n. 14
ARTICOLI SACRI
a SENIGALLIA
ARTICOLI SACRI
a SENIGALLIA
via Andrea Costa 31
tel 071.60597
via Andrea Costa 31
tel 071.60597
Settimanale della Diocesi di Senigallia - giovedì 9 aprile 2008 - € 1
Poste Italiane spa - Spedizione in abbonamento postale - D.L. 353/2003 (conv. in L 27/02/2004 n°46) art. 1, comma 1, DCB Ancona - Taxe Perçue - Tassa riscossa ufficio PT di Senigallia -
Editoriale
PASQUA
La fatica e la gioia di vivere:
questa è la Pasqua, ogni
anno. Ma particolarmente
quest’anno. Sto scrivendo
mentre arrivano le tristissime notizie dell’Abruzzo. Ci
vuole sempre tanto coraggio per vivere accettando
fatiche e sofferenze: quelle
eccezionali di un terremoto,
ma anche quelle quotidiane
di un parente da assistere,
un grave problema sentimentale o affettivo, la lotta
contro un male inguaribile,
il posto di lavoro che non
c’è più… In questa Pasqua vogliamo prendere il
Vangelo sul serio. Quando il
Vangelo ci parla della Croce,
quando si vede Gesù cadere,
non possiamo pensare che
il discepolo sia trattato
meglio del maestro. E siamo
disposti a seguirlo sul cammino che ha percorso prima
di noi. Malgrado tutto,
andiamo avanti e troviamo
la forza di vivere e anche la
gioia di vivere. Gioia non ci
viene dalle buone condizioni, perché un giorno sono
favorevoli, l’indomani sfavorevoli. Gioia che può venirci
solo dal Vangelo. Questa
gioia ci viene da chi ci ha
detto: “Non abbiate paura,
io sono con voi… Vi dono la
mia pace”. La sua pace che
è serenità interiore, che è
gioia interiore, che è gioia
di vivere, gioia di accogliere
gli altri, tutti gli altri, come
sono, con i loro limiti, con
i miei limiti. Il cristiano,
nella settimana in cui Cristo
sulla Croce grida in faccia
a suo Padre «perché mi hai
abbandonato?», grida con
lui. E chi grida nelle ore del
dolore sarà ascoltato. Già
lo straordinario impeto di
soccorso di questi giorni è
il primo segno che il cuore
dell’uomo è fatto per il bene,
per donare. Perché siamo
fatti ad immagine di un Dio
buono. È un’affermazione
più che desiderata e necessaria in queste ore. Dall’Abruzzo può venire a tutti
noi, tante volte così distratti,
un richiamo potente. E i
nostri occhi, velati di pianto,
sono pronti a illuminarsi di
gioia.
Gesualdo Purziani
Pasqua è la festa dei macigni rotolati.
La mattina di Pasqua le donne, giunte
nell’orto, videro il macigno rimosso dal
sepolcro. Ognuno di noi ha il suo macigno. Una pietra enorme messa all’imboccatura dell’anima, che non lascia filtrare
l’ossigeno, che opprime in una morsa di
gelo; che blocca ogni lama di luce, che
impedisce la comunicazione con l’altro. È
il macigno della solitudine, della miseria,
della malattia, dell’odio, della disperazione, del peccato. Siamo tombe alienate.
Ognuna col suo sigillo di morte. Pasqua,
allora, sia per tutti il rotolare del macigno,
la fine degli incubi, l’inizio della luce, la
primavera di rapporti nuovi. E se ognuno
di noi, uscito dal suo sepolcro, si adopererà per rimuovere il macigno del sepolcro
accanto, si ripeterà finalmente il miracolo
che contrassegnò la risurrezione di Cristo.
Sudori, di brividi sulla pelle, di lacrime sul
viso. Sentieri fioriti dell’eterno che, per incrociare l’uomo, si fanno viottole terrene
e passano dai nostri pozzi, e si affacciano
nelle nostre valli, e si inerpicano sui nostri
colli, e sfiorano le nostre case.
Tonino Bello
Speranza
“Il Signore è veramente risorto!”. E’ questo l’annuncio, la buona notizia della Pasqua, il messaggio antico e sempre nuovo, l’evento
sconvolgente che cambia il corso della storia e dà senso all’esistenza. Certamente viviamo in tempi difficili e anche drammatici. Ci
sgomenta in questi giorni la catastrofica situazione provocata dal
terremoto nell’Aquilano: le numerose vittime, tra le quali alcuni
bambini, e le migliaia e migliaia di sfollati che hanno perso tutto
ci interpellano profondamente.
Oltre a questo ci preoccupa la dilagante crisi economica che colpisce con la perdita del lavoro un numero crescente di persone e di
famiglie, creando grande disagio per il presente e buia incertezza
per il futuro. Spontanea sorge la domanda: perché tutto questo?
c’è ancora spazio per la speranza?
Pur nella nostra incapacità a dare una risposta al problema del
male e del dolore - si tratti di calamità naturali o di perversi fenomeni sociali o di malattie o di quant’altro - il messaggio pasquale
tuttavia è l’unico che dà un fondamento solido alla nostra speranza. Se Cristo è risorto, la vita è possibile aldilà della crisi, della
distruzione e della morte. Se Cristo è risorto, la disperazione può
essere vinta. Certo i morti non risorgono qui e ora, ma da una situazione di grande dolore e viva preoccupazione può risorgere
celebrazioni in Duomo
Giovedì santo - 9 aprile
ore 10.00 - S. Messa crismale
ore 18.00 - S. Messa in Coena Domini
Venerdì santo - 10 aprile
ore 12-15 - Preghiera e digiuno
ore 21.15 - Processione Cristo morto
Sabato santo - 11 aprile
ore 22.30 - Veglia pasquale
Domenica di PASQUA - 12 aprile
Santa Messe ore 9, 10, 11.30, 18
ore 11.30 - Messa solenne del Vescovo
Celebrazioni in diretta e riflessioni e
programmi dedicati ai temi del Triduo su
Radio Duomo inBlu (95.2 Fm)
l’anima della comunità, lo spirito di solidarietà, l’impegno per il
bene comune. In queste ore in cui sono davanti ai nostri occhi le
macerie del terribile sisma e i preoccupanti effetti della recessione
economica, guardando al Crocifisso risorto possiamo tutti cercare
di risorgere, rivedendo in particolare i nostri stili di vita. E’ questa
l’occasione propizia per scoprire o riscoprire il valore della sobrietà, evitando ogni forma di spreco e di consumi superflui, per poter
aprire il cuore alla solidarietà e così contribuire alla costruzione di
un mondo più giusto e fraterno.
Un particolare motivo di speranza per la Chiesa di Senigallia è l’indizione del Sinodo Diocesano. Si stanno muovendo i primi passi di
questo evento di grazia che consiste nel “camminare insieme” per
metterci in ascolto della parola di Dio e delle attese, delle aspirazioni e delle sofferenze dell’uomo d’oggi. Con il Sinodo la Chiesa
senigalliese si sente chiamata ad una conversione, ad un rinnovamento, per crescere nella comunione e nel servizio verso i fratelli.
Con questa Pasqua vorremmo tutti recuperare la fiducia nella vita
e nella possibilità di compiere il bene.
E’ questo l’augurio di Buona Pasqua, una Pasqua di risurrezione,
che con viva cordialità mi è gradito rivolgere a tutti i lettori.
+ Giuseppe Orlandoni, vescovo
Basket in carrozzina: Senigallia fa canestro
Si svolgerà a Senigallia la XV edizione della
Final Four di Coppa Italia di Basket in Carrozzina. Organizzata dal Comitato Italiano
Paraolimpico, dalla S. Stefano Sport di Porto Potenza Picena e dalla A.S.D. Goldengas
Pallacanestro Senigallia, con il patrocinio
della Regione Marche, della Provincia
di Ancona e del Comune di Senigallia, il
weekend dal 17 al 19 aprile si preannuncia
decisamente interessante.
Non solo perchè l’iniziativa si presenta
come culturalmente importante - non è
frequente vedere a Senigallia incontri sportivi con persone disabili come protagonisti
- ma anche perchè la competizione vedrà 4
squadre contendersi l’ambito trofeo della
Coppa Italia. Se nel calcio questo torneo ha
rischiato negli anni passati di “andare alla
deriva” perdendo l’interesse prima di tutto
delle squadre protagoniste (e poi di conseguenza dei tifosi), negli altri sport, messi in
ombra dal predominio calcistico, la Coppa
Italia mantiene una rilevanza “speciale”.
La Goldengas non è nuova a manifestazioni
di questo genere: lo scorso 4 febbraio infatti, gli atleti della pallacanestro senigalliese
hanno sfidato, “accomodati” in carrozzina,
i giocatori della S.Stefano Sport di Porto
Potenza Picena, squadra militante nel Campionato serie A1 di Basket in Carrozzina, in
una serata “Il cuore nel canestro”. Da quella
manifestazione è nata una nuova iniziativa
che ha portato a Senigallia appunto la
final four di Coppa Italia. A contendersi il
trofeo, per tre giornate ad ingresso libero al
PalaPanzini di via Capanna, 4 squadre provenienti da Roma, la Lottomatica Elecom
Sport e la Cmb Santa Lucia Sport, da Sassari,
la Gsd Anmic, mentre da Taranto arriva la
Comes Dream Team. Si inizia venerdì 17
aprile alle 17.30 con la cerimonia di apertura cui seguiranno i primi due incontri.
in evidenza
RIFLESSIONI SULLA PASQUA
La festa della vita suggerisce pensieri,
atteggiamenti, scelte nuove.
Qualcuno ha avuto voglia di condividerli con noi.
autori vari
4-6
IL LAVORO CHE VACILLA
Uno speciale sulla situazione occupazionale
del nostro territorio, di questi tempi.
a cura di Michela Gambelli
8-9
2
9 aprile 2009
attualità
Il tempo della solidarietà
P
roprio nei periodi di crisi come quello che attraversiamo in questi mesi
si rinvigorisce il richiamo alla solidarietà. Quello strano sentimento
che tante volte è sembrato annebbiato, ma che fornisce l’amalgama di una
convivenza civile, che alimenta la coesione sociale di una società moderna.
Proprio nel solco segnato dalla solidarietà si colloca l’iniziativa lanciata
dal Consiglio permanente della Cei per costituire un “Fondo di garanzia
a sostengo delle famiglie più deboli” attraverso una grande colletta della
Chiesa che si terrà il 31 maggio, spiegando che sarà “un atto che educa alla
solidarietà e alla condivisione, all’apertura del cuore e alla generosità, a
non vivere solo per se stessi, ripiegati sui propri problemi e sui propri interessi, ma con cuore fraterno e compassionevole”. Questa iniziativa si affianca alle tantissime altre che sbocciano come fiori sui territori locali, promosse dalle diocesi in alcuni casi, stimolate da enti locali o da cooperative
sociali laiche in altri casi.
Per aiutare e sostenere le famiglie dei disoccupati o dei pensionati nascono raccolte di fondi, assegni mensili, banche alimentari, contributi per le
bollette, azioni di micro-credito...
Si possono verificare molti gesti e interventi rivolti ai più poveri. Solamente
in rari casi, però, sembrano realizzarsi iniziative coordinate sul territorio,
quasi come se i vari soggetti presenti navighino a compartimenti stagno. In
una situazione come l’attuale sembrano poco menzionate, ad esempio, le
potenzialità della Legge 328 del 2000 che ormai da un decennio richiede ai
Comuni e altri enti sociali di promuovere la costituzione di Piani di Zona
con tavoli di concertazione ai quali possono partecipare tutti i cittadini,
ma almeno dovrebbero partecipare le forze più rappresentative di una
realtà territoriale. Mai come in queste occasioni i ritardi si pagano e si
notano nelle iniziative concrete, perché spesso non servono interventi a
pioggia, ma misure mirate e specifiche, perché sono assai più effi caci delle
azioni coordinate, nelle quali tutta la società civile organizzata è coinvolta
rispetto a quelle sicuramente necessarie, ma promosse da organizzazioni
solitarie.
Ancora una volta emergono le pecche di una società civile italiana, magari
più istituzionalizzata al Nord del Paese o più informale nel suo Sud.
Infatti essa se da una parte, comunque, è capace di vivere e di muoversi
sul territorio ed individuare i suoi problemi, dall’altra fa fatica a pensare
insieme, a coordinarsi e fare sistema per operare verso il bene comune
attraverso la costituzione di un nuovo welfare che non è più appannaggio
esclusivo della burocrazia statale, ma condiviso e partecipato, capace per
questo di incrementare la fiducia tra gli attori di un sistema sociale che
non sono soltanto quelli che si occupano della Carità, ma anche le imprese,
le banche, le istituzioni politiche o quelle culturali.
La grande colletta oltre ad essere un gesto che “richiama a uno stile di
Chiesa che si ricorda delle membra più deboli”, come hanno spiegato i vescovi italiani, potrà anche essere un incentivo affi nché si possa pensare alla
promozione di uno sviluppo solidale che non solo risponda al problema
contingente, ma sia capace di rendere attivi i cittadini e le famiglie coinvolgendoli perché possano essi stessi diventare protagonisti del loro futuro.
Andrea Casavecchia
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fax 071-2504802 –
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Asteriski
* Il Papa e i giovani. Nella Domenica delle
Palme, il Papa ha accolto migliaia di giovani in
Piazza San Pietro. La loro
presenza segna il passaggio della Croce-simbolo delle Giornate della Gioventù dalle mani
dei ragazzi australiani
(l’evento si è tenuto lo
scorso luglio a Sydney) a
quelle degli spagnoli che
la ospiteranno nel 2011
a Madrid. Il Papa ha ricordato con commozione i “fratelli e le sorelle
africani” che perdono la
vita per raggiungere un
tenore di vita migliore.
Aggiunge: “Non possiamo rassegnarci a simili
tragedie, che purtroppo
si ripetono nel tempo”.
* Nota pastorale. La bellezza del Vangelo/Gesù è
stata al centro della presentazione del libro: “La
Bibbia giorno e notte”,
martedì 7 aprile, dalle
ore 20,45 in poi, nella
Basilica di Santa Croce in
Gerusalemme, con fotografie, letture scelte del
testo sacro, cori, musiche, danze liturgiche: un
mixage veramente indovinato.
* Marche-Russia. Fra gli
ottocento imprenditori
italiani presenti a Mosca per la supermissione
in Russia, sono ben 30
le imprese marchigiane
che prendono parte alla
missione imprenditoriale: aziende calzaturiere,
del tessile, dell’abbigliamento, mobile e arredo,
meccanica, stampi, argenteria, costruzioni, impiantistica e turismo.
* Tagliare gli stipendi.
L’Udc propone un taglio
da subito del 10% dello
stipendio dei parlamentari, perché “di fronte
alla crisi servono fatti
senza demagogia”. Pier
Ferdinando Casini rilancia: “Non possiamo accettare mega-ricchezze
per manager che hanno
fallito. Una nuova regolamentazione dei mercati
finanziari si impone, così
come una lotta ai paradisi fiscali e all’evasione”.
* Senigallia: prove di turismo. Domenica 5 aprile, Senigallia-mare ha
registrato un record di
presenze. Tanti gli sport
in voga: bici, pattinaggio,
passeggiate e il nordic
Walking: un “camminamento speciale” che impegna il 90% dei muscoli,
riducendo l’impegno fisico del 30% e consumando il 45% di energia in
più rispetto allo jogging
tradizionale.
* Piano casa. Finalmente
approvato il piano casa
e superate le barriere
burocratiche, che sono
davvero un pantano di
“sabbie mobili”, l’Italia
sarà un cantiere e calerà
la disoccupazione. Per
alcuni la Legge è “anticostituzionale”. Ma la vera
realtà anticostituzionale
è certamente la disoccupazione. Anche il “grido”
del WWF: “è un attentato
senza precedenti al territorio” va rovesciato: il
vero “attentato” è la disoccupazione.
Giuseppe Cionchi
3
9 aprile 2009
terremoto
quando
la terra trema
L’Abruzzo sconvolto dal terremoto, la paura di una
‘guerra’ non dichiarata che distrugge, l’angoscia
per il futuro, la speranza della ricostruzione
la nostra settimana santa
Il pianto silenzioso
P
ersiane sventrate, muri sberciati, distruzione. Sofferenza
e dolore fra le macerie, volti sconvolti, feriti e tanti volontari provati e stanchi eppure solerti nel soccorrere.
Paesi rasi al suolo, tanto lavoro umano, tanto impegno nel
costruire la propria casa, la propria città, la propria comunità.
Tutto allora è vano? Tutto cade proprio nel nulla e nella dissoluzione?
L’interrogativo è lancinante, soprattutto quando è in gioco la
vita e i morti sono tanti e, forse, ancora più saranno. Le famiglie porteranno una grande ferita nei loro nuclei, i vecchi si
sentiranno di peso e i giovani si chiederanno: vale proprio la
pena di spendersi a costruire noi e le nostre case se poi così
finisce?
La fatalità però non è la risposta di chi crede in Dio e nella
solidarietà dei fratelli, di chi sa che l’Altro veglia su di te.
Qui, da dove scrivo, piove e il sole spunta solo a sprazzi, cedendo poi alle gocce fredde e desolanti. Mi sembra la metafora del nostro Dio, il Misericorde, che prende parte alla
storia dell’uomo e della donna.
Che fa ora il nostro Dio e Creatore? È impassibile, stoico, incapsulato nella sua assenza di sentimenti e di partecipazione? No il nostro è un Dio che nel Figlio crocifisso si è donato
all’umanità.
Ora Egli piange, con chi piange e con tutti coloro che trattengono le lacrime per rimboccarsi le maniche; Egli soccorre
con il suo dolore e la sua sofferenza e le gocce piovono sulla
terra. Sorride su chi ha teso subito la mano, su chi, incurante
del pericolo ha rizzato la tenda e preparato 6.000 pasti caldi
in un battibaleno, ed allora spunta il sole fra le nuvole.
Non è romanticismo o visione oleografica, è certezza di fede:
la nostra storia è nelle nostre mani e dobbiamo chiederci
come potremmo evitare simili sciagure, ma è sempre, e sempre tale rimarrà, la storia del Dio con noi, la storia di noi due
che, oggi, insieme piangiamo e insieme sorridiamo. Sui morti e sulla distruzione, sulla generosità e l’altruismo.
Vedo una foto spettrale, desolante, se non fosse per un ramo
fiorito che sbuca a sinistra e attraversa un terrazzo deserto.
Una sciagura immane.
Lo penso di mandorlo e mi sento Geremia cui il Signore disse: “Che cosa stai vedendo Geremia?”. E il profeta rispose:
“Un ramo di mandorlo io sto vedendo”, fra tante macerie e
tanto dolore. Il Signore rispose: “Hai visto bene: io sto vigilando sulla mia parola per eseguirla”.
Il gioco delle parole ebraiche suona “shoqer” per “vigilo” e
“shaker” per “mandorlo”. In quel mutamento di vocale sta il
cuore della persona umana che diventa mandorlo e vigile
per chi soffre, perché Egli il Signore è sentinella vigile e mandorlo per noi, di noi si prende cura, piangendo e sorridendo.
Scopriamo fratelli, diventiamo mandorlo per tutti.
