Gestione Corretta Rifiuti GCR ________________________________________________________________________________ Provincia di Parma Piazzale della Pace 1 43100 Parma 28 febbraio 2008 Oggetto: Note preliminari relative allo Studio di Impatto Ambientale e domanda di Autorizzazione Integrata Ambientale del progetto di “Pai-Polo Ambientale Integrato per la gestione dei rifiuti nell’ATO di Parma ” proposto dalla società Enìa Spa e depositato il 16 gennaio 2008 Le presenti note intendono presentare osservazioni inerenti il contenuto e le valutazioni dello Studio di impatto ambientale (SIA) di cui all’oggetto relativo alla proposta di realizzazione di diversi impianti di trattamento di flussi differenziati e indifferenziati di rifiuti urbani e speciali unitamente a un nuovo impianto di incenerimento di rifiuti solidi urbani e rifiuti speciali assimilabili della capacità nominale di circa 130.000 t/a che la società Enìa SpA intende realizzare a Parma. Le stesse vengono presentate da Paolo Ferraroni, da Francesco Gaiani e da Antonio Restori a nome proprio e del Coordinamento per la Gestione Corretta dei Rifiuti di Parma e provincia e da Marco Caldiroli a nome del Centro per la Salute Giulio A. Maccacaro, via Roma 2, Castellanza (VA). Le presenti note costituiscono osservazioni allo SIA presentato dalla società Enìa Spa e datato agosto 2007, ai sensi del DPCM 27.12.1988 , DPR 12.04.1996 e s.m.i., L.R. 9/1999 come pure osservazioni alla domanda di autorizzazione integrata ambientale (A.I.A.) ai sensi del Dlgs 59/2005. Per comodità espositiva si tenderà a seguire la presentazione e l’articolazione delle diverse sezioni dello SIA, evidenziano, per gli aspetti trattati in diverse sezioni, le relazioni reciproche come le contraddizioni e/o le carenze riscontrate. Antecedenti alla presentazione del progetto (capitoli introduttivi alla relazione generale di progetto e ai quadri programmatico e progettuale del SIA) Ci si sofferma su alcuni aspetti trattati nella introduzione allo SIA e in altri documenti connessi in quanto di interesse generale per l’inquadramento della proposta in esame rispetto alla procedura di valutazione di impatto ambientale. 1 Aderiscono al Coordinamento GCR: Medici per l’Ambiente; Greenpeace di Parma; Amici di Beppe Grillo di Parma; Gruppo Famiglie Zona Nord;Girotondi di Parma “Prendiamo la parola” ; Comitato NO all’inceneritore di Colorno-Comitato “No all’inceneritore di Torrile”; G.A.S Terra Terra; Comitato Padano, Comitato Rione Colombo www.gestionecorrettarifiuti.it E.mail: [email protected] per informazioni e contatti : Cinzia – 3463338756 Gestione Corretta Rifiuti GCR ________________________________________________________________________________ Il proponente, in sintesi, indica il progetto in esame come conseguente e incluso nel Piano Provinciale di Gestione dei rifiuti approvato con Deliberazione del Consiglio Provinciale n. 32 del 22.03.2005. Il proponente (v. Relazione tecnica di scoping del 11.07.2006, la Relazione generale di progetto; l’introduzione sia del Quadro programmatico che del Quadro progettuale) evidenzia in particolare che, dopo l’approvazione del PPGR suddetto, l’ATO ha espresso parere favorevole alla realizzazione di un “impianto di smaltimento dei rifiuti urbani mediante termovalorizzazione” in data 25.11.2005 (non è esplicitato se il parere vale anche per gli altri impianti inclusi nel PAI), quindi il Consiglio Comunale di Parma ha approvato lo schema di accordo con Enìa per la localizzazione e la realizzazione del PAI (delibera del 31.03.2006). In successione si richiama l’avvio della fase di scoping (18.07.2006), l’approvazione dello stesso con prescrizioni (delibera Provincia di Parma del 3.11.2006) cui segue la definizione del progetto preliminare (20.03.2007) inviato al Comune di Parma che ha approvato la variante del piano strutturale comunale (in soli sette giorni : 27.03.2007) e, da qui, l’avvio della procedura di VIA. Il concetto è sintetizzato come segue “la realizzazione dell’intervento è ritenuta necessaria dal PPGR e la sua localizzazione in prossimità dell’area SPIP è considerata ottimale dal Piano stesso” (p. 86 Quadro programmatico). In realtà, ad avviso di chi scrive, l’avvio del percorso che porta al progetto (e ne definisce i contenuti) in questione è ancora precedente e si situa, perlomeno, alla convenzione tra (allora) AMPS Spa e ATO del 27.12.2004 con la attribuzione (secondo Enìa) ad un unico soggetto di “garantire lo smaltimento della totalità dei rifiuti conferiti per un periodo di dieci anni” . In primo luogo Enìa afferma che “La proposta progettuale ha subito una evoluzione …. Nelle prime proposte progettuali (2004) …” (p. 20 del Quadro progettuale), quindi ancora prima della approvazione del PPGR. Enìa (AMPS) ha definito un progetto che è stato successivamente incluso nel PPGR; se si pone attenzione a questo passaggio unitamente al fatto che Enìa definisce – di fatto - le modalità operative della raccolta differenziata, come vedremo nel seguito, nonché la definizione degli impianti logistici di attuazione del piano, e ancora “alla luce della possibile aggregazione degli altri Comuni della Provincia verso l’unico Gestore Salvaguardato (Enìa)” (p. 57 del Quadro progettuale)1 emerge che le scelte del PPGR appaiono fortemente condizionate dalla volontà e dai programmi di Enìa, ancorché “fatte salve le decisioni di A.T.O.”. In altri termini la frase sopra riportata andrebbe modificata come segue “la realizzazione dell’intervento è ritenuta necessaria da Enìa e la sua localizzazione in prossimità dell’area SPIP è considerata ottimale da Enìa stessa” . 1 Chi scrive non ha idea di cosa sia il Gestore Salvaguardato, nella delibera 5 dell’ATO si afferma di individuare (art. 3 bis) per ogni comune, la “Società Operativa Territoriale del Gestore” oggetto di esclusiva dei servizi individuati nella convenzione con l’ATO 2 Aderiscono al Coordinamento GCR: Medici per l’Ambiente; Greenpeace di Parma; Amici di Beppe Grillo di Parma; Gruppo Famiglie Zona Nord;Girotondi di Parma “Prendiamo la parola” ; Comitato NO all’inceneritore di Colorno-Comitato “No all’inceneritore di Torrile”; G.A.S Terra Terra; Comitato Padano, Comitato Rione Colombo www.gestionecorrettarifiuti.it E.mail: [email protected] per informazioni e contatti : Cinzia – 3463338756 Gestione Corretta Rifiuti GCR ________________________________________________________________________________ E’ in questa prospettiva che va letta la assenza, nello SIA, di considerazione di alternative all’impianto stesso (all’inceneritore in primis) e non in forza di decisioni assunte dagli enti pubblici preposti. L’attribuzione a un unico soggetto (Enìa sottolinea che attualmente serve l’83 % della popolazione della provincia)2 ancor più su scala provinciale e extraprovinciale, della gestione della raccolta, del recupero e dello smaltimento dei rifiuti solidi urbani, non rappresenta unicamente solo una immotivata rinuncia dei poteri in capo agli enti pubblici locali (in primis i comuni) in materia ma il modo per ridurre le possibilità in merito alla introduzione di efficaci modalità di raccolta, finalizzate alla riduzione della produzione dei rifiuti (a partire dai conferimenti impropri) e alla raccolta differenziata degli stessi. Per l’esattezza è con la realizzazione il PAI (con l’impianto di incenerimento incluso) che Enìa arriva a qualificarsi (in pratica) quale unico soggetto provinciale su (quasi) l’intera filiera della gestione dei rifiuti. Questo in quanto la Deliberazione dell’ATO (n. 5 del 16.12.2004) sulle integrazioni alla convenzione gestione rifiuti esclude esplicitamente lo smaltimento, come oggetto della stessa convenzione, come segue : “le parti si danno atto che il servizio affidato non è comprensivo dello smaltimento e/o del trattamento di recupero-riciclaggio che il Gestore è comunque obbligato a garantire, con proprie strutture e impianti o mediante conferimento a terzi autorizzati, nel rispetto della pianificazione provinciale” (art. 3). Si evidenzia anche che a una situazione di monopolio della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti urbani si unisce anche la centralizzazione, in un unico sito per tutta la provincia, sia dei trattamenti finalizzati all’avvio a valorizzazione come materiali delle singole frazioni raccolte come pure del “recupero energetico” dei rifiuti “residui” si determina una maggiore difficoltà di controllo dei flussi all’una o all’altra destinazione finale ovvero la possibilità che la predominanza del “trattamento termico” finisca per convogliare carichi di rifiuti valorizzabili come materia al recupero energetico. Separare le attività di gestione tra raccolta differenziata e smaltimento dei rifiuti residui non può essere di per sé sufficiente ma aiuta ad evitare un incontrollato (e irreversibile) passaggio dall’una all’altro. Un unico gestore (e un unico “polo”) rende oggettivamente più difficoltoso il controllo della corretta allocazione dei diversi flussi dei rifiuti, perlomeno ove non si voglia semplicemente delegare/appaltare un servizio ma controllare e regolare una importante attività socio-economica pubblica. Senza entrare in un merito “filosofico” sulla finalità, il contenuto e le modalità procedurali si rammenta (per limitarci alle disposizioni regionali) che Art. 1 Finalità (…) 2 Con la relativa catena di subappalti : “il servizio di raccolta e di trasporto rifiuti di ogni CLP sarà effettuato da ditte esterne, sotto il controllo di Enìa” (p. 32 Relazione Generale). 3 Aderiscono al Coordinamento GCR: Medici per l’Ambiente; Greenpeace di Parma; Amici di Beppe Grillo di Parma; Gruppo Famiglie Zona Nord;Girotondi di Parma “Prendiamo la parola” ; Comitato NO all’inceneritore di Colorno-Comitato “No all’inceneritore di Torrile”; G.A.S Terra Terra; Comitato Padano, Comitato Rione Colombo www.gestionecorrettarifiuti.it E.mail: [email protected] per informazioni e contatti : Cinzia – 3463338756 Gestione Corretta Rifiuti GCR ________________________________________________________________________________ 2. La valutazione di impatto ambientale ha lo scopo di proteggere e migliorare la salute e la qualità della vita, mantenere la varietà delle specie, conservare la capacità di riproduzione degli ecosistemi e garantire l'uso plurimo delle risorse e lo sviluppo sostenibile. A tal fine per i progetti individuati negli allegati A1, A2, A3, B1, B2 e B3 sono valutati gli effetti diretti ed indiretti sull'uomo, sulla fauna, sulla flora, sul suolo, sulle acque, sull'aria, sul clima, sul paesaggio, sui beni materiali e sul patrimonio culturale ed ambientale e sull'interazione tra detti fattori. 3. Le procedure disciplinate dalla presente legge hanno lo scopo di prevedere e stimare l'impatto ambientale di impianti, opere o interventi, di identificare e valutare le possibili alternative, compresa la non realizzazione degli stessi, di indicare le misure per minimizzare o eliminare gli impatti negativi. (…) ALLEGATO C - CONTENUTI DEL S.I.A. RELATIVO A PROGETTI DI CUI ALL' ARTICOLO 11, COMMA 1 e) l'esposizione dei motivi della scelta compiuta anche con riferimento alle principali soluzioni alternative possibili di localizzazione e di intervento, compresa quella di non realizzare l'impianto, l'opera o l'intervento, tenendo conto dell'impatto sull'ambiente; (L.R 9/1999 .Emilia Romagna) Si richiamano queste precise e inequivocabili affermazioni che estendono, nell’ambito della procedura (non necessariamente quale contenuto dello SIA), la valenza delle alternative da considerare (non solo localizzative, peraltro qui comunque escluse, o tecnico-progettuali) per quanto verrà segnalato in queste note in merito – per esempio – alla necessità di valutare alternative tecniche anche sull’impianto di preselezione (TMB) finiscono per coinvolgere – se correttamente svolte – anche l’inceneritore presentato come “appendice” di quest’ultimo. Non parliamo neppure di “opzione zero” ma di necessità di valutazione delle alternative anche su alcuni degli impianti previsti nel PAI ed in particolare quelli a servizio dell’inceneritore. Si chiarisce fin da subito che non interessa, a chi scrive, discutere di alternative tra forme di incenerimento diverse (dai forni a griglia, come scelto nel PAI, ad impianti a letto fluido, pirolisi e/o le diverse forme di gassificazione) in quanto l’attenzione è concentrata sulla necessità o meno (sulle alternative o meno) della combustione dei rifiuti. 4 Aderiscono al Coordinamento GCR: Medici per l’Ambiente; Greenpeace di Parma; Amici di Beppe Grillo di Parma; Gruppo Famiglie Zona Nord;Girotondi di Parma “Prendiamo la parola” ; Comitato NO all’inceneritore di Colorno-Comitato “No all’inceneritore di Torrile”; G.A.S Terra Terra; Comitato Padano, Comitato Rione Colombo www.gestionecorrettarifiuti.it E.mail: [email protected] per informazioni e contatti : Cinzia – 3463338756 Gestione Corretta Rifiuti GCR ________________________________________________________________________________ Quadro programmatico Quanto appena detto in merito al monopolio (o quasi) nella gestione dei rifiuti da parte di Enìa in provincia di Parma come pure della insindacabilità delle decisioni già prese in merito al PAI, spiega anche la estrema sinteticità dello sviluppo nel quadro programmatico degli aspetti che dovrebbero essere di maggiore interesse e approfondimento nel suddetto quadro, ovvero il quadro normativo (nazionale e regionale) e gli atti di programmazione (regionale, provinciale, comunali). A questi temi il SIA dedica solo 5 pagine, e ciò, al di là dei contenuti esplicita che secondo il proponente non vi è alcuna utilità di riconsiderare il quadro in cui si situa l’impianto e, dunque, la sua presunta ineluttabilità e necessità.3 Vi è solo da sperare che tale atteggiamento non sia condiviso dall’ente responsabile della procedura di VIA (e di AIA) come pure degli altri enti che devono esprimere pareri, ma tale speranza è certamente vana in quanto si tratta, per lo più, di enti che hanno già espresso con atti ben definiti l’assenso a tale progetto negli obiettivi e nella forma proposta da Enìa. L’impianto viene presentato come iniziativa che “porterà alla definitiva soluzione del problema della gestione dei rifiuti a valle della raccolta differenziata” (p. 11 del Quadro programmatico). Con minore enfasi e maggiore precisione nel delimitare l’effettiva portata del progetto, nella Relazione Generale (p. 8), si afferma invece che “la realizzazione degli impianti di trattamento e recupero dei rifiuti previsti nel PAI sarà una tappa fondamentale per la soluzione del problema della gestione dei rifiuti nella Provincia di Parma … la soluzione definitiva si raggiungerà con l’individuazione di un sito idoneo e la realizzazione di una discarica di supporto al PAI a livello di ATO”. Anche se con affermazioni differenziate e graduate il progetto di PAI appare come il veicolo per la realizzazione dell’obiettivo principale, l’inceneritore (è pacifico che gli impianti di trattamento finalizzati al recupero di rifiuti o comunque alla riduzione delle quantità avviate a smaltimento possono essere realizzati disgiuntamente e/o in altro luogo rispetto ad impianti di smaltimento definitivo di rifiuti, ove necessari), la forma di gestione definita – con il viatico del PPGR – ed enfatizzata da Enìa appare invece palesemente riduzionistica in quanto fa intendere che la soluzione di un problema sociale (in questo caso i rifiuti ma potrebbe essere un altro argomento) stia in un dato impianto/opera anziché nelle capacità collettive (dei diversi soggetti economici e sociali) di affrontare la questione a partire dalla fonte (la forma delle merci). Un secondo aspetto del quadro programmatico che vorremmo portare alla attenzione è il seguente. Nella determinazione provinciale di scoping veniva sottolineata la necessitò di considerare, nel quadro programmatico, il “Piano provinciale di tutela e risanamento della qualità dell’aria” (delibera provinciale n. 46 del 26.05.2006). 3 Nei pochi passaggi dedicati alla strategia dei rifiuti a livello europeo si arriva a parlare di “smaltimento sicuro ed ecologico (sic !) dei rifiuti” (v. p. 8 Relazione generale). 5 Aderiscono al Coordinamento GCR: Medici per l’Ambiente; Greenpeace di Parma; Amici di Beppe Grillo di Parma; Gruppo Famiglie Zona Nord;Girotondi di Parma “Prendiamo la parola” ; Comitato NO all’inceneritore di Colorno-Comitato “No all’inceneritore di Torrile”; G.A.S Terra Terra; Comitato Padano, Comitato Rione Colombo www.gestionecorrettarifiuti.it E.mail: [email protected] per informazioni e contatti : Cinzia – 3463338756 Gestione Corretta Rifiuti GCR ________________________________________________________________________________ Nel Quadro programmatico, sinteticamente, si ricorda la suddivisione del territorio in zone in relazione al livello di rischio di superamento del valore limite e/o di soglie di allarme di inquinamento atmosferico. L’area interessata è classificata A-R2, con elevato rischio e per i quali vanno predisposti piani di azione a breve termine. Nel SIA si richiama inoltre che l’art. 27 del Piano suddetto dispone che i progetti soggetti a VIA prevedano misure per “evitare, ridurre e compensare effetti negativi del progetto sulla qualità dell’aria, con particolare riferimento all’emissione di articolato fine (PM10) e Ossidi di Azoto (NOx)” (p. 37 Quadro programmatico). Nella Stima degli impatti vengono presentate le misure considerate idonee dal proponente per adempiere a tale richiesta (ed in particolare enfatizzando di benefici/compensazioni ottenibili con l’estensione della rete di teleriscaldamento e l’allacciamento alla stessa dell’inceneritore). Nel rimandare alle considerazioni in proposito su tale quadro vogliamo ricordare che (oltre ai contenuti del Piano provinciale in questione) le norme vigenti in materia di intervento sulla qualità dell’aria hanno un respiro ben più ampio. Il Dlgs 4.08.1999 n. 351 richiede che la valutazione della qualità dell’aria nelle zone ed agglomerati interessati va condotta con riferimento a una gamma di inquinanti maggiore : I. Inquinanti che devono essere esaminati allo stadio iniziale, ivi compresi gli inquinanti disciplinati da direttive comunitarie esistenti in materia di qualità dell'aria ambiente. 1. Biossido di zolfo; 2. Biossido di azoto/ossidi di azoto; 3. Materiale particolato fine, incluso il PM 10; 4. Particelle sospese totali; 5. Piombo; 6. Ozono. II. Altri inquinanti atmosferici. 7. Benzene; 8. Monossido di carbonio; 9. Idrocarburi policiclici aromatici; 10. Cadmio; 11. Arsenico; 12. Nichel; 13. Mercurio. In particolare tra gli “altri inquinanti atmosferici” sono indicate sostanze (eccetto benzene e monossido di carbonio) classificabili come “microinquinanti” notoriamente emessi dagli impianti di incenerimento. Viceversa, come vedremo, l’attenzione del proponente viene sviluppata esclusivamente su tre contaminanti, Ossidi di azoto, monossido di carbonio e PM10. 