FITA
ANNUARIO 2012
AT
ABO
FIT
Annuario 2011/2012
© FITA
Federazione Italiana Teatro Amatori
Via di Villa Patrizi, 10 - 00161 Roma
Tel. 06.89761825 - Fax. 06.81172857
www.fitateatro.it - info@fitateatro.it
Presidente Nazionale
Avv. Carmelo Pace
Consiglieri Nazionali
Gianfranco Ara - Vice Presidente
Gianni D’Aliesio - Segretario Generale
Francesco Pirazzoli - Tesoriere
Mauro Pierfederici - Direttore Artistico
Giuseppe Minniti - resp.del sito e convenzioni
I testi sono stati curati da
Maria Grazia D’Agostino
Realizzazione editoriale, grafica e stampa
LO BONO pubblicità & comunicazione
www.lobonopubblicita.it
Per chi ancora discute sul valore della cultura…
Per chi ancora discute sul valore dello spettacolo dal vivo nel nostro panorama
culturale…
Per chi ancora discute sul valore del Teatro Amatoriale nel settore cultura e
spettacolo…
Per chi ancora non si è reso conto che mentre discute, altri (e sono tanti) fanno…
Con questa pubblicazione vogliamo offrire a coloro che “parlano” (spesso senza …
sapere) un elemento di riflessione e un contributo di conoscenza.
E’ uno spaccato di quello che le associazioni teatrali iscritte alla FITA promuovono e
realizzano nei loro territori; di come la FITA in questi anni si è strutturata ed organizzata
per sostenere (con idee e servizi) la loro attività e come sia diventata punto di
riferimento delle Istituzioni locali e nazionali più attente ed illuminate.
La nostra capillare presenza in tutto il territorio nazionale è un valore inestimabile:
per i nostri associati, che possono confrontarsi con realtà diverse; per i nostri partners,
con i quali promuoviamo numerosi eventi; per la nostra struttura organizzativa, che,
da un privilegiato punto di osservazione, può svolgere al meglio il suo ruolo di
promozione e di consulenza.
Ecco allora che essere associati alla FITA diventa un’occasione di crescita artistica e un
modo diverso di esprimere la propria passione per l’arte e la cultura, consapevoli di
essere “utili e preziosi” al contesto sociale in cui si opera. E’ un modo diverso di
coltivare una passione, che va oltre la legittima voglia di soddisfare l’ego dell’artista.
Tutto ciò consente di realizzare la funzione sociale che è propria della missione della
FITA: promuovere l’arte dello spettacolo dal vivo in ogni luogo e con i mezzi che ci
mettono a disposizione. Spesso, per la verità, molto pochi. Ma lo spirito che ci ha
sempre animato ci ha consegnato grandi soddisfazioni: il pubblico ci apprezza e
partecipa numeroso ai nostri spettacoli; per le Istituzioni locali avere la FITA come
partner è una garanzia di organizzazione, di serietà e del rispetto delle regole.
Mi auguro che sfogliando questa pubblicazione e conoscendoci meglio siate d’accordo
con me.
Buon Teatro a tutti.
Il Presidente Nazionale
Avv. Carmelo Pace
Il Teatro Amatoriale…in poche parole!
di Maria Grazia D’Agostino
Dire cosa è il Teatro Amatoriale in una sola definizione è molto riduttivo perché il
teatro amatoriale è tante definizioni messe insieme. Fra i vari interventi di personaggi di alto profilo culturale, contenuti all’interno della presente pubblicazione, il
pensiero di Enzo Zappulla, Presidente dell'Istituto di Storia dello Spettacolo Siciliano,
riesce a sintetizzare l’idea che mi sono fatta del Teatro Amatoriale. «La forte valenza
didattica e sociale del teatro – dice Zappulla -, non ha bisogno di essere dimostrata.
Talmente è evidente. Forma alla disciplina, al rispetto dei ruoli propri ed altrui. Affina
alla sensibilità delle reazioni che si provocano intorno a noi. Abitua alla riflessione,
alla introspezione. [..] Che dire se, poi, si pratica il teatro per passione! Senza prospettiva di lucro e di facile successo (che il teatro raramente consente di raggiungere) ma per puro “amore”, per semplice arricchimento del proprio animo! È quello
che caratterizza il cosidetto “Teatro Amatoriale”». Ed è solo la passione a sostenere
gli amatoriali che continuano ad allestire spettacoli nonostante i budgets a loro disposizione si riducano vertiginosamente e nonostante, troppo spesso, il teatro amatoriale venga etichettato come di serie “B”. Anzi, è proprio la volontà di dimostrare
che questo teatro ha talento ed elevato spessore a spingere gli amatoriali ad “inventarsi” e “re-inventarsi” costantemente. Oggi, la differenza fra “professionisti” ed
“amatoriali” appare quasi del tutto superata, come dicono Spiro Dalla Porta (fondatore del Teatro Stabile di Trieste, regista teatrale e docente universitario) e Roberto Birindelli (ex presidente regionale, attore e regista in Toscana), soprattutto
per l'ottimo livello artistico delle compagnie amatoriali che è migliorato grazie alle
numerose e preparate scuole di recitazione. Ciò permette a talenti naturali (che
svolgono altre professioni) di emergere acquisendo tecniche indispensabili per l’attore. E questo accade in tutta Italia, seppure esistono situazioni più o meno critiche
in certe regioni piuttosto che in altre. Criticità legate soprattutto ad uno “scarso appoggio” da parte delle Istituzioni le quali, se da un lato riconoscono il teatro popolare come una grande risorsa per una vera crescita culturale e morale del territorio,
dall’altro tendono a privilegiare finanziariamente il teatro professionistico. Ed in
questo senso, risulta importante l’affiliazione ad una Federazione la cui forza permette di raggiungere obiettivi altrimenti irraggiungibili. E la FITA opera in questa direzione riuscendo ad ottenere convenzioni e collaborazioni con Agis Scuola ed altri
Enti pubblici e privati rilevanti, a beneficio di tutti gli affiliati.Colpisce, a chi non è
del settore, la fervida immaginazione propria dell’attore amatoriale che affonda le
sue radici nel grande amore per il teatro. Un’immaginazione che permette agli attori
di superare le difficoltà e di continuare a produrre e rendere fruibili spazi abbandonati e decaduti che, ai loro occhi, appaiono invece come palcoscenici, spettacoli e
folti pubblici. Spazi atipici (per lo più teatrini parrocchiali) dove viene sperimentato
un teatro nuovo, giovane e non legato ai vecchi cliché.Ma Teatro Amatoriale è anche
volontà di recuperare, valorizzare e promuovere l’identità storico-culturale di ogni
regione che, gelosa delle proprie tradizioni, “usa” il teatro quale veicolo per tramandarle soprattutto ai giovani. Uno strumento altamente pedagogico, quindi, che
viene impiegato nelle scuole attraverso laboratori e progetti da cui, in alcuni casi,
nascono Festival internazionali come il Teatro Lab, promosso dal Centro Teatrale
Europeo di Reggio Emilia e che in breve tempo è diventato uno degli eventi di teatro
scuola più importanti in ambito nazionale ed internazionale. Quanto detto finora
vuole essere solo una breve descrizione di cosa è il Teatro Amatoriale in Italia: un
mondo tanto vicino quanto spesso sconosciuto e, allo stesso tempo, fondamentale
per la crescita personale, culturale e sociale degli uomini, in generale, e dei giovani,
in particolare.
Maria Grazia D’Agostino
Giornalista
sommario
REALTà SOCIALE 6
GIULIANO MONTALDO
IL MESTIERE DELL’ATTORE
E QUELLO DEL TEATRO
9
7
FITA-CSAIN: 10
Due sigle un unico scopo
6
7
10
9
SPORT E TEATRO 11
MA DOvE và
LA CRITICA TEATRALE
11
12
PAGINE NAZIONALI 13
PAGINE REGIONALI 25
12
5
“realtà sociale”
Il teatro italiano dovrebbe essere più legato alla
Intervista a Dacia Maraini di Maria Grazia D’Agostino
Oltre ad essere una delle scrittrici italiane maggiormente lette
e amate per le sue opere narrative e per la sua saggistica incisiva e polemica, Dacia Maraini è anche autrice teatrale di
estremo valore. I grandi temi sociali, la vita delle donne, i problemi dell’infanzia sono sempre stati (e continuano ad essere)
al centro delle sue opere narrative e teatrali.
Amante del teatro e lei stessa drammaturga. Cosa è per lei
il Teatro?
«Il teatro è il luogo più sociale che esista. Ed è rimasto anche
uno degli ultimi luoghi di comunicazione non virtuale. Il cinema, la televisione, sono virtuali: da una parte c’è uno
schermo e dall’altra chi guarda, ma tra di loro non c’è comunicazione. Invece in teatro ci sono ancora i corpi da una parte
e dall’altra e questo è esplosivo».
Nel 1973 fonda il Teatro della Maddalena, gestito e diretto
da donne e per questo “rivoluzionario” per il periodo ma
anche oggi. Quali sono le doti che, in questo ruolo, una
donna ha in più?
«Sia chiaro: noi non facevamo un teatro per sole donne. Noi
davamo spazio alle donne perché si esprimessero in proprio.
A quell’epoca non c’erano registe né drammaturghe, salvo
Franca Valeri che però era considerata solo una comica. Noi
ci rivolgevamo a un pubblico misto, di uomini e donne».
Cosa è rimasto oggi del teatro di quasi 50 anni fa?
«Purtroppo del teatro rappresentato rimane quasi
niente. Oggi un poco di più perché si fanno le registrazioni, ma niente eguaglia una rappresentazione dal
vivo. Comunque rimangono le esperienze che passano
nella prassi e nella sensibilità della cultura del paese».
Dal 1967 ad oggi ha prodotto più trenta testi teatrali,
ancora oggi rappresentati anche in Europa ed America. Il teatro italiano in cosa si differenzia rispetto a
quello straniero?
«Il teatro italiano è spesso formale. Si preoccupa più
della scena che del testo. Il teatro anglosassone, per
esempio, è molto più legato alla realtà sociale, molto
duro e critico. Da noi si fa fatica. Ricordo un testo bellissimo sulla mafia, di Sermonti mi pare, è durato sulle
scene solo qualche giorno. L’hanno chiuso subito. Ci dovrebbero essere decine di testi sulla mafia ogni anno,
decine di testi sull’eutanasia, sulla gravidanza assistita,
sulla scuola, sulla corruzione politica, tanto per citare
dei temi importanti. E invece si preferisce fare l’ennesima versione, magari dark, di un testo di Shakespeare,
male interpretato. Qualcosa sta cambiando col teatro
di parola, il teatro narrativo di Celestini, di Paolini. Da
li viene un vento nuovo».
In una sua intervista sul Festival delle due Rocche (luglio 2011) lei parla dell’importanza del teatro per i
bambini ed i bambini sono più facilmente raggiunti
dal teatro amatoriale. Su cosa, quindi, quest’ultimo
dovrebbe puntare per migliorare il suo ruolo educativo?
«È sempre una questione di qualità. Si deve puntare
sulla qualità e sulla professionalità».
6
6
di Andrea Papale
Chi è: Giuliano Montaldo nasce a Genova il 22
Febbraio 1930. È uno degli autori italiani più attento e sensibile alle modifiche socio-culturali
del nostro Paese. Con i suoi film di forte impegno
sociale compie una analisi ed una denuncia dei
meccanismi del potere di qualsiasi tipo utilizzando un linguaggio narrativo di forte impatto
anche sul grande pubblico.
All'inizio della sua carriera è principalmente un
attore. Eccolo infatti recitare accanto a Gina Lollobrigida, Andrea Cecchi, Lamberto Maggiorani
e vittorio Duse in Achtung! Banditi! (1951) di
Carlo Lizzani. A Questo seguiranno altre due pellicole: Ai margini della metropoli (1952), sempre
dello stesso regista e con Giulietta Masina, e Cronache di poveri amanti (1954) di Marcello Mastroianni che ritroverà anche ne Il momento più
bello (1957) e L'assassino (1961) di Elio Petri (nel
quale era anche aiuto regista). Nel 1955, viene
diretto da valerio Zurlini ne Le ragazze di San Frediano (1955), poi ricoprirà anche qualche ruolo
nei film di Francesco Maselli e Luciano Emmer.
Nel 1957 si avvicina alla regia come assistente di
Gillo Pontecorvo ne La grande strada azzurra
(1957) e poi in Kapò (1959) e La battaglia di Algeri (1966). Montaldo imparerà moltissimo.
Firma la sua prima opera da regista nel 1962 con
Tiro al piccione, dirigendo Sergio Fantoni, Gastone Moschin, Francisco Rabal ed Eleonora
Rossi Drago. Poi sarà ancora con Elio Petri per il
documentario Nudi per vivere(1964), firmato da
entrambi sotto lo pseudonimo di Elio Montesti.
Montaldo lavora anche in America con la Paramount che lo mette sotto contratto per il giallo
Ad ogni costo (1967) con Klaus Kinski, Edward G.
Robinson e Janet Leigh e Gli intoccabili (1969)
con John Cassavetes.
Tra il 1971 ed il 1973 gira una vera e propria trilogia sul potere Gott. Mitt Uns, Sacco e vanzetti
e Giordano Bruno. Poi, i film tv Circuito chiuso
(1978), la miniserie con Burt Lancaster Marco
Polo (1983) e la pellicola drammatica Il giorno
prima (1986) sempre con Lancaster. Autore della
sceneggiatura della fiction Un'isola (1986), lavora
anche con Philippe Noiret, Rupert Everett e Ste-
fania Sandrelli ne Gli occhiali d'oro (1987), nonché con Nicolas Cage nel Tempo di uccidere
(1989). Successivamente, Montaldo abbandona
i film a soggetto per dedicarsi alla regia di documentari o all'allestimento di opere liriche come
Il trovatore (1990) e La bohème (1992). Torna al
cinema solo per piccoli ruoli da attore, come
quello del procuratore capo ne Il lungo silenzio
(1993) con Alida valli o quello di Franco Caspio
ne Il caimano (2006) di Nanni Moretti. Nel 2007
riceve il David di Donatello alla carriera. Nel 2008
torna alla regia cinematografica con I demoni di
san Pietroburgo e, nel 2011, realizza l’industriale
con Pierfrancesco Favino.
Signor Montaldo, quale è stato il suo rapporto
con il teatro?
«Io ho, in pratica, iniziato con il teatro. Tra il 1945
ed 1946 assieme alcuni amici nella mia città trovammo un teatrino parrocchiale abbandonato e
decidemmo di utilizzarlo per rappresentare spettacoli scritti da noi ma anche classici. Ma già da
ragazzino mi piaceva fare il teatro con i burattini
o intrattenere. Quando andavo in campagna, in
Liguria, i vecchietti del paese, che lo sapevano, si
aspettavano sempre da me un qualche spettacolo. Poi la guerra ha fermato tutto. Dopo la
guerra mi sono inventato attore senza essere mai
stato a teatro, anche perché tra il ‘40 e il ‘45 era
difficile poiché molti teatri erano stati distrutti. E
così a 16 anni diventai il regista di una compagnia
di dilettanti e mi piaceva! Il pubblico ci ha seguito
e questa cosa ci ha “ringalluzziti” al punto che ci
siamo lanciati nella ricerca di cose sempre più
particolari da proporre. Ad esempio trovammo
intervista a Giuliano Montaldo
segue
7
un artista che faceva tip tap con i pattini. Fu un
periodo bellissimo, fatto di follia, divertimento e
belle invenzioni.
Ora invece per me Teatro significa opera lirica. È
un mondo magico, dove le ricostruzioni a cominciare dal trucco degli attori danno il senso della
rappresentazione. Rispetto al teatro classico,
l’opera ha bisogno di grandi spazi il che, secondo
me, è un ulteriore motivazione del suo fascino.
L’Arena di verona è la dimostrazione perfetta di
quanto ho detto. Il complimento più bello che ho
ricevuto è stato proprio quello di una signora di
verona che alla fine di una replica mi ha detto
“devo assolutamente tornare a vedere lo spettacolo perché non sono riuscita a vedere tutto”. Ed
aveva ragione».
Quale è la differenza tra una regia teatrale ed
una regia cinematografica?
«Sintetizzando si potrebbe dire che il teatro ha
tre pareti e fa finta di averne una quarta, mentre
il cinema ha realmente quattro pareti. La telecamera è un “occhio” che entra in una stanza che
ha effettivamente le quattro pareti. Il rapporto
tra regista ed attore non cambia. Oramai l’interazione è uguale sia nel cinema che nella televisione che nel teatro. Nel teatro, però, c’è un
rispetto maggiore per chi ha scritto il testo, per
il testo stesso. Nel cinema invece è diverso. La
sceneggiatura si modifica nel divenire. Inoltre,
c’è più libertà perché di solito non c’è un precedente a cui rapportarsi. Nel teatro non è cosi ci
sono dei limiti e dei vincoli precisi imposti dal
testo che vanno rispettati. A me non piacciono
forzature e libere interpretazioni. Quasi sempre
tradiscono lo spirito del testo e, per questo, non
mi convincono».
Quale è, secondo lei, la relazione tra storia e cinema?
«È certamente un rapporto particolare perché
quando un fatto storico si racconta attraverso il
cinema ciò avviene a posteriori quando la “sentenza” è già stata emessa. Ad esempio quando
ho girato “Sacco e vanzetti” io sapevo che erano
innocenti. E lo sapevo appunto perché la storia
lo ha dimostrato.
Provo una profonda sofferenza se penso all’intolleranza e a tutti i modi in cui l’intolleranza può
manifestarsi. Credo che sia la madre, il seme
della guerra, del razzismo, del terrorismo e, in
genere, di tutte le sciagure. Questo è quello che
ho cercato sempre di raccontare nei miei film.
I miei personaggi descrivono un uomo che cerca
di vivere guardando più in là, perché non è vero
che non si possa guardare avanti e alzare la testa,
anche se cercano di impedirlo. I miei personaggi
sono stati spesso dei prigionieri, penso ad esempio a Giordano Bruno o anche a Sacco e vanzetti.
Ma lo loro vera prigione era proprio l’intolleranza».
Il suo ultimo film “L’industriale” passa dalla rappresentazione storica alla cronaca di una situazione attuale..
«Abbiamo iniziato nel 2010 a fare i sopralluoghi
per il film vicino Torino dove abbiamo poi girato.
Certo non immaginavo l’orrendo tsunami che ha
poi travolto tanti piccoli imprenditori. Ma già da
allora faceva male vedere la desolazione dei tanti
stabilimenti chiusi, dei capannoni vuoti e abbandonati. E poi durante le riprese c’è stato un episodio particolare e, purtroppo, significativo.
Secondo la sceneggiatura, l’auto del protagonista
sarebbe dovuta passare davanti a una fabbrica
occupata, con striscioni e manifestanti. Non mi
sono sentito di chiederlo ai proprietari di una
fabbrica chiusa, con tutto il dolore che la chiusura si era portata dietro. Così abbiamo chiesto
a una fabbrica che lavorava di darci la possibilità
di girare la scena ed abbiamo allestito il set. Ma
quando la scena era pronta, sono venute moltissime persone preoccupate a chiedere cosa
stesse succedendo: temevano che veramente ci
fosse un’altra fabbrica che stava chiudendo.
Basta poco perché la fantasia sconfini in una realtà che fa paura in un momento come quello
che stiamo vivendo. E la drammaticità sta anche
nel fatto che tendiamo sempre a dare agli altri la
colpa della crisi. Per quanto riguarda l’Europa, è
colpa della Grecia, no è colpa della Spagna, no è
colpa della Germania. In realtà eravamo tutti
sull’orlo di un precipizio e non ce ne siamo accorti. La verità è che quando si viene trascinati in
mare dallo tsunami, nell’acqua ci sono gli squali
pronti ad azzannare i più deboli. E questo è proprio quello che ho cercato di raccontare con il
personaggio di Favino nel film».
intervista a Giuliano Montaldo
8
«IL MESTIERE DELL’ATTORE
È QUELLO DEL TEATRO»
intervista a Roberto Nobile di Maria Grazia D’Agostino
Ragusano d'origine, come attore Roberto Nobile nasce prima in
teatro e approda poi al cinema e in televisione. viso noto al
grande pubblico per avere interpretato in Tv i panni del giornalista Nicolò Zito, in “Montalbano”, e quelli del poliziotto Antonio
Parmesan, in “Distretto di polizia”, Roberto Nobile è stato molto
apprezzato anche al cinema nei film Un attimo sospesi, La stanza
del figlio, Caos calmo, Sotto il sole della Toscana, L’Intervista, per
citarne alcuni. La carriera teatrale, sebbene meno conosciuta, ha
rappresentato il trampolino di lancio nel mondo della cinepresa.
La sua storia di attore inizia con il teatro, ma ha abbandonato il
palcoscenico dopo cinque anni per il cinema e la televisione.
«Sono tornato al palcoscenico alla fine del 2010 mettendo su una
compagnia teatrale con alcuni colleghi. La scelta è stata motivata
dal fatto che c’è una grande crisi nel settore così, sulla base di un
mio testo teatrale, mi è venuta l’idea fare una nuova compagnia.
Abbiamo messo in scena “Terapia Terapia” al Teatro Franco Parenti di Milano. Adesso sto preparando un altro testo».
L’esordio teatrale ha influenzato il suo modo di fare l’attore?
Come?
«Si perché il teatro racchiude una certa precisione. Mette in moto
un rapporto fra personaggio e pubblico che ti fa realmente attore. Nel cinema non sei veramente attore. Qui esprimi meno del
tuo talento. Il mestiere dell’attore è quello del teatro».
Quali sono le qualità che l’attore deve mettere in risalto nel teatro e nel cinema?
«vengono richieste le stesse qualità che viene richiesto in un rapporto di verità intensa, di sincerità e di resa con ciò che sta accadendo. Nel cinema si tende a fingere di meno perché l’occhio
della telecamera riesce a scrutare minuziosamente le rughe del
viso e l’espressione degli occhi, cose che il pubblico di teatro non
riesce a fare per ovvie distanze dal palcoscenico. Nel cinema bisogna essere “veri”, in sintonia con la situazione e la suggestione
del momento data dalla scena interpretata. In teatro devi fare le
stesse cose, ma per farle bene devi dare il massimo altrimenti si
vede che sei finto. Ci vuole più concentrazione per non sbagliare.
Un attore di teatro se è finto si dispiace, magari ottiene lo stesso
gli applausi del pubblico ma si dispiace con se stesso. Nel cinema,
invece, improvvisi continuamente, molto di più che in teatro. Non
è necessario conoscere perfettamente le battute, spesso si leggono mezz’ora prima di andare in scena, l’importante è “essere”
nel personaggio anche se si improvvisa. In teatro le letture del
testo si fanno prima di andare in scena, devono essere conosciute
alla perfezione».
Secondo lei, come si diventa oggi attore, come bisogna essere
e quali basi bisogna avere?
«Si diventa attori salendo su un palcoscenico e recitando un
testo, indipendentemente se lo si fa per professione o no. Nel
caso del professionista interviene l’aspetto promozionale di se
stessi, che è anche l’aspetto di rischio perché ci si deve mettere
sul mercato. Il professionista deve fare i conti con la cruda realtà
del mercato economico e molti artisti soffrono di questo perché
non sono capaci di autopromuoversi pur essendo bravissimi. Noi
diciamo che “c’è un talento per recitare ed uno per avere successo e non sempre le due cose coincidono”».
Fra i tanti personaggi interpretati, in quali si è ritrovato di più e
quali le sono più cari?
«Nel film “La Scuola” di Daniele Lucchetti recito un personaggio
grottesco (il professor Mortillaro, ndr) che, sconfitto dalla vita,
non era depresso ma incattivito. Un perdente che, comunque,
reagiva. Penso che riesco bene in questa sorta di finzione».
Lei è anche un appassionato scrittore (pièces teatrali, libri, racconti). La passione di scrittore è legata al suo essere stato insegnante prima ancora che attore?
«No. Scrivo da sempre. Mi piace. È un modo di articolare il proprio pensiero e strutturarlo. Ho capito che mi piaceva scrivere
quando ho fatto la tesi di laurea. Scrivo sceneggiature e invento
personaggi». L’ispirazione? «Nella vita succedono tante cose e
fra le notizie che ci pervengono dal mondo, alcune toccano la mia
sensibilità e su questo, in genere, scrivo. Attualmente sto preparando un piccolo dizionario, dal titolo “Ospedale della lingua italiana”, che raccoglie le parole italiane che sono state sostituite
da quelle inglesi. E mi sono inventato un ospedale dove tutte
queste parole vengono ricoverate perché tristi e frustrate. I miei
testi sono in genere di provocazione e di giudizio su quello che
succede nel mondo».
9
di Luigi Fortuna
Presidente Nazionale CSAIn
(Centri Sportivi Aziendali e Industriali)
Segnare i percorsi e le motivazioni che hanno
caratterizzato la grande unione FITA-CSAIn,
che permane dal 1982, non è semplice da sintetizzare. Proverò, attraverso una sintesi storica, a
tracciarne le forti motivazioni sociali risultate vincenti
per un modello che, ancora oggi, segna il nostro quotidiano e che si basa sul «tempo libero».
Il tempo libero organizzato in Italia nacque nella seconda
metà del XIX secolo con la Società di mutuo soccorso. Le
prime società di lavoratori ebbero scopi di solidarietà: servivano ai soci per aiutarsi fra loro nei momenti di difficoltà
e per organizzare elementari forme di previdenza e di tutela sanitaria. Col tempo, si occuparono anche di tempo libero collegandosi a bande musicali, compagnie teatrali e
società sportive. Nel 1874 nacque l’Opera dei Congressi
che trovò nuova linfa dall’organizzazione dello sport e del
tempo libero. Ai primi del ‘900 si delineò la “società di
massa” e alcune aziende capirono l’importanza di dotare i
propri dipendenti di strutture (e tempi) che permettessero
una degna attività dopolavoristica in modo da creare consenso e spirito di appartenenza all’impresa. In questo
senso si mossero i pionieri dell’organizzazione sportiva
aziendale, primi avi dello CSAIn (Fiat, Riv, Lancia, Lanerossi,
Pirelli, Borletti, Cogne, Diana, Michelin, Marzotto, Olivetti).
A metà degli anni ‘30, nacque l’Opera Nazionale del Dopolavoro (ODN) che contò quasi ventimila circoli. Giochi tradizionali, sport di larga diffusione, rappresentazioni
filodrammatiche, spettacoli cinematografici e simili furono
usati per trasformare gli italiani in un pubblico di consumatori. Nel ‘45 l’OND fu sostituita dall’ENAL (Ente Nazionale Assistenza Lavoratori) che garantiva assistenza e
agevolazioni ai soci dei CRAL aziendali. I gruppi sportivi e
ricreativi preesistenti alla guerra furono affiancati da
nuove società e dagli Enti di promozione sportiva, rilanciando l’idea associazionistica. Su queste basi nacque, nel
‘50, la prima Coppa multidisciplinare dell’Industria a cui,
nel’ 54, seguì la costituzione del Comitato Nazionale dei
Gruppi Sportivi Aziendali, oggi CSAIn e sempre più vero e
proprio centro catalizzatore del tempo libero.
10
Enzo Grano, ex Presidente FITA e Consigliere
Nazionale CSAIn, così ci raccontava la Federazione: «Nata in casa ENAL, la Federazione Italiana
Teatro Amatori, con sede in Roma, ha visto allineare
sulla passerella della presidenza, unitamente al sottoscritto, eminenti personalità della cultura e dell’arte
come Cesare Giulio Viola, Lorenzo Ruggi, Diego Fabbri,
Mauro Federici, Aldo Nicolai, Aldo Quaranta». «La FITA,
meglio e più delle scuole di arte drammatica, rappresenta l’unico, il vero serbatoio del teatro professionistico,
nonché gymnasium di socialità e di grande invenzione,
università del tempo libero». Nel 1986 Aldo Quaranta fu
insignito del premio CSAIn «Juvenind» per le grandi doti
di animatore che rafforzarono la Federazione da lui presieduta nell’ambito dello CSAIn. Fiammetta Fiammeri,
ex presidente FITA, diceva: «sogno un riconoscimento
per il ruolo essenziale che il teatro amatoriale svolge
nella diffusione e nello sviluppo della cultura teatrale e
del suo linguaggio. Un riconoscimento che ci consenta
di confrontarci con questa “passionaccia” che tanta
parte ha nella nostra vita, con qualche difficoltà in meno
sul piano operativo e con qualche soddisfazione in più».
Fiammeri rinunciò al ruolo di Consigliere Nazionale
CSAIn indicando Carmelo Pace, che ne divenne parte attiva e propositiva.
Ho avuto la fortuna, il piacere, la possibilità di conoscere
ed arricchirmi per avere incontrato Enzo Grano, Aldo
Quaranta, Fiammetta Fiammeri. Sono tantissimi gli incontri e i ricordi fissati nella memoria e negli atti di
CSAIn e FITA. via via ho conosciuto ed apprezzato molte
importanti Compagnie e realtà, tanti Amici. Con il Presidente Pace abbiamo cercato di abbinare attività teatrale ad eventi sportivi. Nel 2003, abbiamo vissuto un
grande cambiamento interno all’associazionismo e noi
CSAIn non finiremo mai di ringraziarlo per la sempre
grande signorile e professionale disponibilità. vorrei rilanciare il tavolo delle Federazioni, dove ci si riuniva due
volte per anno, si affrontavano temi e si individuavano
percorsi ed obiettivi. Un grazie va al “nuovo tempo libero” che ci motiverà a stare meglio insieme, noi più
FITA e voi più CSAIn.
e
di Giacomo Crosa
direttore responsabile TempoSport
Più penso alle parole giuste per rendere omaggio a
un’organizzazione straordinaria come la FITA, più mi
convinco delle assonanze tra il suo mondo, i suoi protagonisti e il mio mondo, quello dello sport. A cominciare dal loro essere fenomeni culturali. Certo, parlare
di Teatro associato alla cultura è facile per non dire
istintivo, meno è in questo Paese associare alla cultura
lo sport, che è identificato, in senso popolare e quasi
esclusivo, con il calcio.
In ogni caso, se mi è dato uno spicciolo di credito,
posso assicurare che conosco poche attività umane
che possono vantarsi di essere espressione culturale
dell’uomo come lo sport.
Sport e Teatro. Per convincersi della stessa tensione
che le ha originate, basta risalire a quella Grecia classica che è il crogiuolo intellettuale della “ nostra”, appunto, “cultura”. Lo sport nasce a Olimpia quasi
tremila anni fa, non solo come misura di una valenza
fisica ma anche come momento unico per ispirare e
convivere con scultura, oratoria, poesia, musica, politica. Lo sport non era mai fine a se stesso ma aveva
una dimensione più alta.
Quel concetto di agonismo che ha originato e che di
lui era specifico, quell’uomo agonale che era il protagonista della vita e della cultura greca lo si ritrovava di
conseguenza nelle epideixis, nelle dimostrazioni di
oratoria, di teatro, di poesia, di musica che affiancavano e completavano il programma delle gare nei Sacri
Santuari del tempo, come appunto Olimpia, ma anche
Delfi, per non dimenticare Corinto e Nemea e soprattutto i Giochi di Tebe in Beozia, terra legata al culto
delle Muse, le cui competizioni erano dedicate in
modo specifico a musica e teatro.
All’atleta-attore mi piace pensare quando frequento
uno spettacolo teatrale. Di questo sovrapporsi di figure ho avuto occasione di parlarne con un attore, ed
anche valente atleta, che è stato vittorio Gassman. Di
quella conversazione ne conservo l’accordo e uno straordinario ricordo.
Componente fisico-gestuale a parte, è tutto l’approccio all’esibizione che si può definire simile se non pro-
prio uguale. Le dinamiche sono le stesse. visione dell’obiettivo, studio, preparazione, prove-allenamento, confronto
con un regista-allenatore, esibizione-gara, giudizio. Questi
sono gli anelli di una catena dalla quale i protagonisti dello
sport e del teatro, in tutte le sue forme, non possono liberarsi. È la loro passione, è la loro motivazione. Principi che
non sono esclusiva di un attore professionista o di un atleta
professionista ma anche, e non esagero a dire soprattutto,
di quel più numeroso popolo di “amateur”, di dilettanti che
frequentano palcoscenici o campi di gara.
È proprio in virtù di questo mio credo che in ogni numero
di TempoSport, il mensile dello Csain che ho il piacere di
dirigere, non deve mai mancare una sezione in cui compagnie teatrali raccontano se stesse, il loro cartellone, il loro
entusiasmo. Mi piace leggere e conoscere le loro storie,
condividere e comprendere anche i loro problemi, le loro
difficoltà. Una compagnia teatrale non è per nulla diversa
da una società sportiva. Non lo è nell’organizzazione, nelle
dinamiche del reclutamento, nella disperata ricerca di fondi
per sviluppare la propria valenza sociale, nell’altrettanto faticosa ricerca di spazi adeguati per potersi esprimere.
Guardo anche i numeri ed è straordinario rilevare come in
dieci anni si sia quasi raddoppiato il conto delle compagnie
fino alle attuali 1266 e con lo stesso passo sia aumentato il
numero degli affiliati. Tra questi, pur non avendo competenza specifica per interpretare il dato, mi consola il numero di minorenni che si avvicinano al mondo del teatro
amatoriale, in tutte le sue forme espressive, in tutte le sue
figure collaterali.
I numeri non dicono tutto ma sono un indubbio segnale di
efficienza e di ottima salute della FITA.
A modo mio, anch’io sono stato un attore. Mi sento parte
del vostro mondo. Per quanto mi riguarda, una pedana del
salto in alto è come i legni di un palcoscenico. Accetto sfide
a dimostrare il contrario.
11
“Ma dove va la critica teatrale?”
di Antonio Zanoletti
Zanoletti debutta con Giorgio Strehler e, per alcuni anni, è al Piccolo Teatro di Milano. È diretto da Battistini, Barbareschi, Pagliaro, Ronconi e dal premio Nobel per la letteratura Derek
Walcott nel ruolo di Ulisse in “Odissea”. Ha recitato testi di Machiavelli, Shakespeare, Brecht, Pirandello, Goldoni, Ibsen, Alfieri,
Dostoevskij, Sofocle, Euripide (per citarne alcuni) ed ha scritto e
interpretato il monologo “Il sole negli occhi” tratto dalle lettere
di van Gogh al fratello Theo. Come doppiatore ha dato voce a
James Woods e a Martin Sheen.
