N° 3 SETTEMBRE - DICEMBRE 2013
Lo spirito e gli ideali
La Fondazione è costituita in memoria di Domenico Chiesa, su iniziativa degli eredi Antonio, Italo e Maria.
Domenico Chiesa, che nel 1951, oltre ad esserne promotore, aveva redatto la bozza di statuto del primo Panathlon
club, e che nel 1960 è stato tra i fondatori del Panathlon International, aveva espresso in vita il desiderio, pur tecnicamente non vincolante per gli eredi, di destinare una parte del suo patrimonio all'assegnazione periodica di premi ad
opere artistiche ispirate allo sport, oltre che ad iniziative e pubblicazioni culturali finalizzate ai medesimi obiettivi del
Panathlon.
Nella costituzione della Fondazione, accanto al cospicuo contributo degli eredi Chiesa, va ricordata la generosa partecipazione dell'intero movimento panathletico attraverso moltissimi club e l'intervento personale di molti panathleti,
riuscendo ad offrire alla Fondazione le condizioni necessarie per esordire nel mondo dell'arte visiva in modo prestigioso ed eclatante: l'istituzione di un premio realizzato in collaborazione con uno degli organismi più rilevanti a livello
mondiale, La Biennale di Venezia.
Domenico Chiesa Award
Il Consiglio Centrale del Panathlon International, in data 24 settembre 2004,
considerata la necessità d’incrementare il capitale della Fondazione ed onorare
la memoria di uno dei soci fondatori del Panathlon ed ispiratore della stessa,
nonché suo primo finanziatore, ha deliberato d’istituire il “Domenico Chiesa
Award” da assegnare, su proposta dei singoli club e sulla base di apposito
regolamento, ad uno o più panathleti o personalità non socie che hanno vissuto
lo spirito panathletico. In particolare, a coloro che si sono impegnati nell’affermazione
dell’ideale sportivo e che abbiano apportato un contributo eccezionalmente significativo:
Alla comprensione e promozione dei valori del Panathlon e della Fondazione
attraverso strumenti culturali ispirati allo sport
Al concetto di amicizia fra tutti i panathleti e quanti operano nella vita sportiva,
grazie anche alla assiduità e alla qualità della loro partecipazione alle attività
del Panathlon, per i soci, e per i non soci concetto di amicizia fra tutte le componenti
sportive, riconoscendo negli ideali panathletici un valore primario
nella formazione educativa dei giovani
Alla disponibilità al servizio, grazie all’attività prestata a favore del Club
ed alla generosità verso il Club o il mondo dello sport
Italo Chiesa - Venezia 20/10/2004
Amedeo Marelli - La Malpensa 19/09/2007
Mario Sogno - Biella 24/09/2011
Martino Pizzetti - Parma 15/12/2004
Fernando Petrone - Latina 10/12/2007
Mariuccia Vezzani Lombardini - Reggio Emilia 19/11/2011
Paolo Chiaruttini - Venezia 16/12/2004
Vittorio Adorni - Parma 16/01/2008
Bernardino Morsani - Rieti 25/11/2011
Dora De Biase - Foggia 18/04/2008
Roberto Ghiretti - Parma 15/12/2011
Bruno Battistella - Vittorio Veneto 27/05/2005
Fondazione Lanza - Udine Nord Tiepolo 1 17/12/2011
P.Luigi Ferdinandi - Latina 12/12/2005
Albino Rossi - Pavia 12/06/2008
Gelasio Mariotti - Valdarno Inferiore 19/02/2006
Giuseppe Zambon - Venezia 18/12/2008
Giuseppe Molteni - Varese 17/04/2012
Sergio Prando - Venezia 12/06/2006
Maurizio Clerici - Latina 15/12/2008
Enrico Prandi - Modena 11/12/2012
Yves Vanden Auweele - Brussel 30/11/2006
Silvio Valdameri - Crema 17/12/2008
Sergio Allegrini - Udine Nord Tiepolo 17/12/2012
Don Davide Larice - Udine Nord Tiepolo 17/12/2012
Massimo Zichi - Latina 11/12/2006
Enrico Ravasi - Varese 21/04/2009
Attilio Bravi - Bra 25/05/2009
Piccolo Gruppo Evolution Polisp.Orgnano A.D.
Viscardo Brunelli - Como 13/12/2006
Giampaolo Dallara - Parma 15/12/2006
Antonio Spallino - Como 30/05/2009
- Udine Nord Tiepolo 17/12/2012
Fabio Presca - Padova 03/03/2007
Gaio Camporesi - Forlì 21/11/2009
Maurizio Monego - Venezia il 31/10/2013
Henrique Nicolini - Sao Paulo il 31/10/2013
Giulio Giuliani - Brescia 19/06/2007
Mons. Carlo Mazza - Parma 15/12/2009
Mario Macalli - Crema 22/12/2009
Together Onlus - Nello Rega
Luciano Canavese - Crema 26/06/2007
Livio Berruti - Vercelli 19/11/2010
- Udine Nord Tiepolo il 30/11/2013
Avio Vailati Venturi - Crema 26/06/2007
Sergio Fabrizi - La Malpensa 19/09/2007
Gianni Marchiol - Udine Nord Tiepolo 11/12/2010
Enzo Cainero - Udine Nord Tiepolo il 30/11/2013
Cesare Vago - La Malpensa 19/09/2007
Mario Mangiarotti - Bergamo 16/12/2010
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quali auguri
Si fa presto a dire auguri.
Meno facile è selezionare quelli giusti, in un
momento in cui non ci si può permettere
molto e non ci si può illudere su nulla. Noi che
viviamo l’atmosfera dello sport potremmo
augurare a chi lo ama un orizzonte sereno,
sgombro dalle nubi del doping, dalle nebbie
delle scommesse, dal peso plumbeo del Dio
denaro come unità di misura dei valori in campo.
Potremmo augurare a tutti i bambini di incontrare genitori,
maestri e dirigenti consapevoli che “giocare allo sport” è un diritto/
dovere, non una graziosa concessione; non è un riempitivo per le ore
del pomeriggio o della domenica e nemmeno il libro delle favole di
chi sogna di scoprire in ogni bimbo il campione del secolo.
Potremmo augurare al calcio di perdere un po’ della sua
4 •50 anni dopo il “rossovolante”
di Maurizio Monego
6 •Mercificazione e globalizzazione
di Yves Vanden Auweele
8 •L’educazione fisica nella scuola
di Henrique Nicolini
10 •Fare e non comunicare è come
fare a metà di Giacomo Santini
14 •La gente vuole vivere lo sport
di Gerald Guskowski
16 •Assemblea Generale 2014 e
Rapallo Sport Festival
arroganza e di liberarsi dell’immagine violenta che gli conferiscono tifosi
non sportivi o sportivi falsamente tifosi. Ma potremmo anche augurare
ai professionisti del calcio di tornare umani, agganciando la realtà in cui
coltivano il proprio talento e accumulano le loro fortune.
Cioè la gente comune che va allo stadio acquistando il biglietto con gli
spiccioli rimasti per andare ad applaudire giocatori miliardari i quali,
spesso, li ricambiano con uno spettacolo privo di etica e correttezza.
22 •Distretto Italia e Special Olympics
Potremmo augurare alle federazioni sportive di riuscire ad
26 •F1 e calcio al cinema di Claudio Bertieri
implementare i propri palmares senza dimenticare che la loro prima
missione è contribuire a costruire una società migliore, favorendo
l’educazione dei giovani allo sport come modello per la vita.
Potremmo augurare alla scuola di trovare finalmente un rapporto
serio con lo sport non come semplice ora di ginnastica ma come
materia fondamentale per lo sviluppo fisico ed intellettuale degli
alunni.
Potremmo augurare al Brasile di riuscire a riemergere dalla
doppia sbornia dei Mondiali di calcio 2014 e delle Olimpiadi del 2016
senza compromettere i destini di chi vive nelle favelas.
Potremmo augurare molte altre cose ma basta condensare tutto
in un augurio globale al Panathlon affinché veda realizzate le sue
idealità che illuminano orizzonti pieni di tutto ciò che si è detto sopra.
La fantasia dei club con le loro iniziative e l’impegno dei dirigenti
degli organi di diversi livelli lo meritano.
Si è svolto in Ecuador il decimo Congresso Panamericano che ha
confermato la passione per il Panathlon di tutti i soci degli otto
distretti della zona “americana” .
Si sono tenute a Rapallo riunioni del Comitato dei Presidenti di
distretto e del Consiglio Internazionale per preparare i grandi eventi
dell’anno prossimo.
In maggio vi saranno il Congresso Internazionale e la cerimonia della
consegna del Flambeau d’or. In autunno celebreremo il decennale
della Carta di Gand.
Rapallo diventerà ancora di più la capitale del Panathlon.
E il Panathlon sarà sempre più crogiolo di valori e di idee per
alimentare il nostro sogno di inguaribili romantici di costruire un
mondo migliore, partendo dallo sport.
Giacomo Santini
Presidente Internazionale
23 •Lo Sport un farmaco per i
trapiantati? di Franco Cavaleri
24 •Gli ultimi Don Chisciotte con una
matita come lancia di Henrique Nicolini
28 •Sentinelle sul territorio
29 •Documento finale per il
Consiglio Internazionale
30 •Un percorso vita a L’Aquila
di Marcello Marrocco
31 •Addio a Rolly Marchi di Giacomo Santini
32 •ICES di Paul de Broe
33 •Lettere al Panathlon
34 •Attività dei Club
Foto di copertina:
A proposito di razzismo…
Mai come nel 2013 sui campi di calcio si
sono verificati episodi di razzismo.
Dai cori di tifosi contro Mario Balotelli ed
altri, colpevoli di avere la pelle nera, alle
aggressioni in campo ad opera di giocatori
miliardari i quali ritengono che nel loro
stratosferico ingaggio sia compreso il diritto
di dire negro di m... ad un avversario.
Ma un razzismo peggiore colpisce milioni di
bambini del terzo mondo ai quali è negato
l’accesso ad uno sport vero come strumento
di educazione psico-fisica e crescita civile.
Contro questo “non sport” il Panathlon
impegnerà tutte le sue forze.
Attualità
50 anni dopo il “Rossovolante”
Consegnati a Parigi i Premi Fair Play 2013 ad atleti e dirigenti
di Maurizio Monego
Il quartier generale dell’UNESCO ha aperto ancora una
volta le sue aule per ospitare la cerimonia di consegna
dei Premi Mondiali per il Fair Play. L’occasione questa
volta era un po’ speciale. Ricorre infatti, in questo 2013,
il 50° anniversario della fondazione del Comitato Internazionale per il Fair Play.
Il 5 Dicembre 1963 i rappresentanti di UNESCO (l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la
Scienza e la Cultura), AIPS (Association International de
la Presse Sportive), ICSPE (International Committee for
Sport and Phisical Education) e le quattro Federazioni
Internazionali di Calcio, Lotta, Pallacanestro, Rugby, riuniti al Cercle Interallié di Parigi costituirono il Comitato
internazionale provvisorio per l’Organizzazione dei
Trofei internazionali Pierre De Coubertin eleggendo il
Bureau e affidandone la presidenza a Jean Borotra.
La prima “uscita” di quel Comitato fu l’assegnazione
del trofeo a Eugenio Monti, il rosso volante, che con il
suo gesto permise a Tony Nash di aggiudicarsi l’alloro
olimpico nel bob a due ai Giochi Invernali di Innsbruck
1964.
A ricordare i fatti salienti della storia, ma soprattutto il
significato e il valore del Fair Play è stato l’attuale (dal
2000) Presidente del CIFP Jenő Kamuti, il quarto dopo
il basco Jean Borotra, il tedesco Willi Daume e l’ivoriano Louis Guirandou N’Diaye. La storia del CIFP, fatta di
personaggi illustri e di persone che nello sport hanno
saputo e sanno riconoscerne i valori, si intreccia con
quella del Panathlon International a partire dagli Anni
Settanta. Era il 1977 quando il Panathlon venne a conoscenza della “Dichiarazione universale di Fair Play” che
Jean Borotra aveva presentato come “Manifesto” alla
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pa n at h l o n i n t e r n at i o n a l
maison de l’Unesco. Il Panathlon Club di Santiago
(Cile), nato solo tre anni prima, fu il primo a cogliere
ed enunciare (fine ottobre 1977) la piena concordanza
tra i contenuti del Manifesto e le finalità del Panathlon,
raccomandandone al Consiglio Centrale (Presidente
Paolo Cappabianca) la pubblicazione nella Rivista ufficiale. Cosa che avvenne nel numero di gennaio 1978.
Un valore in pericolo
Nell’ampio dossier si legge il Manifesto nelle sue
articolazioni: presentazione-premessa, l’analisi della
nozione di Fair Play, un paragrafo sulle minacce gravanti sullo sport e sul fair play. Un ampio capitolo tratta
sulle responsabilità dei partecipanti, dei genitori, degli
educatori, delle organizzazioni sportive, di direttori
tecnici e allenatori, di medici e assistenti, degli arbitri,
dei poteri pubblici. Si parla anche della responsabilità
dei giornalisti e di quella degli spettatori. Si presentano
inoltre le azioni positive per una strategia di diffusione
del Fair Play e si citano i grandi esempi del Fair Play.
In appendice la storia e le opere del CIFP, per finire con
i 15 articoli dello statuto. Uno statuto che sarebbe stato
modificato nel 2006 con il determinante contributo di
Antonio Spallino, divenuto nel frattempo Vice Presidente del CIFP. “Nel maggio 1978 il tema del Fair Play
entra ufficialmente negli atti del Panathlon International, in occasione della chiusura dell’Assemblea dei
Presidenti dei 101 Club europei e americani riuniti a
Napoli”, scrive Antonio Spallino nell’ultima delle tre
edizioni che il P.I. ha pubblicato del Quaderno del Fair
Play. Jean Presset e Antonio Spallino hanno saputo
rappresentare autorevolmente nel tempo l’impegno
panathletico in seno al CIFP e sono molti i loro contributi in tal senso.
Da qualche anno chi scrive è entrato a far parte del
Consiglio del CIFP ed ha fattivamente collaborato alla
stesura del nuovo Manifesto (2011) ed ha prodotto la
versione italiana del Manuale d’applicazione, nato dalla
ricerca del prof. Albert Buisman (vedi nel sito del P.I. alla
voce Attività / Documenti (FP) Fair Play).
Recentemente un altro panathleta, molto impegnato
sul terreno del Fair Play, Philippe Housiaux, Presidente
del Club Wallonie-Bruxelles, è entrato a far parte del
Consiglio CIFP e attua azioni molto importanti nel
Belgio francofono.
Simbolo di civiltà
La storia continua e cresce la necessità di adoperarsi
per la diffusione del Fair Play e dell’educazione sportiva
in generale. A sottolinearlo, nella circostanza della ceri
3 - 2013
monia di consegna dei Trofei mondiali, è stata Madame
Katalin Bogyay, Presidente in carica della Conferenza
Generale dell’UNESCO, che i panathleti presenti a Siracusa nel 2012 ricordano per il suo intervento all’ultimo
Congresso Internazionale del P.I.
Nel suo indirizzo di saluto la Presidente ha messo in
evidenza l’importanza del Fair Play e dell’educazione
sportiva come cardini della pacifica convivenza e della
comprensione fra i popoli e le culture, ricordando il
lavoro sinergico che l’Organizzazione svolge con le
associazioni che operano in campo sportivo-culturale e
l’impegno che negli ultimi anni l’UNESCO sta mettendo
nella lotta al doping.