Cristiana Dobner
carmelitana scalza
La mobilitazione delle Caritas
Solidarietà
della
Chiesa italiana
S
tiamo tentando di capire come riuscire a organizzarci perché il problema fondamentale è che non c’è più
niente. Per questo oggi siamo andati a Roma per acquistare arredi sacri per celebrare i funerali delle vittime. Il
centro storico è devastato, lì si trovava il centro della città universitaria, ma anche la curia, la cattedrale, le chiese, che sono crollate tutte. Per quanto riguarda i giovani,
grazie a Dio, per la maggior parte erano già partiti. Da
dicembre, infatti, c’era un continuum di scosse, all’inizio
era stato un po’ preoccupante poi ci eravamo abituati
a convivere. Poi, una settimana fa, c’era stata una forte
scossa, che ha spaventato molto gli universitari che hanno deciso di anticipare le vacanze. Poi la notte di domenica, verso le 23, c’è stata un’altra scossa con un grande
boato senza danni, ma questo ha spinto delle persone ad
uscire dalle case, ma certo non era prevedibile quello che
è successo poi. Io mi trovavo in curia quando c’è stata la
scossa delle 3,32: ho avuto appena il tempo di alzarmi,
poi sono crollati gli armadi, i mobili, giusto in tempo a
uscire, poi ho sentito un grosso boato perché è crollata
la cattedrale e ha invaso anche la curia. Tra i sacerdoti ci
sono feriti, ma non gravi. Sono morte, invece, delle suore. Una anziana, probabilmente, per la paura.
Purtroppo, poi, tra gli universitari alcuni erano ancora qui e
stiamo tentando di capire qual è la loro sorte. Alcuni ragazzi abitavano in quartieri adesso rasi al suolo. È un momento
molto difficile: ci sono genitori che chiamano e vorrebbero avere notizie, ma noi non sappiamo niente, al massimo
possiamo dare indicazioni su dove stavano e poi ci affidiamo alla Protezione Civile. Al momento mancano all’appello
una decina di ragazzi, ma comunque c’è ancora gente sotto
le macerie, circa una trentina di persone. Al secondo gior-
A
nche la sede diocesana della Caritas e la curia de
L’Aquila hanno subito danni rilevanti dal terremoto.
Secondo don Andrea Laregina, coordinatore della Caritas Italiana per l”intervento a favore della popolazione
“le cifre più alte sono quelle degli sfollati che superano
i 100 mila”. Da parte sua, il presidente di Caritas Italiana, mons. Giuseppe Merisi, vescovo di Lodi, ha espresso
piena solidarietà all’arcivescovo dell’Aquila Mons. Giuseppe Molinari assicurando la preghiera per le vittime e
le loro famiglie e il pronto impegno in favore delle persone colpite. La Caritas Italiana si è infatti subito attivata per coordinare gli sforzi delle Caritas che hanno già
offerto disponibilità ad intervenire. Agli uffici in mattinata sono arrivate telefonate da tutte le sedi italiane, dal
nord al sud Italia, per mettersi a disposizione. Intanto
da tutto il mondo cominciano ad arrivare messaggi di
solidarietà e di disponibilità. Il direttore della Caritas
diocesana dell’Aquila, don Dionisio Humberto Rodriguez Cuartas, è anche parroco a Paganica, epicentro del
sisma, ed è impegnato in prima persona nei soccorsi alle
vittime. Caritas Italiana, in stretto contatto anche con il
delegato regionale, con i direttori delle Caritas diocesane
no dopo la scossa assassina, la città si è risvegliata con una
serenità silenziosa che dipende dal fatto che nessuno di noi
riesce ad accettare ancora che sia avvenuto tutto questo. C’è
quindi c’è un clima molto pacato, molto riflessivo, la gente ha sguardi tristi che fissano un po’ il vuoto. Nell’arco di
qualche secondo è stato tutto distrutto, poi ci sono state
le urla della gente, i cadaveri per la strada. Molte persone
hanno perso quasi tutto: familiari, case. Alcuni miei studenti del liceo classico, dove insegno, sono rimasti sotto le
macerie con le famiglie. È una tragedia immane.
Anche la mia parrocchia è crollata e il palazzo accanto. Siamo riusciti ad entrare e abbiamo trovato due genitori che
hanno fatto da scudo con i loro corpi ai figli, morendo ma
salvando loro la vita. In diversi punti della città, il 6 aprile, ci
sono stati dei momenti di preghiera, ma è difficile averne un
conto perché non è agevole spostarsi da una parte all’altra
de L’Aquila. Comunque, per tutta la notte sono continuati
ad arrivare gli aiuti, file interminabili di auto della Protezione civile, con volontari venuti anche per dare il cambio a
quelli che già da ore stavano lavorando. In questa tragedia
sono venuti fuori un’immensa solidarietà e il grande cuore
di tutte le persone sparse per l’Italia. Il futuro, comunque,
non fa paura.
Il popolo abruzzese è un popolo di grande forza d’animo.
Sono convinto che troverà il coraggio di ricominciare, di
rimettere in piedi la città non come era prima, ma anche
meglio, anche perché ne va dell’identità di questo popolo.
Certo, rimane il profondo dolore per la gente che non c’è
più, ma anche per onorare il loro ricordo dobbiamo ricostruire questa città bellissima, di grande cultura e di forte
tessuto umano”.
Luigi Maria Epicoco
di Abruzzo-Molise e con i vescovi locali, cerca di farsi
prossima con la preghiera e con il sostegno materiale,
valutando in questa prima fase le esigenze che emergono
nelle comunità e nei luoghi provati dal sisma, per poter
attivare interventi adeguati. Unendosi alla costernazione
del Santo Padre e rispondendo al suo appello alla solidarietà, la Conferenza episcopale italiana ha invitato a
sostenere le iniziative di solidarietà promosse da Caritas
Italiana.
Per sostenere gli interventi in corso (causale “Terremoto Abruzzo”) si possono inviare offerte a Caritas Italiana
tramite C/c postale n. 347013 o tramite Unicredit Banca
di Roma S.P.A. Iban It38 K03002 05206 000401120727.
Offerte sono possibili anche tramite altri canali, tra cui:
Intesa Sanpaolo, via Aurelia 796, Roma - Iban: IT19
W030 6905 0921 0000 0000 012; Allianz Bank, via San
Claudio 82, Roma - Iban: IT26 F035 8903 2003 0157
0306 097; Banca Popolare Etica, via Parigi 17, Roma
- Iban: IT29 U050 1803 2000 0000 0011 113; CartaSi e
Diners telefonando a Caritas Italiana tel. 06 66177001
(orario d’ufficio).
R.S.
4
9 aprile 2009
speciale Pasqua
Pasqua di risurrezione, l’evento che fa nuova l’esistenza
La storia della salvezza è storia di risurrezione
La vita, un mattino Un sapore nuovo
S
e eliminiamo Cristo, uccidiamo Dio,
aveva sentenziato Nietzsche - tutta
l’epoca moderna ha preso sul serio la terribile affermazione di uno dei suoi tragici
profeti -. Egli aveva visto che l’idea di Dio
può essere indebolita fino a risultare inefficace nella vita e nella coscienza degli uomini. Dio può restare come un’idea confusa e
inerte sullo sfondo. Per questo egli sentiva
nella presenza e nella pretesa di Cristo una
sfida inaccettabile. Gesù riporta Dio in primo piano, e con la sua presenza di Risorto è uno scandalo insopportabile per ogni
filosofia o azione o ideologia che pretende
d’essere la vincitrice della questione umana.
Per uccidere Dio, aveva dunque concluso
Neitzsche, occorre eliminare Gesù Cristo.
RicacciandoLo in un passato remoto dal
quale non può più esercitare alcun influsso
sul presente. E quindi opponendosi al frutto annunciato della Sua resurrezione: un
popolo che percorre la storia, che fa storia.
Nel migliore dei casi, se ne tollera il ricordo
per la devozione di anime pie, ma niente
di più. Per questo il grido di Péguy - «Lui
è qui come il primo giorno. Eternamente
ogni giorno» - suona come follia inaccettabile in un’epoca che ha voltato le spalle alla
Chiesa.
Tutta la nostra vicenda di uomini si gioca
sul modo di intendere la parola “destino”
- e ha come termine una sconfitta o una
vittoria -; se il destino è un ignoto lontano,
appare come un potenziale nemico che ci
procura solo guai e infine la morte; se invece è presente, diventa il principale alleato
nella nostra lotta per la vita: un Mistero che
si documenta come “sovrabbondanza” dell’Essere e non come mancanza di qualcosa.
La Chiesa porta nel mondo la visibilità di
un destino che è presente in una realtà di
uomini e donne cambiati, inizio del cambiamento del mondo. I cristiani sono precisamente il volto con cui l’avvenimento di
Cristo percorre la storia come promessa
compiuta di un’umanità più vera. E quando
l’uomo rifiuta questa proposta e si allontana da essa, immediatamente è costretto,
per rimanere coerente, a dimenticare o a
rinnegare qualcosa dell’umano, sempre. Se
eliminiamo la carne del Mistero, se lo cacciamo tra le nuvole, è come se uccidessimo
Dio, il destino. E con esso l’uomo.
La presenza di Cristo è la vittoria che oggi
come duemila anni fa è possibile vedere,
udire e toccare nella realtà di un popolo. È
una coscienza sempre positiva della vita e
una vibrazione di continua ripresa, di ragionevole insistenza sul positivo. Accadde
ai primi che riconobbero Cristo risorto a
Emmaus o sulla riva del lago dopo la mattina della resurrezione. Accade oggi al popolo che è costituito ogni giorno da quella
eredità, da quell’incontro con la vittoria cha
ha reso tutta la vita, anche nelle sue ombre,
un mattino, sempre un mattino.
Giuseppe Olivetti
T
utti se ne sono andati, sei rimasto solo!
Nel momento più difficile della tua vita
terrena, nessuno ti è accanto, per consolarti, per asciugare le tue lacrime. Proprio ora,
giunto all’apice del tuo amore per l’umanità, i tuoi discepoli non hanno il coraggio di
restarti vicino. Quanti hai guarito, sfamato, perdonato, consolato … che fine hanno fatto? I tuoi apostoli, che hai chiamato
per nome, che hai scelto personalmente
non si trovano più, forse la paura ha preso il sopravvento nei loro cuori e hanno
scelto la via della fuga. Hai chiesto loro
vicinanza nella preghiera nell’orto degli
ulivi, nella peggior notte della tua vita, ma
si sono addormentati, e ti hanno lasciato
solo con la tua angoscia, nell’attesa della
cattura, della flagellazione, della morte. La
tua sofferenza li ha spaventati, non osano
neppure immaginare il tuo volto sfigurato,
il tuo corpo insanguinato, la tua dolorosa
agonia. Tu li avevi preparati, avevi annunciato tutto questo, ma passare dalle parole
ai fatti … una cosa è immaginare il dolore,
altro è viverlo, vederlo. Tutti coloro che ti
hanno ascoltato e seguito non riescono a
guardarti, restarti accanto, non possono
pregare con te, condividere i tuoi ultimi
istanti: si erano fatti un’idea diversa di te, li
hai spiazzati tutti.
Ed è incredibile la tua reazione, anzi la tua
non reazione: non pronunci una parola di
ribellione, di rimprovero nei loro confronti,
neppure uno sguardo di rabbia. Ne avresti
avuto tutti i diritti! Resti in silenzio, un silenzio eloquente, efficace, denso di significati. E’ quel silenzio che ti hanno insegnato
i tuoi genitori, Giuseppe e Maria, quel silenzio che è sinonimo di umiltà, di pazienza, di perdono, di sapienza, di attesa.
E’ incredibile, oggi la storia si ripete. Nulla è cambiato in due millenni, nonostante
siano stati scritti fiumi d’inchiostro a com-
Pasqua di risurrezione, l’evento che fa nuova l’esistenza
Oltre l’incertezza
mento del tuo vangelo e il tuo messaggio
sia giunto in ogni angolo della terra. Noi, i
tuoi discepoli di oggi, i guariti, i perdonati
del 2009 che riempiremo le chiese nel giorno di Pasqua, ti abbandoniamo nel fratello
che soffre, nell’ultimo sbarcato sulle nostre
coste, nel bambino maltrattato, nell’anziano solo. La sofferenza ci spaventa, ci rende
tristi, ci mette in crisi, non ci fa dormire …
e allora preferiamo addormentarci cullati
dai nostri sogni di benestanti. E anche quest’anno morirai da solo e noi rimarremo
indifferenti all’atto supremo del tuo amore,
preoccupati della vacanza, della tavola imbandita, del look primaverile. Come potrai
perdonarci? E’ il tuo sangue che continua
a bagnare la terra, che scorre lungo le nostre strade, che entra nelle nostre case; è il
Golgota che si innalza sempre più, ci viviamo sopra, ma il nostro sguardo è distratto,
è altrove, non ti vediamo, non ti vogliamo
vedere.
Ma tu risorgerai di nuovo e ci stupirai, nonostante tutto. Ci chiamerai per nome, ci
porterai la tua pace, asciugherai le nostre
lacrime, senza tener conto delle nostre miserie, delle nostre infedeltà, delle nostre
fughe, delle nostre vane preoccupazioni.
E sperimenteremo ancora una volta il tuo
amore infinito, che supera ogni immaginazione umana, che ci fa sentire quella trepidazione nel cuore come i discepoli lungo la
strada di Emmaus.
Ci prenderai ancora per mano e ci offrirai
una nuova opportunità di ripartire da zero,
di intraprendere una nuova strada, di far
silenzio dentro di noi, introno a noi, perché l’amore possa esplodere con tutta la
sua forza rigeneratrice.
Avrà un sapore nuovo e diverso, allora, affollare le nostre chiese per vivere insieme
la Pasqua del Signore!
Federica Spin ozzi
I
o non c’ero, naturalmente, quel giorno, così immagino spesso come sarebbe stato aver
superato la notte della crocifissione, la notte dell’incertezza, la notte delle mie paure,
della mia solitudine, dei miei peccati. Poi l’alba della domenica, quando finalmente tutto è
vinto, ed io sono ricolma di gioia, stupita dal sole che splende alto, conquistato dalla vita,
libera per sempre. Tanta gente crede a quello che si legge sui libri, ma non crede al Vangelo che è parola di Dio. Crede a tanti personaggi della storia della politica e della cultura
ma non crede che nella storia c’è anche Cristo Gesù. Come Tommaso la gente pretende
un segno tangibile della Sua resurrezione. Quando scende la notte lo stesso sole, svanito ai miei occhi, illumina altri popoli dai quali giunge il monito della saggezza indiana:
“Non maledire le tenebre, ma accendi una candela”.
Spetta a noi aprire il cuore e vedere aldilà della notte.Noi tutti abbiamo bisogno di risorgere dai nostri errori, dalle nostre colpe, abbiamo bisogno di una seconda occasione.
Come Lazzaro dobbiamo farci togliere le bende della cupidigia, dell’invidia, di tutto ciò
che ci lega alla terra impedendoci di vedere il Suo Volto. E’ importante cambiare il nostro
cuore e risorgere con Lazzaro per amare. Nascere e morire. Inizio e fine. Alfa e omega.
E il ponte che unisce queste realtà è quell’ “amore più forte della morte” di cui parla il
Cantico dei Cantici. Amore che nessuna tomba può imprigionare. Amore che genera alla
prima vita e che proietta nella vita che non avrà mai fine.
Michela Gambelli
9 aprile 2009
speciale Pasqua
5
riflessioni Dio sa trarre cose buone anche dal male e dagli uomini
Le rocce si spezzarono
N
el racconto della morte di
Gesù, l’evangelista Matteo
inserisce un elemento che sottolinea la drammaticità dell’avvenimento: “ … la terra tremò,
le rocce si spezzarono …”. Gli
eventi diversamente drammatici
di questi giorni con il terremoto
in Abruzzo han fatto sì che questo particolare trovasse evidenza nella riflessione pasquale di
quest’anno. Nel vangelo il terremoto è la partecipazione della terra all’evento dell’incontro
traumatico tra l’amore di Dio e
la malvagità umana. Quello che
gli uomini non comprendono lo
comprende la terra: la terra si
apre e restituisce i suoi morti: “i
sepolcri si aprirono e molti corpi di santi morti risuscitarono.”
Allora “Il centurione e quelli
che con lui facevano la guardia
a Gesù, sentito il terremoto e visto quel che succedeva, furono
presi da grande timore e dicevano: “Davvero costui era Figlio di
Dio!”. C’è voluto il fremito della
terra perché l’uomo comprendesse quel che era successo: il
Figlio di Dio era morto, perché
l’uomo trovasse la vita.
Purtroppo si apre più facilmente
la terra di quanto non si aprano
la mente ed il cuore dell’uomo.
Abbiamo davanti agli occhi tragedie infinite e ci accorgiamo
solo del disturbo che ne su-
biamo. Per tutte, la tragedia di ca è nata soprattutto dall’ingoruomini in fuga dalla miseria, digia dei “sapienti e potenti” che
dalle guerre , dalla mancanza di all’egoismo hanno aggiunto la
speranza … e noi popoli civili, stupidità del non saper prevedeattenti ai diritti umani (e anche re. Riconoscere che anche tutti
degli animali) che li viviamo noi, quando abbiamo privilegiacome invasori, solo perché ci di- to i consumi finanziandoli col
sturbano. Ho sentito una battuta “pagherò” abbiamo sottoscritto
che circolava tra le clienti di una l’instabilità. Riconoscere che
pescheria: “ma adesso, il pesce, ognuno di noi ha qualcosa da
con tutti questi morti disper- ricostruire e purificare nel prosi in mare, sarà ancora sicuro?” prio stile di vita e che la novità
Di fronte a questa situazione non dipende solo dagli altri. Rieconomica difficile tendiamo a conoscere che il nostro vero fudrammatizzare le nostre preoc- turo sono una economia ed una
cupazioni e piangiamo miseria società veramente solidali, che
anche quando abbiamo uno sti- non lascino indietro troppi con
pendio sicuro che dalla crisi ha la scusa che non possiamo penavuto un aumento del potere di sare a tutti, perché sarebbero
acquisto, vista la riduzione di abbastanza da fare zavorra che
tanti prezzi.
ci trascinerà a fondo. Vogliamo
La Pasqua ci insegna che Dio sperare che i grandi di questo
sa trarre cose buone anche dal mondo che si sono recentemenmale e dalla malvagità. Allora, te riuniti, costretti dalla globalila cattiveria stupida e vigliacca tà della crisi, pensino finalmente
degli uomini è stata l’occasione in grande, trovando l’occasione
della nostra salvezza: Dio ci ha di ricostruire un mondo migliomesso tanto amore, donandoci re.
suo Figlio che si è fatto carico Del resto dopo il terremoto bidelle nostre miserie e le ha tra- sogna ricostruire e può essere
sformate in un “sì” che ha re- una buona occasione per fare
dento tutti i nostri “no”. Ma ci è qualcosa di meglio di quello che
voluto un terremoto perché chi c’era. Tante volte è avvenuto.
era presente capisse tutto que- Fare Pasqua è proprio questo:
sto. Forse se ci lasciamo scuote- trasformare il male in opporture nel profondo possiamo alzare nità di bene. C’è solo bisogno di
gli occhi e riconoscere. Ricono- tanto amore per il bene.
scere che questa crisi economidon Giancarlo Giuliani
riflessioni L’augurio per una Chiesa che annuncia gioia
Campane a festa
D
opo tre giorni di silenzio, la notte del tono dire: “Andate in pace”. Vale a dire: porSabato Santo, al termine della Veglia tate la gioia e la pace di Cristo in famiglia, sul
pasquale, le campane tornano a far sentire luogo di lavoro, nella società, nei rapporti
la loro voce per annunciare la Risurrezione con il prossimo; trasformate il mondo “prodi Gesù.
clamando il Vangelo ad ogni creatura” (Mc
Poi suoneranno ogni domenica, perché la 16,15). Non abbiate paura di nulla; nessun
domenica è il giorno in cui Gesù è risor- timore del giudizio altrui, nessuna vergogna,
to, la Pasqua settimanale. Suoneranno per ma con semplicità e umiltà portate dovunconvocare e radunare i credenti sparsi nel que la luce, la forza e il valore della vostra
territorio, immersi nelle realtà terrene. Sì, fede, visibile nel vostro buon esempio.
perché i cristiani hanno bisogno di riunirsi Questa è la Chiesa che vorrei: dei credenti
intorno all’altare, per nutrirsi della Parola di – tanti o pochi, non importa – che fanno coDio e del Pane eucaristico e ritrovare così la munità e riscoprono la loro identità intorno
loro identità di popolo di Dio. Altrimenti si a Cristo, e dal Risorto si sentono inviati in
sentiranno dispersi e confusi in un mondo missione nel mondo. Questo è anche il mio
indifferente e certe volte ostile ai valori del augurio, che faccio alla mia parrocchia e a
Vangelo.
tutta la Diocesi di Senigallia.
