Progettazione preliminare previa verifica statica della Scuola Elementare – Materna M. Morleo - Avetrana
INDICE
PREMESSA..............................................................................................................................2 1. DESCRIZIONE DELL’AREA DI CANTIERE ................................................................... 5 3. DESCRIZIONE DEGLI INTERVENTI. ............................................................................. 6 4. MISURE GENERALI DI PREVENZIONE E PROTEZIONE ............................................. 7 5. ATTIVITÀ DI COORDINAMENTO ................................................................................... 9 6. RISCHI PRINCIPALI E MISURE DI PROTEZIONE E PREVENZIONE .......................... 9 7. STIMA SOMMARIA DEI COSTI DELLA SICUREZZA.................................................. 10 Progetto Preliminare - Prime Indicazioni per la Stesura dei Piani di Sicurezza – EA02
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Premessa
Come previsto da ll’art. 100 d el D . Lgs. 9 aprile 2 008, n. 8 1 e successive modificazioni ed
integrazioni, il Piano di Sicurezza e Coordinamento (PSC) sarà costituito da una relazione tecnica e
da pres crizioni operative, c orrelate al la tipologia dell’intervento da farsi ed alle fasi lavorative
richieste per l’e secuzione dell’opera. Tal e elabo rato av rà il co mpito principale di esp rimere le
migliori soluzioni progettuali ed organizzative in grado d i eliminare o ridurre alla fonte i fattori di
rischio derivanti dall’esecuzione delle attività lavorative.
Le sc elte progettuali s aranno ef fettuate nel campo delle tec niche cost ruttive, dei m ateriali da
impiegare e delle tec nologie da adottare; quelle organizzative saranno ef fettuate n el ca mpo della
pianificazione spazio -temporale delle diverse attività lavorative.
A tal fi ne, g li el ementi principali co stitutivi del PSC, in relaz ione alla tipologia del cantiere
interessato, possono essere così individuati:
- dati ide ntificativi del ca ntiere e d escrizione s intetica de ll’opera, con pa rticolare rif erimento a lla
scelte progettuali, str utturali e tecnologiche. A ta l f ine, sa ranno r edatte schede il cui c ontenuto
complessivo rap presenterà la c osiddetta “ Anagrafica d i C antiere”. I n tali sc hede sa ranno r iportate
informazioni relative al
le caratteristiche dell’opera, ag li e nti ed ai sogg
etti coinvolti,
all’identificazione delle forniture ed alle modalità di trattamento di eventuali subappalti;
- analisi de l contesto am bientale interno ed esterno al cantiere (caratteristiche dell’area di cantiere,
presenza di serv izi energetici interrati e/o aerei, presenza di edifici residenziali limitrofi e manufatti
vincolanti per l e at tività l avorative, interferenze con a ltri e ventuali cantier i adia centi, v icinanza di
attività industriali e prod uttive, in terferenze con in frastrutture st radali ad alto ind ice di traffico
interne ed esterne all’area di cantiere, presenza di strutture con particolari esigenze di tutela, quali
scuole, ospedali, ecc.);
- individuazione dei soggetti coinvolti nella realizzazione dell’opera con compiti e responsabilità in
materia di sicurezza. Con schede analoghe alle precedenti si p rovvederà ad indicare nominativo ed
indirizzo del responsabile dei lavori, del coordinatore per la sicurezza in fase di progettazione, del
coordinatore per la sicurezza in fase di esecuzione, del direttore tecnico di cantiere, dell’assistente di
cantiere e del capo cantiere. A queste prime fasi, utili a fornire una documentazione che caratterizzi
ed identifichi il cantiere, seguono quell e di natura magg iormente pratica, che ra ppresenteranno il
corpo p rincipale d el documento, e c he d aranno i de ttami comportamentali a ca rico di lavoratori e
responsabili del processo lavorativo in materia di sicurezza:
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- orga nizzazione d el cantiere (d elimitazione e accessi, servi zi igieni co assi stenziali, modalità di
accesso dei mezzi di fornitura dei materiali, dislocazione delle zone di carico, scarico e stoccaggio
materiali, postazioni di at trezzature fi sse e a ree d i lavo ro de lle mac chine operatrici imp iegate). In
