche l’ILO, che presenti
“raccomandazioni sulle azioni normative adeguate”.
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La Commissione europea ha deciso, il 27 giugno, di chiedere formalmente all'Italia di
modificare le norme nazionali relative all'installazione di stazioni di servizio. La richiesta della
Commissione assume la forma di un "parere motivato" che costituisce la seconda fase della
procedura di infrazione ai sensi dell'articolo 226 del trattato CE. In mancanza di una risposta
soddisfacente entro due mesi, la Commissione potrà adire la Corte di giustizia. Il procedimento
nei confronti dell’Italia verte sulle norme vigenti a livello statale e regionale nel settore della
commercializzazione di carburanti e che, attraverso una serie di limitazioni, rendono
impossibile o estremamente difficile l'ingresso nel mercato italiano di nuovi concorrenti
provenienti da altri Stati membri dell'UE. Nel contempo, la Commissione ha deciso di archiviare
il procedimento di infrazione avente per oggetto la legislazione nazionale relativa alle
concessioni idroelettriche nel Trentino-Alto Adige. La Commissione ritiene che le norme
nazionali e regionali relative all'installazione e all’esercizio di stazioni di servizio siano
incompatibili con l'articolo 43 del trattato CE che sancisce la libertà di stabilimento nel mercato
interno. Il quadro legislativo nazionale è costituito da: decreto legislativo n. 32 dell'11 febbraio
1998 modificato dal decreto legislativo n. 346 dell’8 settembre 1999, legge n. 496 del 28
dicembre 1999 di conversione del decreto legge n. 383 del 29 ottobre 1999, legge n. 57 del 5
marzo 2001 recante "Disposizioni in materia di apertura e regolazione dei mercati" e Piano
nazionale contenente le linee guida per l'ammodernamento del sistema distributivo dei
carburanti approvato con decreto del 31 ottobre 2001. Le disposizioni nazionali sono attuate e
integrate da una serie di norme adottate dalle regioni italiane. In particolare, la Commissione
contesta: a) le condizioni da soddisfare ai fini dell'apertura di nuove stazioni di servizio. La
Corte di giustizia si è già pronunciata sulle limitazioni imposte dal rispetto di documenti di
programmazione regionale, dichiarando che disposizioni di tale natura possono rendere più
difficile l'esercizio di una libertà fondamentale (Cfr. sentenza del 15 gennaio 2002,
Commissione contro Repubblica italiana Italia, in materia di fiere, esposizioni, mostre e mercati,
C-439/99, punto 33); b) Requisiti strutturali imposti alle nuove stazioni di servizio: superficie
minima dei nuovi impianti (variabile da 200 a 4000 m2) e presenza di attività commerciali
integrative (c.d. servizi "non oil"); c) Distanze minime; d) Requisiti in materia di orari di
apertura; e) Autocertificazione. Link: http://ec.europa.eu/community_law/eulaw/index_fr.htm.
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Il Consiglio ha adottato, il 13 giugno, la posizione comune sulla proposta di regolamento del
Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce un procedimento europeo per le controversie
di modesta entità. Il regolamento mira a semplificare e accelerare i procedimenti relativi alle
controversie di modesta entità e a ridurne le spese, istituendo un sistema europeo che offra ai
cittadini un'alternativa ai procedimenti previsti dalla normativa vigente negli Stati membri. La
posizione comune mantiene gli elementi essenziali della proposta della Commissione del
15 marzo 2005. Il procedimento si applicherà, in materia civile e commerciale, alle
controversie il cui valore non eccede i 2 000 euro, che abbiano o meno per oggetto il
pagamento di una somma di denaro. Nell'intento di ridurre costi e ritardi, il procedimento
europeo per le controversie di modesta entità prevede varie semplificazioni procedurali: l'uso di
moduli standard e fissa termini per le parti e l'organo giurisdizionale in modo da semplificare e
accelerare il contenzioso. Il procedimento dovrebbe svolgersi in forma scritta, a meno che il
giudice non ritenga necessaria un'udienza. Questi può tenere l'udienza o assumere prove
tramite videoconferenza o altri mezzi tecnologici di comunicazione, se disponibili. Le parti non
sono obbligate a farsi rappresentare da un avvocato o altro professionista legale ed è il giudice
a determinare i mezzi di assunzione delle prove e l’ambito delle prove indispensabili ai fini della
sentenza secondo le norme applicabili in materia di ammissibilità delle prove. Sempre il giudice
può ammettere l’assunzione di prove tramite dichiarazioni scritte di testimoni, esperti o parti.
La sentenza è esecutiva indipendentemente dalla possibilità d’impugnazione e non è necessario
prestare cauzione. Infine, il regolamento elimina le misure intermedie necessarie per il
riconoscimento e l’esecuzione di una sentenza resa nell’ambito di un procedimento europeo per
controversie di modesta entità. La sentenza è riconosciuta ed eseguita in un altro Stato
membro automaticamente, senza possibilità di opposizione. Il nuovo procedimento entrerà in
vigore
a
partire
dal
1º gennaio
2009.
Link:
http://www.consilium.europa.eu/ueDocs/cms_Data/docs/pressData/it/jha/95081.pdf.
OCCUPAZIONE E AFFARI SOCIALI
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La Commissione europea ha presentato il 27 giugno u.s. la comunicazione “Verso principi
comuni in materia di Flessicurezza: lavori migliori e più numerosi tramite la flessibilità e la
sicurezza”. La flessicurezza viene definita come una strategia integrata per aumentare, allo
stesso tempo, la flessibilità e la sicurezza nel mercato del lavoro. Flessibilità intesa come
transizioni di successo nel corso della vita di un individuo: dalla scuola al lavoro, da un lavoro
all’altro, dalla disoccupazione all’impiego, dall’impiego alla pensione. Sicurezza, dall’altra parte,
in relazione alle capacità che garantiscono ai lavoratori facilità nel trovare un impiego. L'Europa
deve trovare nuove modalità per rendere i suoi mercati del lavoro più flessibili garantendo nel
contempo la sicurezza dell'occupazione anche nell’ottica della Strategia di Lisbona. Le strategie
di flessicurezza possono contribuire a modernizzare i mercati del lavoro europei e a meglio
affrontare le sfide e le opportunità della globalizzazione. La flessicurezza è una strategia
globale di politica del mercato del lavoro che combina una sufficiente flessibilità nei dispositivi
contrattuali – per consentire alle imprese e ai lavoratori di affrontare il cambiamento – e la
sicurezza per i lavoratori di mantenere il loro posto di lavoro o di essere in grado di trovarne
uno nuovo in tempi brevi oltre all'assicurazione di un reddito adeguato nei periodi di transizione
tra due lavori. La comunicazione ribadisce come ciò possa essere positivo sia per i lavoratori
che per le imprese. La flessibilità significa assicurare che i lavoratori possano trovare
agevolmente un lavoro e passare agevolmente da un lavoro all'altro; il concetto copre la
flessicurezza esterna e quella interna nella stessa impresa. La sicurezza non interessa soltanto i
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CONFCOMMERCIO INTERNATIONAL, giugno 2007
lavoratori ma anche le imprese: migliorare le abilità dei lavoratori è anche fonte di sicurezza
addizionale e di vantaggi per i datori di lavoro. La flessibilità e la sicurezza possono rafforzarsi
reciprocamente. I quattro componenti fondamentali della flessicurezza sono: - disposizioni
contrattuali flessibili e affidabili; - apprendimento lungo tutto l'arco della vita; - politiche attive
