n. 14 ARTICOLI SACRI a SENIGALLIA ARTICOLI SACRI a SENIGALLIA via Andrea Costa 31 tel 071.60597 via Andrea Costa 31 tel 071.60597 Settimanale della Diocesi di Senigallia - giovedì 9 aprile 2008 - € 1 Poste Italiane spa - Spedizione in abbonamento postale - D.L. 353/2003 (conv. in L 27/02/2004 n°46) art. 1, comma 1, DCB Ancona - Taxe Perçue - Tassa riscossa ufficio PT di Senigallia - Editoriale PASQUA La fatica e la gioia di vivere: questa è la Pasqua, ogni anno. Ma particolarmente quest’anno. Sto scrivendo mentre arrivano le tristissime notizie dell’Abruzzo. Ci vuole sempre tanto coraggio per vivere accettando fatiche e sofferenze: quelle eccezionali di un terremoto, ma anche quelle quotidiane di un parente da assistere, un grave problema sentimentale o affettivo, la lotta contro un male inguaribile, il posto di lavoro che non c’è più… In questa Pasqua vogliamo prendere il Vangelo sul serio. Quando il Vangelo ci parla della Croce, quando si vede Gesù cadere, non possiamo pensare che il discepolo sia trattato meglio del maestro. E siamo disposti a seguirlo sul cammino che ha percorso prima di noi. Malgrado tutto, andiamo avanti e troviamo la forza di vivere e anche la gioia di vivere. Gioia non ci viene dalle buone condizioni, perché un giorno sono favorevoli, l’indomani sfavorevoli. Gioia che può venirci solo dal Vangelo. Questa gioia ci viene da chi ci ha detto: “Non abbiate paura, io sono con voi… Vi dono la mia pace”. La sua pace che è serenità interiore, che è gioia interiore, che è gioia di vivere, gioia di accogliere gli altri, tutti gli altri, come sono, con i loro limiti, con i miei limiti. Il cristiano, nella settimana in cui Cristo sulla Croce grida in faccia a suo Padre «perché mi hai abbandonato?», grida con lui. E chi grida nelle ore del dolore sarà ascoltato. Già lo straordinario impeto di soccorso di questi giorni è il primo segno che il cuore dell’uomo è fatto per il bene, per donare. Perché siamo fatti ad immagine di un Dio buono. È un’affermazione più che desiderata e necessaria in queste ore. Dall’Abruzzo può venire a tutti noi, tante volte così distratti, un richiamo potente. E i nostri occhi, velati di pianto, sono pronti a illuminarsi di gioia. Gesualdo Purziani Pasqua è la festa dei macigni rotolati. La mattina di Pasqua le donne, giunte nell’orto, videro il macigno rimosso dal sepolcro. Ognuno di noi ha il suo macigno. Una pietra enorme messa all’imboccatura dell’anima, che non lascia filtrare l’ossigeno, che opprime in una morsa di gelo; che blocca ogni lama di luce, che impedisce la comunicazione con l’altro. È il macigno della solitudine, della miseria, della malattia, dell’odio, della disperazione, del peccato. Siamo tombe alienate. Ognuna col suo sigillo di morte. Pasqua, allora, sia per tutti il rotolare del macigno, la fine degli incubi, l’inizio della luce, la primavera di rapporti nuovi. E se ognuno di noi, uscito dal suo sepolcro, si adopererà per rimuovere il macigno del sepolcro accanto, si ripeterà finalmente il miracolo che contrassegnò la risurrezione di Cristo. Sudori, di brividi sulla pelle, di lacrime sul viso. Sentieri fioriti dell’eterno che, per incrociare l’uomo, si fanno viottole terrene e passano dai nostri pozzi, e si affacciano nelle nostre valli, e si inerpicano sui nostri colli, e sfiorano le nostre case. Tonino Bello Speranza “Il Signore è veramente risorto!”. E’ questo l’annuncio, la buona notizia della Pasqua, il messaggio antico e sempre nuovo, l’evento sconvolgente che cambia il corso della storia e dà senso all’esistenza. Certamente viviamo in tempi difficili e anche drammatici. Ci sgomenta in questi giorni la catastrofica situazione provocata dal terremoto nell’Aquilano: le numerose vittime, tra le quali alcuni bambini, e le migliaia e migliaia di sfollati che hanno perso tutto ci interpellano profondamente. Oltre a questo ci preoccupa la dilagante crisi economica che colpisce con la perdita del lavoro un numero crescente di persone e di famiglie, creando grande disagio per il presente e buia incertezza per il futuro. Spontanea sorge la domanda: perché tutto questo? c’è ancora spazio per la speranza? Pur nella nostra incapacità a dare una risposta al problema del male e del dolore - si tratti di calamità naturali o di perversi fenomeni sociali o di malattie o di quant’altro - il messaggio pasquale tuttavia è l’unico che dà un fondamento solido alla nostra speranza. Se Cristo è risorto, la vita è possibile aldilà della crisi, della distruzione e della morte. Se Cristo è risorto, la disperazione può essere vinta. Certo i morti non risorgono qui e ora, ma da una situazione di grande dolore e viva preoccupazione può risorgere celebrazioni in Duomo Giovedì santo - 9 aprile ore 10.00 - S. Messa crismale ore 18.00 - S. Messa in Coena Domini Venerdì santo - 10 aprile ore 12-15 - Preghiera e digiuno ore 21.15 - Processione Cristo morto Sabato santo - 11 aprile ore 22.30 - Veglia pasquale Domenica di PASQUA - 12 aprile Santa Messe ore 9, 10, 11.30, 18 ore 11.30 - Messa solenne del Vescovo Celebrazioni in diretta e riflessioni e programmi dedicati ai temi del Triduo su Radio Duomo inBlu (95.2 Fm) l’anima della comunità, lo spirito di solidarietà, l’impegno per il bene comune. In queste ore in cui sono davanti ai nostri occhi le macerie del terribile sisma e i preoccupanti effetti della recessione economica, guardando al Crocifisso risorto possiamo tutti cercare di risorgere, rivedendo in particolare i nostri stili di vita. E’ questa l’occasione propizia per scoprire o riscoprire il valore della sobrietà, evitando ogni forma di spreco e di consumi superflui, per poter aprire il cuore alla solidarietà e così contribuire alla costruzione di un mondo più giusto e fraterno. Un particolare motivo di speranza per la Chiesa di Senigallia è l’indizione del Sinodo Diocesano. Si stanno muovendo i primi passi di questo evento di grazia che consiste nel “camminare insieme” per metterci in ascolto della parola di Dio e delle attese, delle aspirazioni e delle sofferenze dell’uomo d’oggi. Con il Sinodo la Chiesa senigalliese si sente chiamata ad una conversione, ad un rinnovamento, per crescere nella comunione e nel servizio verso i fratelli. Con questa Pasqua vorremmo tutti recuperare la fiducia nella vita e nella possibilità di compiere il bene. E’ questo l’augurio di Buona Pasqua, una Pasqua di risurrezione, che con viva cordialità mi è gradito rivolgere a tutti i lettori. + Giuseppe Orlandoni, vescovo Basket in carrozzina: Senigallia fa canestro Si svolgerà a Senigallia la XV edizione della Final Four di Coppa Italia di Basket in Carrozzina. Organizzata dal Comitato Italiano Paraolimpico, dalla S. Stefano Sport di Porto Potenza Picena e dalla A.S.D. Goldengas Pallacanestro Senigallia, con il patrocinio della Regione Marche, della Provincia di Ancona e del Comune di Senigallia, il weekend dal 17 al 19 aprile si preannuncia decisamente interessante. Non solo perchè l’iniziativa si presenta come culturalmente importante - non è frequente vedere a Senigallia incontri sportivi con persone disabili come protagonisti - ma anche perchè la competizione vedrà 4 squadre contendersi l’ambito trofeo della Coppa Italia. Se nel calcio questo torneo ha rischiato negli anni passati di “andare alla deriva” perdendo l’interesse prima di tutto delle squadre protagoniste (e poi di conseguenza dei tifosi), negli altri sport, messi in ombra dal predominio calcistico, la Coppa Italia mantiene una rilevanza “speciale”. La Goldengas non è nuova a manifestazioni di questo genere: lo scorso 4 febbraio infatti, gli atleti della pallacanestro senigalliese hanno sfidato, “accomodati” in carrozzina, i giocatori della S.Stefano Sport di Porto Potenza Picena, squadra militante nel Campionato serie A1 di Basket in Carrozzina, in una serata “Il cuore nel canestro”. Da quella manifestazione è nata una nuova iniziativa che ha portato a Senigallia appunto la final four di Coppa Italia. A contendersi il trofeo, per tre giornate ad ingresso libero al PalaPanzini di via Capanna, 4 squadre provenienti da Roma, la Lottomatica Elecom Sport e la Cmb Santa Lucia Sport, da Sassari, la Gsd Anmic, mentre da Taranto arriva la Comes Dream Team. Si inizia venerdì 17 aprile alle 17.30 con la cerimonia di apertura cui seguiranno i primi due incontri. in evidenza RIFLESSIONI SULLA PASQUA La festa della vita suggerisce pensieri, atteggiamenti, scelte nuove. Qualcuno ha avuto voglia di condividerli con noi. autori vari 4-6 IL LAVORO CHE VACILLA Uno speciale sulla situazione occupazionale del nostro territorio, di questi tempi. a cura di Michela Gambelli 8-9 2 9 aprile 2009 attualità Il tempo della solidarietà P roprio nei periodi di crisi come quello che attraversiamo in questi mesi si rinvigorisce il richiamo alla solidarietà. Quello strano sentimento che tante volte è sembrato annebbiato, ma che fornisce l’amalgama di una convivenza civile, che alimenta la coesione sociale di una società moderna. Proprio nel solco segnato dalla solidarietà si colloca l’iniziativa lanciata dal Consiglio permanente della Cei per costituire un “Fondo di garanzia a sostengo delle famiglie più deboli” attraverso una grande colletta della Chiesa che si terrà il 31 maggio, spiegando che sarà “un atto che educa alla solidarietà e alla condivisione, all’apertura del cuore e alla generosità, a non vivere solo per se stessi, ripiegati sui propri problemi e sui propri interessi, ma con cuore fraterno e compassionevole”. Questa iniziativa si affianca alle tantissime altre che sbocciano come fiori sui territori locali, promosse dalle diocesi in alcuni casi, stimolate da enti locali o da cooperative sociali laiche in altri casi. Per aiutare e sostenere le famiglie dei disoccupati o dei pensionati nascono raccolte di fondi, assegni mensili, banche alimentari, contributi per le bollette, azioni di micro-credito... Si possono verificare molti gesti e interventi rivolti ai più poveri. Solamente in rari casi, però, sembrano realizzarsi iniziative coordinate sul territorio, quasi come se i vari soggetti presenti navighino a compartimenti stagno. In una situazione come l’attuale sembrano poco menzionate, ad esempio, le potenzialità della Legge 328 del 2000 che ormai da un decennio richiede ai Comuni e altri enti sociali di promuovere la costituzione di Piani di Zona con tavoli di concertazione ai quali possono partecipare tutti i cittadini, ma almeno dovrebbero partecipare le forze più rappresentative di una realtà territoriale. Mai come in queste occasioni i ritardi si pagano e si notano nelle iniziative concrete, perché spesso non servono interventi a pioggia, ma misure mirate e specifiche, perché sono assai più effi caci delle azioni coordinate, nelle quali tutta la società civile organizzata è coinvolta rispetto a quelle sicuramente necessarie, ma promosse da organizzazioni solitarie. Ancora una volta emergono le pecche di una società civile italiana, magari più istituzionalizzata al Nord del Paese o più informale nel suo Sud. Infatti essa se da una parte, comunque, è capace di vivere e di muoversi sul territorio ed individuare i suoi problemi, dall’altra fa fatica a pensare insieme, a coordinarsi e fare sistema per operare verso il bene comune attraverso la costituzione di un nuovo welfare che non è più appannaggio esclusivo della burocrazia statale, ma condiviso e partecipato, capace per questo di incrementare la fiducia tra gli attori di un sistema sociale che non sono soltanto quelli che si occupano della Carità, ma anche le imprese, le banche, le istituzioni politiche o quelle culturali. La grande colletta oltre ad essere un gesto che “richiama a uno stile di Chiesa che si ricorda delle membra più deboli”, come hanno spiegato i vescovi italiani, potrà anche essere un incentivo affi nché si possa pensare alla promozione di uno sviluppo solidale che non solo risponda al problema contingente, ma sia capace di rendere attivi i cittadini e le famiglie coinvolgendoli perché possano essi stessi diventare protagonisti del loro futuro. Andrea Casavecchia Scopri Vivere & Viaggiare di Federica Bedini Gruppo Cisalpinatours la tua agenzia che propone offerte scontate fi no al 50%, sconto del 10% tutto l’anno sulle quote da catalogo. Biglietteria aerea, marittima e hotels in tutto il mondo a prezzi scontatissimi. Vieni a trovarci in via Pisacane n. 18 SENIGALLIA 071-7931515 fax 071-2504802 – [email protected] Asteriski * Il Papa e i giovani. Nella Domenica delle Palme, il Papa ha accolto migliaia di giovani in Piazza San Pietro. La loro presenza segna il passaggio della Croce-simbolo delle Giornate della Gioventù dalle mani dei ragazzi australiani (l’evento si è tenuto lo scorso luglio a Sydney) a quelle degli spagnoli che la ospiteranno nel 2011 a Madrid. Il Papa ha ricordato con commozione i “fratelli e le sorelle africani” che perdono la vita per raggiungere un tenore di vita migliore. Aggiunge: “Non possiamo rassegnarci a simili tragedie, che purtroppo si ripetono nel tempo”. * Nota pastorale. La bellezza del Vangelo/Gesù è stata al centro della presentazione del libro: “La Bibbia giorno e notte”, martedì 7 aprile, dalle ore 20,45 in poi, nella Basilica di Santa Croce in Gerusalemme, con fotografie, letture scelte del testo sacro, cori, musiche, danze liturgiche: un mixage veramente indovinato. * Marche-Russia. Fra gli ottocento imprenditori italiani presenti a Mosca per la supermissione in Russia, sono ben 30 le imprese marchigiane che prendono parte alla missione imprenditoriale: aziende calzaturiere, del tessile, dell’abbigliamento, mobile e arredo, meccanica, stampi, argenteria, costruzioni, impiantistica e turismo. * Tagliare gli stipendi. L’Udc propone un taglio da subito del 10% dello stipendio dei parlamentari, perché “di fronte alla crisi servono fatti senza demagogia”. Pier Ferdinando Casini rilancia: “Non possiamo accettare mega-ricchezze per manager che hanno fallito. Una nuova regolamentazione dei mercati finanziari si impone, così come una lotta ai paradisi fiscali e all’evasione”. * Senigallia: prove di turismo. Domenica 5 aprile, Senigallia-mare ha registrato un record di presenze. Tanti gli sport in voga: bici, pattinaggio, passeggiate e il nordic Walking: un “camminamento speciale” che impegna il 90% dei muscoli, riducendo l’impegno fisico del 30% e consumando il 45% di energia in più rispetto allo jogging tradizionale. * Piano casa. Finalmente approvato il piano casa e superate le barriere burocratiche, che sono davvero un pantano di “sabbie mobili”, l’Italia sarà un cantiere e calerà la disoccupazione. Per alcuni la Legge è “anticostituzionale”. Ma la vera realtà anticostituzionale è certamente la disoccupazione. Anche il “grido” del WWF: “è un attentato senza precedenti al territorio” va rovesciato: il vero “attentato” è la disoccupazione. Giuseppe Cionchi 3 9 aprile 2009 terremoto quando la terra trema L’Abruzzo sconvolto dal terremoto, la paura di una ‘guerra’ non dichiarata che distrugge, l’angoscia per il futuro, la speranza della ricostruzione la nostra settimana santa Il pianto silenzioso P ersiane sventrate, muri sberciati, distruzione. Sofferenza e dolore fra le macerie, volti sconvolti, feriti e tanti volontari provati e stanchi eppure solerti nel soccorrere. Paesi rasi al suolo, tanto lavoro umano, tanto impegno nel costruire la propria casa, la propria città, la propria comunità. Tutto allora è vano? Tutto cade proprio nel nulla e nella dissoluzione? L’interrogativo è lancinante, soprattutto quando è in gioco la vita e i morti sono tanti e, forse, ancora più saranno. Le famiglie porteranno una grande ferita nei loro nuclei, i vecchi si sentiranno di peso e i giovani si chiederanno: vale proprio la pena di spendersi a costruire noi e le nostre case se poi così finisce? La fatalità però non è la risposta di chi crede in Dio e nella solidarietà dei fratelli, di chi sa che l’Altro veglia su di te. Qui, da dove scrivo, piove e il sole spunta solo a sprazzi, cedendo poi alle gocce fredde e desolanti. Mi sembra la metafora del nostro Dio, il Misericorde, che prende parte alla storia dell’uomo e della donna. Che fa ora il nostro Dio e Creatore? È impassibile, stoico, incapsulato nella sua assenza di sentimenti e di partecipazione? No il nostro è un Dio che nel Figlio crocifisso si è donato all’umanità. Ora Egli piange, con chi piange e con tutti coloro che trattengono le lacrime per rimboccarsi le maniche; Egli soccorre con il suo dolore e la sua sofferenza e le gocce piovono sulla terra. Sorride su chi ha teso subito la mano, su chi, incurante del pericolo ha rizzato la tenda e preparato 6.000 pasti caldi in un battibaleno, ed allora spunta il sole fra le nuvole. Non è romanticismo o visione oleografica, è certezza di fede: la nostra storia è nelle nostre mani e dobbiamo chiederci come potremmo evitare simili sciagure, ma è sempre, e sempre tale rimarrà, la storia del Dio con noi, la storia di noi due che, oggi, insieme piangiamo e insieme sorridiamo. Sui morti e sulla distruzione, sulla generosità e l’altruismo. Vedo una foto spettrale, desolante, se non fosse per un ramo fiorito che sbuca a sinistra e attraversa un terrazzo deserto. Una sciagura immane. Lo penso di mandorlo e mi sento Geremia cui il Signore disse: “Che cosa stai vedendo Geremia?”