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Anno XXI, num. 102.
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ID<>14111EINIC.A._
ABBUONAIVIENTI:
PUBBLICAZIONE:
Nei giorni di GIOVED1 e DOMENICA.
Anno, 1.. 10. ;Semestre, I.. 5. Trin.e,ir I
(Con aumento delle spe:, post,.,..1,
,
Un numero, centesimi IO.
Nel corpo del giornale. cela. 50 per lineii
Nella 'fipogratia Vannucchi. via del Monte, 12, Pisa.
AVVERTENZE:
NOTIZIARIO
— Le potenze fecero un passo collettivo
presso il governo bulgaro, affinchè accetti le
decisioni della commissione militare.
Si seppe con sorpresa che, secondo un
dispaccio da Vienna, è stata fissata la partenza degli addetti militari avanti che la Bulgaria abbia dato una risposta. Tutto però fa
credere che la risposta della Bulgaria sarà
conforme alle intenzioni già note, che, cioè,
il governo bulgaro considera come condizione
formale che i serbi sgomberino anzitutto dal
territorio di Viddino.
— Il Times ha da Costantinopoli :
Comincia a prevalere l'opinione che i veri
interessi del paese sieno meglio assicurati
dalla politica consigliata dall' Inghilterra, e ne
seguirà la convinzione che l' unione bulgara
sotto il principe Alessandro sarebbe meglio
di una assoluta unione sotto un governatore
meno inclinato a servire agli interessi turchi
e bulgari e pur disposto a fare il giuoco della
Russia, la cui mira ultima è lo sfacelo totale
dell' impero ottomano.
— 11 contegno della Grecia è considerato
ora la più seria difficoltà nella presente situazione.
Secondo notizie da Costantinopoli il bcroverno greco avrebbe fatto delle pratiche presso
i governi inglese e francese per scandagliare
il terreno circa la possibilità di un arbitrato
che risolva la questione greco-turca.
— Secondo il Varsavski Dnevnik si è
costituito in Bosnia un comitato segreto composto di serbi e di maomettani, che ha lo
scopo di agitare il paese e di protestare
presso le potenze contro l'occupazione definitiva della Bosnia e dell' Erzegovina da parte
dell'Austria, e di chiedere che venga restituita al paese la libertà garantita dal trattato
di Santo Stefano.
Il comitato si propone inoltre di dimostrare gli errori dell'attuale amministrazione,
e di rilevare. i danni sofferti dal commercio
APPENDICE
15.
UN VEGLIONE ALLA SCALA
Bozzetto di AUGUSTO TURRONI.
Il suo animo era vinto ; il destino serbato
alla contessa ove una divisione avesse avuto
luogo, scosse le sue risoluzioni, e la mia causa
poteva dirsi vinta; non restava che mostrare
la lettera e la vittoria era certa.
Ma la difficoltà consisteva appunto nel
sapergliela mostrare. Il conte non era un
uomo da prendersi a gabbo: di sagace intendimento egli discerneva a colpo d'occhio ove
si nascondeva r inganno e ove la verità; se.
pertanto il mio artificio non fosse riuscito, io
giuocava una pessima carta, e non solo per
Guido e Virginia ma sì anco per me che non
avrei saputo trovare modo a sostenere il giusto
suo sdegno.
Ad ogni evento, faceva d' uopo profittare
dello stato in cui si trovava il conte, e del
tumulto degli affetti da cui era agitato.
— Ebbene ripresi alzandomi dalla poltrona
e avvicinandomi verso la pelliccia, chi sa che
io non possa darvene le prove.
•
INSERZIONI:
DIREZIONE:
L'Amministrazione, F.11i Vannucchi. risponde dei
soli incassi di cui ha emesso ricevuta.
I manoscritti lion si restituiscono.
Le lettere non affrancate si respingono.
20 dicembre 1885.
GIORNALE POLITICO-AMMINISTRATIVO
UFFICIALE PER GLI ATTI DEL CONSIGLIO PROVINCIALE
e dall'industria del paese, e gli abusi delle
autorità, che lascia ai gesuiti, introdottisi nel
paese, largo campo di attività politica, e impone la lingua tedesca negli uffici pubblici e
nelle scuole.
Il comitato rileverebbe inoltre il peso delle
imposte in quei paesi poveri.
— Tisza, e i ministri della finanza e del
commercio, sono giunti a Vienna per le trattative sulla rinnovazione della convenzione fra
le due parti della monarchia.
Le deliberazioni che si prenderanno verranno presentate a primavera in parlamento.
— Tutte le notizie giunte in questi giorni
da Londra affermano che lord Salisbury resterà alla direzione degli affari, malgrado il
risultato delle elezioni.
Il ministro inglese, in una riunione avrebbe confermato puramente e semplicemente
questa decisione.
L' Observer dice che furono scambiate comunicazioni la scorsa settimana fra Gladstone
e Partici], in vista di un'azione comune nella
prossima sessione.
Lo stesso giornale aggiunge che Gladstone,
Chamberlain e Harcourt sono partigiani di un
accordo col partito nazionalista irlandese; ma
che non v'è nulla di definitivamente concluso
su tal soggetto.
I liberali moderati, dice l' Observer, sono
tutti contrari a una coalizione dei liberali e
dei parnellisti.
I liberali intanto non si mostrano punto
ansiosi di riacquistare il potere. Il discorso
di Dilke a Clielsea, ce ne dà una nuova
prova.
Ch' essi tentino di venire ad un accomodamento coi parnellisti è fuor di dubbio, ma
lo stesso scopo s i propongono anche i conservatori. Donde una rivalità di cui Parnell
dev'essere estremamente lusingato.