12
«Perché ci siamo ridotti così? Dove è cominciato a mancare
l’anello di congiunzione di una tradizione che veniva da lontano
e che aveva dato i suoi frutti? In questo stropicciato mondo che
é il nostro, di noi teatranti, fatto di fatiche, di passioni sconvolgenti, di furori eroici e di amarezze inevitabili, che funzione ha,
oggi come oggi, la critica teatrale, quando dai grandi maestri ci
si imbatte in presuntuosi scribacchini con la prosopopea di emettere sentenze senza fare ciò che i maestri stessi hanno fatto:
hanno semplicemente incominciato amando il teatro e chi lo fa».
È un pensiero forte che Zanoletti esprime con determinazione
dicendo: «Possiamo non perdere la fiducia nella voce del critico?
Perché, attenzione, è già in atto questa sfiducia. Pericolosamente». «Capita sovente e sempre più spesso – spiega - di vedere
cartelloni di stagioni teatrali curati da critici che impongono
anche le loro traduzioni di testi, o peggio, si favoriscono le loro
traduzioni “per convenienza”. È possibile, poi, credere alle loro
recensioni che parlano di spettacoli che loro stessi hanno proposto, fatti magari da amici, amichetti e conventicole varie? Perché
si deve accettare silenziosamente questi autoerotismi di convenienza? Ma come, dico io, potremo credere a ciò che si legge?
Ma dove sono gli eredi dei Bertani, dei De Monticelli, dei Ronfani
o dei Mario Apollonio, per dirne alcuni che fecero del loro mestiere una missione, un credo? Allora si stava alzati la notte, dopo
una “prima” per correre in edicola e leggere le loro recensioni e
trarne insegnamento, noi attori, registi e uomini di teatro tutti;
ma credevamo a priori alla loro onestà e intendimenti. La loro
autorevolezza e pulizia e onestà intellettuale ti incuteva rispetto.
Ma ora? Si assiste a gente prezzolata che non solo prepara cartelloni e traduzioni ma crea conventicole, inventa premi a go-gò,
stabilisce se quel tal attore va innalzato, segnalato o ignorato
per pura convenienza o cattiveria; e magari in accordo con registi
anche autorevoli, so quel che dico, che per rivendicazioni si sono
venduti l’anima».
«Il bagaglio di conoscenza e di memoria che un critico vero, “onesto”, deve avere ha fatto posto a giochetti e inciuci. Tutto questo
fa male al Teatro. Lo fa agonizzare, lo svilisce e lo svuota proprio
della sua funzione etica, morale, educativa che il teatro ha per
sua natura e deve avere. Quello che era la funzione della critica
di formare nuovo pubblico, lucido, attivo, creare spettatori pen-
santi, si riduce invece a perfidie da comari da pianerottolo o da beghine saputelle. E noi teatranti a testa bassa,
stiamo zitti zitti, sperando di non essere toccati da simili
giudizi? C’è una responsabilità della critica se il teatro è
sempre più preda di manie musicali e sempre meno di
testi e di autori che ancora hanno cose da dire. Il disimpegno che imperversa sempre di più e che abbrutisce il
panorama teatrale, è l’opposto di ogni etica. Se il pubblico volesse solo quel tipo di rappresentazione, musical
e divertimento, non si spiega allora l’enorme afflusso di
pubblico che ogni anno accorre a Siracusa per assistere
a tragedie antiche di autori come Sofocle o Euripide. La
media è otto-diecimila persone a sera e lo dico perché ci
sono stato più volte come attore interprete.
Non voglio polemizzare sterilmente a vuoto, ma dico
“l’unica polemica nel Teatro, nasce facendo teatro”. Il
resto lascia il tempo che trova. Rassegniamoci a vedere
svuotata di significato la funzione del critico, oppure facciamo in modo che le cose cambino. Ma non arrendiamoci mai.
Il punto sta qui: nell’aver perduto la “coscienza” della critica. Oggi si assiste passivamente al compromesso, si
vuole la facile vittoria. A chi affideremo il futuro del Teatro? Qualcuno mi ha consigliato di non espormi in prima
persona, rischiando furori avversi. Rispondo con una citazione da “Spoon River” : “… è molto lodato il gesto di
quel ragazzo spartano che nascose il lupo sotto il mantello e si lasciò divorare senza un lamento”. È più coraggioso, io dico, strapparsi di dosso il lupo e combattere
apertamente, magari per strada, tra polvere e urla di dolore. La lingua sarà magari un organo ribelle, ma il silenzio avvelena l’anima. Mi biasimi chi vuole. Io sono
contento così».
Pagine
Nazionali
…La nostra storia
1947 La Federazione Italiana Teatro Amatori è la
prima unione di teatro amatoriale a costituirsi a livello nazionale. Nata dalla tradizione dopolavoristica, il sodalizio tra la Fita e l’Enal (Ente Nazionale
Assistenza Lavoratori) dura fino al 1978. Le compagnie si denominano Gruppi d’Arte Drammatica
(Gad).
1948 Si svolge il primo “Festival dell’Arte Drammatica Nazionale” che ha come prima sede Pesaro. Al
suo interno trova i propri spazi anche la Fita. Nel
1988, il Festival diviene “Festival Nazionale Fita”,
che per dieci anni si svolge a Chieti, nel prestigioso
Teatro Marrucino.
1972 Il Congresso straordinario di Fiuggi approva il
primo Statuto della Fita.
1973 Un nuovo Congresso straordinario viene celebrato ad Arezzo e si approva lo Statuto nel quale
l’intero consiglio direttivo deve essere eletto dalla
Federazione tra una rosa di candidati proposti unicamente dai suoi organi. All’Enal spetta solo la nomina del Presidente del revisore dei conti.
1978 La FITA adotta il suo statuto con atto notarile
stipulato a L’Aquila dal notaio Giovanni Fanti
(9.9.1978). Tra i soci fondatori sono ancora con noi
Gabriele Sanges e Aurelio Angelucci.
1983 La FITA inizia il suo sodalizio con il C.s.a.In
(Centri Sportivi Aziendali Industriali).
1998 La FITA viene affiliata all’Agis.
2008 La Fita ottiene dal Ministero del Lavoro, della
salute e delle Politiche Sociali il riconoscimento di
Ente di Promozione Sociale.
I nostri Presidenti
Cesare Guido viola, Fabbri, Mario Federici, Aldo Nicolaj.
1978-1988 Aldo Quaranta
1988-1994 Enzo Grano
1994-2008 Fiammetta Fiammeri
2008 -2012 Carmelo Pace
2012 -2016 Carmelo Pace
14
Premessa
Al fine di favorire la qualità e il prestigio dell’attività svolta
dalla FITA e la diffusione di uno spirito associativo adeguato, si ritiene necessaria l’istituzione di un Codice Etico
specifico che esprima i valori guida e lo stile comportamentale in cui sia possibile ritrovarsi, che cementi una comunione d’intenti e di volontà tra i Soci, esternando
un’immagine che qualifichi e identifichi l’Associazione.
Il Codice Etico è un accordo istituzionale volontario stipulato tra i Soci per disciplinare eticamente i rapporti tra loro
e l’Associazione e tutti i propri interlocutori, compresi coloro che, tramite elargizioni di qualsiasi genere, consentono alla FITA di raggiungere i propri obiettivi.
Il Codice Etico è un mezzo efficace per prevenire comportamenti irresponsabili o illeciti da parte di chi opera a qualsiasi titolo in nome o per conto della FITA, che introduce
una definizione chiara ed esplicita delle responsabilità etiche e sociali verso tutti i soggetti coinvolti direttamente o
indirettamente nell’attività dell’Associazione.
L’affiliazione ed il tesseramento alla FITA implicano l’osservanza della normativa giuridica generale vigente e l’accettazione e la piena adesione non soltanto allo Statuto
dell’Associazione, ma anche al Regolamento Interno e al
presente Codice Etico. Il Codice Etico non sostituisce e non
prevale sulle leggi vigenti.
Principi etici di riferimento
La FITA si ispira nella sua attività ai seguenti principi etici,
vero fondamento per ogni comportamento e per ogni momento della vita dell’Associazione.
La FITA si impegna a rispettare tutte le norme, le leggi, le
direttive ed i regolamenti nazionali ed internazionali. Inoltre ispira le proprie decisioni ed i propri comportamenti al
rispetto dei diritti fondamentali della persona e alla cura
dell’interesse pubblico.
L’onestà rappresenta il principio fondamentale per tutte le attività della
FITA, costituisce valore essenziale della gestione organizzativa interna
tra i Soci, tra i Simpatizzanti e verso l’esterno. I rapporti con portatori
di interessi, tra Soci e tra i Simpatizzanti sono improntati a criteri e
comportamenti di correttezza, collaborazione, lealtà e reciproco rispetto.
La FITA, attraverso i suoi organi, si impegna a vigilare affinché da parte
dell’Associazione, dei propri Soci e dei Tesserati siano sempre posti in
essere comportamenti che ancor prima di essere obbligatoriamente
etici, appaiano anche come tali.
La FITA, consapevole del proprio ruolo sociale, si impegna ad operare
nel rispetto delle comunità locali, nazionali ed internazionali sviluppando iniziative che sappiano coniugare l’interesse dei singoli e della
collettività, nell’ottica di contribuire al miglioramento della qualità
della vita.
La FITA si impegna ad operare in modo chiaro e trasparente, senza favorire alcun gruppo di interesse o singolo individuo.
La FITA persegue la trasparenza all’interno dell’organizzazione tra Soci
e nei confronti dei destinatari delle proprie attività.
La gestione delle risorse umane della FITA è improntata al rispetto della
personalità e della professionalità di ciascuna di esse, in un quadro di
lealtà e fiducia e alle pari opportunità.
La FITA rifiuta ogni discriminazione di razza, di genere, di nazionalità,
di religione, di lingua o politica.
La FITA assicura la riservatezza delle informazioni in proprio possesso
utilizzando la quantità minima indispensabile di dati necessari per
compimento delle proprie attività.
L’attività della FITA
La FITA è una libera associazione che basa la sua attività culturale promuovendo la ricerca, l’innovazione, lo sviluppo di nuovi modelli organizzativi, nell’intento di fornire un contributo alla crescita della società
nei valori di libertà, di democrazia, di libero dialogo e scambio d‘idee
e di esperienze.
L’azione e gli obiettivi perseguiti dalla FITA sono sempre improntati al
rispetto dei diritti fondamentali della persona, così come sono concepiti e dichiarati dalla Costituzione della Repubblica Italiana.
La FITA afferma la propria indipendenza da ogni condizionamento e
discriminazione di carattere politico, ideologico, religioso o economico.
L’attività associativa ha come valore guida la crescita di una cultura che
si fonda innanzitutto sui valori universali dell’uomo, per cui i diritti
umani, la pace, la solidarietà internazionale, la tutela e il rispetto per
l’ambiente e la vita, le pari opportunità ed il riconoscimento del merito,
sono i principi fondamentali che ne guidano l’azione. Nel proprio am-
CODICE ETICO
bito, l’Associazione promuove la creazione di un ambiente improntato al dialogo, al rispetto delle diversità, alla reciproca tolleranza,
al rispetto delle leggi, a corrette relazioni interpersonali, all’educazione nel confronto, all’apertura e alla crescita culturale di ciascuno.
La FITA non ha scopo di lucro. Fare parte della FITA impone una
libera scelta da parte di coloro che, essendo forniti della professionalità, esperienza, cultura e dei titoli previsti e richiesti, esprimano la volontà di voler contribuire alle finalità che l’Associazione
si propone nei modi contenuti nello Statuto e nel Regolamento.
Ai Soci ed ai Simpatizzanti è richiesto il reciproco rispetto e la massima educazione nei rapporti fra loro e una lealtà di comportamento.
Non sono ammissibili false dichiarazioni né comportamenti inequivocabilmente scorretti. Non è ammissibile utilizzare le conoscenze, siano esse di carattere scientifico, d’innovazione culturale
o di altro tipo, né le risorse umane né tanto meno l’organizzazione
dell’Associazione stessa per fini personali o addirittura in contrasto
con gli interessi di univocità o le finalità statutarie.
Nello svolgimento delle proprie attività i Soci ed i tesserati della
FITA non devono commettere azioni capaci di danneggiare o compromettere i profili valoriali e d’immagine che caratterizzano l’Associazione e il suo buon nome, né la sua progettualità, ossia le
attività che pone in essere per raggiungere i propri scopi. Essi riconoscono la propria responsabilità nel garantire che le necessarie
risorse umane e finanziarie siano reperite in maniera etica, professionale e trasparente, secondo l’interesse esclusivo dell’Associazione e mai a vantaggio personale.
La FITA si impegna a perseguire un efficace, efficiente e lungimirante uso delle risorse umane e finanziarie. A tal proposito i Soci
e i Tesserati garantiscono che le risorse finanziarie saranno utilizzate secondo il criterio della buona gestione per fini conformi a
quelli statutariamente indicati. La destinazione dei fondi deve essere chiaramente esplicitata e legata alla sopravvivenza dell’Associazione e alla realizzazione di specifici progetti.
I Soci e i Tesserati e coloro che a vario titolo sono ammessi a partecipare alla vita associativa sono tenuti a una libera accettazione
ed al rispetto del presente Codice Etico, la cui infrazione determina l’applicazione di provvedimenti sanzionatori.
Ogni Socio ed ogni Simpatizzante, al momento dell’iscrizione,
prende visione e accetta il presente Codice, esprimendo l’impegno a rispettarlo rigorosamente e a non ostacolare in nessun
modo il lavoro degli Organi preposti alla salvaguardia della sua effettività.
Il presente Codice Etico è stato proposto dal Consiglio Direttivo ed approvato dal Consiglio Federale nella seduta del 14 aprile 2012.
15
Formare i Formatori,
nuovo obiettivo della Fita
Nel 2012 la Federazione Italiana Teatro Amatori
(F.I.T.A.) ha avviato il progetto «Formatori» che si
prefigge l’importante scopo di formare coloro che
lavorano con i ragazzi nei laboratori teatrali degli
Istituti scolastici italiani. «L’idea - spiega la Presidente della Commissione Formazione Giovani,
Fiammetta Fiammeri, - nasce dalla considerazione
che nelle scuole superiori, da qualche anno, c’è una
figura nuova, cioè quella dell’“esperto di teatro”, che
si occupa della formazione dei giovani nelle attività
extrascolastiche dei laboratori teatrali. Questa figura
è ricoperta, talvolta da attori e registi teatrali, ma
per lo più da docenti volenterosi, spesso anche
molto capaci che, tuttavia non hanno una formazione specifica in campo teatrale. Per tale motivo la
Federazione ha pensato di promuovere dei corsi
specifici rivolti a coloro che vogliono ricoprire questo ruolo nelle scuole, in modo da migliorare la qualità della loro formazione e, così, anche quella degli
studenti». Sebbene, dunque, i prodotti finali dei laboratori teatrali presentati a fine anno scolastico, o
durante alcuni Festival a tema, siano il risultato di
mesi di lavoro, impegno e sacrificio da parte di studenti e docenti-formatori, va considerato il fatto che
non sempre sono spettacoli qualitativamente validi.
Un valore aggiunto che la Federazione Italiana Teatro Amatori intende offrire attraverso il progetto
«Formatori» che prevede un format unico per tutte
le regioni italiane, creato, gestito e realizzato a livello nazionale. L’obiettivo, certamente ambizioso,
è quindi quello di fornire uno strumento duttile ma
completo ai formatori in materia di teatro. Uno strumento che al di là delle differenze linguistiche, ter-
16
ritoriali e di costume che caratterizzano ogni singola
regione possa essere utile ed utilizzato in qualsiasi
realtà scolastica.
Ma l’intenzione della Federazione è quella di superare il passaggio dell’accreditamento dei singoli corsi
e diventare, nel tempo, ente formatore attraverso
il riconoscimento di tale titolo da parte del Ministero
della Pubblica Istruzione. Una volontà che viene sugellata dalle molte attività, riconosciute anche a livello nazionale ed europeo, che la FITA mette in
campo da decenni a vantaggio del teatro di qualità.
Per diventare ente formatore, quindi, la Federazione
ha avviato il progetto Formatori. L’accreditamento
del singolo corso di formazione, richiesto dalla FITA
nazionale e rivolto agli esperti di teatro presenti in
tutta Italia, viene rilasciato dal Ministero della Pubblica Istruzione oppure dalle sue Direzioni regionali.
Modalità di adesione e di partecipazione al
progetto «Formatori».
La fase organizzativa della prima edizione del progetto si è conclusa il 31 marzo, termine ultimo per
presentate le domande di accreditamento dei corsi.
Il progetto verrà riproposto negli anni successivi
mantenendo, per lo più, le stesse modalità. Ciò
anche per caratterizzare e qualificare l’offerta formativa della FITA.
(Ha collaborato Fiammetta Fiammeri, Presidente
Commissione Formazione Giovani)
Esperto di teatro nelle scuole
IL progetto traccia le linee-guida di un percorso di
lavoro orientato a dare sintesi stabile ai molteplici
fermenti, esperienze, progettualità che orbitano
intorno al “fare teatro a scuola”.
Attraverso la scelta di tale metodologia di lavoro ci si
propone di: rispondere ai bisogni formativi complessi
dell’utenza, interpretare le esigenze di espressività e di
“visibilità” dei giovani, dare reciprocità ad attività curriculari ed extracurriculari che coinvolgano docenti in
un progetto di formazione condiviso.
Fine principale, al di là di tutte le teorizzazioni, è quello
di utilizzare come metodologia sistematica la “buona
pratica” laboratoriale del far teatro per l’acquisizione di
COMPETENZE spendibili in maniera trasversale.
Il fine non è il PRODOTTO ma il PROCESSO da cui aspettarsi non applausi ma ricadute reali di motivazione e di
formazione umana.
La scuola non ha registi e non prepara attori, ma si avvale di personale con competenze complesse e diversificate per formare cittadini consapevoli.
I destinatari del Progetto sono, dunque, i docenti che
utilizzano la “buona pratica del fare teatro”. Essi, in
tutta umiltà, debbono cominciare a ripensarsi nel percorso, sfrondare il loro operato da tutte le stratificazioni
e false certezze, frutto di abitudini sedimentate, ricominciare daccapo.
Il laboratorio è il cuore del progetto. Destinatari sono i
docenti di Istituti di qualsiasi ordine e grado, con propensione specifica per tale “buona pratica”, con adesioni già dichiarate. Tali docenti-discenti seguiranno, in
gruppi disomogenei dai dieci elementi in su, le varie
unità formative, riguardanti drammaturgia, recitazione,
regia, scenografia, illuminotecnica e sartoria teatrale,
progettazione e didattica scenica, legislazione. Saranno
affidati alle cure di formatori FITA con esperienza accreditata nel settore metodologico del processo laboratoriale e nelle tecniche della comunicazione, con
curricula professionali mirati alle tecniche dell’animazione.
Il lavoro sarà espletato nelle ore extracurriculari, per un
totale di 60 ore, di cui 12 ore di formazione individuale.
Le unità formative verranno sviluppate avendo come
fine l’acquisizione di competenze e ruotando, come tipologia lavorativa, intorno all’uso delle seguenti parolechiave vOCE, CORPO, SPAZIO, TESTO, dietro ognuna
delle quali sta l’acquisizione di uno specifico linguaggio.
L’accertata acquisizione delle competenze verrà attuata
con verifiche sul campo, sezione per sezione.
La finalità è quella di creare un cospicuo gruppo di docenti formati non solo nelle tecniche dei vari linguaggi
della “buona pratica del fare teatro” ma soprattutto nel
concetto fondamentale dell’uso consapevole di una
metodologia laboratoriale capace di fornire competenze trasversali.
Di solito ciò va in tempi dilatati, perchè il processo di
diffusione è un processo circolare, e si auspica che inneschi meccanismi di rete dai cui risultati di ritorno si
può calibrare l’intervento successivo.
(Ha collaborato la prof.ssa Nunziata Blancato
Direttore Scolastico)
17
FESTA del TEATRO
Punta di diamante della Federazione Italiana Teatro
Amatori è la “Festa del Teatro”, che nel 2011 si è
svolta nella splendida cornice dell’Isola d’Elba su richiesta della regione Toscana e sotto la supervisione
del segretario generale Gianni D’Aliesio. Poiché la
città ospitante viene proclamata “Città del Teatro
Amatoriale” per l’intera stagione artistica, la scelta
dei luoghi in cui tenere la manifestazione annuale
più importante della FITA (che si ripete dal 1988)
rappresenta un vero e proprio impegno. vengono
infatti predilette le località più prestigiose d’Italia. E
la loro ricerca, per l’edizione successiva, parte immediatamente dopo la conclusione di ogni Festa del
Teatro. Lo scopo, comunque, resta sempre quello di
coinvolgere le regioni d’appartenenza poiché la partecipazione alla Federazione resta alla base della
FITA. La scelta dell’Isola d’Elba per il 2011 è nata proprio dalla volontà di coinvolgere anche le isole minori che, per loro natura, sono dotate di un fascino
particolare e molto suggestivo, location ideale per
tale manifestazione. Fra le città che hanno avuto
l’onore di ospitare la Festa ci sono Montecatini,
Montesilvano, Cagliari, Sorrento, San Benedetto del
Tronto, Stresa, Catania, Cefalù, Acireale, Siracusa,
Lamezia Terme.
Per il 2012, la scelta della città in cui organizzare la
manifestazione è ricaduta su Bisceglie (prov. di Barletta-Andria-Trani) nella regione Puglia. Scelta che
si è basata sulle manifestazioni di interesse presen-
18
tate dalle regioni nel corso del Congresso Nazionale
di giugno che ha riconfermato il Direttivo uscente.
Anche quest’anno il Direttivo ha puntata su una location italiana di grande pregio dove svolgere la Festa del Teatro, che si
svolge dal 12 al 14 ottobre.
Ma si continua a lavorareper un maggiore coinvolgimento delle
istituzioni locali
e dei mezzi di
comunicazione.
Quattro giorni
di…Teatro
Nei quattro giorni di Festa,
organizzati nella prima settimana di
ottobre, i partecipanti si esibiscono negli
ATTI…MI DI TEATRO con brevi saggi teatrali.
Ma la Festa del Teatro è anche stages, seminari, incontri, convegni, mostre ed ateliers
dove vengono esposte foto, costumi di scena e locandine, promozione degli autori FITA. Un forte mo-
Incontro Autori FITA
mento di aggregazione, di conoscenza e di scambio
di esperienze, di approfondimento delle tecniche
teatrali a cui partecipano sia attori italiani tesserati
FITA e sia le delegazioni delle Federazioni europee iscritte alla COEPTA
(Confederazione
Europea per il teatro
Amatoriale) e al
CIFTA (Comitato Internazionale
Te a t r o
Amatori di
Cultura
Latina).
In più, la manifestazione
si
pone come punto di incontro ed importante vetrina
per le compagnie e gli iscritti poiché vi prendono parte ospiti d’eccezione, che scelgono di essere testimonials
dell’attività della Federazione. In passato la Festa
del Teatro FITA ha avuto, fra i suoi testimonials, Leo
Gullotta, Luigi Lunari, Massimo Wertmüller, Enrico
vaime, Alberto Sordi, Nino Manfredi, Emanuela Aureli, Giuliana De Sio. La Festa cerca, infine, di creare
un rapporto con la città ospitante attraverso il coinvolgimento dei cittadini in alcuni degli eventi previsti
dal programma.
Nella serata finale va in scena lo spettacolo dell’Accademia del Teatro Italiano (produzione diretta
dalla Federazione e riservata ai giovani di tutta Italia,
dai 18 ai 25 anni, i quali partecipano ad un laboratorio di una settimana) e viene consegnato il premio
Fitalia.
“ATTIMI di TEATRO”
Il Teatro per il Teatro. È lo spazio in cui gli attori della
FITA si esibiscono durante la Festa con le loro proposte. Cinque i minuti a disposizione per affascinare
un pubblico …di attori. Sul palcoscenico si avvicendano senza sosta gli attori che si rappresentano agli
attori. Magico momento di vero Teatro.
(Ha collaborato Gianni D’Aliesio,
Segretario Generale FITA)
19
Festival FITA
“Premio Città di Viterbo”
II veicolo di cultura e tradizioni popolari rischia di perdersi?
Dal 1995 si svolge, nella città laziale di
viterbo, il Festival Internazionale di
Teatro Amatoriale FITA denominato
“Premio Città di viterbo”. L’evento raccoglie compagnie di teatro amatoriale
iscritte alla Federazione e provenienti
da tutte le regioni d’Italia ma anche
gruppi teatrali stranieri grazie alla fattiva collaborazione della Co.E.p.Ta.
(Confederazione Europea del Teatro
amatoriale). Il Festival si pone come
veicolo culturale di tradizioni popolari
e dialettali ed è organizzato dalla Federazione attraverso il comitato provinciale FITA di viterbo, presieduto da
Bruno Mencarelli. In genere gode del
finanziamento della stessa Federazione, del Comune e della Provincia di
viterbo, della Regione Lazio, con una
fattiva collaborazione come partners
dell’AGIS Scuola, dello CSAIn, del Rotary International, della Co.E.p.Ta. e
dell’Università della Tuscia. Negli ultimi
anni, però, la realizzazione del Festival
è diventata sempre più difficoltosa per
mancanza di finanziamenti tanto che
l’edizione del 2012 ha avuto delle difficoltà per la sua realizzazione. Nonostante tutto, il comitato provinciale
FITA di viterbo si è messo in moto sin
dall’inizio dell’anno per reperire fondi
contattando vari operatori economici e
riuscendo a garantire la XvII ed. del
Premio Città di viterbo, organizzata in
collaborazione con il Comune di viterbo e con un grande aiuto da parte
della Co.E.p.Ta. e della FITA Nazionale.
Per il 2012, l’ente Provincia aveva anticipato di non potere intervenire in solido sempre per mancanza di fondi. La
manifestazione si svolge ogni fine set20
timana degli ultimi tre mesi dell’anno
(ottobre-novembre-dicembre).
Edizione 2011
Nel 2011, hanno partecipato 75 compagnie italiane affiliate alla Federazione (più una sola compagnia teatrale
straniera) ed il Festival Internazionale
“Premio Città di viterbo” è stato vinto
dalla compagnia Teatro del Sorriso di
Ancona con l’opera «In nome del Papa
Re», per la regia di Giampiero Piantadosi.
«Rispetto al 2010 – riferisce Bruno
Mencarelli -, c’è stato un forte interessamento da parte delle testate giornalistiche, sia della carta stampata che
on-line nonché un intervento di RAI 3Regione Lazio. La Rai ha curato un eccezionale servizio con interviste e
documentazione storica del teatro
amatoriale, in genere, e della manifestazione di Viterbo, in particolare, visibile sul nostro sito www.fitaviterbo.it.
Un particolare e sostanzioso interessamento economico c’è stato anche da
parte della Provincia di Viterbo». Per
quanto riguarda la parte organizzativa,
«abbiamo avuto una forte carenza sia
da parte degli operatori economici,
che hanno ristretto fortemente la collaborazione, e sia da parte dei gestori
dello spazio scenico, per la mancanza
di service e di strutture essenziali del
teatro. Ciò ha gravato fortemente sul
bilancio di questa edizione». Nonostante le difficoltà, comunque, la sedicesima edizione del Festival si è
realizzata grazie all’impegno del comitato provinciale FITA di viterbo.
Nell’edizione 2011 il “Premio Città di
viterbo”, raffigurante il leone simbolo
della città, è stato coniato in originale
in elegantissima ceramica, anziché in
bronzo, dall’artista di fama mondiale
Roberto Joppolo e l’artista pittore Toni
Arch ha donato dei suoi quadri impreziosendo la rosa dei premi da assegnare.
Premio “Città di Viterbo”
Al Festival partecipa di diritto la compagnia vincitrice del premio “Fitalia”.
Fino al 2010 partecipava di diritto
anche la vincitrice del premio “Phersu
d’Argento” (manifestazione locale che
la Provincia di viterbo affidava alla FITA
provinciale attraverso un protocollo di
intesa). Ma dal 2011 lo stesso premio
è stato abolito da parte dell’ente Provincia per mancanza di fondi. Per partecipare occorre aderire al bando che
ogni anno emana la Federazione. Le
compagnie FITA partecipanti possono
presentare lavori teatrali in lingua sia
italiana che dialettale avendo cura di
non creare doppioni con lavori che
hanno partecipato in un circuito di
70km di raggio in rassegne e/o concorsi
nella stessa provincia di viterbo. Fra i
partecipanti ne vengono selezionati
sei, scelti in base a: professionalità, costumi, scenografie, dizione e originalità
del testo. vengono prediletti lavori di
autori moderni e lavori mai rappresentati nelle precedenti edizioni. Alle compagnie estere, che non concorrono con
quelle italiane, va assegnato un premio
a parte e possono esibirsi anche in pomeridiana durante la settimana (per facilitare sia la loro presenza sia la loro
libertà di movimento) presso l’auditorium dell’Università della Tuscia in viterbo. Il pubblico è formato per lo più
da studenti universitari della Facoltà di
Lingue e letterature straniere. Fino al
2011, gli spettacoli delle compagnie
italiane sono stati rappresentati al teatro San Leonardo ma si sta pensando
di utilizzare la struttura universitaria
anche per loro. La manifestazione ha
potuto godere, negli anni, della presenza di numerosi ospiti
d’onore come Ida Di Benedetto, vincenzo Salemme, Dario
Argento, Anna Rita e Isabella Pasanisi, Mita Medici, Franco
Nero, Oreste Lionello, Sabrina Salerno, Cesare Ferri, Rosalba Panieri.
Ha collaborato Bruno Mencarelli, Presidente
del Comitato Provinciale FITA di Viterbo.
FESTIVAL INTERNAZIONALE DI TEATRO AMATORIALE
F.I.T.A.
2011
XVI PREMIO CITTÀ DI VITERBO
PRIMO PREMIO
a
TEATRO
DEL
SORRISO
di Ancona
per
IN
NOME
DEL
PAPA
RE
dAntonello Avallone
per la regia di Giampiero Piantadosi
La completezza dell’allestimento e della regia unita all’ottima interpretazione dei personaggi non ha deluso le aspettative
dell’inevitabile confronto con la pellicola cinematografica del maestro Luigi Magni, rendendo lo spettacolo un piacevole ricordo della
stessa, mantenendo altresì una propria identità
nella trasposizione teatrale.
Viterbo, 13 ottobre - 4 dicembre 2011
La Giuria
21
ACCADEMIA
del Teatro Italiano
L’Accademia del Teatro Italiano è la grande
opportunità che la Federazione offre da diversi anni ai giovani dai 18 ai 25 anni. È la possibilità di partecipare ad uno stage
residenziale di una settimana rivolto a dieci
giovani (ragazzi e ragazze) che vengono selezionati tra tutte le compagnie FITA presenti
sul territorio italiano. I giovani “allievi” sperimentano una full immersion in “formazione”,
che darà come risultato finale l’allestimento
di uno spettacolo, curato da un regista, da
presentare nel corso della serata finale della
Festa del Teatro. Lo spettacolo dell’Accademia
è il prodotto conclusivo di un percorso formativo che i ragazzi vivono per sette giorni
presso il luogo della Festa del Teatro, che nel
2011 è stato l’Isola D’Elba, Località Biodola.
Ma l’esperienza dell’Accademia non si riduce
certo alla messa in scena dello spettacolo finale quanto piuttosto all’emozione ed al piacere dei ragazzi di lavorare in modo duro e
perseverante per la creazione di un loro prodotto. Formare dei ragazzi in una settimana
non significa trasformarli in “attori”, significa
invece far provare loro il vivere in gruppo,
esercitandosi per 8 ore al giorno, e richiede
una disciplina che apporti nuove abilità ed il
consolidamento di competenze già acquisite
attraverso la loro normale partecipazione ad
associazioni, compagnie e teatri locali.
Edizione 2011
Dell’edizione 2011 ne parla Mauro Pierfederici, direttore artistico della Federazione.
«Anche per questa edizione si è mantenuta la
formula, ormai collaudata da anni, che prevede una settimana di lavoro intenso su se
stessi e sul testo da parte dei ragazzi, con la
22
finalità di creare un gruppo affiatato ed omogeneo. Ciò soprattutto considerando che i giovani provenivano da varie parti d’Italia, quindi
non si conoscevano ed avevano ricevuto il
testo, per memorizzarlo, un mese prima della
Festa. Ed i ragazzi hanno dimostrato di aver
lavorato sodo non alla sola messa in scena
ma anche alla creazione di un “gruppo” fortemente motivato ed affiatato. È stato un lavoro di preparazione molto intenso poiché i
dieci hanno condiviso i soli momenti dei pasti
con gli altri partecipanti alla Festa». Per il secondo anno consecutivo, regista dell’Accademia è stato Daniele Franci (dell’Etolie di
Reggio Emilia), che ha proposto e messo in
scena lo spettacolo ispirato a “Il gabbiano Jonathan Livingston” di R. Bach. «Franci ha presentato un progetto che corrispondeva ai
criteri di scelta del concorso di idee: uno spettacolo che univa emozioni e lavoro fisico, teatro e musica (con piacevoli coreografie) e
semplicità di messa in scena. Spettacolo che
il pubblico ha molto gradito».
Anche per il 2012 si segue la formula del concorso di idee tra gli associati interessati alla
regia dell’Accademia. «Oltretutto è un modo
per apprezzare la ricchezza di idee che caratterizza tanti nostri registi, rendendo difficile
per noi la scelta del progetto di messa in
scena!».