del mercato del lavoro; - sistemi moderni di sicurezza sociale. Secondo gli studi OCSE una
stretta legislazione di protezione dell’impiego riduce i licenziamenti ma, allo stesso tempo,
diminuisce anche il tasso di entrata nel mercato del lavoro dei disoccupati. Al momento di
assumere nuovo personale, le imprese (soprattutto le PMI) terranno conto degli alti costi di
licenziamento esistenti. La soluzione è rappresentata da un maggiore investimento nelle risorse
umane. Un’alta partecipazione alla formazione permanente è associata ad un alto tasso di
occupazione. Ma anche sistemi moderni di sicurezza sociale che offrano adeguati sussidi alla
disoccupazione e politiche attive del mercato del lavoro possono facilitare la transizione da un
lavoro all’altro. Secondo la comunicazione i lavoratori si sentono meglio protetti da un
adeguato sussidio alla disoccupazione piuttosto che da una rigida protezione contro il
licenziamento. L’OCSE definisce a grandi linee la flessicurezza come caratterizzata da: una
moderata legislazione di protezione dell’impiego, un’alta partecipazione alla formazione lungo
tutto l’arco della vita, un’elevata spesa pubblica in politiche del mercato del lavoro, sussidi di
disoccupazione generosi che tengano conto dei diritti e dei doveri, alta copertura dei sistemi di
sicurezza sociale ed un’alta copertura sindacale. Ruolo centrale è affidato al dialogo sociale, il
miglior modo per sviluppare la flessicurezza è un approccio basato al partenariato. Anche se le
politiche di flessicurezza devono rispecchiare le diverse situazioni dei vari Stati membri, tutti gli
Stati membri si trovano di fronte alla stessa sfida della modernizzazione e adattamento alla
globalizzazione. E’, dunque, auspicabile che anche in vista del raggiungimento degli obiettivi
della Strategia per la crescita e l’occupazione, tutti gli Stati membri raggiungano un consenso
sui principi comuni della flessicurezza. Tali principi comprendono:
- rafforzare l'attuazione della strategia UE per la crescita e l'occupazione e corroborare il
modello sociale europeo;
- trovare un equilibrio tra diritti e responsabilità;
- adattare la flessicurezza alle circostanze, esigenze e sfide diverse che gli Stati membri si
trovano ad affrontare;
- ridurre il divario tra coloro che hanno un'occupazione atipica, a volte precaria (i cosiddetti
"outsider") da un lato e coloro che hanno un'occupazione permanente a tempo pieno (gli
"insider");
- sviluppare la flessicurezza interna e esterna aiutando i lavoratori ad avanzare nella carriera
(interna) come anche a progredire attraverso il mercato del lavoro (esterna);
- sostenere la parità dei generi e promuovere le pari opportunità per tutti;
- produrre pacchetti politici equilibrati per determinare una situazione che vada a vantaggio di
tutti e alimentare un clima di fiducia tra le parti sociali, le autorità pubbliche e gli altri
interessati;
- assicurare un'equa distribuzione dei costi e benefici derivanti dalle politiche di flessicurezza e
contribuire a politiche finanziarie valide ed economicamente sostenibili.
La comunicazione presenta inoltre quattro "percorsi" tipici, atti a consentire agli Stati membri
di sviluppare strategie proprie di flessicurezza adattate alle sfide che essi si trovano ad
affrontare a livello nazionale. Non esiste chiaramente una soluzione unica che vada bene a tutti
– le situazioni del mercato del lavoro variano notevolmente all'interno dell'UE. Gli strumenti
finanziari dell'UE per la coesione – in particolare il Fondo sociale europeo per il periodo di
programmazione 2007-2013 – possono contribuire in modo significativo agli aspetti finanziari
della flessicurezza, appoggiando ad esempio iniziative di formazione a livello aziendale,
programmi di apprendimento permanente o incoraggiando l'imprenditorialità. La flessicurezza
ha un posto preminente negli orientamenti integrati concordati all'unanimità dagli Stati membri
e che sottendono l'attuazione a livello sia europeo che nazionale della strategia di Lisbona per
la crescita e l'occupazione. La flessicurezza può avere successo soltanto se vi si impegneranno
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CONFCOMMERCIO INTERNATIONAL, giugno 2007
tutti gli attori interessati. La Commissione incoraggia gli Stati membri a collaborare con le parti
sociali al fine di includere i loro approcci in materia di flessicurezza nei loro programmi di
riforma
nazionali
facenti
capo
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detta
strategia.
Link:
http://eurlex.europa.eu/LexUriServ/site/en/com/2007/com2007_0359en01.pdf
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La Commissione ha pubblicato, il 13 giugno scorso, una Comunicazione (Com-07-304) sul
“distaccamento dei lavoratori” il cui scopo é quello di esaminare la situazione attuale e
verificare i progressi fatti dal 2006 sulla base delle linee guida emesse dalla Commissione. Il
problema principale che continua a persistere é che molti Stati membri tendono a riferirsi
solamente alle loro misure nazionali e ai loro strumenti per verificare il rispetto della Direttiva
non prendendo in considerazione le possibilità offerte da una cooperazione amministrativa o da
forme più lievi di controllo. Un certo numero di Stati membri richiedono ancora un permesso di
lavoro o impongono di avere un visto per accedere al mercato del lavoro a quei lavoratori
distaccati provenienti dai Paesi terzi che risiedono legalmente e sono legalmente impiegati in
un altro Stato membro. Altri Stati membri impongono condizioni stringenti circa il bisogno di
avere un rappresentante legale domiciliato nel territorio del Paese ospitante o la disponibilità di
tutti i documenti di sicurezza sociale nella forma normalmente richiesta alle imprese interne. In
breve i problemi principali individuati nell’implementazione della direttiva ed evidenziati
nell’ultima comunicazione, sono:
Interpretazione eccessivamente restrittiva: alcune disposizioni della direttiva, come per
esempio la natura temporanea del distaccamento, la distinzione tra lavoratori autonomi ed
impiegati e le regole applicabili quando gli accordi collettivi non sono universalmente applicabili,
sono stati interpretati da alcuni Stati membri in modo da effettivamente ostacolare la libera
circolazione de servizi. Alcuni di questi casi sono stati portati davanti ai Tribunali nazionali o
alla Corte europea di Giustizia.
Misure di controllo eccessive: le misure di controllo in certi Stati membri sono andate al di
là di quanto strettamente necessario e giustificabile per verificare il rispetto della direttiva ed
assicurare la protezione dei lavoratori distaccati. Anche tali misure possono ostacolare la libera
circolazione dei servizi.
Informazione: Secondo la Commissione alcuni Stati membri forniscono informazioni
insufficienti o insufficientemente accessibili ai lavoratori ed alle imprese. In alcuni casi il cuore
del problema risiede nella mancanza di cooperazione amministrativa tra gli Stati membri.
La Commissione propone, dunque, una serie di misure per far fronte a tali problemi, tra cui lo
scambio di buone pratiche:
- La creazione di uffici di collegamento e di monitoraggio dove possono essere dirette richieste
di informazione e di cooperazione, al di là del luogo di fornitura dei servizi;
- La creazione o il miglioramento, ove esistenti, di siti web dedicati al distaccamento dei
lavoratori;
- Il lancio di campagne volte a facilitare la presa di coscienza;
- L’impegno a sottoscrivere accordi bilaterali volti a garantire una migliore cooperazione tra gli
ispettorati del lavoro.
