SCHEDA PROGETTO PER L’IMPIEGO DI VOLONTARI IN
SERVIZIO CIVILE IN ITALIA
ENTE
Ente proponente il progetto:
ADOC
Codice di accreditamento:
Albo e classe di iscrizione:
NZ01079
NAZIONALE
I
CARATTERISTICHE PROGETTO
Titolo del progetto:
Solidarietà e anziano
Settore ed area di intervento del progetto con relativa codifica (vedi allegato 3):
EDUCAZIONE E PROMOZIONE CULTURALE. SPORTELLO INFORMA E11
Descrizione dell’area di intervento e del contesto territoriale entro il quale si realizza
il progetto con riferimento a situazioni definite, rappresentate mediante indicatori
misurabili; identificazione dei destinatari e dei beneficiari del progetto:
Il progetto sarà realizzato nella Provincia di Caserta in Campania ed ha come obiettivo il
sostegno agli anziani attraverso attività di assistenza, di sostegno psicologico e di
intrattenimento al fine di contrastare il fenomeno dell’ emarginazione sociale e di
migliorare la qualità della loro vita.
I dati territoriali
La provincia di Caserta ha una popolazione di 908 784 abitanti (fonte Istat al 1° gennaio
2013), ha una superficie di 2.639 kmq, pari al 19,4% della superficie regionale, ripartita tra
la montagna (8,6%), la collina (56,3%) e la pianura (35%) e precisamente 229 kmq di
montagna, 1485 kmq di collina, 926 kmq di pianura. La Provincia di Caserta si compone di
104 Comuni e ha una densità abitativa pari a 344,3 abitanti/Kmq. Il numero di famiglie
casertane è 341687, con un numero medio di componenti pari a circa 2,7. Il numero di
convivenze è pari a 223 nuclei familiari. Vivono in famiglia 906 532 persone mentre la
popolazione residente in convivenza è di 2252 unità (ultimo aggiornamento ISTAT è del
2012)
Nella tabella successiva presentiamo la distribuzione della popolazione della Provincia
di Caserta per genere al 1° gennaio 2013.
51,3 %
48,7 %
MASCHI (442917)
FEMMINE (465867)
Nella tabella seguente si rappresenta la distribuzione della popolazione della Provincia
di Caserta per genere e classi d’età al 1° gennaio 2013 e successivamente divisa per
stato civile e classe d’età.
Classi di età
0-14
15-24
25-34
35-44
45-54
55-64
65+
Totale
Maschi
76897
59052
61505
68838
65494
50031
61100
442917
Femmine
73034
56914
62030
70855
68384
52879
81771
465867
Totale
149931
115966
123535
139693
133878
102910
142871
908784
Popolazione maschile della Provincia di Caserta per stato civile e classi di età
Classi di età
0-14
15-24
25-34
35-44
45-54
55-64
65+
Totale
Celibi
76897
58425
42007
17338
7369
2866
2246
207148
Coniugati
618
19424
50877
56825
45391
50026
223161
Divorziati
9
68
497
850
594
467
2485
Vedovi
0
6
126
450
1180
8361
10123
Popolazione femminile della Provincia di Caserta per stato civile e classi di età
Classi di età
0-14
15-24
25-34
35-44
45-54
Nubili
73034
54364
29450
11458
7908
Coniugate
2532
32260
57447
56264
Divorziate
16
224
1182
1583
Vedove
2
96
768
2629
55-64
65+
Totale
Fonte: Istat 2013
4446
6674
187334
41129
36780
226412
1050
911
4966
6254
37406
47155
Gli ultrasessantacinquenni in Provincia di Caserta rappresentano dunque circa il 16% della
popolazione dei quali il 32% sono vedovi/e e quindi vivono o con i figli o da soli. Inoltre il
6,2% dei 142871 anziani non risultano coniugati né divorziati o separati, pertanto pur
escludendo una minima parte che potrebbe vivere con un/a compagno/a vi è comunque un
consistente numero di ultrasessantacinquenni che potrebbero vivere da soli.
Le diverse tabelle ci consentono di avere un quadro demografico abbastanza significativo
della Provincia di Caserta. E’ possibile calcolare una serie di indicatori demografici
fondamentali per l’analisi socio-economica della Provincia, anche in rapporto ai dati
regionali e nazionali.
Innanzitutto è possibile quantificare l’indice di dipendenza, definito come il rapporto tra la
popolazione in età non lavorativa (0-14 anni e over 65 anni) e quella lavorativa (da 15 a 64
anni). Questo indice ci consente di confrontare la popolazione non autonoma a causa
dell’età, con la fascia di popolazione che, essendo in attività, dovrebbe provvedere al
sostentamento generale.
In Italia l’indice di dipendenza al 1° gennaio 2013 è pari a 54,2, in Campania alla
stessa data è 49 mentre in provincia di Caserta è 47,5. Tale indice mostra che in Campania
ed in particolare nella Provincia di Caserta la popolazione in età lavorativa è superiore a
quella non lavorativa e non vi è uno squilibrio generazionale a differenza del livello
nazionale.
E’ però doveroso rilevare che i soggetti in età lavorativa sono per lo più disoccupati in
quanto il tasso di disoccupazione in Terra di Lavoro è allarmante ed è in continuo
aumento ormai da cinque anni: secondo dati Istat al dicembre 2013 il tasso di
disoccupazione risulta essere pari al 17,8%, mentre il tasso di disoccupazione giovanile
supera il 50% (per l’Italia rispettivamente del 12,5% e del 41%). I disoccupati, soprattutto i
giovani, pertanto, sono costretti a lasciare il territorio e ciò fa risultare un aumento dei
soggetti over 65 ed una diminuzione della fascia di individui compresi tra 0-14 anni. Inoltre,
dato l’elevato tasso di disoccupazione buona parte della popolazione attiva che non lavora
vive con il reddito da pensione dei genitori anziani contribuendo ad aggravare la già
difficile situazione economica di questa fascia di età così come descritto più avanti.
E’ inoltre possibile calcolare indici di dipendenza più specifici, che possono ancor meglio
caratterizzare la differente composizione anagrafica della popolazione italiana, campana e
più in particolare della provincia di Caserta.
L’indice di dipendenza degli anziani è definito come il rapporto percentuale tra la
popolazione di over 65 anni e la popolazione di età compresa tra 15 e 64 anni e in Italia al
1° gennaio 2013 è pari a 32,7, in Campania è di 25,3 e in provincia di Caserta è 23,2 .
L’ indice di dipendenza dei giovani, definito come il rapporto percentuale tra la popolazione
tra 0 e 14 anni e la popolazione di 15-64 anni, in Italia è pari a 21,6, in Campania è 23,7 e
nella provincia di Caserta è 24,3.
I due indici ci mostrano pertanto che rispetto alla popolazione in età produttiva, la
Campania e la provincia di Caserta hanno più soggetti con meno di 14 anni e meno ultra 65
rispetto alla media nazionale.
In Italia l’indice di vecchiaia è pari a 151,4 mentre in Campania è 106,4 e in provincia di
Caserta è 95,3.