. E il profeta rispose: “Un ramo di mandorlo io sto vedendo”, fra tante macerie e tanto dolore. Il Signore rispose: “Hai visto bene: io sto vigilando sulla mia parola per eseguirla”. Il gioco delle parole ebraiche suona “shoqer” per “vigilo” e “shaker” per “mandorlo”. In quel mutamento di vocale sta il cuore della persona umana che diventa mandorlo e vigile per chi soffre, perché Egli il Signore è sentinella vigile e mandorlo per noi, di noi si prende cura, piangendo e sorridendo. Scopriamo fratelli, diventiamo mandorlo per tutti. Cristiana Dobner carmelitana scalza La mobilitazione delle Caritas Solidarietà della Chiesa italiana S tiamo tentando di capire come riuscire a organizzarci perché il problema fondamentale è che non c’è più niente. Per questo oggi siamo andati a Roma per acquistare arredi sacri per celebrare i funerali delle vittime. Il centro storico è devastato, lì si trovava il centro della città universitaria, ma anche la curia, la cattedrale, le chiese, che sono crollate tutte. Per quanto riguarda i giovani, grazie a Dio, per la maggior parte erano già partiti. Da dicembre, infatti, c’era un continuum di scosse, all’inizio era stato un po’ preoccupante poi ci eravamo abituati a convivere. Poi, una settimana fa, c’era stata una forte scossa, che ha spaventato molto gli universitari che hanno deciso di anticipare le vacanze. Poi la notte di domenica, verso le 23, c’è stata un’altra scossa con un grande boato senza danni, ma questo ha spinto delle persone ad uscire dalle case, ma certo non era prevedibile quello che è successo poi. Io mi trovavo in curia quando c’è stata la scossa delle 3,32: ho avuto appena il tempo di alzarmi, poi sono crollati gli armadi, i mobili, giusto in tempo a uscire, poi ho sentito un grosso boato perché è crollata la cattedrale e ha invaso anche la curia. Tra i sacerdoti ci sono feriti, ma non gravi. Sono morte, invece, delle suore. Una anziana, probabilmente, per la paura. Purtroppo, poi, tra gli universitari alcuni erano ancora qui e stiamo tentando di capire qual è la loro sorte. Alcuni ragazzi abitavano in quartieri adesso rasi al suolo. È un momento molto difficile: ci sono genitori che chiamano e vorrebbero avere notizie, ma noi non sappiamo niente, al massimo possiamo dare indicazioni su dove stavano e poi ci affidiamo alla Protezione Civile. Al momento mancano all’appello una decina di ragazzi, ma comunque c’è ancora gente sotto le macerie, circa una trentina di persone. Al secondo gior- A nche la sede diocesana della Caritas e la curia de L’Aquila hanno subito danni rilevanti dal terremoto. Secondo don Andrea Laregina, coordinatore della Caritas Italiana per l”intervento a favore della popolazione “le cifre più alte sono quelle degli sfollati che superano i 100 mila”. Da parte sua, il presidente di Caritas Italiana, mons. Giuseppe Merisi, vescovo di Lodi, ha espresso piena solidarietà all’arcivescovo dell’Aquila Mons. Giuseppe Molinari assicurando la preghiera per le vittime e le loro famiglie e il pronto impegno in favore delle persone colpite. La Caritas Italiana si è infatti subito attivata per coordinare gli sforzi delle Caritas che hanno già offerto disponibilità ad intervenire. Agli uffici in mattinata sono arrivate telefonate da tutte le sedi italiane, dal nord al sud Italia, per mettersi a disposizione. Intanto da tutto il mondo cominciano ad arrivare messaggi di solidarietà e di disponibilità. Il direttore della Caritas diocesana dell’Aquila, don Dionisio Humberto Rodriguez Cuartas, è anche parroco a Paganica, epicentro del sisma, ed è impegnato in prima persona nei soccorsi alle vittime. Caritas Italiana, in stretto contatto anche con il delegato regionale, con i direttori delle Caritas diocesane no dopo la scossa assassina, la città si è risvegliata con una serenità silenziosa che dipende dal fatto che nessuno di noi riesce ad accettare ancora che sia avvenuto tutto questo. C’è quindi c’è un clima molto pacato, molto riflessivo, la gente ha sguardi tristi che fissano un po’ il vuoto. Nell’arco di qualche secondo è stato tutto distrutto, poi ci sono state le urla della gente, i cadaveri per la strada. Molte persone hanno perso quasi tutto: familiari, case. Alcuni miei studenti del liceo classico, dove insegno, sono rimasti sotto le macerie con le famiglie. È una tragedia immane. Anche la mia parrocchia è crollata e il palazzo accanto. Siamo riusciti ad entrare e abbiamo trovato due genitori che hanno fatto da scudo con i loro corpi ai figli, morendo ma salvando loro la vita. In diversi punti della città, il 6 aprile, ci sono stati dei momenti di preghiera, ma è difficile averne un conto perché non è agevole spostarsi da una parte all’altra de L’Aquila. Comunque, per tutta la notte sono continuati ad arrivare gli aiuti, file interminabili di auto della Protezione civile, con volontari venuti anche per dare il cambio a quelli che già da ore stavano lavorando. In questa tragedia sono venuti fuori un’immensa solidarietà e il grande cuore di tutte le persone sparse per l’Italia. Il futuro, comunque, non fa paura. Il popolo abruzzese è un popolo di grande forza d’animo. Sono convinto che troverà il coraggio di ricominciare, di rimettere in piedi la città non come era prima, ma anche meglio, anche perché ne va dell’identità di questo popolo. Certo, rimane il profondo dolore per la gente che non c’è più, ma anche per onorare il loro ricordo dobbiamo ricostruire questa città bellissima, di grande cultura e di forte tessuto umano”. Luigi Maria Epicoco di Abruzzo-Molise e con i vescovi locali, cerca di farsi prossima con la preghiera e con il sostegno materiale, valutando in questa prima fase le esigenze che emergono nelle comunità e nei luoghi provati dal sisma, per poter attivare interventi adeguati. Unendosi alla costernazione del Santo Padre e rispondendo al suo appello alla solidarietà, la Conferenza episcopale italiana ha invitato a sostenere le iniziative di solidarietà promosse da Caritas Italiana. Per sostenere gli interventi in corso (causale “Terremoto Abruzzo”) si possono inviare offerte a Caritas Italiana tramite C/c postale n. 347013 o tramite Unicredit Banca di Roma S.P.A. Iban It38 K03002 05206 000401120727. Offerte sono possibili anche tramite altri canali, tra cui: Intesa Sanpaolo, via Aurelia 796, Roma - Iban: IT19 W030 6905 0921 0000 0000 012; Allianz Bank, via San Claudio 82, Roma - Iban: IT26 F035 8903 2003 0157 0306 097; Banca Popolare Etica, via Parigi 17, Roma - Iban: IT29 U050 1803 2000 0000 0011 113; CartaSi e Diners telefonando a Caritas Italiana tel. 06 66177001 (orario d’ufficio). R.S. 4 9 aprile 2009 speciale Pasqua Pasqua di risurrezione, l’evento che fa nuova l’esistenza La storia della salvezza è storia di risurrezione La vita, un mattino Un sapore nuovo S e eliminiamo Cristo, uccidiamo Dio, aveva sentenziato Nietzsche - tutta l’epoca moderna ha preso sul serio la terribile affermazione di uno dei suoi tragici profeti -. Egli aveva visto che l’idea di Dio può essere indebolita fino a risultare inefficace nella vita e nella coscienza degli uomini. Dio può restare come un’idea confusa e inerte sullo sfondo. Per questo egli sentiva nella presenza e nella pretesa di Cristo una sfida inaccettabile. Gesù riporta Dio in primo piano, e con la sua presenza di Risorto è uno scandalo insopportabile per ogni filosofia o azione o ideologia che pretende d’essere la vincitrice della questione umana. Per uccidere Dio, aveva dunque concluso Neitzsche, occorre eliminare Gesù Cristo. RicacciandoLo in un passato remoto dal quale non può più esercitare alcun influsso sul presente. E quindi opponendosi al frutto annunciato della Sua resurrezione: un popolo che percorre la storia, che fa storia. Nel migliore dei casi, se ne tollera il ricordo per la devozione di anime pie, ma niente di più. Per questo il grido di Péguy - «Lui è qui come il primo giorno. Eternamente ogni giorno» - suona come follia inaccettabile in un’epoca che ha voltato le spalle alla Chiesa. Tutta la nostra vicenda di uomini si gioca sul modo di intendere la parola “destino” - e ha come termine una sconfitta o una vittoria -; se il destino è un ignoto lontano, appare come un potenziale nemico che ci procura solo guai e infine la morte; se invece è presente, diventa il principale alleato nella nostra lotta per la vita: un Mistero che si documenta come “sovrabbondanza” dell’Essere e non come mancanza di qualcosa. La Chiesa porta nel mondo la visibilità di un destino che è presente in una realtà di uomini e donne cambiati, inizio del cambiamento del mondo. I cristiani sono precisamente il volto con cui l’avvenimento di Cristo percorre la storia come promessa compiuta di un’umanità più vera. E quando l’uomo rifiuta questa proposta e si allontana da essa, immediatamente è costretto, per rimanere coerente, a dimenticare o a rinnegare qualcosa dell’umano, sempre. Se eliminiamo la carne del Mistero, se lo cacciamo tra le nuvole, è come se uccidessimo Dio, il destino. E con esso l’uomo. La presenza di Cristo è la vittoria che oggi come duemila anni fa è possibile vedere, udire e toccare nella realtà di un popolo. È una coscienza sempre positiva della vita e una vibrazione di continua ripresa, di ragionevole insistenza sul positivo. Accadde ai primi che riconobbero Cristo risorto a Emmaus o sulla riva del lago dopo la mattina della resurrezione. Accade oggi al popolo che è costituito ogni giorno da quella eredità, da quell’incontro con la vittoria cha ha reso tutta la vita, anche nelle sue ombre, un mattino, sempre un mattino. Giuseppe Olivetti T utti se ne sono andati, sei rimasto solo! Nel momento più difficile della tua vita terrena, nessuno ti è accanto, per consolarti, per asciugare le tue lacrime. Proprio ora, giunto all’apice del tuo amore per l’umanità, i tuoi discepoli non hanno il coraggio di restarti vicino. Quanti hai guarito, sfamato, perdonato, consolato … che fine hanno fatto? I tuoi apostoli, che hai chiamato per nome, che hai scelto personalmente non si trovano più, forse la paura ha preso il sopravvento nei loro cuori e hanno scelto la via della fuga. Hai chiesto loro vicinanza nella preghiera nell’orto degli ulivi, nella peggior notte della tua vita, ma si sono addormentati, e ti hanno lasciato solo con la tua angoscia, nell’attesa della cattura, della flagellazione, della morte. La tua sofferenza li ha spaventati, non osano neppure immaginare il tuo volto sfigurato, il tuo corpo insanguinato, la tua dolorosa agonia. Tu li avevi preparati, avevi annunciato tutto questo, ma passare dalle parole ai fatti … una cosa è immaginare il dolore, altro è viverlo, vederlo. Tutti coloro che ti hanno ascoltato e seguito non riescono a guardarti, restarti accanto, non possono pregare con te, condividere i tuoi ultimi istanti: si erano fatti un’idea diversa di te, li hai spiazzati tutti. Ed è incredibile la tua reazione, anzi la tua non reazione: non pronunci una parola di ribellione, di rimprovero nei loro confronti, neppure uno sguardo di rabbia. Ne avresti avuto tutti i diritti! Resti in silenzio, un silenzio eloquente, efficace, denso di significati. E’ quel silenzio che ti hanno insegnato i tuoi genitori, Giuseppe e Maria, quel silenzio che è sinonimo di umiltà, di pazienza, di perdono, di sapienza, di attesa. E’ incredibile, oggi la storia si ripete. Nulla è cambiato in due millenni, nonostante siano stati scritti fiumi d’inchiostro a com- Pasqua di risurrezione, l’evento che fa nuova l’esistenza Oltre l’incertezza mento del tuo vangelo e il tuo messaggio sia giunto in ogni angolo della terra. Noi, i tuoi discepoli di oggi, i guariti, i perdonati del 2009 che riempiremo le chiese nel giorno di Pasqua, ti abbandoniamo nel fratello che soffre, nell’ultimo sbarcato sulle nostre coste, nel bambino maltrattato, nell’anziano solo. La sofferenza ci spaventa, ci rende tristi, ci mette in crisi, non ci fa dormire … e allora preferiamo addormentarci cullati dai nostri sogni di benestanti. E anche quest’anno morirai da solo e noi rimarremo indifferenti all’atto supremo del tuo amore, preoccupati della vacanza, della tavola imbandita, del look primaverile. Come potrai perdonarci? E’ il tuo sangue che continua a bagnare la terra, che scorre lungo le nostre strade, che entra nelle nostre case; è il Golgota che si innalza sempre più, ci viviamo sopra, ma il nostro sguardo è distratto, è altrove, non ti vediamo, non ti vogliamo vedere. Ma tu risorgerai di nuovo e ci stupirai, nonostante tutto. Ci chiamerai per nome, ci porterai la tua pace, asciugherai le nostre lacrime, senza tener conto delle nostre miserie, delle nostre infedeltà, delle nostre fughe, delle nostre vane preoccupazioni. E sperimenteremo ancora una volta il tuo amore infinito, che supera ogni immaginazione umana, che ci fa sentire quella trepidazione nel cuore come i discepoli lungo la strada di Emmaus. Ci prenderai ancora per mano e ci offrirai una nuova opportunità di ripartire da zero, di intraprendere una nuova strada, di far silenzio dentro di noi, introno a noi, perché l’amore possa esplodere con tutta la sua forza rigeneratrice. Avrà un sapore nuovo e diverso, allora, affollare le nostre chiese per vivere insieme la Pasqua del Signore! Federica Spin ozzi I o non c’ero, naturalmente, quel giorno, così immagino spesso come sarebbe stato aver superato la notte della crocifissione, la notte dell’incertezza, la notte delle mie paure, della mia solitudine, dei miei peccati. Poi l’alba della domenica, quando finalmente tutto è vinto, ed io sono ricolma di gioia, stupita dal sole che splende alto, conquistato dalla vita, libera per sempre. Tanta gente crede a quello che si legge sui libri, ma non crede al Vangelo che è parola di Dio. Crede a tanti personaggi della storia della politica e della cultura ma non crede che nella storia c’è anche Cristo Gesù. Come Tommaso la gente pretende un segno tangibile della Sua resurrezione. Quando scende la notte lo stesso sole, svanito ai miei occhi, illumina altri popoli dai quali giunge il monito della saggezza indiana: “Non maledire le tenebre, ma accendi una candela”. Spetta a noi aprire il cuore e vedere aldilà della notte.Noi tutti abbiamo bisogno di risorgere dai nostri errori, dalle nostre colpe, abbiamo bisogno di una seconda occasione. Come Lazzaro dobbiamo farci togliere le bende della cupidigia, dell’invidia, di tutto ciò che ci lega alla terra impedendoci di vedere il Suo Volto. E’ importante cambiare il nostro cuore e risorgere con Lazzaro per amare. Nascere e morire. Inizio e fine. Alfa e omega. E il ponte che unisce queste realtà è quell’ “amore più forte della morte” di cui parla il Cantico dei Cantici. Amore che nessuna tomba può imprigionare. Amore che genera alla prima vita e che proietta nella vita che non avrà mai fine. Michela Gambelli 9 aprile 2009 speciale Pasqua 5 riflessioni Dio sa trarre cose buone anche dal male e dagli uomini Le rocce si spezzarono N el racconto della morte di Gesù, l’evangelista Matteo inserisce un elemento che sottolinea la drammaticità dell’avvenimento: “ … la terra tremò, le rocce si spezzarono …”. Gli eventi diversamente drammatici di questi giorni con il terremoto in Abruzzo han fatto sì che questo particolare trovasse evidenza nella riflessione pasquale di quest’anno. Nel vangelo il terremoto è la partecipazione della terra all’evento dell’incontro traumatico tra l’amore di Dio e la malvagità umana. Quello che gli uomini non comprendono lo comprende la terra: la terra si apre e restituisce i suoi morti: “i sepolcri si aprirono e molti corpi di santi morti risuscitarono.” Allora “Il centurione e quelli che con lui facevano la guardia a Gesù, sentito il terremoto e visto quel che succedeva, furono presi da grande timore e dicevano: “Davvero costui era Figlio di Dio!”. C’è voluto il fremito della terra perché l’uomo comprendesse quel che era successo: il Figlio di Dio era morto, perché l’uomo trovasse la vita. Purtroppo si apre più facilmente la terra di quanto non si aprano la mente ed il cuore dell’uomo. Abbiamo davanti agli occhi tragedie infinite e ci accorgiamo solo del disturbo che ne su- biamo. Per tutte, la tragedia di ca è nata soprattutto dall’ingoruomini in fuga dalla miseria, digia dei “sapienti e potenti” che dalle guerre , dalla mancanza di all’egoismo hanno aggiunto la speranza … e noi popoli civili, stupidità del non saper prevedeattenti ai diritti umani (e anche re. Riconoscere che anche tutti degli animali) che li viviamo noi, quando abbiamo privilegiacome invasori, solo perché ci di- to i consumi finanziandoli col sturbano. Ho sentito una battuta “pagherò” abbiamo sottoscritto che circolava tra le clienti di una l’instabilità. Riconoscere che pescheria: “ma adesso, il pesce, ognuno di noi ha qualcosa da con tutti questi morti disper- ricostruire e purificare nel prosi in mare, sarà ancora sicuro?” prio stile di vita e che la novità Di fronte a questa situazione non dipende solo dagli altri. Rieconomica difficile tendiamo a conoscere che il nostro vero fudrammatizzare le nostre preoc- turo sono una economia ed una cupazioni e piangiamo miseria società veramente solidali, che anche quando abbiamo uno sti- non lascino indietro troppi con pendio sicuro che dalla crisi ha la scusa che non possiamo penavuto un aumento del potere di sare a tutti, perché sarebbero acquisto, vista la riduzione di abbastanza da fare zavorra che tanti prezzi. ci trascinerà a fondo. Vogliamo La Pasqua ci insegna che Dio sperare che i grandi di questo sa trarre cose buone anche dal mondo che si sono recentemenmale e dalla malvagità. Allora, te riuniti, costretti dalla globalila cattiveria stupida e vigliacca tà della crisi, pensino finalmente degli uomini è stata l’occasione in grande, trovando l’occasione della nostra salvezza: Dio ci ha di ricostruire un mondo migliomesso tanto amore, donandoci re. suo Figlio che si è fatto carico Del resto dopo il terremoto bidelle nostre miserie e le ha tra- sogna ricostruire e può essere sformate in un “sì” che ha re- una buona occasione per fare dento tutti i nostri “no”. Ma ci è qualcosa di meglio di quello che voluto un terremoto perché chi c’era. Tante volte è avvenuto. era presente capisse tutto que- Fare Pasqua è proprio questo: sto. Forse se ci lasciamo scuote- trasformare il male in opporture nel profondo possiamo alzare nità di bene. C’è solo bisogno di gli occhi e riconoscere. Ricono- tanto amore per il bene. scere che questa crisi economidon Giancarlo Giuliani riflessioni L’augurio per una Chiesa che annuncia gioia Campane a festa D opo tre giorni di silenzio, la notte del tono dire: “Andate in pace”. Vale a dire: porSabato Santo, al termine della Veglia tate la gioia e la pace di Cristo in famiglia, sul pasquale, le campane tornano a far sentire luogo di lavoro, nella società, nei rapporti la loro voce per annunciare la Risurrezione con il prossimo; trasformate il mondo “prodi Gesù. clamando il Vangelo ad ogni creatura” (Mc Poi suoneranno ogni domenica, perché la 16,15). Non abbiate paura di nulla; nessun domenica è il giorno in cui Gesù è risor- timore del giudizio altrui, nessuna vergogna, to, la Pasqua settimanale. Suoneranno per ma con semplicità e umiltà portate dovunconvocare e radunare i credenti sparsi nel que la luce, la forza e il valore della vostra territorio, immersi nelle realtà terrene. Sì, fede, visibile nel vostro buon esempio. perché i cristiani hanno bisogno di riunirsi Questa è la Chiesa che vorrei: dei credenti intorno all’altare, per nutrirsi della Parola di – tanti o pochi, non importa – che fanno coDio e del Pane eucaristico e ritrovare così la munità e riscoprono la loro identità intorno loro identità di popolo di Dio. Altrimenti