RELAZIONE CONCLUSIVA SULLA
ATTUAZIONE DEL PIANO PER LA
SALUTE NEL COMUNE DI MODENA
ANNI 2002-2007
Modena, luglio 2008
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Dirigente Responsabile
Dott. Giuseppe Dieci
Dirigente Responsabile
Gabinetto del Sindaco e Politiche delle sicurezze
GRUPPO DI COORDINAMENTO DEL PIANO PER LA SALUTE
PER IL DISTRETTO DI MODENA
Paolo Tori
Antonietta De Luca
Carla Martignani
Daniele Biagioni
Giovanna Rondinone
Piano per la Salute
[email protected]
www.comune.modena.it/pps
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Indice
Presentazione dell’Assessore
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Il Piano per la Salute: il punto di vista delle Aziende Sanitarie
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Premessa
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Il Piano per la Salute del Comune di Modena:
contenuti e percorso di elaborazione ed attuazione
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I Programmi distrettuali
Sicurezza Stradale
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Salute Anziani
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Salute e Sicurezza sul Lavoro
91
Salute Infanzia e Adolescenza
123
Patologie Prevalenti
173
Salute Donna
247
Dati di Contesto
299
Ricerca Stili di Vita
305
Appendice
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Nel presentare il rapporto finale sull’attuazione del Piano per la Salute nel Comune di Modena, ritengo
opportuno prima di tutto sottolineare che l'attuazione di tale Piano rappresenta una delle priorità di mandato
dell'attuale Giunta Comunale. Interpretando tale strumento nell’accezione più ampia di perseguimento del
benessere psichico, fisico e relazionale dell’individuo e dell’intera collettività, tutti gli assessori e i servizi del
Comune sono stati direttamente coinvolti nell’attuazione degli interventi. Ciò vale anche per tutti gli attori che
hanno a suo tempo deciso di partecipare al Patto di Solidarietà per la Salute: Aziende Sanitarie, Enti,
Aziende e Istituzioni Locali, Istituti Scolastici, Associazioni dei cittadini e di volontariato, forze sociali ed
economiche, ecc. A tutti va il ringraziamento mio personale e dell’intera Amministrazione Comunale per la
collaborazione e per il contributo fornito.
Abbiamo assunto, a suo tempo, due specifiche responsabilità verso l’intero Consiglio Comunale e la
collettività modenese: quella di coordinare i soggetti disposti a prestare la propria opera per aggredire quei
determinanti che condizionano la nostra salute e quella di misurare se gli interventi che siano stati messi in
rete siano stati realizzati e abbiano prodotto gli effetti sperati.
E’ chiaro che, nel fare ciò, il Comune ha cercato di interpretare al meglio il proprio ruolo di primo referente
per la salute dei cittadini riappropriandosi dell’intero governo di tale tema, non lasciandolo ai diversi soggetti
responsabili della gestione ed erogazione delle prestazioni sanitarie e sociali.
Ma non è certamente sufficiente affermare la necessità dell’azione di governo del Comune se tale azione
non è riconosciuta dagli altri soggetti; è necessario che l’intero sistema riconosca e risponda a tale ruolo
lasciato per lungo tempo ad altre Istituzioni. Anche il nuovo Piano Sanitario e Sociale Regionale,
recentemente approvato, afferma la centralità del distretto nel governo dei programmi per il benessere e la
salute.
La verifica che abbiamo compiuto, i cui risultati riportiamo di seguito, ha toccato i sei programmi di azione
che sono stati attuati in questi anni, cercando di mettere in luce quanto gli obiettivi individuati siano stati
raggiunti con le azioni intraprese, nonché quali altri interventi occorra realizzare per poter migliorare
ulteriormente la salute del gruppo target cui essi si riferiscono e/o ridurre gli eventi incidentali che causano
sofferenza nella popolazione modenese.
Occorre tener presente che, in questi anni, il contesto di riferimento è profondamente mutato, e non certo in
maniera positiva.
Mi riferisco alla minore consistenza numerica della famiglia che non permette di risolvere problemi
assistenziali al suo interno, alle problematiche derivanti dalle diversità etniche e culturali dovute
all’immigrazione, all’insorgenza di nuovi e più diffusi stati di povertà e disuguaglianza, alla sempre più difficile
stabilizzazione dei rapporti di lavoro, specialmente per i giovani, al calo dei comportamenti di solidarietà e
partecipazione, ai ritmi sempre più ossessivi della vita quotidiana, che lasciano sempre meno spazio
all’ascolto e alla cura di ognuno di noi.
Ma si pensi, altresì, ai problemi che stanno affacciandosi, anche nella nostra realtà, relativi alla difficoltà
nell’accesso ai servizi, sia per l’aumento della domanda che per la difficoltà di mantenere o sviluppare
ulteriormente i livelli dell’offerta, in considerazione della sempre minore disponibilità di risorse, dovuta
principalmente alle minori dotazioni finanziarie dei comuni.
Tali problemi possono ulteriormente peggiorare la situazione esistente, mettendo in discussione il forte
sostegno che la rete dei nostri servizi ha fornito negli ultimi anni per garantire l’esercizio dei propri diritti.
Nonostante ciò, mi permetto di affermare che l’azione intrapresa ha inciso in maniera decisamente positiva
sulla situazione esistente, attenuando gli effetti negativi che ho sopra richiamato, recuperando sinergie di
interventi che hanno migliorato il quadro dell’offerta di servizi e strutture che sostengono i cittadini bisognosi.
Esprimo con piacere riconoscenza a tutti i professionisti che hanno prestato la loro preziosa opera per
aiutarci a comprendere ed interpretare la complessità dei fenomeni affrontati con il Piano per la Salute, ad
individuare le linee di intervento più efficaci, a realizzare le numerose azioni che, crediamo, abbiano
concorso a determinare un ulteriore miglioramento della salute.
Mi auguro che l’esperienza che abbiamo condotto possa rappresentare una risposta alla cresciuta domanda
di salute e benessere che ci rivolgono i cittadini e ci indichi le direzioni su cui occorre ancora insistere e
concentrare le risorse disponibili.
Simona Arletti
Assessore agli Affari Generali, Decentramento
Politiche per la Salute, Pari Opportunità
Cittadinanza Europea e tempi e Orari della Città
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PPS Comune di Modena: il punto di vista delle aziende sanitarie
I Piani per la salute, nati col Piano sanitario regionale 1999-2001, hanno rappresentato un’esperienza
importante e significativa per la sanità modenese. Il lavoro è iniziato con il Piano per la salute
provinciale realizzato nel corso del 2002 che ha individuato , sulla base dei dati epidemiologici
provinciali e delle indicazioni presenti nei documenti regionali, le aree prioritarie d’intervento, le
criticità maggiormente rappresentate e le azioni da svolgere per raggiungere gli obiettivi individuati.
Il comune di Modena, sede di distretto, ha fatto propri buona parte degli obiettivi provinciali e ha
promosso tavoli di lavoro interistituzionali, multiprofessionali e con la partecipazione delle
associazioni di volontariato con i quali ha personalizzato per la città di Modena le priorità, le criticità
e le azioni, che per ogni area prioritaria sono state quindi scelte , messe in atto e monitorate nei
risultati.
Il lavoro svolto in questi anni è sintetizzato in questo documento, che per le ovvie ragioni di sintesi
non può dare conto dell’enorme impegno che i professionisti dell’ente locale, delle aziende sanitarie
e delle altre istituzioni e associazioni coinvolte hanno profuso, per ottenere e descrivere i risultati di
salute qui rappresentati.
A conclusione di un lavoro così rilevante è lecito chiedersi se ne sia valsa la pena: la risposta per
quanto riguarda le due aziende sanitarie è senz’altro affermativa. Oltre ai risultati importanti descritti
nel documento, i Piani per la salute ci hanno fatto sentire meno soli nell’affrontare le tematiche della
salute; è risultato evidente a molti che il tema della promozione della salute aveva a che fare non
solo con le politiche e le programmazioni sanitarie ma anche con quelle scolastiche, abitative,
sociali, produttive, ambientali, della mobilità, del lavoro, delle pari opportunità e della famiglia. Il
Piano per la salute ha quindi determinato il potenziamento di alleanze esistenti e la creazione di
nuove con l’obiettivo di costituire un patto locale di solidarietà per la salute con tutti i soggetti
interessati , compresi i singoli cittadini. La promozione di stili di vita sani è stato un esempio di
coinvolgimento importante sia dei singoli cittadini che di tutto il tessuto sociale della città, altra
esperienza significativa è stata il progetto di allenamento della memoria.
I nostri professionisti hanno imparato a leggere i bisogni di popolazione in modo complesso, hanno
conosciuto e si sono confrontati con professionalità, linguaggi , punti di vista differenti e ciò ha
sicuramente aumentato le loro competenze e la capacità di programmare in modo integrato i percorsi
assistenziali e preventivi. Hanno imparato l’importanza del genere come determinante di salute e che
la salute della donna, oltre ad essere di per sé fondamentale per la salute degli altri componenti della
famiglia è a sua volta fortemente determinata dai problemi di conciliazione tra lavoro di cura e lavoro
produttivo e dalla condivisione del lavoro di cura e domestico nella famiglia. L’affrontare il tema
delle disuguaglianze, non solo alla nascita ma anche nell’accesso a servizi qualificati ed appropriati,
ha permesso di individuare con forza le criticità soprattutto della popolazione immigrata e più
svantaggiata. La comprensione di questi elementi è stata fondamentale per il lavoro nei tavoli della
salute anziani, della salute donna, della salute infanzia ed adolescenza, delle patologie prevalenti.
Si è andata affermando, anche se ancora in modo incompleto, la cultura del “prendersi cura” al
posto di quella del “curare” e della urgenza dell’integrazione dell’assistenza tra più servizi e tra più
enti, integrazione non solo di politiche e di programmazione ma anche nelle pratiche assistenziali e
nell’accesso.
Sono stati individuati e condivisi in questi anni indicatori di salute nelle varie aree di intervento e ci
si è attrezzati per mantenere una loro rilevazione stabile che ci consentirà anche in futuro di valutare
e confrontare i risultati ottenuti dalle nuove programmazioni.
In questi anni in cui la sanità modenese ha investito in modo significativo in qualità, ricerca ed
innovazione; l’esperienza dei Piani per la salute ha consentito di ancorare ai bisogni dei cittadini i
risultati ottenuti, anche le eccellenze sanitarie funzionano meglio se all’interno di un contesto che ne
consente un utilizzo appropriato ed efficiente.
Il piano per la salute del distretto di Modena è probabilmente una delle realtà più importanti a livello
regionale sia per numero di temi affrontati sia per la mole di azioni messe in campo e questo è potuto
avvenire grazie all’impegno dell’ente locale, che ha promosso in modo deciso questa esperienza, delle
Aziende Sanitarie e dei professionisti, che hanno raccolto la sfida, e del contesto sociale e comunitario che
ha risposto prontamente all’idea del patto e si è impegnato sino in fondo per realizzarlo.
Le nuove sfide che il piano regionale sociale e sanitario 2008-2010 ci propone, sia sul versante della qualità
e della sostenibilità che dell’innovazione, nel ripensare un welfare adeguato ai bisogni sempre più complessi
dei cittadini e delle famiglie e che metta al centro la persona, sono ambiziose e impegnative. L’esperienza
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positiva fatta a Modena con i Piani per la Salute, il Piano di Zona e della gestione del Fondo Regionale per la
Non Autosufficienza sono una base di partenza solida per affrontare le sfide richiamate in precedenza e per
realizzare la programmazione integrata del Piano di zona distrettuale per la salute e per il benessere sociale.
Giuseppe Caroli
Direttore Generale Azienda USL di Modena
Stefano Cencetti
Direttore Generale Aziende Ospedaliero Universitaria Policlinico di Modena
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Il Piano per la Salute del Comune di Modena: contenuti e percorso di elaborazione ed
attuazione
Premessa
Il presente rapporto intende fornire uno strumento di lettura e diffusione di quanto è stato fatto dal
2003 al 2007 nel Comune di Modena con la predisposizione ed attuazione del Piano per la Salute.
Il percorso compiuto, l’insieme degli interventi inseriti e realizzati nei sei programmi d’azione, la
complessa descrizione degli scenari a cui sono riferite le azioni programmate, le strategie e gli
obiettivi indicati e definiti e la loro evoluzione dal momento dell’approvazione del singolo
programma al 31 dicembre 2007, impongono una visione schematica e riassuntiva d’insieme.
L'auspicio è di permettere a una lettura integrata di quanto programmato e realizzato nell’intento di
incidere sui diversi determinanti che influiscono sulla salute per migliorare il benessere della
popolazione distrettuale.
L’esperienza maturata ci permette di affermare che sono :
−migliorate le conoscenze sui fenomeni in essere e da affrontare;
−messe a fuoco alcune delle cause che determinano disuguaglianze di salute e sofferenze;
−evidenziate e riassunte le azioni intraprese per migliorare la situazione esistente;
−raggiunti gli obiettivi di volta in volta fissati;
−individuati gli sviluppi e le priorità da perseguire secondo l’ evoluzione dei programmi.
L’obiettivo di questo rapporto è di offrire una articolata sintesi di quanto programmato e realizzato
a quanti coinvolti dal Piano, ai portatori di interesse della popolazione a cui sono diretti gli
interventi, alla giunta ed ai consiglieri comunali che rappresentano i cittadini residenti nel Distretto
di Modena.
In particolare si ritiene di facilitare una lettura di quanto realizzato nei cinque anni di vigenza del
Piano per rendere possibile: una valutazione dei risultati raggiunti; l’adozione di ulteriori politiche e
interventi atti a migliorare la salute dei cittadini interessati dai diversi fenomeni evidenziati;
l’individuazione di priorità su cui destinare ulteriori risorse; un miglior coordinamento dei soggetti
che intervengono; le sinergie tra di essi evitando così inutili sovrapposizioni; la partecipazione di
quanti interessati a proporre azioni dirette a raggiungere gli obiettivi programmati; la descrizione
succinta di quanto programmato fornendo così un quadro di riferimento su cui basare le verifiche
di raggiungimento degli obiettivi prefissati.
Obiettivo prioritario di questo rapporto resta comunque quello di informare e socializzare, con uno
strumento facilmente leggibile ed utilizzabile, il percorso attuato in considerazione altresì che non
sono disponibili esperienze consolidate in materia a cui riferirsi.
Particolarmente significativo è il fatto che, durante la predisposizione e la realizzazione dei sei
programmi d’azione, sono stati coinvolti numerosi ”stakeholders” della realtà modenese, e si è
dato vita ad un intenso confronto non in termini astratti o generici, ma su azioni concrete e su
politiche di sviluppo in grado di dare risposte ai bisogni dei cittadini.
E’ opportuno infine sottolineare come, con il percorso adottato nelle varie fasi di programmazione
e attuazione dei programmi del Piano, sia stato possibile riportare nella sua naturale sede
istituzionale, il Consiglio Comunale , le problematiche relative ai bisogni di salute dei cittadini,
consentendo così una maggiore responsabilizzazione di tale assemblea elettiva nell’esercizio del
proprio ruolo di indirizzo e controllo delle attività erogate dalle diverse Aziende e Servizi
competenti a soddisfare tali bisogni.
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Cos’è la Salute di cui ci occupiamo?
L’Organizzazione Mondiale della Sanità evidenzia la complessità del concetto di salute definendo
quest’ultima come “uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale e non la semplice assenza
dello stato di malattia o infermità”. Tale definizione rimanda il concetto di salute alle tre dimensioni di cui si
compone la vita degli individui che sono: la dimensione fisica, la dimensione psichica e quella relazionale, è
nell’equilibrio e nella relazione tra queste tre dimensioni che il concetto di salute o benessere trova la sua
massima espressione.
La salute dipende, quindi, da molti determinanti, gran parte dei quali risiedono e sono condizionati da scelte
economiche, ambientali, dall’organizzazione sociale complessiva, dall’integrazione sociale e culturale, ecc.
Tali fattori interagiscono tra loro, non agiscono singolarmente, ma si intrecciano.
I determinanti di salute possono essere, così, classificati in :
•
NON MODIFICABILI (ad esempio l’età, il sesso, la genetica, ecc.)
•
MODIFICABILI quali:
- i fattori ambientali (ad esempio la qualità dell’aria, dell’acqua, degli alimenti, del territorio, della città, della
casa, ecc.)
- i fattori sociali ed economici ( ad esempio la povertà, la disoccupazione, l’emarginazione, ecc.)
- gli stili di vita (ad esempio l’alimentazione, l’attività fisica, l’abitudine a fumare e a bere, ecc.)
- la disponibilita’ di servizi di qualita’ (ad esempio i servizi sociali, sanitari, educativi, ricreativi, ecc.)
Si comprende quindi, da quando sopraddetto, che alla tutela della salute concorrono diversi sistemi oltre a
quello sanitario e che l’evoluzione, in positivo o in negativo, dello stato di benessere dipende dalla
evoluzione del contesto generale e non solo dalle azioni poste in essere a livello locale.
A conferma di ciò, la Carta di Ottawa nel 1986 riprendendo con forza il concetto di salute promosso
dall’OMS, ha auspicato un ruolo attivo dei cittadini nella promozione della salute tale da evitare di delegare
la propria la salute al solo sistema sanitario.
Il Piano per la Salute1
Cos’è ?
È un piano poliennale, elaborato dagli Enti Locali di concerto con le Aziende sanitarie, secondo indirizzi
forniti dalla Conferenza Territoriale Socio-Sanitaria, che :
• definisce gli obiettivi e gli interventi di promozione della salute, di prevenzione e di cura delle malattie
emergenti nel distretto;
• individua le cause che mettono a rischio la salute o il benessere della popolazione;
• trova le soluzioni giuste, o in cui si crede, per eliminare o almeno ridurre le principali fonti di rischio
per la salute;
• indica chi, come e quando metterà in pratica le soluzioni;
• prevede interventi intersettoriali delle istituzioni, dei cittadini e delle loro associazioni sui determinanti
delle condizioni di salute della popolazione;
• rappresenta le modalità con cui gli Enti Locali integrano le proprie politiche di assistenza sociosanitaria con politiche di salute.
1
La Regione Emilia Romagna ha emanato, a seguito del Piano Sanitario Nazionale 1998-2001, con delibera n° 321 del 1
marzo 2000 le linee guida regionali per l’attuazione dei Piani per la Salute. La Conferenza Socio-Sanitaria della Provincia di Modena il
29 gennaio 2001 ha individuato le priorità di salute sulle quali agire a livello distrettuale attraverso l’elaborazione dei Piani per la Salute.
Il Comune di Modena con propria delibera di Giunta, la n° 537 del 29 giugno 2001, ha approvato le line e di lavoro per l’elaborazione e la
realizzazione del Piano per la Salute della città di Modena.
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Chi lo fa ?
Il Piano per la salute è stato elaborato e redatto da una pluralità di attori con il supporto tecnico delle
Aziende Sanitarie, coordinati dal Governo Locale, che impegnano risorse umane e materiali allo scopo di
migliorare la salute della popolazione intervenendo sui determinanti che la condizionano.
Cosa contiene a Modena ?
La Conferenza Sanitaria Territoriale ha indicato nel 2001 10 aree prioritarie di intervento per migliorare la
salute dei cittadini della provincia di Modena, aree sulle quali occorreva sviluppare specifici programmi di
azioni a livello dei diversi distretti.
Le aree individuate possono essere divise in tre grandi categorie :
di popolazione (anziani, infanzia e adolescenza, donna), di patologie (cardio e cerebro vascolari, neoplasie,
respiratorie, aids, rare), di eventi incidentali (stradali e lavoro).
Per ognuna di tali aree è stato istituito un apposito gruppo di lavoro incaricato di elaborare linee di indirizzo
per la predisposizione dei programmi d’azione a livello distrettuale. I gruppi di lavoro, coordinati dalla
Commissione Tecnica del Piano per la Salute istituita dalla Conferenza Socio-Sanitaria Territoriale per
promuovere e attuare il PPS nel territorio provinciale, hanno fornito uno specifico quadro di riferimento su
cui concentrare gli interventi, facilitando il lavoro dei Comitati distrettuali di programma.
Il Comune di Modena ha deciso nel 2002 di affrontare singolarmente i programmi di azioni relativi agli
interventi sui gruppi di popolazione e sugli eventi incidentali e in uno unico quello relativo alle patologie
prevalenti.
Il Piano per la Salute del Comune di Modena si è articolato, pertanto, nei seguenti programmi di azioni:
Sicurezza Stradale, Salute Anziani, Salute e Sicurezza sul Lavoro, Salute Infanzia e Adolescenza, Patologie
Prevalenti, Salute Donna.
Le azioni inserite nei singoli programmi incidono spesso su determinanti ad essi comuni: ambientali,
comportamentali, socio-economici e sono caratterizzate rispetto al target a cui sono rivolte.
I sei programmi del Piano per la Salute, tutti operanti dal 2004, sono stati approvati dal Consiglio Comunale,
il Consiglio Comunale ha altresì deciso, a luglio del 2005, di orientare i nuovi interventi effettuabili negli anni
2006 e 2007 verso specifiche priorità, individuandone due per ciascun programma, e di stabilire la validità
temporale dell’intero Piano al 31 dicembre del 2007. Ha stabilito altresì di procedere dopo tale scadenza ad
una specifica valutazione finale dei risultati ottenuti con l’attuazione dell’intero Piano.
La predisposizione dei sopraddetti programmi è stata resa possibile grazie al costante supporto fornito dalle
Aziende Sanitarie che hanno messo a disposizione del gruppo di coordinamento, istituito dal Comune di
Modena per la predisposizione e l’attuazione del PPS, il quadro epidemiologico e di contesto dei fenomeni
da affrontare e alla continua fattiva partecipazione diretta delle direzioni aziendali, distrettuali e dipartimentali
alla definizione delle strategie e delle azioni da inserire in tali programmi.
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L’organizzazione per la predisposizione ed attuazione del Piano per la Salute nel
Comune di Modena
Il percorso del piano per la salute2 a Modena
Il Piano per la Salute viene inteso come strumento di pianificazione multisettoriale ed interdisciplinare che
opera a livello territoriale, in uno scenario di alleanze tra diversi sistemi, incidendo sui diversi determinanti di
salute con lo scopo di migliorare la qualità di vita della popolazione. Il percorso distrettuale seguito per
costruire il Piano per la Salute è così sintetizzabile:
1) rilevazione dei bisogni attraverso l’analisi congiunta dei dati epidemiologici e delle richieste di
miglioramento espresse dalla popolazione, raccolte anche con l’ascolto dei portatori d’interesse;
2) individuazione delle priorità di salute che sono individuate e approvate a livello di governo locale in quanto
responsabile, rispetto ai cittadini, della tutela di questo bene costituzionalmente protetto;
3) identificazione delle azioni da compiere, dei responsabili, degli attori coinvolti e delle risorse economiche
da impegnare;
5) verifica e valutazione sia in itinere che al termine del processo del grado di congruità delle attività
programmate e attuate e il raggiungimento degli obiettivi prefissati. Il processo connesso con questa fase
dovrebbe permettere di riaggiustare gli interventi in funzione di nuove esigenze e nuove situazioni
verificatesi.
Il PPS svolge in realtà il duplice compito sia di documentare che avviare processi d’azione che perseguono
specifici obiettivi di miglioramento della salute di gruppi di popolazione o di riduzione di fenomeni incidentali,
concentrandosi in particolare sul miglioramento degli stili di vita, sullo sviluppo di servizi accessibili e di
qualità e sulla riduzione delle disuguaglianze.
Elemento chiave e costante del PPS è la partecipazione attiva, la responsabilizzazione di cittadini, gruppi,
istituzioni, comunità verso un continuo sviluppo della salute, come la stessa OMS dichiara nel programma
Health 21.
Il compito del Comune di Modena con il Distretto n° 3, è stato quello di fissare gli obiettivi da raggiungere ed
elaborare e predisporre i programmi di attività in ossequio agli indirizzi forniti dalla Conferenza Territoriale
Socio-Sanitaria sulle aree prioritarie di intervento definite dalla stessa.
Tali programmi hanno compreso le attività programmate dal Comune e dalle altre Amministrazioni
competenti dedicate a raggiungere gli obiettivi prefissati per le materie oggetto del singolo programma e
quelle proposte dalle forze sociali, dalle associazioni dei cittadini e dai singoli soggetti interessati a tali
problemi. Le azioni hanno impegnano risorse umane e materiali, reperite dai soggetti proponenti, allo scopo
di migliorare la salute della popolazione, intervenendo sui determinanti che la condizionano.
Il compito affidato al Governo locale era innanzitutto quello di coordinare i diversi strumenti di
programmazione e di coinvolgere direttamente la popolazione e i suoi portatori di interesse , in modo da
evidenziare, dagli interventi settoriali concertati ed in corso, quelli che influiscono sui determinanti della
Salute, e poi di aggregare a tali interventi quelli proposti da altri soggetti che partecipano direttamente alla
costruzione del Patto di Solidarietà per la Salute promuovendo ed incentivando altresì lo sviluppo delle
azioni verso gli obiettivi prioritari individuati. Per realizzare quanto descritto le Giunte comunali guidate dai
Sindaci Barbolini e Pighi hanno deciso di istituire, per la predisposizione e attuazione del Piano per la Salute,
presso il Gabinetto del Sindaco un gruppo di riferimento e coordinamento rispondente sino al 2004 al
Sindaco stesso e successivamente all’Assessore alle politiche per la salute, e di istituire nel 2006, sempre
presso tale struttura, un apposito ufficio denominato “ufficio per le politiche per la salute”.
Per la predisposizione dei diversi programmi, è stato istituito un Comitato composto dai referenti, competenti
nella materia trattata, dei diversi settori dell’Amministrazione Comunale, delle Aziende Sanitarie, nonché di
altri Soggetti coinvolti (associazioni, organizzazioni sindacali e di categoria, comitati di cittadini, ecc.)
promotori di interventi o azioni dirette a raggiungere gli obiettivi di salute prefissati.
E’ stato deciso di seguire uno specifico iter per la predisposizione da parte dei comitati di programma dei
documenti da sottoporre alla consultazione in modo da meglio definirne il contenuto e le proposte di
partecipazione attiva da parte della società civile, oltre che delle istituzioni, e di proporre l’approvazione dei
programmi, una volta predisposti, al Consiglio Comunale.
E’ stato altresì deciso di effettuare la valutazione finale dei risultati raggiunti dai singoli programmi e
dall’intero Piano secondo quanto proposto ed approvato dal Consiglio Comunale nel luglio 2005.
2
Cfr. delibera regionale 321/2000 “Linee regionali per l’attuazione del Piano per la Salute”
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1-Priorità 2-Indirizzi
Risposta
sanitaria
Piano
Attività
Territoriale
Risposta
sociale
Piano di
zona
3-Obiettivi
4-Azioni
5-Verifiche
Risposta
am bientale
R isposta
form ativa
Risposta
civica
Agenda
Patto per la
scuola
Città
sane
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Il “Percorso distrettuale” di costruzione di un programma
I. Istituzione del gruppo di lavoro per la stesura del programma, individuazione e scelta del Logo che
contraddistinguerà il programma;
II. II . Censimento delle azioni in corso e delle proposte d’azione nel Comune e nelle
III. Aziende Sanitarie
IV. Raccolta delle azioni in corso e delle proposte presentate da altri soggetti
V. interessati al programma;
VI. Stesura bozza di programma;
VII. Informazioni alla Giunta e al Consiglio Comunale sulla bozza di programma;
VIII. Consultazione;
IX. Raccolta delle proposte integrative;
X. Stesura del nuovo documento che contiene le proposte raccolte dopo la consultazione e
l’identificazione dei diversi soggetti partecipanti;
XI. Adozione del programma da parte della Giunta
XII. Presentazione ai soggetti interessati;
XIII. Raccolta di eventuali proposte di integrazione;
XIV. Presentazione, discussione e approvazione in Consiglio Comunale;
XV. Trasmissione alla Conferenza Sanitaria Territoriale;
XVI. Diffusione del programma ai soggetti partecipanti e interessati;
XVII. Gestione fase attuativa (monitoraggio azioni, report
aggiornamento e implementazione azioni, ecc.)
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annuali, valutazione dei
risultati,
L’indice di un “Programma”
•La premessa (breve descrizione delle motivazioni e degli obiettivi del programma).
•Il Profilo di Salute provinciale specifico per l’argomento trattato.
•Le linee guida d’indirizzo provinciali.
•La descrizione della situazione nel distretto rispetto ai bisogni, alla situazione epidemiologica, all’offerta e
all’attuale consumo di servizi, inoltre, ove disponibile, la sintesi dei risultati di iniziative di ascolto o
consultazione della popolazione sulla tematica.
•La descrizione degli obiettivi che si vogliono raggiungere nel prossimo biennio, e delle strategie a ciò
dedicate.
•Le schede descrittive delle singole azioni e dei relativi costi suddivise per tipologie d’intervento.
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La scheda utilizzata per la rilevazione delle azioni
SCHEDA N°
Soggetto proponente:
Azione:
Obiettivo specifico
Azioni in corso
Target
Descrizione
dell’azione
PIANO D’AZIONE
Strumenti
attuativi
Servizio/i coinvolto/i
Responsabile
Azione
Partners coinvolti
Tempi di attuazione
Stima dei costi
Procedure di
valutazione
Indicatori dei
risultati ottenuti
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La scheda utilizzata per la redazione dei report annuali
MONITORAGGIO ANNUALE DELL’AZIONE N° ………..
DEL PROGRAMMA ………………….
Settore responsabile:___________________________________
Azione:
Breve descrizione dell’intervento realizzato, indicando le risorse impiegate e le
collaborazioni attuate con i soggetti “partners”, specificando gli eventuali sviluppi
dell’iniziativa rispetto al progetto iniziale.
INDICATORI DEI RISULTATI OTTENUTI:
(cfr. scheda del volume del programma di azione di riferimento)
DATA………..
IL RESPONSABILE DELL’AZIONE
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Programma d’azioni sulla Sicurezza Stradale
A cura di Antonietta De Luca (Ufficio Politiche per la Salute – Comune di Modena)
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Premessa
Il Programma di azioni sulla Sicurezza Stradale è stato il primo approvato dal Consiglio Comunale nel 2002
in attuazione del Piano per la Salute del Distretto di Modena. Con tale programma l’Amministrazione
Comunale ha inteso avviare un percorso di programmazione integrata e partecipata, coinvolgendo numerosi
soggetti della comunità locale, con lo scopo di contrastare il tragico fenomeno che provoca anche in ambito
urbano numerosi incidenti con feriti e in alcuni casi anche decessi.
La predisposizione del programma è avvenuta nella cornice generale degli indirizzi provinciali individuati dai
gruppi di lavoro nominati dalla Conferenza Territoriale Socio Sanitaria per coordinare l’attività dei sette
distretti sanitari.
Gli indirizzi provinciali sulla Sicurezza Stradale
Contribuire a livello locale a creare le condizioni per una mobilità sicura e sostenibile, riducendo da un lato il
drammatico tributo di vittime imposto quotidianamente dagli incidenti stradali e dall'altro gli ingenti costi
sostenuti dallo Stato, dal sistema delle imprese e dalle famiglie a causa di tali incidenti. L'obiettivo di
riferimento assunto dal Piano Nazionale sulla sicurezza stradale si basa sulle indicazioni contenute nel
secondo programma per la sicurezza stradale elaborato dalla Commissione europea: riduzione del 50% del
numero di morti e feriti entro il 2010, rispetto al 2001.
Obiettivi specifici
•
Avviare una strategia multisettoriale
•
Migliorare i comportamenti
•
Migliorare la sicurezza delle infrastrutture stradali
•
Migliorare l’equità tra le categorie di utenti della strada
•
Migliorare i servizi di emergenza, cura, riabilitazione, assistenza alle famiglie
•
Migliorare lo stato delle conoscenze
Il Comitato di programma Sicurezza Stradale
Il primo atto di avvio dei lavori per la realizzazione di un programma d’intervento dedicato alla sicurezza
stradale è stata la costituzione di un Comitato di programma, composto da diversi esperti dei settori
comunali e delle aziende sanitarie e coordinato dal gruppo di lavoro sui PPS istituito presso il Gabinetto del
Sindaco e successivamente dall’Ufficio Politiche per la Salute dell’omonimo Assessorato .
Compito del comitato di programma è stato quello di:
I.
analizzare il fenomeno;
II.
individuare gli obiettivi specifici;
III.
sviluppare linee d’intervento;
IV.
mettere in rete e raccogliere in macro aree (strutturali, educativi-informativi e di sensibilizzazione,
controllo e verifica dei comportamenti, riduzione del danno, monitoraggio del fenomeno e dei risultati
del programma) le diverse azioni proposte.
Gli uffici comunali coinvolti con azioni dirette sono: Polizia Municipale, Politiche Giovanili, Traffico e Viabilità,
Lavori Pubblici, ufficio statistica, Istruzione- Memo, Ceass- L’olmo, CED, Centro Stranieri, Decentramento.
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Gli obiettivi del programma d’azione distrettuale
Gli obiettivi specifici del programma distrettuale individuati dal Comitato di programma sono i seguenti:
Ob 1) incentivare l’utilizzo di mezzi alternativi a quelli motorizzati, aumentando la sicurezza degli utenti
deboli della strada (ciclisti, pedoni, bambini, anziani) ed implementando interventi mirati in zone ritenute a
rischio (prossimità dei complessi scolastici, quartieri residenziali, ecc.);
Ob 2) aumentare la sicurezza stradale con interventi di riqualificazione delle intersezioni, ampliamento delle
piste ciclabili, interventi infrastrutturali ad hoc (nuove segnaletiche semaforiche, rotatorie, ecc.);
Ob 3) promuovere una cultura della sicurezza e della convivenza di tutti gli utenti della strada con interventi
d’informazione e formazione, di educazione stradale ed alla mobilità sostenibile;
Ob 4) migliorare la tempestività e la professionalità del primo soccorso;
Ob 5) migliorare il sistema di monitoraggio e controllo del fenomeno incidentale.
Tipologie d’azione
Compito del programma è stato quello di mettere in rete , cercando di coordinare e integrare, le diverse
azioni dirette alla sicurezza stradale poste in essere dall’amministrazione comunale e non solo per
contrastare organicamente e sistematicamente il fenomeno.
Nel 2002 le azioni raccolte nel programma erano 63 nel 2007 erano 100 così suddivise:
•
interventi strutturali ( 17 azioni)
•
interventi educativi, preventivi e di sensibilizzazione ( 57 azioni)
•
interventi di vigilanza, monitoraggio e controllo sui comportamenti (2 azioni)
•
interventi di riduzione del danno (10 azioni)
•
interventi di monitoraggio delle azioni del programma ( 7 azioni)
Oltre a 7 azioni di competenza dell’Amministrazione provinciale che incidono anche sul territorio comunale.
Le linee prioritarie (delibera CC n°45/2005)
Il Consiglio Comunale nel 2005 deliberò il prolungamento per il biennio 2006-2007 dei programmi del Piano
per la Salute, individuando altresì linee d’intervento prioritarie su cui concentrare risorse e impegno. Per la
Sicurezza Stradale sono state individuate le seguenti linee d’intervento prioritarie:
•
aumentare la sicurezza stradale per l’utenza debole, soprattutto i bambini e i ciclisti
•
ridurre il rischio incidentalità stradale mettendo in sicurezza i punti in cui si evidenziano eventi
incidentali ricorrenti.
LA VALUTAZIONE DEL PROGRAMMA
Tra le azioni dei diversi programmi del Piano per la Salute rientra il monitoraggio annuale dell’attuazione del
programma che si realizza con:
- l'aggiornamento dei dati del fenomeno indagato;
- la verifica dell'attuazione delle azioni programmate;
- l'inserimento delle eventuali nuove proposte di intervento;
- la pubblicazione di un Report, contenente i suddetti dati, e il monitoraggio delle azioni in esso raccolte.
24
Si è inoltre analizzato l’effetto dell’intero programma secondo alcuni parametri già esposti in premessa.
Per quanto riguarda le modalità decisionali importante è stato il ruolo del comitato di che composto da
esperti dei settori comunali e delle aziende sanitarie ha favorito un confronto tra i diversi soggetti, che in
maniera diversa (anche in base al ruolo ricoperto nella propria struttura d’appartenenza) sono impegnati sul
tema della sicurezza stradale, avviando così un coordinamento specifico sulle azioni dedicate a tale
argomento, procedendo con la ridefinizione di alcuni interventi già in atto rendendoli coerenti con gli obiettivi
specifici del programma, promuovendo progetti e azioni integrate, oltre che dare sistematicità ad azioni già
da tempo realizzate ma che hanno trovato nuovo impulso nel lavoro del comitato. In molti strumenti di
programmazione utilizzati dalle istituzioni competenti che richiamano gli obiettivi di salute indicati dal PPS a
livello distrettuale (es. PEG, Agenda 21, Patto per la Scuola, Piano delle Attività Territoriali del distretto ausl,
ecc) sono stati inseriti gli interventi rivolti a migliorare la “salute” della popolazione. Inoltre il confronto tra gli
esperti del Comitato di programma ha dato impulso ad un progetto di analisi dettagliata e particolareggiata
dei dati sull’incidentalità stradale in possesso dell’Amministrazione Comunale, favorendo la costruzione di un
sistema articolato di analisi dei dati che vengono riportati su mappe cartografiche tematiche nel programma
City Trek. Il progressivo miglioramento delle conoscenza del fenomeno hanno garantito l’individuazione di
strategie d’intervento sempre più mirate e articolate da parte degli Enti interessati.
Come già detto anche la partecipazione e l’impegno diretto della comunità locale è un elemento essenziale
del percorso del Piano per la Salute. In tema di sicurezza stradale è essenziale il maggior coinvolgimento
possibile di enti, istituzioni, associazioni e singoli cittadini per contribuire alla riduzione del verificarsi di
sinistri stradali e favorire la diffusione di una cultura della sicurezza.
Com’è noto, l’incidentalità stradale è strettamente connessa ad altri temi (culturali, economici, ambientali e
sanitari), era necessario procedere in maniera multidisciplinare ed intersettoriale, pur garantendo sempre
l’autonomia gestionale dei singoli attori, per giungere alla definizione di un programma comune e condiviso.
Nell’elaborazione diretta del programma sono stati necessariamente coinvolti numerosi soggetti della
comunità locale, tra cui: Aziende Sanitarie, Associazioni di volontariato, Scuole, Arpa, Aci, Provincia,
Farmacie Comunali.
Il ruolo svolto da ognuno dipende dal grado di coinvolgimento diretto o indiretto avuto nelle azioni raccolte
dal programma.
In particolare, gli esperti che hanno partecipato alla elaborazione e attuazione diretta delle azioni sono i 24
responsabili di settori/servizi coinvolti nel Comitato di Programma, mentre 42 sono le strutture
/servizi/soggetti Responsabili delle Azioni; i Soggetti Promotori, cioè gli enti/istituzioni/comitati/associazioni
che hanno partecipato in modi diversi alla realizzazione delle azioni, sono circa 70 (partners).
L’impatto sulla salute è stato analizzato non solo in base all’andamento epidemiologico del fenomeno nel
tempo ma è stato necessario contemperarle con un’analisi delle azioni in base agli obiettivi specifici fissati.
Questa fase si è articolata in:
•
una verifica quindi del raggiungimento degli obiettivi, valutando le azioni a ciò dedicate anche in
base ai dati epidemiologici;
•
una conferma o un aggiornamento degli obiettivi e delle strategie;
•
una individuazione di eventuali priorità, laddove si rilevino criticità specifiche non sufficientemente
indagate e/o dove si ritiene debbano essere potenziati gli interventi, in quanto sono emersi nuovi
bisogni. In questo senso si è espressa la delibera del Consiglio Comunale, definendo, su proposta
dell'Assessore alle Politiche per la Salute del Comune di Modena e della Giunta nel suo complesso,
specifiche priorità di azione in ogni programma.
Si è proceduto quindi ad una analisi quali/quantitativa che ha considerato le azioni aggregate su tre
parametri: gli obiettivi, i determinanti di salute, i soggetti proponenti. Di seguito si riporta l’analisi delle azioni
in base agli obiettivi specifici individuati.
25
26
VALUTAZIONE DELLE AZIONI PER OBIETTIVI SPECIFICI
Per valutare il raggiungimento degli obiettivi specifici indicati dal programma le azioni sono state suddivise
secondo gli obiettivi di salute cui erano prioritariamente dirette:
Obiettivo 1) incentivare l’utilizzo di mezzi alternativi a quelli motorizzati, aumentando la sicurezza
degli utenti deboli della strada (ciclisti, pedoni, bambini, anziani), implementando interventi mirati in
zone ritenute a rischio (prossimità complessi scolastici, quartieri residenziali, ecc.).
Nell’ambito dei diversi interventi mirati a ridurre l’incidentalità, il Comune di Modena investe consistenti
risorse per analizzare e risolvere, anche in tempi brevi, le criticità individuate sul proprio territorio.
Analizzando le azioni del programma tese a favorire la sicurezza dell’utenza debole, si e proceduto in
particolare con interventi di miglioramento della pedonalità, ampliate le piste ciclabili, realizzate zone 30 e
riprogettati alcuni accessi ai poli scolastici.
Ad oggi possiamo affermare che esistono:
•
125 km di percorsi ciclo-pedonali, con un incremento di circa il 25% della rete esistente al 2004;
•
34.958 mq di aree pedonali prevelentemente localizzate in centro storico;
•
8,38 km lineari di strade “Zona 30” per favorire la riduzione della velocità dei veicoli in zone
caratterizzate da forte promiscuità tra le diverse componenti di mobilità, elevata residenzialità,
presenza di ricettori sensibili ;
•
6 poli scolastici interessati da miglioramenti nei loro accessi anche per favorire l’uso di mezzi
alternativi all’auto: polo scolastico in via Valli, polo scolastico in via San Remo, polo scolastico via
Piazza/via Po, polo scolastico via Carbonieri, polo scolastico via Mattarella/Dalla Chiesa.
•
sono stati riqualificati diversi tratti di marciapiedi per favorire la pedonalità (es. l’adeguamento di
percorsi pedonali di Fossalta e Cittanova ). Inoltre è stato predisposto un sistema di manutenzione
del suolo pubblico, inerente la viabilità che consente di predisporre interventi anche urgenti per il
ripristino di segnaletica viaria, miglioramento del manto stradale, cedimento di tratti di marciapiedi,
risanamenti di banchine stradali, cedimenti localizzasti nella sede stradale interventi che hanno
previsto per il 2008 circa 1.000.000 di Euro di finanziamenti stanziati.
Ancora, nell’ambito della messa in sicurezza delle intersezioni e degli attraversamenti pedonali si devono
considerare anche gli interventi di miglioria in corrispondenza degli impianti semaforici, in particolare
l’attraversamento ciclo-pedonale su viale Caduti in Guerra in corrispondenza di via Muzzioli, con il
collegamento con il Giardino Ducale Estense, e la semaforizzazione dell’attraversamento pedonale di viale
Amendola con collegamento tra il Parco Amendola Nord e Sud.
Tra le iniziative di promozione per l’utilizzo di mezzi alternativi all’auto rientrano i seguenti progetti
•
Promozione mobilità ciclistica: negli ultimi anni, sono state realizzate numerose iniziative tese a
promuovere la mobilità ciclistica in ambiente urbano Fra queste, si possono citare le principali:
produzione di cartine delle piste ciclabili, noleggio biciclette, depositi custoditi per biciclette ("Il
Navigacittà" è stato prodotto e venduto in circa 15.000 esemplari), in particolare:
o
C'Entro in Bici (noleggio gratuito biciclette comunali) che nel 2004 – si basava su 80
biciclette, 550 iscritti. Nel 2008 le biciclette sono diventate 224 biciclette, 2.000 iscritti,
60.000 utilizzi l'anno (stima 2008) sulla base del monitoraggio del gestore (Cooperativa Oltre
il Blu).
o
Targatura biciclette: l'iniziativa si propone di favorire la sicurezza nell'uso delle bicicletta,
particolarmente favorendone la riconsegna al proprietario in caso di ritrovamento dopo
27
smarrimento o furto. Lanciata a metà dicembre 2007, ad oggi contabilizza circa 3.500 iscritti.
L'obiettivo per i primi 12 mesi è stato fissato in circa 5.000 iscrizioni.
•
Incentivi veicoli elettrici: l'iniziativa è stata attivata nel 2001 e nel periodo 2001/2003 ha
contabilizzato n° 503 contributi erogati ai cittadi ni per l'acquisto di veicoli elettrici. Nel 96% dei casi,
trattasi di biciclette elettriche, acquistate da diverse tipologie di utenti (anziani, lavoratori, donne,
professionisti, ecc.). Nel periodo 2004/2008, sono stati erogati complessivamente 2.225 contributi.
La spesa complessiva sostenuta (2001/2008) ammonta a circa 700.000 € effettivi.
Obiettivo 2) aumentare la sicurezza stradale con interventi di riqualificazione delle intersezioni,
ampliamento delle piste ciclabili, interventi infrastrutturali ad hoc (nuove segnaletiche semaforiche,
rotatorie, ecc.);
Per questa fattispecie sono state considerate prevalentemente le azioni di tipo strutturale tese a :
•
realizzare nuovi interventi di infrastrutture viaria;
•
a installare nuove strutture e/o apparecchiature.
Le opere infrastrutturali consistono essenzialmente nel ridisegno di intersezioni stradali, anche con rotatorie,
nella realizzazione di manufatti per la diminuzione della velocità dei veicoli (zone 30 km/h), oltre a interventi
sui percorsi pedonali e ciclabili, nuovi o di ricucitura degli esistenti, alla messa in sicurezza dei relativi
attraversamenti, ed ai costanti interventi di miglioria sugli impianti semaforici del Comune di Modena, quali
ad esempio la sostituzione programmata delle lanterne tipo LED.
Uno dei recenti esempi di intervento di riqualificazione delle intersezioni è la realizzazione delle rotatorie
sull’asse Divisione Acqui-Indipendenza, in corrispondenza dei punti di intersezione con alcune strade di
rilevante carico veicolare, tra cui due connessioni con la Tangenziale Pasternak, per il quale sono stati
investiti complessivamente 2.200.000€, finanziati per il 40% dalla Regione Emilia Romagna nell’ambito del
“Secondo Programma Annuale di Attuazione 2003 del Piano Nazionale della Sicurezza Stradale”.
Gli interventi, quasi completamente ultimati, sono rivolti a risolvere le criticità, per rendere una delle principali
arterie urbane della città un asse viario più sicuro e fruibile dalle diverse componenti di mobilità, limitando le
mutue interferenze e migliorando la fluidità delle manovre anche nelle intersezioni che permangono
semaforizzate.
Particolare attenzione viene data alle componenti ciclo-pedonali, con una importante ricucitura del percorso
est-ovest presente lungo le vie Divisione Acqui e Indipendenza, che crea un collegamento funzionale fino a
viale Menotti, la riduzione degli spazi di attraversamento degli assi stradali mediante l’allontanamento
dall’area di intersezione, la realizzazione di isole spartitraffico per attraversamenti in due tempi, lo
spostamento degli attraversamenti pedonali semaforizzati per limitare le interferenze con le manovre dei
veicoli che approcciano il nodo semaforizzato stesso.
Un importante intervento di riqualificazione urbana è costituito da via Emilio Po, con realizzazione di
moderatori di velocità alle intersezioni per rallentare i veicoli e migliorare le condizioni di sicurezza, e la
contestuale realizzazione di un percorso ciclo-pedonale in sede propria sullo stesso asse.
Tra le piste ciclabili realizzate ad oggi, meritano di essere ricordate quelle: in viale Montecuccoli, in via San
Faustino e in via Vignolese.
Le analisi sull’incidentalità stradale e sulla fluidificazione del traffico confermano, sia a livello nazionale che
internazionale, i positivi risultati che si sono ottenuti con la realizzazione di rotonde. A Modena sono state
realizzate rotonde nei pressi di incroci particolarmente pericolosi (incrocio di via Suore, via La Marmora e via
Cialdini, mentre sono in fase di costruzione la rotonda dell’incrocio strada Vignolese e via Emilia Est e
l’incrocio via Morane e via Contrada). Dal 2004 ad oggi sono state realizzate ed ultimate 30 rotatorie.
28
Obiettivo 3) promuovere una cultura della sicurezza e della convivenza di tutti gli utenti della strada
con interventi d’informazione e formazione, di educazione stradale ed alla mobilità sostenibile;
Il tema della sicurezza stradale è sempre di più un argomento di cultura della sicurezza che si intreccia
anche con altri argomenti connessi alla promozione di corretti stili di vita.
Le azioni inserite in questa tipologia possono essere ulteriormente suddivise in base a:
•
sotto-tipologie d’intervento: campagne informative, laboratori didattici, corsi di guida sicura;
•
aree tematiche: educazione alla sicurezza stradale, comportamenti a rischio, mobilità sostenibile;
•
utenza coinvolta: bambini, giovani, anziani, cittadini stranieri, famiglie, cittadinanza ecc.
L’intera popolazione è stata coinvolta in molte campagne di sensibilizzazione e iniziative pubbliche sulla
sicurezza stradale tra il 2002 e il 2007/2008, tra cui:
•
definizione di un logo identificativo del programma sicurezza stradale “Comune di Modena – azioni
per la sicurezza stradale” ;
•
campagna di sensibilizzazione rivolta ai giovani modenesi: 25.000 giovani tra i 18 e i 30 anni, nel
2002, hanno ricevuto una lettera personalizzata del Sindaco sul tema sicurezza stradale;
•
campagna radiofonica “Automobilisti di serie A”: da giugno a settembre 2002 sono andati in onda
720 spot radiofonici sulla sicurezza stradale con la voce di giocatori del Modena Calcio FC;
•
“la velocità è sorpassata” realizzata nel 2002 con mostre e stand in piazze cittadine dedicati alla
sicurezza stradale;
•
tra ottobre 2003 e marzo 2004 campagne mirate su: semaforo rosso, limiti di velocità, guida in stato
di ebbrezza e cinture di sicurezza. Sono stati realizzati 2000 spot radiofonici con la collaborazione
del testimonial Andrea Giani, giocatore della Nazionale di Pallavolo;
•
dal 2004, ai nuovi nati residenti in città viene inviato materiale informativo per il corretto uso dei
seggiolini per il trasporto sui veicoli nell’ambito della campagna “Bimbo a Bordo”, annualmente
vengono contattate circa 1700 famiglie;
•
per l’utenza debole, tra il 2005 e il 2007, sono stati prodotti materiali informativi sull’uso corretto della
bicicletta (oltre 6000 volantini) e del corretto uso delle rotonde (oltre 5000 depliant);
•
attività informativa continua viene fornita agli automobilisti da parte degli agenti di PM sui cantieri
stradali.
•
attività di comunicazione svolta per informare sulle modifiche introdotte al Codice della Strada;
•
partecipazione del Comune di Modena alle campagne di sensibilizzazione nazionale per la sicurezza
stradale nei periodi di esodo estivo (es. Vacanze coi fiocchi);
•
organizzazione di eventi pubblici, in occasione di giornate mondiali e/o nazionali, dedicati alla
sicurezza stradale (nel 2007 giornata che l’OMS ha dedicato alla sicurezza stradale, nel 2008
adesione alla giornata nazionale dedicata all’utenza debole, coinvolgendo le scuole e i comitati
anziani in Piazza Grande);
•
Partecipazione della Polizia Municipale alla fiera campionaria negli anni 2007 e 2008 con uno stand
dedicato alla sicurezza stradale.
Per quanto riguarda la promozione di stili di vita corretti correlati alla guida significativi sono gli interventi
atti a contrastare la guida in stato di ebbrezza e/o sotto l’effetto di stupefacenti. In particolare:
•
dal 2007 è partita una campagna di sensibilizzazione curata dall’ufficio politiche per la salute e dalla
PM, contro l’abuso di alcol. Sono stati realizzati oltre 9000 volantini che sono stati inviati a scuole,
polisportive, autoscuole, associazioni e 200 manifesti, indicanti i rischi alcol correlati e le sanzioni
29
previste dal Codice della strada. Nella primavera del 2008 si è deciso di tradurre questo materiale,
per arrivare anche ai cittadini stranieri. Il materiale è stato utilizzato nei progetti di mediazione dei
conflitti nell’ambito dei gruppi informali di aggregazione giovanile;
•
le farmacie comunali hanno realizzato, nel 2003 con la collaborazione dell’ufficio politiche per la
salute, opuscoli informativi dal titolo “alcol, farmaci e guida” (6000);
•
in quest’ambito rientrano anche le azioni che lo storico progetto dell’assessorato alle politiche
giovanili realizza da diversi anni, progetto “Buonalanotte”- per la prevenzione delle azioni giovanili a
rischio nel tempo della notte e del divertimento. Dal 2002 il progetto è stato inserito nel “Piano
d’azione di attività di prevenzione negli spazi di intrattenimento musicale e/o danzante” siglato dal
Comune di Modena, Prefettura, SILB-Confcommercio, ACLI, AICS, ARCI, ENDAS. Rientrano altresì
nel progetto le iniziative: progetto BOB (circa 27 i locali coinvolti), l’iniziativa “Meglio taxi che mai”
realizzata in collaborazione con il Silb-Confcommercio, attivazione di un bus notturno per e da una
discoteca della provincia. Nel 2007 sono stati 2302 i test effettuati con l’etilometro, vanno aggiunti
inoltre n.748 interazioni con giovani che non lo hanno utilizzato ma che hanno richiesto informazioni
e approfondimenti agli operatori. Il gradimento espresso dai destinatari si mantiene sempre elevato
con oltre il 93% che giudica positivamente l’iniziativa “Buonalanotte”. Nel corso dell’anno 2007 è
diminuita la percentuale di coloro che con il tasso alcolico superiore al limite consentito dalla legge
manifestano l’intenzione di mettersi al volante.
Analizzando le azioni in base al target di popolazione coinvolta si possono citare numerosi interventi
dedicati ai bambini e agli studenti, in particolare:
•
l’educazione stradale nelle scuole svolta dalla Polizia Municipale si è sempre di più consolidata ed è
arrivata a coinvolgere mediamente 4000 alunni nelle scuole primarie, 1600 nelle scuole medie di
primo grado, 1500 nelle scuole superiori. Vengono inoltre, svolti dalla Polizia Municipale ogni anno
circa 20 corsi per l’ottenimento del patentino per la guida del ciclomotore.
•
Il SerT in collaborazione col Gabinetto del Sindaco ha realizzato anche nell’anno scolastico
2007/2008 interventi sulla prevenzione dell’uso/abuso di sostanze e i loro effetti sulla guida nelle
scuole medie superiori coinvolgendo 1200 studenti di 8 istituti scolastici;
•
L’uso della bicicletta è un argomento che viene annualmente proposto attraverso sia gli itinerari
didattici che nei centri estivi (il giro del Mondo in bicicletta). In particolare l’esperienza dell’itinerario
didattico “Insieme in bicicletta” ha permesso anche la realizzazione dell’opuscolo “W la bici! Il
piacere di guidare sicuri” rivolto ai minori di 8-14 anni.
•
Un importante progetto che si è sviluppato dal 1999 ed ha coinvolto 6 plessi scolastici della città è
“Ecologia dell’andare a scuola- vado a scuola con gli amici” che promuove la realizzazione di
percorsi sicuri casa-scuola. Ha coinvolto fino al 2006, mediamente 2200 bambini che hanno
usufruito di percorsi protetti per andare a scuola evitando l’uso dell’automobile. A sostegno del
progetto ormai decennale di "Vado a scuola con gli amici" (elementari e medie) sono state realizzate
e/o completate varie infrastrutture per la mobilità ciclo pedonale, fra cui piste ciclabili e pedonali,
attraversamenti in sicurezza (sarà realizzato entro ottobre 2008 anche un deposito protetto per
biciclette, il primo in assoluto a Modena, presso le scuole medie Lanfranco).
Nell’anno scolastico 2007/2008 la Polizia Municipale e l’ufficio politiche per la Salute hanno
organizzato incontri presso lo IAL (scuola di formazione professionale) sui comportamenti a rischio
per la guida, coinvolgendo circa 60 ragazzi tra i 14 e i 17 anni.
Interventi formativi sulle norme della strada sono stati realizzati dal 2004 rivolti ai cittadini anziani e
cittadini stranieri, individuati come categoria a rischio incidenti. Nel 2007 sono stati svolti incontri con i
comitati anziani in due polisportive cittadine.
Per quanto riguarda i cittadini stranieri tra il 2006 e il 2007 sono stati organizzati presso il Centro Territoriale
per l’Educazione permanente degli incontri sull’educazione stradale rivolti ad adolescenti immigrati (circa 70
persone coinvolte). Inoltre sono stati realizzati interventi rivolti alle comunità straniere, ricorrendo anche
30
all’impiego di mediatori culturali, predisponendo materiale tradotto in lingua (ad oggi tradotti in inglese,
rumeno e russo) e organizzando gli incontri nei luoghi informali di ritrovo.
Ancora, rientrano in questo obiettivo le azioni tese ad educare alla mobilità sostenibile. In particolare i
progetti proposti dall’ ufficio Agenda 21 CEASS L'olmo. Dal 2000, partendo dall’indagine sul modo in cui i
bambini si spostano per andare a scuola e le diverse modalità di mobilità che vengono impiegate, in
collaborazione con diversi attori territoriali (Scuole, genitori, insegnanti, circoscrizioni, associazioni, ecc),
sono state avviate diverse sperimentazioni di progetti tendenti allo sviluppo di comportamenti più sostenibili
riguardo lo stile di vita dei bambini.
Da questa analisi sono stati attivati vari progetti sulla Educazione alla Mobilità Sostenibile, fra i quali:
1. - progetti locali – itinerari didattici: L'ora d'aria, Insieme in bicicletta, Alimentazione ed inquinamento,
che nell’anno scolastico 2007/2008 hanno coinvolto 600 studenti e 12 scuole di diverso ordine e
grado.
2. - progetti regionali: Raccogliamo miglia verdi: arrivano gli ariapulibus, Dalle Miglia Verdi al Pedibus
3. - ed un progetto europeo dal titolo: CONNECT.
Mobilità e ambiente sono due argomenti trattati anche con due altri progetti:
•
"Pedal" per la scuola media Lanfranco/Guidotti, con 6 classi coinvolte per due anni consecutivi e 120
studenti partecipanti;
•
"Gitas" per le scuole medie superiori, che hanno coinvolto per 3 anni consecutivi studenti di circa 10
classi delle scuole medie superiori.
Incentivi economici:
Le circoscrizioni ogni anno propongono delle giornate dedicate alla bicicletta, un modo per conoscere il
proprio quartiere sensibilizzando all’uso alternativo delle auto. Dal 2006 vengono previsti dei contributi
annuali (circa 12000 € ) per le circoscrizioni per favorire la realizzazione di interventi dedicati anche alla
sicurezza stradale e alla promozione della mobilità sostenibile.
Incentivi economici per promuovere la cultura della sicurezza stradale sono stati erogati negli anni 20062007: con i due bandi riservati alle istituzioni scolastiche, dedicati alla sicurezza stradale e salute infanzia e
adolescenza, l’assessorato alle Politiche per la Salute e l’assessorato all’Istruzione hanno finanziato 4
progetti di scuole medie, elementari e superiori, finanziandoli con 1000 € ciascuno.
Obiettivo 4) migliorare la tempestività e la professionalità del primo soccorso.
Sono state considerate le azioni di natura sanitaria che riguardano sia il primo soccorso che la fase
riabilitativa.
Nel corso del 2005 sono stati ridefiniti i percorsi dell’emergenza urgenza provinciali, alla luce
dell’apertura del Nuovo Ospedale Civile S. Agostino Estense di Baggiovara (NOCSAE).
È stata redatta la procedura di centralizzazione del trauma grave, che ha come riferimento l’Hub del
NOCSAE, e sono stati effettuati incontri a livello provinciale e interprovinciale con gli operatori interessati per
la diffusione delle informazioni relative ai nuovi percorsi.
Il 98% circa del personale del sistema di emergenza urgenza provinciale 118 ha frequentato corsi di
trattamento pre-ospedaliero del traumatizzato (corso avanzato per le figure sanitarie ed base per il personale
tecnico autista) organizzati dal 118 nell’ambito del Dipartimento di emergenza urgenza (DEU).
Nel 2005 inoltre è stato attivato, sempre nell’ambito del DEU, uno specifico corso per il trattamento del
paziente pediatrico comprensivo degli aspetti relativi al trauma pediatrico.
31
Inoltre gli interventi di formazione per gli operatori di pronto soccorso hanno consentito il miglioramento della
tempestività dei tempi d’arrivo dei mezzi di soccorso, tanto che ad oggi si può affermare che l’arrivo entro i
12 minuti dalla chiamata è pari al 93.6% dei casi (rispetto al 90.7% del 2003).
Il sistema di Emergenza Urgenza di Baggiovara rientra nell’osservatorio regionale sui traumatismi.
Ob 5) migliorare il sistema di monitoraggio e controllo del fenomeno incidentale.
Sono state considerate tutte le azioni che riguardano l’attività di controllo della Polizia Municipale anche
attraverso le apparecchiature elettroniche e l’analisi dei dati del fenomeno incidentale.
È stato costituito un gruppo di lavoro stabile composto da Polizia Municipale, Ufficio Statistica e Ufficio
Politiche per la Salute che, utilizzando i dati raccolti con i verbali della Polizia Municipale, periodicamente
approfondisce lo studio del fenomeno.
Per quanto riguarda i controlli dal 2002 si è avuta un’evoluzione del sistema di controllo. Dai dati sulle
infrazioni fornite dall’Unità Operativa di Sicurezza Stradale della Polizia Municipale, composta da 52
Operatori di Polizia Municipale, n. 7 Addetti alla sosta, coordinati da 4 Ispettori ed 1 Commissario, emergono
alcuni aspetti peculiari. Circa il 75% dei sinistri che avvengono sul territorio comunale sono rilevati dalla
Polizia Municipale (nel 2002 erano circa il 65% - vedi tabella seguente).
Polizia Municipale
Anni
N°
N°
sinistri feriti
N°
morti
Polizia Stradale
N°
N°
sinistri feriti
N°
morti
Carabinieri
N°
N°
sinistri feriti
Totale
N°
morti
N°
N°
sinistri feriti
N°
morti
2002
1153
1454
14
492
717
16
124
174
6
1769
2345
36
2003
1225
1594
17
371
556
11
72
105
3
1668
2255
31
2004
1178
1506
11
371
566
15
38
47
3
1587
2119
29
2005
1109
1348
11
346
503
12
36
52
0
1491
1903
23
2006
1197
1526
8
326
517
2
31
42
0
1554
2085
10
2007
1157
1432
14
344
503
7
27
42
0
1528
1977
21
Nel 2007 le richieste giunte alla sala operativa della Polizia Municipale sono state 15596. I veicoli controllati
sono stati 8674.
Le principali sanzioni attinenti alla sicurezza stradale, sono rapportate nella tabella successiva, comparati
con i dati del 2004 (inseriti nel report sulla sicurezza stradale del 2004).
2004
2007
Mancata precedenza
451
365
Mancata revisione
1255
1079
Patente scaduta
69
103
Mancanza uso del casco
182
37
Trasporto pas. Su ciclo.
266
61
32
Mancato uso di cinture
2601
1241
Guida con il cellulare
1003
697
Guida in stato di ebbrezza
139
108
Guida senza patente
122
137
Mancanza di documenti
5798
11396
Mancata copertura assicurativa
523
540
Limiti di velocità
4058
2261
Dalla tabella si evince che aumentano in maniera considerevole le infrazioni che riguardano il mancato
possesso dei documenti necessari per circolare con un veicolo, insieme ai casi di patente scaduta, alla
mancanza di copertura assicurativa e alla guida senza patente, mentre quasi tutte le altre infrazioni sono in
leggera diminuzione.
Calo considerevole delle sanzioni si rileva anche per quanto attiene il Photored : nel 2003 erano n. 31.677
(n° 7 incroci controllati ) nel 2007 diventano n. 1 2.465 (n°12 incroci controllati).
Rientrano in questo contesto anche gli sviluppi che il sistema di monitoraggio e analisi del fenomeno ha
subito nel corso del periodi di vigenza del programma.
Nel corso degli anni è diventato sempre più puntuale e dettagliata l’elaborazione e l’analisi dei dati raccolti
attraverso la scheda ISTAT compilata dalle F.d.O, in particolare:
•
si è consolidato l’annuale realizzazione del report con l’analisi dei dati degli incidenti stradali
avvenuti sul territorio comunale, focalizzando in particolare l’attenzione sul target di popolazione
coinvolta, le cause, i giorni della settimana, le fasce orarie, le strade e gli incroci dove si verifica il
maggior numero di sinistri;
•
è stata inoltre realizzata attraverso il Sistema informativo territoriale una cartografia che evidenzia
sulla mappa della città gli incidenti stradali, suddivisi anche per tipologia d’utenza coinvolta. Dalla
collaborazione tra Ufficio Politiche per la salute, Polizia Municipale, Servizio Statistica e Ced, dal
2004 è possibile costruire mappe tematiche sugli incidenti stradali con il programma City Treck.
Incidenti
Pedoni
Ciclisti
Zone urbane
Circ.2
Circ. 4
Circ. 1
Circ.3
33
34
Evoluzione del fenomeno
Secondo i dati del Ministero della Salute gli incidenti stradali rappresentano la nona causa di morte nel
mondo, in Italia rappresentano la prima causa di morte per la fascia d’età sotto i 40 anni.
Secondo stime nazionali, le strade urbane risultano essere i luoghi dove si verificano il numero maggiori di
incidenti: il 76,6%, causando il 44,5% di morti.
Gli incidenti stradali rappresentano un fenomeno complesso da fronteggiare innanzitutto per i danni sanitari
e sociali che causano, ma anche per i costi economici che producono. Nel 2002, l’Istat elaborò a livello
nazionale un accurato studio sui costi sociali degli incidenti stradali, dal quale emerse un costo complessivo
pari a 34.108 milioni di Euro, pari all’incirca al 2.7% del PIL dello stesso.
È evidente che i sinistri stradali che avvengono nell’area urbana hanno comunque caratteristiche diverse
dagli incidenti rilevati fuori dai centri abitati, in quanto coinvolgono in maniera più grave l’utenza debole della
strada (pedoni, ciclisti, anziani e bambini) e dipendono da fattori (rete viaria e flussi di traffico) diversi da
quelli rilevati per gli incidenti registrati in aree extraurbane.
Abitudini di mobilità
Un fattore sicuramente importante per analizzare e comprendere il fenomeno dell’incidentalità stradale è il
parco veicolare. Nel grafico seguente si confronta l’andamento delle autovetture circolanti, in Provincia e nel
Comune, rapportato alla popolazione maggiorenne residente e si nota come nel territorio comunale vi sia un
tasso di autovetture maggiore che rispetto alla provincia.
Nel 1998 le autovetture circolanti in città erano n° 390204, nel 2002 n°408600 e nel 2006 n° 426434 .
Autove tture pe r popolazione m aggiore nne (% pe r m ille - cfr Provincia e
Com une anni 2000-2006)
780
770
760
750
740
730
720
710
Provincia
Comune
1998
1999
2000
2001
2002
2003
2004
2005
2006
Per quanto riguarda le abitudini di spostamento dei modenesi i dati più aggiornati sono quelli del XIV
censimento effettuato nel 2001 in cui emerge che il totale dei veicoli transitanti sul territorio comunale erano
122342, inoltre, confrontando i dati degli altri censimenti, si rileva un aumento delle persone che si spostano
in automobile mentre cala quella degli individui che si spostano in autobus o a piedi. E in particolare, solo il
3% dei lavoratori usa l’autobus!
3
Alcune informazioni sulle abitudini di spostamento dei cittadini modenesi si ricava, ancora, da due indagini
campionarie sulla sicurezza stradale realizzate dal Comune di Modena nel 2002 e nel 2005, con lo scopo di
verificare quali opinioni hanno i cittadini modenesi sull’argomento.
3
ricerche consultabili sul sito http://www.comune.modena.it/ufficioricerche/
35
In queste ricerche è emerso che il 60% degli intervistati dichiara di vivere il proprio muoversi quotidiano
come una necessità. E, nel 2002, il 61,1% dei cittadini intervistati dichiarava di utilizzare prevalentemente
l’auto privata.
Nella ricerca ripetuta nel 2005, sono state confermate in parte le stesse abitudini rilevate nella precedente
ricerca (2002), con delle variazioni percentuali poco significative. Infatti, nel 2005, è il 62% dei cittadini
intervistati a dichiarare che si sposta prevalentemente con l’auto privata, usata maggiormente nelle fasce
d’età 25-34 (75.9%) e i 35-44enni (72,5%), probabilmente un’abitudine strettamente connessa agli
spostamenti casa lavoro. Si spostano in bicicletta invece il 17,6% dei modenesi e sono soprattutto gli over
55enni ad usarla (30% circa). Il 10.9% dice di usare i mezzi pubblici e sono soprattutto donne (14.9%). Le
classi d’età che dichiarano di usare i mezzi pubblici sono i 15-24enni (27.8%) e gli over65enni (20.3%).
Vanno a piedi il 4.8% degli interpellati, senza significative differenze di genere e di età.
I mezzi meno usati dai modenesi sembrano essere il ciclomotore e la motocicletta, infatti dichiarano di usare
i mezzi a due ruote a motore solo il 4.3% degli intervistati, prevalentemente maschi (6%) e nella fascia d’età
tra i 15-24 anni (15.6%).
I dati cambiano radicalmente quando è stato chiesto di ipotizzare una scelta alternativa del mezzo di
trasporto utilizzato solitamente, infatti, nella ricerca del 2005, scende al 22,9% la percentuale degli
intervistati che sceglierebbe di usare l’auto privata, a fronte di un 62% che è costretto ad usarla realmente.
Preferirebbero usare l’auto privata soprattutto i giovanissimi (40%) della fascia d’età 15-24. La bicicletta
risulta essere il principale mezzo di trasporto che si vorrebbe usare negli spostamenti quotidiani (35.9%),
preferenza confermata da tutte le fasce d’età e senza significative differenze di genere. Aumenta anche la
percentuale di coloro che si sposterebbe volentieri a piedi (9.5%) e sono soprattutto persone ultra65enni
(16.5%).
Di poco aumenta invece la percentuale di preferenza di coloro che si sposterebbero volentieri in ciclomotore
o in motorino (7,9%), soprattutto i giovani d’età tra i 15-24 anni (14.4%). Da un’indagine dell’Osservatorio
comunale sul mercato del lavoro nel 2006 sono interessanti i dati sulle modalità in cui si va sul luogo di
lavoro, confermando tendenzialmente i dati nazionali:
•
il 16% va a piedi o in bici;
•
il 3% usa la moto o il ciclomotore;
•
il 74% usa l’auto;
•
il 2% autovettura condivisa con parenti e/o colleghi;
•
il 3% usa mezzi pubblici.
Gli incidenti stradali
4
Dall’ultimo rapporto ISTAT emerge che dal 2000 al 2006, la diminuzione degli incidenti è stata del 7,2%, il
numero dei feriti del 7.5% e i decessi di circa il 19.7%, dato confortante se si considera anche l’aumento del
parco veicolare del 13.7% registrato nello stesso periodo.
A Modena negli ultimi 10 anni si sta assistendo ad un calo della sinistrosità stradale che nel 2007 ha fatto
registrare 1528 incidenti, 1977 feriti, 21 decessi.
4 Rapporto ACI-ISTAT sull’incidentalità stradale 2006 pubblicato l’11 dicembre 2007.
36
1850
1800
1750
1700
1650
1600
1550
1500
1450
1400
1350
1300
Incidenti stradali, M odena 1998-2007
1766
1783
1779
1773
1769
1668
1587
1554
1528
1491
1998
1999
2000
2001
2002
2003
2004
2005
2006
2007
Nel Comune di Modena rispetto al 2002, nel 2007 i sinistri sono diminuiti del 13.6%, i feriti del 15.7% e i
decessi del 42%.
Incidenti
Feriti
Decessi
2002
1769
2345
36
2003
1668
2255
31
2004
1587
2119
29
2005
1491
1903
23
2006
1554
2085
10
2007
1528
1977
21
5
Dall’analisi degli indicatori di incidentalità (mortalità, lesività e indice di gravità o pericolosità), utili per
interpretare il fenomeno, emerge che la gravità del fenomeno incidentale è fortunatamente in calo,
confermato sia dall’indice di mortalità che dall’indice di pericolosità. I valori riferiti al fenomeno incidentale in
area urbana sono nettamente inferiori sia ai valori nazionali che regionali e provinciali, in particolare nel 2006
si registrano degli indici di mortalità sia a Modena (0,6) che nella Provincia (1,8) molto al si sotto dei valori
nazionali e regionali. Mentre l’indice di lesività che indica la percentuale di feriti per incidenti presenta un
andamento oscillante. Nella tabella seguente sono riportati i dati a livello locale dei tre indici di pericolosità,
dal 2002 al 2007, in quest’arco temporale l’indice di lesività più basso si è registrato nel 2005 (127.63), in cui
ci sono stati 1903 feriti.
5
Indicatori della pericolosità degli incidenti stradali sono: il rapporto di mortalità (totale morti/totale incidenti *100); il rapporto di lesività
che indica la percentuale di feriti per incidente (totale feriti/totale incidenti *100); rapporto di pericolosità (totale morti/(totale morti+totale
feriti)*100. I primi possono essere considerati indicatori della gravità degli incidenti nel complesso o di una determinata tipologia; il terzo
rapporto, anch’esso indicatore della pericolosità di un incidente, ha come punto di vista l’individuo e misura la probabilità che un
individuo, coinvolto o leso in un incidente ha di morire. Il rapporto di pericolosità cresce al crescere del numero dei morti a parità di
soggetti coinvolti in sinistri. (Istat)
37
Indici di incidentalità riferiti alla città di Modena (2002-2007)
2002
2003
2004
2005
2006
2007
RM
2.0
1.9
1.8
1.5
0.6
1.4
RL
132.56
135.19
133.9
127.63
134.16
129.4
RP
1.5
1.36
1.35
1.2
0.48
0.6
Il confronto dell’indice di gravità nel periodo 1995-2006 pone la città di Modena al di sotto dei valori
provinciali, regionali e nazionali.
Indice di gravità, cfr Modena, Provincia, Regione, Italia
anni 1995, 2000, 2005, 2006
3
Modena
2,5
Provincia
2
Regione E-R
Italia
1,5
1
0,5
0
1995
2000
2005
2006
L’utenza coinvolta
Nel 2007 rispetto al 2002, aumentano i sinistri che coinvolgono pedoni e ciclisti (+29% i pedoni e + 40% i
ciclisti).
Fortunatamente si riducono i sinistri che coinvolgono ciclomotori, dal 2002 –41%. Purtroppo dall’analisi dei
dati di lungo periodo si registra un aumento di feriti che viaggiavano su moto. dal 2002 ad oggi sono
aumentai di circa il 44%. Mentre diminuiscono gli incidenti che vedono coinvolte autovetture dal 2002 ad
oggi c’è circa un calo del 25%. Dato positivo se si considera l’aumento del parco macchine circolante negli
ultimi anni.
Feriti e
deceduti
pedoni
ciclisti
ciclomotoristi
motociclisti
a bordo di
autoveicoli
2002
97
168
340
137
1639
2003
94
147
242
127
1676
2004
98
214
291
169
1376
2005
104
179
210
189
1244
2006
104
231
194
205
1361
2007
125
235
199
197
1242
38
Nel 2007 ci sono stati 1977 feriti il 63% sono uomini. Nel grafico sono illustrati i feriti suddivisi per genere e
classe d’età.
fe riti pe r e tà e ge ne re , 2007
180
160
140
120
100
80
60
40
20
0
Feriti Fem.
85 E
80 - 84
75 - 79
70 - 74
65 - 69
60 - 64
55 - 59
50 - 54
45 - 49
40 - 44
35 - 39
30 - 34
25 - 29
21 - 24
18 - 20
10 - 13
14 - 17
06 - 09
0-5
non indicata
Feriti Mas.
La fascia d’età che rimane prevalentemente coinvolta in sinistri è quella tra i 21-39 anni (45% del totale); la
popolazione residente per la stessa fascia d’età è il 24.3% dei residenti.
I minori di 13 anni (12.2% della popolazione residente) sono coinvolti nei sinistri stradali come passeggeri di
autovettura o perché in bicicletta, rappresentando il 2.3% dei feriti. Mentre tra i 14-17 anni si è coinvolti in un
sinistro stradale perché alla guida di un ciclomotore (65 feriti).
Gli over 65enni (22.6% della popolazione residente) sono vittime di incidenti stradali in egual misura sia
come conducenti di auto (69 feriti) che come ciclisti (62 feriti), rappresentando in totale il 10.6% dei feriti.
Dopo i 18 anni sono prevalenti gli incidenti stradali in qualità di conducente di autovettura. Infatti il 40% circa
dei feriti riguarda conducenti di veicoli a quattro ruote.
I feriti e i morti registrati in incidenti avvenuti sul territorio comunale sono anche cittadini non residenti in città,
pertanto analizzando i dati del registro di mortalità dagli anni 2001-2005 (forniti dal Dipartimento di Sanità
pubblica – Ausl Modena) sono stati messi in evidenza i dati della mortalità per i residenti modenesi a causa
di incidente stradale, che risultano essere 128, di questi 79 sono deceduti nel comune di residenza, 23 in
altri comuni della provincia e 26 fuori provincia. Mentre nel Comune di Modena negli anni dal 2001 al 2005 i
decessi avvenuti sulle strade urbane a seguito di incidenti stradali sono stati 147.
In questi ultimi anni è emerso anche un altro target di utenza a rischio rappresentato dai cittadini stranieri.
Nel 2007 infatti i feriti di nazionalità non italiana sono il 22% del totale coinvolto in sinistri in area urbana,
confermando l’andamento degli ultimi anni. Tra i deceduti il 29% era di nazionalità straniera.
La popolazione straniera residente a Modena al 31.12.2007 risulta essere circa l’11% del totale dei residenti.
39
I giorni e le fasce orarie
Sono stati analizzati i sinistri4 (7828) e i decessi (114) avvenuti dal 2003 al 2007 in base alle fasce orarie e
al giorno, riportati nei grafici seguenti.
Incide nti pe r fas cia oraria, cfr.anni 2003-2007
400
300
200
100
0
00-03
04-06
07-09
2003
10-12
2004
13-15
16-18
2005
19-21
2006
22-24
2007
La fascia oraria maggiormente interessata da sinistri è quella tra le 16 e le 18 in tutti e cinque gli anni
considerati.
Nel 2007 in quella fascia oraria sono avvenuti 328 incidenti, 4 decessi e 412 feriti.
Per quanto riguarda gli incidenti per giorno della settimana risulta la domenica quello in cui si verificano
meno incidenti, probabilmente correlati al minor traffico per l’assenza di spostamenti casa-lavoro.
Incide nti pe r giorno de lla s e ttim ana, cfr. anni 2003-2007
300
250
200
150
100
50
0
lunedì
2003
martedì
mercoledì
2004
giovedì
2005
venerdì
2006
sabato
domenica
2007
Nei due grafici successivi sono stati rappresentati il numero di decessi per fascia oraria e per giorno della
settimana.
40
Deces si pe r fascia oraria, cfr. 2003-2007
14
15
10
6
5
5
4
2 2
1
0
0 0
2
2
0
5
4
2
3
1
8
7
6
5
44
2
0
4
2 2 2
1 2 1
0
0
4
22 2
0
0
01-03
04-06
2003
07-09
10-12
2004
13-15
16-18
2005
19-21
22-24
2006
2007
De ce s s i pe r giorno de lla s e ttim ana, cfr. anni 2003-2007
10
8
8
7
6
6
6
5
5
5
4
5
5
44
4
4
3
3
2
2
22
1
4
2
1
2
22
4
33
3
2
2
11
1
0
0
lunedì
martedì
2003
mercoledì
2004
giovedì
2005
venerdì
2006
sabato
domenica
2007
Natura del sinistro
E’ per uno scontro frontale laterale che si registra il maggior numero di feriti. Nella tabella sono riportati i
valori % e confrontati nei tre anni 2005-2006-2007.
Natura dell'incidente
2005
2006
2007
scon.frontale-laterale
36,9
38,7
38,5
tamponamento
29,7
28,6
25,0
scontro laterale
10,1
10,3
9,9
fuoriuscita
8,0
8,7
9,0
investim.di pedoni
5,7
5,2
6,6
scontro frontale
5,5
4,8
6,6
Altra natura
4,0
3,6
4,5
Totale
100,0
100,0
100,0
41
Strade urbane e autostrada
Nel grafico sono confrontati i valori percentuali per anno di riferimento dei sinistri e dei decessi avvenuti nel
2004 e nel 2007 distinti per strada urbana, extraurbana e autostrada.
% incide nti e de ce s s i pe r tipo di s trada, cfr. 2004 e 2007
100
89,3
88
71,4
80
62,1
60
40
20
27,6
7
10,3
5
14,3 14,3
7,6 3,1
0
Incidenti
Decessi
Incidenti
2004
Strade urbane
Decessi
2007
Extraurbana
Autostrada
Le strade
Nel 2007 sono sette le strade più incidentate (evidenziate in grigio), con oltre 50 feriti; nella tabella i dati
sono confrontati con le strade più incidentate (oltre 50 feriti) nel 2004, sempre sette le strade più pericolose.
Strade
N° feriti
2004
2007
Emilia Ovest
171
138
Giardini
113
129
Vignolese
95
97
Emilia Est
91
123
Nonantolana
71
53
Morane
61
39
Naz. Per Carpi
Nord
59
58
Tang. Nord
Pirandello
27
70
42
Le cause
Analizzando le cause di tutti i sinistri del 2007, la guida distratta è la causa principale nel 39.9% dei casi, poi
il mancato rispetto dello stop e/o della precedenza (21.6%), mancato rispetto delle distanze di sicurezza
(6.7%) e l’eccesso di velocità (4.5%).
Negli incidenti mortali (n° 20 che hanno causato i 21 decessi) la guida distratta e l’eccesso di velocità sono
state le cause principali. Nel 2% dei casi si sono avuti incidenti per non aver rispettato il rosso al semaforo
(26 incidenti), fortunatamente non causando incidenti mortali. Dato in calo rispetto al 2006 (39 incidenti),
confermando l’andamento in diminuzione dal 2002 che invece il mancato rispetto del semaforo aveva
causato 56 incidenti con eventi anche mortali.
altre cause
5
0,6
0,6
Non risp.il divieto di trans./accesso 0,1
2002
2007
Svoltava a destra irreg.
0,9
1,1
Pedone attraversava la strada irreg.
1,7
1,1
1
0,5
Manovrava irregolarmente per fermarsi
0
Manovrava per svoltare a sx
1,5
Sorpasso irregolare
2,2
1,1
Sbandam.senza urto con altri veicoli
2,7
1,9
1,3
1,9
Non dava la precedenza al pedone
1,8
2,5
Stato psico fisico del conducente
4,6
2,5
Manovr.per immetersi nella circolaz.
3
2,8
Svoltava a sinistra irreg.
Procedeva contromano
4,4
2,7
Non risp. segnal.semaforiche
4,7
2,0
3,2
3,4
Manovrava in retroces.o convers.
2,3
4,9
Eccesso di velocita'
Non manteneva dist.sicurez.
7,9
16,1
Non risp.lo stop o preced.
21,4
16,2
Guida distr./andamento indeciso
0,0
28,3
40,1
5,0 10,0 15,0 20,0 25,0 30,0 35,0 40,0 45,0
43
Il costo sociale
I feriti e i decessi provocati dagli incidenti stradali procurano sofferenze difficilmente valutabili, tuttavia è
possibile e opportuno stimare il costo sociale determinato dal danno economico subito dal singolo cittadino e
dalla collettività.
La valutazione per il 2007 calcolata secondo i criteri adottati in sede nazionale e a prezzi 2005 ammonta a
circa 77 milioni di Euro. Nel 2004 il costo sociale era stato stimato intorno a 89.5 milioni di euro.
Gli incidenti in itinere
Se analizziamo i dati dell’incidentalità stradale del 2006, risulta che le autovetture coinvolti in sinistri sono il
66.5% del totale e i veicoli per il trasporto merci il 6.8%.
L’elevata percentuale di autovetture coinvolte è sicuramente imputabile all’uso prevalente dell’autovettura
anche per motivi di lavoro, non a caso molti degli incidenti stradali possono essere considerati incidenti in
itinere, dato che trova conferma anche da un’analisi degli incidenti per ora d’accadimento: il n° più alto di
incidenti solitamente si registra intorno alle 18,00. Anche i dati Istat confermano che in Italia, nel 2006 ci
sono stati 18508 gli incidenti stradali registrati alle ore 18,00 risultando il dato più elevato; a livello locale
come i è detto prima è tra le 16 e le 18 che avvengono mediamente più incidenti. Nel 2007 sono stati 328,
pari al 21.5% del totale, confermando l’andamento degli anni precedenti.
Nel grafico seguente sono stati considerati gli infortuni sul lavoro denunciati all’Inail (fonte DSP) dal 2000 al
2003 suddivisi da quelli in itinere ed evidenziando il peso percentuale di quest’ultimi sul totale. A livello
nazionale risulta dai dati INAIL 2005 che i decessi sul lavoro sono stati 1274, di questi 680 dovuti ad
incidenti stradali, cioè pari al 53%.
5500
5000
Infortuni in Itinere
13,5
Totale infortuni sul lavoro
13,27
% inf ort. in itinere
13
4500
12,9
13
4000
5008
4357
3500
4741
4872
12,5
3000
12
2500
2000
11,54
11,5
1500
1000
503
650
629
628
11
500
0
10,5
2000
2001
2002
2003
Secondo il rapporto OMS dedicato alla sicurezza stradale “La prevenzione degli infortuni stradali: una
prospettiva per la salute pubblica in Europa” che analizza i principali fattori di rischio associati al traffico e il
modo in cui colpiscono diversi paesi e gruppi di popolazione, risulta che gli incidenti stradali risultano essere
una causa importante di infortunio sul lavoro, che riguarda non solo chi guida per professione ma anche i
pendolari. Ad esempio, nell’Unione Europea le morti per incidenti stradali sul lavoro ammontano a circa il
41% di tutti i decessi sul lavoro rilevati nel 1999.
44
2005
2006*
Totali
Mortali
Totali
Mortali
N° itinere non stradali
62
/
57
/
N° infortuni stradali in itinere
510
/
542
1
N° infortuni stradali non itinere
301
4
265
/
N° infortuni stradali totali
811
4
807
1
N° infortuni sul lavoro
4426
5
4144
1
*flussi informativi INAIL-ISPESEL – Regioni Edizioni 2007
45
46
Risultati e prospettive
Il problema dell’insicurezza stradale è stato affrontato, nel programma d’azione in maniera multidisciplinare
ed intersettoriale, garantendo, sempre, l’autonomia gestionale dei singoli settori.
Nel corso del tempo sono stati ridefiniti alcuni percorsi e progetti intersettoriali ed interistituzionali per
affrontare con sempre maggiore sistematicità il problema.
Dall’analisi dei risultati raggiunti dalle azioni del programma si può affermare che l’attività del programma si è
sviluppata sostanzialmente in quattro direzioni che hanno contribuito a ridurre gli incidenti stradali.
Si sono significativamente approfondite le conoscenze del fenomeno incidentale grazie ad una analisi in
profondità dei dati contenuti nei verbali della Polizia Municipale.
Si è estesa e diversificata l’educazione stradale e la sensibilizzazione alla cultura della sicurezza a target
diversi di popolazione.
Si è intensificata la vigilanza e il controllo sui comportamenti a rischio attraverso campagne mirate (cinture,
casco, uso del cellulare ecc.) nonché attraverso gli strumenti automatici.
Sono stati programmati e realizzati interventi strutturali specificamente finalizzati a ridurre l’incidentalità, a
rallentare la velocità e sostenere la mobilitò alternativa all’auto.
Queste sono le linee d’intervento su cui l’Ente è impegnato a concentrare impegno e risorse, chiedendo
inoltre la collaborazione e il coinvolgendo dei soggetti della comunità locale.
Pertanto a livello locale sono state individuate, anche a seguito dell’analisi periodica del fenomeno
incidentale ulteriori prospettive d’intervento.
Prioritario è ribadire la necessarietà dell’Ente locale quale soggetto di coordinamento e impulso sui temi
della prevenzione, nel caso specifico degli incidenti stradali, allargando la partecipazione a più soggetti della
comunità locale e avviando un confronto sistematico con le altre Istituzioni ed Enti che si occupano di
sicurezza stradale, favorendo una comunicazione coerente e univoca sugli interventi proposti nel territorio
comunale.
È inoltre necessario sviluppare e sostenere un modus operandi interistituzionale e multidisciplinare che
favorisca la creazione di gruppi di lavoro su i seguenti argomenti :
Migliorare il sistema di monitoraggio e analisi epidemiologica degli incidenti stradali e garantire una
continua condivisione dei dati elaborati dai diversi soggetti. In particolare:
- migliorare i flussi informativi di riversamento dati dalle FdO al servizio Statistica e successivamente al SIT
(georeferenzazione);
- implementare il SIT per garantire un aggiornamento in tempo reale della mappa (articolata secondo gruppi
tematici) degli incidenti stradali, anche in relazione ai flussi di traffico. A tal fine è necessario prevedere un
momento formativo/informativo tra i diversi operatori per migliorarne le conoscenze.
- analisi d’impatto, coordinata tra i settori comunali, delle opere strutturali sui diversi target di utenti della
strada, promuovendo la partecipazione della comunità interessata alla definizione dei progetti (es. scuole).
avviare un’analisi delle tipologie d’infrazioni rilevate dalle diverse FdO, per favorire l’adozione di campagne
informative mirate per target di popolazione su comportamenti a richio.
- monitoraggio con le Aziende Sanitarie delle invalidità acquisiste (temporanee e/o permanenti) correlate ad
incidenti stradali.
47
Il sistema dei controlli
- redazione di piani di comunicazione delle azioni di vigilanza e controllo (anche con l’ausilio di strumenti
automatici) e degli interventi strutturali (anche di manutenzione viaria) nei punti/incroci in cui si verificano con
maggior frequenza gli incidenti stradali.
•
analisi e miglioramento degli elementi strutturali che possono concorrere al verificarsi dei sinistri
stradali.
•
favorire controlli coordinati tra le diverse FdO su comportamenti a rischio (alcol, stupefacenti);
Cultura della sicurezza stradale
Educazione stradale. L’elevato numero di corsi educativi svolti nelle scuole, se da un lato costituisce
sicuramente ricchezza, dall’altro, rischia di produrre eccessiva frammentarietà negli interventi. Emerge
pertanto l’esigenza di riportare ad unità il quadro delle iniziative con l’obiettivo di aumentarne il grado di
incisività ed efficacia. È pertanto necessario favorire il confronto costante i tra settori comunali (PM,
Istruzione, Politiche giovanili, Pianificazione, A21, Politiche per la Salute) e gli altri soggetti ( Questura,
Aziende sanitarie, ex Provveditorato, Provincia, ACI, Motorizzazione, Arpa) che si rivolgono alle scuole per
valutare le proprie esperienze, contenuti, sensibilità diverse al fine di individuare e impostare linee
d’intervento educative condivise e organiche.
Formazione: promuovere dei percorsi formativi, in particolare con la collaborazione delle Autoscuole, per
supportare la tradizionale educazione alla guida con elementi di educazione alla sicurezza e alla legalità,
anche in relazione ai corsi per il recupero punti e revisioni patenti.
Programmare interventi informativi/educativi per cittadini stranieri;
•
corsi di educazione stradale, inseriti in un percorso di educazione alla salute, per stranieri adulti e
adolescenti, realizzati implementando la collaborazione con il Centro di formazione per adulti
•
campagna informativa sull’uso della bicicletta rivolta in particolare alla popolazione straniera.
Programmare interventi informativi/educativi per cittadini anziani;
Sviluppare azioni di sensibilizzazione in collaborazione con altre Istituzioni locali sui fattori di rischio
individuali (alcool, stupefacenti, ecc.).
Per il biennio 2005-2007 anche il Piano Nazionale della Prevenzione del Ministero della Salute ha posto tra
gli obiettivi principali di salute del SSN la prevenzione degli incidenti: stradali e domestici.
Il Piano regionale della Prevenzione dell’Emilia-Romagna ha dedicato un capitolo specifico alla sorveglianza
e alla prevenzione degli incidenti stradali. In particolare vengono individuate le seguenti macro aree
d’intervento:
•
rinforzare l’analisi epidemiologica sui fattori di rischio inerenti la traumatologia stradale con
particolare riferimento al non uso dei dispositivi di protezione individuale
•
studio di un sistema dell’outcome basato su dati integrati dei servizi di Pronto Soccorso, 118, delle
SDO e degli archivi di mortalità
•
valutare conoscenze ed opinioni sui comportamenti alla guida
•
sviluppo delle alleanze con le forze dell’ordine per intensificare i controlli sulla strada, soprattutto
rispetto all’uso dei dispositivi di protezione individuale: * Seggiolino di sicurezza per bambini, *
Cinture di sicurezza, * Casco
48
•
informazione/educazione sull’uso dei dispositivi di protezione individuale
•
sviluppo delle alleanze con le forze dell’ordine per la verifica della guida in stato di ebbrezza
•
campagne informative a diffusione regionale/locale per ridurre la guida in stato di ebbrezza
•
miglioramento della qualità di certificazioni di idoneità alla guida
•
valutazione da parte degli uffici preposti del Dipartimento di Sanità Pubblica della sicurezza stradale
in ogni progetto di Pianificazione Territoriale ed infrastrutturale
•
collaborazione con l’Osservatorio per l’educazione stradale e la sicurezza nella campagna di
informazione-educazione alla guida sicura nelle scuole e nelle autoscuole
49
50
APPENDICE
Tipologie d’azione
Interventi strutturali
N° scheda
Titolo
Responsabile
1
Redazione Piano Sicurezza
Stradale
Marco Stancari
Pianificazione territoriale, Traffico e Trasporti
2
Adeguamento delle infrastrutture
stradali ai fini di migliorare la
sicurezza dei pedoni, ciclisti ed
utenti motorizzati.