Il gabbiano Jonathan Livingston
liberamente ispirato al romanzo di
Richard Bach con
Interpreti: Silvia Pappalardo (Milano); Ilaria
vignolini (Reggio Emilia); Sara Lacirignola (Castellaneta-Puglia); Azzurra Drago (LeonforteSicilia); Davide Corraro (verona); Martino
Zabeo (Pianiga-veneto); Danilo Riciputo (Augusta-Sicilia); Gian Maria Gramondi (Reggio
Emilia); Carlo Terracciano (varazze-Liguria);
Angela Dalla Nora (Pordenone).
Il gabbiano Jonathan Livingston non è come
gli altri. Scopre la bellezza di librarsi nel cielo
e cerca la perfezione nel volo che per lui non
diventa ricerca di cibo ma di un ideale di libertà, di spazi e cieli azzurri, di calore e luce,
di soffio di vento e mare spumeggiante. Non
vuole più seguire la massa e rifiuta la vita
dello stormo che lo isola. Dal racconto
emerge il desiderio di lottare e di distinguersi,
di ottenere quello in cui si crede anche a
costo di non essere compreso. Diventa così il
simbolo di chi ha il coraggio di seguire la propria legge interiore e non si lascia influenzare
dai pregiudizi degli altri. È una metafora che
riflette la condizione umana troppo spesso
costretta in schemi e ruoli ingessati e che non
lascia spazio alla fantasia, alle aspirazioni e ai
sogni.
Daniele Franci, regista dell’ultima edizione
dell’Accademia del Teatro Italiano-FITA e ideatore del progetto “Il gabbiano Jonathan Livingston”, spiega il perché di tale scelta:
«Trovo questo testo particolarmente adatto
ad una esperienza formativa come quella
dell’Accademia e a dei ragazzi che si approcciano al teatro con passione e con uno
sguardo fresco e disponibile alla sperimentazione. Il testo tratta temi universali come
l’amicizia, la libertà e il coraggio di compiere
scelte a volte difficili attraverso un linguaggio
sfaccettato e aperto a diverse interpretazioni.
Non credo che l’obiettivo dell’Accademia sia
quello di sfornare attori quanto piuttosto di
donare a dei giovani proattivi la possibilità
di confrontarsi con un regista ed un metodo
di lavoro e di approccio al teatro totalizzante, che non è sempre facile riuscire a incontrare nella vita quotidiana».
Qual è il ricordo più bello che porta con sé
del periodo all’Isola d’Elba?
«Ho alcune immagini molto nitide di quell’avventura: lo sguardo dei ragazzi all’inizio
impaurito e titubante, Gianni D’Aliesio, Segretario Generale FITA, che ha fatto da papà
a tutti loro mantenendo, però, alta qualità e
disciplina che hanno caratterizzato la durata
del percorso, lo sguardo dei ragazzi al termine del progetto mentre, attraverso un
vetro, sono stupiti dall’arcobaleno… È stata
un po’ così questa avventura: una sorta di
arcobaleno dove colori diversi si fondono in
un unico grande ponte tra noi e il teatro».
Pensa di ricandidarsi il prossimo anno?
«Direi di no. Due anni mi hanno certamente
lusingato, ma credo anche che sia giusto che
qualcun’altro possa avere questa opportunità».
23
FITALIA
Il premio nazionale della F.I.T.A.
Il premio “Fitalia” è un premio molto ambito. Nato per
offrire una prestigiosa vetrina nazionale alle compagnie
e agli attori della Federazione, il Fitalia viene assegnato
nell’ambito dell’annuale Festa del Teatro che ogni anno
si svolge in una città italiana diversa. Il premio si articola
in diverse specializzazioni alle quali si può accedere sia
con lavori in lingua che in dialetto.
Nella foto, Gabriella Ghilarducci (Compagnia dell'Accandente),
miglior attrice FITALIA 2011, Mirta Cester,
regista dello spettacolo, Marco Fini, per le musiche
Foto Enzo Ardone
Premio FITALIA
ALbO D’ORO
“Premio miglior spettacolo”
1988 - Latina - I edizione Festa del Teatro
1989 - Tortoreto (TE) - Piccolo Teatro Città di Terni
1990 - Rimini - Teatro Giovani di Lucca
1991 - Chianciano Terme (SI) - Collettivo Semi d’Arte di Chiusi
1992 - Sant’Agnello di Sorrento - Compagnia Trasimeno Teatro (PG)
1993 - Riccione - Compagnia Trasimeno Teatro (PG)
1994 - Montecatini Terme - vII edizioni Festa del Teatro
1995 - Montesilvano (PE) - Teatro Nuovo di valmontone (RM)
1996 - Perugia (PG) - Benvenuto Cellini di Padova
1997 - viareggio (LU) - Teatro dell’Accadente di Lucca
1998 - Cefalù (PA) - GAD Radici di San vitaliano (NA)
1999 - Grado (GO) - Compagnia dei Giovani di viterbo
2000 - Maratea (PZ) - Teatro Mimesis (Trani)
2001 - Roma (RM) - Benvenuto Cellini di Padova
2002 - Bellaria (RA) - Teatro Studio di Pisa
2003 - Senigallia (AN) - Amici del teatro di Enna (EN)
2004 - Acireale (CT) - Compagnia degli Acerbi (AT)
2005 - Marina di Capitana (CA) - Il Cavaliere Azzurro di Monastir (CA)
2006 - Sorrento (NA) - Il Teatro di Spazio Nuovo di Milano
2007 - Località Torre Mezza Praia, Acconia di Curinga (CZ)
Teatro dell’Accadente di Lucca
2008 - San Benedetto del Tronto (AP) - Compagnia CLAET di Ancona
2009 - Stresa (vB) - Compagnia Il Teatro di Roma
2010 - Cassibile (SR) - La Compagine di San Lorenzo di Lugo (RA)
2011 - La Biodola - Isola d’Elba
Compagnia Teatro dell’Accadente di Forte dei Marmi (LU)
24
vengono assegnati premi a livello nazionale per:
migliore spettacolo
migliore attore e attrice protagonisti
migliore attore e attrice non protagonisti
migliore regia
migliore allestimento scenico
migliore realizzazione del testo d’autore
Di anno in anno si confrontano 70/80 compagnie provenienti da tutta Italia che propongono lavori tra loro
assai diversi a dimostrazione della vitalità e del valore
culturale dell’attività delle compagnie amatoriali. Da due
anni il Fitalia prevede due livelli di selezione: nella prima
fase il direttore artistico ed altre tre persone estranee al
mondo della FITA (per assicurare la vigilanza sull’imparzialità) visionano tutti i dvd partecipanti (corredati da
notizie artistiche), riducendo a quindici i lavori da inviare
alla giuria “in loco” che sceglie, tra questi, chi premiare.
La giuria è composta da personalità del mondo dello
spettacolo e della cultura. La compagnia che riceve il
Premio partecipa di diritto al “Festival Nazionale di viterbo”. La prima selezione si svolge in estate per visionare i tanti dvd inviati. Nella seconda fase, invece, la
giuria “in loco” ha a disposizione pochi giorni per valutare i 15 lavori. Il bando per il Fitalia viene emanato a
marzo. Nel 2011 (73 partecipanti) il numero degli iscritti
al Fitalia è quasi raddoppiato rispetto al 2010 (circa 40).
Anche per il 2012 viene scelta una giuria “in loco” che
assegna i premi tra i selezionati.
Suggestivo e commovente diventa, quindi, il momento
della premiazione in cui tanti vedono coronare un sogno
e, soprattutto, i sacrifici di un anno di preparazione. Per
gli attori amatoriali la manifestazione si configura,
quindi, come un momento rituale in cui i teatranti
hanno anche la possibilità di incontrare attori professionisti di fama nazionale e illustri personaggi del mondo
dello spettacolo invitati per l’annuale Festa del Teatro.
Pagine
Regionali
AbRUZZO
Il Torrione
Kyklos
La Picciunare
FITA Abruzzo
fra presente e futuro
FITA Abruzzo fra presente e futuro
La qualità principale del teatro
amatoriale abruzzese è l’ecletticità e la compresenza, anche
collaborativa, delle tre Federazioni nazionali di teatro
presenti in Italia: FITA, UILT e
TAI. La vivacità della FITA in
Abruzzo riprende la sua storia nel
2005 con il teramano Boris Giorgetti, che si
pone importanti obiettivi, alcuni dei quali raggiunti in pochi anni. È il caso della realizzazione di manifestazioni ex novo come la
rassegna interregionale “Città Martinsicuro”,
che gode del patrocinio della Provincia di Teramo e del Comune di Martinsicuro. La rassegna è solidale, oltre che scambio di
esperienze, dal momento che il ricavato viene
devoluto alla Croce Rossa Italiana (CRI) che
offre la propria tenda come teatro per le rappresentazioni. Nel 2011, una delle esperienze
più significative di FITA Abruzzo è stata l’organizzazione del convegno formativo “Teatro
perché...teatro per chi?” (a San Benedetto del
Tronto), promosso insieme a FITA Marche.
L’esperienza è stata un modo per affrontare
temi importanti come la diffusione del teatro
nelle scuole, la gestione razionale e l’implementazione delle reti teatrali in ambito locale
e nazionale.
Per l’autunno 2012 il Comitato regionale sta
organizzando la “1^ Rassegna Regionale FITA Abruzzo”
presso lo splendido Teatro comunale Tosti
vittoria di Ortona, in
provincia di Chieti.
La manifestazione
è appoggiata dalle
Istituzioni locali
con l’obiettivo che
il teatro amatoriale possa essere valorizzato
da una gestione seria e di prospettiva che
solo un organismo come la FITA è in grado di
garantire. Le compagnie affiliate lavoreranno
sodo affinché questo appuntamento possa
rappresentare, negli anni, il fiore all’occhiello
della FITA regionale.
Del Teatro Amatoriale in Abruzzo ne parla il
Presidente regionale FITA, boris Giorgetti.
«Non è semplice compilare un quadro definitivo circa l’esatta presenza di compagnie
amatoriali in Abruzzo. Se infatti le compagnie
ufficialmente censite (iscritte cioè ad una Federazione) sono una quarantina, è ipotizzabile che ve ne siano almeno altrettante che
operino a vario titolo sul territorio. Si va dalla
compagnia del paesino di poche anime, che
fa due o tre rappresentazioni annuali, alla
compagnia semi-professionista, che sfiora le
50 repliche annuali in ambito regionale e, a
volte, extra-regione. La gran parte degli amatori del teatro opera in compagnie di 10-15
associati che viaggiano al ritmo di una quindicina di repliche». Fra le maggiori criticità,
Giorgetti evidenzia: «a) la particolare conformazione geografica della regione (molte colline e catene montuose) ostacola una libera e
comoda circuitazione delle compagnie (sia
per i tempi che per i costi degli spostamenti);
b) lo scarso numero di teatri e spazi teatrabili
rispetto ad altre regioni. Il teatro amatoriale
abruzzese vive il momento di massimo fulgore
nella stagione estiva, quando anche la piazza
del più sperduto paesino di montagna prevede almeno un paio di rappresentazioni. Se,
da un lato, questo è positivo, dall’altro non
può sottacersi come il teatro nelle piazze è
tutt’altro rispetto al teatro nei “veri teatri”:
l’esibizione nelle piazze porta, alla lunga, ad
un decadimento dell’offerta qualitativa e ar-
tistica; c) nelle poche Rassegne regionali che
si riescono ad organizzare (non sempre con
continuità) nella stagione invernale (Pescara,
Chieti, Lanciano, Silvi, Atessa, Bucchianico e
qualche altra) sono poco più di una dozzina le
compagnie che si alternano. Questo porta ad
una scarsa ricerca di nuovi linguaggi e di
nuovi testi, ad un adeguamento alle richieste
del pubblico, all’impossibilità di un ricambio
artistico; d) l’attuale crisi economica pesa sui
bilanci degli enti locali ed è il settore della cultura a subirne le conseguenze peggiori. Il budget riservato agli spettacoli dei gruppi
amatoriali si va via via riducendo ad ulteriore
danno delle nuove compagnie che, a fatica,
entrano in un settore già pieno di problemi».
Ma «in questo quadro non semplice ritengo
che l’adesione di un nutrito gruppo di compagnie ad una Federazione come la FITA, che è
la prima in Italia per importanza e diffusione,
possa rappresentare un volano insostituibile
per consentire a tutto il movimento teatrale
amatoriale abruzzese una maggiore penetrazione nelle realtà istituzionali e territoriali
della regione».
La vivacità delle Compagnie FITA Abruzzo
Della FITA Abruzzo fanno parte: Li Kaf-1 di
Montesilvano (2007), l’Associazione Due Torri
(2001), Il Loggione (1990), Il Torrione (1994),
Gli Sbandati (1999), La Porta Girevole (2004),
Lu Scacciapenzire (2009). Negli ultimi anni, la
Federazione ha potuto contare anche su: il
gruppo teatrale Nino Saraceni di Fossacesia
Compagnia “Due Torri”
(CH), la Filodrammatica atriana di Atri (TE),
l’Associazione Lunaria di Civitella del Tronto
(TE), il Nuovo Spazio di Cellino Attanasio (TE),
l’Interflumina di Altino (CH) ed il Backstage di
Lanciano (CH).
In Abruzzo si collabora molto con le scuole di
ogni ordine e grado. L’idea è che il teatro
possa sviluppare nei giovani capacità nascoste nonché aiutarli a formarsi culturalmente
e personalmente offrendo loro una valida alternativa alle devianze di oggi. La compagnia
degli Sbandati è una delle più attive nel
campo scolastico, collabora con docenti universitari e studiosi e dal settembre 2005 ha
attivato una Scuola di Teatro anche per la formazione teorica e pratica dell’attore. L’associazione Li Kaf-1 cura i laboratori teatrali
dell’Università della Terza Età di Montesilvano. Quasi tutte le compagnie abruzzesi collaborano con Comuni, Pro Loco, Comitati ed
associazioni culturali. Il Torrione è una delle
compagnie amatoriali più longeve della regione. Affiliate da pochi mesi sono: la compagnia Teatranti Tra Tanti (nata nel 2007
dall’omonima associazione in vita dal ‘98) che
mette in scena spettacoli non solo in Abruzzo;
La Picciunare (nata nel 2010 dall’associazione
San Leonardo del ’96) che porta in giro commedie dialettali della cultura popolare abruzzese; Kyklos (2003) che organizza corsi e
incontri per i giovani del quartiere con attori
e compagnie. A febbraio, ha vinto il premio
come migliore scenografia nella rassegna teatrale di Atessa.
!
SCHEDA FITA ABRUZZO
"##$%$&'$!()*$+,)!
-)..)/&'$!
!"#"$%%%%&%'()*+,-./% 0/1%!"#"$%%22%3('.%
!"##$%%%%&%'()*+,-./% 0/1%!"##$%%#"4%3('.%
0,1/)2),'+!&..+1$&'$!,)*%$!&,,$!
5+1%!"#"%+1%!"##666667%&8%
3+24&*,$)!4)/!4/+5$,1$&%9!"##:$%
;<./=.%9;>:$%#%'()*+,-.+%?%#2%3('.%
@ABCD.1+%9BE:$%#%'()*+,-.+%?%F%3('.%
G/3'+H+%9GI:$%#%'()*+,-.+%?%#J%3('.%
K/H+)(%9KI:$%L%'()*+,-./%?%J&%3('.%
%
"6'+/$%K/33/H+=.%M.=+$%%#"%
74)''&1+%$%)/33.%.-%3'/-+%
!"#"%
%%%%&"%9'(-%H/*1.'</:%
!"##%
%%%%J"%9'(-%H/*1.'</:%
!"#!%
%%%%J"%9'(-%H/*1.'</:N%
B11/3=.)/-=.%.-%%$,*6&!/)*$+,&%)%
!"#"%
%%J"%%
!"##%
%%F"%
!"#!%
%%F"O#"N%
(&..)*,)P8).'$5&%%Q.%+33('.+R.(-.%MSKB%
!"#"%
%%%%%%%%%#%
!"##%
%%%%%%%%%#%
!"#!%
%%%%%%%%%#%
8).'$5&%P(&..)*,)%Q.%'().=+=.%H/,TP*H(UT%
!"#"%%%%%%
#%%
!"##%
O%
!"#!%
#%
%
%
ORGANIGRAMMA
REGIONALE
Presidente: Boris Giorgetti
%
via Marco Polo, 20
64014
- Martinsicuro (TE)
%
e-mail: [email protected]
%
cell.
328/8223011.
27
bASILICATA
L
a
presenza
della FITA in
Basilicata ha
prodotto un importante traguardo:
l’emanazione di una
legge regionale
che
prevede
specifici contributi alle comp a g n i e
amatoriali
per allestimenti di
rassegne e spettacoli, di
corsi e scuole teatrali. La Basilicata è stata la prima regione d’Italia a legiferare
in tal senso. Una legge, efficace da oltre vent’anni,
che è il frutto della collaborazione tra gli organi
della Federazione e le istituzioni locali. In questo
contesto, ha avuto un ruolo importante l’associazione di teatro amatoriale Lucanìa che, cercando di
instaurare un dialogo con le istituzioni, ha reso possibile sia il riconoscimento del teatro amatoriale
nella suddetta legge regionale e sia la realizzazione
dei vari festival nazionali FITA che si organizzano tutt’oggi in Basilicata. Al momento, la Federazione è
presente in entrambe le province di Matera e di Potenza, dove le compagnie affiliate operano per la
crescita e la promozione della FITA sul territorio. Gli
spettacoli messi in scena sono, per lo più, in lingua
italiana (pochi quelli in dialetto) ed esprimono una
conoscenza del mondo del teatro e dei suoi interpreti molto profonda. Un mondo in crescita, un piccolo universo in cammino sorretto dalla sicurezza di
avere alle spalle una Federazione che, all’occorrenza, condivide e distribuisce conoscenze del
mondo del teatro in una maniera unica, immediata,
pregiata.
Compagnie FITA lucane
Dal teatro “amatoriale” lucano ha origine la maggior parte delle compagnie professionali stabili che
operano oggi sul territorio. La prima vera compagnia stabile è nata negli anni ‘70 ed è ancora in attività. Nel corso del
tempo, alcuni suoi
membri
hanno
dato vita ad
altre associazioni amatoriali,
tra cui Lucanìa,
nata per dialogare
con le Istituzioni e
per produrre progetti, rassegne e corsi. In questi ultimi
anni, il mondo della FITA è
cresciuto all’interno della regione tanto che il numero
delle compagnie affiliate si è
quasi raddoppiato negli ultimi
quattro anni. Tutti i gruppi
teatrali FITA della Basilicata
impiegano l’arte teatrale
come strumento pedagogico
nelle scuole e fra i giovani. È
questa l’idea che sottostà, per
esempio, all’associazione La
Buona Creanza che propone
progetti-laboratorio e spettacoli condotti dai propri attori
che sono in continua formazione pedagogica con corsi di
perfezionamento. Mission dei
laboratori è sviluppare nei ragazzi un’autonomia creativa,
consapevole e, soprattutto,
nata dall’osservazione di ciò
che li circonda. Il gruppo ha
aderito, nel 2011, alla Giornata della Memoria leggendo
nella propria piazza di Lavello
storie di Shoah tratte da libro
“Fratture” di Irit Amiel. I brani
sono stati letti contemporaneamente in 35 città italiane.
Allo stesso modo opera l’associazione L’Arché (che ha realizzato
attività
di
Teatro-laboratorio sia per i
bambini che per gli adulti) ed
il Teatro Minimo di BasilicataTMB (che propone recital e
musical con il patrocinio della
Presidenza della Giunta Regionale di Basilicata). Nel corso
del 2012, il TMB ha organizzato diversi incontri di studio
e ricerche storiografiche per la
diffusione della lucanità. L’associazione è anche attiva nel
sociale con l’organizzazione di
spettacoli di beneficenza a livello locale. In occasione dei
150 anni dell’Unità d’Italia, il
TMB ha presentato lo spettacolo a tema “Centocinquantalabasilicatacanta”, excursus
sugli ultimi 150 anni di storia
! SCHEDA FITA BASILICATA
"##$%$&'$!()*$+,)!
-)..)/&'$!
!"#"$%%%%&%'()*+,-./% 1/2%
!"##$%%%%0%'()*+,-./% !"#"$%%
&"%3('.%
1/2%
!"##$%%
!4%3('.%
0,1/)2),'+34)1/)2),'+!
&..+1$&'$!
5+2%!"#"%+2%!"##666667&"8%
5+26&*,$)!6)/!6/+7$,1$&%
9!"##:$%
;(</-=+% 9;>:$% 0% '()*+,-./% ?% !4%
3('.%
%
ORGANIGRAMMA REGIONALE
Fiduciario:
Nicola Di Pietro, via Anzio, 26
85100 Potenza (PZ)
[email protected];
tel. 335/8498614
lucana, in collaborazione con il Consiglio Regionale della Basilicata, la
Provincia e il Comune di Potenza, la
Fondazione Carical e la Banca Popolare di Bari. Anche l’associazione Le
Mele Marce ha realizzato progetti
teatrali e di natura diversa grazie
alla collaborazione con vari Enti
pubblici. Fra questi ha messo in
scena la “Rappresentazione Sacra
della Passione di Cristo”, in collaborazione con confraternite ed altre
associazioni.
28
MOLISE
La FITA è presente nella regione Molise dal 1995 con il Fiduciario Mario Farina. Dal 2000 organizza, ogni anno,
un’importante Festival Nazionale di Teatro
Amatoriale denominato TEATRO & SOLIDARIETà,
in collaborazione con la Provincia d’Isernia. Nel corso
del Festival, che si svolge da ottobre a dicembre all’interno di uno spazio teatrale della Provincia, ad ogni
spettacolo (una decina per stagione) viene abbinata
un’associazione di volontariato che vende i biglietti in nome proprio e l’incasso finanzia, così,
l’attività dei sodalizi. Una formula semplice ma
efficace che riscuote successi sempre maggiori perché coniuga due aspetti importanti
della vita sociale del territorio: «associazioni»
e «teatro». In questi anni di lavoro, il livello culturale e spettacolare della manifestazione è cresciuto in
maniera esponenziale e, soprattutto, è diventato un appuntamento fisso con il pubblico che è sempre più numeroso.
FolTeam
Compagnie FITA Molise
Una delle compagnie FITA più produttive del Molise è Fol.Tea.M.
(Folklore-Teatro-Musica) nata nel 1996 con l’obiettivo di riportare alla luce la tradizione teatrale centenaria del proprio paese,
Sant'Agapito (IS), ed impiegarla come “forza aggregante” per
discutere su “temi sociali”. La compagnia organizza regolarmente convegni su problematiche sociali attraverso il “teatro”.
Ogni anno, prepara rassegne teatrali, folkloristiche e musicali
ospitando gruppi e compagnie provenienti anche da altre regioni. Attiva laboratori teatrali in tutte le scuole (in particolare
infanzia e primaria); tiene seminari e stage sul “laboratorio teatrale nella scuola”; partecipa a concorsi di teatro per ragazzi
sotto la guida della regista Diana Maddonni, presidente
Fol.Tea.M. I suoi laboratori, per due anni, hanno ricevuto il
primo posto nel concorso nazionale di “Teatro nelle scuole” (al
Teatro Italo Argentino di Agnone) e, per tre anni, il primo posto
in quello nazionale “Teatro e Natura” (ad Arrone, in Umbria) rivolto alle scuole. Il gruppo svolge poi laboratorio teatrale presso
l’AFASEv (Associazione famiglie svantaggiati e volontari) che
ospita ragazzi disabili. Un rallentamento produttivo ha subito di
recente l’attività de Le Maschere Nude di Isernia (la prima ad
affiliarsi alla FITA, nel 1975). La compagnia per quindici anni ha
portato in scena opere di Luigi Pirandello e si è poi dedicata al
teatro napoletano. Una crescita professionale l’ha avuta con l’affiliazione alla FITA grazie alla quale ha partecipato a diverse rassegne teatrali in tutta Italia. Dal 1998, il gruppo apre la rassegna
FITA al Teatro Cafaro di Latina e partecipa alla manifestazione
MOLISE IN TEATRO al Teatro Savoia di Campobasso. Con la Provincia d’Isernia organizza, da un decennio, la rassegna nazionale
FITA TEATRO & SOLIDARIETà. Da sempre si occupa di formazione nelle scuole e organizza corsi di fonetica, fonazione, dizione, mimica, mimesi e recitazione, sia per compagnie
amatoriali che per ordini professionali. Uno stop è stato registrato da I Volti di Giano (1999), che in passato ha messo in
scena molti lavori. In attività risulta, invece, Il Teatro Minimo di
Sant’Agapito-IS (chiamato “Ti Emme") che ha l’obiettivo di dif-
!
SCHEDA FITA MOLISE
"##$%$&'$!()*$+,)!
!"#"$%%&%'()*+,-./%
!"##$%%%0%'()*+,-./%
-)..)/&'$!
1/2%!"#"$%%
&&%3('.%
1/2%!"##$%%
4&%3('.%
0,1/)2),'+!&..+1$&'$!,)*%$!&,,$!
5+2%!"#"%+2%!"##66666%7089%
3+24&*,$)!4)/!4/+5$,1$&%:!"##;$%
<3/=-.+%:<>;$%0%'()*+,-./%?%4&%3('.%
%
ORGANIGRAMMA REGIONALE
Mario Farina
Fiduciario:
%
via Luca Signorelli, 1
86170 Isernia - [email protected],
%
Tel. 338/9335882
0865/235139 - 0865/442608
fondere e promuovere l’arte e la
cultura in tutte le sue forme attraverso mostre, concerti, conferenze,
attività didattiche, allestimenti teatrali-cinematografici e tutte le attività artistico-culturali. Quattro
persone che hanno messo insieme
il proprio bagaglio di esperienza
teatrale, televisiva e cinematografica per affermare con decisione
che il teatro è una delle più antiche,
civili ed alte espressioni di puro godimento culturale.
Le maschere nude
29
CALAbRIA
FITA:Collaborazione…
in poche parole
«Collaborazione» è la parola chiave delle compagnie FITA presenti in Calabria
che, in modo continuo e duraturo, creano scambi artistici che permettono la
circuitazione dei vari gruppi teatrali all’interno della regione. Sono parecchie
le iniziative organizzate dalle compagnie FITA coadiuvate dai Comitati Provinciali. Tra queste, hanno grande risonanza le Rassegne di Scilla, Gallina e
Pellaro (in provincia di Reggio Calabria), quelle di Montepaone (CZ) e di
Catanzaro, quella cosentina di Castrovillari. Tutte coinvolgono compagnie FITA di altre regioni italiane. Purtroppo, unica nota dolente resta
la scarsa attenzione rivolta al teatro amatoriale da parte degli organismi
istituzionali. Pur essendo state più volte interpellate, infatti, sia l’Ente Regione che le Provincie hanno recepito poco o niente, nonostante abbiano dichiarato pubblicamente che il teatro popolare sia «una grande risorsa da utilizzare
per una vera crescita culturale e morale della regione, in quanto il teatro popolare
amatoriale riesce a raggiungere le piazze lontane dai circuiti artistici professionistici».
Dichiarazioni condivise dal Direttivo regionale FITA, presieduto da Consolato Latella,
che afferma: «le emozioni che le rappresentazioni popolari suscitano e le tematiche
che affrontano con ironia rappresentano, spesso, la realtà sociale che viviamo in questa terra “baciata dal sole” ma, ahimè, schiacciata dall’umana cecità».
SCILLA TEATRO FESTIVAL 2012
Uno dei maggiori eventi che si ripete da quattro anni (al 2012) è la Rassegna teatrale
di SCILLA TEATRO FESTIvAL, che si pone quale omaggio alla meridionalità della Calabria. Una manifestazione impegnativa che viene raccontata da Filippo Teramo, Presidente Filodrammatica Scillese nonché Presidente provinciale FITA Reggio Calabria.
«SCILLA TEATRO FESTIVAL 2012 vuole mantenere viva la promessa di concretizzare
un’aspettativa e realizzare un progetto culturale. Tutto ciò grazie ai ragazzi dell’APC
Filodrammatica Scillese “Lorenzo Pontillo”. Uomini e donne, tutti “volontari del palcoscenico”, che della polvere del dietro le quinte hanno saputo alimentare quell’alito
vitale che genera cultura. Persone che credono che investire nella propria identità
culturale sia il miglior affare per il giusto riscatto della nostra terra e che continuano
a guardare la luna e non il dito che la indica perché, in tutti questi anni, hanno dimostrato sul campo di essere uomini e donne del fare. La Storia, la leggenda, il mito
di Scilla rappresentano l’orgoglio, la passione e la consapevolezza di essere gli eredi
di un popolo che da millenni ha dominato le scene del mediterraneo. La rassegna di
Scilla è soprattutto l’omaggio a quanti, prima di noi, si sono riconosciuti nel nome
della Filodrammatica Scillese senza mai nasconderne l’origine parrocchiale e che
hanno contribuito a trasmettere quel virus benigno dello stare in scena facendo capire che la vita va vissuta intensamente anche quando la si rappresenta per esigenze
di copione. Hanno capito che non bisogna guardare indietro perché non vi sarà il
tempo di ripetere la scena. La missione della rassegna di Scilla è di sostenere la diffusione della cultura mediante l’allestimento di spettacoli teatrali. Ogni spettacolo è
motivato dal proponimento di condividere, con la comunità del comprensorio della
Costa Viola, le storie scritte da autori vicini al territorio per identità culturale e di portare in scena costumi e tradizioni strettamente legati agli autori. La quarta edizione
di SCILLA TEATRO FESTIVAL fa giungere a trenta le compagnie amatoriali di Calabria
e Sicilia che hanno calcato le scene della rassegna della Costa Viola, allestita dal 13
luglio al 15 agosto».
La solidarietà della FITA Calabria
A suo tempo, nel 1985, la costituzione
del Comitato Regionale FITA Calabria fu
definita “rivoluzionaria” rispetto ai principi dominanti in una terra dove il confronto e il giudizio erano improponibili
ed i tempi difficili per creare una collaborazione in piena regola. Tuttavia, con
le nuove proposte dei giovani, la Federazione produsse dei risultati importanti
e nacquero le prime rassegne teatrali di
Rosarno, Pellaro, Pizzo e Nicotera, fondate sull’interscambio ma anche sull’opportunità di conoscere e di osservare gli
altri. Con il passare degli anni si aggiunsero Gioia Tauro, vibo valentia, Bovalino, Anoia, Polistena, Melito Porto
Salvo, Scilla, Ortì di RC. Dopo anni di attivo, il Comitato regionale è cresciuto
grazie soprattutto al lavoro certosino
dei Presidenti che si sono succeduti nel
tempo. Nella regione è molto forte il legame fra teatro amatoriale e solidarietà.
Oltre agli spettacoli pro Telethon e per
l’AIL (Associazione Italiana contro le Leucemie, linfomi e mieloma), la FITA Calabria si è impegnata con AvIS
(Associazione volontari Italiani Sangue)
con cui, nel 2010, ha stipulato una convenzione per la realizzazione di vari
spettacoli finalizzati alla raccolta di sangue nel periodo estivo, quello più critico. Così, le rappresentazioni agostane
sono rientrate all’interno di una specifica manifestazione riconosciuta come
un’iniziativa di rilievo e, quindi, ripetuta
nel 2011 e nel 2012. Il sodalizio TeatroAvis esiste, in verità, da ben 26 anni a
Pellaro (quartiere di Reggio Calabria),
La filodrammatica in scena
dove la Piccola Compagnia di Teatro ha da
sempre promosso iniziative per la raccolta
di sangue e la cultura della donazione. In
Calabria, inoltre, spettacoli vengono allestiti anche all’interno delle carceri ed in
favore dei ragazzi con problemi psichici.
Non meno trascurato è il settore «giovani», su cui si punta per rafforzare e diffondere l’arte del teatro amatoriale. Due
delle compagnie molto attive in questo
senso sono L’Allegra Ribalta e Khoreia
2000. Fra le rassegna FITA Calabria rientrano:
• La Rassegna nazionale di Teatro Popolare CITTà DI PELLARO, che dal 1985 si
svolge nei primi quindici giorni di agosto;
• La Rassegna Teatrale “Città di Rosarno”,
ripresa nell’anno 2011 dopo due anni
di sosta;
• La Rassegna Teatrale “Agosto in Palcoscenico”, organizzata dalla Compagnia
Teatrale “Il Teatro dei Semplici” di Gallina RC;
• La Rassegna Teatrale “A Tridicesima” di
Montepaone Lido CZ, organizzata dal
Piccolo Teatro d’Arte;
• La Rassegna “Teatromusica” organizzata dall’Allegra Ribalta di Morano CS;
• La Rassegna “Calàbbria Teatro Festival”
di Castrovillari organizzata da Khoreia
2000;
• La Rassegna dialettale organizzata dal
Blu Sky di Mimmo Raffa a Reggio Calabria;
• La Prima edizione di “vacantiandu
2011” che ha restituito risalto alla
FITA.
SCHEDA FITA CALABRIA
!"#$%&$'$()"$%
$**+,+-.+%)/0+12/%
#/33/4-.+%
!"#"$%!!%&'()*+,-.% 0.1%!"#"$%%!2"%3'&-%
!"##$%!/%&'()*+,-.% 0.1%!"##$%%4/5%3'&-%
"254/6/2.1%-3315+-.+%2/0,+%-22+%
6*1%!"#"%*1%!"##777778#29:;%
&167-02+/%7/4%7418+25+-%<!"##=$%
>*?*,@*A'%<>B=$%C%&'()*+,-.%D%55%3'&-%
>'3.,@*%<>E=$%/%&'()*+,-.%D%5F%3'&-%
>A'?',.%<GH=$%#%&'()*+,-.%D%!F%3'&-%
H.++-'%>*1*IA-*%<H>=$%#4%&'()*+,-.J#:"%3'&-%
K-I'%K*1.,@-*%<KK=$%#%&'()*+,-*%D%/%3'&-%
%
97/..-51,+%(.33-%-,%3&.,*%
!"#"%
%%%%#""%<&',%A.)1-&L.=%
!"##%
%%%%#!"%<&',%A.)1-&L.=%
!"#!%
%%%%#4"%<&',%A.)1-&L.=%
M11.3?-(.,?-%-,%,+20:-%4/0+12-,/%
!"#"%
%
!"##%
- NO??-%
!"#!%
)-33/02/P!/3.+8-,%Q-%*33'&-*@-',-%RSNM%
!"#"%
%%5%
!"##%
%%#"%
!"#!%
%%#4%
>',&'A3-P!/3.+8-,%Q-%&'(-?*?-%A.+T%P%)A'UT%%
!"##%
PPPPPPP%
%
ORGANIGRAMMA REGIONALE
%
Presidente:
Latella Consolato,
via Ribergo, 2 - 89134 Pellaro (RC)
[email protected];
Tel. 347/4851025.
