RELAZIONE CONCLUSIVA SULLA ATTUAZIONE DEL PIANO PER LA SALUTE NEL COMUNE DI MODENA ANNI 2002-2007 Modena, luglio 2008 1 2 Dirigente Responsabile Dott. Giuseppe Dieci Dirigente Responsabile Gabinetto del Sindaco e Politiche delle sicurezze GRUPPO DI COORDINAMENTO DEL PIANO PER LA SALUTE PER IL DISTRETTO DI MODENA Paolo Tori Antonietta De Luca Carla Martignani Daniele Biagioni Giovanna Rondinone Piano per la Salute [email protected] www.comune.modena.it/pps 3 4 Indice Presentazione dell’Assessore 7 Il Piano per la Salute: il punto di vista delle Aziende Sanitarie 9 Premessa 11 Il Piano per la Salute del Comune di Modena: contenuti e percorso di elaborazione ed attuazione 13 I Programmi distrettuali Sicurezza Stradale 21 Salute Anziani 59 Salute e Sicurezza sul Lavoro 91 Salute Infanzia e Adolescenza 123 Patologie Prevalenti 173 Salute Donna 247 Dati di Contesto 299 Ricerca Stili di Vita 305 Appendice 5 6 Nel presentare il rapporto finale sull’attuazione del Piano per la Salute nel Comune di Modena, ritengo opportuno prima di tutto sottolineare che l'attuazione di tale Piano rappresenta una delle priorità di mandato dell'attuale Giunta Comunale. Interpretando tale strumento nell’accezione più ampia di perseguimento del benessere psichico, fisico e relazionale dell’individuo e dell’intera collettività, tutti gli assessori e i servizi del Comune sono stati direttamente coinvolti nell’attuazione degli interventi. Ciò vale anche per tutti gli attori che hanno a suo tempo deciso di partecipare al Patto di Solidarietà per la Salute: Aziende Sanitarie, Enti, Aziende e Istituzioni Locali, Istituti Scolastici, Associazioni dei cittadini e di volontariato, forze sociali ed economiche, ecc. A tutti va il ringraziamento mio personale e dell’intera Amministrazione Comunale per la collaborazione e per il contributo fornito. Abbiamo assunto, a suo tempo, due specifiche responsabilità verso l’intero Consiglio Comunale e la collettività modenese: quella di coordinare i soggetti disposti a prestare la propria opera per aggredire quei determinanti che condizionano la nostra salute e quella di misurare se gli interventi che siano stati messi in rete siano stati realizzati e abbiano prodotto gli effetti sperati. E’ chiaro che, nel fare ciò, il Comune ha cercato di interpretare al meglio il proprio ruolo di primo referente per la salute dei cittadini riappropriandosi dell’intero governo di tale tema, non lasciandolo ai diversi soggetti responsabili della gestione ed erogazione delle prestazioni sanitarie e sociali. Ma non è certamente sufficiente affermare la necessità dell’azione di governo del Comune se tale azione non è riconosciuta dagli altri soggetti; è necessario che l’intero sistema riconosca e risponda a tale ruolo lasciato per lungo tempo ad altre Istituzioni. Anche il nuovo Piano Sanitario e Sociale Regionale, recentemente approvato, afferma la centralità del distretto nel governo dei programmi per il benessere e la salute. La verifica che abbiamo compiuto, i cui risultati riportiamo di seguito, ha toccato i sei programmi di azione che sono stati attuati in questi anni, cercando di mettere in luce quanto gli obiettivi individuati siano stati raggiunti con le azioni intraprese, nonché quali altri interventi occorra realizzare per poter migliorare ulteriormente la salute del gruppo target cui essi si riferiscono e/o ridurre gli eventi incidentali che causano sofferenza nella popolazione modenese. Occorre tener presente che, in questi anni, il contesto di riferimento è profondamente mutato, e non certo in maniera positiva. Mi riferisco alla minore consistenza numerica della famiglia che non permette di risolvere problemi assistenziali al suo interno, alle problematiche derivanti dalle diversità etniche e culturali dovute all’immigrazione, all’insorgenza di nuovi e più diffusi stati di povertà e disuguaglianza, alla sempre più difficile stabilizzazione dei rapporti di lavoro, specialmente per i giovani, al calo dei comportamenti di solidarietà e partecipazione, ai ritmi sempre più ossessivi della vita quotidiana, che lasciano sempre meno spazio all’ascolto e alla cura di ognuno di noi. Ma si pensi, altresì, ai problemi che stanno affacciandosi, anche nella nostra realtà, relativi alla difficoltà nell’accesso ai servizi, sia per l’aumento della domanda che per la difficoltà di mantenere o sviluppare ulteriormente i livelli dell’offerta, in considerazione della sempre minore disponibilità di risorse, dovuta principalmente alle minori dotazioni finanziarie dei comuni. Tali problemi possono ulteriormente peggiorare la situazione esistente, mettendo in discussione il forte sostegno che la rete dei nostri servizi ha fornito negli ultimi anni per garantire l’esercizio dei propri diritti. Nonostante ciò, mi permetto di affermare che l’azione intrapresa ha inciso in maniera decisamente positiva sulla situazione esistente, attenuando gli effetti negativi che ho sopra richiamato, recuperando sinergie di interventi che hanno migliorato il quadro dell’offerta di servizi e strutture che sostengono i cittadini bisognosi. Esprimo con piacere riconoscenza a tutti i professionisti che hanno prestato la loro preziosa opera per aiutarci a comprendere ed interpretare la complessità dei fenomeni affrontati con il Piano per la Salute, ad individuare le linee di intervento più efficaci, a realizzare le numerose azioni che, crediamo, abbiano concorso a determinare un ulteriore miglioramento della salute. Mi auguro che l’esperienza che abbiamo condotto possa rappresentare una risposta alla cresciuta domanda di salute e benessere che ci rivolgono i cittadini e ci indichi le direzioni su cui occorre ancora insistere e concentrare le risorse disponibili. Simona Arletti Assessore agli Affari Generali, Decentramento Politiche per la Salute, Pari Opportunità Cittadinanza Europea e tempi e Orari della Città 7 8 PPS Comune di Modena: il punto di vista delle aziende sanitarie I Piani per la salute, nati col Piano sanitario regionale 1999-2001, hanno rappresentato un’esperienza importante e significativa per la sanità modenese. Il lavoro è iniziato con il Piano per la salute provinciale realizzato nel corso del 2002 che ha individuato , sulla base dei dati epidemiologici provinciali e delle indicazioni presenti nei documenti regionali, le aree prioritarie d’intervento, le criticità maggiormente rappresentate e le azioni da svolgere per raggiungere gli obiettivi individuati. Il comune di Modena, sede di distretto, ha fatto propri buona parte degli obiettivi provinciali e ha promosso tavoli di lavoro interistituzionali, multiprofessionali e con la partecipazione delle associazioni di volontariato con i quali ha personalizzato per la città di Modena le priorità, le criticità e le azioni, che per ogni area prioritaria sono state quindi scelte , messe in atto e monitorate nei risultati. Il lavoro svolto in questi anni è sintetizzato in questo documento, che per le ovvie ragioni di sintesi non può dare conto dell’enorme impegno che i professionisti dell’ente locale, delle aziende sanitarie e delle altre istituzioni e associazioni coinvolte hanno profuso, per ottenere e descrivere i risultati di salute qui rappresentati. A conclusione di un lavoro così rilevante è lecito chiedersi se ne sia valsa la pena: la risposta per quanto riguarda le due aziende sanitarie è senz’altro affermativa. Oltre ai risultati importanti descritti nel documento, i Piani per la salute ci hanno fatto sentire meno soli nell’affrontare le tematiche della salute; è risultato evidente a molti che il tema della promozione della salute aveva a che fare non solo con le politiche e le programmazioni sanitarie ma anche con quelle scolastiche, abitative, sociali, produttive, ambientali, della mobilità, del lavoro, delle pari opportunità e della famiglia. Il Piano per la salute ha quindi determinato il potenziamento di alleanze esistenti e la creazione di nuove con l’obiettivo di costituire un patto locale di solidarietà per la salute con tutti i soggetti interessati , compresi i singoli cittadini. La promozione di stili di vita sani è stato un esempio di coinvolgimento importante sia dei singoli cittadini che di tutto il tessuto sociale della città, altra esperienza significativa è stata il progetto di allenamento della memoria. I nostri professionisti hanno imparato a leggere i bisogni di popolazione in modo complesso, hanno conosciuto e si sono confrontati con professionalità, linguaggi , punti di vista differenti e ciò ha sicuramente aumentato le loro competenze e la capacità di programmare in modo integrato i percorsi assistenziali e preventivi. Hanno imparato l’importanza del genere come determinante di salute e che la salute della donna, oltre ad essere di per sé fondamentale per la salute degli altri componenti della famiglia è a sua volta fortemente determinata dai problemi di conciliazione tra lavoro di cura e lavoro produttivo e dalla condivisione del lavoro di cura e domestico nella famiglia. L’affrontare il tema delle disuguaglianze, non solo alla nascita ma anche nell’accesso a servizi qualificati ed appropriati, ha permesso di individuare con forza le criticità soprattutto della popolazione immigrata e più svantaggiata. La comprensione di questi elementi è stata fondamentale per il lavoro nei tavoli della salute anziani, della salute donna, della salute infanzia ed adolescenza, delle patologie prevalenti. Si è andata affermando, anche se ancora in modo incompleto, la cultura del “prendersi cura” al posto di quella del “curare” e della urgenza dell’integrazione dell’assistenza tra più servizi e tra più enti, integrazione non solo di politiche e di programmazione ma anche nelle pratiche assistenziali e nell’accesso. Sono stati individuati e condivisi in questi anni indicatori di salute nelle varie aree di intervento e ci si è attrezzati per mantenere una loro rilevazione stabile che ci consentirà anche in futuro di valutare e confrontare i risultati ottenuti dalle nuove programmazioni. In questi anni in cui la sanità modenese ha investito in modo significativo in qualità, ricerca ed innovazione; l’esperienza dei Piani per la salute ha consentito di ancorare ai bisogni dei cittadini i risultati ottenuti, anche le eccellenze sanitarie funzionano meglio se all’interno di un contesto che ne consente un utilizzo appropriato ed efficiente. Il piano per la salute del distretto di Modena è probabilmente una delle realtà più importanti a livello regionale sia per numero di temi affrontati sia per la mole di azioni messe in campo e questo è potuto avvenire grazie all’impegno dell’ente locale, che ha promosso in modo deciso questa esperienza, delle Aziende Sanitarie e dei professionisti, che hanno raccolto la sfida, e del contesto sociale e comunitario che ha risposto prontamente all’idea del patto e si è impegnato sino in fondo per realizzarlo. Le nuove sfide che il piano regionale sociale e sanitario 2008-2010 ci propone, sia sul versante della qualità e della sostenibilità che dell’innovazione, nel ripensare un welfare adeguato ai bisogni sempre più complessi dei cittadini e delle famiglie e che metta al centro la persona, sono ambiziose e impegnative. L’esperienza 9 positiva fatta a Modena con i Piani per la Salute, il Piano di Zona e della gestione del Fondo Regionale per la Non Autosufficienza sono una base di partenza solida per affrontare le sfide richiamate in precedenza e per realizzare la programmazione integrata del Piano di zona distrettuale per la salute e per il benessere sociale. Giuseppe Caroli Direttore Generale Azienda USL di Modena Stefano Cencetti Direttore Generale Aziende Ospedaliero Universitaria Policlinico di Modena 10 Il Piano per la Salute del Comune di Modena: contenuti e percorso di elaborazione ed attuazione Premessa Il presente rapporto intende fornire uno strumento di lettura e diffusione di quanto è stato fatto dal 2003 al 2007 nel Comune di Modena con la predisposizione ed attuazione del Piano per la Salute. Il percorso compiuto, l’insieme degli interventi inseriti e realizzati nei sei programmi d’azione, la complessa descrizione degli scenari a cui sono riferite le azioni programmate, le strategie e gli obiettivi indicati e definiti e la loro evoluzione dal momento dell’approvazione del singolo programma al 31 dicembre 2007, impongono una visione schematica e riassuntiva d’insieme. L'auspicio è di permettere a una lettura integrata di quanto programmato e realizzato nell’intento di incidere sui diversi determinanti che influiscono sulla salute per migliorare il benessere della popolazione distrettuale. L’esperienza maturata ci permette di affermare che sono : −migliorate le conoscenze sui fenomeni in essere e da affrontare; −messe a fuoco alcune delle cause che determinano disuguaglianze di salute e sofferenze; −evidenziate e riassunte le azioni intraprese per migliorare la situazione esistente; −raggiunti gli obiettivi di volta in volta fissati; −individuati gli sviluppi e le priorità da perseguire secondo l’ evoluzione dei programmi. L’obiettivo di questo rapporto è di offrire una articolata sintesi di quanto programmato e realizzato a quanti coinvolti dal Piano, ai portatori di interesse della popolazione a cui sono diretti gli interventi, alla giunta ed ai consiglieri comunali che rappresentano i cittadini residenti nel Distretto di Modena. In particolare si ritiene di facilitare una lettura di quanto realizzato nei cinque anni di vigenza del Piano per rendere possibile: una valutazione dei risultati raggiunti; l’adozione di ulteriori politiche e interventi atti a migliorare la salute dei cittadini interessati dai diversi fenomeni evidenziati; l’individuazione di priorità su cui destinare ulteriori risorse; un miglior coordinamento dei soggetti che intervengono; le sinergie tra di essi evitando così inutili sovrapposizioni; la partecipazione di quanti interessati a proporre azioni dirette a raggiungere gli obiettivi programmati; la descrizione succinta di quanto programmato fornendo così un quadro di riferimento su cui basare le verifiche di raggiungimento degli obiettivi prefissati. Obiettivo prioritario di questo rapporto resta comunque quello di informare e socializzare, con uno strumento facilmente leggibile ed utilizzabile, il percorso attuato in considerazione altresì che non sono disponibili esperienze consolidate in materia a cui riferirsi. Particolarmente significativo è il fatto che, durante la predisposizione e la realizzazione dei sei programmi d’azione, sono stati coinvolti numerosi ”stakeholders” della realtà modenese, e si è dato vita ad un intenso confronto non in termini astratti o generici, ma su azioni concrete e su politiche di sviluppo in grado di dare risposte ai bisogni dei cittadini. E’ opportuno infine sottolineare come, con il percorso adottato nelle varie fasi di programmazione e attuazione dei programmi del Piano, sia stato possibile riportare nella sua naturale sede istituzionale, il Consiglio Comunale , le problematiche relative ai bisogni di salute dei cittadini, consentendo così una maggiore responsabilizzazione di tale assemblea elettiva nell’esercizio del proprio ruolo di indirizzo e controllo delle attività erogate dalle diverse Aziende e Servizi competenti a soddisfare tali bisogni. 11 12 Cos’è la Salute di cui ci occupiamo? L’Organizzazione Mondiale della Sanità evidenzia la complessità del concetto di salute definendo quest’ultima come “uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale e non la semplice assenza dello stato di malattia o infermità”. Tale definizione rimanda il concetto di salute alle tre dimensioni di cui si compone la vita degli individui che sono: la dimensione fisica, la dimensione psichica e quella relazionale, è nell’equilibrio e nella relazione tra queste tre dimensioni che il concetto di salute o benessere trova la sua massima espressione. La salute dipende, quindi, da molti determinanti, gran parte dei quali risiedono e sono condizionati da scelte economiche, ambientali, dall’organizzazione sociale complessiva, dall’integrazione sociale e culturale, ecc. Tali fattori interagiscono tra loro, non agiscono singolarmente, ma si intrecciano. I determinanti di salute possono essere, così, classificati in : • NON MODIFICABILI (ad esempio l’età, il sesso, la genetica, ecc.) • MODIFICABILI quali: - i fattori ambientali (ad esempio la qualità dell’aria, dell’acqua, degli alimenti, del territorio, della città, della casa, ecc.) - i fattori sociali ed economici ( ad esempio la povertà, la disoccupazione, l’emarginazione, ecc.) - gli stili di vita (ad esempio l’alimentazione, l’attività fisica, l’abitudine a fumare e a bere, ecc.) - la disponibilita’ di servizi di qualita’ (ad esempio i servizi sociali, sanitari, educativi, ricreativi, ecc.) Si comprende quindi, da quando sopraddetto, che alla tutela della salute concorrono diversi sistemi oltre a quello sanitario e che l’evoluzione, in positivo o in negativo, dello stato di benessere dipende dalla evoluzione del contesto generale e non solo dalle azioni poste in essere a livello locale. A conferma di ciò, la Carta di Ottawa nel 1986 riprendendo con forza il concetto di salute promosso dall’OMS, ha auspicato un ruolo attivo dei cittadini nella promozione della salute tale da evitare di delegare la propria la salute al solo sistema sanitario. Il Piano per la Salute1 Cos’è ? È un piano poliennale, elaborato dagli Enti Locali di concerto con le Aziende sanitarie, secondo indirizzi forniti dalla Conferenza Territoriale Socio-Sanitaria, che : • definisce gli obiettivi e gli interventi di promozione della salute, di prevenzione e di cura delle malattie emergenti nel distretto; • individua le cause che mettono a rischio la salute o il benessere della popolazione; • trova le soluzioni giuste, o in cui si crede, per eliminare o almeno ridurre le principali fonti di rischio per la salute; • indica chi, come e quando metterà in pratica le soluzioni; • prevede interventi intersettoriali delle istituzioni, dei cittadini e delle loro associazioni sui determinanti delle condizioni di salute della popolazione; • rappresenta le modalità con cui gli Enti Locali integrano le proprie politiche di assistenza sociosanitaria con politiche di salute. 1 La Regione Emilia Romagna ha emanato, a seguito del Piano Sanitario Nazionale 1998-2001, con delibera n° 321 del 1 marzo 2000 le linee guida regionali per l’attuazione dei Piani per la Salute. La Conferenza Socio-Sanitaria della Provincia di Modena il 29 gennaio 2001 ha individuato le priorità di salute sulle quali agire a livello distrettuale attraverso l’elaborazione dei Piani per la Salute. Il Comune di Modena con propria delibera di Giunta, la n° 537 del 29 giugno 2001, ha approvato le line e di lavoro per l’elaborazione e la realizzazione del Piano per la Salute della città di Modena. 13 Chi lo fa ? Il Piano per la salute è stato elaborato e redatto da una pluralità di attori con il supporto tecnico delle Aziende Sanitarie, coordinati dal Governo Locale, che impegnano risorse umane e materiali allo scopo di migliorare la salute della popolazione intervenendo sui determinanti che la condizionano. Cosa contiene a Modena ? La Conferenza Sanitaria Territoriale ha indicato nel 2001 10 aree prioritarie di intervento per migliorare la salute dei cittadini della provincia di Modena, aree sulle quali occorreva sviluppare specifici programmi di azioni a livello dei diversi distretti. Le aree individuate possono essere divise in tre grandi categorie : di popolazione (anziani, infanzia e adolescenza, donna), di patologie (cardio e cerebro vascolari, neoplasie, respiratorie, aids, rare), di eventi incidentali (stradali e lavoro). Per ognuna di tali aree è stato istituito un apposito gruppo di lavoro incaricato di elaborare linee di indirizzo per la predisposizione dei programmi d’azione a livello distrettuale. I gruppi di lavoro, coordinati dalla Commissione Tecnica del Piano per la Salute istituita dalla Conferenza Socio-Sanitaria Territoriale per promuovere e attuare il PPS nel territorio provinciale, hanno fornito uno specifico quadro di riferimento su cui concentrare gli interventi, facilitando il lavoro dei Comitati distrettuali di programma. Il Comune di Modena ha deciso nel 2002 di affrontare singolarmente i programmi di azioni relativi agli interventi sui gruppi di popolazione e sugli eventi incidentali e in uno unico quello relativo alle patologie prevalenti. Il Piano per la Salute del Comune di Modena si è articolato, pertanto, nei seguenti programmi di azioni: Sicurezza Stradale, Salute Anziani, Salute e Sicurezza sul Lavoro, Salute Infanzia e Adolescenza, Patologie Prevalenti, Salute Donna. Le azioni inserite nei singoli programmi incidono spesso su determinanti ad essi comuni: ambientali, comportamentali, socio-economici e sono caratterizzate rispetto al target a cui sono rivolte. I sei programmi del Piano per la Salute, tutti operanti dal 2004, sono stati approvati dal Consiglio Comunale, il Consiglio Comunale ha altresì deciso, a luglio del 2005, di orientare i nuovi interventi effettuabili negli anni 2006 e 2007 verso specifiche priorità, individuandone due per ciascun programma, e di stabilire la validità temporale dell’intero Piano al 31 dicembre del 2007. Ha stabilito altresì di procedere dopo tale scadenza ad una specifica valutazione finale dei risultati ottenuti con l’attuazione dell’intero Piano. La predisposizione dei sopraddetti programmi è stata resa possibile grazie al costante supporto fornito dalle Aziende Sanitarie che hanno messo a disposizione del gruppo di coordinamento, istituito dal Comune di Modena per la predisposizione e l’attuazione del PPS, il quadro epidemiologico e di contesto dei fenomeni da affrontare e alla continua fattiva partecipazione diretta delle direzioni aziendali, distrettuali e dipartimentali alla definizione delle strategie e delle azioni da inserire in tali programmi. 14 L’organizzazione per la predisposizione ed attuazione del Piano per la Salute nel Comune di Modena Il percorso del piano per la salute2 a Modena Il Piano per la Salute viene inteso come strumento di pianificazione multisettoriale ed interdisciplinare che opera a livello territoriale, in uno scenario di alleanze tra diversi sistemi, incidendo sui diversi determinanti di salute con lo scopo di migliorare la qualità di vita della popolazione. Il percorso distrettuale seguito per costruire il Piano per la Salute è così sintetizzabile: 1) rilevazione dei bisogni attraverso l’analisi congiunta dei dati epidemiologici e delle richieste di miglioramento espresse dalla popolazione, raccolte anche con l’ascolto dei portatori d’interesse; 2) individuazione delle priorità di salute che sono individuate e approvate a livello di governo locale in quanto responsabile, rispetto ai cittadini, della tutela di questo bene costituzionalmente protetto; 3) identificazione delle azioni da compiere, dei responsabili, degli attori coinvolti e delle risorse economiche da impegnare; 5) verifica e valutazione sia in itinere che al termine del processo del grado di congruità delle attività programmate e attuate e il raggiungimento degli obiettivi prefissati. Il processo connesso con questa fase dovrebbe permettere di riaggiustare gli interventi in funzione di nuove esigenze e nuove situazioni verificatesi. Il PPS svolge in realtà il duplice compito sia di documentare che avviare processi d’azione che perseguono specifici obiettivi di miglioramento della salute di gruppi di popolazione o di riduzione di fenomeni incidentali, concentrandosi in particolare sul miglioramento degli stili di vita, sullo sviluppo di servizi accessibili e di qualità e sulla riduzione delle disuguaglianze. Elemento chiave e costante del PPS è la partecipazione attiva, la responsabilizzazione di cittadini, gruppi, istituzioni, comunità verso un continuo sviluppo della salute, come la stessa OMS dichiara nel programma Health 21. Il compito del Comune di Modena con il Distretto n° 3, è stato quello di fissare gli obiettivi da raggiungere ed elaborare e predisporre i programmi di attività in ossequio agli indirizzi forniti dalla Conferenza Territoriale Socio-Sanitaria sulle aree prioritarie di intervento definite dalla stessa. Tali programmi hanno compreso le attività programmate dal Comune e dalle altre Amministrazioni competenti dedicate a raggiungere gli obiettivi prefissati per le materie oggetto del singolo programma e quelle proposte dalle forze sociali, dalle associazioni dei cittadini e dai singoli soggetti interessati a tali problemi. Le azioni hanno impegnano risorse umane e materiali, reperite dai soggetti proponenti, allo scopo di migliorare la salute della popolazione, intervenendo sui determinanti che la condizionano. Il compito affidato al Governo locale era innanzitutto quello di coordinare i diversi strumenti di programmazione e di coinvolgere direttamente la popolazione e i suoi portatori di interesse , in modo da evidenziare, dagli interventi settoriali concertati ed in corso, quelli che influiscono sui determinanti della Salute, e poi di aggregare a tali interventi quelli proposti da altri soggetti che partecipano direttamente alla costruzione del Patto di Solidarietà per la Salute promuovendo ed incentivando altresì lo sviluppo delle azioni verso gli obiettivi prioritari individuati. Per realizzare quanto descritto le Giunte comunali guidate dai Sindaci Barbolini e Pighi hanno deciso di istituire, per la predisposizione e attuazione del Piano per la Salute, presso il Gabinetto del Sindaco un gruppo di riferimento e coordinamento rispondente sino al 2004 al Sindaco stesso e successivamente all’Assessore alle politiche per la salute, e di istituire nel 2006, sempre presso tale struttura, un apposito ufficio denominato “ufficio per le politiche per la salute”. Per la predisposizione dei diversi programmi, è stato istituito un Comitato composto dai referenti, competenti nella materia trattata, dei diversi settori dell’Amministrazione Comunale, delle Aziende Sanitarie, nonché di altri Soggetti coinvolti (associazioni, organizzazioni sindacali e di categoria, comitati di cittadini, ecc.) promotori di interventi o azioni dirette a raggiungere gli obiettivi di salute prefissati. E’ stato deciso di seguire uno specifico iter per la predisposizione da parte dei comitati di programma dei documenti da sottoporre alla consultazione in modo da meglio definirne il contenuto e le proposte di partecipazione attiva da parte della società civile, oltre che delle istituzioni, e di proporre l’approvazione dei programmi, una volta predisposti, al Consiglio Comunale. E’ stato altresì deciso di effettuare la valutazione finale dei risultati raggiunti dai singoli programmi e dall’intero Piano secondo quanto proposto ed approvato dal Consiglio Comunale nel luglio 2005. 2 Cfr. delibera regionale 321/2000 “Linee regionali per l’attuazione del Piano per la Salute” 15 16 1-Priorità 2-Indirizzi Risposta sanitaria Piano Attività Territoriale Risposta sociale Piano di zona 3-Obiettivi 4-Azioni 5-Verifiche Risposta am bientale R isposta form ativa Risposta civica Agenda Patto per la scuola Città sane 21 Il “Percorso distrettuale” di costruzione di un programma I. Istituzione del gruppo di lavoro per la stesura del programma, individuazione e scelta del Logo che contraddistinguerà il programma; II. II . Censimento delle azioni in corso e delle proposte d’azione nel Comune e nelle III. Aziende Sanitarie IV. Raccolta delle azioni in corso e delle proposte presentate da altri soggetti V. interessati al programma; VI. Stesura bozza di programma; VII. Informazioni alla Giunta e al Consiglio Comunale sulla bozza di programma; VIII. Consultazione; IX. Raccolta delle proposte integrative; X. Stesura del nuovo documento che contiene le proposte raccolte dopo la consultazione e l’identificazione dei diversi soggetti partecipanti; XI. Adozione del programma da parte della Giunta XII. Presentazione ai soggetti interessati; XIII. Raccolta di eventuali proposte di integrazione; XIV. Presentazione, discussione e approvazione in Consiglio Comunale; XV. Trasmissione alla Conferenza Sanitaria Territoriale; XVI. Diffusione del programma ai soggetti partecipanti e interessati; XVII. Gestione fase attuativa (monitoraggio azioni, report aggiornamento e implementazione azioni, ecc.) 17 annuali, valutazione dei risultati, L’indice di un “Programma” •La premessa (breve descrizione delle motivazioni e degli obiettivi del programma). •Il Profilo di Salute provinciale specifico per l’argomento trattato. •Le linee guida d’indirizzo provinciali. •La descrizione della situazione nel distretto rispetto ai bisogni, alla situazione epidemiologica, all’offerta e all’attuale consumo di servizi, inoltre, ove disponibile, la sintesi dei risultati di iniziative di ascolto o consultazione della popolazione sulla tematica. •La descrizione degli obiettivi che si vogliono raggiungere nel prossimo biennio, e delle strategie a ciò dedicate. •Le schede descrittive delle singole azioni e dei relativi costi suddivise per tipologie d’intervento. 18 La scheda utilizzata per la rilevazione delle azioni SCHEDA N° Soggetto proponente: Azione: Obiettivo specifico Azioni in corso Target Descrizione dell’azione PIANO D’AZIONE Strumenti attuativi Servizio/i coinvolto/i Responsabile Azione Partners coinvolti Tempi di attuazione Stima dei costi Procedure di valutazione Indicatori dei risultati ottenuti 19 La scheda utilizzata per la redazione dei report annuali MONITORAGGIO ANNUALE DELL’AZIONE N° ……….. DEL PROGRAMMA …………………. Settore responsabile:___________________________________ Azione: Breve descrizione dell’intervento realizzato, indicando le risorse impiegate e le collaborazioni attuate con i soggetti “partners”, specificando gli eventuali sviluppi dell’iniziativa rispetto al progetto iniziale. INDICATORI DEI RISULTATI OTTENUTI: (cfr. scheda del volume del programma di azione di riferimento) DATA……….. IL RESPONSABILE DELL’AZIONE 20 Programma d’azioni sulla Sicurezza Stradale A cura di Antonietta De Luca (Ufficio Politiche per la Salute – Comune di Modena) 21 22 Premessa Il Programma di azioni sulla Sicurezza Stradale è stato il primo approvato dal Consiglio Comunale nel 2002 in attuazione del Piano per la Salute del Distretto di Modena. Con tale programma l’Amministrazione Comunale ha inteso avviare un percorso di programmazione integrata e partecipata, coinvolgendo numerosi soggetti della comunità locale, con lo scopo di contrastare il tragico fenomeno che provoca anche in ambito urbano numerosi incidenti con feriti e in alcuni casi anche decessi. La predisposizione del programma è avvenuta nella cornice generale degli indirizzi provinciali individuati dai gruppi di lavoro nominati dalla Conferenza Territoriale Socio Sanitaria per coordinare l’attività dei sette distretti sanitari. Gli indirizzi provinciali sulla Sicurezza Stradale Contribuire a livello locale a creare le condizioni per una mobilità sicura e sostenibile, riducendo da un lato il drammatico tributo di vittime imposto quotidianamente dagli incidenti stradali e dall'altro gli ingenti costi sostenuti dallo Stato, dal sistema delle imprese e dalle famiglie a causa di tali incidenti. L'obiettivo di riferimento assunto dal Piano Nazionale sulla sicurezza stradale si basa sulle indicazioni contenute nel secondo programma per la sicurezza stradale elaborato dalla Commissione europea: riduzione del 50% del numero di morti e feriti entro il 2010, rispetto al 2001. Obiettivi specifici • Avviare una strategia multisettoriale • Migliorare i comportamenti • Migliorare la sicurezza delle infrastrutture stradali • Migliorare l’equità tra le categorie di utenti della strada • Migliorare i servizi di emergenza, cura, riabilitazione, assistenza alle famiglie • Migliorare lo stato delle conoscenze Il Comitato di programma Sicurezza Stradale Il primo atto di avvio dei lavori per la realizzazione di un programma d’intervento dedicato alla sicurezza stradale è stata la costituzione di un Comitato di programma, composto da diversi esperti dei settori comunali e delle aziende sanitarie e coordinato dal gruppo di lavoro sui PPS istituito presso il Gabinetto del Sindaco e successivamente dall’Ufficio Politiche per la Salute dell’omonimo Assessorato . Compito del comitato di programma è stato quello di: I. analizzare il fenomeno; II. individuare gli obiettivi specifici; III. sviluppare linee d’intervento; IV. mettere in rete e raccogliere in macro aree (strutturali, educativi-informativi e di sensibilizzazione, controllo e verifica dei comportamenti, riduzione del danno, monitoraggio del fenomeno e dei risultati del programma) le diverse azioni proposte. Gli uffici comunali coinvolti con azioni dirette sono: Polizia Municipale, Politiche Giovanili, Traffico e Viabilità, Lavori Pubblici, ufficio statistica, Istruzione- Memo, Ceass- L’olmo, CED, Centro Stranieri, Decentramento. 23 Gli obiettivi del programma d’azione distrettuale Gli obiettivi specifici del programma distrettuale individuati dal Comitato di programma sono i seguenti: Ob 1) incentivare l’utilizzo di mezzi alternativi a quelli motorizzati, aumentando la sicurezza degli utenti deboli della strada (ciclisti, pedoni, bambini, anziani) ed implementando interventi mirati in zone ritenute a rischio (prossimità dei complessi scolastici, quartieri residenziali, ecc.); Ob 2) aumentare la sicurezza stradale con interventi di riqualificazione delle intersezioni, ampliamento delle piste ciclabili, interventi infrastrutturali ad hoc (nuove segnaletiche semaforiche, rotatorie, ecc.); Ob 3) promuovere una cultura della sicurezza e della convivenza di tutti gli utenti della strada con interventi d’informazione e formazione, di educazione stradale ed alla mobilità sostenibile; Ob 4) migliorare la tempestività e la professionalità del primo soccorso; Ob 5) migliorare il sistema di monitoraggio e controllo del fenomeno incidentale. Tipologie d’azione Compito del programma è stato quello di mettere in rete , cercando di coordinare e integrare, le diverse azioni dirette alla sicurezza stradale poste in essere dall’amministrazione comunale e non solo per contrastare organicamente e sistematicamente il fenomeno. Nel 2002 le azioni raccolte nel programma erano 63 nel 2007 erano 100 così suddivise: • interventi strutturali ( 17 azioni) • interventi educativi, preventivi e di sensibilizzazione ( 57 azioni) • interventi di vigilanza, monitoraggio e controllo sui comportamenti (2 azioni) • interventi di riduzione del danno (10 azioni) • interventi di monitoraggio delle azioni del programma ( 7 azioni) Oltre a 7 azioni di competenza dell’Amministrazione provinciale che incidono anche sul territorio comunale. Le linee prioritarie (delibera CC n°45/2005) Il Consiglio Comunale nel 2005 deliberò il prolungamento per il biennio 2006-2007 dei programmi del Piano per la Salute, individuando altresì linee d’intervento prioritarie su cui concentrare risorse e impegno. Per la Sicurezza Stradale sono state individuate le seguenti linee d’intervento prioritarie: • aumentare la sicurezza stradale per l’utenza debole, soprattutto i bambini e i ciclisti • ridurre il rischio incidentalità stradale mettendo in sicurezza i punti in cui si evidenziano eventi incidentali ricorrenti. LA VALUTAZIONE DEL PROGRAMMA Tra le azioni dei diversi programmi del Piano per la Salute rientra il monitoraggio annuale dell’attuazione del programma che si realizza con: - l'aggiornamento dei dati del fenomeno indagato; - la verifica dell'attuazione delle azioni programmate; - l'inserimento delle eventuali nuove proposte di intervento; - la pubblicazione di un Report, contenente i suddetti dati, e il monitoraggio delle azioni in esso raccolte. 24 Si è inoltre analizzato l’effetto dell’intero programma secondo alcuni parametri già esposti in premessa. Per quanto riguarda le modalità decisionali importante è stato il ruolo del comitato di che composto da esperti dei settori comunali e delle aziende sanitarie ha favorito un confronto tra i diversi soggetti, che in maniera diversa (anche in base al ruolo ricoperto nella propria struttura d’appartenenza) sono impegnati sul tema della sicurezza stradale, avviando così un coordinamento specifico sulle azioni dedicate a tale argomento, procedendo con la ridefinizione di alcuni interventi già in atto rendendoli coerenti con gli obiettivi specifici del programma, promuovendo progetti e azioni integrate, oltre che dare sistematicità ad azioni già da tempo realizzate ma che hanno trovato nuovo impulso nel lavoro del comitato. In molti strumenti di programmazione utilizzati dalle istituzioni competenti che richiamano gli obiettivi di salute indicati dal PPS a livello distrettuale (es. PEG, Agenda 21, Patto per la Scuola, Piano delle Attività Territoriali del distretto ausl, ecc) sono stati inseriti gli interventi rivolti a migliorare la “salute” della popolazione. Inoltre il confronto tra gli esperti del Comitato di programma ha dato impulso ad un progetto di analisi dettagliata e particolareggiata dei dati sull’incidentalità stradale in possesso dell’Amministrazione Comunale, favorendo la costruzione di un sistema articolato di analisi dei dati che vengono riportati su mappe cartografiche tematiche nel programma City Trek. Il progressivo miglioramento delle conoscenza del fenomeno hanno garantito l’individuazione di strategie d’intervento sempre più mirate e articolate da parte degli Enti interessati. Come già detto anche la partecipazione e l’impegno diretto della comunità locale è un elemento essenziale del percorso del Piano per la Salute. In tema di sicurezza stradale è essenziale il maggior coinvolgimento possibile di enti, istituzioni, associazioni e singoli cittadini per contribuire alla riduzione del verificarsi di sinistri stradali e favorire la diffusione di una cultura della sicurezza. Com’è noto, l’incidentalità stradale è strettamente connessa ad altri temi (culturali, economici, ambientali e sanitari), era necessario procedere in maniera multidisciplinare ed intersettoriale, pur garantendo sempre l’autonomia gestionale dei singoli attori, per giungere alla definizione di un programma comune e condiviso. Nell’elaborazione diretta del programma sono stati necessariamente coinvolti numerosi soggetti della comunità locale, tra cui: Aziende Sanitarie, Associazioni di volontariato, Scuole, Arpa, Aci, Provincia, Farmacie Comunali. Il ruolo svolto da ognuno dipende dal grado di coinvolgimento diretto o indiretto avuto nelle azioni raccolte dal programma. In particolare, gli esperti che hanno partecipato alla elaborazione e attuazione diretta delle azioni sono i 24 responsabili di settori/servizi coinvolti nel Comitato di Programma, mentre 42 sono le strutture /servizi/soggetti Responsabili delle Azioni; i Soggetti Promotori, cioè gli enti/istituzioni/comitati/associazioni che hanno partecipato in modi diversi alla realizzazione delle azioni, sono circa 70 (partners). L’impatto sulla salute è stato analizzato non solo in base all’andamento epidemiologico del fenomeno nel tempo ma è stato necessario contemperarle con un’analisi delle azioni in base agli obiettivi specifici fissati. Questa fase si è articolata in: • una verifica quindi del raggiungimento degli obiettivi, valutando le azioni a ciò dedicate anche in base ai dati epidemiologici; • una conferma o un aggiornamento degli obiettivi e delle strategie; • una individuazione di eventuali priorità, laddove si rilevino criticità specifiche non sufficientemente indagate e/o dove si ritiene debbano essere potenziati gli interventi, in quanto sono emersi nuovi bisogni. In questo senso si è espressa la delibera del Consiglio Comunale, definendo, su proposta dell'Assessore alle Politiche per la Salute del Comune di Modena e della Giunta nel suo complesso, specifiche priorità di azione in ogni programma. Si è proceduto quindi ad una analisi quali/quantitativa che ha considerato le azioni aggregate su tre parametri: gli obiettivi, i determinanti di salute, i soggetti proponenti. Di seguito si riporta l’analisi delle azioni in base agli obiettivi specifici individuati. 25 26 VALUTAZIONE DELLE AZIONI PER OBIETTIVI SPECIFICI Per valutare il raggiungimento degli obiettivi specifici indicati dal programma le azioni sono state suddivise secondo gli obiettivi di salute cui erano prioritariamente dirette: Obiettivo 1) incentivare l’utilizzo di mezzi alternativi a quelli motorizzati, aumentando la sicurezza degli utenti deboli della strada (ciclisti, pedoni, bambini, anziani), implementando interventi mirati in zone ritenute a rischio (prossimità complessi scolastici, quartieri residenziali, ecc.). Nell’ambito dei diversi interventi mirati a ridurre l’incidentalità, il Comune di Modena investe consistenti risorse per analizzare e risolvere, anche in tempi brevi, le criticità individuate sul proprio territorio. Analizzando le azioni del programma tese a favorire la sicurezza dell’utenza debole, si e proceduto in particolare con interventi di miglioramento della pedonalità, ampliate le piste ciclabili, realizzate zone 30 e riprogettati alcuni accessi ai poli scolastici. Ad oggi possiamo affermare che esistono: • 125 km di percorsi ciclo-pedonali, con un incremento di circa il 25% della rete esistente al 2004; • 34.958 mq di aree pedonali prevelentemente localizzate in centro storico; • 8,38 km lineari di strade “Zona 30” per favorire la riduzione della velocità dei veicoli in zone caratterizzate da forte promiscuità tra le diverse componenti di mobilità, elevata residenzialità, presenza di ricettori sensibili ; • 6 poli scolastici interessati da miglioramenti nei loro accessi anche per favorire l’uso di mezzi alternativi all’auto: polo scolastico in via Valli, polo scolastico in via San Remo, polo scolastico via Piazza/via Po, polo scolastico via Carbonieri, polo scolastico via Mattarella/Dalla Chiesa. • sono stati riqualificati diversi tratti di marciapiedi per favorire la pedonalità (es. l’adeguamento di percorsi pedonali di Fossalta e Cittanova ). Inoltre è stato predisposto un sistema di manutenzione del suolo pubblico, inerente la viabilità che consente di predisporre interventi anche urgenti per il ripristino di segnaletica viaria, miglioramento del manto stradale, cedimento di tratti di marciapiedi, risanamenti di banchine stradali, cedimenti localizzasti nella sede stradale interventi che hanno previsto per il 2008 circa 1.000.000 di Euro di finanziamenti stanziati. Ancora, nell’ambito della messa in sicurezza delle intersezioni e degli attraversamenti pedonali si devono considerare anche gli interventi di miglioria in corrispondenza degli impianti semaforici, in particolare l’attraversamento ciclo-pedonale su viale Caduti in Guerra in corrispondenza di via Muzzioli, con il collegamento con il Giardino Ducale Estense, e la semaforizzazione dell’attraversamento pedonale di viale Amendola con collegamento tra il Parco Amendola Nord e Sud. Tra le iniziative di promozione per l’utilizzo di mezzi alternativi all’auto rientrano i seguenti progetti • Promozione mobilità ciclistica: negli ultimi anni, sono state realizzate numerose iniziative tese a promuovere la mobilità ciclistica in ambiente urbano Fra queste, si possono citare le principali: produzione di cartine delle piste ciclabili, noleggio biciclette, depositi custoditi per biciclette ("Il Navigacittà" è stato prodotto e venduto in circa 15.000 esemplari), in particolare: o C'Entro in Bici (noleggio gratuito biciclette comunali) che nel 2004 – si basava su 80 biciclette, 550 iscritti. Nel 2008 le biciclette sono diventate 224 biciclette, 2.000 iscritti, 60.000 utilizzi l'anno (stima 2008) sulla base del monitoraggio del gestore (Cooperativa Oltre il Blu). o Targatura biciclette: l'iniziativa si propone di favorire la sicurezza nell'uso delle bicicletta, particolarmente favorendone la riconsegna al proprietario in caso di ritrovamento dopo 27 smarrimento o furto. Lanciata a metà dicembre 2007, ad oggi contabilizza circa 3.500 iscritti. L'obiettivo per i primi 12 mesi è stato fissato in circa 5.000 iscrizioni. • Incentivi veicoli elettrici: l'iniziativa è stata attivata nel 2001 e nel periodo 2001/2003 ha contabilizzato n° 503 contributi erogati ai cittadi ni per l'acquisto di veicoli elettrici. Nel 96% dei casi, trattasi di biciclette elettriche, acquistate da diverse tipologie di utenti (anziani, lavoratori, donne, professionisti, ecc.). Nel periodo 2004/2008, sono stati erogati complessivamente 2.225 contributi. La spesa complessiva sostenuta (2001/2008) ammonta a circa 700.000 € effettivi. Obiettivo 2) aumentare la sicurezza stradale con interventi di riqualificazione delle intersezioni, ampliamento delle piste ciclabili, interventi infrastrutturali ad hoc (nuove segnaletiche semaforiche, rotatorie, ecc.); Per questa fattispecie sono state considerate prevalentemente le azioni di tipo strutturale tese a : • realizzare nuovi interventi di infrastrutture viaria; • a installare nuove strutture e/o apparecchiature. Le opere infrastrutturali consistono essenzialmente nel ridisegno di intersezioni stradali, anche con rotatorie, nella realizzazione di manufatti per la diminuzione della velocità dei veicoli (zone 30 km/h), oltre a interventi sui percorsi pedonali e ciclabili, nuovi o di ricucitura degli esistenti, alla messa in sicurezza dei relativi attraversamenti, ed ai costanti interventi di miglioria sugli impianti semaforici del Comune di Modena, quali ad esempio la sostituzione programmata delle lanterne tipo LED. Uno dei recenti esempi di intervento di riqualificazione delle intersezioni è la realizzazione delle rotatorie sull’asse Divisione Acqui-Indipendenza, in corrispondenza dei punti di intersezione con alcune strade di rilevante carico veicolare, tra cui due connessioni con la Tangenziale Pasternak, per il quale sono stati investiti complessivamente 2.200.000€, finanziati per il 40% dalla Regione Emilia Romagna nell’ambito del “Secondo Programma Annuale di Attuazione 2003 del Piano Nazionale della Sicurezza Stradale”. Gli interventi, quasi completamente ultimati, sono rivolti a risolvere le criticità, per rendere una delle principali arterie urbane della città un asse viario più sicuro e fruibile dalle diverse componenti di mobilità, limitando le mutue interferenze e migliorando la fluidità delle manovre anche nelle intersezioni che permangono semaforizzate. Particolare attenzione viene data alle componenti ciclo-pedonali, con una importante ricucitura del percorso est-ovest presente lungo le vie Divisione Acqui e Indipendenza, che crea un collegamento funzionale fino a viale Menotti, la riduzione degli spazi di attraversamento degli assi stradali mediante l’allontanamento dall’area di intersezione, la realizzazione di isole spartitraffico per attraversamenti in due tempi, lo spostamento degli attraversamenti pedonali semaforizzati per limitare le interferenze con le manovre dei veicoli che approcciano il nodo semaforizzato stesso. Un importante intervento di riqualificazione urbana è costituito da via Emilio Po, con realizzazione di moderatori di velocità alle intersezioni per rallentare i veicoli e migliorare le condizioni di sicurezza, e la contestuale realizzazione di un percorso ciclo-pedonale in sede propria sullo stesso asse. Tra le piste ciclabili realizzate ad oggi, meritano di essere ricordate quelle: in viale Montecuccoli, in via San Faustino e in via Vignolese. Le analisi sull’incidentalità stradale e sulla fluidificazione del traffico confermano, sia a livello nazionale che internazionale, i positivi risultati che si sono ottenuti con la realizzazione di rotonde. A Modena sono state realizzate rotonde nei pressi di incroci particolarmente pericolosi (incrocio di via Suore, via La Marmora e via Cialdini, mentre sono in fase di costruzione la rotonda dell’incrocio strada Vignolese e via Emilia Est e l’incrocio via Morane e via Contrada). Dal 2004 ad oggi sono state realizzate ed ultimate 30 rotatorie. 28 Obiettivo 3) promuovere una cultura della sicurezza e della convivenza di tutti gli utenti della strada con interventi d’informazione e formazione, di educazione stradale ed alla mobilità sostenibile; Il tema della sicurezza stradale è sempre di più un argomento di cultura della sicurezza che si intreccia anche con altri argomenti connessi alla promozione di corretti stili di vita. Le azioni inserite in questa tipologia possono essere ulteriormente suddivise in base a: • sotto-tipologie d’intervento: campagne informative, laboratori didattici, corsi di guida sicura; • aree tematiche: educazione alla sicurezza stradale, comportamenti a rischio, mobilità sostenibile; • utenza coinvolta: bambini, giovani, anziani, cittadini stranieri, famiglie, cittadinanza ecc. L’intera popolazione è stata coinvolta in molte campagne di sensibilizzazione e iniziative pubbliche sulla sicurezza stradale tra il 2002 e il 2007/2008, tra cui: • definizione di un logo identificativo del programma sicurezza stradale “Comune di Modena – azioni per la sicurezza stradale” ; • campagna di sensibilizzazione rivolta ai giovani modenesi: 25.000 giovani tra i 18 e i 30 anni, nel 2002, hanno ricevuto una lettera personalizzata del Sindaco sul tema sicurezza stradale; • campagna radiofonica “Automobilisti di serie A”: da giugno a settembre 2002 sono andati in onda 720 spot radiofonici sulla sicurezza stradale con la voce di giocatori del Modena Calcio FC; • “la velocità è sorpassata” realizzata nel 2002 con mostre e stand in piazze cittadine dedicati alla sicurezza stradale; • tra ottobre 2003 e marzo 2004 campagne mirate su: semaforo rosso, limiti di velocità, guida in stato di ebbrezza e cinture di sicurezza. Sono stati realizzati 2000 spot radiofonici con la collaborazione del testimonial Andrea Giani, giocatore della Nazionale di Pallavolo; • dal 2004, ai nuovi nati residenti in città viene inviato materiale informativo per il corretto uso dei seggiolini per il trasporto sui veicoli nell’ambito della campagna “Bimbo a Bordo”, annualmente vengono contattate circa 1700 famiglie; • per l’utenza debole, tra il 2005 e il 2007, sono stati prodotti materiali informativi sull’uso corretto della bicicletta (oltre 6000 volantini) e del corretto uso delle rotonde (oltre 5000 depliant); • attività informativa continua viene fornita agli automobilisti da parte degli agenti di PM sui cantieri stradali. • attività di comunicazione svolta per informare sulle modifiche introdotte al Codice della Strada; • partecipazione del Comune di Modena alle campagne di sensibilizzazione nazionale per la sicurezza stradale nei periodi di esodo estivo (es. Vacanze coi fiocchi); • organizzazione di eventi pubblici, in occasione di giornate mondiali e/o nazionali, dedicati alla sicurezza stradale (nel 2007 giornata che l’OMS ha dedicato alla sicurezza stradale, nel 2008 adesione alla giornata nazionale dedicata all’utenza debole, coinvolgendo le scuole e i comitati anziani in Piazza Grande); • Partecipazione della Polizia Municipale alla fiera campionaria negli anni 2007 e 2008 con uno stand dedicato alla sicurezza stradale. Per quanto riguarda la promozione di stili di vita corretti correlati alla guida significativi sono gli interventi atti a contrastare la guida in stato di ebbrezza e/o sotto l’effetto di stupefacenti. In particolare: • dal 2007 è partita una campagna di sensibilizzazione curata dall’ufficio politiche per la salute e dalla PM, contro l’abuso di alcol. Sono stati realizzati oltre 9000 volantini che sono stati inviati a scuole, polisportive, autoscuole, associazioni e 200 manifesti, indicanti i rischi alcol correlati e le sanzioni 29 previste dal Codice della strada. Nella primavera del 2008 si è deciso di tradurre questo materiale, per arrivare anche ai cittadini stranieri. Il materiale è stato utilizzato nei progetti di mediazione dei conflitti nell’ambito dei gruppi informali di aggregazione giovanile; • le farmacie comunali hanno realizzato, nel 2003 con la collaborazione dell’ufficio politiche per la salute, opuscoli informativi dal titolo “alcol, farmaci e guida” (6000); • in quest’ambito rientrano anche le azioni che lo storico progetto dell’assessorato alle politiche giovanili realizza da diversi anni, progetto “Buonalanotte”- per la prevenzione delle azioni giovanili a rischio nel tempo della notte e del divertimento. Dal 2002 il progetto è stato inserito nel “Piano d’azione di attività di prevenzione negli spazi di intrattenimento musicale e/o danzante” siglato dal Comune di Modena, Prefettura, SILB-Confcommercio, ACLI, AICS, ARCI, ENDAS. Rientrano altresì nel progetto le iniziative: progetto BOB (circa 27 i locali coinvolti), l’iniziativa “Meglio taxi che mai” realizzata in collaborazione con il Silb-Confcommercio, attivazione di un bus notturno per e da una discoteca della provincia. Nel 2007 sono stati 2302 i test effettuati con l’etilometro, vanno aggiunti inoltre n.748 interazioni con giovani che non lo hanno utilizzato ma che hanno richiesto informazioni e approfondimenti agli operatori. Il gradimento espresso dai destinatari si mantiene sempre elevato con oltre il 93% che giudica positivamente l’iniziativa “Buonalanotte”. Nel corso dell’anno 2007 è diminuita la percentuale di coloro che con il tasso alcolico superiore al limite consentito dalla legge manifestano l’intenzione di mettersi al volante. Analizzando le azioni in base al target di popolazione coinvolta si possono citare numerosi interventi dedicati ai bambini e agli studenti, in particolare: • l’educazione stradale nelle scuole svolta dalla Polizia Municipale si è sempre di più consolidata ed è arrivata a coinvolgere mediamente 4000 alunni nelle scuole primarie, 1600 nelle scuole medie di primo grado, 1500 nelle scuole superiori. Vengono inoltre, svolti dalla Polizia Municipale ogni anno circa 20 corsi per l’ottenimento del patentino per la guida del ciclomotore. • Il SerT in collaborazione col Gabinetto del Sindaco ha realizzato anche nell’anno scolastico 2007/2008 interventi sulla prevenzione dell’uso/abuso di sostanze e i loro effetti sulla guida nelle scuole medie superiori coinvolgendo 1200 studenti di 8 istituti scolastici; • L’uso della bicicletta è un argomento che viene annualmente proposto attraverso sia gli itinerari didattici che nei centri estivi (il giro del Mondo in bicicletta). In particolare l’esperienza dell’itinerario didattico “Insieme in bicicletta” ha permesso anche la realizzazione dell’opuscolo “W la bici! Il piacere di guidare sicuri” rivolto ai minori di 8-14 anni. • Un importante progetto che si è sviluppato dal 1999 ed ha coinvolto 6 plessi scolastici della città è “Ecologia dell’andare a scuola- vado a scuola con gli amici” che promuove la realizzazione di percorsi sicuri casa-scuola. Ha coinvolto fino al 2006, mediamente 2200 bambini che hanno usufruito di percorsi protetti per andare a scuola evitando l’uso dell’automobile. A sostegno del progetto ormai decennale di "Vado a scuola con gli amici" (elementari e medie) sono state realizzate e/o completate varie infrastrutture per la mobilità ciclo pedonale, fra cui piste ciclabili e pedonali, attraversamenti in sicurezza (sarà realizzato entro ottobre 2008 anche un deposito protetto per biciclette, il primo in assoluto a Modena, presso le scuole medie Lanfranco). Nell’anno scolastico 2007/2008 la Polizia Municipale e l’ufficio politiche per la Salute hanno organizzato incontri presso lo IAL (scuola di formazione professionale) sui comportamenti a rischio per la guida, coinvolgendo circa 60 ragazzi tra i 14 e i 17 anni. Interventi formativi sulle norme della strada sono stati realizzati dal 2004 rivolti ai cittadini anziani e cittadini stranieri, individuati come categoria a rischio incidenti. Nel 2007 sono stati svolti incontri con i comitati anziani in due polisportive cittadine. Per quanto riguarda i cittadini stranieri tra il 2006 e il 2007 sono stati organizzati presso il Centro Territoriale per l’Educazione permanente degli incontri sull’educazione stradale rivolti ad adolescenti immigrati (circa 70 persone coinvolte). Inoltre sono stati realizzati interventi rivolti alle comunità straniere, ricorrendo anche 30 all’impiego di mediatori culturali, predisponendo materiale tradotto in lingua (ad oggi tradotti in inglese, rumeno e russo) e organizzando gli incontri nei luoghi informali di ritrovo. Ancora, rientrano in questo obiettivo le azioni tese ad educare alla mobilità sostenibile. In particolare i progetti proposti dall’ ufficio Agenda 21 CEASS L'olmo. Dal 2000, partendo dall’indagine sul modo in cui i bambini si spostano per andare a scuola e le diverse modalità di mobilità che vengono impiegate, in collaborazione con diversi attori territoriali (Scuole, genitori, insegnanti, circoscrizioni, associazioni, ecc), sono state avviate diverse sperimentazioni di progetti tendenti allo sviluppo di comportamenti più sostenibili riguardo lo stile di vita dei bambini. Da questa analisi sono stati attivati vari progetti sulla Educazione alla Mobilità Sostenibile, fra i quali: 1. - progetti locali – itinerari didattici: L'ora d'aria, Insieme in bicicletta, Alimentazione ed inquinamento, che nell’anno scolastico 2007/2008 hanno coinvolto 600 studenti e 12 scuole di diverso ordine e grado. 2. - progetti regionali: Raccogliamo miglia verdi: arrivano gli ariapulibus, Dalle Miglia Verdi al Pedibus 3. - ed un progetto europeo dal titolo: CONNECT. Mobilità e ambiente sono due argomenti trattati anche con due altri progetti: • "Pedal" per la scuola media Lanfranco/Guidotti, con 6 classi coinvolte per due anni consecutivi e 120 studenti partecipanti; • "Gitas" per le scuole medie superiori, che hanno coinvolto per 3 anni consecutivi studenti di circa 10 classi delle scuole medie superiori. Incentivi economici: Le circoscrizioni ogni anno propongono delle giornate dedicate alla bicicletta, un modo per conoscere il proprio quartiere sensibilizzando all’uso alternativo delle auto. Dal 2006 vengono previsti dei contributi annuali (circa 12000 € ) per le circoscrizioni per favorire la realizzazione di interventi dedicati anche alla sicurezza stradale e alla promozione della mobilità sostenibile. Incentivi economici per promuovere la cultura della sicurezza stradale sono stati erogati negli anni 20062007: con i due bandi riservati alle istituzioni scolastiche, dedicati alla sicurezza stradale e salute infanzia e adolescenza, l’assessorato alle Politiche per la Salute e l’assessorato all’Istruzione hanno finanziato 4 progetti di scuole medie, elementari e superiori, finanziandoli con 1000 € ciascuno. Obiettivo 4) migliorare la tempestività e la professionalità del primo soccorso. Sono state considerate le azioni di natura sanitaria che riguardano sia il primo soccorso che la fase riabilitativa. Nel corso del 2005 sono stati ridefiniti i percorsi dell’emergenza urgenza provinciali, alla luce dell’apertura del Nuovo Ospedale Civile S. Agostino Estense di Baggiovara (NOCSAE). È stata redatta la procedura di centralizzazione del trauma grave, che ha come riferimento l’Hub del NOCSAE, e sono stati effettuati incontri a livello provinciale e interprovinciale con gli operatori interessati per la diffusione delle informazioni relative ai nuovi percorsi. Il 98% circa del personale del sistema di emergenza urgenza provinciale 118 ha frequentato corsi di trattamento pre-ospedaliero del traumatizzato (corso avanzato per le figure sanitarie ed base per il personale tecnico autista) organizzati dal 118 nell’ambito del Dipartimento di emergenza urgenza (DEU). Nel 2005 inoltre è stato attivato, sempre nell’ambito del DEU, uno specifico corso per il trattamento del paziente pediatrico comprensivo degli aspetti relativi al trauma pediatrico. 31 Inoltre gli interventi di formazione per gli operatori di pronto soccorso hanno consentito il miglioramento della tempestività dei tempi d’arrivo dei mezzi di soccorso, tanto che ad oggi si può affermare che l’arrivo entro i 12 minuti dalla chiamata è pari al 93.6% dei casi (rispetto al 90.7% del 2003). Il sistema di Emergenza Urgenza di Baggiovara rientra nell’osservatorio regionale sui traumatismi. Ob 5) migliorare il sistema di monitoraggio e controllo del fenomeno incidentale. Sono state considerate tutte le azioni che riguardano l’attività di controllo della Polizia Municipale anche attraverso le apparecchiature elettroniche e l’analisi dei dati del fenomeno incidentale. È stato costituito un gruppo di lavoro stabile composto da Polizia Municipale, Ufficio Statistica e Ufficio Politiche per la Salute che, utilizzando i dati raccolti con i verbali della Polizia Municipale, periodicamente approfondisce lo studio del fenomeno. Per quanto riguarda i controlli dal 2002 si è avuta un’evoluzione del sistema di controllo. Dai dati sulle infrazioni fornite dall’Unità Operativa di Sicurezza Stradale della Polizia Municipale, composta da 52 Operatori di Polizia Municipale, n. 7 Addetti alla sosta, coordinati da 4 Ispettori ed 1 Commissario, emergono alcuni aspetti peculiari. Circa il 75% dei sinistri che avvengono sul territorio comunale sono rilevati dalla Polizia Municipale (nel 2002 erano circa il 65% - vedi tabella seguente). Polizia Municipale Anni N° N° sinistri feriti N° morti Polizia Stradale N° N° sinistri feriti N° morti Carabinieri N° N° sinistri feriti Totale N° morti N° N° sinistri feriti N° morti 2002 1153 1454 14 492 717 16 124 174 6 1769 2345 36 2003 1225 1594 17 371 556 11 72 105 3 1668 2255 31 2004 1178 1506 11 371 566 15 38 47 3 1587 2119 29 2005 1109 1348 11 346 503 12 36 52 0 1491 1903 23 2006 1197 1526 8 326 517 2 31 42 0 1554 2085 10 2007 1157 1432 14 344 503 7 27 42 0 1528 1977 21 Nel 2007 le richieste giunte alla sala operativa della Polizia Municipale sono state 15596. I veicoli controllati sono stati 8674. Le principali sanzioni attinenti alla sicurezza stradale, sono rapportate nella tabella successiva, comparati con i dati del 2004 (inseriti nel report sulla sicurezza stradale del 2004). 2004 2007 Mancata precedenza 451 365 Mancata revisione 1255 1079 Patente scaduta 69 103 Mancanza uso del casco 182 37 Trasporto pas. Su ciclo. 266 61 32 Mancato uso di cinture 2601 1241 Guida con il cellulare 1003 697 Guida in stato di ebbrezza 139 108 Guida senza patente 122 137 Mancanza di documenti 5798 11396 Mancata copertura assicurativa 523 540 Limiti di velocità 4058 2261 Dalla tabella si evince che aumentano in maniera considerevole le infrazioni che riguardano il mancato possesso dei documenti necessari per circolare con un veicolo, insieme ai casi di patente scaduta, alla mancanza di copertura assicurativa e alla guida senza patente, mentre quasi tutte le altre infrazioni sono in leggera diminuzione. Calo considerevole delle sanzioni si rileva anche per quanto attiene il Photored : nel 2003 erano n. 31.677 (n° 7 incroci controllati ) nel 2007 diventano n. 1 2.465 (n°12 incroci controllati). Rientrano in questo contesto anche gli sviluppi che il sistema di monitoraggio e analisi del fenomeno ha subito nel corso del periodi di vigenza del programma. Nel corso degli anni è diventato sempre più puntuale e dettagliata l’elaborazione e l’analisi dei dati raccolti attraverso la scheda ISTAT compilata dalle F.d.O, in particolare: • si è consolidato l’annuale realizzazione del report con l’analisi dei dati degli incidenti stradali avvenuti sul territorio comunale, focalizzando in particolare l’attenzione sul target di popolazione coinvolta, le cause, i giorni della settimana, le fasce orarie, le strade e gli incroci dove si verifica il maggior numero di sinistri; • è stata inoltre realizzata attraverso il Sistema informativo territoriale una cartografia che evidenzia sulla mappa della città gli incidenti stradali, suddivisi anche per tipologia d’utenza coinvolta. Dalla collaborazione tra Ufficio Politiche per la salute, Polizia Municipale, Servizio Statistica e Ced, dal 2004 è possibile costruire mappe tematiche sugli incidenti stradali con il programma City Treck. Incidenti Pedoni Ciclisti Zone urbane Circ.2 Circ. 4 Circ. 1 Circ.3 33 34 Evoluzione del fenomeno Secondo i dati del Ministero della Salute gli incidenti stradali rappresentano la nona causa di morte nel mondo, in Italia rappresentano la prima causa di morte per la fascia d’età sotto i 40 anni. Secondo stime nazionali, le strade urbane risultano essere i luoghi dove si verificano il numero maggiori di incidenti: il 76,6%, causando il 44,5% di morti. Gli incidenti stradali rappresentano un fenomeno complesso da fronteggiare innanzitutto per i danni sanitari e sociali che causano, ma anche per i costi economici che producono. Nel 2002, l’Istat elaborò a livello nazionale un accurato studio sui costi sociali degli incidenti stradali, dal quale emerse un costo complessivo pari a 34.108 milioni di Euro, pari all’incirca al 2.7% del PIL dello stesso. È evidente che i sinistri stradali che avvengono nell’area urbana hanno comunque caratteristiche diverse dagli incidenti rilevati fuori dai centri abitati, in quanto coinvolgono in maniera più grave l’utenza debole della strada (pedoni, ciclisti, anziani e bambini) e dipendono da fattori (rete viaria e flussi di traffico) diversi da quelli rilevati per gli incidenti registrati in aree extraurbane. Abitudini di mobilità Un fattore sicuramente importante per analizzare e comprendere il fenomeno dell’incidentalità stradale è il parco veicolare. Nel grafico seguente si confronta l’andamento delle autovetture circolanti, in Provincia e nel Comune, rapportato alla popolazione maggiorenne residente e si nota come nel territorio comunale vi sia un tasso di autovetture maggiore che rispetto alla provincia. Nel 1998 le autovetture circolanti in città erano n° 390204, nel 2002 n°408600 e nel 2006 n° 426434 . Autove tture pe r popolazione m aggiore nne (% pe r m ille - cfr Provincia e Com une anni 2000-2006) 780 770 760 750 740 730 720 710 Provincia Comune 1998 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 Per quanto riguarda le abitudini di spostamento dei modenesi i dati più aggiornati sono quelli del XIV censimento effettuato nel 2001 in cui emerge che il totale dei veicoli transitanti sul territorio comunale erano 122342, inoltre, confrontando i dati degli altri censimenti, si rileva un aumento delle persone che si spostano in automobile mentre cala quella degli individui che si spostano in autobus o a piedi. E in particolare, solo il 3% dei lavoratori usa l’autobus! 3 Alcune informazioni sulle abitudini di spostamento dei cittadini modenesi si ricava, ancora, da due indagini campionarie sulla sicurezza stradale realizzate dal Comune di Modena nel 2002 e nel 2005, con lo scopo di verificare quali opinioni hanno i cittadini modenesi sull’argomento. 3 ricerche consultabili sul sito http://www.comune.modena.it/ufficioricerche/ 35 In queste ricerche è emerso che il 60% degli intervistati dichiara di vivere il proprio muoversi quotidiano come una necessità. E, nel 2002, il 61,1% dei cittadini intervistati dichiarava di utilizzare prevalentemente l’auto privata. Nella ricerca ripetuta nel 2005, sono state confermate in parte le stesse abitudini rilevate nella precedente ricerca (2002), con delle variazioni percentuali poco significative. Infatti, nel 2005, è il 62% dei cittadini intervistati a dichiarare che si sposta prevalentemente con l’auto privata, usata maggiormente nelle fasce d’età 25-34 (75.9%) e i 35-44enni (72,5%), probabilmente un’abitudine strettamente connessa agli spostamenti casa lavoro. Si spostano in bicicletta invece il 17,6% dei modenesi e sono soprattutto gli over 55enni ad usarla (30% circa). Il 10.9% dice di usare i mezzi pubblici e sono soprattutto donne (14.9%). Le classi d’età che dichiarano di usare i mezzi pubblici sono i 15-24enni (27.8%) e gli over65enni (20.3%). Vanno a piedi il 4.8% degli interpellati, senza significative differenze di genere e di età. I mezzi meno usati dai modenesi sembrano essere il ciclomotore e la motocicletta, infatti dichiarano di usare i mezzi a due ruote a motore solo il 4.3% degli intervistati, prevalentemente maschi (6%) e nella fascia d’età tra i 15-24 anni (15.6%). I dati cambiano radicalmente quando è stato chiesto di ipotizzare una scelta alternativa del mezzo di trasporto utilizzato solitamente, infatti, nella ricerca del 2005, scende al 22,9% la percentuale degli intervistati che sceglierebbe di usare l’auto privata, a fronte di un 62% che è costretto ad usarla realmente. Preferirebbero usare l’auto privata soprattutto i giovanissimi (40%) della fascia d’età 15-24. La bicicletta risulta essere il principale mezzo di trasporto che si vorrebbe usare negli spostamenti quotidiani (35.9%), preferenza confermata da tutte le fasce d’età e senza significative differenze di genere. Aumenta anche la percentuale di coloro che si sposterebbe volentieri a piedi (9.5%) e sono soprattutto persone ultra65enni (16.5%). Di poco aumenta invece la percentuale di preferenza di coloro che si sposterebbero volentieri in ciclomotore o in motorino (7,9%), soprattutto i giovani d’età tra i 15-24 anni (14.4%). Da un’indagine dell’Osservatorio comunale sul mercato del lavoro nel 2006 sono interessanti i dati sulle modalità in cui si va sul luogo di lavoro, confermando tendenzialmente i dati nazionali: • il 16% va a piedi o in bici; • il 3% usa la moto o il ciclomotore; • il 74% usa l’auto; • il 2% autovettura condivisa con parenti e/o colleghi; • il 3% usa mezzi pubblici. Gli incidenti stradali 4 Dall’ultimo rapporto ISTAT emerge che dal 2000 al 2006, la diminuzione degli incidenti è stata del 7,2%, il numero dei feriti del 7.5% e i decessi di circa il 19.7%, dato confortante se si considera anche l’aumento del parco veicolare del 13.7% registrato nello stesso periodo. A Modena negli ultimi 10 anni si sta assistendo ad un calo della sinistrosità stradale che nel 2007 ha fatto registrare 1528 incidenti, 1977 feriti, 21 decessi. 4 Rapporto ACI-ISTAT sull’incidentalità stradale 2006 pubblicato l’11 dicembre 2007. 36 1850 1800 1750 1700 1650 1600 1550 1500 1450 1400 1350 1300 Incidenti stradali, M odena 1998-2007 1766 1783 1779 1773 1769 1668 1587 1554 1528 1491 1998 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 Nel Comune di Modena rispetto al 2002, nel 2007 i sinistri sono diminuiti del 13.6%, i feriti del 15.7% e i decessi del 42%. Incidenti Feriti Decessi 2002 1769 2345 36 2003 1668 2255 31 2004 1587 2119 29 2005 1491 1903 23 2006 1554 2085 10 2007 1528 1977 21 5 Dall’analisi degli indicatori di incidentalità (mortalità, lesività e indice di gravità o pericolosità), utili per interpretare il fenomeno, emerge che la gravità del fenomeno incidentale è fortunatamente in calo, confermato sia dall’indice di mortalità che dall’indice di pericolosità. I valori riferiti al fenomeno incidentale in area urbana sono nettamente inferiori sia ai valori nazionali che regionali e provinciali, in particolare nel 2006 si registrano degli indici di mortalità sia a Modena (0,6) che nella Provincia (1,8) molto al si sotto dei valori nazionali e regionali. Mentre l’indice di lesività che indica la percentuale di feriti per incidenti presenta un andamento oscillante. Nella tabella seguente sono riportati i dati a livello locale dei tre indici di pericolosità, dal 2002 al 2007, in quest’arco temporale l’indice di lesività più basso si è registrato nel 2005 (127.63), in cui ci sono stati 1903 feriti. 5 Indicatori della pericolosità degli incidenti stradali sono: il rapporto di mortalità (totale morti/totale incidenti *100); il rapporto di lesività che indica la percentuale di feriti per incidente (totale feriti/totale incidenti *100); rapporto di pericolosità (totale morti/(totale morti+totale feriti)*100. I primi possono essere considerati indicatori della gravità degli incidenti nel complesso o di una determinata tipologia; il terzo rapporto, anch’esso indicatore della pericolosità di un incidente, ha come punto di vista l’individuo e misura la probabilità che un individuo, coinvolto o leso in un incidente ha di morire. Il rapporto di pericolosità cresce al crescere del numero dei morti a parità di soggetti coinvolti in sinistri. (Istat) 37 Indici di incidentalità riferiti alla città di Modena (2002-2007) 2002 2003 2004 2005 2006 2007 RM 2.0 1.9 1.8 1.5 0.6 1.4 RL 132.56 135.19 133.9 127.63 134.16 129.4 RP 1.5 1.36 1.35 1.2 0.48 0.6 Il confronto dell’indice di gravità nel periodo 1995-2006 pone la città di Modena al di sotto dei valori provinciali, regionali e nazionali. Indice di gravità, cfr Modena, Provincia, Regione, Italia anni 1995, 2000, 2005, 2006 3 Modena 2,5 Provincia 2 Regione E-R Italia 1,5 1 0,5 0 1995 2000 2005 2006 L’utenza coinvolta Nel 2007 rispetto al 2002, aumentano i sinistri che coinvolgono pedoni e ciclisti (+29% i pedoni e + 40% i ciclisti). Fortunatamente si riducono i sinistri che coinvolgono ciclomotori, dal 2002 –41%. Purtroppo dall’analisi dei dati di lungo periodo si registra un aumento di feriti che viaggiavano su moto. dal 2002 ad oggi sono aumentai di circa il 44%. Mentre diminuiscono gli incidenti che vedono coinvolte autovetture dal 2002 ad oggi c’è circa un calo del 25%. Dato positivo se si considera l’aumento del parco macchine circolante negli ultimi anni. Feriti e deceduti pedoni ciclisti ciclomotoristi motociclisti a bordo di autoveicoli 2002 97 168 340 137 1639 2003 94 147 242 127 1676 2004 98 214 291 169 1376 2005 104 179 210 189 1244 2006 104 231 194 205 1361 2007 125 235 199 197 1242 38 Nel 2007 ci sono stati 1977 feriti il 63% sono uomini. Nel grafico sono illustrati i feriti suddivisi per genere e classe d’età. fe riti pe r e tà e ge ne re , 2007 180 160 140 120 100 80 60 40 20 0 Feriti Fem. 85 E 80 - 84 75 - 79 70 - 74 65 - 69 60 - 64 55 - 59 50 - 54 45 - 49 40 - 44 35 - 39 30 - 34 25 - 29 21 - 24 18 - 20 10 - 13 14 - 17 06 - 09 0-5 non indicata Feriti Mas. La fascia d’età che rimane prevalentemente coinvolta in sinistri è quella tra i 21-39 anni (45% del totale); la popolazione residente per la stessa fascia d’età è il 24.3% dei residenti. I minori di 13 anni (12.2% della popolazione residente) sono coinvolti nei sinistri stradali come passeggeri di autovettura o perché in bicicletta, rappresentando il 2.3% dei feriti. Mentre tra i 14-17 anni si è coinvolti in un sinistro stradale perché alla guida di un ciclomotore (65 feriti). Gli over 65enni (22.6% della popolazione residente) sono vittime di incidenti stradali in egual misura sia come conducenti di auto (69 feriti) che come ciclisti (62 feriti), rappresentando in totale il 10.6% dei feriti. Dopo i 18 anni sono prevalenti gli incidenti stradali in qualità di conducente di autovettura. Infatti il 40% circa dei feriti riguarda conducenti di veicoli a quattro ruote. I feriti e i morti registrati in incidenti avvenuti sul territorio comunale sono anche cittadini non residenti in città, pertanto analizzando i dati del registro di mortalità dagli anni 2001-2005 (forniti dal Dipartimento di Sanità pubblica – Ausl Modena) sono stati messi in evidenza i dati della mortalità per i residenti modenesi a causa di incidente stradale, che risultano essere 128, di questi 79 sono deceduti nel comune di residenza, 23 in altri comuni della provincia e 26 fuori provincia. Mentre nel Comune di Modena negli anni dal 2001 al 2005 i decessi avvenuti sulle strade urbane a seguito di incidenti stradali sono stati 147. In questi ultimi anni è emerso anche un altro target di utenza a rischio rappresentato dai cittadini stranieri. Nel 2007 infatti i feriti di nazionalità non italiana sono il 22% del totale coinvolto in sinistri in area urbana, confermando l’andamento degli ultimi anni. Tra i deceduti il 29% era di nazionalità straniera. La popolazione straniera residente a Modena al 31.12.2007 risulta essere circa l’11% del totale dei residenti. 39 I giorni e le fasce orarie Sono stati analizzati i sinistri4 (7828) e i decessi (114) avvenuti dal 2003 al 2007 in base alle fasce orarie e al giorno, riportati nei grafici seguenti. Incide nti pe r fas cia oraria, cfr.anni 2003-2007 400 300 200 100 0 00-03 04-06 07-09 2003 10-12 2004 13-15 16-18 2005 19-21 2006 22-24 2007 La fascia oraria maggiormente interessata da sinistri è quella tra le 16 e le 18 in tutti e cinque gli anni considerati. Nel 2007 in quella fascia oraria sono avvenuti 328 incidenti, 4 decessi e 412 feriti. Per quanto riguarda gli incidenti per giorno della settimana risulta la domenica quello in cui si verificano meno incidenti, probabilmente correlati al minor traffico per l’assenza di spostamenti casa-lavoro. Incide nti pe r giorno de lla s e ttim ana, cfr. anni 2003-2007 300 250 200 150 100 50 0 lunedì 2003 martedì mercoledì 2004 giovedì 2005 venerdì 2006 sabato domenica 2007 Nei due grafici successivi sono stati rappresentati il numero di decessi per fascia oraria e per giorno della settimana. 40 Deces si pe r fascia oraria, cfr. 2003-2007 14 15 10 6 5 5 4 2 2 1 0 0 0 2 2 0 5 4 2 3 1 8 7 6 5 44 2 0 4 2 2 2 1 2 1 0 0 4 22 2 0 0 01-03 04-06 2003 07-09 10-12 2004 13-15 16-18 2005 19-21 22-24 2006 2007 De ce s s i pe r giorno de lla s e ttim ana, cfr. anni 2003-2007 10 8 8 7 6 6 6 5 5 5 4 5 5 44 4 4 3 3 2 2 22 1 4 2 1 2 22 4 33 3 2 2 11 1 0 0 lunedì martedì 2003 mercoledì 2004 giovedì 2005 venerdì 2006 sabato domenica 2007 Natura del sinistro E’ per uno scontro frontale laterale che si registra il maggior numero di feriti. Nella tabella sono riportati i valori % e confrontati nei tre anni 2005-2006-2007. Natura dell'incidente 2005 2006 2007 scon.frontale-laterale 36,9 38,7 38,5 tamponamento 29,7 28,6 25,0 scontro laterale 10,1 10,3 9,9 fuoriuscita 8,0 8,7 9,0 investim.di pedoni 5,7 5,2 6,6 scontro frontale 5,5 4,8 6,6 Altra natura 4,0 3,6 4,5 Totale 100,0 100,0 100,0 41 Strade urbane e autostrada Nel grafico sono confrontati i valori percentuali per anno di riferimento dei sinistri e dei decessi avvenuti nel 2004 e nel 2007 distinti per strada urbana, extraurbana e autostrada. % incide nti e de ce s s i pe r tipo di s trada, cfr. 2004 e 2007 100 89,3 88 71,4 80 62,1 60 40 20 27,6 7 10,3 5 14,3 14,3 7,6 3,1 0 Incidenti Decessi Incidenti 2004 Strade urbane Decessi 2007 Extraurbana Autostrada Le strade Nel 2007 sono sette le strade più incidentate (evidenziate in grigio), con oltre 50 feriti; nella tabella i dati sono confrontati con le strade più incidentate (oltre 50 feriti) nel 2004, sempre sette le strade più pericolose. Strade N° feriti 2004 2007 Emilia Ovest 171 138 Giardini 113 129 Vignolese 95 97 Emilia Est 91 123 Nonantolana 71 53 Morane 61 39 Naz. Per Carpi Nord 59 58 Tang. Nord Pirandello 27 70 42 Le cause Analizzando le cause di tutti i sinistri del 2007, la guida distratta è la causa principale nel 39.9% dei casi, poi il mancato rispetto dello stop e/o della precedenza (21.6%), mancato rispetto delle distanze di sicurezza (6.7%) e l’eccesso di velocità (4.5%). Negli incidenti mortali (n° 20 che hanno causato i 21 decessi) la guida distratta e l’eccesso di velocità sono state le cause principali. Nel 2% dei casi si sono avuti incidenti per non aver rispettato il rosso al semaforo (26 incidenti), fortunatamente non causando incidenti mortali. Dato in calo rispetto al 2006 (39 incidenti), confermando l’andamento in diminuzione dal 2002 che invece il mancato rispetto del semaforo aveva causato 56 incidenti con eventi anche mortali. altre cause 5 0,6 0,6 Non risp.il divieto di trans./accesso 0,1 2002 2007 Svoltava a destra irreg. 0,9 1,1 Pedone attraversava la strada irreg. 1,7 1,1 1 0,5 Manovrava irregolarmente per fermarsi 0 Manovrava per svoltare a sx 1,5 Sorpasso irregolare 2,2 1,1 Sbandam.senza urto con altri veicoli 2,7 1,9 1,3 1,9 Non dava la precedenza al pedone 1,8 2,5 Stato psico fisico del conducente 4,6 2,5 Manovr.per immetersi nella circolaz. 3 2,8 Svoltava a sinistra irreg. Procedeva contromano 4,4 2,7 Non risp. segnal.semaforiche 4,7 2,0 3,2 3,4 Manovrava in retroces.o convers. 2,3 4,9 Eccesso di velocita' Non manteneva dist.sicurez. 7,9 16,1 Non risp.lo stop o preced. 21,4 16,2 Guida distr./andamento indeciso 0,0 28,3 40,1 5,0 10,0 15,0 20,0 25,0 30,0 35,0 40,0 45,0 43 Il costo sociale I feriti e i decessi provocati dagli incidenti stradali procurano sofferenze difficilmente valutabili, tuttavia è possibile e opportuno stimare il costo sociale determinato dal danno economico subito dal singolo cittadino e dalla collettività. La valutazione per il 2007 calcolata secondo i criteri adottati in sede nazionale e a prezzi 2005 ammonta a circa 77 milioni di Euro. Nel 2004 il costo sociale era stato stimato intorno a 89.5 milioni di euro. Gli incidenti in itinere Se analizziamo i dati dell’incidentalità stradale del 2006, risulta che le autovetture coinvolti in sinistri sono il 66.5% del totale e i veicoli per il trasporto merci il 6.8%. L’elevata percentuale di autovetture coinvolte è sicuramente imputabile all’uso prevalente dell’autovettura anche per motivi di lavoro, non a caso molti degli incidenti stradali possono essere considerati incidenti in itinere, dato che trova conferma anche da un’analisi degli incidenti per ora d’accadimento: il n° più alto di incidenti solitamente si registra intorno alle 18,00. Anche i dati Istat confermano che in Italia, nel 2006 ci sono stati 18508 gli incidenti stradali registrati alle ore 18,00 risultando il dato più elevato; a livello locale come i è detto prima è tra le 16 e le 18 che avvengono mediamente più incidenti. Nel 2007 sono stati 328, pari al 21.5% del totale, confermando l’andamento degli anni precedenti. Nel grafico seguente sono stati considerati gli infortuni sul lavoro denunciati all’Inail (fonte DSP) dal 2000 al 2003 suddivisi da quelli in itinere ed evidenziando il peso percentuale di quest’ultimi sul totale. A livello nazionale risulta dai dati INAIL 2005 che i decessi sul lavoro sono stati 1274, di questi 680 dovuti ad incidenti stradali, cioè pari al 53%. 5500 5000 Infortuni in Itinere 13,5 Totale infortuni sul lavoro 13,27 % inf ort. in itinere 13 4500 12,9 13 4000 5008 4357 3500 4741 4872 12,5 3000 12 2500 2000 11,54 11,5 1500 1000 503 650 629 628 11 500 0 10,5 2000 2001 2002 2003 Secondo il rapporto OMS dedicato alla sicurezza stradale “La prevenzione degli infortuni stradali: una prospettiva per la salute pubblica in Europa” che analizza i principali fattori di rischio associati al traffico e il modo in cui colpiscono diversi paesi e gruppi di popolazione, risulta che gli incidenti stradali risultano essere una causa importante di infortunio sul lavoro, che riguarda non solo chi guida per professione ma anche i pendolari. Ad esempio, nell’Unione Europea le morti per incidenti stradali sul lavoro ammontano a circa il 41% di tutti i decessi sul lavoro rilevati nel 1999. 44 2005 2006* Totali Mortali Totali Mortali N° itinere non stradali 62 / 57 / N° infortuni stradali in itinere 510 / 542 1 N° infortuni stradali non itinere 301 4 265 / N° infortuni stradali totali 811 4 807 1 N° infortuni sul lavoro 4426 5 4144 1 *flussi informativi INAIL-ISPESEL – Regioni Edizioni 2007 45 46 Risultati e prospettive Il problema dell’insicurezza stradale è stato affrontato, nel programma d’azione in maniera multidisciplinare ed intersettoriale, garantendo, sempre, l’autonomia gestionale dei singoli settori. Nel corso del tempo sono stati ridefiniti alcuni percorsi e progetti intersettoriali ed interistituzionali per affrontare con sempre maggiore sistematicità il problema. Dall’analisi dei risultati raggiunti dalle azioni del programma si può affermare che l’attività del programma si è sviluppata sostanzialmente in quattro direzioni che hanno contribuito a ridurre gli incidenti stradali. Si sono significativamente approfondite le conoscenze del fenomeno incidentale grazie ad una analisi in profondità dei dati contenuti nei verbali della Polizia Municipale. Si è estesa e diversificata l’educazione stradale e la sensibilizzazione alla cultura della sicurezza a target diversi di popolazione. Si è intensificata la vigilanza e il controllo sui comportamenti a rischio attraverso campagne mirate (cinture, casco, uso del cellulare ecc.) nonché attraverso gli strumenti automatici. Sono stati programmati e realizzati interventi strutturali specificamente finalizzati a ridurre l’incidentalità, a rallentare la velocità e sostenere la mobilitò alternativa all’auto. Queste sono le linee d’intervento su cui l’Ente è impegnato a concentrare impegno e risorse, chiedendo inoltre la collaborazione e il coinvolgendo dei soggetti della comunità locale. Pertanto a livello locale sono state individuate, anche a seguito dell’analisi periodica del fenomeno incidentale ulteriori prospettive d’intervento. Prioritario è ribadire la necessarietà dell’Ente locale quale soggetto di coordinamento e impulso sui temi della prevenzione, nel caso specifico degli incidenti stradali, allargando la partecipazione a più soggetti della comunità locale e avviando un confronto sistematico con le altre Istituzioni ed Enti che si occupano di sicurezza stradale, favorendo una comunicazione coerente e univoca sugli interventi proposti nel territorio comunale. È inoltre necessario sviluppare e sostenere un modus operandi interistituzionale e multidisciplinare che favorisca la creazione di gruppi di lavoro su i seguenti argomenti : Migliorare il sistema di monitoraggio e analisi epidemiologica degli incidenti stradali e garantire una continua condivisione dei dati elaborati dai diversi soggetti. In particolare: - migliorare i flussi informativi di riversamento dati dalle FdO al servizio Statistica e successivamente al SIT (georeferenzazione); - implementare il SIT per garantire un aggiornamento in tempo reale della mappa (articolata secondo gruppi tematici) degli incidenti stradali, anche in relazione ai flussi di traffico. A tal fine è necessario prevedere un momento formativo/informativo tra i diversi operatori per migliorarne le conoscenze. - analisi d’impatto, coordinata tra i settori comunali, delle opere strutturali sui diversi target di utenti della strada, promuovendo la partecipazione della comunità interessata alla definizione dei progetti (es. scuole). avviare un’analisi delle tipologie d’infrazioni rilevate dalle diverse FdO, per favorire l’adozione di campagne informative mirate per target di popolazione su comportamenti a richio. - monitoraggio con le Aziende Sanitarie delle invalidità acquisiste (temporanee e/o permanenti) correlate ad incidenti stradali. 