Marco Stancari
Pianificazione territoriale, Traffico e Trasporti
3
Agevolazione della mobilità degli
utenti deboli lungo le arterie stradali
che attraversano piccoli nuclei
abitati
Marco Stancari
Pianificazione territoriale, Traffico e Trasporti
4
Qualificazione delle strade
residenziali
Marco Stancari
Pianificazione territoriale, Traffico e Trasporti
5
Ampliamento della rete delle piste
ciclabili
Nabil El Ahmadiè
Servizio Manutenzione Viaria
6
Qualificazione dei percorsi pedonali
che conducono al centro storico.
Nabil El Ahmadiè
Servizio Manutenzione Viaria
7
Aumento della sicurezza stradale
davanti alle scuole
Marco Stancari
Pianificazione territoriale, Traffico e Trasporti
8
Progetto per agevolare la
permeabilità trasversale pedonale
ciclabile su strade di penetrazione
urbane a forte presenza
residenziale
Marco Stancari
Pianificazione territoriale, Traffico e Trasporti
9
Installazione di guard- rails
Nabil El Ahmadiè
Servizio Manutenzione Viaria
10
Aumento della sicurezza stradale
nel centro abitato di San Damaso
Marco Stancari
Pianificazione territoriale, Traffico e Trasporti
11/I
Nuovi interventi per aumentare la
sicurezza degli utenti deboli in
prossimità degli edifici scolastici
Marco Stancari
Pianificazione territoriale, Traffico e Trasporti
12/I
Ridurre l’impatto della mobilità
veicolare urbana
Loris Benedetti
Servizio pianificazione Urabanistica e poltiche
abitative
13/I
Realizzazione di due rotonde
Stefano Savoia
Servizio Urbanizzazioni e nuove infrastrutture
14/I*
Installazione n. 2 impianti semaforici Fabio Leonelli
Polizia Municipale
51
15/I**
riqualificazione assi viari principali
Marco Stancari
Pianificazione territoriale, Traffico e Trasporti
16/I**
Costruzione di nuove piste ciclabili
Marco Stancari
Pianificazione territoriale, Traffico e Trasporti
17/I**
Nuovi interventi di adeguamento
delle infrastrutture stradali per
migliorare la sicurezza degli utenti
deboli
Marco Stancari
Pianificazione territoriale, Traffico e Trasporti
Interventi educativi, preventivi e di sensibilizzazione
N° scheda
Titolo
Responsabile
11
Educazione stradale nelle scuole
Fabio Leonelli
Polizia Municipale
12
Educazione all’uso della bicicletta e all’utilizzo
della rete delle piste ciclabili
Patrizia Rilei
Settore Istruzione
13
Ecologia dell’andare a scuola
Fabio Poggi
Presidente
Circoscrizione 3
14
Sperimentazione di un nuovo modello di
educazione alla mobilità urbana rivolto agli
allievi delle scuole di ogni ordine e grado
Nives Garuti
Settore Istruzione
15
Interventi di promozione della mobilità
sostenibile
Giuseppe Marano
Comunicazione settore Mobilità Urbana
16
favorire la mobilità degli alunni delle scuole
elementari con i mezzi pubblici
Fabio Stampini
Settore Mobilità Urbana
17
GITAS (Giovani informati su traffico ambiente
e salute)
Giuseppe Marano
Comunicazione settore Mobilità Urbana
18
educazione allo Sviluppo Sostenibile
Francesco Saverio Apruzzese
Responsabile area di educazione
ambientale ARPA Emilia-Romagna
19
sensibilizzazione dei giovani modenesi alla
sicurezza
Giuseppe Dieci
Gabinetto del Sindaco e Politiche delle
Sicurezze
20
Buonalanotte
Sergio Ansaloni
Servizio Politiche Giovanili
21
ricerca - azione di prevenzione all’uso/abuso
di alcol e sostanze nella popolazione
giovanile correlato agli incidenti stradali
Eleonora Bertolani
Servizi Sociali Provincia di Modena
22/40
Stradanove.net- etilometro on line
Giovanni Scalambra
Servizio Stradanove.net
52
23
Driver test
Sergio Ansaloni
Servizio Politiche Giovanili
24
educazione stradale per i cittadini
extracomunitari
Fabio Leonelli
Polizia Municipale
25
le strade di una volta
Fabio Leonelli
Polizia Municipale
26
assistenza della Polizia Municipale ai cantieri
stradali ed informazioni all’utenza della strada
Fabio Leonelli
Polizia Municipale
27
campagne di informazione e prevenzione
Giuseppe Marano
Settore Mobilità Urbana
28
la velocità è sorpassata
Giuseppe Marano
Settore Mobilità Urbana
29
corso di formazione - intervento di formazione
dei tecnici della Pubblica Amministrazione in
materia di sicurezza stradale
Giuseppe Marano
Settore Mobilità Urbana
30
interventi di sensibilizzazione presso gli alunni Maria Carafoli
degli istituti superiori
Servizio Sport
31
campagna radiofonica di sensibilizzazione
sulla sicurezza stradale
Giuseppe Dieci
Gabinetto del Sindaco e Politiche delle
Sicurezze
32
diffusione dei contenuti del programma
Sicurezza Stradale
sindacati pensionati CGIL-CISL -UIL e
CUPLA
33
corso informativo di guida sicura per le scuole
medie superiori
Giuseppe Dieci
Gabinetto del Sindaco e Politiche delle
Sicurezze
34
Trofeo Junior Bike
Giuseppe Dieci
Gabinetto del Sindaco e Politiche delle
Sicurezze
35
sinergie tra i siti internet PPS e
SicurisullaStrada
Giuseppe Dieci
Gabinetto del Sindaco e Politiche delle
Sicurezze
36
“Siamo tutti sulla stessa strada” – Adozione di
misure di incentivazione alla prevenzione e
sicurezza per gli addetti al settore
dell’autotrasporto merci
Giuseppe D’Antonio
INAIL
37
VIVICOSI’ – Scegli la Salute
Gianluca Grazioli
Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori
38/II*
Inaugurazione “La Piazzetta”
Presidente Circoscrizione 3
39/II*
Educazione all’uso della bicicletta e all’utilizzo
delle piste ciclabili regionali
Patrizia Rilei
Settore Istruzione
40/II*
Analisi infrastrutture stradali per migliorare la
sicurezza
Giorgio Candini
Referente responsabile Scuola Media
Lanfranco
53
41/II
BOB – chi guida non beve
Sergio Ansaloni
Servizio Politiche Giovanili
42/II
Informazione sugli effetti dell’alcool e dei
farmaci sulla capacità di guida
Luisa Canovi
Farmacie Comunali spa
43/II*
In viaggio con papà – La sicurezza sulla
strada nasce in famiglia e nelle scuole” (8°
Edizione)
Giuseppe Pottocar
Area Coordinamento e Marketing
Automobile Club Modena
44/II
DBUS – i bus della notte per/da discoteche
Sergio Ansaloni
Servizio Politiche Giovanili
45/II*
Taxi della notte
Sergio Ansaloni
Servizio Politiche Giovanili
46/II*
Corsi per conseguimento Patentino per
ciclomotori
Fabio Leonelli
Polizia Municipale
47/II*
Progettazione e realizzazione dei corsi
necessari, ai sensi dell’ Art. 116 del Codice
della Strada, per il conseguimento del
“Certificato di idoneità alla guida” di
ciclomotori (c.d. “patentino”)
Antonio Tempesta
Servizio Autoscuole ACI Modena
48/II*
Corsi finalizzati al recupero dei “punti-patente” Giuseppe Pottocar
Antonio Tempesta
Area Coordinamento e Marketing
Automobile Club Modena
Autoscuole ACI Modena
49/II*
Progettazione, in collaborazione con la
Giuseppe Pottocar
Prefettura di Modena, di corsi di educazione e Area Coordinamento e Marketing
sicurezza stradale diretti alla fasce più deboli Automobile Club Modena
della popolazione (Pensionati, anziani ed
extracomunitari)
50/II
Mobilità sostenibile: progetti pensati dai
ragazzi dell’ ITI CORNI
Preside ITI CORNI
51/II
Governare la mobilità: scuola media Marconi
Paola Veronesi
Referente Responsabile Scuola Media
Marconi
52/II
La viabilità cittadina: studio della scuola
media Calvino
Giuliana Borsari
Referente Responsabile Scuola Media
Calvino
53/II*
realizzazione kit mobilità sostenibile
Giuseppe Marano
Settore Mobilità Urbana
54/II*
educazione alla mobilità sostenibile nelle
scuole dell’obbligo
Giuseppe Marano
Settore Mobilità Urbana
55/II
Pedalata a Marzaglia: in bivi alla scoperta del
nostro territorio
Presidente Circoscrizione 4
56/II
Vado a scuola con gli amici- Attivazione di un
nuovo percorso presso il polo scolastico
Presidente Circoscrizione 3
54
Carbonieri
57/II*
Interventi di sensibilizzazione mirati al
quartiere Modena Est
Massimo Garagnani
Presidente Comitato Cittadini Modena Est
58/II*
Educare alla sicurezza stradale i giovani
nell’età compresa tra i 14 ed i 20 anni
Coordinatore Croce Rossa Italiana –
Comitato locale di Modena - Servizio Attività
Didattiche
59/II*
Educazione stradale
Preside Scuola Media Ferraris
60/II*
Sensibilizzare gli alunni al rispetto delle
regole e delle norme del codice stradale
Referente Per L’educaz. Stradale Scuola
Media P. Paoli
61/II*
Dalle strade della vita alle strade delle idee
Referente Per L’educaz. Stradale Istituto
Superiore C. Cattaneo
62/II*
FIORI RECISI – iniziative informative e di
sensibilizzazione sulla sicurezza stradale
Franco Piacentini
63/II**
Campagna “Allacciali alla vita- Bimbo/Bimba
a bordo” sensibilizzazione al corretto uso dei
seggiolini per bambini in auto e in bicicletta
Giuseppe Dieci
Gabinetto del Sindaco e Politiche della
Sicurezza
64/II**
Messa in sicurezza dei ciclisti attraverso la
sensibilizzazione al rispetto del codice
stradale e al corretto uso delle piste ciclabili
Fabio Leonelli
Comandante PM
65/II**
Alcool e guida – sicurezza stradale
Medicina Legale e Centri alcologici Ausl
66/II**
Educazione al senso civico: la mobilità
sostenibilità
Direttore Didattico San Carlo
67/II**
Educazione stradale nelle classi 4° e 5°
elementari
Direttore Didattico Scuola Primaria Giovanni
XXIII
Interventi di vigilanza, monitoraggio e controllo sui comportamenti
N° scheda
Titolo
Responsabile
38
controlli di Polizia Stradale sulle norme di
comportamento
fabio leonelli
Poilizia Municipale
39
controlli permanenti infrazioni semaforiche
fabio leonelli
Poilizia Municipale
Interventi di riduzione del danno
N° scheda
Titolo
Responsabile
40
Rubrica on line dedicata al sostegno di
giovani nei traumi da incidente stradale
Stefano Aurighi
Servizio Stradanove.net
41
Sostegno ai cittadini coinvolti in incidenti
stradali
Giuseppe Dieci
Gabinetto del Sindaco e Politiche delle
Sicurezze
55
42
Fattori biologici e comportamentali correlati
con condotte di guida a rischio
Gianfranco Vivoli
Università di Modena e Reggio Emilia
43
Ricerca sugli effetti dei farmaci sulla capacità
di guida
Alfio Bertolini
Università di Modena e Reggio Emilia
44
Adozione ed uso delle linee guida sui percorsi Giorgio Lenzotti
in emergenza-urgenza del grave
Coordinamento Interaziendale di
traumatizzato
Emergenza-Urgenza
45
Migliorare la professionalità degli autisti
soccorritori che intervengono sul
traumatizzato
Giorgio Lenzotti
Coordinamento Interaziendale di
Emergenza-Urgenza
46
Miglioramento della tempestività del soccorso
Giorgio Lenzotti
Coordinamento Interaziendale di
Emergenza-Urgenza
47
Trattamento del traumatizzato grave
Giorgio Lenzotti
Coordinamento Interaziendale di
Emergenza-Urgenza
48
Collegamento in rete delle diagnostiche
utilizzate in emergenza (tac).
Massimo Garagnani
Direttore Servizio Ingegneria Clinica –AUSL
49
Definizione di un protocollo condiviso per
l’attivazione di un percorso riabilitativo per i
pazienti che hanno riportato gravi traumi
stradali e non
Massimo Garagnani
Direttore Servizio Ingegneria Clinica –AUSL
Interventi di monitoraggio delle azioni del programma
N° scheda
Titolo
Responsabile
50
studio sperimentale di un sistema di
valutazione sul grado di efficacia/efficienza
degli interventi attuati nel settore della
sicurezza stradale
Giuseppe Marano
Settore Mobilità Urbana
51
individuazione di un sistema informativo
comunale per il monitoraggio degli incidenti
stradali
Fabio Leonelli
Polizia Municipale
52
adeguamento delle infrastrutture stradali ai
fini di migliorare la sicurezza
Loris Benedetti
Settore Mobilità Urbana
53
ricerca sui determinanti umani degli incidenti
stradali
Gianfranco Vivoli
Università di Modena e Reggio Emilia
54
misure a supporto di una valutazione di
impatto ambientale e sanitario in materia di
inquinamento atmosferico e acustico,
sicurezza stradale relativamente alla
situazione di San Damaso.
Daniele Bertoni
Luisa Guerra
Paolo Lauriola
ARPA - Sezione di Modena Area
Epidemiologia Ambientale
55/V*
Report mensili
Fabio Leonelli
Polizia Municipale
56/V*
Percezione del rischio degli incidenti stradali
Sergio Ansaloni
56
Servizio Politiche Giovanili
Interventi dell’amministrazione provinciale che incidono sul territorio comunale - (AP)=
Amministrazione Provinciale
N° scheda
Titolo
Responsabile
1 AP
Catasto stradale- Azioni per il miglioramento
dello stato delle conoscenze tecniche e la
capacità progettuale e gestionale in materia
di sicurezza stradale
ALESSANDRO MANNI
Provincia Di Modena – Settore Lavori
Pubblici
2 AP
Aggiornamento e materiale per insegnanti di
autoscuola MAIA – azioni di informazione e
sensibilizzazione
GINO SCARDUELLI
Provincia di Modena
Area Formazione, Istruzione, Lavoro e
Politiche Sociali
3 AP
Miglioramento delle conoscenze dei
conducenti stranieri in materia di circolazione
e sicurezza stradale. Azioni a supporto del
miglioramento dei comportamenti di guida
GINO SCARDUELLI
Provincia di Modena
Area Formazione, Istruzione, Lavoro e
Politiche Sociali
4 AP
Educazione stradale e prove di guida sicura
sullo scooter per la Scuola. Azioni finalizzate
a costruire una cultura della Sicurezza
Stradale
ANNA PIA CARRETTI
5 AP
Monitoraggio e sorveglianza dell’incidentalità
(convenzione ISTAT – Provincia di Modena).
Azioni per il miglioramento dello stato delle
conoscenze tecniche e la capacità
progettuale e gestionale in materia di
sicurezza stradale
GINO SCARDUELLI
Provincia di Modena
Area Formazione, Istruzione, Lavoro e
Politiche Sociali
6 AP*
Inserisci il codice TOUR
GINO SCARDUELLI
Provincia di Modena
Area Formazione, Istruzione, Lavoro e
Politiche Sociali
7 AP*
Vacanze coi fiocchi
GINO SCARDUELLI
Provincia di Modena
Area Formazione, Istruzione, Lavoro e
Politiche Sociali
* Gli interventi con l’asterisco (*) sono nuove proposte di azione presentate successivamente alla
pubblicazione del programma nel 2002.
57
58
Programma di azioni sulla salute anziani
A cura di Daniele Biagioni (Ufficio Politiche per la Salute – Comune di Modena)
59
60
Premessa
Il programma di azioni “Salute Anziani” è stato predisposto, in coerenza con il percorso di attuazione del
Piano per la Salute nel Comune di Modena in collaborazione con diversi soggetti della società modenese
interessati e partecipi alle azioni rivolte a migliorare il benessere della popolazione anziana, promuovendo e
realizzando interventi tesi a permettere a tali cittadini di vivere serenamente e autonomamente la propria
esistenza, il più a lungo possibile.
L’invecchiamento della popolazione sta assumendo sempre più caratteristiche nuove, facendo emergere ,
rispetto al passato nuovi bisogni. Come sottolineato nella 2° conferenza Mondiale sull’invecchiamento
dell’Onu, del 2002, sono in costante aumento gli anziani appartenenti al gruppo dei cosiddetti “grandi vecchi”
(80 anni e più) e le donne anziane sole, più numerose degli uomini in proporzione al crescere dell’età.
Pertanto, la complessità e le profonde diversità che caratterizzano le problematiche della “nuova”
popolazione anziana richiedono approcci culturali nuovi e prevedono l’utilizzo di strumenti di
programmazione capaci di realizzare interventi differenziati per garantire risposte adeguate a bisogni di
salute spesso diversi dal passato.
Obiettivo prioritario del programma è stato senza dubbio la realizzazione di politiche di salute tese a
giungere al superamento della visione ristretta e limitata delle politiche settoriali, non limitandosi quindi a
ricercare l’integrazione dei soli problemi socio-sanitari, ma sollecitando azioni nelle diverse politiche
d’intervento (ambientali, mobilità, abitative ect.) atte a rispondere in modo unitario alle esigenze delle
persone anziane, nella prospettiva di garantire a tale popolazione condizioni di vita indipendente: un
invecchiamento di successo piuttosto di una dipendenza accentuata da forme di disabilità.
L’Amministrazione Comunale, governando l’iter attuativo del Piano per la Salute del Distretto, si è assunta,
anche in questo ambito di intervento, la responsabilità di ricercare la collaborazione e la partecipazione dei
diversi soggetti attori della vita sociale cittadina (istituzioni, associazioni sindacali e datoriali e di volontariato,
comitati di cittadini, ect) per sviluppare sinergie tese a far raggiungere a tale gruppo di popolazione elevati
livelli di qualità di vita, riducendo al mimino gli stati di dipendenza e disabilità.
Il Programma ha voluto mettere in sincronia azioni ed interventi, a volte nati per caso o per volontà di singoli,
ma tutti tesi ad ottenere lo stesso risultato, alleviare disagi e sofferenze ai meno giovani permettendo ed essi
una vita serena e attiva, mantenendo e sviluppando sempre di più una loro specifica funzione all’interno
della società che superi la spesso diffusa opinione che gli anziani siano un peso improduttivo per essa.
Il COMITATO DI PROGRAMMA DISTRETTUALE “SALUTE ANZIANI” ha coinvolto il Comune di Modena,
con il coordinamento del Gruppo del Piano per la Salute (diventato Ufficio Politiche per le Salute), e le
Aziende Sanitarie.
Percorso:
LINEE DI INDIRIZZO per la predisposizione dei Programmi distrettuali “Salute Anziani” emanate dalla
Conferenza Sanitaria Territoriale della Provincia di Modena (2001)
Obiettivi:
- Sostegno alla famiglia
- Mantenimento a domicilio
- Affinare le metodiche di prevenzione e di autovalutazione
- Attenzione alla prevenzione dell’ invalidità
Azioni:
- Stili di vita
- Prevenzione dell’Ictus
- Supporto alla domiciliarità
- Ricerca dei casi a rischio
- Fruizione dei servizi
61
INDIVIDUAZIONE DI DETERMINANTI SPECIFICI che incidono sulla Salute degli Anziani da parte del
Comitato di Programma distrettuale (2002), e di BISOGNI SPECIFICI DELLA POPOLAZIONE ANZIANA
Determinanti di salute:
-
L’età
L’invalidità
La socializzazione
Le patologie croniche
L’accesso ai servizi
Il sostegno e la riduzione del danno
Bisogni sociali:
-
Autonomia personale e sociale (mantenimento dell’autosufficienza fisica e mentale presenza di
relazioni affettive significative);
Permanenza nella propria casa il più a lungo possibile
Bisogni di assistenza:
-
Assistenza socio-sanitaria mirata al sostegno ai disabili;
Sistema socio-sanitario flessibile e orientato al sostegno delle famiglie;
Sistema socio-sanitario personalizzato sull’utente
Bisogni economici:
-
Aiuti economici per sostenere gli anziani che non si possono permettere un buon livello di autonomia
e per affrontare particolari eventi problematici che acuiscono le necessità economiche.
DEFINIZIONE DEGLI OBIETTIVI DEL PROGRAMMA DISTRETTUALE:
1) socializzazione: prevenire gli stati di disagio, malattia, emarginazione, invalidità con azioni
positive, che valorizzino la partecipazione degli anziani in un percorso condiviso (17 azioni)
2) migliorare i servizi: elevare ulteriormente qualità ed efficienza dei servizi e delle prestazioni sociosanitarie (43 azioni)
3) sostenere le famiglie (in particolare quelle con a carico un disabile grave), come supporto
indispensabile per poter gestire al meglio le richieste assistenziali (5 azioni)
4) promuovere e potenziare la domiciliarità, nell’ottica di far rimanere l’anziano il più possibile nel
proprio ambiente (9 azioni)
5) promuovere sani stili di vita, che tengano conto delle esigenze e criticità dell’essere anziano (29
azioni)
L’INDIVIDUAZIONE DI 2 OBIETTIVI PRIORITARI
Con Delibera di Consiglio del 4/07/2005 la validità del programma è stata approvata fino al 2007 con due
priorità di intervento verso cui indirizzare le azioni negli anni 2006 – 2007:
Azioni atte a favorire il mantenimento a domicilio degli anziani non autosufficienti;
62
Interventi per evitare o ritardare le disabilità invalidanti negli anziani.
MESSA IN RETE DELLE AZIONI rivolte agli obiettivi individuati dei soggetti che hanno aderito al Patto per
la Salute del Comune di Modena.
Il programma, approvato nel 2002 dal Consiglio Comunale, e prorogato fino al 2007 con Delibera di
Consiglio del 4/07/2005, nell'ambito degli interventi tesi a promuovere e realizzare il Piano per la Salute nel
Distretto di Modena, ad oggi raggruppa 103 azioni.
Le azioni sono state suddivise sulla base delle seguenti tipologie:
•
•
•
•
•
Interventi strutturali (8 azioni)
Interventi educativi, preventivi e di socializzazione (44 azioni)
Interventi per l'accesso, il sostegno e l'assistenza (36 azioni)
Interventi per la riduzione del danno (10 azioni)
Interventi di monitoraggio di alcune patologie croniche (5 azioni)
Si è partiti con 66 azioni nel 2002 presentate da Comune, Aziende Sanitarie e terzo settore; nel Report di
monitoraggio del 2003 il programma conteneva 96 interventi; si sono successivamente aggiunte altre 2
proposte di azioni per il 2005, ed ulteriori 5 proposte, sollecitate dall’Ufficio Politiche per la Salute, sia
all’interno dell’Ente in un’ottica appunto intersettoriale, sia facendo rete con i soggetti del territorio, arrivando
ad un numero complessivo di 103 azioni.
IL MONITORAGGIO E LA VERIFICA
La prima fase di verifica, corrisponde al monitoraggio dei programmi, che si realizza con:
l’aggiornamento dei dati di contesto, epidemiologici, sociali, e di accesso ai servizi;
la verifica dell’attuazione delle azioni programmate;
l’inserimento delle eventuali nuove proposte di intervento;
produzione di Report di monitoraggio.
LA FASE DI VALUTAZIONE
Riguarda l’analisi degli interventi programmati e realizzati rispetto agli obiettivi fissati nei singoli programma,
la valutazione si articola nella:
verifica del raggiungimento degli obiettivi;
conferma o aggiornamento degli obiettivi e delle strategie con individuazione di eventuali
ulteriori criticità e quindi di proposte di nuove azioni prioritarie di intervento.
Il numero complessivo degli interventi, presentati ed accolti nel programma è pari a 103 azioni suddivise nel
modo seguente:
- 96 azioni già presenti nel precedente Report 2003;
6
- 2 nuove proposte di azioni presentate nel corso del 2004, relative ad interventi che si sviluppano nell’anno
2005.
- 5 nuove proposte di azione presentate nel corso del 2005
6
Le 96 azioni del Report 2003 sulla Salute Anziani comprendevano 30 nuove proposte di azione per l’anno 2004.
63
64
VALUTAZIONE DELLE AZIONI PER OBIETTIVI SPECIFICI
1) In relazione all’obiettivo 1 (socializzazione: prevenire gli stati di disagio, malattia, emarginazione,
invalidità con azioni positive, che valorizzino la partecipazione degli anziani in un percorso
condiviso) si considerano particolarmente significative le azioni tese a favorire la creazione e lo
sviluppo di contesti socializzanti in cui gli anziani possano incontrarsi e portare avanti esperienze di
diverso genere.
Sono state incrementate le attrezzature nei parchi pubblici (120 – 150 tavoli con panche in più dal 2003 al
2007 – dati del Settore Ambiente) per dare possibilità alle persone di usufruire in modo più agevole agli
spazi aperti della città.
Sono state ampliate ulteriormente attività socializzanti quali (dati del 2007/2008):
• inserimento degli anziani in attività occupazionali (72 utenti coinvolti)
• distribuzione degli orti per anziani (1074 utenti coinvolti)
• soggiorni estivi a Pinarella di Cervia (930 utenti coinvolti)
• centri territoriali di socializzazione (125 utenti)
Il confronto con i dati del 2002 – 2003 dimostra che le attività si sono tendenzialmente mantenute su buoni
livelli negli anni:
•
•
•
•
inserimento degli anziani in attività occupazionali (70 utenti coinvolti)
distribuzione degli orti per anziani (1124 utenti coinvolti)
soggiorni estivi a Pinarella di Cervia (900 utenti coinvolti)
centri territoriali di socializzazione (139 utenti)
E’ stato sviluppato il Programma di Comunità di Allenamento della Memoria. Avviato nel 2004 in fase
sperimentale è teso a promuovere il benessere nella popolazione anziana e a prevenire il decadimento
cognitivo; si compone di azioni parti collegate:
•
•
•
•
Il Giardino della Memoria si sviluppa attraverso percorsi collocati nei parchi della città, lungo i quali
sono esposti pannelli che riportano diversi esercizi per allenare la memoria; il cittadino può
autovalutare il suo stato, compilando un apposito questionario alla fine del percorso. Al Giardino
presente dal 2004 presso il Parco Amendola, è stato aggiunto un secondo Giardino presso il Parco
Divisione Acqui.
I corsi di allenamento della memoria (8 sedute per gruppi a numero chiuso – massimo 15 persone
per gruppo-, in primavera e in autunno), si rivolgono a tutti coloro che hanno superato i 55 anni di età
e che sono in buone condizioni di salute. L’attività si svolge in 4 punti diversi della città, in
corrispondenza delle quattro Circoscrizioni. Ogni seduta, di un’ora e mezza circa, è basata su un
aspetto diverso della memoria ed è strutturata in modo da alternare il lavoro di gruppo ad esercizi
individuali. Alla fine di ogni corso è prevista una visita guidata al “Giardino della Memoria”. Ad oggi
sono stati organizzati circa 20 corsi a cui hanno partecipato più di 300 anziani.
Le trasmissioni televisive sull’allenamento della memoria su Tele Radio Città. Si tratta di un ciclo di
10 puntate messe in onda nell’autunno del 2006, durante le quali sono stati presentati esercizi per
tenere in allenamento la memoria.
il DVD “Il Giardino della memoria” in cui sono contenute alcune puntate delle trasmissioni andate in
onda e si spiega il funzionamento del Giardino della Memoria; il dvd è stato diffuso in collaborazione
con La Gazzetta di Modena nel mese di giugno 2008
L’obiettivo primario dei corsi di Allenamento della Memoria e delle azioni del progetto di comunità è il
miglioramento della memoria nella vita quotidiana. Il miglioramento del tono dell’umore e dell’autostima e la
socializzazione rappresentano gli effetti secondari dei corsi. I corsi sono ben apprezzati tanto che molti
desiderano ripeterli o partecipare ad altri corsi di approfondimento.
65
Nel 2008 è stato rinnovato il Protocollo sul Progetto di Comunità, già firmato nel 2006, che coinvolge molti
enti ed associazioni diverse (Comune di Modena; Azienda Usl – Distretto di Modena; Università di Modena e
Reggio Emilia Cattedra di Geriatria e Gerontologia; Coordinamento Comunale Comitati Anziani; e con il
sostegno di AUSER, ANTEAS, Associazione G.P. Vecchi, Associazione l’Incontro, Università della Terza
Età, Università Natalia Ginsburg, Sindacati Pensionati CGIL, CISL, UIL, CUPLA).
Il Progetto di Comunità di Allenamento della Memoria ha vinto nel 2007 l’Oscar della Salute della Rete
Italiana Città Sane. Dal progetto si è sviluppato nel corso del 2008, il progetto nazionale “Percorsi del cuore
e della Memoria”.
Dal 2004 al 2008 il chilometraggio delle piste ciclabili è aumentato del 25% (dati settore mobilità) dando
all’utenza debole, anziani in particolare, uno spazio maggiore per muoversi.
Si sono sviluppati gli interventi a sostegno delle attività motorie degli anziani, nella convinzione che gli
esercizi fisici possano aiutare a mantenere in uno stato di benessere le persone anziane attraverso lo
strumento attuativo del protocollo d’intesa, (che comprende il Servizio Sport, l’Ufficio Attività Promozionali
per la terza età del Comune di Modena, il Coordinamento comunale associazioni comitati anziani, gli enti di
promozione sportiva UISP,CSI e AICS, il Centro attività psicosomatiche e l’Associazione Il Pozzo Jing, sono
stati). In particolare nella stagione 2007/2008 sono stati organizzati:
• 41 corsi di attività motoria in palestra
• 15 corsi di attività in piscina
• 10 corsi di attività di ginnastiche dolci
• 4 corsi brevi di tecniche rilassamento
• 5 corsi di tai chi quan
Numero iscritti totali per tutte le attività: 1395
Nel 2002/2003 il numero di iscritti totali era 1240, ciò dimostra un sostanziale incremento delle attività.
In relazione all’obiettivo 5 (promuovere sani stili di vita, che tengano conto delle esigenze e criticità
dell’essere anziano)
Tra i temi fondamentali da considerare:
•
•
La prevenzione del decadimento cognitivo (vedi “Progetto di Comunità di Allenamento della
Memoria” – obiettivo 1)
La prevenzione delle cadute è strettamente legata ai temi della attività motoria (vedere obiettivo 1)
della sana alimentazione e della domotica. In relazione al problema delle cadute sono state poste in
essere azioni, in collaborazione con i MMG e con le strutture protette, volte anche alla revisione
della terapia oltre a piani di educazione motoria condivisi fra i diversi operatori che intervengono
sugli ospiti delle strutture. E’ stata definita una modalità di raccolta condivisa degli eventi causa di
caduta mediante l’elaborazione di una scheda comune tra le diverse strutture al fine di attuare un
monitoraggio puntuale e periodico degli eventi caduta.
NB. Per evidenti connessioni, i temi riguardanti l’obiettivo 5 sono stati inseriti in questa sezione dedicata
all’obiettivo 1.
2) In relazione all’obiettivo 2 (migliorare i servizi: elevare ulteriormente qualità ed efficienza dei
servizi e delle prestazioni socio-sanitarie) si considerano particolarmente rilevanti le azioni tese a
migliorare la qualità e quantità dei servizi offerti alla popolazione anziana.
Nell’ottica dello sviluppo della Rete dei pazienti affetti da demenza e dell’accoglienza residenziale
permanente o temporanea, si è cercato di rinforzare la Rete dei servizi. Si stima infatti che circa 3700
persone anziane siano affette da demenza nel nostro Distretto, più del 50% di esse affette da Alzheimer.
Sono stimati in circa 600 i nuovi casi annui di demenza nel distretto. Circa l’85% dei pazienti affetti da
demenza ha un età superiore ai 75 anni e il 75% dei casi è costituito da donne -anche in considerazione alla
maggiore età media delle donne. Come è noto la malattia comporta una assistenza sociale, che può arrivare
66
ad essere fino ad essere H 24 nella fasi finali in quanto il paziente perde completamente la autosufficienza,
mentre non sono generalmente efficaci interventi strettamente sanitari o medici. La rete dei servizi
residenziali negli ultimi anni ha visto profonde modificazioni, rispetto alle condizioni generali degli utenti. in
particolare si sono registrate presenze di anziani con disturbi di comportamento che superano il 50% degli
ospiti, unitamente a un aggravamento generale di tipo fisico. Per questo è stata ri-calibrata l’organizzazione
e l’operatività delle strutture sulla base delle mutate esigenze e – a sostegno di questo sforzo – si sono
messi in campo percorsi formativi che coinvolgono l’intera rete dei servizi con particolare riferimento al
lavoro di cura con anziani affetti da patologie dementigene, alla relazione operatore – famigliare e al lavoro
di gruppo. Nello specifico, il programma 2008 (dati dal Piano Distrettuale per la non autosufficienza 2008 –
Distretto di Modena) prevede:
• per le Case Protette il raggiungimento di 245 posti nelle strutture pubbliche (a gestione diretta o
appaltata) e di 225 posti nelle strutture private convenzionate, per un totale di 470
• per l’RSA il mantenimento di 141 posti nelle 3 strutture pubbliche cittadine
Complessivamente quindi i posti destinati all’assistenza residenziale permanente ammontano per l’anno
2008 a 611, pari al limite minimo del 3% calcolato sulla base della popolazione residente ultra
settantacinquenne al 31.12.06 come previsto dalla deliberazione GR 509/07).
Volendo invece considerare più in generale l’offerta dei servizi socio-sanitari residenziali e semiresidenziali e
la sua evoluzione dal 2001 al 2008, si nota un sostanziale e decisivo incremento dell’offerta stessa, sulla
base del numero di utenti coinvolti (dati Piano di Zona):
Numero utenti coinvolti per anno
Assistenza residenziale temporanea o permanente in casa protetta
Assistenza residenziale temporanea o permanente in RSA
Comunità Alloggio
Servizio semi residenziale Centri diurni
Mini appartamenti
2001
569
312
11
88
/
2008
604
500
10
225
39
È in fase di discussione l’idea di sul miglioramento strutturale, funzionale ed organizzativo del Nucleo
Specialistico per le Demenze. Infatti dopo i primi anni di sperimentazione del nucleo, si sono sviluppate,
anche a seguito del mutamento delle condizioni degli ospiti, riflessioni circa la sostenibilità dell’attuale
modello gestionale. Mantenendo l’obiettivo originale del progetto, ovvero il riequilibrio delle condizioni psico
– fisiche dell’anziano affetto da demenza per favorirne ove possibile il rientro nel proprio nucleo famigliare
(vedi obiettivo 4), nei casi in cui ciò non risulta possibile, l’obiettivo diviene quello di indirizzare ad altro
servizio interno alla Rete (residenziali, domiciliari, diurni) garantendo all’anziano ed alla famiglia (vedi
obiettivo 3) continuità assistenziale, come previsto dal progetto regionale demenze che individua nei MMG il
fulcro dell’intero processo assistenziale.
Dal punto di vista del miglioramento dei servizi per gli anziani, è utile citare anche un mantenimento su alti
livelli del servizio di terapia iniettoria per anziani (33295 utenti coinvolti nel 2004 – 30045 nel 2006) presso
le varie Circoscrizioni, svolto in collaborazione con i comitati anziani.
Infine va detto che nell’ottica di una gestione migliore dell’accesso ai servizi, è stato attivato dal 2004 il PUA
(Punto Unico di Accesso) che ha lo scopo di garantire a tutti i cittadini pari opportunità di accoglienza alla
rete dei servizi socio-sanitari integrati. In relazione all’aumento della complessità dei pazienti e quindi la
necessità di avere percorsi differenziati per i percorsi clinici, assistenziali e sociali dei pazienti è necessario
che il PUA evolva le sue funzioni diventando sempre più un punto strategico del territorio, in grado di gestire
i percorsi dei pazienti, una sorta di “triage” territoriale che individua le caratteristiche del bisogno e organizza
la valutazione con il team più adeguato. In quest’ottica il PUA è stato potenziato nell’ambito del Piano della
Non Autosufficienza.
Inoltre è stato ulteriormente ampliato il servizio di informazione e consulenza “INFORMANZIANI” che ha
visto accrescere il numero di fruitori da 1079 nel 2001, a 7700 nel 2004, fino a quasi 10000 nel 2007.
67
3) In relazione all’Obiettivo 3 (sostenere le famiglie - in particolare quelle con a carico un disabile
grave- come supporto indispensabile per poter gestire al meglio le richieste assistenziali e
all’Obiettivo 4 (promuovere e potenziare la domiciliarità, nell’ottica di far rimanere l’anziano il più
possibile nel proprio ambiente)
Gli obiettivi 3 (sostegno alle famiglie che devono svolgere un lavoro di cura) e 4 (promozione della
domiciliatiti dell’anziano non autosufficiente) sono stati accorpati in questa sezione essendo che gli interventi
che compongono il progetto di vita e di cure per gli anziani non autosufficienti, si strutturano su due livelli:
• un primo rivolto alla cura diretta della persona non autosufficiente presso il domicilio
• un secondo rivolto a chi si fa carico della persona, ovvero alla famiglia, per garantire o ripristinare le
risorse affinché la domiciliarità sia effettivamente possibile
In altre parole, sostenere la domiciliarità significa aumentare le capacità di tenuta della famiglia nelle
situazioni di aumentato bisogno di attività di cura. L’indirizzo fornito dalla regione di sviluppare nella
predisposizione del progetto individualizzato di vita e di cure ai servizi territoriali ha appunto la finalità do
perseguire, in accordo con le scelte delle persone e dei famigliari, prioritariamente l’obiettivo di mantenere le
persone non autosufficienti nel loro ambiente domestico.
Tra gli interventi sociali e sanitari, messi in rete nel Piano, che vanno nell’ottica sopra esplicitata, si
ricordano:
1) l’ Assegno di cura che ha come obiettivo quello di sostenere direttamente o tramite l’acquisto di servizi
privati, le cure e l’assistenza a persone non autosufficienti. La gestione dei contributi, basata su un accordo
sottoscritto da Comune, AUSL e Sindacati Pensionati, è affidata al Servizio Sociale Educativo e
Assistenziale di Base del Comune di Modena; la rilevazione del bisogno è attuata dall’U.O.L. composta
dall’Assistente Sociale responsabile del caso, dal Medico di Medicina Generale e dall’infermiere del servizio
infermieristico del distretto. La valutazione si basa sulla presenza di determinate problematiche; sono
considerati prioritariamente i seguenti casi:
• l’anziano solo e fragile
• l’anziano affetto da demenza
• l’anziano non autosufficiente per la cura del quale la famiglia necessita di aiuto esterno
• la difficoltà nel complessivo regime economico della famiglia
• l’acquisto di particolari attrezzature per modifiche ambientali e/o abbattimento barriere
architettoniche
Nel 2007 l’assegno di cura ha interessato 269 utenti (286 nel 2001 e 300 previsto per il 2008 - dati Piano di
Zona). Da dicembre 2007 è previsto un contributo aggiuntivo di 160 € per gli anziani con indicatore della
situazione economica < 10000 € . L’assegno è finanziato con il fondo per la non autosufficienza. Si sta
quindi procedendo nell’ottica di un sostanziale incremento di questo tipo di contributo economico.
2) Il Progetto SerDom (contributo Fondazione Cassa di Risparmio) che ha lo scopo di sostenere le famiglie
che hanno assunto un operatore privato (o hanno acquistato un servizio da azienda privata) per assistere il
famigliare. Per la realizzazione di questo progetto la Cassa di Risparmio di Modena nel 2001 ha messo a
disposizione del Comune di Modena circa 1.500.000 € e la stessa somma è stata data per il biennio
2006/2007. Nel 2007 è stato anche ridefinito il metodo di calcolo del contributo: viene calcolato in
percentuale lo stipendio versato all’assistente sociale famigliare e vengono rimborsati integralmente i
contributi INPS e le spese di vitto e alloggio (a meno che l’anziano non riceva anche l’indennità di
accompagnamento). Il progetto si è evoluto molto negli anni, passando dai 161 beneficiari nel 2002, ai 1708
nel 2008 (Dati Piano di Zona).
3) gli intereventi di telesoccorso e teleassistenza attivi da dieci anni e che hanno visto il coinvolgimento di
112 utenti nel 2007, confermando una sostanziale uniformità di servizio negli anni (124 utenti nel 2001, 114
nel 2004).
4) progetto di distribuzione dei farmaci a domicilio, consegnati ad una fascia ristretta di assistiti a
domicilio. Il progetto, portato avanti dal Servizio Farmaceutico di AUSL e AOUP, prevede la distribuzione
del 1° ciclo terapeutico alle dimissioni ospedalier e, attivata in tutti gli ospedali della provincia di Modena. È
proseguita anche l’attività di distribuzione dei farmaci ad alto costo al domicilio per pazienti non deambulanti
o in difficoltà sociale ed ai pazienti seguiti dall’assistenza domiciliare di II livello. L’attività di distribuzione dei
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farmaci è effettuata nel rispetto del prontuario terapeutico aziendale, offre garanzia di continuità
assistenziale, assicura le necessarie informazioni al paziente sulla terapia da effettuare a domicilio ed in
accordo con i Medici di Medicina Generale: infatti la quantità e qualità dei medicinali consegnati viene
riportata su un modulo che i pazienti sono invitati a consegnare il più presto possibile al medico di famiglia. Il
servizio è attivo dal 2002 (verifica di fattibilità nel 2001) e ha visto un sostanziale incremento dell’attività.
L’attività di consegna dei farmaci a domicilio è portata avanti anche dall’AVPA Croce Blu. Nel 2007 sono
stati consegnati a domicilio, per quanto riguarda la fornitura di farmaci, 112 utenti (nel 2004 – primo anno di
monitoraggio dell’azione - sono stati coinvolti 230 utenti)
5) L’associazione AVPA Croce Blu inoltre effettua servizio di trasporti sociali, detto in gergo “Giro nonni”
(2425 persone coinvolte per un totale di 39103 km percorsi, nel 2007. Nel 2004 – primo anno di
monitoraggio dell’azione - sono stati coinvolti 5499 utenti ) e di consegna dei pasti a domicilio (1018 utenti
coinvolti nel 2007. Nel 2004 – primo anno di monitoraggio dell’azione - sono stati coinvolti 978 utenti).
6) Il miglioramento delle dimissioni ospedaliere protette è un obiettivo fondamentale poiché serve ad
assicurare la continuità di cura e di assistenza tra ospedale e servizi territoriali alle persone che al momento
delle dimissioni, necessitano ancora di servizi sanitari e sociali. Il processo di dimissione include un’accurata
analisi e definizione del percorso di post dimissione, l’informazione all’utente dei servizi territoriali e la
garanzia di una continuità di ricovero grazie all’individuazione di un referente del reparto assegnato. Il
numero delle dimissioni protette è in continua crescita. Nel 2001 si avevano in totale 278 casi di dimissioni
protette. L’evoluzione è ben visibile nella tabella (dati AUSL Modena) che considera sia le dimissioni protette
di tipo sanitario (seguite dal SADI Servizio assistenza infermieristica domiciliare) sia quelle di tipo socio –
sanitario (seguite dall’UVG, unità di valutazione geriatrica).
Dati distretto 3 AUSL di Modena
Tipo di Dimissione Protetta
2005
Sanitaria (SADI*)
417
2006
537
2007
574
Socio-Sanitaria (UVG)
Totale
410
865
484
1.058
448
900
Il percorso scelto deve essere personalizzato attraverso l’analisi e valutazione dettagliata del bisogno del
paziente, dei suoi famigliari e del contesto socio-ambientale. Nel caso delle dimissioni protette socio-sanitare
analisi è spesso operata dall’U.V.G. (Unità di Valutazione Geriatrica). Nel 2006 sono state 478 le valutazioni
operata dall’UVG.
7) I Progetti di accoglienza temporanea di sollievo si sono sempre più sviluppati in risposta ai bisogni di
sostegno e sollievo temporanei manifestati dalle famiglie che si prendono cura a domicilio degli anziani non
autosufficienti. L’accoglienza temporanea è prevista dalla D.G.R. n° 1206/2007 per contemperare l’esig enza
assistenziale dell’anziano con la “capacità di tenuta” del Care – Giver. Nello specifico, tale tipo di servizio è
offerto dalla rete nelle seguenti proporzioni e modalità:
• nelle case protette (4 posti + 3 posti d’emergenza nelle strutture pubbliche; 5 posti nelle strutture
convenzionate); nelle RSA 19 posti + 2 posti di emergenza (in tutto 28 posti + 5 di emergenza in città
– dati di previsione 2008 – Piano Distrettuale per la non autosufficienza 2008)
• Nei centri diurni, dedicati essenzialmente ad anziani con patologie dementigene (88 posti nei centri
diurni a gestione diretta + 48 nei centri diurni a gestione convenzionata nel 2007 – da mantenere
nelle previsioni 2008) (vedi dati a Obiettivo servizi socio-sanitari residenziali e semiresidenziali)
• In quest’ottica si inserisce il progetto della G.P.Vecchi “Ore di sollievo” per alleviare lo sforzo
assistenziale delle famiglie coinvolte nel lavoro di cura di un anziano affetto da demenze, il quale
viene accolto nei locali disponibili presso l’ospedale estense e intrattenuto mediante diverse attività
ricreative (Rilassamento, musicoterapia, ROT, sensory training, stimolazione delle capacità cognitive
selettive, orientamento personale e interpersonale nello spazio e nel tempo). Alle attività possono
partecipare anche i famigliari. Il numero dei partecipanti è in continuo aumento, per il gradimento
riscontrato sia nei pazienti che nei famigliari. Da sottolineare la presenza di operatori sociali messi a
disposizione dal Comune di Modena nel corso di tutto l’anno. Il numero dei partecipanti è passato
69
dalla precedente media (2004) , di 4-5 presenze in una sola sede, a 9-10 ( più i famigliari altre 10-12
presenze a seduta) nel 2007.
8) Infine per quanto riguarda l’assistenza domiciliare si nota un decisivo incremento dell’utenza coinvolta
negli anni. Nel 2002 l’assistenza domiciliare coinvolgeva 3050 persone in totale, nel 2007 4375.
Si considerano vari tipi di assistenza domiciliare:
• ADI (Assistenza Domiciliare Integrata): è il processo che partendo dal bisogno di cure segnalato, lo
analizza e definisce il programma assistenziale più appropriato. Si differenzia in tre livelli di intensità
crescente (ADI 1, ADI 2, ADI 3), che prevedono tutti la redazione e la periodica verifica di un
progetto assistenziale personalizzato, formulato attraverso una valutazione multi-dimensionale dal
Medico di Medicina Generale (MMG), dall’infermiere e, se necessario, dall’assistente Sociale;
• NODO (Nucleo Operativo Domiciliare Oncologico): è la sigla con cui nell’Azienda USL di Modena si
indica l’ADI di III livello dedicata ai pazienti oncologici terminali. Prevede un progetto assistenziale
integrato tra il medico di medicina generale, l’infermiere e, quando necessario, l’assistente sociale;
• ADP (Assistenza Domiciliare Programmata): è destinata a pazienti per i quali non è necessaria
l’integrazione con altre figure professionali. Prevede da parte del MMG la programmazione di
interventi domiciliari all’interno di un progetto assistenziale personalizzato;
• INF (Assistenza Infermieristica): consiste nell’attività domiciliare degli infermieri che intervengono in
tutti i programmi assistenziali ADI e NODO ed in alcuni casi in cui sono necessarie le sole
prestazioni infermieristiche.
Pazienti Assistiti a Domicilio suddivisi x tipologie di assistenza e - Anni 2005 / 2007
Tipo Assistenza
Distretto di Modena
Anno 2005
Anno 2006
Anno 2007
ADI MMG
1.570
1.485
1.580
NODO MMG
499
492
476
Totale ADI MMG
2.069
1.977
2.056
ADP_R MMG
1.793
2.028
2.044
ASS INF
1.872
1.893
1.819
Dalle seguenti tabelle si considera l’assistenza domiciliare rivolta agli anziani che costituisce la parte
preponderante della totalità dell’assistenza domiciliare su tutta la popolazione.
Pazienti Assistiti a Domicilio con età > 65 anni suddivisi x tipologia di assistenza (anno 2006)
Distretto di Modena
Azienda USL Modena
Tipo Assistenza
Pazienti
Comples.
di cui >65
% sul tot.
assistiti
Pazienti
complessivi di cui > 65
% sul tot.
assistiti
ADI
1.485
1.387
93%
4.647
4.297
92%
NODO
ADP
INF
Totale pazienti assistiti a
domicilio
492
2.028
223
405
1.942
187
82%
96%
84%
1.303
5.771
2.340
1.075
5.514
1.996
83%
96%
85%
4.228
3.921
93%
14.061
12.882
92%
I pazienti in ADI e in NODO sono seguiti dal MMG e dall' Infermiere in un progetto assistenziale integrato, i
pazienti in ADP sono seguiti, salvo rare eccezioni, solo dal MMG. I pazienti in Ass. .Infermieristica, sono
70
compresi in ADI/NODO , ma possono anche essere seguiti solo dall'infermiere per interventi che non
necessitano di un progetto assistenziale integrato con il MMG
Anno 2007
Distretto di Modena
Totale pazienti assistiti a domicilio
Popolazione al 31/12/2006
% sulla popolaz. x 1.000 abitanti
di cui: pazienti assistiti a domicilio con età > 75 anni
Popolazione di età > 75 anni riferita al 31/12/06
4.375
180.080
24,3
3.592
20.371
% sulla popolaz. > 75 anni x 1.000 abitanti
176,3
Assistenza Domiciliare Azienda USL di Modena Assistiti a Domicilio - Anno 2007
100%
90%
80%
70%
60%
50%
40%
30%
20%
10%
0%
19,4%
20,9%
17,9%
21,8%
16,2%
21,9%
19,3%
80,6%
79,1%
82,1%
78,2%
83,8%
78,1%
80,7%
Pazienti assistiti
con - 75 anni
Carpi
Mirandola
Modena
Sassuolo
Pavullo
71
Vignola
Castelfranco
Pazienti assistiti
con + 75 anni
72
Dati di contesto
A Modena si assiste a un progressivo invecchiamento della popolazione, che proseguirà e si
accentuerà nel futuro:
• Sono 40.786 gli anziani con più di 65 anni (24.095 donne e 16.691 uomini), pari al 22,7% della
popolazione residente (nel 2001 erano 37766, pari al 21,34%).
• Sono 20.571 gli anziani con più di 75 anni (13051 donne e 7520 uomini ), pari al 11,4% della
popolazione (nel 2001 erano 18677, pari al 10,5%)
• L’indice di vecchiaia è del 206,9 (nel 2001 era pari a 194)
INDICATORI DI FRAGILITA’
• oltre 5000 persone di età oltre i 65 anni mostrano due o più difficoltà nello svolgere le comuni attività
della vita quotidiana (stima ILSA sulla popolazione 2002) ;
• circa 1700 anziani hanno una disabilità di grado severo o completo (stima ILSA sulla popolazione
2002);
• oltre 2300 sono gli anziani affetti da Alzheimer nel Distretto (da stima basata su ricerca “Stili di vita
dei cittadini modenesi” 2006)
• il 37% degli anziani con più di 75 anni vive solo (annuario statistico dati al 31/12/2006);
• le persone anziane sole con più di 65 anni segnalano abbastanza o molta difficoltà economica nel
42,6% (dati SPI-CGIL 2002);
• su 100 famiglie povere nella città di Modena, il 19,3% sono famiglie con anziani (dati da ricerca
CAPP 2003).
Disabilità e malattie: la situazione sanitaria
•
•
•
•
L’aumento della speranza di vita comporta un maggior rischio di incorrere in disabilità, malattie
La principale causa di morte è da malattie del sistema circolatorio (più del 40% della mortalità
annua), con prevalenza delle patologie ischemiche croniche del cuore, disturbi circolatori
dell’encefalo, infarto e ipertensione.
La seconda causa di morte è rappresentata dai tumori (circa il 28 %), tra cui ai polmoni, all’apparato
digerente, al fegato, alla mammella.
La terza causa di morte è rappresentata dalle patologie dell’apparato respiratorio (circa il 7%).
73
Principali cause di morte dei residenti nel distretto di Modena di 65 anni e oltre
suddivise per patologie - Anni 1998-2002
Patologie
Numero
decessi
medio anni
1998-2002*
Tasso specifico
di mortalità
Distrettuale
Anno 1998
Tasso specifico
di mortalità
provinciale
Anno 2002
(x 100.000 ab.)
(x 100.000 ab.)
14
36,1
27,2
448
1.188,1
1.190,5
T. tess. linfoematopoietico
31
56
32
92
28
34
82,8
148,1
83,8
243,0
75,4
91,3
101,0
134,8
73,8
247,8
70,5
95,0
MAL. GHIAND. ENDOCRINE
39
103,5
103,5
32
85,4
86,0
MALATTIE INFETTIVE
TUMORI
T. stomaco
T. colon - retto
T. fegato
T. polmone
T. mammella donna
Diabete
9
22,8
18,4
DISTURBI PSICHICI
76
202,7
158,5
MAL. SISTEMA NERVOSO
50
132,1
132,2
688
1.824,9
1.994,0
92
244,6
264,5
80
134
168
212,3
355,5
444,7
240,6
372,5
521,7
111
295,6
322,5
MAL. APP. DIGERENTE
60
158,1
173,8
MAL. APP. GENITO URINARIO
26
69,5
71,8
MAL. PELLE E SOTTOCUTANEO
3
6,9
5,6
MAL. OSTEOM. E TESS. CONNETTIVO
7
17,5
16,7
MALFORMAZIONI CONGENITE
0
1,1
1,2
STATI MORBOSI MAL DEFINITI
8
43
21,8
115,2
32,0
109,4
Suicidi
11
7
29,2
18,6
28,6
23,9
TOTALE
1.581
4.195,9
4.357,3
MAL. SANGUE E ORG. EMATOP.
MAL. SIST. CIRCOLATORIO
Ipertensione
Infarto
Altre mal. ischemiche del cuore
Disturbi circolatori dell'encefalo
MAL. APP. RESPIRATORIO
TRAUMATISMI ED AVVELENAM.
Incidenti stradali
* I valori mostrati sono arrotondati all'unità, per cui il totale non corrisponde alla somma delle singole voci Fonte: Archivio Provinciale di Mortalità Elaborazioni: Servizio Epidemiologia - Dipartimento di Sanità
Pubblica AUSL Modena
74
Principali cause di morte dei residenti nel distretto di Modena di 65 anni e oltre
suddivise per patologie - Anni 2003-2007
Patologie
Numero medio
decessi 65 +
anni 2003-2007
MALATTIE INFETTIVE
15
38,4
38,3
TUMORI
489
1.221,1
1.153,9
T. stomaco
30
74,4
84,5
T. colon - retto
59
146,3
133,6
T. fegato
33
83,4
82,9
T. polmone
105
262,6
251,1
T. mammella donna
29
72,9
66,5
T. tess.linfoematopoietico
50
123,8
95,8
39
96,3
118,3
31
77,4
93,1
MAL. SANGUE E ORG. EMATOP.
6
15,5
18,8
DISTURBI PSICHICI
93
231,1
193,5
MAL. SISTEMA NERVOSO
50
124,3
130,0
MAL. SIST. CIRCOLATORIO
686
1.712,3
1.792,7
Ipertensione
95
237,6
251,8
Infarto
104
260,6
265,0
Altre malattie ischemiche del cuore
132
330,0
349,2
Disturbi circolatori dell'encefalo
154
384,4
431,2
MAL. APP. RESPIRATORIO
133
333,0
325,6
MAL. APP. DIGERENTE
66
164,2
168,1
MAL. APP. GENITO URINARIO
33
82,9
73,0
MAL. PELLE E SOTTOCUTANEO
2
5,5
6,4
MAL. OSTEOM. E TESS. CONNETTIVO 7
17,5
20,2
MALFORMAZIONI CONGENITE
1
2,5
1,9
STATI MORBOSI MAL DEFINITI
8
20,0
25,6
TRAUMATISMI ED AVVELENAMENTI
44
108,8
106,2
Accidenti da traffico
7
16,5
19,4
Suicidi
8
19,0
21,0
1.672
4.173,4
4.172,6
MAL. GHIAND. ENDOCRINE
Diabete
TOTALE
di Tasso specifico di Tasso specifico di
mortalità distrettuale mortalità provinciale
65+ (x 100.000 ab.)
65+ (x 100.000 ab.)
Fonte: Archivio provinciale di mortalità
N.B: E' stata usata la popolazione modenese al 31/12/2007 tratta dal sito della Provincia di Modena
(modenastatistiche.it) al 19/06/2008, mentre quella ufficiale fornita dalla Regione ancora non è stata pubblicata
75
Dimissioni dei residenti nel distretto di Modena ultra 65-enni suddivise per Settore
di ricovero* Anno 2002
Totale
dimissioni età >
64 anni
% Dimissioni >
64 anni/tot.
dimissioni
Totale
dimissioni
residenti del
distretto
155
2.871
979
48
366
94
384
160
464
365
174
36
1.335
203
113
511
67
1.262
1.653
34
234
1.642
156
1.596
659
520
172
63,3%
74,2%
35,4%
45,7%
51,6%
54,7%
31,4%
32,7%
57,8%
51,6%
33,5%
34,0%
53,1%
18,9%
32,8%
53,1%
27,7%
58,8%
81,2%
19,4%
19,5%
39,3%
37,0%
69,3%
43,5%
44,6%
32,5%
245
3.870
2.766
105
709
172
1.222
489
803
707
520
106
2.513
1.073
345
963
242
2.147
2.036
175
1.197
4.183
422
2.303
1.514
1.167
530
16.253
46,0%
35.343
52.513.009
53,8%
97.575.057
Età > 64 anni
Settore di ricovero*
Cardiochirurgia
Cardiologia
Chirurgia della Pelle
Chirurgia Generale
Chirurgia Toracica
Chirurgia Vascolare
Disagio
Emergenza/Urgenza
Emodinamica
Emolinfopatie
Endocrinologia-Metabolismo
Follow up oncologico
Gastroenterologia
Ginecologia
Mal. Infettive
Nefrologia/Urologia medica
Neurochirurgia
Neurologia
Oculistica
Odontoiatria
ORL/Maxillo-Facciale
Ortopedia
Pelle/Mammella casi medici
Pneumologia
Radio-Chemioterapia
Urologia
Altro
Totale dimissioni
Valorizzazione economica
* Le tipologie dei Settori di ricovero sono state messe a punto da un apposito gruppo di lavoro interaziendale
(AUSL Modena – A. O. Policlinico) per la definizione di accordi e contratti di fornitura. Questa classificazione
si basa sulle patologie e non sui reparti di ricovero o dimissione.
76
Nota: Per la valorizzazione delle dimissioni è stato escluso il neonato sano e sono stati considerati solo gli
oneri a carico del Sistema Sanitario Nazionale, compresa la libera professione intra-muraria. Fonte: Banca
Dati Regionale SDO al 8.07.2003
Dimissioni dei residenti nel distretto di Modena di 65 anni e oltre suddivise per settore
di ricovero - Anno 2007
2007
Dimissioni
Valorizzazione
Settore
%
%
di ricovero
65 anni
65 anni
e oltre
Cardiochirurgia
Cardiologia
Chirurgia Generale
Chirurgia Toracica
Chirurgia Vascolare
Chirurgia della Pelle
Disagio
Emergenza/Urgenza
Emodinamica
Emolinfopatie
Endocrinologia-Metabolismo
Follow up oncologico
Gastroenterologia
Ginecologia
Malattie infettive
Nefrologia/Urologia medica
Neurochirurgia
Neurologia
Oculistica
Odontoiatria
Ortopedia
Ostetricia
ORL/Maxillo facciale
Pelle/mammella casi medici
Pneumolologia
Radio- Chemioterapia
Urologia
Altro
Totale ricoveri
126
2.069
1.169
67
446
331
307
177
606
239
168
27
1.021
239
361
587
97
972
653
64
1.848
134
116
1.655
532
664
101
totale
207
2.568
2.944
128
838
424
1.014
459
986
519
477
80
1.776
1.109
538
868
270
1.677
933
193
4.347
2.684
842
297
2.077
1.097
1.430
322
14.776 31.104
sul
totale
60,9
80,6
39,7
52,3
53,2
78,1
30,3
38,6
61,5
46,1
35,2
33,8
57,5
21,6
67,1
67,6
35,9
58,0
70,0
33,2
42,5
2.254.563,29
6.795.795,50
5.592.957,50
614.422,17
2.837.769,86
849.018,69
1.867.858,21
3.349.908,34
3.467.443,78
1.349.999,12
405.490,53
17.923,81
2.654.413,99
624.001,27
1.910.926,60
1.854.405,48
886.063,50
4.272.043,64
846.353,93
136.715,68
10.272.495,15
15,9
39,1
79,7
48,5
46,4
31,4
242.205,21
251.644,41
7.231.008,77
1.826.649,98
2.126.551,15
291.736,21
3.802.009,94
8.009.648,46
11.063.200,93
1.169.785,90
4.176.100,90
1.084.676,49
5.888.009,98
5.837.829,16
5.567.251,40
3.292.518,98
1.025.371,41
42.101,01
4.088.635,42
2.339.212,49
2.691.364,37
2.326.773,93
2.040.858,30
7.050.195,52
1.233.627,14
312.404,99
16.922.506,09
3.230.677,63
1.249.641,48
443.077,21
8.681.295,47
4.054.519,81
3.979.644,31
729.477,08
47,5
64.830.365,77
112.332.415,80
e oltre
totale
sul
totale
59,3
84,8
50,6
52,5
68,0
78,3
31,7
57,4
62,3
41,0
39,5
42,6
64,9
26,7
71,0
79,7
43,4
60,6
68,6
43,8
60,7
19,4
56,8
83,3
45,1
53,4
40,0
57,7
Nota: per il calcolo delle dimissioni sono stati considerati solo gli oneri a carico del Sistema Sanitario Nazionale
Per settore di ricovero si intende un raggruppamento omogeneo di patologie e non di reparto
Fonte: Banca dati SDO
Elaborazioni: Servizio Epidemiologia e Servizio Committenza AUSL Modena
77
Dimissioni ospedaliere residenti over 65 (Confronto anno 2002 e 2006)
Totale 2002
Totale 2006
> 65 - 2002
>65 - 2006
% > 65 - 2002 % > 65 2006
Popolazione
176.855
180080
38697
40.559
21,9
22,5%
Dimissioni
35343
30468
16253
14204
46,0
46,6
106,2
(milioni di
euro)
52,5
(milioni di
euro)
61,1
(milioni di
euro)
46,0
57,5
Valorizzazion 97,5
e economica (milioni di
euro)
Esenzioni per patologia dei residenti ultra 65-enni residenti nel Distretto di Modena
anno 2002
T ip o d i e s e n z io n e
N u m e r o s ità
P e rc e n tu a le
I p e r t e n s io n e A r t e r io s a
7911
2 8 ,3 %
I n v a lid i c iv ile
6022
2 1 ,6 %
D ia b e t e M e llit o
3012
1 0 ,8 %
S o g g e t t i a f f e t t i d a p a t o lo g ie n e o p la s t ic h e m a lig n e
2644
9 ,5 %
A f f e z io n i d e l s is t e m a c ir c o la t o r io - n o n s p e c if ic a t o
1968
7 ,0 %
M a la t t ie c a r d ia c h e e d e l c ir c o lo p o lm o n a r e
1452
5 ,2 %
G la u c o m a
1030
3 ,7 %
I n v a lid i s u l la v o r o
600
2 ,1 %
M a la t t ie d e lle a r t e r ie , a r t e r io le , c a p illa r i, v e n e
442
1 ,6 %
I n v a lid i d i s e r v iz io
314
1 ,1 %
I n v a lid i d i g u e r r a
305
1 ,1 %
P s ic o s i
252
0 ,9 %
I p e r lip id e m ie
202
0 ,7 %
E p a t it e v ir a le e / o c r o n ic a
187
0 ,7 %
M a la t t ie r e u m a t o lo g ic h e
182
0 ,7 %
I n s u f f ic ie n z a r e s p ir a t o r ia c r o n ic a
169
0 ,6 %
I n s u f f ic ie n z a r e n a le
162
0 ,6 %
I p o t ir o id is m o
136
0 ,5 %
C ie c h i e s o r d o m u ti
123
0 ,4 %
M o r b o d i P a r k in s o n e m a l. e x t r a p ir a m id a li
105
0 ,4 %
M a la t t ie c e r e b r o v a s c o la r i
A ltr o
93
0 ,3 %
633
2 ,3 %
T o ta le
27944
100%
Fonte: Archivio aziendale esenzioni ticket dati al 28.02.2004
Elaborazioni: Servizio di Epidemiologia - Dipartimento di Sanità Pubblica AUSL Modena
N.B.
1. È stata utilizzata un’apposita procedura per recuperare, ai fini del conteggio, le esenzioni scadute dei soggetti viventi che
eventualmente non fossero state rinnovate per diversi motivi, ma che trattandosi di patologie croniche dovrebbero comunque
essere considerate a fini epidemiologici.
2. Un soggetto può avere più esenzioni, quindi il totale delle esenzioni dei residenti che hanno più di 64 anni è di 27.944, mentre il
totale dei cittadini residenti che hanno più di 64 anni con almeno una esenzione è di 18.365.
3. Risulta che circa il 47,6% della popolazione ultra 65enne è affetta da patologie croniche.
78
N° ESENZIONI RILASCIATE AI RESIDENTI NEL DISTRETTO DI MODENA ultra 65 enni ALL’ 11/12/2007
Tipo di esenzione
Numero
Ipertensione arteriosa
7.712
Diabete mellito
3.637
Invalidità civile sup.2/3-dal 67 al 99%
2.688
Soggetti affetti patologie neoplastiche maligne
2.581
Affezioni del sistema circolatorio
2.277
Malattie cardiache e del circolo polmonare
1.539
Invalidità civile 100% con indennità accompagnamento 1.417
Invalidità
civile
100%
senza
indennità
accompagnamento
1.222
Glaucoma
1.086
Invalidità sul lavoro dal 1 al 66%
507
Altre patologie e/o condizioni
3.737
Totale generale
28.403
Persone esenti totali
18.557
Circa il 45,8% del totale degli anziani residenti (Nel 2002 le persone esenti totali erano 18365, il 48,6 % del
totale)
Fonte: Distretto di Modena, AUSL Modena
CONSUMI SOCIO – SANITARI
•
Spesa ricoveri per popolazione anziana quasi il 60% della spesa totale lorda per i ricoveri
•
Esenzioni per patologia cronica: quasi il 50% della popolazione anziana è affetta da patologia
cronica.
•
Spesa per farmaci per popolazione anziana: più del 50% della spesa totale lorda per i farmaci
79
80
Risultati e prospettive
Possiamo riassumere in sintesi, in considerazione dei risultati raggiunti, i bisogni emergenti e gli obiettivi
prioritari da perseguire così come scaturiti dalle esperienze condotte con l’attuazione del programma.
Le azioni di promozione della prevenzione per il mantenimento dell’autonomia delle persone anziane
costituiscono una prima ed importante area su cui sono stati realizzati specifici interventi di lavoro, articolati:
nella promozione e valorizzazione di stili di vita sani, nello sviluppo delle azioni rivolte alla socializzazione.,
della promozione di attività culturali che contrastino l’isolamento e la solitudine, rafforzando le reti,
valorizzando le risorse informali sul territorio, la cittadinanza attiva e i buoni rapporti di vicinato (attività
motorie e allenamento della memoria). Occorre potenziare ulteriormente tali interventi.
E’ stata promosso e sperimentato uno sportello sociale e sanitario, in grado di fornire informazioni, di
prestare consulenza e di attivare, con modalità fortemente personalizzate e flessibili, prese in carico, a fronte
di eventi determinanti la non autosufficienza, parziale o totale; tale struttura deve essere in grado di proporsi
come supporto alle famiglie a fronte della non autosufficienza di un proprio congiunto anziano, con
particolare riferimento alle patologie dementigene e alla fase terminale della vita, e conseguentemente di
rilevare complessivamente il bisogno di assistenza sociale e socio-sanitaria espresso.
E stato promosso e realizzato un forte sostegno alla assistenza al domicilio, potenziando i servizi
strutturati della rete socio-sanitaria, tra cui l’assistenza domiciliare e i centri diurni, con una crescente
integrazione, anche operativa, tra SAD e ADI, ampliando le possibilità di scelta delle famiglie che possono
avvalersi sia dell’assegno di cura, sia della assistenza domiciliare privata, in un contesto di integrazione con
la rete dei servizi pubblici.
Sono stati promossi, ma occorre ancora potenziarli, importanti servizi innovativi, quali l’adattamento
domestico degli ambienti di vita, i minialloggi per anziani, nonchè azioni di contrasto alla fragilità e alla
solitudine quali il programma emergenza estate.
I servizi residenziali sono stati orientati a fornire supporti alla domiciliarità mediante lo sviluppo delle
opportunità di accoglienza temporanea sia per fornire sollievo alla famiglia, che per svolgere un ruolo
importante nell’ambito delle dimissioni ospedaliere socio-sanitarie di anziani non autosufficienti, anche a
fronte della riorganizzazione recente della rete ospedaliera della provincia.
Considerando che la dimensione assistenziale degli anziani a rischio di non autosufficienza è
tendenzialmente crescente nei prossimi anni, si sottolinea l’importanza che la programmazione concentri i
propri obiettivi sulla centralità delle attività di prevenzione e di mantenimento della autosufficienza.
Nel contempo è importante migliorare la capacità di rilevazione della domanda di servizi da parte degli
anziani non autosufficienti al fine rendere continuo un osservatorio sui bisogni delle persone anziane.
Si ritiene infine prioritario lavorare ulteriormente sul versante dell’integrazione socio-sanitaria distrettuale,
territoriale e ospedaliera per lo sviluppo dei percorsi delle dimissioni protette.
81
82
APPENDICE
Tipologie d’azione
Interventi strutturali (8 azioni)
Gli interventi strutturali previsti nel programma sono essenzialmente dedicati a migliorare ulteriormente
l'offerta di alloggi e strutture a disposizione degli anziani, ma anche a migliorare la fruibilità da parte di tale
categoria di utenti di specifici arredi nei parchi pubblici, delle piste ciclabili e dell'installazione di pensiline nei
punti in cui è più frequente la sosta di cittadini anziani.
Interventi educativi, preventivi e di socializzazione (44 azioni)
Gli interventi programmati tendono a favorire il mantenimento in salute e attività dell’anziano, a indurre
atteggiamenti di autotutela e di partecipazione attiva a iniziative socializzanti, a migliorare i comportamenti
individuali di anziani affetti da patologie croniche.
Di particolare rilevanza le azioni dedicate a raggiungere livelli di copertura vaccinale antinfluenzale e
antitetanica superiori agli attuali, ad intensificare le campagne educative sugli stili di vita e sulla corretta
alimentazione, sull'attività motorie e di esercizio della memoria, accompagnate da interventi organizzativi che
permettono un effettivo esercizio da parte degli anziani che vogliono esercitare tali attività. Vengono indicati i
punti e i luoghi ove è possibile svolgere attività socializzanti, ricreative o occupazionali quali: gli orti, i
soggiorni estivi, le attività motorie promosse dalle polisportive, gli incontri e dibattiti presso le parrocchie e i
circoli culturali.
Le Organizzazioni Sindacali Pensionati, i Comitati Anziani e il Comune di Modena hanno siglato un’intesa
che li impegna a promuovere e a realizzare la attività atte a diffondere le iniziative in via di attuazione per
migliorare la salute della popolazione anziana.
Interventi per l'accesso, il sostegno e l'assistenza (36 azioni)
Vengono individuati alcuni interventi volti a migliorare l'accesso ai servizi informando dettagliatamente gli
utenti su quanto offerto da tali servizi e sulle modalità del loro utilizzo vengono descritti gli interventi di
sostegno ed assistenza dedicati a consentire il miglioramento della salute negli anziani affetti da vari livelli di
disabilità e a supportare le loro famiglie in modo da consentirne il mantenimento a domicilio per il maggior
tempo possibile.
A tal fine sono stati attivati o sono in via di attivazione interventi informativi periodici o in linea (inserto terza
età, punto informanziani, centro d'ascolto solidalmente, ecc.), interventi di sostegno ed assistenza rivolti ai
soggetti bisognosi e alle loro famiglie che vanno dalla distribuzione dei farmaci in dimissione ospedaliera e ai
pazienti non deambulanti alle modalità per l'assegnazione dell'assegno di cura, ai servizi per la terapia
iniettiva, alla accoglienza degli anziani nelle case protette e semiresidenziali, ecc.
Interventi per la riduzione del danno (10 azioni)
Vengono descritti gli interventi in essere atti a ridurre il più possibile il danno alle persone colpite da eventi
patologici, accorciando i tempi di intervento delle strutture sanitarie sia nelle attività diagnostiche che
riabilitative (riduzione dei tempi di attesa per prestazioni: strumentali e di laboratorio, chirurgiche sulla
cataratta, per gli interventi di protesi dell’anca e del ginocchio. Avvio di interventi di protesi dentarie e
miglioramenti della fornitura di protesi personalizzate di vario genere).
Interventi di monitoraggio di alcune patologie croniche (5 azioni)
Sono descritte le azioni tese a istituire e potenziare le attività di monitoraggio di alcune patologie più diffuse
e rilevanti allo scopo di migliorare le conoscenze sulla loro incidenza sulla popolazione e a verificare i
decorsi delle patologie adeguando così i trattamenti specifici.
83
Vengono a tal fine istituiti o potenziati osservatori sul diabete, sulle demenze senili, sulla geriatria, sugli
incidenti domestici. Verranno predisposte e sperimentate modalità per una valutazione precoce degli anziani
fragili che potrà consentire interventi adeguati per prevenire o mitigare l'insorgenza di probabili eventi
degenerativi.
INTERVENTI STRUTTURALI
N°
scheda
1
2
Titolo azione
Responsabile
Realizzazione di un immobile da
adibire ad alloggi per persone anziane
con annesso Centro Diurno
Carlo Casari
Settore Politiche Sociali
Realizzazione di una nuova Struttura
Residenziale per anziani non
autosufficienti (R.S.A.) con annesso
Centro Diurno
Carlo Casari
Settore Politiche Sociali
Giorgio Castelli
Settore Edilizia e Attrezzature Urbane
3
Integrazione arredi nei parchi urbani:
Giovanna Franzelli
inserimento in aree verdi di arredi
Settore Ambiente
graditi soprattutto alle persone anziane
4
Parco Ferrari: completamento
parcheggio lato Via Emilia e
pavimentazione viabilità interna
5
Recupero edilizio di un edificio
Patrizia Guerra
residenziale di proprietà del Comune
sito a Modena in via Borelli da adibire
ad alloggi per anziani, studenti,
immigrati ed altre categorie
svantaggiate
Realizzazione di 8 interventi strutturai Loris Benedetti
per la creazione di nuove piste ciclabili Servizio Mobilità Urbana
6
Giovanna Franzelli
Settore Ambiente
7
Installazione di 50 pensiline sul
territorio comunale
Loris Benedetti
Servizio Mobilità Urbana
8/I
I Giardini della memoria
Carlo Nicoli
Dirigente responsabile del Servizio Assistenza Anziani
INTERVENTI EDUCATIVI, PREVENTIVI E DI SOCIALIZZAZIONE
N°
scheda
8
9
Titolo azione
Responsabile
Attività informativa specifica per
abbattimento barriere architettoniche
e/o installazione di strumenti di
supporto per anziani e persone disabili
Inserimento persone pensionate in
attività occupazionali
Carlo Nicoli
Servizio Assistenza Anziani
Paola Del Vecchio
Settore Politiche Sociali
84
10
Soggiorni estivi a Pinarella di Cervia
Paola Del Vecchio
Settore Politiche Sociali
11
Prevenzione delle cadute
Andrea Guerzoni
Distretto 3 - AUSL
12
Promozione, sostegno,
Paola Del Vecchio
pubblicizzazione di attività psico –
Settore Politiche Sociali
fisiche rivolte alla fascia di popolazione
della terza età
13
“Orti per Anziani”
Paola Del Vecchio
Settore Politiche Sociali
14
Programmazione e realizzazione di
attività socializzanti presso
Polisportive, Circoli, Parrocchie rivolte
ad anziani in collaborazione con
Associazioni di volontariato
Realizzazione di percorsi formativi
sull'utilizzo del computer e di Internet
rivolte a persone ultra
cinquantacinquenni
Paola Del Vecchio
Settore Politiche Sociali
15
Carlo Casari
Settore Politiche Sociali
Simona Arletti
Presidente della Circoscrizione n° 3
16
“Vivere bene l’invecchiamento” – Ciclo Paola Del Vecchio
di incontri rivolti alla popolazione
Settore Politiche Sociali
adulta e anziana
17
Coinvolgimento del volontariato nella
gestione del verde pubblico con
particolare riferimento a comitati
anziani e AUSER.
Giovanna Franzelli
Settore Ambiente
18
Campagne di vaccinazioni
antinfluenzali
Andrea Guerzoni
Distretto 3 - AUSL
19
Campagne di vaccinazione
antitetanica
Andrea Lambertini
Servizio Igiene Pubblica del DSP – AUSL
20
Prevenzione delle complicanze da
malattie infettive
Andrea Lambertini
Servizio Igiene Pubblica del DSP – AUSL
21
La ristorazione nelle strutture per
anziani
Maria Rita Fontana
Servizio Igiene degli Alimenti e della Nutrizione del
DSP – AUSL
22
"Pensa alla salute”
Maria Rita Fontana
Servizio Igiene degli Alimenti e della Nutrizione del
DSP – AUSL
23
Produzione di strumenti informativi
Massimiliano Ranellucci e Paolo Giuliani
AUSL
85
24
Educazione stili di vita
Maria Rita Fontana
Servizio Igiene degli Alimenti e della Nutrizione del
DSP - AUSL
25
“Cuore Sicuro”
Maria Rita Fontana
Servizio Igiene degli Alimenti e della Nutrizione del
DSP - AUSL
26
Assegnazione degli impianti sportivi
per attività motoria anziani
Maria Carafoli
Servizio Sport
27
Organizzazione cicli annuali di
conferenze di lettura
Carlo Artioli
Settore Cultura
28
Organizzazione rassegna
cinematografica
Carlo Artioli
Settore Cultura
29
Facilitazione alla fruizione dei musei e
dei teatri cittadini
Carlo Artioli
Settore Cultura
30
Allenare la memoria e nutrire il cervello Carlo Nicoli
Servizio Assistenza Anziani
31
Interventi formativi sulle problematiche Giuseppe Dieci
relative al Patto di Solidarietà per la
Gabinetto del Sindaco
salute
32
Informazione e valutazione della
incontinenza femminile
Maria Luisa De Luca
Dipartimento Cure primarie del Distretto n° 3 e n° 7
AUSL di Modena
33
Benessere in menopausa; ciclo di
incontri rivolti alle donne adulte e
anziane
Diffusione dei contenuti del
Programma Salute Anziani
Paola Del Vecchio
Politiche Sociali
Realizzazione di iniziative
divulgative/informative per la
promozione di una alimentazione
salutare e dell’attività motoria rivolta
alla popolazione generale o a target
specifici
Educazione su stile di vita per persone
over 65 anni
Consapevolezza che salute è
benessere, che benessere è salute
Informare sulla malattia diabetica
Servizio Igiene degli Alimenti e della Nutrizione
34
35/II
36/II
37/II
38/II
Giuseppe Dieci
Gabinetto del Sindaco
Servizio Igiene degli alimenti e della nutrizione del DSP
e Servizio Salute Anziani dell’Ausl di Modena
Università per la Libera età Natalia Ginzburg
Associazione Diabetici Modenesi
39/II
I “MARTEDÌ DELLA SALUTE” –
Dipartimento Cure primarie del Distretto Ausl
Iniziative sulla Salute Anziani promossi
dalla FIPAC
40/II
Realizzazione di assemblee
informative sul tema Salute Anziani
Circoscrizione n° 2
41/II
42/II
Stili di vita e benessere
Programmazione e realizzazione
attività di socializzazione presso il
Circoscrizione n° 4
Villa Margherita srl – Pensionato per Anziani
86
pensionato per anziani
43/II
Interventi educativi e di rapporto con
l’ambiente esterno
Villa Margherita srl – Pensionato per Anziani
44/II
2° edizione Stili di vita e benessere
Polisportive “Quatroville”
45/II
Corsi di informatizzazione di base
AVPA Croce Blu Modena
46/II
Centro diurno Nonni La Noce
AVPA Croce Blu Modena
47/II
La Noce Internet Caffè
AVPA Croce Blu Modena
48/II
Programma di Memory Training
Multifattoriale
Distretto n° 3
49/II
Iniziativa formativa/informativa sulla
disabilità senile
Università di Modena e Reggio Emilia – Scuola di
Specializzazione in Geriatria e Gerontologia
50/II*
Centri territoriali di socializzazione
Paola Del Vecchio
Politiche Sociali
51/II*
Progetto “ Non da soli “ e emergenza
caldo
Patrizia Guerra
Settore Politiche Sociali
INTERVENTI PER L’ACCESSO IL SOSTEGNO E L’ASSISTENZA
N°
scheda
35
Titolo azione
Responsabile
Inserto annuale “Terza Età”
Paola Del Vecchio
Politiche Sociali
36
Informanziani
Carlo Nicoli
Servizio Assistenza Anziani
37
Centro d'ascolto - Solidalmente
Carlo Nicoli
Servizio Assistenza Anziani
38
Riabilitazione cognitiva nel demente
39
Sviluppo della rete dei servizi per i
pazienti affetti da demenza - progetto
demenze
Andrea Guerzoni
Distretto 3 – AUSL
Paolo Giuseppe D’Angelo
Ass. CO.ME.TA.
Carlo Nicoli
Servizio Assistenza Anziani
40
Patto modenese per l'assistenza
domiciliare agli anziani: progetto
Serdom
Carlo Nicoli
Servizio Assistenza Anziani
41
Assegno di Cura
Carlo Nicoli
Servizio Assistenza Anziani
42
Dimissioni protette
Carlo Nicoli
Servizio Assistenza Anziani
87
Maria Carafoli
Servizio Sport
43
Realizzazione di un link nel sito sport
per facilitare l’accesso degli anziani ai
luoghi ove possono fare attività
motoria
44
Servizio di terapia iniettoria per anziani Paola Del Vecchio
Politiche Sociali
45
Progetto Demenze
Carlo Nicoli
Servizio Assistenza Anziani
46
Miglioramento del servizio di
assistenza domiciliare
Maria Luisa De Luca
Dipartimento Cure primarie del Distretto n° 3 e n° 7
AUSL di Modena
47
Favorire l'autonomia e la permanenza
nel proprio ambiente di vita degli
anziani
Patrizia Guerra
Politiche Sociali
48
Accoglienza residenziale permanente
– Case Protette e Residenze Sanitarie
Assistenziali
Paola Del Vecchio
Politiche Sociali
49
Accoglienza temporanea presso
servizi residenziali
Paola Del Vecchio
Politiche Sociali
50
Accoglienza
semi-residenziale in Centri Diurni
Paola Del Vecchio
Politiche Sociali
51
Distribuzione di farmaci in dimissioni
ospedaliere
Mauro De Rosa
Servizio Farmaceutico AUSL- Azienda Ospedaliera
Policlinico
52
Distribuzione di farmaci ad alto costo
al domicilio per pazienti non
deambulanti o in difficoltà sociale
Mauro De Rosa
Servizio Farmaceutico AUSL- Azienda Ospedaliera
Policlinico
53
Comunità alloggio
Patrizia Guerra
Politiche Sociali e Sanità
54
Sostegno alla domiciliarità
Patrizia Guerra
Politiche Sociali e Sanità
55
Telesoccorso e teleassistenza
Patrizia Guerra
Politiche Sociali e Sanità
57/III
Istituzione ufficio qualita’: finalita’ –
compiti – metodologie
Servizio politiche per l’integrazione sociale e interventi
residenziali anziani
58/III
Piano Mense Collettive per utenze
sensibili
Servizio Igiene degli alimenti e della nutrizione e il
Servizio Veterinario del DSP – Ausl di Modena
59/III
Valutazione dello stato e della qualità
nutrizionale dei menù nella
popolazione anziana istituzionalizzata
in Provincia di Modena – valutazione
Servizio Igiene degli alimenti e della nutrizione del DSP
e Servizio Salute Anziani dell’Ausl di Modena
88
di fattibilità
60/III
Valutazione della qualità nutrizionale
dei menù nella popolazione anziana
istituzionalizzata in Provincia di
Modena
Servizio Igiene degli alimenti e della Nutrizione
61/III
Riscrivere la memoria
Circoscrizione n° 4
62/III
63/III
Progetto “ORE DI SOLLIEVO”
Interventi per aumentare l’autonomia
motoria
Associazione G.P.Vecchi
Villa Margherita srl – Pensionato per Anziani
64/III
65/III
66/III
67/III
Servizio di terapia iniettoria per anziani
Trasporti Sociali Anziani
Servizio di consegna pasti a domicilio
Accompagnamento per piccole
commissioni, visite mediche e
dimissioni ospedaliere
AVPA Croce Blu Modena
AVPA Croce Blu Modena
AVPA Croce Blu Modena
AVPA Croce Blu Modena
68/III
69/III
Consegna farmaci a domicilio
Trattamento non farmacologico su
base psicodinamica e cognitiva nel
demente
AVPA Croce Blu Modena
Ass. Co.Me.T.A. 99 Onlus
70/III*
71/III*
Accompagnamento a fare la spesa.
abbonamenti urbani agevolati per
pensionati al minimo INPS e disabili
ai sensi della DR 2724/2001
AVPA Croce Blu Modena
Settore Pianificazione territoriale
INTERVENTI PER LA RIDUZIONE DEL DANNO
N°
scheda
56
Titolo
Responsabile
Pet Terapia
Francesca Mantovi, Paola Savigni
Politiche Sociali e Sanità
57
Erogazione di protesi personalizzate
Maria Luisa De Luca
Dipartimento Cure primarie del Distretto n° 3 e n° 7
AUSL di Modena
58
Protesi dentarie
Pietro Di Michele
Servizio di odontoiatria e ortodonzia - Distretto 3 –
AUSL
59
Riduzione dei tempi di attesa cataratta
Giorgio Mazzi
Direzione Sanitaria AUSL
60
Razionalizzazione dell’offerta di servizi Gian Piero Buonagurelli
sanitari
Direzione Sanitaria AUSL
61
Riduzione tempi di attesa protesi anca
e ginocchio
Giorgio Mazzi
Direzione Sanitaria AUSL
89
62/IV
Corso rivolto agli operatori per
movimentazione ospiti
Villa Margherita srl – Pensionato per Anziani
63/IV*
Limitazione Piaghe da decubito
Villa Margherita S.R.L. Pensionato Per Anziani
64/IV*
Mantenere la residua autonomia nella
deambulazione”
Villa Margherita S.R.L. Pensionato Per Anziani
65/IV*
provvidenze economiche a favore
degli invalidi civili
Carlo Casari
Settore Politiche Sociali
INTERVENTI DI MONITORAGGIO DI ALCUNE PATOLOGIE
N°
scheda
62
Titolo
Responsabile
Osservatorio sul diabete
Carlo Alberto Goldoni
Servizio Epidemiologico del DSP – AUSL
63
Osservatorio demenze
Carlo Alberto Goldoni
Servizio Epidemiologico del DSP – AUSL
64
Osservatorio geriatrico
Carlo Nicoli
Servizio Assistenza Anziani
65
Analisi dell'incidentalità in ambito
domestico
Carlo Alberto Goldoni
Servizio Epidemiologico del DSP - AUSL
66
Valutazione degli anziani fragili
Maria Luisa De Luca
Dipartimento Cure primarie del Distretto n° 3 e n° 7
AUSL di Modena
90
Programma di azioni sulla Salute e Sicurezza sul Lavoro
A cura di Daniele Biagioni (ufficio politiche per la salute – Comune di Modena)
Con la collaborazione di Davide Ferrari (DSP AUSL di Modena)
91
92
Premessa
Gli infortuni sul lavoro e le patologie correlate alle attività lavorative rappresentano un problema rilevante
sotto il profilo sanitario, sociale ed economico, in considerazione della sofferenza che tali eventi causano e
degli alti costi che la collettività deve sostenere spesso a causa di una mancata opera di prevenzione.
Tali eventi inoltre sono in gran parte, se non del tutto, eliminabili; le azioni che vengono promosse dalle
istituzioni competenti in materia di controllo sulla applicazione corretta della normativa prevenzionistica non
sono in grado, da sole, di ridurre in modo incisivo il fenomeno; la flessibilità e la mobilità del lavoro e dei
lavoratori fanno spesso venir meno alcune delle condizioni necessarie per garantire la formazione ed
informazione sui rischi, a cui si va incontro nelle diverse situazioni lavorative e non consentono perciò
comportamenti ed atteggiamenti auto – protettivi.
Artigiani e lavoratori autonomi spesso considerano le cautele per proteggersi dai rischi ostacoli per la propria
produttività e qualche volta non conoscono o non percepiscono i rischi per la propria salute.
Il sistema informativo esistente descrive gli accadimenti per settore produttivo e non consente di concentrare
l’attenzione su alcuni lavori e mansioni a maggior rischio.
Le azioni del programma agiscono su un ambito distrettuale, ciò comporta un particolare impegno per gran
parte delle istituzioni e dei soggetti che ad esso partecipano essendo questi generalmente abituati ad
operare in ambito provinciale; per tale motivo sono state riscontrate specifiche difficoltà nel quantificare gli
interventi effettuati sul territorio distrettuale e conseguentemente la copertura assicurata con tali interventi ai
bisogni dei lavoratori e delle imprese operanti in tale territorio.
Il monitoraggio sulla situazione infortunistica e sulle malattie professionali, avviato per la prima volta su
dimensione distrettuale, consentirà una conoscenza dei fenomeni centrata su una dimensione in cui
possono essere più facilmente individuati i determinanti e le cause che provocano gli accadimenti e quindi
gli interventi atti a contrastarne l’insorgenza.
La raccolta dei dati infortunistici e delle malattie professionali mostra ancora parecchie indeterminatezze sia
in riferimento alle frequenze di accadimento divise per genere, non essendo disponibili nel sistema la
ripartizione nei diversi comparti produttivi degli addetti per genere, sia per una mancata suddivisione nei
diversi settori degli accadimenti per mansione esercitata; tuttavia la disponibilità di dati quantificanti i
fenomeni a livello distrettuale può consentire interpretazioni più accurate e di conseguenza migliorare la
possibilità di indirizzare gli interventi sulle criticità emergenti.
Il decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 (pubblicato in Gazzetta Ufficiale 30 aprile 2008, n. 101), in
attuazione della delega conferita al Governo dalla Legge 3 agosto 2007, n. 123, emana il Testo Unico in
materia di Sicurezza sul lavoro, in vigore dal 15 maggio 2008. I due provvedimenti aggiornano l’intera
normativa in materia, prevedendo tra l’altro un coordinamento operativo a livello regionale e provinciale.
In particolare il provvedimento, reso necessario anche dai tragici eventi ed infortuni occorsi recentemente e
frutto di un'ampia convergenza delle forze politiche presenti in parlamento, "ridisegna la materia della salute
e sicurezza sul lavoro le cui regole – fino ad oggi contenute in una lunga serie di disposizioni succedutesi
nell’arco di quasi sessanta anni – sono state rivisitate e collocate in un’ottica di sistema".
Tra gli interventi più importanti si possono indicare:
•
•
•
•
•
•
obbligo del datore di lavoro alla formazione, informazione e addestramento del lavoratore;
sanzioni più severe per le imprese che violano le norme in materia di sicurezza;
nei casi più gravi di incidenti con feriti/morti con colpa dell'azienda sospensione dell'attività, sanzioni
amministrative fino a 1.500.000 euro ed interdizione alla collaborazione con la pubblica
amministrazione;
responsabilità dell'appaltatore in merito agli incidenti che accadono ai lavoratori delle ditte
appaltatrici;
estensione delle tutele ai lavoratori flessibili;
istituzione dei c.d. rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza eletti in ciascuna azienda
indipendentemente dal numero di dipendenti.
93
Soltanto tre le deroghe previste:
•
•
•
documento sulla valutazione dei rischi, da predisporre entro il 29 luglio 2008;
1
norme sulle radiazioni ottiche, prorogate al 26 aprile 2010 ( );
1
norme sui campi elettromagnetici, prorogate al 30 aprile 2012 ( ).
Il presente programma non ha tenuto conto delle novità legislative, essendo stato programmato e attuato
prima della loro adozione. Si ritiene comunque, secondo l’esperienza maturata con la attuazione del
presente programma, che la dimensione distrettuale sia fondamentale per la programmazione e attuazione
degli interventi.
Il COMITATO DI PROGRAMMA DISTRETTUALE “SALUTE E SICUREZZA SUL LAVORO” ha coinvolto il
Comune di Modena, con il coordinamento del Gruppo del Piano per la Salute (diventato Ufficio Politiche per
le Salute), la Provincia di Modena e Direzione Provinciale del Lavoro, le Aziende Sanitarie (Dipartimento di
Sanità Pubblica in Particolare), rappresentanti delle Associazioni Datoriali, Sindacali e di Categoria (Unione
Industriali, Coldiretti, CNA, Confesercenti, API, Lega Coop, Lapam-Federimpresa, Confcoperative, CGIL,
CISL e UIL) INPS, INAIL, Camera di Commercio e Osservatorio Provinciale Appalti.
