Risveglio
SETTEMBRE 2012
Risveglio Pentecostale Anno LXVI numero 7/8 Periodico Mensile Poste Italiane spa Spedizione in Abbonamento Postale D.L.353/2003 (conv. in L.27/02/2004 n.46) art.1 comma 2, DCB Vicenza
“La tua parola
è una lampada al mio piede
e una luce sul mio sentiero”
(Salmo 119:105)
P E N T E C O S T A L E
Organo ufficiale delle Chiese Cristiane Evangeliche Assemblee di Dio in Italia
«Voi siete la luce del mondo... Così risplenda
la vostra luce davanti agli uomini, affinché
vedano le vostre buone opere e glorifichino
il Padre vostro che è nei cieli» [MATTEO 5:14, 16]
Risveglio
P E N T E C O S T A L E
Organo ufficiale
delle Chiese Cristiane Evangeliche
“Assemblee di Dio in Italia”
Ente Morale di Culto
D.P.R. 5.12.1959 n.1349
Legge 22.11.1988 n.517
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Risveglio Pentecostale - Settembre 2012
Imitate la loro fede
Molti giovani, leggendo le biografie dei pionieri del movimento pentecostale in Italia, sono affascinati dai
risultati del ministero svolto all’inizio
del secolo scorso da questi semplici fratelli.
Spesso sento dire con molto entusiasmo e nostalgia che dobbiamo ritornare all’eredità dei nostri padri.
Con questa affermazione, forse, ci si
riferisce alla possibilità di avere anche noi, oggi, il loro successo, la loro
autorità, il rispetto che veniva spontaneamente tributato loro, la stima
sincera delle chiese che curavano.
Come persona che ha vissuto per
un quarto di secolo all’ombra di uno
dei padri della chiesa nella zona della Puglia e della Basilicata agli inizi del
novecento, desidero evidenziare alcuni aspetti che, anche se secondari, possono aiutarci a comprendere
alcuni dei motivi che contribuirono a
rendere quei pastori, autorevoli agli
occhi degli altri.
Non dobbiamo dimenticare che
questi fratelli hanno svolto il loro ministero in un contesto di grande miseria e di povertà collettiva; nonostante questo la loro testimonianza è stata fedele e la loro esperienza
del battesimo nello Spirito Santo, genuina.
Vorrei evidenziare un particolare di
ordine pratico tipico del pensiero di
alcuni fratelli di quella generazione.
A motivo dell’estrema indigenza
della gente in quel periodo, era loro ferma convinzione che chi annunciava l’Evangelo non dovesse in alcun
modo gravare su chi riceveva il messaggio. Ritenevano che si dovesse
EBREI 13:7
evitare il più possibile di avvalersi del
diritto che dà la Parola di Dio di essere sostenuto finanziariamente, asserendo che il predicatore, in quelle circostanze, sarebbe stato più credibile agli occhi del mondo se avesse annunciato l’Evangelo gratuitamente.
Così facendo ogni possibile dubbio sulla sincerità e la genuinità della
chiamata al ministero sarebbe venuto a mancare.
Ho visto personalmente come è
vissuto uno di questi padri dell’opera
e voglio raccontarlo.
Per sostenere la sua famiglia composta di sette persone, ma nello stesso tempo svolgere il ministerio che il
Signore gli aveva affidato, raccoglieva uova dalle famiglie del suo paese
e della provincia e le andava a vendere settimanalmente al mercato di Bari, compiendo l’intero tragitto di 65
chilometri all’andata e 65 al ritorno a
piedi. Poi, nel tempo che gli rimaneva, andava a diffondere la Parola.
A fine settimana questo fratello, che era affetto da una malformazione ai piedi, partiva quasi sempre
a piedi perché non aveva denaro per
la corriera, per raggiungere i paesini
della provincia e prendersi cura di alcuni piccoli gruppi ai quali aveva parlato del Signore.
Anche se all’epoca io ero poco più
che un ragazzo, ricordo di non averlo
mai sentito lamentarsi quando ritornava a casa con i piedi sanguinanti!
Ogni lunedì mattina all’alba questo fedele servitore del Signore era di
nuovo in giro a raccogliere uova con
un carrettino che lui stesso aveva costruito con due ruote di bicicletta.
in questo numero
A mio parere, anche per questo
motivo i nostri padri pionieri del movimento pentecostale italiano erano
stimati, amati, rispettati.
Ricordo chiaramente la loro autorevole predicazione e ricordo la loro autoritaria posizione nel fare rispettare alcune “forme austere di culto volontario”.
“Se siete morti con Cristo agli elementi del mondo, perché, come se viveste nel mondo, vi lasciate imporre
dei precetti, quali: «Non toccare, non
assaggiare, non maneggiare» (tutte
cose destinate a scomparire con l’uso),
secondo i comandamenti e le dottrine
degli uomini? Quelle cose hanno, è vero, una parvenza di sapienza per quel
tanto che è in esse di culto volontario, di umiltà e di austerità nel trattare il corpo, ma non hanno alcun valore; servono solo a soddisfare la carne”
(Col.2:20-23).
Noi credenti siamo esortati a imitare la loro fede. “Ricordatevi dei vostri
conduttori, i quali vi hanno annunziato
la parola di Dio; e, considerando quale
sia stata la fine della loro vita, imitate
la loro fede” (Ebrei 13:7).
Se veramente desideriamo ritornare alla “eredità dei nostri Padri”, beh,
dobbiamo sapere che questa è la preziosa eredità che essi ci hanno lasciato: la loro fede.
Alessio Festa
settembre 2012
IMITATE LA LORO FEDE
Alessio Festa . ..................................... pag.2-3
EDUCATO O CAFONE?
Gigi Borelli ......................................... pag.4-6
BURNOUT: UN FIAMMIFERO
CONUSMATO DALLA FIAMMA
Roberto Renda ...................................pag.7-8
APPARENZA E REALTÀ
Antonio Rocca ..................................pag.9-10
RICORDATI
DI GESÙ CRISTO . ......................pag.11
IL MATRIMONIO
SOTTO ATTACCO
Archetto Brasiello .......................... pag.12-15
NOI PREDICHIAMO
CRISTO CROCIFISSO
Gioacchino Caltagirone . .............pag.16-18
Promossi alla Gloria
ANTONIO BARONE ................pag.19
NOTIZIE DALLE NOSTRE
COMUNITÀ..............................pag.20-23
APPUNTAMENTI . .................... pag.24
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Risveglio Pentecostale - Settembre 2012
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Educato
o cafone?
“Cafone” è un termine di etimologia incerta, con il quale comunemente si identifica una persona rozza, villana o maleducata. Vi prego, vi supplico: nessuno si
“offenda” per la presenza di alcuni termini
che userò in queste righe unicamente nella
loro accezione linguistica e lessicografica,
senza alcun intento dispregiativo, ma soltanto a scopo “educativo”.
Penso che tutti concordiate con me
nell’affermare che viviamo oggi in un
mondo che ha dimenticato le buone maniere, i normali gesti di cortesia, come
quelli dei nostri nonni, che erano sempre
pronti a scusarsi, anche senza aver sbagliato nulla. Salutare, ringraziare, non interrompere chi sta parlando, attendere il proprio turno: sono soltanto alcuni piccoli
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Risveglio Pentecostale - Settembre 2012
esempi di buona educazione che “dovrebbero” essere “l’alimento” di un società civile e in modo distintivo di una comunità cristiana composta da persone “nate di
nuovo”.
Un tempo la buona educazione era una
delle travi portanti di una società più civile. Allora nella scuola si insegnavano il
galateo, le buone maniere. Ma da qualche
tempo, forse, ci siamo dimenticati quasi tutto (anche nella chiesa?), al punto che
la maleducazione, i gesti bruschi, le parole urlate, la fanno da padrone nelle azioni quotidiane come nella vita pubblica e,
anzi, sono diventati quasi un modello da
imitare.
Oggi le libertà individuali sono intese
come la cosa più importante e tutti siamo
spinti a credere che le buone maniere siano
troppo artificiose. E invece sono “quasi” più
importanti della legge. Qualcuno sostiene infatti che “il proliferare delle leggi è segno che
la società non funziona”.
Come chiesa possiamo avere un grande
ruolo nel promuovere l’educazione, ma la radice di “questo albero” parte sempre dalla famiglia, dalla propria casa, dalle quattro mura domestiche.
Guardando nella società attuale sembra che
i “cafoni” stravincano in tutti i campi. Perché? Forse per colpa della smania di successo
personale, che rende più aridi e duri. Le buone maniere non sono nient’altro che un modo
civile di interagire tra esseri umani, preservando la propria e l’altrui dignità. Il credente
trova nell’azione dello Spirito Santo la possibilità di manifestare, nella e attraverso la sua
vita, le “buone maniere” dello Spirito Santo.
“Camminate secondo lo Spirito e non adempirete affatto i desideri della carne. Perché la
carne ha desideri contrari allo Spirito e lo Spirito ha desideri contrari alla carne; sono cose
opposte tra di loro; in modo che non potete fare quello che vorreste. Ma se siete guidati dallo Spirito, non siete sotto la legge. Ora le opere
della carne sono manifeste, e sono: fornicazione, impurità, dissolutezza, idolatria, stregoneria, inimicizie, discordia, gelosia, ire, contese, divisioni, sètte, invidie, ubriachezze, orge e
altre simili cose; circa le quali, come vi ho già
detto, vi preavviso: chi fa tali cose non erediterà il regno di Dio. Il frutto dello Spirito invece
è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza,
bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo;
contro queste cose non c'è legge. Quelli che sono di Cristo hanno crocifisso la carne con le
sue passioni e i suoi desideri. Se viviamo dello
Spirito, camminiamo anche guidati dallo Spirito. Non siamo vanagloriosi, provocandoci e
invidiandoci gli uni gli altri (Galati 5:16-26).
L’educazione si deve insegnare. Se per gli
adulti, forse, ci possono essere poche speranze, si può cercare di far sì che i nostri figli crescano educati, pur combattendo contro
innumerevoli modelli di “cafone”. Le buone maniere non sono mai state popolari, ma
mentre un tempo il mondo era “piccolo”, ora
è “grande”, globalizzato. Ora più facilmen-
te si incontrano persone di diversa estrazione
culturale, pertanto la nostra percezione della maleducazione è diventata più ampia. Poi
il livello economico si è alzato, ma purtroppo
senza andare di pari passo col miglioramento dell’educazione. Senza sedermi in cattedra, mi permetto di offrire qualche consiglio
ai genitori.
È necessario insegnare ai propri figli con
parole sì, ma anche dicendo loro con l’esempio: “Guarda me”.
Come ti senti? Educato, civile o forse un po’
“cafone”?
Prova a verificare te stesso, con questo piccolo test di educazione, scopri se sai:
1. mantenere la parola data, anche e soprattutto per quanto riguarda l’orario, è segno di educazione. Arrivare in ritardo (soprattutto se Colui che ci aspetta è il Signore)
è un grande segno di maleducazione. Nel nostro vecchio locale di culto il fratello pastore
Carlo Supertino aveva fatto appendere all’entrata una “pergamena” su cui era scritto a lettere cubitali: “La puntualità è una caratteristica di serietà cristiana”.
2. non contrarre debiti e soprattutto, se
questo accadesse, non correre il rischio di
non onorarli (facendo finta di dimenticarsene!) perché è un grave segno di maleducazione.
3. imparare ad aspettare pazientemente il
proprio turno, nelle situazioni quotidiane come nei contesti più complessi, è segno di educazione.
4. obbedire alle leggi... a tutte, è segno di
educazione.