ORGANIGRAMMA PROVINCIALE
COSENZA: Presidente:
Francesco Guaragna,
via Aldo Moro, 4
87016 Morano Calabro CS
[email protected],
Tel. 349/184981
CATANZARO: Fiduciario:
Edoardo Sevello, via Marina, 122
88060 - Montepaone lido CZ
[email protected],
Tel. 348/3686627
REGGIO CALABRIA:
Presidente: Filippo Teramo
via P. Panuccio
97018 - Scilla RC
fi[email protected]
Tel. 338/3731738
31
CAMPANIA
La FITA da sempre in
Campania
La FITA Campania nasce all’indomani dell’abolizione degli enti inutili (Enal) nel 1968,
trasformando le compagnie “GAD” (che
aderivano all’Enal) in associazioni teatrali. Ha rappresentato un punto di partenza per le dodici compagnie di
Napoli, per le dodici di Salerno e per
le tre di Caserta. Dal 1967 al 1975
la FITA Napoli ha gestito il Teatro
Bracco programmando stagioni teatrali
con spettacoli dal mercoledì alla domenica,
tutti di compagnie FITA. Dagli anni ’80, la gestione del Teatro Bracco (passato in proprietà alla
regione Campania per il lascito dell’Enal) è stata affidata ad un’associazione di attori professionisti che
lo gestisce per fini di lucro. Ma la FITA Campania è
cresciuta comunque, attraverso l’impegno del presidente provinciale di Napoli Pasquale Manfredi, di
Salerno Francesco D’Andrea e di Caserta Isaia Fuschetti, del fiduciario di Avellino Enzo Accomando e
di tutte le associazioni amatoriali. Sul sito www.fitacampania.it sono pubblicate le attività delle compagnie FITA della regione.
Premio - Campania Felix 2011
Premio - Statuetta
Diventa internazionale il Festival FITA Campania
Si apre all’estero, diventando internazionale a partire dal 2011, il Festival IL SIPARIO D’ARGENTO che
festeggia la sua sesta edizione nel 2012. Organizzato
dall’associazione Il Sipario di Mondragone in collaborazione con FITA Campania (presieduto da Antonio Giorgino) e con il patrocinio della FITA nazionale,
della Presidenza del Consiglio della Regione Campania e di quella della Provincia di Caserta nonché del
Comune di Mondragone (Ce), il concorso è aperto
a tutte le compagnie teatrali amatoriali italiane e
straniere che mettono in scena rappresentazioni, di
almeno 90 minuti ognuna, in lingua italiana oppure
in dialetto. Le compagnie straniere rappresentano
lo spettacolo in italiano. Fra i premi assegnati ai
gruppi teatrali giunti in finale ci sono anche il Premio
speciale “Giusy De Lisa” (trofeo), che viene attribuito al migliore attore/attrice giovane, ed il Premio
speciale quale miglior gradimento del pubblico. Il
Festival, che si svolge nei tre mesi estivi, è nato nel
2005 arrestandosi per soli due anni (2008-9). Dal
2010 è associato alla Rassegna “Teatro in Comune”,
che è giunta alla sua terza edizione. Questo dimostra come il teatro amatoriale in Campania, nonostante le difficoltà legate al reperimento di spazi e
di finanziamenti, non si arrende ma punta sulle proprie risorse riuscendo a creare eventi di un certo livello. È quanto accade anche per il Premio FITA
CAMPANIA FELIX, organizzato dal Comitato regionale, che nel 2012 arriva
all’ottava edizione. Riservato alle sole
compagnie affiliate alla Federazione, il
Premio si concretizza in un’ambita statuetta assegnata da una giuria itinerante che, da novembre a maggio,
“visiona” gli spettacoli dal vivo nelle
sedi dove ogni rappresentazione viene
messa in scena. A giugno c’è la serata
di Gala per la premiazione delle circa
50 compagnie partecipanti. Partecipazione facilitata anche dall’iscrizione
gratuita. La compagnia vincitrice riceve
il Premio per il «miglior spettacolo» e
partecipa di diritto al Festival internazionale “Il Sipario D’Argento”. Nel 2011
ha vinto la compagnia A.C.I.S. Sipario di
Napoli con lo spettacolo “Se mai…mi
sposerò”. Altri premi vengono poi riconosciuti ai partecipanti. In passato, con
la statuetta si dava un premio in denaro, abolito poi per indisponibilità di
fondi ma senza, per questo, diminuire
il numero dei partecipanti. Il Premio è
nato per favorire la divulgazione della
cultura teatrale amatoriale campana e
per valorizzare l’unione, la partecipazione e la collaborazione dell’adesione
alla Federazione. Anche per questo
motivo, il Premio si svolge in forma itinerante all’interno della Regione ed è
promosso dal Comitato regionale FITA.
La FITA punta sulla “formazione”
In Campania, sono tre gli spazi teatrali
dove le compagnie amatoriali della
FITA svolgono la propria attività e dove
il Comitato regionale organizza regolarmente stages e corsi di scenografia, costumi, luci, regia, dizione, fonetica a
titolo gratuito e con un buon risultato
di partecipazione e di apprendimento.
Si parla della Sala Polivalente Chiesa
della Pietà di Brusciano (NA), una
chiesa del ‘600 data in gestione dal comune alla FITA regionale e che ha 120
posti a sedere, luci ed audio. C’è, poi, il
Teatrino Villaggio del Fanciullo di Torre
Annunziata (NA), con 140 posti a sedere, luci ed audio. Infine, c’è la Saletta
Teatrale al Palazzo Fuga Real Albergo
!
dei Poveri di Napoli, che offre 110 posti a
sedere. In questi tre luoghi si svolgono
corsi, si allestiscono spettacoli e si fa teatro amatoriale FITA offrendo alle compagnie di tutta la Campania scenografie, luci
e attrezzature presenti al loro interno.
Obiettivo del Comitato regionale, per il
presente e per il futuro, è reperire strutture da mettere a disposizione degli associati ma anche “creare personale tecnico”,
oltre che attori, attraverso corsi e formazione.
Contributi e aiuti finanziari si hanno solo
a livello locale con i Comuni e, a volte, con
le Province. Inoltre, una forte competizione esiste tra le compagnie amatoriali e
gli “attori di fama”, che vedono i primi
come antagonisti. Difficile, dunque, una
collaborazione nonostante i vari tentativi
della FITA regionale. I rapporti sono, invece, più solidi per le iniziative a scopo benefico, organizzate per lo più a livello
locale. Un esempio è il laboratorio teatrale per l’integrazione dei disabili in
gruppi di giovani normodotati promosso
nel 2011 da FITA Campania in collaborazione con l’Ente Regione e la Comunità
Europea.
Novità 2011-12
Nel 2011 ha visto la prima edizione il “Festival Regionale di Regia Teatrale”, orga-
Premio - Regia, Attori e Giuria “Insieme 2011”
nizzato da FITA Campania in collaborazione
con l’Ente Teatro Autonomo. Cinque compagnie amatoriali si sono cimentate nel riallestimento del primo atto del “Berretto a sonagli”
di Luigi Pirandello, operando libere trasposizioni, tutte incentrate sulla famosa scena della
commedia in cui una donna, partendo da un
semplice sospetto, accusa il marito di tradimento. Ha vinto la prima edizione la compagnia teatrale victoryArt di Caserta “per la
profondità, la sintesi e la fedeltà al testo pirandelliano”. Prima edizione anche per la Rassegna nazionale di Teatro Dialettale “Premio
Berta”, organizzata dalla compagnia FITA Teatro Popolare di Sansepolcro in collaborazione
con il Comune di Sansepolcro e la Provincia di
Arezzo. La Rassegna è aperta a tutte le compagnie amatoriali italiane che vogliono presentare opere in dialetto, preferibilmente
inedite e di autori italiani ancora in vita. Solo
quattro compagnie vengono selezionate fra i
partecipanti. Nel 2012 nasce la Rassegna Teatro Scuola (che aderisce al progetto La Scuola
adotta un Comune, promosso da Legambiente
e rivolto alle scuole dei comuni più piccoli)
promosso dall’associazione FITA Tempo & Memoria, dall’Istituto paritario Sacri Cuori di
Gesù, dal Comune di Polla (SA) e dalla FITA regionale. Aperta alle scuole di tutta Italia, scopo
della Rassegna è favorire un confronto sociale
e culturale fotografando la situazione del teatro della scuola italiana in tutte le sue forme.
SCHEDA FITA CAMPANIA
"##$%$&'$!()*$+,)!
-)..)/&'$!
!"#"$%%&#%'()*+,-./% 2/3%!"#"$%%%
!"##$%%01%'()*+,-./% 1!4%5('.%
2/3%!"##$%%%
#""6%5('.%
0,1/)2),'+!&..+1$&'$!,)*%$!&,,$!
7+3%!"#"%+3%!"##88888%94:%
3+24&*,$)!4)/!4/+5$,1$&%;!"##<$%
=>/33.-(%;=?<$%#%'()*+,-.+%@%#A%5('.%
B/-/>/-C(%;B2<$%#%'()*+,-.+%D%#E%5('.%
F+5/GC+%;FH<$%#E%'()*+,-./%D%!#E%5('.%
2+*(3.%;2=<$%A6A%'()*+,-./%D%E!0%5('.%
I+3/G-(%;I=<$%#4%'()*+,-./%D%!A6%5('.%
%
"6'+/$%J/55/G+C.%K.C+$%%%6%
74)''&1+%$%)/55.%.-%5'/-+%%
!"#"%
#E"%
!"##%
#E"%
!"#!%
#A"%
(&..)*,)L8).'$5&%%M.%+55('.+N.(-.%KOJ=%
!"#"%
!%
!"##%
!%
!"#!%
!%
3+,1+/.$%G/,.(-+3.%@% 8).'$5&%L(&..)*,)%
*G(>.-'.+3.%
'().C+C.%
G/,PL*G(>P%
!"#"%%%%%#%
!"#"%%%%%#%
!"##%%%%%#%
!"##%%%%%6%
!"#!%%%%%#%
!"#!%%%%%6%
%
Sito web: www.fitacampania.it
%
ORGANIGRAMMA REGIONALE
Presidente: Pasquale Manfredi
via Buonarroti, 6
80030 San vitaliano (NA)
[email protected];
tel. 339/6051374.
ORGANIGRAMMA PROVINCIALE
CASERTA: Presidente: Umberto Riccio,
via Bergamo, 1 – 81025 Marcianise (CE)
- [email protected]; tel.
339/5357502.
NAPOLI: Presidente: vincenzo Ascione,
via E. ERCOLE, 57/3
80058 Torre Annunziata (NA)
[email protected];
tel. 335/7872770.
SALERNO: Presidente:
Francesco D'Andrea, via Monza, 8
84091 Battipaglia SA
[email protected];
tel. 338/3967520.
AVELLINO: Fiduciario:
vincenzo Accomando,
vicolo Conservatorio
83100 - Avellino Av
33
EMILIA
ROMAGNA
La FITA. Pilastro per il
«Pianeta Romagna»
Fare dell’arte teatrale l’espressione culturale,
filologica e folkloristica del proprio territorio è l’obiettivo del Comitato FITA dell’Emilia Romagna, attivo da quando è
nata la Federazione ma ufficializzato
nel 1995. Ogni azione del Comitato
è quindi finalizzata a riscoprire,
mantenere e riflettere l’identità
regionale: dalla lingua alle abitudini,
alla condizione sociale, al folklore. Tutte
le compagnie della regione partecipano, a titolo gratuito, a spettacoli di beneficienza di vario
genere e quasi tutte le rassegne sono organizzate
dalle singole compagnie FITA. Queste le Rassegne
più importanti: la Rassegna Bubano (promossa da La
quasi stabile di Bubano); Amarcord San Luigi (del Cinecircolo del Gallo di Forlì); villanova di Forlì (del
gruppo Ezoc ad velanova); la Rassegna Longiano
(della Filodrammatica Hermanos); Il Piccolo (della
Cumpagnì dla Zercia di Forlì); È Nòstar Tèatar (del Sipario Aperto di Lugo); la Rassegna Dialettale Rimini
(del gruppo Jarmidied). Dall’esperienza “Il Teatro
(va..) a Scuola”, che in dieci anni ha coinvolto oltre
100.000 studenti italiani e che è organizzato da
Etoile-Centro Teatrale Europeo di Reggio Emilia, nel
2010 è nato il Festival Internazionale Teatro Lab, promosso da Etoile. È uno degli eventi più importanti in
ambito nazionale ed internazionale di teatro scuola
che ogni anno affronta un tema diverso e coinvolge
scuole superiori e compagnie FITA. Il tema del 2012
è stato «I Migranti» ed è durato due settimane assumendo la forma itinerante: dopo una prima settimana in montagna a Castelnovo ne’ Monti (RE), i
partecipanti hanno terminato in pianura a Novellara
(RE). Hanno partecipato oltre 30 scuole italiane e
una coproduzione con 80 ragazzi provenienti da Italia, Francia e Olanda. Durante i soggiorni, le scuole
hanno rappresentato il proprio spettacolo, assistito
a performance di altri istituti e partecipato ad attività
collaterali. Tutti gli istituti hanno concorso per il sonaglio d’argento. Il rapporto teatro-scuola, la formazione dei giovani, la promozione della cultura del
teatro sono alcuni degli obiettivi del Teatro Lab. Ma,
in Emilia Romagna, la formazione è importante
anche per le compagnie FITA. Per loro, nel 2010, è
nata la prima “Festa del Teatro FITA Emilia Romagna”
(l’unica ad essere organizzata dal Comitato regionale) con formazione, divertimento, stages e convegni. Grazie al Comitato provinciale di Reggio Emilia,
nel 2011 la Festa è stata dedicata ai 150 anni del-
l’Unità d’Italia con il titolo “Reggio nell’Emilia-Città del Tricolore”. Nel 2011, per il quinto
anno consecutivo, si è portato il dialetto
nelle scuole elementari e il presidente regionale FITA, Aurelio Angelucci, ha ricevuto il
prestigioso Premio Lilia Flamigni alla Rassegna FITA del San Rocco di Lugo di Romagna,
organizzata dalla Compagnia Sipario Aperto.
Salviamo Teatro e Dialetto in Emilia Romagna
Il Teatro in Emilia Romagna vive il grande
problema della mancanza di incentivi da
parte delle istituzioni ma anche di stimoli da
parte dei mezzi di informazione e di comunicazione. Ciò è aggravato dal fatto che, alla
stregua della lingua dialettale, anche il teatro in Emilia Romagna è fortemente condizionato dalla mancanza di un forte orgoglio
regionale da parte di romagnoli ed emiliani
i quali, piuttosto che affermare con forza la
propria identità territoriale tendono, invece,
a privilegiare una lingua “adottata”, cioè
l’italiano. Un atteggiamento legato al fatto
che «in Emilia Romagna sono anche mancate, contrariamente al resto d’Italia, una
capillarità di proposte, convegni, rassegne
con il preciso scopo di salvaguardare l’identità linguistica avvalendosi dello “strumento
teatro”», che rappresenta un mezzo importante per “salvare” il “dialetto”. È questo il
pensiero di Francesco Pirazzoli (dirigente nazionale FITA di origini romagnole nonché autore di testi teatrali) che in un proprio scritto
affronta il problema sostenendo che «è
stato commesso un delitto» nei confronti
dell’Emilia Romagna dal momento che «nessuno ha fatto in modo di frenare il processo
inconscio e scatenante che ha portato alla
morte della lingua romagnola». E occorre
non commettere un altro delitto, questa
volta nei confronti del Teatro che «è il veicolo meno impersonale, più diretto e più popolare per far giungere dei messaggi ben
precisi a tutti gli strati sociali» e che, sempre
più spesso, fa fatica ad emergere. «Perché –
si chiede Pirazzoli - il Romagnolo non è stato
aiutato a sentirsi orgoglioso di essere romagnolo?» e «perché nessuna Istituzione Pub-
SCHEDA
FITA EMILIA ROMAGNA
!
TeatroLab - foto Irene Ferri
blica ha mai pensato di creare un Teatro
Stabile dell’Emilia-Romagna?». «È vero –
continua - che non abbiamo la tradizione
teatrale di un Veneto, di una Campania, di
una Sicilia. È vero che la qualità della stragrande maggioranza delle nostre compagnie è quella che è. Ma è altrettanto vero
che l’assenza istituzionale è stata totale e
che nessuno ha mai cercato di elevarne le
potenzialità magari creando corsi di recitazione, di regia, di illuminotecnica, di scenografia». Invece, «il teatro, da noi, è
stato ghettizzato. Si è permesso che il Teatro dialettale prendesse dei connotati ben
precisi: “deve solo far ridere”! Ma chi lo
dice! Negli altri dialetti vengono presentati testi di impegno sociale e con precisi
tagli psicologici. Perché nelle altre regioni
queste proposte vengono considerate normalissime?». Negli ultimi anni qualcosa si
è mosso grazie all’iniziativa di pochi singoli
che, affiliati alla FITA, promuovono bibliografie, corsi, rappresentazioni, mostre,
spettacoli teatrali, attività di ballo e
quant’altro, tutto rigorosamente in vernacolo. «Ma ormai è tardi» per Pirazzoli che
si concede un’ultima digressione: «in cartelloni di altre regioni cominciano ad essere inserite anche compagnie amatoriali,
perché queste hanno costi molto più bassi
e la qualità, in tanti casi, è pari a quella
delle compagnie professionistiche. Nella
nostra regione, certi assessori al solo sentire nominare il dialetto sono presi da conati di vomito e si salvano con la solita
frase “ma non è cultura!”. Il nostro teatro
dialettale non ha tradizioni, non ha maschere, risale a circa 90 anni fa. Il rinnovamento non deriva dall’azzeramento, bensì
dall’innovazione».
TeatroLab - foto Irene Ferri
Ha mezzo secolo il «Cinecircolo del Gallo»
di Forlì.
Compie mezzo secolo la Compagnia teatrale del Cinecircolo del Gallo di Forlì nata
presso l’Oratorio Salesiano San Luigi e
sotto il motto «s’l’è nota, us farà dè» (se è
notte, verrà l’alba), come augurio per un
domani migliore. Dopo alcune esperienze
cinematografiche, il gruppo passò al teatro
dialettale. Nel 1968, a seguito della partecipazione del presidente Aurelio Angelucci
alla trasmissione RAI “Ciao Mamma” (dove
vinse la finalissima), la Compagnia partecipò alla Rassegna Nazionale del Dialetto,
a Faenza, per quindici anni ottenendo una
grande maturazione. Il Cinecircolo del
Gallo si iscrisse alla FITA nel 1972 e vinse,
negli anni, anche premi nazionali come il
FITALIA. «Dobbiamo dire grazie alla FITA se
siamo migliorati – riconosce Angelucci – e
se quest’anno possiamo festeggiare 50
anni di attività ininterrotta. In tanti anni
trascorsi con entusiasmo e passione da veri
dilettanti, nei teatri e nelle piazze dei paesi
più caratteristici, il nostro amore per il Teatro e la Romagna con le sue tradizioni è
sempre aumentato. Abbiamo raggiunto il
successo per ben 2325 serate. Da tredici
anni organizziamo la Rassegna FITA
“Amarcord San Luis” presso il Nuovo Teatro
SAN LUIGI dei Salesiani di Forlì. Continuiamo questa magnifica esperienza teatrale, portando a tutti due ore di sana
allegria, divertendo e divertendoci.
Quando sarà finita questa bella avventura
teatrale sarà il segnale che finisce anche la
giovinezza. Lunga vita, quindi, al Cinecircolo del Gallo e al nostro dialetto!».
"##$%$&'$!()*$+,)!
-)..)/&'$!
!"#"$%&#%'()*+,-./% 1/2%!"#"$%345%6('.%
!"##$%&0%'()*+,-./% 1/2%!"##$%%787%6('.%
0,1/)2),'+!&..+1$&'$!,)*%$!&,,$!
9+2%!"#"%+2%!"##:::::;%!"<3=%
3+24&*,$)!4)/!4/+5$,1$&%>!"##?$%
@(2(,-+%>@A?$%#"%'()*+,-./%B%#48%6('.%
C/DD+D+%>CE?$%0%'()*+,-./%B%#8%6('.%
C(D2F%G/6/-+%>CG?$%#"%'()*+,-./%B%#35%6('.%
H+D)+$%#%'()*+,-.+%B%7%6('.%
H.+'/-I+%>HG?$%#%'()*+,-.+%B%#8%6('.%
J+K/--+%>JL?$%#8%'()*+,-./%B%#3"%6('.%
J/,,.(%E).2.+%>JE?$%%&%'()*+,-./%B%!58%6('.%
J.).-.%>J1?$%7%'()*+,-./%B%##4%6('.%
%
"6'+/$%M/66/D+N.%C.N+$%%%4%
74)''&1+%$%)/66.%.-%6'/-+%
!"#"%
%%%%&"%>#O!""%'(-%D/*2.'P/?%
!"##%
%%&"%>#O!""%'(-%D/*2.'P/?%
!"#!%
%%&"%
(&..)*,)Q8).'$5&%%R.%+66('.+I.(-.%CSML%
!"#"%
%%4%
!"##%
%%4%
!"#!%
%%4%
L22/6N.)/-N.% .-% 3+,1+/.$% D/,.(-+2.% T%
%$,*6&!/)*$+,&%)% *D(K.-'.+2.%
!"#"%%%%%%%%%8"%
!"#"%%%%%%#%
!"##%%%%%%%%%8"%
%%!"##%%%%%%!%
!"#!%%%%%%%%07%
!"#!%%%%%%%%0%
%
ORGANIGRAMMA REGIONALE
Presidente: Giorgio Barlotti
via E. Marchesi Corbici, 7 - 47100 Forlì
(FC) - [email protected] ;
tel. 347/4517822, 0543/67326.
ORGANIGRAMMA PROVINCIALE
BOLOGNA: Presidente: Fausto Bordini,
via Mattarella, 5 - 40027 Bubano (BO)
[email protected];
tel. 347/4818988.
FERRARA: Fiduciario: Francesco Simoni,
via S. Caterina, 93 - 44100 Ferrara (FE)
[email protected];
tel. 338/8405511.
FORLI-CESENA: Presidente: Fiorenza
Nicolini, via Bagattoni, 23
47010 villafranca di Forlì (FC)
fi[email protected];
tel. 347/4410281.
RAVENNA: Presidente: Franco Pezzi,
corso Garibaldi, 49 - 48022 LUGO (RA)
[email protected];
tel. 348/3300287.
REGGIO EMILIA: Fiduciario:
Daniele Franci, via Pezzana, 21
42100 Reggio Emilia (RE)
[email protected];
tel. 335/225585, 0522/512093.
RIMINI: Presidente: Maurizio Antolini,
via Mercurio 5 - 47900 Rimini (RN)
[email protected]
[email protected];
tel. 349/2475568, 0541/774025.
35
FRIULI VENEZIA
GIULIA
Gruppo pordenonese Arte magica
durante la serata di gala
Spiro Dalla Porta
La Federazione mantiene la
produttività nonostante la crisi
Nonostante la crisi si sia fatta sentire soprattutto sui finanziamenti pubblici destinati
alla cultura, per il teatro amatoriale friulano il 2011 è stato produttivo come gli
anni passati. Si sono, infatti, mantenute le iniziative più importanti.
Oltre alle rassegne dialettali, nella
regione si organizzano manifestazioni in lingua esclusivamente italiana
e iniziative che mescolano dialetto, italiano
e altri linguaggi tipici di una regione di confine.
La Rassegna regionale “Teatro a Tema”, promossa
dalla compagnia Teatro Incontro e sostenuta dal Comitato FITA Friuli venezia Giulia (presieduto da Aldo
Presot), dall’Ente Regione e dalla Provincia e Comune di Trieste, è un esempio di manifestazione in
lingua italiana riservata alle compagnie amatoriali
della regione e alle comunità italiane dell’Istria. Un
esempio di eventi che mescolano dialetto, italiano e
altri linguaggi è, invece, la “Rassegna Regionale di
Teatro Amatoriale”, organizzata dal comitato provinciale FITA di Pordenone e patrocinata dal comune di
Pordenone. Di respiro nazionale c’è il Festival Itinerante del Teatro Amatoriale - Trofeo “MARCELLO
MASCHERINI”, terza edizione nel 2012 e nato grazie
alla collaborazione tra FITA, enti locali ed altre associazioni friulane. Il Festival è itinerante perché si
svolge, fra ottobre e novembre, nei tre teatri di Azzano Decimo, Prata e Pasiano di Pordenone dove si
esibiscono sei compagnie amatoriali italiane selezionate a livello nazionale. Al vincitore va una statua in
bronzo, opera di Dante Turchetto ispirata ad un bozzetto di Marcello Mascherini, scultore, regista e scenografo per il teatro. Sono i comitati provinciali (o le
singole compagnie FITA) ad organizzare corsi di comunicazione teatrale, di teatro comico, di trucco, di
scrittura creativa, di vocalità e quasi tutte le compagnie FITA si occupano di iniziative sociali a livello locale.
Intervento di Spiro Dalla Porta-Xydias sul Teatro
Amatoriale friulano.
Spiro Dalla Porta è stato docente universitario, regista teatrale, fondatore del Teatro Stabile di Trieste,
appassionato di alpinismo (su cui ha pubblicato vari
libri), giornalista (di riviste specializzate italiane ed
estere). Tiene conferenze di alpinismo e cultura teatrale in Italia e all’estero e corsi di animazione teatrale in varie scuole.
«Non penso di essere la persona più indicata per scrivere sul teatro amatoriale
perché il mio concetto, oggi come ieri, si
differenzia spesso dalle opinioni correnti
dedicate all'arte scenica. Ma forse per
questo il mio scritto potrà risultare meno
noioso di quanto ci sarebbe da aspettarsi
da un anziano che ancora non vuole rinunciare a quanto ha costituito una delle
mete cui ha dedicato quasi settant'anni
della propria vita. Cominciando proprio
con l'amatoriale, passando poi al professionismo (dove ho realizzato spettacoli
con grandissimi attori di quel tempo: Lea
Padovani, Paola Borboni, Ottorino Guerrini, Gianmaria Volonté, ecc.) per terminare con un ritorno agli “amatori”.
Quando ho iniziato a fare teatro, nel 1942,
vi erano due modi di fare spettacoli nettamente diversi: il professionismo e la filodrammatica. La differenza non stava solo
nel fatto che nel primo caso i componenti
delle compagnie erano stipendiati, e
quindi potevano dedicarsi al teatro come
professione, mentre i filodrammatici
erano tutti dilettanti che inscenavano
drammi e commedie da persone che praticavano nella vita civile un lavoro differente. Oltre alla questione economica,
l'intento era diverso: i professionisti, proprio perché tali, rappresentavano opere di
livello e valore artistico rilevanti, tali da richiamare l'interesse del pubblico. I filodrammatici preferivano invece lavori atti
a non impegnare troppo mentalmente gli
spettatori. E anche i loro attori, tecnici e
registi preparavano e recitavano drammi
e commedie per il proprio divertimento.
Oggi questa differenziazione appare quasi
del tutto superata specie per l'ottimo livello artistico delle compagnie amatoriali
(nome che ha sostituito il vecchio termine
“filodrammatica”) e per un'involuzione
tecnica che spesso caratterizza i professionisti. Mentre nel passato quello che differenziava i due gruppi erano proprio le
qualità peculiari dei professionisti (specie
dizione, retta pronuncia, emissione della
voce) adesso in molti casi questo divario
non esiste più». Oggi, per Spiro Dalla
Porta, i dilettanti migliorano le proprie capacità artistiche grazie soprattutto alle numerose e preparate scuole di recitazione. Ciò
permette «ad elementi naturalmente dotati,
che le necessità della vita ha indirizzato ad
altre professioni, di emergere ad alto livello
grazie all'acquisizione delle tecniche indispensabili per l'attore». Oggi, le differenze si
hanno «nell'allestimento, godendo in genere
i professionisti di possibilità finanziarie ben superiori a quelli dei cosiddetti dilettanti. Ma
proprio qui consiste il pericolo, perché accade,
non tanto di rado, che certe grandi compagnie
alterino la gerarchia dei fattori spettacolari
assegnando preponderanza sproporzionata
ad elementi di contorno e approntando cornici
scenotecniche e coreografiche il cui sfarzo ed
invenzioni tendono a mettere in secondo
piano il dramma e la sua esecuzione. Che deve
rimanere al centro dell'attenzione. A questo
proposito voglio citare le tragedie greche rappresentate, per esempio, al teatro antico di
Epidauro, prive di qualsiasi apparato scenografico e che raggiungono un livello d'arte che
nessuna tecnica scenografica moderna riuscirà mai ad uguagliare. Pericolo diverso per
il teatro amatoriale determinato dal fatto che
molti gruppi e complessi tendono a trascurare
le opere di autori artisticamente valide, preferendo composizioni di autori contemporanei, composte per lo più “ad hoc”, cioè ad uso
e consumo di quella particolare compagnia»
o preferendo «arrangiamenti modernizzanti,
creazioni specifiche che pretendono di rendere più accessibile il dramma del passato –
come se l'arte avesse un tempo – ed in realtà
Spettacolo che ha vinto Trofeo Mascherini:
"Rumori fuori scena" della compagnia STEP di Ancona
riescono unicamente a storpiare e volgarizzare
un capolavoro». «In questo senso – conclude
Spiro Dalla Porta - sarebbe bello che la FITA
istituisse un premio speciale per i complessi
amatoriali che si dedicano a rappresentare su
piano professionale le opere veramente valide
del passato e del presente».
La FITA-UILT, una grande forza per il teatro
amatoriale friulano
La grande forza del teatro amatoriale friulano
è la proficua collaborazione con le istituzioni
(locali, provinciali e regionali) e fra le associazioni di categoria presenti sul territorio: FITA
e UILT, che hanno costituito l’Associazione Regionale FITA-UILT. Una realtà che riesce ad ottenere dalle Istituzioni co-finanziamenti per
rassegne e manifestazioni. Il grande spirito di
associazionismo ha permesso la costituzione
di Armonia, un’associazione triestina di compagnie dialettali che da oltre 30 anni organizza
e promuove manifestazioni sul territorio rigorosamente in dialetto triestino. Da un ventennio organizza il “Festival internazionale Ave
Ninchi-Teatro nei Dialetti del Triveneto” (dal
1997 dedicato alla memoria dell’attrice di teatro e cinema italiano, Ave Ninchi) e dell'Istria
a cui partecipano compagnie italiane ma
anche della Slovenia e della Croazia. Armonia
organizza pure la Rassegna “Stagione del Teatro in dialetto Triestino”, che gode dei contributi del Comune e della Provincia di Trieste,
della Regione Autonoma Friuli venezia Giulia
e della Fondazione CRTrieste.
!
SCHEDA FITA
FRIULI vENEZIA GIULIA
"##$%$&'$!()*$+,)!
-)..)/&'$!
!"#"$%&'%()*+,-./0%% 203%!"#"$%##!4%5)(/%
!"##$%1&%()*+,-./0% 203%!"##$%#"61%5)(/%
0,1/)2),'+!&..+1$&'$!,)*%$!&,,$!
7,3%!"#"%,3%!"##888889%1:%
3+24&*,$)!4)/!4/+5$,1$&%;!"##<$%
=)>/?/,%;=@<$%!%()*+,-./0%A%'B%5)(/%
C)>D0.).0%;C2<$%!!%()*+,-./0%A%'1B%5)(/%
E>/05F0%;EG<$%#1%()*+,-./0%A%!'4%5)(/%
HD/.0%;H7<$%!&%()*+,-./0%A%4#4%5)(/%
!
"6'+/$!-)..)/&'$!7$'&$%'!
84)''&1+%$%*055/%/.%5(0.,%
!"#"%
%%%%#4"%;.I)J/%5+0FF,()3/<%
!"##%
%%%%#'&%;.I)J/%5+0FF,()3/<%
!"#!%
%%%%#4"%;.I)J/%5+0FF,()3/<%
K3305F/*0.F/%/.%%$,*6&!/)*$+,&%)%
!"#"%
%%&&%
!"##%
%%&B%
!"#!%
%%L6%
%
%
ORGANIGRAMMA REGIONALE
Presidente: Aldo Presot
via Marconi, 24 - 33083 Pordenone
[email protected];
tel. 333/4728448, 0434/648255.
ORGANIGRAMMA PROVINCIALE:
PORDENONE: Presidente:
Franco Segatto, via San Michele, 45
33070 Brugnera (PN)
[email protected],
info@fitapordenone.it;
tel. 328/3664924.
UDINE: Presidente:
Gregorio Grasselli, via Traiano, 11/3
33010 Tavagnacco (UD)
[email protected];
tel. 347/3019418.
TRIESTE: Presidente: Willy Piccini,
via Dei Porta, 4 - 34141 Trieste (TS)
[email protected];
tel. 333/7338099.
37
LAZIO
FITA sfonda nel cinema
Promuovere l’arte del teatro in tutte le sue
forme ed essere punto di riferimento e di
aggregazione delle realtà amatoriali del
territorio è l’obiettivo del Comitato FITA
Lazio, presieduto da Enzo Ardone. A
tale scopo, il Comitato ha messo in
campo una serie di azioni che
hanno portato ad un numero
sempre crescente di collaborazioni
con enti pubblici ed aziende cinematografiche (per la realizzazione di film di pubblico interesse), all’incremento delle compagnie
iscritte e delle manifestazioni teatrali organizzate da
compagnie FITA, alla creazione di un sito web, alla formazione artistica e logistica degli affiliati. In tal senso
vengono promossi laboratori e stages di illuminotecnica, di scenografia, di espressione del corpo, di doppiaggio, di commedia dell’arte, di uso della maschera.