Essendovi in tali tentativi di accordo un
pericolo di impopolarità, i due partiti, a quanto
pare, agiscono con molta prudenza, e intanto
si scambiano reciprocamente l'accusa di capitolare dinanz i ai nemici dell'Inghilterra.
— In qual modo gridò il conte tenendomi
dietro.
— Il modo? soggiunsi con una certa peritanza, e fingendo cercare nella pelliccia, non
sarebbe forse il più delicato, ma se io non
m' inganno sarebbe il più sicuro.
Il mio interlocutore sembrava divorarmi
coll'occhio, che a vicenda volgeva e sul mio
viso e sulle tasche ove ponevo la mano quasi
cercando indovinare che cosa pensavo di fare;
quando avendo scorto un lembo della lettera
che io ad arte procurai fargli travedere -esclamò:
— Una lettera? ho inteso: una lettera che
quella sciagurata indirizzava al suo amante,
a me, a me quel foglio, e che io vegga. .
— Un momento sig. conte, interruppi gravemente; si una lettera, ma io non so chi la
scrive, a chi è diretta, e che cosa contenga, per
la semplice ragione che fin qui non mi credetti autorizzato trarla dalla sua tasca.
— E come dunque si trova là entro ?
— È facile comprenderlo, risposi ; questa
notte Guido non dovevà esser troppo presente
a se stesso e dimenticò nel palco la sua pelliccia; tornando in casa io, per errore la portai nieco, e gittatidola sopra al divano, ne vidi
uscire questa lettera piegata in due: l'eleganza
È notevole fra tutte le manifestazioni avvenute in questi ultimi giorni su tale soggetto in Inghilterra, una lettera di Herbert
Gladstone a un giornale in cui dice
« Se cinque sesti degli irlandesi desiderano di avere un parlamento a Dublino, per
trattarvi i loro affari, in nome della giustizia
e della saggezza, concediamolo loro ».
Forse la lettera è apocrifa; in ogni caso
è difficile che i liberali si spingano nelle loro
concessioni fino a questo punto.
Apocrifa, o no, il Times in un articolo
segnalato dal telegrafo, si occupa della stessa
questione.
-- Il re Ferdinando di Portogallo, di cui
il telegrafo ci annunzia la morte, era nato il
29 ottobre 1816 ed era cugino dell'attuale
duca di Sassonia Coburgo Gotha. Fu maritato
per procura il l° gennaio, in persona il 9
aprile 1836 a donna Maria di Gloria, regina
di Portogallo. Rimase vedovo il 15 novembre
1853. Ricevette il titolo di re il 16 settembre 1837 e fu reggente durante la minorità
di suo figlio, il fu re Pietro V (riconosciuto
come tale dalle camere del regno il 19 dicembre 1853) fino al 16 settembre 1855.
Sposò in seconde nozze il 1° giugno 1869
Elisa d' Edla, nata Hensler.
NOTIZIE iXRLAIENTAR1
La camera dei deputati terminò nella seduta di mercoledì lo svolgimento degli ordini
del giorno presentati nella discussione der
progetto di legge per la perequazione fondiaria.
Indi l'on. Minghetti, presidente della commissione, rispose alle principali obiezioni mosse
contro il progetto stesso.
— Nella seduta di giovedì la camera si
ricusò di prendere atto delle dimissioni da
deputato dell'on. Berlo, che ritiravasi per dissidi manifestatisi fra esso e i suoi elettori.
L'ori. presidente diede lettura di un nuovo
ordine del giorno degli on. Cairoli e Crispi,
presentato in nome degli oppositori del prodell ebusta, il profumo che emanava e il non
esser diretta ad alcuno me la fecero supporre
un biglietto amoroso, e pensai potesse essere
o di lui o della contessa, ma curiosità non
mi trasse a leggerla, e la riposi d'onde era
uscita : ora potete ben comprendere in quali
termini mi trovi fra il desiderio cioè di rendervi la pace dell' animo, e il timore di abusarmi indegnamente della mia posizione e
violare il segreto di un amico.
— Cotesti scrupoli non mi tormentano,
esclamò il conte esaltandosi, date, date a me
quella lettera, essa è disuggellata.
— A voi ? climandai ; spero bene che mi
lascerete almeno il diritto di leggerla prima
io. E se non fosse ciò che noi crediamo ? Ciò
detto trasse il foglio dalla busta, e spiegatolo,
mostrai di leggerlo.
fl conte ficcò avidamente il suo sguardo
nello scritto, e per quanto io cercassi sottrarmi
alla sua petulanza egli potè riconoscerlo poichè
esclamò: E lui, l' infame, che scrive. Ma come
mai nelle tasche della sua pelliccia ? soggiunse
tosto; questa lettera doveva trovarsi presso
di lei.
La riflessione era giusta, ma io l'attendeva
e ripresi:
-- Oh ! nulla di più naturale ! questo biglietto è stato recapitato ben tardi, e la con.
spi-
zio dì linea.
Dopo la firma del gerente, cent. 25 cs.
Annunzi commerciali, industriali ec., per lo primi"
pubblicazione, 5 centesimi ogni centimetro quadrato; per le ristampe successive, non interrotte, si fanno alintionainenti.
getto ministeriale por la perequazione fondiaVia: l'on. Depretis espose gli intendimenti del
governo Stillo varie proposte.
La camera, affollatissima di deputati, era
molto agitata; fu posto ai voto per appello
nominale l'ordine del giorno imro e semplice
proposto dalla commissione ; e su quello si
raccolsero 276 voti favorevoli ; 168 voti furono i contrari, a 6 giunsero le astensioni.
— La camera sospese nella seduta di venerdì la discussione del progetto sull' ordinamento dell'imposta fondiaria, per dare la precedenza a progetti che portando una decadenza
di termine dovevano essere discussi prima
della fine di quest'anno.