Percorso:
LINEE DI INDIRIZZO per la predisposizione dei Programmi distrettuali “Salute e Sicurezza sul
Lavoro” emanate dalla Conferenza Sanitaria Territoriale della Provincia di Modena (2001)
•
•
•
•
•
•
•
•
•
migliorare il sistema provinciale di conoscenze sui rischi e danni per la salute e la sicurezza dei
lavoratori
migliorare la percezione dei rischi e sensibilizzare la collettività
accrescere la cultura della sicurezza sul lavoro e rafforzare le competenze e le capacità dei soggetti
della prevenzione
rafforzare il sistema delle alleanze
implementare il sistema premiante
migliorare le condizioni di sicurezza igiene ed ergonomia degli ambienti di lavoro
rendere più efficaci le azioni di controllo e vigilanza
tutelare le condizioni individuali di ipersuscettibilità
minimizzare il danno per la salute
I DETERMINANTI
Una pluralità di attori all’interno delle strutture produttive
94
E numerosi fattori
E un sistema di prevenzione, vigilanza e controllo, composto da diversi attori:
• Dipartimento di Sanità Pubblica AUSL
• Direzione Provinciale del Lavoro
• INAIL
• INPS
• Polizia Municipale
• Vigili del Fuoco
DEFINIZIONE DEGLI OBIETTIVI DEL PROGRAMMA DISTRETTUALE:
95
Gli obiettivi specifici da perseguire, a livello distrettuale, individuati nel programma approvato nel
giugno 2003 erano diretti a:
1. miglioramento del sistema di tutela della salute nei luoghi di lavoro (64 azioni);
2. miglioramento della salute dei lavoratori delle aziende pubbliche e private con più di 100 addetti per
le principali patologie di PPS (45 azioni);
3. riduzione del danno (7 azioni);
4. indirizzare prioritariamente le attività di vigilanza e controllo verso i soggetti a maggior rischio o più
deboli (6 azioni).
L’INDIVIDUAZIONE DI 2 OBIETTIVI PRIORITARI
Con Delibera di Consiglio del 4/07/2005 la validità del programma è stata approvata fino al 2007 con due
priorità di intervento verso cui indirizzare le azioni negli anni 2006 – 2007:
azioni atte a favorire interventi di monitoraggio e controllo dei cantieri edili e delle Aziende
che si aggiudicano gli appalti pubblici;
azioni indirizzate a coinvolgere le aziende con più di 100 addetti nelle problematiche di
salute evidenziate nel PPS e nel programma.
MESSA IN RETE DELLE AZIONI rivolte agli obiettivi individuati dei soggetti che hanno aderito al Patto per
la Salute del Comune di Modena.
Il programma, approvato nel 2003 dal Consiglio Comunale, e prorogato fino al 2007 con Delibera di
Consiglio del 4/07/2005, nell'ambito degli interventi tesi a promuovere e realizzare il Piano per la Salute nel
Distretto di Modena, ad oggi raggruppa 122 azioni.
Si è partiti con 100 azioni nel 2003 presentate da Comune, Aziende Sanitarie e terzo settore (Aziende
Private, Sindacati e Associazioni di Categoria); nel Report di monitoraggio il programma conteneva 122
interventi.
Le azioni sono state suddivise sulla base delle seguenti tipologie:
•Interventi per il miglioramento del sistema di tutela della salute nei luoghi di lavoro (87 azioni)
•Interventi per il miglioramento della salute dei lavoratori per le principali patologie individuate nel piano
per la salute (24 azioni)
•Interventi per la riduzione del danno (5 azioni)
•Interventi di vigilanza e controllo (6 azioni)
IL MONITORAGGIO E LA VERIFICA
La prima fase di verifica, corrisponde al monitoraggio annuale dei programmi, che si realizza con:
l’aggiornamento dei dati di contesto, epidemiologici, sociali, e di accesso ai servizi;
la verifica dell’attuazione delle azioni programmate;
l’inserimento delle eventuali nuove proposte di intervento;
produzione di Report di monitoraggio.
LA FASE DI VALUTAZIONE
Riguarda l’analisi degli interventi programmati e realizzati rispetto agli obiettivi fissati nei singoli programma,
la valutazione si articola nella:
verifica del raggiungimento degli obiettivi;
conferma o aggiornamento degli obiettivi e delle strategie con individuazione di eventuali
ulteriori criticità e quindi di proposte di nuove azioni prioritarie di intervento.
96
VALUTAZIONE DELLE AZIONI PER OBIETTIVI SPECIFICI
Il coordinamento e la promozione di azioni sulla Salute e Sicurezza sul Lavoro sono confluite in un tavolo di
lavoro provinciale, essendo le problematiche relative a questi temi, spesso di competenza più estesa rispetto
a quella distrettuale. Nello specifico il 6 dicembre 2008 è stato rinnovato ed allargato a tutti i comuni
capodistretto il protocollo di intenti “Interventi per l’informazione, formazione e prevenzione in materia
di sicurezza sul lavoro”.
Le Parti firmatarie intendono concorrere in forma congiunta all’individuazione delle priorità di intervento per
l’informazione, la formazione e la prevenzione in materia di sicurezza e tutela della salute nei luoghi di
lavoro, nonché promuovere un sistema di azioni integrate su tutto il territorio provinciale per migliorare
l’efficacia dell’attività di controllo e repressione.
Sarà posta particolare attenzione al lavoro nero ed irregolare, considerati fattori degenerativi che stravolgono
i normali rapporti economici e concorrenziali, producendo pesanti effetti in materia di condizioni di lavoro, di
occupazione, nonché di sicurezza, con riflessi preoccupanti sul piano della prevenzione e dei relativi e
possibili interventi Le parti inoltre individuano il DURC (Documento Unico Regolarità Contributiva) e gli Indici
di Congruità tra i parametri di riferimento che i tavoli tecnici potranno assumere nei protocolli specifici di
settore
I soggetti firmatari si sono impegnati a:
1. raccordare, attraverso uno specifico Coordinamento Provinciale, l’attività conoscitiva e di intervento
in merito al fenomeno infortunistico ed alle malattie professionali in provincia di Modena, tenendo
conto delle specificità di comparto e delle caratteristiche dei settori produttivi;
2. promuovere modalità di intervento e sistemi informativi integrati tra gli organi di vigilanza competenti,
comprese le polizie municipali;
3. individuare all’interno di ogni Ente, Istituzione e Associazione, compresi quelli preposti
all’educazione ed alla formazione, risorse – di volta in volta in relazione a specifici progetti e
iniziative – da dedicare alla promozione e alla diffusione della cultura della prevenzione dei rischi e
della sicurezza negli ambienti di lavoro;
4. progettare e realizzare campagne mirate di prevenzione, formazione e informazione in materia di
sicurezza sul lavoro, con il coinvolgimento di tutti i soggetti pubblici e privati firmatari del protocollo,
garantendo così a tutti i lavoratori livelli di formazione ed informazione adeguati. Ciò anche in
riguardo alle differenze di genere ed alla condizione delle lavoratrici e dei lavoratori immigrati.
Particolare attenzione dovrà essere rivolta alla formazione ed informazione dei lavoratori stranieri sia
con l’ausilio di tutti i supporti necessari al fine di renderla efficace, sia con campagne straordinarie di
sensibilizzazione. Tale attività sarà monitorata sistematicamente con il coordinamento della
Provincia di Modena, Assessorato Politiche del Lavoro
5. costituire un punto sinergico di osservazione del fenomeno infortunistico e delle malattie
professionali a livello provinciale, con il compito di sistematizzare e diffondere dati e informazioni
esistenti, prodotti da fonti diverse, allo scopo di evitare duplicazioni e definire un quadro unitario e
aggiornato delle sue dimensioni qualitative e quantitative;
6. garantire stabile configurazione al Coordinamento Provinciale, il quale dovrà:
- dotarsi di un programma triennale redatto in sintonia con gli indirizzi Regionali, articolato in
azioni annuali concordate periodicamente dal Coordinamento stesso;
- definire al suo interno gruppi di lavoro tematici o locali, per l’analisi e la realizzazione degli
interventi concordati. Spetterà al Coordinamento provinciale la successiva approvazione
delle proposte avanzate dai gruppi;
- prevedere eventualmente il coinvolgimento di altri Enti o Organismi competenti. Ciò con
particolare riferimento alla Regione Emilia Romagna
7. individuare nella Provincia di Modena, il supporto tecnico- operativo delle attività sopra elencate,
ferme restando l’autonomia, la responsabilità e le competenze degli Enti, Istituzioni e Associazioni
contraenti.
8. sollecitare, nei modi che le Parti riterranno opportuno, le Istituzioni competenti affinché gli organi di
controllo e assistenza presenti in sede locale possano usufruire di risorse e professionalità adeguate
ai compiti da svolgere e realizzino controlli frequenti e mirati, in particolare nei settori a rischio;
97
9. coordinare gli interventi citati con le attività degli altri organismi esistenti, in primis l’osservatorio
provinciale di Vigilanza negli appalti pubblici e privati nell’edilizia;
10. il soggetti firmatari del presente protocollo che svolgono attività formative secondo quanto disposto
dalla normativa vigente in materia, si impegnano a presentare, con anticipo in sede di
coordinamento, i percorsi formativi in programma.
Inoltre le Parti concorrono a diffondere i contenuti dell’intesa, anche a livello locale, attraverso coerenti prassi
di coinvolgimento delle rispettive rappresentanze.
Il Tavolo provinciale prevede una serie di interventi, in parte già attuati nel 2008, a cui occorre partecipino
a pieno titolo i distretti:
• l’avvio dei seguenti gruppi di lavoro: gruppo comunicazione, gruppo formazione, gruppo edilizia e
gruppo sicurezza stradale in itinere e prevenzione dell’attività di autotrasporti (i gruppi hanno
funzione propositiva nei confronti del coordinamento)• l’attivazione e il mantenimento di diverse attività formative
Si conferma l’importanza della programmazione degli interventi a livello distrettuale, in considerazione delle
specificità delle realtà produttive.
In relazione all’obiettivo 1 (miglioramento del sistema di tutela della salute nei luoghi di lavoro)
Azioni di applicazione e modifica delle normative nell’ottica della prevenzione
In applicazione delle Azioni tese a impedire le cadute dell’alto è stato siglato un apposito protocollo tra gli
Enti locali e le associazioni datoriali e sindacali dell’intera Provincia, che ha definito gli interventi preventivi e
comportamentali da porre in atto per scongiurare tali eventi.
Per quanto riguarda il Comune di Modena, oltre all’osservanza del protocollo nelle opere di manutenzione
del proprio patrimonio, è stato modificato, nel corso del 2006, il regolamento edilizio (RUE) prevedendo
che i progetti relativi agli intereventi che riguardano la copertura degli edifici, sia di nuova costruzione che
esistenti, in occasione di interventi di manutenzione straordinaria, debbano prevedere idonee misure
preventive e protettive che consentano, nella successiva fase di manutenzione degli edifici, l’accesso, il
transito e l’esecuzione dei lavori in quota in condizioni di sicurezza.
Azioni di Sensibilizzazione e informazione
Sono state realizzate numerose azioni di sensibilizzazione, formazione e informazione da parte di molti degli
attori aderenti al programma. Si ritiene opportuno citarne qualcuna a titolo di esempio.
L’INAIL ha portato avanti azioni di sensibilizzazione / informazione e formazione rivolte alle aziende. Nello
specifico si possono citare a titolo di esempio:
• Finanziamento di progetti per favorire la formazione e l’informazione all’interno delle Imprese (artt.
21 e 22 d.lgs. 626/94) che ha visto il finanziamento di 82 su 121pervenuti.
• Bando di concorso regionale per interventi di sostegno a programmi e progetti di adeguamento di
macchinari, impianti e organizzazione del lavoro (art. 23 D.Lgs. 38/00) che ha visto l’approvazione di
114 progetti su 148 pervenuti
I progetti più interessanti sono stati pubblicati sul sito dell’INAIL (www.inail.it)
E’ stato organizzato, in accordo con l’INAIL, un incontro al CTP (centro territoriale permanente di istruzione
per gli adulti) dedicato alla sicurezza sui luoghi di lavoro. Tra i partecipanti, circa 25 persone tutte di
nazionalità straniera, prevalentemente uomini. Solo in pochissimi hanno dichiarato di avere un lavoro
regolare, qualcun'altro ha dichiarato che sta mettendosi in proprio. E' stato ribadito il diritto assicurativo a
causa infortunio sia per i lavoratori regolari che non. È stato spiegato come funziona l’INAIL e soprattutto
quali servizi di supporto offre ai cittadini. Sono state elencate le cause principali di infortunio per focalizzare
l’attenzione su alcuni comportamenti scorretti che causano incidenti. È stato ribadito l’obbligo ad usare i
mezzi di protezione che il datore di lavoro fornisce, eventualmente richiederli se non vengono dati. Sono
98
state date indicazioni anche sui servizi offerti dai sindacati, a cui si è detto di rivolgersi per ogni aiuto
possibile in campo lavorativo. Molta attenzione e interesse è stato dimostrato per gli incidenti nei percorsi
casa- lavoro, e sul fatto che per essere coperti dall’assicurazione INAIL bisogna percorrere il tragitto casalavoro senza deviazioni. È stato spiegato cosa fare in caso d’infortunio da un punto di vista burocratico. È
stata segnalata l’importanza dei certificati medici da produrre in tempi brevi per essere coperti. Visto il
successo dell’iniziativa, si ritiene probabile una riproposizione più strutturata.
In occasione della Giornata Mondiale dedicata alla Salute e Sicurezza sul lavoro, il 28 aprile 2008, è stato
promosso uno spettacolo teatrale dal titolo “PREVENZIO E INCOSCIENZIO -La prevenzione degli infortuni
in tutte le lingue del mondo….” per sensibilizzare ancora una volta un pubblico in prevalenza straniero, sul
tema della Sicurezza sul lavoro.
In relazione all’obiettivo 2 (miglioramento della salute dei lavoratori delle aziende pubbliche e private
con più di 100 addetti per le principali patologie di PPS)
Le azioni indirizzate al miglioramento delle condizioni di salute e sicurezza nelle grandi aziende, sono state
per lo più prese in capo dal tavolo provinciale.
Sono stati attivati tavoli di coordinamento tra le grandi aziende che appartengono allo stesso comparto
produttivo e presentano quindi presumibilmente problematiche simili. Di particolare interesse è stato il tavolo
di coordinamento che ha previsto interventi per la prevenzione degli infortuni nelle aziende
metalmeccaniche, il quale ha prodotto la “relazione sul piano mirato alla riduzione infortuni in
metalmeccanica del Distretto di Modena”. Di seguito viene riportato il progetto così come si è evoluto, a titolo
di esempio.
IL PIANO
La metalmeccanica costituisce uno dei settori produttivi a maggior rischio infortunistico e, pertanto, gli
indirizzi di programmazione sanitaria nazionale e regionale pongono tale settore tra quelli verso cui orientare
prioritariamente le azioni di prevenzione al fine di ridurre, nell'arco di tre anni, gli infortuni del 10%. Anche
nella provincia di Modena tale settore fornisce un importante contributo al fenomeno infortunistico, sia
perché rappresenta il settore manifatturiero più consistente per numero di addetti e diffusione, sia perché gli
indici infortunistici sono ancora elevati sia per frequenza di accadimento che per gravità delle conseguenze.
Sulla base di tali premesse, i Servizi di Prevenzione e Sicurezza Ambienti di Lavoro (SPSAL) del
Dipartimento di Sanità Pubblica dell'Azienda USL di Modena hanno avviato un piano mirato alla riduzione
degli infortuni.
L'obiettivo, particolarmente ambizioso, investe sia le Istituzioni che tutti gli altri soggetti coinvolti nel processo
di prevenzione e non può assolutamente prescindere da un concreto e sostanziale impegno delle aziende,
che devono mettere in campo azioni e strumenti organizzativi e gestionali efficaci per tenere sotto controllo i
rischi, come previsto dal D. Lgs. 626/94.
Nonostante la profonda innovazione introdotta in tal senso dal Decreto sopra citato, si deve purtroppo
rilevare, a distanza di diversi anni dalla sua entrata in vigore, una certa difficoltà delle aziende ad attuare
pienamente i suoi adempimenti.
Il piano mirato, partendo da tale analisi, voleva favorire il conseguimento dell'obiettivo di ridurre gli infortuni
sollecitando le aziende a mettere in campo l'uso di strumenti adeguati per gestire efficacemente il processo
di prevenzione.
A tale scopo erano stati pertanto elaborati due strumenti, finalizzati a:
Promuovere, mediante un modello di analisi (descrizione degli infortuni orientato alla prevenzione), il
monitoraggio permanente del fenomeno infortunistico (corretta compilazione del registro infortuni,
produzione di indici infortunistici,…..) e l'individuazione dei fattori causali e concausali, al fine di
predisporre efficaci misure per la loro eliminazione.
Migliorare la qualità dell'applicazione del D. Lgs. n° 626/94 sia relativamente agli aspetti di caratt ere
organizzativo (istituzione, ruolo, funzionamento e interrelazioni delle varie figure e strutture previste dal
Decreto: RSPP, SPP, RLS, medico competente, incaricati di pronto soccorso, emergenza e antincendio)
che di carattere gestionale (valutazione dei rischi, individuazione delle misure di prevenzione e
protezione, programma di attuazione, procedure aziendali, informazione, formazione, consultazione); a
99
tale scopo è stato predisposto uno strumento di audit interno rivolto principalmente al datore di lavoro,
per l'analisi della qualità dei principali aspetti dell'organizzazione aziendale preposta all'attuazione e
gestione della sicurezza in azienda.
L'uso di tali strumenti, ritenevamo potesse utilmente contribuire a migliorare la qualità e l'efficacia delle azioni
di prevenzione messe in campo per adempiere agli obblighi inerenti la tutela della salute e sicurezza dei
lavoratori.
Al fine di favorire tale processo, gli strumenti sopra citati sono stati inviati, in un primo tempo, a tutte le
aziende metalmeccaniche (con più di 15 addetti), con la sollecitazione a rivedere, secondo tale ottica, il
processo di prevenzione impostato e le azioni messe in atto per prevenire il verificarsi degli infortuni.
Il Servizio ha poi orientato la sua azione di assistenza verso un campione di aziende, che ha aderito
volontariamente al piano, interessate a sperimentare l'uso di tali strumenti.
Il Servizio, aveva anticipatamente illustrato, alle Associazioni imprenditoriali e alle Organizzazioni sindacali,
nel corso di un'apposita iniziativa, il piano mirato, dove aveva comunicato che si impegnava a fornire ampia
informazione ed assistenza alle aziende e ai soggetti aziendali della prevenzione, sull'utilizzo ed applicazione
di tali strumenti, prevedendo apposite iniziative mirate.
LE FASI ATTUATIVE DEL PROGETTO
Le varie fasi del progetto, che hanno coinvolto le ditte aderenti, possono essere così sintetizzate:
a) formazione/addestramento all’uso dello strumento di analisi degli infortuni dei soggetti
aziendali incaricati di svolgere questa indagine
b) raccolta dati negli anni previsti dal progetto e prima elaborazione
c) elaborazione finale e comunicazione dei risultati conclusivi
L’obiettivo finale che il piano si proponeva era così sintetizzato: verifica di efficacia del progetto misurata in
termini di riduzione degli indici infortunistici:
- per singola azienda;
- per l’insieme delle aziende aderenti al progetto
L’Indice di Incidenza del 2003 (che è definito dal totale degli infortuni nell’anno di una azienda / il totale del
numero degli addetti di quella azienda ) di ogni azienda doveva risultare diminuito di 0,90 rispetto al 1998.
LE AZIENDE CHE HANNO ADERITO AL PROGETTO
Inizialmente hanno aderito al progetto n. 26 aziende, ma poi, per motivi diversi, 5 aziende hanno rinunciato
alla parte formativa necessaria per la successiva applicazione degli strumenti previsti e di fatto hanno ritirato
la adesione, sono quindi rimaste 21 aziende.
ELABORAZIONE DATI (aziende aderenti al progetto)
In questa prima elaborazione sono stati utilizzati i numeri totali delle 33 aziende rispetto ai dati di ogni singola
azienda, che verranno elaborati successivamente confrontando gli indici di incidenza degli infortuni.
Le tab. n.1 e n.2 riportano in totale, per i due anni che dovevano essere considerati dal progetto, il numero
degli infortuni avvenuti nei periodi interessati e il numero complessivo degli addetti.
N°. Infortuni e Addetti negli anni considerati
N° ditte
aderenti
1998
N° infortuni
1998
Addetti
2003
N° infortuni
2003
Addetti
21
295
1769
262
1927
100
Da questi dati si ricava che l’Indice di Incidenza per l’anno 1998 del gruppo delle 21 aziende è 14,6. L’Indice
di Incidenza per l’anno 2003 delle stesse aziende risulta essere 12,2
Da ciò si evince che c’è stata una riduzione dell’Indice di Incidenza del gruppo delle aziende nei due anni
raffrontati.
L’obiettivo del progetto era di avere un rapporto fra gli Indice di Incidenza per ogni azienda fra l’anno 2003 e
l’anno 1998 ≤0.90
Confrontando l’Indice di Incidenza di ogni azienda fra il 2003 e il 1998 si rileva che hanno raggiunto l’obiettivo
del progetto (riduzione dell’indice di incidenza pari o superiore al 10%) n. 12 aziende su 21.
Complessivamente l’Indice di Incidenza del gruppo di aziende aderenti si è ridotto tra il 1998 e il 2003 del
17%.
CONCLUSIONI
I risultati del progetto hanno evidenziato una riduzione dell’indice di incidenza degli infortuni nel gruppo di
aziende aderenti, che è passato dal 14,6 al 12,2.
L’Obiettivo della riduzione del 10% degli infortuni nel periodo 1998-2003 è stato raggiunto dal gruppo nel suo
complesso e singolarmente dal 57% delle aziende.
Dalla valutazione delle schede di analisi degli infortuni emergono alcune considerazioni:
-l’individuazione delle cause degli infortuni è risultata a volte non adeguatamente approfondita
nella maggioranza dei casi è stata imputata a errori o negligenze del lavoratore, con una
limitata attenzione alla ricerca di eventuali altri fattori causali;
-la compilazione delle schede raramente ha visto il coinvolgimento di entrambe le figure previste,
in particolare del RLS; questa carenza può avere determinato criticità nella individuazione delle
cause dell’evento;
-solo in rari casi è stata richiesta l’assistenza degli operatori SPSAL nell’analisi degli infortuni,
che avrebbe anch’essa contribuito a un maggiore approfondimento nella definizione delle cause
dell’infortunio.
Dall’esame delle schede riepilogative emergono alcuni elementi degni di nota.
Le aziende aderenti al progetto hanno espresso unanimemente la necessità di migliorare la prevenzione
attraverso misure di carattere tecnico, organizzativo e di formazione e informazione e dichiarato l’impegno a
realizzare le misure necessarie, individuando i soggetti destinatari degli interventi preventivi e definendo tempi
congrui per la loro realizzazione.
In conclusione, gli strumenti di analisi proposti ( ricavati e rielaborati da “Sbagliando si Impara” ASL di
Legnano) si sono dimostrati validi al fine di analizzare la dinamica di un infortunio e a evidenziare i punti su
cui intervenire per ridurre la probabilità che abbiano a ripetersi in futuro infortuni con analoghe caratteristiche.
Il modello di analisi proposto, anche se il suo utilizzo è certamente migliorabile, si è rivelato uno strumento
utile a orientare la prevenzione, in particolare relativamente agli aspetti organizzativi e gestionali.
Un impegno delle aziende a proseguire nell’applicazione degli strumenti proposti potrà sicuramente contribuire
a migliorare la collaborazione fra i soggetti aziendali della prevenzione, in particolare RSPP e RLS, e le
condizioni di sicurezza dell’attività lavorativa.
In relazione all’obiettivo 3 (riduzione del danno)
Per quanto riguarda gli interventi di riduzione del danno è interessante l’esempio di azione portata avanti dal
DSP AUSL, prevenzione degli infortuni e interventi di soccorso nella realizzazione delle opere TAV. L’azione
era tesa a tutelare la salute e la sicurezza degli addetti ai cantieri TAV e a garantire un’adeguata
organizzazione dell’emergenza in caso di infortunio al fine di minimizzare i danni.
A tale scopo si è voluto fornire:
• assistenza alle imprese e ai soggetti della prevenzione nelle fasi di pianificazione preventiva della
sicurezza.
• verifica dei piani di sicurezza e rilascio di eventuali indicazioni di prevenzione.
• valutazione preventiva dei progetti degli insediamenti di supporto alla costruzione della linea
ferroviaria.
• organizzazione dell’emergenza e formazione del personale
Al termine del progetto sono stati valutati tutti i piani di sicurezza pervenuti; è stata garantita l’attività di
informazione e assistenza programmata; è stata raccolta e sistematizzata la documentazione fotografica
101
sulle lavorazioni TAV esistente ai fini della produzione di un CD informativo; sono stati raccolti e trasmessi i
dati relativi al progetto regionale OM-TAV; è stata prodotta una relazione sull'attività di verifica della
formazione e informazione dei lavoratori svolta nel corso del 2005 nei cantieri TAV.
In relazione all’obiettivo 4 (indirizzare prioritariamente le attività di vigilanza e controllo verso i
soggetti a maggior rischio o più deboli)
L’attività SPSAL è rivolta principalmente ad aumentare i livelli di attività di vigilanza in funzione di quanto
previsto dal D.P.C.M. del 17/12/07 “Esecuzione dell’accordo del 1 agosto 2007 recante il Patto per la tutela
della salute e prevenzione nei luoghi di lavoro” che prevede il controllo del 5% delle U.L, successivamente
fissato dalla Regione, per l’anno 2008, al 4,5%.
L’azione di vigilanza sarà orientata alle principali priorità di rischio infortunistico (grandi opere, edilizia,
metalmeccanica, ceramica, agricoltura e legno), igienistico (continuazione dei piani mirati in corso: rumore,
vibrazioni e agenti chimici e cancerogeni) ed ergonomico (conclusione piano caseifici, avvio piano
movimentazione pazienti nelle strutture socio-assistenziali, continuazione piano controllo rischi da
sovraccarico biomeccanico degli arti superiori nelle lavorazioni carni, ceramiche e biomedicale).
In particolare è stato programmato il rafforzamento del cordinamento con altri enti della pubblica
amministrazione nell’ambito del Comitato Provinciali ex art. 27 D.Lgs 626/94 e mantenimento delle azioni di
vigilanza coordinata; verrà promossa l’estensione anche ad altri comuni dell’attività di vigilanza coordinata
in edilizia con la Polizia Municipale, condotta da tempo nel comune di Modena, realizzandola in tutti i
territori della provincia apposite iniziative formative.
Si ritiene opportuno descrivere di seguito i Dati sull’attività di controllo e vigilanza nei luoghi di
lavoro svolta dall’AUSL (tratto dal Bilancio sociale dell’Azienda USL di Modena 2007) che rappresentano
gran parte delle azioni di prevenzione, vigilanza e controllo fornite dai servizi pubblici sullo stato di
applicazione della normativa prevenzionistica; gli interventi degli altri organi di vigilanza (DPL, INPS e INAIL)
sono rivolti più specificatamente al rispetto delle normative di competenza di tali organismi, mente quelli
dell’AUSL riguardano lo stato di applicazione delle normative di prevenzione.
Il Servizio di Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro (SPSAL) controlla il rispetto della normativa
specifica di tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.
Le aziende da assoggettare al controllo vengono individuate in base a criteri epidemiologici (indici
infortunistici di frequenza e gravità per la sicurezza e profili di rischio/danno per gli aspetti igienistici e
sanitari), segnalazioni da parte di lavoratori o loro rappresentanti (RLS), notizie di eventi penalmente rilevanti
o richieste di espressione pareri.
L’attività viene svolta mediante sopralluoghi nelle aziende, perseguendo, quando possibile, il coinvolgimento
del RLS. In caso di riscontro di irregolarità il SPSAL assume provvedimenti di prescrizione/disposizione per
imporre le misure di prevenzione mancanti e ne verifica l’ottemperanza entro i termini fissati dalla legge.
Il controllo viene esercitato anche sul rischio connesso alla rimozione di materiali contenenti amianto,
verificando la congruenza del “Piano di Rimozione” che l’impresa esecutrice dei lavori deve presentare
preventivamente e controllando sul campo gli interventi più significativi.
102
Numero Unità Locali e Imprese controllate – anno 2005
Unità locali
Carpi
Mirandola
Modena
Sassuolo
Pavullo
Vignola
Castelfr.
TOT.
Imprese
totali
Cantieri Edili
73
84
94
99
59
94
41
544
936
TAV-Grandi
Opere
50
20
89
0
0
3
44
206
206
Metalmeccanica
36
33
71
49
17
39
39
284
284
1
3
2
59
7
17
2
91
94
Agroalimentare
12
10
16
9
7
18
4
76
76
Legno
Ceramica
12
10
11
3
4
4
3
47
47
Agricoltura
8
17
7
6
8
17
16
79
79
Biomedicale
1
12
0
0
0
0
0
13
13
Altro
172
104
134
101
22
52
81
666
752
TOTALE
365
293
424
326
124
244
230
2.006
2.487
Numero Unità Locali e Imprese controllate – anno 2006
Unità locali
Carpi
Mirandola
Modena
Cantieri Edili
77
94
67
TAV-Grandi
Opere
30
17
Metalmeccanica
41
41
Ceramica
Agroalimentare
Legno
Agricoltura
Biomedicale
Sassuolo
Imprese
totali
Pavullo
Vignola
Castelfr.
TOT.
103
53
76
51
521
909
91
0
0
21
0
159
159
49
54
19
17
39
260
260
3
5
1
59
7
9
0
84
84
15
12
5
8
9
26
6
81
81
6
2
0
3
5
4
2
22
22
20
18
10
11
4
12
12
87
88
15
0
15
0
0
0
0
0
15
Altro
152
66
82
100
43
28
46
517
645
TOTALE
344
270
305
338
140
193
156
1.746
2.263
Pavullo
Vignola
Castelfr.
TOT.
Numero Unità Locali e Imprese controllate – anno 2007
Unità locali
Cantieri Edili
TAV-Gr. Opere
Metalmeccanica
Ceramica
Agroalimentare
Legno
Sassuolo
Imprese
totali
Carpi
Mirandola
Modena
116
111
88
99
45
100
44
603
1.150
1
14
81
0
0
9
0
105
105
34
57
51
43
12
28
49
274
274
1
5
2
45
9
6
1
69
69
11
7
13
9
12
34
5
91
91
2
1
4
4
7
4
4
26
26
Agricoltura
16
16
21
14
15
24
16
122
122
Biomedicale
1
26
0
0
0
0
0
27
27
Altro
106
78
90
72
44
9
80
475
623
TOTALE
288
315
350
286
144
214
199
1.796
2.487
103
Numero sopralluoghi – anno 2005
Carpi
Cantieri Edili
TAV-Grandi
Opere
Metalmec.
Ceramica
Agroalimentare
Legno
Agricoltura
Biomedicale
Altro
TOTALE
Mirandola
Modena
Sassuol
Pavullo Vignola Castelfr. TOT.
o
93
125
123
132
111
140
68
792
109
24
171
0
0
6
89
399
53
1
18
17
10
1
196
498
40
5
13
14
17
17
137
392
110
2
23
15
11
0
258
713
70
81
13
3
7
0
118
424
29
26
8
5
10
0
35
224
52
29
26
7
20
0
55
335
52
2
6
4
18
0
9
248
406
146
107
65
93
18
808
2.834
Numero sopralluoghi – anno 2006
Carpi
Cantieri Edili
TAV-Grandi
Opere
Metalmec.
Ceramica
Agroalimentare
Legno
Agricoltura
Biomedicale
Altro
TOTALE
Mirandola
Modena
119
46
131
18
82
194
66
6
25
10
25
0
177
474
62
16
14
7
22
27
81
378
61
1
7
0
10
0
98
453
Sassuol
Pavullo Vignola Castelfr. TOT.
o
759
134
93
132
68
335
0
77
0
71
82
8
3
11
0
135
444
30
10
14
5
4
0
53
209
28
12
39
5
35
0
25
353
48
0
10
4
14
0
60
204
366
127
117
34
121
27
629
2.515
Numero sopralluoghi – anno 2007
Carpi
Cantieri Edili
TAV-Grandi
Opere
Metalmec.
Ceramica
Agroalimentare
Legno
Agricoltura
Biomedicale
Altro
TOTALE
Mirandola
Modena
Sassuol
Pavullo Vignola Castelfr. TOT.
o
867
136
80
166
61
171
141
112
1
16
149
0
0
18
0
184
51
2
18
2
21
1
138
405
84
9
11
2
19
43
97
422
61
2
14
5
21
0
102
466
57
66
11
5
15
0
89
379
20
19
19
7
16
0
56
217
34
10
46
6
26
0
20
326
63
1
6
5
17
0
103
256
370
109
125
32
135
44
605
2.471
Si ritiene opportuno fornire una spiegazione del doppio sistema di conteggio dell’attività, che è stato
introdotto da quest’anno 2007 al fine di adeguare la “contabilità” locale ai nuovi criteri concordati a livello
nazionale e regionale, criteri sulla base dei quali sarà verificato il raggiungimento dell’obiettivo contenuto nel
D.P.C.M. del 17/12/07 “Esecuzione dell’accordo del 1 agosto 2007 recante il Patto per la tutela della salute e
prevenzione nei luoghi di lavoro” consistente nel controllo del 5% delle U.L. presenti nel territorio di
competenza.
Per “Unità Locali” controllate vanno intesi i diversi “luoghi fisici” in cui il personale ha avuto accesso per
esercitare la sua funzione di controllo (cantieri, stabilimenti, unità produttive...), mentre per “imprese
104
controllate” si intendono le “ragioni sociali” controllate almeno una volta nel corso dell’anno, in indirizzi
diversi.
Ad esempio in un cantiere edile, conteggiato come 1 Unità Locale, di norma vengono trovate, controllate e,
quindi, conteggiate più imprese, così come nelle aziende medio grandi (1 U. L.) dove spesso si riscontra la
presenza di più imprese appaltatrici, che a loro volta vengono conteggiate se sottoposte a controlli.
Il confronto tra i tre anni considerati evidenzia una contrazione nel 2006 rispetto all’anno precedente,
spiegata da diversi fattori: ricambio di personale per pensionamenti, maggiori risorse dedicate ad altre
attività (aggiornamento e miglioramento della qualità e della omogeneità operative nei territori, attività
nell’ambito della Commissione Legge 34/98).
Nel 2007, nonostante una lieve contrazione delle risorse di personale per le difficoltà riscontrate nel garantire
il tempestivo ricambio del turn-over, i dati di attività evidenziano un lieve incremento del numero di U.L.
oggetto di controllo, reso possibile da una modesta riduzione di alcune attività di assistenza. Le Imprese
Controllate sono invece aumentate in modo più che proporzionale e ciò trova una spiegazione nel relativo
incremento dell’attività in edilizia, settore in cui il numero di imprese per U.L. è più elevato che negli altri
settori produttivi.
La costruzione della Linea ad Alta Velocità (TAV) interessa esclusivamente i Distretti di Castelfranco,
Modena e Carpi; il numero di sopralluoghi effettuati è in funzione della lunghezza della tratta che insiste nei
diversi Distretti. La riduzione registrata nel corso del triennio considerato, è dovuta al progressivo
completamento della TAV e di parte delle altre Grandi Opere in costruzione, quali la Pedemontana, mentre
altre (come ad esempio l’autostrada Cispadana nel territorio Nord della provincia) partiranno,
presumibilmente, non prima del 2009.
La provincia di Modena è caratterizzata da un elevatissimo sviluppo economico e produttivo, con 62.795
Unità Locali censite (ISTAT Ermes 2001) e circa 273.000 addetti all’industria, artigianato e servizi (Banca
dati INAIL al 31/10/2007), di cui circa il 50 % occupati in attività manifatturiere comportanti gradi variabili di
rischi per la salute e la sicurezza.
L’attività complessiva dei SPSAL ha riguardato, per ognuno dei 3 anni considerati, percentuali variabili dal
3,6 del 2006 al 3,9 del 2005 e 2007 delle imprese censite, corrispondenti però, per effetto della selezione
relativa alle aziende più grandi, a circa 50.000 addetti/anno (18 % circa del totale). Di questi erano occupati
nei suddetti settori a maggior rischio percentuali tra il 65 e il 70% negli anni considerati.
Le tabelle seguenti evidenziano le situazioni di irregolarità riscontrate durante le attività di vigilanza condotte
dai SPSAL provinciali, ovvero il numero di aziende che, per Distretto e per settore, sono risultate irregolari in
almeno un’occasione nell’anno considerato e, nell’ultima colonna, il numero complessivo di atti sanzionatori
elevati.
Cantieri Edili
TAV e Gr. opere
Metalmeccanica
Ceramica
Agroalimentare
Legno
Agricoltura
Biomedicale
Altro
TOTALE
26
6
11
0
2
3
0
0
5
53
32
3
9
1
3
3
3
1
11
66
34
15
24
0
5
2
2
0
8
90
21
0
16
12
6
0
1
0
15
71
22
0
2
2
5
0
2
0
0
33
105
30
0
19
9
12
3
6
0
10
89
23
7
7
0
3
1
2
0
5
48
188
31
88
24
36
12
16
1
54
450
Totale Atti
Sanz.
Totale
Aziende
Irreg.
Castelfranc
o
Vignola
Pavullo
Sassuolo
Modena
Mirandola
Carpi
Numero aziende in cui sono state riscontrate irregolarità e totale atti sanzionatori -anno 2005
307
60
92
30
38
12
18
1
132
690
37
0
13
3
2
1
5
3
15
79
24
17
13
6
2
0
1
0
15
61
1
0
6
0
0
0
9
33
35
8
5
2
16
1
3
0
0
70
Castelfranc
o
Vignola
Pavullo
Sassuolo
Modena
18
7
16
1
2
0
1
0
9
54
17
11
0
1
1
1
0
3
34
Totale Atti
Sanz.
27
4
14
2
3
0
3
0
10
63
Totale u.l.
Irreg.
Cantieri Edili
TAV e Gr.Opere
Metalmeccanica
Ceramica
Agroalimentare
Legno
Agricoltura
Biomedicale
Altro
TOTALE
Mirandola
Carpi
Numero aziende in cui sono state riscontrate irregolarità e totale atti sanzionatori -anno 2006
175
19
73
14
32
3
14
3
61
394
283
19
89
19
41
5
18
4
138
616
Totale Atti
Sanz.
31
0
12
9
1
0
0
0
11
17
0
1
2
4
1
1
0
2
47
0
10
2
20
2
4
0
0
17
0
20
0
0
1
1
0
3
218
11
95
16
39
7
19
8
43
363
11
95
16
59
7
19
8
168
78
89
70
64
28
85
42
456
746
Pavullo
Vignola
22
7
17
0
4
2
3
0
15
Sassuolo
35
4
24
3
3
1
8
8
3
Modena
Totale u.l.
Irreg.
Cantieri Edili
TAV e Gr.Opere
Metalmeccanica
Ceramica
Agroalimentare
Legno
Agricoltura
Biomedicale
Altro
TOTALE
Mirandola
49
0
11
0
7
0
2
0
9
Carpi
Castelfranc
o
Numero aziende in cui sono state riscontrate irregolarità e totale atti sanzionatori -anno 2007
Le irregolarità più frequentemente contestate variano nei diversi settori produttivi:
- carenze nei sistemi di protezione dalle cadute dall’alto (parapetti, ponteggi, scale, passerelle, sistemi di
trattenuta) e nell’ottemperanza degli obblighi formali e documentali di cui al D. Lgs. n° 494 nell’Edi lizia e
nella TAV;
- carenze di sicurezza di macchine e impianti e degli obblighi formali e documentali nella
Metalmeccanica;
- carenze di sicurezza e di prevenzione dei rischi da polveri e fibre, sostanze chimiche, rumore, da fattori
disergonomici in Ceramica;
- carenze di sicurezza e da fattori disergonomici nell’agroalimentare;
- carenze prevalentemente di sicurezza macchine in Agricoltura e Legno.
Se rapportiamo le irregolarità riscontrate al numero di aziende/cantieri controllati nei diversi settori si nota
come le percentuali più elevate di irregolarità vengono contestate nei settori edilizia e ceramica: questi
rappresentano in effetti i settori certamente più caratterizzati da rischi sia infortunistici che di tipo igienistico.
Le percentuali di ottemperanza alle prescrizioni conseguenti al riscontro di irregolarità sono molto elevate,
tra il 92 e il 95%, anche grazie al meccanismo previsto dal D. Lgs 758/94 che consente la depenalizzazione
a seguito dell’ottemperanza, nei limiti di tempo fissati dall’Organo di Vigilanza, e del pagamento in sede
amministrativa della sanzione pecuniaria prevista.
106
Vanno inoltre citate le importanti attività di vigilanza portate avanti da:
• l’Osservatorio Appalti per il controllo della idoneità della delle aziende che si aggiudicano gli appalti
delle istituzioni pubbliche
• la Polizia Municipale nei cantieri edili; i controlli sono svolti dai operatori appartenenti al Nucleo di
Polizia Edilizia, in collaborazione, di volta in volta, con operatori di “zona”, secondo la dislocazione
territoriale dei cantieri; gli operatori hanno partecipato a un corso di formazione e organizzato dalla
scuola Regionale Specializzata di Polizia Locale e dall’Osservatorio Appalti Pubblici, che ha
consentito ai partecipanti di migliorare le proprie conoscenze in materia di sicurezza del lavoro nei
cantieri edili. Al termine delle giornate di formazione, è stata elaborata una scheda di rilevazione dei
dati essenziale per rendere concretamente attuabile il controllo delle norme di sicurezza nei cantieri
di cui trattasi. Nel corso degli anni, sono comunque stati seguiti altri percorsi formativi, che hanno
consentito di ampliare ed in alcuni casi approfondire le conoscenze degli operatori interessati.
Annualmente sono controllati circa 200 cantieri edili privati.
107
108
Evoluzione del fenomeno
Unità Locali
Comune di Modena
Provincia di Modena
Regione Emilia-Romagna
Italia
Addetti
18424
60712
362447
4138219
94390
308212
1728343
18773824
Popolazione Attiva Popolazione Residente
120332
178013
432340
639315
2713032
4008663
39633449
57844017
Comune di Modena / Provincia e Regione E R
35,00
30,60
30,30
30,00
27,80
25,50
25,00
Rapporto
Comune/Provincia
20,00
Rapporto
Comune/Regione
15,00
10,00
5,50
5,10
4,40
4,40
5,00
0,00
U ni t à Lo cal i
A d d et t i
Po p o l az i o ne
at t i va
Po p o l az i o ne
r esi d ent e
Dati Censimento 2001
Infortuni sul lavoro a Modena
Infortuni definiti positivamente dall’INAIL nel Comune di Modena
Comune di Modena
2001
2006
Assicurati
85020
87598*
Infortuni **
4327 (5,1% degli assicurati)
4144 (4,7% degli assicurati)
Morti **
3
0
Invalidi Permanenti **
99 (2,3% degli infortunati)
96 (2,3 % degli infortunati)
* Il N° di assicurati INAIL è riferito al 2005 in q uanto non è ancora disponibile il dato
relativo al 2006
** esclusi gli infortuni in itinere
Dal 2001 al 2006 nel Distretto di Modena, sono diminuiti sia gli infortuni definiti positivamente dall’INAIL, sia i
morti e sia gli invalidi permanenti. È invece aumentato il numero degli assicurati.
109
Infortuni stradali nel Comune e nella Provincia di Modena
Comune di Modena
N. itinere non stradali
N. Infortuni stradali in itinere
N Infortuni stradali non itinere
N. infortuni stradali totali
N infortuni totali
Provincia di Modena
N. itinere non stradali
N. Infortuni stradali in itinere
N Infortuni stradali non itinere
N. infortuni stradali totali
2001
Totali
Mortali
2006
Totali
Mortali
/
/
/
624
4372
/
/
/
5
7
57
542
265
807
4144
/
1
/
1
1
2001
Totali
/
/
/
1585
2006
Totali
132
1.742
549
1.891
Mortali
/
/
/
11
Fonte: Flussi informativi INAIL-ISPESL-Regioni Edizione 2007regionale- Reggio Emilia
Mortali
0
3
7
10
Elaborazione Osservatorio Infortuni
Indici incidenza degli infortuni - Distretto di Modena
L’indice di frequenza infortunistica (N° infortunat i / N° addetti) non presenta significative variazio ne nei
diversi comparti, anche se si nota una diminuzione numerica del totale degli eventi infortunistici.
Tale indice risulta mediamente nel quinquennio 2002 – 2006:
• per tutte le attività lavorative di circa 5 su 100
• per le attività dei settori delle costruzioni, della metalmeccanica, del legno e alimentari di circa il
10 su 100
• per il settore dei trasporti di circa il 17 su 100
Infortuni gravi o mortali a Modena per attività dal 2003 al 31/07/2006
compito/attività
lavori edili
movimentazione
macchine operatrici (escluse presse)
uso scala
manutenzione
lavori agricoli
incidente con mezzi di trasporto
macchine operatrici/pressa
pulizia macchine/impianti
uso muletto
altro
uso utensili
Totale complessivo
2003
6
4
7
3
2
3
2
1
3
1
2
34
2004
4
7
6
3
3
1
1
1
1
27
Fonte: SPSAL - Dipartimento di Sanità Pubblica AUSL Modena
110
2005
4
4
4
4
4
3
1
2
3
2006* Totale complessivo
4
18
3
18
17
2
12
3
9
6
1
5
5
1
5
1
5
1
1
4
3
30
16
107
* AL 31/7/06
Infortuni gravi o mortali a Modena per agente dal 2003 al 31/07/2006
AGENTE
ambienti di lavoro
attrezzature
carrello
fuoco
impianto elettrico
liquidi
materiali
mezzi di trasporto
piattaforma aerea
ponteggio
scala
scavo
superfici di lavoro e transito
vegetali
Totale complessivo
2003
15
2
2004
13
1
2005 2006*
1
11
4
2
1
1
3
3
4
1
1
2
5
1
1
3
4
5
1
34
2
27
3
1
30
1
2
1
2
3
2
1
1
3
16
Totale complessivo
2
41
4
1
1
2
14
10
1
4
11
1
13
2
107
Fonte: SPSAL - Dipartimento di Sanità Pubblica AUSL Modena
Infortuni gravi o mortali a Modena per forma dal 2003 al 31/07/2006
FORMA
a bordo di
caduta dall'alto
caduta in piano
colpito da
impigliato a
investito da
schiacciato da
scivolato
Totale complessivo
grave
mortale
1
29
3
35
13
4
10
5
100
Totale complessivo
1
2
2
2
7
1
30
3
35
15
6
12
5
107
Fonte: SPSAL - Dipartimento di Sanità Pubblica AUSL Modena
Dati sugli infortuni mortali avvenuti nel distretto di Modena dal 1998 al 2008
Numero di infortuni mortali avvenuti nel distretto di Modena dal 1998 al
31/5/2008
anno
n.
1998
6
1999
1
2000
1
2001
1
2002
2
2003
1
2004
4
2005
2
2006
0
111
2007
2008 (al 31 maggio)
Totale
1
1
20
Numero di infortuni mortali avvenuti nel distretto di Modena dal 1998
al 31/5/2008 suddivisi per comparto
edilizia
9
metalmeccanica
5
agricoltura
2
commercio
2
trasporti
1
alimentare
1
Totale
20
Forma degli infortuni mortali avvenuti nel distretto di Modena dal
1998 al 31/5/20008
Caduta dall’alto
8
Schiacciato
5
Investito da
3
Impigliato a
1
Stretto tra
1
A contatto con
1
Esposto a
1
Totale
20
Agente materiale degli infortuni mortali avvenuti nel distretto di
Modena dal 1998 al 31/5/20008
Mezzi di trasporto e sollevamento
5
Macchine utensili e operatrici
4
Scale
2
Materiali solidi
2
Parti costitutive edifici
2
Agenti atmosferici
1
Ponteggio
1
Copertura
1
Arredi
1
Impianto elettrico
1
Totale
20
112
Dati sulle denunce di malattia professionale
Distribuzione delle denunce di malattia professionale del distretto di Modena relative al 2007
Distretto di Modena
Provincia di Modena
Malattia professionale
Broncopneumopatie
Ipoacusia
Malattia infettiva
Patologie cutanee
3
0,75
n.
7
1305
2
16
Patologie muscolo-scheletriche del rachide
22
5,5
45
2,8
Patologie muscolo-scheletriche arti superiori
Pneumoconiosi
Tumori
Altro
Totale complessivo
60
2
8
4
400
15,0
0,5
2,0
1,0
100,0
226
4
12
11
1628
13,9
0,2
0,7
0,7
100,0
Comparto
agricoltura
alimentare
ceramica
chimica
edilizia
legno
metalmeccanica
sanita'
tessile
altro
Totale complessivo
n.
3
298
%
0,75
74,5
%
0,4
80,2
0,1
1,0
Distretto di Modena
Provincia di Modena
n.
5
25
n.
37
88
271
69
310
23
598
33
6
193
1628
7
97
6
161
25
1
73
400
%
1,2
6,3
1,7
24,3
1,5
40,2
6,3
0,2
18,3
100,0
%
2,3
5,4
16,6
4,2
19,1
1,4
36,8
2,0
0,4
11,8
100,0
Numero di Denunce di malattia professionale degli anni precedenti
Distretto di Modena
Provincia di Modena
2006
325
1289
2005
474
1484
2004
370
1198
2003
212
679
Il numero totale di denunce di malattia professionale nel 2007 nell’intera provincia di Modena è risultato pari
a 1628. Osservando i dati del periodo 1997-2007 si osserva un notevole aumento delle denunce nel 2004 e
2005, seguito da un calo nel 2006 e da un nuovo sensibile aumento nel 2007, anno in cui si è raggiunto il
massimo storico.
L’aumento nel numero di denunce nel 2007 è da attribuire essenzialmente al maggior numero di ipoacusie
da rumore denunciate rispetto agli anni precedenti.
113
L’incremento è in gran parte dovuto ad alcuni medici competenti che hanno proceduto a denunciare casi di
ipoacusie lievi diagnosticate in anni precedenti ma mai segnalate all’USL.
La ipoacusia da rumore si conferma quindi la malattia maggiormente denunciata, rispettivamente con 1305
casi, pari al 80,2 % del totale.
Al secondo posto troviamo le patologie muscoloscheletriche degli arti superiori (dovute alle attività che
comportano movimenti ripetitivi o più raramente esposizione a vibrazioni) con 226 denunce (13,9%) e al
terzo le patologie del rachide (associate alla movimentazione manuale dei carichi o all’esposizione a
vibrazioni) con 45 casi (2,8%).
Analizzando la distribuzione delle malattie del 2007 rispetto agli anni precedenti si evidenzia in particolare,
oltre al già segnalato aumento dei casi di ipoacusia da rumore, un trend in aumento delle patologie
muscoloscheletriche del rachide (R), una lieve flessione delle denunce di patologie muscolo-scheletriche
degli arti superiori e un modesto aumento di denunce di tumori professionali.
Per le altre patologie si osservazioni oscillazioni non particolarmente significative.
Per quanto riguarda la distribuzione delle malattie professionali nei diversi comparti si osserva come anche
nel 2007 il maggior numero di denunce si registri in metalmeccanica (598 casi pari al 36,7%), in edilizia (310
casi pari al 19%) e in ceramica (271 casi pari al 16,6%). Rispetto agli anni precedenti si è registrato un
significativo aumento di casi in ceramica. Edilizia e metalmeccanico sono aumentanti rispetto al 2006
attestandosi sui valori del 2005.
All’interno della categoria “altro” significativi aumenti si sono riscontrati nel comparto “trasporti-facchinaggio”
(52 denunce ) e a carico di lavoratori somministrati (ex interinali), con 33 denunce contro le 13 dell’anno
precedente.
Analizzando i dati a livello dei singoli distretti si rilevano differenze che sono in gran parte attribuibili alla
diversa distribuzione territoriale delle attività lavorative nel territorio provinciale
Il Distretto con il maggior numero di denunce risulta quello di Sassuolo con il 25,4% del totale, seguito da
Modena con il 24,6%, Castelfranco E. (11,6%), Carpi (10,4%), Vignola (10,1%), , Pavullo (9,6%) e Mirandola
(8,2%). Rispetto al 2006 si è registrato un significativo aumento percentuale di Sassuolo che ha superato il
distretto di Modena. Questo aumento in particolare è legato all’aumento di denunce di ipoacusie in lavoratori
della ceramica, già segnalato nelle pagine precedenti.
A Modena, sede dei principali ospedali della provincia, è invece concentrata la maggior parte delle malattie
denunciate nella sanità.
114
Risultati e prospettive
I dati relativi agli infortuni nella provincia di Modena confermano l’esigenza di mantenere elevata
l’attenzione e l’interesse sul fenomeno, rafforzando le metodologie di intervento, incrementando la vigilanza
e l’assistenza, promuovendo la diffusione della cultura della prevenzione in tutti gli ambienti di lavoro e
verso tutte le figure e i soggetti coinvolti.
Il contributo del programma è stato importante e mostra come sia necessario, su un tema così attuale, un
approccio complesso che coinvolga sia i vari attori che i diversi livelli di intervento. Occorre continuare nelle
azioni di vigilanza / controllo ma allo stesso tempo agire il più possibile sui comportamenti dei lavoratori e
dei professionisti responsabili del funzionamento del sistema della prevenzione.
Al termine del programma, si possono fare alcune considerazioni importanti:
–
–
–
–
–
–
Gli infortuni e le malattie professionali che oggi si verificano sono tutt’ora in gran parte, se non del
tutto, eliminabili;
le azioni che vengono promosse dalle istituzioni competenti in materia di controllo sulla corretta
applicazione della normativa prevenzionistica e dei rapporti di lavoro non sono in grado, da sole, di
ridurre in modo incisivo il fenomeno;
la flessibilità e la mobilità del lavoro e dei lavoratori fanno spesso venire meno alcune delle
condizioni necessarie per garantire la formazione e l’informazione sui rischi a cui si va incontro
nelle diverse situazioni lavorative e non consentono perciò comportamenti e atteggiamenti autoprotettivi;
artigiani e lavoratori autonomi considerano spesso le cautele per proteggersi dai rischi ostacoli per
la propria produttività e qualche volta non conoscono e non percepiscono i rischi per la propria
salute a cui possono andare incontro durante lo svolgimento delle loro attività;
il sistema informativo esistente ci descrive gli accadimenti per settore produttivo e non consente di
concentrare l’attenzione su alcuni lavori e mansioni a maggior rischio;
i lavoratori sono soggetti nei luoghi di lavoro a determinanti che possono provocare l’insorgere
delle patologie prevalenti nella popolazione modenese.
Le azioni confluiscono nel Tavolo provinciale, e a su tale tavolo si portano le seguenti osservazioni
Per quanto riguarda il “Sistema di monitoraggio”:
− occorre migliorare il sistema di raccolta dei dati in modo che siano evidenziati, con periodicità almeno
annuale, gli indici infortunistici relativi alle mansioni a maggior rischio con specifico riguardo ai
differenti gruppi di lavoratori coinvolti, in particolare ai più deboli (lavoratori stranieri, interinali,
donne, ecc), intervenendo per ridurre le disuguaglianze esistenti nella tutela, anche riguardo la
salute e la sicurezza;
•
è necessario migliorare ulteriormente le conoscenze sulle dinamiche di accadimento degli
infortuni e sulle cause di insorgenza delle malattie professionali;
•
occorre che gli infortuni stradali considerati dall’INAIL siano definiti nello stesso modo di quelli
rilevati dall’ISTAT;
- sarebbe opportuno attivare un monitoraggio delle inidoneità specifiche dei lavoratori in modo da
evidenziare eventuali patologie correlate;
•
sarebbe opportuno, attraverso l’analisi dei dati, mettere in evidenza le differenze e specificità
distrettuali in modo da favorire appropriati interventi ad esse dedicati.
Per quanto riguarda i “Servizi di supporto per favorire il benessere e la salute dei lavoratori nei luoghi
di lavoro”:
115
•
occorre potenziare gli interventi di sostegno ai lavoratori impegnati in attività di cura per gli
anziani, ai bambini, ecc (es: asili nido, RSA, ecc);
•
sostenere l’utilizzo di mezzi alternativi all’auto e di trasporto collettivo verso i luoghi di lavoro;
•
promuovere azioni di educazione alla salute, in collaborazione con le aziende, col supporto dei
medici competenti (incontri programmati che coinvolgano i lavoratori su temi specifici);
-
promuovere azioni di formazione specifica per valorizzare al massimo il lavoratore come risorsa
dell’azienda e di tutta la collettività;
•
occorre migliorare gli interventi tesi a ricollocare / reinserire nel circuito lavorativo i lavoratori
che per cause di salute sono stati momentaneamente inidonei (inabilità temporanea per malattia,
gravidanza, infortunio).
Per quanto riguarda gli “Interventi per ridurre i determinanti più significativi che provocano gli
infortuni”:
•
occorre individuare i settori in cui sono più significative le correlazioni tra salute / sicurezza e
utilizzo di alcol e sostanze, in modo da programmare specifici interventi;
•
è opportuno individuare i settori in cui le correlazioni tra lavoro irregolare / nero e la salute e
sicurezza dei lavoratori sono particolarmente evidenti;
occorre individuare e promuovere servizi di sostegno alle aziende artigiane e ai lavoratori autonomi
in grado di supportarle in attività appropriate di prevenzione e applicazione delle norme
prevenzionali;
miglioramento dei regolamenti comunali per favorire la sicurezza nei luoghi di lavoro,
soprattutto nei cantieri (ad esempio l’inserimento obbligatorio delle maniglie sui tetti, come da
modifica di regolamento già avvenuta);
ulteriore potenziamento delle attività di controllo da parte della PM e dell’osservatorio appalti
sulle attività produttive.
•
•
•
In base alle indicazioni dello SPSAL, l’attività sarà volta principalmente ad aumentare i livelli di attività di
vigilanza dell’AUSL; inoltre verranno attuate le azioni previste dal PRP:
I.miglioramento del sistema informativo (aggiornamento del report sugli infortuni e malattie professionali,
partecipazione all’osservatorio Grandi opere, partecipazione al progetto nazionale INAIL-ISPESLRegioni di Analisi degli Infortuni Mortali)
II.azioni di supporto alle piccole e medie imprese implementando le azioni previste dai protocolli di intesa
sottoscritti nel 2007;
III.iniziative informative e formative rivolte ai principali soggetti della prevenzione, con particolare riferimento
ai RLS, anche partecipando attivamente al SIRS provinciale;
IV.realizzazione di iniziative convegnistiche nell’ambito di Ambiente Lavoro Convention..
116
APPENDICE
Tipologie d’azione
Interventi per il miglioramento del sistema di tutela della salute nei luoghi di lavoro (87 azioni)
In questo capitolo sono raccolte le azioni proposte da 12 soggetti (il Dipartimento di sanità pubblica
dell’AUSL, l’INAIL, le Organizzazioni Sindacali CGIL-CISL-UIL, l’API, la CNA, la Confesercenti, la
Confcommercio-FAM, la Confcooperative, la LAPAM-Federimpresa, la Lega delle Cooperative, l’Unione
Industriali, il Comune di Modena).
Alcune azioni sono rivolte a migliorare il sistema informativo sui rischi e sui danni e a sostenere e diffondere
la cultura della sicurezza e della prevenzione. Si interviene per supportare l’applicazione della normativa con
attività formative e informative rivolte ai responsabili aziendali per la sicurezza, ai rappresentanti dei
lavoratori e ai lavoratori stessi. Particolarmente rilevanti sono le azioni dirette a ridurre gli infortuni e le
malattie correlate al lavoro con specifici interventi di coordinamento e confronto nelle aziende dei 4 settori
individuati a maggior rischio dalla programmazione regionale. Altre azioni rispondono alla necessità di
predisporre e diffondere in collaborazione con le agenzie di lavoro interinale materiale informativo sulla
sicurezza dei propri lavoratori e di garantire un’adeguata informazione e formazione ai lavoratori soggetti a
particolari rischi e/o attività (ad esempio: lavoratrici madri, disabili, cadute dall’alto, biologici, chimici,
cancerogeni, caseifici, distributori di carburante, ecc.). Infine particolare importanza assumono gli interventi
volti a ridurre gli infortuni stradali sul lavoro e nel percorso casa lavoro che determinano più del 10% degli
eventi infortunistici.
Interventi per il miglioramento della salute dei lavoratori per le principali patologie individuate
nel piano per la salute (24 azioni)
In questo capitolo sono raccolte le azioni proposte da 7 soggetti (il Distretto n°3 dell’AUSL di Moden a, il
Presidio Ospedaliero Provinciale AUSL, l’Azienda Ospedaliera Policlinico, la Provincia di Modena, la
cooperativa Mediagroup, la cooperativa Movitrans-CTF e il Comune di Modena).
Queste azioni sono state proposte da alcune aziende con più di 100 addetti e sono dedicate: a diminuire gli
infortuni e le malattie correlate al lavoro nelle mansioni individuate a maggiore rischio in ogni azienda; a
ridurre i determinanti che concorrono a causare le patologie prevalenti nella popolazione modenese
individuate nel Piano per la Salute (ridurre l’esposizione al fumo, ai cancerogeni e agli inquinanti che
possono provocare malattie respiratorie).
Interventi per la riduzione del danno (5 azioni)
In questo capitolo sono raccolte le azioni proposte da 3 soggetti (l’AUSL di Modena, l’Azienda Ospedaliera
Policlinico e l’ANMIL).
Sono raggruppati e descritti gli interventi di soccorso, sostegno, diagnosi e cura che possono ridurre gli
effetti sulla salute dovuti a infortuni o malattie professionali.
Tali azioni sono rivolte a migliorare i percorsi diagnostici per le malattie professionali e il primo soccorso nei
luoghi di lavoro. Particolare attenzione è stata dedicata alle necessità di intervento causate dalle attività per
la costruzione di grandi opere. Altre azioni hanno lo scopo di sostenere gli infortunati alleviandone il danno
sia fisico che morale e consentendone la riabilitazione e il riinserimento nelle attività lavorative.
Interventi di vigilanza e controllo (6 azioni)
In questo capitolo sono raccolte le azioni proposte da 6 soggetti (Dipartimento di Sanità Pubblica AUSL di
Modena a nome dell’INPS, dell’INAIL e della Direzione Provinciale del Lavoro, Osservatorio Appalti Pubblici
della Provincia di Modena e Comune di Modena) .
Nel capitolo sono raggruppate le azioni di vigilanza e controllo programmate e dedicate a verificare l’effettiva
applicazione della normativa prevenzionistica e a coordinare gli interventi dei diversi Enti preposti all’attività
di vigilanza, in modo da aumentare le sinergie ed evitare interventi ripetitivi. Di particolare consistenza le
117
azioni dedicate a verificare i requisiti delle aziende che si aggiudicano gli appalti in genere e di servizi in
particolare.
Interventi per il miglioramento del sistema di tutela della salute nei luoghi di lavoro
N° e Titolo Azione
Responsabile azione
1/I Analisi e monitoraggio degli infortuni sul lavoro e delle patologie
professionali
2/I Realizzazione di un centro di documentazione sui temi della salute e
sicurezza sul lavoro
3/I Promozione della qualità nel ruolo dei soggetti della prevenzione
DSP – AUSL Modena
DSP – AUSL Modena
DSP – AUSL Modena
4/I Rafforzamento del ruolo dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza
(RLS)
5/I PrevenzioNet
DSP – AUSL Modena
6/I Rassegna/concorso Inform@zione
DSP – AUSL Modena
7/I Iniziative fieristiche sull’igiene e sicurezza in ambiente di lavoro
DSP – AUSL Modena
8/I Promozione della cultura della prevenzione nel mondo della scuola
DSP – AUSL Modena
DSP – AUSL Modena
9/I “La Prevenzione a scuola verso un lavoro più sicuro”: concorso a premi per DSP – AUSL Modena
progetti scolastici sui temi della sicurezza e della prevenzione nei luoghi di
vita, di studio e di lavoro
10/I Tutela delle lavoratrici madri
DSP – AUSL Modena
11/I Produzione e diffusione di strumenti informativi sui criteri per la scelta e
l’uso corretto dei dispositivi di protezione individuale (dpi)
12/I Promozione del protocollo per la prevenzione degli infortuni da caduta
dall’alto nei lavori sui tetti dei capannoni
13/I Migliorare le condizioni di igiene e sicurezza del lavoro nelle lavorazioni a
rischio cancerogeno
14/I Produzione e diffusione di strumenti informativi sui rischi da preparati
chimici pericolosi
15/I Produzione e diffusione di strumenti informativi sulla sicurezza delle
macchine per la lavorazione del legno
16/I Interventi per la prevenzione degli infortuni nelle aziende
metalmeccaniche
17/I Produzione e diffusione di linee guida per la valutazione dell’idoneità
specifica alla mansione dei lavoratori esposti a particolari rischi professionali
18/I Promuovere l’informazione sulle nuove norme per l’inserimento lavorativo
dei disabili
19/I Produzione e diffusione di protocolli per la valutazione medico-legali per
l’inserimento dei disabili nel mondo del lavoro
20/I Finanziamento di progetti per favorire la formazione e l’informazione
all’interno delle imprese (art.21 e 22 del d.lgs 626/94 )
21/I Interventi di sostegno a programmi e progetti (art. 23 del dlgs 38/2000)
adeguamento macchinari, impianti e organizzazione del lavoro
22/I Coordinamento dell’attività delle categorie per la promozione della salute,
della prevenzione e sicurezza nei luoghi di lavoro
23/I Supporto metodologico per le attività dei RLS
24/I Rilancio del sistema EBER / OPTA
25/I Prevenzione dei rischi da stress occupazionale negli operatori sanitari
118
DSP – AUSL Modena
DSP – AUSL Modena
DSP – AUSL Modena
DSP – AUSL Modena
DSP – AUSL Modena
DSP – AUSL Modena
DSP – AUSL Modena
DSP – AUSL Modena
DSP – AUSL Modena
INAIL Modena
INAIL Modena
CGIL, CISL e UIL
Modena
CGIL, CISL e UIL
Modena
CGIL, CISL e UIL
Modena
CGIL, CISL e UIL
Modena
26/I Informazione e formazione sul rischio da cancerogeni
30/I Seminari informativi per le aziende associate e non
CGIL, CISL e UIL
Modena
CGIL, CISL e UIL
Modena
CGIL, CISL e UIL
Modena
CGIL, CISL e UIL
Modena
API
31/I Formazione dei responsabili aziendali della gestione della sicurezza
API
32/I Consulenza alle aziende per migliorare la sicurezza e l’igiene negli
ambienti di lavoro
33/I Formazione/informazione ai dipendenti delle aziende appartenenti ai
gruppi finanziati dall’INAIL
34/I Corsi di formazione rivolti agli attori della sicurezza nelle aziende
API
35/I Prevenzione cadute dall’alto negli interventi di manutenzione nel settore
ceramico
36/I Corsi di formazione sulla sicurezza agli apprendisti delle imprese
associate
37/I Informazione, formazione e consulenza alle imprese sull’igiene e
sicurezza lavoro
38/I Informazione ai gestori di impianti di distribuzione carburanti sul rischio
chimico
39/I Informazione agli addetti a mansioni impiegatizie sul rischio videoterminali
CNA
27/I Informazione e formazione sul rischio biologico
28/I Iniziativa tesa al riconoscimento di malattie professionali tipiche di
determinati settori industriali
29/I Formazione di apprendisti e lavoratori in formazione
40/I Formazione e informazione agli addetti delle Aziende associate
41/I Formazione dei responsabili aziendali della gestione della sicurezza
42/I Aggiornamento sull’evoluzione della normativa sulla sicurezza sul lavoro
alle imprese associate
43/I Informazione ai dipendenti delle imprese associate sui propri obblighi di
sicurezza
44/I Formazione in azienda relativamente alla prevenzione dei rischi sul
lavoro
45/I seminari di aggiornamento per Datori di lavoro e/o Responsabili della
Sicurezza in azienda
46/I Assistenza e consulenza alle aziende per l’applicazione della normativa e
stesura della documentazione relativa
47/I Formazione/Informazione Dipendenti Caseifici
48/I Diffusione di un periodico di informazione sulle novità legislative in tema
di sicurezza e igiene
49/I Informazione ai lavoratori delle imprese associate sui propri obblighi in
materia di sicurezza
50/I Informazione alle imprese sui rischi del comparto
CNA
CNA
CONFESERCENTI
CONFESERCENTI
CONFESERCENTI
CONFESERCENTI
ASAQ
CONFCOMMERCIO FAM
ASAQ
CONFCOMMERCIO FAM
ASAQ
CONFCOMMERCIO FAM
ASAQ
CONFCOMMERCIO FAM
ASAQ
CONFCOMMERCIO FAM
ASAQ
CONFCOMMERCIO FAM
ASAQ
CONFCOMMERCIO FAM
CONFCOOPERATIVE
LAPAM
LAPAM
LAPAM
51/I Informazione e formazione dei responsabili aziendali della gestione della
sicurezza
52/I Corso di informazione e formazione per apprendisti sulla sicurezza
LAPAM
53/I Formazione dei dipendenti delle imprese associate dei comparti a
maggior rischio
54/I Aggiornamento per i Datori di lavoro sulle novità legislative in tema di
sicurezza
55/I Informazione ai Lavoratori extracomunitari sulla normativa di sicurezza
LAPAM
119
LAPAM
LAPAM
LAPAM
56/I Consulenza sulla sicurezza e l’igiene nei luoghi di lavoro
LAPAM
57/I Diffusione informazioni sulle nuove iniziative di sicurezza promosse dal
DSP dell’AUSL
58/I Attività informative per le aziende associate
LAPAM
59/I Formazione dei responsabili aziendali della gestione della sicurezza
LEGA COOP
60/I Consulenza alle cooperative sulla sicurezza e l’igiene negli ambienti di
lavoro
61/I Informazione ed aggiornamento alle imprese associate sulla normativa in
materia di igiene e sicurezza sul lavoro
62/I Consulenza giuridica per la corretta interpretazione ed applicazione delle
norme in ambito aziendale
63/I Organizzazione di convegni e seminari diretti a informare e sensibilizzare
gli imprenditori ed i dirigenti in merito alla corretta introduzione di un sistema di
prevenzione all'interno dell'azienda
64/I Organizzazione di corsi di formazione per gli attori aziendali della
sicurezza
65/I Predisposizione e diffusione materiale informativo ai lavoratori delle
società di lavoro interinale
66/I Interventi di promozione della sicurezza nei luoghi di lavoro delle aziende
con più di 30 addetti dei 4 settori a più alto rischio infortunistico
67/I Promozione di interventi per migliorare la salute dei lavoratori delle
imprese con più di 100 addetti
68/I Promozione ed incentivazione all’uso del trasporto pubblico locale
LEGA COOP
LEGA COOP
Unione Industriali
Modena
Unione Industriali
Modena
Unione Industriali
Modena
Unione Industriali
Modena
Gabinetto del Sindaco Comune di Modena
DSP – AUSL Modena
69/I Organizzazione di servizi di trasporto collettivi per gli spostamenti casalavoro
70/ I Piano di formazione 2003
Gabinetto del Sindaco –
Comune di Modena
Mobility Manager –
Comune di Modena
Mobility Manager –
Comune di Modena
DSP – AUSL Modena
72/I Piano di adeguamento impiantistico strutturale ex 626/94
DSP – AUSL Modena
72/I Sicurezza incendio- piani di emergenza
SCAM srl
73/I Pianificare azioni coerenti con il Sistema di Gestione della Salute e
Sicurezza
74/I Automazione reparto Confezionamento Mortadelle
SCAM srl
75/I Automazione clippatura mortadelle
UNIBON srl
76/I automazione legatura salami in corda
UNIBON srl
77/I automazione della pressatura del salame tipo spianata
UNIBON srl
78/I automazione taglio pancette
UNIBON srl
79/I rilevatori di transito sulla pista ciclabile
UNIBON srl
80/I Diminuzione indice NIOSH relativo alla Movimentazione Manuale dei
Carichi (MMC) tramite misure organizzative
81/I Diminuzione indice NIOSH relativo alla MMC tramite misure tecnologiche
UNIBON srl
82/I diminuzione indice NIOSH relativo alla MMC tramite accordi con i fornitori
UNIBON srl
83/I Formazione dei lavoratori (interni ed esterni) sul rischio macchine
UNIBON srl
84/I Segnaletica interna di sicurezza
UNIBON srl
85/I Formazione sui rischi specifici, Progetto DVR
UNIBON srl
86/I Organizzazione e gestione della sicurezza (OHSAS 18001)
UNIBON srl
87/I Formazione tramite il portale QSAP
UNIBON srl
120
UNIBON srl
UNIBON srl
Interventi per il miglioramento della salute dei lavoratori per le principali patologie individuate nel
piano per la salute
N° e Titolo Azione
Responsabile azione
1/II Verifica rischio chimico per agenti di polizia municipale
SPP Comune di Modena
2/II Valutazione del rischio per motociclisti della polizia municipale
SPP Comune di Modena
3/II Uffici comunali senza fumo
SPP Comune di Modena
4/II Interventi rivolti alla prevenzione e dissuasione dal fumo nei luoghi di cura
7/II Adeguamento dotazione ausili ergonomici
Distretto 3 AUSL di
Modena
Distretto 3 AUSL di
Modena
Distretto 3 AUSL di
Modena
AUSL di Modena
8/II Interventi rivolti alla riduzione del rischio chimico
AUSL di Modena
9/II Interventi per la gestione del rischio biologico
AUSL di Modena
10/II Gestione infortuni con esposizione a rischio biologico
AOU Policlinico di
Modena
AOU Policlinico di
Modena
AOU Policlinico di
Modena
AOU Policlinico di
Modena
AOU Policlinico di
Modena
AOU Policlinico di
Modena
Servizio Edilizia –
Provincia di Modena
Servizio Edilizia –
Provincia di Modena
Mediagroup SCARL
5/II Auto somministrazione di un questionario tecnico sul burnout e la qualità
della vita lavorativa
6/II Incontri con gli operatori di check-out organizzativo
11/II Valutazione e contenimento del rischio di tubercolosi (tb)
12/II Ospedale senza fumo
13/II Valutazione dell’esposizione dei lavoratori al rischio chimico
14/II Libretto informativo “Non sperare nella fortuna” web
15/II Valutazione del rischio movimentazione carichi
16/II Miglioramento della sicurezza nei cantieri edili di edifici scolastici della
Provincia nel Comune di Modena
17/II Interventi per migliorare gli ambienti di lavoro delle sedi provinciali in
comune di Modena
18/II Divulgazione di informazioni sulla sicurezza
19/II Il ruolo del capo commessa integrando sicurezza, qualità, gestione risorse Movitrans CTF
in ottica ISO 9001:2000
20/II Implementazione di gruppi di miglioramento interni
Movitrans CTF
21/II Sorveglianza Sanitaria-Visite del medico Competente
DSP – AUSL Modena
22/ II Riconoscimento da parte di un Ente di Certificazione del sistema di
gestione della sicurezza implementato in riferimento alla norma UNI 10617 per
la prevenzione dei rischi di incidente rilevante
23/II abbattimento polveri nel reparto preparazione aromi
SCAM srl
24/II diminuzione indice OCRA tramite misure organizzative
UNIBON srl
UNIBON srl
Interventi per la riduzione del danno
N° e Titolo Azione
Responsabile azione
1/III Prevenzione degli infortuni e interventi di soccorso nella realizzazione delle DSP – AUSL Modena
opere TAV
121
2/III Promozione del miglioramento degli interventi di primo soccorso nei luoghi
di lavoro
3/III Definizione di percorsi diagnostici per i casi di sospetta malattia
professionale
4/III Sinergia per l’Assistenza Territoriale INAIL – A.O.U. Policlinico
5/III Sostegno per la soluzione delle problematiche degli invalidi e mutilati sul
lavoro
DSP – AUSL Modena
DSP – AUSL Modena
AOU Policlinico di
Modena
ANMIL
Interventi di vigilanza e controllo
N° e Titolo Azione
Responsabile azione
1/IV Attività di coordinamento tra gli enti della pubblica amministrazione con
competenze di vigilanza sulla sicurezza del lavoro
2/IV Tutela della salute e sicurezza dei lavoratori addetti alla rimozione di
materiali contenenti amianto
3/IV Vigilanza e controllo sull’applicazione della normativa di sicurezza in
attività a particolare rischio
4/IV Valutazione dei requisiti di igiene e sicurezza del lavoro ed ergonomia dei
nuovi insediamenti produttivi
5/IV Trasparenza e regolarità appalti
DSP – AUSL Modena
6/IV Sicurezza nel lavoro nei cantieri edili
122
DSP – AUSL Modena
DSP – AUSL Modena
DSP – AUSL Modena
Osservatorio Provinciale
Appalti Pubblici
Polizia Municipale –
Comune di Modena
Programma di azioni sulla salute infanzia e adolescenza
A cura di Carla Martignani (Ufficio politiche per la Salute – Comune di Modena)
123
124
Premessa
La scelta fatta dall'Amministrazione Comunale di predisporre uno specifico piano di azioni sulla salute
infanzia e adolescenza, nell'ambito del Piano per la Salute, poggiava sulla convinzione che lavorare in
maniera sistemica sulla salute e il benessere dei minori, costituisse un investimento sulla salute e il
benessere dell'intera comunità. L'impegno è stato quindi quello di individuare i determinanti specifici che
incidono sulla salute dei minori e mettere in rete azioni coordinate in grado di influire su tali determinanti, in
primis i fattori socio/economici, che determinano vere e proprie “disuguaglianze alla nascita” in grado di
compromettere pesantemente un equilibrato sviluppo del minore nelle diverse fasi della crescita.
Linee di indirizzo per la predisposizione dei programmi distrettuali “Salute Infanzia e Adolescenza”
emanate dalla conferenza sanitaria territoriale della provincia di Modena (2001)
•
•
•
•
Contrastare l'insorgenza delle problematiche relazionali
Migliorare la qualità di vita dei bambini con malattia cronica e delle loro famiglie
Migliorare la qualità di vita dei minori e delle loro famiglie
sostenere le famiglie con svantaggio economico/culturale
Il COMITATO DI PROGRAMMA DISTRETTUALE “SALUTE INFANZIA E ADOLESCENZA” ha coinvolto il
Comune di Modena, con il coordinamento del Gruppo del Piano per la Salute (diventato Ufficio Politiche per
le Salute), e le Aziende Sanitarie.
Percorso:
INDIVIDUAZIONE DI DETERMINANTI SPECIFICI che incidono sulla salute dell’infanzia e dell’adolescenza.
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
Fattori socio-economici
Diagnostica prenatale
Prematurità e basso peso
Esposizione al fumo di tabacco in gravidanza e dopo la nascita
Allattamento al seno
Posizione nel sonno
Ascolto (relazione minori-adulti)
Vaccinazioni
Salute ambientale
Alimentazione ed Attività motoria
Sviluppo fisico e mentale
Educazione sessuale
Abuso di sostanze
Qualità della rete dei servizi educativi e socio-sanitari e relativo accesso
DEFINIZIONE DEGLI OBIETTIVI DEL PROGRAMMA DISTRETTUALE:
migliorare il contesto ambientale (es. riduzione dell’inquinamento, mobilità sicura ecc.), sociale
(famiglia, scuola, luoghi di aggregazione) e di cura (es. ospedali);
migliorare e potenziare l’attuale rete dei servizi per l’apprendimento, la prevenzione e
promozione della salute nelle diverse fasi della crescita dei minori (prenatale, 0-3 anni, 3-5 anni,
6-10 anni, 11-17 anni);
realizzare azioni tese a garantire un’elevata qualità di vita dei minori di tutte le etnie e culture;
promuovere azioni su gruppi che esprimono bisogni e criticità specifici;
proporre e realizzare azioni di riduzione del danno, di recupero e limitazione degli handicap.
Le linee prioritarie (delibera CC n°45/2005)
125
Con Delibera di Consiglio del 4/07/2005 la validità del programma è stata approvata fino al 2007 con
due priorità di intervento verso cui indirizzare le azioni negli anni 2006 – 2007:
• Interventi rivolti a ridurre il fenomeno dell’obesità;
•
Interventi diretti alla prevenzione del disagio anche attraverso la promozione di comportamenti
virtuosi a salvaguardia della propria salute.
MESSA IN RETE DELLE AZIONI rivolte agli obiettivi individuati dei soggetti che hanno aderito al Patto per
la Salute del Comune di Modena.
Il programma, approvato nel 2004 dal Consiglio Comunale, nell'ambito degli interventi tesi a promuovere
e realizzare il Piano per la Salute nel Distretto di Modena, ad oggi raggruppa 157 azioni.
Si è partiti con 106 interventi presentati da istituzioni, istituti scolastici e terzo settore, accolti e inseriti nel
programma del 2004; si sono successivamente aggiunte altre 22 proposte per il 2005, arrivando a 128
azioni (Report di monitoraggio, 2005), fino ad arrivare a 157 azioni (Report di monitoraggio conclusivo in
corso di pubblicazione, 2007) con l’accoglimento di ulteriori 29 proposte, sollecitate dall’Ufficio Politiche
per la Salute, sia all’interno dell’Ente in un’ottica appunto intersettoriale, sia facendo rete con i soggetti
del territorio, promuovendo azioni di prevenzione ad es attraverso bandi rivolti alle istituzioni scolastiche.
Il N° complessivo delle azioni proposte e accolte n el programma è passato da 106 a 157 azioni
tra il 2004 e il 2006/2007:
– 103 azioni programmate nel 2004
(106 azioni iniziali meno 3 azioni accorpate in seguito)
• 22 nuove proposte per l'anno 2005
• 29 nuove proposte per gli anni 2006/2007
- 23 interventi strutturali
- 72 interventi educativi
- 28 interenti per l'accesso e il sostegno
- 28 interventi per la riduzione del danno
- 6 interventi di monitoraggio
VALUTAZIONE DELLE AZIONI PER OBIETTIVI SPECIFICI
Il monitoraggio e la verifica
La prima fase di verifica, corrisponde al monitoraggio annuale dei programmi, che si realizza con:
d) l’aggiornamento dei dati di contesto, epidemiologici, sociali, e di accesso ai servizi;
e) la verifica dell’attuazione delle azioni programmate;
f) l’inserimento delle eventuali nuove proposte di intervento;
g) produzione di Report di monitoraggio annuali.
La fase di valutazione
Riguarda l’analisi degli interventi programmati e realizzati rispetto agli obiettivi fissati nei singoli
programmi e si articola nella:
•
•
verifica del raggiungimento degli obiettivi;
conferma o aggiornamento degli obiettivi e delle strategie con individuazione di eventuali ulteriori
criticità e quindi di proposte di nuove azioni prioritarie di intervento.
126
VALUTAZIONE DELLE AZIONI PER OBIETTIVI SPECIFICI
1° OBIETTIVO
Migliorare il contesto ambientale (es. riduzione dell’inquinamento, mobilità sicura ecc.), sociale
(famiglia, scuola, luoghi di aggregazione) e di cura (es. ospedali)
Gli interventi proposti e realizzati sono:
Per quanto riguarda i luoghi di cura nel 2004 è stato totalmente ristrutturato il reparto di pediatria del
Policlinico – Progetto Ospedale a misura di bambino - con particolare attenzione non solo alla qualità
dell’assistenza ma anche ai colori, agli arredi, al comfort. Ogni letto per bambini è stato dotato anche di letto
per la mamma, attrezzature elettroniche per TV e strumenti audiovisivi. L’Istituto d’arte Venturi ha realizzato,
su finanziamento della Daytona Soroptimist Club Modena pannelli illustrativi e filastrocche. L'intervento è
costato circa 3 milioni di €. Ottimi i giudizi rilevati attraverso questionari. Parallelamente viene viene
organizzata una attività di animazione in pediatria. Il progetto fa leva sul coinvolgimento dei bambini
ricoverati ed i loro genitori; l’intervento dell’animatore/burattinaio si è ampliato aggiungendo all’esperienza
nello spazio organizzato, l’incontro nelle stanze di degenza. L'attività viene svolta costantemente (circa 40
settimane attivate d’intervento) con una presenza di bambini dagli 8 ai 15 circa. E' stato allestito anche uno
Spazio incontro presso la divisione di pediatria: l’organizzazione dello spazio e del servizio si è consolidato,
sono state attivate nuove iniziative e in particolare il raccordo e la collaborazione con le Scuola dell’infanzia
con l’allestimento di spettacoli preparati dai genitori della scuola stesse
Nel 2004 è stato creata un’area – Osservazione Breve Intensiva - dedicata a bambini che necessitano di
interventi urgenti di media gravità ma possono non essere ricoverati al fine di umanizzare le cure per questo
target di bambini presso l’Accettazione Pediatrica dell’Azienda Policlinico. IL servizio è caratterizzato dalla
presenza di medici e infermieri 24 ore su 24 che prestano cure urgenti, eseguono gli esami necessari e,
nelle 24 ore, secondo l’esito dell’osservazione mandano il bambino a casa o lo ricoverano. Nel 2004: il 10%
degli accessi dell’anno 2004 hanno coinvolto l’OBI. Ricoverati il 10% delle OBI.
Costanti sono gli investimenti per il potenziamento della dotazione delle strutture ludiche per bambini sia
nelle aree interne scolastiche sia nei parchi e aree pubbliche:
• 2004: scuole infanzia Anderlini, Don Minzioni, Salluzzo e nido Pellico per 82.149 €; Parco Ferrari,
Stradello PEEP Romano, PEEP Cognento per 1160.000
• 2005: Rimembranze, Divisione Acqui, PEEP Salvo d’Acquisto per 93.000 €
Nel 2005 si è privilegiato il tema della sicurezza attraverso la sostituzione di vecchi giochi e panchine, il
completamento di alcune aree con la posa di pedane antitrauma e l’inserimento di 11 nuove attrezzature
ludiche e di 43 nuove panchine. L’importo destinato alla manutenzione straordinaria, sostituzione
potenziamento strutture ludiche e posa pavimentazione antitrauma è stato
€ 126.000.
Contemporaneamente è stato sviluppato il progetto ed appaltati i lavori per la realizzazione nel 2006 di
nuove aree gioco nei parchi Divisione Acqui, Rimembranze, Repubblica per un importo di € 140.900. Nel
corso del 2007 si è intervenuti all’interno di 12 scuole dell'Infanzia e 7 Nidi con fornitura e posa di strutture
gioco e pezzi di ricambio, sostituzione di quelle esistenti, posa di pavimentazione per un importo totale di
circa 200.000 €.
La scelta di realizzare nuove opportunità di gioco trova sempre un riscontro nell’utilizzo immediato da parte
dei bambini e adolescenti. In particolare la posa di pedane antitrauma che oltre alla primaria funzione
legata alla sicurezza migliorano la fruibilità delle aree, è particolarmente apprezzata dagli utenti. La
disponibilità di strutture ludiche nei parchi assolve inoltre ad una funzione importantissima nella prevenzione
dell'obesità infantile in quanto consentono di svolgere attività all'aperto non strutturata che, secondo le
indagini epidemiologiche svolte sono le più efficaci per questo obiettivo.
Molteplici i progetti realizzati dalle biblioteche comunali rivolti a specifici target di minori
Nel 2005 si è concluso l'allestimento di una nuova area “educazione figli” per genitori alla Biblioteca Delfini..
Libri e riviste sono a disposizione dei genitori che possono consultarli mentre i figli sono liberi di muoversi
127
autonomamente negli spazi a loro dedicati. Per l’approfondimento degli argomenti presenti è allestita una
sezione “Educazione e cura” Costo dell’allestimento:circa 7.200,00 euro.
E' stato inoltre allestito lo spazio per gli adolescenti alla biblioteca Delfini, collocato al piano terra nella sala
della chiesa, è stato inaugurato il 7 dicembre 2005. L’arredo è informale, versatile e moderno: una pedana
rialzata per gli incontri collettivi, poltrone comode per la lettura solitaria.Zona Holden è un’area aperta ai fatti
e ai personaggi del mondo giovanile. Si può navigare in rete, trovare l’ultimo libro dell’autore cult, ascoltare
in cuffia il sound del gruppo preferito, prima di sconfinare nelle altre sezioni della biblioteca o viceversa.
Nell’area sono collocati un migliaio tra libri, film, cd musicali.
E’ disponibile una postazione di lavoro per la videoscrittura e un maxischermo per la proiezione di video
musicali. All’accoglienza dei lettori collaborano quotidianamente due ragazze del Servizio Civile Nazionale.
Costo dell’allestimento: 16.800,00 euro
N.B. Le azioni finalizzate alla mobilità sicura e alla riduzione dell’inquinamento sono stati descritti
dettagliatamente nel Report Sicurezza Stradale e Patologie Prevalenti
2° OBIETTIVO
Migliorare e potenziare l’attuale rete dei servizi per l’apprendimento, la prevenzione e promozione
della salute nelle diverse fasi della crescita dei minori (prenatale, 0-3 anni, 3-5 anni, 6-10 anni, 11-17
anni)
I servizi educativi per la prima infanzia, il loro ampliamento e diversificazione nel corso degli ultimi anni, sono
stati descritti più dettagliatamente nel Report Salute Donna quali servizi che favoriscono la conciliazione dei
tempi di vita e di lavoro. In sintesi: si è passati, per i nidi di infanzia, da 1441 posti nel 2004 a 1593 nel 2007.
Tra il 1995/1996 e il 2006/2007 vi è stato un incremento l'offerta di posti nido è aumentata del + 53% anche
grazie alle convenzioni con il privato e alla progettazione di nuove strutture.
La spesa complessiva nel 2006 del Comune per i nidi d'infanzia è stata di 10 MIL €; altri 2 MIL € per i lavori
di manutenzione e adeguamento di materne e primarie nel 2007.
Solo per citare alcuni interventi
Strutture comunali
- Nido d'infanzia Padovani, si stanno concludendo i lavori. Apertura prevista: settembre 2008; posti offerti
50.
Strutture comunali date in gestione tramite gara d'appalto:
- Nido Piazza della Liberazione per il quale l'appalto prevedeva anche la ristrutturazione dei locali, è stato
regolarmente aperto e ospita 36 bambini in età 12-36 mesi, dei quali 21 a tempo pieno e i restanti 15 a orario
ridotto mattutino.
- Scuola d'Infanzia in Via Dalla Chiesa, per la quale l'appalto prevedeva anche la progettazione e
costruzione della scuola. Offre il servizio a 112 bambini in età 3-5 anni. Costo di realizzazione dell'opera
1.475.000 Euro, oltre a 110.000 euro di arredi.
Strutture private
Nuovo Nido d'infanzia E. Giovanardi: apertura settembre 2005 bambini/e ospitati sono 21 di età compresa
tra i 15 mesi e i 36 mesi;
nuovo polo scolastico LA CAROVANA: a realizzazione degli interventi strutturali è stata completamente
attuata e l'apertura del nuovo polo scolastico è regolarmente avvenuta, come previsto, nel mesi di settembre
2005. Le adesioni per l'anno scolastico 2005-06 sono state le seguenti: nido 36, infanzia 83, elementare 157,
media 69.
Altre strutture comunali:
Scuola primaria di Cognento: stanno ultimando i lavori; apertura prevista settembre 2008. la scuola ospiterà
2 corsi per un totale di 10.La scuola può ospitare 2 corsi per un totale di 10 classi.
Scuola secondaria di primo grado Marconi: sono iniziati i lavori di costruzione.
Spesso la riqualificazione delle scuole ha assunto un significato sia in termini di miglioramento della
sicurezza delle strutture ma anche di termini di valorizzazione delle scuole come luoghi di
128
socializzazione dei quartieri (es la sistemazione delle aree verdi delle scuole aperte ai genitori e al
quartiere o l’attivazione di punti di lettura a servizio dell’utenza ma anche del quartiere come nel caso della
scuola elementare di Baggiovara che vede oltre 1000 utenti l’anno), o anche il miglioramento della viabilità
esterna e dei collegamenti sicuri casa/scuola come nel caso della riqualificazione della scuola dell’infanzia
Madonnina o il progetto della Circoscrizione 3 che ha coinvolto l’Istituto Superiore Guarini per progettare
percorsi sicuri per i bambini di una scuola della Circoscrizione in sinergia con il progetto “Vado a scuola con
gli amici”.
Un grosso investimento è stato fatto sul miglioramento della qualità dei servizi. Nel 2004 è stata redatta e
approvata dal Consiglio Comunale la Carta dei servizi 0/3 anni e la Carta dei Servizi Infanzia,
successivamente presentata e discusso attraverso un incontri di presentazione e iniziative e infine
pubblicate (27 incontri, 2.600 genitori coinvolti, 2.800 copie distribuite solo nel primo anno). Negli anni
successivi la carta dei servizi è stata regolarmente distribuita a tute le famiglie (circa 1.500 all'anno).
Sono state svolte due ricerche. La prima sulla qualità nelle scuole d’infanzia del Comune di Modena
(hanno partecipato alla ricerca rispondendo al questionario 1500 famiglie delle Scuole dell’infanzia comunali
sia nell'anno scolastico 2004/2005 che nel 2005/2006. La valutazione della qualità si è consolidata come
azione di coinvolgimento dei genitori e di rilevazione da parte loro della qualità della scuola frequentata,
relativamente alla loro percezione.
L'altra ricerca ha riguardato la qualità nei nidi modenesi dopo una fase di messa a punto del questionario
che ha affrontato 4 aree di indagine:
area 1 - La comunicazione e la rete informativa tra genitori e nido
area 2 - La partecipazione dei genitori alla vita del nido
area 3 - L’ambiente e le relazioni al nido
area 4 - Le aspettative dei genitori nei confronti degli educatori e le aspettative degli educatori nei confronti
dei genitori.