6 Aderiscono al Coordinamento GCR: Medici per l’Ambiente; Greenpeace di Parma; Amici di Beppe Grillo di Parma; Gruppo Famiglie Zona Nord;Girotondi di Parma “Prendiamo la parola” ; Comitato NO all’inceneritore di Colorno-Comitato “No all’inceneritore di Torrile”; G.A.S Terra Terra; Comitato Padano, Comitato Rione Colombo www.gestionecorrettarifiuti.it E.mail: [email protected] per informazioni e contatti : Cinzia – 3463338756 Gestione Corretta Rifiuti GCR ________________________________________________________________________________ Quadro progettuale Il Quadro progettuale si apre con la riproposizione dei passaggi già evidenziati sui passaggi precedenti volti a stabilire e definire la necessità di realizzare gli impianti nella configurazione proposta (con particolare riferimento all’impianto di incenerimento) come pure della loro localizzazione. Oltre a quanto già detto in proposito su tale percorso decisionale si vuole qui sottolineare le conseguenze di tali scelte su alcune importanti scelte progettuali (dimensionali ma anche “qualitative”) tenendo conto che in questo ambito, di fatto, sono state sviluppate parzialmente delle valutazioni circa le alternative con riferimento a diverse parti impiantistiche. Il Quadro progettuale si apre con considerazioni in merito alle alternative considerate in merito alla proposta architettonica e al lay out degli impianti, aspetti marginali per quanto qui interessa, e relativamente alla definizione della localizzazione tra le cinque individuate nella zona nord, quadrante sud-ovest, rispetto alla città di Parma già “appositamente individuato per la ‘localizzazione dell’impianto di trattamento termico con annesso impianto di preselezione,” (p. 9 Quadro programmatico). Queste “alternative” (sia locali che su base provinciali) appaiono già alle spalle dello SIA in virtù del contenuto del PPGR e dall’accordo con il comune di Parma con relative modifiche nella programmazione urbanistica. Sotto questo profilo è pacifico che la procedura di valutazione di impatto ambientale arriva buon ultima anziché essere preliminare alle scelte incluse forme autorizzative o comunque di esplicito assenso dalla realizzazione di un’opera (peraltro non conosciuta con un idoneo dettaglio al momento – per esempio – dell’accordo con il Comune di Parma nel marzo 2006). Di maggiore interesse è il paragrafo dedicato alle considerazioni in merito alle dimensioni in particolare dell’impianto di incenerimento ovvero della quantità di rifiuti “non recuperabili” che si intendono avviare a combustione (130.000 t/a), in quanto – a nostro avviso – fa emergere alcuni precisi e particolari indirizzi della società proponente anche diversi da quelli del PPGR. Si rammenta a tale proposito che nelle prescrizioni all’esito dello scoping (determinazione 3985 del 3.11.2006) vi è (punto 6) quella che prevede per la “scelta della taglia del TVC (130.000 t/a), di ogni servizio, impianto ed opera connessa (che)… Il SIA … deve considerare coerentemente, come scenario all’interno del quale condurre tali valutazioni, l’orizzonte temporale della vita delle opere in progetto (20 – 30 anni dalla entrata in funzione – anno 2012)”. Anche il punto 10 delle medesime prescrizioni ampia le valutazioni in merito alle quantità dei rifiuti oggetto di gestione nell’ambito del progetto, “la prevedibile evoluzione qualitativa e quantitativa del rapporto domanda-offerta riferita alla presumibile vita tecnica ed economica dell’intervento”. Aspetto, unitamente ad altri, che non appaiono presi in considerazione nello SIA. Il primo aspetto ricordato dagli estensori dello SIA è che il PPGR indica “la realizzazione di un impianto dedicato all’utilizzo energetico della frazione residua in grado di soddisfare il fabbisogno d’ambito a regime (circa 65.000 t/a di frazione secca di origine urbana” (p. 28 Quadro progettuale) 7 Aderiscono al Coordinamento GCR: Medici per l’Ambiente; Greenpeace di Parma; Amici di Beppe Grillo di Parma; Gruppo Famiglie Zona Nord;Girotondi di Parma “Prendiamo la parola” ; Comitato NO all’inceneritore di Colorno-Comitato “No all’inceneritore di Torrile”; G.A.S Terra Terra; Comitato Padano, Comitato Rione Colombo www.gestionecorrettarifiuti.it E.mail: [email protected] per informazioni e contatti : Cinzia – 3463338756 Gestione Corretta Rifiuti GCR ________________________________________________________________________________ Per motivare la previsione di un apporto all’incenerimento di una quantità (a regime del PPGR, al 2012) di 70.000 t/a il SIA riprende le previsioni del Piano sottoponendole ad alcune valutazioni prospettiche sia alla luce dei dati più recenti di produzione dei rifiuti a livello provinciale che a considerazioni “tecniche” di Enìa. Infatti Enìa ricorda che “il conseguimento degli obiettivi di recupero fissati dal Piano non esime dalla necessità di realizzare gli impianti dedicati al trattamento dei flussi residui” (p. 28 Quadro progettuale). Questa apparente adesione al contenuto del PPGR si evolve nella relazione in modo differente e – ad avviso di chi scrive – finalizzato a giustificare in ogni modo la necessità non solo di un impianto di incenerimento ma di un impianto della dimensione di progetto. Non appena svolta la dichiarazione sopra riportata il SIA precisa che vi sono ulteriori valutazioni aggiuntive al PPGR prese a riferimento per il dimensionamento dell’impianto ed in particolare : Rifiuti da incenerire per “prioritarie esigenze di carattere sanitario (es. ROT, rifiuti cimiteriali)”; Rifiuti il cui smaltimento futuro potrebbe divenire critico “(si pensi ad es. ai fanghi da depurazione delle acque reflue ed alle difficoltà di collocazione in discarica o di impiego in agricoltura stanti i limiti quantitativi”)”; Recupero di flussi di rifiuti speciali ovvero inclusione di parte degli stessi tra le “funzioni di gestori di servizio a forte rilevanza pubblica” ovvero, più prosaicamente, “alle capacità di acquisizione di nuove quote di mercato da parte di Enìa Spa” (p. 28 Quadro progettuale). A motivare questa estensione si aggiungerebbero “considerazioni prettamente tecniche inerenti ad es. la configurazione impiantistica ed il dimensionamento delle linee di trattamento, (che) hanno portato all’individuazione del dimensionamento proposto per l’impianto di trattamento termico, per la connessa sezione di pretrattamento e per l’impiantistica dedicata alle lavorazioni dei flussi di rifiuti speciali destinati a recupero di materia o di energia” (p. 28 Quadro progettuale). Vedremo come queste considerazioni e valutazioni (e necessità di evitare dimensionamenti impiantistici “ridotti” per motivi economici e tecnici) arrivino a determinare il (sovra) dimensionamento dell’impianto di incenerimento. Un primo importante aspetto, come già accennato, riguarda direttamente la delega che Enìa ha (o ritiene di aver) ricevuto per la gestione integrale del piano rifiuti della provincia di Parma da quest’ultima amministrazione, dall’ATO nonché dall’insieme dei comuni. Enìa arriva a configurare direttamente le modalità di raccolta differenziate a seconda delle caratteristiche urbanistiche del territorio parmense valutando i livelli di intercettazione prevedibili (nelle sue intenzioni e dato il modello scelto da Enìa)4. Da p. 48 del Quadro progettuale vengono indicate le “iniziative di Enìa per l’attuazione degli interventi di riorganizzazione dei servizi di raccolta”, queste iniziative non appaiono una semplice 4 Non è chiaro in quali termini esatti sia stato l’apporto del Consorzio Priula che viene richiamato nello SIA. 8 Aderiscono al Coordinamento GCR: Medici per l’Ambiente; Greenpeace di Parma; Amici di Beppe Grillo di Parma; Gruppo Famiglie Zona Nord;Girotondi di Parma “Prendiamo la parola” ; Comitato NO all’inceneritore di Colorno-Comitato “No all’inceneritore di Torrile”; G.A.S Terra Terra; Comitato Padano, Comitato Rione Colombo www.gestionecorrettarifiuti.it E.mail: [email protected] per informazioni e contatti : Cinzia – 3463338756 Gestione Corretta Rifiuti GCR ________________________________________________________________________________ attuazione ragionata dei contenuti del PPGR ma, per alcuni aspetti, rappresentano una autonoma attività della società in vista del monopolio gestionale. Questa “ingerenza” di Enìa rispetto al PPGR ha anche aspetti che potremmo considerare come positivi (perlomeno a livello di intenzione). Per esempio Enìa si pone il problema della elevata produzione procapite (625 kg/ab/anno al 2006 a fronte di una media italiana di 550 kg/ab/anno o di valori come quello di regioni altrettanto industrializzate come la Lombardia, di 518 kg/ab/anno) nei termini relativi all’apporto di rifiuti non domestici (rifiuti speciali assimilabili da utenze “economiche”, commerciali e artigianali in primis) date le forme di raccolta (prevalenza dei “cassonetti stradali”) e arriva a indicare che “diventa quindi prioritario, a livello di ATO, l’adozione di criteri quali-quantitativi di assimilazione” (p. 52 del Quadro progettuale) ai fini del contenimento della produzione dei rifiuti. Ma questa intenzione e questo richiamo a un aspetto carente del PPGR, viene contraddetta poco dopo, sia nei termini di una esplicita dichiarazione di ricerca sul mercato di rifiuti speciali (anche oltre gli assimilabili, quindi) per saturare il PAI ma anche nel far credere a una estensione di sistemi di raccolta domiciliare o meglio a prevedere di “trasformare in porta a porta” aree come quella di Parma e di Salsomaggiore che in realtà sono solo parzialmente trasformate (v. p. 62 Quadro progettuale). Nella relazione di scoping (p. 31) era infatti esplicitamente indicato che “il quantitativo di rifiuti speciali delle tipologie di interesse di Enìa che prevede di intercettare, dipende da vari fattori, tra i quali l’assetto del settore produttivo, il grado di assimilabilità assegnato ai rifiuti e non ultima, anche dalla propria capacità di penetrazione commerciale nel mercato libero che trova piena correlazione con la dotazione tecnica-impiantistica del PAI”, più chiaro di così ! Gli obiettivi di intercettazione (raccolta differenziata) previsti da Enìa variano fortemente da zona a zona, dal 30 % (al 2012) della zona montana al 70 % dei paesi della “bassa” al 50-55 % del capoluogo e di Salsomaggiore. Si tratta di obiettivi alquanto ridotti e temporalmente lenti5, ma soprattutto la definizione sui tempi di introduzione, modalità ed estensione appaiono esclusiva decisione di Enìa, anziché degli enti titolari, i Comuni, si arriva a questo punto a modificare gli obiettivi del PPGR sul livello di intercettazione delle singole frazioni ed in particolare della frazione maggiormente combustibile, le materie plastiche, con un forte ridimensionamento previsionale della raccolta di quest’ultima. Dopo aver esaurito le considerazioni in merito alle modalità di estensione delle raccolte differenziate, per determinare il livello di intercettazione complessiva prevista viene presentata una prima stima relativamente alla composizione merceologica del rifiuto residuo sulla base del PPGR 5 Con una palese sfiducia anche nella coscienza e nella capacità dei cittadini di aderire in modo corretto, esteso e tempestivo a forme di raccolta responsabilizzanti delle azioni individuali. 9 Aderiscono al Coordinamento GCR: Medici per l’Ambiente; Greenpeace di Parma; Amici di Beppe Grillo di Parma; Gruppo Famiglie Zona Nord;Girotondi di Parma “Prendiamo la parola” ; Comitato NO all’inceneritore di Colorno-Comitato “No all’inceneritore di Torrile”; G.A.S Terra Terra; Comitato Padano, Comitato Rione Colombo www.gestionecorrettarifiuti.it E.mail: [email protected] per informazioni e contatti : Cinzia – 3463338756 Gestione Corretta Rifiuti GCR ________________________________________________________________________________ (v. tabella 2.3.15, p 74 del Quadro progettuale) che alimenterà l’impianto di trattamento (preselezione umido/secco – impianto in C3) a valle dell’inceneritore.6 Questa stima viene però subito modificata proponendo una diversa articolazione delle rese di intercettazione della raccolta differenziata con particolare riguardo alle materie plastiche (riduzione della previsione di resa da 59,7 % al 17 %) e ad alcuni materiali non combustibili (vetro, inerti, metalli) che incrementano la resa prevista. Questa modifica nella resa della raccolta differenziata per frazione (la resa complessiva della raccolta differenziata rimane invariata) determina una modifica nel rapporto tra le diverse frazioni nella composizione del rifiuto urbano residuo in entrata all’impianto di preselezione e, separata la parte umida, avviato all’incenerimento. Confronto delle quantità delle singole frazioni contenute nel rifiuto urbano residuo risultanti dal PPGR e dalle valutazioni di Enìa Frazioni merceologiche Umido Verde Legno Carta Cartone Alluminio Metalli ferrosi Vetro Imb.plastica Altra plastica Tessili e cuoio Pannolini/Altro Inerti Totale Residuo a impianto Residuo a impianto secondo PPGR(*) secondo Enìa (**) t/anno t/anno 19.124 15.161 12.163 17.246 2.672 16.084 22.046 7.059 1.010 597 5.180 2.118 7.743 3.946 11.414 26.116 9.112 5.104 3.063 9.133 13.097 2.802 2.194 108.600 108.600 (*) calcolato in base a quanto riportato nella tabella 2.3.15, p. 74 Quadro progettuale 6 E’ assai indicativo che queste considerazioni (contenuto del PPGR e iniziative applicative da parte di Enìa) siano contenute nel Quadro progettuale anziché nel Quadro programmatico dove invece il PPGR viene esaurito in qualche pagina, il PPGR appare lo strumento di Enìa per l’attuazione del PAI e non viceversa. 10 Aderiscono al Coordinamento GCR: Medici per l’Ambiente; Greenpeace di Parma; Amici di Beppe Grillo di Parma; Gruppo Famiglie Zona Nord;Girotondi di Parma “Prendiamo la parola” ; Comitato NO all’inceneritore di Colorno-Comitato “No all’inceneritore di Torrile”; G.A.S Terra Terra; Comitato Padano, Comitato Rione Colombo www.gestionecorrettarifiuti.it E.mail: [email protected] per informazioni e contatti : Cinzia – 3463338756 Gestione Corretta Rifiuti GCR ________________________________________________________________________________ (**) calcolato in base a quanto riportato nella tabella 2.3.21, p. 79 Quadro progettuale Per il dettaglio del confronto tra previsioni del PPGR e decisioni di Enìa, si veda la tabella che segue. 11 Aderiscono al Coordinamento GCR: Medici per l’Ambiente; Greenpeace di Parma; Amici di Beppe Grillo di Parma; Gruppo Famiglie Zona Nord;Girotondi di Parma “Prendiamo la parola” ; Comitato NO all’inceneritore di Colorno-Comitato “No all’inceneritore di Torrile”; G.A.S Terra Terra; Comitato Padano, Comitato Rione Colombo www.gestionecorrettarifiuti.it E.mail: [email protected] per informazioni e contatti : Cinzia – 3463338756 Gestione Corretta Rifiuti GCR ________________________________________________________________________________ Confronto tra produzione di rifiuti, livelli e quantità di frazioni oggetto di intercettazione mediante raccolta differenziata, previsioni/obiettivi del PPGR e di Enìa Frazioni merceologiche Umido Verde Legno Carta Cartone Alluminio Metalli ferrosi Vetro Imb.plastica Altra plastica Tessili e cuoio Pannolini Inerti RU lordo 2012 t/anno (*) 51.567 41.176 7.482 44.950 19.626 1.983 10.661 22.280 28.222 9.071 7.930 9.089 2.791 Resa Raccolta intercettazione differenziat (*) a 2012 (*) t/anno 63,10% 70,60% 64,50% 64,40% 64,20% 49,50% 51,60% 65,40% 59,70% 0,00% 35,90% 0,00% 0,00% Rifiuto Residuo 2012 (*) t/anno 32.539 29.070 4.826 28.948 12.600 982 5.501 14.571 16.849 0 2.847 0 0 19.028 12.106 2.656 16.002 7.026 1.001 5.160 7.709 11.373 9.071 5.083 9.089 2.791 Nuove rese raccolta differenziata Enia (**) 65,0% 70,6% 64,5% 65,0% 65,0% 65,0% 65,0% 75,0% 17,0% 17,0% 35,9% 15,0% 67,0% Raccolta Rifiuti residui differenziat secondo Enìa a secondo (***) Enìa t/anno 33.519 29.070 4.826 29.218 12.757 1.289 6.930 16.710 4.798 1.542 2.847 1.363 1.870 18.048 12.106 2.656 15.733 6.869 694 3.731 5.570 23.424 7.529 5.083 7.726 921 12 Composizion e residuo secondo Enìa (calcolato) (***) Composizion e residuo secondo Enìa (dichiarato) (****) 16,39% 13,96% 11,00% 15,88% 2,41% 14,29% 20,30% 6,24% 0,63% 0,55% 3,39% 1,95% 5,06% 3,65% 21,28% 26,81% 6,84% 4,62% 2,82% 7,02% 12,06% (a) 0,84% 2,02% Aderiscono al Coordinamento GCR: Medici per l’Ambiente; Greenpeace di Parma; Amici di Beppe Grillo di Parma; Gruppo Famiglie Zona Nord;Girotondi di Parma “Prendiamo la parola” ; Comitato NO all’inceneritore di Colorno-Comitato “No all’inceneritore di Torrile”; G.A.S Terra Terra; Comitato Padano, Comitato Rione Colombo www.gestionecorrettarifiuti.it E.mail: [email protected] per informazioni e contatti : Cinzia – 3463338756 Gestione Corretta Rifiuti GCR ________________________________________________________________________________ Totali 256.828 57,9% 148.703 108.096 (b) 56,3% 146.738 110.090 (b) 100,0% 100,00% (*) tabella 2.3.15, p 74 del Quadro progettuale; (**) tabella 2.3.19 p. 77 Quadro progettuale; (***) calcolo sulla base delle quantità e composizione rifiuti urbani lordi al 2012 (prima colonna) e rese di intercettazione da raccolta differenziata indicate da Enìa; (****) tabella 2.3.21, p. 79 Quadro progettuale. (a) riferito ad “altri, incluso pannolini”. (b) le differenze tra i valori totali e tra questi e il valore di 108.600 t/a di rifiuti urbani residui è dovuto ad approssimazioni decimali delle percentuali contenute nel PPGR e nei dati forniti da Enìa. 13 Aderiscono al Coordinamento GCR: Medici per l’Ambiente; Greenpeace di Parma; Amici di Beppe Grillo di Parma; Gruppo Famiglie Zona Nord;Girotondi di Parma “Prendiamo la parola” ; Comitato NO all’inceneritore di Colorno-Comitato “No all’inceneritore di Torrile”; G.A.S Terra Terra; Comitato Padano, Comitato Rione Colombo www.gestionecorrettarifiuti.it E.mail: [email protected] per informazioni e contatti : Cinzia – 3463338756 Gestione Corretta Rifiuti GCR ________________________________________________________________________________ Quanto sopra per evidenziare che le considerazioni di Enìa sulle quali è stato progettato il PAI ed in particolare l’impianto di incenerimento (flussi di rifiuti, composizione, modalità di trattamento, potere calorifico) non corrispondono affatto alle “previsioni quali quantitative di raccolta differenziata prevista al 2012” dal PPGR (v. p. 61 del Relazione generale) ma a proprie previsioni che vanno a modificare/sostituire quelle dell’ente pubblico. In altri termini non è vero che “Enìa ha assunto in modo pieno e incondizionato” il contenuto del PPGR ed in particolare lo scenario al 2012 (p. 20 Relazione generale). Queste modifiche arrivano a far chiedere a Enìa “che in sede autorizzativa vengano posti limiti quantitativi riferiti unicamente al complesso dei rifiuti trattabili nelle diverse sezioni impiantistiche (C1, C2, C3); al fine di garantire l’operatività gestionale si ritiene che non debbano invece essere posti limiti quantitativi alle singole tipologie dei rifiuti; … in sostanza si ritiene che dovrà essere garantita la priorità al trattamento del flusso di rifiuti urbani e, in subordine, in funzione delle capacità impiantistiche residue, ai rimanenti flussi …” (p .145 Quadro progettuale)7, la richiesta si pone proprio in termini di ampia delega a Enìa in merito sia ai singoli flussi di raccolta dei rifiuti urbani come pure in termini di rifiuti speciali disponibili sul “mercato” per garantire in tutte le possibili condizioni future il funzionamento a pieno regime dei diversi impianti del PAI. In tale direzione, riprendendo il PPGR, va anche l’indicazione che la potenzialità complessiva dell’impianto di incenerimento “sarà comunque identificata in sede di Valutazione di impatto ambientale, considerando” anche flussi di rifiuti diversi e ulteriori : “ulteriori frazioni, provenienti dal circuito di raccolta dei rifiuti urbani, che presentino caratteristiche adeguate (es. scarti derivanti dalla raffinazione della FOS, ingombranti con elevato potere calorifico ma non avviabili a recupero di materia …)”, “eventuali flussi aggiuntivi di rifiuti speciali…”, “ulteriori potenzialità necessarie a garantire le riserve tecniche” (p. 28 Quadro progettuale). Anche questa indicazione ha effetti sulle caratteristiche progettuali e sulle valutazioni “alternative” svolte. In primo luogo si segnalano alcune criticità in merito alle tipologie dei rifiuti non urbani (e alle motivazioni per il trattamento e il tipo di trattamento presso il PAI) che emergono più dalla Relazione Generale che dal Quadro Progettuale del SIA. Per quanto concerne i rifiuti speciali “valorizzabili” (12.000 t/a) e i rifiuti ingombranti la procedura prevista è che “l’operatore su mezzo meccanico addetto alla movimentazione del rifiuto stabilisce se destinare i rifiuti alla cernita manuale (rifiuti speciali valorizzabili) ovvero alla semplice cernita grossolana meccanica (rifiuti ingombranti) per effettuare il recupero di materiale di grosse dimensioni ancora riciclabili prima dell’avvio al recupero energetico” (p. 161 Quadro progettuale). 7 Nella domanda di Enìa di autorizzazione integrata ambientale non vengono infatti indicate le quantità, per codice CER, per le quali si chiede l’autorizzazione, neppure in termini di stima. 14 Aderiscono al Coordinamento GCR: Medici per l’Ambiente; Greenpeace di Parma; Amici di Beppe Grillo di Parma; Gruppo Famiglie Zona Nord;Girotondi di Parma “Prendiamo la parola” ; Comitato NO all’inceneritore di Colorno-Comitato “No all’inceneritore di Torrile”; G.A.S Terra Terra; Comitato Padano, Comitato Rione Colombo www.gestionecorrettarifiuti.it E.mail: [email protected] per informazioni e contatti : Cinzia – 3463338756 Gestione Corretta Rifiuti GCR ________________________________________________________________________________ Non si tratta di una opzione tra una o l’altra forma di cernita ma, chiaramente, di una opzione tra cernita e immediato e (quasi) integrale avvio del carico all’inceneritore, infatti la “cernita grossolana a terra” è comunque prevista quale passaggio preliminare all’avvio alla cernita manuale. Non stupisce quindi se in entrata si prevedono 12.000 t/a di rifiuti speciali e in uscita all’inceneritore andrà il 70 % (7.500 t/a). Il fatto che tale decisione venga presa al momento dal singolo operatore presente anziché venire valutata preventivamente in fase di accordo e/o di ritiro dei rifiuti presso i clienti (si parla appunto di rifiuti speciali) determina la perdita delle possibilità di controllo (esterno da Enìa) delle ragioni dell’avvio al (parziale) recupero di materia o in toto a recupero energetico. Vi sono anche rifiuti speciali per i quali “è prevista e/o preferibile il loro smaltimento mediante combustione” (p. 59 della Relazione generale)8 ovvero “non valorizzabili” “per il basso contenuto di materiali recuperabili” pari a 3.000 t/a avviati integralmente e direttamente all’inceneritore e costituiti da : - - - - sfridi industriali, gli unici esplicitamente citati sono “rifiuti contaminati da processi produttivi come gli imballaggi utilizzati dall’industria agro-alimentare che hanno contenuto la materia prima utile nel processo produttivo (pomodoro, sughi, pasta, ecc) o materiale plastico ottenuto dalla fusione di più polimeri” (p. 62 Relazione generale)9, ovvero imballaggi secondari o terziari (si prevede che il 60 % di tali rifiuti sia costituito da carta/cartone e plastica) per i quali vige l’obbligo di consegna ai rispetti consorzi di filiera !, scarti dell’industria cosmetica, non meglio identificati e per i quali non è chiaro in quale modo vi sia l’ineluttabilità di avvio alla combustione, come per gli imballaggi di cui sopra; la preferenza non ha certamente ragioni “tecniche” che possono essere invocate per alcuni rifiuti sanitari potenzialmente infetti; sottoprodotti di origine animale (Regolamento CE 1744/2002) ovvero sottoprodotti per i quali, nel frattempo, è stato emanato il Regolamento CE 92/2005 che modifica il precedente 1744/2002, e permette alternative ben definite rispetto all’incenerimento o al co-incenerimento di tali rifiuti10 e pertanto non è più previsto l’avvio a combustione per motivi sanitari; in ogni caso dalla documentazione disponibile non è possibile verificare il rispetto in merito alle modalità di manipolazione e avvio ad incenerimento di questi rifiuti (Allegato 3, Dlgs 133/05); il progetto prevede inoltre l’incenerimento di fanghi (50.000 t/a), previa essiccazione con il calore dell’inceneritore, per una quantità di 20.000 t/a (s.s. 65 %). La motivazione della scelta dell’incenerimento viene formulata in termini di prevedibile futura difficoltà (restrizione delle condizioni) nell’utilizzo di fanghi per spandimento sul terreno per fini agricoli, in relazione alla attuale revisione della normativa europea in materia. 