5. aiutare i più deboli secondo le proprie
possibilità e nelle forme stabilite dalla chiesa,
per garantire l’equità, è espressione di animo
gentile ed educato.
6. mostrare apprezzamento per i gesti gentili degli altri e provare, ogni tanto, ad imitarli è segno di buona educazione.
Il credente nato di nuovo, se tale è, non è
più “rozzo”, perché Gesù lo ha “smussato” nei
suoi modi, facendo di lui una nuova creatura:
“Se dunque uno è in Cristo egli è una nuova
creatura; le cose vecchie sono passate: ecco, sono diventate nuove.” (2 Corinzi 5:17).
Non è più “cafone”, maleducato, perché Gesù, il Principe della gentilezza abita in lui.
Risveglio Pentecostale - Settembre 2012
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IN CHE COSA CREDIAMO
“Noi abbiamo conosciuto l'amore che Dio ha per noi, e vi abbiamo
creduto. Dio è amore; e chi rimane
nell'amore rimane in Dio e Dio rimane in lui” (I Giovanni 4:16).
Non è più “maleducato” perché
il suo Maestro, la sua Guida ora è
la persona più educata di questo
“mondo”, lo Spirito Santo. “Ma il
Consolatore, lo Spirito Santo, che il
Padre manderà nel mio nome, vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto quello che vi ho detto” (Giovanni 14:26).
Non lo è più, o non dovrebbe più
esserlo? La realtà impone, purtroppo, l’uso del condizionale... Signore,
aiutami, e aiutaci!
“Se dunque v'è qualche incoraggiamento in Cristo, se vi è qualche
conforto d'amore, se vi è qualche comunione di Spirito, se vi è qualche
tenerezza di affetto e qualche compassione, rendete perfetta la mia
gioia, avendo un medesimo pensare,
un medesimo amore, essendo di un
animo solo e di un unico sentimento. Non fate nulla per spirito di parte
o per vanagloria, ma ciascuno, con
umiltà, stimi gli altri superiori a se
stesso, cercando ciascuno non il proprio interesse, ma anche quello degli altri. Abbiate in voi lo stesso sentimento che è stato anche in Cristo
Gesú, il quale, pur essendo in forma
di Dio, non considerò l'essere uguale a Dio qualcosa a cui aggrapparsi gelosamente, ma spogliò sé stesso,
prendendo forma di servo, divenendo simile agli uomini; trovato esteriormente come un uomo, umiliò sé
stesso, facendosi ubbidiente fino alla morte, e alla morte di croce. Perciò Dio lo ha sovranamente innalzato e gli ha dato il nome che è al di
sopra di ogni nome, affinché nel nome di Gesú si pieghi ogni ginocchio
nei cieli, sulla terra, e sotto terra, e
ogni lingua confessi che Gesú Cristo
è il Signore, alla gloria di Dio Padre”
(Filippesi 2:1-11).
Gigi Borelli
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Risveglio Pentecostale - Settembre 2012
Crediamo e accettiamo
l’intera Bibbia come
l’ispirata Parola di Dio,
unica, infallibile e autorevole regola della nostra fede
e condotta (2 Tim.3:15,17; 2
Pie.1:21; Rom.1:16; 1 Tess.2:13).
Crediamo nell’unico vero Dio, Eterno,
Onnipotente, Creatore di tutte le cose e che nella Sua unità vi sono tre distinte Persone: Padre, Figlio e Spirito
Santo (Efe.4:6; Matt.28:19; Luca 3:21,
1 Giov.5:7).
Crediamo che il Signore Gesù Cristo fu concepito dallo Spirito Santo e assunse la natura umana in seno di Maria vergine. Vero Dio e vero uomo (Giov.1:1,2,14; Luca 1:34,35;
Matt.1:23).
Crediamo al battesimo nello Spirito
Santo come esperienza susseguente a quella della nuova nascita, che si manifesta, secondo le Scritture, con il segno del parlare in altre
lingue e, praticamente, con una vita
di progressiva santificazione, nell’ubbidienza a tutta la verità delle Sacre
Scritture, nella potenza dell’annuncio di “Tutto l’Evangelo” al mondo (Atti
2:4; 2:42-46, 8:12-17; 10:44-46; 11:1416; 15:79; 19:26; Mar.16:20; Giov.16:13;
Matt.28:19-20).
Crediamo ai carismi e alle grazie dello
Spirito Santo nella vita dei cristiani che,
nell’esercizio del sacerdozio universale
dei credenti, si manifestano per l’edificazione, l’esortazione e la consolaCrediamo nella Sua vita senza peccato, zione della comunità cristiana e, connei Suoi miracoli, nella Sua morte vica- seguentemente, della società umaria, come “prezzo di riscatto per tutti” na (1 Cor.12:4-11; Gal.5:22; Ebr.13:15;
gli uomini, nella Sua resurrezione, nel- Rom.12:1).
la Sua ascensione alla destra del Padre, Crediamo ai ministeri del Signore gloriquale unico mediatore, nel Suo perso- ficato quali strumenti autorevoli di guinale e imminente ritorno per i reden- da, d’insegnamento, di edificazione e
ti e poi sulla terra in potenza e gloria di servizio nella comunità cristiana, riper stabilire il Suo regno (1 Pie.2:22; 2 fuggendo da qualsiasi forma gerarchiCor.5:21; Atti 2:22; 1 Pie.3:18; Rom.1:4; ca (Efe.1:22-23; 4:11-13; 5:23; Col.1:18).
2:24; 1 Cor.15:4; Atti 1:911, Giov.14:13;
1 Cor.15:25; 1 Tim.2:5).
Crediamo all’attualità e alla validità
delle deliberazioni del Concilio di GeCrediamo all’esistenza degli angeli
rusalemme, riportate in Atti 15:28-29;
creati puri e che una parte di que16:4.
sti, caduti in una corruzione e perdizione irreparabili, per diretta azione
Crediamo alla resurrezione dei morti,
di Satana, angelo ribelle, saranno con alla condanna dei reprobi e alla glorifilui eternamente puniti (Matt.25:41;
cazione dei redenti, i quali hanno perEfe.6:11-12).
severato nella fede fino alla fine (Atti
24:15; Matt.25:46; 24:12,13).
Crediamo che soltanto il ravvedimento
e la fede nel prezioso sangue di Cristo, Celebriamo il battesimo in acqua per
siano indispensabili per la purificazio- immersione nel nome del Padre, del
ne dal peccato di chiunque Lo accet- Figlio e dello Spirito Santo per coloro
ta come personale Salvatore e Signore che fanno professione della propria fe(Rom.3:22-25; Atti 2:38; 1 Pie.1:18,19; de nel Signore Gesù Cristo come perEfe.2:8).
sonale Salvatore (Matt.28:18-19; Atti 2:38; 8:12).
Crediamo che la rigenerazione (nuova
nascita) per opera dello Spirito Santo è Celebriamo la cena del Signore o Sanassolutamente essenziale per la salvez- ta Cena, sotto le due specie del pane e
za (Giov.3:3; 1 Pie.1:23; Tito 3:5).
del vino, ricordando così la morte del
Signore e annunziando il Suo ritorno,
Crediamo alla guarigione divina, seamministrata a chiunque sia stato batcondo le Sacre Scritture mediantezzato secondo le regole dell’Evangete la preghiera, l’unzione dell’olio e
lo e viva una vita degna e santa davanti
l’imposizione delle mani (Isa.53:45;
a Dio e alla società (1 Cor.11:23-29; LuMatt.8:1617; 1 Pie.2:24; Mar.16:17-18; ca 22:19-20).
Giac.5:14-16).
Burnout: un fiammifero
consumato dalla fiamma
Nuovi studi hanno ridefinito quello che un
tempo veniva chiamato esaurimento nervoso,
attribuendogli un nome moderno, ma allo stesso tempo preoccupante: "burnout", termine che
ricorda l’azione della fiamma che brucia un fiammifero. Questo tipo di fenomeno ha una forte rilevanza sociale e produce affaticamento fisico
emotivo, emicrania, insonnia, ansia, irritabilità,
agitazione, frustrazione, apatia e disinteresse per
i rapporti interpersonali.
È la conseguenza di un eccessivo carico di
stress dovuto alle varie situazioni della vita e, se
non opportunamente trattato, sviluppa un inesorabile processo di logoramento e di decadenza
psicofisica, che spesso trova sfogo nell’uso di alcool e di droga.
Al lettore attento non sarà sfuggito la vasta
portata e l’attualità di un tale evento, che include un numero sempre crescente di persone affette da problemi di tale genere: la società odierna è malata, e di conseguenza è incapace di sostenere i carichi emotivi che la vita inevitabilmente impone.
La cosa ancora più triste è che, nel numero di
queste persone, troppo spesso sono inclusi anche i credenti. Di fronte alle tragedie familiari e spirituali che spesso accadono attorno a noi
e nelle nostre comunità, il dubbio potrebbe insinuarsi in qualche cuore, portandolo a pensare
che la fede sia solo una favola, dal potere inesistente di fronte ai problemi della vita.
Dovremmo forse arrenderci con desolazione
e condividere l’orrendo pensiero di quanti affermano che i miracoli non avvengano più?
Come facevano i credenti del passato, i quali non potevano avere l’ausilio della psicoterapia,
a difendersi dallo stress, dall’ansia, dalle sconfitte e dai numerosi problemi che speso dovevano
affrontare.
Senza voler sminuire in alcun modo il valore dell’intervento medico, proviamo a sfogliare
la Parola di Dio, unica fonte di vera forza morale
e spirituale, per riscoprire gli approcci spirituali
che ci aiuteranno a sconfiggere lo stress della vita moderna.
Il primo esempio ci viene offerto da Davide, il
quale per anni visse con il peso di dover fuggire
dalla presenza di Saul pur essendo innocente.
In particolar modo, nell’occasione in cui gli
Amalechiti avevano distrutto il villaggio in cui si
era rifugiato, imprigionando le mogli ed i figli dei
suoi soldati e portandoli via, la Parola di Dio ci ricorda che “Davide fu grandemente angosciato: la gente parlava di lapidarlo, perché tutti erano amareggiati a motivo dei loro figli e delle loro
figlie; ma Davide si fortificò nel Signore, nel suo
Dio” (I Samuele 30:6).
Davide si fortificò nel Signore, trovò forza in
Dio, cercò ed ottenne la forza che gli mancava
alla presenza di Dio, e potè affrontare con coraggio una situazione che presentava grandi difficoltà e risvolti imprevedibili.
Un altro motivo di stress potrebbe nascere
dall’invidia, che si prova quando le nostre capacità ed il nostro impegno non ottengono il riconoscimento sperato e quando la nostra rettitudine si scontra con la presunta prosperità degli
empi.
Risveglio Pentecostale - Settembre 2012
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È quello che pensava il salmista Asaf:
Ma quasi inciamparono i miei piedi; poco mancò che i miei passi non scivolassero. Poiché invidiavo i prepotenti, vedendo la prosperità dei malvagi (Salmo
73:2,3).
Poco più avanti lo stesso salmo recita: Ecco, costoro sono empi; eppure,
tranquilli sempre, essi accrescono le loro ricchezze. Invano dunque ho purificato il mio cuore e ho lavato le mie mani
nell'innocenza! (Salmo 73:12,13).
È il grido di chi si sente frustrato su
ogni fronte della vita, ed è tentato di arrendersi.
Anche in questo caso la soluzione si
trova alla presenza del Signore: Ho voluto riflettere per comprendere questo,
ma la cosa mi è parsa molto ardua, finché non sono entrato nel santuario di
Dio, e non ho considerato la fine di costoro (Salmo 73:16,17).