Ma i due eventi principali organizzati dalla FITA Lazio
sono “Festa Regionale del Teatro” ed il concorso
“Prova di Regia”, unico nel suo genere. Non mancano,
comunque, altre iniziative di rilievo come il Festival Internazionale di Teatro Amatoriale FITA-“Premio Città
di viterbo”, il concorso nazionale “Premio Gino Calevi”, le Rassegne di vitorchiano, Carbognano, Maranola, Latina, Cori, ecc. Negli ultimi tempi sono nate
diverse iniziative a Roma: Premio Colosseo, Festival
del Comitato Provinciale FITA Roma, Rassegna “Fuori
dal Raccordo”, il Premio Mecenate, Rassegna FITA –
Golden, Festival dei Colli Albani. Tutte queste manifestazioni sono sponsorizzate o patrocinate dal Comitato
regionale che, nonostante le esigue risorse economiche, eroga contribuiti per le iniziative che rientrano
nei suoi parametri.
Festa regionale del Teatro e Prove di Regia
La Festa Regionale del Teatro è un appuntamento fisso
per gli iscritti FITA del Lazio. Nasce dalla volontà del
Comitato Regionale di organizzare un incontro annuale affinchè gli operatori del teatro di base della regione potessero incontrarsi, confrontarsi e conoscersi.
Un appuntamento che è aperto a tutte le associazioni,
le compagnie e i gruppi (non solo FITA) che operano
nell’ambito teatrale e con i quali è importante creare
un fronte unico per affrontare le problematiche, fiscali, tecniche, amministrative, logistiche, economiche
che gravano pesantemente sulla gestione delle associazioni. Dal 2008 al 2012 si sono effettuate cinque
Feste Regionali del Teatro che hanno toccato
tutte le province del Lazio (Capodimonte-vT
nel 2008, Anzio-RM nel 2009, Gaeta-LT nel
2010, Rieti nel 2011, Sora-FR nel 2012). Nell’ambito della Festa si svolge l’annuale Assemblea per l’approvazione del bilancio, laboratori,
gite turistiche, uno spettacolo serale, mostre di
foto e locandine e vari momenti di incontro fra
i partecipanti. Il Comitato FITA Lazio è particolarmente orgoglioso di aver dato vita a questo
evento annuale che, si spera, possa continuare
ad essere un appuntamento fisso. Un evento
realizzato - come ricorda Ardone - grazie soprattutto alla FITA di viterbo al suo Presidente
Bruno Mencarelli, all’Associazione Terra di
Enea, a Grazia Lalli, Fiduciario provinciale di
Rieti, a Federico Mantova. Senza dimenticare,
poi, tutte le compagnie ed in particolare FAvL
di viterbo, Setaccio di Maranola, il Piccolo Teatro di Terracina e I Commedianti del Cilindro di
Broccostella. «Queste Compagnie hanno rappresentato i loro spettacoli a titolo assolutamente amichevole e con notevole impegno
personale ed economico. Vengono citate come
esempio della FITA che ci piace, ovvero di soci
che non chiedono solo cosa dà loro la FITA, ma
che offrono loro qualcosa alla Federazione».
Prova di Regia
Sicuramente anomalo nel suo genere, questo
concorso vuole dare il giusto risalto ad una figura tanto importante quanto in ombra nell’ambito del teatro di base: il regista. Un
concorso in cui non viene premiata l’ottima interpretazione di un attore o un allestimento
scenotecnico curato in tutti i suoi particolari,
ma “semplicemente” la costruzione della
scena, l’elaborazione di un testo che viene trattato, modellato, deformato o esaltato in relazione al rapporto che il regista ha con il testo
assegnato e con le sue idee di messa in scena.
Ai 18 registi partecipanti viene distribuito, nei
primi giorni di marzo, un testo contenente alcune scene estrapolate da una commedia che
sarà resa nota solo dopo l’adesione al concorso
e la selezione dei partecipanti. Questo perché
non è importante il testo che si rappresenta,
ma «come» si rappresenta. I partecipanti lavo-
!
rano, quindi, su uno stesso
testo che poi rappresentano
al Teatro Aurora di velletri.
Nei tre giorni di selezione (i
primi di maggio) sei registi
presentano, ogni sera, al
pubblico il proprio corto
teatrale, esprimendo così la
propria capacità creativa e
la propria applicazione di
un’idea-teatro che non
potrà mai essere la stessa
tra i vari partecipanti. La
messa in scena non deve superare i 15 minuti complessivi e il regista ha la massima
autonomia nel rispetto del
testo. La scena, ripetuta sei
volte ogni sera da altrettanti
gruppi e per tre sere consecutive, è un’esperienza particolarmente interessante
per il pubblico e per gli addetti ai lavori. Una giuria
tecnica visiona, poi, tutti i
corti-teatrali e seleziona i
cinque registi che, alla serata finale, replicano i propri
corti per l’assegnazione del
Premio “Prova di Regia –
Premio Città di velletri”.
2011… 2012…
Continuano le collaborazioni con produzioni cinematografiche e televisive
anche nel 2012. Già lo
scorso anno molti soci FITA
hanno partecipato a diversi
film e spot pubblicitari e
sono entrati in contatto con
personaggi come Gigi Proietti, Julia Roberts, Ennio
Fantastichini, vincenzo Cerami, Marco Giallini ed altri.
La FIta Lazio ha collaborato
a diversi film negli ultimi
due anni, in particolare alla
pellicola “Tutti al Mare” di
SCHEDA FITA LAZIO
!""#$#%&#'
-)..)/%&#'
()*#+,)'
"#$#%!!!
203!"#$#%!!!
&'!()*+,-./0! $$45!6)(/!
"#$$%!!
203!"#$$%!!!
&1!()*+,-./0! $$&&!6)(/!
0,1/)2),&+34)1/)2),&+'%..+1#%&#'
7,3!"#$#!,3!"#$$88888!9!#:5;!
5+26%*,#)'6)/'6/+7#,1#%!<"#$$=%!
>?)6/.).0!<>@=%!"!()*+,-./0!A!B1!6)(/!
C,D/.,!<CE=%!$$!()*+,-./0!A!$$5!6)(/!
@/0D/!<@F=%!'!()*+,-./0!A!'$!6)(/!
@)*,!<@G=%!1"!()*+,-./0!A!HB4!6)(/!
I/D0?J)!<IE=%!$H!()*+,-./0!A!"BH!6)(/!
!
Prova di Regia: gruppo che ha partecipato al concorso Prova di Regia
Matteo Cerami (con la partecipazione di una trentina di attori
FITA) e al film “Affari di scimmie”, prodotto dall’associazione
Aquerò di velletri per la regia di Dante Fasciolo. Nel corso del
2011, il Comitato regionale ha organizzato, insieme ad alcune
compagnie del Lazio, casting mirati alla partecipazione di film
e spot con presenze giornaliere di circa duecento persone. Nel
corso del 2012, oltre a replicare le iniziative finora organizzate,
vuole ampliare i rapporti con le case cinematografiche per la
partecipazione dei propri attori ai casting selezionando quelli
di particolare rilevanza.
Gigi Proietti e il Presidente FITA Lazio Enzo Ardone durante
le riprese cinematografiche a cui hanno partecipato attori FITA.
!8&+/#!E0660?,D/!>/D,%!!!5!
96)&&%1+$#!*066/!/.!6(0.,!
"#$#!
!!!!$'#!<.K)L/!6+0DD,()3/=!
"#$$!
!!!$1#!<.K)L/!6+0DD,()3/=!
"#$"!
!!!$H#!<.K)L/!6+0DD,()3/=!
M3306D/*0.D/!/.!$#,*8%'/)*#+,%$)!
"#$#!
!!!!"#!
"#$$!
!!!"B!
"#$"!
!!!'4!
(%..)*,)N:).&#7%$!)?-,./OO,D/!P,!
,66)(/,O/)./!>FEM!0!Q)*/D,D/!R?)L/.(/,3/!!
0!@0-/).,30!
"#$#!
!!!$'!
"#$$!
!!$1!
"#$"!
!!$&!
!
Sito web: www.fitalazio.it
!
ORGANIGRAMMA REGIONALE
Presidente: Enzo Ardone,
via Carlo Bertinazzi, 25 - 00139 Roma
[email protected];
fi[email protected];
tel. 339/3904322, 06/87148147.
ORGANIGRAMMA PROVINCIALE
VITERBO: Presidente: Bruno Mencarelli,
via San Giacomo, 24 - 01100 viterbo
(vT) - [email protected];
tel. 333/3411866, 0761/307521.
ROMA: Presidente: Gaetano Cicoira,
via Collatina, n.33 - 00177 ROMA (RM)
[email protected];
provinciaroma.fi[email protected];
tel. 333/8391424, 06/2158876.
RIETI: Fiduciario: Grazia Lalli,
via vocabolo Colli, 11
02040 Stimigliano (RI)
[email protected]; tel. 0765/576362.
FROSINONE: Fiduciario:
Federico Mantova
[email protected];
tel. 3381061544.
LATINA: Presidente: Tonino Cicinelli,
via Roma, 25 - 04010 Cori (LT)
[email protected];
[email protected],
[email protected];
tel. 347/5987660, 06/9679808.
39
LIGURIA
Circuito Teatrale Ligure
La Liguria era una delle poche regioni che
non disponeva di un circuito teatrale e
l’Assessore regionale alla Cultura Angelo Berlangieri ha deciso di colmare
questa lacuna programmando un
“Circuito Teatrale Ligure” e investendovi importanti risorse economiche. L’adesione è stata
notevole anche da parte di Comuni e
operatori culturali, cosicché a breve dovrebbero concretizzarsi i primi eventi. Sin qui
la succinta cronaca di una iniziativa culturale della
Regione Liguria, ma l’elemento di assoluta novità
è la partecipazione da parte della FITA Liguria in
rappresentanza del 90% delle compagnie amatoriali operanti sul territorio regionale.
L’Assessore regionale alla Cultura ha infatti convocato, con le compagnie professioniste e i teatri stabili pubblici e privati, anche la FITA Liguria e ha
inserito nel cartellone degli spettacoli proposti
anche quelli presentati dalle compagnie a noi affiliate. Un successo straordinario, sia per le compagnie ligure che per la FITA: viene, infatti,
riconosciuto sia il valore paritetico tra compagnie
amatoriali e professionistiche, sia il ruolo della nostra Federazione come unico interlocutore riconosciuto dalla Regione Liguria e come organismo
maggiormente rappresentativo del settore. Per il
presidente regionale Giunio Lavizzari Cuneo,
«grande è la nostra soddisfazione: da anni sosteniamo che l’unico discrimine possibile tra compagini amatoriali e professionistiche è il livello
artistico delle produzioni e, finalmente, troviamo
autorevole sostegno alla nostra tesi da parte di un
assessore regionale, da anni indichiamo la FITA
Enrico Bonavera
come elemento di sintesi delle tante compagnie che rappresentiamo e, finalmente, il nostro ruolo viene riconosciuto e valorizzato. Un
primo, ma importante passo per tutto il teatro amatoriale in Italia».
Intervista a Enrico Bonavera
Quando hai calcato le scene per la prima
volta?
«A parte le consuete recite scolastiche delle
elementari - ma sapendo della pratica teatrale di mio nonno già all’ ora mi sentivo un
po’ dell’ambiente - ho iniziato al Liceo con
l’adattamento di una orazione di Lisia - “Eufileto” - scritto da un mio compagno. Ho avuto
subito da ridire con lui che curava la regia.
Convinto di avere ragione mi son messo a studiare e non ho più smesso. Pensare che volevo
fare il paleontologo!».
Tu sei conosciuto come “Arlecchino d’Italia”,
perché hai scelto questo repertorio?
«A dire il vero è lui che ha scelto me. Mi ero
subito indirizzato verso la sperimentazione.
Poi un giorno Mimmo Chianese, un attore e
amico, mi propone uno spettacolo sulla Commedia dell’Arte. Non che mi interessasse
molto, ma avevo bisogno di guadagnare qualche lira in più. Alla fine delle prove sono arrivate le maschere dei Sartori. Calzata quella di
Arlecchino, mi è sembrato di avere capito
tutto e anche mio padre, che era piuttosto
scettico sulle mie qualità e su un mio futuro
nel teatro, dopo avermi visto in maschera, dovette ricredersi. Da quel momento ho deciso
di buttarmi in quel mondo antico, un po’ per-
“Uno dei protagonisti delle rassegne FITA: l’attore Maurizio Semeria della Compagnia
“I Barbaotti” di Moltedo (IM), recentemente scomparso
duto e molto contraddittorio che è quello
della Commedia dell’ Arte e del repertorio goldoniano».
Tu reciti in tutti i teatri del mondo e i tuoi linguaggi di scena sono il veneto o l’italiano: sei
ancora legato alla Liguria? Hai qualche legame artistico con Gilberto Govi?
«Anche se il mio ‘vernacolo’ lascia molto a desiderare perché, pur avendo ancora nell’orecchio le conversazioni tra mio padre e mia
nonna e di mio suocero coi suoi amici, non lo
pratico se non...quando mi fanno arrabbiare
e questo succede in particolare quando vado
allo stadio! Certo che sono legato alla Liguria!
E mi sento profondamente genovese! Per
quanto riguarda Govi il legame non è diretto,
ma ormai fa parte dell’ inconscio collettivo dei
genovesi e quindi anche del mio, anche se dei
genovesi Govi ha forse fatto più la caricatura
che il ritratto. Come attore vedere i video dei
suoi spettacoli è sempre una lezione di grande
maestria comica».
Qual è la tua opinione in merito all’utilizzo
dei dialetti in scena?
«Il dialetto è l’espressione di una anima, di
una radice. Costringere gli allievi di teatro a
perdere le caratteristiche dialettali è per me
sempre una piccola sofferenza, vederli passare da una identità ad un mondo che inizialmente non può essere che asettico. Tant’è la
prosa è questo. Ma in Italia, la sua storia e la
sua cultura ce lo insegnano, i dialetti in molti
casi sono e sono stati ‘lingua’ e anche lingua
teatrale, penso anche al napoletano e al veneziano in particolare, con una letteratura importante e non credo che se ne potrà mai fare
a meno. La forza espressiva e comunicativa
del dialetto è insostituibile».
Tu sei stato “diretto” da registi famosissimi:
chi di loro ha contribuito di più alla tua formazione artistica?
«Ognuno di loro mi ha lasciato qualcosa, o a
ognuno ho cercato di prendere qualcosa.
Certo l’incontro con Strehler, anche se
breve, è stato il contatto con una immensa
maestria messa al servizio della follia della
passione teatrale. Irrequietezza creativa,
insofferenza agli aspetti mediocri della
professione, compassione per ogni vicenda
umana presente nel testo, attenzione maniacale al dettaglio».
Rassegne FITA nella Provincia di Imperia
È ormai giunta all’ottava edizione la rassegna IL GUSTO DEL TEATRO che si svolge al
Teatro dell’Albero di San Lorenzo al Mare
ed è unica nel suo genere: alla fine di ogni
spettacolo, infatti, pubblico ed attori ancora in costume di scena, partecipano ad
una sfiziosa degustazione di prodotti tipici
della zona di provenienza della compagnia.
All’edizione 2011 ha partecipato, come di
consueto, anche la Compagnia “I Barbaotti” di Moltedo con il grande amico Maurizio Semeria che, purtroppo, il 20
novembre 2011 è prematuramente ed improvvisamente scomparso. L’attore,
grande interprete della tradizione goviana,
lascia dietro di sé un vuoto grandissimo,
ma è l’amico Maurizio che lascia un vuoto
incolmabile.
Un altro evento importante, costruttivo e
socialmente utile è la rassegna CUORE DI
TEATRO, ideata a scopo benefico. La sua
prima edizione, nel giugno 2009, si svolse
in un’unica serata con la presenza di undici
Compagnie sul palco dell’Auditorium di
Ospedaletti ed il ricavato della serata fu
devoluto a favore dei terremotati
d’Abruzzo. Nell’edizione 2011 le serate
sono state quattro ed i fondi raccolti sono
stati destinati alla scuola di Kuyo in Guinea
Bissau.
!"#$%&"'()"$%
SCHEDA FITA LIGURIA
%
$**+,+-.+%)/0+12/%
#/33/4-.+%
!"#"$%#""&'()*+,-.% 0.1%!"#"$%%#23#%4'&-%
!"##$%#"/&'()*+,-.% 0.1%!"##$%%%#/"#4'&-%
"254/6/2.1%-3315+-.+%2/0,+%-22+%
5*1%!"#"%*1%!"##666667%"89:%
7168-02+/%8/4%8419+25+-%;!"##<$%
=.,'>*%;=?<$%@#%&'()*+,-.%A%BC@%4'&-%
D().E-*%;DF<$%#@%&'()*+,-.%A%!C/%4'&-%
G*%H).I-*%;HJ<$%/%&'()*+,-%A%#C/%4'&-%
H*>',*%;HK<$%!C%&'()*+,-.%A%!3/%4'&-%%
%
%
$:.14+%L.44.E*M-%N-M*$%#"%
;8/..-51,+%(.44-%-,%4&.,*%
!"#"%
B"!%;&',%E.)1-&O.<%
!"##%
B!/%;&',%E.)1-&O.<%
!"#!%%%
B!B%
P11.4M-(.,M-%-,%,+20:-%4/0+12-,/%
!"#"%
@!B%%
!"##%
@B"%
!"#!%
9"#%
)-33/02/Q!/3.+9-,%R-%*44'&-*I-',-%NDLP%
!"#"%
#2%
!"##%
#B%
!"#!%
#/%
7125143+%E.+-',*1-%S% !/3.+9-,Q)-33/02/%%
)E'>-,&-*1-%
R-%&'(-M*M-%E.+TQ)E'>T%%
!"#"%%%%%%C%
!"#"%%%%%%9%
!"##%%%%%%C%
!"##%%%%%%/%
!"#!%%%%%%2%
!"#!%%%%%%9%
%
%
%
%
Sito web: www.fitaliguria.it
ORGANIGRAMMA REGIONALE
Presidente: Giunio Lavizzari Cuneo,
piazza A. Oriani 7 - 16154 Genova
g.lavizzari@fitaliguria.it;
tel. 348/3186923
ORGANIGRAMMA PROVINCIALE
IMPERIA: Presidente:
Antonella Bignone,
via Aprosio, 23 - 18039 ventimiglia (IM)
turbofi[email protected];
tel. 349/4924307 - 346/6183379.
SAVONA: Presidente:
Giovanni Cepollini, via Gramsci, 28
17056 Cengio (Sv)
[email protected];
tel. 338/5887041 - 019/555161.
GENOVA: Presidente: Orazio Melluso,
via Mario Mastrangelo 3/1
16166 Genova
[email protected];
tel. 338/7779719 - 010/3724197
LA SPEZIA: Presidente: Luigi Di Matteo,
via Serralta, 64 - 54010 Podenzana
[email protected]; tel. 340/8960861.
41
LOMbARDIA
FITA Lombardia:
Un 2012 vivace per Lecco
Nel 2011-12 il comprensorio lecchese si è
mostrato piuttosto vivace. Qui si stanno
intensificando i contatti e i rapporti con
le Amministrazioni Provinciale e Comunali. Questo lavoro di lenta ma
positiva tessitura ha portato ad un
incontro che si è tenuto a Lecco
nello splendido Teatro Cenacolo
Francescano, culla del teatro amatoriale lombardo, nel pomeriggio di sabato 3 marzo 2012 con il Presidente
nazionale Carmelo Pace, il Tesoriere Francesco
Pirazzoli ed i rappresentanti delle Istituzioni. Oltre
alle compagnie FITA del territorio erano presenti
il Sindaco e l’Assessore alla Cultura del Comune di
Lecco, gli Assessori alla Cultura di altri due importanti Comuni del comprensorio ed un rappresentante dell’Assessorato alla Cultura della Provincia.
Dall’incontro è emersa chiaramente la volontà di
tutti, FITA e Amministratori, di coinvolgersi in un
progetto che porti la città di Lecco e la sua Provincia a diventare un punto di riferimento per il teatro amatoriale nazionale costruendo un percorso
che conduca all’organizzazione anche della Festa
Nazionale Teatro FITA, punto di arrivo ma anche
di partenza per itinerari futuri di cultura teatrale.
Sarà un lavoro che impegnerà a fondo la Federazione lecchese e lombarda, nell’ottica di diventare
un paradigma per la FITA e nell’applicazione reale
del protocollo ANCI.
va sottolineato il coinvolgimento del Comitato
provinciale di Lecco con il Presidente FITA regionale Riccardo Arigoni e l’Assessore provinciale alla
Cultura lecchese per una sempre più significativa
valorizzazione del teatro amatoriale. Incontri patrocinati dall’Assessorato con i rappresentanti
delle compagnie della provincia hanno prodotto
una brochure con il cartellone delle rassegne
in programma nel territorio provinciale allo
scopo di favorire la conoscenza e la comunicazione e creare, nel sito della Provincia, un riferimento costante ed aggiornato della realtà FITA.
Auguri
Anche la FITA Lombardia dà il benvenuto a Sua
Eminenza Cardinale Angelo Scola, nuovo Arcivescovo di Milano, nato sulle sponde di “quel ramo
del lago di Como”. L’attore Giacomo Poretti,
espressione più alta e vera dell’essere uomo di
teatro e quindi dell’essere uomo, lo ha salutato
Poretti Giacomo
così: «due cose sono state fondamentali per
la mia vita: Milano e i preti». Il prete del
paese, don Giancarlo, gli ha fatto scoprire
l’amore per il teatro allestendo uno spettacolo che prevedeva tre bambini: uno grassissimo, uno altissimo e uno bassissimo.
«All’epoca – ha raccontato Poretti - ero affetto da un complesso di inferiorità per cui
era una tragedia quando entravo in scena,
mi collocavo di fianco al bimbo altissimo e
la gente rideva. Il prete mi disse che dovevo
sfruttare i talenti che mi aveva regalato il Signore. A me sembrava crudele sia il Signore
sia don Giancarlo. Ma il don insisteva: la tua
bassezza ti regalerà un sacco di soddisfazioni. Io intanto non mi fidavo del don e continuavo a chiedere nelle mie preghiere al
Signore di portarmi un pallone di cuoio e di
farmi diventare alto 1 metro e 85. Lei lo confermerà Eminenza, il Signore ti ascolta sempre ed esaudisce tutte le cose che chiedi,
solo che devi essere abile nel distinguere la
differenza tra alto e grande... finalmente un
giorno ho capito, aveva ragione don Giancarlo, il teatro era il gioco più bello del
mondo».
L’attività del Comitato regionale FITA.
La regione Lombardia è una delle poche in
Italia dove il teatro amatoriale, e nello specifico della FITA, può contare sulla collaborazione degli Enti pubblici. È questo il punto
di forza del Comitato regionale della Federazione costituitosi nel 1999 e presieduto da
Riccardo Arigoni. Un punto di forza che permette l’allestimento di varie rassegne e iniziative in Lombardia. Le convenzioni si
concretizzano anche con le Fondazioni
(come la Cariplo) e con gli attori professionisti (del calibro di Antonio Zanoletti e Laura
Pasetti). Importante risulta pure la collaborazione con AGIS (Associazione Generale
Italiana dello Spettacolo) Milano per la realizzazione della Festa del Teatro di Milano,
l’evento teatrale dell’anno organizzato insieme alla Regione Lombardia, al Comune e
alla Provincia di Milano. La Festa coinvolge,
per un fine settimana di ottobre, tutti i teatri
milanesi, e non solo, con lo scopo di favorire
la diffusione dell’arte teatrale nel grande
SCHEDA FITA LOMBARDIA
pubblico attraverso costi ridotti dei biglietti.
Nel 2009, per la prima volta, hanno partecipato le compagnie amatoriali FITA (prima era
solo per i professionisti) ottenendo grande
successo. Per problemi finanziari, gli enti organizzatori hanno dovuto annullare la Festa
nel 2010 e nel 2011. Per il 2012 verrà riproposta, anche se le avvisaglie non promettono
nulla di buono.
Stesso discorso per la Festa del Teatro della
FITA Lombardia (che coinvolge le compagnie
lombarde e si articola in una giornata dedicata
a momenti di formazione, di dibattito e di divertimento), sospesa dal 2009 per vari motivi
fra cui l’inagibilità del Teatro Silvestrianum di
Milano. Il Comitato regionale sta lavorando
per una sua riproposizione nel 2012. Ma questa volta con una formula nuova e più coinvolgente per le compagnie: un happening o
kermesse che preveda spettacoli proposti dalle
compagnie lombarde, previa selezione, per
una intera settimana o due week end consecutivi e con un incontro finale in cui confrontarsi anche alla presenza di attori
professionisti.
A respiro regionale c’è poi il Festival del Teatro
Amatoriale (nove edizioni al 2012), organizzato dalla FITA Lombardia che seleziona cinque
spettacoli per essere rappresentati al Teatro
Silvestrianum (solo nel 2009 la giuria è stata
itinerante per l’inagibilità del Teatro). Decine
di rassegne teatrali sono, infine, organizzate
da compagnie FITA di Lecco, Bergamo, Busto
Arsizio, Mantova, Cremona, Lodi, vigevano,
Milano e provincia.
La FITA Lombardia cresce nel tempo
Lenta ma continua è stata, in questi anni,
la crescita degli associati alla Federazione.
Solo il 2011 ha segnato un momento di
consolidamento senza espansione anche in
considerazione delle difficoltà generali
della società, di cui il teatro amatoriale è
fedele specchio. va, inoltre, ricordata la
forte presenza, nella diocesi di Milano, del
G.A.T.a.L. (Gruppo Attività Teatrale amatoriale Lombardia) e della FEDERGAT (Federazione Gruppi Attività Teatrali). I rapporti
con i vertici di queste associazioni sono
molto buoni, soprattutto con Roberto
Zago, presidente del G.A.T.a.L e autore teatrale dei più prolifici ed amati dalle compagnie amatoriali lombarde e non solo.
Almeno una volta l’anno, le compagnie
FITA lombarde partecipano a corsi di formazione con attori professionisti. Nell’ultimo laboratorio teatrale, tenuto
dall’attrice Laura Pasetti nel 2011 ed orientato alla crescita professionale, i partecipanti hanno chiesto di approfondire le
tematiche affrontate in un incontro di almeno tre giorni e previsto per il 2012. In
estate, inoltre, è anche in programma un
corso di illuminotecnica che già ha avuto
un ottimo successo a Lecco.
"Arlecchino servitore di due padroni" di cui alcuni brani sono stati rappresentati a marzo dalla compagnia "Il Mosaico" di vigevano
in occasione dell'incontro a Milano con il Presidente Nazionale Carmelo Pace
!""#$#%&#'()*#+,)!
-)..)/%&#!
"#$#%!$$$!&'()*+,-.! 0.1!"#$#%!$2/3#!4'&-!
"#$$%!$#/!&'()*+,-.! 0.1!"#$$%!$2/5"!4'&-!
6,&7.(.,8'9:.&7.(.,8'!*44'&-*8-!,.+1-!*,,-!
:*1!"#$#!*1!"#$$!%!!;!"<=>!
0+12%*,#)'2)/'2/+3#,4#%!?"#$$@%!
A.7+*('!?AB@%!$"!&'()*+,-.!C$3"!4'&-!
A7.4&-*!?AD@%!"!&'()*+,-*!C5E!4'&-!
F'('!?FG@%!=!&'()*+,-.!CH"!4'&-!
F7.(',*!?FI@%!"!&'()*+,-*!C$E!4'&-!
J.&&'!?JF@%!/!&'()*+,-.!C!$"#!4'&-!
J'K-!?JG@%!"!&'()*+,-*!C!=5!4'&-!
L*,8'M*!?L0@%!$!&'()*+,-*!;!"#!4'&-!
L-1*,'!?L6@%!=/!&'()*+,-.!;!//5!4'&-!
L',N*!A7-*,N*!?LA@%!=!&'()*+,-.!;!H5!4'&-!
O*M-*!?OP@%!"!&'()*+,-.!;!QE!4'&-!
P*7.4.!?PR@%!""!&'()*+,-.!;!5=3!4'&-!
RS8'7-!T.44.7*8-!U-8*%!!!=!
52)&&%4+$#!(.44-!-,!4&.,*!
"#$#!
$###!?&',!7.)1-&V.@!
"#$$!
$###!?&',!7.)1-&V.@!
"#$"!
!!/3#!?&',!7.)1-&V.@!
R11.48-(.,8-!-,!$#,*6%'/)*#+,%$)!
"#$#!
5#!
"#$$!
5H!
"#$"!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! 55!
(%..)*,)97).&#3%$!K-!*44'&-*N-',-!U6TR!
"#$#!
$#!
"#$$!
$"!
"#$"!
$"!
0+,4+/.#!7.+-',*1-!C! 7).&#3%$9(%..)*,)!K-!
)7'M-,&-*1-!
&'(-8*8-!7.+29)7'M2!
"#$#!!!!!5!
"#$#!!!!!5!
"#$$!!!!!=!
"#$$!!!!!=!
"#$"!!!!!=!
"#$"!!!!!=!
www.fitalombardia.org
!
ORGANIGRAMMA REGIONALE
Presidente: Riccardo Arigoni,
via G. Zanella, 5 - 23900 Lecco
[email protected];
[email protected] ;
tel. 334/3439048, 0341/497441.
ORGANIGRAMMA PROVINCIALE
COMO: Fiduciario: Andrea Cortesi,
vicolo Cascina Bartolona, 7
[email protected];
Tel. 338/9166697.
MILANO: Presidente:
Esposito Gianalessio,
via Giacosa, 11
20093 Cologno Monzese
[email protected];
tel. 347/8704486 - 02/2538139.
VARESE: Presidente: Carlo Coppola,
viale Pirandello, 28
21052 Busto Arsizio
[email protected];
tel. 339/2309722, 0331/636721.
LECCO: Presidente: Matteo Crimella,
via Preguda, 149
23868 valmadrera (LC)
[email protected];
tel. 349/7819663, 0341583980.
BERGAMO: Presidente:
Matteo Guizzardi, via Della Morlana, 35
24058 Romano di Lombardi
[email protected]; Tel. 349/5293634
43
MARCHE
La regione Marche è rinomata per i
suoi tanti teatri, non a caso è conosciuta come «la regione dei Cento
Teatri». Uno dei progetti più importanti che FITA GATT Marche sta portando avanti da
alcuni anni, grazie al sostegno dell’Ente Regione, è
proprio quello contro la
“desertificazione dei piccoli
teatri” che punta a dare la possibilità di tenere aperti, a decine di piccoli
comuni, i propri splendidi spazi altrimenti
inutilizzati. FITA e Regione lavorano per mantenere la continuità dell’iniziativa anche nel
2012. La denominazione FITA GATT Marche
deriva dal fatto che il primo nucleo di teatro
amatoriale nella regione era il GATT Marche
(Gruppo Attività Teatrali Territoriali) di circa
quaranta compagnie, negli anni, si è poi associato alla FITA assumendo la nuova denominazione. Lavorare soprattutto con gli enti
pubblici è lo scopo ed il punto di forza di questa realtà marchigiana. Sono, infatti, tante le
rassegne che, insieme a Regione, Provincie e
Comuni, la Federazione realizza sul territorio
regionale, tanto che, considerata l’esiguità
geografica delle Marche, risulta al terzo posto
a livello nazionale. Gli introiti di rassegne e festival vengono reinvestiti per altre manifestazioni e per promuovere corsi di formazione
rivolti ai propri attori, allo scopo di crescere e
proporre spettacoli sempre migliori. Non
mancano i corsi per direttori di teatro, laboratori di recitazione, regia, illuminotecnica e
fonica, la FITA GATT Marche collabora con
altre regioni per la realizzazione di varie iniziative. Un esempio è dato dal convegno formativo nazionale TEATRO PERCHÉ...TEATRO
PER CHI? organizzato in collaborazione con
FITA Abruzzo nel dicembre 2011 a San Benedetto del Tronto.
IL CONVEGNO FORMATIVO
Al convegno TEATRO PERCHÉ...TEATRO PER
CHI? sono intervenuti numerosi esperti e un
gran numero di associati a riprova dell'interesse suscitato dagli argomenti trattati. Della
FITA GATT Marche ricca
di iniziative
FITA nazionale hanno partecipato il Presidente Carmelo Pace, il Tesoriere Francesco Pirazzoli, il Direttore artistico Mauro
Pierfederici. L’iniziativa, promossa dai Comitati FITA Marche e Abruzzo, ha avuto il patrocinio della FITA nazionale e degli Enti regionali
Abruzzo e Marche, provinciali di Teramo e
Ascoli Piceno, comunale di San Benedetto del
Tronto. Il convegno ha affrontato temi di straordinaria importanza e attualità quali l'importanza della diffusione del teatro nelle scuole,
la gestione razionale e l'implementazione
delle reti teatrali in ambito locale e nazionale.
Fra i numerosi interventi, anche quello dell'attore Pietro Conversano (la cui conoscenza
del teatro amatoriale e professionistico è
stata utile per analizzare ed apprezzare differenze e similitudini dei due “universi paralleli”) e quello dell'attore e regista Jader
Baiocchi, che ha parlato della pluriennale
esperienza di formatore di teatro nelle scuole
materne, elementari e medie. «Ho capito che
bisogna entrare in punta di piedi nelle varie
realtà scolastiche – ha detto Baiocchi - che
sono complesse e con delle gerarchie da rispettare. La prima cosa da fare con gli insegnanti referenti è far capire loro che sono
essenziali per l'attività laboratoriale perché
conoscono gli studenti. Ma è anche opportuno dare un freno a quegli insegnanti che si
sentono drammaturghi e registi e che usano
gli alunni per i loro trip mentali. Sia l'esperto
esterno che il docente devono pensare di mettere al centro del progetto l'alunno». Parlando alle compagnie amatoriali (e in
particolare ai capicomici): «anche voi non abbiate paura di collaborare con degli esperti,
non temete che possano sminuire il vostro
prestigio, il vostro carisma. Un esperto capace
non toglie nulla a voi ma arricchisce le vostre
conoscenze». Per il Presidente Pace, «fare
teatro da amatori impone il rispetto di regole
anche non artistiche, che attengono all’organizzazione e alla gestione. Chi sta con noi sa
che ci sono dettami fondamentali: la qualità
del prodotto artistico ed il rispetto delle regole
per operare in un contesto sociale ed economico profondamente mutato negli ultimi
!