Furono votati ed approvati a scrutinio
segreto i seguenti progetti: consorzi d' irrigazione; garanzia del prestito egiziano; convenzione col Siam ; trattato colla Corea ; protezione dei cavi sottomarini ; proroga della
convenzione marittima colla Francia.
La camera discuteva nella seduta di sabato la convenzione monetaria, per riprendere
successivamente lo sviluppo delle interpellanze
al ministro dell' istruzione pubblica.
11 bilancio della marina
La spesa che si propone per il bilancio
della marina nel nuovo esercizio finanziario
supera di lire i ,840,_37p4 V
bilancio di quest'anno.
Detraendo le partite di giro, e le somme
che figurano nel movimento dei capitali, la
vera spesa pel 1886 -87 ascenderebbe a lire
76,048,153, 40.
Figurano, fra gli altri aumenti, lire 60
mila per le navi in armamento, in riserva,
in disponibilità e in allestimento; lire 71,737
per lo stato maggiore generale della regia
marina ; lire 45,594 per il corpo del genio
navale; lire 442,000 per il corpo reali equipaggi ; lire 319,505, 90 per i viveri.
Vi sono poi in aumento lire 224 mila per
i noli, i trasporti e gli alimenti, lire 700 mila
tessa, solo intenta ad acconciarsi pel veglione,
nella ristrettezza del tempo, non ha pensato
a lacerarlo, o ha meglio creduto non farlo, e
restituirlo a chi l'aveva scritto.; è sempre un
pensiero di meno, e una .garanzia di più. Intanto leggete, ripresi dolcemente stendendogli
come in atto di trionfo la lettera, leggete, ripetei.
Il conte avido di legger quello scritto, e
vinto, forse, dalla evidenza delle cose, non si
fermò troppo a indagare la validità del mio
argomento; quindi prendere il foglio, divorarlo
coll'occhio, balenare nel suo ciglio un lampo
di suprema speranza, afferrare il cappello e.
sparire, fu l'opera di un secondo. Io rimasi
solo e per un momento quasi stupefatto. La
contessa era salva.
Tornando a sedere però una domanda mi
sorse naturale; la mia azione era ella lodevole
o degna di biasimo ?
Non era facile rispondervi, ma io pwai,
che la quiete, e la pace di una famiglia, l'e.
ducazione dei figli, la reputazione di una donna
e la felicità di un uomo, meritano pure qualche riguardo, e che dopo tutto ove un inganno
possa rendere la tranqnillità dell'animo, o salvare dall'estrema mina, io credo possa, anzi
debba adoperarsi senza rimorso.
(continua).
•
per i materiali occorrenti alla manutenzione
del naviglio, lire 800 mila per la mano d'opera
della stessa manutenzione.
Alla riproduzione del naviglio sono destinati 2 milioni di più, e alle armi subacquee
e portatili lire 1,400,000 in più.
A compensare gran parte di questi aumenti
si oppone la diminuzione di 5 milioni e mezzo
nella parte straordinaria del bilancio.
NOTIZIE AGRICOLE
Le campagne.
Il sereno ed il freddo desiderato tanto dai
campagnuoli per ultimare i lavori e per asciugare le campagne troppo imbevute dalle pioggie, è arrivato e con tale intensità che si può
dire « troppa grazia ». Il freddo e la neve
sono stati, si può (lire da per tutto. Perfino
a Napoli nevicò.
Questo freddo deve aver giovato a distruggere i moltissimi insetti che tanto danno arrecano alle campagne, ma le ripetute gelate,
avvenute hanno recato molti danni alle piante,
specie negli agrumi. Fortuna a chi era stato
diligente di metterli al coperto. Gli eucalyptus
in quest' anno sono stati davvero alla prova
della gelata! Più tardi conteremo gli estinti.
I frumenti sono generalmente belli, meno in
qualche regione, come nell'Emilia, ove soffrirono per soverchia umidità.
Sale pastorizio.
11 ministro di agricoltura, a fine di favorire la pratica d'infossare i foraggi per l'alimentazione del bestiame nella stagione invernale, ha intrapreso le opportuno pratiche col
ministero delle finanze per ottenere agevolezze circa la vendita del sale pastorizio,
mescolarsi nelle volute proporzioni ai foraggi
stessi.
Il ministero delle finanze ha deciso di accordare al solito prezzo detto sale per si utile
scopo, qualora la richiesta sia subordinata al
numero ed alla qualità del bestiame posseduto dal richiedente, giusta quanto prescrive
il regolamento sulle privative.
Campagna serica del 1885.
Il bollettino di notizie agrarie (lei ministero di agricoltura pubblicato in questa settimana, contiene le notizie approssimativamente della campagna serica del 1885, per
circondari o distretti e provincie, per provincie
e regioni agrarie, per regioni agrarie e pel
regno, non che il riassunto delle campagne
seriche dal 1880 al 1885.
Nella campagna di quest'anno furono messe
all'incubazione num. 1,233,036 onde di seme
bachi sia di razze indigene che di quella giapponese originaria e riprodotta. Si ebbero bozzoli in chil. 32,266,017 quindi prodotto medio
di chil. 26,17 per oncia.
Nella provincia romana furono messe al
covo oncie 1696 e si ebbe un prodotto di
bozzoli in chil. 72,352. Mentre quindi l'industria accenna a svilupparsi è mestieri dare
alla medesima quegli aiuti che le sono indispensabili, come, per esempio, il soffocatoio.
Gli allevatori di bestiame a Firenze.
Il giorno 20 corrente s' inaugurerà a Firenze il secondo congresso degli allevatori di
bestiame della regione toscana. Il comitato
del congresso è presieduto dal marchese Ridolfi ed i temi che saranno discussi riguardano i sistemi di allevamento e di alimentazione del bestiame.