Asaf trova la risposta ai suoi dubbi
nel momento in cui è alla presenza del
Signore, ai Suoi piedi, e, facendo tacere tutte quelle voci che lo vorrebbero
altrove, lascia che il Signore parli al suo
cuore.
Benedetta presenza di Dio, davanti alla quale troviamo le soluzioni ai nostri problemi!
Anche dovendo passare attraverso
il fuoco della prova, saremo rassicurati dalle preziose promesse divine che ci
attestano in ogni tempo: “Quando camminerai nel fuoco non sarai bruciato e la
fiamma non ti consumerà” (Isaia 43:2).
Ricorda: sei un figliuolo di Dio, che ha
il privilegio di affrontare le prove rimanendo davanti al trono della grazia, ai
piedi del Signore, nella Sua meravigliosa presenza!
Ogni giorno il Signore è pronto ad
accoglierti alla Sua presenza ed ancora oggi il Signore ti invita a “…ravvivare il dono di Dio che è in te…” (II Timoteo 1:6).
Non siamo fiammiferi bruciati, resi
inutilizzabili e destinati ad essere gettati
via, ma credenti in cui arde il sacro fuoco della presenza di Dio che rinnova, illumina, riscalda, fortifica e rigenera.
Roberto Renda
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Risveglio Pentecostale - Settembre 2012
Apparenza e
La guarigione di Naaman il Siro 2 Re 5:1-14
Il ministerio di Eliseo fu contrassegnato da molte
manifestazioni della potenza di Dio.
Dio si usò di lui per moltiplicare l'olio di una vedova, risuscitare un ragazzo morto, risanare una minestra
velenosa, e fare altri miracoli ancora.
Si era intorno all'anno 846 a.C., in cui Israele stava
attraversando un periodo molto critico: invasioni di
eserciti stranieri, deportazioni... Ma anche in questi
periodi bui, Dio ha sempre avuto dei servitori fedeli
che Lo hanno onorato con fedeltà.
Naaman era il capo dell'esercito del re di Siria; uno
degli eserciti più potenti, numerosi e preparati di quel
tempo. Chi avesse visitato la città di Damasco in quei
tempi, avrebbe considerato Naaman un uomo molto
fortunato. Era stato vittorioso in molte battaglie, il re e
il popolo lo onoravano e per merito suo la Siria era una
nazione temuta e rispettata. Però la Bibbia dice: "Ma
quest'uomo forte e coraggioso era lebbroso."
Godeva sì di fama e di ricchezza, era invidiato da
tutti; parlava a faccia a faccia col re, ma non era felice!
Era affetto da una malattia orrenda e inguaribile: la
lebbra.
Il popolo Siro non escludeva i lebbrosi dalla società
come gli ebrei. Ecco perché Naaman poteva esercitare
tutte le sue funzioni di capo dell'esercito Siro. Ma al di
fuori delle cerimonie, fuori del palazzo reale, lontano
dai generali e dagli ufficiali, Naaman, che era ricco, era
in realtà solo un povero lebbroso.
Nella sua vita vi era l'onore, ma anche la sofferenza.
È sempre così. In ogni cosa c'è il rovescio della
medaglia. Chi desidera prendere il posto di un altro
dovrebbe riflettere sul fatto che non vi sono solo onori
e privilegi della persona invidiata. Ci sono anche
doveri, oneri, responsabilità, pesi, sofferenze. Molti
sono invidiosi di coloro che hanno posti onorati e ben
pagati. Ma quanti conoscono veramente queste persone? I pesi di certe decisioni che coinvolgono centinaia
di persone e di famiglie; le sofferenze fisiche e private.
Ogni alta personalità nell'ambiente in cui opera è visto
per quello che fa.
Solo nel privato della famiglia è visto per quello che
è. Un marito, una moglie, un padre, una madre, con
realtà
le sue malattie, con le sue paure, con i suoi difetti
e i suoi limiti. Certamente Naaman a casa sua,
con sua moglie e i figli, non era la stessa persona
che si presentava in società. Fuori era un generale,
il capo di un esercito; in casa sua era un lebbroso.
Certamente anche la servitù era al corrente della
sua condizione fisica e sapevano delle sofferenze
morali e fisiche di quest'uomo.
Fra la servitù della casa vi era pure una fanciulla ebrea, rapita in una scorreria di soldati Siri e
passata come schiava al servizio della moglie di
Naaman. Non era una serva; era una schiava.
Essere servo ed essere schiavo non era la stessa
cosa. Il servo svolgeva un lavoro per qualcuno,
veniva retribuito per il suo impegno, conservando la propria personalità, dignità e famiglia. Lo
schiavo, invece, veniva acquistato da un padrone, perdendo così ogni diritto e dignità propria;
diventando proprietà del padrone, non riceveva il
salario, ma solo il poco da mangiare per vivere.
Il padrone poteva farne quel che voleva perché
non era una più "persona", ma era diventata sua
"merce".
Questa piccola fanciulla, trattata come schiava, avrebbe potuto odiare i suoi padroni. Lei,
fanciulla ebrea, razziata da soldati nemici, che
interesse poteva avere e quali desideri di bene
poteva esprimere nei confronti della sua padrona
e del suo padrone? Molti schiavi desideravano il
male e la morte dei loro padroni; ma questa fanciulla apparteneva al popolo d'Israele, al popolo
dell'Iddio Unico, che secoli dopo, per mezzo del
Suo Figliuolo Gesù Cristo, dirà: "Amate i vostri
nemici." (Matteo 5:44).
Forse la padrona l'aveva presa a ben volere e
questa fanciulla, vedendo Naaman soffrire, ebbe il coraggio di
confidare alla sua padrona: "Se
il mio signore potesse presentarsi
al profeta che è in Samaria, questi
lo libererebbe dalla sua lebbra!"
Immediatamente la padrona
ne parlò al marito, e questi al re, riportando le
parole della fanciulla ebrea. Anche il re desiderava
la guarigione del capo del suo esercito e gli scrisse
una lettera di raccomandazione per il re di d'Israele. La lettera indirizzata al re, ovviamente, non
parlava né di favori, né di miracoli. Un re pagano
non poteva comprendere il concetto di miracolo:
"Ti mando Naaman; guariscilo dalla sua lebbra!"
Il re d'Israele quando lesse la lettera fu spaventato, pensando che fosse una provocazione
da parte del re di Siria per dichiarargli guerra.
Mentre parlava con i suoi ministri, le sue parole
arrivarono
al profeta
Eliseo che
mandò un
messaggero
a dirgli: "Fa'
venire quella
persona da
me e vedrà
che c'è un
profeta in
Israele".
Naaman
partì, con
scorta e
regali.
Prese 10
talenti d'argento corrispondenti
a 492 chili
d'argento;
6.000 sicli
Risveglio Pentecostale - Settembre 2012
9
d'oro, corrispondenti a 98,4 chili d'oro; 10 cambi di vestiti.
Si presentò con i suoi carri, i suoi generali, i suoi cavalli
ostentando potenza e ricchezza.
Il profeta Eliseo, invece, non si presentò. Non onora il
grande generale, non s'inchinò davanti a lui; non lo ricevette
proprio. Gli mandò a dire tramite un messaggero: "Va', lavati sette volte nel Giordano e la tua carne tornerà sana."
L'ordine venne dato senza riguardo alla posizione di Naaman, come se si trattasse di una persona qualsiasi.
D'altronde, anche se si era presentato con lo sfarzo del
generale, per Eliseo era un semplice uomo lebbroso e come
tale lo trattava.
Naaman si adirò. Il suo orgoglio era stato colpito e reagì
dichiarando di voler andarsene. Manifestò il sentimento
dell'uomo che si sentiva forte, potente, a cui ciascuno doveva
obbedienza e davanti al quale tutti dovevano inchinarsi e
sottomettersi: "Io pensavo". Questo è il modo di reagire umano! Essendo un pagano, pensava che il profeta avrebbe fatto
dei segni particolari; avrebbe imposto le mani sul malato,
avrebbe proferito formule magiche...
Ma se queste cose, chissà quante volte viste nella sua nazione, avessero potuto guarirlo, non sarebbe stato necessario
che andasse fino al profeta di Dio... "Immergersi e lavarsi
nel Giordano!" "Ci sono a Damasco due fiumi, l'Abanah e il
Forpar che sono migliori di tutte le acque d'Israele. Perché non
lavarmi in quei fiumi e non nel Giordano?"
Naaman si era dimenticato che non era questione di acque,
ma di obbedienza.
Lui si era presentato come malato e non poteva dettare
condizioni! Se Dio, per mezzo dei Suoi servi, dice di fare una
determinata cosa, va fatta e senza discussioni! Non possiamo scegliere noi il modo di agire. L'ubbidienza è sempre più
importante del sacrificio!
Naaman s'infuriò, voleva rinunciare. Ma alcuni suoi servi
riuscirono a convincerlo.
Per l'uomo delle grandi azioni, delle battaglie decisive, abituato a dare ordini, era umiliante scendere nel fiume Giordano, immergersi e lavarsi sette volte di seguito. I suoi servi gli
fecero capire che bisogna obbedire anche nelle cose semplici
a cui non si dà importanza.
Naaman scese così nelle acque del Giordano, si immerse e
si lavò sette volte e alla settima il suo corpo apparve pulito e
senza lebbra. Allora Naaman riconobbe che l'Iddio d'Israele
era l'unico Dio, il potente a operare miracoli!
Andò alla casa di Eliseo per offrire dei doni, ma Eliseo
non accettò nulla. Non è possibile pagare quello che Dio fa:
dobbiamo accettarlo e ringraziare Dio, restandoGli sempre
fedeli!
Antonio Rocca
RADIOEVANGELO
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Radio Evangelo si può ascoltare anche con
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10 Risveglio Pentecostale - Settembre 2012
Ricòrdati di
Gesù Cristo
“Ricòrdati di Gesù Cristo, risorto dai morti, della
stirpe di Davide, secondo il mio vangelo, per il quale io soffro fino ad essere incatenato come un malfattore; ma la parola di Dio non è incatenata” (2 Timoteo 2:8-9)
Aggravato dal peso degli anni, dalle innumerevoli vicissitudini affrontate nel corso della vita e dalla
prigionia che in quel momento lo teneva rinchiuso
a Roma, Paolo sente avvicinarsi il momento dell’incontro con il suo Signore e, quasi come un testamento, scrive al suo fedele Timoteo e a noi che lo
Spirito Santo ha voluto fossimo insieme con lui i beneficiari di quel lascito.
Ricòrdati di Gesù Cristo, dice l’apostolo: nella vita che affronti ogni giorno, tra vittorie e sconfitte,
tra gioie e dolori, nei combattimenti e nei momenti di quiete, nello scorrere frenetico degli eventi o
nel dolce riposo fortemente desiderato: Ricòrdati
di Gesù Cristo.
Nonostante gli impegni che occupano la tua vita,
i doveri a cui devi rispondere, le necessità alle quali
far fronte Ricòrdati di Gesù Cristo.
Tra le capacità di cui l’uomo dispone, la memoria
riveste un ruolo fondamentale nell’economia della
vita perché, oltre ad assimilare e ritenere le informazioni, essa le richiama alla mente quali esperienze acquisite.
L’indomani della crocifissione di Gesù, i capi sa-
cerdoti e i Farisei si ricordarono che quell’uomo appeso sulla croce aveva detto che il terzo giorno sarebbe risuscitato.
