GIANFRANCO SCRIMIERI INTRODUZIONE A PIETRO MICHELI TIPOGRAFO DEL 1600* Documentare l'attività d'un tipografo, per circa sessant'anni, non è compito facile, se si pensi che la sua produzione ha goduto dei vantaggi e degli svantaggi del monopolio. È il caso di Pietro Micheli, sedicente borgognone di Dolè, che ha lasciato dal 1629 al 1690 ,circa poco più f di duecento edizioni, prima operando a Traini come allievo del romano Lorenzo Valerii (1621-1628), pur senza figurare nei frontespizi, poi a Bari (1629-1630), 'solo e in 'società con Giacomo Gaidone, infine a Lecce dal 1631 al 1690 circa. Degli eredi (per ora individuati solo in uno dei figli 'maschi, Giacomo, che firma « l'erede di Pietro Micheli ») si conoscono otto edizioni (1690-1696). L'unica società tipografica creata a Lecce nel sec. XVII lega i nomi di Pietro Micheli e del genero ,Nicola Francesco Russo di Trani, con cinque edizioni (16441645). Per il resto, Micheli lavorò fsolo, scegliendo testi e illustrazioni, ora legandosi all'incisore Pompeo Renzo i , ora usando rami già adoperati o incisi da artigiani sconosciuti, )non trascurando le commissioni di autorità civili e religiose, di ordinaria amministrazione. Dell'attività tranese del Micheli 'sappiamo poco. A Bari stampò tre opere: di Giulio Della Gatta un manualetto per far bene i conti, di David , Gallo una mistica tragedia ispirata a S. Angelo, di 'Camino Destinate come premessa tecnica alla schedatura delle edizioni ritrovate del Micheli (G. SCRIMIERI, Per gli annali tipografici di Pietro Micheli (1629-1696), in Studi di storia pugliese in onore di Giuseppe Chiarelli, a cura di Michele Paone. III, Galatina, M. Congedo, 1974), queste pagine, a giudizio insindacabile del curatore della pubblicazione miscellanea, non sono in linea con la stessa. Dobbiamo al concetto di libertà di stampa del direttore della rivista ,la possibilità di spiegare in qualche modo un arido elenco 'di schede. La bibliografia che segue avrebbe dovuto completare il 'catalogo delle edizioni micheliane. Quella che compare negli « studi , Chiarelli » è, infatti, stata ricostruita dal curatore, senza alcun nostro controllo. 1 M. PAONE, Inoisori leccesi del Seicento, 'Galatina, M. Congedo, 1974. Provincia di Lecce - Mediateca - Progetto EDIESSE (Emeroteca Digitale Salentina) a cura di IMAGO - Lecca Vallo un grosso commentario a Virgilio (queste ultime due frutto della collaborazione col Gaidone) 2. Per quanto riguarda Lecce, si può retrodatare l'inizio dell'attività tipografica al 1631, confermando le supposizioni di D. E. RHODES 3. L ' operetta di Filippo Formoso, i Carmina, è stata, infatti, recuperata e assicurata alla biblioteca universitaria di Lecce in data recente. Precede, come prima edizione leccese, solo di qualche mese il Tancredi di Ascanio Grandi, che pure reca la data 1632. L'edizione del Formoso dà un saggio delle cognizioni tipografiche del Micheli, del gusto nell'incorniciare le pagine, nel disporvi i contenuti, nello scegliere i capilettera. Dell'opera non è rintracciabile, per ora, altro esemplare. Il ritrovamento è importante non tanto perché sposta 'di poco il problema 'della prima edizione leccese, ma per l'esempio che il Micheli dà di quello che ha appreso a Trani rdal Valerli, di ciò che ha assimilato, di ciò che ha scartato. Ciò che, forse, indusse i leccesi a stringere i tempi per ottenere l'autorizzazione agli impianti tipografici. Di quasi tutti gli