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Il 28 giugno, una Conferenza è stato organizzata a Postdam in Germania nell’ambito dei 50
anno del Fondo sociale europeo (FSE). Da mezzo secolo, la Commissione europea collabora con
gli Stati membri per dare la possibilità ai cittadini di migliorare le loro prospettive di lavoro. Nei
prossimi sette anni, i Fondo inietterà oltre 10 miliardi di euro all’anno negli Stati membri. Tale
ammontare rappresenta circa il 10% del budget totale dell’Ue. I principali settori di attività
saranno: - lavoratori e nuove competenze; imprese in mutamento; accesso all’occupazione e
inserimento sociale; - istruzione e formazione; - donne e occupazione; lotta contro la
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CONFCOMMERCIO INTERNATIONAL, giugno 2007
discriminazione; - lavoro in partenariato; - miglioramento dei servizi pubblici; - progetti e reti
transnazionali. Link : http://ec.europa.eu/employment_social/esf2000/index_fr.html.
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Il Parlamento si è pronunciato in prima lettura sulla direttiva volta a migliorare la trasferibilità
dei diritti a pensione complementare. I deputati chiariscono il campo d'applicazione e le
condizioni di acquisizione dei diritti e chiedono di garantire un trattamento equo ai lavoratori
che cessino un lavoro prima di aver maturato il diritto alla pensione complementare. Nel
respingere l'esplicito riferimento al diritto di trasferibilità, ne chiedono un miglioramento
graduale. Scopo della proposta è ridurre gli ostacoli - sia alla libera circolazione tra Stati
membri che alla mobilità all'interno di uno Stato membro - dovuti a certe disposizioni dei
regimi pensionistici complementari. Tali ostacoli riguardano: le condizioni d'acquisizione dei
diritti a pensione, le condizioni di salvaguardia dei diritti a pensione in sospeso e la trasferibilità
dei diritti acquisiti. La proposta mira inoltre a migliorare le informazioni fornite ai lavoratori
sulle conseguenze della mobilità sui loro diritti a pensione complementare.
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La rete rurale nazionale, intesa a favorire i contatti e gli scambi di informazioni tra agricoltori e
altri attori presenti nei territori rurali, nonché la diffusione di conoscenze e buone pratiche,
rappresenta uno strumento privilegiato per la realizzazione e la buona riuscita dei programmi di
sviluppo rurale avviati in Italia a livello regionale. Nel contempo, il trasferimento di competenze
e il rafforzamento della capacità di gestione a livello dei vari soggetti e organismi implicati nella
gestione dei 21 programmi regionali italiani (regioni, gruppi di azione locale e altri partenariati)
esplicano un ruolo decisivo per l’esecuzione degli interventi e l’attuazione della strategia di
sviluppo rurale in Italia, finalizzati al potenziamento della competitività del settore agricolo e
forestale, alla tutela dell’ambiente e dello spazio rurale, al miglioramento della qualità di vita e
alla diversificazione dell’economia rurale. Il programma “Rete rurale nazionale”, in
collegamento con la Rete europea per lo sviluppo rurale, rappresenta inoltre un elemento
chiave per la realizzazione degli interventi basati sul modello Leader e su altre modalità di
integrazione delle misure di sviluppo delle aree rurali e del settore agricolo e forestale che
saranno poste in essere secondo un approccio ascendente. In tale contesto, la rete rurale
favorirà in particolare la cooperazione interterritoriale e transnazionale. Formata dalle
organizzazioni e amministrazioni operanti nel campo dello sviluppo rurale, questa rete
nazionale supporterà gli interventi previsti dai programmi regionali italiani in materia di
governance, sviluppo delle capacità e scambio di informazioni e di buone prassi in ambito
rurale. La rete rurale nazionale funzionerà con una dotazione di 82,9 milioni di euro di fondi
pubblici, per il 50% provenienti dall’Ue e per l'altra metà a carico del governo italiano. La
partecipazione comunitaria a questo programma rappresenta lo 0,5% dello stanziamento
globale assegnato all’Italia per i programmi di sviluppo rurale per il periodo 2007-2013 (8,292
miliardi di euro per 22 programmi).
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Il 29 giugno, negoziati tra Ue e comunità dei paesi dell’America centrale sono stati iniziati a
Bruxelles per preparare un accordo di associazione globale. Accordo concepito come un
accordo generale, che copre l’insieme delle relazioni multidimensionali dell’Ue con l’America
centrale.
L’obiettivo è di promuovere il dialogo politico, intensificare e migliorare la
cooperazione in numerosi settori, rafforzare e facilitare i rapporti economici, in particolare gli
scambi e gli investimenti, tra le due regioni.
L’accordo sarà negoziato con il Costa Rica, il
Salvador, il Guatemala, l’Honduras e il Nicaragua. Di recente, la Commissione europea ha
approvato un programma di aiuto di circa 840 milioni di euro per il periodo 2007-2013, mirante
ad aiutare la regione e i suoi paesi ad affrontare le principali sfide della regione. Link:
http://ec.europa.eu/external_relations/ca/index.htm
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La Commissione europea ha presentato il 27 giugno una proposta relativa alle iniziative
principali sul nuovo orientamento dei rapporti Ue/Africa. Tali iniziative saranno proposte
nell’ambito della futura strategia congiunta Ue-Africa e avviate a Lisbona ne corso del secondo
vertice Ue-Africa il prossimo dicembre. La strategia mira a rafforzare il dialogo politico tra l’Ue
e l’Africa in modo che il partenariato Ue-Africa:
- Oltrepassi il quadro della cooperazione allo sviluppo aprendo il dialogo Ue/Africa a
preoccupazioni politiche comuni e a questioni di interesse comune;
- Vada oltre il quadro del continente africano allontanandosi da una strategia esclusivamente
centrata sulle questioni africane per avvicinare apertamente temi di interesse europeo e
planetario e agire in conseguenza nei forum competenti affinché la mondializzazione sia un
vantaggio per tutti;
- Vada oltre la frammentazione sostenendo gli sforzi iniziati dall’Africa per affrontare alcune
sfide in particolare importanti attraverso risposte regionali e continentali;
- Vada oltre il quadro delle istituzioni garantendo una partecipazione rafforzata dei cittadini
africani e europei nell’ambito di un rafforzamento globale della società civile sui due
continenti.
Le cinque iniziative comuni proposte dalla Commissione sono: Partenariato Ue-Africa
sull’energia; partenariato sul cambiamento climatico; partenariato sulle migrazioni, la mobilità
e l’occupazione; partenariato sulla governance democratica e architettura politica e istituzionali
Ue/Africa.