Per questo le campane chiamano a raccolta.
Ma poi, alla fine della Messa, i fedeli si senP. Gilberto Silvestri
riflessioni Pensare ai luoghi e alle situazioni in cui si gioca la fede nel mondo contemporaneo
Dov’è oggi il giardino del sepolcro?
D
ov’è oggi il Calvario? E dov’è oggi il giardino di Giuseppe d’Arimatea dove è stato sepolto Gesù e dove è risorto? Non è una curiosità storica o archeologica, ma mi chiedo
dove sia oggi il volto sofferente del crocifisso, dove sia oggi
l’amore gratuito che si dona; dove sia oggi la speranza della
risurrezione. Dentro di me e attorno a me vedo purtroppo
tanto cinismo, tanto disincanto, tanta disillusione; è il cinismo del “Grande Inquisitore” che pur riconoscendo Gesù
lo fa incarcerare e gli rimprovera il suo stile educativo, la
sua idea di libertà, la fiducia nelle possibilità di ogni essere
umano, perché fatto a immagine e somiglianza di Dio. E se
questo cinismo non mi stupisce sulla bocca di chi ha fatto in
modo dichiarato dell’egoismo la sua scelta di vita, non riesco
a concepirlo nei comportamenti di chi si dichiara credente,
ancor meno se della fede cristiana si fa paladino.
Quel velo del Tempio di Gerusalemme squarciato da cima
a fondo dopo la morte di Gesù, con una pazienza certosina
lo rimettiamo in continuazione al suo posto; oltre che pompieri che spengono il fuoco dell’amore di Dio, siamo anche
tappezzieri per ridurre a religiosità e a pratica e a legge tutto
ciò che parla di Dio. Mi chiedo: non stiamo forse nascondendo Cristo? Non lo stiamo foderando di perbenismo, di
buonismo, di buone maniere, di riti esteriori, di cerimonie
pompose? Dov’è l’amore che si dona? Nelle nostre organizzazioni, nei nostri discorsi, nei nostri distinguo, nelle nostre
condanne, nelle nostre definizioni precise…? Ma è qui il
Crocifisso? E’ qui il Risorto? Non ci credo più, non credo più
che Gesù sia qui. Una Chiesa così non mi piace, non lo sento
la mia casa, perché non penso sia evangelica. Ma in questo
modo non divento anch’io come coloro di cui non condivido
le scelte? E allora quale strada percorrere?
Non so fare altro che tornare al Calvario e al giardino di
Giuseppe d’Arimatea, dove trovo chi soffre e fa fatica, dove
trovo chi bestemmia e non crede, dove trovo chi è solo e sta
male. Non posso che ripartire da lì; la Chiesa non può che ripartire da lì, perché ha in sé una speranza travolgente, quella
speranza di cui parla il profeta Isaia: “Anche i giovani faticano e si stancano, gli adulti inciampano e cadono; ma quanti
sperano nel Signore riacquistano forza, mettono ali come
aquile, corrono senza affannarsi, camminano senza stancarsi” (40,30-31). Gesù, crocifisso e risorto, insegnaci cosa vuol
dire stare accanto, cosa vuol dire curare le ferite, ungerle
con l’olio della tenerezza, cosa vuol dire donare il necessario
perché ognuno possa star bene. Perdona le mie e le nostre
negligenze, le mie e le nostre giustificazioni, le mie e nostre
ragioni che vogliono azzittire la verità più profonda. Donaci
il coraggio dell’ascolto, la bellezza della condivisione, la forza
della povertà. La gioia di sapere che Dio si china su di me
e su ognuno di noi e ci abbraccia, mi dia e ci dia la forza di
accogliere questo abbraccio, perché insieme a Dio possiamo
stringere ogni uomo e donna bisognoso di aiuto, non allontanarlo, esorcizzarlo, dire che non appartiene al mio mondo.
Se Dio avesse ragionato allo stesso modo sarebbe stata la nostra fine. Se a chi crea problemi il Signore dicesse: Vai lontano da me, perché non ti conosco, ti ripudio, non sei parte del
mio mondo, la risurrezione non avrebbe senso: Dio non butta niente della nostra umanità, neanche il peccato; piuttosto
lo prende su di sé e lo trasforma.
Come sostiene Enzo Bianchi forse sta diventando tragicamente vera anche per noi la situazione descritta nel famoso
detto della sapienza indiana: due lupi stanno lottando dentro
ciascuno di noi e nella nostra società contemporanea, uno
pieno di rabbia e rancore, di risentimento nei confronti del
diverso, l’altro animato da compassione e amore intelligente.
Anche questa volta prevarrà il lupo che avremo saputo nutrire meglio nel nostro quotidiano. Noi, le nostre comunità,
la Chiesa chi stiamo nutrendo?
Buona Pasqua per nutrire la nostra fede e l’amore che salva.
don Paolo Gasperini
6
9 aprile 2009
speciale Pasqua
fare i conti con la finitezza della vita terrena
La morte, ineludibile
P
rima ancora di inoltrarsi nell’interpretazione della passione e morte di Cristo, mi pare già significativo il fatto nella
sua inoppugnabile realtà, che in Cristo è già
compiuto, mentre per noi si profila come
possibilità ineludibile.
Nella dilettevole società del consumismo
questa possibilità ineludibile evoca l’eterna
minaccia della spada di Damocle che avvelena il piacere della mensa lautamente imbandita, perciò è insopportabile. Nella coppa
spumeggiante della vita non vorremmo nulla di amaro. La rimozione della sofferenza e
della morte è il retaggio della coscienza contemporanea invasa dallo spirito del consumismo.
Un progetto di vita che non sa comprendere e valorizzare tutta la realtà, compresa la
morte, è un gioco illusorio, copertura di un
terribile vuoto interiore.
Nella società del passato la morte era un
evento collettivo. Si moriva in casa, tutta la
famiglia si radunava attorno al letto del moribondo, i vicini accorrevano per esprimere
la loro partecipazione, per dare un aiuto se
necessario, per consolare i familiari, poi arrivava il prete con un codazzo di chierichetti
e si pregava assieme sino all’ultimo respiro.
Oggi si muore nella solitudine e nell’incoscienza, per lo più all’ospedale. Il malato non
deve sapere, i familiari fingono, gli altri si disinteressano. Quando per le nostre vie passa
un feretro, sembra una nota stonate nella picevole musichetta della vita quotidiana.
Si è costretti ad ammettere la realtà della morte, ma si neutralizza il veleno che ci
potrebbe colpire, relegandola tra gli avvenimenti che non ci riguardano.
“Si muore”, muore il “si”anonimo degli altri,
mai l’io. Viceversa quando l’illusione dorata
del consumismo si dissolve e nella vita entra il peso della sofferenza, allora si vuole
la morte come fuga da una situazione che
non si ha il coraggio di affrontare. Fuga dalla
morte e morte come fuga! La coscienza cristiana comporta non la fuga, ma l’accettazione della sofferenza e della morte per dar loro
un senso. Il grande tragediografo dell’antica
Grecia, Eschilo, diceva: a coloro che soffrono molto gli Dei concedono di comprendere. Il venir meno dei livelli più bassi spinge
la carica vitale ai più ampi orizzonti dello
spirito. Per un cristiano l’esempio di Cristo
offre una motivazione ancora più grande per
affrontare la prova e darle un senso. Questo
il progetto, anche se per la consapevolezza
della fragilità umana temiamo il venir meno
all’ideale nel momento della prova.
Sono però consapevole che altri hanno un
diverso modo di pensare la sofferenza e la
morte. Sono disposto al confronto e al dialogo. Convinto del valore della visione cristiana, sono contento se altri l’assumono,
ma non presumerò mai di imporla con la
legge dello Stato. Lo spirito evangelico vede
nel messianismo della potenza la tentazione
satanica per eccellenza e preferisce il messianismo della croce. Inchiodato su un legno,
reso impotente, Cristo propone il suo dono
d’amore e ci lascia liberi di rispondere, pur
nella previsione dei nostri infiniti rifiuti. E’
necessario distinguere tra morale e politica,
pur nel rapporto di reciproca tensione. La
morale esprime la coscienza dell’individuo,
la politica deve regolare la convivenza pacifica di persone che hanno un diverso modo
di pensare il vivere e il morire.
La morale è “recta ratio”, la politica “recta ratio factibilium” costruita con le regole della
democrazia. Rispettoso delle altrui scelte,
cerco nel dialogo di far risplendere la luce
della proposta cristiano, mentre costato con
rammarico il danno che procurano alla fede
cristiana quanti vogliono imporre con la legge dello stato la propria verità a chi la rifiuta.
don Vittorio Mencucci
la buona notizia non basta, ci vuole l’incontro
Chi rotolerà il masso?
C
hi ci rotolerà via il masso dall’ingresso
del sepolcro? (Mc. 16,3). Questo dicevano fra loro le donne la mattina di Pasqua. A
volte c’è un macigno tra noi e il nostro Dio
e l’abbiamo posto e rotolato noi stessi senza neppure sapere come. La buona notizia è
che “il masso era già stato rotolato via, benché fosse molto grande” (Mc. 16,4). Nessuna
mano d’uomo l’ha rimosso, perché nessuna
forza umana poteva farlo. Comincia di qui
l’annuncio pasquale, la sorpresa della Pasqua. “Voi cercate Gesù Nazareno, il crocifisso. E’ risorto, non è qui” (Mc. 16,6).
C’è una quantità di domande che mi pongo
su questo punto e la mente comincia a perdere il filo.
Per prima cosa: cosa cerchiamo al di là di
quel limite invalicabile rappresentato da un
pesante macigno? Chi cerchiamo al di là
di quella barriera d’ombra? Le tracce di un
corpo fissato nella morte? Un cadavere da
onorare e accudire con gli ultimi servigi, da
ungere e ripulire per consegnarlo definitivamente alla morte, per prenderne correttamente commiato?
E’ risorto, non è qui. Nulla è possibile di
quanto si può umanamente immaginare.
Seconda domanda: se non è qui, dov’è? Dove
posso andare per trovarlo?
“Egli vi precede in Galilea. Là lo vedrete
come vi ha detto” (Mc.16, 7). Continua a
camminare davanti a noi, ci attende nel Regno. Il Vivente si ritrova vivendo da discepoli la nostra vita ordinaria, mangiando il
nostro pane quotidiano in pace e fraternità.
Questa pietra, cosa separa in realtà? Da cosa
ci divide? Quale passaggio ci fa desiderare e
al tempo stesso temere? Verso dove sentiamo che la nostra strada è interrotta? Verso
dove ci sentiamo impediti ad andare? Chi
deve uscire, e da dove?
Questa pietra che ci separa da un morto
non è più un ostacolo perché è stata rotolata via, ma il morto non è qui, anzi non c’è
nessun morto. Allora forse il vero sepolcro
è il nostro. E la nostra ansiosa domanda è:
chi ci rotolerà via la pietra per far uscire noi
dal nostro sepolcro? Forse siamo noi a voler
uscire, imprigionati come siamo nel timore
della morte, nel silenzio della solitudine, nel-
l’angoscia dell’abbandono (Dio mio, perché
mi hai abbandonato?). Chi rimuoverà le pietre che con le nostre mani abbiamo rotolato?
Milioni di fratelli in questo momento stanno
cercando una via di uscita dalle catastrofi di
guerre che noi uomini iniziamo e alimentiamo, dalla fame e dalla sete che le nostre politiche dissennate stanno provocando, dalle
crescenti disuguaglianze sociali che noi stessi creiamo, dalle povertà che le nostre economie di rapina aumentano invece di diminuire. E noi, forse meno invischiati in queste
tragedie epocali, viviamo comunque la sofferenza della estrema precarietà in cui ci
lascia la presente crisi economica, temiamo
un progressivo, inesorabile impoverimento,
un imbarbarimento dei nostri rapporti sociali. Oppure viviamo la sofferenza di una
malattia, della perdita di una persona a noi
cara, del finire dei nostri stessi giorni, il dolore del male di cui portiamo responsabilità.
Infine, di fronte alle grandi calamità naturali
che anche in questi giorni ci interpellano, viviamo con angoscia la finitezza della nostra
vita materiale che vorremmo affrontare con
illusioni di onnipotenza.
Forse il nostro grido viene proprio dal nostro stesso sepolcro. Cerchiamo vita e liberazione, cerchiamo Pasqua.
Allora la pietra rotolata dal sepolcro è rotolata anche per noi. “Ora andate” viene detto
alle donne. La strada è libera, il Signore l’ha
aperta, ha spalancato per noi la porta stretta.
Ditelo a tutti.
Ma le donne “fuggirono via dal sepolcro …
E non dissero niente a nessuno, perché avevano paura” (Mc. 16,8). Cosa dire in conclusione? Nulla è semplice ed automatico. La
buona notizia non basta, è necessario l’incontro con il Risorto che avverrà in seguito
da parte della comunità riunita. La strada
di Cristo è comunque accidentata e tutta in
salita, conduce dritta al sepolcro, non possiamo percorrerla a cuor leggero, come se
niente fosse (neppure Gesù l’ha fatto). Ma
Cristo l’ha percorsa, ci precede tutti, e la
porta del sepolcro è rimasta aperta. Per essa
passeranno tutti quelli che veramente ed intensamente lo desiderano.
Giovanni Polidori
oltre i limiti della nostra piccola fede
L’amore è più forte
L
a risurrezione è anticipata dalla morte.
nostre richieste e i nostri pensieri al moE il dolore che accompagna la morte ti mento, anche se noi vorremmo tanto che
lascia senza parole, a volte senza pensieri … fosse così, Gesù è il Salvatore, colui che salLa morte con la sua forte concretezza ine- va la vita non solo la guarisce dal male del
sorabilmente ci priva della vita, con altret- peccato o da un male fisico ma la salva e la
tanta concretezza la fede in Gesù risorto si glorifica nel e con il suo amore.
fa essenziale addirittura povera ed ha bi- È questo il pensiero forte con cui ho vissusogno di aiuto per restare salda, essenziale to questa Quaresima, con cui mi avvicino a
cioè sostanziale che recupera la sua stessa questa Pasqua, la vera forza che può consostanza, l’amore. L’amore che Gesù ci in- trastare la morte è l’amore che è capace di
segna e ci invita a vivere nel suo Vangelo, superare i limiti, della mia piccola fede, e di
l’amore che lui ha reso concreto nella sua donare pace e speranza al cuore dell’uomo
vita, nella sua passione, nella morte di cro- che è continuamente in ricerca. È l’amore
ce.
per le persone, per la vita, per Cristo SiLa fede, quando ci si avvicina alla morte, gnore che ogni giorno posso migliorare,
entra nella notte della fatica del dolore del- accrescere, rendere più grande e bello.
l’incomprensione; quando si sperimenta la È l’amore del Vangelo che ha una logica
malattia, la solitudine, la sofferenza quando tutta da scoprire che, se riesco a metterla
si sperimenta il senso di impotenza di fron- in pratica, rinnova la mia vita quotidiana in
te alle difficoltà, all’ingiustizia, al dolore di fatti e scelte concreti.
chi ci è prossimo, quando attorno a noi è Il ritornello del Salmo della liturgia odierna
silenzio … in tutto questo è presente il Si- recita “Proclamerò Signore la tua salvezza”.
gnore Gesù che ha sofferto il dolore della Proclamare, non con la voce ma con la vita,
morte di croce, che ha subito l’ingiustizia con comportamenti e atteggiamenti fedeli
di una iniqua condanna, che nel Getsemani e tenaci anche e soprattutto nel silenzio e
ha fatto fatica ad accogliere la volontà del nella semplicità del quotidiano, nella fatica
Padre. Gesù è presente con il suo amore, di stare nelle situazioni di dolore e di soffeè con noi quando facciamo fatica a com- renza, … è lì che si realizza la salvezza del
prendere, è con noi quando il dolore diven- Signore Gesù, è lì che inizia a compiersi il
ta difficile da sopportare, è al nostro fianco bene promesso dalla risurrezione, è lì che
quando non riusciamo a restare saldi nella l’amore di Gesù Salvatore si fa concreto,
fede. È con noi, con il suo amore e chiede palpabile.
al nostro amore di diventare grande, sem- “Forte è la morte a cui nessun uomo può
pre più simile al suo e di accogliere assieme opporre resistenza. Forte è l’amore, che
alla sofferenza la speranza del Risorto, che può trionfare sulla stessa morte, smussare
dona salvezza e vita. “Gesù non è venuto a il suo aculeo, porre fine alle sue rivendicadarci delle dotte spiegazioni sul dolore, ma zioni, svergognare la sua vittoria”
è venuto a prenderlo silenziosamente su di Confessare ogni anno nelle liturgie delsé. Prendendolo su di sé, però, lo ha cam- la Pasqua del Signore che ‘Cristo è risorto
biato dall’interno: da segno di maledizione, dai morti’ significa gridare a ogni uomo, a
ne ha fatto uno strumento di redenzione. ogni essere vivente e a tutta la creazione
Di più: ne ha fatto il valore supremo, l’ordi- che ‘l’amore è più forte della morte’. Buona
ne di grandezza più alto in questo mondo.”
Pasqua di Risurrezione!
Gesù non è un guaritore che asseconda le
Federica Franceschini
La storia della salvezza è storia di risurrezione
Fiducia in Dio
L
’anno prossimo a Gerusalemme” è il saluto che gli Ebrei si fanno a Pasqua, la loro
Festa di Pasqua. Quante volte in tanti abbiamo avuto lo stesso desiderio: celebrare la Pasqua Cristiana nella terra dove Gesù è morto
e risorto, in quella terra così ricca di ricordi
della Sua vita. Poi però la riflessione sulla
Chiesa, che continua a proporci ogni anno
un tempo forte come la Quaresima, il triduo
pasquale, la straordinaria celebrazione della
risurrezione con la liturgia del fuoco e dell’acqua, mi fa pensare al fatto che davvero la
risurrezione di Gesù è arrivata dappertutto:
in ogni angolo della terra. Tutti i cristiani
del mondo celebrano la Pasqua nella loro
terra e soprattutto nella loro vita. La risurrezione di Gesù, che per noi è fondamento
della fede, a volte sembra un regalo troppo
grande per le nostre piccole menti e i nostri
piccoli cuori. E invece è proprio così: Gesù
è risorto, ha vinto la morte! Dopo la tragedia della sua morte avvenuta come l’ultimo
degli schiavi… Gesù risorge! Non è sempre
facile nelle nostre vite intravedere la resurrezione, a volte tutto l’orizzonte è occupato
dalla croce, anzi da una sofferenza che magari non riconosciamo neanche come croce
e che quindi ci immobilizza. Questo è il percorso che Dio ha scelto per la nostra salvezza: la croce e la risurrezione. Forse ha scelto
la croce per vivere su di sé tutta la tragedia
dell’umanità, ha voluto condividere proprio
tutto con l’umanità. E ci ha offerto la risurrezione: la vita eterna! E’ bello pensare che
ogni bambino che viene al mondo ha davanti a sé la vita eterna. A volte questi pensieri
ci appaiono troppo grandi e li accantoniamo,
la nostra mente non riesce a contenerli e ci
confondono. Ma se riusciamo ad affidarci al
progetto che Dio ha sull’umanità allora diventa possibile vivere la Pasqua nella nostra
piccola grande vita, quasi sentendosi addosso la risurrezione! La Pasqua Cristiana allora
è l’evento che più ci sollecita ad un atteggiamento di piena fiducia in Dio, senza fiducia
sarebbe un mistero troppo grande, incomprensibile. Ma se ci lasciamo pervadere dal
dono della fede tutto cambia e si fa chiara la
prospettiva che abbiamo davanti: Dio Creatore, Dio Padre ci vuole con sé per sempre,
e qui su questa terra è sempre con noi a ricordarci che ha vinto anche la morte. Buona
Pasqua a tutti!