si a Cristo, e dal Risorto si sentono inviati in sentiranno dispersi e confusi in un mondo missione nel mondo. Questo è anche il mio indifferente e certe volte ostile ai valori del augurio, che faccio alla mia parrocchia e a Vangelo. tutta la Diocesi di Senigallia. Per questo le campane chiamano a raccolta. Ma poi, alla fine della Messa, i fedeli si senP. Gilberto Silvestri riflessioni Pensare ai luoghi e alle situazioni in cui si gioca la fede nel mondo contemporaneo Dov’è oggi il giardino del sepolcro? D ov’è oggi il Calvario? E dov’è oggi il giardino di Giuseppe d’Arimatea dove è stato sepolto Gesù e dove è risorto? Non è una curiosità storica o archeologica, ma mi chiedo dove sia oggi il volto sofferente del crocifisso, dove sia oggi l’amore gratuito che si dona; dove sia oggi la speranza della risurrezione. Dentro di me e attorno a me vedo purtroppo tanto cinismo, tanto disincanto, tanta disillusione; è il cinismo del “Grande Inquisitore” che pur riconoscendo Gesù lo fa incarcerare e gli rimprovera il suo stile educativo, la sua idea di libertà, la fiducia nelle possibilità di ogni essere umano, perché fatto a immagine e somiglianza di Dio. E se questo cinismo non mi stupisce sulla bocca di chi ha fatto in modo dichiarato dell’egoismo la sua scelta di vita, non riesco a concepirlo nei comportamenti di chi si dichiara credente, ancor meno se della fede cristiana si fa paladino. Quel velo del Tempio di Gerusalemme squarciato da cima a fondo dopo la morte di Gesù, con una pazienza certosina lo rimettiamo in continuazione al suo posto; oltre che pompieri che spengono il fuoco dell’amore di Dio, siamo anche tappezzieri per ridurre a religiosità e a pratica e a legge tutto ciò che parla di Dio. Mi chiedo: non stiamo forse nascondendo Cristo? Non lo stiamo foderando di perbenismo, di buonismo, di buone maniere, di riti esteriori, di cerimonie pompose? Dov’è l’amore che si dona? Nelle nostre organizzazioni, nei nostri discorsi, nei nostri distinguo, nelle nostre condanne, nelle nostre definizioni precise…? Ma è qui il Crocifisso? E’ qui il Risorto? Non ci credo più, non credo più che Gesù sia qui. Una Chiesa così non mi piace, non lo sento la mia casa, perché non penso sia evangelica. Ma in questo modo non divento anch’io come coloro di cui non condivido le scelte? E allora quale strada percorrere? Non so fare altro che tornare al Calvario e al giardino di Giuseppe d’Arimatea, dove trovo chi soffre e fa fatica, dove trovo chi bestemmia e non crede, dove trovo chi è solo e sta male. Non posso che ripartire da lì; la Chiesa non può che ripartire da lì, perché ha in sé una speranza travolgente, quella speranza di cui parla il profeta Isaia: “Anche i giovani faticano e si stancano, gli adulti inciampano e cadono; ma quanti sperano nel Signore riacquistano forza, mettono ali come aquile, corrono senza affannarsi, camminano senza stancarsi” (40,30-31). Gesù, crocifisso e risorto, insegnaci cosa vuol dire stare accanto, cosa vuol dire curare le ferite, ungerle con l’olio della tenerezza, cosa vuol dire donare il necessario perché ognuno possa star bene. Perdona le mie e le nostre negligenze, le mie e le nostre giustificazioni, le mie e nostre ragioni che vogliono azzittire la verità più profonda. Donaci il coraggio dell’ascolto, la bellezza della condivisione, la forza della povertà. La gioia di sapere che Dio si china su di me e su ognuno di noi e ci abbraccia, mi dia e ci dia la forza di accogliere questo abbraccio, perché insieme a Dio possiamo stringere ogni uomo e donna bisognoso di aiuto, non allontanarlo, esorcizzarlo, dire che non appartiene al mio mondo. Se Dio avesse ragionato allo stesso modo sarebbe stata la nostra fine. Se a chi crea problemi il Signore dicesse: Vai lontano da me, perché non ti conosco, ti ripudio, non sei parte del mio mondo, la risurrezione non avrebbe senso: Dio non butta niente della nostra umanità, neanche il peccato; piuttosto lo prende su di sé e lo trasforma. Come sostiene Enzo Bianchi forse sta diventando tragicamente vera anche per noi la situazione descritta nel famoso detto della sapienza indiana: due lupi stanno lottando dentro ciascuno di noi e nella nostra società contemporanea, uno pieno di rabbia e rancore, di risentimento nei confronti del diverso, l’altro animato da compassione e amore intelligente. Anche questa volta prevarrà il lupo che avremo saputo nutrire meglio nel nostro quotidiano. Noi, le nostre comunità, la Chiesa chi stiamo nutrendo? Buona Pasqua per nutrire la nostra fede e l’amore che salva. don Paolo Gasperini 6 9 aprile 2009 speciale Pasqua fare i conti con la finitezza della vita terrena La morte, ineludibile P rima ancora di inoltrarsi nell’interpretazione della passione e morte di Cristo, mi pare già significativo il fatto nella sua inoppugnabile realtà, che in Cristo è già compiuto, mentre per noi si profila come possibilità ineludibile. Nella dilettevole società del consumismo questa possibilità ineludibile evoca l’eterna minaccia della spada di Damocle che avvelena il piacere della mensa lautamente imbandita, perciò è insopportabile. Nella coppa spumeggiante della vita non vorremmo nulla di amaro. La rimozione della sofferenza e della morte è il retaggio della coscienza contemporanea invasa dallo spirito del consumismo. Un progetto di vita che non sa comprendere e valorizzare tutta la realtà, compresa la morte, è un gioco illusorio, copertura di un terribile vuoto interiore. Nella società del passato la morte era un evento collettivo. Si moriva in casa, tutta la famiglia si radunava attorno al letto del moribondo, i vicini accorrevano per esprimere la loro partecipazione, per dare un aiuto se necessario, per consolare i familiari, poi arrivava il prete con un codazzo di chierichetti e si pregava assieme sino all’ultimo respiro. Oggi si muore nella solitudine e nell’incoscienza, per lo più all’ospedale. Il malato non deve sapere, i familiari fingono, gli altri si disinteressano. Quando per le nostre vie passa un feretro, sembra una nota stonate nella picevole musichetta della vita quotidiana. Si è costretti ad ammettere la realtà della morte, ma si neutralizza il veleno che ci potrebbe colpire, relegandola tra gli avvenimenti che non ci riguardano. “Si muore”, muore il “si”anonimo degli altri, mai l’io. Viceversa quando l’illusione dorata del consumismo si dissolve e nella vita entra il peso della sofferenza, allora si vuole la morte come fuga da una situazione che non si ha il coraggio di affrontare. Fuga dalla morte e morte come fuga! La coscienza cristiana comporta non la fuga, ma l’accettazione della sofferenza e della morte per dar loro un senso. Il grande tragediografo dell’antica Grecia, Eschilo, diceva: a coloro che soffrono molto gli Dei concedono di comprendere. Il venir meno dei livelli più bassi spinge la carica vitale ai più ampi orizzonti dello spirito. Per un cristiano l’esempio di Cristo offre una motivazione ancora più grande per affrontare la prova e darle un senso. Questo il progetto, anche se per la consapevolezza della fragilità umana temiamo il venir meno all’ideale nel momento della prova. Sono però consapevole che altri hanno un diverso modo di pensare la sofferenza e la morte. Sono disposto al confronto e al dialogo. Convinto del valore della visione cristiana, sono contento se altri l’assumono, ma non presumerò mai di imporla con la legge dello Stato. Lo spirito evangelico vede nel messianismo della potenza la tentazione satanica per eccellenza e preferisce il messianismo della croce. Inchiodato su un legno, reso impotente, Cristo propone il suo dono d’amore e ci lascia liberi di rispondere, pur nella previsione dei nostri infiniti rifiuti. E’ necessario distinguere tra morale e politica, pur nel rapporto di reciproca tensione. La morale esprime la coscienza dell’individuo, la politica deve regolare la convivenza pacifica di persone che hanno un diverso modo di pensare il vivere e il morire. La morale è “recta ratio”, la politica “recta ratio factibilium” costruita con le regole della democrazia. Rispettoso delle altrui scelte, cerco nel dialogo di far risplendere la luce della proposta cristiano, mentre costato con rammarico il danno che procurano alla fede cristiana quanti vogliono imporre con la legge dello stato la propria verità a chi la rifiuta. don Vittorio Mencucci la buona notizia non basta, ci vuole l’incontro Chi rotolerà il masso? C hi ci rotolerà via il masso dall’ingresso del sepolcro? (Mc. 16,3). Questo dicevano fra loro le donne la mattina di Pasqua. A volte c’è un macigno tra noi e il nostro Dio e l’abbiamo posto e rotolato noi stessi senza neppure sapere come. La buona notizia è che “il masso era già stato rotolato via, benché fosse molto grande” (Mc. 16,4). Nessuna mano d’uomo l’ha rimosso, perché nessuna forza umana poteva farlo. Comincia di qui l’annuncio pasquale, la sorpresa della Pasqua. “Voi cercate Gesù Nazareno, il crocifisso. E’ risorto, non è qui” (Mc. 16,6). C’è una quantità di domande che mi pongo su questo punto e la mente comincia a perdere il filo. Per prima cosa: cosa cerchiamo al di là di quel limite invalicabile rappresentato da un pesante macigno? Chi cerchiamo al di là di quella barriera d’ombra? Le tracce di un corpo fissato nella morte? Un cadavere da onorare e accudire con gli ultimi servigi, da ungere e ripulire per consegnarlo definitivamente alla morte, per prenderne correttamente commiato? E’ risorto, non è qui. Nulla è possibile di quanto si può umanamente immaginare. Seconda domanda: se non è qui, dov’è? Dove posso andare per trovarlo? “Egli vi precede in Galilea. Là lo vedrete come vi ha detto” (Mc.16, 7). Continua a camminare davanti a noi, ci attende nel Regno. Il Vivente si ritrova vivendo da discepoli la nostra vita ordinaria, mangiando il nostro pane quotidiano in pace e fraternità. Questa pietra, cosa separa in realtà? Da cosa ci divide? Quale passaggio ci fa desiderare e al tempo stesso temere? Verso dove sentiamo che la nostra strada è interrotta? Verso dove ci sentiamo impediti ad andare? Chi deve uscire, e da dove? Questa pietra che ci separa da un morto non è più un ostacolo perché è stata rotolata via, ma il morto non è qui, anzi non c’è nessun morto. Allora forse il vero sepolcro è il nostro. E la nostra ansiosa domanda è: chi ci rotolerà via la pietra per far uscire noi dal nostro sepolcro? Forse siamo noi a voler uscire, imprigionati come siamo nel timore della morte, nel silenzio della solitudine, nel- l’angoscia dell’abbandono (Dio mio, perché mi hai abbandonato?). Chi rimuoverà le pietre che con le nostre mani abbiamo rotolato? Milioni di fratelli in questo momento stanno cercando una via di uscita dalle catastrofi di guerre che noi uomini iniziamo e alimentiamo, dalla fame e dalla sete che le nostre politiche dissennate stanno provocando, dalle crescenti disuguaglianze sociali che noi stessi creiamo, dalle povertà che le nostre economie di rapina aumentano invece di diminuire. E noi, forse meno invischiati in queste tragedie epocali, viviamo comunque la sofferenza della estrema precarietà in cui ci lascia la presente crisi economica, temiamo un progressivo, inesorabile impoverimento, un imbarbarimento dei nostri rapporti sociali. Oppure viviamo la sofferenza di una malattia, della perdita di una persona a noi cara, del finire dei nostri stessi giorni, il dolore del male di cui portiamo responsabilità. Infine, di fronte alle grandi calamità naturali che anche in questi giorni ci interpellano, viviamo con angoscia la finitezza della nostra vita materiale che vorremmo affrontare con illusioni di onnipotenza. Forse il nostro grido viene proprio dal nostro stesso sepolcro. Cerchiamo vita e liberazione, cerchiamo Pasqua. Allora la pietra rotolata dal sepolcro è rotolata anche per noi. “Ora andate” viene detto alle donne. La strada è libera, il Signore l’ha aperta, ha spalancato per noi la porta stretta. Ditelo a tutti. Ma le donne “fuggirono via dal sepolcro … E non dissero niente a nessuno, perché avevano paura” (Mc. 16,8). Cosa dire in conclusione? Nulla è semplice ed automatico. La buona notizia non basta, è necessario l’incontro con il Risorto che avverrà in seguito da parte della comunità riunita. La strada di Cristo è comunque accidentata e tutta in salita, conduce dritta al sepolcro, non possiamo percorrerla a cuor leggero, come se niente fosse (neppure Gesù l’ha fatto). Ma Cristo l’ha percorsa, ci precede tutti, e la porta del sepolcro è rimasta aperta. Per essa passeranno tutti quelli che veramente ed intensamente lo desiderano. Giovanni Polidori oltre i limiti della nostra piccola fede L’amore è più forte L a risurrezione è anticipata dalla morte. nostre richieste e i nostri pensieri al moE il dolore che accompagna la morte ti mento, anche se noi vorremmo tanto che lascia senza parole, a volte senza pensieri … fosse così, Gesù è il Salvatore, colui che salLa morte con la sua forte concretezza ine- va la vita non solo la guarisce dal male del sorabilmente ci priva della vita, con altret- peccato o da un male fisico ma la salva e la tanta concretezza la fede in Gesù risorto si glorifica nel e con il suo amore. fa essenziale addirittura povera ed ha bi- È questo il pensiero forte con cui ho vissusogno di aiuto per restare salda, essenziale to questa Quaresima, con cui mi avvicino a cioè sostanziale che recupera la sua stessa questa Pasqua, la vera forza che può consostanza, l’amore. L’amore che Gesù ci in- trastare la morte è l’amore che è capace di segna e ci invita a vivere nel suo Vangelo, superare i limiti, della mia piccola fede, e di l’amore che lui ha reso concreto nella sua donare pace e speranza al cuore dell’uomo vita, nella sua passione, nella morte di cro- che è continuamente in ricerca. È l’amore ce. per le persone, per la vita, per Cristo SiLa fede, quando ci si avvicina alla morte, gnore che ogni giorno posso migliorare, entra nella notte della fatica del dolore del- accrescere, rendere più grande e bello. l’incomprensione; quando si sperimenta la È l’amore del Vangelo che ha una logica malattia, la solitudine, la sofferenza quando tutta da scoprire che, se riesco a metterla si sperimenta il senso di impotenza di fron- in pratica, rinnova la mia vita quotidiana in te alle difficoltà, all’ingiustizia, al dolore di fatti e scelte concreti. chi ci è prossimo, quando attorno a noi è Il ritornello del Salmo della liturgia odierna silenzio … in tutto questo è presente il Si- recita “Proclamerò Signore la tua salvezza”. gnore Gesù che ha sofferto il dolore della Proclamare, non con la voce ma con la vita, morte di croce, che ha subito l’ingiustizia con comportamenti e atteggiamenti fedeli di una iniqua condanna, che nel Getsemani e tenaci anche e soprattutto nel silenzio e ha fatto fatica ad accogliere la volontà del nella semplicità del quotidiano, nella fatica Padre. Gesù è presente con il suo amore, di stare nelle situazioni di dolore e di soffeè con noi quando facciamo fatica a com- renza, … è lì che si realizza la salvezza del prendere, è con noi quando il dolore diven- Signore Gesù, è lì che inizia a compiersi il ta difficile da sopportare, è al nostro fianco bene promesso dalla risurrezione, è lì che quando non riusciamo a restare saldi nella l’amore di Gesù Salvatore si fa concreto, fede. È con noi, con il suo amore e chiede palpabile. al nostro amore di diventare grande, sem- “Forte è la morte a cui nessun uomo può pre più simile al suo e di accogliere assieme opporre resistenza. Forte è l’amore, che alla sofferenza la speranza del Risorto, che può trionfare sulla stessa morte, smussare dona salvezza e vita. “Gesù non è venuto a il suo aculeo, porre fine alle sue rivendicadarci delle dotte spiegazioni sul dolore, ma zioni, svergognare la sua vittoria” è venuto a prenderlo silenziosamente su di Confessare ogni anno nelle liturgie delsé. Prendendolo su di sé, però, lo ha cam- la Pasqua del Signore che ‘Cristo è risorto biato dall’interno: da segno di maledizione, dai morti’ significa gridare a ogni uomo, a ne ha fatto uno strumento di redenzione. ogni essere vivente e a tutta la creazione Di più: ne ha fatto il valore supremo, l’ordi- che ‘l’amore è più forte della morte’. Buona ne di grandezza più alto in questo mondo.” Pasqua di Risurrezione! Gesù non è un guaritore che asseconda le Federica Franceschini La storia della salvezza è storia di risurrezione Fiducia in Dio L ’anno prossimo a Gerusalemme” è il saluto che gli Ebrei si fanno a Pasqua, la loro Festa di Pasqua. Quante volte in tanti abbiamo avuto lo stesso desiderio: celebrare la Pasqua Cristiana nella terra dove Gesù è morto e risorto, in quella terra così ricca di ricordi della Sua vita. Poi però la riflessione sulla Chiesa, che continua a proporci ogni anno un tempo forte come la Quaresima, il triduo pasquale, la straordinaria celebrazione della risurrezione con la liturgia del fuoco e dell’acqua, mi fa pensare al fatto che davvero la risurrezione di Gesù è arrivata dappertutto: in ogni angolo della terra. Tutti i cristiani del mondo celebrano la Pasqua nella loro terra e soprattutto nella loro vita. La risurrezione di Gesù, che per noi è fondamento della fede, a volte sembra un regalo troppo grande per le nostre piccole menti e i nostri piccoli cuori. E invece è proprio così: Gesù è risorto, ha vinto la morte! Dopo la tragedia della sua morte avvenuta come l’ultimo degli schiavi… Gesù risorge! Non è sempre facile nelle nostre vite intravedere la resurrezione, a volte tutto l’orizzonte è occupato dalla croce, anzi da una sofferenza che magari non riconosciamo neanche come croce e che quindi ci immobilizza. Questo è il percorso che Dio ha scelto per la nostra salvezza: la croce e la risurrezione. Forse ha scelto la croce per vivere su di sé tutta la tragedia dell’umanità, ha voluto condividere proprio tutto con l’umanità. E ci ha offerto la risurrezione: la vita eterna! E’ bello pensare che ogni bambino che viene al mondo ha davanti a sé la vita eterna. A volte questi pensieri ci appaiono troppo grandi e li accantoniamo, la nostra mente non riesce a contenerli e ci confondono. Ma se riusciamo ad affidarci al progetto che Dio ha sull’umanità allora diventa possibile vivere la Pasqua nella nostra piccola grande vita, quasi sentendosi addosso la risurrezione! La Pasqua Cristiana allora è l’evento che più ci sollecita ad un atteggiamento di piena fiducia in Dio, senza fiducia sarebbe un mistero troppo grande, incomprensibile. Ma se ci lasciamo pervadere