47 Il sistema dei controlli - redazione di piani di comunicazione delle azioni di vigilanza e controllo (anche con l’ausilio di strumenti automatici) e degli interventi strutturali (anche di manutenzione viaria) nei punti/incroci in cui si verificano con maggior frequenza gli incidenti stradali. • analisi e miglioramento degli elementi strutturali che possono concorrere al verificarsi dei sinistri stradali. • favorire controlli coordinati tra le diverse FdO su comportamenti a rischio (alcol, stupefacenti); Cultura della sicurezza stradale Educazione stradale. L’elevato numero di corsi educativi svolti nelle scuole, se da un lato costituisce sicuramente ricchezza, dall’altro, rischia di produrre eccessiva frammentarietà negli interventi. Emerge pertanto l’esigenza di riportare ad unità il quadro delle iniziative con l’obiettivo di aumentarne il grado di incisività ed efficacia. È pertanto necessario favorire il confronto costante i tra settori comunali (PM, Istruzione, Politiche giovanili, Pianificazione, A21, Politiche per la Salute) e gli altri soggetti ( Questura, Aziende sanitarie, ex Provveditorato, Provincia, ACI, Motorizzazione, Arpa) che si rivolgono alle scuole per valutare le proprie esperienze, contenuti, sensibilità diverse al fine di individuare e impostare linee d’intervento educative condivise e organiche. Formazione: promuovere dei percorsi formativi, in particolare con la collaborazione delle Autoscuole, per supportare la tradizionale educazione alla guida con elementi di educazione alla sicurezza e alla legalità, anche in relazione ai corsi per il recupero punti e revisioni patenti. Programmare interventi informativi/educativi per cittadini stranieri; • corsi di educazione stradale, inseriti in un percorso di educazione alla salute, per stranieri adulti e adolescenti, realizzati implementando la collaborazione con il Centro di formazione per adulti • campagna informativa sull’uso della bicicletta rivolta in particolare alla popolazione straniera. Programmare interventi informativi/educativi per cittadini anziani; Sviluppare azioni di sensibilizzazione in collaborazione con altre Istituzioni locali sui fattori di rischio individuali (alcool, stupefacenti, ecc.). Per il biennio 2005-2007 anche il Piano Nazionale della Prevenzione del Ministero della Salute ha posto tra gli obiettivi principali di salute del SSN la prevenzione degli incidenti: stradali e domestici. Il Piano regionale della Prevenzione dell’Emilia-Romagna ha dedicato un capitolo specifico alla sorveglianza e alla prevenzione degli incidenti stradali. In particolare vengono individuate le seguenti macro aree d’intervento: • rinforzare l’analisi epidemiologica sui fattori di rischio inerenti la traumatologia stradale con particolare riferimento al non uso dei dispositivi di protezione individuale • studio di un sistema dell’outcome basato su dati integrati dei servizi di Pronto Soccorso, 118, delle SDO e degli archivi di mortalità • valutare conoscenze ed opinioni sui comportamenti alla guida • sviluppo delle alleanze con le forze dell’ordine per intensificare i controlli sulla strada, soprattutto rispetto all’uso dei dispositivi di protezione individuale: * Seggiolino di sicurezza per bambini, * Cinture di sicurezza, * Casco 48 • informazione/educazione sull’uso dei dispositivi di protezione individuale • sviluppo delle alleanze con le forze dell’ordine per la verifica della guida in stato di ebbrezza • campagne informative a diffusione regionale/locale per ridurre la guida in stato di ebbrezza • miglioramento della qualità di certificazioni di idoneità alla guida • valutazione da parte degli uffici preposti del Dipartimento di Sanità Pubblica della sicurezza stradale in ogni progetto di Pianificazione Territoriale ed infrastrutturale • collaborazione con l’Osservatorio per l’educazione stradale e la sicurezza nella campagna di informazione-educazione alla guida sicura nelle scuole e nelle autoscuole 49 50 APPENDICE Tipologie d’azione Interventi strutturali N° scheda Titolo Responsabile 1 Redazione Piano Sicurezza Stradale Marco Stancari Pianificazione territoriale, Traffico e Trasporti 2 Adeguamento delle infrastrutture stradali ai fini di migliorare la sicurezza dei pedoni, ciclisti ed utenti motorizzati. Marco Stancari Pianificazione territoriale, Traffico e Trasporti 3 Agevolazione della mobilità degli utenti deboli lungo le arterie stradali che attraversano piccoli nuclei abitati Marco Stancari Pianificazione territoriale, Traffico e Trasporti 4 Qualificazione delle strade residenziali Marco Stancari Pianificazione territoriale, Traffico e Trasporti 5 Ampliamento della rete delle piste ciclabili Nabil El Ahmadiè Servizio Manutenzione Viaria 6 Qualificazione dei percorsi pedonali che conducono al centro storico. Nabil El Ahmadiè Servizio Manutenzione Viaria 7 Aumento della sicurezza stradale davanti alle scuole Marco Stancari Pianificazione territoriale, Traffico e Trasporti 8 Progetto per agevolare la permeabilità trasversale pedonale ciclabile su strade di penetrazione urbane a forte presenza residenziale Marco Stancari Pianificazione territoriale, Traffico e Trasporti 9 Installazione di guard- rails Nabil El Ahmadiè Servizio Manutenzione Viaria 10 Aumento della sicurezza stradale nel centro abitato di San Damaso Marco Stancari Pianificazione territoriale, Traffico e Trasporti 11/I Nuovi interventi per aumentare la sicurezza degli utenti deboli in prossimità degli edifici scolastici Marco Stancari Pianificazione territoriale, Traffico e Trasporti 12/I Ridurre l’impatto della mobilità veicolare urbana Loris Benedetti Servizio pianificazione Urabanistica e poltiche abitative 13/I Realizzazione di due rotonde Stefano Savoia Servizio Urbanizzazioni e nuove infrastrutture 14/I* Installazione n. 2 impianti semaforici Fabio Leonelli Polizia Municipale 51 15/I** riqualificazione assi viari principali Marco Stancari Pianificazione territoriale, Traffico e Trasporti 16/I** Costruzione di nuove piste ciclabili Marco Stancari Pianificazione territoriale, Traffico e Trasporti 17/I** Nuovi interventi di adeguamento delle infrastrutture stradali per migliorare la sicurezza degli utenti deboli Marco Stancari Pianificazione territoriale, Traffico e Trasporti Interventi educativi, preventivi e di sensibilizzazione N° scheda Titolo Responsabile 11 Educazione stradale nelle scuole Fabio Leonelli Polizia Municipale 12 Educazione all’uso della bicicletta e all’utilizzo della rete delle piste ciclabili Patrizia Rilei Settore Istruzione 13 Ecologia dell’andare a scuola Fabio Poggi Presidente Circoscrizione 3 14 Sperimentazione di un nuovo modello di educazione alla mobilità urbana rivolto agli allievi delle scuole di ogni ordine e grado Nives Garuti Settore Istruzione 15 Interventi di promozione della mobilità sostenibile Giuseppe Marano Comunicazione settore Mobilità Urbana 16 favorire la mobilità degli alunni delle scuole elementari con i mezzi pubblici Fabio Stampini Settore Mobilità Urbana 17 GITAS (Giovani informati su traffico ambiente e salute) Giuseppe Marano Comunicazione settore Mobilità Urbana 18 educazione allo Sviluppo Sostenibile Francesco Saverio Apruzzese Responsabile area di educazione ambientale ARPA Emilia-Romagna 19 sensibilizzazione dei giovani modenesi alla sicurezza Giuseppe Dieci Gabinetto del Sindaco e Politiche delle Sicurezze 20 Buonalanotte Sergio Ansaloni Servizio Politiche Giovanili 21 ricerca - azione di prevenzione all’uso/abuso di alcol e sostanze nella popolazione giovanile correlato agli incidenti stradali Eleonora Bertolani Servizi Sociali Provincia di Modena 22/40 Stradanove.net- etilometro on line Giovanni Scalambra Servizio Stradanove.net 52 23 Driver test Sergio Ansaloni Servizio Politiche Giovanili 24 educazione stradale per i cittadini extracomunitari Fabio Leonelli Polizia Municipale 25 le strade di una volta Fabio Leonelli Polizia Municipale 26 assistenza della Polizia Municipale ai cantieri stradali ed informazioni all’utenza della strada Fabio Leonelli Polizia Municipale 27 campagne di informazione e prevenzione Giuseppe Marano Settore Mobilità Urbana 28 la velocità è sorpassata Giuseppe Marano Settore Mobilità Urbana 29 corso di formazione - intervento di formazione dei tecnici della Pubblica Amministrazione in materia di sicurezza stradale Giuseppe Marano Settore Mobilità Urbana 30 interventi di sensibilizzazione presso gli alunni Maria Carafoli degli istituti superiori Servizio Sport 31 campagna radiofonica di sensibilizzazione sulla sicurezza stradale Giuseppe Dieci Gabinetto del Sindaco e Politiche delle Sicurezze 32 diffusione dei contenuti del programma Sicurezza Stradale sindacati pensionati CGIL-CISL -UIL e CUPLA 33 corso informativo di guida sicura per le scuole medie superiori Giuseppe Dieci Gabinetto del Sindaco e Politiche delle Sicurezze 34 Trofeo Junior Bike Giuseppe Dieci Gabinetto del Sindaco e Politiche delle Sicurezze 35 sinergie tra i siti internet PPS e SicurisullaStrada Giuseppe Dieci Gabinetto del Sindaco e Politiche delle Sicurezze 36 “Siamo tutti sulla stessa strada” – Adozione di misure di incentivazione alla prevenzione e sicurezza per gli addetti al settore dell’autotrasporto merci Giuseppe D’Antonio INAIL 37 VIVICOSI’ – Scegli la Salute Gianluca Grazioli Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori 38/II* Inaugurazione “La Piazzetta” Presidente Circoscrizione 3 39/II* Educazione all’uso della bicicletta e all’utilizzo delle piste ciclabili regionali Patrizia Rilei Settore Istruzione 40/II* Analisi infrastrutture stradali per migliorare la sicurezza Giorgio Candini Referente responsabile Scuola Media Lanfranco 53 41/II BOB – chi guida non beve Sergio Ansaloni Servizio Politiche Giovanili 42/II Informazione sugli effetti dell’alcool e dei farmaci sulla capacità di guida Luisa Canovi Farmacie Comunali spa 43/II* In viaggio con papà – La sicurezza sulla strada nasce in famiglia e nelle scuole” (8° Edizione) Giuseppe Pottocar Area Coordinamento e Marketing Automobile Club Modena 44/II DBUS – i bus della notte per/da discoteche Sergio Ansaloni Servizio Politiche Giovanili 45/II* Taxi della notte Sergio Ansaloni Servizio Politiche Giovanili 46/II* Corsi per conseguimento Patentino per ciclomotori Fabio Leonelli Polizia Municipale 47/II* Progettazione e realizzazione dei corsi necessari, ai sensi dell’ Art. 116 del Codice della Strada, per il conseguimento del “Certificato di idoneità alla guida” di ciclomotori (c.d. “patentino”) Antonio Tempesta Servizio Autoscuole ACI Modena 48/II* Corsi finalizzati al recupero dei “punti-patente” Giuseppe Pottocar Antonio Tempesta Area Coordinamento e Marketing Automobile Club Modena Autoscuole ACI Modena 49/II* Progettazione, in collaborazione con la Giuseppe Pottocar Prefettura di Modena, di corsi di educazione e Area Coordinamento e Marketing sicurezza stradale diretti alla fasce più deboli Automobile Club Modena della popolazione (Pensionati, anziani ed extracomunitari) 50/II Mobilità sostenibile: progetti pensati dai ragazzi dell’ ITI CORNI Preside ITI CORNI 51/II Governare la mobilità: scuola media Marconi Paola Veronesi Referente Responsabile Scuola Media Marconi 52/II La viabilità cittadina: studio della scuola media Calvino Giuliana Borsari Referente Responsabile Scuola Media Calvino 53/II* realizzazione kit mobilità sostenibile Giuseppe Marano Settore Mobilità Urbana 54/II* educazione alla mobilità sostenibile nelle scuole dell’obbligo Giuseppe Marano Settore Mobilità Urbana 55/II Pedalata a Marzaglia: in bivi alla scoperta del nostro territorio Presidente Circoscrizione 4 56/II Vado a scuola con gli amici- Attivazione di un nuovo percorso presso il polo scolastico Presidente Circoscrizione 3 54 Carbonieri 57/II* Interventi di sensibilizzazione mirati al quartiere Modena Est Massimo Garagnani Presidente Comitato Cittadini Modena Est 58/II* Educare alla sicurezza stradale i giovani nell’età compresa tra i 14 ed i 20 anni Coordinatore Croce Rossa Italiana – Comitato locale di Modena - Servizio Attività Didattiche 59/II* Educazione stradale Preside Scuola Media Ferraris 60/II* Sensibilizzare gli alunni al rispetto delle regole e delle norme del codice stradale Referente Per L’educaz. Stradale Scuola Media P. Paoli 61/II* Dalle strade della vita alle strade delle idee Referente Per L’educaz. Stradale Istituto Superiore C. Cattaneo 62/II* FIORI RECISI – iniziative informative e di sensibilizzazione sulla sicurezza stradale Franco Piacentini 63/II** Campagna “Allacciali alla vita- Bimbo/Bimba a bordo” sensibilizzazione al corretto uso dei seggiolini per bambini in auto e in bicicletta Giuseppe Dieci Gabinetto del Sindaco e Politiche della Sicurezza 64/II** Messa in sicurezza dei ciclisti attraverso la sensibilizzazione al rispetto del codice stradale e al corretto uso delle piste ciclabili Fabio Leonelli Comandante PM 65/II** Alcool e guida – sicurezza stradale Medicina Legale e Centri alcologici Ausl 66/II** Educazione al senso civico: la mobilità sostenibilità Direttore Didattico San Carlo 67/II** Educazione stradale nelle classi 4° e 5° elementari Direttore Didattico Scuola Primaria Giovanni XXIII Interventi di vigilanza, monitoraggio e controllo sui comportamenti N° scheda Titolo Responsabile 38 controlli di Polizia Stradale sulle norme di comportamento fabio leonelli Poilizia Municipale 39 controlli permanenti infrazioni semaforiche fabio leonelli Poilizia Municipale Interventi di riduzione del danno N° scheda Titolo Responsabile 40 Rubrica on line dedicata al sostegno di giovani nei traumi da incidente stradale Stefano Aurighi Servizio Stradanove.net 41 Sostegno ai cittadini coinvolti in incidenti stradali Giuseppe Dieci Gabinetto del Sindaco e Politiche delle Sicurezze 55 42 Fattori biologici e comportamentali correlati con condotte di guida a rischio Gianfranco Vivoli Università di Modena e Reggio Emilia 43 Ricerca sugli effetti dei farmaci sulla capacità di guida Alfio Bertolini Università di Modena e Reggio Emilia 44 Adozione ed uso delle linee guida sui percorsi Giorgio Lenzotti in emergenza-urgenza del grave Coordinamento Interaziendale di traumatizzato Emergenza-Urgenza 45 Migliorare la professionalità degli autisti soccorritori che intervengono sul traumatizzato Giorgio Lenzotti Coordinamento Interaziendale di Emergenza-Urgenza 46 Miglioramento della tempestività del soccorso Giorgio Lenzotti Coordinamento Interaziendale di Emergenza-Urgenza 47 Trattamento del traumatizzato grave Giorgio Lenzotti Coordinamento Interaziendale di Emergenza-Urgenza 48 Collegamento in rete delle diagnostiche utilizzate in emergenza (tac). Massimo Garagnani Direttore Servizio Ingegneria Clinica –AUSL 49 Definizione di un protocollo condiviso per l’attivazione di un percorso riabilitativo per i pazienti che hanno riportato gravi traumi stradali e non Massimo Garagnani Direttore Servizio Ingegneria Clinica –AUSL Interventi di monitoraggio delle azioni del programma N° scheda Titolo Responsabile 50 studio sperimentale di un sistema di valutazione sul grado di efficacia/efficienza degli interventi attuati nel settore della sicurezza stradale Giuseppe Marano Settore Mobilità Urbana 51 individuazione di un sistema informativo comunale per il monitoraggio degli incidenti stradali Fabio Leonelli Polizia Municipale 52 adeguamento delle infrastrutture stradali ai fini di migliorare la sicurezza Loris Benedetti Settore Mobilità Urbana 53 ricerca sui determinanti umani degli incidenti stradali Gianfranco Vivoli Università di Modena e Reggio Emilia 54 misure a supporto di una valutazione di impatto ambientale e sanitario in materia di inquinamento atmosferico e acustico, sicurezza stradale relativamente alla situazione di San Damaso. Daniele Bertoni Luisa Guerra Paolo Lauriola ARPA - Sezione di Modena Area Epidemiologia Ambientale 55/V* Report mensili Fabio Leonelli Polizia Municipale 56/V* Percezione del rischio degli incidenti stradali Sergio Ansaloni 56 Servizio Politiche Giovanili Interventi dell’amministrazione provinciale che incidono sul territorio comunale - (AP)= Amministrazione Provinciale N° scheda Titolo Responsabile 1 AP Catasto stradale- Azioni per il miglioramento dello stato delle conoscenze tecniche e la capacità progettuale e gestionale in materia di sicurezza stradale ALESSANDRO MANNI Provincia Di Modena – Settore Lavori Pubblici 2 AP Aggiornamento e materiale per insegnanti di autoscuola MAIA – azioni di informazione e sensibilizzazione GINO SCARDUELLI Provincia di Modena Area Formazione, Istruzione, Lavoro e Politiche Sociali 3 AP Miglioramento delle conoscenze dei conducenti stranieri in materia di circolazione e sicurezza stradale. Azioni a supporto del miglioramento dei comportamenti di guida GINO SCARDUELLI Provincia di Modena Area Formazione, Istruzione, Lavoro e Politiche Sociali 4 AP Educazione stradale e prove di guida sicura sullo scooter per la Scuola. Azioni finalizzate a costruire una cultura della Sicurezza Stradale ANNA PIA CARRETTI 5 AP Monitoraggio e sorveglianza dell’incidentalità (convenzione ISTAT – Provincia di Modena). Azioni per il miglioramento dello stato delle conoscenze tecniche e la capacità progettuale e gestionale in materia di sicurezza stradale GINO SCARDUELLI Provincia di Modena Area Formazione, Istruzione, Lavoro e Politiche Sociali 6 AP* Inserisci il codice TOUR GINO SCARDUELLI Provincia di Modena Area Formazione, Istruzione, Lavoro e Politiche Sociali 7 AP* Vacanze coi fiocchi GINO SCARDUELLI Provincia di Modena Area Formazione, Istruzione, Lavoro e Politiche Sociali * Gli interventi con l’asterisco (*) sono nuove proposte di azione presentate successivamente alla pubblicazione del programma nel 2002. 57 58 Programma di azioni sulla salute anziani A cura di Daniele Biagioni (Ufficio Politiche per la Salute – Comune di Modena) 59 60 Premessa Il programma di azioni “Salute Anziani” è stato predisposto, in coerenza con il percorso di attuazione del Piano per la Salute nel Comune di Modena in collaborazione con diversi soggetti della società modenese interessati e partecipi alle azioni rivolte a migliorare il benessere della popolazione anziana, promuovendo e realizzando interventi tesi a permettere a tali cittadini di vivere serenamente e autonomamente la propria esistenza, il più a lungo possibile. L’invecchiamento della popolazione sta assumendo sempre più caratteristiche nuove, facendo emergere , rispetto al passato nuovi bisogni. Come sottolineato nella 2° conferenza Mondiale sull’invecchiamento dell’Onu, del 2002, sono in costante aumento gli anziani appartenenti al gruppo dei cosiddetti “grandi vecchi” (80 anni e più) e le donne anziane sole, più numerose degli uomini in proporzione al crescere dell’età. Pertanto, la complessità e le profonde diversità che caratterizzano le problematiche della “nuova” popolazione anziana richiedono approcci culturali nuovi e prevedono l’utilizzo di strumenti di programmazione capaci di realizzare interventi differenziati per garantire risposte adeguate a bisogni di salute spesso diversi dal passato. Obiettivo prioritario del programma è stato senza dubbio la realizzazione di politiche di salute tese a giungere al superamento della visione ristretta e limitata delle politiche settoriali, non limitandosi quindi a ricercare l’integrazione dei soli problemi socio-sanitari, ma sollecitando azioni nelle diverse politiche d’intervento (ambientali, mobilità, abitative ect.) atte a rispondere in modo unitario alle esigenze delle persone anziane, nella prospettiva di garantire a tale popolazione condizioni di vita indipendente: un invecchiamento di successo piuttosto di una dipendenza accentuata da forme di disabilità. L’Amministrazione Comunale, governando l’iter attuativo del Piano per la Salute del Distretto, si è assunta, anche in questo ambito di intervento, la responsabilità di ricercare la collaborazione e la partecipazione dei diversi soggetti attori della vita sociale cittadina (istituzioni, associazioni sindacali e datoriali e di volontariato, comitati di cittadini, ect) per sviluppare sinergie tese a far raggiungere a tale gruppo di popolazione elevati livelli di qualità di vita, riducendo al mimino gli stati di dipendenza e disabilità. Il Programma ha voluto mettere in sincronia azioni ed interventi, a volte nati per caso o per volontà di singoli, ma tutti tesi ad ottenere lo stesso risultato, alleviare disagi e sofferenze ai meno giovani permettendo ed essi una vita serena e attiva, mantenendo e sviluppando sempre di più una loro specifica funzione all’interno della società che superi la spesso diffusa opinione che gli anziani siano un peso improduttivo per essa. Il COMITATO DI PROGRAMMA DISTRETTUALE “SALUTE ANZIANI” ha coinvolto il Comune di Modena, con il coordinamento del Gruppo del Piano per la Salute (diventato Ufficio Politiche per le Salute), e le Aziende Sanitarie. Percorso: LINEE DI INDIRIZZO per la predisposizione dei Programmi distrettuali “Salute Anziani” emanate dalla Conferenza Sanitaria Territoriale della Provincia di Modena (2001) Obiettivi: - Sostegno alla famiglia - Mantenimento a domicilio - Affinare le metodiche di prevenzione e di autovalutazione - Attenzione alla prevenzione dell’ invalidità Azioni: - Stili di vita - Prevenzione dell’Ictus - Supporto alla domiciliarità - Ricerca dei casi a rischio - Fruizione dei servizi 61 INDIVIDUAZIONE DI DETERMINANTI SPECIFICI che incidono sulla Salute degli Anziani da parte del Comitato di Programma distrettuale (2002), e di BISOGNI SPECIFICI DELLA POPOLAZIONE ANZIANA Determinanti di salute: - L’età L’invalidità La socializzazione Le patologie croniche L’accesso ai servizi Il sostegno e la riduzione del danno Bisogni sociali: - Autonomia personale e sociale (mantenimento dell’autosufficienza fisica e mentale presenza di relazioni affettive significative); Permanenza nella propria casa il più a lungo possibile Bisogni di assistenza: - Assistenza socio-sanitaria mirata al sostegno ai disabili; Sistema socio-sanitario flessibile e orientato al sostegno delle famiglie; Sistema socio-sanitario personalizzato sull’utente Bisogni economici: - Aiuti economici per sostenere gli anziani che non si possono permettere un buon livello di autonomia e per affrontare particolari eventi problematici che acuiscono le necessità economiche. DEFINIZIONE DEGLI OBIETTIVI DEL PROGRAMMA DISTRETTUALE: 1) socializzazione: prevenire gli stati di disagio, malattia, emarginazione, invalidità con azioni positive, che valorizzino la partecipazione degli anziani in un percorso condiviso (17 azioni) 2) migliorare i servizi: elevare ulteriormente qualità ed efficienza dei servizi e delle prestazioni sociosanitarie (43 azioni) 3) sostenere le famiglie (in particolare quelle con a carico un disabile grave), come supporto indispensabile per poter gestire al meglio le richieste assistenziali (5 azioni) 4) promuovere e potenziare la domiciliarità, nell’ottica di far rimanere l’anziano il più possibile nel proprio ambiente (9 azioni) 5) promuovere sani stili di vita, che tengano conto delle esigenze e criticità dell’essere anziano (29 azioni) L’INDIVIDUAZIONE DI 2 OBIETTIVI PRIORITARI Con Delibera di Consiglio del 4/07/2005 la validità del programma è stata approvata fino al 2007 con due priorità di intervento verso cui indirizzare le azioni negli anni 2006 – 2007: Azioni atte a favorire il mantenimento a domicilio degli anziani non autosufficienti; 62 Interventi per evitare o ritardare le disabilità invalidanti negli anziani. MESSA IN RETE DELLE AZIONI rivolte agli obiettivi individuati dei soggetti che hanno aderito al Patto per la Salute del Comune di Modena. Il programma, approvato nel 2002 dal Consiglio Comunale, e prorogato fino al 2007 con Delibera di Consiglio del 4/07/2005, nell'ambito degli interventi tesi a promuovere e realizzare il Piano per la Salute nel Distretto di Modena, ad oggi raggruppa 103 azioni. Le azioni sono state suddivise sulla base delle seguenti tipologie: • • • • • Interventi strutturali (8 azioni) Interventi educativi, preventivi e di socializzazione (44 azioni) Interventi per l'accesso, il sostegno e l'assistenza (36 azioni) Interventi per la riduzione del danno (10 azioni) Interventi di monitoraggio di alcune patologie croniche (5 azioni) Si è partiti con 66 azioni nel 2002 presentate da Comune, Aziende Sanitarie e terzo settore; nel Report di monitoraggio del 2003 il programma conteneva 96 interventi; si sono successivamente aggiunte altre 2 proposte di azioni per il 2005, ed ulteriori 5 proposte, sollecitate dall’Ufficio Politiche per la Salute, sia all’interno dell’Ente in un’ottica appunto intersettoriale, sia facendo rete con i soggetti del territorio, arrivando ad un numero complessivo di 103 azioni. IL MONITORAGGIO E LA VERIFICA La prima fase di verifica, corrisponde al monitoraggio dei programmi, che si realizza con: l’aggiornamento dei dati di contesto, epidemiologici, sociali, e di accesso ai servizi; la verifica dell’attuazione delle azioni programmate; l’inserimento delle eventuali nuove proposte di intervento; produzione di Report di monitoraggio. LA FASE DI VALUTAZIONE Riguarda l’analisi degli interventi programmati e realizzati rispetto agli obiettivi fissati nei singoli programma, la valutazione si articola nella: verifica del raggiungimento degli obiettivi; conferma o aggiornamento degli obiettivi e delle strategie con individuazione di eventuali ulteriori criticità e quindi di proposte di nuove azioni prioritarie di intervento. Il numero complessivo degli interventi, presentati ed accolti nel programma è pari a 103 azioni suddivise nel modo seguente: - 96 azioni già presenti nel precedente Report 2003; 6 - 2 nuove proposte di azioni presentate nel corso del 2004, relative ad interventi che si sviluppano nell’anno 2005. - 5 nuove proposte di azione presentate nel corso del 2005 6 Le 96 azioni del Report 2003 sulla Salute Anziani comprendevano 30 nuove proposte di azione per l’anno 2004. 63 64 VALUTAZIONE DELLE AZIONI PER OBIETTIVI SPECIFICI 1) In relazione all’obiettivo 1 (socializzazione: prevenire gli stati di disagio, malattia, emarginazione, invalidità con azioni positive, che valorizzino la partecipazione degli anziani in un percorso condiviso) si considerano particolarmente significative le azioni tese a favorire la creazione e lo sviluppo di contesti socializzanti in cui gli anziani possano incontrarsi e portare avanti esperienze di diverso genere. Sono state incrementate le attrezzature nei parchi pubblici (120 – 150 tavoli con panche in più dal 2003 al 2007 – dati del Settore Ambiente) per dare possibilità alle persone di usufruire in modo più agevole agli spazi aperti della città. Sono state ampliate ulteriormente attività socializzanti quali (dati del 2007/2008): • inserimento degli anziani in attività occupazionali (72 utenti coinvolti) • distribuzione degli orti per anziani (1074 utenti coinvolti) • soggiorni estivi a Pinarella di Cervia (930 utenti coinvolti) • centri territoriali di socializzazione (125 utenti) Il confronto con i dati del 2002 – 2003 dimostra che le attività si sono tendenzialmente mantenute su buoni livelli negli anni: • • • • inserimento degli anziani in attività occupazionali (70 utenti coinvolti) distribuzione degli orti per anziani (1124 utenti coinvolti) soggiorni estivi a Pinarella di Cervia (900 utenti coinvolti) centri territoriali di socializzazione (139 utenti) E’ stato sviluppato il Programma di Comunità di Allenamento della Memoria. Avviato nel 2004 in fase sperimentale è teso a promuovere il benessere nella popolazione anziana e a prevenire il decadimento cognitivo; si compone di azioni parti collegate: • • • • Il Giardino della Memoria si sviluppa attraverso percorsi collocati nei parchi della città, lungo i quali sono esposti pannelli che riportano diversi esercizi per allenare la memoria; il cittadino può autovalutare il suo stato, compilando un apposito questionario alla fine del percorso. Al Giardino presente dal 2004 presso il Parco Amendola, è stato aggiunto un secondo Giardino presso il Parco Divisione Acqui. I corsi di allenamento della memoria (8 sedute per gruppi a numero chiuso – massimo 15 persone per gruppo-, in primavera e in autunno), si rivolgono a tutti coloro che hanno superato i 55 anni di età e che sono in buone condizioni di salute. L’attività si svolge in 4 punti diversi della città, in corrispondenza delle quattro Circoscrizioni. Ogni seduta, di un’ora e mezza circa, è basata su un aspetto diverso della memoria ed è strutturata in modo da alternare il lavoro di gruppo ad esercizi individuali. Alla fine di ogni corso è prevista una visita guidata al “Giardino della Memoria”. Ad oggi sono stati organizzati circa 20 corsi a cui hanno partecipato più di 300 anziani. Le trasmissioni televisive sull’allenamento della memoria su Tele Radio Città. Si tratta di un ciclo di 10 puntate messe in onda nell’autunno del 2006, durante le quali sono stati presentati esercizi per tenere in allenamento la memoria. il DVD “Il Giardino della memoria” in cui sono contenute alcune puntate delle trasmissioni andate in onda e si spiega il funzionamento del Giardino della Memoria; il dvd è stato diffuso in collaborazione con La Gazzetta di Modena nel mese di giugno 2008 L’obiettivo primario dei corsi di Allenamento della Memoria e delle azioni del progetto di comunità è il miglioramento della memoria nella vita quotidiana. Il miglioramento del tono dell’umore e dell’autostima e la socializzazione rappresentano gli effetti secondari dei corsi. I corsi sono ben apprezzati tanto che molti desiderano ripeterli o partecipare ad altri corsi di approfondimento. 65 Nel 2008 è stato rinnovato il Protocollo sul Progetto di Comunità, già firmato nel 2006, che coinvolge molti enti ed associazioni diverse (Comune di Modena; Azienda Usl – Distretto di Modena; Università di Modena e Reggio Emilia Cattedra di Geriatria e Gerontologia; Coordinamento Comunale Comitati Anziani; e con il sostegno di AUSER, ANTEAS, Associazione G.P. Vecchi, Associazione l’Incontro, Università della Terza Età, Università Natalia Ginsburg, Sindacati Pensionati CGIL, CISL, UIL, CUPLA). Il Progetto di Comunità di Allenamento della Memoria ha vinto nel 2007 l’Oscar della Salute della Rete Italiana Città Sane. Dal progetto si è sviluppato nel corso del 2008, il progetto nazionale “Percorsi del cuore e della Memoria”. Dal 2004 al 2008 il chilometraggio delle piste ciclabili è aumentato del 25% (dati settore mobilità) dando all’utenza debole, anziani in particolare, uno spazio maggiore per muoversi. Si sono sviluppati gli interventi a sostegno delle attività motorie degli anziani, nella convinzione che gli esercizi fisici possano aiutare a mantenere in uno stato di benessere le persone anziane attraverso lo strumento attuativo del protocollo d’intesa, (che comprende il Servizio Sport, l’Ufficio Attività Promozionali per la terza età del Comune di Modena, il Coordinamento comunale associazioni comitati anziani, gli enti di promozione sportiva UISP,CSI e AICS, il Centro attività psicosomatiche e l’Associazione Il Pozzo Jing, sono stati). In particolare nella stagione 2007/2008 sono stati organizzati: • 41 corsi di attività motoria in palestra • 15 corsi di attività in piscina • 10 corsi di attività di ginnastiche dolci • 4 corsi brevi di tecniche rilassamento • 5 corsi di tai chi quan Numero iscritti totali per tutte le attività: 1395 Nel 2002/2003 il numero di iscritti totali era 1240, ciò dimostra un sostanziale incremento delle attività. In relazione all’obiettivo 5 (promuovere sani stili di vita, che tengano conto delle esigenze e criticità dell’essere anziano) Tra i temi fondamentali da considerare: • • La prevenzione del decadimento cognitivo (vedi “Progetto di Comunità di Allenamento della Memoria” – obiettivo 1) La prevenzione delle cadute è strettamente legata ai temi della attività motoria (vedere obiettivo 1) della sana alimentazione e della domotica. In relazione al problema delle cadute sono state poste in essere azioni, in collaborazione con i MMG e con le strutture protette, volte anche alla revisione della terapia oltre a piani di educazione motoria condivisi fra i diversi operatori che intervengono sugli ospiti delle strutture. E’ stata definita una modalità di raccolta condivisa degli eventi causa di caduta mediante l’elaborazione di una scheda comune tra le diverse strutture al fine di attuare un monitoraggio puntuale e periodico degli eventi caduta. NB. Per evidenti connessioni, i temi riguardanti l’obiettivo 5 sono stati inseriti in questa sezione dedicata all’obiettivo 1. 2) In relazione all’obiettivo 2 (migliorare i servizi: elevare ulteriormente qualità ed efficienza dei servizi e delle prestazioni socio-sanitarie) si considerano particolarmente rilevanti le azioni tese a migliorare la qualità e quantità dei servizi offerti alla popolazione anziana. Nell’ottica dello sviluppo della Rete dei pazienti affetti da demenza e dell’accoglienza residenziale permanente o temporanea, si è cercato di rinforzare la Rete dei servizi. Si stima infatti che circa 3700 persone anziane siano affette da demenza nel nostro Distretto, più del 50% di esse affette da Alzheimer. Sono stimati in circa 600 i nuovi casi annui di demenza nel distretto. Circa l’85% dei pazienti affetti da demenza ha un età superiore ai 75 anni e il 75% dei casi è costituito da donne -anche in considerazione alla maggiore età media delle donne. Come è noto la malattia comporta una assistenza sociale, che può arrivare 66 ad essere fino ad essere H 24 nella fasi finali in quanto il paziente perde completamente la autosufficienza, mentre non sono generalmente efficaci interventi strettamente sanitari o medici. La rete dei servizi residenziali negli ultimi anni ha visto profonde modificazioni, rispetto alle condizioni generali degli utenti. in particolare si sono registrate presenze di anziani con disturbi di comportamento che superano il 50% degli ospiti, unitamente a un aggravamento generale di tipo fisico. Per questo è stata ri-calibrata l’organizzazione e l’operatività delle strutture sulla base delle mutate esigenze e – a sostegno di questo sforzo – si sono messi in campo percorsi formativi che coinvolgono l’intera rete dei servizi con particolare riferimento al lavoro di cura con anziani affetti da patologie dementigene, alla relazione operatore – famigliare e al lavoro di gruppo. Nello specifico, il programma 2008 (dati dal Piano Distrettuale per la non autosufficienza 2008 – Distretto di Modena) prevede: • per le Case Protette il raggiungimento di 245 posti nelle strutture pubbliche (a gestione diretta o appaltata) e di 225 posti nelle strutture private convenzionate, per un totale di 470 • per l’RSA il mantenimento di 141 posti nelle 3 strutture pubbliche cittadine Complessivamente quindi i posti destinati all’assistenza residenziale permanente ammontano per l’anno 2008 a 611, pari al limite minimo del 3% calcolato sulla base della popolazione residente ultra settantacinquenne al 31.12.06 come previsto dalla deliberazione GR 509/07). Volendo invece considerare più in generale l’offerta dei servizi socio-sanitari residenziali e semiresidenziali e la sua evoluzione dal 2001 al 2008, si nota un sostanziale e decisivo incremento dell’offerta stessa, sulla base del numero di utenti coinvolti (dati Piano di Zona): Numero utenti coinvolti per anno Assistenza residenziale temporanea o permanente in casa protetta Assistenza residenziale temporanea o permanente in RSA Comunità Alloggio Servizio semi residenziale Centri diurni Mini appartamenti 2001 569 312 11 88 / 2008 604 500 10 225 39 È in fase di discussione l’idea di sul miglioramento strutturale, funzionale ed organizzativo del Nucleo Specialistico per le Demenze. Infatti dopo i primi anni di sperimentazione del nucleo, si sono sviluppate, anche a seguito del mutamento delle condizioni degli ospiti, riflessioni circa la sostenibilità dell’attuale modello gestionale. Mantenendo l’obiettivo originale del progetto, ovvero il riequilibrio delle condizioni psico – fisiche dell’anziano affetto da demenza per favorirne ove possibile il rientro nel proprio nucleo famigliare (vedi obiettivo 4), nei casi in cui ciò non risulta possibile, l’obiettivo diviene quello di indirizzare ad altro servizio interno alla Rete (residenziali, domiciliari, diurni) garantendo all’anziano ed alla famiglia (vedi obiettivo 3) continuità assistenziale, come previsto dal progetto regionale demenze che individua nei MMG il fulcro dell’intero processo assistenziale. Dal punto di vista del miglioramento dei servizi per gli anziani, è utile citare anche un mantenimento su alti livelli del servizio di terapia iniettoria per anziani (33295 utenti coinvolti nel 2004 – 30045 nel 2006) presso le varie Circoscrizioni, svolto in collaborazione con i comitati anziani. Infine va detto che nell’ottica di una gestione migliore dell’accesso ai servizi, è stato attivato dal 2004 il PUA (Punto Unico di Accesso) che ha lo scopo di garantire a tutti i cittadini pari opportunità di accoglienza alla rete dei servizi socio-sanitari integrati. In relazione all’aumento della complessità dei pazienti e quindi la necessità di avere percorsi differenziati per i percorsi clinici, assistenziali e sociali dei pazienti è necessario che il PUA evolva le sue funzioni diventando sempre più un punto strategico del territorio, in grado di gestire i percorsi dei pazienti, una sorta di “triage” territoriale che individua le caratteristiche del bisogno e organizza la valutazione con il team più adeguato. In quest’ottica il PUA è stato potenziato nell’ambito del Piano della Non Autosufficienza. Inoltre è stato ulteriormente ampliato il servizio di informazione e consulenza “INFORMANZIANI” che ha visto accrescere il numero di fruitori da 1079 nel 2001, a 7700 nel 2004, fino a quasi 10000 nel 2007. 67 3) In relazione all’Obiettivo 3 (sostenere le famiglie - in particolare quelle con a carico un disabile grave- come supporto indispensabile per poter gestire al meglio le richieste assistenziali e all’Obiettivo 4 (promuovere e potenziare la domiciliarità, nell’ottica di far rimanere l’anziano il più possibile nel proprio ambiente) Gli obiettivi 3 (sostegno alle famiglie che devono svolgere un lavoro di cura) e 4 (promozione della domiciliatiti dell’anziano non autosufficiente) sono stati accorpati in questa sezione essendo che gli interventi che compongono il progetto di vita e di cure per gli anziani non autosufficienti, si strutturano su due livelli: • un primo rivolto alla cura diretta della persona non autosufficiente presso il domicilio • un secondo rivolto a chi si fa carico della persona, ovvero alla famiglia, per garantire o ripristinare le risorse affinché la domiciliarità sia effettivamente possibile In altre parole, sostenere la domiciliarità significa aumentare le capacità di tenuta della famiglia nelle situazioni di aumentato bisogno di attività di cura. L’indirizzo fornito dalla regione di sviluppare nella predisposizione del progetto individualizzato di vita e di cure ai servizi territoriali ha appunto la finalità do perseguire, in accordo con le scelte delle persone e dei famigliari, prioritariamente l’obiettivo di mantenere le persone non autosufficienti nel loro ambiente domestico. Tra gli interventi sociali e sanitari, messi in rete nel Piano, che vanno nell’ottica sopra esplicitata, si ricordano: 1) l’ Assegno di cura che ha come obiettivo quello di sostenere direttamente o tramite l’acquisto di servizi privati, le cure e l’assistenza a persone non autosufficienti. La gestione dei contributi, basata su un accordo sottoscritto da Comune, AUSL e Sindacati Pensionati, è affidata al Servizio Sociale Educativo e Assistenziale di Base del Comune di Modena; la rilevazione del bisogno è attuata dall’U.O.L. composta dall’Assistente Sociale responsabile del caso, dal Medico di Medicina Generale e dall’infermiere del servizio infermieristico del distretto. La valutazione si basa sulla presenza di determinate problematiche; sono considerati prioritariamente i seguenti casi: • l’anziano solo e fragile • l’anziano affetto da demenza • l’anziano non autosufficiente per la cura del quale la famiglia necessita di aiuto esterno • la difficoltà nel complessivo regime economico della famiglia • l’acquisto di particolari attrezzature per modifiche ambientali e/o abbattimento barriere architettoniche Nel 2007 l’assegno di cura ha interessato 269 utenti (286 nel 2001 e 300 previsto per il 2008 - dati Piano di Zona). Da dicembre 2007 è previsto un contributo aggiuntivo di 160 € per gli anziani con indicatore della situazione economica < 10000 € . L’assegno è finanziato con il fondo per la non autosufficienza. Si sta quindi procedendo nell’ottica di un sostanziale incremento di questo tipo di contributo economico. 2) Il Progetto SerDom (contributo Fondazione Cassa di Risparmio) che ha lo scopo di sostenere le famiglie che hanno assunto un operatore privato (o hanno acquistato un servizio da azienda privata) per assistere il famigliare. Per la realizzazione di questo progetto la Cassa di Risparmio di Modena nel 2001 ha messo a disposizione del Comune di Modena circa 1.500.000 € e la stessa somma è stata data per il biennio 2006/2007. Nel 2007 è stato anche ridefinito il metodo di calcolo del contributo: viene calcolato in percentuale lo stipendio versato all’assistente sociale famigliare e vengono rimborsati integralmente i contributi INPS e le spese di vitto e alloggio (a meno che l’anziano non riceva anche l’indennità di accompagnamento). Il progetto si è evoluto molto negli anni, passando dai 161 beneficiari nel 2002, ai 1708 nel 2008 (Dati Piano di Zona). 3) gli intereventi di telesoccorso e teleassistenza attivi da dieci anni e che hanno visto il coinvolgimento di 112 utenti nel 2007, confermando una sostanziale uniformità di servizio negli anni (124 utenti nel 2001, 114 nel 2004). 4) progetto di distribuzione dei farmaci a domicilio, consegnati ad una fascia ristretta di assistiti a domicilio. Il progetto, portato avanti dal Servizio Farmaceutico di AUSL e AOUP, prevede la distribuzione del 1° ciclo terapeutico alle dimissioni ospedalier e, attivata in tutti gli ospedali della provincia di Modena. È proseguita anche l’attività di distribuzione dei farmaci ad alto costo al domicilio per pazienti non deambulanti o in difficoltà sociale ed ai pazienti seguiti dall’assistenza domiciliare di II livello. L’attività di distribuzione dei 68 farmaci è effettuata nel rispetto del prontuario terapeutico aziendale, offre garanzia di continuità assistenziale, assicura le necessarie informazioni al paziente sulla terapia da effettuare a domicilio ed in accordo con i Medici di Medicina Generale: infatti la quantità e qualità dei medicinali consegnati viene riportata su un modulo che i pazienti sono invitati a consegnare il più presto possibile al medico di famiglia. Il servizio è attivo dal 2002 (verifica di fattibilità nel 2001) e ha visto un sostanziale incremento dell’attività. L’attività di consegna dei farmaci a domicilio è portata avanti anche dall’AVPA Croce Blu. Nel 2007 sono stati consegnati a domicilio, per quanto riguarda la fornitura di farmaci, 112 utenti (nel 2004 – primo anno di monitoraggio dell’azione - sono stati coinvolti 230 utenti) 5) L’associazione AVPA Croce Blu inoltre effettua servizio di trasporti sociali, detto in gergo “Giro nonni” (2425 persone coinvolte per un totale di 39103 km percorsi, nel 2007. Nel 2004 – primo anno di monitoraggio dell’azione - sono stati coinvolti 5499 utenti ) e di consegna dei pasti a domicilio (1018 utenti coinvolti nel 2007. Nel 2004 – primo anno di monitoraggio dell’azione - sono stati coinvolti 978 utenti). 6) Il miglioramento delle dimissioni ospedaliere protette è un obiettivo fondamentale poiché serve ad assicurare la continuità di cura e di assistenza tra ospedale e servizi territoriali alle persone che al momento delle dimissioni, necessitano ancora di servizi sanitari e sociali. Il processo di dimissione include un’accurata analisi e definizione del percorso di post dimissione, l’informazione all’utente dei servizi territoriali e la garanzia di una continuità di ricovero grazie all’individuazione di un referente del reparto assegnato. Il numero delle dimissioni protette è in continua crescita. Nel 2001 si avevano in totale 278 casi di dimissioni protette. L’evoluzione è ben visibile nella tabella (dati AUSL Modena) che considera sia le dimissioni protette di tipo sanitario (seguite dal SADI Servizio assistenza infermieristica domiciliare) sia quelle di tipo socio – sanitario (seguite dall’UVG, unità di valutazione geriatrica). Dati distretto 3 AUSL di Modena Tipo di Dimissione Protetta 2005 Sanitaria (SADI*) 417 2006 537 2007 574 Socio-Sanitaria (UVG) Totale 410 865 484 1.058 448 900 Il percorso scelto deve essere personalizzato attraverso l’analisi e valutazione dettagliata del bisogno del paziente, dei suoi famigliari e del contesto socio-ambientale. Nel caso delle dimissioni protette socio-sanitare analisi è spesso operata dall’U.V.G. (Unità di Valutazione Geriatrica). Nel 2006 sono state 478 le valutazioni operata dall’UVG. 7) I Progetti di accoglienza temporanea di sollievo si sono sempre più sviluppati in risposta ai bisogni di sostegno e sollievo temporanei manifestati dalle famiglie che si prendono cura a domicilio degli anziani non autosufficienti. L’accoglienza temporanea è prevista dalla D.G.R. n° 1206/2007 per contemperare l’esig enza assistenziale dell’anziano con la “capacità di tenuta” del Care – Giver. Nello specifico, tale tipo di servizio è offerto dalla rete nelle seguenti proporzioni e modalità: • nelle case protette (4 posti + 3 posti d’emergenza nelle strutture pubbliche; 5 posti nelle strutture convenzionate); nelle RSA 19 posti + 2 posti di emergenza (in tutto 28 posti + 5 di emergenza in città – dati di previsione 2008 – Piano Distrettuale per la non autosufficienza 2008) • Nei centri diurni, dedicati essenzialmente ad anziani con patologie dementigene (88 posti nei centri diurni a gestione diretta + 48 nei centri diurni a gestione convenzionata nel 2007 – da mantenere nelle previsioni 2008) (vedi dati a Obiettivo servizi socio-sanitari residenziali e semiresidenziali) • In quest’ottica si inserisce il progetto della G.P.Vecchi “Ore di sollievo” per alleviare lo sforzo assistenziale delle famiglie coinvolte nel lavoro di cura di un anziano affetto da demenze, il quale viene accolto nei locali disponibili presso l’ospedale estense e intrattenuto mediante diverse attività ricreative (Rilassamento, musicoterapia, ROT, sensory training, stimolazione delle capacità cognitive selettive, orientamento personale e interpersonale nello spazio e nel tempo). Alle attività possono partecipare anche i famigliari. Il numero dei partecipanti è in continuo aumento, per il gradimento riscontrato sia nei pazienti che nei famigliari. Da sottolineare la presenza di operatori sociali messi a disposizione dal Comune di Modena nel corso di tutto l’anno. Il numero dei partecipanti è passato 69 dalla precedente media (2004) , di 4-5 presenze in una sola sede, a 9-10 ( più i famigliari altre 10-12 presenze a seduta) nel 2007. 8) Infine per quanto riguarda l’assistenza domiciliare si nota un decisivo incremento dell’utenza coinvolta negli anni. Nel 2002 l’assistenza domiciliare coinvolgeva 3050 persone in totale, nel 2007 4375. Si considerano vari tipi di assistenza domiciliare: • ADI (Assistenza Domiciliare Integrata): è il processo che partendo dal bisogno di cure segnalato, lo analizza e definisce il programma assistenziale più appropriato. Si differenzia in tre livelli di intensità crescente (ADI 1, ADI 2, ADI 3), che prevedono tutti la redazione e la periodica verifica di un progetto assistenziale personalizzato, formulato attraverso una valutazione multi-dimensionale dal Medico di Medicina Generale (MMG), dall’infermiere e, se necessario, dall’assistente Sociale; • NODO (Nucleo Operativo Domiciliare Oncologico): è la sigla con cui nell’Azienda USL di Modena si indica l’ADI di III livello dedicata ai pazienti oncologici terminali. Prevede un progetto assistenziale integrato tra il medico di medicina generale, l’infermiere e, quando necessario, l’assistente sociale; • ADP (Assistenza Domiciliare Programmata): è destinata a pazienti per i quali non è necessaria l’integrazione con altre figure professionali. Prevede da parte del MMG la programmazione di interventi domiciliari all’interno di un progetto assistenziale personalizzato; • INF (Assistenza Infermieristica): consiste nell’attività domiciliare degli infermieri che intervengono in tutti i programmi assistenziali ADI e NODO ed in alcuni casi in cui sono necessarie le sole prestazioni infermieristiche. Pazienti Assistiti a Domicilio suddivisi x tipologie di assistenza e - Anni 2005 / 2007 Tipo Assistenza Distretto di Modena Anno 2005 Anno 2006 Anno 2007 ADI MMG 1.570 1.485 1.580 NODO MMG 499 492 476 Totale ADI MMG 2.069 1.977 2.056 ADP_R MMG 1.793 2.028 2.044 ASS INF 1.872 1.893 1.819 Dalle seguenti tabelle si considera l’assistenza domiciliare rivolta agli anziani che costituisce la parte preponderante della totalità dell’assistenza domiciliare su tutta la popolazione. Pazienti Assistiti a Domicilio con età > 65 anni suddivisi x tipologia di assistenza (anno 2006) Distretto di Modena Azienda USL Modena Tipo Assistenza Pazienti Comples. di cui >65 % sul tot. assistiti Pazienti complessivi di cui > 65 % sul tot. assistiti ADI 1.485 1.387 93% 4.647 4.297 92% NODO ADP INF Totale pazienti assistiti a domicilio 492 2.028 223 405 1.942 187 82% 96% 84% 1.303 5.771 2.340 1.075 5.514 1.996 83% 96% 85% 4.228 3.921 93% 14.061 12.882 92% I pazienti in ADI e in NODO sono seguiti dal MMG e dall' Infermiere in un progetto assistenziale integrato, i pazienti in ADP sono seguiti, salvo rare eccezioni, solo dal MMG. I pazienti in Ass. .Infermieristica, sono 70 compresi in ADI/NODO , ma possono anche essere seguiti solo dall'infermiere per interventi che non necessitano di un progetto assistenziale integrato con il MMG Anno 2007 Distretto di Modena Totale pazienti assistiti a domicilio Popolazione al 31/12/2006 % sulla popolaz. x 1.000 abitanti di cui: pazienti assistiti a domicilio con età > 75 anni Popolazione di età > 75 anni riferita al 31/12/06 4.375 180.080 24,3 3.592 20.371 % sulla popolaz. > 75 anni x 1.000 abitanti 176,3 Assistenza Domiciliare Azienda USL di Modena Assistiti a Domicilio - Anno 2007 100% 90% 80% 70% 60% 50% 40% 30% 20% 10% 0% 19,4% 20,9% 17,9% 21,8% 16,2% 21,9% 19,3% 80,6% 79,1% 82,1% 78,2% 83,8% 78,1% 80,7% Pazienti assistiti con - 75 anni Carpi Mirandola Modena Sassuolo Pavullo 71 Vignola Castelfranco Pazienti assistiti con + 75 anni 72 Dati di contesto A Modena si assiste a un progressivo invecchiamento della popolazione, che proseguirà e si accentuerà nel futuro: • Sono 40.786 gli anziani con più di 65 anni (24.095 donne e 16.691 uomini), pari al 22,7% della popolazione residente (nel 2001 erano 37766, pari al 21,34%). • Sono 20.571 gli anziani con più di 75 anni (13051 donne e 7520 uomini ), pari al 11,4% della popolazione (nel 2001 erano 18677, pari al 10,5%) • L’indice di vecchiaia è del 206,9 (nel 2001 era pari a 194) INDICATORI DI FRAGILITA’ • oltre 5000 persone di età oltre i 65 anni mostrano due o più difficoltà nello svolgere le comuni attività della vita quotidiana (stima ILSA sulla popolazione 2002) ; • circa 1700 anziani hanno una disabilità di grado severo o completo (stima ILSA sulla popolazione 2002); • oltre 2300 sono gli anziani affetti da Alzheimer nel Distretto (da stima basata su ricerca “Stili di vita dei cittadini modenesi” 2006) • il 37% degli anziani con più di 75 anni vive solo (annuario statistico dati al 31/12/2006); • le persone anziane sole con più di 65 anni segnalano abbastanza o molta difficoltà economica nel 42,6% (dati SPI-CGIL 2002); • su 100 famiglie povere nella città di Modena, il 19,3% sono famiglie con anziani (dati da ricerca CAPP 2003). Disabilità e malattie: la situazione sanitaria • • • • L’aumento della speranza di vita comporta un maggior rischio di incorrere in disabilità, malattie La principale causa di morte è da malattie del sistema circolatorio (più del 40% della mortalità annua), con prevalenza delle patologie ischemiche croniche del cuore, disturbi circolatori dell’encefalo, infarto e ipertensione. La seconda causa di morte è rappresentata dai tumori (circa il 28 %), tra cui ai polmoni, all’apparato digerente, al fegato, alla mammella. La terza causa di morte è rappresentata dalle patologie dell’apparato respiratorio (circa il 7%). 73 Principali cause di morte dei residenti nel distretto di Modena di 65 anni e oltre suddivise per patologie - Anni 1998-2002 Patologie Numero decessi medio anni 1998-2002* Tasso specifico di mortalità Distrettuale Anno 1998 Tasso specifico di mortalità provinciale Anno 2002 (x 100.000 ab.) (x 100.000 ab.) 14 36,1 27,2 448 1.188,1 1.190,5 T. tess. linfoematopoietico 31 56 32 92 28 34 82,8 148,1 83,8 243,0 75,4 91,3 101,0 134,8 73,8 247,8 70,5 95,0 MAL. GHIAND. ENDOCRINE 39 103,5 103,5 32 85,4 86,0 MALATTIE INFETTIVE TUMORI T. stomaco T. colon - retto T. fegato T. polmone T. mammella donna Diabete 9 22,8 18,4 DISTURBI PSICHICI 76 202,7 158,5 MAL. SISTEMA NERVOSO 50 132,1 132,2 688 1.824,9 1.994,0 92 244,6 264,5 80 134 168 212,3 355,5 444,7 240,6 372,5 521,7 111 295,6 322,5 MAL. APP. DIGERENTE 60 158,1 173,8 MAL. APP. GENITO URINARIO 26 69,5 71,8 MAL. PELLE E SOTTOCUTANEO 3 6,9 5,6 MAL. OSTEOM. E TESS. CONNETTIVO 7 17,5 16,7 MALFORMAZIONI CONGENITE 0 1,1 1,2 STATI MORBOSI MAL DEFINITI 8 43 21,8 115,2 32,0 109,4 Suicidi 11 7 29,2 18,6 28,6 23,9 TOTALE 1.581 4.195,9 4.357,3 MAL. SANGUE E ORG. EMATOP. MAL. SIST. CIRCOLATORIO Ipertensione Infarto Altre mal. ischemiche del cuore Disturbi circolatori dell'encefalo MAL. APP. RESPIRATORIO TRAUMATISMI ED AVVELENAM. Incidenti stradali * I valori mostrati sono arrotondati all'unità, per cui il totale non corrisponde alla somma delle singole voci Fonte: Archivio Provinciale di Mortalità Elaborazioni: Servizio Epidemiologia - Dipartimento di Sanità Pubblica AUSL Modena 74 Principali cause di morte dei residenti nel distretto di Modena di 65 anni e oltre suddivise per patologie - Anni 2003-2007 Patologie Numero medio decessi 65 + anni 2003-2007 MALATTIE INFETTIVE 15 38,4 38,3 TUMORI 489 1.221,1 1.153,9 T. stomaco 30 74,4 84,5 T. colon - retto 59 146,3 133,6 T. fegato 33 83,4 82,9 T. polmone 105 262,6 251,1 T. mammella donna 29 72,9 66,5 T. tess.linfoematopoietico 50 123,8 95,8 39 96,3 118,3 31 77,4 93,1 MAL. SANGUE E ORG. EMATOP. 6 15,5 18,8 DISTURBI PSICHICI 93 231,1 193,5 MAL. SISTEMA NERVOSO 50 124,3 130,0 MAL. SIST. CIRCOLATORIO 686 1.712,3 1.792,7 Ipertensione 95 237,6 251,8 Infarto 104 260,6 265,0 Altre malattie ischemiche del cuore 132 330,0 349,2 Disturbi circolatori dell'encefalo 154 384,4 431,2 MAL. APP. RESPIRATORIO 133 333,0 325,6 MAL. APP. DIGERENTE 66 164,2 168,1 MAL. APP. GENITO URINARIO 33 82,9 73,0 MAL. PELLE E SOTTOCUTANEO 2 5,5 6,4 MAL. OSTEOM. E TESS. CONNETTIVO 7 17,5 20,2 MALFORMAZIONI CONGENITE 1 2,5 1,9 STATI MORBOSI MAL DEFINITI 8 20,0 25,6 TRAUMATISMI ED AVVELENAMENTI 44 108,8 106,2 Accidenti da traffico 7 16,5 19,4 Suicidi 8 19,0 21,0 1.672 4.173,4 4.172,6 MAL. GHIAND. ENDOCRINE Diabete TOTALE di Tasso specifico di Tasso specifico di mortalità distrettuale mortalità provinciale 65+ (x 100.000 ab.) 65+ (x 100.000 ab.) Fonte: Archivio provinciale di mortalità N.B: E' stata usata la popolazione modenese al 31/12/2007 tratta dal sito della Provincia di Modena (modenastatistiche.it) al 19/06/2008, mentre quella ufficiale fornita dalla Regione ancora non è stata pubblicata 75 Dimissioni dei residenti nel distretto di Modena ultra 65-enni suddivise per Settore di ricovero* Anno 2002 Totale dimissioni età > 64 anni % Dimissioni > 64 anni/tot. dimissioni Totale dimissioni residenti del distretto 155 2.871 979 48 366 94 384 160 464 365 174 36 1.335 203 113 511 67 1.262 1.653 34 234 1.642 156 1.596 659 520 172 63,3% 74,2% 35,4% 45,7% 51,6% 54,7% 31,4% 32,7% 57,8% 51,6% 33,5% 34,0% 53,1% 18,9% 32,8% 53,1% 27,7% 58,8% 81,2% 19,4% 19,5% 39,3% 37,0% 69,3% 43,5% 44,6% 32,5% 245 3.870 2.766 105 709 172 1.222 489 803 707 520 106 2.513 1.073 345 963 242 2.147 2.036 175 1.197 4.183 422 2.303 1.514 1.167 530 16.253 46,0% 35.343 52.513.009 53,8% 97.575.057 Età > 64 anni Settore di ricovero* Cardiochirurgia Cardiologia Chirurgia della Pelle Chirurgia Generale Chirurgia Toracica Chirurgia Vascolare Disagio Emergenza/Urgenza Emodinamica Emolinfopatie Endocrinologia-Metabolismo Follow up oncologico Gastroenterologia Ginecologia Mal. Infettive Nefrologia/Urologia medica Neurochirurgia Neurologia Oculistica Odontoiatria ORL/Maxillo-Facciale Ortopedia Pelle/Mammella casi medici Pneumologia Radio-Chemioterapia Urologia Altro Totale dimissioni Valorizzazione economica * Le tipologie dei Settori di ricovero sono state messe a punto da un apposito gruppo di lavoro interaziendale (AUSL Modena – A. O. Policlinico) per la definizione di accordi e contratti di fornitura. Questa classificazione si basa sulle patologie e non sui reparti di ricovero o dimissione. 76 Nota: Per la valorizzazione delle dimissioni è stato escluso il neonato sano e sono stati considerati solo gli oneri a carico del Sistema Sanitario Nazionale, compresa la libera professione intra-muraria. Fonte: Banca Dati Regionale SDO al 8.07.2003 Dimissioni dei residenti nel distretto di Modena di 65 anni e oltre suddivise per settore di ricovero - Anno 2007 2007 Dimissioni Valorizzazione Settore % % di ricovero 65 anni 65 anni e oltre Cardiochirurgia Cardiologia Chirurgia Generale Chirurgia Toracica Chirurgia Vascolare Chirurgia della Pelle Disagio Emergenza/Urgenza Emodinamica Emolinfopatie Endocrinologia-Metabolismo Follow up oncologico Gastroenterologia Ginecologia Malattie infettive Nefrologia/Urologia medica Neurochirurgia Neurologia Oculistica Odontoiatria Ortopedia Ostetricia ORL/Maxillo facciale Pelle/mammella casi medici Pneumolologia Radio- Chemioterapia Urologia Altro Totale ricoveri 126 2.069 1.169 67 446 331 307 177 606 239 168 27 1.021 239 361 587 97 972 653 64 1.848 134 116 1.655 532 664 101 totale 207 2.568 2.944 128 838 424 1.014 459 986 519 477 80 1.776 1.109 538 868 270 1.677 933 193 4.347 2.684 842 297 2.077 1.097 1.430 322 14.776 31.104 sul totale 60,9 80,6 39,7 52,3 53,2 78,1 30,3 38,6 61,5 46,1 35,2 33,8 57,5 21,6 67,1 67,6 35,9 58,0 70,0 33,2 42,5 2.254.563,29 6.795.795,50 5.592.957,50 614.422,17 2.837.769,86 849.018,69 1.867.858,21 3.349.908,34 3.467.443,78 1.349.999,12 405.490,53 17.923,81 2.654.413,99 624.001,27 1.910.926,60 1.854.405,48 886.063,50 4.272.043,64 846.353,93 136.715,68 10.272.495,15 15,9 39,1 79,7 48,5 46,4 31,4 242.205,21 251.644,41 7.231.008,77 1.826.649,98 2.126.551,15 291.736,21 3.802.009,94 8.009.648,46 11.063.200,93 1.169.785,90 4.176.100,90 1.084.676,49 5.888.009,98 5.837.829,16 5.567.251,40 3.292.518,98 1.025.371,41 42.101,01 4.088.635,42 2.339.212,49 2.691.364,37 2.326.773,93 2.040.858,30 7.050.195,52 1.233.627,14 312.404,99 16.922.506,09 3.230.677,63 1.249.641,48 443.077,21 8.681.295,47 4.054.519,81 3.979.644,31 729.477,08 47,5 64.830.365,77 112.332.415,80 e oltre totale sul totale 59,3 84,8 50,6 52,5 68,0 78,3 31,7 57,4 62,3 41,0 39,5 42,6 64,9 26,7 71,0 79,7 43,4 60,6 68,6 43,8 60,7 19,4 56,8 83,3 45,1 53,4 40,0 57,7 Nota: per il calcolo delle dimissioni sono stati considerati solo gli oneri a carico del Sistema Sanitario Nazionale Per settore di ricovero si intende un raggruppamento omogeneo di patologie e non di reparto Fonte: Banca dati SDO Elaborazioni: Servizio Epidemiologia e Servizio Committenza AUSL Modena 77 Dimissioni ospedaliere residenti over 65 (Confronto anno 2002 e 2006) Totale 2002 Totale 2006 > 65 - 2002 >65 - 2006 % > 65 - 2002 % > 65 2006 Popolazione 176.855 180080 38697 40.559 21,9 22,5% Dimissioni 35343 30468 16253 14204 46,0 46,6 106,2 (milioni di euro) 52,5 (milioni di euro) 61,1 (milioni di euro) 46,0 57,5 Valorizzazion 97,5 e economica (milioni di euro) Esenzioni per patologia dei residenti ultra 65-enni residenti nel Distretto di Modena anno 2002 T ip o d i e s e n z io n e N u m e r o s ità P e rc e n tu a le I p e r t e n s io n e A r t e r io s a 7911 2 8 ,3 % I n v a lid i c iv ile 6022 2 1 ,6 % D ia b e t e M e llit o 3012 1 0 ,8 % S o g g e t t i a f f e t t i d a p a t o lo g ie n e o p la s t ic h e m a lig n e 2644 9 ,5 % A f f e z io n i d e l s is t e m a c ir c o la t o r io - n o n s p e c if ic a t o 1968 7 ,0 % M a la t t ie c a r d ia c h e e d e l c ir c o lo p o lm o n a r e 1452 5 ,2 % G la u c o m a 1030 3 ,7 % I n v a lid i s u l la v o r o 600 2 ,1 % M a la t t ie d e lle a r t e r ie , a r t e r io le , c a p illa r i, v e n e 442 1 ,6 % I n v a lid i d i s e r v iz io 314 1 ,1 % I n v a lid i d i g u e r r a 305 1 ,1 % P s ic o s i 252 0 ,9 % I p e r lip id e m ie 202 0 ,7 % E p a t it e v ir a le e / o c r o n ic a 187 0 ,7 % M a la t t ie r e u m a t o lo g ic h e 182 0 ,7 % I n s u f f ic ie n z a r e s p ir a t o r ia c r o n ic a 169 0 ,6 % I n s u f f ic ie n z a r e n a le 162 0 ,6 % I p o t ir o id is m o 136 0 ,5 % C ie c h i e s o r d o m u ti 123 0 ,4 % M o r b o d i P a r k in s o n e m a l. e x t r a p ir a m id a li 105 0 ,4 % M a la t t ie c e r e b r o v a s c o la r i A ltr o 93 0 ,3 % 633 2 ,3 % T o ta le 27944 100% Fonte: Archivio aziendale esenzioni ticket dati al 28.02.2004 Elaborazioni: Servizio di Epidemiologia - Dipartimento di Sanità Pubblica AUSL Modena N.B. 1. È stata utilizzata un’apposita procedura per recuperare, ai fini del conteggio, le esenzioni scadute dei soggetti viventi che eventualmente non fossero state rinnovate per diversi motivi, ma che trattandosi di patologie croniche dovrebbero comunque essere considerate a fini epidemiologici. 2. Un soggetto può avere più esenzioni, quindi il totale delle esenzioni dei residenti che hanno più di 64 anni è di 27.944, mentre il totale dei cittadini residenti che hanno più di 64 anni con almeno una esenzione è di 18.365. 3. Risulta che circa il 47,6% della popolazione ultra 65enne è affetta da patologie croniche. 78 N° ESENZIONI RILASCIATE AI RESIDENTI NEL DISTRETTO DI MODENA ultra 65 enni ALL’ 11/12/2007 Tipo di esenzione Numero Ipertensione arteriosa 7.712 Diabete mellito 3.637 Invalidità civile sup.2/3-dal 67 al 99% 2.688 Soggetti affetti patologie neoplastiche maligne 2.581 Affezioni del sistema circolatorio 2.277 Malattie cardiache e del circolo polmonare 1.539 Invalidità civile 100% con indennità accompagnamento 1.417 Invalidità civile 100% senza indennità accompagnamento 1.222 Glaucoma 1.086 Invalidità sul lavoro dal 1 al 66% 507 Altre patologie e/o condizioni 3.737 Totale generale 28.403 Persone esenti totali 18.557 Circa il 45,8% del totale degli anziani residenti (Nel 2002 le persone esenti totali erano 18365, il 48,6 % del totale) Fonte: Distretto di Modena, AUSL Modena CONSUMI SOCIO – SANITARI • Spesa ricoveri per popolazione anziana quasi il 60% della spesa totale lorda per i ricoveri • Esenzioni per patologia cronica: quasi il 50% della popolazione anziana è affetta da patologia cronica. • Spesa per farmaci per popolazione anziana: più del 50% della spesa totale lorda per i farmaci 79 80 Risultati e prospettive Possiamo riassumere in sintesi, in considerazione dei risultati raggiunti, i bisogni emergenti e gli obiettivi prioritari da perseguire così come scaturiti dalle esperienze condotte con l’attuazione del programma. Le azioni di promozione della prevenzione per il mantenimento dell’autonomia delle persone anziane costituiscono una prima ed importante area su cui sono stati realizzati specifici interventi di lavoro, articolati: nella promozione e valorizzazione di stili di vita sani, nello sviluppo delle azioni rivolte alla socializzazione., della promozione di attività culturali che contrastino l’isolamento e la solitudine, rafforzando le reti, valorizzando le risorse informali sul territorio, la cittadinanza attiva e i buoni rapporti di vicinato (attività motorie e allenamento della memoria). Occorre potenziare ulteriormente tali interventi. E’ stata promosso e sperimentato uno sportello sociale e sanitario, in grado di fornire informazioni, di prestare consulenza e di attivare, con modalità fortemente personalizzate e flessibili, prese in carico, a fronte di eventi determinanti la non autosufficienza, parziale o totale; tale struttura deve essere in grado di proporsi come supporto alle famiglie a fronte della non autosufficienza di un proprio congiunto anziano, con particolare riferimento alle patologie dementigene e alla fase terminale della vita, e conseguentemente di rilevare complessivamente il bisogno di assistenza sociale e socio-sanitaria espresso. E stato promosso e realizzato un forte sostegno alla assistenza al domicilio, potenziando i servizi strutturati della rete socio-sanitaria, tra cui l’assistenza domiciliare e i centri diurni, con una crescente integrazione, anche operativa, tra SAD e ADI, ampliando le possibilità di scelta delle famiglie che possono avvalersi sia dell’assegno di cura, sia della assistenza domiciliare privata, in un contesto di integrazione con la rete dei servizi pubblici. Sono stati promossi, ma occorre ancora potenziarli, importanti servizi innovativi, quali l’adattamento domestico degli ambienti di vita, i minialloggi per anziani, nonchè azioni di contrasto alla fragilità e alla solitudine quali il programma emergenza estate. I servizi residenziali sono stati orientati a fornire supporti alla domiciliarità mediante lo sviluppo delle opportunità di accoglienza temporanea sia per fornire sollievo alla famiglia, che per svolgere un ruolo importante nell’ambito delle dimissioni ospedaliere socio-sanitarie di anziani non autosufficienti, anche a fronte della riorganizzazione recente della rete ospedaliera della provincia. Considerando che la dimensione assistenziale degli anziani a rischio di non autosufficienza è tendenzialmente crescente nei prossimi anni, si sottolinea l’importanza che la programmazione concentri i propri obiettivi sulla centralità delle attività di prevenzione e di mantenimento della autosufficienza. Nel contempo è importante migliorare la capacità di rilevazione della domanda di servizi da parte degli anziani non autosufficienti al fine rendere continuo un osservatorio sui bisogni delle persone anziane. Si ritiene infine prioritario lavorare ulteriormente sul versante dell’integrazione socio-sanitaria distrettuale, territoriale e ospedaliera per lo sviluppo dei percorsi delle dimissioni protette. 81 82 APPENDICE Tipologie d’azione Interventi strutturali (8 azioni) Gli interventi strutturali previsti nel programma sono essenzialmente dedicati a migliorare ulteriormente l'offerta di alloggi e strutture a disposizione degli anziani, ma anche a migliorare la fruibilità da parte di tale categoria di utenti di specifici arredi nei parchi pubblici, delle piste ciclabili e dell'installazione di pensiline nei punti in cui è più frequente la sosta di cittadini anziani. Interventi educativi, preventivi e di socializzazione (44 azioni) Gli interventi programmati tendono a favorire il mantenimento in salute e attività dell’anziano, a indurre atteggiamenti di autotutela e di partecipazione attiva a iniziative socializzanti, a migliorare i comportamenti individuali di anziani affetti da patologie croniche. Di particolare rilevanza le azioni dedicate a raggiungere livelli di copertura vaccinale antinfluenzale e antitetanica superiori agli attuali, ad intensificare le campagne educative sugli stili di vita e sulla corretta alimentazione, sull'attività motorie e di esercizio della memoria, accompagnate da interventi organizzativi che permettono un effettivo esercizio da parte degli anziani che vogliono esercitare tali attività. Vengono indicati i punti e i luoghi ove è possibile svolgere attività socializzanti, ricreative o occupazionali quali: gli orti, i soggiorni estivi, le attività motorie promosse dalle polisportive, gli incontri e dibattiti presso le parrocchie e i circoli culturali. Le Organizzazioni Sindacali Pensionati, i Comitati Anziani e il Comune di Modena hanno siglato un’intesa che li impegna a promuovere e a realizzare la attività atte a diffondere le iniziative in via di attuazione per migliorare la salute della popolazione anziana. Interventi per l'accesso, il sostegno e l'assistenza (36 azioni) Vengono individuati alcuni interventi volti a migliorare l'accesso ai servizi informando dettagliatamente gli utenti su quanto offerto da tali servizi e sulle modalità del loro utilizzo vengono descritti gli interventi di sostegno ed assistenza dedicati a consentire il miglioramento della salute negli anziani affetti da vari livelli di disabilità e a supportare le loro famiglie in modo da consentirne il mantenimento a domicilio per il maggior tempo possibile. A tal fine sono stati attivati o sono in via di attivazione interventi informativi periodici o in linea (inserto terza età, punto informanziani, centro d'ascolto solidalmente, ecc.), interventi di sostegno ed assistenza rivolti ai soggetti bisognosi e alle loro famiglie che vanno dalla distribuzione dei farmaci in dimissione ospedaliera e ai pazienti non deambulanti alle modalità per l'assegnazione dell'assegno di cura, ai servizi per la terapia iniettiva, alla accoglienza degli anziani nelle case protette e semiresidenziali, ecc. Interventi per la riduzione del danno (10 azioni) Vengono descritti gli interventi in essere atti a ridurre il più possibile il danno alle persone colpite da eventi patologici, accorciando i tempi di intervento delle strutture sanitarie sia nelle attività diagnostiche che riabilitative (riduzione dei tempi di attesa per prestazioni: strumentali e di laboratorio, chirurgiche sulla cataratta, per gli interventi di protesi dell’anca e del ginocchio. Avvio di interventi di protesi dentarie e miglioramenti della fornitura di protesi personalizzate di vario genere). Interventi di monitoraggio di alcune patologie croniche (5 azioni) Sono descritte le azioni tese a istituire e potenziare le attività di monitoraggio di alcune patologie più diffuse e rilevanti allo scopo di migliorare le conoscenze sulla loro incidenza sulla popolazione e a verificare i decorsi delle patologie adeguando così i trattamenti specifici. 83 Vengono a tal fine istituiti o potenziati osservatori sul diabete, sulle demenze senili, sulla geriatria, sugli incidenti domestici. Verranno predisposte e sperimentate modalità per una valutazione precoce degli anziani fragili che potrà consentire interventi adeguati per prevenire o mitigare l'insorgenza di probabili eventi degenerativi. INTERVENTI STRUTTURALI N° scheda 1 2 Titolo azione Responsabile Realizzazione di un immobile da adibire ad alloggi per persone anziane con annesso Centro Diurno Carlo Casari Settore Politiche Sociali Realizzazione di una nuova Struttura Residenziale per anziani non autosufficienti (R.S.A.) con annesso Centro Diurno Carlo Casari Settore Politiche Sociali Giorgio Castelli Settore Edilizia e Attrezzature Urbane 3 Integrazione arredi nei parchi urbani: Giovanna Franzelli inserimento in aree verdi di arredi Settore Ambiente graditi soprattutto alle persone anziane 4 Parco Ferrari: completamento parcheggio lato Via Emilia e pavimentazione viabilità interna 5 Recupero edilizio di un edificio Patrizia Guerra residenziale di proprietà del Comune sito a Modena in via Borelli da adibire ad alloggi per anziani, studenti, immigrati ed altre categorie svantaggiate Realizzazione di 8 interventi strutturai Loris Benedetti per la creazione di nuove piste ciclabili Servizio Mobilità Urbana 6 Giovanna Franzelli Settore Ambiente 7 Installazione di 50 pensiline sul territorio comunale Loris Benedetti Servizio Mobilità Urbana 8/I I Giardini della memoria Carlo Nicoli Dirigente responsabile del Servizio Assistenza Anziani INTERVENTI EDUCATIVI, PREVENTIVI E DI SOCIALIZZAZIONE N° scheda 8 9 Titolo azione Responsabile Attività informativa specifica per abbattimento barriere architettoniche e/o installazione di strumenti di supporto per anziani e persone disabili Inserimento persone pensionate in attività occupazionali Carlo Nicoli Servizio Assistenza Anziani Paola Del Vecchio Settore Politiche Sociali 84 10 Soggiorni estivi a Pinarella di Cervia Paola Del Vecchio Settore Politiche Sociali 11 Prevenzione delle cadute Andrea Guerzoni Distretto 3 - AUSL 12 Promozione, sostegno, Paola Del Vecchio pubblicizzazione di attività psico – Settore Politiche Sociali fisiche rivolte alla fascia di popolazione della terza età 13 “Orti per Anziani” Paola Del Vecchio Settore Politiche Sociali 14 Programmazione e realizzazione di attività socializzanti presso Polisportive, Circoli, Parrocchie rivolte ad anziani in collaborazione con Associazioni di volontariato Realizzazione di percorsi formativi sull'utilizzo del computer e di Internet rivolte a persone ultra cinquantacinquenni Paola Del Vecchio Settore Politiche Sociali 15 Carlo Casari Settore Politiche Sociali Simona Arletti Presidente della Circoscrizione n° 3 16 “Vivere bene l’invecchiamento” – Ciclo Paola Del Vecchio di incontri rivolti alla popolazione Settore Politiche Sociali adulta e anziana 17 Coinvolgimento del volontariato nella gestione del verde pubblico con particolare riferimento a comitati anziani e AUSER. Giovanna Franzelli Settore Ambiente 18 Campagne di vaccinazioni antinfluenzali Andrea Guerzoni Distretto 3 - AUSL 19 Campagne di vaccinazione antitetanica Andrea Lambertini Servizio Igiene Pubblica del DSP – AUSL 20 Prevenzione delle complicanze da malattie infettive Andrea Lambertini Servizio Igiene Pubblica del DSP – AUSL 21 La ristorazione nelle strutture per anziani Maria Rita Fontana Servizio Igiene degli Alimenti e della Nutrizione del DSP – AUSL 22 "Pensa alla salute” Maria Rita Fontana Servizio Igiene degli Alimenti e della Nutrizione del DSP – AUSL 23 Produzione di strumenti informativi Massimiliano Ranellucci e Paolo Giuliani AUSL 85 24 Educazione stili di vita Maria Rita Fontana Servizio Igiene degli Alimenti e della Nutrizione del DSP - AUSL 25 “Cuore Sicuro” Maria Rita Fontana Servizio Igiene degli Alimenti e della Nutrizione del DSP - AUSL 26 Assegnazione degli impianti sportivi per attività motoria anziani Maria Carafoli Servizio Sport 27 Organizzazione cicli annuali di conferenze di lettura Carlo Artioli Settore Cultura 28 Organizzazione rassegna cinematografica Carlo Artioli Settore Cultura 29 Facilitazione alla fruizione dei musei e dei teatri cittadini Carlo Artioli Settore Cultura 30 Allenare la memoria e nutrire il cervello Carlo Nicoli Servizio Assistenza Anziani 31 Interventi formativi sulle problematiche Giuseppe Dieci relative al Patto di Solidarietà per la Gabinetto del Sindaco salute 32 Informazione e valutazione della incontinenza femminile Maria Luisa De Luca Dipartimento Cure primarie del Distretto n° 3 e n° 7 AUSL di Modena 33 Benessere in menopausa; ciclo di incontri rivolti alle donne adulte e anziane Diffusione dei contenuti del Programma Salute Anziani Paola Del Vecchio Politiche Sociali Realizzazione di iniziative divulgative/informative per la promozione di una alimentazione salutare e dell’attività motoria rivolta alla popolazione generale o a target specifici Educazione su stile di vita per persone over 65 anni Consapevolezza che salute è benessere, che benessere è salute Informare sulla malattia diabetica Servizio Igiene degli Alimenti e della Nutrizione 34 35/II 36/II 37/II 38/II Giuseppe Dieci Gabinetto del Sindaco Servizio Igiene degli alimenti e della nutrizione del DSP e Servizio Salute Anziani dell’Ausl di Modena Università per la Libera età Natalia Ginzburg Associazione Diabetici Modenesi 39/II I “MARTEDÌ DELLA SALUTE” – Dipartimento Cure primarie del Distretto Ausl Iniziative sulla Salute Anziani promossi dalla FIPAC 40/II Realizzazione di assemblee informative sul tema Salute Anziani Circoscrizione n° 2 41/II 42/II Stili di vita e benessere Programmazione e realizzazione attività di socializzazione presso il Circoscrizione n° 4 Villa Margherita srl – Pensionato per Anziani 86 pensionato per anziani 43/II Interventi educativi e di rapporto con l’ambiente esterno Villa Margherita srl – Pensionato per Anziani 44/II 2° edizione Stili di vita e benessere Polisportive “Quatroville” 45/II Corsi di informatizzazione di base AVPA Croce Blu Modena 46/II Centro diurno Nonni La Noce AVPA Croce Blu Modena 47/II La Noce Internet Caffè AVPA Croce Blu Modena 48/II Programma di Memory Training Multifattoriale Distretto n° 3 49/II Iniziativa formativa/informativa sulla disabilità senile Università di Modena e Reggio Emilia – Scuola di Specializzazione in Geriatria e Gerontologia 50/II* Centri territoriali di socializzazione Paola Del Vecchio Politiche Sociali 51/II* Progetto “ Non da soli “ e emergenza caldo Patrizia Guerra Settore Politiche Sociali INTERVENTI PER L’ACCESSO IL SOSTEGNO E L’ASSISTENZA N° scheda 35 Titolo azione Responsabile Inserto annuale “Terza Età” Paola Del Vecchio Politiche Sociali 36 Informanziani Carlo Nicoli Servizio Assistenza Anziani 37 Centro d'ascolto - Solidalmente Carlo Nicoli Servizio Assistenza Anziani 38 Riabilitazione cognitiva nel demente 39 Sviluppo della rete dei servizi per i pazienti affetti da demenza - progetto demenze Andrea Guerzoni Distretto 3 – AUSL Paolo Giuseppe D’Angelo Ass. CO.ME.TA. Carlo Nicoli Servizio Assistenza Anziani 40 Patto modenese per l'assistenza domiciliare agli anziani: progetto Serdom Carlo Nicoli Servizio Assistenza Anziani 41 Assegno di Cura Carlo Nicoli Servizio Assistenza Anziani 42 Dimissioni protette Carlo Nicoli Servizio Assistenza Anziani 87 Maria Carafoli Servizio Sport 43 Realizzazione di un link nel sito sport per facilitare l’accesso degli anziani ai luoghi ove possono fare attività motoria 44 Servizio di terapia iniettoria per anziani Paola Del Vecchio Politiche Sociali 45 Progetto Demenze Carlo Nicoli Servizio Assistenza Anziani 46 Miglioramento del servizio di assistenza domiciliare Maria Luisa De Luca Dipartimento Cure primarie del Distretto n° 3 e n° 7 AUSL di Modena 47 Favorire l'autonomia e la permanenza nel proprio ambiente di vita degli anziani Patrizia Guerra Politiche Sociali 48 Accoglienza residenziale permanente – Case Protette e Residenze Sanitarie Assistenziali Paola Del Vecchio Politiche Sociali 49 Accoglienza temporanea presso servizi residenziali Paola Del Vecchio Politiche Sociali 50 Accoglienza semi-residenziale in Centri Diurni Paola Del Vecchio Politiche Sociali 51 Distribuzione di farmaci in dimissioni ospedaliere Mauro De Rosa Servizio Farmaceutico AUSL- Azienda Ospedaliera Policlinico 52 Distribuzione di farmaci ad alto costo al domicilio per pazienti non deambulanti o in difficoltà sociale Mauro De Rosa Servizio Farmaceutico AUSL- Azienda Ospedaliera Policlinico 53 Comunità alloggio Patrizia Guerra Politiche Sociali e Sanità 54 Sostegno alla domiciliarità Patrizia Guerra Politiche Sociali e Sanità 55 Telesoccorso e teleassistenza Patrizia Guerra Politiche Sociali e Sanità 57/III Istituzione ufficio qualita’: finalita’ – compiti – metodologie Servizio politiche per l’integrazione sociale e interventi residenziali anziani 58/III Piano Mense Collettive per utenze sensibili Servizio Igiene degli alimenti e della nutrizione e il Servizio Veterinario del DSP – Ausl di Modena 59/III Valutazione dello stato e della qualità nutrizionale dei menù nella popolazione anziana istituzionalizzata in Provincia di Modena – valutazione Servizio Igiene degli alimenti e della nutrizione del DSP e Servizio Salute Anziani dell’Ausl di Modena 88 di fattibilità 60/III Valutazione della qualità nutrizionale dei menù nella popolazione anziana istituzionalizzata in Provincia di Modena Servizio Igiene degli alimenti e della Nutrizione 61/III Riscrivere la memoria Circoscrizione n° 4 62/III 63/III Progetto “ORE DI SOLLIEVO” Interventi per aumentare l’autonomia motoria Associazione G.P.Vecchi Villa Margherita srl – Pensionato per Anziani 64/III 65/III 66/III 67/III Servizio di terapia iniettoria per anziani Trasporti Sociali Anziani Servizio di consegna pasti a domicilio Accompagnamento per piccole commissioni, visite mediche e dimissioni ospedaliere AVPA Croce Blu Modena AVPA Croce Blu Modena AVPA Croce Blu Modena AVPA Croce Blu Modena 68/III 69/III Consegna farmaci a domicilio Trattamento non farmacologico su base psicodinamica e cognitiva nel demente AVPA Croce Blu Modena Ass. Co.Me.T.A. 99 Onlus 70/III* 71/III* Accompagnamento a fare la spesa. abbonamenti urbani agevolati per pensionati al minimo INPS e disabili ai sensi della DR 2724/2001 AVPA Croce Blu Modena Settore Pianificazione territoriale INTERVENTI PER LA RIDUZIONE DEL DANNO N° scheda 56 Titolo Responsabile Pet Terapia Francesca Mantovi, Paola Savigni Politiche Sociali e Sanità 57 Erogazione di protesi personalizzate Maria Luisa De Luca Dipartimento Cure primarie del Distretto n° 3 e n° 7 AUSL di Modena 58 Protesi dentarie Pietro Di Michele Servizio di odontoiatria e ortodonzia - Distretto 3 – AUSL 59 Riduzione dei tempi di attesa cataratta Giorgio Mazzi Direzione Sanitaria AUSL 60 Razionalizzazione dell’offerta di servizi Gian Piero Buonagurelli sanitari Direzione Sanitaria AUSL 61 Riduzione tempi di attesa protesi anca e ginocchio Giorgio Mazzi Direzione Sanitaria AUSL 89 62/IV Corso rivolto agli operatori per movimentazione ospiti Villa Margherita srl – Pensionato per Anziani 63/IV* Limitazione Piaghe da decubito Villa Margherita S.R.L. Pensionato Per Anziani 64/IV* Mantenere la residua autonomia nella deambulazione” Villa Margherita S.R.L. Pensionato Per Anziani 65/IV* provvidenze economiche a favore degli invalidi civili Carlo Casari Settore Politiche Sociali INTERVENTI DI MONITORAGGIO DI ALCUNE PATOLOGIE N° scheda 62 Titolo Responsabile Osservatorio sul diabete Carlo Alberto Goldoni Servizio Epidemiologico del DSP – AUSL 63 Osservatorio demenze Carlo Alberto Goldoni Servizio Epidemiologico del DSP – AUSL 64 Osservatorio geriatrico Carlo Nicoli Servizio Assistenza Anziani 65 Analisi dell'incidentalità in ambito domestico Carlo Alberto Goldoni Servizio Epidemiologico del DSP - AUSL 66 Valutazione degli anziani fragili Maria Luisa De Luca Dipartimento Cure primarie del Distretto n° 3 e n° 7 AUSL di Modena 90 Programma di azioni sulla Salute e Sicurezza sul Lavoro A cura di Daniele Biagioni (ufficio politiche per la salute – Comune di Modena) Con la collaborazione di Davide Ferrari (DSP AUSL di Modena) 91 92 Premessa Gli infortuni sul lavoro e le patologie correlate alle attività lavorative rappresentano un problema rilevante sotto il profilo sanitario, sociale ed economico, in considerazione della sofferenza che tali eventi causano e degli alti costi che la collettività deve sostenere spesso a causa di una mancata opera di prevenzione. Tali eventi inoltre sono in gran parte, se non del tutto, eliminabili; le azioni che vengono promosse dalle istituzioni competenti in materia di controllo sulla applicazione corretta della normativa prevenzionistica non sono in grado, da sole, di ridurre in modo incisivo il fenomeno; la flessibilità e la mobilità del lavoro e dei lavoratori fanno spesso venir meno alcune delle condizioni necessarie per garantire la formazione ed informazione sui rischi, a cui si va incontro nelle diverse situazioni lavorative e non consentono perciò comportamenti ed atteggiamenti auto – protettivi. Artigiani e lavoratori autonomi spesso considerano le cautele per proteggersi dai rischi ostacoli per la propria produttività e qualche volta non conoscono o non percepiscono i rischi per la propria salute. Il sistema informativo esistente descrive gli accadimenti per settore produttivo e non consente di concentrare l’attenzione su alcuni lavori e mansioni a maggior rischio. Le azioni del programma agiscono su un ambito distrettuale, ciò comporta un particolare impegno per gran parte delle istituzioni e dei soggetti che ad esso partecipano essendo questi generalmente abituati ad operare in ambito provinciale; per tale motivo sono state riscontrate specifiche difficoltà nel quantificare gli interventi effettuati sul territorio distrettuale e conseguentemente la copertura assicurata con tali interventi ai bisogni dei lavoratori e delle imprese operanti in tale territorio. Il monitoraggio sulla situazione infortunistica e sulle malattie professionali, avviato per la prima volta su dimensione distrettuale, consentirà una conoscenza dei fenomeni centrata su una dimensione in cui possono essere più facilmente individuati i determinanti e le cause che provocano gli accadimenti e quindi gli interventi atti a contrastarne l’insorgenza. La raccolta dei dati infortunistici e delle malattie professionali mostra ancora parecchie indeterminatezze sia in riferimento alle frequenze di accadimento divise per genere, non essendo disponibili nel sistema la ripartizione nei diversi comparti produttivi degli addetti per genere, sia per una mancata suddivisione nei diversi settori degli accadimenti per mansione esercitata; tuttavia la disponibilità di dati quantificanti i fenomeni a livello distrettuale può consentire interpretazioni più accurate e di conseguenza migliorare la possibilità di indirizzare gli interventi sulle criticità emergenti. Il decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 (pubblicato in Gazzetta Ufficiale 30 aprile 2008, n. 101), in attuazione della delega conferita al Governo dalla Legge 3 agosto 2007, n. 123, emana il Testo Unico in materia di Sicurezza sul lavoro, in vigore dal 15 maggio 2008. I due provvedimenti aggiornano l’intera normativa in materia, prevedendo tra l’altro un coordinamento operativo a livello regionale e provinciale. In particolare il provvedimento, reso necessario anche dai tragici eventi ed infortuni occorsi recentemente e frutto di un'ampia convergenza delle forze politiche presenti in parlamento, "ridisegna la materia della salute e sicurezza sul lavoro le cui regole – fino ad oggi contenute in una lunga serie di disposizioni succedutesi nell’arco di quasi sessanta anni – sono state rivisitate e collocate in un’ottica di sistema". Tra gli interventi più importanti si possono indicare: • • • • • • obbligo del datore di lavoro alla formazione, informazione e addestramento del lavoratore; sanzioni più severe per le imprese che violano le norme in materia di sicurezza; nei casi più gravi di incidenti con feriti/morti con colpa dell'azienda sospensione dell'attività, sanzioni amministrative fino a 1.500.000 euro ed interdizione alla collaborazione con la pubblica amministrazione; responsabilità dell'appaltatore in merito agli incidenti che accadono ai lavoratori delle ditte appaltatrici; estensione delle tutele ai lavoratori flessibili; istituzione dei c.d. rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza eletti in ciascuna azienda indipendentemente dal numero di dipendenti. 