Alcuni risultati dell'indagine
il 93,9 % dei genitori valutano positivamente l’esperienza, si sono sentiti ben accolti (98,9), hanno avuto le
informazioni sulle esperienze proposte (91,7), si sono sentiti sostenuti nel distacco dal figlio (91,1). Nel
rapporto quotidiano la percezione dei genitori è di una buona accoglienza (97,2) di essere informati su
quanto succede al nido (83,1) e coinvolti (75,3). Per quanto riguarda la vita del bambino al nido i genitori
sono contenti delle esperienze che fa il figlio (97,2), dichiarano che il bambino è contento di andare al nido
(90,9) e sentono che il nido è disponibile ad aiutarli in caso di difficoltà con il figlio (89,5). Il nido come
ambiente educativo è rilevato in rapporto alla socialità (91,0), allo sviluppo della creatività (80,9), al compiere
esperienze non possibili nell’ambito familiare (75,5), all’autonomia (74,5) e all’apprendimento di regole
(70,2).
Le attività che vengono realizzate nelle scuole primarie e secondarie di primo grado fanno riferimento ad un
importante strumento di concertazione con le scuole rappresentato dal Patto per la scuola. Il Patto è stato
applicato nei suoi molteplici strumenti attuativi, di concerto con le scuole primarie e secondarie di primo
grado. Vari accordi e convenzioni hanno permesso di raggiungere le finalità richiamate dall’atto iniziale.
Il patto definisce i reciproci rapporti in tema di servizi ausiliari forniti dai plessi scolastici modenesi, la
gestione del piano di formazione per i docenti delle scuole statali interessate e per quelle a gestione
comunale, sono state assicurate le risorse per completare l’organico di due sezioni di scuola d’infanzia
statali, si sono disciplinati vari interventi a sostegno dell’integrazione scolastica degli alunni disabili e di quelli
extracomunitari.
Le azioni hanno interessato tutte le Istituzioni scolastiche firmatarie del Patto, vari Settori comunali, servizi
dell’AUSL , della Provincia e della Regione; collaborazioni sono state messe in atto anche con soggetti
diversi quali la Fondazione Cassa di Risparmio, l’Università di Modena e altre Università, associazioni di
docenti.
Nel 2005 è venuto a scadenza il precedente “Patto per la scuola”; si è allora costituita una commissione col
compito di predisporne la nuova bozza da sottoporre, successivamente, al voto del Consiglio comunale e dei
Consigli di Istituto e Circolo. Si è accentuata la partecipazione di utenti e docenti alle azioni previste dal
Patto e si sono affrontate al meglio anche le maggiori emergenze che caratterizzano il sistema di scuole
modenesi: il crescente numero di ragazzi stranieri inseriti nei plessi e le calanti risorse trasferite dallo Stato
alle Istituzioni scolastiche. Le risorse comunali sono state implementate ed hanno permesso di concorrere
129
ad ulteriori finanziamenti previsti da Enti pubblici e Istituzioni private locali, ad iniziare dal progetto di rette
delle scuole secondarie inferiori pubbliche volto al recupero del disagio scolastico.
Sono stati svolti sei incontri del Comitato di Coordinamento, oltre a molteplici incontri di gruppi di lavoro su
tematiche specifiche. Si sono definiti cinque accordi su materie di interesse comune, mentre hanno
continuato a trovare applicazione diversi di quelli attivati negli anni precedenti.
Sempre più il complesso delle scuole pubbliche si è mosso come una vera e propria rete di Istituzioni che ha
concertato con l’ente pubblico locale le migliori politiche per assicurare la qualità del complesso delle scuole
e opportunità simili a tutti gli alunni.
Il patto per la scuola 2006 – 2009 è stato quindi sottoscritto a settembre 2006. All'art. 19 viene ribadita
l'importanza di un'offerta formativa che rifletta le esigenze del contesto culturale, sociale ed economico della
realtà locale attraverso una azione integrata e concertata con le altre Istituzioni ed agenzie pubbliche e
private operanti sul territorio. Un richiamo specifico viene fatto ai temi della salute al comma 6 “Le Parti
convengono che le Istituzioni Scolastiche hanno un ruolo importante nella promozione del benessere e della
salute dei bambini e dei ragazzi e promuovono ogni azione utile per contribuire allo sviluppo di un buono
stile di vita, sia per quanto riguarda l’assunzione di corretti comportamenti alimentari, la prevenzione di
dipendenze, una regolare attività motoria.”
Educazione alla salute
Attraverso la carta dei servizi educativi per la Scuola della città di Modena, denominata Sapere & Salute
l'Azienda USL offre percorsi di educazione alla salute Oltre 30 proposte di cui le attività più rilevanti
riguardano le abitudini sane (igiene dentale, alimentazione/nutrizione affettività e sessualità, guida sicura e
comportamenti di abuso, fumo e doping. Anche la formazione sulla sicurezza del lavoro e il primo soccorso
sono argomenti di rilievo come anche il tema delle malattie infettive e prevenzione oncologica.
I livelli di scuola coinvolti vanno dalla scuola Elementare a quella Superiore;
I Partner che hanno collaborato con l’Azienda USL sono stati: Comune di Modena, Azienda Ospedaliera
Policlinico, Istituti scolastici, Pediatri di libera scelta, ARPA ER, Università, AVIS-AIDO, Associazione “Amici
del Cuore”, Lega Italiana Lotta ai Tumori, ASEOP, ADMO, CONI, UISP, CSI, Volley, banche.
Sono oltre 3.000 i ragazzi coinvolti ogni anno di cui oltre un terzo su tematiche relative all'uso abuso di
sostanze. Un altro tema che coinvolge moltissimi studenti delle II classi degli istituti superiori è quello
dell'affettività e sessualità, incontri in cui si affrontano anche i temi del rapporto tra i generi e il rispetto
reciproco; rilevanti le attività di prevenzione dei disturbi del comportamento alimentare che viene affrontato
partendo da un tema più complessivo“Alimentazione e Adolescenza” rivolta alle scuole superiori
Il raccordo tra servizi sociali, sanitari e di promozione dei giovani sono fondamentali per la gestione delle
problematiche adolescenziali. Significativo è stato, sotto questo punto di vista il raccordo tra lo Spazio
Giovani del Consultorio di via Molza e il Servizio Politiche giovanili per coordinare progetti e condividere
strategie di intervento integrate. Tra le altre attività si segnala un percorso di valutazione di efficacia degli
interventi nelle scuole sulla affettività e sessualità monche sulla prevenzione delle dipendenze patologiche
(alcol, sostanze stupefacenti) nonché per la prevenzione del tabagismo.
Prevenzione dell'uso/abuso di sostanze
Interventi di prevenzione primaria delle dipendenza patologiche: progetto “Informabus” rivolto ai gruppi
giovanili informali, promosso dalle Politiche Giovanili: 400 ragazzi coinvolti; Progetto “Buonalanotte”: 2.150
ragazzi ragazzi coinvolti con l’uso dell’etilometro (inserito nel programma sulla Sicurezza Stradale).
Collaborazione del SerT con il sito on-line Stradanove del Comune di Modena in cui esperti rispondono (59
risposte nel 2006) e informano sui temi dell’abuso di sostanze psicoattive e alcool (18.449 utenti hanno
utilizzato l’etillometro on-line).
Nel corso del 2007 il comune di Modena e l'Azienda USL hanno promosso una ricerca per mappare tutte le
attività di prevenzione che vengono effettuate nelle scuole medie di primo e secondo grado al di la delle
offerte formative che l'Azienda USL e il Comune fanno alle scuole di ogni ordine e grado. Si è rilevato che
nell'anno scolastico 2006/2007 sono stati rispettivamente 13.993 per le scuole medie di primo grado e
25.057 per le scuole medie di secondo grado gli “accessi” ad interventi che hanno riguardato l'educazione
Ambientale, Alimentazione, Affettività, Uso/Abuso di sostanze, Educazione alla legalità, Educazione alla
salute.
130
Attività Motorie
Le attività rappresentano una attività che ha molteplici valenze e rappresenta uno strumento importante per
indurre sani stili di vita. Molteplici sono i percorsi consolidati che favoriscono l'abitudine allo sport
Progetto Scuola Sport
L’azione, a cura dell'assessorato allo sport, viene attuata attraverso convenzione tra le Direzioni Didattiche,
gli enti di promozione e l’assessorato allo Sport . Coinvolge gli 8 circoli didattici della città, 32 scuole
primarie, 300 docenti, 6.000 bambini e associazioni sportive locali. Costo: Euro 25.000 circa all'anno.
L'attività di controllo e consulenza viene costantemente espletata dall'Assessorato attraverso riunioni di
verifica tra i rappresentanti degli enti coinvolti e i dirigenti scolastici.
Progetto Mo.To: Sport, gioco e movimento.
In collaborazione con altri partners (l'Ausl Medicina dello Sport, la Fondazione Cassa di Risparmio, il
Poliambulatorio Chirurgico Modenese oltre a otto società sportive collegate tra loro. Un progetto sportivo la
cui finalità è quella di far avvicinare i più piccoli all'attività motoria in modo corretto, naturale, divertente
proponendogli diverse discipline senza un'esaltazione della competizione a tutti i costi per trasmettere
un'educazione alla cultura sportiva e ai suoi valori positivi.
Progetto corsi di nuoto: attraverso risorse finanziarie messe a disposizione dall'Assessorato allo Sport il
progetto è volto a favorire una diffusione capillare delle esperienze natatorie tra i bambini. Coinvolge ogni
anno circa 150 bambini delle scuole dell’infanzia e 250 delle scuole elementari in orario curriculare.
Centri estivi sportivi e di pratiche motorie;
I vari centri estivi attivati hanno permesso ai bambini e alle famiglie di scegliere fra un'ampia gamma di sport
e di pratiche motorie. Oltre ai centri estivi organizzati presso alcune Polisportive sono stati apprezzati anche
quelli che coniugavano sport/attività motorie e ambiente (Campo scuola e Modena Golf Country club). Il
laboratorio motorio Oplà ha offerto la possibilità di utilizzare particolari strutture, alcune delle quali idonee
anche per i bambini più piccoli.
Oltre alle attività motorie per i più piccoli (salti, lanci, giochi con la palla, capriole, ecc.) i più grandi
(elementari e medie) hanno avuto l'opportunità di sperimentare e cimentarsi in attività sportive quali: calcio,
ginnastica artistica, pallavolo, tiro con l'arco, danza, pattinaggio, hockey, tennis, golf, bocce, baseball, beachvolley, nuoto, atletica, basket. ecc. Inoltre i laboratori della scuderia didattica e di canoa hanno offerto
ulteriori opportunità ai bambini. Nei centri estivi vengono praticate 18 discipline sportive più le attività
motorie per i più piccoli. Oltre 1.300 bambini coinvolti annualmente.
Corsi di pattinaggio per le scuole dell'infanzia
L’esperienza si inserisce nel progetto di attività motoria programmata dalle scuole dell’infanzia e si utilizzano
spazi e competenze esterne. Il corso si svolge in 10/12 lezioni e coinvolge bambini di 4-5 anni. Le
polisportive che collaborano sono: Sacca, Modena est, U.S. Invicta; Società Amatori MO. Nel 2004: 22
scuole infanzia comunali (44 sezioni coinvolte nell’attività di pattinaggio per un totale di 1.100 bambini)) 7
scuole infanzia statali e convenzionate (9 sezioni coinvolte nell’attività di pattinaggio per un totale di 225
bambini) Nel 2005: Scuole infanzia comunali n° 22, sez. 44; Scuole statali e convenzionate n° 4, sez. 6;
Bambini sc. Comunali coinvolti n. 1100; Bambini sc. Statali e convenzionate coinvolte 120;
Screening finalizzato all’individuazione precoce dei disturbi visivi nei bambini
All’inizio di ogni anno scolastico l’Ortottista e le Assistenti Sanitarie della Pediatria di Comunità prendono
accordi con i responsabili delle scuole materne comunali, statali e private della città per definire le modalità
di intervento e predisporre la modulistica informativa necessaria.
Nel corso dell’anno l’Ortottista si reca presso i plessi scolastici e sottopone a screening visivo (ottotipo
cartonato, Stereo test e Cover test) i bambini frequentanti la sezione dei 4 anni.
Nel corso del 2004 sono stati controllati 1505 bambini. Di questi, 149 sono stati inviati al 2° livell o oculistico,
presso il poliambulatorio pediatrico di Torrenova, per accertato disturbo visivo. 233 bambini sono stati inviati
al 2° livello oculistico aziendale per disturbi di entità lieve o necessità di ricontrollo a distanza di alcuni mesi.
Nel corso del 2005 sono stati controllati 1.424 bambini.
131
Di questi 121 sono stati inviati al 2° livello ocul istico, presso il poliambulatorio pediatrico di Torrenova , per
accertato disturbo visivo.
232 bambini sono stati inviati a 2° livello oculist ico aziendale per disturbi di entità lieve o necessità di
ricontrollo a distanza di alcuni mesi.
Nel corso del 2006 sono stati controllati 1.517 bambini.
Di questi 184 sono stati inviati al 2° livello ocul istico, presso il poliambulatorio pediatrico di Torrenova , per
accertato disturbo visivo.
212 bambini sono stati inviati a 2° livello oculist ico aziendale per disturbi di entità lieve o necessità di
ricontrollo a distanza di alcuni mesi.
Nel corso del 2007 sono stati controllati 1.430 bambini.
Di questi 308 sono stati inviati al 2° livello ocul istico, presso il poliambulatorio pediatrico di Torrenova , per
accertato disturbo visivo.
144 bambini sono stati inviati a 2° livello oculist ico aziendale per disturbi di entità lieve o necessità di
ricontrollo a distanza di alcuni mesi.
L’attività effettuata ha consentito, tramite l’accesso alla scuola materna, di raggiungere una fascia molto
ampia di utenza e in particolare quella che ha più difficoltà ad accedere ai servizi sanitari di base se non per
la patologia acuta, in particolare i minori appartenenti a famiglie di recente immigrazione o con spiccato
disagio socio sanitario.
La diffusione comunque capillare della PLS e la cultura della prevenzione che caratterizza l’azione del PLS
rende necessaria tuttavia una riflessione sul mantenimento di questa attività.
Implementazione della copertura vaccinale per il morbillo e la rosolia
E’ stato inviato il materiale informativo regionale a tutti i suscettibili delle coorti di nascita comprese tra il
1994 e il 1997. Sono state individuate alcune giornate specifiche per l’invito alla vaccinazione a questi
minori, offrendo di norma il pomeriggio, trattandosi di bambini frequentanti le scuola elementare.
I Pediatri di Libera Scelta (PLS) hanno collaborato attivamente promuovendo la vaccinazione a favore dei
propri assistiti. Nel corso del 2004 sono stati contattati tutti i bambini suscettibili appartenenti alle coorti di
nascita 1994 – 1997 ( 338 contatti) Sono stati vaccinati n. 120 bambini su 338 suscettibili invitati.
Nel corso del 2004 sono stati contattati tutti i bambini suscettibili appartenenti alle coorti di nascita 1994 –
1997 ( 338 contatti / 338 bambini suscettibili).
Sono stati vaccinati n. 120 bambini su 338 suscettibili invitati.
Dei non vaccinati: 6 sono risultati domiciliati all’estero; 11 irreperibili; Gli altri hanno rifiutato la vaccinazione.
Nel corso del 2005 sono stati contattati tutti i bambini suscettibili appartenenti alle coorti di nascita 1991 –
1993 ( 595 contatti / 595 bambini suscettibili).
Sono stati vaccinati n. 152 bambini su 595 suscettibili invitati.
Dei non vaccinati: 6 sono risultati domiciliati all’estero o nomadi, 76 irreperibili.
Gli altri hanno rifiutato la vaccinazione
Nel corso del 2006 è continuata l’offerta del vaccino contro Morbillo Parotite e Rosolia
ai bambini all’età di 15 mesi, come 1 dose,
ai bambini di 5/6/ anni, come 2 dose
ai bambini di 12/13 anni, come 2 dose
Sono state somministrate complessivamente n. 3663 dosi di MPR
Nel corso del 2007 è continuata l’offerta del vaccino contro Morbillo Parotite e Rosolia
ai bambini all’età di 15 mesi, come 1 dose,
ai bambini di 5/6/ anni, come 2 dose
ai bambini di 12/13 anni, come 2 dose ( Coorti del 1995 e 1996 )
Sono state somministrate complessivamente n. 4.872 dosi di MPR
I dati sulle coperture vaccinali obbligatorie sono riportati nel capitolo sui determinanti.
Migliorare la qualità di vita dei bambini, diminuendo il rischio di patologie respiratorie da esposizione al fumo
di sigarette
Nel corso dell'anno 2005 è stato costituito il gruppo di lavoro del Distretto di Modena dell' AUSL composto da
: Centro Antifumo, Salute Donna, Pediatria di Comunità, Pediatri di libera scelta, Ufficio Educazione alla
132
Salute del Distretto che ha esaminato il progetto e impostato la elaborazione di materiale informativo
specifico.
Nel corso dell'anno 2006 è stato elaborato da parte del gruppo di lavoro il testo dell' opuscolo da distribuire
alle donne gravide fumatrici ed ai genitori fumatori dei bambini.
L' opuscolo invita i fumatori a rivolgersi al proprio medico di famiglia o al Centro Antifumo dell' AUSL per
smettere di fumare. E' prevista entro il primo semestre 2007 la stampa dell' opuscolo, nel secondo semestre
2007 la distribuzione nei consultori, negli ambulatori dei pediatri di libera scelta e nell' ambulatorio della
pediatria di comunità. Nel primo semestre 2008 verranno rilevati, nei nuovi accessi di fumatori al centro
antifumo di Modena, il numero di coloro che sono arrivati dopo avere letto l'opuscolo.
Le azioni per la prevenzione dell’obesità
Come detto in premessa, gli interventi rivolti a ridurre il fenomeno dell’obesità sono stati individuati come
prioritari dal Consiglio Comunale. Pertanto lo sforzo è stato quello di mettere in rete ed intensificare le attività
volte a questo obiettivo.
Si è inteso anzitutto approfiondire il fenomneo nelle sue specificità distrettuali promuovendo e cofinanziando
una Indagine distrettuale sull’incidenza del soprappeso e obesità infantile a Modena - Ufficio Salute e
Sicurezza in collaborazione con l'Azienda Usl nell'ambito di una indagine regionale sulla sorveglinza
nutrizionale. I dati della ricerca (vedi i dati riportati nei capitoli successivi) ci dicono che occorre concentrarsi
principalemente sui bambini agendo fin dall'infanzia sulle loro abitudini alimentari in maniera sistemica
agendo nell'ambito delle scuole con progetti ampi e che coinvolgano tutte le classi, sulle famiglie e le loro
abitudini alimentari ), sul territorio fornendo ai babini occasioni di gioco informale (i bambi no che fanno
regolarmente attività informali all'aria aperta sono meno obesi), mettendo in atto interventi strutturali
attraverso alleanze con enti pubblici e privati. Infatti i principali fattori di rischio individuati sono:
sovrappeso/obesità e basso titolo di studio dei genitori (e segnatamente della madre), ridotta attività fisica
destrutturata, elevato uso della TV.
Per brevità si riportano i principali interventi realizzati in questo ambito
Contributi alle Circoscrizioni per progetti finalizzati alle priorità di salute
Nel 2006 e 2007 sono stati erogati, da parte dell'Assessorato alle politiche per la salute contributi alle
circoscrizioni per la realizazione di progetti finalizzati agli obiettivi prioritari del Piano per la salute (3.000 €
annui).
La Circoscrizione 1 Centro Storico ha deciso di investire i contributi in un progetto di prevenzione dell'obesità
che ha coinvolto tutte le scuole della Circoscrizione che si è sviluppato du due interi anni scolastici
2006/2007 e 2007/2008. Il progetto è stato sviluppato in collaborazione con l’Assessorato alle Politiche della
Salute del Comune di Modena e i Piani per la Salute, l’Azienda Usl di Modena, la Direzione didattica del 6’
Circolo e il Consorzio Mercato Albinelli, una campagna di informazione denominata “CHI L’HA SANA LA
VINCE”. Le azioni sviluppate sono andate ad integrare azioni singole che le scuole già avaveno messo in
atto sul tema.
La campagna di informazione ha avuto, come obiettivo generale, quello di facilitare percorsi di educazione
alimentare e di “innescare” stili alimentari e di vita corretta, informando le famiglie e i ragazzi, sui rischi legati
ad una cattiva alimentazione e contribuendo a diffondere comportamenti alimentari corretti. Ma ha anche
avuto come obiettivi specifici quello di raccogliere informazioni utili sui comportamenti alimentari delle
famiglie, quello di promuovere la massima interattività degli alunni e delle famiglie al progetto, prevedendo
oltre ad attività da svolgere in classe, anche azioni che coinvolgessero le famiglie ed anche quello di creare
una rete positiva tra il mondo della scuola, le istituzioni e il mercato coperto di via Albinelli.
Attività: distribuzione di alcuni materiali a tutte le classi del 6’ circolo di Modena, quindi ai quattro plessi
scolastici del Centro storico, le scuole Cittadella, De Amicis, Ceccherelli e Pascoli, per un totale di circa 800
bambini. Il kit scolastico prevedeva una storia illustrata a fumetti, dove i due protagonisti nel corso di una
giornata tipo si trovano a decidere cosa mangiare a colazione, con che mezzo di trasporto andare a scuola,
quale merenda scegliere, come passare il pomeriggio. Naturalmente era anche tradotto in alcune lingue per
facilitare la comprensione delle tante famiglie straniere presenti sul nostro territorio.
Altro importante strumento previsto è stato il questionario i cui risultati sono serviti ad impostare le
successive azioni. E’ stato inoltre proposto un concorso a premi “Frutta e verdura a spasso per il mondo” al
quale hanno partecipato 10 classi per un totale di circa 220 alunni, gli elaborati grafici, gli slogan le
informazioni sono stati esposti durante la festa finale al Mercato Albinelli ed hanno arricchito il folder
realizzato invece quest’anno.
133
Elemento qualificante della campagna è stata la partecipazione del Consorzio Mercato Albinelli, perché ha
consentito a diverse classi di fare visite guidate al mercato, di conoscere, ammirare e annusare frutta e
verdura. Presso la sede del mercato sono rimaste esposte le locandine della campagna per tutta la durata
del progetto ed anche la festa finale con la proclamazione dei vincitori del concorso si è potuta svolgere
proprio al mercato.
Elementi fondamentali di questo progetto: l’estensione del progetto a tutte le scuole di un circolo e questo ha
permesso di “fotografare” la situazione di un numero considerevole di ragazzi e quindi di famiglie in un dato
periodo; creazione virtuosa di questa rete di soggetti presenti nel progetto: le scuole, senza la cui
disponibilità, a partire dal dirigente scolastico, sino a tutti i docenti, il progetto non avrebbe potuto aver luogo,
le istituzioni: Comune, Circoscrizione, Azienda USL e un partner privato come il Consorzio Albinelli.
Alcuni dati: le classi che hanno aderito alla compilazione sono state l’80%; gli alunni che hanno restituito il
questionario sono stati il 60% i questionari compilati da alunni stranieri sono stati il 54% di tutti gli alunni
stranieri che frequentano le scuole del Centro storico. Rispetto alle abitudini alimentari circa il 91% fa
colazione prima di andare a scuola, ma cosa mangiano i bambini? Latte, biscotti, cereali ma anche, circa
100 bambini, cioè il 20% merendine confezionate.
A scuola la percentuale dei bambini che mangia merendine confezionate passa al 51%, c’è spazio anche
per la frutta, consumata dal 22% ma purtroppo c’è posto anche per le patatine, il 9%.
A casa per merenda si consumano tendenzialmente merende più sane, o preparate a casa, panino, torte,
ma anche frutta. Sul consumo abituale di frutta troviamo però un 15% di bambini che hanno risposto di
mangiarla ogni 3 o 4 giorni o mai! Per al verdura va ancora peggio, è ben il 32% che dichiara d non
mangiarla mai. Dati interessanti anche per l’attività motoria e soprattutto per i piccoli spostamento, come
andare a scuola. Anche se il 50% dichiara che abita a meno di un km. da scuola ed il 30% abita nel raggio
di 3 km. ben il 37,7 % raggiunge la scuola in macchina. Per quanto riguarda il tempo libero ovviamente il
questionario ha confermato i dati ormai a tutti noti, i bambini guardano molti programmi Tv, o stanno seduti
davanti al computer. Interessanti anche i dati riguardanti gli alunni stranieri, che utilizzano certo meno l’auto
per andare a scuola ma mangiano più frequentemente merendine confezionate e guardano anche più
programmi televisivi.
Per il secondo anno sono quindi state progettate alcune azioni:restituzione alle famiglie stesse dei dati
attraverso un folder - manifesto consegnato a tutti i ragazzi e che sinteticamente espone alcuni dati rilevati
dal questionario. Sono quindi state previste quattro incontri nelle scuole e sono state riconfermate le visite
delle classi al mercato di Via Albinelli. Altro elemento fondamentale del progetto è stato l’ampliamento della
rete di collaborazione con l’ingresso di due nuovi partner. Cir Food che grazie anche alla collaborazione
dell’Assessorato all’Istruzione del Comune di Modena, ha consegnato la merenda di frutta nelle scuole 1
volta alla settimana da marzo a maggio. Le famiglie di tutte le quattro scuole primarie sono state coinvolte,
chiedendo loro di non dare la merenda da casa nello stesso giorno e di scegliere un altro giorno della
settimana in cui dare ai bambini una merenda di frutta o verdura. Altro partner è la UISP che ha proposto
alcune attività di gioco nei cortili delle scuole o in altri spazi in prossimità e che ha animato la festa finale di
circolo, proprio nell’ottica che la lotta contro l’obesità infantile passa sia attraverso corrette abitudini
alimentari ma anche con la proposta di uno stile di vita complessivo che non può che comprendere anche
l’attività motoria.
Bando rivolto alle scuole
Al fine di incentivare il protagonismo delle scuole sulla prevenzione dell'obesità è stato proposto alle scuole
un bando elaborato dall'assessorato alle Politiche per la salute, in collaborazione con il Settore istruzione,
per l'assegnazione di premi di 1.000 €. Il bando è stato proposto per due anni scolastici successivi
2006/2006 e 2007/2008. I progetti presentati, premiati e realizzati sul tema della prevenzione dell'obesità
sono stati i seguenti:
Alimentazione, movimento
e stili di vita:istruzioni per
l’uso
Scuola Media Statale
Galileo Ferraris
Attraverso un modello di apprendimento operativo-esperienzale, incentrato
sull’attività dei laboratori, il progetto si prefigge lo scopo di promuovere uno stile
di vita salubre, coinvolgendo la scuola, la famiglia creando un clima relazionale
positivo.
Il progetto prevede la realizzazione di laboratori di cucina, percorsi di
educazione alimentare, attivazione di percorsi di attività sportive.
Stili alimentari e di vita
Liceo Classico Statale
San Carlo
Per contrastare l’insorgere del fenomeno dell’obesità in giovane età, il progetto
promuove interventi formativi di carattere biologico-sanitario e psicologicosociale per fornire elementi utili per praticare stili di vita corretti e sviluppare
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un’adeguata autonomia di giudizio.
Il progetto si svilupperà attraverso un percorso curriculare preciso e una fase
applicativa dei messaggi ricevuti. Oltre a prevedere l’allestimento durante la
ricreazione di un punto vendita di verdure anziché di merendine.
De Gustibus – alla
scoperta dei cibi e dei
sapori
Scuola elementare
S.Agnese – 7° Circolo
Il progetto coinvolge i bambini in modo attivo con metodologie diversificate e
stimolanti: analisi dei percorsi e delle trasformazioni del cibo all’interno del
nostro corpo, osservazioni ed esplorazioni attraverso i 5 sensi di frutta e ortaggi
di stagione, sperimentazione di sapori e degustazione di cibi, letture e giochi
linguistici, coinvolgimento delle famiglie nella promozione di corrette abitudini
alimentari, elaborazione di un libro di ricette a base di frutta e verdura da
sperimentare in famiglia, visita alle fattorie didattiche.
Cresco come mangio
Percorso di formazione rivolto ad operatori interni alla scuola (cuoche, ausiliarie,
docenti) sulla refezione scolastica, sulla riformulazione dei menù, valorizzando
frutta e verdura, su una maggior informazione ai genitori e agli alunni sui cibi e
sulla loro preparazione, sulle ricette di altri paesi raccontate dai bimbi di diversa
nazionalità
Scuola elementare
paritaria Madonna
Pellegrina
Mangiasano
Scuola Media Ferraris
Alimentazione corretta:
vita perfetta
ITI Fermi
Attraverso un modello di apprendimento operativo-esperienzale, incentrato
sull’attività dei laboratori, il progetto si prefigge di favorire una maggior
conoscenza dei principi nutritivi della frutta e dei prodotti freschi, e la pratica
sportiva, coinvolgendo la scuola e le famiglie.
Il progetto prevede una sinergia di diversi attori, pubblici e privati, e tra scuola e
territorio (Circ.2): l’adesione al progetto Mangiasano (sperimentazione di
distributori automatici di merende sane e fresche al posto delle merendine
confezionate), promosso dal Comune di Modena, Ausl di Modena, Buonristoro
Vending Group; laboratori di cucina per sperimentare ricette e conoscere i cibi;
percorso di educazione alimentare; attività sportive pomeridiane facoltative (8
ore settimanali) per la pratica di diversi sport; questionario sugli stili di vita
sottoposto ai ragazzi e alle famiglie preparato dalla Società italiana di pediatria
con restituzione dei risultati nelle classi; giornalino scolastico.
Il progetto prevede attività laboratoriali per quantificare e rilevare con diverse
strumentazioni i contenuti di grassi e zuccheri in alimenti di uso frequente fra gli
adolescenti (merendine, patatine, snack, gnocchi e prodotti da forno) e l’analisi
dei grassi (saturi e insaturi).
Il progetto è articolato e si compone di diversi momenti e diverse azioni: lavori di
gruppo, laboratori, visita guidata al laboratorio di analisi del Ministero
dell’Agricoltura, elaborazione di un questionario ed elaborazione risultati,
dibattito in classe con esperti, lezioni frontali, realizzazione di un libretto
informativo da distribuire agli studenti.
Monitoraggio e miglioramento della qualità della refezione scolastica
Istituite le commissioni refezione scolastica nelle scuole d'infanzia e scuole elementari e nell'ambito di
queste 2 segreterie ristrette. Si riuniscono periodicamente alla presenza della ditta fornitrice del servizio e
dei responsabili comunali per valutare l'andamento della qualità della refezione scolastica, proporre azioni
migliorative, modifiche nel menù in uso, promuovere questionari o altre indagini fra gli alunni e le loro
famiglie, esaminare ed integrare le proposte di iniziative formative in materia di educazione alimentare rivolte
agli studenti, segnalare carenze nella fornitura del servizio o nella somministrazione, ecc.. L'attività delle
commissioni sta proseguendo. Al menù sono state proposte nell'anno scolastico 2003/04 n. 8 variazioni
(introduzione di nuovi piatti )- tutte adottate.
Organizzate 2 indagini di valutazione della gradibilità della refezione tra i bambini contestualmente
all'introduzione del nuovo menù. Organizzati 2 progetti di educazione alimentare.
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Implementazione della banca del latte materno
Prosegue presso la Neonatologia del Policlinico di Modena la raccolta di latte materno da donatrici, con
successiva pastorizzazione ed utilizzo nei neonati prematuri, le cui madri non hanno il proprio latte ( o che
ancora non ne producono in quantità sufficiente al fabbisogno del proprio figlio).
Tutti i neonati prematuri usufruiscono fino alla 32° settimana di vita di latte materno (di banca del latte
oppure fresco della propria madre) senza necessità di ricorrere al latte artificiale.
La procedura di selezione delle donatrici, di raccolta, stoccaggio, conservazione e pastorizzazione del latte
materno, sono applicate secondo un preciso protocollo.
Le madri donatrici sono volontarie che giungono alla Neonatologia prevalentemente perchè hanno avuto figli
prematuri, oppure perché vengono inviate dai consultori o dalle organizzazioni di autosostegno
all’allattamento al seno.
Nel 2004 le donatrici sono state 28, n. litri di latte materno donato 450, distribuito 370m nel 2007 le donatrici
sono state 18, il latte donato 310 L ed il latte utilizzato 270 L .
Nel gennaio 2008 si è concluso un percorso di revisione delle procedure e delle apparecchiature secondo le
recenti linee guida nazionali, consentendo l'iscrizione alla AIBLUD (Associazione Italiana Banca del Latte
Umano Donato)
Prosegue l'impegno degli operatori sanitari del Policlinico di Modena per la promozione ed il sostegno
dell'allattamento al seno. Dal giugno 2007 è in atto un'indagine promossa dalla Regione Emilia Romagna per
la rilevazione dell'allattamento al seno, finalizzata ad individuare fattori di ostacolo o situazioni di criticità, la
cui analisi consentirà interventi specifici.
Attività di sensibilizzazione e iniziative organizzate in occasione della settimmana mondiale dedicata
all’Allattamento Materno (SAM 2005 – 2006 – 2007) in collaborazione con le Associazioni e creazione di una
rete di 70 negozi e luoghi pubblici che offrono spazi alle neomamme per l'allattamento.
3° OBIETTIVO
Realizzare azioni tese a garantire un’elevata qualità di vita dei minori di tutte le etnie e culture;
I principali interventi proposti e realizzati sono:
Un importante strumento per le scuole, messo a disposizione dal Comune di Modena, è costituito dagli
“Itinerari scuola - città - progetti e proposte per le scuole”: circa 200 proposte presentate e attivate a cui si
aggiungono annualmente proposte presentate dalle diverse agenzie non prevedibili ad inizio ano: mostre,
conferenze, ecc. Le proposte sono suddivise in aree: Scienza e tecnologia, Economia e sviluppo,
Storia/società, Comunicazione/arte
Il servizio costruisce ed elabora progetti in collaborazione con alcuni settori del Comune, con Enti e
Istituzioni del territorio. Vaglia e verifica proposte presentate da Associazioni e Agenzie rivolte alla scuola.
Negli ultimi anni, il servizio ha modificato sia l’aspetto teorico, trasformando, dove possibile, contenuti e
modalità di approccio, sia l’aspetto organizzativo, informatizzando il progetto e consentendo agli
insegnanti di iscriversi nel periodo che ritengono più adeguato. Il servizio ”Itinerari Scuola-Città
predispone un catalogo cartaceo contenente tutte le proposte e lo invia ai docenti delle scuole di Modena;
Inserisce in rete tutto il catalogo nel sito del servizio e, per ogni proposta costruisce ed inserisce un
calendario concordato con i referenti delle singole agenzie, per permettere l’iscrizione telematica dei
docenti; controlla, aggiorna, modifica sia il calendario che i progetti del catalogo. Il calendario per le
iscrizioni rimane aperto tutto l’anno scolastico, così come l’inserimento di nuove proposte legate a
progetti di particolare interesse, a mostre o eventi significativi; Segue le iscrizioni e la predisposizione dei
materiali durante i corsi di formazione rivolti ai docenti. Organizza eventi “Libranch’io” e “La scuola adotta
un monumento”. Queste manifestazioni prevedono la raccolta dei materiali delle scuole, una verifica dei
contenuti, l’allestimento delle mostre con i docenti, la realizzazione di attività e laboratori, la pubblicità; Gestisce il fondo per gli itinerari a pagamento messo a disposizione delle scuole.
Gli strumenti attuativi adottati con le agenzie/associazioni/enti sono stati:
- incontri per condividere il contenuto del progetto e/o per costruirlo
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- incontri di verifica a metà anno scolastico ( contenuti ed aspetti organizzativi)
- incontri a fine anno scolastico per le eventuali modifiche da apportare al progetto
- inserimento dei calendari in rete
Con le scuole:
- Incontri ad inizio anno scolastico per informare i docenti sulle novità, sulle scelte operate dal servizio sia
per quanto riguarda l’aspetto dei contenuti che l’aspetto organizzativo.
- Incontri con gruppi di insegnanti mirati alla realizzazione dei progetti (contatti con altri settori, produzione
di materiali, ecc)
- Consulenza telefonica e non sulle modalità di iscrizione, per inviti ad incontri o più semplicemente per
informazioni che riguardano le caratteristiche dei progetti.
Incontro di verifica a metà anno scolastico
- Formazione di una commissione formata da docenti delle diverse discipline delle scuole di ogni ordine e
grado, per un confronto costante sulla qualità delle proposte offerte e/o effettuate.
I Servizi coinvolti sono: Servizio Iitinerari Scuola Città (Settore Istruzione), Settore Traffico Viabilità
Trasporti, Settore Urbanistica, Settore Edilizia, Polizia Municipale; Gabinetto del Sindaco e politiche delle
sicurezze. Oltre 2500 il numero totale di classi coinvolte annualmente
Il numero totale di classi iscritte è stato di 2528 per l’anno scolastico 2003/2004, 668 classi in più rispetto
all’anno precedente, a.s. 2004/2005 iscritte 2469 classi, a.s. 2005/2006 iscritte 2638 classi, a.s.
2006/2007 iscritte 2646 classi, a.s. 2007/2008 iscritte 2648 classi
Consulenza e formazione insegnanti
Tali attività vengono sviluppati anche grazie alla qualità del profilo professionale degli insegnanti. Il
Comune di Modena ha investito grandemente in questo senso attivando, presso MEMO, un centro di
documentazione educativa per i docenti: dono oltre 2.500 i documenti contenuti nella banca dati di cui circa
700 sussidi riferiti alla disabilità; circa 2500 accessi all’anno. Le presenze relative all’utenza nell’anno 2004
sono state n°2421. Le presenze relative all’utenza nell’anno 2005 sono state 3.398 con 662 nuovi iscritti.
Anno 2006: 3746 utenti, 490 iscritti. Anno 2007: 4486 utenti, 568 nuovi iscritti.
Altrettanto importanti risultano, al fine della qualificazione continua degli insegnanti, i corsi di formazione
organizzati annualmente dal Settore Istruzione anche per la formazione dei docenti di sostegno attivati con
la collaborazione di Università, Dirigenze scolastiche, C.S.A, A.S.L., Associazioni. L’anno scolastico
2005/2006 ha visto l’attivazione di 35 corsi Gli utenti iscritti ai corsi sono stati 2890, i frequentanti 2151.
Nell'anno scolastico. 2006/2007 n. corsi 40 iscritti 2060 frequentanti 63,88%; Nell'anno scolastico 2007/2008
n. corsi 52 iscritti 2613 frequentanti 77%
Rete cittadina di Net Garage e promozione delle nuove tecnologie di comunicazione
l'esperienza dei Net Garage è partita nel 2004, dopo l’inaugurazione della rete avvenuta a dicembre 2003.
Attualmente sono attivi i seguenti centri per un totale di 52 postazioni informatiche:
c/o punto lettura Modena Est
c/o punto lettura S. Damaso
c/o ludoteca Strapapera
c/o Polivalente Villanova
c/o Centro Civico via Viterbo 80
c/o Centro Civico via Barchetta 77
c/o Complesso Santa Chiara via degli Adelardi 4
Attività offerte: utilizzo gratuito su prenotazione delle postazioni informatiche per navigazione internet,
utilizzo di programmi open source, utilizzo di caselle di posta elettronica, realizzazione di blog, siti web, etc.,
realizzazione di momenti per giocgi on-line, frequenza gratuita all’attività corsistica, partecipazione a eventi e
meeting
Numero giovani coinvolti nelle singole attività e indicazione di età, sesso, nazionalità e professione
presso i punti di lettura il target anagrafico è quello prevalentemente preadolescenziale (10-14 anni)
presso Net Garage 1, Strapapera e Villanova , il target è tipicamente adolescenziale (12-18 anni)
presso Net Open Source e (si prevede) MyNet Garage, pur non escludendo le fasce anagrafiche precedenti,
il target è di età più elevata (16-25 anni)
il sesso è prevalentemente maschile, in quantità che si aggira, nel complesso, sull’ 80% con l’unica
eccezione di Net Open Source, dove la presenza femminile è maggiore che altrove, ma sempre minoritaria
137
varie sono le nazionalità – nel complesso la frequenza di ragazzi extra-comunitari si aggira sul 30% del
totale la grande maggioranza di ragazzi sono studenti
Il Centro ed i suoi operatori, nei confronti dei ragazzi che li frequentano, si pongono in termini di accoglienza
e di disponibilità, nei limiti di quelle che sono le attività proposte. A monte della progettazione è stata operata
la scelta di impiegare operatori in età giovanile, allo scopo di facilitare le relazioni e di proporre figure
educative “vicine” per comuni interessi.
I risultati più rilevanti conseguitisono conseguenti a tre diversi periodi progettuali e temporali.
Un primo periodo (2001-2003) si è caratterizzato come fase di alfabetizzazione informatica, in un’epoca
storica nella quale l’acceso a queste tecnologie era ancora assai limitato (pochi i laboratori informatici nelle
scuole e alti costi delle attrezzature). Questa fase ha consentito di accedere all’informatica ad un consistente
numero di ragazzi che altrimenti ne sarebbero stati privati. Un secondo periodo (2004-2007) si è
caratterizzato come consolidamento dell’esistente ed ha creato le premesse per potersi strutturare in ragione
delle novità che il “mondo informatico” stava gradualmente inserendo: l’open source e tutto ciò che ruota
attorno alla cultura open. L’inaugurazione di un nuovo spazio (net open source, nel 2005) ha evidenziato
questa scelta. Successivamente, tutta la rete dei net garages, seppure con la necessaria e prudente
gradualità, ha convertito le sue attrezzature dalle piattaforme windows a quelle linux.
Il terzo periodo, quello attuale, vede tutto il progetto orientato nella promozione e diffusione dell’open source
nel contesto scolastico. Già quest’anno è stato condotto un progetto in tal senso, che, attraverso la
collaborazione con l’Università, con l’Istituto Corni e con sette delle nove scuole medie inferiori cittadine, ha
consentito la “migrazione” da windows a linux delle postazioni presenti nei laboratori scolastici. Ovviamente
il progetto non trascura di mantenere le sue caratteristiche precedentemente assunte.
Proposte di attività comuni fra i vari Centri.
Un impegno comunemente assumibile potrebbe essere di impegnarsi, ciascuno con le modalità proprie, su
un tema comune, che, nella fattispecie, in ragione di comuni riflessioni su quelle che possono essere le
priorità d’intervento, potrebbe essere l’”INTEGRAZIONE NEL CONTESTO MODENESE DEI RAGAZZI
EXTRACOMINITARI di seconda e terza generazione”Si pensi, ad esempio all’offerta di contattare a voce,
gratuitamente, i propri familiari rimasti nei paesi d’origine (tramite skype), oppure alla organizzazione di feste
a tema o alla diffusione di giochi di ruolo e di giochi on-line, con la promozione di lan-party. Ipotizzabili sono
anche corsi per l’impiego di questi strumenti, allo scopo ulteriore di richiamare ragazzi di diverse
etnie.Queste possibilità, messe a disposizione anche dei ragazzi extra-comunitari (ma non solo) degli altri
centri, potrebbe arricchire il loro patrimonio esperienziale e facilitarne la integrazione.
Nel corso del 2004 sono stati 290 i ragazzi tra i 12 e i 18 anni che hanno frequentato i Net-garage: va
sottolineato che questo dato è relativo a sole 5 sedi. Utenti Rete Net Garage 550 utenti (+47% rispetto al
2004). Nel 2007 gli Utenti totali sono stati 850
Altri importanti punti di aggregazione giovanile sono rappresentati da “La tenda: 11.700 utenti nel 2007;
ArteTeca: 150 ragazzi coinvolti nel 2006, la Scuola d'arte Talento (130 ragazzi coinvolti nel 2007).
La Prevenzione del disagio
Come detto in premessa gli “Interventi diretti alla prevenzione del disagio anche attraverso la promozione di
comportamenti virtuosi a salvaguardia della propria salute” sono stati individuati come area prioritaria di
intervento all'interno di questo programma di azione del Piano per la Salute.
L’intervento sociale nel campo delle problematiche giovanili presenta elementi di estrema complessità.
Il tema del disagio e della devianza giovanile si snoda sul terreno della prevenzione primaria e della politiche
di promozione sociale dei giovani , su quello della prevenzione secondaria mirata ai soggetti a rischio e su
quello della mediazione sociale, riduzione del danno, recupero (che in questo Report sono state descritte per
tipologia seppure sinteticamente)
I luoghi e i soggetti interessati sono anch’essi molteplici e rendono ulteriormente complicato dare coerenza
alle politiche di intervento:
V.la costruzione della identità dei ragazzi che guida i loro comportamenti (“normali” o “devianti”) è il risultato
di un complesso processo di socializzazione che avviene in vari ambiti (famiglia, gruppo dei pari, scuola). Le
manifestazioni di tali comportamenti possono essere confinati alla famiglia o all’interno della scuola o
prodursi in spazi pubblici. La possibilità di mettere in rete gli interventi dei diversi operatori che in qualche
138
misura e a diverso titolo si trovano ad intervenire sui problemi è anche condizionata dalla differenti
costruzioni e definizioni di disagio e devianza che i vari servizi operano.
VI.Quindi le basi per un intervento organico poggiano sulla possibilità di darsi strumenti di lettura in ordine a
tre diversi livelli che devono però interagire tra di loro:
VII.-i comportamenti problematici della popolazione minorile e loro motivazione
VIII.- il contesto in cui si producono
- l'adeguatezza delle risposte messe in campo da parte delle diverse istituzioni coinvolte nella prevenzione
(servizi sociali, educativi, famiglia ecc.) in termini di contenuti, metodologie, contesto in cui si interviene.
IX.
X.Si pone in generale il tema del rapporto tra i giovani e la città che è il luogo di eccellenza delle relazioni
sociali quando gli spazi pubblici diventano luoghi di identità, di socializzazione, di responsabilizzazione, di
pratiche di gestione ma che può anche diventare luogo del conflitto e della violenza.
XI.
XII.Allora accanto alle politiche giovanili tese alla promozione della socializzazione e del benessere dei
giovani è aumentato fortemente l'impegno dell'Amministrazione Comunale così come di altri Enti ed
Associazioni sul tema della prevenzione del disagio nelle sue diverse forme e in diversi contesti.
Si riportano di seguito alcuni progetti esemplificativi di una metodologia di intervento sempre più coordinata e
integrata
Progetto “Per una scuola che sa accogliere”
Il Progetto è stato particolarmente rilevante in quanto si è caratterizzato per il coordinamento tra tutte le
scuole secondarie di primo grado che, negli interventi effettuati, hanno potuto sperimentare l'efficacia delle
metodologie di intervento anche grazie alla costituzione di un comitato di valutazione che ha approntato
strumentini specifici a tale scopo (es: Statistica delle presenze pomeridiane degli alunni ai Laboratori:
presenza molto alta, di circa 200 ragazzi, Follow-up del percorso scolastico degli alunni a rischio.). Altro
elemento qualificante del progetto è stata la persistenza nel tempo. Le attività avviate nell'ambito delle
diverse scuole sono state per la maggior parte proseguite anche grazie al finanziamento di singoli progetti
(Bandi del Comune, della Fondazione cassa di risparmio, della Regione Emilia Romagna, Bando “Premio
città di Modena”).
Il Progetto ha promosso interventi di prevenzione contro il disagio e la dispersione scolastica, che si sono
concretizzati attraverso la realizzazione di:
−1- Laboratori pomeridiani specifici destinati a tutti i ragazzi ed in particolare a quelli con situazioni
problematiche di tipo socio-familiare e culturale;
−2- Percorsi individualizzati e tutoraggio;
−3- Attività di recupero e sostegno degli apprendimenti;
Le predette attività sono state raccordate con quelle curricolari e con la Programmazione dei Consigli di
classe. Destinatari: tutti gli alunni (oltre 500), ma in particolare gli alunni con difficoltà di apprendimento,
demotivati o deprivati sul piano socio-familiare (circa 20).
Finanziamenti: Regione Emilia Romagna e Comune di Modena (Progetto di rete con le altre scuole medie
della città di Modena). La scuola ha concorso nel finanziare il personale docente interno tramite l’apposito
Fondo dell’Istituzione scolastica.
Il Progetto ha visto impegnati sia i docenti delle varie discipline della scuola che personale esperto esterno,
che ha messo a disposizione le proprie competenze specifiche in ambito educativo e tecnico-pratico.
Educazione al tifo non violento
Nell'ambito di una progetto cofinanaziato dalla Regione Emilia Romagna sono state avviate nel 2003 una
serie di attività sull'educazione al tifo non violento:
- in collaborazione con un gruppo di tifosi facenti parte prevalentemente del gruppo più rappresentativo
all’interno dello stadio, le brigate gialloblu, è stato Creato un Centro Tifo nei pressi dello stadio che è stato il
centro per l'elaborazione di una serie di proposte realizzate:” concorso contro il razzismo, per lo sport” rivolto
alle scuole medie, partecipazione ai Mondiali antirazzisti – edizione 2004 – al termine della quale le Brigate
Gialloblu hanno vinto la coppa dei mondiali come riconoscimento del lavoro svolto; incontri di
sensibilizzazione nelle scuole sul razzismo nello sport; progetto “Piccoli calciatori della via Emilia” per due
anni consecutivi, in collaborazione con UISP, che ha coinvolto squadre giovanili di calcio delle città di
Piacenza, Bologna, Ferrara attraverso una serie di gemellaggi organizzati in occasione degli eventi sportivi
tra le diverse città; attività di mediazione, realizzazione di un video e una pubblicazione sulle attività svolte,
promozione di incontri seminariali sul tema. Le attività continuano: a settembre è prevista una
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manifestazione a Modena che coinvolgerà diverse squadre che si confronteranno su diverse discipline
sportive secondo le regole del Fair Play
Utenti del centro tifosi: 300; N. ragazzi coinvolti nelle iniziative di educazione al tifo non violento: 240; N.
ragazzi coinvolti nell'iniziativa “Piccoli calciatori della via Emilia circa 500
Progetto “Intendiamoci” sulla socializzazione dei minori stranieri
Obiettivi del progetto: promuovere percorsi di socializzazione e di inclusione dei minori immigrati,
prevenzione e gestione dei conflitti, responsabilizzazione dei frequentatori e acquisizione di un sistema di
regole condiviso. Inoltre la Tenda doveva essere presentata come luogo di incontro ed aggregazione dove
trovassero accoglienza le diversità e luogo di confronto sulle identità dell’universo giovanile. Sono state
svolte attività di aggregazione e di ricreazione che garantissero la partecipazione di ragazzi stranieri nonché
occasioni di incontro e di dialogo tra i ragazzi. Da segnalare in particolare il festival dell’arte africana
“Farafinà” che ha coinvolto circa 1000 persone tra cui perlopiù giovani ed adolescenti. Il progetto
inTENDiAmoci si è concluso a novembre 2004. Le attività svolte all’interno della “Tenda”, rivolte agli
adolescenti, continuano con il coordinamento e la responsabilità del settore Cultura.
Le attività di socializzazione e inclusione dei minori stranieri verranno ulteriormente sviluppate in un ulteriore
proposta di azioni in fase di predisposizione e saranno presentati nel prossimo Report.
Sono state realizzate per l’anno 2004 n. 17 iniziative con carattere interculturale tra le quali: laboratori,
attività ludico-ricreative, mostre, dibattiti, rappresentazioni teatrali.
E’ stato effettuato un monitoraggio di alcune iniziative realizzate alla Tenda: le presenze sono state
mediamente di 80-100 persone.
Da segnalare la mostra effettuata al termine di un progetto realizzato in collaborazione con Informabus
finalizzato a stimolare, grazie alla presenza di un mediatore culturale, il confronto sui temi della diversità
nell’ambito di gruppi misti (italiani – stranieri) a partire da materiale fotografico prodotto dagli stessi ragazzi
messo a confronto con la rappresentazione del gruppo data da un fotografo professionista. Sono stati
coinvolti circa 50 ragazzi.
A seguito di questa esperienza le attività sono proseguite in vari ambiti: attenzione ai minori stranieri da
parte degli operatori di diversi servizi e nell'ambito di progetti specifici: Infobus, Servizio di mediazione dei
conflitti, net garage, Scuola d'arte Thalento. Al fine di indagare le condizioni di vita e i percorsi di
socializzazione dei minori stranieri è stato realizzato un video, a cura di un mediatore culturale , dal titolo “Io,
il mio gruppo e Modena” che è stato oggetto di riflessiona da parte dei diversi operatori dei servizi comunali
rivolti ai giovani al fine di capire le esigenze e le modalità di relazione più oppoertune con questo target di
minori. Una ricerca specifica sull'argomento è stata condotta in collaborazione con l'università di Modena. e
Reggio Emilia – Facoltà di Lettere e Filosofia2004.
Delle attività programmate, si sono svolti momenti seminariali rivolti agli operatori della scuola, dei servizi
sociali, della giustizia. Partners del progetto, oltre al Gabinetto del Sindaco, sono stati: Centro Stranieri,
Istruzione, CSA, Servizi Sociali. Tot. 8 operatori sono stati coinvolti nel progetto. Conclusione della ricerca a
cura del prof. Claudio Baraldi e dott. Alessandro La Palombara dal titolo “Terre di confine. Adolescenti
immigrati e sicurezza urbana”.Coinvolte 5 scuole superiori; 45 ragazzi intervistati in Focus groups; 1
seminario per le scuole e per gli operatori coinvolti nella ricerca per restituire i risultati dell’indagine.
Promozione della cultura della legalità nelle scuole
Dal 1999 sono stati organizzati itinerari didattici di educazione alla legalità Nel corso del tempo gli itinerari
sono stati adeguati per rispondere alle richieste degli stessi insegnanti che intendono offrire ai propri studenti
gli strumenti necessari per capire le proprie responsabilità e fornire indicazioni su come affrontare le diverse
problematiche che i giovani si possono trovare a vivere. Sono rivolti agli istituti di degli istituti secondari di I°
e II° grado Obiettivo è quello di far conoscere ai ragazzi il sistema di istituzioni preposte a governare a
diverso titolo e con diverse competenze il tema della sicurezza nell’ambito cittadino, promuovere la fiducia
dei ragazzi nelle istituzioni, fornire informazioni e spunti di riflessione su reati e comportamenti illeciti che
coinvolgono maggiormente, come vittime o come autori, i minori. Per la realizzazione dei quattro percorsi
sono stati coinvolti diversi soggetti pubblici e del privato sociale tra i quali: rappresentanti delle Forze
dell’ordine – Questura, Comando dei Carabinieri, Guardia di Finanza - l’Ufficio Politiche per la Sicurezza
Urbana, la Polizia Locale, il Centro tifosi – Progetto Ultrà, il Tribunale dei Minori, l’Informabus, l’Unità di
strada del Servizio Tossicodipendenze, il C.E.I.S., il Servizio sociale e l’Unità di strada progetto “Oltre la
strada” del Comune di Modena
Le aree tematiche individuate sono 4: Sicurezza urbana, Problematiche legate all’uso/abuso di alcool e
sostanze stupefacenti, Reati a sfondo sessuale, Truffe e raggiri
140
Le scuole possono quindi scegliere uno o più aree tematiche oppure una o più incontri specifici su un singolo
argomento.
Negli anni il tentativo è stato quello di consolidare l’appuntamento e di inserire, ove possibile, il percorso
all’interno di progetti più ampi sulla legalità realizzati dalle scuole. Gli insegnanti sempre di più si rendono
conto della difficoltà di educare i ragazzi a tenere comportamenti corretti nei confronti dei compagni, delle
famiglie, della comunità e del bene pubblico nonché nei confronti degli altri sistemi formali – istituzionali,
soprattutto in relazione al fatto che molto spesso gli stessi ragazzi faticano a distinguere l’atteggiamento
scorretto e a minimizzarne le conseguenze. Inoltre, sempre più spesso, gli insegnanti si sono rivolti ai
referenti dell’amministrazione comunale per richiedere incontri ed interventi volti a chiarire le responsabilità
in merito a determinati comportamenti (piccoli furti all’interno della scuola, episodi di bullismo ecc.) al fine di
realizzare percorsi di sensibilizzazione e di conoscenza per i ragazzi delle proprie classi.
Il n. di scuole e i ragazzi coinvolti sono costantemente aumentati nel corso degli anni: nell'anno scolastico
2007/2008 sono stati coinvolti circa 1000 studenti. Nell'anno scolastico 2006/2007 650 ragazzi.
Nel corso dell'anno scolastico 2007/2008 è stato inserito tra le offerte formative per gli insegnanti uno
specifico corso rivolto agli insegnanti sulla gestione dei fenomeni di bullismo e relazioni conflittuali tra ragazzi
e tra insegnanti e ragazzi. Il percorso formativo è stato associato ad un itinerario didattico specifico sul
bullismo, rivolto alle scuole medie di primo e secondo grado. L'itinerario verrà riproposto nel prossimo anno
scolastico.
Bando rivolto alle scuole
Al fine di incentivare il protagonismo delle scuole sulla prevenzione del disagio è stato proposto alle scuole
un bando elaborato dall'assessorato alle Politiche per la salute, in collaborazione con il Settore istruzione,
per l'assegnazione di premi di 1.000 €. Il bando è stato proposto per due anni scolastici successivi
2006/2006 e 2007/2008. I progetti presentati e premiati sul tema della prevenzione del disagio sono stati i
seguenti:
141
Progettiamo gli
spazi per giocare e
per muoverci nel
quartiere
Scuola elementare
S. Giovanni Bosco
Io.. bullo? ..E gli
altri? Quali
strategie
proponiamo per
vivere meglio
Scuola Media
Statale P. Paoli
Laboratori per stare
meglio a scuola
Scuola Media
Statale Lanfranco
L’azione ha lo scopo di promuovere la realizzazione di spazi aggregativi liberamente
accessibili nel quartiere S.G.Bosco fruibili, in orario extrascolastico, dagli alunni che
frequentano la scuola elementare del quartiere. I ragazzi della scuola insieme agli
insegnanti, ai genitori, alla Circoscrizione e ad associazioni di volontariato partecipano
alla progettazione del proprio spazio aggregativo che dovrebbe migliorare la
convivenza dei diversi utenti dei parchi giochi (bambini, ragazzi, adulti ed anziani).
L’iniziativa si rivolge principalmente ai ragazzi d’età pre-adolescenziale (oltre i 9-10
anni ) che spesso non possono frequentare luoghi sportivi strutturati e pertanto a
rischio esclusione.
Obiettivo del progetto è sviluppare il saper, il saper fare, il saper essere degli alunni
che si traduce nella conoscenza, consapevolezza e messa in atto di comportamenti
virtuosi.
Il progetto prevede il coinvolgimento degli alunni che attraverso la metodologia della
peer education si confrontano sulle tematiche comportamentali. Le azioni di
formazione /informazione coinvolgono inoltre genitori e insegnanti. Il progetto prevede
inoltre la realizzazione di uno spot video realizzato dai ragazzi sul tema del disagio.
Il progetto è rivolto in particolare ai ragazzi che sono a rischio esclusione, che attuano
comportamenti disturbanti durante le lezioni e/o che sono demotivati del mondo
scolastico.
La scuola organizza “laboratori” condotti dai genitori (che offrono gratuitamente il loto
tempo libero alla scuola) che propongono una serie di attività, in base anche alle
competenze dei genitori, ad esempio: aeromodellismo, creta, cucita, riparazione
biciclette, musica, ricamo, danza ecc.
L’azione proposta dal progetto si prefigge lo scopo di far acquisire agli studenti
partecipanti
una rinnovata motivazione alla vita scolastica e far vivere loro
un’esperienza gratificante che possa aumentare la loro autostima.
Interventi volti alla
prevenzione del
disagio
Liceo Classico
Statale San Carlo
Progetto legalità
Scuola A. Gramsci
– 11° Circolo
Cittadini si diventa
Il progetto propone percorsi extra-curricolari volti a fronteggiare la crescente
complessità dei problemi che connotano l'età evolutiva e che vengono sinteticamente
definiti con il termine "disagio". A partire da tale necessità, che richiede di essere
gestita facendo ricorso ad un ampio spettro di interventi, la scuola punta a raggiungere
una sinergia di contributi educativi ritenuta indispensabile per garantire una adeguata
crescita degli allievi sul piano culturale ma anche su quello esistenziale. Il progetto
prevede la realizzazione di specifiche iniziative, a seconda dei casi, ad allievi di classe
parallele (qualora si prevedano incontri tenuti da un esperto) oppure ai genitori e ai
docenti della scuola, senza trascurare di garantire agli studenti l’opportunità di incontri
individuali con uno psicologo di riferimento.
Il progetto ha lo scopo di proporre diverse sollecitazioni e letture per una riflessione di
classe sulla conoscenza di sé e degli altri, e sui pregiudizi. Il progetto prevede diverse
azioni quali: la lettura di due libri sul razzismo e incontro in classe con Elena Bellei,
autrice del libro “Lettere a Meriem”; l’intervento in classe di un ragazzo senegalese per
raccontare la sua esperienza di vita nel suo paese e in Italia; adesione al progetto
“Piccoli mediatori crescono” parte degli “Itinerari scuola-città”.
Il Progetto si caratterizza come uno sviluppo del progetto della rete delle scuole medie
142
Scuola Media
Lanfranco
Chi ben comincia
Scuola Media Paoli
Interventi volti alla
prevenzione del
disagio
Liceo Classico
Statale San Carlo
“Per una scuola che sa accogliere”che, oltre alle attività di laboratorio pomeridiano già
sperimentate e che continuano durante tutto l’anno scolastico, prevede in quest’anno
scolastico la collaborazione anche con il territorio. La scuola media Lanfranco, la
Circ.3 e l’Associazione Animatamente collaborano per la gestione e la
programmazione di proposte di animazione e socializzazione nel Centro di
Aggregazione Giovanile di Via Viterbo rivolto a preadolescenti e adolescenti. L’azione
vuole promuovere azioni positive nel tempo libero che i ragazzi trascorrono fuori dalle
istituzioni scolastiche e nei gruppi informali del quartiere. L’obiettivo è quello di creare
una relazione significativa fra educatori esterni alla scuola e ragazzi con
comportamenti problematici, costruire reti di sostegno anche fuori dalla famiglia;
all’interno della scuola educatrici preparate seguiranno allievi particolarmente difficili
stabilendo rapporti di fiducia attraverso i loro racconti.
Il progetto prevede interventi in classe di un esperto (2 incontri di 2 ore per classe) e si
propone di migliorare le capacità di ascolto, facilitare l’integrazione di alunni di diverse
nazionalità e prevenire episodi di prevaricazione ed emarginazione; il progetto
prosegue con un lavoro in classe dei docenti e incontro di verifica fra docenti ed
esperto; infine condivisione e verifica dei risultati raggiunti con i docenti e con i
genitori.
Il progetto incentra la propria azione sull’attività di riflessione e discussione in classe di
temi quali la relazione, l’identità, la sessualità e l’educazione alla solidarietà. Le attività
sono programmate sui diversi anni e la scuola ha un’articolata e costante
programmazione degli interventi su queste tematiche nelle diverse classi. Ad esse si
affianca l’attività di councelling e incontro con lo psicologo dello sportello di ascolto.
Per quanto riguarda genitori e docenti sono previsti momenti formativi e informativi
sulle problematiche in età adolescenziale.
Nella seconda edizione del bando sono stati privilegiati progetti che prevedessero azioni coordinate tra
scuola e territorio al fine di seguire gli stessi ragazzi, in particolare i ragazzi che presentano problemi di
carattere relazionale e comportamentale anche nei punti di aggregazione dei quartieri (polisportive, Net
garage, Infobus, servizio di mediazione dei conflitti, centri si socializzazione). L'obiettivo è quello di
moltiplicare le agenzie “educative” in grado di contattare i minori anche sul territorio, promuovere i loro
protagonismo, favorire l'accesso ai servizi a loro dedicati e, al contempo, contrastare i comportamenti a
rischio e promuovere comportamenti improntati al rispetto delle regole.
Per rendere concreto questo percorso l'Assessorato alle Politiche per la Salute ha erogato, anche sula
prevenzione del disagio, contributi alle Circoscrizioni per mettere in atto progetti che seguissero questo tipo
di metodologia. Si segnalano due esperienze che possono rappresentare “una buona prassi da diffondere”
che hanno in comune l'individuazione di soggetti radicati sul territorio e con operatori qualificati che, in
maniera continuativa, operano sulla fascia di minori che presentano problemi relazionali e comportamentali.
E' il caso della Cooperativa “Il Girasole” che da diversi anni opera ad Albareto e l'Associazione
Animatamente che operano nel territorio di S Agnese della Circoscrizione 3 attraverso la gestione di un
centro di aggregazione collocato all'interno della Polisportiva Gino Nasi. Entrambi i Progetti sono stati
sostenuti anche attraverso questi finanziamenti.
Sostegno alla neogenitorialità
Attraverso il coordinamento dell'ufficio Politiche per la salute è stato avviato nel 2006 e condotto un percorso
intersettoriale e interistituzionale sul sostegno alla neogenitorialità che ha visto confrontarsi diversi soggetti
al fine di : indagare indagare i bisogni emergenti dei neo-genitori (0-12 mesi) e progettare azioni di
miglioramento dell’offerta e delle informazioni ai neo-genitori, consolidando e potenziamento le sinergie fra
gli operatori dei diversi servizi; attivare un confronto fra operatori e servizi per accrescere il bagaglio
conoscitivo rispetto alle diverse competenze e risposte fornite ai neogenitori.
143
Soggetti coinvolti: Policlinico, Unità Pediatrica Distrettuale di Modena (Pediatra di libera scelta-Pediatria di
Comunità – AUSL), Centro per le Famiglie – Servizi Sociali, Ostetrica del Consultorio -Distretto 3 AUSL,
Coordinamento Pedagogico – Comune di Modena, Servizi sociali della Provincia di Modena
Alcune tendenze riscontrate dagli operatori: professionalizzazione della cura del bambino,moltitudine di
messaggi a volte non coerenti da parte dei servizi o dei professionisti, insufficiente conoscenza e
preparazione del momento successivo alla gravidanza: dalle difficoltà organizzative, al destreggiarsi di fronte
a esperienze nuove come il pianto del bambino, come nutrirlo, come prendersene cura, solitudine delle
famiglie (reti familiari sempre più ristrette) che causano in maniera ricorrente: 1) ansia, aumento
esponenziale delle richieste agli operatori, e senso di inadeguatezza 2) inadeguatezza e sensi di colpa
rispetto alle possibilità o meno di allattare, cosa fare quando si hanno difficoltà ad allattare, quando e come
smettere, integrare ecc. 3) senso di inadeguatezza nello svezzamento, alimentazione, piccole patologie, il
pianto, il sonno….. 4) eccessiva dipendenza dallo specialista, 5) aumento esponenziale della domanda di
rassicurazione e di intervento (uso improprio dei servizi: pediatri, pronto soccorso, ecc.), 6) difficoltà e senso
di colpa al momento del distacco (nell’inserimento al nido, ecc.) o eccessivo attaccamento al neonato.
Sono state messe in campo le seguenti azioni:
- un censimento dei servizi pubblici a sostegno dei neo-genitori dei bimbi 0-12 mesi, offerti sul territorio dal
Comune e dalle Aziende Sanitarie
- individuazione dei bisogni emergenti percepiti dai neo-genitori, dopo un confronto con operatori e pediatri;
- formazione e confronto tra operatori e addetti ai servizi, organizzando alcuni momenti formativi che hanno
coinvolto pediatri, educatrici, operatori sociali e sanitari, ostetriche, per tentare di rendere più coerenti i
contenuti informativi forniti ai genitori su tematiche che si possono prestare a messaggi confusi (es. il pianto
del bambino, il sonno, l’allattamento al seno, l'attaccamento ecc.)
Alla fine del percorso è stato organizzato un workshop su “Come sostenere la neogenitorialità a Modena - La
relazione con il lattante nei primi 12 mesi di vita, tra attaccamento e distacco”
E' in fase di elaborazione un libretto informativo che verrà tradotto in lingua araba e inglese che riassume i
messaggi utili ai neogenitori sulle tematiche richiamate
4° OBIETTIVO
Promuovere azioni su gruppi che esprimono bisogni e criticità specifici
Nel 2006 lo Spazio Giovani del Consultorio (14-19 anni) per consulenze e assistenza sanitaria ha ricevuto
1.077 utenti nel 2006 (+9%) rispetto al 2004 mentre Il Centro d'Ascolto per Adolescenti ha registrato
152 accessi (+ 31%) rispetto al 2004 per:
28% problematiche di relazioni fra pari
2% problematiche legate all'uso di sostanze
26% disturbi del comportamento alimentare
34% disturbi d'ansia, depressione e/o forme di disagio psichico
10% domande su problematiche familiari
Nel 2007 gli accessi complessivi tra Spazio Giovani e Centro d'Ascolto sono stati 1095
Da segnalare che all'interno dello Spazio Giovani e del Centro D’Ascolto vengono effettuate “prese in carico”
individuali con un’equipe integrata (Dietologa, Psicologo, Ostetrica, Ginecologa) e sono stati individuati
specifici percorsi di accesso con la Neuropsichiatria Infantile del DSM e con il Centro dei Disturbi del
Comportamento Alimentare del Policlinico.
Gestione spazio gioco e colloquio genitori e bambini presso la casa circondariale S.Anna
La sala colloqui per genitori e bambini è stata inaugurata il 19 giugno 2003. Dopo una prima fase di
sperimentazione, è stata aperta durante tutti i giorni e orari previsti per i colloqui. Non è stata attivata la
144
presenza di un educatore durante i colloqui; i detenuti utilizzano autonomamente la saletta con i loro
famigliari e possono essere presenti più nuclei contemporaneamente.
La cura e la pulizia degli spazi sono seguiti e gestiti dal personale interno al carcere, coinvolgendo i detenuti
sia per una sempre maggiore responsabilizzazione nell'uso dello spazio, sia per le attività di riassetto e
pulizia del locale.
I materiali di gioco per la sala colloqui sono stati forniti, insieme agli arredi, nella fase iniziale dell'apertura.
Questo spazio per i colloqui è molto apprezzato dai detenuti, le richieste sono sempre numerose; molti
condizionano il momento di colloquio con i figli alla possibilità di accedere alla saletta, ritenendola un luogo
accogliente e adatto ai bambini (a differenza della normale sala colloqui con i vetri divisori).
Questa iniziativa si amplierà nel futuro, in quanto, già ad oggi, sono in corso lavori di ristrutturazione di un
altro spazio all'interno del carcere da adibire a sala colloqui per genitori e bambini.
La realizzazione della sala colloqui è parte di un progetto più ampio, relativo al sostegno della genitorialità in
carcere, che prevede iniziative con esperti, attività di aggregazione per le famiglie e momenti di confronto in
gruppo. Le famiglie che utilizzano la saletta colloqui sono 4-5 al giorno, circa 20 alla settimana, considerato
che sono 4 i giorni designati ai colloqui.
Attività di affido eterofamiliare
Nel 2004 è stata attuata una promozione dell’affido eterofamiliare al fine di aumentare la capacità di
accoglienza delle famiglie di minori in condizioni di disagio familiare, in collaborazione con il Tavolo di
coordinamento dell’affido.
Sono stati attivati gruppi di auto-aiuto delle famiglie affidatarie ed è stata sviluppata un’attività a sostegno
delle potenziali capacità affettive ed educative delle famiglie di origine.
Il lavoro si è sviluppato attraverso azioni di :
- Promozione dell’affido eterofamiliare attraverso campagne di comunicazione rivolte alle famiglie;
- Promozione e gestione di incontri e seminari con le famiglie affidatarie;
- Valutazione e selezione delle famiglie affidatarie da parte del gruppo tecnico come dettato dalla direttiva
regionale;
- Coordinamento di attività di abbinamento delle famiglie ai minori;
- Sostegno alla famiglia naturale;
- Gestione dei rapporti periodici con il Tribunale dei Minori;
- Sostegno alle famiglie affidatarie;
- Verifiche periodiche durante tutto il periodo dell’affidamento.
Nel 2004: 82 affidi eterofamiliari ; 25 affidi parentali ; 452 progetti di affidamento realizzati Nel 2007: 141
affidi tutti eterofamiliari
Attività d’informazione, preparazione, valutazione e sostegno per le adozioni nazionali ed
internazionali
Nel 2004 è stato applicato il protocollo regionale relativo alla legge sulle adozioni internazionali, sono stati
stabiliti accordi di collaborazione con gli enti autorizzati, sono stati organizzati corsi di formazione rivolti agli
operatori ed è stato sperimentato un gruppo per le famiglie adottive;
Sono state sviluppate e/o implementate le seguenti Azioni / attività
1. Informazione alle famiglie interessate all’adozione;
2. Gestione dei corsi di formazione, come previsto dalle direttive regionali;
3. Valutazione dell’idoneità delle famiglie;
4. Gestione dei rapporti con il Tribunale dei Minori;
5. Gestione dei rapporti con gli Enti autorizzati per l’adozione internazionale;
6. Gestione della fase post adottiva e dell’affido pre-adottivo
Vengono periodicamente irganizzati cosri formativi le coppie e i successivi percorsi di indagine psicosociale
per chi decide di intraprendere il percorso dell'adozione
Centro per le famiglie
Servizio di mediazione familiare Nel 2004 sono state sviluppate connessioni e collaborazioni con le diverse
organizzazioni pubbliche e private che operano nell’ambito della mediazione familiare, attraverso la
realizzazione di attività di:
- Accoglienza di singoli o coppie per raggiungere la consapevolezza di poter continuare un
percorso educativo verso i propri figli;
- Incontro con il Mediatore Famigliare per il raggiungimento dei primi accordi;
145
- Promozione verso le famiglie, magistratura, ordine degli avvocati, scuola, ecc. della cultura della
mediazione famigliare come opportunità di corretta gestione dei conflitti;
- Attivazione di gruppi di confronto tra genitori sui temi della separazione
Nel 2004 70 coppie hanno usufruito del servizio, 140 nel 2007.
Centri di socializzazione per minori
Sono state attivate collaborazioni all’interno delle circoscrizioni con gruppi di volontariato per
gestire centri di aggregazione e socializzazione extrascolastica al fine di incrementare la rete di aiuto rivolta
ai minori.
Sono attivi i seguenti punti:
- Centro di animazione giovanile ONDA ( Collegara San Damaso);
- Gruppo Volontari Crocetta;
- Centro di animazione giovanile Pu.Ma .( Zona Madonnina);
- Centro di animazione giovanile Evolution ( Centro Storico);
- Centro di animazione giovanile OPEN ( Sacra Famiglia);
- Centro di animazione giovanile Wild Spirit ( Gesù Redentore);
Le attività sono:
- Gestione e apertura dei punti aggregativi almeno 3 pomeriggi a settimana;
- Attività ludiche, creative supporto al lavoro scolastico;
- Organizzazione di feste;
- Attività di sostegno al recupero delle abilità genitoriali (consulenze psicosociali);
- Verifica e supporto dei centri;
- Progettazione e pianificazione degli interventi;
- Verifica degli interventi;
Nel 2004 è stata sviluppata una rete di aiuto ai minori all’interno dei quartieri cittadini per offrire risposte di
socializzazione extrascolastica; 198 ragazzi partecipanti; 4 laboratori estivi. Nel 2007 i ragazzi accolti sono
stati 216
Attività psico - sociale di tutela e affido di minori al Servizio Sociale
Nel 2004 sono state sviluppate le azioni di formazione e la rete di protezione dei minori, inoltre sono stati
attivati rapporti con le scuole. Le attività sono svolte dall’equipe psicosociale integrata, quando necessario,
dal Servizio di NPI ( Neuropsichiatria Infantile), si articolano in:
- Verifica della presenza di esposizione al rischio del minore
- Sostegno alla famiglia e al minore per il recupero
- Azioni di protezione ed eventuale allontanamento del minore dalla famiglia
- Gestione dei rapporti con il Tribunale per i Minorenni e con il Tribunale ordinario
- Attivazione delle misure di sostegno predisposte dal Tribunale
- Coordinamento delle diverse attività anche terapeutiche
attraverso:
11. modalità di lavoro congiunta con il servizio di psicologia prevede
12. collegamento con il tribunale dei minorenni e con il tribunale ordinario
13. gestione dei rapporti con le famiglie
14. gestione dei rapporti con il territorio
15. gestione dei rapporti con le scuole
16. gestione della rete dei soggetti coinvolti
17. gestione delle azioni di protezione del minore
18. modalità di lavoro congiunta con il Servizio di NPI
Sono stati definit protocolli operativi con Scuole, Tribunale per i minorenni e organizzazioni comunitarie
Nel 2004 erano 570 i minori in tutela o in affido al Servizio Sociale, Sono stati 605 nel 2007
Inserimento dei minori in comunità
Dal 2004 vengono svolte svolte le seguenti attività: Inserimenti dei minori in comunità educativa,
inserimento dei minori in comunità famigliari, Inserimento dei minori in case famiglia, Collegamento col
Tribunale dei Minorenni, Attività di sostegno al recupero delle abilità genitoriali, Verifica e supporto delle
comunità, Progettazione e pianificazione degli interventi, Verifica degli interventi
Nel 2004 erano 149 i minori inseriti in Comunità. Al 2007 sono 211
Pronto intervento per minori stranieri non accompagnati e vittime della prostituzione minorile
146
Nell’anno 2004 a fronte del fenomeno migratorio sono state attivate risposte specifiche in particolare da due
comunità: “Orione 80” e “Cooperativa Porta Aperta”, attraverso le seguenti azioni:
1) inserimento del minore in comunità educativa;
2) inserimento del minore presso parenti;
3) inserimento in affido;
4) attività scolastiche, formative, ricreative e di vita;
5) collegamento con Giudice Tutelare;
6) collegamento con Questura per permessi di soggiorno.
Nel corso dell’anno gli interventi residenziali sono stati ridotti attivando percorsi mirati al rimpatrio assistito e
all’affido familiare e sono stati sviluppati percorsi di cooperazione internazionale con i paesi d’origine.
Nel 2004 erano 149 i minori seguiti in questo ambito. Attualmente sono 180
Prevenzione della TBC nei minori stranieri di recente immigrazione
Si è strutturato un percorso di invio con l’Ambulatorio di Broncopneumologia pediatrica del Policlinico per la
definizione diagnostica dei casi dubbi o positivi e la gestione dell’eventuale chemioprofilassi.
Si sono definiti percorsi per la individuazione dei soggetti idonei al test tubercolinico con le principali
comunità di accoglienza per minori della città: Porta Aperta, CEIS, Marta e Maria, S.Pancrazio.
Nel corso del 2004 sono stati eseguiti 175 test tubercolinico su 180 minori idonei al test
I test positivi o dubbi sono risultati 14 sul totale dei 175 test tubercolinici effettuati.
I minori sottoposti a chemioprofilassi sono stati 6 / 6, 1 è risultato affetto da TBC.
Nel corso del 2005 sono stati eseguiti 210 test tubercolinico su circa 300 minori idonei al test
I test positivi o dubbi sono risultati 47 /210
I minori sottoposti a chemioprofilassi sono stati 13 / 13 risultati positivi ai test ematici
Nel corso del 2006 sono stati eseguiti 280 test tubercolinico
I test positivi o dubbi sono risultati 98 /210
I minori sottoposti a chemioprofilassi sono stati 25
Nel corso del 2007 sono stati eseguiti 191 test tubercolinico
I test positivi o dubbi sono risultati 54
I minori sottoposti a chemioprofilassi sono stati 10
Continua l’attività di controllo dei minori immigrati di recente.
Assistenza sanitaria integrata per i bambini affetti da sindrome di Down e le loro famiglie
Si è data attuazione al protocollo per l’assistenza integrata al bambino con sindrome di Down, in cui sono
coinvolti la Neonatologia del Policlinico, il Centro Down presso la NPI di Modena, i PLS della città e il
Poliambulatorio Pediatrico della Pediatria di Comunità di Modena.
I minori affetti da sindrome di Down della città inseriti nel protocollo sono n. 21
E’ in fase di progettazione un questionario di gradimento per le famiglie finalizzato all’evidenziazione di
eventuali criticità nel percorso.
Nel 2004 i Minori coinvolti nel percorso sono stati 21
Al 31/12/2006 i minori affetti da S. di Down, segnalati dai PLS, sono 19 nel distretto di Modena. L’attività
della pediatria di Comunità di Modena è tuttavia rivolta ai minori Down di tutta l’azienda. I minori seguiti sono
globalmente poco più di 80. Per tutti questi sono previsti periodici controlli presso il Centro Down della NPI
mentre presso il Poliambulatorio di Torrenova vengono programmati i controlli Oculistici, Otorino e
Ortopedici, secondo le cadenze previste dal protocollo, in orari dedicati e con programmazione gestita
direttamente dalla segretreria della Pediatria di Comunità di Modena, al fine di agevolare l’accesso delle
famiglie.
Implementazione dell’assistenza sanitaria di base ai minori immigrati
Molto buona la collaborazione con l’area minori del servizio sociale del Comune di Modena.
L’assistente sanitaria della pediatria di comunità che con continuità si reca al campo Nomadi di via
Baccelliera e presso le altre sedi di permanenza dei gruppi nomadi è stata individuata come preciso punto di
riferimento per le problematiche sanitarie dei minori.
147
Vengono effettuati controlli igienico sanitari in particolare nei confronti delle parassitosi e programmati
interventi di diagnosi e cura in particolare per le problematiche odontoiatriche, e quelle di natura oculistica ed
otorinolaringoiatria, che vengono riferite per lo più al centro pediatrico di Torrenova.
Intensa e costante è l’azione di promozione delle vaccinazioni obbligatorie e raccomandate.
INDICATORI DEI RISULTATI OTTENUTI:
n. 52 visite domiciliari al campo nomadi / n. 144 minori nomadi in carico
n. 40 minori vaccinati / n. 144 minori nomadi in carico
eseguite 33 vaccinazioni raccomandate e 52 vaccinazioni obbligatorie
Dimissioni protette di bambini ricoverati nell’area materno-infantile con fattori di rischio sociale
L’azione ha registrato un notevole avanzamento. E’ stato raggiunto l’obiettivo che è quello della salute
affettiva psicofisica del bambino, garantendo anche la salvaguardia delle relazioni familiari. C’è stato anche
un incremento del numero dei minori valutati a rischio socio sanitario, per i quali prima della dimissione è
stato formulato un piano di interventi socio sanitari ai fini della continuità assistenziale, attraverso un lavoro
di rete con i servizi territoriali.
Numero di procedure attivate rispetto all’esigenza :100% . Tempi intercorsi tra la richiesta del Reparto e la
risposta del Servizio: immediata.
Centri Diurni per minori
Dal 2004 nell’ambito delle attività diurne per minori in stato di disagio sono state realizzate diverse attività:
- Progettazione degli inserimenti nei centri diurni, in collaborazione con tutti i soggetti, verifica e valutazione
dei singoli interventi
- Attività educative, supporto alle attività scolastiche, sviluppo delle autonomie di base e relazionali
- Attività di sostegno al recupero delle abilità genitoriali attraverso consulenze educative
- Collaborazione con le Istituzioni scolastiche per i programmi di sostegno individuale.
- Collaborazione con i Servizi di Neuropsichiatria infantile finalizzata alla costruzione di progetti di vita
individuali
- Sviluppo di un progetto indirizzato agli adolescenti;
Sono attivi 3 Centri Diurni : 3 ( 2 gestiti dall’IPAB patronato Figli del Popolo e 1 dalla Coop.va Porta Aperta
Nel 2004 sono stati inserito nei centri diurni 48 minori, 78 nel 2007
5° OBIETTIVO
Proporre e realizzare azioni di riduzione del danno, di recupero e limitazione degli handicap.
I principali interventi proposti e realizzati sono:
E’ stato realizzato nel 2004 il progetto “Camere sterili …non più soli con la rete” tra comune di Modena (I°
circolo), azienda Policlinico e ASEOP finalizzato a permettere ai bambini ricoverati presso il reparto di
oncoematologia pediatrica di utilizzare due postazioni Internet al fine di metterli in contatto con i propri
compagni di scuola oltre che favorire il reinserimento scolastico, lo sviluppo della personalità dell’alunno
degente, la socializzazione.
Sempre in questo ambito è stata sottoscritta tra Comune di Modena ha sottoscritto una convenzione tra una
scuola del X° circolo e la famiglia di una ragazzo per sperimentare la connessione telematica tra scuola,
ospedale e casa per i bambini che, a fasi di ricovero, devono permanere a casa per periodi lunghi.
Anche nel corso dell’anno 2005 i partners coinvolti nel progetto (Azienda Ospedaliera, Aseop, Telecom)
hanno provveduto, secondo la loro competenza, al buon funzionamento del suddetto e a risolvere, quasi
completamente, le difficoltà logistiche riscontrate nell’anno precedente.
L’Azienda Ospedaliera ha attivato quattro punti riceventi e trasmittenti nel reparto di Pediatria per la
connessione a Internet senza fili , in collaborazione con il MIUR che ha fornito i computer portatili con
schede Wireless. Questo rende possibile collegarsi facilmente con le scuole di appartenenza dei ragazzi
ricoverati, anche con la Webcam. I bambini ospedalizzati e coinvolti nel progetto in età scolare, nel reparto
di Oncoematologia sono stati 17.
I bambini che ne hanno fatto uso per l’istruzione domiciliare 6.
Inserimento bambini che necessitano di sostegno nei centri estivi
L'elevato numero di bambini che necessitano di sostegno ha richiesto la modifica del centro estivo prescelto
da parte di alcune famiglie. Alcuni sostegni sono stati assegnati solamente a centri estivi attivati.
148
L'esperienza avviata nel 2004 è stata positiva sia per le opportunità di gioco offerte a tutti i bambini sia per la
risposta data ai bisogni delle famiglie e quindi l'opportunità di inserire bambini diversamente abili e/o con
difficoltà relazionali e comportamentali è diventata una attività stabile attraverso un intervento di sostegno da
parte del Settore Istruzione. La programmazione di una maggiore distribuzione territoriale di centri estivi di
piccole proporzioni ha favorito l'inserimento dei bambini.
Oltre alle insegnanti di Scuole d'infanzia e ai sostegni educativi delle cooperative, si è rivelato molto positivo
anche l'utilizzo dei tutor come figure di sostegno nei centri estivi.
Nell'estate 2004 sono state accolte nei centri estivi tutte le 42 domande di bambini che necessitavano di
sostegno. Il totale dei turni (di 4, 3, 2 o 1 settimane) frequentati è stato di 71. Nell’estate 2005 i bambini con
sostegno inseriti nei centri estivi sono stati 48; i turni frequentati sono stati 79.
Integrazione scolastica di alunni/e diversamente abili e con problemi relazionali e comportamentali
dalla scuola d'infanzia alle scuole superiori
Nel corso del 2004 sono stati assegnati educatori, tutor ed insegnanti di sostegno per alunne/i diversamente
abili - sono stati avviati corsi di formazione ed effettuati incontri con i responsabili dei servizi interessati sono stati organizzati ausili e proseguite le collaborazioni con S.N.P. dell’ASL e CSA.
Risorse impiegate 2.400.000 € , N° alunni/e coinvol ti: 370 N° ordini di scuole coinvolti: infanzia, el ementari,
medie inf., medie sup. N° di operatori (educatori, tutor, insegnanti): 250
Nel 2005: N° alunni/e coinvolti: 380; Ordini di sc uole coinvolte: infanzia, elementari, secondarie di 1° e 2°
grado;
N° di operatori (educatori, tutor, insegnanti): 250 ; Coinvolgimento di dirigenti dei servizi AUSL; Istruzione e
Servizi sociali del Comune di Modena.
Nel 2007 gli interventi di inserimento sono stati 528
Pronto intervento per minori vittime di maltrattamenti e abusi
Nel 2004 a fronte di grave rischio per il minore sulla base di indicazioni della procura Minorile e/o ordinaria e
sulla base delle funzioni attribuite all’Ente Locale dall’art. 403 del codice civile, il minore può essere
allontanato dalla famiglia in via di urgenza. Per fare fronte a questo grave evento sono state attivate
convenzioni per il pronto intervento con le comunità educative residenziali per minori della durata di circa 30
giorni, in particolare:
1. Sacra famiglia
2. Coop Uscita di sicurezza
•
3. Coop. Porta Aperta
•
4. Ceis ( AMA)
Le attività che vengono garantite sono:
1. Inserimento urgente e immediato del minore in comunità educativa;
2. Collegamento con TM
3. Attività di valutazione e sostegno al recupero delle abilità genitoriali (consulenze psicosociali);
A fronte del fenomeno dei minori vittime di tratta, in particolare stranieri non
accompagnati e minori in uscita da percorsi di prostituzione coatta, sono stati attivate
convenzioni con organizzazioni e comunità per garantire la pronta accoglienza in
raccordo con le azioni delle forze dell’ordine.
Le attività di pronto intervento sono presenti presso:
1. Cooperativa Porta aperta per minori stranieri non accompagnati
2. Associazione Marta e Maria/CEIS per minori in uscita dalla prostituzione coatta
Le attività previste sono:
1. Accoglienza dei minori accompagnati dalle forze dell’ordine
2. Accoglienza e osservazione per un periodo programmato
3. Definizione di un progetto individuale
4. Collegamento con TM
5. Collegamento con le forze dell’ordine;
Il numero di minori ospitati in “ pronto intervento” sono stati 93 di cui 20 minori residenti nel 2004 (13 minori
in uscita dalla prostituzione; 60 minori stranieri non accompagnati) 94 nel 2007
149
Miglioramento della qualità di vita dei bambini affetti da diabete mellito e delle loro famiglie
E’ stato definito un percorso assieme ai PLS ed alla Clinica Pediatrica del Policlinico per favorire
l’inserimento scolastico del bambino affetto da diabete mellito. Contatti sono stati presi anche con il 118 che
si è attrezzato per fronteggiare una eventuale emergenza in ambiente scolastico.
E’ stata fatta una rilevazione dei bambini diabetici presenti nella città tramite i PLS.
I bambini fino a 10 anni affetti da diabete, segnalati dai PLS, sono risultati n.6
Di questi 4 sono stati inseriti nel percorso previsto dal protocollo.
E’ stato ipotizzato un questionario di gradimento per le famiglie che però non verrà somministrato alle sole
famiglie inserite nel percorso ( di numero esiguo) ma verrà rielaborato per essere utilizzato su una
popolazione più ampia al fine di valutare meglio il bisogno di supporto e non solo in ambito scolastico.
Nel 2004
N. bambini diabetici (0 – 10 anni) inseriti nel percorso: 4
N. bambini diabetici (0 – 10 anni) frequentanti : 6
Nel 2005
N. bambini diabetici (0 – 10 anni) inseriti nel percorso: 6
N. bambini diabetici (0 – 10 anni) frequentanti : 7
anno 2006:
N. nuovi bambini diabetici (0 – 10 anni) inseriti nel percorso: 2
N. bambini diabetici con protocollo modificato per cambio scuola: 2
2007:
N. nuovi bambini diabetici (0 – 10 anni) inseriti nel percorso: 2
N. bambini diabetici con protocollo modificato per cambio scuola: 3
Totale minori diabetici seguiti: 9
Sono stati inseriti in media 2 nuovi casi all’anno e nel quadriennio sono stati gestiti 5 passaggi da scuola
dell’infanzia a primaria o da primaria a secondaria 1 grado. I bambini sono stati seguiti, a percorso avviato,
nelle problematiche via via emergenti: rapporti bambino/classe, gestione delle gite scolastiche, progressiva
autonomia del minore nell’autogestione.
Trasporto STEN (Servizio di Trasporto Emergenza Neonatale)
Il Servizio di Trasporto d’Emergenza Neonatale (STEN) è attivo nella provincia di Modena dal febbraio del
2000. Si tratta di un sevizio “attivabile su richiesta” da parte dei centri nascita di I livello della provincia di
Modena ed ha come obiettivo il trasporto dei neonati in condizioni cliniche critiche dal centro nascita alla
Terapia Intensiva Neonatale del Policlinico. L’équipe dello STEN è costituita da personale della
Neonatologia (medico ed Infermiera Professionale) reperibile, da un autista e da un infermiere del 118
(Modena Soccorso). In fase preliminare sono stati effettuati corsi di rianimazione neonatale ed esercitazioni
pratiche sull’ambulanza rivolti al personale della neonatologia e di Modena Soccorso.
Successivamente sono stati effettuati corsi di rianimazione e stabilizzazione neonatale nei punti nascita,
rivolti a tutto il personale sanitario degli ospedali periferici (pediatri, anestesisti, ostetriche, ginecologi). Nel
corso del 2004 inoltre sono stati eseguiti anche corsi regionali di rianimazione neonatale con istruttori della
Società Italiana di Neonatologia (SIN) presso il Policlinico di Modena, a cui hanno preso parte molti dei
neonatologi della TIN del policlinico e praticamente tutti i pediatri dei punti nascita periferici. Analoghi corsi
sono stati svolti per le ostetriche, gli anestesisti, i ginecologi e le infermiere degli ospedali provinciali. Gli esiti
definitivi dello STEN sono stati ritenuti molto soddisfacenti con un 75% di dimissioni a domicilio dei pazienti
ed un 13% di back-transport (ossia ritorno nel punto nascita una volta superata la fase acuta di malattia). La
stabilizzazione del neoanato è stata sempre effettuata con una piena ed attiva collaborazione tra i sanitari
della TIN e quelli dei punti nascita provinciali, costituendo momenti di aggiornamento professionale per tutte
le persone coinvolte. In definitiva si ritiene che lo STEN abbia raggiunto tutti gli obiettivi previsti. Gli
intervento sono mediamente 10 all'anno
Monitoraggio cardio-respirografico domiciliare nei neonati a rischio SIDS (Sudden Infant Death
Syndrome)
Dal gennaio 2004 si è proseguita la collaborazione con la Pediatria di Modena e con le Divisioni di Pediatria
della Provincia di Modena, per valutare quei neonati/lattanti che hanno fattori di rischio per la SIDS
(familiarità, episodi di ALTE, apnea della prematurità), secondo un protocollo condiviso.