Convegno Nazionale “Teatro perchè... teatro per chi?” a San Benedetto del Tronto 2011
anni. È anche questo il valore di una Federazione che, con la sua capillare presenza in
tutto il territorio nazionale, diventa essa
stessa un valore per chi ne fa parte, sprovincializzando il Teatro Amatoriale spesso, a
torto, visto come il teatro minore, dei dialetti,
del dopo-lavoro. Non è più così e lo dimostrano le numerose collaborazioni intraprese
e stabilizzate in questi anni: Agis - Agiscuola
– Ministero dell’Istruzione – Anci e tanti altri».
2011: grandi soddisfazioni FITA
Nel 2011, l’attività della FITA GATT Marche si
è incentrata soprattutto sulla continuazione
del progetto regionale contro la “desertificazione dei piccoli teatri”. Accanto al consolidamento delle attività tradizionali il Comitato
regionale ha avviato nuovi progetti rivolti al
teatro in lingua (MITI A TEATRO a Montemarciano, UN PALCO NEL PARCO e BORGHI IN FESTIvAL a Pesaro, con circa 1200 persone a
serata). Tra i successi ottenuti nel 2011 si vantano la riapertura del Teatro Panettone di Ancona, grazie alla nuova gestione della
compagnia Recremisi che lo ha ristrutturato
con l’aiuto di FITA GATT Marche, dove è stata
lanciata la prima rassegna di teatro in lingua
CO. & CO. (Teatro Contemporaneo e Comico).
Da marzo 2012 si è avviata una serie di sei
spettacoli di teatro comico e contemporaneo
da compagnie FITA. Nel 2012, nuovi festival
nazionali si svolgono a Porto Recanati (La
Torre che ride) e a Falconara (Premio Anna
Bonacci). Altro fiore all'occhiello sono le rassegne dedicate ai ragazzi, come a Corridonia
(A teatro con mamma e papà) e a Macerata
(C'era una volta). Il teatro amatoriale marchigiano FITA lavora molto anche con le scuole,
soprattutto con le medie inferiori e superiori,
all’interno delle quali avvia corsi di teatro per
avvicinare i giovani a quest’arte tanto antica
quanto affascinante. Dar conto di tutte le rassegne regionali è difficile data la capillare attività sul territorio delle compagnie FITA
marchigiane. Tuttavia, di seguito se ne propone un breve elenco.
Progetti e Rassegne 2011:
· Progetto contro la desertificazione dei piccoli
teatri: 50 spettacoli FITA con contributo regionale
nelle cinque province territoriali e venti rassegne
distribuite in tutte le provincie;
·
37° edizione del Festival del Dialetto Marchigiano a varano (AN);
·
Prima rassegna Miti a teatro (rassegna teatrale in costume di autori classici Ibsen, Schiller,
Magni) presso il Teatro Alfieri di Montemarciano
(AN);
·
Rassegna di teatro brillante “Un palco nel
parco” (PU), nella splendida cornice dell'Anfiteatro di Pesaro;
·
Rassegna teatro per ragazzi “A teatro con
mamma e papà”, giunta alla Iv edizione (Corridonia) con le numerose compagnie FITA Marche;
·
Rassegna di teatro dialettale “Lo sberleffo”,
presso il teatro Pergolesi di Jesi;
·
Spettacoli di teatro brillante presso il teatro
La Fenice di Amandola;
·
Rassegna di teatro comico e brillante (Co &
Co) presso il teatro panettone di Ancona;
· Dal 2012, parte la rassegna “C'era una volta”,
spettacoli di teatro per ragazzi al teatro Don Bosco
di Macerata.
Compagnie distinte nel 2011 in rassegne nazionali ed internazionali
· Repliche del Don Cosciotto della Marca. (Compagnia Fita Marche) Offida, San Ginesio, Lanciano;
·
Compagnia Teatro-Drao-TeatroTre: con lo
spettacolo “Priscilla” al Fitalia 2011 si è aggiudicato i premi per miglior regia, miglior scenografia,
miglior attore non protagonista e miglior attrice
protagonista;
·
Compagnia Teatro del Sorriso: con lo spettacolo "In nome del Papa Re" ha trionfato al Festival
di viterbo 2011 come miglior spettacolo, regia e
attore non protagonista. La compagnia si è anche
aggiudicata il premio miglior attore non protagonista al Festival di Pesaro 2011;
·
Compagnia Teatro Claet: nel 2011 si è aggiudicata il Premio speciale della direzione de “Il Festival Catullo” di Sirmione (BS) con lo spettacolo
"Xanax" di Angelo Longoni; il premio miglior spettacolo a gradimento del pubblico under 20 al Lunedinscena di Fossano (CN).
SCHEDA FITA MARCHE
"##$%$&'$!()*$+,)!
-)..)/&'$!
!"#"$%&"%'()*+,-./% 2/3%!"#"$%#4#1%5('.%
!"##$%01%'()*+,-./% 2/3%!"##$%#440%5('.%
0,1/)2),'+!&..+1$&'$!,)*%$!&,,$!
6+3%!"#"%+3%!"##77777%8%#9:;%
3+24&*,$)!4)/!4/+5$,1$&%<!"##=$%
>-'(-+%<>2=$%!1%'()*+,-./%?%44@%5('.%
>5'(3.%A.'/-(%<>A=$%B%'()*+,-./%?%#@"%5('.%%
C/D)(%<CE=$%#1%'()*+,-./%?%4#!%5('.%
E+'/D+F+%<EG=$%#&%'()*+,-./%?%!10%5('.%
A/5+D(%HDI.-(%<AH=$%!"%'()*+,-./%?!0@%5('.%
%
"6'+/$%J/55/D+F.%C.F+$%%%@%
74)''&1+%$%)/55.%.-%5'/-+%
!"#"%
4@"%<'(-%D/*3.'K/=%
!"##%
41"%<'(-%D/*3.'K/=%
!"#!%
40"%<'(-%D/*3.'K/=%
>33/5F.)/-F.%.-%%$,*6&!/)*$+,&%)%
!"#"%
1";%L.+3/FF+3.%
!"##%
1";%L.+3/FF+3.%
!"#!%
B";%L.+3/FF+3.%
(&..)*,)% L.% +55('.+M.(-.% CNJ>% /% '().F+F.%
D/,OP*D(QO%%
!"#"%
@"%
!"##%
B"%
!"#!%
1"%
8).'$5&%%+55O-.%CNJ>%/%'().F+F.%D/,OP*D(QO%
!"#"%%%%%%%%%%%%!%
!"##%%%%%%%%%%%%@%
!"#!%%%%%%%%%%%%1%
!
Sito web: www.fitamarche.it
ORGANIGRAMMA REGIONALE
Presidente: Cirilli Federica,
via San Francesco, 56
60035 Ancona
info@fitamarche.it,
[email protected];
tel. 335/7254918
ORGANIGRAMMA PROVINCIALE
PESARO E URbINO: Presidente:
vincenzo Giampaoli, via G. B. Lulli, 14
61100 - PESARO
[email protected],
Tel. 328/7462548
ANCONA: Presidente:
Massimo Duranti, via Tiraboschi, 16
60100 - ANCONA - [email protected],
Tel. 329/3944326 - 071/2864157
MACERATA: Presidente:
Giuseppe Cipriani,
via Cesare Pavese, 5
62100 - Macerata - [email protected],
Tel. 335/7568693
FERMO: Presidente:
Giuseppe Mariucci, via S. Maria, 47
63020 - Montelparo FM
[email protected],
Tel. 339/723840 - 0734/789016
%
45
PIEMONTE
Con il Patrocinio di :
... e la scena si illumina!!!
Comune di Casale Monferrato
La Compagnia teatrale LAPS di Casale Monferrato
e la partecipazione di :
(lettera del senatore Cesare Cabella a Giovanni Lanza
Settembre ,1870)
Amico carissimo, i miei rallegramenti vivi ed ardenti,
perché sia toccato in sorte a te di compiere il voto nazionale.
A te e alla tua onestà e fermezza di propositi io penso (
e so di non errare) è dovuta tanto la nostra neutralità
quanto l'occupazione di Roma. E come cittadino, come
senatore, come italiano ti ringrazio. Senza te saremmo
precipitati nel disastro immenso di Francia e non si avrebbe
Roma. A te dunque tutta la mia riconoscenza. Ma pensa
che ti sarà necessaria ancora maggior fermezza
nell'avvenire che nel passato; poiché gli uomini che hanno
intelletto e cuore egualmente deboli, cercheranno di
arrestarti ad ogni passo, e comprometteranno il nostro
avvenire con imbarazzi diplomatici, dai quali sarebbe
tanto essenziale che noi restassimo liberi, perché nessuna
potenza in nessun tempo potesse trarne pretesto a muoverci
questioni! Ah, io ti prego e ti scongiuro, veglia, veglia!
Alle litanie de' santi aggiungerò questo versetto: A politica...
libera nos, Lanza.
in occasione del 150° dell'Unità d'Italia, presenta
UN UOMO PER BENE
(Ritratto di GIOVANNI LANZA)
Drammaturgia di Alfredo Rivoire
TEATRO MUNICIPALE
Casale Monferrato
Venerdì 28 Ottobre 2011
ore 21.15
Costo ingresso:
€ 12 (interi) - € 8 (ridotti: fino 18 anni e ultra
65 anni, e tesserati Avis, Serra Club, Maria
Cristina, Fita, Circolo Ottavi)
Presso la biglietteria del Teatro Municipale
dalle ore 17.30 di Venerdì 28/10
Contatti per eventuali rappresentazioni:
A. Rivoire, cell. 3289666831 - [email protected]
G. Milani, cell. 3337278521 - [email protected]
PREVENDITA BIGLIETTI: (diritto prevendita € 1)
presso "DISCHILAND" V. Roma 64/A a partire
da Sabato 22/10
La Federazione Italiana Teatro Amatori (FITA) è presente in Piemonte
dal 2003 divenendo Comitato regionale nel 2005 sotto la presidenza di Alfredo Rivoire (ex
Fiduciario regionale). L’attività
della Federazione nella regione è molto dinamica
tanto da riuscire ad organizzare seminari, rassegne regionali e locali,
laboratori e corsi per gli attori e
stipulare convenzioni anche con le
scuole. Stresa è stata nominata «Città
del Teatro Amatoriale» nel 2009 (quando ha
ospitato la Festa del Teatro) e sempre nel
2009 hanno visto la luce la Rassegna regionale AMATEATRO, che ha messo in scena
spettacoli di generi differenti; il portale web
del
Comitato
regionale
(www.fitapiemonte.it); un opuscolo contenente l’elenco e la scheda dei maggiori gruppi
teatrali piemontesi; una convenzione stipulata con la Provincia di Biella per seguire progetti di Piano Sociale rivolti alla formazione
dei giovani. In merito alla formazione, nel
2011 la FITA Piemonte ha organizzato un
corso di Regia con Beppe Rosso e nel 2010,
oltre allo stage vocalità e Fonetica” con il
maestro Albert Hera, la compagnia La Corte
dei Folli ha realizzato stages di teatro-danza
con il gruppo Apothema Teatro Danza e di recitazione con Michael Margotta dell’Actor’s
Studio.
In Piemonte quasi tutte i gruppi teatrali FITA
sostengono iniziative sociali e umanitarie. In
genere sono mediamente due o tre gli spettacoli nuovi che ogni anno vengono messi in
scena da ciascuna compagnia e la lingua regionale è poco utilizzata.
Giovanni Lanza per celebrare i 150 anni
dell’Unità d’Italia
Di grande rilievo nel 2011, per il Comitato
FITA Piemonte, la Regione Piemonte e Casale
Monferrato, è stata la realizzazione di
un’opera teatrale che parla della storia di Giovanni Lanza, uomo politico piemontese (nato
a Casale Monferrato nel 1810) ma anche me-
46
Alfredo Rivoire interpreta Giovanni lanza
FITA Piemonte cosa è
dico ed appassionato di agricoltura e di giornalismo. La rappresentazione ha voluto rendere omaggio al personaggio italiano di
spessore proprio nell’anno in cui si è celebrato il 150° Anniversario dell’Unità d’Italia
con manifestazioni sparse un po’ ovunque sul
territorio nazionale. L’opera è stata rappresentata nell’ottobre 2011 con il testo “UN
UOMO PER BENE – ritratto di Giovanni
Lanza”, scritto, diretto ed interpretato da Alfredo Rivoire con la propria compagnia LAPS
(Laboratorio Artistico Piccolo Sipario). «La
particolarità di questo copione – spiega Rivoire - è che la sceneggiatura è stata costruita
utilizzando lettere, missive personali, dispacci,
telegrammi tutti scritti o ricevuti da Giovanni
Lanza durante il periodo in cui egli rivestì la
carica di Presidente del Consiglio (1869-1873)
e decise, proprio lui, di far entrare le regie
truppe in suolo pontificio (la “presa di Roma”
del 20 Settembre 1870)». La corrispondenza
del Lanza si è fatta, scena dopo scena, memoria e riflessione, visione profetica di idee
ancor oggi attualissime ed, infine, riscoperta
di quella grande integrità morale ed alto
senso civico che solo un “vero” statista può
avere, sia nella sua veste pubblica sia nel suo
vissuto privato. «La messinscena teatrale ha
rivelato tutto ciò ed ha portato a capire come
il “mezzo” Teatro spesso sia di stimolo alla coscienza degli individui». Anche e soprattutto
questo può dunque fare il teatro amatoriale
rispetto ai professionisti, proprio perché esso
rimane più libero nell’esprimersi e, di conseguenza, non legato ad interessi o convenienze.
La FITA Piemonte nel 2011 e le prospettive
per il 2012
Anche il 2011 ha visto il successo di LUNEDINSCENA, una manifestazione che si ripete da
quattro anni e che ha ormai raggiunto valenza
nazionale con l’organizzazione da parte della
compagnia La Corte dei Folli di Fossano e con
il patrocinio della Regione. Nella passata stagione, ben oltre 70 compagini, provenienti da
tutt’Italia, hanno inviato i loro lavori. La rassegna-concorso è legata, sin dall’inizio, al pre-
!
SCHEDA FITA PIEMONTE
"##$%$&'$!()*$+,)!
-)..)/&'$!
!"#"$%%&'%()*+,-./0% 203%!"#"$%44!%5)(/%
!"##$%%&1%()*+,-./0% 203%!"##$%%467%5)(/%
0,1/)2),'+!&..+1$&'$!,)*%$!&,,$!
8,3%!"#"%,3%!"##99999:%#;4<%
3+24&*,$)!4)/!4/+5$,1$&%=!"##>$%
?3055,.@A/,%=?B>$%7%()*+,-./0%C%##1%5)(/%
?5D/%=?E>$%1%()*+,-./0%C%#!!%5)(/%
F/033,%=FG>$%!%()*+,-./0%C%6"%5)(/%
HI.0)%=H2>$%J%()*+,-./0%C%4&%5)(/%
2)K,A,%=2L>$%'%()*+,-./0%C%#!6%5)(/%
E)A/.)%=EL>$%#4%()*+,-./0%C%!JJ%5)(/%
M0AN,./,%=MF>$%!%()*+,-./0%C%#J%5)(/%
M0A(033/%=MH>$%!%()*+,-./0%C%#'%5)(/%
%
Duchessa - La Corte de i Folli
mio teatrale Città di Fossano-Il Folle d’oro dedicato alla memoria di Giovanni Mellano (fossanese scomparso nel 2008), regista, autore
teatrale e grande amico fraterno del noto
commediografo Aldo Nicolaj.
Sempre il gruppo teatrale La Corte dei Folli,
nel corso del 2011, si è distinto con lo spettacolo DUCHESSA al premio Fitalia ottenendo
ben 2 nomination (miglior spettacolo e miglior attrice protagonista) e vincendo il premio alla miglior attrice non protagonista
(Antonella Gosmar) al concorso nazionale
Stella d’Oro di Allerona (Umbria), oltre ad
altra nomination per miglior scenografia.
Nel corso del 2012, il Comitato Regionale FITA
Piemonte avvierà il progetto “Compagnie Gemelle”, le cui principali caratteristiche sono:
consentire alle Compagnie iscritte a
FITA Piemonte di poter avere, una volta realizzata una produzione teatrale, la possibilità
di essere ospitate dalle Compagnie gemellate
per una o più rappresentazioni delle loro produzioni nel territorio di competenza delle
compagnie medesime;
contribuire alla conoscenza delle
Compagnie gemellate in ambiti territoriali diversi;
realizzare progetti comuni per la valorizzazione delle realtà teatrali amatoriali
piemontesi;
offrire supporto tecnico-logistico-artistico alle compagnie ospitate nella realizzazione dell’evento;
instaurare una trattativa/presentazione di un proprio carnet di spettacoli,
selezionati stagionalmente, agli Enti territoriali preposti all’organizzazione di
eventi/stagioni/rassegne teatrali, qualificando in tal modo l’attività amatoriale
del teatro in contrapposizione/completamento ai circuiti tradizionali professionistici.
A tale scopo è in fase di studio e di concretizzazione (entro aprile-maggio 2012),
da parte del Comitato Regionale, un protocollo d’intesa cui potranno aderire tutti
i gruppi associati a FITA Piemonte. Tutte
le compagnie che lo sottoscriveranno entreranno di diritto a far parte di un circuito teatrale da attuare con tutti i gruppi
aderenti al citato progetto. In sostanza,
ogni partecipante-socio di “Compagnie
Gemelle” avrà il diritto/dovere di :
dare/ricevere ospitalità di Compagnie gemellate per una o più rappresentazioni con cadenza annuale, a rotazione;
dare/ottenere, da chi eventualmente organizza rassegne o eventi teatrali, un canale preferenziale in modo che
sia garantita la partecipazione di almeno
una consociata;
concordare uno scambio “paritetico” in caso di ospitalità.
L'avvio operativo del progetto si prevede
con la Stagione Teatrale Ott.2012-Sett.
2013.
LUNEDINSCENA 2011
"6'+/$%E0550A,D/%O/D,$%%%%7%
74)''&1+%$%*055/%/.%5(0.,%
!"#"%
6""P#"""%=().%A0+3/(Q0>%
!"##%
6""P#"""%=().%A0+3/(Q0>%
!"#!%
1""P6""%=().%A0+3/(Q0>%
?3305D/*0.D/%/.%%$,*6&!/)*$+,&%)%
!"#!%
7%
(&..)*,)P8).'$5&%%@/%,55)(/,R/)./%OGE?%
!"#"%
#"P#!%
!"##%
#"P#!%
!"#!%
#"P#!%
3+,1+/.$%A0-/).,3/%S% 8).'$5&%P(&..)*,)% @/%
+A)K/.(/,3/%
()*/D,D/%A0-TP+A)KT%%
!"#"%%%%%#%
!"#"%%%%%#%
!"##%%%%%#%
!"##%%%%%#%
!"#!%%%%%#%
!"#!%%%%%J%
%
Sito web: www.fitapiemonte.it
%
ORGANIGRAMMA REGIONALE
Presidente: Raffaele Montagnoli,
Località Novero, 9 - 10100 Cirie (TO)
raff[email protected];
tel. 339/6094079.
ORGANIGRAMMA PROVINCIALE
TORINO: Fiduciario: Fabrizio Pinato,
via Torino, 22 10040 Lombardo
reteatrodeglistrilloni@virgilio;
tel. 349/3191554.
CUNEO: Fiduciario: Maria Cristina
viglietta, via Sarmatoria, 12
12045 Fossano - [email protected];
tel. 347/3029518.
ASTI: Fiduciario: Maria Cavalleris,
via Piemonte, 45
14049 Nizza Monferrato
[email protected];
tel. 340/3482862.
ALESSANDRIA: Fiduciario:
Giorgio Milani, via Rotondino, 21
15033 Casale Monferrato
[email protected]; tel. 333/7278521.
BIELLA: Fiduciario: Pier Luca Botta,
fraz. Rossato, 47 - 13833 - Portula
[email protected]; tel. 347/7789488.
VERBANO-CUSIO-OSSOLA:
Fiduciario: Renata Mariotti,
via Gabbio, 9/H - 28881 Casale Corte
Cerro - [email protected];
tel. 392/9036500.
47
PUGLIA
La FITA Regione Puglia, nell’anno
2011, ha registrato un importante
incremento: 113 le compagnie
iscritte che producono oltre 250
spettacoli l’anno. vengono organizzate ben 17 rassegne
nelle maggiori città della
regione (Foggia, Trani, Bisceglie, Grumo, Giovinazzo, Altamura, Gravina,
Putignano, Triggiano, Taranto, Carosino, Tuglie, Galatina) e tre premi
letterari di poesia, narrativa e teatro di eccellenza a livello nazionale (a Bari: Osservatorio; a Mesagne: Città di Mesagne; a
valenzano: Nicola Martucci). Inoltre, ben cinque spazi teatrali (Foggia, Trani, Taranto, Putignano, Gravina) sono gestiti da compagnie
FITA con attività invernale ed estiva. «Quest’anno – spiega Anna Maria Carella, presidente FITA Puglia, - ha avuto i natali una
nuova manifestazione: Attimi di Teatro. Un
concorso riservato alle compagnie amatoriali
FITA del territorio che sono invitate a rappresentare 15 minuti del loro spettacolo per poi
essere votate dal pubblico e da una giuria di
qualità. Hanno partecipato 20 compagnie e
solo cinque sono state selezionate. Premio finale è l’inserimento dello spettacolo completo
nel cartellone teatrale di prestigio del Teatro
Angioino di Mola di Bari». vincitore della
prima edizione di Attimi di Teatro è stata la
compagnia Theatrum di Galatina con “La cantatrice calva”, che si è esibita con lo spettacolo completo il 24 marzo nella settimana in
cui ricorre la Giornata mondiale del Teatro. Il
successo di tali iniziative ha avuto riscontro
anche presso gli enti istituzionali che hanno
aperto un dialogo collaborativo con le associazioni FITA del territorio. Il Comitato Regionale Puglia, nel corso degli anni, è stato
partner di manifestazioni dedicate all’handicap. «Uno dei progetti futuri a cui la regione
tiene in particolar modo è il “Primo Festival
Nazionale di Teatro Ragazzi” che dovrebbe tenersi nel periodo estivo. L’assenza totale delle
istituzioni, a causa anche del momento storico in cui versa la nazione, non ha impedito
FITA PUGLIA - 2600-3000
La Fita nel 2011
ai teatranti pugliesi di andare avanti e realizzare con le proprie forze eventi di grande rilievo». Nel 2012 nasce la prima edizione del
concorso di monologhi teatrali (in lingua italiana e vernacolo) Comici Assoli-Premio Antonio Chieppa, organizzata dal teatro Mimesis
di Trani in memoria di uno dei suoi migliori attori scomparso nel 2011.
Pasquale Bellini.
Critico teatrale
dal 1982
Il Teatro amatoriale pugliese «è
una realtà molto
fertile» agli occhi
di Pasquale Bellini, critico di teatro,
direttore
dell’Accademia di
Belle Arti di Bari e firma della Gazzetta del
Mezzogiorno. Bellini è stato presidente di giuria nella manifestazione “Attimi di Teatro”.
«La voglia di fare teatro a tutti i livelli – dice è molto presente nella regione e testimonia
la capacità di aggregazione che continua ad
avere il teatro nonostante viviamo un’epoca
pervasa dalla tecnologia e dalla comunicazione virtuale e telematica. Significa che piace
ancora riunirsi per stare insieme e condividere
qualcosa di estremamente fisico: il Teatro».
Quale l’impressione avuta in Attimi di Teatro? «La manifestazione è da apprezzare. Ho
gradito lo sforzo nel mettere in scena i propri
spettacoli anche se qualche compagnia ha
utilizzato una dimensione cabarettistica legata a formule televisive non particolarmente
interessante».
Quale è la particolarità del Teatro amatoriale
in Puglia? «La dimensione vernacolare. Nei
paesi e nelle località di provincia esiste una
dimensione piuttosto popolare del teatro che
si lega al vernacolo. Qui, sia l’attore che il
pubblico si divertono basandosi sulla comicità
del proprio parlato. Ma in Puglia c’è anche un
teatro che ha ambizioni di tipo letterario (e
presenta opere di Pirandello e Oscar Wilde).
Non è detto che il teatro letterario sia migliore di quello vernacolare, anzi a volte è proprio il contrario».
Quali sono le criticità del teatro amatoriale
pugliese?«Dal punto di vista dello spettacolo,
la scarsità dei mezzi (risorse finanziarie e attrezzature). Dal punto di vista della recita interviene un problema di regia mancando una
chiave di lettura originale e non banale. Si fa
teatro letterario senza avere una certa capacità interpretativa del testo stesso. Ne escono
fuori spettacoli che non sempre danno merito
al testo letterario. Nei dialettali c’è una maggiore genuinità e facilità di rapporto fra il talento naturale degli attori ed il risultato che si
ha sulla scena».
Un consiglio per superare questi limiti?
«Non fare passi più lunghi delle proprie
gambe facendo scelte di repertorio. Né scegliere testi impegnativi, al di là del proprio
ambito, solo per fare titoli. Bisogna avere consapevolezza dei propri limiti e quindi scegliere
testi con maggiore oculatezza e senza preoccuparsi troppo del teatro amatoriale che è
tale proprio perché si divertono gli attori
prima di tutto».
Come è cambiato nel tempo il teatro amatoriale nella regione?
«Sono aumentate le occasioni di fare teatro
perché da parte di tanti si manifesta la volontà di farlo. Ci sono, poi, sempre più giovani
(anche grazie ai laboratori scolastici, ndr) che
fanno teatro».
Quali futuri scenari si possono intravedere
per il teatro amatoriale in Puglia?
«Penso che il futuro non sarà molto diverso
rispetto all’attuale. Il problema principale è la
crisi finanziaria che stiamo affrontando e che
colpisce tutti. Ma se il teatro amatoriale
avesse più soldi non sarebbe più amatoriale,
teatro che si fa per il semplice gusto di divertirsi».
Il cuore giovane della Fita Puglia
Il Comitato regionale pugliese è presente sul
territorio dal 1990. Ha un cuore “giovane”
poiché alta è la componente giovanile nelle
compagnie attive sul territorio. Gli attori crescono attraverso corsi di formazione, stages,
convegni ed incontri organizzati periodicamente. Cavallo di battaglia di molte delle rappresentazioni teatrali è il dialetto, anche se
negli ultimi anni si sta diffondendo l’uso dell’italiano negli spettacoli. Tra le rassegne di
maggiore respiro vanno menzionate la Rassegna “Giovinazzo Teatro” (dodici edizioni2011), organizzata dal Gruppo Teatro
Moduloesse; il Festival del teatro comico
“Bombetta d’Oro” (nove edizioni-2011), curato da La Banda degli Onesti di Altamura; il
Premio “Calandra” (sei edizioni-2011), organizzato dalla compagnia Calandra di Tuglie
(Le); il Festival Teatrale Nazionale “Trani di
Scena” (dieci edizioni-2011), organizzato dalla
compagnia Mimesis. Le quattro rassegne su
menzionate raccolgono gruppi teatrali di
mezza Italia.
Le istituzioni: nota dolente
La difficoltà maggiore della FITA anche in Puglia è rappresentata dal rapporto con le istituzioni del territorio a causa di una
regolamentazione che non apre prospettive
alle realtà culturali amatoriali. In base infatti
all’attuale normativa, la Regione finanzia
spettacoli solo alle compagnie professionali e
non a quelle amatoriali. È questo un grosso
ostacolo che, aggiunto alla crisi degli ultimi
due anni, rende ancora più difficile la vita alle
compagnie amatoriali. Ciononostante, le
compagnie FITA Puglia riescono ad organizzare spettacoli ottenendo più facilmente il patrocinio di istituzioni locali.
“La Cantatrice calva” vince 1a ed. Attimi di Teatro
!
SCHEDA FITA PUGLIA
"##$%$&'$!()*$+,)!
-)..)/&'$!
!"#"$% &'% ()*+,-./0% 203% !"#"$% #44"% 5)(/%
!"##$%##1()*+,-./0% 203%!"##$%#677%5)(/%
0,1/)2),'+!&..+1$&'$!,)*%$!&,,$!
8,3%!""&%,3%!"#"99999:%7;%
8,3%!"#"%,3%!"##9999<<:#!=!;%
3+24&*,$)!4)/!4/+5$,1$&%>!"##?$%
@,A/%>@B?$%17%()*+,-./0C447%5)(/%
@A/.D/5/%>@E?$%#4%()*+,-./0C!#6%5)(/%
F)--/,%>FG?$%#4%()*+,-./0C!#!%5)(/%
H0((0%>HI?$%#1%()*+,-./0C!!7%5)(/%
J,A,.K)%>JB?$%!&%()*+,-./0C17#%5)(/%
@,A30KK,%>@J?$%L%()*+,-./0C#"7%5)(/%
%
"6'+/$%J0550A,K/%F/K,$%%%%%#"%
74)''&1+%$%*055/%/.%5(0.,%
!"#"%
!""%>().%A0+3/(N0?%
!"##%
:!6"%>().%A0+3/(N0?%
!"#!%>+A0M/5K/?%
:1"">().%A0+3/(N0?%
B3305K/*0.K/%/.%%$,*6&!/)*$+,&%)O$'&%$&,&%
!"#"%
46%3/.-P,%/K,3/,.,%
!"##%
6"%3/.-P,%/K,3/,.,%
!"#!%>+A0M/5K/?%
66%3/.-P,%/K,3/,.,%
(&..)*,)O8).'$5&%%D/%,55)(/,Q/)./%FRJB%
!"#"%
#7%
!"##%
!!%
!"#!%>+A0M/5K/?%
!1%
8).'$5&%O(&..)*,)%D/%()*/K,K/%A0-<O+A)M<%%
!"#"%
!%
!"##%
4%
!"#!%>+A0M/5K/?%
6%
%
ORGANIGRAMMA REGIONALE
%
Presidente:
Annamaria Carella
% G. Nisio, 1 - 70128 Bari
via
[email protected];
tel. 347/1806809, 080/9905332.
ORGANIGRAMMA PROVINCIALE
FOGGIA: Presidente: Carlo Bonfitto,
via M.L. Guerrieri, 64
71100 Foggia (FG)[email protected];
tel. 338/8466762, 0881/634754.
TARANTO: Presidente:
Pasquale Strippoli, via Crispi, 32
74100 Taranto (TA)
[email protected]; tel. 339/6853744.
BRINDISI: Presidente: Giancarlo Greco,
via Rossini, 29
72027 San Pietro vernotico (BR)
[email protected]; tel. 3388817621.
LECCE: Presidente: Antonello Margiotta
Raffaele - via Caruso, 11
73013 Galatina (LE)
[email protected] ;
tel. 334/6052237.
BARI: Presidente: Marisa Carlucci,
via Generale Capriati, 2
70125 Bari (BA)
fi[email protected],
[email protected];
tel. 347/7901750.
49
SARDEGNA
La Federazione vicina all’identità regionale sarda
La caratteristica della Sardegna è
il suo fortissimo legame con la
propria terra. Una peculiarità che il popolo
sardo trasporta in ogni cosa, compreso il “teatro”. Anzi, proprio il teatro in Sardegna è vissuto come il mezzo per eccellenza per
affermare, rafforzare e, soprattutto, tramandare un’identità regionale di cui si è molto gelosi. Penetrare all’interno di un territorio
fortemente identitario per la FITA ha rappresentato un notevole successo ed un grande
onore, nonostante le compagnie affiliate
siano ancora poche. Ma la speranza è che se
ne associno ogni anno di più. Fra i nuovi
gruppi c’è l’associazione “Centu concas centu
berritas”, nata nel 2000 e da poco affiliata, il
cui scopo è promuovere ed incentivare attraverso l’arte teatrale tutti quegli interventi
volti a migliorare la partecipazione sociale dei
giovani, l’integrazione degli stranieri e la conoscenza delle loro culture al fine di superare
i fenomeni di razzismo e xenofobia. Come
tutte le compagnie amatoriali sarde, anche
questa dà particolare attenzione al recupero
e alla valorizzazione della lingua sarda e delle
tradizioni popolari che vengono esaltate in
ogni rappre-
!
sentazione. Molte compagnie mettono in
scena spettacoli per gli emigrati di ritorno alla
propria terra nei periodi di ferie. In Sardegna
il teatro amatoriale lo si fa nel senso più intimo del termine: è una forma di teatro “libera” che deve essere “svincolata” da
schemi, strutture o regole da seguire. Se
da un lato le compagnie della regione
non accettano schemi imposti, dall’altro si tengono informati a 360
gradi su tutto ciò che riguarda il teatro
amatoriale al fine di apportare miglioramenti alla propria realtà regionale. La FITA in
Sardegna nasce nel 1997 grazie all’azione del
Fiduciario regionale Lucio Sergi.
Rassegne e Compagnie
L’unica manifestazione regionale è la RASSEGNA DI TEATRO IN LINGUA SARDA, dove fa da
regina la lingua dialettale. Altre iniziative si
svolgono a livello provinciale o locale. È il caso
del concorso CIRCUITO TEATRO RAGAZZI, organizzato da un ventennio dalla Filodrammatica Guspinese (operativa da 28 anni) e rivolto
a tutte le scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo grado della Sardegna nonché alle ludoteche, ai circoli culturali, alle Pro
Loco, alle associazioni che promuovono l’attività teatrale tra i bambini e i ragazzi. L’associazione sostiene l’attività scenica in ambito
scolastico coinvolgendo le diverse compagnie
teatrali della regione. Negli ultimi anni, è presente nella Casa di riposo di Guspini dove
offre spettacoli teatrali e qualche ora in compagnia. Dal 1988, la compagnia organizza
anche la rassegna regionale DICEMBRE TEATRALE GUSPINESE, patrocinata dalla Regione
Autonoma della Sardegna, dal Comune di Guspini e la Provincia del Medio Campidano.