CORRIERE SCIENTIFICO
La memoria nei pesci.
Uno scienziato tedesco, il dott. Amstberg,
ha fatto ultimamente delle prove per riconoscere se i pesci siano dotati di memoria.
Egli prese un grosso luccio, che nel suo
aquario divorava tutti i pesci piccini e lo
isolò mediante una lastra di vetro.
tAMq..%
Il luccio, ogni volta che voleva avventarsi
ad uno dei pesciolini, dava di cozzo con la
testa contro quella lastra, e spesso così fortemente da restare sbalordito a ventre in su
come se fosse morto. Riavutosi, tentò la prova
ulteriormente a varie riprese ; ina sempre più
di rado sinché dopo tre mesi desistette affatto.
Trascorsi sei mesi il dottor Amstberg tolse
dall' aquario la lastra di vetro, di modo che
il laccio poteva circolarvi liberamente e accostare i pesciolini, che prima erano suo quotidiano e prediletto nutrimento; ma li evitava
con la massima cura e si contentava di mangiare i pezzettini di carne che gli venivano
gettati.
Se, tuttavia, s'introduceva nell'aquario un
nuovo pesciolino, esso subito lo ghermiva e
lo divorava.
Il che sta a dimostrare come man mano
avesse imparato a conoscere a uno a uno
tutti i pesci che stavano con lui nell'aquario
e a rispettarli, in causa del dolore sofferto
ogni volta che aveva cercato di addentarli e
del quale serbava il ricordo.
L' ITALIA IN AFRICA
Sebastiano Martini, uno dei più prodi e
più colti fra i nostri viaggiatori, ha pubblicato ora un volume che ha questo titolo :
Ricordi di escursioni in Africa.
•
Il volume è pieno di particolari interessanti. Per noi però è importante un aneddoto,
per narrare il quale cediamo la parola al viaggiatore Sebastiano Martini che ne fu il protagonista:
« Ed ecco quanto mi accadde sperimentare
alla córte del re dello Scioa nel mio ultimo
viaggio.
« Al mio arrivo, dopo i saluti e le solite
cerimonie, mi diresse la seguente domanda
« Hai riportato il tuo fucile inglese ? » alla
mia replica che no, rispose freddamente « Hai
fatto male, perché lo volevo ».
« Senza metter :tempo in mezzo, ordina
che gli siano portate tutte le casse che avevo.
« Ad una ad una le apre, ne esamina il
contenuto, prende da ciascuna ciò che gli aggrada e lascia che i suoi cortigiani si impadroniscano di molti oggetti.
« Per parte mia, oltre avergli consegnato
un trattato d'amicizia e commercio, il primo
che sia stato stipulato fra l' Italia e lo Scioa,
e che con non poca fatica dal mio governo
avevo ottenuto, di più gli portai i doni seguenti, quasi a ricambio di altri doni che
Menelick mi aveva già incaricato di presentare al re d' Italia e al papa ».
E qui seguita una lunga enurnerazione di
regali presentati all'africana maestà: una corona tempestata di brillanti, dei cannoni, duecento carabine, venticinque metri di stoffa
finissima, una barca, dei cannocchiali, delle
fotografie.
Ma, prosegue il Martini
« Tutto ciò non gli basta: vuoi vedere le
mie armi ; mi prende una carabina Henry
Martini, esige le due della società geografica.
« Una cassa contenente arnesi da fabbro
e falegname, di mia proprietà, se la prende •
com pleta.
« Decima le nostre munizioni e medicine:
esige un revolver ed alcune buffetterie della
società geografica.
« L'Antinori si ritirò dicendo di non voler
assistere a quella ruberia, ed io, per quanto
mi dia tutta la cura di sorvegliare, non posso
impedire, che molti oggetti spariscano.
« Non gli basta : vuole ancora il mio man•
tello di panno, e mentre io protesto e dichiaro
che non posso farne a meno, mi licenzia con
mala grazia Mi spedisce generali, dragomanni
e cortigiani ad ogni momento per aver il
mantello.
« 11 suo segretario mi scrive se non aveva
vergogna di rifiutare al re il mantello, eec.
< Finalmente, vedendo la mala parata,
gliene mando la metà, cioè la mantellina ...».
Il racconto delle depredazioni subite non
finisce qui: il viaggiatore italiano dovè lasciarsi
rubare tutto, sino all'ultimo oggetto di qualche
valore, da quel sovrano con cui l' Italia. prima
fra tutte le nazioni d' Europa, aveva concluso
un trattato.
Perché così sono fatti quei monarchi africani dei quali i nostri ministri degli esteri
vantano, di tanto in tanto, l'amicizia e la protezione; quando ci sono avversari, ammazzano,
qualche volta, i viaggiatori italiani ; quando ci
sono alleati, li derubano sempre.
ti tesoro del sultano
Il signor J. C. Robinson ha avuto il permesso dal sultano di visitare il tesoro, nel
serraglio vecchio, e manda al Times la descrizione di quante meraviglie ha veduto. Egli
comincia col parlare del serraglio vecchio e
dice che all'aspetto esterno nulla presenta
di interessante, e su questo possiamo anche
noi suffragare la sua affermazione con la nostra testimonianza. A. chi, passata la punta
di Santo Stefano, viene verso il Corno d'oro,
nulla fa sospettare che quel fabbricato basso,
con finestre a griglie, circondato da un muro
di aspetto poco formidabile, sia il vero serraglio, quello famoso di cui da tanto tempo
si parla. Il serraglio nuovo è dalla parte del
Bosforo.