anni abbiamo almeno un esemplare, a testimonianza d'un lavoro che, continuamente rivolto ad assecondare i piccoli e i grandi ingegni di provincia, era proteso più verso vuote accademie che incontro a reali esigenze. Il cospicuo contributo agli annali tipografici del Micheli, già pubblicato 4 , permette di affrontare, a lato del discorso propriamente tecnico (sugli strumenti usati, sul prodotto finito, sulla rarità delle edizioni, sui problemi relativi al recupero e sull'attività incisoria), un discorso sul tipo di cultura adoperato e vissuto nella Lecce 'del 1600. L'argomento, accennato da vari studiosi locali frammentariamente (com'è costume), meriterebbe d'essere oggetto d'un saggio critico sulla base documentaria fornita dalle schede del Micheli. 2 A. GAMBACORTA, Stampatori e librari a Bari nei secoli XVI - XVIII, (in corso di stampa). 3 D. E. RHODES, Di un'operazione tenuta ma non stampata a Lecce nel 1611, in Studi di storia pugliese, cit., III, p. 135 (in nota). 4 Il primo contributo, limitato alle Edizioni salentine del Seicento nella biblioteca « Caracciolo » di Lecce, è stato pubblicato, in Lecce, per la ,Ediquattro, nel 1972 II volume è stato presentato da Michele PAONE, il 9 maggio 1973 nell'aula magna dell'università di Lecce. Il testo della presentazione (Storielle salentine. I. Seicentine leccesi) in « La zagaglia », XV, 1973, 59, pp. 3040. L'ultimo lavoro isu Pietro Micheli è recente: Per gli annali tipografici di Pietro Micheli (1629-1696), cit., pp. 527-738. 5 Ad esempio: N. VACCA, Lecce nel '600. Rilievi topografici e. demografici. I gonfaloni dei quattro « pittagi » che componevano la città, in « Rinascenza salentina », VII, 1939, n. 1, pp. 91-5; P. DE LEO, Uno sconosciuto stato delle ar,";'^'IP della città di Lecce del 1631, in « Rivista di storia della Chiesa XXII, 1968, n. 1, poi in « Almanacco salentino 1968-1969. A cura di gedo e Vittorio Zacchino », ICutrofiano, « Nuova Apulia », 1968, pv. - 57-66. 4 Provincia di Lecce - Mediateca - Progetto EDIESSE (Emeroteca Digitale Salentina) a cura di IMAGO - Lecce contenuto di ogni edizione balza analiticamente dalla minuta (descrizione che è in ciascuna scheda, ove s'è tenuto conto di porre in rilievo tutti i contributi, 'sia pure minimi, dei 'singoli autori salentini (e non) ruotanti n el l 'orbit a dell'autore 'del testo. Lo schema usato nel sezionare libro è quello seguito altre volte 6, perché consente di avere tra le mani un volume 'dato come non ritrovato o (disperso, comunque lontano. Questo tipo di compilazione 'degli annali tipografici orienta lo studioso sugli elementi propriamente tecnici (caratteri, capilettera e fregi, (disposizione o meno (d►l colophon, illustrazioni, margini, carta, legatura, (dimensioni, segnature) e lo invita all'analisi di contenuto, a partire dal frontespizio (comunemente trascritto 'per intero). I retroscena d'un lavoro sono, comunque, da ricercare soprattutto nelle dediche ampollose, nei versi o nelle prose di convenienza o d'affetto o d'amicizia 'con l'autore, spesso curiosamente allegoriche o inconcludenti, irriverenti nei (confronti dei problemi reali. Dall'esame di tali elementi, spesso considerati secondari, si possono individuare personaggi o avvenimenti, arricchire biografie manchevoli, metter punti fermi su orientamenti e interessi (del tempo, su scopi e limiti dell'iniziativa editoriale in (se stessa. Nel caso di Pietro Micheli, ad esempio, i