Il centro di riferimento è la Neonatologia di Modena, con presa in carico dei neonati/lattanti che, dopo
opportuni accertamenti, vengono individuati come candidati per il Monitoraggio domiciliare.
150
Ogni 6 mesi vengono svolti incontri con i centri regionali che collaborano al progetto per la prevenzione e la
rilevazione degli eventi SIDS.
Le difficoltà di una corretta rilevazione degli eventi SIDS persistono, nonostante gli sforzi per diffondere il
concetto che ogni morte senza apparente giustificazione nel primo anno di vita dovrebbe essere segnalata ai
centri provinciali di riferimento per la SIDS. Per la provincia di Modena si è attivata una procedura con la
Anatomia Patologica che prevede una anamnesi accurata ed accertamenti specifici durante il riscontro
autoptico in ogni caso sospetto di SIDS. Si deve tuttavia segnalare che non tutti gli eventi SIDS giungono
all’Anatomia Patologia, pertanto alcuni casi potrebbero sfuggire da una corretta rilevazione. La procedura
prevede inoltre una revisione critica dell’evento sospetto ed un colloquio di restituzione ai genitori. Applicate
in modo capillare le raccomandazioni per la prevenzione della SIDS presso i punti nascita (consigli ai
genitori sulla postura supina nel sonno, con interventi mirati da parte del personale sanitario e con specifica
annotazione sulla lettera di dimissione). Anno 2005 : 6 casi;
Anno 2006 4 casi, Anno 2007 5 casi. Il numero di neonati deceduti per SIDS, di cui si è riuscito a
centralizzare la valutazione, è stato di 4 casi dal 2004 al giugno 2008. In un caso il riscontro autoptico ha
consentito l'identificazione di una anomalia strutturale del nucleo arcuato nel mesencefalo, possibile
responsabile della crisi di apnea che ha procurato la morte.
151
152
Dati di contesto
I minori residenti a Modena al 31.12.2006 sono 27.708 (rispetto al 2002 +6,9 %), di cui stranieri 4.129 che
rappresentano il 14,9% dei minori. (nel 2002 erano circa il 10% dei minori) I nuovi nati nel 2006 sono
1.685 e il tasso di natalità è di circa 9 nati ogni 1000 residenti.
8000
7000
6000
2002
5000
2003
4000
2004
3000
2005
2000
2006
1000
0
30000
0-2
3--5
25924
26270
6--10
26807
11--13
27432
14--17
27708
25000
20000
15000
10000
2589
2912
3363
3835
5000
4129
0
2002
2003
N° totale minori
2004
2005
2006
N° minori stranieri
Fattori socio economici
Nel 2006 le coppie con figli minorenni rappresentano il 36% delle famiglie povere (a fronte di una presenza
complessiva del 18%) erano il 23,6% nel 2002 (dati CAPP)
Si segnala la presenza di forme famigliari particolarmente fragili come le famiglie monogenitoriali: 8,2 %
delle famiglie complessive.
I nuclei familiari seguiti dal Servizio Sociale sono passati da 4.994 nel 2005 a 4.730 nel 2006, di cui 1.885
nuclei con minori
713 sono i nuclei familiari con minori beneficiari di sostegno sociale - di cui 146 per sostegno solo
economico
2785 minori in carico al Servizio Sociale per situazioni di disagio (+ 18%), di cui: 596 attività di tutela e affido
di minori al Servizio Sociale per disposizione del tribunale per i minorenni (+15%); 159 minori accolti in
presidi residenziali (comunità familiare, comunità mamma-bambino, comunità educativa); - 175 minori non
accompagnati e/o vittime della prostituzione (+34%); 36 minori in carico per abuso e grave maltrattamento.
153
La mortalità neonatale è di 1,8 (per mille nati), in regione il 2,5 (per mille nati)
Mortalità infantile dei residenti nel distretto di Modern
Numero di decessi - Anni 1995-2004 (Dati Epidemiologia – AUSL Mo)
1995-1999
2000-2004
Tutte le cause
47
30
- di cui: malformazioni congenite
9
3
- di cui: altre condizioni morbose perinatali
29
22
Sovrappeso e obesità
154
COPERTURE VACCINALI NEL DISTRETTO DI MODENA
Le vaccinazioni di legge (Difterite, Tetano, Epatite B, Polio) sono costantemente al di sopra della soglia del
95% che il Piano Nazionale Vaccini consiglia come valore da raggiungere e mantenere nel tempo.
In questi ultimi anni tale soglia è stata superata anche per la vaccinazione contro la Pertosse e per quella
contro le malattie da Haemofilo b. Buono è anche l’incremento della copertura vaccinale contro il morbillo
rilevato nell’ultimo anno: i dati presentati sono riferiti al 24° mese. Rimane costantemente superiore al 95%
anche la copertura per Difterite e Tetano ai 7 anni.
Coperture vaccinali: Haem ophilus b 12° m ese
Distretto di Modena 2000-2006
100
92,2
95
90
97,2
97,9
98,4
97,9
2003
2004
2005
2006
94,5
88,2
85
80
75
70
65
60
2000
2001
2002
Coperture vaccinali Pertosse 12°m ese
Distretto di Modena 2001-2006
100
95
93,5
95,1
2001
2002
97,1
98,0
98,2
97,5
2003
2004
2005
2006
90
85
80
75
70
65
60
155
Coperture vaccinali per Morbillo 24° mese
Distretto di Modena 2000-2006
100
95
90
90,8
91,9
2002
2003
87,9
92,7
92,3
90,0
85,4
85
80
75
70
65
60
2000
2001
2004
2005
2006
Coperture vaccinali per Difto-Tetano 7 anni
Distretto di Modena 2002-2006
100
95
93,6
94,6
2002
2003
96,1
95,9
2005
2006
95,7
90
85
80
75
70
65
60
2004
Coperture vaccinali per Morbillo 13 anni
Distretto di Modena 2000-2006
100
95
90
90,1
86,5
85,8
86,3
2003
2004
2005
85
80
74,5
76,5
75
70
65,2
65
60
2000
2001
2002
2006
Dal 2006 la Regione offre ai 15enni la vaccinazione contro il Meningococco C in occasione del richiamo anti
difto-tetanico. Si è visto un incremento dell’adesione all’offerta vaccinale del Meningococco C dal 2005 al
2006 passando rispettivamente dal 59,5% al 74,6%.
156
Copertura vaccinale per Difto-Tetano
e Men C nei nati (1991)
Copertura vaccinale per Difto-Tetano
e Men C nei nati (1990)
25,4%
40,5%
74,6%
59,5%
Td+Men C
Td+Men C
Td
Td
Minori in carico alla Neuropsichiatria Infantile nel Distretto di Modena interessati da problemi
neuropsichiatrici o psicologici
2002
2007
Età
Totale
Maschi
Femmine
Totale
0-2
94
51
36
87
3-5
309
152
84
236
6-10
896
539
284
823
11-13
465
266
169
435
14-17
390
265
155
420
> 18
132
77
54
131
Totali
2286
1350
782
2132
Dei 2132 minori residenti nel distretto in carico nel 2007, 1383 sono utenti costanti, 514 nuovi utenti nell'anno
e 235 rientrati.
il dato dei nuovi utenti è in aumento ed è determinato da una richiesta in aumento anche per protocolli che
prevedono prese in carico precoci, soprattutto dei disturbi del linguaggio e dell'apprendimento che
costituiscono circa il 35% dell'utenza. Gli utenti rientrati sono rappresentati da quei ragazzi che dimessi ,
hanno ripresentato nel corso del processo evolutivo personale e familiare un nuovo momento di crisi che ha
comportato l'esigenza di una nuova presa in carico. Da due anni è disponibile, attraverso una convenzione
con villa Igea, una residenza terapeutica intensiva per minori ( residenza e semiresidenza: 8+2 posti letto)
dove possono essere ricoverati gli utenti per i quali non è sufficiente un trattamento solo ambulatoriale. Negli
ultimi anni si può dire che sono in aumento le richieste per disagio aspecifico, non tipico delle forme
psicopatologiche storicamente assistite dalla NPI, legate a problematiche familiari, scolastiche con problemi
di somatizzazione, difficoltà scolastiche etc.
Malattie croniche
Secondo una rilevazione effettuata dai Pediatri di Libera Scelta negli anni 2003-2004, 728 maschi e 573
femmine sono interessati da malattie croniche di cui il 27% di tipo allergico tra asma cronica e bronchiti
asmatiche
157
Dispersione scolastica
Gli abbandoni effettivi dagli istituti superiori di Modena hanno riguardato, per l'anno scolastico 2004/2005 il
6,3% degli iscritti, 417 maschi e 320 femmine (in Provincia il 6,7%, 1083 maschi e 610 femmine). Un 30%
riguarda ragazzi e ragazze residenti con cittadinanza non italiana, secondo le stime provinciali.
Allattamento al seno
Completata la ricerca triennale della RER sull'Allattamento al Seno comparando le rilevazioni a campione
effettuate nel 1999, 2002, 2005
158
Risultati e prospettive
A conclusione del percorso descritto, possiamo affermare che nel periodo di validità del programma (20042007) sono stati raggiunti alcuni obiettivi fondamentali
E’ certamente migliorata la conoscenza sullo stato di salute e di benessere dei minori e dei bisogni
emergenti attraverso l'individuazione dei principali determinanti che influiscono sulla salute di tale gruppo di
popolazione e su questi sono state attuate azioni di miglioramento. Nell'attuazione del programma sono stati
coinvolti e messi in rete molti soggetti che hanno partecipano direttamente con proprie risorse, per il
raggiungimento degli obiettivi prefissati facendo crescere la consapevolezza in tanti operatori pubblici e del
mondo del terzo settore che la promozione della salute dei minori si gioca su un intreccio di interventi che
partono dal superamento precoce delle disuguaglianze.
Sul terreno degli interventi sanitari: un sistema ospedaliero che garantisce una “buona nascita” (tassi di
mortalità di 1,8 per mille nati, in regione il 2,5); una medicina di territorio in grado di garantire un grado di
copertura vaccinale pressoché totale (oltre il 97%) per le vaccinazioni obbligatorie e altissime per quelle non
obbligatorie, una cresciuta attenzione alla umanizzazione delle cure per i bambini affetti da patologie
(ospedale a misura di bambino) e percorsi prevenzione e di presa in carico di particolari malattie; sostegno
alla neogenitorialità attraverso percorsi di messa in rete e accompagnamento ai servizi sanitari e sociali,
sviluppo di progetti integrati che affrontano fenomeni complessi e multifattoriali come la prevenzione
dell'obesità.
Sul piano degli interventi di carattere sociale: una forte crescita dei servizi per l'infanzia (nidi e materne) ma
soprattutto una forte tenuta in termini di qualità di questi servizi ; un ampliamento dei servizi integrativi a
fronte dell'accresciuto fenomeno dell'impoverimento delle reti parentali di sostegno e attivazione di servizi
finalizzati a rafforzare le capacità educative dei genitori; crescente attenzione e investimento sulla
prevenzione del disagio attraverso interventi di prevenzione primaria (promozione della socializzazione, della
partecipazione e dei diritti dell'infanzia e dell'adolescenza con particolare attenzione ai ragazzi stranieri neo
arrivati o di seconda generazione), sostegno economico ed educativo delle famiglie con minori in condizioni
di svantaggio socio economico; azioni di prevenzione secondaria rivolta a gruppi a rischio e interventi di
riduzione del danno e protezione sociale nei confronti di minori svantaggiati.
Occorre pertanto consolidare e sviluppare una metodologia di lavoro che tenga insieme analisi costante dei
fenomeni sociali e sanitari che coinvolgono i minori anche attivando confronti tra banche dati di diversi
servizi al fine di individuare gruppi a rischio (monitoraggio malattie croniche e classificazione delle
malformazioni, monitoraggio dell'obesità e sovrappeso, dispersione scolastica) al fine di definire
ulteriormente i fattori di disagio e affinare le capacità di prevenzione precoce dei fattori che lo determinano.
159
160
APPENDICE
Tipologie d’azione
Interventi strutturali
N° scheda
Titolo
Responsabile
1/I
Carta dei servizi 0/3anni
Maria Ferrari
Settore Istruzione - Servizi 0/3anni
2/I
Carta dei servizi Infanzia
Lucia Selmi
Settore Istruzione – Scuole dell’Infanzia
3/I
Centro di Consulenza Educativa:
sostegno alla genitorialità
Maria Ferrari
Settore Istruzione - Servizi 0/3anni
4/I
Camere sterili….non più soli con la rete
Marisa Sverberi
Scuola ospedaliera “spazio-scuola”
5/I
Riqualificazione della scuola materna
Madonnina
Giuseppe Dieci
Gabinetto del Sindaco
6/I
Nuovo Punto di lettura a Baggiovara
Franco Fondriest
Circoscrizione 4/San Faustino
7/I
Potenziamento e miglioramento
dotazione delle strutture ludiche e
sistemazione aree scolastiche
Giovanna Franzelli
Ambiente – Servizio Tutela Patrimonio Naturale
8/I
Potenziamento strutture ludiche anno
2004
Giovanna Franzelli
Ambiente – Servizio Tutela Patrimonio Naturale
9/I
Potenziamento strutture ludiche anno
2005
Giovanna Franzelli
Ambiente – Servizio Tutela Patrimonio Naturale
10/I
Allestimento di una nuova area ad uso
adolescenti nella Biblioteca Delfini
Meris Bellei
Servizio Cultura – Biblioteche
11/I
Allestimento spazio “educazione figli” per Meris Bellei
genitori alla Biblioteca Delfini
Servizio Cultura – Biblioteche
12/I
Realizzazione di un punto di accoglienza
in Viale Molza per problematiche socio
sanitarie dell’ adolescenza
Silvana Borsari
Consultorio Familiare –Distretto 3 Ausl
13/I
Ospedale a misura di bambino
Fiorella Balli
Pediatria - Azienda O. Universitaria Policlinico
7
7
Fino a luglio 2004 il presidente della Circoscrizione 4/San Faustino è stata Anna Bulgarelli.
161
14/I
Gli studenti dell’Istituto d’Arte Venturi per
i bambini della Pediatria
Fiorella Balli
Pediatria - Azienda O. Universitaria Policlinico
15/I
Pubblicazione volume sulle attività per
l’educazione alle differenze di genere del
Centro Documentazione Donna
Caterina Liotti
Associazione Centro Documentazione Donna
16/I
“La Camera Ingombra” – produzione
DVD interattivo per stimolare il confronto
di genere
Caterina Liotti
Associazione Centro Documentazione Donna
17/I
Bioarchitettura e domotica nella
progettazione e realizzazione dei nuovi
edifici
Loriana Bergianti
Lavori Pubblici
18/I
Nuova scuola d’infanzia in Via Dalla
Chiesa e nuova scuola a Cognento
Massimo Terenziani
Settore Istruzione
Loriana Bergianti
Lavori Pubblici
19/I*
Apertura Nido Piazza Liberazione
Massimo Terenziani
Settore Istruzione
20/I*
Costruzione di un nuovo nido comunale - Dirigente Responsabile Servizio edilizia sociale
Via Padovani
Settori Lavori Pubblici e Settore Istruzione
21/I*
Nuovo Nido d’Infanzia “E. Giovanardi
ved. Ghisellini”
Dirigente Responsabile
Settore Istruzione
22/I*
Nuovo polo scolastico LA CAROVANA
Coop.soc..LA CAROVANA
23/I**
Progettiamo gli spazi per giocare e per Scuola primaria S.Giovanni Bosco_7° Circolo
muoverci nel quartiere
INTERVENTI EDUCATIVI
N° scheda
1/II
Titolo
Responsabile
Iniziative culturali nei Nidi d’infanzia Francesca D’Alfonso
comunali: sostegno alla genitorialità Settore Istruzione – Servizi 0/3anni
nei primi anni di vita e promozione
del benessere relazionale tra
genitori e figli
2/II
“Mi fido o non mi fido?”
Maria Ferrari
Settore Istruzione – Servizi 0/3anni
3/II
Promozione ed educazione alla musica
Liliana Forti
162
Istituto Musicale Orazio Vecchi
4/II
Documentazione educativa per docenti
Mauro Serra
Settore Istruzione
5/II
Itinerari scuola-città – progetti e proposte
per le scuole
Nives Garuti
Settore Istruzione
Servizio Itinerari
6/II
Corsi di formazione per docenti di
sostegno
Mauro Serra
Settore Istruzione
7/II
Progetto di formazione. Organizzazione
di attività formative
Mauro Serra
Settore Istruzione
8/II
Attività in lingua inglese nelle scuole
dell’Infanzia del Comune di Modena
Daniela Guerzoni
Settore Istruzione/Scuole d’infanzia
9/II
Patto per la scuola
Mauro Francia
Settore Istruzione
10/II
Corso di pattinaggio
Lucia Selmi
Settore Istruzione/Scuole d’infanzia
11/II
Mercantingioco 2004
Luciana Torricelli
Settore Istruzione – Città dei bambini e degli
adolescenti
12/II
Festa di natale 2004
Luciana Torricelli
Settore Istruzione – Città dei bambini e degli
adolescenti
13/II
Esercizi di democrazia
Luciana Torricelli
Settore Istruzione – Città dei bambini e degli
adolescenti
14/II
Convegno “Diamo parole al dolore: la
percezione del disagio e della difficoltà
nella vita quotidiana delle bambine e dei
bambini”
Patrizia Rilei
Settore Istruzione
15/II
Centri sportivi e di pratiche motorie
Patrizia Rilei
Settore Istruzione – Centri estivi
16/II
Educazione ambientale- Centri estivi
ambientali
Patrizia Rilei
Settore Istruzione – Centri estivi
17/II
Approccio all’arte per i cittadini bambini.
Laboratori espressivi alla Galleria Civica
Anna Maria Turrini
Settore Istruzione
18/II
Il teatro delle mamme e dei papà.
Spettacoli teatrali in città
Maria Teresa Corradini
Settore Istruzione – Scuole dell’infanzia
19/II
Iniziative culturali nelle scuole
dell’infanzia comunali
Lucia Selmi
Settore Istruzione – Scuole dell’infanzia
163
20/II
Pet-therapy: incontro con l’animale
domestico
21/II
Attività musicale nelle scuole dell’infanzia Maria Teresa Corradini
della città
Settore Istruzione – Scuole dell’infanzia
22/II
Tenera è la notte
Luciana Torricelli
Settore Istruzione – Ufficio Città dei bambini e
degli adolescenti
23/II
Iniziative culturali nei nidi d’infanzia
convenzionati
Responsabili dei Nidi convenzionati Settore
Istruzione
24/II
Gioco di squadra: promozione della
Maria Ferrari
suddivisione del lavoro di cura dei figli tra Settore Istruzione
padre e madre
Musica d’insieme
Liliana Forti
Istituto Musicale Orazio Vecchi
25/II
Lucia Selmi
Settore Istruzione – Scuole dell’infanzia
26/II
Il Comune come Istituzione: cittadinanza
attiva
Nives Garuti
Servizio Itinerari – Istruzione
27/II
Luoghi e itinerari di memoria
Marzia Luppi
Istituto Storico
della Resistenza e della Società Contemporanea
28/II
Promozione di alcuni interventi educativi
nelle scuole medie di I° grado
Ermanno Tarracchini
Scuola Media Cavour/sede Cavour
29/II
Promuovere e sostenere il benessere
psico-fisico degli alunni della scuola
Lanfranco e delle loro famiglie
Carla Rinaldi
Scuola media Lanfranco/S.M.S. Lanfranco e
Guidotti
30/II
Educazione alla salute
Luciana Orlandi
Servizio di Educazione alla Salute – AUSL
31/II
Getto?….non getto!
Marisa Sverberi
Scuola Ospedaliera spazio-scuola
32/II
Progetto Informabus rivolto ai gruppi
giovanili informali
Sergio Ansaloni
Politiche Giovanili
33/II
Nati per leggere a Modena
Meris Bellei
Servizio Cultura/Biblioteche
34/II
Educazione al tifo non violento
Giuseppe Dieci
Gabinetto del Sindaco
35/II
Progetto “Intendiamo” sulla
socializzazione dei minori
Giuseppe Dieci
Gabinetto del Sindaco
164
36/II
Promozione della cultura della legalità
nelle scuole
Giuseppe Dieci
Gabinetto del Sindaco
37/II
Agenda 21 scuola: educazione e
formazione sulla sostenibilità
Ana Maria Solis
Agenda 21 Scuola
38/II
Blu Net Garage
Mila Zuntini
AVPA Croce Blu Modena
39/II
Progetto prevenzione disturbi alimentari
Mila Zuntini
AVPA Croce Blu Modena
40/II
Integrazione intergenerazionale
Mila Zuntini
AVPA Croce Blu Modena
41/II
Rete cittadina dei Net Garage –
promozione delle nuove tecnologie di
comunicazione
Meris Bellei
Servizio Biblioteche/ Cultura e Politiche Giovanili
42/II
Net Garage
Fabio Poggi
Circoscrizione 3/Buon Pastore
43/II
Pedagogia Interculturale: mediazione
linguistica e culturale
Beatrice Iori
Settore Istruzione
44/II*
Celebrazione giornata internazionale
dell’infanzia e dell’adolescenza
Settore Istruzione – Ufficio Citta’ dei Bambini e
degli Adolescenti
45/II*
CELEBRAZIONI 60° DELLA
LIBERAZIONE: i bambini e i ragazzi
descrivono e parlano della liberazione, di
pace e di guerra, nei luoghi della
memoria
Settore Istruzione – Ufficio Citta’ Dei Bambini e
degli Adolescenti
46/II*
Continuità Nido-Infanzia
Coordinamento Pedagogico
Settore Istruzione
47/II*
Dialogo interculturale
Coordinamento Pedagogico
Settore Istruzione
48/II*
Esperienza musicale tra nido e scuola
dell’infanzia
Coordinatore nidi e scuole dell’Infanzia
Settore Istruzione
49/II*
Formazione e riflessione sulla funzione
genitoriale
Coordinamento Pedagogico
Settore Istruzione
8
8
Fino a luglio 2004 il presidente della Circoscrizione 3/ Buon Pastore è stata Simona Arletti.
165
50/II*
Stranido Camminata podistica non
competitiva per persone da 0 a 100 anni
Nido d’infanzia Comunale Sagittario e Settore
Istruzione
51/II*
“Affettività e sessualità: biologia,
psicologia, significato”
Direttore Didattico
Liceo Classico Statale
San Carlo
52/II*
Stili alimentari e di vita
Direttore Didattico
Liceo Classico Statale
San Carlo
53/II*
Educazione alla Solidarietà.
Direttore Didattico
La fame e la sete: conoscersi, conoscere, Liceo Classico Statale
agire
San Carlo
54/II*
Attività assistita con l’ausilio di animali
Direttore Didattico
Scuola Giovanni XXIII
3° Circolo Didattico
55/II*
Che aria tira?
Direttore Didattico
Scuola Giovanni XXIII
3° Circolo Didattico
56/II*
Mangiare insieme
Direttore Didattico
Scuola Giovanni XXIII
3° Circolo Didattico
57/II**
Mangiocasport – prevenzione dell’obesità ITIS Fermo Corni Modena
e promozione di stile di vita
58/II**
La psiche che si aggiorna al corpo che
cambia
Associazione Centro Attività Psicosomatiche
59/II**
Esprimersi e comunicare con il corpo
Associazione Centro Attività Psicosomatiche
60/II**
Cosa, come e perché mangio: ricerca
Nido e scuola d’infanzia Raisini/ Gulliver
con i bambini 1-6 anni e sensibilizzazione cooperativa Sociale
alle famiglie per una corretta educazione
alimentare
61/II**
Educazione ad una postura corretta
Circoscrizione n° 3
62/II**
Come mangio… un buon rapporto a
tavola per un buon rapporto con il cibo
Settore Istruzione-Servizio Nidi
63/II**
Programma di educazione alimentare
Settore Istruzione-Servizio scuola dell’infanzia
64/II**
Programma di interventi per una città
educativa
Settore Istruzione-Servizio scuola dell’infanzia
166
65/II**
66/II**
67/II**
Arteteca
Talentho
Avvio corsi di Net Open Source
Politiche Giovanili
Politiche Giovanili
Politiche Giovanili
68/II**
“CHI L’HA SANA, LA VINCE!”
Campagna di comunicazione per ridurre
il fenomeno dell'obesità infantile rivolto
alle scuole primarie della Circoscrizione
1- Centro Storico
Progetto "Gli zainetti scolastici:un
problema di salute?"
Circoscrizione 1 – Centro Storico e
Ufficio Politiche per la Salute – Gabinetto del
Sindaco
69/II**
Circoscrizione 3 – Buon pastore
Associazione Dilettantistica Sinergica Palestra e
Associazione I.S.A._
Scuola primaria Giovanni XXIII_3° Circolo
70/II**
Conosco il mio corpo per stare bene con
me stesso e con gli altri
71/II**
Progetto “IO, BULLO…?…E GLI ALTRI?” Scuola Media Paoli
– quali strategie per vivere meglio
INTERVENTI PER L’ACCESSO E IL SOSTEGNO
N° scheda
Titolo
Responsabile
1/III
Sostegno alla genitorialità e promozione del
benessere relazionale tra genitori e figli nei nidi
d’infanzia
Francesca D’Alfonso
Settore Istruzione – Servizi 0-3 anni
2/III
Stare e fare insieme nei nidi d’infanzia
Francesca D’Alfonso
Settore Istruzione – Servizi 0-3 anni
3/III
Per una scuola che sa accogliere
Pialisa Ardeni
Scuola Media Lanfranco di Modena
4/III
Supporto all’attività didattica nelle scuole medie
Cavour e Calvino
Elena Fiordispini
Vittorio Battilani
Rosalia Marullo
Scuola Media Cavour/sedi Cavour e Calvino
5/III
Centro per le famiglie
Patrizia Guerra
Settore Politiche Sociali - Servizio Sociale
Educativo Assistenziale di Base
6/III
Implementazione della banca del latte materno
Bruno Mordini
Neonatologia - Azienda O. Universitaria
Policlinico
7/III
Progetto “Scuola Sport”
Maria Carafoli
Settore Cultura e Servizio Sport
8/III
Assistenza e consulenza sulla fisiologia dei
cambiamenti,
sulla sessualità, sui comportamenti e il disagio
Silvana Borsari
Consultori
AUSL di Modena
167
psicologico
9/III
Promozione dell’allattamento al seno
Giulio Sighinolfi
Pediatria di Comunità
Distretto 3 – AUSL
10/III
Servizio di mediazione familiare
Patrizia Guerra
Settore Politiche Sociali- Servizio Sociale
Educativo Assistenziale di Base
11/III
Attività di informazione, preparazione, valutazione e Patrizia Guerra
sostegno per le adozioni nazionali e internazionali
Settore Politiche Sociali-
12/III
Attività di affido eterofamiliare
Patrizia Guerra
Settore Politiche Sociali
13/III
Attività di integrazione del reddito (interventi
economici)
Patrizia Guerra
Settore Politiche Sociali
14/III
Attività educative individuali e di piccolo gruppo
Patrizia Guerra
Settore Politiche Sociali
15/III
Centri di socializzazione per minori
Patrizia Guerra
Settore Politiche Sociali
16/III*
La Settimana mondiale dedicato all’Allattamento
Materno (SAM 2005) a Modena
17/III*
Seminario sulla Salute Infanzia e Adolescenza
Referente per il
Gruppo di Coordinamento Piano per la
Salute (PPS)
Giuseppe Dieci
Gabinetto del Sindaco
Ufficio Piano per la Salute (PPS)
18/III*
Sportello d’ascolto
Direttore Didattico
Liceo Classico Statale San Carlo
19/III**
Progetti volti alla integrazione/socializzazione dei
minori immigrati
Gabinetto del Sindaco e Politiche delle
Sicurezze
20/III**
Miglioramento del benessere e della qualità della
vita dei minori 1
Pediatria di Comunità
21/III**
Miglioramento del benessere e della qualità della
vita dei minori 2
Pediatria di Comunità
22/III**
23/III**
Per una scuola che sa accogliere
Incontro interculturale
Rete scuole medie di Modena
Settore Istruzione-Servizio scuola
dell'infanzia
24/III**
Lo STREGATTO apre al mattino: tra la famiglia e il
nido un’occasione di incontro quando adulti e
bambini scelgono di giocare insieme
Settore Istruzione-Servizio Nidi
168
25/III**
NET GARAGE di Via Viterbo_ Interventi diretti alla
prevenzione del disagio e di informazione alla
salute
Associazione Animatamente e Polisportiva
G.NASI_Circoscr.3
26/III**
27/III**
Laboratori per stare meglio a scuola
Scuola Media Lanfranco
“Come sostenere la neogenitorialità a Modena - La Ufficio Salute e Sicurezza - Gabinetto del
relazione con il lattante nei primi 12 mesi di vita, tra Sindaco
attaccamento e distacco” - Workshop per operatori.
28/III**
Libretto informativo con domande/risposte frequenti Ufficio Salute e Sicurezza - Gabinetto del
Sindaco
rivolto ai neogenitori di neonati 0-12 mesi
INTERVENTI PER LA RIDUZIONE DEL DANNO
N° scheda
Titolo
Responsabile
1/IV
Creazione di un percorso di Osservazione Breve
Intensiva (OBI) per i bambini di Accettazione
Pediatrica dell’Azienda Policlinico
Fiorella Balli
Pediatria
Azienda O.-Universitaria Policlinico di
Modena
2/IV
Screening finalizzato all’individuazione precoce dei
disturbi visivi nei bambini
Giulio Sighinolfi
Pediatria di Comunità – Distretto 3 - AUSL
3/IV
Prevenzione della TBC nei minori stranieri di
recente immigrazione
Giulio Sighinolfi
Pediatria di Comunità – AUSL di Modena
4/IV
Inserimento bambini che necessitano di sostegno
nei Centri estivi
Patrizia Rilei
Istruzione
5/IV
Animazione in Pediatria
Daniela Guerzoni
Istruzione
6/IV
Spazio Incontro presso la Divisione di Pediatria
Daniela Guerzoni
Istruzione
7/IV
Gestione spazio gioco e colloquio genitori e
bambini presso la casa Circondariale S. Anna
Carla Pollastri
Istruzione
8/IV
Integrazione scolastica di alunni diversamente abili
Giulio Cingolani
Settore Istruzione
9/IV
Musicoterapia
Liliana Forti
Istituto Musicale Orazio Vecchi
10/IV
Qualificare la risposta della rete dei servizi sanitarie Daniela Rebecchi
sociali alle richieste di valutazione psicologica di
Psicologia Clinica AUSL di Modena
persone adulte da parte della Magistratura in tema
di affidamento e tutela del minore
11/IV
Miglioramento della qualità di vita dei bambini affetti Giulio Sighinolfi
da diabete mellito e delle loro famiglie
Pediatria di Comunità – AUSL di Modena
169
12/IV
Dimissioni protette di bambini ricoverati nell’area
materno-infantile con fattori di rischio sociale
R.D. Mogavero
Servizio Psico-Sociale Azienda O.
Universitaria Policlinico
13/IV
Incentivazione delle modalità più idonee per il
trasporto in automobile in sicurezza dei minori
Giulio Sighinolfi
Pediatria di Comunità – AUSL di Modena
14/IV
Migliorare la qualità di vita dei bambini, diminuendo Claudio Ferretti
il rischio di patologie respiratorie da esposizione al Responsabile Sert - AUSL di Modena
fumo di sigarette
15/IV
Implementare la copertura vaccinale per il morbillo
e la rosolia
Giulio Sighinolfi
Pediatria di Comunità – AUSL di Modena
16/IV
Assistenza sanitaria integrata per i bambini affetti
da Sindrome di Down e le loro famiglie
Giulio Sighinolfi
Pediatria di Comunità – AUSL di Modena
17/IV
Implementazione dell’assistenza sanitaria di base
ai minori nomadi
Giulio Sighinolfi
Pediatria di Comunità – AUSL di Modena
18/IV
Trasporto STEN (Servizio di Trasporto Emergenza
Neonatale)
Fabrizio Ferrari
Neonatologia Azienda OspedalieroUniversitaria Policlinico
19/IV
Monitoraggio cardiorespirografico domiciliare nei
neonati a rischio SIDS (Sudden Infant Death
Syndrome)
Bruno Mordini
Neonatologia Azienda OspedalieroUniversitaria Policlinico
20/IV
Corsi di massaggio infantile
Natascia Bertoncelli
Fisioterapia Dipartimento Materno Infantile
Azienda O. Universitaria Policlinico
21/IV
Attività psico-sociale di tutela e affido di minori al
Servizio Sociale
Patrizia Guerra
Settore Politiche Sociali
22/IV
Centri diurni per minori
Patrizia Guerra
Settore Politiche Sociali - Servizio Sociale
Educativo Assistenziale di Base
23/IV
Inserimento dei minori in comunità
Patrizia Guerra
Settore Politiche Sociali
24/IV
Pronto intervento per minori vittime di
maltrattamenti e abusi
Patrizia Guerra
Settore Politiche Sociali
25/IV
Pronto intervento per minori stranieri non
accompagnati e vittime della prostituzione minorile
Patrizia Guerra
Settore Politiche Sociali
26/IV
Prevenzione dei disturbi del comportamento
alimentare
Andrea Guerzoni
Direttore Distretto 3 AUSL di Modena
27/IV*
Integrazione alunni diversamente abili (confronto
Responsabile
170
28/IV**
con esperienze straniere)
Settore Istruzione
Centro Europeo di Musicoterapica
Politiche Giovanili
INTERVENTI DI MONITORAGGIO
N° scheda
Titolo
Responsabile
1/V
Sovasi – Ricerca della qualità nelle
scuole dell’Infanzia del Comune di
Modena
Lucia Selmi
Settore Istruzione
2/V
Monitoraggio e miglioramento della
qualità della refezione scolastica
Massimo Terenziani
Settore Istruzione
3/V
Monitoraggio inserimento nella comunità
modenese dei minori immigrati
Giuseppe Dieci
Gabinetto del Sindaco
4/V
Monitoraggio e registrazione eventi SIDS Bruno Mordini
Neonatologia Azienda O. Universitaria Policlinico
5/V*
Ricerca sulla qualità nei nidi modenesi
Responsabile Coordinamento 0-3 anni - Settore
Istruzione
6/V**
Indagine distrettuale sull’incidenza del
soprappeso e obesità infantile a Modena
Ufficio Salute e Sicurezza – Gabinetto del Sindaco
171
172
Programma di azioni sulle Patologie Prevalenti
A cura di Antonietta De Luca (Ufficio politiche per la salute – Comune di Modena)
Con la collaborazione di :
Silvana Borsari, Direttore Distretto Ausl n°3,
Lara Bolognesi e Giuliano Carrozzi, Dipartimento di Sanità Pubblica- Servizio di Epidemiologia,
Massimo Brunetti Direzione Sanitaria Ausl di Modena,
Stefano Cencetti, Direttore Generale Azienda Ospedaliero Universitaria Policlinico di Modena
Luisa Guerra, Arpa- sez. Modena,
Elisa Rigolon, Settore Ambiente – Comune di Modena.
173
174
Premessa
Le patologie prevalenti interessano una elevata percentuale della popolazione, pertanto nel nostro iter dei
Piani per la Salute è stato importante riuscire ad individuare degli indicatori tesi ad approfondire e monitorare
l’andamento di dette patologie, il loro impatto in termini sociali ed economici, capire quanto queste siano
correlate a fattori socio-economici e quanto possano generare ulteriori disuguaglianze sociali. Una lettura
critica dei determinanti che incidono sullo stato di salute di una popolazione (ambientali, stili di vita, offerta di
servizi…) è importante per individuare strategie d‘intervento su cui l’intera comunità deve confrontarsi.
Quindi, il tentativo avviato in questo contesto è stato di definire degli indicatori condivisi e misurabili nel
tempo per monitorare incidenza e prevalenza di tali patologie, per analizzare la risposta e l’adeguatezza dei
servizi in termini quantitativi e qualitativi, individuare criticità, avviando percorsi di miglioramento.
L’OMS stima che l’ 86% dei decessi, il 77% della perdita degli anni vissuti in buona salute e il 75% delle
spese sanitarie sostenute in Europa e in Italia sono causati da: malattie cardiovascolari, tumori, malattie
respiratorie croniche, diabete mellito, problemi di salute mentale e disturbi muscoloscheletrici. Tutte queste
malattie hanno in comune determinanti modificabili quali: fumo, obesità e soprappeso, abuso di alcol, scarso
consumo di frutta e verdura, sedentarietà, ecc.
Gli effetti di tali fattori di rischio che causano gravi malattie sono oramai noti e conosciuti ed è pertanto
evidente la necessità di intervenire con azioni preventive mirate e specifiche.
L’importanza di promuovere l’adozione di stili di vita sani e corretti implica l’adozione di strategie
intersettoriali e integrate per agire sui principali fattori di rischio per la salute. Tale approccio caratterizza
inoltre il programma del Ministero della Salute “Guadagnare salute. Rendere facili le scelte salutari” che
ribadisce l’importanza di ricercare collaborazioni con le istituzioni locali, il mondo della scuola, e protocolli
con il privato (la distribuzione), e il mondo sindacale.
Inoltre, secondo le indicazioni regionali del Piano della Prevenzione agire sui comportamenti individuali e
collettivi con azioni di prevenzione costituisce lo strumento essenziale per affrontare sul lungo periodo
problemi di salute. Stili di vita scorretti non dipendono esclusivamente da comportamenti individuali, ma sono
anche dall’ambiente di vita e da quello sociale in cui si è inseriti, pertanto, anche fattori sociali quali il livello
d’istruzione, lo stato socio-economico, le risorse a disposizioni e l’ambiente costruito svolgono un ruolo
critico nell’adozione di comportamenti che influiscono sulla salute.
È inevitabile che disuguaglianze economiche, sociali e culturali determinino iniquità nell’accesso ai servizi
sanitari. Anche nazioni come l’Italia in cui il benessere economico è diffuso e molto elevato, il fenomeno
dell’esclusione sociale e della marginalità presenta un’incidenza crescente.
Diventa importante evidenziare i principali determinanti di salute anche al fine di strutturare politiche di
intervento globale e offrire servizi che possano ridurre e migliorare le discriminazioni presenti per genere,
età, istruzione, redito, condizione sociale e lavorativa.
Si tratta di favorire l’equità nell’accesso ai servizi socio-sanitari di persone con bisogni disuguali, che devono
ricevere interventi socio-sanitari appropriatamente dissimili e garantire uguali opportunità di accesso a tutti
per contribuire a ridurre le disuguaglianze.
È necessario rileggere anche i bisogni di salute reali e percepiti dalla popolazione per poter ridurre e
demedicalizzare una domanda di prestazioni sfrenate che provoca consumismo farmacologico,
inappropriatezza e costi elevati.
Gli interventi di medicina preventiva per essere efficaci dovrebbero essere rivolti a tutta la popolazione e/o a
alle categorie a rischio, pertanto per migliorare la salute non è sufficiente considerare l’individuo a se stante
dal contesto in cui è inserito, ma diventa importante considerare attentamente le situazioni socioeconomiche in cui gli individui vivono e lavorano.
Il documento fornisce una descrizione dello stato di salute del distretto oltre che un’analisi delle azioni svolte
nell’ambito del programma dal 2004, evidenziando gli sviluppi e le nuove priorità d’intervento su cui
impegnarsi per prevenire i fattori di rischio, ridurre gli effetti delle patologie e approntare servizi di sostegno
per i malati e i propri familiari, nel tentativo di prendere in carico e gestire sia la fase acuta della malattia che
i bisogni che insorgono in conseguenze di essa e possono, se non trovano adeguato sostegno, procurare
crisi acute del paziente e della sua famiglia. Sono stati evidenziati quindi alcuni dati di carattere
epidemiologico, e riportati, inoltre, i dati di un’indagine campionaria sugli stili di vita dei modenesi. L’insieme
di questi dati è servita a definire e sviluppare iniziative che possono influire sui comportamenti dei cittadini,
favorendo abitudini più salutari.
175
Gli indirizzi provinciali sulle Patologie Prevalenti
A livello provinciale i gruppi di lavoro nominati dall’Esecutivo dei Sindaci hanno individuato nel 2001 cinque
patologie che condizionano pesantemente lo stato di salute della comunità locale sia per il livello d’incidenza
e prevalenza che per i bisogni socio-sanitari che producono: neoplasie, malattie cardiovascolari, malattie
respiratorie, aids, malattie rare.
Per ogni ambito sono stati individuati obiettivi e aree d’intervento per incidere sia sui fattori di rischio, al fine
di prevenirli, che di riduzione del danno.
Il Comitato di programma Patologie Prevalenti
Nel 2003 è stato istituito un comitato di programma composto da esperti e operatori delle Aziende sanitarie,
del Comune e di Arpa sez. di Modena, coordinato dal gruppo di lavoro istituito presso il Gabinetto del
Sindaco.
Nel 2002 la struttura ospedaliera ha registrato circa 36297 ricoveri con una degenza media di 7,1 gg di cui
poco meno della metà dovuta a tali patologie.
Il Comitato ha quindi scelto di affrontare in un unico programma le cinque patologie, prendendo spunto da
quanto indicato dai gruppi provinciali per orientare e governare le azioni operative a livello distrettuale.
Il percorso e i compiti del comitato sono stati quelli di:
analizzare a livello distrettuale i dati epidemiologici relativi alle cinque patologie;
individuare i determinanti di salute che incidono in particolare sulle cinque patologie;
analizzare l’offerta e le strategie delle aziende sanitarie;
individuare gli obiettivi specifici a livello distrettuale;
sviluppare linee d’intervento;
mettere in rete e raccogliere in macro aree (strutturali, educativi/informativi/sensibilizzazione,
accesso/sostegno/riduzione del danno, di monitoraggio)
analizzare il ruolo delle associazioni di volontariato e promuovere la loro partecipazione in maniera
sistematica e organizzata alle realizzazione di politiche di salute;
Con deliberazione del Consiglio Comunale n° 15 del 1 marzo 2003 è stato approvato il programma d’azione
distrettuale dedicato alle “Patologie Prevalenti” con validità biennale.
Nel 2005 con deliberazione consigliare n° 45 del 4 luglio sono stati prorogati per altri due anni tutti e sei i
programmi del Piano per la Salute, fino al 2007, individuando due aree prioritarie d’intervento:
• miglioramento della presa in carico dei pazienti affetti dalle 5 patologie prevalenti (cardiovascolari,
neoplastiche, respiratorie, AIDS e rare), con particolare riferimento ai percorsi di continuità
assistenziale.
• promozione di interventi tesi a ridurre gli inquinanti presenti nell’aria che possono provocare
l’insorgere delle patologie prevalenti
Tipologie delle azioni
Nel programma, approvato dal Consiglio Comunale nel 2004, sono state raccolte 69 azioni, suddivise nelle
seguenti tipologie:
•interventi strutturali (n° 6 azioni)
•interventi educativi, formativi e di sensibilizzazione (n° 21 azioni)
•interventi per l’accesso, il sostegno e la riduzione del danno (n° 38 azioni)
•interventi di monitoraggio (n° 4 azioni)
I soggetti coinvolti sono stati prevalentemente le aziende sanitarie ma diverse azioni sono state proposte
anche da associazioni di volontariato (gli amici del cuore, LILT; il Cestodiciliege, Ant, Angela Serra, Aseop,
Avpa Croce Blu, ass. Modenese la Nostra Voce). Anche l’Amministrazione comunale ha proposto e
realizzato delle azioni di prevenzione.
Ad oggi le azioni raccolte sono 76.
176
Gli obiettivi del programma d’azione distrettuale
A livello distrettuale gli obiettivi specifici perseguiti sono stati i seguenti:
– affrontare le patologie che abbisognano di un’assistenza sociosanitaria elevata, individuando azioni
tese a ridurre i danni da esse provocati, garantendo sostegno e supporto ai malati e alle loro
famiglie;
– favorire interventi per ridurre e attenuare gli effetti dei fattori che determinano tali patologie;
– promuovere interventi per migliorare la qualità dei servizi e consentire un equo accesso di tutti i
cittadini ai servizi di diagnosi, cura e riabilitazione;
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VALUTAZIONE DELLE AZIONI PER OBIETTIVI SPECIFICI
Per valutare il raggiungimento degli obiettivi specifici indicati dal programma le azioni sono state suddivise
secondo gli obiettivi di salute a cui erano prevalentemente diretti.
Obiettivo 1) affrontare le patologie che abbisognano di un’assistenza sociosanitaria elevata,
individuando azioni tese a ridurre i danni da esse provocati, garantendo sostegno e supporto ai
malati e alle loro famiglie.
Le azioni proposte per soddisfare questo obiettivo sono sintetizzabili in tre macro linee: cura del dolore,
sostegno e mantenimento a domicilio, sostegno alle malattie croniche degenerative.
Per quanto riguarda il tema della cura del dolore e lo sviluppo delle cure palliative dal 2004 si è consolidato
l’ADI3 h24 (percorso di continuità assistenziale prefestiva, festiva e notturna) per oncologici e non oncologici
terminali. È operativo un gruppo di lavoro composto da MMG e Medici della LILT.
Nel 2004 sono state effettuate 317 visite domiciliari, nel 2005 sono state 274, nel 2006 sono state 308, nel
2007 le visite domiciliari sono state 227. Mentre i consigli telefonici effettuati sono stati: 321 nel 2004, 268
nel 2005, 222 nel 2006 e 252 nel 2007.
Rientra tra le azioni di miglioramento dell’organizzazione dell’assistenza palliative in ambito distrettuale
anche la costituzione nel 2004 dell’Unità Cure Palliative Territoriale, di cui fanno parte MMG, infermieri,
medici di organizzazione. Ciò ha previsto l’obbligo per tutti i MMG di seguire corsi di formazione sul tema
delle cure palliative, inoltre sono stati coinvolti nei corsi di formazione 15 infermieri del distretto n° 3, su 31
infermieri assegnati.
Sono stati avviati dal 2004 e consolidati i seguenti progetti:
- Progetto NO-DO : il progetto ha migliorato la qualità di cura del dolore nell’ambito dell’assistenza
domiciliare ad alta intensità (ADI 3), attraverso il coinvolgimento operativo del personale che esercita le cure
palliative nei Distretti (cioè delle 7 Unità di Cure Palliative Territoriali - UCPT), in un processo permanente ed
omogeneo su tutta la provincia che prevede:
-l’adozione di uno strumento comune per la misurazione del dolore;
-la cura del dolore secondo linee guida condivise;
-la valutazione periodica del trattamento: i valori del dolore segnalati dal paziente e riportati regolarmente
nella scheda permettono all’équipe di analizzare la qualità dell’assistenza e di condividere con il malato
e i familiari le decisioni da assumere via via.
Nel 2007-2008 nei tre Distretti (Carpi, Modena e Castelfranco) si stanno sperimentando due modelli di
scheda che differiscono per la rilevazione di un solo elemento (indicazione dei livelli OMS del dolore). Alla
fine di questa fase di sperimentazione, sarà individuato il modello da adottare in modo sistematico a livello
aziendale. L’obiettivo generale del progetto è diventato oggi quello di promuovere il coinvolgimento di tutti i
professionisti nella valutazione del dolore nei confronti dei pazienti in ADI3, utilizzando in modo sistematico e
verificabile uno strumento condiviso, per migliorare i processi assistenziali connessi al trattamento del dolore
di qualsiasi origine. In particolare, nei Distretti di Modena e Castelfranco questa fase ha preso il nome di
“Progetto Dolore” e rientra nei progetti formativi previsti per il periodo 2007 – 2008.
- Nel corso del 2006 è stato elaborato ed attivato il percorso integrato ospedale- e servizi sanitari del
territorio, che quindi ha coinvolto il Day Hospital Oncologico del Policlinico di Modena e il Servizio di
Assistenza Domiciliare per la continuità assistenziale dei pazienti oncologici in fase avanzata della malattia,
con l’obiettivo di istituire dei canali preferenziali di comunicazione e interazione tra il Day Hospital e
l’assistenza territoriale. Nel periodo marzo-settembre 2007 è stata effettuata una sperimentazione per
valutare la fattibilità del percorso; nello specifico sono stati segnalati 27 casi di cui 9 valutazioni eseguite
come procedura condivisa in Day Hospital Oncologico e 18 valutazioni eseguite perlopiù a domicilio e/o nel
reparto dove i pazienti sono stati ricoverati in seguito dell’aggravamento della condizione clinica.
- Progetto oncologi – MMG: progetto pilota di collaborazione tra il Centro Oncologico Modenese e i Medici di
Medicina Generale appartenenti ai Nuclei di Cure Primarie 4 e 7 di Modena e al Nucleo di Cure Primarie
Area Nord di Castelfranco (75 Medici partecipanti).
Il percorso, partito con un sondaggio conoscitivo relativo al carico di lavoro e ai bisogni comunicativi tra il
MMG e l'Oncologo, è stato strutturato in tre incontri formativi d’aula e incontri a piccoli gruppi
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multidisciplinari per la revisione degli opuscoli destinati ai MMG come supporto alla gestione dei pazienti
affetti da cancro (colon-retto, seno, polmone, rene).
In particolare, il progetto ha portato all’elaborazione di un modello innovativo di comunicazione, è stato infatti
implementato un link nel sito del COM (http://com.unimo.it), denominato “Laboratorio comunicativo MMG –
Oncologi”, a cui possono accedere con password i medici aderenti al progetto. Attualmente il sito è in fase di
sviluppo, ma è già disponibile del materiale informativo sia per i medici che per i pazienti, ed è attiva un’area
forum. Si tratta sicuramente di uno strumento ad elevata potenzialità che permette di sperimentare nuovi
modelli di integrazione Ospedale - Territorio, e che, in una fase successiva, potranno essere estesi a tutti i
NCP dei Distretti di Modena e Castelfranco.
Accanto al sostegno e l’erogazione di cure palliative tese alla “lotta al dolore” è stato svolta dal 2005 al 2007
una accurata attività di informazione e promozione svolta dall’amministrazione comunale in collaborazione
con le associazioni di volontariato (Cid, Angela Serra, Ceis, Ant, Lilt). Sono state organizzate ogni anno in
occasione delle giornate nazionali dedicate al (anni 2005-2006-2007) materiali informativi e seminari. Titoli
delle tavole rotonde realizzate anche con il contributo dei MMG e dei PLS "il dolore si può curare: novità e
prospettive per l'integrazione ospedale-territorio". "il dolore si può curare, il medico ti può aiutare".
Per quanto riguarda il potenziamento dell’assistenza domiciliare il PUA (Punto Unico di accoglienza cure
domiciliari) nel 2005 i pazienti in cure palliative presi in carico erano n° 499 su 1980, mentre nel 2007 in
cure palliative sono 456 su 1535 totali.
Un ruolo significativo viene svolto dalla diverse associazioni che propongono supporti pratici e psicologici ai
pazienti e ai loro familiari: ass. Angela Serra, Lilt sez. di Modena, ass. il Cestodiciliege onlus, ass. Modenese
la Nostra voce, Ant.
Significativi sono i risultati raggiunti dal distretto n° 3 per quanto riguarda alcune patologie croni che e /o
degenerative:
– per la SLA è stato elaborato da parte dell’Azienda Usl nel 2005 un protocollo che definisce il
percorso assistenziale per la Sclerosi laterale amotrofica per la provincia di Modena. Nel 2002 in
provincia le persone affette da Sla erano 40 (prevalenza 6/1000000), le nuove diagnosi furono 13
(incidenza 2/100.000 abit) dati in linea con i livelli nazionali. Al 2005 si contavano 45 persone affette
da SLA di cui 32 seguite presso l’ambulatorio dedicato alle Malattie del Motoneurone della Clinica
Neurologica del policlinico. Finalità del protocollo è favorire progressivamente forme efficaci di
interazione tra la rete curante e il paziente/famiglia, in quanto i dati epidemiologici dimostrano che
con cure adeguate la sopravvivenza media è passata da 17 mesi (al 1990) a 52 mesi nel 2001.
Il protocollo nel 2006/2007 è stato rivisto ed è stato ricondotto alla rete di assistenza domiciliare
basata su MMG e sui nuclei infermieristici domiciliari ma per la peculiarità della patologia è stato
inserita una nuova figura professionale nel team e cioè un medico esperto in Cure palliative per la
gestione della ventilazione meccanica invasiva. Nel 2007 risultano seguiti in Adi nel distretto 3 n° 7
pazienti (nel 2006 erano 5).
– per il diabete, patologia cronica e fattore di rischio per le malattie cardiovascolari, è stato avviato un
processo di ottimizzazione dei percorsi di presa in carico da parte dei medici di medicina generale di
pazienti affetti da diabete mellito di tipo 2. Nel 2004 i pazienti diabetici presi in carico dai MMG sono
stati 1651 nel 2004 (1417 nel 2003). Nel 2005 sono stati n° 1755, nel 2006 n° 2436, nel 2007 n°
2905.
–
Nel 2006 sono stati attivati gruppi informativo – educativi multidisciplinari a supporto di pazienti affetti da
patologia cronico – degenerativa: nei primi mesi del 2006, presso il DCP di Modena e Castelfranco, è
stato avviato un progetto innovativo rivolto a pazienti affetti da patologie croniche, in particolar modo ad
adulti con diabete tipo 2 o intolleranza ai carboidrati, con lo scopo di facilitare l’acquisizione di
cambiamenti nello stile di vita finalizzati alla migliore gestione possibile della malattia. Il progetto è
caratterizzato da momenti educativi di gruppo che favoriscono l’acquisizione delle abilità pratiche e
cognitive necessarie ad elaborare un nuovo progetto di vita con sana alimentazione, attività fisica e
mantenimento dei risultati a distanza di tempo. I gruppi di pazienti, costituiti da circa 10-15 persone,
seguono un corso di cinque incontri la cui conduzione è gestita da MMG coadiuvati da professionisti
esperti nell’ambito dell’alimentazione (dietista), del movimento (fisioterapista) e del mantenimento nel
tempo degli obiettivi raggiunti (psicologa). Nel 2006 i pazienti seguiti nei gruppi erano 131. i pazienti
seguiti dalla dietista nel percorso indicato erano nel 2006 n° 247 nel 2007 n° 246. Nel 2006 è stato
elaborato un progetto che prevede attività specialistiche oculistiche e cardiologiche per 2 Nuclei di cure
primarie a sostegno del “Progetto Diabete”, avviando inoltre un ambulatorio per patologia dedicato al
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diabete in collaborazione coi MMG della cooperativa MdF. Nel 2007 è stato avviato un progetto di
collaborazione, per la riduzione dei tempi di attesa per visite diabetologiche, tra il Centro Diabetico di
Modena e 1 NCP al fine di aumentare le competenze professionali dei MMG; integrazione con il Presidio
per rendere operativo il progetto di riduzione dei tempi di attesa per visite diabetologiche condiviso tra
Centro Diabetologico e NCP, garantendo la gestione integrata dei pazienti diabetici.
Nel 2007 il distretto n° 3 ha avviato un progetto a ttività specialistica per oculistica e cardiologia su
pazienti diabetici presso la sede di Coop MeMo3 rivolta a tutti i pazienti diabetici dei medici aderenti alla
cooperativa (in carico al curante). Prosegue l'attività del gruppo di lavoro per educazione ed
informazione al paziente diabetico e affetto da patologia cronica e promozione dell'arruolamento di nuovi
pazienti eleggibili da parte dei MMG attraverso l'informazione al NCP.
–
per quanto riguarda i malati di Aids il distretto n° 3 in collaborazione con il Ceis svolge l’azione d i
inserimento di pazienti in appartamenti protetti (nel 2006 sono stati 3 i pazienti e nel 2007 sono stati
2). L’azienda Policlinico ha attivato un percorso articolato e specifico di prevenzione, diagnosi e cura
per l’HIV , gli accessi al day surgery nel 2005 sono stati 1267 e nel 2006 sono stati 1374.
Nell’ambito dell’assistenza domiciliare è stata avviata dal 2006 un percorso di integrazione tra Nuclei di
9
Cure Primarie e Dipartimento di Salute Mentale per l’assistenza di pazienti affetti da patologia
psichiatrica, attraverso lo sviluppo e l’implementazione del “Programma Leggieri”, con azioni di
formazione congiunta e definizione di un protocollo distrettuale relativo alle consulenza psichiatriche a
sostegno dei NCP. È stato applicato a livello distrettuale l’Accordo Aziendale per il potenziamento della
presa in carico del paziente con demenza da parte dei MMG, implementando la fase di presa in carico del
caso e suo monitoraggio da parte del MMG dopo la diagnosi del centro esperto (riduzione del numero
visite di controllo da parte dei consultori e aumento della prima visita. Verifica dell’efficacia del percorso
assistenziale del paziente demente all’interno della rete). Nel 2006 sono stati presi in carico 1139 casi di
demenza mentre nel 2007 sono stati 1235.
Nel 2007 sono stati avviati da parte del distretto n° 3 diversi progetti connessi alle problematiche
psichiatriche:
– progetto d'intervento per la gestione integrata dell'utenza multiproblematica tra servizi DSM e DCP.
– Progetto di gestione integrata dei pazienti con disturbi d'ansia all'esordio tra MMG e Servizio di
Psicologia Clinica.
– Favorire la presa in carico e il follow-up del paziente demente da parte del MMG.
– Gestione integrata del paziente con disturbi cognitivi e della sua famiglia da parte del MMG e del
Consultorio per i Disturbi Cognitivi o centri esperti.
Obiettivo 2) favorire interventi per attenuare e ridurre gli effetti dei fattori che determinano tali
patologie.
In questo paragrafo sono state contemplati i risultati delle azioni proposte nel programma e dirette ad
incidere sui alcuni principali determinanti di salute: ambientali e i comportamenti individuali.
10
I determinati ambientali
Per quanto riguarda i determinanti ambientali sono stati realizzate in particolare misure e azioni di
contenimento che riguardano l’inquinamento atmosferico, per cui è stato ritenuto necessario agire
direttamente nei confronti della principale sorgente di emissione che è il traffico veicolare.
Il Comune di Modena ha adottato due tipologie di provvedimenti: quelli che danno effetti immediati
(limitazioni del traffico, controllo dei gas di scarico) e quelli che portano risultati in tempi medio – lunghi
(azioni di mobilità sostenibile [vedi anche programma d’azione sicurezza stradale]).
A sostegno di questi interventi ha, inoltre, attivato dei programmi di educazione ambientale per sensibilizzare
la cittadinanza, e in particolare i bambini, sul problema dell’inquinamento atmosferico.
I provvedimenti di limitazione della circolazione veicolare sono attuati dal Comune di Modena fin dall’anno
2000 in applicazione di una norma dello Stato (D.M. 163/99) che riconosce come maggior fonte di
9
I Nuclei di cure primarie nel distretto di Modena sono 9. I nuclei sono modelli organizzativi di assistenza sanitaria territoriale integrati
composti da Medici di Medicina Generale, Pediatri di Libera Scelta, Medici di Continuità assistenziale, personale infermieristico dei servizi
domiciliari e altri professionisti sanitari e sociali.
10
A cura di Luisa Guerra, ARPA sez. di Modena
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inquinamento atmosferico nelle aree urbane il traffico veicolare e attribuisce ai Sindaci il compito di adottare
provvedimenti di restrizione del traffico preventivi e programmati al fine di limitare i casi di superamento dei
limiti di qualità dell’aria.
Dall’anno 2002 i provvedimenti di restrizione vengono definiti a livello regionale attraverso uno specifico
Accordo di Programma, che viene rinnovato di anno in anno, nel quale sono previste anche numerose azioni
finalizzate alla promozione e diffusione di una mobilità sostenibile.
Le limitazioni della circolazione rappresentano, infatti, l’unico strumento a disposizione delle Amministrazioni
per fronteggiare in tempi brevi gli episodi critici di inquinamento.
Dal 2003 e fino al 2008 le limitazioni del traffico sono sempre state attuate nel periodo dell’anno in cui
l’inquinamento atmosferico raggiunge i picchi più alti ovvero i mesi compresi tra ottobre e marzo.
Sono aumentati nel tempo il numero di giorni, l’ampiezza delle fasce orarie e le tipologie di veicoli
assoggettati ai blocchi del traffico. Il divieto di circolazione dei veicoli pre – euro, inizialmente attuato dal
lunedì al venerdì in brevi fasce orarie (8.30 – 10.30 e 17.30 – 19.30), è stato esteso in fasce orarie più ampie
(8.30 - 12.30 e 14.30 – 19.30) e successivamente è stato applicato su un’unica fascia oraria (8.30 – 18.30)
senza interruzioni.
Inoltre, il blocco attuato sui mezzi pre – euro dal lunedì al venerdì è stato esteso, da gennaio 2005, anche ai
veicoli diesel euro 1, mentre, sempre dalla stessa data, per gli altri veicoli diesel e per i veicoli catalizzati si è
passati dalla circolazione a targhe alterne al blocco totale nelle giornate di giovedì.
Sono state, quindi, adottate delle limitazioni più restrittive nei confronti dei veicoli più inquinanti (i pre – euro
e i diesel appunto) che si sono ulteriormente appesantite a partire da gennaio 2008 con l’introduzione del
divieto di circolazione anche dal lunedì al venerdì per i veicoli diesel euro 2.
Nel corso degli ultimi quattro anni è proseguito il processo di rinnovo del parco veicolare circolante nel
Comune di Modena. Sulla base dell’andamento negli anni della composizione del parco veicolare
immatricolato a Modena (i dati sono stati forniti da ACI e, in mancanza del dato relativo al 2007, quest’ultimo
è stato stimato sulla base degli andamenti precedenti) dal 2004 al 2007 il numero di autoveicoli pre – euro è
diminuito del 50% e rappresenta il 12% del totale delle autovetture; per questa tipologia di veicoli rimane
praticamente costante solo il numero di veicoli a GPL o metano.
Lo stesso andamento si registra anche per gli autoveicoli euro 1: attualmente rappresentano l’11% del parco
autovetture e tra questi è nettamente prevalente il numero di veicoli a benzina.
Il numero di autoveicoli euro 2 è attualmente il 24% del totale delle autovetture e si rileva un aumento delle
auto alimentate a GPL o metano conseguente agli interventi di trasformazione delle auto a benzina.
Nel 2007 gli autoveicoli euro 3 rappresentavano il 29% del parco autovetture circolanti, mentre i veicoli euro
4 costituivano il 24%.
Dall’analisi del parco veicolare è risultato che il 64% dei veicoli sarebbe soggetto al blocco della circolazione
delle giornate di giovedì.
Dal 2000 e fino all’anno 2007, infatti, si è ridotto il numero di auto a benzina in circolazione, mentre è
praticamente raddoppiato il numero di auto alimentate a diesel che emettono in atmosfera maggiori
quantitativi di Polveri sottili e Ossidi di Azoto rispetto ai veicoli a benzina.
Inoltre, chi sceglie di acquistare un’auto diesel percorre in media più Km/anno rispetto a chi utilizza veicoli a
benzina e ciò fa incrementare ulteriormente il contributo degli stessi all’inquinamento atmosferico.
Le limitazioni del traffico, inoltre, oltre ad essere l’unico strumento per fronteggiare le situazioni di criticità
acuta della qualità dell’aria, fanno sì che venga incentivato il rinnovo del parco veicolare rendendo meno
appetibili le auto vecchie e assumono anche un ruolo educativo per sensibilizzare i cittadini sul tema
dell’inquinamento atmosferico.
Senza alcuna imposizione, infatti, poche persone sarebbero motivate a cambiare le proprie abitudini di
mobilità e/o a scegliere veicoli meno inquinanti.
Controlli obbligatori dei gas di scarico degli autoveicoli: nel Comune di Modena l’obbligo di
sottoporre i veicoli al controllo dei gas di scarico è stato disposto a seguito di Ordinanza del Sindaco
a partire dall’anno 1992.
In seguito hanno aderito a questa iniziativa tutti i Comuni della Provincia di Modena e, negli ultimi anni,
anche a seguito dei ripetuti solleciti della Regione, in quasi tutti i Comuni dell’Emilia Romagna è stato
adottato questo provvedimento.
A livello normativo, la Direttiva del Ministero dei Lavori Pubblici del 07.07.1998 ha inserito l’obbligo di
effettuare il controllo dei gas di scarico e di applicare il bollino blu ai veicoli che vengono sottoposti alla
revisione prevista dal “Nuovo codice della strada”.
Anche per tale motivo, considerato che i veicoli immatricolati da più di quattro anni, devono effettuare la
revisione ogni due anni, l’adesione dei cittadini verso questa iniziativa è molto buona. A Modena, negli ultimi
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cinque anni la percentuale di veicoli che sono stati sottoposti al controllo dei gas di scarico presso le officine
autorizzate nel territorio comunale, rispetto al parco veicolare circolante, non è mai scesa al di sotto
dell’80%.
Tale iniziativa rientra tra le azioni a favore del contenimento dell’inquinamento atmosferico. Infatti, attraverso
questo controllo vengono individuati quei veicoli le cui emissioni superano i valori limite fissati dalla
normativa e sugli stessi vengono effettuati gli opportuni interventi di manutenzione al fine di riportare le
emissioni entro la norma.
Ciò determina, pertanto, una riduzione delle emissioni di inquinanti in atmosfera oltre a un minor consumo di
carburante.
Iniziative a favore della mobilità e di uno sviluppo sostenibile realizzate dal Comune di Modena:
anche nel corso degli ultimi tre anni è proseguito l’impegno del Comune di Modena verso iniziative
atte a promuovere e diffondere forme di mobilità sostenibile.
In particolare, ha erogato contributi economici, pari al 35% del costo, per l’acquisto di veicoli elettrici
(bicicletta, ciclomotore, autoveicolo) e ha messo a disposizione incentivi per l’installazione su veicoli
appartenenti alle classi di emissione pre - euro, euro 1, euro 2 ed euro 3 di impianti a GPL o metano.
Al 2006 il Comune di Modena ha erogato oltre 1.500 contributi per l’acquisto di veicoli elettrici e oltre 2.500
contributi per l’installazione di impianti a gpl o metano alle organizzazioni e ai cittadini residenti in città.
Per incentivare e favorire l’uso di alimentazioni a basso tasso di inquinamento il Comune di Modena ha
approvato la realizzazione di nuove stazioni di servizio per il gas metano e gpl: è stata realizzata un’area in
Via Giardini, un’area nel quartiere Sacca, al servizio dei mezzi di ATCM e HERA, ed è di prossima
realizzazione un’area di servizio metano e gpl nei pressi del PIP in Viale Leonardo da Vinci portando a 5 il
numero di impianti di distribuzione di metano e a 11 quelli di gpl.
Inoltre, sul fronte del trasporto merci, ha inaugurato nel luglio 2007, presso la sede di via delle Suore n°
307/E, il servizio “City Porto Modena”. Si tratta di un nuovo servizio per la distribuzione delle merci in centro
storico promosso dal Comune di Modena e cofinanziato dalla Regione Emilia Romagna, dalla Camera di
Commercio e dalla Provincia che utilizza solo mezzi ecologici, viaggia a pieno carico e compie tragitti più
brevi e lineari.
L'obiettivo dell'iniziativa è di razionalizzare la movimentazione del collettame diretto ai negozi della zona
chiusa al traffico di Modena con molteplici vantaggi sia per la città, che per gli esercenti: viene ridotto e
fluidificato il traffico in centro, e di conseguenza l'inquinamento atmosferico e acustico, e diminuisce anche
l'occupazione degli spazi pubblici.
Relativamente alla mobilità ciclistica, il Comune di Modena ha attuato da diversi anni un progetto di
ampliamento della rete di piste ciclabili presenti sul proprio territorio realizzando, finora, 125 Km di piste
ciclabili; ha inoltre predisposto un programma di investimenti poliennale che porterà a riqualificare le più
importanti ciclabili esistenti e a realizzare nuovi percorsi che, oltre ad ampliare la rete, permetterà il
collegamento tra i tratti esistenti.
Sono, inoltre, attivi tre punti pubblici di custodia e noleggio di biciclette oltre a circa 500 rastrelliere dislocate
nello spazio pubblico.
Dal 2003 il Comune di Modena, in collaborazione con il Consorzio Cooperative Sociali, ha attivato il servizio
di noleggio gratuito di biciclette gialle denominato “C’Entro in Bici". [vedi anche programma d’azione
sicurezza stradale].
Infine, nel 2007 è stato approvato il Piano Energetico Comunale che unitamente al nuovo Regolamento
Edilizio vuole promuovere uno sviluppo energeticamente sostenibile della città: dalla promozione delle fonti
energetiche rinnovabili, al risparmio energetico nell'edilizia ed urbanistica, alla mobilità, alla gestione dei
rifiuti.
Il 97% degli impianti di riscaldamento presenti nel territorio comunale utilizza il metano come combustibile ed
è quindi a basso impatto per le emissioni in atmosfera.
Altre iniziative per la mobilità sostenibile attivate a Modena: con l’obiettivo di ridurre l’impatto ambientale
indotto dai mezzi che circolano quotidianamente all’interno delle vie cittadine, ATCM ha in corso il rinnovo
della propria flotta. Negli ultimi tre anni sono stati acquistati solo autobus a metano e sono stati installati filtri
antiparticolato sui vecchi veicoli a gasolio Euro 2. Attualmente il 22% dei mezzi circolanti in ambito urbano
sono alimentati a metano, il 21% è costituito da mezzi elettrici, il 35% è dotato di filtri antiparticolato e il
rimanente 22% è a gasolio Euro 0, Euro 1 o Euro 2.
ATCM gestisce, inoltre, il servizio di Car – Sharing. Si tratta di una nuova forma di noleggio auto utilizzabile
da chi vuole un'auto a propria disposizione senza le spese e l'impegno di un'auto di proprietà. Per Modena
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sono disponibili 17 autoveicoli dislocati in 13 comodi parcheggi, a tariffe molto convenienti e con diversi
vantaggi (ingresso zona ZTL, circolazione nei giorni di blocco del traffico...).
Anche Hera Modena S.r.l. ha in corso il rinnovo del parco mezzi aziendali; attualmente la raccolta dei rifiuti
nel centro storico viene effettuata esclusivamente con mezzi elettrici.
Iniziative di sensibilizzazione: ai fini di coinvolgere i cittadini sui problemi causati dal traffico veicolare nonché
di promuovere forme di mobilità sostenibile, il Comune di Modena organizza da qualche anno a questa parte
iniziative di sensibilizzazione quali le Domeniche Ecologiche, la “Giornata europea: in città senza la mia
auto” e il progetto Vado a scuola con gli amici [anche finalizzato a promuovere la sicurezza stradale].
Durante lo svolgimento di queste iniziative vengono organizzate mostre e incontri sulle problematiche
connesse all’inquinamento atmosferico e vengono promossi comportamenti atti a contenere l’inquinamento
atmosferico.
Per quanto riguarda l’informazione sanitaria ai cittadini, in corrispondenza dell’avvio della manovra
antinquinamento, il Comune di Modena diffonde tutti gli anni un depliant informativo sulle modalità di
attuazione delle limitazioni della circolazione, sugli incentivi e agevolazioni disponibili per i cittadini. Tale
depliant viene consegnato a tutte le famiglie modenesi attraverso il mensile “Modena Comune” ed è
disponibile anche presso i principali punti di aggregazione nonché nelle diverse sedi degli uffici pubblici.
Inoltre, è stato attivato da qualche mese un progetto di comunicazione ai cittadini dei dati di qualità dell’aria;
si tratta di monitor posizionati all’interno del centro storico (Piazza Grande, Largo Garibaldi) attraverso i quali
vengono anche comunicati i provvedimenti di limitazione della circolazione adottati dal Comune di Modena e
sono fornite le indicazioni ai cittadini per potersi spostare senza utilizzare il proprio autoveicolo.
Sul fronte dell’educazione a nuovi stili di vita, il CEASS “L’Olmo” del Comune di Modena è tra i promotori del
progetto regionale di educazione ambientale “Ambiente è Salute” le cui finalità sono le seguenti:
• evoluzione culturale rispetto al modello vigente (che vede ‘ambiente’ e ‘salute’ come ambiti distinti e
sostanzialmente indipendenti) verso visioni e prassi più complesse e integrate;
• costruzione di una sostanziale alleanza operativa del sistema regionale dell’Educazione Ambientale con
le politiche di prevenzione e di miglioramento delle condizioni complessive di salute della popolazione;
• definizione di nuovi approcci, strumenti e convergenze programmatiche tra ambiente e salute.
Inoltre, Agenda 21 Modena e il CEASS “L’Olmo” hanno sviluppato presso scuole primarie e secondarie del
Comune di Modena i seguenti progetti di educazione alla sostenibilità: “L'ora d'aria”, monitoraggio delle
polveri totali presenti in atmosfera eseguito direttamente dai ragazzi delle scuole secondarie attraverso un
campionatore manuale e successiva verifica e discussione dei risultati ottenuti con i tecnici del Settore
Ambiente del Comune di Modena; “Le Miglia Verdi”, progetto che ha la finalità di promuovere una moderna
educazione alla mobilità sostenibile, coinvolgendo direttamente le famiglie e i bambini delle scuole primarie
in comportamenti virtuosi nei percorsi casa – scuola – casa; a partire dell'anno scolastico 2005-2006 il
progetto si è trasformato in: “Raccogliamo Miglia Verdi Arrivano Gli ARIAPULIBUS” con la finalità di
promuovere l’utilizzo dei mezzi di trasporto pubblico; Itinerario “Alimentazione ed inquinamento
atmosferico”, rivolto alle scuole primarie. La finalità è quella di educare ad un corretto stile di vita che
comprenda una corretta ed equilibrata alimentazione la quale, insieme a momenti quotidiani di attività fisica
intesa come sport, gioco e divertimento in movimento, migliora la qualità della vita della popolazione. Festa
dell'aria: questa iniziativa si tiene nell’ambito della campagna regionale Liberiamo l’aria e del progetto di
Educazione Ambientale promosso dal CEASS: “L’ora d’aria”. È rivolta agli insegnanti ed ai genitori degli
studenti coinvolti in tutti i progetti di educazione ambientale riguardanti la tematica della mobilità sostenibile
e degli stili di vita più sostenibili e vede la partecipazione anche della cittadinanza e degli amministratori
comunali; Itinerario “Insieme in bicicletta”, la cui finalità principale è quella di mettere in evidenza i
molteplici aspetti di interesse di questo mezzo di trasporto. La bicicletta rappresenta un mezzo alternativo
di mobilità, veloce, pulito e silenzioso, adatto per spostarsi nel quartiere, per andare a scuola, per
conoscere e muoversi meglio nel territorio in cui si vive [itinerario finalizzato anche alla sicurezza stradale].
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Per ridurre l’inquinamento acustico è stato definito il piano di classificazione acustica nel 2005 con
deliberazione consiliare. Sono state definite le linee guida dei contenuti e delle strategie per l’individuazione
delle criticità e dei conseguenti piani d’azione previsti dalla vigente normativa. Data l’efficacia in termini di
riduzione del rumore, che può raggiungere i 6 dBA in corrispondenza degli edifici a bordo strada, continua la
sostituzione di asfalti tradizionali con asfalti drenanti fonoassorbenti. Gli asfalti presenti sui Viali Muratori,
Reiter, Monte Kosica, su Via F.lli Rosselli e su Strada Albareto, quest’ultima solo per il tratto di
attraversamento del centro abitato di Albareto, sono stati sostituiti con manto drenante fonoassorbente per
11
a cura di Daniela Campolieti settore Ambiente del Comune di Modena
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una lunghezza complessiva di circa 3400 m (gli interventi sono stati realizzati dal Settore Lavori Pubblici, le
verifiche sull’efficacia acustica dei nuovi manti sono state effettuate dal Settore Ambiente).
Al fine di conseguire la protezione del rumore da traffico veicolare di edifici residenziali posti in prossimità di
importanti infrastrutture stradali, sono stati realizzati, per una lunghezza complessiva di circa 5300 metri, i
seguenti schermi acustici: 2 schermi per complessivi 330 m su Strada Nuova Estense e 1 schermo di 290 m
sulla Tangenziale Nord Carducci realizzati dal Comune di Modena; 1 schermo di 180 m sulla Strada
Nazionale per Carpi Nord realizzato dalla Provincia di Modena; 16 schermi per complessivi 4500 m realizzati
da Autostrade S.p.a.
12
Per quanto riguarda il monitoraggio dei campi elettromagnetici si è proceduto con la pianificazione delle
installazioni di telefonia mobile e controllo delle emissioni.
Procedure autorizzative: La realizzazione degli impianti per la telefonia mobile avviene, nel Comune di
Modena, attraverso una prassi autorizzativa che prevede l’esame del progetto da parte del Comune per il
profilo urbanistico e da parte di AUSL e di ARPA per il profilo sanitario e della esposizione ai campi
elettromagnetici.
Anche prima della entrata in vigore della Legge Regionale 30/2000, che ha introdotto il principio della
pianificazione, la procedura autorizzativa veniva svolta secondo gli aspetti richiamati.
Dopo l’entrata in vigore della Legge Regionale 30/2000 e successive modifiche ed integrazioni, ogni anno i
gestori presentano entro il 30 settembre il Programma delle installazioni fisse di telefonia mobile. Il Comune
verifica la documentazione presentata, effettua l’armonizzazione delle varie proposte ed avvia l’iter
istruttorio. Questo implica che una copia di ciascun progetto presentato dai vari gestori venga trasmessa ad
ARPA ed AUSL per la valutazione degli aspetti, rispettivamente, radioelettrici e sanitari. In particolare ARPA
per la valutazione del campo elettromagnetico conseguente le nuove stazioni, oltre a tenere conto del livello
di fondo elettromagnetico del sito, utilizza un programma per la simulazione dei livelli di campo tenendo
conto dell’insieme degli impianti esistenti e previsti nel raggio di 200m dalle nuove installazioni in progetto,
come se questi stessero funzionando alla massima potenza, trascurando inoltre l’attenuazione del segnale
dovuta alla schermatura da parte delle diverse superfici. Solo gli impianti la cui istruttoria ha esiti positivi
sono autorizzati, anche alla luce di eventuali osservazioni presentate dai cittadini. L’approvazione del Piano
avviene con un atto formale della giunta.
Un solo impianto, alla entrata in vigore della legge regionale, è risultato non conforme ai criteri stabiliti dalla
Legge Regionale in quanto ubicato all’interno dell’area del Policlinico, localizzazione vietata dalla normativa
stessa. Il gestore della stazione ha presentato specifico piano di delocalizzazione, piano che è stato
completato nel mese di gennaio 2004.
Ad oggi sono stati installati ed attivati nel territorio comunale 192 impianti fissi per la telefonia cellulare e di
questi 18 sono costituiti da microcelle, cioè sistemi da bassa potenza e modesto raggio di azione, con
dimensioni tali da non determinare alcuna percezione della loro presenza sul manufatto edilizio di
installazione.
A questi impianti se ne aggiungono altri 16 già autorizzati nell’ambito della Pianificazione annuale delle reti di
telefonia mobile, ma non ancora installati.
Monitoraggio dei campi elettromagnetici: dal 1999 l’Amministrazione Comunale di Modena organizza, con la
collaborazione di ARPA (Agenzia Regionale Prevenzione e Ambiente dell’Emilia Romagna), campagne
periodiche di misura dei campi elettromagnetici nel campo delle radiofrequenze e microonde nel territorio
comunale.
In un primo tempo le campagne di monitoraggio sono state svolte in modo assistito dal personale
specializzato di ARPA, effettuando misure di breve durata presso i ricettori (es: abitazioni, scuole, luoghi di
cura) prossimi agli impianti per telefonia mobile. A partire dall’anno 2003, grazie alla donazione di misuratori
automatici in continuo da parte della fondazione Ugo Bordoni (organizzazione che svolge attività di ricerca,
studio e consulenza per il Ministero delle Comunicazioni nei settori delle Tecnologie delle Comunicazioni e
dell'Informazione), che ha promosso la creazione di una rete di monitoraggio in continuo dei livelli di campo
elettromagnetico su tutto il territorio nazionale, ARPA effettua campagne di monitoraggio in continuo. La
stessa fondazione ha finanziato le campagne di monitoraggio in continuo dal 2003 al 2006.
Ad oggi sono state svolte campagne assistite in 68 punti di campionamento nel 1999, 97 punti nel 2000, 36
punti nel 2001, 158 punti nel 2002, 145 punti nel 2003, 78 punti nel 2004, 30 punti nel 2005, 24 punti nel
2006 e 4 punti nel 2007. Con riferimento al monitoraggio in continuo ogni campagna di misura è relativa ad
un punto di campionamento: sono state effettuate 13 campagne di controllo per un totale di oltre 370 giorni
12
a cura di Elisa Rigolon settore Ambiente del Comune di Modena
185
di rilevazioni nel 2003, 19 campagne per una durata complessiva di 515 giorni nel 2004, 19 campagne per
una durata complessiva di 612 giorni nel 2005, 12 campagne della durata complessiva di 606 giorni nel 2006
e 3 campagne per una durata totale di 290 giorni nel 2007.
I dati riportati evidenziano come il numero di siti monitorati in modalità assistita è sensibilmente calato a
partire dal 2004 in quanto sono state privilegiate le misure di monitoraggio in continuo che permettono di
acquisire anche le informazioni relative alla variabilità nel tempo dei campi elettromagnetici. Le rilevazioni
hanno accertato il superamento del limite di legge in solo due punti nel 2002 e in un caso durante una
campagna di monitoraggio in continuo effettuata tra la fine dell’anno 2005 e gli inizi del 2006. In questi casi il
Comune ha adottato nei confronti dei responsabili i provvedimenti necessari per la riduzione a conformità
delle emissioni ed il rientro nei limiti di legge. La diminuzione del numero di campagne di monitoraggio
avvenuto a partire dal 2006 è dovuta sia al fatto che le rilevazioni degli anni precedenti hanno già ricoperto le
principali aree sensibili del territorio comunale, sia al fatto che, essendo stato raggiunto un adeguato livello di
copertura delle reti di telefonia mobile, le attivazioni di ulteriori nuovi impianti sono sensibilmente calate.
Smantellamento dell’elettrodotto ENEL n. 614: Il 27/04/2001 è stata avviata, da parte della Società TERNA
S.p.a., la procedura di smantellamento della linea elettrica n. 614 a 132 KV, che attraversava l’area urbana
di Modena, nell’ambito del programma dei risanamenti e delocalizzazioni da attuare entro dieci anni
dall’entrata in vigore del DPCM 23/04/1992.
Tale elettrodotto, pur nel rispetto del limite di legge in termini di valori di campo magnetico, non rispettava le
distanze minime dalle abitazioni come richiesto dal DPCM 23/04/1992, abrogato nel 2003. La linea è stata
completamente smantellata e sostituita da un nuovo elettrodotto (il n. 686 a 132 KV) di diverso tracciato che
garantisce il collegamento tra le sottostazioni Modena Ovest e San Damaso, i lavori di costruzione di questo
nuovo elettrodotto sono stati ultimati il 15/02/2000 ed i lavori di smantellamento della linea 614 sono stati
ultimati il 31/07/2001.
Interventi per la promozione di corretti stili di vita
I Percorsi educativi nelle scuole hanno privilegiato i seguenti argomenti: [vedi anche programma Salute
Infanzia e Adolescenza]
– prevenzione di comportamenti di uso/abuso: alcol, tabacco, sostanze stupefacenti (nel 2005 i
ragazzi coinvolti sono stati 549, nel 2006 454 e nel 2007 638).
– educazione alla sessualità e prevenzione delle MST ( nel 2005 sono stati coinvolti 1542 ragazzi, nel
2006 2300 e nel 2007 1854)
Gli interventi sono stati realizzati da Ausl, Associazioni e Comune. Sono numerosissime le iniziative
educative svolte nelle scuole, soprattutto scuole di primo e secondo grado, anche attraverso gli itinerari
didattici di Sapere e salute proposti dall’Azienda usl di Modena che prevedono sia interventi di
formazione e supervisione dedicati agli insegnanti che interventi diretti con i ragazzi nelle classi.
Campagne informative tra i molteplici e costanti interventi sulla promozione di stili di vita corretti nell’ambito
del piano per la salute si evidenziano:
– gli interventi conto l’abuso di Alcol: periodica realizzazione di materiale informativi sul tema dei
rischi alcol correlati negli anni 2004-2008 nell’ambito del mese della prevenzione alcologica.
– Lotta al fumo: si è partiti dal 2003 con progetti tesi a eliminare il fumo nei servizi sanitari, studi
medici senza fumo, iniziativa per il divieto di fumo negli esercizi pubblici (realizzazione di una
vetrofania nel 2005), organizzazione delle giornate del respiro e senza fumo in collaborazione con
Ausl, Policlinico, Comune, associazioni Gli Amici del Cuore, Lilt (attivazione ogni anno di punti
informativi e di consulenza e distribuzione di materiale informativo, mediamente 5000 copie).
Realizzazione dei concorsi “Lasciateci Puliti” e “Scommetti che smetti”.
– Prevenzione delle Malattie Sessualmente Trasmesse: oltre alle attività in ambito scolastico sono
state svolte iniziative di sensibilizzazione in occasione delle celebrazioni della giornata mondiale
lotta all’AIDS, che ogni anno è organizzata con la partecipazione di aziende sanitarie, Comune di
Modena, Farmacie Comunali, Federfarma, Arci, arci Gay, Asa 97, Ordini dei Medici e Ordine dei
Farmacisti.
Sempre attivo il sito Helpaids, attualmente è diventato un portale regionale a gestione Ausl e che
offre consulenza on line sull’aids. Sono stati realizzati nel 2005 gli opuscoli “Proteggi l’amore sulle
MST” (oltre 10.000 opuscoli distribuiti). Nel 2007 sono stati realizzati due nuovi interventi che hanno
coinvolto la Federazione Italiana Tabaccai ed Assotabaccai, promuovendo una iniziativa
sperimentale, “Proteggi l’amore”, di prevenzione delle malattie trasmesse sessualmente, tra cui
186
l’AIDS, tesa ad incentivare l’uso dei profilattici tra le giovani generazioni, utilizzando i distributori
automatici collocati presso molte tabaccherie cittadine. Obiettivo dell’iniziativa: incoraggiare tra i
giovani l’uso del preservativo che risulta essere una pratica che nel nostro Paese risulta ancora
troppo poco diffusa. Rientra in quest’ambito la sottoscrizione di un’intesa sulla gestione degli
scambiasiringhe: dai dati appare evidente come la trasmissione dell’infezione da HIV sia andata
progressivamente diminuendo nei tossicodipendenti, che avevano contratto l’infezione mediante lo
scambio di siringhe infette, e come attualmente la via di trasmissione prevalente sia quella sessuale,
in particolar modo mediante rapporti eterosessuali. I positivi risultati raggiunti nella riduzione del
fattore di rischio per la trasmissione dell'Hiv tramite siringhe usate ha fatto si che l'Amministrazione
Comunale procedesse quindi alla sottoscrizione di una intesa tra Azienda USL di Modena Farmacie
Comunale S.p.A.Federfarma e AVPA Croce Blu per la gestione delle due nuove macchine
scambiatrici di siringhe che hanno sostituito le precedenti macchine.
Migliorare l’informazione
L’Assessorato alle Politiche per la Salute del Comune di Modena in collaborazione con il Distretto di
Modena e l’Azienda Ospedaliero- Universitaria Policlinico, coinvolgendo regolarmente le
associazioni di volontariato impegnate nelle diverse aree di bisogno, ha promosso e realizzato
diversi progetti e iniziative mirate a ridurre gli effetti dei determinanti che incidono negativamente
sulla salute, promuovere il miglioramento dei percorsi d’accesso e la presa in carico dei pazienti,
favorire l’integrazione degli iter assistenziali tra ospedale e territorio. Particolare attenzione è stata
dedicata alla necessità e importanza di informare correttamente i cittadini sui servizi offerti, le
possibilità e i modi d’utilizzo, grazie anche al contributo dei Medici di Medicina generale e i Pediatri di
libera scelta si è lavorato per ridurre la domanda impropria di servizi e prestazioni socio-sanitario e
per un equo accesso.
Una delle attività principale dei diversi programmi d’azione è stato favorire la costruzione di flussi
informativi per migliorare la conoscenza sui temi affrontati e individuare linee d’intervento specifiche.
In quest’ambito rientra la ricerca campionaria sugli stili di vita condotta sui cittadini modenesi nel
2006.
Il miglioramento delle informazioni per corretti stili di vita è una priorità perseguita sia dalle
associazioni che dalle istituzioni (a riguardo è stato avviato dal Comune di Modena un programma
sperimentale di prevenzione per l’utenza debole (minori e adulti stranieri) presso il Centro
Territoriale Permanente.)
“Quando il tuo medico non è in servizio puoi rivolgerti....” è il titolo di un opuscolo informativo sui
servizi di continuità assistenziale (studi medici di MMG associati, guardia medica e pronto soccorso).
Le informazioni sono state tradotte in 6 lingue : italiano, inglese, spagnolo, arabo, ucraino e turco e
prodotti 5000 depliant diffusi grazie anche ai MMG e PLS.
Importante in questo contesto di prevenzione è il ruolo svolto dalle associazioni di volontariato, di cui
in particolare:
Gli Amici del Cuore ha realizzato iniziative di prevenzione per le patologie cardiovascolari, (“Cuore
vivo”, “Insieme per la tua salute”, “Cuore Sicuro”, Cuore Giovane”);
la LILT ha realizzato corsi di educazione sanitaria nelle scuole medie e superiori, ha realizzato il
progetto “Vivicosì – scegli la salute”, realizza corsi per aiutare a smettere di fumare;
il Cestodiciliege realizza dal 2003 il villaggio della prevenzione dedicato alla prevenzione del tumore
al seno, oltre che svolgere diverse azioni di supporto alle donne operate al seno;
il CEIS: tra le altre azioni ha realizzato il progetto “positivo alla vita: aids ……….sfida al pregiudizio”.
il CID: ha partecipato al programma con azioni di sensibilizzazione per la cura del dolore;
l’ ANT: con il progetto per la prevenzione dei melanomi.
Per gli operatori sanitari si citano alcuni interventi di formazione:
• Prosecuzione dell'attività di coordinamento della prevenzione delle recidive a seguito di eventi
ischemici coronarici e promozione della diffusione dell’uso della carta del rischio cardiovascolare
anche attraverso un'attività di sollecitazione dei MMG, così come richiesto dalla Regione Emilia
Romagna
• Incontri di audit dei Nuclei Cure Primarie sulla promozione della salute, attraverso il miglioramento
degli stili di vita (fumo, alimentazione) e prevenzione del rischio cardiovascolare, prevedendo la
partecipazione dei referenti e dei medici dei Nuclei Cure Primarie ad incontri di audit formativi.
187
Obiettivo 3) promuovere interventi per migliorare la qualità dei servizi e consentire un equo accesso
di tutti i cittadini ai servizi di diagnosi, cura e riabilitazione;
Le azioni inserite in questo paragrafo sono finalizzate prevalentemente a migliorare e garantire l’accesso alle
prestazioni sanitarie, oltre che tendere ad elevati standard qualitativi. Le azioni sono aggregabili in tre
macro linee d’intervento: migliorare i percorsi d’accesso, sostenere interventi strutturali per migliorare la
qualità delle prestazioni, sostenere e aumentare l’adesione agli screening.
1. MIGLIORARE I PERCORSI D’ACCESSO
Si conferma la prosecuzione dell’attività del Punto Unico di Accesso in una prospettiva di attività connotata
da forte integrazione e convergenza tra i servizi sociali e sanitari.
Il PUA ha i seguenti compiti:
– ricevere le segnalazioni di intervento dei servizi sanitari e sociali territoriali (medici di medicina generale
e/o Assistenti sociali territoriali), dei reparti ospedalieri per le dimissioni protette;
– effettuare una prima valutazione del caso, al fine di individuare il servizio appropriato per la gestione e
la presa in carico;
– gestione delle situazioni di emergenza socio-sanitaria che si verificano sul territorio;
– gestione del progetto di dimissioni ospedaliere protette verso la RSA di riattivazione con una presa in
carico diretta da parte dell'Assistente Sociale del PUA o attivando il Servizio Sociale di Base per le
situazioni, da questo, già conosciute;
– gestione del progetto di dimissioni ospedaliere protette verso il servizio di assistenza domiciliare
integrato (ADI 1, 2, 3).
Il PUA è composto da personale sanitario del Dipartimento Cure Primarie del Distretto 3 e personale sociale
del Comune, al fine di garantire la necessaria integrazione degli interventi (addetti di segreteria, assistenti
sociali, infermieri).
Attività del PUA
Anno
2004
Anno
2005
Anno
2006
Anno
2007
1.499
1.595
1.511
1.604
Valutati in Ospedale con Dim Protetta
900
865
947
1.058
Valutati a Domicilio
599
730
564
546
Totale Pazienti Valutati dal PUA
di cui:
Pazienti valutati in ospedale dal PUA
Anno
2004
Anno
2005
Anno
2006
Anno
2007
Valutati per rientro a domicilio in ADI/NODO
424
417
537
574
Valutai per Inserimento in Struttura
residenziale territoriale
476
448
410
484
In accordo con il Comune, si sta cercando di creare un sistema informativo integrato in modo da poter
censire tutta la casistica socio-sanitaria anche in relazione alle nuove tipologie di utenti con patologie
complesse e non guaribili emerse negli ultimi anni (pazienti gravissimi, SLA, dementi, ecc. ).
Percorso d’accesso all’HOSPICE del Policlinico:
l’Hospice del Policlinico si inserisce a pieno titolo nella Rete Provinciale dell’assistenza alle fasi terminali
188
della vita per patologia oncologica.
Infatti l’Hospice , collocato nel Centro Oncoematologico del Policlinico, e afferente al Dipartimento di
Oncologia e d Ematologia , è attivo per rispondere alle esigenze dei pazienti affetti da patologia oncoematologica nelle fasi di malattia in cui non sono indicati specifici trattamenti di tipo chemio-radioterapico,
ma invece terapia di supporto, delle complicanze e dei sintomi della malattia.