I “laureati” di questa edizione (si riferisce all’anno 2012)
sono di esemplare levatura per gesti, carriere e attività
di promozione. Jochen Wollmert, tedesco, medaglia
d’oro nel Tennis tavolo ai Giochi Paralimpici di Londra
ha ottenuto il Trofeo “Pierre de Coubertin” per aver
fatto rettificare in due occasioni, in incontri diversi, le
decisioni arbitrali a lui favorevoli. Il Trofeo “Willi Daume” per la promozione è andato al portoghese Carlos
Gonçalves per l’attività ventennale svolta come fondatore e massimo dirigente del Movimento Europeo per
il Fair Play. Sebastian Coe, a cui è andato il Trofeo “Jean
Borotra”, ha commentato il filmato della sua carriera
sportiva e raccontato della sua ultima sfida vinta: l’organizzazione dei Giochi olimpici e Paralimpici di Londra 2012. A consegnargli il premio sono stati Madame
Bogyay e Philip Craven, Presidente CIP e membro del
Consiglio CIFP.
Nelle foto alcune fasi della premiazione con Lord Sebastian Coe, Sir Philip Craven,
Erdogan Aripinar, Renata Soliani
La medaglia
al rivale morto
In una edizione, che per motivi organizzativi, non
aveva radunato i vincitori dei diplomi d’onore, una
eccezione è stata fatta per l’oro olimpico di Londra e
recordam mondiale dei 200 rana, l’ungherese Dániel
Gyrta che dopo la vittoria aveva annunciato che una
copia della medaglia sarebbe andato a consegnarla
personalmente alla famiglia del suo amico rivale norvegese Alexandre Dale Oen, morto in aprile per infarto.
Cosa che è avvenuta con grande risalto nel corso di
una cerimonia pubblica svoltasi in Norvegia.
“Arbitro,
sono stato io!!
I diplomi d’onore sono stati affidati ai Consiglieri del
CIFP per essere consegnati nelle mani dei premiati
dei rispettivi Paesi. Maurizio Monego ha consegnato
il diploma a Fabio De Giacco, calciatore candidato dal
Club di Como, per aver segnalato all’arbitro di essere
lui ad aver toccato il pallone con la mano e non il suo
avversario e di non aver quindi diritto a ricevere un
rigore a favore. Un secondo diploma sarà consegnato
a Bassano del Grappa a Pietro Cappellari, allenatore di
Atletica Leggera, per l’esemplare carriera di educatore,
prima che di tecnico, ispirata al fair play.
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5
Cultura
mercificazione
e globalizzazione
La dimensione etica dell’impegno sportivo e la sua funzione formativa
di Yves Vanden Auweele*
Molti dei problemi degli sport moderni possono essere
ricondotti a livello economico. Tuttavia questi fattori
economici non avrebbero potuto avere un tale impatto se non fossero stati confrontati con fattori sportivi
intrinseci e recettivi.
La ricerca dell’eccellenza per ottenere buoni risultati
e per vincere sono gli impulsi sportivi che producono
l’autostima, l’onore, il prestigio e il potere che sono le
motivazioni più importanti per coinvolgere nello sport
tutti i partecipanti del settore sportivo.
Queste motivazioni sono le forze motrici dietro a tutta
la pratica sportiva, le ragioni per cui lo sport attrae la
gente. Esse costituiscono le caratteristiche principali dello sport e devono essere considerate come gli
elementi funzionali che possono produrre gli effetti
positivi attribuiti allo sport se non indeboliti da cause
sportive esterne.
Egocentrismo nello sport
È inerente allo sport porre al centro se stessi, dedicarsi
agli interessi delle squadre, al fine di battere l’avversario. Un gioco o una competizione perde la sua essenza
quando una delle parti coinvolte rifiuta di vincere o di
sconfiggere l’avversario.
L’egocentrismo è consentito nello sport o è sempre più
presupposto.
Tuttavia l’egocentrismo nello sport non è l’individualismo a ruota libera. È legittimo solo nella misura in cui
viene visualizzato all’interno di una struttura e di regole
rigide che vengono stabilite di comune accordo.
Queste ultime includono i confini spaziali e temporali
e pertanto forniscono una dimensione etica. Durante il
gioco garantiscono le condizioni di equità; proteggono
contro gli infortuni e stabiliscono adeguate sanzioni
per aver infranto le regole. Dopo la partita tutti i giocatori, vincitori e vinti ritornano alla vita normale.
Rispettare i limiti
I problemi sorgono solo quando si attraversano questi
confini.
Questo è il caso in cui le strategie specifiche di gioco
e le tattiche sono utilizzate senza tali restrizioni o al di
fuori del contesto di gioco, vale a dire al di fuori del terreno di gioco, tra tifosi o dirigenti dei club partecipanti.
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Questo è anche il caso in cui lo sport diventa lavoro e
le organizzazioni sportive sono orientate al profitto,
quando alti stipendi e bonus sono pagati agli atleti
agli allenatori e ai dirigenti e flussi ingenti di denaro
sono legati alla vittoria, battendo i record e quindi alla
competizione in sé.
Per controllare o almeno per ridurre l’incertezza della
competizione e la relativa incertezza del loro reddito,
atleti, allenatori e dirigenti sono pronti a usare tattiche
di gioco al di fuori del contesto di gioco.
Sia i filosofi che gli psicologi hanno riferito la evidenza
logica ed empirica per un collegamento tra egocentrismo sfrenato e il comportamento non etico. Gli atleti
percepiscono i loro avversari come ostacoli semplici
che devono essere superati per raggiungere il loro
obiettivo.
Questa percezione è credibile per fornire a loro una
giustificazione per un comportamento non etico. Gli
arbitri, gli allenatori, gli atleti possono essere corrotti,
gli atleti sono messi sotto pressione per giocare in
modo più aggressivo.
Il romeno Marl an D ragul escu al vol teggi o durante i mondi al i di gi nnasti ca a Tokyo.
(KAZU HIRO NOGI/AFP/Getty Images)
3 - 2013
Implicazioni etiche di acquisizione di potere, di onore,
di prestigio e di autostima attraverso lo sport. Accanto
agli sponsor e ai media che vogliono un ritorno in
termini di pubblicità di prodotti o un aumento degli
ascolti, anche altri attori hanno interesse per buoni
risultati sportivi e per offrire grandi eventi sportivi,
anche se in parte per altri motivi (potere, prestigio) più
che per soldi.
I politici sanno che, nonostante una crescente consapevolezza delle aberrazioni, lo sport attira ancora le
masse. I politici non possono permettersi di trascurare i
bisogni e le aspirazioni fondamentali delle persone ed
investono considerevolmente nello sport.
Peso eccessivo del tifo
Essi si aspettano soprattutto come ritorno per i loro
investimenti una buona impressione per i loro cittadini
e un maggiore prestigio per il loro paese. Il lato squallido è che per quanto concerne l’offerta di mega eventi,
alcune nazioni sono pronte a sacrifici di vasta portata,
al fine sia di introdurre mega eventi sia di organizzarli.
Essi sono disposti a impegnarsi in accordi privati con le
Organizzazioni sportive globali. Essi sono anche disposti a subire sacrifici finanziari (ad esempio, il servilismo
del Sud Africa, Brasile, Russia), con le rigorose normative e le aspettative sulla costruzione degli stadi, vantaggi commerciali e sacrifici, in quanto sono interessati ai
diritti umani e dei bambini (vedi relazioni sulle drammatiche circostanze del trasferimento di persone a
Pechino, Città del Capo, Rio de Janeiro). Un altro vincolo o minaccia per l’integrità dello sport è che in alcune
nazioni che lottano per la costruzione della nazione, lo
sforzo di unire tutte le parti della società si trasforma
in una passione di estremo patriottismo per mostrare
attraverso il numero di medaglie il proprio potere ai
paesi vicini.
I tifosi e i sostenitori in quanto consumatori di sport ora
hanno più influenza di qualche decennio fa, non solo
incoraggiano, tifano, condannano, chiamano nomi,
chiedono la rimozione di giocatori, allenatori, arbitri,
dirigenti ecc.
Lo sport può essere descritto come un processo di
auto-ingrandimento da cui un ‘io’ diventa un ‘noi’.
Ciò significa che le azioni, i significati e i valori che gli
sport stimolano sono comuni, tra cui la comprensione
reciproca e il riconoscimento pubblico del carattere
condiviso.
Questo è il caso per gli stessi atleti, ma anche per gli
spettatori, i tifosi e i sostenitori che esprimono le loro
emozioni e passioni e che sono più che disposti a
discutere tra di loro su ciò che hanno visto in campo.
Si schierano a fianco delle loro stelle per condividere
sia la gloria che i benefici del successo, ma anche nella
frustrazione e nella delusione della sconfitta.
Vantaggi legali e no
La passione dell'atleta di esplorare il suo fisico (Citius,
altius, fortius) e i limiti mentali (elasticità, tenacità)
corre parallela alla passione degli scienziati di esplorare
e testare le frontiere tecnologiche e scientifiche.
Il perseguimento del progresso, del miglioramento e
dei record è sempre stata la forza trainante dietro la
ricerca dei vantaggi legali come anche illegali nello
sport.
La tecnologia e la scienza cercano di migliorare le attrezzature, l’abbigliamento, gli attrezzi (bicicletta, asta,
tuta per il nuoto, ecc.), così come il corpo dell'atleta
(alimentazione, farmaci, cabine di pressione, ecc.).
Anche se queste innovazioni hanno portato innegabilmente a uno sport più sano e corretto, c'è un inconveniente di troppo. Per alcuni scienziati lo sport è un
banco di prova ideale e gli atleti sono soggetti ricettivi
per testare i dispositivi sperimentali e i prodotti (vedi le
recenti rivelazioni di doping).
Per concludere, tanto più gli attori esterni ed influenti
hanno (auto) interesse (non solo denaro, ma anche
il potere e la gloria) a vincere e a preparare bene gli
atleti, tanto più i valori positivi come la lealtà, l’autocontrollo e il rispetto sono sotto pressione e tanto più il
patriottismo, il prestigio, la durezza e la rivalità esagerata vengono alla ribalta.
*KU Leuven, Belgio
Psicologo dello sport
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7
Sport e Didattica
L’Educazione fisica
nella scuola
Tra una febbrile attività, in una fase di ampia occupazione e con l’agenda già programmata, ho completato
gli 87 anni (nella prima settimana dell’aprile passato).
Ho ricevuto molti auguri da parenti e amici, in forma di
abbracci, e-mail, telefonate, ma nessuno mi ha commosso come il ricordo di un mio ex studente, C.K., da
Israele.
In questi miei quasi nove decenni, ho raccolto bei
ricordi dalla mia vita diversificata, essendo giornalista,
professore di filosofia, insegnante di educazione fisica,
scrittore ed organizzatore di eventi. Ho avvertito le
emozioni per l’apertura di quattro Olimpiadi. Credo di
aver avuto successo in tutti i segmenti a cui mi sono
dedicato, perché ne ho sempre ricavato dei riconoscimenti. Una delle più grandi emozioni della mia vita,
però, l’ho avuta quale insegnante di educazione fisica.
Negli anni ‘60, in Brasile, l’istruzione pubblica era
infinitamente migliore di quella impartita nelle scuole
private. Con l’esame di ammissione, gli studenti che
uscivano dalla scuola primaria lottavano per ottenere
un posto nelle principali scuole pubbliche. Era un vero
e proprio esame di accesso, principalmente per conquistare un posto alla “Fernão Dias di Pinheiros*”,
di Henrique Nicolini
“Firmino de Proenca della Mooca*”, in “Anhanguera di
Lapa*” o “Macedo Soares di Barra Funda*”.
Il giorno della prova di ammissione alla “Macedo
Soares”, dove ero insegnante di educazione fisica, si
è presentato per concorrere all’ingresso nella scuola
il giovane C.K. Soffriva di idrocefalia, aveva una testa
enorme, camminava male e saliva affaticato i venti
scalini che separavano il cortile dall’aula degli esami.
Dicevano che aveva scelto quell’istituto perché era
stato discriminato nelle scuole ebraiche (era israeliano)
dove aveva frequentato l’istruzione primaria.
Superò l’esame e, subito dopo, iniziò a frequentare le
lezioni. In quel tempo gli studenti dovevano superare
gli esami biometrici ed alcuni erano dispensati dalle
lezioni di educazione fisica in virtù di certificati medici.
Quando misurai il peso e l’altezza di C.K., gli altri studenti si aspettavano ovviamente che il ragazzo fosse
dispensato.
Quando esaminai C. K. (nonostante a malapena
restasse in piedi) dissi: “Non sarai dispensato e farai
educazione fisica!” I colleghi, stupiti, furono testimoni
di quell’atto inusuale.
*quartieri di San Paolo
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pa n at h l o n i n t e r n at i o n a l
3 - 2013
Considerato uguale agli altri studenti, in breve C.K. fece
i movimenti di ginnastica con le braccia, accompagnandoli con il corpo. Era felice di essere stato considerato normale, nonostante la diversità sorprendente della sua figura. Due mesi più tardi, marciava con il passo
giusto con tutta la classe, un altro importante segno di
integrazione.
Dopo due anni, anche se maldestro, partecipava
come difensore al campionato di pallavolo interno alla
scuola, un impegno dal quale nessuno studente era
esonerato.
C.K. è stato un buon allievo e ha completato il corso
con buoni voti. Superò l’esame di ammissione alla
Facoltà di Medicina di Sorocaba, dove si è poi laureato
brillantemente.
Ho ricevuto prove di gratitudine da C.K. e dalla sua
famiglia; sono forse le più grandi emozioni che ho
provato tra le esperienze della mia vita. Alla cerimonia della laurea, tra i pochissimi inviti che C.K. aveva a
disposizione per la famiglia e gli amici, due sono stati
riservati a me e a mia moglie.
Nella festa della laurea, C.K. camminava con facilità,
sorridente, pienamente integrato e felice. Fu anche
corteggiato da alcune ragazze che vedevano in lui un
futuro luminoso. Infatti diventò nefrologo e, subito
dopo, seguendo la religione ebraica, andò in Israele,
portando con sé come moglie una bella infermiera
brasiliana.
Circa dieci anni fa, ho incontrato un altro studente
dell’Università di Macedo di quel tempo, anche lui
ebreo, che mi disse: “Mia mamma è amica della mamma di C. K.. Lei dice che, anche oggi, prega ogni notte
per voi in segno di ringraziamento per la trasformazione di suo figlio!”
Nessun momento della mia vita è stato tanto incisivo
come questo. Nessuno dei quattro Giochi Olimpici a
cui ho partecipato o dei 30 São Silvestres (la maratona di fine anno a San Paolo), cui ho contribuito come
organizzatore, mi ha toccato a tal punto.
Quando ho ricevuto, ai primi di aprile, una chiamata da
Israele per gli auguri di compleanno ho capito quale sia
il significato dell’educazione fisica e dello sport per la
vita umana.
Chiedo scusa al lettore per aver parlato di me. Sicuramente non sono io l’oggetto di questa cronaca. Il tema
centrale e fondamentale è infatti l’importanza dell’educazione fisica quando è intesa seriamente nelle scuole
del Brasile.