Dai dati si evince, pertanto, che a livello nazionale è preponderante la popolazione anziana,
così come in Campania, mentre in provincia di Caserta prevale quella giovane.
L’età media, in particolare, in provincia di Caserta come in quella di Napoli è 40 anni che
risulta essere inferiore rispetto alla media regionale (40,9 anni) e nazionale
(44 anni).
Nonostante ciò in provincia di Caserta l’aspettativa di vita risulta essere inferiore
(77,8 anni per i maschi e 82,9 per le donne) rispetto a quella nazionale (79,6 anni per i
maschi e 84,4 anni per le donne).
Una parte degli anziani, quelli in età compresa tra i 65 ed i 79 anni è spesso autosufficiente
e coloro che hanno redditi medi non hanno particolari difficoltà, soprattutto se vivono in
famiglia. In tal caso, anzi, costituiscono una risorsa importante in quanto spesso dediti alla
cura dei nipoti ed all’assistenza dei familiari più anziani o disabili. Sempre più spesso,
inoltre, sono coinvolti in attività di interesse sociale e costituiscono una risorsa importante
nel volontariato. L’invecchiamento della popolazione, pur rappresentando il portato positivo
di un generalizzato benessere, anche sanitario, presenta, a medio e lungo termine, non poche
problematicità, soprattutto se tale indicatore si accompagna a bassi tassi di crescita
demografica o al peggioramento, sia pure congiunturale, della situazione economica.
Nella provincia di Caserta il disagio sia economico che socio-assistenziale della
popolazione anziana permane, nonostante gli impegni dei Comuni che organizzano
soggiorni climatici e, attraverso le associazioni di volontariato (Caritas), offrono pasti caldi
e generi di prima necessità agli anziani con ridotte risorse finanziarie.
Le condizioni di disagio sociale per i soggetti anziani sono determinate dai redditi scarsi, da
situazioni abitative poco sostenibili e da condizioni familiari e sociali che accentuano
l’isolamento di questa fascia della popolazione. I problemi maggiori sorgono ovviamente
per gli anziani che necessitano di assistenza a lungo termine, sia nelle strutture, sia a
domicilio. Le criticità si riverberano sia sul bilancio delle famiglie sia su quello dei Comuni
e delle altre Istituzioni pubbliche.
La condizione degli anziani è resa ulteriormente critica dal fatto che molto spesso con il loro
reddito devono sostenere anche le famiglie dei figli che hanno perso il lavoro a causa della
crisi.
Come indicatore della dimensione economica si riporta il reddito netto familiare per numero
di anziani in famiglia, che al sud è di euro 21.292 per famiglia con un anziano, di euro
26.777 per famiglia con due o più anziani e di euro 26.042 per famiglia senza anziani.
La situazione è stata oltremodo aggravata dallo sversamento illecito e incontrollato di rifiuti
in Terra di Lavoro. Secondo la comunità scientifica, tale situazione avrebbe prodotto un
aumento delle patologie tumorali, e portato ad un eccesso di mortalità per gli uomini nel
19 % e per le donne nel 23% dei Comuni della Provincia di Caserta con il conseguente
aumento del bisogno di assistenza sociale e sanitaria.
Da questa analisi viene fuori che per curare in maniera adeguata una persona anziana è
necessario un approccio integrato che consideri tutti i diversi aspetti del malato.
L’invecchiamento è frequentemente associato ad altri problemi di salute, aggravati in
quest’area da una situazione ambientale non molto salubre, e al declino delle funzionalità di
organi ed apparati.
Una vulnerabilità fisica a cui si sommano spesso problemi di natura psicologica familiare.
Anche il dialogo riveste un ruolo fondamentale, perché se la scoperta di avere un tumore è
uno shock per tutti, i pazienti avanti con l’età sono ancora più vulnerabili e il rischio di
sofferenza psichica è maggiore.
La qualità della vita e quindi il benessere/malessere dell’utente anziano è il risultato anche e
soprattutto delle relazioni che instaura con le strutture sociali, gli ambienti fisici e con le
persone che danno significato alla sua vita.
Nonostante i numerosi disagi, gli utenti anziani possono, nella Provincia di Caserta,
usufruire dei servizi di assistenza da parte delle infrastrutture sanitarie omogeneamente
distribuite sul territorio.
Numerose ricerche hanno rilevato come le condizioni ambientali esercitino un’influenza
importante sul benessere e sul comportamento degli individui.
Alcune teorie, infatti, affermano che i sentimenti di benessere soggettivo dipendono dal
raggiungimento di determinati scopi personali o dal soddisfacimento di determinati bisogni.
Secondo la teoria degli “striving” di Emmons (1986-1992) la persona cerca di raggiungere
determinati scopi personali associati ad una varietà di effetti spiacevoli sia a livello
psicologico che fisico. Si è visto infatti che chi struttura i propri scopi in termini ampi e
astratti tende a soffrire in misura maggiore di sintomi di disagio psicologico diversamente
da coloro che strutturano i propri scopi in termini più concreti e specifici i quali soffrono
maggiormente di malattie fisiche.
Alcune analisi qualitative hanno indicato che gli individui percepiscono le loro identità di
ruolo come fonte di significato, di scopo e di guida del comportamento. (Simon, 1997). Tali
ricerche hanno messo in luce come le donne e gli uomini soprattutto in età avanzata se
ricoprono dei ruoli segnalano livelli minori nei problemi fisici e psicologici e più alti livelli
di benessere soggettivo (Barnett e Hyde, 2001).
Adelmann (1994) ha cercato prove per dimostrare che l’accumulo di ruoli potesse essere
benefico anche per gli anziani. Sono stati trovati collegamenti tra maggior assunzione di
ruoli e maggior benessere psicologico, problemi di salute più rari così come anche per i
disturbi cronici, sia nelle donne che negli uomini. Altre analisi hanno messo in luce che
ricoprire un maggior numero di ruoli è associato a maggior soddisfazione per la
vita, maggior autostima e minor sentimenti depressivi.
Altri ricercatori, negli anni successivi, hanno confermato la relazione fra il tasso di mortalità
e morbilità e misure del sostegno e dell’integrazione sociale (Berkman 1995; Blazer, 1982;
House, Robbins & Metzener, 1982; Tibblin et al., 1986).
Il fatto dunque che non si riesca a dare concretamente risposta alla domanda di aiuto
proveniente dalla categoria degli anziani fa si che un importante contributo provenga dalle
associazioni, dalle parrocchie, dalle associazioni onlus e dalle Istituzioni ma anche dalle
famiglie stesse.
L’aspetto comunicativo con l’utenza ha un ruolo fondamentale, in particolar modo per
quanto riguarda l’informazione rivolta agli anziani sui loro diritti o sui servizi esistenti sul
territorio in loro favore.
Da quanto detto deriva che le condizioni di maggiore difficoltà da affrontare sono:
 la presenza di anziani con problemi di salute;
 una costante riduzione del numero dei componenti della famiglia disposti a
prendersi cura dei non autosufficienti;
 l’aumento dei costi e del fabbisogno dei servizi socio-sanitari, inclusa l’assistenza
a domicilio;
 la carenza di strutture idonee per lo sport e centri di aggregazione.