Si tratta di pazienti che normalmente sono già in carico all’assistenza domiciliare integrata (A.D.I. III), ma che
per la complessità del caso o su richiesta dei familiari necessitano di un ricovero in una struttura adeguata.
La complessità delle problematiche da affrontare rende necessario, all’interno della Struttura, un lavoro di
équipe che contempla oltre alla figura del medico internista-palliativista e degli infermieri professionali la
collaborazione di altri professionisti quali Medici di Famiglia, Psicologi, Operatori Sociali e non ultime le
Associazioni di Volontariato. Compito principale di questi operatori è fornire ai pazienti nelle fasi avanzate di
malattia il miglior supporto assistenziale in base alle loro esigenze ed a quelle dei loro familiari. Nella tabella
seguente si evidenzia come l'attività dell'Hospice, effettuata sulla base di 10 posti letto, abbia registrato
rispetto all'anno 2003, un consistente aumento per poi stabilizzarsi su un valore superiore ai 280 casi con
una degenza media superiore ai 12,5 giorni.
Ricoverati DO
Attrazione Intraregione
Attrazione Extraregione
Degenza Media
2003
232
1%
3%
12,6
2004
256
2%
2%
11,1
2005
286
2%
4%
12,6
2006
297
1%
2%
12,4
2007
282
1%
1%
12.8
Osservazione Breve Oncoematologica
L’Osservazione Breve Oncoematologica si occupa delle problematiche assistenziali dei pazienti oncologici
dovute a manifestazioni cliniche secondarie alla malattia neoplastica, al suo trattamento o alla sua
evoluzione. L’erogazione dell’attività assistenziale si articola in prestazioni svolte in regime ambulatoriale, di
Day Hospital e nei casi in cui è indicato, in regime di ricovero ordinario. Tale attività ha il fine di costituire un
centro unico di riferimento per i bisogni assistenziali urgenti di tipo internistico che insorgono nei pazienti
seguiti dal Dipartimento. Questo ha il grande vantaggio di dare al paziente ed al suo medico, un riferimento
costante per le esigenze che di volta in volta, si possono presentare, siano esse di ordine diagnostico iniziale
o legate all’insorgenza di complicanze successive alla diagnosi, al trattamento o alla evoluzione della
malattia oncologica stessa; inoltre ciò consente di mantenere una continuità assistenziale fondamentale per i
pazienti con questa malattia. Tutti i pazienti, in cui il trattamento futuro sarà prevalentemente terapia di
supporto, al momento della dimissione vengono valutati per la necessità di attivazione di assistenza
domiciliare; tutti gli altri vengono affidati al medico oncologo ed ematologo di riferimento per il proseguimento
dell’iter terapeutico o di follow-up. Parte della degenza ordinaria è inoltre dedicata al ricovero dei pazienti per
terapie radianti programmate e a pazienti seguiti nell’ambito del Programma di Terapie Oncologiche
Innovative.
Osservazione Breve OncoEmatologica
Ricoverati DO
Attrazione Intraregione
2003
2004
2005
2006
2007
555
4%
517
3%
504
5%
536
2%
553
3%
L’Osservazione Breve Oncoematologica , oltre ad una funzione intradipartimentale ha un ruolo fondamentale
di rapporti e di integrazione con il territorio , finalizzata a mantenere il paziente quanto più tempo possibile
nel suo normale ambiente di vita e limitando il ricovero solo quando necessario. A tal fine è stato istituito da
tempo l’Ambulatorio di Affido Oncologico ove si rivolgono i pazienti prevalentemente già in carico al
Dipartimento che , all’aggravarsi delle proprie condizioni cliniche trovano presso questo Ambulatorio
specifico una risposta specifica e rispetto al Pronto Soccorso Generale ove prima si rivolgevano.
I dati sotto esplicitati delineano i volumi di attività
FUNZIONE di AFFIDO oncologico
N. accessi
N. affidati al NODO
Anno 2006 Anno 2007
2.063
2.297
89
76
189
N. dimessi
N. ricoverati
Affidati DH ed ulteriori esami amb.
Non rilevato
% dimissione Funzione di Affido
634
399
560
254
76,0%
1.445
434
634
282
77,0%
Tale modalità organizzativa è stata adottata anche presso la Struttura Complessa di Malattie dell’ Apparato
Respiratorio . Il reparto è infatti dotato di un Ambulatorio di Affido pneumologico, la cui funzione è quella
di trattare le urgenze pneumologiche filtrando laddove possibile il ricovero e gestire in regime ambulatoriale i
casi di particolare complessità diagnostica. Il Numero di accessi , nel 2007, è stato pari a 2238 relativo ad
un totale di 1323 casi trattati .
Percorso neoplasia polmone
Presso l’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Modena la Chirurgia Toracica ha individuato un Percorso
Diagnostico-terapeutico multidisciplinare che consenta la gestione unitaria e integrata del paziente con
tumore del polmone. Infatti la presenza presso il Policlinico, oltre alla Chirurgia Toracica, delle strutture
complesse di Malattie dell’Apparato respiratorio, Oncologia, Radioterapia, Medicina Nucleare, oltre a tutti i
Servizi di diagnostica strumentale e di laboratorio di supporto, consentono, grazie ad una metodologia di
lavoro condivisa la presa in carico complessiva del paziente e l’erogazione di prestazioni appropriate in
tempi adeguati alla sua situazione clinica.
Alcuni elementi di dettaglio :
•
esiste una integrazione e collaborazione quotidiana con la Struttura complessa di Malattie
respiratorie volta ad avviare il paziente con sospetto diagnostico ad una precoce identificazione
e stadiazione della Neoplasia .
•
è approntato un protocollo di accertamenti da eseguire per poter stilare un giudizio di operabilità
nei pazienti con neoplasia polmonare. Questo protocollo è stato reso noto ai Medici Specialisti
degli Ospedali provinciali. L'insieme degli accertamenti proposti prevede una serie di esami
endoscopici, radiografici e scintigrafici volti a stabilire il grado e l'estensione della patologia,
unitamente a prove funzionali cardio-respiratorie che ci consentano di valutare il "perfomance
status" del paziente. Questo protocollo permette di razionalizzare ed uniformare la metodologia
diagnostica applicata ai pazienti candidati all'intervento toraco-chirurgico. Viene effettuata
anche una corretta valutazione del rischio operatorio con l’equipe di Anestesia .
•
La gestione del paziente , superata la fase post-operatoria è condivisa con le equipes di
Oncologia e Radioterapia per garantire un corretto follow-up .
Percorsi prevenzione HIV
Presso la Struttura Complessa di Malattie Infettive del Policlinico è attivo l’ AMBULATORIO di test &
counseling Attivo dal lunedì al venerdì dalle ore 10.30 alle ore 11.30 e il sabato dalle 9.00 alle 10.00,
l’ambulatorio è a libero accesso, con un massimo di 20 visite giornaliere. E’ situato al piano terra ingresso
22. Il servizio di supporto psicologico HIV è stato istituito si dai tempi dell’insorgenza dell’Infezione da HIV
per far fronte alla richiesta del pubblico di ottenere risposte a quesiti sulla trasmissione dell’infezione e poter
effettuare con rapidità l’esame di laboratorio per la sua dimostrazione (ricerca degli anticorpi specifici nel
siero). L’accesso ambulatoriale non è regolamentato da una prenotazione, ma avviene in modo diretto,
senza prescrizione da parte del medico di base. Durante la visita viene condotto un colloquio con l’utente al
fine di evidenziare se vi siano stati rischi di esposizione al virus o per rispondere semplicemente ai suoi
dubbi; nella maggior parte dei casi viene eseguito un prelievo ematico per la ricerca degli anticorpi anti-HIV.
Il tutto avviene in modo anonimo e gratuito per il paziente. In un anno vengono eseguiti oltre 1000 prelievi.
Viene effettuata, inoltre, la consegna del risultato del test per l’infezione da HIV e viene svolto un supporto
psicologico per l’esito di tale esame, che comprende anche un’opera di informazione sull’epidemiologia delle
infezioni a trasmissione parenterale e sessuale. Vi accedono anche gli utenti che hanno eseguito il test HIV
su richiesta del medico di base, presso gli ambulatori di prelievo ematico dell’Azienda Policlinico, al fine di
dare un’interpretazione corretta del risultato del test e per sensibilizzare i cittadini alla percezione personale
del rischio.
190
Definizione dei percorsi d’accesso per diagnosi e cura del miocardio acuto:
Nel corso del 2003 la Commissione Cardiologa-cardiochirurgica dell’Agenzia Sanitaria Regionale nell’ambito
delle iniziative volte al trattamento dell’Infarto Miocardico Acuto ha definito il progetto PRIMARER. L’obiettivo
era, dare nuovo impulso al processo di ridefinizione dei percorsi finalizzati al tempestivo accesso alle
strutture in grado di diagnosticare e trattare i pazienti con infarto miocardico acuto. Poiché la possibilità di
garantire un rapido trasporto al centro Hub (Cardiologia del Nuovo Ospedale Civile S Agostino estense e
Policlinico di Modena) per l’esecuzione di un’angioplastica Coronarica Transluminale Per cutanea (PTCA), è
diversa a seconda del luogo di insorgenza dell’evento acuto e della precocità della diagnosi, la rete
provinciale dell’emergenza territoriale (centri spoke) costituita dalle postazioni del 118 (e del volontariato)
diffuse sul territorio e dalle strutture sanitarie provinciali non dotate di emodinamica interventistica, è stata
riorganizzata in considerazione dell’importanza della precocità di riconoscimento (diagnosi) della patologia
acuta (vd. progetti di telemedicina finalizzati alla trasmissione a distanza dei tracciati ECG) e della necessità
di ridurre i tempi di trattamento della stenosi responsabile del danno cardiaco. In rapporto alla distanza dal
centro hub, della viabilità, si è deciso e concordato che la casistica (infarto miocardico acuto o STEMI)
proveniente da distretti di Sassuolo, Carpi, Pavullo e di una parte di Modena afferisse al NOCSAE, mentre i
distretti di Mirandola, Vignola (ed in parte Modena) afferissero alla Cardiologia dell’Azienda Ospedaliera
Policlinico di Modena. Al tempo stesso, sono stati definiti e
condivisi (tra le strutture e gli attori coinvolti) i protocolli clinicoPO55
Rev.1 – 2005
assistenziali e le strategie diagnostico-terapeutiche da adottare
AREE DI AFFERENZE HUB PER IMA
ALLEGATO 1_2
nei diversi contesti locali sulla base delle risorse disponibili e
delle condizioni di accessibilità determinate dalla natura stessa
CONCORDIA
del territorio.
MIRANDOLA
NOVI DI MODENA
Nel periodo gennaio 2003 – dicembre 2007 le PTCA primarie
S. POSSIDONIO H
S.FELICE
FINALE E.
(ovvero eseguite in corso di infarto miocardio acuto) eseguite
CAVEZZO
MEDOLLA
PPI
dalla equipe cardiologia del Prof. Zennaro (prima presso il S.
CARPI
S. PROSPERO
Agostino e poi dalla seconda metà del 2005 presso Baggiovara)
Area NW e SW
CAMPOSANTO
H
Abitanti: 296.090
sono state 942. Nel corso del 2007 le coronarografice sono state
SOLIERA BOMBORTO
BASTIGLIA
RAVARINO
1900, di queste 1007 sono state PTCA (di cui 208 primarie) con
MODENA
CAMPOGALLIANO
NONANTOLA
percentuale di successo pari al 92,56 %. Nello stesso 2007 la
H
4
suddivisione per provenienza dei pazienti che sono giunti
BAGGIOVARA
1 2
CASTELFRANCO E.
all’attenzione della Cardiologia di Baggiovara ha visto 47 pazienti
H 3
PPI
FORMIGINE
provenienti da Sassuolo, 59 da Carpi, 24 da Pavullo, 77 da
S. CESARIO SP
CASTELNUOVO R.
FIORANO M.
Modena e 1 (eccezionalmente) da Vignola.
SPILAMBERTO
Area
NE
e
SE
SASSUOLO
MARANELLO
H
CASTELVETRO
PRIGNANO
MARANO SP
SERRAMAZZONI
H
Abitanti: 343.523
VIGNOLA
SAVIGNANO SP
GUIGLIA
POLINAGO
PAVULLO
PALAGANO
MONTEFIORINO
LAMA
MOCOGNO
POL
H
MONTECRETO
SESTOLA
FRASSINORO
POL
ZOCCA
LEGENDA
MONTESE
H
OSPEDALI SPOKE E RELATIVA
AFFERENZA HUB-AOSP
H
OSPEDALI SPOKE E RELATIVA
AFFERENZA HUB-BAGGIOVARA
RIOLUNATO
PIEVEPELAGO
FIUMALBO
FANANO
PPI
H
OSPEDALI SEDI DI PRONTO SOCCORSO
E ACCETTAZIONE
PPI
PUNTI DI PRIMO INTERVENTO
POL
SEDI DI POLIAMBULATORI
1 234
CIRCOSCRIZIONI COMUNE MODENA
In figura è rappresentata la distribuzione geografica della
distribuzione dei Centri HUB e SPOKE della provincia di
Modena in merito al Trattamento dell’Infarto Miocardico acuto in
riferimento al Progetto (PRIMA-RER); l’area in blu afferisce al
Policlinico.
Il Percorso è già attivo dal 2005 e con riferimento al 2007, dei
220 casi trattati presso la Cardiologia dell’Azienda OspedlaieroUniversitaria oltre il 50 % accede dal territorio provinciale
secondo la distribuzione rappresentata. Tale trend è confermato
anche dai rilievi relativi ai primi 4 mesi 2008 . Elemento
qualificante del modello organizzativo adottato è il costante
monitoraggio delle performance con particolare rilievo alle attività
di audit effettuate tra il Centro Hub del Policlinico e i suoi centri
Spoke .
191
2) SOSTENERE INTERVENTI STRUTTURALI PER MIGLIORARE LA QUALITÀ DELLE PRESTAZIONI
Apertura dell’ospedale di Baggiovara. Nell’ambito del processo di riorganizzazione e integrazione dell’offerta
ospedaliera, un ruolo fondamentale ha svolto l’avvio nel 2005 dei due nuovi Ospedali di Baggiovara e di
Sassuolo che hanno consentito di ampliare la disponibilità di posti letto.
L’ospedale S.Agostino Estense di Baggiovara è sede del Dipartimento di emergenza di 2° livello della
provincia di Modena e per questo destinato all’accoglienza dei politraumi, e si caratterizza per le avanzate
tecnologie biomediche, informatiche e di telecomunicazioni (per es. il sistema informativo PACS/RIS per la
gestione delle immagini e delle attività radiologiche, il nuovo Sistema Informativo Ospedaliero, SIO, che
consente di gestire diverse banche dati su un’unica piattaforma informatica) ma anche la progettazione di un
modello di laboratorio provinciale unificato (BLU) ad elevata automazione, in grado di processare 8-10
milioni di esami all’anno. Da ultimo, ma non per importanza, l’elevato standard di comfort alberghiero per i
pazienti ricoverati, assicurato dall’accoglienza in camere singole o doppie dotate di servizi igienici e letti in
cui è installata una stazione multimediale per poter telefonare, vedere la televisione, vedere film a
pagamento, ascoltare musica e navigare in internet.
La riorganizzazione della rete ospedaliera provinciale ha aumentato il grado di autosufficienza dell’offerta
ospedaliera di Modena. Tale effetto si rileva dal miglioramento registrato nel 2007 rispetto al 2005 dell’indice
di dipendenza della popolazione residente dalle strutture provinciali (+0,5%)
Avvio del progetto di collaborazione tra il Servizio di Reumatologia e 1 NCP al fine di aumentare le
competenze professionali dei MMG.
Promuovere la definizione di percorsi assistenziali integrati con alcune unità organizzative del
Policlinico e del NOCSAE , in particolare per pazienti a rischio.
Definire con le UU.OO del NOCSAE maggiormente interessate percorsi di ricovero protratto e
consolidare i percorsi di dimissione ospedaliera.
Realizzare e condividere con tutti i professionisti coinvolti nel percorso (MMG, Specialisti ospedalieri,
del Policlinico e delle strutture convenzionate) una procedura relativa all'appropriatezza in
endoscopia digestiva.
Rete defibrillatori. Realizzazione di una rete di postazioni fisse e mobili di defibrillatori (22 fisse e 72 mobili e
400 persone formate all’uso dei defibrillatori).
Realizzazione di una casa alloggio per i familiari di pazienti ricoverati al Policlinico. Tra le azioni di
miglioramento dei servizi sanitari rientra il progetto di realizzazione di una casa alloggio per i familiari di
pazienti ricoverati al Policlinico. I ricoveri registrati dall’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Modena
nell’ultimo anno sono stati circa 47.000, 25% dei quali proviene da fuori della provincia di Modena.
Scendendo più nel dettaglio, di questi il 60% proviene da fuori regione. Il progetto della casa di accoglienza
si integra con quanto riportato nel Piano Sanitario Nazionale che richiama l'importanza di integrare le reti
assistenziali regionali e nazionali predisponendo per i familiari un supporto psicologico e di aiuto concreto in
un momento così delicato della loro vita. La nuova struttura sarà rivolta prioritariamente a famigliari di
pazienti ricoverati nei reparti di pediatria, oncologia, chirurgia della mano e pazienti in attesa di trapianto,
individuati in base al fabbisogno indicato dal Policlinico. Sarà possibile ospitare anche gli stessi pazienti che
devono prepararsi ad un intervento con modalità day hospital o le persone dimesse che devono rimanere in
città per successivi controlli.
Nel 2008 è stata siglata un’intesa con l’Azienda Ospedaliera Universitaria Policlinico per la realizzazione
della struttura, il progetto sarà parzialmente finanziato dalla Fondazione Cassa di Risparmio e dal Comune
di Modena che coordinerà la realizzazione dell’opera.
3) AUMENTARE L’ADESIONE AGLI SCREENING
Prevenzione del tumore della mammella. Il programma di screening mammografico è iniziato nel 1995,
attualmente è in corso il sesto round. Al quinto round dello screening per la prevenzione del tumore della
mammella hanno aderito il 78,9% delle donne a cui era stato fatto pervenire l’invito, ovvero 12.604 donne.
882 donne hanno invece partecipato spontaneamente all’iniziativa. In questo round sono stati diagnosticati
115 casi di neoplasia maligna e 30 casi di neoplasia benigna, con un rapporto B/M di 0,2.
Lo screening per la prevenzione del tumore del collo dell’utero iniziato nel 1996, prevede l’invito a tutte le
donne in età 25-65 anni ad eseguire il Pap-test ogni tre anni presso la sede dei consultorio familiare. E’in
corso il IV round che terminerà il 31/12/2007. I dati del IV round saranno quindi disponibili nel 2008. Al
192
31/06/2007 l’allineamento al programma (n. donne invitate/donne da invitare) era oltre il 99% e l’adesione
all’invito era pari al 60%.
Lo screening per la prevenzione del tumore del colon-retto. In Emilia Romagna i tumori del colon-retto
costituiscono la seconda causa di mortalità per tumore, sia negli uomini che nelle donne, e la seconda sede
di insorgenza di nuovi tumori. Il suo sviluppo è quasi sempre preceduto dalla comparsa di lesioni benigne
dell’intestino. Uno dei segni precoci della presenza di un polipo o di un tumore del colon retto è il
sanguinamento che tuttavia non è visibile ad occhio nudo, per cui è richiesta la ricerca del sangue occulto
nelle feci. La Regione Emilia Romagna ha messo in campo un nuovo programma mirato alla prevenzione e
alla diagnosi precoce dei tumori del colon-retto. Il programma prevede, a tutte le persone di età compresa tra
i 50 e i 69 anni, l’offerta gratuita di un test per la ricerca di sangue occulto nelle feci (FOBT con metodologia
immunologica). Il programma, oltre al test di screening per la ricerca del sangue occulto nelle feci, da
ripetere ogni due anni, prevede, nei casi di positività al test, la possibilità di eseguire una colonscopia.
Questa indagine di approfondimento permette di identificare eventuali casi di malattia asintomatica e
alterazioni che predispongono alla malattia, fornendo la possibilità di un tempestivo intervento terapeutico. Il
test di screening, tutti gli eventuali successivi accertamenti diagnostici e le cure proposte nell'ambito del
programma, sono gratuiti. Il programma prevede anche l’offerta attiva e sistemica di una colonscopia ai
familiari di I° grado di persone affette da questo tipo di tumore e l’adozione di iniziative finalizzate ad
estendere il ricorso alla colonscopia, a scopo diagnostico precoce e di prevenzione, nella fascia di età 70-74
anni. La popolazione bersaglio di questo primo round dello screening, per il distretto di Modena, è
rappresentata da 44.990 unità. Al 31 maggio 2005 tutta la popolazione eligibile del distretto risulta invitata.
Sono stati usati 10.000 depliant e sono state organizzate anche assemblee informative presso le
circoscrizioni. Al 31 dicembre 2007 l’adesione complessiva è stata del 47,8 % , di circa un punto percentuale
superiore a quella della provincia, l’adesione nelle donne è di due punti percentuali maggiore di quella degli
uomini. La percentuale di esami positivi è del 6,6%, praticamente sovrapponibile a quella della provincia,
negli uomini la percentuale di esami positivi è maggiori che nelle donne , 7,8% versus 5,6%. La stima delle
lesioni individuate nel distretto di Modena in questo primo round di screening è di 635 , di cui 336 polipi ad
alto rischio e 81 lesioni maligne.
Copertura totale delle campagne di
screening in provincia di Modena –
Studio PASSI
A livello provinciale l’87% delle donne intervistate
nello studio PASSI di età compresa tra 25 e 64 anni
ha riferito di aver effettuato almeno un Pap test
preventivo (in assenza di segni o sintomi) nel corso
degli ultimi tre anni, come raccomandato dalle linee
guida, e l’89% di età tra i 50 e i 69 anni almeno una
mammografia nel corso degli ultimi due anni, valori
superiori a quelli regionali (rispettivamente 84% e
81%). Diverso invece per il colon-retto dove il 40%
dei modenesi interpellati riferisce di essersi
sottoposto a ricerca di sangue occulto nelle feci o a
colonscopia a scopo preventivo rispetto al 53%
della Regione Emilia-Romagna.
Modena
% 100
Regione E-R
80
60
40
20
0
Pap test
193
Mammo
grafia
Colon retto
Dati relativi allo screening per la prevenzione del tumore del colon-retto
Residenza
Distretto Modena
Provincia
Residenza
Distretto Modena
Provincia
Distretto Modena
Provincia
Popolazione screening
bersaglio
M
F
Tot
21054
23936
44990
78583
83715
162298
F
22995
75636
invitati al 31/12/07
M
TOT
20313
43308
71489
147125
Esami positivi fobt+ (Al
31/12/2007)
F
M
TOT
625
742
1367
2043
2573
4616
invitati al 15/05/2008 1°
round
copertura
M
F
TOT
M
F
TOT
23022 26076 49098 109,3 108,9 109,1
78925 83690 162615 100,4
100
100,2
F
11197
36664
aderenti
M
TOT
9486
20683
32354 69018
F
5,6
5,6
% fobt+
M
7,8
8
TOT
6,6
6,7
STIME LESIONI
DIAGNOSTICATE
di cui polipi ad
lesioni
alto rischio
Distretto Modena
635
336
Provincia
2144
1136
Fonte: Sistema informativo screening colon-retto
194
di cui lesioni
maligne
diagnosticate
81
275
F
48,7
48,5
adesione %
M
TOT
46,7
47,8
45,3
46,9
Evoluzione del fenomeno
13
Lo stato di salute della popolazione modenese
La provincia di Modena, si caratterizza per una elevata speranza di vita: 78,8 anni per gli uomini e 84 per le
donne nel triennio 2004-2006, con valori superiori a quelli regionali e nazionali.
Anche il trend è positivo: quattro anni e mezzo negli uomini e tre anni nelle donne in più rispetto al
quinquennio 1988-1993. La speranza di vita a 65 anni risulta sostanzialmente coincidente con il valore
regionale sia per gli uomini (18) che per le donne (21).
Speranza di vita alla nascita in anni
Speranza di vita alla nascita,
provincia di Modena
90
85
80
75
Maschi
Femmine
70
19971999
19982000
19992001
20002002
20012003
20022004
20032005
20042006
Mediamente in provincia di Modena nel periodo 2002-2006 sono deceduti 6.500 residenti per anno, nel 2006 i
decessi sono stati 6.454, di cui 3.252 uomini (50,4%) e 3.202 donne (49,6%). Il trend temporale delle
frequenze assolute mostra negli ultimi diciotto anni un andamento sostanzialmente stabile negli uomini ed in
aumento fra le donne. I tassi standardizzati di mortalità, che non risentono dell'invecchiamento della
popolazione, nel periodo 1998-2006 sono diminuiti per entrambi i sessi: da 1.280 a 988 per 100.000 abitanti
nei maschi (-22,8%) e da 1.127 a 945 (-16,1%) nelle femmine, valori molto simili a quelli medi regionali. La
riduzione della mortalità registrata nell'intero periodo è in gran parte imputabile alle classi di età medie e agli
anziani fino a 80 anni circa. Anche i tassi di mortalità del distretto di Modena sono diminuiti nel corso degli
anni. In particolare per i maschi si è passati da 1.210 morti ogni 100.000 persone nel 1988 a 822 nel 2006 e
da 1049 a 750 per le femmine.
Mortalità per tutte le cause,: tassi standardizzati* (x 100.000 ab). Anni 1988-2006.
2.000
2.000
Donne
Uomini
1.500
1.500
1.000
1.000
500
500
Provincia
Provincia
Regione
Distretto di Modena
Regione
Distretto di Modena
2006
2004
2002
2000
1998
1996
1994
1992
1988
2006
2004
2002
2000
1998
1996
1994
1992
1990
1988
13
1990
0
0
Fonti utilizzate per la descrizione dello stato di salute: Dati del Servizio Epidemiologia Ausl di Modena; PAT 2007 del Distretto di Modena ;
Indagine PASSI – Ausl di Modena 2006-2007, Indagine sulle condizioni economiche della provincia di Modena 2006 – CAPP Università di Modena,
Osservatorio Demografico Provincia di Modena, Registro Tumori della Provincia di Modena, Indagine “Stili di vita” – anno 2006 ricerca campionaria
presso i cittadini di Modena e Carpi dai 15 agli 80 anni- a cura dell’Ufficio Ricerche e ufficio Politiche per la Salute, Gabinetto del Sindaco,
Annuario Statistico – Comune di Modena
195
14
Una prima indicazione sulla morbilità ci viene data dallo studio PASSI da dove è possibile trarre alcune
indicazioni per le principali patologie, così come vengono riferite dai pazienti.
Prevalenza patologie croniche riferite (%)
Distretto di
Modena
diabete
5,5
malattie respiratorie croniche
7,0
malattie cardiovascolari maggiori
4,0
% di intervistati che riferiscono di avere
l'ipertensione
19,1
tumori (comprese leucemie e linfomi)
5,5
% di intervistati che riferiscono stato di salute
buono/molto buono
67,3
Provincia di
Modena
3,7
7,2
4,8
20,5
5,2
69,1
N.B. Patologie riferite su 100 intervistati (18-69 anni) Percentuali medie dello Studio PASSI 2005+2006+Sorveglianza
PASSI 2007/Maggio 08
Per le cinque patologie oggetto del programma si cercherà di fare un quadro complessivo di ognuna
presentando ove disponibili i dati per:
• l’incidenza della patologia
• la mortalità
• la sopravvivenza
• i ricoveri
• le esenzioni
14
Un’indagine sui fattori comportamentali di rischio e per il monitoraggio dei programmi di prevenzione delle malattie croniche condotta in molte
ASL italiane coordinata dal Centro nazionale di epidemiologia, sorveglianza e promozione della salute (Cnesps) dell’Istituto superiore di sanità (Iss).
Il sistema PASSI per i campioni utilizzati fornisce stime su base provinciale. A scopo indicativo sono state effettuate stime del distretto di Modena
cumulando i dati delle vari edizioni di PASSI. Ciò nonostante i numeri rimangono piccoli (N=199 interviste per il distretto di Modena), pertanto in
tutti i confronti mostrati non ci sono differenze significative sul piano statistico tra distretto e provincia
196
Le neoplasie
Incidenza
L’incidenza delle neoplasie nel distretto di Modena è aumentata costantemente nei periodi di tempo
considerati dal 1988 al 2005 (Tabella 1). Il confronto con la provincia evidenzia un andamento simile nel
tempo con tassi mediamente più elevati per il distretto di Modena .
Se si valutano i dati standardizzati per i singoli tipi di tumore si evidenzia che, nel confronto fra gli ultimi
due intervalli temporali, 1997-2001 e 2002-2005, ci sono alcuni tumori in aumento, ad esempio, quello
della prostata , del pancreas e del colon e contemporaneamente altri in diminuzione quali i tumori dello
stomaco, della mammella , della laringe e del polmone: nelle donne a differenza degli uomini la neoplasia
del polmone è in leggero aumento sia per incidenza che per mortalità . Complessivamente il tumore che
negli ultimi anni ha mostrato un aumento di incidenza particolarmente spiccata, è quello della prostata
anche in relazione ad una tendenza alla anticipazione diagnostica, che ha consentito un ulteriore aumento
della sopravvivenza a cinque anni per questo tumore, già particolarmente “benigno”, che è arrivata al 95%.
Sopravvivenza
Per le patologie tumorali la sopravvivenza delle donne risulta, dal 1990-97 al 1998-2005, significativamente
superiore per i tumori del colon , retto, fegato, e mammella . Per quanto riguarda la mammella l’ipotesi che
il miglioramento sia stato determinato anche dall’attività di screening è più che accreditata dai dati di
anticipazione della diagnosi. Anche per gli uomini si evidenziano differenze significative nella
sopravvivenza per i tumori del colon, retto, fegato e prostata., miglioramenti non significativi sono presenti
per i tumori del rene e della vescica.
Mortalità
Le neoplasie sono, tra le patologie prevalenti, la seconda causa di morte su tutta la popolazione e la prima
causa di morte nella fascia d’età 45-74 anni.
La mortalità per tutti i tumori è in generale in diminuzione. Nell’interpretazione dei trend bisogna tenere
conto che i bassi numeri in gioco in ambito distrettuale provocano delle oscillazioni casuali dei tassi tra i
vari anni (definita tecnicamente “instabilità dei tassi”). In particolare per quanto riguarda il tumore del
polmone mostra una diminuzione consistente per gli uomini, mentre per le donne una tendenza una
tendenza all’aumento legata alla diversa evoluzione dell’abitudine tabagica.
Il tumore dello stomaco è in calo in entrambi i sessi, mentre quello del colon è tendenzialmente stabile
negli ultimi anni stabile in entrambi i sessi. Anche per il tumore del retto e della mammella si osserva un
trend in diminuzione.
Ricoveri
A fronte di un aumento dell’incidenza, della sopravvivenza e quindi anche della prevalenza della patologia
tumorale nella popolazione residente, i dati relativi ai ricoveri evidenziano una loro diminuzione del 20%.
La riduzione dei ricoveri è stata sicuramente a vantaggio anche dei cittadini che hanno potuto essere
assistiti con modalità meno invasive e più vicine al loro ambiente di vita. In particolare, per i pazienti più
gravi, l’assistenza domiciliare integrata ha consentito di affrontare la morte con maggiore serenità
nell’ambiente famigliare.
Esenzioni
Le esenzioni per patologia sono passate dal 5.053 del 2003 a 5.158 del 2008.
197
Incidenza
Tassi standardizzati di incidenza dei residenti nel Distretto e in Provincia di Modena
TUMORI – Distretto
1988-
1992-
1997-
2002-
Stomaco
Colon
Retto
Fegato
Pancreas
Laringe
Polmone
Melanomi
Mammella
Prostata
Vescica
Tess. linfoematopoietico
Totale senza carcinomi
pelle
37,3
47,8
23,9
17,2
15,4
11,0
78,2
9,5
137,6
55,9
38,4
44,6
34,6
56,6
24,7
19,3
15,4
9,2
77,6
11,9
162,1
80,5
37,1
51,7
27,6
60,8
19,3
17,1
15,3
7,9
74,2
13,6
175,8
108,5
42,3
54,7
22,2
63,9
21,8
17,4
16,7
5,8
66,7
11,2
161,4
209,5
35,3
49,5
535,0
577,5
596,9
617,8
TUMORI – Provincia
1988-
1992-
1997-
2002-
Stomaco
Colon
Retto
Fegato
Pancreas
Laringe
Polmone
Melanomi
Mammella
Prostata
Vescica
Tess.linfoematopoietico
Totale senza carcinomi
pelle
42,3
42,8
23,6
14,9
15,3
10,8
74,5
7,5
120,0
55,5
35,9
44,9
36,7
47,5
21,4
16,9
14,9
8,3
73,0
10,1
136,1
72,6
34,7
48,5
32,6
55,0
18,7
15,0
14,5
7,9
69,1
11,3
165,8
102,7
37,7
49,9
26,5
57,9
21,6
16,3
17,6
7,1
66,9
10,6
159,5
176,6
36,6
46,8
512,3
529,0
564,5
600,5
Fonte: Registro Tumori di Modena
198
Sopravvivenza
Sopravvivenza relativa a cinque anni dei principali tumori dei residenti nella provincia di Modena
suddivisi per genere (in %)
Tumore
Colon
1990-1997
Uomini
Donne
57
54
1998-2005
Uomini
Donne
59*
62*
Retto
51
46
61*
62*
Fegato
9
6
11*
15*
Mammella
-
85
-
90*
78
-
95*
-
Prostata
Polmone
11
13
10
15
Stomaco
26
30
26
28
Vescica
77
69
78
80
Rene
61
62
67
68
Utero (cervice)
Utero (corpo)
67
-
69
82
-
84
Ovaio
41
36
*differenza statisticamente significativa - Brown Test (Brown
CC, 1983)
Fonte: Registro tumori della provincia di Modena
edizione 2007
199
Mortalità
Tassi standardizzati di mortalità dei residenti per principali patologie neoplastiche
Tutti i tumori
Tumore polmone
Tumore stomaco
200
Tumore colon
Tumore retto
Tumore mammella
120
Provincia
Regione
Distretto di Modena
Donne
90
60
30
2006
2004
2002
2000
1998
1996
1994
1992
1990
1988
0
201
Ricoveri
Dimissioni per neoplasie dei residenti nel distretto di Modena suddivise per settore di ricovero
Settore
di ricovero
Chirurgia Generale
Chirurgia Toracica
Cute mammella med+chirurgia pelle
Emolinfo
Gastroenterologia
Ginecologia
Neurologia+neurochirurgia
Ortopedia
Otorino
Pneumologia
RxChemio
Urologia chir+nefrourologia medica
Altri
Totale complessivo
Regime di ricovero
Totale dimissioni
ORDINARIO
DAY-HOSPITAL
Var
Var
Var
2004 2007 2007 2004 2007 2007 2004 2007 2007
/2004
/2004
/2004
565
595
5% 94
88 -6% 659
683
4%
62
62
3%
67
8%
64
3
101
57%
146 45% 134
223 66% 235
369
174
-48%
165 -5% 301
81 -73% 475
246
315
322
2% 40
37 -8% 355
359
1%
86
13
99
94
16 23%
110
9%
11%
108
78 -28% 25
15 -40% 133
93
-30%
88
62 -30% 124
34 -73% 212
96
-55%
59
1
60
32 -46%
2 100%
34
-43%
237
190 -20% 75
22 -71% 312
212
-32%
139
156 12% 1.746 941 -46% 1.885 1097
-42%
423
476 13% 34
57 68% 457
533
17%
40
8% 52
38%
43
84 62% 92
127
2.397 2423
1% 2.639 1603 -39% 5.036 4026
-20%
Dimissioni dei residenti affetti da neoplasia maligna nel distretto di Modena suddivisi per regime di
ricovero cfr (2002-2007)
2002
Uomini
1377
981
2358
Ordinario
Day-hospital
Totale dimissioni per neoplasie
2007
Donne
1141
1049
2190
Uomini
1259
798
2057
4548
Donne
1164
805
1969
4026
Dimissioni per neoplasie, distretto di Modena
(anni 2002-2007)
1500
1000
Ordinario
Day-hospital
500
0
Uomini
Donne
Uomini
2002
Donne
2007
202
Le malattie cardiovascolari
Mortalità
Le malattie cardiovascolari sono la prima causa di morte in entrambi i sessi , i tassi standardizzati di
mortalità per il distretto e la provincia di Modena dal 2004 al 2006 evidenziano:
• un trend in diminuzione per entrambi i sessi;
• tassi distrettuali di mortalità mediamente più bassi di quelli provinciali, soprattutto per le patologie
acute come l’infarto del miocardio;
• le altre malattie del cuore mostrano nel lungo periodo nel complesso un trend oscillante soprattutto
nei maschi e un leggero aumento nelle donne.
Ricoveri
Il numero assoluto di interventi cardiovascolari rispetto al 2004 è diminuito del 12%, con un aumento
importante dei Day Hospital e una diminuzione del 18% dei ricoveri ordinari. Tuttavia analizzando i dati nel
dettaglio si osserva come siano diminuiti i ricoveri senza un intervento, mentre siano aumentati le
angioplastiche e gli interventi per i defibrillatori.
Esenzioni
In generale le esenzioni per le patologie cardiovascolari sono aumentate del 3% rispetto al 2003, con una
diminuzione di quelle legate alle patologie ipertensive e un forte aumento di quelle legate
all’ipercolesterolemia.
203
Mortalità
Tassi standardizzati di mortalità dei residenti per patologie cardiovascolari
Mortalità Cardiovascolare
800
Provincia
Donne
1998
1996
1994
1992
1990
1988
2006
2005
2004
2003
2002
2001
2000
1999
1998
1997
1996
1995
0
1994
0
1993
200
1992
200
1991
400
1990
400
1989
600
1988
600
2006
Regione
Distretto di Modena
Distretto di Modena
2004
Uomini
2002
Provincia
Regione
2000
800
Mortalità per Infarto Miocardio Acuto
240
2006
2004
1998
1996
1994
1988
2006
2005
2004
2003
2002
2001
2000
1999
1998
1997
1996
1995
0
1994
0
1993
60
1992
60
1991
120
1990
120
1989
180
1988
180
1992
Donne
Regione
Distretto di Modena
1990
Uomini
2002
Provincia
Regione
Distretto di Modena
Provincia
2000
240
Mortalità per altre malattie ischemiche del cuore
200
200
Provincia
Regione
Distretto di Modena
Distretto di Modena
204
2006
2004
2002
2000
1998
1996
1988
2006
2005
2004
2003
2002
2001
2000
1999
1998
1997
1996
1995
1994
1993
0
1992
0
1991
50
1990
50
1989
100
1994
150
100
1988
Regione
1992
150
Provincia
Donne
1990
Uomini
Ricoveri
Cardiol medica
PTCA-Angioplastiche
Coronarografie
Stripping vene
Interv.Arterie
amputaz
PaceMakerdefibrillatore
Cardiochirurgia
Altri int.vasc
Totale complessivo
ORDINARIO
Var
2004 2007 07/04
3.060 2.080 -32%
506
586
16%
402
345
-14%
32
19
-41%
231
266
153
190
205
206
129
159
4.718 3.851
DAY-HOSPITAL
Var
2004 2007 07/04
158
267
69%
5
4
-20%
15
55
267%
309
357
16%
15%
1
1
0%
24%
0%
23%
-18%
57
57
0%
41
586
50
791
22%
35%
Totale
2004 2007
3.218 2.347
511
590
417
400
341
376
232
267
210
247
205
206
170
209
5.304 4.642
Var
07/04
-27%
15%
-4%
10%
15%
18%
0%
23%
-12%
Dimissioni dei residenti affetti da cardiopatie nel distretto di Modena suddivisi per regime di ricovero (cfr.
2002-2007)
2002
2007
Uomini
Donne
Uomini
Donne
Ordinario
2919
2254
2239
1612
Day-hospital
222
277
381
410
3141
2531
2620
2022
Totale dimissioni per
5672
4.642
malattie cardiovascolari
Dimissione dei residenti per patologie cardiache,
distretto di Modena cfr. 2002-2007
3500
3000
2500
2000
1500
1000
500
0
Ordinario
Day-hospital
Uomini
Donne
2002
Uomini
Donne
2007
Esenzioni
2003 2008
12035 10.994
2979 3.664
Var %
-9%
23%
2125 2.429
14%
IPERCOL.FAM.OMOZIG.ETEROZ.PRIM.ETC.
476 972
M.ARTERIE,ARTERIOLE,CAPIL,VENE,VLIN
677 756
Totale
18292 18815
205
104%
12%
3%
IPERTENSIONE ARTERIOSA
AFFEZIONI DEL SISTEMA CIRCOLATORIO
MALAT.CARDIACHE E DEL CIRCOLO
POLM.
Le malattie respiratorie
Mortalità
Le malattie respiratorie sono la terza causa di morte nella popolazione, i tassi standardizzati nel lungo
periodo mostrano una diminuzione nei maschi e un andamento più oscillante nelle femmine.
Ricoveri
I ricoveri per le malattie sono diminuiti del 4%. La riduzione generale del numero dei ricoveri è molto
probabilmente legata al maggior utilizzo del regime ambulatoriale e domiciliare.
Esenzioni
Le esenzioni per patologie respiratorie nel distretto risultano sostanzialmente stabili negli ultimi quattro
anni .
Mortalità: Apparato respiratorio
240
1998
1996
1994
1992
1988
2006
2005
2004
2003
2002
2001
2000
1999
1998
1997
1996
1995
1994
0
1993
0
1992
60
1991
60
1990
120
1989
120
1988
180
1990
Distretto di Modena
180
2006
Donne
Regione
2004
Uomini
2002
Provincia
Regione
Distretto di Modena
Provincia
2000
240
Ricoveri: Dimissioni dei residenti nel distretto di Modena affetti da patologie respiratorie per
principali DRG (cfr. 2004-2007)
Regime di ricovero
ORDINARIO
DRG
DAY-HOSPITAL
Totale dimissioni
2004
2007
Var
07/04
2004
2007
Var
07/04
2004 2007
Var
07/04
Edema polmonare e insufficenza respiratoria
500
654
31%
3
5
67%
503
659
31%
Malattia polmonare cronica ostruttiva
316
216
-32%
14
12
-14%
330
228
-31%
Neoplasie dell'apparato respiratorio
239
190
-21%
76
22
-71%
315
212
-33%
Polmonite semplice e pleurite, età>17 con cc
182
203
12%
1
0
183
203
11%
Infezioni e infiammazioni respiratorie, età>17
con cc
135
134
-1%
5
0
140
134
-4%
Embolia polmonare
122
120
-2%
1
0
123
120
-2%
Polmonite semplice e pleurite, età>17 no cc
106
94
-11%
1
0
107
94
-12%
Interventi maggiori sul torace
92
92
0%
0
0
92
92
0%
Diagn. relativa apparato respiratorio con
respiraz.assist.
65
79
22%
0
1
65
80
23%
Bronchite e asma, età>17 no cc
53
77
45%
7
2
-71%
60
79
32%
Altro
486
400
-18%
40
38
-5%
526
438
-17%
2.296 2259
-2%
148
80
-46%
2.444 2339
-4%
Totale
206
Dimissioni dei residenti affetti da malattie respiratorie nel distretto di Modena suddivisi per regime di
ricovero (cfr. 2002-2007)
2002
Uomini
1279
134
1413
Ordinario
Day-hospital
Totale dimissioni per malattie
dell’apparato respiratorio
2007
Donne
973
57
1030
Uomini
1214
47
1261
2443
Donne
1045
33
1078
2339
Dimissioni dei residenti affetti da malattie respiratorie
Distretto di Modena (cfr.2002-2007)
Ordinario
1400
Day-hospital
1200
1000
800
600
400
200
0
Uomini
Donne
Uomini
2002
Donne
2007
Esenzioni
Malattie respiratorie
ASMA
INSUFFICIENZA RESPIRATORIA CRONICA
2003
425
254
207
febbraio 2008
689
266
15
TUBERCOLOSI (TB)
A Modena è attivo un percorso di gestione della tubercolosi che realizza, attraverso sinergie tra Azienda
USL e Policlinico, il “ Dispensario Funzionale” per la
• Prevenzione
• Sorveglianza dei casi a rischio
• Cura ambulatoriale dei casi di TB in trattamento ambulatoriale dopo la dimissione dai reparti di
Malattie Infettive e Pneumologia (quindi in fase non più contagiosa)
Il percorso prevede la presa in carico dei soggetti a rischio al fine di effettuare uno screening di malattia
attiva (diagnosi precoce) o infezione tubercolare latente.
Sono considerati soggetti a rischio le persone venute a contatto stretto con individui affetti da TB bacillifera,
gli immunodepressi (per patologie oncoematologiche, croniche , anziani degenti in strutture di riposo,
tossicodipendenti) e gli immigrati recenti da paesi ad elevata prevalenza.
Il percorso si articolar in una fase di indagine epidemiologica a cura dei servizi territoriali facenti capo al
Dipartimento di prevenzione e successivo screening diagnostici con intradermoreazione (test cutaneo
tubercolinico).
Presso il Centro di riferimento ambulatoriale (Clinica di Malattie dell’Apparato Respiratorio) vengono
eseguite le visite specialistiche, indagini radiologiche, esami bioumorali per la diagnosi di infezione latente, il
trattamento delle eventuali forme attive e la gestione dei soggetti posti in chemioprofilassi antitubercolare.
Segnaliamo infine il contributo dato alla ricerca di test diagnostici su sangue (articoli pubblicati su Lancet,
American Journal of Respiratory and Critical Care Medicine) che fanno del centro un punto di riferimento
nazionale.
Come si nota, i numeri assoluti presentano modeste e non significative oscillazioni; di conseguenza anche le
incidenze non variano in modo rilevante.
PROVINCIA DI MODENA
anno
anno
anno
anno
anno
2003
2004
2005
2006
2007
Andamento notifiche TB negli ultimi anni
98
63
79
82
80
Continua ad essere maggioritaria, fra i casi, la nazionalità straniera (nel 2007: 58 contro 22 italiani)
ANNO 2007 : casi avviati a trattamento profilattico antiTB
- totale accessi
-casi positivi per LTBI*
-trattamento consigliato
- completata terapia
- non completata terapia
380
108
79
45
34
(* infezione latente TB)
15
a cura del dott. Pietro Roversi
208
AIDS
L’infezione da HIV pur continuando ad essere una patologia infettiva grave con possibilità di morte, negli
ultimi anni è diminuita sia per incidenza , grazie agli interventi preventivi, che per mortalità, grazie a terapie
antiretrovirali efficaci ad impedire la progressione della malattia e quindi la morte. Il distretto di Modena
continua a presentare tassi di mortalità da HIV superiori a quelli provinciali. I dati della sopravvivenza
mettono in evidenza un sostanziale aumento a 5 e 10 anni : sopravvivenza a 5 anni del 91% per coloro
che hanno scoperto la malattia negli ultimi 5 anni e sopravvivenza del 77% a 10 anni per coloro che sono
statti notificati nel periodo 1995-2001.
Notifiche e casi
Notifiche di infezione da HIV- residenti in provincia e nel distretto di Modena 1985-2006
1985-88 1989-91 1992-94 1995-97 1998-00
2001-03
2004-06
Prov Modena
Distretto Modena
586
267
302
124
228
94
208
80
178
74
172
71
Casi di AIDS segnalati – residenti in provincia e nel distretto di Modena 1985-2006
1985-88 1989-91 1992-94 1995-97 1998-00
2001-03
Prov Modena
34
89
173
180
69
58
Distretto Modena
18
34
84
72
28
26
178
73
2004-06
55
24
Mortalità
Tassi standardizzati di mortalità dei residenti nel Distretto di Modena per HIV
- Anni 2004-2007
36
36
Provincia
Uomini
Donne
Provincia
Distretto di Modena
Distretto di Modena
27
27
18
18
9
9
0
0
1988-1992
1993-1997
1998-2002
2003-2007
1988-1992
Decessi AIDS dei residenti in provincia e nel distretto di Modena
1988-1992
1993-1997
1998-2002
Prov Modena
98
257
58
Distretto Modena
38
104
22
209
1993-1997
2003-2007
56
27
1998-2002
2003-2007
Sopravvivenza
Sopravvivenza al tempo t (in anni) per i casi di HIV notificati - Residenti nel Distretto di Modena
1985-1994
5
77%
Anni
10
57%
1995-2001
88%
77%
Periodi di notifica
2002-2006
91%
NB. I dati a 10 e 20 anni per gli ultimi due periodi non sono ancora calcolabili
20
42%
-
Ricoveri
Dimissioni per HIV/AIDS dei residenti nel distretto di Modena
Ordinario
Maschi
Femmine
Totale
2004
30
31
61
2007
26
21
47
DH
Var
07/04
-13%
-32%
-23%
2004
19
10
29
2007
6
4
10
210
Totale
Var
07/04
-68%
-60%
-66%
2004
49
41
90
2007
32
25
57
Var
07/04
-35%
-39%
-37%
Patologie rare
Sono definite "malattie rare" quelle patologie che interessano meno di una persona ogni 2 mila. Proprio in
ragione della loro rarità rappresentano un problema molto rilevante per gli ammalati e i loro familiari: per
avere informazioni e riferimenti per la diagnosi e la cura, per sapere a chi rivolgersi. Le patologie rare
identificate a livello nazionale sono inserite in un elenco che ne prevede circa 600, raggruppate in 400
gruppi. La Regione Emilia-Romagna ha previsto la possibilità di integrare questo elenco con altre patologie
- le più rare di tutte e pertanto quelle che per la loro stessa natura mettono in maggiore difficoltà i malati non considerate a livello nazionale.
In Emilia-Romagna ci sono 18 presidi ospedalieri (con Unità operative specifiche) che sono collegate alle
rete assistenziale nazionale per le malattie rare. Gli specialisti ospedalieri certificano lo stato di patologia
rara.
Nell´ambito della rete di assistenza per le malattie rare, la Regione ha realizzato la rete dei servizi per
l´emofilia e le malattie emorragiche congenite (difetti ereditari della coagulazione del sangue) e la rete dei
servizi di genetica medica.
E´ stato inoltre realizzato un registro regionale per le malattie emorragiche congenite, curato dal Centro di
riferimento regionale di Parma, quale strumento di informazione e di scambio. La normativa nazionale
prevede per le malattie rare l´esenzione dal pagamento di ticket per gli accertamenti necessari alla
diagnosi e per tutte le prestazioni previste nel piano terapeutico. In Emilia-Romagna l´esenzione è prevista
anche per accertamenti e cure talmente specialistici e rari da non essere stati inseriti nell´elenco delle
prestazioni erogabili dal Servizio sanitario nazionale.
Dal 2007 è stato avviato il Registro Regionale per le Malattie Rare che permetterà di avere una maggiore
disponibilità di dati epidemiologici delle stesse.
Ricoveri
Dai dati dei ricoveri , che sono tendenzialmente in aumento, in controtendenza rispetto a tutte le altre
patologie si potrebbe desumere che le patologie rare siano in aumento, tuttavia non sappiamo se aumenta
il numero di soggetti con malattie rare diagnosticate ogni anno o se aumenta il numero di soggetti con
patologie rare nella popolazione perché aumenta l’aspettativa di vita. In particolare sembrerebbero in
aumento le patologie neurologiche .
Negli ultimi anni nel distretto nell’ambito dei percorsi assistenziali integrati si è individuato il percorso SLA,
come un percorso da presidiare in integrazione con tutta la rete dei servizi socio sanitari coinvolti con
l’obiettivo della continuità della cura e del miglioramento dell’assistenza soprattutto al domicilio.
MAL. SISTEMA NERVOSO
MAL. GHIAND. ENDOCRINE
MALFORMAZIONI CONGENITE
MAL. SANGUE E ORG. EMATOP.
MAL. APP. DIGERENTE
ALTRE CONDIZ. MORB. PERINATALI
MAL. OSTEOM. E TESS. CONNETTIVO
MAL. SIST. CIRCOLATORIO
MAL. PELLE E SOTTOCUTANEO
STATI MORBOSI MAL DEFINITI
MAL. APP. GENITO URINARIO
TUMORI
DISTURBI PSICHICI
MALATTIE INFETTIVE
Totale
2004
2005
2006
2007
Var 07/04
277
205
134
161
82
52
34
23
19
11
12
11
300
186
120
132
63
41
42
25
22
6
10
9
519
170
148
143
65
53
28
23
18
8
9
13
87%
-17%
10%
-11%
-21%
2%
-18%
0%
-5%
-27%
-25%
18%
1.021
4
960
354
205
133
126
72
47
31
26
20
10
6
5
2
1
1.038
2
1.199
17%
211
16
L’AZIENDA USL DI MODENA
Ponendosi in logica di continuità con il passato, le linee strategiche future non possono prescindere dagli
elementi di novità legati da un lato al processo di trasformazione della rete ospedaliera provinciale iniziato
con l’avvio dei due nuovi ospedali e dall’altro alle indicazioni in tema di assetto e di programmazione
sanitaria introdotte dal Piano Sociale e Sanitario della Regione Emilia Romagna 2008-2010.
I due nuovi ospedali (Nuovo Ospedale Civile S. Agostino-Estense di Modena e il Nuovo Ospedale Civile di
Sassuolo), attivati nel corso del 2005, sono chiamati entro il 2008 a raggiungere il loro assetto definitivo,
acquisendo quella funzione catalizzatrice dell’evoluzione verso una rete integrata di ospedali distribuiti sul
territorio che ha rappresentato la sfida programmatoria di fine anni ’90. Nel prossimo triennio, infatti, dovrà
completarsi la definizione delle mission produttive delle diverse strutture che costituiscono la rete provinciale
e, soprattutto, si dovrà dare piena operatività alle soluzioni di adattamento e consolidamento del network
individuando in maniera adeguata e puntuale ruoli e responsabilità dei diversi nodi della rete..
L’integrazione ospedale-territorio ha allargato i propri confini ed è entrata in una dimensione più ampia che
pone in stretta connessione fra loro l’offerta sociale e quella sanitaria: gli stessi Assessorati Regionale e
Provinciale alla Sanità, hanno assunto una denominazione che amplia il loro raggio d’azione alle politiche
sociali, affermando, anche in questo modo, l’inscindibilità dei due momenti. Tale indirizzo è stato confermato
dal nuovo Piano Sociale e Sanitario regionale. In questa prospettiva assume particolare rilievo la
costituzione di un fondo regionale per la non autosufficienza, che contribuirà a definire con maggiore
puntualità obiettivi, competenze e responsabilità in materia.
Il nuovo ruolo di governo prefigurato dalla legislazione regionale per i Distretti non si limita ad innalzarne la
funzione, ma ne sancisce una forte evoluzione, rendendoli elemento imprescindibile del processo di
integrazione socio-sanitaria.
Venendo agli spetti economico-finanziari, dopo un lungo periodo di pareggio e di equilibrio di bilancio, la
gestione economico-finanziaria registra un disavanzo costi/ricavi da ricondurre prevalentemente al
sottofinanziamento del SSN (o, più in generale, di alcune voci di grande rilevanza, quali i rinnovi dei CCNL o
delle Convenzioni nazionali, l’ampliamento della dotazione organica) e all’avvio delle nuove strutture
ospedaliere. Ciò esige da un lato il governo rigoroso ed efficiente delle risorse che rappresenta un
imprescindibile vincolo nella gestione della singole macroarticolazioni finalizzata al conseguimento degli
obiettivi di sistema e, dall’altro, il continuo impegno finalizzato al puntuale perseguimento degli obiettivi
previsti dal piano delle azioni interaziendale.
Le indicazioni emerse con la “Direttiva alle Aziende Sanitarie per l’adozione dell’Atto Aziendale” approvato
con DGR n. 86 del 30 gennaio 2006 indurranno cambiamenti significativi nell’impianto aziendale che si è
consolidato in questi anni. Ciò richiederà un rinnovato impegno nella definizione degli assetti e dei modelli
organizzativi e, al tempo stesso, una mutata
partecipazione delle componenti aziendali al loro
consolidamento).
Si rafforza la necessità di mettere a punto un sistema di rendicontazione strutturato, affinché le Aziende
possano assumere ed esercitare pienamente quella funzione di responsabilità sociale propria del ruolo che
rivestono.
Per effetto del processo di trasformazione del welfare regionale i principi ed i valori che hanno fino ad oggi
guidato la programmazione sanitaria, sono ora integrati da quelli intrinsecamente connessi all’evoluzione ed
all’innovazione che contraddistingueranno il sistema sanitario regionale e provinciale. La nuova legge
regionale delinea infatti una prospettiva in cui il sistema sanitario sviluppa pienamente le sue prerogative di
strumento di protezione sociale, integrando fortemente gli interventi socio-sanitari e sviluppando
ulteriormente le forme di partecipazione degli Enti Locali alla programmazione sanitaria ed al governo del
sistema. Dunque un nuovo e più ampio ruolo degli Enti locali nella relazioni con la Regione e con le aziende
sanitarie per quanto attiene ai poteri in materia di nomina, verifica e revoca dei direttori Generali,
partecipazione alla definizione dei piani attuativi locali, sviluppo di strategie e interventi volti alla promozione
della salute e alla prevenzione, partecipazione dei Consigli Comunali e provinciali alle più significative attività
della Conferenze territoriali sociali e sanitaria (LR2/2003) competenze della Conferenza e del Comitato di
Distretto nell’individuazione dei distretti localizzazione delle strutture, programmazione delle attività. Oltre al
rinnovato ruolo degli Enti locali, acquisisce, poi, rilevanza la posizione del cittadino utente, titolare del diritto
alla salute, al quale l’ordinamento regionale riconosce un ruolo attivo di partecipazione alla definizione delle
prestazioni , dell’organizzazione dei servizi e della loro valutazione. Il rinnovato ruolo dei cittadini e degli
operatori, attraverso la valorizzazione della loro funzione e delle loro competenze, conferma la validità del
processo di aziendalizzazione, ma delinea, al tempo stesso, Aziende con caratteristiche diverse da quelle
16
A cura di Silvana Borsari e Massimo Brunetti
212
del 1994, quanto ad autonomia di mezzi e responsabilità dei fini, collaborazione con professionisti ed
operatori nella definizione delle strategie aziendali e nell’organizzazione dei servizi, ruolo di indirizzo e
valutazione sui risultati di salute esercitato dagli Enti Locali. L’organizzazione è pertanto chiamata a
garantire trasparenza nei confronti dei cittadini, degli utenti e delle loro rappresentanze organizzate.
La struttura dell’offerta provinciale
L’Azienda Sanitaria di Modena è territorialmente articolata nei seguenti sette distretti: Mirandola, Carpi,
Modena, Castelfranco Emilia, Sassuolo, Vignola e Pavullo. Essi hanno la finalità di soddisfare la domanda di
assistenza primaria della comunità locale, tramite l’integrazione dei servizi territoriali e in sinergia con gli
ospedali del contesto territoriale di riferimento e i servizi sociali dei Comuni. Nell’ambito di ciascun distretto è
presente un dipartimento o unità operativa di Cure Primarie che assicura l’erogazione delle prestazioni (allo
stato attuale esiste un solo dipartimento presso i distretti di Modena e Castelfranco Emilia e cinque unità
operative presso i restanti distretti).
L’articolazione organizzativa dell’Azienda è di tipo dipartimentale. Il Dipartimento di Salute Mentale è la
struttura aziendale che si occupa della prevenzione, diagnosi e cura dei disturbi mentali, mentre il
Dipartimento di Sanità Pubblica si occupa della prevenzione collettiva per la tutela della salute in ambienti di
vita e di lavoro e del benessere degli animali.
L’Azienda Sanitaria di Modena estende la propria competenza all’intero territorio provinciale e comprende
sette ospedali ubicati nei Comuni di Mirandola, Finale Emilia, Carpi, Modena, Castelfranco Emilia, Vignola e
Pavullo. Vi è inoltre un ottavo ospedale situato nel Comune di Sassuolo, che rappresenta una
sperimentazione gestionale mista pubblico-privato, avente origine dalla fusione del vecchio Ospedale Civile
con la casa di cura Villa Fiorita. La funzione di governo integrato del sistema ospedaliero provinciale
pubblico viene svolta dal Presidio Ospedaliero provinciale, che, riunendo sotto il proprio coordinamento gli
stabilimenti ospedalieri dell’Azienda, opera come network dell’offerta ospedaliera al servizio di comunità più
ampie del contesto locale. Il Presidio Ospedaliero è organizzato in Dipartimenti, che sono responsabili del
governo clinico delle unità operative afferenti. L’offerta ospedaliera provinciale, organizzata su modello a
rete, prevede una forte integrazione funzionale con l’ospedale dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di
Modena ed è arricchita dal contributo di cinque ospedali privati accreditati (Case di Cura Fogliani, Villa Igea,
Villa Rosa, Villa Pineta e Hesperia Hospital).
Indice di dipendenza della popolazione residente dalle strutture ospedaliere - regime ordinario e day
hospital (2005-2007)
52,4
6,2
28,0
6,6
1,8 5,1
52,8
6,3
27,0
6,7
1,7
5,5
30,1
7,0
1,8
5,2
2007
2006
49,2
6,6
2005
0%
10%
20%
MO pubblico
INFRA RER pubblico
30%
40%
50%
60%
MO privato
INFRA RER privato
70%
80%
90%
100%
AZIENDA OSP. MODENA
EXTRA RER
Inoltre, il grado di autosufficienza della rete ospedaliera della provincia di Modena è il più alto a livello
regionale. In altri termini, la popolazione modenese si rivolge alle proprie strutture provinciali nella misura di
oltre l’86%, cosicché Modena nel 2007 si classifica al primo posto nel panorama regionale, superando anche
Bologna che nel 2006 deteneva il valore più alto.
213
Indice di dipendenza della popolazione residente dalle strutture ospedaliere per le province della
Regione (anno 2007)
88,0
86,5
85,0
83,5
82,0
80,5
79,0
77,5
76,0
74,5
73,0
71,5
70,0
Pc
Pr
Re
Mo
Bo
Imola
Fe
Ra
Fo
Ce
Rn
Un altro indicatore rappresentativo degli effetti positivi derivati dal riassetto della rete ospedaliera è l’indice di
dipendenza delle strutture ospedaliere provinciali dalla popolazione delle Aziende USL.
Nel 2007 il grado di attrazione nei confronti degli ospedali di Modena sia aumentato per i residenti presso
altre aziende sanitarie della regione del 2,8% e per la popolazione di altre Regioni o residente all’estero in
misura pari al 4,2%.
Nella figura che segue viene sinteticamente riportato il dato della spesa ospedaliera, distrettuale e
specialistica dell’Azienda USL di Modena. E’ possibile osservare che come il forte aumento del 50% della
spesa per visite ed esami, decisamente superiore rispetto alle altre due voci di spesa.
Andamento della spesa sanitaria nella ASL di Modena Numeri indice Anno 2002 = 100
160
Attività
specialistica
ambulatoriale
Numero indice
150
140
Assistenza
distrettuale
130
120
Assistenza
ospedaliera
110
100
2002
2003
2004
2005
2006
NB: L’attività specialistica ambulatoriale è compresa in parte nell’assistenza ospedaliera e in parte in quella distrettuale. Si ipotizza
quindi un minor incremento delle ultime due voci di spesa scorporando il dato della specialistica ambulatoriale.
214
La struttura dell’offerta nel Distretto di Modena
L’assistenza ospedaliera nel Distretto di Modena
Nel 2007 i cittadini del distretto di Modena, le dimissioni da strutture ospedaliere, pubbliche e private, che
riguardavano persone residenti nel Distretto di Modena sono state 32.949, con una diminuzione del 9%
rispetto al 2002. Il tasso di ospedalizzazione si è avvicinato al dato medio provinciale. L’incremento della
spesa del 17% è legato all’aumento dei costi dell’assistenza ospedaliera e alla conseguente revisione delle
tariffe. Tale incremento è comunque inferiore a quello medio aziendale del 22%.
Nel 2007 la principale Categoria Diagnostica Maggiore (MCD) di dimissioni, da strutture ospedaliere,
riguardanti residenti del Distretto di Modena è quella delle malattie dell’apparato cardiocircolatorio, così
come avviene in tutti i distretti dell’azienda.
Ricoveri dei pazienti residenti nel distretto sanitario di Modena
Oneri SSN - Anni 2002-2007
Numero
Produttore
2002
2007
Var %
NOCSE
7.640
6.801
-11%
Altri nosocomi
1.926
2.887
50%
Totale AUSL
9.566
9.688
1%
Modena
Policlinico Modena
19.378
17.126
-12%
Privati Modenesi
3.326
2.260
-32%
TOTALE Modena
32.270
29.074
-10%
Regione Emilia Romagna
EXTRA Emilia-Romagna
Totale dimessi
2.144
1.883
36.297
2.130
1.745
32.949
-1%
-7%
-9%
Dimissioni per residenza
Residenza
2005
Ordinari
DH
Distretto di
Modena
24.596
7.667
Totale
2006
Ordinari
DH
32.263
23.836
7.423
Totale
2007
Ordinari
DH
Totale
31.259
23.944
7.794
31.738
87.480
30.02
3
117.50
3
2007
DH
Totale
133,1
43,3
176,4
129,1
44,3
173,4
29.27 115.84
29.63 115.76
86.129
4
1
1
0
Tasso grezzo di ospedalizzazione (x 1.000
residenti)
2005
2006
Residenza
Ordinari
DH Totale
Ordinari
DH Totale
Distretto di
136,3
42,5 178,8
132,4
41,2 173,6
Modena
Provincia
130,1
44,0 174,1
128,5
44,2 172,8
Provincia
86.567
Ordinari
Fonte: Banca dati SDO, Regione Emilia-Romagna e mobilità passiva extraregionale. Elaborazione del 8/07/2008 Nota: per il calcolo
delle dimissioni totali sono stati esclusi i neonati sani, e sono stati considerati tutti gli oneri di degenza del Sistema Sanitario Nazionale,
compresa la libera professione intra-muraria.
215
Valorizzazione economica della degenza ospedaliera negli anni 2002 - 2007 in base al distretto
sanitario dei residenti in provincia di Modena. Tariffa DRG in vigore e oneri SSN
Valorizzazione economica
Distretto di
% sul
% sul Variazione
residenza
% 07/02
2002
totale
2007
totale
Carpi
43.199.683
14%
51.752.434
13%
20%
Castelfranco
26.977.075
9%
37.157.165
10%
38%
Mirandola
37.485.995
12%
46.781.648
12%
25%
Modena
97.652.195
31%
114.583.540
30%
17%
Pavullo
21.473.687
7%
24.473.969
6%
14%
Sassuolo
50.978.474
16%
63.405.397
17%
24%
Vignola
37.355.903
12%
47.071.182
12%
26%
Totale
315.123.013 100% 385.225.335 100%
22%
Dimissioni pazienti residenti a Modena - Anno 2007
Categorie Diagnostiche Principali
APP.
CARDIOCIRCOLATORIO
1
2 APP. MUSCOLOSCHELETR., TESS. CONNETTIVO
3 APP. DIGERENTE
4 GRAVIDANZA, PARTO E PUERPERIO
5 APP. RESPIRATORIO
6 SISTEMA NERVOSO
7 RENE E VIE URINARIE
MIELOPROLIFER. E NEOPLASIE SCARSAM.
8 DIFFERENZIATE
9 PELLE, TESSUTO SOTTOCUTANEO, MAMMELLA
10 APP. RIPRODUTTIVO FEMMINILE
11 ORECCHIO NASO BOCCA E GOLA
12 FEGATO, VIE BILIARI E PANCREAS
13 OCCHIO
14 MALATTIE E DISTURBI MENTALI
15 ENDOCRINI METABOLICI NUTRIZIONALI
TOTALE
Escluse schede neonatologiche e neonati sani
216
Dimessi
4.523
4.484
2.813
2.688
2.239
2.096
1.694
1.590
1.312
1.131
1.060
1.027
999
864
717
31.619
La continuità assistenziale nel Distretto di Modena
La continuità assistenziale, alla popolazione del Distretto di Modena, è garantita attraverso:
− il Servizio di Continuità Assistenziale; (guardia medica)
− l’Ambulatorio dei codici bianchi, dislocato presso il Pronto Soccorso dell’Azienda Ospedaliera
Policlinico di Modena;
− l’Ambulatorio di Continuità Assistenziale gestito da MMG, aderenti alla Cooperativa MDF e, da
dicembre nel 2006, alla Cooperativa MeMo3.
Il Servizio di Continuità Assistenziale è attivo durante le ore notturne dei giorni feriali e nei giorni prefestivi e
festivi. Si accede al servizio chiamando un numero telefonico e un Infermiere Professionale fa una prima
valutazione (triage) e contatta un medico di continuità assistenziale di turno, per un consulto telefonico o una
visita domiciliare.
L’Ambulatorio dei codici bianchi è un ambulatorio ad accesso diretto dislocato presso il Pronto Soccorso
dell’Azienda Policlinico di Modena. Questo servizio è attivo 4 ore tutte le notti dei giorni feriali, 14 ore nei
giorni pre-festivi e 16 ore nei giorni festivi. Altra possibilità, è l’ambulatorio di continuità assistenziale gestito
da MMG, aderenti alle cooperative MDF e MeMo3. Attualmente, al progetto aderiscono 101 MMG. Gli
ambulatori sono attivi dalle 10:00 alle 19:00 del sabato e prefestivi, e dalle 9:30 alle 19:00 di domenica e
festivi. Nel 2006, il Servizio di Continuità Assistenziale (prefestivo, festivo, notturno) ha effettuato un totale di
15.651 prestazioni, un 3% in meno rispetto all’anno precedente. Si osserva inoltre, rispetto al 2006, un
aumento dei consigli telefonici (0,7%) e una diminuzione delle visite domiciliari (-12,1%) . Per quanto
riguarda la Coop MDF si evidenzia un aumento degli accessi costante nel tempo, e ancora maggiore è
l’aumento dei Codici Bianchi presso l’ambulatorio di C.A. del Policlinico.
AMBULATORIO CODICI BIANCHI PRONTO SOCCORSO POLICLINICO
MESE
DATI DI ATTIVITA' DAL 01/01/2007 AL 31/12/2007
NUMERO ACCESSI
NUMERO ACCESSI
NUMERO ACCESSI
ORE 8-14
ORE 14-20
ORE 20-24
GENNAIO
FEBBRAIO
MARZO
APRILE
MAGGIO
GIUGNO
LUGLIO
AGOSTO
SETTEMBRE
OTTOBRE
NOVEMBRE
DICEMBRE
TOTALE
284
213
237
399
248
255
239
262
245
190
219
418
3209
326
262
303
387
238
271
192
248
239
212
237
370
3285
Interventi del Medico di Guardia nel distretto di Modena 2007
Consiglio Telefonico
Visita Domiciliare
Attivata Emergenza
Richiesta non idonea
Totale
Guardia Medica Modena
12.830
3.227
191
29
16.277
217
537
557
585
674
723
679
673
543
617
590
513
582
7273
TOTALE
1147
1032
1125
1460
1209
1205
1104
1053
1101
992
969
1370
13767
Progetto continuità assistenziale
Coop. MDF
Visite effettuate anno 2007
GENNAIO
488
FEBBRAIO
399
MARZO
388
APRILE
590
MAGGIO
380
GIUGNO
413
LUGLIO
311
AGOSTO
332
SETTEMBRE
424
OTTOBRE
329
NOVEMBRE
250
DICEMBRE
818
TOTALE
5122
Progetto continuità assistenziale Coop. MDF
Visite effettuate anno 2007- classi di età
CLASSE ETA’
N.
%
0-6
97
1.89%
7-14
190
3.71%
15-44
2156
42.09%
45-64
1565
30.55%
64-74
597
11.66%
>75
508
9.92%
Non nota
9
0.18%
TOTALE
5122
100%
Progetto continuità assistenziale
Coop. Memo3
Visite effettuate anno 2007
GENNAIO
118
FEBBRAIO
202
MARZO
222
APRILE
324
MAGGIO
236
GIUGNO
214
LUGLIO
203
AGOSTO
208
SETTEMBRE
259
OTTOBRE
229
NOVEMBRE
219
DICEMBRE
503
TOTALE
2937
Progetto continuità assistenziale Coop. Memo3
Visite effettuate anno 2007- classi di età
CLASSE ETA’
N.
%
0-6
33
1%
7-14
92
3%
15-44
1027
35%
45-64
865
29%
64-74
488
17%
>75
382
13%
Non nota
50
2%
TOTALE
2937
100%
Numero prestazioni eseguite dal Servizio di continuità Assistenziale: anni 2004-2007
20000
17139
15000
16113
12377
10000
15651
13488
16277
13767
4691
5122
2937
9089
5000
2795
3435
0
2004
2005
2006
2007
n. prestazioni Servizio di continuità assistenziale
n. visite eseguite dall'amb. MDF
n.accessi C.A. Policlinico Modena
n. visite eseguite dall'amb. MeMO3
218
Dimissioni protette
Una sempre maggiore attenzione è stata dedicata all’integrazione dei servizi ospedalieri, fra loro e con il
territorio, perfezionando la chiusura del circuito assistenziale fra degenza ospedaliera ordinaria, degenza
diurna ed assistenza domiciliare.
A testimonianza di quanto sopra, le dimissioni protette, elemento di unione e di continuità fra l’assistenza
ospedaliera e quella territoriale, sono passate dalle 2.694 del 2004 alle 3.096 del 2005 ( + 15%) fino alle
3.139 del 2006 (ulteriore 1,5%).
Nel 2007 l'andamento si è confermato, infatti le dimissioni protette sono salite a 3.396 (+8,2%).
Inoltre, si sono consolidati gli aspetti organizzativi basati su modalità di lavoro integrato fra i Servizi
(Dipartimento/Unità di Cure Primarie, Ospedale e Servizi Sociali dei Comuni), coinvolgimento delle varie
professionalità e condivisione dei protocolli operativi, unica sede organizzativa distrettuale.
Dimissioni ospedaliere protette anno 2007 suddivise per tipologia e per Distretto
Tipologia di
dimissione
protetta
Carpi
Mirandol Modena
a
Sassuol
o
Pavullo
Vignola
Castelfr
anco
Totale
azienda
Sanitaria con
attivazione ADI
367
243
574
124
131
87
136
1662
Socio – sanitaria
c/o strutture
extraospedaliere
178
238
484
266
296
182
90
1734
Totale
545
481
1058
390
427
269
226
3396
L’assistenza Domiciliare rappresenta un esempio di assistenza sanitaria e socio-sanitaria multidisciplinare
che opera al domicilio del malato, ponendosi, in molti casi, come l’alternativa possibile all’ospedalizzazione.
Un’ampia tipologia di pazienti, affetti da gravi malattie, sovente in fase terminale, trova nell’Assistenza
Domiciliare risposte di cura e sostegno anche di tipo psicologico, insieme alle loro famiglie.
Nel Distretto di Modena ha sede in V.le Vittorio Veneto presso ex ospedale Estense.
I pazienti in ADI e in NODO sono seguiti dal MMG e dall’infermiere in un progetto assistenziale integrato, i
pazienti in ADP sono seguiti, salvo rare eccezioni, solo dal MMG. I pazienti in carico all’Assistenza
Infermieristica domiciliare possono anche essere seguiti solo dall’equipe infermieristica per interventi che
non necessitano di un progetto assistenziale integrato con il Medico di Medicina Generale.
219
Distretto di Modena - Assistenza Domiciliare
Anno
2003
Anno
2004
Anno
2005
Anno
2006
Anno
2007
ADI 1
839
1.104
1.276
1.237
1.362
ADI 2
180
128
174
142
136
ADI 3+NODO
522
559
619
598
558
1.541
1.791
2.069
1.977
2.056
di cui: ADI 3
99
97
120
106
82
NODO
423
462
499
492
476
ADP
1.492
1.454
1.510
1.743
1.723
ADR
198
257
283
285
321
Tot ADP+ADR
1.690
1.711
1.793
2.028
2.044
Diabete
1.417
1.651
1.755
2.436
2.905
905
1.087
1.141
1.139
1.235
Tot ADI
Demenze
Attività INF
Casi
1.748
1.807
1.872
1.893
1.819
Accessi ai casi in carico
41.496
42.890
40.069
44.266
41.367
Accessi x Prelievi occasionali
domiciliari
5.782
6.256
7.724
8.533
8.763
7.424
7.732
Prelievi domiciliari via
Newton
Dimissione Protetta
Sanitaria ( SADI )
396
424
417
537
574
Dimisione Protetta
Socio-Sanitaria (SAA)
421
476
448
410
484
Tot Dim Protette
817
900
865
947
1.058
220
In questa tabella sono rappresentati i Pazienti assistiti a domicilio nei Distretti dell' Azienda USL di Modena
conteggiati solo 1 volta indipendentemente dalla tipologia di assistenza in cui sono inseriti e dal
professionista o servizio che li assiste.
Pazienti Assistiti a Domicilio suddivisi x tipologie di assistenza - Anni 2005 / 2007
Modena
Totale Azienda
Tipo Assistenza
Anno
2005
Anno
2006
Anno
2007
Anno
2005
Anno
2006
Anno
2007
ADI MMG
1.570
1.485
1.580
4.511
4.647
4.757
499
492
476
1.246
1.303
1.335
Totale ADI MMG
2.069
1.977
2.056
5.757
5.950
6.092
ADP_R MMG
1.793
2.028
2.044
5.195
5.771
6.097
ASS INF
1.872
1.893
1.819
7.529
7.708
7.910
NODO MMG
I pazienti qui rappresentati sono conteggiati solo una volta nella tipologia di assistenza ma lo stesso paziente
può essere presente in più tipologie di assistenza.
Pazienti in ADI suddivisi per Livello e per Distretto - Anno 2007
Livello ADI
Modena
N°
%
Totale Azienda
N°
%
ADI 1
1.362
66%
3.318
54%
ADI 2
136
7%
1.043
17%
ADI 3 Non Oncologici Term.
82
4%
396
7%
ADI 3 NODO MMG
476
23%
1.296
21%
39
1%
ADI 3 NODO ANT
ADI 3 Complessive
558
27%
1.731
28%
Totale ADI
2.056
100
%
6.092
100%
Assistenza Domiciliare Azienda USL di Modena
Dimissioni Ospedaliere Protette - Anni 2005 / 2007
Tipo di Dimissione
Protetta
Sanitaria
(SADI)
Socio-Sanitaria
(UVG)
Totale
3-Modena
2005 2006 2007
2005
Totale
2006
2007
417
537
574
1397
1605
1662
448
410
484
1701
1534
1172
900
865
1.058
3.098
3.13
9
2.834
221
Assistenza Domiciliare Azienda USL di Modena
Incidenza dei casi NODO assistiti sulla media dei morti x tumore nell'ultimo triennio
Anni 2005/2007
2005
2006
2007
N° Casi
NODO
% sui morti
per tumore
N° Casi
NODO
% sui morti
per tumore
N° Casi
NODO
% sui morti
per tumore
Carpi
178
66%
190
74%
198
71%
Mirandola
149
54%
162
60%
164
63%
Modena
499
85%
492
83%
476
79%
Sassuolo
108
37%
156
55%
165
58%
Pavullo
55
40%
53
39%
41
31%
Vignola
153
61%
114
46%
166
67%
Castelfranco
104
62%
136
87%
125
77%
1.246
63%
1.303
67%
1.335
68%
Distretti
Totale
222
L’assistenza specialistica ambulatoriale
L’Assistenza Specialistica comprende l’erogazione delle visite specialistiche, degli esami di laboratorio e
altre prestazioni diagnostiche, terapeutiche e riabilitative, in consulenza al MMG, per la diagnosi e il
trattamento di problemi clinici.
Dai dati aggregati è possibile osservare un incremento del 22% rispetto al 2005 delle risorse impiegate per
questo tipo di assistenza per i residenti del distretto di Modena.
Dati di attività totali per pazienti esterni riferiti al Distretto di Modena
Var 2007
anno 2005
anno 2006
anno 2007
vs 2005
197.894
Distretto
207.030
190.209
-4%
4.087.812
Presidio
2.679.043
3.446.908
53%
171.999
Privati
280.462
363.514
-39%
1.876.290
Policlinico
2.035.617
2.120.773
-8%
Totale
5.202.152
6.121.404
6.333.995
22%
Dati di attività disaggregati per pazienti esterni riferiti al Distretto di Modena
anno 2005
Distretto
Totale
prestazioni
Specialistica
Salute Donna
Salute infanzia
anno 2006
anno 2007
197.894
207.030
131.537
69.531
5.962
190.209
129.750
55.051
5.408
Presidio
Totale
prestazioni
Laboratorio
Specialistica
2.679.043
2.472.638
206.405
3.446.908
3.244.280
202.628
Privati
Totale
prestazioni
Laboratorio
Fisiatria
Specialistica
280.462
109.354
54.502
116.606
363.514
223.359
55.521
84.634
Policlinico
Totale
prestazioni
Laboratorio
Specialistica
2.035.617
1.294.926
740.691
2.120.773
1.427.144
693.629
132.764
59.875
5.255
4.087.812
3.811.105
276.707
171.999
1.637
46.861
123.501
1.876.290
223
1.191.534
684.756
L’assistenza farmaceutica territoriale
I dati del consumo di farmaci a livello territoriale mostrano per il distretto di Modena, così come per l’intera
Azienda USL nel suo complesso un incremento del peso dei farmaci cardiovascolari sul totale.
Sistema cardiovascolare
Antimicrobici
Sistema respiratorio
Gastrointestinale e metabolismo
Sistema nervoso
Sistema muscolo-scheletrico
Genito-urinario ed orm. sess
Sangue ed organi emopoietici
Ormonali sistemici, escl. orm. sess.
Antineoplastici ed immunomod.
Dermatologici
Antiparass., insetticidi e repell.
Organi di senso
Altri
Duplice via di distribuzione
Generale
Distretto Modena
2002
2007
% su
€
% su
€
totale
.000
.000
totale
13.09
15.34
0 39,2%
0 45,5%
3.676 11,0% 3.326
9,9%
7,2% 2.798
2.396
8,3%
3.445 10,3% 4.167 12,4%
3.528 10,6% 3.068
9,1%
3,3% 1.228
1.117
3,6%
6,1% 1.475
2.031
4,4%
3,2% 1.046
1.058
3,1%
0,8%
256
337
1,0%
3,4%
1.133
169
0,5%
0,5%
181
131
0,4%
0,1%
45
38
0,1%
2,0%
656
330
1,0%
0,3%
96
84
0,2%
2,1%
703
147
0,4%
33.41
33.68
1 100,0%
5 100,0%
224
ASL Modena
€
.000
2002
% su
totale
45.145 39,3%
13.612 11,9%
7,6%
8.707
12.130 10,6%
9,9%
11.360
3,4%
3.872
5,6%
6.477
3,2%
3.672
0,8%
920
3,2%
3.633
0,6%
726
0,1%
128
1,7%
1.924
0,2%
270
2,0%
2.273
114.85
1 100,0%
€
.000
2007
% su
totale
52.352 45,0%
12.154 10,4%
9,0%
10.494
14.367 12,3%
8,7%
10.075
3,6%
4.169
4,2%
4.909
3,1%
3.625
1,1%
1.238
0,6%
651
0,4%
475
0,1%
121
0,9%
1.075
0,2%
261
0,4%
450
116.41
4 100,0%
La struttura dell’offerta dell’Azienda Policlinico
17
L’Azienda Ospedaliero-Universitaria Policlinico di Modena istituita in base alla L.R. n. 29/2004 è chiamata a
garantire prestazioni per:
•
l’assistenza ospedaliera, orientata a qualificare e potenziare l’offerta clinico-assistenziale, secondo le
priorità di salute indicate dalla programmazione regionale e provinciale e compatibilmente con le
risorse disponibili; ad innovare e differenziare l’offerta clinico-assistenziale in verticale, attivando
livelli di specializzazione crescenti ed in orizzontale, allargando la gamma delle tipologie di servizio
garantendo la stretta integrazione con la didattica e la ricerca;
•
l’attività didattica e di ricerca , in quanto costituisce per la Università degli Studi di Modena e Reggio
Emilia l’Azienda di riferimento per le attività essenziali allo svolgimento delle funzioni istituzionali di
didattica e di ricerca della Facoltà di Medicina, ai sensi dell’art. 9 comma 4 L.R.n.29/200, da
garantire tramite la integrazione fra le attività assistenziali e le attività didattiche e di ricerca svolte
dal Servizio Sanitario Regionale e dall’Università.
L’organizzazione ed il funzionamento della Azienda è regolato dall’Atto Aziendale, strumento di autoorganizzazione, deliberati dalla Direzione Generale Aziendale con atto n. 165 del 3 dicembre 2007 e
convalidato dalla Regione Emilia Romagna con atto di giunta n. 2021 del 20 dicembre 2007.
La struttura dell’offerta è caratterizzata dalle seguenti attività:
ASSISTENZA:
• degenza ordinaria ed in day hospital
• hospice oncologico
• urgenze di ps generale e specialistico
• attività specialistica ambulatoriale
• servizio trasfusionale
• distribuzione diretta farmaci
FORMAZIONE
RICERCA
1. Assistenza
I relativi volumi di attività assistenziale sono così schematizzabili
-
Ricoveri DO+DH
Hospice casi trattati
Accessi PS gen. e spec.
Prestazioni Ambulatorio
Unità sangue ed
emocomponenti
Accessi x farmaci
2006
45.000
297
106.000
2.750.000
2007
47.000
282
106.500
2.645.000
100.000
52.000
96.983
56.600
Per l’attività assistenziale, in base alla programmazione regionale e provinciale il Policlinico di Modena è:
Sede Hub (centro di riferimento) della rete regionale per le seguenti attività assistenziali:
•
Cardiologia Unità Coronarica
•
Chirurgia dei Trapianti
•
Chirurgia della Mano
•
Nefrologia Trapianti
•
Terapia Intensiva Neonatale
•
Genetica Oncologica
Sede “Spoke” della rete regionale per l’assistenza a pazienti affetti da:
17
A cura di Stefano Cencetti, Direttore Generale Azienda Ospedaliero Universitaria Policlinico
225
•
•
•
•
•
Svolge
Glicogenosi
Emoglobinopatie congenite
Malattie Emorragiche Congenite
Sindrome di Marfan;
funzione di Presidio regionale, ex DM n. 279/2001, integrato nella rete nazionale per la
prevenzione, la sorveglianza, la diagnosi e la terapia delle 243 Malattie Rare;
E’ riferimento provinciale per: Oncologia – Ematologia - Radioterapia – Medicina nucleare - Chirurgie
specialistiche (Plastica e Ricostruttiva, Toracica, Maxillo-Facciale) – Dermatologia –
Reumatologia
2. Formazione
UNIVERSITÀ FACOLTÀ di MEDICINA E CHIRURGIA
940 medici ed odontoiatri in formazione di base
540 medici in formazione specialistica
1200 iscritti a corsi laurea professioni sanitarie
AZIENDA
Anno 2006
a)
b)
c)
236 eventi formativi organizzati
10.000 partecipanti
95 % con crediti formativi
Anno 2007
a) 252 eventi formativi organizzati
b) 8.365 partecipanti
c) 94 % con crediti formativi
3. Ricerca
1.
2.
3.
4.
Oltre 200 progetti di ricerca annui esaminati da Comitato Etico
€ 6 milioni di contributi annui
Convenzione con Facoltà Bioscienze e Biotecnologie per medicina rigenerativa e genetica
Partecipazione a Quality Center Network (industria biomedicale – polo produttivo di Mirandola)
Per quanto riguarda l’attività assistenziale i principali dati ed indicatori sono riportati nelle tabelle seguenti:
a) il numero dei posti in coincidenza con l’apertura del Nuovo Ospedale S.Agostino-Estense e
dell’avvio del processo di integrazione Policlinico di Modena-Baggiovara ha fatto registrare un
consistente calo nella dotazione dei posti letto:
226
b) l’attività di degenza nel corso dell’anno 2007 ha fatto registrare i seguenti dati :
•
•
•
•
•
Ricoverati (solo provenienti dall'esterno)
Dimessi
Tasso di Occupazione Posti Letto
Giornate di Degenza Osservate
Degenza Media Osservata
34.491
34.496
92%
232.228
6,7 gg
L’attività di degenza è stata caratterizzata negli ultimi anni dalle seguenti attività caratteristiche: interventi
chirurgici, parti, trapianti di organi
227
Numero trapianti d'organo effettuati per tipologia
2004
2005
2006
2007
70
60
62
59
61
62
50
48
40
30
45
46
40
33 32
30
29
20
10
0
trapianti di fegato
trapianto renale
trapianto di mido llo
2004
29
30
59
2005
48
40
62
2006
45
33
61
2007
46
32
62
Per quanto riguarda l’attività di pronto soccorso la tabella allegata illustra la tipologia di attività garantita dal
Policlinico di Modena: generale, pediatrico, ostetrico-ginecologico, oculistico e odontoiatrico, con i volumi di
attività fatti registrare negli ultimi anni:
L’attività specialistica ambulatoriale si caratterizza per i seguenti dati:
- numero ambulatori a disposizione degli assistiti
111
- numero prestazioni prenotabili settimanalmente
6.400
- numero prestazioni erogate in totale anno 2007
2.645.000
La medicina trasfusionale è caratterizzata, oltre che dalle 100.000 unità di sangue ed emocomponenti
prodotti e messi a disposizione annualmente per la Provincia di modena, dalle seguenti prestazioni con dati
relativi all’anno 2007:
- attività di laboratorio prestazioni annue
300.000
- trasfusioni
2.000
- processazione e congelamento cellule staminali e midollari
350
- banca del cordone ombelicale: congelati
271
- assistiti esaminati per nuove iscrizioni registro donatori midollo
238
228
Altra attività impegnativa che si è venuta a consolidare negli ultimi anni in Policlinico di Modena è la
distribuzione diretta di farmaci per gli assistiti in fase dimissione o seguito di visita specialistica, come
dimostra la tabella seguente:
229
I DETERMINANTI
Gli stili di vita
Le stime fornite dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), in considerazione della diversa incidenza
dei determinanti di salute (socio-economici, stili di vita, fattori ambientali, accesso ai servizi), indicano che gli
stili di vita incidono sulla riduzione dei bisogni di salute per il 40%, i determinanti socio-economici per il 25%,
quelli ambientali per il 15% e l’accesso e potenziamento dei sistemi di cura per il 10%.
Dalla ricerca del Comune di Modena (Ufficio Politiche per la Salute e Ufficio Ricerca sugli) la prima dedicata
18
agli “Stili di vita” , realizzata per rilevare le abitudini dei cittadini di Modena e Carpi, svolta nel giugno 2006,
emergono delle indicazioni sui comportamentali degli intervistati in materia di: alimentazione, consumo di
alcolici, attività fisica e pratica di sport.
I cittadini intervistati residenti a Modena sono stati 1109, d’età compresa tra i 15 e gli 80 anni.
Sulla salute dei cittadini è stata inoltre, realizzata a livello provinciale, nell’ambito del progetto di ricerca
nazionale PASSI19 un’ulteriore ricerca. Mentre A livello nazionale è stata realizzata nel 2005 dall’Istat
l’indagine multiscopo “Condizioni di salute e ricorso ai servizi sanitari”20 che ha coinvolto 60.000 famiglie. (
le tre ricerche sono state svolte con metodologie e campionamenti diversi che non consentono dei confronti
diretti).
In appendice sono riportati alcuni dati della ricerca comunale.
I Determinanti ambientali
L’aria
21
L’inquinamento atmosferico
L'inquinamento atmosferico è il principale fattore di rischio di origine ambientale per la salute nei paesi
industrializzati. Tra gli inquinanti monitorati il ruolo delle polveri fini nella genesi degli effetti sulla salute è
andato assumendo particolare rilievo, sia come inquinante in sé sia come indicatore integrato della miscela
di inquinanti presenti nell'aria che respiriamo.
Le polveri possono essere di origine naturale oppure antropica, cioè prodotte dall'attività umana. Il principale
processo di formazione è quello di combustione, sia da fonti naturali (vulcani, incendi di boschi) che da
industrie, centrali termoelettriche, riscaldamento di abitazioni con combustibili solidi o liquidi.
Nei centri urbani le polveri sono originate soprattutto dal traffico veicolare, responsabile, oltre che della
immissione dei prodotti della combustione dei motori, anche delle polveri provenienti dall'erosione del
18
La ricerca è consultabile sul sito del Comune di Modena http://www.comune.modena.it/ufficioricerche/
La ricerca “PASSI” ha interessato le aziende sanitarie a livello nazionale la prima volta nel 2005, successivamente è stata
ripetuta nel 2006 e nel 2007. Per l’Ausl di Modena il coordinamento è stato effettuato dal Servizio Epidemiologia del Dipartimento di
Sanità Pubblica. Nel 2006 è stato intervistato un campione di 200 persone di 18-69 anni, selezionate dalla lista assistiti dell’AUSL di
Modena. I soggetti intervistati sono stati 200, il 51% sono uomini; l’ età media del campione è di 44 anni. Il 52% ha un livello d’istruzione
alto e il 76% ha un lavoro regolare. Il metodo scelto è stato il campionamento casuale semplice. Obiettivo specifico dello studio Passi è
riuscire a stimare la prevalenza di soggetti che hanno comportamenti particolari relativamente a: attività fisica, fumo, alimentazione,
consumo di alcol, sicurezza stradale, ipertensione arteriosa e ipercolesterolemia, screening del cancro della mammella, del collo
dell’utero e del colon retto. Nelle provincia di Modena e Reggio Emilia è stato indagato anche il tema degli infortuni domestici. Inoltre
sono stati raccolti dati su alcune variabili demografiche e caratteristiche fisiche, sulla percezione dello stato di salute, sulle vaccinazioni
in età adulta e sullo stato di utilizzo del punteggio di rischio cardiovascolare. La ricerca dell’AUSL di Modena è consultabile sul sito
http://www.usl.mo.it/dsp/epi/box/pubblicazioni/2007/passi06.html
19
20
L’indagine ISTAT sulle Condizioni di salute e ricorso ai servizi sanitari ha l’obiettivo di analizzare i comportamenti relativi alla
salute e all'utilizzo dei servizi sanitari e porli in relazione alle caratteristiche demografiche e socio-economiche dei cittadini. Attraverso
tali informazioni, raccolte direttamente presso le famiglie, è possibile costruire indicatori su condizioni di salute e qualità della vita,
presenza di disabilità, stili di vita (abitudine al fumo, eccesso di peso), prevenzione, ricorso ai servizi sanitari, uso dei farmaci,
assistenza in gravidanza e allattamento al seno. Ciò rende possibile individuare segmenti di popolazione a rischio, studiare le
disuguaglianze nella salute e nell’accesso ai servizi, conoscere i profili degli utilizzatori dei servizi sanitari e le modalità di fruizione.
