A PIE' DEL PARNASO
N ella Stanza della Segnatura la pittura ita-
l'attività intellettuale e politica del Papa, dando
liana d'una grande epoca, grande sopra tutto
dal lato artistico, si manifesta in una inspira-
origine alla denominazione di « Stanza della
Segnatura» che troviamo già nell'anno 1513 (2).
zione tan~o serena ed elevata, che neppure la
Come è noto, le espressioni « Tribunale della
mente più rude e più volgare potrebbe rimanere
inse~sibile dinanzi a sÌ grande bellezza ed ar-
Segnatura », « Segnatura di Grazia », hanno
moma.
nivano nello studio privato del Pontefice, per
Profondissima si afferma questa sensazione
di bellezza, se pure lo spettatore non si rende
sottoporre all' esame ed alla firma gli atti di gra-
conto esatto dell' origine della propria emozio-
« Stanza» abbia servito alle sedute propria-
ne, che wm turba' e non scuote, come general-
mente dette e alle deliberazioni del Tribunale.
mente avviene quando ci troviamo dinanzi al
Certamente nella decorazione e nell' arreda-
la stessa origine: tutti i giovedì i relatori si riu-
zia.
:t
errata invece l'affermazione che la
che fin dal primo momento, vince
mento della Stanza furono seguite le indicazioni
e convince. L'armonia che si accompagna alla
del Papa stesso. Si può ritenere che per la rap-
bellezza si rivela pi~namente nella Stanza
presentazione della Teologia siano stati con-
della S~gnatura, che si fregia di un sistema de-_
sultati i Teologi di Corte, cioè i Domenicani,
e che i commenti del Cardinale Gaetani O. P.
sublirr
'l
cor ativo che corrisponde in ogni particolare al
carattei"e dell' ambiente, apparendo ad esso
strette nente legato.
sulla Summa T heologica abbiano giovato
a
dare forma più precisa alla figurazione della
Wickhoff, nel suo studio sulla bi-
così detta « Disputa ». In ogni modo è fuori
bliot{; ,a di Giulio II, ha espresso il parere che
dubbio che l'argomento trattato negli affreschi
il grande Papa della Rovere abbia fatto arre-
è intimamente legato alla destinazione della
Stanza stessa. Ogni quadro della volta costituisce quasi il titolo del corrispondente affresco
sulla parete, oppure, a detta di Quatremère de
Quincy (3), ne costituisce il sommario. Come ve~
diamo rappresentata sotto la Teologia la fede
ecclesiastica, cioè il ' Dogma, come alla Filosofia corrisponde la Scuola di Atene ed alla
Giustizia il gruppo delle tre imponenti fig~re
allegoriche, così sotto alla Poesia è raffigurato
il Parnaso, con Apollo al centro, in atto di
suonare la cetra, circondato dalle Muse e dai
F
.IZ
dare la Stanza della Segnatura come Biblioteca privata, facendola ornare di pitture consone
a tale destinazione
(I).
Il sistema degli affre-
schi della voltà e delle pareti corrisponde esattamente alle quattro suddivisioni della scienza
allora in uso: Teologia, Filosofia, Giurisprudenza, « Humaniora
l).
La creazione della bi-
blioteca privata sarebbe stata giustificata dalla
eccessiva distanza della biblioteca grande e l'ipotesi concorderebbe con l'altra, che ne fa lo
studio di Giulio II; quivi si sarebbe svolta
3
grandi Poeti, morti e viventi. Questo affresco,
secondo la quale il primo chiaroscuro rappre-
che finora non è mai stato esaurientemente spie~
senterebbe la conservazione delle opere di
Omero per ordine di Alessandro Magno (7).