cui interventi sono frequenti, e poi del figlio Giacomo, « erede », è possibile andare aldilà del puro gusto tipografico, 'delle conoscenze tecniche, pure notevoli, per delineare una figura di primo piano (in senso positivo e in senso negativo) della cultura salentina seicentesca. Micheli 'è coinvolto in una realtà spaccata in due (diversi aspetti, di minoranza quella cosiddetta colta, di maggioranza quella misera e ignorante. Alla sua attività vanno, quindi, ascritti i meriti e i demeriti che si rileveranno in uno studio accurato 'della 'situazione locale e delle sue (dipendenze dai centri influenti (Napoli, Venezia). Egli ' ha partecipato attivamente al 'degenerare del gusto o al fiorire d'illusioni subito sopite. Il suo 'senso artistico è innegabile, soprattutto per le edizioni della prima metà (del 'secolo. Poi, in (mancanza forse di bravi artigiani locali, dovette ripiegare su rami già adoperati per illustrare .i libri. Anche questo fece con gusto d'artista. Edizioni 'belle e meno belle si alternano negli anni attivi della tipografia leccese; letterati, prelati, 'teologi, filosofi, solo qualche storico (velleità), grammatici, raccoglitori, G. SCRIMIERI, Per un catalogo della biblioteca « R. Caracciolo » di Lecce. Primo contributo : incunaboli, in « La zagaglia », XII, 1970, n. 45, pp. 39-53; Incunabuli della biblioteca universitaria di Lecce, in « La zagaglia », XIII, 11'7 1 . n. 52, pp. 333-45; Cinquecentine della biblioteca « R. Caracciolo » di Lecce. ,!-1520), in « La zagaglia », XV, 1973, n. 59, pp. 3-18; II (1521-1536), in « La :;ct b , c„. ,, XV, 1973, n. 60, pp. 22-9; III (1537-1550), in « La zagaglia », XVI, 1974, i..' '61-62, pp. 3-26. Provincia di Lecce - Mediateca - Progetto EDIESSE (Emeroteca Digitale Salentina) a cura di IMAGO - Lecce poeti celebrativi 'si danno cambio nei locali del Micheli, scelti anch'essi ad hoc in un angolo della Lecce vecchia (lo si rileva da uno dei documenti ritrovati). Micheli ha curato qualche ristampa. Dai frontespizi esaminati risulta una soda volta vincolato a un llibraro, Montini di Bari. La fama raggiunta ,dal 'Grandi, (dapprima nelle chiuse accademie locali, lanciò tipograificamente Pietro ,Micheli che, d'allora, godè di particolari benefici amministrativi 7 e idi commissioni a getto continuo. Si può supporre ch'egli ,si ' sia legato ai fratelli Ascanio e Giulio Cesare Grandi e a Pompeo Renzo, per i contenuti 'd'un certo tono da una parte, per l'impaginazione artistica da un'altra. Sotto certi aspetti Micheli è ,da , considerare tipografo ,delle accademie più che della curia: a chi non era riuscito ad andar oltre i confini provinciali ha concesso possibilità d'esprimersi. Gli 'va dato atto , d'aver fruito delle circostanze favorevoli e ,d'essere stato il primo vero tipografo ,salentino. Il suo esempio sarà seguito da molti nel 1700. Nella Puglia, nel sec. XVII, non v'è altra presenza 'tipografica, oltre quella del Valerli a Trani, paragonabile, per continuità e qualità, a quella Imicheliana. Lecce è affascinata ' dall'invenzione della stampa, assapora — com'è solita — il gusto del ritardo e se ne impossessa ingigantendone i frutti. Lo dimostra pure da diffusione — anche successiva — delle edizioni di Michelii, le "peripezie trascorse per raggiungere biblioteche pubbliche e private, dov'è stato possibile rintracciarle. A Lecce la 'biblioteca provinciale è la principale depositaria delle pubblicazioni , di (Micheli (circa la metà); seguono le biblioteche: « R. Caracciolo », « vescovile », « universitaria », ,del monastero di 'S. Giovanni Evangelista. In gran parte, gli esemplari provengono da fondi conventuali. Altri centri ai quali (dobbiamo la schedatura sono: Bari (« nazionale »), Trani (« comunale »), 'Gallipoli (« comunale »), Galatina Scritture delle università e degli ex-feudi. I : Atti diversi, fasc. 43/2, c. 4 v, cpv. 2. Nei « Capitoli, patti, e conventioni con li quali l'Università della 'Fedelissima Città di Lecce intende vendere la gabella della farina del grano, et 'orgio alle 'n-ioline una con il Casale di S.to Pietro de Lama Casale 'de Corpore d'essa Città», si legge: « Essa Città vende la detta gabella del modo ut 'supra li franchi franchi, e li Villani Villani a porte chiuse, e mari quagliati e non aliter ince alio modo, tra li quali franchi si dechiara sia il 'stampatore che resiede in questa Città per la quantità del pane che hà di bisogno per 'se, e per sua famiglia, stante che a tempo che fu introdotta la stampa alla ' Città se li promise non solo la detta franchezza, ma ancora l'habitatione della casa come appare dalla conclusione fatta da essa Città l'anni passati corroborata con Regio assenso 'qual stampatore e sua famiglia lo debbiano trattare con ogni 'benignità stante il beneficio publico che detta Città ne riceve per detta 'stampa (28 ' gennaro 1666) ». Cfr. pure la notizia ' segnalata da ' N. VACCA, Sui primordi della tipografia nel Salento (con un breve excursus), in « Archivio 'storico pugliese », XVIII, 1965. 7 ARCHIVIO DI STATO DI LECCE, 6 Provincia di Lecce - Mediateca - Progetto EDIESSE (Emeroteca Digitale Salentina) a cura di IMAGO - Lecce (« comunale »), Ugonto (« vescovile »), Scorrano (« comunale »), Lequile (« conventuale »), Salice Salentino (« conventuale »), Taranto (« comunale »), Bitonto (« comunale »), Martina Franca (« comunale »), Mesagne (« comunale »), 'Manduria (« comunale »), Brindisi (« arcivescovile » e « provinciale »), Lucera (« comunale »), Terlizzi (« De Gernmis »). Al di fuori della regione, le segnalazioni delle schede riportano di frequente i nomi di Matera (« ! provinciale »), Napoli (« nazionale »), Venezia (« nazionale »), Firenze (« nazionale »), Roma (« nazionale », « angelica »), (« nazionale »), Grottaferrata (« badia greca »), Rovigo (« accademia dei Concordi »), 'Città del Vaticano (« apostolica vaticana » e archivio sacra congregazione dei riti), Londra (British Museum), Parigi (« nationale », « mazarine », « arsenal »). Fanno da corona e da numero le segnalazioni di esemplari rinvenuti presso privati (Bari, Lecce, Galatina, Campi Salentina, Otranto, Francavilla Fontana, ecc.). Si sa che non è facile recuperare tutti gl.i esemplari delle opere stampate !da un tipografo. Spesso si devono passare in rassegna centinaia ! di volumi !di biblioteche private o di biblioteche pubbliche fornite di strumenti adeguati, si deve a volte forzare la privacy di raccoglitori !di libri, si può !distrarre un libro per consentirne la riproduzione fotografica. Difficoltà consuete per chi si occupi a fondo !di certi problemi e per chi voglia , contribuire !concretamente al reperimento, alla inventariazione e alla ischedatura dei beni culturali della regione. I mali che affliggono da sempre le biblioteche si possono risolvere cominciando a ' imporre i cataloghi, prima dei libri rari e locali, poi, via via, di tutto