Gli anziani, infatti, sono spesso socialmente isolati: solo il 33% degli anziani presenta una
buona integrazione dal punto di vista dei rapporti sociali, mentre il 50% è parzialmente
integrato ed il 17% isolato; sono persone estremamente fragili psicologicamente ed
emotivamente e non dispongono di spazi attrezzati per le attività fisico-motorie. Tali spazi
infatti rappresentano una grande risorsa per i nostri territori e per il benessere psicofisico
dell’anziano. In particolare a Caserta sono presenti un Centro Sociale comunale per anziani
e molte parrocchie.
Il Centro Sociale comunale della città di Caserta per anziani offre attività ludiche, ricreative
per favorire la socializzazione dell’ anziano. Il Centro Sociale prevede congrui spazi
destinati all’attività; servizi igienici distinti per uomini e donne in misura adeguata al
numero degli utenti ed ampi spazi per spettacoli e convegni.
Il nostro obiettivo è quello di valorizzare ed aumentare l’offerta dei servizi, in particolare,
servizi a carattere creativo consentendo all’utente di frequentare le attività preposte per
cinque giorni settimana.
Autonomia personale, cura e mantenimento del proprio benessere fisico e psicologico,
attenzione a stringere e consolidare forti relazioni interpersonali e sociali, spirito di
aggregazione e voglia di partecipazione attiva rientrano negli obiettivi che l’anziano mira a
raggiungere e a mantenere. Attualmente il Centro Sociale comunale per Anziani accoglie
circa 150 iscritti con una frequenza giornaliera di circa 30 utenti Gli utenti frequentano il
centro per attività ricreative come lettura di giornale, balli, giochi con le carte, feste,
convegni, attività di ceramica. Sul nostro territorio ci sono numerose associazioni a carattere
sociale e di assistenza. A causa , tuttavia, della scarsità del numero di operatori non si ha
l’opportunità di offrire molti servizi all’utenza, infatti, per ogni associazione c’è una
frequenza media di circa 30 utenti giornalieri.
La mappa dei servizi esistenti in provincia di Caserta
Villa Angerli Bianche s.r.l. 13, Via Colletta P. - 81025 Marcianise (CE)
Villa Luise 38, C. Garibaldi - 81030 Falciano Del Massico (CE)
Casa di Cura Villa Giovanna, Vicinale Stazione - 81044 Tora E Piccilli (CE)
Casa Nonnanna società cooperativa sociale onlus Via Tescione Gennaro - 81100 Caserta
(CE)
Casa Raggi di Sole s.r.l., snc, Via Gesso Bianco - 81040 Rocca D'Evandro (CE)
Iside di Insero Teresa 24, Via Pozzonuovo - 81013 Caiazzo (CE)
Istituto San Francesco S.R.L.45, Via Nazionale Appia - 81040 Curti (CE)
L’Oasi della terza età s.a.s. di ANTONIETTA MANCO & ORIANA DE LIS 89, Via De
Gasperi A. - 81041 Bellona (CE)
La casa di Padree Pio, Snc, Via Gesso Bianco - 81040 Rocca D'Evandro (CE)
Le orme di San Francesco di Assisi 35, Via S. Lorenzo - 81047 Macerata Campania (CE)
Le orme di San Francesco di Assisi 86, V. Corso Piave - Curti (CE)
Nuova casa alberrgo per anziani1, Via Campagnano F. Saverio - 81040 Cisterna (CE)
Casa di Riposo Villa Due Torri Castel Volturno (Ce) Vl. Ricciardi;
Villa Tina Castel Volturno (Ce) 38, V. Toscana;
Ass. Oasi S.Francesco Casa di Ospitalita' per Anziani Sessa Aurunca (Ce) 1, Via Moro;
Baia Duemila S.R.L. Residenza Anziani Socio Assistenziale Baia e Latina (Ce) 7, Via
Turati;
Bartolomeo Villa Amicizia Claudio La Casa di Padre Pio Rocca D'evandro (Ce) Via Gesso
Bianco;
Be.Ne.Gi.In. S.R.L. Casa Albergo per Anziani Villa Enza Castel Volturno (Ce) Via
Consortile;
Caiazzo Dr. Pasquale Albergo per Anziani Castel Volturno (Ce) 35, Via Domitiana;
Casa Anziani Madonna Del Popolo Ponte (Ce) 1, Via Sessa Mignano;
Casa di Riposo Villa Mele Castel Volturno (Ce) Via Domitiana;
Casa di Riposo Villa Serenitas Mondragone (Ce) 25, Via Garibaldi;
Casa di Riposo Villa Svizzera Sas di Ponticelli G. & C. Castel Volturno (Ce) Via
Domitiana;
Emme Due S.A.S. di Ceci Arcangela & C. Sessa Aurunca (Ce) 13, Via Ponte Aurunco;
Emme Due S.A.S. Gruppo Appartamento X Disabili Sessa Aurunca (Ce) Viale Trieste;
G.A.F. Srl Casa di Riposo per Anziani Castel Volturno (Ce) 1, Via Domitiana;
Istituto Suore Ancelle dell'immacolata Pietramelara (Ce) 50, Via S. Giovanni;
La Svolta Soc. Coop. Arl Cisterna (Ce) 40, Via Campagnano;
Mendicicomio Sagliano Aversa (Ce) 304, Via Roma;
Opera Emilia e Orazio Pascale Casa Riposo Curti (Ce) Via Naz. Appia;
Pensionato F. Gattola Suore Immacolatine Sant'angelo In Formis (Ce) 22, Via L. Baia;
Suore Ancelle Dell'immacolata Casa Riposo Talento S. Maria Capua Vetere (Ce), Via
Latina, 22;
Suore Gerardine Riardo (Ce) 1, Via Nucci;
Suore Missionarie Clarettiane Camigliano (Ce) 1, Via Parisi;
Villa Gioia S.R.L. Castel Volturno (Ce) 1, Via Empoli;
Villamarina Gestione Gestur Srl Sessa Aurunca (Ce) Km. 13.300, Via Domiziana;
La strategia di sviluppo per il 2007-2013, definita dal Quadro Strategico Nazionale (Q.S.N.)
attribuiva un ruolo centrale alla promozione dei servizi essenziali per la qualità della vita dei
cittadini, prevedendo, un aumento dei servizi di cura alla persona alleggerendo i carichi
familiari.
Nell’ambito degli interventi attivati resta prioritario la domiciliarità. Il “Sistema Delle Cure
Domiciliari” rappresenta per i comuni ambiti, un notevole sostegno per le famiglie con
utenti con disagi e un sollievo per gli utenti.
Nonostante l’assistenza domiciliare anziani “ Sad “ed integrazione con l ‘Asl, quindi sociosanitaria, il divario tra domanda ed offerta dei servizi domiciliari, è ancora troppo forte.
Nella provincia di Caserta nel 2011 si è erogato un servizio di assistenza domiciliare
anziani a circa 200 utenti; nel 2012 a 300 utenti .