93 Soltanto tre le deroghe previste: • • • documento sulla valutazione dei rischi, da predisporre entro il 29 luglio 2008; 1 norme sulle radiazioni ottiche, prorogate al 26 aprile 2010 ( ); 1 norme sui campi elettromagnetici, prorogate al 30 aprile 2012 ( ). Il presente programma non ha tenuto conto delle novità legislative, essendo stato programmato e attuato prima della loro adozione. Si ritiene comunque, secondo l’esperienza maturata con la attuazione del presente programma, che la dimensione distrettuale sia fondamentale per la programmazione e attuazione degli interventi. Il COMITATO DI PROGRAMMA DISTRETTUALE “SALUTE E SICUREZZA SUL LAVORO” ha coinvolto il Comune di Modena, con il coordinamento del Gruppo del Piano per la Salute (diventato Ufficio Politiche per le Salute), la Provincia di Modena e Direzione Provinciale del Lavoro, le Aziende Sanitarie (Dipartimento di Sanità Pubblica in Particolare), rappresentanti delle Associazioni Datoriali, Sindacali e di Categoria (Unione Industriali, Coldiretti, CNA, Confesercenti, API, Lega Coop, Lapam-Federimpresa, Confcoperative, CGIL, CISL e UIL) INPS, INAIL, Camera di Commercio e Osservatorio Provinciale Appalti. Percorso: LINEE DI INDIRIZZO per la predisposizione dei Programmi distrettuali “Salute e Sicurezza sul Lavoro” emanate dalla Conferenza Sanitaria Territoriale della Provincia di Modena (2001) • • • • • • • • • migliorare il sistema provinciale di conoscenze sui rischi e danni per la salute e la sicurezza dei lavoratori migliorare la percezione dei rischi e sensibilizzare la collettività accrescere la cultura della sicurezza sul lavoro e rafforzare le competenze e le capacità dei soggetti della prevenzione rafforzare il sistema delle alleanze implementare il sistema premiante migliorare le condizioni di sicurezza igiene ed ergonomia degli ambienti di lavoro rendere più efficaci le azioni di controllo e vigilanza tutelare le condizioni individuali di ipersuscettibilità minimizzare il danno per la salute I DETERMINANTI Una pluralità di attori all’interno delle strutture produttive 94 E numerosi fattori E un sistema di prevenzione, vigilanza e controllo, composto da diversi attori: • Dipartimento di Sanità Pubblica AUSL • Direzione Provinciale del Lavoro • INAIL • INPS • Polizia Municipale • Vigili del Fuoco DEFINIZIONE DEGLI OBIETTIVI DEL PROGRAMMA DISTRETTUALE: 95 Gli obiettivi specifici da perseguire, a livello distrettuale, individuati nel programma approvato nel giugno 2003 erano diretti a: 1. miglioramento del sistema di tutela della salute nei luoghi di lavoro (64 azioni); 2. miglioramento della salute dei lavoratori delle aziende pubbliche e private con più di 100 addetti per le principali patologie di PPS (45 azioni); 3. riduzione del danno (7 azioni); 4. indirizzare prioritariamente le attività di vigilanza e controllo verso i soggetti a maggior rischio o più deboli (6 azioni). L’INDIVIDUAZIONE DI 2 OBIETTIVI PRIORITARI Con Delibera di Consiglio del 4/07/2005 la validità del programma è stata approvata fino al 2007 con due priorità di intervento verso cui indirizzare le azioni negli anni 2006 – 2007: azioni atte a favorire interventi di monitoraggio e controllo dei cantieri edili e delle Aziende che si aggiudicano gli appalti pubblici; azioni indirizzate a coinvolgere le aziende con più di 100 addetti nelle problematiche di salute evidenziate nel PPS e nel programma. MESSA IN RETE DELLE AZIONI rivolte agli obiettivi individuati dei soggetti che hanno aderito al Patto per la Salute del Comune di Modena. Il programma, approvato nel 2003 dal Consiglio Comunale, e prorogato fino al 2007 con Delibera di Consiglio del 4/07/2005, nell'ambito degli interventi tesi a promuovere e realizzare il Piano per la Salute nel Distretto di Modena, ad oggi raggruppa 122 azioni. Si è partiti con 100 azioni nel 2003 presentate da Comune, Aziende Sanitarie e terzo settore (Aziende Private, Sindacati e Associazioni di Categoria); nel Report di monitoraggio il programma conteneva 122 interventi. Le azioni sono state suddivise sulla base delle seguenti tipologie: •Interventi per il miglioramento del sistema di tutela della salute nei luoghi di lavoro (87 azioni) •Interventi per il miglioramento della salute dei lavoratori per le principali patologie individuate nel piano per la salute (24 azioni) •Interventi per la riduzione del danno (5 azioni) •Interventi di vigilanza e controllo (6 azioni) IL MONITORAGGIO E LA VERIFICA La prima fase di verifica, corrisponde al monitoraggio annuale dei programmi, che si realizza con: l’aggiornamento dei dati di contesto, epidemiologici, sociali, e di accesso ai servizi; la verifica dell’attuazione delle azioni programmate; l’inserimento delle eventuali nuove proposte di intervento; produzione di Report di monitoraggio. LA FASE DI VALUTAZIONE Riguarda l’analisi degli interventi programmati e realizzati rispetto agli obiettivi fissati nei singoli programma, la valutazione si articola nella: verifica del raggiungimento degli obiettivi; conferma o aggiornamento degli obiettivi e delle strategie con individuazione di eventuali ulteriori criticità e quindi di proposte di nuove azioni prioritarie di intervento. 96 VALUTAZIONE DELLE AZIONI PER OBIETTIVI SPECIFICI Il coordinamento e la promozione di azioni sulla Salute e Sicurezza sul Lavoro sono confluite in un tavolo di lavoro provinciale, essendo le problematiche relative a questi temi, spesso di competenza più estesa rispetto a quella distrettuale. Nello specifico il 6 dicembre 2008 è stato rinnovato ed allargato a tutti i comuni capodistretto il protocollo di intenti “Interventi per l’informazione, formazione e prevenzione in materia di sicurezza sul lavoro”. Le Parti firmatarie intendono concorrere in forma congiunta all’individuazione delle priorità di intervento per l’informazione, la formazione e la prevenzione in materia di sicurezza e tutela della salute nei luoghi di lavoro, nonché promuovere un sistema di azioni integrate su tutto il territorio provinciale per migliorare l’efficacia dell’attività di controllo e repressione. Sarà posta particolare attenzione al lavoro nero ed irregolare, considerati fattori degenerativi che stravolgono i normali rapporti economici e concorrenziali, producendo pesanti effetti in materia di condizioni di lavoro, di occupazione, nonché di sicurezza, con riflessi preoccupanti sul piano della prevenzione e dei relativi e possibili interventi Le parti inoltre individuano il DURC (Documento Unico Regolarità Contributiva) e gli Indici di Congruità tra i parametri di riferimento che i tavoli tecnici potranno assumere nei protocolli specifici di settore I soggetti firmatari si sono impegnati a: 1. raccordare, attraverso uno specifico Coordinamento Provinciale, l’attività conoscitiva e di intervento in merito al fenomeno infortunistico ed alle malattie professionali in provincia di Modena, tenendo conto delle specificità di comparto e delle caratteristiche dei settori produttivi; 2. promuovere modalità di intervento e sistemi informativi integrati tra gli organi di vigilanza competenti, comprese le polizie municipali; 3. individuare all’interno di ogni Ente, Istituzione e Associazione, compresi quelli preposti all’educazione ed alla formazione, risorse – di volta in volta in relazione a specifici progetti e iniziative – da dedicare alla promozione e alla diffusione della cultura della prevenzione dei rischi e della sicurezza negli ambienti di lavoro; 4. progettare e realizzare campagne mirate di prevenzione, formazione e informazione in materia di sicurezza sul lavoro, con il coinvolgimento di tutti i soggetti pubblici e privati firmatari del protocollo, garantendo così a tutti i lavoratori livelli di formazione ed informazione adeguati. Ciò anche in riguardo alle differenze di genere ed alla condizione delle lavoratrici e dei lavoratori immigrati. Particolare attenzione dovrà essere rivolta alla formazione ed informazione dei lavoratori stranieri sia con l’ausilio di tutti i supporti necessari al fine di renderla efficace, sia con campagne straordinarie di sensibilizzazione. Tale attività sarà monitorata sistematicamente con il coordinamento della Provincia di Modena, Assessorato Politiche del Lavoro 5. costituire un punto sinergico di osservazione del fenomeno infortunistico e delle malattie professionali a livello provinciale, con il compito di sistematizzare e diffondere dati e informazioni esistenti, prodotti da fonti diverse, allo scopo di evitare duplicazioni e definire un quadro unitario e aggiornato delle sue dimensioni qualitative e quantitative; 6. garantire stabile configurazione al Coordinamento Provinciale, il quale dovrà: - dotarsi di un programma triennale redatto in sintonia con gli indirizzi Regionali, articolato in azioni annuali concordate periodicamente dal Coordinamento stesso; - definire al suo interno gruppi di lavoro tematici o locali, per l’analisi e la realizzazione degli interventi concordati. Spetterà al Coordinamento provinciale la successiva approvazione delle proposte avanzate dai gruppi; - prevedere eventualmente il coinvolgimento di altri Enti o Organismi competenti. Ciò con particolare riferimento alla Regione Emilia Romagna 7. individuare nella Provincia di Modena, il supporto tecnico- operativo delle attività sopra elencate, ferme restando l’autonomia, la responsabilità e le competenze degli Enti, Istituzioni e Associazioni contraenti. 8. sollecitare, nei modi che le Parti riterranno opportuno, le Istituzioni competenti affinché gli organi di controllo e assistenza presenti in sede locale possano usufruire di risorse e professionalità adeguate ai compiti da svolgere e realizzino controlli frequenti e mirati, in particolare nei settori a rischio; 97 9. coordinare gli interventi citati con le attività degli altri organismi esistenti, in primis l’osservatorio provinciale di Vigilanza negli appalti pubblici e privati nell’edilizia; 10. il soggetti firmatari del presente protocollo che svolgono attività formative secondo quanto disposto dalla normativa vigente in materia, si impegnano a presentare, con anticipo in sede di coordinamento, i percorsi formativi in programma. Inoltre le Parti concorrono a diffondere i contenuti dell’intesa, anche a livello locale, attraverso coerenti prassi di coinvolgimento delle rispettive rappresentanze. Il Tavolo provinciale prevede una serie di interventi, in parte già attuati nel 2008, a cui occorre partecipino a pieno titolo i distretti: • l’avvio dei seguenti gruppi di lavoro: gruppo comunicazione, gruppo formazione, gruppo edilizia e gruppo sicurezza stradale in itinere e prevenzione dell’attività di autotrasporti (i gruppi hanno funzione propositiva nei confronti del coordinamento)• l’attivazione e il mantenimento di diverse attività formative Si conferma l’importanza della programmazione degli interventi a livello distrettuale, in considerazione delle specificità delle realtà produttive. In relazione all’obiettivo 1 (miglioramento del sistema di tutela della salute nei luoghi di lavoro) Azioni di applicazione e modifica delle normative nell’ottica della prevenzione In applicazione delle Azioni tese a impedire le cadute dell’alto è stato siglato un apposito protocollo tra gli Enti locali e le associazioni datoriali e sindacali dell’intera Provincia, che ha definito gli interventi preventivi e comportamentali da porre in atto per scongiurare tali eventi. Per quanto riguarda il Comune di Modena, oltre all’osservanza del protocollo nelle opere di manutenzione del proprio patrimonio, è stato modificato, nel corso del 2006, il regolamento edilizio (RUE) prevedendo che i progetti relativi agli intereventi che riguardano la copertura degli edifici, sia di nuova costruzione che esistenti, in occasione di interventi di manutenzione straordinaria, debbano prevedere idonee misure preventive e protettive che consentano, nella successiva fase di manutenzione degli edifici, l’accesso, il transito e l’esecuzione dei lavori in quota in condizioni di sicurezza. Azioni di Sensibilizzazione e informazione Sono state realizzate numerose azioni di sensibilizzazione, formazione e informazione da parte di molti degli attori aderenti al programma. Si ritiene opportuno citarne qualcuna a titolo di esempio. L’INAIL ha portato avanti azioni di sensibilizzazione / informazione e formazione rivolte alle aziende. Nello specifico si possono citare a titolo di esempio: • Finanziamento di progetti per favorire la formazione e l’informazione all’interno delle Imprese (artt. 21 e 22 d.lgs. 626/94) che ha visto il finanziamento di 82 su 121pervenuti. • Bando di concorso regionale per interventi di sostegno a programmi e progetti di adeguamento di macchinari, impianti e organizzazione del lavoro (art. 23 D.Lgs. 38/00) che ha visto l’approvazione di 114 progetti su 148 pervenuti I progetti più interessanti sono stati pubblicati sul sito dell’INAIL (www.inail.it) E’ stato organizzato, in accordo con l’INAIL, un incontro al CTP (centro territoriale permanente di istruzione per gli adulti) dedicato alla sicurezza sui luoghi di lavoro. Tra i partecipanti, circa 25 persone tutte di nazionalità straniera, prevalentemente uomini. Solo in pochissimi hanno dichiarato di avere un lavoro regolare, qualcun'altro ha dichiarato che sta mettendosi in proprio. E' stato ribadito il diritto assicurativo a causa infortunio sia per i lavoratori regolari che non. È stato spiegato come funziona l’INAIL e soprattutto quali servizi di supporto offre ai cittadini. Sono state elencate le cause principali di infortunio per focalizzare l’attenzione su alcuni comportamenti scorretti che causano incidenti. È stato ribadito l’obbligo ad usare i mezzi di protezione che il datore di lavoro fornisce, eventualmente richiederli se non vengono dati. Sono 98 state date indicazioni anche sui servizi offerti dai sindacati, a cui si è detto di rivolgersi per ogni aiuto possibile in campo lavorativo. Molta attenzione e interesse è stato dimostrato per gli incidenti nei percorsi casa- lavoro, e sul fatto che per essere coperti dall’assicurazione INAIL bisogna percorrere il tragitto casalavoro senza deviazioni. È stato spiegato cosa fare in caso d’infortunio da un punto di vista burocratico. È stata segnalata l’importanza dei certificati medici da produrre in tempi brevi per essere coperti. Visto il successo dell’iniziativa, si ritiene probabile una riproposizione più strutturata. In occasione della Giornata Mondiale dedicata alla Salute e Sicurezza sul lavoro, il 28 aprile 2008, è stato promosso uno spettacolo teatrale dal titolo “PREVENZIO E INCOSCIENZIO -La prevenzione degli infortuni in tutte le lingue del mondo….” per sensibilizzare ancora una volta un pubblico in prevalenza straniero, sul tema della Sicurezza sul lavoro. In relazione all’obiettivo 2 (miglioramento della salute dei lavoratori delle aziende pubbliche e private con più di 100 addetti per le principali patologie di PPS) Le azioni indirizzate al miglioramento delle condizioni di salute e sicurezza nelle grandi aziende, sono state per lo più prese in capo dal tavolo provinciale. Sono stati attivati tavoli di coordinamento tra le grandi aziende che appartengono allo stesso comparto produttivo e presentano quindi presumibilmente problematiche simili. Di particolare interesse è stato il tavolo di coordinamento che ha previsto interventi per la prevenzione degli infortuni nelle aziende metalmeccaniche, il quale ha prodotto la “relazione sul piano mirato alla riduzione infortuni in metalmeccanica del Distretto di Modena”. Di seguito viene riportato il progetto così come si è evoluto, a titolo di esempio. IL PIANO La metalmeccanica costituisce uno dei settori produttivi a maggior rischio infortunistico e, pertanto, gli indirizzi di programmazione sanitaria nazionale e regionale pongono tale settore tra quelli verso cui orientare prioritariamente le azioni di prevenzione al fine di ridurre, nell'arco di tre anni, gli infortuni del 10%. Anche nella provincia di Modena tale settore fornisce un importante contributo al fenomeno infortunistico, sia perché rappresenta il settore manifatturiero più consistente per numero di addetti e diffusione, sia perché gli indici infortunistici sono ancora elevati sia per frequenza di accadimento che per gravità delle conseguenze. Sulla base di tali premesse, i Servizi di Prevenzione e Sicurezza Ambienti di Lavoro (SPSAL) del Dipartimento di Sanità Pubblica dell'Azienda USL di Modena hanno avviato un piano mirato alla riduzione degli infortuni. L'obiettivo, particolarmente ambizioso, investe sia le Istituzioni che tutti gli altri soggetti coinvolti nel processo di prevenzione e non può assolutamente prescindere da un concreto e sostanziale impegno delle aziende, che devono mettere in campo azioni e strumenti organizzativi e gestionali efficaci per tenere sotto controllo i rischi, come previsto dal D. Lgs. 626/94. Nonostante la profonda innovazione introdotta in tal senso dal Decreto sopra citato, si deve purtroppo rilevare, a distanza di diversi anni dalla sua entrata in vigore, una certa difficoltà delle aziende ad attuare pienamente i suoi adempimenti. Il piano mirato, partendo da tale analisi, voleva favorire il conseguimento dell'obiettivo di ridurre gli infortuni sollecitando le aziende a mettere in campo l'uso di strumenti adeguati per gestire efficacemente il processo di prevenzione. A tale scopo erano stati pertanto elaborati due strumenti, finalizzati a: Promuovere, mediante un modello di analisi (descrizione degli infortuni orientato alla prevenzione), il monitoraggio permanente del fenomeno infortunistico (corretta compilazione del registro infortuni, produzione di indici infortunistici,…..) e l'individuazione dei fattori causali e concausali, al fine di predisporre efficaci misure per la loro eliminazione. Migliorare la qualità dell'applicazione del D. Lgs. n° 626/94 sia relativamente agli aspetti di caratt ere organizzativo (istituzione, ruolo, funzionamento e interrelazioni delle varie figure e strutture previste dal Decreto: RSPP, SPP, RLS, medico competente, incaricati di pronto soccorso, emergenza e antincendio) che di carattere gestionale (valutazione dei rischi, individuazione delle misure di prevenzione e protezione, programma di attuazione, procedure aziendali, informazione, formazione, consultazione); a 99 tale scopo è stato predisposto uno strumento di audit interno rivolto principalmente al datore di lavoro, per l'analisi della qualità dei principali aspetti dell'organizzazione aziendale preposta all'attuazione e gestione della sicurezza in azienda. L'uso di tali strumenti, ritenevamo potesse utilmente contribuire a migliorare la qualità e l'efficacia delle azioni di prevenzione messe in campo per adempiere agli obblighi inerenti la tutela della salute e sicurezza dei lavoratori. Al fine di favorire tale processo, gli strumenti sopra citati sono stati inviati, in un primo tempo, a tutte le aziende metalmeccaniche (con più di 15 addetti), con la sollecitazione a rivedere, secondo tale ottica, il processo di prevenzione impostato e le azioni messe in atto per prevenire il verificarsi degli infortuni. Il Servizio ha poi orientato la sua azione di assistenza verso un campione di aziende, che ha aderito volontariamente al piano, interessate a sperimentare l'uso di tali strumenti. Il Servizio, aveva anticipatamente illustrato, alle Associazioni imprenditoriali e alle Organizzazioni sindacali, nel corso di un'apposita iniziativa, il piano mirato, dove aveva comunicato che si impegnava a fornire ampia informazione ed assistenza alle aziende e ai soggetti aziendali della prevenzione, sull'utilizzo ed applicazione di tali strumenti, prevedendo apposite iniziative mirate. LE FASI ATTUATIVE DEL PROGETTO Le varie fasi del progetto, che hanno coinvolto le ditte aderenti, possono essere così sintetizzate: a) formazione/addestramento all’uso dello strumento di analisi degli infortuni dei soggetti aziendali incaricati di svolgere questa indagine b) raccolta dati negli anni previsti dal progetto e prima elaborazione c) elaborazione finale e comunicazione dei risultati conclusivi L’obiettivo finale che il piano si proponeva era così sintetizzato: verifica di efficacia del progetto misurata in termini di riduzione degli indici infortunistici: - per singola azienda; - per l’insieme delle aziende aderenti al progetto L’Indice di Incidenza del 2003 (che è definito dal totale degli infortuni nell’anno di una azienda / il totale del numero degli addetti di quella azienda ) di ogni azienda doveva risultare diminuito di 0,90 rispetto al 1998. LE AZIENDE CHE HANNO ADERITO AL PROGETTO Inizialmente hanno aderito al progetto n. 26 aziende, ma poi, per motivi diversi, 5 aziende hanno rinunciato alla parte formativa necessaria per la successiva applicazione degli strumenti previsti e di fatto hanno ritirato la adesione, sono quindi rimaste 21 aziende. ELABORAZIONE DATI (aziende aderenti al progetto) In questa prima elaborazione sono stati utilizzati i numeri totali delle 33 aziende rispetto ai dati di ogni singola azienda, che verranno elaborati successivamente confrontando gli indici di incidenza degli infortuni. Le tab. n.1 e n.2 riportano in totale, per i due anni che dovevano essere considerati dal progetto, il numero degli infortuni avvenuti nei periodi interessati e il numero complessivo degli addetti. N°. Infortuni e Addetti negli anni considerati N° ditte aderenti 1998 N° infortuni 1998 Addetti 2003 N° infortuni 2003 Addetti 21 295 1769 262 1927 100 Da questi dati si ricava che l’Indice di Incidenza per l’anno 1998 del gruppo delle 21 aziende è 14,6. L’Indice di Incidenza per l’anno 2003 delle stesse aziende risulta essere 12,2 Da ciò si evince che c’è stata una riduzione dell’Indice di Incidenza del gruppo delle aziende nei due anni raffrontati. L’obiettivo del progetto era di avere un rapporto fra gli Indice di Incidenza per ogni azienda fra l’anno 2003 e l’anno 1998 ≤0.90 Confrontando l’Indice di Incidenza di ogni azienda fra il 2003 e il 1998 si rileva che hanno raggiunto l’obiettivo del progetto (riduzione dell’indice di incidenza pari o superiore al 10%) n. 12 aziende su 21. Complessivamente l’Indice di Incidenza del gruppo di aziende aderenti si è ridotto tra il 1998 e il 2003 del 17%. CONCLUSIONI I risultati del progetto hanno evidenziato una riduzione dell’indice di incidenza degli infortuni nel gruppo di aziende aderenti, che è passato dal 14,6 al 12,2. L’Obiettivo della riduzione del 10% degli infortuni nel periodo 1998-2003 è stato raggiunto dal gruppo nel suo complesso e singolarmente dal 57% delle aziende. Dalla valutazione delle schede di analisi degli infortuni emergono alcune considerazioni: -l’individuazione delle cause degli infortuni è risultata a volte non adeguatamente approfondita nella maggioranza dei casi è stata imputata a errori o negligenze del lavoratore, con una limitata attenzione alla ricerca di eventuali altri fattori causali; -la compilazione delle schede raramente ha visto il coinvolgimento di entrambe le figure previste, in particolare del RLS; questa carenza può avere determinato criticità nella individuazione delle cause dell’evento; -solo in rari casi è stata richiesta l’assistenza degli operatori SPSAL nell’analisi degli infortuni, che avrebbe anch’essa contribuito a un maggiore approfondimento nella definizione delle cause dell’infortunio. Dall’esame delle schede riepilogative emergono alcuni elementi degni di nota. Le aziende aderenti al progetto hanno espresso unanimemente la necessità di migliorare la prevenzione attraverso misure di carattere tecnico, organizzativo e di formazione e informazione e dichiarato l’impegno a realizzare le misure necessarie, individuando i soggetti destinatari degli interventi preventivi e definendo tempi congrui per la loro realizzazione. In conclusione, gli strumenti di analisi proposti ( ricavati e rielaborati da “Sbagliando si Impara” ASL di Legnano) si sono dimostrati validi al fine di analizzare la dinamica di un infortunio e a evidenziare i punti su cui intervenire per ridurre la probabilità che abbiano a ripetersi in futuro infortuni con analoghe caratteristiche. Il modello di analisi proposto, anche se il suo utilizzo è certamente migliorabile, si è rivelato uno strumento utile a orientare la prevenzione, in particolare relativamente agli aspetti organizzativi e gestionali. Un impegno delle aziende a proseguire nell’applicazione degli strumenti proposti potrà sicuramente contribuire a migliorare la collaborazione fra i soggetti aziendali della prevenzione, in particolare RSPP e RLS, e le condizioni di sicurezza dell’attività lavorativa. In relazione all’obiettivo 3 (riduzione del danno) Per quanto riguarda gli interventi di riduzione del danno è interessante l’esempio di azione portata avanti dal DSP AUSL, prevenzione degli infortuni e interventi di soccorso nella realizzazione delle opere TAV. L’azione era tesa a tutelare la salute e la sicurezza degli addetti ai cantieri TAV e a garantire un’adeguata organizzazione dell’emergenza in caso di infortunio al fine di minimizzare i danni. A tale scopo si è voluto fornire: • assistenza alle imprese e ai soggetti della prevenzione nelle fasi di pianificazione preventiva della sicurezza. • verifica dei piani di sicurezza e rilascio di eventuali indicazioni di prevenzione. • valutazione preventiva dei progetti degli insediamenti di supporto alla costruzione della linea ferroviaria. • organizzazione dell’emergenza e formazione del personale Al termine del progetto sono stati valutati tutti i piani di sicurezza pervenuti; è stata garantita l’attività di informazione e assistenza programmata; è stata raccolta e sistematizzata la documentazione fotografica 101 sulle lavorazioni TAV esistente ai fini della produzione di un CD informativo; sono stati raccolti e trasmessi i dati relativi al progetto regionale OM-TAV; è stata prodotta una relazione sull'attività di verifica della formazione e informazione dei lavoratori svolta nel corso del 2005 nei cantieri TAV. In relazione all’obiettivo 4 (indirizzare prioritariamente le attività di vigilanza e controllo verso i soggetti a maggior rischio o più deboli) L’attività SPSAL è rivolta principalmente ad aumentare i livelli di attività di vigilanza in funzione di quanto previsto dal D.P.C.M. del 17/12/07 “Esecuzione dell’accordo del 1 agosto 2007 recante il Patto per la tutela della salute e prevenzione nei luoghi di lavoro” che prevede il controllo del 5% delle U.L, successivamente fissato dalla Regione, per l’anno 2008, al 4,5%. L’azione di vigilanza sarà orientata alle principali priorità di rischio infortunistico (grandi opere, edilizia, metalmeccanica, ceramica, agricoltura e legno), igienistico (continuazione dei piani mirati in corso: rumore, vibrazioni e agenti chimici e cancerogeni) ed ergonomico (conclusione piano caseifici, avvio piano movimentazione pazienti nelle strutture socio-assistenziali, continuazione piano controllo rischi da sovraccarico biomeccanico degli arti superiori nelle lavorazioni carni, ceramiche e biomedicale). In particolare è stato programmato il rafforzamento del cordinamento con altri enti della pubblica amministrazione nell’ambito del Comitato Provinciali ex art. 27 D.Lgs 626/94 e mantenimento delle azioni di vigilanza coordinata; verrà promossa l’estensione anche ad altri comuni dell’attività di vigilanza coordinata in edilizia con la Polizia Municipale, condotta da tempo nel comune di Modena, realizzandola in tutti i territori della provincia apposite iniziative formative. Si ritiene opportuno descrivere di seguito i Dati sull’attività di controllo e vigilanza nei luoghi di lavoro svolta dall’AUSL (tratto dal Bilancio sociale dell’Azienda USL di Modena 2007) che rappresentano gran parte delle azioni di prevenzione, vigilanza e controllo fornite dai servizi pubblici sullo stato di applicazione della normativa prevenzionistica; gli interventi degli altri organi di vigilanza (DPL, INPS e INAIL) sono rivolti più specificatamente al rispetto delle normative di competenza di tali organismi, mente quelli dell’AUSL riguardano lo stato di applicazione delle normative di prevenzione. Il Servizio di Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro (SPSAL) controlla il rispetto della normativa specifica di tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Le aziende da assoggettare al controllo vengono individuate in base a criteri epidemiologici (indici infortunistici di frequenza e gravità per la sicurezza e profili di rischio/danno per gli aspetti igienistici e sanitari), segnalazioni da parte di lavoratori o loro rappresentanti (RLS), notizie di eventi penalmente rilevanti o richieste di espressione pareri. L’attività viene svolta mediante sopralluoghi nelle aziende, perseguendo, quando possibile, il coinvolgimento del RLS. In caso di riscontro di irregolarità il SPSAL assume provvedimenti di prescrizione/disposizione per imporre le misure di prevenzione mancanti e ne verifica l’ottemperanza entro i termini fissati dalla legge. Il controllo viene esercitato anche sul rischio connesso alla rimozione di materiali contenenti amianto, verificando la congruenza del “Piano di Rimozione” che l’impresa esecutrice dei lavori deve presentare preventivamente e controllando sul campo gli interventi più significativi. 102 Numero Unità Locali e Imprese controllate – anno 2005 Unità locali Carpi Mirandola Modena Sassuolo Pavullo Vignola Castelfr. TOT. Imprese totali Cantieri Edili 73 84 94 99 59 94 41 544 936 TAV-Grandi Opere 50 20 89 0 0 3 44 206 206 Metalmeccanica 36 33 71 49 17 39 39 284 284 1 3 2 59 7 17 2 91 94 Agroalimentare 12 10 16 9 7 18 4 76 76 Legno Ceramica 12 10 11 3 4 4 3 47 47 Agricoltura 8 17 7 6 8 17 16 79 79 Biomedicale 1 12 0 0 0 0 0 13 13 Altro 172 104 134 101 22 52 81 666 752 TOTALE 365 293 424 326 124 244 230 2.006 2.487 Numero Unità Locali e Imprese controllate – anno 2006 Unità locali Carpi Mirandola Modena Cantieri Edili 77 94 67 TAV-Grandi Opere 30 17 Metalmeccanica 41 41 Ceramica Agroalimentare Legno Agricoltura Biomedicale Sassuolo Imprese totali Pavullo Vignola Castelfr. TOT. 103 53 76 51 521 909 91 0 0 21 0 159 159 49 54 19 17 39 260 260 3 5 1 59 7 9 0 84 84 15 12 5 8 9 26 6 81 81 6 2 0 3 5 4 2 22 22 20 18 10 11 4 12 12 87 88 15 0 15 0 0 0 0 0 15 Altro 152 66 82 100 43 28 46 517 645 TOTALE 344 270 305 338 140 193 156 1.746 2.263 Pavullo Vignola Castelfr. TOT. Numero Unità Locali e Imprese controllate – anno 2007 Unità locali Cantieri Edili TAV-Gr. Opere Metalmeccanica Ceramica Agroalimentare Legno Sassuolo Imprese totali Carpi Mirandola Modena 116 111 88 99 45 100 44 603 1.150 1 14 81 0 0 9 0 105 105 34 57 51 43 12 28 49 274 274 1 5 2 45 9 6 1 69 69 11 7 13 9 12 34 5 91 91 2 1 4 4 7 4 4 26 26 Agricoltura 16 16 21 14 15 24 16 122 122 Biomedicale 1 26 0 0 0 0 0 27 27 Altro 106 78 90 72 44 9 80 475 623 TOTALE 288 315 350 286 144 214 199 1.796 2.487 103 Numero sopralluoghi – anno 2005 Carpi Cantieri Edili TAV-Grandi Opere Metalmec. Ceramica Agroalimentare Legno Agricoltura Biomedicale Altro TOTALE Mirandola Modena Sassuol Pavullo Vignola Castelfr. TOT. o 93 125 123 132 111 140 68 792 109 24 171 0 0 6 89 399 53 1 18 17 10 1 196 498 40 5 13 14 17 17 137 392 110 2 23 15 11 0 258 713 70 81 13 3 7 0 118 424 29 26 8 5 10 0 35 224 52 29 26 7 20 0 55 335 52 2 6 4 18 0 9 248 406 146 107 65 93 18 808 2.834 Numero sopralluoghi – anno 2006 Carpi Cantieri Edili TAV-Grandi Opere Metalmec. Ceramica Agroalimentare Legno Agricoltura Biomedicale Altro TOTALE Mirandola Modena 119 46 131 18 82 194 66 6 25 10 25 0 177 474 62 16 14 7 22 27 81 378 61 1 7 0 10 0 98 453 Sassuol Pavullo Vignola Castelfr. TOT. o 759 134 93 132 68 335 0 77 0 71 82 8 3 11 0 135 444 30 10 14 5 4 0 53 209 28 12 39 5 35 0 25 353 48 0 10 4 14 0 60 204 366 127 117 34 121 27 629 2.515 Numero sopralluoghi – anno 2007 Carpi Cantieri Edili TAV-Grandi Opere Metalmec. Ceramica Agroalimentare Legno Agricoltura Biomedicale Altro TOTALE Mirandola Modena Sassuol Pavullo Vignola Castelfr. TOT. o 867 136 80 166 61 171 141 112 1 16 149 0 0 18 0 184 51 2 18 2 21 1 138 405 84 9 11 2 19 43 97 422 61 2 14 5 21 0 102 466 57 66 11 5 15 0 89 379 20 19 19 7 16 0 56 217 34 10 46 6 26 0 20 326 63 1 6 5 17 0 103 256 370 109 125 32 135 44 605 2.471 Si ritiene opportuno fornire una spiegazione del doppio sistema di conteggio dell’attività, che è stato introdotto da quest’anno 2007 al fine di adeguare la “contabilità” locale ai nuovi criteri concordati a livello nazionale e regionale, criteri sulla base dei quali sarà verificato il raggiungimento dell’obiettivo contenuto nel D.P.C.M. del 17/12/07 “Esecuzione dell’accordo del 1 agosto 2007 recante il Patto per la tutela della salute e prevenzione nei luoghi di lavoro” consistente nel controllo del 5% delle U.L. presenti nel territorio di competenza. Per “Unità Locali” controllate vanno intesi i diversi “luoghi fisici” in cui il personale ha avuto accesso per esercitare la sua funzione di controllo (cantieri, stabilimenti, unità produttive...), mentre per “imprese 104 controllate” si intendono le “ragioni sociali” controllate almeno una volta nel corso dell’anno, in indirizzi diversi. Ad esempio in un cantiere edile, conteggiato come 1 Unità Locale, di norma vengono trovate, controllate e, quindi, conteggiate più imprese, così come nelle aziende medio grandi (1 U. L.) dove spesso si riscontra la presenza di più imprese appaltatrici, che a loro volta vengono conteggiate se sottoposte a controlli. Il confronto tra i tre anni considerati evidenzia una contrazione nel 2006 rispetto all’anno precedente, spiegata da diversi fattori: ricambio di personale per pensionamenti, maggiori risorse dedicate ad altre attività (aggiornamento e miglioramento della qualità e della omogeneità operative nei territori, attività nell’ambito della Commissione Legge 34/98). Nel 2007, nonostante una lieve contrazione delle risorse di personale per le difficoltà riscontrate nel garantire il tempestivo ricambio del turn-over, i dati di attività evidenziano un lieve incremento del numero di U.L. oggetto di controllo, reso possibile da una modesta riduzione di alcune attività di assistenza. Le Imprese Controllate sono invece aumentate in modo più che proporzionale e ciò trova una spiegazione nel relativo incremento dell’attività in edilizia, settore in cui il numero di imprese per U.L. è più elevato che negli altri settori produttivi. La costruzione della Linea ad Alta Velocità (TAV) interessa esclusivamente i Distretti di Castelfranco, Modena e Carpi; il numero di sopralluoghi effettuati è in funzione della lunghezza della tratta che insiste nei diversi Distretti. La riduzione registrata nel corso del triennio considerato, è dovuta al progressivo completamento della TAV e di parte delle altre Grandi Opere in costruzione, quali la Pedemontana, mentre altre (come ad esempio l’autostrada Cispadana nel territorio Nord della provincia) partiranno, presumibilmente, non prima del 2009. La provincia di Modena è caratterizzata da un elevatissimo sviluppo economico e produttivo, con 62.795 Unità Locali censite (ISTAT Ermes 2001) e circa 273.000 addetti all’industria, artigianato e servizi (Banca dati INAIL al 31/10/2007), di cui circa il 50 % occupati in attività manifatturiere comportanti gradi variabili di rischi per la salute e la sicurezza. L’attività complessiva dei SPSAL ha riguardato, per ognuno dei 3 anni considerati, percentuali variabili dal 3,6 del 2006 al 3,9 del 2005 e 2007 delle imprese censite, corrispondenti però, per effetto della selezione relativa alle aziende più grandi, a circa 50.000 addetti/anno (18 % circa del totale). Di questi erano occupati nei suddetti settori a maggior rischio percentuali tra il 65 e il 70% negli anni considerati. Le tabelle seguenti evidenziano le situazioni di irregolarità riscontrate durante le attività di vigilanza condotte dai SPSAL provinciali, ovvero il numero di aziende che, per Distretto e per settore, sono risultate irregolari in almeno un’occasione nell’anno considerato e, nell’ultima colonna, il numero complessivo di atti sanzionatori elevati. Cantieri Edili TAV e Gr. opere Metalmeccanica Ceramica Agroalimentare Legno Agricoltura Biomedicale Altro TOTALE 26 6 11 0 2 3 0 0 5 53 32 3 9 1 3 3 3 1 11 66 34 15 24 0 5 2 2 0 8 90 21 0 16 12 6 0 1 0 15 71 22 0 2 2 5 0 2 0 0 33 105 30 0 19 9 12 3 6 0 10 89 23 7 7 0 3 1 2 0 5 48 188 31 88 24 36 12 16 1 54 450 Totale Atti Sanz. Totale Aziende Irreg. Castelfranc o Vignola Pavullo Sassuolo Modena Mirandola Carpi Numero aziende in cui sono state riscontrate irregolarità e totale atti sanzionatori -anno 2005 307 60 92 30 38 12 18 1 132 690 37 0 13 3 2 1 5 3 15 79 24 17 13 6 2 0 1 0 15 61 1 0 6 0 0 0 9 33 35 8 5 2 16 1 3 0 0 70 Castelfranc o Vignola Pavullo Sassuolo Modena 18 7 16 1 2 0 1 0 9 54 17 11 0 1 1 1 0 3 34 Totale Atti Sanz. 27 4 14 2 3 0 3 0 10 63 Totale u.l. Irreg. Cantieri Edili TAV e Gr.Opere Metalmeccanica Ceramica Agroalimentare Legno Agricoltura Biomedicale Altro TOTALE Mirandola Carpi Numero aziende in cui sono state riscontrate irregolarità e totale atti sanzionatori -anno 2006 175 19 73 14 32 3 14 3 61 394 283 19 89 19 41 5 18 4 138 616 Totale Atti Sanz. 31 0 12 9 1 0 0 0 11 17 0 1 2 4 1 1 0 2 47 0 10 2 20 2 4 0 0 17 0 20 0 0 1 1 0 3 218 11 95 16 39 7 19 8 43 363 11 95 16 59 7 19 8 168 78 89 70 64 28 85 42 456 746 Pavullo Vignola 22 7 17 0 4 2 3 0 15 Sassuolo 35 4 24 3 3 1 8 8 3 Modena Totale u.l. Irreg. Cantieri Edili TAV e Gr.Opere Metalmeccanica Ceramica Agroalimentare Legno Agricoltura Biomedicale Altro TOTALE Mirandola 49 0 11 0 7 0 2 0 9 Carpi Castelfranc o Numero aziende in cui sono state riscontrate irregolarità e totale atti sanzionatori -anno 2007 Le irregolarità più frequentemente contestate variano nei diversi settori produttivi: - carenze nei sistemi di protezione dalle cadute dall’alto (parapetti, ponteggi, scale, passerelle, sistemi di trattenuta) e nell’ottemperanza degli obblighi formali e documentali di cui al D. Lgs. n° 494 nell’Edi lizia e nella TAV; - carenze di sicurezza di macchine e impianti e degli obblighi formali e documentali nella Metalmeccanica; - carenze di sicurezza e di prevenzione dei rischi da polveri e fibre, sostanze chimiche, rumore, da fattori disergonomici in Ceramica; - carenze di sicurezza e da fattori disergonomici nell’agroalimentare; - carenze prevalentemente di sicurezza macchine in Agricoltura e Legno. Se rapportiamo le irregolarità riscontrate al numero di aziende/cantieri controllati nei diversi settori si nota come le percentuali più elevate di irregolarità vengono contestate nei settori edilizia e ceramica: questi rappresentano in effetti i settori certamente più caratterizzati da rischi sia infortunistici che di tipo igienistico. Le percentuali di ottemperanza alle prescrizioni conseguenti al riscontro di irregolarità sono molto elevate, tra il 92 e il 95%, anche grazie al meccanismo previsto dal D. Lgs 758/94 che consente la depenalizzazione a seguito dell’ottemperanza, nei limiti di tempo fissati dall’Organo di Vigilanza, e del pagamento in sede amministrativa della sanzione pecuniaria prevista. 106 Vanno inoltre citate le importanti attività di vigilanza portate avanti da: • l’Osservatorio Appalti per il controllo della idoneità della delle aziende che si aggiudicano gli appalti delle istituzioni pubbliche • la Polizia Municipale nei cantieri edili; i controlli sono svolti dai operatori appartenenti al Nucleo di Polizia Edilizia, in collaborazione, di volta in volta, con operatori di “zona”, secondo la dislocazione territoriale dei cantieri; gli operatori hanno partecipato a un corso di formazione e organizzato dalla scuola Regionale Specializzata di Polizia Locale e dall’Osservatorio Appalti Pubblici, che ha consentito ai partecipanti di migliorare le proprie conoscenze in materia di sicurezza del lavoro nei cantieri edili. Al termine delle giornate di formazione, è stata elaborata una scheda di rilevazione dei dati essenziale per rendere concretamente attuabile il controllo delle norme di sicurezza nei cantieri di cui trattasi. Nel corso degli anni, sono comunque stati seguiti altri percorsi formativi, che hanno consentito di ampliare ed in alcuni casi approfondire le conoscenze degli operatori interessati. Annualmente sono controllati circa 200 cantieri edili privati. 107 108 Evoluzione del fenomeno Unità Locali Comune di Modena Provincia di Modena Regione Emilia-Romagna Italia Addetti 18424 60712 362447 4138219 94390 308212 1728343 18773824 Popolazione Attiva Popolazione Residente 120332 178013 432340 639315 2713032 4008663 39633449 57844017 Comune di Modena / Provincia e Regione E R 35,00 30,60 30,30 30,00 27,80 25,50 25,00 Rapporto Comune/Provincia 20,00 Rapporto Comune/Regione 15,00 10,00 5,50 5,10 4,40 4,40 5,00 0,00 U ni t à Lo cal i A d d et t i Po p o l az i o ne at t i va Po p o l az i o ne r esi d ent e Dati Censimento 2001 Infortuni sul lavoro a Modena Infortuni definiti positivamente dall’INAIL nel Comune di Modena Comune di Modena 2001 2006 Assicurati 85020 87598* Infortuni ** 4327 (5,1% degli assicurati) 4144 (4,7% degli assicurati) Morti ** 3 0 Invalidi Permanenti ** 99 (2,3% degli infortunati) 96 (2,3 % degli infortunati) * Il N° di assicurati INAIL è riferito al 2005 in q uanto non è ancora disponibile il dato relativo al 2006 ** esclusi gli infortuni in itinere Dal 2001 al 2006 nel Distretto di Modena, sono diminuiti sia gli infortuni definiti positivamente dall’INAIL, sia i morti e sia gli invalidi permanenti. È invece aumentato il numero degli assicurati. 109 Infortuni stradali nel Comune e nella Provincia di Modena Comune di Modena N. itinere non stradali N. Infortuni stradali in itinere N Infortuni stradali non itinere N. infortuni stradali totali N infortuni totali Provincia di Modena N. itinere non stradali N. Infortuni stradali in itinere N Infortuni stradali non itinere N. infortuni stradali totali 2001 Totali Mortali 2006 Totali Mortali / / / 624 4372 / / / 5 7 57 542 265 807 4144 / 1 / 1 1 2001 Totali / / / 1585 2006 Totali 132 1.742 549 1.891 Mortali / / / 11 Fonte: Flussi informativi INAIL-ISPESL-Regioni Edizione 2007regionale- Reggio Emilia Mortali 0 3 7 10 Elaborazione Osservatorio Infortuni Indici incidenza degli infortuni - Distretto di Modena L’indice di frequenza infortunistica (N° infortunat i / N° addetti) non presenta significative variazio ne nei diversi comparti, anche se si nota una diminuzione numerica del totale degli eventi infortunistici. Tale indice risulta mediamente nel quinquennio 2002 – 2006: • per tutte le attività lavorative di circa 5 su 100 • per le attività dei settori delle costruzioni, della metalmeccanica, del legno e alimentari di circa il 10 su 100 • per il settore dei trasporti di circa il 17 su 100 Infortuni gravi o mortali a Modena per attività dal 2003 al 31/07/2006 compito/attività lavori edili movimentazione macchine operatrici (escluse presse) uso scala manutenzione lavori agricoli incidente con mezzi di trasporto macchine operatrici/pressa pulizia macchine/impianti uso muletto altro uso utensili Totale complessivo 2003 6 4 7 3 2 3 2 1 3 1 2 34 2004 4 7 6 3 3 1 1 1 1 27 Fonte: SPSAL - Dipartimento di Sanità Pubblica AUSL Modena 110 2005 4 4 4 4 4 3 1 2 3 2006* Totale complessivo 4 18 3 18 17 2 12 3 9 6 1 5 5 1 5 1 5 1 1 4 3 30 16 107 * AL 31/7/06 Infortuni gravi o mortali a Modena per agente dal 2003 al 31/07/2006 AGENTE ambienti di lavoro attrezzature carrello fuoco impianto elettrico liquidi materiali mezzi di trasporto piattaforma aerea ponteggio scala scavo superfici di lavoro e transito vegetali Totale complessivo 2003 15 2 2004 13 1 2005 2006* 1 11 4 2 1 1 3 3 4 1 1 2 5 1 1 3 4 5 1 34 2 27 3 1 30 1 2 1 2 3 2 1 1 3 16 Totale complessivo 2 41 4 1 1 2 14 10 1 4 11 1 13 2 107 Fonte: SPSAL - Dipartimento di Sanità Pubblica AUSL Modena Infortuni gravi o mortali a Modena per forma dal 2003 al 31/07/2006 FORMA a bordo di caduta dall'alto caduta in piano colpito da impigliato a investito da schiacciato da scivolato Totale complessivo grave mortale 1 29 3 35 13 4 10 5 100 Totale complessivo 1 2 2 2 7 1 30 3 35 15 6 12 5 107 Fonte: SPSAL - Dipartimento di Sanità Pubblica AUSL Modena Dati sugli infortuni mortali avvenuti nel distretto di Modena dal 1998 al 2008 Numero di infortuni mortali avvenuti nel distretto di Modena dal 1998 al 31/5/2008 anno n. 1998 6 1999 1 2000 1 2001 1 2002 2 2003 1 2004 4 2005 2 2006 0 111 2007 2008 (al 31 maggio) Totale 1 1 20 Numero di infortuni mortali avvenuti nel distretto di Modena dal 1998 al 31/5/2008 suddivisi per comparto edilizia 9 metalmeccanica 5 agricoltura 2 commercio 2 trasporti 1 alimentare 1 Totale 20 Forma degli infortuni mortali avvenuti nel distretto di Modena dal 1998 al 31/5/20008 Caduta dall’alto 8 Schiacciato 5 Investito da 3 Impigliato a 1 Stretto tra 1 A contatto con 1 Esposto a 1 Totale 20 Agente materiale degli infortuni mortali avvenuti nel distretto di Modena dal 1998 al 31/5/20008 Mezzi di trasporto e sollevamento 5 Macchine utensili e operatrici 4 Scale 2 Materiali solidi 2 Parti costitutive edifici 2 Agenti atmosferici 1 Ponteggio 1 Copertura 1 Arredi 1 Impianto elettrico 1 Totale 20 112 Dati sulle denunce di malattia professionale Distribuzione delle denunce di malattia professionale del distretto di Modena relative al 2007 Distretto di Modena Provincia di Modena Malattia professionale Broncopneumopatie Ipoacusia Malattia infettiva Patologie cutanee 3 0,75 n. 7 1305 2 16 Patologie muscolo-scheletriche del rachide 22 5,5 45 2,8 Patologie muscolo-scheletriche arti superiori Pneumoconiosi Tumori Altro Totale complessivo 60 2 8 4 400 15,0 0,5 2,0 1,0 100,0 226 4 12 11 1628 13,9 0,2 0,7 0,7 100,0 Comparto agricoltura alimentare ceramica chimica edilizia legno metalmeccanica sanita' tessile altro Totale complessivo n. 3 298 % 0,75 74,5 % 0,4 80,2 0,1 1,0 Distretto di Modena Provincia di Modena n. 5 25 n. 37 88 271 69 310 23 598 33 6 193 1628 7 97 6 161 25 1 73 400 % 1,2 6,3 1,7 24,3 1,5 40,2 6,3 0,2 18,3 100,0 % 2,3 5,4 16,6 4,2 19,1 1,4 36,8 2,0 0,4 11,8 100,0 Numero di Denunce di malattia professionale degli anni precedenti Distretto di Modena Provincia di Modena 2006 325 1289 2005 474 1484 2004 370 1198 2003 212 679 Il numero totale di denunce di malattia professionale nel 2007 nell’intera provincia di Modena è risultato pari a 1628. Osservando i dati del periodo 1997-2007 si osserva un notevole aumento delle denunce nel 2004 e 2005, seguito da un calo nel 2006 e da un nuovo sensibile aumento nel 2007, anno in cui si è raggiunto il massimo storico. L’aumento nel numero di denunce nel 2007 è da attribuire essenzialmente al maggior numero di ipoacusie da rumore denunciate rispetto agli anni precedenti. 113 L’incremento è in gran parte dovuto ad alcuni medici competenti che hanno proceduto a denunciare casi di ipoacusie lievi diagnosticate in anni precedenti ma mai segnalate all’USL. La ipoacusia da rumore si conferma quindi la malattia maggiormente denunciata, rispettivamente con 1305 casi, pari al 80,2 % del totale. Al secondo posto troviamo le patologie muscoloscheletriche degli arti superiori (dovute alle attività che comportano movimenti ripetitivi o più raramente esposizione a vibrazioni) con 226 denunce (13,9%) e al terzo le patologie del rachide (associate alla movimentazione manuale dei carichi o all’esposizione a vibrazioni) con 45 casi (2,8%). Analizzando la distribuzione delle malattie del 2007 rispetto agli anni precedenti si evidenzia in particolare, oltre al già segnalato aumento dei casi di ipoacusia da rumore, un trend in aumento delle patologie muscoloscheletriche del rachide (R), una lieve flessione delle denunce di patologie muscolo-scheletriche degli arti superiori e un modesto aumento di denunce di tumori professionali. Per le altre patologie si osservazioni oscillazioni non particolarmente significative. Per quanto riguarda la distribuzione delle malattie professionali nei diversi comparti si osserva come anche nel 2007 il maggior numero di denunce si registri in metalmeccanica (598 casi pari al 36,7%), in edilizia (310 casi pari al 19%) e in ceramica (271 casi pari al 16,6%). Rispetto agli anni precedenti si è registrato un significativo aumento di casi in ceramica. Edilizia e metalmeccanico sono aumentanti rispetto al 2006 attestandosi sui valori del 2005. All’interno della categoria “altro” significativi aumenti si sono riscontrati nel comparto “trasporti-facchinaggio” (52 denunce ) e a carico di lavoratori somministrati (ex interinali), con 33 denunce contro le 13 dell’anno precedente. Analizzando i dati a livello dei singoli distretti si rilevano differenze che sono in gran parte attribuibili alla diversa distribuzione territoriale delle attività lavorative nel territorio provinciale Il Distretto con il maggior numero di denunce risulta quello di Sassuolo con il 25,4% del totale, seguito da Modena con il 24,6%, Castelfranco E. (11,6%), Carpi (10,4%), Vignola (10,1%), , Pavullo (9,6%) e Mirandola (8,2%). Rispetto al 2006 si è registrato un significativo aumento percentuale di Sassuolo che ha superato il distretto di Modena. Questo aumento in particolare è legato all’aumento di denunce di ipoacusie in lavoratori della ceramica, già segnalato nelle pagine precedenti. A Modena, sede dei principali ospedali della provincia, è invece concentrata la maggior parte delle malattie denunciate nella sanità. 114 Risultati e prospettive I dati relativi agli infortuni nella provincia di Modena confermano l’esigenza di mantenere elevata l’attenzione e l’interesse sul fenomeno, rafforzando le metodologie di intervento, incrementando la vigilanza e l’assistenza, promuovendo la diffusione della cultura della prevenzione in tutti gli ambienti di lavoro e verso tutte le figure e i soggetti coinvolti. Il contributo del programma è stato importante e mostra come sia necessario, su un tema così attuale, un approccio complesso che coinvolga sia i vari attori che i diversi livelli di intervento. Occorre continuare nelle azioni di vigilanza / controllo ma allo stesso tempo agire il più possibile sui comportamenti dei lavoratori e dei professionisti responsabili del funzionamento del sistema della prevenzione. Al termine del programma, si possono fare alcune considerazioni importanti: – – – – – – Gli infortuni e le malattie professionali che oggi si verificano sono tutt’ora in gran parte, se non del tutto, eliminabili; le azioni che vengono promosse dalle istituzioni competenti in materia di controllo sulla corretta applicazione della normativa prevenzionistica e dei rapporti di lavoro non sono in grado, da sole, di ridurre in modo incisivo il fenomeno; la flessibilità e la mobilità del lavoro e dei lavoratori fanno spesso venire meno alcune delle condizioni necessarie per garantire la formazione e l’informazione sui rischi a cui si va incontro nelle diverse situazioni lavorative e non consentono perciò comportamenti e atteggiamenti autoprotettivi; artigiani e lavoratori autonomi considerano spesso le cautele per proteggersi dai rischi ostacoli per la propria produttività e qualche volta non conoscono e non percepiscono i rischi per la propria salute a cui possono andare incontro durante lo svolgimento delle loro attività; il sistema informativo esistente ci descrive gli accadimenti per settore produttivo e non consente di concentrare l’attenzione su alcuni lavori e mansioni a maggior rischio; i lavoratori sono soggetti nei luoghi di lavoro a determinanti che possono provocare l’insorgere delle patologie prevalenti nella popolazione modenese. Le azioni confluiscono nel Tavolo provinciale, e a su tale tavolo si portano le seguenti osservazioni Per quanto riguarda il “Sistema di monitoraggio”: − occorre migliorare il sistema di raccolta dei dati in modo che siano evidenziati, con periodicità almeno annuale, gli indici infortunistici relativi alle mansioni a maggior rischio con specifico riguardo ai differenti gruppi di lavoratori coinvolti, in particolare ai più deboli (lavoratori stranieri, interinali, donne, ecc), intervenendo per ridurre le disuguaglianze esistenti nella tutela, anche riguardo la salute e la sicurezza; • è necessario migliorare ulteriormente le conoscenze sulle dinamiche di accadimento degli infortuni e sulle cause di insorgenza delle malattie professionali; • occorre che gli infortuni stradali considerati dall’INAIL siano definiti nello stesso modo di quelli rilevati dall’ISTAT; - sarebbe opportuno attivare un monitoraggio delle inidoneità specifiche dei lavoratori in modo da evidenziare eventuali patologie correlate; • sarebbe opportuno, attraverso l’analisi dei dati, mettere in evidenza le differenze e specificità distrettuali in modo da favorire appropriati interventi ad esse dedicati. Per quanto riguarda i “Servizi di supporto per favorire il benessere e la salute dei lavoratori nei luoghi di lavoro”: 115 • occorre potenziare gli interventi di sostegno ai lavoratori impegnati in attività di cura per gli anziani, ai bambini, ecc (es: asili nido, RSA, ecc); • sostenere l’utilizzo di mezzi alternativi all’auto e di trasporto collettivo verso i luoghi di lavoro; • promuovere azioni di educazione alla salute, in collaborazione con le aziende, col supporto dei medici competenti (incontri programmati che coinvolgano i lavoratori su temi specifici); - promuovere azioni di formazione specifica per valorizzare al massimo il lavoratore come risorsa dell’azienda e di tutta la collettività; • occorre migliorare gli interventi tesi a ricollocare / reinserire nel circuito lavorativo i lavoratori che per cause di salute sono stati momentaneamente inidonei (inabilità temporanea per malattia, gravidanza, infortunio). Per quanto riguarda gli “Interventi per ridurre i determinanti più significativi che provocano gli infortuni”: • occorre individuare i settori in cui sono più significative le correlazioni tra salute / sicurezza e utilizzo di alcol e sostanze, in modo da programmare specifici interventi; • è opportuno individuare i settori in cui le correlazioni tra lavoro irregolare / nero e la salute e sicurezza dei lavoratori sono particolarmente evidenti; occorre individuare e promuovere servizi di sostegno alle aziende artigiane e ai lavoratori autonomi in grado di supportarle in attività appropriate di prevenzione e applicazione delle norme prevenzionali; miglioramento dei regolamenti comunali per favorire la sicurezza nei luoghi di lavoro, soprattutto nei cantieri (ad esempio l’inserimento obbligatorio delle maniglie sui tetti, come da modifica di regolamento già avvenuta); ulteriore potenziamento delle attività di controllo da parte della PM e dell’osservatorio appalti sulle attività produttive. • • • In base alle indicazioni dello SPSAL, l’attività sarà volta principalmente ad aumentare i livelli di attività di vigilanza dell’AUSL; inoltre verranno attuate le azioni previste dal PRP: I.miglioramento del sistema informativo (aggiornamento del report sugli infortuni e malattie professionali, partecipazione all’osservatorio Grandi opere, partecipazione al progetto nazionale INAIL-ISPESLRegioni di Analisi degli Infortuni Mortali) II.azioni di supporto alle piccole e medie imprese implementando le azioni previste dai protocolli di intesa sottoscritti nel 2007; III.iniziative informative e formative rivolte ai principali soggetti della prevenzione, con particolare riferimento ai RLS, anche partecipando attivamente al SIRS provinciale; IV.realizzazione di iniziative convegnistiche nell’ambito di Ambiente Lavoro Convention.. 116 APPENDICE Tipologie d’azione Interventi per il miglioramento del sistema di tutela della salute nei luoghi di lavoro (87 azioni) In questo capitolo sono raccolte le azioni proposte da 12 soggetti (il Dipartimento di sanità pubblica dell’AUSL, l’INAIL, le Organizzazioni Sindacali CGIL-CISL-UIL, l’API, la CNA, la Confesercenti, la Confcommercio-FAM, la Confcooperative, la LAPAM-Federimpresa, la Lega delle Cooperative, l’Unione Industriali, il Comune di Modena). Alcune azioni sono rivolte a migliorare il sistema informativo sui rischi e sui danni e a sostenere e diffondere la cultura della sicurezza e della prevenzione. Si interviene per supportare l’applicazione della normativa con attività formative e informative rivolte ai responsabili aziendali per la sicurezza, ai rappresentanti dei lavoratori e ai lavoratori stessi. Particolarmente rilevanti sono le azioni dirette a ridurre gli infortuni e le malattie correlate al lavoro con specifici interventi di coordinamento e confronto nelle aziende dei 4 settori individuati a maggior rischio dalla programmazione regionale. Altre azioni rispondono alla necessità di predisporre e diffondere in collaborazione con le agenzie di lavoro interinale materiale informativo sulla sicurezza dei propri lavoratori e di garantire un’adeguata informazione e formazione ai lavoratori soggetti a particolari rischi e/o attività (ad esempio: lavoratrici madri, disabili, cadute dall’alto, biologici, chimici, cancerogeni, caseifici, distributori di carburante, ecc.). Infine particolare importanza assumono gli interventi volti a ridurre gli infortuni stradali sul lavoro e nel percorso casa lavoro che determinano più del 10% degli eventi infortunistici. Interventi per il miglioramento della salute dei lavoratori per le principali patologie individuate nel piano per la salute (24 azioni) In questo capitolo sono raccolte le azioni proposte da 7 soggetti (il Distretto n°3 dell’AUSL di Moden a, il Presidio Ospedaliero Provinciale AUSL, l’Azienda Ospedaliera Policlinico, la Provincia di Modena, la cooperativa Mediagroup, la cooperativa Movitrans-CTF e il Comune di Modena). Queste azioni sono state proposte da alcune aziende con più di 100 addetti e sono dedicate: a diminuire gli infortuni e le malattie correlate al lavoro nelle mansioni individuate a maggiore rischio in ogni azienda; a ridurre i determinanti che concorrono a causare le patologie prevalenti nella popolazione modenese individuate nel Piano per la Salute (ridurre l’esposizione al fumo, ai cancerogeni e agli inquinanti che possono provocare malattie respiratorie). Interventi per la riduzione del danno (5 azioni) In questo capitolo sono raccolte le azioni proposte da 3 soggetti (l’AUSL di Modena, l’Azienda Ospedaliera Policlinico e l’ANMIL). Sono raggruppati e descritti gli interventi di soccorso, sostegno, diagnosi e cura che possono ridurre gli effetti sulla salute dovuti a infortuni o malattie professionali. Tali azioni sono rivolte a migliorare i percorsi diagnostici per le malattie professionali e il primo soccorso nei luoghi di lavoro. Particolare attenzione è stata dedicata alle necessità di intervento causate dalle attività per la costruzione di grandi opere. Altre azioni hanno lo scopo di sostenere gli infortunati alleviandone il danno sia fisico che morale e consentendone la riabilitazione e il riinserimento nelle attività lavorative. Interventi di vigilanza e controllo (6 azioni) In questo capitolo sono raccolte le azioni proposte da 6 soggetti (Dipartimento di Sanità Pubblica AUSL di Modena a nome dell’INPS, dell’INAIL e della Direzione Provinciale del Lavoro, Osservatorio Appalti Pubblici della Provincia di Modena e Comune di Modena) . Nel capitolo sono raggruppate le azioni di vigilanza e controllo programmate e dedicate a verificare l’effettiva applicazione della normativa prevenzionistica e a coordinare gli interventi dei diversi Enti preposti all’attività di vigilanza, in modo da aumentare le sinergie ed evitare interventi ripetitivi. Di particolare consistenza le 117 azioni dedicate a verificare i requisiti delle aziende che si aggiudicano gli appalti in genere e di servizi in particolare. Interventi per il miglioramento del sistema di tutela della salute nei luoghi di lavoro N° e Titolo Azione Responsabile azione 1/I Analisi e monitoraggio degli infortuni sul lavoro e delle patologie professionali 2/I Realizzazione di un centro di documentazione sui temi della salute e sicurezza sul lavoro 3/I Promozione della qualità nel ruolo dei soggetti della prevenzione DSP – AUSL Modena DSP – AUSL Modena DSP – AUSL Modena 4/I Rafforzamento del ruolo dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza (RLS) 5/I PrevenzioNet DSP – AUSL Modena 6/I Rassegna/concorso Inform@zione DSP – AUSL Modena 7/I Iniziative fieristiche sull’igiene e sicurezza in ambiente di lavoro DSP – AUSL Modena 8/I Promozione della cultura della prevenzione nel mondo della scuola DSP – AUSL Modena DSP – AUSL Modena 9/I “La Prevenzione a scuola verso un lavoro più sicuro”: concorso a premi per DSP – AUSL Modena progetti scolastici sui temi della sicurezza e della prevenzione nei luoghi di vita, di studio e di lavoro 10/I Tutela delle lavoratrici madri DSP – AUSL Modena 11/I Produzione e diffusione di strumenti informativi sui criteri per la scelta e l’uso corretto dei dispositivi di protezione individuale (dpi) 12/I Promozione del protocollo per la prevenzione degli infortuni da caduta dall’alto nei lavori sui tetti dei capannoni 13/I Migliorare le condizioni di igiene e sicurezza del lavoro nelle lavorazioni a rischio cancerogeno 14/I Produzione e diffusione di strumenti informativi sui rischi da preparati chimici pericolosi 15/I Produzione e diffusione di strumenti informativi sulla sicurezza delle macchine per la lavorazione del legno 16/I Interventi per la prevenzione degli infortuni nelle aziende metalmeccaniche 17/I Produzione e diffusione di linee guida per la valutazione dell’idoneità specifica alla mansione dei lavoratori esposti a particolari rischi professionali 18/I Promuovere l’informazione sulle nuove norme per l’inserimento lavorativo dei disabili 19/I Produzione e diffusione di protocolli per la valutazione medico-legali per l’inserimento dei disabili nel mondo del lavoro 20/I Finanziamento di progetti per favorire la formazione e l’informazione all’interno delle imprese (art.21 e 22 del d.lgs 626/94 ) 21/I Interventi di sostegno a programmi e progetti (art. 23 del dlgs 38/2000) adeguamento macchinari, impianti e organizzazione del lavoro 22/I Coordinamento dell’attività delle categorie per la promozione della salute, della prevenzione e sicurezza nei luoghi di lavoro 23/I Supporto metodologico per le attività dei RLS 24/I Rilancio del sistema EBER / OPTA 25/I Prevenzione dei rischi da stress occupazionale negli operatori sanitari 118 DSP – AUSL Modena DSP – AUSL Modena DSP – AUSL Modena DSP – AUSL Modena DSP – AUSL Modena DSP – AUSL Modena DSP – AUSL Modena DSP – AUSL Modena DSP – AUSL Modena INAIL Modena INAIL Modena CGIL, CISL e UIL Modena CGIL, CISL e UIL Modena CGIL, CISL e UIL Modena CGIL, CISL e UIL Modena 26/I Informazione e formazione sul rischio da cancerogeni 30/I Seminari informativi per le aziende associate e non CGIL, CISL e UIL Modena CGIL, CISL e UIL Modena CGIL, CISL e UIL Modena CGIL, CISL e UIL Modena API 31/I Formazione dei responsabili aziendali della gestione della sicurezza API 32/I Consulenza alle aziende per migliorare la sicurezza e l’igiene negli ambienti di lavoro 33/I Formazione/informazione ai dipendenti delle aziende appartenenti ai gruppi finanziati dall’INAIL 34/I Corsi di formazione rivolti agli attori della sicurezza nelle aziende API 35/I Prevenzione cadute dall’alto negli interventi di manutenzione nel settore ceramico 36/I Corsi di formazione sulla sicurezza agli apprendisti delle imprese associate 37/I Informazione, formazione e consulenza alle imprese sull’igiene e sicurezza lavoro 38/I Informazione ai gestori di impianti di distribuzione carburanti sul rischio chimico 39/I Informazione agli addetti a mansioni impiegatizie sul rischio videoterminali CNA 27/I Informazione e formazione sul rischio biologico 28/I Iniziativa tesa al riconoscimento di malattie professionali tipiche di determinati settori industriali 29/I Formazione di apprendisti e lavoratori in formazione 40/I Formazione e informazione agli addetti delle Aziende associate 41/I Formazione dei responsabili aziendali della gestione della sicurezza 42/I Aggiornamento sull’evoluzione della normativa sulla sicurezza sul lavoro alle imprese associate 43/I Informazione ai dipendenti delle imprese associate sui propri obblighi di sicurezza 44/I Formazione in azienda relativamente alla prevenzione dei rischi sul lavoro 45/I seminari di aggiornamento per Datori di lavoro e/o Responsabili della Sicurezza in azienda 46/I Assistenza e consulenza alle aziende per l’applicazione della normativa e stesura della documentazione relativa 47/I Formazione/Informazione Dipendenti Caseifici 48/I Diffusione di un periodico di informazione sulle novità legislative in tema di sicurezza e igiene 49/I Informazione ai lavoratori delle imprese associate sui propri obblighi in materia di sicurezza 50/I Informazione alle imprese sui rischi del comparto CNA CNA CONFESERCENTI CONFESERCENTI CONFESERCENTI CONFESERCENTI ASAQ CONFCOMMERCIO FAM ASAQ CONFCOMMERCIO FAM ASAQ CONFCOMMERCIO FAM ASAQ CONFCOMMERCIO FAM ASAQ CONFCOMMERCIO FAM ASAQ CONFCOMMERCIO FAM ASAQ CONFCOMMERCIO FAM CONFCOOPERATIVE LAPAM LAPAM LAPAM 51/I Informazione e formazione dei responsabili aziendali della gestione della sicurezza 52/I Corso di informazione e formazione per apprendisti sulla sicurezza LAPAM 53/I Formazione dei dipendenti delle imprese associate dei comparti a maggior rischio 54/I Aggiornamento per i Datori di lavoro sulle novità legislative in tema di sicurezza 55/I Informazione ai Lavoratori extracomunitari sulla normativa di sicurezza LAPAM 119 LAPAM LAPAM LAPAM 56/I Consulenza sulla sicurezza e l’igiene nei luoghi di lavoro LAPAM 57/I Diffusione informazioni sulle nuove iniziative di sicurezza promosse dal DSP dell’AUSL 58/I Attività informative per le aziende associate LAPAM 59/I Formazione dei responsabili aziendali della gestione della sicurezza LEGA COOP 60/I Consulenza alle cooperative sulla sicurezza e l’igiene negli ambienti di lavoro 61/I Informazione ed aggiornamento alle imprese associate sulla normativa in materia di igiene e sicurezza sul lavoro 62/I Consulenza giuridica per la corretta interpretazione ed applicazione delle norme in ambito aziendale 63/I Organizzazione di convegni e seminari diretti a informare e sensibilizzare gli imprenditori ed i dirigenti in merito alla corretta introduzione di un sistema di prevenzione all'interno dell'azienda 64/I Organizzazione di corsi di formazione per gli attori aziendali della sicurezza 65/I Predisposizione e diffusione materiale informativo ai lavoratori delle società di lavoro interinale 66/I Interventi di promozione della sicurezza nei luoghi di lavoro delle aziende con più di 30 addetti dei 4 settori a più alto rischio infortunistico 67/I Promozione di interventi per migliorare la salute dei lavoratori delle imprese con più di 100 addetti 68/I Promozione ed incentivazione all’uso del trasporto pubblico locale LEGA COOP LEGA COOP Unione Industriali Modena Unione Industriali Modena Unione Industriali Modena Unione Industriali Modena Gabinetto del Sindaco Comune di Modena DSP – AUSL Modena 69/I Organizzazione di servizi di trasporto collettivi per gli spostamenti casalavoro 70/ I Piano di formazione 2003 Gabinetto del Sindaco – Comune di Modena Mobility Manager – Comune di Modena Mobility Manager – Comune di Modena DSP – AUSL Modena 72/I Piano di adeguamento impiantistico strutturale ex 626/94 DSP – AUSL Modena 72/I Sicurezza incendio- piani di emergenza SCAM srl 73/I Pianificare azioni coerenti con il Sistema di Gestione della Salute e Sicurezza 74/I Automazione reparto Confezionamento Mortadelle SCAM srl 75/I Automazione clippatura mortadelle UNIBON srl 76/I automazione legatura salami in corda UNIBON srl 77/I automazione della pressatura del salame tipo spianata UNIBON srl 78/I automazione taglio pancette UNIBON srl 79/I rilevatori di transito sulla pista ciclabile UNIBON srl 80/I Diminuzione indice NIOSH relativo alla Movimentazione Manuale dei Carichi (MMC) tramite misure organizzative 81/I Diminuzione indice NIOSH relativo alla MMC tramite misure tecnologiche UNIBON srl 82/I diminuzione indice NIOSH relativo alla MMC tramite accordi con i fornitori UNIBON srl 83/I Formazione dei lavoratori (interni ed esterni) sul rischio macchine UNIBON srl 84/I Segnaletica interna di sicurezza UNIBON srl 85/I Formazione sui rischi specifici, Progetto DVR UNIBON srl 86/I Organizzazione e gestione della sicurezza (OHSAS 18001) UNIBON srl 87/I Formazione tramite il portale QSAP UNIBON srl 120 UNIBON srl UNIBON srl Interventi per il miglioramento della salute dei lavoratori per le principali patologie individuate nel piano per la salute N° e Titolo Azione Responsabile azione 1/II Verifica rischio chimico per agenti di polizia municipale SPP Comune di Modena 2/II Valutazione del rischio per motociclisti della polizia municipale SPP Comune di Modena 3/II Uffici comunali senza fumo SPP Comune di Modena 4/II Interventi rivolti alla prevenzione e dissuasione dal fumo nei luoghi di cura 7/II Adeguamento dotazione ausili ergonomici Distretto 3 AUSL di Modena Distretto 3 AUSL di Modena Distretto 3 AUSL di Modena AUSL di Modena 8/II Interventi rivolti alla riduzione del rischio chimico AUSL di Modena 9/II Interventi per la gestione del rischio biologico AUSL di Modena 10/II Gestione infortuni con esposizione a rischio biologico AOU Policlinico di Modena AOU Policlinico di Modena AOU Policlinico di Modena AOU Policlinico di Modena AOU Policlinico di Modena AOU Policlinico di Modena Servizio Edilizia – Provincia di Modena Servizio Edilizia – Provincia di Modena Mediagroup SCARL 5/II Auto somministrazione di un questionario tecnico sul burnout e la qualità della vita lavorativa 6/II Incontri con gli operatori di check-out organizzativo 11/II Valutazione e contenimento del rischio di tubercolosi (tb) 12/II Ospedale senza fumo 13/II Valutazione dell’esposizione dei lavoratori al rischio chimico 14/II Libretto informativo “Non sperare nella fortuna” web 15/II Valutazione del rischio movimentazione carichi 16/II Miglioramento della sicurezza nei cantieri edili di edifici scolastici della Provincia nel Comune di Modena 17/II Interventi per migliorare gli ambienti di lavoro delle sedi provinciali in comune di Modena 18/II Divulgazione di informazioni sulla sicurezza 19/II Il ruolo del capo commessa integrando sicurezza, qualità, gestione risorse Movitrans CTF in ottica ISO 9001:2000 20/II Implementazione di gruppi di miglioramento interni Movitrans CTF 21/II Sorveglianza Sanitaria-Visite del medico Competente DSP – AUSL Modena 22/ II Riconoscimento da parte di un Ente di Certificazione del sistema di gestione della sicurezza implementato in riferimento alla norma UNI 10617 per la prevenzione dei rischi di incidente rilevante 23/II abbattimento polveri nel reparto preparazione aromi SCAM srl 24/II diminuzione indice OCRA tramite misure organizzative UNIBON srl UNIBON srl Interventi per la riduzione del danno N° e Titolo Azione Responsabile azione 1/III Prevenzione degli infortuni e interventi di soccorso nella realizzazione delle DSP – AUSL Modena opere TAV 121 2/III Promozione del miglioramento degli interventi di primo soccorso nei luoghi di lavoro 3/III Definizione di percorsi diagnostici per i casi di sospetta malattia professionale 4/III Sinergia per l’Assistenza Territoriale INAIL – A.O.U. Policlinico 5/III Sostegno per la soluzione delle problematiche degli invalidi e mutilati sul lavoro DSP – AUSL Modena DSP – AUSL Modena AOU Policlinico di Modena ANMIL Interventi di vigilanza e controllo N° e Titolo Azione Responsabile azione 1/IV Attività di coordinamento tra gli enti della pubblica amministrazione con competenze di vigilanza sulla sicurezza del lavoro 2/IV Tutela della salute e sicurezza dei lavoratori addetti alla rimozione di materiali contenenti amianto 3/IV Vigilanza e controllo sull’applicazione della normativa di sicurezza in attività a particolare rischio 4/IV Valutazione dei requisiti di igiene e sicurezza del lavoro ed ergonomia dei nuovi insediamenti produttivi 5/IV Trasparenza e regolarità appalti DSP – AUSL Modena 6/IV Sicurezza nel lavoro nei cantieri edili 122 DSP – AUSL Modena DSP – AUSL Modena DSP – AUSL Modena Osservatorio Provinciale Appalti Pubblici Polizia Municipale – Comune di Modena Programma di azioni sulla salute infanzia e adolescenza A cura di Carla Martignani (Ufficio politiche per la Salute – Comune di Modena) 123 124 Premessa La scelta fatta dall'Amministrazione Comunale di predisporre uno specifico piano di azioni sulla salute infanzia e adolescenza, nell'ambito del Piano per la Salute, poggiava sulla convinzione che lavorare in maniera sistemica sulla salute e il benessere dei minori, costituisse un investimento sulla salute e il benessere dell'intera comunità. L'impegno è stato quindi quello di individuare i determinanti specifici che incidono sulla salute dei minori e mettere in rete azioni coordinate in grado di influire su tali determinanti, in primis i fattori socio/economici, che determinano vere e proprie “disuguaglianze alla nascita” in grado di compromettere pesantemente un equilibrato sviluppo del minore nelle diverse fasi della crescita. Linee di indirizzo per la predisposizione dei programmi distrettuali “Salute Infanzia e Adolescenza” emanate dalla conferenza sanitaria territoriale della provincia di Modena (2001) • • • • Contrastare l'insorgenza delle problematiche relazionali Migliorare la qualità di vita dei bambini con malattia cronica e delle loro famiglie Migliorare la qualità di vita dei minori e delle loro famiglie sostenere le famiglie con svantaggio economico/culturale Il COMITATO DI PROGRAMMA DISTRETTUALE “SALUTE INFANZIA E ADOLESCENZA” ha coinvolto il Comune di Modena, con il coordinamento del Gruppo del Piano per la Salute (diventato Ufficio Politiche per le Salute), e le Aziende Sanitarie. Percorso: INDIVIDUAZIONE DI DETERMINANTI SPECIFICI che incidono sulla salute dell’infanzia e dell’adolescenza. • • • • • • • • • • • • • • Fattori socio-economici Diagnostica prenatale Prematurità e basso peso Esposizione al fumo di tabacco in gravidanza e dopo la nascita Allattamento al seno Posizione nel sonno Ascolto (relazione minori-adulti) Vaccinazioni Salute ambientale Alimentazione ed Attività motoria Sviluppo fisico e mentale Educazione sessuale Abuso di sostanze Qualità della rete dei servizi educativi e socio-sanitari e relativo accesso DEFINIZIONE DEGLI OBIETTIVI DEL PROGRAMMA DISTRETTUALE: migliorare il contesto ambientale (es. riduzione dell’inquinamento, mobilità sicura ecc.), sociale (famiglia, scuola, luoghi di aggregazione) e di cura (es. ospedali); migliorare e potenziare l’attuale rete dei servizi per l’apprendimento, la prevenzione e promozione della salute nelle diverse fasi della crescita dei minori (prenatale, 0-3 anni, 3-5 anni, 6-10 anni, 11-17 anni); realizzare azioni tese a garantire un’elevata qualità di vita dei minori di tutte le etnie e culture; promuovere azioni su gruppi che esprimono bisogni e criticità specifici; proporre e realizzare azioni di riduzione del danno, di recupero e limitazione degli handicap. Le linee prioritarie (delibera CC n°45/2005) 125 Con Delibera di Consiglio del 4/07/2005 la validità del programma è stata approvata fino al 2007 con due priorità di intervento verso cui indirizzare le azioni negli anni 2006 – 2007: • Interventi rivolti a ridurre il fenomeno dell’obesità; • Interventi diretti alla prevenzione del disagio anche attraverso la promozione di comportamenti virtuosi a salvaguardia della propria salute. MESSA IN RETE DELLE AZIONI rivolte agli obiettivi individuati dei soggetti che hanno aderito al Patto per la Salute del Comune di Modena. Il programma, approvato nel 2004 dal Consiglio Comunale, nell'ambito degli interventi tesi a promuovere e realizzare il Piano per la Salute nel Distretto di Modena, ad oggi raggruppa 157 azioni. Si è partiti con 106 interventi presentati da istituzioni, istituti scolastici e terzo settore, accolti e inseriti nel programma del 2004; si sono successivamente aggiunte altre 22 proposte per il 2005, arrivando a 128 azioni (Report di monitoraggio, 2005), fino ad arrivare a 157 azioni (Report di monitoraggio conclusivo in corso di pubblicazione, 2007) con l’accoglimento di ulteriori 29 proposte, sollecitate dall’Ufficio Politiche per la Salute, sia all’interno dell’Ente in un’ottica appunto intersettoriale, sia facendo rete con i soggetti del territorio, promuovendo azioni di prevenzione ad es attraverso bandi rivolti alle istituzioni scolastiche. Il N° complessivo delle azioni proposte e accolte n el programma è passato da 106 a 157 azioni tra il 2004 e il 2006/2007: – 103 azioni programmate nel 2004 (106 azioni iniziali meno 3 azioni accorpate in seguito) • 22 nuove proposte per l'anno 2005 • 29 nuove proposte per gli anni 2006/2007 - 23 interventi strutturali - 72 interventi educativi - 28 interenti per l'accesso e il sostegno - 28 interventi per la riduzione del danno - 6 interventi di monitoraggio VALUTAZIONE DELLE AZIONI PER OBIETTIVI SPECIFICI Il monitoraggio e la verifica La prima fase di verifica, corrisponde al monitoraggio annuale dei programmi, che si realizza con: d) l’aggiornamento dei dati di contesto, epidemiologici, sociali, e di accesso ai servizi; e) la verifica dell’attuazione delle azioni programmate; f) l’inserimento delle eventuali nuove proposte di intervento; g) produzione di Report di monitoraggio annuali. La fase di valutazione Riguarda l’analisi degli interventi programmati e realizzati rispetto agli obiettivi fissati nei singoli programmi e si articola nella: • • verifica del raggiungimento degli obiettivi; conferma o aggiornamento degli obiettivi e delle strategie con individuazione di eventuali ulteriori criticità e quindi di proposte di nuove azioni prioritarie di intervento. 126 VALUTAZIONE DELLE AZIONI PER OBIETTIVI SPECIFICI 1° OBIETTIVO Migliorare il contesto ambientale (es. riduzione dell’inquinamento, mobilità sicura ecc.), sociale (famiglia, scuola, luoghi di aggregazione) e di cura (es. ospedali) Gli interventi proposti e realizzati sono: Per quanto riguarda i luoghi di cura nel 2004 è stato totalmente ristrutturato il reparto di pediatria del Policlinico – Progetto Ospedale a misura di bambino - con particolare attenzione non solo alla qualità dell’assistenza ma anche ai colori, agli arredi, al comfort. Ogni letto per bambini è stato dotato anche di letto per la mamma, attrezzature elettroniche per TV e strumenti audiovisivi. L’Istituto d’arte Venturi ha realizzato, su finanziamento della Daytona Soroptimist Club Modena pannelli illustrativi e filastrocche. L'intervento è costato circa 3 milioni di €. Ottimi i giudizi rilevati attraverso questionari. Parallelamente viene viene organizzata una attività di animazione in pediatria. Il progetto fa leva sul coinvolgimento dei bambini ricoverati ed i loro genitori; l’intervento dell’animatore/burattinaio si è ampliato aggiungendo all’esperienza nello spazio organizzato, l’incontro nelle stanze di degenza. L'attività viene svolta costantemente (circa 40 settimane attivate d’intervento) con una presenza di bambini dagli 8 ai 15 circa. E' stato allestito anche uno Spazio incontro presso la divisione di pediatria: l’organizzazione dello spazio e del servizio si è consolidato, sono state attivate nuove iniziative e in particolare il raccordo e la collaborazione con le Scuola dell’infanzia con l’allestimento di spettacoli preparati dai genitori della scuola stesse Nel 2004 è stato creata un’area – Osservazione Breve Intensiva - dedicata a bambini che necessitano di interventi urgenti di media gravità ma possono non essere ricoverati al fine di umanizzare le cure per questo target di bambini presso l’Accettazione Pediatrica dell’Azienda Policlinico. IL servizio è caratterizzato dalla presenza di medici e infermieri 24 ore su 24 che prestano cure urgenti, eseguono gli esami necessari e, nelle 24 ore, secondo l’esito dell’osservazione mandano il bambino a casa o lo ricoverano. Nel 2004: il 10% degli accessi dell’anno 2004 hanno coinvolto l’OBI. Ricoverati il 10% delle OBI. Costanti sono gli investimenti per il potenziamento della dotazione delle strutture ludiche per bambini sia nelle aree interne scolastiche sia nei parchi e aree pubbliche: • 2004: scuole infanzia Anderlini, Don Minzioni, Salluzzo e nido Pellico per 82.149 €; Parco Ferrari, Stradello PEEP Romano, PEEP Cognento per 1160.000 • 2005: Rimembranze, Divisione Acqui, PEEP Salvo d’Acquisto per 93.000 € Nel 2005 si è privilegiato il tema della sicurezza attraverso la sostituzione di vecchi giochi e panchine, il completamento di alcune aree con la posa di pedane antitrauma e l’inserimento di 11 nuove attrezzature ludiche e di 43 nuove panchine. L’importo destinato alla manutenzione straordinaria, sostituzione potenziamento strutture ludiche e posa pavimentazione antitrauma è stato € 126.000. Contemporaneamente è stato sviluppato il progetto ed appaltati i lavori per la realizzazione nel 2006 di nuove aree gioco nei parchi Divisione Acqui, Rimembranze, Repubblica per un importo di € 140.900. Nel corso del 2007 si è intervenuti all’interno di 12 scuole dell'Infanzia e 7 Nidi con fornitura e posa di strutture gioco e pezzi di ricambio, sostituzione di quelle esistenti, posa di pavimentazione per un importo totale di circa 200.000 €. La scelta di realizzare nuove opportunità di gioco trova sempre un riscontro nell’utilizzo immediato da parte dei bambini e adolescenti. In particolare la posa di pedane antitrauma che oltre alla primaria funzione legata alla sicurezza migliorano la fruibilità delle aree, è particolarmente apprezzata dagli utenti. La disponibilità di strutture ludiche nei parchi assolve inoltre ad una funzione importantissima nella prevenzione dell'obesità infantile in quanto consentono di svolgere attività all'aperto non strutturata che, secondo le indagini epidemiologiche svolte sono le più efficaci per questo obiettivo. Molteplici i progetti realizzati dalle biblioteche comunali rivolti a specifici target di minori Nel 2005 si è concluso l'allestimento di una nuova area “educazione figli” per genitori alla Biblioteca Delfini.. Libri e riviste sono a disposizione dei genitori che possono consultarli mentre i figli sono liberi di muoversi 127 autonomamente negli spazi a loro dedicati. Per l’approfondimento degli argomenti presenti è allestita una sezione “Educazione e cura” Costo dell’allestimento:circa 7.200,00 euro. E' stato inoltre allestito lo spazio per gli adolescenti alla biblioteca Delfini, collocato al piano terra nella sala della chiesa, è stato inaugurato il 7 dicembre 2005. L’arredo è informale, versatile e moderno: una pedana rialzata per gli incontri collettivi, poltrone comode per la lettura solitaria.Zona Holden è un’area aperta ai fatti e ai personaggi del mondo giovanile. Si può navigare in rete, trovare l’ultimo libro dell’autore cult, ascoltare in cuffia il sound del gruppo preferito, prima di sconfinare nelle altre sezioni della biblioteca o viceversa. Nell’area sono collocati un migliaio tra libri, film, cd musicali. E’ disponibile una postazione di lavoro per la videoscrittura e un maxischermo per la proiezione di video musicali. All’accoglienza dei lettori collaborano quotidianamente due ragazze del Servizio Civile Nazionale. Costo dell’allestimento: 16.800,00 euro N.B. Le azioni finalizzate alla mobilità sicura e alla riduzione dell’inquinamento sono stati descritti dettagliatamente nel Report Sicurezza Stradale e Patologie Prevalenti 2° OBIETTIVO Migliorare e potenziare l’attuale rete dei servizi per l’apprendimento, la prevenzione e promozione della salute nelle diverse fasi della crescita dei minori (prenatale, 0-3 anni, 3-5 anni, 6-10 anni, 11-17 anni) I servizi educativi per la prima infanzia, il loro ampliamento e diversificazione nel corso degli ultimi anni, sono stati descritti più dettagliatamente nel Report Salute Donna quali servizi che favoriscono la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro. In sintesi: si è passati, per i nidi di infanzia, da 1441 posti nel 2004 a 1593 nel 2007. Tra il 1995/1996 e il 2006/2007 vi è stato un incremento l'offerta di posti nido è aumentata del + 53% anche grazie alle convenzioni con il privato e alla progettazione di nuove strutture. La spesa complessiva nel 2006 del Comune per i nidi d'infanzia è stata di 10 MIL €; altri 2 MIL € per i lavori di manutenzione e adeguamento di materne e primarie nel 2007. Solo per citare alcuni interventi Strutture comunali - Nido d'infanzia Padovani, si stanno concludendo i lavori. Apertura prevista: settembre 2008; posti offerti 50. Strutture comunali date in gestione tramite gara d'appalto: - Nido Piazza della Liberazione per il quale l'appalto prevedeva anche la ristrutturazione dei locali, è stato regolarmente aperto e ospita 36 bambini in età 12-36 mesi, dei quali 21 a tempo pieno e i restanti 15 a orario ridotto mattutino. - Scuola d'Infanzia in Via Dalla Chiesa, per la quale l'appalto prevedeva anche la progettazione e costruzione della scuola. Offre il servizio a 112 bambini in età 3-5 anni. Costo di realizzazione dell'opera 1.475.000 Euro, oltre a 110.000 euro di arredi. Strutture private Nuovo Nido d'infanzia E. Giovanardi: apertura settembre 2005 bambini/e ospitati sono 21 di età compresa tra i 15 mesi e i 36 mesi; nuovo polo scolastico LA CAROVANA: a realizzazione degli interventi strutturali è stata completamente attuata e l'apertura del nuovo polo scolastico è regolarmente avvenuta, come previsto, nel mesi di settembre 2005. Le adesioni per l'anno scolastico 2005-06 sono state le seguenti: nido 36, infanzia 83, elementare 157, media 69. Altre strutture comunali: Scuola primaria di Cognento: stanno ultimando i lavori; apertura prevista settembre 2008. la scuola ospiterà 2 corsi per un totale di 10.La scuola può ospitare 2 corsi per un totale di 10 classi. Scuola secondaria di primo grado Marconi: sono iniziati i lavori di costruzione. Spesso la riqualificazione delle scuole ha assunto un significato sia in termini di miglioramento della sicurezza delle strutture ma anche di termini di valorizzazione delle scuole come luoghi di 128 socializzazione dei quartieri (es la sistemazione delle aree verdi delle scuole aperte ai genitori e al quartiere o l’attivazione di punti di lettura a servizio dell’utenza ma anche del quartiere come nel caso della scuola elementare di Baggiovara che vede oltre 1000 utenti l’anno), o anche il miglioramento della viabilità esterna e dei collegamenti sicuri casa/scuola come nel caso della riqualificazione della scuola dell’infanzia Madonnina o il progetto della Circoscrizione 3 che ha coinvolto l’Istituto Superiore Guarini per progettare percorsi sicuri per i bambini di una scuola della Circoscrizione in sinergia con il progetto “Vado a scuola con gli amici”. Un grosso investimento è stato fatto sul miglioramento della qualità dei servizi. Nel 2004 è stata redatta e approvata dal Consiglio Comunale la Carta dei servizi 0/3 anni e la Carta dei Servizi Infanzia, successivamente presentata e discusso attraverso un incontri di presentazione e iniziative e infine pubblicate (27 incontri, 2.600 genitori coinvolti, 2.800 copie distribuite solo nel primo anno). Negli anni successivi la carta dei servizi è stata regolarmente distribuita a tute le famiglie (circa 1.500 all'anno). Sono state svolte due ricerche. La prima sulla qualità nelle scuole d’infanzia del Comune di Modena (hanno partecipato alla ricerca rispondendo al questionario 1500 famiglie delle Scuole dell’infanzia comunali sia nell'anno scolastico 2004/2005 che nel 2005/2006. La valutazione della qualità si è consolidata come azione di coinvolgimento dei genitori e di rilevazione da parte loro della qualità della scuola frequentata, relativamente alla loro percezione. L'altra ricerca ha riguardato la qualità nei nidi modenesi dopo una fase di messa a punto del questionario che ha affrontato 4 aree di indagine: area 1 - La comunicazione e la rete informativa tra genitori e nido area 2 - La partecipazione dei genitori alla vita del nido area 3 - L’ambiente e le relazioni al nido area 4 - Le aspettative dei genitori nei confronti degli educatori e le aspettative degli educatori nei confronti dei genitori. Alcuni risultati dell'indagine il 93,9 % dei genitori valutano positivamente l’esperienza, si sono sentiti ben accolti (98,9), hanno avuto le informazioni sulle esperienze proposte (91,7), si sono sentiti sostenuti nel distacco dal figlio (91,1). Nel rapporto quotidiano la percezione dei genitori è di una buona accoglienza (97,2) di essere informati su quanto succede al nido (83,1) e coinvolti (75,3). Per quanto riguarda la vita del bambino al nido i genitori sono contenti delle esperienze che fa il figlio (97,2), dichiarano che il bambino è contento di andare al nido (90,9) e sentono che il nido è disponibile ad aiutarli in caso di difficoltà con il figlio (89,5). Il nido come ambiente educativo è rilevato in rapporto alla socialità (91,0), allo sviluppo della creatività (80,9), al compiere esperienze non possibili nell’ambito familiare (75,5), all’autonomia (74,5) e all’apprendimento di regole (70,2). Le attività che vengono realizzate nelle scuole primarie e secondarie di primo grado fanno riferimento ad un importante strumento di concertazione con le scuole rappresentato dal Patto per la scuola. Il Patto è stato applicato nei suoi molteplici strumenti attuativi, di concerto con le scuole primarie e secondarie di primo grado. Vari accordi e convenzioni hanno permesso di raggiungere le finalità richiamate dall’atto iniziale. Il patto definisce i reciproci rapporti in tema di servizi ausiliari forniti dai plessi scolastici modenesi, la gestione del piano di formazione per i docenti delle scuole statali interessate e per quelle a gestione comunale, sono state assicurate le risorse per completare l’organico di due sezioni di scuola d’infanzia statali, si sono disciplinati vari interventi a sostegno dell’integrazione scolastica degli alunni disabili e di quelli extracomunitari. Le azioni hanno interessato tutte le Istituzioni scolastiche firmatarie del Patto, vari Settori comunali, servizi dell’AUSL , della Provincia e della Regione; collaborazioni sono state messe in atto anche con soggetti diversi quali la Fondazione Cassa di Risparmio, l’Università di Modena e altre Università, associazioni di docenti. Nel 2005 è venuto a scadenza il precedente “Patto per la scuola”; si è allora costituita una commissione col compito di predisporne la nuova bozza da sottoporre, successivamente, al voto del Consiglio comunale e dei Consigli di Istituto e Circolo. Si è accentuata la partecipazione di utenti e docenti alle azioni previste dal Patto e si sono affrontate al meglio anche le maggiori emergenze che caratterizzano il sistema di scuole modenesi: il crescente numero di ragazzi stranieri inseriti nei plessi e le calanti risorse trasferite dallo Stato alle Istituzioni scolastiche. Le risorse comunali sono state implementate ed hanno permesso di concorrere 129 ad ulteriori finanziamenti previsti da Enti pubblici e Istituzioni private locali, ad iniziare dal progetto di rette delle scuole secondarie inferiori pubbliche volto al recupero del disagio scolastico. Sono stati svolti sei incontri del Comitato di Coordinamento, oltre a molteplici incontri di gruppi di lavoro su tematiche specifiche. Si sono definiti cinque accordi su materie di interesse comune, mentre hanno continuato a trovare applicazione diversi di quelli attivati negli anni precedenti. Sempre più il complesso delle scuole pubbliche si è mosso come una vera e propria rete di Istituzioni che ha concertato con l’ente pubblico locale le migliori politiche per assicurare la qualità del complesso delle scuole e opportunità simili a tutti gli alunni. Il patto per la scuola 2006 – 2009 è stato quindi sottoscritto a settembre 2006. All'art. 19 viene ribadita l'importanza di un'offerta formativa che rifletta le esigenze del contesto culturale, sociale ed economico della realtà locale attraverso una azione integrata e concertata con le altre Istituzioni ed agenzie pubbliche e private operanti sul territorio. Un richiamo specifico viene fatto ai temi della salute al comma 6 “Le Parti convengono che le Istituzioni Scolastiche hanno un ruolo importante nella promozione del benessere e della salute dei bambini e dei ragazzi e promuovono ogni azione utile per contribuire allo sviluppo di un buono stile di vita, sia per quanto riguarda l’assunzione di corretti comportamenti alimentari, la prevenzione di dipendenze, una regolare attività motoria.” Educazione alla salute Attraverso la carta dei servizi educativi per la Scuola della città di Modena, denominata Sapere & Salute l'Azienda USL offre percorsi di educazione alla salute Oltre 30 proposte di cui le attività più rilevanti riguardano le abitudini sane (igiene dentale, alimentazione/nutrizione affettività e sessualità, guida sicura e comportamenti di abuso, fumo e doping. Anche la formazione sulla sicurezza del lavoro e il primo soccorso sono argomenti di rilievo come anche il tema delle malattie infettive e prevenzione oncologica. I livelli di scuola coinvolti vanno dalla scuola Elementare a quella Superiore; I Partner che hanno collaborato con l’Azienda USL sono stati: Comune di Modena, Azienda Ospedaliera Policlinico, Istituti scolastici, Pediatri di libera scelta, ARPA ER, Università, AVIS-AIDO, Associazione “Amici del Cuore”, Lega Italiana Lotta ai Tumori, ASEOP, ADMO, CONI, UISP, CSI, Volley, banche. Sono oltre 3.000 i ragazzi coinvolti ogni anno di cui oltre un terzo su tematiche relative all'uso abuso di sostanze. Un altro tema che coinvolge moltissimi studenti delle II classi degli istituti superiori è quello dell'affettività e sessualità, incontri in cui si affrontano anche i temi del rapporto tra i generi e il rispetto reciproco; rilevanti le attività di prevenzione dei disturbi del comportamento alimentare che viene affrontato partendo da un tema più complessivo“Alimentazione e Adolescenza” rivolta alle scuole superiori Il raccordo tra servizi sociali, sanitari e di promozione dei giovani sono fondamentali per la gestione delle problematiche adolescenziali. Significativo è stato, sotto questo punto di vista il raccordo tra lo Spazio Giovani del Consultorio di via Molza e il Servizio Politiche giovanili per coordinare progetti e condividere strategie di intervento integrate. Tra le altre attività si segnala un percorso di valutazione di efficacia degli interventi nelle scuole sulla affettività e sessualità monche sulla prevenzione delle dipendenze patologiche (alcol, sostanze stupefacenti) nonché per la prevenzione del tabagismo. Prevenzione dell'uso/abuso di sostanze Interventi di prevenzione primaria delle dipendenza patologiche: progetto “Informabus” rivolto ai gruppi giovanili informali, promosso dalle Politiche Giovanili: 400 ragazzi coinvolti; Progetto “Buonalanotte”: 2.150 ragazzi ragazzi coinvolti con l’uso dell’etilometro (inserito nel programma sulla Sicurezza Stradale). Collaborazione del SerT con il sito on-line Stradanove del Comune di Modena in cui esperti rispondono (59 risposte nel 2006) e informano sui temi dell’abuso di sostanze psicoattive e alcool (18.449 utenti hanno utilizzato l’etillometro on-line). Nel corso del 2007 il comune di Modena e l'Azienda USL hanno promosso una ricerca per mappare tutte le attività di prevenzione che vengono effettuate nelle scuole medie di primo e secondo grado al di la delle offerte formative che l'Azienda USL e il Comune fanno alle scuole di ogni ordine e grado. Si è rilevato che nell'anno scolastico 2006/2007 sono stati rispettivamente 13.993 per le scuole medie di primo grado e 25.057 per le scuole medie di secondo grado gli “accessi” ad interventi che hanno riguardato l'educazione Ambientale, Alimentazione, Affettività, Uso/Abuso di sostanze, Educazione alla legalità, Educazione alla salute. 