Anna Gobbetti
9 aprile 2009
chiesa
padre gabriel, di monte quemado, parrocchia gemellata con la nostra diocesi
Un’amicizia argentina
G
allettitas è la parola che si dice in
Argentina quando si fa’una foto e
noi nella nostra noi diciamo con convinzione questa simpatica parolina.
E’ stato nella nostra città, in particolare nella Parrocchia di Roncitelli Padre
Gabriel Manef, direttore della Scuola
S.Juan di Monte Qemado, seguita in
modo particolare da Padre Marcello
Birarelli. Subito una parentesi per padre Macello che là ricordano con tale
affetto tanto che ancora Padre Gabriel
trova, non diciamo, diffidenza nei suoi
confronti ma non è certo l’italiano Padre Marcello… quello che nelle ore di
calura pomeridiana andava in bicicletta col suo cappello ma, soprattutto, con
la sua grande energia!!
Una presenza subito familiare quella
di Padre Gabriel, un giovane sacerdote
dolce ma deciso nella sua convinzione
che si spera sia di tutti : l’unica via per
uscire da una condizione di povertà
cronica è l’istruzione e la volontà di
troncare con l’atavico modo di com-
portarsi poco lungimirante e senza
continuità nell’impegno che è del suo
Paese “ pan para hoy, ambre para manana”… (pane per oggi, fame per domani).
Questo comportamento va aiutato migliorare, in particolare nell’impegno familiare e nel seguire i figli. Nei giorni
trascorsi da noi è stato colpito dalla nostra laboriosità e dalla semplicità nell’instaurare rapporti, cosa che per noi è
stata facile, vista la sua persona affabile
che si è subito adattata ad esprimersi in
italiano, direi anche con proprietà !
Le foto rubate nelle Missioni in cui è
impegnata la nostra Diocesi raccolte
mirabilmente da Caterina con l’aiuto
del nostro Stefano hanno fatto da cornice alle nostre attività: la bancarella
della giornata della fraternità parrocchiale, la visione dei filmati che ci ha
mostrato p. Gabriel, i concerti uno con
canzoni col filo conduttore del viaggio
e l’altro con musiche etniche (troppo
poche persone hanno approfittato del
bell’evento!) e la cena finale del genere ognuno porta qualcosa (per alcuni
esperienza nuova è riuscita !).
Nella cena di saluto P. Gabriel ringraziando, ha citato un discorso di Papa
BenedettoXVI ai prelati del Sud America che avvalorava la verità che ovunque nel mondo la Chiesa è famiglia,
ognuno si sente a casa propria e che è
bello ed essenziale il nostro interessamento per le terre di missione ma la
nostra opera di carità fondamentale è
col nostro vicino, dove noi viviamo.
Ha tra l’altro detto la sera del concerto
che ogni paese è come uno strumento
musicale e dovremmo appunto suonare in un concerto, nel quale ognuno
porta la sua melodia unica ed insostituibile. Ma in questo c’è ancora tanto
da camminare.Ci sarà un giusto mezzo
fra la loro atavica indolenza e i nostri
stressati eccessi? Il giusto uso del nostro tempo sarà forse la consapevolezza della presenza di Dio!
La parrocchia di Roncitelli
7
agenda
la settimana del Vescovo
Giovedì Santo 9 aprile. In Cattedrale:
ore 8.30: Liturgia delle Ore
ore 9.30: S.Messa Crismale
ore 18.00: S.Messa nella Cena del Signore
Venerdì Santo 10 aprile. In Cattedrale:
ore 8.30: Liturgia delle Ore
ore 13.00: Preghiera con i giovani
ore 18.00: Celebrazione della Passione
ore 21.00: Via Crucis dalla Chiesa della Croce alla Cattedrale
Sabato Santo 11 aprile. In Cattedrale:
ore 8,30: Liturgia delle Ore
ore 10,00: Redditio dei Catecumeni
ore 22,30: Veglia pasquale
Domenica di Pasqua 12 aprile
ore 10.00: S.Messa all’Opera Pia Mastai Ferretti
ore 11.30: S.Messa solenne in Cattedrale
Lunedì 13 aprile
ore 8.30: S.Messa a Montale
ore 18.00: S.Messa in Cattedrale e rinnovo promesse battesimali dei cresimandi adulti
Giovedì 16 aprile
ore 20.30: Assemblea vicariale per il Sinodo a Corinaldo
Venerdì 17 aprile
ore 18.30: Assemblea vicariale per il Sinodo a Senigallia (in
Seminario)
Sabato 18 aprile
ore 17.00: S.Cresima a S.Martino
Domenica 19 aprile
ore 8.00: S.Messa alla Madonna del Giglio
ore 9.30: S.Cresima a Morro d’Alba
ore 11.00: S.Cresima a Belvedere Ostrense
ore 15.30: Assemblea vicariale per il Sinodo a Ostra
Memorie dal Convento di S. Maria Apparve
giovani Incontro regionale Fse per riflettere sulla legalità quotidiana
Scout, nel ricordo di Puglisi
I
ndifferenza, irresponsabilità, paura. sentenza della Corte di Assise di PaSu questi disvalori si sono confron- lermo, “austero e rigoroso, che operava
tati al Convento della Pace di Sassofer- fuori dall’ombra del campanile, senza
rato lo scorso 28-29 marzo i Rovers e veli di ambiguità, non contemplativo,
le Scolte Fse del Senigallia 3 e del Ripe pienamente calato nel sociale, lucido e
1, con la sua sezione di Marzocca, as- disincantato”.
sieme agli altri coetanei scout delle Maurizio Artale, anch’egli più volte
Marche, tutti soci maggiorenni degli minacciato di morte e già capo scout
Scouts e Guide d’Europa Cattolici. Il Fse, ha ricostruito la storia di 3P, le
meeting a cadenza biennale è stato continue intimidazioni ed atti vandaliorganizzato dal Commissariato scout ci alle diverse strutture del Centro, ha
marchigiano, in particolare dagli In- raccontato delle sottili insidie del pocaricati regionali alle branche maggio- tere mafioso nei suoi vari modi di reri Andrea Diotalevi di Pesaro e Laura clutamento e condizionamento sociale,
Moretti di Ancona. Il proposito del della violenza che coltiva, della viltà di
roverismo e dello scoltismo Fse è ac- tanti uomini dello stato ad ogni livello,
quisire una completa consapevolezza dei pericoli della droga, della difficoltà
della necessità di porsi al servizio del delle famiglie a crescere i propri figli in
prossimo, apparentemente un non- situazioni di massima precarietà e prosense in questi tempi tanto avari nelle miscuità abitativa, senza servizi sociali
cronache di esempi ammirevoli, così è e risorse urbane minime. Un quadro
riuscita assai toccante la testimonian- piuttosto diverso dalla nostra regione,
za di Maurizio Artale, presidente del illuminante per i Rovers e le Scolte che
Centro di Accoglienza “Padre Nostro”, ponevano così più attenzione alle difondato da Padre Pino Puglisi nel 1993 versità della realtà nazionale.
al quartiere Brancaccio di Palermo.
I Rovers e le Scolte hanno poi intratteDon Puglisi, chiamato dai suoi ragaz- nuto l’importante ospite con numerose
zi “3P”, fu ucciso dalla mafia lo stesso rappresentazioni, videoclip, mimiche e
anno per la sua energica attività evan- danze dove mostravano il lavoro creagelica e pastorale con cui recuperava tivo di riflessione calato nelle loro realgli adolescenti già avviati all’attività tà locali, trattando il bullismo, l’alcool,
criminale, ma anche sollecitava senza l’edonismo dei week-end, gli adulti
particolari sconti tutta l’amministra- solo anagrafici, le stragi sulle strade e
zione pubblica locale ad esercitare i la loro voglia di riscatto dai tanti cliché
propri compiti, dalla scuola alla sa- relazionali, consumistici imposti dal
nità, dai municipi alle forze dell’ordi- “sistema”.
ne. Un sacerdote, come ricostruisce la La severità dei temi ha acceso ancor
pasqua
su Radio
Duomo inBlu
95.200 FM
P
più la fraternità dell’uscita, proseguita
con gare di cucina, giochi di destrezza,
canti ed altre attività scout.
“Il nostro obiettivo a Palermo – spiega
Maurizio - è quello di lavorare per la
liberazione dell’uomo da tutte le paure,
da tutte le strumentalizzazioni, dalle
sopraffazioni e forme di schiavitù. Si
tratta di affermare la cultura della vita,
della legalità, della solidarietà, perché
la Città degli uomini sia veramente a
misura d’uomo. Vi auguro di raggiungere questo traguardo nelle vostre vite.”
Gianluca Perini
er vivere al meglio la settimana santa Radio Duomo propone una programmazione tutta dedicata alla Pasqua. Si comincia con mercoledì alle 18.30 dalla Cattedrale di Jesi con la Celebrazione
della messa crismale officiata dal vescovo Mons. Gerardo Rocconi. Giovedì dalla Cattedrale di Senigallia sarà trasmessa la messa in Coena Domini, alle 18.00, presieduta dal vescovo Mons.Giuseppe
Orlandoni. Venerdì, sempre alle 18.00 e presieduta da Mons.Orlandoni, Radio Duomo trasmetterà
la celebrazione della Passione del Signore. Domenica, giorno di Pasqua, diretta dalla Cattedrale di
Senigallia per la Messa Solenne delle 11.30. Il Lunedì dell’Angelo diretta alle 11:30 con la presenza
della corale dell’Immacolata. Dall’alba del venerdì santo Radio Duomo trasmetterà musica sacra che
invita al discernimento e alla riflessione alternata dai pensieri dei grandi cristiani del nostro tempo.
I radiogiornali manterranno la consueta programmazione.
M.G.
Il francescano P.Alberto Sabattini, vice-postulatore della causa
di beatificazione del Servo di Dio P.Alfredo Berta (1886-1969) di
Ostra, ha dato alle stampe un interessante lavoro dello stesso
P.Berta intitolato: Memorie e cronaca del convento di S.Maria
Apparve di Ostra (1884-1958) tratte dalle cronache del convento e dai documenti d’archivio. La pubblicazione serve a far conoscere il convento francescano e il santuario dalle loro origini
fino al 1958. Il convento è sorto, nel nucleo centrale, nel 1884
e la chiesa-santuario è stata consacrata dal vescovo di Senigallia, Giulio Conti, nel 1899. P.Berta ricorda con piacere che era
all’epoca chierichetto. In quel santo luogo – scrive – “germogliò
la mia vocazione francescana”. Prima del 1884 i frati avevano
il convento dove è ora il cimitero. Nel libretto di P.Berta sono
riferite con puntualità le attività apostoliche dei frati vissuti in
quel convento, ora dismesso come presenza continua dei religiosi, pur permanendo la loro presenza saltuaria nonché la
devozione della popolazione verso la Madonna e le vicissitudini del convento e del santuario negli anni, compresa la triste
parentesi della seconda guerra mondiale, quando nel convento
trovarono rifugio, tra gli altri, molti civili e famiglie di Ancona. Il
libretto, corredato di belle fotografie, sarà letto – ne siamo sicuri – con vero piacere, specialmente dagli ostrensi più attempati
(comprenso l’estensore di questa nota, pure lui di Ostra) che in
quelle note di cronaca troveranno anche fatti e volti conosciuti.
L’opuscolo è in vendita presso la libreria Barchiesi di Ostra a 5
euro.
Valerio Torreggiani
Dalla Conferenza episcopale marchigiana
La Conferenza Episcopale Marchigiana si è riunita mercoledì 1
aprile 2009, presso il Seminario Redemptoris Mater di Macerata. Dopo la Riflessione spirituale proposta da Mons. Claudio
Giuliodori, il Presidente della Cem, Mons. Luigi Conti, ha illustrato l’Ordine del Giorno e si è soffermato sui recenti lavori del
Consiglio Episcopale Permanente nel corso del quale è stata approvata la costituzione di un fondo di garanzia a sostegno delle famiglie con almeno tre figli a carico o gravate da malattia
o disabilità che abbiano perso ogni fonte di reddito. Il fondo
permetterà di ottenere dal sistema bancario un prestito mensile di circa € 500 per dodici o ventiquattro mesi, da restituire a
condizioni di favore quando avranno ritrovato il lavoro. Il fondo
sarà finanziato con una colletta nazionale, che si terrà in tutte
le chiese italiane domenica 31 maggio, solennità di Pentecoste. I vescovi marchigiani, aderendo all’iniziativa, hanno deciso
di contribuire anche personalmente con il versamento di una
mensilità. Si invitano i sacerdoti assieme a tutti i fedeli a partecipare generosamente alla colletta nazionale del 31 maggio
prossimo anche, se possibile, nella forma della decima. Sono
state attivate inoltre molte iniziative a livello di singole diocesi,
attraverso le Caritas e altri organismi, che meritano attenzione
e sostegno da parte di tutti. In riferimento ai Beni Culturali Ecclesiastici è stata approfondita l’applicazione del Protocollo di
Intesa tra la Regione Marche e la Cem. del 10 marzo scorso. E’
stata avviata la formazione del Comitato Organizzatore del Convegno Ecclesiale Regionale del 2013. Sono state date informazioni sul Corso regionale 2009 - 2011 di formazione ai Metodi
Naturali di conoscenza della fertilità e sulle End (Equipes Notre
Dame). Infine, i responsabili del Cammino Neocatecumenale
per le Marche hanno presentato i Nuovi Statuti. E’ stato approvato il Bilancio preventivo della Cem.
9 aprile 2009
attualità
Giordano Mancinelli,
sindacalista della Cgil.
Qual è la situazione? Come stanno le
nostre aziende?
Le nostre aziende complessivamente stanno
male dal punto di vista degli ordinativi e
come primo impatto ricorrono alla cassa
integrazione ordinaria, tranne alcuni casi
eccezionali. In questi giorni stiamo trattando
anche il ricorso alla “solidarietà”. Tutto questo
per evitare che si passi a dei licenziamenti
perchè vogliamo cercare di tenere i lavoratori dentro le aziende, in modo che si possa
superare il 2009 senza licenziamenti. Le
aziende che hanno fatto ricorso alla cassa
integrazione sono ormai circa una settantina
e quindi la situazione è dilagante in tutti i
settori. In questi primi mesi dell’anno siamo
di fronte ad un’espansione della crisi. Non
c’è solo il suo consolidamento ma c’è anche
un’estensione della crisi verso nuove realtà e
nuovi settori. La situazione è molto grave con
conseguenze anche sul piano sociale perchè
anche con la cassa integrazione lo stipendioè
molto ridotto.
Che cosa chiedono i lavoratori licenziati
che vengono a bussare alla vostra porta?
Normalmente la prima cosa che chiedono è
sapere se hanno diritto ai cosiddetti “ammortizzatori sociali” ovvero indennità di
disoccupazione, di mobilità ecc. I lavoratori,
indubbiamente, cercano anche una prospettiva di lavoro diversa da quella in cui sono stati
licenziati. Purtroppo, in questa situazione,
possibilità di ricollocazione non ce ne sono
perchè la crisi è ormai dilagante.
Quali sono le vostre risposte? Cosa fa la
Cgil?
Noi come Cgil, e unitariamente, facciamo sì
che tutte le lavoratrici ed i lavoratori abbiano quantomeno un sostegno al reddito;
purtroppo, nonostante molte enunciazioni
fatte dal governo centrale, non tutti sono
nelle condizioni di avere una copertura per
un periodo che consenta la ripresa delle
situazioni produttive e quindi una ricollocazione. Questo è l’aspetto più urgente. Le
persone sono senza lavoro e quindi è giusto
che abbiano un sostegno al reddito finchè
non si creano le prospettive per trovare un
altro lavoro. Un altro fronte su cui agire
è quello degli investimenti nelle attività
produttive in modo particolare che operano
nell’edilizia pubblica e privata, perchè questo
settore potrà svolgere la funzione di volano
per tutta l’economia. E’ chiaro, poi, che quello
che manca da parte della politica del governo
è rilanciare la domanda interna perchè per
questa crisi, che è nazionale, internazionale ed europea - nessuno lo disconosce - ci
vuole un intervento più deciso per sostenere
i consumi. Quindi, più risorse per i cittadini,
per le famiglie, partendo indubbiamente da
quelle più numerose, dai redditi più bassi, per
avere sostanzialmente più soldi da spendere
in modo che riprenda la domanda interna e
le fabbriche ricomincino a lavorare. Abbiamo
contribuito, con il Comune di Senigallia, a
creare un “fondo sociale” di 150.000 euro.
L’entità del fondo è ancora poco per le esigenze ma permette di affrontare le criticità che
stanno emergendo, come le famiglie che non
riescono a pagare le bollette, oltre ad aver
istituito una graduatoria aperta a quaranta
disoccupati per lavori socialmente utili verso
gli anziani, verso i soggetti svantaggiati ma
anche per la cura del territorio. E’ chiaro
che anche l’aspetto formativo è importante.
Quindi utilizzare anche da parte della Provincia tutti i fondi che ci sono a disposizione
erogati dalla Comunità Europea per poter
attivare dei corsi di formazione. L’altro appello che voglio lanciare è alle imprese e alle
banche. Le imprese in questa fase debbono
continuare i loro sforzi negli investimenti,
nell’ammodernamento sia del prodotto che
nella tecnologia perchè comunque, quando
si avvierà la ripresa, debbono essere pronte
per la sfida della competizione. Alle banche
dico che non facciano mancare il credito alle
nostre aziende perchè uno dei problemi che
sta emergendo in questa fase è quello delle
aziende che hanno gli ordinativi ma hanno
difficoltà ad accedere al credito delle banche.
Questo è un fatto estremamente negativo
perchè non mette le aziende, che hanno
lavoro, nelle condizioni di poterlo eseguire e
quindi sviluppare le loro attività.
Mi sembra che le cose da fare siano tante. Io
credo che in questa fase ci sia la necessità
che l’Amministrazione comunale convochi
un tavolo di crisi – idea che abbiamo lanciato
alcuni mesi fa – per fare il punto della situazione e per pianificare gli interventi possibili.
La zona euro piange. La disoccupazione è arrivata all’8,5%. Questi i dati di febbraio secondo l’Eurostat. Nel febbraio 2008 era
al 7,2%, circa 19 milioni i senza lavoro nell’Unione Europea. Parliamo di un più di tre milioni in un anno. I dati che arrivano da
Bruxelles sono veramente preoccupanti. Ci riferiamo all’Italia, ma come vanno le cose a Senigallia, nel nostro territorio?
Lo abbiamo chiesto ad alcuni ‘addetti ai lavori’
LAVORO
un territorio messo
a dura prova
pagine curate da Michela Gambelli e Laura Mandolini
Carolina Mercolini,
responsabile del Centro per l’Impiego
e la Formazione di Senigallia.
Come vanno le cose nel nostro territorio. E’ così nera la
situazione a Senigallia?
Di certo non è rosea, come d’altronde un po’ in tutte le parti
d’Italia. Posso dire che anche questa mattina abbiamo avuto
un elevato numero di utenti per cessazioni di attività aziendali e, quindi, anche sospensioni di lavoro.
Parliamo anche di ditte importanti?
Sì, parliamo anche di ditte importanti e non solo del comprensorio senigalliese; mi riferisco alla cantieristica navale,
a ridosso fra Senigallia e Fano.
Quali sono i settori più colpiti?
Mentre una prima si poteva dire che il settore più colpito
era il tessile/abbigliamento, specialmente per la nostra zona,
oggi la crisi è spalmata un po’ su tutti i settori; quindi nella
metalmeccanica, nelle costruzioni, nel legno. Possiamo dire
che per ora si salvano i servizi alla persona, il commercio.
Quali sono i dati, i numeri?