Destinatari e beneficiari
Il progetto ha come destinatari gli anziani autosufficienti della Provincia di Caserta di età >
65 anni.
Del progetto beneficeranno indirettamente le famiglie degli anziani, i soggetti impegnati
nel sociale, gli Enti locali, l’ASL.
Obiettivi del progetto:
Dall’analisi del contesto emerge chiaramente come anche in Provincia di Caserta la
condizione della popolazione anziana ha determinato un aumento del bisogno di fornire
loro assistenza.
Alcuni anziani pur essendo ancora socialmente vivi e attivi si trovano in condizioni di
emarginazione e solitudine per cui non sono invogliati a intrattenere rapporti sociali con gli
altri e a coltivare interessi di vario genere. Molti di essi, infatti, tendono a trascorrere il loro
tempo principalmente in casa rischiando di vivere in solitudine e isolati. Il progetto persegue
lo scopo di migliorare la qualità della vita degli anziani della Provincia di Caserta
coinvolgendoli in numerose attività.
Obiettivi specifici: ridurre l’emarginazione e la solitudine delle persone anziane attraverso
la creazione di condizioni tali da intervenire sulle situazioni di abbandono, di solitudine ed
anche al fine di salvaguardarli dai processi di invecchiamento psicologico e da decadimento
fisico, mediante il raggiungimento dei seguenti obiettivi:
1) creazione di uno sportello informativo;
2) implementazione azioni e attività finalizzate alla riduzione dell’emarginazione
sociale.
I risultati attesi saranno:
-
-
Implementazione di un’informazione e un orientamento mirato ad almeno 200
anziani sui servizi sociali alla persona e alle attività di gruppo esistenti sul
territorio. Il nostro obiettivo è quello di ridurre il più possibile la sofferenza
dell’utente che deriva dalla sua condizione di isolamento e di marginalità,
migliorando la quantità e la qualità delle informazioni a lui necessarie.
Implementazione di 6 attività, in collaborazione con i servizi presenti sul
territorio della Provincia di Caserta, tese alla riduzione dell’emarginazione. Sul
nostro territorio attualmente sono esistenti in maniera strutturata circa 30 servizi
deputati al benessere psico-fisico dell’utente anziano.
Descrizione del progetto e tipologia dell’intervento che definisca in modo puntuale le
attività previste dal progetto con particolare riferimento a quelle dei volontari in
servizio civile nazionale, nonché le risorse umane dal punto di vista sia qualitativo
che quantitativo:
8.1 Complesso delle attività previste per il raggiungimento degli obiettivi
Il progetto “Solidarietà e anziano” avrà una durata di 12 mesi e sarà strutturato in due
segmenti ciascuno dei quali prevede diverse attività:
Informazione
Sportello informativo
Destinatari: lo sportello informativo sarà dedicato in particolar modo agli anziani con più
difficoltà quindi con scarsa possibilità economica, ridotta autosufficienza e basso livello
d’istruzione, che, anche a causa della scarsa informazione, non sono a conoscenza delle
prestazioni cui hanno diritto.
Gli addetti allo sportello raccoglieranno anche le adesioni degli anziani per le attività di
socializzazione.
Apertura dello sportello: lo sportello informativo resterà aperto 5 giorni a settimana.
Lo sportello prevedrà attività di back office (organizzativa) e front office (operativa): la
parte organizzativa consisterà nella raccolta e preparazione di materiali informativi e di
pubblicizzazione, elaborazione di schede di adesione per le varie attività, ecc., mentre
operativamente lo sportello fornirà informazioni in ordine alle seguenti prestazioni:
assistenza fiscale, pensioni, benefici assistenziali, indennità di accompagnamento, pensioni
all'estero, difesa consumatore.
Inoltre presso lo sportello sarà possibile:
- accogliere e ascoltare il bisogno/domanda
- informare attraverso indicazioni di indirizzi, orari, modalità di accesso, documentazione
necessaria
- orientare alla scelta del servizio e/o interventi che più rispondano al bisogno considerando
anche il contesto sociale, economico e famigliare dell'anziano.
Organizzazione dello sportello:
Ubicazione: sede Adoc Caserta, via Fulvio Renella, 58, 81100 Caserta
Attività:
 Accoglienza: individuare i bisogni degli anziani relativamente ai servizi offerti e
alle attività organizzate.
 Consulenza in ordine a pensioni, benefici assistenziali, indennità di
accompagnamento, pensioni all’estero, tutela del consumatore.
 Informazione in merito alle attività di socializzazione organizzate.
 Comunicazione: distribuzione del materiale informativo, (opuscoli, brochure,
volantini ecc) attinenti al progetto, ai servizi esistenti sul territorio (comunali,
parrocchiali, associativi).
 Reperimento delle adesioni degli utenti in merito alle attività organizzate.
Indicatori quantitativi dell’attività dello sportello informativo: numero di richieste e di
pratiche evase.
Indicatori qualitativi: capacità di accoglienza, qualità del servizio erogato, indice di
gradimento degli utenti.
Informazioni sui servizi sociali alla persona: assistenza fiscale, pensioni, benefici
assistenziali, indennità di accompagnamento, tutela del consumatore, servizi socio-sanitari.
 Numero totale di anziani destinatari: circa 200 tra uomini e donne di età > 65 anni
 Numero giorni di apertura: lunedì, martedì, mercoledì, giovedì,venerdì.
Le finalità del progetto sono quelle di potenziare e valorizzare un servizio di accoglienza, di
informazione e di monitoraggio per l’utente anziano. Un servizio attualmente, come da
indicatore di rilevazione già esistente, operativo tre volte a settimana con turni di mattina e
di pomeriggio attraverso due operatori. Con la presenza dei quattro volontari ci sarà un
potenziamento del servizio di accoglienza dell’utenza e una maggiore informazione
riguardo ai servizi sociali del territorio, nonché delle strutture mediche ed infermieristiche
 Orario di apertura: 9-14
Informazioni in merito alle attività di socializzazione:
 Numero medio di anziani partecipanti ai singoli corsi:15
 Numero percorsi 2 a settimana
 Numero di percorso e durata 2 ore
Attività tese alla riduzione dell’emarginazione sociale
1. partecipazione al ciclo di convegni “Attiva Anziano” organizzati dall’Adoc di
Caserta (progetto realizzato con il contributo del fondo per l’associazionismo (ex
legge 383/2000) - Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali – Linee di Indirizzo
2012)
2. Gite brevi, uscite collettive, cinema, visite a musei.
3. Tornei di burraco, letture, momenti spirituali
4. Balli di gruppo e ginnastica dolce
5. sostegno psicologico ed emotivo
Durante il progetto saranno organizzate un minimo di due uscite collettive al mese a partire
dal terzo mese.