dal dono della fede tutto cambia e si fa chiara la prospettiva che abbiamo davanti: Dio Creatore, Dio Padre ci vuole con sé per sempre, e qui su questa terra è sempre con noi a ricordarci che ha vinto anche la morte. Buona Pasqua a tutti! Anna Gobbetti 9 aprile 2009 chiesa padre gabriel, di monte quemado, parrocchia gemellata con la nostra diocesi Un’amicizia argentina G allettitas è la parola che si dice in Argentina quando si fa’una foto e noi nella nostra noi diciamo con convinzione questa simpatica parolina. E’ stato nella nostra città, in particolare nella Parrocchia di Roncitelli Padre Gabriel Manef, direttore della Scuola S.Juan di Monte Qemado, seguita in modo particolare da Padre Marcello Birarelli. Subito una parentesi per padre Macello che là ricordano con tale affetto tanto che ancora Padre Gabriel trova, non diciamo, diffidenza nei suoi confronti ma non è certo l’italiano Padre Marcello… quello che nelle ore di calura pomeridiana andava in bicicletta col suo cappello ma, soprattutto, con la sua grande energia!! Una presenza subito familiare quella di Padre Gabriel, un giovane sacerdote dolce ma deciso nella sua convinzione che si spera sia di tutti : l’unica via per uscire da una condizione di povertà cronica è l’istruzione e la volontà di troncare con l’atavico modo di com- portarsi poco lungimirante e senza continuità nell’impegno che è del suo Paese “ pan para hoy, ambre para manana”… (pane per oggi, fame per domani). Questo comportamento va aiutato migliorare, in particolare nell’impegno familiare e nel seguire i figli. Nei giorni trascorsi da noi è stato colpito dalla nostra laboriosità e dalla semplicità nell’instaurare rapporti, cosa che per noi è stata facile, vista la sua persona affabile che si è subito adattata ad esprimersi in italiano, direi anche con proprietà ! Le foto rubate nelle Missioni in cui è impegnata la nostra Diocesi raccolte mirabilmente da Caterina con l’aiuto del nostro Stefano hanno fatto da cornice alle nostre attività: la bancarella della giornata della fraternità parrocchiale, la visione dei filmati che ci ha mostrato p. Gabriel, i concerti uno con canzoni col filo conduttore del viaggio e l’altro con musiche etniche (troppo poche persone hanno approfittato del bell’evento!) e la cena finale del genere ognuno porta qualcosa (per alcuni esperienza nuova è riuscita !). Nella cena di saluto P. Gabriel ringraziando, ha citato un discorso di Papa BenedettoXVI ai prelati del Sud America che avvalorava la verità che ovunque nel mondo la Chiesa è famiglia, ognuno si sente a casa propria e che è bello ed essenziale il nostro interessamento per le terre di missione ma la nostra opera di carità fondamentale è col nostro vicino, dove noi viviamo. Ha tra l’altro detto la sera del concerto che ogni paese è come uno strumento musicale e dovremmo appunto suonare in un concerto, nel quale ognuno porta la sua melodia unica ed insostituibile. Ma in questo c’è ancora tanto da camminare.Ci sarà un giusto mezzo fra la loro atavica indolenza e i nostri stressati eccessi? Il giusto uso del nostro tempo sarà forse la consapevolezza della presenza di Dio! La parrocchia di Roncitelli 7 agenda la settimana del Vescovo Giovedì Santo 9 aprile. In Cattedrale: ore 8.30: Liturgia delle Ore ore 9.30: S.Messa Crismale ore 18.00: S.Messa nella Cena del Signore Venerdì Santo 10 aprile. In Cattedrale: ore 8.30: Liturgia delle Ore ore 13.00: Preghiera con i giovani ore 18.00: Celebrazione della Passione ore 21.00: Via Crucis dalla Chiesa della Croce alla Cattedrale Sabato Santo 11 aprile. In Cattedrale: ore 8,30: Liturgia delle Ore ore 10,00: Redditio dei Catecumeni ore 22,30: Veglia pasquale Domenica di Pasqua 12 aprile ore 10.00: S.Messa all’Opera Pia Mastai Ferretti ore 11.30: S.Messa solenne in Cattedrale Lunedì 13 aprile ore 8.30: S.Messa a Montale ore 18.00: S.Messa in Cattedrale e rinnovo promesse battesimali dei cresimandi adulti Giovedì 16 aprile ore 20.30: Assemblea vicariale per il Sinodo a Corinaldo Venerdì 17 aprile ore 18.30: Assemblea vicariale per il Sinodo a Senigallia (in Seminario) Sabato 18 aprile ore 17.00: S.Cresima a S.Martino Domenica 19 aprile ore 8.00: S.Messa alla Madonna del Giglio ore 9.30: S.Cresima a Morro d’Alba ore 11.00: S.Cresima a Belvedere Ostrense ore 15.30: Assemblea vicariale per il Sinodo a Ostra Memorie dal Convento di S. Maria Apparve giovani Incontro regionale Fse per riflettere sulla legalità quotidiana Scout, nel ricordo di Puglisi I ndifferenza, irresponsabilità, paura. sentenza della Corte di Assise di PaSu questi disvalori si sono confron- lermo, “austero e rigoroso, che operava tati al Convento della Pace di Sassofer- fuori dall’ombra del campanile, senza rato lo scorso 28-29 marzo i Rovers e veli di ambiguità, non contemplativo, le Scolte Fse del Senigallia 3 e del Ripe pienamente calato nel sociale, lucido e 1, con la sua sezione di Marzocca, as- disincantato”. sieme agli altri coetanei scout delle Maurizio Artale, anch’egli più volte Marche, tutti soci maggiorenni degli minacciato di morte e già capo scout Scouts e Guide d’Europa Cattolici. Il Fse, ha ricostruito la storia di 3P, le meeting a cadenza biennale è stato continue intimidazioni ed atti vandaliorganizzato dal Commissariato scout ci alle diverse strutture del Centro, ha marchigiano, in particolare dagli In- raccontato delle sottili insidie del pocaricati regionali alle branche maggio- tere mafioso nei suoi vari modi di reri Andrea Diotalevi di Pesaro e Laura clutamento e condizionamento sociale, Moretti di Ancona. Il proposito del della violenza che coltiva, della viltà di roverismo e dello scoltismo Fse è ac- tanti uomini dello stato ad ogni livello, quisire una completa consapevolezza dei pericoli della droga, della difficoltà della necessità di porsi al servizio del delle famiglie a crescere i propri figli in prossimo, apparentemente un non- situazioni di massima precarietà e prosense in questi tempi tanto avari nelle miscuità abitativa, senza servizi sociali cronache di esempi ammirevoli, così è e risorse urbane minime. Un quadro riuscita assai toccante la testimonian- piuttosto diverso dalla nostra regione, za di Maurizio Artale, presidente del illuminante per i Rovers e le Scolte che Centro di Accoglienza “Padre Nostro”, ponevano così più attenzione alle difondato da Padre Pino Puglisi nel 1993 versità della realtà nazionale. al quartiere Brancaccio di Palermo. I Rovers e le Scolte hanno poi intratteDon Puglisi, chiamato dai suoi ragaz- nuto l’importante ospite con numerose zi “3P”, fu ucciso dalla mafia lo stesso rappresentazioni, videoclip, mimiche e anno per la sua energica attività evan- danze dove mostravano il lavoro creagelica e pastorale con cui recuperava tivo di riflessione calato nelle loro realgli adolescenti già avviati all’attività tà locali, trattando il bullismo, l’alcool, criminale, ma anche sollecitava senza l’edonismo dei week-end, gli adulti particolari sconti tutta l’amministra- solo anagrafici, le stragi sulle strade e zione pubblica locale ad esercitare i la loro voglia di riscatto dai tanti cliché propri compiti, dalla scuola alla sa- relazionali, consumistici imposti dal nità, dai municipi alle forze dell’ordi- “sistema”. ne. Un sacerdote, come ricostruisce la La severità dei temi ha acceso ancor pasqua su Radio Duomo inBlu 95.200 FM P più la fraternità dell’uscita, proseguita con gare di cucina, giochi di destrezza, canti ed altre attività scout. “Il nostro obiettivo a Palermo – spiega Maurizio - è quello di lavorare per la liberazione dell’uomo da tutte le paure, da tutte le strumentalizzazioni, dalle sopraffazioni e forme di schiavitù. Si tratta di affermare la cultura della vita, della legalità, della solidarietà, perché la Città degli uomini sia veramente a misura d’uomo. Vi auguro di raggiungere questo traguardo nelle vostre vite.” Gianluca Perini er vivere al meglio la settimana santa Radio Duomo propone una programmazione tutta dedicata alla Pasqua. Si comincia con mercoledì alle 18.30 dalla Cattedrale di Jesi con la Celebrazione della messa crismale officiata dal vescovo Mons. Gerardo Rocconi. Giovedì dalla Cattedrale di Senigallia sarà trasmessa la messa in Coena Domini, alle 18.00, presieduta dal vescovo Mons.Giuseppe Orlandoni. Venerdì, sempre alle 18.00 e presieduta da Mons.Orlandoni, Radio Duomo trasmetterà la celebrazione della Passione del Signore. Domenica, giorno di Pasqua, diretta dalla Cattedrale di Senigallia per la Messa Solenne delle 11.30. Il Lunedì dell’Angelo diretta alle 11:30 con la presenza della corale dell’Immacolata. Dall’alba del venerdì santo Radio Duomo trasmetterà musica sacra che invita al discernimento e alla riflessione alternata dai pensieri dei grandi cristiani del nostro tempo. I radiogiornali manterranno la consueta programmazione. M.G. Il francescano P.Alberto Sabattini, vice-postulatore della causa di beatificazione del Servo di Dio P.Alfredo Berta (1886-1969) di Ostra, ha dato alle stampe un interessante lavoro dello stesso P.Berta intitolato: Memorie e cronaca del convento di S.Maria Apparve di Ostra (1884-1958) tratte dalle cronache del convento e dai documenti d’archivio. La pubblicazione serve a far conoscere il convento francescano e il santuario dalle loro origini fino al 1958. Il convento è sorto, nel nucleo centrale, nel 1884 e la chiesa-santuario è stata consacrata dal vescovo di Senigallia, Giulio Conti, nel 1899. P.Berta ricorda con piacere che era all’epoca chierichetto. In quel santo luogo – scrive – “germogliò la mia vocazione francescana”. Prima del 1884 i frati avevano il convento dove è ora il cimitero. Nel libretto di P.Berta sono riferite con puntualità le attività apostoliche dei frati vissuti in quel convento, ora dismesso come presenza continua dei religiosi, pur permanendo la loro presenza saltuaria nonché la devozione della popolazione verso la Madonna e le vicissitudini del convento e del santuario negli anni, compresa la triste parentesi della seconda guerra mondiale, quando nel convento trovarono rifugio, tra gli altri, molti civili e famiglie di Ancona. Il libretto, corredato di belle fotografie, sarà letto – ne siamo sicuri – con vero piacere, specialmente dagli ostrensi più attempati (comprenso l’estensore di questa nota, pure lui di Ostra) che in quelle note di cronaca troveranno anche fatti e volti conosciuti. L’opuscolo è in vendita presso la libreria Barchiesi di Ostra a 5 euro. Valerio Torreggiani Dalla Conferenza episcopale marchigiana La Conferenza Episcopale Marchigiana si è riunita mercoledì 1 aprile 2009, presso il Seminario Redemptoris Mater di Macerata. Dopo la Riflessione spirituale proposta da Mons. Claudio Giuliodori, il Presidente della Cem, Mons. Luigi Conti, ha illustrato l’Ordine del Giorno e si è soffermato sui recenti lavori del Consiglio Episcopale Permanente nel corso del quale è stata approvata la costituzione di un fondo di garanzia a sostegno delle famiglie con almeno tre figli a carico o gravate da malattia o disabilità che abbiano perso ogni fonte di reddito. Il fondo permetterà di ottenere dal sistema bancario un prestito mensile di circa € 500 per dodici o ventiquattro mesi, da restituire a condizioni di favore quando avranno ritrovato il lavoro. Il fondo sarà finanziato con una colletta nazionale, che si terrà in tutte le chiese italiane domenica 31 maggio, solennità di Pentecoste. I vescovi marchigiani, aderendo all’iniziativa, hanno deciso di contribuire anche personalmente con il versamento di una mensilità. Si invitano i sacerdoti assieme a tutti i fedeli a partecipare generosamente alla colletta nazionale del 31 maggio prossimo anche, se possibile, nella forma della decima. Sono state attivate inoltre molte iniziative a livello di singole diocesi, attraverso le Caritas e altri organismi, che meritano attenzione e sostegno da parte di tutti. In riferimento ai Beni Culturali Ecclesiastici è stata approfondita l’applicazione del Protocollo di Intesa tra la Regione Marche e la Cem. del 10 marzo scorso. E’ stata avviata la formazione del Comitato Organizzatore del Convegno Ecclesiale Regionale del 2013. Sono state date informazioni sul Corso regionale 2009 - 2011 di formazione ai Metodi Naturali di conoscenza della fertilità e sulle End (Equipes Notre Dame). Infine, i responsabili del Cammino Neocatecumenale per le Marche hanno presentato i Nuovi Statuti. E’ stato approvato il Bilancio preventivo della Cem. 9 aprile 2009 attualità Giordano Mancinelli, sindacalista della Cgil. Qual è la situazione? Come stanno le nostre aziende? Le nostre aziende complessivamente stanno male dal punto di vista degli ordinativi e come primo impatto ricorrono alla cassa integrazione ordinaria, tranne alcuni casi eccezionali. In questi giorni stiamo trattando anche il ricorso alla “solidarietà”. Tutto questo per evitare che si passi a dei licenziamenti perchè vogliamo cercare di tenere i lavoratori dentro le aziende, in modo che si possa superare il 2009 senza licenziamenti. Le aziende che hanno fatto ricorso alla cassa integrazione sono ormai circa una settantina e quindi la situazione è dilagante in tutti i settori. In questi primi mesi dell’anno siamo di fronte ad un’espansione della crisi. Non c’è solo il suo consolidamento ma c’è anche un’estensione della crisi verso nuove realtà e nuovi settori. La situazione è molto grave con conseguenze anche sul piano sociale perchè anche con la cassa integrazione lo stipendioè molto ridotto. Che cosa chiedono i lavoratori licenziati che vengono a bussare alla vostra porta? Normalmente la prima cosa che chiedono è sapere se hanno diritto ai cosiddetti “ammortizzatori sociali” ovvero indennità di disoccupazione, di mobilità ecc. I lavoratori, indubbiamente, cercano anche una prospettiva di lavoro diversa da quella in cui sono stati licenziati. Purtroppo, in questa situazione, possibilità di ricollocazione non ce ne sono perchè la crisi è ormai dilagante. Quali sono le vostre risposte? Cosa fa la Cgil? Noi come Cgil, e unitariamente, facciamo sì che tutte le lavoratrici ed i lavoratori abbiano quantomeno un sostegno al reddito; purtroppo, nonostante molte enunciazioni fatte dal governo centrale, non tutti sono nelle condizioni di avere una copertura per un periodo che consenta la ripresa delle situazioni produttive e quindi una ricollocazione. Questo è l’aspetto più urgente. Le persone sono senza lavoro e quindi è giusto che abbiano un sostegno al reddito finchè non si creano le prospettive per trovare un altro lavoro. Un altro fronte su cui agire è quello degli investimenti nelle attività produttive in modo particolare che operano nell’edilizia pubblica e privata, perchè questo settore potrà svolgere la funzione di volano per tutta l’economia. E’ chiaro, poi, che quello che manca da parte della politica del governo è rilanciare la domanda interna perchè per questa crisi, che è nazionale, internazionale ed europea - nessuno lo disconosce - ci vuole un intervento più deciso per sostenere i consumi. Quindi, più risorse per i cittadini, per le famiglie, partendo indubbiamente da quelle più numerose, dai redditi più bassi, per avere sostanzialmente più soldi da spendere in modo che riprenda la domanda interna e le fabbriche ricomincino a lavorare. Abbiamo contribuito, con il Comune di Senigallia, a creare un “fondo sociale” di 150.000 euro. L’entità del fondo è ancora poco per le esigenze ma permette di affrontare le criticità che stanno emergendo, come le famiglie che non riescono a pagare le bollette, oltre ad aver istituito una graduatoria aperta a quaranta disoccupati per lavori socialmente utili verso gli anziani, verso i soggetti svantaggiati ma anche per la cura del territorio. E’ chiaro che anche l’aspetto formativo è importante. Quindi utilizzare anche da parte della Provincia tutti i fondi che ci sono a disposizione erogati dalla Comunità Europea per poter attivare dei corsi di formazione. L’altro appello che voglio lanciare è alle imprese e alle banche. Le imprese in questa fase debbono continuare i loro sforzi negli investimenti, nell’ammodernamento sia del prodotto che nella tecnologia perchè comunque, quando si avvierà la ripresa, debbono essere pronte per la sfida della competizione. Alle banche dico che non facciano mancare il credito alle nostre aziende perchè uno dei problemi che sta emergendo in questa fase è quello delle aziende che hanno gli ordinativi ma hanno difficoltà ad accedere al credito delle banche. Questo è un fatto estremamente negativo perchè non mette le aziende, che hanno lavoro, nelle condizioni di poterlo eseguire e quindi sviluppare le loro attività. Mi sembra che le cose da fare siano tante. Io credo che in questa fase ci sia la necessità che l’Amministrazione comunale convochi un tavolo di crisi – idea che abbiamo lanciato alcuni mesi fa – per fare il punto della situazione e per pianificare gli interventi possibili. La zona euro piange. La disoccupazione è arrivata all’8,5%. Questi i dati di febbraio secondo l’Eurostat. Nel febbraio 2008 era al 7,2%, circa 19 milioni i senza lavoro nell’Unione Europea. Parliamo di un più di tre milioni in un anno. I dati che arrivano da Bruxelles sono veramente preoccupanti. Ci riferiamo all’Italia, ma come vanno le cose a Senigallia, nel nostro territorio? Lo abbiamo chiesto ad alcuni ‘addetti ai lavori’ LAVORO un territorio messo a dura prova pagine curate da Michela Gambelli e Laura Mandolini Carolina Mercolini, responsabile del Centro per l’Impiego e la Formazione di Senigallia. Come vanno le cose nel nostro territorio. E’ così nera la situazione a Senigallia? Di certo non è rosea, come d’altronde un po’ in tutte le parti d’Italia. Posso dire che anche questa mattina abbiamo avuto un elevato numero di utenti per cessazioni di attività aziendali e, quindi, anche sospensioni di lavoro. Parliamo anche di ditte importanti? Sì, parliamo anche di ditte importanti e non solo del comprensorio senigalliese; mi riferisco alla cantieristica navale, a ridosso fra Senigallia e Fano. Quali sono i settori più colpiti? Mentre una prima si poteva dire che il settore più colpito era il tessile/abbigliamento, specialmente per la nostra zona, oggi la crisi è spalmata un po’ su tutti i settori; quindi nella metalmeccanica, nelle costruzioni, nel legno. Possiamo dire che per ora si salvano i servizi alla persona, il commercio. Quali sono i dati, i numeri? Se parliamo del “fondo solidarietà” - lo studio che abbiamo fatto insieme al Comune per vedere anche la platea dei destinatari delle misure di sostegno - abbiamo visto che dal 1° settembre ad oggi nel Comune di Senigallia hanno perso il lavoro 2.646 persone. In questo dato troviamo sia le persone che sono state licenziate pur avendo un lavoro a tempo indeterminato, sia chi aveva un contratto di collaborazione coordinata e continuativa e tutti quei rapporti di lavoro con i contratti a termine che non sono stati rinnovati. Non possiamo dare una ricetta vera e propria ma quale consiglio si sente di dare, come intende affrontare questa situazione come Centro per l’Impiego? Aggiungo un altro dato. Dal 1° gennaio ad oggi, nel Comune di Senigallia, hanno perso il lavoro 126 persone residenti, quindi lavoratori che risiedono nel nostro comune e che sono stati posti nelle liste di mobilità. E questo è già un dato che dice molto, perchè quando qualcuno viene iscritto nelle liste di mobilità vuol dire che aveva un contratto a tempo indeterminato o che è stato licenziato per riduzione di personale o per la chiusura dell’azienda. Le soluzioni? Noi possiamo dire, come Centro per l’Impiego, che il nostro compito è quello di supportare i nostri utenti nella ricerca attiva del lavoro con i servizi che offriamo: servizio di incrocio domanda/offerta e, maggiormente, servizio di orientamento. Orientamento che, attraverso metodi e strumenti, ci permette di aiutare le persone a riconoscere e valutare le proprie risorse, a svolgere attività formativa e ad utilizzare efficacemente le tecniche di ricerca attiva del lavoro. Quindi tutto ciò che è attinente: come si redige un curriculum, cosa si sta cercando, tutte quelle funzioni necessarie per dare degli strumenti e, quindi, scegliere liberamente tra ciò che il mercato offre. Cerchiamo anche di supportare, nell’incrocio domanda/offerta, tutte le varie aziende che si rivolgono a noi per la ricerca di personale mediante le nostre banche/dati per offrire un lavoro a tutti coloro che si sono iscritti al Centro per l’Impiego e che hanno dato la loro disponibilità. 