8 Nel Quadro programmatico non si entra nel merito della composizione di questa classe di rifiuti. La specificità di tali indicazioni rimandano a una clientela ben definita. 10 Con grande insoddisfazione dei cementifici. 9 15 Aderiscono al Coordinamento GCR: Medici per l’Ambiente; Greenpeace di Parma; Amici di Beppe Grillo di Parma; Gruppo Famiglie Zona Nord;Girotondi di Parma “Prendiamo la parola” ; Comitato NO all’inceneritore di Colorno-Comitato “No all’inceneritore di Torrile”; G.A.S Terra Terra; Comitato Padano, Comitato Rione Colombo www.gestionecorrettarifiuti.it E.mail: [email protected] per informazioni e contatti : Cinzia – 3463338756 Gestione Corretta Rifiuti GCR ________________________________________________________________________________ A tale proposito si segnala la assenza di qualunque alternativa di trattamento dei fanghi, nonostante 11 vi siano esperienze di ossidazione per via umida ovvero processo di trattamento dei fanghi di depurazione, presso gli impianti di depurazione, che utilizza una tecnologia di trattamento per ossidazione termica, finalizzata alla di riduzione del volume, alla stabilizzazione e igienizzazione. Il processo di ossidazione a umido, trasforma i fanghi in residui solidi inerti, e viene attuato mettendo a contatto un gas ossidante (ossigeno o altro) con il fluido da ossidare a una temperatura elevata, mantenendo il tutto in fase liquida, in modo di realizzare un'ossidazione più o meno spinta dei composti organici e minerali in fase acquosa. Le condizioni operative dei vari processi di ossidazione a umido possono essere assai differenti, per temperatura (160-300°C), pressione (20120 bar) e tempo di soggiorno (15-20 minuti). Il tasso di abbattimento della domanda chimica di ossigeno (cod) è generalmente compreso tra il 75 e il 90% e le altre sostanze sono trasformate in composti mineralizzati: solfati, fosfati, cloruri ecc. Altre possibilità possono essere valutate in trattamenti basati sulla co-digestione anaerobica dei fanghi di depurazione con la frazione organica dei rifiuti solidi urbani. Per quanto concerne i rifiuti urbani si evidenzia quanto segue. Nel Quadro progettuale per quanto concerne le raccolte VPB (multi materiale “pesante”) si afferma che presso l’impianto C1b, funzionante in alternanza per il trattamento dei rifiuti speciali valorizzabili, verrà svolta la cernita manuale di “film, PET o altri contenitori, vassoi plastici, polistirolo” (p. 49 del Quadro progettuale), in particolare “le plastiche saranno avviate per ciascuna tipologia alla stazione di pressatura per essere imballate ed avviate a recupero presso i centri esterni di recupero finale”. Nella relazione di scoping (p. 48), invece, si afferma, sempre per il VPB che “il materiale affluisce sul banco di cernita dove vengono separati gli scarti quali le plastiche in foglio, quelle miste e tutti i materiali indesiderati”, “è possibile con un secondo banco, separare poi le plastiche per tipologia e per colore : i contenitori in PE (polietilene), quelli in PET (polietilene tereftalato) tipico delle bottiglie, separandole per colore (trasparente, azzurro, altri colori che hanno valori merceologici differenti) e PVC (polivinilcloruro) come residuo della cernita”. Con questa ultima indicazione al lettore sorge qualche sospetto, che viene confermato, nella relazione di scoping poco più avanti (p. 74/75): “gli operatori hanno il compito di separare dal flusso (VPB, ndr) i materiali non idonei al recupero di materia quali i film plastici, contenitori e vassoi plastici, polistirolo ecc, dei quali si prevede un quantitativo di circa 900 t/anno che saranno destinate al termovalorizzatore come recupero di energia”, nella tabella 4.2.3 (p. 165 del Quadro progettuale) si parla infatti di un trattamento di rifiuti da raccolta VPB in entrata all’impianto di 25.000 t/a e di uno scarto a “recupero energia” pari a 2.000 t/a. Al lettore a questo punto viene il dubbio che la raccolta differenziata degli imballaggi in plastica che si intende effettuare nella provincia di Parma sia limitata ai soli contenitori per liquidi anziché, come da norma, dall’obbligo di ritiro da parte del consorzio di filiera (COREPLA), di tutti gli 11 Es. impianto Siba Spa presso il depuratore di Vimercate (MI). 16 Aderiscono al Coordinamento GCR: Medici per l’Ambiente; Greenpeace di Parma; Amici di Beppe Grillo di Parma; Gruppo Famiglie Zona Nord;Girotondi di Parma “Prendiamo la parola” ; Comitato NO all’inceneritore di Colorno-Comitato “No all’inceneritore di Torrile”; G.A.S Terra Terra; Comitato Padano, Comitato Rione Colombo www.gestionecorrettarifiuti.it E.mail: [email protected] per informazioni e contatti : Cinzia – 3463338756 Gestione Corretta Rifiuti GCR ________________________________________________________________________________ imballaggi in materia plastica, pertanto, se erroneamente finiscono nel VPB (o in altre raccolte) tipologie di imballaggi diversi dai contenitori, gli stessi saranno prontamente avviati a combustione. Ciò spiegherebbe il ridimensionamento, rispetto allo stesso PPGR, degli obiettivi di intercettazione di imballaggi in materie plastiche deciso da Enìa. Una scelta che, impropriamente, non prevede la raccolta o reimmette gli imballaggi in materiale plastica già raccolti allo smaltimento (ancorché con “recupero di energia”), condiziona quantità ma, ancor più, il potere calorifico risultante dagli scarti dei diversi impianti di trattamento. E’ comune condizione degli impianti di incenerimento (in primis di quelli a griglia) di venir dimensionati sulla base di una capacità termica delle caldaie, funzionale a ragionamenti tecnicoeconomici e, solo successivamente, identificare sul territorio le quantità e le diverse tipologie di rifiuti necessarie per alimentare per tutta la durata del suo funzionamento l’impianto (25/30 anni). Elemento di palese rigidità che condiziona l’intera filiera (inclusa la raccolta differenziata) a monte dell’inceneritore. L’impianto di trattamento dei rifiuti urbani indifferenziati (impianto C3; 108.600 t/a in entrata, 70.000 t/a in uscita all’inceneritore) viene presentato come una scelta di piano : “il PPGR stabilisce in un modo cogente l’obbligo di effettuare un pretrattamento dei rifiuti urbani di tipo MTB (trattamento meccanico biologico) preliminare alla combustione che dovrà essere limitata alla sola componente di più elevato potere calorifico” (p. 54 Relazione generale). L’impianto di trattamento previsto viene quindi presentato come un impianto TMB “a tutti gli effetti” che “va a incrementare il recupero di materia (metalli e FOS) in aggiunta alla raccolta differenziata domestica” (p. 57 Relazione generale), Va innanzitutto precisato che appare impropria e non corrispondente alla normativa vigente l’affermazione che il “residuo secco ad elevato potere calorifico (pci 13.000 kj/kg) da destinare obbligatoriamente in Italia a produzione di energia (Dlgs 36/2003) a partire dal 2009” (p. 85 Quadro progettuale), la norma citata vieta l’invio in discarica di rifiuti ad elevato potere calorifico il che non significa che gli stessi debbano essere obbligatoriamente avviati a incenerimento12. Si tratta di una affermazione infondata e strumentale che fa il pari con lo “smaltimento ecologico” vera e propria antinomia terminologica (soprattutto se il termine ecologico viene impropriamente utilizzato come sinonimo di tutela ambientale)13. 12 La norma intende anche limitare fortemente l’invio in discarica di rifiuti biodegradabili questo non può significare che si pone come obiettivo quello di bruciare bucce di banana o altri rifiuti poco combustibili ma semmai di evitarli o avviarli a riciclo/recupero. Si rammenta ancora che per recupero energetico non può venire sempre ed esclusivamente inteso la combustione dei rifiuti con produzione di energia termica e/o elettrica, il riciclaggio dei rifiuti è sempre una forma di recupero (risparmio) energetico alquanto più elevato rispetto a quello ottenibile con la combustione. 13 Sul genere di termini impropri e fuorvianti come “benzina verde”, “auto ecologica” ecc cui la pubblicità cerca di abituare (e ingannare) il consumatore ma che non dovrebbe trovare spazio in uno studio di impatto ambientale. 17 Aderiscono al Coordinamento GCR: Medici per l’Ambiente; Greenpeace di Parma; Amici di Beppe Grillo di Parma; Gruppo Famiglie Zona Nord;Girotondi di Parma “Prendiamo la parola” ; Comitato NO all’inceneritore di Colorno-Comitato “No all’inceneritore di Torrile”; G.A.S Terra Terra; Comitato Padano, Comitato Rione Colombo www.gestionecorrettarifiuti.it E.mail: [email protected] per informazioni e contatti : Cinzia – 3463338756 Gestione Corretta Rifiuti GCR ________________________________________________________________________________ Sotto questo profilo appare importante la sottolineatura che anche gli obiettivi di raccolta differenziata (al 60 % al 2012)14 previsti nella legge Finanziaria 2007 sono considerati come marginali (p. 84 Quadro progettuale) nella configurazione del sistema PPGR-PAI progettato da Enìa. Il SIA, prima di entrare nel dettaglio della configurazione dell’impianto di trattamento dei rifiuti indifferenziati, pone sinteticamente a confronto i due sistemi maggiormente applicati e descritti nelle linee guida sulle MTD/BAT ovvero impianti con trattamento a flussi differenziati (come quello prescelto per il PAI con separazione meccanizzata del flusso umido da quello secco con parziale recupero dei metalli) e quello a flusso unico (bioessiccazione del rifiuto tal quale). Anche tralasciando i criteri di scelta che hanno portato alla individuazione di un sistema a flussi differenziati rispetto a quello a flussi unico15 appare evidente la assenza di qualunque altra valutazione alternativa di impianti TMB con finalità e attrezzature diverse. Questa esclusione appare un “criterio” di esclusioni di partenza ove si afferma – nei diversi documenti del percorso fino alla attuale VIA – che “non è generalmente necessario prevedere altre fasi di trattamento per i due flussi ottenuti , preferendosi implementare ulteriori fasi di raffinazione a valle di specifici trattamenti” (p. 41 Relazione di scoping); “un’ulteriore valutazione che ha portato al processo di selezione consiste nella necessità di trattare e recuperare materia anche dai rifiuti speciali ai quali è difficilmente applicabile il processo di bioessiccazione …” (p. 44 Relazione di scoping), si evidenzia che l’impianto per il trattamento dei rifiuti speciali (per il recupero di materia) è distinto da quello per il trattamento dei rifiuti urbani indifferenziati ferma la “valutazione dell’operatore” di cui si è già detto; “per la definizione delle caratteristiche della componente secca del rifiuto urbano che sarà avviato al recupero energetico si sono effettuate delle valutazioni in merito alla tipologia del trattamento di selezione cui il rifiuto indifferenziato sarà assoggettato. Il pretrattamento dei rifiuti di questo tipo è considerato leggero o ‘a bocca di forno’, ovvero non finalizzato alla produzione di combustibile di qualità ma semplicemente al conseguimento dei seguenti obiettivi”, riduzione del contenuto di umidità, omogeneizzazione del rifiuto, separazione dell’organico e da inerti, produzione di una frazione con un pci più elevato rispetto al rifiuto in ingresso (p. 80 Quadro progettuale). 14 La norma prevede anche che “Per gli anni successivi al 2011, la percentuale minima di raccolta differenziata da assicurare per i fini di cui al comma 1108 e` stabilita con decreto del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, in vista di una progressiva riduzione della quantità di rifiuti inviati in discarica e nella prospettiva di rendere concretamente realizzabile l’obiettivo « Rifiuti zero ». L’articolo 205 del Dlgs 152/2006 prevede inoltre l’obbiettivo del 65 % di raccolta differenziata dei rifiuti urbani entro il 31.12.2012 (ancorché includendo “la frazione organica umida separata fisicamente dopo la raccolta e finalizzata al recupero complessivo tra materia ed energia, secondo i criteri dell’economicità, dell’efficacia, dell’efficienza e della trasparenza del sistema”). 15 In quanto pleonastici visto l’obiettivo primario di “recupero energetico” dei flussi in entrata a tale impianto. 18 Aderiscono al Coordinamento GCR: Medici per l’Ambiente; Greenpeace di Parma; Amici di Beppe Grillo di Parma; Gruppo Famiglie Zona Nord;Girotondi di Parma “Prendiamo la parola” ; Comitato NO all’inceneritore di Colorno-Comitato “No all’inceneritore di Torrile”; G.A.S Terra Terra; Comitato Padano, Comitato Rione Colombo www.gestionecorrettarifiuti.it E.mail: [email protected] per informazioni e contatti : Cinzia – 3463338756 Gestione Corretta Rifiuti GCR ________________________________________________________________________________ Se per chi scrive la “alternativa” della produzione di un “combustibile di qualità” non rappresenta certo una opzione cui tendere appare comunque evidente che tale alternativa non è stata considerata nelle valutazioni presentate. A maggior ragione non sono state considerate alternative di trattamento (nell’ambito comunque delle TMB) finalizzate al recupero come materiali (e in parte energetico ancorché senza utilizzo diretto del rifiuto in una forma di incenerimento16). Evidentemente si considerano tali tecniche come non MTD/BAT né come “modalità di trattamento affidabili ed abbastanza consolidate” (p .84 del Quadro progettuale). Senza alcun approfondimento, l’unico accenno a proposito è l’impianto di Contarina (p. 88 del Quadro progettuale) ove, oggi, a fronte di un livello di raccolta differenziata del 75 % dell’area di conferimento i rifiuti residui entranti nell’impianto TMB vengono recuperati come materia per un altro 4,5 % (sul totale dei rifiuti prodotti), lo 0,5 % va a discarica e il 20 % a combustione (evidentemente non è un TMB a flussi differenziati). Se l’impianto TMB è stato scelto in funzione della sua attitudine a produrre una componente secca del rifiuto urbano per il recupero energetico (la finalità dichiarata non lascia spazio ad alternative di sorta) la potenzialità indicata appare immotivata. Da un lato si afferma che “la potenzialità media dell’impianto nel suo complesso (corrispondente alla apparecchiatura di minore potenzialità) deve essere di almeno 30 t/h “ dall’altro si afferma che “tenuto conto infine delle taglie delle apparecchiature correnti sul mercato (sostanzialmente il trituratore), è bene prevedere il dimensionamento (massimo di punta) dell’impianto per una portata di 60 t/h “ (p. 174 Quadro progettuale). Una logica assolutamente non condivisa in quanto estranea da considerazioni sulla entità della necessità di trattamento di rifiuti residui, teoricamente da ridurre nel tempo, praticamente da garantire in qualunque modo per alimentare l’inceneritore una volta costruito. Se si tiene conto delle considerazioni svolte in merito alla composizione quali-quantitativa dei rifiuti residui (in primis urbani) e alle caratteristiche del trattamento leggero, dalle stime – poco dettagliate – sul potere calorifico dei rifiuti in uscita dal TMB “a bocca di forno” appare evidente il ruolo delle materie plastiche, e in seconda battuta dei materiali cellulosici, nel fornire le calorie così ricercate (seppure in modo approssimativo si può stimare un apporto di queste due frazioni tra il 70 e l’80 % del potere calorifico del rifiuto urbano dopo la selezione). Ciò spiega – prima di ogni altra motivazione tecnico-economica – la scelta di non “spingere” sulla raccolta differenziata di queste frazioni e di non introdurre forme di selezione sul residuo idonee a estrarre ancora materiali recuperabili secchi. E’ solo in questa visione che “la soluzione proposta non è pertanto una semplice opzione impiantistica da confrontare con opzioni gestionali alternative; il trattamento termico rappresenta 16 Si rammenta che in base, da ultimo, al Dlgs 133/05 incenerimento è qualunque forma di trattamento termico inclusa la gassificazione, la pirolisi e la torcia al plasma con combustione dei syngas prodotti. 19 Aderiscono al Coordinamento GCR: Medici per l’Ambiente; Greenpeace di Parma; Amici di Beppe Grillo di Parma; Gruppo Famiglie Zona Nord;Girotondi di Parma “Prendiamo la parola” ; Comitato NO all’inceneritore di Colorno-Comitato “No all’inceneritore di Torrile”; G.A.S Terra Terra; Comitato Padano, Comitato Rione Colombo www.gestionecorrettarifiuti.it E.mail: [email protected] per informazioni e contatti : Cinzia – 3463338756 Gestione Corretta Rifiuti GCR ________________________________________________________________________________ l’ultimo anello del complesso di attività …” (p. 84 Quadro progettuale – ovviamente in realtà tale anello è comunque il “penultimo” anello vista la necessità, ricordata anche dal proponente, di forme di trattamento e smaltimento finale dei residui della combustione e del sistema di abbattimento fumi). Comunque sia, considerati i diversi aspetti fin qui commentati, appare palese la mancata valutazione, richiesta al punto 10 del documento di scoping, ove si prescriveva una complessiva valutazione dell’intero ciclo ed in particolare di confrontare la necessità della realizzazione dell’inceneritore “con ipotesi di massimizzazione della raccolta differenziata con invio a riciclo … e iniziative per la riduzione della produzione dei rifiuti. (…) si tratta di capire se attivare le politiche più compatibili dal punto di vista ambientale (riciclo e riduzione dei rifiuti alla fonte) possano essere compatibili con la presenza del termovalorizzatore, oppure se per garantire una sufficiente redditività dell’impianto sia necessario limitare lo sviluppo delle politiche suddette”. Su alcune tipologie di rifiuti (speciali ma anche gli imballaggi in materiali plastici nei rifiuti urbani) appare palese l’effetto della presenza del progetto di impianto di incenerimento (ovvero della scelta a priori della provincia dapprima e di Enìa poi oppure, viceversa, di Enìa prima e poi della provincia) mentre per le politiche di riduzione dei rifiuti queste appaiono già definite, limitate e poco influenti in termini di obiettivi (di modifica operandi dei diversi soggetti, non solo dei cittadini) e allo stato non attuate17, nell’ambito del PPGR. Non solo, il proponente nel presentare e sbrigare velocemente gli aspetti “alternativi” delle due ipotesi considerate di TMB (a flusso differenziato e a unico flusso) esaurisce in modo inadeguato quello che, ad avviso di chi scrive, è il centro della individuazione della “opzione zero” relativa all’impianto di incenerimento, proprio nelle condizioni progettuali complessive del PAI. La scelta di una o di una altra forma di TMB, di una finalizzazione o un’altra della forma di TMB prescelta determina la “forma” dell’impianto di incenerimento ma anche lo scenario di non realizzazione dell’impianto di incenerimento (ovvero di una realizzazione parziale del PAI). Nel quadro progettuale, in sostanza, l’unica ipotesi alternativa, oltre alla forma del TMB, è quella della finalizzazione dell’impianto di trattamento per la produzione di una frazione secca (come scelto dal proponente) o un “vero e proprio” “combustibile dai rifiuti” (CDR)18, da tale indirizzo consegue (viene fatta seguire) anche la scelta di un impianto di incenerimento a griglia, idoneo per rifiuti tal quali o con selezione grossolana, di dimensioni e potere calorifico variabile, rispetto ad impianti di altro genere (letto fluido, pirolisi e altre forme di gassificazione) che necessitano di un flusso di rifiuto più omogeneo in termini di dimensioni e potere calorifico. 