Destinazioni saranno parchi pubblici musei, cinema, sagre e spettacoli organizzate nella
Regione Campania. Tra le mete privilegiate per piacevoli passeggiate locali vi sarà il parco
della Reggia di Caserta, il borgo di Casertavecchia; seguiranno visite al complesso
monumentale Belvedere di San Leucio e ad alcuni dei più importanti musei come quello ad
esempio Museo della Seta e museo della Pinacoteca Reale. Altre mete importanti saranno
tra le bellezze di S. Maria CV e visita sulla costiera Amalfitana. Le gite ed uscite
programmate avranno una durata media di due ore fino ad un massimo di otto ore per le
mete fuori porta; per il trasporto sarà utilizzato un pulmino guidato da personale abilitato.
2.0 - Gite brevi, uscite collettive, visite a musei, cinema
Numero totale di anziani partecipanti circa 100/150 tra uomini e donne di età > a 65 anni.
 Numero medio di anziani partecipanti alle uscite: tra 10 e 20
 Numero uscite: 1 - 2 al mese
 Durata delle singole uscite variabile a seconda della destinazione (mai oltre la 1/2
giornata)
3.0 - Tornei di burraco, letture, momenti spirituali, balli di gruppo e ginnastica dolce,
sostegno psicologico.
Tali attività sono finalizzate a promuovere la partecipazione degli anziani coinvolgendoli in
attività di socializzazione e ricreazione.
Favoriscono il benessere fisico delle persone anziane. In particolar modo l’educazione
motoria si propone di favorire l’acquisizione di sicurezza, fiducia nelle proprie capacità
messe alla prova da uno stato di debilitazione che deriva dall’ invecchiamento, nonché, il
miglioramento del grado di autosufficienza.
3.1 Tornei di carte, letture, momenti spirituali
Saranno organizzati periodicamente tornei di burraco, bocce, tennis e letture al fine di
permettere agli anziani di socializzare
Tornei vari, letture e momenti spirituali
 Numero totale di anziani partecipanti: circa 80/100 tra uomini e donne di età > a 65
anni.
 Numero medio di anziani partecipanti alle singole iniziative: tra 10 e 15
 Numero incontri a settimana: 2-3 incontri a settimana
 Durata di ogni singolo incontro: 2 ore circa
4.0 - Balli di gruppo
Il ballo rappresenterà uno straordinario momento di ricreazione che oltre ad essere
divertente ha una funzione antinvecchiamento dal punto di vista emotivo, psicologico e
fisico. I corsi di ballo saranno organizzati con 3 lezioni a settimana gestite da un maestro di
ballo.
Balli di gruppo
 Numero totale di anziani partecipanti: circa 50 tra uomini e donne di età > a 65
anni.
 Numero medio di anziani partecipanti alle singole lezioni: tra 10 e 15
 Numero lezioni a settimana: 3 lezioni a settimana per ogni corso
 Durata di ogni singolo incontro: 2 ore con intervalli di dieci minuti
4.1- Le lezioni di ginnastica dolce saranno così strutturate:
2 giorni a settimana per 7 mesi per un totale di 56 lezioni;
prima di ogni lezione saranno effettuati 15 minuti di esercizi di riscaldamento, respirazione,
rilassamento per la salute della schiena e delle articolazioni.
Ginnastica dolce
 Numero totale di anziani partecipanti: circa 50 tra uomini e donne di età > a 65
anni.
 Numero medio di anziani partecipanti: singoli gruppi da 10
 Numero incontri: 2 al giorno per tre giorni alla settimana
 Durata di ogni singolo incontro: 45 minuti
4.3 - Nuoto e aquagym, pensati in maniera specifica per gli over 65 vedranno coinvolti gli
utenti per un totale di 52 lezioni.
I corsi saranno così strutturati:
Corsi di nuoto: un giorno a settimana per 7 mesi per un totale di 28 lezioni.
Corsi di aquagym: un giorno a settimana per 7 mesi per un totale di 28 lezioni.
L’istruttore spiegherà dettagliatamente le lezioni agli utenti.
Nuoto e aquagym
 Numero totale di anziani partecipanti: circa 80 tra uomini e donne di età > a 65
anni.
 Numero medio di anziani partecipanti ai singoli corsi: singoli gruppi di circa 10


anziani
Numero corsi: 2 al giorno per tre giorni alla settimana
Durata dei singoli incontri: 1 ora (riscaldamento compreso)
5.0 - Sostegno psicologico ed emotivo.
Presenza di uno psicologo 3 volte a settimana per due ore.
Sede
Sportello
informativo
ciclo di
convegni
“Attiva
Anziano”
Gite brevi,uscite
collettive,cinema,visite
a musei
Tornei di
burraco,letture,
momenti
spirituali
Balli di
gruppo e
ginnastica
dolce
Nuoto e
acquagym
Totale
Caserta
400
100
150
100
100
80
930
Complessivamente con il progetto “Insieme si può” si cercherà di coinvolgere circa 930
anziani autosufficienti tra uomini e donne di età > di 65 anni.
Logica intervento
Indicatori
Fattori di verifica
Condizioni
Informazioni su servizi sociali
alla persona: pensioni, benefici
assistenziali, indennità di
accompagnamento, gestione
corrispondenza, contatti con i
vari soggetti che partecipano al
progetto.
Orario
apertura
Dalle 9.00 alle
13.00
Sede Adoc
Volontario
Addetto alla
segreteria
Sede Adoc
Volontario
Psicologo
Sostegno
Dalle ore
psicologico,consulenza,orienta 15.30 alle
mento,accoglienza,ascolto,
17.30
informazioni.
Ruolo del partner nel progetto
L’associazione onlus “Insieme si può” parteciperà al progetto nella realizzazione dello
sportello informativo finalizzato a promuovere la conoscenza dei servizi socio-sanitari
presso la popolazione anziana.
L’associazione, inoltre, mirerà a sostenere l’anziano nelle sue scelte di autonomia e di
indipendenza, metterà a disposizione materiali divulgativi sul tema della condizione
dell’anziano.
SCHEDA RIASSUNTIVA DEI “PACCHETTI DI LAVORO”
MACROAZIONE
Partecipazione alla
realizzazione dello
sportello
informativo
ATTIVITA’
DURATA Macro- Professionalità
Azione
volontari impiegati
12 mesi
1 Volontario
Attività di back
1 Addetto alla segreteria
office, e front
office.
sostenere
Accogliere
e 12 mesi
l’anziano nelle sue ascoltare
il
scelte
di bisogno domanda
autonomia
1 Volontario
1 psicologo
disposizione
Orientare
materiali
scelta
divulgativi
sul servizio.
tema
della
condizione
dell’anziano.
nella 12 mesi
del
1 Volontario,
1 addetto alla segreteria
8.3 Ruolo ed attività previste per i volontari nell’ambito del progetto
I 4 volontari in Servizio Civile coinvolti nei singoli territori d’attuazione del progetto
realizzeranno le attività così come descritte al punto 8.1.
Essi, in alcuni casi, saranno incaricati di svolgere in prima persona le attività; in altri
momenti si affiancheranno a professionisti responsabili (riportati nella tabella al punto 8.2)
individuati per lo svolgimento del compito corrispondente.