Ordinarono dunque che il sepolcro fosse sicuramente custodito fino al terzo giorno, perché i Suoi
discepoli non andassero a rubare il corpo e dicessero al popolo: "È risuscitato dai morti".
La memoria di quegli uomini è esemplare perché
dimostra l’attenzione prestata ai discorsi che Gesù faceva, ma le conseguenze tratte dai loro ricordi
portavano ad un fine tragico.
Paolo invece esorta Timoteo a ricordare questa
realtà inconfutabile, ineluttabile, meravigliosa che
ogni cristiano si fregia di conoscere.
Noi ricordiamo Gesù Cristo risorto non perché
qualcuno ha sottratto il Suo corpo dalla tomba,
ma perché Tommaso, gli apostoli, i discepoli di Emmaus e centinaia di altre persone hanno testimoniato di averLo visto dopo che era stato crocifisso,
e soprattutto perché crediamo alla Parola che dice:
“Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà” (Giovanni 11:25).
Ricordiamo Gesù Cristo risorto affinché anche
noi possiamo conseguire la salvezza che è in Cristo
Gesù, insieme alla gloria eterna.
*
Risveglio Pentecostale - Settembre 2012
11
Il matrimonio
sotto attacco
“Non commettere adulterio” (Esodo 20:14)
Qualcuno ha detto: “Prima di rimuovere una recinzione, ci
si deve chiedere perché quel muro è stato eretto!” C’è stata una
barriera scritturale e sociale che è stata costruita da Dio.
Nel nostro tempo molti, nel nome della cultura, della libertà,
dell’amore, stanno cercando di abbattere quel recinto che è
stato costruito da Dio.
La recinzione alla quale mi riferisco è il matrimonio! Sia
che si tratti di divorzio, di omosessualità, di fornicazione, di
adulterio o di convivenza, la sacra istituzione del matrimonio è
sotto attacco da parte delle forze dell’inferno, le quali sono determinate a smantellare il matrimonio tradizionale così come
lo conosciamo.
L’intenzione di Dio per il matrimonio è che sia un’unione
felice, non una guerra civile. La volontà di Dio per il matrimonio è che sia una lunga romantica crociera. Purtroppo, ciò
che Dio vuole far essere una nave da crociera in molti casi si
è trasformata in una corazzata che subisce incursioni, che sta
imbarcando acqua e rischia di affondare.
È necessario riflettere seriamente. I principali indicatori
sociali suggeriscono sostanzialmente l’indebolimento dell’istituzione del matrimonio.
Le persone sono sempre meno disposte a sposarsi e, quando
lo fanno, vivono matrimoni poco felici. Oggi, come non mai,
le coppie sposate hanno di fronte alte probabilità di divorzio.
Oggi si vive più a lungo, ma ci si sposa sempre più tardi. Come alternativa al matrimonio, sempre di più si sceglie di vivere
insieme prima del matrimonio o tra persone già sposate.
Il matrimonio sta tranquillamente perdendo il suo ruolo
anche nel linguaggio corrente. La gente ora tende a parlare
12 Risveglio Pentecostale - Settembre 2012
globalmente di “relazione”, “partner”, “compagno” e altre definizioni
simili.
I nemici del matrimonio sono tanti. Alcuni palesi, altri subdoli; il
primo di questi è l’adulterio.
Visualizziamo insieme questa scena: in un angolo di un ristorante
di lusso, c’è una coppia seduta a un tavolo privato. I due, durante la
cena a lume di candela, si scambiano teneri segni di affetto. Dopo
cena, recandosi al parcheggio, notano sull’asfalto un portafoglio.
All’interno c’è molto denaro contante e diverse carte di credito.
Ritornano e lo consegnano al direttore del ristorante, dicendo: “Può
chiedere se qualcuno dei suoi clienti ha perduto il portafoglio?” Il
direttore annuncia: “Signori, per favore, volete verificare se avete ancora il portafogli? Ne è stato trovato uno nel parcheggio.” Un uomo
si alza in fretta gridando forte: “È il mio, è il mio!” Il proprietario
del portafoglio è il cronista di una importante testata giornalistica.
Felice ed emozionato, ringraziando l'uomo che lo ha consegnato, dice: “Lei è l’uomo più onesto che io abbia mai incontrato, mi permetta di ricompensarla!” Ma l’uomo replica: “Assolutamente no! Non
c’è bisogno!” Il cronista allora dice: “Se non accetta denaro, vorrei
almeno farle una foto per pubblicarla domani in prima pagina, quale
esempio di integrità, perché tutti sappiano che in questa città ci sono
ancora persone oneste!” Ma quell’uomo, vedendo l’insistenza del
giornalista, con tono pacato e a bassa voce, dice: “Non ho bisogno
di pubblicità. Questa donna che è con me, non è mia moglie! Perciò,
mi lasci andare via, così evitiamo uno scandalo!” Triste realtà! L’uomo più onesto della città non era del tutto sincero!
“Non commettere adulterio!” è un comandamento molto breve, ma
le conseguenze della sua violazione sono molto lunghe e dolorose.
Se osserviamo questo comandamento, è perché amiamo il Legislatore, Dio, e desideriamo onorarLo.
È oramai evidente che molti stanno cercando di “ridimensionare”
il comandamento del Signore e, se fosse possibile, alcuni lo vorrebbero anche eliminare. Qualcuno infatti ha detto: “Visto che così pochi
lo rispettano, perché non lo eliminiamo come peccato?” Le statistiche sono scoraggianti: sono numerosi matrimoni in cui si consuma il
peccato dell’adulterio! L’adulterio è un peccato contro Dio!
Giuseppe, di fronte alle continue “provocazioni” della moglie di
Potifar affermò: “Come dunque potrei fare questo gran male e peccare
contro Dio?” (Genesi 39:9).
Non è solo un peccato contro la moglie, il marito o i figli, ma è
soprattutto un peccato contro Dio. L’adulterio infrange ogni altro
comandamento. L’adulterio è un furto, si ruba l’amore da un altro.
L’adulterio è bramare qualcuno che non ti appartiene, è l’esempio
supremo dell’egoismo.
Ci sono vari tipi di adulterio
ADULTERIO MENTALE
Gesù afferma chiaramente: “Voi avete udito che fu detto: "Non commettere adulterio". Ma io vi dico che chiunque guarda una donna per
desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel suo cuore” (Matteo
5:27-28).
ABC
della
Salvezza
A
AMMETTI DI ESSERE
PECCATORE!
Solo Gesù è morto sulla croce per il
perdono dei tuoi peccati.
"Non c’è nessun giusto, neppure uno"
(Romani 3:10).
"Tutti hanno peccato e sono privi della
gloria di Dio" (Romani 3:23).
Chiedi a Dio il Suo perdono, ti ascolterà
e ti perdonerà!
B
BISOGNA NASCERE
DI NUOVO!
"Se uno non è nato di nuovo, non può
vedere il regno di Dio" (Giovanni 3:3).
"Perché Dio ha tanto amato il mondo che ha dato il suo unigenito Figlio,
affinché chiunque crede in lui non perisca ma abbia vita eterna" (Giovanni 3:16).
"A tutti quelli che lo hanno ricevuto
egli ha dato il diritto di diventare figli
di Dio" (Giovanni 1:12).
"Io sono la via, la verità e la vita; nessuno viene al Padre se non per mezzo
di me" (Giovanni 14:6).
Dio ti dice che, anche se hai peccato,
nulla Gli impedisce di continuare ad
amarti. Sì, Dio ti ama così come sei, ma
vuole fare per te qualcosa di speciale,
vuole darti una vita nuova
C
CREDI NEL SIGNORE GESÙ,
CONFESSALO COME TUO
PERSONALE SALVATORE!
Se hai accettato Gesù come tuo Salvatore, potrai rivolgerti a Lui in ogni momento, per ogni cosa, ringraziandoLo
con tutto il cuore, perché "in nessun
altro è la salvezza" (Atti 4:12).
"Se con la bocca avrai confessato Gesù come Signore e avrai creduto con
il cuore che Dio lo ha risuscitato dai
morti sarai salvato" (Romani 10:9).
"Credi nel Signore Gesù e sarai salvato
tu e la tua famiglia" (Atti 16:31).
Risveglio Pentecostale - Settembre 2012
13
L’adulterio comprende anche il pensare o l'anticipare l’atto. Se si ammira
qualcosa a lungo, alla fine la si desidera. Così il peccato comincia guardando
e pensando a ciò che è proibito.
In questi casi, la mente diventa l’incubatore di quel peccato. Ciò che mettiamo in essa sarà esattamente ciò che ne uscirà. Se pensiamo alle cose pure,
faremo cose pure. Se pensiamo abbastanza a lungo all’adulterio alla fine questo di può portare a una relazione con una persona che non è nostra moglie
o nostro marito. “Poiché, nell'intimo suo, egli è calcolatore; ti dirà: «Mangia e
bevi!», ma il suo cuore non è con te” (Proverbi 23:7); “L'uomo buono dal buon
tesoro del suo cuore tira fuori il bene, e l'uomo malvagio dal malvagio tesoro del
suo cuore tira fuori il male; perché dall'abbondanza del cuore parla la sua bocca”
(Luca 6:45).
L’ADULTERIO A “DISTANZA”
“Sesso” è al primo posto come termine ricercato sui siti WEB. Il 60% dei
siti Web sono pornografici. Le linee telefoniche “calde”, alcuni canali televisivi… aprono le possibilità per l’adulterio.
Anche se è fatto a “distanza”, è un peccato. Se una persona sposata, attraverso questi mezzi, permette alla sua mente di fantasticare su un'altra persona
vuol dire che sta giocando con un fuoco che potrebbe bruciare la sua anima e
il suo matrimonio. I sondaggi affermano che la pornografia su Internet è una
delle prime causa di divorzio.
Non dobbiamo mai scherzare con il fuoco, a meno che non si desideri trascorrere qualche ora nel reparto ustionati.
Stiamo veramente scherzando con il fuoco quando si permette alla nostra
mente di banchettare con immagini “sporche”, riviste o siti web pornografici.
È necessario evitare filmati “piccanti”, video e alcuni programmi televisivi.
Dobbiamo contrarre la stessa alleanza di Giobbe: “Io avevo stretto un patto con
i miei occhi; io non avrei fissato lo sguardo sopra una vergine.” (Giobbe 31:1).
È necessario eliminare tutto ciò che eccita i nostri sensi con questo tipo di
sensazione. Sarà indispensabile ripulire la casa di ogni rivista oscena, sbarazzarsi di ogni video volgare ed indecente e cancellare alcuni canali televisivi.
Parafrasando Matteo 5:29 potremmo leggere: “Se dunque il tuo occhio destro o il tuo schermo ad alta definizione ti offende, taglialo… perché è meglio
per te annullare l’abbonamento e gettare i tuoi video, piuttosto che vada nella
geenna tutto il tuo corpo.”
RAPPORTO PREMATRIMONIALE
Il rapporto prematrimoniale, che è fornicazione, o la convivenza sono peccati.
Alcuni film e le soap opera mostrano come l’adulterio non sia altro che una
certa forma di amore, di divertimento e che tutto vada bene così. Si guardano
bene dal mostrare le conseguenze; che la vita eterna è compromessa, che la
salute è in pericolo, che la felicità è sprecata, che la reputazione è svalutata,
che il matrimonio è irreparabilmente distrutto e che i figli soffrono e spesso
sono segnati per tutta la vita.
Si può pensare che è possibile permettersi l’adulterio? Abbiamo bisogno di
amare il nostro coniuge e di rispettare l’impegno preso davanti a Dio, anche
se è stato contratto davanti al sindaco o in qualsiasi chiesa di un'altra religio-
14 Risveglio Pentecostale - Settembre 2012
ne: è sempre un impegno davanti a Dio.