Integrando con tali informazioni i flussi amministrativi, provenienti dalle organizzazioni sanitarie sul territorio, è possibile arricchire la
base informativa necessaria per la pianificazione socio-sanitaria e la promozione della salute pubblica a livello nazionale e locale.
L’indagine in questione, che si inserisce nel Sistema delle Indagini Multiscopo sulle famiglie avviato dall’ISTAT nel 1993,
viene ripetuta con cadenza quinquennale. Nel 2005 le famigli intervistate sono state 60.000. Ulteriori approfondimenti sul sito internet
www.istat.it/sanita
21
A cura di Luisa Guerra – Arpa Modena
230
pavimento stradale, dall'usura di pneumatici, freni e frizioni. A queste fonti si aggiungono poi con varie
cadenze stagionali quelle biogeniche (pollini e spore). Le polveri possono formarsi anche indirettamente,
attraverso reazioni chimico – fisiche in atmosfera tra inquinanti primari.
La dimensione delle particelle è un parametro molto importante, in quanto gli effetti sulla salute sono diversi
a seconda della loro grandezza.
La dimensione delle particelle determina anche quale tratto dell'albero respiratorio è più probabile possa
essere raggiunto. Le particelle più grandi di 10 µm (micrometri) si depositano quasi esclusivamente a livello
di naso e gola, mentre le particelle fini (diametro inferiore a 10 µm) ed ultrafini (diametro inferiore a 2,5 µm)
sono in grado di penetrare più in profondità fino a raggiungere gli alveoli dove avvengono gli scambi gassosi
con il circolo sanguigno e, tramite questo, possono anche essere trasportate in organi distanti. Le particelle
fini ed ultrafini inoltre, a parità di massa, hanno una superficie molto più grande di quella delle particelle di
maggior diametro e possono fungere da vettori di una notevole quantità di sostanze tossiche verso le parti
più profonde dei nostri polmoni.
Inquinamento da polveri ed effetti sulla salute
Gli effetti a breve termine dell’inquinamento atmosferico sono quelli da più tempo e maggiormente studiati.
Gli effetti indagati sono molteplici: quelli di maggiore gravità sono l'incremento di mortalità per tutte le cause
e per cause cardio - polmonari e l'incremento dei ricoveri ospedalieri per le stesse cause specifiche. Uno
studio europeo (APHEA2, 2001), riguardante 29 città europee tra cui Torino, Milano e Roma evidenzia un
incremento di mortalità del 0,6% per ogni aumento di 10 µg/m3 (microgrammi per metrocubo) di PM10,
mentre il recente studio italiano relativo a 8 città, tra, cui Bologna e Ravenna, (MISA, 2001) segnala un
incremento maggiore, intorno all'1%. Per i ricoveri ospedalieri diversi studi, americani ed europei, segnalano
un aumento per cause respiratorie pari a circa il 2% e per cause cardiache intorno a 1% per ogni incremento
di 10 µg/m3 di PM10. Oltre a questi effetti, particolarmente rilevanti sono stati indagati numerosi altri eventi
sanitari collegabili a un rischio respiratorio: aumento di attacchi asmatici, riacutizzazione di bronchite cronica,
episodi di bronchite acuta, alterazioni della funzionalità polmonare: per ogni effetto indagato è stata
dimostrata una correlazione con l'inquinamento giornaliero. Come è facile arguire, la frequenza di
popolazione affetta dall'evento sanitario indagato, a parità di livelli di inquinamento, è tanto maggiore quanto
meno grave è l'effetto indagato: così si stima che, per ogni incremento di 10 µg/m3 di PM10 l'incremento
degli attacchi di asma sia del 5% e del 3,3% la riduzione della capacità vitale dell'apparato respiratorio negli
adulti (piramide degli effetti).
Inquinamento atmosferico medio ed effetti a lungo termine: su questo tema sono recentemente stati
pubblicati (2002) due studi importanti: uno studio americano (A.Pope, JAMA) ha indagato la mortalità di circa
500.000 adulti arruolati nel 1982 in uno studio prospettico, per i quali erano note una serie di informazioni tra
cui l'abitudine al fumo, il peso e l'altezza, la dieta ecc., mettendola in relazione con l'inquinamento medio
della città di residenza espresso come livelli di PM2,5. Per ogni incremento di 10 µg/m3 è stato evidenziato
un aumento del 4% della mortalità totale, del 6% di quella per cause cardio - polmonari e dell'8% per tumore
polmonare. Il secondo è un lavoro olandese (G.Hoek, Lancet) che studia la mortalità in una coorte di 5000
soggetti in età 55-69 dal 1986 al 1994, in relazione ai dati di inquinamento ricavabili dalle misure effettuate
nella città di residenza e dall'informazione circa la vicinanza dell'abitazione a strade di grande traffico.
Proprio l'abitare in questo tipo di strade costituisce il maggiore rischio per la mortalità cardio - polmonare,
che risulta aumentata del 95%. Questa segnalazione appare coerente con quanto segnalato da lavori recenti
(Pettinen, Eur Respir J, 2001) che individuano nella componente ultrafine del particolato atmosferico (< 2,5
µm) quella responsabile dei danni infiammatori agli alveoli polmonari con conseguente aggravamento della
patologia cardio - respiratoria. Le particelle ultrafini, a parità di massa e senza significative variazioni del
PM10 sono assai più numerose in prossimità di strade ad alto traffico (Zhu, J Air Waste Manag Assoc,
2002).
Ma se i dati appaiono ormai consistenti nel documentare un sicuro effetto dell'inquinamento sulla salute,
perché la percezione del rischio da parte della popolazione appare ancora scarsa?
Una prima possibile risposta è che in fondo la gente non crede molto a quanto fin qui è stato esposto. In
fondo, se si confronta l’inquinamento delle nostre città con il rischio da fumo di sigaretta le morti da fumo
sono evidenti e ben rintracciabili nella memoria di ciascuno, mentre quelle da inquinamento dove sono?
A questa domanda occorre fornire risposte articolate.
Per quanto riguarda gli effetti a lungo termine non v'è dubbio che per il singolo individuo i rischi da
inquinamento sono assai più bassi di quelli da fumo di tabacco che resta il principale fattore di rischio cardio
- respiratorio.
231
I rischi da inquinamento per l'apparato cardio - respiratorio sono probabilmente confrontabili, a livello
individuale, con quelli da fumo passivo. Tuttavia, oltre all'ovvia constatazione che il fumo è una scelta
individuale mentre l'inquinamento non lo è occorre ricordare che l'esposizione all'inquinamento atmosferico
interessa la totalità dei soggetti che abitano nei centri urbani (non solo i capoluoghi), tra cui bambini, anziani,
ammalati. Si tratta quindi di un fattore di rischio largamente diffuso, in grado di produrre una pluralità di effetti
sulla salute e che, inoltre, per quanto riguarda il traffico veicolare, principale fonte dell'inquinamento
atmosferico, produce anche rumore, incidenti stradali, occupazione dello spazio. Inoltre i mutamenti climatici
che ormai la maggioranza degli studiosi attribuisce all'effetto serra, di cui sono largamente responsabili i
prodotti della combustione del petrolio, rappresentano un concreto e grave fattore di rischio per la salute. Per
quanto riguarda gli effetti a breve termine, conseguenti ai picchi di inquinanti, l'incremento di effetti dimostrati
è consistente nei diversi studi ed è rappresentato da una pluralità di eventi sanitari di cui l'incremento della
mortalità rappresenta l'evento più drammatico ma fortunatamente meno frequente, anche se non irrilevante.
Così lo studio OMS del '98 su 8 città italiane, già largamente diffuso dai media, stima che l'inquinamento
atmosferico (livelli di PM10 > 30 µg/m3) sia responsabile di: 4,7% di morti per cause non violente negli adulti,
1,7% dei ricoveri cardiovascolari e 3,0% di ricoveri respiratori, 28,6% di episodi di bronchite acuta e 8,7%
delle esacerbazioni dell'asma nei bambini, il 3% della frequenza complessiva dei sintomi respiratori nella
popolazione.
Ma vi è un'altra risposta alla domanda relativa ai motivi della scarsa percezione del rischio da parte della
popolazione generale. Essa sta nel divario, sempre assai rilevante, tra conoscenza e modifica dei
comportamenti: cambiare qualcosa nelle proprie abitudini così ben assestate sulla certezza della
disponibilità costante dell'auto individuale è difficile. Colmare questo divario è la sfida attuale e dei prossimi
anni per gli amministratori e per ciascuno di noi. Occorrono modifiche strutturali del sistema dei trasporti che
rendano meno disagevole il cambiamento di abitudini, in parte avviate in questa Regione, e una crescita
culturale della popolazione, che deve acquisire la consapevolezza dell'impossibilità di uno sviluppo fondato
sull'incremento del trasporto individuale.
L’inquinamento atmosferico a Modena
Nella città di Modena il monitoraggio della qualità dell’aria viene effettuato attraverso tre stazioni fisse di
controllo che rilevano le concentrazioni dei principali inquinanti.
Dall’analisi dei dati rilevati, le principali criticità risultano essere rappresentate dalle polveri sottili (PM10),
dagli Ossidi di Azoto (NO2) e dall’Ozono, mentre risultano sempre al di sotto del valore limite di emissione le
concentrazioni di Monossido di Carbonio, Biossido di Zolfo e Benzene.
A differenza dell’Ozono, che è un inquinante totalmente secondario che si forma dall'ossigeno atmosferico
(O2) e da precursori primari come NOx e COV per azione della radiazione solare (in estate più intensa), le
polveri sottili e gli Ossidi di Azoto hanno anche una componente primaria prodotta direttamente dalle
sorgenti di emissione antropiche quali, in ordine di importanza, il traffico veicolare, le industrie e gli impianti
di riscaldamento alimentati con combustibili liquidi o solidi.
Nello specifico, il traffico veicolare è responsabile del 74% delle emissioni di PM10 e dell’83% delle
emissioni di NOx, pertanto proprio su questa sorgente si stanno concentrando le azioni del Comune di
Modena per il contenimento dell’inquinamento atmosferico.
Dal 2002 il Comune di Modena ha aderito agli Accordi Regionali sulla qualità dell’aria adottando sia misure
di limitazione della circolazione veicolare che interventi di promozione e sviluppo della mobilità sostenibile.
Su quest’ultimo punto, in particolare, stanno convergendo i maggiori sforzi in quanto solo cambiando le
abitudini di ciascun individuo sarà possibile migliorare la qualità dell’aria a beneficio della salute pubblica e
dell’ambiente.
Sorgenti emissive
L’inventario delle emissioni, realizzato nell’ambito del Piano di Tutela e Risanamento della qualità dell’aria
(approvato in Consiglio Provinciale con delibera n° 47 del 29.03.2007) permette di valutare, attraverso stime
legate alle caratteristiche delle singole attività, i contributi alle emissioni delle diverse sorgenti inquinanti sia a
livello provinciale, che per i singoli comuni.
Le sorgenti principali considerate nell’inventario sono le attività industriali, il riscaldamento civile, gli
allevamenti e il traffico. Nel Comune di Modena, queste sorgenti contribuiscono alle emissioni totali secondo
le percentuali riportate nei grafici seguenti, dove è stato evidenziato anche il contributo emissivo
dell’inceneritore. Se da una parte le politiche di metanizzazione degli impianti termici civili e di quelli
industriali condotte nel Comune di Modena già a partire dagli anni ‘70 e il controllo delle emissioni industriali,
in applicazione delle leggi nazionali e regionali, hanno comportato un contenimento di queste emissioni,
232
dall’altro, il continuo aumento degli autoveicoli circolanti e dei km percorsi ha reso meno incisivi i
miglioramenti tecnologici introdotti sul parco circolante, determinando quindi un contributo predominate del
traffico veicolare alle emissioni complessive di NOx e PM10.
Per quanto riguarda la realtà provinciale, risulta importante anche il contributo industriale, in particolare nel
distretto ceramico dove le attività produttive rappresentano più del 40% (dal 40% al 57% a seconda
dell’inquinante) del totale distrettuale alle emissioni di PM10 e NOx.
Contributo all’inquinamento atmosferico delle diverse sorgenti nel Comune di Modena
(Fonte: ARPA – Piano di Risanamento e di tutela della Qualità dell’aria - Marzo 2007)
Polveri - PM10
Ossidi di Azoto (NOx)
Altre
industrie
4.9%
Allevamenti
1.0%
Inceneritore
4.0%
Altre
industrie
24.6%
Civile
7.7%
Civile
0.2%
Traffico
83.4%
Inceneritore
0.3%
Traffico
73.9%
Tendenze e criticità
A partire dagli anni ’90, le emissioni sono mutate sia in termini qualitativi che quantitativi in relazione
all’evolversi della tecnologia, in particolare quelle dovute al traffico veicolare dove si è assistito ad un
continuo rinnovo sia delle tecnologie dei motori, sia della composizione dei combustibili. A seguito di questi
cambiamenti si sono modificati anche i livelli ambientali di diversi inquinati, alcuni dei quali presentano oggi
minori criticità.
Osservando infatti i trend di seguito riportati, dal 1991 al 2007, si evidenzia un sensibile calo delle
concentrazioni di monossido di carbonio e benzene, che negli ultimi anni sono caratterizzati da livelli inferiori
ai limiti normativi e in alcuni casi prossimi al fondo ambientale.
Per altri inquinanti, invece, come ad esempio il biossido di azoto e le polveri, gli ultimi anni sono
caratterizzati da livelli stazionari, ma ancora elevati rispetto agli standard normativi.
Relativamente all’Ozono, infine, le concentrazioni si mantengono elevate nei periodi estivi senza mostrare
variazioni di rilievo, se non quelle strettamente legate alle caratteristiche della stagione estiva.
Di seguito si riportano i grafici dei trend delle concentrazioni medie per gli inquinanti più significativi.
NO2 : Trend delle concentrazioni
Dato medio della Città di Modena
5
120
4
100
3
µg/m 3
mg/m 3
CO: Trend delle concentrazioni
Dato medio della Città di Modena
2
80
60
40
1
20
0
0
1991 1993 1995 1997 1999 2001 2003 2005 2007
233
1991 1993 1995 1997 1999 2001 2003 2005 2007
PM10: Trend delle concentrazioni
Dato medio della Stazione di Via Nonatolana
100
8
80
3
10
6
µg/m
µg/m
3
Benzene: Trend delle concentrazioni
Dato medio della Stazione di Via Nonatolana
4
2
60
40
20
0
0
1998
2000
2002
2004
2006
1998
2000
2002
2004
2006
Il monitoraggio del Benzene
Il Benzene è un idrocarburo aromatico liquido, volatile, incolore e caratterizzato da un odore particolare.
Viene utilizzato nell’industria chimica, ma soprattutto è presente nelle benzine e per tale motivo si trova nei
gas di scarico degli autoveicoli, in particolare di quelli non catalizzati. È un inquinante primario,
rappresentativo dell’inquinamento da traffico veicolare la cui presenza, in prossimità delle strade, è
strettamente correlata con il Monossido di Carbonio (CO). È, inoltre, scientificamente dimostrata la capacità
del Benzene di indurre l’insorgenza di tumori nell’uomo.
Fino al 31.12.2005 la normativa fissa per questo inquinante un valore di riferimento sulla media annuale di
10 µg/m3; da tale data il valore di riferimento diminuisce gradualmente per arrivare al 2010 al valore limite di
5 µg/m3.
A Modena, già da diversi anni le medie annuali rilevate nelle stazioni che effettuano il monitoraggio di questo
inquinante risultano inferiori a 5µg/m3: nel 2007 la concentrazione media di Benzene rilevata dalla stazione
di via Nonantolana è stata di 1.7 µg/m3, mentre quella rilevata nella stazione di Giardini, è stata di 1.4
µg/m3.
Questa diminuzione è legata al progressivo miglioramento delle emissioni del parco veicolare, in particolare
delle benzine impiegate su cui è stato posto un limite sul contenuto di benzene che non deve superare l’1%
in volume dal 1/7/98.
L’andamento delle concentrazioni di Benzene è strettamente legato ai flussi di traffico: nell’arco della
giornata si nota un aumento in corrispondenza degli orari di punta del traffico (ore 8.00 e ore 20.00);
nell’arco della settimana le concentrazioni diminuiscono nelle giornate di sabato e domenica quando c’è un
minor numero di veicoli in circolazione.
Oltre al monitoraggio con le stazioni fisse, il Benzene è oggetto da alcuni anni di campagne di monitoraggio
ad alta risoluzione spaziale eseguite in collaborazione con ARPA – Sezione Provinciale di Modena mediante
campionatori passivi. Scopo del monitoraggio è quello di ottenere dati con un maggior dettaglio spaziale
rispetto a quello ottenibile dalla rete di monitoraggio provinciale, includendo quindi nel monitoraggio punti di
diversa tipologia. I siti di misura infatti sono stati scelti per rappresentare la situazione media riscontrabile in:
centro storico, parchi urbani, incroci, strade, poli scolastici e aree residenziali.
Nell’ultima campagna effettuata nel 2007 i punti di misura sono stati ridotti (15) rispetto alle precedenti
campagne, (73 nel 2001-2002, 50 nel 2004) mantenendo però un numero sufficientemente rappresentativo
delle diverse tipologie di siti urbani.
I risultati ottenuti nelle 4 campagne annuali programmate sono stati successivamente elaborati mediante
tecniche di regressione per ottenere una stima delle medie annuali confrontabili con i limiti normativi.
I valori rilevati nell’ultima campagna di misura hanno evidenziato una diminuzione generalizzata dei livelli di
benzene in atmosfera, pur confermando qualitativamente i risultati delle analisi già condotte nel 2002 e nel
2004; i livelli più elevati, infatti, si riscontrano sulle arterie stradali, mentre sono significativamente più
contenuti nei parchi o nelle zone prevalentemente residenziali.
234
Benzene- Andamento medio giornaliero
3
µ g/m3
2
1
0
1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23
Giorni feriali
Sab
Dom
La rilevazione dei pollini: la rete di monitoraggio di aerobiologia
Al fine di monitorare costantemente le concentrazioni aeropolliniche delle famiglie botaniche allergeniche
l´Emilia-Romagna ha attivato, dal 1987, una rete di campionatori volumetrici.
L’obiettivo principale del monitoraggio è quello di fornire dati che permettano agli allergologi di diagnosticare
con precisione allergeni e periodi di maggior rischio, per poter attuare quando è possibile una buona
profilassi, nonchè una terapia mirata.
Oltre all’ interesse di tipo sanitario, il monitoraggio dei pollini e delle spore fungine può diventare un valido
supporto anche in campo fitopatologico ed essere un importante strumento nella gestione del verde
pubblico e delle colture agrarie.
La rete di monitoraggio è attualmente gestita da ARPA Emilia-Romagna ed è costituita da 10 stazioni
localizzate nei capoluoghi di Provincia (da Piacenza a Rimini, con l´aggiunta di Cesena), situate in
corrispondenza di aree densamente popolate, dove l´incidenza delle pollinosi è in costante aumento.
La rete di monitoraggio di ARPA Emilia-Romagna fa parte della Rete Italiana di Monitoraggio Aerobiologico
(RIMA), un´iniziativa dell´Agenzia per la Protezione dell´Ambiente e per i Servizi Tecnici (APAT), del
Sistema delle Agenzie Ambientali e dell´Associazione Italiana di Aerobiologia (AIA).
Le stazioni di monitoraggio sono attive tutto l'anno, dal 1 gennaio al 31 dicembre; ogni settimana viene
redatto il bollettino regionale “Bollettino Pollini Allergenici” (aggiornato ogni martedì) che viene diffuso
attraverso il sito di Arpa www.arpa.emr.it., oppure su Televideo (RAI TRE Emilia Romagna alla pag. 537,
Rete 7, Antenna1, Tele Tricolore pag. 180); inoltre, viene inviato un bollettino personalizzato sulla situazione
pollinica a Modena direttamente a chi lo richieda.
Analisi dei dati
La presenza di pollini in aria subisce notevoli variazioni non solo nel corso degli anni e dei mesi, ma anche
dei giorni e delle ore della giornata.
La concentrazione di granuli pollinici in aria dipende dal tipo, dalla densità delle piante presenti sul territorio e
dalle condizioni meteorologiche; il vento, per esempio, è in grado di condizionare la concentrazione
aeropollinica e di modificarne la composizione botanica, trasportando granuli anche a notevole distanza, le
temperature elevate e la bassa umidità relativa accellerano lo sviluppo delle piante e favoriscono il processo
di impollinazione inducendo l´apertura delle antere. I grandi quantitativi di polline liberati durante il periodo di
fioritura dalle specie ad impollinazione anemofila, sollevati dalle correnti aeree, galleggiano in aria per un
tempo più o meno lungo e quindi precipitano a pioggia con uniformità variabile. Ciò è dovuto, da un lato, allo
specifico comportamento delle diverse piante durante la fioritura e, dall´altro, alle differenti condizioni
ambientali che si possono determinare nel tempo.
In considerazione della notevole variabilità esistente da un anno all´altro e dei numerosi fattori che
influenzano la presenza dei pollini in aria, è utile costruire i calendari pollinici per ciascuna famiglia.
Le famiglie ricercate sono le seguenti: betullacee, composite, corilacee, fagacee, graminacee, oleacee,
plantaginacee, urticacee, cupressacee, chenopodiacee, poligonacee, euforbiacee, mirtacee, ulmacee,
235
platanacee, aceracee, pinacee, salicacee, piperacee, juglandacee, ippocastanacee e come spore l’alternaria
e lo stemphilium.
Di queste famiglie, dieci sono considerate come le più significative dal punto di vista allergenico; sono
caratterizzate da impollinazione anemofila, cioè attraverso il vento (si ricorda che tale veicolo di
movimentazione interviene non solo sull’aggregazione o disaggregazione dei pollini nell’aria fra loro, ma
agisce anche sui particolati prodotti dall’inquinamento atmosferico, fattore che contribuisce, come noto, alla
diffusione delle patologie allergiche, soprattutto respiratorie ed oculari).
La rappresentazione grafica sottostante mette in evidenza la presenza percentuale delle diverse famiglie
secondo quanto rilevato nell’anno 2007 nel territorio Provinciale di Modena: le famiglie presenti in maggiore
quantità sono in ordine le Urticacee 14.7%, le Corilacee 13.7% , le Graminacee 12.7 % e le Cupressacee
10.9%.
CUPRESSACEE
10,9 %
CHENOPODIACEE
0,9 %
COMPOSITE
0,6%
BETULLACEE
1,7 %
CORILACEE
13,7 %
URTICACEE
14,7 %
FAGACEE
8,3 %
PLANTAGINACEE
2,0 %
GRAMINACEE
12,7 %
OLEACEE
1,9 %
BETULLACEE
COMPOSITE
CORILACEE
FAGACEE
GRAMINACEE
OLEACEE
PLANTAGINACEE
URTICACEE
CUPRESSACEE
CHENOPODIACEE
Figura.1:Presenza percentuale delle famiglie significative dal punto di vista allergenico
Nella tabella 1 vengono riassunti i dati che hanno caratterizzato la stagione pollinica 2007
Fam iglia
m ax
fioritura
Inizio fioritura
pollini/m 3 nel
giorno di
m assim a
fioritura
fine
fioritura
em issione
nell'anno
(pollini/m 3)
Pollini
Corylacee
23-gen
8-apr
7-mag
582
5952
Cupress-Taxac.
28-gen
27-feb
24-giu
336
4746
Pinacee
31-gen
4-lug
16-nov
19
407
Oleacee
6-feb
20-feb
28-lug
64
806
Ulm acee
9-feb
27-feb
21-apr
73
835
Salicacee
13-feb
14-mar
17-apr
288
2536
Betulacce
19-feb
2-mar
1-mag
109
721
Aceracee
8-mar
18-mar
6-set
76
387
Gram inacee
17-mar
26-apr
12-set
250
5509
Fagacee
16-mar
5-lug
29-lug
148
3616
Platanacee
19-mar
10-apr
20-mag
984
9419
Com posite
7-apr
28-ago
29-ott
12
252
Juglandacee
8-apr
16-apr
27-mag
26
266
Urticacee
9-apr
14-apr
27-set
736
6384
Poligonacee
17-apr
18-lug
24-set
6
123
Plantaginacee
20-apr
26-giu
1-set
40
891
Cheno-Am arant.
2-mag
7-set
30-set
16
373
Spore
Stem phylium
19-gen
22-ago
1-dic
96
1265
Alternaria
10-mar
20-giu
26-nov
1232
19561
Tab. n°1 La stagione pollinica 2007
236
La massima emissione pollinica è avvenuta tra il mese di marzo e aprile, con un picco avvenuto intorno alla
metà del mese di quest’ultimo mese; da segnalare, visto l’elevata piovosità tra fine maggio-inizio giugno, il
picco di spore maggiore rispetto quello che si verifica normalmente a fine estate.
Concentrazione (granuli/m3)
80000
TOTALE POLLINI EMESSI
60000
40000
20000
an
no
an 198
no 7
an 198
no 8
an 198
no 9
an 199
no 0
an 199
no 1
an 199
no 2
an 199
no 3
an 199
no 4
an 199
no 5
an 199
no 6
an 199
no 7
an 199
no 8
an 199
no 9
an 200
no 0
an 200
no 1
an 200
no 2
an 200
no 3
an 200
no 4
an 200
no 5
an 200
no 6
20
07
0
Figura.2: Emissione pollinica totale - confronto anni 1987 - 2007
22
Radiazioni non ionizzanti: i campi elettromagnetici
Gli esiti degli studi promossi nell’ambito del Progetto Internazionale CEM dall’OMS sul rapporto tra salute ed
esposizione a campi elettromagnetici nel campo delle radiofrequenze e microonde sono ad oggi i seguenti:
“sulla base della letteratura attuale, non c’è nessuna evidenza convincente che l’esposizione a campi
elettromagnetici a radiofrequenza abbrevi la durata della vita, né che induca o favorisca il cancro”.
Il tema rimane tuttavia di grande attualità a causa della elevata percezione del rischio da parte della
popolazione legata al diffondersi delle strutture per la telefonia mobile, percezione che, come abbiamo visto
non trova giustificazione nelle evidenze scientifiche e che è verosimilmente causata dalla carente
informazione, dalla mancanza di familiarità con l’agente e dal fatto che i campi elettromagnetici non vengono
percepiti dai sensi.Sugli effetti biologici dei campi elettromagnetici a bassa frequenza generati dal trasporto e
dall’uso della elettricità (ELF) sono in corso ricerche da parte di organizzazioni quali OMS e IARC che hanno
portato nel 2001 alla classificazione di tale agente nella categoria 2B “possibili cancerogeni per l’uomo”,
categoria nella quale compare anche il caffè.Questa classificazione è utilizzata per agenti per i quali c’è una
limitata evidenza di cancerogenicità negli esseri umani considerata credibile ma per la quale non ci sono
sufficienti spiegazioni; è la classificazione più leggera delle tre categorie “cancerogeno per l’uomo”,
“probabilmente cancerogeno per l’uomo” e “possibile cancerogeno per l’uomo” usate da IARC per
classificare i potenziali cancerogeni sulla base di evidenze scientifiche pubblicate.Nel nostro paese sono
tuttavia stati fissati limiti di esposizione secondo il principio di cautela, sulla base delle linee guida prodotte
dalla Commissione Internazionale per la Protezione dalle Radiazioni Non Ionizzanti (ICNIRP),
organizzazione non governativa che sviluppa azioni di ricerca congiunta con l’OMS.In particolare la
situazione italiana si differenzia dal resto dell’Europa, in quanto si è adottato un approccio estremamente
cautelativo, fissando quindi i limiti di esposizione tra i più bassi a livello europeo.Accanto ai limiti di
esposizione sono inoltre stati definiti valori di attenzione (relativamente ad edifici in cui è prevista la
permanenza prolungata delle persone) ed obiettivi di qualità.
I recenti sviluppi della normativa nazionale, con l’emissione del DPCM 8 luglio 2003, hanno portato ad
estendere gli obiettivi di qualità a tutte le aree, anche non edificate, intensamente frequentate. i limiti vigenti
in Italia in merito ai campi elettromagnetici generati dagli elettrodotti alla frequenza di rete (50Hz) sono
contenuti nel DPCM 8 luglio 2003, quelli relativi ai campi elettromagnetici generati alle frequenze comprese
tra 100 kHz e 300 GHz, e quindi relativi anche alle installazioni a servizio della telefonia mobile e
dell’emittenza radio televisiva, sono fissati dal DM 381/98 e dal recente DPCM 8 luglio 2003. A livello
regionale, l’Emilia Romagna, in data 31 ottobre 2000, con l’emissione della legge n. 30/2000,
22
a cura di Elisa Rigolon del settore Ambiente -
Comune di Modena
237
successivamente integrata e modificata nel 2002 e nel 2007, ha stabilito le norme da seguire in merito alla
localizzazione degli impianti fissi per l’emittenza radio e televisiva e degli impianti fissi per telefonia mobile
ed ha introdotto il concetto della pianificazione annuale delle installazioni facente capo ai Comuni. La stessa
legge ha introdotto obiettivi di qualità e fasce di rispetto per gli elettrodotti validi per le nuove realizzazioni.
238
Risultati e prospettive
Sono state migliorate le conoscenze della situazione esistente a livello distrettuale mettendo in luce come :
- le patologie prevalenti (cardiovascolari, neoplasie, respiratorie, Aids, e rare) insieme agli
incidenti causano oggi più del 75% delle morti nella popolazione. Tali patologie provocano
un utilizzo delle strutture ospedaliere maggiore del 50% del valore economico delle
prestazioni erogate dalle strutture sanitarie;
- le Patologie prevalenti coinvolgono più del 20% della popolazione e hanno un pesante
impatto sul benessere del cittadino colpito da tali eventi e della sua famiglia, causando
spesso situazioni di bisogno non certo limitate alle sole cure sanitarie, ma anche a impellenti
necessità di sostegno sociale;
- sono migliorate inoltre le conoscenze sia sulla mortalità da esse provocate, che sulla loro
incidenza, sulla sopravvivenza e sui bisogni assistenziali da esse provocati.
Sono stati promossi e realizzati con l’attuazione del programma:
- specifici interventi tesi ad incrementare l’assistenza domiciliare e a prendere in carico i
percorsi di dimissioni protette per i pazienti affetti da tali patologie che, una volta superata la
fase acuta di ospedalizzazione, abbisognano di elevata assistenza socio sanitari;
- consistenti interventi rivolti ad attenuare i danni provocati dall’insorgenza di tali patologie a
ridurne il danno e a promuovere cure palliative e interventi di terapia del dolore.
- sono state promossi e attuati interventi tesi a favorire la diagnosi precoce di tali patologie ed
in particolare gli screening per il tumore dell’utero, della mammella e del colon.
- interventi specifici sia di individuazione che di riduzione dei fattori che possono provocare
l’insorgenza di tali eventi.
Tra gli sviluppi delineati dal programma rientra la necessità di migliorare ulteriormente le azioni dirette ad
intervenire sui determinanti che causano tali patologie: stili di vita scorretti, malattie croniche degenerative,
fattori ambientali, ecc. Anche un miglior monitoraggio dei determinanti di salute consentirebbe di tener sotto
controllo la loro evoluzione e l’insorgenza delle patologie, e non solo della mortalità da esse provocata.
Importante sarebbe migliorare ulteriormente la partecipazione alle campagne di screening.
Occorrerebbe, altresì proseguire e puntualizzare l’analizzare tali fenomeni per genere e classe di età, in
modo da poter identificare la loro diversa incidenza su i diversi target di popolazione al fine di poter meglio
dirigere le azioni tese a prevenirne l’insorgenza oltre che attenuarne gli effetti e riducendo i danni da esse
provocati.
Si è accentuata inoltre l’azione di presa in carico dei cittadini colpiti da tali patologie di grande impatto sulla
salute intervenendo per facilitare al massimo il percorso sanitario (dalla diagnosi, alla fase acuta della cura,
alla fase dei controlli periodici e dei successivi interventi terapeutici), ma anche per favorire le diverse fasi di
sostegno sociale che possono presentarsi (psicologiche ed operative specialmente per la cura e
l’assistenza a domicilio), occorre programmare e individuare ulteriori offerte di servizi in grado di sostenere
chi viene colpito da tali eventi;
Importante sarebbe riuscire ad approfondire la possibilità di una eventuale istituzione di registri di patologie
(oltre al registro tumori, quello degli eventi cardiocircolatori gravi, e il monitoraggio di alcune malattie
croniche generative quali diabete, demenze senili, ecc.) per verificare: l’andamento della insorgenza di
esse, l’organizzazione dell’offerta, la efficacia della rete dei servizi e il loro accesso, le regole sulle
lungodegenze, sugli hospice ecc.
Dunque a conclusione del programma si propone di :
• programmare interventi tesi a migliorare gli stili di vita della popolazione, dedicati a ridurre in
particolare : l’abitudine al fumo, l’inattività fisica, i comportamenti alimentari non corretti ed il
basso consumo di frutta e verdura, i comportamenti sessuali a rischio, l’abuso di alcol,
sviluppando anche un insieme coordinato di funzioni, a livello provinciale e distrettuale, mirate
alla promozione di comunicazioni dedicate a rafforzare le capacità dei cittadini a effettuare scelte
consapevoli verso comportamenti salutari;
• identificare i determinanti ambientali che concorrono a causare l’insorgenza delle patologie e
degli eventi incidentali e promuovere azioni atte a ridurli;
239
•
•
•
promuovere interventi di diagnosi precoce, di prevenzione secondaria e terziaria per le malattie
croniche degenerative, correlate alle patologie prevalenti monitorandone l’andamento e
accentuando gli interventi tesi a evitare l’insorgenza delle patologie prevalenti ad esse correlate;
migliorare o attivare procedure atte a garantire una continuità assistenziale di carattere sanitario
e sociale per le patologie prevalenti garantendo anche interventi a supporto delle famiglie dei
cittadini colpiti da tali eventi, sia nel periodo della cura, che della riabilitazione, che nella fase
terminale;
programmare interventi per favorire il pieno recupero della autosufficienza e il reinserimento
nelle attività civili e produttive dei cittadini che a causa di eventi patologici hanno avuto periodi di
disabilità temporanea;
240
APPENDICE
Tipologie d’azione
INTERVENTI STRUTTURALI
N°
Titolo
scheda
1/I
Ospedale di Baggiovara
2/I – 3/I Individuazione postazioni fisse e mobili,
– 10/II posizionamento defibrillatori semiautomatici (DAE),
formazione addetti alla defibrillazione precoce
Responsabile
Stefano Cencetti
Direttore Presidio Ospedaliero Ausl
Marilena Campisi
Centrale Operativa Modena
Soccorso
4/I
Migliorare in ambito distrettuale l’ organizzazione dell’ Maria Luisa De Luca
assistenza palliativa
Dipartimento di Cure Primarie
5/I
Pianificazione dell’attività di installazione degli
impianti fissi per telefonia cellulare
6/I
Riduzione dell’inquinamento acustico
7/I
Centralizzazione pz. Politraumatizzati secondo i
percorsi dell’emergenza urgenza provinciali
Daniele Bertoni
Unità specialistica impatto
ambientale
Daniele Bertoni
Unità specialistica impatto
ambientale
Marilena Campisi
INTERVENTI EDUCATIVI, FORMATIVI E DI SENSIBILIZZAZIONE
N°
Titolo
scheda
1/II
Educazione Ambientale nelle scuole
Responsabile
Luisa Guerra
ARPA sez. prov.le Modena
2/II
Ricerca-intervento sull’affettività, sessualità,
comportamenti sessuali e conoscenze sull’aids
Sergio Ansaloni
Politiche Giovanili
3/II
Educazione sanitaria AIDS e MST
Luciana Orlandi
Servizio Educazione alla salute
AUSL
4/II
Educazione sanitaria su MST e HIV nella popolazione
straniera
5/II
Educazione alla salute e comunicazione – Lotta
all’alcolismo
Gino Scarduelli
Settore Politiche Sociali e Sanità,
Provincia di Modena
Luciana Orlandi
Servizio Educazione alla salute
AUSL
6/II
Formazione degli operatori sanitari a supporto del PPS Luciana Orlandi
Servizio Educazione alla salute
modenese
241
AUSL
7/II
Lotta al tabagismo
8/II
Interventi per la lotta al tabagismo
Luciana Orlandi
Servizio Educazione alla salute
AUSL
9/II
Prevenzione dei rischi per la salute da prodotti
fitosanitari
Adriana Giannini
Dipartimento di Sanità Pubblica
10/II
Formazione addetti alla defibrillazione precoce
11/II
Prevenzione dei rischi per la salute della popolazione
da inquinamento dell’aria
Marilena Campisi
Centrale Operativa Modena
Soccorso
Laila Barbieri/C.Alberto Goldoni
Dipartimento di Sanità Pubblica
12/II
Realizzazione del progetto “Ambulatori senza fumo”
Maria Luisa De Luca
Dipartimento Cure Primarie Distretto
Ausl 3
13/II
Informazione sullo stato di qualità dell’aria e sulla
concentrazione di pollini allergenici
Luisa Guerra
ARPA sez. prov.le di Modena
14/II
Riduzione dell’inquinamento dell’aria
Daniele Bertoni
Settore Ambiente
15/II
Formazione operatori sui temi relativi alle cure
palliative
Susanna Casari
Distretto Ausl 3
16/II
Formazione operatori sui temi relativi alla SARS
Giorgio Lenzotti
Direzione Sanitaria Ausl
17/II
Iniziative di prevenzione di natura cardiovascolare
Gianni Spinella
Ass. “Gli Amici del Cuore”
18/II
Educazione sanitaria nelle scuole medie e superiori
Gianluigi Grazioli
Lega italiana per la lotta contro i
tumori – sez. prov.le di Modena
19/II
Centro Antifumo
Gianluigi Grazioli
Lega italiana per la lotta contro i
tumori – sez. prov.le di Modena
20/II
Educazione Sanitaria e prevenzione VIVICOSI’ –
scegli la salute
Gianluigi Grazioli
Lega italiana per la lotta contro i
tumori – sez. prov.le di Modena
21/II
Progetto Villaggio della prevenzione
22/II
Curare il dolore
Maura Malpigli
Ass. il Cestodiciliege onlus
Ass.ne CID e Circ. n.3
23/II
Giornata del sollievo
Ufficio Piano per la Salute
24/II
Giornata Mondiale dedicata alla lotta all’AIDS
Sergio Ansaloni
Politiche Giovanili
242
25/II
ECO-LEARNING - Interventi innovativi per la
formazione degli operatori della Salute Pubblica”
Arpa Emilia Romagna – Struttura
Tematica di Epidemiologia
Ambientale
26/II
Positivo alla vita: AIDS…… sfida al pregiudizio
CEIS: centro di solidarietà
27/II
Passa… tempo
Associazioni“Il Cestodiciliege” per le
donne operate al seno Onlus, Lega
Italiana per la Lotta contro i Tumori
(LILT) e AVIS
INTERVENTI PER L’ACCESSO, IL SOSTEGNO E LA RIDUZIONE DEL DANNO
N°
scheda
1/III
Titolo
Responsabile
Migliorare l’accesso alle cure palliative attraverso il
PUA (Punto Unico di accoglienza cure domiciliari)
Maria Luisa De Luca
Distretto Ausl 3
2/III
Cura e riabilitazione per i malati di AIDS
Giovanni Guaraldi
Dipartimento Malattie Infettive
Azienda Ospedaliero-Universitaria
3/III
Potenziamento della sorveglianza HIV
F. Borselli- G. Guaraldi
Dipartimento Malattie Infettive
Azienda Ospedaliero-Universitaria
4/III
Supporto delle terapia antalgica al caregiving del
paziente in assistenza domiciliare integrata
Maria Luisa De Luca
Distretto 3 Ausl
5/III
Definizione percorsi di accesso ai servizi di diagnosi e Geraci
cura per i pazienti affetti da infarto miocardio acuto
Direzioni sanitarie AUSL e Azienda
Ospedaliera Universitaria Policlinico
6/III
Percorso multidisciplinare e plurispecialistico per la
diagnosi, terapia e follow-up del paziente affetto da
neoplasia del polmone
Fausto Barbieri
Dipartimento oncologia ed
Ematologia - Azienda Ospedaliera
Universitaria Policlinico
7/III
Prevenzione secondaria delle patologie invalidanti
causate da fumo, in particolare broncopneumopatia
cronica ostruttiva (BPCO) malattie cardiovascolari e
tumori del polmone
Pietro Roversi
Dipartimento apparato respiratorio Azienda Ospedaliera Universitaria
Policlinico
8/III
Prevenzione terziarie delle patologie respiratorie
invalidanti
Pietro Roversi
Dipartimento apparato respiratorio Azienda Ospedaliera Universitaria
Policlinico
9/III
Prevenzione, sorveglianza, profilassi e screening
della tubercolosi
Pietro Roversi
Dipartimento apparato respiratorio Azienda Ospedaliera Universitaria
Policlinico
243
10/III
Realizzazione di un percorso di continuità
assistenziale (prefestiva, festiva, notturna) specifica
per pazienti in ADI3/cure palliative del distretto di
Modena
Maria Luisa De Luca
Distretto 3 Ausl
11/III
Ottimizzazione dei percorsi di presa in carico da parte Maria Luisa De Luca
dei medici di medicina generale di pazienti affetti da
Dipartimento cure primarie Distretto
diabete mellito di tipo 2
3 Ausl
12/III
Realizzazione e reinserimento sociale dei pazienti
affetti da AIDS
Maria Luisa De Luca
Dipartimento cure primarie Distretto
3 Ausl
13/III
Percorso e modalità d’accesso facilitato dei pazienti
in cure palliative all’hospice del Policlinico
Maria Luisa De Luca
Dipartimento cure primarie Distretto
3 Ausl
14/III
Gestione defibrillatori semiautomatici distribuiti sul
territorio
Servizio di Ingegneria Clinica Ausl
15/III
Elaborazione di un progetto che preveda il percorso
assistenziale a favore di pazienti affetti da Sclerosi
Laterale Amiotrofica (SLA)
Maria Luisa De Luca
Dipartimento cure primarie Distretto
3 Ausl
16/III
Offerta di soccorso attivo in caso di black out elettrico Marilena Campisi
ai pazienti assistiti a domicilio con apparecchi che
Centrale Operativa Modena
garantiscono funzioni vitali (individuazione abitazione, Soccorso
tipologia e caratteristica presidio sanitario,
autonomia)
17/III
Angioplastica per infarto acuto del miocardo
18/III
Terapia dello scompenso cardiaco
19/III
Prevenzione Melanoma
Simone Riccò
Fondazione Ant
20/III
Progetto psicoclinico
Massimo Federico
Ass. Angela Serra
21/III
CNA – Epasa per il malato oncologico
Massimo Federico
Ass. Angela Serra
22/III
Assistenza Domiciliare Oncologica
Gianluigi Grazioli
Lega italiana per la lotta contro i
tumori – sez. prov.le di Modena
23/III
Recption ed accompagnamento al Centro Oncologico Gianluigi Grazioli
Modenese (COM)
Lega italiana per la lotta contro i
tumori – sez. prov.le di Modena
24/III
Scuola di rieducazione alla fonesi
Giorgio Mazzi
Direzione Sanitaria Ausl
Giorgio Mazzi
Direzione Sanitaria Ausl
Claudio Dugoni
Ass. Modenese La Nostra Voce
244
25/III
Counseling pre-intra-post operatorio
Claudio Dugoni
Ass. Modenese La Nostra Voce
26/III
Supporto socio-assistenziale domiciliare postoperatorio
Claudio Dugoni
Ass. Modenese La Nostra Voce
27/III
Supporto sanitario/psicologico domiciliare per pazienti Claudio Dugoni
in fase acuta di malattia e familiari
Ass. Modenese La Nostra Voce
28/III
Dimostrazione per terapie di recupero funzionale in
acqua
Claudio Dugoni
Ass. Modenese La Nostra Voce
29/III
Centro per la raccolta dati su incidenza e terapia del
tumore alla laringe
Claudio Dugoni
Ass. Modenese La Nostra Voce
30/III
Progetto S. Agostino
31/III
Progetto linfodrenaggio
32/III
Incontro sostegno psicologico
33/III
Riabilitazione in acqua
34/III
Ginnastica dolce
35/III
Progetto COM
36/III
Trasporto pazienti neoplastici
Maura Malpighi
Ass. il cestodiciliege onlus
Maura Malpighi
Ass. il cestodiciliege onlus
Maura Malpighi
Ass. il cestodiciliege onlus
Maura Malpighi
Ass. il cestodiciliege onlus
Maura Malpighi
Ass. il cestodiciliege onlus
Maura Malpighi
Ass. il cestodiciliege onlus
AVPA Croce Blu
37/III
Trasporto dializzati
AVPA Croce Blu
38/III
Progetto “Mamma due volte” la banca del sangue del
cordone ombelicale
Ass. ASEOP
INTERVENTI DI MONITORAGGIO
N°
scheda
1/IV
Titolo
Responsabile
Controllo delle emissioni
produttive
Stefano Forti
Arpa sez. prov.le di Modena
2/IV
Valutazione della
genotossicità del
articolato atmosferico
Luisa Guerra
Arpa sez. prov.le di Modena
3/IV
Registrazione dei nuovi
casi di neoplasia insorti
a Modena e provincia
nell’anno 2002 ed
elaborazione dei dati
Massimo Federico
Registro Tumori prov. di Modena
4/IV
Registro eventi
coronarici e
cerebrovascolari acuti
Carlo Alberto Goldoni
Servizio Epidemiologia DSP Ausl di Modena
245
246
Programma di Azioni sulla Salute Donna
A cura di Carla Martignani (Ufficio Politiche per la Salute – Comune di Modena)
247
PREMESSA
Perché parliamo di salute di genere? Perché da un lato è un dato acquisito il fatto che la salute della donna
costituisca un fattore di sviluppo per una società per il forte impatto sociale che determina, dall’altro la salute
delle donne è fortemente cambiata e presenta fattori di criticità a causa del mutato ruolo che la donna
occupa nella società.
A fronte di un progressivo aumento delle donne che lavorano le politiche a favore della conciliazione dei
tempi di vita e di lavoro non sono state in grado di supportare le donne con inevitabili situazioni di stress che
hanno un riflesso negativo sulla loro salute.
Le donne italiane vivono più a lungo degli uomini, ma vivono peggio, si ammalano di più poiché talune
patologie sono legate proprio all’invecchiamento. Talune patologie un tempo considerate appannaggio
esclusivamente maschile (malattie cardiovascolari) vedono le donne in prima fila, ma la percezione del
rischio non è corretta e questo porta sovente a perdere tempo prezioso nella diagnosi. I farmaci per la cura
di tali patologie di rado vengono messi a punto testandoli sulle donne che sono poi curate paradossalmente
con farmaci non testati specificatamente su di loro.
Occorre mettere in luce in maniera sempre più specifica i fattori di disuguaglianza che caratterizzano la
salute e il benessere delle donne rispetto a quello degli uomini - accessi iniqui, scarsa partecipazione agli
studi clinici, diverse condizioni socio economiche e condizioni di vita- affinché vengano presi in
considerazione e affrontati con politiche efficaci anche in considerazione del fatto che l’invecchiamento della
popolazione femminile ha anche riflessi di tipo economico e sociale: per poter considerare le donne una
risorsa e non un costo è bene che arrivino alla soglia della vecchiaia in buona salute e con un carico il più
ridotto possibile di disabilità.
Solo recentemente, per iniziativa del precedente governo è stata istituita presso il Ministero una
Commissione Salute Donna ed è stato prodotto il primo rapporto sullo stato di salute delle donne nel nostro
paese.
Stili di vita corretti e politiche sanitarie e sociali “di genere” appropriate avranno un ruolo sempre più
importante nel determinare la qualità della vita e lo stato di benessere non solo delle donne ma dell’intera
comunità.
Il Comune di Modena ha deciso quindi di realizzare , nell’ambito del Piano per a Salute uno specifico
programma d'azione “salute Donna” sulla base degli indirizzi provinciale riportati di seguito
Gli indirizzi provinciali sulla Salute Donna
Dall’analisi dei dati e dei documenti a disposizione il gruppo di lavoro provinciale aveva individuato nel 2001
le seguenti aree d’intervento prioritarie per il lavoro dei piani per la salutei:
- salute della donna e riproduzione;
- salute sessuale e controllo della fecondità;
- salute psico-relazionale;
- abuso e maltrattamento;
- salute della donna (disturbi del comportamento alimentare/ patologie ginecologiche
benigne/età post fertile).
IL COMITATO DI PROGRAMMA DISTRETTUALE “SALUTE DONNA”
E stato quindi istituito un Comitato di programma che ha visto la partecipazione, oltre che del Comune di
Modena con il coordinamento del Gruppo del Piano per la Salute, le Aziende Sanitarie e le Associazioni
femminili impegnate attivamente sul territorio. E’ stato seguito un percorso partecipato e aperto alle
Associazioni del volontariato e del terzo settore che hanno dato un contributo fondamentale, come si
evidenzierà nella parte relativa alla valutazione sul raggiungimento degli obiettivi prefissati.
Il Comitato di programma così composto ha predisposto un programma di azioni sulla Salute Donna nel
Distretto di Modena, approvato dal Consiglio Comunale il 22 aprile 2004, che ha svolto il seguente lavoro:
249
- individuazione di determinanti specifici che incidono sulla salute della donna
fattori socio-economici (condizioni di svantaggio sociale)
condizioni di lavoro (tipologia, precarietà, orari)
lavoro non retribuito (domestico, di assistenza, di cura)
salute di genere (tumori, ospedalizzazione, assistenza domiciliare)
salute riproduttiva (maternità)
situazioni di disagio e salute relazionale (violenza contro le donne e disagio femminile, solitudine, disturbi del
comportamento alimentare, salute mentale)
stili di vita
L’individuazione dei determinanti di salute che riguardano vari aspetti della salute della donna ha consentito
di superare una lettura che riducesse la salute della donna alle fasi del ciclo riproduttivo, ma che
considerasse il ciclo di vita della donna nel suo complesso, segnata nel tempo da passaggi, impegni, fasi
critiche caratterizzate dall’età, e la dimensione sistemico-relazionale, contraddistinta dal rapporto e dalle
connessioni tra l’ambito familiare, quello lavorativo e quello di utente rispetto ai servizi offerti, ed anche
situazioni di disagio e violenza che colpiscono prevalentemente le donne.
Definizione di obiettivi del programma distrettuale:
•
•
•
•
promuovere opportunità che possano favorire il benessere della donna e alleviare i suoi carichi di
lavoro domestico e di cura sia rivolto ai figli che agli anziani;
mettere a fuoco, attraverso una lettura di genere, i determinanti che causano o possono causare
problematiche di salute alle donne;
favorire le azioni necessarie a garantire la salute riproduttiva e di genere;
ricercare soluzioni dedicate ad attenuare gli effetti di situazioni di disagio e svantaggio.
Sviluppo e messa in rete delle azioni rivolte agli obiettivi individuati dei soggetti che hanno aderito al
Patto per la Salute del Comune di Modena
LE LINEE PRIORITARIE (DELIBERA CC N. 45/2005)
Con Delibera di Consiglio del 4/07/2005 la validità del programma è stata approvata fino al 2007 con due
priorità di intervento verso cui indirizzare le azioni negli anni 2006 – 2007:
Presa in carico dei bisogni di salute di genere con particolare riferimento al parto e alle scelte consapevoli
sulla maternità;
Miglioramento dei percorsi dedicati alla diagnosi e cura dei tumori femminili.
La tipologia di azioni sviluppate
Il maggior numero di interventi (53,8%) è rivolto alla salute riproduttiva e di genere che impegna il 43% delle
risorse complessive del programma messe in campo dai vari soggetti proponenti. In questo obiettivo
rientrano tutte quelle azioni, anche innovative, rivolte al potenziamento e miglioramento dell’accesso e
offerta di servizi dedicati alla fase della gravidanza ed i percorsi di screening e diagnosi precoce dei tumori
alla mammella e al collo dell’utero e la relativa presa in carico (Obiettivo 3).
Gli interventi rivolti ad alleviare i carichi di lavoro (Obiettivo 1) ricomprendono ad esempio l'ampliamento e la
diversificazione (es i nidi aziendali o servizi integrativi per bimbi e famiglie) dei servizi per la prima infanzia,
ma anche tutte le azioni promosse dalle Associazioni femminili, anche attraverso progetti europei connotati
quindi da un forte grado di innovazione (vaucher di cura, valorizzazione competenze di genere nei luoghi
decisionali, di conciliazione e di sostegno alle lavoratrici autonome che si devono assentare nel periodo di
maternità), per un costo economico complessivo che rappresenta circa il 30% del costo del programma.
L’(Obiettivo 2) raccoglie tutte quelle azioni tese ad individuare, attraverso indagini mirate su gruppi di
popolazione femminile (immigrate, personale sanitario) nonché attraverso la lettura di genere delle patologie
e dei dati socio economici, le specificità e i bisogni femminili; le attività di socializzazione e aggregazione, e
250
le iniziative seminariali di informazione, sensibilizzazione sulle normative a tutela della donna, sugli stili di
vita. Rappresentano il 19% delle azioni complessive
Nell’Obiettivo 3 sono state considerate le azioni tese a favorire il recupero e l’integrazione di donne
interessate da situazioni di disagio e svantaggio, l’attivazione di monitoraggi su eventi e problematiche che
presentano aspetti non sufficientemente conosciuti. Sono i progetti rivolti al recupero, all’accompagnamento
all’inserimento lavorativo delle donne vittime della prostituzione, delle donne che hanno subito violenza, delle
donne che presentano disturbi legati a problematiche socio-relazionali, i gruppi di auto aiuto. Rappresentano
il 12% egli interventi.
251
252
VALUTAZIONE DELLE AZIONI PER OBIETTIVI SPECIFICI
OBIETTIVO 1)
Promuovere opportunità che possano favorire il benessere della donna e alleviare i suoi carichi di
lavoro domestico e di cura sia rivolto ai figli che agli anziani
Nell'ambito delle azioni che perseguono questo obiettivo, un ruolo fondamentale giocano i servizi per
l'infanzia.
I servizi per la prima infanzia comunali e convenzionati di Modena, ed i servizi integrativi messi in campo,
riescono a soddisfare attualmente quasi il 90% delle domande. Tali servizi sono strategici per le donne al
fine della conciliazione dei tempi di vita e di lavoro
Nidi e Scuole d'Infanzia
• 18 nidi d’infanzia comunali e 26 convenzionati per un totale di 1.593 iscritti nel 2007-2008
• 22 comunali, 11 statali, 9 convenzionate, 19 private per un totale di 4647 iscritti nel 2007-2008
L'offerta di tali servizi si è andata non solo ampliando ma notevolmente diversificando.
Le due tabelle mostrano l'andamento dell'offerta di posti nei nidi e nelle materne comunali, convenzionati e
privati
ANNI
SCOLASTICI
2001-02
2002-03
2003-04
2004-05
2005-06
2006-07
2007-08
nidi comunali
sezioni
bimbi
58
942
57
979
59
963
59
975
58
952
55
924
54
961
ANNI
SCOLASTICI
infanzia
comunali
sezioni bimbi
68
1.681
68
1.700
69
1.740
69
1.746
69
1.727
69
1694
69
1697
2001-02
2002-03
2003-04
2004-05
2005-06
2006-07
2007-08
nidi convenzione
sezioni
bimbi
19
301
26
374
33
478
37
525
40
596
43
611
45
632
infanzia statali
sezioni
30
31
32
34
35
35
35
TOTALE
sezioni
77
83
92
96
98
98
99
infanzia
convenzionate
bimbi sezioni bimbi
716
20
451
753
19
432
791
19
444
834
20
450
861
20
451
833
22
457
844
19
422
bimbi
1.243
1.353
1.441
1.500
1.548
1535
1593
infanzia private TOTALE
sezioni
65
66
67
67
69
69
70
bimbi
1.527
1.574
1.516
1.559
1.632
1652
1684
sezioni
183
184
187
190
193
195
193
bimbi
4.375
4.459
4.491
4.589
4.671
4636
4647
Nidi d’Infanzia Aziendali a Modena bimbi 0-3 anni
Presso l’Azienda O. Policlinico di Modena (2003) con una capienza di 36 posti di cui 18 riservati al Comune
A febbraio 2005 è stata avviata l'attività del nuovo nido aziendale Tetra Pack. Il nuovo nido aziendale ha
una capienza di 42 posti per bambini in età 3-36 mesi, 30 dei quali riservati ai figli dei dipendenti di Tetra Pak
SpA, i restanti 12 riservati al Comune di Modena. Costo complessivo 1.100.000 Euro.
Si ultimerà a settembre 2008 il nido aziendale presso la Banca popolare dell’Emilia Romagna , in Via
Aristotele, per bambini dai 9 ai 36 mesi, con una capienza di 60 posti nido dei quali 15 riservati al Comune.
253
Si ultimerà a settembre 2008 il nido aziendale presso la Unicredit Group , in Via Corassori, per bambini dai
12 ai 36 mesi, con una capienza di 30 /33 posti nido, dei quali 14 riservati al Comune.
E' già stata espletata la gara d'appalto per la costruzione e gestione del Micronido di Villanova per bambini
dai 12 ai 36 mesi, con una capienza di 21 posti nido; l'apertura è prevista per i primi mesi del 2009
Servizi integrativi al nido
“L’erba del nido è sempre più verde”: il servizio ospita i bambini e i loro genitori nel giardino del nido Vaciglio
e organizza corsi di interesse per i genitori (es. corsi di educazione alimentare): 134 famielie coinvolte dal
2004.
Centri per bambini e genitori
Servizi di sostegno alla genitorialità , di sostegno al gioco, alla socializzazione e allo sviluppo dei bambini.
Oltre 250 famiglie coinvolte negli ultimi due anni scolastici
Nell'a.s 2007-2008 è stato attivato per la prima volta uno spazio bambini per 3 giorni alla settimana con
affidamento dei bambini agli educatori per non più di 5 ore al giorno, senza la somministrazione del pasto.
Sono stati accolti 12 bambini su 64 domande pervenute.
Progetto “Vicino a te” prevedeva la formazione di baby sitter qualificate per l’incontro di domanda e offerta
dei bimbi 0-3 anni, rivolto alle famiglie escluse dai nidi, ed anche la possibilità di un contributo economico.
Sono state preparate 25 baby sitter qualificate; 35 famiglie hanno presentato richiesta di contributo, 3 quelle
che ne hanno beneficiato (nota: il reddito delle altre 32 famiglie in diversi casi era superiore ai limiti fissati per
usufruire del contributo economico, in altri la famiglia non ha trovato l'accordo con la bay-sitter).
Centro di consulenza educativa 0-3 anni per genitori che hanno desiderio di confrontarsi con personale
esperto su temi educativi e sulla crescita e rapporto con i/il figlio/i. a.s. 2006-2007: 25 famiglie hanno
richiesto il servizio; a.s. 2007-2008: 25 famiglie hanno richiesto il servizio per un totale di 35 colloqui
effettuati (alcune famiglie hanno richiesto più incontri).
Centri estivi anno scolastico 2006-2007
Anche l'offerta di centri estivi si è andata ampliando nel tempo.
Complessivamente nell'estate 2007 sono stati attivati 66 turni: in particolare 8 per i nidi, 16 per l'infanzia, 37
per le primarie e 5 per le secondarie di primo grado.
In tutto sono stati offerti 2218 posti, in particolare: 310 posti di nido, 647 d'infanzia, 1156 per le
Estate 2008: 2324.
I ragazzi disabili ospitati nei centri estivi estate 2007 sono stati 51, così suddivisi: 3 al nido, 7 all'infanzia, 28
alle primarie e 13 alle secondarie di primo grado.
Servizi di post scuola
Dal 2004 sono stati attivati servizi di Primo Incontro per il sostegno alla genitorialità nel primo anno di vita del
bambino partendo dalla considerazione che sempre più spesso le nuove famiglie non possono contare su
una rete parentale o sull'esperienza dei nonni per gli aspetti educativi. Questi momenti servono anche per
approfondire i bisogni specifici delle mamme.
Sono stati programmati momenti di informazione e di discussione con le mamme, su argomenti relativi alla
crescita e all'educazione dei loro bambini. Per i bambini sono stati programmati momenti di attività:
massaggio, giochi motori, offrendo ai piccoli la possibilità di sperimentarsi in un ambiente cognitivamente
ricco. Dal 2004 ad oggi sono state coinvolte circa 280 famiglie
Offerta di occasioni di confronto e di conoscenza per genitori e nonni, che accompagnano bambini 1-3 anni
ai centri gioco per famiglie non utenti dei nido: 108 famiglie accolte/150 richieste: 70 in modo continuativi,
38almeno 1 volta (2004) 118 famiglie accolte (accesso diretto. Copertura 100% richieste): 80 in modo
continuativo, 28 almeno 1 volta (2005)
254
Il Centro per le famiglie
Anche il Centro per le famiglie svolge un ruolo di sostegno alla genitorialità:
Dal 2003 ad oggi sono stati circa 1250 gli utenti che si sono rivolti annualmente al centro (circa 400 famiglie)
su problematiche relative ai tempi di cura, progetti educativi/relazionali, sull’integrazione sociale, per attività
di sostegno a famiglie monogenitoriali
Progetto Via lattea
Attraverso il progetto "Via Lattea" – rete dei negozi e spazi amici dell’allattamento materno a Modena sono
stati coinvolti 70 esercizi commerciali che si sono resi disponibili a creare spazi favorevoli per l'allattamento
dei bambini. Sul tema dell'allattamento sono state promosse dalle Associazioni numerose iniziative di
sensibilizzazione.
L'attività delle Associazioni
Molte attività sono state sviluppate dalle associazioni:
• laboratori di ricerca sociale per conoscere i bisogni di conciliazione legati all’organizzazione del
lavoro;
• Percorsi di valorizzazione della presenza femminile nei luoghi decisionali attraverso corsi di
formazione per 48 elette sulla partecipazione politica
• Progetto Penelope: rete regionale di sportelli donna: servizi integrati per la conciliazione (15 vaucher
di cura elargiti a donne residenti a Modena e formazione di 35 operatori sportelli donna e centri per
l’impiego)
• attivazione di sportelli informativi: InformaDonna di Modena (953 utenti allo sportello InformaDonna,
18 vaucher di cura elargiti/30 richieste a donne residenti a Modena (da 1000€) tra 2005-2006
• Vaucher per la cura bambini 0-10 mesi: 18 erogati/30 richieste da 1000€ ciascuno
• Progetto EMMA. Empowerment e mainstreaming per la valorizzazione delle competenze di genere
nei luoghi decisionali: 120 donne amministratrici iscritte alla rete La citt@ delle donne
• progetto EQUAL. Una questione privata, sostenere la presenza di lavoratrici madri nel mercato del
lavoro anno 2006: sperimentazione di modelli organizzativi che facilitino la conciliazione dei tempi di
vita e lavoro
2° OBIETTIVO
Mettere a fuoco, attraverso una lettura di genere, i determinanti che causano o possono causare
problematiche di salute alle donne
Per quanto detto in premessa risulta fondamentale affinare anzitutto con un'ottica di genere i dati di carattere
epidemiologico per promuovere percorsi di medicina di genere. Ma è altrettanto fondamentale indagare i
fattori socio economici nonché culturali, gli stili di vita delle donne, le condizioni di lavoro su cui incidere per
favorire la salute e il benessere delle donne anche attraverso l'ottica delle disuguaglianze di salute e
nell'accesso ai servizi.
Sull'analisi di tali dati si rinvia ai capitoli successivi dove vengono riportati i principali dati sulla salute delle
donne e i risultati di indagini sugli stili di vita, sulle condizioni di vita e di lavoro in una prospettiva di genere,
sulle specificità dei bisogni delle donne straniere.
Le fonti utilizzate per la descrizione dello stato di salute: Indagine“Stili di vita”–anno2006ricerca presso i
cittadini modenesi dai 15 agli 80anni –Ufficio Politiche per la Salute e Ufficio Ricerche–Comune di Modena;
Indagine“Conciliazione dei tempi e organizzazione dei servizi”–anno2006 -ricerca presso le donne
modenesi dai25ai65anni–Assessorato, Commissione Pari Opportunità' e Ufficio ricerche–Comune di
Modena. Annuario statistico – Comune di Modena Indagine PASSI AUSL Modena –anno 2006 Rapporti
del Servizio di Epidemiologia AUSL di Modena, Registro Tumori della Provincia di Modena
255
3° OBIETTIVO
Favorire le azioni necessarie a garantire la salute riproduttiva e di genere
Diagnosi precoce e cura dei tumori femminili
Lo screening per la prevenzione del tumore della mammella.
Il programma di screening del Distretto di Modena prevede l’offerta di una mammografia alle donne di età
compresa tra i 50 e i 69 anni, età in cui si ha un aumento del rischio di sviluppare questa malattia. Il
programma di screening mammografico è iniziato nel 1995, attualmente è in corso il sesto round. La
gestione del programma è effettuata dal centro di screening mammografico aziendale, situato presso i
poliambulatori dell’Azienda Ospedaliera Policlinico, dove viene svolto anche il secondo livello diagnostico.
Gli esami di screening sono eseguiti dal personale del centro presso i servizi di radiologia del distretto. Il
programma prevede che la mammografia venga ripetuta ogni due anni. I dati del registro tumori della
provincia danno importanti informazioni sull’efficacia dello screening nell’individuare i tumori in fase
precoce e quindi con una prognosi migliore per le donne interessate. Al quinto round dello screening per la
prevenzione del tumore della mammella hanno aderito il 78,9% delle donne a cui era stato fatto pervenire
l’invito, ovvero 12.604 donne. 882 donne hanno invece partecipato spontaneamente all’iniziativa. In questo
round sono stati diagnosticati 115 casi di neoplasia maligna e 30 casi di neoplasia benigna, con un
rapporto B/M di 0,2.
Adesione allo screening mammografico per distretto (Distretto Modena)
ADESIONE %
SCREENING MAMMOGRAFICO PROVINCIA
DI MODENA 2001 - 2006
90
80
70
60
50
40
30
20
10
0
2001
2002
2003
2004
2005
2006
1
2
3
4
5
6
7
DISTRETTI
Per il tumore della mammella è stato messo a punto un Percorso multidisciplinare e plurispecialistico per la
diagnosi, la terapia e follow-up delle donne affetta da questo tumore. Da maggio 2008 è stato reso operativo
presso l'Azienda Ospedaliero Universitaria Policlinico il “Punto Amico Senologico” ovvero un percorso
organizzato di presa in carico delle donne, a cui è stato diagnosticato un tumore alla mammella, non solo
dal punto di vista clinico ma anche in relazione al sostegno psicologico. Si tratta di un vero e proprio
percorso “assistito”, che accompagna le donne affette da tumore alla mammella lungo tutte le fasi che
vanno dalla diagnosi alla terapia, alla riabilitazione e al trattamento ricostruttivo. “Punto Amico” si
caratterizza per un approccio multidisciplinare, mettendo insieme, con il coordinamento di un oncologo,
competenze di professionisti esperti in chirurgia senologica, chirurgia plastica, oncologia, radioterapia,
anatomopatologia, fisiatria, psicologia, che, in stretto collegamento, con radiologi senologi garantiranno
l’erogazione delle migliori e più appropriate prestazioni sanitarie, oltre che l’ottimizzazione dei tempi di
trattamento e la semplificazione delle cure. Al “Punto Amico” vengono quindi indirizzate le donne con
diagnosi di tumore e casi sospetti dal radiologo oppure dal medico curante o da altro specialista. Proprio con
lo scopo preciso di aiutare direttamente e concretamente le pazienti nel loro difficile percorso opera il gruppo
“Aurora”, che presta la sua attività con il contributo di volontari della LILT (Lega italiana per la lotta contro i
tumori) e dell’associazione Cestodiciliegie anche all’interno dei reparti oncologici. A loro si affianca, per
256
l’assistenza domiciliare oncologica gratuita, la Fondazione ANT. La possibilità per le donne del nostro
territorio di poter disporre di una struttura così importante è ancora più rilevante quando la diagnosi del
tumore arriva precocemente perché
solo la diagnosi precoce, associata ad un buon trattamento della
malattia, aumenta grandemente la probabilità di sopravvivenza.
L'associazione Il Cesto di ciliege ha organizzato annualmente dal 2004 una manifestazione per
sensibilizzare le donne ad effettuare i test mammografici anche prima della fascia di età ricompresa nello
screening “Il Villaggio della Prevenzione”. Sono state effettuate dal 2004 al 2008: 114 mammografie, 211
ecografie, 191 visite senologiche. Inoltre 150 donne sono state ricontattate a cura dell'Associazione per
invitarle ad seguire incontri presso il COM. E' stato attivato il progetto Linfondrenaggio”: 434 trattamenti
effettuati; incontri per il sostegno psicologico per le donne operate al seno (25 donne all'anno); riabilitazione
in acqua (67 trattamenti dal 2006)
Lo screening per la prevenzione del tumore del collo dell’utero
Il programma di screening, iniziato nel 1996, prevede l’invito a tutte le donne in età 25-65 anni ad eseguire
il Pap-test ogni tre anni presso la sede dei consultorio familiare.
I consultori, presenti nel Distretto di Modena, garantiscono la gestione del primo livello dello screening (le
chiamate, l’esecuzione del Pap-test, la consegna dei risultati alle donne) e del secondo livello di
approfondimento diagnostico-terapeutico.
Il IV round è terminato 31/12/2007. Al 31/06/2007 l’allineamento al programma (n. donne invitate/donne
da invitare) era oltre il 99% e l’adesione all’invito era pari al 60%.
Nel 2008 sono previste le seguenti azioni di miglioramento:
h) Organizzazione di un audit clinico per migliorare e uniformare, a livello aziendale, la gestione delle
lesioni di basso grado (ASC-US e LGSIL).
i) Effettuazione, a seguito dell’adozione del sistema METAFORA da parte del Policlinico, di una
revisione e un miglioramento della trasmissione delle informazioni aziendali e interaziendali tra
colposcopia-citologia-anatomia patologica.
j) Attivazione, per aumentare l’adesione delle donne, di un lavoro di sensibilizzazione dei MMG a cui
viene inviato l’elenco delle assistite non rispondenti (per ora solo 3 NCP).
k) Effettuazione, per aumentare l’adesione delle donne straniere, del primo invito e del sollecito nella
lingua d’origine: sono già state prodotte le lettere e creato il portale da POSTEL.
Viene seguito inoltre un Percorso diagnostico, terapeutico e di monitoraggio del follow up delle donne
positive al pap test. Adesione al 2° livello diagn ostico delle donne positive al pap-test: 95% nel 2004, 94%
nel 2005, 92% nel 2006
Copertura delle tre campagne di screening* in provincia di Modena e Regione Emilia-Romagna
(Studio PASSI)
%
Modena
100
Regione E-R
80
60
40
20
0
Pap test
Mammo
grafia
Colon retto
L’87% delle donne intervistate di età compresa tra 25 e 64 anni ha riferito di aver effettuato almeno un Pap
test preventivo (in assenza di segni o sintomi) nel corso degli ultimi tre anni, come raccomandato dalle
257
linee guida, e l’89% di età tra i 50 e i 69 anni almeno una mammografia nel corso degli ultimi due anni,
valori superiori a quelli regionali (rispettivamente 84% e 81%).
Importanti quindi risultano essere le campagna di sensibilizzazione per l'adesione agli screening e per
incoraggiare le donne che non rientrano nella fascia di età coperte ad effettuare comunque i test.
In occasione della settimana delle prevenzione oncologica il Comune, le Aziende Sanitarie e le
Associazioni Oncologiche hanno promosso campagne di sensibilizzazione per la prevenzione dei tumori
femminili.
Salute riproduttiva
Centro nascita naturale Azienda O. Policlinico
Nel giugno 2006 è stato avviata l'attività del Centro nascita Naturale presso il Policlinico. Al 17/05/07
risultano arruolate 352 donne di cui 244 hanno effettivamente fatto il travaglio al centro nascita naturale,
41 escluse per presenza di patologie, 13 rinunce, 38 in attesa, 2 trasferite. Delle 244 donne in travaglio
presso il centro nascita naturale 214 hanno partorito spontaneamente.
Valutazione dei corsi di preparazione alla nascita a cura di Policlinico Ostetricia-Ginecologia e Distretto 3
AUSL
Il gruppo di lavoro ha analizzato le modalità di esecuzione dei corsi di preparazione alla nascita nel
distretto di Modena (policlinico e consultori familiari), ha individuato le criticità prevalenti e le azioni da
mettere in campo per superarle. In particolare ci si propone di unificare la prenotazione dei corsi al fine di
ridurre le donne che eseguono più di un corso, di rendere maggiormente omogeneo il corso base da
garantire gratuitamente alle donne. A tale proposito si è istituito un gruppo interaziendale che ha elaborato
un documento, basato sulle prove di efficacia, che dà indicazioni specifiche su come realizzare e in che
tempi la preparazione alla nascita. Sulla base de lavoro di gruppo nel 2007 si è programmata una
formazione comune per le ostetriche che si occupano di preparazione alla nascita nelle due aziende.
Percorso infertilità di coppia AUSL e Az. Policlinico 297 nuove coppie tra 2004 e 2006 inviate dal
Consultorio familiare al Centro di Medicina della Riproduzione del Policlinico
Istituzione di un Centro per il Dolore Pelvico Cronico e l’Endometriosi
Il lavoro sulla prevenzione dell'incontinenza urinaria del consultorio familiare si è concentrata sull'attività
rivolta prevalentemente alle donne gravide e nel post parto ed in perimenopausa. In particolare nel 2005
sono state assistite per questa problematica 184 donne, nel 2006: 174, nel 2007: 163
Molteplici le iniziative delle associazioni su svariate tematiche:
• Centro per l’allattamento materno: promozione e sostegno allattamento al seno
• Informanascita on-line sito internet :Inaugurato nel 2004. Nel 2005 più di 40.000 accessi al sito, 53.000
nel 2007; “Informanascita” e Informamamma linea telefonica: 400 richieste nel 2007
• Seminari tematici su Parto a domicilio, procreazione naturale e procreazione assistita
• corsi di massaggio infantile, Corsi di accompagnamento alla gravidanza (circa 60 donne all'anno
coinvolte); Corsi di preparazione alla nascita per donne di lingua straniera.
• Pancione e schiena. Efficienza fisica prima e dopo il parto Salute Armonia e Benessere del corpo e della
dimensione femminile: corsi di educazione e rieducazione perineale
• Sostegno alla genitorialità Salute Armonia e Benessere nel Dopo Parto: corso dopo parto per mamme e
bambini e incontri di massaggio al neonato: 50 neomamme annualmente
4° OBIETTIVO
Ricercare soluzioni dedicate ad attenuare gli effetti di situazioni di disagio e svantaggio
La violenza contro le donne
I dati, ormai noti a tutti, riguardanti le violenze fisiche e psicologiche commesse contro le donne nel nostro
paese, sono agghiaccianti. Le denunce per violenze sessuali sono in costante aumento anche nella nostra
Regione.
258
Violenze sessuali denunciate dalle forze dell’ordine all’autorità giudiziaria per regione ai sensi della legge 66/199
Anni 1996-2005 (valori assoluti)
ANNI
INDICI
NUMERO INCREME
MEDIO
NTO
DI ANNUALE
DENUNCE
(x 100)
1996
1997
1998
1999
2000
2001
2002
2003
2004
2005
97
3
161
127
3
224
133
14
286
140
4
320
210
1
375
198
5
400
236
6
415
242
6
436
316
2
696
368
8
777
207
5
409
7,4
6,3
7,9
13
67
46
109
50
110
56
126
38
154
34
196
62
155
66
173
89
260
80
277
53
163
8,4
7,6
24
38
103
84
16
28
92
25
7
117
66
14
50
107
39
55
58
140
93
14
35
153
41
14
104
109
9
36
172
40
71
44
142
131
18
55
221
31
16
118
125
27
61
137
56
58
72
165
113
29
35
256
44
8
104
107
18
66
138
45
75
46
239
188
19
54
275
45
16
127
129
20
63
191
71
70
64
216
161
32
41
304
47
20
138
156
25
81
200
59
64
60
222
204
35
62
304
59
17
127
131
29
79
222
54
53
73
252
227
39
62
364
54
9
172
143
26
66
198
83
84
124
349
289
49
91
296
84
10
235
220
24
105
310
101
79
148
382
312
52
72
379
88
32
204
240
36
109
277
100
63
73
221
180
30
54
264
52
15
145
143
23
72
195
65
7,0
7,4
7,3
7,3
6,9
6,1
7,6
7,2
7,8
4,3
7,3
6,1
5,4
6,1
6,1
RIPARTIZIONE
Nord-Ovest
299
412
477
536
632
667
717
Nord-Est
207
350
373
405
506
516
503
Centro
220
295
425
433
536
538
605
Sud
279
313
378
347
400
467
442
Isole
146
212
193
183
262
259
276
ITALIA
1.151
1.582
1.846
1.904 2.336
2.447 2.543
Fonte: Elaborazione Regione Emilia-Romagna su dati Istat e Ministero dell’Interno.
757
544
692
470
281
2.744
1.138
782
725
678
411
3.734
1.301
818
815
709
377
4.020
694
500
528
448
260
2.431
7,7
7,5
7,3
6,1
6,1
7,1
REGIONE
Piemonte
Valle d'Aosta
Lombardia
Trentino-Alto
Adige
Veneto
Friuli-Venezia
Giulia
Liguria
Emilia-Romagna
Toscana
Umbria
Marche
Lazio
Abruzzo
Molise
Campania
Puglia
Basilicata
Calabria
Sicilia
Sardegna
Per quanto riguarda la Provincia di Modena le denunce per violenze sessuali sono in media 50 all'anno dal
2004 ad oggi
Violenze sessuali denunciate dalle FF.OO all’autorità giudiziaria ai sensi della legge 66/1996.
Anni 2004-2007 in Provincia di Modena
Provincia
di Modena
Violenze
sessuali
2004
2005
2006
2007
57
41
53
53
Nel 2006 l'ISTAT ha effettuato una indagine di vittimizzazione effettuata dall'ISTAT sottoponendo
questionario telefonico ad un campione di 25 mila donne con età compresa fra 16 e 70 anni — chiamate a
rispondere su una serie di quesiti con l’obiettivo di conoscere la diffusione, le caratteristiche e il livello di
denuncia di alcune forme di violenza in Italia. Più in particolare, l’attenzione dell’indagine è stata rivolta in
modo molto dettagliato ai soprusi fisici, sessuali e psicologici perpetrati contro le donne, sia fuori che
all’interno della famiglia
La violenza non è solo sessuale o fisica, ma anche psicologica quando una donna subisce continue
umiliazioni, si sente offesa nella sua dignità, viene minacciata o perseguitata (stalking). La violenza può
essere anche “economica” quando la donna che subisce soprusi e minacce si sente costretta a rimanere
nella “famiglia violenta” o preferisce non allontanarsi o esporre denuncia, perché non si trova indipendente
economicamente, non ha un lavoro, o non ha un altro luogo dove andare, o perché non si può permettere i
costi di una difesa legale.
Secondo l'indagine svolta a livello nazionale, il 53% delle donne che ha subito violenza non ne parla con
nessuno, quelle più sommerse sono quelle che avvengono in famiglia. Solo il 7,3% delle donne che hanno
subito violenza dal partner denunciano il fatto.
259
La Regione Emilia Romagna ha finanziato l'ampliamento del campione regionale al fine di renderlo
statisticamente significativo a livello di regione. Si riportano i principali risultati dell'indagine.
Donne da 16 a 70 anni residenti in Emilia-Romagna che hanno subito violenza sessuale nel corso della vita da un uomo non
partner, un partner o un ex partner per tipo di violenza subita (per 100 donne residenti nella fascia d’età considerata)
AUTORE
Non partner (*)
Una o
di cui
più
più
volte
volte
Partner attuale
Una o
di cui
più
più
volte
volte
Ex partner
Una o
di cui
più
più
volte
volte
TIPO DI VIOLENZA SESSUALE
Stupro
1,4
54,8
0,3
100,0
Tentato stupro
3,2
46,8
0,3
Rapporti sessuali indesiderati subiti per paura
1,0
66,5
1,9
91,1
Forzata ad attività sessuali con altre persone
0,7
75,4
Forzata ad attività sessuale considerata degradante
0,6
60,5
Molestata fisicamente
24,4
58,8
Altre violenze sessuali
0,5
18,5
TOTALE
26,6
2,5
61,2
80,6
Fonte: Elaborazione Regione Emilia-Romagna su dati Istat, Indagine sulla sicurezza delle donne. Anno 2006.
(*) Per le violenze da non partner si considerano le violenze a partire dai 16 anni.
3,1
3,2
7,3
0,4
3,8
0,2
9,6
Da un uomo
qualsiasi
Una o
di cui
più
più
volte
volte
72,0
63,2
91,6
90,3
33,3
82,3
3,4
4,4
6,1
1,0
2,6
24,4
0,6
29,6
68,2
45,8
86,9
56,9
85,3
58,8
21,6
65,2
Residenti in Emilia-Romagna che hanno subito violenza fisica nel corso della vita da un uomo non partner, un partner
o un ex partner per tipo di violenza subita (per 100 donne residenti nella fascia d’età considerata)
AUTORE
Non partner (*)
Partner attuale
Una o
più
volte
Una o
più
volte
di cui
più
volte
di cui
più
volte
TIPO DI VIOLENZA FISICA
Minacciata di essere colpita fisicamente
5,3
55,0
3,1
66,0
Colpita con un oggetto o tirato qualcosa
2,4
26,4
2,1
69,8
Spinta, afferrata, strattonata, storto un braccio, tirato i capelli
5,3
39,7
3,6
74,1
Schiaffeggiata, presa a calci, a pugni o morsa
2,3
61,4
2,6
50,6
Tentato di strangolarla, soffocarla o ustionarla
0,3
41,8
0,3
0,0
Minacciata con una pistola o un coltello
1,5
37,1
0,3
41,1
Altro tipo di violenza fisica
0,8
53,3
0,0
0,0
TOTALE
11,6
5,9
50,0
69,1
Fonte: Elaborazione Regione Emilia-Romagna su dati Istat, Indagine sulla sicurezza delle donne. Anno 2006.
(*) Per le violenze da non partner si considerano le violenze a partire dai 16 anni.
Ex partner
Una o
più
volte
di cui
più
volte
10,3
4,1
11,8
9,5
1,5
0,9
0,5
19,3
63,0
39,7
50,5
37,2
21,4
34,5
0,0
66,3
Da un uomo
qualsiasi
di
cui
Una o
più
più
volt
volte
e
12,7
6,2
13,0
9,3
1,4
2,1
1,2
23,1
61,2
43,4
53,5
47,9
23,0
38,6
38,7
62,4
Donne da 16 a 70 anni residenti in Emilia-Romagna che hanno subito violenza psicologica o episodi di stalking dal
partner attuale o dall’ex partner nel corso della vita (per 100 donne residenti che hanno un partner o hanno avuto un
partner nella fascia d’età considerata )
AUTORE DELLA VIOLENZA
TIPO DI VIOLENZA PSICOLOGICA
Svalorizzazione
Isolamento
Controllo dei comportamenti
Violenza economica
Intimidazione
TOTALE
Partner attuale
Ex partner
Partner attuale e ex
partner
7,6
7,5
9,5
2,0
2,2
19,4
51,2
48,1
58,5
17,7
22,4
79,5
12,2
11,7
14,4
3,8
4,5
23,8
STALKING
Inviato messaggi, telefonae, e-mail
16,0
Chiesto appuntamenti
13,3
Aspettata sotto casa
12,8
Cercato di parlare con lei
14,0
L'ha seguita, spiata
8,8
Altro dopo la fine relazione
3,8
TOTALE
23,9
Fonte: Elaborazione Regione Emilia-Romagna su dati Istat, Indagine sulla sicurezza delle donne. Anno 2006.
16,0
13,3
12,8
14,0
8,8
3,8
23,9
Secondo una ricerca promossa dalla Regione Emilia Romagna e dai Centro Antiviolenza del Territorio, nel
2005, rispetto al 2000, quasi tutte le forme di violenza alle donne sono aumentate di circa 10 punti
260
percentuali. Sono state 1.419 le donne accolte nei Centri Antiviolenza della regione nel 2005, il 63% sono
italiane, il 60% coniugate o conviventi, l’80% tra i 30-39 anni ed hanno figli in larga parte minorenni. La
maggior parte degli aggressori (80%) sono i partner o gli ex partner.
Di fronte a questo aumento di violenza, l’Assessorato alle Politiche per la Salute ed alle Pari Opportunità del
Comune di Modena, nel corso del 2006-2007 si è attivato per approfondire il fenomeno a Modena, rafforzare
la collaborazione ed il coordinamento di tutti quei soggetti, istituzionali e non, del territorio che possono
entrare in contatto con donne che hanno subito violenza, condividendo modalità di accoglienza e creando
una rete integrata di servizi ed operatori preparati che possa sostenerle ed accompagnarle sotto il profilo
sociale, terapeutico, giuridico.
Con la sottoscrizione del “Protocollo d’Intesa per la promozione di strategie condivise finalizzate alla
prevenzione ed al contrasto del fenomeno della violenza nei confronti delle donne”, a marzo 2007, tra
Provincia, Prefettura, Aziende Sanitarie, Comune di Modena e le Associazioni del territorio impegnate da
anni nel sostegno alle donne vittime di violenza, si sta consolidando un percorso che mette a sistema tutti i
soggetti del territorio con le rispettive competenze, al fine di migliorare l'assistenza alla donna vittima di
violenza, il supporto alla Magistratura nelle indagini ed anche il favorire l'emersione delle donne in difficoltà
che non si sono ancora rivolte alle autorità o ai servizi.
Si è poi avviato un percorso nel Comune di Modena, a partire dalla formazione, che ha coinvolto oltre 40
operatori tra Forze dell’Ordine, Pronto Soccorso, 118, Associazioni femminili, psicologhe, avvocati,
ginecologi, operatori dei servizi sociali, la Casa delle donne contro la Violenza di Modena e che aveva la
finalità di arrivare alla formulazione di un protocollo operativo territoriale, approvato nel 2008.
Sul piano della prevenzione delle violenze, altri temi da monitorare su cui si sono promosse iniziative sono
state: la prevenzione delle mutilazioni femminili nelle comunità straniere attraverso percorsi di
sensibilizzazione delle donne sui rischi per la salute.
Nel 2008 il percorso intrapreso a Modena dall’Assessorato alle Pari Opportunità ha ricevuto un
riconoscimento da parte della Dipartimento Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri con
un finanziamento di € 150.000 per il progetto "In rete contro la violenza" promossa dai Comuni di Modena e
Carpi e in collaborazione con la Ausl di Modena, l'ente formativo Modena Formazione e le associazioni Casa
delle donne contro la violenza e Gruppo Donne e Giustizia di Modena. Il progetto ha partecipato alla
selezione nazionale del bando promosso dal Dipartimento della Presidenza del consiglio dei ministri ed è
stato finanziato insieme a soli altri dodici progetti in Italia. Un risultato molto importante per l'iniziativa che si
propone di mettere in rete risorse e competenze dei diversi attori coinvolti per agire non solo dal punto di
vista informativo e divulgativo, ma anche per intraprendere percorsi formativi specifici e iniziative di
sensibilizzazione. Tra gli obiettivi del progetto:
• l'attivazione di un gruppo stabile di coordinamento che si occupi di gestire la rete di servizi a
sostegno delle donne oltre a monitorare le iniziative proposte;
• la messa a punto di procedure e strumenti per riconoscere gli "eventi sentinella", che segnalano un
disagio crescente in un territorio ben delineato;
• garantire risposte nei casi di emergenza-urgenza.
Nel Centro antiviolenza di Modena nel 2006 sono state accolte 110 donne che avevano subito fenomeni di
violenza in famiglia. 350 le consulenze legali e psicologiche fornite dall’Associazione Gruppo Donne e
Giustizia nello stesso anno. L' Associazione ha pubblicato i risultati di “vent’anni di consulenza legale alle
donne” 1982-2002 (Report relativo alla mappatura delle emergenze rilevate in 20 anni di attività e
consulenza legale alle donne a Modena) e ha attivato progetti specifici come il progetto “Relazioni solidali tra
donne sole e con bambini/e:costituzione di un gruppo di auto mutuo aiuto, Gruppo di mutuo-aiuto di donne
con il sostegno di una operatrice e una e psicologa per donne sole con bimbi coinvolte, progetto "Aiutare ad
aiutarsi" - creazione di un gruppo di auto mutuo aiuto per donne con dipendenza affettiva e il progetto
Gruppo di mutuo-aiuto di donne con disagio psicologico o sofferenza affettiva
Prosegue il progetto “Oltre la strada”: percorsi di uscita dalla di uscita dalla prostituzione e reinserimento
sociale: nel 2004 sono stati seguite 200 donne per percorsi di uscita dalla prostituzione, 109 accompagnate
ai servizi socio-sanitari, 1195 contattate in strada; nel 2007 sono state 259 le donne seguite per percorsi di
uscita dalla prostituzione, 51 accompagnate ai servizi socio sanitari.
261
Gli Interventi di prevenzione e accoglienza di donne che hanno subito violenze familiari a cura del Settore
Politiche Sociali sono stati 372 dal 2004
Casa donne migranti – Semira Adamu: Accolte 10 donne con 5 figli minori nel 2004; 10 donne con 5 figli
minori nel 2005. sono attualmente 13 le donne in accoglienza. Sono stati attivati corsi formativi per 95 donne
rispetto alle 65 nel 2004.
Rete di sostegno alle adolescenti e giovani gravide in difficoltà a cura dello Spazio Giovani – Consultorio 58
giovani donne seguite (2004); 106 giovani donne seguite nel 2006 di cui 46 straniere
Condizioni di salute delle donne in Italia
23
Le donne italiane al 1 gennaio 2007 sono circa 30 milioni (il 51,4% della popolazione). Il tasso di
disoccupazione femminile arriva al 10,1% nel 2005 (media della UE, 9%) ed il tasso di occupazione nello
stesso anno è pari al 45,3% (quello maschile 69,7%).
Il lavoro part-time e flessibile passa dal 14,3% (nel 1993) al 25,6 % (nel 2006). Nonostante il livello di
scolarizzazione delle donne sia elevato, le donne sono soprattutto impiegate nel lavoro dipendente, in ruoli
subordinati. Nei ruoli apicali le donne sono ancora poco rappresentate.
Le denuncie per infortuni nel 2006 si sono ridotte: -1,3 % rispetto all’anno precedente. Per entrambi i generi
l’80% degli infortuni si concentra nelle fasce d’età centrali con una decisa prevalenza femminile nella fascia
35-49 anni. I casi mortali nelle donne sono l’8% dei casi nel 2006.
Ogni anno vengono denunciati all’INAIL circa 26.000 casi di malattie professionali: le donne, con quasi 6.000
denunce annuali, corrispondono al 21,8 %.
In agricoltura si registra la più alta presenza di donne colpite da malattie professionali (l’incidenza è
superiore a quella maschile); nei servizi la percentuale diminuisce per arrivare alla metà nel settore
industriale. Lo stress è il primo problema lavorativo per le donne (la % di malattie correlate allo stress sono
circa il doppio per le donne rispetto agli uomini.)
Secondo l’ISPESL ogni anno sono 4.500.000 i casi di infortuni domestici, di cui 8.000 mortali, con
ripartizione donna/uomo del 65% e 35%.
Sotto il profilo sanitario, i dati sottolineano anzitutto come le donne vivano mediamente più a lungo degli
uomini: l’aspettativa di vita delle donne ha raggiunto 84 anni (6 anni in più rispetto agli uomini), ma le donne
affette da almeno una malattia cronica grave sono il 12,1%.
La disabilità femminile è circa il doppio di quella maschile (6% contro 3 %)
Il consumo di farmaci nelle donne cresce al crescere dell’età: 43,7 % per tutte le età (75% tra 65-74 anni;
86,2 % in quella di 75 ed oltre).
Le cause di morte più frequenti fra le donne (per tutte le età) sono le malattie dell’apparato circolatorio
(46,8%) ed il cancro (23,8%). Seguono le malattie dell’apparato respiratorio (5,5%), le cause violente (3,7%).
I tumori femminili (mammella e cervice) rappresentano il 15,7% delle cause di morte per le età fra i 35 e i 64
anni. Oltre i 65 anni: le patologie cardiocircolatorie rappresentano il 50%.
Una donna ogni quattro ha la probabilità di avere una diagnosi di tumore nel corso della vita.
Il cancro alla mammella causa il 17,1% della mortalità per tutti i tumori; il cancro alla cervice 0,6%. La
mortalità per cancro al polmone è in continuo aumento (9,8% di tutti i tumori nelle donne).
La mortalità materna in Italia si è ridotta notevolmente passando dai valori di 491 morti nel 1970, a 84 nel
1980, a 50 nel 1990 a 16 nel 2000, a 17 nel 2003.
Il livello di sorveglianza di questo indicatore rimane, e deve rimanere, alto in particolare nelle realtà territoriali
dove le condizioni socio-economiche sono meno favorevoli, dove c’è minore accesso ai percorsi di
assistenza alla gravidanza ed ai servizi sanitari correlati, e dove vi è una maggiore presenza di donne
immigrate.