130 Attività Motorie Le attività rappresentano una attività che ha molteplici valenze e rappresenta uno strumento importante per indurre sani stili di vita. Molteplici sono i percorsi consolidati che favoriscono l'abitudine allo sport Progetto Scuola Sport L’azione, a cura dell'assessorato allo sport, viene attuata attraverso convenzione tra le Direzioni Didattiche, gli enti di promozione e l’assessorato allo Sport . Coinvolge gli 8 circoli didattici della città, 32 scuole primarie, 300 docenti, 6.000 bambini e associazioni sportive locali. Costo: Euro 25.000 circa all'anno. L'attività di controllo e consulenza viene costantemente espletata dall'Assessorato attraverso riunioni di verifica tra i rappresentanti degli enti coinvolti e i dirigenti scolastici. Progetto Mo.To: Sport, gioco e movimento. In collaborazione con altri partners (l'Ausl Medicina dello Sport, la Fondazione Cassa di Risparmio, il Poliambulatorio Chirurgico Modenese oltre a otto società sportive collegate tra loro. Un progetto sportivo la cui finalità è quella di far avvicinare i più piccoli all'attività motoria in modo corretto, naturale, divertente proponendogli diverse discipline senza un'esaltazione della competizione a tutti i costi per trasmettere un'educazione alla cultura sportiva e ai suoi valori positivi. Progetto corsi di nuoto: attraverso risorse finanziarie messe a disposizione dall'Assessorato allo Sport il progetto è volto a favorire una diffusione capillare delle esperienze natatorie tra i bambini. Coinvolge ogni anno circa 150 bambini delle scuole dell’infanzia e 250 delle scuole elementari in orario curriculare. Centri estivi sportivi e di pratiche motorie; I vari centri estivi attivati hanno permesso ai bambini e alle famiglie di scegliere fra un'ampia gamma di sport e di pratiche motorie. Oltre ai centri estivi organizzati presso alcune Polisportive sono stati apprezzati anche quelli che coniugavano sport/attività motorie e ambiente (Campo scuola e Modena Golf Country club). Il laboratorio motorio Oplà ha offerto la possibilità di utilizzare particolari strutture, alcune delle quali idonee anche per i bambini più piccoli. Oltre alle attività motorie per i più piccoli (salti, lanci, giochi con la palla, capriole, ecc.) i più grandi (elementari e medie) hanno avuto l'opportunità di sperimentare e cimentarsi in attività sportive quali: calcio, ginnastica artistica, pallavolo, tiro con l'arco, danza, pattinaggio, hockey, tennis, golf, bocce, baseball, beachvolley, nuoto, atletica, basket. ecc. Inoltre i laboratori della scuderia didattica e di canoa hanno offerto ulteriori opportunità ai bambini. Nei centri estivi vengono praticate 18 discipline sportive più le attività motorie per i più piccoli. Oltre 1.300 bambini coinvolti annualmente. Corsi di pattinaggio per le scuole dell'infanzia L’esperienza si inserisce nel progetto di attività motoria programmata dalle scuole dell’infanzia e si utilizzano spazi e competenze esterne. Il corso si svolge in 10/12 lezioni e coinvolge bambini di 4-5 anni. Le polisportive che collaborano sono: Sacca, Modena est, U.S. Invicta; Società Amatori MO. Nel 2004: 22 scuole infanzia comunali (44 sezioni coinvolte nell’attività di pattinaggio per un totale di 1.100 bambini)) 7 scuole infanzia statali e convenzionate (9 sezioni coinvolte nell’attività di pattinaggio per un totale di 225 bambini) Nel 2005: Scuole infanzia comunali n° 22, sez. 44; Scuole statali e convenzionate n° 4, sez. 6; Bambini sc. Comunali coinvolti n. 1100; Bambini sc. Statali e convenzionate coinvolte 120; Screening finalizzato all’individuazione precoce dei disturbi visivi nei bambini All’inizio di ogni anno scolastico l’Ortottista e le Assistenti Sanitarie della Pediatria di Comunità prendono accordi con i responsabili delle scuole materne comunali, statali e private della città per definire le modalità di intervento e predisporre la modulistica informativa necessaria. Nel corso dell’anno l’Ortottista si reca presso i plessi scolastici e sottopone a screening visivo (ottotipo cartonato, Stereo test e Cover test) i bambini frequentanti la sezione dei 4 anni. Nel corso del 2004 sono stati controllati 1505 bambini. Di questi, 149 sono stati inviati al 2° livell o oculistico, presso il poliambulatorio pediatrico di Torrenova, per accertato disturbo visivo. 233 bambini sono stati inviati al 2° livello oculistico aziendale per disturbi di entità lieve o necessità di ricontrollo a distanza di alcuni mesi. Nel corso del 2005 sono stati controllati 1.424 bambini. 131 Di questi 121 sono stati inviati al 2° livello ocul istico, presso il poliambulatorio pediatrico di Torrenova , per accertato disturbo visivo. 232 bambini sono stati inviati a 2° livello oculist ico aziendale per disturbi di entità lieve o necessità di ricontrollo a distanza di alcuni mesi. Nel corso del 2006 sono stati controllati 1.517 bambini. Di questi 184 sono stati inviati al 2° livello ocul istico, presso il poliambulatorio pediatrico di Torrenova , per accertato disturbo visivo. 212 bambini sono stati inviati a 2° livello oculist ico aziendale per disturbi di entità lieve o necessità di ricontrollo a distanza di alcuni mesi. Nel corso del 2007 sono stati controllati 1.430 bambini. Di questi 308 sono stati inviati al 2° livello ocul istico, presso il poliambulatorio pediatrico di Torrenova , per accertato disturbo visivo. 144 bambini sono stati inviati a 2° livello oculist ico aziendale per disturbi di entità lieve o necessità di ricontrollo a distanza di alcuni mesi. L’attività effettuata ha consentito, tramite l’accesso alla scuola materna, di raggiungere una fascia molto ampia di utenza e in particolare quella che ha più difficoltà ad accedere ai servizi sanitari di base se non per la patologia acuta, in particolare i minori appartenenti a famiglie di recente immigrazione o con spiccato disagio socio sanitario. La diffusione comunque capillare della PLS e la cultura della prevenzione che caratterizza l’azione del PLS rende necessaria tuttavia una riflessione sul mantenimento di questa attività. Implementazione della copertura vaccinale per il morbillo e la rosolia E’ stato inviato il materiale informativo regionale a tutti i suscettibili delle coorti di nascita comprese tra il 1994 e il 1997. Sono state individuate alcune giornate specifiche per l’invito alla vaccinazione a questi minori, offrendo di norma il pomeriggio, trattandosi di bambini frequentanti le scuola elementare. I Pediatri di Libera Scelta (PLS) hanno collaborato attivamente promuovendo la vaccinazione a favore dei propri assistiti. Nel corso del 2004 sono stati contattati tutti i bambini suscettibili appartenenti alle coorti di nascita 1994 – 1997 ( 338 contatti) Sono stati vaccinati n. 120 bambini su 338 suscettibili invitati. Nel corso del 2004 sono stati contattati tutti i bambini suscettibili appartenenti alle coorti di nascita 1994 – 1997 ( 338 contatti / 338 bambini suscettibili). Sono stati vaccinati n. 120 bambini su 338 suscettibili invitati. Dei non vaccinati: 6 sono risultati domiciliati all’estero; 11 irreperibili; Gli altri hanno rifiutato la vaccinazione. Nel corso del 2005 sono stati contattati tutti i bambini suscettibili appartenenti alle coorti di nascita 1991 – 1993 ( 595 contatti / 595 bambini suscettibili). Sono stati vaccinati n. 152 bambini su 595 suscettibili invitati. Dei non vaccinati: 6 sono risultati domiciliati all’estero o nomadi, 76 irreperibili. Gli altri hanno rifiutato la vaccinazione Nel corso del 2006 è continuata l’offerta del vaccino contro Morbillo Parotite e Rosolia ai bambini all’età di 15 mesi, come 1 dose, ai bambini di 5/6/ anni, come 2 dose ai bambini di 12/13 anni, come 2 dose Sono state somministrate complessivamente n. 3663 dosi di MPR Nel corso del 2007 è continuata l’offerta del vaccino contro Morbillo Parotite e Rosolia ai bambini all’età di 15 mesi, come 1 dose, ai bambini di 5/6/ anni, come 2 dose ai bambini di 12/13 anni, come 2 dose ( Coorti del 1995 e 1996 ) Sono state somministrate complessivamente n. 4.872 dosi di MPR I dati sulle coperture vaccinali obbligatorie sono riportati nel capitolo sui determinanti. Migliorare la qualità di vita dei bambini, diminuendo il rischio di patologie respiratorie da esposizione al fumo di sigarette Nel corso dell'anno 2005 è stato costituito il gruppo di lavoro del Distretto di Modena dell' AUSL composto da : Centro Antifumo, Salute Donna, Pediatria di Comunità, Pediatri di libera scelta, Ufficio Educazione alla 132 Salute del Distretto che ha esaminato il progetto e impostato la elaborazione di materiale informativo specifico. Nel corso dell'anno 2006 è stato elaborato da parte del gruppo di lavoro il testo dell' opuscolo da distribuire alle donne gravide fumatrici ed ai genitori fumatori dei bambini. L' opuscolo invita i fumatori a rivolgersi al proprio medico di famiglia o al Centro Antifumo dell' AUSL per smettere di fumare. E' prevista entro il primo semestre 2007 la stampa dell' opuscolo, nel secondo semestre 2007 la distribuzione nei consultori, negli ambulatori dei pediatri di libera scelta e nell' ambulatorio della pediatria di comunità. Nel primo semestre 2008 verranno rilevati, nei nuovi accessi di fumatori al centro antifumo di Modena, il numero di coloro che sono arrivati dopo avere letto l'opuscolo. Le azioni per la prevenzione dell’obesità Come detto in premessa, gli interventi rivolti a ridurre il fenomeno dell’obesità sono stati individuati come prioritari dal Consiglio Comunale. Pertanto lo sforzo è stato quello di mettere in rete ed intensificare le attività volte a questo obiettivo. Si è inteso anzitutto approfiondire il fenomneo nelle sue specificità distrettuali promuovendo e cofinanziando una Indagine distrettuale sull’incidenza del soprappeso e obesità infantile a Modena - Ufficio Salute e Sicurezza in collaborazione con l'Azienda Usl nell'ambito di una indagine regionale sulla sorveglinza nutrizionale. I dati della ricerca (vedi i dati riportati nei capitoli successivi) ci dicono che occorre concentrarsi principalemente sui bambini agendo fin dall'infanzia sulle loro abitudini alimentari in maniera sistemica agendo nell'ambito delle scuole con progetti ampi e che coinvolgano tutte le classi, sulle famiglie e le loro abitudini alimentari ), sul territorio fornendo ai babini occasioni di gioco informale (i bambi no che fanno regolarmente attività informali all'aria aperta sono meno obesi), mettendo in atto interventi strutturali attraverso alleanze con enti pubblici e privati. Infatti i principali fattori di rischio individuati sono: sovrappeso/obesità e basso titolo di studio dei genitori (e segnatamente della madre), ridotta attività fisica destrutturata, elevato uso della TV. Per brevità si riportano i principali interventi realizzati in questo ambito Contributi alle Circoscrizioni per progetti finalizzati alle priorità di salute Nel 2006 e 2007 sono stati erogati, da parte dell'Assessorato alle politiche per la salute contributi alle circoscrizioni per la realizazione di progetti finalizzati agli obiettivi prioritari del Piano per la salute (3.000 € annui). La Circoscrizione 1 Centro Storico ha deciso di investire i contributi in un progetto di prevenzione dell'obesità che ha coinvolto tutte le scuole della Circoscrizione che si è sviluppato du due interi anni scolastici 2006/2007 e 2007/2008. Il progetto è stato sviluppato in collaborazione con l’Assessorato alle Politiche della Salute del Comune di Modena e i Piani per la Salute, l’Azienda Usl di Modena, la Direzione didattica del 6’ Circolo e il Consorzio Mercato Albinelli, una campagna di informazione denominata “CHI L’HA SANA LA VINCE”. Le azioni sviluppate sono andate ad integrare azioni singole che le scuole già avaveno messo in atto sul tema. La campagna di informazione ha avuto, come obiettivo generale, quello di facilitare percorsi di educazione alimentare e di “innescare” stili alimentari e di vita corretta, informando le famiglie e i ragazzi, sui rischi legati ad una cattiva alimentazione e contribuendo a diffondere comportamenti alimentari corretti. Ma ha anche avuto come obiettivi specifici quello di raccogliere informazioni utili sui comportamenti alimentari delle famiglie, quello di promuovere la massima interattività degli alunni e delle famiglie al progetto, prevedendo oltre ad attività da svolgere in classe, anche azioni che coinvolgessero le famiglie ed anche quello di creare una rete positiva tra il mondo della scuola, le istituzioni e il mercato coperto di via Albinelli. Attività: distribuzione di alcuni materiali a tutte le classi del 6’ circolo di Modena, quindi ai quattro plessi scolastici del Centro storico, le scuole Cittadella, De Amicis, Ceccherelli e Pascoli, per un totale di circa 800 bambini. Il kit scolastico prevedeva una storia illustrata a fumetti, dove i due protagonisti nel corso di una giornata tipo si trovano a decidere cosa mangiare a colazione, con che mezzo di trasporto andare a scuola, quale merenda scegliere, come passare il pomeriggio. Naturalmente era anche tradotto in alcune lingue per facilitare la comprensione delle tante famiglie straniere presenti sul nostro territorio. Altro importante strumento previsto è stato il questionario i cui risultati sono serviti ad impostare le successive azioni. E’ stato inoltre proposto un concorso a premi “Frutta e verdura a spasso per il mondo” al quale hanno partecipato 10 classi per un totale di circa 220 alunni, gli elaborati grafici, gli slogan le informazioni sono stati esposti durante la festa finale al Mercato Albinelli ed hanno arricchito il folder realizzato invece quest’anno. 133 Elemento qualificante della campagna è stata la partecipazione del Consorzio Mercato Albinelli, perché ha consentito a diverse classi di fare visite guidate al mercato, di conoscere, ammirare e annusare frutta e verdura. Presso la sede del mercato sono rimaste esposte le locandine della campagna per tutta la durata del progetto ed anche la festa finale con la proclamazione dei vincitori del concorso si è potuta svolgere proprio al mercato. Elementi fondamentali di questo progetto: l’estensione del progetto a tutte le scuole di un circolo e questo ha permesso di “fotografare” la situazione di un numero considerevole di ragazzi e quindi di famiglie in un dato periodo; creazione virtuosa di questa rete di soggetti presenti nel progetto: le scuole, senza la cui disponibilità, a partire dal dirigente scolastico, sino a tutti i docenti, il progetto non avrebbe potuto aver luogo, le istituzioni: Comune, Circoscrizione, Azienda USL e un partner privato come il Consorzio Albinelli. Alcuni dati: le classi che hanno aderito alla compilazione sono state l’80%; gli alunni che hanno restituito il questionario sono stati il 60% i questionari compilati da alunni stranieri sono stati il 54% di tutti gli alunni stranieri che frequentano le scuole del Centro storico. Rispetto alle abitudini alimentari circa il 91% fa colazione prima di andare a scuola, ma cosa mangiano i bambini? Latte, biscotti, cereali ma anche, circa 100 bambini, cioè il 20% merendine confezionate. A scuola la percentuale dei bambini che mangia merendine confezionate passa al 51%, c’è spazio anche per la frutta, consumata dal 22% ma purtroppo c’è posto anche per le patatine, il 9%. A casa per merenda si consumano tendenzialmente merende più sane, o preparate a casa, panino, torte, ma anche frutta. Sul consumo abituale di frutta troviamo però un 15% di bambini che hanno risposto di mangiarla ogni 3 o 4 giorni o mai! Per al verdura va ancora peggio, è ben il 32% che dichiara d non mangiarla mai. Dati interessanti anche per l’attività motoria e soprattutto per i piccoli spostamento, come andare a scuola. Anche se il 50% dichiara che abita a meno di un km. da scuola ed il 30% abita nel raggio di 3 km. ben il 37,7 % raggiunge la scuola in macchina. Per quanto riguarda il tempo libero ovviamente il questionario ha confermato i dati ormai a tutti noti, i bambini guardano molti programmi Tv, o stanno seduti davanti al computer. Interessanti anche i dati riguardanti gli alunni stranieri, che utilizzano certo meno l’auto per andare a scuola ma mangiano più frequentemente merendine confezionate e guardano anche più programmi televisivi. Per il secondo anno sono quindi state progettate alcune azioni:restituzione alle famiglie stesse dei dati attraverso un folder - manifesto consegnato a tutti i ragazzi e che sinteticamente espone alcuni dati rilevati dal questionario. Sono quindi state previste quattro incontri nelle scuole e sono state riconfermate le visite delle classi al mercato di Via Albinelli. Altro elemento fondamentale del progetto è stato l’ampliamento della rete di collaborazione con l’ingresso di due nuovi partner. Cir Food che grazie anche alla collaborazione dell’Assessorato all’Istruzione del Comune di Modena, ha consegnato la merenda di frutta nelle scuole 1 volta alla settimana da marzo a maggio. Le famiglie di tutte le quattro scuole primarie sono state coinvolte, chiedendo loro di non dare la merenda da casa nello stesso giorno e di scegliere un altro giorno della settimana in cui dare ai bambini una merenda di frutta o verdura. Altro partner è la UISP che ha proposto alcune attività di gioco nei cortili delle scuole o in altri spazi in prossimità e che ha animato la festa finale di circolo, proprio nell’ottica che la lotta contro l’obesità infantile passa sia attraverso corrette abitudini alimentari ma anche con la proposta di uno stile di vita complessivo che non può che comprendere anche l’attività motoria. Bando rivolto alle scuole Al fine di incentivare il protagonismo delle scuole sulla prevenzione dell'obesità è stato proposto alle scuole un bando elaborato dall'assessorato alle Politiche per la salute, in collaborazione con il Settore istruzione, per l'assegnazione di premi di 1.000 €. Il bando è stato proposto per due anni scolastici successivi 2006/2006 e 2007/2008. I progetti presentati, premiati e realizzati sul tema della prevenzione dell'obesità sono stati i seguenti: Alimentazione, movimento e stili di vita:istruzioni per l’uso Scuola Media Statale Galileo Ferraris Attraverso un modello di apprendimento operativo-esperienzale, incentrato sull’attività dei laboratori, il progetto si prefigge lo scopo di promuovere uno stile di vita salubre, coinvolgendo la scuola, la famiglia creando un clima relazionale positivo. Il progetto prevede la realizzazione di laboratori di cucina, percorsi di educazione alimentare, attivazione di percorsi di attività sportive. Stili alimentari e di vita Liceo Classico Statale San Carlo Per contrastare l’insorgere del fenomeno dell’obesità in giovane età, il progetto promuove interventi formativi di carattere biologico-sanitario e psicologicosociale per fornire elementi utili per praticare stili di vita corretti e sviluppare 134 un’adeguata autonomia di giudizio. Il progetto si svilupperà attraverso un percorso curriculare preciso e una fase applicativa dei messaggi ricevuti. Oltre a prevedere l’allestimento durante la ricreazione di un punto vendita di verdure anziché di merendine. De Gustibus – alla scoperta dei cibi e dei sapori Scuola elementare S.Agnese – 7° Circolo Il progetto coinvolge i bambini in modo attivo con metodologie diversificate e stimolanti: analisi dei percorsi e delle trasformazioni del cibo all’interno del nostro corpo, osservazioni ed esplorazioni attraverso i 5 sensi di frutta e ortaggi di stagione, sperimentazione di sapori e degustazione di cibi, letture e giochi linguistici, coinvolgimento delle famiglie nella promozione di corrette abitudini alimentari, elaborazione di un libro di ricette a base di frutta e verdura da sperimentare in famiglia, visita alle fattorie didattiche. Cresco come mangio Percorso di formazione rivolto ad operatori interni alla scuola (cuoche, ausiliarie, docenti) sulla refezione scolastica, sulla riformulazione dei menù, valorizzando frutta e verdura, su una maggior informazione ai genitori e agli alunni sui cibi e sulla loro preparazione, sulle ricette di altri paesi raccontate dai bimbi di diversa nazionalità Scuola elementare paritaria Madonna Pellegrina Mangiasano Scuola Media Ferraris Alimentazione corretta: vita perfetta ITI Fermi Attraverso un modello di apprendimento operativo-esperienzale, incentrato sull’attività dei laboratori, il progetto si prefigge di favorire una maggior conoscenza dei principi nutritivi della frutta e dei prodotti freschi, e la pratica sportiva, coinvolgendo la scuola e le famiglie. Il progetto prevede una sinergia di diversi attori, pubblici e privati, e tra scuola e territorio (Circ.2): l’adesione al progetto Mangiasano (sperimentazione di distributori automatici di merende sane e fresche al posto delle merendine confezionate), promosso dal Comune di Modena, Ausl di Modena, Buonristoro Vending Group; laboratori di cucina per sperimentare ricette e conoscere i cibi; percorso di educazione alimentare; attività sportive pomeridiane facoltative (8 ore settimanali) per la pratica di diversi sport; questionario sugli stili di vita sottoposto ai ragazzi e alle famiglie preparato dalla Società italiana di pediatria con restituzione dei risultati nelle classi; giornalino scolastico. Il progetto prevede attività laboratoriali per quantificare e rilevare con diverse strumentazioni i contenuti di grassi e zuccheri in alimenti di uso frequente fra gli adolescenti (merendine, patatine, snack, gnocchi e prodotti da forno) e l’analisi dei grassi (saturi e insaturi). Il progetto è articolato e si compone di diversi momenti e diverse azioni: lavori di gruppo, laboratori, visita guidata al laboratorio di analisi del Ministero dell’Agricoltura, elaborazione di un questionario ed elaborazione risultati, dibattito in classe con esperti, lezioni frontali, realizzazione di un libretto informativo da distribuire agli studenti. Monitoraggio e miglioramento della qualità della refezione scolastica Istituite le commissioni refezione scolastica nelle scuole d'infanzia e scuole elementari e nell'ambito di queste 2 segreterie ristrette. Si riuniscono periodicamente alla presenza della ditta fornitrice del servizio e dei responsabili comunali per valutare l'andamento della qualità della refezione scolastica, proporre azioni migliorative, modifiche nel menù in uso, promuovere questionari o altre indagini fra gli alunni e le loro famiglie, esaminare ed integrare le proposte di iniziative formative in materia di educazione alimentare rivolte agli studenti, segnalare carenze nella fornitura del servizio o nella somministrazione, ecc.. L'attività delle commissioni sta proseguendo. Al menù sono state proposte nell'anno scolastico 2003/04 n. 8 variazioni (introduzione di nuovi piatti )- tutte adottate. Organizzate 2 indagini di valutazione della gradibilità della refezione tra i bambini contestualmente all'introduzione del nuovo menù. Organizzati 2 progetti di educazione alimentare. 135 Implementazione della banca del latte materno Prosegue presso la Neonatologia del Policlinico di Modena la raccolta di latte materno da donatrici, con successiva pastorizzazione ed utilizzo nei neonati prematuri, le cui madri non hanno il proprio latte ( o che ancora non ne producono in quantità sufficiente al fabbisogno del proprio figlio). Tutti i neonati prematuri usufruiscono fino alla 32° settimana di vita di latte materno (di banca del latte oppure fresco della propria madre) senza necessità di ricorrere al latte artificiale. La procedura di selezione delle donatrici, di raccolta, stoccaggio, conservazione e pastorizzazione del latte materno, sono applicate secondo un preciso protocollo. Le madri donatrici sono volontarie che giungono alla Neonatologia prevalentemente perchè hanno avuto figli prematuri, oppure perché vengono inviate dai consultori o dalle organizzazioni di autosostegno all’allattamento al seno. Nel 2004 le donatrici sono state 28, n. litri di latte materno donato 450, distribuito 370m nel 2007 le donatrici sono state 18, il latte donato 310 L ed il latte utilizzato 270 L . Nel gennaio 2008 si è concluso un percorso di revisione delle procedure e delle apparecchiature secondo le recenti linee guida nazionali, consentendo l'iscrizione alla AIBLUD (Associazione Italiana Banca del Latte Umano Donato) Prosegue l'impegno degli operatori sanitari del Policlinico di Modena per la promozione ed il sostegno dell'allattamento al seno. Dal giugno 2007 è in atto un'indagine promossa dalla Regione Emilia Romagna per la rilevazione dell'allattamento al seno, finalizzata ad individuare fattori di ostacolo o situazioni di criticità, la cui analisi consentirà interventi specifici. Attività di sensibilizzazione e iniziative organizzate in occasione della settimmana mondiale dedicata all’Allattamento Materno (SAM 2005 – 2006 – 2007) in collaborazione con le Associazioni e creazione di una rete di 70 negozi e luoghi pubblici che offrono spazi alle neomamme per l'allattamento. 3° OBIETTIVO Realizzare azioni tese a garantire un’elevata qualità di vita dei minori di tutte le etnie e culture; I principali interventi proposti e realizzati sono: Un importante strumento per le scuole, messo a disposizione dal Comune di Modena, è costituito dagli “Itinerari scuola - città - progetti e proposte per le scuole”: circa 200 proposte presentate e attivate a cui si aggiungono annualmente proposte presentate dalle diverse agenzie non prevedibili ad inizio ano: mostre, conferenze, ecc. Le proposte sono suddivise in aree: Scienza e tecnologia, Economia e sviluppo, Storia/società, Comunicazione/arte Il servizio costruisce ed elabora progetti in collaborazione con alcuni settori del Comune, con Enti e Istituzioni del territorio. Vaglia e verifica proposte presentate da Associazioni e Agenzie rivolte alla scuola. Negli ultimi anni, il servizio ha modificato sia l’aspetto teorico, trasformando, dove possibile, contenuti e modalità di approccio, sia l’aspetto organizzativo, informatizzando il progetto e consentendo agli insegnanti di iscriversi nel periodo che ritengono più adeguato. Il servizio ”Itinerari Scuola-Città predispone un catalogo cartaceo contenente tutte le proposte e lo invia ai docenti delle scuole di Modena; Inserisce in rete tutto il catalogo nel sito del servizio e, per ogni proposta costruisce ed inserisce un calendario concordato con i referenti delle singole agenzie, per permettere l’iscrizione telematica dei docenti; controlla, aggiorna, modifica sia il calendario che i progetti del catalogo. Il calendario per le iscrizioni rimane aperto tutto l’anno scolastico, così come l’inserimento di nuove proposte legate a progetti di particolare interesse, a mostre o eventi significativi; Segue le iscrizioni e la predisposizione dei materiali durante i corsi di formazione rivolti ai docenti. Organizza eventi “Libranch’io” e “La scuola adotta un monumento”. Queste manifestazioni prevedono la raccolta dei materiali delle scuole, una verifica dei contenuti, l’allestimento delle mostre con i docenti, la realizzazione di attività e laboratori, la pubblicità; Gestisce il fondo per gli itinerari a pagamento messo a disposizione delle scuole. Gli strumenti attuativi adottati con le agenzie/associazioni/enti sono stati: - incontri per condividere il contenuto del progetto e/o per costruirlo 136 - incontri di verifica a metà anno scolastico ( contenuti ed aspetti organizzativi) - incontri a fine anno scolastico per le eventuali modifiche da apportare al progetto - inserimento dei calendari in rete Con le scuole: - Incontri ad inizio anno scolastico per informare i docenti sulle novità, sulle scelte operate dal servizio sia per quanto riguarda l’aspetto dei contenuti che l’aspetto organizzativo. - Incontri con gruppi di insegnanti mirati alla realizzazione dei progetti (contatti con altri settori, produzione di materiali, ecc) - Consulenza telefonica e non sulle modalità di iscrizione, per inviti ad incontri o più semplicemente per informazioni che riguardano le caratteristiche dei progetti. Incontro di verifica a metà anno scolastico - Formazione di una commissione formata da docenti delle diverse discipline delle scuole di ogni ordine e grado, per un confronto costante sulla qualità delle proposte offerte e/o effettuate. I Servizi coinvolti sono: Servizio Iitinerari Scuola Città (Settore Istruzione), Settore Traffico Viabilità Trasporti, Settore Urbanistica, Settore Edilizia, Polizia Municipale; Gabinetto del Sindaco e politiche delle sicurezze. Oltre 2500 il numero totale di classi coinvolte annualmente Il numero totale di classi iscritte è stato di 2528 per l’anno scolastico 2003/2004, 668 classi in più rispetto all’anno precedente, a.s. 2004/2005 iscritte 2469 classi, a.s. 2005/2006 iscritte 2638 classi, a.s. 2006/2007 iscritte 2646 classi, a.s. 2007/2008 iscritte 2648 classi Consulenza e formazione insegnanti Tali attività vengono sviluppati anche grazie alla qualità del profilo professionale degli insegnanti. Il Comune di Modena ha investito grandemente in questo senso attivando, presso MEMO, un centro di documentazione educativa per i docenti: dono oltre 2.500 i documenti contenuti nella banca dati di cui circa 700 sussidi riferiti alla disabilità; circa 2500 accessi all’anno. Le presenze relative all’utenza nell’anno 2004 sono state n°2421. Le presenze relative all’utenza nell’anno 2005 sono state 3.398 con 662 nuovi iscritti. Anno 2006: 3746 utenti, 490 iscritti. Anno 2007: 4486 utenti, 568 nuovi iscritti. Altrettanto importanti risultano, al fine della qualificazione continua degli insegnanti, i corsi di formazione organizzati annualmente dal Settore Istruzione anche per la formazione dei docenti di sostegno attivati con la collaborazione di Università, Dirigenze scolastiche, C.S.A, A.S.L., Associazioni. L’anno scolastico 2005/2006 ha visto l’attivazione di 35 corsi Gli utenti iscritti ai corsi sono stati 2890, i frequentanti 2151. Nell'anno scolastico. 2006/2007 n. corsi 40 iscritti 2060 frequentanti 63,88%; Nell'anno scolastico 2007/2008 n. corsi 52 iscritti 2613 frequentanti 77% Rete cittadina di Net Garage e promozione delle nuove tecnologie di comunicazione l'esperienza dei Net Garage è partita nel 2004, dopo l’inaugurazione della rete avvenuta a dicembre 2003. Attualmente sono attivi i seguenti centri per un totale di 52 postazioni informatiche: c/o punto lettura Modena Est c/o punto lettura S. Damaso c/o ludoteca Strapapera c/o Polivalente Villanova c/o Centro Civico via Viterbo 80 c/o Centro Civico via Barchetta 77 c/o Complesso Santa Chiara via degli Adelardi 4 Attività offerte: utilizzo gratuito su prenotazione delle postazioni informatiche per navigazione internet, utilizzo di programmi open source, utilizzo di caselle di posta elettronica, realizzazione di blog, siti web, etc., realizzazione di momenti per giocgi on-line, frequenza gratuita all’attività corsistica, partecipazione a eventi e meeting Numero giovani coinvolti nelle singole attività e indicazione di età, sesso, nazionalità e professione presso i punti di lettura il target anagrafico è quello prevalentemente preadolescenziale (10-14 anni) presso Net Garage 1, Strapapera e Villanova , il target è tipicamente adolescenziale (12-18 anni) presso Net Open Source e (si prevede) MyNet Garage, pur non escludendo le fasce anagrafiche precedenti, il target è di età più elevata (16-25 anni) il sesso è prevalentemente maschile, in quantità che si aggira, nel complesso, sull’ 80% con l’unica eccezione di Net Open Source, dove la presenza femminile è maggiore che altrove, ma sempre minoritaria 137 varie sono le nazionalità – nel complesso la frequenza di ragazzi extra-comunitari si aggira sul 30% del totale la grande maggioranza di ragazzi sono studenti Il Centro ed i suoi operatori, nei confronti dei ragazzi che li frequentano, si pongono in termini di accoglienza e di disponibilità, nei limiti di quelle che sono le attività proposte. A monte della progettazione è stata operata la scelta di impiegare operatori in età giovanile, allo scopo di facilitare le relazioni e di proporre figure educative “vicine” per comuni interessi. I risultati più rilevanti conseguitisono conseguenti a tre diversi periodi progettuali e temporali. Un primo periodo (2001-2003) si è caratterizzato come fase di alfabetizzazione informatica, in un’epoca storica nella quale l’acceso a queste tecnologie era ancora assai limitato (pochi i laboratori informatici nelle scuole e alti costi delle attrezzature). Questa fase ha consentito di accedere all’informatica ad un consistente numero di ragazzi che altrimenti ne sarebbero stati privati. Un secondo periodo (2004-2007) si è caratterizzato come consolidamento dell’esistente ed ha creato le premesse per potersi strutturare in ragione delle novità che il “mondo informatico” stava gradualmente inserendo: l’open source e tutto ciò che ruota attorno alla cultura open. L’inaugurazione di un nuovo spazio (net open source, nel 2005) ha evidenziato questa scelta. Successivamente, tutta la rete dei net garages, seppure con la necessaria e prudente gradualità, ha convertito le sue attrezzature dalle piattaforme windows a quelle linux. Il terzo periodo, quello attuale, vede tutto il progetto orientato nella promozione e diffusione dell’open source nel contesto scolastico. Già quest’anno è stato condotto un progetto in tal senso, che, attraverso la collaborazione con l’Università, con l’Istituto Corni e con sette delle nove scuole medie inferiori cittadine, ha consentito la “migrazione” da windows a linux delle postazioni presenti nei laboratori scolastici. Ovviamente il progetto non trascura di mantenere le sue caratteristiche precedentemente assunte. Proposte di attività comuni fra i vari Centri. Un impegno comunemente assumibile potrebbe essere di impegnarsi, ciascuno con le modalità proprie, su un tema comune, che, nella fattispecie, in ragione di comuni riflessioni su quelle che possono essere le priorità d’intervento, potrebbe essere l’”INTEGRAZIONE NEL CONTESTO MODENESE DEI RAGAZZI EXTRACOMINITARI di seconda e terza generazione”Si pensi, ad esempio all’offerta di contattare a voce, gratuitamente, i propri familiari rimasti nei paesi d’origine (tramite skype), oppure alla organizzazione di feste a tema o alla diffusione di giochi di ruolo e di giochi on-line, con la promozione di lan-party. Ipotizzabili sono anche corsi per l’impiego di questi strumenti, allo scopo ulteriore di richiamare ragazzi di diverse etnie.Queste possibilità, messe a disposizione anche dei ragazzi extra-comunitari (ma non solo) degli altri centri, potrebbe arricchire il loro patrimonio esperienziale e facilitarne la integrazione. Nel corso del 2004 sono stati 290 i ragazzi tra i 12 e i 18 anni che hanno frequentato i Net-garage: va sottolineato che questo dato è relativo a sole 5 sedi. Utenti Rete Net Garage 550 utenti (+47% rispetto al 2004). Nel 2007 gli Utenti totali sono stati 850 Altri importanti punti di aggregazione giovanile sono rappresentati da “La tenda: 11.700 utenti nel 2007; ArteTeca: 150 ragazzi coinvolti nel 2006, la Scuola d'arte Talento (130 ragazzi coinvolti nel 2007). La Prevenzione del disagio Come detto in premessa gli “Interventi diretti alla prevenzione del disagio anche attraverso la promozione di comportamenti virtuosi a salvaguardia della propria salute” sono stati individuati come area prioritaria di intervento all'interno di questo programma di azione del Piano per la Salute. L’intervento sociale nel campo delle problematiche giovanili presenta elementi di estrema complessità. Il tema del disagio e della devianza giovanile si snoda sul terreno della prevenzione primaria e della politiche di promozione sociale dei giovani , su quello della prevenzione secondaria mirata ai soggetti a rischio e su quello della mediazione sociale, riduzione del danno, recupero (che in questo Report sono state descritte per tipologia seppure sinteticamente) I luoghi e i soggetti interessati sono anch’essi molteplici e rendono ulteriormente complicato dare coerenza alle politiche di intervento: V.la costruzione della identità dei ragazzi che guida i loro comportamenti (“normali” o “devianti”) è il risultato di un complesso processo di socializzazione che avviene in vari ambiti (famiglia, gruppo dei pari, scuola). Le manifestazioni di tali comportamenti possono essere confinati alla famiglia o all’interno della scuola o prodursi in spazi pubblici. La possibilità di mettere in rete gli interventi dei diversi operatori che in qualche 138 misura e a diverso titolo si trovano ad intervenire sui problemi è anche condizionata dalla differenti costruzioni e definizioni di disagio e devianza che i vari servizi operano. VI.Quindi le basi per un intervento organico poggiano sulla possibilità di darsi strumenti di lettura in ordine a tre diversi livelli che devono però interagire tra di loro: VII.-i comportamenti problematici della popolazione minorile e loro motivazione VIII.- il contesto in cui si producono - l'adeguatezza delle risposte messe in campo da parte delle diverse istituzioni coinvolte nella prevenzione (servizi sociali, educativi, famiglia ecc.) in termini di contenuti, metodologie, contesto in cui si interviene. IX. X.Si pone in generale il tema del rapporto tra i giovani e la città che è il luogo di eccellenza delle relazioni sociali quando gli spazi pubblici diventano luoghi di identità, di socializzazione, di responsabilizzazione, di pratiche di gestione ma che può anche diventare luogo del conflitto e della violenza. XI. XII.Allora accanto alle politiche giovanili tese alla promozione della socializzazione e del benessere dei giovani è aumentato fortemente l'impegno dell'Amministrazione Comunale così come di altri Enti ed Associazioni sul tema della prevenzione del disagio nelle sue diverse forme e in diversi contesti. Si riportano di seguito alcuni progetti esemplificativi di una metodologia di intervento sempre più coordinata e integrata Progetto “Per una scuola che sa accogliere” Il Progetto è stato particolarmente rilevante in quanto si è caratterizzato per il coordinamento tra tutte le scuole secondarie di primo grado che, negli interventi effettuati, hanno potuto sperimentare l'efficacia delle metodologie di intervento anche grazie alla costituzione di un comitato di valutazione che ha approntato strumentini specifici a tale scopo (es: Statistica delle presenze pomeridiane degli alunni ai Laboratori: presenza molto alta, di circa 200 ragazzi, Follow-up del percorso scolastico degli alunni a rischio.). Altro elemento qualificante del progetto è stata la persistenza nel tempo. Le attività avviate nell'ambito delle diverse scuole sono state per la maggior parte proseguite anche grazie al finanziamento di singoli progetti (Bandi del Comune, della Fondazione cassa di risparmio, della Regione Emilia Romagna, Bando “Premio città di Modena”). Il Progetto ha promosso interventi di prevenzione contro il disagio e la dispersione scolastica, che si sono concretizzati attraverso la realizzazione di: −1- Laboratori pomeridiani specifici destinati a tutti i ragazzi ed in particolare a quelli con situazioni problematiche di tipo socio-familiare e culturale; −2- Percorsi individualizzati e tutoraggio; −3- Attività di recupero e sostegno degli apprendimenti; Le predette attività sono state raccordate con quelle curricolari e con la Programmazione dei Consigli di classe. Destinatari: tutti gli alunni (oltre 500), ma in particolare gli alunni con difficoltà di apprendimento, demotivati o deprivati sul piano socio-familiare (circa 20). Finanziamenti: Regione Emilia Romagna e Comune di Modena (Progetto di rete con le altre scuole medie della città di Modena). La scuola ha concorso nel finanziare il personale docente interno tramite l’apposito Fondo dell’Istituzione scolastica. Il Progetto ha visto impegnati sia i docenti delle varie discipline della scuola che personale esperto esterno, che ha messo a disposizione le proprie competenze specifiche in ambito educativo e tecnico-pratico. Educazione al tifo non violento Nell'ambito di una progetto cofinanaziato dalla Regione Emilia Romagna sono state avviate nel 2003 una serie di attività sull'educazione al tifo non violento: - in collaborazione con un gruppo di tifosi facenti parte prevalentemente del gruppo più rappresentativo all’interno dello stadio, le brigate gialloblu, è stato Creato un Centro Tifo nei pressi dello stadio che è stato il centro per l'elaborazione di una serie di proposte realizzate:” concorso contro il razzismo, per lo sport” rivolto alle scuole medie, partecipazione ai Mondiali antirazzisti – edizione 2004 – al termine della quale le Brigate Gialloblu hanno vinto la coppa dei mondiali come riconoscimento del lavoro svolto; incontri di sensibilizzazione nelle scuole sul razzismo nello sport; progetto “Piccoli calciatori della via Emilia” per due anni consecutivi, in collaborazione con UISP, che ha coinvolto squadre giovanili di calcio delle città di Piacenza, Bologna, Ferrara attraverso una serie di gemellaggi organizzati in occasione degli eventi sportivi tra le diverse città; attività di mediazione, realizzazione di un video e una pubblicazione sulle attività svolte, promozione di incontri seminariali sul tema. Le attività continuano: a settembre è prevista una 139 manifestazione a Modena che coinvolgerà diverse squadre che si confronteranno su diverse discipline sportive secondo le regole del Fair Play Utenti del centro tifosi: 300; N. ragazzi coinvolti nelle iniziative di educazione al tifo non violento: 240; N. ragazzi coinvolti nell'iniziativa “Piccoli calciatori della via Emilia circa 500 Progetto “Intendiamoci” sulla socializzazione dei minori stranieri Obiettivi del progetto: promuovere percorsi di socializzazione e di inclusione dei minori immigrati, prevenzione e gestione dei conflitti, responsabilizzazione dei frequentatori e acquisizione di un sistema di regole condiviso. Inoltre la Tenda doveva essere presentata come luogo di incontro ed aggregazione dove trovassero accoglienza le diversità e luogo di confronto sulle identità dell’universo giovanile. Sono state svolte attività di aggregazione e di ricreazione che garantissero la partecipazione di ragazzi stranieri nonché occasioni di incontro e di dialogo tra i ragazzi. Da segnalare in particolare il festival dell’arte africana “Farafinà” che ha coinvolto circa 1000 persone tra cui perlopiù giovani ed adolescenti. Il progetto inTENDiAmoci si è concluso a novembre 2004. Le attività svolte all’interno della “Tenda”, rivolte agli adolescenti, continuano con il coordinamento e la responsabilità del settore Cultura. Le attività di socializzazione e inclusione dei minori stranieri verranno ulteriormente sviluppate in un ulteriore proposta di azioni in fase di predisposizione e saranno presentati nel prossimo Report. Sono state realizzate per l’anno 2004 n. 17 iniziative con carattere interculturale tra le quali: laboratori, attività ludico-ricreative, mostre, dibattiti, rappresentazioni teatrali. E’ stato effettuato un monitoraggio di alcune iniziative realizzate alla Tenda: le presenze sono state mediamente di 80-100 persone. Da segnalare la mostra effettuata al termine di un progetto realizzato in collaborazione con Informabus finalizzato a stimolare, grazie alla presenza di un mediatore culturale, il confronto sui temi della diversità nell’ambito di gruppi misti (italiani – stranieri) a partire da materiale fotografico prodotto dagli stessi ragazzi messo a confronto con la rappresentazione del gruppo data da un fotografo professionista. Sono stati coinvolti circa 50 ragazzi. A seguito di questa esperienza le attività sono proseguite in vari ambiti: attenzione ai minori stranieri da parte degli operatori di diversi servizi e nell'ambito di progetti specifici: Infobus, Servizio di mediazione dei conflitti, net garage, Scuola d'arte Thalento. Al fine di indagare le condizioni di vita e i percorsi di socializzazione dei minori stranieri è stato realizzato un video, a cura di un mediatore culturale , dal titolo “Io, il mio gruppo e Modena” che è stato oggetto di riflessiona da parte dei diversi operatori dei servizi comunali rivolti ai giovani al fine di capire le esigenze e le modalità di relazione più oppoertune con questo target di minori. Una ricerca specifica sull'argomento è stata condotta in collaborazione con l'università di Modena. e Reggio Emilia – Facoltà di Lettere e Filosofia2004. Delle attività programmate, si sono svolti momenti seminariali rivolti agli operatori della scuola, dei servizi sociali, della giustizia. Partners del progetto, oltre al Gabinetto del Sindaco, sono stati: Centro Stranieri, Istruzione, CSA, Servizi Sociali. Tot. 8 operatori sono stati coinvolti nel progetto. Conclusione della ricerca a cura del prof. Claudio Baraldi e dott. Alessandro La Palombara dal titolo “Terre di confine. Adolescenti immigrati e sicurezza urbana”.Coinvolte 5 scuole superiori; 45 ragazzi intervistati in Focus groups; 1 seminario per le scuole e per gli operatori coinvolti nella ricerca per restituire i risultati dell’indagine. Promozione della cultura della legalità nelle scuole Dal 1999 sono stati organizzati itinerari didattici di educazione alla legalità Nel corso del tempo gli itinerari sono stati adeguati per rispondere alle richieste degli stessi insegnanti che intendono offrire ai propri studenti gli strumenti necessari per capire le proprie responsabilità e fornire indicazioni su come affrontare le diverse problematiche che i giovani si possono trovare a vivere. Sono rivolti agli istituti di degli istituti secondari di I° e II° grado Obiettivo è quello di far conoscere ai ragazzi il sistema di istituzioni preposte a governare a diverso titolo e con diverse competenze il tema della sicurezza nell’ambito cittadino, promuovere la fiducia dei ragazzi nelle istituzioni, fornire informazioni e spunti di riflessione su reati e comportamenti illeciti che coinvolgono maggiormente, come vittime o come autori, i minori. Per la realizzazione dei quattro percorsi sono stati coinvolti diversi soggetti pubblici e del privato sociale tra i quali: rappresentanti delle Forze dell’ordine – Questura, Comando dei Carabinieri, Guardia di Finanza - l’Ufficio Politiche per la Sicurezza Urbana, la Polizia Locale, il Centro tifosi – Progetto Ultrà, il Tribunale dei Minori, l’Informabus, l’Unità di strada del Servizio Tossicodipendenze, il C.E.I.S., il Servizio sociale e l’Unità di strada progetto “Oltre la strada” del Comune di Modena Le aree tematiche individuate sono 4: Sicurezza urbana, Problematiche legate all’uso/abuso di alcool e sostanze stupefacenti, Reati a sfondo sessuale, Truffe e raggiri 140 Le scuole possono quindi scegliere uno o più aree tematiche oppure una o più incontri specifici su un singolo argomento. Negli anni il tentativo è stato quello di consolidare l’appuntamento e di inserire, ove possibile, il percorso all’interno di progetti più ampi sulla legalità realizzati dalle scuole. Gli insegnanti sempre di più si rendono conto della difficoltà di educare i ragazzi a tenere comportamenti corretti nei confronti dei compagni, delle famiglie, della comunità e del bene pubblico nonché nei confronti degli altri sistemi formali – istituzionali, soprattutto in relazione al fatto che molto spesso gli stessi ragazzi faticano a distinguere l’atteggiamento scorretto e a minimizzarne le conseguenze. Inoltre, sempre più spesso, gli insegnanti si sono rivolti ai referenti dell’amministrazione comunale per richiedere incontri ed interventi volti a chiarire le responsabilità in merito a determinati comportamenti (piccoli furti all’interno della scuola, episodi di bullismo ecc.) al fine di realizzare percorsi di sensibilizzazione e di conoscenza per i ragazzi delle proprie classi. Il n. di scuole e i ragazzi coinvolti sono costantemente aumentati nel corso degli anni: nell'anno scolastico 2007/2008 sono stati coinvolti circa 1000 studenti. Nell'anno scolastico 2006/2007 650 ragazzi. Nel corso dell'anno scolastico 2007/2008 è stato inserito tra le offerte formative per gli insegnanti uno specifico corso rivolto agli insegnanti sulla gestione dei fenomeni di bullismo e relazioni conflittuali tra ragazzi e tra insegnanti e ragazzi. Il percorso formativo è stato associato ad un itinerario didattico specifico sul bullismo, rivolto alle scuole medie di primo e secondo grado. L'itinerario verrà riproposto nel prossimo anno scolastico. Bando rivolto alle scuole Al fine di incentivare il protagonismo delle scuole sulla prevenzione del disagio è stato proposto alle scuole un bando elaborato dall'assessorato alle Politiche per la salute, in collaborazione con il Settore istruzione, per l'assegnazione di premi di 1.000 €. Il bando è stato proposto per due anni scolastici successivi 2006/2006 e 2007/2008. I progetti presentati e premiati sul tema della prevenzione del disagio sono stati i seguenti: 141 Progettiamo gli spazi per giocare e per muoverci nel quartiere Scuola elementare S. Giovanni Bosco Io.. bullo? ..E gli altri? Quali strategie proponiamo per vivere meglio Scuola Media Statale P. Paoli Laboratori per stare meglio a scuola Scuola Media Statale Lanfranco L’azione ha lo scopo di promuovere la realizzazione di spazi aggregativi liberamente accessibili nel quartiere S.G.Bosco fruibili, in orario extrascolastico, dagli alunni che frequentano la scuola elementare del quartiere. I ragazzi della scuola insieme agli insegnanti, ai genitori, alla Circoscrizione e ad associazioni di volontariato partecipano alla progettazione del proprio spazio aggregativo che dovrebbe migliorare la convivenza dei diversi utenti dei parchi giochi (bambini, ragazzi, adulti ed anziani). L’iniziativa si rivolge principalmente ai ragazzi d’età pre-adolescenziale (oltre i 9-10 anni ) che spesso non possono frequentare luoghi sportivi strutturati e pertanto a rischio esclusione. Obiettivo del progetto è sviluppare il saper, il saper fare, il saper essere degli alunni che si traduce nella conoscenza, consapevolezza e messa in atto di comportamenti virtuosi. Il progetto prevede il coinvolgimento degli alunni che attraverso la metodologia della peer education si confrontano sulle tematiche comportamentali. Le azioni di formazione /informazione coinvolgono inoltre genitori e insegnanti. Il progetto prevede inoltre la realizzazione di uno spot video realizzato dai ragazzi sul tema del disagio. Il progetto è rivolto in particolare ai ragazzi che sono a rischio esclusione, che attuano comportamenti disturbanti durante le lezioni e/o che sono demotivati del mondo scolastico. La scuola organizza “laboratori” condotti dai genitori (che offrono gratuitamente il loto tempo libero alla scuola) che propongono una serie di attività, in base anche alle competenze dei genitori, ad esempio: aeromodellismo, creta, cucita, riparazione biciclette, musica, ricamo, danza ecc. L’azione proposta dal progetto si prefigge lo scopo di far acquisire agli studenti partecipanti una rinnovata motivazione alla vita scolastica e far vivere loro un’esperienza gratificante che possa aumentare la loro autostima. Interventi volti alla prevenzione del disagio Liceo Classico Statale San Carlo Progetto legalità Scuola A. Gramsci – 11° Circolo Cittadini si diventa Il progetto propone percorsi extra-curricolari volti a fronteggiare la crescente complessità dei problemi che connotano l'età evolutiva e che vengono sinteticamente definiti con il termine "disagio". A partire da tale necessità, che richiede di essere gestita facendo ricorso ad un ampio spettro di interventi, la scuola punta a raggiungere una sinergia di contributi educativi ritenuta indispensabile per garantire una adeguata crescita degli allievi sul piano culturale ma anche su quello esistenziale. Il progetto prevede la realizzazione di specifiche iniziative, a seconda dei casi, ad allievi di classe parallele (qualora si prevedano incontri tenuti da un esperto) oppure ai genitori e ai docenti della scuola, senza trascurare di garantire agli studenti l’opportunità di incontri individuali con uno psicologo di riferimento. Il progetto ha lo scopo di proporre diverse sollecitazioni e letture per una riflessione di classe sulla conoscenza di sé e degli altri, e sui pregiudizi. Il progetto prevede diverse azioni quali: la lettura di due libri sul razzismo e incontro in classe con Elena Bellei, autrice del libro “Lettere a Meriem”; l’intervento in classe di un ragazzo senegalese per raccontare la sua esperienza di vita nel suo paese e in Italia; adesione al progetto “Piccoli mediatori crescono” parte degli “Itinerari scuola-città”. Il Progetto si caratterizza come uno sviluppo del progetto della rete delle scuole medie 142 Scuola Media Lanfranco Chi ben comincia Scuola Media Paoli Interventi volti alla prevenzione del disagio Liceo Classico Statale San Carlo “Per una scuola che sa accogliere”che, oltre alle attività di laboratorio pomeridiano già sperimentate e che continuano durante tutto l’anno scolastico, prevede in quest’anno scolastico la collaborazione anche con il territorio. La scuola media Lanfranco, la Circ.3 e l’Associazione Animatamente collaborano per la gestione e la programmazione di proposte di animazione e socializzazione nel Centro di Aggregazione Giovanile di Via Viterbo rivolto a preadolescenti e adolescenti. L’azione vuole promuovere azioni positive nel tempo libero che i ragazzi trascorrono fuori dalle istituzioni scolastiche e nei gruppi informali del quartiere. L’obiettivo è quello di creare una relazione significativa fra educatori esterni alla scuola e ragazzi con comportamenti problematici, costruire reti di sostegno anche fuori dalla famiglia; all’interno della scuola educatrici preparate seguiranno allievi particolarmente difficili stabilendo rapporti di fiducia attraverso i loro racconti. Il progetto prevede interventi in classe di un esperto (2 incontri di 2 ore per classe) e si propone di migliorare le capacità di ascolto, facilitare l’integrazione di alunni di diverse nazionalità e prevenire episodi di prevaricazione ed emarginazione; il progetto prosegue con un lavoro in classe dei docenti e incontro di verifica fra docenti ed esperto; infine condivisione e verifica dei risultati raggiunti con i docenti e con i genitori. Il progetto incentra la propria azione sull’attività di riflessione e discussione in classe di temi quali la relazione, l’identità, la sessualità e l’educazione alla solidarietà. Le attività sono programmate sui diversi anni e la scuola ha un’articolata e costante programmazione degli interventi su queste tematiche nelle diverse classi. Ad esse si affianca l’attività di councelling e incontro con lo psicologo dello sportello di ascolto. Per quanto riguarda genitori e docenti sono previsti momenti formativi e informativi sulle problematiche in età adolescenziale. Nella seconda edizione del bando sono stati privilegiati progetti che prevedessero azioni coordinate tra scuola e territorio al fine di seguire gli stessi ragazzi, in particolare i ragazzi che presentano problemi di carattere relazionale e comportamentale anche nei punti di aggregazione dei quartieri (polisportive, Net garage, Infobus, servizio di mediazione dei conflitti, centri si socializzazione). L'obiettivo è quello di moltiplicare le agenzie “educative” in grado di contattare i minori anche sul territorio, promuovere i loro protagonismo, favorire l'accesso ai servizi a loro dedicati e, al contempo, contrastare i comportamenti a rischio e promuovere comportamenti improntati al rispetto delle regole. Per rendere concreto questo percorso l'Assessorato alle Politiche per la Salute ha erogato, anche sula prevenzione del disagio, contributi alle Circoscrizioni per mettere in atto progetti che seguissero questo tipo di metodologia. Si segnalano due esperienze che possono rappresentare “una buona prassi da diffondere” che hanno in comune l'individuazione di soggetti radicati sul territorio e con operatori qualificati che, in maniera continuativa, operano sulla fascia di minori che presentano problemi relazionali e comportamentali. E' il caso della Cooperativa “Il Girasole” che da diversi anni opera ad Albareto e l'Associazione Animatamente che operano nel territorio di S Agnese della Circoscrizione 3 attraverso la gestione di un centro di aggregazione collocato all'interno della Polisportiva Gino Nasi. Entrambi i Progetti sono stati sostenuti anche attraverso questi finanziamenti. Sostegno alla neogenitorialità Attraverso il coordinamento dell'ufficio Politiche per la salute è stato avviato nel 2006 e condotto un percorso intersettoriale e interistituzionale sul sostegno alla neogenitorialità che ha visto confrontarsi diversi soggetti al fine di : indagare indagare i bisogni emergenti dei neo-genitori (0-12 mesi) e progettare azioni di miglioramento dell’offerta e delle informazioni ai neo-genitori, consolidando e potenziamento le sinergie fra gli operatori dei diversi servizi; attivare un confronto fra operatori e servizi per accrescere il bagaglio conoscitivo rispetto alle diverse competenze e risposte fornite ai neogenitori. 143 Soggetti coinvolti: Policlinico, Unità Pediatrica Distrettuale di Modena (Pediatra di libera scelta-Pediatria di Comunità – AUSL), Centro per le Famiglie – Servizi Sociali, Ostetrica del Consultorio -Distretto 3 AUSL, Coordinamento Pedagogico – Comune di Modena, Servizi sociali della Provincia di Modena Alcune tendenze riscontrate dagli operatori: professionalizzazione della cura del bambino,moltitudine di messaggi a volte non coerenti da parte dei servizi o dei professionisti, insufficiente conoscenza e preparazione del momento successivo alla gravidanza: dalle difficoltà organizzative, al destreggiarsi di fronte a esperienze nuove come il pianto del bambino, come nutrirlo, come prendersene cura, solitudine delle famiglie (reti familiari sempre più ristrette) che causano in maniera ricorrente: 1) ansia, aumento esponenziale delle richieste agli operatori, e senso di inadeguatezza 2) inadeguatezza e sensi di colpa rispetto alle possibilità o meno di allattare, cosa fare quando si hanno difficoltà ad allattare, quando e come smettere, integrare ecc. 3) senso di inadeguatezza nello svezzamento, alimentazione, piccole patologie, il pianto, il sonno….. 4) eccessiva dipendenza dallo specialista, 5) aumento esponenziale della domanda di rassicurazione e di intervento (uso improprio dei servizi: pediatri, pronto soccorso, ecc.), 6) difficoltà e senso di colpa al momento del distacco (nell’inserimento al nido, ecc.) o eccessivo attaccamento al neonato. Sono state messe in campo le seguenti azioni: - un censimento dei servizi pubblici a sostegno dei neo-genitori dei bimbi 0-12 mesi, offerti sul territorio dal Comune e dalle Aziende Sanitarie - individuazione dei bisogni emergenti percepiti dai neo-genitori, dopo un confronto con operatori e pediatri; - formazione e confronto tra operatori e addetti ai servizi, organizzando alcuni momenti formativi che hanno coinvolto pediatri, educatrici, operatori sociali e sanitari, ostetriche, per tentare di rendere più coerenti i contenuti informativi forniti ai genitori su tematiche che si possono prestare a messaggi confusi (es. il pianto del bambino, il sonno, l’allattamento al seno, l'attaccamento ecc.) Alla fine del percorso è stato organizzato un workshop su “Come sostenere la neogenitorialità a Modena - La relazione con il lattante nei primi 12 mesi di vita, tra attaccamento e distacco” E' in fase di elaborazione un libretto informativo che verrà tradotto in lingua araba e inglese che riassume i messaggi utili ai neogenitori sulle tematiche richiamate 4° OBIETTIVO Promuovere azioni su gruppi che esprimono bisogni e criticità specifici Nel 2006 lo Spazio Giovani del Consultorio (14-19 anni) per consulenze e assistenza sanitaria ha ricevuto 1.077 utenti nel 2006 (+9%) rispetto al 2004 mentre Il Centro d'Ascolto per Adolescenti ha registrato 152 accessi (+ 31%) rispetto al 2004 per: 28% problematiche di relazioni fra pari 2% problematiche legate all'uso di sostanze 26% disturbi del comportamento alimentare 34% disturbi d'ansia, depressione e/o forme di disagio psichico 10% domande su problematiche familiari Nel 2007 gli accessi complessivi tra Spazio Giovani e Centro d'Ascolto sono stati 1095 Da segnalare che all'interno dello Spazio Giovani e del Centro D’Ascolto vengono effettuate “prese in carico” individuali con un’equipe integrata (Dietologa, Psicologo, Ostetrica, Ginecologa) e sono stati individuati specifici percorsi di accesso con la Neuropsichiatria Infantile del DSM e con il Centro dei Disturbi del Comportamento Alimentare del Policlinico. Gestione spazio gioco e colloquio genitori e bambini presso la casa circondariale S.Anna La sala colloqui per genitori e bambini è stata inaugurata il 19 giugno 2003. Dopo una prima fase di sperimentazione, è stata aperta durante tutti i giorni e orari previsti per i colloqui. Non è stata attivata la 144 presenza di un educatore durante i colloqui; i detenuti utilizzano autonomamente la saletta con i loro famigliari e possono essere presenti più nuclei contemporaneamente. La cura e la pulizia degli spazi sono seguiti e gestiti dal personale interno al carcere, coinvolgendo i detenuti sia per una sempre maggiore responsabilizzazione nell'uso dello spazio, sia per le attività di riassetto e pulizia del locale. I materiali di gioco per la sala colloqui sono stati forniti, insieme agli arredi, nella fase iniziale dell'apertura. Questo spazio per i colloqui è molto apprezzato dai detenuti, le richieste sono sempre numerose; molti condizionano il momento di colloquio con i figli alla possibilità di accedere alla saletta, ritenendola un luogo accogliente e adatto ai bambini (a differenza della normale sala colloqui con i vetri divisori). Questa iniziativa si amplierà nel futuro, in quanto, già ad oggi, sono in corso lavori di ristrutturazione di un altro spazio all'interno del carcere da adibire a sala colloqui per genitori e bambini. La realizzazione della sala colloqui è parte di un progetto più ampio, relativo al sostegno della genitorialità in carcere, che prevede iniziative con esperti, attività di aggregazione per le famiglie e momenti di confronto in gruppo. Le famiglie che utilizzano la saletta colloqui sono 4-5 al giorno, circa 20 alla settimana, considerato che sono 4 i giorni designati ai colloqui. Attività di affido eterofamiliare Nel 2004 è stata attuata una promozione dell’affido eterofamiliare al fine di aumentare la capacità di accoglienza delle famiglie di minori in condizioni di disagio familiare, in collaborazione con il Tavolo di coordinamento dell’affido. Sono stati attivati gruppi di auto-aiuto delle famiglie affidatarie ed è stata sviluppata un’attività a sostegno delle potenziali capacità affettive ed educative delle famiglie di origine. Il lavoro si è sviluppato attraverso azioni di : - Promozione dell’affido eterofamiliare attraverso campagne di comunicazione rivolte alle famiglie; - Promozione e gestione di incontri e seminari con le famiglie affidatarie; - Valutazione e selezione delle famiglie affidatarie da parte del gruppo tecnico come dettato dalla direttiva regionale; - Coordinamento di attività di abbinamento delle famiglie ai minori; - Sostegno alla famiglia naturale; - Gestione dei rapporti periodici con il Tribunale dei Minori; - Sostegno alle famiglie affidatarie; - Verifiche periodiche durante tutto il periodo dell’affidamento. Nel 2004: 82 affidi eterofamiliari ; 25 affidi parentali ; 452 progetti di affidamento realizzati Nel 2007: 141 affidi tutti eterofamiliari Attività d’informazione, preparazione, valutazione e sostegno per le adozioni nazionali ed internazionali Nel 2004 è stato applicato il protocollo regionale relativo alla legge sulle adozioni internazionali, sono stati stabiliti accordi di collaborazione con gli enti autorizzati, sono stati organizzati corsi di formazione rivolti agli operatori ed è stato sperimentato un gruppo per le famiglie adottive; Sono state sviluppate e/o implementate le seguenti Azioni / attività 1. Informazione alle famiglie interessate all’adozione; 2. Gestione dei corsi di formazione, come previsto dalle direttive regionali; 3. Valutazione dell’idoneità delle famiglie; 4. Gestione dei rapporti con il Tribunale dei Minori; 5. Gestione dei rapporti con gli Enti autorizzati per l’adozione internazionale; 6. Gestione della fase post adottiva e dell’affido pre-adottivo Vengono periodicamente irganizzati cosri formativi le coppie e i successivi percorsi di indagine psicosociale per chi decide di intraprendere il percorso dell'adozione Centro per le famiglie Servizio di mediazione familiare Nel 2004 sono state sviluppate connessioni e collaborazioni con le diverse organizzazioni pubbliche e private che operano nell’ambito della mediazione familiare, attraverso la realizzazione di attività di: - Accoglienza di singoli o coppie per raggiungere la consapevolezza di poter continuare un percorso educativo verso i propri figli; - Incontro con il Mediatore Famigliare per il raggiungimento dei primi accordi; 145 - Promozione verso le famiglie, magistratura, ordine degli avvocati, scuola, ecc. della cultura della mediazione famigliare come opportunità di corretta gestione dei conflitti; - Attivazione di gruppi di confronto tra genitori sui temi della separazione Nel 2004 70 coppie hanno usufruito del servizio, 140 nel 2007. Centri di socializzazione per minori Sono state attivate collaborazioni all’interno delle circoscrizioni con gruppi di volontariato per gestire centri di aggregazione e socializzazione extrascolastica al fine di incrementare la rete di aiuto rivolta ai minori. Sono attivi i seguenti punti: - Centro di animazione giovanile ONDA ( Collegara San Damaso); - Gruppo Volontari Crocetta; - Centro di animazione giovanile Pu.Ma .( Zona Madonnina); - Centro di animazione giovanile Evolution ( Centro Storico); - Centro di animazione giovanile OPEN ( Sacra Famiglia); - Centro di animazione giovanile Wild Spirit ( Gesù Redentore); Le attività sono: - Gestione e apertura dei punti aggregativi almeno 3 pomeriggi a settimana; - Attività ludiche, creative supporto al lavoro scolastico; - Organizzazione di feste; - Attività di sostegno al recupero delle abilità genitoriali (consulenze psicosociali); - Verifica e supporto dei centri; - Progettazione e pianificazione degli interventi; - Verifica degli interventi; Nel 2004 è stata sviluppata una rete di aiuto ai minori all’interno dei quartieri cittadini per offrire risposte di socializzazione extrascolastica; 198 ragazzi partecipanti; 4 laboratori estivi. Nel 2007 i ragazzi accolti sono stati 216 Attività psico - sociale di tutela e affido di minori al Servizio Sociale Nel 2004 sono state sviluppate le azioni di formazione e la rete di protezione dei minori, inoltre sono stati attivati rapporti con le scuole. Le attività sono svolte dall’equipe psicosociale integrata, quando necessario, dal Servizio di NPI ( Neuropsichiatria Infantile), si articolano in: - Verifica della presenza di esposizione al rischio del minore - Sostegno alla famiglia e al minore per il recupero - Azioni di protezione ed eventuale allontanamento del minore dalla famiglia - Gestione dei rapporti con il Tribunale per i Minorenni e con il Tribunale ordinario - Attivazione delle misure di sostegno predisposte dal Tribunale - Coordinamento delle diverse attività anche terapeutiche attraverso: 11. modalità di lavoro congiunta con il servizio di psicologia prevede 12. collegamento con il tribunale dei minorenni e con il tribunale ordinario 13. gestione dei rapporti con le famiglie 14. gestione dei rapporti con il territorio 15. gestione dei rapporti con le scuole 16. gestione della rete dei soggetti coinvolti 17. gestione delle azioni di protezione del minore 18. modalità di lavoro congiunta con il Servizio di NPI Sono stati definit protocolli operativi con Scuole, Tribunale per i minorenni e organizzazioni comunitarie Nel 2004 erano 570 i minori in tutela o in affido al Servizio Sociale, Sono stati 605 nel 2007 Inserimento dei minori in comunità Dal 2004 vengono svolte svolte le seguenti attività: Inserimenti dei minori in comunità educativa, inserimento dei minori in comunità famigliari, Inserimento dei minori in case famiglia, Collegamento col Tribunale dei Minorenni, Attività di sostegno al recupero delle abilità genitoriali, Verifica e supporto delle comunità, Progettazione e pianificazione degli interventi, Verifica degli interventi Nel 2004 erano 149 i minori inseriti in Comunità. Al 2007 sono 211 Pronto intervento per minori stranieri non accompagnati e vittime della prostituzione minorile 146 Nell’anno 2004 a fronte del fenomeno migratorio sono state attivate risposte specifiche in particolare da due comunità: “Orione 80” e “Cooperativa Porta Aperta”, attraverso le seguenti azioni: 1) inserimento del minore in comunità educativa; 2) inserimento del minore presso parenti; 3) inserimento in affido; 4) attività scolastiche, formative, ricreative e di vita; 5) collegamento con Giudice Tutelare; 6) collegamento con Questura per permessi di soggiorno. Nel corso dell’anno gli interventi residenziali sono stati ridotti attivando percorsi mirati al rimpatrio assistito e all’affido familiare e sono stati sviluppati percorsi di cooperazione internazionale con i paesi d’origine. Nel 2004 erano 149 i minori seguiti in questo ambito. Attualmente sono 180 Prevenzione della TBC nei minori stranieri di recente immigrazione Si è strutturato un percorso di invio con l’Ambulatorio di Broncopneumologia pediatrica del Policlinico per la definizione diagnostica dei casi dubbi o positivi e la gestione dell’eventuale chemioprofilassi. Si sono definiti percorsi per la individuazione dei soggetti idonei al test tubercolinico con le principali comunità di accoglienza per minori della città: Porta Aperta, CEIS, Marta e Maria, S.Pancrazio. Nel corso del 2004 sono stati eseguiti 175 test tubercolinico su 180 minori idonei al test I test positivi o dubbi sono risultati 14 sul totale dei 175 test tubercolinici effettuati. I minori sottoposti a chemioprofilassi sono stati 6 / 6, 1 è risultato affetto da TBC. Nel corso del 2005 sono stati eseguiti 210 test tubercolinico su circa 300 minori idonei al test I test positivi o dubbi sono risultati 47 /210 I minori sottoposti a chemioprofilassi sono stati 13 / 13 risultati positivi ai test ematici Nel corso del 2006 sono stati eseguiti 280 test tubercolinico I test positivi o dubbi sono risultati 98 /210 I minori sottoposti a chemioprofilassi sono stati 25 Nel corso del 2007 sono stati eseguiti 191 test tubercolinico I test positivi o dubbi sono risultati 54 I minori sottoposti a chemioprofilassi sono stati 10 Continua l’attività di controllo dei minori immigrati di recente. Assistenza sanitaria integrata per i bambini affetti da sindrome di Down e le loro famiglie Si è data attuazione al protocollo per l’assistenza integrata al bambino con sindrome di Down, in cui sono coinvolti la Neonatologia del Policlinico, il Centro Down presso la NPI di Modena, i PLS della città e il Poliambulatorio Pediatrico della Pediatria di Comunità di Modena. I minori affetti da sindrome di Down della città inseriti nel protocollo sono n. 21 E’ in fase di progettazione un questionario di gradimento per le famiglie finalizzato all’evidenziazione di eventuali criticità nel percorso. Nel 2004 i Minori coinvolti nel percorso sono stati 21 Al 31/12/2006 i minori affetti da S. di Down, segnalati dai PLS, sono 19 nel distretto di Modena. L’attività della pediatria di Comunità di Modena è tuttavia rivolta ai minori Down di tutta l’azienda. I minori seguiti sono globalmente poco più di 80. Per tutti questi sono previsti periodici controlli presso il Centro Down della NPI mentre presso il Poliambulatorio di Torrenova vengono programmati i controlli Oculistici, Otorino e Ortopedici, secondo le cadenze previste dal protocollo, in orari dedicati e con programmazione gestita direttamente dalla segretreria della Pediatria di Comunità di Modena, al fine di agevolare l’accesso delle famiglie. Implementazione dell’assistenza sanitaria di base ai minori immigrati Molto buona la collaborazione con l’area minori del servizio sociale del Comune di Modena. L’assistente sanitaria della pediatria di comunità che con continuità si reca al campo Nomadi di via Baccelliera e presso le altre sedi di permanenza dei gruppi nomadi è stata individuata come preciso punto di riferimento per le problematiche sanitarie dei minori. 147 Vengono effettuati controlli igienico sanitari in particolare nei confronti delle parassitosi e programmati interventi di diagnosi e cura in particolare per le problematiche odontoiatriche, e quelle di natura oculistica ed otorinolaringoiatria, che vengono riferite per lo più al centro pediatrico di Torrenova. Intensa e costante è l’azione di promozione delle vaccinazioni obbligatorie e raccomandate. INDICATORI DEI RISULTATI OTTENUTI: n. 52 visite domiciliari al campo nomadi / n. 144 minori nomadi in carico n. 40 minori vaccinati / n. 144 minori nomadi in carico eseguite 33 vaccinazioni raccomandate e 52 vaccinazioni obbligatorie Dimissioni protette di bambini ricoverati nell’area materno-infantile con fattori di rischio sociale L’azione ha registrato un notevole avanzamento. E’ stato raggiunto l’obiettivo che è quello della salute affettiva psicofisica del bambino, garantendo anche la salvaguardia delle relazioni familiari. C’è stato anche un incremento del numero dei minori valutati a rischio socio sanitario, per i quali prima della dimissione è stato formulato un piano di interventi socio sanitari ai fini della continuità assistenziale, attraverso un lavoro di rete con i servizi territoriali. Numero di procedure attivate rispetto all’esigenza :100% . Tempi intercorsi tra la richiesta del Reparto e la risposta del Servizio: immediata. Centri Diurni per minori Dal 2004 nell’ambito delle attività diurne per minori in stato di disagio sono state realizzate diverse attività: - Progettazione degli inserimenti nei centri diurni, in collaborazione con tutti i soggetti, verifica e valutazione dei singoli interventi - Attività educative, supporto alle attività scolastiche, sviluppo delle autonomie di base e relazionali - Attività di sostegno al recupero delle abilità genitoriali attraverso consulenze educative - Collaborazione con le Istituzioni scolastiche per i programmi di sostegno individuale. - Collaborazione con i Servizi di Neuropsichiatria infantile finalizzata alla costruzione di progetti di vita individuali - Sviluppo di un progetto indirizzato agli adolescenti; Sono attivi 3 Centri Diurni : 3 ( 2 gestiti dall’IPAB patronato Figli del Popolo e 1 dalla Coop.va Porta Aperta Nel 2004 sono stati inserito nei centri diurni 48 minori, 78 nel 2007 5° OBIETTIVO Proporre e realizzare azioni di riduzione del danno, di recupero e limitazione degli handicap. I principali interventi proposti e realizzati sono: E’ stato realizzato nel 2004 il progetto “Camere sterili …non più soli con la rete” tra comune di Modena (I° circolo), azienda Policlinico e ASEOP finalizzato a permettere ai bambini ricoverati presso il reparto di oncoematologia pediatrica di utilizzare due postazioni Internet al fine di metterli in contatto con i propri compagni di scuola oltre che favorire il reinserimento scolastico, lo sviluppo della personalità dell’alunno degente, la socializzazione. Sempre in questo ambito è stata sottoscritta tra Comune di Modena ha sottoscritto una convenzione tra una scuola del X° circolo e la famiglia di una ragazzo per sperimentare la connessione telematica tra scuola, ospedale e casa per i bambini che, a fasi di ricovero, devono permanere a casa per periodi lunghi. Anche nel corso dell’anno 2005 i partners coinvolti nel progetto (Azienda Ospedaliera, Aseop, Telecom) hanno provveduto, secondo la loro competenza, al buon funzionamento del suddetto e a risolvere, quasi completamente, le difficoltà logistiche riscontrate nell’anno precedente. L’Azienda Ospedaliera ha attivato quattro punti riceventi e trasmittenti nel reparto di Pediatria per la connessione a Internet senza fili , in collaborazione con il MIUR che ha fornito i computer portatili con schede Wireless. Questo rende possibile collegarsi facilmente con le scuole di appartenenza dei ragazzi ricoverati, anche con la Webcam. I bambini ospedalizzati e coinvolti nel progetto in età scolare, nel reparto di Oncoematologia sono stati 17. I bambini che ne hanno fatto uso per l’istruzione domiciliare 6. Inserimento bambini che necessitano di sostegno nei centri estivi L'elevato numero di bambini che necessitano di sostegno ha richiesto la modifica del centro estivo prescelto da parte di alcune famiglie. Alcuni sostegni sono stati assegnati solamente a centri estivi attivati. 