17 Il PPGR, al 2012, considera come obiettivo di riduzione non una riduzione in termini assoluti (per lo meno procapite considerando le previsioni di incremento dei residenti) ma una riduzione del trend dell’aumento (dal 1,5 % annuo allo 0,5 %) della produzione dei rifiuti considerando un vero obiettivo di riduzione come non raggiungibile e comunque non raggiunto nei primi anni di vigenza del piano stesso (non si conoscono valutazioni in merito a tali aspetti, da parte dell’ATO e/o della Amministrazione provinciale, ovvero quali siano le concrete modalità di sorveglianza – e di intervento correttivo ove necessario - nella attuazione del PPGR stesso). 18 Anche se il CDR viene poi indicato tra i rifiuti in entrata e in uscita dall’impianto di trattamento C1 (v. scheda C.5 E I, domanda di autorizzazione integrata ambientale). 20 Aderiscono al Coordinamento GCR: Medici per l’Ambiente; Greenpeace di Parma; Amici di Beppe Grillo di Parma; Gruppo Famiglie Zona Nord;Girotondi di Parma “Prendiamo la parola” ; Comitato NO all’inceneritore di Colorno-Comitato “No all’inceneritore di Torrile”; G.A.S Terra Terra; Comitato Padano, Comitato Rione Colombo www.gestionecorrettarifiuti.it E.mail: [email protected] per informazioni e contatti : Cinzia – 3463338756 Gestione Corretta Rifiuti GCR ________________________________________________________________________________ La principale obiezione a questo scenario è già espressa nel quadro progettuale, Enìa dichiara di aver scelto e di proporre esclusivamente tecnologie collaudate ed affidabili, qualunque “novità” ancorché promettente è esclusa in partenza. A questa obiezione non vi è risposta per il semplice fatto che la ricerca di alternative di trattamento a quelle semplicemente (ed esclusivamente) finalizzate a inviare rifiuti a incenerimento (migliorando le qualità combustibili) o a discarica (riducendo la putrescibilità) sono degli ultimi anni e sono tuttora in progressione e continuo studio. A quest’ultimo proposito la realizzazione di un centro di ricerca, nell’ambito del PAI, finalizzato allo studio e al miglioramento di processi di separazione mediante MTB nonché di recupero dei materiali “meno nobili” ottenibili dai rifiuti residui sarebbe un complemento indispensabile a uno scenario di “TMB alternativo”. Ben diversa appare la previsione del Centro Polifunzionale per l’Ambiente (CPA) “complesso a servizio di strutture pubbliche ed associazioni ambientalistiche per lo svolgimento di attività formative e di ricerca, convegni, esposizioni ecc attinenti il settore ambientale. Alcuni locali saranno riservati ad attività di studio e ricerca in campo ambientale con attività a cura dell’Università di Pavia” (p. 89 documento di scoping, p. 87 Relazione generale); centro cui si fa un fugace riferimento nel Quadro progettuale e che viene considerato tra gli “interventi di riequilibrio delle funzioni naturali” (p. 275 Quadro progettuale) senza alcuna funzione specifica nel campo della gestione dei rifiuti.19 Intervento che viene indicato come presente nell’accordo con il Comune di Parma approvato il 31.03.2006 20 ma del quale non viene presentata nessuna planimetria o descrizione di qualche dettaglio. Nel complesso, questo modo di affrontare il problema appare non solo in contrasto con la normativa in materia ma dimostra la limitatezza della visione contenuta nello SIA che finisce per ridurre il problema socio-economico dei rifiuti in un problema tecnico da risolvere principalmente con soluzioni ingegneristiche ovvero, al più, per definire quali tecnologie migliori disponibili (BAT) siano applicabili nel caso in esame. Questo atteggiamento conferma il riduzionismo di approccio al problema rifiuti, dovuto proprio all’affidamento non solo (e non tanto) a un unico gestore del servizio ma e quindi ad una delega anche “tecnico-organizzativa” ma, contestualmente, a un approccio gestionale preoccupato principalmente del lato economico (caratteristica di qualunque società privata come Enìa è divenuta anche se, al momento, con maggioranza proprietaria di enti pubblici). In merito ai residui dell’incenerimento si afferma, in sintesi, che 19 Siamo curiosi di conoscere quali potranno essere le associazioni ambientalistiche che accetteranno di utilizzare questi locali per svolgere iniziative in campo ambientale (si spera di tutela ambientale) letteralmente sotto l’ombra della ciminiera dell’inceneritore. 20 Nel testo dell’accordo (art. 3) il CPA non viene esplicitamente citato, probabilmente è indicato nell’allegato B1 “Schede descrittive delle opere complementari al PAI e Cronoprogramma di attuazione” , documento non posseduto da chi scrive le presenti note. 21 Aderiscono al Coordinamento GCR: Medici per l’Ambiente; Greenpeace di Parma; Amici di Beppe Grillo di Parma; Gruppo Famiglie Zona Nord;Girotondi di Parma “Prendiamo la parola” ; Comitato NO all’inceneritore di Colorno-Comitato “No all’inceneritore di Torrile”; G.A.S Terra Terra; Comitato Padano, Comitato Rione Colombo www.gestionecorrettarifiuti.it E.mail: [email protected] per informazioni e contatti : Cinzia – 3463338756 Gestione Corretta Rifiuti GCR ________________________________________________________________________________ Le scorie pesanti sono quantificate in modo differenziato : da 23.500 t/a (18 % in peso rispetto al rifiuto avviato a combustione) secondo la relazione di scoping (p. 86) diventano 30.000 t/a (23 %) nella Relazione generale e nel Quadro progettuale (p. 209). Sono qualificate come rifiuti non pericolosi e avviabili a “recupero” presso cementifici previa demetallizzazione. A tale proposito si segnala : a) a p. 208 si legge una improbabile sequenza delle modalità di trattamento preliminare (presso il PAI) delle scorie pesanti: “Un nastro trasportatore ha il compito di raschiare dal fondo del canale d’acqua le scorie che sono portate fuori. (…) Il materiale così estratto è vagliato grossolanamente su vaglio vibrante al fine di separare eventuali ingombranti (!?) che sono raccolti in un cassone. Questo cassone è periodicamente sostituito … e il materiale è inviato alla cernita manuale (!?) ed alla deferrizzazione. Il materiale da sottovaglio è scaricato su un nastro trasportatore che lo convoglia presso l’edificio di stoccaggio scorie. Al termine di questo nastro di trasporto si trova un sistema di prima deferrizzazione che separa il ferro, portandolo in un cumulo separato. Le scorie sono successivamente avviate alla fase di recupero presso altri impianti” (p. 208 Quadro progettuale) dove avviene una deferrizzazione fine, una demetalizzazione , vagliatura e eventuale macinazione. Non è chiaro il senso di una cernita manuale delle scorie e non è chiaro se in questa operazione si conclude la “deferrizzazione” presso il PAI e come sia possibile in questo modo produrre 2.400 t/a di materiali ferrosi dalle scorie presso gli impianti in progetto (p. 209 Quadro progettuale); b) in merito al destino finale delle scorie sia afferma che “l’esperienza maturata nell’impianto di termovalorizzazione di Piacenza ci consente di affermare che anche le scorie del TVC di Parma potranno essere portate a recupero presso cementifici” (p. 66 Relazione generale). Affermazione non documentata in particolare per quanto concerne le caratteristiche di tali scorie in funzione della forma di recupero indicata previste dal DM 5.02.1998. Le ceneri volanti sono stimate in una quantità pari al 3 % del rifiuto in ingresso all’inceneritore (3.400 t/a –v. p. 209 Quadro progettuale), quantità pari a quella indicata anche nella relazione di scoping anche se in tale documento si stima una quantità pari al 2,5 % del rifiuto in ingresso (p. 86 relazione di scoping) ovvero pari a 2.715 t/a. Come indicato da Enìa si tratta di un rifiuto pericoloso “smaltito in discarica previo trattamento di inertizzazione”, si precisa che tale destinazione non è affatto scontata : con l’entrata in vigore del DM 3.08.2005 sono emersi dei problemi in termini di ammissibilità nelle diverse tipologie di discarica per quanto concerne il rilascio di sostanze anche nel caso di rifiuti pericolosi (da sistemi di abbattimento fumi da impianti di incenerimento) sottoposti a trattamenti di inertizzazione basati su miscele di silicati. I parametri di cui è stato superato anche il limite di rilascio per lo smaltimento in discariche per rifiuti pericolosi sono i cloruri e i solidi totali disciolti (TDS) che comportano (nel caso degli inceneritori della Regione 22 Aderiscono al Coordinamento GCR: Medici per l’Ambiente; Greenpeace di Parma; Amici di Beppe Grillo di Parma; Gruppo Famiglie Zona Nord;Girotondi di Parma “Prendiamo la parola” ; Comitato NO all’inceneritore di Colorno-Comitato “No all’inceneritore di Torrile”; G.A.S Terra Terra; Comitato Padano, Comitato Rione Colombo www.gestionecorrettarifiuti.it E.mail: [email protected] per informazioni e contatti : Cinzia – 3463338756 Gestione Corretta Rifiuti GCR ________________________________________________________________________________ Lombardia) l’attuale invio a smaltimento nel sottosuolo (ex miniere in Germania) di questa tipologia di rifiuti inertizzati.21 I Sali sodici residui (PSR – 3.100 t/a pari al 2 % del rifiuto in entrata, per questo residuo concordano i diversi documenti) dal sistema di trattamento fumi con bicarbonato di sodio (NEUTREC). Per questi rifiuti pericolosi viene indicato l’invio a recupero “presso impianti specializzati esterni”, con ogni probabilità alla Solvay (SOLVAL) di Rosignano per la produzione di una salamoia utilizzabile in diversi processi chimici. Enìa dichiara che l’80 % degli stessi verranno rigenerati come bicarbonato di sodio e il 20 % verranno inviati a discarica. A tale proposito va ricordato che, da pubblicazioni della Solvay stessa22, il processo consiste nella dissoluzione in acqua dei sali, loro pressatura, passaggio su filtri di carbone attivo per ottenere una salamoia utilizzabile in campo industriale. Premesso che non vengono riportate analisi concernenti questo ultimo prodotto, la stessa Solvay dichiara che i residui (idrossidi di metalli pesanti) del processo di "purificazione" da smaltire rappresentano dall'11 % al 19 % del residuo trattato in entrata (come ricordato anche da Enìa) e, inoltre, vengono originati dal trattamento ulteriori residui costituiti dai carboni attivi utilizzati per la filtrazione delle soluzioni saline ed impregnati dei contaminanti organici ; Solvay indica che tali carboni vengono poi inviati "all'inceneritore" ; considerato il fatto che tali carboni sono saturi di sostanze tossiche non è pensabile un loro utilizzo nel sistema di abbattimento ma unicamente al loro smaltimento come rifiuti tossico nocivi. Nel caso di un pre-trattamento dei rifiuti risultanti da tale processo di parziale recupero, comporterà un ulteriore incremento in peso dei rifiuti da smaltire e, con ogni probabilità, si mantengono le problematiche di ammissibilità in discarica sopra ricordate. Nel complesso, l’estensore del SIA nello stesso modo in cui allontana questi residui dall’impianto si esime da valutazioni di carattere ambientale come se in questo modo sparissero davvero o non finiscano, invece, collocate sulle spalle di altre popolazioni. Inoltre manca una specifica trattazione dei rifiuti connessi le attività di manutenzione e, in parte, potenzialmente contaminati da sostanze pericolose presenti nei fumi sia in questa parte dello SIA che nella domanda di autorizzazione ambientale integrata nella quale questi rifiuti neppure esistono. 21 Il fatto che queste tipologie di rifiuti hanno (e avranno sempre più) difficoltà ad essere smaltite anche in discariche per rifiuti pericolosi, per effetto del DLgs 36/2003 e dei decreti sulla ammissibilità dei rifiuti in discarica, non preoccupa Enìa quanto il divieto di invio in discarica di rifiuti ad elevato p.c.i. 22 Opuscoli società Solvay “Neutrec. L’impianto di trattamento dei prodotti sodici residui di Rosignano” e “Neutrec. Processo a secco di depurazione dei fumi al bicarbonato di sodio e riciclaggio dei prodotti sodici residui”, 2000; v. anche N. Kahalè, S. Brivio, “Il processo Neutrec : una tecnologia di riferimento nella depurazione dei fumi e nella valorizzazione dei prodotti residui”, in ATI-ATIA “Quarto convegno nazionale. Utilizzazione termica dei rifiuti”, 1213 giugno 2003, pp. 435-443. 23 Aderiscono al Coordinamento GCR: Medici per l’Ambiente; Greenpeace di Parma; Amici di Beppe Grillo di Parma; Gruppo Famiglie Zona Nord;Girotondi di Parma “Prendiamo la parola” ; Comitato NO all’inceneritore di Colorno-Comitato “No all’inceneritore di Torrile”; G.A.S Terra Terra; Comitato Padano, Comitato Rione Colombo www.gestionecorrettarifiuti.it E.mail: [email protected] per informazioni e contatti : Cinzia – 3463338756 Gestione Corretta Rifiuti GCR ________________________________________________________________________________ Il Quadro progettuale, pur ricordando l’esigenza di una fermata completa di ogni linea per almeno un mese all’anno (p. 252/253) non fa cenno ai rifiuti prodotti in tale occasione (in particolare sul sistema di abbattimento fumi) come pure durante interventi con impianto in funzione. Anche il paragrafo dedicato allo smantellamento dell’impianto a fine vita pur accennando alle attività connesse non approfondisce le problematiche di contaminazione di parte delle apparecchiature impiantistiche o di elementi delle stesse (pp. 269/274). Questo paragrafo non fa inoltre alcun cenno a possibili problematiche in tema di contaminazione del suolo del sito né a indagini di caratterizzazione preliminari alla fase di smantellamento (nel piano di monitoraggio non vengono neppure previste indagini del suolo dopo l’avvio dell’impianto). A p. 221 del Quadro progettuale si accenna all’impianto di trattamento chimico-fisico cui verranno convogliati 17.000 t/a di rifiuti liquidi costituiti da spurghi caldaie e sistema di demineralizzazione, impianto osmosi inversa per teleriscaldamento, lavaggi aree interne C1-C2 e “frazione liquida FORSU – C1”. Non vi è alcun dettaglio circa il tipo di trattamento chimico-fisico (neppure nell’allegato C.3 dedicato ai dettagli impiantistici) e l’effettiva idoneità dello stesso in particolare per quanto concerne la frazione liquida dallo stoccaggio della frazione organica, con ogni probabilità caratterizzata (diversamente dagli altri rifiuti liquidi) da elevati livelli di BOD5 per i quali i trattamenti chimico-fisici hanno una efficacia limitata. Anche nella documentazione per l’autorizzazione integrata ambientale è assente una descrizione di dettaglio di tale impianto in quanto non considerato nell’ambito del sito IPPC. Nella planimetria della rete fognaria (allegato C.3 – FOG.1) non è chiara la posizione dei punti di prelievo per il monitoraggio dei singoli flussi degli scarichi idrici. Viene presentato un bilancio energetico complessivo in termini di produzione di energia elettrica e termica (situazione estiva ed invernale). Dai valori riportati (p. 74/75 Relazione generale e p. 211 del Quadro progettuale) sono indicate un numero di ore di funzionamento (produzione di energia termica ed elettrica) nei due periodi annuali pari a 8.760 ore/anno come se l’impianto fosse sempre in funzione e a pieno regime produttivo (di energia termica/elettrica) senza alcun arresto per manutenzione, nonostante si indichi un numero di ore/anno di funzionamento pari a 8.000 (p. 67 Quadro progettuale). I valori (utilizzo orario e produzione di energia termica e elettrica) appaiono più credibili nella Relazione di scoping (v. p. 85) ove, per 8.000 ore di funzionamento e considerando i diversi assetti produttivi estate/inverno si stima una produzione lorda di 120,6 GWh di energia elettrica e di 111,5 GWh di energia termica, che diventano nel Quadro progettuale del SIA rispettivamente 140 GWh e 161 GWh (senza il contributo della centrale termica di integrazione). I valori di produzione di energia appaiono pertanto sovrastimati; inoltre andrebbero distinti in modo chiaro gli apporti dovuti alla combustione di rifiuti e gli apporti da combustibili fossili come il metano (1.000.000 Smc/anno) utilizzato principalmente per gli avvii/spegnimenti, per il mantenimento della temperatura nella sezione di postcombustione e nella sezione SCR di abbattimento degli ossidi di azoto. 24 Aderiscono al Coordinamento GCR: Medici per l’Ambiente; Greenpeace di Parma; Amici di Beppe Grillo di Parma; Gruppo Famiglie Zona Nord;Girotondi di Parma “Prendiamo la parola” ; Comitato NO all’inceneritore di Colorno-Comitato “No all’inceneritore di Torrile”; G.A.S Terra Terra; Comitato Padano, Comitato Rione Colombo www.gestionecorrettarifiuti.it E.mail: [email protected] per informazioni e contatti : Cinzia – 3463338756 Gestione Corretta Rifiuti GCR ________________________________________________________________________________ Nella parte dedicata all’apporto dell’inceneritore (e delle caldaie di integrazione) alla rete di teleriscaldamento si afferma da una parte che il massimo calore cedibile è pari a 40 MWt (inceneritore) e altri 40 MWt (caldaie di integrazione) (v. p. 232 Quadro progettuale). Più avanti invece si afferma che “il calore recuperato dall’impianto e ceduto alla rete permetterà di aumentare il bacino servito per una quantità pari a circa 60.000 MWht (a regime)” (p. 235 Quadro progettuale). Quest’ultimo valore (apparentemente riferito al PAI dunque sia all’inceneritore che alle caldaie di integrazione) appare difforme da quello indicato in altre parti del documento ovvero un apporto, su base annua, di 161 GWh/aa (solo inceneritore) e di 76 GWh/aa (caldaie di integrazione). Anche considerando il solo periodo invernale i valori riportati non corrispondono in quanto si indica un valore di energia termica erogata (solo inceneritore) pari a 146 GWth (p. 210211 Quadro progettuale)23. Nel volume C (stima degli impatti, p. 16) nel confrontare gli scenari della rete (evoluzione “spontanea” e evoluzione con il PAI) la produzione termica lorda dell’inceneritore viene stimata in 316,8 GWh/anno, quelle delle caldaie a metano ad integrazione 78,1 GWh/anno e la centrale di via Lazio 6,86 GWh/anno. Vengono anche indicate perdite di distribuzione per circa 23 GWh/anno e “dissipazione estiva di calore inutilizzato” per 155,7 GWh/anno, considerato che quest’ultimo valore, nello scenario PAI è riferibile quasi (o del tutto) all’inceneritore risulta che il valore di energia termica netta immessa nella rete di teleriscaldamento sarebbe 161,1 GWh/anno, lo stesso valore, 161 GWht/anno viene confermato nella relazione tecnica e nelle schede della domanda di Autorizzazione Integrata Ambientale. La possibilità di utilizzo della produzione di energia termica per teleraffrescamento (p. 238 del Quadro progettuale) come richiesto, in termini di valutazione, al punto 8 della determinazione provinciale di scoping, viene sbrigata affermando che allo stato non vi sono “impegni contrattuali per fornite tale servizio e neppure è stata fatta un’analisi dell’utenza mirata all’individuazione di potenziali clienti”; quindi un altra prescrizione della determinazione 3985 del 3.11.2006 sostanzialmente disattesa da Enìa. Nelle considerazioni di carattere economico vengono indicati dei costi di investimento per la realizzazione delle diverse parti del PAI, manca però qualunque dettaglio in merito ai costi di gestione a documentare la previsione di prezzi di smaltimento (al 2012) con e senza l’intervento. In termini economici, in merito allo scenario di assenza di intervento viene ripresa la assunzione strumentale già ricordata in merito al Dlgs 36/2003, la stessa viene infatti ripetuta a conclusione del Quadro progettuale (p. 279) per evidenziare la presunta inconsistenza di alternativa, si afferma infatti che “se non sarà realizzato il PAI e rimarrà inalterata la dotazione di impianti attuali costituita dalla selezione assimilabile alla tecnologia TMB, lo smaltimento di rifiuti mediante combustione sarà obbligatoriamente di 130.000 t/anno questo a causa dell’entrata a regime dal 2009 del DLgs 36/2003 per la parte che impedisce di smaltire in discarica rifiuti con un p.c.i. 23 Si sottolinea che l’espressione delle unità di misura è stata riportata esattamente come risulta dallo SIA. 25 Aderiscono al Coordinamento GCR: Medici per l’Ambiente; Greenpeace di Parma; Amici di Beppe Grillo di Parma; Gruppo Famiglie Zona Nord;Girotondi di Parma “Prendiamo la parola” ; Comitato NO all’inceneritore di Colorno-Comitato “No all’inceneritore di Torrile”; G.A.S Terra Terra; Comitato Padano, Comitato Rione Colombo www.gestionecorrettarifiuti.it E.mail: [email protected] per informazioni e contatti : Cinzia – 3463338756 Gestione Corretta Rifiuti GCR ________________________________________________________________________________ superiore a 13.000 kJ/kg”. Gli effetti di costo, secondo Enìa, di tale “alternativa” (incenerimento presso impianti esterni) significherebbe costi di smaltimento medi di 210 Euro/t compreso il trasporto. Viceversa la realizzazione del PAI comporterebbe costi di smaltimento pari a 130 Euro/t per i quali non è chiara la componente relativa ai “certificati verdi” e/o dalle altre vendite di energia (come pure dei proventi dalla cessione di rifiuti valorizzabili, per esempio, ai consorzi di filiera degli imballaggi). Il SIA sottolinea inoltre che la Regione Emilia Romagna “ha allo studio un nuovo provvedimento che incrementerà l’attuale ecotassa, applicata ai rifiuti in uscita dall’impianto di Parma ed avviati a discarica, da 10,33 €/t a 25,68 €/t. L’ecotassa diventerà quindi un elemento fondamentale di costo e gestione dello smaltimento. Per effetto di tali concreti orientamenti dell’Ente di programmazione regionale è confermato un indirizzo esplicito verso la combustione con recupero di energia su cui non grava alcuna ecotassa” (p. 279 Quadro progettuale). Fermo che le decisioni in merito non sono di competenza di Enìa, l’indirizzo regionale ricordato appare certamente favorente lo smaltimento dei rifiuti mediante incenerimento, ciò non vuol dire che sia corretto, anzi, si pone in controtendenza rispetto a politiche tariffarie, invece, finalizzate alla riduzione dei rifiuti anziché a premiare o penalizzare una o l’altra forma di smaltimento. A nostro avviso le politiche tariffare dovrebbero disincentivare lo smaltimento (in qualunque forma) dei rifiuti mediante, per esempio, prezzi di accesso allo smaltimento (discarica/inceneritore) differenziate, per ogni comune, in funzione della produzione pro-capite di rifiuti urbani/assimilati. In tale scenario la singola provincia potrebbe definire un costo unico di smaltimento articolato poi per singolo comune in relazione ad obiettivi di riduzione della produzione dei rifiuti. Nel caso della Provincia di Cremona sono stati previsti interventi di differenziazione della tariffa di accesso agli impianti di smaltimento (discarica e inceneritore) in funzione delle quantità pro capite di rifiuto residuo conferito dai singoli Comuni, che ne traslano gli effetti sulle utenze. A tale proposito sono stati predisposti criteri e modalità per l’applicazione del nuovo regime tariffario, sono stati individuati le tipologie di rifiuti da conteggiare ai fini dell’applicazione della tariffa con i relativi CER ”. Sulla base delle elaborazioni effettuate dall’Osservatorio Provinciale Rifiuti, a partire dall’anno 2002, sono stati individuati quattro fasce diversificate per quantitativo di rifiuto avviato allo smaltimento, calcolato in Kg/ab/anno, come di seguito evidenziato: 1a fascia TARIFFA PER COMUNI CON SMALTIMENTO < 230 KG/AB/ANNO 2a fascia TARIFFA PER COMUNI CON SMALTIMENTO > 230 E < A 260 KG/AB/ANNO 3a fascia TARIFFA PER COMUNI CON SMALTIMENTO > A 260 E < A 300 KG/AB/ANNO 4a fascia TARIFFA PER COMUNI CON SMALTIMENTO > A 300 KG/AB/ANNO 26 Aderiscono al Coordinamento GCR: Medici per l’Ambiente; Greenpeace di Parma; Amici di Beppe Grillo di Parma; Gruppo Famiglie Zona Nord;Girotondi di Parma “Prendiamo la parola” ; Comitato NO all’inceneritore di Colorno-Comitato “No all’inceneritore di Torrile”; G.A.S Terra Terra; Comitato Padano, Comitato Rione Colombo www.gestionecorrettarifiuti.it E.mail: [email protected] per informazioni e contatti : Cinzia – 3463338756 Gestione Corretta Rifiuti GCR ________________________________________________________________________________ Applicando poi la tariffa media di smaltimento (media in quanto la discarica ed il termoutilizzatore hanno un unico gestore) ad una formula appropriata è possibile calcolare la tariffa di appartenenza ad ognuna delle sopra indicate quattro fasce, sulla base della produzione procapite dei vari comuni. Al fine di corrette quantificazioni e calcoli è stato previsto che il gestore degli impianti provinciali deve registrare i rifiuti urbani in ingresso suddividendoli per codice e per comune; entro il 15 gennaio di ogni anno il gestore deve comunicare alla provincia ed ai comuni i quantitativi di RU e le tipologie. Una iniziativa limitata rispetto a quella descritta è quella della Provincia di Mantova inerente la graduazione del tributo provinciale (ex Dlgs 504/1992) anche sulla base della produzione procapite nei singoli comuni. “Con la mancata realizzazione del PAI, unitamente ad un maggiore prezzo di smaltimento, permarrebbe immanente il rischio di crisi con interruzione dello smaltimento. Situazione che la Provincia di Parma ha già dovuto affrontare ripetutamente nell’ultimo decennio a causa dell’assenza di ogni struttura contravvenendo alla normativa che prescrive l’autosufficienza”. (p. 280 Quadro progettuale). Anche questa affermazione appare figlia del riduzionismo tecnologico di cui si è già parlato, il problema sociale dei rifiuti viene presentato, in sostanza, come un problema di mancanza o carenza di impianti di smaltimento (ancorché “ecologici”). Con questo non si vuole dire che dall’oggi al domani in provincia di Parma o altrove si può fare a meno di impianti di smaltimento rifiuti24 ma che la prospettiva risolutiva sia esclusivamente (o principalmente) basata sull’incenerimento (e le discariche connesse). Quello che va tenuto bene in conto, invece, è che, per l’incenerimento, si è di fronte a una scelta che ha una valenza su 25/30 anni ovvero ben oltre lo scenario e la durata temporale del PPGR, se si preferisce con l’incenerimento si mette una chiaro lascito condizionante a qualunque prossimo atto di programmazione nel campo dei rifiuti (e non solo per quanto concerne la parte di smaltimento). Per questo occorre non lasciarsi condizionare dai prezzi di smaltimento odierni o dei prossimi anni come pure da una soluzione apparentemente “risolutoria” ma univoca e fortemente condizionante per il futuro. Si tenga anche conto che Enìa (dal 2004) è una delle Società Operative Territoriali del Gestore operante per effetto della delibera dell’ATO per un periodo di 10 anni, ovvero fino a due anni dopo il previsto avviamento dell’inceneritore (collaudo al 4° anno dalla autorizzazione secondo il cronoprogramma di Enìa) e dopo un anno dal completamento degli altri impianti del PAI. Questo approccio che sottolinea il lato economico sulle decisioni tecnico-organizzative del servizio di gestione dei rifiuti, paradossalmente, fa ancor più risaltare l’assenza di ogni prospetto economico di dettaglio non solo sulle varie opzioni, ma anche su quella individuata come migliore e proposta. 24 Su impianti di trattamento finalizzati al recupero e alla riduzione della quantità (e delle caratteristiche di pericolosità) di rifiuti avviati a smaltimento non si discute ove correttamente finalizzati, progettati e gestiti. 27 Aderiscono al Coordinamento GCR: Medici per l’Ambiente; Greenpeace di Parma; Amici di Beppe Grillo di Parma; Gruppo Famiglie Zona Nord;Girotondi di Parma “Prendiamo la parola” ; Comitato NO all’inceneritore di Colorno-Comitato “No all’inceneritore di Torrile”; G.A.S Terra Terra; Comitato Padano, Comitato Rione Colombo www.gestionecorrettarifiuti.it E.mail: [email protected] per informazioni e contatti : Cinzia – 3463338756 Gestione Corretta Rifiuti GCR ________________________________________________________________________________ Da ultimo si evidenzia che nel Quadro progettuale non vi è alcun cenno circa le ipotesi considerate, gli effetti ambientali prevedibili e le modalità di prevenzione/intervento circa situazioni di malfunzionamento e/o anomalia dei diversi apparati (dell’inceneritore come degli impianti di trattamento). Quadro ambientale e stima degli impatti Per motivi pratici e in quanto gli aspetti che si vogliono maggiormente sottolineare riguardano le stime degli impatti, si unificheranno le note inerenti il volume C (Quadro ambientale) e il volume D (Stima degli impatti). La stima degli impatti si apre, per l’impianto a regime, in una valutazione del contributo del PAI alla rete di teleriscaldamento e, dunque, alla riduzione di emissioni dovute ad impianti di utenze individuali di produzione di calore. Per evidenziare un apporto positivo dell’inceneritore viene proposto un bilancio di massa di alcune emissioni comuni tra caldaie individuali a gas naturale e emissioni dell’inceneritore (e delle caldaie di integrazione). Vengono considerati gli ossidi di azoto, il monossido di carbonio e le PM10. In particolare vengono poi considerati dei fattori di emissione per le caldaie a gas (200 mg/Nmc NOx, 50 mg/Nmc CO, e 1 mg/Nmc per le PM10) nonché i fattori di emissione dell’inceneritore (60 mg/Nmc per NOx, 30 mg/Nmc per CO, 3 mg/Nmc per le PM10; concentrazioni inferiori rispetto ai limiti di legge vigenti e considerate dal proponente come adeguate alle BAT e indicate nella relazione generale e nel quadro progettuale come emissioni attese su media annuale). Nella tabella presente a p. 16 viene proposta la comparazione delle emissioni nei due scenari della rete di teleriscaldamento (con e senza il PAI) considerando in particolare da un lato l’incremento delle emissioni dovuto all’inceneritore e alle caldaie di integrazione e dall’altro la sostituzione delle caldaie individuali con la relativa riduzione delle emissioni. Senza entrare nel merito del contenuto degli scenari e dei calcoli svolti, riprendendo quanto emerge da tale confronto, viene stimato quanto segue : “In termini di bilancio, a scala locale, si prevede dunque : a) la diminuzione delle emissioni di NOx di circa 1,88 ton/anno; b) la diminuzione delle emissioni di CO di circa 41,1 ton/anno; c) l’incremento di emissioni di PM10 di circa 3,06 ton/anno” (Stima degli impatti, p. 15). Il proponente sottolinea inoltre che le emissioni dell’inceneritore avvengono con modalità diverse (tali da favorire la diluizione e la diffusione su una area vasta delle stesse) rispetto a quelle delle caldaie residenziali, ad altezza dal suolo ridotta e in condizioni di minore diluizione, rimandando per una puntuale valutazione di quanto sopra alle modellizzazioni delle ricadute e, sostanzialmente, facendo intendere che, mentre per NOx e CO i valori di massa complessiva sono favorevoli al PAI, 28 Aderiscono al Coordinamento GCR: Medici per l’Ambiente; Greenpeace di Parma; Amici di Beppe Grillo di Parma; Gruppo Famiglie Zona Nord;Girotondi di Parma “Prendiamo la parola” ; Comitato NO all’inceneritore di Colorno-Comitato “No all’inceneritore di Torrile”; G.A.S Terra Terra; Comitato Padano, Comitato Rione Colombo www.gestionecorrettarifiuti.it E.mail: [email protected] per informazioni e contatti : Cinzia – 3463338756 Gestione Corretta Rifiuti GCR ________________________________________________________________________________ il dato negativo delle PM10 finisce per ridursi o annullarsi per effetto delle caratteristiche fisiche della emissione dell’inceneritore e in termini di effettiva ricaduta. Anche se non esplicitato dall’estensore (che non fornisce alcuna lettura sul significato della diminuzione di ossidi di azoto e di monossido di carbonio rispetto all’aumento di PM10 ovvero se, in qualche modo, è meglio – o meno peggio - potendo ipoteticamente scegliere - essere esposti a una quantità maggiore dell’uno o dell’altro contaminante) il lettore potrebbe sbrigativamente sommare le diverse quantità ed ottenere un valore complessivo di riduzione della massa di contaminanti pari a 39,9 ton/anno e ritenersi soddisfatto di tale indicazione). Nella realtà questo confronto è viziato da una logica parziale (e non accettabile) in quanto mette a confronto impianti con emissioni ben diverse, anche se alcuni inquinanti sono identici in quanto connessi a qualunque forma di combustione. Le configurazioni emissive di impianti a gas naturale e impianti di incenerimento non sono di per sé confrontabili in quanto gli inquinanti sono diversi, in primo luogo, qualitativamente: nel caso degli inceneritori gli individui chimici emessi sono molto differenti e maggiori di numero e pericolosità25. Se è in qualche modo possibile confrontare mele con pere, in quanto entrambe appartenenti al “genere” della frutta, tale confronto non potrà che essere parziale (e andrà dichiarato) oppure occorrerà pesare opportunamente le diverse condizioni per trovare una sintetica ma completa descrizione di quanto sotto osservazione. Nel caso in esame non solo il proponente dimentica di avvertire il lettore delle differenze qualitative tra le emissioni degli impianti in esame ma (conseguentemente a tale omissione informativa) considera tre macroinquinanti ma ignora tutti gli altri (anche solo considerando quelli oggetto di rilevazione in continua e periodica)26 ed in particolare i microinquinanti organici e cloroorganici e i metalli. Un metodo comunemente utilizzato (ancorché non standardizzato) in casi simili è quello di utilizzare dei fattori di caratterizzazione definiti Human Toxicity Potential (http) adottati con potenziali di tossicità basati su stime della USEPA e rapportando le singole sostanze a una sostanza di riferimento. 25 Tralasciamo (ma ne ricordiamo l’esistenza) la querelle sulla produzione di PM10 da impianti di combustione alimentati a gas naturale, leggendo uno Studio di impatto ambientale di una qualunque tra i molti progetti di centrali termoelettriche a ciclo combinato a gas naturale si incontrano dichiarazioni apodittiche circa l’assoluta assenza di polveri nelle emissioni (dichiarazioni assunte in passato anche a livello ministeriale e da enti come il CNR) o, ancora, dichiarazioni altrettanto ferme circa la minore presenza di PM10 nelle emissioni delle centrali a gas rispetto all’aria ambiente utilizzata per la combustione. 26 Solo per le sostanze organiche, sono stati identificati oltre 250 distinti individui chimici nei fumi degli impianti di incenerimento per rifiuti urbani, v. Jay K.and Stieglitz L.(1995).Identification and quantification of volatile organic components in emissions of waste incineration plants. Chemosphere 30 (7):1249-1260. 29 Aderiscono al Coordinamento GCR: Medici per l’Ambiente; Greenpeace di Parma; Amici di Beppe Grillo di Parma; Gruppo Famiglie Zona Nord;Girotondi di Parma “Prendiamo la parola” ; Comitato NO all’inceneritore di Colorno-Comitato “No all’inceneritore di Torrile”; G.A.S Terra Terra; Comitato Padano, Comitato Rione Colombo www.gestionecorrettarifiuti.it E.mail: [email protected] per informazioni e contatti : Cinzia – 3463338756 Gestione Corretta Rifiuti GCR ________________________________________________________________________________ In una recente pubblicazione che rivede questo sistema (i potenziali di tossicità sono identici a quelli delle prime valutazioni di questo metodo nel 1999)27per i tre contaminanti considerati nel SIA sono stati proposti i seguenti fattori HTP28 : - biossido di azoto 4,3 monossido di carbonio 0,27 PM10 2,9. Se applichiamo ai valori di incremento/riduzione delle emissioni dei tre inquinanti considerati nello SIA i valori di HTP otterremo il risultato riportato nella tabella che segue : Ossidi di azoto (NO2) Monossido di carbonio PM10 Totale Differenza emissione annua con PAI (t/anno) - 1,88 - 41,1 3,06 - 39,92 Fattore di tossicità (HTP rispetto al fenolo) 4,3 0,27 2,9 Differenza emissioni in tossicità equivalente (fenolo) - 8,084 - 11,097 8,874 - 10,307 Limitando sempre l’esame ai contaminanti considerati il bilancio complessivo, anche in tossicità equivalente, con l’inserimento dell’inceneritore nella rete di teleriscaldamento appare come un beneficio in termini di massa di inquinanti emessi. Se però si incomincia a considerare anche sostanze contenute nelle emissioni dell’inceneritore ma non nelle emissioni di impianti a gas naturale (siano esse centrali di teleriscaldamento o caldaie residenziali) i “conti” cambiano. Nella tabella che segue abbiamo introdotto altri tre macroinquinanti presenti (e da monitorare in continuo) nelle emissioni dell’inceneritore : acido cloridrico, ammoniaca, ossidi di zolfo, calcolando le emissioni annue sulla base delle emissioni attese dichiarate da Enìa. Ossidi di azoto (NO2) Monossido di carbonio PM10 Differenza emissione annua con PAI (t/anno) - 1,88 - 41,1 3,06 Fattore di tossicità (HTP rispetto al fenolo) 4,3 0,27 2,9 Differenza emissioni in tossicità equivalente (ton di fenolo) - 8,084 - 11,097 8,874 27 E. Hertwich, S. Mateles, W. Pease, T. McKone “Am update of the Human Toxicity Potential with special consideration of conventional air pollutants”, Norvegian University of Science and Technology, 2006. 28 Espressi in equivalenti di toluene. 30 Aderiscono al Coordinamento GCR: Medici per l’Ambiente; Greenpeace di Parma; Amici di Beppe Grillo di Parma; Gruppo Famiglie Zona Nord;Girotondi di Parma “Prendiamo la parola” ; Comitato NO all’inceneritore di Colorno-Comitato “No all’inceneritore di Torrile”; G.A.S Terra Terra; Comitato Padano, Comitato Rione Colombo www.gestionecorrettarifiuti.it E.mail: [email protected] per informazioni e contatti : Cinzia – 3463338756 Gestione Corretta Rifiuti GCR ________________________________________________________________________________ Totale - 39,92 - 10,307 Acido cloridrico (*) 5,8 24 139,20 Ammoniaca (*) 5,8 7,5 43,50 Ossidi di zolfo (**) 33,74 6 202,44 Totale parziale + 385,14 Totale + 374,833 (*) Emissione attesa di progetto : 5 mg/Nmc; (**) Emissione attesa di progetto : 30 mg/Nmc; per questo contaminante è stata sottratta una emissione dagli impianti a gas naturale pari a 1 mg/Nmc (0,46 t/anno) Come si può vedere considerando anche solo parte degli altri contaminanti emessi dall’inceneritore il risultato, calcolato in tossicità umana equivalente sulla massa delle emissioni, si ribalta e l’apporto dell’inceneritore è complessivamente e fortemente negativo. Se poi si introducono le sostanze di maggiore tossicità (cancerogeni inclusi), risulta evidente che, in termini di tossicità equivalente, il bilancio è nettamente e fortemente contro l’inceneritore. A titolo di esempio si rammenta che il Mercurio ha un fattore di tossicità equivalente (al fenolo) pari a 1,4E+07 (1,4 * 107) pertanto anche una emissione annua di 0,057 tonnellate (57 kg – concentrazione all’emissione pari a 0,05 mg/Nmc)29 determina una emissione in tossicità equivalente di 714.000 tonnellate di fenolo. Ogni ulteriore commento appare superfluo, ricordiamo ancora che non è accettabile un confronto diretto tra configurazioni che hanno certamente aspetti in comune (alcuni contaminanti) ma che non si caratterizzano unicamente sotto questo profilo. Comparare “pere con mele” nel modo svolto nello SIA di Enìa può avere qualche utilità, ma solo dal fruttivendolo. Il paragrafo successivo, sulla “stima dell’impatto sulla qualità dell’aria”, percorre il medesimo approccio completamente errato, fuorviante e strumentale (oltreché non allineato con le richieste normative in materia). In modo analogo a quanto svolto nella valutazione circa gli scenari della rete di teleriscaldamento senza (“evoluzione spontanea”) e con il PAI l’attenzione ha riguardato esclusivamente i tre inquinanti già citati. L’applicazione del modello diffusionale (Calpuff) con i dati meteclimatici discussi nel Quadro ambientale ai due scenari così predisposti non può che dare conferma della – errata – conclusione relativa al bilancio di massa emissivo e dell’effetto di diluizione (ma estensione dell’area interessata) dei contaminanti per le caratteristiche del punto di emissione dell’inceneritore. In particolare si evidenzia quanto segue : 29 Nella domanda di AIA l’emissione di Mercurio su base annua viene indicata in 0,06 tonnellate. 31 Aderiscono al Coordinamento GCR: Medici per l’Ambiente; Greenpeace di Parma; Amici di Beppe Grillo di Parma; Gruppo Famiglie Zona Nord;Girotondi di Parma “Prendiamo la parola” ; Comitato NO all’inceneritore di Colorno-Comitato “No all’inceneritore di Torrile”; G.A.S Terra Terra; Comitato Padano, Comitato Rione Colombo www.gestionecorrettarifiuti.it E.mail: [email protected] per informazioni e contatti : Cinzia – 3463338756 Gestione Corretta Rifiuti GCR ________________________________________________________________________________ a) i valori di emissione (per i soli tre inquinanti considerati) utilizzati nella modellizzazione sono quelli “attesi” e indicati da Enìa come “medie annuali” come riportati nella tabella che segue (evidenziati in rosso). E’ stata pertanto esclusa ogni considerazione circa emissioni, anche di “breve durata” vicini ai limiti di legge vigente. Ci si aspetta pertanto che i limiti che verranno indicati nella Autorizzazione Integrata Ambientale corrispondano a tale livello di BAT dichiarata dalla impresa e sostituiscano i limiti di legge (possibilità prevista dal Dlgs 59/2005) divenendo pienamente limiti prescrittivi il cui superamento (su base semioraria e/o giornaliera) determini gli interventi correttivi e sanzionatori previsti dal Dlgs 59/2005, dal Dlgs 133/2005 e dal Dlgs 152/2006. In caso contrario (mantenimento dei limiti di legge vigenti nella autorizzazione all’inceneritore) l’utilizzo di tali valori, i risultati della modellizzazione e qualunque considerazione di carattere ambientale e sanitario svolta sugli inquinanti oggetto di valutazione, non potrà che essere ritenuta del tutto inaffidabile. 