gato, ci sembra invece chiarissimo nella sua
composizione (fig. I) (4). In alto a sinistra ve~
Intorno al 1830 era stata trovata l'interpretazio-
diamo i poeti epici: Dante, Virgilio, Ovidio;
ne esatta anche per il chiaroscuro di sinistra:
(Virgilio sorridente indica a Dante il Nume
Augusto impedisce la distruzione del manoscrit-
ispiratore; Omerq detta in esaltazione poetica
to dell'Eneide, ordinata all' amico Lucio Vario
i suoi versi ad un giovane che li ascolta; Ovi~
dio completa il gruppo). In basso a sinistra, sot~
Rufo da Virgilio morente. Per quanto riguarda
to al lauro, sono riuniti i poeti lirici: Pindaro,
non accenna al sarcofago del Re Dario, di cui
Orazio, Petrarca e Saffo; in basso a destra i
parlano ripetutamente gli autori più recenti, ma
tragici: Eschilo, Sofocle ed Euripide, che sono
ad uno scrigno o cassone. Il Bartsch ha pen~
rappresentati in età diverse: nella gioventù, nella
sato evidentemente alla nota tradizione clas-
virilità e nella vecchiaia. Evidentemente in ciò
sica e al seguente brano della Vita d'Ales-
il Maestro ha voluto seguire la vecchia tradi~
sandro di Plutarco:
« Essendo stato mostrato al giovane Re un
zione, errata ma creduta vera ai suoi tempi,
il chiaroscuro di sinistra, si noti che il Bartsch
secondo la quale tutti e tre sarebbero stati in
bellissimo scrigno. trovato fra i tesori di Dario
rapporto con la battaglia di Maratona: Eschilo
vinto, il Re fu talmente .preso d'ammirazione
combattendo, Sofocle prendendo parte alla dan~
per quell' oggetto che lo tenne per sè. come
za solenne della Vittoria, ed Euripide nascendo
la sua parte di bottino. Avendo egli domandato
proprio in quel giorno. A destra in alto, infine
agli amici a quale uso avrebbe potuto desti~
sono ~itrattati i moderni. Riconosciamo l' Ario~
narlo. varii essendo stati i suggerimenti. Ales~
sto e si possono facilmente identificare anche il
sandro decise che tal oggetto era degno di cu~
Sanazzaro e il Castiglione.
stodire la sua copia dell'Iliade
l ).
Cioè il fa~
Ma non occorre soffermarsi sulle singole iden~
moso manoscritto che Alessandro si era fatto
tificazioni. Anzitutto non può sussistere alcun
redigere dal suo maestro Aristotele e che por~
dubbio intorno all'interpretazione dell'insieme.
tava sempre seco
(8).
nonostante i pareri arbitrari errati di vari auto~
ri ( 5). Le opin·ioni sono anche più discordi per
rio quella copia fu chiamata in seguito 'H
ciò che riguarda i due chiaroscuri esistenti a si~
TOU N Ar@HKO~,
nistra e a destra sotto il Parnaso (figg. 2~ 3).
come racconta anche lo Strabo
N elle vecchie guide. si trova l'interpretazione
del Cinquecento conoscevano naturalmente be-
seguita poi fino ai tempi nostri, e che si crede
ne -questi brani degli autori classici; dovendo il
del Bellori. secondo la quale il quadro a sini~
pittore trattare cose che si riferivano alla Poe-
stra rappresenterebbe la scoperta dei libri Si~
sia, l'argomento scelto doveva apparir indica-
bi~lini nel sarcofago di Numa Pompilio. e quello
tissimo. L'interpretazione del Bartsch è perfet-
a destra la loro combustione nel Comizio
tamente esatta ed è un peccato sia stata di-
(6).
Per essere stata custodita nel cofano di Da'EK
cioè « la copia del cofano
(9).
l).
I letterati
Questa tradizione continuava a reggersi, an~
menticata e sostituita poi da una spiegazione
che dopo essere stata corretta da una migliore
sbagliata. Ernest Planter nella sua famosa de~
interpretazione emessa dal Bartsch nel 1813,
scrizione di Roma. pur ignorando il Bartsch.
4
Fig. lo -
Il Parnaso. Vaticano - Stanze di Raffaello.
ha capito che l'interpretazione tradizionale del
tarco (C. XV), che ~lessandro Magno an-
chiaroscuro di sinistra doveva essere certamen-
dato nell'Asia Minore per visitare il luogo dove
la scoperta dei libri Sibillini po-
sorgeva l'antica Ilion, si fece leggere, vicino alla
teva avere qualche relazione con la Giurispru-
tomba stessa di Achille, le gesta dell'Eroe; ma
denza, ma non ne aveva certo nessuna col
la tradizione non dice avervi egli deposto la sua
Parnaso.
copia dell'Iliade, il famoso manoscritto onorato
te falsa
( IO):
Ignorando il Platner l'interpretazione già
da lui come il suo più prezioso tesoro.
suggerita dal Bartsch, propose la spiegazione
Senza dubbio quindi è da preferirsi l'inter-
seguente: « Alessandro fa deporre le opere
pretazione del Bartsch, sebbene quella del Plat-
di Omero nella tomba di Achille» Troviamo
ner abbia almeno il merito di considerare i due'
qui per la prima volta il fatale « sarcofago» !