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Bilanci e Prospettive nei Distretti Americani
“Fare e non comunicare
è come fare a metà”
Introduzione del Presidente Giacomo Santini al X Congresso di Guayaquil
L’affermazione del titolo è ancora più attuale oggi nella
società dell’informazione nella quale viviamo. Ogni
nostra iniziativa, ogni momento della nostra giornata
sono sottoposte al bombardamento dei sistemi di
comunicazione che si affinano continuamente.
“La comunicazione per la diffusione dei valori dello
sport” è il tema affidatomi per aprire il congresso panamericano a Guayaquil.
Anche il mondo dello sport è soggetto a questa regola
per la trasmissione dei suoi valori di fondo e delle sue
dinamiche.
Le nuove tecnologie, soprattutto quelle elettroniche,
consentono oggi di vivere le manifestazioni sportive
con una penetrazione totale ed una rappresentazione
capace di fare scendere nei dettagli tecnici più difficili
anche lo sportivo seduto, quello che pratica lo sport
più diffuso nel mondo: l’uso del telecomando.
La televisione ci aiuta a vivere le competizioni di atletica leggera con una partecipazione quasi fisica: accanto
agli atleti, al momento della partenza, fianco a fianco
durante le corse o i salti.
Lo stesso vale per gli sport di squadra nei quali le telecamere vanno a cogliere ogni passaggio, ogni gesto
sportivo o ogni errore con un realismo impressionante.
Ci sono poi i giornali elettronici ed i networks che in
tempo reale consentono anche al dilettante dell’informazione di essere parte di questo sistema di comunicazione senza confini.
Il settore dell’informazione più penalizzato è quello
tradizionale della carta stampata che viene esclusa da
ogni crisma di attualità perché anticipata dall’informazione elettronica e deve ridursi a commentare più che
a raccontare, a fare interviste a ruote ferme e a dover
andare a scavare nei dettagli in cerca di qualche cosa di
nuovo.
Questa rivoluzione tecnologica ha costretto anche il Panathlon ad adeguarsi nel suo impegno di informare e
formare i giovani, attraverso i sistemi di comunicazione.
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pa n at h l o n i n t e r n at i o n a l
La descrizione e l’esaltazione dei valori che il nostro
movimento sostiene deve avvenire con le stesse modalità con cui passa la comunicazione generale nella
società, soprattutto tra i giovani.
Questo impegno fa parte del mio programma di
presidente internazionale del Panathlon fin dal primo
giorno.
Io sono un giornalista di professione ed ho lavorato per
più di trent’anni come radio telecronista sportivo nella
emittente italiana della RAI-TV.
Non potevo quindi non portare un contributo in questa direzione al nuovo corso che si apre nel Panathlon
ad ogni cambio di presidenza.
Ho subito implementato il sistema informativo del
Consiglio Internazionale, mettendo nuovo personale
al settore della comunicazione. Ho subito accentuato
la spinta verso le nuove tecnologie puntando molto
sulle news elettroniche e sulle e-mail quotidiane come
strumento informativo e di scambio di esperienze tra
tutti i livelli del Panathlon.
Non abbiamo abbandonato l’impegno a favore della nostra tradizionale rivista stampata che esce ogni
tre mesi con il contributo dei club di tutto il mondo.
Questo strumento è sempre attuale, in particolare per
i soci che non dispongo di strumentazioni elettroniche
ma hanno diritto di essere tenuti al corrente della vita
panathletica.
Il denaro non è un valore
La comunicazione per il Panathlon ha un valore fondamentale per poter esercitare il suo ruolo di indirizzo
verso i giovani.
Le fonti ufficiali di informazione bombardano i giovani
con la rappresentazione dello sport attraverso caratteri
discutibili.
Basti pensare ai toni spesso violenti con cui viene
rappresentato lo sport più popolare, il calcio. Oppure
all’esaltazione del denaro come strumento di crescita
3 - 2013
e valorizzazione dell’impegno sportivo, al di sopra di
qualsiasi valore morale.
Il Panathlon deve correre ai ripari mettendo in linea la
sua informazione per rimettere in ordine i valori fondamentali per l’educazione dei giovani attraverso l’attività
sportiva corretta.
Quindi rifiuto di ogni pratica disonesta come il mercato
delle scommesse e l’uso di sostanze doping.
Ci vogliono quindi strumenti tecnologici per essere
competitivi sul mercato dell’informazione e ci vogliono anche professionisti validi e preparati per essere
all’altezza degli altri comunicatori di notizie distorte o
di valori deformati.
In un mondo dello sport in cui sembra prevalere il
materialismo mercenario sull’impegno morale e disinteressato occorre alzare i toni per essere ascoltati. Non
è facile sostenere il nostro impegno per il fair play, la
correttezza sportiva a tutti i costi, la lealtà nei rapporti
con gli avversari, la generosità verso chi perde ed il
rifiuto di ogni esaltazione verso chi vince.
Se sapremo attrezzarci per comunicare tutto questo
nello sport moderno, potremo mantenere il nostro
ruolo di sentinelle dei valori fondamentali, indicato dai
nostri fondatori e difeso in tutto il mondo panathletico
da migliaia di soci.
Noi vogliamo che lo sport sia la metafora della vita con
la sua rappresentazione positiva anche dei momenti di
competizione. Se i giovani impareranno a confrontarsi
sui campi dello sport, saranno capaci poi di continuare
a lottare lealmente anche nei momenti più difficili
della vita.
Non ci interessano i campioni
Non è nostro compito costruire o esaltare campioni. Il
Panathlon intende essere il sostegno ed il riferimento
per tutti i giovani.
Il nostro traguardo non è la vittoria ma la gioia di poter
aiutare tutti a partecipare con pari opportunità per la
costruzione di una società migliore.
Se riusciremo a educare delle generazioni di sportivi
sani e onesti, sicuramente tra questi vi saranno anche i
futuri dirigenti che aiuteranno altri giovani a raggiungere lo stesso risultato.
Questi giovani sapranno trasferire i valori acquisiti nello
sport, nella loro vita personale e nel loro futuro.
Se non avremo costruito dei campioni, avremo formato
dei cittadini onesti.
Questa è una vittoria che vale più di un campionato del
mondo.
DICHIARAZIONE DEL CONSIGLIO DEI PRESIDENTI
DI DISTRETTI E CLUB D’AMERICA
I Presidenti di distretti e Club d’America, riuniti nella città di Guayaquil, Ecuador, il 20 settembre 2013,
dichiarano di:
1. Esprimere la loro gratitudine a Juan Carlos Faidutti
Estrada, Presidente del Distretto Ecuador, e alle Auto rità ufficiali che lo hanno sostenuto, per le speciali at tenzioni rivolte ai partecipanti di questo Consiglio;
2. Riconoscere l’attento impegno della Dichiarazione di
Monterrey, rivolta all’obesità e allo stile di vita seden tario, con lo scopo di programmare attività specifi che che collaborino per la sua eliminazione, così
come l‘impegno per gli sforzi di espansione;
3. Dare risalto alla proposta contenuta nel messaggio
del Membro Onorario del P.I., Henrique Nicolini, indi rizzata ai Panathleti d’America, esortandoci a lavorare
seriamente per l’espansione istituzionale, un compito
che si qualifica come “una questione di sopravvivenza”;
4. Riconoscere lo sforzo del P. I. per soddisfare le esi genze dei panathleti di lingua spagnola stabilendo la
pubblicazione della rivista in tale lingua nel sito web
e aumentando la corrispondenza interna;
5.Applaudire i miglioramenti tecnici che si stanno
introducendo nel sito web, ed insistere per la pub blicazione della rivista grafica e stampata in lingua
spagnola, chiedendo al P. I. un suo generoso impe gno a farlo, in risposta ai lavori di espansione;
6. Congratularsi per la gradita presenza dei Rappresen tanti dei Club di Asuncion, Buenos Aires, Santiago del
Cile, Valparaíso che hanno contribuito con i loro pa reri allo sviluppo del Consiglio, così come per l’onore vole presenza delle più alte autorità del P. I. capeg giate dal loro Presidente Giacomo Santini;
7. Riflettere sulla necessità di lavorare per una migliore
organizzazione strutturale dei club in ogni Distretto,
sempre che ciò sia necessario.
8.Cercare di promuovere, sotto la propria responsabi lità, la pubblicazione tempestiva delle informazioni e
delle azioni del Distretto e dei Club nel sito Panath lon, preferibilmente con l’adozione di un referente
per internet.
Dr Juan Carlos Faidutti; Giacomo Santini;
Sebastiao Correa; German Yepez.
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Panathlon Temi Sociali
Il futuro dei Giovani
tra opportunità e fortuna
Le prospettive di sviluppo civile e sociale delle nuove generazioni
di Luigi Cinaglia
Negli spazi congressuali del “Centro Incontri”, sede
istituzionale della Regione Piemonte, si è svolto il
Convegno delle Associazioni Lions, Rotary, Soroptimist,
Zonta e Panathlon di Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta,
organizzato dalla Commissione di Coordinamento
Interassociazioni presieduta da Luigi Stefani.
L’attività si inserisce in un percorso comune, duraturo
nel tempo, che le diverse entità hanno voluto condividere sulla base della “Proclamazione” sottoscritta nel
1997 dai due Presidenti Internazionali
Rotary e Lions (Giay e Soliva). In tale contesto, l’iniziativa, sorta nell’ambito del Centro Studi Lions 108Ia1, si
è concretizzata con un “Protocollo di Partnership” (approvato dai Governatori e Presidenti protempore nel
maggio 2000) seguito nell’anno successivo (7 novembre 2001) dal relativo “Regolamento di Applicazione”.
In sostanza, erano state gettate le basi per svolgere sul
territorio un evento comune annuale, avvalendosi della
“Commissione di Coordinamento Interassociazioni”
permanente, all’uopo istituita.
Il miraggio di una vita normale
Con la “Proclamazione di Partnership” nel 2011 e
l’adesione al Protocollo di due Distretti Lions (108 Ia2 e
Ia3) e dell’Area 3 di Panathlon nel 2012, il numero degli
aderenti all’iniziativa ha raggiunto circa le 15.000 unità,
coprendo di fatto le tre regioni amministrate. A buon
diritto si può affermare che l’iniziativa è diventata un
vero e proprio progetto, che sta suscitando grande interesse in aree contermini e pure a livello nazionale (se
ne è parlato nel corso del recente Congresso nazionale
Lions di Taormina). A conferma di ciò, va considerata
l’adesione al Progetto dell’Area 4 di Panathlon Liguria
con la firma all’Addendum 4 al protocollo d’Intesa da
parte del Governatore Giorgio Costa.
Sensibilizzare l’autorità pubblica sulle problematiche
che sottendono il legame tra i giovani e la reale situazione socio-politico-economica è un tema non solo di
piena attualità, ma di vitale importanza per il futuro
del nostro Paese, poiché rivolge la propria attenzione
al mondo dei giovani, una generazione travolta dalla
crisi, che vede il lavoro, la casa e la stabilità come un
miraggio.
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pa n at h l o n i n t e r n at i o n a l
Il Centro Incontri Regione Piemonte si è rivelato pienamente rispondente ad accogliere un nutrito pubblico
interessato ad ascoltare i numerosi oratori, moderati
dal Presidente dell’Ordine dei Giornalisti del Piemonte,
Prof. Alberto Sinigaglia, le cui sintesi delle relazioni
saranno inserite negli Atti del Convegno di prossima
pubblicazione.
Introdotti da brevi indirizzi di saluto dei Governatori
dei Distretti Rotary e Lions (Antonio Bobbio, Antonio
Strumia e Nadia Biancato), dal Presidente Internazionale del Panathlon Giacomo Santini e dalla Presidente del
Soroptimist Club Torino, Alessandra Fissore, nonché,
a nome delle Forze Armate, del Generale Alessandro
Montuori, i lavori del convegno sono stati aperti dal
coordinatore Luigi Stefani, già Segretario Generale
della Difesa.
Quali relatori hanno partecipato il prof. Francesco
Profumo, già Ministro della Pubblica Istruzione; il prof.
Gianmaria Ajani, Rettore dell’Università di Torino; l’avv.
Licia Mattioli, Presidente Unione Industriali di Torino;
il prof. Claudio Forti, Docente dell’Istituto Alberghiero
Colombatto di Torino e il dott. Marcello Maggio, in rappresentanza della dott.ssa Giovanna Ventura, Segretaria Generale CISL Piemonte.
Particolarmente significativi sono apparsi gli interventi
di tre giovani, Carmela Gaito, Sylvie Martinet e Matteo
Clava, che, con le loro concrete testimonianze, frutto
della propria esperienza di vita, hanno bene evidenziato la precaria situazione generale del mondo giovanile,
avanzando contestualmente consigli volti ad individuare le azioni da intraprendere nello specifico settore.
Dalle approfondite relazioni e dagli interventi sono
emersi aspetti salienti circa la vastità del problema e le
reali difficoltà per risolverlo in tempi brevi.
Vale più il capitale umano
E’ sostanzialmente ciò che è stato evidenziato a chiusura del convegno da parte di Luigi Stefani che, nel sintetizzare i vari passaggi, ha ritenuto opportuno precisare
che ogni intervento che si vorrà e/o potrà attuare per
cercare di risolvere in qualche modo una situazione negativa consolidatasi nel tempo, dovrà necessariamente
tener presente che:
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Prima di chiudere il convegno, Stefani ha messo in luce
che “anche noi, Associazioni di Servizio, non possiamo
esimerci dal diventare parte attiva e propositiva. In
realtà, tra i nostri Associati contiamo professionisti,
• è prioritario riattivare motivazioni, energie ed intelli- imprenditori, formatori che potrebbero offrire la loro
esperienza organizzando e gestendo corsi di formazio genza dei giovani per metterli al servizio di un mo
dello di sviluppo che li veda protagonisti e non sem- ne a livello liceo/università, stages, consulenze per la
stesura di budget plans, premi, finanziamenti dedicati
plici comparse;
ai giovani che presentano progetti innovativi.
• il sistema scolastico impegna solo una piccola parte Tutto questo richiederebbe un impegno soprattutto a
del PIL e, a volte, è male investito;
livello di tempo con costi ridotti, ma ci consentirebbe
di intervenire attivamente sullo sviluppo e la crescita
• il tasso di investimenti in attività di ricerca è molto
del nostro Paese.
basso, circa il 50% in meno rispetto alla media
europea.
E’ una idea da approfondire, valutare ed attuare, se
• una società cresce e prospera solo se investe sulle
nuove generazioni;
• il capitale umano è la più importante risorsa delle
economie avanzate;
fattibile, nel breve termine.”
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Intervista
Tutti i giovani hanno diritto al loro sviluppo psicofisico
anche nelle periferie più povere del mondo
La gente vuole vivere lo sport
Intervista a Gerald Guskowski esponente del Giz (Gesellschaft für Internationale Zusammenarbeit) in Sud Africa nel
quadro del "Programma di Sviluppo per i Giovani attraverso il Calcio ", iniziativa che utilizza questo sport come strumento per superare le discriminazioni, migliorare la salute, combattere le malattie, promuovere la parità di genere,
schierarsi contro la violenza e a favore della sostenibilità ambientale.
Lo sport come può essere incorporato in iniziative
di cooperazione allo sviluppo, così da contribuire a
ridurre i problemi sociali ed economici ?