148 L'esperienza avviata nel 2004 è stata positiva sia per le opportunità di gioco offerte a tutti i bambini sia per la risposta data ai bisogni delle famiglie e quindi l'opportunità di inserire bambini diversamente abili e/o con difficoltà relazionali e comportamentali è diventata una attività stabile attraverso un intervento di sostegno da parte del Settore Istruzione. La programmazione di una maggiore distribuzione territoriale di centri estivi di piccole proporzioni ha favorito l'inserimento dei bambini. Oltre alle insegnanti di Scuole d'infanzia e ai sostegni educativi delle cooperative, si è rivelato molto positivo anche l'utilizzo dei tutor come figure di sostegno nei centri estivi. Nell'estate 2004 sono state accolte nei centri estivi tutte le 42 domande di bambini che necessitavano di sostegno. Il totale dei turni (di 4, 3, 2 o 1 settimane) frequentati è stato di 71. Nell’estate 2005 i bambini con sostegno inseriti nei centri estivi sono stati 48; i turni frequentati sono stati 79. Integrazione scolastica di alunni/e diversamente abili e con problemi relazionali e comportamentali dalla scuola d'infanzia alle scuole superiori Nel corso del 2004 sono stati assegnati educatori, tutor ed insegnanti di sostegno per alunne/i diversamente abili - sono stati avviati corsi di formazione ed effettuati incontri con i responsabili dei servizi interessati sono stati organizzati ausili e proseguite le collaborazioni con S.N.P. dell’ASL e CSA. Risorse impiegate 2.400.000 € , N° alunni/e coinvol ti: 370 N° ordini di scuole coinvolti: infanzia, el ementari, medie inf., medie sup. N° di operatori (educatori, tutor, insegnanti): 250 Nel 2005: N° alunni/e coinvolti: 380; Ordini di sc uole coinvolte: infanzia, elementari, secondarie di 1° e 2° grado; N° di operatori (educatori, tutor, insegnanti): 250 ; Coinvolgimento di dirigenti dei servizi AUSL; Istruzione e Servizi sociali del Comune di Modena. Nel 2007 gli interventi di inserimento sono stati 528 Pronto intervento per minori vittime di maltrattamenti e abusi Nel 2004 a fronte di grave rischio per il minore sulla base di indicazioni della procura Minorile e/o ordinaria e sulla base delle funzioni attribuite all’Ente Locale dall’art. 403 del codice civile, il minore può essere allontanato dalla famiglia in via di urgenza. Per fare fronte a questo grave evento sono state attivate convenzioni per il pronto intervento con le comunità educative residenziali per minori della durata di circa 30 giorni, in particolare: 1. Sacra famiglia 2. Coop Uscita di sicurezza • 3. Coop. Porta Aperta • 4. Ceis ( AMA) Le attività che vengono garantite sono: 1. Inserimento urgente e immediato del minore in comunità educativa; 2. Collegamento con TM 3. Attività di valutazione e sostegno al recupero delle abilità genitoriali (consulenze psicosociali); A fronte del fenomeno dei minori vittime di tratta, in particolare stranieri non accompagnati e minori in uscita da percorsi di prostituzione coatta, sono stati attivate convenzioni con organizzazioni e comunità per garantire la pronta accoglienza in raccordo con le azioni delle forze dell’ordine. Le attività di pronto intervento sono presenti presso: 1. Cooperativa Porta aperta per minori stranieri non accompagnati 2. Associazione Marta e Maria/CEIS per minori in uscita dalla prostituzione coatta Le attività previste sono: 1. Accoglienza dei minori accompagnati dalle forze dell’ordine 2. Accoglienza e osservazione per un periodo programmato 3. Definizione di un progetto individuale 4. Collegamento con TM 5. Collegamento con le forze dell’ordine; Il numero di minori ospitati in “ pronto intervento” sono stati 93 di cui 20 minori residenti nel 2004 (13 minori in uscita dalla prostituzione; 60 minori stranieri non accompagnati) 94 nel 2007 149 Miglioramento della qualità di vita dei bambini affetti da diabete mellito e delle loro famiglie E’ stato definito un percorso assieme ai PLS ed alla Clinica Pediatrica del Policlinico per favorire l’inserimento scolastico del bambino affetto da diabete mellito. Contatti sono stati presi anche con il 118 che si è attrezzato per fronteggiare una eventuale emergenza in ambiente scolastico. E’ stata fatta una rilevazione dei bambini diabetici presenti nella città tramite i PLS. I bambini fino a 10 anni affetti da diabete, segnalati dai PLS, sono risultati n.6 Di questi 4 sono stati inseriti nel percorso previsto dal protocollo. E’ stato ipotizzato un questionario di gradimento per le famiglie che però non verrà somministrato alle sole famiglie inserite nel percorso ( di numero esiguo) ma verrà rielaborato per essere utilizzato su una popolazione più ampia al fine di valutare meglio il bisogno di supporto e non solo in ambito scolastico. Nel 2004 N. bambini diabetici (0 – 10 anni) inseriti nel percorso: 4 N. bambini diabetici (0 – 10 anni) frequentanti : 6 Nel 2005 N. bambini diabetici (0 – 10 anni) inseriti nel percorso: 6 N. bambini diabetici (0 – 10 anni) frequentanti : 7 anno 2006: N. nuovi bambini diabetici (0 – 10 anni) inseriti nel percorso: 2 N. bambini diabetici con protocollo modificato per cambio scuola: 2 2007: N. nuovi bambini diabetici (0 – 10 anni) inseriti nel percorso: 2 N. bambini diabetici con protocollo modificato per cambio scuola: 3 Totale minori diabetici seguiti: 9 Sono stati inseriti in media 2 nuovi casi all’anno e nel quadriennio sono stati gestiti 5 passaggi da scuola dell’infanzia a primaria o da primaria a secondaria 1 grado. I bambini sono stati seguiti, a percorso avviato, nelle problematiche via via emergenti: rapporti bambino/classe, gestione delle gite scolastiche, progressiva autonomia del minore nell’autogestione. Trasporto STEN (Servizio di Trasporto Emergenza Neonatale) Il Servizio di Trasporto d’Emergenza Neonatale (STEN) è attivo nella provincia di Modena dal febbraio del 2000. Si tratta di un sevizio “attivabile su richiesta” da parte dei centri nascita di I livello della provincia di Modena ed ha come obiettivo il trasporto dei neonati in condizioni cliniche critiche dal centro nascita alla Terapia Intensiva Neonatale del Policlinico. L’équipe dello STEN è costituita da personale della Neonatologia (medico ed Infermiera Professionale) reperibile, da un autista e da un infermiere del 118 (Modena Soccorso). In fase preliminare sono stati effettuati corsi di rianimazione neonatale ed esercitazioni pratiche sull’ambulanza rivolti al personale della neonatologia e di Modena Soccorso. Successivamente sono stati effettuati corsi di rianimazione e stabilizzazione neonatale nei punti nascita, rivolti a tutto il personale sanitario degli ospedali periferici (pediatri, anestesisti, ostetriche, ginecologi). Nel corso del 2004 inoltre sono stati eseguiti anche corsi regionali di rianimazione neonatale con istruttori della Società Italiana di Neonatologia (SIN) presso il Policlinico di Modena, a cui hanno preso parte molti dei neonatologi della TIN del policlinico e praticamente tutti i pediatri dei punti nascita periferici. Analoghi corsi sono stati svolti per le ostetriche, gli anestesisti, i ginecologi e le infermiere degli ospedali provinciali. Gli esiti definitivi dello STEN sono stati ritenuti molto soddisfacenti con un 75% di dimissioni a domicilio dei pazienti ed un 13% di back-transport (ossia ritorno nel punto nascita una volta superata la fase acuta di malattia). La stabilizzazione del neoanato è stata sempre effettuata con una piena ed attiva collaborazione tra i sanitari della TIN e quelli dei punti nascita provinciali, costituendo momenti di aggiornamento professionale per tutte le persone coinvolte. In definitiva si ritiene che lo STEN abbia raggiunto tutti gli obiettivi previsti. Gli intervento sono mediamente 10 all'anno Monitoraggio cardio-respirografico domiciliare nei neonati a rischio SIDS (Sudden Infant Death Syndrome) Dal gennaio 2004 si è proseguita la collaborazione con la Pediatria di Modena e con le Divisioni di Pediatria della Provincia di Modena, per valutare quei neonati/lattanti che hanno fattori di rischio per la SIDS (familiarità, episodi di ALTE, apnea della prematurità), secondo un protocollo condiviso. Il centro di riferimento è la Neonatologia di Modena, con presa in carico dei neonati/lattanti che, dopo opportuni accertamenti, vengono individuati come candidati per il Monitoraggio domiciliare. 150 Ogni 6 mesi vengono svolti incontri con i centri regionali che collaborano al progetto per la prevenzione e la rilevazione degli eventi SIDS. Le difficoltà di una corretta rilevazione degli eventi SIDS persistono, nonostante gli sforzi per diffondere il concetto che ogni morte senza apparente giustificazione nel primo anno di vita dovrebbe essere segnalata ai centri provinciali di riferimento per la SIDS. Per la provincia di Modena si è attivata una procedura con la Anatomia Patologica che prevede una anamnesi accurata ed accertamenti specifici durante il riscontro autoptico in ogni caso sospetto di SIDS. Si deve tuttavia segnalare che non tutti gli eventi SIDS giungono all’Anatomia Patologia, pertanto alcuni casi potrebbero sfuggire da una corretta rilevazione. La procedura prevede inoltre una revisione critica dell’evento sospetto ed un colloquio di restituzione ai genitori. Applicate in modo capillare le raccomandazioni per la prevenzione della SIDS presso i punti nascita (consigli ai genitori sulla postura supina nel sonno, con interventi mirati da parte del personale sanitario e con specifica annotazione sulla lettera di dimissione). Anno 2005 : 6 casi; Anno 2006 4 casi, Anno 2007 5 casi. Il numero di neonati deceduti per SIDS, di cui si è riuscito a centralizzare la valutazione, è stato di 4 casi dal 2004 al giugno 2008. In un caso il riscontro autoptico ha consentito l'identificazione di una anomalia strutturale del nucleo arcuato nel mesencefalo, possibile responsabile della crisi di apnea che ha procurato la morte. 151 152 Dati di contesto I minori residenti a Modena al 31.12.2006 sono 27.708 (rispetto al 2002 +6,9 %), di cui stranieri 4.129 che rappresentano il 14,9% dei minori. (nel 2002 erano circa il 10% dei minori) I nuovi nati nel 2006 sono 1.685 e il tasso di natalità è di circa 9 nati ogni 1000 residenti. 8000 7000 6000 2002 5000 2003 4000 2004 3000 2005 2000 2006 1000 0 30000 0-2 3--5 25924 26270 6--10 26807 11--13 27432 14--17 27708 25000 20000 15000 10000 2589 2912 3363 3835 5000 4129 0 2002 2003 N° totale minori 2004 2005 2006 N° minori stranieri Fattori socio economici Nel 2006 le coppie con figli minorenni rappresentano il 36% delle famiglie povere (a fronte di una presenza complessiva del 18%) erano il 23,6% nel 2002 (dati CAPP) Si segnala la presenza di forme famigliari particolarmente fragili come le famiglie monogenitoriali: 8,2 % delle famiglie complessive. I nuclei familiari seguiti dal Servizio Sociale sono passati da 4.994 nel 2005 a 4.730 nel 2006, di cui 1.885 nuclei con minori 713 sono i nuclei familiari con minori beneficiari di sostegno sociale - di cui 146 per sostegno solo economico 2785 minori in carico al Servizio Sociale per situazioni di disagio (+ 18%), di cui: 596 attività di tutela e affido di minori al Servizio Sociale per disposizione del tribunale per i minorenni (+15%); 159 minori accolti in presidi residenziali (comunità familiare, comunità mamma-bambino, comunità educativa); - 175 minori non accompagnati e/o vittime della prostituzione (+34%); 36 minori in carico per abuso e grave maltrattamento. 153 La mortalità neonatale è di 1,8 (per mille nati), in regione il 2,5 (per mille nati) Mortalità infantile dei residenti nel distretto di Modern Numero di decessi - Anni 1995-2004 (Dati Epidemiologia – AUSL Mo) 1995-1999 2000-2004 Tutte le cause 47 30 - di cui: malformazioni congenite 9 3 - di cui: altre condizioni morbose perinatali 29 22 Sovrappeso e obesità 154 COPERTURE VACCINALI NEL DISTRETTO DI MODENA Le vaccinazioni di legge (Difterite, Tetano, Epatite B, Polio) sono costantemente al di sopra della soglia del 95% che il Piano Nazionale Vaccini consiglia come valore da raggiungere e mantenere nel tempo. In questi ultimi anni tale soglia è stata superata anche per la vaccinazione contro la Pertosse e per quella contro le malattie da Haemofilo b. Buono è anche l’incremento della copertura vaccinale contro il morbillo rilevato nell’ultimo anno: i dati presentati sono riferiti al 24° mese. Rimane costantemente superiore al 95% anche la copertura per Difterite e Tetano ai 7 anni. Coperture vaccinali: Haem ophilus b 12° m ese Distretto di Modena 2000-2006 100 92,2 95 90 97,2 97,9 98,4 97,9 2003 2004 2005 2006 94,5 88,2 85 80 75 70 65 60 2000 2001 2002 Coperture vaccinali Pertosse 12°m ese Distretto di Modena 2001-2006 100 95 93,5 95,1 2001 2002 97,1 98,0 98,2 97,5 2003 2004 2005 2006 90 85 80 75 70 65 60 155 Coperture vaccinali per Morbillo 24° mese Distretto di Modena 2000-2006 100 95 90 90,8 91,9 2002 2003 87,9 92,7 92,3 90,0 85,4 85 80 75 70 65 60 2000 2001 2004 2005 2006 Coperture vaccinali per Difto-Tetano 7 anni Distretto di Modena 2002-2006 100 95 93,6 94,6 2002 2003 96,1 95,9 2005 2006 95,7 90 85 80 75 70 65 60 2004 Coperture vaccinali per Morbillo 13 anni Distretto di Modena 2000-2006 100 95 90 90,1 86,5 85,8 86,3 2003 2004 2005 85 80 74,5 76,5 75 70 65,2 65 60 2000 2001 2002 2006 Dal 2006 la Regione offre ai 15enni la vaccinazione contro il Meningococco C in occasione del richiamo anti difto-tetanico. Si è visto un incremento dell’adesione all’offerta vaccinale del Meningococco C dal 2005 al 2006 passando rispettivamente dal 59,5% al 74,6%. 156 Copertura vaccinale per Difto-Tetano e Men C nei nati (1991) Copertura vaccinale per Difto-Tetano e Men C nei nati (1990) 25,4% 40,5% 74,6% 59,5% Td+Men C Td+Men C Td Td Minori in carico alla Neuropsichiatria Infantile nel Distretto di Modena interessati da problemi neuropsichiatrici o psicologici 2002 2007 Età Totale Maschi Femmine Totale 0-2 94 51 36 87 3-5 309 152 84 236 6-10 896 539 284 823 11-13 465 266 169 435 14-17 390 265 155 420 > 18 132 77 54 131 Totali 2286 1350 782 2132 Dei 2132 minori residenti nel distretto in carico nel 2007, 1383 sono utenti costanti, 514 nuovi utenti nell'anno e 235 rientrati. il dato dei nuovi utenti è in aumento ed è determinato da una richiesta in aumento anche per protocolli che prevedono prese in carico precoci, soprattutto dei disturbi del linguaggio e dell'apprendimento che costituiscono circa il 35% dell'utenza. Gli utenti rientrati sono rappresentati da quei ragazzi che dimessi , hanno ripresentato nel corso del processo evolutivo personale e familiare un nuovo momento di crisi che ha comportato l'esigenza di una nuova presa in carico. Da due anni è disponibile, attraverso una convenzione con villa Igea, una residenza terapeutica intensiva per minori ( residenza e semiresidenza: 8+2 posti letto) dove possono essere ricoverati gli utenti per i quali non è sufficiente un trattamento solo ambulatoriale. Negli ultimi anni si può dire che sono in aumento le richieste per disagio aspecifico, non tipico delle forme psicopatologiche storicamente assistite dalla NPI, legate a problematiche familiari, scolastiche con problemi di somatizzazione, difficoltà scolastiche etc. Malattie croniche Secondo una rilevazione effettuata dai Pediatri di Libera Scelta negli anni 2003-2004, 728 maschi e 573 femmine sono interessati da malattie croniche di cui il 27% di tipo allergico tra asma cronica e bronchiti asmatiche 157 Dispersione scolastica Gli abbandoni effettivi dagli istituti superiori di Modena hanno riguardato, per l'anno scolastico 2004/2005 il 6,3% degli iscritti, 417 maschi e 320 femmine (in Provincia il 6,7%, 1083 maschi e 610 femmine). Un 30% riguarda ragazzi e ragazze residenti con cittadinanza non italiana, secondo le stime provinciali. Allattamento al seno Completata la ricerca triennale della RER sull'Allattamento al Seno comparando le rilevazioni a campione effettuate nel 1999, 2002, 2005 158 Risultati e prospettive A conclusione del percorso descritto, possiamo affermare che nel periodo di validità del programma (20042007) sono stati raggiunti alcuni obiettivi fondamentali E’ certamente migliorata la conoscenza sullo stato di salute e di benessere dei minori e dei bisogni emergenti attraverso l'individuazione dei principali determinanti che influiscono sulla salute di tale gruppo di popolazione e su questi sono state attuate azioni di miglioramento. Nell'attuazione del programma sono stati coinvolti e messi in rete molti soggetti che hanno partecipano direttamente con proprie risorse, per il raggiungimento degli obiettivi prefissati facendo crescere la consapevolezza in tanti operatori pubblici e del mondo del terzo settore che la promozione della salute dei minori si gioca su un intreccio di interventi che partono dal superamento precoce delle disuguaglianze. Sul terreno degli interventi sanitari: un sistema ospedaliero che garantisce una “buona nascita” (tassi di mortalità di 1,8 per mille nati, in regione il 2,5); una medicina di territorio in grado di garantire un grado di copertura vaccinale pressoché totale (oltre il 97%) per le vaccinazioni obbligatorie e altissime per quelle non obbligatorie, una cresciuta attenzione alla umanizzazione delle cure per i bambini affetti da patologie (ospedale a misura di bambino) e percorsi prevenzione e di presa in carico di particolari malattie; sostegno alla neogenitorialità attraverso percorsi di messa in rete e accompagnamento ai servizi sanitari e sociali, sviluppo di progetti integrati che affrontano fenomeni complessi e multifattoriali come la prevenzione dell'obesità. Sul piano degli interventi di carattere sociale: una forte crescita dei servizi per l'infanzia (nidi e materne) ma soprattutto una forte tenuta in termini di qualità di questi servizi ; un ampliamento dei servizi integrativi a fronte dell'accresciuto fenomeno dell'impoverimento delle reti parentali di sostegno e attivazione di servizi finalizzati a rafforzare le capacità educative dei genitori; crescente attenzione e investimento sulla prevenzione del disagio attraverso interventi di prevenzione primaria (promozione della socializzazione, della partecipazione e dei diritti dell'infanzia e dell'adolescenza con particolare attenzione ai ragazzi stranieri neo arrivati o di seconda generazione), sostegno economico ed educativo delle famiglie con minori in condizioni di svantaggio socio economico; azioni di prevenzione secondaria rivolta a gruppi a rischio e interventi di riduzione del danno e protezione sociale nei confronti di minori svantaggiati. Occorre pertanto consolidare e sviluppare una metodologia di lavoro che tenga insieme analisi costante dei fenomeni sociali e sanitari che coinvolgono i minori anche attivando confronti tra banche dati di diversi servizi al fine di individuare gruppi a rischio (monitoraggio malattie croniche e classificazione delle malformazioni, monitoraggio dell'obesità e sovrappeso, dispersione scolastica) al fine di definire ulteriormente i fattori di disagio e affinare le capacità di prevenzione precoce dei fattori che lo determinano. 159 160 APPENDICE Tipologie d’azione Interventi strutturali N° scheda Titolo Responsabile 1/I Carta dei servizi 0/3anni Maria Ferrari Settore Istruzione - Servizi 0/3anni 2/I Carta dei servizi Infanzia Lucia Selmi Settore Istruzione – Scuole dell’Infanzia 3/I Centro di Consulenza Educativa: sostegno alla genitorialità Maria Ferrari Settore Istruzione - Servizi 0/3anni 4/I Camere sterili….non più soli con la rete Marisa Sverberi Scuola ospedaliera “spazio-scuola” 5/I Riqualificazione della scuola materna Madonnina Giuseppe Dieci Gabinetto del Sindaco 6/I Nuovo Punto di lettura a Baggiovara Franco Fondriest Circoscrizione 4/San Faustino 7/I Potenziamento e miglioramento dotazione delle strutture ludiche e sistemazione aree scolastiche Giovanna Franzelli Ambiente – Servizio Tutela Patrimonio Naturale 8/I Potenziamento strutture ludiche anno 2004 Giovanna Franzelli Ambiente – Servizio Tutela Patrimonio Naturale 9/I Potenziamento strutture ludiche anno 2005 Giovanna Franzelli Ambiente – Servizio Tutela Patrimonio Naturale 10/I Allestimento di una nuova area ad uso adolescenti nella Biblioteca Delfini Meris Bellei Servizio Cultura – Biblioteche 11/I Allestimento spazio “educazione figli” per Meris Bellei genitori alla Biblioteca Delfini Servizio Cultura – Biblioteche 12/I Realizzazione di un punto di accoglienza in Viale Molza per problematiche socio sanitarie dell’ adolescenza Silvana Borsari Consultorio Familiare –Distretto 3 Ausl 13/I Ospedale a misura di bambino Fiorella Balli Pediatria - Azienda O. Universitaria Policlinico 7 7 Fino a luglio 2004 il presidente della Circoscrizione 4/San Faustino è stata Anna Bulgarelli. 161 14/I Gli studenti dell’Istituto d’Arte Venturi per i bambini della Pediatria Fiorella Balli Pediatria - Azienda O. Universitaria Policlinico 15/I Pubblicazione volume sulle attività per l’educazione alle differenze di genere del Centro Documentazione Donna Caterina Liotti Associazione Centro Documentazione Donna 16/I “La Camera Ingombra” – produzione DVD interattivo per stimolare il confronto di genere Caterina Liotti Associazione Centro Documentazione Donna 17/I Bioarchitettura e domotica nella progettazione e realizzazione dei nuovi edifici Loriana Bergianti Lavori Pubblici 18/I Nuova scuola d’infanzia in Via Dalla Chiesa e nuova scuola a Cognento Massimo Terenziani Settore Istruzione Loriana Bergianti Lavori Pubblici 19/I* Apertura Nido Piazza Liberazione Massimo Terenziani Settore Istruzione 20/I* Costruzione di un nuovo nido comunale - Dirigente Responsabile Servizio edilizia sociale Via Padovani Settori Lavori Pubblici e Settore Istruzione 21/I* Nuovo Nido d’Infanzia “E. Giovanardi ved. Ghisellini” Dirigente Responsabile Settore Istruzione 22/I* Nuovo polo scolastico LA CAROVANA Coop.soc..LA CAROVANA 23/I** Progettiamo gli spazi per giocare e per Scuola primaria S.Giovanni Bosco_7° Circolo muoverci nel quartiere INTERVENTI EDUCATIVI N° scheda 1/II Titolo Responsabile Iniziative culturali nei Nidi d’infanzia Francesca D’Alfonso comunali: sostegno alla genitorialità Settore Istruzione – Servizi 0/3anni nei primi anni di vita e promozione del benessere relazionale tra genitori e figli 2/II “Mi fido o non mi fido?” Maria Ferrari Settore Istruzione – Servizi 0/3anni 3/II Promozione ed educazione alla musica Liliana Forti 162 Istituto Musicale Orazio Vecchi 4/II Documentazione educativa per docenti Mauro Serra Settore Istruzione 5/II Itinerari scuola-città – progetti e proposte per le scuole Nives Garuti Settore Istruzione Servizio Itinerari 6/II Corsi di formazione per docenti di sostegno Mauro Serra Settore Istruzione 7/II Progetto di formazione. Organizzazione di attività formative Mauro Serra Settore Istruzione 8/II Attività in lingua inglese nelle scuole dell’Infanzia del Comune di Modena Daniela Guerzoni Settore Istruzione/Scuole d’infanzia 9/II Patto per la scuola Mauro Francia Settore Istruzione 10/II Corso di pattinaggio Lucia Selmi Settore Istruzione/Scuole d’infanzia 11/II Mercantingioco 2004 Luciana Torricelli Settore Istruzione – Città dei bambini e degli adolescenti 12/II Festa di natale 2004 Luciana Torricelli Settore Istruzione – Città dei bambini e degli adolescenti 13/II Esercizi di democrazia Luciana Torricelli Settore Istruzione – Città dei bambini e degli adolescenti 14/II Convegno “Diamo parole al dolore: la percezione del disagio e della difficoltà nella vita quotidiana delle bambine e dei bambini” Patrizia Rilei Settore Istruzione 15/II Centri sportivi e di pratiche motorie Patrizia Rilei Settore Istruzione – Centri estivi 16/II Educazione ambientale- Centri estivi ambientali Patrizia Rilei Settore Istruzione – Centri estivi 17/II Approccio all’arte per i cittadini bambini. Laboratori espressivi alla Galleria Civica Anna Maria Turrini Settore Istruzione 18/II Il teatro delle mamme e dei papà. Spettacoli teatrali in città Maria Teresa Corradini Settore Istruzione – Scuole dell’infanzia 19/II Iniziative culturali nelle scuole dell’infanzia comunali Lucia Selmi Settore Istruzione – Scuole dell’infanzia 163 20/II Pet-therapy: incontro con l’animale domestico 21/II Attività musicale nelle scuole dell’infanzia Maria Teresa Corradini della città Settore Istruzione – Scuole dell’infanzia 22/II Tenera è la notte Luciana Torricelli Settore Istruzione – Ufficio Città dei bambini e degli adolescenti 23/II Iniziative culturali nei nidi d’infanzia convenzionati Responsabili dei Nidi convenzionati Settore Istruzione 24/II Gioco di squadra: promozione della Maria Ferrari suddivisione del lavoro di cura dei figli tra Settore Istruzione padre e madre Musica d’insieme Liliana Forti Istituto Musicale Orazio Vecchi 25/II Lucia Selmi Settore Istruzione – Scuole dell’infanzia 26/II Il Comune come Istituzione: cittadinanza attiva Nives Garuti Servizio Itinerari – Istruzione 27/II Luoghi e itinerari di memoria Marzia Luppi Istituto Storico della Resistenza e della Società Contemporanea 28/II Promozione di alcuni interventi educativi nelle scuole medie di I° grado Ermanno Tarracchini Scuola Media Cavour/sede Cavour 29/II Promuovere e sostenere il benessere psico-fisico degli alunni della scuola Lanfranco e delle loro famiglie Carla Rinaldi Scuola media Lanfranco/S.M.S. Lanfranco e Guidotti 30/II Educazione alla salute Luciana Orlandi Servizio di Educazione alla Salute – AUSL 31/II Getto?….non getto! Marisa Sverberi Scuola Ospedaliera spazio-scuola 32/II Progetto Informabus rivolto ai gruppi giovanili informali Sergio Ansaloni Politiche Giovanili 33/II Nati per leggere a Modena Meris Bellei Servizio Cultura/Biblioteche 34/II Educazione al tifo non violento Giuseppe Dieci Gabinetto del Sindaco 35/II Progetto “Intendiamo” sulla socializzazione dei minori Giuseppe Dieci Gabinetto del Sindaco 164 36/II Promozione della cultura della legalità nelle scuole Giuseppe Dieci Gabinetto del Sindaco 37/II Agenda 21 scuola: educazione e formazione sulla sostenibilità Ana Maria Solis Agenda 21 Scuola 38/II Blu Net Garage Mila Zuntini AVPA Croce Blu Modena 39/II Progetto prevenzione disturbi alimentari Mila Zuntini AVPA Croce Blu Modena 40/II Integrazione intergenerazionale Mila Zuntini AVPA Croce Blu Modena 41/II Rete cittadina dei Net Garage – promozione delle nuove tecnologie di comunicazione Meris Bellei Servizio Biblioteche/ Cultura e Politiche Giovanili 42/II Net Garage Fabio Poggi Circoscrizione 3/Buon Pastore 43/II Pedagogia Interculturale: mediazione linguistica e culturale Beatrice Iori Settore Istruzione 44/II* Celebrazione giornata internazionale dell’infanzia e dell’adolescenza Settore Istruzione – Ufficio Citta’ dei Bambini e degli Adolescenti 45/II* CELEBRAZIONI 60° DELLA LIBERAZIONE: i bambini e i ragazzi descrivono e parlano della liberazione, di pace e di guerra, nei luoghi della memoria Settore Istruzione – Ufficio Citta’ Dei Bambini e degli Adolescenti 46/II* Continuità Nido-Infanzia Coordinamento Pedagogico Settore Istruzione 47/II* Dialogo interculturale Coordinamento Pedagogico Settore Istruzione 48/II* Esperienza musicale tra nido e scuola dell’infanzia Coordinatore nidi e scuole dell’Infanzia Settore Istruzione 49/II* Formazione e riflessione sulla funzione genitoriale Coordinamento Pedagogico Settore Istruzione 8 8 Fino a luglio 2004 il presidente della Circoscrizione 3/ Buon Pastore è stata Simona Arletti. 165 50/II* Stranido Camminata podistica non competitiva per persone da 0 a 100 anni Nido d’infanzia Comunale Sagittario e Settore Istruzione 51/II* “Affettività e sessualità: biologia, psicologia, significato” Direttore Didattico Liceo Classico Statale San Carlo 52/II* Stili alimentari e di vita Direttore Didattico Liceo Classico Statale San Carlo 53/II* Educazione alla Solidarietà. Direttore Didattico La fame e la sete: conoscersi, conoscere, Liceo Classico Statale agire San Carlo 54/II* Attività assistita con l’ausilio di animali Direttore Didattico Scuola Giovanni XXIII 3° Circolo Didattico 55/II* Che aria tira? Direttore Didattico Scuola Giovanni XXIII 3° Circolo Didattico 56/II* Mangiare insieme Direttore Didattico Scuola Giovanni XXIII 3° Circolo Didattico 57/II** Mangiocasport – prevenzione dell’obesità ITIS Fermo Corni Modena e promozione di stile di vita 58/II** La psiche che si aggiorna al corpo che cambia Associazione Centro Attività Psicosomatiche 59/II** Esprimersi e comunicare con il corpo Associazione Centro Attività Psicosomatiche 60/II** Cosa, come e perché mangio: ricerca Nido e scuola d’infanzia Raisini/ Gulliver con i bambini 1-6 anni e sensibilizzazione cooperativa Sociale alle famiglie per una corretta educazione alimentare 61/II** Educazione ad una postura corretta Circoscrizione n° 3 62/II** Come mangio… un buon rapporto a tavola per un buon rapporto con il cibo Settore Istruzione-Servizio Nidi 63/II** Programma di educazione alimentare Settore Istruzione-Servizio scuola dell’infanzia 64/II** Programma di interventi per una città educativa Settore Istruzione-Servizio scuola dell’infanzia 166 65/II** 66/II** 67/II** Arteteca Talentho Avvio corsi di Net Open Source Politiche Giovanili Politiche Giovanili Politiche Giovanili 68/II** “CHI L’HA SANA, LA VINCE!” Campagna di comunicazione per ridurre il fenomeno dell'obesità infantile rivolto alle scuole primarie della Circoscrizione 1- Centro Storico Progetto "Gli zainetti scolastici:un problema di salute?" Circoscrizione 1 – Centro Storico e Ufficio Politiche per la Salute – Gabinetto del Sindaco 69/II** Circoscrizione 3 – Buon pastore Associazione Dilettantistica Sinergica Palestra e Associazione I.S.A._ Scuola primaria Giovanni XXIII_3° Circolo 70/II** Conosco il mio corpo per stare bene con me stesso e con gli altri 71/II** Progetto “IO, BULLO…?…E GLI ALTRI?” Scuola Media Paoli – quali strategie per vivere meglio INTERVENTI PER L’ACCESSO E IL SOSTEGNO N° scheda Titolo Responsabile 1/III Sostegno alla genitorialità e promozione del benessere relazionale tra genitori e figli nei nidi d’infanzia Francesca D’Alfonso Settore Istruzione – Servizi 0-3 anni 2/III Stare e fare insieme nei nidi d’infanzia Francesca D’Alfonso Settore Istruzione – Servizi 0-3 anni 3/III Per una scuola che sa accogliere Pialisa Ardeni Scuola Media Lanfranco di Modena 4/III Supporto all’attività didattica nelle scuole medie Cavour e Calvino Elena Fiordispini Vittorio Battilani Rosalia Marullo Scuola Media Cavour/sedi Cavour e Calvino 5/III Centro per le famiglie Patrizia Guerra Settore Politiche Sociali - Servizio Sociale Educativo Assistenziale di Base 6/III Implementazione della banca del latte materno Bruno Mordini Neonatologia - Azienda O. Universitaria Policlinico 7/III Progetto “Scuola Sport” Maria Carafoli Settore Cultura e Servizio Sport 8/III Assistenza e consulenza sulla fisiologia dei cambiamenti, sulla sessualità, sui comportamenti e il disagio Silvana Borsari Consultori AUSL di Modena 167 psicologico 9/III Promozione dell’allattamento al seno Giulio Sighinolfi Pediatria di Comunità Distretto 3 – AUSL 10/III Servizio di mediazione familiare Patrizia Guerra Settore Politiche Sociali- Servizio Sociale Educativo Assistenziale di Base 11/III Attività di informazione, preparazione, valutazione e Patrizia Guerra sostegno per le adozioni nazionali e internazionali Settore Politiche Sociali- 12/III Attività di affido eterofamiliare Patrizia Guerra Settore Politiche Sociali 13/III Attività di integrazione del reddito (interventi economici) Patrizia Guerra Settore Politiche Sociali 14/III Attività educative individuali e di piccolo gruppo Patrizia Guerra Settore Politiche Sociali 15/III Centri di socializzazione per minori Patrizia Guerra Settore Politiche Sociali 16/III* La Settimana mondiale dedicato all’Allattamento Materno (SAM 2005) a Modena 17/III* Seminario sulla Salute Infanzia e Adolescenza Referente per il Gruppo di Coordinamento Piano per la Salute (PPS) Giuseppe Dieci Gabinetto del Sindaco Ufficio Piano per la Salute (PPS) 18/III* Sportello d’ascolto Direttore Didattico Liceo Classico Statale San Carlo 19/III** Progetti volti alla integrazione/socializzazione dei minori immigrati Gabinetto del Sindaco e Politiche delle Sicurezze 20/III** Miglioramento del benessere e della qualità della vita dei minori 1 Pediatria di Comunità 21/III** Miglioramento del benessere e della qualità della vita dei minori 2 Pediatria di Comunità 22/III** 23/III** Per una scuola che sa accogliere Incontro interculturale Rete scuole medie di Modena Settore Istruzione-Servizio scuola dell'infanzia 24/III** Lo STREGATTO apre al mattino: tra la famiglia e il nido un’occasione di incontro quando adulti e bambini scelgono di giocare insieme Settore Istruzione-Servizio Nidi 168 25/III** NET GARAGE di Via Viterbo_ Interventi diretti alla prevenzione del disagio e di informazione alla salute Associazione Animatamente e Polisportiva G.NASI_Circoscr.3 26/III** 27/III** Laboratori per stare meglio a scuola Scuola Media Lanfranco “Come sostenere la neogenitorialità a Modena - La Ufficio Salute e Sicurezza - Gabinetto del relazione con il lattante nei primi 12 mesi di vita, tra Sindaco attaccamento e distacco” - Workshop per operatori. 28/III** Libretto informativo con domande/risposte frequenti Ufficio Salute e Sicurezza - Gabinetto del Sindaco rivolto ai neogenitori di neonati 0-12 mesi INTERVENTI PER LA RIDUZIONE DEL DANNO N° scheda Titolo Responsabile 1/IV Creazione di un percorso di Osservazione Breve Intensiva (OBI) per i bambini di Accettazione Pediatrica dell’Azienda Policlinico Fiorella Balli Pediatria Azienda O.-Universitaria Policlinico di Modena 2/IV Screening finalizzato all’individuazione precoce dei disturbi visivi nei bambini Giulio Sighinolfi Pediatria di Comunità – Distretto 3 - AUSL 3/IV Prevenzione della TBC nei minori stranieri di recente immigrazione Giulio Sighinolfi Pediatria di Comunità – AUSL di Modena 4/IV Inserimento bambini che necessitano di sostegno nei Centri estivi Patrizia Rilei Istruzione 5/IV Animazione in Pediatria Daniela Guerzoni Istruzione 6/IV Spazio Incontro presso la Divisione di Pediatria Daniela Guerzoni Istruzione 7/IV Gestione spazio gioco e colloquio genitori e bambini presso la casa Circondariale S. Anna Carla Pollastri Istruzione 8/IV Integrazione scolastica di alunni diversamente abili Giulio Cingolani Settore Istruzione 9/IV Musicoterapia Liliana Forti Istituto Musicale Orazio Vecchi 10/IV Qualificare la risposta della rete dei servizi sanitarie Daniela Rebecchi sociali alle richieste di valutazione psicologica di Psicologia Clinica AUSL di Modena persone adulte da parte della Magistratura in tema di affidamento e tutela del minore 11/IV Miglioramento della qualità di vita dei bambini affetti Giulio Sighinolfi da diabete mellito e delle loro famiglie Pediatria di Comunità – AUSL di Modena 169 12/IV Dimissioni protette di bambini ricoverati nell’area materno-infantile con fattori di rischio sociale R.D. Mogavero Servizio Psico-Sociale Azienda O. Universitaria Policlinico 13/IV Incentivazione delle modalità più idonee per il trasporto in automobile in sicurezza dei minori Giulio Sighinolfi Pediatria di Comunità – AUSL di Modena 14/IV Migliorare la qualità di vita dei bambini, diminuendo Claudio Ferretti il rischio di patologie respiratorie da esposizione al Responsabile Sert - AUSL di Modena fumo di sigarette 15/IV Implementare la copertura vaccinale per il morbillo e la rosolia Giulio Sighinolfi Pediatria di Comunità – AUSL di Modena 16/IV Assistenza sanitaria integrata per i bambini affetti da Sindrome di Down e le loro famiglie Giulio Sighinolfi Pediatria di Comunità – AUSL di Modena 17/IV Implementazione dell’assistenza sanitaria di base ai minori nomadi Giulio Sighinolfi Pediatria di Comunità – AUSL di Modena 18/IV Trasporto STEN (Servizio di Trasporto Emergenza Neonatale) Fabrizio Ferrari Neonatologia Azienda OspedalieroUniversitaria Policlinico 19/IV Monitoraggio cardiorespirografico domiciliare nei neonati a rischio SIDS (Sudden Infant Death Syndrome) Bruno Mordini Neonatologia Azienda OspedalieroUniversitaria Policlinico 20/IV Corsi di massaggio infantile Natascia Bertoncelli Fisioterapia Dipartimento Materno Infantile Azienda O. Universitaria Policlinico 21/IV Attività psico-sociale di tutela e affido di minori al Servizio Sociale Patrizia Guerra Settore Politiche Sociali 22/IV Centri diurni per minori Patrizia Guerra Settore Politiche Sociali - Servizio Sociale Educativo Assistenziale di Base 23/IV Inserimento dei minori in comunità Patrizia Guerra Settore Politiche Sociali 24/IV Pronto intervento per minori vittime di maltrattamenti e abusi Patrizia Guerra Settore Politiche Sociali 25/IV Pronto intervento per minori stranieri non accompagnati e vittime della prostituzione minorile Patrizia Guerra Settore Politiche Sociali 26/IV Prevenzione dei disturbi del comportamento alimentare Andrea Guerzoni Direttore Distretto 3 AUSL di Modena 27/IV* Integrazione alunni diversamente abili (confronto Responsabile 170 28/IV** con esperienze straniere) Settore Istruzione Centro Europeo di Musicoterapica Politiche Giovanili INTERVENTI DI MONITORAGGIO N° scheda Titolo Responsabile 1/V Sovasi – Ricerca della qualità nelle scuole dell’Infanzia del Comune di Modena Lucia Selmi Settore Istruzione 2/V Monitoraggio e miglioramento della qualità della refezione scolastica Massimo Terenziani Settore Istruzione 3/V Monitoraggio inserimento nella comunità modenese dei minori immigrati Giuseppe Dieci Gabinetto del Sindaco 4/V Monitoraggio e registrazione eventi SIDS Bruno Mordini Neonatologia Azienda O. Universitaria Policlinico 5/V* Ricerca sulla qualità nei nidi modenesi Responsabile Coordinamento 0-3 anni - Settore Istruzione 6/V** Indagine distrettuale sull’incidenza del soprappeso e obesità infantile a Modena Ufficio Salute e Sicurezza – Gabinetto del Sindaco 171 172 Programma di azioni sulle Patologie Prevalenti A cura di Antonietta De Luca (Ufficio politiche per la salute – Comune di Modena) Con la collaborazione di : Silvana Borsari, Direttore Distretto Ausl n°3, Lara Bolognesi e Giuliano Carrozzi, Dipartimento di Sanità Pubblica- Servizio di Epidemiologia, Massimo Brunetti Direzione Sanitaria Ausl di Modena, Stefano Cencetti, Direttore Generale Azienda Ospedaliero Universitaria Policlinico di Modena Luisa Guerra, Arpa- sez. Modena, Elisa Rigolon, Settore Ambiente – Comune di Modena. 173 174 Premessa Le patologie prevalenti interessano una elevata percentuale della popolazione, pertanto nel nostro iter dei Piani per la Salute è stato importante riuscire ad individuare degli indicatori tesi ad approfondire e monitorare l’andamento di dette patologie, il loro impatto in termini sociali ed economici, capire quanto queste siano correlate a fattori socio-economici e quanto possano generare ulteriori disuguaglianze sociali. Una lettura critica dei determinanti che incidono sullo stato di salute di una popolazione (ambientali, stili di vita, offerta di servizi…) è importante per individuare strategie d‘intervento su cui l’intera comunità deve confrontarsi. Quindi, il tentativo avviato in questo contesto è stato di definire degli indicatori condivisi e misurabili nel tempo per monitorare incidenza e prevalenza di tali patologie, per analizzare la risposta e l’adeguatezza dei servizi in termini quantitativi e qualitativi, individuare criticità, avviando percorsi di miglioramento. L’OMS stima che l’ 86% dei decessi, il 77% della perdita degli anni vissuti in buona salute e il 75% delle spese sanitarie sostenute in Europa e in Italia sono causati da: malattie cardiovascolari, tumori, malattie respiratorie croniche, diabete mellito, problemi di salute mentale e disturbi muscoloscheletrici. Tutte queste malattie hanno in comune determinanti modificabili quali: fumo, obesità e soprappeso, abuso di alcol, scarso consumo di frutta e verdura, sedentarietà, ecc. Gli effetti di tali fattori di rischio che causano gravi malattie sono oramai noti e conosciuti ed è pertanto evidente la necessità di intervenire con azioni preventive mirate e specifiche. L’importanza di promuovere l’adozione di stili di vita sani e corretti implica l’adozione di strategie intersettoriali e integrate per agire sui principali fattori di rischio per la salute. Tale approccio caratterizza inoltre il programma del Ministero della Salute “Guadagnare salute. Rendere facili le scelte salutari” che ribadisce l’importanza di ricercare collaborazioni con le istituzioni locali, il mondo della scuola, e protocolli con il privato (la distribuzione), e il mondo sindacale. Inoltre, secondo le indicazioni regionali del Piano della Prevenzione agire sui comportamenti individuali e collettivi con azioni di prevenzione costituisce lo strumento essenziale per affrontare sul lungo periodo problemi di salute. Stili di vita scorretti non dipendono esclusivamente da comportamenti individuali, ma sono anche dall’ambiente di vita e da quello sociale in cui si è inseriti, pertanto, anche fattori sociali quali il livello d’istruzione, lo stato socio-economico, le risorse a disposizioni e l’ambiente costruito svolgono un ruolo critico nell’adozione di comportamenti che influiscono sulla salute. È inevitabile che disuguaglianze economiche, sociali e culturali determinino iniquità nell’accesso ai servizi sanitari. Anche nazioni come l’Italia in cui il benessere economico è diffuso e molto elevato, il fenomeno dell’esclusione sociale e della marginalità presenta un’incidenza crescente. Diventa importante evidenziare i principali determinanti di salute anche al fine di strutturare politiche di intervento globale e offrire servizi che possano ridurre e migliorare le discriminazioni presenti per genere, età, istruzione, redito, condizione sociale e lavorativa. Si tratta di favorire l’equità nell’accesso ai servizi socio-sanitari di persone con bisogni disuguali, che devono ricevere interventi socio-sanitari appropriatamente dissimili e garantire uguali opportunità di accesso a tutti per contribuire a ridurre le disuguaglianze. È necessario rileggere anche i bisogni di salute reali e percepiti dalla popolazione per poter ridurre e demedicalizzare una domanda di prestazioni sfrenate che provoca consumismo farmacologico, inappropriatezza e costi elevati. Gli interventi di medicina preventiva per essere efficaci dovrebbero essere rivolti a tutta la popolazione e/o a alle categorie a rischio, pertanto per migliorare la salute non è sufficiente considerare l’individuo a se stante dal contesto in cui è inserito, ma diventa importante considerare attentamente le situazioni socioeconomiche in cui gli individui vivono e lavorano. Il documento fornisce una descrizione dello stato di salute del distretto oltre che un’analisi delle azioni svolte nell’ambito del programma dal 2004, evidenziando gli sviluppi e le nuove priorità d’intervento su cui impegnarsi per prevenire i fattori di rischio, ridurre gli effetti delle patologie e approntare servizi di sostegno per i malati e i propri familiari, nel tentativo di prendere in carico e gestire sia la fase acuta della malattia che i bisogni che insorgono in conseguenze di essa e possono, se non trovano adeguato sostegno, procurare crisi acute del paziente e della sua famiglia. Sono stati evidenziati quindi alcuni dati di carattere epidemiologico, e riportati, inoltre, i dati di un’indagine campionaria sugli stili di vita dei modenesi. L’insieme di questi dati è servita a definire e sviluppare iniziative che possono influire sui comportamenti dei cittadini, favorendo abitudini più salutari. 175 Gli indirizzi provinciali sulle Patologie Prevalenti A livello provinciale i gruppi di lavoro nominati dall’Esecutivo dei Sindaci hanno individuato nel 2001 cinque patologie che condizionano pesantemente lo stato di salute della comunità locale sia per il livello d’incidenza e prevalenza che per i bisogni socio-sanitari che producono: neoplasie, malattie cardiovascolari, malattie respiratorie, aids, malattie rare. Per ogni ambito sono stati individuati obiettivi e aree d’intervento per incidere sia sui fattori di rischio, al fine di prevenirli, che di riduzione del danno. Il Comitato di programma Patologie Prevalenti Nel 2003 è stato istituito un comitato di programma composto da esperti e operatori delle Aziende sanitarie, del Comune e di Arpa sez. di Modena, coordinato dal gruppo di lavoro istituito presso il Gabinetto del Sindaco. Nel 2002 la struttura ospedaliera ha registrato circa 36297 ricoveri con una degenza media di 7,1 gg di cui poco meno della metà dovuta a tali patologie. Il Comitato ha quindi scelto di affrontare in un unico programma le cinque patologie, prendendo spunto da quanto indicato dai gruppi provinciali per orientare e governare le azioni operative a livello distrettuale. Il percorso e i compiti del comitato sono stati quelli di: analizzare a livello distrettuale i dati epidemiologici relativi alle cinque patologie; individuare i determinanti di salute che incidono in particolare sulle cinque patologie; analizzare l’offerta e le strategie delle aziende sanitarie; individuare gli obiettivi specifici a livello distrettuale; sviluppare linee d’intervento; mettere in rete e raccogliere in macro aree (strutturali, educativi/informativi/sensibilizzazione, accesso/sostegno/riduzione del danno, di monitoraggio) analizzare il ruolo delle associazioni di volontariato e promuovere la loro partecipazione in maniera sistematica e organizzata alle realizzazione di politiche di salute; Con deliberazione del Consiglio Comunale n° 15 del 1 marzo 2003 è stato approvato il programma d’azione distrettuale dedicato alle “Patologie Prevalenti” con validità biennale. Nel 2005 con deliberazione consigliare n° 45 del 4 luglio sono stati prorogati per altri due anni tutti e sei i programmi del Piano per la Salute, fino al 2007, individuando due aree prioritarie d’intervento: • miglioramento della presa in carico dei pazienti affetti dalle 5 patologie prevalenti (cardiovascolari, neoplastiche, respiratorie, AIDS e rare), con particolare riferimento ai percorsi di continuità assistenziale. • promozione di interventi tesi a ridurre gli inquinanti presenti nell’aria che possono provocare l’insorgere delle patologie prevalenti Tipologie delle azioni Nel programma, approvato dal Consiglio Comunale nel 2004, sono state raccolte 69 azioni, suddivise nelle seguenti tipologie: •interventi strutturali (n° 6 azioni) •interventi educativi, formativi e di sensibilizzazione (n° 21 azioni) •interventi per l’accesso, il sostegno e la riduzione del danno (n° 38 azioni) •interventi di monitoraggio (n° 4 azioni) I soggetti coinvolti sono stati prevalentemente le aziende sanitarie ma diverse azioni sono state proposte anche da associazioni di volontariato (gli amici del cuore, LILT; il Cestodiciliege, Ant, Angela Serra, Aseop, Avpa Croce Blu, ass. Modenese la Nostra Voce). Anche l’Amministrazione comunale ha proposto e realizzato delle azioni di prevenzione. Ad oggi le azioni raccolte sono 76. 176 Gli obiettivi del programma d’azione distrettuale A livello distrettuale gli obiettivi specifici perseguiti sono stati i seguenti: – affrontare le patologie che abbisognano di un’assistenza sociosanitaria elevata, individuando azioni tese a ridurre i danni da esse provocati, garantendo sostegno e supporto ai malati e alle loro famiglie; – favorire interventi per ridurre e attenuare gli effetti dei fattori che determinano tali patologie; – promuovere interventi per migliorare la qualità dei servizi e consentire un equo accesso di tutti i cittadini ai servizi di diagnosi, cura e riabilitazione; 177 178 VALUTAZIONE DELLE AZIONI PER OBIETTIVI SPECIFICI Per valutare il raggiungimento degli obiettivi specifici indicati dal programma le azioni sono state suddivise secondo gli obiettivi di salute a cui erano prevalentemente diretti. Obiettivo 1) affrontare le patologie che abbisognano di un’assistenza sociosanitaria elevata, individuando azioni tese a ridurre i danni da esse provocati, garantendo sostegno e supporto ai malati e alle loro famiglie. Le azioni proposte per soddisfare questo obiettivo sono sintetizzabili in tre macro linee: cura del dolore, sostegno e mantenimento a domicilio, sostegno alle malattie croniche degenerative. Per quanto riguarda il tema della cura del dolore e lo sviluppo delle cure palliative dal 2004 si è consolidato l’ADI3 h24 (percorso di continuità assistenziale prefestiva, festiva e notturna) per oncologici e non oncologici terminali. È operativo un gruppo di lavoro composto da MMG e Medici della LILT. Nel 2004 sono state effettuate 317 visite domiciliari, nel 2005 sono state 274, nel 2006 sono state 308, nel 2007 le visite domiciliari sono state 227. Mentre i consigli telefonici effettuati sono stati: 321 nel 2004, 268 nel 2005, 222 nel 2006 e 252 nel 2007. Rientra tra le azioni di miglioramento dell’organizzazione dell’assistenza palliative in ambito distrettuale anche la costituzione nel 2004 dell’Unità Cure Palliative Territoriale, di cui fanno parte MMG, infermieri, medici di organizzazione. Ciò ha previsto l’obbligo per tutti i MMG di seguire corsi di formazione sul tema delle cure palliative, inoltre sono stati coinvolti nei corsi di formazione 15 infermieri del distretto n° 3, su 31 infermieri assegnati. Sono stati avviati dal 2004 e consolidati i seguenti progetti: - Progetto NO-DO : il progetto ha migliorato la qualità di cura del dolore nell’ambito dell’assistenza domiciliare ad alta intensità (ADI 3), attraverso il coinvolgimento operativo del personale che esercita le cure palliative nei Distretti (cioè delle 7 Unità di Cure Palliative Territoriali - UCPT), in un processo permanente ed omogeneo su tutta la provincia che prevede: -l’adozione di uno strumento comune per la misurazione del dolore; -la cura del dolore secondo linee guida condivise; -la valutazione periodica del trattamento: i valori del dolore segnalati dal paziente e riportati regolarmente nella scheda permettono all’équipe di analizzare la qualità dell’assistenza e di condividere con il malato e i familiari le decisioni da assumere via via. Nel 2007-2008 nei tre Distretti (Carpi, Modena e Castelfranco) si stanno sperimentando due modelli di scheda che differiscono per la rilevazione di un solo elemento (indicazione dei livelli OMS del dolore). Alla fine di questa fase di sperimentazione, sarà individuato il modello da adottare in modo sistematico a livello aziendale. L’obiettivo generale del progetto è diventato oggi quello di promuovere il coinvolgimento di tutti i professionisti nella valutazione del dolore nei confronti dei pazienti in ADI3, utilizzando in modo sistematico e verificabile uno strumento condiviso, per migliorare i processi assistenziali connessi al trattamento del dolore di qualsiasi origine. In particolare, nei Distretti di Modena e Castelfranco questa fase ha preso il nome di “Progetto Dolore” e rientra nei progetti formativi previsti per il periodo 2007 – 2008. - Nel corso del 2006 è stato elaborato ed attivato il percorso integrato ospedale- e servizi sanitari del territorio, che quindi ha coinvolto il Day Hospital Oncologico del Policlinico di Modena e il Servizio di Assistenza Domiciliare per la continuità assistenziale dei pazienti oncologici in fase avanzata della malattia, con l’obiettivo di istituire dei canali preferenziali di comunicazione e interazione tra il Day Hospital e l’assistenza territoriale. Nel periodo marzo-settembre 2007 è stata effettuata una sperimentazione per valutare la fattibilità del percorso; nello specifico sono stati segnalati 27 casi di cui 9 valutazioni eseguite come procedura condivisa in Day Hospital Oncologico e 18 valutazioni eseguite perlopiù a domicilio e/o nel reparto dove i pazienti sono stati ricoverati in seguito dell’aggravamento della condizione clinica. - Progetto oncologi – MMG: progetto pilota di collaborazione tra il Centro Oncologico Modenese e i Medici di Medicina Generale appartenenti ai Nuclei di Cure Primarie 4 e 7 di Modena e al Nucleo di Cure Primarie Area Nord di Castelfranco (75 Medici partecipanti). Il percorso, partito con un sondaggio conoscitivo relativo al carico di lavoro e ai bisogni comunicativi tra il MMG e l'Oncologo, è stato strutturato in tre incontri formativi d’aula e incontri a piccoli gruppi 179 multidisciplinari per la revisione degli opuscoli destinati ai MMG come supporto alla gestione dei pazienti affetti da cancro (colon-retto, seno, polmone, rene). In particolare, il progetto ha portato all’elaborazione di un modello innovativo di comunicazione, è stato infatti implementato un link nel sito del COM (http://com.unimo.it), denominato “Laboratorio comunicativo MMG – Oncologi”, a cui possono accedere con password i medici aderenti al progetto. Attualmente il sito è in fase di sviluppo, ma è già disponibile del materiale informativo sia per i medici che per i pazienti, ed è attiva un’area forum. Si tratta sicuramente di uno strumento ad elevata potenzialità che permette di sperimentare nuovi modelli di integrazione Ospedale - Territorio, e che, in una fase successiva, potranno essere estesi a tutti i NCP dei Distretti di Modena e Castelfranco. Accanto al sostegno e l’erogazione di cure palliative tese alla “lotta al dolore” è stato svolta dal 2005 al 2007 una accurata attività di informazione e promozione svolta dall’amministrazione comunale in collaborazione con le associazioni di volontariato (Cid, Angela Serra, Ceis, Ant, Lilt). Sono state organizzate ogni anno in occasione delle giornate nazionali dedicate al (anni 2005-2006-2007) materiali informativi e seminari. Titoli delle tavole rotonde realizzate anche con il contributo dei MMG e dei PLS "il dolore si può curare: novità e prospettive per l'integrazione ospedale-territorio". "il dolore si può curare, il medico ti può aiutare". Per quanto riguarda il potenziamento dell’assistenza domiciliare il PUA (Punto Unico di accoglienza cure domiciliari) nel 2005 i pazienti in cure palliative presi in carico erano n° 499 su 1980, mentre nel 2007 in cure palliative sono 456 su 1535 totali. Un ruolo significativo viene svolto dalla diverse associazioni che propongono supporti pratici e psicologici ai pazienti e ai loro familiari: ass. Angela Serra, Lilt sez. di Modena, ass. il Cestodiciliege onlus, ass. Modenese la Nostra voce, Ant. Significativi sono i risultati raggiunti dal distretto n° 3 per quanto riguarda alcune patologie croni che e /o degenerative: – per la SLA è stato elaborato da parte dell’Azienda Usl nel 2005 un protocollo che definisce il percorso assistenziale per la Sclerosi laterale amotrofica per la provincia di Modena. Nel 2002 in provincia le persone affette da Sla erano 40 (prevalenza 6/1000000), le nuove diagnosi furono 13 (incidenza 2/100.000 abit) dati in linea con i livelli nazionali. Al 2005 si contavano 45 persone affette da SLA di cui 32 seguite presso l’ambulatorio dedicato alle Malattie del Motoneurone della Clinica Neurologica del policlinico. Finalità del protocollo è favorire progressivamente forme efficaci di interazione tra la rete curante e il paziente/famiglia, in quanto i dati epidemiologici dimostrano che con cure adeguate la sopravvivenza media è passata da 17 mesi (al 1990) a 52 mesi nel 2001. Il protocollo nel 2006/2007 è stato rivisto ed è stato ricondotto alla rete di assistenza domiciliare basata su MMG e sui nuclei infermieristici domiciliari ma per la peculiarità della patologia è stato inserita una nuova figura professionale nel team e cioè un medico esperto in Cure palliative per la gestione della ventilazione meccanica invasiva. Nel 2007 risultano seguiti in Adi nel distretto 3 n° 7 pazienti (nel 2006 erano 5). – per il diabete, patologia cronica e fattore di rischio per le malattie cardiovascolari, è stato avviato un processo di ottimizzazione dei percorsi di presa in carico da parte dei medici di medicina generale di pazienti affetti da diabete mellito di tipo 2. Nel 2004 i pazienti diabetici presi in carico dai MMG sono stati 1651 nel 2004 (1417 nel 2003). Nel 2005 sono stati n° 1755, nel 2006 n° 2436, nel 2007 n° 2905. – Nel 2006 sono stati attivati gruppi informativo – educativi multidisciplinari a supporto di pazienti affetti da patologia cronico – degenerativa: nei primi mesi del 2006, presso il DCP di Modena e Castelfranco, è stato avviato un progetto innovativo rivolto a pazienti affetti da patologie croniche, in particolar modo ad adulti con diabete tipo 2 o intolleranza ai carboidrati, con lo scopo di facilitare l’acquisizione di cambiamenti nello stile di vita finalizzati alla migliore gestione possibile della malattia. Il progetto è caratterizzato da momenti educativi di gruppo che favoriscono l’acquisizione delle abilità pratiche e cognitive necessarie ad elaborare un nuovo progetto di vita con sana alimentazione, attività fisica e mantenimento dei risultati a distanza di tempo. I gruppi di pazienti, costituiti da circa 10-15 persone, seguono un corso di cinque incontri la cui conduzione è gestita da MMG coadiuvati da professionisti esperti nell’ambito dell’alimentazione (dietista), del movimento (fisioterapista) e del mantenimento nel tempo degli obiettivi raggiunti (psicologa). Nel 2006 i pazienti seguiti nei gruppi erano 131. i pazienti seguiti dalla dietista nel percorso indicato erano nel 2006 n° 247 nel 2007 n° 246. Nel 2006 è stato elaborato un progetto che prevede attività specialistiche oculistiche e cardiologiche per 2 Nuclei di cure primarie a sostegno del “Progetto Diabete”, avviando inoltre un ambulatorio per patologia dedicato al 180 diabete in collaborazione coi MMG della cooperativa MdF. Nel 2007 è stato avviato un progetto di collaborazione, per la riduzione dei tempi di attesa per visite diabetologiche, tra il Centro Diabetico di Modena e 1 NCP al fine di aumentare le competenze professionali dei MMG; integrazione con il Presidio per rendere operativo il progetto di riduzione dei tempi di attesa per visite diabetologiche condiviso tra Centro Diabetologico e NCP, garantendo la gestione integrata dei pazienti diabetici. Nel 2007 il distretto n° 3 ha avviato un progetto a ttività specialistica per oculistica e cardiologia su pazienti diabetici presso la sede di Coop MeMo3 rivolta a tutti i pazienti diabetici dei medici aderenti alla cooperativa (in carico al curante). Prosegue l'attività del gruppo di lavoro per educazione ed informazione al paziente diabetico e affetto da patologia cronica e promozione dell'arruolamento di nuovi pazienti eleggibili da parte dei MMG attraverso l'informazione al NCP. – per quanto riguarda i malati di Aids il distretto n° 3 in collaborazione con il Ceis svolge l’azione d i inserimento di pazienti in appartamenti protetti (nel 2006 sono stati 3 i pazienti e nel 2007 sono stati 2). L’azienda Policlinico ha attivato un percorso articolato e specifico di prevenzione, diagnosi e cura per l’HIV , gli accessi al day surgery nel 2005 sono stati 1267 e nel 2006 sono stati 1374. Nell’ambito dell’assistenza domiciliare è stata avviata dal 2006 un percorso di integrazione tra Nuclei di 9 Cure Primarie e Dipartimento di Salute Mentale per l’assistenza di pazienti affetti da patologia psichiatrica, attraverso lo sviluppo e l’implementazione del “Programma Leggieri”, con azioni di formazione congiunta e definizione di un protocollo distrettuale relativo alle consulenza psichiatriche a sostegno dei NCP. È stato applicato a livello distrettuale l’Accordo Aziendale per il potenziamento della presa in carico del paziente con demenza da parte dei MMG, implementando la fase di presa in carico del caso e suo monitoraggio da parte del MMG dopo la diagnosi del centro esperto (riduzione del numero visite di controllo da parte dei consultori e aumento della prima visita. Verifica dell’efficacia del percorso assistenziale del paziente demente all’interno della rete). Nel 2006 sono stati presi in carico 1139 casi di demenza mentre nel 2007 sono stati 1235. Nel 2007 sono stati avviati da parte del distretto n° 3 diversi progetti connessi alle problematiche psichiatriche: – progetto d'intervento per la gestione integrata dell'utenza multiproblematica tra servizi DSM e DCP. – Progetto di gestione integrata dei pazienti con disturbi d'ansia all'esordio tra MMG e Servizio di Psicologia Clinica. – Favorire la presa in carico e il follow-up del paziente demente da parte del MMG. – Gestione integrata del paziente con disturbi cognitivi e della sua famiglia da parte del MMG e del Consultorio per i Disturbi Cognitivi o centri esperti. Obiettivo 2) favorire interventi per attenuare e ridurre gli effetti dei fattori che determinano tali patologie. In questo paragrafo sono state contemplati i risultati delle azioni proposte nel programma e dirette ad incidere sui alcuni principali determinanti di salute: ambientali e i comportamenti individuali. 10 I determinati ambientali Per quanto riguarda i determinanti ambientali sono stati realizzate in particolare misure e azioni di contenimento che riguardano l’inquinamento atmosferico, per cui è stato ritenuto necessario agire direttamente nei confronti della principale sorgente di emissione che è il traffico veicolare. Il Comune di Modena ha adottato due tipologie di provvedimenti: quelli che danno effetti immediati (limitazioni del traffico, controllo dei gas di scarico) e quelli che portano risultati in tempi medio – lunghi (azioni di mobilità sostenibile [vedi anche programma d’azione sicurezza stradale]). A sostegno di questi interventi ha, inoltre, attivato dei programmi di educazione ambientale per sensibilizzare la cittadinanza, e in particolare i bambini, sul problema dell’inquinamento atmosferico. I provvedimenti di limitazione della circolazione veicolare sono attuati dal Comune di Modena fin dall’anno 2000 in applicazione di una norma dello Stato (D.M. 163/99) che riconosce come maggior fonte di 9 I Nuclei di cure primarie nel distretto di Modena sono 9. I nuclei sono modelli organizzativi di assistenza sanitaria territoriale integrati composti da Medici di Medicina Generale, Pediatri di Libera Scelta, Medici di Continuità assistenziale, personale infermieristico dei servizi domiciliari e altri professionisti sanitari e sociali. 10 A cura di Luisa Guerra, ARPA sez. di Modena 181 inquinamento atmosferico nelle aree urbane il traffico veicolare e attribuisce ai Sindaci il compito di adottare provvedimenti di restrizione del traffico preventivi e programmati al fine di limitare i casi di superamento dei limiti di qualità dell’aria. Dall’anno 2002 i provvedimenti di restrizione vengono definiti a livello regionale attraverso uno specifico Accordo di Programma, che viene rinnovato di anno in anno, nel quale sono previste anche numerose azioni finalizzate alla promozione e diffusione di una mobilità sostenibile. Le limitazioni della circolazione rappresentano, infatti, l’unico strumento a disposizione delle Amministrazioni per fronteggiare in tempi brevi gli episodi critici di inquinamento. Dal 2003 e fino al 2008 le limitazioni del traffico sono sempre state attuate nel periodo dell’anno in cui l’inquinamento atmosferico raggiunge i picchi più alti ovvero i mesi compresi tra ottobre e marzo. Sono aumentati nel tempo il numero di giorni, l’ampiezza delle fasce orarie e le tipologie di veicoli assoggettati ai blocchi del traffico. Il divieto di circolazione dei veicoli pre – euro, inizialmente attuato dal lunedì al venerdì in brevi fasce orarie (8.30 – 10.30 e 17.30 – 19.30), è stato esteso in fasce orarie più ampie (8.30 - 12.30 e 14.30 – 19.30) e successivamente è stato applicato su un’unica fascia oraria (8.30 – 18.30) senza interruzioni. Inoltre, il blocco attuato sui mezzi pre – euro dal lunedì al venerdì è stato esteso, da gennaio 2005, anche ai veicoli diesel euro 1, mentre, sempre dalla stessa data, per gli altri veicoli diesel e per i veicoli catalizzati si è passati dalla circolazione a targhe alterne al blocco totale nelle giornate di giovedì. Sono state, quindi, adottate delle limitazioni più restrittive nei confronti dei veicoli più inquinanti (i pre – euro e i diesel appunto) che si sono ulteriormente appesantite a partire da gennaio 2008 con l’introduzione del divieto di circolazione anche dal lunedì al venerdì per i veicoli diesel euro 2. Nel corso degli ultimi quattro anni è proseguito il processo di rinnovo del parco veicolare circolante nel Comune di Modena. Sulla base dell’andamento negli anni della composizione del parco veicolare immatricolato a Modena (i dati sono stati forniti da ACI e, in mancanza del dato relativo al 2007, quest’ultimo è stato stimato sulla base degli andamenti precedenti) dal 2004 al 2007 il numero di autoveicoli pre – euro è diminuito del 50% e rappresenta il 12% del totale delle autovetture; per questa tipologia di veicoli rimane praticamente costante solo il numero di veicoli a GPL o metano. Lo stesso andamento si registra anche per gli autoveicoli euro 1: attualmente rappresentano l’11% del parco autovetture e tra questi è nettamente prevalente il numero di veicoli a benzina. Il numero di autoveicoli euro 2 è attualmente il 24% del totale delle autovetture e si rileva un aumento delle auto alimentate a GPL o metano conseguente agli interventi di trasformazione delle auto a benzina. Nel 2007 gli autoveicoli euro 3 rappresentavano il 29% del parco autovetture circolanti, mentre i veicoli euro 4 costituivano il 24%. Dall’analisi del parco veicolare è risultato che il 64% dei veicoli sarebbe soggetto al blocco della circolazione delle giornate di giovedì. Dal 2000 e fino all’anno 2007, infatti, si è ridotto il numero di auto a benzina in circolazione, mentre è praticamente raddoppiato il numero di auto alimentate a diesel che emettono in atmosfera maggiori quantitativi di Polveri sottili e Ossidi di Azoto rispetto ai veicoli a benzina. Inoltre, chi sceglie di acquistare un’auto diesel percorre in media più Km/anno rispetto a chi utilizza veicoli a benzina e ciò fa incrementare ulteriormente il contributo degli stessi all’inquinamento atmosferico. Le limitazioni del traffico, inoltre, oltre ad essere l’unico strumento per fronteggiare le situazioni di criticità acuta della qualità dell’aria, fanno sì che venga incentivato il rinnovo del parco veicolare rendendo meno appetibili le auto vecchie e assumono anche un ruolo educativo per sensibilizzare i cittadini sul tema dell’inquinamento atmosferico. Senza alcuna imposizione, infatti, poche persone sarebbero motivate a cambiare le proprie abitudini di mobilità e/o a scegliere veicoli meno inquinanti. Controlli obbligatori dei gas di scarico degli autoveicoli: nel Comune di Modena l’obbligo di sottoporre i veicoli al controllo dei gas di scarico è stato disposto a seguito di Ordinanza del Sindaco a partire dall’anno 1992. In seguito hanno aderito a questa iniziativa tutti i Comuni della Provincia di Modena e, negli ultimi anni, anche a seguito dei ripetuti solleciti della Regione, in quasi tutti i Comuni dell’Emilia Romagna è stato adottato questo provvedimento. A livello normativo, la Direttiva del Ministero dei Lavori Pubblici del 07.07.1998 ha inserito l’obbligo di effettuare il controllo dei gas di scarico e di applicare il bollino blu ai veicoli che vengono sottoposti alla revisione prevista dal “Nuovo codice della strada”. Anche per tale motivo, considerato che i veicoli immatricolati da più di quattro anni, devono effettuare la revisione ogni due anni, l’adesione dei cittadini verso questa iniziativa è molto buona. A Modena, negli ultimi 182 cinque anni la percentuale di veicoli che sono stati sottoposti al controllo dei gas di scarico presso le officine autorizzate nel territorio comunale, rispetto al parco veicolare circolante, non è mai scesa al di sotto dell’80%. Tale iniziativa rientra tra le azioni a favore del contenimento dell’inquinamento atmosferico. Infatti, attraverso questo controllo vengono individuati quei veicoli le cui emissioni superano i valori limite fissati dalla normativa e sugli stessi vengono effettuati gli opportuni interventi di manutenzione al fine di riportare le emissioni entro la norma. Ciò determina, pertanto, una riduzione delle emissioni di inquinanti in atmosfera oltre a un minor consumo di carburante. Iniziative a favore della mobilità e di uno sviluppo sostenibile realizzate dal Comune di Modena: anche nel corso degli ultimi tre anni è proseguito l’impegno del Comune di Modena verso iniziative atte a promuovere e diffondere forme di mobilità sostenibile. In particolare, ha erogato contributi economici, pari al 35% del costo, per l’acquisto di veicoli elettrici (bicicletta, ciclomotore, autoveicolo) e ha messo a disposizione incentivi per l’installazione su veicoli appartenenti alle classi di emissione pre - euro, euro 1, euro 2 ed euro 3 di impianti a GPL o metano. Al 2006 il Comune di Modena ha erogato oltre 1.500 contributi per l’acquisto di veicoli elettrici e oltre 2.500 contributi per l’installazione di impianti a gpl o metano alle organizzazioni e ai cittadini residenti in città. Per incentivare e favorire l’uso di alimentazioni a basso tasso di inquinamento il Comune di Modena ha approvato la realizzazione di nuove stazioni di servizio per il gas metano e gpl: è stata realizzata un’area in Via Giardini, un’area nel quartiere Sacca, al servizio dei mezzi di ATCM e HERA, ed è di prossima realizzazione un’area di servizio metano e gpl nei pressi del PIP in Viale Leonardo da Vinci portando a 5 il numero di impianti di distribuzione di metano e a 11 quelli di gpl. Inoltre, sul fronte del trasporto merci, ha inaugurato nel luglio 2007, presso la sede di via delle Suore n° 307/E, il servizio “City Porto Modena”. Si tratta di un nuovo servizio per la distribuzione delle merci in centro storico promosso dal Comune di Modena e cofinanziato dalla Regione Emilia Romagna, dalla Camera di Commercio e dalla Provincia che utilizza solo mezzi ecologici, viaggia a pieno carico e compie tragitti più brevi e lineari. L'obiettivo dell'iniziativa è di razionalizzare la movimentazione del collettame diretto ai negozi della zona chiusa al traffico di Modena con molteplici vantaggi sia per la città, che per gli esercenti: viene ridotto e fluidificato il traffico in centro, e di conseguenza l'inquinamento atmosferico e acustico, e diminuisce anche l'occupazione degli spazi pubblici. Relativamente alla mobilità ciclistica, il Comune di Modena ha attuato da diversi anni un progetto di ampliamento della rete di piste ciclabili presenti sul proprio territorio realizzando, finora, 125 Km di piste ciclabili; ha inoltre predisposto un programma di investimenti poliennale che porterà a riqualificare le più importanti ciclabili esistenti e a realizzare nuovi percorsi che, oltre ad ampliare la rete, permetterà il collegamento tra i tratti esistenti. Sono, inoltre, attivi tre punti pubblici di custodia e noleggio di biciclette oltre a circa 500 rastrelliere dislocate nello spazio pubblico. Dal 2003 il Comune di Modena, in collaborazione con il Consorzio Cooperative Sociali, ha attivato il servizio di noleggio gratuito di biciclette gialle denominato “C’Entro in Bici". [vedi anche programma d’azione sicurezza stradale]. Infine, nel 2007 è stato approvato il Piano Energetico Comunale che unitamente al nuovo Regolamento Edilizio vuole promuovere uno sviluppo energeticamente sostenibile della città: dalla promozione delle fonti energetiche rinnovabili, al risparmio energetico nell'edilizia ed urbanistica, alla mobilità, alla gestione dei rifiuti. Il 97% degli impianti di riscaldamento presenti nel territorio comunale utilizza il metano come combustibile ed è quindi a basso impatto per le emissioni in atmosfera. Altre iniziative per la mobilità sostenibile attivate a Modena: con l’obiettivo di ridurre l’impatto ambientale indotto dai mezzi che circolano quotidianamente all’interno delle vie cittadine, ATCM ha in corso il rinnovo della propria flotta. Negli ultimi tre anni sono stati acquistati solo autobus a metano e sono stati installati filtri antiparticolato sui vecchi veicoli a gasolio Euro 2. Attualmente il 22% dei mezzi circolanti in ambito urbano sono alimentati a metano, il 21% è costituito da mezzi elettrici, il 35% è dotato di filtri antiparticolato e il rimanente 22% è a gasolio Euro 0, Euro 1 o Euro 2. ATCM gestisce, inoltre, il servizio di Car – Sharing. Si tratta di una nuova forma di noleggio auto utilizzabile da chi vuole un'auto a propria disposizione senza le spese e l'impegno di un'auto di proprietà. Per Modena 183 sono disponibili 17 autoveicoli dislocati in 13 comodi parcheggi, a tariffe molto convenienti e con diversi vantaggi (ingresso zona ZTL, circolazione nei giorni di blocco del traffico...). Anche Hera Modena S.r.l. ha in corso il rinnovo del parco mezzi aziendali; attualmente la raccolta dei rifiuti nel centro storico viene effettuata esclusivamente con mezzi elettrici. Iniziative di sensibilizzazione: ai fini di coinvolgere i cittadini sui problemi causati dal traffico veicolare nonché di promuovere forme di mobilità sostenibile, il Comune di Modena organizza da qualche anno a questa parte iniziative di sensibilizzazione quali le Domeniche Ecologiche, la “Giornata europea: in città senza la mia auto” e il progetto Vado a scuola con gli amici [anche finalizzato a promuovere la sicurezza stradale]. Durante lo svolgimento di queste iniziative vengono organizzate mostre e incontri sulle problematiche connesse all’inquinamento atmosferico e vengono promossi comportamenti atti a contenere l’inquinamento atmosferico. Per quanto riguarda l’informazione sanitaria ai cittadini, in corrispondenza dell’avvio della manovra antinquinamento, il Comune di Modena diffonde tutti gli anni un depliant informativo sulle modalità di attuazione delle limitazioni della circolazione, sugli incentivi e agevolazioni disponibili per i cittadini. Tale depliant viene consegnato a tutte le famiglie modenesi attraverso il mensile “Modena Comune” ed è disponibile anche presso i principali punti di aggregazione nonché nelle diverse sedi degli uffici pubblici. Inoltre, è stato attivato da qualche mese un progetto di comunicazione ai cittadini dei dati di qualità dell’aria; si tratta di monitor posizionati all’interno del centro storico (Piazza Grande, Largo Garibaldi) attraverso i quali vengono anche comunicati i provvedimenti di limitazione della circolazione adottati dal Comune di Modena e sono fornite le indicazioni ai cittadini per potersi spostare senza utilizzare il proprio autoveicolo. Sul fronte dell’educazione a nuovi stili di vita, il CEASS “L’Olmo” del Comune di Modena è tra i promotori del progetto regionale di educazione ambientale “Ambiente è Salute” le cui finalità sono le seguenti: • evoluzione culturale rispetto al modello vigente (che vede ‘ambiente’ e ‘salute’ come ambiti distinti e sostanzialmente indipendenti) verso visioni e prassi più complesse e integrate; • costruzione di una sostanziale alleanza operativa del sistema regionale dell’Educazione Ambientale con le politiche di prevenzione e di miglioramento delle condizioni complessive di salute della popolazione; • definizione di nuovi approcci, strumenti e convergenze programmatiche tra ambiente e salute. Inoltre, Agenda 21 Modena e il CEASS “L’Olmo” hanno sviluppato presso scuole primarie e secondarie del Comune di Modena i seguenti progetti di educazione alla sostenibilità: “L'ora d'aria”, monitoraggio delle polveri totali presenti in atmosfera eseguito direttamente dai ragazzi delle scuole secondarie attraverso un campionatore manuale e successiva verifica e discussione dei risultati ottenuti con i tecnici del Settore Ambiente del Comune di Modena; “Le Miglia Verdi”, progetto che ha la finalità di promuovere una moderna educazione alla mobilità sostenibile, coinvolgendo direttamente le famiglie e i bambini delle scuole primarie in comportamenti virtuosi nei percorsi casa – scuola – casa; a partire dell'anno scolastico 2005-2006 il progetto si è trasformato in: “Raccogliamo Miglia Verdi Arrivano Gli ARIAPULIBUS” con la finalità di promuovere l’utilizzo dei mezzi di trasporto pubblico; Itinerario “Alimentazione ed inquinamento atmosferico”, rivolto alle scuole primarie. La finalità è quella di educare ad un corretto stile di vita che comprenda una corretta ed equilibrata alimentazione la quale, insieme a momenti quotidiani di attività fisica intesa come sport, gioco e divertimento in movimento, migliora la qualità della vita della popolazione. Festa dell'aria: questa iniziativa si tiene nell’ambito della campagna regionale Liberiamo l’aria e del progetto di Educazione Ambientale promosso dal CEASS: “L’ora d’aria”. È rivolta agli insegnanti ed ai genitori degli studenti coinvolti in tutti i progetti di educazione ambientale riguardanti la tematica della mobilità sostenibile e degli stili di vita più sostenibili e vede la partecipazione anche della cittadinanza e degli amministratori comunali; Itinerario “Insieme in bicicletta”, la cui finalità principale è quella di mettere in evidenza i molteplici aspetti di interesse di questo mezzo di trasporto. La bicicletta rappresenta un mezzo alternativo di mobilità, veloce, pulito e silenzioso, adatto per spostarsi nel quartiere, per andare a scuola, per conoscere e muoversi meglio nel territorio in cui si vive [itinerario finalizzato anche alla sicurezza stradale]. 11 Per ridurre l’inquinamento acustico è stato definito il piano di classificazione acustica nel 2005 con deliberazione consiliare. Sono state definite le linee guida dei contenuti e delle strategie per l’individuazione delle criticità e dei conseguenti piani d’azione previsti dalla vigente normativa. Data l’efficacia in termini di riduzione del rumore, che può raggiungere i 6 dBA in corrispondenza degli edifici a bordo strada, continua la sostituzione di asfalti tradizionali con asfalti drenanti fonoassorbenti. Gli asfalti presenti sui Viali Muratori, Reiter, Monte Kosica, su Via F.lli Rosselli e su Strada Albareto, quest’ultima solo per il tratto di attraversamento del centro abitato di Albareto, sono stati sostituiti con manto drenante fonoassorbente per 11 a cura di Daniela Campolieti settore Ambiente del Comune di Modena 184 una lunghezza complessiva di circa 3400 m (gli interventi sono stati realizzati dal Settore Lavori Pubblici, le verifiche sull’efficacia acustica dei nuovi manti sono state effettuate dal Settore Ambiente). Al fine di conseguire la protezione del rumore da traffico veicolare di edifici residenziali posti in prossimità di importanti infrastrutture stradali, sono stati realizzati, per una lunghezza complessiva di circa 5300 metri, i seguenti schermi acustici: 2 schermi per complessivi 330 m su Strada Nuova Estense e 1 schermo di 290 m sulla Tangenziale Nord Carducci realizzati dal Comune di Modena; 1 schermo di 180 m sulla Strada Nazionale per Carpi Nord realizzato dalla Provincia di Modena; 16 schermi per complessivi 4500 m realizzati da Autostrade S.p.a. 12 Per quanto riguarda il monitoraggio dei campi elettromagnetici si è proceduto con la pianificazione delle installazioni di telefonia mobile e controllo delle emissioni. Procedure autorizzative: La realizzazione degli impianti per la telefonia mobile avviene, nel Comune di Modena, attraverso una prassi autorizzativa che prevede l’esame del progetto da parte del Comune per il profilo urbanistico e da parte di AUSL e di ARPA per il profilo sanitario e della esposizione ai campi elettromagnetici. Anche prima della entrata in vigore della Legge Regionale 30/2000, che ha introdotto il principio della pianificazione, la procedura autorizzativa veniva svolta secondo gli aspetti richiamati. Dopo l’entrata in vigore della Legge Regionale 30/2000 e successive modifiche ed integrazioni, ogni anno i gestori presentano entro il 30 settembre il Programma delle installazioni fisse di telefonia mobile. Il Comune verifica la documentazione presentata, effettua l’armonizzazione delle varie proposte ed avvia l’iter istruttorio. Questo implica che una copia di ciascun progetto presentato dai vari gestori venga trasmessa ad ARPA ed AUSL per la valutazione degli aspetti, rispettivamente, radioelettrici e sanitari. In particolare ARPA per la valutazione del campo elettromagnetico conseguente le nuove stazioni, oltre a tenere conto del livello di fondo elettromagnetico del sito, utilizza un programma per la simulazione dei livelli di campo tenendo conto dell’insieme degli impianti esistenti e previsti nel raggio di 200m dalle nuove installazioni in progetto, come se questi stessero funzionando alla massima potenza, trascurando inoltre l’attenuazione del segnale dovuta alla schermatura da parte delle diverse superfici. Solo gli impianti la cui istruttoria ha esiti positivi sono autorizzati, anche alla luce di eventuali osservazioni presentate dai cittadini. L’approvazione del Piano avviene con un atto formale della giunta. Un solo impianto, alla entrata in vigore della legge regionale, è risultato non conforme ai criteri stabiliti dalla Legge Regionale in quanto ubicato all’interno dell’area del Policlinico, localizzazione vietata dalla normativa stessa. Il gestore della stazione ha presentato specifico piano di delocalizzazione, piano che è stato completato nel mese di gennaio 2004. Ad oggi sono stati installati ed attivati nel territorio comunale 192 impianti fissi per la telefonia cellulare e di questi 18 sono costituiti da microcelle, cioè sistemi da bassa potenza e modesto raggio di azione, con dimensioni tali da non determinare alcuna percezione della loro presenza sul manufatto edilizio di installazione. A questi impianti se ne aggiungono altri 16 già autorizzati nell’ambito della Pianificazione annuale delle reti di telefonia mobile, ma non ancora installati. Monitoraggio dei campi elettromagnetici: dal 1999 l’Amministrazione Comunale di Modena organizza, con la collaborazione di ARPA (Agenzia Regionale Prevenzione e Ambiente dell’Emilia Romagna), campagne periodiche di misura dei campi elettromagnetici nel campo delle radiofrequenze e microonde nel territorio comunale. In un primo tempo le campagne di monitoraggio sono state svolte in modo assistito dal personale specializzato di ARPA, effettuando misure di breve durata presso i ricettori (es: abitazioni, scuole, luoghi di cura) prossimi agli impianti per telefonia mobile. A partire dall’anno 2003, grazie alla donazione di misuratori automatici in continuo da parte della fondazione Ugo Bordoni (organizzazione che svolge attività di ricerca, studio e consulenza per il Ministero delle Comunicazioni nei settori delle Tecnologie delle Comunicazioni e dell'Informazione), che ha promosso la creazione di una rete di monitoraggio in continuo dei livelli di campo elettromagnetico su tutto il territorio nazionale, ARPA effettua campagne di monitoraggio in continuo. La stessa fondazione ha finanziato le campagne di monitoraggio in continuo dal 2003 al 2006. Ad oggi sono state svolte campagne assistite in 68 punti di campionamento nel 1999, 97 punti nel 2000, 36 punti nel 2001, 158 punti nel 2002, 145 punti nel 2003, 78 punti nel 2004, 30 punti nel 2005, 24 punti nel 2006 e 4 punti nel 2007. Con riferimento al monitoraggio in continuo ogni campagna di misura è relativa ad un punto di campionamento: sono state effettuate 13 campagne di controllo per un totale di oltre 370 giorni 12 a cura di Elisa Rigolon settore Ambiente del Comune di Modena 185 di rilevazioni nel 2003, 19 campagne per una durata complessiva di 515 giorni nel 2004, 19 campagne per una durata complessiva di 612 giorni nel 2005, 12 campagne della durata complessiva di 606 giorni nel 2006 e 3 campagne per una durata totale di 290 giorni nel 2007. I dati riportati evidenziano come il numero di siti monitorati in modalità assistita è sensibilmente calato a partire dal 2004 in quanto sono state privilegiate le misure di monitoraggio in continuo che permettono di acquisire anche le informazioni relative alla variabilità nel tempo dei campi elettromagnetici. Le rilevazioni hanno accertato il superamento del limite di legge in solo due punti nel 2002 e in un caso durante una campagna di monitoraggio in continuo effettuata tra la fine dell’anno 2005 e gli inizi del 2006. In questi casi il Comune ha adottato nei confronti dei responsabili i provvedimenti necessari per la riduzione a conformità delle emissioni ed il rientro nei limiti di legge. La diminuzione del numero di campagne di monitoraggio avvenuto a partire dal 2006 è dovuta sia al fatto che le rilevazioni degli anni precedenti hanno già ricoperto le principali aree sensibili del territorio comunale, sia al fatto che, essendo stato raggiunto un adeguato livello di copertura delle reti di telefonia mobile, le attivazioni di ulteriori nuovi impianti sono sensibilmente calate. Smantellamento dell’elettrodotto ENEL n. 614: Il 27/04/2001 è stata avviata, da parte della Società TERNA S.p.a., la procedura di smantellamento della linea elettrica n. 614 a 132 KV, che attraversava l’area urbana di Modena, nell’ambito del programma dei risanamenti e delocalizzazioni da attuare entro dieci anni dall’entrata in vigore del DPCM 23/04/1992. Tale elettrodotto, pur nel rispetto del limite di legge in termini di valori di campo magnetico, non rispettava le distanze minime dalle abitazioni come richiesto dal DPCM 23/04/1992, abrogato nel 2003. La linea è stata completamente smantellata e sostituita da un nuovo elettrodotto (il n. 686 a 132 KV) di diverso tracciato che garantisce il collegamento tra le sottostazioni Modena Ovest e San Damaso, i lavori di costruzione di questo nuovo elettrodotto sono stati ultimati il 15/02/2000 ed i lavori di smantellamento della linea 614 sono stati ultimati il 31/07/2001. Interventi per la promozione di corretti stili di vita I Percorsi educativi nelle scuole hanno privilegiato i seguenti argomenti: [vedi anche programma Salute Infanzia e Adolescenza] – prevenzione di comportamenti di uso/abuso: alcol, tabacco, sostanze stupefacenti (nel 2005 i ragazzi coinvolti sono stati 549, nel 2006 454 e nel 2007 638). – educazione alla sessualità e prevenzione delle MST ( nel 2005 sono stati coinvolti 1542 ragazzi, nel 2006 2300 e nel 2007 1854) Gli interventi sono stati realizzati da Ausl, Associazioni e Comune. Sono numerosissime le iniziative educative svolte nelle scuole, soprattutto scuole di primo e secondo grado, anche attraverso gli itinerari didattici di Sapere e salute proposti dall’Azienda usl di Modena che prevedono sia interventi di formazione e supervisione dedicati agli insegnanti che interventi diretti con i ragazzi nelle classi. Campagne informative tra i molteplici e costanti interventi sulla promozione di stili di vita corretti nell’ambito del piano per la salute si evidenziano: – gli interventi conto l’abuso di Alcol: periodica realizzazione di materiale informativi sul tema dei rischi alcol correlati negli anni 2004-2008 nell’ambito del mese della prevenzione alcologica. – Lotta al fumo: si è partiti dal 2003 con progetti tesi a eliminare il fumo nei servizi sanitari, studi medici senza fumo, iniziativa per il divieto di fumo negli esercizi pubblici (realizzazione di una vetrofania nel 2005), organizzazione delle giornate del respiro e senza fumo in collaborazione con Ausl, Policlinico, Comune, associazioni Gli Amici del Cuore, Lilt (attivazione ogni anno di punti informativi e di consulenza e distribuzione di materiale informativo, mediamente 5000 copie). Realizzazione dei concorsi “Lasciateci Puliti” e “Scommetti che smetti”. – Prevenzione delle Malattie Sessualmente Trasmesse: oltre alle attività in ambito scolastico sono state svolte iniziative di sensibilizzazione in occasione delle celebrazioni della giornata mondiale lotta all’AIDS, che ogni anno è organizzata con la partecipazione di aziende sanitarie, Comune di Modena, Farmacie Comunali, Federfarma, Arci, arci Gay, Asa 97, Ordini dei Medici e Ordine dei Farmacisti. Sempre attivo il sito Helpaids, attualmente è diventato un portale regionale a gestione Ausl e che offre consulenza on line sull’aids. Sono stati realizzati nel 2005 gli opuscoli “Proteggi l’amore sulle MST” (oltre 10.000 opuscoli distribuiti). Nel 2007 sono stati realizzati due nuovi interventi che hanno coinvolto la Federazione Italiana Tabaccai ed Assotabaccai, promuovendo una iniziativa sperimentale, “Proteggi l’amore”, di prevenzione delle malattie trasmesse sessualmente, tra cui 186 l’AIDS, tesa ad incentivare l’uso dei profilattici tra le giovani generazioni, utilizzando i distributori automatici collocati presso molte tabaccherie cittadine. Obiettivo dell’iniziativa: incoraggiare tra i giovani l’uso del preservativo che risulta essere una pratica che nel nostro Paese risulta ancora troppo poco diffusa. Rientra in quest’ambito la sottoscrizione di un’intesa sulla gestione degli scambiasiringhe: dai dati appare evidente come la trasmissione dell’infezione da HIV sia andata progressivamente diminuendo nei tossicodipendenti, che avevano contratto l’infezione mediante lo scambio di siringhe infette, e come attualmente la via di trasmissione prevalente sia quella sessuale, in particolar modo mediante rapporti eterosessuali. I positivi risultati raggiunti nella riduzione del fattore di rischio per la trasmissione dell'Hiv tramite siringhe usate ha fatto si che l'Amministrazione Comunale procedesse quindi alla sottoscrizione di una intesa tra Azienda USL di Modena Farmacie Comunale S.p.A.Federfarma e AVPA Croce Blu per la gestione delle due nuove macchine scambiatrici di siringhe che hanno sostituito le precedenti macchine. Migliorare l’informazione L’Assessorato alle Politiche per la Salute del Comune di Modena in collaborazione con il Distretto di Modena e l’Azienda Ospedaliero- Universitaria Policlinico, coinvolgendo regolarmente le associazioni di volontariato impegnate nelle diverse aree di bisogno, ha promosso e realizzato diversi progetti e iniziative mirate a ridurre gli effetti dei determinanti che incidono negativamente sulla salute, promuovere il miglioramento dei percorsi d’accesso e la presa in carico dei pazienti, favorire l’integrazione degli iter assistenziali tra ospedale e territorio. Particolare attenzione è stata dedicata alla necessità e importanza di informare correttamente i cittadini sui servizi offerti, le possibilità e i modi d’utilizzo, grazie anche al contributo dei Medici di Medicina generale e i Pediatri di libera scelta si è lavorato per ridurre la domanda impropria di servizi e prestazioni socio-sanitario e per un equo accesso. Una delle attività principale dei diversi programmi d’azione è stato favorire la costruzione di flussi informativi per migliorare la conoscenza sui temi affrontati e individuare linee d’intervento specifiche. In quest’ambito rientra la ricerca campionaria sugli stili di vita condotta sui cittadini modenesi nel 2006. Il miglioramento delle informazioni per corretti stili di vita è una priorità perseguita sia dalle associazioni che dalle istituzioni (a riguardo è stato avviato dal Comune di Modena un programma sperimentale di prevenzione per l’utenza debole (minori e adulti stranieri) presso il Centro Territoriale Permanente.) “Quando il tuo medico non è in servizio puoi rivolgerti....” è il titolo di un opuscolo informativo sui servizi di continuità assistenziale (studi medici di MMG associati, guardia medica e pronto soccorso). Le informazioni sono state tradotte in 6 lingue : italiano, inglese, spagnolo, arabo, ucraino e turco e prodotti 5000 depliant diffusi grazie anche ai MMG e PLS. Importante in questo contesto di prevenzione è il ruolo svolto dalle associazioni di volontariato, di cui in particolare: Gli Amici del Cuore ha realizzato iniziative di prevenzione per le patologie cardiovascolari, (“Cuore vivo”, “Insieme per la tua salute”, “Cuore Sicuro”, Cuore Giovane”); la LILT ha realizzato corsi di educazione sanitaria nelle scuole medie e superiori, ha realizzato il progetto “Vivicosì – scegli la salute”, realizza corsi per aiutare a smettere di fumare; il Cestodiciliege realizza dal 2003 il villaggio della prevenzione dedicato alla prevenzione del tumore al seno, oltre che svolgere diverse azioni di supporto alle donne operate al seno; il CEIS: tra le altre azioni ha realizzato il progetto “positivo alla vita: aids ……….sfida al pregiudizio”. il CID: ha partecipato al programma con azioni di sensibilizzazione per la cura del dolore; l’ ANT: con il progetto per la prevenzione dei melanomi. Per gli operatori sanitari si citano alcuni interventi di formazione: • Prosecuzione dell'attività di coordinamento della prevenzione delle recidive a seguito di eventi ischemici coronarici e promozione della diffusione dell’uso della carta del rischio cardiovascolare anche attraverso un'attività di sollecitazione dei MMG, così come richiesto dalla Regione Emilia Romagna • Incontri di audit dei Nuclei Cure Primarie sulla promozione della salute, attraverso il miglioramento degli stili di vita (fumo, alimentazione) e prevenzione del rischio cardiovascolare, prevedendo la partecipazione dei referenti e dei medici dei Nuclei Cure Primarie ad incontri di audit formativi. 