chiaroscuri quali « pendant» e in istretto rap-
La spiegazione del Platner, come quella del
porto con l'argomento trattato nell' affresco so-
Bartsch, si riferiva in parte ad una tradizione
vrastante: a sinistra Alessandro onorando l'e-
classica, in parte però era un prodotto della sua
popea greca; a destra Augusto assicurando la
fantasia! Ricorda quanto si legge anche in Plu-
conservazione dell' epopea latina. Le due spie-
5
Fig. 2. -
Chiaroscuro: Slanza della Segnalura (Valicano).
gazioni del chiaroscuro d'Alessandro, cioè
cofago di marmo, il quale sarebbe stato certa-
quella del Bartsch e quella del Platner, fu-
mente un bagaglio alquanto ingombrante per
rono da tutti accettate come identiche, benchè
Alessandro se avesse voluto trascinarselo dietro
da principio sembrassero incompatibili. Il cofano e il sarcofago si alternarono nelle inter-
nelle sue campagne! Basandosi sul sarcofago
il Planter avrebbe «adattato» la sua interpre-
pretazioni e la questione andò semp~e più imbro-
tazione alla tradizione esistente. Credendo aver
gliandosi. Questo stat~ di cose continuò finchè
cosÌ distrutto le precedenti spiegazioni, il Wick-
il Wickhoff, nello studio citato, propose una
hoff presenta la propria e la svolge con acume
spiegazione nuova e del tutto diversa dalle an-
non comune: Poco dopo]' elezione di Sisto IV
tiche. Le sue obbiezioni contro l'interpretazione
finora accettata sono le seguenti: N essuna sto-
al Papato, l'editore Giovanni Filippo de Lignamine (11) curò una nuova edizione delle due
ria di Alessandro riferisce aver egli deposto il
opere del Pontefice, cioè quella sul Sangue di
manoscritto d'Omero nella tomba d'Achille; la
Cristo e quella sull'Onnipotenza di Dio (1472).
tradizione riferisce soltanto che del bottino per-
N ell'introduzione al libro, l'editore faceva gli
siano Alessandro tenne per sè solo il piccolo
elogi del Papa che tanto aveva contribuito a
cofano prezioso per custodirvi il manoscritto di
mantenere pura la Cattolica Fede, e osservava
Omero che l'accompagnava dovunque. Essendo
che allo stesso fine tendevano gli sforzi dei Pa-
tale la tradizione era da escludersi secondo
dri della Chiesa e persino quelli dei pagani: In-
il Wickhoff che il pittore, invece di un pic-
fatti essendo stato trovato nel 181 avo Cr. sul
colo cofano avesse rappresentato un grande sar-
Gianicolo in un campo appartenente a Lucio
6
Fig. 3. -
Chiaroscuro: Stanza della Segnatura (Vaticano).
Petilio un sarcofago contenente manoscritti
greci e latini, i consoli Publio Cornelio e Be~
terpretazione esatta il posto più indicato sarebbe
bio T anfilo ebbero cura di far bruciare le
opere greche (filosofiche, antireligiose) e di far
terpretazione, aggiungendovi la seguente al~
custodire scrupolosamente quelle latine (libri
scienza e l'arte vera sono utili all'uomo, ecco
di legge). Questo racconto si trova tanto in Va~
quanto ha voluto esprimere Giulio II. La nuova
lerio Massimo (I. c., 12) quanto in Tito Livio
spiegazione è stata divulgata anche da Ernst
(XI, c. 29) e il Wickhoff lo prende a base della
sua argomentazione, sebbene venisse reso al~
Steinmann nel noto libro « Roma durante la
Rinascenza », (131, fu accettata anche da Lud~
quanto inesattamente da Giovanni Filippo de
Lignamine. Val. Massimo infatti parla di due
wig von Pastor (14) e fu difesa strenuamente
da Anton Groner (15).
sarcofaghi uno dei quali, secondo l'iscrizione,
conteneva il corpo di Numa Pompilio (12). Per
« I due rettangoli orizzontali, che si trovano
sotto al Colle delle Muse, il quale scende dai
il Wickhoff Giulio II, facendo ornare il suo
due lati della finestra, sono occupati da due
studio, avrebbe fatto dipingere sotto al Parnaso
chiaroscuri in falso rilievo. L'esatto significato
l'episodio, di cui veniva fatto cenno nell'intro~
di queste scene interessanti è stato scoperto sol~
duzione alle opere dello zio, spintovi in parte
tanto poco tempo fa dal Wickhoff». Que~
da un sentimento di devozione per il defunto
st' autore in una nota attacca persino il Wolff~
parente, e in parte perchè l'argomento si pre~
lin per essersi questi schierato, come risulta da
stava a venir raffigurato. Se questa fosse l'in~
una nota del suo libro « Arte Classica » , dalla
però stato sotto la Disputa. Il Kraus fa sua l'in~
lusione di carattere morale: soltanto la vera
7
parte dell' antica inter-
fica collezione di disegni
pretazione: cioè Augu-
italiani conservati
nel
sto impedisce la combu-
Museo T eyler a Haar-
stione
lem (fig.4).