Il fabbricato dove è collocato il tesoro, è
una specie di loggia o corridoio di fronte. Le
armi sono conservate in armadi a invetriate,
tua si stenta assai a vederle, perchè i vetri
somigliano a bottiglie di vino vecchio, tanto
sono sudici. Probabilmente, non sono stati
mai puliti dacchè vennero collocati al posto.
Le armi sono quasi tutte di stile orientale,
e molte antiche e di carattere storico. Ce
ne sono di ogni fatta: offensive e difensive,
da taglio e da fuoco, adorne di oro e di argento e anche di pietre preziose.
Un alto ufficiale, custode del tesoro imperiale, e uno stuolo di non meno di trenta
sotto-ufficiali e servi erano schierati presso
l' uscio.
Quando si trattò di passare noli' altre
stanze venne portato uno scrignetto di velluto verde e ne furono tolte chiavi enormi, ed
esaminatele, si aprì la porta di legno dietro
la quale apparve una vera barriera di ferro,
con un numero infinito di chiavistelli e spranghe.
Aperti tutti questi vari serramenti, il sia
nor
Robinson si trovò davanti tre stanze di
n
infilata, nelle quali . è disposte la preziosa
collezione. Fra tutte, la prima stanza è la più
ricca. L'oggetto che più colpisce è un gran
trono o divano d'oro massiccio, situato nel
centro della stanza. Rubini, perle, smeraldi a
migliaia ne coprono l' intera superficie a guisa
di mosaico. Questa è una spoglia di guerra
presa a un re di Persia. Poi c'è un altro
trono, meno prezioso, ma d più artistico, opera
d'arte turca, della seconda metà del secolo
deci mosesto
Questo trono è alto tre metri, è di legno
prezioso, incrostato di tartaruga, madreperla
e oro, e anche questo adorno di gemme. Poi
si vedono armi, specialmente scimitarre, nelle
quali gli infiniti diamanti non lasciano vedere l'oro. C'è un boccale d'oro massiccio,
tempestato di diamanti, che il sig. Robinson
calcola a 2000. E poi, tanti altri oggetti del
genere più disparato, che il visitatore ne ebbe
la testa confusa. Ci sono manoscritti, spoglie
conquistate a Mattia Corvino, e ai Paleologhi.
Nel secondo ambiente si ammira una collezione di vesti di gala di tutti i sultani della
Turchia, da Mahomed 11 (1 453) fino a Mahmoud, morto nel 1839. Queste vesti sono disposte su portapanni. I turbanti, con pennacchi di diamanti, sono posati sulle spalle.
Magnifiche daghe sono infilate nelle cintole.
Tutte queste armi sono altrettanti capolavori,
alcuni indiani o persiani, non indegni di Benvenuto Celliiii.
Il signor Robinson seguita ad enumerare
una quantità incredibile di oggetti preziosi ed
artistici, finalmente parla di due o tremila
manoscritti, una cinquantina dei quali appartengono alla libreria di Mattia Cervino.
.
Il Times, che tesse un articolo su questa
lettera, osserva che tutta questa roba, specialmente il trono d'oro, desterebbe cattivi
pensieri nei creditori della Turchia.
GIURISPRUDENZA
•— Il concordato è una transazione d'indole civile. — Secondo lo spirito del nuovo
codice di commercio, fatto palese massimamente dagli atti della commissione, il concordato è una transazione d' indole civile fra
il fallito ed i suoi creditori, onde quando sono
osservate le formalità di legge ed è intervenuto il legittimo consenso degli interessati,
il concordato deve stare e merita di essere
omologato, senza che possano ostarvi considerazioni di moralità desunte dalle circostanze
che precedettero, accompagnarono o susseguirono il fallimento. Potranno queste circostanze
per avventura influire ed essere apprezzate dal
tribunale per venire alla conclusione d'accordare o meno al fallito i benefici accennati
dall'art. 839 del cod. di comm., come pure
potranno a suo tempo essere vagliate in sede
penale, ma non potranno — ripetesi — impedire l'omologazione del concordato. (Sentenza
26 novembre 1885 del tribunale di commercio
di Milano).
— Nel deliberare sulla domanda dei creditori per la cancellazione dall'albo dei falliti
e per la revoca del fallimento, anche nei
rapporti del procedimento penale, fa d' uopo
aver riguardo alla natura (lei fatti che emergono dallo stesso procedimento penale ed al
modo con cui fu stabilito il concordato. (Sentenza 26 novembre 1885 del tribunale di
Monza).
111C111 MIE« <C» 17NEW _ANI.iIJ cL NIK
— Il consiglio comunale é convocatoadunanza per domani, lunedì,
onde proseguire nella trattativa degli
affari posti all' ordine del giorno.
— Il comizio agrario di Pisa ha
deliberato di tenere, domenica 27 corrente, nella sala del palazzo comunale
di Pisa, alle ore 10 antim., una adunanza nella quale verranno discussi e
formulati i voti da presentarsi al consiglio d'agricoltura.
I signori sindaci del circondario di
Pisa sono pregati a voler convocare,
qualora non l'abbiano già fatto, il comitato comiziale locale perchè discuta
i voti da p:.esentarsi nella detta adunanza. Alla quale i signori sindaci
sono caldamente pregati a voler intervenire ed a farvi intervenire pure
il rappresentante del comune.
LA PRESIDENZA.
— Dalla direzione delle regie poste
abbiamo ricevuto il seguente riassunto
delle operazioni delle casse postali di
risparmio a tutto il mese di ottobre
1885,
Libretti rimasti in corso in fine del mese
N. 1,167,557
precedente Libretti emessi nel mese di
19,721
ottobre
N. 1,187,278
9,902
Libretti estinti nel mese stesso » Rimanenza N. 1,177,376
Credito dei depositanti in fine del mese preL. 168,720,171,52
cedente Depositi del mese di ot
11,078,745,32
tobre
L. 179,798,916,84
10,770,998,25
Rimborsi del mese stesso » Rimanenza . . L. 169 027,918,59
;
STATO DEl.