187 Obiettivo 3) promuovere interventi per migliorare la qualità dei servizi e consentire un equo accesso di tutti i cittadini ai servizi di diagnosi, cura e riabilitazione; Le azioni inserite in questo paragrafo sono finalizzate prevalentemente a migliorare e garantire l’accesso alle prestazioni sanitarie, oltre che tendere ad elevati standard qualitativi. Le azioni sono aggregabili in tre macro linee d’intervento: migliorare i percorsi d’accesso, sostenere interventi strutturali per migliorare la qualità delle prestazioni, sostenere e aumentare l’adesione agli screening. 1. MIGLIORARE I PERCORSI D’ACCESSO Si conferma la prosecuzione dell’attività del Punto Unico di Accesso in una prospettiva di attività connotata da forte integrazione e convergenza tra i servizi sociali e sanitari. Il PUA ha i seguenti compiti: – ricevere le segnalazioni di intervento dei servizi sanitari e sociali territoriali (medici di medicina generale e/o Assistenti sociali territoriali), dei reparti ospedalieri per le dimissioni protette; – effettuare una prima valutazione del caso, al fine di individuare il servizio appropriato per la gestione e la presa in carico; – gestione delle situazioni di emergenza socio-sanitaria che si verificano sul territorio; – gestione del progetto di dimissioni ospedaliere protette verso la RSA di riattivazione con una presa in carico diretta da parte dell'Assistente Sociale del PUA o attivando il Servizio Sociale di Base per le situazioni, da questo, già conosciute; – gestione del progetto di dimissioni ospedaliere protette verso il servizio di assistenza domiciliare integrato (ADI 1, 2, 3). Il PUA è composto da personale sanitario del Dipartimento Cure Primarie del Distretto 3 e personale sociale del Comune, al fine di garantire la necessaria integrazione degli interventi (addetti di segreteria, assistenti sociali, infermieri). Attività del PUA Anno 2004 Anno 2005 Anno 2006 Anno 2007 1.499 1.595 1.511 1.604 Valutati in Ospedale con Dim Protetta 900 865 947 1.058 Valutati a Domicilio 599 730 564 546 Totale Pazienti Valutati dal PUA di cui: Pazienti valutati in ospedale dal PUA Anno 2004 Anno 2005 Anno 2006 Anno 2007 Valutati per rientro a domicilio in ADI/NODO 424 417 537 574 Valutai per Inserimento in Struttura residenziale territoriale 476 448 410 484 In accordo con il Comune, si sta cercando di creare un sistema informativo integrato in modo da poter censire tutta la casistica socio-sanitaria anche in relazione alle nuove tipologie di utenti con patologie complesse e non guaribili emerse negli ultimi anni (pazienti gravissimi, SLA, dementi, ecc. ). Percorso d’accesso all’HOSPICE del Policlinico: l’Hospice del Policlinico si inserisce a pieno titolo nella Rete Provinciale dell’assistenza alle fasi terminali 188 della vita per patologia oncologica. Infatti l’Hospice , collocato nel Centro Oncoematologico del Policlinico, e afferente al Dipartimento di Oncologia e d Ematologia , è attivo per rispondere alle esigenze dei pazienti affetti da patologia oncoematologica nelle fasi di malattia in cui non sono indicati specifici trattamenti di tipo chemio-radioterapico, ma invece terapia di supporto, delle complicanze e dei sintomi della malattia. Si tratta di pazienti che normalmente sono già in carico all’assistenza domiciliare integrata (A.D.I. III), ma che per la complessità del caso o su richiesta dei familiari necessitano di un ricovero in una struttura adeguata. La complessità delle problematiche da affrontare rende necessario, all’interno della Struttura, un lavoro di équipe che contempla oltre alla figura del medico internista-palliativista e degli infermieri professionali la collaborazione di altri professionisti quali Medici di Famiglia, Psicologi, Operatori Sociali e non ultime le Associazioni di Volontariato. Compito principale di questi operatori è fornire ai pazienti nelle fasi avanzate di malattia il miglior supporto assistenziale in base alle loro esigenze ed a quelle dei loro familiari. Nella tabella seguente si evidenzia come l'attività dell'Hospice, effettuata sulla base di 10 posti letto, abbia registrato rispetto all'anno 2003, un consistente aumento per poi stabilizzarsi su un valore superiore ai 280 casi con una degenza media superiore ai 12,5 giorni. Ricoverati DO Attrazione Intraregione Attrazione Extraregione Degenza Media 2003 232 1% 3% 12,6 2004 256 2% 2% 11,1 2005 286 2% 4% 12,6 2006 297 1% 2% 12,4 2007 282 1% 1% 12.8 Osservazione Breve Oncoematologica L’Osservazione Breve Oncoematologica si occupa delle problematiche assistenziali dei pazienti oncologici dovute a manifestazioni cliniche secondarie alla malattia neoplastica, al suo trattamento o alla sua evoluzione. L’erogazione dell’attività assistenziale si articola in prestazioni svolte in regime ambulatoriale, di Day Hospital e nei casi in cui è indicato, in regime di ricovero ordinario. Tale attività ha il fine di costituire un centro unico di riferimento per i bisogni assistenziali urgenti di tipo internistico che insorgono nei pazienti seguiti dal Dipartimento. Questo ha il grande vantaggio di dare al paziente ed al suo medico, un riferimento costante per le esigenze che di volta in volta, si possono presentare, siano esse di ordine diagnostico iniziale o legate all’insorgenza di complicanze successive alla diagnosi, al trattamento o alla evoluzione della malattia oncologica stessa; inoltre ciò consente di mantenere una continuità assistenziale fondamentale per i pazienti con questa malattia. Tutti i pazienti, in cui il trattamento futuro sarà prevalentemente terapia di supporto, al momento della dimissione vengono valutati per la necessità di attivazione di assistenza domiciliare; tutti gli altri vengono affidati al medico oncologo ed ematologo di riferimento per il proseguimento dell’iter terapeutico o di follow-up. Parte della degenza ordinaria è inoltre dedicata al ricovero dei pazienti per terapie radianti programmate e a pazienti seguiti nell’ambito del Programma di Terapie Oncologiche Innovative. Osservazione Breve OncoEmatologica Ricoverati DO Attrazione Intraregione 2003 2004 2005 2006 2007 555 4% 517 3% 504 5% 536 2% 553 3% L’Osservazione Breve Oncoematologica , oltre ad una funzione intradipartimentale ha un ruolo fondamentale di rapporti e di integrazione con il territorio , finalizzata a mantenere il paziente quanto più tempo possibile nel suo normale ambiente di vita e limitando il ricovero solo quando necessario. A tal fine è stato istituito da tempo l’Ambulatorio di Affido Oncologico ove si rivolgono i pazienti prevalentemente già in carico al Dipartimento che , all’aggravarsi delle proprie condizioni cliniche trovano presso questo Ambulatorio specifico una risposta specifica e rispetto al Pronto Soccorso Generale ove prima si rivolgevano. I dati sotto esplicitati delineano i volumi di attività FUNZIONE di AFFIDO oncologico N. accessi N. affidati al NODO Anno 2006 Anno 2007 2.063 2.297 89 76 189 N. dimessi N. ricoverati Affidati DH ed ulteriori esami amb. Non rilevato % dimissione Funzione di Affido 634 399 560 254 76,0% 1.445 434 634 282 77,0% Tale modalità organizzativa è stata adottata anche presso la Struttura Complessa di Malattie dell’ Apparato Respiratorio . Il reparto è infatti dotato di un Ambulatorio di Affido pneumologico, la cui funzione è quella di trattare le urgenze pneumologiche filtrando laddove possibile il ricovero e gestire in regime ambulatoriale i casi di particolare complessità diagnostica. Il Numero di accessi , nel 2007, è stato pari a 2238 relativo ad un totale di 1323 casi trattati . Percorso neoplasia polmone Presso l’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Modena la Chirurgia Toracica ha individuato un Percorso Diagnostico-terapeutico multidisciplinare che consenta la gestione unitaria e integrata del paziente con tumore del polmone. Infatti la presenza presso il Policlinico, oltre alla Chirurgia Toracica, delle strutture complesse di Malattie dell’Apparato respiratorio, Oncologia, Radioterapia, Medicina Nucleare, oltre a tutti i Servizi di diagnostica strumentale e di laboratorio di supporto, consentono, grazie ad una metodologia di lavoro condivisa la presa in carico complessiva del paziente e l’erogazione di prestazioni appropriate in tempi adeguati alla sua situazione clinica. Alcuni elementi di dettaglio : • esiste una integrazione e collaborazione quotidiana con la Struttura complessa di Malattie respiratorie volta ad avviare il paziente con sospetto diagnostico ad una precoce identificazione e stadiazione della Neoplasia . • è approntato un protocollo di accertamenti da eseguire per poter stilare un giudizio di operabilità nei pazienti con neoplasia polmonare. Questo protocollo è stato reso noto ai Medici Specialisti degli Ospedali provinciali. L'insieme degli accertamenti proposti prevede una serie di esami endoscopici, radiografici e scintigrafici volti a stabilire il grado e l'estensione della patologia, unitamente a prove funzionali cardio-respiratorie che ci consentano di valutare il "perfomance status" del paziente. Questo protocollo permette di razionalizzare ed uniformare la metodologia diagnostica applicata ai pazienti candidati all'intervento toraco-chirurgico. Viene effettuata anche una corretta valutazione del rischio operatorio con l’equipe di Anestesia . • La gestione del paziente , superata la fase post-operatoria è condivisa con le equipes di Oncologia e Radioterapia per garantire un corretto follow-up . Percorsi prevenzione HIV Presso la Struttura Complessa di Malattie Infettive del Policlinico è attivo l’ AMBULATORIO di test & counseling Attivo dal lunedì al venerdì dalle ore 10.30 alle ore 11.30 e il sabato dalle 9.00 alle 10.00, l’ambulatorio è a libero accesso, con un massimo di 20 visite giornaliere. E’ situato al piano terra ingresso 22. Il servizio di supporto psicologico HIV è stato istituito si dai tempi dell’insorgenza dell’Infezione da HIV per far fronte alla richiesta del pubblico di ottenere risposte a quesiti sulla trasmissione dell’infezione e poter effettuare con rapidità l’esame di laboratorio per la sua dimostrazione (ricerca degli anticorpi specifici nel siero). L’accesso ambulatoriale non è regolamentato da una prenotazione, ma avviene in modo diretto, senza prescrizione da parte del medico di base. Durante la visita viene condotto un colloquio con l’utente al fine di evidenziare se vi siano stati rischi di esposizione al virus o per rispondere semplicemente ai suoi dubbi; nella maggior parte dei casi viene eseguito un prelievo ematico per la ricerca degli anticorpi anti-HIV. Il tutto avviene in modo anonimo e gratuito per il paziente. In un anno vengono eseguiti oltre 1000 prelievi. Viene effettuata, inoltre, la consegna del risultato del test per l’infezione da HIV e viene svolto un supporto psicologico per l’esito di tale esame, che comprende anche un’opera di informazione sull’epidemiologia delle infezioni a trasmissione parenterale e sessuale. Vi accedono anche gli utenti che hanno eseguito il test HIV su richiesta del medico di base, presso gli ambulatori di prelievo ematico dell’Azienda Policlinico, al fine di dare un’interpretazione corretta del risultato del test e per sensibilizzare i cittadini alla percezione personale del rischio. 190 Definizione dei percorsi d’accesso per diagnosi e cura del miocardio acuto: Nel corso del 2003 la Commissione Cardiologa-cardiochirurgica dell’Agenzia Sanitaria Regionale nell’ambito delle iniziative volte al trattamento dell’Infarto Miocardico Acuto ha definito il progetto PRIMARER. L’obiettivo era, dare nuovo impulso al processo di ridefinizione dei percorsi finalizzati al tempestivo accesso alle strutture in grado di diagnosticare e trattare i pazienti con infarto miocardico acuto. Poiché la possibilità di garantire un rapido trasporto al centro Hub (Cardiologia del Nuovo Ospedale Civile S Agostino estense e Policlinico di Modena) per l’esecuzione di un’angioplastica Coronarica Transluminale Per cutanea (PTCA), è diversa a seconda del luogo di insorgenza dell’evento acuto e della precocità della diagnosi, la rete provinciale dell’emergenza territoriale (centri spoke) costituita dalle postazioni del 118 (e del volontariato) diffuse sul territorio e dalle strutture sanitarie provinciali non dotate di emodinamica interventistica, è stata riorganizzata in considerazione dell’importanza della precocità di riconoscimento (diagnosi) della patologia acuta (vd. progetti di telemedicina finalizzati alla trasmissione a distanza dei tracciati ECG) e della necessità di ridurre i tempi di trattamento della stenosi responsabile del danno cardiaco. In rapporto alla distanza dal centro hub, della viabilità, si è deciso e concordato che la casistica (infarto miocardico acuto o STEMI) proveniente da distretti di Sassuolo, Carpi, Pavullo e di una parte di Modena afferisse al NOCSAE, mentre i distretti di Mirandola, Vignola (ed in parte Modena) afferissero alla Cardiologia dell’Azienda Ospedaliera Policlinico di Modena. Al tempo stesso, sono stati definiti e condivisi (tra le strutture e gli attori coinvolti) i protocolli clinicoPO55 Rev.1 – 2005 assistenziali e le strategie diagnostico-terapeutiche da adottare AREE DI AFFERENZE HUB PER IMA ALLEGATO 1_2 nei diversi contesti locali sulla base delle risorse disponibili e delle condizioni di accessibilità determinate dalla natura stessa CONCORDIA del territorio. MIRANDOLA NOVI DI MODENA Nel periodo gennaio 2003 – dicembre 2007 le PTCA primarie S. POSSIDONIO H S.FELICE FINALE E. (ovvero eseguite in corso di infarto miocardio acuto) eseguite CAVEZZO MEDOLLA PPI dalla equipe cardiologia del Prof. Zennaro (prima presso il S. CARPI S. PROSPERO Agostino e poi dalla seconda metà del 2005 presso Baggiovara) Area NW e SW CAMPOSANTO H Abitanti: 296.090 sono state 942. Nel corso del 2007 le coronarografice sono state SOLIERA BOMBORTO BASTIGLIA RAVARINO 1900, di queste 1007 sono state PTCA (di cui 208 primarie) con MODENA CAMPOGALLIANO NONANTOLA percentuale di successo pari al 92,56 %. Nello stesso 2007 la H 4 suddivisione per provenienza dei pazienti che sono giunti BAGGIOVARA 1 2 CASTELFRANCO E. all’attenzione della Cardiologia di Baggiovara ha visto 47 pazienti H 3 PPI FORMIGINE provenienti da Sassuolo, 59 da Carpi, 24 da Pavullo, 77 da S. CESARIO SP CASTELNUOVO R. FIORANO M. Modena e 1 (eccezionalmente) da Vignola. SPILAMBERTO Area NE e SE SASSUOLO MARANELLO H CASTELVETRO PRIGNANO MARANO SP SERRAMAZZONI H Abitanti: 343.523 VIGNOLA SAVIGNANO SP GUIGLIA POLINAGO PAVULLO PALAGANO MONTEFIORINO LAMA MOCOGNO POL H MONTECRETO SESTOLA FRASSINORO POL ZOCCA LEGENDA MONTESE H OSPEDALI SPOKE E RELATIVA AFFERENZA HUB-AOSP H OSPEDALI SPOKE E RELATIVA AFFERENZA HUB-BAGGIOVARA RIOLUNATO PIEVEPELAGO FIUMALBO FANANO PPI H OSPEDALI SEDI DI PRONTO SOCCORSO E ACCETTAZIONE PPI PUNTI DI PRIMO INTERVENTO POL SEDI DI POLIAMBULATORI 1 234 CIRCOSCRIZIONI COMUNE MODENA In figura è rappresentata la distribuzione geografica della distribuzione dei Centri HUB e SPOKE della provincia di Modena in merito al Trattamento dell’Infarto Miocardico acuto in riferimento al Progetto (PRIMA-RER); l’area in blu afferisce al Policlinico. Il Percorso è già attivo dal 2005 e con riferimento al 2007, dei 220 casi trattati presso la Cardiologia dell’Azienda OspedlaieroUniversitaria oltre il 50 % accede dal territorio provinciale secondo la distribuzione rappresentata. Tale trend è confermato anche dai rilievi relativi ai primi 4 mesi 2008 . Elemento qualificante del modello organizzativo adottato è il costante monitoraggio delle performance con particolare rilievo alle attività di audit effettuate tra il Centro Hub del Policlinico e i suoi centri Spoke . 191 2) SOSTENERE INTERVENTI STRUTTURALI PER MIGLIORARE LA QUALITÀ DELLE PRESTAZIONI Apertura dell’ospedale di Baggiovara. Nell’ambito del processo di riorganizzazione e integrazione dell’offerta ospedaliera, un ruolo fondamentale ha svolto l’avvio nel 2005 dei due nuovi Ospedali di Baggiovara e di Sassuolo che hanno consentito di ampliare la disponibilità di posti letto. L’ospedale S.Agostino Estense di Baggiovara è sede del Dipartimento di emergenza di 2° livello della provincia di Modena e per questo destinato all’accoglienza dei politraumi, e si caratterizza per le avanzate tecnologie biomediche, informatiche e di telecomunicazioni (per es. il sistema informativo PACS/RIS per la gestione delle immagini e delle attività radiologiche, il nuovo Sistema Informativo Ospedaliero, SIO, che consente di gestire diverse banche dati su un’unica piattaforma informatica) ma anche la progettazione di un modello di laboratorio provinciale unificato (BLU) ad elevata automazione, in grado di processare 8-10 milioni di esami all’anno. Da ultimo, ma non per importanza, l’elevato standard di comfort alberghiero per i pazienti ricoverati, assicurato dall’accoglienza in camere singole o doppie dotate di servizi igienici e letti in cui è installata una stazione multimediale per poter telefonare, vedere la televisione, vedere film a pagamento, ascoltare musica e navigare in internet. La riorganizzazione della rete ospedaliera provinciale ha aumentato il grado di autosufficienza dell’offerta ospedaliera di Modena. Tale effetto si rileva dal miglioramento registrato nel 2007 rispetto al 2005 dell’indice di dipendenza della popolazione residente dalle strutture provinciali (+0,5%) Avvio del progetto di collaborazione tra il Servizio di Reumatologia e 1 NCP al fine di aumentare le competenze professionali dei MMG. Promuovere la definizione di percorsi assistenziali integrati con alcune unità organizzative del Policlinico e del NOCSAE , in particolare per pazienti a rischio. Definire con le UU.OO del NOCSAE maggiormente interessate percorsi di ricovero protratto e consolidare i percorsi di dimissione ospedaliera. Realizzare e condividere con tutti i professionisti coinvolti nel percorso (MMG, Specialisti ospedalieri, del Policlinico e delle strutture convenzionate) una procedura relativa all'appropriatezza in endoscopia digestiva. Rete defibrillatori. Realizzazione di una rete di postazioni fisse e mobili di defibrillatori (22 fisse e 72 mobili e 400 persone formate all’uso dei defibrillatori). Realizzazione di una casa alloggio per i familiari di pazienti ricoverati al Policlinico. Tra le azioni di miglioramento dei servizi sanitari rientra il progetto di realizzazione di una casa alloggio per i familiari di pazienti ricoverati al Policlinico. I ricoveri registrati dall’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Modena nell’ultimo anno sono stati circa 47.000, 25% dei quali proviene da fuori della provincia di Modena. Scendendo più nel dettaglio, di questi il 60% proviene da fuori regione. Il progetto della casa di accoglienza si integra con quanto riportato nel Piano Sanitario Nazionale che richiama l'importanza di integrare le reti assistenziali regionali e nazionali predisponendo per i familiari un supporto psicologico e di aiuto concreto in un momento così delicato della loro vita. La nuova struttura sarà rivolta prioritariamente a famigliari di pazienti ricoverati nei reparti di pediatria, oncologia, chirurgia della mano e pazienti in attesa di trapianto, individuati in base al fabbisogno indicato dal Policlinico. Sarà possibile ospitare anche gli stessi pazienti che devono prepararsi ad un intervento con modalità day hospital o le persone dimesse che devono rimanere in città per successivi controlli. Nel 2008 è stata siglata un’intesa con l’Azienda Ospedaliera Universitaria Policlinico per la realizzazione della struttura, il progetto sarà parzialmente finanziato dalla Fondazione Cassa di Risparmio e dal Comune di Modena che coordinerà la realizzazione dell’opera. 3) AUMENTARE L’ADESIONE AGLI SCREENING Prevenzione del tumore della mammella. Il programma di screening mammografico è iniziato nel 1995, attualmente è in corso il sesto round. Al quinto round dello screening per la prevenzione del tumore della mammella hanno aderito il 78,9% delle donne a cui era stato fatto pervenire l’invito, ovvero 12.604 donne. 882 donne hanno invece partecipato spontaneamente all’iniziativa. In questo round sono stati diagnosticati 115 casi di neoplasia maligna e 30 casi di neoplasia benigna, con un rapporto B/M di 0,2. Lo screening per la prevenzione del tumore del collo dell’utero iniziato nel 1996, prevede l’invito a tutte le donne in età 25-65 anni ad eseguire il Pap-test ogni tre anni presso la sede dei consultorio familiare. E’in corso il IV round che terminerà il 31/12/2007. I dati del IV round saranno quindi disponibili nel 2008. Al 192 31/06/2007 l’allineamento al programma (n. donne invitate/donne da invitare) era oltre il 99% e l’adesione all’invito era pari al 60%. Lo screening per la prevenzione del tumore del colon-retto. In Emilia Romagna i tumori del colon-retto costituiscono la seconda causa di mortalità per tumore, sia negli uomini che nelle donne, e la seconda sede di insorgenza di nuovi tumori. Il suo sviluppo è quasi sempre preceduto dalla comparsa di lesioni benigne dell’intestino. Uno dei segni precoci della presenza di un polipo o di un tumore del colon retto è il sanguinamento che tuttavia non è visibile ad occhio nudo, per cui è richiesta la ricerca del sangue occulto nelle feci. La Regione Emilia Romagna ha messo in campo un nuovo programma mirato alla prevenzione e alla diagnosi precoce dei tumori del colon-retto. Il programma prevede, a tutte le persone di età compresa tra i 50 e i 69 anni, l’offerta gratuita di un test per la ricerca di sangue occulto nelle feci (FOBT con metodologia immunologica). Il programma, oltre al test di screening per la ricerca del sangue occulto nelle feci, da ripetere ogni due anni, prevede, nei casi di positività al test, la possibilità di eseguire una colonscopia. Questa indagine di approfondimento permette di identificare eventuali casi di malattia asintomatica e alterazioni che predispongono alla malattia, fornendo la possibilità di un tempestivo intervento terapeutico. Il test di screening, tutti gli eventuali successivi accertamenti diagnostici e le cure proposte nell'ambito del programma, sono gratuiti. Il programma prevede anche l’offerta attiva e sistemica di una colonscopia ai familiari di I° grado di persone affette da questo tipo di tumore e l’adozione di iniziative finalizzate ad estendere il ricorso alla colonscopia, a scopo diagnostico precoce e di prevenzione, nella fascia di età 70-74 anni. La popolazione bersaglio di questo primo round dello screening, per il distretto di Modena, è rappresentata da 44.990 unità. Al 31 maggio 2005 tutta la popolazione eligibile del distretto risulta invitata. Sono stati usati 10.000 depliant e sono state organizzate anche assemblee informative presso le circoscrizioni. Al 31 dicembre 2007 l’adesione complessiva è stata del 47,8 % , di circa un punto percentuale superiore a quella della provincia, l’adesione nelle donne è di due punti percentuali maggiore di quella degli uomini. La percentuale di esami positivi è del 6,6%, praticamente sovrapponibile a quella della provincia, negli uomini la percentuale di esami positivi è maggiori che nelle donne , 7,8% versus 5,6%. La stima delle lesioni individuate nel distretto di Modena in questo primo round di screening è di 635 , di cui 336 polipi ad alto rischio e 81 lesioni maligne. Copertura totale delle campagne di screening in provincia di Modena – Studio PASSI A livello provinciale l’87% delle donne intervistate nello studio PASSI di età compresa tra 25 e 64 anni ha riferito di aver effettuato almeno un Pap test preventivo (in assenza di segni o sintomi) nel corso degli ultimi tre anni, come raccomandato dalle linee guida, e l’89% di età tra i 50 e i 69 anni almeno una mammografia nel corso degli ultimi due anni, valori superiori a quelli regionali (rispettivamente 84% e 81%). Diverso invece per il colon-retto dove il 40% dei modenesi interpellati riferisce di essersi sottoposto a ricerca di sangue occulto nelle feci o a colonscopia a scopo preventivo rispetto al 53% della Regione Emilia-Romagna. Modena % 100 Regione E-R 80 60 40 20 0 Pap test 193 Mammo grafia Colon retto Dati relativi allo screening per la prevenzione del tumore del colon-retto Residenza Distretto Modena Provincia Residenza Distretto Modena Provincia Distretto Modena Provincia Popolazione screening bersaglio M F Tot 21054 23936 44990 78583 83715 162298 F 22995 75636 invitati al 31/12/07 M TOT 20313 43308 71489 147125 Esami positivi fobt+ (Al 31/12/2007) F M TOT 625 742 1367 2043 2573 4616 invitati al 15/05/2008 1° round copertura M F TOT M F TOT 23022 26076 49098 109,3 108,9 109,1 78925 83690 162615 100,4 100 100,2 F 11197 36664 aderenti M TOT 9486 20683 32354 69018 F 5,6 5,6 % fobt+ M 7,8 8 TOT 6,6 6,7 STIME LESIONI DIAGNOSTICATE di cui polipi ad lesioni alto rischio Distretto Modena 635 336 Provincia 2144 1136 Fonte: Sistema informativo screening colon-retto 194 di cui lesioni maligne diagnosticate 81 275 F 48,7 48,5 adesione % M TOT 46,7 47,8 45,3 46,9 Evoluzione del fenomeno 13 Lo stato di salute della popolazione modenese La provincia di Modena, si caratterizza per una elevata speranza di vita: 78,8 anni per gli uomini e 84 per le donne nel triennio 2004-2006, con valori superiori a quelli regionali e nazionali. Anche il trend è positivo: quattro anni e mezzo negli uomini e tre anni nelle donne in più rispetto al quinquennio 1988-1993. La speranza di vita a 65 anni risulta sostanzialmente coincidente con il valore regionale sia per gli uomini (18) che per le donne (21). Speranza di vita alla nascita in anni Speranza di vita alla nascita, provincia di Modena 90 85 80 75 Maschi Femmine 70 19971999 19982000 19992001 20002002 20012003 20022004 20032005 20042006 Mediamente in provincia di Modena nel periodo 2002-2006 sono deceduti 6.500 residenti per anno, nel 2006 i decessi sono stati 6.454, di cui 3.252 uomini (50,4%) e 3.202 donne (49,6%). Il trend temporale delle frequenze assolute mostra negli ultimi diciotto anni un andamento sostanzialmente stabile negli uomini ed in aumento fra le donne. I tassi standardizzati di mortalità, che non risentono dell'invecchiamento della popolazione, nel periodo 1998-2006 sono diminuiti per entrambi i sessi: da 1.280 a 988 per 100.000 abitanti nei maschi (-22,8%) e da 1.127 a 945 (-16,1%) nelle femmine, valori molto simili a quelli medi regionali. La riduzione della mortalità registrata nell'intero periodo è in gran parte imputabile alle classi di età medie e agli anziani fino a 80 anni circa. Anche i tassi di mortalità del distretto di Modena sono diminuiti nel corso degli anni. In particolare per i maschi si è passati da 1.210 morti ogni 100.000 persone nel 1988 a 822 nel 2006 e da 1049 a 750 per le femmine. Mortalità per tutte le cause,: tassi standardizzati* (x 100.000 ab). Anni 1988-2006. 2.000 2.000 Donne Uomini 1.500 1.500 1.000 1.000 500 500 Provincia Provincia Regione Distretto di Modena Regione Distretto di Modena 2006 2004 2002 2000 1998 1996 1994 1992 1988 2006 2004 2002 2000 1998 1996 1994 1992 1990 1988 13 1990 0 0 Fonti utilizzate per la descrizione dello stato di salute: Dati del Servizio Epidemiologia Ausl di Modena; PAT 2007 del Distretto di Modena ; Indagine PASSI – Ausl di Modena 2006-2007, Indagine sulle condizioni economiche della provincia di Modena 2006 – CAPP Università di Modena, Osservatorio Demografico Provincia di Modena, Registro Tumori della Provincia di Modena, Indagine “Stili di vita” – anno 2006 ricerca campionaria presso i cittadini di Modena e Carpi dai 15 agli 80 anni- a cura dell’Ufficio Ricerche e ufficio Politiche per la Salute, Gabinetto del Sindaco, Annuario Statistico – Comune di Modena 195 14 Una prima indicazione sulla morbilità ci viene data dallo studio PASSI da dove è possibile trarre alcune indicazioni per le principali patologie, così come vengono riferite dai pazienti. Prevalenza patologie croniche riferite (%) Distretto di Modena diabete 5,5 malattie respiratorie croniche 7,0 malattie cardiovascolari maggiori 4,0 % di intervistati che riferiscono di avere l'ipertensione 19,1 tumori (comprese leucemie e linfomi) 5,5 % di intervistati che riferiscono stato di salute buono/molto buono 67,3 Provincia di Modena 3,7 7,2 4,8 20,5 5,2 69,1 N.B. Patologie riferite su 100 intervistati (18-69 anni) Percentuali medie dello Studio PASSI 2005+2006+Sorveglianza PASSI 2007/Maggio 08 Per le cinque patologie oggetto del programma si cercherà di fare un quadro complessivo di ognuna presentando ove disponibili i dati per: • l’incidenza della patologia • la mortalità • la sopravvivenza • i ricoveri • le esenzioni 14 Un’indagine sui fattori comportamentali di rischio e per il monitoraggio dei programmi di prevenzione delle malattie croniche condotta in molte ASL italiane coordinata dal Centro nazionale di epidemiologia, sorveglianza e promozione della salute (Cnesps) dell’Istituto superiore di sanità (Iss). Il sistema PASSI per i campioni utilizzati fornisce stime su base provinciale. A scopo indicativo sono state effettuate stime del distretto di Modena cumulando i dati delle vari edizioni di PASSI. Ciò nonostante i numeri rimangono piccoli (N=199 interviste per il distretto di Modena), pertanto in tutti i confronti mostrati non ci sono differenze significative sul piano statistico tra distretto e provincia 196 Le neoplasie Incidenza L’incidenza delle neoplasie nel distretto di Modena è aumentata costantemente nei periodi di tempo considerati dal 1988 al 2005 (Tabella 1). Il confronto con la provincia evidenzia un andamento simile nel tempo con tassi mediamente più elevati per il distretto di Modena . Se si valutano i dati standardizzati per i singoli tipi di tumore si evidenzia che, nel confronto fra gli ultimi due intervalli temporali, 1997-2001 e 2002-2005, ci sono alcuni tumori in aumento, ad esempio, quello della prostata , del pancreas e del colon e contemporaneamente altri in diminuzione quali i tumori dello stomaco, della mammella , della laringe e del polmone: nelle donne a differenza degli uomini la neoplasia del polmone è in leggero aumento sia per incidenza che per mortalità . Complessivamente il tumore che negli ultimi anni ha mostrato un aumento di incidenza particolarmente spiccata, è quello della prostata anche in relazione ad una tendenza alla anticipazione diagnostica, che ha consentito un ulteriore aumento della sopravvivenza a cinque anni per questo tumore, già particolarmente “benigno”, che è arrivata al 95%. Sopravvivenza Per le patologie tumorali la sopravvivenza delle donne risulta, dal 1990-97 al 1998-2005, significativamente superiore per i tumori del colon , retto, fegato, e mammella . Per quanto riguarda la mammella l’ipotesi che il miglioramento sia stato determinato anche dall’attività di screening è più che accreditata dai dati di anticipazione della diagnosi. Anche per gli uomini si evidenziano differenze significative nella sopravvivenza per i tumori del colon, retto, fegato e prostata., miglioramenti non significativi sono presenti per i tumori del rene e della vescica. Mortalità Le neoplasie sono, tra le patologie prevalenti, la seconda causa di morte su tutta la popolazione e la prima causa di morte nella fascia d’età 45-74 anni. La mortalità per tutti i tumori è in generale in diminuzione. Nell’interpretazione dei trend bisogna tenere conto che i bassi numeri in gioco in ambito distrettuale provocano delle oscillazioni casuali dei tassi tra i vari anni (definita tecnicamente “instabilità dei tassi”). In particolare per quanto riguarda il tumore del polmone mostra una diminuzione consistente per gli uomini, mentre per le donne una tendenza una tendenza all’aumento legata alla diversa evoluzione dell’abitudine tabagica. Il tumore dello stomaco è in calo in entrambi i sessi, mentre quello del colon è tendenzialmente stabile negli ultimi anni stabile in entrambi i sessi. Anche per il tumore del retto e della mammella si osserva un trend in diminuzione. Ricoveri A fronte di un aumento dell’incidenza, della sopravvivenza e quindi anche della prevalenza della patologia tumorale nella popolazione residente, i dati relativi ai ricoveri evidenziano una loro diminuzione del 20%. La riduzione dei ricoveri è stata sicuramente a vantaggio anche dei cittadini che hanno potuto essere assistiti con modalità meno invasive e più vicine al loro ambiente di vita. In particolare, per i pazienti più gravi, l’assistenza domiciliare integrata ha consentito di affrontare la morte con maggiore serenità nell’ambiente famigliare. Esenzioni Le esenzioni per patologia sono passate dal 5.053 del 2003 a 5.158 del 2008. 197 Incidenza Tassi standardizzati di incidenza dei residenti nel Distretto e in Provincia di Modena TUMORI – Distretto 1988- 1992- 1997- 2002- Stomaco Colon Retto Fegato Pancreas Laringe Polmone Melanomi Mammella Prostata Vescica Tess. linfoematopoietico Totale senza carcinomi pelle 37,3 47,8 23,9 17,2 15,4 11,0 78,2 9,5 137,6 55,9 38,4 44,6 34,6 56,6 24,7 19,3 15,4 9,2 77,6 11,9 162,1 80,5 37,1 51,7 27,6 60,8 19,3 17,1 15,3 7,9 74,2 13,6 175,8 108,5 42,3 54,7 22,2 63,9 21,8 17,4 16,7 5,8 66,7 11,2 161,4 209,5 35,3 49,5 535,0 577,5 596,9 617,8 TUMORI – Provincia 1988- 1992- 1997- 2002- Stomaco Colon Retto Fegato Pancreas Laringe Polmone Melanomi Mammella Prostata Vescica Tess.linfoematopoietico Totale senza carcinomi pelle 42,3 42,8 23,6 14,9 15,3 10,8 74,5 7,5 120,0 55,5 35,9 44,9 36,7 47,5 21,4 16,9 14,9 8,3 73,0 10,1 136,1 72,6 34,7 48,5 32,6 55,0 18,7 15,0 14,5 7,9 69,1 11,3 165,8 102,7 37,7 49,9 26,5 57,9 21,6 16,3 17,6 7,1 66,9 10,6 159,5 176,6 36,6 46,8 512,3 529,0 564,5 600,5 Fonte: Registro Tumori di Modena 198 Sopravvivenza Sopravvivenza relativa a cinque anni dei principali tumori dei residenti nella provincia di Modena suddivisi per genere (in %) Tumore Colon 1990-1997 Uomini Donne 57 54 1998-2005 Uomini Donne 59* 62* Retto 51 46 61* 62* Fegato 9 6 11* 15* Mammella - 85 - 90* 78 - 95* - Prostata Polmone 11 13 10 15 Stomaco 26 30 26 28 Vescica 77 69 78 80 Rene 61 62 67 68 Utero (cervice) Utero (corpo) 67 - 69 82 - 84 Ovaio 41 36 *differenza statisticamente significativa - Brown Test (Brown CC, 1983) Fonte: Registro tumori della provincia di Modena edizione 2007 199 Mortalità Tassi standardizzati di mortalità dei residenti per principali patologie neoplastiche Tutti i tumori Tumore polmone Tumore stomaco 200 Tumore colon Tumore retto Tumore mammella 120 Provincia Regione Distretto di Modena Donne 90 60 30 2006 2004 2002 2000 1998 1996 1994 1992 1990 1988 0 201 Ricoveri Dimissioni per neoplasie dei residenti nel distretto di Modena suddivise per settore di ricovero Settore di ricovero Chirurgia Generale Chirurgia Toracica Cute mammella med+chirurgia pelle Emolinfo Gastroenterologia Ginecologia Neurologia+neurochirurgia Ortopedia Otorino Pneumologia RxChemio Urologia chir+nefrourologia medica Altri Totale complessivo Regime di ricovero Totale dimissioni ORDINARIO DAY-HOSPITAL Var Var Var 2004 2007 2007 2004 2007 2007 2004 2007 2007 /2004 /2004 /2004 565 595 5% 94 88 -6% 659 683 4% 62 62 3% 67 8% 64 3 101 57% 146 45% 134 223 66% 235 369 174 -48% 165 -5% 301 81 -73% 475 246 315 322 2% 40 37 -8% 355 359 1% 86 13 99 94 16 23% 110 9% 11% 108 78 -28% 25 15 -40% 133 93 -30% 88 62 -30% 124 34 -73% 212 96 -55% 59 1 60 32 -46% 2 100% 34 -43% 237 190 -20% 75 22 -71% 312 212 -32% 139 156 12% 1.746 941 -46% 1.885 1097 -42% 423 476 13% 34 57 68% 457 533 17% 40 8% 52 38% 43 84 62% 92 127 2.397 2423 1% 2.639 1603 -39% 5.036 4026 -20% Dimissioni dei residenti affetti da neoplasia maligna nel distretto di Modena suddivisi per regime di ricovero cfr (2002-2007) 2002 Uomini 1377 981 2358 Ordinario Day-hospital Totale dimissioni per neoplasie 2007 Donne 1141 1049 2190 Uomini 1259 798 2057 4548 Donne 1164 805 1969 4026 Dimissioni per neoplasie, distretto di Modena (anni 2002-2007) 1500 1000 Ordinario Day-hospital 500 0 Uomini Donne Uomini 2002 Donne 2007 202 Le malattie cardiovascolari Mortalità Le malattie cardiovascolari sono la prima causa di morte in entrambi i sessi , i tassi standardizzati di mortalità per il distretto e la provincia di Modena dal 2004 al 2006 evidenziano: • un trend in diminuzione per entrambi i sessi; • tassi distrettuali di mortalità mediamente più bassi di quelli provinciali, soprattutto per le patologie acute come l’infarto del miocardio; • le altre malattie del cuore mostrano nel lungo periodo nel complesso un trend oscillante soprattutto nei maschi e un leggero aumento nelle donne. Ricoveri Il numero assoluto di interventi cardiovascolari rispetto al 2004 è diminuito del 12%, con un aumento importante dei Day Hospital e una diminuzione del 18% dei ricoveri ordinari. Tuttavia analizzando i dati nel dettaglio si osserva come siano diminuiti i ricoveri senza un intervento, mentre siano aumentati le angioplastiche e gli interventi per i defibrillatori. Esenzioni In generale le esenzioni per le patologie cardiovascolari sono aumentate del 3% rispetto al 2003, con una diminuzione di quelle legate alle patologie ipertensive e un forte aumento di quelle legate all’ipercolesterolemia. 203 Mortalità Tassi standardizzati di mortalità dei residenti per patologie cardiovascolari Mortalità Cardiovascolare 800 Provincia Donne 1998 1996 1994 1992 1990 1988 2006 2005 2004 2003 2002 2001 2000 1999 1998 1997 1996 1995 0 1994 0 1993 200 1992 200 1991 400 1990 400 1989 600 1988 600 2006 Regione Distretto di Modena Distretto di Modena 2004 Uomini 2002 Provincia Regione 2000 800 Mortalità per Infarto Miocardio Acuto 240 2006 2004 1998 1996 1994 1988 2006 2005 2004 2003 2002 2001 2000 1999 1998 1997 1996 1995 0 1994 0 1993 60 1992 60 1991 120 1990 120 1989 180 1988 180 1992 Donne Regione Distretto di Modena 1990 Uomini 2002 Provincia Regione Distretto di Modena Provincia 2000 240 Mortalità per altre malattie ischemiche del cuore 200 200 Provincia Regione Distretto di Modena Distretto di Modena 204 2006 2004 2002 2000 1998 1996 1988 2006 2005 2004 2003 2002 2001 2000 1999 1998 1997 1996 1995 1994 1993 0 1992 0 1991 50 1990 50 1989 100 1994 150 100 1988 Regione 1992 150 Provincia Donne 1990 Uomini Ricoveri Cardiol medica PTCA-Angioplastiche Coronarografie Stripping vene Interv.Arterie amputaz PaceMakerdefibrillatore Cardiochirurgia Altri int.vasc Totale complessivo ORDINARIO Var 2004 2007 07/04 3.060 2.080 -32% 506 586 16% 402 345 -14% 32 19 -41% 231 266 153 190 205 206 129 159 4.718 3.851 DAY-HOSPITAL Var 2004 2007 07/04 158 267 69% 5 4 -20% 15 55 267% 309 357 16% 15% 1 1 0% 24% 0% 23% -18% 57 57 0% 41 586 50 791 22% 35% Totale 2004 2007 3.218 2.347 511 590 417 400 341 376 232 267 210 247 205 206 170 209 5.304 4.642 Var 07/04 -27% 15% -4% 10% 15% 18% 0% 23% -12% Dimissioni dei residenti affetti da cardiopatie nel distretto di Modena suddivisi per regime di ricovero (cfr. 2002-2007) 2002 2007 Uomini Donne Uomini Donne Ordinario 2919 2254 2239 1612 Day-hospital 222 277 381 410 3141 2531 2620 2022 Totale dimissioni per 5672 4.642 malattie cardiovascolari Dimissione dei residenti per patologie cardiache, distretto di Modena cfr. 2002-2007 3500 3000 2500 2000 1500 1000 500 0 Ordinario Day-hospital Uomini Donne 2002 Uomini Donne 2007 Esenzioni 2003 2008 12035 10.994 2979 3.664 Var % -9% 23% 2125 2.429 14% IPERCOL.FAM.OMOZIG.ETEROZ.PRIM.ETC. 476 972 M.ARTERIE,ARTERIOLE,CAPIL,VENE,VLIN 677 756 Totale 18292 18815 205 104% 12% 3% IPERTENSIONE ARTERIOSA AFFEZIONI DEL SISTEMA CIRCOLATORIO MALAT.CARDIACHE E DEL CIRCOLO POLM. Le malattie respiratorie Mortalità Le malattie respiratorie sono la terza causa di morte nella popolazione, i tassi standardizzati nel lungo periodo mostrano una diminuzione nei maschi e un andamento più oscillante nelle femmine. Ricoveri I ricoveri per le malattie sono diminuiti del 4%. La riduzione generale del numero dei ricoveri è molto probabilmente legata al maggior utilizzo del regime ambulatoriale e domiciliare. Esenzioni Le esenzioni per patologie respiratorie nel distretto risultano sostanzialmente stabili negli ultimi quattro anni . Mortalità: Apparato respiratorio 240 1998 1996 1994 1992 1988 2006 2005 2004 2003 2002 2001 2000 1999 1998 1997 1996 1995 1994 0 1993 0 1992 60 1991 60 1990 120 1989 120 1988 180 1990 Distretto di Modena 180 2006 Donne Regione 2004 Uomini 2002 Provincia Regione Distretto di Modena Provincia 2000 240 Ricoveri: Dimissioni dei residenti nel distretto di Modena affetti da patologie respiratorie per principali DRG (cfr. 2004-2007) Regime di ricovero ORDINARIO DRG DAY-HOSPITAL Totale dimissioni 2004 2007 Var 07/04 2004 2007 Var 07/04 2004 2007 Var 07/04 Edema polmonare e insufficenza respiratoria 500 654 31% 3 5 67% 503 659 31% Malattia polmonare cronica ostruttiva 316 216 -32% 14 12 -14% 330 228 -31% Neoplasie dell'apparato respiratorio 239 190 -21% 76 22 -71% 315 212 -33% Polmonite semplice e pleurite, età>17 con cc 182 203 12% 1 0 183 203 11% Infezioni e infiammazioni respiratorie, età>17 con cc 135 134 -1% 5 0 140 134 -4% Embolia polmonare 122 120 -2% 1 0 123 120 -2% Polmonite semplice e pleurite, età>17 no cc 106 94 -11% 1 0 107 94 -12% Interventi maggiori sul torace 92 92 0% 0 0 92 92 0% Diagn. relativa apparato respiratorio con respiraz.assist. 65 79 22% 0 1 65 80 23% Bronchite e asma, età>17 no cc 53 77 45% 7 2 -71% 60 79 32% Altro 486 400 -18% 40 38 -5% 526 438 -17% 2.296 2259 -2% 148 80 -46% 2.444 2339 -4% Totale 206 Dimissioni dei residenti affetti da malattie respiratorie nel distretto di Modena suddivisi per regime di ricovero (cfr. 2002-2007) 2002 Uomini 1279 134 1413 Ordinario Day-hospital Totale dimissioni per malattie dell’apparato respiratorio 2007 Donne 973 57 1030 Uomini 1214 47 1261 2443 Donne 1045 33 1078 2339 Dimissioni dei residenti affetti da malattie respiratorie Distretto di Modena (cfr.2002-2007) Ordinario 1400 Day-hospital 1200 1000 800 600 400 200 0 Uomini Donne Uomini 2002 Donne 2007 Esenzioni Malattie respiratorie ASMA INSUFFICIENZA RESPIRATORIA CRONICA 2003 425 254 207 febbraio 2008 689 266 15 TUBERCOLOSI (TB) A Modena è attivo un percorso di gestione della tubercolosi che realizza, attraverso sinergie tra Azienda USL e Policlinico, il “ Dispensario Funzionale” per la • Prevenzione • Sorveglianza dei casi a rischio • Cura ambulatoriale dei casi di TB in trattamento ambulatoriale dopo la dimissione dai reparti di Malattie Infettive e Pneumologia (quindi in fase non più contagiosa) Il percorso prevede la presa in carico dei soggetti a rischio al fine di effettuare uno screening di malattia attiva (diagnosi precoce) o infezione tubercolare latente. Sono considerati soggetti a rischio le persone venute a contatto stretto con individui affetti da TB bacillifera, gli immunodepressi (per patologie oncoematologiche, croniche , anziani degenti in strutture di riposo, tossicodipendenti) e gli immigrati recenti da paesi ad elevata prevalenza. Il percorso si articolar in una fase di indagine epidemiologica a cura dei servizi territoriali facenti capo al Dipartimento di prevenzione e successivo screening diagnostici con intradermoreazione (test cutaneo tubercolinico). Presso il Centro di riferimento ambulatoriale (Clinica di Malattie dell’Apparato Respiratorio) vengono eseguite le visite specialistiche, indagini radiologiche, esami bioumorali per la diagnosi di infezione latente, il trattamento delle eventuali forme attive e la gestione dei soggetti posti in chemioprofilassi antitubercolare. Segnaliamo infine il contributo dato alla ricerca di test diagnostici su sangue (articoli pubblicati su Lancet, American Journal of Respiratory and Critical Care Medicine) che fanno del centro un punto di riferimento nazionale. Come si nota, i numeri assoluti presentano modeste e non significative oscillazioni; di conseguenza anche le incidenze non variano in modo rilevante. PROVINCIA DI MODENA anno anno anno anno anno 2003 2004 2005 2006 2007 Andamento notifiche TB negli ultimi anni 98 63 79 82 80 Continua ad essere maggioritaria, fra i casi, la nazionalità straniera (nel 2007: 58 contro 22 italiani) ANNO 2007 : casi avviati a trattamento profilattico antiTB - totale accessi -casi positivi per LTBI* -trattamento consigliato - completata terapia - non completata terapia 380 108 79 45 34 (* infezione latente TB) 15 a cura del dott. Pietro Roversi 208 AIDS L’infezione da HIV pur continuando ad essere una patologia infettiva grave con possibilità di morte, negli ultimi anni è diminuita sia per incidenza , grazie agli interventi preventivi, che per mortalità, grazie a terapie antiretrovirali efficaci ad impedire la progressione della malattia e quindi la morte. Il distretto di Modena continua a presentare tassi di mortalità da HIV superiori a quelli provinciali. I dati della sopravvivenza mettono in evidenza un sostanziale aumento a 5 e 10 anni : sopravvivenza a 5 anni del 91% per coloro che hanno scoperto la malattia negli ultimi 5 anni e sopravvivenza del 77% a 10 anni per coloro che sono statti notificati nel periodo 1995-2001. Notifiche e casi Notifiche di infezione da HIV- residenti in provincia e nel distretto di Modena 1985-2006 1985-88 1989-91 1992-94 1995-97 1998-00 2001-03 2004-06 Prov Modena Distretto Modena 586 267 302 124 228 94 208 80 178 74 172 71 Casi di AIDS segnalati – residenti in provincia e nel distretto di Modena 1985-2006 1985-88 1989-91 1992-94 1995-97 1998-00 2001-03 Prov Modena 34 89 173 180 69 58 Distretto Modena 18 34 84 72 28 26 178 73 2004-06 55 24 Mortalità Tassi standardizzati di mortalità dei residenti nel Distretto di Modena per HIV - Anni 2004-2007 36 36 Provincia Uomini Donne Provincia Distretto di Modena Distretto di Modena 27 27 18 18 9 9 0 0 1988-1992 1993-1997 1998-2002 2003-2007 1988-1992 Decessi AIDS dei residenti in provincia e nel distretto di Modena 1988-1992 1993-1997 1998-2002 Prov Modena 98 257 58 Distretto Modena 38 104 22 209 1993-1997 2003-2007 56 27 1998-2002 2003-2007 Sopravvivenza Sopravvivenza al tempo t (in anni) per i casi di HIV notificati - Residenti nel Distretto di Modena 1985-1994 5 77% Anni 10 57% 1995-2001 88% 77% Periodi di notifica 2002-2006 91% NB. I dati a 10 e 20 anni per gli ultimi due periodi non sono ancora calcolabili 20 42% - Ricoveri Dimissioni per HIV/AIDS dei residenti nel distretto di Modena Ordinario Maschi Femmine Totale 2004 30 31 61 2007 26 21 47 DH Var 07/04 -13% -32% -23% 2004 19 10 29 2007 6 4 10 210 Totale Var 07/04 -68% -60% -66% 2004 49 41 90 2007 32 25 57 Var 07/04 -35% -39% -37% Patologie rare Sono definite "malattie rare" quelle patologie che interessano meno di una persona ogni 2 mila. Proprio in ragione della loro rarità rappresentano un problema molto rilevante per gli ammalati e i loro familiari: per avere informazioni e riferimenti per la diagnosi e la cura, per sapere a chi rivolgersi. Le patologie rare identificate a livello nazionale sono inserite in un elenco che ne prevede circa 600, raggruppate in 400 gruppi. La Regione Emilia-Romagna ha previsto la possibilità di integrare questo elenco con altre patologie - le più rare di tutte e pertanto quelle che per la loro stessa natura mettono in maggiore difficoltà i malati non considerate a livello nazionale. In Emilia-Romagna ci sono 18 presidi ospedalieri (con Unità operative specifiche) che sono collegate alle rete assistenziale nazionale per le malattie rare. Gli specialisti ospedalieri certificano lo stato di patologia rara. Nell´ambito della rete di assistenza per le malattie rare, la Regione ha realizzato la rete dei servizi per l´emofilia e le malattie emorragiche congenite (difetti ereditari della coagulazione del sangue) e la rete dei servizi di genetica medica. E´ stato inoltre realizzato un registro regionale per le malattie emorragiche congenite, curato dal Centro di riferimento regionale di Parma, quale strumento di informazione e di scambio. La normativa nazionale prevede per le malattie rare l´esenzione dal pagamento di ticket per gli accertamenti necessari alla diagnosi e per tutte le prestazioni previste nel piano terapeutico. In Emilia-Romagna l´esenzione è prevista anche per accertamenti e cure talmente specialistici e rari da non essere stati inseriti nell´elenco delle prestazioni erogabili dal Servizio sanitario nazionale. Dal 2007 è stato avviato il Registro Regionale per le Malattie Rare che permetterà di avere una maggiore disponibilità di dati epidemiologici delle stesse. Ricoveri Dai dati dei ricoveri , che sono tendenzialmente in aumento, in controtendenza rispetto a tutte le altre patologie si potrebbe desumere che le patologie rare siano in aumento, tuttavia non sappiamo se aumenta il numero di soggetti con malattie rare diagnosticate ogni anno o se aumenta il numero di soggetti con patologie rare nella popolazione perché aumenta l’aspettativa di vita. In particolare sembrerebbero in aumento le patologie neurologiche . Negli ultimi anni nel distretto nell’ambito dei percorsi assistenziali integrati si è individuato il percorso SLA, come un percorso da presidiare in integrazione con tutta la rete dei servizi socio sanitari coinvolti con l’obiettivo della continuità della cura e del miglioramento dell’assistenza soprattutto al domicilio. MAL. SISTEMA NERVOSO MAL. GHIAND. ENDOCRINE MALFORMAZIONI CONGENITE MAL. SANGUE E ORG. EMATOP. MAL. APP. DIGERENTE ALTRE CONDIZ. MORB. PERINATALI MAL. OSTEOM. E TESS. CONNETTIVO MAL. SIST. CIRCOLATORIO MAL. PELLE E SOTTOCUTANEO STATI MORBOSI MAL DEFINITI MAL. APP. GENITO URINARIO TUMORI DISTURBI PSICHICI MALATTIE INFETTIVE Totale 2004 2005 2006 2007 Var 07/04 277 205 134 161 82 52 34 23 19 11 12 11 300 186 120 132 63 41 42 25 22 6 10 9 519 170 148 143 65 53 28 23 18 8 9 13 87% -17% 10% -11% -21% 2% -18% 0% -5% -27% -25% 18% 1.021 4 960 354 205 133 126 72 47 31 26 20 10 6 5 2 1 1.038 2 1.199 17% 211 16 L’AZIENDA USL DI MODENA Ponendosi in logica di continuità con il passato, le linee strategiche future non possono prescindere dagli elementi di novità legati da un lato al processo di trasformazione della rete ospedaliera provinciale iniziato con l’avvio dei due nuovi ospedali e dall’altro alle indicazioni in tema di assetto e di programmazione sanitaria introdotte dal Piano Sociale e Sanitario della Regione Emilia Romagna 2008-2010. I due nuovi ospedali (Nuovo Ospedale Civile S. Agostino-Estense di Modena e il Nuovo Ospedale Civile di Sassuolo), attivati nel corso del 2005, sono chiamati entro il 2008 a raggiungere il loro assetto definitivo, acquisendo quella funzione catalizzatrice dell’evoluzione verso una rete integrata di ospedali distribuiti sul territorio che ha rappresentato la sfida programmatoria di fine anni ’90. Nel prossimo triennio, infatti, dovrà completarsi la definizione delle mission produttive delle diverse strutture che costituiscono la rete provinciale e, soprattutto, si dovrà dare piena operatività alle soluzioni di adattamento e consolidamento del network individuando in maniera adeguata e puntuale ruoli e responsabilità dei diversi nodi della rete.. L’integrazione ospedale-territorio ha allargato i propri confini ed è entrata in una dimensione più ampia che pone in stretta connessione fra loro l’offerta sociale e quella sanitaria: gli stessi Assessorati Regionale e Provinciale alla Sanità, hanno assunto una denominazione che amplia il loro raggio d’azione alle politiche sociali, affermando, anche in questo modo, l’inscindibilità dei due momenti. Tale indirizzo è stato confermato dal nuovo Piano Sociale e Sanitario regionale. In questa prospettiva assume particolare rilievo la costituzione di un fondo regionale per la non autosufficienza, che contribuirà a definire con maggiore puntualità obiettivi, competenze e responsabilità in materia. Il nuovo ruolo di governo prefigurato dalla legislazione regionale per i Distretti non si limita ad innalzarne la funzione, ma ne sancisce una forte evoluzione, rendendoli elemento imprescindibile del processo di integrazione socio-sanitaria. Venendo agli spetti economico-finanziari, dopo un lungo periodo di pareggio e di equilibrio di bilancio, la gestione economico-finanziaria registra un disavanzo costi/ricavi da ricondurre prevalentemente al sottofinanziamento del SSN (o, più in generale, di alcune voci di grande rilevanza, quali i rinnovi dei CCNL o delle Convenzioni nazionali, l’ampliamento della dotazione organica) e all’avvio delle nuove strutture ospedaliere. Ciò esige da un lato il governo rigoroso ed efficiente delle risorse che rappresenta un imprescindibile vincolo nella gestione della singole macroarticolazioni finalizzata al conseguimento degli obiettivi di sistema e, dall’altro, il continuo impegno finalizzato al puntuale perseguimento degli obiettivi previsti dal piano delle azioni interaziendale. Le indicazioni emerse con la “Direttiva alle Aziende Sanitarie per l’adozione dell’Atto Aziendale” approvato con DGR n. 86 del 30 gennaio 2006 indurranno cambiamenti significativi nell’impianto aziendale che si è consolidato in questi anni. Ciò richiederà un rinnovato impegno nella definizione degli assetti e dei modelli organizzativi e, al tempo stesso, una mutata partecipazione delle componenti aziendali al loro consolidamento). Si rafforza la necessità di mettere a punto un sistema di rendicontazione strutturato, affinché le Aziende possano assumere ed esercitare pienamente quella funzione di responsabilità sociale propria del ruolo che rivestono. Per effetto del processo di trasformazione del welfare regionale i principi ed i valori che hanno fino ad oggi guidato la programmazione sanitaria, sono ora integrati da quelli intrinsecamente connessi all’evoluzione ed all’innovazione che contraddistingueranno il sistema sanitario regionale e provinciale. La nuova legge regionale delinea infatti una prospettiva in cui il sistema sanitario sviluppa pienamente le sue prerogative di strumento di protezione sociale, integrando fortemente gli interventi socio-sanitari e sviluppando ulteriormente le forme di partecipazione degli Enti Locali alla programmazione sanitaria ed al governo del sistema. Dunque un nuovo e più ampio ruolo degli Enti locali nella relazioni con la Regione e con le aziende sanitarie per quanto attiene ai poteri in materia di nomina, verifica e revoca dei direttori Generali, partecipazione alla definizione dei piani attuativi locali, sviluppo di strategie e interventi volti alla promozione della salute e alla prevenzione, partecipazione dei Consigli Comunali e provinciali alle più significative attività della Conferenze territoriali sociali e sanitaria (LR2/2003) competenze della Conferenza e del Comitato di Distretto nell’individuazione dei distretti localizzazione delle strutture, programmazione delle attività. Oltre al rinnovato ruolo degli Enti locali, acquisisce, poi, rilevanza la posizione del cittadino utente, titolare del diritto alla salute, al quale l’ordinamento regionale riconosce un ruolo attivo di partecipazione alla definizione delle prestazioni , dell’organizzazione dei servizi e della loro valutazione. Il rinnovato ruolo dei cittadini e degli operatori, attraverso la valorizzazione della loro funzione e delle loro competenze, conferma la validità del processo di aziendalizzazione, ma delinea, al tempo stesso, Aziende con caratteristiche diverse da quelle 16 A cura di Silvana Borsari e Massimo Brunetti 212 del 1994, quanto ad autonomia di mezzi e responsabilità dei fini, collaborazione con professionisti ed operatori nella definizione delle strategie aziendali e nell’organizzazione dei servizi, ruolo di indirizzo e valutazione sui risultati di salute esercitato dagli Enti Locali. L’organizzazione è pertanto chiamata a garantire trasparenza nei confronti dei cittadini, degli utenti e delle loro rappresentanze organizzate. La struttura dell’offerta provinciale L’Azienda Sanitaria di Modena è territorialmente articolata nei seguenti sette distretti: Mirandola, Carpi, Modena, Castelfranco Emilia, Sassuolo, Vignola e Pavullo. Essi hanno la finalità di soddisfare la domanda di assistenza primaria della comunità locale, tramite l’integrazione dei servizi territoriali e in sinergia con gli ospedali del contesto territoriale di riferimento e i servizi sociali dei Comuni. Nell’ambito di ciascun distretto è presente un dipartimento o unità operativa di Cure Primarie che assicura l’erogazione delle prestazioni (allo stato attuale esiste un solo dipartimento presso i distretti di Modena e Castelfranco Emilia e cinque unità operative presso i restanti distretti). L’articolazione organizzativa dell’Azienda è di tipo dipartimentale. Il Dipartimento di Salute Mentale è la struttura aziendale che si occupa della prevenzione, diagnosi e cura dei disturbi mentali, mentre il Dipartimento di Sanità Pubblica si occupa della prevenzione collettiva per la tutela della salute in ambienti di vita e di lavoro e del benessere degli animali. L’Azienda Sanitaria di Modena estende la propria competenza all’intero territorio provinciale e comprende sette ospedali ubicati nei Comuni di Mirandola, Finale Emilia, Carpi, Modena, Castelfranco Emilia, Vignola e Pavullo. Vi è inoltre un ottavo ospedale situato nel Comune di Sassuolo, che rappresenta una sperimentazione gestionale mista pubblico-privato, avente origine dalla fusione del vecchio Ospedale Civile con la casa di cura Villa Fiorita. La funzione di governo integrato del sistema ospedaliero provinciale pubblico viene svolta dal Presidio Ospedaliero provinciale, che, riunendo sotto il proprio coordinamento gli stabilimenti ospedalieri dell’Azienda, opera come network dell’offerta ospedaliera al servizio di comunità più ampie del contesto locale. Il Presidio Ospedaliero è organizzato in Dipartimenti, che sono responsabili del governo clinico delle unità operative afferenti. L’offerta ospedaliera provinciale, organizzata su modello a rete, prevede una forte integrazione funzionale con l’ospedale dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Modena ed è arricchita dal contributo di cinque ospedali privati accreditati (Case di Cura Fogliani, Villa Igea, Villa Rosa, Villa Pineta e Hesperia Hospital). Indice di dipendenza della popolazione residente dalle strutture ospedaliere - regime ordinario e day hospital (2005-2007) 52,4 6,2 28,0 6,6 1,8 5,1 52,8 6,3 27,0 6,7 1,7 5,5 30,1 7,0 1,8 5,2 2007 2006 49,2 6,6 2005 0% 10% 20% MO pubblico INFRA RER pubblico 30% 40% 50% 60% MO privato INFRA RER privato 70% 80% 90% 100% AZIENDA OSP. MODENA EXTRA RER Inoltre, il grado di autosufficienza della rete ospedaliera della provincia di Modena è il più alto a livello regionale. In altri termini, la popolazione modenese si rivolge alle proprie strutture provinciali nella misura di oltre l’86%, cosicché Modena nel 2007 si classifica al primo posto nel panorama regionale, superando anche Bologna che nel 2006 deteneva il valore più alto. 213 Indice di dipendenza della popolazione residente dalle strutture ospedaliere per le province della Regione (anno 2007) 88,0 86,5 85,0 83,5 82,0 80,5 79,0 77,5 76,0 74,5 73,0 71,5 70,0 Pc Pr Re Mo Bo Imola Fe Ra Fo Ce Rn Un altro indicatore rappresentativo degli effetti positivi derivati dal riassetto della rete ospedaliera è l’indice di dipendenza delle strutture ospedaliere provinciali dalla popolazione delle Aziende USL. Nel 2007 il grado di attrazione nei confronti degli ospedali di Modena sia aumentato per i residenti presso altre aziende sanitarie della regione del 2,8% e per la popolazione di altre Regioni o residente all’estero in misura pari al 4,2%. Nella figura che segue viene sinteticamente riportato il dato della spesa ospedaliera, distrettuale e specialistica dell’Azienda USL di Modena. E’ possibile osservare che come il forte aumento del 50% della spesa per visite ed esami, decisamente superiore rispetto alle altre due voci di spesa. Andamento della spesa sanitaria nella ASL di Modena Numeri indice Anno 2002 = 100 160 Attività specialistica ambulatoriale Numero indice 150 140 Assistenza distrettuale 130 120 Assistenza ospedaliera 110 100 2002 2003 2004 2005 2006 NB: L’attività specialistica ambulatoriale è compresa in parte nell’assistenza ospedaliera e in parte in quella distrettuale. Si ipotizza quindi un minor incremento delle ultime due voci di spesa scorporando il dato della specialistica ambulatoriale. 214 La struttura dell’offerta nel Distretto di Modena L’assistenza ospedaliera nel Distretto di Modena Nel 2007 i cittadini del distretto di Modena, le dimissioni da strutture ospedaliere, pubbliche e private, che riguardavano persone residenti nel Distretto di Modena sono state 32.949, con una diminuzione del 9% rispetto al 2002. Il tasso di ospedalizzazione si è avvicinato al dato medio provinciale. L’incremento della spesa del 17% è legato all’aumento dei costi dell’assistenza ospedaliera e alla conseguente revisione delle tariffe. Tale incremento è comunque inferiore a quello medio aziendale del 22%. Nel 2007 la principale Categoria Diagnostica Maggiore (MCD) di dimissioni, da strutture ospedaliere, riguardanti residenti del Distretto di Modena è quella delle malattie dell’apparato cardiocircolatorio, così come avviene in tutti i distretti dell’azienda. Ricoveri dei pazienti residenti nel distretto sanitario di Modena Oneri SSN - Anni 2002-2007 Numero Produttore 2002 2007 Var % NOCSE 7.640 6.801 -11% Altri nosocomi 1.926 2.887 50% Totale AUSL 9.566 9.688 1% Modena Policlinico Modena 19.378 17.126 -12% Privati Modenesi 3.326 2.260 -32% TOTALE Modena 32.270 29.074 -10% Regione Emilia Romagna EXTRA Emilia-Romagna Totale dimessi 2.144 1.883 36.297 2.130 1.745 32.949 -1% -7% -9% Dimissioni per residenza Residenza 2005 Ordinari DH Distretto di Modena 24.596 7.667 Totale 2006 Ordinari DH 32.263 23.836 7.423 Totale 2007 Ordinari DH Totale 31.259 23.944 7.794 31.738 87.480 30.02 3 117.50 3 2007 DH Totale 133,1 43,3 176,4 129,1 44,3 173,4 29.27 115.84 29.63 115.76 86.129 4 1 1 0 Tasso grezzo di ospedalizzazione (x 1.000 residenti) 2005 2006 Residenza Ordinari DH Totale Ordinari DH Totale Distretto di 136,3 42,5 178,8 132,4 41,2 173,6 Modena Provincia 130,1 44,0 174,1 128,5 44,2 172,8 Provincia 86.567 Ordinari Fonte: Banca dati SDO, Regione Emilia-Romagna e mobilità passiva extraregionale. Elaborazione del 8/07/2008 Nota: per il calcolo delle dimissioni totali sono stati esclusi i neonati sani, e sono stati considerati tutti gli oneri di degenza del Sistema Sanitario Nazionale, compresa la libera professione intra-muraria. 215 Valorizzazione economica della degenza ospedaliera negli anni 2002 - 2007 in base al distretto sanitario dei residenti in provincia di Modena. Tariffa DRG in vigore e oneri SSN Valorizzazione economica Distretto di % sul % sul Variazione residenza % 07/02 2002 totale 2007 totale Carpi 43.199.683 14% 51.752.434 13% 20% Castelfranco 26.977.075 9% 37.157.165 10% 38% Mirandola 37.485.995 12% 46.781.648 12% 25% Modena 97.652.195 31% 114.583.540 30% 17% Pavullo 21.473.687 7% 24.473.969 6% 14% Sassuolo 50.978.474 16% 63.405.397 17% 24% Vignola 37.355.903 12% 47.071.182 12% 26% Totale 315.123.013 100% 385.225.335 100% 22% Dimissioni pazienti residenti a Modena - Anno 2007 Categorie Diagnostiche Principali APP. CARDIOCIRCOLATORIO 1 2 APP. MUSCOLOSCHELETR., TESS. CONNETTIVO 3 APP. DIGERENTE 4 GRAVIDANZA, PARTO E PUERPERIO 5 APP. RESPIRATORIO 6 SISTEMA NERVOSO 7 RENE E VIE URINARIE MIELOPROLIFER. E NEOPLASIE SCARSAM. 8 DIFFERENZIATE 9 PELLE, TESSUTO SOTTOCUTANEO, MAMMELLA 10 APP. RIPRODUTTIVO FEMMINILE 11 ORECCHIO NASO BOCCA E GOLA 12 FEGATO, VIE BILIARI E PANCREAS 13 OCCHIO 14 MALATTIE E DISTURBI MENTALI 15 ENDOCRINI METABOLICI NUTRIZIONALI TOTALE Escluse schede neonatologiche e neonati sani 216 Dimessi 4.523 4.484 2.813 2.688 2.239 2.096 1.694 1.590 1.312 1.131 1.060 1.027 999 864 717 31.619 La continuità assistenziale nel Distretto di Modena La continuità assistenziale, alla popolazione del Distretto di Modena, è garantita attraverso: − il Servizio di Continuità Assistenziale; (guardia medica) − l’Ambulatorio dei codici bianchi, dislocato presso il Pronto Soccorso dell’Azienda Ospedaliera Policlinico di Modena; − l’Ambulatorio di Continuità Assistenziale gestito da MMG, aderenti alla Cooperativa MDF e, da dicembre nel 2006, alla Cooperativa MeMo3. Il Servizio di Continuità Assistenziale è attivo durante le ore notturne dei giorni feriali e nei giorni prefestivi e festivi. Si accede al servizio chiamando un numero telefonico e un Infermiere Professionale fa una prima valutazione (triage) e contatta un medico di continuità assistenziale di turno, per un consulto telefonico o una visita domiciliare. L’Ambulatorio dei codici bianchi è un ambulatorio ad accesso diretto dislocato presso il Pronto Soccorso dell’Azienda Policlinico di Modena. Questo servizio è attivo 4 ore tutte le notti dei giorni feriali, 14 ore nei giorni pre-festivi e 16 ore nei giorni festivi. Altra possibilità, è l’ambulatorio di continuità assistenziale gestito da MMG, aderenti alle cooperative MDF e MeMo3. Attualmente, al progetto aderiscono 101 MMG. Gli ambulatori sono attivi dalle 10:00 alle 19:00 del sabato e prefestivi, e dalle 9:30 alle 19:00 di domenica e festivi. Nel 2006, il Servizio di Continuità Assistenziale (prefestivo, festivo, notturno) ha effettuato un totale di 15.651 prestazioni, un 3% in meno rispetto all’anno precedente. Si osserva inoltre, rispetto al 2006, un aumento dei consigli telefonici (0,7%) e una diminuzione delle visite domiciliari (-12,1%) . Per quanto riguarda la Coop MDF si evidenzia un aumento degli accessi costante nel tempo, e ancora maggiore è l’aumento dei Codici Bianchi presso l’ambulatorio di C.A. del Policlinico. AMBULATORIO CODICI BIANCHI PRONTO SOCCORSO POLICLINICO MESE DATI DI ATTIVITA' DAL 01/01/2007 AL 31/12/2007 NUMERO ACCESSI NUMERO ACCESSI NUMERO ACCESSI ORE 8-14 ORE 14-20 ORE 20-24 GENNAIO FEBBRAIO MARZO APRILE MAGGIO GIUGNO LUGLIO AGOSTO SETTEMBRE OTTOBRE NOVEMBRE DICEMBRE TOTALE 284 213 237 399 248 255 239 262 245 190 219 418 3209 326 262 303 387 238 271 192 248 239 212 237 370 3285 Interventi del Medico di Guardia nel distretto di Modena 2007 Consiglio Telefonico Visita Domiciliare Attivata Emergenza Richiesta non idonea Totale Guardia Medica Modena 12.830 3.227 191 29 16.277 217 537 557 585 674 723 679 673 543 617 590 513 582 7273 TOTALE 1147 1032 1125 1460 1209 1205 1104 1053 1101 992 969 1370 13767 Progetto continuità assistenziale Coop. MDF Visite effettuate anno 2007 GENNAIO 488 FEBBRAIO 399 MARZO 388 APRILE 590 MAGGIO 380 GIUGNO 413 LUGLIO 311 AGOSTO 332 SETTEMBRE 424 OTTOBRE 329 NOVEMBRE 250 DICEMBRE 818 TOTALE 5122 Progetto continuità assistenziale Coop. MDF Visite effettuate anno 2007- classi di età CLASSE ETA’ N. % 0-6 97 1.89% 7-14 190 3.71% 15-44 2156 42.09% 45-64 1565 30.55% 64-74 597 11.66% >75 508 9.92% Non nota 9 0.18% TOTALE 5122 100% Progetto continuità assistenziale Coop. Memo3 Visite effettuate anno 2007 GENNAIO 118 FEBBRAIO 202 MARZO 222 APRILE 324 MAGGIO 236 GIUGNO 214 LUGLIO 203 AGOSTO 208 SETTEMBRE 259 OTTOBRE 229 NOVEMBRE 219 DICEMBRE 503 TOTALE 2937 Progetto continuità assistenziale Coop. Memo3 Visite effettuate anno 2007- classi di età CLASSE ETA’ N. % 0-6 33 1% 7-14 92 3% 15-44 1027 35% 45-64 865 29% 64-74 488 17% >75 382 13% Non nota 50 2% TOTALE 2937 100% Numero prestazioni eseguite dal Servizio di continuità Assistenziale: anni 2004-2007 20000 17139 15000 16113 12377 10000 15651 13488 16277 13767 4691 5122 2937 9089 5000 2795 3435 0 2004 2005 2006 2007 n. prestazioni Servizio di continuità assistenziale n. visite eseguite dall'amb. MDF n.accessi C.A. Policlinico Modena n. visite eseguite dall'amb. MeMO3 218 Dimissioni protette Una sempre maggiore attenzione è stata dedicata all’integrazione dei servizi ospedalieri, fra loro e con il territorio, perfezionando la chiusura del circuito assistenziale fra degenza ospedaliera ordinaria, degenza diurna ed assistenza domiciliare. A testimonianza di quanto sopra, le dimissioni protette, elemento di unione e di continuità fra l’assistenza ospedaliera e quella territoriale, sono passate dalle 2.694 del 2004 alle 3.096 del 2005 ( + 15%) fino alle 3.139 del 2006 (ulteriore 1,5%). Nel 2007 l'andamento si è confermato, infatti le dimissioni protette sono salite a 3.396 (+8,2%). Inoltre, si sono consolidati gli aspetti organizzativi basati su modalità di lavoro integrato fra i Servizi (Dipartimento/Unità di Cure Primarie, Ospedale e Servizi Sociali dei Comuni), coinvolgimento delle varie professionalità e condivisione dei protocolli operativi, unica sede organizzativa distrettuale. Dimissioni ospedaliere protette anno 2007 suddivise per tipologia e per Distretto Tipologia di dimissione protetta Carpi Mirandol Modena a Sassuol o Pavullo Vignola Castelfr anco Totale azienda Sanitaria con attivazione ADI 367 243 574 124 131 87 136 1662 Socio – sanitaria c/o strutture extraospedaliere 178 238 484 266 296 182 90 1734 Totale 545 481 1058 390 427 269 226 3396 L’assistenza Domiciliare rappresenta un esempio di assistenza sanitaria e socio-sanitaria multidisciplinare che opera al domicilio del malato, ponendosi, in molti casi, come l’alternativa possibile all’ospedalizzazione. Un’ampia tipologia di pazienti, affetti da gravi malattie, sovente in fase terminale, trova nell’Assistenza Domiciliare risposte di cura e sostegno anche di tipo psicologico, insieme alle loro famiglie. Nel Distretto di Modena ha sede in V.le Vittorio Veneto presso ex ospedale Estense. I pazienti in ADI e in NODO sono seguiti dal MMG e dall’infermiere in un progetto assistenziale integrato, i pazienti in ADP sono seguiti, salvo rare eccezioni, solo dal MMG. I pazienti in carico all’Assistenza Infermieristica domiciliare possono anche essere seguiti solo dall’equipe infermieristica per interventi che non necessitano di un progetto assistenziale integrato con il Medico di Medicina Generale. 219 Distretto di Modena - Assistenza Domiciliare Anno 2003 Anno 2004 Anno 2005 Anno 2006 Anno 2007 ADI 1 839 1.104 1.276 1.237 1.362 ADI 2 180 128 174 142 136 ADI 3+NODO 522 559 619 598 558 1.541 1.791 2.069 1.977 2.056 di cui: ADI 3 99 97 120 106 82 NODO 423 462 499 492 476 ADP 1.492 1.454 1.510 1.743 1.723 ADR 198 257 283 285 321 Tot ADP+ADR 1.690 1.711 1.793 2.028 2.044 Diabete 1.417 1.651 1.755 2.436 2.905 905 1.087 1.141 1.139 1.235 Tot ADI Demenze Attività INF Casi 1.748 1.807 1.872 1.893 1.819 Accessi ai casi in carico 41.496 42.890 40.069 44.266 41.367 Accessi x Prelievi occasionali domiciliari 5.782 6.256 7.724 8.533 8.763 7.424 7.732 Prelievi domiciliari via Newton Dimissione Protetta Sanitaria ( SADI ) 396 424 417 537 574 Dimisione Protetta Socio-Sanitaria (SAA) 421 476 448 410 484 Tot Dim Protette 817 900 865 947 1.058 220 In questa tabella sono rappresentati i Pazienti assistiti a domicilio nei Distretti dell' Azienda USL di Modena conteggiati solo 1 volta indipendentemente dalla tipologia di assistenza in cui sono inseriti e dal professionista o servizio che li assiste. Pazienti Assistiti a Domicilio suddivisi x tipologie di assistenza - Anni 2005 / 2007 Modena Totale Azienda Tipo Assistenza Anno 2005 Anno 2006 Anno 2007 Anno 2005 Anno 2006 Anno 2007 ADI MMG 1.570 1.485 1.580 4.511 4.647 4.757 499 492 476 1.246 1.303 1.335 Totale ADI MMG 2.069 1.977 2.056 5.757 5.950 6.092 ADP_R MMG 1.793 2.028 2.044 5.195 5.771 6.097 ASS INF 1.872 1.893 1.819 7.529 7.708 7.910 NODO MMG I pazienti qui rappresentati sono conteggiati solo una volta nella tipologia di assistenza ma lo stesso paziente può essere presente in più tipologie di assistenza. Pazienti in ADI suddivisi per Livello e per Distretto - Anno 2007 Livello ADI Modena N° % Totale Azienda N° % ADI 1 1.362 66% 3.318 54% ADI 2 136 7% 1.043 17% ADI 3 Non Oncologici Term. 82 4% 396 7% ADI 3 NODO MMG 476 23% 1.296 21% 39 1% ADI 3 NODO ANT ADI 3 Complessive 558 27% 1.731 28% Totale ADI 2.056 100 % 6.092 100% Assistenza Domiciliare Azienda USL di Modena Dimissioni Ospedaliere Protette - Anni 2005 / 2007 Tipo di Dimissione Protetta Sanitaria (SADI) Socio-Sanitaria (UVG) Totale 3-Modena 2005 2006 2007 2005 Totale 2006 2007 417 537 574 1397 1605 1662 448 410 484 1701 1534 1172 900 865 1.058 3.098 3.13 9 2.834 221 Assistenza Domiciliare Azienda USL di Modena Incidenza dei casi NODO assistiti sulla media dei morti x tumore nell'ultimo triennio Anni 2005/2007 2005 2006 2007 N° Casi NODO % sui morti per tumore N° Casi NODO % sui morti per tumore N° Casi NODO % sui morti per tumore Carpi 178 66% 190 74% 198 71% Mirandola 149 54% 162 60% 164 63% Modena 499 85% 492 83% 476 79% Sassuolo 108 37% 156 55% 165 58% Pavullo 55 40% 53 39% 41 31% Vignola 153 61% 114 46% 166 67% Castelfranco 104 62% 136 87% 125 77% 1.246 63% 1.303 67% 1.335 68% Distretti Totale 222 L’assistenza specialistica ambulatoriale L’Assistenza Specialistica comprende l’erogazione delle visite specialistiche, degli esami di laboratorio e altre prestazioni diagnostiche, terapeutiche e riabilitative, in consulenza al MMG, per la diagnosi e il trattamento di problemi clinici. Dai dati aggregati è possibile osservare un incremento del 22% rispetto al 2005 delle risorse impiegate per questo tipo di assistenza per i residenti del distretto di Modena. Dati di attività totali per pazienti esterni riferiti al Distretto di Modena Var 2007 anno 2005 anno 2006 anno 2007 vs 2005 197.894 Distretto 207.030 190.209 -4% 4.087.812 Presidio 2.679.043 3.446.908 53% 171.999 Privati 280.462 363.514 -39% 1.876.290 Policlinico 2.035.617 2.120.773 -8% Totale 5.202.152 6.121.404 6.333.995 22% Dati di attività disaggregati per pazienti esterni riferiti al Distretto di Modena anno 2005 Distretto Totale prestazioni Specialistica Salute Donna Salute infanzia anno 2006 anno 2007 197.894 207.030 131.537 69.531 5.962 190.209 129.750 55.051 5.408 Presidio Totale prestazioni Laboratorio Specialistica 2.679.043 2.472.638 206.405 3.446.908 3.244.280 202.628 Privati Totale prestazioni Laboratorio Fisiatria Specialistica 280.462 109.354 54.502 116.606 363.514 223.359 55.521 84.634 Policlinico Totale prestazioni Laboratorio Specialistica 2.035.617 1.294.926 740.691 2.120.773 1.427.144 693.629 132.764 59.875 5.255 4.087.812 3.811.105 276.707 171.999 1.637 46.861 123.501 1.876.290 223 1.191.534 684.756 L’assistenza farmaceutica territoriale I dati del consumo di farmaci a livello territoriale mostrano per il distretto di Modena, così come per l’intera Azienda USL nel suo complesso un incremento del peso dei farmaci cardiovascolari sul totale. Sistema cardiovascolare Antimicrobici Sistema respiratorio Gastrointestinale e metabolismo Sistema nervoso Sistema muscolo-scheletrico Genito-urinario ed orm. sess Sangue ed organi emopoietici Ormonali sistemici, escl. orm. sess. Antineoplastici ed immunomod. Dermatologici Antiparass., insetticidi e repell. Organi di senso Altri Duplice via di distribuzione Generale Distretto Modena 2002 2007 % su € % su € totale .000 .000 totale 13.09 15.34 0 39,2% 0 45,5% 3.676 11,0% 3.326 9,9% 7,2% 2.798 2.396 8,3% 3.445 10,3% 4.167 12,4% 3.528 10,6% 3.068 9,1% 3,3% 1.228 1.117 3,6% 6,1% 1.475 2.031 4,4% 3,2% 1.046 1.058 3,1% 0,8% 256 337 1,0% 3,4% 1.133 169 0,5% 0,5% 181 131 0,4% 0,1% 45 38 0,1% 2,0% 656 330 1,0% 0,3% 96 84 0,2% 2,1% 703 147 0,4% 33.41 33.68 1 100,0% 5 100,0% 224 ASL Modena € .000 2002 % su totale 45.145 39,3% 13.612 11,9% 7,6% 8.707 12.130 10,6% 9,9% 11.360 3,4% 3.872 5,6% 6.477 3,2% 3.672 0,8% 920 3,2% 3.633 0,6% 726 0,1% 128 1,7% 1.924 0,2% 270 2,0% 2.273 114.85 1 100,0% € .000 2007 % su totale 52.352 45,0% 12.154 10,4% 9,0% 10.494 14.367 12,3% 8,7% 10.075 3,6% 4.169 4,2% 4.909 3,1% 3.625 1,1% 1.238 0,6% 651 0,4% 475 0,1% 121 0,9% 1.075 0,2% 261 0,4% 450 116.41 4 100,0% La struttura dell’offerta dell’Azienda Policlinico 17 L’Azienda Ospedaliero-Universitaria Policlinico di Modena istituita in base alla L.R. n. 29/2004 è chiamata a garantire prestazioni per: • l’assistenza ospedaliera, orientata a qualificare e potenziare l’offerta clinico-assistenziale, secondo le priorità di salute indicate dalla programmazione regionale e provinciale e compatibilmente con le risorse disponibili; ad innovare e differenziare l’offerta clinico-assistenziale in verticale, attivando livelli di specializzazione crescenti ed in orizzontale, allargando la gamma delle tipologie di servizio garantendo la stretta integrazione con la didattica e la ricerca; • l’attività didattica e di ricerca , in quanto costituisce per la Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia l’Azienda di riferimento per le attività essenziali allo svolgimento delle funzioni istituzionali di didattica e di ricerca della Facoltà di Medicina, ai sensi dell’art. 9 comma 4 L.R.n.29/200, da garantire tramite la integrazione fra le attività assistenziali e le attività didattiche e di ricerca svolte dal Servizio Sanitario Regionale e dall’Università. L’organizzazione ed il funzionamento della Azienda è regolato dall’Atto Aziendale, strumento di autoorganizzazione, deliberati dalla Direzione Generale Aziendale con atto n. 165 del 3 dicembre 2007 e convalidato dalla Regione Emilia Romagna con atto di giunta n. 2021 del 20 dicembre 2007. La struttura dell’offerta è caratterizzata dalle seguenti attività: ASSISTENZA: • degenza ordinaria ed in day hospital • hospice oncologico • urgenze di ps generale e specialistico • attività specialistica ambulatoriale • servizio trasfusionale • distribuzione diretta farmaci FORMAZIONE RICERCA 1. Assistenza I relativi volumi di attività assistenziale sono così schematizzabili - Ricoveri DO+DH Hospice casi trattati Accessi PS gen. e spec. Prestazioni Ambulatorio Unità sangue ed emocomponenti Accessi x farmaci 2006 45.000 297 106.000 2.750.000 2007 47.000 282 106.500 2.645.000 100.000 52.000 96.983 56.600 Per l’attività assistenziale, in base alla programmazione regionale e provinciale il Policlinico di Modena è: Sede Hub (centro di riferimento) della rete regionale per le seguenti attività assistenziali: • Cardiologia Unità Coronarica • Chirurgia dei Trapianti • Chirurgia della Mano • Nefrologia Trapianti • Terapia Intensiva Neonatale • Genetica Oncologica Sede “Spoke” della rete regionale per l’assistenza a pazienti affetti da: 17 A cura di Stefano Cencetti, Direttore Generale Azienda Ospedaliero Universitaria Policlinico 225 • • • • • Svolge Glicogenosi Emoglobinopatie congenite Malattie Emorragiche Congenite Sindrome di Marfan; funzione di Presidio regionale, ex DM n. 279/2001, integrato nella rete nazionale per la prevenzione, la sorveglianza, la diagnosi e la terapia delle 243 Malattie Rare; E’ riferimento provinciale per: Oncologia – Ematologia - Radioterapia – Medicina nucleare - Chirurgie specialistiche (Plastica e Ricostruttiva, Toracica, Maxillo-Facciale) – Dermatologia – Reumatologia 2. Formazione UNIVERSITÀ FACOLTÀ di MEDICINA E CHIRURGIA 940 medici ed odontoiatri in formazione di base 540 medici in formazione specialistica 1200 iscritti a corsi laurea professioni sanitarie AZIENDA Anno 2006 a) b) c) 236 eventi formativi organizzati 10.000 partecipanti 95 % con crediti formativi Anno 2007 a) 252 eventi formativi organizzati b) 8.365 partecipanti c) 94 % con crediti formativi 3. Ricerca 1. 2. 3. 