dell' Eneide
e
t:. uno schiz-
Alessandro depone il
zo molto rapido e som-
manoscritto d'Omero in
un cofano (16). Il Gro-
mario, una specie di an-
ner sostiene che
due
notazione sopra un pez-
a questi
avvenimenti
zetto di carta non più
grande di 6 1/ 2X IO cm.
non
fondati su alcuna tradizione (?), ma recente-
Fig. 4. -
Raffaello: Disegno Haarlem - Museo Teyler.
Che si tratta realmente d'un pensiero o d'u-
gare i due chiaroscuri (?), è da preferirsi la
na indicazione « autografa » del Maestro, è provato prima, dalla
spiegazione del Wickhoff che ha il merito di
tecnica sua personale, secondo dal fatto che
essere di una semplicità e di una naturalezza
lo schizzo, confrontato col chiaroscuro stesso,
sbalorditiva. Secondo la nostra opinione tale
mostra certe varianti, che uno scolaro certa-
spiegazione è frutto di una chiara intelligenza,
mente non avrebbe osato introdurre, se avesse
senza esser perciò di una cosÌ sbalorditiva ,semplicità e risulta per altro assolutamente falsa,
copiato la composizione dell' affresco ultimata
mente inventati per spie-
come ho dimostrato in altro luogo
(17).
o in via d'esecuzione.
Un esame più attento ci dimostra che i due
Ma poichè il vero significato del Parnaso
chiaroscuri devono essere stati eseguiti prima di
stesso e dei chiaroscuri è ancora generalmente
quelli delle altre pareti, i quali, come è noto,
misconosciuto, voglio nuovamente difendere
datano dal principio del Pontificato di Paolo
qui la mia tesi in favore di Omero e di Virgilio,
III (1534-49) e vengono attribuiti a Perino
portando in appoggio ad essa altro materiale
del Vaga; i soggetti di tutti questi chiaroscuri
che credo convincente. Il Wickhoff era del
stanno in stretto rapporto con quelli rappre-
parere che i chiaroscuri fossero opera di Raf-
sentati nei grandi affreschi sovrastanti. Quatre-
faello stesso e anzi « del periodo della sua ma-
mère de Quincy ha già osservato trattarsi
turità ». Il Wolfflin invece è di opinione che
come di un accompagnamento continuo e soste-
i due rettangoli siano di data posteriore al
nuto: « Les sujets ·des bas-reliefs en grisaille,
Parnaso. La tecnica rapida e alquanto super-
qui occupent les intervalles des semblans de
ficiale, il disegno in parte poco curato baste-
support dans la Salle della Segnalura, ont des
rebbero a convincerci che non ci troviamo di
fronte ad un lavoro eseguito dalla propria mano
motifs qui correspondent avec chacune des
grandes peintures » :(19).
di Raffaello, tutt' al più sarà stato suo il primo
Se sotto ai nostri due chiaroscuri si osser-
bozzetto. L'esecuzione fu certamente affidata
vano lo stemma e gli emblemi dei Medici, fac-
ad uno degli allievi più esperti, probabilmente
c.iamo notare che questi non si riferiscono alle
« il F atto-
due « grisailles », ma fanno parte della deco-
Il primo bozzetto a cui accenniamo esi-
razione in forma di intavolatura finta, che vi
ste effettivamente e trovasi inedito fra la magni-
fu aggiunta o sotto papa Leone X o sotto Cle-
a Giovanni Francesco Penni, detto
re »
8
(18).
Fig. 5. -
Costantino ordina di bruciare le opere di Aria . - Sala di Costantino : Vatic ano (da una stampa)
mente VII, anzi più probabilmente durante il
pontificato di quest'ultimo (1523~34). Fu ap~
3): non rappresenta libri che stanno per essere
punto questi che fece riprendere il lavoro nelle
fu spiegato dal Wolfflin; non vi vediamo inol~
stanze, interrotto sin dal 15 19, incaricando il
tre due consoli, colleghi, ma invece una sola
Penni e Giulio Romano di dipingere gli affre~
figura principale e dominante, accompagnata
schi nella Sala di Costantino e di sorvegliare
da un servitore il quale porta lo scettro con l'a·
certe decorazioni secondarie nelle altre stanze.
quila e non i fasci littori; dal profilo ricono~
Paolo III Farnese non fece che confermare
sciamo l'Imperatore Cesare Augusto. Suo è il
gli incarichi dati dal predecessore.
gesto imperativo che impedisce la distruzione
I due chiaroscuri sotto al Parnaso non han~
no carattere di giunte posteriori e secondarie,
nè fanno parte di quell'intavolatura finta che
gira tutto intorno alla Stanza; ma staccandosi
nettamente da questa, anche per le tinte adoperate, formano un elemento integrale del sistema decorativo principale.