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Il 22 giugno si è svolta a Pechino,la prima riunione del forum di dialogo bilaterale della società
civile. Prima dell'apertura dei lavori, il presidente della Conferenza consultiva politica del popolo
cinese Jia Qinglin ha accolto i delegati cinesi e europei e i due copresidenti della Tavola rotonda,
il presidente del Consiglio economico e sociale cinese Jinhua e il Presidente del CESE
Dimitriadis. Nel suo discorso introduttivo, Dimitriadis ha espresso l'auspicio che i membri della
Tavola rotonda lavorino in un'atmosfera di comprensione reciproca e che la Tavola rotonda
diventi un elemento essenziale delle relazioni UE-Cina. Nel corso della riunione, i delegati si
sono confrontati sui temi dello sviluppo sostenibile e del cambiamento climatico. Essi sono stati
unanimi nel giudicare lo sviluppo sostenibile un elemento chiave della coesione economica,
sociale e regionale, ma anche un modo di esprimere la solidarietà tra le generazioni e le regioni
del mondo. Quanto alla delicata questione del cambiamento climatico - una preoccupazione
ambientale condivisa dalle due parti - i delegati hanno insistito sulla necessità di intensificare il
dialogo attuale e di promuovere il contributo che UE e Cina possono insieme apportare al
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CONFCOMMERCIO INTERNATIONAL, giugno 2007
consolidamento del processo multilaterale sul cambiamento climatico. I delegati hanno ribadito
l'importanza di consultare e di coinvolgere attivamente la società civile organizzata per poter
far fronte alle sfide nei due diversi campi. I partecipanti alla Tavola rotonda hanno quindi
deciso di tenere una seconda riunione in novembre, in vista del prossimo vertice UE-Cina.
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Regole delle preferenze generalizzate (GSP) e regole di origine: L’attuale schema del
GSP si concluderà nel 2008 e sarà sostituito dal nuovo per il periodo gennaio 2009 - dicembre
2011. Eurocommerce nella sua presa di posizione adottata nel maggio 2006 ha richiesto un
sistema semplice ed un anno di prevedibilità. Eurcommerce è riuscita ad ottenere un anno di
prevedibilità dalla Commissione prima dell’applicazione delle regole previste dal nuovo sistema.
La nuova proposta sarà adottata nell’autunno 2007. Essa prevede il ritiro delle preferenze
concesse al Cile.
GSP plus: La Commissione sta aspettando da parte degli Stati Ue l’attuazione delle 27
convenzioni sociali, ambientali e della buona governance. La lista dei Paesi beneficiari del
sistema GSP sarà resa pubblica alla fine del 2008.
Regole di origine preferenziali: La Commissione europea sta ancora lavorando sulla riforma
delle regole di origine preferenziali. A partire dalla pubblicazione della comunicazione della
Commissione sulle regole di origine preferenziali (marzo 2005) sono emersi due principali idee
di riforma: Un nuovo criterio di valore aggiunto per la determinazione dell’origine; l’abolizione
del certificato di origine Form A e l’istituzione della lista degli esportatori registrati che sposta la
responsabilità dall’autorità nazionale al commerciante). La Commissione sta effettuando la
valutazione d’impatto per studiare i criteri di valore aggiunto da essa proposti e la lista degli
esportatori registrati nei settori sensibili quali: tessile, pesca e agricoltura. Eurcommerce nel
corso della riunione ha adottato la presa di posizione sul GSP e sulle regole di origine
preferenziali. Il documento è stato inviato alla Commissione.
Strumenti europei di difesa commerciale. Follow-up del Libro verde sulla riforma degli
strumenti di difesa commerciale: La consultazione sul Libro verde sugli strumenti di difesa
commerciale si è conclusa il 31 marzo 2007. I risultati della consultazione hanno messo in
evidenza una contrapposizione netta tra gli interessi del settore del commercio propenso ad
una riforma dell’attuale sistema degli strumenti europei di difesa commerciale e quelli
dell’industria interessata al mantenimento dello status quo o ad una modifica del sistema
attraverso un accordo multilaterale a livello di OMC e non in via unilaterale. Il 16 luglio 2007 il
Parlamento europeo organizzerà un seminario su tale argomento. Una comunicazione sarà
presentata dalla Commissione entro fine ottobre. Eurcommerce preparerà una nuova presa di
posizione che farà circolare, emendare e adottare dai membri per via elettronica. Un istituto
svedese ha condotto uno studio dal titolo: “Dare valore all’economia europea: come
l’antidumping puo’ annientare la catena di approvvigionamento delle imprese europee
globalizzate”. Tale documento potrebbe essere un valido strumento per difendere le idee di
Eurcommerce in ambito comunitario. Infatti, utilizzando cinque casi provenienti dall’industria
delle scarpe, lo studio mostra che le imprese europee sono danneggiate e non protette
dall’anti-dumping. Lo studio è reperibile su richiesta.
Nuovi accordi commerciali bilaterali: Eurcommerce ha inviato alla Commissione europea le
posizioni sui negoziati di libero scambio con i Paesi dell’ASEAN, l’India, la Korea del sud,
l’America latina, la comunità Andina e l’Ukraina. I negoziati tra l’UE e la Korea del sud sono
iniziati il 7 maggio 2007 mentre gli altri negoziati inizieranno nel corso delle prossime
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CONFCOMMERCIO INTERNATIONAL, giugno 2007
settimane. I risultati dei negoziati sono previsti tra un anno per la Korea del sud o diversi anni
per le altre regioni.
Organizzazione mondiale del commercio (Doha Round): I Paesi del G8 (USA, Giappone,
Germania, Francia, Regno Unito, Italia, Canada e Russia) hanno riaffermato il loro impegno
generale nell’ambito dell’Organizzazione mondiale del commercio. Il 21 giugno 2007 a Potsdam
le negoziazioni per l’eliminazione delle tariffe doganali per i beni industriali tra i Paesi del G4
(UE, USA, India e Brasile) sono risultate un fallimento. L’UE e gli USA hanno incolpato il Brasile
e l’India di non aver presentato sufficienti offerte per eliminare le tariffe industriali rispetto alle
riduzioni proposte dagli USA e dell’UE. Attualmente è improbabile che un accordo possa essere
raggiunto prima dell’estate. Bisognerà aspettare il periodo successivo alle elezioni Presidenziali
in America (inizio del 2008). Azioni: - Il 7 dicembre 2007, Conferenza ministeriale dell’OMC; il 4 e 5 ottobre 2007, Symposium dell’OMC. Al riguardo Eurochambres assieme ad
Eurcommerce ha proposto di organizzare un panel. Un argomento da difendere potrebbe
essere la “prevedibilità” la “certezza legale” negli accordi preferenziali. I membri si sono
dichiarati d’accordo sull’argomento: “il ruolo delle PMI nella globalizzazione”.
Diritti di proprietà intellettuale e Contraffazione: Un rappresentante della DG Trade ha
presentato le attività in ambito comunitario della Commissione. In particolare: - L’applicazione
delle regole sui diritti di proprietà intellettuale. Il ruolo dell’UE; - L’applicazione delle regole
all’interno dell’UE e dei paesi terzi; - La cooperazione bilaterale, multilaterale; - L’assistenza
tecnica; - La cooperazione con il settore privato. La Commissione ha insistito sul fatto che
esistono legislazioni europee in vigore e che è competenza degli Stati membri di lavorare a
stretto contatto con le autorità doganali e di polizia.
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Il 26 giugno 2007 si è riunito il gruppo di lavoro Eurocommerce sul commercio all’export. Nel
corso dell’incontro, Eurocommerce ha sottolineato ai membri che il commercio all’export
costituisce una parte importante del settore e accentua la credibilità dello stesso a livello
europeo. Il commercio all’export non rappresenta solamente l’esportazione dei beni ma anche
dei servizi e la strategia europea di accesso al mercato rappresenta un’azione importante per il
gruppo di lavoro di Eurocommerce. Eurocommerce parteciperà ad una riunione del Comitato
consultivo della Commissione sull’accesso al mercato. I punti che saranno discussi: il lavoro
effettuato nei paesi terzi dalle parti coinvolte (Commissione, Stati membri e organizzazioni
europee del mondo imprenditoriale) nell’ambito dell’accesso al mercato. Obiettivo della
riunione è di migliorare la partnership esistente tra la Commissione, gli Stati membri e le
organizzazioni europee del mondo imprenditoriale attraverso uno scambio di idee e proposte.