Se parliamo del “fondo solidarietà” - lo studio che abbiamo
fatto insieme al Comune per vedere anche la platea dei destinatari delle misure di sostegno - abbiamo visto che dal 1°
settembre ad oggi nel Comune di Senigallia hanno perso il
lavoro 2.646 persone. In questo dato troviamo sia le persone che sono state licenziate pur avendo un lavoro a tempo
indeterminato, sia chi aveva un contratto di collaborazione
coordinata e continuativa e tutti quei rapporti di lavoro con i
contratti a termine che non sono stati rinnovati.
Non possiamo dare una ricetta vera e propria ma quale
consiglio si sente di dare, come intende affrontare questa
situazione come Centro per l’Impiego?
Aggiungo un altro dato. Dal 1° gennaio ad oggi, nel Comune di Senigallia, hanno perso il lavoro 126 persone residenti, quindi lavoratori che risiedono nel nostro comune e che
sono stati posti nelle liste di mobilità. E questo è già un dato
che dice molto, perchè quando qualcuno viene iscritto nelle
liste di mobilità vuol dire che aveva un contratto a tempo indeterminato o che è stato licenziato per riduzione di personale o per la chiusura dell’azienda.
Le soluzioni? Noi possiamo dire, come Centro per l’Impiego,
che il nostro compito è quello di supportare i nostri utenti
nella ricerca attiva del lavoro con i servizi che offriamo: servizio di incrocio domanda/offerta e, maggiormente, servizio
di orientamento. Orientamento che, attraverso metodi e
strumenti, ci permette di aiutare le persone a riconoscere e
valutare le proprie risorse, a svolgere attività formativa e ad
utilizzare efficacemente le tecniche di ricerca attiva del lavoro. Quindi tutto ciò che è attinente: come si redige un curriculum, cosa si sta cercando, tutte quelle funzioni necessarie per dare degli strumenti e, quindi, scegliere liberamente
tra ciò che il mercato offre. Cerchiamo anche di supportare,
nell’incrocio domanda/offerta, tutte le varie aziende che si
rivolgono a noi per la ricerca di personale mediante le nostre
banche/dati per offrire un lavoro a tutti coloro che si sono
iscritti al Centro per l’Impiego e che hanno dato la loro disponibilità.
9 aprile 2009
attualità
La crisi vista dalle Marche
Un incontro regionale promosso dalle Acli
L
a crisi economica e le sue conseguenze sulle Marche”: su questo tema venerdì 3 aprile, presso la Sala Raffaello della Regione
Marche, la presidenza regionale delle Acli, in collaborazione con
il Laboratorio Colle Ameno, ha chiamato a confrontarsi numerosi
interlocutori: non solo docenti delle università marchigiane e amministratori locali, ma anche economisti e dirigenti della Regione
Marche, sindacalisti e dirigenti d’azienda: dai professori Niccoli,
Alessandrini e Favaretto all’assessore regionale Badiali, al consigliere regionale Luchetti e al vice presidente della provincia Sagramola,
dai dirigenti regionali Costa e Bozzi a Pagetta, Romanelli e Valenza, ai sindacalisti Mastrovincenzo e Bori. E’ stata l’occasione per un
confronto serio e approfondito sia sulla crisi, sulle sue cause e sugli
effetti in una regione come le Marche, sia sugli interventi necessari
per affrontare a breve e a medio termine le conseguenze sociali e i
problemi economici che la crisi sta determinando.
Nelle Marche la crisi si è manifestata drammaticamente nella metalmeccanica del Fabrianese, ma ormai tocca in modo pervasivo
tutti i settori, dalla valle del Tronto al Pesarese. Lo confermano tutti
gli indicatori: la cassa integrazione, la mobilità e la disoccupazione
sono in forte crescita. Finora le misure prese dalle amministrazioni locali e gli accordi fatti con le istituzioni finanziarie hanno reso
meno dirompenti gli effetti della crisi sui lavoratori e sulle famiglie
a basso reddito, ma occorrono interventi di più ampio respiro.
Oltre alla necessità di estendere gli ammortizzatori sociali alle
categorie finora escluse e di dar vita a politiche attive del lavoro,
come da tempo chiesto dal Sindacato, al seminario delle Acli sono
stati affrontati molti altri problemi. Tre i nodi principali emersi dalla discussione: 1) gli interventi volti a favorire da una parte
l’innovazione tecnologica e organizzativa delle imprese e dall’altra
la formazione e la riqualificazione dei lavoratori; 2) il ruolo della
programmazione regionale nell’ambito dei nuovi orientamenti che
stanno emergendo nella Comunità Europea; 3) la necessità di trasformare il sistema produttivo marchigiano, mantenendo però le
peculiarità che sono state alla base del suo successo, mantenendo
cioè il rapporto con il territorio, sostenendo la rete dei centri urbani che ha garantito una forte coesione sociale e valorizzando tutte
le risorse delle comunità locali.
Gastone Mosci
Artigianato
Le dichiarazioni di Confartigianato e Cna
N
ei giorni scorsi si è svolto un incontro fra i vertici della Cna e della Cgia della zona di Senigallia per un confronto rispetto alla delicata
situazione economica che il territorio sta attraversando. Presenti i Segretari Marzio Sorrentino e Giacomo Cicconi Massi oltre a numerosi dirigenti
“L’eccezionalità della situazione – affermano i due Presidenti Cna e Cgia Giovanna Curto e Marco Bazzucchi - richiede anche da parte
delle Associazioni di Categoria un forte senso di responsabilità e di capacità di confronto e di dialogo. In un momento così difficile per la
nostra economia occorre essere più vicini alle imprese ed in grado di offrire risposte unitarie ai problemi crescenti”.
Un’unica voce verso le istituzioni politiche locali e regionali oltre che bancarie: “Riteniamo fino ad oggi insufficienti gli interventi attuati
dal governo nazionale – proseguono Giacomo Cicconi Massi e Marzio Sorrentino - mentre il Fondo di Solidarietà attivato dalla Regione
Marche, pur importante, da solo non basta. Inutile istituire Fondi di Garanzia per le imprese in difficoltà se poi le banche restringono il
credito. Anche le banche devono prendersi la loro parte di rischio”.
A gennaio e febbraio gli ordinativi sono precipitati nei settori manifatturieri mentre l’edilizia è ferma e nei servizi c’è un rallentamento
diffuso. Le aziende stanno rispondendo in questa fase riducendo il personale, attraverso la Cassa integrazione in deroga. “Si allungano i
pagamenti e crescono gli insoluti, con un aumento del fabbisogno finanziario. C’è, quindi, bisogno di credito - proseguono Cicconi Massi
e Sorrentino - per poter ripartire appena il mercato lo consentirà. Il rischio di un effetto domino e di un aumento esponenziale delle cessazioni di attività e di perdita di posti di lavoro è, infatti, molto forte. Per questo facciamo un appello alle banche a sostenere le imprese e
se necessario a coinvolgere le nostre Cooperative di Garanzia per intervenire nelle situazioni più problematiche ”.
Di particolare rilevanza assume in questo momento la revisione degli studi di settore. “Gli studi di settore vanno assolutamente rivisti
– affermano Giovanna Curto e Marco Bazzucchi - in considerazione della diminuzione dei fatturati che le imprese hanno registrato nel
corso del 2008. Queste ultime non possono adeguarsi a dei parametri che non rispondono più alla realtà con il rischio, quindi, di un peso
fiscale eccessivo”. La Cna e la Cgia su questo fanno appello ad una forte disponibilità al confronto e al dialogo da parte dell’Agenzia delle
Entrate di Senigallia, soprattutto nello strumento del contraddittorio. Su questi temi le due Associazioni intendono sviluppare nei prossimi giorni un percorso comune.
Maurizio Andreolini
sindacalista della Cisl
La situazione è veramente critica. Nel senigalliese sono in aumento le ditte in difficoltà finanziaria a causa della pesante crisi economica che ha messo in ginocchio l’industria. Come stanno veramente le cose?
La situazione è articolata e molto difficile sul territorio perchè ci
sono aziende artigiane che non hanno grandi ammortizzatori sociali e sono più in difficoltà rispetto ai paesi con vocazione industriale, dove siamo in presenza di una crisi che è cominciata dopo
l’estate dello scorso anno e che ha già visto un utilizzo notevole
della cassa integrazione guadagni. Parliamo, quindi, di lavoratori
che sono a casa anche da diversi mesi. In queste realtà industriali
ci sono degli ammortizzatori sociali efficaci che hanno dato delle
risposte concrete. Per aziende artigiane, gli ammortizzatori sociali
hanno durata molto più breve e, di conseguenza, gli effetti sull’economia, sulle famiglie, sono più forti e la nostra preoccupazione è
ancora più elevata. Il problema vero è che non sappiamo esattamente quale potrebbe essere la durata della crisi.
Parliamo anche di ditte importanti perchè basta pensare alla
Messersì Packaging, a Bizzarri, nomi importanti del nostro territorio.
Sì, ci sono grandi aziende che lavoravano nel mondo della metalmeccanica, dell’edilizia, ma ci sono anche aziende dipendenti dal
consumo fra cui la ditta Bizzarri, che è legata all’Ikea.
Come affrontare la crisi?
Innanzitutto noi chiediamo che le imprese abbiano massimo senso
di responsabilità nel mantenere i posti di lavoro utilizzando il più
possibile gli ammortizzatori sociali. Bisogna evitare la strada più
breve, quella del licenziamento, ma occorre mantenere al proprio
interno tutti i lavoratori per poter essere pronti ed efficaci nel momento in cui ci sarà la ripresa. Anche per questo chiediamo che a
livello nazionale ci sia una sensibilità per aumentare le risorse degli
ammortizzatori sociali. Sempre alle imprese, chiediamo che durante questa fase di crisi ci sia anche la volontà, la forza di cercare di
rinnovare i prodotti, di trovare nuovi mercati per cercare di superare la crisi.
Quando poi arriva la mobilità cosa succede per le nostre famiglie?
L’appello che noi facciamo agli imprenditori è quello di cercare di
mantenere il più possibile il lavoro perchè nel momento in cui si
ricorre alla mobilità le famiglie praticamente non hanno le risorse per la scuola, per gli anziani, una serie di servizi importanti che
sono necessari per la qualità della vita. In più gli ammortizzatori
sociali, come la mobilità, non sono per tutti. Chi viene licenziato da
un’azienda dell’industria ha la mobilità ed è retribuito, per quanto
riguarda invece i lavoratori che perdono il lavoro nelle aziende artigiane, possono accedere solamente alla disoccupazione che dura al
massimo un anno. Si capisce, allora, qual è il dramma delle famiglie
a cui viene meno una importante risorsa come quella del lavoro che
dà la possibilità di mandare i figli a scuola, agli asili-nido ecc.
Tale stato di cose si ripercuote poi nel ménage familiare con
preoccupazioni, malumore ecc.
Assolutamente sì. Il lavoro non è solamente fonte di reddito ma è
anche un modo per realizzare la propria persona all’interno della
società. La perdita del lavoro crea una ripercussione emotiva devastante.
Parliamo della dignità di queste persone che poi si trovano a
dover affrontare questa crisi nera. Coloro che bussano alla vostra porta che cosa chiedono?
In questo momento ci chiedono due cose: la prima è se possiamo
dare una mano per trovare lavoro, la seconda riguarda come mantenere gli impegni della famiglia. Perciò ci chiedono un impegno
economico e un impegno per trovare un nuovo lavoro.
Noi cerchiamo di dare assistenza per quanto riguarda l’aspetto economico seguendo la compilazione di tutte le domande che possono
dare la possibilità di accedere al fondo di solidarietà istituito dalla
Regione. Forniamo, inoltre, assistenza per la ricerca attiva al lavoro, anche in collaborazione con il Centro per l’Impiego di Senigallia
che è molto competente per quanto riguarda questo aspetto. Certo è che in questo momento dare delle risposte sull’occupazione è
molto difficile.
10
9 aprile 2009
territorio
CONFARTIGIANATO E L’ESIGENZA DI INIZIARE PRESTO LA STAGIONE
Turisti a Pasqua
in regione il confronto sul commercio rispettoso dei diritti
Punta sull’equo
P
rendiamo i turisti per la gola”. Dobbia- sportivo, eno-gastronomico). Imparare a
mo imparare a valorizzare non solo il riconoscere le mille sfaccettature di questo
turismo balneare ma anche la tradizione complesso sistema produttivo significa imenogastronomia e il territorio. “Il turismo - piegare al meglio le risorse e sfruttare tutte
sottolinea la Confartigianato di Senigallia -, le potenzialità di un territorio come il nonon è e non può essere solo quello estivo. Il stro, ricco e diversificato per vocazioni, stoprimo importante banco di prova saranno le ria e prodotti tipici.
prossime vacanze pasquali. Attenti piani di Sono diverse le imprese che anche nel senipromozione tra tutti gli attori che operano galliese hanno “riconfigurato il proprio buin questo settore, possono fare sperare che siness” orientandolo verso una clientela di
i nostri territori crescano e si sviluppino. Le “tipo turistico”. Sono innumerevoli le aziende
statistiche sono lusinghiere per il turismo che operano in questo settore. Alcune nicestivo, ma Senigallia ha molto da offrire an- chie turistiche sono decisamente in crescita:
che in primavera”.
il turismo culturale innanzitutto, quello in
Per attirare i turisti stranieri non basta più cui l’artigianato con le sue caratteristiche, fiil tradizionale turismo balneare. Serve, rib gura meglio e a pieno titolo.
disce la Confartigianato di Senigallia, una L’artigianato è cultura, cultura produttiva,
offerta diversificata e di qualità che preveda certamente, ma anche cultura dei luoghi,
percorsi capaci di coniugare l’ambiente, l’ar- perché una bottega artigiana è lo spazio fite, la storia del nostro territorio con le tradi- sico dove meglio si percepisce la sedimentazioni artigiane ed enogastronomiche.
zione del tempo.
Non è un caso se a segnare buoni risultati Questi luoghi così carichi di suggestioni
sono gli agriturismo grazie ad una formula, esercitano una forte attrazione turistica anquella della natura e dei cibi genuini, che ha che perché spesso costituiscono la carattedimostrato di funzionare benissimo.
rizzazione più genuina di centri storici.
Il turismo, in quanto settore economico, non Il punto di partenza sembra essere chiaro:
va più considerato come campo di attività concepire il turismo, ed in particolare quelunico e omogeneo ma piuttosto come ambi- lo di matrice culturale,come un sistema, una
to produttivo quanto mai vario e diverso, sia rete di patrimoni diversi, di risorse umane
come articolazione dell’offerta (itinerari na- e finanziarie, di investimenti,di capacità geturalistici e culturali, artigianato e tradizioni, stionali e di valorizzazione del territorio caservizi di ospitalità, accoglienza ed infor- paci di dialogare e di creare azioni comuni.
mazione sia come differenziazione della domanda (turismo balneare, culturale,d’affari,
Paola Mengarelli
unta sull’equo”. E’ lo slogan della settimana di iniziative “per ridare dignità ai
produttori del sud del mondo” che si sono
svolte dall’1 al 7 aprile in tutte le Marche.
Un programma fitto di appuntamenti, degustazioni, mostre, concerti, incontri pubblici,
culminatoil 7 aprile, ad Ancona, nella sala
del Rettorato di Piazza Roma, nella prima
Conferenza regionale del commercio equo
e solidale.
Nel portare i saluti dell’Assemblea legislativa
delle Marche, il consigliere segretario Michele Altomeni (Rifondazione comunista)
ha sottolineato l’importanza di essere arrivati, un anno fa, all’approvazione di una normativa specifica (l.r. n.8 del 29 aprile 2008)
per regolamentare, sostenere e promuovere
il commercio equo e solidale. “E’ una legge
importante – ha spiegato Altomeni – che dà
un ulteriore contributo, in una regione dove
il commercio equo e solidale è già da tempo
organizzato in rete, a fare sistema coinvolgendo, in più, anche gli enti pubblici”. Positivo anche il bilancio tracciato dal consigliere
regionale di Sinistra democratica Massimo
Binci, tra i promotori della normativa. “Siamo soddisfatti di questo primo anno di applicazione della legge – ha detto – che ha effettivamente promosso il commercio equo e
solidale in maniera semplice e tra i giovani”.
La Conferenza regionale arriva al termine di
un percorso di informazione e partecipazione che ha coinvolto in modo particolare le
scuole. L’appuntamento, che è stato anche
l’occasione per parlare del ruolo e della presenza del commercio equo e solidale nelle
Marche, si è concluso con la premiazione
del concorso “Equamente” al quale hanno
aderito 130 istituti scolastici. I vincitori sono
gli alunni della quinta classe, scuola elementare Enrico Fermi di Sambucheto (Mc).
Alla conferenza regionale sull’equo e solidale sono intervenuti, tra gli altri, anche l’assessore regionale al Commercio, Vittoriano
Solazzi, il rettore dell’Università Politecnica
delle Marche, Marco Pacetti e Massimo Mogiatti, rappresentate delle organizzazioni di
commercio equo e solidale delle Marche.
A crescere, nel commercio equo e solidale,
con vendite più che triplicate, sono soprattutto biscotti e snack. Benissimo anche la
senigallia La mostra all’Expo - Ex degli allievi del corso d’arte
corinaldo Occasioni per gustare ambiente, cultura e tradizioni
P
frutta fresca (banane ma anche arance, proposte fuori stagione) e quella secca, con un
miniboom di noci dell’Amazzonia e arachidi.
Abbastanza bene anche il tè, con un +36%,
seguito da caffè e cacao (per entrambi +23%)
e cioccolato (+9%). Consistente arretramento per il miele (-18%). Anche sull’abbigliamento ai prodotti più raffinati si affiancano
da qualche tempo linee a buon mercato,
proposte con successo dalla grande distribuzione, in particolare jeans, ma anche vere e
proprie linee maschili e femminili.
A Senigallia tante le iniziative per questa
particolare settimana, tra cui, nella Sala del
Trono di Palazzo del Duca, Maria Antonietta Perfetti, dipendente della cooperativa
Mondosolidale ha portato la sua esperienza
in Brasile, del rapporto coi produttori della
cooperativa Assema dal quale viene ricavato
l’olio necessario per la catena di detergenti
Lympha.
L.M.
Ceramiche di successo Il paese che stupisce
H
a registrato un ottimo successo la
mostra di ceramica realizzata all’Expo-Ex da parte degli allievi del corso
e dell’atélier di ceramica organizzati dall’Amministrazione Comunale – sia attraverso l’assessorato ai Servizi alla Persona
che quello alle Politiche Giovanili – al fine
di arricchire e consolidare una tradizione
antica, cercando di suscitare interesse e
partecipazione per l’evoluzione di questa
arte.
Tutti i partecipanti, dai giovani ai meno
giovani, sono riusciti a creare oggetti originali e le loro opere in mostra hanno consentito di leggere agevolmente il percorso
creativo che hanno saputo sviluppare. Daniela Angiolani ha creato ad esempio nervosi cavalli con le criniere ondeggianti e
deliziose figurine di sapore liberty; Barbara
Bartolacci dei vasi torniati, alcuni decorati
con delicate incisioni sul biscotto, altri arditamente smaltati e cotti al “gran fuoco”;
Monica Bocci ha realizzato forme rigorosamente geometriche, ma essenziali nella
loro purezza e risolte con varie tecniche
Raku; Petra Bohacowa ha dato vita a paesaggi fantastici di nordica rimembranza; le
creazioni di Silvia Coppari hanno spaziato dalla linearità geometrica dei pannelli
alle forme dei vasi, a oggetti di bigiotteria
unici nel loro genere; Mjriam Spaargaren
ha proposto forme particolarissime di
contenitori; Jole Riginelli vasi realizzati
a mano e smaltati a vivaci colori; Aurelia
Rimondi, autrice di curiose composizioni,
ha mostrato una poliedrica personalità; le
minuscole sculture di Monica Mezzanotte
hanno rivelano uno spiccato senso plastico, animato da autentico senso umoristico. E ancora, si sono ammirati i delicati
decori su porcellana di Monica Sbarbati;
le originali forme di Marisa Brunetti, che
ha elaborato vasi risolti con la difficile
tecnica del Raku nudo; le misteriose forme di Grazia Guermandi, che evocano gli
antichi turibili incisi di intraducibili frasi,
quasi formule magiche destinate a compiere sortilegi; le moderne sculture della
giovanissima Chiara Greganti; le creazioni
di sapore orientale di Manaz Gahamari; i
pastelli di Samuele Alfonsi con creature
fantastiche animate da un moto spirale
che le proietta nell’universo; le gioiose decorazioni di Silvia Mencarelli; il bestiario
di Erika Migliari, che si è accostata alla ceramica solo da poco tempo, ma che rivela
una notevole padronanza del pennello; le
figurine di Gianna Riginelli, che ricordano
l’art nouveau; e infine i commoventi oggetti di Sandra Rossi.