Ci troviamo ancora di fronte la supposizione
ingegnosa del Wickhoff, secondo il quale Giu~
li~ II avrebbe scelto il soggetto delle due « gri~
sailles » per onorare la memoria di suo zio.
Alla sua interpretazione si oppongono vari al~
tri argomenti.
Osserviamo prima il chiaroscuro a destra (fig.
arsi, bensÌ la sospensione dell' atto, come già
del prezioso volume.
Il vecchio, coronato di
lauro, che avvicinandosi da destra, sembra chie~
dere qualcosa, oppure, piegandosi alquanto in
avanti, sembra cedere, rappresenta evidente~
mente Vario Rufo, il poeta amico di Virgilio.
Basterebbe questa attitudine per convincere che
qui non si è voluto esprimere alcuna collegalità;
la differenza di attitudine è confermata dalla
diversità dell' abito. Si osservi ad esempio, che
la sola figura principale porta le scarpe, tutte
le altre persone sono scalze.
Allo stesso modo devesi osservare uno dei
chiaroscuri ' che si trovano nella Sala di Co~
stantino (fig. 5). :t noto che sono stati dipinti
9
sotto la direzione comune
di Giovanni Penni e di
Anche per il chiaroscuro di sinistra (fig. 2)
Giulio Romano. Il campo
il WCilfflin ha giustamen-
rappresenta l'Imperatore
te preferito la vecchia in-
Costantino, mentre ordi-
terpretazione del Bartsch
na di bruciare i libri di
Ario; davanti al trono è
a quella troppo arguta
del Wickhoff.
stato acceso un fuoco;
N on vediamo togliere
libro dal
cassone;
l'Imperatore sta in piedi
un
e con la sinistra tesa or-
ve lo vediamo deporre;
dina ad un soldato, che
la persona rappresentata
s'avvicina da destra, di
non è altri che il giova-
deporre nel fuoco il li-
ne Alessandro Magno;
bro; l'eretico è r appresen-
con la sua chioma
tato inginocchiato, a sini-
ciuta e l'elmo non po-
L'~sservatore at-
trebbe essere davvero raf-
tento non potrà fare a
figurato in modo più ca-
meno di notare il vivo
ratteristico. Non lo si può
contrasto fra il gesto di
prendere per un altro
stra
(20).
guernero gIOvane, e an-
Augusto che declinando
impedisce, e il gesto imperativo della mano e
dell'indice
di
rIC-
Fig. 6. -
Malleo da Siena : Affresco.
Sala della Giustizia. - Castel S. Angelo.
cora meno per un console
romano!
In quanto al
gesto del Re, un esa-
Costan-
tino. Vediamo chiaramente come gli artisti contemporanei seguaci di Raffaello, avevano a loro
me imparziale non permette d'interpretarlo in
disposizione mezzi d'espressione tali da non la-
è stato rappresentato esattamente come lo tro-
sciare posto all' equivoco.
viamo descritto da Plutarco (vedi sopra): II
modo diverso da quello da noi suggerito. II fatto
La rappresentazione di Costantino si trova
Re ha espresso la sua intenzione e il suo ordine
anche svolta con varie aggiunte (a destra e a
viene eseguito con solennità in mezzo a vivis-
sinistra) sulla copertina dell'interessante raccolta
sima attenzione da parte degli spettatori. II gio-
di stampe pubblicate da Pietro Bartolo (Ro-
vane Eroe è tranquillo; gravi gli stanno attorno
ma, da Gian Giacomo de Rubeis Alla Pace):
i guerrieri probabilmente meno appassionati del-
« in Costantiniana V aticani aula ab artifice
le lettere, mentre due amici alzano le mani in
sommo Julio Pippio Romano .... elaborata)).
gesto di plauso e di ammirazione.