9 aprile 2009 attualità La crisi vista dalle Marche Un incontro regionale promosso dalle Acli L a crisi economica e le sue conseguenze sulle Marche”: su questo tema venerdì 3 aprile, presso la Sala Raffaello della Regione Marche, la presidenza regionale delle Acli, in collaborazione con il Laboratorio Colle Ameno, ha chiamato a confrontarsi numerosi interlocutori: non solo docenti delle università marchigiane e amministratori locali, ma anche economisti e dirigenti della Regione Marche, sindacalisti e dirigenti d’azienda: dai professori Niccoli, Alessandrini e Favaretto all’assessore regionale Badiali, al consigliere regionale Luchetti e al vice presidente della provincia Sagramola, dai dirigenti regionali Costa e Bozzi a Pagetta, Romanelli e Valenza, ai sindacalisti Mastrovincenzo e Bori. E’ stata l’occasione per un confronto serio e approfondito sia sulla crisi, sulle sue cause e sugli effetti in una regione come le Marche, sia sugli interventi necessari per affrontare a breve e a medio termine le conseguenze sociali e i problemi economici che la crisi sta determinando. Nelle Marche la crisi si è manifestata drammaticamente nella metalmeccanica del Fabrianese, ma ormai tocca in modo pervasivo tutti i settori, dalla valle del Tronto al Pesarese. Lo confermano tutti gli indicatori: la cassa integrazione, la mobilità e la disoccupazione sono in forte crescita. Finora le misure prese dalle amministrazioni locali e gli accordi fatti con le istituzioni finanziarie hanno reso meno dirompenti gli effetti della crisi sui lavoratori e sulle famiglie a basso reddito, ma occorrono interventi di più ampio respiro. Oltre alla necessità di estendere gli ammortizzatori sociali alle categorie finora escluse e di dar vita a politiche attive del lavoro, come da tempo chiesto dal Sindacato, al seminario delle Acli sono stati affrontati molti altri problemi. Tre i nodi principali emersi dalla discussione: 1) gli interventi volti a favorire da una parte l’innovazione tecnologica e organizzativa delle imprese e dall’altra la formazione e la riqualificazione dei lavoratori; 2) il ruolo della programmazione regionale nell’ambito dei nuovi orientamenti che stanno emergendo nella Comunità Europea; 3) la necessità di trasformare il sistema produttivo marchigiano, mantenendo però le peculiarità che sono state alla base del suo successo, mantenendo cioè il rapporto con il territorio, sostenendo la rete dei centri urbani che ha garantito una forte coesione sociale e valorizzando tutte le risorse delle comunità locali. Gastone Mosci Artigianato Le dichiarazioni di Confartigianato e Cna N ei giorni scorsi si è svolto un incontro fra i vertici della Cna e della Cgia della zona di Senigallia per un confronto rispetto alla delicata situazione economica che il territorio sta attraversando. Presenti i Segretari Marzio Sorrentino e Giacomo Cicconi Massi oltre a numerosi dirigenti “L’eccezionalità della situazione – affermano i due Presidenti Cna e Cgia Giovanna Curto e Marco Bazzucchi - richiede anche da parte delle Associazioni di Categoria un forte senso di responsabilità e di capacità di confronto e di dialogo. In un momento così difficile per la nostra economia occorre essere più vicini alle imprese ed in grado di offrire risposte unitarie ai problemi crescenti”. Un’unica voce verso le istituzioni politiche locali e regionali oltre che bancarie: “Riteniamo fino ad oggi insufficienti gli interventi attuati dal governo nazionale – proseguono Giacomo Cicconi Massi e Marzio Sorrentino - mentre il Fondo di Solidarietà attivato dalla Regione Marche, pur importante, da solo non basta. Inutile istituire Fondi di Garanzia per le imprese in difficoltà se poi le banche restringono il credito. Anche le banche devono prendersi la loro parte di rischio”. A gennaio e febbraio gli ordinativi sono precipitati nei settori manifatturieri mentre l’edilizia è ferma e nei servizi c’è un rallentamento diffuso. Le aziende stanno rispondendo in questa fase riducendo il personale, attraverso la Cassa integrazione in deroga. “Si allungano i pagamenti e crescono gli insoluti, con un aumento del fabbisogno finanziario. C’è, quindi, bisogno di credito - proseguono Cicconi Massi e Sorrentino - per poter ripartire appena il mercato lo consentirà. Il rischio di un effetto domino e di un aumento esponenziale delle cessazioni di attività e di perdita di posti di lavoro è, infatti, molto forte. Per questo facciamo un appello alle banche a sostenere le imprese e se necessario a coinvolgere le nostre Cooperative di Garanzia per intervenire nelle situazioni più problematiche ”. Di particolare rilevanza assume in questo momento la revisione degli studi di settore. “Gli studi di settore vanno assolutamente rivisti – affermano Giovanna Curto e Marco Bazzucchi - in considerazione della diminuzione dei fatturati che le imprese hanno registrato nel corso del 2008. Queste ultime non possono adeguarsi a dei parametri che non rispondono più alla realtà con il rischio, quindi, di un peso fiscale eccessivo”. La Cna e la Cgia su questo fanno appello ad una forte disponibilità al confronto e al dialogo da parte dell’Agenzia delle Entrate di Senigallia, soprattutto nello strumento del contraddittorio. Su questi temi le due Associazioni intendono sviluppare nei prossimi giorni un percorso comune. Maurizio Andreolini sindacalista della Cisl La situazione è veramente critica. Nel senigalliese sono in aumento le ditte in difficoltà finanziaria a causa della pesante crisi economica che ha messo in ginocchio l’industria. Come stanno veramente le cose? La situazione è articolata e molto difficile sul territorio perchè ci sono aziende artigiane che non hanno grandi ammortizzatori sociali e sono più in difficoltà rispetto ai paesi con vocazione industriale, dove siamo in presenza di una crisi che è cominciata dopo l’estate dello scorso anno e che ha già visto un utilizzo notevole della cassa integrazione guadagni. Parliamo, quindi, di lavoratori che sono a casa anche da diversi mesi. In queste realtà industriali ci sono degli ammortizzatori sociali efficaci che hanno dato delle risposte concrete. Per aziende artigiane, gli ammortizzatori sociali hanno durata molto più breve e, di conseguenza, gli effetti sull’economia, sulle famiglie, sono più forti e la nostra preoccupazione è ancora più elevata. Il problema vero è che non sappiamo esattamente quale potrebbe essere la durata della crisi. Parliamo anche di ditte importanti perchè basta pensare alla Messersì Packaging, a Bizzarri, nomi importanti del nostro territorio. Sì, ci sono grandi aziende che lavoravano nel mondo della metalmeccanica, dell’edilizia, ma ci sono anche aziende dipendenti dal consumo fra cui la ditta Bizzarri, che è legata all’Ikea. Come affrontare la crisi? Innanzitutto noi chiediamo che le imprese abbiano massimo senso di responsabilità nel mantenere i posti di lavoro utilizzando il più possibile gli ammortizzatori sociali. Bisogna evitare la strada più breve, quella del licenziamento, ma occorre mantenere al proprio interno tutti i lavoratori per poter essere pronti ed efficaci nel momento in cui ci sarà la ripresa. Anche per questo chiediamo che a livello nazionale ci sia una sensibilità per aumentare le risorse degli ammortizzatori sociali. Sempre alle imprese, chiediamo che durante questa fase di crisi ci sia anche la volontà, la forza di cercare di rinnovare i prodotti, di trovare nuovi mercati per cercare di superare la crisi. Quando poi arriva la mobilità cosa succede per le nostre famiglie? L’appello che noi facciamo agli imprenditori è quello di cercare di mantenere il più possibile il lavoro perchè nel momento in cui si ricorre alla mobilità le famiglie praticamente non hanno le risorse per la scuola, per gli anziani, una serie di servizi importanti che sono necessari per la qualità della vita. In più gli ammortizzatori sociali, come la mobilità, non sono per tutti. Chi viene licenziato da un’azienda dell’industria ha la mobilità ed è retribuito, per quanto riguarda invece i lavoratori che perdono il lavoro nelle aziende artigiane, possono accedere solamente alla disoccupazione che dura al massimo un anno. Si capisce, allora, qual è il dramma delle famiglie a cui viene meno una importante risorsa come quella del lavoro che dà la possibilità di mandare i figli a scuola, agli asili-nido ecc. Tale stato di cose si ripercuote poi nel ménage familiare con preoccupazioni, malumore ecc. Assolutamente sì. Il lavoro non è solamente fonte di reddito ma è anche un modo per realizzare la propria persona all’interno della società. La perdita del lavoro crea una ripercussione emotiva devastante. Parliamo della dignità di queste persone che poi si trovano a dover affrontare questa crisi nera. Coloro che bussano alla vostra porta che cosa chiedono? In questo momento ci chiedono due cose: la prima è se possiamo dare una mano per trovare lavoro, la seconda riguarda come mantenere gli impegni della famiglia. Perciò ci chiedono un impegno economico e un impegno per trovare un nuovo lavoro. Noi cerchiamo di dare assistenza per quanto riguarda l’aspetto economico seguendo la compilazione di tutte le domande che possono dare la possibilità di accedere al fondo di solidarietà istituito dalla Regione. Forniamo, inoltre, assistenza per la ricerca attiva al lavoro, anche in collaborazione con il Centro per l’Impiego di Senigallia che è molto competente per quanto riguarda questo aspetto. Certo è che in questo momento dare delle risposte sull’occupazione è molto difficile. 10 9 aprile 2009 territorio CONFARTIGIANATO E L’ESIGENZA DI INIZIARE PRESTO LA STAGIONE Turisti a Pasqua in regione il confronto sul commercio rispettoso dei diritti Punta sull’equo P rendiamo i turisti per la gola”. Dobbia- sportivo, eno-gastronomico). Imparare a mo imparare a valorizzare non solo il riconoscere le mille sfaccettature di questo turismo balneare ma anche la tradizione complesso sistema produttivo significa imenogastronomia e il territorio. “Il turismo - piegare al meglio le risorse e sfruttare tutte sottolinea la Confartigianato di Senigallia -, le potenzialità di un territorio come il nonon è e non può essere solo quello estivo. Il stro, ricco e diversificato per vocazioni, stoprimo importante banco di prova saranno le ria e prodotti tipici. prossime vacanze pasquali. Attenti piani di Sono diverse le imprese che anche nel senipromozione tra tutti gli attori che operano galliese hanno “riconfigurato il proprio buin questo settore, possono fare sperare che siness” orientandolo verso una clientela di i nostri territori crescano e si sviluppino. Le “tipo turistico”. Sono innumerevoli le aziende statistiche sono lusinghiere per il turismo che operano in questo settore. Alcune nicestivo, ma Senigallia ha molto da offrire an- chie turistiche sono decisamente in crescita: che in primavera”. il turismo culturale innanzitutto, quello in Per attirare i turisti stranieri non basta più cui l’artigianato con le sue caratteristiche, fiil tradizionale turismo balneare. Serve, rib gura meglio e a pieno titolo. disce la Confartigianato di Senigallia, una L’artigianato è cultura, cultura produttiva, offerta diversificata e di qualità che preveda certamente, ma anche cultura dei luoghi, percorsi capaci di coniugare l’ambiente, l’ar- perché una bottega artigiana è lo spazio fite, la storia del nostro territorio con le tradi- sico dove meglio si percepisce la sedimentazioni artigiane ed enogastronomiche. zione del tempo. Non è un caso se a segnare buoni risultati Questi luoghi così carichi di suggestioni sono gli agriturismo grazie ad una formula, esercitano una forte attrazione turistica anquella della natura e dei cibi genuini, che ha che perché spesso costituiscono la carattedimostrato di funzionare benissimo. rizzazione più genuina di centri storici. Il turismo, in quanto settore economico, non Il punto di partenza sembra essere chiaro: va più considerato come campo di attività concepire il turismo, ed in particolare quelunico e omogeneo ma piuttosto come ambi- lo di matrice culturale,come un sistema, una to produttivo quanto mai vario e diverso, sia rete di patrimoni diversi, di risorse umane come articolazione dell’offerta (itinerari na- e finanziarie, di investimenti,di capacità geturalistici e culturali, artigianato e tradizioni, stionali e di valorizzazione del territorio caservizi di ospitalità, accoglienza ed infor- paci di dialogare e di creare azioni comuni. mazione sia come differenziazione della domanda (turismo balneare, culturale,d’affari, Paola Mengarelli unta sull’equo”. E’ lo slogan della settimana di iniziative “per ridare dignità ai produttori del sud del mondo” che si sono svolte dall’1 al 7 aprile in tutte le Marche. Un programma fitto di appuntamenti, degustazioni, mostre, concerti, incontri pubblici, culminatoil 7 aprile, ad Ancona, nella sala del Rettorato di Piazza Roma, nella prima Conferenza regionale del commercio equo e solidale. Nel portare i saluti dell’Assemblea legislativa delle Marche, il consigliere segretario Michele Altomeni (Rifondazione comunista) ha sottolineato l’importanza di essere arrivati, un anno fa, all’approvazione di una normativa specifica (l.r. n.8 del 29 aprile 2008) per regolamentare, sostenere e promuovere il commercio equo e solidale. “E’ una legge importante – ha spiegato Altomeni – che dà un ulteriore contributo, in una regione dove il commercio equo e solidale è già da tempo organizzato in rete, a fare sistema coinvolgendo, in più, anche gli enti pubblici”. Positivo anche il bilancio tracciato dal consigliere regionale di Sinistra democratica Massimo Binci, tra i promotori della normativa. “Siamo soddisfatti di questo primo anno di applicazione della legge – ha detto – che ha effettivamente promosso il commercio equo e solidale in maniera semplice e tra i giovani”. La Conferenza regionale arriva al termine di un percorso di informazione e partecipazione che ha coinvolto in modo particolare le scuole. L’appuntamento, che è stato anche l’occasione per parlare del ruolo e della presenza del commercio equo e solidale nelle Marche, si è concluso con la premiazione del concorso “Equamente” al quale hanno aderito 130 istituti scolastici. I vincitori sono gli alunni della quinta classe, scuola elementare Enrico Fermi di Sambucheto (Mc). Alla conferenza regionale sull’equo e solidale sono intervenuti, tra gli altri, anche l’assessore regionale al Commercio, Vittoriano Solazzi, il rettore dell’Università Politecnica delle Marche, Marco Pacetti e Massimo Mogiatti, rappresentate delle organizzazioni di commercio equo e solidale delle Marche. A crescere, nel commercio equo e solidale, con vendite più che triplicate, sono soprattutto biscotti e snack. Benissimo anche la senigallia La mostra all’Expo - Ex degli allievi del corso d’arte corinaldo Occasioni per gustare ambiente, cultura e tradizioni P frutta fresca (banane ma anche arance, proposte fuori stagione) e quella secca, con un miniboom di noci dell’Amazzonia e arachidi. Abbastanza bene anche il tè, con un +36%, seguito da caffè e cacao (per entrambi +23%) e cioccolato (+9%). Consistente arretramento per il miele (-18%). Anche sull’abbigliamento ai prodotti più raffinati si affiancano da qualche tempo linee a buon mercato, proposte con successo dalla grande distribuzione, in particolare jeans, ma anche vere e proprie linee maschili e femminili. A Senigallia tante le iniziative per questa particolare settimana, tra cui, nella Sala del Trono di Palazzo del Duca, Maria Antonietta Perfetti, dipendente della cooperativa Mondosolidale ha portato la sua esperienza in Brasile, del rapporto coi produttori della cooperativa Assema dal quale viene ricavato l’olio necessario per la catena di detergenti Lympha. L.M. Ceramiche di successo Il paese che stupisce H a registrato un ottimo successo la mostra di ceramica realizzata all’Expo-Ex da parte degli allievi del corso e dell’atélier di ceramica organizzati dall’Amministrazione Comunale – sia attraverso l’assessorato ai Servizi alla Persona che quello alle Politiche Giovanili – al fine di arricchire e consolidare una tradizione antica, cercando di suscitare interesse e partecipazione per l’evoluzione di questa arte. Tutti i partecipanti, dai giovani ai meno giovani, sono riusciti a creare oggetti originali e le loro opere in mostra hanno consentito di leggere agevolmente il percorso creativo che hanno saputo sviluppare. Daniela Angiolani