La Commissione sta preparando il lancio di alcuni programmi di sostegno imprenditoriale per il
commercio all’export in Asia centrale, Cina e India. Al riguardo Eurocommerce invierà la sua
posizione su quelle che possono essere le esigenze del settore del commercio in questi paesi.
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Nel giugno 2005, l’UE e la Cina hanno concluso un accordo che istituisce restrizioni quantitative
su 10 categorie di prodotto. L’accordo, modificato nel settembre 2005, si conclude a dicembre
dello stesso anno. Eurocommerce non è a favore per un’ulteriore estensione delle quote nel
2008. Tale posizione è stata messa in evidenza nel corso di un incontro con il commissario al
commercio Mandelson. La Commissione ha commissionato due studi: - Uno studio redatto per
conto della Commissione europea dall’Istituto per l’economia mondiale Kiel (Germania) dove
vengono posti in evidenza gli effetti della liberalizzazione dei settori del tessile e
dell’abbigliamento sui prezzi. Lo studio esamina l’impatto che il progressivo esaurimento
dell’accordo multifibre ha avuto sui produttori e consumatori europei. Lo studio puo’ essere
reperito
al
seguente
Indirizzo
Internet:
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http://trade.ec.europa.eu/doclib/docs/2007/june/tradoc_134778.pdf
relazioni imprenditoriali (non ancora concluso).
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studio
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La Commissione Europea ha pubblicato una relazione relativa agli investimenti in ricerca ed
innovazione. Il documento conferma che gli investimenti europei sono fermi dalla metà degli
anni ‘90 e che l’Europa difficilmente riesce a distinguersi per l’uso di alte tecnologie. Il Vecchio
Continente si posiziona quindi dietro ai suoi diretti concorrenti ed in particolare a quelli asiatici,
ovvero Cina, Giappone e Corea del Sud. In questi tre paesi dette spese sono cresciute. Per
quanto riguarda gli investimenti delle imprese, l’Europa è ancora molto lontana dagli USA, il
che rende il sistema imprenditoriale comunitario più debole e meno competitivo. Da un lato,
occorre considerare che le imprese europee hanno in media una dimensione medio-piccola.
Dall’altro occorre ricordare che sebbene l’Europa supera gli USA in termini di conoscenze
scientifiche, questi ultimi superano il Vecchio Continente in termini di opere prodotte. Vi è
quindi un mancato uso del potenziale scientifico disponibile. Secondo le previsioni, se l’Europa
non investe maggiormente in ricerca e sviluppo, sarà raggiunta dalla Cina già nel 2009 in
termini di spese in innovazione. La relazione della Commissione Europea è disponibile on-line:
www.ec.europa.eu/invest-in-research/monitoring/statistical01_en.htm
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La Commissione Europea ha adottato un piano dal titolo “Invecchiare bene nella Società
dell’Informazione”
(Com-07-332)
destinato
ad
agevolare
l’uso
delle
tecnologie
dell’informazione e della comunicazione (TIC) da parte dei cittadini anziani con problemi di
vista ed udito. Il piano rientra nella strategia i2010 e cerca di dare una risposta
all’invecchiamento demografico. Si calcola che nel 2020 il 25% della popolazione europea avrà
più di 65 anni di cui il mercato dovrà tener conto. Gli obiettivi fissati sono tre: migliorare la
qualità della vita e l’inclusione sociale degli anziani, offrire servizi sanitari e sociali efficienti,
creare un ambiente favorevole per la nascita di imprese del settore. Le autorità comunitarie
intendono favorire lo scambio di buone pratiche tramite la creazione di un portale internet e
sostenere progetti pilota o contribuiti. Inoltre saranno sostenuti programmi di ricerca ed
innovazione sull’assistenza e l’autonomia a domicilio. Gli investimenti previsti in quest’ultimo
tipo di programma ammontano a circa 600 milioni di euro per il periodo 2007/2013. Inoltre,
sono stati stanziati 400 milioni di euro per programmi di ricerca quadro e 30 milioni di euro per
il
sostegno
strategico
alle
TIC.
Link :
http://ec.europa.eu/information_society/newsroom/cf/itemlongdetail.cfm?item_id=3457
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La Commissione Europea ha intenzione di avviare una consultazione pubblica per valutare i
costi ed i benefici dell’Agenzia Europea per la Sicurezza delle Reti de dell’Informazione (ENISA).
Dovrebbero essere valutate diverse opzioni. La più importante riguarda la proroga del mandato
dell’ENISA o la sua sostituzione con un forum permanente tra le parti interessate. Nel primo
caso si devono prendere decisioni che riguardano l’effettiva portata del mandato per garantire
28
CONFCOMMERCIO INTERNATIONAL, giugno 2007
all’ENISA un’operatività efficiente. Un punto molto importante concerne i rapporti tra l’ENISA,
le autorità regolatrici nazionali ed il settore privato. La Commissione Europea è per un mandato
più preciso che possa offrire un valido supporto alla sicurezza delle reti e dell’informazione in
vista della revisione del regolamento sulle comunicazioni elettroniche. Secondo le autorità
comunitarie il lavoro dell’agenzia dovrebbe concentrarsi sull’impatto di dette comunicazioni e
non sulle prestazioni fornite.
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Come previsto, il Consiglio ha approvato a larga maggioranza il nuovo regolamento sui costi
del roaming internazionale. Il testo era già stato licenziato dal Parlamento Europeo a fine
maggio. Questo permette l’entrata in vigore delle nuove norme già a fine giugno, come
promesso dal Commissario per la Società dell’Informazione Viviane Reding. Il regolamento
durerà 3 anni (clausola sunset) salvo proroga. I futuri costi del roaming scenderanno
gradualmente nei prossimi anni secondo un piano prestabilito. Per il primo anno si prevedono i
seguenti costi: 49 centesimi di euro per le chiamate effettuate dall’estero, 24 centesimi di euro
per quelle ricevute all’estero; il secondo.anno i costi diminuiranno rispettivamente a 46 e 22
centesimi di euro ed il terzo a 43 e 19 centesimi di euro. I massimali di tariffe all’ingrosso sono
invece fissati a 30, 28 e 26 centesimi di euro. Naturalmente, si spera che gli operatori di
telefonia mobile fissino tariffe inferiori ai massimali per dar vita ad un mercato più
concorrenziale. Il Commissario Reding non crede che i nuovi massimali sul roaming non
portino ad un aumento delle tariffe per le chiamate nazionali in quanto vi è una forte
concorrenza nelle tariffe interne. Inoltre, le autorità nazionali di regolamentazione vigileranno
affinché il mercato della telefonia mobile funzioni correttamente.
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In seguito ad una comunicazione della Commissione Europea, il Consiglio dei Ministri delle
Telecomunicazioni ha adottato alcune conclusioni sulla strategia i2010 per la crescita e
l’occupazione. Secondo la comunicazione, si prevede un’analisi di i2010 per la metà del 2008. Il
riesame deve prendere in considerazione gli ostacoli che frenano gli investimenti nelle nuove
tecnologie dell’informazione e della comunicazione (TIC), tra le quali i servizi internet, le reti ad
altissimo flusso, le tecnologie wireless e web 2.0. La Commissione Europea ha inoltre auspicato
un rapido sviluppo delle tecnologie a radiofrequenza (RFID), della televisione e del commercio
mobili. Per quanto riguarda lo spettro radioelettrico, si mira ad incoraggiare la
standardizzazione delle norme tecniche attraverso il sostegno degli organi di normalizzazione
europei ed internazionali. Una maggiore sicurezza delle TIC aumenterebbe la fiducia del
consumatore e porrebbe le basi per uno spazio dell’informazione unico e per un mercato
europeo per la fornitura di servizi.