Certo i chiaroscuri nella sala di Costantino, e
Si noti anzitutto che qui non vi è un sarcofago!
anche gli altri affreschi degli scolari e seguaci di
Raffaello, non hanno finora trovato lo studio e
Gli
artIstI
del l' alto
Rinascimento
erano
l'apprezzamento che meriterebbero: per la sto-
abbastanza a conoscenza delle cose antiche per
ria dello stile essi sono della massima impor~
saperle rendere fedelmente; qui invece si vede
tanza.
uno scrigno, di una buona metà più corto del
lO
Fig. 7. -
Disegno - Haarlem: Museo T eyler.
l'uomo il quale depone il manoscritto nel co~
slca, tramandata esattamente parola per parola (21), possiamo supporre che si è voluto qui rap~
fano porta i calzoni c'indica chiaramente che
presentare il grande Re greco nell' atto di far
l'azione si s'volge in Asia. Si trattà di cose co~
custodire solennemente il manoscritto dell'Ilia-
nosciutissime in quei tempi.
de, per accompagnare il chiaroscuro di destra '
sarcofago, e di forma diversissima. Il fatto che
Essendo l'ammirazione di Alessandro Magno
per Omero confermata da una tradizione clas~
dove vediamo il grande Imperatore Romano
prendere sotto la sua protezione l'Eneide.
Il
Fig. 8. -
Giulio Romano (?). - Soffitto: Palazzo Zuccari.
Probabilmente si cercava per quest'ultima
(fig. 6). Anche in questa pittura murale, che
scena un (( pendant)) che si riferisse ad Ome-
fa parte di tutt'una serie di episodi tolti dalla
ro, e fu il brano di Plutarco, confermato da
vita di Alessandro, è ben visibile lo scrigno di
Strabone a fornire l'argomento desiderato. Il
marmo, su cui si curva un uomo che alza il
Wickhoff aveva creduto che l'episodio col sar-
viso verso il giovane Eroe; questi assiste da de- .
cofago fosse « copiato da una gemma antica
l).
stra, all' atto solenne, mostrandosi di profilo. Ci
Chi ha mai visto questa gemma? Sembra piut-
troviamo davanti ad un parallelo convincente;
tosto che il pittore si sia ispirato ad una storia
dico anzi davanti ad una ripetizione fatta detta-
che gli era stata raccontata e che gli avevano
glio per dettaglio del chiaroscuro raffaellesco
raccomandato di seguire. Egli stesso non aveva
della Stanza. :t tanto chiaro che Matteo Sie-
probabilmente letto nè Plutarco nè Strabone, e
nese, raffaellista anche lui, abbia seguito nella
sapeva soltanto che sul quadro dovevasi distin-
sua composizione l'illustre esempio che sapeva
guere ben bene uno scrigno. Se questo poi è
essere stato eseguito sotto gli occhi del vene-
riuscito un po' massiccio è perdonabile, per non
rato Maestro, e secondo i di lui intenti.
dire naturale; la cosa ci pare semplice e cre-
Anche di questo affresco il Museo T eyler
diamo di averla ormai spiegata esauriente-
a Haarlem possiede uno schizzo interessante,
mente.
Per provare quanto abbiamo sostenuto fac-
che riproduciamo (fig. 7).
cio osservare come lo stessissimo episodio di
vengono completate in modo assai interessante
Alessandro che fa custodire i libri di Omero
da un soffitto (fig. 8), trasportato verso la fine
sia stato rappresentato in ugual modo da Mat-
del secolo scorso dalla Villa Lante (sul Gia-
teo da Siena verso la fine del Cinquecento, nel-
nicolo) al Palazzo Zuccari. L'affresco in que-
la Sala della Giustizia in Castel S. Angelo
stione si attribuisce a Giulio Romano, e rappre-
12
Le pitture descritte e citate
In
precedenza
senta una scena molto assomigliante al chiaro-
nella rappresentazione, la quale somiglianza
scuro d'~lessandro, ma pure essenzialmente diverso da questo, nonostante lo stile dell'uno n-
sembra accentuarsi in alcuni singoli atteggiamenti, così nell' attitudine e nel movimento del-
cordi singolarmente quello dell'altro.
la figura principale di sinistra. come nel gesto
Il quadro che è ben conservato fa parte di
un ciclo completo, venuto in possesso, nell'ul-
di alzare le mani nel gruppo centrale e del-
timo decennio del secolo scorso, della fonda-
bro, nonostante tutta la rassomiglianza, dico.
trice della Biblioteca Hertziana. Dopo essere
un esame più attento ci convince maggiormente
stato opportunamente restaurato, è stato collo-
della differenza fondamentale fra le due storie
cato sulla volta di una delle sale superiori del
che ci vengono raccontate. Proprio nel l' affresco
palazzo. Il ciclo ha per argomento la storia del
del Palazzo Zuccari di cui esiste un interes-
T evere e del Gianicolo. Per un caso felice,
sante abbozzo ad olio nella raccolta di Mon-
vediamo qui veramente riprodotto il fatto sto-
signor Erminio Jasoni a Roma, si vede come è
rico al quale ha accennato il Wickhoff, cioè
stato espresso diversamente il gesto di togliere
la scoperta al tempo dei consoli Publio Corne-
più libri e quello di deporre un solo volume.