ogni caso, sarà auspicabile che la Ditta appaltatrice sia dotata in cantiere di un luogo idoneo per il
ricovero di mezzi e attrezzature. Una volta definite le zone operative si provvederà alla:
- individuazione delle singo le fasi lavorative, valutazione dei ri schi connessi e c onseguenti misure
preventive e protettive da adot tare, con particolare at tenzione a i seguenti ri schi: rischi o di caduta
dall’alto durante gli interventi da effettuarsi sui lastrici solari, specialmente se p rivi di balaustra ed
all’elettrocuzione pe r c ontatti ac cidentali. Il prim o atto da compiere i n tal se nso, sarà, q uindi, la
suddivisione dei diversi lavori in gruppi omogenei, denominati “fasi lavorative”. Per ciascuna fase
lavorativa verranno individuate le diverse lavorazioni che la costituiscono e per le quali si prenderà
in esame la procedura esecutiva, le attrezzature di lavoro utilizzate, i rischi per i lavoratori, le misure
di prev enzione e protezione p reviste p er l egge, le misure t ecniche d i p revenzione e protezione, i
dispositivi di prot ezione individuale (DPI) da u tilizzare, specificando gli obblighi d el dat ore di
lavoro e quelli dei la voratori, nonché g li eventuali controlli sa nitari da ef fettuare. Sarà valutata,
inoltre, l’esposizione al rumore dei diversi addetti alle attività di cantiere. Ovviamente, trattandosi di
una valutazione preventiva, essa non potrà fare riferimento a mezzi specifici di proprietà della ditta
appaltatrice, m a sa rà ba sata s u li velli di es posizione sta ndard ricavati dalla l etteratura in f unzione
delle attrez zature e dei mez zi di c antiere c he si riterrà ch e sara nno utilizzati. Pe r ciascuna
lavorazione v errà redatta apposita scheda. Si ripo rterà un a sola sch eda p er lavorazioni identiche
nelle diverse fasi di lavoro.
- Ind ividuazione di ma cchine e d attrezzature d i c antiere. Per
ogni tipo di macchina, c he
presumibilmente potrà essere utilizzata nell’esecuzione dei lavo ri in oggetto, verrà realizzato, sotto
forma di scheda, un archivio delle norme e dei comportamenti da te nere perché ne venga fatto un
uso s icuro. In q uesto m odo, s i fo rnirà a i la voratori uno str umento di pre venzione, che non sia
esclusivamente indirizzato all’utilizzo dell’attrezzatura, ma anche a lla manutenzione della stessa ed
alla gestione d ella documentazione atta a dimostrarne l’idoneit à. Ad ogni sing ola attrezzatura sarà
dedicato un pacchetto di schede, strutturato in due parti fondamentali: documentazione e istruzioni
operative.
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- Elaborazione d el cronop rogramma dei lavori in tegrato con
prescrizioni operativ e, misure
preventive e protettive, dispositivi di protezione individuale in riferimento ai rischi di interferenza
tra le diverse fasi lavorative individuate.
- Definizione d elle pro cedure d a adottare in situ azioni d i e mergenza. Sarà in fatti red atto apposito
capitolo del PSC per regolamentare in maniera ottimale ed effi ciente la gestione delle emergenze e
del primo soccorso. Un numero adeguato di lavoratori, stabilito in funzione del numero totale, sarà
incaricato dell’attuazione delle misure di emergenza. Si avrà cura di verificare che a tutti i lavoratori
venga da ta la g iusta f ormazione e d inf ormazione in m ateria. Ve rranno definite le m odalità di
attivazione d ello stato d i emergenza e st abiliti gl i ob blighi d i ciascun soggetto co involto. Si
definiranno le procedure da seguirsi in caso di infortunio e le modalità di registrazione dello stesso.
Si avrà cura, inoltre, di specificare tutto quanto concerne il pronto soccorso ed i presidi sanitari, la
cassetta di pronto soccorso (ubicazione e contenuto minimo), le istruzioni da impartire per il primo
soccorso, e la disponibilità dei numeri telefonici utili in caso di emergenza.
- Stima dei costi della sicurezza per tutta la durata delle lavorazioni previste in cantiere.
Il PSC sarà, inoltre, corredato da tavole esplicative di progetto, in merito agli aspetti della sicurezza,
comprendenti una
planimetria de ll'area di
cantiere e
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la re lativa orga nizzazione.