4. Oltre 200 progetti di ricerca annui esaminati da Comitato Etico € 6 milioni di contributi annui Convenzione con Facoltà Bioscienze e Biotecnologie per medicina rigenerativa e genetica Partecipazione a Quality Center Network (industria biomedicale – polo produttivo di Mirandola) Per quanto riguarda l’attività assistenziale i principali dati ed indicatori sono riportati nelle tabelle seguenti: a) il numero dei posti in coincidenza con l’apertura del Nuovo Ospedale S.Agostino-Estense e dell’avvio del processo di integrazione Policlinico di Modena-Baggiovara ha fatto registrare un consistente calo nella dotazione dei posti letto: 226 b) l’attività di degenza nel corso dell’anno 2007 ha fatto registrare i seguenti dati : • • • • • Ricoverati (solo provenienti dall'esterno) Dimessi Tasso di Occupazione Posti Letto Giornate di Degenza Osservate Degenza Media Osservata 34.491 34.496 92% 232.228 6,7 gg L’attività di degenza è stata caratterizzata negli ultimi anni dalle seguenti attività caratteristiche: interventi chirurgici, parti, trapianti di organi 227 Numero trapianti d'organo effettuati per tipologia 2004 2005 2006 2007 70 60 62 59 61 62 50 48 40 30 45 46 40 33 32 30 29 20 10 0 trapianti di fegato trapianto renale trapianto di mido llo 2004 29 30 59 2005 48 40 62 2006 45 33 61 2007 46 32 62 Per quanto riguarda l’attività di pronto soccorso la tabella allegata illustra la tipologia di attività garantita dal Policlinico di Modena: generale, pediatrico, ostetrico-ginecologico, oculistico e odontoiatrico, con i volumi di attività fatti registrare negli ultimi anni: L’attività specialistica ambulatoriale si caratterizza per i seguenti dati: - numero ambulatori a disposizione degli assistiti 111 - numero prestazioni prenotabili settimanalmente 6.400 - numero prestazioni erogate in totale anno 2007 2.645.000 La medicina trasfusionale è caratterizzata, oltre che dalle 100.000 unità di sangue ed emocomponenti prodotti e messi a disposizione annualmente per la Provincia di modena, dalle seguenti prestazioni con dati relativi all’anno 2007: - attività di laboratorio prestazioni annue 300.000 - trasfusioni 2.000 - processazione e congelamento cellule staminali e midollari 350 - banca del cordone ombelicale: congelati 271 - assistiti esaminati per nuove iscrizioni registro donatori midollo 238 228 Altra attività impegnativa che si è venuta a consolidare negli ultimi anni in Policlinico di Modena è la distribuzione diretta di farmaci per gli assistiti in fase dimissione o seguito di visita specialistica, come dimostra la tabella seguente: 229 I DETERMINANTI Gli stili di vita Le stime fornite dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), in considerazione della diversa incidenza dei determinanti di salute (socio-economici, stili di vita, fattori ambientali, accesso ai servizi), indicano che gli stili di vita incidono sulla riduzione dei bisogni di salute per il 40%, i determinanti socio-economici per il 25%, quelli ambientali per il 15% e l’accesso e potenziamento dei sistemi di cura per il 10%. Dalla ricerca del Comune di Modena (Ufficio Politiche per la Salute e Ufficio Ricerca sugli) la prima dedicata 18 agli “Stili di vita” , realizzata per rilevare le abitudini dei cittadini di Modena e Carpi, svolta nel giugno 2006, emergono delle indicazioni sui comportamentali degli intervistati in materia di: alimentazione, consumo di alcolici, attività fisica e pratica di sport. I cittadini intervistati residenti a Modena sono stati 1109, d’età compresa tra i 15 e gli 80 anni. Sulla salute dei cittadini è stata inoltre, realizzata a livello provinciale, nell’ambito del progetto di ricerca nazionale PASSI19 un’ulteriore ricerca. Mentre A livello nazionale è stata realizzata nel 2005 dall’Istat l’indagine multiscopo “Condizioni di salute e ricorso ai servizi sanitari”20 che ha coinvolto 60.000 famiglie. ( le tre ricerche sono state svolte con metodologie e campionamenti diversi che non consentono dei confronti diretti). In appendice sono riportati alcuni dati della ricerca comunale. I Determinanti ambientali L’aria 21 L’inquinamento atmosferico L'inquinamento atmosferico è il principale fattore di rischio di origine ambientale per la salute nei paesi industrializzati. Tra gli inquinanti monitorati il ruolo delle polveri fini nella genesi degli effetti sulla salute è andato assumendo particolare rilievo, sia come inquinante in sé sia come indicatore integrato della miscela di inquinanti presenti nell'aria che respiriamo. Le polveri possono essere di origine naturale oppure antropica, cioè prodotte dall'attività umana. Il principale processo di formazione è quello di combustione, sia da fonti naturali (vulcani, incendi di boschi) che da industrie, centrali termoelettriche, riscaldamento di abitazioni con combustibili solidi o liquidi. Nei centri urbani le polveri sono originate soprattutto dal traffico veicolare, responsabile, oltre che della immissione dei prodotti della combustione dei motori, anche delle polveri provenienti dall'erosione del 18 La ricerca è consultabile sul sito del Comune di Modena http://www.comune.modena.it/ufficioricerche/ La ricerca “PASSI” ha interessato le aziende sanitarie a livello nazionale la prima volta nel 2005, successivamente è stata ripetuta nel 2006 e nel 2007. Per l’Ausl di Modena il coordinamento è stato effettuato dal Servizio Epidemiologia del Dipartimento di Sanità Pubblica. Nel 2006 è stato intervistato un campione di 200 persone di 18-69 anni, selezionate dalla lista assistiti dell’AUSL di Modena. I soggetti intervistati sono stati 200, il 51% sono uomini; l’ età media del campione è di 44 anni. Il 52% ha un livello d’istruzione alto e il 76% ha un lavoro regolare. Il metodo scelto è stato il campionamento casuale semplice. Obiettivo specifico dello studio Passi è riuscire a stimare la prevalenza di soggetti che hanno comportamenti particolari relativamente a: attività fisica, fumo, alimentazione, consumo di alcol, sicurezza stradale, ipertensione arteriosa e ipercolesterolemia, screening del cancro della mammella, del collo dell’utero e del colon retto. Nelle provincia di Modena e Reggio Emilia è stato indagato anche il tema degli infortuni domestici. Inoltre sono stati raccolti dati su alcune variabili demografiche e caratteristiche fisiche, sulla percezione dello stato di salute, sulle vaccinazioni in età adulta e sullo stato di utilizzo del punteggio di rischio cardiovascolare. La ricerca dell’AUSL di Modena è consultabile sul sito http://www.usl.mo.it/dsp/epi/box/pubblicazioni/2007/passi06.html 19 20 L’indagine ISTAT sulle Condizioni di salute e ricorso ai servizi sanitari ha l’obiettivo di analizzare i comportamenti relativi alla salute e all'utilizzo dei servizi sanitari e porli in relazione alle caratteristiche demografiche e socio-economiche dei cittadini. Attraverso tali informazioni, raccolte direttamente presso le famiglie, è possibile costruire indicatori su condizioni di salute e qualità della vita, presenza di disabilità, stili di vita (abitudine al fumo, eccesso di peso), prevenzione, ricorso ai servizi sanitari, uso dei farmaci, assistenza in gravidanza e allattamento al seno. Ciò rende possibile individuare segmenti di popolazione a rischio, studiare le disuguaglianze nella salute e nell’accesso ai servizi, conoscere i profili degli utilizzatori dei servizi sanitari e le modalità di fruizione. Integrando con tali informazioni i flussi amministrativi, provenienti dalle organizzazioni sanitarie sul territorio, è possibile arricchire la base informativa necessaria per la pianificazione socio-sanitaria e la promozione della salute pubblica a livello nazionale e locale. L’indagine in questione, che si inserisce nel Sistema delle Indagini Multiscopo sulle famiglie avviato dall’ISTAT nel 1993, viene ripetuta con cadenza quinquennale. Nel 2005 le famigli intervistate sono state 60.000. Ulteriori approfondimenti sul sito internet www.istat.it/sanita 21 A cura di Luisa Guerra – Arpa Modena 230 pavimento stradale, dall'usura di pneumatici, freni e frizioni. A queste fonti si aggiungono poi con varie cadenze stagionali quelle biogeniche (pollini e spore). Le polveri possono formarsi anche indirettamente, attraverso reazioni chimico – fisiche in atmosfera tra inquinanti primari. La dimensione delle particelle è un parametro molto importante, in quanto gli effetti sulla salute sono diversi a seconda della loro grandezza. La dimensione delle particelle determina anche quale tratto dell'albero respiratorio è più probabile possa essere raggiunto. Le particelle più grandi di 10 µm (micrometri) si depositano quasi esclusivamente a livello di naso e gola, mentre le particelle fini (diametro inferiore a 10 µm) ed ultrafini (diametro inferiore a 2,5 µm) sono in grado di penetrare più in profondità fino a raggiungere gli alveoli dove avvengono gli scambi gassosi con il circolo sanguigno e, tramite questo, possono anche essere trasportate in organi distanti. Le particelle fini ed ultrafini inoltre, a parità di massa, hanno una superficie molto più grande di quella delle particelle di maggior diametro e possono fungere da vettori di una notevole quantità di sostanze tossiche verso le parti più profonde dei nostri polmoni. Inquinamento da polveri ed effetti sulla salute Gli effetti a breve termine dell’inquinamento atmosferico sono quelli da più tempo e maggiormente studiati. Gli effetti indagati sono molteplici: quelli di maggiore gravità sono l'incremento di mortalità per tutte le cause e per cause cardio - polmonari e l'incremento dei ricoveri ospedalieri per le stesse cause specifiche. Uno studio europeo (APHEA2, 2001), riguardante 29 città europee tra cui Torino, Milano e Roma evidenzia un incremento di mortalità del 0,6% per ogni aumento di 10 µg/m3 (microgrammi per metrocubo) di PM10, mentre il recente studio italiano relativo a 8 città, tra, cui Bologna e Ravenna, (MISA, 2001) segnala un incremento maggiore, intorno all'1%. Per i ricoveri ospedalieri diversi studi, americani ed europei, segnalano un aumento per cause respiratorie pari a circa il 2% e per cause cardiache intorno a 1% per ogni incremento di 10 µg/m3 di PM10. Oltre a questi effetti, particolarmente rilevanti sono stati indagati numerosi altri eventi sanitari collegabili a un rischio respiratorio: aumento di attacchi asmatici, riacutizzazione di bronchite cronica, episodi di bronchite acuta, alterazioni della funzionalità polmonare: per ogni effetto indagato è stata dimostrata una correlazione con l'inquinamento giornaliero. Come è facile arguire, la frequenza di popolazione affetta dall'evento sanitario indagato, a parità di livelli di inquinamento, è tanto maggiore quanto meno grave è l'effetto indagato: così si stima che, per ogni incremento di 10 µg/m3 di PM10 l'incremento degli attacchi di asma sia del 5% e del 3,3% la riduzione della capacità vitale dell'apparato respiratorio negli adulti (piramide degli effetti). Inquinamento atmosferico medio ed effetti a lungo termine: su questo tema sono recentemente stati pubblicati (2002) due studi importanti: uno studio americano (A.Pope, JAMA) ha indagato la mortalità di circa 500.000 adulti arruolati nel 1982 in uno studio prospettico, per i quali erano note una serie di informazioni tra cui l'abitudine al fumo, il peso e l'altezza, la dieta ecc., mettendola in relazione con l'inquinamento medio della città di residenza espresso come livelli di PM2,5. Per ogni incremento di 10 µg/m3 è stato evidenziato un aumento del 4% della mortalità totale, del 6% di quella per cause cardio - polmonari e dell'8% per tumore polmonare. Il secondo è un lavoro olandese (G.Hoek, Lancet) che studia la mortalità in una coorte di 5000 soggetti in età 55-69 dal 1986 al 1994, in relazione ai dati di inquinamento ricavabili dalle misure effettuate nella città di residenza e dall'informazione circa la vicinanza dell'abitazione a strade di grande traffico. Proprio l'abitare in questo tipo di strade costituisce il maggiore rischio per la mortalità cardio - polmonare, che risulta aumentata del 95%. Questa segnalazione appare coerente con quanto segnalato da lavori recenti (Pettinen, Eur Respir J, 2001) che individuano nella componente ultrafine del particolato atmosferico (< 2,5 µm) quella responsabile dei danni infiammatori agli alveoli polmonari con conseguente aggravamento della patologia cardio - respiratoria. Le particelle ultrafini, a parità di massa e senza significative variazioni del PM10 sono assai più numerose in prossimità di strade ad alto traffico (Zhu, J Air Waste Manag Assoc, 2002). Ma se i dati appaiono ormai consistenti nel documentare un sicuro effetto dell'inquinamento sulla salute, perché la percezione del rischio da parte della popolazione appare ancora scarsa? Una prima possibile risposta è che in fondo la gente non crede molto a quanto fin qui è stato esposto. In fondo, se si confronta l’inquinamento delle nostre città con il rischio da fumo di sigaretta le morti da fumo sono evidenti e ben rintracciabili nella memoria di ciascuno, mentre quelle da inquinamento dove sono? A questa domanda occorre fornire risposte articolate. Per quanto riguarda gli effetti a lungo termine non v'è dubbio che per il singolo individuo i rischi da inquinamento sono assai più bassi di quelli da fumo di tabacco che resta il principale fattore di rischio cardio - respiratorio. 231 I rischi da inquinamento per l'apparato cardio - respiratorio sono probabilmente confrontabili, a livello individuale, con quelli da fumo passivo. Tuttavia, oltre all'ovvia constatazione che il fumo è una scelta individuale mentre l'inquinamento non lo è occorre ricordare che l'esposizione all'inquinamento atmosferico interessa la totalità dei soggetti che abitano nei centri urbani (non solo i capoluoghi), tra cui bambini, anziani, ammalati. Si tratta quindi di un fattore di rischio largamente diffuso, in grado di produrre una pluralità di effetti sulla salute e che, inoltre, per quanto riguarda il traffico veicolare, principale fonte dell'inquinamento atmosferico, produce anche rumore, incidenti stradali, occupazione dello spazio. Inoltre i mutamenti climatici che ormai la maggioranza degli studiosi attribuisce all'effetto serra, di cui sono largamente responsabili i prodotti della combustione del petrolio, rappresentano un concreto e grave fattore di rischio per la salute. Per quanto riguarda gli effetti a breve termine, conseguenti ai picchi di inquinanti, l'incremento di effetti dimostrati è consistente nei diversi studi ed è rappresentato da una pluralità di eventi sanitari di cui l'incremento della mortalità rappresenta l'evento più drammatico ma fortunatamente meno frequente, anche se non irrilevante. Così lo studio OMS del '98 su 8 città italiane, già largamente diffuso dai media, stima che l'inquinamento atmosferico (livelli di PM10 > 30 µg/m3) sia responsabile di: 4,7% di morti per cause non violente negli adulti, 1,7% dei ricoveri cardiovascolari e 3,0% di ricoveri respiratori, 28,6% di episodi di bronchite acuta e 8,7% delle esacerbazioni dell'asma nei bambini, il 3% della frequenza complessiva dei sintomi respiratori nella popolazione. Ma vi è un'altra risposta alla domanda relativa ai motivi della scarsa percezione del rischio da parte della popolazione generale. Essa sta nel divario, sempre assai rilevante, tra conoscenza e modifica dei comportamenti: cambiare qualcosa nelle proprie abitudini così ben assestate sulla certezza della disponibilità costante dell'auto individuale è difficile. Colmare questo divario è la sfida attuale e dei prossimi anni per gli amministratori e per ciascuno di noi. Occorrono modifiche strutturali del sistema dei trasporti che rendano meno disagevole il cambiamento di abitudini, in parte avviate in questa Regione, e una crescita culturale della popolazione, che deve acquisire la consapevolezza dell'impossibilità di uno sviluppo fondato sull'incremento del trasporto individuale. L’inquinamento atmosferico a Modena Nella città di Modena il monitoraggio della qualità dell’aria viene effettuato attraverso tre stazioni fisse di controllo che rilevano le concentrazioni dei principali inquinanti. Dall’analisi dei dati rilevati, le principali criticità risultano essere rappresentate dalle polveri sottili (PM10), dagli Ossidi di Azoto (NO2) e dall’Ozono, mentre risultano sempre al di sotto del valore limite di emissione le concentrazioni di Monossido di Carbonio, Biossido di Zolfo e Benzene. A differenza dell’Ozono, che è un inquinante totalmente secondario che si forma dall'ossigeno atmosferico (O2) e da precursori primari come NOx e COV per azione della radiazione solare (in estate più intensa), le polveri sottili e gli Ossidi di Azoto hanno anche una componente primaria prodotta direttamente dalle sorgenti di emissione antropiche quali, in ordine di importanza, il traffico veicolare, le industrie e gli impianti di riscaldamento alimentati con combustibili liquidi o solidi. Nello specifico, il traffico veicolare è responsabile del 74% delle emissioni di PM10 e dell’83% delle emissioni di NOx, pertanto proprio su questa sorgente si stanno concentrando le azioni del Comune di Modena per il contenimento dell’inquinamento atmosferico. Dal 2002 il Comune di Modena ha aderito agli Accordi Regionali sulla qualità dell’aria adottando sia misure di limitazione della circolazione veicolare che interventi di promozione e sviluppo della mobilità sostenibile. Su quest’ultimo punto, in particolare, stanno convergendo i maggiori sforzi in quanto solo cambiando le abitudini di ciascun individuo sarà possibile migliorare la qualità dell’aria a beneficio della salute pubblica e dell’ambiente. Sorgenti emissive L’inventario delle emissioni, realizzato nell’ambito del Piano di Tutela e Risanamento della qualità dell’aria (approvato in Consiglio Provinciale con delibera n° 47 del 29.03.2007) permette di valutare, attraverso stime legate alle caratteristiche delle singole attività, i contributi alle emissioni delle diverse sorgenti inquinanti sia a livello provinciale, che per i singoli comuni. Le sorgenti principali considerate nell’inventario sono le attività industriali, il riscaldamento civile, gli allevamenti e il traffico. Nel Comune di Modena, queste sorgenti contribuiscono alle emissioni totali secondo le percentuali riportate nei grafici seguenti, dove è stato evidenziato anche il contributo emissivo dell’inceneritore. Se da una parte le politiche di metanizzazione degli impianti termici civili e di quelli industriali condotte nel Comune di Modena già a partire dagli anni ‘70 e il controllo delle emissioni industriali, in applicazione delle leggi nazionali e regionali, hanno comportato un contenimento di queste emissioni, 232 dall’altro, il continuo aumento degli autoveicoli circolanti e dei km percorsi ha reso meno incisivi i miglioramenti tecnologici introdotti sul parco circolante, determinando quindi un contributo predominate del traffico veicolare alle emissioni complessive di NOx e PM10. Per quanto riguarda la realtà provinciale, risulta importante anche il contributo industriale, in particolare nel distretto ceramico dove le attività produttive rappresentano più del 40% (dal 40% al 57% a seconda dell’inquinante) del totale distrettuale alle emissioni di PM10 e NOx. Contributo all’inquinamento atmosferico delle diverse sorgenti nel Comune di Modena (Fonte: ARPA – Piano di Risanamento e di tutela della Qualità dell’aria - Marzo 2007) Polveri - PM10 Ossidi di Azoto (NOx) Altre industrie 4.9% Allevamenti 1.0% Inceneritore 4.0% Altre industrie 24.6% Civile 7.7% Civile 0.2% Traffico 83.4% Inceneritore 0.3% Traffico 73.9% Tendenze e criticità A partire dagli anni ’90, le emissioni sono mutate sia in termini qualitativi che quantitativi in relazione all’evolversi della tecnologia, in particolare quelle dovute al traffico veicolare dove si è assistito ad un continuo rinnovo sia delle tecnologie dei motori, sia della composizione dei combustibili. A seguito di questi cambiamenti si sono modificati anche i livelli ambientali di diversi inquinati, alcuni dei quali presentano oggi minori criticità. Osservando infatti i trend di seguito riportati, dal 1991 al 2007, si evidenzia un sensibile calo delle concentrazioni di monossido di carbonio e benzene, che negli ultimi anni sono caratterizzati da livelli inferiori ai limiti normativi e in alcuni casi prossimi al fondo ambientale. Per altri inquinanti, invece, come ad esempio il biossido di azoto e le polveri, gli ultimi anni sono caratterizzati da livelli stazionari, ma ancora elevati rispetto agli standard normativi. Relativamente all’Ozono, infine, le concentrazioni si mantengono elevate nei periodi estivi senza mostrare variazioni di rilievo, se non quelle strettamente legate alle caratteristiche della stagione estiva. Di seguito si riportano i grafici dei trend delle concentrazioni medie per gli inquinanti più significativi. NO2 : Trend delle concentrazioni Dato medio della Città di Modena 5 120 4 100 3 µg/m 3 mg/m 3 CO: Trend delle concentrazioni Dato medio della Città di Modena 2 80 60 40 1 20 0 0 1991 1993 1995 1997 1999 2001 2003 2005 2007 233 1991 1993 1995 1997 1999 2001 2003 2005 2007 PM10: Trend delle concentrazioni Dato medio della Stazione di Via Nonatolana 100 8 80 3 10 6 µg/m µg/m 3 Benzene: Trend delle concentrazioni Dato medio della Stazione di Via Nonatolana 4 2 60 40 20 0 0 1998 2000 2002 2004 2006 1998 2000 2002 2004 2006 Il monitoraggio del Benzene Il Benzene è un idrocarburo aromatico liquido, volatile, incolore e caratterizzato da un odore particolare. Viene utilizzato nell’industria chimica, ma soprattutto è presente nelle benzine e per tale motivo si trova nei gas di scarico degli autoveicoli, in particolare di quelli non catalizzati. È un inquinante primario, rappresentativo dell’inquinamento da traffico veicolare la cui presenza, in prossimità delle strade, è strettamente correlata con il Monossido di Carbonio (CO). È, inoltre, scientificamente dimostrata la capacità del Benzene di indurre l’insorgenza di tumori nell’uomo. Fino al 31.12.2005 la normativa fissa per questo inquinante un valore di riferimento sulla media annuale di 10 µg/m3; da tale data il valore di riferimento diminuisce gradualmente per arrivare al 2010 al valore limite di 5 µg/m3. A Modena, già da diversi anni le medie annuali rilevate nelle stazioni che effettuano il monitoraggio di questo inquinante risultano inferiori a 5µg/m3: nel 2007 la concentrazione media di Benzene rilevata dalla stazione di via Nonantolana è stata di 1.7 µg/m3, mentre quella rilevata nella stazione di Giardini, è stata di 1.4 µg/m3. Questa diminuzione è legata al progressivo miglioramento delle emissioni del parco veicolare, in particolare delle benzine impiegate su cui è stato posto un limite sul contenuto di benzene che non deve superare l’1% in volume dal 1/7/98. L’andamento delle concentrazioni di Benzene è strettamente legato ai flussi di traffico: nell’arco della giornata si nota un aumento in corrispondenza degli orari di punta del traffico (ore 8.00 e ore 20.00); nell’arco della settimana le concentrazioni diminuiscono nelle giornate di sabato e domenica quando c’è un minor numero di veicoli in circolazione. Oltre al monitoraggio con le stazioni fisse, il Benzene è oggetto da alcuni anni di campagne di monitoraggio ad alta risoluzione spaziale eseguite in collaborazione con ARPA – Sezione Provinciale di Modena mediante campionatori passivi. Scopo del monitoraggio è quello di ottenere dati con un maggior dettaglio spaziale rispetto a quello ottenibile dalla rete di monitoraggio provinciale, includendo quindi nel monitoraggio punti di diversa tipologia. I siti di misura infatti sono stati scelti per rappresentare la situazione media riscontrabile in: centro storico, parchi urbani, incroci, strade, poli scolastici e aree residenziali. Nell’ultima campagna effettuata nel 2007 i punti di misura sono stati ridotti (15) rispetto alle precedenti campagne, (73 nel 2001-2002, 50 nel 2004) mantenendo però un numero sufficientemente rappresentativo delle diverse tipologie di siti urbani. I risultati ottenuti nelle 4 campagne annuali programmate sono stati successivamente elaborati mediante tecniche di regressione per ottenere una stima delle medie annuali confrontabili con i limiti normativi. I valori rilevati nell’ultima campagna di misura hanno evidenziato una diminuzione generalizzata dei livelli di benzene in atmosfera, pur confermando qualitativamente i risultati delle analisi già condotte nel 2002 e nel 2004; i livelli più elevati, infatti, si riscontrano sulle arterie stradali, mentre sono significativamente più contenuti nei parchi o nelle zone prevalentemente residenziali. 234 Benzene- Andamento medio giornaliero 3 µ g/m3 2 1 0 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 Giorni feriali Sab Dom La rilevazione dei pollini: la rete di monitoraggio di aerobiologia Al fine di monitorare costantemente le concentrazioni aeropolliniche delle famiglie botaniche allergeniche l´Emilia-Romagna ha attivato, dal 1987, una rete di campionatori volumetrici. L’obiettivo principale del monitoraggio è quello di fornire dati che permettano agli allergologi di diagnosticare con precisione allergeni e periodi di maggior rischio, per poter attuare quando è possibile una buona profilassi, nonchè una terapia mirata. Oltre all’ interesse di tipo sanitario, il monitoraggio dei pollini e delle spore fungine può diventare un valido supporto anche in campo fitopatologico ed essere un importante strumento nella gestione del verde pubblico e delle colture agrarie. La rete di monitoraggio è attualmente gestita da ARPA Emilia-Romagna ed è costituita da 10 stazioni localizzate nei capoluoghi di Provincia (da Piacenza a Rimini, con l´aggiunta di Cesena), situate in corrispondenza di aree densamente popolate, dove l´incidenza delle pollinosi è in costante aumento. La rete di monitoraggio di ARPA Emilia-Romagna fa parte della Rete Italiana di Monitoraggio Aerobiologico (RIMA), un´iniziativa dell´Agenzia per la Protezione dell´Ambiente e per i Servizi Tecnici (APAT), del Sistema delle Agenzie Ambientali e dell´Associazione Italiana di Aerobiologia (AIA). Le stazioni di monitoraggio sono attive tutto l'anno, dal 1 gennaio al 31 dicembre; ogni settimana viene redatto il bollettino regionale “Bollettino Pollini Allergenici” (aggiornato ogni martedì) che viene diffuso attraverso il sito di Arpa www.arpa.emr.it., oppure su Televideo (RAI TRE Emilia Romagna alla pag. 537, Rete 7, Antenna1, Tele Tricolore pag. 180); inoltre, viene inviato un bollettino personalizzato sulla situazione pollinica a Modena direttamente a chi lo richieda. Analisi dei dati La presenza di pollini in aria subisce notevoli variazioni non solo nel corso degli anni e dei mesi, ma anche dei giorni e delle ore della giornata. La concentrazione di granuli pollinici in aria dipende dal tipo, dalla densità delle piante presenti sul territorio e dalle condizioni meteorologiche; il vento, per esempio, è in grado di condizionare la concentrazione aeropollinica e di modificarne la composizione botanica, trasportando granuli anche a notevole distanza, le temperature elevate e la bassa umidità relativa accellerano lo sviluppo delle piante e favoriscono il processo di impollinazione inducendo l´apertura delle antere. I grandi quantitativi di polline liberati durante il periodo di fioritura dalle specie ad impollinazione anemofila, sollevati dalle correnti aeree, galleggiano in aria per un tempo più o meno lungo e quindi precipitano a pioggia con uniformità variabile. Ciò è dovuto, da un lato, allo specifico comportamento delle diverse piante durante la fioritura e, dall´altro, alle differenti condizioni ambientali che si possono determinare nel tempo. In considerazione della notevole variabilità esistente da un anno all´altro e dei numerosi fattori che influenzano la presenza dei pollini in aria, è utile costruire i calendari pollinici per ciascuna famiglia. Le famiglie ricercate sono le seguenti: betullacee, composite, corilacee, fagacee, graminacee, oleacee, plantaginacee, urticacee, cupressacee, chenopodiacee, poligonacee, euforbiacee, mirtacee, ulmacee, 235 platanacee, aceracee, pinacee, salicacee, piperacee, juglandacee, ippocastanacee e come spore l’alternaria e lo stemphilium. Di queste famiglie, dieci sono considerate come le più significative dal punto di vista allergenico; sono caratterizzate da impollinazione anemofila, cioè attraverso il vento (si ricorda che tale veicolo di movimentazione interviene non solo sull’aggregazione o disaggregazione dei pollini nell’aria fra loro, ma agisce anche sui particolati prodotti dall’inquinamento atmosferico, fattore che contribuisce, come noto, alla diffusione delle patologie allergiche, soprattutto respiratorie ed oculari). La rappresentazione grafica sottostante mette in evidenza la presenza percentuale delle diverse famiglie secondo quanto rilevato nell’anno 2007 nel territorio Provinciale di Modena: le famiglie presenti in maggiore quantità sono in ordine le Urticacee 14.7%, le Corilacee 13.7% , le Graminacee 12.7 % e le Cupressacee 10.9%. CUPRESSACEE 10,9 % CHENOPODIACEE 0,9 % COMPOSITE 0,6% BETULLACEE 1,7 % CORILACEE 13,7 % URTICACEE 14,7 % FAGACEE 8,3 % PLANTAGINACEE 2,0 % GRAMINACEE 12,7 % OLEACEE 1,9 % BETULLACEE COMPOSITE CORILACEE FAGACEE GRAMINACEE OLEACEE PLANTAGINACEE URTICACEE CUPRESSACEE CHENOPODIACEE Figura.1:Presenza percentuale delle famiglie significative dal punto di vista allergenico Nella tabella 1 vengono riassunti i dati che hanno caratterizzato la stagione pollinica 2007 Fam iglia m ax fioritura Inizio fioritura pollini/m 3 nel giorno di m assim a fioritura fine fioritura em issione nell'anno (pollini/m 3) Pollini Corylacee 23-gen 8-apr 7-mag 582 5952 Cupress-Taxac. 28-gen 27-feb 24-giu 336 4746 Pinacee 31-gen 4-lug 16-nov 19 407 Oleacee 6-feb 20-feb 28-lug 64 806 Ulm acee 9-feb 27-feb 21-apr 73 835 Salicacee 13-feb 14-mar 17-apr 288 2536 Betulacce 19-feb 2-mar 1-mag 109 721 Aceracee 8-mar 18-mar 6-set 76 387 Gram inacee 17-mar 26-apr 12-set 250 5509 Fagacee 16-mar 5-lug 29-lug 148 3616 Platanacee 19-mar 10-apr 20-mag 984 9419 Com posite 7-apr 28-ago 29-ott 12 252 Juglandacee 8-apr 16-apr 27-mag 26 266 Urticacee 9-apr 14-apr 27-set 736 6384 Poligonacee 17-apr 18-lug 24-set 6 123 Plantaginacee 20-apr 26-giu 1-set 40 891 Cheno-Am arant. 2-mag 7-set 30-set 16 373 Spore Stem phylium 19-gen 22-ago 1-dic 96 1265 Alternaria 10-mar 20-giu 26-nov 1232 19561 Tab. n°1 La stagione pollinica 2007 236 La massima emissione pollinica è avvenuta tra il mese di marzo e aprile, con un picco avvenuto intorno alla metà del mese di quest’ultimo mese; da segnalare, visto l’elevata piovosità tra fine maggio-inizio giugno, il picco di spore maggiore rispetto quello che si verifica normalmente a fine estate. Concentrazione (granuli/m3) 80000 TOTALE POLLINI EMESSI 60000 40000 20000 an no an 198 no 7 an 198 no 8 an 198 no 9 an 199 no 0 an 199 no 1 an 199 no 2 an 199 no 3 an 199 no 4 an 199 no 5 an 199 no 6 an 199 no 7 an 199 no 8 an 199 no 9 an 200 no 0 an 200 no 1 an 200 no 2 an 200 no 3 an 200 no 4 an 200 no 5 an 200 no 6 20 07 0 Figura.2: Emissione pollinica totale - confronto anni 1987 - 2007 22 Radiazioni non ionizzanti: i campi elettromagnetici Gli esiti degli studi promossi nell’ambito del Progetto Internazionale CEM dall’OMS sul rapporto tra salute ed esposizione a campi elettromagnetici nel campo delle radiofrequenze e microonde sono ad oggi i seguenti: “sulla base della letteratura attuale, non c’è nessuna evidenza convincente che l’esposizione a campi elettromagnetici a radiofrequenza abbrevi la durata della vita, né che induca o favorisca il cancro”. Il tema rimane tuttavia di grande attualità a causa della elevata percezione del rischio da parte della popolazione legata al diffondersi delle strutture per la telefonia mobile, percezione che, come abbiamo visto non trova giustificazione nelle evidenze scientifiche e che è verosimilmente causata dalla carente informazione, dalla mancanza di familiarità con l’agente e dal fatto che i campi elettromagnetici non vengono percepiti dai sensi.Sugli effetti biologici dei campi elettromagnetici a bassa frequenza generati dal trasporto e dall’uso della elettricità (ELF) sono in corso ricerche da parte di organizzazioni quali OMS e IARC che hanno portato nel 2001 alla classificazione di tale agente nella categoria 2B “possibili cancerogeni per l’uomo”, categoria nella quale compare anche il caffè.Questa classificazione è utilizzata per agenti per i quali c’è una limitata evidenza di cancerogenicità negli esseri umani considerata credibile ma per la quale non ci sono sufficienti spiegazioni; è la classificazione più leggera delle tre categorie “cancerogeno per l’uomo”, “probabilmente cancerogeno per l’uomo” e “possibile cancerogeno per l’uomo” usate da IARC per classificare i potenziali cancerogeni sulla base di evidenze scientifiche pubblicate.Nel nostro paese sono tuttavia stati fissati limiti di esposizione secondo il principio di cautela, sulla base delle linee guida prodotte dalla Commissione Internazionale per la Protezione dalle Radiazioni Non Ionizzanti (ICNIRP), organizzazione non governativa che sviluppa azioni di ricerca congiunta con l’OMS.In particolare la situazione italiana si differenzia dal resto dell’Europa, in quanto si è adottato un approccio estremamente cautelativo, fissando quindi i limiti di esposizione tra i più bassi a livello europeo.Accanto ai limiti di esposizione sono inoltre stati definiti valori di attenzione (relativamente ad edifici in cui è prevista la permanenza prolungata delle persone) ed obiettivi di qualità. I recenti sviluppi della normativa nazionale, con l’emissione del DPCM 8 luglio 2003, hanno portato ad estendere gli obiettivi di qualità a tutte le aree, anche non edificate, intensamente frequentate. i limiti vigenti in Italia in merito ai campi elettromagnetici generati dagli elettrodotti alla frequenza di rete (50Hz) sono contenuti nel DPCM 8 luglio 2003, quelli relativi ai campi elettromagnetici generati alle frequenze comprese tra 100 kHz e 300 GHz, e quindi relativi anche alle installazioni a servizio della telefonia mobile e dell’emittenza radio televisiva, sono fissati dal DM 381/98 e dal recente DPCM 8 luglio 2003. A livello regionale, l’Emilia Romagna, in data 31 ottobre 2000, con l’emissione della legge n. 30/2000, 22 a cura di Elisa Rigolon del settore Ambiente - Comune di Modena 237 successivamente integrata e modificata nel 2002 e nel 2007, ha stabilito le norme da seguire in merito alla localizzazione degli impianti fissi per l’emittenza radio e televisiva e degli impianti fissi per telefonia mobile ed ha introdotto il concetto della pianificazione annuale delle installazioni facente capo ai Comuni. La stessa legge ha introdotto obiettivi di qualità e fasce di rispetto per gli elettrodotti validi per le nuove realizzazioni. 238 Risultati e prospettive Sono state migliorate le conoscenze della situazione esistente a livello distrettuale mettendo in luce come : - le patologie prevalenti (cardiovascolari, neoplasie, respiratorie, Aids, e rare) insieme agli incidenti causano oggi più del 75% delle morti nella popolazione. Tali patologie provocano un utilizzo delle strutture ospedaliere maggiore del 50% del valore economico delle prestazioni erogate dalle strutture sanitarie; - le Patologie prevalenti coinvolgono più del 20% della popolazione e hanno un pesante impatto sul benessere del cittadino colpito da tali eventi e della sua famiglia, causando spesso situazioni di bisogno non certo limitate alle sole cure sanitarie, ma anche a impellenti necessità di sostegno sociale; - sono migliorate inoltre le conoscenze sia sulla mortalità da esse provocate, che sulla loro incidenza, sulla sopravvivenza e sui bisogni assistenziali da esse provocati. Sono stati promossi e realizzati con l’attuazione del programma: - specifici interventi tesi ad incrementare l’assistenza domiciliare e a prendere in carico i percorsi di dimissioni protette per i pazienti affetti da tali patologie che, una volta superata la fase acuta di ospedalizzazione, abbisognano di elevata assistenza socio sanitari; - consistenti interventi rivolti ad attenuare i danni provocati dall’insorgenza di tali patologie a ridurne il danno e a promuovere cure palliative e interventi di terapia del dolore. - sono state promossi e attuati interventi tesi a favorire la diagnosi precoce di tali patologie ed in particolare gli screening per il tumore dell’utero, della mammella e del colon. - interventi specifici sia di individuazione che di riduzione dei fattori che possono provocare l’insorgenza di tali eventi. Tra gli sviluppi delineati dal programma rientra la necessità di migliorare ulteriormente le azioni dirette ad intervenire sui determinanti che causano tali patologie: stili di vita scorretti, malattie croniche degenerative, fattori ambientali, ecc. Anche un miglior monitoraggio dei determinanti di salute consentirebbe di tener sotto controllo la loro evoluzione e l’insorgenza delle patologie, e non solo della mortalità da esse provocata. Importante sarebbe migliorare ulteriormente la partecipazione alle campagne di screening. Occorrerebbe, altresì proseguire e puntualizzare l’analizzare tali fenomeni per genere e classe di età, in modo da poter identificare la loro diversa incidenza su i diversi target di popolazione al fine di poter meglio dirigere le azioni tese a prevenirne l’insorgenza oltre che attenuarne gli effetti e riducendo i danni da esse provocati. Si è accentuata inoltre l’azione di presa in carico dei cittadini colpiti da tali patologie di grande impatto sulla salute intervenendo per facilitare al massimo il percorso sanitario (dalla diagnosi, alla fase acuta della cura, alla fase dei controlli periodici e dei successivi interventi terapeutici), ma anche per favorire le diverse fasi di sostegno sociale che possono presentarsi (psicologiche ed operative specialmente per la cura e l’assistenza a domicilio), occorre programmare e individuare ulteriori offerte di servizi in grado di sostenere chi viene colpito da tali eventi; Importante sarebbe riuscire ad approfondire la possibilità di una eventuale istituzione di registri di patologie (oltre al registro tumori, quello degli eventi cardiocircolatori gravi, e il monitoraggio di alcune malattie croniche generative quali diabete, demenze senili, ecc.) per verificare: l’andamento della insorgenza di esse, l’organizzazione dell’offerta, la efficacia della rete dei servizi e il loro accesso, le regole sulle lungodegenze, sugli hospice ecc. Dunque a conclusione del programma si propone di : • programmare interventi tesi a migliorare gli stili di vita della popolazione, dedicati a ridurre in particolare : l’abitudine al fumo, l’inattività fisica, i comportamenti alimentari non corretti ed il basso consumo di frutta e verdura, i comportamenti sessuali a rischio, l’abuso di alcol, sviluppando anche un insieme coordinato di funzioni, a livello provinciale e distrettuale, mirate alla promozione di comunicazioni dedicate a rafforzare le capacità dei cittadini a effettuare scelte consapevoli verso comportamenti salutari; • identificare i determinanti ambientali che concorrono a causare l’insorgenza delle patologie e degli eventi incidentali e promuovere azioni atte a ridurli; 239 • • • promuovere interventi di diagnosi precoce, di prevenzione secondaria e terziaria per le malattie croniche degenerative, correlate alle patologie prevalenti monitorandone l’andamento e accentuando gli interventi tesi a evitare l’insorgenza delle patologie prevalenti ad esse correlate; migliorare o attivare procedure atte a garantire una continuità assistenziale di carattere sanitario e sociale per le patologie prevalenti garantendo anche interventi a supporto delle famiglie dei cittadini colpiti da tali eventi, sia nel periodo della cura, che della riabilitazione, che nella fase terminale; programmare interventi per favorire il pieno recupero della autosufficienza e il reinserimento nelle attività civili e produttive dei cittadini che a causa di eventi patologici hanno avuto periodi di disabilità temporanea; 240 APPENDICE Tipologie d’azione INTERVENTI STRUTTURALI N° Titolo scheda 1/I Ospedale di Baggiovara 2/I – 3/I Individuazione postazioni fisse e mobili, – 10/II posizionamento defibrillatori semiautomatici (DAE), formazione addetti alla defibrillazione precoce Responsabile Stefano Cencetti Direttore Presidio Ospedaliero Ausl Marilena Campisi Centrale Operativa Modena Soccorso 4/I Migliorare in ambito distrettuale l’ organizzazione dell’ Maria Luisa De Luca assistenza palliativa Dipartimento di Cure Primarie 5/I Pianificazione dell’attività di installazione degli impianti fissi per telefonia cellulare 6/I Riduzione dell’inquinamento acustico 7/I Centralizzazione pz. Politraumatizzati secondo i percorsi dell’emergenza urgenza provinciali Daniele Bertoni Unità specialistica impatto ambientale Daniele Bertoni Unità specialistica impatto ambientale Marilena Campisi INTERVENTI EDUCATIVI, FORMATIVI E DI SENSIBILIZZAZIONE N° Titolo scheda 1/II Educazione Ambientale nelle scuole Responsabile Luisa Guerra ARPA sez. prov.le Modena 2/II Ricerca-intervento sull’affettività, sessualità, comportamenti sessuali e conoscenze sull’aids Sergio Ansaloni Politiche Giovanili 3/II Educazione sanitaria AIDS e MST Luciana Orlandi Servizio Educazione alla salute AUSL 4/II Educazione sanitaria su MST e HIV nella popolazione straniera 5/II Educazione alla salute e comunicazione – Lotta all’alcolismo Gino Scarduelli Settore Politiche Sociali e Sanità, Provincia di Modena Luciana Orlandi Servizio Educazione alla salute AUSL 6/II Formazione degli operatori sanitari a supporto del PPS Luciana Orlandi Servizio Educazione alla salute modenese 241 AUSL 7/II Lotta al tabagismo 8/II Interventi per la lotta al tabagismo Luciana Orlandi Servizio Educazione alla salute AUSL 9/II Prevenzione dei rischi per la salute da prodotti fitosanitari Adriana Giannini Dipartimento di Sanità Pubblica 10/II Formazione addetti alla defibrillazione precoce 11/II Prevenzione dei rischi per la salute della popolazione da inquinamento dell’aria Marilena Campisi Centrale Operativa Modena Soccorso Laila Barbieri/C.Alberto Goldoni Dipartimento di Sanità Pubblica 12/II Realizzazione del progetto “Ambulatori senza fumo” Maria Luisa De Luca Dipartimento Cure Primarie Distretto Ausl 3 13/II Informazione sullo stato di qualità dell’aria e sulla concentrazione di pollini allergenici Luisa Guerra ARPA sez. prov.le di Modena 14/II Riduzione dell’inquinamento dell’aria Daniele Bertoni Settore Ambiente 15/II Formazione operatori sui temi relativi alle cure palliative Susanna Casari Distretto Ausl 3 16/II Formazione operatori sui temi relativi alla SARS Giorgio Lenzotti Direzione Sanitaria Ausl 17/II Iniziative di prevenzione di natura cardiovascolare Gianni Spinella Ass. “Gli Amici del Cuore” 18/II Educazione sanitaria nelle scuole medie e superiori Gianluigi Grazioli Lega italiana per la lotta contro i tumori – sez. prov.le di Modena 19/II Centro Antifumo Gianluigi Grazioli Lega italiana per la lotta contro i tumori – sez. prov.le di Modena 20/II Educazione Sanitaria e prevenzione VIVICOSI’ – scegli la salute Gianluigi Grazioli Lega italiana per la lotta contro i tumori – sez. prov.le di Modena 21/II Progetto Villaggio della prevenzione 22/II Curare il dolore Maura Malpigli Ass. il Cestodiciliege onlus Ass.ne CID e Circ. n.3 23/II Giornata del sollievo Ufficio Piano per la Salute 24/II Giornata Mondiale dedicata alla lotta all’AIDS Sergio Ansaloni Politiche Giovanili 242 25/II ECO-LEARNING - Interventi innovativi per la formazione degli operatori della Salute Pubblica” Arpa Emilia Romagna – Struttura Tematica di Epidemiologia Ambientale 26/II Positivo alla vita: AIDS…… sfida al pregiudizio CEIS: centro di solidarietà 27/II Passa… tempo Associazioni“Il Cestodiciliege” per le donne operate al seno Onlus, Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori (LILT) e AVIS INTERVENTI PER L’ACCESSO, IL SOSTEGNO E LA RIDUZIONE DEL DANNO N° scheda 1/III Titolo Responsabile Migliorare l’accesso alle cure palliative attraverso il PUA (Punto Unico di accoglienza cure domiciliari) Maria Luisa De Luca Distretto Ausl 3 2/III Cura e riabilitazione per i malati di AIDS Giovanni Guaraldi Dipartimento Malattie Infettive Azienda Ospedaliero-Universitaria 3/III Potenziamento della sorveglianza HIV F. Borselli- G. Guaraldi Dipartimento Malattie Infettive Azienda Ospedaliero-Universitaria 4/III Supporto delle terapia antalgica al caregiving del paziente in assistenza domiciliare integrata Maria Luisa De Luca Distretto 3 Ausl 5/III Definizione percorsi di accesso ai servizi di diagnosi e Geraci cura per i pazienti affetti da infarto miocardio acuto Direzioni sanitarie AUSL e Azienda Ospedaliera Universitaria Policlinico 6/III Percorso multidisciplinare e plurispecialistico per la diagnosi, terapia e follow-up del paziente affetto da neoplasia del polmone Fausto Barbieri Dipartimento oncologia ed Ematologia - Azienda Ospedaliera Universitaria Policlinico 7/III Prevenzione secondaria delle patologie invalidanti causate da fumo, in particolare broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) malattie cardiovascolari e tumori del polmone Pietro Roversi Dipartimento apparato respiratorio Azienda Ospedaliera Universitaria Policlinico 8/III Prevenzione terziarie delle patologie respiratorie invalidanti Pietro Roversi Dipartimento apparato respiratorio Azienda Ospedaliera Universitaria Policlinico 9/III Prevenzione, sorveglianza, profilassi e screening della tubercolosi Pietro Roversi Dipartimento apparato respiratorio Azienda Ospedaliera Universitaria Policlinico 243 10/III Realizzazione di un percorso di continuità assistenziale (prefestiva, festiva, notturna) specifica per pazienti in ADI3/cure palliative del distretto di Modena Maria Luisa De Luca Distretto 3 Ausl 11/III Ottimizzazione dei percorsi di presa in carico da parte Maria Luisa De Luca dei medici di medicina generale di pazienti affetti da Dipartimento cure primarie Distretto diabete mellito di tipo 2 3 Ausl 12/III Realizzazione e reinserimento sociale dei pazienti affetti da AIDS Maria Luisa De Luca Dipartimento cure primarie Distretto 3 Ausl 13/III Percorso e modalità d’accesso facilitato dei pazienti in cure palliative all’hospice del Policlinico Maria Luisa De Luca Dipartimento cure primarie Distretto 3 Ausl 14/III Gestione defibrillatori semiautomatici distribuiti sul territorio Servizio di Ingegneria Clinica Ausl 15/III Elaborazione di un progetto che preveda il percorso assistenziale a favore di pazienti affetti da Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA) Maria Luisa De Luca Dipartimento cure primarie Distretto 3 Ausl 16/III Offerta di soccorso attivo in caso di black out elettrico Marilena Campisi ai pazienti assistiti a domicilio con apparecchi che Centrale Operativa Modena garantiscono funzioni vitali (individuazione abitazione, Soccorso tipologia e caratteristica presidio sanitario, autonomia) 17/III Angioplastica per infarto acuto del miocardo 18/III Terapia dello scompenso cardiaco 19/III Prevenzione Melanoma Simone Riccò Fondazione Ant 20/III Progetto psicoclinico Massimo Federico Ass. Angela Serra 21/III CNA – Epasa per il malato oncologico Massimo Federico Ass. Angela Serra 22/III Assistenza Domiciliare Oncologica Gianluigi Grazioli Lega italiana per la lotta contro i tumori – sez. prov.le di Modena 23/III Recption ed accompagnamento al Centro Oncologico Gianluigi Grazioli Modenese (COM) Lega italiana per la lotta contro i tumori – sez. prov.le di Modena 24/III Scuola di rieducazione alla fonesi Giorgio Mazzi Direzione Sanitaria Ausl Giorgio Mazzi Direzione Sanitaria Ausl Claudio Dugoni Ass. Modenese La Nostra Voce 244 25/III Counseling pre-intra-post operatorio Claudio Dugoni Ass. Modenese La Nostra Voce 26/III Supporto socio-assistenziale domiciliare postoperatorio Claudio Dugoni Ass. Modenese La Nostra Voce 27/III Supporto sanitario/psicologico domiciliare per pazienti Claudio Dugoni in fase acuta di malattia e familiari Ass. Modenese La Nostra Voce 28/III Dimostrazione per terapie di recupero funzionale in acqua Claudio Dugoni Ass. Modenese La Nostra Voce 29/III Centro per la raccolta dati su incidenza e terapia del tumore alla laringe Claudio Dugoni Ass. Modenese La Nostra Voce 30/III Progetto S. Agostino 31/III Progetto linfodrenaggio 32/III Incontro sostegno psicologico 33/III Riabilitazione in acqua 34/III Ginnastica dolce 35/III Progetto COM 36/III Trasporto pazienti neoplastici Maura Malpighi Ass. il cestodiciliege onlus Maura Malpighi Ass. il cestodiciliege onlus Maura Malpighi Ass. il cestodiciliege onlus Maura Malpighi Ass. il cestodiciliege onlus Maura Malpighi Ass. il cestodiciliege onlus Maura Malpighi Ass. il cestodiciliege onlus AVPA Croce Blu 37/III Trasporto dializzati AVPA Croce Blu 38/III Progetto “Mamma due volte” la banca del sangue del cordone ombelicale Ass. ASEOP INTERVENTI DI MONITORAGGIO N° scheda 1/IV Titolo Responsabile Controllo delle emissioni produttive Stefano Forti Arpa sez. prov.le di Modena 2/IV Valutazione della genotossicità del articolato atmosferico Luisa Guerra Arpa sez. prov.le di Modena 3/IV Registrazione dei nuovi casi di neoplasia insorti a Modena e provincia nell’anno 2002 ed elaborazione dei dati Massimo Federico Registro Tumori prov. di Modena 4/IV Registro eventi coronarici e cerebrovascolari acuti Carlo Alberto Goldoni Servizio Epidemiologia DSP Ausl di Modena 245 246 Programma di Azioni sulla Salute Donna A cura di Carla Martignani (Ufficio Politiche per la Salute – Comune di Modena) 247 PREMESSA Perché parliamo di salute di genere? Perché da un lato è un dato acquisito il fatto che la salute della donna costituisca un fattore di sviluppo per una società per il forte impatto sociale che determina, dall’altro la salute delle donne è fortemente cambiata e presenta fattori di criticità a causa del mutato ruolo che la donna occupa nella società. A fronte di un progressivo aumento delle donne che lavorano le politiche a favore della conciliazione dei tempi di vita e di lavoro non sono state in grado di supportare le donne con inevitabili situazioni di stress che hanno un riflesso negativo sulla loro salute. Le donne italiane vivono più a lungo degli uomini, ma vivono peggio, si ammalano di più poiché talune patologie sono legate proprio all’invecchiamento. Talune patologie un tempo considerate appannaggio esclusivamente maschile (malattie cardiovascolari) vedono le donne in prima fila, ma la percezione del rischio non è corretta e questo porta sovente a perdere tempo prezioso nella diagnosi. I farmaci per la cura di tali patologie di rado vengono messi a punto testandoli sulle donne che sono poi curate paradossalmente con farmaci non testati specificatamente su di loro. Occorre mettere in luce in maniera sempre più specifica i fattori di disuguaglianza che caratterizzano la salute e il benessere delle donne rispetto a quello degli uomini - accessi iniqui, scarsa partecipazione agli studi clinici, diverse condizioni socio economiche e condizioni di vita- affinché vengano presi in considerazione e affrontati con politiche efficaci anche in considerazione del fatto che l’invecchiamento della popolazione femminile ha anche riflessi di tipo economico e sociale: per poter considerare le donne una risorsa e non un costo è bene che arrivino alla soglia della vecchiaia in buona salute e con un carico il più ridotto possibile di disabilità. Solo recentemente, per iniziativa del precedente governo è stata istituita presso il Ministero una Commissione Salute Donna ed è stato prodotto il primo rapporto sullo stato di salute delle donne nel nostro paese. Stili di vita corretti e politiche sanitarie e sociali “di genere” appropriate avranno un ruolo sempre più importante nel determinare la qualità della vita e lo stato di benessere non solo delle donne ma dell’intera comunità. Il Comune di Modena ha deciso quindi di realizzare , nell’ambito del Piano per a Salute uno specifico programma d'azione “salute Donna” sulla base degli indirizzi provinciale riportati di seguito Gli indirizzi provinciali sulla Salute Donna Dall’analisi dei dati e dei documenti a disposizione il gruppo di lavoro provinciale aveva individuato nel 2001 le seguenti aree d’intervento prioritarie per il lavoro dei piani per la salutei: - salute della donna e riproduzione; - salute sessuale e controllo della fecondità; - salute psico-relazionale; - abuso e maltrattamento; - salute della donna (disturbi del comportamento alimentare/ patologie ginecologiche benigne/età post fertile). IL COMITATO DI PROGRAMMA DISTRETTUALE “SALUTE DONNA” E stato quindi istituito un Comitato di programma che ha visto la partecipazione, oltre che del Comune di Modena con il coordinamento del Gruppo del Piano per la Salute, le Aziende Sanitarie e le Associazioni femminili impegnate attivamente sul territorio. E’ stato seguito un percorso partecipato e aperto alle Associazioni del volontariato e del terzo settore che hanno dato un contributo fondamentale, come si evidenzierà nella parte relativa alla valutazione sul raggiungimento degli obiettivi prefissati. Il Comitato di programma così composto ha predisposto un programma di azioni sulla Salute Donna nel Distretto di Modena, approvato dal Consiglio Comunale il 22 aprile 2004, che ha svolto il seguente lavoro: 249 - individuazione di determinanti specifici che incidono sulla salute della donna fattori socio-economici (condizioni di svantaggio sociale) condizioni di lavoro (tipologia, precarietà, orari) lavoro non retribuito (domestico, di assistenza, di cura) salute di genere (tumori, ospedalizzazione, assistenza domiciliare) salute riproduttiva (maternità) situazioni di disagio e salute relazionale (violenza contro le donne e disagio femminile, solitudine, disturbi del comportamento alimentare, salute mentale) stili di vita L’individuazione dei determinanti di salute che riguardano vari aspetti della salute della donna ha consentito di superare una lettura che riducesse la salute della donna alle fasi del ciclo riproduttivo, ma che considerasse il ciclo di vita della donna nel suo complesso, segnata nel tempo da passaggi, impegni, fasi critiche caratterizzate dall’età, e la dimensione sistemico-relazionale, contraddistinta dal rapporto e dalle connessioni tra l’ambito familiare, quello lavorativo e quello di utente rispetto ai servizi offerti, ed anche situazioni di disagio e violenza che colpiscono prevalentemente le donne. Definizione di obiettivi del programma distrettuale: • • • • promuovere opportunità che possano favorire il benessere della donna e alleviare i suoi carichi di lavoro domestico e di cura sia rivolto ai figli che agli anziani; mettere a fuoco, attraverso una lettura di genere, i determinanti che causano o possono causare problematiche di salute alle donne; favorire le azioni necessarie a garantire la salute riproduttiva e di genere; ricercare soluzioni dedicate ad attenuare gli effetti di situazioni di disagio e svantaggio. Sviluppo e messa in rete delle azioni rivolte agli obiettivi individuati dei soggetti che hanno aderito al Patto per la Salute del Comune di Modena LE LINEE PRIORITARIE (DELIBERA CC N. 45/2005) Con Delibera di Consiglio del 4/07/2005 la validità del programma è stata approvata fino al 2007 con due priorità di intervento verso cui indirizzare le azioni negli anni 2006 – 2007: Presa in carico dei bisogni di salute di genere con particolare riferimento al parto e alle scelte consapevoli sulla maternità; Miglioramento dei percorsi dedicati alla diagnosi e cura dei tumori femminili. La tipologia di azioni sviluppate Il maggior numero di interventi (53,8%) è rivolto alla salute riproduttiva e di genere che impegna il 43% delle risorse complessive del programma messe in campo dai vari soggetti proponenti. In questo obiettivo rientrano tutte quelle azioni, anche innovative, rivolte al potenziamento e miglioramento dell’accesso e offerta di servizi dedicati alla fase della gravidanza ed i percorsi di screening e diagnosi precoce dei tumori alla mammella e al collo dell’utero e la relativa presa in carico (Obiettivo 3). Gli interventi rivolti ad alleviare i carichi di lavoro (Obiettivo 1) ricomprendono ad esempio l'ampliamento e la diversificazione (es i nidi aziendali o servizi integrativi per bimbi e famiglie) dei servizi per la prima infanzia, ma anche tutte le azioni promosse dalle Associazioni femminili, anche attraverso progetti europei connotati quindi da un forte grado di innovazione (vaucher di cura, valorizzazione competenze di genere nei luoghi decisionali, di conciliazione e di sostegno alle lavoratrici autonome che si devono assentare nel periodo di maternità), per un costo economico complessivo che rappresenta circa il 30% del costo del programma. L’(Obiettivo 2) raccoglie tutte quelle azioni tese ad individuare, attraverso indagini mirate su gruppi di popolazione femminile (immigrate, personale sanitario) nonché attraverso la lettura di genere delle patologie e dei dati socio economici, le specificità e i bisogni femminili; le attività di socializzazione e aggregazione, e 250 le iniziative seminariali di informazione, sensibilizzazione sulle normative a tutela della donna, sugli stili di vita. Rappresentano il 19% delle azioni complessive Nell’Obiettivo 3 sono state considerate le azioni tese a favorire il recupero e l’integrazione di donne interessate da situazioni di disagio e svantaggio, l’attivazione di monitoraggi su eventi e problematiche che presentano aspetti non sufficientemente conosciuti. Sono i progetti rivolti al recupero, all’accompagnamento all’inserimento lavorativo delle donne vittime della prostituzione, delle donne che hanno subito violenza, delle donne che presentano disturbi legati a problematiche socio-relazionali, i gruppi di auto aiuto. Rappresentano il 12% egli interventi. 251 252 VALUTAZIONE DELLE AZIONI PER OBIETTIVI SPECIFICI OBIETTIVO 1) Promuovere opportunità che possano favorire il benessere della donna e alleviare i suoi carichi di lavoro domestico e di cura sia rivolto ai figli che agli anziani Nell'ambito delle azioni che perseguono questo obiettivo, un ruolo fondamentale giocano i servizi per l'infanzia. I servizi per la prima infanzia comunali e convenzionati di Modena, ed i servizi integrativi messi in campo, riescono a soddisfare attualmente quasi il 90% delle domande. Tali servizi sono strategici per le donne al fine della conciliazione dei tempi di vita e di lavoro Nidi e Scuole d'Infanzia • 18 nidi d’infanzia comunali e 26 convenzionati per un totale di 1.593 iscritti nel 2007-2008 • 22 comunali, 11 statali, 9 convenzionate, 19 private per un totale di 4647 iscritti nel 2007-2008 L'offerta di tali servizi si è andata non solo ampliando ma notevolmente diversificando. Le due tabelle mostrano l'andamento dell'offerta di posti nei nidi e nelle materne comunali, convenzionati e privati ANNI SCOLASTICI 2001-02 2002-03 2003-04 2004-05 2005-06 2006-07 2007-08 nidi comunali sezioni bimbi 58 942 57 979 59 963 59 975 58 952 55 924 54 961 ANNI SCOLASTICI infanzia comunali sezioni bimbi 68 1.681 68 1.700 69 1.740 69 1.746 69 1.727 69 1694 69 1697 2001-02 2002-03 2003-04 2004-05 2005-06 2006-07 2007-08 nidi convenzione sezioni bimbi 19 301 26 374 33 478 37 525 40 596 43 611 45 632 infanzia statali sezioni 30 31 32 34 35 35 35 TOTALE sezioni 77 83 92 96 98 98 99 infanzia convenzionate bimbi sezioni bimbi 716 20 451 753 19 432 791 19 444 834 20 450 861 20 451 833 22 457 844 19 422 bimbi 1.243 1.353 1.441 1.500 1.548 1535 1593 infanzia private TOTALE sezioni 65 66 67 67 69 69 70 bimbi 1.527 1.574 1.516 1.559 1.632 1652 1684 sezioni 183 184 187 190 193 195 193 bimbi 4.375 4.459 4.491 4.589 4.671 4636 4647 Nidi d’Infanzia Aziendali a Modena bimbi 0-3 anni Presso l’Azienda O. Policlinico di Modena (2003) con una capienza di 36 posti di cui 18 riservati al Comune A febbraio 2005 è stata avviata l'attività del nuovo nido aziendale Tetra Pack. Il nuovo nido aziendale ha una capienza di 42 posti per bambini in età 3-36 mesi, 30 dei quali riservati ai figli dei dipendenti di Tetra Pak SpA, i restanti 12 riservati al Comune di Modena. Costo complessivo 1.100.000 Euro. Si ultimerà a settembre 2008 il nido aziendale presso la Banca popolare dell’Emilia Romagna , in Via Aristotele, per bambini dai 9 ai 36 mesi, con una capienza di 60 posti nido dei quali 15 riservati al Comune. 253 Si ultimerà a settembre 2008 il nido aziendale presso la Unicredit Group , in Via Corassori, per bambini dai 12 ai 36 mesi, con una capienza di 30 /33 posti nido, dei quali 14 riservati al Comune. E' già stata espletata la gara d'appalto per la costruzione e gestione del Micronido di Villanova per bambini dai 12 ai 36 mesi, con una capienza di 21 posti nido; l'apertura è prevista per i primi mesi del 2009 Servizi integrativi al nido “L’erba del nido è sempre più verde”: il servizio ospita i bambini e i loro genitori nel giardino del nido Vaciglio e organizza corsi di interesse per i genitori (es. corsi di educazione alimentare): 134 famielie coinvolte dal 2004. Centri per bambini e genitori Servizi di sostegno alla genitorialità , di sostegno al gioco, alla socializzazione e allo sviluppo dei bambini. Oltre 250 famiglie coinvolte negli ultimi due anni scolastici Nell'a.s 2007-2008 è stato attivato per la prima volta uno spazio bambini per 3 giorni alla settimana con affidamento dei bambini agli educatori per non più di 5 ore al giorno, senza la somministrazione del pasto. Sono stati accolti 12 bambini su 64 domande pervenute. Progetto “Vicino a te” prevedeva la formazione di baby sitter qualificate per l’incontro di domanda e offerta dei bimbi 0-3 anni, rivolto alle famiglie escluse dai nidi, ed anche la possibilità di un contributo economico. Sono state preparate 25 baby sitter qualificate; 35 famiglie hanno presentato richiesta di contributo, 3 quelle che ne hanno beneficiato (nota: il reddito delle altre 32 famiglie in diversi casi era superiore ai limiti fissati per usufruire del contributo economico, in altri la famiglia non ha trovato l'accordo con la bay-sitter). Centro di consulenza educativa 0-3 anni per genitori che hanno desiderio di confrontarsi con personale esperto su temi educativi e sulla crescita e rapporto con i/il figlio/i. a.s. 2006-2007: 25 famiglie hanno richiesto il servizio; a.s. 2007-2008: 25 famiglie hanno richiesto il servizio per un totale di 35 colloqui effettuati (alcune famiglie hanno richiesto più incontri). Centri estivi anno scolastico 2006-2007 Anche l'offerta di centri estivi si è andata ampliando nel tempo. Complessivamente nell'estate 2007 sono stati attivati 66 turni: in particolare 8 per i nidi, 16 per l'infanzia, 37 per le primarie e 5 per le secondarie di primo grado. In tutto sono stati offerti 2218 posti, in particolare: 310 posti di nido, 647 d'infanzia, 1156 per le Estate 2008: 2324. I ragazzi disabili ospitati nei centri estivi estate 2007 sono stati 51, così suddivisi: 3 al nido, 7 all'infanzia, 28 alle primarie e 13 alle secondarie di primo grado. Servizi di post scuola Dal 2004 sono stati attivati servizi di Primo Incontro per il sostegno alla genitorialità nel primo anno di vita del bambino partendo dalla considerazione che sempre più spesso le nuove famiglie non possono contare su una rete parentale o sull'esperienza dei nonni per gli aspetti educativi. Questi momenti servono anche per approfondire i bisogni specifici delle mamme. Sono stati programmati momenti di informazione e di discussione con le mamme, su argomenti relativi alla crescita e all'educazione dei loro bambini. Per i bambini sono stati programmati momenti di attività: massaggio, giochi motori, offrendo ai piccoli la possibilità di sperimentarsi in un ambiente cognitivamente ricco. Dal 2004 ad oggi sono state coinvolte circa 280 famiglie Offerta di occasioni di confronto e di conoscenza per genitori e nonni, che accompagnano bambini 1-3 anni ai centri gioco per famiglie non utenti dei nido: 108 famiglie accolte/150 richieste: 70 in modo continuativi, 38almeno 1 volta (2004) 118 famiglie accolte (accesso diretto. Copertura 100% richieste): 80 in modo continuativo, 28 almeno 1 volta (2005) 254 Il Centro per le famiglie Anche il Centro per le famiglie svolge un ruolo di sostegno alla genitorialità: Dal 2003 ad oggi sono stati circa 1250 gli utenti che si sono rivolti annualmente al centro (circa 400 famiglie) su problematiche relative ai tempi di cura, progetti educativi/relazionali, sull’integrazione sociale, per attività di sostegno a famiglie monogenitoriali Progetto Via lattea Attraverso il progetto "Via Lattea" – rete dei negozi e spazi amici dell’allattamento materno a Modena sono stati coinvolti 70 esercizi commerciali che si sono resi disponibili a creare spazi favorevoli per l'allattamento dei bambini. Sul tema dell'allattamento sono state promosse dalle Associazioni numerose iniziative di sensibilizzazione. L'attività delle Associazioni Molte attività sono state sviluppate dalle associazioni: • laboratori di ricerca sociale per conoscere i bisogni di conciliazione legati all’organizzazione del lavoro; • Percorsi di valorizzazione della presenza femminile nei luoghi decisionali attraverso corsi di formazione per 48 elette sulla partecipazione politica • Progetto Penelope: rete regionale di sportelli donna: servizi integrati per la conciliazione (15 vaucher di cura elargiti a donne residenti a Modena e formazione di 35 operatori sportelli donna e centri per l’impiego) • attivazione di sportelli informativi: InformaDonna di Modena (953 utenti allo sportello InformaDonna, 18 vaucher di cura elargiti/30 richieste a donne residenti a Modena (da 1000€) tra 2005-2006 • Vaucher per la cura bambini 0-10 mesi: 18 erogati/30 richieste da 1000€ ciascuno • Progetto EMMA. Empowerment e mainstreaming per la valorizzazione delle competenze di genere nei luoghi decisionali: 120 donne amministratrici iscritte alla rete La citt@ delle donne • progetto EQUAL. Una questione privata, sostenere la presenza di lavoratrici madri nel mercato del lavoro anno 2006: sperimentazione di modelli organizzativi che facilitino la conciliazione dei tempi di vita e lavoro 2° OBIETTIVO Mettere a fuoco, attraverso una lettura di genere, i determinanti che causano o possono causare problematiche di salute alle donne Per quanto detto in premessa risulta fondamentale affinare anzitutto con un'ottica di genere i dati di carattere epidemiologico per promuovere percorsi di medicina di genere. Ma è altrettanto fondamentale indagare i fattori socio economici nonché culturali, gli stili di vita delle donne, le condizioni di lavoro su cui incidere per favorire la salute e il benessere delle donne anche attraverso l'ottica delle disuguaglianze di salute e nell'accesso ai servizi. Sull'analisi di tali dati si rinvia ai capitoli successivi dove vengono riportati i principali dati sulla salute delle donne e i risultati di indagini sugli stili di vita, sulle condizioni di vita e di lavoro in una prospettiva di genere, sulle specificità dei bisogni delle donne straniere. Le fonti utilizzate per la descrizione dello stato di salute: Indagine“Stili di vita”–anno2006ricerca presso i cittadini modenesi dai 15 agli 80anni –Ufficio Politiche per la Salute e Ufficio Ricerche–Comune di Modena; Indagine“Conciliazione dei tempi e organizzazione dei servizi”–anno2006 -ricerca presso le donne modenesi dai25ai65anni–Assessorato, Commissione Pari Opportunità' e Ufficio ricerche–Comune di Modena. Annuario statistico – Comune di Modena Indagine PASSI AUSL Modena –anno 2006 Rapporti del Servizio di Epidemiologia AUSL di Modena, Registro Tumori della Provincia di Modena 255 3° OBIETTIVO Favorire le azioni necessarie a garantire la salute riproduttiva e di genere Diagnosi precoce e cura dei tumori femminili Lo screening per la prevenzione del tumore della mammella. Il programma di screening del Distretto di Modena prevede l’offerta di una mammografia alle donne di età compresa tra i 50 e i 69 anni, età in cui si ha un aumento del rischio di sviluppare questa malattia. Il programma di screening mammografico è iniziato nel 1995, attualmente è in corso il sesto round. La gestione del programma è effettuata dal centro di screening mammografico aziendale, situato presso i poliambulatori dell’Azienda Ospedaliera Policlinico, dove viene svolto anche il secondo livello diagnostico. Gli esami di screening sono eseguiti dal personale del centro presso i servizi di radiologia del distretto. Il programma prevede che la mammografia venga ripetuta ogni due anni. I dati del registro tumori della provincia danno importanti informazioni sull’efficacia dello screening nell’individuare i tumori in fase precoce e quindi con una prognosi migliore per le donne interessate. Al quinto round dello screening per la prevenzione del tumore della mammella hanno aderito il 78,9% delle donne a cui era stato fatto pervenire l’invito, ovvero 12.604 donne. 882 donne hanno invece partecipato spontaneamente all’iniziativa. In questo round sono stati diagnosticati 115 casi di neoplasia maligna e 30 casi di neoplasia benigna, con un rapporto B/M di 0,2. Adesione allo screening mammografico per distretto (Distretto Modena) ADESIONE % SCREENING MAMMOGRAFICO PROVINCIA DI MODENA 2001 - 2006 90 80 70 60 50 40 30 20 10 0 2001 2002 2003 2004 2005 2006 1 2 3 4 5 6 7 DISTRETTI Per il tumore della mammella è stato messo a punto un Percorso multidisciplinare e plurispecialistico per la diagnosi, la terapia e follow-up delle donne affetta da questo tumore. Da maggio 2008 è stato reso operativo presso l'Azienda Ospedaliero Universitaria Policlinico il “Punto Amico Senologico” ovvero un percorso organizzato di presa in carico delle donne, a cui è stato diagnosticato un tumore alla mammella, non solo dal punto di vista clinico ma anche in relazione al sostegno psicologico. Si tratta di un vero e proprio percorso “assistito”, che accompagna le donne affette da tumore alla mammella lungo tutte le fasi che vanno dalla diagnosi alla terapia, alla riabilitazione e al trattamento ricostruttivo. “Punto Amico” si caratterizza per un approccio multidisciplinare, mettendo insieme, con il coordinamento di un oncologo, competenze di professionisti esperti in chirurgia senologica, chirurgia plastica, oncologia, radioterapia, anatomopatologia, fisiatria, psicologia, che, in stretto collegamento, con radiologi senologi garantiranno l’erogazione delle migliori e più appropriate prestazioni sanitarie, oltre che l’ottimizzazione dei tempi di trattamento e la semplificazione delle cure. Al “Punto Amico” vengono quindi indirizzate le donne con diagnosi di tumore e casi sospetti dal radiologo oppure dal medico curante o da altro specialista. Proprio con lo scopo preciso di aiutare direttamente e concretamente le pazienti nel loro difficile percorso opera il gruppo “Aurora”, che presta la sua attività con il contributo di volontari della LILT (Lega italiana per la lotta contro i tumori) e dell’associazione Cestodiciliegie anche all’interno dei reparti oncologici. A loro si affianca, per 256 l’assistenza domiciliare oncologica gratuita, la Fondazione ANT. La possibilità per le donne del nostro territorio di poter disporre di una struttura così importante è ancora più rilevante quando la diagnosi del tumore arriva precocemente perché solo la diagnosi precoce, associata ad un buon trattamento della malattia, aumenta grandemente la probabilità di sopravvivenza. L'associazione Il Cesto di ciliege ha organizzato annualmente dal 2004 una manifestazione per sensibilizzare le donne ad effettuare i test mammografici anche prima della fascia di età ricompresa nello screening “Il Villaggio della Prevenzione”. Sono state effettuate dal 2004 al 2008: 114 mammografie, 211 ecografie, 191 visite senologiche. Inoltre 150 donne sono state ricontattate a cura dell'Associazione per invitarle ad seguire incontri presso il COM. E' stato attivato il progetto Linfondrenaggio”: 434 trattamenti effettuati; incontri per il sostegno psicologico per le donne operate al seno (25 donne all'anno); riabilitazione in acqua (67 trattamenti dal 2006) Lo screening per la prevenzione del tumore del collo dell’utero Il programma di screening, iniziato nel 1996, prevede l’invito a tutte le donne in età 25-65 anni ad eseguire il Pap-test ogni tre anni presso la sede dei consultorio familiare. I consultori, presenti nel Distretto di Modena, garantiscono la gestione del primo livello dello screening (le chiamate, l’esecuzione del Pap-test, la consegna dei risultati alle donne) e del secondo livello di approfondimento diagnostico-terapeutico. Il IV round è terminato 31/12/2007. Al 31/06/2007 l’allineamento al programma (n. donne invitate/donne da invitare) era oltre il 99% e l’adesione all’invito era pari al 60%. Nel 2008 sono previste le seguenti azioni di miglioramento: h) Organizzazione di un audit clinico per migliorare e uniformare, a livello aziendale, la gestione delle lesioni di basso grado (ASC-US e LGSIL). i) Effettuazione, a seguito dell’adozione del sistema METAFORA da parte del Policlinico, di una revisione e un miglioramento della trasmissione delle informazioni aziendali e interaziendali tra colposcopia-citologia-anatomia patologica. j) Attivazione, per aumentare l’adesione delle donne, di un lavoro di sensibilizzazione dei MMG a cui viene inviato l’elenco delle assistite non rispondenti (per ora solo 3 NCP). k) Effettuazione, per aumentare l’adesione delle donne straniere, del primo invito e del sollecito nella lingua d’origine: sono già state prodotte le lettere e creato il portale da POSTEL. Viene seguito inoltre un Percorso diagnostico, terapeutico e di monitoraggio del follow up delle donne positive al pap test. Adesione al 2° livello diagn ostico delle donne positive al pap-test: 95% nel 2004, 94% nel 2005, 92% nel 2006 Copertura delle tre campagne di screening* in provincia di Modena e Regione Emilia-Romagna (Studio PASSI) % Modena 100 Regione E-R 80 60 40 20 0 Pap test Mammo grafia Colon retto L’87% delle donne intervistate di età compresa tra 25 e 64 anni ha riferito di aver effettuato almeno un Pap test preventivo (in assenza di segni o sintomi) nel corso degli ultimi tre anni, come raccomandato dalle 257 linee guida, e l’89% di età tra i 50 e i 69 anni almeno una mammografia nel corso degli ultimi due anni, valori superiori a quelli regionali (rispettivamente 84% e 81%). Importanti quindi risultano essere le campagna di sensibilizzazione per l'adesione agli screening e per incoraggiare le donne che non rientrano nella fascia di età coperte ad effettuare comunque i test. In occasione della settimana delle prevenzione oncologica il Comune, le Aziende Sanitarie e le Associazioni Oncologiche hanno promosso campagne di sensibilizzazione per la prevenzione dei tumori femminili. Salute riproduttiva Centro nascita naturale Azienda O. Policlinico Nel giugno 2006 è stato avviata l'attività del Centro nascita Naturale presso il Policlinico. Al 17/05/07 risultano arruolate 352 donne di cui 244 hanno effettivamente fatto il travaglio al centro nascita naturale, 41 escluse per presenza di patologie, 13 rinunce, 38 in attesa, 2 trasferite. Delle 244 donne in travaglio presso il centro nascita naturale 214 hanno partorito spontaneamente. Valutazione dei corsi di preparazione alla nascita a cura di Policlinico Ostetricia-Ginecologia e Distretto 3 AUSL Il gruppo di lavoro ha analizzato le modalità di esecuzione dei corsi di preparazione alla nascita nel distretto di Modena (policlinico e consultori familiari), ha individuato le criticità prevalenti e le azioni da mettere in campo per superarle. In particolare ci si propone di unificare la prenotazione dei corsi al fine di ridurre le donne che eseguono più di un corso, di rendere maggiormente omogeneo il corso base da garantire gratuitamente alle donne. A tale proposito si è istituito un gruppo interaziendale che ha elaborato un documento, basato sulle prove di efficacia, che dà indicazioni specifiche su come realizzare e in che tempi la preparazione alla nascita. Sulla base de lavoro di gruppo nel 2007 si è programmata una formazione comune per le ostetriche che si occupano di preparazione alla nascita nelle due aziende. Percorso infertilità di coppia AUSL e Az. Policlinico 297 nuove coppie tra 2004 e 2006 inviate dal Consultorio familiare al Centro di Medicina della Riproduzione del Policlinico Istituzione di un Centro per il Dolore Pelvico Cronico e l’Endometriosi Il lavoro sulla prevenzione dell'incontinenza urinaria del consultorio familiare si è concentrata sull'attività rivolta prevalentemente alle donne gravide e nel post parto ed in perimenopausa. In particolare nel 2005 sono state assistite per questa problematica 184 donne, nel 2006: 174, nel 2007: 163 Molteplici le iniziative delle associazioni su svariate tematiche: • Centro per l’allattamento materno: promozione e sostegno allattamento al seno • Informanascita on-line sito internet :Inaugurato nel 2004. Nel 2005 più di 40.000 accessi al sito, 53.000 nel 2007; “Informanascita” e Informamamma linea telefonica: 400 richieste nel 2007 • Seminari tematici su Parto a domicilio, procreazione naturale e procreazione assistita • corsi di massaggio infantile, Corsi di accompagnamento alla gravidanza (circa 60 donne all'anno coinvolte); Corsi di preparazione alla nascita per donne di lingua straniera. • Pancione e schiena. Efficienza fisica prima e dopo il parto Salute Armonia e Benessere del corpo e della dimensione femminile: corsi di educazione e rieducazione perineale • Sostegno alla genitorialità Salute Armonia e Benessere nel Dopo Parto: corso dopo parto per mamme e bambini e incontri di massaggio al neonato: 50 neomamme annualmente 4° OBIETTIVO Ricercare soluzioni dedicate ad attenuare gli effetti di situazioni di disagio e svantaggio La violenza contro le donne I dati, ormai noti a tutti, riguardanti le violenze fisiche e psicologiche commesse contro le donne nel nostro paese, sono agghiaccianti. Le denunce per violenze sessuali sono in costante aumento anche nella nostra Regione. 258 Violenze sessuali denunciate dalle forze dell’ordine all’autorità giudiziaria per regione ai sensi della legge 66/199 Anni 1996-2005 (valori assoluti) ANNI INDICI NUMERO INCREME MEDIO NTO DI ANNUALE DENUNCE (x 100) 1996 1997 1998 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 97 3 161 127 3 224 133 14 286 140 4 320 210 1 375 198 5 400 236 6 415 242 6 436 316 2 696 368 8 777 207 5 409 7,4 6,3 7,9 13 67 46 109 50 110 56 126 38 154 34 196 62 155 66 173 89 260 80 277 53 163 8,4 7,6 24 38 103 84 16 28 92 25 7 117 66 14 50 107 39 55 58 140 93 14 35 153 41 14 104 109 9 36 172 40 71 44 142 131 18 55 221 31 16 118 125 27 61 137 56 58 72 165 113 29 35 256 44 8 104 107 18 66 138 45 75 46 239 188 19 54 275 45 16 127 129 20 63 191 71 70 64 216 161 32 41 304 47 20 138 156 25 81 200 59 64 60 222 204 35 62 304 59 17 127 131 29 79 222 54 53 73 252 227 39 62 364 54 9 172 143 26 66 198 83 84 124 349 289 49 91 296 84 10 235 220 24 105 310 101 79 148 382 312 52 72 379 88 32 204 240 36 109 277 100 63 73 221 180 30 54 264 52 15 145 143 23 72 195 65 7,0 7,4 7,3 7,3 6,9 6,1 7,6 7,2 7,8 4,3 7,3 6,1 5,4 6,1 6,1 RIPARTIZIONE Nord-Ovest 299 412 477 536 632 667 717 Nord-Est 207 350 373 405 506 516 503 Centro 220 295 425 433 536 538 605 Sud 279 313 378 347 400 467 442 Isole 146 212 193 183 262 259 276 ITALIA 1.151 1.582 1.846 1.904 2.336 2.447 2.543 Fonte: Elaborazione Regione Emilia-Romagna su dati Istat e Ministero dell’Interno. 757 544 692 470 281 2.744 1.138 782 725 678 411 3.734 1.301 818 815 709 377 4.020 694 500 528 448 260 2.431 7,7 7,5 7,3 6,1 6,1 7,1 REGIONE Piemonte Valle d'Aosta Lombardia Trentino-Alto Adige Veneto Friuli-Venezia Giulia Liguria Emilia-Romagna Toscana Umbria Marche Lazio Abruzzo Molise Campania Puglia Basilicata Calabria Sicilia Sardegna Per quanto riguarda la Provincia di Modena le denunce per violenze sessuali sono in media 50 all'anno dal 2004 ad oggi Violenze sessuali denunciate dalle FF.OO all’autorità giudiziaria ai sensi della legge 66/1996. Anni 2004-2007 in Provincia di Modena Provincia di Modena Violenze sessuali 2004 2005 2006 2007 57 41 53 53 Nel 2006 l'ISTAT ha effettuato una indagine di vittimizzazione effettuata dall'ISTAT sottoponendo questionario telefonico ad un campione di 25 mila donne con età compresa fra 16 e 70 anni — chiamate a rispondere su una serie di quesiti con l’obiettivo di conoscere la diffusione, le caratteristiche e il livello di denuncia di alcune forme di violenza in Italia. Più in particolare, l’attenzione dell’indagine è stata rivolta in modo molto dettagliato ai soprusi fisici, sessuali e psicologici perpetrati contro le donne, sia fuori che all’interno della famiglia La violenza non è solo sessuale o fisica, ma anche psicologica quando una donna subisce continue umiliazioni, si sente offesa nella sua dignità, viene minacciata o perseguitata (stalking). La violenza può essere anche “economica” quando la donna che subisce soprusi e minacce si sente costretta a rimanere nella “famiglia violenta” o preferisce non allontanarsi o esporre denuncia, perché non si trova indipendente economicamente, non ha un lavoro, o non ha un altro luogo dove andare, o perché non si può permettere i costi di una difesa legale. Secondo l'indagine svolta a livello nazionale, il 53% delle donne che ha subito violenza non ne parla con nessuno, quelle più sommerse sono quelle che avvengono in famiglia. Solo il 7,3% delle donne che hanno subito violenza dal partner denunciano il fatto. 259 La Regione Emilia Romagna ha finanziato l'ampliamento del campione regionale al fine di renderlo statisticamente significativo a livello di regione. Si riportano i principali risultati dell'indagine. Donne da 16 a 70 anni residenti in Emilia-Romagna che hanno subito violenza sessuale nel corso della vita da un uomo non partner, un partner o un ex partner per tipo di violenza subita (per 100 donne residenti nella fascia d’età considerata) AUTORE Non partner (*) Una o di cui più più volte volte Partner attuale Una o di cui più più volte volte Ex partner Una o di cui più più volte volte TIPO DI VIOLENZA SESSUALE Stupro 1,4 54,8 0,3 100,0 Tentato stupro 3,2 46,8 0,3 Rapporti sessuali indesiderati subiti per paura 1,0 66,5 1,9 91,1 Forzata ad attività sessuali con altre persone 0,7 75,4 Forzata ad attività sessuale considerata degradante 0,6 60,5 Molestata fisicamente 24,4 58,8 Altre violenze sessuali 0,5 18,5 TOTALE 26,6 2,5 61,2 80,6 Fonte: Elaborazione Regione Emilia-Romagna su dati Istat, Indagine sulla sicurezza delle donne. Anno 2006. (*) Per le violenze da non partner si considerano le violenze a partire dai 16 anni. 3,1 3,2 7,3 0,4 3,8 0,2 9,6 Da un uomo qualsiasi Una o di cui più più volte volte 72,0 63,2 91,6 90,3 33,3 82,3 3,4 4,4 6,1 1,0 2,6 24,4 0,6 29,6 68,2 45,8 86,9 56,9 85,3 58,8 21,6 65,2 Residenti in Emilia-Romagna che hanno subito violenza fisica nel corso della vita da un uomo non partner, un partner o un ex partner per tipo di violenza subita (per 100 donne residenti nella fascia d’età considerata) AUTORE Non partner (*) Partner attuale Una o più volte Una o più volte di cui più volte di cui più volte TIPO DI VIOLENZA FISICA Minacciata di essere colpita fisicamente 5,3 55,0 3,1 66,0 Colpita con un oggetto o tirato qualcosa 2,4 26,4 2,1 69,8 Spinta, afferrata, strattonata, storto un braccio, tirato i capelli 5,3 39,7 3,6 74,1 Schiaffeggiata, presa a calci, a pugni o morsa 2,3 61,4 2,6 50,6 Tentato di strangolarla, soffocarla o ustionarla 0,3 41,8 0,3 0,0 Minacciata con una pistola o un coltello 1,5 37,1 0,3 41,1 Altro tipo di violenza fisica 0,8 53,3 0,0 0,0 TOTALE 11,6 5,9 50,0 69,1 Fonte: Elaborazione Regione Emilia-Romagna su dati Istat, Indagine sulla sicurezza delle donne. Anno 2006. (*) Per le violenze da non partner si considerano le violenze a partire dai 16 anni. Ex partner Una o più volte di cui più volte 10,3 4,1 11,8 9,5 1,5 0,9 0,5 19,3 63,0 39,7 50,5 37,2 21,4 34,5 0,0 66,3 Da un uomo qualsiasi di cui Una o più più volt volte e 12,7 6,2 13,0 9,3 1,4 2,1 1,2 23,1 61,2 43,4 53,5 47,9 23,0 38,6 38,7 62,4 Donne da 16 a 70 anni residenti in Emilia-Romagna che hanno subito violenza psicologica o episodi di stalking dal partner attuale o dall’ex partner nel corso della vita (per 100 donne residenti che hanno un partner o hanno avuto un partner nella fascia d’età considerata ) AUTORE DELLA VIOLENZA TIPO DI VIOLENZA PSICOLOGICA Svalorizzazione Isolamento Controllo dei comportamenti Violenza economica Intimidazione TOTALE Partner attuale Ex partner Partner attuale e ex partner 7,6 7,5 9,5 2,0 2,2 19,4 51,2 48,1 58,5 17,7 22,4 79,5 12,2 11,7 14,4 3,8 4,5 23,8 STALKING Inviato messaggi, telefonae, e-mail 16,0 Chiesto appuntamenti 13,3 Aspettata sotto casa 12,8 Cercato di parlare con lei 14,0 L'ha seguita, spiata 8,8 Altro dopo la fine relazione 3,8 TOTALE 23,9 Fonte: Elaborazione Regione Emilia-Romagna su dati Istat, Indagine sulla sicurezza delle donne. Anno 2006. 16,0 13,3 12,8 14,0 8,8 3,8 23,9 Secondo una ricerca promossa dalla Regione Emilia Romagna e dai Centro Antiviolenza del Territorio, nel 2005, rispetto al 2000, quasi tutte le forme di violenza alle donne sono aumentate di circa 10 punti 260 percentuali. Sono state 1.419 le donne accolte nei Centri Antiviolenza della regione nel 2005, il 63% sono italiane, il 60% coniugate o conviventi, l’80% tra i 30-39 anni ed hanno figli in larga parte minorenni. La maggior parte degli aggressori (80%) sono i partner o gli ex partner. Di fronte a questo aumento di violenza, l’Assessorato alle Politiche per la Salute ed alle Pari Opportunità del Comune di Modena, nel corso del 2006-2007 si è attivato per approfondire il fenomeno a Modena, rafforzare la collaborazione ed il coordinamento di tutti quei soggetti, istituzionali e non, del territorio che possono entrare in contatto con donne che hanno subito violenza, condividendo modalità di accoglienza e creando una rete integrata di servizi ed operatori preparati che possa sostenerle ed accompagnarle sotto il profilo sociale, terapeutico, giuridico. Con la sottoscrizione del “Protocollo d’Intesa per la promozione di strategie condivise finalizzate alla prevenzione ed al contrasto del fenomeno della violenza nei confronti delle donne”, a marzo 2007, tra Provincia, Prefettura, Aziende Sanitarie, Comune di Modena e le Associazioni del territorio impegnate da anni nel sostegno alle donne vittime di violenza, si sta consolidando un percorso che mette a sistema tutti i soggetti del territorio con le rispettive competenze, al fine di migliorare l'assistenza alla donna vittima di violenza, il supporto alla Magistratura nelle indagini ed anche il favorire l'emersione delle donne in difficoltà che non si sono ancora rivolte alle autorità o ai servizi. Si è poi avviato un percorso nel Comune di Modena, a partire dalla formazione, che ha coinvolto oltre 40 operatori tra Forze dell’Ordine, Pronto Soccorso, 118, Associazioni femminili, psicologhe, avvocati, ginecologi, operatori dei servizi sociali, la Casa delle donne contro la Violenza di Modena e che aveva la finalità di arrivare alla formulazione di un protocollo operativo territoriale, approvato nel 2008. Sul piano della prevenzione delle violenze, altri temi da monitorare su cui si sono promosse iniziative sono state: la prevenzione delle mutilazioni femminili nelle comunità straniere attraverso percorsi di sensibilizzazione delle donne sui rischi per la salute. Nel 2008 il percorso intrapreso a Modena dall’Assessorato alle Pari Opportunità ha ricevuto un riconoscimento da parte della Dipartimento Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri con un finanziamento di € 150.000 per il progetto "In rete contro la violenza" promossa dai Comuni di Modena e Carpi e in collaborazione con la Ausl di Modena, l'ente formativo Modena Formazione e le associazioni Casa delle donne contro la violenza e Gruppo Donne e Giustizia di Modena. Il progetto ha partecipato alla selezione nazionale del bando promosso dal Dipartimento della Presidenza del consiglio dei ministri ed è stato finanziato insieme a soli altri dodici progetti in Italia. Un risultato molto importante per l'iniziativa che si propone di mettere in rete risorse e competenze dei diversi attori coinvolti per agire non solo dal punto di vista informativo e divulgativo, ma anche per intraprendere percorsi formativi specifici e iniziative di sensibilizzazione. Tra gli obiettivi del progetto: • l'attivazione di un gruppo stabile di coordinamento che si occupi di gestire la rete di servizi a sostegno delle donne oltre a monitorare le iniziative proposte; • la messa a punto di procedure e strumenti per riconoscere gli "eventi sentinella", che segnalano un disagio crescente in un territorio ben delineato; • garantire risposte nei casi di emergenza-urgenza. Nel Centro antiviolenza di Modena nel 2006 sono state accolte 110 donne che avevano subito fenomeni di violenza in famiglia. 350 le consulenze legali e psicologiche fornite dall’Associazione Gruppo Donne e Giustizia nello stesso anno. L' Associazione ha pubblicato i risultati di “vent’anni di consulenza legale alle donne” 1982-2002 (Report relativo alla mappatura delle emergenze rilevate in 20 anni di attività e consulenza legale alle donne a Modena) e ha attivato progetti specifici come il progetto “Relazioni solidali tra donne sole e con bambini/e:costituzione di un gruppo di auto mutuo aiuto, Gruppo di mutuo-aiuto di donne con il sostegno di una operatrice e una e psicologa per donne sole con bimbi coinvolte, progetto "Aiutare ad aiutarsi" - creazione di un gruppo di auto mutuo aiuto per donne con dipendenza affettiva e il progetto Gruppo di mutuo-aiuto di donne con disagio psicologico o sofferenza affettiva Prosegue il progetto “Oltre la strada”: percorsi di uscita dalla di uscita dalla prostituzione e reinserimento sociale: nel 2004 sono stati seguite 200 donne per percorsi di uscita dalla prostituzione, 109 accompagnate ai servizi socio-sanitari, 1195 contattate in strada; nel 2007 sono state 259 le donne seguite per percorsi di uscita dalla prostituzione, 51 accompagnate ai servizi socio sanitari. 