lio e Bebio T anfilo di due sarcofagi, in un
Anche i due sarcofaghi sono ben visibili ed
campo ai piedi del Gianicolo, di cui uno contenente quattordici libri fra greci e latini (22). L'af-
invece d'un re guerriero vediamo a sinistra il
l'uomo che volta la testa mentre toglie il li-
proprietario della vigna ...
fresco dimostra che il maggiore fra gli scolari
Negli affreschi di Castel S. Angelo vediamo,
di Raffaello, essendo stato incaricato di dipin-
fra altro, Alessandro Magno in atto di ta-
gere questo avvenimento, si è ispirato coscien-
gliare il nodo Gordiano. Non pretendo io di
temente, oppure incoscientemente, al chiaro-
essere un Alessandro, ma vorrei, in nome di lui.
scuro nella Stanza della Segnatura, già ese-
che il nodo Parnassiano da ora innanzi si con-
guita da un suo compagno secondo le indi-
sideri definitivamente sciolto.
G.
cazioni del Maestro. Con tutta la somiglianza
(I)
Jahrbuch
der koniglich preussischen Kunstsammlungen.
XIV (1893), pago 49.
(2) PASTOR, Storia dei Papi, VoI. III pago 789.
(3) Histoire de Raphael, (Paris 1833), pago 52.
J.
HOOGEWERFF.
sono dipinti due bellissimi chiaroscuri, cioè l'istoria de' libri
Sibili in i ritrovati nell'arca del sepolcro di Numa Pompilio, c
l'incendio di essi libri nel Comizio».
Cfr. Chattard, Nuova
descrizione del Vaticano. VoI. Il (1767), pago 224; e Nibby,
Roma nel 1838.
Parte Il, moderna, pago 478. Tutti e due
hanno copiato il Bellori quasi verbalmente. Non è stato il T aja
(4) l dati forniti dal Vasari intorno agli affreschi nella Stanza
non corrispondono, come è noto, alla verità : Confonde perfino
l'affresco della « Disputa» con quello della « Scuola di Atene ».
(5) Errori e dubbi si trovano finora presso tutti gli scrittori
da E. MUENTZ, Raplwel (Paris 1890), pago 180 a W.
ad inventare la vecchia interpretazione come dice il Passavant:
Raphael d ' Urbin (Paris, 1860) VoI. Il. pago 91. Infatti l'opera del Taja è stata composta circa l'anno 1712, mentre la sua
Descrizione del Palazzo Apostolico Vaticano fu pubblicata
soltanto nel 1750.
STEIN, Raffael, (Berlin 1923), pago 118.
(6) BELLORI, « Descrizione delle immagini dipinte da
Raffaello d'Urbino nelle camere del palazzo Apostolico Vati-
(7) Le Peintre Graveur. XIV, pago 168, a proposito dell'in-
ci.ione di Marcantonio Raimondi: Alexandre le Grand faisant
meltre les livres d'Homère dans un coffre de Darius n.
cano (Roma, 1695), pago 26: « Ai Iati della finestra che riguarda verso il cortile del Belvedere, sotto il Monte Parnass",
(8)
Ol>
Cap. XXVI: K(~ro't:lov ò:l: ,(VOç aò-::cj) "'POO'ò,VE1.0SV-::Oç,
",o),~'teì,Éatepov oòòsv Èt;!h"ì to:ç; -::ck Aape(oo XP~[J.ata
13
y.fXl tù.<; lÌ.~ooxeolÌ.<; :tfXpfX),fX!l@Ii'lOOO~'I, ~protfX to1><; ~D,o~c;;,
oti 1ìoxoi1j !l1i),~OtfX t(;)'1 lÌ.~iOl'l O:tO~ÒYj~ elc;; fX~'tb XfX'tfXOioOfX~.
1I0ìJ,ù. òi ~o)J,(Ìl'l ÀqO'ltOl'l fXÒtÒC;; ~~1j t~'I 'D.~Ii1ìfX C?POOpr.oe~'I ~'ItfXiìll,fX XfXtfXOi!le'loc;;. Cfr, pure Plutarco cap, V l,Il ,.
sulla famosa copia dell'Iliade da Alessandro tenuta in tanto
onore.