il patrimonio. Siamo convinti che, tuttora, la maggior parte di esso sia conservata (con più o meno senso di responsabilità) nelle biblioteche private e nelle conventuali. Il lavoro di scavo può continuare in 'condizioni !disagiate, come le attuali, ma non se ne potranno vedere frutti immediati. !Se esistesse un coordinamento reale delle iniziative individuali, se si avessero mezzi idonei, le attuali cognizioni gioverebbero a !qualcosa, creando un sistema bibliotecario che valga per tutti e 'orienti i futuri studiosi. Gli annali d'un tipografo, i cataloghi d'incunabuli e di !cinquecentine, alla fine, non saranno un prodotto arido se da essi sii trarranno il contenuto dei libri, gli interessi ! dei lettori, più ampiamente la 'cultura del tempo. , Cilludiamo che il lavoro !su Pietro Micheli, ! che continua, non rimanga sterile schedatura e analitica descrizione. Esso deve contribuire a imporre all'attenzione un !secolo che, per Lecce, ,vuol dir molto, anche in senso negativo. Sessant'anni di attività intorno a un torchio, alla carta stampata, in regime di !monopolio, non trascorrono inutilmente. La 'cultura circolante in provincia nel XVII !sec. vien fuori anche da chi si è esposto, assegnando alla tipografia di ! Midheli un ruolo preminente, indicandola come punto fermo anche nelle sedute accademiche. !Capita, così, ,di esaminare, attraverso le edizioni leccesi Provincia di Lecce - Mediateca - Progetto EDIESSE (Emeroteca Digitale Salentina) a cura di IMAGO - Lecce del 1600, il pensiero e la (cultura di chi le ha riempite di contenuti. Si potrà riscattare (qualche ignoto :scrittore, il giudizio sulla società locale del tempo non muterà di molto nè (differirà da quello dato ai modelli seguiti (Napoli). A Lecce ci s'illudeva come altrove, si (bighellonava in attesa (d'una serata « diversa », d'una esibizione, d'un avvenimento. In (quel clima 'proliferò, parte integrante, 'l'attività tipografica. Delle edizioni contenute nel nostro contributo solo una non è stata esaminata, perché :scomparsa (dal posto (che occupava. Si tratta dell'opera di Andrea Lanfranchi (Tractatus de Beneficijs Ecclesiasticis), regolarmente schedata presso la Biblioteca nazionale di Napoli (B. Branc. 24-A-49). A differenza (delle edizioni non ritrovate, 'sulle quali si potrà nutrire qualche 'dubbio, legato (soprattutto all'attendibilità delle citazioni bibliografiche, l'opuscolo di Lanfranchi è esistito sino a qualche tempo fa in una pubblica biblioteca. Per il resto, (ci si è basati sull'esame diretto (delle opere, anche se in più esemplari, tenendo conto (done segnalazioni di amici solo per rintracciarne copie fotostatiche o fotografiche. L'ordine seguito nella disposizione delle singole schede è (consueto, alfabetico nella sequenza cronologica (anche nel caso Amma(s(sari-Azzariti, (contro la logica). La bibliografia riportata a pie' 'd'ogni scheda segue l'anno di stampa . d'inizio di ogni pubblicazione (utilizzata. Le voci AAR e De Simone sono state unificate, .senza tener (conto (dello pseudonimo. Nell'elenco bibliografico (delle opere cons(ultate si noteranno frequenti parentesi quadre, a indicare la citazione adoperata ,nella scheda. Le opere di uno stesso autore, utilizzate in bibliografia, seguono sommariamente il cognome tra parentesi, a eccezione di Origini e fortuna di Pietro Marti. Per due autori soltanto (si rimanda a biblioteche (specifiche: la raccolta di ritagli degli articoli