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1. Descrizione dell’area di Cantiere
Il cantiere, rappresentato in f igura 1, inter essa i corpi di fabbrica, denominati scuola e palestra,
costituenti la Scuola Elemen tare – Materna M. Morleo e risulta de limitato tra le vie G. Mam eli,
A. Manzoni e G. Donizetti.
Figura 1 : Area di Cantiere
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3. Descrizione degli Interventi.
Gli inter venti pre visti in pr ogetto sono de gli inte rventi di ad eguamento sism ico delle due
fabbriche strutturali alle nuove disposizi oni del D.M. 14/01/2008, e ri guardano solo le strutture
di ele vazione. Tali inte rventi s ono in lin ea con i dettami d el D .M. sopra citato e m irano, in
particolar modo:

all’incremento della capacità porta nte e all’ aumento della resistenza flessionale e t agliante
degli elementi orizzontali attraverso operazioni di incamiciatura degli stessi,

all’incremento della capacità deformativa (duttilità) dei singoli elementi e dei nodi strutturali
mediante il placcaggio degli stessi con materiali compositi in fibra di carbonio,

al m iglioramento de lle capaci tà por tanti de i m aschi m urari a ttraverso l a re alizzazione di
intonaco armato,

alla realizzazione di un giunto strutturale tra il corpo scuola e il corpo palestra.
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4. Misure generali di Prevenzione e Protezione
L'organizzazione di c antiere sar à coor dinata i n f unzione de ll'avanzamento de l c antiere s tesso.
Le regole di sciplinari per il per sonale per la re golamentazione degli accessi e della circ olazione
dei mezzi e dei dispositivi di protezione individuale saranno regolamentate dai coordinatori.
Cartellonistica e segnaletica di cantiere
All’ingresso del cantiere sarà apposta idonea cartellonistica e
segnaletica di sicurezza di
avvertimento.
Servizi igienico assistenziali
I necessari servizi igienico assistenziali saranno messi a disposizione dalle strutture oggetto degli
interventi.
Servizi sanitari e pronto intervento
Per quanto riguarda i s ervizi sa nitari, è pre vista una cassetta d i p ronto socco rso con tenente i
presidi sanitari indispensabili per le prime cure ai lavoratori feriti o colpiti da malore improvviso.
Esercizio delle macchine
Tutti i m ezzi e le attrezzature sa ranno utilizzati e m anutenuti secondo le is truzioni fornite dal
fabbricante e sottoposte alle verifiche della normativa vigente al fine di controllarne l'efficienza e
le condizioni di sicurezza nel corso del tempo.
Le m odalità di esercizi o delle m acchine sara nno oggetto di s pecifiche istruzioni, notificate a l
personale addett o precedentem ente identificato e a que llo eventualm ente coinvolto, anche a
mezzo di avvisi collettivi affissi in cantiere.
Informazione e formazione
Tutti i lavoratori saranno informati sui rischi principali della loro attività attraverso una specifica
attività di informazione-formazione promossa e attuata dall' impresa con l 'eventuale ausilio degli
organismi paritetici (es. distribuzione opuscoli e conferenze di cantiere).
All'attività sopraindicata conc orrerà anche la divulgazione del c ontenuto del piano e degli altri
documenti aziendali inerenti la sicurezza degli addetti (es. manuali d'uso e m anutenzione delle
attrezzature e dei D.P.I., istruzioni per gli addetti, ecc.).
Dispositivi di protezione individuale
In relazione alle attività prev iste in fase progettuale, si de
finisce -a titolo indicativo e non
esaustivo -la dotazione di ciascun lavoratore. In tal caso si riporta l’equipaggiamento rapportato
alle attività da svolgere come indicato nell’Allegato VIII del D. Lgs. 9 Aprile 2008, n. 81:
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DISPOSITIVI DI PROTEZIONE DELLA TESTA
ATTIVITA’
Elmetti di protezione
-Lavori edili, soprattutto lavori sopra, sotto o in prossimità
di impalcature e di posti di lavoro sopraelevati, montaggio e
smontaggio di armature, lavori di installazione e di posa di
ponteggi e operazioni di demolizione.
DISPOSITIVI DI PROTEZIONE DEGLI OCCHI E DEL VISO
ATTIVITA’
Occhiali di protezione, visiere o maschere di protezione
-Lavori di saldatura, molatura e tranciatura
-Lavori di scalpellatura
DISPOSITIVI DI PROTEZIONE DELLE MANI E DELLE
ATTIVITA’
BRACCIA
Guanti
-Saldatura
-Manipolazione di oggetti con spigoli vivi, esclusi i casi in
cui sussista il rischio che il guanto rimanga impigliato nelle
macchine
-Lavori su impianti elettrici
DISPOSITIVI DI PROTEZIONE DEI PIEDI E DELLE
ATTIVITA’
GAMBE
Scarpe di sicurezza
-Lavori in calcestruzzo e in elementi prefabbricati con
montaggio e smontaggio di armature.