Obiettivi da raggiungere per i volontari in servizio
- permettere ai giovani di svolgere un’importante esperienza di volontariato
- sviluppare le capacità relazionali e le competenze;
- aumentare la propria capacità di lavorare in gruppo;
- sviluppare senso di responsabilità e imparare a lavorare per obiettivi;
Indicatori di raggiungimento obiettivi per i volontari
Il raggiungimento degli obiettivi sarà misurato attraverso il grado di competenza acquisita
dal volontario al termine del progetto.
I volontari potranno venire a conoscenza delle necessità dei soggetti che vivono in
Provincia di Caserta e acquisire gli strumenti per affrontarle crescendo così sotto il profilo
umano e civile.
Il progetto, inoltre, permetterà ai giovani volontari di:
- promuovere il servizio civile nazionale come strumento di abbattimento
dell’emarginazione sociale;
- crescere come cittadini attivi capaci e sensibili alle richieste del territorio;
- confrontarsi con altri giovani lavorando in gruppo ed imparare ad operare con diligenza.
La settimana prima dell’inizio del progetto è prevista accoglienza dei giovani volontari e il
loro inserimento nell’organizzazione. Questa fase prevede un incontro cui prenderanno
parte il referente locale ,nonché coordinatore del progetto Dottor Alessandro Tartaglione,
durante il quale verranno fornite le prime informazioni utili sul progetto e sull’associazione.
ATTIVITÀ:
1ª SETTIMANA – accoglienza ed inserimento dei volontari in servizio civile
Durante questa fase avverrà:
a) la presentazione dei Responsabile Locale dell’Ente Accreditato nonché Operatore Locale
di Progetto
c) il disbrigo delle formalità di inserimento dei giovani in servizio civile
d) l’illustrazione delle principali procedure e prassi operative
dalla 2ª alla 20ª SETTIMANA – Formazione generale dei volontari
Il percorso formativo è necessario e propedeutico allo svolgimento delle attività da parte
dei volontari al fine di acquisire le informazioni utili sulle principali tematiche sociali, le
principali nozioni di comunicazione interpersonale, di gestione delle situazioni di
emergenza e dei rapporti con persone in particolare difficoltà.
dalla 4ª alla 20ª SETTIMANA – Formazione specifica dei volontari
La formazione specifica, durante i primi 5 mesi di attività, permetterà ai volontari
 condividere la missione progettuale;
 di discutere sulle modalità di azione;
 di analizzare il ruolo di ciascun componente del progetto.
L’attività di formazione prevede la presentazione ai volontari delle attività progettuali, la
creazione di momenti di dibattito in merito agli obiettivi.
L’attività formativa verrà svolta attraverso lezioni tenute da docenti, lavori di gruppo ed
individuali.
5ª e 6ª SETTIMANA – pianificazione delle attività di progetto
Dopo la formazione, i volontari in Servizio Civile in collaborazione con l’OLP, stabiliranno
i parametri con cui individuare gli anziani da iscrivere alle attività fisiche e alle uscite
collettive.
Saranno pianificate le attività da svolgere durante l’anno stabilendo obiettivi, tempi di
realizzazione, risultati attesi e indicatori di valutazione.
dalla 7ª alla 40 ª SETTIMANA – pubblicizzazione delle attività
Dalla 6ª settimana saranno pubblicizzate le attività organizzate attraverso
volantini e/o depliants presso le sedi UIL, ospedali, istituzioni locali, sede del Comune,
farmacie, parrocchie, ambulatori dei medici di base, ecc.. Il materiale informativo sarà
gestito presso la sede Adoc di Caserta
Compiti e mansioni dei volontari in servizio civile:
Sportello informativo
Relativamente all’attività svolta tramite lo sportello informativo ciascuno dei volontari in
collaborazione con l’OLP provvederà a:
-
realizzare il materiale promozionale delle attività: brochure, locandine, volantini,
comunicati stampa; spot;
ad accogliere gli anziani presso lo sportello per illustrare gli obiettivi delle attività.
organizzare l’ attività di front-office e back office;
realizzare un calendario settimanale delle attività con orari e giorni degli incontri da
affiggere presso lo sportello informativo;
raccogliere le adesioni per la partecipazione alle attività tese alla riduzione
dell’emarginazione sociale;
gestire le richieste degli utenti;
fissare gli appuntamenti per esperti (psicologo e esperto fiscale);
definire gli orari di lavoro del personale destinato alle attività di gruppo (istruttori);
-
sistemare le attrezzature necessarie all’attività dello sportello al termine di ogni
giornata.
adempiere a commissioni varie: uffici pubblici, disbrigo pratiche.
Attività tese alla riduzione dell’emarginazione sociale
Relativamente a tali attività ciascuno dei volontari nei giorni di svolgimento in servizio, in
collaborazione con l’OLP, provvederà a:
 realizzare un calendario settimanale delle attività con orari e giorni degli incontri;
 organizzare gli spazi all’interno dei locali dove saranno svolte le attività di gruppo
(balli di gruppo);
 predisporre il materiale per l’attività e organizzare gli spazi;
 sistemare il materiale e gli spazi utilizzati dopo le attività;
 partecipare alla formazione di gruppi che prenderanno parte alle uscite collettive;
 collaborare all’individuazione logistica degli itinerari;
 partecipare alla calendarizzazione delle uscite collettive;
 accompagnare gli anziani nelle attività esterne: feste, gite, nel territorio comunale e
dintorni;
 organizzare i tornei di bocce, carte, tennis raccogliendo le adesioni e predisponendo
i materiali;
 programmare i momenti spirituali e di catechesi;
 partecipare alle attività in qualità di tutor e/o accompagnatore;
supportare l’OLP nella gestione delle attività.
Numero dei volontari da impiegare nel progetto:
4
Numero posti con vitto e alloggio:
0
Numero posti senza vitto e alloggio:
4
Numero posti con solo vitto:
0
Numero ore di servizio settimanali dei volontari, ovvero monte ore annuo:
1400
5
Giorni di servizio a settimana dei volontari (minimo 5, massimo 6):
N.
Sede di attuazione del
progetto
Comune
Indirizzo
Cod. ident.
sede
N. vol. per
sede
1
Adoc Caserta
Caserta
Via Renella, 66
28737
4
Criteri e modalità di selezione dei volontari:
Vedi sistema di selezione accreditato ADOC NZ01079
Eventuali requisiti richiesti ai canditati per la partecipazione al progetto oltre
quelli richiesti dalla legge 6 marzo 2001, n. 64:
Cultura media; buone conoscenze informatiche; buone capacità relazionali.