Guskowski - Lo sport può contribuire al raggiungimento di diversi obiettivi di sviluppo.
Per citarne solo alcuni:
-Lo sport può svolgere un ruolo importante nella for mazione. Ragazze e ragazzi dovrebbero avere accesso allo sport a scuola, in programmi di dopo-scuola, nonché a programmi di sport out-of-school. È op portuno garantire che un programma sportivo sia di
qualità e in grado di migliorare l’acquisizione di
diverse abilità di esistenza.
I governi dovrebbero assicurare la sostenibilità di
questi programmi e essere consapevoli della ne cessità di attuare programmi di qualità, il che signifi ca affidarsi a allenatori e insegnanti qualificati.
- In secondo luogo, movimento e sport possono so stenere la prevenzione delle malattie in virtù di stili
di vita sani (escludendo pertanto in questo caso lo
sport di alta prestazione). Lo sport può essere egual mente utilizzato per perseguire obiettivi di sviluppo
nel settore sanitario.
- In molti paesi i giovani abbandonano la scuola senza
alcuna reale prospettiva occupazionale. Questi gio vani costituiscono un gruppo che può essere
facilmente attratto da criminalità, violenza, abuso di
droghe. Costituiscono di fatto un rischio per la società.
È necessario dunque coinvolgere i giovani nello
sport e offrire loro attività significative. Possono così
imparare un mestiere e guadagnare il rispetto della
società, lavorando, per esempio, come allenatori dei
bambini più piccoli e affidando loro delle responsabilità.
- Non va dimenticato che lo sport è parte della società
civile. Il supporto di strutture sportive è per conse guenza un sostegno allo sviluppo di una società più
forte. Questo fatto, a sua volta, è parte di programmi
di buona governance nella cooperazione allo sviluppo.
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- Finora solo pochi esempi di grandi eventi sportivi
hanno raggiunto la sostenibilità, al di là dell’hosting
della manifestazione stessa. Sostenibilità verde, so ciale, politica economica sono temi della coopera zione allo sviluppo.
Come può essere utilizzato lo sport in particolare nelle aree di crisi? E quali competenze sono necessarie
per lavorare in ambienti post-disastro?
Guskowski - Lo sport può creare uno spazio neutro
per incontri in aree di crisi e sconvolte da sommosse
politiche. E ‘ in grado di sollecitare il superamento
delle differenze sociali, culturali, religiose. Lo sport è
importante in questi settori per distrarre le persone,
in particolare i bambini, da esperienze negative, per
fornire loro un pezzo di “ normalità”, per aiutarli a
superare traumi e fornire nuove prospettive. Nelle aree
di crisi sono necessari esperti nel campo della gestione della stessa e nella costruzione della pace. Nello
stesso tempo, sono necessarie altre figure consapevoli
dell’impatto eccezionale che può venire dallo sport e
dall’attività fisica per bambini e giovani adulti. L’ obiettivo è quello di collegare questi due temi in un unico
progetto per migliorare al massimo il lavoro in contesti
post-disastro.
Come può lo sport contribuire ai processi di empowerment?
Guskowski - Stabilito che le persone hanno il diritto
di partecipare allo sport, l’obiettivo è di fornire tale
accesso a tutti. In particolare esso dovrebbe essere
attuato a favore delle donne, dei bambini svantaggiati,
delle persone con disabilità. Lo sport può quindi dare a
tali persone la possibilità di imparare e diventare parte
della società. Questo fatto, a sua volta, permette l’empowerment, che può portare al successo in altri settori
della vita.
Qual è la situazione attuale del movimento “Lo Sport
per lo Sviluppo e la Pace”? Come pensi che si svilupperà? Quali sono i suoi limiti e le potenzialità?
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Guskowski - Da un lato, vi è ancora una mancanza di
metodologia: qual è lo sport scolastico di buona qualità? Come possiamo sfruttare al massimo gli incontri
sportivi per la prevenzione della violenza o lo sviluppo
della pace? Come possiamo fornire sport per le ragazze
di una società fortemente religiosa? Come possiamo
sostenere lo sviluppo delle strutture della società civile
nello sport (andando perciò oltre le federazioni nazionali)? Dobbiamo poi evitare gli stereotipi: lo sport non
è buono di per sé. Un allenatore non qualificato può favorire lo sviluppo di valori negativi. Dobbiamo dunque
identificare i fattori positivi e sostenerli. A questo punto, la ricerca scientifica acquista un ruolo importante.
luppo può collaborare con federazioni, club sportivi, le
ONG, il settore privato e, ultimo ma non meno importante, i governi, così da poter attivare, con soluzioni
innovative, programmi di sviluppo con una moltitudine di soggetti interessati. A sua volta, la cooperazione
allo sviluppo può usare la propria presenza a livello
mondiale per sostenere il settore dello sport, fornendo le sue reti e i canali di comunicazione per l’efficace
attuazione dei programmi, in particolare per quanto
riguarda la loro sostenibilità.
Perché le agenzie internazionali di sviluppo devono
includere programmi sportivi? Come dovrebbero
essere attuati e come deve configurarsi la collaborazione tra i governi, le ONG e i singoli protagonisti?
Guskowski - Gli accademici possono analizzare l'impatto dei programmi e utilizzare i risultati per migliorarne la qualità. Per questo motivo il loro contributo è
necessario, oltreché per evidenziare nuove prospettive
e provvedere allo sviluppo di metodologie efficaci per
implementare i programmi di sviluppo dello sport.
Guskowski - Dobbiamo sostenere i programmi sportivi
perché possono essere usati per raggiungere obiettivi
di sviluppo. La varietà di attori nel campo dello sport
offre molteplici opportunità: la cooperazione allo svi-
Quale deve essere il ruolo degli attori accademici in
questo contesto? Quanto sono importanti la ricerca e
l'istruzione ?
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panathlon international
Assemblea Generale
24e25maggio2014
Il Consiglio Internazionale ha deliberato che la prossima seduta dell’ Assemblea Generale, con relative
attività congressuali, si svolgerà nel mese di maggio
2014 presso la Città di Rapallo, Sede Internazionale del
nostro Sodalizio.
È con immenso piacere ed orgoglio che tutto lo Staff
della Segreteria Generale si è messo in moto per pianificare giornate ricolme di cultura, di conviviale e di
turismo esclusivo. Si è quindi concentrato nel comporre un set di manifestazioni, convegni, cerimonie, e cene
di gala ricche di fascino ed emozioni !
Per fare tutto ciò era necessario dare un risvolto internazionale di pregio sotto tutti gli aspetti ed ecco che la
Segreteria Generale, in sinergia con la Presidenza ed il
Consiglio Internazionale, ha sfornato un calendario di
manifestazioni lungo ben una settimana.
La composizione finale, infatti, delle manifestazioni
panathletiche viene arricchita da eventi sportivi e congressuali sempre con un taglio nazionale ed internazionale, segno che il Panathlon International ha una sua
validità organizzativa sempre maggiore, un rispetto
sociale ancora più accreditato, ed una potenzialità incredibilmente elevata sotto molteplici aspetti culturali
oltre che organizzativi.
Il programma dedicato ai Soci, quindi, si compone di
due attività congressuali: un Convegno organizzato dal
Panathlon Club di Rapallo avente quale tema “Sport
e alimentazione, binomio indispensabile per la salute
del futuro” e il Congresso Internazionale avente quale
tema “Is the Olympic flame still burning?”. Il gruppo di
Relatori di entrambi questi importanti momenti di simposio è di elevato spessore culturale; si tratta, infatti, di
specialisti di settore, accademici, e personalità internazionali di pregio. Vi invito a visionare tutti i dettagli
all’interno del form allegato.
Al fine di completare le giornate di riunione panathletiche, si svolgeranno le Assemblee Straordinaria ed
Ordinaria durante le quali il Presidente ed i diversi
dirigenti associativi potranno debitamente relazionare
circa l’evoluzione dell’Ente, i Soci potranno discutere
eventuali istanze, e si porteranno in approvazione
alcune modifiche statutarie volte sempre alla migliore
upgrade e modernità delle carte istituzionali.
Il Consiglio Internazionale ha deciso inoltre di celebrare
sempre in questo momento associativo il nostro massimo riconoscimento, vale a dire il “Flambeau d’Or” che,
come sicuramente avrete letto nei nostri molteplici
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comunicati stampa, è stato insignito a tre personalità
internazionali di grande respiro mediatico e culturale:
Sir Philip Craven, organizzatore delle Paralimpiadi a
Londra 2012 per i grandi eventi; il Prof. Norbert Müller - Presidente del Comitato Internazionale Pierre de
Coubertin per la cultura, e Susan L. Bissel - UNICEF
“associate director, chief, child protection programs”
per la promozione.
Terminiamo i momenti che si svolgeranno all’interno
del Centro Congressi, ricordando che vi sarà anche
l’occasione ufficiale per la firma definitiva del Protocollo d’Intesa tra Panathlon International e la Federazione
Internazionale Ju-Jitsu alla presenza dei rispettivi Presidenti Internazionali Santini e Panagiotis. Il Panathlon
International diverrà quindi l’unico partner culturale di
questa Federazione internazionale.
Vi invito infine a curiosare ed assaporare anche i momenti più “sociali” e cioè i momenti culinari studiati appositamente affinché siano un unicum indimenticabile:
abbiamo pensato di dare il benvenuto serale a tutti gli
ospiti panathleti presso una location prestigiosa quale
il Circolo Golf e Tennis di Rapallo, organizzando un
concerto di due Maestri pianisti di fama internazionale.
La particolarità della serata è l’abbinamento classicojazz delle loro musiche e sicuramente un affascinante
impatto scenico all’interno della location prevista per
la serata musicale e conviviale; non vi sveliamo altri
retroscena, solleticando la vostra curiosità! La seconda
serata, invece, è stata prevista “indietro nel tempo” ossia presso la precedente Sede Internazionale; allestiremo quindi una piacevole cucina tipica ligure all’interno
di Villa Porticciolo, recentemente resa operativa anche
quale ristorante di qualità, ed alcune sorprese di tradizione ligure in collaborazione con i locali Sestieri di
Rapallo.
Dulcis in fundo la cena di gala: l’Acquario Internazionale di Genova sarà la cornice di questa magica ed unica
manifestazione riservata in esclusiva ai nostri partecipanti. Dopo aver passeggiato per le vasche meravigliose di questo incredibile mondo marino internazionale,
assaporerete un aperitivo a bordo vasca dentro al
mondo tropicale; approderete poi nella nuovissima ed
enorme sala dei cetacei ove un gigantesco oblò sarà il
vostro habitat serale all’interno del quale verrà servito
il cenone.
Insomma….impossibile mancare!
3 - 2013
Rapallo
Sp rt Festival
Molti si chiederanno:
perché allora si dice una settimana di eventi?
Perché i nostri prestigiosi eventi saranno inseriti in una grande manifestazione denominata «RAPALLO SPORT FESTIVAL» organizzata dal Comune di Rapallo in stretta collaborazione con la Segreteria Generale del Panathlon International.
L’evento è composto da differenti sezioni operative:
› SPORT VILLAGE di circa 3000 mq. suddiviso in 5 aree principali,
› 4 CONGRESSI NAZIONALI,
› 1 CONGRESSO INTERNAZIONALE PANATHLON INTERNATIONAL,
› CERIMONIA CONFERIMENTO PREMI “FLAMBEAU D’OR P.I.”,
› 46° ASSEMBLEA GENERALE dei CLUB PANATHLON INTERNATIONAL.
Save the date
19-25 • 05 • 2014
www.rapallosportfestival.it
Le sopracitate iniziative compongono una settimana
di eventi sportivi e congressuali, e raggiungeranno
migliaia di utenti del circuito sportivo internazionale e
panathletico, ed assicureranno centinaia di presenze
alberghiere nella Città di Rapallo. Siamo certi nel poter
asserire sin da ora che sono manifestazioni a carattere internazionale e di notevole interesse culturale e
turistico ricettivo, che potrebbero diventare un “unicum” grazie alla concomitanza organizzativa di singole
sessioni le quali rendono intensa e ricolma di emozioni
tutta la settimana del periodo anzi indicato.
Per tutti i dettagli vi invito a visitare il sito web www.
rapallosportfestival.it all’interno del quale troverete
tutte le specifiche.
Inutile affermare che tutte le nostre manifestazioni porteranno ad un inestimabile numero di accrediti media
e di partecipanti istituzionali provenienti da tutto il
Mondo sportivo, culturale e politico.
La Città di Rapallo, nostra Sede Internazionale, è stata
anche selezionata quale segno del radicamento con
la terra ligure e ringraziamento verso l’Amministrazione Comunale per l’apporto nell’aver consegnato in
locazione la nuova Sede, degna del nostro prestigioso
Sodalizio internazionale.
Le ultime curiosità le dedichiamo agli accompagnatori
dei Congressisti: è previsto un programma turistico
con visita guidata alla città di Genova e al suo superbo
patrimonio artistico , una particolare gita alle Cinque
Terre, l’escursione al Santuario di Nostra Signora di
Montallegro, ed alcuni incontri con le realtà artigianali
internazionali della zona quali ad esempio le Seterie
Cordani di Zoagli e le cave di ardesia in Val Fontanabuona. Sono programmati anche corsi di cucina ligure
per avvicinare i partecipanti alle nostre tradizioni culinarie, e corsi “elementari” di lingua italiana.
Gli aspetti di comunicazione verranno coordinati e
garantiti dal nostro Ufficio Stampa internazionale,
dalla pubblicazione in tempo reale sul sito internet
dedicato alla manifestazione www.rapallosportfestival.
it e sul nostro sito web www.panathlon.net oltre che
sui nostri social network (facebook-twitter-youtube);
si prevede inoltre una massiccia presenza in Città di
media e supporter giornalistici. Tutti testimonieranno
ed indicheranno tutte le azioni previste ai fini della
divulgazione su stampa/radio/tv con le relative conferenze stampa quotidiane.
Dal punto di vista dell’ospitalità abbiamo incaricato
una Agenzia turistica locale che per tale occasione ha
opzionato già 10 Hotels ed allertato buona parte delle
strutture ricettive di Rapallo per l’intero periodo e farà
da supporto per tutti coloro che volessero partecipare
anche agli eventi sportivi pratici. Saranno infatti previsti pacchetti turistici ad hoc in sinergia con le diverse
realtà associative territoriali.
Saranno 7 giorni di attività con Panathlon International,
per conoscere il mondo dello sport, dell'ideale sportivo, dei suoi valori morali e culturali, quale strumento di
formazione ed elevazione della persona e di solidarietà
tra gli uomini. Si respirerà aria di Fair Play, vi saranno
momenti dedicati alla cultura sportiva immergendosi
completamente nel mondo dello sport vero e dei sani
valori panathletici.
Non mi resta che darvi l’appuntamento a Rapallo,
fiducioso di accogliervi in tanti e soprattutto conscio
che le tante manifestazioni previste saranno un ottimo
volano per continuare a far crescere il nostro meraviglioso movimento internazionale !