32 Aderiscono al Coordinamento GCR: Medici per l’Ambiente; Greenpeace di Parma; Amici di Beppe Grillo di Parma; Gruppo Famiglie Zona Nord;Girotondi di Parma “Prendiamo la parola” ; Comitato NO all’inceneritore di Colorno-Comitato “No all’inceneritore di Torrile”; G.A.S Terra Terra; Comitato Padano, Comitato Rione Colombo www.gestionecorrettarifiuti.it E.mail: [email protected] per informazioni e contatti : Cinzia – 3463338756 Gestione Corretta Rifiuti GCR ________________________________________________________________________________ 33 Aderiscono al Coordinamento GCR: Medici per l’Ambiente; Greenpeace di Parma; Amici di Beppe Grillo di Parma; Gruppo Famiglie Zona Nord;Girotondi di Parma “Prendiamo la parola” ; Comitato NO all’inceneritore di Colorno-Comitato “No all’inceneritore di Torrile”; G.A.S Terra Terra; Comitato Padano, Comitato Rione Colombo www.gestionecorrettarifiuti.it E.mail: [email protected] per informazioni e contatti : Cinzia – 3463338756 Gestione Corretta Rifiuti GCR ________________________________________________________________________________ b) Per i dati meteoclimatici utilizzati nella modellizzazione si dichiara di riprendere quelli illustrati nel Quadro ambientale dello SIA. Nello stesso vengono illustrati, in particolare, le caratteristiche delle rose dei venti, la distribuzione delle velocità del vento e la distribuzione in classi di stabilità su base annua (2006). Tra gli input meteorologici che si dichiara di aver utilizzato (pp. 26-27 Stima degli impatti) non si fa cenno alla introduzione e ai valori relativi alle caratteristiche e alla frequenza di condizioni di inversione termica con i relativi effetti di “schiacciamento” delle emissioni verso il suolo. La trattazione appare esclusivamente in termine di medie annue di concentrazione al suolo degli inquinanti considerati (evidenziando i valori massimi come 99,8 percentile) mentre risulta assente l’identificazione, per i diversi scenari, delle condizioni meteoclimatiche con le possibili diverse altezze dello strato di miscelamento e quale sia la condizione (o le condizioni) di worst case (situazioni di maggiore ricaduta al suolo per effetto di condizioni meteoclimatiche sfavorevoli alla diluizione e allontanamento dei contaminanti emessi). Questa parte del SIA, nonostante la sua importanza in relazione all’opera, appare sommariamente trattata, infatti non vi è alcun documento allegato che illustri nel dettaglio input e output della modellizzazione svolta, chiedendo implicitamente al lettore una professione di fede sulla completezza e correttezza dell’elaborazione del modellizzazione.30 Si sottolinea che l’assenza di considerazioni sulle condizioni di inversione termica locale nei modelli di ricaduta portano a non considerare quelle condizioni in cui il pennacchio dell’emissione non riesce a superare lo strato di miscelazione nonostante la spinta dovuta alla temperatura, situazione in cui l’emissione non è in grado di superare lo strato di miscelazione quindi di galleggiare oltre tale quota incrementando di molto la distanza della ricaduta. Stiamo quindi parlando delle condizioni di maggiore criticità a livello locale, condizioni che non emergano dalle simulazioni svolte nonostante la loro importanza in particolare in termini sanitari. c) Oltre a quanto sopra, la principale carenza delle considerazioni sulle ricadute degli inquinanti rimane la parzialità dei contaminanti considerati. La attenzione che l’estensore dello SIA dedica al confronto tra scenari di produzione di calore per la rete di teleriscaldamento, con e senza il PAI, determina l’omissione degli altri contaminanti da considerare e caratteristici dell’incenerimento dei rifiuti. Quanto sopra nonostante che questi contaminanti (in particolare i microinquinanti inorganici – come i metalli pesanti – e organici – PCDD/F, IPA) siano stati considerati nei monitoraggi anteoperam i cui risultati sono riassunti nel Quadro ambientale (capitoli 4.4 e 4.5). 30 Anomala risulta peraltro la “sparizione” di qualunque impatto della centrale Santa Margherita nello scenario con il PAI nonostante questa centrale di teleriscaldamento esistente non sia oggetto di modifiche nello scenario con l’inceneritore attivo. Altrettanta anomala, considerando le rose dei venti – e l’istogramma delle velocità - indicate nel Quadro ambientale, è la quasi totale assenza di ricadute, nello scenario con il PAI, sulle aree residenziali di Parma. L’unica area urbanizzata a residenza interessata dalle ricadute sarebbe l’abitato di Sorbolo. 34 Aderiscono al Coordinamento GCR: Medici per l’Ambiente; Greenpeace di Parma; Amici di Beppe Grillo di Parma; Gruppo Famiglie Zona Nord;Girotondi di Parma “Prendiamo la parola” ; Comitato NO all’inceneritore di Colorno-Comitato “No all’inceneritore di Torrile”; G.A.S Terra Terra; Comitato Padano, Comitato Rione Colombo www.gestionecorrettarifiuti.it E.mail: [email protected] per informazioni e contatti : Cinzia – 3463338756 Gestione Corretta Rifiuti GCR ________________________________________________________________________________ Si tratta di una omissione immotivata e immotivabile, in contrasto con le buone tecniche di valutazione31, con il diritto di conoscenza delle popolazioni esposte e degli enti procedenti nonché delle norme di legge in materia di VIA. Appare palese che le valutazioni sulle emissioni in atmosfera e il livello di ricaduta (da cui partire per le considerazioni relative agli impatti locali e non) deve comprendere uno scenario dedicato al solo impianto di incenerimento (e agli altri impianti del PAI che producono emissioni) e che la modellizzazione debba comprendere tutti gli inquinanti significativi a partire da quelli oggetto di monitoraggio continuo o periodico. Per chi scrive la carenza qui evidenziata risulta essere, di per sé, sufficiente per determinare un esito negativo della VIA sull’opera in esame. d) Oltre alla assenza della considerazione degli inquinanti primari emessi dall’inceneritore si riscontra anche la carenza di qualunque considerazione per gli inquinanti secondari (di cui non v’è traccia, in questa parte dello SIA) ovvero dei contaminanti che si possono produrre per effetto di reazioni chimiche coadiuvate da condizioni meteoclimatiche (radiazione solare, umidità relativa) tra specie emesse allo stato gassoso (ossidi di azoto, di zolfo, ammoniaca, COV) e altre specie presenti nell’atmosfera (ozono, radicali OH-, ecc) . Tra questi quella di maggiore importanza è il particolato secondario che possiede particolari valenze di carattere sanitario. La formazione di polveri fini secondarie come il PM2,5 o inferiori per le dimensioni delle particelle, per la loro composizione (nitrati, solfati, metalli, sali d’ammonio) e per l’azione quale veicolo di sostanze ad elevata tossicità (come IPA e metalli) verso gli alveoli polmonari è incontestabilmente associata a manifestazione di malattie croniche alle vie respiratorie. Nel segnalare questa grave omissione di valutazione si rammenta che da una fonte certamente non sospetta, vengono indicazioni circa il contenuto di uno studio di impatto ambientale relativo a un inceneritore : << A completamento della relazione, è prevista l’analisi dei principali inquinanti derivanti dalla combustione di RSU, corredati dai principali effetti sull’uomo e sull’ambiente. L’analisi verterà su: (OMISSIS) • INQUINANTI PRIMARI: - Ossidi di carbonio (CO2 e CO) - Ossidi di azoto (NOx) - Ossidi di zolfo (SOx) - Polveri sospese 31 A partire dalla norma UNI 10744:1999. 35 Aderiscono al Coordinamento GCR: Medici per l’Ambiente; Greenpeace di Parma; Amici di Beppe Grillo di Parma; Gruppo Famiglie Zona Nord;Girotondi di Parma “Prendiamo la parola” ; Comitato NO all’inceneritore di Colorno-Comitato “No all’inceneritore di Torrile”; G.A.S Terra Terra; Comitato Padano, Comitato Rione Colombo www.gestionecorrettarifiuti.it E.mail: [email protected] per informazioni e contatti : Cinzia – 3463338756 Gestione Corretta Rifiuti GCR ________________________________________________________________________________ - Composti Organici Volatili (COV) e Idrocarburi (Benzene C6H6), IPA, Benzo(a)pirene (C2OH12) - Piombo - Mercurio - Cadmio - Diossine e Furani INQUINANTI SECONDARI E SMOG FOTOCHIMICO - Ozono (O3) - Perossi-acetil-nitrato (PAN) (CH3 (CO)-O-ONO2) - Acido nitrico (HNO3) - Acido Nitroso (HNO2) - Composti organici in fase particellare NO3 (Nitrati) - Formaldeide (HCHO) - Nitro-IPA : 16H9NO2 (2-Nitrofluorantene) - Nitro-IPA : 16H9NO2 (2-Nitrofluorantene) “.32 Oltre a non aver considerato i principali (e caratteristici) inquinanti primari la non considerazione delle componenti secondarie (e il relativo contributo) connesso all’emissione dell’inceneritore oltre a confermare il giudizio di grave incompletezza dello SIA; inficia anche ogni considerazione di carattere sanitario relativa ai possibili effetti sullo stato di salute della popolazione esposta. Si rammenta che, tra gli inquinanti diretti e indiretti, nella fase di scoping il punto 13 della determinazione 3985/2006 richiedeva di considerare “la tematica delle cosiddette nanopolveri e sotto il profilo della comparazione con altre forme emissive … e sotto il profilo dell’abbattimento e del monitoraggio”. Nulla di quanto prescritto su tale argomento è reperibile nei documenti costituenti lo SIA. e) La necessità di estendere (rispetto a quanto svolto nello SIA) l’attenzione a molte altre specie chimiche è stabilito anche dal DLgs 59/2005 ove richiede che l’attenzione nella procedura di valutazione e rilascio della autorizzazione integrata ambientale riguardi (allegato III) Aria: 1. Ossidi di zolfo e altri composti dello zolfo. 32 Relazione finale del progetto di ricerca per il Ministero dell’Ambiente: “Sostenibilità ambientale della termovalorizzazione dei rifiuti solidi urbani. Fase seconda” , maggio 2001 – dicembre 2003, curato dai Proff. Andrea De Lieto Vollaro e Massimo Coppi della Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, Dipartimento di Fisica Tecnica, (pp. 234-235). 36 Aderiscono al Coordinamento GCR: Medici per l’Ambiente; Greenpeace di Parma; Amici di Beppe Grillo di Parma; Gruppo Famiglie Zona Nord;Girotondi di Parma “Prendiamo la parola” ; Comitato NO all’inceneritore di Colorno-Comitato “No all’inceneritore di Torrile”; G.A.S Terra Terra; Comitato Padano, Comitato Rione Colombo www.gestionecorrettarifiuti.it E.mail: [email protected] per informazioni e contatti : Cinzia – 3463338756 Gestione Corretta Rifiuti GCR ________________________________________________________________________________ 2. Ossidi di azoto e altri composti dell'azoto. 3. Monossido di carbonio. 4. Composti organici volatili 5. Metalli e relativi composti. 6. Polveri. 7. Amianto (particelle in sospensione e fibre). 8. Cloro e suoi composti. 9. Fluoro e suoi composti. 10. Arsenico e suoi composti. 11. Cianuri. 12. Sostanze e preparati di cui sono comprovate proprietà cancerogene, mutagene o tali da poter influire sulla riproduzione quando sono immessi nell'atmosfera. 13. Policlorodibenzodiossina (PCDD) e policlorodibenzofurani (PCDF). f) Una completa e dettagliata valutazione delle ricadute (o comunque dell’entità e del livello dei rilasci nell’ambiente) delle emissioni dell’inceneritore è indispensabile per giungere alla possibilità di identificare e quantificare (stimare) le modifiche ambientali indotte dall’opera incluse – mediante una valutazione di rischio – quelle di carattere sanitario. Per riprendere indicazioni di letteratura in merito : << Obiettivo della caratterizzazione dello stato di qualità dell’ambiente, in relazione al benessere ed alla salute umana, è quello di verificare la compatibilità delle conseguenze dirette ed indirette delle opere e del loro esercizio con gli standard ed i criteri per la prevenzione dei rischi riguardanti la salute umana a breve, medio e lungo periodo. Le analisi sono effettuate attraverso: a) l’identificazione e la classificazione delle cause significative di rischio per la salute umana da microorganismi patogeni, da sostanze chimiche e componenti di natura biologica, qualità di energia, rumore, vibrazioni, radiazioni ionizzanti e non ionizzanti, connesse con l’opera; b) l’identificazione dei rischi eco-tossicologici (acuti e cronici, a carattere reversibile ed irreversibile) con riferimento alle normative nazionali, comunitarie ed internazionali e la definizione dei relativi fattori di emissione; c) la descrizione del destino degli inquinanti considerati, individuati attraverso lo studio del sistema ambientale in esame, dei processi di dispersione, diffusione, trasformazione e degradazione e delle catene alimentari; d) l’identificazione delle possibili condizioni di esposizione delle comunità e delle relative aree coinvolte; e) l’integrazione dei dati ottenuti nell’ambito delle altre analisi settoriali e la verifica della compatibilità con la normativa vigente dei livelli di esposizione previsti; f) la considerazione degli eventuali gruppi di individui particolarmente sensibili e dell’eventuale esposizione combinata a più fattori di rischio. >>33 33 Relazione finale del progetto di ricerca “Sostenibilità ambientale della termovalorizzazione dei rifiuti solidi urbani. Fase seconda” (maggio 2001 – dicembre 2003) curato dai Proff. Andrea De Lieto Vollaro e Massimo Coppi della Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, Dipartimento di Fisica Tecnica (p. 203) 37 Aderiscono al Coordinamento GCR: Medici per l’Ambiente; Greenpeace di Parma; Amici di Beppe Grillo di Parma; Gruppo Famiglie Zona Nord;Girotondi di Parma “Prendiamo la parola” ; Comitato NO all’inceneritore di Colorno-Comitato “No all’inceneritore di Torrile”; G.A.S Terra Terra; Comitato Padano, Comitato Rione Colombo www.gestionecorrettarifiuti.it E.mail: [email protected] per informazioni e contatti : Cinzia – 3463338756 Gestione Corretta Rifiuti GCR ________________________________________________________________________________ Nel caso in esame, mentre si è proceduto a una articolata caratterizzazione anteoperam dell’area prossima agli impianti mediante i monitoraggi descritti nel Quadro ambientale quasi nulla è stato sviluppato nel senso descritto e proposto nel documento citato. L’assenza di informazioni e valutazioni di idoneo approfondimento ed estensione determina l’impossibilità di una valutazione del rischio connessa con l’opera. Questo aspetto viene ripreso nella “valutazione del potenziale impatto sanitario” (p. 56 Stima degli impatti – Allegato D2) ma si esaurisce con indicazioni generiche senza un idoneo approfondimento (reso comunque impossibile dall’assenza delle fondamentali informazioni di carattere ambientale come sopra detto). Lo “Studio effetti sanitari” (Allegato D2) si è basato, in particolare, oltre alla acquisizione dei dati sanitari disponibili e aggiuntivi (per i residenti nelle zone limitrofe al nuovo impianto) sulla analisi della letteratura scientifica sull’argomento e sulla “analisi dello studio di impatto ambientale ed in particolare del progetto con formulazione di raccomandazioni di massima ai decisori e suggerimenti per possibili sistemi di mitigazione” (p .3-4 Allegato D2). Nella descrizione della metodologia della “Valutazione di impatto sanitario” (VIS) l’estensore ci ricorda che il secondo step di tale valutazione (dopo la caratterizzazione dello stato di salute della collettività residente nell’ambito territoriale di interessa) necessita di valutazione del rischio articolata su diverse fasi : • • • • Identificazione del pericolo Determinazione di qual è la relazione tra la dose e la risposta Valutazione dell’esposizione Caratterizzazione del rischio L’Allegato D2, a questo punto abbandona tali aspetti e, oltre a indicare alcuni dati per un profilo sanitario della popolazione interessata, si limita a una rassegna della letteratura epidemiologica in materia. In sintesi le conclusioni del relatore in proposito sono che la letteratura epidemiologica34 riconosce, in modo non lineare, degli effetti per i vecchi impianti di incenerimento caratterizzati da elevate emissioni di microinquinanti organici ed in particolare PCDD/F. Evidenzia diversi problemi metodologici, dalla formazione della coorte sottoposta ad analisi, al problema del discrimine tra esposizioni dovute ad impianti di incenerimento e altri fattori compresenti, nel complesso conclude che “è possibile affermare che gli approcci epidemiologici attualmente applicati trovino i maggiori limiti proprio nell’incapacità di determinare a) l’effettivo e specifico impatto degli impianti sulle concentrazioni degli inquinanti, così come b) il reale contributo all’esposizione umana indipendentemente da altri fattori generali” (p 13 Allegato D2) e comunque sono di carattere retrospettivo e non possono essere applicati per nuovi impianti. 34 Nell’allegato 2 manca una completa bibliografia degli studi citati che sono richiamati solo sommariamente col nome dell’autore e l’anno. 38 Aderiscono al Coordinamento GCR: Medici per l’Ambiente; Greenpeace di Parma; Amici di Beppe Grillo di Parma; Gruppo Famiglie Zona Nord;Girotondi di Parma “Prendiamo la parola” ; Comitato NO all’inceneritore di Colorno-Comitato “No all’inceneritore di Torrile”; G.A.S Terra Terra; Comitato Padano, Comitato Rione Colombo www.gestionecorrettarifiuti.it E.mail: [email protected] per informazioni e contatti : Cinzia – 3463338756 Gestione Corretta Rifiuti GCR ________________________________________________________________________________ La relazione conclude che : • • • “è stata analizzata la proposta oggetto di VIS” (senza però alcuna VIS sulla proposta); “è stata identificata e caratterizzata la popolazione potenzialmente esposta”; “è stata prevista l’identificazione e la caratterizzazione dei rischi potenziali ai fini dell’impatto sanitario che hanno mostrato come l’aria atmosferica sia di gran lunga il fattore ambientale più rilevante” , ma valutazioni di dettaglio, relative ai diversi contaminanti presi in considerazione, non sono state reperite nella relazione in questione; nonostante tali limitazioni evidenti e nonostante non si sia neppure tentato una valutazione del rischio il relatore conclude (p. 29 dell’Allegato D2) con delle “raccomandazioni ai decisori” nei termini che seguono che si commentano contestualmente: • • “previsione di un sistema di monitoraggio analitico degli inquinanti atmosferici considerando i modelli di ricaduta e le sostanze più direttamente correlate con la salute dell’uomo (articolato ed in particolare polveri sottili, ossidi di azoto, ossido di carbonio, diossine)” , a parte l’incompletezza lampante degli inquinanti di importanza sanitaria si rileva che tale raccomandazione segue alla carenza della applicazione dei modelli di ricaduta che, evidentemente, è sfuggita al relatore; Previsione di monitoraggi del rumore, dei flussi di traffico per il conferimento dei rifiuti, del periodo di apertura del cantiere. Le conclusioni della relazione, nonostante si presenti in termini sanitari, va oltre e appare una approvazione a tutto campo dell’impianto, in quanto : • • • “l’analisi del progetto consente di affermare che sono state previste tutte le tecnologie oggi disponibili per ridurre al minimo l’emissione di inquinanti e quindi i rischi per la salute umana” , nell’Allegato D2 non si è trovata traccia alcuna di tale analisi; “Le alternative illustrate nei diversi scenari di riferimento mostrano che l’impatto sulle componenti ambientali è molto bassa facendo ritenere trascurabile il contributo del nuovo impianto di termovalorizzazione sull’inquinamento atmosferico della zona oggetto dell’insediamento” , considerando le carenze degli “scenari di riferimento” già illustrate non è chiaro come siano possibili tali conclusioni, tenendo conto che in tali alternative (i due scenari di configurazione degli impianti di produzione del calore per la rete di teleriscaldamento) non sono stati semplicemente presi in considerazione le sostanze con maggiore criticità sanitaria (oggetto invece della letteratura epidemiologica esaminata, citata e commentata dal relatore dell’Allegato D2); “i dati di letteratura indicano che non vi sono risultati univoci riguardo eventuali effetti sanitari nelle popolazioni residenti nei pressi di impianti di incenerimento” 39 Aderiscono al Coordinamento GCR: Medici per l’Ambiente; Greenpeace di Parma; Amici di Beppe Grillo di Parma; Gruppo Famiglie Zona Nord;Girotondi di Parma “Prendiamo la parola” ; Comitato NO all’inceneritore di Colorno-Comitato “No all’inceneritore di Torrile”; G.A.S Terra Terra; Comitato Padano, Comitato Rione Colombo www.gestionecorrettarifiuti.it E.mail: [email protected] per informazioni e contatti : Cinzia – 3463338756 Gestione Corretta Rifiuti GCR ________________________________________________________________________________ • “la maggior ricaduta emissiva è prevista solo nella zona limitrofa all’inceneritore che risulta