Dicembre 16. Sereno.
Dicembre 17. Parzialmente coperto.
Dicembre 18. Sereno.
— Col primo del nuovo anno verrà
istituito un altro genere di cartoline
postali, cartoline-valori, che terranno
luogo di piccoli vaglia.
Saranno formate in quattro parti;
una per iscrivere, una per la ricevuta,
una per I ' ufficio mittente e altra
con cui dovrà riscuotere il destinatario.
Nel regio teatro nuovo, durante la stagione di carnevale 1885-86 si rappresenteranno due opere, prima I due Foscari, music,a
del maestro cav. Giuseppe Verdi : la seconda
è da destinarsi.
Compagnia di canto: prima donna soprano
assoluto Emilia Calderazzi. — Primo tenore assoluto Pio Facci. — Primo baritono
assoluto Angiolo Falciai. — Primo basso assoluto Tito Sacchetti.
Parti comprimarie: Lina Mazzoni — Na-
-4(
STATO
Dal (li I' al IO dicembre 1885 inclusive.
MATRIMONI
Monticelli Vincenzo con Adami Elisabetta,
ambedue celibi, di Pisa. — Moretti Lodovico
con Sodi Marianna, ambedue celibi, di S. Marco
alle Cappelle. — Mancini Vittorio con Carmassi Maria, ambedue celibi, di Pisa. — Bellandi Enrico con Lenzi Italia, ambedue celibi,
di S. Michele degli Scalzi. — Corsi Giuseppe
con Seppia A.Ibina, ambedue celibi di Pisa.
Ciampolini Raffaello con Micheletti Laura,
ambedue celibi, di S. Michele degli Scalzi.
poleone Valentini Remigio Filippi.
Maestro direttore e concertatore Enrico
Simi ; Maestro dei cori Torquato Giannetti ;
suggeritore Raffaello Bergamini.
Violino di spalla Luigi Quercioli; n. 50
professori d'orchestra — n. 32 coristi d'ambo
i sessi.
Banda sul' palco scenico diretta dal maestro A. Nuccorini.
Venerdì 25 corr. (salvo casi imprevisti)
prima rappresentazione.
MORTI
Cotogni Antonio, coniugato, di anni 72, di
Grasselli Pollonia. nubile, 15, di Pisa.
Pisa.
- Bertoncini nei Pardi Beatrice, 75, di Pisa.
— Stagi - Maria ved. Frateschi, 80 di Pisa. —
Chiarenti Elisabetta, nubile, 62, di Pisa. —
Giuntini nei Pellegrini Rosa, 58, di S. Stefano
extra moenia. — Franceschi Giovacchino, vedovo, 65, di Vecchiano. — Vannucci Giuseppe,
vedovo, 80, di Buti. — Belliconi Cleofe vedova Annucci, 75, di Pisa. — Sereni Alfredo,
9, di Pisa. — Morini Torquato, 13, di Pisa.
- Passot Orlando, coniugato, 30, di Pisa —
Metticucci Stefano, vedovo, 90, di Pisa. —
Barsotti Gervasio, coniugato, 44, di Pisa.
- Mariani nei Pozzolini Elettra, 21 di Pisa.
— Bigongiali Cesira, nubile, 24, di Putignano. — Geri Ferdinando, vedovo, 60, di
Cascina. — Lunghi Alarnanno, coniugato, 78,
di Pisa. — Renzoni Giulia, 14, di Pisa. —
Melani nei Bernardi Rosa, 29, di Pisa. — Ripoli nei Carle-si Flavia, 48 di Putignano. —
Fravolini Luigi, vedovo, 75, di Pisa. — Montecchi nei Giorgetti Caterina, 63, di Pisa.
Agonigi Francesco, vedovo, 78, di Pisa. —
Casini nei Batistoni Elvira, 30, di Pisa. —
Innocenti nei Malerbi Maria, 28, di Collesalvetti. — Antognoli Natale, coniugato, 57, di
Pisa. Matteoli nei Poletti Elettra, 42, di
Pisa. — Leogli Paolina, nubile, 21, di Putiguarì°. Sbrana Sabatino, vedovo, 70, di Pisa.
Più n. 14 al di sotto di 5 anni.
sig. Angiolo Salvadori; e che non pagando
il concessionario i canoni arretrati nel corrente mese, incorre nella decadenza; che l'asta
di primo incanto dei beni escussi a danno di
detto sig. Matteo Dell'Omodarme, è rinviata
al 30 dicembre corr.; occorrendo un secondo
e un terzo esperimento, questi avranno luogo
il 7 e 14 gennaio 1886.
— li sig. Cesare del fu Tommaso Bruschi
di Pontedera, rappresentato dall'avv. Andrea
Maglioli, ha fatto istanza al presidente del
tribunale civile di Pisa perchè nomini un
perito onde valuti uno stabile, posto in Pontedera, di proprietà del sig. Boldrini Agostino
fu Francesco.
— L'amministrazione della societz'l anonima del ponte sull'Amo presso la Botte,
rende noto che i sigg. Vincenzo, Torello, Fortunata, Iginia e Clarice Orsini vedova Nimmo
tutti come figli ed eredi del sig. Domenico
Orsini morto in Livorno il 15 agosto 1867,
e del loro fratello avv. Agostino, morto in
Livorno il 20 febbraio 1870, hanno domandato che le due azioni portanti i numeri 207
e 208 ed intestate al sig. Domenico Orsini,
vengano volte in loro conto. Ciò verrà eseguito quando noli vengano fatte opposizioni
entro un mese a datare dall'ultima pubblicazione dell'avviso.