E’ titolo di maggior gradimento:
 diploma di scuola media superiore;
 pregressa esperienza nel settore specifico del progetto;
 pregressa esperienza presso organizzazioni di volontariato;
 spiccata disposizione alle relazioni interpersonali e di gruppo
 capacità relazionali e dialogiche
 studi universitari attinenti
CARATTERISTICHE DELLE CONOSCENZE ACQUISIBILI
Eventuali crediti formativi riconosciuti:
NO
Eventuali tirocini riconosciuti :
NO
Competenze e professionalità acquisibili dai volontari durante l’espletamento del
servizio, certificabili e validi ai fini del curriculum vitae:
Durante l’espletamento del servizio, i volontari che parteciperanno alla realizzazione di
questo progetto acquisiranno le seguenti competenze utili alla propria crescita
professionale:
 competenze tecniche
o specifiche dell’esperienza vissuta nel progetto, acquisite in particolare
attraverso il learning by doing accanto agli Olp e al personale dell’ente
coinvolto;
 competenze cognitive
o funzionali ad una maggiore efficienza lavorativa e organizzativa, quali:
capacità di analisi, ampliamento delle conoscenze, capacità decisionale e
di iniziativa nella soluzione dei problemi (problem solving);
 competenze sociali e di sviluppo
o utili alla promozione dell’organizzazione che realizza il progetto ma
anche di se stessi, quali: capacità nella ricerca di relazioni sinergiche e
propositive, creazione di reti di rapporti all’esterno, lavoro all’interno di
un gruppo, capacità di mirare e mantenere gli obiettivi con una buona
dose di creatività;
 competenze dinamiche
o importanti per muoversi verso il miglioramento e l’accrescimento della
propria professionalità, quali: competitività come forza di stimolo al saper
fare di più e meglio, gestione e valorizzazione del tempo di lavoro,
ottimizzazione delle proprie risorse.
Le competenze e le professionalità acquisibili dai volontari durante l’espletamento del
Servizio saranno validate e, nel rispetto delle normative e delle differenti procedure
15
regionali, certificate dall’ Ente no-profit di formazione OPES Formazione (C.F.
01579310507) ai fini dell’arricchimento curriculum vitae. (Si veda accordo allegato)
Formazione generale dei volontari
Sede di realizzazione:
Sede di realizzazione del progetto e/o sede territoriale ADOC
Modalità di attuazione:
In proprio, presso le sedi indicate al precedente punto 29, con formatori ADOC.
La formazione sarà realizzata attraverso i formatori dell’Ente. I formatori locali, per
l’affiancamento dei volontari, saranno istruiti con lezioni frontali del servizio di
formazione dell’Adoc, specificatamente costituito per la gestione e il potenziamento del
progetto. L’intero progetto formativo sarà basato su materiale didattico, dispense e
formatori forniti dall’Adoc Nazionale.
Role-play e simulazioni saranno gestiti da formatori esperti in comunicazione.
Le aule saranno fornite di postazioni didattiche, un tavolo per lavoro di gruppo, una
lavagna, un personal computer con schermo per proiezione di slide e, ove disponibile, di
un video-proiettore.
Si prevede la raccolta di singoli moduli formativi su supporti audio-video e l’invio degli
stessi presso le sedi di attuazione del progetto per utilizzarli come materiale didattico e
autodidattico di supporto.
ADOC si riserva di avvalersi anche di esperti che affianchino i propri formatori, secondo
quanto contemplato dal paragrafo 2 delle “Linee guida per la formazione generale dei
giovani in servizio civile nazionale” emanate il 19 luglio 2013.
Tecniche e metodologie di realizzazione previste:
ADOC sostiene la necessità di mettere in campo, sul piano metodologico, risorse
formative centrate sull’attivazione dei volontari, in grado di assicurare loro una
corresponsabilità nelle modalità e nelle forme del proprio apprendimento, all’interno di
ambienti e approcci didattici volti appunto a fare leva sul personale contributo di ogni
volontario.
La formazione sarà di tipo blended, che alterni i differenti setting formativi messi a
disposizione nelle “Linee guida per la formazione generale dei giovani in servizio civile
nazionale”.
Nello specifico si utilizzerà:
 formazione in aula, eventualmente avvalendosi di esperti delle varie
materie trattate per 13 ore complessive;
 formazione dinamica in role playing, outdoor training, wrap around su:
team building, team work, problem solving, comunicazione attiva e per le
attività collaborative per 18 ore complessive;
 e-learning per 14 ore complessive.
Contenuti della formazione:
I contenuti della formazione erogata sono suddivisi in 14 moduli formativi sui seguenti
argomenti:
16
1. valori e identità del SCN: identità del gruppo in formazione;
2. dall'obiezione di coscienza al servizio civile nazionale evoluzione storica, affinità e
differenze tra le due realtà. Approfondimento su Don Lorenzo Milani;
3. il dovere di difesa della patria;
4. la difesa civile non armata e non violenta;
5. normativa vigente e carta di impegno etico del SCN;
6. formazione civica e forme di cittadinanza;
7. la protezione civile;
8. la rappresentanza dei volontari in Servizio Civile Nazionale;
9. presentazione dell’ente e delle associazioni dei consumatori;
10. lavoro per progetti;
11. l’organizzazione del servizio civile e le sue figure;
12. disciplina dei rapporti tra enti e volontari del servizio civile nazionale;
13. comunicazione interpersonale e gestione dei conflitti;
Durata:
45 ore (Tutte le ore di formazione saranno erogate entro il 180° giorno dall’avvio del
progetto)
Formazione specifica (relativa al singolo progetto) dei volontari
Sede di realizzazione:
Sede di realizzazione del progetto e/o sede territoriale ADOC
Modalità di attuazione:
In proprio, presso l’ente con formatori propri o messi a disposizione da ADOC
Tecniche e metodologie di realizzazione previste:
L’impianto metodologico è, anche nel caso del corso di formazione specifica, “blended”.
Come già esplicitato al punto 32, per formazione blended ADOC intende una modalità
“mista” di allestimento didattico: parte delle attività vengono svolte in presenza, parte a
distanza all’interno di un ambiente dedicato (le cosiddette piattaforme), con entrambi i
momenti funzionali al perseguimento di obiettivi formativi coerenti con la più generale
impostazione costruttivista.
Nella nostra formazione blended riteniamo centrale la riconfigurazione del ruolo e della
responsabilità del docente: la natura comunicativa dell’allestimento didattico, garantita
dall’intervento di costruzione del patto formativo in presenza, dai thread del forum, dalle
sessioni in chat, dallo scambio di risorse ipermediali e di materiali didattici, dagli
approfondimenti in gruppo in aula, favorisce una relazionalità più orizzontale, tra pari,
rispetto alla tradizionale relazione verticale tra docente e allievo.
Il docente non si colloca più al centro dell’azione di insegnamento, ma ai bordi del
processo di apprendimento, in cui l’attore principale diventa la comunità dei partecipanti
che lo alimentano e gli danno vita. In tal senso, la valorizzazione dello scambio
comunicativo nella fase “a distanza” non gioca un ruolo fattivo solo sul piano cognitivo,
ma anche su quello relazionale.
A dispetto di molti pregiudizi, infatti, il non verbale e il paraverbale nell’e-learning, lungi
dall’essere assenti, sono sublimati nello spasmodico ricorso ai messaggi di esplicitazione
delle dinamiche relazionali presenti nella comunità di apprendimento, alla complicità
affettiva che accompagna le attività di lavoro, all’uso cognitivamente ed emotivamente
17
intrigante degli emoticons: la presunta freddezza della formazione a distanza viene
sconfessata in Rete dal moltiplicarsi di fenomeni di apertura comunicativa intima, basati
sull’espressione e dichiarazione delle proprie emozioni. È come se l’assenza del
linguaggio corporeo producesse un innalzamento del livello di ascolto interno delle
emozioni e una loro relativa attività di cosciente esplicitazione verbale. Siamo in tal senso
convinti che la possibilità del “fare significato” assuma dignità e senso alla luce della
forza relazionale del gruppo in apprendimento.