Leo Bozzo
Segretario Generale
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iscrizioni
iscrizione solo
lavori
congressuali
entro il 15/03/2014
50,00 € a persona
La quota di iscrizione comprende:
Materiale congressuale, Gadget, Coffee break
n.1 ticket andata e ritorno
Funivia Rapallo-Montallegro
n.1 pass no-limits per attività sportive
al village del Rapallo Sport Festival
A) entro il 31/12/2013 60,00 €
B) entro il 28/02/2014 75,00 €
C) entro il 15/03/2014 90,00 €
- La quota di iscrizione comprende:
- Materiale congressuale
- Materiale assembleare
-Gadget
- Trasferimenti da e per gli Hotel convenzionati
- N.4 coffee break
- Ingresso ai Musei della Città di Rapallo
- N.1 ticket andata e ritorno
Funivia Rapallo-Montallegro
- Visita alle Seterie di Zoagli
- N.1 pass no-limits per attività sportive
al village del Rapallo Sport Festival.
N.B. I PREZZI SI INTENDONO PER PERSONA, AL GIORNO, IVA COMPRESA
N.B. I PREZZI SI INTENDONO PER PERSONA, AL GIORNO, IVA COMPRESA
prenotazione
ALBERGHIERA
prenotazione
catering
Caratteristiche e sistemazioni presso gli Hotels
convenzionati PanathIon International, in trattamento bed & breakfast, con quotazioni per
persona al giorno:
1) HOTEL LUSSO
Camera Doppia 100,00 €
Camera Dus
200,00 €
2) HOTEL 1a Cat.Sup.
Camera Doppia 70,00 €
Camera Singola 100,00 €
3) HOTEL 1a CAT.
Camera Doppia 60,00 €
Camera Singola 95,00 €
4) HOTEL Cat. Turisitca Sup.
Camera Doppia 50,00 €
Camera Singola 90,00 €
5) HOTEL Cat. Turistica
Camera Doppia 40,00 €
Camera Singola 80,00 €
N.B. I PREZZI SI INTENDONO PER PERSONA, AL GIORNO, IVA COMPRESA
18
iscrizione
manifestazione
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Si richiede formalmente prenotazione ristorativa
con trattamento di menu fisso, con quotazioni
per persona ad evento:
1) Welcome Dinner “Concerto e Cena”
Circolo Golf & Tennis Rapallo
22/05/2013 - 60,00 €
2) Buffet lunch
ristoranti convenzionati
23/05/2013 - 30,00 €
3) Cena tipica ligure con spettacolo
Villa Porticciolo
23/05/2013 - 30,00 €
4) Buffet lunch
ristoranti convenzionati
24/05/2013 - 30,00 €
5) Cena di gala
Acquario Internazionale di Genova
24/05/2013 - 90,00 €
6) Buffet lunch
ristoranti convenzionati
25/05/2013 - 30,00 €
N.B. I PREZZI SI INTENDONO PER PERSONA, AL GIORNO, IVA COMPRESA
3 - 2013
programma
accompagnatori
Trattamento di menu fisso ove previsto, trasferimenti, con quotazioni per persona ad attività:
Gita turistica alla scoperta
della cittadina di Portofino
23/05/2013 (battello incluso) - 20,00 €
Gita turistica alla scoperta
della città di genova
(bus incluso) 23/05/2013 - 30,00 €
Gita turistica con guida
alle 5 terre
(Battello e bus incluso, pranzo libero)
24/05/2013 - 65,00 €
Corso di cucina
(con pranzo, bevande escluse)
su prenotazione 70,00 €
Giornata alla SPA
(include uso piscina interna riscaldata,
bagno turco, sauna e uso palestra)
su prenotazione 30,00 €
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19
rapallo sport festival
Il Panathlon International, insieme al Comune di Rapallo organizza
dal 19 al 25 maggio 2014 una settimana di eventi sportivi (esibizioni, dimostrazioni, tornei, gare ) e congressuali all’interno della quale
si svolgerà il 19° Congresso Internazionale del Panathlon International dal titolo “Is the Olympic flame still burning?” e la 46° Assemblea
Generale dei Club.
sala
stampa
Headquarters
Panathlon
International
punto
medico
Sp rt Festival
congres
s centre
Rapallo
monumento
C.Colomdo
aula didattica
La manifestazione Rapallo Sport Festival, si suddivide in tre differenti sezioni operative:
•Congress Centre
Congresso Nazionale I.R.C. - In funzione di un protocollo di intesa internazionale sottoscritto dal Panathlon International con l’ ”Italian Resuscitation Council” -Centro di Formazione New Life al fine di predisporre e realizzare corsi
di formazione in ambito sanitario quali defibrillazione precoce e rianimazione di base, il 21 e 22 maggio si svolgerà
il Congresso Nazionale dell’unico Ente italiano autorizzato all’emanazione delle linee guida ed alla organizzazione
di corsi certificati in ambito rianimatorio sul territorio italiano. E’ prevista la partecipazione di circa 300 partecipanti
provenienti da tutta Italia.
Convegno Nazionale “Confesercenti” sul tema “Lo Sport come motore di sviluppo”
L’obiettivo è di fare proposte che abbiamo come riferimento lo sport non soltanto come momento agonistico, ma
come elemento di sviluppo sociale ed economico. Molte città basano la loro attività su eventi sportivi e intorno
a essi costruiscono un indotto economico estremamente interessante, oltre al ruolo sociale dello sport, come mo mento aggregativo e di sviluppo educativo, fondamentale nella crescita e nel mantenimento della salute di giovani
e meno giovani. Fondamentale è considerare lo sport come uno dei settori chiave da incentivare per lo sviluppo del
territorio.
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Congresso Nazionale “Panathlon Club Rapallo” sul tema “Sport e alimentazione: binomio per la salute del futuro.”
Il Panathlon Club di Rapallo organizzerà un congresso nazionale invitando Relatori di portata italiana.
La tematica è di moderna attualità in quanto fa connubio tra gli aggiornamenti scientifici in materia di salute sportiva e le importanti relazioni con gli aspetti nutrizionali-alimentari.
Vi saranno relatori accademici di fama nazionale e soprattutto verranno coinvolte almeno due Università nazionali
al fine di accreditare l’evento quale percorso di Educazione Continua in Medicina (ECM).
Referente organizzativo e scientifico è il dott. Lorenzo Marugo, medico sportivo della Federazione Italiana Nuoto e
relatore nazionale in molteplici Convegni e Congressi di ampio respiro scientifico.
La risonanza di tale evento sarà nazionale ed avrà una spiccata partecipazione interregionale.
Si prevedono 200 partecipanti accreditati, oltre ad una importante partecipazione territoriale grazie alla collaborazione con un importante istituto scolastico rapallese. Infine si garantiscono oltre 100 unità presenti grazie all’inizio del periodo di presenza in Rapallo da parte dei soci Panathlon International i quali parteciperanno all’Assemblea
Generale del 24/25 maggio.
19° Congresso Internazionale “Panathlon International”: “Is the Olympic flame still burning?”
Speacker primario del Congresso sarà Jacques Rogge, past presidente del Comitato Olimpico Internazionale, affiancato da altre illustri personalità del medesimo calibro internazionale quali Bruno Grandi, Joseph Maguire e
Elaine Cook.
La cura degli aspetti scientifici è predisposta dalla Commissione Scientifico-Culturale del P.I.
All’interno degli invitati spiccano i nomi dell’attuale Presidente del Comitato Olimpico Internazionale Thomas Bach,
del nuovo Presidente Sportaccord Marius L. Vizer, di Ambasciatori e Presidenti internazionali, e dei Referenti di Unicef, Onu, Unesco.
I numeri dei partecipanti sfioreranno le 350 unità; all’interno di questo numero saranno presenti almeno 150 Soci
del Panathlon International provenienti da 5 continenti.
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3 - 2013
•Panathlon International Events
Flambeau d’Or
Fiore all’occhiello della manifestazione sarà la cerimonia di premiazione dei “Flambeau d’Or”: prestigiosi riconosci menti che il Panathlon International assegna ogni quattro anni ad illustri personaggi all’interno di differenti ambiti
sportivi.
I premiati scelti dal Consiglio Internazionale saranno Sir Philip Craven, organizzatore delle Paralimpiadi a Londra
2012 per i grandi eventi, il Prof. Norbert Müller - Presidente del Comitato Internazionale Pierre de Coubertin per la
cultura, e Susan L. Bissel - UNICEF “associate director, chief, child protection programs” per la promozione.
Sarà infine anche l`occasione ufficiale per la firma del Protocollo d’Intesa tra Panathlon International e la JJIF alla
presenza dei rispettivi Presidenti Internazionali Santini e Panagiotis. Il Panathlon International diverrà quindi l’unico
partner culturale di questa Federazione internazionale.
Assemblea Generale P.I.
Si tratta dell’assise associativa per eccellenza durante la quale vengono discusse le relazioni dei vertici del Panath lon International, si esaminano le proposte di modifica statutaria e vengono approvati rendiconti annuali.
Per gli accompagnatori dei Congressisti inoltre è previsto un nutrito programma turistico con visita guidata alla città
di Genova e al suo superbo patrimonio artistico , gita alle Cinque Terre, escursione a Montallegro e incontro con le realtà artigianali della zona come le Seterie di Zoagli e le cave di ardesia in Val Fontanabuona. Sono programmati anche
corsi di cucina ligure per avvicinare i partecipanti alle nostre tradizioni culinarie, e corsi “elementari” di lingua italiana.
•Sport Village
Il villaggio sportivo verrà suddiviso in 5 grandi aree di competizione:
› Area Basket
Verrà allestito un campo da basket regolamentare 20x15 su materiale gommoso idoneo alla pratica regolamenta re in esterna di questo sport; su questo parquet outdoor squadre giovanili e non di carattere nazionale si sfideran no in un torneo autorizzato dalla Federazione Italiana Pallacanestro, regolarmente diretto da Arbitri della F.I.P.
›Area Calcio-Pallavolo
Verrà allestito un campo da <calcio a 5> regolamentare, materiale sintetico simil-campetto erboso, all’interno del quale si svolgeranno le finali del “Genoa Values Cup”. Torneo Internazionale organizzato dal Genoa Cricket and Football Club. La cubatura numerica dell’evento è di oltre 500 partecipanti oltre accompagnatori e parenti-amici.
› Area Fitness
In tale area verrà allestito un palco 6x8 mt. di fronte al quale vi sarà libera espressione di movimento: sessioni
dedicate e gestite da Istruttori Nazionali per promuovere il wellness verso i cittadini e nelle scuole.
Le lezioni saranno tenute da Master Instructor Nazionali afferenti ed iscritti alle seguenti Federazioni: Federazione
Nazionale Ginnastica, Federazione Danza e Danza Sportiva, CSEN.
Durante tutta la settimana si alterneranno lezioni e mastersession delle diverse discipline, oltre ad alcuni partico lari eventi coinvolgenti direttamente gli iscritti federali nazionali oppure le scolaresche del Nord Italia. Ci riferiamo
in particolare alle diverse discipline fitness, ad una manifestazione di danza sportiva con oltre 300 partecipanti de
nominata “Olympic Day”, e ad alcune lezioni di spinning in calendario presso le diverse organizzazioni territoriali.
› Area Combat
La sezione dedicata agli Sport da Combattimento, include le arti marziali e le discipline di difesa personale.
Lo scopo è quello di promuovere le discipline sul territorio mediante un variegato programma di eventi che si
succederanno per tutta la settimana e che consentiranno di mettere in vetrina gli sport federali.
› Area Mare
In collaborazione con il Moonlight Sub Diving Center Rapallo verranno organizzate delle prove subacquee ed
immersioni guidate per tutta la settimana con istruttori PSAI.
Inoltre si è richiesta ad ESA, la presenza e partecipazione, dell’Astronauta Paolo Nespoli, in quanto Subacqueo
Titolare Brevetto Advanced.
E’ previsto inoltre un concorso nazionale fotografico subacqueo che prevede la partecipazione di almeno 50 su
bacquei professionisti provenienti da tutta Italia.
Trattasi di manifestazioni a carattere internazionale e di notevole interesse culturale e turistico ricettivo, che potrebbero diventare un “unicum” grazie alla concomitanza organizzativa di singole sessioni le quali renderanno intensa e
ricca di emozioni tutta la settimana all’insegna del Panathlon International.
Ulteriori informazioni possono essere consultate nel sito web www.rapallosportfestival.it all’interno del quale sono
riportate tutte le specifiche dell’evento.
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distretto italia
Distretto Italia e Special Olympics
Proposte attuative presentate dal Vicepresidente di Special Olympics Italia
alla riunione del Distretto Italia, svoltosi a Roma domenica 13 ottobre 2013, in
dipendenza del Protocollo di Convenzione siglato dai Presidenti di
Panathlon-Distretto Italia e Special Olympics Italia.
Nel quadro dell’accordo siglato dai due Presidenti Panathlon-Distretto Italia, Federico Ghio, e Special Olympics Italia,
Maurizio Romiti, durante la riunione dei Governatori di Area è stata prospettata la opportunita’ di diffonderlo e calarlo
sul territorio insieme ad una proposta per la realizzazione di iniziative immediate e concrete:
- Scambio di presenze dei rappresentanti delle due organizzazioni nei primi eventi direttivi nazionali (sabato 19
ottobre il rappresentante del Panathlon Nazionale e Delegato dal Panathlon Int. sara’ all’Acquacetosa all’apertu ra del Meeting dei direttori regionali e provinciali Special Olympics)
- Contatto immediato sul territorio tra Presidente Club Panathlon e Direttore Regionale/Provinciale Special Olympics
-
-
Scambio di presenze a livello dei primi organismi direttivi regionali/provinciali di entrambe le organizzazioni per una
ufficializzazione a livello locale del rapporto e una programmazione - informazione delle iniziative da mettere comunemente in atto.
Una Conviviale nell’anno da dedicarsi all’argomento Special Olympics avendo come relatori Atleti, Familiari, Dirigenti
e Tecnici Special Olympics
- Ammissione di Dirigenti/Tecnici/Atleti provenienti da Special Olympics in qualita’ di Soci nei Club Panathlon
-
Collaborazione dei Soci Panathlon nell’organizzazione di eventi Special Olympics sul territorio (Giochi Regionali, Giochi Nazionali, European Football Week, European Basketball Week).
I Soci Panathlon potrebbero mettere a disposizione la loro notevole esperienza, le proprie conoscenze ed eventuali
mezzi ed attrezzature.
- Coinvolgimento del Distretto Italia in eventi internazionali.
In primo luogo, in considerazione che i prossimi Giochi Europei Special Olympics si svolgeranno ad Anversa, ove
opera un Club Panathlon, si metteranno in moto iniziative di coinvolgimento e partecipazione del suddetto Club.
- Verranno prese in esame idee e proposte che perverranno dai Club Panathlon e dai Team Special Olympics, una volta
diffusa la conoscenza della Convenzione.
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Testimonianza
3 - 2013
lo sport un farmaco per i trapiantati?
La straordinaria esperienza di un panathleta davvero speciale
di Franco Cavaleri*
Dapprima ti tocca di lottare per la tua vita, poi
un trapianto e ti capita all’improvviso di dovere
e volere “gareggiare” per una nuova esistenza
degna, anche per il rispetto che devi alla
sfortunata e generosa persona che tu non conosci
e che ha compiuto un grandissimo gesto di disinteressata donazione di se stesso. Un trapianto e torni a vivere, meglio ancora se mentre recuperi le forze ti accompagni correttamente alla pratica sportiva e comunque
all’attività motoria in genere.