261 Gli Interventi di prevenzione e accoglienza di donne che hanno subito violenze familiari a cura del Settore Politiche Sociali sono stati 372 dal 2004 Casa donne migranti – Semira Adamu: Accolte 10 donne con 5 figli minori nel 2004; 10 donne con 5 figli minori nel 2005. sono attualmente 13 le donne in accoglienza. Sono stati attivati corsi formativi per 95 donne rispetto alle 65 nel 2004. Rete di sostegno alle adolescenti e giovani gravide in difficoltà a cura dello Spazio Giovani – Consultorio 58 giovani donne seguite (2004); 106 giovani donne seguite nel 2006 di cui 46 straniere Condizioni di salute delle donne in Italia 23 Le donne italiane al 1 gennaio 2007 sono circa 30 milioni (il 51,4% della popolazione). Il tasso di disoccupazione femminile arriva al 10,1% nel 2005 (media della UE, 9%) ed il tasso di occupazione nello stesso anno è pari al 45,3% (quello maschile 69,7%). Il lavoro part-time e flessibile passa dal 14,3% (nel 1993) al 25,6 % (nel 2006). Nonostante il livello di scolarizzazione delle donne sia elevato, le donne sono soprattutto impiegate nel lavoro dipendente, in ruoli subordinati. Nei ruoli apicali le donne sono ancora poco rappresentate. Le denuncie per infortuni nel 2006 si sono ridotte: -1,3 % rispetto all’anno precedente. Per entrambi i generi l’80% degli infortuni si concentra nelle fasce d’età centrali con una decisa prevalenza femminile nella fascia 35-49 anni. I casi mortali nelle donne sono l’8% dei casi nel 2006. Ogni anno vengono denunciati all’INAIL circa 26.000 casi di malattie professionali: le donne, con quasi 6.000 denunce annuali, corrispondono al 21,8 %. In agricoltura si registra la più alta presenza di donne colpite da malattie professionali (l’incidenza è superiore a quella maschile); nei servizi la percentuale diminuisce per arrivare alla metà nel settore industriale. Lo stress è il primo problema lavorativo per le donne (la % di malattie correlate allo stress sono circa il doppio per le donne rispetto agli uomini.) Secondo l’ISPESL ogni anno sono 4.500.000 i casi di infortuni domestici, di cui 8.000 mortali, con ripartizione donna/uomo del 65% e 35%. Sotto il profilo sanitario, i dati sottolineano anzitutto come le donne vivano mediamente più a lungo degli uomini: l’aspettativa di vita delle donne ha raggiunto 84 anni (6 anni in più rispetto agli uomini), ma le donne affette da almeno una malattia cronica grave sono il 12,1%. La disabilità femminile è circa il doppio di quella maschile (6% contro 3 %) Il consumo di farmaci nelle donne cresce al crescere dell’età: 43,7 % per tutte le età (75% tra 65-74 anni; 86,2 % in quella di 75 ed oltre). Le cause di morte più frequenti fra le donne (per tutte le età) sono le malattie dell’apparato circolatorio (46,8%) ed il cancro (23,8%). Seguono le malattie dell’apparato respiratorio (5,5%), le cause violente (3,7%). I tumori femminili (mammella e cervice) rappresentano il 15,7% delle cause di morte per le età fra i 35 e i 64 anni. Oltre i 65 anni: le patologie cardiocircolatorie rappresentano il 50%. Una donna ogni quattro ha la probabilità di avere una diagnosi di tumore nel corso della vita. Il cancro alla mammella causa il 17,1% della mortalità per tutti i tumori; il cancro alla cervice 0,6%. La mortalità per cancro al polmone è in continuo aumento (9,8% di tutti i tumori nelle donne). La mortalità materna in Italia si è ridotta notevolmente passando dai valori di 491 morti nel 1970, a 84 nel 1980, a 50 nel 1990 a 16 nel 2000, a 17 nel 2003. Il livello di sorveglianza di questo indicatore rimane, e deve rimanere, alto in particolare nelle realtà territoriali dove le condizioni socio-economiche sono meno favorevoli, dove c’è minore accesso ai percorsi di assistenza alla gravidanza ed ai servizi sanitari correlati, e dove vi è una maggiore presenza di donne immigrate. La maggiore longevità delle donne influisce anche sulle differenze che si registrano nell’incidenza delle patologie croniche. Non è infatti solo sulle patologie tipicamente femminili (come l’osteoporosi per la quale si registra un’incidenza di otto volte superiore tra le donne) che si osserva una prevalenza femminile, bensì su tutte le patologie croniche considerate (allergie, cataratta, ipertensione, vene varicose, artrosi, 23 Fonti: dati ISTAT e primo Rapporto della Commissione Salute Donna del Ministero della Salute (marzo 2008). Cfr sito Ministero della Salute http://www.ministerosalute.it/saluteDonna/saluteDonna.jsp 262 osteoporosi, emorroidi, calcolosi del fegato, disturbi nervosi, cefalea o emicrania ricorrente, malattie della tiroide, lombosciatalgia). L’osteoporosi, in particolare, rappresenta un problema sia in termini di qualità di vita che di costi sanitari e sociali, legati alla cura e riabilitazione dei soggetti fratturati e all’assistenza per l’invalidità che spesso ne consegue. Le patologie dell’apparato cardiocircolatorio costituiscono la causa principale di morte (38,2 casi ogni 10.000 abitanti di sesso maschile e 44,6 casi ogni 10.000 abitanti di sesso femminile). Nella fascia d’età oltre i 75 anni si tratta rispettivamente di 401,9 casi ogni 10.000 uomini over75 e di 366,8 casi ogni 10.000 donne nella stessa fascia d’età. La seconda causa di morte è rappresentata dai tumori (33,7 casi ogni 10.000 abitanti di sesso maschile e 23,6 casi ogni 10.000 abitanti di sesso femminile) e la fascia di età più interessata è sempre quella over75 (233 ogni 10.000 per gli uomini e 119 ogni 10.000 per le donne). Va tuttavia rilevato il fatto che nella fascia d’età immediatamente precedente, quella compresa tra i 55 ed i 74 anni, i tumori rappresentano la prima causa di morte. Tra i 55 e i 74 anni di età, infatti, il dato complessivo dei decessi per tumore è pari 55,5 casi ogni 10.000 (75,3 casi ogni 10.000 per gli uomini e 38,1 casi ogni 10.000 per le donne), mentre il dato relativo alle patologie del sistema circolatorio è pari a 35,4 casi ogni 10.000 abitanti (49,6 casi ogni 10.000 per gli uomini e 22,9 casi ogni 10.000 per le donne). I tumori costituiscono peraltro la prima causa di morte anche tra i 25 ed i 54 anni, sia per gli uomini (5,6 casi ogni 10.000) che per le donne (5,2 casi ogni 10.000). Per quanto riguarda la salute riproduttiva, i dati nazionali relativi alla salute riproduttiva e all’accesso e utilizzo dei servizi dedicati alla gravidanza indicano che nell’83% dei casi, si effettuano in gravidanza più di 4 24 visite, di più nelle gravidanze fisiologiche (83.4%) rispetto alle patologiche ( 77,5%). La prima visita si effettua oltre la 12 settimana di gestazione dal 4,6% delle donne italiane e dal 18,6% delle donne straniere. Il numero delle ecografie è in media 4,3 (nel 73,6% delle gravidanze è > 3). Si effettua il 16% di amniocentesi. Oltre l’ 88% dei parti avviene negli istituti di cura pubblici, l’11,6% nelle case di cura e lo 0,18% a domicilio. L’incidenza dei tagli cesarei è 38,2% del 2005 (l’Italia è ai primi posti in Europa e nel mondo). Circa il 70% dei parti avviene con taglio cesareo in strutture private e accreditate. I metodi contraccettivi maggiormente impiegati: coito interrotto (31,6%), condom (28,4%), “pillola” (20,9%), metodi naturali (4,2%), dispositivi intrauterini (3,2%), diaframma (1,3%) mentre “nessun metodo” risultava adottato nel 10,4% delle coppie. Nel corso degli anni in Italia è notevolmente diminuito il ricorso all’Interruzione Volontaria di Gravidanza (IVG). All’inizio degli anni ‘80 (a ridosso della promulgazione della Legge 194) le IVG erano oltre 200.000; negli anni più recenti (2005-2006) circa 130.000 casi. Il tasso di abortività (numero di IVG su 1000 donne in età 15-49 anni), è diminuito da 17 nel 1982 a 9,4 nel 2006. La riduzione del ricorso all’IVG per le donne italiane è stata del 60%. Nel 1995 il 7% delle IVG risultava essere effettuata da cittadine straniere, nel 2005 è il 30%. Il tasso di abortività delle donne straniere (soprattutto molto giovani e nubili) risulta quattro volte superiore a quello delle donne italiane. Vi sono sul territorio 2.186 Consultori, con 553 spazi giovani, con notevoli differenze territoriali. L’innalzamento dell’età media al parto sia per le prime nascite che per quelle successive, delinea soprattutto una tendenza a posticipare l’inizio della vita riproduttiva ma, in parte, anche un recupero di fecondità in età matura. Di conseguenza si dedica una maggiore attenzione alla gravidanza ed al parto, in particolare ai fattori di rischio per la salute della madre, del feto e del neonato. Nel 2005, il 13,8% dei parti è relativo a madri di cittadinanza non italiana (Centro- nord: 20%). L’età media della madre al parto è 31,9 anni per le italiane; 28,6 anni per le cittadine straniere. Il 40,9% delle madri ha una scolarità medio alta, il 41,5% medio bassa ed il 17,6% ha conseguito la laurea. Fra le straniere prevale una scolarità medio bassa (53%). Oltre l’82% delle donne con meno di 20 anni ha, al massimo, conseguito un diploma di licenza media inferiore. Il 50,4% delle madri ha un’occupazione lavorativa, il 39,1% sono casalinghe e il 10,5% sono disoccupate o in cerca di prima occupazione. Per quanto riguarda gli stili di vita, i dati dei Paesi dell’UE indicano che la percentuale delle donne fumatrici nella maggior parte degli Stati membri è intorno al 25% ed è in costante aumento. 24 Fonti: primo Rapporto della Commissione Salute Donna del Ministero della Salute (marzo 2008). 263 I maggiori fattori di rischio, associati alla mortalità prematura (prima dei 65 anni) sono: fumo, eccessivo consumo di alcool, dieta non salutare e assenza di attività fisica. In Italia, il 17% delle donne è abituale fumatrice, il 3,4% forte fumatrice. Per alcune fasce di età, 15-24 e 4554 anni, si assiste ad un aumento delle fumatrici. Il 26,8% delle donne italiane è in sovrappeso, con un 10% di obese. Il 47% delle donne non pratica alcuna forma di attività fisica e solo il 16% dichiara di fare sport con continuità. Permane elevata la percentuale di donne fumatrici, specie in età fertile e in gravidanza. Il fumo delle madri in gravidanza può infatti essere causa di riduzione del peso alla nascita, e aumenta il rischio di gravi conseguenze per lo sviluppo della funzione respiratoria, nonché delle cosiddette “morti in culla”. Risulta comunque che la gravidanza inneschi molto spesso comportamenti responsabili negli stili di vita delle madri. Il livello di istruzione ha un ruolo importante nell’indurre la futura mamma a modificare i propri comportamenti: le donne laureate o diplomate smettono di fumare nel 70% circa dei casi. In Italia, nonostante il complessivo miglioramento dello stato di salute della popolazione, la distanza tra poveri e ricchi, e la differenza nelle opportunità di vita e di salute è aumentata. Esistono disuguaglianze di salute e nell’accesso ai sistemi di cura che devono essere approfondite e focalizzate in ciascun territorio per potervi fare fronte. Vi sono cioè fasce di popolazione che, per svantaggio sociale ed economico, incorrono in maggiori rischi per la salute, hanno comportamenti più a rischio, non hanno la possibilità di accedere ai servizi del territorio, o di curarsi adeguatamente. 264 Dati di contesto LE DONNE NEL DISTRETTO DI MODENA Principali trend demografici 25 La popolazione complessiva si attesta al 31.12.2006 alle 180.080 unità, di cui la popolazione femminile rappresenta circa il 52% con 93.530 donne residenti. La speranza di vita alla nascita delle donne modenesi, superiore di 5-6 anni a quella maschile, è passata da 82,69 anni (periodo 1997-1999) a 83,85 anni (periodo 2003-2005), superiori anche ai livelli regionali che sono rispettivamente di 82,88 e 83,60 anni. La fascia d’età femminile più rappresentata è quella fra i 15-44 anni, a seguire 45-64 anni, oltre i 75 anni, da 0-14 anni e infine tra i 65- 74 anni. Come è noto, la speranza di vita delle donne è superiore a quella degli uomini, motivo per cui la % di donne sulla popolazione totale modenese aumenta al crescere dell’età: tra i 014 anni rappresenta il 49% della popolazione e oltre i 75 anni arriva fino al 64%. L’aumento delle donne modenesi tra il 2000 e il 2007 è stato di circa il 2%; Il trend di aumento delle donne residenti con nazionalità non italiana è stato, tra il 2000 e 2006, pari al 117%. Comprensibilmente la % di donne straniere rispetto al totale della popolazione femminile è passato dal 4,6% nel 2000 a circa il 10% nel 2006. A fine 2006 le donne straniere sono risultate 9271, pari al 50% della popolazione straniera residente complessiva. Il N° di stranieri è passato complessi vamente da 9.219 unità nel 2000, a 18.710 nel 2006, ovvero dal 5,2% al 10,4% della popolazione residente a Modena. Le 14 nazionalità più rappresentate sul territorio, che raggruppano da sole l’80% delle donne straniere residenti ed il 78% delle presenze maschili, sono, in ordine decrescente per rappresentatività: Marocco, Filippine, Albania, Ucraina, Ghana, Romania, Nigeria, Moldavia, Polonia, Tunisia, Turchia, Cina, Perù, Federazione Russa. Considerando le grandi zone o i continenti di provenienza, è in costante aumento la presenza di donne provenienti da quasi tutti i continenti negli ultimi 6 anni, in modo particolare dai paesi dell’Europa extra UE e dall’Africa. Vista la recente adesione di Bulgaria e Romania all’Unione Europea ci attendiamo un aumento significativo del trend anche dai paesi UE che, già dal 2003, mostra un incremento significativo. Costante l’ascesa delle donne provenienti dall’Asia, che vede ai primi posti per presenze registrate filippine e cinesi. E’ in aumento il n° medio di figli per donna fecond a, ed anche l’età media al parto che si attesta sui 31 anni. I nati vivi sono in significativo aumento negli ultimi 7 anni, anche se il dato del 2006 è minore dell’anno precedente, e pari a 1.685 nati vivi. POPOLAZIONE FEMMINILE RESIDENTE NEL COMUNE DI MODENA NEL 2006 PER CLASSI DI ETÀ (VALORI ASSOLUTI E % RISPETTO AL TOT. POPOLAZ.) Fasce d'età 0-14 15-44 45-64 65-74 oltre 75 TOTALE 25 DONNE % popolaz. TOTALE 11277 49% 23193 33523 49% 68739 24741 52% 47589 11040 55% 20188 12949 64% 20371 93530 52% 180080 Fonte: Annuario Statistico 2006 – Comune di Modena 265 Popolazione fem m inile residente per fasce d'età al 31- 12- 2006 12% 14% 0-14 12% 15-44 45-64 65-74 36% oltre 75 26% N° donne residenti a Modena (anni 2000-2006) 94000 93500 93000 92500 92000 91500 91000 93449 93617 93530 92950 91995 2000 92311 2001 92529 2002 2003 2004 2005 2006 Trend ultra-80 enni residenti a Modena per genere 9000 8000 7000 6000 M 5000 4000 F 3000 2000 1000 0 2000 2001 2002 2003 266 2004 2005 2006 % donne straniere sulla popolazione fem m inile totale residente (anni 2000-2006) 12,0% 10,0% 8,0% 6,0% 4,0% 2,0% 0,0% 4,6% 2000 2001 7,1% 6,0% 5,3% 2002 2003 9,2% 8,4% 2004 2005 Donne straniere residenti per grandi zone di provenienza (anni 2000 - 2006) 9,9% 2006 EUROPA CEE EUROPA EXTRA CEE 4000 3500 AFRICA 3000 2500 AMERICA 2000 1500 ASIA 1000 500 0 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 Indicatori della riproduttività naturale della popolazione residente nel Distretto di Modena 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 N° MEDIO DI FIGLI PER DONNA FECONDA ETA' MEDIA AL PARTO TASSO GENERICO DI FECONDITA'26 TASSO GENERICO DI NATALITA' N° NATI VIVI 1,22 30,55 39,17 9,05 1.597 1,29 30,86 41,08 9,4 1.658 1,25 31,05 39,83 9,05 1.659 1,25 30,78 39,16 8,9 1.631 1,33 30,97 41,23 9,3 1.708 1,37 30,95 41,74 9,4 1.700 1,38 31,07 41,77 9,3 1.685 Le donne modenesi risultano mediamente istruite con il diploma che supera di gran lunga l’obbligo scolastico e, nelle giovani generazioni tra i 15-29 anni, la laurea è un obiettivo raggiunto più dalle donne che dagli 26 TASSO GENERICO DI FECONDITA’= N° nati vivi / Popola z. femminile (15-49 anni) * 1000. Rapporta il numero dei nati vivi dell'anno all'ammontare medio della popolazione femminile in età feconda. 267 uomini, anche nella fascia 30-44 anni. In età più avanzata, riferita alla popolazione anziana, prevale la licenza elementare. Donne residenti a Modena per fascia d'età e titolo di studio (anno 2005) 100 80 60 40 20 0 FINO A 14 DA 15 A 29 DA 30 A 44 DA 45 A 64 65 ANNI E ANNI ANNI ANNI ANNI PIU' LAUREA DIPLOMA OBBLIGO TOTALE ELEMENTARE La condizione lavorativa della popolazione femminile è descritta in Appendice Sono 1143 gli infortuni sul lavoro nel Comune di Modena che hanno coinvolto lavoratrici donne (Fonte: dati INAIL 2003), pari al 29% degli infortuni totali verificatisi nel distretto, e 24 infortuni con invalidità permanenti, e nessun infortunio mortale (contro i 5 che hanno coinvolto lavoratori di sesso maschile). Nel 69% dei casi l’infortunio è avvenuto nel settore sei servizi (Commercio e riparazione, alberghi e ristoranti, intermediazione finanziaria, altri servizi privati e pubblici). Lavoro domestico, di assistenza e di cura Nel programma Salute Donna del Piano per la Salute pubblicato nel 2004 si mettevano in evidenza i risultati dell’indagine condotta dal CAPP di Modena sul lavoro retribuito e non delle donne modenesi, che mostravano una differenza fra donne e uomini molto significativa: le prime svolgono 15 ore in media di più alla settimana di lavoro non retribuito, di assistenza e cura di familiari (bambini, anziani), e mediamente quasi 9 ore in meno settimanali di ore retribuite. Confrontando i risultati con i dati provinciali e nazionali disponibili, non va meglio nel resto d’Italia, in cui la differenza di ore non pagate tra donne e uomini sale a circa 17 ore settimanali. ORE DEDICATE AL LAVORO RETRIBUITO E AL LAVORO DOMESTICO E DI CURA DI DONNE E UOMINI OCCUPATE/I MODENA pagato PROVINCIA tot. pagato 64 ITALIA tot. pagato 35,9 non pagato 29,5 65,4 tot. DONNE 34,6 non pagato 29,4 UOMINI 43,3 14,3 57,6 44,2 13 57,2 43,1 12,5 55,6 Differenza in ore - 8,7 15,1 6,4 -8,3 16,5 8,2 - 7,6 16,8 9,2 268 35,5 non pagato 29,3 64,8 Da un’indagine condotta in Provincia di Modena e presentata nel 2006 risulta che il 46% delle 1076 donne 27 intervistate desidererebbero avere più figli (media 2,02) di quanti effettivamente ne abbiano (media 1,4). Considerando chi manifesta una distanza tra i figli desiderati e quelli effettivi, e analizzando la loro condizione professionale, titolo di studio e reddito famigliare, emerge che questa distanza fra genitorialità desiderata/effettiva aumenta per i disoccupati e i contratti di collaborazione, non influisce tanto il titolo di studio per le donne, quanto il reddito familiare. La differenza salariale fra i due sessi sul mercato del lavoro implica la convinzione che da un punto di vista economico non sia conveniente che sia il padre a usufruire del congedo parentale; il peso della conciliazione ricade con un circolo vizioso sulle spalle della donna. Una maggiore parità retributiva favorirebbe una maggior redistribuzione dei compiti domestici e di cura, che appare essere uno dei presupposti per una scelta di genitorialità e di maternità consapevole e coerente con quanto desiderato. Coerentemente con gli ampi carichi di lavoro retribuito e non sopportati dalle donne, si osserva anche la stanchezza come motivo del non raggiungimento del numero di figli desiderato. Il Comune di Modena ha condotto nel 2006 una ricerca su “Conciliazione dei tempi e organizzazione dei servizi”, promossa dall'Assessorato e dal Comitato Pari Opportunità del Comune di Modena, e condotta dall'Ufficio Ricerche del Gabinetto del Sindaco i cui risultati sono stati presentati nello stesso anno. La ricerca ha coinvolto un campione di 500 donne, tra i 25 ed i 65 anni, rappresentative della popolazione femminile residente nel Comune di Modena. La ricerca ha quindi indagato come è distribuito il lavoro di cura nelle case dei modenesi, il tempo ad esso dedicato, i bisogni espressi più frequenti delle donne impegnate in questa incombenza, e il rapporto che hanno con i servizi forniti dalla città. Il campione Le donne intervistate hanno quasi tutte un elevato livello di scolarità, sono lavoratrici e sono ben informate sui servizi offerti dalla città. Il 71% ha un livello di scolarità superiore, il 58,5 % svolge un lavoro dipendente, l' 8% svolge un lavoro autonomo, ed il 33,5% risulta non occupata (di cui il 16,4% è pensionata, il 12,9% è casalinga, il 4,2% è studentessa – disoccupata). Circa l'8% del campione ricopre un ruolo dirigenziale/direttivo o un'attività autonoma: il 4,2% del campione si definisce libera professionista, lo 0,2% è imprenditrice, il 1,4% è dirigente, e il 2,4% è un quadro direttivo. Circa il 62% dichiara di essere in un nucleo familiare con più di 2 persone, composto rispettivamente di 3 persone (28,7%), 4 persone (26,8%), 5 o più persone (6,4%); ma c'è anche un 30% di nuclei familiari composti da 2 persone e l'8% di single. Il 51,5% vive con il coniuge/convivente e figli, il 5,5% sola con i figli. Risultati Il quadro che emerge dalla ricerca è che metà delle modenesi tra i 25 ed i 65 anni è impegnata ad accudire bambini minori di 6 anni, anziani o altri familiari, in modo totale o parziale. Oltre un quarto è impegnata nel lavoro di cura quotidianamente, anche per più di 8 ore e, comunque, la maggioranza vi dedica da 4 a 8 ore al giorno. Si tratta per lo più di lavoratrici dipendenti e, in minima parte, autonome. Ad occuparsi di anziani è un 25% delle intervistate, donne tra i 45 e i 65 anni. Per un 10% di loro il carico di lavoro di cura è particolarmente oneroso, poiché riguarda più familiari contemporaneamente. Un altro 22% delle intervistate si occupa di minori di 6 anni: sono donne prevalentemente tra i 25 ed i 44 anni, anche se si registra un 20% di donne tra i 55 e i 65 anni che se ne occupa parzialmente; si tratta evidentemente delle nonne. L’indagine mostra che, per quanto riguarda il tempo dedicato al lavoro di cura, per la maggior parte si tratta di un lavoro quotidiano, in cui le donne tra i 25 ed i 44 anni possono essere impegnate anche per più di 8 ore al giorno. Più diversificato l'impegno giornaliero, o a cadenza settimanale, delle donne tra i 45 e 65 anni, su cui grava maggiormente l'impegno nei confronti dei familiari anziani. Dato rilevante è che un terzo delle donne impegnate ad accudire familiari (33,4%) non ha nessuno supporto o aiuto, e un altro 15% ricorre all'aiuto di professionisti. Sul fronte della conciliazione del lavoro di cura con il lavoro retribuito, i risultati non sono certamente positivi, a dimostrazione che ancora molto deve essere fatto per garantire effettivamente le pari opportunità, considerato che esiste un carico di lavoro complessivo superiore che grava sulle donne, e che le penalizza fortemente sul lavoro. 27 Cfr “Genitorialità, Lavoro e Qualità della Vita: una conciliazione possibile?” Riflessioni da un’indagine in Provincia di Modena, a cura di Tindara Addabbo, Ed. Franco Angeli, 2005). 269 Oltre un quarto delle intervistate lavoratrici dipendenti ha usufruito di un congedo o di un periodo di aspettativa, ma al rientro per la stragrande maggioranza (80%) non è stata offerta una forma di aggiornamento professionale. Al rientro dal congedo/aspettativa, infatti, il 64% ha continuato a svolgere le mansioni che svolgeva prima, il 19% in parte e il 13% risponde negativamente. Per il 64% delle intervistate che hanno vissuto un cambiamento delle mansioni che svolgevano prima, hanno visto peggiorare la propria posizione. Di fronte alla richiesta di maggiore flessibilità negli orari di lavoro, le aziende rispondono soprattutto con l'offerta del part-time, solo raramente offrendo la possibilità di orario concordato, opzione preferita dalle donne, nonostante esista una legge, la n°53 del 200 0 (Disposizioni per il sostegno alla maternità e della paternità, per il diritto alla cura e alla formazione e per i coordinamento dei tempi della città) che prevede la flessibilità nell'orario come misura di sostegno alla maternità e paternità. L’offerta di servizi Per quanto riguarda l'offerta di servizi pubblici a disposizione, la maggior parte delle donne li utilizza: dai nidi (32%), alle scuole d'infanzia (57%), alle mense scolastiche (50%), ai centri gioco e ludoteche (20%), all'assistenza domiciliare (12%), alla casa protetta (6%). Solo il 26% delle intervistate non ne ha mai utilizzato alcuno. Per migliorare la propria vita, la maggior parte delle donne intervistate ritiene di aver soprattutto bisogno di tempo, ancor prima che di maggior reddito; una richiesta particolarmente diffusa tra i 35 e 44 anni, che conferma un'esigenza già emersa in una ricerca del 2002 (Eurocities 2002); qualcuna vorrebbe una maggior condivisione con il partner del lavoro di cura. Le intervistate chiedono anche un potenziamento dei servizi pubblici già presenti: più posti nido, più servizi di sollievo e di assistenza domiciliare, per avere un sostegno nella gestione degli anziani. Lei ha dei familiari di cui si deve occupare? % n no 50,5 252 sì 49,5 248 Totale 100 500 Donne modenesi (%) che prestano lavoro di assistenza e cura per tipologia di assistito 25 22,5 20 17,5 15 12,5 10 7,5 5 2,5 0 altro tipo di persone bisognose di assi - portatori di handicap anziani non autosufficien ti 270 anziani par zialmente au tosufficienti bambini minori di 6 anni Donne modenesi che assistono familiari per tempo impiegato di cura (%) 30 27,5 25 22,5 20 17,5 15 12,5 10 7,5 5 2,5 0 tutti i gior ni, piu' di 8 ore tutti i giorni, da 4 a 8 ore tutti i giorni, da 1 a 4 ore 2-3 giorni alla settimana 2-3 mezze giornate alla setti - qualche ora alla settimana Altro Tipo di aiuto (%) nella cura di anziani e bambini delle donne che svolgono assistenza (possibilità più risposte) 40 35 30 25 20 15 10 5 0 familiari che vivono con me parenti o amici che non vivono con me 271 nessuno persone che lo fanno di professione non ri sponde Tipologia di servizio di cui le donne modenesi sentono l'esigenza Altro Aumentare posti nido/materne Migliorare trasporto pubblico e orari (orari-scuole, ecc.) Prolungamento orari scuole/asili (pomeriggio, estate) Più servizi per anziani Più servizi domiciliari Servizi meno costosi/contributi economici Strutture, servizi per disabili Spazi per i giovani 0 5 10 15 20 25 30 Stili di vita delle donne modenesi Il Comune di Modena nel 2006 ha avviato un' indagine distrettuale sugli “Stili di vita”, promossa dall'Assessorato alle Politiche per la Salute del Comune di Modena 28 L'indagine ha coinvolto un campione di 1100 cittadini modenesi tra i 15 e gli 80 anni, di cui il 51% donne, relativamente ai seguenti temi: l’alimentazione, il consumo di alcolici, l’attività fisica e pratica sportiva, l’uso di farmaci. Sono stati indagati, inoltre, temi relativi alla percezione della salute e del proprio corpo, alla percezione dei fattori di rischio per la salute, all’esposizione di infortuni domestici, all’impegno relativo al lavoro domestico e di cura, nonché all’accesso ai servizi ed alle prestazioni sanitarie. Per quanto concerne la popolazione femminile modenese, emerge subito il generale alto livello di scolarità delle donne modenesi intervistate: circa il 40% ha un diploma superiore e circa il 20% è laureata; il restante 40% ha frequentato la scuola dell'obbligo. Per quanto riguarda le abitudini alimentari, è emerso che sono le donne in testa nel consumo di frutta e verdura, indice di corrette abitudini alimentari preventive dell’insorgenza di molte patologie. Per quanto riguarda il consumo di alcolici risulta che le donne che affermano di bere vino, o vino e acqua, durante i pasti, non superano nell’86% dei casi 1 bicchiere a pasto, contro il 46,7% degli uomini. Arriva a 2 bicchieri a pasto il 13,4% delle donne che dichiarano di pasteggiare con vino, o vino e acqua, contro il 47% degli uomini. Sopra i 2 bicchieri a pasto di vino sono solo gli uomini a consumarne. Se un 25% di donne modenesi dichiara un’abitudine quotidiana a un’attività fisica minima, considerando l’attività fisica e motoria di ogni giorno, comprendendo quindi il lavoro in casa e fuori, gli spostamenti a piedi o in bicicletta, le passeggiate, gli acquisti e lo sport, c’è un buon 45% che invece dichiara di svolgere abitualmente un’attività motoria moderata, ed un altro 24% discreta. Per quanto riguarda la pratica di qualche attività sportiva, circa il 38% delle donne dichiara di svolgere attività sportiva, contro il 43% degli uomini; il 36% delle donne modenesi ha praticato sport negli ultimi sei mesi per almeno un mese, contro il 38% degli uomini, e non ha mai praticato sport rispettivamente il 27% ed il 19%. Confrontando i risultati del 2006 con i dati di una ricerca svolta nel 2003 su un campione simile, a cui è stato posto il medesimo quesito, la % di donne che dichiara di NON aver mai praticato attività sportiva, tra i 15-64 anni, passa dal 24,8% al 18,2%, e chi la pratica dal 37,7% al 42,2%. 28 In appendice sono riportati i dati completi della ricerca campionaria sugli stili di vita condotta nel Comune di Modena 272 Lei pratica o ha praticato qualche attività sportiva (compresa ginnastica, jogging...) per almeno un mese durante gli ultimi 6 mesi? 45,0 40,0 35,0 30,0 25,0 M F 20,0 15,0 10,0 5,0 0,0 si no, ma praticavo sport in passato non ho MAI praticato sport I Fra le seguenti, qual è la motivazione più forte che la spinge a svolgere attività fisica? 55,0 50,0 45,0 40,0 35,0 30,0 M F 25,0 20,0 15,0 10,0 5,0 0,0 migliora l'a spetto fisico mi piace e'un modoX trascorrere tempo con al tri e conosce - perche' so di averne bi sogno mi e' stato consigliato dal medico non risponde Per quanto riguarda il fumo il 24,5% delle donne intervistate dichiara di fumare contro il 27,6% degli uomini. Confrontando questi dati con quelli di una ricerca condotta nel 2003 dall'Amministrazione comunale, su un campione di intervistati della stessa fascia d’età, emerge che le donne che fumano nel 2006 sono il 24,3%, mentre nel 2003 erano il 18,5%. Rimanendo quasi stabile il numero dei fumatori maschi, c’è un sensibile incremento nel numero delle fumatrici, nell'ampia fascia d'età tra i 25 ed i 64 anni. 273 Fumatori per genere (indagine 2003 e 2006) 30 25 20 2003 2006 15 10 5 0 M F Per quanto riguarda la percezione della salute emerge che i modenesi valutano il proprio stato di salute in modo soddisfacente, sono le donne (62%) più degli uomini (53%) che considerano la salute nell’aspetto più generale di benessere inteso anche rispetto agli aspetti relazionali (avere molti amici), economici e ambientali. Cause di morte e salute di genere 29 Le principali cause di morte delle donne a Modena sono rappresentate dalle malattie cardiovascolari con 406 casi nel 2005, pari a circa il 40% dei decessi femminili totali, contro il 35% delle morti maschili per la stessa causa. La seconda causa di morte sono i tumori con 297 casi, pari al 29% delle cause di morte femminili (in modo prevalente per tumori alla mammella e al polmone), contro il 35% dei casi di decesso per tumore degli uomini, e dell'apparato respiratorio con 72 casi, pari a 7% casi. Dato significativo è anche la persistenza come quarta causa di decesso nelle donne residenti per malattie psichiche (59 casi) e infine per traumatismi (30 casi). I tassi standardizzati, che annullano l'effetto del progressivo invecchiamento della popolazione, mostrano per tutte le cause nel loro insieme un andamento decrescente in entrambi i sessi, sia per i valori distrettuali, provinciali e regionali. Tra Distretto e Provincia per la mortalità in generale non si rilevano differenze statisticamente significative. Il tasso standardizzato dei decessi maschili nel periodo 2001-2005 del Distretto di Modena appare inferiore a quello provinciale. Mortalità per tutte le cause,: tassi standardizzati* (x 100.000 ab). Anni 1988-2006. 2.000 2.000 Donne Uomini 1.500 1.500 1.000 1.000 500 500 Provincia Provincia Fonti: Archivio Provinciale di Mortalità e Piano Attività Territoriali 2007 Distretto 3 AUSL di Modena. Regione Regione Elaborazioni: Servizio di Epidemiologia - Dipartimento Sanità Pubblica AUSL di Modena. Distretto di Modena Distretto di Modena 2006 2004 2002 2000 1998 1996 1994 1992 1990 2006 2004 2002 2000 1998 1996 1994 1992 1990 274 1988 0 0 1988 29 N° DECESSI PER PRINCIPALI CAUSE DI MORTE PRINCIPALI CAUSE DI MORTE NEI RESIDENTI NEL DISTRETTO DI MODENA PER GENERE – ANNO 2005 Genere Patologie Totale F M MALATTIE INFETTIVE TUMORI T. stomaco T. colon T. retto T. polmone T. mammella MAL. GHIAND. ENDOCRINE MAL. SANGUE E ORG. EMATOP. DISTURBI PSICHICI MAL.SISTEMA NERVOSO MAL. SIST.CIRCOLATORIO Infarto Altre mal. ischemiche del cuore Disturbi circolatori dell'encefalo MAL. APP. RESPIRATORIO MAL. APP. DIRIGENTE MAL. APP. GENITO URINARIO MAL. PELLE E SOTTOCUTANEO MAL. OSTEOM. E TESS. CONNETTIVO MALFORMAZIONI CONGENITE ALTRE CONDIZ. MORB. PERINATALI STATI MORBOSI MAL DEFINITI TRAUMATISMI E AVVELENAM. Incidenti stradali Totale 9 308 18 33 4 97 21 3 28 27 313 64 69 62 69 29 15 3 3 2 4 13 43 17 11 297 21 25 7 41 48 28 4 59 26 406 51 65 99 72 46 24 1 4 1 1 11 30 8 20 605 39 58 11 138 48 49 7 87 53 719 115 134 161 141 75 39 4 7 3 5 24 73 25 890 1.021 1.911 TREND DELLE QUATTRO CAUSE DI MORTE PIU’ FREQUENTI NELLE DONNE RESIDENTI NEL DISTRETTO DI MODENA (V.A.) 275 N° decessi donne residenti nel Distretto di Modena per Malattie Sist. Circolatorio 480 470 460 463 440 420 420 406 400 395 380 360 340 2000 2001 2002 2003 2005 N° decessi di donne residenti nel Distretto di Modena per neoplasie 350 300 297 283 250 253 245 268 200 150 100 50 0 2000 2001 2002 2003 2005 N° decessi donne residenti nel Distretto di Modena per Malattie Appar. Respirat. 80 71 70 60 72 58 50 45 42 40 30 20 10 0 2000 2001 2002 276 2003 2005 N° decessi donne residenti nel Distretto di Modena per malattie psichiche 90 80 70 60 50 40 30 20 10 0 78 62 60 59 49 2000 2001 2002 2003 2005 NEOPLASIE NELLE DONNE Secondo i dati del Registro Tumori, nel 2004 le neoplasie più frequenti diagnosticate in provincia di Modena sono state: negli uomini i tumori della prostata con il 29% delle neoplasie maschili, seguiti dai quelli del polmone 15,1%, e del colon-retto, 14,1%; tra le donne i tumori della mammella 30,7%, seguiti da quelli del colon-retto 13,5%, e del polmone 8,6%. La mortalità standardizzata distrettuale e provinciale per tutti i tumori è in diminuzione in entrambi i sessi, sebbene sia più evidente per gli uomini. Nel complesso non vi sono differenze significative di mortalità, per tutti i tumori nel complesso, tra distretto e provincia nel periodo 2001-2005. Esistono lievi differenze tra Modena distretto e Modena provincia solo per quanto riguarda la mortalità tumore del polmone tra le donne per cui si evidenzia invece una maggior mortalità nel distretto. Tumore della mammella Tassi standardizzati* di mortalità. Confronto: distretto di Modena, provincia di Modena e regione Emilia-Romagna. Anni 1988-2006 120 Provincia Regione Distretto di Modena Donne 90 60 30 2006 2004 2002 2000 1998 1996 1994 1992 1990 1988 0 Mortalità: Archivio Provinciale di Mortalità Elaborazioni: Servizio di Epidemiologia - Dipartimento di Sanità Pubblica AUSL Modena 277 Sopravvivenza relativa a cinque anni dei principali tumori dei residenti nella provincia di Modena suddivisi per genere (in %) Tumore Stomaco Colon Retto Fegato Polmone Mammella Utero (cervice) Utero (corpo) Ovaio Prostata Vescica Rene 1990-1997 Uomini Donne 26 30 57 54 51 46 9 6 11 13 85 67 82 41 78 77 69 61 62 1998-2005 Uomini Donne 26 28 59* 62* 61* 62* 11* 15* 10 15 90* 69 84 36 95* 78 80 67 68 *differenza statisticamente significativa - Brown Test (Brown CC, 1983) Fonte: Registro tumori della provincia di Modena edizione 2007 278 DEMENZE Stima di pazienti con demenza* anno 2005 Stima nuovi casi di demenza annui Pazienti segnalati nel 2005 % pazienti con demenza presi in carico nel 2005 Tot pazienti segnalati anni 2002-2005 Distr. di Modena 3.724 646 - - 1.134 Prov. di Modena 12.642 2.201 630 5% 2.959 * dati stimati dal progetto ILSA, possibile sottostima dei pazienti con 85 anni e più Composizione percentuale per sesso dei pazienti con demenza segnalati nel distretto di Modena e nella provincia di Modena - Anni 2002 -2005 100 Uomini Donne 75 % 50 25 0 Modena Provincia Composizione percentuale per fasce di età dei pazienti con demenza segnalati nel distretto di Modena e nella provincia di Modena - Anni 2002 -2005 100 Modena Provincia 75 % 50 25 0 <75 >=75 Classe di età 279 LA SALUTE RIPRODUTTIVA Il parto Come anticipato nella prima sezione sui dati di contesto nazionale sulla salute riproduttiva delle donne, il tasso di parti cesarei registrato in Italia è il più elevato a livello mondiale, il tasso medio tagli cesarei pari al 36,9% rispetto al 23,7%, tasso medio europeo (2003). L’andamento del tasso di parti cesarei registrato nel periodo 1980-2002 evidenzia come l’incremento abbia interessato tutte le aree del Paese; dagli inizi degli anni ’90 il dato dell’ Emilia-Romagna risulta inferiore a quello nazionale ma costantemente superiore a quello del Nord-Italia (la differenza è sottostimata in quanto quest’ultimo comprende anche la stessa Regione). Nel triennio 2003-2005, analizzando i tassi medi regionali si assiste ad una sostanziale stabilità della frequenza dei parti cesarei: rispettivamente 30.2%, 30.5% e 30.0%. Il numero di parti cesarei effettuati nei punti nascita provinciali dell’Ausl di Modena risultano 3473, e la percentuale dei tagli cesarei sul totale delle gravidanze, registrato presso l’Azienda Ospedaliera Policlinico di Modena risulta pari al 29,9% nel 2006. Questi dati ricomprendono donne non residenti e non considerano le donne residenti che si sono recate fuori i punti nascita provinciali. Il Ministero della Salute nel 2007 si è espresso nel senso di una maggiore demedicalizzazione ed umanizzazione della nascita, formulando, tra le raccomandazioni più significative del suo rapporto sulla Salute Donna, una indirizzo e proposta specifica per politiche che favoriscano la riduzione dei tagli cesarei, attraverso linee guida, formazione del personale e promozione di “buone pratiche”. In questo senso, a Modena, presso l’Azienda O. Policlinico, si è avviato in questi anni ed attivato nel 2007 il Centro Nascita rivolto alle gravide a basso rischio per migliorare e umanizzare il parto naturale, con una maggiore assistenza (rapporto donna-ostetrica 1:1) e cura dell’ambiente e del comfort, ed il sostegno emotivo per il contenimento del dolore, con la partecipazione della famiglia all’evento, quando richiesto. I dati riferiti al primo anno di funzionamento del Centro, da maggio 2006 a giugno 2007, mostrano buoni risultati nell’aumento del n° di parti naturali ed un minor ricorso a tagli cesarei d’urgenza, un minor ricorso a farmaci ed una maggiore integrità del perineo della donna (meno episiotomie). Tasso provinciale dei tagli cesarei nei punti nascita di Modena Carpi Mirandola Sassuolo Pavullo AUSL di Modena 2005 26,8 27,8 35,2 22,4 28,2 2006 2007 25,7 29,2 30,3 20 26,5 27,1 AOSP di Modena 28 29,9 280 30,2 Il ricorso all’interruzione volontaria di gravidanza (IVG) I dati regionali relativi all’Interruzione Volontaria di Gravidanza (2005) registrano una diminuzione di ricorso all’IVG delle residenti con cittadinanza italiana (da 8682 nel 2004 a 5916 del 2005) e un aumento per le donne con cittadinanza straniera (da 760 nel 1994 a 3250 nel 2005). La frequenza di madri con cittadinanza straniera è aumentata nell’ultimo triennio dal 17% (2003) al 21.8% (2005) secondo i Certificati di Assistenza la Parto (CedaP) della RER. Le IVG di donne residenti con cittadinanza straniera rappresentano il 37% delle IVG eseguite in Regione. La fascia d’età in cui avviene più frequentemente l’IVG è la fascia 25-34 anni. I dati riferiti alle donne residenti in provincia di Modena indicano un trend decrescente dal 2000 al 2005; il trend sembra sovrapporsi per le donne italiane e straniere, a livello distrettuale. 30 Analizzando l’andamento del tasso di abortività, risulta che nel Distretto di Modena, il ricorso all’IVG da parte delle donne straniere è tendenzialmente in calo in questi ultimi anni, contrariamente ai trend regionali e nazionali. IVG delle donne residenti in Provincia di Modena (2000-2005) 1.600 1.200 800 400 0 2000 2001 2002 2003 Italiana 2004 2005 Straniera IVG delle donne residenti nel Distretto di Modena (2000-2005) 800 600 400 200 0 2000 2001 2002 2003 Italiana 2004 2005 Straniera 30 TASSO GREZZO DI ABORTIVITA’= N° aborti effettuati d a donne in eta’ feconda (15-49 anni) / Popolaz. femm. in eta’ feconda * 1000 281 Tasso di abortività nelle residenti del Distretto di Modena (anni 2000-2005) 80 Tasso di abortività x 1.000 Italiana Straniera Totale 60 40 20 0 2000 2001 2002 282 2003 2004 2005 DISAGIO PSICHICO Sono 5.200 le donne in carico al Servizio di Psichiatria Adulti del Dipartimento di Salute Mentale dell’AUSL di Modena (2006), di cui circa il 50% sono residenti nel Comune di Modena. Inoltre, 1.789 sono i residenti adulti in carico al Servizio di Psicologia Clinica dell’AUSL di Modena (dati 2006). Possono essere sia di tipo fisico che psichico le cause di disagio femminile, ma sicuramente un dato che emerge dall'indagine PASSI regionale, sulla percezione della salute dei modenesi, che conferma un'indagine multiscopo ISTAT, è che esiste una correlazione con l'età, il sesso e l livello di istruzione. Secondo l'indagine PASS (dati provinciali) l'analisi media dei giorni in cattiva salute o limitanti e abituali attività quotidiane conferma la più alta percezione negativa del proprio stato di salute, delle donne, e delle fasce d'età avanzate. Le donne lamentano più gironi in cattiva salute per motivi psicologici e sono più limitate nelle loro attività quotidiane abituali. Secondo la stessa indagine, svolta sul territorio provinciale il 13% delle persone intervistate riferisce di aver vissuto negli ultimi 12 mesi due sintomi di depressione caratterizzati da poco interesse nel fare le cose, sentirsi giù di morale, depressi o senza speranze. Il 28% ha vissuto questo stato d'animo per una volta negli ultimi 12 mesi. Le donne sono più coinvolte, 4 volte più degli uomini, e spesso riguarda persone in stato d disoccupazione stabile o saltuario. Solo il 25% di queste persone che ha provato due sintomi negli ultimi 12 mesi si rivolge al medico, il 50% a nessuno. E' evidente un bisogno rilevante della popolazione, soprattutto femminile in età avanzata. . Come è stato messo in evidenza nei dati di contesto, la quarta causa di morte delle donne a Modena sono le malattie psichiche. Il disagio psichico, oltre a poter essere causato da varie ragioni, ad es. dall'essere più predisposti a stati depressivi, alla solitudine, a situazioni di svantaggio ed emarginazione, ecc., possono manifestarsi imprevedibilmente in alcuni momenti particolari della vita della donna, come ad esempio la maternità, o la menopausa. Ad esempio, il disagio post parto si può manifestare tra le 6 e le 12 settimane dopo la gravidanza anche se non si hanno precedenti di tipo depressivo, e si stima colpisca il 10-20% delle puerpere. Spesso le donne che vengono colpite da queste forme depressive, vivono in solitudine questo stato e difficilmente chiedono aiuto al medico o a famigliari. Su quest'ultima problematica è stato messo a punto uno specifico progetto, recentemente avviato, dal titolo “Mamme oltre il blu” che prevede il contatto delle donne che hanno partorito a distanza di qualche settimana per un colloquio sulla fase post parto che è finalizzato a rilevare anche eventuali stati di malessere. Su quest'ultima problematica è stato messo a punto uno specifico progetto promosso dalla provincia di Modena e recentemente avviato presso il consultorio familiare del distretto di Modena, dal titolo “Mamme oltre il blu” .Il progetto ha inteso perseguire i seguenti obiettivi: 1. Dare una continuità della presa in carico della donna da parte dei Servizi durante e dopo il parto; 2. Superare il disagio e la solitudine che molte mamme sperimentano in questa fase della vita; 3. Tutelare il neonato, attraverso la promozione di una positiva relazione madre-bambino per un corretto sviluppo affettivo, comportamentale e cognitivo del bambino; 4 Creare una rete di sostegno, in collaborazione con le risorse locali coinvolgendo anche le associazioni di volontariato che si occupano di maternità Le attività previste per il raggiungimento dei suddetti obiettivi sono: Creazione di un punto di ascolto: presso i Consultori familiari di Modena, con linea telefonica dedicata, nel quale avere l’opportunità di rilevare la domanda spontanea delle donne gravide, delle puerpere, delle famiglie e di fornire informazioni, ascolto/counselling telefonico, inviando eventualmente agli operatori e servizi specifici per incontri individualizzati; Attività di gruppo pre e post parto: all’interno delle quali fornire le informazioni utili alle gestanti e per affrontare il periodo successivo alla nascita del bambino coinvolgendo anche ai partner o altri famigliari interessati; Focus group: gruppi di ascolto rivolti a neo-mamme primipare e a pluripare per raccogliere i loro bisogni e operare/verificare la reale coincidenza fra questi e i servizi offerti. Monitoraggio e valutazione delle risorse che il territorio può offrire nel campo del Terzo Settore. Nel corso del 2007, grazie alle attività di sensibilizzazione e formazione dei professionisti coinvolti e di pubblicizzazione del progetto, la psicologa coordinatrice del progetto ha preso in carico, 26 donne ed effettuato 133 prestazioni di cui: 51 per consulenza individuale, 73 per psicoterapia individuale, 2 per consulenza di coppia, 7 per psicoterapia di coppia. 283 DATI DI ACCESSO AI SERVIZI DEDICATI ALLE DONNE - OFFERTA SERVIZI SANITARI DISTRETTO 31 AUSL DI MODENA Consultorio Familiare Il Servizio Salute Donna svolge una funzione tesa a migliorare il benessere fisico, psichico e relazionale della donna, attraverso la prevenzione e la cura delle patologie di genere e alla promozione degli interventi socio-sanitari necessari a sostenere i momenti che scandiscono le fasi fisiologiche della vita delle donne. I servizi offerte sono: −l’Assistenza alla gravidanza, al puerperio e all’allattamento; −la Consulenza genetica; −la contraccezione e l’aborto; −la menopausa; −la consulenza psicologica e sessuologica; −lo screening del tumore del collo dell’utero; −la diagnosi precoce degli altri tumori femminili; −l’educazione sanitaria per adolescenti; −l’educazione sanitaria percorso nascite. Le sedi sono: Consultorio Viale Molza, 3 Spaizo Giovani, Viale Molza, 3 Consultorio Via Don Minzon, 121 Centro Salute Donne Straniere, Via Don Minzioni, 121 11572 11251 10997 12000 10693 10107 10000 Utenti totali in carico ai consultori familiari del Distretto di Modena: anni 2003 - 2007 8000 6000 4000 1810 2308 2698 2418 2716 2000 0 2003 2004 2005 Immigrate 31 2006 2007 Italiane Fonte: Piano Attuativo Territoriale (PAT) 2007 - Distretto 3 AUSL di Modena. 284 Utenti totali in carico ai Consultori Familiari del distretto di Modena per gravidanza: anni 2003-2007 1316 1311 1067 1191 991 Italiane 629 2003 984 1053 890 1193 Im m igrate 2004 2005 2006 2007 Utenti totali in carico ai Consultori Familiari del distretto di Modena per interruzione volontaria di gravidanza: anni 2003-2007 296 241 257 213 251 Italiane 300 353 345 275 356 Immigrate 2003 2004 2005 2006 285 2007 Le utenti in carico ai Consultori Familiari del Distretto di Modena per la contraccezione: anni 20032007 1692 1527 1504 1438 1399 Italiane 454 508 621 564 634 Immigrate 2003 2004 2005 2006 2007 Le utenti in carico ai Consultori Familiari del Distretto di Modena per la menopausa: anni 2003-2007 1192 881 644 523 416 Italiane 69 45 33 33 29 2003 2004 2005 2006 2007 286 Immigrate Le utenti in carico ai Consultori Familiari del Distretto di Modena per visite ginecologiche: anni 20032007 3993 4282 4774 4610 3888 Italiane 686 851 2003 2004 1093 934 984 Immigrate 2005 2006 2007 Le utenti in carico ai Consultori Familiari del Distretto di Modena per visite senologiche: anni 20032007 4015 3739 3547 3309 3090 Italiane 157 190 160 183 195 2003 2004 2005 2006 2007 287 Immigrate Accesso ai servizi diagnostici in gravidanza L’ accesso ai consultori pubblici per la gravidanza coinvolge a livello regionale il 27% dell’utenza interessata, contro il 66% che si rivolge ai privati e un 6% direttamente all’ospedale. Le donne con istruzione medio-bassa si rivolgono al servizio pubblico per il 42,9% mentre il 72,7% di donne con istruzione medio-alta e l’81% con livello alto di istruzione si rivolgono a professionisti privati. E’ significativo anche che il 66% delle donne gravide con cittadinanza straniera si rivolgono al servizio per la gravidanza del consultorio pubblico contro il 16% delle donne gravide con cittadinanza italiana (il 72% si rivolge ai privati). Le raccomandazioni e le linee guida regionali indicano, e offrono alle gravide gratuitamente nelle strutture pubbliche, il numero di visite diagnostiche ecografiche che occorre eseguire (1 volta a trimestre), e i tempi per effettuare le visite di controllo. Dai dati provinciali dell’Ausl di Modena, risulta che le donne con cittadinanza straniera utilizzano più delle italiane i consultori pubblici, effettuano più tardi la prima visita di controllo e tendenzialmente svolgono meno esami diagnostici prenatali. N° visite di controllo in gravidanza secondo la cit tadinanza della madre a Modena Numero di visite di controllo in Totale gravidanza <4 da 4 a 7 >7 % % % N° % ITALIANA 3,3% 57,8 38,9 27.825 100 STRANIERA 12,9% 62,9 24,3 7.746 100 TOTALE 5,4 58,9 35,7 35.571 100 Fonte: Regione Emilia Romagna – Banca Dati CedaP - 2005 CITTADINANZA DELLA MADRE Effettuazione della 1° visita secondo la cittadinan za della madre a Modena CITTADINANZA DELLA MADRE ITALIANA STRANIERA TOTALE Numero di visite di controllo in gravidanza < = 8 sett. da 9 a 11 >= 12 sett. sett. % % % 66,3% 22,3 11,5 41,5% 26,9 31,7 60,9 23,3 15,9 Totale N° 25.594 7.103 32.697 % 100 100 100 Fonte: Regione Emilia Romagna – Banca Dati CedaP - 2005 Effettuazione di almeno un’indagine prenatale secondo l’età e la scolarità della madre Scolarità della madre ALTA MEDIO-ALTA MEDIO-BASSA TOTALE Età della madre < = 35 anni Età della madre > 35 anni Totale 23,8% 22,6% 12,2% 19,2% 60,8% 63,5% 55,2% 60,6% 34% 31,3% 19,5% 28% Effettuazione di almeno un’indagine prenatale secondo l’età e la cittadinanza della madre Cittadinanza della madre Età della madre < = 35 anni Età della madre > 35 anni Totale ITALIANA STRANIERA TOTALE 23,4% 4,9% 18,7% 63,6% 26% 59,9% 33,2% 6,9% 27,5% 288 Risultati e prospettive A conclusione del percorso descritto , possiamo affermare che nel periodo 2004-2007 di validità del programma: E’ stata migliorata la conoscenza sullo stato di salute delle donne e di alcune criticità emergenti attraverso • una analisi “di genere” dei dati epidemiologici e sull'accesso ai servizi • lo sviluppo di diverse ricerche su stili di vita, conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, condizioni socio economiche e lavorative delle donne (con un focus particolare sulle donne straniere) • la messa a fuoco di problematiche specifiche come la violenza e i maltrattamenti Si dispone attualmente di una base conoscitiva fondamentale per consolidare una nuova attenzione alla medicina di genere e affinare azioni per incidere sui determinanti di salute delle donne Nello specifico, sono significativamente aumentati i servizi per l'infanzia, strategici al fine della conciliazione dei tempi di vita e di lavoro delle donne: nidi (+22% dei posti rispetto al 2002 anche grazie alle convenzioni con i privati ), scuole dell'infanzia e servizi integrativi (centri estivi, centri gioco, qualificazione di baby sitter, centro di consulenza educativa, servizi post scuola). Tra il 2005 e il 2007 sono state messe in rete le azioni dirette ai 2 indirizzi prioritari ( (Miglioramento dei percorsi dedicati alla diagnosi e cura dei tumori femminili e presa in carico dei bisogni di salute di genere con particolare riferimento al parto e alle scelte consapevoli sulla maternità) attraverso una cresciuta attenzione alla salute riproduttiva e la messa in rete dei servizi sociali e sanitari per il sostegno ai neogenitori la messa a punto di un percorso multidisciplinare e plurispecialistico per la diagnosi, la terapia e followup delle donne affetta da tumore della mammella campagne di scrrening per la prevenzione dei tumori femminili che registrano, nel distretto di Modena, la percentuale più alta di adesione in tutta la provincia I significativi risultati ottenuti sulle priorità vanno certamente mantenuti e consolidati Occorre invece ulteriormente interrogarsi e sviluppare azioni maggiormente organiche sulla salute psicologica e mentale delle donne in considerazione dl fatto che le donne sono interessate , 4 volte più degli uomini, da sintomi di depressione e solo il 25% di queste donne si rivolge al medico, il 50% a nessuno. E' evidente un bisogno rilevante della popolazione, soprattutto femminile in età avanzata. . Come è stato messo in evidenza nei dati di contesto, la quarta causa di morte delle donne a Modena sono le malattie psichiche. Occorre altre sì consolidare la rete di soggetti che hanno sottoscritto il protocollo provinciale contra la violenza alle donne e dare attuazione la protocollo operativo e sviluppare azioni educative e culturali sul rispetto tra i generi. No ultimo occorre insistere sugli stili di vita quale determinante che incide notevolmente sulla salute. A fronte di alcuni segnali positivi che vedono le donne sempre più coinvolte in attività fisiche e che assumono corrette abitudini alimentari si rileva un aumento delle donne fumatrici, elemento che incide in maniera determinante sulle patologie respiratori, cardiovascolari e tumorali. 289 290 APPENDICE Tipologie d’azione INTERVENTI PER L’ACCESSO, IL SOSTEGNO E L’ASSISTENZA TITOLO PROGETTO/AZIONE RESPONSABILE AZIONE SOGGETTO PROPONENTE Costruzione di un Nido aziendale (Tetra Pack) Apertura di due servizi di Primo Incontro per il sostegno alla genitorialità nel primo anno di vita del bambino Strutturazione del Centro Nascita Naturale Pubblicazione risultati di “Vent’anni di consulenza legale alle donne” Realizzazione micro nido Massimo Terenziani Settore Istruzione Simona Cristoni Settore Istruzione Fabio Facchinetti Azienda O. Policlinico Vanna Tori Associazione Gruppo Donne e Giustizia Settore Lavori Pubblici Settore Istruzione INTERVENTI EDUCATIVI, PREVENTIVI E DI SOCIALIZZAZIONE TITOLO PROGETTO/AZIONE SERVIZIO/SOGGETTO PROPONENTE E RESPONSABILE AZIONE Offerta di occasioni di confronto e di conoscenza per le mamme, nonne, padri che accompagnano i bambini 1-3 anni nei centri gioco Settore Istruzione Coordinamento pedagogico 0-3 anni Maria Ferrari Sito internet "Informanascita on line" Associazione Differenza Maternità Maria Raffaella Pinto Linea telefonica "Informanascita” Associazione Differenza Maternità Maria Raffaella Pinto Associazione Differenza Maternità Maria Raffaella Pinto Incontri formativi sulla salute della donna “Amore, Matrimonio, Famiglia” Ciclo di incontri d’orientamento alla scelte personali attinenti la sfera affettiva e relazionale con gli studenti delle scuole superiori Promozione Informanascita – Informamamma Associazione Gruppo Donne e Giustizia Vanna Tori Laboratorio di ricerca sociale Percorso Donn@ Associazione Centro Documentazione Donna Caterina Liotti Associazione Centro Documentazione La citt@ delle donne. Percorsi di valorizzazione della 291 Politiche Sociali Patrizia Guerra La citt@ delle donne. Percorsi di valorizzazione della presenza femminile nei luoghi decisionali Progetto penelope. Rete regionale di Sportelli Donna: servizi integrati per la conciliazione Sportello InfomaDonna di Modena Associazione Centro Documentazione Donna Caterina Liotti Associazione Centro Documentazione Donna Caterina Liotti Associazione Centro Documentazione Donna Caterina Liotti Promuovere la salute sessuale e riproduttiva degli adolescenti Consultorio Familiare – Servizio di Psicologia Azienda USL Silvana Borsari Benessere in menopausa ciclo di incontri rivolti alle donne adulte ed anziane Politiche Sociali, Abitative e per l’integrazione Patrizia Guerra Campagna di informazione a sostegno alle maternità difficili Associazione “Comunità Papa Giovanni XXIII” Luisa Tassi Tonelli Associazione “Comunità Papa Giovanni XXIII” Luisa Tassi Tonelli Iniziativa di promozione e valorizzazione della maternità e della vita nascente e appena nata Convegno sul sostegno alle donne incinte e sull'applicazione della Legge 194 Associazione “Comunità Papa Giovanni XXIII” Luisa Tassi Tonelli Associazione “Comunità Papa Giovanni XXIII” Luisa Tassi Tonelli Iniziative di attività di educazione nelle scuole alla conoscenza e all’accoglienza della vita nascente e a una sessualità responsabile Seminario "Anche a Modena il parto a domicilio: quando e come". Esperienze a confronto Associazione Differenza Maternita’ Informare, educare, prevenire. Promuovere la salute Fisica, Psichica, Spirituale. Ciclo di conferenze Associazione Diff erenza Maternita’ "Genitorialità e filiazione: procreazione naturale e Associazione "Gruppo Donne e Giustizia" procreazione assistita" - Due conferenze informative e di approfondimento Acquaticità per le donne in gravidanza Incontro con AVIS. Prevenzione oncologica femminile Associazione “Le Ninfee” Maria Teresa Tassi Liceo Classico Statale San Carlo La Ghirlandina in Rosa – campagna di comunicazione durante la settimana di prevenzione oncologica femminile Gabinetto del Sindaco Ufficio Politiche per la Salute Progetto Villaggio della Prevenzione (dati Maura) Associazione “Il Cesto di ciliegie” Progetto “La Via Lattea” Gabinetto del Sindaco Ufficio Politiche per la Salute 292 Corsi di Massaggio Infantile Associazione Differenza e Maternità Corso di Accompagnamento alla Gravidanza Associazione Differenza e Maternità Ciclo di Conferenze sul parto e allattamento Associazione Differenza e Maternità Pancione e schiena. Efficienza fisica prima e dopo il parto Circoscrizione n° 3 e Ass. Dilattentistica Palestra “Villaggio della prevenzione” presso Istituto Penitenziario Associazione “Il Cesto di ciliegie” S.Anna INTERVENTI PER L’ACCESSO, IL SOSTEGNO E L’ASSISTENZA TITOLO PROGETTO/AZIONE SERVIZIO/SOGGETTO PROPONENTE E RESPONSABILE AZIONE Corso di formazione all’accoglienza e alle relazioni inter- Associazione Gruppo Donne e Giustizia associative Vanna Tori "Informamamma" prevenzione e sostegno del disagio materno Associazione Differenza Maternità Maria Raffaella Pinto Oltre la strada Politiche Sociali, Abitative e per l’integrazione Patrizia Guerra Casa Donne Migranti – Semira Adamu Politiche Sociali, Abitative e per l’integrazione Patrizia Guerra Interventi di prevenzione e accoglienza di donne che hanno subito violenze familiari Politiche Sociali, Abitative e per l’integrazione Patrizia Guerra Centro per l’allattamento materno Associazione Centro Ginnastiche Dolci Spazio Nascita Maria Chiara Purcaro Maternità difficili, interventi a sostegno della diade madre-bambino Politiche Sociali, abitative e per l’integrazione Patrizia Guerra Rete di sostegno alle adolescenti e giovani gravide in difficoltà Spazio Giovani Consultorio Distretto n°3 AUSL Silvana Borsari Analisi dei bisogni delle donne immigrate e ricerca di soluzioni adeguate Consultori di Modena Distretto n° 3 AUSL Silvana Borsari Programma di screening per la diagnosi precoce dei tumori del collo dell’utero Consultori di Modena Distretto n° 3 AUSL Marco Turci 293 Programma di screening per la diagnosi precoce dei tumori della mammella Ennio Gallo Azienda O. Policlinico Progetto prostituzione Patrizia Guerra Politiche Sociali Parto indolore Azienda O. Policlinico Valutazione dei corsi di preparazione alla nascita Annibale Volpe U.O. Ostetricia e Ginecologia Azienda O. Policlinico Silvana Borsari Distretto n° 3 AUSL Prevenzione dell’incontinenza urinaria e dei disturbi del pavimento pelvico Valerio Jasonni Centro di Ginecologia Oncologica Azienda O. Policlinico Valutazione nuovi contraccettivi Angelo Cagnacci U.O. Ostetricia e Ginecologia Azienda O. Policlinico Assistenza al parto a domicilio Giuseppe Masellis Programma Salute Donna AUSL L'erba del nido è sempre più verde Settore Istruzione Fiorella Fiocchetti Sostegno alla genitorialità – Centro Famiglie Politiche Sociali, abitative e per l’integrazione Patrizia Guerra Ascolto, condivisione e accoglienza a donne in difficoltà Associazione “Comunità Papa Giovanni XXIII” Andrea Mazzi 294 Relazioni solidali tra donne sole e con bambini/e costituzione di un gruppo di auto mutuo aiuto Associazione "Gruppo Donne e Giustizia" - Modena "Aiutare ad aiutarsi" - creazione di un gruppo di auto mutuo aiuto per donne con dipendenza affettiva Associazione "Gruppo Donne e Giustizia" - Modena Salute Armonia e Benessere nel Dopo Parto: corso dopo Associazione Centro Ginnastiche Dolci parto per mamme e bambini e incontri di massaggio al Spazio Nascita neonato Maria Chiara Purcaro Salute Armonia e Benessere del Corpo e della Dimensione Femminile: corsi di educazione e rieducazione perineale Associazione Centro Ginnastiche Dolci Spazio Nascita Maria Chiara Purcaro Vaucher di cura Associazione Centro Documentazione Donna Equal ALTEREGO Associazione Centro Documentazione Donna Corso di preparazione alla nascita per donne di lingua straniera Associazione Differenza Maternita’ EM.MA. Empowerment e Maintreaming per la valorizzazione delle competenze di genere nei luoghi decisionali Associazione Centro Documentazione Donna EQUAL. “Una questione privata” Associazione Centro Documentazione Donna INTERVENTI PER LA RIDUZIONE DEL DANNO TITOLO PROGETTO SERVIZIO/SOGGETTO PROPONENTE E RESPONSABILE AZIONE Gruppo di lavoro sui disturbi del comportamento alimentare Dipartimento Salute Mentale – AUSL Paolo Capurso Percorso multidisciplinare e plurispecialistico per la diagnosi terapia e follow-up della donna affetta da neoplasia del seno Antonio Frassoldati Dip. Oncologia ed Ematologia Azienda O. Policlinico Percorsi Malattie a Trasmissione Sessuale (MTS) F. Boselli Azienda O. Policlinico Percorso infertilità di coppia Stefania Vecchi U.O. Ostetricia e Ginecologia Azienda O. Policlinico Giuseppe Masellis 295 Ausl di Modena Miglioramento del percorso Diagnostico-Assitenziale dello stupro Stefania Vecchi U.O. Ostetricia e Ginecologia Azienda O. Policlinico Istituzione di un Centro per il Dolore Pelvico Cronico e l’Endometriosi Angelo Cagnacci U.O. Ostetricia e Ginecologia Azienda O. Policlinico Percorso diagnostico, terapeutico e Consultori di Modena di monitoraggio del follow-up delle Distretto n° 3 AUSL donne positive al Pap Test Marco Turci Progetto S.Agostino/Baggiovara Associazione “Il Cesto di ciliegie” Progetto linfodrenaggio Associazione “Il Cesto di ciliegie” Incontri sostegno Psicologico Associazione “Il Cesto di ciliegie” Riabilitazione in acqua Associazione “Il Cesto di ciliegie” Ginnastica dolce Associazione “Il Cesto di ciliegie” Progetto Centro oncologico Modenese Associazione “Il Cesto di ciliegie” INTERVENTI DI MONITORAGGIO TITOLO PROGETTO SERVIZIO/SOGGETTO PROPONENTE E RESPONSABILE AZIONE Monitoraggio delle problematiche ed Andrea Guerzoni esperienze di conciliazione riguardanti le Distretto 3 Ausl operatrici del Distretto Sanitario di Modena 32 Analisi delle condizioni di vita e di lavoro in Centro Analisi delle Politiche Pubbliche Università Modena e una prospettiva di genere a Modena Reggio Emilia Paolo Bosi Appropriatezza parto cesareo Fabio Facchinetti Azienda O. Policlinico Giuseppe Masellis AUSL Modena Ricerca sui bisogni socio-sanitari donne in menopausa Angelo Cagnacci Azienda O. Policlinico 32 Il dott. Andrea Guerzoni è stato Direttore del Distretto 3 AUSL sostituito dalla Dott.ssa Silvana Borsari. 296 APPENDICE 297 298 DATI DI CONTESTO GENERALI La città di Modena Descrizione socio-demografica Nel 2007 la popolazione residente a Modena arriva a contare 179937 individui, confermando ancora un saldo negativo della popolazione. È nel 2006 che si è registrato un significativo incremento netto negativo (389), anche se sono aumentati i cittadini stranieri residenti (18710) in città che arrivano a rappresentare il 10.3% della popolazione residente, mentre nel 2002 erano il 6.5% circa. Sempre nel 2006, i minori stranieri rappresentano il 14.9% dei minori residenti (nel 2002 erano il 9%). Per quanto riguarda le fasce d’età gli ultra 65enni rappresentano il 22.5% della popolazione (nel 2002 erano il 21.6%), mentre ha meno di 18 anni il 15.3 % (nel 2002 erano il 14.5%). L’età media dei residenti nel 2006 è di 44,3 anni, con un aumento di tre mesi rispetto al 2002 (44 anni). L’età media degli uomini del 2002 era di 42 anni, nel 2006 arriva a 42.4; per le donne l’età media era di 45,8 nel 2006 arriva a 46.2. Anche l’età media dei cittadini stranieri è cresciuta rispetto al 2002, passando da una media di 30,1 anni ai 30,7 nel 2006. È aumentato anche l’indice di natalità per mille abitanti (dato dal rapporto nati vivi sulla popolazione media dell’anno in corso) che dal 9.05 del 2002 arriva a 9.3 nel 2006, pertanto c’è una riduzione dell’indice di vecchiaia (indicatore sintetico del grado di invecchiamento della popolazione che si ottiene rapportando l’ammontare della popolazione anziana, oltre i 65 anni con la popolazione minore di 15 anni moltiplicato per cento) che da 175.28 del 2002 arriva a 174.88 nel 2006. Nelle tabelle e nei grafici seguenti sono stati riportati i dati al 2006 confrontati con quelli del 2002. Bilancio demografico della popolazione residente al 31/12/2007 MOVIMENTO NATURALE MOVIMENTO MIGRATORIO ANNO SALDO NATI VIVI MORTI NATURALE IMMIGRATI EMIGRATI 2002 1.659 1.829 -170 5.838 5.390 2003 1.631 1.956 -325 6.961 6.072 2004 1.708 1.833 -125 6.877 5.516 2005 1.700 1.912 -212 6.344 5.773 2006 1.685 1.863 -178 5.645 5.856 2007 1.734 1.959 -225 6.994 6.912 Fonte: annuario Statistico del Comune di Modena, anno 2007 POPOLAZ. INCREM. RESID. DELLA SALDO A FINE POPOLAZ. SOCIALE ANNO 448 178.311 298 889 178.874 563 1.361 180.110 1.236 571 180.469 359 -211 180.080 -389 82 179.937 -143 Bilancio di popolazione 2002-2006, Modena 1600 1400 1200 1000 800 600 400 200 0 -200 -400 -600 2002 2003 saldo naturale 2004 2005 saldo 299 sociale 2006 incremento popolazione 2007 0-14 15-44 45-64 65-74 Oltre 75 Totale 2002 Uomini Totale 11314 22026 36155 70435 22734 47243 8769 19464 6810 19145 85782 178311 Donne 10712 34280 24509 10695 12333 92529 % 12 39.5 27 11 10.5 100 Donne 11277 33523 24741 11040 12949 93530 2006 Uomini Totale 11916 23193 35216 68739 22848 47589 9148 20188 7422 20371 86550 180080 Fonte: sevizio statistica del Comune di Modena 96000 94000 93530 92529 92000 90000 88000 86550 85782 86000 84000 82000 80000 2002 2006 uomini donne Popolazione straniera residente per genere, Modena 2002-2006 10000 9000 8000 7000 6000 5000 4000 3000 2000 1000 0 2002 2003 2004 Maschi 2005 Femmine 300 2006 % 13 38 26 11 11 100 Per quanto riguarda le famiglie continua ad aumentare il numero di esse a fronte di una continua riduzione del numero dei componenti. Se nel 2002 i nuclei familiari erano 76607, nel 2006 diventano 80377 (+3770), mentre le dimensioni del nucleo familiare passano da 2.31 componenti nel 2002 a 2.22 nel 2006. Quest’ultimo dato trova conferma nell’analisi delle tipologie familiari, infatti è il tipo di famiglia monogenitoriale con figli che aumenta sensibilmente dal 2002 al 2006. Trend tipologia familiare, Modena 2002-2006 Capofamiglia single (19anni-64 anni) 25000 Capofamiglia single (ultra65enne) 20000 capofamiglia e coniuge 15000 Coppia di fatto /conviventi 10000 Capofamiglia e un figlio 5000 Capofamiglia e due figli Capofamiglia, coniuge e figlio/i 0 2002 2003 2004 2005 2006 Capofamiglia, coniuge, figli e altri parenti Num e ro fa m iglie , Mode na 2002-2006 Dimensione nucleo familiare, Modena 2002-2006 2,32 81.000 80.377 80.000 2,3 2,31 79.745 2,3 2,28 79.000 2,29 78.962 2,27 2,26 78.000 2,24 77.581 77.000 2,22 76.607 2,22 2,2 76.000 2,18 75.000 2,16 74.000 2002 2003 2004 2005 2002 2006 301 2003 2004 2005 2006 33 Descrizione socio-economica Nel 2006 la condizione lavorativa della popolazione modenese è la seguente: il 45.9% rappresenta la forza lavoro, di cui il 44.5% è occupata; le donne rappresentano il 39.3% degli occupati (36753) mentre il 50.1% degli occupati sono uomini (43405). Nel 2002, la forza lavoro era il 45,81% della popolazione, gli occupati rappresentavano il 44% circa, di cui donne il 38.07% e uomini il 51.12%. Aumentano gli occupati con titoli di studio superiori, infatti nel 2002 gli occupati con laurea rappresentavano il 20.7% degli occupati, mentre nel 2006 raggiungono il 27.1%. 65 60 55 50 45 40 35 30 25 20 15 10 5 0 uomini donne totale uomini 2002 forza lavoro donne totale 2006 occupati non forze di lavoro di cui in età lavorativa Occupati per titolo di studio e genere - composizione percentuale ( cfr. 2002-2006)- Laurea Diploma- licenza qualifica professionale Licenza Media Inferiore Licenza elementare Donne 23.9 42.7 2002 Uomini 18.1 46.0 Totale 20.7 44.5 Donne 28,1 50,6 2006 Uomini 26,2 49,8 Totale 27.1 50.2 26.1 29.2 27.8 18,0 20.1 19.1 7.3 6.7 7.0 3,3 3.9 3.6 Dai dati della Camera di Commercio risulta che la città di Modena ha una densità di imprese sul territorio pari a 110 per Km2, terza in classifica a livello provinciale dopo Sassuolo e Vignola, le unità locali attive al 31/12/2005 risultano essere 19999. Si tratta prevalentemente di unità che hanno meno di 5 addetti ed è nel terziario che si concentra il numero più elevato di unità locali. Secondo i dati dell’Osservatorio sul mercato del lavoro del Comune di Modena il tasso di occupazione netto (rapporto tra occupati e popolazione attiva(15-64 anni)) passa dal 69.3% del 2002 al 68,9% nel 2006. I due terzi degli abitanti lavora nel terziario solo il 2% nell’agricoltura. Per quanto riguarda i redditi sono stati utilizzati dati ancora provvisori pubblicati dal Ministero delle Finanze relativi ai redditi IRPEF 2004 del Comune di Modena. L’ammontare complessivo è di € 2.729.594.356 suddiviso per le seguenti classi di reddito. Dalla tabella risulta che la frequenza più elevata è nella classe di reddito Irpef compreso tra i 10000-20000 (49401), il 43.5% dei dichiaranti. 33 Fonte: annuario statistico 302 Classi di reddito 0-5000 5000-10000 10000-20000 20000-29000 29000-35000 35000-50000 50000-70000 70000-100000 Oltre 100000 Totale dichiaranti Frequenza 3242 9865 49401 27226 7425 7982 4113 2341 1914 113509 Per descrivere invece la condizione economica e sociale delle famiglie modenesi è stato utilizzato lo studio del CAPP34 svolto sia nel 2002 e ripetuto nel 2006. Con la seconda indagine campionaria svolta dal Capp è possibile mostrare le differenze eventualmente emerse dalla prima indagine e sottolineare le tendenze in atto nella condizione economica e sociale delle famiglie modenesi. Anche se la ricerca ha interessato famiglie dell’intero territorio provinciale, si tratta comunque di informazioni che sono rappresentative della condizione delle famiglie modenesi pur se con qualche lieve differenza. Nel 2002 l’indagine campionaria era stata svolta su 1235 famiglie e tra le altre cose fu stimato un reddito disponibile equivalente35 medio delle famiglie modenesi pari a € 22.960. Nel 2006 il campione di famiglie intervistate aumenta, sorteggiate casualmente dalle liste anagrafiche di 25 comuni della provincia sono state 2043 (circa 800 in più rispetto al 2002). Dal confronto svolto dai ricercatori del Capp tra le due ricerche è emerso che il reddito familiare equivalente provinciale è passato da € 22960 del 2002 a € 24600 nel 2006, con un aumento in termini reali del 7%. Questo significa che il benessere economico della provincia di Modena è più elevato del 40% rispetto alla media nazionale e del 18% rispetto alla media del NordEst del paese. Se da un lato si assiste, rispetto al 2002 ad un aumento del benessere è emersa peggiorata la distribuzione dell’incremento di reddito, vale a dire che è aumentato il reddito delle classi più agiate e si è ridotto ulteriormente il reddito delle classi più povere, aumentando pertanto le disuguaglianze sociali. Analizzando le tipologie di famiglie è emerso che nel 2006 gli incrementi di reddito hanno interessato i lavoratori più anziani (oltre i 60anni). Non sono invece aumentati rispetto al 2002 le condizioni economiche dei giovani fino a 39 anni. In sintesi sembra che tra il 2002 e il 2006 si assiste ad uno spostamento delle famiglie operaie verso condizioni sempre più basse , mentre i pensionati si spostano verso situazioni lievemente migliori. Anche la struttura della povertà ha subito, rispetto al 2002, delle modifiche: la povertà relativa36 è aumentata per le classi di età più giovani ed è leggermente diminuita per quelle più anziane. Il rischio di cadere in povertà è aumentato ulteriormente per le famiglie operaie con figli e che vivono in affitto, mentre si è ridotto il rischio di cadere in povertà per gli ultra70enni. Negli ultimi quattro anni sono anche aumentati i cittadini immigrati, sia dal sud Italia che da paesi stranieri, secondo i ricercatori del Capp il tasso di povertà dei nuovi arrivati raggiunge il 60% contro il 15-16% del complesso della popolazione. Seguendo il criterio adottato dall’Eurostat, è considerato povero un individuo il cui reddito disponibile equivalente della famiglia a cui appartiene è inferiore al 60% della mediana del reddito disponibile equivalente, calcolata sulla distribuzione degli individui. Ciò significa che se nel 2002 la linea di povertà era pari a € 12710 nel 2006 è invece € 13163, chi è sotto questa soglia di reddito è considerato povero. Nella provincia di Modena significa che nel 2006 il 15.6% della popolazione è povera (nel 2002 era il 13.6%), a livello nazionale è il 20.5% della popolazione che è sotto la soglia di povertà. L’indagine, come già detto, è stata svolta sull’intera provincia suddivisa in sotto aree di cui una è la città di Modena che rispetto alle altre aree della provincia presenta alcune caratteristiche diverse e statisticamente significative: la città di Modena ha una composizione demografica più anziana del resto della provincia, pertanto ci sono molti pensionati; il settore lavorativo maggiormente 34 CAPP, Centro di Analisi delle Politiche Pubbliche, direttore prof. Paolo Bosi (Facoltà di Economia, Università di Modena e Reggio Emilia) www.capp.unimo.it . l’indagine è stata curata dal prof. Massimo Baldini e prof. Paolo Silvestri. 35 Il reddito disponibile equivalente è ottenuto sommando tutti i redditi dei membri del nucleo familiare, al netto delle imposte e con indici che ricomprendono anche il numero di componenti il nucleo familiare. 36 La povertà relativa è un concetto che definisce povero chi possiede un reddito significativamente più basso di quello percepito in media dalla collettività alla quale appartiene. 303 rappresentato è il terziario, quindi ci sono pochi operai ma molti impiegati e dirigenti; nel capoluogo c’è una quota di laureati molto superiore al resto della provincia ( la distribuzione media provinciale è pari a 12 , la città di Modena ha una distribuzione pari a 21). Nella città di Modena i redditi sono più alti, ma sono distribuiti in modo più diseguale rispetto al resto del territorio provinciale, ma la diffusione della povertà è simile alla media provinciale (15.6%). In sintesi, le due indagine campionarie del Capp (i risultati completi sono sul sito www.capp.unimo.it ) hanno dimostrato che pur se Modena è rispetto al resto del Paese un’area che presenta elevate condizioni di benessere sociale ed economico non è immune da disuguaglianze emergenti dovute alla immigrazione e a un mercato del lavoro che non premia i giovani e chi investe in istruzione! 304 Gli stili di vita37 La ricerca “Stili di Vita” è stata realizzata allo scopo di rilevare le abitudini dei cittadini di Modena e Carpi relativamente a temi come: l’alimentazione, il consumo di alcolici, l’attività fisica e pratica di sport, l’uso di farmaci. Sono stati indagati, inoltre, temi relativi alla percezione della salute (rapporto con il proprio corpo e il suo stato fisico e psicologico), alla percezione dei fattori di rischio per la salute, all’esposizione di infortuni domestici, all’impegno relativo al lavoro domestico e di cura,nonché all’accesso ai servizi ed alle prestazioni sanitarie. La ricerca è stata condotta dall’Ufficio Ricerche del Gabinetto del Sindaco in collaborazione con l’Ufficio Politiche per la Salute del Comune di Modena. Alimentazione Dalle interviste effettuate è emerso che per i modenesi (57.4%) il pasto principale è il pranzo. Il 22.3% degli intervistati ha dichiarato che almeno una volta la settimana consuma un pasto fuori casa, senza alcuna differenza tra uomini e donne. Tra gli alimenti che abitualmente i modenesi dichiarano di consumare più di 5 volte a settimana risultano esserci frutta (80.3%), verdura (73.5%), e pasta (71.3%). Sono le donne che dichiarano di consumare maggiormente frutta e verdura, mentre gli uomini consumano maggiormente pasta e carne. Se consideriamo i dati suddivisi per fascia d’età emerge che il 33.7% dei ragazzi d’età compresa tra i 15-17 anni non mangia mai pesce. Il 77.8% consuma pasta più di 5 volte a settimana e il 52% consuma regolarmente frutta. Mentre gli ultra65enni consumano più di 5 volte a settimana pasta (81.2%) e verdura (82.9%). Consumo di alcol La ricerca comunale ha evidenziato che il 70% degli intervistati durante i pasti dicono di consumare abitualmente acqua e appare modesta la percentuale di coloro che dichiarano di bere vino (7.2%). Sopra la media risultano esserci gli ultra65enni che nel 14.3% dei casi dichiarano di consumare vino durante il pasto. 37 La ricerca completa è consultabile sul sito internet http://www.comune.modena.it/ufficioricerche/ 305 Indagando le quantità di alcol consumato da coloro (7.2%) che hanno dichiarato di bere vino durante i pasti emerge che il 40% di essi dichiara di berne solo un bicchiere e solo l’1,9% dichiara di bere bevande alcoliche anche fuori pasto. Un 10% degli intervistati ha dichiarato che nell’ultimo mese ha bevuto un po’ più del solito e di questo il 23,7% ha un’età tra i 18-24 anni. A proposito di alcol il ministero della Salute ha emanato nel 2007 il primo piano nazionale Alcol e Salute, individuando 8 aree strategiche d’intervento: informazione/educazione; bere e guida; ambienti e luoghi di lavoro; trattamento del consumo alcolico dannoso e dell’alcoldipendenza; responsabilità del mondo della produzione e distribuzione; capacità sociale di fronteggiare il rischio derivante dall’uso dell’alcol; potenzialità delle organizzazioni di volontariato e mutuo aiuto e delle organizzazioni non governative; monitoraggio del danno alcolcorrelato delle relative politiche di contrasto. Attività fisica L’attività fisica è un fattore di protezione della salute, influisce significativamente sull’aspettativa di vita e si stima che riduca di circa il 10% la mortalità per tutte le cause. In particolare, risulta che le persone che svolgono regolarmente attività fisica presentano un rischio notevolmente ridotto di andare incontro a patologie di tipo cardiovascolare, ictus ischemico, diabete tipo 2, cancro del colon. Nell’indagine comunale alla domanda “Lei come definirebbe la sua attività fisica e motoria di ogni giorno, comprendendo tutto: il lavoro in casa e fuori, gli spostamenti a piedi o in bicicletta, le passeggiate, gli acquisti e lo sport?” i modenesi intervistati indicano nel 27,2% dei casi di avere un’abitudine quotidiana a un’attività fisica minima, il 42,5% moderata, mentre un 6,4% dichiara che ogni giorno fa uno sforzo fisico intenso. Indagando il tempo dedicato all’attività fisica risulta che un buon 50% degli intervistati fa attività fisicomotoria meno (e molto meno) di due ore al giorno, mentre circa l’8% lo fa decisamente di più. Invece, in merito alla pratica di qualche attività sportiva, si scopre che più del 40% dei modenesi negli ultimi sei mesi ha fatto sport per almeno un mese, ma non ha mai praticato sport il 23% circa. Se disaggreghiamo il dato per genere si evidenzia che sono donne (oltre il 26%) coloro che non hanno mai praticato sport, mentre guardando le fasce d’età risultano essere gli ultra55enni. Il motivo principale perché non si pratica sport è la mancanza di tempo (oltre il 64%). Mentre sulla valutazione degli effetti percepiti sul proprio stato di salute emerge che solo 10,4% degli intervistati dichiara che l’attività motoria che svolge sia più che sufficiente, si dividono invece in parti uguali coloro che ritengono di svolgere un’attività scarsa o sufficiente per la propria salute. 306 La percezione di insufficienza della propria attività fisica, rispetto a quella necessaria per il proprio benessere, è più diffusa nelle fasce d’età 25-34 e 45-54 anni, tra persone dotate di un livello di istruzione superiore e quindi probabilmente più informate sugli effetti positivi di una assidua attività fisica. Il fumo È un dato certo che il fumo rappresenta un fattore di rischio nell’insorgenza di numerose patologie, soprattutto respiratorie e cardiovascolari a carattere cronico degenerativo. I comportamenti individuali negli ultimi anni sono decisamente mutati anche se pur nella consapevolezza dei danni che il fumo (anche quello passivo) può arrecare c’è ancora una percentuale significativa di soggetti che continua a fumare. Dai dati dell’indagine comunale emerge che sono circa il 26% i fumatori abituali. Se si confrontano i dati con un’indagine analoga del 2003 svolta sempre dal Comune di Modena, su una popolazione target di 18-80 anni, emerge un dato preoccupante: l’aumento di coloro che dichiarano di fumare. Infatti si è passati dal 22,8% del 2003, al 25,8% del 2006 (+3%). Tale aumento si registra tra le donne che nel 2003 rappresentavano il 18,5% dei fumatori e nel 2006 diventano il 24,3% (+ 5.8%). Se si considerano i risultati in base alle fasce d’età si evince che la percentuale più alta di fumatori si colloca tra i soggetti che hanno tra i 18-24 anni (32.5%). Lei fuma? Totale si' no n % % % 26 74 1507 100 27,6 24,5 21,0 72,4 75,5 79,0 736 771 44 100 100 100 32,5 67,5 106 100 29,4 70,6 259 100 28,2 71,8 310 100 27,4 72,6 246 100 30,2 15,1 27,1 69,8 84,9 72,9 234 307 648 100 100 100 307 25,2 74,8 859 100 33,5 29,1 25,2 24,7 17,7 46,3 25,8 66,5 70,9 74,8 75,3 82,3 53,7 74,2 167 663 149 81 425 23 1109 100 100 100 100 100 100 100 Carpi 5565-80 64 Modena 4554 non occupato 3544 Comune: pensionato 2534 casalinga 1824 lav. Dipendente 1517 professione lav. Autonomo F Superiore M Obbligo Totale scolarità studente d46 Lei fuma ? Età genere 26,6 73,4 398 100 Gli ex fumatori sono il 34,2% degli intervistati. Tra gli ex fumatori rientrano soprattutto uomini (41,8%), mentre la fascia d’età maggiormente interessata è quella tra i 55-64 anni. Tra le donne dichiara che non ha mai fumato il 72,7%. Chi fuma o ha fumato ha cominciato presto: quasi un 17% prima dei 15 anni, più del 55% tra i 15 e i 19 anni. Nel 52% dei casi hanno smesso di fumare tra i 25 e i 44 anni, e per un 30% circa dai 45 anni in avanti. Chi ha smesso di fumare, in circa il 90% dei casi c’è riuscito quasi sempre da solo. I divieti posti dalla legge al fumo nei locali pubblici, non hanno condizionato il consumo di sigarette per il 70% dei fumatori, ma c’è anche un 30% che ha ridotto il numero di sigarette. Si smette di fumare pensando alla propria salute, per paura, sia in seguito a una percezione del peggioramento del proprio benessere (nel 58,2% dei casi) che su indicazione diretta del medico (22,8%). Marginali, da questo punto di vista, nelle dichiarazioni degli intervistati, altre motivazioni come le campagne informative, gli aumenti dei costi, i divieti, i consigli e i suggerimenti di amici e parenti. Uso dei farmaci Dalla ricerca comunale sugli stili di vita è emerso che il 70% degli intervistati, di fronte a un lieve malessere non ha l’abitudine di ricorrere ai farmaci, preferendo semplicemente aspettare che passi. C’è però un 22% che prende subito dei farmaci. Il medico è senz’altro il punto di riferimento fondamentale per il 40% delle donne per avere consigli e indicazioni sui farmaci da usare. Per il 20% lo è il farmacista, e in misura ridotta l’abitudine al “fai da te” o il ricorso al consiglio di amici o parenti. Un rilevante 32% di intervistati dichiara di avere fatto ricorso a cure e medicinali “alternativi”, come omeopatia, agopuntura, prodotti naturali, attestando una certa attenzione nei confronti di metodi di cura non tradizionali. E’ un’attenzione sensibilmente più presente tra le donne, specie di scolarità medio-alta e di età compresa tra i 25 e i 44 anni, come si può constatare dalla tabella sottostante. Coerentemente con quanto è emerso dalle risposte relative all’uso corrente di farmaci, per lo più non abusato, specie in casi di leggero malessere, si riscontra che il 62,5% degli intervistati non utilizza farmaci durante la settimana. Chi lo fa, usa per lo più farmaci specifici per malattie croniche e diagnosticate, che quindi necessitano dell’assunzione di medicinali (nel 28,8%), mentre è scarso (6,6%) l’uso di antidolorifici e antinfiammatori. Percezione della salute La concezione generale dello “stare bene”, per la gran parte degli intervistati coincide con essere in pace con sé stessi, con uno stato di benessere psicofisico. Prevale dunque una concezione di salute che non è mera assenza di malattia, in misura più marcata tra le donne, tra i giovani (25-34 anni) e le persone di cultura medio-alta. La correlazione benessere=non bisogno del medico, è molto meno diffusa, mentre è interessante il riferimento all’incidenza nel benessere di aspetti relazionali (avere molti amici), economici e ambientali. 308 Percezione del rischio Si evidenzia in modo netto la consapevolezza che gli stili di vita scorretti sono causa dell’insorgere di maggior parte delle malattie. Anche le condizioni ambientali, l’inquinamento, i fattori genetici sono riconosciuti quali responsabili di problemi per la nostra salute. C’è quindi senso di realtà e scarsa concessione al fatalismo, nell’individuazione delle cause di molte malattie. E’ scarsa la convinzione di una correlazione tra condizioni economiche e malattie, e non si riscontrano in sostanza legami tra problemi di salute e inadeguatezza dei servizi sanitari. L'accesso ai servizi ed alle prestazioni sanitarie I modenesi trovano che i servizi sanitari del territorio siano adeguati ai bisogni di salute. La pensa così oltre l’80% degli intervistati (l'82% degli uomini e il 79% delle donne) con una particolare accentuazione tra i più giovani. E’ del 16% circa la percentuale di chi considera i servizi inadeguati, confermando quindi un buon livello di corrispondenza tra le aspettative dei cittadini e le risposte offerte dai servizi sanitari. La cultura della prevenzione sembra molto diffusa, visto che l’80% dei cittadini ha ritenuto di sottoporsi a esami sanitari a scopo preventivo, anche se, per contro, il dato di un 20% di modenesi che non fanno controlli, desta qualche interrogativo. Sono soprattutto le donne, e le persone al di sopra dei 45 anni, più assidue nel fare controlli periodici, rispondendo evidentemente alle campagne informative e di sensibilizzazione sulla necessità di effettuare regolarmente controlli, come i pap test. Sono il 63% delle donne che dichiara di effettuare controlli periodicamente, il 19% occasionalmente e il 13% risponde negativamente. 309 Infortuni domestici Il 16% dei modenesi ha dichiarato di aver avuto nell’ultimo anno un infortunio domestico. Soprattutto casalinghe e giovani (15-24anni). Le maggiori responsabilità degli infortuni domestici sono dei coltelli e dei piccoli elettrodomestici, seguiti da pentole e forni, quindi dall’abitazione e dai suoi arredi. Infatti le principali lesioni sono ferite da taglio, seguite da ustioni e scottature, poi da contusioni ed escoriazioni. Lavoro domestico e di cura In termini generali, se i maschi (al 44%), soprattutto i più giovani, dichiarano di dedicare in media 1ora al giorno al lavoro domestico, il carico e il numero di ore aumentano quando a esprimersi sono le donne, con un “picco” di quasi il 18% (in generale – diviene quasi il 50% per le casalinghe) che dedica al lavoro domestico 5 ore e più al giorno. In termini complessivi si può affermare che i carichi di “assistenza/cura” quotidiana nei confronti di familiari che hanno necessità di essere accuditi, risultano essere un onere per il 33.6% degli intervistati. 310 311 312