Nell’edizione 2011, il gruppo Centu concas
centu berritas ha vinto il primo posto per la
migliore rappresentazione ed i migliori costumi. Entrambe le Rassegne sono ampiamente pubblicizzate da stampa e televisione.
Centu concas centu berritas ha anche organizzato, nell’estate 2011, la prima Rassegna
teatrale in lingua sarda del Sarcidano, con la
partecipazione di numerose compagnie di
tutta la Sardegna e con un lusinghiero successo di pubblico. Altre compagnie FITA
molto attive sono la Joseph Theatrum di Ca-
SCHEDA FITA SARDENA
"##$%$&'$!()*$+,)!
-)..)/&'$!
!"#"$%%%&%'()*+,-./% 1/2%!"#"$%#3&%4('.%
!"##$%%%0%'()*+,-./% 1/2%!"##$%#5#%4('.%
0,1/)2),'+!&..+1$&'$!,)*%$!&,,$!
6+2%!"#"%+2%!"##77777%8%09%
3+24&*,$)!4)/!4/+5$,1$&%:!"##;$%
<+,2.+=.%:<>;$%?'()*+,-./%@%#"3%4('.%%
A/B.(% <+)*.B+-(% :CD;$% #'()*+,-.+@E&%
4('.%
F=.4G+-(%:FH;$%#%'()*+,-.+I#0%4('.%
%
"6'+/$%J/44/=+G.%K.G+%L%
74)''&1+%$%)/44.%.-%4'/-+%
!"#"%
#5?%:'(-%=/*2.'M/;%
!"##%
!""%:'(-%=/*2.'M/;%
!"#!%
!""%:'(-%=/*2.'M/;%
>22/4G.)/-G.%.-%%$,*6&!/)*$+,&%)%
!"#"%
#E%
!"##%
#&%
!"#!%
#&%
(&..)*,)N8).'$5&%%B.%+44('.+O.(-.%KPJ>%
!"#"%
E%
!"##%
3%
!"#!%
3%
8).'$5&%N(&..)*,)%B.%'().G+G.%=/,QN*=(RQ%%
!"#"%%%%%%
!%
!"##%%%
E%
!"#!%%%%
E%
%
ORGANIGRAMMA REGIONALE
Fiduciario:
%
Sergi Lucio, via Pessina, 34
09100 Cagliari
[email protected],
Tel. 348/7952067
poterra e la Filodrammatica Barumini. La prima nasce nel 1985 e in
questi anni ha prodotto e rappresentato opere inedite. Il gruppo teatrale
è riconosciuto dalla stampa e dalla
critica per la sua genuinità, originalità
e stretta connessione con la realtà
culturale sarda. La Filodrammatica
Barumini, nata nel 1929, è la più
“vecchia” tra le compagnie amatoriali sarde tanto che, per la passione
di fare teatro, improvvisava spettacoli nei magazzini dell’allora Banca
del Grano (liberi nel periodo invernale).
Filodrammatica Barumini
UMbRIA
La presenza della Federazione Italiana Teatro Amatori
vive in Umbria una seconda
stagione a partire dal 2009, ovvero da quando è presente sul
territorio il Fiduciario Bruno Cavinato (ex selezionatore di compagnie teatrali nel veneto)
che ha messo in risalto le caratteristiche ed i
vantaggi interni alla FITA. Le compagnie affiliate lavorano incessantemente nonostante le
difficoltà riscontrate in un territorio dove è
anche presente la UILT (Unione Italiana Libero
Teatro) con cui si vive un rapporto di competizione che, però, si vuole trasformare in collaborazione. Un primo passo è stato aprire ad
entrambe (FITA e UILT) la Rassegna di teatro
comico DIvERTIRSI A TEATRO, la prima iniziativa importante della seconda stagione della
FITA in Umbria. Il Comitato regionale organizza la rassegna in collaborazione con la Pro
Loco di Tavernelle (frazione di Panicale, PG),
il Centro Sociale Anziani, l’associazione ArciZion ed il patrocinio dei comuni di Panicale e
Piegaro. Una rassegna con spassose commedie (tutte messe in scena presso il Centro Polivalente “L’Occhio” di Tavernelle, allestito a
teatro per l’occasione) che hanno fatto riscoprire al pubblico il gusto per il teatro popolare
sia in vernacolo che in lingua italiana. Nel
2011-12 raggiunge la terza edizione con la volontà di spaziare anche in altre regioni limitrofe.
L’Associazione Astrolampo in scena con “Don Chisciotte”
Compagnie FITA in Umbria
Alle cinque compagnie affiliate nel
2010 se ne sono unite due. L’ultima
affiliata è Teatrotredici di Norcia, costituitasi nel dicembre del 1994. Annovera
più di 300 soci che, con il comune di Norcia,
hanno ottenuto importanti riconoscimenti. La
più giovane di età è Le Ginestre di Missiano di
Panicale (Perugia) che, nel 2009, ha debuttato
con la commedia musicale in tre atti L’amore
è un Balsamo!. La necessità di avere una
sede dignitosa ha spinto il gruppo ad attivare alcuni amici del borgo Missiano per
recuperare e ristrutturare un teatrino
parrocchiale, con un palcoscenico e
una platea da 60 posti. Qui si fanno
spettacoli di vario genere, anche
senza contributi di Enti pubblici. La ‘compagnia storica’ della FITA Umbria è, invece,
l’Accademia dei Riuniti (1965), nata con lo
scopo di riattivare una tradizione teatrale del
Settecento. Da vent’anni gestisce il Teatro dei
Riuniti, dove organizza molte rassegne sia
amatoriali che professionistiche, e dal 1980
la sua produzione è mirata ai Festival nazionali ed internazionali. Ha svolto attività teatrale con alcuni centri di igiene mentale e
lavora con le scuole del territorio. C’è poi Il
Teatro dei 90 – Le Porte (1968) che svolge attività di sperimentazione, organizza rassegne
e corsi di teatro in piazza, biennali e stages e
lavora con tutti gli istituti scolastici. Per il
gruppo, il teatro è espressione della realtà
territoriale e sociale della valtiberina umbra.
L’associazione Trasimenoteatro (1982) organizza rassegne estive ed invernali, spettacoli
a scopo benefico e natalizi per i piccoli, laboratori teatrali per bambini (anche disabili) ed
anziani. Per merito di un laboratorio di scenotecnica e di una sartoria, il gruppo realizza
scene e costumi dei propri spettacoli. Anche
Le Voci di Dentro (Santa Maria degli Angeli)
(2001) lavora con i ragazzi e le scuole e realizza corsi di teatro serali per aspiranti attori
(dal 2006) e corsi di teatro pomeridiani per
adolescenti (dal 2007), entrambi svolti al Piccolo Teatro degli Instabili di Assisi. In collaborazione con il Cesvol ha pubblicato il volume
“Teatri e associazioni teatrali in Umbria”. Nel
2007 è nata Astrolampo, affiliatasi subito alla
FITA, che è stata la prima compagnia amatoriale ad entrare nel programma della “Notte
Bianca” di Perugia (2007). Nel settembre
2010, ha avviato il primo laboratorio “Fabbrica Teatrale” aperto ai giovani e finalizzato
alla messa in scena di un copione teatrale
che, nel settembre 2011, ha debuttato con lo
spettacolo Svhweyk nella seconda guerra
mondiale di Bertolt Brecht.
SCHEDA FITA UMBRIA
!
"##$%$&'$!()*$+,)!
-)..)/&'$!
!"#"$%%&%%'()*+,-./% 1/2%!"#"$%#!!%3('.%
!"##$%%0%%'()*+,-./% 1/2%!"##$%#45%3('.%
0,1/)2),'+!&..+1$&'$!,)*%$!&,,$!
6+2%!"#"%+2%!"##77777%8%!9:%
3+24&*,$)!4)/!4/+5$,1$&%;!"##<$%
=/>?,.+%;=@<$%0%'()*+,-./%A%#45%3('.%
%
64)''&1+%$%)/33.%.-%3'/-+%
!"#"%
#"%;-?(B.%3*/CC+'(2.<%
!"##%
#"%;-?(B.%3*/CC+'(2.<%
!"#!%
##%;-?(B.%3*/CC+'(2.<%
(&..)*,)D7).'$5&%%E.%+33('.+F.(-.%GHIJ%
!"#"%
4%
!"##%
K%
!"#!%
0%
7).'$5&%D(&..)*,)%E.%'().C+C.%>/,LD*>(BL%%
!"##%%%%%%
&%
!"#!%
&%
%
ORGANIGRAMMA REGIONALE
Presidente:
Bruno Cavinato,
%
via Tavernelle, 26 - 06064 Perugia
%
[email protected];
tel. 347/2519703 - 049/8095237.
ORGANIGRAMMA PROVINCIALE
PERUGIA: Presidente:
Pasquale La Gala, via Futa, 6
06012 – Città di Castello (pg)
[email protected]; tel. 340/1246343.
DEISY VALLI PH
Commedia in tre atti di Umberto Castaldi
Giulietta
Angelina Solimene
Michele
Enrico Confessore
Pompilia
Carmelina
Alfonsino
Erminia Solimene
Marta Fontanella
Filippo Bellamorte
Pasqualino
Ger vasio Solimene
Gigliola
Lou Lou Floriane
Scene
Costumi
Creazione Artistica Fondale
Suor Gertrude
Direttore di Scena
Luci - Mixer
Trucco Acconciature
Arredamento
Betulla Bellamorte
Assistenti di Scena
Allestimento Scenico
Consulenza Musicale
Norcia - Teatro Civico
PREZZO BIGLIETTO - intero
inter € 15,00 - oltre
oltr i 65 anni di età € 10,00 - fino a 16 anni € 5,00
ROTARY INTERNATIONAL
Distretto 2090
ABRUZZO - MARCHE - MOLISE
UMBRIA - ALBANIA
51
SICILIA
Tuccio Musumeci
Enzo Zappulla
Lontana e di altissimo livello è la tradizione teatrale della Sicilia che, insieme a poche altre regioni
d’Italia, vanta una grande passione per il teatro amatoriale.
Passione cresciuta con il
tempo nonostante le difficoltà proprie di un territorio ricco di contraddizioni,
deficitario di spazi teatrali e
con un rapporto quasi nullo con le
Istituzioni locali. Il teatro amatoriale
FITA in Sicilia vive e produce, tanto che il
2011 (nonostante la crisi) ha fatto registrare
il record di affiliazioni: 143 unità. Grandi sono
stati la soddisfazione ed il compiacimento dei
Comitati regionale e provinciali che sono riusciti a mantenere le iniziative in corso e ad aggiungerne altre due con grande successo di
critica e di pubblico. La prima è la Rassegna
“FITA…LMENTE TEATRO”, organizzata nella
stagione invernale dal Comitato provinciale
peloritano, l’altra è il “PREMIO GIUSEPPE DI
BERNARDO”, che si è tenuto in estate nella
meravigliosa cornice dei Giardini-Naxos ad
opera di Gianni Crimi della compagnia Gymnasium Teatro. Nel 2011, il panorama della
drammaturgia siciliana si è arricchito anche
con l’istituzione del “Premio Carlo Mangiù”
(che ricorda l’attore Mangiù che mai ebbe i
meriti artistici che gli erano dovuti) per un
testo teatrale d’ambiente siciliano. Il Premio
è stato promosso dal Comitato Regionale
FITA, presieduto da Santi Consoli, ed ha avuto
quale suo propositore e fautore il direttore
artistico del Comitato, Renato Fidone.
L’evento ha assunto le vesti di un concorso
per un testo drammaturgico differenziandosi,
in tal modo, dall’omonima rassegna che già
da qualche anno si svolge a Zafferana Etnea
e a cui partecipano anche compagnie non
FITA (e nonostante una decennale programmazione non ha ancora raggiunto una dimensione regionale). Per il 2012, la FITA Sicilia
cercherà di far crescere il Premio Carlo Mangiù. Intanto, nei primi mesi del 2012 ha patrocinato la manifestazione organizzata dalla
compagnia Amici del teatro di Nicolosi (che
2011: Record
affiliazioni
nel 2011 ha festeggiato i 40 anni di attività) in
occasione del 90° anniversario della scomparsa di Giovanni verga (forse l’unica realizzata in Sicilia). L’iniziativa si è pregiata
dell’intervento di Enzo Zappulla, Presidente
dell’Istituto di Storia dello spettacolo siciliano.
Dopo il convegno, al quale hanno preso parte
i discendenti di verga (Francesca, Carlo e Giovanni), la compagnia Amici del teatro ha rappresentato “La Lupa”, famosissima novella
verdiana.
Enzo Zappulla e Tuccio Musumeci:
FITA grande realtà Siciliana
Del teatro Amatoriale FITA Sicilia ne parlano
Enzo Zappulla, Presidente dell'Istituto di Storia dello Spettacolo Siciliano, e Tuccio Musumeci, attore catanese di fama nazionale di
teatro e cinema nonché testimonial del primo
Premio Carlo Mangiù.
«La forte valenza didattica e sociale del teatro
– è il pensiero di Enzo Zappulla -, non ha bisogno di essere dimostrata. Talmente è evidente. Forma alla disciplina, al rispetto dei
ruoli propri ed altrui. Affina alla sensibilità
delle reazioni che si provocano intorno a noi.
Abitua alla riflessione, alla introspezione. Se
non ci fosse dell’altro, sarebbero queste ragioni sufficienti per consigliare ai pubblici poteri a favorirne la pratica fin dalla più giovane
età. Che dire se, poi, si pratica il teatro per
passione! Senza prospettiva di lucro e di facile
successo (che il teatro raramente consente di
raggiungere) ma per puro “amore”, per semplice arricchimento del proprio animo! È
quello che caratterizza il così detto “Teatro
amatoriale”. Un teatro che ha anche il merito
di frequentare, oltre ai testi “alti”, cosiddetti
“d’arte, anche quelli popolari del cosiddetto
“teatraccio” contribuendo così a comporre
costantemente il mosaico, il più possibile
ampio ed articolato, della storia del teatro
(rectius dei teatri regionali) e con essa dei vernacoli, degli usi, costumi, tradizioni popolari,
antropologia, folklore soprattutto tra Otto e
Novecento. Organizzare e sostenere queste
potenzialità è meritorio impegno della FITA e
!
dei suoi entusiasti dirigenti. In Sicilia, l’iniziativa che ci sembra di maggiore spessore alla
quale la FITA apporta un prezioso contributo
d’esperienza ed autorevolezza e certamente il
“Premio Angelo Musco”, promosso ed organizzato dal Comune di Milo (CT) e che ha ormai
assunto dimensioni regionali. La competizione
risulta assai stimolante per l’ambiente del teatro amatoriale e la qualità migliora costantemente di livello. La carenza che si rivela,
ancora, in vaste aree del teatro amatoriale è
la scarsa attitudine alla ricerca, specie quella
filologica. Ancora, troppo spesso, si assiste
all’utilizzo di copioni manipolati ad uso e consumo di capocomici o di primi attori che non
hanno esitato a piegare alle proprie esigenze
attoriali o alla loro ambizione ‘mattatoriale’ i
testi originari a volte stravolgendone anche i
finali (e spesso anche il significato profondo
dell’opera). Una maggiore attenzione ed una
maggiore cura dei testi renderebbe assai più
meritoria l’attività delle compagnie amatoriali».
Tuccio Musimeci ha accolto l’invito ad essere
testimonial del primo Premio Carlo Mangiù
«con grande e sincera affettuosità – dice - per
un duplice motivo: il primo per il buon ricordo
che ho, sia come attore che come uomo, del
compianto Carlo Mangiù; il secondo perché
l’iniziativa di questa Federazione (che ho avuto
modo di conoscere tramite l’amico Santino –
degno figlio dell’indimenticato giornalista Giuliano Consoli - e attraverso l’appassionata e
coinvolgente esposizione del Presidente nazionale Carmelo Pace durante la manifestazione)
mi ha fatto ancor più apprezzare l’interesse e
la passione che in tanti nutrono nell’ambito del
teatro amatoriale. Tutto ciò va a concretizzarsi
in un lodevole impegno come quello dell’isti-
Omaggio a Giovanni verga gennaio 2012 - Nicolosi CT
tuzione di un concorso per testi teatrali che è
la giusta finalizzazione alla grande passione
che consente di mantenere sempre più acceso
l’interesse verso il teatro. Per tanto, non sono
rimasto affatto sorpreso della grande partecipazione che l’iniziativa ha avuto nella sua
pur semplice ma assai significativa cerimonia
di premiazione nel grazioso Auditorium “Angelo Musco” di Gravina di Catania».
Successo FITA nonostante la mancanza
di finanziamenti pubblici
Il teatro amatoriale siciliano vive il grande
problema del mancato sostegno delle Istituzioni locali che non permette, spesso, il ripetersi di manifestazioni di spessore come il
“Festival Regionale del Teatro Amatoriale”,
organizzato per la prima volta nel 2008-9
(grazie all’Ente Regione) ma non più ripetuto.
Il Festival ebbe, allora, il pregio di avere come
location il Teatro Stabile di Catania. Una sola
edizione l’ha vista anche la Rassegna di teatro
popolare itinerante “Teatro in Provincia”, realizzata nel 2010 grazie alla convenzione con
la Provincia di Caltanissetta. Si spera di riorganizzarla per il 2013. Le altre manifestazioni
sono per lo più provinciali o organizzate dai
comuni in collaborazione con FITA Sicilia. Fra
gli eventi più importanti restano il Festival
“Premio Michele Abruzzo”, che nel 2012 assume carattere interprovinciale, e il Premio
teatrale “Angelo Musco” (sesta edizione nel
2012), rassegna regionale organizzata da FITA
Sicilia con il Comune di Milo (CT) alla quale
partecipa una personalità di rilievo del
mondo teatrale isolano e cinque compagnie
amatoriali, selezionate da una apposita giuria. Per il 2012, il Comitato regionale confida
in un nuovo dialogo con l’Ente Regione.
Gravina CT
SCHEDA FITA SICILIA
"##$%$&'$!()*$+,)!
-)..)/&'$!
!"#"$%#&'%()*+,-./0% 203%!"#"$%#4'"%5)(/%
!"##$%#1!%()*+,-./0% 203%!"##$%#6'#%5)(/%
0,1/)2),'+!&..+1$&'$!,)*%$!&,,$!
7,3%!"#"%,3%!"##888889%4:!;%
3+24&*,$)!4)/!4/+5$,1$&%<!"##=$%
>-?/-0.@)%<>A=$%B%()*+,-./0%C%#"#%5)(/%
D,3@,./550@@,%<DE=$%#"%()*+,-./0%C%#&#%5)(/%
D,@,./,%<DF=$%1'%()*+,-./0%C%'!B%5)(/%
G..,%<G2=$%&%()*+,-./,%C%'&%5)(/%
H055/.,%<HG=$%!4%()*+,-./0%C%&#1%5)(/%
I,30?*)%<I>=$%#&%()*+,-./0%C%#6'%5)(/%
J,-K5,%<JA=$%#&%()*+,-./0%C%#4#%5)(/%
L/?,(K5,%<LJ=$%#!%()*+,-./0%C%#'&%5)(/%
F?,+,./%<FI=$%#!%()*+,-./0%C%#&'%5)(/%
%
"6'+/$%F0550?,@/%M/@,$%%%%B%
74)''&1+%$%*055/%/.%5(0.,%
!"#"%
&!"%<().%?0+3/(O0=%
!"##%
&""%<().%?0+3/(O0=%
!"#!%<+?0N/5@/=%
!1"P'"%<().%?0+3/(O0=%
>3305@/*0.@/%/.%%$,*6&!/)*$+,&%)%
!"#"%
&""%%<!"%/.%/@,3/,.)=%
!"##%
!Q"%%<#"%/.%/@,3/,.)=%
!"#!%<+?0N/5@/=%
!!"R!&"%</.%S/,30@@)=%
(&..)*,)R8).'$5&%%S/%,55)(/,T/)./%MUF>%
!"#"%
#4%
!"##%
!"%
!"#!%<+?0N/5@/=%
#"%%
8).'$5&%R(&..)*,)%S/%()*/@,@/%?0-VR+?)NV%%
!"#"%%%%%%
#%%%%
!"##%
!%
!"#!%<+?0N/5@/=%
4%%
%
ORGANIGRAMMA REGIONALE
Presidente:
Santi Consoli,
%
via Umberto, 335 - 95129 Catania (CT)
[email protected];
%
tel.
% 347/7031949, 095/539506.
ORGANIGRAMMA PROVINCIALE
TRAPANI: Presidente: Enrico Russo, piazza
Pizzo, 21 - 91025 Marsala
[email protected],
[email protected];
tel. 347/5027290 - 0923/715291.
PALERMO: Presidente: Rosalia Chiovaro,
via SS 113 ovest n. 152
90044 vIllagrazia di Carini (PA)
[email protected]; tel. 338/7362605.
AGRIGENTO: Presidente:
Michele Cirafisi, Discesa Campidoglio 92019 Sciacca- mcirafi[email protected];
tel. 348/9148560 - 0925/84307.
ENNA: Presidente: Carlo Greca, via San Girolamo, 54 - 94100 ENNA - [email protected]; tel. 338/9042625, 327/1869772.
CALTANISSETTA: Presidente: Pietro Scozzaro, via Redentore, 30 - 93010 Campofranco
(CL) [email protected];
tel. 339/2725403 - 0934/999203
RAGUSA: Presidente: Sebastiano
D'Angelo, via Gioeni n. 27
97012 Chiaramonte Gufi (RG)
[email protected];
tel. 338/2776379 - 0932.928214.
SIRACUSA: Presidente: Luca Morelli,
via Avola n. 2 sc. A/4 96100
[email protected];
tel. 333/2466764.
CATANIA: Presidente: Maria Antonietta
Saeli, via Pagliari, 2 - 95123 Catania a.saeli@fitateatro.ct.it; tel. 380/7030495.
MESSINA: Presidente: Francesco Chianese,
via Dante, 141 - 98040 - Merì (ME)
[email protected];
tel. 338/1454195, 090/9763675.
53
TOSCANA
La FITA all’Isola D’Elba,
«Città del Teatro Amatoriale 2011-12»
La Regione Toscana, nel 2011,
ha ospitato la Festa del Teatro
all’Isola
d’Elba-Località
Biodola. Poiché città
ospitante della Festa, è
stata proclamata “Città
del Teatro Amatoriale”
per l’intera stagione
artistica.
Un’occasione importante
che ha unito gli associati di
tutta Italia. Oltre allo stage di
recitazione abbinato al canto e allo
stage di trucco/pittura facciale, i
partecipanti hanno assistito a performance
teatrali di vario genere durante gli “Attimi di
teatro”, alla pièce dell’Accademia dello
Spettacolo e alla commedia presentata dalla
regione ospitante (“Tuo marito mi tradisce”
di W. Allen)”. Carica di emozione è stata, poi,
la premiazione del Fitalia alla compagnia
lucchese Teatro dell’Accadente, vincitrice di
molti premi.
Quanto alle rassegne locali, regionali e
nazionali si ricordano “L’ora del Teatro” e “Chi
è di scena”, organizzate dalla FITA Lucca;
“Uno nessuno centomila”, organizzata dalla
Compagnia Il Canovaccio di Pisa (che gestisce
un teatro divenuto punto di riferimento per
compagnie FITA e non solo); “Due passi in
proscenio”, organizzata dalla FITA Pisa,
“Grosseto Ridens”, organizzata dalla FITA
Grosseto. Il comitato FITA Firenze, nato di
recente, ha già fatto notevoli passi avanti in
termini numerici e di iniziative teatrali.
Nel 2012, la FITA Lucca, con la Provincia di
Lucca e la Scuola per la Pace, ha messo in
scena 23 GIUGNO 1944: vISITA A TEREZIN di
G. Fedeli, in occasione dei giorni della
memoria e del ricordo. Per il futuro, la
Regione continuerà ad appoggiare e
sostenere le iniziative fin qui intraprese,
aprendo sempre più il contatto ed il dialogo
con le istituzioni. Dialogo, purtroppo, non
facile ed in continua evoluzione date le
difficoltà storiche ed attuali.
Il
teatro
amatoriale in
Toscana negli
anni.
A raccontarlo è
Roberto
Birindelli, ex
presidente
regionale,
attore e regista
in Toscana.
«Per uno come me, che da quasi
cinquant’anni vive la realtà del mondo
teatrale amatoriale toscano, con qualche rara
incursione nel professionismo, la prima
impressione, a pelle, è che niente sia
cambiato nel tempo nel mondo amatoriale,
perché le doti necessarie per fare teatro
restano fondamentalmente le stesse, spirito
di sacrificio, buona salute, voglia di
socializzare, curiosità intellettuale e un po’ di
talento, in ordine d’importanza. Quello che
però è cambiato e che ha inciso
profondamente nell’anima dei gruppi
amatoriali è il contesto, la società, che,
evolvendosi sul piano tecnologico e culturale,
ha innalzato il livello qualitativo dell’attività
amatoriale come ho potuto constatare nei
miei tre mandati di ex presidente regionale.
La Toscana, come altre regioni è passata da
una parcellizzazione di gruppi parrocchiali
benemeriti, ma estemporanei, ad un
associazionismo spurio. In questo senso sono
sorti spazi diversi dai teatrini parrocchiali, resi
inutilizzabili da norme di sicurezza a volte
discutibili. Questi spazi atipici hanno favorito
la sperimentazione di un teatro non legato ai
vecchi cliché ma proiettato verso il nuovo a
volte con risvolti d’impegno nel sociale. Qui si
è inserita l’azione di forte aggregazione della
FITA che si presentava come una “casa” di
tutti, avulsa da ogni colorazione politica ed
intenta a dare ai gruppi in primis l’assistenza
burocratico-amministrativa e poi una risposta
ai mille problemi che un gruppo amatoriale si
trova ad affrontare per la sopravvivenza. Con
questi supporti l’amatore toscano FITA ha
acquisito quel senso di dignità importante in
un contesto come il nostro pronto, per
tradizione, allo scherno e allo sfottò e ne ha
guadagnato il livello degli spettacoli che,
partecipando a varie rassegne nazionali,
hanno spesso vinto premi importanti». Fra
criticità e impegno provinciale: «esistono
delle criticità probabilmente comuni a molte
altre regioni e ascrivibili ai rapporti con gli
enti pubblici, alla carenza di spazi e alla
conformazione territoriale di alcune province
costituite da paesi assai distanti fra loro.
Assistiamo, pertanto, ad una spaccatura tra
le province di Pisa, Lucca, Grosseto e Firenze,
ricche di attività amatoriali in particolare
FITA, e altre come Siena, Livorno, Arezzo e
Massa, in cui non si riesce ad aggregare i
molti gruppi che fanno teatro. C’è da dire che
in queste realtà da tempo sono presenti
organizzazioni riconducibili ad una gestione
politica del territorio ad opera dei comuni che
monopolizzano il sistema culturale e le poche
risorse a disposizione». Produzione
amatoriale e professionismo: «il confine tra
produzione amatoriale di qualità e
professionismo è sempre più labile, a volte
inesistente, a fronte di costi largamente
inferiori. Questa considerazione è anche
frutto delle mie esperienze personali nel
campo professionistico che mi hanno
insegnato che loro hanno più tecnica e
padronanza della scena ma noi abbiamo una
carica e una generosità superiore nel donarci.
Cosa che il pubblico percepisce. Vorrei
chiosare il tutto con una frase abusata ma
efficace: “Non è necessario essere
professionisti per fare uno spettacolo bello
ma è necessario essere professionali”. Certo
per acquisire una discreta professionalità
bisogna dare ai gruppi, in particolare quelli
formati da giovani, delle opportunità sia per
la loro formazione sia per la loro visibilità. E
questo è difficile in Toscana, dove le risorse
già esigue sono fagocitate quasi
Da “visita a Terezin” gennaio 2012
!
Tre per Tre - Compagnia Assenzio - Diego Conforti, Nicoletta Loisi, Carlo
Conforti (Castelnuovo d’Elsa 2012)
esclusivamente dal teatro professionistico o
pseudo tale». Speranze future: «auspico che
alcune residenze teatrali, che nel nostro
territorio hanno posizioni di monopolio, si
aprano finalmente al mondo del teatro
amatoriale in una osmosi utile ad entrambi.
Un altro auspicio è quello di vedere una vera
e proficua collaborazione tra i comitati
provinciali, per uno scambio continuo e non
occasionale delle esperienze e valorizzare,
così, le competenze di tanti affiliati che ho
conosciuto e apprezzato personalmente.
Perché il Teatro come e più di altre forme
d’arte ha l’essere umano al centro della sua
ricerca».
FITA TOSCANA
Il Comitato FITA Toscana è molto giovane, per
costituzione e composizione. Si pone gli
obiettivi di: essere fonte di informazione,
burocratica e pratica, per gli iscritti e per le
compagnie presenti sul territorio; instaurare
collaborazioni fra enti pubblici e comitati FITA
(regionale e provinciali); stimolare lo scambio
di idee e di esperienze tra gli associati per una
progettualità di innovazione. I risultati sono
visibili e concreti poiché la Toscana propone
al suo pubblico migliaia di spettacoli ogni
anno, realizzati in teatri o spazi scenici
suggestivi, coinvolgendo associazioni molto
diverse fra loro attraverso rassegne e concorsi
che spesso privilegiano l’originalità e la
qualità.
SCHEDA FITA TOSCANA
"##$%$&'$!()*$+,)!
-)..)/&'$!
!"#"$%&'%()*+,-./0% 102%!"#"$%#!"3%4)(/%
!"##$%%'#%()*+,-./0% 102%!"##$%#!&#%4)(/%
0,1/)2),'+!&..+1$&'$!,)*%$!&,,$!
5,2%!"#"%,2%!"##666667%389:%
3+24&*,$)!4)/!4/+5$,1$&%;!"##<$%
=>0??)%;=@<$%A%()*+,-./0%B%C!%4)(/%
D/>0.?0%;DE<$%#!%()*+,-./0%B%#&C%4)(/%
F>)440G)%;F@<$%'%()*+,-./0%H##%4)(/%
I/J)>.)%;IE<$%9%()*+,-./0%B%!9%4)(/%
IK((,%;IL<$%A"%()*+,-./0%B%ACM%4)(/%
N,44,%O,>>,>,;NO<$%!%()*+,-./0%B%!'%4)(/%
P/4,%;PE<$%#9%()*+,-./0%B%!9&%4)(/%
P/4G)/,%;PQ<$%#%()*+,-./,%B%!M%4)(/%
P>,G)%;PR<$%A%()*+,-./0%B%MA%4)(/%
S/0.,%;SE<$%9%()*+,-./0%B%3C%4)(/%
%
"6'+/$%Q0440>,G/%D/G,$%%%%%#"%
74)''&1+%$%*044/%/.%4(0.,%
!"#"%
!"""%;().%>0+2/(T0<%
!"##%
!"""%;().%>0+2/(T0<%
!"#!%;+>0J/4G/<%
7UH%!"""%;().%>0+2/(T0<%
"%%).'$2),'$!$,!%$,*6&!
!"#"%
!"""%
!"##%
!"""%
!"#!%
7UH%!"""%
(&..)*,)U8).'$5&%%V/%,44)(/,?/)./%DEQ=%
!"#"%
!"%
!"##%
!"%
!"#!%
7UH%!"%
8).'$5&%U(&..)*,)%V/%()*/G,G/%>0-WU+>)JW%%
!"#"$%%#%%%%%%%%H%%%%%%%%!"##$%%A%%%%%%%%H%%%%%%%%!"#!$%%M%
%
ORGANIGRAMMA REGIONALE
%
Presidente:
Giovanni Fedeli,
via Tiro a Segno, 135 - 55100 Lucca (LU)
[email protected];
tel. 392/4567310.
ORGANIGRAMMA PROVINCIALE
LUCCA: Presidente: Maria Raffaella
Cuomo Lanzara, via Della Chiesa, 388/A
55100 San Felice di Lucca
[email protected];
tel. 347/3343525, 0583/495156.
PISA: Presidente: Luca Lunedì,
via Umbria, 1 - 56124 PISA (PI)
[email protected];
tel. 3405985997.
GROSSETO: Presidente:
Giacomo Moscato, via Senese, 94 58100 Grosseto - [email protected];
tel. 333/6140794.
FIRENZE: Presidente:
Antonella Canonici,
via Della Costituzione, 2
50052 Certaldo (FI) – [email protected];
tel. 329/5499609.
SIENA: Fiduciario: Paolo Benvenuti,
via Danilo Pieroni, 47
53049 Torrita di Siena (SI)
[email protected],
[email protected];
tel. 335/6869390.
55
VENETO
Il “Fenomeno”
FITA Veneto
Ciò che sta dietro i “numeri” di FITA
veneto – in costante e significativa
crescita – è un impegno a tutto
campo, che spazia dal livello
organizzativo a quello più
squisitamente
artistico,
frutto
della
positiva
sinergia creata, nel corso
del tempo, tra la
Federazione come struttura
associativa, le singole compagnie
attive nel territorio e gli enti locali (dai
Comuni alla Regione). La credibilità e la
considerazione che FITA veneto ha saputo
costruire le consentono di essere voce
ascoltata, punto di riferimento e partner
affidabile. Basti pensare, in tale senso, alla
convenzione con la quale, da anni, la Regione
del veneto afferma e sostiene il ruolo
prioritario della Federazione in ambito
amatoriale, condividendo con essa
importanti progetti e riconoscendole
un’importanza strategica nella diffusione
capillare della cultura teatrale.