I dieci comandamenti sono come una recinzione, una barriera che protegge da ogni
sorta di male e di pericoli. Dio li ha dati per
il nostro bene. Tutti i comandamenti, tra
cui il settimo, sono stati fatti su misura per
tenerci fuori dai guai.
Il settimo comandamento è una tutela per
il matrimonio. Gesù Cristo vuole proteggere il matrimonio, perché è un simbolo del
rapporto tra Lui e la Sposa, che è la Chiesa.
È uno dei motivi, forse quello principale, per
cui Satana lavora per distruggere ogni matrimonio cristiano, perché rappresenta quella
connessione.
L’amore è un impegno non una sensazione.
L’amore di Cristo Gesù non si basa su come
si sente quel giorno, sul nostro comportamento, sui nostri errori… il Suo Amore ha
come fondamento la profondità del Suo
Carattere. Gesù si è impegnato con noi ad
amarci sempre, così è del matrimonio, che
non può e non deve essere rotto perché non
si è più innamorati dell’altro. L’amore è un
impegno sacro da mantenere. “Il matrimonio
sia tenuto in onore da tutti e il letto coniugale
non sia macchiato da infedeltà; poiché Dio
giudicherà i fornicatori e gli adùlteri.” (Ebrei
13:4)
Dio ha dato il matrimonio per rendere le
persone felici. Lo scopo è quello di costruire
un'atmosfera in cui due persone possano
sperimentare la gioia più grande e la più profonda intimità, in quanto entrambi crescano
sempre più nella pienezza dell’immagine di
Cristo Gesù.
I comandamenti sono per la nostra protezione. Dobbiamo lodare Dio per gli avvertimenti presenti nelle Sacre Scritture, scritti a
nostro beneficio.
Come cristiani noi vogliamo essere come
Gesù. Rispettiamo Gesù! Noi vogliamo
stare dietro quel recinto, oltre il quale le cose
possono apparire più verdi, ma nascondono
solo insidie e illusioni.
Archetto Brasiello
Programma TV
Cristiani Oggi
Segui il programma TV Cristiani Oggi
dalle stazioni televisive indicate e da
satellite su Studio Europa, in chiaro su
Hotbird ogni sabato sera alle 20,30.
ALTAMURA (BA), Canaledue, Altamura, Matera
e dintorni, Sab. ore 18:00 Dom. ore 9:00. BARLETTA (BA), Tele Sveva, Parte della Puglia, Sab.
ore 18:00 Dom. ore 9:00. BENEVENTO, Rete
6 Tele Cervinara, Benevento e parte di Caserta, Lun. ore 9:00, Merc. ore 16:30. Benevento,
C.D.S. TV, Benevento, Avellino e parte di Caserta, Dom. ore 12:00, Ven. ore 12:30. BOLOGNA,
TSM (Ex.telestudio TV), Emilia Romagna, Sab.
ore 20:30. CAMPOBASSO, Tele Molise, Campobasso e parte del Molise, Lun. ore 12:30 e 20:30.
CARBONIA (CA), Tulcis TV, Sulcis e Iglesiente,
tutti i giorni ore 11:30 e 19:30. CHIANCIANO Terme (SI), Tele Idea, Arezzo e Siena e parte di Perugia, Dom. ore 11:30, Mart. ore 22:30. CIVITAVECCHIA (RM), Tele Civitavecchia, Civitavecchia,
Tarquinia, Viterbo e S.Marinella, Lun. ore 22:30,
Mart. ore 18:00, Mer. ore 15:50. CROTONE, RTI
Radio Tele Internat, Crotone e dintorni, Lun.,
Mar., Gio. e Ven. ore 17:30. FAVARA (AG), Sicilia
TV, Prov. Agrigento, Caltanisetta, Enna, Ragusa
Giov. ore 15:00, Dom. ore 14:30. FOGGIA, Telefoggia, Provincia di Foggia, Merc. ore 18:00, Ven.
ore 10:00, Sab. ore 12:30. LECCE, Canale 8, Provincia di Lecce, dal Lun. al Sab. ore 11:30, Dom.
ore 12:15. MILANO, Più Blu, Lombardia, Sab. ore
13.00. MODENA, TSM (Ex. telestudio TV), Bologna, Parma, Reggio Emilia, Sab. ore 20:30. NAPOLI, Teleoggi, Campania, Dom. ore 9:00, Sab.
ore 9:10. PALERMO, TGS, Sicilia, Ven. ore 21:00.
PESCARA, ATV7, Abruzzo, Dom. ore 14:00. REGGIO CALABRIA, Telereggio, Provincie di Reggio
Calabria e Messina, Merc. ore 18:00, Dom. ore
12:00. ROMA, Teleroma 56, Lazio, Umbria, Sab.
ore 12:00. S.AGATA DI MILITELLO (ME), Onda
Mistero TV, Prov. Messina, Palermo, Reggio Calabria, Gio. ore 23:00, Dom. ore 12:00. SALA
CONSILINA (SA), Italia 2 TV, Vallo Diano (SA),
dal Lun. al Sab. ore 19:00. SCIACCA (AG), Teleradio Sciacca(TRS), Prov. Agrigento e Trapani, Lun.
ore 15:30, Giov. 22:30. TORINO, Quartarete, Piemonte, Sab. ore 10.00. TIVOLI Tele Blu, Lun. ore
18:20, Sab. ore 12:30 VIBO VALENTIA, Rete Kalabria, Vibo, litorale Tirrenico, Ven. ore 21:30
Risveglio Pentecostale - Settembre 2012
15
noi predichiamo
cristo crocifisso
“Noi infatti non predichiamo noi stessi, ma Cristo
quale Signore” (2 Cor.4:5)
I falsi dottori accusavano l’apostolo Paolo di predicare per tornaconto personale, laddove essi stessi si rendevano colpevoli di una condotta interessata. Per contro, l’apostolo di Cristo per niente intimorito dimostrò
con umiltà di non aver mai promosso se stesso, bensì
di aver sempre predicato la Persona di Cristo il Salvatore. Questa verità ci spinge a fare delle riflessioni di carattere spirituale. L’opera del pastore o del monitore
non consiste nel fare “discorsi” morali o psicologici su
come andare avanti in questo mondo. Ci sono altri che
possono farlo! Dio desidera invece che ogni Suo servo
predichi la Persona di Cristo, la Sua maestà, la Sua verità, la Sua santità, la Sua giustizia e grazia; questi devono essere gli argomenti della nostra predicazione.
Abbiamo il santo dovere di “rendere pubblica la verità”. Ne consegue che i nostri insegnamenti devono essere radicati nella Bibbia, la quale è “ispirata da Dio”.
Questo compito ci è stato concesso per la misericordia
di Dio, infatti è scritto: “Non già che siamo da noi stessi capaci di pensare qualcosa come se venisse da noi;
ma la nostra capacità viene da Dio. Egli ci ha anche resi idonei a essere ministri di un nuovo patto, non di lettera, ma di Spirito; perché la lettera uccide, ma lo Spirito vivifica” (2 Cor.3:5-6).
16 Risveglio Pentecostale - Settembre 2012
Le esortazioni che provengono dalla Scrittura a tal riguardo sono diverse: “Predica la Parola, insisti a tempo
e fuor di tempo, riprendi, sgrida, esorta con grande pazienza e sempre istruendo” (2 Tim.4:2).
Gesù mandò i Suoi a “predicare il regno di Dio e a
guarire gl'infermi” (Luca 9:2) e, ribadendo la Missione
primaria della Chiesa, disse: “Andate per tutto il mondo
e predicate l'evangelo ad ogni creatura” (Marco 16:15).
Con tutto il nostro cuore e le nostre forze dobbiamo cercare di predicare tutto il consiglio di Dio, tenendo presente l’esortazione dell’apostolo Pietro: “Se uno
parla, lo faccia come si annunziano gli oracoli di Dio;
se uno compie un servizio, lo faccia come si compie un
servizio mediante la forza che Dio fornisce, affinché in
ogni cosa sia glorificato Dio per mezzo di Gesù Cristo, al
quale appartengono la gloria e la potenza nei secoli dei
secoli. Amen” (1 Pie.4:11).
Sapendo che: “come la pioggia e la neve scendono
dal cielo e non vi ritornano senza aver annaffiato la terra, senza averla fecondata e fatta germogliare, affinché dia seme al seminatore e pane da mangiare, cosí è
della mia parola, uscita dalla mia bocca: essa non torna a me a vuoto, senza aver compiuto ciò che io voglio
e condotto a buon fine ciò per cui l'ho mandata” (Isa.
55:10,11).
Vorrei considerare tre verità:
L’OBIETTIVO DELL’INSEGNAMENTO:
LA GLORIA DI DIO PADRE
Qual è lo scopo dell’insegnamento? È forse soltanto quello di informare gli alunni su alcune verità bibliche? Quali sono i propositi che spingono i predicatori ogni sera a varcare la soglia del locale di culto e raggiungere il pulpito? Qual è l’obiettivo che spinge i monitori delle nostre chiese alla Scuola Domenicale? Sarà
forse di sfoggiare le proprie capacità oratorie, sarà di
proporsi come esempio? Non deve essere così! La nostra preghiera è che ogni predicatore salga sul pulpito con il santo timore di Dio e che ogni monitore entri
in classe sapendo che l’unico scopo della predicazione,
dell’insegnamento è quello di esaltare il nome glorioso
di Dio. Questo è lo scopo dell’insegnamento, della predicazione: la gloria di Dio Padre!
Il popolo che Dio ci ha affidato, gli alunni che ci sono toccati in sorte, hanno bisogno di essere trasportati in ogni culto, in ogni lezione alla presenza di Dio,
e l’insegnamento della sana dottrina ha proprio questa funzione. È scritto: “Ora, come invocheranno colui nel quale non hanno creduto? E come crederanno in
colui del quale non hanno sentito parlare? E come potranno sentirne parlare, se non c'è chi lo annunzi? E come annunzieranno se non sono mandati? Com'è scritto:
"Quanto sono belli i piedi di quelli che annunziano buone notizie!”. In altre parole la predicazione della Parola
di Dio potrebbe essere definita come la proclamazione
di buone notizie da parte di un messaggero mandato
da Dio. Isaia scrive: “Quanto sono belli, sui monti, i piedi del messaggero di buone notizie, che annunzia la pace, che è araldo di notizie liete, che annunzia la salvezza, che dice a Sion: "Il tuo Dio regna!".
Il Signore ci aiuti perché possiamo raggiungere il
grande obiettivo della predicazione, vale a dire restaurare il trono di Dio nelle anime degli uomini perduti e
ristabilire appunto la Sua gloria. Cristo è l’esempio perfetto nella predicazione. Non cercò di intrattenere le
folle raccontando storielle, ma nell’insegnamento diede sempre la gloria a Dio Padre.
le opere sue; perciò essi sono inescusabili, perché, pur
avendo conosciuto Dio, non l'hanno glorificato come
Dio, né l'hanno ringraziato; ma si son dati a vani ragionamenti e il loro cuore privo d'intelligenza si è ottenebrato. Benché si dichiarino sapienti, son diventati stolti” (Rom.1:18-22). Altrove è scritto: “Lo stolto ha detto
nel suo cuore Dio non c’è” (Salmo 14:1).