La mostra si è arricchita inoltre di alcune
opere della nota scultrice Giò Fiorenzi,
che ha lavorato con il gruppo ed è stata
un aiuto prezioso per la formazione degli
allievi. Alcuni di essi sono stati tra l’altro
selezionati per il concorso del Rotary Club
di Pesaro, particolarmente significativo
poiché richiama molti dei più grandi ceramisti. È un concorso del resto dove, già
nelle edizioni precedenti, gli allievi senigalliesi hanno saputo conseguire primi
premi e numerose segnalazioni di rilievo.
C
ome trascorrono la Santa Pasqua i corinaldesi. Dopo le funzioni Religiose del
Venerdì e del Sabato Santo, il giorno di Pasqua: S. Messa delle 11.15 poi tutti a pranzo
con amici e parenti. Molti, approfittando di
questa ricorrenza religiosa, ritornano al paese natale e dopo il pranzo, tempo permettendo, percorrono le vie del centro storico di
Corinaldo, fra i meglio conservati e più caratteristici delle Marche. Si può partire dalla
Porta di Sopra o di San Giovanni. Questa fa
parte della cinta originaria trecentesca ed è
costituita da una solida torre rettangolare.
Dalla terrazza di difesa si scopre un panorama, non ampio ma ameno, sul sottostante
Fosso della Valle con, a sinistra, il Santuario
della Madonna dell’Incancellata. Si può fare
il giro delle mura che hanno un perimetro di 912 metri ed un’altezza che va da un
massimo di 18 metri ad un minimo di 5 e si
estendono ad abbracciare tutto il centro storico, rendendo Corinaldo un raro esempio
di città fortificata, dove le porte, i baluardi,
le torri di difesa, i merli a coda di rondine
detti “ghibellini”, i piombatoi, le saettiere, le
feritoie, i camminamenti di ronda tornano a
parlarci dei gloriosi passati assedi. Epoche di
lotte e di scontri per il potere, secoli sospesi
tra epica e tragedia, che hanno contribuito a
forgiare una tradizione. Mura possenti, sino-
nimo di una eccellente forma di difesa, ma
anche di un anelito di libertà sempre orgogliosamente rivendicata nel corso del tempo
dal popolo corinaldese. Le mura ancor oggi
sono curate e conservate con affettuosa e
puntuale attenzione. Tant’è che il Touring
Club Italiano le ha definite le meglio conservate d’Italia. All’interno del centro storico si può visitare il Santuario di Santa Maria
Goretti con la reliquia insigne, la tomba di
Mamma Assunta e dell’uccisore Alessandro
Serenelli. A circa un Km. si può visitare anche la Casa Natale della Santa. Molti corinaldesi il lunedì di Pasqua, per la consueta
scampagnata, si recano alla Madonna del
Piano, dove si può visitare la chiesa di Santa
Maria in Portuno, la più antica chiesa di Corinaldo, con annesso Antiquarium, aperto
nei giorni festivi dalle 9.00 alle 12.00 e dalle 16.00 alle 20.00. Oggi contiene numerose
attestazioni di arte e cultura popolare degne
di nota: una tela del Ridolfi, due piccoli affreschi entro le nicchie rappresentanti la
“Madonna del latte”, un terzo affresco denominato “La Madonna del conforto”. A queste
testimonianze pittoriche si aggiunge una cospicua serie di ex-voto, in legno e metallo, i
cui esemplari più antichi risalgono alla fine
del 1800, nonché numerosi elementi architettonici di età romana (capitelli, colonne,
basi) reimpiegati all’interno della muratura
della chiesa. Altre scampagnate, a pasquetta, a S. Vincenzo di Corinaldo e il martedì di
Pasqua a S. Isidoro di Corinaldo, per le tradizionali feste della contrada.
Il lunedì di Pasqua, per chi vuol rimanere nel
Centro Storico, la Pro Loco organizza “La
Pro Loco fa vintora”, dalle ore 16,00 presso
il Loggiato del palazzo Comunale. Ricca merenda con balli, giochi e tanto, tanto altro….
Per info presso Ufficio Iat, tel. 071/679047.
Ilario Taus
9 aprile 2009
territorio
Protezione civile e sanità marchigiana da subito operative
11
mondolfo Cultura ed appuntamenti, tra cultura, tradizioni e fede
Aiuti per l’Abruzzo Feste pasquali
A
i soccorsi marchigiani sono stati assegnati la zona limitrofa all’ospedale
civile di L’Aquila indicativamente a sud est
della città e il Com 1 (Centro operativo misto) nella sede dei Vigili urbani sempre nel
capoluogo abruzzese. In partenza 60 tende
per approntare un campo di accoglienza.
Già sul posto invece, trasportati questa mattina da 20 camion della Protezione civile,
l’ospedale da campo in fase di allestimento, le tende pneumatiche per permettere il
riposo dei volontari e la cucina da campo
dell’Anpas in grado di sfornare 800 pasti. Sul
fronte sanitario si attendono le direttive che
emergeranno dalla riunione degli assessorati
alla sanità delle Regioni del Centro - Italia.
Il summit servirà per pianificare il trasferimento dei pazienti.
Le Marche hanno già messo a disposizione
sette ambulanze che dovranno fare la spola
tra le Marche e l’Abruzzo. Intanto sono in
stato di allerta gli Ospedali Riuniti di Ancona, Ascoli, San Benedetto e Fermo. Ad
Ancona la direzione sanitaria ha convocato
i responsabili del 118 e del Pronto Soccorso
per preparare e organizzare la struttura che
è già pronta ad affrontare l’emergenza. Ad
Ascoli tutto il personale sanitario si è reso
reperibile così come le equipe operatorie, 4
sale operatorie sono pronte per essere aperte in caso di necessità ed il day surgery è organizzato in modo da poter operare a ciclo
continuo h24. Trenta i posti letto al momento disponibili. Stessa situazione a Fermo con
quaranta posti letto disponibili. Finora ai
due nosocomi più vicini all’Abruzzo si sono
rivolti spontaneamente una decina di feriti provenienti dalle zone colpite dal sisma:
alcuni sono stati medicati, alti con traumi
più gravi, ma tutti guaribili in pochi giorni,
sono stati ricoverati. Altri sei feriti lievi che
si sono rivolti al pronto soccorso di Fermo
invece, sono marchigiani e si trovavano a
L’Aquila per motivi di lavoro o studio. Per il
capoluogo abruzzese sono partiti un centinaio di marchigiani tra personale medico e
volontari della Protezione civile. Sul posto
naturalmente il Dirigente della Protezione
civile regionale Roberto Oreficini.
Al lavoro giorno e notte anche la sala operativa regionale a Palazzo Raffaello che coordina le operazione con il Com 1 di L’Aquila e
le istituzioni coinvolte. Le pubbliche amministrazioni marchigiane inoltre hanno messo
a disposizione 50 tecnici per i sopralluoghi
di agibilità. I primi sono stati già effetturati
nelle scuole di Cossignano e Appignano per
verificare che le strutture non abbiamo subito danni dalle forti scosse che hanno interessato anche le Marche.
C.P.
L
e suggestioni dei Pupi del Calvario al
Complesso Monumentale di S.Agostino”
è una delle iniziative culturali che è possibile
ammirare a Mondolfo in questo periodo Pasquale. Occasione davvero speciale, per poter
apprezzare alcuni pezzi di ebanisteria locale
risalenti con ogni probabilità al secolo XVIII
ed utilizzati sino agli anni ’50 del Novecento
per l’allestimento scenico del Monte Calvario a Mondolfo, il Venerdì Santo. L’iniziativa è stata resa possibile dalla collaborazione
fra Comune e Parrocchia e con l’intervento
della locale Sede dell’Archeoclub d’Italia che
ha recuperato alcune di queste antiche sagome. “Il percorso - viene spiegato - si articola in due parti. Una all’interno del Museo
civico; qui, infatti, attraverso una vetrata, è
possibile ammirare i vari pupi, percorrendo il seicentesco chiostro di S.Agostino: ad
esempio i “ladroni” ed i “cavalieri”. Il Cristo
in croce, invece, è esporto direttamente nella Chiesa Monumentale di S.Agostino, da
dove non è stato rimosso, anche al fine di
favorire una lettura globale del Complesso
Monumentale, che ora accoglie l’iniziativa,
divenendo per certi versi un “espositore” di
se stesso. D’eccezione, poi, la possibilità di
ampliare l’escursione aggiungendo anche la
visita all’Armeria del Castello. Si tratta di un
recente progetto didattico nato su proposta
dell’Archeoclub di Mondolfo e con la collaborazione dell’Ics “E.Fermi”, di Comune e
Regione Marche e per la sponsorizzazione di
Aset – Fano, con la quale sono stati esposti
in alcuni punti strategici del castello riproduzioni fedeli di antichi cannoni. “Le mura
castellane di Mondolfo sono state rivisitate
dal noto architetto militare quattrocentesco
Francesco di Giorgio Martini all’epoca dell’architettura militare di Transizione quando, appunto, si iniziò l’utilizzo delle armi da
sparto per assediare o resistere agli attacchi. I vari pezzi di artiglieria esposti, sia nel
Belvedere del Castello che nel Bastione di
S.Anna, tendono a far comprendere immediatamente quale era il ruolo difensivo che,
nelle rinnovate tecniche di guerra, mura e
bastioni svolgevano”. Non si può poi lasciare
Mondolfo senza una visita all’Abbazia di San
Gervasio, fra le chiese più antiche dell’intera
diocesi, monumento romanico recentemente oggetto di dettagliato restauro. Del resto,
proprio nel periodo di Pasqua si celebra la
festa di San Gervasio, santo della tradizione
locale il cui corpo sarebbe conservato nel
grande sarcofago ravennate presente nella
cripta dell’Abbazia. Sabato 18 aprile, infatti,
alle ore 17 la S.Messa celebrata dal Parroco
don Aldo, e quindi la processione per le vie
del quartiere. “Antica usanza, poi, vuole che
si preghi presso il Sarcofago di San Gervasio,
compiendo anche ben precisi gesti antichi di
millenni”.
Alessandro Berluti
“Corinaldo fiorita”, un concorso
Difensore civico di Corinaldo
Incontro vertici Anffas - Regione Marche
Il Comune di Corinaldo istituisce il Concorso “Corinaldo fiorita”, per incoraggiare i cittadini, gli operatori commerciali e
qualunque altro soggetto interessato ad abbellire con piante e
fiori gli spazi pubblici prospicienti gli immobili dove vivono o
lavorano, e quelli privati, visibili al pubblico, così da integrare
e potenziare l’attività istituzionale svolta dall’Amministrazione
comunale e diretta alla cura e al costante arricchimento del
verde pubblico cittadino. Le modalità di partecipazione al concorso sono stabilite nel regolamento denominato “CORINALDO
FIORITA” disponibile presso il sito internet del Comune di Corinaldo e presso l’ufficio tecnico, servizio Verde-Ambiente. Il
Concorso prevede le seguenti categorie di intervento: a) “Balconi fioriti” (Rivolto ai singoli cittadini maggiorenni, nonché
amministratori di condominio, Enti, Istituti, Comunità, Gruppi
e Associazioni, proprietari degli immobili) b) “Vetrine fiorite”
(Singoli titolari di esercizi di vendita, bar e ristoranti, e attività
artigianali di servizio (acconciatori, estetiste, lavanderie, ecc.),
o loro gruppi, comitati di via e associazioni di categoria, attività commerciali, studi professionali) c) “Piazzali scoperti fioriti”
(Rivolto ai singoli cittadini maggiorenni, nonché amministratori di condominio, Enti, Istituti, Comunità, Gruppi e Associazioni, proprietari degli immobili)
La casistica, per l’anno 2008, relativa alle richieste di intervento del Difensore Civico di Corinaldo, è assai articolata. Sono
state affrontate questioni attinenti i diritti della persona, con
riferimento alle fasce più deboli e disagiate, sotto il profilo
economico-sociale. Sono pervenuti altresì ricorsi concernenti
imposte comunali, sanzioni amministrative, istanze risarcitorie e inquinamento acustico. L’Ufficio è stato interpellato anche in materia di organizzazione scolastica. Si è data corretta
informazione in ordine ai servizi offerti dall’Amministrazione.
Si è provveduto a comunicare, caso per caso, eventuali suggerimenti, evidenziando ragioni di interesse generale particolarmente apprezzabili e riferendo sollecitamente al proponente
l’esito della sua iniziativa. In tale sede si è pertanto assicurato
il rispetto dei diritti e degli interessi legittimi vantati dal cittadino nei confronti dell’Amministrazione e ciò in un momento
non giurisdizionale, indipendente e temporalmente antecedente all’eventuale instaurazione di un procedimento dinnanzi all’Autorità giudiziaria. Compito del Difensore Civico non è
infatti quello di sostituirsi all’Amministrazione bensì quello di
realizzare la tutela del cittadino in ossequio ai principi di trasparenza, economicità, efficienza.
Ilario Taus
I rappresentanti dell’Anffas Marche si sono incontrati il 31
marzo scorso con il Presidente dell’Assemblea legislativa delle
Marche Raffaele Bucciarelli e con il vice presidente Francesco
Comi. Tema dell’incontro portare a conoscenza del massimo
organo istituzionale regionale quanto l’Associazione delle famiglie di persone con disabilità intellettiva o relazionale sta
portando avanti nella regione. Nel corso dell’incontro i rappresentanti dell’Anffas hanno tra l’altro illustrato l’iniziativa
“Kartisti 2009, cantanti attori artisti in pista per la solidarietà”
che si terrà i prossimi 16 e 17 maggio a Corridonia per raccogliere i fondi necessari a completare la struttura che l’associazione di volontariato attualmente gestisce a Macerata e che
forte di 54 dipendenti presta assistenza specializzata a circa
cinquecento famiglie. Con il Presidente della sezione marchigiana Mario Sperandini, che è anche Presidente della sezione
maceratese, ha partecipato all’incontro il noto attore Cesare
Bocci. Nativo di Camporotondo di Tolentino, Bocci, che molti
conoscono come il Mimì del serial tv Montalbano è da tempo
il testimonial dell’Anffas Marche e in questa occasione ha voluto con la sua presenza sottolineare quanto sia importante
per le famiglie interessate alla struttura l’apporto e il sostegno
delle istituzioni.
Mondolfo Dibattito sulla riorganizzazione nella Valcesano
Sanità da rivedere
L
a recente proposta di legge della giunta
regionale numero 294 avente per oggetto Istituzione dell’azienda ospedaliera,
ospedali riuniti Marche Nord impone ad
amministratori e politici un’attenzione particolare per il futuro dell’ex ospedale Bartolini di Mondolfo. La proposta sostiene
che la sperimentazione gestionale avviata
per l’integrazione dei nosocomi di FanoPesaro sia rivolta a rafforzare le condizioni
di offerta dell’intero bacino di utenza con
una gamma completa di servizi integrati in
logica di differenziazione e di valorizzazione delle professionalità
delle attuali strutture ospedaliere (San Salvatore e Santa Croce) con l’eliminazione
delle duplicazioni di particolari aree specifiche. In tal senso, non solo Fossombrone, ma ora anche Pergola scende in campo, nell’ambito della zona territoriale n. 3
- Fano per chiedere un’attenzione particolare alla difesa e al miglioramento di tutte
le funzioni esercitate e a quelle da attivare
nel nosocomio cittadino “Santa Colomba”.
A Mondolfo circola l’idea che in tale ridistribuzione di competenze, venga previsto
un reparto di lungodegenza al Bartolini a
servizio della popolosa
bassa Valcesano, (si parla
di “Ospedale di Comunità” o “Casa della salute”
per cui potrebbe intervenire anche l’Assessore
regionale Vittoriano Solazzi), da sempre promesso, molto atteso, ma mai
realizzato dopo l’accorpamento degli ospedali di
Mondolfo e Fano ormai
quasi vent’anni fa.
A.B.
Ostra Vetere Approvato il progetto della pubblica illuminazione
Lampioni e risparmi
L
a Giunta municipale di Ostra Vetere ha
approvato il progetto per il risparmio
energetico e per il contenimento dell’inquinamento luminoso sull’impianto di pubblica
illuminazione della città con conseguente
beneficio economico per il Comune.
Con questo provvedimento, che tra l’altro
prevede anche l’affidamento della fornitura
dei dispositivi per la riduzione dei consumi
di energia elettrica alla “Società Sorgenia
Menowatt” di Grottammare, l’Amministrazione comunale ritiene opportuno intervenire non solo sugli impianti di pubblica
illuminazione per diminuire sensibilmente il
consumo di energia, ma anche di operare su
alcuni punti luce al fine di renderli a norma
con le previsioni della legge regionale n. 10
del 2002 in materia di risparmio energetico
e contenimento dell’inquinamento acustico.
Il progetto e gli obiettivi che l’Amministrazione intende perseguire sono quelli di dotare ogni punto luce esterno di un dispositivo,
denominato “Dibawatt”, consistente in un innovativo sistema elettronico di alimentazione, che prende il posto di quello tradizionale,
ideato proprio per ottenere una significativa
economia sui consumi.
I vantaggi di questo sistema sono notevoli ed
innovativi: facilità di installazione, risparmio
sui costi di potenza impegnata, risparmio
sui costi dell’energia, risparmio sui costi di
gestione dell’impianto di illuminazione, la
forte contrazione dei costi energetici e contrattuali ed il risparmio sui costi gestionali
dell’impianto con un ritorno dell’investimento estremamente rapido.
I
benefici
economici a favore
del Comune
sono altrettanto notevoli e, non
meno importante, la riduzione dell’inquinamento
luminoso ed
atmosferico dei 642
punti
luce
disseminati
nel territorio
comunale.
LA TUA VOGLIA
DI AIUTARE GLI ALTRI
NON ANDRÀ IN PENSIONE.
www.8xmille.it
C.E.I. Conferenza Episcopale Italiana
FIRMA IL MODELLO CUD
PER DESTINARE L’8XMILLE
ALLA CHIESA CATTOLICA.
Anche i contribuenti che non sono tenuti a presentare la dichiarazione dei redditi,
possono partecipare alla scelta dell’8xmille con il loro modello CUD. Sulla scheda allegata
al CUD, firmare due volte: nella casella “Chiesa cattolica” e, sotto, nello spazio “Firma”.
Chiudere solo la scheda in una busta bianca indicando sopra cognome,
nome e codice fiscale e la dicitura “SCELTA PER LA DESTINAZIONE
DELL’OTTO E DEL CINQUE PER MILLE DELL’IRPEF”. Consegnare alla
Sulla tua dichiarazione dei
posta. Per ulteriori informazioni telefonare al Numero Verde 800.348.348. r e d d i t i o s u l m o d e l l o C U D
IL CINQUE PER MILLE SI AFFIANCA ANCHE QUEST’ANNO ALL’8XMILLE. IL CONTRIBUENTE PUÒ FIRMARE PER L’8XMILLE E PER
IL CINQUE PER MILLE IN QUANTO UNO NON ESCLUDE L’ALTRO, ED ENTRAMBI NON COSTANO NULLA IN PIÙ AL CONTRIBUENTE.