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Il Consiglio Trasporti, Telecomunicazioni ed Energia ha approvato, il 7 giugno 2007, le
conclusioni sull’estensione delle principali reti transeuropee di trasporto alle regioni ed ai Paesi
vicini.
Link:
http://www.consilium.europa.eu/uedocs/cms_Data/docs/pressdata/en/trans/94530.pdf.
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Il Regolamento CE n .680/2007 che stabilisce i principi generali per la concessione di un
contributo finanziario della Comunità nel settore delle reti transeuropee dei trasporti e
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CONFCOMMERCIO INTERNATIONAL, giugno 2007
dell’energia è stato pubblicato sulla GUUE L 162. Il regolamento definisce le condizioni, le
modalità e le procedure di erogazione del contributo finanziario comunitario a favore di
progetti d'interesse comune nel settore delle reti transeuropee dei trasporti e dell'energia, ai
sensi dell'articolo 155, paragrafo 1, del trattato. Possono beneficiare di un contributo
finanziario della Comunità ai sensi del presente regolamento unicamente i progetti di interesse
comune. L'ammissibilità delle richieste di contributo finanziario della Comunità relative a questi
progetti è subordinata al rispetto del diritto comunitario. Unicamente nel settore dei trasporti,
l'ammissibilità è inoltre subordinata all'impegno, da parte del richiedente il contributo
finanziario della Comunità e, ove opportuno, degli Stati membri interessati, di contribuire
finanziariamente al progetto candidato al contributo finanziario della Comunità, mobilitando
eventualmente fondi privati. I progetti relativi ai trasporti riguardanti una sezione
transfrontaliera o una parte di tale sezione possono beneficiare di un contributo finanziario
della Comunità se esiste un accordo scritto fra gli Stati membri interessati o fra gli Stati
membri e i paesi terzi interessati concernente il completamento della sezione transfrontaliera.
Eccezionalmente, quando un progetto è necessario per il collegamento alla rete di uno Stato
membro o di un paese terzo limitrofi ma non attraversa realmente la frontiera, l'accordo scritto
di cui sopra non è richiesto. Le domande di contributo finanziario della Comunità sono
presentate alla Commissione da uno o più Stati membri o, previo accordo degli Stati membri
interessati, dalle organizzazioni internazionali, dalle imprese comuni o da imprese oppure
organismi pubblici o privati. I progetti di interesse comune beneficiano di un contributo
finanziario della Comunità in funzione del grado in cui contribuiscono agli obiettivi e alle priorità
definite dalle decisioni n. 1692/96/CE e n. 1364/2006/CE. Nel settore dei trasporti è rivolta
particolare attenzione ai seguenti progetti: - progetti prioritari; progetti volti ad eliminare le
strozzature, in particolare nel quadro di progetti prioritari; - progetti presentati o sostenuti
congiuntamente da almeno due Stati membri, in particolare quelli che riguardano sezioni
transfrontaliere; - progetti che contribuiscono alla continuità della rete e all'ottimizzazione della
sua capacità; - progetti che contribuiscono al miglioramento della qualità del servizio offerto
sulla RTE-T e che favoriscono, tra l'altro attraverso interventi infrastrutturali, la sicurezza e la
protezione degli utenti e assicurano l'interoperabilità tra le reti nazionali; - progetti riguardanti
lo sviluppo e la realizzazione dei sistemi di gestione del traffico nell'ambito del trasporto
ferroviario, stradale, aereo, marittimo, fluviale e costiero che garantiscono l'interoperabilità fra
le reti nazionali; - progetti che contribuiscono al completamento del mercato interno; e progetti che contribuiscono al riequilibrio delle modalità di trasporto, privilegiando quelle più
rispettose dell'ambiente, quali i trasporti per vie di navigazione interne.
Il contributo finanziario della Comunità relativo ai progetti d'interesse comune, può assumere
una o più delle forme seguenti: - sovvenzioni per studi o lavori; - nel settore dei trasporti,
sovvenzioni per lavori nel quadro dei meccanismi di remunerazione per la disponibilità
dell'opera; - abbuoni di interessi sui prestiti concessi dalla BEI o da altri organismi finanziari
pubblici o privati; - contributo finanziario all'accantonamento e all'allocazione dei capitali per
garanzie che la BEI dovrà emettere sulle risorse proprie a titolo dello strumento di garanzia dei
prestiti. La dotazione finanziaria per il periodo 2007-2013 è di 8 168 000 000 EUR, di cui 8 013
000 000 EUR per la RTE-T e 155 000 000 EUR per la RTE-E. Link: http://eurlex.europa.eu/LexUriServ/site/it/oj/2007/l_162/l_16220070622it00010010.pdf.
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Dal 1999, I dati statistici sul trasporto merci sono stati raccolti da Eurostat nell’ambito del
Regolamento 1172/98 del Consiglio relativo alla rilevazione statistica dei trasporti di merci su
strada. Per la prima volta, i dati del 2004 sono stati analizzati attraverso un modello
econometrico per i trasporti che elabora i dati e fa delle stime anche per quelli mancanti.
L’analisi rivela, in particolare, che:
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CONFCOMMERCIO INTERNATIONAL, giugno 2007
- l’intensità dei trasporti ( espresso dal numero di inizio dei viaggi in rapporto alla superfici e
dello Stato) la più elevate spetta all’Olanda, la meno ali Paesi Baltici, Finlandia e Svezia;
- la percentuale di tragitti merci internazionali su strada più elevata si è rilevata nelle regioni
frontaliere di Belgio ed Olanda, alcune regioni danesi ed austriache presentano anche una
percentuale elevata;
- il numero più elevato di tragitti internazionali a lunga distanza nel trasporto merci (viaggi
oltre i 500 km) hanno origine a Barcellona, Madrid e Valencia.
Link:
http://epp.eurostat.ec.europa.eu/cache/ITY_OFFPUB/KS-SF-07-062/EN/KS-SF-07-062EN.PDF
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Sulla GUUE L 158 del 19 giugno 2007, é stato pubblicato il Regolamento n. 89 della
Commissione economica per l’Europa delle Nazioni Unite (UN/ECE) relativo alle prescrizioni
uniformi per l’omologazione di:
I. veicoli, per quanto concerne la limitazione della loro velocità massima o la funzione di
limitazione regolabile della velocità;
II. veicoli, per quanto concerne l’installazione di un dispositivo di limitazione della velocità (DLV)
o di un dispositivo regolabile di limitazione della velocità (DRLV) di tipo omologato;
III. dispositivi di limitazione della velocità (DLV) o dispositivi regolabili di limitazione della
velocità (DRLV).
Link: http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/site/it/oj/2007/l_158/l_15820070619it00010033.pdf.