Dall’altro lato abbiamo Dio che non tollera che la Sua
giustizia sia denigrata, infatti è scritto: “Lo sguardo altero dell'uomo sarà umiliato, e l'orgoglio di ognuno sarà abbassato; il Signore solo sarà esaltato in quel giorno” (Isaia 2:11) e “Per amor di me stesso, per amor di
me stesso io voglio agire; perché infatti dovrei lasciare
profanare il mio nome? Io non darò la mia gloria a un
altro” (Isaia 48:11). Cristo Gesù si è assunto il compito
di superare e di abbattere gli ostacoli della predicazione. La gloriosa soluzione a questo problema è la propiziazione realizzata mediante la croce di Cristo, infatti è scritto: “Tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio, ma sono giustificati gratuitamente per la sua
grazia, mediante la redenzione che è in Cristo Gesú. Dio
lo ha prestabilito come sacrificio propiziatorio mediante la fede nel suo sangue, per dimostrare la sua giustizia, avendo usato tolleranza verso i peccati commessi in passato, al tempo della sua divina pazienza; e per
dimostrare la sua giustizia nel tempo presente affinché egli sia giusto e giustifichi colui che ha fede in Gesú” (Rom.3:23-26).
Il fondamento dell’insegnamento è la croce di Cristo.
La morte del Suo Figlio fu necessaria per porre rimedio
al disonore che il nostro orgoglio aveva causato alla
gloria di Dio. La predicazione senza la croce non avrebbe alcuna ragione. Paolo poteva dire “Noi predichiamo
Cristo crocifisso, potenza di Dio e sapienza di Dio” (1
Cor.1:24). E ancora “Infatti Cristo non mi ha mandato a
battezzare ma a evangelizzare; non con sapienza di parola, perché la croce di Cristo non sia resa vana. Poiché
la predicazione della croce è pazzia per quelli che periscono, ma per noi, che veniamo salvati, è la potenza di
Dio” (1 Cor.1:17,18).
IL FONDAMENTO DELL’INSEGNAMENTO:
LA CROCE DI CRISTO GESÙ
Esistono due ostacoli nella predicazione. Il primo sta
nel l’uomo. L’orgoglio umano non si diletta nella gloria
di Dio, infatti Paolo dice: “L'ira di Dio si rivela dal cielo
contro ogni empietà e ingiustizia degli uomini che soffocano la verità con l'ingiustizia; poiché quel che si può
conoscere di Dio è manifesto in loro, avendolo Dio manifestato loro; infatti le sue qualità invisibili, la sua eterna potenza e divinità, si vedono chiaramente fin dalla
creazione del mondo essendo percepite per mezzo del-
IL DONO DELL’INSEGNAMENTO:
LA POTENZA DELLO SPIRITO SANTO
Nella predicazione lo scopo principale è dare la gloria a Dio e il fondamento di una predicazione sana rimane la croce di Cristo. Niente di tutto questo potrebbe accadere se non fosse per la virtù dell’opera sovrana e potente dello Spirito Santo. È scritto: “Non per
forza, né per potenza ma per lo Spirito mio, dice il Signore” (Zacc.4:6).
Quando consideriamo l’importanza di questo grande compito, quello dell’insegnamento, ci rendiamo su-
Risveglio Pentecostale - Settembre 2012
17
bito conto della nostra insufficienza. Tutti i nostri “titoli” cadono, le “qualifiche” precipitano e ci rendiamo
conto di non essere in grado di comprendere da soli le
verità della Parola, men che meno di esporle in modo opportuno. Questo dovremmo ricordare ogni volta
che ci prepariamo per il culto o per la lezione, dovremmo ricordare le parole di Paolo: “Noi siamo infatti davanti a Dio il profumo di Cristo fra quelli che sono sulla via della salvezza e fra quelli che sono sulla via della perdizione; per questi, un odore di morte, che conduce a morte; per quelli, un odore di vita, che conduce
a vita. E chi è sufficiente a queste cose? Noi non siamo
infatti come quei molti che falsificano la parola di Dio;
ma parliamo mossi da sincerità, da parte di Dio, in presenza di Dio, in Cristo” (2 Cor.2:15-17).
Che nessuno si fidi di se stesso, ma nella preparazione Dio ci aiuti a poter unicamente sulla misericordia di
Dio. Nessuno si senta autosufficiente; Paolo diceva ai
Corinzi: “Fratelli, quando venni da voi, non venni ad annunziarvi la testimonianza di Dio con eccellenza di parola o di sapienza; poiché mi proposi di non sapere altro fra voi, fuorché Gesú Cristo e lui crocifisso. Io sono stato presso di voi con debolezza, con timore e con
gran tremore; la mia parola e la mia predicazione non
consistettero in discorsi persuasivi di sapienza umana,
ma in dimostrazione di Spirito e di potenza, affinché la
vostra fede fosse fondata non sulla sapienza umana,
ma sulla potenza di Dio” (1 Cor.2:1-5).
Ricordiamoci delle parole di Gesù: “Senza di me non
potete fare nulla” (Giov.15:5).
La predicazione e l’insegnamento della sana dottrina
sono il mezzo di Dio per la conversione dei peccatori,
per il risveglio della Chiesa, per la protezione dei santi. Se la predicazione fallisse il suo compito, le conseguenze sarebbero fatali. “Poiché il mondo non ha conosciuto Dio mediante la propria sapienza, è piaciuto a
Dio, nella sua sapienza, di salvare i credenti con la pazzia della predicazione” (1 Cor.1:21).
Non predicare la Parola di Dio farà ricadere su di noi
il sangue delle persone, infatti così si esprime Paolo:
“E ora, ecco, io so che voi tutti fra i quali sono passato
predicando il regno, non vedrete piú la mia faccia. Perciò io dichiaro quest'oggi di essere puro del sangue di
tutti; perché non mi sono tirato indietro dall'annunziarvi tutto il consiglio di Dio” (Atti 20:25-27).
Signore, continua a riempire i tuoi servi del Tuo divino Spirito! Il Signore continui a benedire ogni pastore
e ogni monitore nell’opera che egli svolge, ricordandoci sempre che nel nostro servizio Dio deve essere glorificato e innalzato quale unico Signore della Chiesa.
Nel nostro servizio cristiano la gloria di Dio, la croce
di Cristo e la potenza dello Spirito Santo possano continuare a caratterizzare la nostra vita.
Gioacchino Caltagirone
18 Risveglio Pentecostale - Settembre 2012
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PROMOSSI ALLA GLORIA
Antonio Barone
Il fratello pastore Antonio Barone è stato promosso alla gloria il 25 aprile 2012.
Nato a Caserta il 10 ottobre del 1943, perse il
padre all’età di 12 anni rimanendo poi a studiare e lavorare nella stessa città fino all’età di 18
anni circa. Successivamente decise di lasciare la
sua città natia per andare a Torino, dove un amico gli aveva promesso di ospitarlo.
Arrivato a casa di questo suo amico non lo
trovò e, siccome era tarda sera, non avendo
denaro per pagarsi un alloggio, passò tutta la
notte su una panchina della stazione centrale di
Torino.
Il giorno seguente riuscì a trovare un lavoro
occasionale in un bar e fu così che poté finalmente pagare il costo dell'alloggio in una piccola
pensione.
In quegli stessi giorni passeggiando in un parco ascoltò un credente della chiesa di Torino
che parlava della salvezza del Signore ad altre
persone. Egli si avvicinò incuriosito per ascoltare quanto dicevano e fu allora che il messaggio
dell’evangelo toccò il suo cuore che subito si
aprì al Signore.
Poco dopo partì per il servizio militare e durante tutto quel periodo lesse e studiò la parola
di Dio, che aveva sempre con sé.
Finito il servizio militare, ritornò nuovamente
a Torino per lavorare e nel bar sotto la pensione
dove alloggiava incontrò , con grande meraviglia, lo stesso fratello che gli aveva parlato del
Signore un anno prima nel parco. Decise allora
che non lo avrebbe più lasciato andare e con
lui iniziò a frequentare la chiesa di Torino in Via
Issiglio, dove presto ricevette il dono del battesimo nello Spirito Santo e scese nelle acque
battesimali.
In chiesa a Torino conobbe, attraverso un
fratello trasferitosi da Napoli, la sorella Maria
Gargiulo con la quale, il 12 Marzo 1972, si sposò
nella chiesa di Napoli Materdei e nel tempo Dio
donò loro tre figli. Poco dopo si trasferirono a
Napoli dove il fratello Barone trovò subito lavoro ma soprattutto fu chiamato al ministerio dal
Pastore Alvino Gennaro nella chiesa di Secondigliano.
L’opera che Dio gli aveva affidato crebbe numerosa nel tempo nei vari quartieri di Napoli
come Secondigliano, San Rocco, Capodimonte
oltre al Villaggio Coppola in provincia di Caserta.
Infine nel quartiere di
Poggioreale nacque
un'opera di evangelizzazione tra alcuni
terremotati che vivevano nei containers;
fu così che decise di
installare proprio lì
una tenda dove predicare l'evangelo ai
bisognosi. In quelle
sere il Signore salvò
tante persone, molte
della quali avevano
problemi di emarginazione dalla società, nonché disagi e bisogni di
ogni genere.
L'opera del Signore fu straordinaria fino al
punto che il comune di Napoli concesse l'uso
gratuito di un locale per poter offrire il culto e
predicare la Parola di Dio.
Nel 1990 il fratello Barone fu colpito dalla
leucemia, ma il Signore intervenne compiendo
un grande miracolo, che meravigliò i medici sia
in Italia che in Francia, dov’era stato ricoverato,
oltre a tutti coloro che vissero quei difficili momenti con lui.
Dopo circa un anno dalla malattia rientrò a
Napoli e continuò a servire il Signore nel quartiere di Poggioreale, dove l'opera continuò a
crescere, tanto da costringere i credenti a trovare un locale più grande.
Durante questi ulteriori 22 anni, sono nate anche altre due chiese nei quartieri di Montesanto
e di Secondigliano-Cassano. Il fratello Barone ha
avuto una vita con tante difficoltà, ma il Signore
gli è stato sempre accanto, donandogli forza,
e nelle prove della vita egli è rimasto sempre
fedele al suo Signore, che lo aveva chiamato al
Suo servizio. Ha sempre lavorato per l’avanzamento dell’opera di Dio con umiltà e senza clamore ed ha lasciato un ricordo indelebile nelle
chiese da lui fondate e soprattutto nei cuori di
coloro che lo hanno conosciuto ed hanno goduto del suo ministero. Perciò possiamo dire:
“Beato l’uomo che sopporta la prova; perché,
dopo averla superata , riceverà la corona della
vita, che il Signore ha promessa a quelli che lo
amano” (Giacomo 1:12).
la famiglia Barone
Risveglio Pentecostale - Settembre 2012
19
Notizie dalle nostre Comunità
DAL CARCERE DI SANTA MARIA CAPUA VETERE
“ Ricordatevi de’ carcerati, come se foste in carcere con loro…”
(Ebrei 13:3). Ricordati di chi è in carcere, come foste “compagni
di catene”. I carcerati non possono fare nulla per se stessi. Solo chi li aiuta concretamente realizza il senso vero del “ricor­
do”. La gioia più grande di un servitore di Dio è quello di vedere lo Spirito Santo operare nel cuore delle persone. Per questo
desidero condividere con la fratellanza una grande benedizione ricevuta lunedì 18 giugno 2012. Mentre si teneva il primo
Culto del giorno in uno dei reparti di alta sicurezza del carcere di Santa Maria Capua Vetere, dopo la lettura del salmo 121 e
il messaggio contenuto in questi versi, insieme al primo gruppo di partecipanti, abbiamo pregato ringraziando il Signore.