Meglio ancora se lo fai con regole, perché l’attività
fisica offre benefici precisi, quasi quanto le medicine
che ti accompagneranno per tutta la vita, perché così si
possono ridurre i fattori di rischio.
Anche nello sport praticato dalle persone trapiantate io credo che vi siano ampi spazi di riflessione e di
intervento educativo e culturale da parte del mondo
panathletico.
Una considerazione preliminare: ciò è quanto noi
vogliamo, quando auspichiamo il rafforzamento
della pratica sportiva, quale elemento di recupero
e di coinvolgimento, di sostegno all’autostima nelle
persone svantaggiate. Quando ci arrivi, non importa
più il chiamarsi handicappato o diverso, piuttosto che
disabile o diversamente abile, o tutto quello che vuoi:
sei te stesso.
Nel mondo vario dello svantaggio ho compreso che
vi è un’altra categoria, forse “border line”, quella della
malattia, quando ti schiaffa in faccia improvvisamente
un “out! sei fuori!”.
Trapiantati e agonisti
Anche per i malati gravi va operata una strategia
affinché comprendano che possono essere capaci di
trovare nella pratica sportiva la propria occasione di
riscatto.
A questo tema è assolutamente impossibile accostarsi
restando sulle generali. Anche qui ben differenti sono
le situazioni e altrettanto diversificate devono essere le
soluzioni.
A un trapianto si giunge o per un evento traumatico
improvviso oppure come estremo tentativo salvifico
in persone stremate da anni di malattia. Nello stesso
tempo lo sport che sostiene il recupero post intervento
ha effetti differenti a seconda che la persona fosse in
precedenza uno sportivo, se non un agonista, rispetto
a chi non era abituato per i più vari motivi all’attività
motoria.
Nella prima categoria non si devono spendere molte
parole per gli atleti, che tornano rapidamente in gioco,
basti citare il recente caso della pallavolista azzurra
Sara Anzanello trapiantata d’urgenza per una
grave forma di epatite. Ben più interessante e
variopinto è il mondo degli agonisti non
professionali, per i quali esiste tutto un mondo di
opportunità per gareggiare.
Si va dal classico appuntamento sugli sci in Valtellina,
agli incontri di calcio e di pallavolo, al ciclismo che si
evidenzia per interessanti accoppiate movimento/
turismo, ma con caratteri di reale attività sportiva. Il
coronamento è dato dai campionati italiani multidisciplinari (quest’anno circa 200 in gara a Grosseto) e dai
biennali Word Transplant Games, giusto quest’estate
tenutisi a Durban in Sudafrica e giunti alla diciannovesima edizione.
I trenta italiani in gara in queste particolari olimpiadi
si sono fatti onore, con quindici medaglie (7 bronzi, 7
argenti e un oro di Roberto Cantoni nel nuoto).
Allora tutto bene? Non proprio, c’è ancora molto da
fare, grazie alle nostre strutture sanitarie.
Il ruolo della medicina dello sport
Esiste un’ampia pagina di medicina dello sport, con
particolari protocolli di ricerca tesi a dare beneficio a
tutti coloro che o per abitudine o per condizioni fisiche
non accederebbero spontaneamente allo sport. Se ne
è parlato di recente a Varese con un convegno dell’ospedale di Circolo dal titolo ben significativo: “dopo il
trapianto... lo sport. La vita ricomincia a pieno ritmo”
alla presenza di oltre 130 fra fisioterapisti, infermieri,
medici e studenti di scienze motorie delle università
dell’Insubria e della Cattolica. Il messaggio è confortante. Infatti è ben avviato un protocollo sperimentale
con tutti i crismi della scientificità per sostenere con
attività motoria in palestra il recupero funzionale dei
trapiantati, nato nelle strutture pubbliche del. Veneto e
dell’Emilia Romagna e che si sta lentamente estendendo a parecchie altre regioni.
Impossibile entrare nei dettagli, basti ricordare che
dall’ospedale di Varese hanno parlato Michele Bertoni,
direttore S.C. Riabilitazione Neuromotoria, Paolo Grossi,
direttore Dipartimento Trapianti e professore ordinario
di Malattie Infettive e Tropicali dell’Insubria, Daniela
Maretti, coordinatore al Prelievo d’organi e tessuti
della Provincia di Varese e Carlo Guardascione, presidente dell’Associazione Medici Sportivi Varesini. Sono
entrati nel dettaglio dei protocolli di ricerca Giovanni
Mosconi, direttore U.O. Nefrologia e Dialisi, Ospedale
G.B. Morgagni e L. Pierantoni di Forlì, Giulio Sergio Roi,
direttore Centro Studi Isokinetic di Bologna e Valentina
Totti, Scienze e Tecniche dell’Attività Motoria Preventiva e Adattata, F.I.T.O.T. Fondazione per l’incremento dei
trapianti d’organo e di tessuti di Padova.
* Socio Panathlon Club Varese
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23
p.i. Fondazione Domenico Chiesa
Gli ultimi Don Chisciotte
una matita come lancia
Premiazione a Venezia per il 10° Concorso Grafico Internazionale
di Henrique Nicolini*
A volte, quando valutiamo le finalità e la grandiosità
della filosofia del panathletismo che è lotta per il Fair
Play, per l’etica nello sport e l’amicizia fra gli sportivi di
tutto il mondo, noi ci sentiamo un po’ come dei Don
Chisciotte davanti alla dimensione della sfida che deve
essere affrontata. Ci sentiamo come chi scagli una
piccola lancia contro i mulini rappresentati dai profondi problemi attuali dello sport come la corruzione, la
discriminazione razziale, la slealtà nelle competizioni e
il disprezzo totale per la memoria sportiva.
Un movimento come il nostro nato qui, a Venezia, una
bandiera innalzata da Mario Viali e Domenico Chiesa,
corrisponde ad una delle poche voci che si levano
contro i fatti deprimenti menzionati e che accadono
quotidianamente e sono rilevati dai mezzi di comunicazione di tutto il mondo.
Poco importa l’enorme dimensione della lotta da
affrontare di fronte alle possibilità dell’attuale struttura
del Panathlon International.
dirizziamo il nostro sforzo ai giovani. Organizziamo un
concorso nel quale, a lato dell’obiettivo specificamente
artistico, cerchiamo di incentivare il messaggio etico e i
valori sociali inerenti allo sport.
È attraverso le nuove generazioni che possiamo migliorare il comportamento etico negli stadi e inserire fra le
abitudini delle persone la pratica del Fair Play, collocando lo sport nella scala di valori della società.
L’esistenza di concorsi come questo con grande
significato educativo e sociale si deve alla Fondazione
Domenico Chiesa che ha tradotto il panathletismo e
l’idealismo sportivo di Domenico Chiesa, che legò la
sua intera vita a questa città di Venezia. Egli ci raccontava che aveva il suo studio vicino al palazzo patriarcale
e frequentemente lui e il Patriarca si salutavano con un
“ciao” attraverso le rispettive finestre. Quel suo amico
divenne Papa e morì un mese dopo la sua elezione al
soglio pontificio. Domenico frequentava una cantina,
un ”bacaro”, dalle parti di Rialto, dove portava gli amici,
fra cui l’autore di queste note, e raccontava storie della
sua vita.
Chiesa fu un grande amico del panathletismo brasiliano. Nel 1956 guidò una delegazione di dirigenti del
Panathlon International per presiedere alla cerimonia
di fondazione del Distretto Brasile.
Durante quasi 30 anni di convivenza nelle riunioni
internazionali si consolidò una grande amicizia con la
mia persona. Ci sedevamo vicini nelle conviviali dei
club delle città dove ci recavamo ed egli era il mio
cicerone tutte le volte che mia moglie ed io visitavamo
Venezia.
Il Presidente Nicolini e la Signora Lilian in visita alla mostra del concorso
Dobbiamo comportarci come il colibrì che desiderava
combattere un incendio della foresta lanciando contro
le fiamme la goccia d’acqua che portava nel suo becco.
Agli altri che si meravigliavano del suo atteggiamento,
rispondeva: “sto facendo la mia parte!”
La premiazione del Concorso Internazionale di Arte
Grafica, che si sta celebrando in questo momento è
molto più importante di ciò che potrebbe sembrare
a prima vista. Contro l’inutilità di affrontare una lotta
diretta verso i potenti che guardano unicamente al
denaro nello sport, che si rifiutano di lavorare a favore
delle questioni sociali insite nell’attività fisica, noi in-
24
pa n at h l o n i n t e r n at i o n a l
In nome di quell’amicizia, lunedì scorso, in compagnia
di Maurizio Monego e di Giuseppe Zambon, vice presidente del Club di Venezia, ho deposto un mazzo di
fiori sulla sua tomba ad Asiago. Una vera amicizia non
termina con la morte.
Questa è anche la ragione del mio speciale affetto per
Silvia Tizian e Marina Chiesa, che fanno parte della
Commissione di valutazione di questo Concorso di
Arte Grafica, che ho l’onore di presiedere fin dalla sua
costituzione.
La solennità di oggi è anche frutto del patrimonio
di Domenico Chiesa. Egli ha investito parte dei suoi
guadagni derivati da molti anni di professione di commercialista a Venezia, nella Fondazione che porta il suo
nome e che patrocina questo evento. Questa Fondazione è diretta con sapienza e capacità da Enrico Prandi,
past-presidente del Panathlon International e ha come
Segretario il competentissimo Sergio Allegrini.
3 - 2013
A lui dobbiamo l’idoneità della valutazione dei lavori
presentati.
Non può restare fuori da questa lista di ringraziamenti
il nome del giornalista Giacomo Santini, Presidente del
Panathlon International, che sempre approva e incoraggia iniziative come quella di oggi.
Il successo della città di Como in questo concorso si
deve anche all’impegno di Renata Soliani e Maurizio
Monego che, per il club di Como, fungono, in questo
campo, come punto di riferimento e regìa. Oltre al successo qualitativo, Como si è distinta anche per quello
quantitativo: oltre il 25 % delle opere in concorso
provenivano da quella città.
I tre premi e quello speciale dedicato alla memoria di
Siropietro Quaroni, già Segretario Generale del Panathlon International che con passione promoveva
l’impegno nelle scuole e con le scuole, testimoniano
della obiettività della giuria, che non conosceva la provenienza delle opere e sanciscono la qualità dei lavori
premiati e dell’impegno degli insegnanti che hanno
seguito le ragazze che li hanno elaborati.
L’internazionalità del concorso è stata valorizzata dalla
partecipazione di lavori provenienti dall’Italia, dal Belgio, dalla Svizzera e dal Brasile.
È molto importante nella festa di oggi ammirare ciò
che hanno realizzato i vincitori - le vincitrici, in questo
caso, visto che sono tutte ragazze.
È alla loro generazione che affidiamo i nostri ideali.
*Presidente della Giuria
La Cerimonia di premiazione
1° premio
Alessandra VASTA
ISIS Setificio “Paolo Carcano” - Como
3° premio
Tatiana VALSANGIACOMO
Liceo Artistico “Michelangelo” - Como
2° premio
Elisa BORGHI
ISIS Setificio “Paolo Carcano” - Como
Premio Speciale alla memoria
di Siropietro Quaroni
Sara DI STEFANO
ISIS Setificio “Paolo Carcano” - Como
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Lo sport sul grande schermo
F1 e Calcio al cinema
Due film di recente produzione scelgono di ricostruire un famoso
duello tra piloti e di denunciare i malanni del calcio
di Claudio Bertieri
Anche se la sua storia fa risalire le lontane origini del
cinema a certi incontri di pugilato “ricostruiti” negli
ambienti di un mitico studio americano, il pionieristico
“black mary”, ove sul finire dell’ottocento venivano
girate le primissime “filme”, è un fatto che i suoi incontri con argomenti di genere sportivo non sono poi
risultati così frequenti come l’indiscutibile popolarità
delle diverse discipline atletiche suggerirebbe ad un
osservatore.
È un fatto che il tempo trascorso, le mode, i costumi,
hanno radicalmente trasformato sia il cinema, sia lo
sport. Quelle “filme”, come allora venivano chiamati
i brevissimi brani di pellicola della durata di qualche
minuto, si sono andate infatti traducendo in sontuosi
spettacoli di massimo effetto emotivo, elargiti a colori,
con suoni e rumori stereofonici, tecnologicamente
avanzatissimi, e sempre più di frequente provvisti della
terza dimensione. Né da meno si è comportato l’avvenimento ludico, pur’esso ormai segnato in genere dalla
grandiosità degli eventi, abbigliati da tutta una serie di
richiami e supporti ritenuti ormai istituzionali.
È dunque abbastanza naturale che quando capita che
sport e cinema s’incontrino l’uno chieda all’altro - e viceversa - il massimo dell’efficienza, non soltanto intesa
sotto il profilo della qualità rappresentativa, bensì di
una proposta narrativa esclusa a schemi drammaturgici
già codificati. Spunti, dunque, e temi per quanto possibile originali, in grado pertanto di attrarre un pubblico che, sommerso com’è all’attuale da una incessante
cascata di immagini, stenta parecchio ad intercettare
occasioni diverse dal solito, dall’abituale convivenza
con gli schermi divenuti ormai casalinghi.
A questa piatta consuetudine trattenitiva hanno evidentemente inteso opporsi i responsabili di Rush, film
di produzione statunitense, che sceglie di trasferire in
sequenze un ambiente per altro più volte frequentato
dal cinema, quello dei gran premi automobilistici. Lo fa
infatti proponendo una chiave che rifugge totalmente
26
pa n at h l o n i n t e r n at i o n a l
dalle abusate storie sentimental-agonistiche del
debuttante pilota che nel finalino consolatorio del racconto si impone sui colleghi. Di scena, in questo caso,
sono invece due autentici protagonisti della storia
del motorismo sportivo, i quali per una decina d’anni
hanno accentrato su di loro la passione della folla tifosa
e l’interesse della stampa: l’austriaco Niki Lauda e il
britannico James Hunt.
La psiche oltre i motori
Il tema centrale, sotteso alle diverse competizioni, ai
circuiti sparsi per i quattro angoli della terra, ai pit-stop
e alle ripartenze, non è dunque quello “competitivo”,
della gara vinta o perduta. Il motivo su cui il regista Ron
Howard ed i suoi soggettisti e sceneggiatori hanno impostato il racconto riguarda piuttosto la netta contrapposizione che distanzia psicologicamente i due piloti.
Ossia i loro comportamenti, le rispettive scelte di vita, il
diverso modo nell’affrontare pericoli e paure,
3 - 2013
il guardare al proprio domani. In altri termini, l’accettare - come afferma più volte Lauda - il venti per cento
di rischio e non oltre, condizione non affatto condivisa
dalla impulsività e dalla sfrenata esistenza di Hunt.
In questo senso, non s’incontrano in Rush gli abituali
buoni e cattivi, e tanto meno è concesso spazio alla
proverbialità del “donne e motori”, con quel che ne
segue di regola.
I due non sono né amici, né nemici, esprimono piuttosto due personalità egualmente sicure di sé, che si contrappongono con scelte motivate: Lauda raziocinante,
tecnicamente preparato, scientifico nello studio dei
percorsi di gara, senz’altro consapevole del business
legato alle competizioni ma deciso nel non condividerne gli eccessi; Hunt, al contrario, per naturale disposizione assertore dello spirito libero degli anni settanta,
indisciplinato e sciupafemmine, con un che tuttavia di
infantile nel continuo giocare con il destino.