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Chiudendo il 4 giugno 2007 le consultazioni per preparare il Libro verde sui trasporti urbani il
vicepresidente della Commissione responsabile dei trasporti Barrot ne ha presentato la
struttura di base. Restano da definire l'importanza de trasporti pubblici e risolvere la
problematica legata alla sussidiarietà. Il libro verde dovrà esaminare i problemi relativi a:
- il finanziamento delle infrastrutture e del materiale rotabile. Con l'aiuto della BEI o dei
programmi di coesione Barrot si è impegnato ad esaminare le misure che ne agevoleranno il
finanziamento;
- un approccio solistico che riguardi il trasporto passeggeri e merci;
- l’uso di bio-carburanti e l'uso di strumento come trasporti intelligenti promossi nel quadro del
programma CIITAS dove la Commissione co-finanzia progetti che riguardano trasporti ed
energia o la promozione di veicoli puliti nei trasporti pubblici;
- l'invecchiamento della popolazione e i diritti dei passeggeri che utilizzano i trasporti pubblici i
quali dovrebbero essere valorizzarti in una carta dei diritti dei viaggiatori.
Un osservatorio UE dei trasporti urbani potrebbe nascere per dare ai ricercatori le informazioni
e le statistiche necessarie. Uno scambio di buone pratiche deve inserirsi nelle future politiche
urbane per inquadrare personale e metodi di gestione del traffico urbano. Dovrebbe essere
messo a punto un programma del tipo Erasmus che agevoli gli incontri tra pianificatori del
traffico per identificare gli ostacoli allo sviluppo di una politica durevole di trasporto. Un tale
sistema contribuirà allo sviluppo di trasporti puliti, alla sicurezza e all'organizzazione del traffico
merci nelle città. La presidenza portoghese porrà l'accento sul coordinamento delle politiche di
trasporto
pubblico
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privato.
Link:
http://ec.europa.eu/transport/clean/green_paper_urban_transport/preparation_en.htm.
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Il Consiglio trasporti ha raggiunto tre accordi politici sul pacchetto sulla sicurezza marittima. Il
Consiglio conferma i principali disaccordi coni il PE e la Commissione in materia. Malgrado gli
emendamenti al testo votati dal PE in prima lettura nella Plenaria di aprile, gli Stati membri
31
CONFCOMMERCIO INTERNATIONAL, giugno 2007
hanno ribadito il loro approccio del giugno 2006 sulla proposta di direttiva per creare un
sistema di seguito delle navi e di informazione e a quello del dicembre scorso sulla proposta di
direttiva sul controllo dello Stato diporto. Persiste il disaccordo:
- per le regole di ricezione delle navi in avaria. Le opinioni di Consiglio e PE divergono per le
attrezzature dei pescherecci e i sistemi automatici di identificazione (AIS). I paesi UE
accettano che gli AIS funzionino sempre salvo casi eccezionali se il capitano pensa sia meglio
staccarli per motivi di sicurezza;
- sul controllo dello Stato diporto il Consiglio ha approvato (salvo Malta) il regime di ispezione
delle navi che fanno scalo nei porti UE in base al rischio. Le ispezioni si concentrano sulle navi
non conformi che saranno controllate più spesso (non più di 6 mesi per le navi ad alto
rischio). Il Consiglio ritiene che le ispezioni devono riguardare solo porti e ormeggi della
giurisdizione dei paesi UE mentre il PE ritiene che devono attuarsi anche in alto mare;
- sulla proposta di direttiva sulle inchieste dopo incidenti il Consiglio accetta l'idea di creare una
entità investigativa permanente per decidere in modo indipendente l'opportunità di aprire una
inchiesta di sicurezza per determinare cause e circostanze di un incidente marittimo. Su
richiesta della Repubblica ceca il Consiglio introduce una esenzione per i Paesi UE che non
hanno litorale e che non hanno una bandiera navale. Invece di creare un organo permanente
designeranno un servizio di collaborazione.
Il Consiglio ha adottato anche la relazione valutativa dei lavori sulla proposta di regolamento
per la responsabilità di imprese che trasportano persone e bagagli in mare e nelle vie navigabili.
La maggior parte dei paesi UE è per l'esclusione dalla direttiva delle vie interne navigabili. Il
Consiglio continuerà i lavori sotto la Presidenza portoghese. Altre 4 proposte (responsabilità
dello Stato di bandiera, società di classificazione, indennizzo dei danni, responsabilità relativa
alla proprietà delle navi) che completano il pacchetto, restano per ora sospese. Gli Stati
membri le esamineranno singolarmente mentre PE e Commissione vogliono invece esaminare
le proposte parallelamente.
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In base alle conclusioni del Consiglio europeo del 9 marzo sull'efficienza energetica, il Consiglio
Trasporti si è associato all'iniziativa della Presidenza tedesca adottando, l’ 8 giugno 2007, le
conclusioni sulla strategia europea in materia di energia per il settore dei trasporti. Il Consiglio
ha, anche, riveduto, riducendole, le sue ambizioni riguardanti il tasso di riduzione delle
emissioni di CO2 dei veicoli nuovi destinati al mercato europeo. Il sostegno alla riduzione delle
emissioni a 120 g/km, proposto dalla Commissione per il 2012, questa è invitata a “definire (...)
il quadro previsto per raggiungere il tasso di riferimento medio di emissioni di CO2 per i veicoli
nuovi venduti nell'UE nel modo più neutro possibile dal punto di vista della concorrenza”. Per
colmare le carenze di un accordo volontaristico concluso nel 1998 con i fabbricanti
automobilistici europei, coreani e giapponesi, la Commissione, infatti, si è impegnata a
presentare un quadro legislativo volto a ridurre, entro il 2012, del 25% (cioè 120 g/km) il tassi
di CO2 emesso dai veicoli nuovi, vale a dire una riduzione del 25% rispetto al livello attuale. La
tecnologia dei motori dovrebbe, da sola, vegliare a riportare questo livello medio di emissioni a
130 g/km. Misure complementari permetterebbero di raggiungere una riduzione supplementare
di 10% (miglioramento dell'efficacia dei componenti automobilistici che hanno un'incidenza
importante sul consumo, come i pneumatici, i sistemi di aria condizionata, e una riduzione
graduale della percentuale in carbonio dei carburanti, in particolare tramite un ricorso maggiore
ai biocarburanti). Priorità per la strategia energetica europea per i trasporti: - il miglioramento
dell’efficienza energetica di tutti i modi di trasporto; - l’aumento di carburanti alternativi e
rinnovabili; - disegnare strumenti per promuovere l’utilizzo di trasporti che tengano conto del
risparmio energetico e del cambiamento climatico; - promuovere sistemi di trasporto integrati
e la pianificazione per ridurre l’uso di energie nei trasporti.
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Nella sua risoluzione riguardante i programmi di navigazione via satellite Galileo e EGNOS
(quattro satelliti precursori del sistema di navigazione che devono essere operativi nel 2008), il
Consiglio dei ministri dei trasporti dell'UE ha constatato il fallimento dei negoziati con il settore
privato a proposito dell'attribuzione delle concessioni dei progetti e stabilito che la loro
attuazione da parte del settore pubblico avrebbe richiesto un finanziamento pubblico
supplementare. I Ventisette hanno espresso peraltro il loro sostegno allo spiegamento del
sistema entro la fine del 2012, “senza (tuttavia) pregiudicare la decisione definitiva”. In queste
condizioni, il Consiglio ha chiesto alla Commissione di presentargli entro il mese di settembre
2007: - proposte alternative dettagliate di finanziamento, “comprese tutte le opzioni possibili in
materia di finanziamento pubblico”; - proposte in materia di strategia per l'attuazione e
l'acquisizione, da parte del settore pubblico, dei 30 satelliti rimanenti per completare il sistema;
- “concetti per la fase (...) di sfruttamento commerciale di Galileo, coinvolgendo, se necessario,
il settore privato”; - proposte relative ad una struttura di gestione pubblica “sana” del
programma sulla base di una ripartizione chiara delle responsabilità tra la Commissione,
l'Agenzia spaziale europea, l'autorità di sorveglianza del GNSS europeo, gli Stati membri e il
Consiglio. Sulla base di queste proposte, il Consiglio intende prendere una decisione concertata
sull'attuazione di Galileo, ivi compreso sul finanziamento pubblico e le modalità di lancio di gare
d'appalto,
all'inizio
dell'autunno
2007.