La maggiore longevità delle donne influisce anche sulle differenze che si registrano nell’incidenza delle
patologie croniche. Non è infatti solo sulle patologie tipicamente femminili (come l’osteoporosi per la quale
si registra un’incidenza di otto volte superiore tra le donne) che si osserva una prevalenza femminile, bensì
su tutte le patologie croniche considerate (allergie, cataratta, ipertensione, vene varicose, artrosi,
23
Fonti: dati ISTAT e primo Rapporto della Commissione Salute Donna del Ministero della Salute (marzo 2008). Cfr sito Ministero della
Salute http://www.ministerosalute.it/saluteDonna/saluteDonna.jsp
262
osteoporosi, emorroidi, calcolosi del fegato, disturbi nervosi, cefalea o emicrania ricorrente, malattie della
tiroide, lombosciatalgia).
L’osteoporosi, in particolare, rappresenta un problema sia in termini di qualità di vita che di costi sanitari e
sociali, legati alla cura e riabilitazione dei soggetti fratturati e all’assistenza per l’invalidità che spesso ne
consegue.
Le patologie dell’apparato cardiocircolatorio costituiscono la causa principale di morte (38,2 casi ogni
10.000 abitanti di sesso maschile e 44,6 casi ogni 10.000 abitanti di sesso femminile). Nella fascia d’età oltre
i 75 anni si tratta rispettivamente di 401,9 casi ogni 10.000 uomini over75 e di 366,8 casi ogni 10.000 donne
nella stessa fascia d’età.
La seconda causa di morte è rappresentata dai tumori (33,7 casi ogni 10.000 abitanti di sesso maschile e
23,6 casi ogni 10.000 abitanti di sesso femminile) e la fascia di età più interessata è sempre quella over75
(233 ogni 10.000 per gli uomini e 119 ogni 10.000 per le donne). Va tuttavia rilevato il fatto che nella fascia
d’età immediatamente precedente, quella compresa tra i 55 ed i 74 anni, i tumori rappresentano la prima
causa di morte. Tra i 55 e i 74 anni di età, infatti, il dato complessivo dei decessi per tumore è pari 55,5 casi
ogni 10.000 (75,3 casi ogni 10.000 per gli uomini e 38,1 casi ogni 10.000 per le donne), mentre il dato
relativo alle patologie del sistema circolatorio è pari a 35,4 casi ogni 10.000 abitanti (49,6 casi ogni 10.000
per gli uomini e 22,9 casi ogni 10.000 per le donne).
I tumori costituiscono peraltro la prima causa di morte anche tra i 25 ed i 54 anni, sia per gli uomini (5,6 casi
ogni 10.000) che per le donne (5,2 casi ogni 10.000).
Per quanto riguarda la salute riproduttiva, i dati nazionali relativi alla salute riproduttiva e all’accesso e
utilizzo dei servizi dedicati alla gravidanza indicano che nell’83% dei casi, si effettuano in gravidanza più di 4
24
visite, di più nelle gravidanze fisiologiche (83.4%) rispetto alle patologiche ( 77,5%).
La prima visita si effettua oltre la 12 settimana di gestazione dal 4,6% delle donne italiane e dal 18,6% delle
donne straniere.
Il numero delle ecografie è in media 4,3 (nel 73,6% delle gravidanze è > 3).
Si effettua il 16% di amniocentesi.
Oltre l’ 88% dei parti avviene negli istituti di cura pubblici, l’11,6% nelle case di cura e lo 0,18% a domicilio.
L’incidenza dei tagli cesarei è 38,2% del 2005 (l’Italia è ai primi posti in Europa e nel mondo).
Circa il 70% dei parti avviene con taglio cesareo in strutture private e accreditate.
I metodi contraccettivi maggiormente impiegati: coito interrotto (31,6%), condom (28,4%), “pillola” (20,9%),
metodi naturali (4,2%), dispositivi intrauterini (3,2%), diaframma (1,3%) mentre “nessun metodo” risultava
adottato nel 10,4% delle coppie.
Nel corso degli anni in Italia è notevolmente diminuito il ricorso all’Interruzione Volontaria di Gravidanza
(IVG).
All’inizio degli anni ‘80 (a ridosso della promulgazione della Legge 194) le IVG erano oltre 200.000; negli
anni più recenti (2005-2006) circa 130.000 casi. Il tasso di abortività (numero di IVG su 1000 donne in età
15-49 anni), è diminuito da 17 nel 1982 a 9,4 nel 2006.
La riduzione del ricorso all’IVG per le donne italiane è stata del 60%.
Nel 1995 il 7% delle IVG risultava essere effettuata da cittadine straniere, nel 2005 è il 30%. Il tasso di
abortività delle donne straniere (soprattutto molto giovani e nubili) risulta quattro volte superiore a quello
delle donne italiane.
Vi sono sul territorio 2.186 Consultori, con 553 spazi giovani, con notevoli differenze territoriali.
L’innalzamento dell’età media al parto sia per le prime nascite che per quelle successive, delinea
soprattutto una tendenza a posticipare l’inizio della vita riproduttiva ma, in parte, anche un recupero di
fecondità in età matura. Di conseguenza si dedica una maggiore attenzione alla gravidanza ed al parto, in
particolare ai fattori di rischio per la salute della madre, del feto e del neonato.
Nel 2005, il 13,8% dei parti è relativo a madri di cittadinanza non italiana (Centro- nord: 20%).
L’età media della madre al parto è 31,9 anni per le italiane; 28,6 anni per le cittadine straniere.
Il 40,9% delle madri ha una scolarità medio alta, il 41,5% medio bassa ed il 17,6% ha conseguito la laurea.
Fra le straniere prevale una scolarità medio bassa (53%). Oltre l’82% delle donne con meno di 20 anni ha, al
massimo, conseguito un diploma di licenza media inferiore.
Il 50,4% delle madri ha un’occupazione lavorativa, il 39,1% sono casalinghe e il 10,5% sono disoccupate o
in cerca di prima occupazione.
Per quanto riguarda gli stili di vita, i dati dei Paesi dell’UE indicano che la percentuale delle donne fumatrici
nella maggior parte degli Stati membri è intorno al 25% ed è in costante aumento.
24
Fonti: primo Rapporto della Commissione Salute Donna del Ministero della Salute (marzo 2008).
263
I maggiori fattori di rischio, associati alla mortalità prematura (prima dei 65 anni) sono: fumo, eccessivo
consumo di alcool, dieta non salutare e assenza di attività fisica.
In Italia, il 17% delle donne è abituale fumatrice, il 3,4% forte fumatrice. Per alcune fasce di età, 15-24 e 4554 anni, si assiste ad un aumento delle fumatrici.
Il 26,8% delle donne italiane è in sovrappeso, con un 10% di obese.
Il 47% delle donne non pratica alcuna forma di attività fisica e solo il 16% dichiara di fare sport con
continuità.
Permane elevata la percentuale di donne fumatrici, specie in età fertile e in gravidanza. Il fumo delle madri in
gravidanza può infatti essere causa di riduzione del peso alla nascita, e aumenta il rischio di gravi
conseguenze per lo sviluppo della funzione respiratoria, nonché delle cosiddette “morti in culla”. Risulta
comunque che la gravidanza inneschi molto spesso comportamenti responsabili negli stili di vita delle madri.
Il livello di istruzione ha un ruolo importante nell’indurre la futura mamma a modificare i propri
comportamenti: le donne laureate o diplomate smettono di fumare nel 70% circa dei casi.
In Italia, nonostante il complessivo miglioramento dello stato di salute della popolazione, la distanza tra
poveri e ricchi, e la differenza nelle opportunità di vita e di salute è aumentata. Esistono disuguaglianze di
salute e nell’accesso ai sistemi di cura che devono essere approfondite e focalizzate in ciascun territorio per
potervi fare fronte. Vi sono cioè fasce di popolazione che, per svantaggio sociale ed economico, incorrono in
maggiori rischi per la salute, hanno comportamenti più a rischio, non hanno la possibilità di accedere ai
servizi del territorio, o di curarsi adeguatamente.
264
Dati di contesto
LE DONNE NEL DISTRETTO DI MODENA
Principali trend demografici
25
La popolazione complessiva si attesta al 31.12.2006 alle 180.080 unità, di cui la popolazione femminile
rappresenta circa il 52% con 93.530 donne residenti.
La speranza di vita alla nascita delle donne modenesi, superiore di 5-6 anni a quella maschile, è passata da
82,69 anni (periodo 1997-1999) a 83,85 anni (periodo 2003-2005), superiori anche ai livelli regionali che
sono rispettivamente di 82,88 e 83,60 anni.
La fascia d’età femminile più rappresentata è quella fra i 15-44 anni, a seguire 45-64 anni, oltre i 75 anni, da
0-14 anni e infine tra i 65- 74 anni. Come è noto, la speranza di vita delle donne è superiore a quella degli
uomini, motivo per cui la % di donne sulla popolazione totale modenese aumenta al crescere dell’età: tra i 014 anni rappresenta il 49% della popolazione e oltre i 75 anni arriva fino al 64%.
L’aumento delle donne modenesi tra il 2000 e il 2007 è stato di circa il 2%;
Il trend di aumento delle donne residenti con nazionalità non italiana è stato, tra il 2000 e 2006, pari al 117%.
Comprensibilmente la % di donne straniere rispetto al totale della popolazione femminile è passato dal 4,6%
nel 2000 a circa il 10% nel 2006.
A fine 2006 le donne straniere sono risultate 9271, pari al 50% della popolazione straniera residente
complessiva. Il N° di stranieri è passato complessi vamente da 9.219 unità nel 2000, a 18.710 nel 2006,
ovvero dal 5,2% al 10,4% della popolazione residente a Modena.
Le 14 nazionalità più rappresentate sul territorio, che raggruppano da sole l’80% delle donne straniere
residenti ed il 78% delle presenze maschili, sono, in ordine decrescente per rappresentatività: Marocco,
Filippine, Albania, Ucraina, Ghana, Romania, Nigeria, Moldavia, Polonia, Tunisia, Turchia, Cina, Perù,
Federazione Russa.
Considerando le grandi zone o i continenti di provenienza, è in costante aumento la presenza di donne
provenienti da quasi tutti i continenti negli ultimi 6 anni, in modo particolare dai paesi dell’Europa extra UE e
dall’Africa. Vista la recente adesione di Bulgaria e Romania all’Unione Europea ci attendiamo un aumento
significativo del trend anche dai paesi UE che, già dal 2003, mostra un incremento significativo. Costante
l’ascesa delle donne provenienti dall’Asia, che vede ai primi posti per presenze registrate filippine e cinesi.
E’ in aumento il n° medio di figli per donna fecond a, ed anche l’età media al parto che si attesta sui 31 anni. I
nati vivi sono in significativo aumento negli ultimi 7 anni, anche se il dato del 2006 è minore dell’anno
precedente, e pari a 1.685 nati vivi.
POPOLAZIONE FEMMINILE RESIDENTE NEL COMUNE DI MODENA NEL 2006 PER CLASSI DI ETÀ
(VALORI ASSOLUTI E % RISPETTO AL TOT. POPOLAZ.)
Fasce d'età
0-14
15-44
45-64
65-74
oltre 75
TOTALE
25
DONNE % popolaz. TOTALE
11277
49%
23193
33523
49%
68739
24741
52%
47589
11040
55%
20188
12949
64%
20371
93530
52%
180080
Fonte: Annuario Statistico 2006 – Comune di Modena
265
Popolazione fem m inile residente
per fasce d'età al 31- 12- 2006
12%
14%
0-14
12%
15-44
45-64
65-74
36%
oltre 75
26%
N° donne residenti a Modena (anni 2000-2006)
94000
93500
93000
92500
92000
91500
91000
93449
93617
93530
92950
91995
2000
92311
2001
92529
2002
2003
2004
2005
2006
Trend ultra-80 enni residenti a Modena per genere
9000
8000
7000
6000
M
5000
4000
F
3000
2000
1000
0
2000
2001
2002
2003
266
2004
2005
2006
% donne straniere
sulla popolazione fem m inile totale residente
(anni 2000-2006)
12,0%
10,0%
8,0%
6,0%
4,0%
2,0%
0,0%
4,6%
2000
2001
7,1%
6,0%
5,3%
2002
2003
9,2%
8,4%
2004
2005
Donne straniere residenti
per grandi zone di provenienza (anni 2000 - 2006)
9,9%
2006
EUROPA CEE
EUROPA
EXTRA CEE
4000
3500
AFRICA
3000
2500
AMERICA
2000
1500
ASIA
1000
500
0
2000
2001
2002
2003
2004
2005
2006
Indicatori della riproduttività naturale della popolazione residente nel Distretto di Modena
2000
2001
2002
2003
2004
2005
2006
N° MEDIO DI FIGLI
PER DONNA
FECONDA
ETA' MEDIA
AL PARTO
TASSO
GENERICO DI
FECONDITA'26
TASSO
GENERICO DI
NATALITA'
N° NATI VIVI
1,22
30,55
39,17
9,05
1.597
1,29
30,86
41,08
9,4
1.658
1,25
31,05
39,83
9,05
1.659
1,25
30,78
39,16
8,9
1.631
1,33
30,97
41,23
9,3
1.708
1,37
30,95
41,74
9,4
1.700
1,38
31,07
41,77
9,3
1.685
Le donne modenesi risultano mediamente istruite con il diploma che supera di gran lunga l’obbligo scolastico
e, nelle giovani generazioni tra i 15-29 anni, la laurea è un obiettivo raggiunto più dalle donne che dagli
26
TASSO GENERICO DI FECONDITA’= N° nati vivi / Popola z. femminile (15-49 anni) * 1000.
Rapporta il numero dei nati vivi dell'anno all'ammontare medio della popolazione femminile in età feconda.
267
uomini, anche nella fascia 30-44 anni. In età più avanzata, riferita alla popolazione anziana, prevale la
licenza elementare.
Donne residenti a Modena
per fascia d'età e titolo di studio (anno 2005)
100
80
60
40
20
0
FINO A 14 DA 15 A 29 DA 30 A 44 DA 45 A 64 65 ANNI E
ANNI
ANNI
ANNI
ANNI
PIU'
LAUREA
DIPLOMA
OBBLIGO
TOTALE
ELEMENTARE
La condizione lavorativa della popolazione femminile è descritta in Appendice
Sono 1143 gli infortuni sul lavoro nel Comune di Modena che hanno coinvolto lavoratrici donne (Fonte:
dati INAIL 2003), pari al 29% degli infortuni totali verificatisi nel distretto, e 24 infortuni con invalidità
permanenti, e nessun infortunio mortale (contro i 5 che hanno coinvolto lavoratori di sesso maschile). Nel
69% dei casi l’infortunio è avvenuto nel settore sei servizi (Commercio e riparazione, alberghi e ristoranti,
intermediazione finanziaria, altri servizi privati e pubblici).
Lavoro domestico, di assistenza e di cura
Nel programma Salute Donna del Piano per la Salute pubblicato nel 2004 si mettevano in evidenza i risultati
dell’indagine condotta dal CAPP di Modena sul lavoro retribuito e non delle donne modenesi, che
mostravano una differenza fra donne e uomini molto significativa: le prime svolgono 15 ore in media di più
alla settimana di lavoro non retribuito, di assistenza e cura di familiari (bambini, anziani), e mediamente
quasi 9 ore in meno settimanali di ore retribuite. Confrontando i risultati con i dati provinciali e nazionali
disponibili, non va meglio nel resto d’Italia, in cui la differenza di ore non pagate tra donne e uomini sale a
circa 17 ore settimanali.
ORE DEDICATE AL LAVORO RETRIBUITO E AL LAVORO DOMESTICO
E DI CURA DI DONNE E UOMINI OCCUPATE/I
MODENA
pagato
PROVINCIA
tot.
pagato
64
ITALIA
tot.
pagato
35,9
non
pagato
29,5
65,4
tot.
DONNE
34,6
non
pagato
29,4
UOMINI
43,3
14,3
57,6
44,2
13
57,2
43,1
12,5
55,6
Differenza
in ore
- 8,7
15,1
6,4
-8,3
16,5
8,2
- 7,6
16,8
9,2
268
35,5
non
pagato
29,3
64,8
Da un’indagine condotta in Provincia di Modena e presentata nel 2006 risulta che il 46% delle 1076 donne
27
intervistate desidererebbero avere più figli (media 2,02) di quanti effettivamente ne abbiano (media 1,4).
Considerando chi manifesta una distanza tra i figli desiderati e quelli effettivi, e analizzando la loro
condizione professionale, titolo di studio e reddito famigliare, emerge che questa distanza fra genitorialità
desiderata/effettiva aumenta per i disoccupati e i contratti di collaborazione, non influisce tanto il titolo di
studio per le donne, quanto il reddito familiare. La differenza salariale fra i due sessi sul mercato del lavoro
implica la convinzione che da un punto di vista economico non sia conveniente che sia il padre a usufruire
del congedo parentale; il peso della conciliazione ricade con un circolo vizioso sulle spalle della donna. Una
maggiore parità retributiva favorirebbe una maggior redistribuzione dei compiti domestici e di cura, che
appare essere uno dei presupposti per una scelta di genitorialità e di maternità consapevole e coerente con
quanto desiderato. Coerentemente con gli ampi carichi di lavoro retribuito e non sopportati dalle donne, si
osserva anche la stanchezza come motivo del non raggiungimento del numero di figli desiderato.
Il Comune di Modena ha condotto nel 2006 una ricerca su “Conciliazione dei tempi e organizzazione dei
servizi”, promossa dall'Assessorato e dal Comitato Pari Opportunità del Comune di Modena, e condotta
dall'Ufficio Ricerche del Gabinetto del Sindaco i cui risultati sono stati presentati nello stesso anno.
La ricerca ha coinvolto un campione di 500 donne, tra i 25 ed i 65 anni, rappresentative della popolazione
femminile residente nel Comune di Modena.
La ricerca ha quindi indagato come è distribuito il lavoro di cura nelle case dei modenesi, il tempo ad esso
dedicato, i bisogni espressi più frequenti delle donne impegnate in questa incombenza, e il rapporto che
hanno con i servizi forniti dalla città.
Il campione
Le donne intervistate hanno quasi tutte un elevato livello di scolarità, sono lavoratrici e sono ben informate
sui servizi offerti dalla città. Il 71% ha un livello di scolarità superiore, il 58,5 % svolge un lavoro dipendente,
l' 8% svolge un lavoro autonomo, ed il 33,5% risulta non occupata (di cui il 16,4% è pensionata, il 12,9% è
casalinga,
il 4,2% è studentessa – disoccupata). Circa l'8% del campione
ricopre un ruolo
dirigenziale/direttivo o un'attività autonoma: il 4,2% del campione si definisce libera professionista, lo 0,2% è
imprenditrice, il 1,4% è dirigente, e il 2,4% è un quadro direttivo.
Circa il 62% dichiara di essere in un nucleo familiare con più di 2 persone, composto rispettivamente di 3
persone (28,7%), 4 persone (26,8%), 5 o più persone (6,4%); ma c'è anche un 30% di nuclei familiari
composti da 2 persone e l'8% di single.
Il 51,5% vive con il coniuge/convivente e figli, il 5,5% sola con i figli.
Risultati
Il quadro che emerge dalla ricerca è che metà delle modenesi tra i 25 ed i 65 anni è impegnata ad accudire
bambini minori di 6 anni, anziani o altri familiari, in modo totale o parziale. Oltre un quarto è impegnata nel
lavoro di cura quotidianamente, anche per più di 8 ore e, comunque, la maggioranza vi dedica da 4 a 8 ore
al giorno. Si tratta per lo più di lavoratrici dipendenti e, in minima parte, autonome.
Ad occuparsi di anziani è un 25% delle intervistate, donne tra i 45 e i 65 anni. Per un 10% di loro il carico di
lavoro di cura è particolarmente oneroso, poiché riguarda più familiari contemporaneamente.
Un altro 22% delle intervistate si occupa di minori di 6 anni: sono donne prevalentemente tra i 25 ed i 44
anni, anche se si registra un 20% di donne tra i 55 e i 65 anni che se ne occupa parzialmente; si tratta
evidentemente delle nonne.
L’indagine mostra che, per quanto riguarda il tempo dedicato al lavoro di cura, per la maggior parte si tratta
di un lavoro quotidiano, in cui le donne tra i 25 ed i 44 anni possono essere impegnate anche per più di 8
ore al giorno. Più diversificato l'impegno giornaliero, o a cadenza settimanale, delle donne tra i 45 e 65 anni,
su cui grava maggiormente l'impegno nei confronti dei familiari anziani.
Dato rilevante è che un terzo delle donne impegnate ad accudire familiari (33,4%) non ha nessuno supporto
o aiuto, e un altro 15% ricorre all'aiuto di professionisti.
Sul fronte della conciliazione del lavoro di cura con il lavoro retribuito, i risultati non sono certamente positivi,
a dimostrazione che ancora molto deve essere fatto per garantire effettivamente le pari opportunità,
considerato che esiste un carico di lavoro complessivo superiore che grava sulle donne, e che le penalizza
fortemente sul lavoro.
27
Cfr “Genitorialità, Lavoro e Qualità della Vita: una conciliazione possibile?” Riflessioni da un’indagine in
Provincia di Modena, a cura di Tindara Addabbo, Ed. Franco Angeli, 2005).
269
Oltre un quarto delle intervistate lavoratrici dipendenti ha usufruito di un congedo o di un periodo di
aspettativa, ma al rientro per la stragrande maggioranza (80%) non è stata offerta una forma di
aggiornamento professionale. Al rientro dal congedo/aspettativa, infatti, il 64% ha continuato a svolgere le
mansioni che svolgeva prima, il 19% in parte e il 13% risponde negativamente.
Per il 64% delle intervistate che hanno vissuto un cambiamento delle mansioni che svolgevano prima, hanno
visto peggiorare la propria posizione.
Di fronte alla richiesta di maggiore flessibilità negli orari di lavoro, le aziende rispondono soprattutto con
l'offerta del part-time, solo raramente offrendo la possibilità di orario concordato, opzione preferita dalle
donne, nonostante esista una legge, la n°53 del 200 0 (Disposizioni per il sostegno alla maternità e della
paternità, per il diritto alla cura e alla formazione e per i coordinamento dei tempi della città) che prevede la
flessibilità nell'orario come misura di sostegno alla maternità e paternità.
L’offerta di servizi
Per quanto riguarda l'offerta di servizi pubblici a disposizione, la maggior parte delle donne li utilizza: dai nidi
(32%), alle scuole d'infanzia (57%), alle mense scolastiche (50%), ai centri gioco e ludoteche (20%),
all'assistenza domiciliare (12%), alla casa protetta (6%). Solo il 26% delle intervistate non ne ha mai
utilizzato alcuno.
Per migliorare la propria vita, la maggior parte delle donne intervistate ritiene di aver soprattutto bisogno di
tempo, ancor prima che di maggior reddito; una richiesta particolarmente diffusa tra i 35 e 44 anni, che
conferma un'esigenza già emersa in una ricerca del 2002 (Eurocities 2002); qualcuna vorrebbe una maggior
condivisione con il partner del lavoro di cura.
Le intervistate chiedono anche un potenziamento dei servizi pubblici già presenti: più posti nido, più servizi di
sollievo e di assistenza domiciliare, per avere un sostegno nella gestione degli anziani.
Lei ha dei familiari di cui si deve occupare?
%
n
no
50,5
252
sì
49,5
248
Totale
100
500
Donne modenesi (%)
che prestano lavoro di assistenza e cura
per tipologia di assistito
25
22,5
20
17,5
15
12,5
10
7,5
5
2,5
0
altro tipo di
persone
bisognose
di assi -
portatori di
handicap
anziani non
autosufficien ti
270
anziani par zialmente au tosufficienti
bambini minori di 6 anni
Donne modenesi che assistono familiari
per tempo impiegato di cura (%)
30
27,5
25
22,5
20
17,5
15
12,5
10
7,5
5
2,5
0
tutti i gior ni, piu' di 8
ore
tutti i
giorni, da
4 a 8 ore
tutti i
giorni, da
1 a 4 ore
2-3 giorni
alla settimana
2-3 mezze
giornate
alla setti -
qualche
ora alla
settimana
Altro
Tipo di aiuto (%) nella cura di anziani e bambini
delle donne che svolgono assistenza
(possibilità più risposte)
40
35
30
25
20
15
10
5
0
familiari che vivono
con me
parenti o amici che
non vivono con me
271
nessuno
persone che lo
fanno di professione
non ri sponde
Tipologia di servizio di cui le donne modenesi sentono l'esigenza
Altro
Aumentare posti nido/materne
Migliorare trasporto pubblico e orari (orari-scuole, ecc.)
Prolungamento orari scuole/asili (pomeriggio, estate)
Più servizi per anziani
Più servizi domiciliari
Servizi meno costosi/contributi economici
Strutture, servizi per disabili
Spazi per i giovani
0
5
10 15 20 25 30
Stili di vita delle donne modenesi
Il Comune di Modena nel 2006 ha avviato un' indagine distrettuale sugli “Stili di vita”, promossa
dall'Assessorato alle Politiche per la Salute del Comune di Modena
28
L'indagine ha coinvolto un campione di 1100 cittadini modenesi tra i 15 e gli 80 anni, di cui il 51% donne,
relativamente ai seguenti temi: l’alimentazione, il consumo di alcolici, l’attività fisica e pratica sportiva, l’uso di
farmaci. Sono stati indagati, inoltre, temi relativi alla percezione della salute e del proprio corpo, alla
percezione dei fattori di rischio per la salute, all’esposizione di infortuni domestici, all’impegno relativo al
lavoro domestico e di cura, nonché all’accesso ai servizi ed alle prestazioni sanitarie. Per quanto concerne la
popolazione femminile modenese, emerge subito il generale alto livello di scolarità delle donne modenesi
intervistate: circa il 40% ha un diploma superiore e circa il 20% è laureata; il restante 40% ha frequentato la
scuola dell'obbligo.
Per quanto riguarda le abitudini alimentari, è emerso che sono le donne in testa nel consumo di frutta e
verdura, indice di corrette abitudini alimentari preventive dell’insorgenza di molte patologie. Per quanto
riguarda il consumo di alcolici risulta che le donne che affermano di bere vino, o vino e acqua, durante i
pasti, non superano nell’86% dei casi 1 bicchiere a pasto, contro il 46,7% degli uomini. Arriva a 2 bicchieri a
pasto il 13,4% delle donne che dichiarano di pasteggiare con vino, o vino e acqua, contro il 47% degli
uomini. Sopra i 2 bicchieri a pasto di vino sono solo gli uomini a consumarne.
Se un 25% di donne modenesi dichiara un’abitudine quotidiana a un’attività fisica minima, considerando
l’attività fisica e motoria di ogni giorno, comprendendo quindi il lavoro in casa e fuori, gli spostamenti a
piedi o in bicicletta, le passeggiate, gli acquisti e lo sport, c’è un buon 45% che invece dichiara di svolgere
abitualmente un’attività motoria moderata, ed un altro 24% discreta.
Per quanto riguarda la pratica di qualche attività sportiva, circa il 38% delle donne dichiara di svolgere attività
sportiva, contro il 43% degli uomini; il 36% delle donne modenesi ha praticato sport negli ultimi sei mesi per
almeno un mese, contro il 38% degli uomini, e non ha mai praticato sport rispettivamente il 27% ed il 19%.
Confrontando i risultati del 2006 con i dati di una ricerca svolta nel 2003 su un campione simile, a cui è stato
posto il medesimo quesito, la % di donne che dichiara di NON aver mai praticato attività sportiva, tra i 15-64
anni, passa dal 24,8% al 18,2%, e chi la pratica dal 37,7% al 42,2%.
28
In appendice sono riportati i dati completi della ricerca campionaria sugli stili di vita condotta nel Comune di
Modena
272
Lei pratica o ha praticato qualche attività sportiva (compresa ginnastica,
jogging...) per almeno un mese durante gli ultimi 6 mesi?
45,0
40,0
35,0
30,0
25,0
M
F
20,0
15,0
10,0
5,0
0,0
si
no, ma praticavo
sport in passato
non ho MAI praticato
sport
I
Fra le seguenti, qual è la motivazione più forte
che la spinge a svolgere attività fisica?
55,0
50,0
45,0
40,0
35,0
30,0
M
F
25,0
20,0
15,0
10,0
5,0
0,0
migliora l'a spetto fisico
mi piace
e'un modoX trascorrere
tempo con al tri e conosce -
perche' so di
averne bi sogno
mi e' stato
consigliato dal
medico
non risponde
Per quanto riguarda il fumo il 24,5% delle donne intervistate dichiara di fumare contro il 27,6% degli
uomini. Confrontando questi dati con quelli di una ricerca condotta nel 2003 dall'Amministrazione comunale,
su un campione di intervistati della stessa fascia d’età, emerge che le donne che fumano nel 2006 sono il
24,3%, mentre nel 2003 erano il 18,5%. Rimanendo quasi stabile il numero dei fumatori maschi, c’è un
sensibile incremento nel numero delle fumatrici, nell'ampia fascia d'età tra i 25 ed i 64 anni.
273
Fumatori per genere (indagine 2003 e 2006)
30
25
20
2003
2006
15
10
5
0
M
F
Per quanto riguarda la percezione della salute emerge che i modenesi valutano il proprio stato di salute in
modo soddisfacente, sono le donne (62%) più degli uomini (53%) che considerano la salute nell’aspetto più
generale di benessere inteso anche rispetto agli aspetti relazionali (avere molti amici), economici e
ambientali.
Cause di morte e salute di genere
29
Le principali cause di morte delle donne a Modena sono rappresentate dalle malattie cardiovascolari con
406 casi nel 2005, pari a circa il 40% dei decessi femminili totali, contro il 35% delle morti maschili per la
stessa causa. La seconda causa di morte sono i tumori con 297 casi, pari al 29% delle cause di morte
femminili (in modo prevalente per tumori alla mammella e al polmone), contro il 35% dei casi di decesso per
tumore degli uomini, e dell'apparato respiratorio con 72 casi, pari a 7% casi.
Dato significativo è anche la persistenza come quarta causa di decesso nelle donne residenti per malattie
psichiche (59 casi) e infine per traumatismi (30 casi).
I tassi standardizzati, che annullano l'effetto del progressivo invecchiamento della popolazione, mostrano per
tutte le cause nel loro insieme un andamento decrescente in entrambi i sessi, sia per i valori distrettuali,
provinciali e regionali.
Tra Distretto e Provincia per la mortalità in generale non si rilevano differenze statisticamente significative. Il
tasso standardizzato dei decessi maschili nel periodo 2001-2005 del Distretto di Modena appare inferiore a
quello provinciale.
Mortalità per tutte le cause,: tassi standardizzati* (x 100.000 ab). Anni 1988-2006.
2.000
2.000
Donne
Uomini
1.500
1.500
1.000
1.000
500
500
Provincia
Provincia
Fonti:
Archivio Provinciale di Mortalità e Piano Attività Territoriali 2007
Distretto 3 AUSL di Modena.
Regione
Regione
Elaborazioni:
Servizio di Epidemiologia - Dipartimento Sanità Pubblica
AUSL
di Modena.
Distretto
di Modena
Distretto di Modena
2006
2004
2002
2000
1998
1996
1994
1992
1990
2006
2004
2002
2000
1998
1996
1994
1992
1990
274
1988
0
0
1988
29
N° DECESSI PER PRINCIPALI CAUSE DI MORTE
PRINCIPALI CAUSE DI MORTE NEI RESIDENTI
NEL DISTRETTO DI MODENA PER GENERE – ANNO 2005
Genere
Patologie
Totale
F
M
MALATTIE INFETTIVE
TUMORI
T. stomaco
T. colon
T. retto
T. polmone
T. mammella
MAL. GHIAND. ENDOCRINE
MAL. SANGUE E ORG. EMATOP.
DISTURBI PSICHICI
MAL.SISTEMA NERVOSO
MAL. SIST.CIRCOLATORIO
Infarto
Altre mal. ischemiche del cuore
Disturbi circolatori dell'encefalo
MAL. APP. RESPIRATORIO
MAL. APP. DIRIGENTE
MAL. APP. GENITO URINARIO
MAL. PELLE E SOTTOCUTANEO
MAL. OSTEOM. E TESS. CONNETTIVO
MALFORMAZIONI CONGENITE
ALTRE CONDIZ. MORB. PERINATALI
STATI MORBOSI MAL DEFINITI
TRAUMATISMI E AVVELENAM.
Incidenti stradali
Totale
9
308
18
33
4
97
21
3
28
27
313
64
69
62
69
29
15
3
3
2
4
13
43
17
11
297
21
25
7
41
48
28
4
59
26
406
51
65
99
72
46
24
1
4
1
1
11
30
8
20
605
39
58
11
138
48
49
7
87
53
719
115
134
161
141
75
39
4
7
3
5
24
73
25
890
1.021
1.911
TREND DELLE QUATTRO CAUSE DI MORTE PIU’ FREQUENTI NELLE DONNE
RESIDENTI NEL DISTRETTO DI MODENA (V.A.)
275
N° decessi donne residenti nel Distretto di Modena per
Malattie Sist. Circolatorio
480
470
460
463
440
420
420
406
400
395
380
360
340
2000
2001
2002
2003
2005
N° decessi di donne residenti nel Distretto di Modena
per neoplasie
350
300
297
283
250
253
245
268
200
150
100
50
0
2000
2001
2002
2003
2005
N° decessi donne residenti nel Distretto di Modena per
Malattie Appar. Respirat.
80
71
70
60
72
58
50
45
42
40
30
20
10
0
2000
2001
2002
276
2003
2005
N° decessi donne residenti nel Distretto di Modena
per malattie psichiche
90
80
70
60
50
40
30
20
10
0
78
62
60
59
49
2000
2001
2002
2003
2005
NEOPLASIE NELLE DONNE
Secondo i dati del Registro Tumori, nel 2004 le neoplasie più frequenti diagnosticate in provincia di Modena
sono state: negli uomini i tumori della prostata con il 29% delle neoplasie maschili, seguiti dai quelli del
polmone 15,1%, e del colon-retto, 14,1%; tra le donne i tumori della mammella 30,7%, seguiti da quelli del
colon-retto 13,5%, e del polmone 8,6%.
La mortalità standardizzata distrettuale e provinciale per tutti i tumori è in diminuzione in entrambi i sessi,
sebbene sia più evidente per gli uomini. Nel complesso non vi sono differenze significative di mortalità, per
tutti i tumori nel complesso, tra distretto e provincia nel periodo 2001-2005. Esistono lievi differenze tra
Modena distretto e Modena provincia solo per quanto riguarda la mortalità tumore del polmone tra le donne
per cui si evidenzia invece una maggior mortalità nel distretto.
Tumore della mammella
Tassi standardizzati* di mortalità. Confronto: distretto di Modena, provincia di Modena e regione
Emilia-Romagna. Anni 1988-2006
120
Provincia
Regione
Distretto di Modena
Donne
90
60
30
2006
2004
2002
2000
1998
1996
1994
1992
1990
1988
0
Mortalità: Archivio Provinciale di Mortalità
Elaborazioni: Servizio di Epidemiologia - Dipartimento di Sanità Pubblica AUSL Modena
277
Sopravvivenza relativa a cinque anni dei principali tumori dei residenti nella provincia di Modena
suddivisi per genere (in %)
Tumore
Stomaco
Colon
Retto
Fegato
Polmone
Mammella
Utero (cervice)
Utero (corpo)
Ovaio
Prostata
Vescica
Rene
1990-1997
Uomini Donne
26
30
57
54
51
46
9
6
11
13
85
67
82
41
78
77
69
61
62
1998-2005
Uomini
Donne
26
28
59*
62*
61*
62*
11*
15*
10
15
90*
69
84
36
95*
78
80
67
68
*differenza statisticamente significativa - Brown Test (Brown CC, 1983) Fonte:
Registro tumori della provincia di Modena edizione 2007
278
DEMENZE
Stima di pazienti
con demenza*
anno 2005
Stima nuovi casi
di demenza
annui
Pazienti
segnalati
nel 2005
% pazienti con
demenza presi in
carico nel 2005
Tot pazienti
segnalati
anni 2002-2005
Distr. di Modena
3.724
646
-
-
1.134
Prov. di Modena
12.642
2.201
630
5%
2.959
* dati stimati dal progetto ILSA, possibile sottostima dei pazienti con 85 anni e più
Composizione percentuale per sesso dei pazienti con demenza segnalati nel distretto di Modena e nella
provincia di Modena - Anni 2002 -2005
100
Uomini
Donne
75
% 50
25
0
Modena
Provincia
Composizione percentuale per fasce di età dei pazienti con demenza segnalati nel distretto di Modena e
nella provincia di Modena - Anni 2002 -2005
100
Modena
Provincia
75
% 50
25
0
<75
>=75
Classe di età
279
LA SALUTE RIPRODUTTIVA
Il parto
Come anticipato nella prima sezione sui dati di contesto nazionale sulla salute riproduttiva delle donne, il
tasso di parti cesarei registrato in Italia è il più elevato a livello mondiale, il tasso medio tagli cesarei pari al
36,9% rispetto al 23,7%, tasso medio europeo (2003).
L’andamento del tasso di parti cesarei registrato nel periodo 1980-2002 evidenzia come l’incremento abbia
interessato tutte le aree del Paese; dagli inizi degli anni ’90 il dato dell’ Emilia-Romagna risulta inferiore a
quello nazionale ma costantemente superiore a quello del Nord-Italia (la differenza è sottostimata in quanto
quest’ultimo comprende anche la stessa Regione).
Nel triennio 2003-2005, analizzando i tassi medi regionali si assiste ad una sostanziale stabilità della
frequenza dei parti cesarei: rispettivamente 30.2%, 30.5% e 30.0%.
Il numero di parti cesarei effettuati nei punti nascita provinciali dell’Ausl di Modena risultano 3473, e la
percentuale dei tagli cesarei sul totale delle gravidanze, registrato presso l’Azienda Ospedaliera Policlinico di
Modena risulta pari al 29,9% nel 2006. Questi dati ricomprendono donne non residenti e non considerano le
donne residenti che si sono recate fuori i punti nascita provinciali.
Il Ministero della Salute nel 2007 si è espresso nel senso di una maggiore demedicalizzazione ed
umanizzazione della nascita, formulando, tra le raccomandazioni più significative del suo rapporto sulla
Salute Donna, una indirizzo e proposta specifica per politiche che favoriscano la riduzione dei tagli cesarei,
attraverso linee guida, formazione del personale e promozione di “buone pratiche”.
In questo senso, a Modena, presso l’Azienda O. Policlinico, si è avviato in questi anni ed attivato nel 2007 il
Centro Nascita rivolto alle gravide a basso rischio per migliorare e umanizzare il parto naturale, con una
maggiore assistenza (rapporto donna-ostetrica 1:1) e cura dell’ambiente e del comfort, ed il sostegno
emotivo per il contenimento del dolore, con la partecipazione della famiglia all’evento, quando richiesto.
I dati riferiti al primo anno di funzionamento del Centro, da maggio 2006 a giugno 2007, mostrano buoni
risultati nell’aumento del n° di parti naturali ed un minor ricorso a tagli cesarei d’urgenza, un minor ricorso a
farmaci ed una maggiore integrità del perineo della donna (meno episiotomie).
Tasso provinciale dei tagli cesarei
nei punti nascita di Modena
Carpi
Mirandola
Sassuolo
Pavullo
AUSL di Modena
2005
26,8
27,8
35,2
22,4
28,2
2006 2007
25,7
29,2
30,3
20
26,5 27,1
AOSP di Modena
28
29,9
280
30,2
Il ricorso all’interruzione volontaria di gravidanza (IVG)
I dati regionali relativi all’Interruzione Volontaria di Gravidanza (2005) registrano una diminuzione di ricorso
all’IVG delle residenti con cittadinanza italiana (da 8682 nel 2004 a 5916 del 2005) e un aumento per le
donne con cittadinanza straniera (da 760 nel 1994 a 3250 nel 2005).
La frequenza di madri con cittadinanza straniera è aumentata nell’ultimo triennio dal 17% (2003) al 21.8%
(2005) secondo i Certificati di Assistenza la Parto (CedaP) della RER.
Le IVG di donne residenti con cittadinanza straniera rappresentano il 37% delle IVG eseguite in Regione.
La fascia d’età in cui avviene più frequentemente l’IVG è la fascia 25-34 anni.
I dati riferiti alle donne residenti in provincia di Modena indicano un trend decrescente dal 2000 al 2005; il
trend sembra sovrapporsi per le donne italiane e straniere, a livello distrettuale.
30
Analizzando l’andamento del tasso di abortività, risulta che nel Distretto di Modena, il ricorso all’IVG da
parte delle donne straniere è tendenzialmente in calo in questi ultimi anni, contrariamente ai trend regionali e
nazionali.
IVG delle donne residenti in Provincia di Modena (2000-2005)
1.600
1.200
800
400
0
2000
2001
2002
2003
Italiana
2004
2005
Straniera
IVG delle donne residenti nel Distretto di Modena (2000-2005)
800
600
400
200
0
2000
2001
2002
2003
Italiana
2004
2005
Straniera
30
TASSO GREZZO DI ABORTIVITA’= N° aborti effettuati d a donne in eta’ feconda (15-49 anni) / Popolaz. femm. in eta’ feconda * 1000
281
Tasso di abortività nelle residenti del Distretto di Modena
(anni 2000-2005)
80
Tasso di abortività x 1.000
Italiana
Straniera
Totale
60
40
20
0
2000
2001
2002
282
2003
2004
2005
DISAGIO PSICHICO
Sono 5.200 le donne in carico al Servizio di Psichiatria Adulti del Dipartimento di Salute Mentale dell’AUSL di
Modena (2006), di cui circa il 50% sono residenti nel Comune di Modena.
Inoltre, 1.789 sono i residenti adulti in carico al Servizio di Psicologia Clinica dell’AUSL di Modena (dati
2006). Possono essere sia di tipo fisico che psichico le cause di disagio femminile, ma sicuramente un dato
che emerge dall'indagine PASSI regionale, sulla percezione della salute dei modenesi, che conferma
un'indagine multiscopo ISTAT, è che esiste una correlazione con l'età, il sesso e l livello di istruzione.
Secondo l'indagine PASS (dati provinciali) l'analisi media dei giorni in cattiva salute o limitanti e abituali
attività quotidiane conferma la più alta percezione negativa del proprio stato di salute, delle donne, e delle
fasce d'età avanzate. Le donne lamentano più gironi in cattiva salute per motivi psicologici e sono più limitate
nelle loro attività quotidiane abituali.
Secondo la stessa indagine, svolta sul territorio provinciale il 13% delle persone intervistate riferisce di aver
vissuto negli ultimi 12 mesi due sintomi di depressione caratterizzati da poco interesse nel fare le cose,
sentirsi giù di morale, depressi o senza speranze. Il 28% ha vissuto questo stato d'animo per una volta negli
ultimi 12 mesi. Le donne sono più coinvolte, 4 volte più degli uomini, e spesso riguarda persone in stato d
disoccupazione stabile o saltuario. Solo il 25% di queste persone che ha provato due sintomi negli ultimi 12
mesi si rivolge al medico, il 50% a nessuno.
E' evidente un bisogno rilevante della popolazione, soprattutto femminile in età avanzata. .
Come è stato messo in evidenza nei dati di contesto, la quarta causa di morte delle donne a Modena sono le
malattie psichiche.
Il disagio psichico, oltre a poter essere causato da varie ragioni, ad es. dall'essere più predisposti a stati
depressivi, alla solitudine, a situazioni di svantaggio ed emarginazione, ecc., possono manifestarsi
imprevedibilmente in alcuni momenti particolari della vita della donna, come ad esempio la maternità, o la
menopausa.
Ad esempio, il disagio post parto si può manifestare tra le 6 e le 12 settimane dopo la gravidanza anche se
non si hanno precedenti di tipo depressivo, e si stima colpisca il 10-20% delle puerpere. Spesso le donne
che vengono colpite da queste forme depressive, vivono in solitudine questo stato e difficilmente chiedono
aiuto al medico o a famigliari. Su quest'ultima problematica è stato messo a punto uno specifico progetto,
recentemente avviato, dal titolo “Mamme oltre il blu” che prevede il contatto delle donne che hanno partorito
a distanza di qualche settimana per un colloquio sulla fase post parto che è finalizzato a rilevare anche
eventuali stati di malessere.
Su quest'ultima problematica è stato messo a punto uno specifico progetto promosso dalla provincia di
Modena e recentemente avviato presso il consultorio familiare del distretto di Modena, dal titolo “Mamme
oltre il blu” .Il progetto ha inteso perseguire i seguenti obiettivi:
1. Dare una continuità della presa in carico della donna da parte dei Servizi durante e dopo il parto;
2. Superare il disagio e la solitudine che molte mamme sperimentano in questa fase della vita;
3. Tutelare il neonato, attraverso la promozione di una positiva relazione madre-bambino per un corretto
sviluppo affettivo, comportamentale e cognitivo del bambino;
4 Creare una rete di sostegno, in collaborazione con le risorse locali coinvolgendo anche le associazioni di
volontariato che si occupano di maternità
Le attività previste per il raggiungimento dei suddetti obiettivi sono:
Creazione di un punto di ascolto: presso i Consultori familiari di Modena, con linea telefonica dedicata, nel
quale avere l’opportunità di rilevare la domanda spontanea delle donne gravide, delle puerpere, delle
famiglie e di fornire informazioni, ascolto/counselling telefonico, inviando eventualmente agli operatori e
servizi specifici per incontri individualizzati;
Attività di gruppo pre e post parto: all’interno delle quali fornire le informazioni utili alle gestanti e per
affrontare il periodo successivo alla nascita del bambino coinvolgendo anche ai partner o altri famigliari
interessati;
Focus group: gruppi di ascolto rivolti a neo-mamme primipare e a pluripare per raccogliere i loro bisogni e
operare/verificare la reale coincidenza fra questi e i servizi offerti. Monitoraggio e valutazione delle risorse
che il territorio può offrire nel campo del Terzo Settore.
Nel corso del 2007, grazie alle attività di sensibilizzazione e formazione dei professionisti coinvolti e di
pubblicizzazione del progetto, la psicologa coordinatrice del progetto ha preso in carico, 26 donne ed
effettuato 133 prestazioni di cui: 51 per consulenza individuale, 73 per psicoterapia individuale, 2 per
consulenza di coppia, 7 per psicoterapia di coppia.
283
DATI DI ACCESSO AI SERVIZI DEDICATI ALLE DONNE - OFFERTA SERVIZI SANITARI DISTRETTO
31
AUSL DI MODENA
Consultorio Familiare
Il Servizio Salute Donna svolge una funzione tesa a migliorare il benessere fisico, psichico e relazionale
della donna, attraverso la prevenzione e la cura delle patologie di genere e alla promozione degli interventi
socio-sanitari necessari a sostenere i momenti che scandiscono le fasi fisiologiche della vita delle donne.
I servizi offerte sono:
−l’Assistenza alla gravidanza, al puerperio e all’allattamento;
−la Consulenza genetica;
−la contraccezione e l’aborto;
−la menopausa;
−la consulenza psicologica e sessuologica;
−lo screening del tumore del collo dell’utero;
−la diagnosi precoce degli altri tumori femminili;
−l’educazione sanitaria per adolescenti;
−l’educazione sanitaria percorso nascite.
Le sedi sono:
Consultorio Viale Molza, 3
Spaizo Giovani, Viale Molza, 3
Consultorio Via Don Minzon, 121
Centro Salute Donne Straniere, Via Don Minzioni, 121
11572
11251
10997
12000
10693
10107
10000
Utenti totali in
carico ai
consultori
familiari del
Distretto di
Modena: anni
2003 - 2007
8000
6000
4000
1810
2308
2698
2418
2716
2000
0
2003
2004
2005
Immigrate
31
2006
2007
Italiane
Fonte: Piano Attuativo Territoriale (PAT) 2007 - Distretto 3 AUSL di Modena.
284
Utenti totali in carico ai Consultori Familiari del distretto di Modena per gravidanza: anni 2003-2007
1316
1311
1067
1191
991
Italiane
629
2003
984
1053
890
1193
Im m igrate
2004
2005
2006
2007
Utenti totali in carico ai Consultori Familiari del distretto di Modena per interruzione volontaria di
gravidanza: anni 2003-2007
296
241
257
213
251
Italiane
300
353
345
275
356
Immigrate
2003
2004
2005
2006
285
2007
Le utenti in carico ai Consultori Familiari del Distretto di Modena per la contraccezione: anni 20032007
1692
1527
1504
1438
1399
Italiane
454
508
621
564
634
Immigrate
2003
2004
2005
2006
2007
Le utenti in carico ai Consultori Familiari del Distretto di Modena per la menopausa: anni 2003-2007
1192
881
644
523
416
Italiane
69
45
33
33
29
2003
2004
2005
2006
2007
286
Immigrate
Le utenti in carico ai Consultori Familiari del Distretto di Modena per visite ginecologiche: anni 20032007
3993
4282
4774
4610
3888
Italiane
686
851
2003
2004
1093
934
984
Immigrate
2005
2006
2007
Le utenti in carico ai Consultori Familiari del Distretto di Modena per visite senologiche: anni 20032007
4015
3739
3547
3309
3090
Italiane
157
190
160
183
195
2003
2004
2005
2006
2007
287
Immigrate
Accesso ai servizi diagnostici in gravidanza
L’ accesso ai consultori pubblici per la gravidanza coinvolge a livello regionale il 27% dell’utenza
interessata, contro il 66% che si rivolge ai privati e un 6% direttamente all’ospedale. Le donne con istruzione
medio-bassa si rivolgono al servizio pubblico per il 42,9% mentre il 72,7% di donne con istruzione medio-alta
e l’81% con livello alto di istruzione si rivolgono a professionisti privati.
E’ significativo anche che il 66% delle donne gravide con cittadinanza straniera si rivolgono al servizio per la
gravidanza del consultorio pubblico contro il 16% delle donne gravide con cittadinanza italiana (il 72% si
rivolge ai privati).
Le raccomandazioni e le linee guida regionali indicano, e offrono alle gravide gratuitamente nelle strutture
pubbliche, il numero di visite diagnostiche ecografiche che occorre eseguire (1 volta a trimestre), e i tempi
per effettuare le visite di controllo. Dai dati provinciali dell’Ausl di Modena, risulta che le donne con
cittadinanza straniera utilizzano più delle italiane i consultori pubblici, effettuano più tardi la prima visita di
controllo e tendenzialmente svolgono meno esami diagnostici prenatali.
N° visite di controllo in gravidanza secondo la cit tadinanza della madre a Modena
Numero di visite di controllo in
Totale
gravidanza
<4
da 4 a 7
>7
%
%
%
N°
%
ITALIANA
3,3%
57,8
38,9
27.825 100
STRANIERA
12,9%
62,9
24,3
7.746
100
TOTALE
5,4
58,9
35,7
35.571 100
Fonte: Regione Emilia Romagna – Banca Dati CedaP - 2005
CITTADINANZA
DELLA MADRE
Effettuazione della 1° visita secondo la cittadinan za della madre a Modena
CITTADINANZA
DELLA MADRE
ITALIANA
STRANIERA
TOTALE
Numero di visite di controllo in
gravidanza
< = 8 sett.
da 9 a 11
>= 12 sett.
sett.
%
%
%
66,3%
22,3
11,5
41,5%
26,9
31,7
60,9
23,3
15,9
Totale
N°
25.594
7.103
32.697
%
100
100
100
Fonte: Regione Emilia Romagna – Banca Dati CedaP - 2005
Effettuazione di almeno un’indagine prenatale secondo l’età e la scolarità della madre
Scolarità della
madre
ALTA
MEDIO-ALTA
MEDIO-BASSA
TOTALE
Età della madre < = 35 anni
Età della madre > 35 anni
Totale
23,8%
22,6%
12,2%
19,2%
60,8%
63,5%
55,2%
60,6%
34%
31,3%
19,5%
28%
Effettuazione di almeno un’indagine prenatale secondo l’età e la cittadinanza della madre
Cittadinanza della
madre
Età della madre < = 35 anni
Età della madre > 35 anni
Totale
ITALIANA
STRANIERA
TOTALE
23,4%
4,9%
18,7%
63,6%
26%
59,9%
33,2%
6,9%
27,5%
288
Risultati e prospettive
A conclusione del percorso descritto , possiamo affermare che nel periodo 2004-2007 di validità del
programma:
E’ stata migliorata la conoscenza sullo stato di salute delle donne e di alcune criticità emergenti attraverso
• una analisi “di genere” dei dati epidemiologici e sull'accesso ai servizi
• lo sviluppo di diverse ricerche su stili di vita, conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, condizioni socio
economiche e lavorative delle donne (con un focus particolare sulle donne straniere)
• la messa a fuoco di problematiche specifiche come la violenza e i maltrattamenti
Si dispone attualmente di una base conoscitiva fondamentale per consolidare una nuova attenzione alla
medicina di genere e affinare azioni per incidere sui determinanti di salute delle donne
Nello specifico, sono significativamente aumentati i servizi per l'infanzia, strategici al fine della conciliazione
dei tempi di vita e di lavoro delle donne: nidi (+22% dei posti rispetto al 2002 anche grazie alle convenzioni
con i privati ), scuole dell'infanzia e servizi integrativi (centri estivi, centri gioco, qualificazione di baby sitter,
centro di consulenza educativa, servizi post scuola).
Tra il 2005 e il 2007 sono state messe in rete le azioni dirette ai 2 indirizzi prioritari ( (Miglioramento dei
percorsi dedicati alla diagnosi e cura dei tumori femminili e presa in carico dei bisogni di salute di genere
con particolare riferimento al parto e alle scelte consapevoli sulla maternità) attraverso
una cresciuta attenzione alla salute riproduttiva e la messa in rete dei servizi sociali e sanitari per il
sostegno ai neogenitori
la messa a punto di un percorso multidisciplinare e plurispecialistico per la diagnosi, la terapia e followup delle donne affetta da tumore della mammella
campagne di scrrening per la prevenzione dei tumori femminili che registrano, nel distretto di Modena, la
percentuale più alta di adesione in tutta la provincia
I significativi risultati ottenuti sulle priorità vanno certamente mantenuti e consolidati
Occorre invece ulteriormente interrogarsi e sviluppare azioni maggiormente organiche sulla salute
psicologica e mentale delle donne in considerazione dl fatto che le donne sono interessate , 4 volte più degli
uomini, da sintomi di depressione e solo il 25% di queste donne si rivolge al medico, il 50% a nessuno. E'
evidente un bisogno rilevante della popolazione, soprattutto femminile in età avanzata. .
Come è stato messo in evidenza nei dati di contesto, la quarta causa di morte delle donne a Modena sono le
malattie psichiche.
Occorre altre sì consolidare la rete di soggetti che hanno sottoscritto il protocollo provinciale contra la
violenza alle donne e dare attuazione la protocollo operativo e sviluppare azioni educative e culturali sul
rispetto tra i generi.
No ultimo occorre insistere sugli stili di vita quale determinante che incide notevolmente sulla salute. A fronte
di alcuni segnali positivi che vedono le donne sempre più coinvolte in attività fisiche e che assumono corrette
abitudini alimentari si rileva un aumento delle donne fumatrici, elemento che incide in maniera determinante
sulle patologie respiratori, cardiovascolari e tumorali.
289
290
APPENDICE
Tipologie d’azione
INTERVENTI PER L’ACCESSO, IL SOSTEGNO E L’ASSISTENZA
TITOLO PROGETTO/AZIONE
RESPONSABILE AZIONE
SOGGETTO PROPONENTE
Costruzione di un Nido aziendale (Tetra Pack)
Apertura di due servizi di Primo Incontro per il sostegno
alla genitorialità nel primo anno di vita del bambino
Strutturazione del Centro Nascita Naturale
Pubblicazione risultati di “Vent’anni di consulenza legale
alle donne”
Realizzazione micro nido
Massimo Terenziani
Settore Istruzione
Simona Cristoni
Settore Istruzione
Fabio Facchinetti
Azienda O. Policlinico
Vanna Tori
Associazione Gruppo Donne e Giustizia
Settore Lavori Pubblici
Settore Istruzione
INTERVENTI EDUCATIVI, PREVENTIVI E DI SOCIALIZZAZIONE
TITOLO PROGETTO/AZIONE
SERVIZIO/SOGGETTO PROPONENTE E
RESPONSABILE AZIONE
Offerta di occasioni di confronto e di conoscenza per le
mamme, nonne, padri che accompagnano i bambini 1-3
anni nei centri gioco
Settore Istruzione Coordinamento
pedagogico 0-3 anni
Maria Ferrari
Sito internet "Informanascita on line"
Associazione Differenza Maternità
Maria Raffaella Pinto
Linea telefonica "Informanascita”
Associazione Differenza Maternità
Maria Raffaella Pinto
Associazione Differenza Maternità
Maria Raffaella Pinto
Incontri formativi sulla salute della donna
“Amore, Matrimonio, Famiglia”
Ciclo di incontri d’orientamento alla scelte personali
attinenti la sfera affettiva e relazionale con gli studenti
delle scuole superiori
Promozione Informanascita – Informamamma
Associazione Gruppo Donne e Giustizia
Vanna Tori
Laboratorio di ricerca sociale Percorso Donn@
Associazione Centro Documentazione
Donna
Caterina Liotti
Associazione Centro Documentazione
La citt@ delle donne. Percorsi di valorizzazione della
291
Politiche Sociali
Patrizia Guerra
La citt@ delle donne. Percorsi di valorizzazione della
presenza femminile nei luoghi decisionali
Progetto penelope. Rete regionale di Sportelli Donna:
servizi integrati per la conciliazione
Sportello InfomaDonna di Modena
Associazione Centro Documentazione
Donna
Caterina Liotti
Associazione Centro Documentazione
Donna
Caterina Liotti
Associazione Centro Documentazione
Donna
Caterina Liotti
Promuovere la salute sessuale e riproduttiva degli
adolescenti
Consultorio Familiare – Servizio di
Psicologia
Azienda USL Silvana Borsari
Benessere in menopausa ciclo di incontri rivolti alle
donne adulte ed anziane
Politiche Sociali, Abitative e per
l’integrazione
Patrizia Guerra
Campagna di informazione a sostegno alle maternità
difficili
Associazione “Comunità Papa Giovanni
XXIII”
Luisa Tassi Tonelli
Associazione “Comunità Papa Giovanni
XXIII”
Luisa Tassi Tonelli
Iniziativa di promozione e valorizzazione della maternità
e della vita nascente e
appena nata
Convegno sul sostegno alle donne incinte e
sull'applicazione della Legge 194
Associazione “Comunità Papa Giovanni
XXIII”
Luisa Tassi Tonelli
Associazione “Comunità Papa Giovanni
XXIII”
Luisa Tassi Tonelli
Iniziative di attività di educazione nelle scuole alla
conoscenza e all’accoglienza
della vita nascente e a una sessualità responsabile
Seminario "Anche a Modena il parto a domicilio: quando
e come". Esperienze a confronto
Associazione Differenza Maternita’
Informare, educare, prevenire. Promuovere la salute
Fisica, Psichica, Spirituale. Ciclo di conferenze
Associazione Diff erenza Maternita’
"Genitorialità e filiazione: procreazione naturale e
Associazione "Gruppo Donne e Giustizia"
procreazione assistita" - Due conferenze informative e di
approfondimento
Acquaticità per le donne in gravidanza
Incontro con AVIS. Prevenzione oncologica femminile
Associazione “Le Ninfee”
Maria Teresa Tassi
Liceo Classico Statale San Carlo
La Ghirlandina in Rosa – campagna di comunicazione
durante la settimana di prevenzione oncologica
femminile
Gabinetto del Sindaco Ufficio Politiche per
la Salute
Progetto Villaggio della Prevenzione (dati Maura)
Associazione “Il Cesto di ciliegie”
Progetto “La Via Lattea”
Gabinetto del Sindaco
Ufficio Politiche per la Salute
292
Corsi di Massaggio Infantile
Associazione Differenza e Maternità
Corso di Accompagnamento alla Gravidanza
Associazione Differenza e Maternità
Ciclo di Conferenze sul parto e allattamento
Associazione Differenza e Maternità
Pancione e schiena. Efficienza fisica prima e dopo il
parto
Circoscrizione n° 3 e Ass. Dilattentistica
Palestra
“Villaggio della prevenzione” presso Istituto Penitenziario Associazione “Il Cesto di ciliegie”
S.Anna
INTERVENTI PER L’ACCESSO, IL SOSTEGNO E L’ASSISTENZA
TITOLO PROGETTO/AZIONE
SERVIZIO/SOGGETTO PROPONENTE E
RESPONSABILE AZIONE
Corso di formazione all’accoglienza e alle relazioni inter- Associazione Gruppo Donne e Giustizia
associative
Vanna Tori
"Informamamma" prevenzione e sostegno del disagio
materno
Associazione Differenza Maternità
Maria Raffaella Pinto
Oltre la strada
Politiche Sociali, Abitative e per
l’integrazione
Patrizia Guerra
Casa Donne Migranti – Semira Adamu
Politiche Sociali, Abitative e per
l’integrazione
Patrizia Guerra
Interventi di prevenzione e accoglienza di donne che
hanno subito violenze familiari
Politiche Sociali, Abitative e per
l’integrazione
Patrizia Guerra
Centro per l’allattamento materno
Associazione Centro Ginnastiche Dolci Spazio Nascita
Maria Chiara Purcaro
Maternità difficili, interventi a sostegno della diade
madre-bambino
Politiche Sociali, abitative e per
l’integrazione
Patrizia Guerra
Rete di sostegno alle adolescenti e giovani gravide in
difficoltà
Spazio Giovani Consultorio
Distretto n°3 AUSL
Silvana Borsari
Analisi dei bisogni delle donne immigrate e ricerca di
soluzioni adeguate
Consultori di Modena
Distretto n° 3 AUSL
Silvana Borsari
Programma di screening per la diagnosi precoce dei
tumori del collo dell’utero
Consultori di Modena
Distretto n° 3 AUSL
Marco Turci
293
Programma di screening per la diagnosi precoce dei
tumori della mammella
Ennio Gallo
Azienda O. Policlinico
Progetto prostituzione
Patrizia Guerra
Politiche Sociali
Parto indolore
Azienda O. Policlinico
Valutazione dei corsi di preparazione alla nascita
Annibale Volpe
U.O. Ostetricia e Ginecologia
Azienda O. Policlinico
Silvana Borsari
Distretto n° 3 AUSL
Prevenzione dell’incontinenza urinaria e dei disturbi del
pavimento pelvico
Valerio Jasonni
Centro di Ginecologia Oncologica
Azienda O. Policlinico
Valutazione nuovi contraccettivi
Angelo Cagnacci
U.O. Ostetricia e Ginecologia Azienda O.
Policlinico
Assistenza al parto a domicilio
Giuseppe Masellis
Programma Salute Donna
AUSL
L'erba del nido è sempre più verde
Settore Istruzione
Fiorella Fiocchetti
Sostegno alla genitorialità – Centro Famiglie
Politiche Sociali, abitative e per
l’integrazione
Patrizia Guerra
Ascolto, condivisione e accoglienza a donne in difficoltà
Associazione “Comunità Papa Giovanni
XXIII”
Andrea Mazzi
294
Relazioni solidali tra donne sole e con bambini/e costituzione di un gruppo di auto mutuo aiuto
Associazione "Gruppo Donne e Giustizia"
- Modena
"Aiutare ad aiutarsi" - creazione di un gruppo di auto
mutuo aiuto per donne con dipendenza affettiva
Associazione "Gruppo Donne e Giustizia"
- Modena
Salute Armonia e Benessere nel Dopo Parto: corso dopo Associazione Centro Ginnastiche Dolci parto per mamme e bambini e incontri di massaggio al
Spazio Nascita
neonato
Maria Chiara Purcaro
Salute Armonia e Benessere del Corpo e della
Dimensione Femminile: corsi di educazione e
rieducazione perineale
Associazione Centro Ginnastiche Dolci Spazio Nascita
Maria Chiara Purcaro
Vaucher di cura
Associazione Centro Documentazione
Donna
Equal ALTEREGO
Associazione Centro Documentazione
Donna
Corso di preparazione alla nascita per donne di lingua
straniera
Associazione Differenza Maternita’
EM.MA. Empowerment e Maintreaming per la
valorizzazione delle competenze di genere nei luoghi
decisionali
Associazione Centro Documentazione
Donna
EQUAL. “Una questione privata”
Associazione Centro Documentazione
Donna
INTERVENTI PER LA RIDUZIONE DEL DANNO
TITOLO PROGETTO
SERVIZIO/SOGGETTO PROPONENTE E RESPONSABILE
AZIONE
Gruppo di lavoro sui disturbi del
comportamento alimentare
Dipartimento Salute Mentale – AUSL
Paolo Capurso
Percorso multidisciplinare e
plurispecialistico per la diagnosi
terapia e follow-up della donna
affetta da neoplasia del seno
Antonio Frassoldati
Dip. Oncologia ed Ematologia
Azienda O. Policlinico
Percorsi Malattie a Trasmissione
Sessuale (MTS)
F. Boselli
Azienda O. Policlinico
Percorso infertilità di coppia
Stefania Vecchi
U.O. Ostetricia e Ginecologia
Azienda O. Policlinico
Giuseppe Masellis
295
Ausl di Modena
Miglioramento del percorso
Diagnostico-Assitenziale dello
stupro
Stefania Vecchi
U.O. Ostetricia e Ginecologia
Azienda O. Policlinico
Istituzione di un Centro per il
Dolore Pelvico Cronico e
l’Endometriosi
Angelo Cagnacci
U.O. Ostetricia e Ginecologia
Azienda O. Policlinico
Percorso diagnostico, terapeutico e Consultori di Modena
di monitoraggio del follow-up delle Distretto n° 3 AUSL
donne positive al Pap Test
Marco Turci
Progetto S.Agostino/Baggiovara
Associazione “Il Cesto di ciliegie”
Progetto linfodrenaggio
Associazione “Il Cesto di ciliegie”
Incontri sostegno
Psicologico
Associazione “Il Cesto di ciliegie”
Riabilitazione in acqua
Associazione “Il Cesto di ciliegie”
Ginnastica dolce
Associazione “Il Cesto di ciliegie”
Progetto Centro oncologico
Modenese
Associazione “Il Cesto di ciliegie”
INTERVENTI DI MONITORAGGIO
TITOLO PROGETTO
SERVIZIO/SOGGETTO PROPONENTE E RESPONSABILE
AZIONE
Monitoraggio delle problematiche ed
Andrea Guerzoni
esperienze di conciliazione riguardanti le
Distretto 3 Ausl
operatrici del Distretto Sanitario di Modena
32
Analisi delle condizioni di vita e di lavoro in Centro Analisi delle Politiche Pubbliche Università Modena e
una prospettiva di genere a Modena
Reggio Emilia
Paolo Bosi
Appropriatezza parto cesareo
Fabio Facchinetti
Azienda O. Policlinico
Giuseppe Masellis
AUSL Modena
Ricerca sui bisogni socio-sanitari donne in
menopausa
Angelo Cagnacci
Azienda O. Policlinico
32
Il dott. Andrea Guerzoni è stato Direttore del Distretto 3 AUSL sostituito dalla Dott.ssa Silvana Borsari.
296
APPENDICE
297
298
DATI DI CONTESTO GENERALI
La città di Modena
Descrizione socio-demografica
Nel 2007 la popolazione residente a Modena arriva a contare 179937 individui, confermando ancora un
saldo negativo della popolazione. È nel 2006 che si è registrato un significativo incremento netto negativo (389), anche se sono aumentati i cittadini stranieri residenti (18710) in città che arrivano a rappresentare il
10.3% della popolazione residente, mentre nel 2002 erano il 6.5% circa.
Sempre nel 2006, i minori stranieri rappresentano il 14.9% dei minori residenti (nel 2002 erano il 9%). Per
quanto riguarda le fasce d’età gli ultra 65enni rappresentano il 22.5% della popolazione (nel 2002 erano il
21.6%), mentre ha meno di 18 anni il 15.3 % (nel 2002 erano il 14.5%).
L’età media dei residenti nel 2006 è di 44,3 anni, con un aumento di tre mesi rispetto al 2002 (44 anni). L’età
media degli uomini del 2002 era di 42 anni, nel 2006 arriva a 42.4; per le donne l’età media era di 45,8 nel
2006 arriva a 46.2.
Anche l’età media dei cittadini stranieri è cresciuta rispetto al 2002, passando da una media di 30,1 anni ai
30,7 nel 2006. È aumentato anche l’indice di natalità per mille abitanti (dato dal rapporto nati vivi sulla
popolazione media dell’anno in corso) che dal 9.05 del 2002 arriva a 9.3 nel 2006, pertanto c’è una riduzione
dell’indice di vecchiaia (indicatore sintetico del grado di invecchiamento della popolazione che si ottiene
rapportando l’ammontare della popolazione anziana, oltre i 65 anni con la popolazione minore di 15 anni
moltiplicato per cento) che da 175.28 del 2002 arriva a 174.88 nel 2006.
Nelle tabelle e nei grafici seguenti sono stati riportati i dati al 2006 confrontati con quelli del 2002.
Bilancio demografico della popolazione residente al 31/12/2007
MOVIMENTO NATURALE
MOVIMENTO MIGRATORIO
ANNO
SALDO
NATI VIVI MORTI NATURALE IMMIGRATI EMIGRATI
2002
1.659
1.829
-170
5.838
5.390
2003
1.631
1.956
-325
6.961
6.072
2004
1.708
1.833
-125
6.877
5.516
2005
1.700
1.912
-212
6.344
5.773
2006
1.685
1.863
-178
5.645
5.856
2007
1.734
1.959
-225
6.994
6.912
Fonte: annuario Statistico del Comune di Modena, anno 2007
POPOLAZ. INCREM.
RESID.
DELLA
SALDO A FINE
POPOLAZ.
SOCIALE ANNO
448
178.311
298
889
178.874
563
1.361
180.110
1.236
571
180.469
359
-211
180.080
-389
82
179.937
-143
Bilancio di popolazione 2002-2006, Modena
1600
1400
1200
1000
800
600
400
200
0
-200
-400
-600
2002
2003
saldo
naturale
2004
2005
saldo
299
sociale
2006
incremento
popolazione
2007
0-14
15-44
45-64
65-74
Oltre 75
Totale
2002
Uomini Totale
11314
22026
36155
70435
22734
47243
8769
19464
6810
19145
85782 178311
Donne
10712
34280
24509
10695
12333
92529
%
12
39.5
27
11
10.5
100
Donne
11277
33523
24741
11040
12949
93530
2006
Uomini Totale
11916
23193
35216
68739
22848
47589
9148
20188
7422
20371
86550 180080
Fonte: sevizio statistica del Comune di Modena
96000
94000
93530
92529
92000
90000
88000
86550
85782
86000
84000
82000
80000
2002
2006
uomini
donne
Popolazione straniera residente per genere, Modena 2002-2006
10000
9000
8000
7000
6000
5000
4000
3000
2000
1000
0
2002
2003
2004
Maschi
2005
Femmine
300
2006
%
13
38
26
11
11
100
Per quanto riguarda le famiglie continua ad aumentare il numero di esse a fronte di una continua riduzione
del numero dei componenti. Se nel 2002 i nuclei familiari erano 76607, nel 2006 diventano 80377 (+3770),
mentre le dimensioni del nucleo familiare passano da 2.31 componenti nel 2002 a 2.22 nel 2006.
Quest’ultimo dato trova conferma nell’analisi delle tipologie familiari, infatti è il tipo di famiglia
monogenitoriale con figli che aumenta sensibilmente dal 2002 al 2006.
Trend tipologia familiare, Modena 2002-2006
Capofamiglia single
(19anni-64 anni)
25000
Capofamiglia single
(ultra65enne)
20000
capofamiglia e coniuge
15000
Coppia di fatto /conviventi
10000
Capofamiglia e un figlio
5000
Capofamiglia e due figli
Capofamiglia, coniuge e
figlio/i
0
2002
2003
2004
2005
2006
Capofamiglia, coniuge,
figli e altri parenti
Num e ro fa m iglie , Mode na 2002-2006
Dimensione nucleo familiare, Modena 2002-2006
2,32
81.000
80.377
80.000
2,3
2,31
79.745
2,3
2,28
79.000
2,29
78.962
2,27
2,26
78.000
2,24
77.581
77.000
2,22
76.607
2,22
2,2
76.000
2,18
75.000
2,16
74.000
2002
2003
2004
2005
2002
2006
301
2003
2004
2005
2006
33
Descrizione socio-economica
Nel 2006 la condizione lavorativa della popolazione modenese è la seguente: il 45.9% rappresenta la forza
lavoro, di cui il 44.5% è occupata; le donne rappresentano il 39.3% degli occupati (36753) mentre il 50.1%
degli occupati sono uomini (43405).
Nel 2002, la forza lavoro era il 45,81% della popolazione, gli occupati rappresentavano il 44% circa, di cui
donne il 38.07% e uomini il 51.12%. Aumentano gli occupati con titoli di studio superiori, infatti nel 2002 gli
occupati con laurea rappresentavano il 20.7% degli occupati, mentre nel 2006 raggiungono il 27.1%.
65
60
55
50
45
40
35
30
25
20
15
10
5
0
uomini
donne
totale
uomini
2002
forza lavoro
donne
totale
2006
occupati
non forze di lavoro
di cui in età lavorativa
Occupati per titolo di studio e genere - composizione percentuale ( cfr. 2002-2006)-
Laurea
Diploma- licenza
qualifica
professionale
Licenza Media
Inferiore
Licenza elementare
Donne
23.9
42.7
2002
Uomini
18.1
46.0
Totale
20.7
44.5
Donne
28,1
50,6
2006
Uomini
26,2
49,8
Totale
27.1
50.2
26.1
29.2
27.8
18,0
20.1
19.1
7.3
6.7
7.0
3,3
3.9
3.6
Dai dati della Camera di Commercio risulta che la città di Modena ha una densità di imprese sul territorio
pari a 110 per Km2, terza in classifica a livello provinciale dopo Sassuolo e Vignola, le unità locali attive al
31/12/2005 risultano essere 19999. Si tratta prevalentemente di unità che hanno meno di 5 addetti ed è nel
terziario che si concentra il numero più elevato di unità locali.
Secondo i dati dell’Osservatorio sul mercato del lavoro del Comune di Modena il tasso di occupazione netto
(rapporto tra occupati e popolazione attiva(15-64 anni)) passa dal 69.3% del 2002 al 68,9% nel 2006. I due
terzi degli abitanti lavora nel terziario solo il 2% nell’agricoltura.
Per quanto riguarda i redditi sono stati utilizzati dati ancora provvisori pubblicati dal Ministero delle Finanze
relativi ai redditi IRPEF 2004 del Comune di Modena. L’ammontare complessivo è di € 2.729.594.356
suddiviso per le seguenti classi di reddito. Dalla tabella risulta che la frequenza più elevata è nella classe di
reddito Irpef compreso tra i 10000-20000 (49401), il 43.5% dei dichiaranti.
33
Fonte: annuario statistico
302
Classi di reddito
0-5000
5000-10000
10000-20000
20000-29000
29000-35000
35000-50000
50000-70000
70000-100000
Oltre 100000
Totale dichiaranti
Frequenza
3242
9865
49401
27226
7425
7982
4113
2341
1914
113509
Per descrivere invece la condizione economica e sociale delle famiglie modenesi è stato utilizzato lo studio
del CAPP34 svolto sia nel 2002 e ripetuto nel 2006. Con la seconda indagine campionaria svolta dal Capp
è possibile mostrare le differenze eventualmente emerse dalla prima indagine e sottolineare le tendenze in
atto nella condizione economica e sociale delle famiglie modenesi. Anche se la ricerca ha interessato
famiglie dell’intero territorio provinciale, si tratta comunque di informazioni che sono rappresentative della
condizione delle famiglie modenesi pur se con qualche lieve differenza.
Nel 2002 l’indagine campionaria era stata svolta su 1235 famiglie e tra le altre cose fu stimato un reddito
disponibile equivalente35 medio delle famiglie modenesi pari a € 22.960.
Nel 2006 il campione di famiglie intervistate aumenta, sorteggiate casualmente dalle liste anagrafiche di 25
comuni della provincia sono state 2043 (circa 800 in più rispetto al 2002). Dal confronto svolto dai ricercatori
del Capp tra le due ricerche è emerso che il reddito familiare equivalente provinciale è passato da € 22960
del 2002 a € 24600 nel 2006, con un aumento in termini reali del 7%. Questo significa che il benessere
economico della provincia di Modena è più elevato del 40% rispetto alla media nazionale e del 18% rispetto
alla media del NordEst del paese.
Se da un lato si assiste, rispetto al 2002 ad un aumento del benessere è emersa peggiorata la distribuzione
dell’incremento di reddito, vale a dire che è aumentato il reddito delle classi più agiate e si è ridotto
ulteriormente il reddito delle classi più povere, aumentando pertanto le disuguaglianze sociali. Analizzando
le tipologie di famiglie è emerso che nel 2006 gli incrementi di reddito hanno interessato i lavoratori più
anziani (oltre i 60anni). Non sono invece aumentati rispetto al 2002 le condizioni economiche dei giovani fino
a 39 anni. In sintesi sembra che tra il 2002 e il 2006 si assiste ad uno spostamento delle famiglie operaie
verso condizioni sempre più basse , mentre i pensionati si spostano verso situazioni lievemente migliori.
Anche la struttura della povertà ha subito, rispetto al 2002, delle modifiche: la povertà relativa36 è aumentata
per le classi di età più giovani ed è leggermente diminuita per quelle più anziane. Il rischio di cadere in
povertà è aumentato ulteriormente per le famiglie operaie con figli e che vivono in affitto, mentre si è ridotto il
rischio di cadere in povertà per gli ultra70enni. Negli ultimi quattro anni sono anche aumentati i cittadini
immigrati, sia dal sud Italia che da paesi stranieri, secondo i ricercatori del Capp il tasso di povertà dei nuovi
arrivati raggiunge il 60% contro il 15-16% del complesso della popolazione. Seguendo il criterio adottato
dall’Eurostat, è considerato povero un individuo il cui reddito disponibile equivalente della famiglia a cui
appartiene è inferiore al 60% della mediana del reddito disponibile equivalente, calcolata sulla distribuzione
degli individui. Ciò significa che se nel 2002 la linea di povertà era pari a € 12710 nel 2006 è invece € 13163,
chi è sotto questa soglia di reddito è considerato povero. Nella provincia di Modena significa che nel 2006 il
15.6% della popolazione è povera (nel 2002 era il 13.6%), a livello nazionale è il 20.5% della popolazione
che è sotto la soglia di povertà. L’indagine, come già detto, è stata svolta sull’intera provincia suddivisa in
sotto aree di cui una è la città di Modena che rispetto alle altre aree della provincia presenta alcune
caratteristiche diverse e statisticamente significative: la città di Modena ha una composizione demografica
più anziana del resto della provincia, pertanto ci sono molti pensionati; il settore lavorativo maggiormente
34
CAPP, Centro di Analisi delle Politiche Pubbliche, direttore prof. Paolo Bosi (Facoltà di Economia, Università di
Modena e Reggio Emilia) www.capp.unimo.it . l’indagine è stata curata dal prof. Massimo Baldini e prof. Paolo
Silvestri.
35
Il reddito disponibile equivalente è ottenuto sommando tutti i redditi dei membri del nucleo familiare, al netto delle
imposte e con indici che ricomprendono anche il numero di componenti il nucleo familiare.
36
La povertà relativa è un concetto che definisce povero chi possiede un reddito significativamente più basso di quello
percepito in media dalla collettività alla quale appartiene.
303
rappresentato è il terziario, quindi ci sono pochi operai ma molti impiegati e dirigenti; nel capoluogo c’è una
quota di laureati molto superiore al resto della provincia ( la distribuzione media provinciale è pari a 12 , la
città di Modena ha una distribuzione pari a 21). Nella città di Modena i redditi sono più alti, ma sono
distribuiti in modo più diseguale rispetto al resto del territorio provinciale, ma la diffusione della povertà è
simile alla media provinciale (15.6%).
In sintesi, le due indagine campionarie del Capp (i risultati completi sono sul sito www.capp.unimo.it ) hanno
dimostrato che pur se Modena è rispetto al resto del Paese un’area che presenta elevate condizioni di
benessere sociale ed economico non è immune da disuguaglianze emergenti dovute alla immigrazione e a
un mercato del lavoro che non premia i giovani e chi investe in istruzione!
304
Gli stili di vita37
La ricerca “Stili di Vita” è stata realizzata allo scopo di rilevare le abitudini dei cittadini di Modena e Carpi
relativamente a temi come: l’alimentazione, il consumo di alcolici, l’attività fisica e pratica di sport, l’uso di
farmaci. Sono stati indagati, inoltre, temi relativi alla percezione della salute (rapporto con il proprio corpo e il
suo stato fisico e psicologico), alla percezione dei fattori di rischio per la salute, all’esposizione di infortuni
domestici, all’impegno relativo al lavoro domestico e di cura,nonché all’accesso ai servizi ed alle prestazioni
sanitarie.
La ricerca è stata condotta dall’Ufficio Ricerche del Gabinetto del Sindaco in collaborazione con l’Ufficio
Politiche per la Salute del Comune di Modena.
Alimentazione
Dalle interviste effettuate è emerso che per i modenesi (57.4%) il pasto principale è il pranzo. Il 22.3% degli
intervistati ha dichiarato che almeno una volta la settimana consuma un pasto fuori casa, senza alcuna
differenza tra uomini e donne.
Tra gli alimenti che abitualmente i modenesi dichiarano di consumare più di 5 volte a settimana risultano
esserci frutta (80.3%), verdura (73.5%), e pasta (71.3%). Sono le donne che dichiarano di consumare
maggiormente frutta e verdura, mentre gli uomini consumano maggiormente pasta e carne.
Se consideriamo i dati suddivisi per fascia d’età emerge che il 33.7% dei ragazzi d’età compresa tra i 15-17
anni non mangia mai pesce.
Il 77.8% consuma pasta più di 5 volte a settimana e il 52% consuma regolarmente frutta. Mentre gli
ultra65enni consumano più di 5 volte a settimana pasta (81.2%) e verdura (82.9%).
Consumo di alcol
La ricerca comunale ha evidenziato che il 70% degli intervistati durante i pasti dicono di consumare
abitualmente acqua e appare modesta la percentuale di coloro che dichiarano di bere vino (7.2%). Sopra la
media risultano esserci gli ultra65enni che nel 14.3% dei casi dichiarano di consumare vino durante il pasto.
37
La ricerca completa è consultabile sul sito internet http://www.comune.modena.it/ufficioricerche/
305
Indagando le quantità di alcol consumato da coloro (7.2%) che hanno dichiarato di bere vino durante i pasti
emerge che il 40% di essi dichiara di berne solo un bicchiere e solo l’1,9% dichiara di bere bevande
alcoliche anche fuori pasto.
Un 10% degli intervistati ha dichiarato che nell’ultimo mese ha bevuto un po’ più del solito e di questo il
23,7% ha un’età tra i 18-24 anni.
A proposito di alcol il ministero della Salute ha emanato nel 2007 il primo piano nazionale Alcol e Salute,
individuando 8 aree strategiche d’intervento: informazione/educazione; bere e guida; ambienti e luoghi di
lavoro; trattamento del consumo alcolico dannoso e dell’alcoldipendenza; responsabilità del mondo della
produzione e distribuzione; capacità sociale di fronteggiare il rischio derivante dall’uso dell’alcol; potenzialità
delle organizzazioni di volontariato e mutuo aiuto e delle organizzazioni non governative; monitoraggio del
danno alcolcorrelato delle relative politiche di contrasto.
Attività fisica
L’attività fisica è un fattore di protezione della salute, influisce significativamente sull’aspettativa di vita e si
stima che riduca di circa il 10% la mortalità per tutte le cause. In particolare, risulta che le persone che
svolgono regolarmente attività fisica presentano un rischio notevolmente ridotto di andare incontro a
patologie di tipo cardiovascolare, ictus ischemico, diabete tipo 2, cancro del colon.
Nell’indagine comunale alla domanda “Lei come definirebbe la sua attività fisica e motoria di ogni giorno,
comprendendo tutto: il lavoro in casa e fuori, gli spostamenti a piedi o in bicicletta, le passeggiate, gli acquisti
e lo sport?” i modenesi intervistati indicano nel 27,2% dei casi di avere un’abitudine quotidiana a un’attività
fisica minima, il 42,5% moderata, mentre un 6,4% dichiara che ogni giorno fa uno sforzo fisico intenso.
Indagando il tempo dedicato all’attività fisica risulta che un buon 50% degli intervistati fa attività fisicomotoria meno (e molto meno) di due ore al giorno, mentre circa l’8% lo fa decisamente di più. Invece, in
merito alla pratica di qualche attività sportiva, si scopre che più del 40% dei modenesi negli ultimi sei mesi
ha fatto sport per almeno un mese, ma non ha mai praticato sport il 23% circa. Se disaggreghiamo il dato
per genere si evidenzia che sono donne (oltre il 26%) coloro che non hanno mai praticato sport, mentre
guardando le fasce d’età risultano essere gli ultra55enni.
Il motivo principale perché non si pratica sport è la mancanza di tempo (oltre il 64%). Mentre sulla
valutazione degli effetti percepiti sul proprio stato di salute emerge che solo 10,4% degli intervistati dichiara
che l’attività motoria che svolge sia più che sufficiente, si dividono invece in parti uguali coloro che ritengono
di svolgere un’attività scarsa o sufficiente per la propria salute.
306
La percezione di insufficienza della propria attività fisica, rispetto a quella necessaria per il proprio
benessere, è più diffusa nelle fasce d’età 25-34 e 45-54 anni, tra persone dotate di un livello di istruzione
superiore e quindi probabilmente più informate sugli effetti positivi di una assidua attività fisica.
Il fumo
È un dato certo che il fumo rappresenta un fattore di rischio nell’insorgenza di numerose patologie,
soprattutto respiratorie e cardiovascolari a carattere cronico degenerativo. I comportamenti individuali negli
ultimi anni sono decisamente mutati anche se pur nella consapevolezza dei danni che il fumo (anche quello
passivo) può arrecare c’è ancora una percentuale significativa di soggetti che continua a fumare.
Dai dati dell’indagine comunale emerge che sono circa il 26% i fumatori abituali.
Se si confrontano i dati con un’indagine analoga del 2003 svolta sempre dal Comune di Modena, su una
popolazione target di 18-80 anni, emerge un dato preoccupante: l’aumento di coloro che dichiarano di
fumare. Infatti si è passati dal 22,8% del 2003, al 25,8% del 2006 (+3%). Tale aumento si registra tra le
donne che nel 2003 rappresentavano il 18,5% dei fumatori e nel 2006 diventano il 24,3% (+ 5.8%).
Se si considerano i risultati in base alle fasce d’età si evince che la percentuale più alta di fumatori si colloca
tra i soggetti che hanno tra i 18-24 anni (32.5%).
Lei fuma?
Totale
si'
no
n
%
%
%
26
74
1507
100
27,6 24,5 21,0
72,4 75,5 79,0
736 771
44
100 100 100
32,5
67,5
106
100
29,4
70,6
259
100
28,2
71,8
310
100
27,4
72,6
246
100
30,2 15,1 27,1
69,8 84,9 72,9
234 307 648
100 100 100
307
25,2
74,8
859
100
33,5 29,1 25,2 24,7 17,7 46,3 25,8
66,5 70,9 74,8 75,3 82,3 53,7 74,2
167 663 149
81 425
23 1109
100 100 100 100 100 100 100
Carpi
5565-80
64
Modena
4554
non occupato
3544
Comune:
pensionato
2534
casalinga
1824
lav. Dipendente
1517
professione
lav. Autonomo
F
Superiore
M
Obbligo
Totale
scolarità
studente
d46 Lei fuma ?
Età
genere
26,6
73,4
398
100
Gli ex fumatori sono il 34,2% degli intervistati. Tra gli ex fumatori rientrano soprattutto uomini (41,8%),
mentre la fascia d’età maggiormente interessata è quella tra i 55-64 anni. Tra le donne dichiara che non ha
mai fumato il 72,7%.
Chi fuma o ha fumato ha cominciato presto: quasi un 17% prima dei 15 anni, più del 55% tra i 15 e i 19 anni.
Nel 52% dei casi hanno smesso di fumare tra i 25 e i 44 anni, e per un 30% circa dai 45 anni in avanti.
Chi ha smesso di fumare, in circa il 90% dei casi c’è riuscito quasi sempre da solo.
I divieti posti dalla legge al fumo nei locali pubblici, non hanno condizionato il consumo di sigarette per il 70%
dei fumatori, ma c’è anche un 30% che ha ridotto il numero di sigarette.
Si smette di fumare pensando alla propria salute, per paura, sia in seguito a una percezione del
peggioramento del proprio benessere (nel 58,2% dei casi) che su indicazione diretta del medico (22,8%).
Marginali, da questo punto di vista, nelle dichiarazioni degli intervistati, altre motivazioni come le campagne
informative, gli aumenti dei costi, i divieti, i consigli e i suggerimenti di amici e parenti.
Uso dei farmaci
Dalla ricerca comunale sugli stili di vita è emerso che il 70% degli intervistati, di fronte a un lieve malessere
non ha l’abitudine di ricorrere ai farmaci, preferendo semplicemente aspettare che passi. C’è però un 22%
che prende subito dei farmaci. Il medico è senz’altro il punto di riferimento fondamentale per il 40% delle
donne per avere consigli e indicazioni sui farmaci da usare. Per il 20% lo è il farmacista, e in misura ridotta
l’abitudine al “fai da te” o il ricorso al consiglio di amici o parenti.
Un rilevante 32% di intervistati dichiara di avere fatto ricorso a cure e medicinali “alternativi”, come
omeopatia, agopuntura, prodotti naturali, attestando una certa attenzione nei confronti di metodi di cura non
tradizionali. E’ un’attenzione sensibilmente più presente tra le donne, specie di scolarità medio-alta e di età
compresa tra i 25 e i 44 anni, come si può constatare dalla tabella sottostante.
Coerentemente con quanto è emerso dalle risposte relative all’uso corrente di farmaci, per lo più non
abusato, specie in casi di leggero malessere, si riscontra che il 62,5% degli intervistati non utilizza farmaci
durante la settimana. Chi lo fa, usa per lo più farmaci specifici per malattie croniche e diagnosticate, che
quindi necessitano dell’assunzione di medicinali (nel 28,8%), mentre è scarso (6,6%) l’uso di antidolorifici e
antinfiammatori.
Percezione della salute
La concezione generale dello “stare bene”, per la gran parte degli intervistati coincide con essere in pace
con sé stessi, con uno stato di benessere psicofisico. Prevale dunque una concezione di salute che non è
mera assenza di malattia, in misura più marcata tra le donne, tra i giovani (25-34 anni) e le persone di
cultura medio-alta. La correlazione benessere=non bisogno del medico, è molto meno diffusa, mentre è
interessante il riferimento all’incidenza nel benessere di aspetti relazionali (avere molti amici), economici e
ambientali.
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Percezione del rischio
Si evidenzia in modo netto la consapevolezza che gli stili di vita scorretti sono causa dell’insorgere di
maggior parte delle malattie. Anche le condizioni ambientali, l’inquinamento, i fattori genetici sono
riconosciuti quali responsabili di problemi per la nostra salute. C’è quindi senso di realtà e scarsa
concessione al fatalismo, nell’individuazione delle cause di molte malattie. E’ scarsa la convinzione di una
correlazione tra condizioni economiche e malattie, e non si riscontrano in sostanza legami tra problemi di
salute e inadeguatezza dei servizi sanitari.
L'accesso ai servizi ed alle prestazioni sanitarie
I modenesi trovano che i servizi sanitari del territorio siano adeguati ai bisogni di salute. La pensa così oltre
l’80% degli intervistati (l'82% degli uomini e il 79% delle donne) con una particolare accentuazione tra i più
giovani. E’ del 16% circa la percentuale di chi considera i servizi inadeguati, confermando quindi un buon
livello di corrispondenza tra le aspettative dei cittadini e le risposte offerte dai servizi sanitari. La cultura della
prevenzione sembra molto diffusa, visto che l’80% dei cittadini ha ritenuto di sottoporsi a esami sanitari a
scopo preventivo, anche se, per contro, il dato di un 20% di modenesi che non fanno controlli, desta qualche
interrogativo. Sono soprattutto le donne, e le persone al di sopra dei 45 anni, più assidue nel fare controlli
periodici, rispondendo evidentemente alle campagne informative e di sensibilizzazione sulla necessità di
effettuare regolarmente controlli, come i pap test. Sono il 63% delle donne che dichiara di effettuare controlli
periodicamente, il 19% occasionalmente e il 13% risponde negativamente.
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Infortuni domestici
Il 16% dei modenesi ha dichiarato di aver avuto nell’ultimo anno un infortunio domestico. Soprattutto
casalinghe e giovani (15-24anni).
Le maggiori responsabilità degli infortuni domestici sono dei coltelli e dei piccoli elettrodomestici, seguiti da
pentole e forni, quindi dall’abitazione e dai suoi arredi. Infatti le principali lesioni sono ferite da taglio, seguite
da ustioni e scottature, poi da contusioni ed escoriazioni.
Lavoro domestico e di cura
In termini generali, se i maschi (al 44%), soprattutto i più giovani, dichiarano di dedicare in media 1ora al
giorno al lavoro domestico, il carico e il numero di ore aumentano quando a esprimersi sono le donne, con
un “picco” di quasi il 18% (in generale – diviene quasi il 50% per le casalinghe) che dedica al lavoro
domestico 5 ore e più al giorno.
In termini complessivi si può affermare che i carichi di “assistenza/cura” quotidiana nei confronti di familiari
che hanno necessità di essere accuditi, risultano essere un onere per il 33.6% degli intervistati.
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