pubblicati da Amilcare Foscarini sul Leccese « Giornale del popolo » dal 1927 al 1930, posseduta .dalla « provinciale » di Lecce, le aggiunte manoscritte (di Giuseppe 'Petraglione al Saggio biblioBari. Il rimando grafico (del Foscarini, collocato nella « nazionale » « quaderno », (soprattutto per (descrizioni già effettuate, 'sostituisce la citazione completa (del nostro primo contributo agli Annali di Micheli (Edizioni salentine ecc., cit.). Il (discorso sulle edizioni non ritrovate di (Pietro Micheli è, sino ad ora, limitato a poco meno (di ottanta segnalazioni (di :bibliografi localli. Per la maggior parte delle :schede compilate si (tratta di (pubblicazioni effettivamente uscite dal torchio micheliano. Su altre potranno rimanere dubbi. 'Contenutisticamente, tuttavia, la valutazione data al prodotto tipografico leccese del periodo non viene modificata. Ci !sarebbe, !semmai, da rincarare la dose. Tra le fanti utilizzate la più attendibile resta, a nostro giudizio, il manoscritto del Lezzi, nelle (cui minute descrizioni, accanto ai nomi di poeti occasionali o conosciuti, si leggono giudizi assai severi. 8 Provincia di Lecce - Mediateca - Progetto EDIESSE (Emeroteca Digitale Salentina) a cura di IMAGO - Lecce Un'innovazione importante sarà notata, nell'utilizzazione della bibliografia, ida chi ,s'interessa di repertori locali. Non compare qui, nè sarà più. considerato, il lavoro di Antonio ' Caterino (La Puglia nella storia della stampa: secc. XVI-XVIII, Bari, Crossati, 1961), abbondantemente utilizzato sinora. Esiste un lavoro identico, che precede quello citato di ben otto anni, opera di Beniamino D'Amato (Le edizioni pugliesi dal 1535 ,al 1799. Saggio bibliografico, Bari, 7 maggio 1953), scomparso (27 aprile 1956) prima di veder realizzato il progetto dell'editore Sansoni ,di Firenze. La pubblicazione del repertorio, cui l'utilizzazione del Caterino ha tolto molto qualitativamente, era annunciata dal D'Amato nella relazione scritta a Bari il 28 ottobre 1953 per le Celebrazioni salentine, ciclo (ottobre 1953), pubblicata nel 1961 col titolo Le scuole scrittorie e la tipografia in Terra d'Otranto sino al sec. XVIII, nel secondo volume 'degli atti celebrativi. « Il catalogo bibliografico del Micheli (i cui annali già ora, per le ricerche da me eseguite con la viva speranza di prossima continuazione e , di possibile completamento, ' registrano oltre duecento numeri) contiene nei suoi aspetti tipici la massima parte della 'cultura salentina e particolarmente leccese 'del secolo XVII, anche se al controllo ,del tipografo operoso sfugge l'opera maggiore o minore dello scrittore che ha lasciato la patria e la sua regione per vagare nelle varie contrade 'd'Italia in cerca di migliore fortuna ... ». Così scrive D'Amato alla p. 16 e alla p. 23 cita, in bibliografia, il frutto della sua fatica: D'AMATO BENIAMINO, Le edi- zioni pugliesi dei secoli XVI, XVII e XVIII. Bibliografia ragionata. Firenze, Sansoni Antiquariato, in corso di stampa (e i lavori ivi citati). A conferma dell'anticipazione data nel 1953 'dal D'Amato, l'editore Sansoni, nella collana Contributi alla « Biblioteca bibliografica italica », nel 1955, tra le opere in preparazione includeva quella 'del D'Amato, Le edizioni pugliesi dalle origini al secolo XVIII. Alla p. 25 del catalogo Sansoni Antiquariato si legge: « L'opera descrive analiticamente oltre quattrocento edizioni, per tre quarti