Graecos quia aliqua e parte ad solvendam religionem pertinere
eristimabantur, Q. Petilius praetor urbanus e auctoritate Senatus per victimarios facto igni in conspectu populi cremavit: noluerunt enim prisci viri quidquam in hac adlervari civitate quo
animi hominum a deorum cultu avocarentur.)l
(13) Edizione del 1908, pago 157.
(9) Lib, XIII cap, 27: 'Exe['Ioc;; rlÌ.p [ ' A),i~fX'IÒpO <; ], ••
fI..!lfX XfXt ~~).O!l~PO; Ò)'I. "' ipetfX~ roò'l ttc;; ò[opOwo~<; tYj<;
'O!l~P0'l 1:0~i}oeOl<;, ~ ~y. tO~ 'IcJ.p01jY.OC;; ).er0!li'l1j, tOÒ •AÀe~cJ.'I1ìpoo !le-:ù. t6)'1 :tept KfX).ì.~Oti'l1j XfXt 'A'IIX~IiP't.0'l ~:te).00'lt6; XfX t o1j!lew)ofX!li'lo~ t~'IIÌ., ~:tet-:fX XfX'tfXOi'ltoc;; etc;;
'IlipOYJxlX 0'1 1jOpS'I ~'I -:1l lIepatxll rlié;"!) o;.:o),ote),wc;; XIXtfX-
(14 ) Storia dei Papi, I. c. Recentemente anche nell'opuscolo
« Die Fre.ken der Sixtinischen Kapelle und Raffael. Fre.ken
in den Stanzen und den Loggien de. Vatikans » (1925), n. 122.
(15 ) ANTON GRONER. La di.puta di Raffaello, (Stra.burgo, 1895), pago 62.
oy.e~fXa!li'lo'l.
(IO ) Be.chreibung der Stadt Rom del PLATNER, BUN-
SEN. GERHARD e ROESTELL (Stuttgart e Tiibingen,
(16) Die Klassische Kunst, 4" Ediz. (1908), pago 99.
(17 )
Monatshefte fiir Kun.twissenschaft, Gennaio 1925.
1829-42) VoI. Il (1832) pago 348, L'interpretazione data qui
(18) MUENTZ, Raphael (Paris, 1900), pag, 362; RO-
si ritrova nel PASSAVANT, Raffdello d'Urbino. VoI. Il
SENBERG. Raphael (1909), pago 231. Nelle guide e nelle
(1839), pago 114, cfr. anche MONTAGNINI, /liu.trazione
.torico-pittorica (Roma, 1834), pago 43. dove li trova l'interpretazione giusta del chiaroocuro d'Augusto, indipendentemente
pre per l'autore di tutti i chiaroscuri delle Stanze,
descrizioni del sec. XVIII, Polidoro da Caravaggio passa sem-
(19 ) Histoire de Raphaiil et de se. ouVrage. (Paris, 1833),
dal Platner.
pago 175, Cfr. del resto già il Vasari e vedi anche ERNST
(II ) Sul de Lignamine conf. ERNEST STEINMANN, La
Cappella Si.tina (Monaco di Baviera, 1901 ), I, pago 242 e 593.
(12) Si sente subito l'inAuenza dell'interpretazione più antica,
basata sopra un errore, ma rimasta tradizionale dal Bellori in
poi, Val. Massimo, Memorabilia, I. c.: « Magna conservandae
religionis etiam P. Cornelio et Baebio Tamphilo consulibus apud
. maiores nostros acta cura est, Si quidem in agro L. Petili
scribae sub Janiculo culterib... terram altius versanti bus, duabu.
arei. lapidei. reperti., quarum in altera Icriptura indicabat corpus Numae Pompili fuisse, in altera libri reconditi erant Latini
leptem de jure pontificum, totidemque Graeci de disciplina oapientiae, Latinos
magna
diligentia
adservandos curaverunt,
STEINMANN, Chiaro.curi in den Stanzen Raffael. « Zeitschrift fiir bild. Kunst ». Neue F olge X, 1899, pago 169. Però
non
51
tralta dei chiaroscuri dipinti sotto il Parnaso.
(20) « Dannatus Arius trahitur ad Constantinum, qui cavel
edicto ut eius scripta igne absumantur )l.
(21) Una tradizione conoociuta nel Cinquecento. Così il Ca·
stiglione, l'amico di Raffaello, cita il delto d'Alessandro che
Achille deve essere considerato fortunato sopratulto perchè
Omero ha cantato le sue gesta (V. PLATNER. l. c,).
(22) Vedi sopra e ENRICHETTA HERTZ in Strenna
Helbigiana (Lipsia. 1900), p. 128-131.
Scarica

G.J.Hoogewerff - Bollettino d`Arte