-Lavori in cantieri edili e in aree di deposito.
I m ezzi personali di protezione avranno i necessari requisiti di re sistenza e idon eità e saranno
mantenuti in buono stato di conser vazione. T utti i dispositivi di protezione i ndividuale devono
essere m uniti del c ontrassegno “ CE”, c omprovante l’a vvenuta ce rtificazione da pa rte del
produttore.
Gli add etti al can tiere sar anno pr ovvisti in dotazione pe rsonale di elm etto, guanti e calzature di
sicurezza durante tutte le fasi lavorative, e cuffie per le mansioni che lo richiedono
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5. Attività di Coordinamento
L’impresa sarà tenuta a com unicare il proprio responsabile della sicurezza, nom inato ai sens i D.
Lgs. 9 Aprile 2008, n. 81 e ss.mm .ii., che costituirà il refe rente durante il co ordinamento della
sicurezza in fase di lavorazione. Prima dell'inizio di quals iasi attività la vorativa, il Coordinatore
per la sicurezza in fase esecutiv a, organizzerà un in contro a cui partecipe ranno i responsabili e
tutte le maestranze di cui si prevede la presenza, per informare sui rischi principali.
Il responsabile della sicurezza sarà tenuto a far ris pettare tutte le procedure di sicurezza e a fare
utilizzare tutti gli apprestamenti antinfortunistici alle proprie maestranze.
6. Rischi principali e Misure di Protezione e Prevenzione
L'impianto di ter ra dovrà esse re re alizzato i n m odo da ga rantire l a pr otezione
contro i contatti indiretti: a tale scopo si costruirà l'impianto coordinandolo con le protezioni attive
presenti (interruttori e/o dispositivi differenziali) realizzando, in questo modo, il si stema in grado
di offrire il maggior grado di sicurezza possibile. L'impianto di messa a terra, inoltre, dovrà essere
realizzato ad anello chiuso, per conservare l'equipotenzialità delle masse, anche in caso di tag lio
accidentale di un conduttore di terra. Qualora sul cantiere si renda necessario la presenza anche di
un im pianto di pr otezione dal le sca riche atm osferiche, allora l' impianto di m essa a terra dovrà,
oltre ad e ssere unic o per l' intero c antiere, a nche esser e co llegato al d ispersore del le scari che
atmosferiche.
Nel distinguere quelle che sono
le str utture metallic he del canti ere che necess itano di essere
collegate all'impianto di pr otezione dalle sc ariche atmosferiche da que lle cosiddette autoprotette,
ci si dovrà riferire ad un apposito calcolo di verifica, eseguito secondo le vigenti norme CEI.
Nel cantiere sarà necessaria la presenza di alcuni tipi di impianti, essenziali per il funzionamento
del cantiere stesso. A ta l riguardo andranno ese guiti secondo la corretta regola dell' arte e nel
rispetto de lle le ggi vigenti (Le gge 46 /90, ecc.) l 'impianto el ettrico pe r l' alimentazione delle
macchine e/o attrezzature presenti in cantiere, l'impianto di messa a terra, l'impianto di protezione
contro le scaric
he a tmosferiche. Tutti i c
omponenti de ll'impianto e lettrico de l ca ntiere
(macchinari, attrezzature, cavi, quadri elettrici, ecc.) dovranno esse re stati costruiti a regola d' arte
e, pertanto, dovranno recare i m archi dei relativi Enti Certificatori. Inoltre l'assemblaggio di tali
componenti dovrà essere anch'esso realizzato secondo la corretta regola dell'arte: le installazioni e
gli impianti elettrici ed elettronici realizzati secondo le norme del Comitato Elettrotecnico Italiano
si considerano costruiti a regola d'arte.
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7. Stima Sommaria dei Costi della Sicurezza
Ad una prim a somm aria stim a, il costo presun to pe r gli adem pimenti da par te del l’Impresa
Appaltatrice è pari a € 15.000,00 per l'intervento A e pari a 5.000,00 € per l'intervento B.
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