Link:
http://www.consilium.europa.eu/ueDocs/cms_Data/docs/pressData/it/trans/94884.pdf
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Il Consiglio Competitività ha adottato, il 25 giugno 2007, senza dibattito la proposta di direttiva
riguardante l'installazione a posteriori di specchi sui veicoli commerciali immatricolati nell'UE.
Frutto di un compromesso tra il Parlamento e gli Stati membri, questa direttiva completa la
direttiva 2003/97 che obbliga i proprietari di camion nuovi (immatricolati nell'UE dopo il 1°
gennaio 2007) a munire i loro camion di retrovisori che riducono gli angoli morti. Adottato dal
Parlamento in prima lettura nel mese di maggio, il nuovo testo legislativo volge quindi a munire,
entro il 31 marzo 2009 come termine ultimo, i camion di più di 3,5 tonnellate e immatricolati
dal 1° gennaio 2000 di retrovisori laterali che riducono gli angoli morti. Sono previste deroghe
per i veicoli la cui durata di vita resta breve e per i veicoli muniti di retrovisori laterali il cui
campo visivo è lievemente inferiore a quello previsto dalla direttiva del 2003. Quattro anni
dopo l'entrata in vigore di questa nuova direttiva, la Commissione dovrà presentare una
relazione di valutazione della sua applicazione e un'analisi sulla possibilità di estendere il suo
campo d'applicazione a tutti i veicoli. Secondo le stime della Commissione, questa misura
permetterà di salvare 1200 vite umane entro il 2020 e di proteggere le categorie più esposte e
vulnerabili, vale a dire ciclisti e pedoni. Il costo previsto dell'introduzione di questa misura varia
tra
100
e
150
euro
per
camion.
Link:
http://www.consilium.europa.eu/ueDocs/cms_Data/docs/pressData/en/intm/94967.pdf
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Per i 50 anni dei trattati di Roma, il 29 giugno la Commissione pubblica un libro che documenta
i suoi primi anni (1958-1972). Il testo è stato redatto da storici europei sulla scorta di circa 120
testimonianze di protagonisti dell'epoca. Esso illustra la creazione della Commissione, i suoi
primi cimenti e il suo sviluppo politico e amministrativo. In occasione del vertice del 21-22
giugno, il presidente Barroso ha offerto la pubblicazione ai membri del Consiglio europeo, per
33
CONFCOMMERCIO INTERNATIONAL, giugno 2007
sottolineare il ruolo più che mai centrale della Commissione. Per far luce su quest'epoca poco
nota la Commissione ha invitato alcuni storici europei a scriverne la storia. In seguito a un
bando di gara, il compito è stato affidato a un consorzio guidato dal professor Michel Dumoulin,
dell'università cattolica di Louvain-la-Neuve, in Belgio. Si tratta di un lavoro unico in cui viene
raccolta la memoria viva dell'istituzione. Oltre 120 testimonianze di protagonisti dell'epoca
sono state registrate e verranno depositate presso gli archivi storici dell'Unione europea, a
Firenze. È la storia di un'invenzione affinata giorno per giorno nel 1958: far lavorare insieme
sei paesi, creare un'amministrazione pluriculturale, trovare la sua collocazione fra il Consiglio e
il Parlamento europeo, impostare una serie di politiche (mercato comune, concorrenza, politica
agricola comune), definire il metodo comunitario, predisporre il primo ampliamento. Infine,
l'opera illustra il funzionamento delle prime commissioni: l'assegnazione dei portafogli, le
influenze nazionali, il problema della sede, i primi presidenti, la creazione delle direzioni
generali e dei gabinetti, …
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Il dibattito sulla capacità dell'UE di integrare i nuovi Stati membri ha un'importanza
fondamentale, ma non deve diventare un pretesto per opporsi a ulteriori allargamenti
dell'Unione. Nel parere adottato oggi all'unanimità il CdR chiede che i cittadini continuino a
trarre vantaggio dal processo di adesione di nuovi paesi, che va guidato con un approccio più
partecipativo. "Il processo di adesione, così come è oggi strutturato, tende ad essere imposto
dall'alto, dalle istanze politiche nazionali o europee ai cittadini. Troppo spesso non si cura degli
elettori, dei partiti politici, dei poteri locali...". Per il relatore Isidoro Gottardo (presidente del
gruppo PPE del CdR, consigliere comunale di Sacile (PN) e consigliere regionale del FriuliVenezia Giulia), l'allargamento dell'Unione europea costituisce un'opportunità per i cittadini e
quindi è giusto che essi facciano udire la propria voce: è questa, del resto, la condizione per
ottenere il loro appoggio. Non si può certo condurre una politica di allargamento ad oltranza
senza chiedersi se vi sono i mezzi finanziari e istituzionali necessari. La verifica della "capacità
di integrazione" proposta dalla Commissione europea va accolta con favore, tanto più che si
tratta di "un elemento fondamentale di trasparenza ed uno strumento in grado di influenzare il
ritmo del processo di allargamento". L'analisi della politica agricola comune, della gestione dei
fondi regionali, dell'equilibrio dei mercati del lavoro o del funzionamento delle istituzioni serve
senz'altro a valutare la capacità dell'Unione europea di integrare dei nuovi Stati membri e di
dotarsi di politiche adeguate. Il dibattito sulle reali capacità di integrazione è quindi utile,
purché non venga sviato dalla sua finalità. Secondo Gottardo, "non si può rimettere in
discussione il valore del progetto comune europeo in funzione degli allargamenti già realizzati o
di quelli futuri. È questo progetto comune la ragion d'essere dell'Unione europea così come
delle candidature per l'adesione ad essa". Bisogna quindi ripensare la questione
dell'allargamento in una prospettiva politica che coinvolga i cittadini. È in quest'ottica che "le
autorità regionali e locali, i parlamenti nazionali e la società civile hanno un ruolo importante da
svolgere in termini di condivisione sociale (capacità della società di integrare nuovi cittadini
europei che condividono gli stessi valori e formano una identità ed una cittadinanza comuni)".
Occorre tener presente che l'allargamento resta uno dei più grandi successi dell'UE, la quale
grazie ad esso è oramai in grado di garantire pace e prosperità ad oltre 450 milioni di persone.
Per continuare a trarre vantaggio da questo processo, bisogna però fare in modo di assicurargli
il maggior sostegno possibile dei cittadini. Secondo Gottardo, in questa ottica il decentramento
svolge un ruolo importante, in quanto avvicina i cittadini al potere politico. Grazie alla loro
attività di ravvicinamento delle popolazioni, come gemellaggi e associazioni, le autorità locali e
regionali contribuiscono anch'esse all'allargamento dell'Unione.
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Attività delle Istituzioni europee Bollettino mensile