ha creato ad esempio nervosi cavalli con le criniere ondeggianti e deliziose figurine di sapore liberty; Barbara Bartolacci dei vasi torniati, alcuni decorati con delicate incisioni sul biscotto, altri arditamente smaltati e cotti al “gran fuoco”; Monica Bocci ha realizzato forme rigorosamente geometriche, ma essenziali nella loro purezza e risolte con varie tecniche Raku; Petra Bohacowa ha dato vita a paesaggi fantastici di nordica rimembranza; le creazioni di Silvia Coppari hanno spaziato dalla linearità geometrica dei pannelli alle forme dei vasi, a oggetti di bigiotteria unici nel loro genere; Mjriam Spaargaren ha proposto forme particolarissime di contenitori; Jole Riginelli vasi realizzati a mano e smaltati a vivaci colori; Aurelia Rimondi, autrice di curiose composizioni, ha mostrato una poliedrica personalità; le minuscole sculture di Monica Mezzanotte hanno rivelano uno spiccato senso plastico, animato da autentico senso umoristico. E ancora, si sono ammirati i delicati decori su porcellana di Monica Sbarbati; le originali forme di Marisa Brunetti, che ha elaborato vasi risolti con la difficile tecnica del Raku nudo; le misteriose forme di Grazia Guermandi, che evocano gli antichi turibili incisi di intraducibili frasi, quasi formule magiche destinate a compiere sortilegi; le moderne sculture della giovanissima Chiara Greganti; le creazioni di sapore orientale di Manaz Gahamari; i pastelli di Samuele Alfonsi con creature fantastiche animate da un moto spirale che le proietta nell’universo; le gioiose decorazioni di Silvia Mencarelli; il bestiario di Erika Migliari, che si è accostata alla ceramica solo da poco tempo, ma che rivela una notevole padronanza del pennello; le figurine di Gianna Riginelli, che ricordano l’art nouveau; e infine i commoventi oggetti di Sandra Rossi. La mostra si è arricchita inoltre di alcune opere della nota scultrice Giò Fiorenzi, che ha lavorato con il gruppo ed è stata un aiuto prezioso per la formazione degli allievi. Alcuni di essi sono stati tra l’altro selezionati per il concorso del Rotary Club di Pesaro, particolarmente significativo poiché richiama molti dei più grandi ceramisti. È un concorso del resto dove, già nelle edizioni precedenti, gli allievi senigalliesi hanno saputo conseguire primi premi e numerose segnalazioni di rilievo. C ome trascorrono la Santa Pasqua i corinaldesi. Dopo le funzioni Religiose del Venerdì e del Sabato Santo, il giorno di Pasqua: S. Messa delle 11.15 poi tutti a pranzo con amici e parenti. Molti, approfittando di questa ricorrenza religiosa, ritornano al paese natale e dopo il pranzo, tempo permettendo, percorrono le vie del centro storico di Corinaldo, fra i meglio conservati e più caratteristici delle Marche. Si può partire dalla Porta di Sopra o di San Giovanni. Questa fa parte della cinta originaria trecentesca ed è costituita da una solida torre rettangolare. Dalla terrazza di difesa si scopre un panorama, non ampio ma ameno, sul sottostante Fosso della Valle con, a sinistra, il Santuario della Madonna dell’Incancellata. Si può fare il giro delle mura che hanno un perimetro di 912 metri ed un’altezza che va da un massimo di 18 metri ad un minimo di 5 e si estendono ad abbracciare tutto il centro storico, rendendo Corinaldo un raro esempio di città fortificata, dove le porte, i baluardi, le torri di difesa, i merli a coda di rondine detti “ghibellini”, i piombatoi, le saettiere, le feritoie, i camminamenti di ronda tornano a parlarci dei gloriosi passati assedi. Epoche di lotte e di scontri per il potere, secoli sospesi tra epica e tragedia, che hanno contribuito a forgiare una tradizione. Mura possenti, sino- nimo di una eccellente forma di difesa, ma anche di un anelito di libertà sempre orgogliosamente rivendicata nel corso del tempo dal popolo corinaldese. Le mura ancor oggi sono curate e conservate con affettuosa e puntuale attenzione. Tant’è che il Touring Club Italiano le ha definite le meglio conservate d’Italia. All’interno del centro storico si può visitare il Santuario di Santa Maria Goretti con la reliquia insigne, la tomba di Mamma Assunta e dell’uccisore Alessandro Serenelli. A circa un Km. si può visitare anche la Casa Natale della Santa. Molti corinaldesi il lunedì di Pasqua, per la consueta scampagnata, si recano alla Madonna del Piano, dove si può visitare la chiesa di Santa Maria in Portuno, la più antica chiesa di Corinaldo, con annesso Antiquarium, aperto nei giorni festivi dalle 9.00 alle 12.00 e dalle 16.00 alle 20.00. Oggi contiene numerose attestazioni di arte e cultura popolare degne di nota: una tela del Ridolfi, due piccoli affreschi entro le nicchie rappresentanti la “Madonna del latte”, un terzo affresco denominato “La Madonna del conforto”. A queste testimonianze pittoriche si aggiunge una cospicua serie di ex-voto, in legno e metallo, i cui esemplari più antichi risalgono alla fine del 1800, nonché numerosi elementi architettonici di età romana (capitelli, colonne, basi) reimpiegati all’interno della muratura della chiesa. Altre scampagnate, a pasquetta, a S. Vincenzo di Corinaldo e il martedì di Pasqua a S. Isidoro di Corinaldo, per le tradizionali feste della contrada. Il lunedì di Pasqua, per chi vuol rimanere nel Centro Storico, la Pro Loco organizza “La Pro Loco fa vintora”, dalle ore 16,00 presso il Loggiato del palazzo Comunale. Ricca merenda con balli, giochi e tanto, tanto altro…. Per info presso Ufficio Iat, tel. 071/679047. Ilario Taus 9 aprile 2009 territorio Protezione civile e sanità marchigiana da subito operative 11 mondolfo Cultura ed appuntamenti, tra cultura, tradizioni e fede Aiuti per l’Abruzzo Feste pasquali A i soccorsi marchigiani sono stati assegnati la zona limitrofa all’ospedale civile di L’Aquila indicativamente a sud est della città e il Com 1 (Centro operativo misto) nella sede dei Vigili urbani sempre nel capoluogo abruzzese. In partenza 60 tende per approntare un campo di accoglienza. Già sul posto invece, trasportati questa mattina da 20 camion della Protezione civile, l’ospedale da campo in fase di allestimento, le tende pneumatiche per permettere il riposo dei volontari e la cucina da campo dell’Anpas in grado di sfornare 800 pasti. Sul fronte sanitario si attendono le direttive che emergeranno dalla riunione degli assessorati alla sanità delle Regioni del Centro - Italia. Il summit servirà per pianificare il trasferimento dei pazienti. Le Marche hanno già messo a disposizione sette ambulanze che dovranno fare la spola tra le Marche e l’Abruzzo. Intanto sono in stato di allerta gli Ospedali Riuniti di Ancona, Ascoli, San Benedetto e Fermo. Ad Ancona la direzione sanitaria ha convocato i responsabili del 118 e del Pronto Soccorso per preparare e organizzare la struttura che è già pronta ad affrontare l’emergenza. Ad Ascoli tutto il personale sanitario si è reso reperibile così come le equipe operatorie, 4 sale operatorie sono pronte per essere aperte in caso di necessità ed il day surgery è organizzato in modo da poter operare a ciclo continuo h24. Trenta i posti letto al momento disponibili. Stessa situazione a Fermo con quaranta posti letto disponibili. Finora ai due nosocomi più vicini all’Abruzzo si sono rivolti spontaneamente una decina di feriti provenienti dalle zone colpite dal sisma: alcuni sono stati medicati, alti con traumi più gravi, ma tutti guaribili in pochi giorni, sono stati ricoverati. Altri sei feriti lievi che si sono rivolti al pronto soccorso di Fermo invece, sono marchigiani e si trovavano a L’Aquila per motivi di lavoro o studio. Per il capoluogo abruzzese sono partiti un centinaio di marchigiani tra personale medico e volontari della Protezione civile. Sul posto naturalmente il Dirigente della Protezione civile regionale Roberto Oreficini. Al lavoro giorno e notte anche la sala operativa regionale a Palazzo Raffaello che coordina le operazione con il Com 1 di L’Aquila e le istituzioni coinvolte. Le pubbliche amministrazioni marchigiane inoltre hanno messo a disposizione 50 tecnici per i sopralluoghi di agibilità. I primi sono stati già effetturati nelle scuole di Cossignano e Appignano per verificare che le strutture non abbiamo subito danni dalle forti scosse che hanno interessato anche le Marche. C.P. L e suggestioni dei Pupi del Calvario al Complesso Monumentale di S.Agostino” è una delle iniziative culturali che è possibile ammirare a Mondolfo in questo periodo Pasquale. Occasione davvero speciale, per poter apprezzare alcuni pezzi di ebanisteria locale risalenti con ogni probabilità al secolo XVIII ed utilizzati sino agli anni ’50 del Novecento per l’allestimento scenico del Monte Calvario a Mondolfo, il Venerdì Santo. L’iniziativa è stata resa possibile dalla collaborazione fra Comune e Parrocchia e con l’intervento della locale Sede dell’Archeoclub d’Italia che ha recuperato alcune di queste antiche sagome. “Il percorso - viene spiegato - si articola in due parti. Una all’interno del Museo civico; qui, infatti, attraverso una vetrata, è possibile ammirare i vari pupi, percorrendo il seicentesco chiostro di S.Agostino: ad esempio i “ladroni” ed i “cavalieri”. Il Cristo in croce, invece, è esporto direttamente nella Chiesa Monumentale di S.Agostino, da dove non è stato rimosso, anche al fine di favorire una lettura globale del Complesso Monumentale, che ora accoglie l’iniziativa, divenendo per certi versi un “espositore” di se stesso. D’eccezione, poi, la possibilità di ampliare l’escursione aggiungendo anche la visita all’Armeria del Castello. Si tratta di un recente progetto didattico nato su proposta dell’Archeoclub di Mondolfo e con la collaborazione dell’Ics “E.Fermi”, di Comune e Regione Marche e per la sponsorizzazione di Aset – Fano, con la quale sono stati esposti in alcuni punti strategici del castello riproduzioni fedeli di antichi cannoni. “Le mura castellane di Mondolfo sono state rivisitate dal noto architetto militare quattrocentesco Francesco di Giorgio Martini all’epoca dell’architettura militare di Transizione quando, appunto, si iniziò l’utilizzo delle armi da sparto per assediare o resistere agli attacchi. I vari pezzi di artiglieria esposti, sia nel Belvedere del Castello che nel Bastione di S.Anna, tendono a far comprendere immediatamente quale era il ruolo difensivo che, nelle rinnovate tecniche di guerra, mura e bastioni svolgevano”. Non si può poi lasciare Mondolfo senza una visita all’Abbazia di San Gervasio, fra le chiese più antiche dell’intera diocesi, monumento romanico recentemente oggetto di dettagliato restauro. Del resto, proprio nel periodo di Pasqua si celebra la festa di San Gervasio, santo della tradizione locale il cui corpo sarebbe conservato nel grande sarcofago ravennate presente nella cripta dell’Abbazia. Sabato 18 aprile, infatti, alle ore 17 la S.Messa celebrata dal Parroco don Aldo, e quindi la processione per le vie del quartiere. “Antica usanza, poi, vuole che si preghi presso il Sarcofago di San Gervasio, compiendo anche ben precisi gesti antichi di millenni”. Alessandro Berluti “Corinaldo fiorita”, un concorso Difensore civico di Corinaldo Incontro vertici Anffas - Regione Marche Il Comune di Corinaldo istituisce il Concorso “Corinaldo fiorita”, per incoraggiare i cittadini, gli operatori commerciali e qualunque altro soggetto interessato ad abbellire con piante e fiori gli spazi pubblici prospicienti gli immobili dove vivono o lavorano, e quelli privati, visibili al pubblico, così da integrare e potenziare l’attività istituzionale svolta dall’Amministrazione comunale e diretta alla cura e al costante arricchimento del verde pubblico cittadino. Le modalità di partecipazione al concorso sono stabilite nel regolamento denominato “CORINALDO FIORITA” disponibile presso il sito internet del Comune di Corinaldo e presso l’ufficio tecnico, servizio Verde-Ambiente. Il Concorso prevede le seguenti categorie di intervento: a) “Balconi fioriti” (Rivolto ai singoli cittadini maggiorenni, nonché amministratori di condominio, Enti, Istituti, Comunità, Gruppi e Associazioni, proprietari degli immobili) b) “Vetrine fiorite” (Singoli titolari di esercizi di vendita, bar e ristoranti, e attività artigianali di servizio (acconciatori, estetiste, lavanderie, ecc.), o loro gruppi, comitati di via e associazioni di categoria, attività commerciali, studi professionali) c) “Piazzali scoperti fioriti” (Rivolto ai singoli cittadini maggiorenni, nonché amministratori di condominio, Enti, Istituti, Comunità, Gruppi e Associazioni, proprietari degli immobili) La casistica, per l’anno 2008, relativa alle richieste di intervento del Difensore Civico di Corinaldo, è assai articolata. Sono state affrontate questioni attinenti i diritti della persona, con riferimento alle fasce più deboli e disagiate, sotto il profilo economico-sociale. Sono pervenuti altresì ricorsi concernenti imposte comunali, sanzioni amministrative, istanze risarcitorie e inquinamento acustico. L’Ufficio è stato interpellato anche in materia di organizzazione scolastica. Si è data corretta informazione in ordine ai servizi offerti dall’Amministrazione. Si è provveduto a comunicare, caso per caso, eventuali suggerimenti, evidenziando ragioni di interesse generale particolarmente apprezzabili e riferendo sollecitamente al proponente l’esito della sua iniziativa. In tale sede si è pertanto assicurato il rispetto dei diritti e degli interessi legittimi vantati dal cittadino nei confronti dell’Amministrazione e ciò in un momento non giurisdizionale, indipendente e temporalmente antecedente all’eventuale instaurazione di un procedimento dinnanzi all’Autorità giudiziaria. Compito del Difensore Civico non è infatti quello di sostituirsi all’Amministrazione bensì quello di realizzare la tutela del cittadino in ossequio ai principi di trasparenza, economicità, efficienza. Ilario Taus I rappresentanti dell’Anffas Marche si sono incontrati il 31 marzo scorso con il Presidente dell’Assemblea legislativa delle Marche Raffaele Bucciarelli e con il vice presidente Francesco Comi. Tema dell’incontro portare a conoscenza del massimo organo istituzionale regionale quanto l’Associazione delle famiglie di persone con disabilità intellettiva o relazionale sta portando avanti nella regione. Nel corso dell’incontro i rappresentanti dell’Anffas hanno tra l’altro illustrato l’iniziativa “Kartisti 2009, cantanti attori artisti in pista per la solidarietà” che si terrà i prossimi 16 e 17 maggio a Corridonia per raccogliere i fondi necessari a completare la struttura che l’associazione di volontariato attualmente gestisce a Macerata e che forte di 54 dipendenti presta assistenza specializzata a circa cinquecento famiglie. Con il Presidente della sezione marchigiana Mario Sperandini, che è anche Presidente della sezione maceratese, ha partecipato all’incontro il noto attore Cesare Bocci. Nativo di Camporotondo di Tolentino, Bocci, che molti conoscono come il Mimì del serial tv Montalbano è da tempo il testimonial dell’Anffas Marche e in questa occasione ha voluto con la sua presenza sottolineare quanto sia importante per le famiglie interessate alla struttura l’apporto e il sostegno delle istituzioni. Mondolfo Dibattito sulla riorganizzazione nella Valcesano Sanità da rivedere L a recente proposta di legge della giunta regionale numero 294 avente per oggetto Istituzione dell’azienda ospedaliera, ospedali riuniti Marche Nord impone ad amministratori e politici un’attenzione particolare per il futuro dell’ex ospedale Bartolini di Mondolfo. La proposta sostiene che la sperimentazione gestionale avviata per l’integrazione dei nosocomi di FanoPesaro sia rivolta a rafforzare le condizioni di offerta dell’intero bacino di utenza con una gamma completa di servizi integrati in logica di differenziazione e di valorizzazione delle professionalità delle attuali strutture ospedaliere (San Salvatore e Santa Croce) con l’eliminazione delle duplicazioni di particolari aree specifiche. In tal senso, non solo Fossombrone, ma ora anche Pergola scende in campo, nell’ambito della zona territoriale n. 3 - Fano per chiedere un’attenzione particolare alla difesa e al miglioramento di tutte le funzioni esercitate e a quelle da attivare nel nosocomio cittadino “Santa Colomba”. A Mondolfo circola l’idea che in tale ridistribuzione di competenze, venga previsto un reparto di lungodegenza al Bartolini a servizio della popolosa bassa Valcesano, (si parla di “Ospedale di Comunità” o “Casa della salute” per cui potrebbe intervenire anche l’Assessore regionale Vittoriano Solazzi), da sempre promesso, molto atteso, ma mai realizzato dopo l’accorpamento degli ospedali di Mondolfo e Fano ormai quasi vent’anni fa. A.B. Ostra Vetere Approvato il progetto della pubblica illuminazione Lampioni e risparmi L a Giunta municipale di Ostra Vetere ha approvato il progetto per il risparmio energetico e per il contenimento dell’inquinamento luminoso sull’impianto di pubblica illuminazione della città con conseguente beneficio economico per il Comune. Con questo provvedimento, che tra l’altro prevede anche l’affidamento della fornitura dei dispositivi per la riduzione dei consumi di energia elettrica alla “Società Sorgenia Menowatt” di Grottammare, l’Amministrazione comunale ritiene opportuno intervenire non solo sugli impianti di pubblica illuminazione per diminuire sensibilmente il consumo di energia, ma anche di operare su alcuni punti luce al fine di renderli a norma con le previsioni della legge regionale n. 10 del 2002 in materia di risparmio energetico e contenimento dell’inquinamento acustico. Il progetto e gli obiettivi che l’Amministrazione intende perseguire sono quelli di dotare ogni punto luce esterno di un dispositivo, denominato “Dibawatt”, consistente in un innovativo sistema elettronico di alimentazione, che prende il posto di quello tradizionale, ideato proprio per ottenere una significativa economia sui consumi. I vantaggi di questo sistema sono notevoli ed innovativi: facilità di installazione, risparmio sui costi di potenza impegnata, risparmio sui costi dell’energia, risparmio sui costi di gestione dell’impianto di illuminazione, la forte contrazione dei costi energetici e contrattuali ed il risparmio sui costi gestionali dell’impianto con un ritorno dell’investimento estremamente rapido. I benefici economici a favore del Comune sono altrettanto notevoli e, non meno importante, la riduzione dell’inquinamento luminoso ed atmosferico dei 642 punti luce disseminati nel territorio comunale. LA TUA VOGLIA DI AIUTARE GLI ALTRI NON ANDRÀ IN PENSIONE. www.8xmille.it C.E.I. Conferenza Episcopale Italiana FIRMA IL MODELLO CUD PER DESTINARE L’8XMILLE ALLA CHIESA CATTOLICA. Anche i contribuenti che non sono tenuti a presentare la dichiarazione dei redditi, possono partecipare alla scelta dell’8xmille con il loro modello CUD. Sulla scheda allegata al CUD, firmare due volte: nella casella “Chiesa cattolica” e, sotto, nello spazio “Firma”. Chiudere solo la scheda in una busta bianca indicando sopra cognome, nome e codice fiscale e la dicitura “SCELTA PER LA DESTINAZIONE DELL’OTTO E DEL CINQUE PER MILLE DELL’IRPEF”. Consegnare alla Sulla tua dichiarazione dei posta. Per ulteriori informazioni telefonare al Numero Verde 800.348.348. r e d d i t i o s u l m o d e l l o C U D IL CINQUE PER MILLE SI AFFIANCA ANCHE QUEST’ANNO ALL’8XMILLE. IL CONTRIBUENTE PUÒ FIRMARE PER L’8XMILLE E PER IL CINQUE PER MILLE IN QUANTO UNO NON ESCLUDE L’ALTRO, ED ENTRAMBI NON COSTANO NULLA IN PIÙ AL CONTRIBUENTE. 