Di tutt’altra stoffa risulta la personalità del protagonista
di un film di nazionalità italiana, parimente interessato
al mondo dello sport e diretto da un regista esordiente
nel lungometraggio, Paolo Zucca. Si tratta di L’arbitro,
uno spaccato calcistico ambientato in Sardegna, che
riunisce assieme due vicende che viaggiano in parallelo: quella accesamente conflittuale di due compagini di
dilettanti che si scontrano ogni volta quasi all’arma
bianca su campi polverosi, e quella invece privata di un
direttore di gara che aspira ad essere designato per un
incarico professionale di massimo prestigio internazionale.
Se la parte riservata alle dispute strapaesane tra le
due squadrette rivali gioca parecchio sulle tonalità di
una comicità talvolta surreale, che in più situazioni oltremodo caricaturando atteggiamenti e conflitti - si
tramuta in grottesche accensioni, quella destinata alle
vicende del personaggio in giacchetta nera e fischietto
mostra ben altre intenzioni. Sotto l’apparente consuetudine di rapporti esistenti tra le varie figure interessate alla carriera dell’arbitro, s’intrasente infatti una
nervatura fortemente critica nei confronti dell’apparato
burocratico di potere a cui spettano le decisioni circa
delicati incarichi.
Un film-denuncia
È dunque chiaro che il film non scansa affatto - seppure nei termini non violentemente aggressivi di cui
s’è scritto - di proporsi quale specchio di denuncia,
ovviamente ridotto al ritratto e alle aspirazioni di un
individuo ambizioso ma abbastanza ingenuo, di quelle
ben più gravi connivenze, irregolarità e condannevoli
scambi di favori che alimentano ormai troppo spesso,
con casi nazionali ed internazionali, l’informazione
quotidiana.
Per quanto riguarda il cinema italiano, era dai giorni
lontani di l’ultimo minuto (1987) di pupi avati che la
macchina da presa non aveva trovato occasione per avvicinare lo sport favorito dai connazionali. Un silenzio
indubbiamente prolungato in eccesso, ancor più se si
tiene conto di quanto avvenuto nel frattempo con le
diverse calciopoli, per cui rallegra che un regista giovane abbia scelto di affrontare una materia che senz’altro
abbisognerebbe, al contrario, di accosti maggiormente
raccorciati nel tempo.
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Attività istituzionale
Il ruolo dei Distretti
Sentinelle sul territorio
Riunito a Rapallo il Comitato dei Presidenti
I DISTRETTI RAPPRESENTATI
HEINZ RECLA
Austria con associato il Club di Monaco-Germania
WILIAM SAAD A.
Brasile
PAUL DE STANDAERT
Belgio Delegato di Vic De Donder
ANDRÉ FERREN
Francia
JOSÉ P. SÁNCHEZ G.
Messico
FEDERICO GHIO
Italia
CARLOS A. QUIROGA G.
Perù
JEAN-PIERRE LARGO
Distretto Sovranazionale
Si è riunto a Rapallo il Comitato dei Presidenti dei
distretti del Panathlon International per esaminare e
dibattere i temi più attuali che interessano in questo
momento la nostra associazione.
I lavori sono stati presieduti dal Presidente Internazionale Giacomo Santini, assistito dal vice presidente
Sebastiao Correa de Carvalho, dal Past President Enrico
Prandi, dal Tesoriere René Hefti e dal Segretario Generale Leo Bozzo.
L’imporanza dell’evento è documentata dalla partecipazione massiccia dei Presidenti o Delegati di distretto,
tutti presenti tranne l’Ecuador il cui Presidente Carlos Faidutti è stato bloccato da problemi di famiglia.
Lo stato di salute del suo distretto, del resto, è stato
messo in evidenza recentemente con l’organizzazione
del Congresso Panamericano che ha avuto un ottimo
successo.
A Rapallo sono emersi alcuni problemi comuni a tutti
i distretti ed altri particolari. Tra quelli comuni figurano le difficoltà nel reperimento di nuovi soci e nel
trattenere gli attuali, messi alla prova anche dalla crisi
economica. Un altro problema comune è la difficoltà
nell’ottenere la puntualità da parte dei club nei pagamenti delle quote.
Molto apprezzati sono stati i contributi dei due consiglieri internazionali Ennio Chiavolini e Mario D’Atri sulle
politiche di espansione e di formazione nel Panathlon.
Sulle loro proposte si è sviluppato un dibattito molto
interessante e costruttivo.
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PIERRE ZAPPELLI
Svizzera con associato
il Club di Fürstentum Liechtenstein
OSCAR SCHIAFFARINO
Uruguay con associati
i Club di Asunción Paraguay-Santiago del Chile
Il Comitato si è espresso anche su temi come la Rivista ,
i PCU, alcune modifiche al regolamento dei club junior
e allo Statuto, attualmente all’esame del Consiglio
Internazionale al quale spetta la competenza di decidere sulle proposte da portare al prossimo congresso
mondiale di Rapallo, nel maggio dell’anno prossimo.
Nei due documenti allegati troverete i dettagli delle
conslusioni raggiunte dal Comitato e la tabella dei
presenti.
I rappresentanti dei distretti a confronto con il comitato di presidenza
pa n at h l o n i n t e r n at i o n a l
3 - 2013
Documento finale per il Consiglio Internazionale
Il Comitato dei Presidenti dei Distretti, riunitosi a Rapallo (Genova - Italia) il 18 e 19 ottobre 2013, preso atto della partecipazione quasi completa con la sola assenza del Presidente del Distretto Ecuador, propone quanto segue:
• prendendo atto che i PCU organizzano prevalentemente attività sportiva, il Comitato suggerisce che svilup pino anche le più ampie attività culturali ed in sinergia con i Club viciniori, previste dall’ordinamento dei
normali Club in accordo con gli obiettivi del PI;
• su precisa richiesta del Tesoriere Internazionale in riferimento all’Osservatorio Internazionale il Comitato
desidera che il budget previsto per tale funzione all’interno del bilancio preventivo del 2014 sia impiegato
per attività di espansione, delegazione e rappresentanza, ivi compresa parzialmente l’attività sovranazionale;
•
in merito alla realizzazione della Rivista il Comitato desidera esprimere soddisfazione per l’attuale assetto
della Comunicazione a livello internazionale, prende atto della richiesta del Distretto Perù di poter stampare la Rivista in lingua spagnola, ribadisce che la quantità di 3 numeri annuali è sufficiente alle esigenze
dell’Associazione e assume la proposta del Distretto Italia di inserire all’interno del Rapporto mensile la
casella di verifica della pubblicazione dell’evento citato e a maggioranza ritiene che ad oggi non vi siano le
condizioni per aumentare la stampa della pubblicazione ufficiale;
• il Comitato approva la proposta del Consigliere Internazionale D’Atri che ritiene importante proseguire nella
Formazione dei futuri Dirigenti e propone che possano essere organizzati eventi distrettuali atti a finalizza re tale progetto;
• il Comitato ribadisce l’importanza di proseguire e ramificare l’Espansione Internazionale, suggerendo alla
Segreteria Generale la realizzazione di materiali informatici, quali Video, PPT, CD, DVD;
• in merito alla questione posta dal Comitato di Presidenza circa l’operatività del Past President, il Comitato
assume una posizione paritaria nel mantenimento del diritto di voto. In questo caso suggerisce che la dura ta del diritto di voto sia limitata ai primi due anni;
• in merito al vincolo statutario che prevede la nomina del Past President a Presidente del Distretto Sovra nazionale, il Comitato all’unanimità suggerisce di cancellare tale obbligo;
• il Comitato a maggioranza rinnova la validità di soli quattro anni del mandato Presidenziale;
•
il Comitato assunta la relazione del Presidente del CGS Graziosi in merito al lavoro di stesura del Regolamento dei PJ a maggioranza condivide la proposta di definire i Club Junior quali organizzazioni esterne propedeutiche alla futura esperienza di giovani associati soggetti esclusivamente ai propri Club Padrini; la loro esistenza si propone sia solo in dipendenza dei Club Padrini, senza organizzazione territoriale, con diritto di
proposta ed intervento alle Assemblee del Club Padrino, ma senza diritto di voto, salvo diverse indicazioni
del Distretto di competenza;
• il Comitato ringrazia il Club di Rapallo per la ottima panathletica accoglienza del Club per la serata organiz zata al Circolo Golf e Tennis di Rapallo.
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Costruttori di sport
Un percorso vita a l’aquila
Il Panathlon testimonial di una iniziativa di solidarietà.
di Marcello Marrocco*
All’inizio di ottobre ha avuto luogo a Villa Sant’Angelo,
presso l’Aquila, l’inaugurazione del percorso-vita realizzato attorno al nuovo centro sportivo, con il contributo
del Panathlon International.
Si è così concluso il lavoro del Comitato Solidarietà
pro- Abruzzo, voluto dal Panathlon International nella
riunione del Consiglio Internazionale di Lucca nel 2009
a pochi giorni dal grave sisma che ha colpito l’Abruzzo.
Tale donazione, dedicata al comprensorio della provincia dell’Aquila duramente colpita , fa seguito alle
precedenti, effettuate a favore dei giovani della città.
Il percorso è inserito nell’area sportiva polivalente che
comprende un campo di calcetto, una palestra con
parete artificiale per l’arrampicata sportiva tra le più
belle in Italia, un campo in erba naturale per il calcio ed
il rugby con annessa club-house ampia e confortevole.
Le attrezzature, studiate da esperti del settore, sono
ideali per la fruizione da parte di atleti, giovani, adulti e
anziani, con strutture che consentono un giusto compromesso tra divertimento e cura della salute.
Tale percorso è situato in uno stupendo ambiente naturale nei pressi delle grotte di Stiffe , punto di passaggio della pista ciclabile del comprensorio dei comuni di
Villa Sant’Angelo - Sant’Eusanio Forconese - Fossa - San
Demetrio Né Vestini.
L’iniziativa ha inteso fornire un forte segnale di solidarietà verso le persone che abitano a Villa Sant’Angelo,
centro di soli 400 abitanti tra i quali si sono contate ben
17 vittime e la quasi totalità dei sopravissuti è rimasta
senza casa. Dopo Onna è il paese più colpito.
Durante la cerimonia il sindaco di Villa Sant’Angelo,
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pa n at h l o n i n t e r n at i o n a l
Pierluigi Biondi, facendo gli onori di casa ha ringraziato tutti coloro che hanno concorso alla raccolta di
fondi ed ha posto in risalto l’intervento del Panathlon
International, attraverso gli esponenti locali dei club
Agro Romano e dell’associazione “Aniene 80 Ciao”, che
hanno permesso alla struttura polivalente di dotarsi di
una importante attrezzatura come “il percorso vita”.
Essa consentirà ai cittadini , agli sportivi di tenersi in
forma e alla squadra Gran Sasso di rugby, neo promossa in serie A, di allenarsi regolarmente, unendo anche
l’opzione per il percorso vita come attività integrativa.
Nel prendere la parola il Presidente del Comitato
solidarietà P.I. e Consigliere Internazionale Marcello
Marrocco ha portato il saluto del Presidente Internazionale Giacomo Santini, del Consiglio Internazionale e
dei Club benefattori.
Marrocco poi ha consegnato ufficialmente al Sindaco
della cittadina il pannello sul quale sono riportate tutte
le informazioni sull’iniziativa: la storia del Panathlon, le
carte panathletiche, i componenti del comitato solidarietà P.I. e i club e soci sostenitori.
Essi sono: Agro Romano, Avezzano, Bressanone, Bologna, Cittadella, Clitunno Spoleto, Cremona, Latina,
Macerata, Perugia, Reggio Calabria, Teramo, Terni, Valle
Camonica, Valdarno Superiore, Viterbo, Distretto Italia.
Si sono aggiunte spontaneamente le famiglie panathletiche Roberto Ruggeri e Silvana Cuzzotti di Ivrea,
Marcello e Maria Teresa Marrocco, Giuseppe Notaro di
Valdarno Superiore, Nunzio Chillemi di Latina e l’Associazione Aniene 80 Ciao.
Sulle stesso pannello sono evidenziati gli interventi
precedentemente realizzati in aiuto alle aree colpite
come beni di prima necessità e donazione di sangue
ed iniziative a favore dei giovani, vale a dire:
- sostegno ad oltre 200 studenti universitari fuori
sede della zona rossa de L’Aquila
- borse di studio agli studenti delle scuole superiori
de l’Aquila
- corsi di attività ludico-motoria ai bambini delle
scuole materne ed elementari del Comprensorio
Villa Sant’Angelo - San Demetrio Né Vestini Sant’Eusanio, in sinergia con l’Associazione Aniene
80 Ciao.
Questo pannello è stato istallato, a perenne memoria,
all’inizio del percorso vita all’interno del centro polivalente.
Ricordiamo con piacere il primo incontro dei Club Junior a Collemaggio - L’Aquila - e successivamente nelle
tendopoli delle cittadine della provincia (Fossa, Onna,
Villa Sant’Angelo, San Demetrio Né Vestini, Sant’Eu-
3 - 2013
sanio) alla presenza del Club L’Aquila del Governatore Caterina Melonio. Il Presidente Santini ha visitato
l’impianto manifestando vivo compiacimento per la
sua realizzazione e per l’operato del comitato del PI.
Egli era accompagnato da Caterina Melonio, Marcello
Marrocco, dal governatore dell’area Lazio e Abruzzo,
Pier Luigi Palmieri e dal governatore dell’Umbria Pietro
Pallini.
Apprezzamenti sono pervenuti dai componenti del
comitato, da vari governatori, da molti club Panathlon,
da singoli soci, dal Segretario Generale Leo Bozzo dal
past-presidente del Distretto Italia e componente del
comitato Michele Di Martino.
*Consigliere Internazionale
Addio a Rolly Marchi
cow boy antidoping
di Giacomo Santini
Rolly Marchi era un poeta non solo perché scriveva poesie. O perché scriveva libri con il cuore di un fanciullo,
anche a ottant’anni.
Con quel suo cappello da cow boy, avuto in dono da
Walt Disney, è stato interprete della professione giornalistica nello sport con la dolcezza e l’incanto di un
instancabile esploratore del mondo e degli uomini.
Era il cow boy delle nevi perché inaugurò quel suo
grande cappello sul monte Bondone di Trento dove
inventò il trofeo Topolino di sci, con il patrocinio del
famoso giornale per ragazzi. Seppe creare una rete di
sci club giovanili capaci di alimentare per decenni la
sua manifestazione. Da quelle gare e dalla spettacolare
sfilata di centinaia di minisciatori per le strade di Trento
e piazza Duomo uscirono campioni come Gustav Thoeni, Pierino Gros, Ingemar Stenmark, Pirmin Zurbriggen, Marc Girardelli, Cristian Ghedina, Claudia Giordani,
Isolde Kostner, Alberto Tomba, Deborah Compagnoni……..
Alle diverse generazioni di campioni Rolly Marchi seppe trasmettere un approccio gioioso con le fatiche e le
speranze dello sport, anche attraverso una coreografia
colorata alle gare e una serie di trasmissioni TV portate
a termine con la collaborazione del suo grande amico
Mike Bongiorno.