9 aprile 2009
cultura
mostre Aperta la mostra di Urbino
ostra La Pia Unione del Preziosissimo Sangue
Storia di fede
E’ Raffaello
N
ella preziosa cornice del Santuario di fotografie, anche queste scattate, condel Ss. Crocifisso di Ostra, vener- servare e catalogate con grande passione
dì scorso è stato presentato il volume e lungimiranza, da Giancarlo Barchiesi
che racconta le origini e la storia della e Giuliano Sellari. E sono non soltanto
Pia Unione del Preziosissimo Sangue volti, ma anche luoghi, eventi, oggetti,
e i riti della Settimana Santa. La sintesi quadri preziosi. Il libro è stato curato dal
del contenuto è stata offerta ai presenti professor Bruno Morbidelli, che, oltre ad
dal professor Fabio Ciceroni, che, con la esserne l’autore principale, ha coordinato
consueta competenza e affabilità, ha rac- anche gli altri interventi. Giancarlo Barcontato le oltre duecento pagine del libro, chiesi, nell’introduzione, ha delineato la
riuscendo con rara maestria a sintetizzar- storia delle Confraternite, dalla loro istine lo spirito, le intenzioni e i contenuti. tuzione nell’antichità fino alla soppresCome è stato sottolineato la sera della sione nel ‘700 e, in appendice, ha dedicato
presentazione, il libro è tutt’altro che una uno spazio anche alle altre Confraternite
seriosa cronaca, scritta in tono mesto operanti a Ostra; Marco Lanari ha race pensoso. È invece l’appassionato con- contato la liturgia e le pratiche devoziotributo di chi, amando le proprie radici nali durante la Settimana Santa; Federica
e avendo a cuore la conservazione della Fanesi ha ricostruito il racconto evangelimemoria, si è impegnato ad offrire al let- co, che i Misteri evocano durante la protore curioso e attento di oggi (ma anche cessione. L’ultimo capitolo è il frutto dell’
di domani) la ricostruzione rigorosa di ascolto paziente dei racconti di alcuni
una fetta della nostra storia. Certo si trat- testimoni: per lo più donne anziane, che
ta di storia minore, quella che sfugge al- conservano nella memoria vecchi canti
l’occhio di chi si cura soltanto dei grandi e preghiere, a volte confusi, ma testimoeventi, ma proprio per questo è preziosa, nianze di una tradizione viva e radicacome una miniatura in un grande affre- ta. I testi sono stati riportati fedelmente,
sco, e anch’essa contribuisce a delineare mentre la trascrizione musicale è a cura
un ritratto, ad affermare una peculiarità, del m. Roberto Ripesi. Grazie alla Banca
a raccontare la nostra comunità. Il lavoro di Credito Cooperativo di Ostra e Morro
è di attenta ricerca e ricostruzione delle d’Alba con la Società di Mutuo Soccorso
fonti, recuperate negli archivi parroc- “Alba Nostra”, e anche all’Amministraziochiali, comunali e diocesani, che, oltre a ne Comunale, che ha offerto un proprio
documenti ufficiali, hanno conservato contributo. Il libro trovi un posto non
anche tante curiosità. Così sono stati soltanto nelle nostre case, ma soprattutriproposti gli antichi attestati rilasciati to nel nostro tempo libero: se è vero che
ai nuovi iscritti o gli inviti, che il Bidello non si può amare ciò che non si conosce,
della confraternita doveva consegnare questa lettura possa essere l’occasione
alle “nobili donne e cittadine”; ci sono per approfondire uno spicchio della noliste di spesa; assegnazioni di incarichi; stra storia non solo di Ostrensi, ma anche
verbali, trascrizioni delle discussioni dei di cristiani e di esperienze, che lo Spirito
confratelli (per esempio, sulla scelta degli Santo con la sua creatività provvidente ha
artisti, a cui affidare la realizzazione del suscitato, possano continuare ad esistere
simulacro del Cristo morto). Il volume e trovare magari nuova linfa.
è corredato di un ricchissimo apparato
Tarcisio Paradisi
U
n evento straordinario, culturali; Provincia di Pesaroimportante per Urbino e Urbino; Comune di Urbino,
per l’intera comunità. Un im- Fondazione Cassa di Risparpegno assunto all’inizio della mio di Pesaro a cui si sono aglegislatura qui ad Urbino ed giunti altri Enti.
ora onorato: si riafferma, con Oltre alla mostra di Raffaello,
orgoglio, il protagonismo la Regione Marche sponsorizdelle Marche nella tradizione zerà nel corso del 2009 altri
artistica e culturale. Questo eventi espositivi quali: “Pail commento del presidente squalino Rossi. La scoperta di
della Regione Marche, Gian un protagonista del barocco”
Mario Spacca, in occasione (dal 1° marzo al 13 settembre
dell’inaugurazione della mo- a Serra San Quirico – An);
stra dedicata al grande pittore “Le stanze del cardinale. Caraurbinate.
vaggio, Guido Reni, Guercino
Prosegue così una stagione di e Mattia Preti per il cardinagrandi eventi, che ha visto al- le Pallotta” (da maggio al 12
tre importanti esposizioni di novembre a Caldarola – Mc);
artisti quali Gentile da Fabria- “Tullio Pericoli, sedendo e mino a Fabriano, De Magistris a rando. Paesaggi dal 1966 al
Caldarola, Signorelli ad Arce- 2009” (dal 21 marzo al 13 setvia e Licini ad Ascoli Piceno.
tembre ad Ascoli Piceno).
“Raffaello è figlio di queste
Stefania Gratti
terre e ne è stato influenzato
a tal punto da divenire il genio che omaggiamo in tutto il
mondo. Il patrimonio culturale marchigiano è ricchissimo e la Regione lo tutela – ha
sottolineato il presidente – E’
il maggiore sponsor di questa
mostra e continuerà ad investire nella cultura ritenendolo
anche un modo nuovo e diverso per uscire dalla crisi”.
Curatrice della mostra la soprintendente Lorenza Mochi
Onori, che ha collaborato con
un gruppo di esperti d’eccezione.
La Regione Marche è dunque
il principale sponsor della
Mostra, che è stata finanziata
anche da: Ministero per i Beni
ragionare ‘storicamente’ della risurrezione e meditarci sopra
Segni e speranze
Alfredo Battisti, “Sulle tracce del risorto”, Edizioni Paoline, euro 9, pagg. 120
13
L’evento, tanto atteso dalla
comunità marchigiana, è di
fondamentale importanza
perchè valorizza la stretta
connessione tra Raffaello
e la sua città natale, che
già all’epoca di Federico
da Montefeltro rivaleggiava con Firenze con la sua
originale accezione “matematica” del Rinascimento e
evidenzia il fondamentale
rapporto di Raffaello con
il padre Giovanni Santi,
pittore dei duchi e letterato,
che era a capo di una ricca e fiorente bottega che fu
ereditata dal giovane pittore. Raffaello è tale perché
è vissuto nelle Marche, ha
respirato fin da bambino la
cultura e l’arte della corte
dei duchi, ha avuto come
maestro il padre Giovanni
Santi: un’integrazione perfetta da cui è nato un genio
che è riuscito ad influenzare il corso della pittura
europea.
Cinema multisala Gabbiano
www.gabbiano.senigallia.biz
[email protected] - tel. 071.65375
da venerdì 10 aprile
SBIRRI
Regia di Roberto Burchielli. Raoul Bova, Alessandro Sperduti,
Simonetta Solder, Luca Angeletti. 100’, Italia 2008.
I
l testo, agile e accessibile, si compone di otto capitoli: 1. Sulle tracce del Signore risorto; 2. La teologia
della croce; 3. Cristo risorto nel segno del pane; 4. Cristo risorto nel
segno della Parola; 5. Cristo risorto nel segno della Chiesa; 6. Cristo
risorto nel segno dei poveri; 7. Il
segno del Risorto nella storia; 8. La
pasqua della Madonna.
L’autore, con la sua esperienza e
saggezza, risponde a domande quali: la risurrezione di Cristo è un fatto storico? Gesù ha parlato solo in
passato o vuol parlare anche oggi?
Come ascoltare lo Spirito Santo che
vuol parlare nella nostra storia? Che
cosa dice la risurrezione di Cristo
rispetto al mistero della morte?
Testo di meditazione semplice
ed essenziale, ricco di citazioni bibliche, di autori famosi e del
magistero.“Cristo è risorto” è la più
bella notizia del mondo, perché ha
vinto la più brutta notizia, la più
tragica realtà: la morte. La risurrezione di Cristo è il kerygma, l’annuncio che ha cambiato tutto nella
storia dell’uomo e del mondo”
(L’Autore).
il taccuin
ARTE
Serra San Quirico - Pasqualino Rossi. La scoperta di un
protagonista del Barocco. Serra San Quirico dà luce ad un
artista amato dai collezionisti ma dimenticato dalla storia
dell’arte. La mostra sarà aperta al pubblico da domenica 1
marzo fino al 13 settembre nei giorni festivi e prefestivi, con
orario 10-13 e 15-19. Dal 1 giugno a settembre, sarà aperta
tutti i giorni dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 20.
Jesi - Sala arte contemporanea del museo diocesano “Sulla
via di Damasco. L’inizio di una vita nuova”. Mostra didattica
itinerante su Paolo di Tarso - da lun. a sab. ore 9.00-13.00 e
ven, sab, dom. 17.00-20.00.
Ancona - Pinacoteca Comunale ‘Paolo Icaro’, da martedì a
sabato ore 9.00 -19.00, domenica e lunedì festivi ore 10.00
- 13.00 e 16.00 - 19.00 - chiuso lunedì non festivi.
Ancona - Mole Vanvitelliana, Allo specchio il Novecento
mart/ven: 15.30-19.00 sab/fest:10-13 15.30-19.00, dal 18 dicembre 2008 al 19 aprile 2009.
MUSICA
Jesi - Teatro GB Pergolesi, Stagione Sinfonica 2008/2009
ore 21.00 - “Haendel a Roma”.
Senigallia - 18 aprile, Rotonda a Mare, Orchestra Sinfonica
G. Rossini - Stagione Teatrale 08/09. Musiche di R.Molinelli
su proiezione del film The Lodger di Hitchcock.
TEATRO
Senigallia - 18 aprile - Teatro Portone , nella rassegna ‘La
famiglia va a teatro’, ore 21.15 Mett, na’ soc-ra, d-renta
casa.
EVENTI
Senigallia - Ex Chiesa SS.Sacramento - Scapezzano, “Il
cielo di primavera”. Conferenza, cena e osservazione della
volta celeste, dalle ore 17.
Senigallia - 19 aprile, Teatro la Fenice, nella rassegna Controcanto - David Byrne. Ore 21. Tour legato all’album Everything that happens will happen today.
Monte San Vito - 24 aprile, Teatro Condominiale La Fortuna, ‘Nome di battaglia Maria’, regia di Gianfranco Frelli.
In collaborazione con Marcheinfesta.it
E’ la storia di Matteo Gatti (Raoul Bova), un impegnato giornalista
televisivo che, dopo aver perso il figlio per l’improvvida assunzione di una pastiglia di ecstasi, vuole svolgere un’inchiesta e
viene accolto nella Squadra Speciale della Polizia che combatte
lo spaccio di droga a Milano.
Venerdì - sabato: 20.30 - 22.30; domenica: 16.30 - 18.30
- 20.30 22.30; lunedì martedì - mercoledì: 21.15
LOUISE MICHEL
Regia di Benoît Delépine, Gustave de Kervern. Con Yolande Moreau,
Bouli Lanners, 90’ - Francia 2008.
Una fabbrica nella regione francese della Picardia. Pochi mesi
dopo una riduzione del personale, le operaie sono in allarme.
Quel giorno, il direttore le convoca per una piccola sorpresa, un
regalino con ricamato sopra il nome di ciascuna. Un dono che
tranquillizza gli animi. Torna la speranza. Rientrando a casa, una
decina di lavoratrici celebra l’avvenimento al caffè all’angolo. La
mattina seguente, la costernazione: macchinari, uffici, tutto è
stato sgombrato durante la notte.
Venerdì - sabato: 20.20 - 22.30; domenica: 16.00 - 18.10
- 20.20 22.30; lunedì martedì - mercoledì: 21.15
MERCOLEDì D’ESSAI AL GABBIANO
15 aprile - ore 21.15
“Palermo shooting” di W. Wenders
Finn un fotografo il cui lavoro è molto apprezzato in campo
internazionale, è un uomo costantemente in azione. Una sera,
mentre si trova alla guida della sua auto, vede, come si suol
dire, la morte in faccia rischiando un incidente dalle conseguenze letali. Da quel momento la sua vita cambia. Abbandona
la Germania e si reca a Palermo con l’alibi di un servizio fotografico con Milla Jovovich ma in realtà vuole azzerare la propria esistenza per ripartire da capo.
CINEMA AUDITORIUM ‘SUASA’
Castelleone di Suasa
THE MILLIONAIRE - Regia di Danny Boile
- SABATO 11 APRILE ORE 21.00
- DOMENICA 12 APRILE ORE 16.30 e 21.00
- LUNEDì 13 APRILE ORE 21.00
14
9 aprile 2009
sport
vigor Si sperava in una vittoria per essere più tranquilli in classifica. Attesa per il caso Bartoccetti
Ancora un pareggio casalingo
C
VIGOR 0 – OSIMANA 0
ontinua la serie dei pareggi casalinghi, ormai non si
contano più, e invece quanto sarebbe stata importante
ai fini della classifica un’eventuale vittoria. Sarebbero occorsi due punti, essenziali per sorpassare l’Osimana, diretta concorrente di eventuali play out. Quello che più interessa attualmente gli sportivi senigalliesi è la decisione che
la lega calcio marchigiana sta prendendo, mentre stiamo
scrivendo, in merito alla questione Bartoccetti. E’ ormai
noto a tutti che nella passata stagione il giocatore sopra
nominato ha giocato ventidue partite non in regola secondo le disposizioni federali e, pertanto, è stato squalificato
per quattro giornate, con un punto in meno in classifica a
favore del Piano S.Lazzaro (società autrice del ricorso nei
confronti della nostra Società) e la Vigor citata per frode
sportiva. Ma alla Società Vigor nulla si poteva imputare in
quanto il ragazzo (Bartoccetti) non aveva fatto presente la
sua anomala situazione sportiva. Non si sa quanti saranno i punti di penalizzazione che verranno inflitti alla Vigor,
certo è che sentendo quanto si dice in giro (chi parla di 10
punti, chi di meno, chi di più) per la Vigor si prospetta la
retrocessione direttamente. La Società ha messo tutto nelle mani dell’avvocato Mattia Grassani, luminare di diritto
sportivo, sperando che con la sua esperienza possa trovare
argomenti validi per convincere i giudici della buona fede
della Società Vigor quando tesserò il giocatore.
Della partita odierna, giocata giovedì 2 aprile, poche le
considerazioni tecniche da descrivere. Così ne è scaturito
un incontro con poche emozioni. 15°, un colpo di testa di
Polverari, vincente, respinto sulla linea da un difensore. Al
23° Savelli viene atterrato in area; l’arbitro lascia correre.
28°, bella combinazione di De Filippi-Sebastianelli per Camilletti che non dà esito. Al 30°, Cercaci impegna Petrini
in un difficile intervento a terra. Al 41° è sempre Cercaci
che nel bel mezzo dell’area, da buona posizione, mette a
lato la facile conclusione. Alla ripresa del gioco l’Osimana si fa più intraprendente, rendendo la vita difficile alla
difesa vigorina. 56°-69°, su calcio d’angolo per ben due
volte Rosmini di testa sfiora il montante. La Vigor va vicina al gol per una distrazione del portiere Giacconi che su
retropassaggio di un compagno si lascia sfuggire la sfera,
recuperata in extremis sulla linea bianca e qui finisce l’incontro. Casucci, intervistato, risponde: “Abbiamo cercato
PALLACANESTRO MASCHILE - SERIE B DILETTANTI
Si passa ai play off
GOLDENGAS 94 – ATRI 74
E
’ stata superata con relativa facilità la
giovane compagine dell’Atri, fanalino di
coda dell’attuale classifica. L’ultimo incontro di questo campionato è stato vissuto alla
grande dalla Goldengas, tanto da far dire al
presidente Moroni a fine partita: “Fossimo
stati così bravi come nel girone di ritorno,
dove siamo stati capaci di realizzare ben 18
punti contro i 12 dell’andata, ora ci troveremmo in ben altra posizione di classifica,
comunque il sesto posto ci soddisfa enormemente. Il nostro obiettivo a inizio campionato era la salvezza; l’abbiamo raggiunta, anzi
disputeremo i play off e per noi è un gran
traguardo. Il merito di questo risultato va
ai ragazzi, che fin dall’inizio si sono sempre
impegnati lottando e vincendo anche contro
squadre più attrezzate della mia. La prima
squadra che incontreremo sarà la “Fortezza
Recanati”, prima in trasferta poi sul nostro
terreno, eventuale bella sempre in trasferta.
La data è per il 19 aprile. Per quanto riguarda la partita odierna, troppo dimessa l’Atri,
formata da giovanissimi che nulla hanno potuto contro la Goldengas”. I punteggi parlano
da soli: 1° q. 25-14, 2° q. 49-41, 3° q. 71-55, 4°
q. 94-74. Regini ha schierato in campo tutti i
suoi uomini, meno Esposito, squalificato per
una giornata causa i disordini verificatisi domenica scorsa in Ancona, ben sostituito dal
giovanissimo Verdini.
Goldengas: Gnaccarini 4, Pierantoni 23,
Penserini 2, Bigi 19, Kosanovic 6, Verdini 2,
Maggiotto 14, Lilliu 5, Calcatelli 7, Polonara
12. All. Regini, vice: Ficosecco.
Atri: Montuori 15, Martella 2, Fortunato,
Centola 2, Manco 20, Porta 29, Marcone,
Melchiorre, Torrieri 6. All. Ranuzzi. Arb. Petrarozi di Lecc, Stoppa di Polignano a Mare
(BA). Spettatori: 300 circa.
Ai play off: Padova-Civitanova – Verona-Faenza; Recanati-Senigallia – RavennaChieti.
Ai play out: Castelnovo-Marostica – Bassano-Anzola.
Salva l’Ancona. Retrocede direttamente Atri.
Classifica: Albignasego (Padova) 40, Verona 34, Recanati 34, Ravenna 32, Chieti 30,
Castrocaro 28, Civitanova 26, Ancona 26,
Coopsette 22, Bassano 20, Anzola Emilia 20,
Marostica 14, Atri 8.
G.M.
PALLACANESTRO MASCHILE - SERIE C2
Si risale in classifica
MATELICA 71 – MARZOCCA 74
C
ontinua il periodo favorevole agli uomini guidati dal coach Surico. Questo è il
quarto risultato utile consecutivo che permette alla squadra del Marzocca di partecipare sicuramente ai prossimi play off anche
se ancora c’è da disputare l’ultimo incontro
di ritorno sabato 18 aprile alle ore 21,15 al
palazzetto dello sport di Senigallia contro il
Pesaro. All’andata la compagine del Marzoc-
ca perse in trasferta per 68 a 64, ma allora
la squadra era in ben altre condizioni; ora
tutto fa sperare che i ragazzi abbiano capito
quanto potenziale, quando vogliono, sanno
esprimere
Classifica: Fabriano 50, Tolentino 40, Montegiorgio 38, Pisaurum 38, Marzocca 34,
Ascoli 34, Mondolfo 32, Chiaravalle 30, Matelica 28, Porto Recanati 26, Pedaso 24, Stella Maris (PU) 22, Jesi 20, San Benedetto 20,
Fermo 16, Maceratese 12.