9 aprile 2009 cultura mostre Aperta la mostra di Urbino ostra La Pia Unione del Preziosissimo Sangue Storia di fede E’ Raffaello N ella preziosa cornice del Santuario di fotografie, anche queste scattate, condel Ss. Crocifisso di Ostra, vener- servare e catalogate con grande passione dì scorso è stato presentato il volume e lungimiranza, da Giancarlo Barchiesi che racconta le origini e la storia della e Giuliano Sellari. E sono non soltanto Pia Unione del Preziosissimo Sangue volti, ma anche luoghi, eventi, oggetti, e i riti della Settimana Santa. La sintesi quadri preziosi. Il libro è stato curato dal del contenuto è stata offerta ai presenti professor Bruno Morbidelli, che, oltre ad dal professor Fabio Ciceroni, che, con la esserne l’autore principale, ha coordinato consueta competenza e affabilità, ha rac- anche gli altri interventi. Giancarlo Barcontato le oltre duecento pagine del libro, chiesi, nell’introduzione, ha delineato la riuscendo con rara maestria a sintetizzar- storia delle Confraternite, dalla loro istine lo spirito, le intenzioni e i contenuti. tuzione nell’antichità fino alla soppresCome è stato sottolineato la sera della sione nel ‘700 e, in appendice, ha dedicato presentazione, il libro è tutt’altro che una uno spazio anche alle altre Confraternite seriosa cronaca, scritta in tono mesto operanti a Ostra; Marco Lanari ha race pensoso. È invece l’appassionato con- contato la liturgia e le pratiche devoziotributo di chi, amando le proprie radici nali durante la Settimana Santa; Federica e avendo a cuore la conservazione della Fanesi ha ricostruito il racconto evangelimemoria, si è impegnato ad offrire al let- co, che i Misteri evocano durante la protore curioso e attento di oggi (ma anche cessione. L’ultimo capitolo è il frutto dell’ di domani) la ricostruzione rigorosa di ascolto paziente dei racconti di alcuni una fetta della nostra storia. Certo si trat- testimoni: per lo più donne anziane, che ta di storia minore, quella che sfugge al- conservano nella memoria vecchi canti l’occhio di chi si cura soltanto dei grandi e preghiere, a volte confusi, ma testimoeventi, ma proprio per questo è preziosa, nianze di una tradizione viva e radicacome una miniatura in un grande affre- ta. I testi sono stati riportati fedelmente, sco, e anch’essa contribuisce a delineare mentre la trascrizione musicale è a cura un ritratto, ad affermare una peculiarità, del m. Roberto Ripesi. Grazie alla Banca a raccontare la nostra comunità. Il lavoro di Credito Cooperativo di Ostra e Morro è di attenta ricerca e ricostruzione delle d’Alba con la Società di Mutuo Soccorso fonti, recuperate negli archivi parroc- “Alba Nostra”, e anche all’Amministraziochiali, comunali e diocesani, che, oltre a ne Comunale, che ha offerto un proprio documenti ufficiali, hanno conservato contributo. Il libro trovi un posto non anche tante curiosità. Così sono stati soltanto nelle nostre case, ma soprattutriproposti gli antichi attestati rilasciati to nel nostro tempo libero: se è vero che ai nuovi iscritti o gli inviti, che il Bidello non si può amare ciò che non si conosce, della confraternita doveva consegnare questa lettura possa essere l’occasione alle “nobili donne e cittadine”; ci sono per approfondire uno spicchio della noliste di spesa; assegnazioni di incarichi; stra storia non solo di Ostrensi, ma anche verbali, trascrizioni delle discussioni dei di cristiani e di esperienze, che lo Spirito confratelli (per esempio, sulla scelta degli Santo con la sua creatività provvidente ha artisti, a cui affidare la realizzazione del suscitato, possano continuare ad esistere simulacro del Cristo morto). Il volume e trovare magari nuova linfa. è corredato di un ricchissimo apparato Tarcisio Paradisi U n evento straordinario, culturali; Provincia di Pesaroimportante per Urbino e Urbino; Comune di Urbino, per l’intera comunità. Un im- Fondazione Cassa di Risparpegno assunto all’inizio della mio di Pesaro a cui si sono aglegislatura qui ad Urbino ed giunti altri Enti. ora onorato: si riafferma, con Oltre alla mostra di Raffaello, orgoglio, il protagonismo la Regione Marche sponsorizdelle Marche nella tradizione zerà nel corso del 2009 altri artistica e culturale. Questo eventi espositivi quali: “Pail commento del presidente squalino Rossi. La scoperta di della Regione Marche, Gian un protagonista del barocco” Mario Spacca, in occasione (dal 1° marzo al 13 settembre dell’inaugurazione della mo- a Serra San Quirico – An); stra dedicata al grande pittore “Le stanze del cardinale. Caraurbinate. vaggio, Guido Reni, Guercino Prosegue così una stagione di e Mattia Preti per il cardinagrandi eventi, che ha visto al- le Pallotta” (da maggio al 12 tre importanti esposizioni di novembre a Caldarola – Mc); artisti quali Gentile da Fabria- “Tullio Pericoli, sedendo e mino a Fabriano, De Magistris a rando. Paesaggi dal 1966 al Caldarola, Signorelli ad Arce- 2009” (dal 21 marzo al 13 setvia e Licini ad Ascoli Piceno. tembre ad Ascoli Piceno). “Raffaello è figlio di queste Stefania Gratti terre e ne è stato influenzato a tal punto da divenire il genio che omaggiamo in tutto il mondo. Il patrimonio culturale marchigiano è ricchissimo e la Regione lo tutela – ha sottolineato il presidente – E’ il maggiore sponsor di questa mostra e continuerà ad investire nella cultura ritenendolo anche un modo nuovo e diverso per uscire dalla crisi”. Curatrice della mostra la soprintendente Lorenza Mochi Onori, che ha collaborato con un gruppo di esperti d’eccezione. La Regione Marche è dunque il principale sponsor della Mostra, che è stata finanziata anche da: Ministero per i Beni ragionare ‘storicamente’ della risurrezione e meditarci sopra Segni e speranze Alfredo Battisti, “Sulle tracce del risorto”, Edizioni Paoline, euro 9, pagg. 120 13 L’evento, tanto atteso dalla comunità marchigiana, è di fondamentale importanza perchè valorizza la stretta connessione tra Raffaello e la sua città natale, che già all’epoca di Federico da Montefeltro rivaleggiava con Firenze con la sua originale accezione “matematica” del Rinascimento e evidenzia il fondamentale rapporto di Raffaello con il padre Giovanni Santi, pittore dei duchi e letterato, che era a capo di una ricca e fiorente bottega che fu ereditata dal giovane pittore. Raffaello è tale perché è vissuto nelle Marche, ha respirato fin da bambino la cultura e l’arte della corte dei duchi, ha avuto come maestro il padre Giovanni Santi: un’integrazione perfetta da cui è nato un genio che è riuscito ad influenzare il corso della pittura europea. Cinema multisala Gabbiano www.gabbiano.senigallia.biz [email protected] - tel. 071.65375 da venerdì 10 aprile SBIRRI Regia di Roberto Burchielli. Raoul Bova, Alessandro Sperduti, Simonetta Solder, Luca Angeletti. 100’, Italia 2008. I l testo, agile e accessibile, si compone di otto capitoli: 1. Sulle tracce del Signore risorto; 2. La teologia della croce; 3. Cristo risorto nel segno del pane; 4. Cristo risorto nel segno della Parola; 5. Cristo risorto nel segno della Chiesa; 6. Cristo risorto nel segno dei poveri; 7. Il segno del Risorto nella storia; 8. La pasqua della Madonna. L’autore, con la sua esperienza e saggezza, risponde a domande quali: la risurrezione di Cristo è un fatto storico? Gesù ha parlato solo in passato o vuol parlare anche oggi? Come ascoltare lo Spirito Santo che vuol parlare nella nostra storia? Che cosa dice la risurrezione di Cristo rispetto al mistero della morte? Testo di meditazione semplice ed essenziale, ricco di citazioni bibliche, di autori famosi e del magistero.“Cristo è risorto” è la più bella notizia del mondo, perché ha vinto la più brutta notizia, la più tragica realtà: la morte. La risurrezione di Cristo è il kerygma, l’annuncio che ha cambiato tutto nella storia dell’uomo e del mondo” (L’Autore). il taccuin ARTE Serra San Quirico - Pasqualino Rossi. La scoperta di un protagonista del Barocco. Serra San Quirico dà luce ad un artista amato dai collezionisti ma dimenticato dalla storia dell’arte. La mostra sarà aperta al pubblico da domenica 1 marzo fino al 13 settembre nei giorni festivi e prefestivi, con orario 10-13 e 15-19. Dal 1 giugno a settembre, sarà aperta tutti i giorni dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 20. Jesi - Sala arte contemporanea del museo diocesano “Sulla via di Damasco. L’inizio di una vita nuova”. Mostra didattica itinerante su Paolo di Tarso - da lun. a sab. ore 9.00-13.00 e ven, sab, dom. 17.00-20.00. Ancona - Pinacoteca Comunale ‘Paolo Icaro’, da martedì a sabato ore 9.00 -19.00, domenica e lunedì festivi ore 10.00 - 13.00 e 16.00 - 19.00 - chiuso lunedì non festivi. Ancona - Mole Vanvitelliana, Allo specchio il Novecento mart/ven: 15.30-19.00 sab/fest:10-13 15.30-19.00, dal 18 dicembre 2008 al 19 aprile 2009. MUSICA Jesi - Teatro GB Pergolesi, Stagione Sinfonica 2008/2009 ore 21.00 - “Haendel a Roma”. Senigallia - 18 aprile, Rotonda a Mare, Orchestra Sinfonica G. Rossini - Stagione Teatrale 08/09. Musiche di R.Molinelli su proiezione del film The Lodger di Hitchcock. TEATRO Senigallia - 18 aprile - Teatro Portone , nella rassegna ‘La famiglia va a teatro’, ore 21.15 Mett, na’ soc-ra, d-renta casa. EVENTI Senigallia - Ex Chiesa SS.Sacramento - Scapezzano, “Il cielo di primavera”. Conferenza, cena e osservazione della volta celeste, dalle ore 17. Senigallia - 19 aprile, Teatro la Fenice, nella rassegna Controcanto - David Byrne. Ore 21. Tour legato all’album Everything that happens will happen today. Monte San Vito - 24 aprile, Teatro Condominiale La Fortuna, ‘Nome di battaglia Maria’, regia di Gianfranco Frelli. In collaborazione con Marcheinfesta.it E’ la storia di Matteo Gatti (Raoul Bova), un impegnato giornalista televisivo che, dopo aver perso il figlio per l’improvvida assunzione di una pastiglia di ecstasi, vuole svolgere un’inchiesta e viene accolto nella Squadra Speciale della Polizia che combatte lo spaccio di droga a Milano. Venerdì - sabato: 20.30 - 22.30; domenica: 16.30 - 18.30 - 20.30 22.30; lunedì martedì - mercoledì: 21.15 LOUISE MICHEL Regia di Benoît Delépine, Gustave de Kervern. Con Yolande Moreau, Bouli Lanners, 90’ - Francia 2008. Una fabbrica nella regione francese della Picardia. Pochi mesi dopo una riduzione del personale, le operaie sono in allarme. Quel giorno, il direttore le convoca per una piccola sorpresa, un regalino con ricamato sopra il nome di ciascuna. Un dono che tranquillizza gli animi. Torna la speranza. Rientrando a casa, una decina di lavoratrici celebra l’avvenimento al caffè all’angolo. La mattina seguente, la costernazione: macchinari, uffici, tutto è stato sgombrato durante la notte. Venerdì - sabato: 20.20 - 22.30; domenica: 16.00 - 18.10 - 20.20 22.30; lunedì martedì - mercoledì: 21.15 MERCOLEDì D’ESSAI AL GABBIANO 15 aprile - ore 21.15 “Palermo shooting” di W. Wenders Finn un fotografo il cui lavoro è molto apprezzato in campo internazionale, è un uomo costantemente in azione. Una sera, mentre si trova alla guida della sua auto, vede, come si suol dire, la morte in faccia rischiando un incidente dalle conseguenze letali. Da quel momento la sua vita cambia. Abbandona la Germania e si reca a Palermo con l’alibi di un servizio fotografico con Milla Jovovich ma in realtà vuole azzerare la propria esistenza per ripartire da capo. CINEMA AUDITORIUM ‘SUASA’ Castelleone di Suasa THE MILLIONAIRE - Regia di Danny Boile - SABATO 11 APRILE ORE 21.00 - DOMENICA 12 APRILE ORE 16.30 e 21.00 - LUNEDì 13 APRILE ORE 21.00 14 9 aprile 2009 sport vigor Si sperava in una vittoria per essere più tranquilli in classifica. Attesa per il caso Bartoccetti Ancora un pareggio casalingo C VIGOR 0 – OSIMANA 0 ontinua la serie dei pareggi casalinghi, ormai non si contano più, e invece quanto sarebbe stata importante ai fini della classifica un’eventuale vittoria. Sarebbero occorsi due punti, essenziali per sorpassare l’Osimana, diretta concorrente di eventuali play out. Quello che più interessa attualmente gli sportivi senigalliesi è la decisione che la lega calcio marchigiana sta prendendo, mentre stiamo scrivendo, in merito alla questione Bartoccetti. E’ ormai noto a tutti che nella passata stagione il giocatore sopra nominato ha giocato ventidue partite non in regola secondo le disposizioni federali e, pertanto, è stato squalificato per quattro giornate, con un punto in meno in classifica a favore del Piano S.Lazzaro (società autrice del ricorso nei confronti della nostra Società) e la Vigor citata per frode sportiva. Ma alla Società Vigor nulla si poteva imputare in quanto il ragazzo (Bartoccetti) non aveva fatto presente la sua anomala situazione sportiva. Non si sa quanti saranno i punti di penalizzazione che verranno inflitti alla Vigor, certo è che sentendo quanto si dice in giro (chi parla di 10 punti, chi di meno, chi di più) per la Vigor si prospetta la retrocessione direttamente. La Società ha messo tutto nelle mani dell’avvocato Mattia Grassani, luminare di diritto sportivo, sperando che con la sua esperienza possa trovare argomenti validi per convincere i giudici della buona fede della Società Vigor quando tesserò il giocatore. Della partita odierna, giocata giovedì 2 aprile, poche le considerazioni tecniche da descrivere. Così ne è scaturito un incontro con poche emozioni. 15°, un colpo di testa di Polverari, vincente, respinto sulla linea da un difensore. Al 23° Savelli viene atterrato in area; l’arbitro lascia correre. 28°, bella combinazione di De Filippi-Sebastianelli per Camilletti che non dà esito. Al 30°, Cercaci impegna Petrini in un difficile intervento a terra. Al 41° è sempre Cercaci che nel bel mezzo dell’area, da buona posizione, mette a lato la facile conclusione. Alla ripresa del gioco l’Osimana si fa più intraprendente, rendendo la vita difficile alla difesa vigorina. 56°-69°, su calcio d’angolo per ben due volte Rosmini di testa sfiora il montante. La Vigor va vicina al gol per una distrazione del portiere Giacconi che su retropassaggio di un compagno si lascia sfuggire la sfera, recuperata in extremis sulla linea bianca e qui finisce l’incontro. Casucci, intervistato, risponde: “Abbiamo cercato PALLACANESTRO MASCHILE - SERIE B DILETTANTI Si passa ai play off GOLDENGAS 94 – ATRI 74 E ’ stata superata con relativa facilità la giovane compagine dell’Atri, fanalino di coda dell’attuale classifica. L’ultimo incontro di questo campionato è stato vissuto alla grande dalla Goldengas, tanto da far dire al presidente Moroni a fine partita: “Fossimo stati così bravi come nel girone di ritorno, dove siamo stati capaci di realizzare ben 18 punti contro i 12 dell’andata, ora ci troveremmo in ben altra posizione di classifica, comunque il sesto posto ci soddisfa enormemente. Il nostro obiettivo a inizio campionato era la salvezza; l’abbiamo raggiunta, anzi disputeremo i play off e per noi è un gran traguardo. Il merito di questo risultato va ai ragazzi, che fin dall’inizio si sono sempre impegnati lottando e vincendo anche contro squadre più attrezzate della mia. La prima squadra che incontreremo sarà la “Fortezza Recanati”, prima in trasferta poi sul nostro terreno, eventuale bella sempre in trasferta. La data è per il 19 aprile. Per quanto riguarda la partita odierna, troppo dimessa l’Atri, formata da giovanissimi che nulla hanno potuto contro la Goldengas”. I punteggi parlano da soli: 1° q. 25-14, 2° q. 49-41, 3° q. 71-55, 4° q. 94-74. Regini ha schierato in campo tutti i suoi uomini, meno Esposito, squalificato per una giornata causa i disordini verificatisi domenica scorsa in Ancona, ben sostituito dal giovanissimo Verdini. Goldengas: Gnaccarini 4, Pierantoni 23, Penserini 2, Bigi 19, Kosanovic 6, Verdini 2, Maggiotto 14, Lilliu 5, Calcatelli 7, Polonara 12. All. Regini, vice: Ficosecco. Atri: Montuori 15, Martella 2, Fortunato, Centola 2, Manco 20, Porta 29, Marcone, Melchiorre, Torrieri 6. All. Ranuzzi. Arb. Petrarozi di Lecc, Stoppa di Polignano a Mare (BA). Spettatori: 300 circa. Ai play off: Padova-Civitanova – Verona-Faenza; Recanati-Senigallia – RavennaChieti. Ai play out: Castelnovo-Marostica – Bassano-Anzola. Salva l’Ancona. Retrocede direttamente Atri. Classifica: Albignasego (Padova) 40, Verona 34, Recanati 34, Ravenna 32, Chieti 30, Castrocaro 28, Civitanova 26, Ancona 26, Coopsette 22, Bassano 20, Anzola Emilia 20, Marostica 14, Atri 8. G.M. PALLACANESTRO MASCHILE - SERIE C2 Si risale in classifica MATELICA 71 – MARZOCCA 74 C ontinua il periodo favorevole agli uomini guidati dal coach Surico. Questo è il quarto risultato utile consecutivo che permette alla squadra del Marzocca di partecipare sicuramente ai prossimi play off anche se ancora c’è da disputare l’ultimo incontro di ritorno sabato 18 aprile alle ore 21,15 al palazzetto dello sport di Senigallia contro il Pesaro. All’andata la compagine del Marzoc- ca perse in trasferta per 68 a 64, ma allora la squadra era in ben altre condizioni; ora tutto fa sperare che i ragazzi abbiano capito quanto potenziale, quando vogliono, sanno esprimere Classifica: Fabriano 50, Tolentino 40, Montegiorgio 38, Pisaurum 38, Marzocca 34, Ascoli 34, Mondolfo 32, Chiaravalle 30, Matelica 28, Porto Recanati 26, Pedaso 24, Stella Maris (PU) 22, Jesi 20, San Benedetto 20, Fermo 16, Maceratese 12. Basket femminile: bella vittoria della Savini Frigogel L SAVINI FRIGOGEL SENIGALLIA 57 – ROBY PROFUMI VALTARESE 55 a striscia positiva della Roby Profumi si interrompe a Senigallia, dove la formazione del presidente