Prezzi delle grasce vendute in Pontedera
nel mercato del 18 dicembre 1885.
Seguito della Nota di coloro che si sottoscrissero
per aprire il R. teatro nuovo nel prossimo
carnevale.
ettol. L. e C.
Grano gentile rosso 1.a qual.
»
19,15
Detto di 2.a •
18,47
Gordini Giuseppe, palchista, lire 30. —
Detto bianco 1.a
•
19,15
Detto di 2. .
Lucarelli Leopoldo, id., lire 20. — Burchi
»
18,47
Detto mazzocchio 1.a qual.
•
18,47
Serafino, id , lire 20. — Barroccio Enrico,
Detto di 2.a. .
•
17,78
id., lire 20. — Nucei Egisto, id., lire 20. —
Detto di Livorno . • . •
Allegrini Isidoro, id., lire 20. — Boncristiani
Detto grano grosso buono .
Detto di Maremma il quinGiuseppe, id., lire 30. — Brondi Francesco,
tale da. . . . . . .
22,60
id., lire 20. — Boldrini Carlo, id., lire 10. —
Detto provenienza lombarda
Padreddi Francesco, id., lire 150. — Fabiani
il quintale da .
23,50
•
Vittorio, id., lire 30. — Torcigliani cav. Tito,
Detto Romagna da.
•
23,60
Segale id., lire 20. — Viti Lodovico, id., lire 40. —
ettol. 10,95
Segalato Nissim fratelli, id., lire 100. — Palme caVecce schiette
•
16,42
valier Giuseppe, id., lire 80. — Peverada
Orzo nostrale
•
•
10,27
cav. A'. Leopoldo, id., lire 40. — Mastiani
Detto estero
Fave nostrali conte Francesco, id., lire 150. — Bicchierai
»
13,68
Dette estere Franceschi conte Lorenzo, id., lire 50. —
Dette orzate Feroci Luigi, id., lire 30. — Palamidessi
Mescolo avv. Guido, id., lire 30. — Benvenuti caAvena di Marenitna, fluirei la
•
8,85
DeLa mista o bianca .
valier Pietro Cesare; id., lire 50. — Gioli
•
8,30
Granturco di l.a q. .
•
10,70
cav. Ranieri, id., lire 40. — Tizzoni avvocato
Detto di 2.a •
10,27
Giuseppe, id., lire 30. — Gotti dott.
Riso 1.a q. il quiet a le .
55,—
»
id., lire 30. — Carmignani cav. Giuliano, id.,
Detto di 2.a
44,—
CAMBIAMENTI DI RESIDENZA
Fagiuoli bianchi gr. 1.a 11•
—
24,64
lire
50.
—
Orsini
cav.
Francesco,
id.,
lire
Moretti Lorenzo, da Massa a Pisa. —
Detti mezzani . .
l' ettol. 21,88
40. — Giuli senatore Domenico, id., lire 40.
Giovita Gozio, da Firenze a Pisa. — Perry
Detti tondiiii
»
19,83
Agostini Della Seta conte Alfredo, lire
Paolo, da Livorno a Pisa. — Testai G. Batta,
Detti coli' occhi ) .
•
15,20
da Campiglia Marittima a Pisa. — Paolicchi
100. — Candelo Secondo, lire 10. — Parenti
Ceci cremici
•
20,52
Lupini •
8,20
Antonio, da Pistoia a Pisa. — Boggioni AlGrassi cav. avv. Francesco,
Tito, lire IO.
Detti esteri fredo, da S. Giuliano a Pisa. — Plati Leolire 20. — Vegni Ferdinando, lire 5. —
Saggina •
7,80
nardo, da Genova a Pisa. — Bisi Francesco,
Lampredi dottor Federigo, lire 10. — De
Miglio 13,—
»
da Copparo a Pisa. — Bruen Oreste, da
Rossi Giuseppe, lire 10. — Venzi maestro
Panico 1.a q. •
17,10
Massa Marittima a Pisa. Marchisio GioDetto 2.11 (1..
»
15,13
Amerigo, lire 10. — Schiavini conte A , lire
vanni, da Pisa ad Alessandria. — Magagnini
Olio di 1.a q. per ogni elt,.
•
137,63
100. — Montorzi dott. Giovanni, lire 30.
Detto di 2.a •
Ansano, da Pisa a S. Giuliano. — Gasparri
122,65
(Continua).
Detto da lumi »
87,47
Leopoldo, da Pisa a Firenze. — Papini VaFarina di castagne
lente, da Pisa a Genova. — Cozza G. Batta,
Nel R. teatro E. Rossi, stasera alle ore
Patate, il quintale
da Pisa a Firenze. — Rossi Gaetano, da
8 pom., recita straordinaria che darà l'attrice
Vino del l >iano di Pisa
Pisa a Civitavecchia. — Merlo Cornelia, da
q. ogni ettolitro, nuovo.
»
32,90
sig. Maria Gorrieri -Pasquali coadiuvata
Pisa a Volterra. — Barracano cav. Matteo
Detto 2.a •
29,60
alcuni attori della R. accademia filodrammaFieno 1.a q. il quintale .
7,—
da Pisa a Palermo.
tica dei nascenti di Livorno, che gentilmente
6,—
Detta di 2.a 3,—
Paglia, il quintale.. . •
si prestano. —• Si rappresenta:
—
Detta a manne il quintale .
OSSERVATORIO METEORICO della scuola
I . Chi sa il giuoco non l' insegni, prosuperiore di agraria dell% R. università
verbio in un atto di F. Martini.