Tra le numerose iniziative e le proposte
firmate da FITA veneto, particolare
attenzione merita sicuramente il Festival
nazionale “Maschera d’Oro”, ormai prossimo
al traguardo dei 25 anni (si celebreranno nel
2013). «Un appuntamento di grande
prestigio, che richiama ogni anno il meglio del
nostro teatro – sottolinea Aldo Zordan,
Presidente FITA veneto -, con un cartellone di
altissima qualità, invidiabile sotto l’aspetto
artistico e aperto ai grandi classici così come
alle voci contemporanee della drammaturgia,
autentica, scintillante vetrina della nostra
realtà d’eccellenza». Ma il Festival Maschera
d’Oro è unico anche per un altro motivo. In
esso si realizza infatti una collaborazione
virtuosa fra mondo del teatro e della cultura
e mondo dell’economia e dell’impresa, grazie
all’intesa – ormai attiva da quasi vent’anni –
tra FITA veneto e Confartigianato vicentina,
organizzazione che abbina alla Maschera il
proprio Premio Faber Teatro. In tal modo, la
compagnia vincitrice del Festival ha la
straordinaria occasione di esibirsi per una
Teatro Olimpico di vicenza
sera sul cinquecentesco palcoscenico del
Teatro Olimpico di vicenza, il più antico teatro
coperto del mondo, gioiello architettonico e
tempio della cultura alta degli ultimi cinque
secoli.
Oltre al versante artistico, FITA veneto opera
anche lungo molte altre direttrici:
dall’editoria all’informazione (si pensi al
periodico Fitainforma o al sito fitaveneto.org),
alla gestione di una fornitissima videobiblioteca e quant’altro. Particolare
attenzione è, inoltre, riservata al rapporto con
i giovani e con il mondo della scuola. In
questo senso, è del 2011 la prima edizione di
un ciclo di “Incontri di Cultura e Pratica
Teatrale”, pensato per gli studenti del triennio
delle superiori (per l’ottenimento di crediti
formativi) e realizzato come progetto pilota
nel vicentino. Portato avanti d’intesa con vari
enti e associazioni, tra i quali la Regione del
veneto, l’Ufficio Scolastico Territoriale e la
Confartigianato provinciale, il progetto è stato
pensato per offrire ai ragazzi una visione
nuova del teatro, letto sia da un punto di vista
storico e letterario sia nelle sue
caratteristiche tecniche, nonché come
potenziale sbocco professionale. Con docenti
qualificati, tra i quali i drammaturghi e storici
del teatro Luigi Lunari e Roberto Cuppone, si
è dunque parlato di storia e drammaturgia,
ma anche di giornalismo, musica,
illuminotecnica, audio e multimedia,
proponendo un programma flessibile e
modulare e svolgendo anche alcuni incontri
“in trasferta”, direttamente nelle scuole. Un
Aldo Zordan e Daniela Salvato consegnano il premio “Renato Salvato” assegnato al
giornalista G. A. Cibotto, durante la serata finale della 23^ Maschera d’Oro
Luigi Lunari
modo concreto, dialettico e diretto di
avvicinare e coinvolgere le nuove generazioni.
Luigi Lunari sulla FITA nel Veneto
Drammaturgo di fama internazionale,
sceneggiatore televisivo, scrittore, traduttore,
storico del teatro, per due decenni al fianco
di Giorgio Strehler e Paolo Grassi al Piccolo di
Milano, Luigi Lunari è da molti anni
consulente artistico di FITA veneto e
responsabile del cartellone per il festival
nazionale Maschera d’Oro. Gli abbiamo
chiesto alcune riflessioni sullo stato del teatro
amatoriale veneto e non solo.
In questi anni come ha visto cambiare FITA
Veneto e il suo teatro da un punto di vista
artistico?
«FITA Veneto ha avuto un’evidente crescita
operativa ed organizzativa (più compagnie,
più iniziative, maggiori spazi, più pubblico...),
e come logica conseguenza – sul piano
artistico – un certo allargarsi della forbice tra
le compagnie che perseguono in primo luogo
il gradimento del pubblico e quelle invece che
si impegnano ad un livello sempre più alto di
forme e di contenuti. Come sempre e come
dovunque, quanto più ampia è la base
comune tanto più alta è l’élite che vi si
distingue. E poiché il mondo va avanti grazie
al pedalare delle élites, io guardo al futuro
con molto ottimismo, soprattutto per quel che
riguarda FITA Veneto
(anche se un po’ meno per
il mondo preso nel suo
insieme!)».
Parliamo del Festival
Maschera d’Oro, del
quale lei sceglie ogni
anno i finalisti. Tra le
caratteristiche
del
cartellone c’è l’impegno a
dare spazio alle più
diverse voci del teatro,
dai grandi classici al
contemporaneo, segnale
forte della capacità del
mondo amatoriale di confrontarsi con i
generi più diversi...
«Devo precisare: non si tratta di un
“impegno del cartellone”, ma del fatto
che il cartellone riflette l’impegno
produttivo delle compagnie nel loro
insieme. È questo impegno che mette a
confronto i generi più diversi. Il mio sforzo
di “giudice” finale è quello di scegliere
senza discriminare, accettando le
premesse di ogni spettacolo (farsa,
tragedia, impegno, evasione...) e
verificandone la corretta realizzazione
scenica. Su questa base, meglio uno
spettacolo evasivo di qualità che uno di
maldestro e controproducente impegno;
il che non toglie che a parità di qualità io
mi ritenga libero di privilegiare l’impegno
sul disimpegno, un’opera moderna su un
classico, un’opera italiana su una
straniera, un’opera di ricerca su una di
adesione all’usato».
Il Festival è legato al Premio Faber
Teatro, promosso da Confartigianato
Vicenza, organizzazione imprenditoriale
provinciale. Come giudica questa
collaborazione fra cultura ed economia?
«Non starò qui a ricordare come il
termine stesso di “comico dell’arte” (dove
“arte” vuol dire “mestiere”) sia un
tutt’uno con il termine di “artigiano”. Che
la Confederazione degli artigiani di
Vicenza abbia avuto la meravigliosa idea
di porre con il Premio Faber quel
capolavoro dell’antico “artigianato” –
firmato Palladio e Scamozzi – che è il
Teatro Olimpico a disposizione, per una
sera, della compagnia laureata con la
Maschera d’Oro è un fatto di
straordinaria eleganza, di squisita
sensibilità, di assoluta intelligenza.
Quando mi trovo all’estero, a contatto con
altre realtà teatrali, il racconto di questo
episodio suscita un’ammirazione che vale
– anche per gli artigiani - quanto una
campagna promozionale! Quanto al
rapporto tra cultura ed economia,
soccorre utilmente l’etimologia: “cultura”
è l’arte di curare i prodotti della terra,
“economia” l’arte di bene amministrare la
casa. Non vi è dunque cultura senza
gestione economica e non vi è economia
senza una preoccupazione culturale. Tutte
e due devono contribuire – e nel nostro
caso contribuiscono eccellentemente - a
quella che è l’”arte” più importante di
tutte: l’arte del vivere, ovvero la vita».
!
SCHEDA FITA vENETO
"##$%$&'$!()*$+,)!
-)..)/&'$!
!"#"$%
!&#% 1/2%!"#"$%34!5%6('.%
'()*+,-./%
1/2%!"##$%5""0%6('.%
!"##$%
!&0%
'()*+,-./%
0,1/)2),'+!&..+1$&'$!,)*%$!&,,$!
7+2%!"#"%+2%!"##88888%9%5:!;%
3+24&*,$)!4)/!4/+5$,1$&%<!"##=$%
>/22?-(%<>@=$%!%'()*+,-./%A%#3%6('.%
B+C(D+%<B7=$%5"%'()*+,-./%A%&4#%6('.%
E(D.,(%<EF=$%#G%'()*+,-./%H%33"%6('.%
IJ/D.6(%<IK=$%30%'()*+,-./%H%&0!%6('.%
K/-/L.+%<KM=$%50%'()*+,-./%A%0N4%6('.%
K/J(-+%<KE=$%&!%'()*+,-./%A%G00%6('.%
K.'/-L+%<KO=$%0#%'()*+,-./%A%4N0%6('.%
%
"6'+/$%I/66/J+P.%Q.P+$%%%&%
74)''&1+%$%)/66.%.-%6'/-+%
!"#"%
#"#"%<NR4""%'(-%J/*2.'S/=%
!"##%
##""%<4R"""%'(-%J/*2.'S/=%%
!"#!%
##&"%<4R#""%'(-%J/*2.'S/=%
T22/6P.)/-P.%.-%%$,*6&!/)*$+,&%)%
!"#"%
553%
!"##%
5&"%
!"#!%
5&&%
(&..)*,)U8).'$5&%%C.%+66('.+L.(-.%QOIT%
!"#"%
##"%
!"##%
#!"%
!"#!%
#!!%
8).'$5&%U(&..)*,)%C.%'().P+P.%J/,RU*J(DR%%
!"#"%
5!%
!"##%
5&%
!"#!%
5&%
3+,1+/.$% J/,.(-+2.% H% *J(D.-'.+2.% *.V%
J+**J/6/-P+P.D.%<!"##%/%!"#!=%
4%/%#"%
%
Sito web: www.fitaveneto.org
ORGANIGRAMMA REGIONALE
Presidente: Zordan Aldo,
via dei Tigli, 11 - 36010 Monticello Conte
Otto (vi)
fitaveneto@fitaveneto.org,
Tel. 335/7770107
%
ORGANIGRAMMA PROVINCIALE
TREVISO: Presidente: Bianca Maria Dozzo,
via Donatori del Sangue, 24 31020 vILLORBA (Tv), [email protected];
tel. 335 477728.
VENEZIA: Presidente: Gianni visentin,
via Mazzini - 30029 - SAN STINO DI
LIvENZA - fi[email protected],
Tel. 340/5570051
PADOVA: Presidente: Enrico ventura, via
Cordenons, 14 - 35100 PADOvA (PD)
[email protected]; tel. 337/524599.
ROVIGO: Presidente: velida Fontan,
via Mure Soccorso, 63
45100 Rovigo [email protected];
tel. 3493611902.
VICENZA: Presidente: Giovanni Clemente,
via San Rocco, 15 -36057 Arcugnano (vI) –
[email protected],
fi[email protected] - Tel. 320/9724194 0444/323837
VERONA: Presidente: Donato De Silvestri,
via Aleardi, 23 - 37021 - BOSCO CHIESANUOvA - [email protected]
Tel. 328/9757934
57
B
ANDO DI
CONCORSO
“F.I.T.A.
IN PROGRESS”
La Fita destina ad
attività meritorie
i fondi del
5 per mille.
La FITA bandisce ogni anno un concorso per
l’assegnazione di n. 1 borsa di studio dell’importo di euro 1.000,00 (euro mille) riservata:
a) ai soci FITA che abbiano discusso, in una
università italiana, una tesi di laurea che
abbia per oggetto la storia, le origini, la tradizione del teatro amatoriale relativamente al
territorio nazionale o limitatamente ad
un’area geografica in particolare;
b) ai soci FITA che propongano un progetto di
studio e di ricerca già realizzato o da realizzare che abbia per oggetto la storia, le origini,
la tradizione del teatro amatoriale nell’ambito
del territorio nazionale o delimitato ad
un’area geografica in particolare.
Uno degli obiettivi che la FITA si propone è
proprio quello di promuovere la diffusione
dell’arte teatrale, anche attraverso la ricerca,
lo studio delle origini e delle peculiarità del
teatro amatoriale, favorendo lo sviluppo e la
diffusione di iniziative dedicate alla cultura
teatrale.
Per la prima edizione nel 2011 il premio è
stato assegnato alla dottoressa ROBERTA CASETTA, per la tesi “Teatro amatoriale in Veneto: storia, organizzazione, finanziamenti.
Teatro e territorio: il caso polesano”, presentata nel corso di laura Magistrale Interfacoltà
in Economia e Gestione delle arti e delle attività culturali, con la seguente motivazione
“Per aver saputo coniugare l’aspetto puramente accademico con la passione per la cultura del teatro amatoriale evidenziandone in
maniera precisa e pregevole storia, caratteristiche e potenzialità.”
Il premio è stato consegnato dal Presidente
Nazionale Carmelo Pace nel corso della Festa
del Teatro, il 02.10.2011 all’Isola D’Elba.
58
Il 26 gennaio 2011 veniva a mancare a
noi tutti Paolo Giacomini, attore e regista che
tanto ha dato al Teatro Amatoriale e alla Federazione Italiana Teatro Amatori.
Per tanti anni ha ricoperto la carica di Consigliere nazionale della FITA e poi di componente del Collegio dei probiviri. Ha
collaborato alla stesura della pubblicazione
“La storia della FITA”. E’ stato un protagonista
della nostra Federazione ed ha testimoniato,
con la saggezza e l’umiltà che ha contraddistinto anche la sua vita, i suoi momenti più
importanti, più difficili, ma anche più esaltanti.
La FITA ha inteso ricordare la figura di Paolo
Giacomini, affinchè sia di esempio anche per
coloro che non lo hanno conosciuto, istituendo il “Premio Paolo Giacomini”. Il riconoscimento sarà assegnato ogni anno dal
Consiglio Direttivo a coloro che si saranno distinti in attività a sostegno e per la promozione del Teatro Amatoriale. A testimonianza
che per la FITA la presenza con le sue attività
in tutto il territorio nazionale è un valore fondante, il Premio sarà consegnato in una particolare cerimonia che potrà svolgersi in
luoghi diversi.
Per la prima edizione del 2012, il premio è
stato assegnatoalla famiglia di Paolo Giacomini, in ricordo della sua memoria. La consegna è avvenuta in occasione della serata
finale della “Maschera d’Oro” a vicenza, il 31
marzo 2012, ed è stato ritirato dai figli.
La FITA
speranza per i terremotati
Con lo slogan “Emilia – L’Aquila. Yes, here we are”
l’associazione FITA Etoile-Centro Teatrale Europeo
ha avviato un progetto attraverso il quale il teatro
amatoriale si fa “speranza” per i terremotati nuovi
ma anche per quelli di qualche anno fa. Nato a
metà 2011 con il nome “Theater for Aquila” (per
ricordare e sostenere le popolazioni aquilane, che
a distanza di tre anni vivono ancora i postumi del
violento terremoto avvenuto nell’aprile 2009), a
giugno il progetto si amplia alla luce del nuovo
sisma che, a maggio, ha messo in ginocchio molte
zone dell’Emilia Romagna. La Federazione Italiana
Teatro Amatori, che sostiene il progetto sin dall’inizio insieme a molti altri Enti sia pubblici che
privati, ancora una volta mette il teatro amatoriale a servizio della comunità. Fare teatro significa, in questo progetto, ricordare le tragedie
sismiche; smuovere un senso di partecipazione e
coscienza collettiva mirata a “non dimenticare”;
raccogliere fondi per sostenere le emergenze in
Emilia e ricostruire L’Aquila; consolidare quel legame già forte tra la comunità emiliana e quella
aquilana attraverso il coinvolgimento diretto di
giovani ed il loro fare teatro; creare una performance da rappresentare nelle Provincie di Reggio
Emilia e dell’Aquila per offrire alla cittadinanza un
momento di “leggerezza” tra tanto disagio e
paura. Non a caso a tutti viene regalato un naso
rosso perché la piccola sfera rossa è da sempre il
simbolo del Centro Etoile: “un naso rosso fa sorridere ed un sorriso non può e non deve mai poter
crollare”.
“Emilia – L’Aquila. Yes, here we are”
59
59
Il progetto culturale prevede una residenza teatrale con relativa performance itinerante. Oltre
una trentina di giovani dai, 16 ai 26 anni e provenienti da Italia, Francia e Olanda, si incontrano a
Reggio Emilia per produrre lo spettacolo dal titolo
“Yes, here we are”. Dopo cinque giorni di permanenza, la giovane compagnia parte per L’Aquila,
coadiuvata da docenti italiani e stranieri. Durante
il viaggio sono previste delle soste, con repliche
dello spettacolo e raccolta fondi, presso i Comuni
di Reggiolo (uno dei più colpiti) e di Jesi. Arrivata
nella città dell'Aquila, la giovane compagnia vi
resta per tre giorni mettendo in scena la performance. L'incasso delle varie rappresentazioni sarà
devoluto in parti uguali a favore delle emergenze
in Emilia e per la ricostruzione dell’Aquila.
59
La FITA riaccende la speranza
per l’Emilia Romagna
Oltre a sollecitare le sottoscrizioni in favore delle comunità terremotate, dell’Emilia Romagna, la FITA ha avviato un progetto
di solidarietà volto alla ricostruzione della ex scuola elementare
di Casoni, nel comune di Luzzara. L’edificio era a servizio delle
frazioni di Casoni (circa 800 abitanti) e villarotta (1600 abitanti)
le quali, essendo distanti dal capoluogo, rischiavano di restare
emarginate. Nato dal grande spirito solidaristico, che da sempre
contraddistingue la Federazione, il progetto intende dare un
aiuto concreto per il recupero sia dell’edificio che, soprattutto,
del patrimonio di attività sociale, aggregativa ed artistica che
negli anni si era costituito all’interno dell’ex scuola elementare.
Un progetto che ha riscontrato l’entusiasmo del sindaco di Luzzara, Andrea Costa, che ha accolto l’iniziativa come «una delle
più belle notizie delle ultime settimane». Dopo la fase emergenziale, adesso le comunità vogliono ricominciare a programmare
il futuro. «L'immobile, che per noi rappresenta un luogo fondamentale di aggregazione, cultura e arte – spiega il sindaco Costa
-, è stato pesantemente lesionato dal terremoto, ma è anche
una di quelle strutture che sicuramente sarà inserita agli ultimi
posti della graduatoria delle priorità per l'assegnazione di eventuali contributi statali. Ecco perché il Vostro aiuto diventa fondamentale per raggiungere quell’obiettivo che la mia comunità
si è prefissata: riaprire in tempi rapidi le porte alle centinaia di
giovani che frequentano la scuola di musica, il doposcuola e gli
spazi civici trasformati in luoghi di incontro ed arte». La gratitudine alla FITA da parte dell’amministrazione locale è già tanta
da suggerire “Casa delle Arti FITA” come intitolazione dell’edificio (che manca di un proprio nome).
La ex scuola elementare
Costruita ad inizio Novecento, la ex scuola si compone di due
piani contenenti le aule. A metà degli anni Novanta è stata
chiusa e, nei primi anni del duemila, è stata restaurata dal Comune che l’ha trasformata in sede dove svolgere diverse attività
pomeridiane, al servizio delle comunità di Casoni e villarotta.
Nell’edificio si svolgeva il doposcuola (con anche servizio di refezione) e la scuola di musica “Non solo Musica”, che oltre ai
classici corsi musicali aveva ampliato l’offerta con attività propedeutiche e ballo. Una sala prove era stata allestita al piano
superiore. Ma le quattro scosse sismiche di fine maggio hanno
danneggiato il secondo piano con evidenti ed estese lesioni al
di sopra delle architravi dei vari interni. Al primo piano, più danneggiato del pianterreno, si sono create lesioni a taglio nel vano
scale. Oggi, risulterebbe difficile immaginare di ricostruire l’edificio in tempi brevi. Da qui il progetto della FITA. Il contributo si
può versare sul seguente conto corrente (specificando “bonifico
pro-terremotati Emilia-Romagna a favore comune di Luzzara”):
FEDERAZIONE ITALIANA TEATRO AMATORI
BANCA PROSSIMA
IT74 C033 5901 6001 0000 0016 535
Piccolo o grande che sia, il Vostro aiuto contribuirà a ridare una speranza ….
60
ITAF : VALORIZZIAMO I GIOVANI
Nel 2012 la FITA ha promosso la prima edizione del progetto
ITAF (International Theater Accademy of FITA and Coepta),
volto a qualificare i giovani artisti tesserati FITA attraverso la
formazione. Il progetto, elaborato dalla Commissione Formazione Giovani, si sviluppa da gennaio ad agosto 2012 con lo
scopo di formare un gruppo teatrale residenziale di giovani,
denominato «Giovane Compagnia», che mette in scena uno
spettacolo ex novo. Il progetto ITAF 2012 coinvolge dieci ragazzi/e italiani/e tesserati FITA e due ragazzi/e di compagnie
degli Stati dell’UE che sono affiliati a Federazioni di teatro
amatoriali. Attraverso workshops con docenti italiani e stranieri di teatro, canto, danza, mimo e regia, si vuole approfondire le competenze e le abilità teatrali e si vuole creare un
interscambio fra culture comunitarie per, infine, produrre una
performance che possa essere rappresentata sia in Italia che
all’estero, in occasione di manifestazioni internazionali legate
alla cultura e al teatro. Una volta definito, lo spettacolo viene
presentato in anteprima in due città italiane (per il 2012 è
stato presentato, a maggio, lo studio sullo spettacolo “Pane e
Coraggio” nello Spazio Factory di Reggio Emilia e, a giugno,
l’anteprima al Teatro Golden di Roma) e poi debutta in una
manifestazione internazionale. Quest’anno, lo spettacolo partecipa in agosto al Festival internazionale organizzato dal Cifta,
partner storico di FITA, e denominato «Les Estivades», che si
tiene in Belgio.
Al Teatro Golden di Roma, lo spettacolo “Pane e Coraggio”
della Giovane Compagnia ha raccolto ampi consensi. Presentato in occasione della premiazione del Festival di Agiscuola,
lo spettacolo ha portato sul palco il tema del «viaggio» inteso
come migrazione alla ricerca di un tema migliore e come ricerca dello straniero che è in ognuno di noi. I 10 attori in scena
hanno riempito il cuore, il palcoscenico, lo spazio generato
dal vacuum del luogo lasciato e in quello potenziale del luogo
da trovare. Nella corposa regia di Daniele Franci, ideatore del
progetto, il pubblico è stato schiaffeggiato da un susseguirsi
di prese, corse, movimenti e battute che, inesorabili, allontanano gli attori dalla madre patria (il mondo) portandoli nella
loro nuova terra (il mondo). Questo assurdo e insano “altro”
ha portato il pubblico a rincorrere gli attori, quasi a voler dire
loro “aspettatemi”, sono come voi.
Daniele Franci sul progetto ITAF.
«Dopo aver avuto il piacere di dirigere per due anni l'Accademia del Teatro Italiano ed essere uno dei componenti della
commissione Formazione artistica Giovani, mi è sembrato opportuno proporre alla commissione, e conseguentemente al
Consiglio direttivo, un progetto che andasse ancor più al di là
degli obiettivi previsti per l'Accademia. Credo, infatti, che
l'esperienza svolta in occasione della Festa del Teatro sia sicuramente un percorso principalmente formativo e didattico che
avvicina i ragazzi alle realtà teatrali più varie. ITAF, proprio
per la sua identità progettuale, invece si presenta come una
esperienza che richiede sicuramente più impegno. I ragazzisono coinvolti per tre settimane di lavoro e l'obiettivo, in questo caso, è quello di realizzare un vero e proprio spettacolo».
Come si è svolto il progetto?
«Dopo le selezioni di gennaio, i dieci hanno preso parte ad una
residenza teatrale di una settimana nel mese di maggio a Reggio Emilia, al termine della quale è stato presentato lo studio
svolto. È seguita una seconda residenza di un’altra settimana
in Lazio che ha proposto l'anteprima dello spettacolo con replica in Emilia Romagna e in Lazio. Infine, si parte alla volta
del Belgio per prendere parte al Festival Internazionale Estivades».
61
FITA
: LA PRIMA
CHE SI
GRANDE FEDERAZIONE
INFORMATIZZA
Procedure di affiliazione e ri-affiliazione on line
Dal 2012 è possibile effettuare la procedura di riaffiliazione direttamente sul sito della FITA (www.fitateatro.it). L’utilizzo del web, nel caso delle ri-affilizioni,
permette di recuperare notevole tempo rispetto al passato. Ciò anche perché ogni passaggio viene “visualizzato” dagli organi gerarchici della FITA che ne controllano
regolarità e tempistica. La procedura è semplice: basta
seguire le istruzioni on line e inviare la richiesta al Presidente provinciale che, dopo un primo controllo, la inoltra
al Presidente regionale. Quest’ultimo lo ricontrolla ed
invia al nazionale per la conclusione della procedura, che
si conclude così nell’arco di circa tre giorni.
Nuova Procedura sito e Riaffiliazione on-line
Il progetto mira a rafforzare e garantire una corretta informazione sulle attività e sugli eventi di carattere
sociale e culturale che rivestono particolare rilievo ed interesse attraverso l’implementazione del sito istituzionale,
che rappresenta un valido ed importante strumento di comunicazione. Mira, inoltre, ad automatizzare e snellire le
procedure amministrative semplificando, al tempo stesso,
la comunicazione interna tra il direttivo, l’amministrazione
e le compagnie. La semplificazione delle procedure, consente il controllo istantaneo dell’attività federativa in modo
omogeneo e tempestivo, permettendo alla segreteria di
correggere eventuali errori o imprecisioni sui dati inoltrati
dai richiedenti. Un sistema nuovo creato ad hoc per le
compagnie FITA, che permetterà a breve anche l’affiliazione on-line grazie alle ultimissime innovazioni, proposte
dagli ideatori di questo programma.
L’intervento ha introdotto tre diverse attività così articolate:
● Implementazione del nuovo sito istituzionale
● Realizzazione/Implementazione del nuovo sito intranet
● Implementazione e configurazione di un sistema di “Collaboration Suite”
62
Benefici attesi
Oltre a rafforzare e garantire una corretta informazione sulle attività della Federazione, l’implementazione
di nuovi strumenti di gestione amministrativo on-line consentono:
● l’immediato reperimento delle informazioni,
● la disponibilità delle informazioni 24 ore al giorno 7
giorni la settimana
● la disponibilità delle informazioni in qualsiasi luogo si
trovi l’utente
● il backup continuo
● la protezione da virus
● l’abbattimento di costi di manutenzione e di licenze delle
apparecchiature informatiche e prodotti software delle postazioni di lavoro
● l’abbattimento dei costi per il materiale di consumo e
dall’eventuale corrispondenza
● l’abbattimento dei costi per invio di fax e di comunicazioni telefoniche in generale
● la possibilità di reperire le informazioni evitando di dover
interagire con il personale amministrativo
● l’abbattimento del carico di lavoro del personale amministrativo e del direttivo, consentendone l’impiego in attività più proficue per la Federazione.
Flusso delle informazione
Il sistema prende in considerazione anche la possibilità di scambio di informazione tra i due sistemi con autenticazione (Intranet e Collaboration Suite) e verso il sito
istituzionale.
Ha collaborato Giuseppe Minniti
(Consigliere Nazionale FITA)
NEW
COMMUNICATION FORMS:
RISORSA PER LA FITA
Sperimentare l’uso di nuove forme di comunicazione sta
diventando, anche per la FITA, un imperativo necessario
oltre che una significativa risorsa da sfruttare per amplificare la propria attività. Tra le opportunità offerte oggi
dal web, l’iscrizione ai social network (come per esempio
facebook ma anche twitter, myspace, linkedin ed altri)
sembra essere il canale più adeguato sia per raggiungere
un numero sempre più elevato di soggetti (siano essi attori o semplici appassionati di teatro) e sia per facilitare
incontri “virtuali” fra le stesse compagnie affiliate e gli attori tesserati FITA. Incontri che possono rivelarsi assai utili
nell’organizzare eventi e/o manifestazioni, nel far nascere
idee nuove a livello locale ma anche nazionale, nel pianificare attività di formazione o, semplicemente, nello
scambiare impressioni ed esperienze per il solo gusto di
condividerle con chi “parla la stessa lingua”. La grande
qualità dei social network è proprio questa: annullare le
distanze fisiche e facilitare i contatti fra gli utenti. Oggi,
una delle sfide della Federazione è mettere in rete le
compagnie iscritte e, quindi, mettere attorno allo stesso
tavolo virtuale tutti coloro che sanno, possono e desiderano incontrarsi, scambiare opinioni, parlare dei propri
lavori e dei propri progetti. L’idea, però, incontra difficoltà
oggettive poiché in moltissime regioni italiane esistono
gruppi teatrali sprovvisti delle più elementari conoscenze
di Internet e dei relativi social network. Ma questo non
scoraggia la Federazione che, invece, vuole mettere in
campo tutte le risorse necessarie per creare una rete sociale virtuale fra gli attori e le compagnie affiliate.
In merito ne ha parlato Diego Ciarloni, della FITA GATT
Marche, durante il meeting tenutosi a San Benedetto del
Tronto che la Federazione ha organizzato nel dicembre
2011. «Non solo il dialogo in rete è un fattore importantissimo di per sé – ha detto -, ma anche il valore dei contenuti trattati, a seconda della loro utilità o importanza,
contribuiscono a creare un’effettiva reputazione su cui
fondare la riconoscibilità e la visibilità dell'organizzazione,
della propria compagnia e della propria persona. […] La
presenza in rete, il livello di partecipazione, la quantità di
contenuti prodotti, creerebbero le condizioni per essere
meglio rintracciati (attraverso i motori di ricerca). Migliaia
di membri delle compagnie in dialogo metterebbero in
moto un'incredibile forza attrattiva, creando un ineguagliabile polo di informazione e dibattito sul teatro. Il patrimonio di informazioni generato sarebbe alla portata di
tutti, con un'incredibile ricaduta in termini di crescita culturale generale. La visibilità guadagnata e “non pagata”
sarebbe realtà. […] Una sfida che coniuga perfettamente
il lavoro con la passione del Teatro».
In Regola con le Norme…
una Necessità per la FITA
Da sempre la Federazione Italiana Teatro Amatori ha
messo in atto una serie di azioni volte a favorire le compagnie affiliate ad essere in regola con le norme giuridiche-fiscali. Tale regolarità garantisce alle compagnie
informazione, consulenza e assistenza di qualsiasi tipo
come quella giuridica, legale e fiscale. «Intere voci del nostro bilancio – spiega il vice Presidente Gianfranco Ara vanno a coprire investimenti per la formazione dei quadri
e per l’istituzione di commissioni di esperti in grado di offrire qualificate informazioni e un valido vademecum giuridico-fiscale al quale possono accedere tutte le
associazioni FITA attraverso l’area riservata del nostro
sito». In altre parole, chi aderisce alla Federazione gode
dell’assistenza di soggetti qualificati e bene informati, e
formati, sulle varie tematiche che possono diventare necessità per le compagnie amatoriali.
Scrupolosa è, poi, la selezione delle compagnie che fanno
richiesta di affiliazione e di ri-affiliazione. La procedura
esige del parere positivo del Presidente Provinciale e di
quello Regionale, che fanno da filtro e che danno un parere etico/morale su ogni gruppo teatrale che ne fa richiesta.
Il cammino percorso non si ferma comunque qui. «Per il
futuro – garantisce il vice presidente - si pensa di amplificare ancor più questa vocazione virtuosa dando chiari
segnali di “tolleranza 0” verso forme di illegalità. Si pensa
anche di introdurre, da parte degli organi Statutari competenti, il “CODICE ETICO DELLA FITA”, in grado di abbattere anche l’ultimo muro dietro al quale si possono
nascondere seppur piccole forme di illegalità che, a volte,
cozzano con gli scopi primari della Federazione». La lotta
all’illegalità è anche portata avanti dalla FITA attraverso
l’obbligo, fatto alle compagnie, di dichiarare l’eventuale
utilizzo di lavoratori dello spettacolo e attraverso la possibilità degli organi Federali di effettuare, in qualsiasi momento, controlli sulle associazioni affiliate al fine di
garantire affidabilità presso gli enti accertatori (prima ENPASLS ora IMPS) - Agenzia delle Entrate - Guardia di Finanza - SIAE.
63
Collaborazioni
ENTE DI PROMOZIONE SOCIALE RICONOSCIUTO
DAL MINISTERO DEL LAVORO, DELLA SALUTE E DELLE POLITICHE SOCIALI
Iscritta con Decreto del 10.6.2008 al numero 149.
Affiliato AGIS (Associazione Generale Italiana dello Spettacolo). L’unica Federazione di Teatro Amatoriale affiliata
AGIS, con la quale collabora in numerose e prestigiose iniziative. La tessera del socio dà diritto alla riduzione Agis
negli ingressi agli spettacoli.
Affiliata al C.S.A.In. (Centri Sportivi Aziendali Industriali – Ente di promozione sportivo e culturale – riconosciuto
dal Ministero dell’Interno e dal CONI). Le associazioni affiliate sono presenti nella pubblicazione TEMPO SPORT
diretta dal giornalista Giacomo Crosa.
E’ socio fondatore della COEPTA – Confederazione Europea per il Teatro Amatoriale, che ha lo scopo di coordinare l’attività delle federazioni di teatro amatoriale dei paesi aderenti all’Unione Europea. Con essa partecipa a
progetti europei.
E' socio fondatore dell' AITA-IATA (Associazione Internazionale Teatro Amatori), organismo internazionale
di promozione culturale – riconosciuto dall’UNESCO.
E’ componente del CIFTA (Comité International des Fédérations Théatrales Amateurs de Culture Latine).
La FITA ha aderito all’iniziativa Carta dello Studente promossa dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, dal
Ministero dell’Istruzione, dall’UNESCO – Comitato Nazionale per l’Italia e dall’Agis, grazie alla quale tutti gli studenti sino alle scuole secondarie hanno ricevuto una carta personalizzata che consente di ottenere una sensibile
riduzione sui biglietti di ingresso a Biblioteche – Musei – siti artistici – cinema e teatri.
Ha aderito alla campagna internazionale di Amnesty International – Small Places Tour –per
la ricorrenza dei 60 anni della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani
E’ partner di Agiscuola e del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca - Dipartimento per l’istruzione - Direzione generale per il personale scolastico - nella sezione teatro del
progetto nazionale “I COME INTERCULTURA” riservato alle scuole secondarie per l’anno scolastico
2008\2009
Su iniziativa del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca –
Dipartimento per l’Istruzione è partner con il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, con l’ETI, con
l’AGIS e con l’AGITA per le celebrazioni della Giornata Mondiale del Teatro
Da ottobre 2010 è partner dell’ASSOCIAZIONE NAZIONALE COMUNI ITALIANI che patrocina il progetto F.I.T.A. “Sviluppo della cultura locale e del territorio attraverso il teatro”.
64
Tutte le informazioni sulla F.I.T.A. le puoi trovare sul sito www.fitateatro.it
Puoi contattare la nostra segreteria: via di Villa Patrizi, 10, 00161 - Roma
telefonicamente dal lunedì al venerdì dalle ore 11.00 alle ore 13.00
Tel. 06.89761825 Fax. 06.81172857 o scrivendo a [email protected]
Scarica

annuario 2012