Delnevo esce sconfitta per soli due punti. Il tiro da tre di Iemmi all’ultimo secondo si spegne sul ferro del canestro avversario, consegnando a Senigallia la vittoria. Negli ultimi due minuti, con la Roby Profumi in costante rimonta, due conclusioni - oltre alla sirena del 24’ di Senigallia - sono state ingiustamente convalidate dalla coppia arbitrale penalizzando oltre modo il tentativo di rimonta delle biancoblu. C’è però da dire che la vittoria di Senigallia è meritata. La squadra locale ha interpretato al meglio la gara, cercando il gioco per le proprie interne, Cergol su tutte: 29 punti totali e, complice una giornata storta, in attacco per le borgotaresi hanno conquistato la possibilità di giocarsi lo spareggio giovedì sera a Borgotaro. Si può tranquillamente affermare che la gara odierna è l’esatta fotocopia della partita di domenica scorsa al Palaraschi. La vittoria va a Senigallia mentre per la Roby Profumi si dovrà attendere la gara di giovedì prossimo a Borgotaro per sapere se potrà continuare la corsa nei play off. Parziali: 18-10; 34-26; 46-32. Senigallia: Lolli Ceroni 0, Di Rocco 12, Redolf 5, Marcelletti 4, Marchi 1, Cergol 29, Peracchia 4, Panzini 2, Arcaleni ne. All. Montanari. Roby Profumi: Iemmi 26, Camisa 2, Marchini 13, Catellani 4, Martini 4, Cavagni 2, Zambrini 4, Gandini ne, Agazzi ne, Becci 0. All. Iurlaro. Spettatori: 100 circa. la vittoria in tutti i modi, non ci siamo riusciti, però i miei ragazzi hanno dato il massimo per raggiungerla”. Ora il campionato si ferma, riprenderà domenica 19 con la Vigor in trasferta a Chiaravalle, la cui squadra è penultima nel campionato. Vigor Senigallia: Petrini 6, Santarelli 6, Guerra 6, De Filippi 7, Rosi 6, Montanari 7, Paupini 6 (80° Candelaresi 6), Savelli 6, Polverari 7, Sebastianelli 6 (65° Goldoni 6), Camilletti 5 (61° Paniconi 6). All. Casucci. Osimana: Giacconi, Mandolin i, Polzonetti, Ramini, Capriotti, Bingunia, Cercaci, Carboni, Colombo, Castellano, Federici, Colletta, Santoni, Langiotto. All. Senigalliesi. Arbitro: Amadio di Ascoli. Note: spettatori 300 circa. Ammoniti: De Filippi, Polzonetti. Angoli: 5-5. Recuperi 0’+3’. Attuale classifica (che potrebbe cambiare per la Vigor) : B.Fossombrone, 71, Piano S.Lazzaro 60, Fortitudo 60, Civitanovese 58, Castelfrettese 53, Urbino 47, Cingolana 44, Jesina 40, Osimana 39, Montegranaro 38, Urbania 37, Vigor Senigallia 37, B.Nazzaro Chiaravalle 35, Vis Macerata 34, Cagliese 34, Cuprense 28, Fermignanese 27, Monturanese 26. Giancarlo Mazzotti ciclismo In sella alla Brombolona A nche i miseni si divertono e sudano sui sentieri montani delle Cesane. Il percorso lungo corre per 24 Km e propone più di 1000 metri di dislivello. La pedalata alternativa si snoda per 15.600 metri. Il ricco ed ospitale allestimento del Brombo Bikers ripropone numeri importanti (223 al via) ed elevato livello tecnico a Canavaccio di Urbino. La Brombolona Bike perviene alla quinta edizione. Il comitato del presidente Naldo Massi continua a sostenere l’esemplare ruolo trainante per il movimento marchigiano e nazionale. La cronaca della 3^ prova del campionato pesarese urbinate fuoristrada (anche tappa della Coppa Italia) segue puntualmente le linee dello sperimentato copione. I giudici Marini, Valentini, Piccini, Muzi e Salciccia lanciano la folta carovana. La striscia di partenza e arrivo è tracciata nell’area del Centro Commerciale Raffaello. Il senior Sergej Mikhailouski si aggiudica l’oro open e fa proprio il Trofeo - Memorial Michael e Simone, allestito dal clan Garbugli (i fratelli Giovanni, Giacomo, Luca). Metalli per Marco Minucci e Fabio Gatto- ni (miglior cadetto). Sul quarto gradino si accomoda Simone Lunghi (primo junior). Ugo Vergari è quinto assoluto e capofila dei gentlemen. Sesto chiude Sauro Manzaroli, battistrada dei veterani. Primato rosa a Daniela Veronesi (grandi trascorsi: trionfo di tappa e bronzo finale anche al Giro d’Italia, quarta al Tour de France), che supera i migliori supergentlemen, Maurizio Cleri e Luciano Paradisi. Podio femminile per Beatrice Tacchi e Barbara Genga. Il cicloturismo fa tappa a Calcinelli di Saltara, per il 35° Memorial Fraticelli, che viene conquistato dai locali del Ciclo Club Calcinelli su Scavolini, Febal, Banca di Pesaro, Berloni. Le giacche blu Uguccioni, Diotallevi e Galeazzi gestiscono 28 formazioni e 490 pedalatori sorridenti. L’élite Paolo Ciavatta vince ancora. A Città di Castello si limita a ripetere lo schema già seguito a Sulmona, nel 36° GP San Giuseppe. L’arancioblù stacca tutti, terminando da solo davanti a Cesaro, all’australiano Ricard Julian Porte e a Fedele. Umberto Martinelli Tennistavolo Senigallia si fa valere S abato 21 e domenica 22 marzo 2009 si è svolto a Terni il 4° Torneo nazionale giovanile di tennistavolo dove si sono affrontati i migliori atleti italiani di categoria. I ragazzi del tecnico nazionale Renato Appolloni hanno partecipato gareggiando con Nicolini Daniele nella categoria Juniores, Franchini Alessandro nella categoria Allievi e con Rossi Lorenzo e Appolloni Nicolò nella categoria ragazzi. Tutti i ragazzi si sono comportati bene, gareggiando alla pari con gli altri atleti. Rossi Lorenzo è approdato agli ottavi di fi- nale. Nicolò Appolloni, classificandosi tra i primi quattro atleti di categoria, ha acquisito il diritto di partecipare il giorno successivo al Top Otto, gara riservata ai migliori otto pongisti d’Italia, arrivando sesto. In questa stagione è la terza volta che il giovane campioncino senigalliese partecipa a questa gara, il tutto fa ben sperare per i prossimi Campionati italiani a cui la Società parteciperà con i quattro campioncini ed altri due esordienti nella categoria “Giovanissimi”. 9 aprile 2009 penultima LA PAROLA Non è qui! DI DIO V 12 APRILE 2009 DOMENICA DI PASQUA DI RESURREZIONE At 10,34a.37-43 Salmo 117 Col 3,1-4 Gv 20,1 - 9 di Paolo Curtaz oi cercate Gesù Nazareno, il crocefisso, non è qui!” Oggi celebriamo il più straordinario mancato appuntamento della storia, oggi accogliamo la più sconcertante notizia del vangelo, oggi affondiamo le radici (e il cuore) nell’Assoluto di Dio. Ci siamo trovati tre giorni, lungo la settimana, per ripercorrere gli ultimi drammatici avvenimenti della vita di Gesù. Abbiamo meditato il suo silenzio, ci siamo stupiti del suo dubbio, siamo inorriditi davanti all’ennesima ingiustizia commessa ai danni di un uomo buono e solidale. Come gli apostoli siamo fuggiti inorriditi e ci siamo rifugiati nei meandri della nostra frenetica vita davanti alla violenza degli uomini, di fronte all’insostenibile morte politicamente scorretta del Nazareno. Bene, fine dell’avventura spirituale, fine dell’emozione mistica, è stata una bella esperienza, ci ha dato delle belle cose, poi, però, ci siamo dovuti arrendere davanti a quella pietra che bloccava la tomba, ci siamo fermati di fronte all’evidenza: l’uomo non cambierà mai, la storia – allora come oggi – sarà sempre in mano agli arroganti. Un clima di mestizia e di disincanto si respira nelle pagine del vangelo dopo il grande trauma della crocifissione del Rabbì. Ma ora, oggi, è tutto cambiato. Alcune donne delle nostre sono tornate affannate: andate ad imbalsamare Gesù, ultimo segno di rispetto verso il Maestro, non lo hanno trovato, è scomparso. Gesù è risorto, amici, semplicemente. Non rianimato, né tantomeno reincarnato, no, è proprio risuscitato. Egli è vivo presente qui e ora, mentre stai leggendo queste parole mentre tu ed io, ancora, ascoltiamo la notizia sconcertante di uno che era morto e che ora è vivo e presente. E questo qualcuno è Dio stesso, spazzato via dall’arroganza degli uomini, vittorioso (senza far troppo rumore) su ogni morte, su ogni sconfitta. La gioia dilaga, la fine diventa un inizio, la luce comincia a farci capire, a riscaldare il cuore. E questa notizia è arrivata fino a noi oggi, ci ha fatti alzare stamani, ci ha fatto radunare insieme alle comunità, ci riempie la vita. Se Gesù è risorto allora significa che non è stato solo un grande uomo, allora significa che davvero egli era ciò che diceva di essere, significa che egli è presente insieme a noi, con noi. Pasqua, amici, Pasqua. Su quella tomba vuota, su quella pietra che non è riuscita a bloccare la presenza di Dio si fonda la nostra intera speranza, la speranza di milioni di uomini che lungo la storia hanno creduto al vangelo. Ma non è evidente la resurrezione, anzi si resta spiazzati nel leggere i vangeli. Ambiguità, paura e dubbio contraddistinguono i racconti della Pasqua. Marco – addirittura – che abbiamo letto durante la veglia pasquale notte conclude bruscamente il suo vangelo raccontando la paura delle donne di ritorno dal sepolcro. Non è facile credere, né evidente. Evidente la crocifissione, evidente il sangue e la testimonianza, evidente e sconcertante l’urlo di sofferenza ma la resurrezione no, è tutt’altro affare, è questione di fede, non di evidenza. I racconti della resurrezione e delle apparizioni del risorto entrano nella dimensione della discrezione e della conversione, della serenità e della pace, ma anche dello sconcerto degli apostoli e della loro (e nostra) fatica a risorgere. La paura delle donne e il loro silenzio assomiglia troppo al mio e quello delle nostre stanche comunità cristiane, che preferiscono venerare un crocefisso che annunciare un vivente. La paura di non essere creduti o derisi blocca loro e noi. Loro, donne in un mondo di maschi, persone inadatte ad annunciare una notizia così importante. Noi, fragili, incoerenti, incapaci. Eppure scelti dal Nazareno per essere suoi testimoni là dove viviamo, con le parole con cui lo Spirito ci riempie il cuore e la bocca. Fatichiamo a credere alla resurrezione, a emozionarci per questa notizia. Forse perché è diffi cile condividere la gioia di qualcun altro. Sentiamo solidale il crocifisso, ci identifichiamo, ognuno di noi ha vissuto o vive un’esperienza di dolore, di sconfitta. Abbiamo maturato una grande devozione al dolore di Dio, e giustamente. Ma troppo spesso siamo fermi a quel dolore, come i discepoli di Emmaus, quasi compiaciuti della dimensione del patire. Conosco troppi cristiani fermi al venerdì santo, accampati sotto la croce, troppo legati al proprio dolore per accorgersi che Gesù è risorto. No, amici, è tempo di abbandonare il dolore, di non amarlo, di redimerlo. La gioia cristiana è una tristezza superata, la gioia cristiana è guardare delle bende e vedere il corpo trasfigurato che avvolgevano, vedere una tomba vuota e capire che sì, davvero il Signore è risorto. Avremo ora cinquanta giorni (e la vita) per convertirci alla Pasqua, per abbandonare il dolore, nostro e di Dio. Avremo cinquanta giorni per ridirci che dopo la croce, ogni croce, ci aspetta la speranza della vita nuova in Cristo. Se davvero siamo risorti con Cristo, cerchiamo le cose di lassù, viviamo da risorti! Buona Pasqua, cercatori di Dio. RUBRICA DI STORIA E CULTURA DEDICATA AL BEATO SENIGALLIESE GIOVANNI MARIA MASTAI Insieme, verso la Pasqua L a Settimana Santa e una settimana piena di preparativi all’Opera Pia. Tutto concorre a preparare questa grande festa. Giorni intensi di attività con volontari che abitualmente frequentano la Casa di Riposo e che hanno offerto qualcosa di speciale. “Il Coro”, una corale che tutti i mesi è presente con un repertorio di canti popolari, lunedì pomeriggio ha offerto conti popolari e religiosi proprio per entrare nel giusto clima di questi giorni. Mercoledì le volontarie della Croce Rossa offriranno una piccola anticipazione della festa offrendo a tutti gli ospiti delle uova di Pasqua. Giovedì e venerdì mattina il servizio animazione ha programmato la proiezione per tutti due parti del film “Gesù di Nazaret” di Zeffi relli, occasione questa per ricordare gli eventi che celebriamo. Non da ultimo poi il tempo dedicato alla preparazione di qualche addobbo per la Casa che ricordi la Festa di Pasqua e la primavera in generale. Tante cose diverse tra loro ma tutte con lo stesso fine: far vivere ogni tempo dell’anno con intensità e con vitalità. MONTERADO IN BREVE 15 Bella e partecipata processione delle Palme, domenica 5 aprile, con la benedizione impartita davanti all’ingresso del castello e l’avvio in chiesa tra canti e preghiere con l’animazione del gruppo giovanile.Le celebrazioni del Giovedì, Venerdì e Sabato Santo si terranno dalle ore 20,30 in poi. Particolare interesse desta la nuova interpretazione della Via Crucis del gruppo coralestrumentale. Mentre negli anni passati si realizzava una processione fuori della chiesa, o in piazza Roma o nelle vie del paese, quest’anno la Via Crucis si terrà nella chiesa. Attraverso soluzioni tecniche d’avanguardia, i giovani commenteranno con parole, immagini e musica, alcune parole di Gesù in croce, in modo da eliminare qualsiasi motivo di distrazione, per concentrarsi totalmente su tali parole. E’ un modo nuovo che, certamente, porterà i suoi duraturi effetti. ALL’AVULSS SI PARLA DI ALZHEIMER L’Avulss di Senigallia parla di Alzheimer, i cui incontri si terranno presso la sala Caritas della Curia Vescovile, in piazza Garibaldi n. 3, dalle 17,30 alle 19,30: giovedì 16 aprile: “Principi di geriatria. Decadimento psichico nell’anziano” relatrice dott. ssa Maria Del Pesca (dirigente Neurologia Ospedale di Senigallia); giovedì 23 aprile: “Alzheimer: informazione, assistenza e sostegno” relatore dott.Sergio Vitali, neurologo; giovedì 30 aprile: “Alzheimer: difficoltà di comunicazione” relatrice dott. ssa Giuseppina Massi, neurologa; giovedì 7 maggio: “Alzheimer, approcci possibili al malato” relatrice dott. ssa Giuseppina Massi. MEMORIAL DI CALCIO ‘GIANFRANCESCHI’ Squadre partecipanti e calendario gare. GIRONE A: Ancona Calcio, Dorica Torrette A, Falconarese, Fortitudo Fabriano. GIRONE B : Fed Sammarinese, Vigor Senigallia, Biagio Nazzaro, Fermignanese. GIRONE C : Rapp.reg.le Marche, Cral Palombina, Senigallia calcio, Dorica Torrette B Prima giornata – Stadio cent.Senigallia – 9 aprile 2009: 9,30 Ancona Calcio – Dorica Torrette A; 11,00 Falconarese – Fortitudo Fabriano; 14,00 Rapp.Sammarinese – Vigor Senigallia; 15,30 Biagio Nazzaro – Fermignanese; 17,00 Rapp.Reg.le Marche – Cral Palombina; 18,30 Senigallia calcio – Dorica Torrette B. Seconda giornata – Stadio Cent.Senigallia – 10 aprile 2009: 9,30 Dorica Torrette A – Falconarese; 11,00 Fortitudo Fabriano – Ancona calcio; 14,00 Vigor Senigallia – Biagio Nazzaro; 15,30 Fermignanese – Rapp. Sammarinese; 17,00 Cral Palombina – Senigallia calcio; 18,30 Dorica Torrette B – Rapp. Reg.le Marche. Terza giornata – Stadio Cent.Senigallia – 11 aprile 2009: 9,30 Ancona calcio – Falconarese; 11,00 Dorica Torrette A – Fortitudo Fabriano; 14,00 Rapp.Sammarinese – Biagio Nazzaro; 15,30 Vigor Senigallia – Fermignanese; 17,00 Rap.reg.le Marche – Senigallia calcio; 18,30 Cral Palombina-Dorica Torrette B Triangolari di semifinale 13 aprile 2009 1° Gir. A – 2° Gir. B – 1° Gir. C: ore 9,30 Stadio Centr.Senigallia D; 2° Gir. A – 1° Gir. B – 2° Gir. C ore 9,30 Campo Giuliani – Torrette E; 3° Gir. A – 4° Gir. B – 3° Gir. C,ore 9,30, Campo via Liguria – Palombina F; 4° gir. A – 3° gir. B – 4° gir. C, ore 9,30, Campo Amadio – Castelferretti. FINALI 13 aprile 2009 3^ class. (F) – 3^ class. (G), ore 16,00, campo via Liguria – Palombina; 2^ class. (F) – 2^ class. (G), ore 16,00, Campo Amadio Castelferretti; 1^ class. (F) – 1^ class. (G), ore 16,00, Campo Giuliani – Torrette; 3^ class. (D) – 3^ class. (E), ore 15,00, Stadio centrale Senigallia; 2^ class. (D) – 2^ class. (E), ore 16,15, stadio centrale Senigallia; 1^ class. (D) – 1^ class. (E), ore 17,30, stadio centrale Senigallia. IN RICORDO DI ARMANDO BALLANTI E’ deceduto a Senigallia il 31 marzo, a 87 anni, Armando Ballanti: uomo libero, di fede e completamente disinteressato e generoso nel suo impegno. Aveva un negozio a Senigallia, sotto i portici Ercolani, nel quale esponeva le sue tele. Infatti, Ballanti era noto come pittore. Autodidatta, fin da ragazzo aveva alimentato e seguito la sua passione per il disegno e la pittura: paesaggi, animali, ma anche la vita nei campi e qualche ritratto erano i suoi soggetti preferiti. Le più sentite condoglianze dal circolo Acli di Roncitelli. Settimanale della Diocesi di Senigallia Tel. 071 64578 - Fax 071 7914132 P.zza Garibaldi, 3 - 60019 Senigallia (An) www.vocemisena.it [email protected] Direttore editoriale: Gesualdo Purziani Direttore responsabile: Giuseppe Cionchi Redazione: Laura Mandolini, Tullio Piersantelli, Rosaria Cenerelli, Giancarlo Mazzotti. Collaboratori: Alessandro Berluti, Fabrizio Chiappetti, Roberto Ferretti, Luca Giancarli, Anna Gobbetti, Elvio Grossi, Simone Mandolini, Leonardo Marcheselli, Vittorio Mencucci, Giuseppe Nicoli, Leonardo Pasqualini, Michele Pinto, Stefania Sbriscia, Giorgio Silvestri, Luciano Sole, Federica Spinozzi, Ilario Taus, Raoul Mancinelli, Umberto Martinelli. Tecnici: Speranza Brocchini, Daniele Guidarelli, Anna Maria Roberti, Mariannina Puerini, Pietro Scattolini Stampa: Galeati Industrie Grafiche S.p.A. - Imola (www.galeati.it) Abbonamento annuo ordinario: € 35 da versare sul cc.postale n. 10514602 Tiratura: 4000 copie Associato alla Fisc - Federazione italiana settimanali cattolici La testata “La Voce Misena” fruisce dei contributi statali diretti di cui alla Legge 7 agosto 1990, n. 250. GIORNATA MONDIALE DELLA TERRA SANTA 2009 «Rinnovo il mio incoraggiamento a quanti, da una parte come dall’altra, credono che in Terra Santa ci sia spazio per tutti, affinché aiutino la loro gente a rialzarsi dalle macerie e dal terrore e, coraggiosamente, riprendere il filo del dialogo nella giustizia e nella verità. È questo l’unico cammino che può effettivamente schiudere un avvenire di pace per i figli di quella cara regione!». Benedetto XVI FOTO M. GOTTARDO Diamo voce ai cristiani d’Oriente Sostieni la Chiesa di Terra Santa, aiuta la missione della Custodia francescana Offri il tuo contributo LA CUSTODIA DI TERRA SANTA AVVISO SACRO 291 frati, 50 santuari, 25 parrocchie 14 scuole e collegi, 4 case per malati e orfani 5 case per pellegrini (Casa Nova), 3 istituti accademici 1 centro ecumenico, 1 casa editrice, oltre 1.310 posti di lavoro 501 appartamenti per famiglie bisognose (di cui 137 in costruzione) oltre 300 borse di studio annuali per studenti universitari Centro di Propaganda e Stampa di Terra Santa Via Gherardini 5 – 20145 Milano – ccp 756205 Realizzazione a cura di Edizioni Terra Santa - www.terrasanta.net [email protected] - tel.02/345.92.679 - fax 02/318.01.980