PASQUALE FINA LI, • i?rente resi).
di Pisa.
2. Il violino di Cremona, commedia in
un atto. di F. Coppée, riduzione in versi della
barometro è ridotto a O".
Alte z za della stazione sul livello del mare: metri IO.
marchesa Colombi.
Provincia di Pisa
3. Una tazza di thè, un atto, dal franVento
Unii( ità
cese.
.
.
.
—
;3
ba1. .9 anl.
163 poni.
i9 punì.
..
17
50 767,7
7'8766.6
C
o
4,08 64
8,68 47
ATTI GIUDIZIARII
No
3
(1)
1"2 768,5 4,02 80o
riodico della R. prefettura di Pisa.
(9 ant22 767,2 4,55 84 ONO
18- 13 pom 13'0 767.0 8,70 79
'
( 9 pom.94 768,4 5,90 6.8
Dicembre 16 17
mass. 10"45"i2b3
TemperatPra t tolti., --r5°4
SO
E
Sunto degli atti legali inseriti nel n. 98
(15 dicembre) del Supplemento al foglio pe-
9 ant.2-8768.73,87 60
SSE
766,7 4,26 48
9"4
:.3 porn-
0
4°0
9 poni.
766,6 5,17 84 0
O
2
7
18
148
—1 0 5
Cecina, dal municipio
Li 12 dicembre 1885.
Il sindaco
A.
AVVISO.
Inerenti() al disposto dell' articolo IO del
regolamento sulle opere pie del 27 novembre
1862, il sottoscritto rende noto al pubblico
che nello scrittoio della pia casa di misericordia di Pisa resterà ostensibile per otto
giorni a chiunque voglia esaminarlo il bilancio
preventivo dell'amministrazione della R. opera
dei Bagni suddetti per l'anno a tutto dicembre 1886.
I,o scrittoio sarà aperto dalle ore 10 antimeridiane alle ore 2 pomeridiane incominciando dal (Il 19 corrente.
Li 18 dicembre 1885.
Il deputato amministratore
C. CURINI GALLETTI.
1886IA
— L'esattore comunale di Pisa rende
noto che il terreno sul quale è costruito il
mulino intestato al sig. Matteo fu Leonardo
Dell'Omodarme, è di proprietà del regio demanio ; che il concessionario dell' acqua del
fosso macinante che serve pel molino è il
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3' La nomina sarà fatta in basa all'articolo 7 del R. decreto 19 aprile 1885, numero 3099, che approva il testo unico delle
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Luigi e Bovari.
Pubblica infine quotidianamente due interessanti romanzi
italiani e francesi. Così ora in quarta pagina viene inserito
il romanzo di Xavier di Montepin : Gli Scapestrati e da
Martedì 15 Dicembre
comincia un romanzo a fortissime tinte scritto espressamen:e
pel Calfè-Gazzetta Nazioiletle ed intitolato;
ODIO Di DONNA
DI CARLO ARNER
Questo romanzo è un vero tentativo di ribellione alla ti
rannia dei romanzieri francesi che si impongono anche alle
[pendici italizne ed é un tentativo completamente riescito
Straordhlarissitni prernii, quali non può darli nessun altro giornale, vengono stabiliti per chi si
abbona col primo gennaio Issa.
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io8 cm. e larga 72 , eseguita espressamente pel Calle-Gazsetta Nazionelle. Riproduzione del quadro Passa il treno I
Il Re di ritorno da Napoli, 15 settembre 1884 del
celebre pittore milanese Giacomo Mantegazza.
Questo quadro fu il più grande successo dell' Esposizione
di Brera 1885, per la magnifica trovata e l'elegante e brillante
S
e. Ctl
'ione.
E il treno reale che passa in una piccola stazione e a salutarlo vi si trovano festanti, tutti i personaggi del villaggio,
commoventi pur nelle loro comiche e cerimoniose posizioni.
C'è il sindaco colla sua brava sciarpa che pronuncia il discorsetto d'occasione, il parroco colla presa di tabacco in
mano, i due carabinieri che presentano l'arma, la Giunta, il
segretario comunale, una famiglia elegante di villeggianti, un
gruppo di belle contadine e di allegri fanciulli, la stonata
banda del paese che soffia la marcia reale, la cantoniera col
bimbo lattante, il soldato in congedo che é tornato contadino
• saluta il Re militarmente colla rastrelliera in spalla e via
d cendo.
E una bellezza di quadro, fotografato maravigliosamente dal
solo stabilimento che possa fare in Europa queste grandis:ii nolnee riproduzioni e che l'esegui per nostra esclusiva commisN.B La splendida riproduzione non ha bisogno di cornice
erchè è montata su grosso cartone forma pazze partout con
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per so di larghezza ì che riproduce il noto e graziosissimo
quadro di Mazzotta : PRINE• GELOSIE.
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contadina che tiene il broncio al suo amante • il quale pei
abbonirla le presenta comicamente e sorridendo una :osa
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zino è pari , se non superiore, a quelle che regalano altri
giornali ai loro abbonati per unico premio.
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.Lz111. 111 L _T «W: J g443rIIENICAllo BRIL CC» i I I I 1■111i 111 Segretario del Consiglio notarile di Pisa,
Notaro accreditato pel servizio del Debito pubblico
e già. Segretario ed Lffilziale di Stato civile nel Comune di Pisa
11 libro consta di un volume in 8° grande di pag. xvi-648, e si spedisce franco in pacco Lostale, a chi ne faccia richiesta, dietro invio di un
vaglia di L. 10,00.
Le richieste ed i vaglia debbono dirigersi — Al dolt. Augusto Rossini
notare. a Pisa
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Anno XXI, num. 102. 20 dicembre 1885. 11 bilancio della marina