L’emozione condivisa di cercare un canale comunicativo profondo che sia efficace
nonostante la mediazione del medium PC, la volontà di lavorare insieme per un obiettivo
chiaro e accomunante, la ricerca di difficili equilibri tra le differenze individuali,
emergenti nel gruppo, pongono inevitabilmente il focus sul terreno dell’attitudine alla
costruzione
condivisa della relazione, prima ancora che su quello della costruzione condivisa della
conoscenza. In questo senso parliamo di “apprendimento significativo” e di promozione
della motivazione quale leva virtuosa di questo processo ricorsivo.
La formazione specifica sarà erogata in modalità blended per 75 ore complessive, di cui
20 in presenza e 55 in e-learning.
Per ciò che riguarda la parte in presenza, il docente terrà un primo approfondimento
all’inizio della formazione specifica (prima dell’inizio del corso e-learning), dedicato ai
contenuti specifici caratterizzanti il progetto. Successivamente, durante lo svolgimento del
corso e-learning e alla fine dello stesso, il docente terrà due sessioni - informativa e
formativa specifica - inerenti la salute e sicurezza sul lavoro.
La piattaforma scelta da ADOC per l’erogazione dei corsi è MOODLE, la scelta è dovuta
sia a ragioni tecniche (MOODLE consente di fruire dei contenuti dei corsi in maniera
flessibile e adattabile al singolo volontario, personalizzandone l’apprendimento, ma allo
stesso tempo permette agli utenti di comunicare e collaborare in uno spazio comune e
condiviso) che a ragioni etiche (la scelta del software libero è una conseguenza diretta dei
valori di condivisione del sapere e della conoscenza impliciti nell’idea di volontariato).
Ad ogni volontario verrà fornito un nome utente e una password che gli permetterà di
accedere alla piattaforma e di: consultare i contenuti del corso (potrà anche scaricarli sul
proprio computer o stamparli, in questo modo non dovrà per forza essere collegato per
poter fruire del corso), realizzare gli esercizi previsti (questionari per l'auto-valutazione
degli apprendimenti e brevi riflessioni su temi specifichi), usare gli strumenti di
interazione presenti nella piattaforma (chat, forum, wiki, eccetera).
Le attività svolte sulla piattaforma dall’utente verranno regolarmente registrate, i dati di
accesso (log) sono a disposizione dell’utente stesso ma anche dei formatore/tutor, che
potrà così intervenire tempestivamente in caso di ritardi consistenti rispetto al percorso di
formazione previsto. I log, dei singoli utenti e delle classi, verranno poi utilizzati per una
valutazione complessiva del percorso di formazione realizzato online.
Alle più moderne tecnologie informatiche e alla qualità dei contenuti, si affiancano le più
efficaci metodologie dell’apprendimento: i materiali formativi sono strutturati e suddivisi
in maniera tale da promuovere l’apprendimento rispettando i principi dell’ergonomia
cognitiva e della personalizzazione di formazione ad elevata qualità.
Per ADOC, l’idea stessa di formazione di un volontario si lega inscindibilmente con l’idea
di metacompetenza, in quanto “capacità, propria di ogni individuo, di adattarsi e
riadattarsi alle dinamiche evolutive del suo sistema ambientale e relazionale di
riferimento”.
Parallelamente alle attività di autoistruzione realizzate tramite piattaforma i Volontari
parteciperanno a discussioni di gruppo tramite gli strumenti di interazione della
18
piattaforma. Scopo dell’e-learning infatti non è solo quello di raggiungere gli obiettivi
formativi indicati nei Moduli didattici ma anche di creare una comunità di apprendimento
che si confronti e discuta sui temi del percorso formativo proposto e sugli obiettivi
previsti dal progetto in cui sono inseriti i Volontari.
Contenuti della formazione:
Argomenti della formazione specifica:
In aula:
I APPROFONDIMENTO:
Modulo I: Caserta e gli anziani: elementi di contesto; il sistema delle azioni a sostegno
della terza età nel comune e nei comuni limitrofi; Gli sportelli informa: l’importanza di
diffondere notizie utili all’orientamento dei soggetti anziani in condizioni di difficoltà;
Durata 20 ore
Modulo II: L’informazione ai cittadini: attività di orientamento e di ricerca; Metodologie
di gestione del servizio informativo: educazione all’autonomia culturale; Durata 20 ore
II APPROFONDIMENTO:
Modulo III: Informazione ai volontari (conforme al D.Lgs 81/08 art. 36). Durata: 5 ore
 Rischi per la salute e sicurezza sul lavoro
 Procedure di primo soccorso, lotta antincendio, procedure di emergenza
 Organigramma della sicurezza
 Misure di prevenzione adottate
Modulo IV: Formazione sui rischi specifici (conforme al D.Lgs 81/08 art. 37, comma 1,
lett.b e accordo Stato/Regioni del 21 Dicembre 2011). Durata: 5 ore
 Rischi derivanti dall’ambiente di lavoro
 Rischi meccanici ed elettrici generali
 Rischio biologico, chimico e fisico
 Rischio videoterminale
 Movimentazione manuale dei carichi
 Altri Rischi
 Dispositivi di Protezione Individuale
 Stress lavoro correlato
 Segnaletica di emergenza
 Incidenti ed infortuni mancati
Corso e-learning:
Diritti dei consumatori
• Com-sumo il ruolo del consumatore nella società della comunicazione
• Il mercato e la tutela del consumatore
• I diritti dei consumatori dalle leggi all’effettività
Educazione e promozione culturale
• Gli sportelli Informa: requisiti, funzioni ed obiettivi
• La condizione degli anziani
• I nuovi analfabetismi
• Relazioni con l’utenza
• Composizione dei servizi
• Il sistema di erogazione
• L’ambiente di erogazione
• Approfondimento sugli strumenti giuridici di tutela dei diritti del cittadino
19
•
•
•
•
La ricerca in campo socio- assistenziale
La valutazione della qualità dei servizi
Comunicazione interpersonale
Ascolto attivo
Contenuti della metaformazione:
Il modello formativo proposto, caratterizzato da un approccio didattico di tipo
costruttivista in cui il discente “costruisce” il proprio sapere, permette di acquisire un set
di meta-competenze quali:



capacità di analisi e sintesi
abilità comunicative legate alla comunicazione on line
abitudine al confronto e alla discussione
L'uso di una piattaforma FAD inoltre consente inoltre, indipendentemente dagli argomenti
della formazione specifica, l'acquisizione di una serie di competenze informatiche di base
legate all'uso delle TIC e di Internet.
Durata:
75 ore
20
Scarica

scheda progetto per l`impiego di volontari in servizio civile in