sconosciute, che rappresentano alcuni aspetti tipici 'della cultura della Pulia nei secoli XVI, XVII e XVIII e costituiscono la produzione tipografica autoctona di quel 'periodo. Dal Nehou al ,Desa, al Ventura, al Pace, al Gaidone, allo Zannetti, al Micheli, al Vitale e al Valerij, al De Bonis, al Mazzei, al Chiriatti, a Domenico e Pasquale Viverito, al Crudo, al Marino, alle rarissime edizioni leccesi e tranesi senza note tipografiche, tutta la storia 'della stampa pugliese, sino alla fine del 'secolo XVIII, è indagata in ogni particolare, cc:141. 'corredo di ampie notazioni bibliografiche e, soprattutto, di fonti archivistiche finora ignorate ». Tutti questi elementi ci hanno spinti a una ricerca collaterale a quella sulle edizioni ,micheliane. Alla fine, l'inedito idi D'Amato è venuto fuori e ei è stato prezioso 'd'indicazioni e di descrizioni « saltate » nella Provincia di Lecce - Mediateca - Progetto EDIESSE (Emeroteca Digitale Salentina) a cura di IMAGO - Lecce9 utilizzazione cateriniana. Ne possediamo copia fotostatica s . Il risultato delle laboriose e accurate (vent'anni fa) ricerche di D'Amato sono compendiate in 155 pagine dattiloscritte. Alla bibliografia segue un'introduzione di tredici cartelle, quindi le edizioni del secolo XVI, de edizioni baresi del secolo XVII, le edizioni tranesi del secolo XVII, le edizioni leccesi e brindisine del secolo XVII, de edizioni daune del secolo XVII, le edizioni leccesi del secolo XVIII, de edizioni tranesi del secolo XVIII. Esaminate de edizioni dei singoli tipografi, il D'Amato elenca le edizioni, discusse, probabili, non ritrovate. Questo contributo, mentre intende ristabilire determinati valori di onestà e di giustizia, vuole onorare la memoria idi Beniamino 'D'Amato, alla quale si ' dovrebbe rendere doveroso omaggio restituendogli la possibilità di pubblicare integralmente il suo repertorio. ABBREVIAZIONI s. t. s. a. s. n. t. f. t. tav. y o/. r. a. r v ms. ripr. front. p. p. S. p. t. p. u. p. ASL BNB BPL BNN BARB senza tipografo senza anno senza note tipografiche fuori testo tavola/e volumi ristampa anastatica recto verso manoscritto riproduzione del frontespizio prima parte seconda parte terza parte ultima parte archivio di stato di Lecce biblioteca nazionale di Bari biblioteca provinciale di ,Lecce biblioteca nazionale di Napoli biblioteca arcivescovile di Brindisi 8 B. D'AMATO, Le edizioni pugliesi dal 1535 al 1799. Saggio bibliografico, Bari, 7 maggio 1953. 10 Provincia di Lecce - Mediateca - Progetto EDIESSE (Emeroteca Digitale Salentina) a cura di IMAGO - Lecce FONTI BIBLIOGRAFICHE da Fasano, Memorabilia minoritica Provinciae S. Nicolai Ordinis Minorum Regularis Observantiae Al) anno 1222 usque ad annum 1655 , Barii, apud Zannettum, & Valerim, 1656. NIGRIS Lorenzo, Ad Illustrissimum Magnum Magistrum Sacrae Religionis Ilierosolymitanae, eiusque nobilissimos patres venerandi consilii, et Italiae MDCLXXVI, Apud P. Michaelem. linguae, BONAVENTURA DE Niccolò, Biblioteca napoletana, ei apparato a gli huoinint illustri in lettere di Napoli, e del Regno ... , In Napoli, Appresso A. Bulifon All'Insegna della Sirena , 1678 (r. a. Bologna, A. Forni, 1971). TOPPI Leonardo, Addizioni copiose ... alla Biblioteca Napoletana del Dottor Niccolò Toppi, In Napoli, Per iSalvator Castaldo Regio Stamp., MDCLXXXIII, A spese di Giacomo Raillard (r. a. Bologna, A. Forni, 1971). 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