Collaborò con diversi giornali ma non si legò mai a
lungo con nessuno. Per vivere aveva una sua attività
nel mondo delle assicurazioni che gli consentiva di
frequentare in libertà le sale stampa dei principali
avvenimenti negli sport che amava: lo sci in particolare
e le Olimpiadi in generale.
Rideva delle nostre angosce di consegnare in fretta e
furia l’intervista alla radio o alla televisione, oppure gli
articoli al fax o alla telescrivente. Lui si è sempre preso
tutto il tempo per riflettere e distillare le emozioni.
Il suo habitat era la montagna, a piedi, con gli sci, come
atleta, giornalista, organizzatore, fotografo, scalatore
con i suoi amici Cesare Maestri, Dino Buzzati, Riccardo
Cassin, Walter Bonatti e Mauro Corona.
Ebbe una grande notorietà quando, per primo, intuì la
formula delle sponsorizzazioni sulle maglie dei corridori professionisti degli anni cinquanta. Nel ciclismo
ebbe anche una breve esperienza come corridore,
chiusa a causa di una serio incidente e come direttore
tecnico di una squadra.
Fu esonerato perché insisteva per fare firmare ai corridori una clausola antidoping che molti non accettavano.
Poi preferì dedicarsi alla fotografia e alla letteratura.
Sfornò molti libri di grande suggestione su mondiali ed
olimpiadi e su riflessioni profonde sui valori della vita,
come “Il silenzio delle cicale”, “Le mani dure”, “E ancora
la neve” , “Se non ci fosse l’amore”.
Nato a Lavis(Trento) all’anagrafe si chiamava Rolando
che diventò Rolly in arte quando approdò a Milano, la
sua città di adozione. Ogni anno tornava ripetutamente a Trento e a Lavis, prima per trovare la madre, vissuta a lungo come lui e poi per rivedere le montagne ed i
molti amici che ora lo piangono e lo raccontano.
E’ morto a 92 anni, spesi davvero bene.
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Etica ed educazione
Centro Internazionale Etica per lo Sport
di Paul de Broe*
ICES è una piattaforma per tutti coloro che sono interessati nel campo dell’etica nello sport e dell’educazione fisica.
Si tratta di un’associazione indipendente che riunisce esperti del mondo dell’etica nello sport e dell’educazione fisica,
raccoglie le loro conoscenze e le diffonde ad un pubblico più vasto.
Il centro si propone di stimolare la consapevolezza etica nel mondo dello sport, sulla base di un chiaro motto: lo sport
è un campo adatto per lavorare con valori e norme. Nello sport possiamo stabilire risultati positivi, solo se lo prendiamo in considerazione e siamo disposti a lavorare su di esso. ICES vuole sottolineare questi risultati positivi, senza
ignorare gli elementi negativi.
ICES e Panathlon International
ICES è un’iniziativa di diversi membri del Panathlon International, Bond Voor Lichamelijke Opvoeding e delle università fiamminghe che offrono lauree in educazione fisica. Il Prof. Dr. Marc Maes - Membro del Panathlon di Bruxelles e
Professore all’Università di Gand - è stato il fondatore, principale ispiratore e primo Presidente del centro fino alla sua
scomparsa il 14 agosto 2010. È stato firmato un Patto (14 novembre 2009, Roma) da Enrico Prandi (Panathlon International), Eric De Boever (Panathlon Bruxelles) e Marc Maes (ICES). Kristine De Martelaer - Professoressa presso l’Università Vrije di Bruxelles – agisce in qualità di attuale Presidente di ICES.
Progetti in corso
(1) Etica nello sport (2012-2014)
ICES sta attualmente coordinando un progetto che si occupa di autorità politiche dello sport e del mondo spor-
tivo con esperienza nel campo dell’etica nello sport, comprese le questioni riguardanti l’integrità, l’abuso sessuale
e la violenza. ICES agisce come organo centrale per supportare una vasta gamma di parti interessate nel mondo dello sport.
(2) Sport senza confini (2013-2014)
Nel 2012, i Ministri fiamminghi responsabili per lo Sport, le Politiche Giovanili, l’Istruzione e il Welfare hanno
firmato una dichiarazione di impegno sulla protezione dell’integrità fisica e sessuale dei bambini. In questo con
testo, sono stati sviluppati tre strumenti:
• Un quadro di riferimento sulla integrità sessuale e fisica, composto da diversi strumenti a livelli politici distinti,
con un’attenzione particolare per le organizzazioni sportive professionali;
• Un opuscolo con le principali azioni di questo quadro di riferimento tradotto in iniziative facilmente accessibili
per le (più piccole) società sportive;
• Bandiera dello sport: uno strumento didattico per aiutare le parti interessate allo sport nella valutazione del
comportamento sessuale che coinvolge i bambini.
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(3) Nessun diritto, nessuna gloria! (2013)
Con la Coppa del Mondo FIFA (2014) e le Olimpiadi (2016), molti eventi sono in procinto di accadere in Brasile nel
campo dello sport. Il presente progetto si impadronisce di questo unico ‘doppio’ evento per sensibilizzare i giovani fiamminghi riguardo alle violazioni dei diritti dei bambini connesse a quei mega eventi sportivi.
(4) Un kit di strumenti per affrontare l’omosessualità nel calcio (2013)
L’obiettivo è di sensibilizzare i soggetti interessati al calcio e di fornire buone pratiche come fonte di ispirazione per l’azione.
(5) Salvaguardia Sport giovanile (2014-2015)
ICES coordina un’Azione Preparatoria nel campo dello sport, finanziata dall’UE. Siccome i giovani atleti d’élite
hanno una maggiore probabilità di cadere preda di minacce di integrità (sia fisiche che morali), nel contesto di
tale questione, l’obiettivo principale del progetto è quello di aumentare la consapevolezza ed estendere il concetto di responsabilizzazione e di ambiente etico nello sport. ICES e dieci partner europei (tra cui Panathlon International) si incontreranno quattro volte in tutta Europa per raggiungere tale obiettivo.
*Consigliere Internazionale
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Lettere al Panathlon
3 - 2013
- opinioni a confronto -
Non basta dare i numeri,
Il nostro DNA è diverso
di Renato Zanovello*
Leggendo l’articolo del gen. Ennio Chiavolini, apparso
sul n.2/2013 della Rivista del Panathlon International
e riguardante l’espansione del nostro Movimento,a
prima vista sono rimasto profondamente amareggiato
nel veder riportati, nella Tabella e nel commento, numeri che proiettano un’ombra nera sul Panathlon, sia a
livello internazionale sia a livello locale.
Ma poi ho pensato che non ha scientificamente alcun
significato il confrontare grandezze fra loro disomogenee, raffrontando il Panathlon con “Service Clubs” che
nulla hanno a che fare con la cultura e l’etica sportiva,
costituenti il nostro DNA secondo il CIO, e che , per di
più, hanno radici storiche, struttura organizzativa e
relazionale con la società circostante, mezzi finanziari,
profondamente diversi dal Panathlon stesso che è,
sottolineo, esclusivamente sportivo, aperto a tutte le
persone interessate, di qualunque età e condizione
sociale. Ciò detto, osservo ancora, positivamente, che
a fianco di un ristretto numero di soci, ruotano molti
sportivi (panathleti simpatizzanti) che intervengono a
determinati Convegni, manifestazioni, Incontri tema-
tici non necessariamente conviviali, da noi organizzati,
nonché migliaia di giovani studenti ai quali ci rivolgiamo mediante Progetti, Premi ed Eventi speciali (uno
per tutti “1 ora per i disabili”, di mia diretta conoscenza).
A questo punto, ritengo doveroso occuparci dell’espansione quantitativa del Panathlon anche in vista dell’ovvio ricambio generazionale, senza peraltro trascurare
l’aspetto qualitativo, non meno importante, anzi, che
comunque va trattato in altro ambito. Allo scopo,
oso suggerire che i nostri Organi istituzionali, prima
di diffondere urbi et orbi, dati fuorvianti, nocivi per
l’immagine del Movimento, sia a livello promozionale
che istituzionale, trattino il problema al loro interno,
onde individuarne le cause e formulare proposte, in
un Programma di espansione a breve-medio termine,
alla luce dei tempi odierni e confrontandoci con realtà
proprie del mondo sportivo.
Con il sincero augurio di buon lavoro,
razionale e positivo!
*Referente Cultura sportiva Area 1
Past President Panathlon Padova
Il grazie di un padre
Sono Francesco Patron, padre di Stefano, vincitore del 41° concorso studente-atleta categoria maschi-scuola media.
Volevo ringraziarvi di cuore per la gioia che avete dato a Stefano, alla sua famiglia e ai suoi amici.
Importante é stata anche la soddisfazione data agli insegnanti di scuola e ai tecnici e dirigenti della Spes.
Direi che se Stefano ha saputo sfruttare i suoi talenti é merito di tutte queste persone che lo stanno accompagnando
nella sua crescita.
Grande merito, poi, sono certo sia da attribuire a Istituzioni come la vostra che con grande sforzo e impegno promuovono lo sport nei suoi aspetti più nobili. Ho notato, infatti, che nello spirito del Panathlon non ci si sofferma in
maniera particolare al risultato sportivo, ma si da enfasi e risalto soprattuttoall’aspetto sociale e morale degli eventi
sportivi, soffermandosi sulle persone e sulle loro storie personali.
Ho avuto modo di apprezzare la profonda passione che vi spinge nella vostra impresa, di certo non facile, che ritengo di grandissimo valore sociale,particolarmente di questi tempi nei quali, spesso, assistiamo a fatti di corruzione,
doping e altro in ambito sportivo.
Continuate così nella vostra opera, e lo sport sarà più pulito, solidale e ancor più appassionante.
Un grazie di cuore.
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Attività dei Club
NEL SEGNO DI VERDI IL 50° DI AREZZO
Il Club aretino ha festeggiato il Cinquantesimo anniversario della sua fondazione con una significativa cerimonia svoltasi nella Sala dei Grandi del Palazzo della
Provincia di Arezzo.
Hanno onorato con la loro presenza la cerimonia il
Presidente Internazionale Giacomo Santini, il Past
President Enrico Prandi, il Governatore dell’Area 6
Rinaldo Giovannini, il Presidente del Coni Provinciale
Giorgio Cerbai, il Fondatore del Club Ivo Misesti, oltre
ad una nutrita rappresentanza dei Club dell’Area 6 e
delle Autorità del Comune e della Provincia di Arezzo.
Assente il Presidente del Distretto Italia Federico Ghio
per impegni sicuramente più importanti.
Dopo i saluti di benvenuto da parte del Presidente del
Club Piero Ferruzzi e la presentazione degli ospiti, il
Presidente Giacomo Santini con un intervento altamente qualificato, ha posto in evidenza il significato
vero e profondo di un anniversario che vuole consegna
alla Storia cinquanta anni dedicati allo Sport attraverso
GEMELLAGGIO A REMI TRA NAPOLI E PAVIA
Si è svolta a Pavia, nella splendida cornice agrituristica
della “Tenuta Limido” della frazione Zerbolò, la cerimonia di Gemellaggio tra il Panathlon Club Napoli e il club
di Pavia.
“L’equipaggio” dei napoletani con 13 panathleti e
familiari, capitanati dal presidente Poly e M. Laura Sanguineti e dal past president Giovanni Del Forno e sig.ra
Cristina Mauro era composto da:
Aldo Balassi, Salvatore Bavaro, Mimmo e Silvana Di
Martino, Titti Frascolla, Giannandrea Lombardo di
Cumia, Lino ed Edda Merola, Fatima Muoio, Filippo e
Teresa Napolitano, Alfredo e Tina Pagano, Ciro Triunfo,
Giosuè e Clara Vitagliano, Cesare Bruschini e signora,
Renato e Adele Mele, Giovanna Maurelli e Cecilia Sanguineti e consorte. Era inoltre presente il governatore
dell’Area 11 (Campania) e v.presidente del Distretto
Italia Antonio Gambacorta e sig.ra Angela.
La folta rappresentanza napoletana ha fatto si che si
respirasse l’aria salmastra della baia di Napoli anche in
considerazione del fatto che garbato anfitrione della
serata è stato il presidente del Club ospite Angelo
Porcaro, napoletano insediandosi sulle rive del Ticino
all’inizio degli anni ’70 e qui ha trasferito a studenti e
sportivi il suo infinito amore per lo studio e lo sport, in
particolare il canottaggio, che lo ha visto protagonista
negli anni ’60 con i colori giallorossi quando in tandem
negli anni ’60 con i colori giallorossi quando in tandem
con Cesare Bruschini ha fatto incetta di titoli nazionali.
La serata è stata, a dir poco, indimenticabile per gli
interventi dei presidenti dei due club protagonisti
del gemellaggio e cioè Sanguineti (Napoli) e Porcaro
(Pavia), dei due governatori delle regioni Campania e
Lombardia Antonio Gambacorta ed il vulcanico Lo-
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il lavoro e il sacrificio di uomini che hanno donato al
Panathlon le loro migliori risorse culturali per contribuire alla crescita e all’affermazione degli ideali che
animano il nostro movimento teso alla conquista di
maggiori consensi e di una più ampia e qualificata partecipazione allo sviluppo fisico e culturale delle nuove
generazioni.
Aveva preceduto l’intervento del Presidente Santini il
Presidente onorario del Club, Carlo Alberto Magi, che
aveva svolto una relazione sui “50 anni di presenza al
Panathlon sul tessuto sportivo cittadino” nel corso della
quale sono stati ricordati i principali eventi che si sono
succeduti nel corso dei cinquanta anni e i panathleti
che sono stati alla guida di società sportive e di organizzazioni strettamente attinenti allo sport.
Il tutto con la sapiente “regia” di Assuero Pieraccini.
Ha concluso i festeggiamenti una conviviale che ha
accolto molti ospiti e che ha offerto un “coraggioso”
accostamento con il ricordo di Giuseppe Verdi in occasione del duecentesimo anniversario della nascita.
renzo Branzoni, nonché del presidente del Panathlon
International Giacomo Santini.
Ma i grandi protagonisti della serata sono stati il “duo
giustizia” Franco Roberti e Armando D’Alterio rispettivamente procuratore nazionale antimafia e procuratore di Campobasso, entrambi campioni di canottaggio
in gioventù.
Roberti e D’Alterio si sono confermati due eccellentissimi affabulatori coivolgendo con un intervento combinato non solo i panathleti e loro ospiti alla cerimonia
del “Gemellaggio” ma anche le centinaia di studenti e
professori intervenuti il giorno dopo nell’Aula Magna
dell’Università con una ‘lectio magistralis’ davvero
degna di tale definizione.
A suggellare ancora meglio lo spirito di intenti e passioni di questo Gemellaggio i due procuratori dopo gli
applausi e i ringraziamenti ricevuti all’Università si sono
recati lì accanto, sul Ticino a vogare con i canottieriagonisti pavesi.
Filippo Napolitano
I rappresentanti dei due Club con il Presidente Santini i governatori
Gambacorta e Branzoni e i Magistrati Roberti e D’Alterio
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Anno LI - Numero 3 Settembre-Dicembre 2013
Stampato nel Dicembre 2013
Direttore responsabile: Claudio Bertieri
Editore: Panathlon International
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Coordinamento: Emanuela Chiappe
Traduzioni: Alice Agostacchio, Dagmar Kaiser
Direzione e Redazione: Via Aurelia Ponente 1, Villa Queirolo
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