a bassa densità abitativa” , a parte la professione di fede, non condivisa, nei confronti di quanto indicato nello SIA; si rammenta che – attualmente – l’area (come le aree limitrofe anche in futuro) sono a prevalente destinazione agricola, come già detto, su un aspetto, da anni, sono concordi gli studi sulla ricadute delle emissioni degli inceneritori dei microcontaminanti organici ed in particolare le PCDD/F : che l’esposizione umana arriva fino al 95 % (a seconda delle caratteristiche territoriali) attraverso la matrice alimentare; • “Le previsioni di effetti sulla salute non indicano particolari rischi aggiuntivi anche se un analitico monitoraggio negli anni appare opportuno” , non è chiaro ove siano reperibili specifiche previsioni di effetti per l’impianto in questione, ove tali previsioni emergano da valutazioni indotte dagli studi epidemiologici considerati la proposta indica soltanto la opportunità di utilizzare come cavie la popolazione parmense. In sintesi, la caratteristica peculiare della relazione Allegato D2 (per quanto è possibile leggervi in quanto le valutazioni extratesto non sono conoscibili) è di fondare le conclusioni tranquillizzanti sulle conclusioni non univoche degli studi epidemiologici comunque retrospettivi (riferiti a impianti delle precedenti generazioni tecnologiche). Si ritiene opportuno segnalare che anche studi recenti35 hanno ribadito quanto pesantemente gli interessi economici possano influenzare la salute pubblica e come errori negli studi epidemiologici possono sottostimare le conseguenze sulla collettività. Negli ultimi anni è stata prestata maggiore attenzione agli effetti non neoplastici, in particolare (per le diossine e in genere per i disturbatori endocrini) e alla emissione di polveri e ossidi di azoto. Questi effetti sono ricordati dall’estensore dell’Allegato D2 in particolare in merito a uno studio giapponese 36, oltre a quello citato ve ne è un altro svolto su 450.807 bambini da 6 a 12 anni da Osaka che ha evidenziato una relazione statisticamente significativa fra vicinanza della scuola e sintomi quali difficoltà di respiro, mal di testa, disturbi dello stomaco, stanchezza. Probabilmente anche questo studio può essere sbrigato dall’estensore dell’Allegato D2 come non rigorosi scientificamente. Anche nel campo delle neoplasie studi recenti hanno confermato la significatività della correlazione con aumenti correlati alla esposizione da emissioni di inceneritori (in particolare per linfomi non Hodgkin – LNH, tumori polmonari, neoplasie infantili e sarcomi).37 Dalla studio connesso con l’iniziativa Enhance Health per quanto concerne l’area investigata intorno agli inceneritori di Coriano (Forlì) l’estensore dell’Allegato D2 (p. 22) nel citarlo riporta solo che “su determinati istotipi tumorali, quali le neoplasie maligne della pleura , si evidenziava di contro (ai risultati di mortalità generale della coorte dei residenti, ndr) un apparente eccesso di 35 Huff J, “Industry influence on occupational and environmental public health” Int. J. Occup. Environ. Health, 2007. Nell’allegato D2 viene citato come Yoshida et al (2005), qui si fa riferimento allo studio Miyake Y et al. “Relation between distance of school from the nearst municipal waste incineration plant and child health in Japan”, Europ. Jour. of Epidemiology, 2005, 20 : 1023-1029. 37 Institut de Veille Sanitaire – “Etude d’incidence des cancers à proximité des usines d’incinération d’ordure ménagères” http:/www.invs.sante.fr/publications/2006. 36 40 Aderiscono al Coordinamento GCR: Medici per l’Ambiente; Greenpeace di Parma; Amici di Beppe Grillo di Parma; Gruppo Famiglie Zona Nord;Girotondi di Parma “Prendiamo la parola” ; Comitato NO all’inceneritore di Colorno-Comitato “No all’inceneritore di Torrile”; G.A.S Terra Terra; Comitato Padano, Comitato Rione Colombo www.gestionecorrettarifiuti.it E.mail: [email protected] per informazioni e contatti : Cinzia – 3463338756 Gestione Corretta Rifiuti GCR ________________________________________________________________________________ mortalità .. e di incidenza … per la popolazione maschile residente. A causa della limitata casistica (10 casi complessivi), della relativa rarità delle neoplasie, e della nota, forte associazione con l’attività lavorativa – non indagata dal disegno dello studio quest’ultimo risultato sarebbe meritevole di più accurata e critica indagine come del resto segnalato dagli autori”. In realtà lo studio in questione ha indagato anche la realtà ungherese di Dorog ove è presente un inceneritore per rifiuti tossici dal 1980 (da 30.000 t/a). L’analisi della mortalità e morbilità in una area di 30 km ha evidenziato per i maschi aumenti statisticamente significativi di tumori al colon-retto, eventi cardiaci, patologie cerebro-vascolari e malattie polmonari croniche. Per le femmine un aumento significativo per eventi cerebrovascolari. Inoltre la mortalità per patologie polmonari croniche registra un progressivo incremento fino a 15 km dall’impianto. Nel caso di Forlì, contrariamente a quanto scritto nell’Allegato D2, emergono eccessi statisticamente significativi nelle femmine sia nella mortalità complessiva38 che nella mortalità per tumori, coerentemente con l’aumento dell’esposizione, tra + 17 % e + 54 % (con particolare riferimento ai tumori al colon-retto, allo stomaco, alla mammella). Questa situazione è ammessa dagli estensori del rapporto in questione “analizzando le singole cause, sono stati riscontrati alcuni eccessi di mortalità e incidenza da considerare con maggiore attenzione. Infatti è stato riscontrato nelle donne un eccesso di mortalità per tumori dello stomaco, colon retto, mammella e tutti i tumori” , ciò nonostante il rapporto si conclude (probabilmente sarà questa la parte presa in considerazione dall’estensore dell’Allegato D2) affermando che “lo studio epidemiologico dell’area di Coriano Forlì nell’analisi dell’intera coorte per livelli di esposizione ambientale potenzialmente attribuibili agli impianti di incenerimento (tracciante metalli pesanti) con aggiustamento per livello socio-economico della popolazione, non mostra eccessi di mortalità generale e di incidenza di tutti i tumori”.39 Da ultimo, non abbiamo trovato specifiche indicazioni da parte del relatore dell’Allegato D2 (Prof. Carlo Signorelli) circa l’assenza o la presenza di conflitti di interesse nei confronti dei soggetti in ogni modo interessati alla realizzazione dell’impianto in progetto.40 In merito alla analisi di rischio ambientale/sanitario si rammenta che vi sono diverse metodologie proposte41, comunque sia - una volta definita la concentrazione della o delle sostanze nell'ambiente e calcolata la dose che può giungere complessivamente al ricettore mediante le diverse matrici – i metodi proposti si fondano sull'ipotesi della esistenza di una relazione dose-risposta ovvero di una 38 Aumento per le donne di rischio di morte per tutte le cause associato ad esposizione a metalli pesanti, tra + 7 % e + 17 %. 39 Report finale Progetto Europeo “Enhance Health”, Interreg IIIC East Program. 40 E’ opportuno che tale condizione sia esplicitata, anche ove non vi siano palesi conflitti come nel caso del Prof. Umberto Veronesi che, da un lato, dichiara in un programma televisivo che l’incenerimento dei rifiuti è innocuo e, dall’altro, è possibile visionare sul sito web della Fondazione omonima che tra i finanziatori della stessa vi è la multinazionale francese Veolia che, tra l’altro, costruisce e gestisce impianti di incenerimento. 41 Alcune delle quali sviluppate anche a livello di software riconosciuti come ROME o GIUDITTA e utilizzati per l’analisi di rischio delle attività di bonifica di siti contaminati. 41 Aderiscono al Coordinamento GCR: Medici per l’Ambiente; Greenpeace di Parma; Amici di Beppe Grillo di Parma; Gruppo Famiglie Zona Nord;Girotondi di Parma “Prendiamo la parola” ; Comitato NO all’inceneritore di Colorno-Comitato “No all’inceneritore di Torrile”; G.A.S Terra Terra; Comitato Padano, Comitato Rione Colombo www.gestionecorrettarifiuti.it E.mail: [email protected] per informazioni e contatti : Cinzia – 3463338756 Gestione Corretta Rifiuti GCR ________________________________________________________________________________ relazione tra la dose ricevuta e l'incidenza di un effetto negativo calcolabile sulla salute di una popolazione esposta. Occorre pertanto tener conto dell'intensità dell'esposizione, della durata dell'esposizione nel corso della vita media di un individuo e di altre variabili che possono condizionare la risposta, come il sesso, l'età, lo stile di vita etc (e, quindi conoscere non solo il numero di persone residenti ma le loro caratteristiche sociali e sanitarie). Non va dimenticato che tali analisi (qui comunque neppure tentate) comportano importanti livelli di incertezza per il numero e la difficoltà di definizione dei parametri e la difficoltà di individuare modelli concettuali all’altezza della complessità dei processi da rappresentare. In particolare la valutazione dose-risposta è basata di norma sulla estrapolazione da alte a basse dosi e da dati sperimentali sugli animali all'uomo, e sono tutt'ora fonte di discussione scientifica. Per le sostanze cancerogene, come le PCDD/F, vi è inoltre il problema della incertezza della reale definizione di una curva dose-risposta reale ovvero della esistenza di una "soglia" al di sotto della quale si possono escludere effetti (probabilità incrementali) oncogeni. I punti critici di una tale procedura sono costituiti dalla definizione delle “dosi accettabili” (scientificamente un controsenso per le sostanze cancerogene) e dai modelli di trasporto-destino al recettore di un contaminante in quanto le variabili sono molteplici e occorre necessariamente procedere per approssimazioni soprattutto – come nel nostro caso – non si dispongono di dati ambientali e territoriali completi. Gli estensori dello SIA ci hanno comunque esonerati da discussioni inerenti il livello, i percorsi di esposizioni, la dose che può raggiungere la popolazione esposta, gli effetti sanitari di tale esposizione in quanto nessuna conoscenza in proposito è contenuta nella stima degli impatti. Quanto fin qui detto vale anche per gli aspetti connessi agli impatti sulla filiera agroalimentare proprio in quanto la principale via di esposizione di microinquinanti (PCDD/F in primis) riconosciuta nella letteratura scientifica in materia è proprio la catena alimentare. Rammentiamo a tale proposito che vi sono stati diversi eventi di contaminazione alimentare da diossine certamente dovute ad emissioni di impianti di incenerimento (ancorché “vecchi”). << La rivista italiana “L’informatore Agrario” 42 a suo tempo ha parlato di “un’indagine del Ministero dell’Agricoltura francese da cui risulta che tassi allarmanti di diossina sono stati riscontrati negli scorsi mesi nel latte prodotto in 34 dei 95 Dipartimenti del Paese. In tre Dipartimenti del Nord – l’area a maggiore vocazione lattiera – il tasso riscontrato è superiore a 3 picogrammi per grammo di grassi dei prodotti lattiero-caseari analizzati, rispetto ad un valore di riferimento che non dovrebbe superare 1 picogrammo, mentre a 5 picogrammi scatta la proibizione del consumo. La diossina dispersa nell’atmosfera appare dovuta all’attività degli inceneritori; 40 impianti di incenerimento dei rifiuti urbani, secondo il Ministero dell’Ambiente, non sarebbero in 42 N. 37 del 26.09.1997, p. 48. 42 Aderiscono al Coordinamento GCR: Medici per l’Ambiente; Greenpeace di Parma; Amici di Beppe Grillo di Parma; Gruppo Famiglie Zona Nord;Girotondi di Parma “Prendiamo la parola” ; Comitato NO all’inceneritore di Colorno-Comitato “No all’inceneritore di Torrile”; G.A.S Terra Terra; Comitato Padano, Comitato Rione Colombo www.gestionecorrettarifiuti.it E.mail: [email protected] per informazioni e contatti : Cinzia – 3463338756 Gestione Corretta Rifiuti GCR ________________________________________________________________________________ regola, e quindi continuano sistematicamente a contaminare i pascoli. L’indagine si sta anche estendendo ai tassi di diossina nelle uova e nelle carni”. Lo studio in oggetto 43 pubblicizzato dal CNIID (Centre National d’Information Indépendante sur les Déchets) ha verificato che 40 prodotti analizzati (20 formaggi, 8 di burro, 12 di prodotti freschi) erano tutti contaminati da diossine. Il calcolo della razione giornaliera riferita in particolare a neonati ha evidenziato un superamento dei limiti individuali fissati dal Ministero della Sanità (ovvero 1 picogrammo di diossina per chilogrammo di peso corporeo al giorno): infatti un bambino di 10 anni del peso di 30 kg, stando a tale limite, non deve ingerire più di 30 picog/kg al giorno, mentre ipotizzando una razione giornaliera di 500 ml di latte, due porzioni di burro da 10 g, due yogurt da 150 ml e due porzioni di formaggio da 30 g si troverebbe a ingerire tra 156 e 92 pg di TCDDeq al giorno (corrispondenti ai prodotti a maggiore contaminazione e a quelli a contaminazione media). A tale esposizione, continua questo studio, va aggiunta quella derivante da altri alimenti a base di grassi animali in cui si è accertata la maggiore contaminazione da diossine; tale apporto supplementare è in grado di raddoppiare l’esposizione – sempre per un bambino di 10 anni - quello derivante dai prodotti lattiero-caseari. Le zone studiate e che hanno evidenziato il superamento dei limiti di contaminazione da diossine, stabiliti dal Ministero della Sanità francese sono stati i dipartimenti di Seine-Maritime e Pas-deCalais per il latte, quelli di Deux-Sevres e Somme per il burro, Aisne, Calvados, Gironde, LoireAtlantique, Nord, Sarthe per i prodotti freschi (creme, dessert), Ariege, Calvados, Doubs, Drome, Finistere, Manche, Mayenne, Meuse, Orne, Haut-Rhin, Haute-Savoie, Seine-et-Marne, Vendee per i formaggi. Le prefetture, a suo tempo, hanno vietato a sedici aziende agricole la vendita del latte prodotto e sono stati chiusi gli inceneritori di Halluin, Wasquehal e Sequedin (zona di Lille) assieme a quello di Maubeuge, nel nord del paese, dove si è accertato il superamento di 1.000 volte il vigente limite previsto dalle direttive dell’Unione Europea sulle diossine. Analoghe verifiche sono state svolte ripetutamente in Belgio per l’impianto di Anversa come per quelli di Weurt e Lathum in Olanda. In Olanda, è utile ricordarlo, nel 1989 l’inceneritore di Rotterdam fu spento e la produzione di latte del circondario fu distrutta per diversi anni per l’elevata presenza di diossine. In alcuni casi si sono verificate contaminazioni tra 11 e 14 nanog/l in TCDDeq a fronte di un limite massimo fissato in Olanda a 0,1 nanog/l; questo inquinante ha interessato anche in aziende di agricoltura biologica considerate – erroneamente - al di fuori dell’area “a rischio”. >> Altri studi hanno evidenziato differenze, in generale, tra zone senza e con fonti contaminanti per PCDD, PCDF e PCB comprensivi di inceneritori per rifiuti. Ad esempio in Germania la differenza rilevata è tra “valori di fondo”, negli anni ’90, nel latte bovino pari a 0,6-1,54 pg/g/sostanza grassa a 5,0-5,7 pg/g/sostanza grassa nei pressi di inceneritori, in Olanda tra “valori di fondo” sempre per il latte pari a 0,38-2,5 pg/g/sostanza grassa a 5,1-13,5 43 Direction générale de l’alimentation “Resultats du plan de surveillance de la contamination des produits laitiers per les dioxines”, 28 mai 1997. 43 Aderiscono al Coordinamento GCR: Medici per l’Ambiente; Greenpeace di Parma; Amici di Beppe Grillo di Parma; Gruppo Famiglie Zona Nord;Girotondi di Parma “Prendiamo la parola” ; Comitato NO all’inceneritore di Colorno-Comitato “No all’inceneritore di Torrile”; G.A.S Terra Terra; Comitato Padano, Comitato Rione Colombo www.gestionecorrettarifiuti.it E.mail: [email protected] per informazioni e contatti : Cinzia – 3463338756 Gestione Corretta Rifiuti GCR ________________________________________________________________________________ pg/g/sostanza grassa per zone con inceneritori, in Gran Bretagna sono stati riscontrati – nel latte valori pari a 3,0-7,1 pg/g/sostanza grassa presso impianti di incenerimento44. Si rammenta che anche gli studi dell’OMS hanno evidenziato differenze consistenti tra livelli di PCDD, PCDF e PCB nel latte umano tra zone industrializzate (10-35 pg/TEq/grammo di sostanza grassa) e zone non industrializzate (< 10 pg/Teq/grammo di sostanza grassa)45 oltre alla nota contaminazione delle popolazioni Inuit del circolo polare artico, i quali, nonostante non hanno fonti industriali di PCDD e PCDF possiedono elevati valori di questi contaminanti – grazie all’estensione planetaria della contaminazione di questi e altri tossici - anche a causa della alimentazione di questa popolazione fondata su cibi grassi. La più recente vicenda (16.12.2007) della contaminazione di diossine nel latte prodotto da tre fornitori della Centrale del Latte di Brescia (concentrazione molto vicina al limite di 3 picog/g) ha riproposto la questione anche se non è stata ancora definita la fonte dei contaminanti. Non può stupire quindi che le norme in materia di produzione agricola (DLgs 228/2001) si siano preoccupate di tutelare le produzioni di pregio dalla vicinanza di impianti di smaltimento/trattamento rifiuti come segue: Art. 21. Norme per la tutela dei territori con produzioni agricole di particolare qualita' e tipicita' 1. Fermo quanto stabilito dal decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22, come modificato dal decreto legislativo 8 novembre 1997, n.389, e senza nuovi o maggiori oneri a carico dei rispettivi bilanci,lo Stato, le regioni e gli enti locali tutelano, nell'ambito delle rispettive competenze: a) la tipicita', la qualita', le caratteristiche alimentari e nutrizionali, nonche' le tradizioni rurali di elaborazione dei prodotti agricoli e alimentari a denominazione di origine controllata (DOC), a denominazione di origine controllata e garantita (DOCG), a denominazione di origine protetta (DOP), a indicazione geografica protetta (IGP) e a indicazione geografica tutelata (IGT); b) le aree agricole in cui si ottengono prodotti con tecniche dell'agricoltura biologica ai sensi del regolamento (CEE) n. 2092/91 del Consiglio, del 24 giugno 1991; c) le zone aventi specifico interesse agrituristico. 2. La tutela di cui al comma 1 e' realizzata, in particolare, con: a) la definizione dei criteri per l'individuazione delle aree non idonee alla localizzazione degli impianti di smaltimento e recupero dei rifiuti, di cui all'articolo 22, comma 3, lettera e), del decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22, come modificato dall'articolo 3 del decreto legislativo 8 novembre 1997, n. 389, e l'adozione di tutte le misure utili per perseguire gli obiettivi di cui al comma 2 dell'articolo 2 del medesimo decreto legislativo n. 22 del 1997; b) l'adozione dei piani territoriali di coordinamento di cui all'articolo 15, comma 2, della legge 8 giugno 1990, n. 142, e l'individuazione delle zone non idonee alla localizzazione di impianti di 44 Dato del 1997. Altri dati possono essere reperiti, anche per altri tossici e per altri alimenti, in M.Allsopp et al. “Reciper for disaster. A review of persistent organic pollutants in food”, University of Exeter, marzo 2000. 45 V. WHO European Centre for Environment and Health “Contamination with Dioxin of some belgian food products”, giugno 1999 e “Assessment of the health risk of dioxins: re-evaluation of the Tolerable Daily Intake (TDI”, WHO consultation, 25-29 maggio 1998, Geneve. 44 Aderiscono al Coordinamento GCR: Medici per l’Ambiente; Greenpeace di Parma; Amici di Beppe Grillo di Parma; Gruppo Famiglie Zona Nord;Girotondi di Parma “Prendiamo la parola” ; Comitato NO all’inceneritore di Colorno-Comitato “No all’inceneritore di Torrile”; G.A.S Terra Terra; Comitato Padano, Comitato Rione Colombo www.gestionecorrettarifiuti.it E.mail: [email protected] per informazioni e contatti : Cinzia – 3463338756 Gestione Corretta Rifiuti GCR ________________________________________________________________________________ smaltimento e recupero dei rifiuti ai sensi dell'articolo 20, comma 1, lettera e), del citato decreto legislativo n. 22 del 1997, come modificato dall'articolo 3 del decreto legislativo n. 389 del 1997. La localizzazione del PAI è avvenuta in una area considerata esplicitamente come idonea da parte del PPGR, pertanto tali limitazioni sono di fatto superate, ovviamente non è da considerasi superata, a questo punto, la incompatibilità di produzioni agricole di pregio nei pressi dell’inceneritore ponendo mente che le norme sulle produzioni agricole (in particolare “biologiche”) sono in una fase di revisione e, con ogni probabilità, diverranno più restrittive per quanto concerne le componenti ambientali territoriali oggi non considerate 46 I valori di riferimento (per i prodotti caseari, il foraggio ecc) contenuti in direttive e regolamenti UE47 riportati nel Quadro ambientale e oggetto delle rilevazioni ante operam derivano (per quanto concerne PCDD/F e PCB diossina simili e non) in buona parte proprio dagli eventi sopra ricordati. Il documento “Analisi dei potenziali effetti sulle produzioni agricole e agroindustriali indotti dal termovalorizzatore” a cura del C.R.P.A. di Reggio Emilia (allegato C4 dello SIA) nonostante il titolo, allo stato dello studio (“Stato di avanzamento a giugno 2007”) non propone alcuna analisi (stima) degli effetti ma esclusivamente presenta i risultati su diversi matrici (suolo, foraggi, cereali, latte) presso diversi punti (e aziende del comparto) nell’area limitrofa all’impianto e qui si ferma; probabilmente rinviando la questione a futuri monitoraggi. Nessuna stima degli effetti di accumulo (per quali sostanze e in quali termini) viene presentata in tale studio né in altre parti dello SIA, d’altronde non avendo a disposizione una stima della ricaduta atmosferica a livello del suolo dei contaminanti bioaccumulabili prodotti dall’inceneritore non si vede come poteva essere possibile una qualunque valutazione in merito che è pertanto da considerare come assente. Nel complesso l’assenza di una analisi di rischio evidenzia anche l’assenza di un aspetto specifico che Enìa si era impegnata a sviluppare nello scoping (v. pp 137-141 Relazione di Scoping) fino a definire nel paragrafo “atmosfera” una voce relativa alla “descrizione dell’aumento della esposizione umana ad inquinanti nell’atmosfera” che non esiste nel volume D stima degli impatti. 