Mentre un fratello detenuto innalzava una fervida preghiera di
ringraziamento, e un altro, a conclusione della preghiera, intonava il cantico “Prigioniero del peccato”, uno dopo l’altro si accodavano cantando con atteggiamenti di riverenza e timore
davanti al Signore e lo Spirito Santo è sceso con potenza battezzando sei di quanti erano presenti.
Questo evento si è manifestato con dolcezza, ma con potenza
nella sua essenza, al punto che le guardie del reparto, notando
qualcosa di insolito, si sono avvicinate alla porta dell’aula messaci a disposizione dal carcere e, senza disturbare la riunione,
sono state testimoni di un evento per loro unico.
Sono ormai molti anni che l’Evangelo viene annunziato sia in
questo sia in altre carceri della zona.
Sono parecchi i reclusi che intervengono al Culto Evangeli-
co che vi si tiene ordinatamente, e sono molti quelli che il Signore
ha salvato e oggi, insieme alle loro famiglie, frequentano le chiese della zona.
Questi sei fratelli, che il
Signore ha sigillato con il battesimo nella Spirito Santo, hanno
subito richiesto il battesimo in acqua.
Altri hanno espresso lo stesso sentimento. Se Dio ci donerà
grazia, nel prossimo futuro ancora una volta in questo carcere
svolgeremo per la gloria di Dio una Culto di Battesimi. La nostra preghiera è che il Signore continui la Sua opera in questi
cuori. Sia ringraziato il Signore per i programmi Evangelici sia
radiofonici che televisivi, i quali non solo producono edificazione, ma riescono a spronare il detenuto a frequentare il Culto
Evangelico che si svolge nella sua sezione.
Possiamo ringraziare il Signore che, per mezzo della predicazione dell’Evangelo, anche nelle carceri Egli salva e forma il
Suo popolo. Impegnamoci sempre nell'aggiungere alle nostre
preghiere l’opera evangelistica delle carceri, affinché il Signore
sostenga i detenuti che ascoltano e dia determinazione e costanza nel cuore dei Suoi servi che annunciano la Parola.
Cesare Turco
RADUNO CAMPISTICO DELLA ZONA ITALIA NORD OVEST
Il 6 Gennaio 2012, le chiese della zona Italia Nord Ovest si sono date appuntamento nel locale di Torino Via Spalato per un
nuovo incontro Campistico fraterno. L’incontro ha avuto inizio
il mattino e chi vi ha partecipato è testimone delle grandi benedizioni che il nostro Dio ha voluto riversare sull’assemblea,
composta da circa 1.700 credenti. Il fratello Angelo Gargano,
pastore della comunità di Torino e segretario del Comitato di
Zona, ha dato il benvenuto ai partecipanti, presentando il pastore Domenico Modugno, gradito ospite dell’intera giornata.
Il tema dello studio biblico, tenutosi nella prima parte del mattino, è stato: “Credenti determinati” (Marco 2:1-12). Nella chiara
esposizione i credenti sono stati incoraggiati a essere determinati per superare ogni ostacolo e ad arrivare così ai piedi di
Gesù il Signore.
La mattinata si è conclusa con una presentazione esposta dal fratello Giuseppe Crapanzano, presidente del Comitato
Campeggio; attraverso delle diapositive è stato possibile vedere come l’opera del campeggio continui ad essere una
fonte di benedizione per i giovani e per
le nostre famiglie. Gloria a Dio per i sempre più numerosi credenti che vi partecipano e per come il Signore sta sostenendo quest’opera.
Nel pomeriggio abbiamo offerto un culto di ringraziamento al Signore. Il coro
della provincia di Torino ha cantato alla
20 Risveglio Pentecostale - Settembre 2012
gloria di Dio alcuni inni che hanno preparato i cuori dei presenti a ricevere il messaggio della Parola. Il testo della predicazione
è stato tratto da 2 Re 6:27 “La voce del re durante l’assedio”. I
presenti sono stati esortati a non ascoltare la voce del “principe
di questo mondo”, la quale produce incredulità, rassegnazione
e scoraggiamento durante le battaglie della nostra vita. Il consiglio è stato quello di ascoltare la voce del Signore che, durante l’assedio, dice: “Non temere, soltanto continua ad avere fede”.
A conclusione dell’incontro i moltissimi bambini presenti, con
grande maestria dei monitori, hanno in coro cantato alcuni
canti al Signore. I partecipanti sono tornati a casa ripieni della
presenza del nostro Grande Iddio.
Davide Casà
GIORNATA EVANGELISTICA PROVINCIA DI NOVARA
Siamo grati al Signore nel comunicare alla fratellanza che sabato 14 Aprile, le chiese della provincia di Biella, Vercelli, Novara e
Verbania si sono incontrate per una giornata al servizio del Signore in cui sono stati raggiunti i comuni di Romentino, Oleggio e Trecate. Dopo aver distribuito opuscoli e trattati cristiani, abbiamo svolto dei culti all’aperto e diverse anime hanno
ascoltato il messaggio dell’Evangelo manifestando interesse.
Dopo una mattinata di evangelizzazione, ci siamo dati appuntamento in una struttura nei pressi della città di Novara, dove insieme abbiamo consumato il pranzo e abbiamo tenuto un
culto organizzato dalla comunità di Novara. Le anime presenti hanno goduto di benedizioni nella preghiera e nel messaggio della Parola di Dio esposto, dal fratello Franco Spina, pasto-
re a Gallarate, tratto dai testi di Malachia 4:5-6 e Luca 1:12-17 in
cui è stato evidenziato che Dio ci ha scampati dal giudizio e ha
formato un popolo ben disposto. Siamo tornati a casa avendo
stretto ancora di più i legami di comunione e di servizio per il
nostro amato Salvatore. Davide Casà
BATTESIMI A LIVORNO
“Non ti sgomentare per causa loro, perché il SIGNORE, il tuo Dio,
Dio grande e terribile, è in mezzo a te.” (Deut. 7:21). Sabato 6 Maggio 2012, due coniugi di Livorno sono scesi nelle acque battesimali in adempimento fedele al comandamento del nostro Signore Gesù, segnando momenti di grande commozione nei
loro e nei nostri cuori. Per l’occasione sono state insieme a noi
le Comunità di Cecina e di Lucca con le rispettive corali. Gradito
strumento nelle mani di Dio, è stato il fratello Sabin Bubuta, pastore della Comunità di Zarnesti - Brasov (Romania) accompagnato dalla consorte Livia. Il frartello ha presentato il messaggio della Parola di Dio, catturando l’attenzione di tutti con le
tante testimonianze sulla potenza di Dio nel periodo della persecuzione in quella parte d’Europa in cui la Chiesa del Signore non è stata sconfitta. Realmente lo Spirito Santo ci ha fatto
realizzare che abbiamo un Dio immenso, che ci dà oggi il privilegio e la libertà di annunciare l’Evangelo alla nostra generazione. In questo clima di bella comunione fraterna abbiamo
passato insieme anche il giorno dopo, Domenica 6 Maggio. La
mattina al Culto nel locale di Cecina e la sera di nuovo a Livorno, ancora insieme per la celebrazione della Cena del Signore,
dove Dio non ha fatto mancare la sua presenza e le sue bene-
dizioni; i giovani della comunità di Castelfranco di Sotto hanno cantato dell’Amore di Gesù, la parola predicata ha parlato
dell’Amore di Gesù, il Suo benedetto Spirito ci ha fatto sperimentare l’Amore di Gesù. Sono stati giorni importanti per le
nostre piccole comunità, non li dimenticheremo di sicuro. Vi invitiamo di pregare intensamente a vicenda … “Sia benedetto il
Signore! Giorno per giorno porta per noi il nostro peso, il Dio della
nostra salvezza” (Sal.68:19)
Giuseppe Fontani
BATTESIMI A SANTA MARGHERITA (ME)
Siamo grati a Dio perché il 3 giugno 2012 ci ha dato l'opportunità di celebrare un culto di battesimi nei locali della palestra comunale di Mili gentilmente concessaci dal Comune, dove sette neofiti sono scesi nelle acque battesimali. La Parola
di Dio, predicata per l'occasione dal fratello Paolo Lombardo,
pastore della comunità di Catania Via Susanna, ha consolato
e incoraggiato tutti i presenti e tra questi i numerosi visitatori anche parenti dei battezzandi intervenuti per
l'occasione. Già il 29 maggio 2011 ci siamo avvalsi della stessa struttura e la gioia era stata grande perché dodici neofiti avevano confessato la loro fede in Gesù e il Signore aveva battezzato una
giovane di Spirito Santo. Per l'occasione era stato invitato il fratello Tagnese, che ci aveva somministrato la Parola di Dio. Ringraziamo il Signore
per l'opera di convinzione che sta facendo nelle persone a cui da più di due anni è stata predicata la Parola di Dio mediante evangelizzazioni.
La comunità, formata da più di mezzo secolo nel
Villaggio di S. Stefano Briga, da due anni circa si è trasferita in
un locale di Santa Margherita (Me). Abbiamo inoltre in corso la
progettazione di un locale di culto che, Dio volendo, dovrà sorgere su un'area già acquistata. Invitiamo la fratellanza a volerci
aiutare nelle preghiere, perché Dio possa fare crescere ciò che
è stato piantato ed annaffiato (1 Cor. 3:6,7).
Rosario Spuria
Risveglio Pentecostale - Settembre 2012
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Notizie dalle nostre Comunità
BATTESIMI A SAN FERDINANDO DI PUGLIA
Con gioia comunichiamo alla fratellanza che il 6 maggio il Signore ci ha dato la gioia di vedere delle anime arrendersi al
Suo meraviglioso messaggio d’amore e salvezza e dare testimonianza in ubbidienza alla parola di Dio, con il Battesimo in
acqua. Si tratta di un gruppo di cinque neofiti, un fratello di 73
anni, un giovane di 19 anni, e tre sorelle di 40, 27, 18 anni.
Per l’occasione è stato con noi il fratello Vincenzo Martucci, pastore a Asti. Dio non ha mancato di benedire i nostri cuori attraverso la predicazione della Sua Parola. La comunità ha avuto la possibilità di ascoltare il prezioso messaggio della Parola
del Signore tratta dall’Epistola di Paolo a Tito 3:3-7; il testo letto
e meditato, attuale e dottrinale, è stato di grande edificazione,
consolazione e incoraggiamento per tutti i presenti. La domenica successiva abbiamo tenuto un culto con la celebrazione
della cena del Signore per dare ai nuovi convertiti il privilegio
di partecipare a questo ordinamento.
Dio fedelmente non ha mancato di benedire il nostro cuore.