Basket femminile: bella vittoria della Savini Frigogel
L
SAVINI FRIGOGEL SENIGALLIA 57 – ROBY PROFUMI VALTARESE 55
a striscia positiva della Roby Profumi si interrompe a Senigallia, dove la formazione del
presidente Delnevo esce sconfitta per soli due punti. Il tiro da tre di Iemmi all’ultimo secondo si spegne sul ferro del canestro avversario, consegnando a Senigallia la vittoria. Negli
ultimi due minuti, con la Roby Profumi in costante rimonta, due conclusioni - oltre alla
sirena del 24’ di Senigallia - sono state ingiustamente convalidate dalla coppia arbitrale penalizzando oltre modo il tentativo di rimonta delle biancoblu. C’è però da dire che la vittoria
di Senigallia è meritata. La squadra locale ha interpretato al meglio la gara, cercando il gioco
per le proprie interne, Cergol su tutte: 29 punti totali e, complice una giornata storta, in attacco per le borgotaresi hanno conquistato la possibilità di giocarsi lo spareggio giovedì sera
a Borgotaro. Si può tranquillamente affermare che la gara odierna è l’esatta fotocopia della
partita di domenica scorsa al Palaraschi. La vittoria va a Senigallia mentre per la Roby Profumi si dovrà attendere la gara di giovedì prossimo a Borgotaro per sapere se potrà continuare
la corsa nei play off. Parziali: 18-10; 34-26; 46-32.
Senigallia: Lolli Ceroni 0, Di Rocco 12, Redolf 5, Marcelletti 4, Marchi 1, Cergol 29, Peracchia
4, Panzini 2, Arcaleni ne. All. Montanari. Roby Profumi: Iemmi 26, Camisa 2, Marchini 13,
Catellani 4, Martini 4, Cavagni 2, Zambrini 4, Gandini ne, Agazzi ne, Becci 0. All. Iurlaro.
Spettatori: 100 circa.
la vittoria in tutti i modi, non ci siamo riusciti, però i miei
ragazzi hanno dato il massimo per raggiungerla”. Ora il
campionato si ferma, riprenderà domenica 19 con la Vigor
in trasferta a Chiaravalle, la cui squadra è penultima nel
campionato.
Vigor Senigallia: Petrini 6, Santarelli 6, Guerra 6, De Filippi
7, Rosi 6, Montanari 7, Paupini 6 (80° Candelaresi 6), Savelli 6, Polverari 7, Sebastianelli 6 (65° Goldoni 6), Camilletti 5 (61° Paniconi 6). All. Casucci.
Osimana: Giacconi, Mandolin i, Polzonetti, Ramini, Capriotti, Bingunia, Cercaci, Carboni, Colombo, Castellano,
Federici, Colletta, Santoni, Langiotto. All. Senigalliesi.
Arbitro: Amadio di Ascoli. Note: spettatori 300 circa. Ammoniti: De Filippi, Polzonetti. Angoli: 5-5. Recuperi 0’+3’.
Attuale classifica (che potrebbe cambiare per la Vigor) :
B.Fossombrone, 71, Piano S.Lazzaro 60, Fortitudo 60, Civitanovese 58, Castelfrettese 53, Urbino 47, Cingolana 44,
Jesina 40, Osimana 39, Montegranaro 38, Urbania 37, Vigor Senigallia 37, B.Nazzaro Chiaravalle 35, Vis Macerata
34, Cagliese 34, Cuprense 28, Fermignanese 27, Monturanese 26.
Giancarlo Mazzotti
ciclismo
In sella alla Brombolona
A
nche i miseni si divertono e sudano
sui sentieri montani delle Cesane. Il
percorso lungo corre per 24 Km e propone
più di 1000 metri di dislivello. La pedalata
alternativa si snoda per 15.600 metri.
Il ricco ed ospitale allestimento del Brombo Bikers ripropone numeri importanti
(223 al via) ed elevato livello tecnico a Canavaccio di Urbino. La Brombolona Bike
perviene alla quinta edizione.
Il comitato del presidente Naldo Massi continua a sostenere l’esemplare ruolo
trainante per il movimento marchigiano e
nazionale.
La cronaca della 3^ prova del campionato
pesarese urbinate fuoristrada (anche tappa
della Coppa Italia) segue puntualmente le
linee dello sperimentato copione. I giudici
Marini, Valentini, Piccini, Muzi e Salciccia
lanciano la folta carovana.
La striscia di partenza e arrivo è tracciata
nell’area del Centro Commerciale Raffaello. Il senior Sergej Mikhailouski si aggiudica l’oro open e fa proprio il Trofeo - Memorial Michael e Simone, allestito dal clan
Garbugli (i fratelli Giovanni, Giacomo,
Luca).
Metalli per Marco Minucci e Fabio Gatto-
ni (miglior cadetto). Sul quarto gradino si
accomoda Simone Lunghi (primo junior).
Ugo Vergari è quinto assoluto e capofila
dei gentlemen. Sesto chiude Sauro Manzaroli, battistrada dei veterani.
Primato rosa a Daniela Veronesi (grandi
trascorsi: trionfo di tappa e bronzo finale
anche al Giro d’Italia, quarta al Tour de
France), che supera i migliori supergentlemen, Maurizio Cleri e Luciano Paradisi.
Podio femminile per Beatrice Tacchi e Barbara Genga.
Il cicloturismo fa tappa a Calcinelli di Saltara, per il 35° Memorial Fraticelli, che
viene conquistato dai locali del Ciclo Club
Calcinelli su Scavolini, Febal, Banca di Pesaro, Berloni.
Le giacche blu Uguccioni, Diotallevi e Galeazzi gestiscono 28 formazioni e 490 pedalatori sorridenti.
L’élite Paolo Ciavatta vince ancora. A Città di Castello si limita a ripetere lo schema
già seguito a Sulmona, nel 36° GP San Giuseppe. L’arancioblù stacca tutti, terminando da solo davanti a Cesaro, all’australiano
Ricard Julian Porte e a Fedele.
Umberto Martinelli
Tennistavolo
Senigallia si fa valere
S
abato 21 e domenica 22 marzo 2009 si è
svolto a Terni il 4° Torneo nazionale giovanile di tennistavolo dove si sono affrontati
i migliori atleti italiani di categoria. I ragazzi del tecnico nazionale Renato Appolloni
hanno partecipato gareggiando con Nicolini
Daniele nella categoria Juniores, Franchini
Alessandro nella categoria Allievi e con Rossi Lorenzo e Appolloni Nicolò nella categoria ragazzi. Tutti i ragazzi si sono comportati
bene, gareggiando alla pari con gli altri atleti.
Rossi Lorenzo è approdato agli ottavi di fi-
nale. Nicolò Appolloni, classificandosi tra i
primi quattro atleti di categoria, ha acquisito
il diritto di partecipare il giorno successivo
al Top Otto, gara riservata ai migliori otto
pongisti d’Italia, arrivando sesto.
In questa stagione è la terza volta che il giovane campioncino senigalliese partecipa
a questa gara, il tutto fa ben sperare per i
prossimi Campionati italiani a cui la Società parteciperà con i quattro campioncini ed
altri due esordienti nella categoria “Giovanissimi”.
9 aprile 2009
penultima
LA
PAROLA Non è qui!
DI DIO V
12 APRILE 2009 DOMENICA DI PASQUA DI RESURREZIONE
At 10,34a.37-43
Salmo 117
Col 3,1-4
Gv 20,1 - 9
di Paolo Curtaz
oi cercate Gesù Nazareno, il crocefisso,
non è qui!” Oggi celebriamo il più straordinario mancato appuntamento della storia,
oggi accogliamo la più sconcertante notizia
del vangelo, oggi affondiamo le radici (e il
cuore) nell’Assoluto di Dio.
Ci siamo trovati tre giorni, lungo la settimana, per ripercorrere gli ultimi drammatici
avvenimenti della vita di Gesù. Abbiamo
meditato il suo silenzio, ci siamo stupiti del
suo dubbio, siamo inorriditi davanti all’ennesima ingiustizia commessa ai danni di un
uomo buono e solidale.
Come gli apostoli siamo fuggiti inorriditi e
ci siamo rifugiati nei meandri della nostra
frenetica vita davanti alla violenza degli uomini, di fronte all’insostenibile morte politicamente scorretta del Nazareno.
Bene, fine dell’avventura spirituale, fine dell’emozione mistica, è stata una bella esperienza, ci ha dato delle belle cose, poi, però,
ci siamo dovuti arrendere davanti a quella
pietra che bloccava la tomba, ci siamo fermati di fronte all’evidenza: l’uomo non cambierà mai, la storia – allora come oggi – sarà
sempre in mano agli arroganti.
Un clima di mestizia e di disincanto si respira nelle pagine del vangelo dopo il grande
trauma della crocifissione del Rabbì.
Ma ora, oggi, è tutto cambiato. Alcune donne delle nostre sono tornate affannate: andate ad imbalsamare Gesù, ultimo segno di
rispetto verso il Maestro, non lo hanno trovato, è scomparso.
Gesù è risorto, amici, semplicemente. Non
rianimato, né tantomeno reincarnato, no, è
proprio risuscitato. Egli è vivo presente qui
e ora, mentre stai leggendo queste parole
mentre tu ed io, ancora, ascoltiamo la notizia sconcertante di uno che era morto e che
ora è vivo e presente.
E questo qualcuno è Dio stesso, spazzato via
dall’arroganza degli uomini, vittorioso (senza far troppo rumore) su ogni morte, su ogni
sconfitta.
La gioia dilaga, la fine diventa un inizio, la
luce comincia a farci capire, a riscaldare il
cuore.
E questa notizia è arrivata fino a noi oggi, ci
ha fatti alzare stamani, ci ha fatto radunare
insieme alle comunità, ci riempie la vita.
Se Gesù è risorto allora significa che non è
stato solo un grande uomo, allora significa
che davvero egli era ciò che diceva di essere, significa che egli è presente insieme a noi,
con noi. Pasqua, amici, Pasqua. Su quella
tomba vuota, su quella pietra che non è riuscita a bloccare la presenza di Dio si fonda la
nostra intera speranza, la speranza di milioni di uomini che lungo la storia hanno creduto al vangelo.
Ma non è evidente la resurrezione, anzi si
resta spiazzati nel leggere i vangeli.
Ambiguità, paura e dubbio contraddistinguono i racconti della Pasqua.
Marco – addirittura – che abbiamo letto
durante la veglia pasquale notte conclude
bruscamente il suo vangelo raccontando la
paura delle donne di ritorno dal sepolcro.
Non è facile credere, né evidente. Evidente
la crocifissione, evidente il sangue e la testimonianza, evidente e sconcertante l’urlo di
sofferenza ma la resurrezione no, è tutt’altro
affare, è questione di fede, non di evidenza. I
racconti della resurrezione e delle apparizioni del risorto entrano nella dimensione della
discrezione e della conversione, della serenità e della pace, ma anche dello sconcerto
degli apostoli e della loro (e nostra) fatica a
risorgere.
La paura delle donne e il loro silenzio assomiglia troppo al mio e quello delle nostre
stanche comunità cristiane, che preferiscono venerare un crocefisso che annunciare
un vivente. La paura di non essere
creduti o derisi blocca loro e noi.
Loro, donne in un mondo di maschi,
persone inadatte ad annunciare una
notizia così importante. Noi, fragili,
incoerenti, incapaci. Eppure scelti
dal Nazareno per essere suoi testimoni là dove viviamo, con le parole
con cui lo Spirito ci riempie il cuore
e la bocca.
Fatichiamo a credere alla resurrezione, a emozionarci per questa notizia.
Forse perché è diffi cile condividere
la gioia di qualcun altro. Sentiamo
solidale il crocifisso, ci identifichiamo, ognuno di noi ha vissuto o vive
un’esperienza di dolore, di sconfitta.
Abbiamo maturato una grande devozione al dolore di Dio, e giustamente.
Ma troppo spesso siamo fermi a quel
dolore, come i discepoli di Emmaus,
quasi compiaciuti della dimensione
del patire. Conosco troppi cristiani
fermi al venerdì santo, accampati
sotto la croce, troppo legati al proprio dolore per accorgersi che Gesù
è risorto. No, amici, è tempo di abbandonare
il dolore, di non amarlo, di redimerlo.
La gioia cristiana è una tristezza superata, la
gioia cristiana è guardare delle bende e vedere il corpo trasfigurato che avvolgevano,
vedere una tomba vuota e capire che sì, davvero il Signore è risorto.
Avremo ora cinquanta giorni (e la vita) per
convertirci alla Pasqua, per abbandonare il
dolore, nostro e di Dio. Avremo cinquanta giorni per ridirci che dopo la croce, ogni
croce, ci aspetta la speranza della vita nuova
in Cristo. Se davvero siamo risorti con Cristo, cerchiamo le cose di lassù, viviamo da
risorti!
Buona Pasqua, cercatori di Dio.
RUBRICA DI STORIA E CULTURA DEDICATA AL BEATO SENIGALLIESE GIOVANNI MARIA MASTAI
Insieme, verso la Pasqua
L
a Settimana Santa e una settimana piena di preparativi all’Opera Pia.
Tutto concorre a preparare questa grande festa. Giorni intensi di attività
con volontari che abitualmente frequentano la Casa di Riposo e che hanno
offerto qualcosa di speciale. “Il Coro”, una corale che tutti i mesi è presente
con un repertorio di canti popolari, lunedì pomeriggio ha offerto conti popolari e religiosi proprio per entrare nel giusto clima di questi giorni. Mercoledì le volontarie della Croce Rossa offriranno una piccola anticipazione
della festa offrendo a tutti gli ospiti delle uova di Pasqua. Giovedì e venerdì
mattina il servizio animazione ha programmato la proiezione per tutti due
parti del film “Gesù di Nazaret” di Zeffi relli, occasione questa per ricordare
gli eventi che celebriamo. Non da ultimo poi il tempo dedicato alla preparazione di qualche addobbo per la Casa che ricordi la Festa di Pasqua e la
primavera in generale. Tante cose diverse tra loro ma tutte con lo stesso fine:
far vivere ogni tempo dell’anno con intensità e con vitalità.
MONTERADO
IN BREVE
15
Bella e partecipata processione delle Palme, domenica 5
aprile, con la benedizione impartita davanti all’ingresso
del castello e l’avvio in chiesa tra canti e preghiere
con l’animazione del gruppo giovanile.Le celebrazioni
del Giovedì, Venerdì e Sabato Santo si terranno dalle
ore 20,30 in poi. Particolare interesse desta la nuova
interpretazione della Via Crucis del gruppo coralestrumentale. Mentre negli anni passati si realizzava una
processione fuori della chiesa, o in piazza Roma o nelle
vie del paese, quest’anno la Via Crucis si terrà nella chiesa.
Attraverso soluzioni tecniche d’avanguardia, i giovani
commenteranno con parole, immagini e musica, alcune
parole di Gesù in croce, in modo da eliminare qualsiasi
motivo di distrazione, per concentrarsi totalmente su tali
parole. E’ un modo nuovo che, certamente, porterà i suoi
duraturi effetti.
ALL’AVULSS SI PARLA DI ALZHEIMER
L’Avulss di Senigallia parla di Alzheimer, i cui incontri
si terranno presso la sala Caritas della Curia Vescovile,
in piazza Garibaldi n. 3, dalle 17,30 alle 19,30: giovedì
16 aprile: “Principi di geriatria. Decadimento psichico
nell’anziano”
relatrice dott. ssa Maria Del Pesca
(dirigente Neurologia Ospedale di Senigallia); giovedì 23
aprile: “Alzheimer: informazione, assistenza e sostegno”
relatore dott.Sergio Vitali, neurologo; giovedì 30 aprile:
“Alzheimer: difficoltà di comunicazione” relatrice dott.
ssa Giuseppina Massi, neurologa; giovedì 7 maggio:
“Alzheimer, approcci possibili al malato” relatrice dott.
ssa Giuseppina Massi.
MEMORIAL DI CALCIO ‘GIANFRANCESCHI’
Squadre partecipanti e calendario gare. GIRONE A:
Ancona Calcio, Dorica Torrette A, Falconarese, Fortitudo
Fabriano. GIRONE B : Fed Sammarinese, Vigor Senigallia,
Biagio Nazzaro, Fermignanese. GIRONE C : Rapp.reg.le
Marche, Cral Palombina, Senigallia calcio, Dorica Torrette
B Prima giornata – Stadio cent.Senigallia – 9 aprile 2009:
9,30 Ancona Calcio – Dorica Torrette A; 11,00 Falconarese
– Fortitudo Fabriano; 14,00 Rapp.Sammarinese – Vigor
Senigallia; 15,30 Biagio Nazzaro – Fermignanese; 17,00
Rapp.Reg.le Marche – Cral Palombina; 18,30 Senigallia
calcio – Dorica Torrette B. Seconda giornata – Stadio
Cent.Senigallia – 10 aprile 2009: 9,30 Dorica Torrette
A – Falconarese; 11,00 Fortitudo Fabriano – Ancona
calcio; 14,00 Vigor Senigallia – Biagio Nazzaro; 15,30
Fermignanese – Rapp. Sammarinese; 17,00 Cral Palombina
– Senigallia calcio; 18,30 Dorica Torrette B – Rapp. Reg.le
Marche. Terza giornata – Stadio Cent.Senigallia – 11 aprile
2009: 9,30 Ancona calcio – Falconarese; 11,00 Dorica
Torrette A – Fortitudo Fabriano; 14,00 Rapp.Sammarinese
– Biagio Nazzaro; 15,30 Vigor Senigallia – Fermignanese;
17,00 Rap.reg.le Marche – Senigallia calcio; 18,30 Cral
Palombina-Dorica Torrette B Triangolari di semifinale 13
aprile 2009 1° Gir. A – 2° Gir. B – 1° Gir. C: ore 9,30 Stadio
Centr.Senigallia D; 2° Gir. A – 1° Gir. B – 2° Gir. C ore 9,30
Campo Giuliani – Torrette E; 3° Gir. A – 4° Gir. B – 3° Gir.
C,ore 9,30, Campo via Liguria – Palombina F; 4° gir. A – 3°
gir. B – 4° gir. C, ore 9,30, Campo Amadio – Castelferretti.
FINALI 13 aprile 2009 3^ class. (F) – 3^ class. (G), ore
16,00, campo via Liguria – Palombina; 2^ class. (F)
– 2^ class. (G), ore 16,00, Campo Amadio Castelferretti;
1^ class. (F) – 1^ class. (G), ore 16,00, Campo Giuliani
– Torrette; 3^ class. (D) – 3^ class. (E), ore 15,00, Stadio
centrale Senigallia; 2^ class. (D) – 2^ class. (E), ore 16,15,
stadio centrale Senigallia; 1^ class. (D) – 1^ class. (E), ore
17,30, stadio centrale Senigallia.
IN RICORDO DI ARMANDO BALLANTI
E’ deceduto a Senigallia il 31 marzo, a 87 anni, Armando
Ballanti: uomo libero, di fede e completamente
disinteressato e generoso nel suo impegno. Aveva un
negozio a Senigallia, sotto i portici Ercolani, nel quale
esponeva le sue tele. Infatti, Ballanti era noto come
pittore. Autodidatta, fin da ragazzo aveva alimentato
e seguito la sua passione per il disegno e la pittura:
paesaggi, animali, ma anche la vita nei campi e qualche
ritratto erano i suoi soggetti preferiti. Le più sentite
condoglianze dal circolo Acli di Roncitelli.
Settimanale della Diocesi di Senigallia
Tel. 071 64578 - Fax 071 7914132
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Silvestri, Luciano Sole, Federica Spinozzi, Ilario Taus, Raoul Mancinelli,
Umberto Martinelli. Tecnici: Speranza Brocchini, Daniele Guidarelli,
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GIORNATA MONDIALE
DELLA
TERRA SANTA 2009
«Rinnovo il mio incoraggiamento a quanti,
da una parte come dall’altra, credono
che in Terra Santa ci sia spazio per tutti,
affinché aiutino la loro gente a rialzarsi
dalle macerie e dal terrore e, coraggiosamente,
riprendere il filo del dialogo nella giustizia
e nella verità. È questo l’unico cammino
che può effettivamente schiudere un avvenire
di pace per i figli di quella cara regione!».
Benedetto XVI
FOTO M. GOTTARDO
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