46 Il Regolamento comunitario 1804/1999 esplicita, allo stato, solo per gli alveari l’obbligo di “mantenere una distanza sufficiente da qualsiasi fonte di produzione non agricola potenzialmente contaminanti quali centri urbani, autostrade, aree industriali, discariche, inceneritori di rifiuti, ecc. Le autorità o gli organismi di controllo stabiliscono misure volte ad assicurare il rispetto di tale requisito.” 47 La Raccomandazione 88/2006 ha introdotto obiettivi di riduzione delle diossine e dei PCB ulteriori rispetto al regolamento 199/2006 .: ad esempio per il latte si passa da 3 picog/g di grasso OMS-PCDD/F TEQ (indicati a p. 256 del Quadro ambientale) a 2 picog/g di grasso OMS-PCDD/F TEQ (come comunque ricordato nell’Allegato C4 (p. 17). Le norme europee sono l’applicazione, nel comparto, della COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL CONSIGLIO, AL PARLAMENTO EUROPEO E AL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE Strategia comunitaria sulle diossine, i furani e i bifenili policlorurati [COM(2001) 593 definitivo 45 Aderiscono al Coordinamento GCR: Medici per l’Ambiente; Greenpeace di Parma; Amici di Beppe Grillo di Parma; Gruppo Famiglie Zona Nord;Girotondi di Parma “Prendiamo la parola” ; Comitato NO all’inceneritore di Colorno-Comitato “No all’inceneritore di Torrile”; G.A.S Terra Terra; Comitato Padano, Comitato Rione Colombo www.gestionecorrettarifiuti.it E.mail: [email protected] per informazioni e contatti : Cinzia – 3463338756 Gestione Corretta Rifiuti GCR ________________________________________________________________________________ Nel volume D tale voce viene praticamente “assorbita” nel paragrafo 2.2.2 “Stima dei possibili effetti futuri sulla salute e possibili mitigazioni”, stima non supportata, come già detto, da una analisi di rischi. Il proponente arriva a rimangiarsi degli impegni da lui stesso presi nella fase di scoping, approvati nella determinazione provinciale e dunque prescrittivi. Singolare è la presentazione della funzione del corridoio ecologico del Canale Naviglio ovvero la realizzazione di “una superficie a verde di circa 33 ettari, intensamente piantata che sarà studiata in modo da contribuire in modo significativo alla rimozione di inquinanti dell’atmosfera” (p. 100 Relazione di scoping). Sia nella relazione citata che nella relazione generale e nelle Stime degli impatti (PP. 47 – 53 e Allegato D1) questo intervento (la riforestazione concerne 25 ettari complessivi) viene presentato come misura “di riequilibrio delle funzioni naturali” (p. 275 Quadro progettuale), con funzioni “depurative”, con valenze positive tanto sul ciclo delle acque che su quello del benessere psicologico prevedendo un “approccio scientifico” visto che “risulta evidente l’importanza degli effetti esercitati dalla vegetazione del parco in termini di mitigazione dell’inquinamento atmosferico” (p. 103 Relazione di scoping). In primo luogo va precisata che l’intervento di riforestazione ha una valenza di tipo esclusivamente compensativa (parziale): a fronte dell’incremento di emissioni dovuto all’inceneritore e agli altri impianti PAI, l’intercettazione e l’abbattimento “di una quota degli inquinanti non dispersi” (unitamente alle altre funzioni assegnate al parco). Questo in quanto, stando ai risultati delle modellizzazioni delle ricadute delle emissioni la zona ove verrà realizzato il bosco è solo marginalmente investita dalla ricaduta, pertanto le principali funzioni di “abbattitore” di polveri o altri contaminanti verranno svolte principalmente in relazione ad altre fonti, presenti o future, nell’area limitrofa al PAI. L’ “approccio scientifico” anticipato nella relazione di scoping emerge dall’Allegato D1 “Studio inerente l’abbattimento del PM10 da parte del sistema del verde previsto nel PAI e nell’area confinante attraversata dal Canale Naviglio”. In sintesi questo studio, in relazione alle modalità della deposizione di contaminanti, alle caratteristiche delle specie arboree e alla loro estensione nonché sulla base della letteratura in materia, stima “una capacità mitigatrice potenziale della vegetazione complessiva in esame … riferita alla deposizione secca di ca. 1.050 kg annui di PM10” (v. p. 52 Stima degli impatti) a fronte, lo ricordiamo, di una stima di emissione annua dall’inceneritore di 3.420 kg di PM10. Mancano stime per altri contaminanti e risultano assenti delle valutazioni (promesse nella Relazione di scoping –v. p. 101-102) relative al “risparmio energetico quantificabile come mancate emissioni di CO2”, il tema delle emissioni di gas ad effetto serra è praticamente assente dallo SIA. Anche se chi scrive ritiene eccessivo richiedere una stima degli effetti psicologici (citati ma non quantificati nello SIA) si evidenzia che, in caso di valutazioni in tal senso, andrebbero anche valutati gli effetti psicologici negativi correlati con strutture invasive come un impianto di 46 Aderiscono al Coordinamento GCR: Medici per l’Ambiente; Greenpeace di Parma; Amici di Beppe Grillo di Parma; Gruppo Famiglie Zona Nord;Girotondi di Parma “Prendiamo la parola” ; Comitato NO all’inceneritore di Colorno-Comitato “No all’inceneritore di Torrile”; G.A.S Terra Terra; Comitato Padano, Comitato Rione Colombo www.gestionecorrettarifiuti.it E.mail: [email protected] per informazioni e contatti : Cinzia – 3463338756 Gestione Corretta Rifiuti GCR ________________________________________________________________________________ incenerimento (e una selva di capannoni industriali come previsto nello SPIP dell’inceneritore e in quelli limitrofi). Alcune note inerenti i contenuti della domanda di Autorizzazione Integrata Ambientale La documentazione inerente l’AIA è costituita sostanzialmente dalla relazione tecnica e dalle schede descrittive prescritte dalla normativa . La relazione tecnica riprende in termini descrittivi la Relazione generale e il Quadro progettuale oltre a presentare una analisi della coerenza progettuale con le MTD/BAT di settore. Gli aspetti progettuali già commentati a proposito del Quadro progettuale non verranno ripresi se non per gli aspetti che seguono. Nella domanda di AIA vengono presentate dei dati di taglia in parte differenti rispetto alla documentazione dello SIA. In particolare si afferma che i rifiuti trattati (valore nominale per ogni linea) sono pari a 8,125 t/h (con riferimento a un rifiuto con p.c.i. pari a 15.850 kJ/kg) nello SIA si parla invece di linee da 8,5 t/h (con un p.c.i. pari a 15.803). Se questa può sembrare una differenza limitata si evidenzia che la quantità di fumi emessi viene stimata nell’AIA pari a 82.600 Nmc/h (fumi secchi)48 per linea mentre nel SIA è indicata in 75.000 Nmc/h, sul valore inferiore sono state condotte le stime relative all’impatto atmosferico dell’inceneritore. Il diagramma di combustione presentato a p. 32 della Relazione tecnica della domanda di AIA mostra l’ampio range del rapporto tra p.c.i. dei rifiuti alimentati e quantità inceneribili dato il carico termico dei forni (non viene indicato il fattore di utilizzo degli stessi), variabile tra 6,5 t/h e 11,5 t/h per linea. Inoltre il fattore di emissione pari a quasi 10.200 Nmc/t di rifiuto combusto appare elevato rispetto al p.c.i. di riferimento. Per gli impianti di stoccaggio rifiuti pericolosi e di trattamento (selezione) per il recupero dei rifiuti urbani si fa riferimento ai documenti “LG per l’individuazione delle MTD” del 1.02.2006 nonostante che, nel frattempo, sono stati tradotte e recepite i corrispondenti documenti BAT europei con i DM datati 29.01.2007. Per la sezione di pretrattamento (MTB) si fa riferimento al DM 29.01.2007 sugli impianti di incenerimento anziché al DM di pari data specifico per gli impianti di trattamento meccanico biologico pertanto l’analisi è limitata e non esaustiva. Manca una adeguata trattazione delle caratteristiche del Sistema di Monitoraggio delle Emissioni sia in termini costruttivi che gestionali nonché di validazione dei dati delle rilevazioni in continuo. Questi aspetti vengono rinviati al “manuale di gestione del sistema di monitoraggio delle emissioni” ove “saranno valutate tutte le possibili cause che possono provocare tali eventi” (p. 145 Relazione tecnica AIA, per eventi si fa riferimento ai pericoli per l’ambiente esterno connessi con malfunzionamenti dello SME, ndr) nonché a un “Piano 48 V. p.42 e p.88 Relazione tecnica domanda di AIA. 47 Aderiscono al Coordinamento GCR: Medici per l’Ambiente; Greenpeace di Parma; Amici di Beppe Grillo di Parma; Gruppo Famiglie Zona Nord;Girotondi di Parma “Prendiamo la parola” ; Comitato NO all’inceneritore di Colorno-Comitato “No all’inceneritore di Torrile”; G.A.S Terra Terra; Comitato Padano, Comitato Rione Colombo www.gestionecorrettarifiuti.it E.mail: [email protected] per informazioni e contatti : Cinzia – 3463338756 Gestione Corretta Rifiuti GCR ________________________________________________________________________________ di sorveglianza e controllo” per la gestione del monitoraggio delle emissioni (p. 146 Relazione tecnica AIA) nonché al piano di gestione operativa che verrà redatto nell’ambito dell’ottenimento delle certificazioni di qualità ambientale. Tutte iniziative post realizzazione dell’impianto mentre vi sono una serie di indicazioni che vanno definite nell’ambito della AIA stessa per quanto indicato anche dal Dlgs 133/05 (artt. 4, 11, 16). Un accenno a quanto sopra viene riferito solo per quanto concerne lo SME delle caldaie integrative alla rete di teleriscaldamento (pp. 76-79 Relazione tecnica AIA) prevedendo la presenza di un “software di dotazione (che) è in grado di invalidare le misure che si ritengono non significative e/o errate, escludendo tali valori nelle elaborazioni successive” , accennando subito dopo alcuni principi del processo di validazione/invalidazione senza dare delle specifiche sufficienti per capire il grado di rappresentatività e completezza che il sistema (se identico a quello previsto ma non descritto per l’inceneritore) deve garantire ai sensi del Dlgs 133/05 (allegato 1) inclusi gli intervalli di confidenza previsti per ogni parametro. In tal senso manca una puntuale verifica della “posizione” dell’impianto rispetto alle linee guida sul monitoraggio (DM 31.01.2005, allegato II). Per quanto concerne situazioni di malfunzionamento/anomalia operative si afferma solo che “saranno redatte specifiche istruzioni operative per gestire gli eventi più critici nel funzionamento dell’impianto” (p. 145 Relazione tecnica AIA) senza presentare una analisi degli eventi che si intende considerare in tali istruzioni (v. art. 16 Dlgs 133/05). In riferimento alla descrizione delle emissioni (scheda E.1) si ribadisce quanto già evidenziato circa la necessaria correlazione tra concentrazioni attese dichiarate e fissazione di limiti di emissione (semiorari e giornalieri) coerenti con tali indicazioni (quindi inferiori ai limiti del Dlgs 133/05). In caso contrario non sarebbe in alcun modo giustificato l’utilizzo delle concentrazioni attese nella modellizzazione delle ricadute (e delle conseguenti valutazioni di carattere ambientale e sanitario peraltro discutibili per i motivi di cui già si è riferito in merito al contenuto del Volume D dello SIA). In considerazione che l’AIA è riferita, correttamente, al sito e non solo all’impianto di incenerimento, il piano di monitoraggio a impianti in funzione appare limitata ad aspetti concernenti la ricaduta delle emissioni dell’inceneritore e non ad altri impatti correlabili con l’attività complessiva del PAI (fatta eccezione per quanto previsto in merito al monitoraggio del rumore). Non si condivide la limitazione della previsione di monitoraggio ambientale (ricaduta delle emissioni) alla sola determinazione di polveri (come pure la esclusione totale di prelievi del suolo). Comunque sia si ritiene, nel caso in cui si concentri l’attenzione sulle polveri depositate (e sul biomonitoraggio con licheni) che le postazioni di misura vengano incrementate garantendo una copertura maggiore della zona di ricaduta. Inoltre andrà risolto il problema del punto di “bianco” individuato nel monitoraggio ante operam e risultato contaminato in modo analogo ai punti lungo le direttrici individuate di maggiore ricaduta delle emissioni, pertanto inutilizzabile come tale. Infine, non è chiaro se e in quale misura il sistema previsto tiene conto o è connesso con il progetto Moniter della Regione Emilia Romagna, dedicato sia alla definizione di linee guida sul campionamento al camino delle emissioni che alla sorveglianza ambientale e epidemiologica. 48 Aderiscono al Coordinamento GCR: Medici per l’Ambiente; Greenpeace di Parma; Amici di Beppe Grillo di Parma; Gruppo Famiglie Zona Nord;Girotondi di Parma “Prendiamo la parola” ; Comitato NO all’inceneritore di Colorno-Comitato “No all’inceneritore di Torrile”; G.A.S Terra Terra; Comitato Padano, Comitato Rione Colombo www.gestionecorrettarifiuti.it E.mail: [email protected] per informazioni e contatti : Cinzia – 3463338756 Gestione Corretta Rifiuti GCR ________________________________________________________________________________ Anche nell’AIA non vengono indicati dettagli inerenti l’impianto chimico-fisico (v. Scheda G.3 dei singoli impianti). Sempre in tema di scarichi idrici è assente una valutazione dei flussi di massa per singolo inquinante (scheda G.5). Nelle schede (per tutti gli impianti) non vengono indicati i quantitativi (stime) per singolo codice CER ma solo la quantità totale in entrata al singolo impianto; Per quanto concerne l’impianto di stoccaggio di rifiuti pericolosi (non oggetto di trattamento/smaltimento presso il PAI) l’elenco contenuto nella scheda evidenzia la presenza di pressoché tutti i codici di rifiuti pericolosi contenuti nel CER. Tra questi rifiuti ve ne sono di particolarmente pericolosi (es. olii e trasformatori contenenti PCB, sostanze alogenate, cianuri, rifiuti contenenti mercurio) e altri alquanto anomali (rifiuti dalla produzione di amianto nonostante tale attività in Italia sia cessata da tempo per effetto della L. 257/1992). Ciò nonostante nel documento allegato al SIA (Allegato C.4) relativo alla valutazione dei rischi rilevanti non viene praticamente fanno cenno a tali aspetti e non appaiono considerati i rischi connessi (e le conseguenti misure di prevenzione per i lavoratori e di protezione ambientale) in termini di applicazione del Dlgs 334/99. L’unico accenno in tal senso è indicato nei seguenti termini “le problematiche di sicurezza relative al comparto C2 sono essenzialmente riconducibili alla prevenzione incendi essendo previsto il solo deposito di rifiuti, anche pericolosi, senza trattamento” (p. 6 della Analisi rischi incidenti rilevanti). Va però segnalato che l’attività di ricondizionamento/riconfezionamento di rifiuti liquidi (v. scheda E.2.2) comporta comunque una manipolazione del rifiuto con rischi di spandimenti/rilasci (anche in atmosfera – emissione M2) di sostanze pericolose. A nostro avviso anche la gestione dei rifiuti pericolosi decadenti dall’impianto di incenerimento (ceneri leggere, polveri e Sali di abbattimento fumi - impianto C3) deve essere considerata nel suo complesso e non solo in termini di rischio incendio (per esempio considerando la presenza di rifiuti anche liquidi e di sostanze incompatibili tra loro). Tutti i rifiuti pericolosi vengono indicati come esclusivamente da inviare a smaltimento (D1-D14) mentre la lettura dell’elenco fa emergere molti casi di sostanze reimpiegabili in processi produttivi (tra cui, paradossalmente, scorie e ceneri da impianti termici che, nel caso dell’impianto di incenerimento, si dichiara come agevolmente recuperabili in cementifici e/o realizzazione di massicciate stradale/riempimenti). Conclusioni A fronte di tutte le diverse carenze nella documentazione presentata sopra evidenziate, nonché delle incongruenze e contraddizioni denunziate, con riserva di formulare ulteriori valutazioni nei termini e modi consentiti, SI CHIEDE - che venga denegata l’autorizzazione richiesta e che venga espressa una pronuncia negativa di compatibilità ambientale; 49 Aderiscono al Coordinamento GCR: Medici per l’Ambiente; Greenpeace di Parma; Amici di Beppe Grillo di Parma; Gruppo Famiglie Zona Nord;Girotondi di Parma “Prendiamo la parola” ; Comitato NO all’inceneritore di Colorno-Comitato “No all’inceneritore di Torrile”; G.A.S Terra Terra; Comitato Padano, Comitato Rione Colombo www.gestionecorrettarifiuti.it E.mail: [email protected] per informazioni e contatti : Cinzia – 3463338756 Gestione Corretta Rifiuti GCR ________________________________________________________________________________ - di essere tempestivamente notiziati circa lo stato di avanzamento della procedura autorizzatoria in esame e di partecipare a tutte le fasi dell’iter autorizzativo come previsto anche agli artt. 6 e 9 della Convenzione sull'accesso alle informazioni, la partecipazione del pubblico ai processi decisionali e l'accesso alla giustizia in materia ambientale (Convenzione di Aahrus del 25.06.1998 ratificata) come recepita nella normativa comunitaria dalla Decisione 2005/370/Ce e ratificata in Italia con la Legge n. 108/2001; - il tempestivo rilascio, anche ai sensi del D.Lgs. 195/2005, di copia in carta semplice dei seguenti atti e documenti: 1) eventuali osservazioni presentate da altri soggetti interessati; 2) eventuali controdeduzioni del gestore dell’impianto; 3) eventuali modifiche all’impianto introdotte dal gestore; 4) eventuali richieste di integrazioni e chiarimenti richiesti dal Comune e dalla Provincia, e conseguente documentazione fornita dal gestore; 5) parere del Comune territorialmente competente; 6) parere dell’ARPA; 7) eventuali ulteriori pareri ed atti di assenso acquisiti; 8) eventuali verbali di conferenze di servizi; 9) eventuale schema dell’autorizzazione integrata ambientale trasmesso dalla Provincia al gestore; 10) eventuali osservazioni del gestore relativamente allo schema di autorizzazione; 11) eventuale autorizzazione integrata ambientale rilasciata al gestore o altro eventuale provvedimento conclusivo del procedimento. Con ogni più ampia riserva di azione e tutela in tutte le sedi. Per ogni comunicazione inerente alle presenti osservazioni e richieste si prega di far riferimento a Paolo Ferraroni, Strada Bodrio, 32 - 43030 - Porporano – Parma – Tel. 348 5915859 Ovvero, in subordine, Francesco Gaiani, Strada Traversante Ravadese, 48 – 43100 – Parma – Tel. 333 3777965. Con osservanza. Paolo Ferraroni Francesco Gaiani Antonio Restori 50 Aderiscono al Coordinamento GCR: Medici per l’Ambiente; Greenpeace di Parma; Amici di Beppe Grillo di Parma; Gruppo Famiglie Zona Nord;Girotondi di Parma “Prendiamo la parola” ; Comitato NO all’inceneritore di Colorno-Comitato “No all’inceneritore di Torrile”; G.A.S Terra Terra; Comitato Padano, Comitato Rione Colombo www.gestionecorrettarifiuti.it E.mail: [email protected] per informazioni e contatti : Cinzia – 3463338756 Gestione Corretta Rifiuti GCR ________________________________________________________________________________ A nome Centro per la Salute “Giulio A. Marco Caldiroli Maccacaro” , via Roma 2, Castellanza (VA) 51 Aderiscono al Coordinamento GCR: Medici per l’Ambiente; Greenpeace di Parma; Amici di Beppe Grillo di Parma; Gruppo Famiglie Zona Nord;Girotondi di Parma “Prendiamo la parola” ; Comitato NO all’inceneritore di Colorno-Comitato “No all’inceneritore di Torrile”; G.A.S Terra Terra; Comitato Padano, Comitato Rione Colombo www.gestionecorrettarifiuti.it E.mail: [email protected] per informazioni e contatti : Cinzia – 3463338756