Grazie a Dio per la Sua fedeltà! Egli è Colui che davvero fa prosperare l’Opera Sua! “Questa è opera dell'Eterno, è cosa meravi­
gliosa agli occhi nostri. Questo è il giorno che l'Eterno ha fatto; fe­
steggiamo e rallegriamoci in esso. Deh, o Eterno, salva! Deh, o
Eterno, facci prosperare! L'Eterno è Dio ed ha fatto risplender su noi
la Sua luce” (Salmo 118:23-25.27)
Gianluca Lo Giudice
IMPEGNI NELL'EVANGELIZZAZIONE A BOLZANO
Desideriamo informare la fratellanza dell’impegno per portare
anime a Cristo nella provincia di Bolzano che vanta tante peculiarità, dalla morfologia del territorio, alla varietà di lingue parlate, oltre all’italiano, il tedesco ed il ladino. Per la grazia di Dio
la comunità di Bolzano ha potuto distribuire, in occasione dei
visitatissimi mercatini delle scorse festività di fine anno, calendari e migliaia di opuscoli, Nuovi Testamenti e Bibbie, alle centinaia di persone che affollavano il centro storico della città
durante le prime due settimane di dicembre. Nonostante la rigidità del clima invernale, i fratelli e le sorelle, ma anche i bambini della comunità, si sono prodigati per la distribuzione di un
dono insolito, ma tanto apprezzato. Espressioni di gradimento, scambi di opinioni, ma soprattutto la possibilità che qualcuno ci ha dato di parlare della fede in Gesù, nonché di pregare
anche, in certi casi, hanno riempito il cuore, e aiutato a superare la generale indifferenza degli altoatesini che non conoscono
ancora il dono di Dio. Altro appuntamento in cui non poteva
mancare la presenza della testimonianza, è stato l’85esima adunata degli Alpini, tenuta nella nostra città, dall’11 al 13
maggio in cui più di 300.000 persone
hanno invaso Bolzano: Abbiamo distribuito 3000 volantini per la prossima
adunata, più importante, a cui nessuno deve mancare, quella del Cielo! Ai
fratelli chiediamo preghiere perché
l’Alto Adige è terra di missione; stiamo attendendo quel glorioso risveglio e la pioggia dell’ultima stagione,
promessa da Dio, perché il Vangelo
sia predicato in ogni angolo di questa stupenda regione, il Trentino Alto
Adige per Cristo!
Giuseppe Romanelli
EVANGELIZZAZIONE E BATTESIMI A CATANZARO E SATRIANO (CZ)
La crisi che si è abbattuta in questi ultimi anni in tutto il monIl lavoro è tanto, ma Grazie a Dio il frutto non manca e in questi
do non è solo economica, ma soprattutto di “valori”; è una
mesi altri sono stati raggiunti, toccati dal Signore e prossimi ad
crisi morale e spirituale che porta alla disperazione e a gesti
essere battezzati in acqua.
estremi. La chiesa del Signore è chiamata soprattutto in queSeverino Nicastro
sti “ultimi tempi” a mettere insieme le sue forze per reagire con
rinnovato spirito di evangelizzazione, annunciando la potenza e la speranza in Cristo Gesù. Il Signore vuole salvare quanti delusi e bisognosi si rivolgono a Lui con tutto il cuore. Pertanto, desideriamo condividere la grande gioia che il Signore ci
ha concesso domenica 13 maggio 2012 nel vedere otto credenti che hanno testimoniato della loro salvezza e fede. Tre di essi
sono di Satriano (CZ), tre di Catanzaro Lido e una coppia di coniugi di Catanzaro. Il fratello Giampaolo Santoro è stato lo strumento che il Signore ha usato per parlare alle centinaia di persone che affollavano il locale di culto. Dopo due giorni, martedì
15, Dio ci ha dato grazia di svolgere un’evangelizzazione nella Sala Congressi del Centro Commerciale “Le Fornaci”, e ancora tantissimi hanno ascoltato la Parola di Dio; alcune persone si
sono presentate al podio rispondendo all’appello della salvezza e chiedendo preghiera poiché il Signore continua ad operare liberazioni, salvezza, e battesimi nello Spirito Santo.
22 Risveglio Pentecostale - Settembre 2012
NOTIZIE DALLA CHIESA DI FORLÌ
Non ci sono parole per esprimere la gioia per l’opera di Dio nelle nostre zone, provata domenica 20 maggio 2012, giornata
che per le Chiese di Forlì e Lugo è stata di grande benedizione. Tredici neofiti (otto fratelli e cinque sorelle), tra cui una coppia, hanno testimoniato con il battesimo in acqua la loro fede
in Cristo Gesù e il desiderio di seguirLo tutti i giorni della loro vita. Tutti sono stati di benedizione e di incoraggiamento con la loro testimonianza, tra cui anche tre giovani che il
Signore ha recentemente battezzato con lo Spirito Santo. Il
Culto battesimale del mattino e il servizio di Santa Cena al
pomeriggio si sono svolti per l’occasione presso la sala congressi del Palafiera di Forlì, dove non è mancata l’occasione
di rafforzare anche la comunione fraterna. Gradito ospite e
strumento per la predicazione della Parola di Dio è stato il
fratello Paolo Faia, pastore delle Chiese di Parma e Piacenza, accompagnato dal coro che, attraverso la sua strumentalità, ha efficacemente indirizzato l’assemblea ad elevare
a Dio la lode ed il ringraziamento. Desideriamo inoltre rin-
graziare il Signore perché, fra i molti invitati, abbiamo avuto la
gradita visita del Vice Sindaco della città di Forlì, accompagnato dalla sua segretaria. Per ogni cosa desideriamo dare tutta la
Gloria al nostro amato Signore Gesù Cristo.
Francesco Carvello
DEDICAZIONE NUOVO LOCALE DI CULTO ARGENTA (FERRARA)
Dopo diversi anni e tante preghiere nel mese di giugno 2011 il
Signore ci ha risposto concedendoci di aprire un nuovo locale
di culto ad Argenta in provincia di Ferrara. Questa nuova opera
missionaria viene in parte a colmare la grande distanza geografica che vi era tra la comunità di Ferrara e la provincia di Ravenna (scendendo verso sud-est). “E io dissi ai notabili, ai magistrati
e al resto del popolo: "L'opera è grande ed estesa, e noi siamo spar­
si sulle mura, e distanti l'uno dall'altro”; queste furono le parole di
Neemia, desideroso di vedere l’opera di Dio prosperare; e questo è anche il nostro desiderio e lo scopo per cui ci affatichiamo. Come sempre, tutto ciò è venuto da parte di Dio al quale
rendiamo il ringraziamento e la lode. Lo scorso 12 maggio abbiamo avuto il culto di dedicazione e per l’occasione è stato
con il fratello Antonio Di Bello, pastore della comunità di Foiano della Chiana e San Giovanni Valdarno, strumento che Dio ha
usato per ministrarci il consiglio della Parola di Dio.
Il messaggio che Dio ci ha rivolto attraverso il Suo servo è stato
tratto dal brano di I Pietro 2:1-10, Il Signore ci ha ricordato che
“siamo stati edificati per formare una casa spirituale”; e questa
“casa” è tale perché è formata da “materiale spirituali” cioè da
pietre viventi, lo scopo è spirituale ed è disposta all’accoglienza
di tante anime alla ricerca della verità. Preghiamo gli uni per gli
altri, affinché in tutta la nostra Italia ogni distanza possa essere
colmata e ogni paese abbia una testimonianza dell’Evangelo.
Samuele Faia
BATTESIMI A PADOVA
Ringraziamo il Signore per quello che oggi i nostri occhi hanno visto, i nostri orecchi hanno udito e le nostre mani hanno
toccato. Il 27 maggio 4 fratelli e 9 sorelle con il battesimo in acqua, in ubbidienza alla Parola di Dio, hanno reso pubblica testimonianza alla chiesa,
alle persone presenti e agli
angeli di appartenere a Gesù, dichiarandoLo Salvatore e Signore della loro vita e promettendoGli fedeltà.
Ascoltando le testimonianze
di vite cambiate, rimaniamo
sempre meravigliati dall’opera che Dio fa in coloro che
per fede si rivolgono a Lui. A
tutti loro vogliamo dire: “Co­
noscete per esperienza qua­
le sia la volontà di Dio, la buo­
na e perfetta volontà. Quanto
allo zelo, non siate pigri; sia­
te ferventi nello spirito, servite il Signore. Amate la fratellanza, non
abbandonate la comune adunanza, pregate intensamente gli uni
per gli altri” (cfr.Rom.12:2,1; Ebr.10:25).
Vincenzo Specchi
Risveglio Pentecostale - Settembre 2012
23
XXXVII Incontro Giovanile ADI-IBI
Fiuggi 1-4 novembre 2012
Anche quest'anno la trentasettesima edizione
dell'atteso incontro giovanile ADI-IBI si terrà, a Dio
piacendo, a Fiuggi, presso la tensostruttura del Palatenda di Via IV Giugno. A questo appuntamento possono partecipare tutti i credenti di età compresa fra i 18 e i 40 anni; per i più piccoli, sono state organizzate delle attività di intrattenimento, per dare l'opportunità di partecipare
anche alle coppie con figli. Anche se per l'adesione
è necessaria la registrazione on-line a cura del pastore della comunità o di un suo incaricato all'indirizzo web www.assembleedidio.org/IBI/raduno, è
possibile ricevere ulteriori indicazioni telefonando
all'Istituto Biblico Italiano al numero 06.2280291 o
per e-mail all'indirizzo [email protected]
appuntamenti
RADUNO CAMPISTICO
ITALIA NORD EST
Sabato 8 settembre a Forli', al
Palafiera in Via Punta di Ferro,
Raduno Campistico della zona
Italia Nord Est. Ospite il pastore Michele Mango.
INCONTRO GIOVANILE
LOMBARDIA
Sabato 15 settembre a Milano,
presso il locale di culto in Via
delle Forze Armate, Incontro
Giovanile della zona Lombardia.
Risveglio
P E N T E C O S T A L E
Organo ufficiale delle Chiese Cristiane Evangeliche
“Assemblee di Dio in Italia”
Ente Morale di Culto D.P.R.5.12.1959 n.1349
Legge 22.11.1988 n.517
Mensile a carattere religioso pubblicato
dal Consiglio Generale delle Chiese Cristiane Evangeliche
“Assemblee di Dio in Italia”
Direzione, Redazione e Amministrazione:
Via Altichieri da Zevio, 1 35132 Padova
Tel. 049.­605127 fax 049.612565
e mail: [email protected]
INCONTRO PROVINCIALE
CATANIA
Sabato 22 settembre a Catania
- Via Susanna, Incontro Provinciale delle chiese della provincia di Catania.
Versamenti in Posta su c/c postale n.12710323 intestato a: STAMPE PERIODICHE
Risveglio Pentecostale V. Altichieri da Zevio 1, 35132 Padova Imprimé à taxe réduite taxe perçue tassa pagata Italia
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Questo numero di Risveglio Pen­te­co­stale è consultabile
all’indirizzo http://www.assembleedidio.org/risveglio.php
Questo numero di Risveglio Pentecostale è disponibile in
edizione per non vedenti. Gli articoli, salvati in formato
leggibile mediante computer con un programma screen re­
ader, vengono inviati ai non vedenti che ne fanno richiesta
all’indirizzo [email protected] (i
file sono disponibili nei formati .rtf .txt .doc .epub).
“Risveglio Pen­te­costale” è la pubblicazione delle As­­­sem­blee Tipografia Cooperativa Tipografica Operai srl Vicenza
di Dio in Ita­lia che dal 1946 ha scopo di edificazione spiri- Spedizione in Abbonamento Postale Poste Italiane spa
tuale ed è sostenuto da libere offerte.
D.L.353/03 (conv. L.27/02/04 n.46) art.1 com.2, DCB Vicenza
24 Risveglio Pentecostale - Settembre 2012
RADUNO CAMPISTI PUGLIA
E BASILICATA
Sabato 29 Settembre a Matera
via San Pardo 50, il Raduno
Campisti della zona Puglia e
Basilicata. Ospite predicatore,
il fratello Archetto Brasiello.
Destinatario
❏ SCONOSCIUTO
❏ PARTITO
❏ TRASFERITO
❏ IRREPERIBILE
❏ DECEDUTO
Indirizzo
❏ INSUFFICIENTE
❏ INESATTO
Oggetto ❏ RIFIUTATO
❏ NON RICHIESTO
❏ NON AMMESSO
grazie per la cortese collaborazione
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Settembre 2012 - Chiesa Cristiana Evangelica ADI Lumezzane